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Chiedimi se sono felice
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2026-10-01T12:41:08Z
Udiki
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text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Chiedimi se sono felice
|paese=Italia
|anno=2000
|genere=commedia / drammatico
|regista= [[Aldo, Giovanni & Giacomo]] / [[Massimo Venier]]
|soggetto=Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, [[Paolo Cananzi]], [[Walter Fontana]], [[Graziano Ferrari]]
|sceneggiatore=Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, Paolo Cananzi, Walter Fontana, Graziano Ferrari
|produttore= [[Paolo Guerra]]
|attori=
*[[Aldo Baglio]]: Aldo
*[[Giovanni Storti]]: Giovanni
*[[Giacomo Poretti]]: Giacomo
*[[Marina Massironi]]: Marina
*[[Silvana Fallisi]]: Silvana
*[[Antonio Catania]]: Antonio
*[[Giuseppe Battiston]]: Beppe il ladro
*[[Augusto Zucchi]]: Direttore dei grandi magazzini
*[[Paola Cortellesi]]: Dalia
*[[Daniela Cristofori]]: Daniela
*[[Max Pisu]]: Servizio treno-bar
*[[Serena Michelotti]]: Madre di Aldo
*[[Valentino Picone]]: Dottore
*[[Ines Nobili]]: Infermiera
*[[Cinzia Massironi]]: Francesca
|note=
}}
'''''Chiedimi se sono felice''''', film italiano del 2000 con [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]], diretto da loro e [[Massimo Venier]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Avete mai sentito di qualcuno che era felice mentre stava morendo? Forse quell'alpinista, l'ho letto sul giornale, che è arrivato su e non è più tornato giù. Ha raggiunto il suo scopo. Oppure quel [[sommozzatore|sub]] che è andato giù e non è più tornato su. Ha fatto il suo record personale. Forse un sorriso gli è scappato. E poi ci sono io alla fine di questa storia... eccomi. Vi sembrerà strano ma, anche se sto per morire, sono felice! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Frasi==
*Che cos'è il [[rancore]]? Il rancore è quella cosa... Che quando... Lo so, ti si... Eh la... Cioè il rancore, lo dice la parola stessa: ran-core, che la... Bisogna... Maria, ma proprio io dovevo fare la [[voce fuori campo]]! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}}
*Maria, che dolore! Ma porca miseria! Miliardi di piastrine perse per sempre!! ('''Aldo''') {{NDR|vedendo il sangue uscirgli copiosamente dal naso dopo aver preso una testata involontaria da Dalia}}
*Le [[mutanda|mutande]]!! Quando le cerchi non si trovano mai! ('''Aldo''') {{NDR|mentre sta cercando di rivestirsi il più in fretta possibile, poiché in estremo ritardo per il lavoro}}
*Se non mi licenziano loro, mi licenzio da solo, perché li capisco. ('''Aldo''')
*Lo so, visti così sembravamo tre coglioni... e forse lo eravamo. ('''Aldo''') {{NDR|raccontando, come voce fuori campo, della situazione lavorativa di lui, Giovanni e Giacomo}}
*Insomma credevamo che fosse uno di quei giorni in cui tutto sta per iniziare, invece era solo l'inizio della fine! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}}
*Chiedimi se sono felice! ('''Giacomo''') {{NDR|ad Aldo}}
*Ma cosa c'hai nel cervello? Le [[scimmia urlatrice|scimmie urlatrici]]? ('''Giovanni''') {{NDR|ad Aldo}}
*Anche mia nonna quando doveva mettermi le [[supposta|supposte]] da bambino me le spalmava sul sellino della bicicletta! ('''Giovanni''') {{NDR|in risposta ad un aneddoto di Silvana sulla somministrazione dei farmaci ai gattini}}
*Perché l'[[amore]], quando ci si mette, è veramente bastardo. ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}}
*Giacomino, ti prego, ''scarricamela''! ('''Aldo''')
*Giacomo, guarda, parlare con te o parlare con [[Aldo Biscardi|Biscardi]] è la stessa cosa... ('''Giovanni''')
*Ma possibile che come ti muovi pesti una merda? In un colpo solo gli hai fatto fuori il lavoro e la fidanzata! Adesso prendi una macchina, gli metti sotto la madre e finisci il lavoro. E comunque Giacomino se ti chiedo un favore, domani, non farmelo! ('''Aldo''')
*Aldo, non è che perché hai un frigo degli anni '60 ci devi tener dentro la roba degli anni '60! ('''Giovanni''')
*{{NDR|rivolgendosi a Giacomo}} Ma che cosa cazzo me ne frega di cosa avete bevuto?? Piuttosto dimmi cosa ti ha detto! {{NDR|Aldo accende lo stereo a tutto volume}} Ma la vuoi spegnere quella merda di musica o no?!? ('''Giovanni''')
*Per favore, lascia stare... Giacomino, vattene, lasciami solo. ('''Aldo''') {{NDR|dopo la furibonda sfuriata di Giovanni che, prima di piantarli in asso, in preda alla rabbia ha distrutto tutta la scenografia dello spettacolo che dovevano allestire}}
*Avete presente la teoria del piano inclinato? No? Ve la spiego. Se mettete una pallina su un piano inclinato la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia l'inclinazione, inizia a correre e correre sempre più veloce. Fermarla, è impossibile. Ma per fortuna gli uomini non sono palline: basta un gesto, un'occhiata, una frase qualsiasi a fermare il corso delle cose. ('''Aldo''') {{NDR|commentando, come voce fuori campo, l'"avvicinamento" tra Giacomo e Marina, fidanzata di Giovanni}}
*''No, non disturbatevi, restate sulla sedia, | signori mi presento, sono la [[commedia]].'' {{NDR|Applausi ed urla dal pubblico}} ''| Non son fatto di ossa ma di [[atti]] | che vi lascino rimborsati o soddisfatti | il mio [[cuore]] è chiamato [[trama]] | gente che si odia e che si ama, | il mio [[sangue]] è tutto ciò che accade | dal [[bacio]], al [[duello]] con le spade, | il mio cibo è il vostro battimani, | il veleno, gli attori cani. | Io sono la commedia e mi divido in atti | per raccontare a voi gli straordinari fatti | di questi cavalieri e della loro dama | di chi crede di amar | e di chi invece ama. | Si narrerà del poeta Cyrano e del suo [[naso]] | che pare modellato con lo stucco; | ma non ditelo all'[[attore]], non è il caso, | perché ce l'ha davvero, mica è un trucco'' {{NDR|Aldo si rivolge al pubblico indicando Giacomo, il pubblico applaude}} ''| e di Cristiano, giovane cadetto, che si esprime poco meglio di un gibbone | ma ha fascino ed è di bell'aspetto. | Un po' di [[fantasia]], questa è [[finzione]],'' {{NDR|Aldo si riferisce a Giovanni, il pubblico scoppia in una risata}} ''| entrambi ardon d'amore, questo è il bello | per Rossana, cugina di Cyrano | di quest'ultimo adora anima e cervello | ma ama corpo e viso di Cristiano. | Ma l'ora dei preamboli è finita | è ora che si vada ad incominciare | a tessere la trama e poi l'ordito | a svolgere, cucire e ricamare; | che squillino le trombe signori spettatori | inizia la commedia, che parlino gli attori.'' {{NDR|poi esce di scena, squilli di tromba e Giacomo inizia a recitare}} ('''Aldo''')
*''Cosa aggiungere potrebbe un [[narratore]] | a quanto già narrato dall'[[attore]]; | a me non resta altro che sparire, | fare un bell'inchino e poi svanire. | Come Cyrano che confessa e muore ai piedi del suo grande eterno amore, | anch'io finito il mio cammino mi accascio e vado verso il mio [[destino]]. | Che è quello di chi inizia e già finisce, | sboccia e dopo un attimo appassisce, | di chi vive soltanto un paio d'ore, | sperando in un applauso e dopo muore.'' {{NDR|poi cade in terra, e il pubblico applaude}} ('''Aldo''')
==Dialoghi==
*'''Giacomo''': Non mi vedi da tre anni e mi sbatti la porta in faccia?<br />'''Giovanni''': Che cosa vuoi?<br />'''Giacomo''': Senti, lo so che è tardi, però è successa una roba...<br />'''Giovanni''': Che cazzo vuoi?!<br />'''Giacomo''': Aldo sta male!<br />'''Aldo''' {{NDR|voce fuori campo}}: Eppure, tre anni fa le cose erano molto diverse!
*{{NDR|Aldo si ritrova senza casa, per cui Giovanni gli ha trovato un alloggio momentaneo nel vecchio magazzino dismesso dei suoi genitori}}<br/>'''Aldo''': Oh, eh, Giovanni, quando vuoi venire non ti fare scrupoli, eh? Questa casa è sempre aperta per te. Eh? Non ti fare scrupoli, vieni quando vuoi, hai capito?<br/>'''Giovanni''': Scrupoli, è mia! Non è che...<br/>'''Aldo''': Comunque, magari una telefonatina prima, eh? Oh, Giacomino, anche tu, quando vuoi venire vieni, qua la porta... Allora, qui gente che entra, gente che esce, la facciamo diventare quello che vogliamo!<br/>'''Giovanni''': No!<br/>'''Aldo''': Mangiamo, beviamo, di giorno, di notte...<br/>'''Giovanni''': No!<br/>'''Aldo''': Ci ubriachiamo, eh, spacchiamo tutto, {{NDR|preso dall'euforia, comincia ad urlare}} la radiamo al suolo questa merda di casa!! <br/>'''Giovanni''': Allora, no, no, no, un attimo! Mettiamo le cose in chiaro!
*'''Giacomo''': Allora, stavolta mi è proprio venuta una grande bella idea: e se rappresentassimo il Cyrano de Bergerac? <br/> '''Aldo''': Ma Giacomino, Giacomino, sempre con queste americanate, finiscila, va! <br/> '''Giacomo''': Americanate che cosa? È francese, il Cyrano! <br/> '''Aldo''': C'hai sempre ragione tu...
*'''Aldo''': Comunque domani viene alle sette e mezza e gli do l'anello.<br/>'''Giacomo''': ''Le'' do, femminile. Quante volte te lo devo dire? ''Le'' do. L'[[Lingua italiana|italiano]] è importante!
*{{NDR|Aldo, ritenendo d'aver trovato l'anima gemella in Dalia, chiede insistentemente a Giacomo di scaricargli Silvana, con la quale si stava già vedendo da un pò di tempo, ma stavolta non può}}<br/>'''Giacomo''': C'ho un turno di doppiaggio, Aldo. <br/> '''Giovanni''': Cosa, devi scoreggiare mentre passa un treno? <br/> '''Giacomo''': Ha parlato il mimetto Tutankhamon. Perché non ci vai te allora? <br/> '''Giovanni''': Che problema c'è? <br/> '''Giacomo''': Eh, vai! <br/> '''Aldo''' {{NDR|con tono affranto}}: Giovanni, fallo tu, ti prego... {{NDR|Giovanni annuisce con rassegnazione}} Grazie! {{NDR|lo bacia}}
*'''Giacomo''': Va' che non ci vuole niente a scaricare le donne degli altri. L'unica cosa veramente importante è che non la lasci parlare: non deve avere il tempo di parlare. Devi essere lucido, freddo, distaccato. <br/> '''Giovanni''': Tipo Zoff? <br/> '''Giacomo''': Mmh, tipo Zoff.
*{{NDR|Pensando a una terza persona per la cena-appuntamento}}<br/>'''Giacomo''': Che poi, non è proprio doppia coppia doppia coppia, eh.<br/> '''Aldo''': In che senso?<br/>'''Giacomo''': Nel senso che c'è una loro amica che si è appena trasferita lì, non ho capito bene... Cioè, bisogna trovare un terzo amico per lei, se nò non se ne fa niente...<br/>'''Aldo''': E che problema c'è? Giovanni... {{NDR|Giovanni si mostra visibilmente interessato a partecipare}} mi passi il formaggio, per favore? {{NDR|gli tira un'occhiataccia e gli passa il formaggio}} Ci sarebbe Lello.<br/>'''Giacomo''': Lello? Lello è pesante, dai! <br /> '''Aldo''': Beh, un po' pensante è vero... <br /> '''Giacomo''': [[Logorrea|Logorroico]]. <br /> '''Aldo''': Eh, sarà pure logorroico ma parla troppo. Allora Brio. <br /> '''Giacomo''': Brio potrebbe andar bene... se si lavasse!<br/>'''Aldo''': No, non gli puoi chiedere una cosa del genere a Brio! Allora Rudy!<br/>'''Giacomo''': Rudy? Quello che frega le autoradio??<br/>'''Aldo''': Non quel Rudy lì, l'altro...<br/>'''Giacomo''': Non starai parlando di quello che fa la gara di rutti?!<br/>'''Aldo''': Il due volte campione italiano di rutti!<br/>'''Giacomo''': Cioè, portiam fuori uno che fa i rutti?! <br/>'''Aldo''': Conosciamo un vip, buttiamolo via!<br/>'''Giacomo''': Vabbè, ho già capito che di questa roba non se ne fa niente... <br />'''Aldo''': {{NDR|dopo un attimo di silenzio}} Ma che cretino! Uno c'ha la soluzione davanti agli occhi e non se ne avvede! {{NDR|indicando Giovanni, che si ringalluzzisce tutto}} Giovanni... non è che conosci qualcuno? Un amico? Un parente?<br/>'''Giovanni''': Non conosco nessuno! {{NDR|sbattendo irritato il tovagliolo sul tavolo}}<br/>'''Aldo''': Neanche un primate col pollice opponibile?<br/>'''Giovanni''': Ma va a cagare, va! {{NDR|Se ne va dalla tavola}}<br/>'''Giacomo''': {{NDR|lui ed Aldo scoppiano a ridere}} Ma dai Giova, era uno scherzo!
*{{NDR|Parlando dei preparativi della cena a tre, al supermercato}}<br/>'''Giovanni''': Allora, io... venire vengo perché ormai ho promesso, giusto? Però qualcuno ha visto la ragazza? Non è che mi capita la solita pantegana?<br/>'''Aldo''': Allora, ti capita quello che ti deve capitare, la pantegana o il cane-lupo che sia, comunque stiamo facendo un favore a Giacomino!<br/>'''Giovanni''': E facciamogli 'sto favore...<br/>'''Aldo''': E facciamogli 'sto favore, e non se ne parla più! Allora, torniamo a noi. Giacomino comunque, puoi leggere tutti i libri che vuoi, cosa che mi guardo bene dal fare...<br/>'''Giacomo''': Vantati, eh...<br/>'''Aldo''': Comunque [[Marco Ferradini]] è un tuttologo sull'amore.<br/>'''Giovanni''': Allora, fatemi capire bene. La cena la facciamo per Giacomino, giusto? Quindi paga lui?<br/>'''Aldo''': No! Ognuno mette il suo, braccino corto!<br/>'''Giovanni''': Vabbè, io la mia parte l'ho già messa.<br/>'''Giacomo''': Messo cosa?<br/>'''Giovanni''': Le cinquecento lire del carrello!<br/>'''Giacomo''': Va be' ma poi te le riprendi!<br/>'''Giovanni''': Intanto lì è un capitale immobilizzato, e gli interessi, pemm {{NDR|mimando con un gesto del braccio}}, si impennano!<br/>'''Giacomo''': Interessi cosa?<br/>'''Giovanni''': Lascia perdere, cosa ne sai tu di economia, Giacomo?
*'''Aldo''': Continuiamo, va'. Fuori dal letto? Fuori dal letto? <br/> '''Giacomo''': Nessuno è perfetto. <br/> '''Aldo''' {{NDR|urlando}}: Nessuna pietà! Nessuna pietà! Ma come devo fare con te?! Attitudini sull'amore nessuna! {{NDR|mentre camminano per i reparti di un supermercato, Aldo cerca di spiegare a Giacomo come deve trattare una donna seguendo una nota canzone di Marco Ferradini, di cui Giacomo non riesce a ricordare le parole}}
*'''Marina''': {{NDR|Cercando una scusa per allontanarsi dalla tavolata con Giovanni}} Giovanni, non senti uno strano odore?<br/>'''Giovanni''': Di cosa?<br/> '''Marina''': Di bruciato?<br/>'''Giovanni''': {{NDR|Dopo un breve istante di pausa}} Ah sì è vero, c'è l'arrosto nel forno.<br/>'''Aldo''': Lo sento pure io. <br/>'''Silvana''': No no, io non sento proprio odore di bruciato. <br/>'''Aldo''': Eh, c'avrai le mucose andate...
*'''Marina''': {{NDR|In cucina, mentre Giovanni cerca di fare i piatti}} Quindi io e te saremmo la terza coppietta?<br/> '''Giovanni''': No, cioè no, io non sapevo neanche che tu venivi<ref>Giovanni, avendola scambiata per la fidanzata da scaricare di Aldo (a causa d'un disguido sul suo indirizzo di casa), l'aveva tenuta impegnata un'intera mattinata per farle il "discorsetto" destinato a Silvana</ref>, perché se nò non avrei accettato, eh?<br/> '''Marina''': Ah, grazie.<br/> '''Giovanni''': No, nel senso... cioè... non che avrei accettato... cioè... avercene! No, cioè, avercene in senso buono... cioè in senso... scusa... {{NDR|fa per andarsene imbarazzato con le pietanze da servire}}
*'''Beppe il ladro''': Dammi il [[Portafoglio (contenitore)|portafoglio]]!<br/> '''Aldo''': Ok, ma non mi puntare l'arma addosso.<br/> '''Beppe il ladro''' {{NDR|prende e apre il portafoglio}}: Ma è vuoto?!<br/> '''Aldo''': Eh, tu il portafoglio mi hai chiesto...
*'''Giacomo''': Smettila di buttarti giù, quante volte te lo devo dire, vedrai che va tutto a posto! Del resto tu sei un ragazzo intelligente, eh, si vede! <br/> '''Beppe''': Da cosa? <br/> '''Giacomo''': Beppe, son frasi fatte, è per dire... Non è che devi star lì ad approfondire tutto...
*'''Giovanni''' Ciao Beppe! <br/> '''Beppe''': Magari ci sentiamo... <br/> '''Giovanni''': Ma sì, figurati! <br/> '''Beppe''': Allora buonanotte, eh, ciao. <br/> '''Giovanni''': Buonanotte... {{NDR|ferma Beppe che se ne stava andando con la sua bici}} Ciccio! Eh, eh! La bicicletta! <br/> '''Beppe''': Aah... <br/> '''Giovanni''': Eh, "aah"... E intanto, eh, track! Ti ci sei affezionato! Ecco, Beppe, cerca di perdere il vizio, eh!
*'''Giacomo''': Giovanni, guarda, non so proprio come dirtelo, ma i mobili di tua madre fan veramente cagare. <br/> '''Giovanni''': Ma cosa ne vuoi capire tu, Giacomo? Non sai neanche cos'è una pialla! <br/> '''Giacomo''': Ma cosa c'entra?! Non è che uno deve costruire i mobili per saperli apprezzare! <br/> '''Giovanni''': Eh no, caro! Chi sa fare sa capire! <br/> '''Giacomo''': Ma che cazzo di [[Proverbi dai film|proverbio]] è? <br/> '''Giovanni''': Non è un proverbio: è la vita, Giacomo.
*'''Aldo''': "La commedia c'è! Il manifesto pure! Sono arrivati, freschi freschi di stampa!" {{NDR|Il manifesto riporta erroneamente "Sirano De Bergerak"}}<br/> '''Giacomo''': "Deficiente! Cyrano con la C si scrive, non con la S!" {{NDR|tira uno scalpellotto ad Aldo}} <br/> '''Giovanni''': "Bergerac con la K?!" {{NDR|tira un altro scalpellotto ad Aldo}}<br/> '''Giacomo''': "Ma cos'è, Diabolik questa roba qua?!" <br/>
*'''Giacomo''': Abbiamo incontrato Francesca {{NDR|l'attrice scritturata per il loro allestimento}} che piangeva! Cosa le hai fatto? <br/> '''Aldo''': Niente! <br/> '''Giacomo''': Senti, furbino, non è che per caso ti sei messo anche con lei? <br/> '''Aldo''': No! <br/> '''Giacomo''': Di' la verità! <br/> '''Aldo''': Sì... <br/> '''Giovanni''': Scommetto che ti ha beccato con un'altra, eh? <br/> '''Aldo''': No! <br/> '''Giovanni''': Di' la verità! <br/> '''Aldo''': Sì...<br/> '''Giacomo''': Certo che tu sei veramente il campione olimpico dei minchioni!
*'''Giacomo''': Be', immagino, Elena, che tu abbia già avuto esperienze teatrali.<br/>'''Candidata attrice''': Io sì. E voi?<br/>{{NDR|I tre si guardano imbarazzati}}<br/>'''Giacomo''': Comunque la commedia sarebbe il ''Cyrano di Bergerac''.<br/>'''Aldo''': Sì, Bergerac. Che sarebbe anche l'autore. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}}
*'''Giacomo''': Immagino che tu abbia già avuto esperienze di teatro. <br/> '''Candidata attrice''': Be', sì... ho lavorato con [[Giorgio Albertazzi|Albertazzi]]. <br/> '''Aldo''': Però... Albertazzi... il grande Albertazzi... il grande e irreprensibile Albertazzi! Mamma mia, non sapevo che facesse anche teatro. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}}<br/> '''Giacomo''': Se ti dico che parlo io, parlo io!<br/> '''Aldo''': Ma che ho fatto?<br/> '''Giovanni''': Aldo, se parla lui, parla lui.
*{{NDR|dopo essersi passati in rassegna i provini per la protagonista, tutti infruttuosamente}} '''Giacomo''': Certo che è una situazione [[Franz Kafka|kafkiana]]... <br/> '''Aldo''': Ma, precisamente, questo Kafkian, chi è?
*'''Giacomo''': Ovviamente abbiamo già pensato all'allestimento in ogni suo particolare. Per esempio, la scenografia avrà un posto di rilievo. Cioè nella cifra stilistica nostra, no? Ovviamente sarà tutto rigoroso...<br/> '''Giovanni''': {{NDR|facendo oscillare vorticosamente una matita con le dita}} Giacomo! Guarda guarda guarda! Sembra molle. La matita sembra molle! Guarda. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}}<br/> '''Giacomo''': Ma tu, stamattina, non dovevi andare al supermercato a fare la pianta grassa?
*'''Giovanni''' {{NDR|al venditore di cibarie sul treno}}: Che tipo di panini avete? <br /> '''Venditore''': Abbiamo prosciutto, formaggio, prosciutto e formaggio... <br /> '''Giovanni''': Prosciutto cotto o crudo? <br /> '''Venditore''': Cotto. <br /> '''Giovanni''': No, non mi piace... e formaggio? <br /> '''Venditore''': Formaggio. <br /> '''Giovanni''': Ho capito, ci son tanti tipi di formaggio: stagionato, molle, filante... <br /> '''Venditore''': {{NDR|visibilmente scocciato ed irritato}} Senta, io stamattina mi sono alzato alle sei. <br /> '''Giovanni''': Eh, e io alle cinque! <br /> '''Venditore''': Sì. A che ora è andato a letto? <br /> '''Giovanni''': Non so, sarà stato undici e mezza, mezzanotte...<br /> '''Venditore''': Alle due. <br /> '''Giovanni''': Ah be' allora... formaggio! Mi scusi. <br /> '''Venditore''': Bravo! <br />'''Giovanni''': Me lo può scaldare per favore?<br />'''Venditore''': Certo. {{NDR|prende il panino e lo schiaccia contro il finestrino su cui batte il sole}} Se ha una mezz'oretta...
*{{NDR|Marina, non convinta dell'andazzo della sua relazione con Giovanni, gli ha comunicato di volersi prendere una pausa di riflessione}}<br/>'''Giacomo''': Giovanni, ma sono fasi del rapporto queste qua. <br/> '''Giovanni''': Sì, fasi del rapporto... <br/> '''Giacomo''': Giovanni, sono cose che si dicono.<br/> '''Giovanni''': Eh, cose che si dicono...<br/> '''Giacomo''': Senti Giovanni, però, non c'è bisogno di ripetere tutto quello che ti dico, il dialogo è fatto di botta e risposta!<br/> '''Giovanni''': Eh si, botta e risposta... Botta e risposta... <br/> '''Aldo''': Giacomino, anche tu, sei bravissimo a ''scarricare'', ma per riconciliare una coppia sei una merda proprio! Ci penso io... <br/>
*'''Giacomo''': Ma non lo so neppure io come sia potuto accadere Aldo, eravamo lì ed è successo, del resto lo sai anche tu come possono finire certe cose... <br/> '''Aldo''': No, non lo so, non lo so come possono succedere! E comunque, se proprio glielo devi dire... glielo devi dire? <br/> '''Giacomo''': Certo che glielo devo dire... <br/> '''Aldo''': Sicuro sicuro? <br/> '''Giacomo''': Certo! <br/> '''Aldo''': Vabbè, se proprio glielo devi dire, glielo dici dopo il debutto! <br/> '''Giacomo''': Non posso, non capisci che sto male se mi tengo dentro tutto sto peso? <br/> '''Aldo''': Mii e da dove salta fuori tutta questa coscienza?! E perché non gliel'hai detto ieri? <br/> '''Giacomo''': Perché ieri già gli ho dovuto dire che ha perso il lavoro... {{NDR|poiché fuori città, Giacomo l'ha sostituito come mimo-manichino al supermercato dove lavora}}<br/> '''Aldo''' {{NDR|sbigottito}}: Cosa sentono le mie orecchie?! Cosa?? Ha perso? Ha perso?! <br/> '''Giacomo''' {{NDR|abbassa lo sguardo per la vergogna}}: Il lavoro... <br/> '''Aldo''': Ma porca miseria, come è successo?! <br/> '''Giacomo''': Eh, ho litigato con il capocommesso e l'hanno licenziato. <br/> '''Aldo''': Ma è possibile che come ti muovi ti muovi pesti una merda? In un colpo solo gli hai fatto fuori il lavoro e la fidanzata! Adesso prendi la macchina, gli metti sotto sua madre e finisci il lavoro! <br/> '''Giacomo''': Grazie eh! <br/> '''Aldo''': Prego, prego! E comunque, Giacomino, se ti chiedo un favore domani non farmelo. Non farmelo! <br/>
*'''Giovanni''': Io ero a Francoforte, e tu l'hai baciata!? <br/> '''Giacomo''': Sì... ma Giovanni... <br/> '''Giovanni''': Stai zitto! Io ero a Francoforte, e tu l'hai baciata!? Mi fai schifo, Giacomo! <br/> '''Giacomo''': Ma Giovanni, posso spiegare... <br/> '''Giovanni''': Ma spiegare che cosa?! Sei veramente un bastardo, Giacomo! Non ti voglio più vedere! Per me non esisti più! <br/> '''Aldo''': Ma dai, Giovanni! È solo un bacio... <br/> '''Giovanni''': Qualcuno t'ha chiesto qualcosa? <br/> '''Aldo''' {{NDR|si giustifica perplesso}}: No... un bacio... è solo un apostrofo rosa fra le parole franco e forte! <br/> '''Giovanni''': Ma che cazzo stai dicendo?? Mi prendi anche per il culo? <br/> '''Aldo''': Sono confuso, scusa... <br/> '''Giovanni''': E poi tu lo sapevi e non mi hai detto niente? <br/> '''Aldo''': No, io non lo sapevo... <br/> '''Giovanni''' {{NDR|adirandosi sempre di più}}: Anzi peggio: tu mi hai mandato a Francoforte per lasciare lui {{NDR|dando un brusco scappellotto a Giacomo}} da solo!!! <br/> '''Aldo''': Guarda, stai creando un equivoco, sei arrabbiato... <br/> '''Giovanni''': Guarda, mi fai schifo, anzi fate schifo tutti e due... <br/> '''Aldo''': Ti prego, cerca di ragionare... <br/> '''Giovanni''': Ma stai zitto, taci! Per favore, taci, taci!! Tu sei capace solo di vivere sulle spalle della gente! {{NDR|alza il tono di voce, mentre Aldo abbassa lo sguardo}} Tu sei un approfittatore! Sei un parassita! Anzi, sai cosa ti dico adesso? Tu vai al mio magazzino, prendi la tua roba e non ti fai più vedere! Hai capito? La pacchia è finita!! Chiaro?! <br/> '''Aldo''' {{NDR|mantenendo basso lo sguardo}}: E la commedia? <br/> '''Giovanni''': La commedia?! Guarda la commedia, guarda la tua commedia. {{NDR|prende una spada di legno e comincia a distruggere tutta la scenografia con rabbia}} Guarda, guarda la tua commedia! La guardi la tua commedia del cazzo?! {{NDR|butta giù un albero della scenografia e se ne va}}
*'''Zia di Aldo''': Spero solo di sentire presto gli zoccoli del cavallo di San Bartolomeo. <br/> '''Giacomo e Giovanni''': Eh, sì... <br/> '''Zia di Aldo''': Che venga a pigghiasselo col suo sacco nero! Così smette di soffrire! <br/> '''Giacomo e Giovanni''': Signora, un po' di ottimismo, però!<br/> '''Zia di Aldo''': E questo ottimismo è! <br/> '''Giovanni''': Ah questo è ottimismo? Chissà il resto...
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
Lo so, lo so: ho detto una bugia! A parte il fatto che l'idea di fingermi malato è venuta a Marina, e io non ero nemmeno d'accordo! E poi queste cose - si sa - si avverano. Comunque senza quella bugia quei due non sarebbero mai, mai venuti fin quaggiù e io adesso non sarei felice! E poi mio nonno me lo diceva sempre: una [[verità e bugia|bugia]] a fin di bene vale più di cinquecento [[verità e bugia|verità]]. E così siamo arrivati alla fine, solo che voi volete sapere ancora un sacco di cose. Volete sapere se questa è stata l'ultima volta che abbiamo recitato insieme; se adesso che ci siamo ritrovati non saremo così cretini da perderci di nuovo; se Marina e Giovanni si rimetteranno insieme; se Giacomo riuscirà a dare almeno un bacio all'infermiera. Che volete che vi dica? Io tutte queste cose non le so. Però, come diceva mio nonno, tutto è possibile... o quasi. Quanto a me non so come passerò il resto dei miei giorni. Anche se un'idea... ce l'avrei! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia]]
kyzziprwl7h0nvj9iy3nh5i128gejpq
Shrek
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Udiki
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wikitext
text/x-wiki
{{nota disambigua|altri significati|[[Shrek (disambigua)]]}}
{{Film
|dimensioneimmagine= 200
|immagine= Happy Shrek (cropped).jpg
|didascalia=
|titoloitaliano = Shrek
|titolooriginale = Shrek
|paese = Stati Uniti d'America
|anno = 2001
|genere = Animazione
|regista = [[Andrew Adamson]] / [[Vicky Jenson]]
|sceneggiatore = [[Ted Elliott]], [[Terry Rossio]], [[Roger Schulman]], [[Joe Stillman]]
|doppiatorioriginali =
*[[Mike Myers]]: Shrek/Topolino Cieco/Narratore
*[[Eddie Murphy]]: Ciuchino
*[[Cameron Diaz]]: Principessa Fiona
*[[John Lithgow]]: Lord Farquaad di Duloc
*[[Vincent Cassel]]: Monsieur Hood
*[[Peter Dennis]]: cacciatore di orchi
*[[Clive Pearse]]: cacciatore di orchi
*[[Jim Cummings]]: capitano delle guardie
*[[Bobby Block]]: cucciolo di orso
*[[Chris Miller]]: Geppetto/Specchio Magico
*[[Cody Cameron]]: Pinocchio/Tre Porcellini
*[[Michael Galasso]]: Peter Pan
*[[Christopher Knights]]: Topolino Cieco/Thelonious
*[[Simon J. Smith]]: Topolino Cieco
*[[Conrad Vernon]]: Uomo Focaccina
|doppiatoriitaliani=
*[[Renato Cecchetto]]: Shrek
*[[Nanni Baldini]]: Ciuchino
*[[Selvaggia Quattrini]]: Principessa Fiona
*[[Oreste Rizzini]]: Lord Farquaad
*[[Massimiliano Manfredi]]: Monsieur Hood
*[[Pino Insegno]]: Specchio magico
*[[Fabrizio Mazzotta]]: Tre Porcellini
|note =
*'''Soggetto''': [[William Steig]]
*'''[[:Categoria:Film premi Oscar|Premio Oscar]] (2002)''' come miglior film d'animazione
}}
'''''Shrek''''', film d'animazione statunitense del 2001, tratta dal [[romanzo]] omonimo del 1990 di [[William Steig]], regia di [[Andrew Adamson]] e [[Vicky Jenson]].
==[[Incipit]]{{Incipit film}}==
{{NDR|Viene mostrato un libro di fiabe che si apre e volta le pagine}} C'era una volta una principessa bellissima, vittima però di un tremendo incantesimo che poteva essere spezzato solo dal primo bacio d'amore. Era rinchiusa in un castello, sorvegliato da un terribile drago sputafuoco. Molti cavalieri coraggiosi avevano tentato di liberarla da quella prigione ma senza successo. Ella attendeva nella fortezza del dragone e nella stanza più remota della torre più alta il suo vero amore e il primo bacio di vero amore. {{NDR|strappa una pagina del libro}} Sì, eheheh! Certo! Aspetta e spera! Che bella ca... {{NDR|rumore dello sciacquone, dopodiché Shrek esce dalla latrina}} ('''Shrek''')
== Frasi ==
{{cronologico}}
*Sarà uno spasso, faremo notte fonda, ci scambieremo storielle da uomini e quando sarà mattina cucinerò ciambelle! ('''Ciuchino''')
*{{NDR|Rivolto al Lupo Cattivo}} Io vivo in una palude, ho messo i cartelli, sono un [[Orco (folclore)|orco]] spaventoso! Che devo fare per avere un po' di intimità?! ('''Shrek''')
*{{NDR|[[Canzoni dai film|Canzone]]}} ''Ora sei a Duloc, la perfetta città <br/>qualche regola c'è, certo servirà <br/>Stare calmi e stare in coda qui va molto di moda <br/>Duloc è il paradisoo <br/>Ehi amico tu e il mulo su pulitevi il… viso! <br/>Duloc èè <br/>Duloc èè <br/>Duloc è il paaaraaadisoooooo!'' ('''Coro di marionette''')
*Alcuni potranno morire, ma è un sacrificio che sono pronto a fare. ('''Lord Farquaad''')
*Ciuchino, due cose, chiaro? Stai... zitto! ('''Shrek''')
*{{NDR|Rivolto alla Draghessa}} Nonononono, nooo. Oh, che denti lunghi che hai. {{NDR|la Draghessa gli ruggisce}} Vo-vo-vo-voglio dire, che denti abbaglianti. Eh, lo so, te lo diranno tutti quelli che ti mangi, ma sicuramente te li sbianchi perché non ho mai visto un sorriso così sfavillante... e... non è che sento una freschezza… alla menta? E... coff! Sai un'altra cosa? Sai un'altra cosa? Sei... sei... un drago femmina! Oh, cielo! Volevo dire, oh ceerto che sei un drago femmina, perché... perché tu trasudi bellezza femminile e... ohm.. Che c'è? Hai qualcosa in un occhio? {{NDR|la Draghessa gli fa un fumo davanti a forma di cuore}} Eh, oh oh... bella, vorrei restare, ma sai, sono... {{NDR|tossisce}} sono asmatico, e non credo che tra noi funzionerebbe nel caso tu facessi cerchi di fumo... Shrek!! ('''Ciuchino''')
*{{NDR|Rivolto alla Draghessa}} Vacci, vacci, vacci piano. No, ti prego! Senti, credi che sia salutare imparare a conoscerci per un luungo periodo di tempo...? Di' pure che sono all'antica se vuoi. Sì, non voglio tuffarmi in un, eh... rapporto fisico. Vedi, non sono... emotivamente pronto per... un impegno di tale... rilevanza! È questa la parola che cercavo, rilevanza! Ah... ehi! Questo è contatto fisico non desiderato! Ehi, co-cosa fai? Va bene, va bene, facciamo, facciamo marcia indietro e affrontiamo la cosa un passo alla volta, insomma... prima dobbiamo cercare di conoscerci, intendo come amici, magari ci scriviamo, ecco. Io viaggio parecchio, ma mi piace un sacco ricevere cartoline, perciò... ehi, senti, io io vo-vorrei tanto restare, ma davvero... ehi! Ehi! Non farlo, è la mia coda! La mia personale coda! Così me la stacchi! Non ti do il permesso di... Eoh... eoooh... E che ci vuoi fare con quello? Oh oh, neanche per sogno, neanche per sogno, io no! No! Nooo! Auuuu! ('''Ciuchino''')
*A volte le cose sono molto di più di quello che appaiono. ('''Shrek''')
*{{NDR|A Shrek, riferendosi alle sue arti marziali}} Quando vivi da sola, devi impararle certe cose, nel caso tu hai... {{NDR|sconvolta}} Hai una freccia nel didietro! ('''Fiona''')
*Oh, accidenti, le dita non me le sento più... io le dita non ce le ho!! Ho bisogno di coccole... ('''Ciuchino''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]] rivolto a Shrek e Fiona, prima di essere divorato dalla Draghessa}} Sono il re! Esigerò l'ordine! Esigerò la perfezione! Esigerò... ('''Lord Farquaad''')
== Dialoghi ==
{{cronologico}}
*'''Ciuchino''': Ehi, io volo! <br/>'''Peter Pan''': Lui vola! <br />'''Tre porcellini''': Lui vola! <br />'''Capitano delle guardie''': Lui parla?!<br/>'''Ciuchino''': Ah-ah, proprio così, idiota! Ora sono un mulo parlante volante. Avrai visto un tappeto volante, magari anche un disco volante, ma scommetto che non hai mai visto un mulo volante!
*'''Shrek''': Perché continui a seguirmi?!<br/>'''Ciuchino''': Te lo spiego io. {{NDR|[[Canzoni dai film|Canticchiando]]}} ''Perché son tutto solo, | e non ho nessuno accanto... | i guai han preso il volo, | mi sfottono soltanto... | ma ci sono gli amici...'' <br/>'''Shrek''': Smettila di cantare! Non mi meraviglia che non hai nessun amico. <br/>'''Ciuchino''': Caspita, solo un vero amico è così sincero.
*'''Ciuchino''': Amico, mi piaci. Come ti chiami?<br/>'''Shrek''': Ehh... Shrek.<br/>'''Ciuchino''': Shrek? Sai cosa mi piace di te, Shrek? Hai quell'aria "non mi importa cosa gli altri pensano di me". Mi piace, ti rispetto, Shrek, sei in gamba! Bleah, guarda là... chi vorrebbe vivere in un posto come quello?<br/>'''Shrek''': Quello è il posto in cui vivo. <br/>'''Ciuchino''': Oh, ma è delizioso! Una meraviglia! Sai, sei un grande arredatore, stupefacente date le tue modeste finanze. Ma che bel masso! Un vero pezzo d'epoca!
*'''Shrek''': Chi è che sa dirmi questo Farquaad dove si trova? <br>'''Ciuchino''': Oh, io! Io lo so dov'è! <br>'''Shrek''': Non è che qualcun altro sa dove trovarlo? Nessuno nessuno? <br>'''Ciuchino''': Io, io! <br>'''Shrek''': Nessuno? <br>'''Ciuchino''': Oh! Oh! Scegli me! Oh! Io lo so! Lo so io! Io!
*'''Shrek''' {{NDR|afferrando una cipolla}}: Gli orchi sono... come le [[cipolla|cipolle]]. <br/>'''Ciuchino''' {{NDR|la annusa}}: Puzzano? <br/>'''Shrek''': Sì... no! <br/>'''Ciuchino''': Ah, ti fanno piangere? <br/>'''Shrek''': No! <br/>'''Ciuchino''': Ah, li lasci al sole, diventano marroni e poi spuntano i peletti bianchi? <br/>'''Shrek''': No! Strati! Le cipolle hanno gli strati. Gli orchi hanno gli strati. Le cipolle hanno gli strati. Capito?! Tutti e due abbiamo gli strati! <br/>'''Ciuchino''': Aah, tutti e due avete gli strati? {{NDR|Riannusa la cipolla}} Bleah... Sai, non a tutti piacciono le cipolle... Torte! A tutti piacciono le torte, le torte hanno gli strati. <br/>'''Shrek''': Non mi interessa che cosa piace a tutti! Gli orchi non sono come le [[Torta|torte]]! <br/>'''Ciuchino''': Sai cos'altro piace a tutti? Le [[lasagne]]. Hai mai conosciuto qualcuno a cui dici: "Ehi, prendiamo le lasagne" e lui risponde: "Non mi piacciono le lasagne". Le lasagne sono squisite. <br/>'''Shrek''': No! Ottusa e irritante bestia da soma in miniatura! Gli orchi sono come le cipolle! Fine della storia! Baci, baci! Ci vediamo. <br/>'''Ciuchino''': Mh... le lasagne sono forse la cosa più deliziosa di questo accidenti di mondo. <br/>'''Shrek''': Sai... ti preferivo quando canticchiavi. <br/>'''Ciuchino''': Hai un fazzoletto, anche di carta? Sto facendo un macello. Basta la parola "lasagne" per farmi sbavare.
*'''Ciuchino''': Pfff... uh, Shrek, sei stato tu? Amico, dovresti avvertire prima di spararne una, avevo la bocca aperta qui dietro. <br>'''Shrek''': Credimi, Ciuchino, se fossi stato io, saresti morto. Questo è [[zolfo]]. Dobbiamo esserci quasi. <br>'''Ciuchino''': Sì, come no, zolfo... non te ne uscire con lo zolfo! So io che cosa ho sentito, e non era certo zolfo, e non veniva neanche dalle rocce...
*'''Ciuchino''': Dov'è questa rottura di scatole dall'alito di fuoco?<br>'''Shrek''': Dentro, attende che noi la salviamo eh eh eh...<br>'''Ciuchino''': Parlavo del drago, Shrek...
*'''Shrek''': Ora va' di là e vedi se trovi le scale.<br>'''Ciuchino''': Scale? Non cercavamo la principessa?<br>'''Shrek''': La principessa sarà in cima alle scale, nella stanza più remota della torre più alta.<br>'''Ciuchino''': Come fai ad esserne sicuro?<br>'''Shrek''': L'ho letto in un libro una volta.<br>'''Ciuchino''': Ci sto! Tu pensa al drago, io penso alle scale. Ah, le trovo quelle scale. Gli faccio il sederino rosso, eh sì, dopo non sapranno più dove portano... le riduco a chiocciola... si sa, la vita è fatta a scale, c'è chi scende e c'è chi sale... io le ho sempre salite... vorrei avere un gradino, proprio qui, ora, ci salirei sopra! {{NDR|involontariamente sveglia il drago}}<br/>'''Shrek''': Beh, almeno sappiamo dov'è la principessa. Ma dov'è il...?<br>'''Ciuchino''': Dragoooo!
*'''Fiona''': Non avete ucciso il drago?<br>'''Shrek''': Ce l'ho sulla lista delle cose da fare. Andiamo.<br>'''Fiona''': Ma non è la procedura? Dovete andare alla carica, spada sguainata e vessillo al vento! Così hanno fatto gli altri cavalieri!<br>'''Shrek''': Già, poco prima di essere inceneriti!<br>'''Fiona''': Scusate, non è questo il punto! Cosa...?! Fermo, dove andate? L'uscita è da quella parte! <br />'''Shrek''': Be', devo salvare il mio asino. <br />'''Fiona''': Ma... che genere di cavaliere siete voi?! <br />'''Shrek''': Unico nel suo genere.
*'''Ciuchino''': Salve, principessa! <br />'''Fiona''': Lui parla!<br />'''Shrek''': Sì, il difficile è farlo stare zitto.
*'''Fiona''': Ma se non vi togliete l'elmo... come farete a baciarmi? <br>'''Shrek''': Cosa?... Non c'era nel programma di lavoro...<br>'''Ciuchino''': Forse è una gratifica.
*'''Fiona''' {{NDR|dopo che Shrek si è tolto l'elmo, rilevando il suo volto}}: Sei... un orco... <br />'''Shrek''': Oohh ti aspettavi il principe azzurro, vero? <br />'''Fiona''': Beh... sì a dirla tutta... oh no, è tutto sbagliato! Tu non dovresti essere un orco! <br />'''Shrek''': Principessa, sono stato mandato a salvarti da Lord Farquaad, chiaro? È lui quello che vuole sposarti! <br />'''Fiona''': E perché non è venuto lui a salvarmi? <br />'''Shrek''': Ottima domanda! Dovresti chiederglielo quando arriviamo lì! <br />'''Fiona''': Ma io devo essere salvata dal mio vero amore! Non da un orco e... il suo animaletto! <br />'''Ciuchino''': E tanti cari saluti al "Nobile destriero"... <br />'''Shrek''': Senti, principessa, mi stai complicando il lavoro. <br />'''Fiona''': Mi rincresce, ma il tuo lavoro non è un mio problema! Puoi dire a Lord Farquaad che se egli vuole salvarmi come si deve, attenderò il suo arrivo seduta qui! <br />'''Shrek''': Ehi! Io non porto i messaggi a nessuno, capito? Io faccio le consegne e basta! <br />'''Fiona''': Non oseresti... {{NDR|Shrek se la carica sulle spalle}} Ah! No, mettimi giù! <br />'''Shrek''' {{NDR|a Ciuchino}}: Tu vieni, Ciuchino?<br />'''Ciuchino''': Si, ti sto dietro! <br />'''Fiona''' {{NDR|si dimena}}: Mettimi subito giù o ne pagherai le conseguenze! Non è dignitoso! Mettimi giù!! Aaahhh!!
*'''Fiona''': Prima arriviamo a Duloc e meglio sarà...<br>'''Ciuchino''': Ah, sì! Ti piacerà, principessa, è bellissima!<br>'''Fiona''': E il mio futuro sposo, Lord Farquaad, come è fatto?<br>'''Shrek''': Beh, mettiamola così, principessa: di uomini della statura di Farquaad si è... a corto, ormai! Ah! Ah! Ah!<br>'''Ciuchino''': Non lo so, Shrek, c'è chi ha di lui una... bassa opinione! Ah! Ah! Ah!
*'''Ciuchino''' {{NDR|a Shrek}}: Cosa faremo quando torneremo nella nostra palude?<br />'''Shrek''': La nostra palude??<br />'''Ciuchino''': Sì, quando noi avremo finito con la principessa e tutto il resto.<br />'''Shrek''': Noi?? Ciuchino, non c'è nessun noi, nessun nostra! Ci sono solo io e la mia palude, capito? E la prima cosa che farò è costruire una muraglia intorno alla mia terra.<br />'''Ciuchino''': È una pugnalata questa. Una pugnalata dritta al cuore. {{NDR|sospettoso}} Lo sai cosa credo io? Io credo che questa storia della muraglia è solo per tenere qualcuno fuori!<br />'''Shrek''' {{NDR|ironico}}: No, tu credi?<br />'''Ciuchino''': Mi nascondi qualcosa?<br />'''Shrek''': Non ci pensare, Ciuchino.<br />'''Ciuchino''': Ah, questa è come la cosa delle cipolle, vero?<br />'''Shrek''' {{NDR|innervosendosi}}: No, questa è la cosa del: "Molla e non sfinire più le persone"!<br />'''Ciuchino''': Perché non ne vuoi parlare?<br />'''Shrek''': E perché tu ne vuoi parlare ad ogni costo?!<br />'''Ciuchino''': Perché questo blocco??<br />'''Shrek''': Io non ho un blocco!<br />'''Ciuchino''': Oh sì, invece!<br />'''Shrek''': Ciuchino, ti avverto!!<br />'''Ciuchino''': Chi vuoi allontanare?? Dimmi solo questo: chi??<br />'''Shrek''' {{NDR|perdendo le staffe}}: Tutti quanti!! Chiaro?!?!<br />'''Ciuchino''': Oh, adesso sì che ci siamo!<br />'''Shrek''': Oh, santo piripillo!!! {{NDR|a loro insaputa Fiona origlia la conversazione}}<br />'''Ciuchino''': Qual è il tuo problema, Shrek?! Ma perché ce l'hai col mondo intero, eh?!<br />'''Shrek''': Senti, non sono io che ho un problema, capito? È il mondo che sembra avere un problema con me! Le persone mi guardano in faccia e fanno: "Aaah, aiuto! Scappate! Un grosso, stupido, orrendo orco!" {{NDR|rattristandosi}} Mi giudicano prima ancora di conoscermi. Perciò mi trovo meglio da solo.<br />'''Ciuchino''': Sai una cosa? Quando ti ho visto, non ti ho trovato un grosso, stupido, orrendo orco.<br />'''Shrek''' {{NDR|sentendosi meglio}}: Sì, lo so.
*{{NDR|Shrek emette un [[rutto]] dopo aver mangiato la colazione che gli ha preparato Fiona}}<br />'''Ciuchino''': Shrek! <br />'''Shrek''': È un complimento per la cuoca. Meglio fuori che dentro, dico io. <br />'''Ciuchino''': Ma non è il modo davanti a una principessa. {{NDR|Fiona emette un rutto più forte}} <br />'''Fiona''': Grazie.<br />'''Ciuchino''': Neanche lei ci scherza.
*'''Robin''': ''Io rubo al ricco per dare a chi non ha.''<br>'''Coro''': ''Con un piccolo guadagno...''<br>'''Robin''': ''...ma chi non lo fa? | Io salvo damigelle belle. Vero raga?''<br>'''Coro''': ''Che ragazzo, Monsieur Hood!''<br>'''Robin''': Balliamo?!<br>'''Robin''': ''Donne e duelli e sono appagato.''<br>'''Coro''': ''In realtà lui vuole solo essere... PAGATO! E poi...''<br>'''Robin''': ''Se a una donna fa paura un orco dentro la radura.''<br>'''Coro''': ''È male, è male, è male.''<br>'''Robin''': ''Se la piglia quella bestia io divento un criminale.''<br>'''Coro''': ''È proprio un criminale!''<br>'''Robin''': ''Il suo cuore con la spada vado a trapassar, | tutti attenti a me che sto per cominciaaaar...'' {{NDR|Fiona lo interrompe mettendolo K.O.}}
*'''Fiona''': Shrek è ferito.<br>'''Ciuchino''': Shrek è ferito? Shrek è ferito? Oh no, Shrek morirà!<br>'''Shrek''': Ciuchino, sto bene.<br>'''Ciuchino''': Non puoi farmi questo, sono troppo giovane perché tu muoia! Solleva le gambe, gira la testa e tossisci, chi conosce la bocca a bocca?<br>'''Fiona''': Ciuchino! Calmati adesso! Se vuoi aiutare Shrek corri nel bosco e trovami un fiore blu con le spine rosse.<br>'''Ciuchino''': Fiore blu, spine rosse. D'accordo, vado! Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse. Non morire, Shrek. E se vedi un lungo tunnel, sta' lontano dalla luce!<br>'''Shrek e Fiona''': Ciuchino!<br>'''Ciuchino''': Ah sì, giusto. Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse.<br>'''Shrek''': E i fiori a che servono?<br>'''Fiona''': A disfarsi di Ciuchino.<br>'''Ciuchino''': [...] Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse... sarebbe tutto molto più facile se non fossi daltonico! Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse...
*'''Ciuchino''': Altolà, ora capisco qual è la questione... hai paura del buio non è vero?<br>'''Fiona''': Eh... sì... sì è così! Sono terrorizzata, io, io... meglio che vada dentro!<br>'''Ciuchino''': Ma non ci pensare, principessa, anch'io avevo paura del buio, finché... ehi, no, un momento! Ho ancora paura del buio!
*'''Fiona''' {{NDR|come un'orchessa}}: Ciuchino, shh, shh, sono io... in questo corpo.<br />'''Ciuchino''': Oh mio Dio! Ti sei pappata la principessa!
*'''Ciuchino''' {{NDR|parlando di Fiona}}: Shrek, ma che fai?? La stai lasciando andare via?<br />'''Shrek''': Sì. E con questo? <br />'''Ciuchino''': Shrek, c'è una cosa di lei che tu non sai! Senti, ho... ho parlato con lei ieri sera e...<br />'''Shrek''' {{NDR|interrompendolo, con tono arrabbiato e deluso}}: Sì, so che hai parlato con lei ieri sera! Siete grandi amici, non è vero?! Ora visto che siete così buoni amici, perché non segui lei a casa?!<br />'''Ciuchino''': Ma Shrek, io voglio venire con te...<br />'''Shrek''': Ehi, te l'avevo detto, vero?! Tu a casa non ci torni con me! Io vivo da solo! la mia palude! Io! Nessun altro! Hai capito?! Nessuno! Soprattutto inutili, patetici, fastidiosi muli parlanti!!!<br />'''Ciuchino''' {{NDR|rattristato}}: Ma, credevo...<br />'''Shrek''': Già, sai.. sai una cosa?! Hai preso un granchio!<br />'''Ciuchino''': Shrek...
*'''Ciuchino''': La ami questa donna, vero?<br />'''Shrek''': Sì.<br />'''Ciuchino''': La vuoi abbracciare?<br />'''Shrek''': Sì.<br />'''Ciuchino''': Compiacere?! <br />'''Shrek''': Sì! <br />'''Ciuchino''' {{NDR|cantando}}: ''E allora dacci dacci dentro, con la tenerezza!''
*'''Ciuchino''': Cassiopea, l'ha già detta!<br />'''Shrek''': Oh, [[Imprecazioni dai film|santo piripillo]]!
*'''Shrek''': Ehm, Fiona...<br />'''Fiona''': Sì, Shrek?<br />'''Shrek''': Io... io ti amo.<br />'''Fiona''': Davvero?<br />'''Shrek''': Davvero davvero.<br />'''Fiona''': Ti amo anch'io. {{NDR|si baciano e l'incantesimo di Fiona si spezza, facendola restare orchessa}}<br />'''Shrek''': Fiona? Fiona? Stai bene?<br>'''Fiona''': Ecco, sì... ma non riesco a capire; dovrei essere bellissima.<br />'''Shrek''': Ma tu sei bellissima!<br />'''Ciuchino''': Lo aspettavo da tanto questo lieto fine!
==[[Explicit]]{{Explicit film}}==
{{NDR|Mentre il libro di fiabe si chiude}} E vissero per sempre orrendi e contenti! Fine! ('''Shrek''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Shrek}}
[[Categoria:Film d'animazione]]
[[Categoria:Film di Shrek]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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Luigi Pirandello
0
1781
1428057
1398292
2026-10-01T16:33:15Z
Gaux
18878
/* Citazioni su Luigi Pirandello */ Luigi Russo
1428057
wikitext
text/x-wiki
{{PDA}}
'''Luigi Pirandello''' (1867 – 1936), drammaturgo, scrittore e poeta italiano.
[[File:Luigi Pirandello 1932 (3).jpg|thumb|Luigi Pirandello nel 1932]]
{{Premio|Nobel|la letteratura '''(1934)'''}}
==Citazioni di Luigi Pirandello==
*Ah, no! Volti la pagina, signora! Se lei volta la pagina, vi legge che non c'è più pazzo al mondo di chi crede d'aver [[ragione]]!<ref>Da ''Il berretto a sonagli''.</ref>
*Basta che lei si metta a gridare in faccia a tutti la [[verità]]. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza.<ref>Da ''Il berretto a sonagli'', Mondadori.</ref>
*Chi veda soltanto una coda, facendo astrazione dal mostro a cui essa appartiene, potrà stimarla per sé stessa mostruosa. Bisognerà riattaccarla al mostro; e allora non sembrerà più tale; ma ''quale dev'essere'', appartenendo a quel mostro.<br/>Una coda naturalissima.<ref>Da ''[[s:Il treno ha fischiato|Il treno ha fischiato]]''.</ref>
*È molto più facile [...] essere un [[eroismo|eroe]] che un [[galantuomo]]. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev'esser sempre.<ref>Da ''Il piacere dell'onestà'', Newton Compton.</ref>
*Eccellenza, sento che questo è il momento più proprio di dichiarare una [[fede]] nutrita e servita in silenzio. Se l'Eccellenza Vostra mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregierò come massimo onore tenervi il posto del più umile e obbediente gregario.<ref>Dalla lettera a [[Benito Mussolini]], 17 settembre 1924; in ''L'Impero'', 19 settembre 1924; citato in Giuseppe Bonghi, ''[http://www.classicitaliani.it/pirandel/critica/Bonghi_Pirandello_fasc_Abba.htm Pirandello e il fascismo]''.</ref>
*Eppure Girgenti attraversa tutta l'opera pirandelliana alla stessa maniera di un fiume carsico col suo alterno comparire in superficie e scomparire nella dolina, rimanendo sempre attivo. Elemento catalizzatore della fantasia pirandelliana per Leonardo Sciascia, quei luoghi e quel tempo costituiscono il sostrato sostanziale e lievitante della sua poetica e i personaggi che vi pullulano, pur così circoscritti e identificabili, assurgono a valenze universali.<ref>Stefano Milioto, ''Dentro l'anima di Girgenti'', in Aa. Vv., ''I Vecchi e i Giovani – storia romanzo film. Atti del convegno internazionale di Agrigento 7-10 dicembre 2006'', Agrigento, 2006.</ref>
*'''Il conte Mola''': L'arte, come eterna, non dovrebbe avere età.<br>'''Salò''': Ma il guaio è che poi, come donna, ama la moda.<ref>Da ''Trovarsi'', Mondadori.</ref>
*I [[Filosofo|filosofi]] hanno il torto di non pensare alle [[Animale|bestie]] e davanti agli occhi di una bestia crolla come un castello di carte qualunque sistema filosofico.<ref>Da ''Foglietti'', in ''Saggi, poesie, scritti varii'', Mondadori, Milano, 1960, p. 1270.</ref>
*Io ho molta stima dell'ingegno del [[Giovanni Papini|Papini]], ma noto con dispiacere in lui una smania, che diventa sempre più violenta, di mostrarsi originale, a ogni costo. Ora originali, per forza, non si può essere: si è o non si è. Chi vuol essere per forza originale, riuscirà strambo, strano, stravagante e nient'altro. Io credo che il Papini abbia originalità, cioè un suo proprio modo di vedere, di pensare, di sentire, e un proprio modo quindi d'esprimersi; tanto più dunque mi dà noja e dolore vedergli gonfiare certi paradossi come vessiche per darli in testa alla povera gente e stordirla.<ref>Da ''Novelle e novellieri'', in ''Nuova Antologia'', 1906, pp. 657-668.</ref>
*Io sono nato in [[Sicilia]] e lì l'uomo nasce isola nell'isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall'aspra terra natìa circondata dal mare immenso e geloso.<ref>Dal discorso pronunciato da Luigi Pirandello in occasione della morte di [[Giovanni Verga]]; citato in Michele Sabatino, ''Tra la mia perduta gente. Lettere e poesie'', epilogo, ''La Moderna Edizioni'', Enna, 2006.</ref>
*L'[[educazione]] è la nemica della saggezza, perché l'educazione rende necessarie tante cose di cui, per essere saggi, si dovrebbe fare a meno.<ref>Da ''Il piacere dell'onestà''.</ref>
*La terra madre che toglie e dà la vita, questa la [[Sicilia]] di Pirandello, isola favolosa e reale che racchiude una varietà inimaginabile di tipi, di caratteri, dimentalità, oltre che di dialetti, dovuta alle diverse ondate di invasori che si sono avvicendati nel tempo.<ref>Citato in Enzo Lauretta, ''Luigi Pirandello. Storia di un personaggio fuori di chiave'', Milano, Ugo Mursia editore, 2008, p. 6.</ref>
*L'[[umorismo]] è un fenomeno di sdoppiamento nell'atto della concezione; è come un'erma bifronte, che ride per una faccia del pianto della faccia opposta.<ref>Da ''Un critico fantastico'', in ''L'umorismo e altri saggi'', a cura di Enrico Ghidetti, Giunti, Firenze, 1994.</ref>
*La [[cinema]]tografia è il linguaggio di [[apparenza|apparenze]], e le apparenze non parlano. Il linguaggio delle apparenze è la musica. Bisogna levare il cinematografo dalla letteratura e metterlo nella musica, perché deve essere il linguaggio visivo della musica.<ref>Citato in [[Virgilio Tosi]], ''Breve storia tecnologica del cinema'', p. 72, Bulzoni, 2001, ISBN 8883195388</ref>
*Mangia il Governo, mangia la Provincia; mangia il Comune e il capo e il sottocapo e il direttore e l'ingegnere e il sorvegliante... Che può avanzare per chi sta sotto terra e sotto di tutti e deve portar tutti sulle spalle e resta schiacciato?<ref>Da ''I vecchi e i giovani'', Garzanti.</ref>
*Naturalmente anche tu andrai via dalla [[Sicilia]], ma non dimenticare il profumo.<ref>Citato in ''[http://www.panorama.it/cultura/libri/vincenzo-consolo-infelice-voleva-essere-sciascia/ Vincenzo Consolo:"Un infelice che voleva essere Sciascia"]'', ''Panorama'', 9 febbraio 2015.</ref>
*Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede!<ref>Da ''Così è, se vi pare'', Mondadori.</ref>
*Nulla è più complicato della [[sincerità]].<ref>Da ''Novelle per un anno'', Mondadori.</ref>
*Perché civile, esser civile, vuol dire proprio questo: dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; in corpo fiele; in [[bocca]] [[miele]].<ref>Da ''L'uomo, la bestia e la virtù'', Mondadori.</ref>
*Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l'abitudine, che non trovi, e l'occupazione, che sdegni – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così.<ref>Da una lettera alla sorella Lina, 13 ottobre 1886.</ref>
*Riponi in uno stipetto un [[desiderio]]: aprilo: vi troverai un disinganno.<ref>Da ''La vita nuda'', Novella.</ref>
*''Sempre amai [[Lago di Lugano|questo lago]] or fosco ed ora | morbido, come azzurro vel di seta.'' [...] ''Già di porpora il sol veste le spalle | dei monti attorno; ai declinanti raggi | ridon tra il verde gli umili villaggi | del monte Bre, de la quieta valle || del Cassarate. Razzano da lunge, | qual per interno incendio, le finestre | fiorite, e giù da l'oratorio alpestre, | da le chiesette intorno al lago giunge || il suon de l'Ave.''<ref>Da ''Lago di Lugano'', in ''Poesie sparse'', 1896; citato in ''[https://www4.ti.ch/fileadmin/DECS/DCSU/UAPCD/documenti/20230317_mappa_premi_nobel.pdf Premi Nobel per la letteratura. Guida letteraria della Svizzera italiana]'', 17 marzo 2023, ''ti.ch''.</ref>
*Sia l'urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra della campagna di Girgenti, dove nacqui.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2007/settembre/05/Sciascia_svelato_ultimo_enigma_co_9_070905042.shtml]'', ''Corriere della Sera'', 5 settembre 2007.</ref>
*{{NDR|Su [[Giovanni Formisano]]}} Un poeta appassionato, malinconico, amaro, un vero e schietto e personalissimo poeta...<ref>Citato in Marco Scalabrino, ''[https://www.lapoesiaelospirito.it/2013/05/04/marco-scalabrino-giovanni-formisano/ Giovanni Formisano]'', ''lapoesiaelospirito.it'', 4 maggio 2013.</ref>
*Una notte di giugno caddi come una [[lucciola]] sotto un gran pino solitario in una campagna d'olivi saraceni affacciata agli orli d'un altipiano d'argille azzurre sul mare africano. Si sa le lucciole come sono. La notte, il suo nero, pare lo faccia per esse che, volando non si sa dove, ora qua ora là vi aprono un momento quel loro languido sprazzo verde.<ref>Citato in Vincenzo Consolo, ''Di qua dal faro'', Mondadori, Milano, 1999, p. 164. ISBN 88-04-47094-1</ref>
*Vorrei saper la [[musica]] per esprimere, senz'essere inteso da nessuno, neppure da Te, tutto questo tumulto di vita che mi gonfia l'[[anima]] e il [[cuore]]. Nessuno lo saprà mai, cara Marta, anche se il mio cuore ne dovesse scoppiare. Basta. Quest'[[esilio]] finirà tra poco. Salutami la Mamma e Cele, e Tu abbiti tutte le più vive cordialità dal tuo Luigi Pirandello.<ref>Dalla [http://www.nettunocitta.it/OPERE/pirandello/lettera7.html lettera] a [[Marta Abba]] dell'11 luglio 1928.</ref>
==''Bellavita''==
===[[Incipit]]===
''La scena rappresenta un salotto tra la casa e lo studio dell'avvocato'' Contento.<br>'''LO SCRIVANO''': S'accomodi qua, signor Notajo.<br>'''DENORA''': (''fosco, contenendo a stento l'orgasmo che lo divora''). C'è da aspettare molto?<br>'''LO SCRIVANO''': Eh, un pochino, temo. Ma corro ad avvertire la signora.<br>''S'avvierà verso l'uscio a destra''<br>'''DENORA''': (''trattenendolo''). No, lascia! Che c'entra la signora?<br>'''LO SCRIVANO''': Per tenerle compagnia.<br>'''DENORA''': Grazie tante! Posso aspettar solo.<br>'''LO SCRIVANO''': Me l'ha ordinato il signor avvocato!<br>'''DENORA''': (''gridando''). E io te ne dispenso!<br>''Poi, frenandosi, pentito''<br>Non voglio che sia incomodata la signora.
===Citazioni===
*'''DENORA''': Quando non vogliamo sapere una cosa – fingiamo di non saperla. – E se la [[finzione]] è più per noi stessi che per gli altri, creda pure, è proprio, proprio come se non si sapesse. (p. 136)
===[[Explicit]]===
'''Bellavita''': Ecco, vedete, se ne scappa! Ridete, ridete! Cosí, tra la baia di tutti! E ora gli corro dietro; e per tutte le strade, inchini, riverenze, scappellate, fino a non dargli piú un momento di requie! Vado dal sarto! Mi ordino un abito da pompa funebre, da fare epoca, e su, dritto impalato dietro a lui, a scortarlo a due passi di distanza! Si ferma; mi fermo. Prosegue; proseguo. Lui il corpo, ed io l'ombra! L'ombra del suo rimorso! Di professione! Lasciatemi passare! Esce, buttando indietro questo o quello tra i lazzi e le risa di tutti.
==''Ciascuno a suo modo''==
===[[Incipit]]===
Siamo nell'antico palazzo della nobile signora Donna Livia Palegari nell'ora del ricevimento, che sta per finire. Si vedrà in fondo, attraverso tre arcate e due colonne, un ricchissimo salone molto illuminato e con molti invitati, signori e signore. Sul davanti, meno illuminato, vedremo un salotto, piuttosto cupo, tutto damascato, adorno di pregiatissime tele, la maggior parte di soggetto sacro; cosicché ci sembrerà di trovarci nella cappella d'una chiesa, di cui quel salone in fondo, oltre le colonne, sia la navata: cappella sacra d'una chiesa profana. Questo salotto avrà appena una panca e qualche scranna per comodità di chi voglia ammirar le tele alle pareti. Nessun uscio. Ci verranno dal salone alcuni degli invitati, a due, a tre alla volta, per farsi, appartati, qualche confidenza, e, al levarsi della tela, ci troveremo un Vecchio Amico di casa e un Giovine sottile, che discorreranno tra loro.
===Citazioni===
*Come ci sono i figli illegittimi, ci sono anche i pensieri bastardi!
*E non vuoi capire che la tua coscienza significa appunto "gli altri dentro te". (Garzanti)
*Le donne, come i [[sogno|sogni]], non sono mai come tu le vorresti.
*Quando uno è contento di se stesso ama l'[[umanità]].
*Un [[angelo]], per una [[donna]], è sempre più irritante d'una bestia!
===[[Explicit]]===
'''Il direttore del teatro''': Ma signor Direttore, scusi, le pare che si possa tenere qua il pubblico a comizio?<br />
'''Il capocomico''': E che vuole da me? Faccia sgombrare!<br />
'''L'amministratore''': Tanto, lo spettacolo non può più seguitare: gli attori se ne sono andati.<br />
'''Il capocomico''': E dunque, si rivolge a me? Faccia mettere un avviso: e mandi via la gente.<br />
'''Il direttore del teatro''': Ma sarà rimasto pubblico in teatro!<br />
'''Il capocomico''': E va bene! Per il pubblico rimasto in teatro, m'affaccerò io adesso dal sipario a licenziarlo con due parole!<br />
'''Il direttore del teatro''': Sì, sì, vada, vada allora, signor Direttore!<br /><br />
''E mentre il Capocomico s'avvierà verso la porticina del palcoscenico:''<br />
Via, via, signori, sgombrino, sgombrino per piacere: lo spettacolo è terminato.<br />
''Cala la tela e, appena calata, il Capocomico ne scosterà una banda per presentarsi alla ribalta.''<br /><br />
'''Il capocomico''': Sono dolente d'annunziare al pubblico che per gli spiacevoli incidenti accaduti alla fine del secondo atto, la rappresentazione del terzo non potrà più aver luogo.
==''Così è (se vi pare)''==
===[[Incipit]]===
====1918====
''Al levarsi della tela Lamberto Laudisi passeggia concitatamente per il salotto. Svelto, elegante senza ricercatezza, sui quaranta, indossa una giacca viola con risvolti e alamari neri; spirito arguto, s'irrita facilmente; ma poi ride e lascia fare e dire, compiacendosi dello spettacolo della sciocchezza altrui''.<br>
'''Laudisi''' Ah, dunque è andato dal Prefetto?<br>
'''Amalia''' (''sui quarantacinque, capelli grigi; ostenta una certa importanza, per il posto del marito, ma lasciando intendere che, se stesse in lei, rappresenterebbe la sua parte e si comporterebbe forse altrimenti''). Oh Dio, Lamberto, ma si tratta infine di un suo subalterno!<br>
'''Laudisi''' Ma suo subalterno, scusa, alla Prefettura, non a casa!<br>
'''Dina''' (''diciannove anni; una cert'aria di capir tutto meglio della mamma e anche del babbo, ma attenuata, quest'aria, da una vivace grazia giovanile'') È venuto ad allogarci la suocera qua accanto, sullo stesso pianerottolo!
===[[Incipit]]===
====1925====
''Al levarsi della tela Lamberto Laudisi passeggerà irritato per il salotto. Sui quarant'anni, svelto, elegante senza ricercatezza, indosserà una giacca viola con risvolti e alamari neri''.<br>
'''Laudisi''' Ah, dunque è andato a ricorrere al Prefetto?<br>
'''Amalia''' (''sui quarantacinque, capelli grigi; contegno d'importanza ostentata, per il posto che il marito occupa in società. Lascerà tuttavia intendere che, se stesse in lei, rappresenterebbe la sua parte e si comporterebbe in tante occasioni ben altrimenti''). Oh Dio, Lamberto, per un suo subalterno!<br>
'''Laudisi''' Subalterno, alla Prefettura; non a casa!<br>
'''Dina''' (''diciannove anni; una cert'aria di capir tutto meglio della mamma e anche del babbo, ma attenuata, quest'aria, da una vivace grazia giovanile'') Ma è venuto a allogarci la suocera qua accanto, sullo stesso pianerottolo!
===[[Explicit]]===
====1918====
'''Signora Ponza''': Nossignori. – Per me, io sono colei che mi si crede!<br />
''Guarda, attraverso il velo, tutti, fieramente, e si ritira. Un silenzio.''<br />
'''Laudisi''': Ecco, o signori, come parla la verità!<br />
''Volge attorno uno sguardo di sfida derisoria.''<br />
Siete contenti?<br />
''Scoppia a ridere''<br />
Ah! ah! ah! ah!
===[[Explicit]]===
====1925====
'''Signora Ponza''': Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede.<br />
''Guarderà attraverso il velo, tutti, per un istante; e si ritirerà. In silenzio.''<br />
'''Laudisi''': Ed ecco, o signori, come parla la verità<br />
''Volgerà attorno uno sguardo di sfida derisoria.''<br />
Siete contenti?<br />
''Scoppierà a ridere.''<br />
Ah! ah! ah! ah!
==''Diana e la Tuda''==
===[[Incipit]]===
''Lo studio dello scultore'' Sirio Dossi. <br>'''Tuda''' : (''dietro la tenda in posa''). Basta, per carità!<br>'''Sirio''': (''anche lui dietro la tenda''). No: ferma lì!<br>'''Tuda''': Non reggo più!<br>'''Giungano''': Ma sì, basta! Basta!<br>'''Sirio''': Ferma, ti dico! Non è passata l'ora.<br>'''Tuda''': È passata, è passata!<br>'''Sirio''': Ancora un momentoi!<br>'''Tuda''': Non ne posso più!<br>'''Sirio''': (''con un urlo''). Fermo quel braccio, perdio!<br>(''Lunga pausa. Giuncano smania, feroce.'')<br>'''Tuda''': (''prima con un sorriso quasi infantile''). Ahi. Non me lo sento più! Lasciatemelo abbassare almeno per un minuto. Sono di carne, oh!<br>(''Si vedrà l'ombra scomporsi dal suo atteggiamento; abbassare il braccio: prenderselo con l'altro come a sorreggerlo'').
===Citazioni===
*L'uomo prova un'istintiva gratitudine per la donna che, sacrificando un po' del suo pudore, dimostra di voler piacere a uno solo sfidando la malignità degli altri; ma non può soffrire poi che questa donna faccia dispetto a un'altra donna che dimostri di avere per lui qualche simpatia. (p. 74)
===[[Explicit]]===
'''Tuda''': Oh Dio, no! lo lasci! lo lasci!<br />
''Giuncano si solleva appena, con un viso da pazzo e la mano ancora artigliata. Sirio è immobile a terra: morto.''<br />
''Tuda, quasi senza voce, allibita, ancora su l'ultimo dei tre scalini, si china a guardare.''<br />
Che ha fatto? che ha fatto? L'ha ucciso? Oh Dio, l'ha ucciso? Per me?<br />
'''Giuncano''' (''mormorando, come in una litania''): Cecità... cecità...<br />
'''Tuda''' (''scende i tre scalini; si china su Sirio; gli tocca con una mano la fronte, con l'altra gli cerca la mano''): Oh Dio, no! no! freddo: morto!<br />
'''Giuncano''': Cecità...<br />
'''Tuda''': Ucciso per me, per me che ho la colpa di tutto!<br />
'''Giuncano''': Cecità...<br />
'''Tuda''': Io, io sì, di tutto – perché non seppi essere quella per cui lui mi aveva voluto!<br />
'''Giuncano''': Cecità...<br />
'''Tuda''' (''indicando con terrore dietro a sé la statua''): Quella! Quella!<br />
'''Giuncano''' (''come sopra''): Cecità...<br />
'''Tuda''': Io che ora sono così: niente... più niente...
==''Enrico IV''==
[[File:Pirandello - Enrico 4., 1922.djvu|page=7|thumb|Edizione 1922]]
===[[Incipit]]===
'''Landolfo''': (''a Bertoldo come seguitando una spiegazione'') E questa è la sala del trono!</br>'''Arialdo''': A Goslar!<br/>'''Ordulfo''': O anche, se vuoi, nel Castello dell'Hartz!<br/>'''Arialdo''': O a Worms.<br/>'''Landolfo''': Secondo la vicenda che rappresentiamo, balza con noi, ora qua, ora là.<br/>'''Ordulfo''': In Sassonia!<br/>'''Arialdo''': In Lombardia!<br/>'''Landolfo''': Sul Reno!<br/>'''Uno dei valletti''' (''senza scomporsi, movendo appena le labbra''): Ps! Ps!<br/>'''Arialdo''': (''voltandosi al richiamo'') Che cos'è?<br/>'''Primo valletto''': (''sempre come una statua, sottovoce'') Entra o non entra?<br/>''Allude a Enrico IV''
===Citazioni===
*Come a voi appajono travestiti loro, così a lui, nei nostri panni, appariremmo travestiti noi. (Landolfo, pag. 154)
*Ecco: quando non ci rassegniamo, vengono fuori le [[velleità]]. Una donna che vuol essere uomo... un vecchio che vuol esser giovine... – Nessuno di noi mente o finge! – C'è poco da dire: ci siamo fissati tutti in buona fede in un bel concetto di noi stessi. (Enrico IV, pag. 165)
*Preferii restare pazzo e vivere con la più lucida coscienza la mia pazzia [...] questo che è per me la caricatura, evidente e volontaria, di quest'altra mascherata, continua, d'ogni minuto, di cui siamo i pagliacci involontari quando senza saperlo ci mascheriamo di ciò che ci par d'essere [...] Sono guarito, signori: perché so perfettamente di fare il pazzo, qua; e lo faccio, quieto! – Il guajo è per voi che la vivete agitatamente, senza saperla e senza vederla la vostra pazzia. [...] La mia vita è questa! Non è la vostra! – La vostra, in cui siete invecchiati, io non l'ho vissuta! (Enrico IV)
*Conviene a tutti, capisci? Conviene a tutti far credere [[pazzia|pazzi]] certuni, per avere la scusa di tenerli chiusi. Sai perché? Perché non si resiste a sentirli parlare. […] Non si può mica credere a quello che dicono i pazzi! Eppure, si stanno ad ascoltare così, con gli occhi sbarrati dallo spavento. Perché? […] Perché trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte le vostre costruzioni! Eh! Che volete? Costruiscono senza logica, beati loro, i pazzi! O con una loro logica che vola come una piuma! Volubili! Volubili! Oggi così e domani chi sa come! Voi vi tenete forte, ed essi non si tengono più. Voi dite "questo non può essere" e per loro può essere tutto. Ma voi dite che non è vero. E perché? Perché non par vero a te, a te, a te, e centomila altri. Eh cari miei! Bisognerebbe vedere poi che cosa invece par vero a questi centomila altri che non sono detti pazzi […]. Perché guai, guai se non vi tenete forte a ciò che vi par vero oggi, a ciò che vi parrà vero domani, anche se sia l'opposto di ciò che vi pareva vero jeri! (Enrico IV)
*Confidarsi con qualcuno, questo sì, è veramente da pazzo!
*Ho paura talvolta anche del mio sangue che pulsa nelle arterie come, nel silenzio della notte, un tonfo cupo di passi in stanze lontane.
*Questa cosa orribile, che fa veramente impazzire: che se siete accanto a un altro, e gli guardate gli occhi [...] potete figurarvi come un mendico davanti ad una porta in cui non potrà mai entrare: chi vi entra, non sarete mai voi, col vostro mondo dentro, come lo vedete e lo toccate; ma uno ignoto a voi, come quell'altro nel suo mondo impenetrabile vi vede e vi tocca.
*Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni.
===[[Explicit]]===
'''Donna Matilde''': È pazzo! È pazzo!<br />
'''Di Nolli''': Tenetelo!<br />
'''Belcredi''' (''mentre lo trasportano di là, per l'uscio a sinistra protesta ferocemente''): No! Non sei pazzo! Non è pazzo! Non è pazzo!<br />
''Escono per l'uscio a sinistra, gridando, e seguitano di là a gridare finché sugli altri gridi se ne sente uno più acuto di Donna Matilde, a cui segue un silenzio.''<br />
'''Enrico IV''' (''rimasto sulla scena tra Landolfo, Arialdo e Ordulfo, con gli occhi sbarrati, esterrefatto dalla vita della sua stessa finzione che in un momento lo ha forzato al delitto''). Ora sì... per forza...<br />
''li chiama attorno a sé, come a ripararsi,''<br />
qua insieme, qua insieme... e per sempre!
===Citazioni sull'opera===
*Quando Enrico IV sceglie deliberatamente come realtà la sua antica follia, la sua mascherata (e, ciò facendo, realizza un'operazione estetica) vuole soprattutto estraniarsi in una società organizzata e compatta nei suoi valori (il passato tutto concluso, il 'piacere della Storia, che è così grande!') contro il mondo, il microcosmo sociale, che rappresentano il rivale Belcredi e la donna amata. ([[Ruggero Jacobbi]])
==''I vecchi e i giovani''==
===[[Incipit]]===
La pioggia, caduta a diluvio durante la notte, aveva reso impraticabile quel lungo stradone di campagna, tutto a volte e risvolte, quasi in cerca di men faticose erte e di pendii meno ripidi. Il guasto dell'intemperie appariva tanto più triste, in quanto, qua e là, già era evidente il disprezzo e quasi il dispetto della cura di chi aveva tracciato e costruito la via per facilitare il cammino tra le asperità di quei luoghi con gomiti e giravolte e opere or di sostegno or di riparo: i sostegni eran crollati, i ripari abbattuti, per dar passo a dirupate scorciatoje.
===Citazioni===
*E prese a raccontare, con atteggiamento, di grave costernazione, i fatti avvenuti di recente in Sicilia, a Serradifalco, a Catenanuova, ad Alcamo, a Casale Floresta, i quali provavano come in tutta l'isola covasse un gran fuoco, che presto sarebbe divampato; e a rappresentar la Sicilia come una catasta immane di legna, d'alberi morti per siccità, e da anni e anni abbattuti senza misericordia dall'accetta, poiché la pioggia dei benefizii s'era riversata tutta su l'Italia settentrionale, e mai una goccia ne era caduta tra le arse terre dell'isola. Ora i giovincelli s'erano divertiti ad accendere sotto la catasta i fasci di paglia delle loro predicazioni socialistiche, ed ecco che i vecchi ceppi cominciavano a prender fuoco. Erano per adesso piccoli scoppii striduli, crepitìi qua e là; scappava fuori ora da una parte ora dall'altra qualche lingua di fiamma minacciosa; ma già s'addensava nell'aria come una fumicaja soffocante. E il peggio era questo: che il Governo invece d'accorrere a gettar acqua, mandava soldati a suscitare altro fuoco col fuoco delle armi. (p. 187)
*E qual rovinio era sopravvenuto in Sicilia di tutte le illusioni, di tutta la fervida fede, con cui s'era accesa alla rivolta! Povera isola, trattata come terra di conquista! Poveri isolani, trattati come barbari che bisognava incivilire! Ed erano calati i Continentali a incivilirli… e i tribunali militari, e i furti, gli assassinii, le grassazioni, orditi ed eseguiti dalla nuova polizia in nome del Real Governo; e falsificazioni e sottrazioni di documenti e processi politici ignominiosi: tutto il primo governo della Destra parlamentare! E poi era venuta la Sinistra al potere, e aveva cominciato anch'essa con provvedimenti eccezionali per la Sicilia… – Ridere, ridere! – incalzò donna Caterina con più foga. – Lo sa bene anche lei come quegli ideali si sono tradotti in realtà per il popolo siciliano! Che n'ha avuto? Com'è stato trattato? Oppresso, vessato, abbandonato e vilipeso! Gli ideali del Quarantotto e del Sessanta? Ma tutti i vecchi qua gridano: Meglio prima! Meglio prima! La Francia che soffia nel fuoco? Lei si conforta così? Sono tutte calunnie, le solite, quelle che ripetono i ministri, facendo eco ai prefetti e ai tirannelli locali capielettori; per mascherare trenta e più anni di malgoverno! Qua c'è la fame, caro signore, nelle campagne e nelle zolfare; i latifondi, la tirannia feudale dei cosiddetti cappelli, le tasse comunali che succhiano l'ultimo sangue a gente che non ha neanche da comperarsi il pane! Si stia zitto! Si stia zitto! Perché voi lo vedrete, – concluse. Faccio una facile profezia: non passerà un anno, assisteremo a scene di sangue. (cap. III, p. 59)
*Dal giorno che egli, sotto l'urgenza della necessità, vincendo ogni riluttanza, dapprima con circospezione, poi risolutamente, con crudezza, le aveva detto che bisognava si recasse dal [[fratello]] Ippolito per salvare il [[figlio]], era caduta, di schianto, in un attonimento quasi di [[apatia]], come se la vista di tutte le cose intorno le si fosse a un tratto vuotata d'ogni senso. Non un gesto, non una [[parola]]. Più niente. E quella immobilità e quel [[silenzio]] avevano avuto fin da principio un che di così assoluto e invincibile, che né un gesto, né una parola eran più stati possibili per scuoterla o esortarla. Giulio sapeva che avrebbe ucciso la [[madre]], parlando. E difatti, ecco, subito, parlando, l'aveva uccisa. Ella non poteva andare dal fratello per salvare il figlio: sarebbe stata la sua [[morte]]. Ed ecco, era morta.
*Due cadaveri in quella cassa, uno su l'altro: uno con la faccia sotto i piedi dell'altro. Quello di sopra era d'un ragazzo. Divaricate, le gambe; la testa, affondata tra i piedi del compagno. A guardarlo così capovolto, pareva dicesse, in quell'atteggiamento: – No! No! – con tutto il visino smunto, dagli occhi appena socchiusi, contratti ancora dall'angoscia dell'agonia. No, quella morte; no, quell'orrore; no, quella cassa per due, attufata da quel lezzo crudo e acre di carneficina. La più raccapricciante era la vista dell'altro, di tra le scarpe logore del ragazzo, coi grandi occhi neri ancora sbarrati e un po' di barba fulva sotto il mento. Era d'un contadino nel pieno vigore delle forze. Con quei terribili occhi sbarrati al cielo, dal corpo supino chiedeva vendetta di quell'ultima atrocità, del peso di quell'altra vittima sopra di sé. – Vedete, Signore, – pareva dicesse, – vedete che hanno fatto! (p. 238)
*Sorte miserabile quella dell'[[eroismo|eroe]] che non muore, dell'eroe che sopravvive a se stesso.
*Invecchio, sì; perdo il gusto di comandare. Me lo fa perdere la servilità che scopro in tutti. Uomini, vorrei uomini! Mi vedo attorno automi, fantocci che devo atteggiare così o così, e che mi restano davanti, quasi a farmi dispetto, nell'atteggiamento che ho dato loro, finché non lo cambio con una manata. Soltanto di fuori però, capisci? si lasciano atteggiare! Dentro... eh, dentro, restano duri, coi loro pensieri copert, nemici, vivi solamente per loro. Che puoi su questi? Docili di fuori, miti, malleabili, visi ridenti, schiene ossequiose, t'approvano, t'approvano sempre. Ah, che sdegno! Vorrei sapere perché mi arrovello così; perché e per chi lo faccio... Domani morrò. Ho comandato! Sì, ecco: ho assegnato la parte a questo e a quello, a tanti che non hanno mai saputo veder altro in me che la parte che rappresento per loro. E di tant'altra vita, vita d'affetti e di idee che mi s'agita dentro, nessuno che abbia mai avuto il più lontano sospetto... Con chi vuoi parlarne? Sono fuori dalla parte che devo rappresentare... Certe volte, a qualcuno che viene qua a visitarmi, a incensarmi, mi diverto a rivolgere certi sguardi, certi sguardi che sfondano la parete, e me lo vedo allora per un attimo, restar davanti sospeso, impacciato, goffo; Dio sa che forza devo fare su me stesso per non scoppiargli a ridere in faccia. Mi crederebbe ammattito, per lo meno. E anche tu, caro mo, se vedessi con che occhi mi stai guardando in questo momento... <br> – Io no! – disse subito Aurelio, riscuotendosi. <br> Flaminio Salvo rise, scotendo il capo: <br> – Anche tu, anche tu... È così; per forza è così... Ti posso io dire quello che vorrei veramente da te? Il piacere che mi faresti, se tu agissi com'io forse al tuo posto agirei? <br> – E perché no? – domandò Aurelio, levandosi. – Mi dica... <br> – Ma perché no, – negò subito il Salvo, stringendosi nelle spalle, – perché non posso... Puoi dirmi tu quel che pensi, quel che senti, la vita che hai dentro in questo momento?... Non puoi... Sei davanti a me nella relazioni che possono correre tra me e te: tu sei il mio ingegnere, il mio buon figliolo che amo, a cui questa sera, davanti a una ventina di marionette, ho dato l'incarico di recarsi a Colimbetra, messaggero di trionfo: e basta! Che altro potrei dirti? Questo soltanto, forse, per il tuo bene... <br> E Flaminio Salvo posò una mano sulla spalla di Aurelio: <br> – Non ti tracciar vie da seguire, figliuolo mio; né abitudini, né doveri; va', va', muoviti sempre; scròllati di tratto in tratto d'addosso ogni incrostatura di concetti; cerca il tuo piacere e non temere il giudizio degli altri e neanche il tuo, che puoi stimar giusto oggi e falso domani. Conosci don Cosmo Laurentano? Se sapessi quanta ragione ha quel matto! Va', va', è tardi; andiamo a dormire. Addio.
*Non voleva credere che le banche avessero largheggiato verso il Governo per fini elettorali, per altri più loschi fini coperti; e che, favore per favore, il Governo avesse proposto leggi che per le banche erano privilegi, e difeso i prevaricatori, proponendoli agli onori della commenda e del Senato. Ma non poteva negare che fosse stato aperto il credito a certi uomini politici carezzati, che in Parlamento e per mezzo della stampa avevano combattuto a profitto delle banche falsarie, tradendo la buona fede del paese; e che questi gaudenti avessero voluto occultare ciò che da tempo si sapeva o si poteva sapere; e che, ora che le colpe avventavano, si volesse percuotere, ma con la speranza che la percossa ai più deboli salvasse i più forti. (p. 146)
*Sapeva, sì, che già prima nelle Romagne, nel Modenese, nelle province di Reggio Emilia e di Parma, nel Cremonese, nel Mantovano, nel Polesine, era sorto a far le prime armi il socialismo italiano; ma tutt'altra cosa era adesso in Sicilia! Rivelazione improvvisa, prodigiosa! (p. 170)
*Un manifesto era stato attaccato ai muri, ma il popolino lo ignorava; e, ignorandolo, al solito, come altrove, coi ritratti del re e della regina, un crocefisso in capo alla processione, gridando – Viva il re! Abbasso le tasse! – s'era messo a percorrere le vie del paese, finché, uscendo dalla piazza e imboccando una strada angusta che la fronteggiava, vi aveva trovato otto soldati e quattro carabinieri appostati. L'ufficiale che li comandava aveva preso questo partito con strategia sopraffina, perché la folla inerme, lì calcata e pigiata, alle intimazioni di sbandarsi non si potesse più muovere; e lì non una ma più volte, aveva ordinato contro di essa il fuoco. Undici morti, innumerevoli feriti, tra cui donne, vecchi, bambini. Ora, tutto era calmo, come in un cimitero». (p. 237)
===[[Explicit]]===
La piazza, come schiantata e in fuga anch'essa dietro gli urli del popolo che la disertava, appena il fumo dei fucili si diradò nel livido smortume dell'alba, parve agli occhi dei soldati come trattenuta dal peso di cinque corpi inerti, sparsi qua e là.<br />
Un bisogno strano, invincibile, obbligò il capitano a dare subito ai suoi soldati un comando qualunque, pur che fosse. Quei cinque corpi rimasti là, traboccati sconciamente, in una orrenda immobilità, su la motriglia della piazza striata dall'impeto della fuga, erano alla vista d'una gravezza insopportabile. E un furiere e un caporale, al comando del capitano, si mossero sbigottiti per la piazza e si accostarono al primo di quei cinque cadaveri.<br />
Il furiere si chinò e vide ch'esso, caduto con la faccia a terra, era armato come un brigante. Gli tolse il fucile dalla spalla e, levando il braccio, lo mostrò al capitano; poi diede quel fucile al caporale, e si chinò di nuovo sul cadavere per prendergli dalla cintola prima una e poi l'altra pistola, che mostrò ugualmente al capitano. Allora questi, incuriosito, sebbene avesse ancora un forte tremito a una gamba e temesse che i soldati se ne potessero accorgere, si appressò anche lui a quel cadavere, e ordinò che lo rimovessero un poco per vederlo in faccia. Rimosso, quel cadavere mostrò sul petto insanguinato quattro medaglie.<br />
I tre, allora, rimasero a guardarsi negli occhi, stupiti e sgomenti.<br />
Chi avevano ucciso?
==''Il fu Mattia Pascal''==
[[File:Pirandello_-_Il_Fu_Mattia_Pascal,_1919.djvu|page=9|thumb|Edizione 1909]]
===[[Incipit]]===
Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:<br />– Io mi chiamo Mattia Pascal.<br>– Grazie, caro. Questo lo so.<br />– E ti par poco?<br />Non pareva molto, per dir la verità, neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non sapere neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all'occorrenza:<br>– Io mi chiamo Mattia Pascal.<br>Qualcuno vorrà bene compiangermi (costa così poco), immaginando l'atroce cordoglio d'un disgraziato, al quale avvenga di scoprire tutt'a un tratto che... sì, niente, insomma: né padre, né madre, né come fu o come non fu; e vorrà pur bene indignarsi (costa anche meno) della corruzione dei costumi, e de' vizii, e della tristezza dei tempi, che di tanto male possono esser cagione a un povero innocente.
===Citazioni===
*E dimentichiamo spesso e volentieri di essere atomi infinitesimali per rispettarci e ammirarci a vicenda, e siamo capaci di azzuffarci per un pezzettino di terra o di dolerci di certe cose, che, ove fossimo veramente compenetrati di quello che siamo, dovrebbero parerci miserie incalcolabili. (cap. II; 1986, p. 7)
*Posso dire che da allora ho fatto il gusto a ridere di tutte le mie sciagure e d'ogni mio tormento. Mi vidi, in quell'istante, attore d'una tragedia che più buffa non si sarebbe potuta immaginare: mia madre, scappata via, così, con quella matta; mia moglie, di là, che... lasciamola stare!; Marianna Pescatore lì per terra; e io, io che non avevo più pane, quel che si dice pane, per il giorno appresso, io con la barba tutta impastocchiata, il viso sgraffiato, grondante non sapevo ancora se di sangue o di lagrime, per il troppo ridere. (cap. V; 1973, p. 360)
*E mentr'io attenderò al molino, il fattore mi ruberà i frutti della campagna; e se mi porrò invece a badare a questa, il mugnajo mi ruberà la molenda. E di qua il mugnajo e di là il fattore faranno l'altalena, e io nel mezzo a godere. (cap. VII; 1973, p. 390)
*Recisa di netto ogni memoria in me della vita precedente, fermato l'animo alla deliberazione di ricominciare da quel punto una nuova vita, io era invaso e sollevato come da una fresca letizia infantile; mi sentivo come rifatta vergine e trasparente la coscienza, e lo spirito vigile e pronto a trar profitto di tutto per la costruzione del mio nuovo io. Intanto l'anima mi tumultuava nella gioja di quella nuova libertà. Non avevo mai veduto così uomini e cose; l'aria tra essi e me s'era d'un tratto quasi snebbiata; e mi si presentavan facili e lievi le nuove relazioni che dovevano stabilirsi tra noi, poiché ben poco ormai io avrei avuto bisogno di chieder loro per il mio intimo compiacimento. Oh levità deliziosa dell'anima; serena, ineffabile ebbrezza! La Fortuna mi aveva sciolto di ogni intrico, all'improvviso, mi aveva sceverato dalla vita comune, reso spettatore estraneo della briga in cui gli altri si dibattevano ancora [...]. (cap. VIII; 1973, p. 408)
*Nulla [[Invenzione|s'inventa]], è vero, che non abbia una qualche radice, più o men profonda, nella realtà; e anche le cose più strane possono esser vere, anzi nessuna fantasia arriva a concepire certe follie, certe inverosimili avventure che si scatenano e scoppiano dal seno tumultuoso della vita; ma pure, come e quanto appare diversa dalle invenzioni che noi possiamo trarne la realtà viva e spirante! Di quante cose sostanziali, minutissime, inimmaginabili ha bisogno la nostra invenzione per ridiventare quella stessa realtà da cui fu tratta, di quante fila che la riallaccino nel complicatissimo intrico della vita, fila che noi abbiamo recise per farla diventare una cosa a sè! (VIII; 1973, p. 413; 1993, p. 112)
*Tu, invece, a volerla dire, sarai sempre e dovunque un forestiere: ecco la differenza. Forestiere della vita, Adriano Meis. (cap. IX; 1973, p. 422)
*C'è chi [[Comprensione|comprende]] e chi non comprende, caro signore. Sta molto peggio chi comprende, perché alla fine si ritrova senza energia e senza volontà. Chi comprende, infatti, dice: «Io non devo far questo, non devo far quest'altro, per non commettere questa o quella bestialità». Benissimo! Ma a un certo punto s'accorge che la vita è tutta una [[bestialità]], e allora dica un po' lei che cosa significa il non averne commessa nessuna: significa per lo meno non aver vissuto, caro signore. (cap. IX; 1986, p. 55)
*«Oh perché gli uomini,» domandavo a me stesso, smaniosamente, «si affannano così a rendere man mano più complicato il congegno della loro vita? Perché tutto questo stordimento di macchine? E che farà l'uomo quando le macchine faranno tutto? Si accorgerà allora che il così detto progresso non ha nulla a che fare con la felicità? Di tutte le invenzioni, con cui la scienza crede onestamente d'arricchire l'umanità (e la impoverisce, perché costano tanto care), che gioja in fondo proviamo noi, anche ammirandole?» (cap. IX; 1973, p. 429)
*Eppure la scienza, pensavo; ha l'illusione di render anche più facile e più comoda L'esistenza! Ma, ammettendo che la renda veramente più facile, con tutte le sue macchine così difficili e complicate, domando, io: «E qual peggior servizio a chi sia condannato a una briga vana, che rendergliela facile e quasi meccanica?». (cap. IX; 1973, p. 429)
*Là, in un corridojo, sospesa nel vano d'una finestra, c'era una gabbia con un [[canarino]]. Non potendo con gli altri e non sapendo che fare, mi mettevo a conversar con lui, col canarino: gli rifacevo il verso con le labbra, ed esso veramente credeva che qualcuno gli parlasse e ascoltava e forse coglieva in quel mio pispissìo care notizie di nidi, di foglie, di libertà... Si agitava nella gabbia, si voltava, saltava, guardava di traverso, scotendo la testina, poi mi rispondeva, chiedeva, ascoltava ancora. Povero uccellino! lui sì m'intendeva, mentre io non sapevo che cosa gli avessi detto... ([[s:Il fu Mattia Pascal/9|cap. IX]]; 1919, p. 132)
*Mi accorsi tutt'a un tratto che dovevo proprio morire ancora: ecco il male! Chi se ne ricordava più? Dopo il mio suicidio alla ''Stia'', io naturalmente non avevo veduto più altro, innanzi a me, che la vita. Ed ecco qua, ora: il signor Anselmo Paleari mi metteva innanzi di continuo l'ombra della morte. (cap. X; 1973, p. 439)
*Il male della scienza, guardi, signor Meis, è tutto qui: che vuole occuparsi della vita soltanto. (cap. X; 1973, p. 443)
*Ma la causa vera di tutti i nostri mali, di questa tristezza nostra, sai qual è? La democrazia, mio caro, la democrazia, cioè il governo della maggioranza. Perché, quando il potere è in mano d'uno solo, quest'uno sa d'esser uno e di dover contentare molti; ma quando i molti governano, pensano soltanto a contentar se stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa; la tirannia mascherata da libertà. (cap. XI; 1973, p. 448)
*«Se noi riconosciamo,» pensavo, «che errare è dell'uomo, non è crudeltà sovrumana la giustizia?» (cap. XI; 1973, p. 459)
*«Beate le marionette,» sospirai, «su le cui teste di legno il finto cielo si conserva senza strappi! Non perplessità angosciose, né ritegni, né intoppi, né ombre, né pietà; nulla! E possono attendere bravamente e prender gusto alla loro commedia e amare e tener se stesse in considerazione e in pregio, senza soffrir mai vertigini o capogiri, poiché per la loro statura e per le loro azioni quel cielo è un tetto proporzionato. (cap. XII; 1973, p. 468)
*Potei sperimentare che l'uomo, quando soffre, si fa una particolare idea del bene e del male, e cioè del bene che gli altri dovrebbero fargli e a cui egli pretende, come se dalle proprie sofferenze gli derivasse un diritto al compenso, e del male che egli può fare a gli altri, come se parimenti dalle proprie sofferenze vi fosse abilitato. E se gli altri non gli fanno il bene quasi per dovere, egli li accusa, e di tutto il male ch'egli fa quasi per diritto, facilmente si scusa. (XII; 1973, p. 482; 1993, p. 167)
*E il signor Anselmo, seguitando, mi dimostrava che, per nostra disgrazia, noi non siamo come l'albero che vive e non si sente, a cui la terra, il sole, l'aria, la pioggia, il vento, non sembra che sieno cose ch'esso non sia: cose amiche o nocive. A noi uomini, invece, nascendo, è toccato un tristo privilegio: quello di ''sentirci'' vivere, con la bella illusione che ne risulta: di prendere cioè come una realtà fuori di noi questo nostro interno sentimento della vita, mutabile e vario, secondo i tempi, i casi e la fortuna.<br>E questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso; un lanternino che ci fa vedere sperduti su la terra, e ci fa vedere il male e il bene; un lanternino che projetta tutt'intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l'ombra nera, l'ombra paurosa che non esisterebbe, se il lanternino non fosse acceso in noi, ma che noi dobbiamo pur troppo creder vera, fintanto ch'esso si mantiene vivo in noi. Spento alla fine a un soffio, ci accoglierà davvero quell'ombra fittizia, ci accoglierà la notte perpetua dopo il giorno fumoso della nostra illusione, o non rimarremo noi piuttosto alla mercé dell'Essere, che avrà soltanto rotto le vane forme della nostra ragione?<br>– Dorme, signor Meis?<br>– Segua, segua pure, signor Anselmo: non dormo. Mi par quasi di vederlo, codesto suo lanternino.<br>– Ah, bene... Ma poiché lei ha l'occhio offeso, non ci addentriamo troppo nella filosofia, eh? e cerchiamo piuttosto d'inseguire per ispasso le lucciole sperdute, che sarebbero i nostri lanternini, nel bujo della sorte umana. Io direi innanzi tutto che son di tanti colori; che ne dice lei? secondo il vetro che ci fornisce l'illusione, gran mercantessa, gran mercantessa di vetri colorati. A me sembra però, signor Meis, che in certe età della storia, come in certe stagioni della vita individuale, si potrebbe determinare il predominio d'un dato colore, eh? In ogni età, infatti, si suole stabilire tra gli uomini un certo accordo di sentimenti che dà lume e colore a quei lanternoni che sono in termini astratti: ''Verità, Virtù, Bellezza, Onore'', e che so io... E non le pare che fosse rosso, ad esempio, il lanternone della Virtù pagana? Di color violetto, color deprimente, quello della Virtù cristiana. Il lume d'una idea comune è alimentato dal sentimento collettivo; se questo sentimento però si scinde, rimane sì in piedi la lanterna del termine astratto, ma la fiamma dell'idea vi crepita dentro e vi guizza e vi singhiozza, come suole avvenire in tutti i periodi che son detti di [[transizione]]. Non sono poi rare nella storia certe fiere ventate che spengono d'un tratto tutti quei lanternoni. Che piacere! Nell'improvviso bujo, allora è indescrivibile lo scompiglio delle singole lanternine: chi va di qua, chi di là, chi torna indietro, chi si raggira; nessuna più trova la via: si urtano, s'aggregano per un momento in dieci, in venti; ma non possono mettersi d'accordo, e tornano a sparpagliarsi in gran confusione, in furia angosciosa: come le formiche che non trovino più la bocca del formicajo, otturata per ispasso da un bambino crudele. ([[s:Il fu Mattia Pascal/13|cap. XIII]]; 1919, pp. 197-199)
*Avevo già sperimentato come la mia libertà, che a principio m'era parsa senza limiti, ne avesse purtroppo nella scarsezza del mio denaro; poi m'ero anche accorto ch'essa più propriamente avrebbe potuto chiamarsi solitudine e noja, e che mi condannava a una terribile pena: quella della compagnia di me stesso; mi ero allora accostato agli altri; ma il proponimento di guardarmi bene dal riallacciare, fors'anche debolissimamente, le fila recise, a che era valso? Ecco: s'erano riallacciate da sé, quelle fila; e la vita, per quanto io, già in guardia, mi fossi opposto, la vita mi aveva trascinato, con la sua foga irresistibile: la vita che non era più per me. (cap. XV; 1973, p. 511)
*Morto? Peggio che morto; me l'ha ricordato il signor Anselmo: i morti non debbono, più morire, e io sì: io sono ancora vivo per la morte e morto per la vita. Che vita infatti può esser più la mia? La noja di prima, la solitudine, la compagnia di me stesso? (cap. XV; 1973, p. 521)
*Ma sì! così era! il simbolo, lo spettro della mia vita era quell'ombra: ero io, là per terra, esposto alla mercé dei piedi altrui. Ecco quello che restava di Mattia Pascal, morto alla ''Stìa'': la sua ombra per le vie di Roma. (cap. XV; 1973, p. 524)
*Ma aveva un cuore, quell'ombra, e non poteva amare; aveva denari, quell'ombra, e ciascuno poteva rubarglieli; aveva una testa, ma per pensare e comprendere ch'era la testa di un'ombra, e non l'ombra d'una testa. Proprio cosi! (cap. XV; 1973, p. 524)
*Ed ecco, ora, dopo essermi aggirato per due anni, come un'ombra, in quella illusione di vita oltre la morte, mi vedevo costretto, forzato, trascinato peri capelli a eseguire su me la loro condanna. Mi avevano ucciso davvero! Ed esse, esse sole si erano liberate di me... [...] Ma sì! ma sì! Io non dovevo uccider me, un morto, io dovevo uccidere quella folle, assurda finzione che m'aveva torturato, straziato due anni, quell'Adriano Meis, condannato a essere un vile, un bugiardo, un miserabile; quell'Adriano Meis dovevo uccidere, che essendo, com'era, un nome falso, avrebbe dovuto aver pure di stoppa il cervello, di cartapesta il cuore, di gomma le vene, nelle quali un po' d'acqua tinta avrebbe dovuto scorrere, invece di sangue: allora sì! Via, dunque, giù, giù, tristo fantoccio odioso! Annegato, lí, come Mattia Pascal! Una volta per uno! (cap. XVI; 1973, p. 546)
*Ah, ora, ritornando vivo, avrei potuto anch'io prendermi il gusto di dire bugie, tante, tante, tante, anche della forza di quelle del cavalier Tito Lenzi, e più grosse ancora! (cap. XVII; 1973, p. 551)
*Ah, che vuol dir morire! Nessuno, nessuno si ricordava più di me, come se non fossi mai esistito... (cap. XVIII; 1973, p. 575)
*[[Copernico]] [...] ha rovinato l'umanità, irrimediabilmente. Ormai noi tutti ci siamo a poco a poco adattati alla nuova concezione dell'infinita nostra piccolezza, a considerarci anzi men che niente nell'Universo... Storie di vermucci ormai, le nostre.
*Le anime hanno un loro particolar modo d'intendersi, d'entrare in [[intimità]], fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle [[parola|parole]] comuni, nella schiavitù delle esigenze sociali. Han bisogni lor proprii e loro proprie aspirazioni le anime, di cui il [[corpo]] non si dà per inteso, quando veda l'impossibilità di soddisfarli e di tradurle in atto. E ogni qualvolta due che comunichino fra loro così, con le anime soltanto, si trovano soli in qualche luogo, provano un turbamento angoscioso e quasi una repulsione violenta d'ogni minimo contatto materiale, una sofferenza che li allontana, e che cessa subito, non appena un terzo intervenga. Allora, passata l'angoscia, le due anime sollevate si ricercano e tornano a sorridersi da lontano.
*Un desiderio vago, come un'aura dell'anima, aveva schiuso pian piano per lei, come per me, una finestra nell'avvenire, donde un raggio dal tepore inebriante veniva a noi, che non sapevamo intanto appressarci a quella finestra né per richiuderla né per vedere che cosa ci fosse di là.
*Vivo alla morte, ma morto alla vita.
*Ogni [[oggetto]] in noi suol trasformarsi secondo le immagini ch'esso evoca e aggruppa, per così dire, attorno a sé. Certo un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell'oggetto per sé medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d'immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell'oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l'accordo, l'armonia che stabiliamo tra esso e noi, l'anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi. (IX; 1993, p. 118)
*Amicizia vuol dire confidenza [...]. (IX; 1993, p. 123)
*Folle! Come mi ero illuso che potesse vivere un tronco reciso dalle sue radici? (XVII; 1993, p. 219)
====Appendice: ''Avvertenza sugli scrupoli della fantasia''====
*Perché la vita, per tutte le sfacciate assurdità, piccole e grandi, di cui beatamente è piena, ha l'inestimabile privilegio di poter fare a meno di quella stupidissima [[verosimile|verosimiglianza]], a cui l'arte crede suo dovere obbedire.<br />Le assurdità della vita non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere. All'opposto di quelle dell'arte che, per parer vere, hanno bisogno d'esser verosimili. E allora, verosimili, non sono più assurdità.<br />Un caso della vita può essere assurdo; un'opera d'arte, se è opera d'arte, no.<br />Ne segue che tacciare d'assurdità e d'inverosimiglianza, in nome della vita, un'opera d'arte è balordaggine.<br />In nome dell'arte, sì; in nome della vita, no. (1993, pp. 243-244)
*Si domanda a questo punto se vogliono esser considerati come zoologi o come [[critico|critici]] letterarii quei tali signori che, giudicando un romanzo o una novella o una commedia, condannano questo o quel personaggio, questa o quella rappresentazione di fatti o di sentimenti, non già in nome dell'arte come sarebbe giusto, ma in nome d'una ''umanità'' che sembra essi conoscano a perfezione, come se realmente in astratto esistesse, fuori cioè di quell'infinita varietà d'uomini capaci di commettere tutte quelle sullodate assurdità che ''non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere''. (1993, p. 244)
*Ma se il valore e il senso ''universalmente umano'' di certe mie favole e di certi miei personaggi, nel contrasto, com'egli dice, tra realtà e illusione, tra volto individuale ed immagine sociale di esso, consistesse innanzi tutto nel senso e nel valore da dare a quel primo contrasto, il quale, per una [[beffa]] costante della vita, ci si scopre sempre inconsistente, in quanto che, ''necessariamente'' purtroppo, ogni realtà d'oggi è destinata a scoprircisi illusione domani; ma illusione ''necessaria'', se purtroppo fuori di essa non c'è per noi altra realtà? Se consistesse appunto in questo, che un uomo o una donna, messi da altri o da se stessi, in una penosa situazione, socialmente anormale, assurda per quanto si voglia, vi durano, la sopportano, la rappresentano davanti agli altri, finché non la vedono, sia pure per la loro cecità o incredibile buonafede; perché appena la vedono come a uno specchio che sia posto loro davanti, non la sopportano più, ne provan tutto l'orrore e la infrangono o, se non possono infrangerla, se ne senton morire? Se consistesse appunto in questo, che una situazione, socialmente anormale, si accetta, anche vedendola a uno specchio, che in questo caso ci para davanti la nostra stessa illusione; e allora la si rappresenta, soffrendone tutto il martirio, finché la rappresentazione di essa sia possibile dentro la [[maschera]] soffocante che da noi stessi ci siamo imposta o che da altri o da una crudele necessità ci sia stata imposta, cioè fintanto che sotto questa maschera un sentimento nostro, troppo vivo, non sia ferito così addentro, che la ribellione alla fine prorompa e quella maschera si stracci e si calpesti? [...] L'arruffio, se c'è, dunque è voluto; il macchinismo, se c'è, dunque è voluto; ma non da me: bensì dalla favola stessa, dagli stessi personaggi; e si scopre subito, difatti: spesso è concertato apposta e messo sotto gli occhi nell'atto di concertarlo e di combinarlo: è la maschera per una rappresentazione; il giuoco delle parti; quello che vorremmo o dovremmo essere; quello che agli altri pare che siamo, mentre quel che siamo, non lo sappiamo, fino a un certo punto, neanche noi stessi; la goffa, incerta metafora di noi; la costruzione, spesso arzigogolata, che facciamo di noi, o che gli altri fanno di noi: dunque, davvero, un macchinismo, sì, in cui ciascuno volutamente, ripeto, è la marionetta di se stesso; e poi, alla fine, il calcio che manda all'aria tutta la baracca.
===[[Explicit]]===
Ho messo circa sei mesi a scrivere questa mia strana storia, ajutato da lui. Di quanto è scritto qui egli serberà il segreto, come se l'avesse saputo sotto il sigillo della confessione.<br>Abbiamo discusso a lungo insieme su i casi miei, ie spesso io gli ho dichiarato di non saper vedere che frutto se ne possa cavare.<br>– Intanto, questo, – egli mi dice: – che fuori della legge e fuori di quelle particolarità, liete o tristi che sieno, per cui noi siamo noi, caro signor Pascal, non è possibile vivere.<br>Ma io gli faccio osservare che non sono affatto rientrato né nella legge, né nelle mie particolarità. Mia moglie è moglie di Pomino, e io non saprei proprio dire ch'io mi sia.<br>Nel cimitero di Miragno, su la fossa di quel povero ignoto che s'uccise alla ''Stìa'', c'è ancora la lapide dettata da Lodoletta:<br><br>{{centrato|<small>COLPITO DA AVVERSI FATI</small><br>MATTIA PASCAL<br><small>BIBLIOTECARIO<br>CVOR GENEROSO ANIMA APERTA<br>QVI VOLONTARIO<br>RIPOSA<br>LA PIETÀ DEI CONCITTADINI<br>QVESTA LAPIDE POSE</small><br><br>}}Io vi ho portato la corona di fiori promessa e ogni tanto mi reco a vedermi morto e sepolto là. Qualche curioso mi segue da lontano; poi, al ritorno, s'accompagna con me, sorride, e – considerando la mia condizione – mi domanda:<br>– Ma voi, insomma, si può sapere chi siete?<br>Mi stringo nelle spalle, socchiudo gli occhi e gli rispondo:<br>– Eh, caro mio... Io sono il fu Mattia Pascal.
==''L'amica delle mogli''==
===[[Incipit]]===
'''MARTA''': Eccoci qua. Abbiamo fatto un po' tardi.<br>'''CAMERIERE''': La corsa arriva alle nove.<br>'''PRIMA CAMERIERA''': C'è più d'un'ora.<br>'''MARTA''': Bisogna sbricarci, perché tutto sia pronto. Questi fiori... (''Al cameriere''): ecco, reggete un po'... (''Riprendendosi''): No, meglio posarli qua. (''Li posa su un tavolinetto''). Prendo le chiavi.
===Citazioni===
*'''VENZI''': Bell'[[arte]], ah bell'arte, la [[musica]]! Peccato…<br>'''DAULA''': (''andandogli incontro, minaccioso''). Che intendi dire?<br>'''VENZI''': Peccato che tu la professi con tanta [[disgrazia]]!<br>'''DAULA''': Bada ch'è la seconda volta, questa, che tu mi provochi!<br>'''VENZI''': (''prendendolo per il bavero e dominandolo, con tono ambiguo''). Sciocchi, caro, si può essere in due modi: per una sciocchezza che si fa, come tanti possono farla, pur senz'essere sciocchi; e allora si fa ridere non propriamente di noi, ma della sciocchezza che abbiamo fatta; o sciocchi per sciocchezza congenita, e allora facciamo ridere di noi, sempre, qualunque cosa si faccia, anche la più seria; come quella che tu hai consigliato adesso a questo bel giovanotto. Mi sono spiegato?
===[[Explicit]]===
'''Anna''': Ma come? vuoi restar sola?<br />
'''Clelia''': Qua, tu sola?<br />
'''Rosa''': Siamo venute per te!<br />
'''Marta''': Sola, sì, sola! Vi ringrazio; ma andate, andate, vi prego! Voglio restar sola! ‑ Pòrtatelo via, pòrtatelo via, Anna!<br />
'''Venzi''': No. Io debbo restare.<br />
'''Marta''' (''con minaccioso tono''): Lei se n'andrà via con sua moglie! ‑<br />
''Poi rivolta alle mogli:''<br />
Insomma, come debbo dirvi d'andarvene? ‑ Lasciatemi sola! voglio restar sola! ‑ Sola, ‑ sola, ‑ sola!
==''L'umorismo''==
*Ciò che noi conosciamo di noi stessi, non è che una parte, forse una piccolissima parte di quello che noi siamo. E tante e tante cose, in certi momenti eccezionali, noi sorprendiamo in noi stessi, percezioni, ragionamenti, stati di coscienza che son veramente oltre i limiti relativi della nostra esistenza normale e cosciente. (1908)
*[[Montaigne]] [...] è il tipo dello scetticismo sereno, non avido di lotte, sorridente, senza impeti, senza ideali da difendere, senza virtù da seguire, lo scettico che tollera tutto senza aver fede in nulla, che non ha nè entusiasmi nè aspirazioni, che si serve del dubbio per giustificare l’inerzia con la tolleranza, che dimostra una percezione della vita serena, ma sterile, indice di egoismo e di decadenza di razza, giacché il libero esame che non spinge all’azione può meglio che salvare dalla schiavitù, accettare, o rendersi complice del dispotismo. ([[:s:L%27umorismo/Parte_prima/6|I, 6]])
*Vediamo dunque, qual è il processo da cui risulta quella particolar rappresentazione che si suol chiamare umoristica; se questa ha peculiari caratteri che la distinguono, e da che derivano; se vi è un particolar modo di considerare il mondo, che costituisce appunto la materia e la ragione dell'umorismo. [...] Ho già detto altrove, e qui m'è forza ripetere– l'opera d'arte è creata dal libero movimento della vita interiore che organa le idee e le immagini in una forma armoniosa, di cui tutti gli elementi han corrispondenza tra loro e con l'idea madre che le coordina. [...] Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d'abiti giovanili. Mi metto a ridere. "Avverto" che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un "avvertimento del contrario". <br>Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s'inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l'amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l'umoristico. [...] non ci fermiamo alle apparenze, ciò che inizialmente ci faceva ridere adesso ci farà tutt'al più sorridere.
==''Non si sa come''==
===[[Incipit]]===
Ai nostri giorni<br>...''Al levarsi della tela Giorgio, seduto nel terrazzo, legge; vedendo entrare Respi, si alza''.<br>'''GIORGIO''': Oh, Respi. Bravo. Ci si rivede.<br>'''RESPI''': Sei sbarcato da poco.<br>'''GIORGIO''': Da dodici giorni. Li conto, perché purtroppo me ne restano ormai soltanto tre.<br>'''RESPI''': Dopo otto mesi di crociera.<br>'''GIORGIO''': Quindici soli giorni di licenza. Che vuoi farci? È la nostra vita.
===Citazioni===
*Scagliata la pietra, d'un tratto – io non so come – da che tutto prima mi sbalzava davanti agli occhi, quelle masse d'[[albero|alberi]], in [[cielo]] la [[luna]] come uno striscio di [[luce]], ora più nulla, il tempo stesso e tutte le cose pareva si fossero fermati in uno stupore attonito intorno a quel [[ragazzo]] traboccato a terra. Ancora ansante, col cuore in gola, mirai esterrefatto, addossato alla muriccia, quell'incredibile immobilità silenziosa della campagna sotto la luna, quel ragazzo che vi giaceva con la faccia mezzo nascosta nella [[terra]], e sentii crescere in me, formidabile, il senso d'una solitudine eterna, da cui dovevo subito fuggire. Non ero stao io; io non l'avevo voluto; non ne sapevo nulla: E proprio come se non fossi stato io, proprio come se m'appressassi per curiosità, mossi un passo e poi un altro, e mi chinai a guardare. Il ragazzo aveva la [[testa]] sfragellata, la bocca nel [[sangue]] colato a terra nero e una gamba un po' scoperta.
===[[Explicit]]===
'''Romeo''': Giorgio, anche lei, tua moglie, come in sogno, è stata mia. Non l'ha voluto, né io l'ho voluto. Puoi tu punirci?<br />
''Giorgio, Ginevra e Bice ne restano sbalorditi. Pausa.''<br />
'''Bice''' (''ancora nello sbalordimento''): Perché l'hai detto?<br />
'''Romeo''': Dovevo dirlo. Tu nel sogno, lei nel fatto.<br />
'''Giorgio''': Nel fatto. Ah, dunque è vero? Hai mentito?<br />
''E accenna di lanciarsi come una belva contro Romeo. Subito Ginevra gli si mette davanti per pararlo, gridando.''<br />
'''Ginevra''': No! è, pazzo! È pazzo!<br />
'''Romeo''': Non sono pazzo. Siamo innocenti.<br />
''Giorgio con una violenta bracciata si libera da Ginevra e cava dal fodero la pistola, mentre Bice, cercando di riparar Romeo, grida a Giorgio:''<br />
'''Bice''': No, no, Giorgio!<br />
'''Romeo''' (''subito a Bice, scartandola''): Lascialo fare.<br />
''Giorgio spara. Grido delle due donne.''<br />
'''Romeo''' (''abbattendosi su Bice''): Anche questo è umano.
==''Quaderni di Serafino Gubbio operatore''==
===[[Incipit]]===
Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno.
===Citazioni===
*[...] gli uomini hanno in sé un [[superfluo]], che di continuo inutilmente li tormenta, non facendoli mai paghi di nessuna condizione e sempre lasciandoli incerti del loro destino. (quaderno I, § 3; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/19|11]])
*Mani, non vedo altro che mani, in queste camere oscure; mani affaccendate su le bacinelle; mani, cui il tetro lucore delle lanterne rosse dà un'apparenza spettrale. Penso che queste mani appartengono ad uomini che non sono più; che qui sono condannati ad esser mani soltanto: queste mani, strumenti. Hanno un cuore? A che serve? Qua non serve. Solo come strumento anch'esso di macchina, può servire, per muovere queste mani. E così la testa: solo per pensare ciò che a queste mani può servire. E a poco a poco m'invade tutto l'orrore della necessità che mi s'impone, di diventare anch'io una mano e nient'altro. (quaderno III, § 3; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/78|70]])
*[...] la [[vita]] è tutta una stupidaggine, sempre, perché non conclude mai e non può concludere. (Simone Pau: quaderno IV, § 3; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/129|121]])
*La [[filosofia]] è come la religione: conforta sempre, anche quando è disperata, perché nasce dal bisogno di superare un tormento, e anche quando non lo superi, il pórselo davanti, questo tormento, è già un sollievo per il fatto che, almeno per un poco, non ce lo sentiamo più dentro. (quaderno IV, § 3; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/129|121]])
*Che mondaccio, signor Gubbio, che mondaccio è questo! che schifo! Ma pajono tutti... che so! Ma perché si dev'essere così? [[Maschera]]ti! Mascherati! Mascherati! Me lo dica lei! Perché, appena insieme, l'uno di fronte all'altro, diventiamo tutti tanti pagliacci? Scusi, no, anch'io, anch'io; mi ci metto anch'io; tutti! Mascherati! Questo, un'aria così; quello, un'aria cosà... E dentro siamo diversi! Abbiamo il cuore, dentro, come... come un bambino rincantucciato, offeso, che piange e si vergogna! (Carlo Ferro: quaderno IV, § 4; pp. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/133|125]]-[[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/134|126]])
*A quanti uomini, presi nel gorgo d'una passione, oppure oppressi, schiacciati dalla tristezza, dalla miseria, farebbe bene pensare che c'è, sopra il soffitto, il cielo, e che nel cielo ci sono le [[stelle]]. Anche se l'esserci delle stelle non ispirasse loro un conforto religioso. Contemplandole, s'inabissa la nostra inferma piccolezza, sparisce nella vacuità degli spazii, e non può non sembrarci misera e vana ogni ragione di tormento. (quaderno V, § 1; pp. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/169|161]]-[[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/170|162]])
*Porsi davanti la vita come un oggetto da studiare, è assurdo, perché la vita, posta davanti così, perde per forza ogni consistenza reale e diventa un'astrazione vuota di senso e di valore. E com'è più possibile spiegarsela? L'avete uccisa. Potete, tutt'al più, farne l'anatomia.<br>La vita non si spiega; si vive.<br>La ragione è nella vita; non può esserne fuori. E la vita non bisogna porsela davanti, ma sentirsela dentro, e viverla. (quaderno V, § 4; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/187|179]])
*– Già! – disse. – È curioso l'effetto che ci fa la nostra immagine riprodotta [[foto]]graficamente, anche in un semplice ritratto, quando ci facciamo a guardarla la prima volta. Perché?<br>– Forse, – gli risposi, – perché ci sentiamo lì fissati in un momento, che già non è più in noi; che resterà, e che si farà man mano sempre più lontano.<br>– Forse! – sospirò. – Sempre più lontano per noi...<br>– No, – soggiunsi, – anche per l'immagine. L'immagine invecchia anch'essa, tal quale come invecchiamo noi a mano a mano. Invecchia, pure fissata lì sempre in quel momento; invecchia giovane, se siamo giovani, perché quel giovane lì diviene d'anno in anno sempre più vecchio con noi, in noi.<br>– Non capisco.<br>– È facile intenderlo, se ci pensa un poco. Guardi: il tempo, da lì, da quel ritratto, non procede più innanzi, non s'allontana sempre più d'ora in ora con noi verso l'avvenire; pare che resti lì fissato, ma s'allontana anch'esso, in senso inverso; si sprofonda sempre più nel passato, il tempo. Per conseguenza l'immagine, lì, è una cosa morta che col tempo s'allontana man mano anch'essa sempre più nel passato: e più è giovane e più diviene vecchia e lontana. (quaderno VII, § 3; pp. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/263|255]]-[[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/264|256]])
===[[Explicit]]===
No, grazie. Grazie a tutti. Ora basta. Voglio restare così. Il tempo è questo; la vita è questa; e nel senso che do alla mia professione, voglio seguitare così – solo, muto e impassibile – a far l'operatore.<br>La scena è pronta?<br>– Attenti, si gira... –
==''Sagra del signore della nave''==
===[[Incipit]]===
''Appena alzato il sipario si udrà un lontanissimo battere in cadenza di tamburi, che non verrà dal palcoscenico ma dall'interno del teatro, alle spalle degli spettatori. A poco a poco questo battito si avvicinerà sempre di più''.<br>'''UN TAVERNAJO''': (''lardoso, con un tòcco di carta in capo, in maniche di camicia rimboccate sulle braccia e un grembiule di traliccio a righe bianche e turchine: chiamando verso l'interno, a destra''). O Libèee! Dico a te! Malanno a te! Vieni a stendere le tovaglie sulle tavole, che già la gente comincia a venire!<br>''Dietro le quinte a destra e a sinistra, più o meno lontani e regolati sulle pause dal Direttore di scena per modo che non disturbino troppo la recitazione, cominceranno ad udirsi i versi dei venditori, cantilenati e ripetuti d'ora in ora con varietà, durante tutta la rappresentazione. Qui se ne trascrivono alcuni; altri potranno essere aggiunti, purché abbian colore e diversità di tono e di cadenza''.<br>'''BERCIO D'UN DOLCIERE''': Croccanti, croccanti, biscotti aranciati!<br>'''BERCIO D'UN GELATAJO''': Lo scialacuore, lo scialacuore! – Un soldo la giara, lo scialacuore!<br>'''BERCIO D'UN COCOMERAJO''': Taglia ch'è rosso! Taglia ch'è rosso!<br>'''BERCIO DI PESCIVENDOLI''': Triglie e merluzzi venuti d'ora!
===Citazioni===
*'''IL SIGNOR LAVACCARA''': (''in condfidenza al giovane pedagogo''). Ma quello lì, gliel'assicuro io, è un avvocato sì, ma assai più porco del mio porco che adesso si mangerà!<br>'''IL GIOVANE PEDAGOGO''': Non lo dica, signor Lavaccara! Un porco è un porco e basta; mentre, veda, quello lì – non voglio contraddirla – sarà magari un porco; ma porco e avvocato; e quell'altro, porco e notajo; e questo che viene ora, porco e orologiaio; e quest'altro, porco e farmacista. C'è una bella differenza, creda! (p. 123)
===[[Explicit]]===
D'un tratto, cupo enorme solenne, s'udrà dall'alto un rintocco di campana, e subito, come per un improvviso tracollo del sole, la luce, da rossa, si farà violetta. Tutti, come atterriti, taceranno, in miserabili atteggiamenti sguajati, cangiando le urla in un bestiale affanno di pianto, in una mugolante ànsima di contrizione. Altri tremendi rintocchi s'udranno intanto, a cui dalla chiesa risponderà il rombo dell'organo e il coro dei divoti: e dal portale della chiesa apparirà, spettrale, un altissimo prete in cappa e stola, che reggerà alto con tutt'e due le braccia il Signore della Nave: grande macabro Crocefisso insanguinato. Due chierici, anch'essi spettrali, gli staranno ai lati; altri due, inginocchiati davanti, agiteranno i turiboli; tutta la folla, sempre ansimando, gemendo, mugolando, cadrà in ginocchio e si darà pugni rintronanti sul petto. Il prete lentamente scenderà la cordonata, seguito dai divoti oranti e da altri chierici che recheranno alti su neri bastoncelli dei lampioncini accesi, e aprirà la processione, attraversando il palcoscenico e poi sul ponticello la sala. Dietro al Crocefisso molti andranno barcollanti e non cesseranno di picchiarsi il petto e di piangere e di gemere a mano a mano più forte; altri, non riuscendo a levarsi in piedi, resteranno accosciati sul palcoscenico come bestie ferite, barbugliando: «Mea culpa! Mea culpa! Cristo, perdonaci! Cristo, pietà!». Allora il giovane pedagogo, rimasto col signor Lavaccara sul palcoscenico, tutti e due come basiti, si leverà gradatamente e additando al compagno la tragica processione, dirà:<br /><br />'''Il giovane pedagogo''': No, no, vede? piangono, piangono! Si sono ubriacati, si sono imbestiati; ma eccoli qua ora che piangono dietro al loro Cristo insanguinato! E vuole una tragedia più tragedia di questa?<br /><br />{{centrato|''La processione scomparirà dalla sala; cesseranno i rintocchi e cadrà la tela.''}}
==''Sei personaggi in cerca d'autore''==
[[File:Pirandello - Sei personaggi in cerca d'autore, R. Bemporad & figlio, 1921.djvu|page=7|thumb|Edizione 1921]]
===[[Incipit]]===
''Di giorno,<br>su un palcoscenico di teatro di posa''.<br><br>[...]<br>'''IL DIRETTORE DI SCENA''': Oh! Che fai?<br>'''IL MACCHINISTA''': Che faccio? Inchiodo.<br>'''IL DIRETTORE DI SCENA''': A quest'ora?<br>''Guarderà l'orologio''<br>Sono già le dieci e mezzo. A momenti sarà qui il Direttore per la prova.<br>'''IL MACCHINISTA''': Ma dico, dovrò avere anch'io il mio tempo per lavorare!<br>'''IL DIRETTORE DI SCENA''': L'avrai, ma non ora.<br>'''IL MACCHINISTA''': E quando?<br>'''IL DIRETTORE DI SCENA''': Quando non sarà più l'ora della prova. Su, su, pòrtati via tutto, e lasciami disporre la scena per il secondo atto del ''Giuoco delle parti''.
{{NDR|Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', BMM, 1954.}}
===Citazioni===
<!-- In ordine di pagina -->
*Nulla pare che sia più superfluo dello spirito in un organismo umano. (dalla Prefazione)<ref name="diz">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*Ogni fantasma, ogni [[Personaggio immaginario|creatura d'arte]], per essere, deve avere il suo dramma, cioè un dramma di cui esso sia personaggio e per cui è personaggio. Il dramma è la ragion d'essere del personaggio; è la sua funzione vitale: necessaria per esistere. (dalla Prefazione)<ref name=diz/>
*[...] chi ha la ventura di nascere personaggio vivo, può ridersi anche della morte. Non muore più! [...] Chi era Sancho Panza? Chi era don Abbondio? Eppure vivono eterni, perché – vivi germi – ebbero la ventura di trovare una matrice feconda, una fantasia che li seppe allevare e nutrire, far vivere per l'eternità! ('''Il padre''')
*'''Il capocomico''': E dov'è il copione?<br />'''Il padre''': È in noi, signore. Il dramma è in noi; siamo noi; e siamo impazienti di rappresentarlo, così come dentro ci urge la passione!<br />'''La Figliastra''': Egli vuole subito arrivare alla rappresentazione dei suoi travagli spirituali; ma io voglio rappresentare il mio dramma! Il mio! (1925)
*Dimostrarle che si nasce alla vita in tanti modi, in tante forme: albero o sasso, acqua o farfalla... o donna. E che si nasce anche personaggi!
*Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com'egli l'ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!
*[...] lei sa bene che la vita è piena d'infinite assurdità, le quali sfacciatamente non han neppure bisogno di parer verosimili; perché sono vere.
*Signore, ciascuno – fuori, davanti agli altri – è vestito di dignità: ma dentro di sé sa bene tutto ciò che nell'intimità con se stesso si passa, d'inconfessabile.
*Ma dica un po', è pazza? ('''Il padre''') No, che pazza! È peggio!
* Lei è la ragione, e sua moglie l'istinto: in un giuoco di parti assegnate, per cui lei che rappresenta la sua parte è volutamente il fantoccio di se stesso.
*Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi – veda – si crede uno ma non è vero: è tanti, signore, tanti, secondo tutte le possibilità d'essere che sono in noi: uno con questo, uno con quello, – diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'essere sempre uno per tutti e sempre quest'uno che ci crediamo in ogni nostro atto. Non è vero! Non è vero! Ce ne accorgiamo bene, quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo all'improvviso come agganciati e sospesi: ci accorgiamo, voglio dire, di non essere tutti in quell'atto! (Garzanti)
*Per chi cade nella colpa, signore, il responsabile di tutte le colpe che seguono, non è sempre chi, primo, determinò la caduta? (1954, p. 75)
*Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre «qualcuno». Mentre un uomo – non dico lei, adesso – un uomo così in genere, può non essere «nessuno». (1954, p. 81)
*Quando un personaggio è nato, acquista subito una tale indipendenza anche dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato in tant'altre situazioni in cui l'autore non pensò di metterlo, e acquistare anche, a volte, un significato che l'autore non si sognò mai di dargli! ('''Il padre''')
===[[Explicit]]===
Subito, dietro il fondalino, come per uno sbaglio d'attacco, s'accenderà un riflettore verde, che proietterà, grandi e spiccate, le ombre dei Personaggi, meno il Giovinetto e la Bambina. Il capocomico, vedendole, schizzerà via dal palcoscenico, atterrito. Contemporaneamente si spegnerà il riflettore dietro il fondalino, e si rifarà sul palcoscenico il notturno azzurro di prima. Lentamente, dal lato destro della tela verrà prima avanti il Figlio, seguito dalla madre con le braccia protese verso di lui; poi dal lato sinistro il padre.<br />Si fermeranno a metà del palcoscenico, rimanendo lì come forme trasognate. Verrà fuori, ultima, da sinistra, la figliastra che correrà verso una delle scalette; sul primo scalino si fermerà un momento a guardare gli altri tre e scoppierà in una stridula risata, precipitandosi poi giù per la scaletta; correrà attraverso il corridojo tra le poltrone; si fermerà ancora una volta e di nuovo riderà, guardando i tre rimasti lassù; scomparirà dalla sala, e ancora, dal ridotto, se ne udrà la risata. Poco dopo calerà la tela.
===Citazioni sull'opera===
*Ho già afflitto tanto i miei lettori con centinaja di novelle; perché dovrei affliggerli ancora con la narrazione dei tristi casi di questi sei disgraziati? (Luigi Pirandello, dalla prefazione a ''Sei personaggi in cerca d'autore'', Oscar Mondadori, 1976)
*Ho letto i Sei personaggi una sola volta, per caso, e ne sono rimasto incantato. Poi non l'ho riletto più, salvo tenermi in mente alcune citazioni: mi era impossibile credere alla negatività del linguaggio pirandelliano nei confronti della contemporaneità del suo senso; quest'ultimo rimaneva segreto e distaccato dal modo di aprire bocca e di corrispondersi dei personaggi. ([[Memè Perlini]])
*Il pubblico del Manzoni ha accolto trionfalmente questa strana commedia ch'è, indubbiamente, un'opera d'arte di una originalità rara. ([[Marco Praga]])
==''Sogno (ma forse no)''==
===[[Incipit]]===
Una camera: ma forse no: un salotto. Certo, una giovane signora vi giace su un letto: ma forse no: sembra piuttosto un divano, a cui per qualche molla si sia abbattuta l'alta spalliera. Del resto, nulla in principio si discerne bene, perché la stanza è stenebrata appena da un lume innaturale che emana dal tappetino verde prato davanti al divano. Questo lume par debba da un momento all'altro sparire a un lieve moto nel sonno della giovane signora dormente.
Difatti, è proprio il lume d'un sogno: come quel salotto è una camera da letto soltanto nel sogno della giovane signora: e un letto, quel divano.
===Citazioni===
*Quando una donna dice di tacere per pietà, ha già ingannato.
*La lealtà, la lealtà è un debito, e il più sacro, verso noi stessi, anche prima che verso gli altri. Tradire è orribile. Tradire è orribile.
*Nulla atterrisce più di uno [[specchio]] una [[coscienza]] non tranquilla.
===[[Explicit]]===
*'''La Giovane signora''': Tanto meglio! E sono allora più che mai contenta così che io t'abbia fatto vincere, e che tu non abbia più trovato quelle perle. Non ne parliamo più, per piacere.<br />(''Si sente picchiare all'uscio, e subito dopo entra il cameriere recando sul vassojo tutto l'occorrente per il tè.'')<br />Ecco il tè. Prendiamo il tè.<br />(''Il cameriere deporrà il vassojo su un tavolinetto basso di lacca presso la mensola, e lo trasporterà davanti al divano. Prima che cominci a disporre il servizio, la Giovane Signora dirà'':)<br />Lasciate. Faccio io.<br />(''Il cameriere s'inchina ed esce.'')<br />'''L'Uomo in frak''' (''alieno, come per dire qualche cosa''): Oh, sai? M'hanno detto che è ritornato da Giava...<br />'''La Giovane signora''' (''versando il tè''): Sì sì, lo so...<br />'''L'Uomo in frak''': Ah, l'hanno detto anche a te?<br />'''La Giovane signora''': Sì, l'altra sera. Non ricordo più chi...<br />'''L'Uomo in frak''': Pare che abbia fatto là molti soldi...<br />'''La Giovane signora''': Latte o limone?<br />'''L'Uomo in frak''': Latte – Grazie.
==''Uno, nessuno e centomila''==
===[[Incipit]]===
– Che fai? – mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo specchio.<br/>
– Niente, – le risposi, – mi guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo, avverto un certo dolorino.<br/>
Mia moglie sorrise e disse:<br/>
– Credevo guardassi da che parte ti pende.<br/>
Mi voltai come un cane a cui qualcuno avesse pestato la coda:<br/>
– Mi pende? A me? Il naso?
===Citazioni===
*Avrei potuto, è vero, consolarmi con la riflessione che, alla fin fine, era ovvio e comune il mio caso, il quale provava ancora un'altra volta un fatto risaputissimo, cioè che notiamo facilmente i difetti altrui e non ci accorgiamo dei nostri. (libro primo, II; 2007, p. 19)
*La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, è soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, cosí che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un'incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l'intimità stessa della vostra coscienza. La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l'estraneo siete voi. (libro primo, IV)
*Ma il guajo è che voi, caro mio, non saprete mai come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi, la stessa lingua, le stesse [[parole]]. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io, nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d'intenderci; non ci siamo intesi affatto. (libro secondo, IV)
*L'[[uomo]] piglia a materia anche se stesso, e si costruisce, sissignori, come una casa. Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E ch'io possa conoscervi se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruite a modo vostro? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza può essere? È forse questa forma la cosa stessa? Sì, tanto per me, quanto per voi; ma non così per me come per voi: tanto vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, né voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non è uguale per tutti e anche per ciascuno di noi può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo. Eppure, non c'è altra realtà fuori di questa, se non cioè nella forma momentanea che riusciamo a dare a noi stessi, agli altri, alle cose. La realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date; ma è [[realtà]] per voi e non per me; la realtà che voi avete per me è nella forma che io vi do; ma è realtà per me e non per voi; e per me stesso io non ho altra realtà se non nella forma che riesco a darmi. E come? Ma costruendomi, appunto. (libro secondo, XI)
*Quando un atto è compiuto, è quello; non si cangia piú. Quando uno, comunque, abbia agito, anche senza che poi si senta e si ritrovi negli atti compiuti, ciò che ha fatto, resta: come una prigione per lui. Se avete preso moglie, o anche materialmente, se avete rubato e siete stato scoperto; se avete ucciso, come spire e tentacoli vi avviluppano le conseguenze delle vostre azioni; e vi grava sopra, attorno, come un'aria densa, irrespirabile, la responsabilità che per quelle azioni e le conseguenze di esse, non volute o non previste, vi siete assunta. E come potete piú liberarvi? (libro terzo, VII)
*Siamo molto superficiali, io e voi. Non andiamo ben addentro allo scherzo, che è più profondo e radicale, cari miei. E consiste in questo: che l'essere agisce necessariamente per forme, che sono le apparenze ch'esso si crea, e a cui noi diamo valore di realtà. Un valore che cangia, naturalmente, secondo l'essere in quella forma e in quell'atto ci appare. E ci deve sembrare per forza che gli altri hanno sbagliato; che una data forma, un dato atto non è questo e non è cosí. Ma inevitabilmente, poco dopo, se ci spostiamo d'un punto, ci accorgiamo che abbiamo sbagliato anche noi, e che non è questo e non è cosí; sicché alla fine siamo costretti a riconoscere che non sarà mai né questo né cosí in nessun modo stabile e sicuro; ma ora in un modo ora in un altro, che tutti a un certo punto ci parranno sbagliati, o tutti veri, che è lo stesso. (libro terzo, VII)
*Una realtà non ci fu data e non c'è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile. (libro terzo, VII)
*La facoltà d'[[illusione|illuderci]] che la [[realtà]] d'oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall'altro ci precipita in un vuoto senza [[Fine (termine)|fine]], perché la realtà d'oggi è destinata a scoprire l'illusione domani. E la [[vita]] non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita. (libro terzo, VII)
*Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso. (libro terzo, IX)
*Ma sa che una volta io ho veduto ridere un cavallo? Sissignore, mentre il cavallo camminava. Lei ora va a guardare il muso a un cavallo per vederlo ridere, e poi viene a dirmi che non l'ha visto ridere. Ma che muso! I cavalli non ridono mica col muso! Sa con che cosa ridono i cavalli, signor notaro? Con le natiche. Le assicuro che il cavallo camminando ride con le natiche, sí, alle volte, di certe cose che vede o che gli passano per il capo. Se lei vuol vederlo ridere il cavallo, gli guardi le natiche e si stia bene! (libro quarto, III)
*Nessuno dubita di quel che vede, e va ciascuno tra le cose, sicuro ch'esse appaiano agli altri quali sono per lui; figuriamoci poi se c'è chi pensa che ci siete anche voi [[Animale|bestie]] che guardate uomini e cose con codesti occhi silenziosi e chi sa come li vedete, e che ve ne pare. (libro quinto, III)
*Perché, quand'uno pensa d'uccidersi, s'immagina morto, non piú per sé, ma per gli altri? (libro quinto, IV)
*Quando si sia fatta l'abitudine di vivere in un certo modo, andare in qualche luogo insolito e nel silenzio avvertire come un sospetto che ci sia qualcosa di misterioso a noi, da cui, pur lí presente, il nostro spirito è condannato a restar lontano, è un'angoscia indefinita, perché si pensa che, se potessimo entrarci, forse la nostra vita si aprirebbe in chi sa quali sensazioni nuove, tanto da parerci di vivere in un altro mondo. (libro settimo, III)
*Perché, se ci pensate bene, questo è il meno che possa seguire dalle tante realtà insospettate che gli altri ci dànno. Superficialmente, noi sogliamo chiamarle false supposizioni, erronei giudizii, gratuite attribuzioni. Ma tutto ciò che di noi si può immaginare è realmente possibile, ancorché non sia vero per noi. Che per noi non sia vero, gli altri se ne ridono. È vero per loro. Tanto vero, che può anche capitare che gli altri, se non vi tenete forte alla realtà che per vostro conto vi siete data, possono indurvi a riconoscere che piú vera della vostra stessa realtà è quella che vi dànno loro. Nessuno piú di me ha potuto farne esperienza. (libro settimo, IV)
*Alle mie sgridate, s'acculava, alzava e scoteva una delle due zampine davanti, sternutiva, poi con un'orecchia su e l'altra giù stava a guardarmi, proprio con l'aria di credere che non era possibile, non era possibile che a una cagnolina bellina come lei non fosse lecito entrare in una chiesa. Se non ci stava nessuno.<br/>«Nessuno? Ma come nessuno, Bibì?» le dicevo io. «Ci sta il piú rispettabile dei sentimenti umani. Tu non puoi intendere queste cose, perché sei per tua fortuna una cagnolina e non un uomo. Gli uomini, vedi? hanno bisogno di fabbricare una casa anche ai loro sentimenti. Non basta loro averli dentro, nel cuore, i sentimenti: se li vogliono vedere anche fuori, toccarli; e costruiscono loro una casa.» (libro settimo, V)
*«Perché bisogna che lei fermi un attimo in sé la vita, per vedersi. Come davanti a una macchina fotografica. Lei s'atteggia. E atteggiarsi è come diventare statua per un momento. La vita si muove di continuo, e non può mai veramente vedere se stessa. [...] Lei non può conoscersi che atteggiata: statua: non viva. Quando uno vive, vive e non si vede. Conoscersi è morire. Lei sta tanto a mirarsi in codesto specchio, in tutti gli specchi, perché non vive; non sa, non può o non vuol vivere. Vuole troppo conoscersi, e non vive.» (libro settimo, VIII)
*Cadeva ogni orgoglio. Vedere le cose con occhi che non potevano sapere come gli altri occhi intanto le vedevano. Parlare per non intendersi. Non valeva più nulla essere per sé qualche cosa. E nulla più era vero, se nessuna cosa per sé era vera. Ciascuno per suo conto l'assumeva come tale e se ne appropriava per riempire comunque la sua solitudine e far consistere in qualche modo, giorno per giorno, la sua vita. (libro settimo, VIII)
*Nessun [[nome]]. Nessun ricordo oggi del nome di ieri; del nome d'oggi, domani. Se il nome è la cosa; se un nome è in noi il concetto d'ogni cosa posta fuori di noi; e senza nome non si ha il concetto, e la cosa resta in noi come cieca, non distinta e non definita; ebbene, questo che portai tra gli uomini ciascuno lo incida, epigrafe funeraria, sulla fronte di quella immagine con cui gli apparvi, e la lasci in pace non ne parli piú. Non è altro che questo, epigrafe funeraria, un nome. Conviene ai morti. (libro ottavo, IV)
*Non è altro che questo, epigrafe funeraria, un nome. Conviene ai morti. A chi ha concluso. Io sono vivo e non concludo. La [[vita]] non conclude. (libro ottavo, IV)
===[[Explicit]]===
La città è lontana. Me ne giunge, a volte, nella calma del vespro, il suono delle campane. Ma ora quelle campane le odo non piú dentro di me, ma fuori, per sé sonare, che forse ne fremono di gioja nella loro cavità ronzante, in un bel cielo azzurro pieno di sole caldo tra lo stridío delle rondini o nel vento nuvoloso, pesanti e cosí alte sui campanili aerei. Pensa alla morte, a pregare. C'è pure chi ha ancora questo bisogno, e se ne fanno voce le campane. Io non l'ho piú questo bisogno, perché muoio ogni attimo, io, e rinasco nuovo e senza ricordi: vivo e intero, non piú in me, ma in ogni cosa fuori.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Giustino Roncella nato Boggiòlo''===
Da quindici giorni Attilio Raceni, direttore della rassegna femminile ''Le Grazie'', scontava con infinite noje, arrabbiature e dispiaceri d'ogni genere una sua gentile idea: quella di salutare con un banchetto la giovane e già illustre scrittrice Silvia Roncella, venuta da poco tempo col marito a stabilirsi da Taranto a Roma.<br>
Partendo l'invito da una rassegna come la sua, la quale, piú che a una qualche reputazione letteraria, aspirava a esser considerata òrgano della mondanità intellettuale romana, e mirando quell'invito nella sua intenzione, non tanto a rendere onore alla scrittrice quanto a mostrar viva la rassegna con un atto di pura cortesia fuori d'ogni competizione letteraria, non s'aspettava da parte dei letterati colleghi della Roncella, dei critici piú autorevoli della letteratura contemporanea nei grandi giornali quotidiani e, in genere, degli amici giornalisti, tanti tentennamenti e «ma» e «se» e «forse», ombrosità, riserve, anche recisi e sgarbati rifiuti, che gli avevano rappresentato la letteratura militante in Italia come una meschina pettegola farmacia di villaggio; e piú d'una volta aveva sospirato per l'amara considerazione che un'idea come la sua ben altre accoglienze avrebbe avute certamente a Parigi, dove in parte il comune orgoglio nazionale (sia benedetto!) in parte quella piú diffusa e sentita cognizione delle cose ordinarie del viver civile, che affievolisce risentimenti e gelosie pur non impedendo la stima particolare che ciascuno in segreto può fare dell'altro, consigliano di non negare onore a chi per giudizio ormai universale se lo sia comunque meritato; come a lui pareva che fosse il caso della Roncella, dopo il grande successo del romanzo ''La casa dei nani''.
===''Il giuoco delle parti''===
''Salotto in casa di Silia Gala, bizzarramente addobbato. In fondo, grande porta vetrata olandese, di vetri rossi scompartiti su intelajatura bianca che s'apre su due bande, scorrendo di qua e di là entro la parete. Aperta, lascia scorgere di là il salotto da pranzo. — La comune è nella parete sinistra, dove è anche una finestra. Nella parete di destra é un camino; sulla mensola di esso, un orologio di bronzo. Presso il camino, un uscio''.
{{centrato|'''Scena prima'''<br>''Silia Gala, Guido Venanzi''.}}
''Al levarsi della tela, la vetrata in fondo è aperta. Guido Venanzi, in abito da sera, è nel salotto da pranzo, in piedi presso la tavola, su cui si scorge una rosoliera d'argento con varie bottiglie entro gli anelli in fila. Silia, in una lieve vestaglia scollata, è nel salotto; quasi aggruppata su una poltrona, assorta.''
'''Guido''' (''offrendo dal salotto da pranzo'') "Chartreuse"?<br>
{{centrato|''Aspetta la risposta. E poiché Silia non risponde:''}}
"Anisette"?
{{centrato|''c.s.''}}
"Cognac"?
{{centrato|''c.s.''}}
Insomma? a mio gusto?
{{centrato|''Versa un bicchierino d'anisette e viene a porgerlo a Silia.''}}
Ecco
===''Il piacere dell'onestà''===
{{centrato|''Elegante salotto in casa Renni. Uscio comune in fondo. Uscio laterale a destra. Finestre a sinistra.''<br>SCENA PRIMA<br>MAURIZIO SETTI, CAMERIERA, poi la SIGNORA MADDALENA.<br>''Al levarsi della tela la scena è vuota. Si aprirà l'uscio di fondo, entrerà la cameriera e darà passo a Maurizio Setti.''}}
'''Cameriera.''' S'accomodi. Vado ad annunziarla subito.
{{centrato|''Via per l'uscio a destra. Poco dopo entrerà per questo uscio la signora Maddalena, turbata, ansiosa.''}}
'''Maddalena.''' Buon giorno, Setti. Ebbene?<br>
'''Maurizio.''' È qua. Arrivato con me, stamattina.<br>
'''Maddalena.''' E... stabilito tutto?<br>
'''Maurizio.''' Tutto.
===''Il turno''===
Giovane d'oro, sì sì, giovane d'oro, Pepè Alletto! – il Ravì si sarebbe guardato bene dal negarlo; ma, quanto a concedergli la mano di Stellina, no via: non voleva se ne parlasse neanche per ischerzo.<br>
- Ragioniamo!<br>
Gli sarebbe piaciuto maritar la figlia col consenso popolare, come diceva; e andava in giro per la città, fermando amici e conoscenti per averne un parere. Tutti però, sentendo il nome del marito che intendeva dare alla figliuola, strabiliavano, strasecolavano:<br>
- Don Diego Alcozèr?<br>
Il Ravì frenava a stento un moto di stizza, si provava a sorridere e ripeteva, protendendo le mani:<br>
- Aspettate... Ragioniamo!
===''L'esclusa''===
[[File:Pirandello - L'Esclusa, 1919.djvu|page=9|thumb|Edizione 1919]]
Antonio Pentàgora s'era già seduto a tavola tranquillamente per cenare, come se non fosse accaduto nulla.<br>
Illuminato dalla lampada che pendeva dal soffitto basso, il suo volto tarmato pareva quasi una maschera sotto il bianco roseo della cotenna rasa, ridondante sulla nuca. Senza giacca, con la camicia floscia celeste, un po' stinta, aperta sul petto irsuto, e le maniche rimboccate sulle braccia pelose, aspettava che lo servissero.
===''L'uomo dal fiore in bocca''===
'''L'uomo dal fiore.''' Ah, lo volevo dire! Lei dunque un uomo pacifico è... Ha perduto il treno?<br>
'''L'avventore.''' Per un minuto, sa? Arrivo alla stazione, e me lo vedo scappare davanti.<br>
'''L'uomo dal fiore.''' Poteva corrergli dietro!<br>
'''L'avventore.''' Già. È da ridere, lo so. Bastava, santo Dio, che non avessi tutti quegli impicci di pacchi, pacchetti, pacchettini... Più carico d'un somaro! Ma le donne – commissioni... commissioni... – non la finiscono più. Tre minuti, creda, appena sceso di vettura, per dispormi i nodini di tutti quei pacchetti alle dita; due pacchetti per ogni dito.
===''La Patente''===
Stanza del giudice istruttore D'Andrea. Grande scaffale che prende quasi tutta la parete di fondo, pieno di scatole verdi a casellario, che si suppongono zeppe d'incartamenti.<br>
Scrivania, sovraccarica di fascicoli, a destra, in fondo; e, accanto, addossato alla parete di destra, un altro palchetto.<br>
Un seggiolone di cuojo per il Giudice, davanti la scrivania.<br>
Altre seggiole antiche. Lo stanzone è squallido. La comune è nella parete di destra.<br>
A sinistra, un'ampia finestra, alta, con vetrata antica, scompartita.<br>
Davanti alla finestra, come un quadricello alto, che regge una grande gabbia.<br>
Lateralmente a sinistra, un usciolino nascosto.
Il giudice d'Andrea entra per la comune col cappello in capo e il soprabito. Reca in mano una gabbiola poco più grossa d'un pugno, va davanti alla gabbia grande sul quadricello, ne apre lo sportello, poi lo sportellino della gabbiola e fa passare da questa nella gabbia grande un cardellino.
'''D'Andrea''': Via, dentro! – E su, pigrone! – Oh! finalmente... – Zitto adesso, al solito, e lasciami amministrare la giustizia a questi poveri piccoli uomini feroci.
===''Ma non è una cosa seria''===
''Sala da pranzo della Pensione Torretta''.<br>
'''Virgadamo''' — Ah, che buon [[tabagismo|sigaro]]. Delizioso!<br>
'''Grizzoffi''' (''cavando un mezzo sigaro dal taschino del panciotto e porgendolo garbatamente'') — Ma tenga, ma fumi, perdìo!<br>
'''Virgadamo''' (''sorridendo, senza scomporsi'') — No no, grazie. La nicotina fa male. Mi piace soltanto aspirarne l'odore.<br>
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
===''Male di luna''===
Batà sedeva tutto aggruppato su un fascio di paglia, in mezzo all'aja.<br>
Sidora, sua moglie, di tratto in tratto si voltava a guardarlo, in pensiero, dalla soglia su cui stava a sedere, col capo appoggiato allo stipite della porta, e gli occhi socchiusi. Poi, oppressa dalla gran calura, tornava ad allungare lo sguardo alla striscia azzurra di mare lontano, come in attesa che un soffio d'aria, essendo ormai prossimo il tramonto, si levasse di là e trascorresse lieve fino a lei, a traverso le terre nude, irte di stoppie bruciate.
===''Novelle per un anno''===
====''Berecche e la guerra''====
Fuori, un altro sole. Strade del mezzogiorno, sotto l'ardente azzurro del cielo, tagliate da violente ombre violacee. E la gente vi passa, pur così carica di vita e di colori, ariosa e leggera. Voci nel sole e selciati sonori.<br>
Dentro, il buon tedescone spatrìato s'è fatta un po' di patria attorno, tra le quattro pareti vestite di legno della sua birreria; e ne respira l'aria nel tanfo dei fusti che viene dalla cantina accanto, nell'odor grasso dei würstel ammontati sul banco, in quello acre delle scatole di droghe stuzzicanti, tutti con l'etichetta in duri e dritti caratteri tedeschi. Son anche nei lucidi e vivaci manifesti turchini, gialli e rossi appesi alle pareti — più grossi, più duri, più dritti — quei cari suoi caratteri tedeschi. E i boccali, i krügel istoriati, gli sciop, disposti in bell'ordine nelle scansìe, gli fan da sentinelle a guardia dell'illusione.
====''Candelora''====
Nane Papa, con le mani grassocce appese alle falde del vecchio panama sformato, dice a Candelora:<br>
— Non ti conviene. Dài retta a me, cara. Non ti conviene.<br>
E Candelora, su le furie, gli grida:<br>
— E che mi conviene allora? rimanere con te? crepare qua di rabbia, di schifo?
====''Ciàula scopre la Luna''====
I picconieri, quella sera, volevano smettere di lavorare senz'aver finito d'estrarre le tante casse di zolfo che bisognavano il giorno appresso a caricar la ''calcara''. Cacciagallina, il soprastante, s'affierò contr'essi, con la rivoltella in pugno, davanti la buca della ''Cace'', per impedire che ne uscissero.<br>
— Corpo di... sangue di... indietro tutti, giù tutti di nuovo alle cave, a buttar sangue fino all'alba, o faccio fuoco!
====''Dal naso al cielo''====
I pochi ospiti del vecchio albergo in vetta al monte Gajo avevano da una settimana il piacere di sentir parlare il senatore Romualdo Reda.<br>
— Finalmente!<br>
Da una ventina di giorni lassù, l'illustre chimico, accademico dei Lincei, non aveva ancora scambiato una parola con nessuno. Non si sentiva bene; era stanco; anzi si diceva che ultimamente a Roma era stato colto da un lieve deliquio nella Sala di chimica, dove soleva trattenersi dalla mattina alla sera; e i medici l'avevano addirittura forzato a darsi un po' di riposo, a interrompere almeno per qualche mese gli studii ch'egli, da vecchio, seguitava con inflessibile tenacia e il solito ispido rigore.
====''Donna Mimma''====
Quando donna Mimma col fazzoletto di seta celeste annodato largo sotto il mento passa per le vie del paesello assolate, si può credere benissimo che la sua personcina linda, ancora dritta e vivace, sebbene modestamente raccolta nel lungo «manto» nero frangiato, non projetti ombra su l'acciottolato di queste viuzze qua, né sul lastricato della piazza grande di là.
====''Il vecchio Dio''====
Smilzo, un po' curvo, con un abitino di tela che gli sventolava addosso, l'ombrello aperto sulla spalla e il vecchio panama in mano, il signor Aurelio s'avviava ogni giorno per la sua speciosa villeggiatura.<br>
Un posto aveva scoperto, un posto che non sarebbe venuto in mente a nessuno; e se ne beava tra sé e sé, quando ci pensava, stropicciandosi le manine nervose.<br>
Chi sui monti, chi in riva al mare, chi in campagna: lui, nelle chiese di Roma. Perché no? Non ci si sta forse freschi piú che in un bosco? E in santa pace, anche. Nei boschi, gli alberi; qui, le colonne delle navate; lí, all'ombra delle frondi; qui, all'ombra del Signore.
====''Il viaggio''====
Da tredici anni Adriana Braggi non usciva più dalla casa antica, silenziosa come una badìa, dove giovinetta era entrata sposa. Non la vedevano piú nemmeno dietro le vetrate delle finestre i pochi passanti che di tanto in tanto salivano quell'erta via a sdrucciolo e mezza dirupata, cosí solitaria che l'erba vi cresceva tra i ciottoli a cespugli.<br>
A ventidue anni, dopo quattro appena di matrimonio, con la morte del marito era quasi morta anche lei per il mondo. Ne aveva ora trentacinque, e vestiva ancora di nero, come il primo giorno della disgrazia; un fazzoletto nero, di seta, le nascondeva i bei capelli castani, non più curati, appena ravviati in due bande e annodati alla nuca. Tuttavia, una serenità mesta e dolce le sorrideva nel volto pallido e delicato.
====''In silenzio''====
— Waterloo! Waterloo, santo Dio! Si pronunzia Waterloo!<br>
— Sissignore, dopo Sant'Elena.<br>
— Dopo? Ma che dice? Come c'entra Sant'Elena adesso?<br>
— Ah, già! L'isola d'Elba.<br>
— Ma no! Lasci l'isola d'Elba, caro Brei! Crede che un lezione di storia si possa improvvisare? E dunque segga!
====''L'uomo solo''====
Si riunivano all'aperto, ora che la stagione lo permetteva, attorno a un tavolinetto del caffè sotto gli alberi di via Veneto.<br>
Venivano prima i Groa, padre e figlio. E tanta era la loro solitudine che, pur così vicini, parevano l'uno dall'altro lontanissimi. Appena seduti, sprofondavano in un silenzio smemorato, che li allontanava anche da tutto, così che se qualche cosa cadeva loro per caso sotto gli occhi, dovevano strizzare un po' le palpebre per guardarla. Venivano alla fine insieme gli altri due: Filippo Romelli e Carlo Spina. Il Romelli era vedovo da cinque mesi; lo Spina, scapolo. Mariano Groa era diviso dalla moglie da circa un anno e s'era tenuto con sé l'unico figliuolo, Torellino, già studente di liceo, smilzo, tutto naso, dai lividi occhietti infossati e un po' loschi.
====''La giara''====
Piena anche per gli olivi quell'annata. Piante massaje, cariche l'anno avanti, avevano raffermato tutte, a dispetto della nebbia che le aveva oppresse sul fiorire.<br>
Lo Zirafa, che ne aveva un bel giro nel suo podere delle Quote a Primosole, prevedendo che le cinque giare vecchie di coccio smaltato che aveva in cantina non sarebbero bastate a contener tutto l'olio della nuova raccolta, ne aveva ordinata a tempo una sesta più capace a Santo Stefano di Camastra, dove si fabbricavano: alta a petto d'uomo, bella panciuta e maestosa, che fosse delle altre cinque la badessa.
====''La mosca''====
Trafelati, ansanti, per far piú presto, quando furono sotto il borgo, — sú, di qua, coraggio! — s'arrampicarono per la scabra ripa cretosa, ajutandosi anche con le mani — forza! forza! — poiché gli scarponi imbullettati — Dio sacrato! — scivolavano.<br>
Appena s'affacciarono paonazzi sulla ripa, le donne, affollate e vocianti intorno alla fontanella all'uscita del paese, si voltarono tutte a guardare. O non erano i fratelli Tortorici, quei due là? Sì, Neli e Saro Tortorici. Oh poveretti! E perché correvano così?
====''La rallegrata''====
Appena il capostalla se n'andò, bestemmiando piú del solito, Fofo si volse a Nero, suo compagno di mangiatoja, nuovo arrivato, e sospirò:<br>
— Ho capito! Gualdrappe, fiocchi e pennacchi. Cominci bene, caro mio! Oggi è di prima classe.<br>
Nero voltò la testa dall'altra parte. Non sbruffò, perché era un cavallo bene educato. Ma non voleva dar confidenza a quel Fofo.<br>
Veniva da una scuderia principesca, lui, dove uno si poteva specchiare nei muri: greppie di faggio a ogni posta, campanelle d'ottone, battifianchi imbottiti di cuojo e colonnini col pomo lucente.<br>
Mah!
====''La vita nuda''====
— Un morto, che pure è morto, caro mio, vuole anche lui la sua casa. E se è un morto per bene, bella la vuole; e ha ragione! Da starci comodo, e di marmo la vuole, e decorata anche. E se poi è un morto che può spendere, la vuole anche con qualche profonda... come si dice? allegoria, già!, con qualche profonda allegoria d'un grande scultore come me: una bella lapide latina: HIC JACET... chi fu, chi non fu... un bel giardinetto attorno, con l'insalatina e tutto, e una bella cancellata a riparo dei cani e dei...<br>
— M'hai seccato! — urlò, voltandosi tutt'acceso e in sudore, Costantino Pogliani.
====''Scialle nero''====
Aspetta qua, — disse il Bandi al D'Andrea. — Vado a prevenirla. Se s'ostina ancora, entrerai per forza.<br>
Miopi tutti e due, parlavano vicinissimi, in piedi, l'uno di fronte all'altro. Parevano fratelli, della stessa età, della stessa corporatura: alti, magri, rigidi, di quella rigidezza angustiosa di chi fa tutto a puntino, con meticolosità. Ed era raro il caso che, parlando cosí tra loro, l'uno non aggiustasse all'altro col dito il sellino delle lenti sul naso, o il nodo della cravatta sotto il mento, oppure, non trovando nulla da aggiustare, non toccasse all'altro i bottoni della giacca. Parlavano, del resto, pochissimo. E la tristezza taciturna della loro indole si mostrava chiaramente nello squallore dei volti.
====''Tutt'e tre''====
Ballarò venne su strabalzoni dal giardino agitando in aria, invece delle mani, le maniche; perduto come era in un abito smesso del padrone.<br>
— Maria Santissima! Maria Santissima!<br>
La gente si fermava per via.<br>
— Ballarò, che è stato?<br>
Non si voltava nemmeno; scansava quanti tentavano pararglisi di fronte, e via di corsa verso il Palazzo del Barone, seguitando a ripetere quasi a ogni passo:<br>
— Maria Santissima! Maria Santissima!<br>
====''Una giornata''====
Abito in una vecchia casa che pare la bottega d'un rigattiere. Una casa che ha preso, chi sa da quanti anni, la polvere.<br>
La perpetua penombra che la opprime ha il rigido delle chiese e vi stagna il tanfo di vecchio e d'appassito dei decrepiti mobili d'ogni foggia che la ingombrano e delle tante stoffe che la parano, preziose sbrindellate e scolorite, stese e appese da per tutto, in forma di coperte, di tende e cortinaggi. Io aggiungo di mio a quel tanfo, quanto piú posso, la peste delle mie pipe intartarite, fumando tutto il giorno. Soltanto quando rivengo da fuori, mi rendo conto che a casa mia non si respira. Ma per uno che vive come vivo io... Basta; lasciamo andare.
===''Suo marito''===
Attilio Raceni, da quattro anni direttore della rassegna femminile (non feminista) ''Le Muse'' si svegliò tardi, quella mattina, e di malumore.<br>
Sotto gli occhi delle innumerevoli giovani scrittrici italiane, poetesse, novellatrici, romanzatrici (qualcuna anche drammaturga), che lo guardavano dalle fotografie disposte in varii gruppi alle pareti, tutte col volto composto a un'aria particolare di grazia vispa o patetica, scese dal letto – oh Dio, in camicia da notte naturalmente, ma lunga, lunga per fortuna fino alla noce del piede. Infilate le pantofole, andò a spalancar la finestra.
==[[Explicit]] di alcune opere==
===''Ciàula scopre la luna''===
*Curvo, quasi toccando con la fronte lo scalino che gli stava di sopra, e su la cui lubricità la lumierina vacillante rifletteva appena un fioco lume sanguigno, egli veniva {{sic|sù, sù, sù}}, dal ventre della montagna, senza piacere, anzi pauroso della prossima liberazione. E non vedeva ancora la buca, che lassù lassù si apriva come un occhio chiaro, d'una deliziosa chiarità d'argento.<br>Se ne accorse solo quando fu agli ultimi scalini. Dapprima, quantunque gli paresse strano, pensò che fossero gli estremi barlumi del giorno. Ma la chiarìa cresceva, cresceva sempre più, come se il sole, che egli aveva pur visto tramontare, fosse rispuntato.<br>Possibile?<br>Restò – appena sbucato all'aperto – sbalordito. Il carico gli cadde dalle spalle. Sollevò un poco le braccia; aprì le mani nere in quella chiarità d'argento.<br>Grande, placida, come in un fresco, luminoso oceano di silenzio, gli stava di faccia la [[Luna]].<br>Sì, egli sapeva, sapeva che cos'era; ma come tante cose si sanno, a cui non si è dato mai importanza. E che poteva importare a Ciàula, che in cielo ci fosse la Luna?<br>Ora, ora soltanto, così sbucato, di notte, dal ventre della terra, egli la scopriva.<br>Estatico, cadde a sedere sul suo carico, davanti alla buca. Eccola, eccola là, eccola là, la Luna... C'era la Luna! la Luna! E Ciàula si mise a piangere, senza saperlo, senza volerlo, dal gran conforto, dalla grande dolcezza che sentiva, nell'averla scoperta, là, mentr'ella saliva pel cielo, la Luna, col suo ampio velo di luce, ignara dei monti, dei piani, delle valli che rischiarava, ignara di lui, che pure per lei non aveva più paura, né si sentiva più stanco, nella notte ora piena del suo stupore.<br> {{NDR|''Ciàula scopre la luna e altre novelle'', a cura di Maria Luisa Zambelli, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, Milano, 1993. ISBN 88-424-0143-9}}
==Citazioni su Luigi Pirandello==
*Basta, non se ne può più di considerare Pirandello come un rompipalle. Non ci sto. L'autore siciliano va visto in chiave ironica, grottesca, non drammatica. ([[Flavio Bucci]])
*Comunque, per schematicamente abbreviare, i punti da cui partire per un più "attendibile" discorso su Pirandello, per una più libera e acuta lettura dell'opera sua, a me pare siano questi: 1) la Sicilia: non solo come "luogo delle metamorfosi" delle creature in personaggi, dei personaggi in creature, della vita nel teatro e del teatro nella vita – un luogo, insomma, in cui più evidente, concitato e violento si fa "el gran teatro del mundo"; ma il luogo, anche, di una cultura e di una tradizione da cui Pirandello decolla verso spazi vertiginosi (e qui bisogna tenere un certo conto della sua iniziale e poi alquanto persistente affinità al mondo realistico, fiabesco e anche "spiritistico" di Luigi Capuana); 2) la "religiosità": che, si capisce, non ha nulla a che fare con le religioni rivelate, con la chiesa e con le chiese, anche se molto ha a che fare con l'essenza evangelica del Cristianesimo, ma che soprattutto si riconosce in quella che tout court possiamo dire la sua religione dello scrivere, dello scrivere come vivere, dello scrivere invece di vivere ("la vita" diceva "o la si vive o la si scrive": e nella sua scelta di scriverla c'è evidentemente un religioso eroismo); 3) il suo rapporto con Montaigne, mai finora scrutato, e l'antagonistica attrattiva che certamente Pascal esercitò su di lui: e ci vorrebbe una ricerca da elaboratore elettronico – ma meglio se fatta da mente umana – per estrarre dall'opera di Pirandello i momenti diciamo pascaliani, di sentimento e sgomento cosmico particolarmente. E avendo fatto questi due nomi – Montaigne e Pascal, grandi pilastri nell'edificio della letteratura francese – ne discende in definitiva la necessità di esaminare e puntualizzare il rapporto di Pirandello con quella cultura: rapporto che finirà col rivelarsi molto più importante ed effettuale di quello, che è ormai luogo comune riconoscergli, con la cultura tedesca. Ed anche questo punto, cui ho voluto dare rilevanza a sé, in verità si appartiene al Pirandello "siciliano", poiché il rapporto con la Francia è un dato inalienabile della cultura siciliana, e di grande intensità particolarmente lo era negli anni formativi di Pirandello. ([[Leonardo Sciascia]], dal discorso commemorativo pronunciato a Palermo nel 1986 per il cinquantenario della morte di Luigi Pirandello) <ref>Citato in ''[http://www.parodos.it/archivio/sciascia_pirandello.htm]''</ref>
*E voglio finire con un aneddoto che riguarda il Pirandello siciliano e che, nella dilagante stupidità di oggi, che tende a relegare la Sicilia in una particolare etnia (si ha il pudore di non usare la parola "razza": ma soltanto di non usarla), assume un grande significato. Nel 1932 Emilio Cecchi, che dirigeva la Cines, comunica a Pirandello l'intenzione di trarre un film dalla novella Lontano. Ma ha uno scrupolo: "nella novella come sta scritta, il marinaio norvegese si sente irresistibilmente attratto da una vita più vasta, e dai ricordi della patria, per il fatto di trovarsi legato, con il matrimonio, ad un ambiente meno che meschino; in fondo è in lui l'insofferenza dell'uomo appartenente a civiltà più energiche e libere, naufragato in un'isola abitata da gente ristretta, fra la quale egli sente mancarsi il fiato". Cecchi, scrittore che tuttora amo, era affetto da una invincibile idiosincrasia nei riguardi della Sicilia, dei siciliani: e la si può più immediatamente riscontrare nei suoi Taccuini, oltre che in questa sua lettura della novella Lontano. La novella non sta scritta come lui la leggeva; e Pirandello infatti così risponde: "Caro Cecchi, il contrasto non è tra due civiltà; ma tra due vite naturalmente diverse, quella di un uomo del Nord e quella di una donna del Sud; e il dramma che ne nasce, il dramma di restar "lontano" tra i vicini più vicini: la propria donna, il proprio figlio. Non c'è dunque da farsi scrupoli sulla natura di quelli a cui Lei mi accenna. Tutt'altro! Non era, né poteva essere nelle mie intenzioni di rappresentar barbara o di civiltà inferiore la Sicilia...". Naturalmente, il film non si fece. Ma queste parole di Pirandello restano, ci restano. ([[Leonardo Sciascia]], dal discorso commemorativo pronunciato a Palermo nel 1986 per il cinquantenario della morte di Luigi Pirandello)<ref>Citato in ''[http://www.parodos.it/archivio/sciascia_pirandello.htm]''.</ref>
*Giacché tale è la caratteristica dell'arte di Luigi Pirandello: un realismo cinico. Non ch'egli sia incapace di pagine sottilmente e dolorosamente poetiche, ove vibri un umorismo di superiore qualità spirituale. ([[Giuseppe Antonio Borgese]])
*Ho detto, e ribadisco, dell'immediatezza con cui l'opera di Pirandello, per il luogo ed il tempo in cui mi sono trovato a nascere e a vivere, si dispiegò in tutta la sua verità e profondità e sofferenza. Pirandello è nato più di mezzo secolo prima che io nascessi: ma il modo di essere, la condizione umana, la situazione economica e sociale della provincia di Girgenti non erano allora molto diverse, e si potrebbe anche dire per nulla, di quelle che mi si rivelarono appena in grado di discernerle, di coglierle, di farmene coscienza. Pirandello ha operato per me una specie di catalizzazione, di precipitazione: la realtà mi si è fatta più reale, la verità più vera. E s'intende che questa parola – verità – altra traduzione ed esplicazione non consente, in Pirandello, che questa: la verità della "trappola", della "pena di vivere così" – o quella, più umile e grottesca, per cui Tararà, dicendo la sua, si prende una condanna a tredici anni di reclusione, invece dell'assoluzione che avrebbe avuto mentendo. Da ciò è venuta l'affermazione e investigazione che vado facendo da anni sul Pirandello "siciliano". ([[Leonardo Sciascia]], dal discorso commemorativo pronunciato a Palermo nel 1986 per il cinquantenario della morte di Luigi Pirandello)<ref>Citato in ''[http://www.parodos.it/archivio/sciascia_pirandello.htm]''</ref>
*{{NDR|Sul teatro di Pirandello}} Il palcoscenico borghese risulta qui restaurato, accuratamente ricostruito e promosso all'azione, solo in funzione di quell'enorme strappo nel suo cielo di carta, che improvvisamente, nei ritmi segreti e fondanti dell'azione stessa, lo strania in una dimensione problematica di critica radicale e assoluta: sottraendogli ogni copertura di certezza, di credibilità, di valore, ogni autentica difesa contro la prospettiva "copernicana" che lo impiccolisce indefinitamente, sino a farne il luogo stilizzato di un gioco tragico. ([[Arcangelo Leone de Castris]])
*Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. ([[Luigi Russo]])
*Io mostravo che tutto il mondo pirandelliano faceva centro intorno a una visione della Vita come forza travagliata da un'intera antinomia per la quale la Vita è, insieme, necessitata a darsi forma e, per uguale necessità, non può consistere in nessuna forma, ma deve passare di forma in forma. È la famosa, o famigerata, antitesi di Vita e Forma, problema centrale dell'arte pirandelliana. ([[Adriano Tilgher]])
*Io nutro grande ammirazione per Pirandello, ma è un'ammirazione non priva, però, di certe riserve perché mi sembra che il gioco dialettico vi tenga comunque un posto eccessivo e, talvolta, a spese di quello spazio di considerazione degli esseri che resta, per me, l'essenziale. ([[Gabriel Marcel]])
*L'umorismo pirandelliano smonta la convenzione logica, servendosi della logica, la convenzione sociale, servendosi delle figure della falsa coscienza,, distrugge la maschera con la maschera: quella della protettiva e rassicurante costruzione logica, per esempio, con la maschera della follia, per la quale la logica «vola come una piuma». In questo sta il percorso straniante di una scrittura nella quale i discorsi simmetricamente antagonisti, le antilogie, diventano corpi lottanti, corpi avvinghiati nella contraddizione. ([[Ferruccio Masini]])
*L'uomo rimasto prigioniero dentro la giara è una delle trovate sceniche, visive e gestuali, più felici del teatro pirandelliano. Saracena è la [[giara (contenitore)|giara]] – ''giarrat'' – e saraceno quel conciabrocche dentro, ladro (involontario) della roba altrui, su cui volentieri don Lollò, nella sua furia, butterebbe dell'olio bollente. ([[Vincenzo Consolo]])
*La prima qualità delle anime candide è la incapacità di accettare i giudizi altrui e farli propri... Luigi Pirandello si affacciò anima candida alla vita e alla intelligenza delle cose, in uno dei tempi meno candidi che si possono immaginare... ([[Massimo Bontempelli]])
*La storia dei fatti è «lunga», quella del pensiero «breve», non nel senso della durata ma della sintesi. La metafisica di Pirandello, diversamente da quella più falsa di [[Antonio Fogazzaro|Fogazzaro]], è tale proprio perché proiettata, e se egli seppe rovesciare l'incerto sopramondo dannunziano, il suo storicismo fu in realtà – come in tutti i veri scrittori – un esorcismo, un uscire dalla storia dopo averla evocata, vissuta e interpretata, per liberarsene affidandola a quella continua dialettica di essa che è il tempo. ([[Ornella Sobrero]])
*La sua lingua, al principio ripicchiata e di vocabolario, diviene nel meglio della sua opera un modo d'esprimersi naturale, come si esprimono gli elementi nella luce; le sue manie a un certo punto investono l'uomo e divengono rimpianti di angeli decaduti, incubi, segni del destino. Tanto è vero che non c'è grande poeta senza idee fisse. ([[Corrado Alvaro]])
*L'opera di Pirandello si riannoda storicamente a quella rinascita della letteratura religiosa, che sotto forme più varie ed eterodosse cela il grande mistero dell'anima ''naturaliter christiana''. Dopo il naturalismo e il verismo positivista della seconda metà dell'Ottocento, l'opera di Pirandello segna una via ed un metodo nuovo. Egli appartiene alla grande famiglia dei [[Fëdor Dostoevskij|Dostojewski]], dei [[Lev Tolstoj|Tolstoi]], dei [[Giovanni Verga|Verga]] che attraverso i loro difetti mantennero intatta una fede nella vita e nell'umanità. Non somiglia per nulla agli scettici tipo [[George Bernard Shaw|Shaw]], tipo [[André Gide|Gide]], tipo [[Miguel de Unamuno|Unamuno]], agli inumani analisti come [[James Joyce|Joyce]], come [[Marcel Proust|Proust]], come [[Italo Svevo|Svevo]], agli sperimentatori in astratto come [[Aldous Huxley|Huxley]], come [[Thomas Mann|Mann]], ai ricercatori di basso naturalismo come [[Jakob Wassermann|Wassermann]], come [[John Dos Passos|Dos Passos]], come insomma tutti i grandi corruttori del romanzo contemporaneo. ([[Pietro Mignosi]])
*Luigi Pirandello, non è più già un umanista: egli si riattacca a quella nuova poetica inauguratasi sotto il segno di [[Giovanni Verga]], travalicata poi rapidamente nel gusto e nella sofferenza di un uomo che non appartiene più a nessuna regione, a nessuna città, e che riconosce per patria soltanto il chiuso del proprio cranio, vaneggiante in una solitudine in cui l'Io appare sempre diverso a sé medesimo, uno, nessuno e centomila e di conseguenza piega a una assoluta accettazione dell'[[Irrazionalità|Irrazionale]], come l'Irrazionale fosse l'argonauta folle e legittimo delle menti e degli animi nella civiltà contemporanea. ([[Luigi Russo]])
*Penso che in Pirandello ci fosse, accanto a una tormentosa coscienza dei limiti del mestiere teatrale, una scoperta fondamentale, che lo oppone al naturalismo e lo collega alle ricerche teatrali più avanzate del suo tempo, fino a farne, come sappiamo, un precursore: la scoperta della 'teatralità' come 'luogo' dove confluiscono arte e vita, materia e forma, per cui il teatro diventa a un certo punto contenuto del teatro stesso, e la vita è spettacolo almeno nella stessa misura in cui lo spettacolo è vita. ([[Bruno Schacherl]])
*Per Pirandello, il teatro prolunga il teatro, in una circolarità soddisfatta e autosufficiente che canta una smagata e disillusa lontananza dal pianeta degli umani. ([[Roberto Alonge]])
*Pirandello è lo scrittore che ha traghettato la letteratura italiana nella modernità. E che da un paese sperduto della Sicilia, piazzato di fronte all'Africa, ha anticipato in Europa temi, tecniche di scrittura e di rappresentazione capaci di essere fondamentali per gli scrittori, gli autori, i registi di oggi. Perché irrompe Pirandello e cambia il modo di fare teatro. Stiamo parlando dell’uomo di teatro che ha anticipato le linee guida della regia moderna, più in Europa che in Italia. E nel corpus delle novelle troviamo un universo così complesso da provare la sensazione quasi di perdersi. ([[Toni Servillo]])
*Pirandello è sommo nel parlare di piccoli fatti quotidiani che esprimono grandi concetti, grandi verità. E le grandi verità sono eterne, per cui non solo quest'opera {{NDR|''Il giuoco delle parti''}} ma tutta la produzione pirandelliana è molto attuale. ([[Paola Gassman]])
*Pirandello è uno dei pochi che ha basato la sua poetica sull'analisi dell’intimo umano, sull'esplorazione dell'universo interiore e questo sarà sempre attuale. ([[Ugo Pagliai]])
*Pirandello ha ragione quando dice che ognuno di noi veste dei ruoli all'interno della società. Ma molto dipende anche dalla sincerità con cui questi ruoli si recitano. ([[Paola Gassman]])
*Pirandello, la biografia ne farebbe un uomo di destra. Ha aderito al fascismo in uno dei momenti più gravi. La sua intelligenza, tuttavia, era di sinistra dal momento che era abilissima nell'incidere sulla contraddittorietà dell'animo. Pirandello, insomma, era uno scrittore di sinistra che si è volontariamente imprestato alla destra. ([[Geno Pampaloni]])
*Rinnega addirittura i 'penso, quindi sono' di [[Cartesio]]: per lui neanche pensare significa essere. Qui sarebbe lecito chiedersi: ciò non finisce col distruggere l'essenza della grande poesia tragica, la nobiltà del dolore? Ma appunto qui vuole essere l'originalità del Pirandello drammaturgo; appunto da questa impossibilità di una tragedia egli trae la più disperata delle tragedie, la sua. ([[Silvio D'Amico]])
*Tra le due guerre la letteratura italiana brillò del nome di Massimo Bontempelli e di quello di Pirandello. ([[Giovanni Artieri]])
===[[Diego Fabbri]]===
*Pirandello passa naturalmente e inconsapevolmente dal ''teatro della vita'' al ''teatro del palcoscenico''.
*Pochi come lui hanno ''vissuto'' il teatro nella molteplicità dei suoi elementi e dei suoi motivi. Pochi come lui sono stati – direi ''organicamente'', costituzionalmente – ''teatro'' fin dalle origini della sua attività non soltanto letteraria, ma umana.
*Quel che Pirandello stima e ama di più nel teatro è il pubblico, quel pubblico che vede, osserva, analizza ogni sera, di cui studia e rispetta le reazioni, quel pubblico che non riesce mai ad offenderlo anche quando lo contrasta e gli si oppone.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Luigi Pirandello, ''Bellavita'', BMM, Milano, 1966.
*Luigi Pirandello, ''Ciascuno a suo modo'', Garzanti.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/cosi-e-se-vi-pare-edizione-1918/ Così è (se vi pare)]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/cosi-e-se-vi-pare-1925/ Così è (se vi pare)]'', Bemporad, Milano, 1925, riedito da Mondadori, 1983.
*Luigi Pirandello, ''Diana e la Tuda'', BMM, Milano 1966.
*Luigi Pirandello, ''Enrico IV'', Oscar Mondadori, 1976.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/giustino-roncella-nato-boggilo/ Giustino Roncella nato Boggiòlo]'', Mondadori, Milano, 1973.
*Luigi Pirandello, ''I vecchi e i giovani'' (1913), Mondadori, 1953.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/i-vecchi-e-i-giovani/ I vecchi e i giovani]'', a cura di Anna Nozzoli, Mondadori, 1992. ISBN 880436548X
*Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal'' (1904), Einaudi, 2005. ISBN 8806177451
*Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal'' (1904), a cura di Italo Borzi e Maria Argenziano, Newton Compton, Roma, 1993. ISBN 8879831933
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/il-fu-mattia-pascal/ Il fu Mattia Pascal]'', Oscar narrativa Mondadori, Milano, 1986.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/il-giuoco-delle-parti/ Il giuoco delle parti]'', in "Opere di Luigi Pirandello" dirette da Nino Borsellino, Garzanti. ISBN 8811584965
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/il-piacere-dellonesta/ Il piacere dell'onestà]'', in "Primo volume di Maschere Nude", Mondadori, 1955.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/il-turno/ Il turno]'', in "Tutti i romanzi", a cura di Giovanni Macchia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1986.
*Luigi Pirandello, ''L'amica delle mogli'', Mondadori, 1966.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/lesclusa/ L'esclusa]'', a cura di Marina Stoppelli, Lexis Ricerche S.r.l.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/luomo-dal-fiore-in-bocca/ L'uomo dal fiore in bocca]''.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/la-patente/ La Patente]'', Editore "Orsa Maggiore", 1993. ISBN 8823902746
*Luigi Pirandello, ''Male di luna'', ''Corriere della sera'', 22 settembre 1913, in "Storie di lupi mannari", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1994.
*Luigi Pirandello, ''Non si sa come'', Mondadori, 1966.
*Luigi Pirandello, ''[[s:Quaderni di Serafino Gubbio operatore|Quaderni di Serafino Gubbio operatore]]'', Bemporad, Firenze, 1925.
*Luigi Pirandello, ''Saggi, poesie, scritti varii'', Mondadori, Milano, 1960.
*Luigi Pirandello, ''Sagra del signore della nave'', BMM, Milano 1966.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/sei-personaggi-in-cerca-dautore/ Sei personaggi in cerca d'autore]''
*Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', BMM, 1954.
*Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', Garzanti.
*Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', a cura di G. Davico Bonino, Einaudi, 1925.
*Luigi Pirandello, ''Sogno (ma forse no)'', Mondadori, 1966.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/suo-marito/ Suo marito]'', Newton Compton editore, 1995. ISBN 8881830434
*Luigi Pirandello, ''Tutti i romanzi'', a cura di Giovanni Macchia con la collaborazione di Mario Costanzo, Mondadori, 1973.
*Luigi Pirandello, ''Uno, nessuno e centomila'' (1925), Garzanti, 2002. ISBN 8811365155
*Luigi Pirandello, ''Uno, nessuno e centomila'', Giunti Demetra, 2007. ISBN 978-8844034054
*Luigi Pirandello, ''Progetto Luigi Pirandello <small>tutte le opere di Pirandello digitalizzate con critica</small>'', a cura di Giuseppe Bonghi, 1996. ([http://www.classicitaliani.it/index070.htm Link a tutte le opere])
==Filmografia==
*''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]'' (1936)
*''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1]]'' (1952)
*''[[Questa è la vita]]'' (1954)
*''[[Kaos (film)|Kaos]]'' (1984)
*''[[Tu ridi (film)|Tu ridi]]'' (1998)
==Voci correlate==
*[[Stefano Pirandello]], figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
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{{Pedia|Ciascuno a suo modo||}}
{{Pedia|Ciàula scopre la luna}}
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[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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'''Luigi Pirandello''' (1867 – 1936), drammaturgo, scrittore e poeta italiano.
[[File:Luigi Pirandello 1932 (3).jpg|thumb|Luigi Pirandello nel 1932]]
{{Premio|Nobel|la letteratura '''(1934)'''}}
==Citazioni di Luigi Pirandello==
*Ah, no! Volti la pagina, signora! Se lei volta la pagina, vi legge che non c'è più pazzo al mondo di chi crede d'aver [[ragione]]!<ref>Da ''Il berretto a sonagli''.</ref>
*Basta che lei si metta a gridare in faccia a tutti la [[verità]]. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza.<ref>Da ''Il berretto a sonagli'', Mondadori.</ref>
*Chi veda soltanto una coda, facendo astrazione dal mostro a cui essa appartiene, potrà stimarla per sé stessa mostruosa. Bisognerà riattaccarla al mostro; e allora non sembrerà più tale; ma ''quale dev'essere'', appartenendo a quel mostro.<br/>Una coda naturalissima.<ref>Da ''[[s:Il treno ha fischiato|Il treno ha fischiato]]''.</ref>
*È molto più facile [...] essere un [[eroismo|eroe]] che un [[galantuomo]]. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev'esser sempre.<ref>Da ''Il piacere dell'onestà'', Newton Compton.</ref>
*Eccellenza, sento che questo è il momento più proprio di dichiarare una [[fede]] nutrita e servita in silenzio. Se l'Eccellenza Vostra mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregierò come massimo onore tenervi il posto del più umile e obbediente gregario.<ref>Dalla lettera a [[Benito Mussolini]], 17 settembre 1924; in ''L'Impero'', 19 settembre 1924; citato in Giuseppe Bonghi, ''[http://www.classicitaliani.it/pirandel/critica/Bonghi_Pirandello_fasc_Abba.htm Pirandello e il fascismo]''.</ref>
*Eppure Girgenti attraversa tutta l'opera pirandelliana alla stessa maniera di un fiume carsico col suo alterno comparire in superficie e scomparire nella dolina, rimanendo sempre attivo. Elemento catalizzatore della fantasia pirandelliana per Leonardo Sciascia, quei luoghi e quel tempo costituiscono il sostrato sostanziale e lievitante della sua poetica e i personaggi che vi pullulano, pur così circoscritti e identificabili, assurgono a valenze universali.<ref>Stefano Milioto, ''Dentro l'anima di Girgenti'', in Aa. Vv., ''I Vecchi e i Giovani – storia romanzo film. Atti del convegno internazionale di Agrigento 7-10 dicembre 2006'', Agrigento, 2006.</ref>
*'''Il conte Mola''': L'arte, come eterna, non dovrebbe avere età.<br>'''Salò''': Ma il guaio è che poi, come donna, ama la moda.<ref>Da ''Trovarsi'', Mondadori.</ref>
*I [[Filosofo|filosofi]] hanno il torto di non pensare alle [[Animale|bestie]] e davanti agli occhi di una bestia crolla come un castello di carte qualunque sistema filosofico.<ref>Da ''Foglietti'', in ''Saggi, poesie, scritti varii'', Mondadori, Milano, 1960, p. 1270.</ref>
*Io ho molta stima dell'ingegno del [[Giovanni Papini|Papini]], ma noto con dispiacere in lui una smania, che diventa sempre più violenta, di mostrarsi originale, a ogni costo. Ora originali, per forza, non si può essere: si è o non si è. Chi vuol essere per forza originale, riuscirà strambo, strano, stravagante e nient'altro. Io credo che il Papini abbia originalità, cioè un suo proprio modo di vedere, di pensare, di sentire, e un proprio modo quindi d'esprimersi; tanto più dunque mi dà noja e dolore vedergli gonfiare certi paradossi come vessiche per darli in testa alla povera gente e stordirla.<ref>Da ''Novelle e novellieri'', in ''Nuova Antologia'', 1906, pp. 657-668.</ref>
*Io sono nato in [[Sicilia]] e lì l'uomo nasce isola nell'isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall'aspra terra natìa circondata dal mare immenso e geloso.<ref>Dal discorso pronunciato da Luigi Pirandello in occasione della morte di [[Giovanni Verga]]; citato in Michele Sabatino, ''Tra la mia perduta gente. Lettere e poesie'', epilogo, ''La Moderna Edizioni'', Enna, 2006.</ref>
*L'[[educazione]] è la nemica della saggezza, perché l'educazione rende necessarie tante cose di cui, per essere saggi, si dovrebbe fare a meno.<ref>Da ''Il piacere dell'onestà''.</ref>
*La terra madre che toglie e dà la vita, questa la [[Sicilia]] di Pirandello, isola favolosa e reale che racchiude una varietà inimaginabile di tipi, di caratteri, dimentalità, oltre che di dialetti, dovuta alle diverse ondate di invasori che si sono avvicendati nel tempo.<ref>Citato in Enzo Lauretta, ''Luigi Pirandello. Storia di un personaggio fuori di chiave'', Milano, Ugo Mursia editore, 2008, p. 6.</ref>
*L'[[umorismo]] è un fenomeno di sdoppiamento nell'atto della concezione; è come un'erma bifronte, che ride per una faccia del pianto della faccia opposta.<ref>Da ''Un critico fantastico'', in ''L'umorismo e altri saggi'', a cura di Enrico Ghidetti, Giunti, Firenze, 1994.</ref>
*La [[cinema]]tografia è il linguaggio di [[apparenza|apparenze]], e le apparenze non parlano. Il linguaggio delle apparenze è la musica. Bisogna levare il cinematografo dalla letteratura e metterlo nella musica, perché deve essere il linguaggio visivo della musica.<ref>Citato in [[Virgilio Tosi]], ''Breve storia tecnologica del cinema'', p. 72, Bulzoni, 2001, ISBN 8883195388</ref>
*Mangia il Governo, mangia la Provincia; mangia il Comune e il capo e il sottocapo e il direttore e l'ingegnere e il sorvegliante... Che può avanzare per chi sta sotto terra e sotto di tutti e deve portar tutti sulle spalle e resta schiacciato?<ref>Da ''I vecchi e i giovani'', Garzanti.</ref>
*Naturalmente anche tu andrai via dalla [[Sicilia]], ma non dimenticare il profumo.<ref>Citato in ''[http://www.panorama.it/cultura/libri/vincenzo-consolo-infelice-voleva-essere-sciascia/ Vincenzo Consolo:"Un infelice che voleva essere Sciascia"]'', ''Panorama'', 9 febbraio 2015.</ref>
*Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede!<ref>Da ''Così è, se vi pare'', Mondadori.</ref>
*Nulla è più complicato della [[sincerità]].<ref>Da ''Novelle per un anno'', Mondadori.</ref>
*Perché civile, esser civile, vuol dire proprio questo: dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; in corpo fiele; in [[bocca]] [[miele]].<ref>Da ''L'uomo, la bestia e la virtù'', Mondadori.</ref>
*Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l'abitudine, che non trovi, e l'occupazione, che sdegni – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così.<ref>Da una lettera alla sorella Lina, 13 ottobre 1886.</ref>
*Riponi in uno stipetto un [[desiderio]]: aprilo: vi troverai un disinganno.<ref>Da ''La vita nuda'', Novella.</ref>
*''Sempre amai [[Lago di Lugano|questo lago]] or fosco ed ora | morbido, come azzurro vel di seta.'' [...] ''Già di porpora il sol veste le spalle | dei monti attorno; ai declinanti raggi | ridon tra il verde gli umili villaggi | del monte Bre, de la quieta valle || del Cassarate. Razzano da lunge, | qual per interno incendio, le finestre | fiorite, e giù da l'oratorio alpestre, | da le chiesette intorno al lago giunge || il suon de l'Ave.''<ref>Da ''Lago di Lugano'', in ''Poesie sparse'', 1896; citato in ''[https://www4.ti.ch/fileadmin/DECS/DCSU/UAPCD/documenti/20230317_mappa_premi_nobel.pdf Premi Nobel per la letteratura. Guida letteraria della Svizzera italiana]'', 17 marzo 2023, ''ti.ch''.</ref>
*Sia l'urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra della campagna di Girgenti, dove nacqui.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2007/settembre/05/Sciascia_svelato_ultimo_enigma_co_9_070905042.shtml]'', ''Corriere della Sera'', 5 settembre 2007.</ref>
*{{NDR|Su [[Giovanni Formisano]]}} Un poeta appassionato, malinconico, amaro, un vero e schietto e personalissimo poeta...<ref>Citato in Marco Scalabrino, ''[https://www.lapoesiaelospirito.it/2013/05/04/marco-scalabrino-giovanni-formisano/ Giovanni Formisano]'', ''lapoesiaelospirito.it'', 4 maggio 2013.</ref>
*Una notte di giugno caddi come una [[lucciola]] sotto un gran pino solitario in una campagna d'olivi saraceni affacciata agli orli d'un altipiano d'argille azzurre sul mare africano. Si sa le lucciole come sono. La notte, il suo nero, pare lo faccia per esse che, volando non si sa dove, ora qua ora là vi aprono un momento quel loro languido sprazzo verde.<ref>Citato in Vincenzo Consolo, ''Di qua dal faro'', Mondadori, Milano, 1999, p. 164. ISBN 88-04-47094-1</ref>
*Vorrei saper la [[musica]] per esprimere, senz'essere inteso da nessuno, neppure da Te, tutto questo tumulto di vita che mi gonfia l'[[anima]] e il [[cuore]]. Nessuno lo saprà mai, cara Marta, anche se il mio cuore ne dovesse scoppiare. Basta. Quest'[[esilio]] finirà tra poco. Salutami la Mamma e Cele, e Tu abbiti tutte le più vive cordialità dal tuo Luigi Pirandello.<ref>Dalla [http://www.nettunocitta.it/OPERE/pirandello/lettera7.html lettera] a [[Marta Abba]] dell'11 luglio 1928.</ref>
==''Bellavita''==
===[[Incipit]]===
''La scena rappresenta un salotto tra la casa e lo studio dell'avvocato'' Contento.<br>'''LO SCRIVANO''': S'accomodi qua, signor Notajo.<br>'''DENORA''': (''fosco, contenendo a stento l'orgasmo che lo divora''). C'è da aspettare molto?<br>'''LO SCRIVANO''': Eh, un pochino, temo. Ma corro ad avvertire la signora.<br>''S'avvierà verso l'uscio a destra''<br>'''DENORA''': (''trattenendolo''). No, lascia! Che c'entra la signora?<br>'''LO SCRIVANO''': Per tenerle compagnia.<br>'''DENORA''': Grazie tante! Posso aspettar solo.<br>'''LO SCRIVANO''': Me l'ha ordinato il signor avvocato!<br>'''DENORA''': (''gridando''). E io te ne dispenso!<br>''Poi, frenandosi, pentito''<br>Non voglio che sia incomodata la signora.
===Citazioni===
*'''DENORA''': Quando non vogliamo sapere una cosa – fingiamo di non saperla. – E se la [[finzione]] è più per noi stessi che per gli altri, creda pure, è proprio, proprio come se non si sapesse. (p. 136)
===[[Explicit]]===
'''Bellavita''': Ecco, vedete, se ne scappa! Ridete, ridete! Cosí, tra la baia di tutti! E ora gli corro dietro; e per tutte le strade, inchini, riverenze, scappellate, fino a non dargli piú un momento di requie! Vado dal sarto! Mi ordino un abito da pompa funebre, da fare epoca, e su, dritto impalato dietro a lui, a scortarlo a due passi di distanza! Si ferma; mi fermo. Prosegue; proseguo. Lui il corpo, ed io l'ombra! L'ombra del suo rimorso! Di professione! Lasciatemi passare! Esce, buttando indietro questo o quello tra i lazzi e le risa di tutti.
==''Ciascuno a suo modo''==
===[[Incipit]]===
Siamo nell'antico palazzo della nobile signora Donna Livia Palegari nell'ora del ricevimento, che sta per finire. Si vedrà in fondo, attraverso tre arcate e due colonne, un ricchissimo salone molto illuminato e con molti invitati, signori e signore. Sul davanti, meno illuminato, vedremo un salotto, piuttosto cupo, tutto damascato, adorno di pregiatissime tele, la maggior parte di soggetto sacro; cosicché ci sembrerà di trovarci nella cappella d'una chiesa, di cui quel salone in fondo, oltre le colonne, sia la navata: cappella sacra d'una chiesa profana. Questo salotto avrà appena una panca e qualche scranna per comodità di chi voglia ammirar le tele alle pareti. Nessun uscio. Ci verranno dal salone alcuni degli invitati, a due, a tre alla volta, per farsi, appartati, qualche confidenza, e, al levarsi della tela, ci troveremo un Vecchio Amico di casa e un Giovine sottile, che discorreranno tra loro.
===Citazioni===
*Come ci sono i figli illegittimi, ci sono anche i pensieri bastardi!
*E non vuoi capire che la tua coscienza significa appunto "gli altri dentro te". (Garzanti)
*Le donne, come i [[sogno|sogni]], non sono mai come tu le vorresti.
*Quando uno è contento di se stesso ama l'[[umanità]].
*Un [[angelo]], per una [[donna]], è sempre più irritante d'una bestia!
===[[Explicit]]===
'''Il direttore del teatro''': Ma signor Direttore, scusi, le pare che si possa tenere qua il pubblico a comizio?<br />
'''Il capocomico''': E che vuole da me? Faccia sgombrare!<br />
'''L'amministratore''': Tanto, lo spettacolo non può più seguitare: gli attori se ne sono andati.<br />
'''Il capocomico''': E dunque, si rivolge a me? Faccia mettere un avviso: e mandi via la gente.<br />
'''Il direttore del teatro''': Ma sarà rimasto pubblico in teatro!<br />
'''Il capocomico''': E va bene! Per il pubblico rimasto in teatro, m'affaccerò io adesso dal sipario a licenziarlo con due parole!<br />
'''Il direttore del teatro''': Sì, sì, vada, vada allora, signor Direttore!<br /><br />
''E mentre il Capocomico s'avvierà verso la porticina del palcoscenico:''<br />
Via, via, signori, sgombrino, sgombrino per piacere: lo spettacolo è terminato.<br />
''Cala la tela e, appena calata, il Capocomico ne scosterà una banda per presentarsi alla ribalta.''<br /><br />
'''Il capocomico''': Sono dolente d'annunziare al pubblico che per gli spiacevoli incidenti accaduti alla fine del secondo atto, la rappresentazione del terzo non potrà più aver luogo.
==''Così è (se vi pare)''==
===[[Incipit]]===
====1918====
''Al levarsi della tela Lamberto Laudisi passeggia concitatamente per il salotto. Svelto, elegante senza ricercatezza, sui quaranta, indossa una giacca viola con risvolti e alamari neri; spirito arguto, s'irrita facilmente; ma poi ride e lascia fare e dire, compiacendosi dello spettacolo della sciocchezza altrui''.<br>
'''Laudisi''' Ah, dunque è andato dal Prefetto?<br>
'''Amalia''' (''sui quarantacinque, capelli grigi; ostenta una certa importanza, per il posto del marito, ma lasciando intendere che, se stesse in lei, rappresenterebbe la sua parte e si comporterebbe forse altrimenti''). Oh Dio, Lamberto, ma si tratta infine di un suo subalterno!<br>
'''Laudisi''' Ma suo subalterno, scusa, alla Prefettura, non a casa!<br>
'''Dina''' (''diciannove anni; una cert'aria di capir tutto meglio della mamma e anche del babbo, ma attenuata, quest'aria, da una vivace grazia giovanile'') È venuto ad allogarci la suocera qua accanto, sullo stesso pianerottolo!
===[[Incipit]]===
====1925====
''Al levarsi della tela Lamberto Laudisi passeggerà irritato per il salotto. Sui quarant'anni, svelto, elegante senza ricercatezza, indosserà una giacca viola con risvolti e alamari neri''.<br>
'''Laudisi''' Ah, dunque è andato a ricorrere al Prefetto?<br>
'''Amalia''' (''sui quarantacinque, capelli grigi; contegno d'importanza ostentata, per il posto che il marito occupa in società. Lascerà tuttavia intendere che, se stesse in lei, rappresenterebbe la sua parte e si comporterebbe in tante occasioni ben altrimenti''). Oh Dio, Lamberto, per un suo subalterno!<br>
'''Laudisi''' Subalterno, alla Prefettura; non a casa!<br>
'''Dina''' (''diciannove anni; una cert'aria di capir tutto meglio della mamma e anche del babbo, ma attenuata, quest'aria, da una vivace grazia giovanile'') Ma è venuto a allogarci la suocera qua accanto, sullo stesso pianerottolo!
===[[Explicit]]===
====1918====
'''Signora Ponza''': Nossignori. – Per me, io sono colei che mi si crede!<br />
''Guarda, attraverso il velo, tutti, fieramente, e si ritira. Un silenzio.''<br />
'''Laudisi''': Ecco, o signori, come parla la verità!<br />
''Volge attorno uno sguardo di sfida derisoria.''<br />
Siete contenti?<br />
''Scoppia a ridere''<br />
Ah! ah! ah! ah!
===[[Explicit]]===
====1925====
'''Signora Ponza''': Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede.<br />
''Guarderà attraverso il velo, tutti, per un istante; e si ritirerà. In silenzio.''<br />
'''Laudisi''': Ed ecco, o signori, come parla la verità<br />
''Volgerà attorno uno sguardo di sfida derisoria.''<br />
Siete contenti?<br />
''Scoppierà a ridere.''<br />
Ah! ah! ah! ah!
==''Diana e la Tuda''==
===[[Incipit]]===
''Lo studio dello scultore'' Sirio Dossi. <br>'''Tuda''' : (''dietro la tenda in posa''). Basta, per carità!<br>'''Sirio''': (''anche lui dietro la tenda''). No: ferma lì!<br>'''Tuda''': Non reggo più!<br>'''Giungano''': Ma sì, basta! Basta!<br>'''Sirio''': Ferma, ti dico! Non è passata l'ora.<br>'''Tuda''': È passata, è passata!<br>'''Sirio''': Ancora un momentoi!<br>'''Tuda''': Non ne posso più!<br>'''Sirio''': (''con un urlo''). Fermo quel braccio, perdio!<br>(''Lunga pausa. Giuncano smania, feroce.'')<br>'''Tuda''': (''prima con un sorriso quasi infantile''). Ahi. Non me lo sento più! Lasciatemelo abbassare almeno per un minuto. Sono di carne, oh!<br>(''Si vedrà l'ombra scomporsi dal suo atteggiamento; abbassare il braccio: prenderselo con l'altro come a sorreggerlo'').
===Citazioni===
*L'uomo prova un'istintiva gratitudine per la donna che, sacrificando un po' del suo pudore, dimostra di voler piacere a uno solo sfidando la malignità degli altri; ma non può soffrire poi che questa donna faccia dispetto a un'altra donna che dimostri di avere per lui qualche simpatia. (p. 74)
===[[Explicit]]===
'''Tuda''': Oh Dio, no! lo lasci! lo lasci!<br />
''Giuncano si solleva appena, con un viso da pazzo e la mano ancora artigliata. Sirio è immobile a terra: morto.''<br />
''Tuda, quasi senza voce, allibita, ancora su l'ultimo dei tre scalini, si china a guardare.''<br />
Che ha fatto? che ha fatto? L'ha ucciso? Oh Dio, l'ha ucciso? Per me?<br />
'''Giuncano''' (''mormorando, come in una litania''): Cecità... cecità...<br />
'''Tuda''' (''scende i tre scalini; si china su Sirio; gli tocca con una mano la fronte, con l'altra gli cerca la mano''): Oh Dio, no! no! freddo: morto!<br />
'''Giuncano''': Cecità...<br />
'''Tuda''': Ucciso per me, per me che ho la colpa di tutto!<br />
'''Giuncano''': Cecità...<br />
'''Tuda''': Io, io sì, di tutto – perché non seppi essere quella per cui lui mi aveva voluto!<br />
'''Giuncano''': Cecità...<br />
'''Tuda''' (''indicando con terrore dietro a sé la statua''): Quella! Quella!<br />
'''Giuncano''' (''come sopra''): Cecità...<br />
'''Tuda''': Io che ora sono così: niente... più niente...
==''Enrico IV''==
[[File:Pirandello - Enrico 4., 1922.djvu|page=7|thumb|Edizione 1922]]
===[[Incipit]]===
'''Landolfo''': (''a Bertoldo come seguitando una spiegazione'') E questa è la sala del trono!</br>'''Arialdo''': A Goslar!<br/>'''Ordulfo''': O anche, se vuoi, nel Castello dell'Hartz!<br/>'''Arialdo''': O a Worms.<br/>'''Landolfo''': Secondo la vicenda che rappresentiamo, balza con noi, ora qua, ora là.<br/>'''Ordulfo''': In Sassonia!<br/>'''Arialdo''': In Lombardia!<br/>'''Landolfo''': Sul Reno!<br/>'''Uno dei valletti''' (''senza scomporsi, movendo appena le labbra''): Ps! Ps!<br/>'''Arialdo''': (''voltandosi al richiamo'') Che cos'è?<br/>'''Primo valletto''': (''sempre come una statua, sottovoce'') Entra o non entra?<br/>''Allude a Enrico IV''
===Citazioni===
*Come a voi appajono travestiti loro, così a lui, nei nostri panni, appariremmo travestiti noi. (Landolfo, pag. 154)
*Ecco: quando non ci rassegniamo, vengono fuori le [[velleità]]. Una donna che vuol essere uomo... un vecchio che vuol esser giovine... – Nessuno di noi mente o finge! – C'è poco da dire: ci siamo fissati tutti in buona fede in un bel concetto di noi stessi. (Enrico IV, pag. 165)
*Preferii restare pazzo e vivere con la più lucida coscienza la mia pazzia [...] questo che è per me la caricatura, evidente e volontaria, di quest'altra mascherata, continua, d'ogni minuto, di cui siamo i pagliacci involontari quando senza saperlo ci mascheriamo di ciò che ci par d'essere [...] Sono guarito, signori: perché so perfettamente di fare il pazzo, qua; e lo faccio, quieto! – Il guajo è per voi che la vivete agitatamente, senza saperla e senza vederla la vostra pazzia. [...] La mia vita è questa! Non è la vostra! – La vostra, in cui siete invecchiati, io non l'ho vissuta! (Enrico IV)
*Conviene a tutti, capisci? Conviene a tutti far credere [[pazzia|pazzi]] certuni, per avere la scusa di tenerli chiusi. Sai perché? Perché non si resiste a sentirli parlare. […] Non si può mica credere a quello che dicono i pazzi! Eppure, si stanno ad ascoltare così, con gli occhi sbarrati dallo spavento. Perché? […] Perché trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte le vostre costruzioni! Eh! Che volete? Costruiscono senza logica, beati loro, i pazzi! O con una loro logica che vola come una piuma! Volubili! Volubili! Oggi così e domani chi sa come! Voi vi tenete forte, ed essi non si tengono più. Voi dite "questo non può essere" e per loro può essere tutto. Ma voi dite che non è vero. E perché? Perché non par vero a te, a te, a te, e centomila altri. Eh cari miei! Bisognerebbe vedere poi che cosa invece par vero a questi centomila altri che non sono detti pazzi […]. Perché guai, guai se non vi tenete forte a ciò che vi par vero oggi, a ciò che vi parrà vero domani, anche se sia l'opposto di ciò che vi pareva vero jeri! (Enrico IV)
*Confidarsi con qualcuno, questo sì, è veramente da pazzo!
*Ho paura talvolta anche del mio sangue che pulsa nelle arterie come, nel silenzio della notte, un tonfo cupo di passi in stanze lontane.
*Questa cosa orribile, che fa veramente impazzire: che se siete accanto a un altro, e gli guardate gli occhi [...] potete figurarvi come un mendico davanti ad una porta in cui non potrà mai entrare: chi vi entra, non sarete mai voi, col vostro mondo dentro, come lo vedete e lo toccate; ma uno ignoto a voi, come quell'altro nel suo mondo impenetrabile vi vede e vi tocca.
*Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni.
===[[Explicit]]===
'''Donna Matilde''': È pazzo! È pazzo!<br />
'''Di Nolli''': Tenetelo!<br />
'''Belcredi''' (''mentre lo trasportano di là, per l'uscio a sinistra protesta ferocemente''): No! Non sei pazzo! Non è pazzo! Non è pazzo!<br />
''Escono per l'uscio a sinistra, gridando, e seguitano di là a gridare finché sugli altri gridi se ne sente uno più acuto di Donna Matilde, a cui segue un silenzio.''<br />
'''Enrico IV''' (''rimasto sulla scena tra Landolfo, Arialdo e Ordulfo, con gli occhi sbarrati, esterrefatto dalla vita della sua stessa finzione che in un momento lo ha forzato al delitto''). Ora sì... per forza...<br />
''li chiama attorno a sé, come a ripararsi,''<br />
qua insieme, qua insieme... e per sempre!
===Citazioni sull'opera===
*Quando Enrico IV sceglie deliberatamente come realtà la sua antica follia, la sua mascherata (e, ciò facendo, realizza un'operazione estetica) vuole soprattutto estraniarsi in una società organizzata e compatta nei suoi valori (il passato tutto concluso, il 'piacere della Storia, che è così grande!') contro il mondo, il microcosmo sociale, che rappresentano il rivale Belcredi e la donna amata. ([[Ruggero Jacobbi]])
==''I vecchi e i giovani''==
===[[Incipit]]===
La pioggia, caduta a diluvio durante la notte, aveva reso impraticabile quel lungo stradone di campagna, tutto a volte e risvolte, quasi in cerca di men faticose erte e di pendii meno ripidi. Il guasto dell'intemperie appariva tanto più triste, in quanto, qua e là, già era evidente il disprezzo e quasi il dispetto della cura di chi aveva tracciato e costruito la via per facilitare il cammino tra le asperità di quei luoghi con gomiti e giravolte e opere or di sostegno or di riparo: i sostegni eran crollati, i ripari abbattuti, per dar passo a dirupate scorciatoje.
===Citazioni===
*E prese a raccontare, con atteggiamento, di grave costernazione, i fatti avvenuti di recente in Sicilia, a Serradifalco, a Catenanuova, ad Alcamo, a Casale Floresta, i quali provavano come in tutta l'isola covasse un gran fuoco, che presto sarebbe divampato; e a rappresentar la Sicilia come una catasta immane di legna, d'alberi morti per siccità, e da anni e anni abbattuti senza misericordia dall'accetta, poiché la pioggia dei benefizii s'era riversata tutta su l'Italia settentrionale, e mai una goccia ne era caduta tra le arse terre dell'isola. Ora i giovincelli s'erano divertiti ad accendere sotto la catasta i fasci di paglia delle loro predicazioni socialistiche, ed ecco che i vecchi ceppi cominciavano a prender fuoco. Erano per adesso piccoli scoppii striduli, crepitìi qua e là; scappava fuori ora da una parte ora dall'altra qualche lingua di fiamma minacciosa; ma già s'addensava nell'aria come una fumicaja soffocante. E il peggio era questo: che il Governo invece d'accorrere a gettar acqua, mandava soldati a suscitare altro fuoco col fuoco delle armi. (p. 187)
*E qual rovinio era sopravvenuto in Sicilia di tutte le illusioni, di tutta la fervida fede, con cui s'era accesa alla rivolta! Povera isola, trattata come terra di conquista! Poveri isolani, trattati come barbari che bisognava incivilire! Ed erano calati i Continentali a incivilirli… e i tribunali militari, e i furti, gli assassinii, le grassazioni, orditi ed eseguiti dalla nuova polizia in nome del Real Governo; e falsificazioni e sottrazioni di documenti e processi politici ignominiosi: tutto il primo governo della Destra parlamentare! E poi era venuta la Sinistra al potere, e aveva cominciato anch'essa con provvedimenti eccezionali per la Sicilia… – Ridere, ridere! – incalzò donna Caterina con più foga. – Lo sa bene anche lei come quegli ideali si sono tradotti in realtà per il popolo siciliano! Che n'ha avuto? Com'è stato trattato? Oppresso, vessato, abbandonato e vilipeso! Gli ideali del Quarantotto e del Sessanta? Ma tutti i vecchi qua gridano: Meglio prima! Meglio prima! La Francia che soffia nel fuoco? Lei si conforta così? Sono tutte calunnie, le solite, quelle che ripetono i ministri, facendo eco ai prefetti e ai tirannelli locali capielettori; per mascherare trenta e più anni di malgoverno! Qua c'è la fame, caro signore, nelle campagne e nelle zolfare; i latifondi, la tirannia feudale dei cosiddetti cappelli, le tasse comunali che succhiano l'ultimo sangue a gente che non ha neanche da comperarsi il pane! Si stia zitto! Si stia zitto! Perché voi lo vedrete, – concluse. Faccio una facile profezia: non passerà un anno, assisteremo a scene di sangue. (cap. III, p. 59)
*Dal giorno che egli, sotto l'urgenza della necessità, vincendo ogni riluttanza, dapprima con circospezione, poi risolutamente, con crudezza, le aveva detto che bisognava si recasse dal [[fratello]] Ippolito per salvare il [[figlio]], era caduta, di schianto, in un attonimento quasi di [[apatia]], come se la vista di tutte le cose intorno le si fosse a un tratto vuotata d'ogni senso. Non un gesto, non una [[parola]]. Più niente. E quella immobilità e quel [[silenzio]] avevano avuto fin da principio un che di così assoluto e invincibile, che né un gesto, né una parola eran più stati possibili per scuoterla o esortarla. Giulio sapeva che avrebbe ucciso la [[madre]], parlando. E difatti, ecco, subito, parlando, l'aveva uccisa. Ella non poteva andare dal fratello per salvare il figlio: sarebbe stata la sua [[morte]]. Ed ecco, era morta.
*Due cadaveri in quella cassa, uno su l'altro: uno con la faccia sotto i piedi dell'altro. Quello di sopra era d'un ragazzo. Divaricate, le gambe; la testa, affondata tra i piedi del compagno. A guardarlo così capovolto, pareva dicesse, in quell'atteggiamento: – No! No! – con tutto il visino smunto, dagli occhi appena socchiusi, contratti ancora dall'angoscia dell'agonia. No, quella morte; no, quell'orrore; no, quella cassa per due, attufata da quel lezzo crudo e acre di carneficina. La più raccapricciante era la vista dell'altro, di tra le scarpe logore del ragazzo, coi grandi occhi neri ancora sbarrati e un po' di barba fulva sotto il mento. Era d'un contadino nel pieno vigore delle forze. Con quei terribili occhi sbarrati al cielo, dal corpo supino chiedeva vendetta di quell'ultima atrocità, del peso di quell'altra vittima sopra di sé. – Vedete, Signore, – pareva dicesse, – vedete che hanno fatto! (p. 238)
*Sorte miserabile quella dell'[[eroismo|eroe]] che non muore, dell'eroe che sopravvive a se stesso.
*Invecchio, sì; perdo il gusto di comandare. Me lo fa perdere la servilità che scopro in tutti. Uomini, vorrei uomini! Mi vedo attorno automi, fantocci che devo atteggiare così o così, e che mi restano davanti, quasi a farmi dispetto, nell'atteggiamento che ho dato loro, finché non lo cambio con una manata. Soltanto di fuori però, capisci? si lasciano atteggiare! Dentro... eh, dentro, restano duri, coi loro pensieri copert, nemici, vivi solamente per loro. Che puoi su questi? Docili di fuori, miti, malleabili, visi ridenti, schiene ossequiose, t'approvano, t'approvano sempre. Ah, che sdegno! Vorrei sapere perché mi arrovello così; perché e per chi lo faccio... Domani morrò. Ho comandato! Sì, ecco: ho assegnato la parte a questo e a quello, a tanti che non hanno mai saputo veder altro in me che la parte che rappresento per loro. E di tant'altra vita, vita d'affetti e di idee che mi s'agita dentro, nessuno che abbia mai avuto il più lontano sospetto... Con chi vuoi parlarne? Sono fuori dalla parte che devo rappresentare... Certe volte, a qualcuno che viene qua a visitarmi, a incensarmi, mi diverto a rivolgere certi sguardi, certi sguardi che sfondano la parete, e me lo vedo allora per un attimo, restar davanti sospeso, impacciato, goffo; Dio sa che forza devo fare su me stesso per non scoppiargli a ridere in faccia. Mi crederebbe ammattito, per lo meno. E anche tu, caro mo, se vedessi con che occhi mi stai guardando in questo momento... <br> – Io no! – disse subito Aurelio, riscuotendosi. <br> Flaminio Salvo rise, scotendo il capo: <br> – Anche tu, anche tu... È così; per forza è così... Ti posso io dire quello che vorrei veramente da te? Il piacere che mi faresti, se tu agissi com'io forse al tuo posto agirei? <br> – E perché no? – domandò Aurelio, levandosi. – Mi dica... <br> – Ma perché no, – negò subito il Salvo, stringendosi nelle spalle, – perché non posso... Puoi dirmi tu quel che pensi, quel che senti, la vita che hai dentro in questo momento?... Non puoi... Sei davanti a me nella relazioni che possono correre tra me e te: tu sei il mio ingegnere, il mio buon figliolo che amo, a cui questa sera, davanti a una ventina di marionette, ho dato l'incarico di recarsi a Colimbetra, messaggero di trionfo: e basta! Che altro potrei dirti? Questo soltanto, forse, per il tuo bene... <br> E Flaminio Salvo posò una mano sulla spalla di Aurelio: <br> – Non ti tracciar vie da seguire, figliuolo mio; né abitudini, né doveri; va', va', muoviti sempre; scròllati di tratto in tratto d'addosso ogni incrostatura di concetti; cerca il tuo piacere e non temere il giudizio degli altri e neanche il tuo, che puoi stimar giusto oggi e falso domani. Conosci don Cosmo Laurentano? Se sapessi quanta ragione ha quel matto! Va', va', è tardi; andiamo a dormire. Addio.
*Non voleva credere che le banche avessero largheggiato verso il Governo per fini elettorali, per altri più loschi fini coperti; e che, favore per favore, il Governo avesse proposto leggi che per le banche erano privilegi, e difeso i prevaricatori, proponendoli agli onori della commenda e del Senato. Ma non poteva negare che fosse stato aperto il credito a certi uomini politici carezzati, che in Parlamento e per mezzo della stampa avevano combattuto a profitto delle banche falsarie, tradendo la buona fede del paese; e che questi gaudenti avessero voluto occultare ciò che da tempo si sapeva o si poteva sapere; e che, ora che le colpe avventavano, si volesse percuotere, ma con la speranza che la percossa ai più deboli salvasse i più forti. (p. 146)
*Sapeva, sì, che già prima nelle Romagne, nel Modenese, nelle province di Reggio Emilia e di Parma, nel Cremonese, nel Mantovano, nel Polesine, era sorto a far le prime armi il socialismo italiano; ma tutt'altra cosa era adesso in Sicilia! Rivelazione improvvisa, prodigiosa! (p. 170)
*Un manifesto era stato attaccato ai muri, ma il popolino lo ignorava; e, ignorandolo, al solito, come altrove, coi ritratti del re e della regina, un crocefisso in capo alla processione, gridando – Viva il re! Abbasso le tasse! – s'era messo a percorrere le vie del paese, finché, uscendo dalla piazza e imboccando una strada angusta che la fronteggiava, vi aveva trovato otto soldati e quattro carabinieri appostati. L'ufficiale che li comandava aveva preso questo partito con strategia sopraffina, perché la folla inerme, lì calcata e pigiata, alle intimazioni di sbandarsi non si potesse più muovere; e lì non una ma più volte, aveva ordinato contro di essa il fuoco. Undici morti, innumerevoli feriti, tra cui donne, vecchi, bambini. Ora, tutto era calmo, come in un cimitero». (p. 237)
===[[Explicit]]===
La piazza, come schiantata e in fuga anch'essa dietro gli urli del popolo che la disertava, appena il fumo dei fucili si diradò nel livido smortume dell'alba, parve agli occhi dei soldati come trattenuta dal peso di cinque corpi inerti, sparsi qua e là.<br />
Un bisogno strano, invincibile, obbligò il capitano a dare subito ai suoi soldati un comando qualunque, pur che fosse. Quei cinque corpi rimasti là, traboccati sconciamente, in una orrenda immobilità, su la motriglia della piazza striata dall'impeto della fuga, erano alla vista d'una gravezza insopportabile. E un furiere e un caporale, al comando del capitano, si mossero sbigottiti per la piazza e si accostarono al primo di quei cinque cadaveri.<br />
Il furiere si chinò e vide ch'esso, caduto con la faccia a terra, era armato come un brigante. Gli tolse il fucile dalla spalla e, levando il braccio, lo mostrò al capitano; poi diede quel fucile al caporale, e si chinò di nuovo sul cadavere per prendergli dalla cintola prima una e poi l'altra pistola, che mostrò ugualmente al capitano. Allora questi, incuriosito, sebbene avesse ancora un forte tremito a una gamba e temesse che i soldati se ne potessero accorgere, si appressò anche lui a quel cadavere, e ordinò che lo rimovessero un poco per vederlo in faccia. Rimosso, quel cadavere mostrò sul petto insanguinato quattro medaglie.<br />
I tre, allora, rimasero a guardarsi negli occhi, stupiti e sgomenti.<br />
Chi avevano ucciso?
==''Il fu Mattia Pascal''==
[[File:Pirandello_-_Il_Fu_Mattia_Pascal,_1919.djvu|page=9|thumb|Edizione 1909]]
===[[Incipit]]===
Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:<br />– Io mi chiamo Mattia Pascal.<br>– Grazie, caro. Questo lo so.<br />– E ti par poco?<br />Non pareva molto, per dir la verità, neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non sapere neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all'occorrenza:<br>– Io mi chiamo Mattia Pascal.<br>Qualcuno vorrà bene compiangermi (costa così poco), immaginando l'atroce cordoglio d'un disgraziato, al quale avvenga di scoprire tutt'a un tratto che... sì, niente, insomma: né padre, né madre, né come fu o come non fu; e vorrà pur bene indignarsi (costa anche meno) della corruzione dei costumi, e de' vizii, e della tristezza dei tempi, che di tanto male possono esser cagione a un povero innocente.
===Citazioni===
*E dimentichiamo spesso e volentieri di essere atomi infinitesimali per rispettarci e ammirarci a vicenda, e siamo capaci di azzuffarci per un pezzettino di terra o di dolerci di certe cose, che, ove fossimo veramente compenetrati di quello che siamo, dovrebbero parerci miserie incalcolabili. (cap. II; 1986, p. 7)
*Posso dire che da allora ho fatto il gusto a ridere di tutte le mie sciagure e d'ogni mio tormento. Mi vidi, in quell'istante, attore d'una tragedia che più buffa non si sarebbe potuta immaginare: mia madre, scappata via, così, con quella matta; mia moglie, di là, che... lasciamola stare!; Marianna Pescatore lì per terra; e io, io che non avevo più pane, quel che si dice pane, per il giorno appresso, io con la barba tutta impastocchiata, il viso sgraffiato, grondante non sapevo ancora se di sangue o di lagrime, per il troppo ridere. (cap. V; 1973, p. 360)
*E mentr'io attenderò al molino, il fattore mi ruberà i frutti della campagna; e se mi porrò invece a badare a questa, il mugnajo mi ruberà la molenda. E di qua il mugnajo e di là il fattore faranno l'altalena, e io nel mezzo a godere. (cap. VII; 1973, p. 390)
*Recisa di netto ogni memoria in me della vita precedente, fermato l'animo alla deliberazione di ricominciare da quel punto una nuova vita, io era invaso e sollevato come da una fresca letizia infantile; mi sentivo come rifatta vergine e trasparente la coscienza, e lo spirito vigile e pronto a trar profitto di tutto per la costruzione del mio nuovo io. Intanto l'anima mi tumultuava nella gioja di quella nuova libertà. Non avevo mai veduto così uomini e cose; l'aria tra essi e me s'era d'un tratto quasi snebbiata; e mi si presentavan facili e lievi le nuove relazioni che dovevano stabilirsi tra noi, poiché ben poco ormai io avrei avuto bisogno di chieder loro per il mio intimo compiacimento. Oh levità deliziosa dell'anima; serena, ineffabile ebbrezza! La Fortuna mi aveva sciolto di ogni intrico, all'improvviso, mi aveva sceverato dalla vita comune, reso spettatore estraneo della briga in cui gli altri si dibattevano ancora [...]. (cap. VIII; 1973, p. 408)
*Nulla [[Invenzione|s'inventa]], è vero, che non abbia una qualche radice, più o men profonda, nella realtà; e anche le cose più strane possono esser vere, anzi nessuna fantasia arriva a concepire certe follie, certe inverosimili avventure che si scatenano e scoppiano dal seno tumultuoso della vita; ma pure, come e quanto appare diversa dalle invenzioni che noi possiamo trarne la realtà viva e spirante! Di quante cose sostanziali, minutissime, inimmaginabili ha bisogno la nostra invenzione per ridiventare quella stessa realtà da cui fu tratta, di quante fila che la riallaccino nel complicatissimo intrico della vita, fila che noi abbiamo recise per farla diventare una cosa a sè! (VIII; 1973, p. 413; 1993, p. 112)
*Tu, invece, a volerla dire, sarai sempre e dovunque un forestiere: ecco la differenza. Forestiere della vita, Adriano Meis. (cap. IX; 1973, p. 422)
*C'è chi [[Comprensione|comprende]] e chi non comprende, caro signore. Sta molto peggio chi comprende, perché alla fine si ritrova senza energia e senza volontà. Chi comprende, infatti, dice: «Io non devo far questo, non devo far quest'altro, per non commettere questa o quella bestialità». Benissimo! Ma a un certo punto s'accorge che la vita è tutta una [[bestialità]], e allora dica un po' lei che cosa significa il non averne commessa nessuna: significa per lo meno non aver vissuto, caro signore. (cap. IX; 1986, p. 55)
*«Oh perché gli uomini,» domandavo a me stesso, smaniosamente, «si affannano così a rendere man mano più complicato il congegno della loro vita? Perché tutto questo stordimento di macchine? E che farà l'uomo quando le macchine faranno tutto? Si accorgerà allora che il così detto progresso non ha nulla a che fare con la felicità? Di tutte le invenzioni, con cui la scienza crede onestamente d'arricchire l'umanità (e la impoverisce, perché costano tanto care), che gioja in fondo proviamo noi, anche ammirandole?» (cap. IX; 1973, p. 429)
*Eppure la scienza, pensavo; ha l'illusione di render anche più facile e più comoda L'esistenza! Ma, ammettendo che la renda veramente più facile, con tutte le sue macchine così difficili e complicate, domando, io: «E qual peggior servizio a chi sia condannato a una briga vana, che rendergliela facile e quasi meccanica?». (cap. IX; 1973, p. 429)
*Là, in un corridojo, sospesa nel vano d'una finestra, c'era una gabbia con un [[canarino]]. Non potendo con gli altri e non sapendo che fare, mi mettevo a conversar con lui, col canarino: gli rifacevo il verso con le labbra, ed esso veramente credeva che qualcuno gli parlasse e ascoltava e forse coglieva in quel mio pispissìo care notizie di nidi, di foglie, di libertà... Si agitava nella gabbia, si voltava, saltava, guardava di traverso, scotendo la testina, poi mi rispondeva, chiedeva, ascoltava ancora. Povero uccellino! lui sì m'intendeva, mentre io non sapevo che cosa gli avessi detto... ([[s:Il fu Mattia Pascal/9|cap. IX]]; 1919, p. 132)
*Mi accorsi tutt'a un tratto che dovevo proprio morire ancora: ecco il male! Chi se ne ricordava più? Dopo il mio suicidio alla ''Stia'', io naturalmente non avevo veduto più altro, innanzi a me, che la vita. Ed ecco qua, ora: il signor Anselmo Paleari mi metteva innanzi di continuo l'ombra della morte. (cap. X; 1973, p. 439)
*Il male della scienza, guardi, signor Meis, è tutto qui: che vuole occuparsi della vita soltanto. (cap. X; 1973, p. 443)
*Ma la causa vera di tutti i nostri mali, di questa tristezza nostra, sai qual è? La democrazia, mio caro, la democrazia, cioè il governo della maggioranza. Perché, quando il potere è in mano d'uno solo, quest'uno sa d'esser uno e di dover contentare molti; ma quando i molti governano, pensano soltanto a contentar se stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa; la tirannia mascherata da libertà. (cap. XI; 1973, p. 448)
*«Se noi riconosciamo,» pensavo, «che errare è dell'uomo, non è crudeltà sovrumana la giustizia?» (cap. XI; 1973, p. 459)
*«Beate le marionette,» sospirai, «su le cui teste di legno il finto cielo si conserva senza strappi! Non perplessità angosciose, né ritegni, né intoppi, né ombre, né pietà; nulla! E possono attendere bravamente e prender gusto alla loro commedia e amare e tener se stesse in considerazione e in pregio, senza soffrir mai vertigini o capogiri, poiché per la loro statura e per le loro azioni quel cielo è un tetto proporzionato. (cap. XII; 1973, p. 468)
*Potei sperimentare che l'uomo, quando soffre, si fa una particolare idea del bene e del male, e cioè del bene che gli altri dovrebbero fargli e a cui egli pretende, come se dalle proprie sofferenze gli derivasse un diritto al compenso, e del male che egli può fare a gli altri, come se parimenti dalle proprie sofferenze vi fosse abilitato. E se gli altri non gli fanno il bene quasi per dovere, egli li accusa, e di tutto il male ch'egli fa quasi per diritto, facilmente si scusa. (XII; 1973, p. 482; 1993, p. 167)
*E il signor Anselmo, seguitando, mi dimostrava che, per nostra disgrazia, noi non siamo come l'albero che vive e non si sente, a cui la terra, il sole, l'aria, la pioggia, il vento, non sembra che sieno cose ch'esso non sia: cose amiche o nocive. A noi uomini, invece, nascendo, è toccato un tristo privilegio: quello di ''sentirci'' vivere, con la bella illusione che ne risulta: di prendere cioè come una realtà fuori di noi questo nostro interno sentimento della vita, mutabile e vario, secondo i tempi, i casi e la fortuna.<br>E questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso; un lanternino che ci fa vedere sperduti su la terra, e ci fa vedere il male e il bene; un lanternino che projetta tutt'intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l'ombra nera, l'ombra paurosa che non esisterebbe, se il lanternino non fosse acceso in noi, ma che noi dobbiamo pur troppo creder vera, fintanto ch'esso si mantiene vivo in noi. Spento alla fine a un soffio, ci accoglierà davvero quell'ombra fittizia, ci accoglierà la notte perpetua dopo il giorno fumoso della nostra illusione, o non rimarremo noi piuttosto alla mercé dell'Essere, che avrà soltanto rotto le vane forme della nostra ragione?<br>– Dorme, signor Meis?<br>– Segua, segua pure, signor Anselmo: non dormo. Mi par quasi di vederlo, codesto suo lanternino.<br>– Ah, bene... Ma poiché lei ha l'occhio offeso, non ci addentriamo troppo nella filosofia, eh? e cerchiamo piuttosto d'inseguire per ispasso le lucciole sperdute, che sarebbero i nostri lanternini, nel bujo della sorte umana. Io direi innanzi tutto che son di tanti colori; che ne dice lei? secondo il vetro che ci fornisce l'illusione, gran mercantessa, gran mercantessa di vetri colorati. A me sembra però, signor Meis, che in certe età della storia, come in certe stagioni della vita individuale, si potrebbe determinare il predominio d'un dato colore, eh? In ogni età, infatti, si suole stabilire tra gli uomini un certo accordo di sentimenti che dà lume e colore a quei lanternoni che sono in termini astratti: ''Verità, Virtù, Bellezza, Onore'', e che so io... E non le pare che fosse rosso, ad esempio, il lanternone della Virtù pagana? Di color violetto, color deprimente, quello della Virtù cristiana. Il lume d'una idea comune è alimentato dal sentimento collettivo; se questo sentimento però si scinde, rimane sì in piedi la lanterna del termine astratto, ma la fiamma dell'idea vi crepita dentro e vi guizza e vi singhiozza, come suole avvenire in tutti i periodi che son detti di [[transizione]]. Non sono poi rare nella storia certe fiere ventate che spengono d'un tratto tutti quei lanternoni. Che piacere! Nell'improvviso bujo, allora è indescrivibile lo scompiglio delle singole lanternine: chi va di qua, chi di là, chi torna indietro, chi si raggira; nessuna più trova la via: si urtano, s'aggregano per un momento in dieci, in venti; ma non possono mettersi d'accordo, e tornano a sparpagliarsi in gran confusione, in furia angosciosa: come le formiche che non trovino più la bocca del formicajo, otturata per ispasso da un bambino crudele. ([[s:Il fu Mattia Pascal/13|cap. XIII]]; 1919, pp. 197-199)
*Avevo già sperimentato come la mia libertà, che a principio m'era parsa senza limiti, ne avesse purtroppo nella scarsezza del mio denaro; poi m'ero anche accorto ch'essa più propriamente avrebbe potuto chiamarsi solitudine e noja, e che mi condannava a una terribile pena: quella della compagnia di me stesso; mi ero allora accostato agli altri; ma il proponimento di guardarmi bene dal riallacciare, fors'anche debolissimamente, le fila recise, a che era valso? Ecco: s'erano riallacciate da sé, quelle fila; e la vita, per quanto io, già in guardia, mi fossi opposto, la vita mi aveva trascinato, con la sua foga irresistibile: la vita che non era più per me. (cap. XV; 1973, p. 511)
*Morto? Peggio che morto; me l'ha ricordato il signor Anselmo: i morti non debbono, più morire, e io sì: io sono ancora vivo per la morte e morto per la vita. Che vita infatti può esser più la mia? La noja di prima, la solitudine, la compagnia di me stesso? (cap. XV; 1973, p. 521)
*Ma sì! così era! il simbolo, lo spettro della mia vita era quell'ombra: ero io, là per terra, esposto alla mercé dei piedi altrui. Ecco quello che restava di Mattia Pascal, morto alla ''Stìa'': la sua ombra per le vie di Roma. (cap. XV; 1973, p. 524)
*Ma aveva un cuore, quell'ombra, e non poteva amare; aveva denari, quell'ombra, e ciascuno poteva rubarglieli; aveva una testa, ma per pensare e comprendere ch'era la testa di un'ombra, e non l'ombra d'una testa. Proprio cosi! (cap. XV; 1973, p. 524)
*Ed ecco, ora, dopo essermi aggirato per due anni, come un'ombra, in quella illusione di vita oltre la morte, mi vedevo costretto, forzato, trascinato peri capelli a eseguire su me la loro condanna. Mi avevano ucciso davvero! Ed esse, esse sole si erano liberate di me... [...] Ma sì! ma sì! Io non dovevo uccider me, un morto, io dovevo uccidere quella folle, assurda finzione che m'aveva torturato, straziato due anni, quell'Adriano Meis, condannato a essere un vile, un bugiardo, un miserabile; quell'Adriano Meis dovevo uccidere, che essendo, com'era, un nome falso, avrebbe dovuto aver pure di stoppa il cervello, di cartapesta il cuore, di gomma le vene, nelle quali un po' d'acqua tinta avrebbe dovuto scorrere, invece di sangue: allora sì! Via, dunque, giù, giù, tristo fantoccio odioso! Annegato, lí, come Mattia Pascal! Una volta per uno! (cap. XVI; 1973, p. 546)
*Ah, ora, ritornando vivo, avrei potuto anch'io prendermi il gusto di dire bugie, tante, tante, tante, anche della forza di quelle del cavalier Tito Lenzi, e più grosse ancora! (cap. XVII; 1973, p. 551)
*Ah, che vuol dir morire! Nessuno, nessuno si ricordava più di me, come se non fossi mai esistito... (cap. XVIII; 1973, p. 575)
*[[Copernico]] [...] ha rovinato l'umanità, irrimediabilmente. Ormai noi tutti ci siamo a poco a poco adattati alla nuova concezione dell'infinita nostra piccolezza, a considerarci anzi men che niente nell'Universo... Storie di vermucci ormai, le nostre.
*Le anime hanno un loro particolar modo d'intendersi, d'entrare in [[intimità]], fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle [[parola|parole]] comuni, nella schiavitù delle esigenze sociali. Han bisogni lor proprii e loro proprie aspirazioni le anime, di cui il [[corpo]] non si dà per inteso, quando veda l'impossibilità di soddisfarli e di tradurle in atto. E ogni qualvolta due che comunichino fra loro così, con le anime soltanto, si trovano soli in qualche luogo, provano un turbamento angoscioso e quasi una repulsione violenta d'ogni minimo contatto materiale, una sofferenza che li allontana, e che cessa subito, non appena un terzo intervenga. Allora, passata l'angoscia, le due anime sollevate si ricercano e tornano a sorridersi da lontano.
*Un desiderio vago, come un'aura dell'anima, aveva schiuso pian piano per lei, come per me, una finestra nell'avvenire, donde un raggio dal tepore inebriante veniva a noi, che non sapevamo intanto appressarci a quella finestra né per richiuderla né per vedere che cosa ci fosse di là.
*Vivo alla morte, ma morto alla vita.
*Ogni [[oggetto]] in noi suol trasformarsi secondo le immagini ch'esso evoca e aggruppa, per così dire, attorno a sé. Certo un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell'oggetto per sé medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d'immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell'oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l'accordo, l'armonia che stabiliamo tra esso e noi, l'anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi. (IX; 1993, p. 118)
*Amicizia vuol dire confidenza [...]. (IX; 1993, p. 123)
*Folle! Come mi ero illuso che potesse vivere un tronco reciso dalle sue radici? (XVII; 1993, p. 219)
====Appendice: ''Avvertenza sugli scrupoli della fantasia''====
*Perché la vita, per tutte le sfacciate assurdità, piccole e grandi, di cui beatamente è piena, ha l'inestimabile privilegio di poter fare a meno di quella stupidissima [[verosimile|verosimiglianza]], a cui l'arte crede suo dovere obbedire.<br />Le assurdità della vita non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere. All'opposto di quelle dell'arte che, per parer vere, hanno bisogno d'esser verosimili. E allora, verosimili, non sono più assurdità.<br />Un caso della vita può essere assurdo; un'opera d'arte, se è opera d'arte, no.<br />Ne segue che tacciare d'assurdità e d'inverosimiglianza, in nome della vita, un'opera d'arte è balordaggine.<br />In nome dell'arte, sì; in nome della vita, no. (1993, pp. 243-244)
*Si domanda a questo punto se vogliono esser considerati come zoologi o come [[critico|critici]] letterarii quei tali signori che, giudicando un romanzo o una novella o una commedia, condannano questo o quel personaggio, questa o quella rappresentazione di fatti o di sentimenti, non già in nome dell'arte come sarebbe giusto, ma in nome d'una ''umanità'' che sembra essi conoscano a perfezione, come se realmente in astratto esistesse, fuori cioè di quell'infinita varietà d'uomini capaci di commettere tutte quelle sullodate assurdità che ''non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere''. (1993, p. 244)
*Ma se il valore e il senso ''universalmente umano'' di certe mie favole e di certi miei personaggi, nel contrasto, com'egli dice, tra realtà e illusione, tra volto individuale ed immagine sociale di esso, consistesse innanzi tutto nel senso e nel valore da dare a quel primo contrasto, il quale, per una [[beffa]] costante della vita, ci si scopre sempre inconsistente, in quanto che, ''necessariamente'' purtroppo, ogni realtà d'oggi è destinata a scoprircisi illusione domani; ma illusione ''necessaria'', se purtroppo fuori di essa non c'è per noi altra realtà? Se consistesse appunto in questo, che un uomo o una donna, messi da altri o da se stessi, in una penosa situazione, socialmente anormale, assurda per quanto si voglia, vi durano, la sopportano, la rappresentano davanti agli altri, finché non la vedono, sia pure per la loro cecità o incredibile buonafede; perché appena la vedono come a uno specchio che sia posto loro davanti, non la sopportano più, ne provan tutto l'orrore e la infrangono o, se non possono infrangerla, se ne senton morire? Se consistesse appunto in questo, che una situazione, socialmente anormale, si accetta, anche vedendola a uno specchio, che in questo caso ci para davanti la nostra stessa illusione; e allora la si rappresenta, soffrendone tutto il martirio, finché la rappresentazione di essa sia possibile dentro la [[maschera]] soffocante che da noi stessi ci siamo imposta o che da altri o da una crudele necessità ci sia stata imposta, cioè fintanto che sotto questa maschera un sentimento nostro, troppo vivo, non sia ferito così addentro, che la ribellione alla fine prorompa e quella maschera si stracci e si calpesti? [...] L'arruffio, se c'è, dunque è voluto; il macchinismo, se c'è, dunque è voluto; ma non da me: bensì dalla favola stessa, dagli stessi personaggi; e si scopre subito, difatti: spesso è concertato apposta e messo sotto gli occhi nell'atto di concertarlo e di combinarlo: è la maschera per una rappresentazione; il giuoco delle parti; quello che vorremmo o dovremmo essere; quello che agli altri pare che siamo, mentre quel che siamo, non lo sappiamo, fino a un certo punto, neanche noi stessi; la goffa, incerta metafora di noi; la costruzione, spesso arzigogolata, che facciamo di noi, o che gli altri fanno di noi: dunque, davvero, un macchinismo, sì, in cui ciascuno volutamente, ripeto, è la marionetta di se stesso; e poi, alla fine, il calcio che manda all'aria tutta la baracca.
===[[Explicit]]===
Ho messo circa sei mesi a scrivere questa mia strana storia, ajutato da lui. Di quanto è scritto qui egli serberà il segreto, come se l'avesse saputo sotto il sigillo della confessione.<br>Abbiamo discusso a lungo insieme su i casi miei, ie spesso io gli ho dichiarato di non saper vedere che frutto se ne possa cavare.<br>– Intanto, questo, – egli mi dice: – che fuori della legge e fuori di quelle particolarità, liete o tristi che sieno, per cui noi siamo noi, caro signor Pascal, non è possibile vivere.<br>Ma io gli faccio osservare che non sono affatto rientrato né nella legge, né nelle mie particolarità. Mia moglie è moglie di Pomino, e io non saprei proprio dire ch'io mi sia.<br>Nel cimitero di Miragno, su la fossa di quel povero ignoto che s'uccise alla ''Stìa'', c'è ancora la lapide dettata da Lodoletta:<br><br>{{centrato|<small>COLPITO DA AVVERSI FATI</small><br>MATTIA PASCAL<br><small>BIBLIOTECARIO<br>CVOR GENEROSO ANIMA APERTA<br>QVI VOLONTARIO<br>RIPOSA<br>LA PIETÀ DEI CONCITTADINI<br>QVESTA LAPIDE POSE</small><br><br>}}Io vi ho portato la corona di fiori promessa e ogni tanto mi reco a vedermi morto e sepolto là. Qualche curioso mi segue da lontano; poi, al ritorno, s'accompagna con me, sorride, e – considerando la mia condizione – mi domanda:<br>– Ma voi, insomma, si può sapere chi siete?<br>Mi stringo nelle spalle, socchiudo gli occhi e gli rispondo:<br>– Eh, caro mio... Io sono il fu Mattia Pascal.
==''L'amica delle mogli''==
===[[Incipit]]===
'''MARTA''': Eccoci qua. Abbiamo fatto un po' tardi.<br>'''CAMERIERE''': La corsa arriva alle nove.<br>'''PRIMA CAMERIERA''': C'è più d'un'ora.<br>'''MARTA''': Bisogna sbricarci, perché tutto sia pronto. Questi fiori... (''Al cameriere''): ecco, reggete un po'... (''Riprendendosi''): No, meglio posarli qua. (''Li posa su un tavolinetto''). Prendo le chiavi.
===Citazioni===
*'''VENZI''': Bell'[[arte]], ah bell'arte, la [[musica]]! Peccato…<br>'''DAULA''': (''andandogli incontro, minaccioso''). Che intendi dire?<br>'''VENZI''': Peccato che tu la professi con tanta [[disgrazia]]!<br>'''DAULA''': Bada ch'è la seconda volta, questa, che tu mi provochi!<br>'''VENZI''': (''prendendolo per il bavero e dominandolo, con tono ambiguo''). Sciocchi, caro, si può essere in due modi: per una sciocchezza che si fa, come tanti possono farla, pur senz'essere sciocchi; e allora si fa ridere non propriamente di noi, ma della sciocchezza che abbiamo fatta; o sciocchi per sciocchezza congenita, e allora facciamo ridere di noi, sempre, qualunque cosa si faccia, anche la più seria; come quella che tu hai consigliato adesso a questo bel giovanotto. Mi sono spiegato?
===[[Explicit]]===
'''Anna''': Ma come? vuoi restar sola?<br />
'''Clelia''': Qua, tu sola?<br />
'''Rosa''': Siamo venute per te!<br />
'''Marta''': Sola, sì, sola! Vi ringrazio; ma andate, andate, vi prego! Voglio restar sola! ‑ Pòrtatelo via, pòrtatelo via, Anna!<br />
'''Venzi''': No. Io debbo restare.<br />
'''Marta''' (''con minaccioso tono''): Lei se n'andrà via con sua moglie! ‑<br />
''Poi rivolta alle mogli:''<br />
Insomma, come debbo dirvi d'andarvene? ‑ Lasciatemi sola! voglio restar sola! ‑ Sola, ‑ sola, ‑ sola!
==''L'umorismo''==
*Ciò che noi conosciamo di noi stessi, non è che una parte, forse una piccolissima parte di quello che noi siamo. E tante e tante cose, in certi momenti eccezionali, noi sorprendiamo in noi stessi, percezioni, ragionamenti, stati di coscienza che son veramente oltre i limiti relativi della nostra esistenza normale e cosciente. (1908)
*[[Montaigne]] [...] è il tipo dello scetticismo sereno, non avido di lotte, sorridente, senza impeti, senza ideali da difendere, senza virtù da seguire, lo scettico che tollera tutto senza aver fede in nulla, che non ha nè entusiasmi nè aspirazioni, che si serve del dubbio per giustificare l’inerzia con la tolleranza, che dimostra una percezione della vita serena, ma sterile, indice di egoismo e di decadenza di razza, giacché il libero esame che non spinge all’azione può meglio che salvare dalla schiavitù, accettare, o rendersi complice del dispotismo. ([[:s:L%27umorismo/Parte_prima/6|I, 6]])
*Vediamo dunque, qual è il processo da cui risulta quella particolar rappresentazione che si suol chiamare umoristica; se questa ha peculiari caratteri che la distinguono, e da che derivano; se vi è un particolar modo di considerare il mondo, che costituisce appunto la materia e la ragione dell'umorismo. [...] Ho già detto altrove, e qui m'è forza ripetere– l'opera d'arte è creata dal libero movimento della vita interiore che organa le idee e le immagini in una forma armoniosa, di cui tutti gli elementi han corrispondenza tra loro e con l'idea madre che le coordina. [...] Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d'abiti giovanili. Mi metto a ridere. "Avverto" che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un "avvertimento del contrario". <br>Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s'inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l'amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l'umoristico. [...] non ci fermiamo alle apparenze, ciò che inizialmente ci faceva ridere adesso ci farà tutt'al più sorridere.
==''Non si sa come''==
===[[Incipit]]===
Ai nostri giorni<br>...''Al levarsi della tela Giorgio, seduto nel terrazzo, legge; vedendo entrare Respi, si alza''.<br>'''GIORGIO''': Oh, Respi. Bravo. Ci si rivede.<br>'''RESPI''': Sei sbarcato da poco.<br>'''GIORGIO''': Da dodici giorni. Li conto, perché purtroppo me ne restano ormai soltanto tre.<br>'''RESPI''': Dopo otto mesi di crociera.<br>'''GIORGIO''': Quindici soli giorni di licenza. Che vuoi farci? È la nostra vita.
===Citazioni===
*Scagliata la pietra, d'un tratto – io non so come – da che tutto prima mi sbalzava davanti agli occhi, quelle masse d'[[albero|alberi]], in [[cielo]] la [[luna]] come uno striscio di [[luce]], ora più nulla, il tempo stesso e tutte le cose pareva si fossero fermati in uno stupore attonito intorno a quel [[ragazzo]] traboccato a terra. Ancora ansante, col cuore in gola, mirai esterrefatto, addossato alla muriccia, quell'incredibile immobilità silenziosa della campagna sotto la luna, quel ragazzo che vi giaceva con la faccia mezzo nascosta nella [[terra]], e sentii crescere in me, formidabile, il senso d'una solitudine eterna, da cui dovevo subito fuggire. Non ero stao io; io non l'avevo voluto; non ne sapevo nulla: E proprio come se non fossi stato io, proprio come se m'appressassi per curiosità, mossi un passo e poi un altro, e mi chinai a guardare. Il ragazzo aveva la [[testa]] sfragellata, la bocca nel [[sangue]] colato a terra nero e una gamba un po' scoperta.
===[[Explicit]]===
'''Romeo''': Giorgio, anche lei, tua moglie, come in sogno, è stata mia. Non l'ha voluto, né io l'ho voluto. Puoi tu punirci?<br />
''Giorgio, Ginevra e Bice ne restano sbalorditi. Pausa.''<br />
'''Bice''' (''ancora nello sbalordimento''): Perché l'hai detto?<br />
'''Romeo''': Dovevo dirlo. Tu nel sogno, lei nel fatto.<br />
'''Giorgio''': Nel fatto. Ah, dunque è vero? Hai mentito?<br />
''E accenna di lanciarsi come una belva contro Romeo. Subito Ginevra gli si mette davanti per pararlo, gridando.''<br />
'''Ginevra''': No! è, pazzo! È pazzo!<br />
'''Romeo''': Non sono pazzo. Siamo innocenti.<br />
''Giorgio con una violenta bracciata si libera da Ginevra e cava dal fodero la pistola, mentre Bice, cercando di riparar Romeo, grida a Giorgio:''<br />
'''Bice''': No, no, Giorgio!<br />
'''Romeo''' (''subito a Bice, scartandola''): Lascialo fare.<br />
''Giorgio spara. Grido delle due donne.''<br />
'''Romeo''' (''abbattendosi su Bice''): Anche questo è umano.
==''Quaderni di Serafino Gubbio operatore''==
===[[Incipit]]===
Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno.
===Citazioni===
*[...] gli uomini hanno in sé un [[superfluo]], che di continuo inutilmente li tormenta, non facendoli mai paghi di nessuna condizione e sempre lasciandoli incerti del loro destino. (quaderno I, § 3; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/19|11]])
*Mani, non vedo altro che mani, in queste camere oscure; mani affaccendate su le bacinelle; mani, cui il tetro lucore delle lanterne rosse dà un'apparenza spettrale. Penso che queste mani appartengono ad uomini che non sono più; che qui sono condannati ad esser mani soltanto: queste mani, strumenti. Hanno un cuore? A che serve? Qua non serve. Solo come strumento anch'esso di macchina, può servire, per muovere queste mani. E così la testa: solo per pensare ciò che a queste mani può servire. E a poco a poco m'invade tutto l'orrore della necessità che mi s'impone, di diventare anch'io una mano e nient'altro. (quaderno III, § 3; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/78|70]])
*[...] la [[vita]] è tutta una stupidaggine, sempre, perché non conclude mai e non può concludere. (Simone Pau: quaderno IV, § 3; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/129|121]])
*La [[filosofia]] è come la religione: conforta sempre, anche quando è disperata, perché nasce dal bisogno di superare un tormento, e anche quando non lo superi, il pórselo davanti, questo tormento, è già un sollievo per il fatto che, almeno per un poco, non ce lo sentiamo più dentro. (quaderno IV, § 3; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/129|121]])
*Che mondaccio, signor Gubbio, che mondaccio è questo! che schifo! Ma pajono tutti... che so! Ma perché si dev'essere così? [[Maschera]]ti! Mascherati! Mascherati! Me lo dica lei! Perché, appena insieme, l'uno di fronte all'altro, diventiamo tutti tanti pagliacci? Scusi, no, anch'io, anch'io; mi ci metto anch'io; tutti! Mascherati! Questo, un'aria così; quello, un'aria cosà... E dentro siamo diversi! Abbiamo il cuore, dentro, come... come un bambino rincantucciato, offeso, che piange e si vergogna! (Carlo Ferro: quaderno IV, § 4; pp. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/133|125]]-[[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/134|126]])
*A quanti uomini, presi nel gorgo d'una passione, oppure oppressi, schiacciati dalla tristezza, dalla miseria, farebbe bene pensare che c'è, sopra il soffitto, il cielo, e che nel cielo ci sono le [[stelle]]. Anche se l'esserci delle stelle non ispirasse loro un conforto religioso. Contemplandole, s'inabissa la nostra inferma piccolezza, sparisce nella vacuità degli spazii, e non può non sembrarci misera e vana ogni ragione di tormento. (quaderno V, § 1; pp. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/169|161]]-[[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/170|162]])
*Porsi davanti la vita come un oggetto da studiare, è assurdo, perché la vita, posta davanti così, perde per forza ogni consistenza reale e diventa un'astrazione vuota di senso e di valore. E com'è più possibile spiegarsela? L'avete uccisa. Potete, tutt'al più, farne l'anatomia.<br>La vita non si spiega; si vive.<br>La ragione è nella vita; non può esserne fuori. E la vita non bisogna porsela davanti, ma sentirsela dentro, e viverla. (quaderno V, § 4; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/187|179]])
*– Già! – disse. – È curioso l'effetto che ci fa la nostra immagine riprodotta [[foto]]graficamente, anche in un semplice ritratto, quando ci facciamo a guardarla la prima volta. Perché?<br>– Forse, – gli risposi, – perché ci sentiamo lì fissati in un momento, che già non è più in noi; che resterà, e che si farà man mano sempre più lontano.<br>– Forse! – sospirò. – Sempre più lontano per noi...<br>– No, – soggiunsi, – anche per l'immagine. L'immagine invecchia anch'essa, tal quale come invecchiamo noi a mano a mano. Invecchia, pure fissata lì sempre in quel momento; invecchia giovane, se siamo giovani, perché quel giovane lì diviene d'anno in anno sempre più vecchio con noi, in noi.<br>– Non capisco.<br>– È facile intenderlo, se ci pensa un poco. Guardi: il tempo, da lì, da quel ritratto, non procede più innanzi, non s'allontana sempre più d'ora in ora con noi verso l'avvenire; pare che resti lì fissato, ma s'allontana anch'esso, in senso inverso; si sprofonda sempre più nel passato, il tempo. Per conseguenza l'immagine, lì, è una cosa morta che col tempo s'allontana man mano anch'essa sempre più nel passato: e più è giovane e più diviene vecchia e lontana. (quaderno VII, § 3; pp. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/263|255]]-[[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/264|256]])
===[[Explicit]]===
No, grazie. Grazie a tutti. Ora basta. Voglio restare così. Il tempo è questo; la vita è questa; e nel senso che do alla mia professione, voglio seguitare così – solo, muto e impassibile – a far l'operatore.<br>La scena è pronta?<br>– Attenti, si gira... –
==''Sagra del signore della nave''==
===[[Incipit]]===
''Appena alzato il sipario si udrà un lontanissimo battere in cadenza di tamburi, che non verrà dal palcoscenico ma dall'interno del teatro, alle spalle degli spettatori. A poco a poco questo battito si avvicinerà sempre di più''.<br>'''UN TAVERNAJO''': (''lardoso, con un tòcco di carta in capo, in maniche di camicia rimboccate sulle braccia e un grembiule di traliccio a righe bianche e turchine: chiamando verso l'interno, a destra''). O Libèee! Dico a te! Malanno a te! Vieni a stendere le tovaglie sulle tavole, che già la gente comincia a venire!<br>''Dietro le quinte a destra e a sinistra, più o meno lontani e regolati sulle pause dal Direttore di scena per modo che non disturbino troppo la recitazione, cominceranno ad udirsi i versi dei venditori, cantilenati e ripetuti d'ora in ora con varietà, durante tutta la rappresentazione. Qui se ne trascrivono alcuni; altri potranno essere aggiunti, purché abbian colore e diversità di tono e di cadenza''.<br>'''BERCIO D'UN DOLCIERE''': Croccanti, croccanti, biscotti aranciati!<br>'''BERCIO D'UN GELATAJO''': Lo scialacuore, lo scialacuore! – Un soldo la giara, lo scialacuore!<br>'''BERCIO D'UN COCOMERAJO''': Taglia ch'è rosso! Taglia ch'è rosso!<br>'''BERCIO DI PESCIVENDOLI''': Triglie e merluzzi venuti d'ora!
===Citazioni===
*'''IL SIGNOR LAVACCARA''': (''in condfidenza al giovane pedagogo''). Ma quello lì, gliel'assicuro io, è un avvocato sì, ma assai più porco del mio porco che adesso si mangerà!<br>'''IL GIOVANE PEDAGOGO''': Non lo dica, signor Lavaccara! Un porco è un porco e basta; mentre, veda, quello lì – non voglio contraddirla – sarà magari un porco; ma porco e avvocato; e quell'altro, porco e notajo; e questo che viene ora, porco e orologiaio; e quest'altro, porco e farmacista. C'è una bella differenza, creda! (p. 123)
===[[Explicit]]===
D'un tratto, cupo enorme solenne, s'udrà dall'alto un rintocco di campana, e subito, come per un improvviso tracollo del sole, la luce, da rossa, si farà violetta. Tutti, come atterriti, taceranno, in miserabili atteggiamenti sguajati, cangiando le urla in un bestiale affanno di pianto, in una mugolante ànsima di contrizione. Altri tremendi rintocchi s'udranno intanto, a cui dalla chiesa risponderà il rombo dell'organo e il coro dei divoti: e dal portale della chiesa apparirà, spettrale, un altissimo prete in cappa e stola, che reggerà alto con tutt'e due le braccia il Signore della Nave: grande macabro Crocefisso insanguinato. Due chierici, anch'essi spettrali, gli staranno ai lati; altri due, inginocchiati davanti, agiteranno i turiboli; tutta la folla, sempre ansimando, gemendo, mugolando, cadrà in ginocchio e si darà pugni rintronanti sul petto. Il prete lentamente scenderà la cordonata, seguito dai divoti oranti e da altri chierici che recheranno alti su neri bastoncelli dei lampioncini accesi, e aprirà la processione, attraversando il palcoscenico e poi sul ponticello la sala. Dietro al Crocefisso molti andranno barcollanti e non cesseranno di picchiarsi il petto e di piangere e di gemere a mano a mano più forte; altri, non riuscendo a levarsi in piedi, resteranno accosciati sul palcoscenico come bestie ferite, barbugliando: «Mea culpa! Mea culpa! Cristo, perdonaci! Cristo, pietà!». Allora il giovane pedagogo, rimasto col signor Lavaccara sul palcoscenico, tutti e due come basiti, si leverà gradatamente e additando al compagno la tragica processione, dirà:<br /><br />'''Il giovane pedagogo''': No, no, vede? piangono, piangono! Si sono ubriacati, si sono imbestiati; ma eccoli qua ora che piangono dietro al loro Cristo insanguinato! E vuole una tragedia più tragedia di questa?<br /><br />{{centrato|''La processione scomparirà dalla sala; cesseranno i rintocchi e cadrà la tela.''}}
==''Sei personaggi in cerca d'autore''==
[[File:Pirandello - Sei personaggi in cerca d'autore, R. Bemporad & figlio, 1921.djvu|page=7|thumb|Edizione 1921]]
===[[Incipit]]===
''Di giorno,<br>su un palcoscenico di teatro di posa''.<br><br>[...]<br>'''IL DIRETTORE DI SCENA''': Oh! Che fai?<br>'''IL MACCHINISTA''': Che faccio? Inchiodo.<br>'''IL DIRETTORE DI SCENA''': A quest'ora?<br>''Guarderà l'orologio''<br>Sono già le dieci e mezzo. A momenti sarà qui il Direttore per la prova.<br>'''IL MACCHINISTA''': Ma dico, dovrò avere anch'io il mio tempo per lavorare!<br>'''IL DIRETTORE DI SCENA''': L'avrai, ma non ora.<br>'''IL MACCHINISTA''': E quando?<br>'''IL DIRETTORE DI SCENA''': Quando non sarà più l'ora della prova. Su, su, pòrtati via tutto, e lasciami disporre la scena per il secondo atto del ''Giuoco delle parti''.
{{NDR|Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', BMM, 1954.}}
===Citazioni===
<!-- In ordine di pagina -->
*Nulla pare che sia più superfluo dello spirito in un organismo umano. (dalla Prefazione)<ref name="diz">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*Ogni fantasma, ogni [[Personaggio immaginario|creatura d'arte]], per essere, deve avere il suo dramma, cioè un dramma di cui esso sia personaggio e per cui è personaggio. Il dramma è la ragion d'essere del personaggio; è la sua funzione vitale: necessaria per esistere. (dalla Prefazione)<ref name=diz/>
*[...] chi ha la ventura di nascere personaggio vivo, può ridersi anche della morte. Non muore più! [...] Chi era Sancho Panza? Chi era don Abbondio? Eppure vivono eterni, perché – vivi germi – ebbero la ventura di trovare una matrice feconda, una fantasia che li seppe allevare e nutrire, far vivere per l'eternità! ('''Il padre''')
*'''Il capocomico''': E dov'è il copione?<br />'''Il padre''': È in noi, signore. Il dramma è in noi; siamo noi; e siamo impazienti di rappresentarlo, così come dentro ci urge la passione!<br />'''La Figliastra''': Egli vuole subito arrivare alla rappresentazione dei suoi travagli spirituali; ma io voglio rappresentare il mio dramma! Il mio! (1925)
*Dimostrarle che si nasce alla vita in tanti modi, in tante forme: albero o sasso, acqua o farfalla... o donna. E che si nasce anche personaggi!
*Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com'egli l'ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!
*[...] lei sa bene che la vita è piena d'infinite assurdità, le quali sfacciatamente non han neppure bisogno di parer verosimili; perché sono vere.
*Signore, ciascuno – fuori, davanti agli altri – è vestito di dignità: ma dentro di sé sa bene tutto ciò che nell'intimità con se stesso si passa, d'inconfessabile.
*Ma dica un po', è pazza? ('''Il padre''') No, che pazza! È peggio!
* Lei è la ragione, e sua moglie l'istinto: in un giuoco di parti assegnate, per cui lei che rappresenta la sua parte è volutamente il fantoccio di se stesso.
*Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi – veda – si crede uno ma non è vero: è tanti, signore, tanti, secondo tutte le possibilità d'essere che sono in noi: uno con questo, uno con quello, – diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'essere sempre uno per tutti e sempre quest'uno che ci crediamo in ogni nostro atto. Non è vero! Non è vero! Ce ne accorgiamo bene, quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo all'improvviso come agganciati e sospesi: ci accorgiamo, voglio dire, di non essere tutti in quell'atto! (Garzanti)
*Per chi cade nella colpa, signore, il responsabile di tutte le colpe che seguono, non è sempre chi, primo, determinò la caduta? (1954, p. 75)
*Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre «qualcuno». Mentre un uomo – non dico lei, adesso – un uomo così in genere, può non essere «nessuno». (1954, p. 81)
*Quando un personaggio è nato, acquista subito una tale indipendenza anche dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato in tant'altre situazioni in cui l'autore non pensò di metterlo, e acquistare anche, a volte, un significato che l'autore non si sognò mai di dargli! ('''Il padre''')
===[[Explicit]]===
Subito, dietro il fondalino, come per uno sbaglio d'attacco, s'accenderà un riflettore verde, che proietterà, grandi e spiccate, le ombre dei Personaggi, meno il Giovinetto e la Bambina. Il capocomico, vedendole, schizzerà via dal palcoscenico, atterrito. Contemporaneamente si spegnerà il riflettore dietro il fondalino, e si rifarà sul palcoscenico il notturno azzurro di prima. Lentamente, dal lato destro della tela verrà prima avanti il Figlio, seguito dalla madre con le braccia protese verso di lui; poi dal lato sinistro il padre.<br />Si fermeranno a metà del palcoscenico, rimanendo lì come forme trasognate. Verrà fuori, ultima, da sinistra, la figliastra che correrà verso una delle scalette; sul primo scalino si fermerà un momento a guardare gli altri tre e scoppierà in una stridula risata, precipitandosi poi giù per la scaletta; correrà attraverso il corridojo tra le poltrone; si fermerà ancora una volta e di nuovo riderà, guardando i tre rimasti lassù; scomparirà dalla sala, e ancora, dal ridotto, se ne udrà la risata. Poco dopo calerà la tela.
===Citazioni sull'opera===
*Ho già afflitto tanto i miei lettori con centinaja di novelle; perché dovrei affliggerli ancora con la narrazione dei tristi casi di questi sei disgraziati? (Luigi Pirandello, dalla prefazione a ''Sei personaggi in cerca d'autore'', Oscar Mondadori, 1976)
*Ho letto i Sei personaggi una sola volta, per caso, e ne sono rimasto incantato. Poi non l'ho riletto più, salvo tenermi in mente alcune citazioni: mi era impossibile credere alla negatività del linguaggio pirandelliano nei confronti della contemporaneità del suo senso; quest'ultimo rimaneva segreto e distaccato dal modo di aprire bocca e di corrispondersi dei personaggi. ([[Memè Perlini]])
*Il pubblico del Manzoni ha accolto trionfalmente questa strana commedia ch'è, indubbiamente, un'opera d'arte di una originalità rara. ([[Marco Praga]])
==''Sogno (ma forse no)''==
===[[Incipit]]===
Una camera: ma forse no: un salotto. Certo, una giovane signora vi giace su un letto: ma forse no: sembra piuttosto un divano, a cui per qualche molla si sia abbattuta l'alta spalliera. Del resto, nulla in principio si discerne bene, perché la stanza è stenebrata appena da un lume innaturale che emana dal tappetino verde prato davanti al divano. Questo lume par debba da un momento all'altro sparire a un lieve moto nel sonno della giovane signora dormente.
Difatti, è proprio il lume d'un sogno: come quel salotto è una camera da letto soltanto nel sogno della giovane signora: e un letto, quel divano.
===Citazioni===
*Quando una donna dice di tacere per pietà, ha già ingannato.
*La lealtà, la lealtà è un debito, e il più sacro, verso noi stessi, anche prima che verso gli altri. Tradire è orribile. Tradire è orribile.
*Nulla atterrisce più di uno [[specchio]] una [[coscienza]] non tranquilla.
===[[Explicit]]===
*'''La Giovane signora''': Tanto meglio! E sono allora più che mai contenta così che io t'abbia fatto vincere, e che tu non abbia più trovato quelle perle. Non ne parliamo più, per piacere.<br />(''Si sente picchiare all'uscio, e subito dopo entra il cameriere recando sul vassojo tutto l'occorrente per il tè.'')<br />Ecco il tè. Prendiamo il tè.<br />(''Il cameriere deporrà il vassojo su un tavolinetto basso di lacca presso la mensola, e lo trasporterà davanti al divano. Prima che cominci a disporre il servizio, la Giovane Signora dirà'':)<br />Lasciate. Faccio io.<br />(''Il cameriere s'inchina ed esce.'')<br />'''L'Uomo in frak''' (''alieno, come per dire qualche cosa''): Oh, sai? M'hanno detto che è ritornato da Giava...<br />'''La Giovane signora''' (''versando il tè''): Sì sì, lo so...<br />'''L'Uomo in frak''': Ah, l'hanno detto anche a te?<br />'''La Giovane signora''': Sì, l'altra sera. Non ricordo più chi...<br />'''L'Uomo in frak''': Pare che abbia fatto là molti soldi...<br />'''La Giovane signora''': Latte o limone?<br />'''L'Uomo in frak''': Latte – Grazie.
==''Uno, nessuno e centomila''==
===[[Incipit]]===
– Che fai? – mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo specchio.<br/>
– Niente, – le risposi, – mi guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo, avverto un certo dolorino.<br/>
Mia moglie sorrise e disse:<br/>
– Credevo guardassi da che parte ti pende.<br/>
Mi voltai come un cane a cui qualcuno avesse pestato la coda:<br/>
– Mi pende? A me? Il naso?
===Citazioni===
*Avrei potuto, è vero, consolarmi con la riflessione che, alla fin fine, era ovvio e comune il mio caso, il quale provava ancora un'altra volta un fatto risaputissimo, cioè che notiamo facilmente i difetti altrui e non ci accorgiamo dei nostri. (libro primo, II; 2007, p. 19)
*La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, è soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, cosí che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un'incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l'intimità stessa della vostra coscienza. La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l'estraneo siete voi. (libro primo, IV)
*Ma il guajo è che voi, caro mio, non saprete mai come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi, la stessa lingua, le stesse [[parole]]. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io, nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d'intenderci; non ci siamo intesi affatto. (libro secondo, IV)
*L'[[uomo]] piglia a materia anche se stesso, e si costruisce, sissignori, come una casa. Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E ch'io possa conoscervi se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruite a modo vostro? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza può essere? È forse questa forma la cosa stessa? Sì, tanto per me, quanto per voi; ma non così per me come per voi: tanto vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, né voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non è uguale per tutti e anche per ciascuno di noi può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo. Eppure, non c'è altra realtà fuori di questa, se non cioè nella forma momentanea che riusciamo a dare a noi stessi, agli altri, alle cose. La realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date; ma è [[realtà]] per voi e non per me; la realtà che voi avete per me è nella forma che io vi do; ma è realtà per me e non per voi; e per me stesso io non ho altra realtà se non nella forma che riesco a darmi. E come? Ma costruendomi, appunto. (libro secondo, XI)
*Quando un atto è compiuto, è quello; non si cangia piú. Quando uno, comunque, abbia agito, anche senza che poi si senta e si ritrovi negli atti compiuti, ciò che ha fatto, resta: come una prigione per lui. Se avete preso moglie, o anche materialmente, se avete rubato e siete stato scoperto; se avete ucciso, come spire e tentacoli vi avviluppano le conseguenze delle vostre azioni; e vi grava sopra, attorno, come un'aria densa, irrespirabile, la responsabilità che per quelle azioni e le conseguenze di esse, non volute o non previste, vi siete assunta. E come potete piú liberarvi? (libro terzo, VII)
*Siamo molto superficiali, io e voi. Non andiamo ben addentro allo scherzo, che è più profondo e radicale, cari miei. E consiste in questo: che l'essere agisce necessariamente per forme, che sono le apparenze ch'esso si crea, e a cui noi diamo valore di realtà. Un valore che cangia, naturalmente, secondo l'essere in quella forma e in quell'atto ci appare. E ci deve sembrare per forza che gli altri hanno sbagliato; che una data forma, un dato atto non è questo e non è cosí. Ma inevitabilmente, poco dopo, se ci spostiamo d'un punto, ci accorgiamo che abbiamo sbagliato anche noi, e che non è questo e non è cosí; sicché alla fine siamo costretti a riconoscere che non sarà mai né questo né cosí in nessun modo stabile e sicuro; ma ora in un modo ora in un altro, che tutti a un certo punto ci parranno sbagliati, o tutti veri, che è lo stesso. (libro terzo, VII)
*Una realtà non ci fu data e non c'è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile. (libro terzo, VII)
*La facoltà d'[[illusione|illuderci]] che la [[realtà]] d'oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall'altro ci precipita in un vuoto senza [[Fine (termine)|fine]], perché la realtà d'oggi è destinata a scoprire l'illusione domani. E la [[vita]] non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita. (libro terzo, VII)
*Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso. (libro terzo, IX)
*Ma sa che una volta io ho veduto ridere un cavallo? Sissignore, mentre il cavallo camminava. Lei ora va a guardare il muso a un cavallo per vederlo ridere, e poi viene a dirmi che non l'ha visto ridere. Ma che muso! I cavalli non ridono mica col muso! Sa con che cosa ridono i cavalli, signor notaro? Con le natiche. Le assicuro che il cavallo camminando ride con le natiche, sí, alle volte, di certe cose che vede o che gli passano per il capo. Se lei vuol vederlo ridere il cavallo, gli guardi le natiche e si stia bene! (libro quarto, III)
*Nessuno dubita di quel che vede, e va ciascuno tra le cose, sicuro ch'esse appaiano agli altri quali sono per lui; figuriamoci poi se c'è chi pensa che ci siete anche voi [[Animale|bestie]] che guardate uomini e cose con codesti occhi silenziosi e chi sa come li vedete, e che ve ne pare. (libro quinto, III)
*Perché, quand'uno pensa d'uccidersi, s'immagina morto, non piú per sé, ma per gli altri? (libro quinto, IV)
*Quando si sia fatta l'abitudine di vivere in un certo modo, andare in qualche luogo insolito e nel silenzio avvertire come un sospetto che ci sia qualcosa di misterioso a noi, da cui, pur lí presente, il nostro spirito è condannato a restar lontano, è un'angoscia indefinita, perché si pensa che, se potessimo entrarci, forse la nostra vita si aprirebbe in chi sa quali sensazioni nuove, tanto da parerci di vivere in un altro mondo. (libro settimo, III)
*Perché, se ci pensate bene, questo è il meno che possa seguire dalle tante realtà insospettate che gli altri ci dànno. Superficialmente, noi sogliamo chiamarle false supposizioni, erronei giudizii, gratuite attribuzioni. Ma tutto ciò che di noi si può immaginare è realmente possibile, ancorché non sia vero per noi. Che per noi non sia vero, gli altri se ne ridono. È vero per loro. Tanto vero, che può anche capitare che gli altri, se non vi tenete forte alla realtà che per vostro conto vi siete data, possono indurvi a riconoscere che piú vera della vostra stessa realtà è quella che vi dànno loro. Nessuno piú di me ha potuto farne esperienza. (libro settimo, IV)
*Alle mie sgridate, s'acculava, alzava e scoteva una delle due zampine davanti, sternutiva, poi con un'orecchia su e l'altra giù stava a guardarmi, proprio con l'aria di credere che non era possibile, non era possibile che a una cagnolina bellina come lei non fosse lecito entrare in una chiesa. Se non ci stava nessuno.<br/>«Nessuno? Ma come nessuno, Bibì?» le dicevo io. «Ci sta il piú rispettabile dei sentimenti umani. Tu non puoi intendere queste cose, perché sei per tua fortuna una cagnolina e non un uomo. Gli uomini, vedi? hanno bisogno di fabbricare una casa anche ai loro sentimenti. Non basta loro averli dentro, nel cuore, i sentimenti: se li vogliono vedere anche fuori, toccarli; e costruiscono loro una casa.» (libro settimo, V)
*«Perché bisogna che lei fermi un attimo in sé la vita, per vedersi. Come davanti a una macchina fotografica. Lei s'atteggia. E atteggiarsi è come diventare statua per un momento. La vita si muove di continuo, e non può mai veramente vedere se stessa. [...] Lei non può conoscersi che atteggiata: statua: non viva. Quando uno vive, vive e non si vede. Conoscersi è morire. Lei sta tanto a mirarsi in codesto specchio, in tutti gli specchi, perché non vive; non sa, non può o non vuol vivere. Vuole troppo conoscersi, e non vive.» (libro settimo, VIII)
*Cadeva ogni orgoglio. Vedere le cose con occhi che non potevano sapere come gli altri occhi intanto le vedevano. Parlare per non intendersi. Non valeva più nulla essere per sé qualche cosa. E nulla più era vero, se nessuna cosa per sé era vera. Ciascuno per suo conto l'assumeva come tale e se ne appropriava per riempire comunque la sua solitudine e far consistere in qualche modo, giorno per giorno, la sua vita. (libro settimo, VIII)
*Nessun [[nome]]. Nessun ricordo oggi del nome di ieri; del nome d'oggi, domani. Se il nome è la cosa; se un nome è in noi il concetto d'ogni cosa posta fuori di noi; e senza nome non si ha il concetto, e la cosa resta in noi come cieca, non distinta e non definita; ebbene, questo che portai tra gli uomini ciascuno lo incida, epigrafe funeraria, sulla fronte di quella immagine con cui gli apparvi, e la lasci in pace non ne parli piú. Non è altro che questo, epigrafe funeraria, un nome. Conviene ai morti. (libro ottavo, IV)
*Non è altro che questo, epigrafe funeraria, un nome. Conviene ai morti. A chi ha concluso. Io sono vivo e non concludo. La [[vita]] non conclude. (libro ottavo, IV)
===[[Explicit]]===
La città è lontana. Me ne giunge, a volte, nella calma del vespro, il suono delle campane. Ma ora quelle campane le odo non piú dentro di me, ma fuori, per sé sonare, che forse ne fremono di gioja nella loro cavità ronzante, in un bel cielo azzurro pieno di sole caldo tra lo stridío delle rondini o nel vento nuvoloso, pesanti e cosí alte sui campanili aerei. Pensa alla morte, a pregare. C'è pure chi ha ancora questo bisogno, e se ne fanno voce le campane. Io non l'ho piú questo bisogno, perché muoio ogni attimo, io, e rinasco nuovo e senza ricordi: vivo e intero, non piú in me, ma in ogni cosa fuori.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Giustino Roncella nato Boggiòlo''===
Da quindici giorni Attilio Raceni, direttore della rassegna femminile ''Le Grazie'', scontava con infinite noje, arrabbiature e dispiaceri d'ogni genere una sua gentile idea: quella di salutare con un banchetto la giovane e già illustre scrittrice Silvia Roncella, venuta da poco tempo col marito a stabilirsi da Taranto a Roma.<br>
Partendo l'invito da una rassegna come la sua, la quale, piú che a una qualche reputazione letteraria, aspirava a esser considerata òrgano della mondanità intellettuale romana, e mirando quell'invito nella sua intenzione, non tanto a rendere onore alla scrittrice quanto a mostrar viva la rassegna con un atto di pura cortesia fuori d'ogni competizione letteraria, non s'aspettava da parte dei letterati colleghi della Roncella, dei critici piú autorevoli della letteratura contemporanea nei grandi giornali quotidiani e, in genere, degli amici giornalisti, tanti tentennamenti e «ma» e «se» e «forse», ombrosità, riserve, anche recisi e sgarbati rifiuti, che gli avevano rappresentato la letteratura militante in Italia come una meschina pettegola farmacia di villaggio; e piú d'una volta aveva sospirato per l'amara considerazione che un'idea come la sua ben altre accoglienze avrebbe avute certamente a Parigi, dove in parte il comune orgoglio nazionale (sia benedetto!) in parte quella piú diffusa e sentita cognizione delle cose ordinarie del viver civile, che affievolisce risentimenti e gelosie pur non impedendo la stima particolare che ciascuno in segreto può fare dell'altro, consigliano di non negare onore a chi per giudizio ormai universale se lo sia comunque meritato; come a lui pareva che fosse il caso della Roncella, dopo il grande successo del romanzo ''La casa dei nani''.
===''Il giuoco delle parti''===
''Salotto in casa di Silia Gala, bizzarramente addobbato. In fondo, grande porta vetrata olandese, di vetri rossi scompartiti su intelajatura bianca che s'apre su due bande, scorrendo di qua e di là entro la parete. Aperta, lascia scorgere di là il salotto da pranzo. — La comune è nella parete sinistra, dove è anche una finestra. Nella parete di destra é un camino; sulla mensola di esso, un orologio di bronzo. Presso il camino, un uscio''.
{{centrato|'''Scena prima'''<br>''Silia Gala, Guido Venanzi''.}}
''Al levarsi della tela, la vetrata in fondo è aperta. Guido Venanzi, in abito da sera, è nel salotto da pranzo, in piedi presso la tavola, su cui si scorge una rosoliera d'argento con varie bottiglie entro gli anelli in fila. Silia, in una lieve vestaglia scollata, è nel salotto; quasi aggruppata su una poltrona, assorta.''
'''Guido''' (''offrendo dal salotto da pranzo'') "Chartreuse"?<br>
{{centrato|''Aspetta la risposta. E poiché Silia non risponde:''}}
"Anisette"?
{{centrato|''c.s.''}}
"Cognac"?
{{centrato|''c.s.''}}
Insomma? a mio gusto?
{{centrato|''Versa un bicchierino d'anisette e viene a porgerlo a Silia.''}}
Ecco
===''Il piacere dell'onestà''===
{{centrato|''Elegante salotto in casa Renni. Uscio comune in fondo. Uscio laterale a destra. Finestre a sinistra.''<br>SCENA PRIMA<br>MAURIZIO SETTI, CAMERIERA, poi la SIGNORA MADDALENA.<br>''Al levarsi della tela la scena è vuota. Si aprirà l'uscio di fondo, entrerà la cameriera e darà passo a Maurizio Setti.''}}
'''Cameriera.''' S'accomodi. Vado ad annunziarla subito.
{{centrato|''Via per l'uscio a destra. Poco dopo entrerà per questo uscio la signora Maddalena, turbata, ansiosa.''}}
'''Maddalena.''' Buon giorno, Setti. Ebbene?<br>
'''Maurizio.''' È qua. Arrivato con me, stamattina.<br>
'''Maddalena.''' E... stabilito tutto?<br>
'''Maurizio.''' Tutto.
===''Il turno''===
Giovane d'oro, sì sì, giovane d'oro, Pepè Alletto! – il Ravì si sarebbe guardato bene dal negarlo; ma, quanto a concedergli la mano di Stellina, no via: non voleva se ne parlasse neanche per ischerzo.<br>
- Ragioniamo!<br>
Gli sarebbe piaciuto maritar la figlia col consenso popolare, come diceva; e andava in giro per la città, fermando amici e conoscenti per averne un parere. Tutti però, sentendo il nome del marito che intendeva dare alla figliuola, strabiliavano, strasecolavano:<br>
- Don Diego Alcozèr?<br>
Il Ravì frenava a stento un moto di stizza, si provava a sorridere e ripeteva, protendendo le mani:<br>
- Aspettate... Ragioniamo!
===''L'esclusa''===
[[File:Pirandello - L'Esclusa, 1919.djvu|page=9|thumb|Edizione 1919]]
Antonio Pentàgora s'era già seduto a tavola tranquillamente per cenare, come se non fosse accaduto nulla.<br>
Illuminato dalla lampada che pendeva dal soffitto basso, il suo volto tarmato pareva quasi una maschera sotto il bianco roseo della cotenna rasa, ridondante sulla nuca. Senza giacca, con la camicia floscia celeste, un po' stinta, aperta sul petto irsuto, e le maniche rimboccate sulle braccia pelose, aspettava che lo servissero.
===''L'uomo dal fiore in bocca''===
'''L'uomo dal fiore.''' Ah, lo volevo dire! Lei dunque un uomo pacifico è... Ha perduto il treno?<br>
'''L'avventore.''' Per un minuto, sa? Arrivo alla stazione, e me lo vedo scappare davanti.<br>
'''L'uomo dal fiore.''' Poteva corrergli dietro!<br>
'''L'avventore.''' Già. È da ridere, lo so. Bastava, santo Dio, che non avessi tutti quegli impicci di pacchi, pacchetti, pacchettini... Più carico d'un somaro! Ma le donne – commissioni... commissioni... – non la finiscono più. Tre minuti, creda, appena sceso di vettura, per dispormi i nodini di tutti quei pacchetti alle dita; due pacchetti per ogni dito.
===''La Patente''===
Stanza del giudice istruttore D'Andrea. Grande scaffale che prende quasi tutta la parete di fondo, pieno di scatole verdi a casellario, che si suppongono zeppe d'incartamenti.<br>
Scrivania, sovraccarica di fascicoli, a destra, in fondo; e, accanto, addossato alla parete di destra, un altro palchetto.<br>
Un seggiolone di cuojo per il Giudice, davanti la scrivania.<br>
Altre seggiole antiche. Lo stanzone è squallido. La comune è nella parete di destra.<br>
A sinistra, un'ampia finestra, alta, con vetrata antica, scompartita.<br>
Davanti alla finestra, come un quadricello alto, che regge una grande gabbia.<br>
Lateralmente a sinistra, un usciolino nascosto.
Il giudice d'Andrea entra per la comune col cappello in capo e il soprabito. Reca in mano una gabbiola poco più grossa d'un pugno, va davanti alla gabbia grande sul quadricello, ne apre lo sportello, poi lo sportellino della gabbiola e fa passare da questa nella gabbia grande un cardellino.
'''D'Andrea''': Via, dentro! – E su, pigrone! – Oh! finalmente... – Zitto adesso, al solito, e lasciami amministrare la giustizia a questi poveri piccoli uomini feroci.
===''Ma non è una cosa seria''===
''Sala da pranzo della Pensione Torretta''.<br>
'''Virgadamo''' — Ah, che buon [[tabagismo|sigaro]]. Delizioso!<br>
'''Grizzoffi''' (''cavando un mezzo sigaro dal taschino del panciotto e porgendolo garbatamente'') — Ma tenga, ma fumi, perdìo!<br>
'''Virgadamo''' (''sorridendo, senza scomporsi'') — No no, grazie. La nicotina fa male. Mi piace soltanto aspirarne l'odore.<br>
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
===''Male di luna''===
Batà sedeva tutto aggruppato su un fascio di paglia, in mezzo all'aja.<br>
Sidora, sua moglie, di tratto in tratto si voltava a guardarlo, in pensiero, dalla soglia su cui stava a sedere, col capo appoggiato allo stipite della porta, e gli occhi socchiusi. Poi, oppressa dalla gran calura, tornava ad allungare lo sguardo alla striscia azzurra di mare lontano, come in attesa che un soffio d'aria, essendo ormai prossimo il tramonto, si levasse di là e trascorresse lieve fino a lei, a traverso le terre nude, irte di stoppie bruciate.
===''Novelle per un anno''===
====''Berecche e la guerra''====
Fuori, un altro sole. Strade del mezzogiorno, sotto l'ardente azzurro del cielo, tagliate da violente ombre violacee. E la gente vi passa, pur così carica di vita e di colori, ariosa e leggera. Voci nel sole e selciati sonori.<br>
Dentro, il buon tedescone spatrìato s'è fatta un po' di patria attorno, tra le quattro pareti vestite di legno della sua birreria; e ne respira l'aria nel tanfo dei fusti che viene dalla cantina accanto, nell'odor grasso dei würstel ammontati sul banco, in quello acre delle scatole di droghe stuzzicanti, tutti con l'etichetta in duri e dritti caratteri tedeschi. Son anche nei lucidi e vivaci manifesti turchini, gialli e rossi appesi alle pareti — più grossi, più duri, più dritti — quei cari suoi caratteri tedeschi. E i boccali, i krügel istoriati, gli sciop, disposti in bell'ordine nelle scansìe, gli fan da sentinelle a guardia dell'illusione.
====''Candelora''====
Nane Papa, con le mani grassocce appese alle falde del vecchio panama sformato, dice a Candelora:<br>
— Non ti conviene. Dài retta a me, cara. Non ti conviene.<br>
E Candelora, su le furie, gli grida:<br>
— E che mi conviene allora? rimanere con te? crepare qua di rabbia, di schifo?
====''Ciàula scopre la Luna''====
I picconieri, quella sera, volevano smettere di lavorare senz'aver finito d'estrarre le tante casse di zolfo che bisognavano il giorno appresso a caricar la ''calcara''. Cacciagallina, il soprastante, s'affierò contr'essi, con la rivoltella in pugno, davanti la buca della ''Cace'', per impedire che ne uscissero.<br>
— Corpo di... sangue di... indietro tutti, giù tutti di nuovo alle cave, a buttar sangue fino all'alba, o faccio fuoco!
====''Dal naso al cielo''====
I pochi ospiti del vecchio albergo in vetta al monte Gajo avevano da una settimana il piacere di sentir parlare il senatore Romualdo Reda.<br>
— Finalmente!<br>
Da una ventina di giorni lassù, l'illustre chimico, accademico dei Lincei, non aveva ancora scambiato una parola con nessuno. Non si sentiva bene; era stanco; anzi si diceva che ultimamente a Roma era stato colto da un lieve deliquio nella Sala di chimica, dove soleva trattenersi dalla mattina alla sera; e i medici l'avevano addirittura forzato a darsi un po' di riposo, a interrompere almeno per qualche mese gli studii ch'egli, da vecchio, seguitava con inflessibile tenacia e il solito ispido rigore.
====''Donna Mimma''====
Quando donna Mimma col fazzoletto di seta celeste annodato largo sotto il mento passa per le vie del paesello assolate, si può credere benissimo che la sua personcina linda, ancora dritta e vivace, sebbene modestamente raccolta nel lungo «manto» nero frangiato, non projetti ombra su l'acciottolato di queste viuzze qua, né sul lastricato della piazza grande di là.
====''Il vecchio Dio''====
Smilzo, un po' curvo, con un abitino di tela che gli sventolava addosso, l'ombrello aperto sulla spalla e il vecchio panama in mano, il signor Aurelio s'avviava ogni giorno per la sua speciosa villeggiatura.<br>
Un posto aveva scoperto, un posto che non sarebbe venuto in mente a nessuno; e se ne beava tra sé e sé, quando ci pensava, stropicciandosi le manine nervose.<br>
Chi sui monti, chi in riva al mare, chi in campagna: lui, nelle chiese di Roma. Perché no? Non ci si sta forse freschi piú che in un bosco? E in santa pace, anche. Nei boschi, gli alberi; qui, le colonne delle navate; lí, all'ombra delle frondi; qui, all'ombra del Signore.
====''Il viaggio''====
Da tredici anni Adriana Braggi non usciva più dalla casa antica, silenziosa come una badìa, dove giovinetta era entrata sposa. Non la vedevano piú nemmeno dietro le vetrate delle finestre i pochi passanti che di tanto in tanto salivano quell'erta via a sdrucciolo e mezza dirupata, cosí solitaria che l'erba vi cresceva tra i ciottoli a cespugli.<br>
A ventidue anni, dopo quattro appena di matrimonio, con la morte del marito era quasi morta anche lei per il mondo. Ne aveva ora trentacinque, e vestiva ancora di nero, come il primo giorno della disgrazia; un fazzoletto nero, di seta, le nascondeva i bei capelli castani, non più curati, appena ravviati in due bande e annodati alla nuca. Tuttavia, una serenità mesta e dolce le sorrideva nel volto pallido e delicato.
====''In silenzio''====
— Waterloo! Waterloo, santo Dio! Si pronunzia Waterloo!<br>
— Sissignore, dopo Sant'Elena.<br>
— Dopo? Ma che dice? Come c'entra Sant'Elena adesso?<br>
— Ah, già! L'isola d'Elba.<br>
— Ma no! Lasci l'isola d'Elba, caro Brei! Crede che un lezione di storia si possa improvvisare? E dunque segga!
====''L'uomo solo''====
Si riunivano all'aperto, ora che la stagione lo permetteva, attorno a un tavolinetto del caffè sotto gli alberi di via Veneto.<br>
Venivano prima i Groa, padre e figlio. E tanta era la loro solitudine che, pur così vicini, parevano l'uno dall'altro lontanissimi. Appena seduti, sprofondavano in un silenzio smemorato, che li allontanava anche da tutto, così che se qualche cosa cadeva loro per caso sotto gli occhi, dovevano strizzare un po' le palpebre per guardarla. Venivano alla fine insieme gli altri due: Filippo Romelli e Carlo Spina. Il Romelli era vedovo da cinque mesi; lo Spina, scapolo. Mariano Groa era diviso dalla moglie da circa un anno e s'era tenuto con sé l'unico figliuolo, Torellino, già studente di liceo, smilzo, tutto naso, dai lividi occhietti infossati e un po' loschi.
====''La giara''====
Piena anche per gli olivi quell'annata. Piante massaje, cariche l'anno avanti, avevano raffermato tutte, a dispetto della nebbia che le aveva oppresse sul fiorire.<br>
Lo Zirafa, che ne aveva un bel giro nel suo podere delle Quote a Primosole, prevedendo che le cinque giare vecchie di coccio smaltato che aveva in cantina non sarebbero bastate a contener tutto l'olio della nuova raccolta, ne aveva ordinata a tempo una sesta più capace a Santo Stefano di Camastra, dove si fabbricavano: alta a petto d'uomo, bella panciuta e maestosa, che fosse delle altre cinque la badessa.
====''La mosca''====
Trafelati, ansanti, per far piú presto, quando furono sotto il borgo, — sú, di qua, coraggio! — s'arrampicarono per la scabra ripa cretosa, ajutandosi anche con le mani — forza! forza! — poiché gli scarponi imbullettati — Dio sacrato! — scivolavano.<br>
Appena s'affacciarono paonazzi sulla ripa, le donne, affollate e vocianti intorno alla fontanella all'uscita del paese, si voltarono tutte a guardare. O non erano i fratelli Tortorici, quei due là? Sì, Neli e Saro Tortorici. Oh poveretti! E perché correvano così?
====''La rallegrata''====
Appena il capostalla se n'andò, bestemmiando piú del solito, Fofo si volse a Nero, suo compagno di mangiatoja, nuovo arrivato, e sospirò:<br>
— Ho capito! Gualdrappe, fiocchi e pennacchi. Cominci bene, caro mio! Oggi è di prima classe.<br>
Nero voltò la testa dall'altra parte. Non sbruffò, perché era un cavallo bene educato. Ma non voleva dar confidenza a quel Fofo.<br>
Veniva da una scuderia principesca, lui, dove uno si poteva specchiare nei muri: greppie di faggio a ogni posta, campanelle d'ottone, battifianchi imbottiti di cuojo e colonnini col pomo lucente.<br>
Mah!
====''La vita nuda''====
— Un morto, che pure è morto, caro mio, vuole anche lui la sua casa. E se è un morto per bene, bella la vuole; e ha ragione! Da starci comodo, e di marmo la vuole, e decorata anche. E se poi è un morto che può spendere, la vuole anche con qualche profonda... come si dice? allegoria, già!, con qualche profonda allegoria d'un grande scultore come me: una bella lapide latina: HIC JACET... chi fu, chi non fu... un bel giardinetto attorno, con l'insalatina e tutto, e una bella cancellata a riparo dei cani e dei...<br>
— M'hai seccato! — urlò, voltandosi tutt'acceso e in sudore, Costantino Pogliani.
====''Scialle nero''====
Aspetta qua, — disse il Bandi al D'Andrea. — Vado a prevenirla. Se s'ostina ancora, entrerai per forza.<br>
Miopi tutti e due, parlavano vicinissimi, in piedi, l'uno di fronte all'altro. Parevano fratelli, della stessa età, della stessa corporatura: alti, magri, rigidi, di quella rigidezza angustiosa di chi fa tutto a puntino, con meticolosità. Ed era raro il caso che, parlando cosí tra loro, l'uno non aggiustasse all'altro col dito il sellino delle lenti sul naso, o il nodo della cravatta sotto il mento, oppure, non trovando nulla da aggiustare, non toccasse all'altro i bottoni della giacca. Parlavano, del resto, pochissimo. E la tristezza taciturna della loro indole si mostrava chiaramente nello squallore dei volti.
====''Tutt'e tre''====
Ballarò venne su strabalzoni dal giardino agitando in aria, invece delle mani, le maniche; perduto come era in un abito smesso del padrone.<br>
— Maria Santissima! Maria Santissima!<br>
La gente si fermava per via.<br>
— Ballarò, che è stato?<br>
Non si voltava nemmeno; scansava quanti tentavano pararglisi di fronte, e via di corsa verso il Palazzo del Barone, seguitando a ripetere quasi a ogni passo:<br>
— Maria Santissima! Maria Santissima!<br>
====''Una giornata''====
Abito in una vecchia casa che pare la bottega d'un rigattiere. Una casa che ha preso, chi sa da quanti anni, la polvere.<br>
La perpetua penombra che la opprime ha il rigido delle chiese e vi stagna il tanfo di vecchio e d'appassito dei decrepiti mobili d'ogni foggia che la ingombrano e delle tante stoffe che la parano, preziose sbrindellate e scolorite, stese e appese da per tutto, in forma di coperte, di tende e cortinaggi. Io aggiungo di mio a quel tanfo, quanto piú posso, la peste delle mie pipe intartarite, fumando tutto il giorno. Soltanto quando rivengo da fuori, mi rendo conto che a casa mia non si respira. Ma per uno che vive come vivo io... Basta; lasciamo andare.
===''Suo marito''===
Attilio Raceni, da quattro anni direttore della rassegna femminile (non feminista) ''Le Muse'' si svegliò tardi, quella mattina, e di malumore.<br>
Sotto gli occhi delle innumerevoli giovani scrittrici italiane, poetesse, novellatrici, romanzatrici (qualcuna anche drammaturga), che lo guardavano dalle fotografie disposte in varii gruppi alle pareti, tutte col volto composto a un'aria particolare di grazia vispa o patetica, scese dal letto – oh Dio, in camicia da notte naturalmente, ma lunga, lunga per fortuna fino alla noce del piede. Infilate le pantofole, andò a spalancar la finestra.
==[[Explicit]] di alcune opere==
===''Ciàula scopre la luna''===
*Curvo, quasi toccando con la fronte lo scalino che gli stava di sopra, e su la cui lubricità la lumierina vacillante rifletteva appena un fioco lume sanguigno, egli veniva {{sic|sù, sù, sù}}, dal ventre della montagna, senza piacere, anzi pauroso della prossima liberazione. E non vedeva ancora la buca, che lassù lassù si apriva come un occhio chiaro, d'una deliziosa chiarità d'argento.<br>Se ne accorse solo quando fu agli ultimi scalini. Dapprima, quantunque gli paresse strano, pensò che fossero gli estremi barlumi del giorno. Ma la chiarìa cresceva, cresceva sempre più, come se il sole, che egli aveva pur visto tramontare, fosse rispuntato.<br>Possibile?<br>Restò – appena sbucato all'aperto – sbalordito. Il carico gli cadde dalle spalle. Sollevò un poco le braccia; aprì le mani nere in quella chiarità d'argento.<br>Grande, placida, come in un fresco, luminoso oceano di silenzio, gli stava di faccia la [[Luna]].<br>Sì, egli sapeva, sapeva che cos'era; ma come tante cose si sanno, a cui non si è dato mai importanza. E che poteva importare a Ciàula, che in cielo ci fosse la Luna?<br>Ora, ora soltanto, così sbucato, di notte, dal ventre della terra, egli la scopriva.<br>Estatico, cadde a sedere sul suo carico, davanti alla buca. Eccola, eccola là, eccola là, la Luna... C'era la Luna! la Luna! E Ciàula si mise a piangere, senza saperlo, senza volerlo, dal gran conforto, dalla grande dolcezza che sentiva, nell'averla scoperta, là, mentr'ella saliva pel cielo, la Luna, col suo ampio velo di luce, ignara dei monti, dei piani, delle valli che rischiarava, ignara di lui, che pure per lei non aveva più paura, né si sentiva più stanco, nella notte ora piena del suo stupore.<br> {{NDR|''Ciàula scopre la luna e altre novelle'', a cura di Maria Luisa Zambelli, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, Milano, 1993. ISBN 88-424-0143-9}}
==Citazioni su Luigi Pirandello==
*Basta, non se ne può più di considerare Pirandello come un rompipalle. Non ci sto. L'autore siciliano va visto in chiave ironica, grottesca, non drammatica. ([[Flavio Bucci]])
*Comunque, per schematicamente abbreviare, i punti da cui partire per un più "attendibile" discorso su Pirandello, per una più libera e acuta lettura dell'opera sua, a me pare siano questi: 1) la Sicilia: non solo come "luogo delle metamorfosi" delle creature in personaggi, dei personaggi in creature, della vita nel teatro e del teatro nella vita – un luogo, insomma, in cui più evidente, concitato e violento si fa "el gran teatro del mundo"; ma il luogo, anche, di una cultura e di una tradizione da cui Pirandello decolla verso spazi vertiginosi (e qui bisogna tenere un certo conto della sua iniziale e poi alquanto persistente affinità al mondo realistico, fiabesco e anche "spiritistico" di Luigi Capuana); 2) la "religiosità": che, si capisce, non ha nulla a che fare con le religioni rivelate, con la chiesa e con le chiese, anche se molto ha a che fare con l'essenza evangelica del Cristianesimo, ma che soprattutto si riconosce in quella che tout court possiamo dire la sua religione dello scrivere, dello scrivere come vivere, dello scrivere invece di vivere ("la vita" diceva "o la si vive o la si scrive": e nella sua scelta di scriverla c'è evidentemente un religioso eroismo); 3) il suo rapporto con Montaigne, mai finora scrutato, e l'antagonistica attrattiva che certamente Pascal esercitò su di lui: e ci vorrebbe una ricerca da elaboratore elettronico – ma meglio se fatta da mente umana – per estrarre dall'opera di Pirandello i momenti diciamo pascaliani, di sentimento e sgomento cosmico particolarmente. E avendo fatto questi due nomi – Montaigne e Pascal, grandi pilastri nell'edificio della letteratura francese – ne discende in definitiva la necessità di esaminare e puntualizzare il rapporto di Pirandello con quella cultura: rapporto che finirà col rivelarsi molto più importante ed effettuale di quello, che è ormai luogo comune riconoscergli, con la cultura tedesca. Ed anche questo punto, cui ho voluto dare rilevanza a sé, in verità si appartiene al Pirandello "siciliano", poiché il rapporto con la Francia è un dato inalienabile della cultura siciliana, e di grande intensità particolarmente lo era negli anni formativi di Pirandello. ([[Leonardo Sciascia]], dal discorso commemorativo pronunciato a Palermo nel 1986 per il cinquantenario della morte di Luigi Pirandello) <ref>Citato in ''[http://www.parodos.it/archivio/sciascia_pirandello.htm]''</ref>
*E voglio finire con un aneddoto che riguarda il Pirandello siciliano e che, nella dilagante stupidità di oggi, che tende a relegare la Sicilia in una particolare etnia (si ha il pudore di non usare la parola "razza": ma soltanto di non usarla), assume un grande significato. Nel 1932 Emilio Cecchi, che dirigeva la Cines, comunica a Pirandello l'intenzione di trarre un film dalla novella Lontano. Ma ha uno scrupolo: "nella novella come sta scritta, il marinaio norvegese si sente irresistibilmente attratto da una vita più vasta, e dai ricordi della patria, per il fatto di trovarsi legato, con il matrimonio, ad un ambiente meno che meschino; in fondo è in lui l'insofferenza dell'uomo appartenente a civiltà più energiche e libere, naufragato in un'isola abitata da gente ristretta, fra la quale egli sente mancarsi il fiato". Cecchi, scrittore che tuttora amo, era affetto da una invincibile idiosincrasia nei riguardi della Sicilia, dei siciliani: e la si può più immediatamente riscontrare nei suoi Taccuini, oltre che in questa sua lettura della novella Lontano. La novella non sta scritta come lui la leggeva; e Pirandello infatti così risponde: "Caro Cecchi, il contrasto non è tra due civiltà; ma tra due vite naturalmente diverse, quella di un uomo del Nord e quella di una donna del Sud; e il dramma che ne nasce, il dramma di restar "lontano" tra i vicini più vicini: la propria donna, il proprio figlio. Non c'è dunque da farsi scrupoli sulla natura di quelli a cui Lei mi accenna. Tutt'altro! Non era, né poteva essere nelle mie intenzioni di rappresentar barbara o di civiltà inferiore la Sicilia...". Naturalmente, il film non si fece. Ma queste parole di Pirandello restano, ci restano. ([[Leonardo Sciascia]], dal discorso commemorativo pronunciato a Palermo nel 1986 per il cinquantenario della morte di Luigi Pirandello)<ref>Citato in ''[http://www.parodos.it/archivio/sciascia_pirandello.htm]''.</ref>
*Giacché tale è la caratteristica dell'arte di Luigi Pirandello: un realismo cinico. Non ch'egli sia incapace di pagine sottilmente e dolorosamente poetiche, ove vibri un umorismo di superiore qualità spirituale. ([[Giuseppe Antonio Borgese]])
*Ho detto, e ribadisco, dell'immediatezza con cui l'opera di Pirandello, per il luogo ed il tempo in cui mi sono trovato a nascere e a vivere, si dispiegò in tutta la sua verità e profondità e sofferenza. Pirandello è nato più di mezzo secolo prima che io nascessi: ma il modo di essere, la condizione umana, la situazione economica e sociale della provincia di Girgenti non erano allora molto diverse, e si potrebbe anche dire per nulla, di quelle che mi si rivelarono appena in grado di discernerle, di coglierle, di farmene coscienza. Pirandello ha operato per me una specie di catalizzazione, di precipitazione: la realtà mi si è fatta più reale, la verità più vera. E s'intende che questa parola – verità – altra traduzione ed esplicazione non consente, in Pirandello, che questa: la verità della "trappola", della "pena di vivere così" – o quella, più umile e grottesca, per cui Tararà, dicendo la sua, si prende una condanna a tredici anni di reclusione, invece dell'assoluzione che avrebbe avuto mentendo. Da ciò è venuta l'affermazione e investigazione che vado facendo da anni sul Pirandello "siciliano". ([[Leonardo Sciascia]], dal discorso commemorativo pronunciato a Palermo nel 1986 per il cinquantenario della morte di Luigi Pirandello)<ref>Citato in ''[http://www.parodos.it/archivio/sciascia_pirandello.htm]''</ref>
*{{NDR|Sul teatro di Pirandello}} Il palcoscenico borghese risulta qui restaurato, accuratamente ricostruito e promosso all'azione, solo in funzione di quell'enorme strappo nel suo cielo di carta, che improvvisamente, nei ritmi segreti e fondanti dell'azione stessa, lo strania in una dimensione problematica di critica radicale e assoluta: sottraendogli ogni copertura di certezza, di credibilità, di valore, ogni autentica difesa contro la prospettiva "copernicana" che lo impiccolisce indefinitamente, sino a farne il luogo stilizzato di un gioco tragico. ([[Arcangelo Leone de Castris]])
*Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. ([[Luigi Russo]])
*Io mostravo che tutto il mondo pirandelliano faceva centro intorno a una visione della Vita come forza travagliata da un'intera antinomia per la quale la Vita è, insieme, necessitata a darsi forma e, per uguale necessità, non può consistere in nessuna forma, ma deve passare di forma in forma. È la famosa, o famigerata, antitesi di Vita e Forma, problema centrale dell'arte pirandelliana. ([[Adriano Tilgher]])
*Io nutro grande ammirazione per Pirandello, ma è un'ammirazione non priva, però, di certe riserve perché mi sembra che il gioco dialettico vi tenga comunque un posto eccessivo e, talvolta, a spese di quello spazio di considerazione degli esseri che resta, per me, l'essenziale. ([[Gabriel Marcel]])
*L'opera di Pirandello si riannoda storicamente a quella rinascita della letteratura religiosa, che sotto forme più varie ed eterodosse cela il grande mistero dell'anima ''naturaliter christiana''. Dopo il naturalismo e il verismo positivista della seconda metà dell'Ottocento, l'opera di Pirandello segna una via ed un metodo nuovo. Egli appartiene alla grande famiglia dei [[Fëdor Dostoevskij|Dostojewski]], dei [[Lev Tolstoj|Tolstoi]], dei [[Giovanni Verga|Verga]] che attraverso i loro difetti mantennero intatta una fede nella vita e nell'umanità. Non somiglia per nulla agli scettici tipo [[George Bernard Shaw|Shaw]], tipo [[André Gide|Gide]], tipo [[Miguel de Unamuno|Unamuno]], agli inumani analisti come [[James Joyce|Joyce]], come [[Marcel Proust|Proust]], come [[Italo Svevo|Svevo]], agli sperimentatori in astratto come [[Aldous Huxley|Huxley]], come [[Thomas Mann|Mann]], ai ricercatori di basso naturalismo come [[Jakob Wassermann|Wassermann]], come [[John Dos Passos|Dos Passos]], come insomma tutti i grandi corruttori del romanzo contemporaneo. ([[Pietro Mignosi]])
*L'umorismo pirandelliano smonta la convenzione logica, servendosi della logica, la convenzione sociale, servendosi delle figure della falsa coscienza,, distrugge la maschera con la maschera: quella della protettiva e rassicurante costruzione logica, per esempio, con la maschera della follia, per la quale la logica «vola come una piuma». In questo sta il percorso straniante di una scrittura nella quale i discorsi simmetricamente antagonisti, le antilogie, diventano corpi lottanti, corpi avvinghiati nella contraddizione. ([[Ferruccio Masini]])
*L'uomo rimasto prigioniero dentro la giara è una delle trovate sceniche, visive e gestuali, più felici del teatro pirandelliano. Saracena è la [[giara (contenitore)|giara]] – ''giarrat'' – e saraceno quel conciabrocche dentro, ladro (involontario) della roba altrui, su cui volentieri don Lollò, nella sua furia, butterebbe dell'olio bollente. ([[Vincenzo Consolo]])
*La prima qualità delle anime candide è la incapacità di accettare i giudizi altrui e farli propri... Luigi Pirandello si affacciò anima candida alla vita e alla intelligenza delle cose, in uno dei tempi meno candidi che si possono immaginare... ([[Massimo Bontempelli]])
*La storia dei fatti è «lunga», quella del pensiero «breve», non nel senso della durata ma della sintesi. La metafisica di Pirandello, diversamente da quella più falsa di [[Antonio Fogazzaro|Fogazzaro]], è tale proprio perché proiettata, e se egli seppe rovesciare l'incerto sopramondo dannunziano, il suo storicismo fu in realtà – come in tutti i veri scrittori – un esorcismo, un uscire dalla storia dopo averla evocata, vissuta e interpretata, per liberarsene affidandola a quella continua dialettica di essa che è il tempo. ([[Ornella Sobrero]])
*La sua lingua, al principio ripicchiata e di vocabolario, diviene nel meglio della sua opera un modo d'esprimersi naturale, come si esprimono gli elementi nella luce; le sue manie a un certo punto investono l'uomo e divengono rimpianti di angeli decaduti, incubi, segni del destino. Tanto è vero che non c'è grande poeta senza idee fisse. ([[Corrado Alvaro]])
*Luigi Pirandello, non è più già un umanista: egli si riattacca a quella nuova poetica inauguratasi sotto il segno di [[Giovanni Verga]], travalicata poi rapidamente nel gusto e nella sofferenza di un uomo che non appartiene più a nessuna regione, a nessuna città, e che riconosce per patria soltanto il chiuso del proprio cranio, vaneggiante in una solitudine in cui l'Io appare sempre diverso a sé medesimo, uno, nessuno e centomila e di conseguenza piega a una assoluta accettazione dell'[[Irrazionalità|Irrazionale]], come l'Irrazionale fosse l'argonauta folle e legittimo delle menti e degli animi nella civiltà contemporanea. ([[Luigi Russo]])
*Penso che in Pirandello ci fosse, accanto a una tormentosa coscienza dei limiti del mestiere teatrale, una scoperta fondamentale, che lo oppone al naturalismo e lo collega alle ricerche teatrali più avanzate del suo tempo, fino a farne, come sappiamo, un precursore: la scoperta della 'teatralità' come 'luogo' dove confluiscono arte e vita, materia e forma, per cui il teatro diventa a un certo punto contenuto del teatro stesso, e la vita è spettacolo almeno nella stessa misura in cui lo spettacolo è vita. ([[Bruno Schacherl]])
*Per Pirandello, il teatro prolunga il teatro, in una circolarità soddisfatta e autosufficiente che canta una smagata e disillusa lontananza dal pianeta degli umani. ([[Roberto Alonge]])
*Pirandello è lo scrittore che ha traghettato la letteratura italiana nella modernità. E che da un paese sperduto della Sicilia, piazzato di fronte all'Africa, ha anticipato in Europa temi, tecniche di scrittura e di rappresentazione capaci di essere fondamentali per gli scrittori, gli autori, i registi di oggi. Perché irrompe Pirandello e cambia il modo di fare teatro. Stiamo parlando dell’uomo di teatro che ha anticipato le linee guida della regia moderna, più in Europa che in Italia. E nel corpus delle novelle troviamo un universo così complesso da provare la sensazione quasi di perdersi. ([[Toni Servillo]])
*Pirandello è sommo nel parlare di piccoli fatti quotidiani che esprimono grandi concetti, grandi verità. E le grandi verità sono eterne, per cui non solo quest'opera {{NDR|''Il giuoco delle parti''}} ma tutta la produzione pirandelliana è molto attuale. ([[Paola Gassman]])
*Pirandello è uno dei pochi che ha basato la sua poetica sull'analisi dell’intimo umano, sull'esplorazione dell'universo interiore e questo sarà sempre attuale. ([[Ugo Pagliai]])
*Pirandello ha ragione quando dice che ognuno di noi veste dei ruoli all'interno della società. Ma molto dipende anche dalla sincerità con cui questi ruoli si recitano. ([[Paola Gassman]])
*Pirandello, la biografia ne farebbe un uomo di destra. Ha aderito al fascismo in uno dei momenti più gravi. La sua intelligenza, tuttavia, era di sinistra dal momento che era abilissima nell'incidere sulla contraddittorietà dell'animo. Pirandello, insomma, era uno scrittore di sinistra che si è volontariamente imprestato alla destra. ([[Geno Pampaloni]])
*Rinnega addirittura i 'penso, quindi sono' di [[Cartesio]]: per lui neanche pensare significa essere. Qui sarebbe lecito chiedersi: ciò non finisce col distruggere l'essenza della grande poesia tragica, la nobiltà del dolore? Ma appunto qui vuole essere l'originalità del Pirandello drammaturgo; appunto da questa impossibilità di una tragedia egli trae la più disperata delle tragedie, la sua. ([[Silvio D'Amico]])
*Tra le due guerre la letteratura italiana brillò del nome di Massimo Bontempelli e di quello di Pirandello. ([[Giovanni Artieri]])
===[[Diego Fabbri]]===
*Pirandello passa naturalmente e inconsapevolmente dal ''teatro della vita'' al ''teatro del palcoscenico''.
*Pochi come lui hanno ''vissuto'' il teatro nella molteplicità dei suoi elementi e dei suoi motivi. Pochi come lui sono stati – direi ''organicamente'', costituzionalmente – ''teatro'' fin dalle origini della sua attività non soltanto letteraria, ma umana.
*Quel che Pirandello stima e ama di più nel teatro è il pubblico, quel pubblico che vede, osserva, analizza ogni sera, di cui studia e rispetta le reazioni, quel pubblico che non riesce mai ad offenderlo anche quando lo contrasta e gli si oppone.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Luigi Pirandello, ''Bellavita'', BMM, Milano, 1966.
*Luigi Pirandello, ''Ciascuno a suo modo'', Garzanti.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/cosi-e-se-vi-pare-edizione-1918/ Così è (se vi pare)]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/cosi-e-se-vi-pare-1925/ Così è (se vi pare)]'', Bemporad, Milano, 1925, riedito da Mondadori, 1983.
*Luigi Pirandello, ''Diana e la Tuda'', BMM, Milano 1966.
*Luigi Pirandello, ''Enrico IV'', Oscar Mondadori, 1976.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/giustino-roncella-nato-boggilo/ Giustino Roncella nato Boggiòlo]'', Mondadori, Milano, 1973.
*Luigi Pirandello, ''I vecchi e i giovani'' (1913), Mondadori, 1953.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/i-vecchi-e-i-giovani/ I vecchi e i giovani]'', a cura di Anna Nozzoli, Mondadori, 1992. ISBN 880436548X
*Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal'' (1904), Einaudi, 2005. ISBN 8806177451
*Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal'' (1904), a cura di Italo Borzi e Maria Argenziano, Newton Compton, Roma, 1993. ISBN 8879831933
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/il-fu-mattia-pascal/ Il fu Mattia Pascal]'', Oscar narrativa Mondadori, Milano, 1986.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/il-giuoco-delle-parti/ Il giuoco delle parti]'', in "Opere di Luigi Pirandello" dirette da Nino Borsellino, Garzanti. ISBN 8811584965
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/il-piacere-dellonesta/ Il piacere dell'onestà]'', in "Primo volume di Maschere Nude", Mondadori, 1955.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/il-turno/ Il turno]'', in "Tutti i romanzi", a cura di Giovanni Macchia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1986.
*Luigi Pirandello, ''L'amica delle mogli'', Mondadori, 1966.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/lesclusa/ L'esclusa]'', a cura di Marina Stoppelli, Lexis Ricerche S.r.l.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/luomo-dal-fiore-in-bocca/ L'uomo dal fiore in bocca]''.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/la-patente/ La Patente]'', Editore "Orsa Maggiore", 1993. ISBN 8823902746
*Luigi Pirandello, ''Male di luna'', ''Corriere della sera'', 22 settembre 1913, in "Storie di lupi mannari", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1994.
*Luigi Pirandello, ''Non si sa come'', Mondadori, 1966.
*Luigi Pirandello, ''[[s:Quaderni di Serafino Gubbio operatore|Quaderni di Serafino Gubbio operatore]]'', Bemporad, Firenze, 1925.
*Luigi Pirandello, ''Saggi, poesie, scritti varii'', Mondadori, Milano, 1960.
*Luigi Pirandello, ''Sagra del signore della nave'', BMM, Milano 1966.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/sei-personaggi-in-cerca-dautore/ Sei personaggi in cerca d'autore]''
*Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', BMM, 1954.
*Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', Garzanti.
*Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', a cura di G. Davico Bonino, Einaudi, 1925.
*Luigi Pirandello, ''Sogno (ma forse no)'', Mondadori, 1966.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/suo-marito/ Suo marito]'', Newton Compton editore, 1995. ISBN 8881830434
*Luigi Pirandello, ''Tutti i romanzi'', a cura di Giovanni Macchia con la collaborazione di Mario Costanzo, Mondadori, 1973.
*Luigi Pirandello, ''Uno, nessuno e centomila'' (1925), Garzanti, 2002. ISBN 8811365155
*Luigi Pirandello, ''Uno, nessuno e centomila'', Giunti Demetra, 2007. ISBN 978-8844034054
*Luigi Pirandello, ''Progetto Luigi Pirandello <small>tutte le opere di Pirandello digitalizzate con critica</small>'', a cura di Giuseppe Bonghi, 1996. ([http://www.classicitaliani.it/index070.htm Link a tutte le opere])
==Filmografia==
*''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]'' (1936)
*''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1]]'' (1952)
*''[[Questa è la vita]]'' (1954)
*''[[Kaos (film)|Kaos]]'' (1984)
*''[[Tu ridi (film)|Tu ridi]]'' (1998)
==Voci correlate==
*[[Stefano Pirandello]], figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Bellavita||}}
{{Pedia|Ciascuno a suo modo||}}
{{Pedia|Ciàula scopre la luna}}
{{Pedia|Diana e la Tuda||}}
{{Pedia|L'amica delle mogli||}}
{{Pedia|La giara}}
{{Pedia|Ma non è una cosa seria (Pirandello)|''Ma non è una cosa seria''}}
{{Pedia|Non si sa come||}}
{{Pedia|Novelle per un anno}}
{{Pedia|Quaderni di Serafino Gubbio operatore||}}
{{Pedia|Sogno (ma forse no)||}}
{{DEFAULTSORT:Pirandello, Luigi}}
[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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'''Luigi Pirandello''' (1867 – 1936), drammaturgo, scrittore e poeta italiano.
[[File:Luigi Pirandello 1934b.jpg|thumb|Luigi Pirandello nel 1934]]
{{Premio|Nobel|la letteratura '''(1934)'''}}
==Citazioni di Luigi Pirandello==
*Ah, no! Volti la pagina, signora! Se lei volta la pagina, vi legge che non c'è più pazzo al mondo di chi crede d'aver [[ragione]]!<ref>Da ''Il berretto a sonagli''.</ref>
*Basta che lei si metta a gridare in faccia a tutti la [[verità]]. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza.<ref>Da ''Il berretto a sonagli'', Mondadori.</ref>
*Chi veda soltanto una coda, facendo astrazione dal mostro a cui essa appartiene, potrà stimarla per sé stessa mostruosa. Bisognerà riattaccarla al mostro; e allora non sembrerà più tale; ma ''quale dev'essere'', appartenendo a quel mostro.<br/>Una coda naturalissima.<ref>Da ''[[s:Il treno ha fischiato|Il treno ha fischiato]]''.</ref>
*È molto più facile [...] essere un [[eroismo|eroe]] che un [[galantuomo]]. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev'esser sempre.<ref>Da ''Il piacere dell'onestà'', Newton Compton.</ref>
*Eccellenza, sento che questo è il momento più proprio di dichiarare una [[fede]] nutrita e servita in silenzio. Se l'Eccellenza Vostra mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregierò come massimo onore tenervi il posto del più umile e obbediente gregario.<ref>Dalla lettera a [[Benito Mussolini]], 17 settembre 1924; in ''L'Impero'', 19 settembre 1924; citato in Giuseppe Bonghi, ''[http://www.classicitaliani.it/pirandel/critica/Bonghi_Pirandello_fasc_Abba.htm Pirandello e il fascismo]''.</ref>
*Eppure Girgenti attraversa tutta l'opera pirandelliana alla stessa maniera di un fiume carsico col suo alterno comparire in superficie e scomparire nella dolina, rimanendo sempre attivo. Elemento catalizzatore della fantasia pirandelliana per Leonardo Sciascia, quei luoghi e quel tempo costituiscono il sostrato sostanziale e lievitante della sua poetica e i personaggi che vi pullulano, pur così circoscritti e identificabili, assurgono a valenze universali.<ref>Stefano Milioto, ''Dentro l'anima di Girgenti'', in Aa. Vv., ''I Vecchi e i Giovani – storia romanzo film. Atti del convegno internazionale di Agrigento 7-10 dicembre 2006'', Agrigento, 2006.</ref>
*'''Il conte Mola''': L'arte, come eterna, non dovrebbe avere età.<br>'''Salò''': Ma il guaio è che poi, come donna, ama la moda.<ref>Da ''Trovarsi'', Mondadori.</ref>
*I [[Filosofo|filosofi]] hanno il torto di non pensare alle [[Animale|bestie]] e davanti agli occhi di una bestia crolla come un castello di carte qualunque sistema filosofico.<ref>Da ''Foglietti'', in ''Saggi, poesie, scritti varii'', Mondadori, Milano, 1960, p. 1270.</ref>
*Io ho molta stima dell'ingegno del [[Giovanni Papini|Papini]], ma noto con dispiacere in lui una smania, che diventa sempre più violenta, di mostrarsi originale, a ogni costo. Ora originali, per forza, non si può essere: si è o non si è. Chi vuol essere per forza originale, riuscirà strambo, strano, stravagante e nient'altro. Io credo che il Papini abbia originalità, cioè un suo proprio modo di vedere, di pensare, di sentire, e un proprio modo quindi d'esprimersi; tanto più dunque mi dà noja e dolore vedergli gonfiare certi paradossi come vessiche per darli in testa alla povera gente e stordirla.<ref>Da ''Novelle e novellieri'', in ''Nuova Antologia'', 1906, pp. 657-668.</ref>
*Io sono nato in [[Sicilia]] e lì l'uomo nasce isola nell'isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall'aspra terra natìa circondata dal mare immenso e geloso.<ref>Dal discorso pronunciato da Luigi Pirandello in occasione della morte di [[Giovanni Verga]]; citato in Michele Sabatino, ''Tra la mia perduta gente. Lettere e poesie'', epilogo, ''La Moderna Edizioni'', Enna, 2006.</ref>
*L'[[educazione]] è la nemica della saggezza, perché l'educazione rende necessarie tante cose di cui, per essere saggi, si dovrebbe fare a meno.<ref>Da ''Il piacere dell'onestà''.</ref>
*La terra madre che toglie e dà la vita, questa la [[Sicilia]] di Pirandello, isola favolosa e reale che racchiude una varietà inimaginabile di tipi, di caratteri, dimentalità, oltre che di dialetti, dovuta alle diverse ondate di invasori che si sono avvicendati nel tempo.<ref>Citato in Enzo Lauretta, ''Luigi Pirandello. Storia di un personaggio fuori di chiave'', Milano, Ugo Mursia editore, 2008, p. 6.</ref>
*L'[[umorismo]] è un fenomeno di sdoppiamento nell'atto della concezione; è come un'erma bifronte, che ride per una faccia del pianto della faccia opposta.<ref>Da ''Un critico fantastico'', in ''L'umorismo e altri saggi'', a cura di Enrico Ghidetti, Giunti, Firenze, 1994.</ref>
*La [[cinema]]tografia è il linguaggio di [[apparenza|apparenze]], e le apparenze non parlano. Il linguaggio delle apparenze è la musica. Bisogna levare il cinematografo dalla letteratura e metterlo nella musica, perché deve essere il linguaggio visivo della musica.<ref>Citato in [[Virgilio Tosi]], ''Breve storia tecnologica del cinema'', p. 72, Bulzoni, 2001, ISBN 8883195388</ref>
*Mangia il Governo, mangia la Provincia; mangia il Comune e il capo e il sottocapo e il direttore e l'ingegnere e il sorvegliante... Che può avanzare per chi sta sotto terra e sotto di tutti e deve portar tutti sulle spalle e resta schiacciato?<ref>Da ''I vecchi e i giovani'', Garzanti.</ref>
*Naturalmente anche tu andrai via dalla [[Sicilia]], ma non dimenticare il profumo.<ref>Citato in ''[http://www.panorama.it/cultura/libri/vincenzo-consolo-infelice-voleva-essere-sciascia/ Vincenzo Consolo:"Un infelice che voleva essere Sciascia"]'', ''Panorama'', 9 febbraio 2015.</ref>
*Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede!<ref>Da ''Così è, se vi pare'', Mondadori.</ref>
*Nulla è più complicato della [[sincerità]].<ref>Da ''Novelle per un anno'', Mondadori.</ref>
*Perché civile, esser civile, vuol dire proprio questo: dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; in corpo fiele; in [[bocca]] [[miele]].<ref>Da ''L'uomo, la bestia e la virtù'', Mondadori.</ref>
*Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l'abitudine, che non trovi, e l'occupazione, che sdegni – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così.<ref>Da una lettera alla sorella Lina, 13 ottobre 1886.</ref>
*Riponi in uno stipetto un [[desiderio]]: aprilo: vi troverai un disinganno.<ref>Da ''La vita nuda'', Novella.</ref>
*''Sempre amai [[Lago di Lugano|questo lago]] or fosco ed ora | morbido, come azzurro vel di seta.'' [...] ''Già di porpora il sol veste le spalle | dei monti attorno; ai declinanti raggi | ridon tra il verde gli umili villaggi | del monte Bre, de la quieta valle || del Cassarate. Razzano da lunge, | qual per interno incendio, le finestre | fiorite, e giù da l'oratorio alpestre, | da le chiesette intorno al lago giunge || il suon de l'Ave.''<ref>Da ''Lago di Lugano'', in ''Poesie sparse'', 1896; citato in ''[https://www4.ti.ch/fileadmin/DECS/DCSU/UAPCD/documenti/20230317_mappa_premi_nobel.pdf Premi Nobel per la letteratura. Guida letteraria della Svizzera italiana]'', 17 marzo 2023, ''ti.ch''.</ref>
*Sia l'urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra della campagna di Girgenti, dove nacqui.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2007/settembre/05/Sciascia_svelato_ultimo_enigma_co_9_070905042.shtml]'', ''Corriere della Sera'', 5 settembre 2007.</ref>
*{{NDR|Su [[Giovanni Formisano]]}} Un poeta appassionato, malinconico, amaro, un vero e schietto e personalissimo poeta...<ref>Citato in Marco Scalabrino, ''[https://www.lapoesiaelospirito.it/2013/05/04/marco-scalabrino-giovanni-formisano/ Giovanni Formisano]'', ''lapoesiaelospirito.it'', 4 maggio 2013.</ref>
*Una notte di giugno caddi come una [[lucciola]] sotto un gran pino solitario in una campagna d'olivi saraceni affacciata agli orli d'un altipiano d'argille azzurre sul mare africano. Si sa le lucciole come sono. La notte, il suo nero, pare lo faccia per esse che, volando non si sa dove, ora qua ora là vi aprono un momento quel loro languido sprazzo verde.<ref>Citato in Vincenzo Consolo, ''Di qua dal faro'', Mondadori, Milano, 1999, p. 164. ISBN 88-04-47094-1</ref>
*Vorrei saper la [[musica]] per esprimere, senz'essere inteso da nessuno, neppure da Te, tutto questo tumulto di vita che mi gonfia l'[[anima]] e il [[cuore]]. Nessuno lo saprà mai, cara Marta, anche se il mio cuore ne dovesse scoppiare. Basta. Quest'[[esilio]] finirà tra poco. Salutami la Mamma e Cele, e Tu abbiti tutte le più vive cordialità dal tuo Luigi Pirandello.<ref>Dalla [http://www.nettunocitta.it/OPERE/pirandello/lettera7.html lettera] a [[Marta Abba]] dell'11 luglio 1928.</ref>
==''Bellavita''==
===[[Incipit]]===
''La scena rappresenta un salotto tra la casa e lo studio dell'avvocato'' Contento.<br>'''LO SCRIVANO''': S'accomodi qua, signor Notajo.<br>'''DENORA''': (''fosco, contenendo a stento l'orgasmo che lo divora''). C'è da aspettare molto?<br>'''LO SCRIVANO''': Eh, un pochino, temo. Ma corro ad avvertire la signora.<br>''S'avvierà verso l'uscio a destra''<br>'''DENORA''': (''trattenendolo''). No, lascia! Che c'entra la signora?<br>'''LO SCRIVANO''': Per tenerle compagnia.<br>'''DENORA''': Grazie tante! Posso aspettar solo.<br>'''LO SCRIVANO''': Me l'ha ordinato il signor avvocato!<br>'''DENORA''': (''gridando''). E io te ne dispenso!<br>''Poi, frenandosi, pentito''<br>Non voglio che sia incomodata la signora.
===Citazioni===
*'''DENORA''': Quando non vogliamo sapere una cosa – fingiamo di non saperla. – E se la [[finzione]] è più per noi stessi che per gli altri, creda pure, è proprio, proprio come se non si sapesse. (p. 136)
===[[Explicit]]===
'''Bellavita''': Ecco, vedete, se ne scappa! Ridete, ridete! Cosí, tra la baia di tutti! E ora gli corro dietro; e per tutte le strade, inchini, riverenze, scappellate, fino a non dargli piú un momento di requie! Vado dal sarto! Mi ordino un abito da pompa funebre, da fare epoca, e su, dritto impalato dietro a lui, a scortarlo a due passi di distanza! Si ferma; mi fermo. Prosegue; proseguo. Lui il corpo, ed io l'ombra! L'ombra del suo rimorso! Di professione! Lasciatemi passare! Esce, buttando indietro questo o quello tra i lazzi e le risa di tutti.
==''Ciascuno a suo modo''==
===[[Incipit]]===
Siamo nell'antico palazzo della nobile signora Donna Livia Palegari nell'ora del ricevimento, che sta per finire. Si vedrà in fondo, attraverso tre arcate e due colonne, un ricchissimo salone molto illuminato e con molti invitati, signori e signore. Sul davanti, meno illuminato, vedremo un salotto, piuttosto cupo, tutto damascato, adorno di pregiatissime tele, la maggior parte di soggetto sacro; cosicché ci sembrerà di trovarci nella cappella d'una chiesa, di cui quel salone in fondo, oltre le colonne, sia la navata: cappella sacra d'una chiesa profana. Questo salotto avrà appena una panca e qualche scranna per comodità di chi voglia ammirar le tele alle pareti. Nessun uscio. Ci verranno dal salone alcuni degli invitati, a due, a tre alla volta, per farsi, appartati, qualche confidenza, e, al levarsi della tela, ci troveremo un Vecchio Amico di casa e un Giovine sottile, che discorreranno tra loro.
===Citazioni===
*Come ci sono i figli illegittimi, ci sono anche i pensieri bastardi!
*E non vuoi capire che la tua coscienza significa appunto "gli altri dentro te". (Garzanti)
*Le donne, come i [[sogno|sogni]], non sono mai come tu le vorresti.
*Quando uno è contento di se stesso ama l'[[umanità]].
*Un [[angelo]], per una [[donna]], è sempre più irritante d'una bestia!
===[[Explicit]]===
'''Il direttore del teatro''': Ma signor Direttore, scusi, le pare che si possa tenere qua il pubblico a comizio?<br />
'''Il capocomico''': E che vuole da me? Faccia sgombrare!<br />
'''L'amministratore''': Tanto, lo spettacolo non può più seguitare: gli attori se ne sono andati.<br />
'''Il capocomico''': E dunque, si rivolge a me? Faccia mettere un avviso: e mandi via la gente.<br />
'''Il direttore del teatro''': Ma sarà rimasto pubblico in teatro!<br />
'''Il capocomico''': E va bene! Per il pubblico rimasto in teatro, m'affaccerò io adesso dal sipario a licenziarlo con due parole!<br />
'''Il direttore del teatro''': Sì, sì, vada, vada allora, signor Direttore!<br /><br />
''E mentre il Capocomico s'avvierà verso la porticina del palcoscenico:''<br />
Via, via, signori, sgombrino, sgombrino per piacere: lo spettacolo è terminato.<br />
''Cala la tela e, appena calata, il Capocomico ne scosterà una banda per presentarsi alla ribalta.''<br /><br />
'''Il capocomico''': Sono dolente d'annunziare al pubblico che per gli spiacevoli incidenti accaduti alla fine del secondo atto, la rappresentazione del terzo non potrà più aver luogo.
==''Così è (se vi pare)''==
===[[Incipit]]===
====1918====
''Al levarsi della tela Lamberto Laudisi passeggia concitatamente per il salotto. Svelto, elegante senza ricercatezza, sui quaranta, indossa una giacca viola con risvolti e alamari neri; spirito arguto, s'irrita facilmente; ma poi ride e lascia fare e dire, compiacendosi dello spettacolo della sciocchezza altrui''.<br>
'''Laudisi''' Ah, dunque è andato dal Prefetto?<br>
'''Amalia''' (''sui quarantacinque, capelli grigi; ostenta una certa importanza, per il posto del marito, ma lasciando intendere che, se stesse in lei, rappresenterebbe la sua parte e si comporterebbe forse altrimenti''). Oh Dio, Lamberto, ma si tratta infine di un suo subalterno!<br>
'''Laudisi''' Ma suo subalterno, scusa, alla Prefettura, non a casa!<br>
'''Dina''' (''diciannove anni; una cert'aria di capir tutto meglio della mamma e anche del babbo, ma attenuata, quest'aria, da una vivace grazia giovanile'') È venuto ad allogarci la suocera qua accanto, sullo stesso pianerottolo!
===[[Incipit]]===
====1925====
''Al levarsi della tela Lamberto Laudisi passeggerà irritato per il salotto. Sui quarant'anni, svelto, elegante senza ricercatezza, indosserà una giacca viola con risvolti e alamari neri''.<br>
'''Laudisi''' Ah, dunque è andato a ricorrere al Prefetto?<br>
'''Amalia''' (''sui quarantacinque, capelli grigi; contegno d'importanza ostentata, per il posto che il marito occupa in società. Lascerà tuttavia intendere che, se stesse in lei, rappresenterebbe la sua parte e si comporterebbe in tante occasioni ben altrimenti''). Oh Dio, Lamberto, per un suo subalterno!<br>
'''Laudisi''' Subalterno, alla Prefettura; non a casa!<br>
'''Dina''' (''diciannove anni; una cert'aria di capir tutto meglio della mamma e anche del babbo, ma attenuata, quest'aria, da una vivace grazia giovanile'') Ma è venuto a allogarci la suocera qua accanto, sullo stesso pianerottolo!
===[[Explicit]]===
====1918====
'''Signora Ponza''': Nossignori. – Per me, io sono colei che mi si crede!<br />
''Guarda, attraverso il velo, tutti, fieramente, e si ritira. Un silenzio.''<br />
'''Laudisi''': Ecco, o signori, come parla la verità!<br />
''Volge attorno uno sguardo di sfida derisoria.''<br />
Siete contenti?<br />
''Scoppia a ridere''<br />
Ah! ah! ah! ah!
===[[Explicit]]===
====1925====
'''Signora Ponza''': Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede.<br />
''Guarderà attraverso il velo, tutti, per un istante; e si ritirerà. In silenzio.''<br />
'''Laudisi''': Ed ecco, o signori, come parla la verità<br />
''Volgerà attorno uno sguardo di sfida derisoria.''<br />
Siete contenti?<br />
''Scoppierà a ridere.''<br />
Ah! ah! ah! ah!
==''Diana e la Tuda''==
===[[Incipit]]===
''Lo studio dello scultore'' Sirio Dossi. <br>'''Tuda''' : (''dietro la tenda in posa''). Basta, per carità!<br>'''Sirio''': (''anche lui dietro la tenda''). No: ferma lì!<br>'''Tuda''': Non reggo più!<br>'''Giungano''': Ma sì, basta! Basta!<br>'''Sirio''': Ferma, ti dico! Non è passata l'ora.<br>'''Tuda''': È passata, è passata!<br>'''Sirio''': Ancora un momentoi!<br>'''Tuda''': Non ne posso più!<br>'''Sirio''': (''con un urlo''). Fermo quel braccio, perdio!<br>(''Lunga pausa. Giuncano smania, feroce.'')<br>'''Tuda''': (''prima con un sorriso quasi infantile''). Ahi. Non me lo sento più! Lasciatemelo abbassare almeno per un minuto. Sono di carne, oh!<br>(''Si vedrà l'ombra scomporsi dal suo atteggiamento; abbassare il braccio: prenderselo con l'altro come a sorreggerlo'').
===Citazioni===
*L'uomo prova un'istintiva gratitudine per la donna che, sacrificando un po' del suo pudore, dimostra di voler piacere a uno solo sfidando la malignità degli altri; ma non può soffrire poi che questa donna faccia dispetto a un'altra donna che dimostri di avere per lui qualche simpatia. (p. 74)
===[[Explicit]]===
'''Tuda''': Oh Dio, no! lo lasci! lo lasci!<br />
''Giuncano si solleva appena, con un viso da pazzo e la mano ancora artigliata. Sirio è immobile a terra: morto.''<br />
''Tuda, quasi senza voce, allibita, ancora su l'ultimo dei tre scalini, si china a guardare.''<br />
Che ha fatto? che ha fatto? L'ha ucciso? Oh Dio, l'ha ucciso? Per me?<br />
'''Giuncano''' (''mormorando, come in una litania''): Cecità... cecità...<br />
'''Tuda''' (''scende i tre scalini; si china su Sirio; gli tocca con una mano la fronte, con l'altra gli cerca la mano''): Oh Dio, no! no! freddo: morto!<br />
'''Giuncano''': Cecità...<br />
'''Tuda''': Ucciso per me, per me che ho la colpa di tutto!<br />
'''Giuncano''': Cecità...<br />
'''Tuda''': Io, io sì, di tutto – perché non seppi essere quella per cui lui mi aveva voluto!<br />
'''Giuncano''': Cecità...<br />
'''Tuda''' (''indicando con terrore dietro a sé la statua''): Quella! Quella!<br />
'''Giuncano''' (''come sopra''): Cecità...<br />
'''Tuda''': Io che ora sono così: niente... più niente...
==''Enrico IV''==
[[File:Pirandello - Enrico 4., 1922.djvu|page=7|thumb|Edizione 1922]]
===[[Incipit]]===
'''Landolfo''': (''a Bertoldo come seguitando una spiegazione'') E questa è la sala del trono!</br>'''Arialdo''': A Goslar!<br/>'''Ordulfo''': O anche, se vuoi, nel Castello dell'Hartz!<br/>'''Arialdo''': O a Worms.<br/>'''Landolfo''': Secondo la vicenda che rappresentiamo, balza con noi, ora qua, ora là.<br/>'''Ordulfo''': In Sassonia!<br/>'''Arialdo''': In Lombardia!<br/>'''Landolfo''': Sul Reno!<br/>'''Uno dei valletti''' (''senza scomporsi, movendo appena le labbra''): Ps! Ps!<br/>'''Arialdo''': (''voltandosi al richiamo'') Che cos'è?<br/>'''Primo valletto''': (''sempre come una statua, sottovoce'') Entra o non entra?<br/>''Allude a Enrico IV''
===Citazioni===
*Come a voi appajono travestiti loro, così a lui, nei nostri panni, appariremmo travestiti noi. (Landolfo, pag. 154)
*Ecco: quando non ci rassegniamo, vengono fuori le [[velleità]]. Una donna che vuol essere uomo... un vecchio che vuol esser giovine... – Nessuno di noi mente o finge! – C'è poco da dire: ci siamo fissati tutti in buona fede in un bel concetto di noi stessi. (Enrico IV, pag. 165)
*Preferii restare pazzo e vivere con la più lucida coscienza la mia pazzia [...] questo che è per me la caricatura, evidente e volontaria, di quest'altra mascherata, continua, d'ogni minuto, di cui siamo i pagliacci involontari quando senza saperlo ci mascheriamo di ciò che ci par d'essere [...] Sono guarito, signori: perché so perfettamente di fare il pazzo, qua; e lo faccio, quieto! – Il guajo è per voi che la vivete agitatamente, senza saperla e senza vederla la vostra pazzia. [...] La mia vita è questa! Non è la vostra! – La vostra, in cui siete invecchiati, io non l'ho vissuta! (Enrico IV)
*Conviene a tutti, capisci? Conviene a tutti far credere [[pazzia|pazzi]] certuni, per avere la scusa di tenerli chiusi. Sai perché? Perché non si resiste a sentirli parlare. […] Non si può mica credere a quello che dicono i pazzi! Eppure, si stanno ad ascoltare così, con gli occhi sbarrati dallo spavento. Perché? […] Perché trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte le vostre costruzioni! Eh! Che volete? Costruiscono senza logica, beati loro, i pazzi! O con una loro logica che vola come una piuma! Volubili! Volubili! Oggi così e domani chi sa come! Voi vi tenete forte, ed essi non si tengono più. Voi dite "questo non può essere" e per loro può essere tutto. Ma voi dite che non è vero. E perché? Perché non par vero a te, a te, a te, e centomila altri. Eh cari miei! Bisognerebbe vedere poi che cosa invece par vero a questi centomila altri che non sono detti pazzi […]. Perché guai, guai se non vi tenete forte a ciò che vi par vero oggi, a ciò che vi parrà vero domani, anche se sia l'opposto di ciò che vi pareva vero jeri! (Enrico IV)
*Confidarsi con qualcuno, questo sì, è veramente da pazzo!
*Ho paura talvolta anche del mio sangue che pulsa nelle arterie come, nel silenzio della notte, un tonfo cupo di passi in stanze lontane.
*Questa cosa orribile, che fa veramente impazzire: che se siete accanto a un altro, e gli guardate gli occhi [...] potete figurarvi come un mendico davanti ad una porta in cui non potrà mai entrare: chi vi entra, non sarete mai voi, col vostro mondo dentro, come lo vedete e lo toccate; ma uno ignoto a voi, come quell'altro nel suo mondo impenetrabile vi vede e vi tocca.
*Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica di tutte le vostre costruzioni.
===[[Explicit]]===
'''Donna Matilde''': È pazzo! È pazzo!<br />
'''Di Nolli''': Tenetelo!<br />
'''Belcredi''' (''mentre lo trasportano di là, per l'uscio a sinistra protesta ferocemente''): No! Non sei pazzo! Non è pazzo! Non è pazzo!<br />
''Escono per l'uscio a sinistra, gridando, e seguitano di là a gridare finché sugli altri gridi se ne sente uno più acuto di Donna Matilde, a cui segue un silenzio.''<br />
'''Enrico IV''' (''rimasto sulla scena tra Landolfo, Arialdo e Ordulfo, con gli occhi sbarrati, esterrefatto dalla vita della sua stessa finzione che in un momento lo ha forzato al delitto''). Ora sì... per forza...<br />
''li chiama attorno a sé, come a ripararsi,''<br />
qua insieme, qua insieme... e per sempre!
===Citazioni sull'opera===
*Quando Enrico IV sceglie deliberatamente come realtà la sua antica follia, la sua mascherata (e, ciò facendo, realizza un'operazione estetica) vuole soprattutto estraniarsi in una società organizzata e compatta nei suoi valori (il passato tutto concluso, il 'piacere della Storia, che è così grande!') contro il mondo, il microcosmo sociale, che rappresentano il rivale Belcredi e la donna amata. ([[Ruggero Jacobbi]])
==''I vecchi e i giovani''==
===[[Incipit]]===
La pioggia, caduta a diluvio durante la notte, aveva reso impraticabile quel lungo stradone di campagna, tutto a volte e risvolte, quasi in cerca di men faticose erte e di pendii meno ripidi. Il guasto dell'intemperie appariva tanto più triste, in quanto, qua e là, già era evidente il disprezzo e quasi il dispetto della cura di chi aveva tracciato e costruito la via per facilitare il cammino tra le asperità di quei luoghi con gomiti e giravolte e opere or di sostegno or di riparo: i sostegni eran crollati, i ripari abbattuti, per dar passo a dirupate scorciatoje.
===Citazioni===
*E prese a raccontare, con atteggiamento, di grave costernazione, i fatti avvenuti di recente in Sicilia, a Serradifalco, a Catenanuova, ad Alcamo, a Casale Floresta, i quali provavano come in tutta l'isola covasse un gran fuoco, che presto sarebbe divampato; e a rappresentar la Sicilia come una catasta immane di legna, d'alberi morti per siccità, e da anni e anni abbattuti senza misericordia dall'accetta, poiché la pioggia dei benefizii s'era riversata tutta su l'Italia settentrionale, e mai una goccia ne era caduta tra le arse terre dell'isola. Ora i giovincelli s'erano divertiti ad accendere sotto la catasta i fasci di paglia delle loro predicazioni socialistiche, ed ecco che i vecchi ceppi cominciavano a prender fuoco. Erano per adesso piccoli scoppii striduli, crepitìi qua e là; scappava fuori ora da una parte ora dall'altra qualche lingua di fiamma minacciosa; ma già s'addensava nell'aria come una fumicaja soffocante. E il peggio era questo: che il Governo invece d'accorrere a gettar acqua, mandava soldati a suscitare altro fuoco col fuoco delle armi. (p. 187)
*E qual rovinio era sopravvenuto in Sicilia di tutte le illusioni, di tutta la fervida fede, con cui s'era accesa alla rivolta! Povera isola, trattata come terra di conquista! Poveri isolani, trattati come barbari che bisognava incivilire! Ed erano calati i Continentali a incivilirli… e i tribunali militari, e i furti, gli assassinii, le grassazioni, orditi ed eseguiti dalla nuova polizia in nome del Real Governo; e falsificazioni e sottrazioni di documenti e processi politici ignominiosi: tutto il primo governo della Destra parlamentare! E poi era venuta la Sinistra al potere, e aveva cominciato anch'essa con provvedimenti eccezionali per la Sicilia… – Ridere, ridere! – incalzò donna Caterina con più foga. – Lo sa bene anche lei come quegli ideali si sono tradotti in realtà per il popolo siciliano! Che n'ha avuto? Com'è stato trattato? Oppresso, vessato, abbandonato e vilipeso! Gli ideali del Quarantotto e del Sessanta? Ma tutti i vecchi qua gridano: Meglio prima! Meglio prima! La Francia che soffia nel fuoco? Lei si conforta così? Sono tutte calunnie, le solite, quelle che ripetono i ministri, facendo eco ai prefetti e ai tirannelli locali capielettori; per mascherare trenta e più anni di malgoverno! Qua c'è la fame, caro signore, nelle campagne e nelle zolfare; i latifondi, la tirannia feudale dei cosiddetti cappelli, le tasse comunali che succhiano l'ultimo sangue a gente che non ha neanche da comperarsi il pane! Si stia zitto! Si stia zitto! Perché voi lo vedrete, – concluse. Faccio una facile profezia: non passerà un anno, assisteremo a scene di sangue. (cap. III, p. 59)
*Dal giorno che egli, sotto l'urgenza della necessità, vincendo ogni riluttanza, dapprima con circospezione, poi risolutamente, con crudezza, le aveva detto che bisognava si recasse dal [[fratello]] Ippolito per salvare il [[figlio]], era caduta, di schianto, in un attonimento quasi di [[apatia]], come se la vista di tutte le cose intorno le si fosse a un tratto vuotata d'ogni senso. Non un gesto, non una [[parola]]. Più niente. E quella immobilità e quel [[silenzio]] avevano avuto fin da principio un che di così assoluto e invincibile, che né un gesto, né una parola eran più stati possibili per scuoterla o esortarla. Giulio sapeva che avrebbe ucciso la [[madre]], parlando. E difatti, ecco, subito, parlando, l'aveva uccisa. Ella non poteva andare dal fratello per salvare il figlio: sarebbe stata la sua [[morte]]. Ed ecco, era morta.
*Due cadaveri in quella cassa, uno su l'altro: uno con la faccia sotto i piedi dell'altro. Quello di sopra era d'un ragazzo. Divaricate, le gambe; la testa, affondata tra i piedi del compagno. A guardarlo così capovolto, pareva dicesse, in quell'atteggiamento: – No! No! – con tutto il visino smunto, dagli occhi appena socchiusi, contratti ancora dall'angoscia dell'agonia. No, quella morte; no, quell'orrore; no, quella cassa per due, attufata da quel lezzo crudo e acre di carneficina. La più raccapricciante era la vista dell'altro, di tra le scarpe logore del ragazzo, coi grandi occhi neri ancora sbarrati e un po' di barba fulva sotto il mento. Era d'un contadino nel pieno vigore delle forze. Con quei terribili occhi sbarrati al cielo, dal corpo supino chiedeva vendetta di quell'ultima atrocità, del peso di quell'altra vittima sopra di sé. – Vedete, Signore, – pareva dicesse, – vedete che hanno fatto! (p. 238)
*Sorte miserabile quella dell'[[eroismo|eroe]] che non muore, dell'eroe che sopravvive a se stesso.
*Invecchio, sì; perdo il gusto di comandare. Me lo fa perdere la servilità che scopro in tutti. Uomini, vorrei uomini! Mi vedo attorno automi, fantocci che devo atteggiare così o così, e che mi restano davanti, quasi a farmi dispetto, nell'atteggiamento che ho dato loro, finché non lo cambio con una manata. Soltanto di fuori però, capisci? si lasciano atteggiare! Dentro... eh, dentro, restano duri, coi loro pensieri copert, nemici, vivi solamente per loro. Che puoi su questi? Docili di fuori, miti, malleabili, visi ridenti, schiene ossequiose, t'approvano, t'approvano sempre. Ah, che sdegno! Vorrei sapere perché mi arrovello così; perché e per chi lo faccio... Domani morrò. Ho comandato! Sì, ecco: ho assegnato la parte a questo e a quello, a tanti che non hanno mai saputo veder altro in me che la parte che rappresento per loro. E di tant'altra vita, vita d'affetti e di idee che mi s'agita dentro, nessuno che abbia mai avuto il più lontano sospetto... Con chi vuoi parlarne? Sono fuori dalla parte che devo rappresentare... Certe volte, a qualcuno che viene qua a visitarmi, a incensarmi, mi diverto a rivolgere certi sguardi, certi sguardi che sfondano la parete, e me lo vedo allora per un attimo, restar davanti sospeso, impacciato, goffo; Dio sa che forza devo fare su me stesso per non scoppiargli a ridere in faccia. Mi crederebbe ammattito, per lo meno. E anche tu, caro mo, se vedessi con che occhi mi stai guardando in questo momento... <br> – Io no! – disse subito Aurelio, riscuotendosi. <br> Flaminio Salvo rise, scotendo il capo: <br> – Anche tu, anche tu... È così; per forza è così... Ti posso io dire quello che vorrei veramente da te? Il piacere che mi faresti, se tu agissi com'io forse al tuo posto agirei? <br> – E perché no? – domandò Aurelio, levandosi. – Mi dica... <br> – Ma perché no, – negò subito il Salvo, stringendosi nelle spalle, – perché non posso... Puoi dirmi tu quel che pensi, quel che senti, la vita che hai dentro in questo momento?... Non puoi... Sei davanti a me nella relazioni che possono correre tra me e te: tu sei il mio ingegnere, il mio buon figliolo che amo, a cui questa sera, davanti a una ventina di marionette, ho dato l'incarico di recarsi a Colimbetra, messaggero di trionfo: e basta! Che altro potrei dirti? Questo soltanto, forse, per il tuo bene... <br> E Flaminio Salvo posò una mano sulla spalla di Aurelio: <br> – Non ti tracciar vie da seguire, figliuolo mio; né abitudini, né doveri; va', va', muoviti sempre; scròllati di tratto in tratto d'addosso ogni incrostatura di concetti; cerca il tuo piacere e non temere il giudizio degli altri e neanche il tuo, che puoi stimar giusto oggi e falso domani. Conosci don Cosmo Laurentano? Se sapessi quanta ragione ha quel matto! Va', va', è tardi; andiamo a dormire. Addio.
*Non voleva credere che le banche avessero largheggiato verso il Governo per fini elettorali, per altri più loschi fini coperti; e che, favore per favore, il Governo avesse proposto leggi che per le banche erano privilegi, e difeso i prevaricatori, proponendoli agli onori della commenda e del Senato. Ma non poteva negare che fosse stato aperto il credito a certi uomini politici carezzati, che in Parlamento e per mezzo della stampa avevano combattuto a profitto delle banche falsarie, tradendo la buona fede del paese; e che questi gaudenti avessero voluto occultare ciò che da tempo si sapeva o si poteva sapere; e che, ora che le colpe avventavano, si volesse percuotere, ma con la speranza che la percossa ai più deboli salvasse i più forti. (p. 146)
*Sapeva, sì, che già prima nelle Romagne, nel Modenese, nelle province di Reggio Emilia e di Parma, nel Cremonese, nel Mantovano, nel Polesine, era sorto a far le prime armi il socialismo italiano; ma tutt'altra cosa era adesso in Sicilia! Rivelazione improvvisa, prodigiosa! (p. 170)
*Un manifesto era stato attaccato ai muri, ma il popolino lo ignorava; e, ignorandolo, al solito, come altrove, coi ritratti del re e della regina, un crocefisso in capo alla processione, gridando – Viva il re! Abbasso le tasse! – s'era messo a percorrere le vie del paese, finché, uscendo dalla piazza e imboccando una strada angusta che la fronteggiava, vi aveva trovato otto soldati e quattro carabinieri appostati. L'ufficiale che li comandava aveva preso questo partito con strategia sopraffina, perché la folla inerme, lì calcata e pigiata, alle intimazioni di sbandarsi non si potesse più muovere; e lì non una ma più volte, aveva ordinato contro di essa il fuoco. Undici morti, innumerevoli feriti, tra cui donne, vecchi, bambini. Ora, tutto era calmo, come in un cimitero». (p. 237)
===[[Explicit]]===
La piazza, come schiantata e in fuga anch'essa dietro gli urli del popolo che la disertava, appena il fumo dei fucili si diradò nel livido smortume dell'alba, parve agli occhi dei soldati come trattenuta dal peso di cinque corpi inerti, sparsi qua e là.<br />
Un bisogno strano, invincibile, obbligò il capitano a dare subito ai suoi soldati un comando qualunque, pur che fosse. Quei cinque corpi rimasti là, traboccati sconciamente, in una orrenda immobilità, su la motriglia della piazza striata dall'impeto della fuga, erano alla vista d'una gravezza insopportabile. E un furiere e un caporale, al comando del capitano, si mossero sbigottiti per la piazza e si accostarono al primo di quei cinque cadaveri.<br />
Il furiere si chinò e vide ch'esso, caduto con la faccia a terra, era armato come un brigante. Gli tolse il fucile dalla spalla e, levando il braccio, lo mostrò al capitano; poi diede quel fucile al caporale, e si chinò di nuovo sul cadavere per prendergli dalla cintola prima una e poi l'altra pistola, che mostrò ugualmente al capitano. Allora questi, incuriosito, sebbene avesse ancora un forte tremito a una gamba e temesse che i soldati se ne potessero accorgere, si appressò anche lui a quel cadavere, e ordinò che lo rimovessero un poco per vederlo in faccia. Rimosso, quel cadavere mostrò sul petto insanguinato quattro medaglie.<br />
I tre, allora, rimasero a guardarsi negli occhi, stupiti e sgomenti.<br />
Chi avevano ucciso?
==''Il fu Mattia Pascal''==
[[File:Pirandello_-_Il_Fu_Mattia_Pascal,_1919.djvu|page=9|thumb|Edizione 1909]]
===[[Incipit]]===
Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:<br />– Io mi chiamo Mattia Pascal.<br>– Grazie, caro. Questo lo so.<br />– E ti par poco?<br />Non pareva molto, per dir la verità, neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non sapere neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all'occorrenza:<br>– Io mi chiamo Mattia Pascal.<br>Qualcuno vorrà bene compiangermi (costa così poco), immaginando l'atroce cordoglio d'un disgraziato, al quale avvenga di scoprire tutt'a un tratto che... sì, niente, insomma: né padre, né madre, né come fu o come non fu; e vorrà pur bene indignarsi (costa anche meno) della corruzione dei costumi, e de' vizii, e della tristezza dei tempi, che di tanto male possono esser cagione a un povero innocente.
===Citazioni===
*E dimentichiamo spesso e volentieri di essere atomi infinitesimali per rispettarci e ammirarci a vicenda, e siamo capaci di azzuffarci per un pezzettino di terra o di dolerci di certe cose, che, ove fossimo veramente compenetrati di quello che siamo, dovrebbero parerci miserie incalcolabili. (cap. II; 1986, p. 7)
*Posso dire che da allora ho fatto il gusto a ridere di tutte le mie sciagure e d'ogni mio tormento. Mi vidi, in quell'istante, attore d'una tragedia che più buffa non si sarebbe potuta immaginare: mia madre, scappata via, così, con quella matta; mia moglie, di là, che... lasciamola stare!; Marianna Pescatore lì per terra; e io, io che non avevo più pane, quel che si dice pane, per il giorno appresso, io con la barba tutta impastocchiata, il viso sgraffiato, grondante non sapevo ancora se di sangue o di lagrime, per il troppo ridere. (cap. V; 1973, p. 360)
*E mentr'io attenderò al molino, il fattore mi ruberà i frutti della campagna; e se mi porrò invece a badare a questa, il mugnajo mi ruberà la molenda. E di qua il mugnajo e di là il fattore faranno l'altalena, e io nel mezzo a godere. (cap. VII; 1973, p. 390)
*Recisa di netto ogni memoria in me della vita precedente, fermato l'animo alla deliberazione di ricominciare da quel punto una nuova vita, io era invaso e sollevato come da una fresca letizia infantile; mi sentivo come rifatta vergine e trasparente la coscienza, e lo spirito vigile e pronto a trar profitto di tutto per la costruzione del mio nuovo io. Intanto l'anima mi tumultuava nella gioja di quella nuova libertà. Non avevo mai veduto così uomini e cose; l'aria tra essi e me s'era d'un tratto quasi snebbiata; e mi si presentavan facili e lievi le nuove relazioni che dovevano stabilirsi tra noi, poiché ben poco ormai io avrei avuto bisogno di chieder loro per il mio intimo compiacimento. Oh levità deliziosa dell'anima; serena, ineffabile ebbrezza! La Fortuna mi aveva sciolto di ogni intrico, all'improvviso, mi aveva sceverato dalla vita comune, reso spettatore estraneo della briga in cui gli altri si dibattevano ancora [...]. (cap. VIII; 1973, p. 408)
*Nulla [[Invenzione|s'inventa]], è vero, che non abbia una qualche radice, più o men profonda, nella realtà; e anche le cose più strane possono esser vere, anzi nessuna fantasia arriva a concepire certe follie, certe inverosimili avventure che si scatenano e scoppiano dal seno tumultuoso della vita; ma pure, come e quanto appare diversa dalle invenzioni che noi possiamo trarne la realtà viva e spirante! Di quante cose sostanziali, minutissime, inimmaginabili ha bisogno la nostra invenzione per ridiventare quella stessa realtà da cui fu tratta, di quante fila che la riallaccino nel complicatissimo intrico della vita, fila che noi abbiamo recise per farla diventare una cosa a sè! (VIII; 1973, p. 413; 1993, p. 112)
*Tu, invece, a volerla dire, sarai sempre e dovunque un forestiere: ecco la differenza. Forestiere della vita, Adriano Meis. (cap. IX; 1973, p. 422)
*C'è chi [[Comprensione|comprende]] e chi non comprende, caro signore. Sta molto peggio chi comprende, perché alla fine si ritrova senza energia e senza volontà. Chi comprende, infatti, dice: «Io non devo far questo, non devo far quest'altro, per non commettere questa o quella bestialità». Benissimo! Ma a un certo punto s'accorge che la vita è tutta una [[bestialità]], e allora dica un po' lei che cosa significa il non averne commessa nessuna: significa per lo meno non aver vissuto, caro signore. (cap. IX; 1986, p. 55)
*«Oh perché gli uomini,» domandavo a me stesso, smaniosamente, «si affannano così a rendere man mano più complicato il congegno della loro vita? Perché tutto questo stordimento di macchine? E che farà l'uomo quando le macchine faranno tutto? Si accorgerà allora che il così detto progresso non ha nulla a che fare con la felicità? Di tutte le invenzioni, con cui la scienza crede onestamente d'arricchire l'umanità (e la impoverisce, perché costano tanto care), che gioja in fondo proviamo noi, anche ammirandole?» (cap. IX; 1973, p. 429)
*Eppure la scienza, pensavo; ha l'illusione di render anche più facile e più comoda L'esistenza! Ma, ammettendo che la renda veramente più facile, con tutte le sue macchine così difficili e complicate, domando, io: «E qual peggior servizio a chi sia condannato a una briga vana, che rendergliela facile e quasi meccanica?». (cap. IX; 1973, p. 429)
*Là, in un corridojo, sospesa nel vano d'una finestra, c'era una gabbia con un [[canarino]]. Non potendo con gli altri e non sapendo che fare, mi mettevo a conversar con lui, col canarino: gli rifacevo il verso con le labbra, ed esso veramente credeva che qualcuno gli parlasse e ascoltava e forse coglieva in quel mio pispissìo care notizie di nidi, di foglie, di libertà... Si agitava nella gabbia, si voltava, saltava, guardava di traverso, scotendo la testina, poi mi rispondeva, chiedeva, ascoltava ancora. Povero uccellino! lui sì m'intendeva, mentre io non sapevo che cosa gli avessi detto... ([[s:Il fu Mattia Pascal/9|cap. IX]]; 1919, p. 132)
*Mi accorsi tutt'a un tratto che dovevo proprio morire ancora: ecco il male! Chi se ne ricordava più? Dopo il mio suicidio alla ''Stia'', io naturalmente non avevo veduto più altro, innanzi a me, che la vita. Ed ecco qua, ora: il signor Anselmo Paleari mi metteva innanzi di continuo l'ombra della morte. (cap. X; 1973, p. 439)
*Il male della scienza, guardi, signor Meis, è tutto qui: che vuole occuparsi della vita soltanto. (cap. X; 1973, p. 443)
*Ma la causa vera di tutti i nostri mali, di questa tristezza nostra, sai qual è? La democrazia, mio caro, la democrazia, cioè il governo della maggioranza. Perché, quando il potere è in mano d'uno solo, quest'uno sa d'esser uno e di dover contentare molti; ma quando i molti governano, pensano soltanto a contentar se stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa; la tirannia mascherata da libertà. (cap. XI; 1973, p. 448)
*«Se noi riconosciamo,» pensavo, «che errare è dell'uomo, non è crudeltà sovrumana la giustizia?» (cap. XI; 1973, p. 459)
*«Beate le marionette,» sospirai, «su le cui teste di legno il finto cielo si conserva senza strappi! Non perplessità angosciose, né ritegni, né intoppi, né ombre, né pietà; nulla! E possono attendere bravamente e prender gusto alla loro commedia e amare e tener se stesse in considerazione e in pregio, senza soffrir mai vertigini o capogiri, poiché per la loro statura e per le loro azioni quel cielo è un tetto proporzionato. (cap. XII; 1973, p. 468)
*Potei sperimentare che l'uomo, quando soffre, si fa una particolare idea del bene e del male, e cioè del bene che gli altri dovrebbero fargli e a cui egli pretende, come se dalle proprie sofferenze gli derivasse un diritto al compenso, e del male che egli può fare a gli altri, come se parimenti dalle proprie sofferenze vi fosse abilitato. E se gli altri non gli fanno il bene quasi per dovere, egli li accusa, e di tutto il male ch'egli fa quasi per diritto, facilmente si scusa. (XII; 1973, p. 482; 1993, p. 167)
*E il signor Anselmo, seguitando, mi dimostrava che, per nostra disgrazia, noi non siamo come l'albero che vive e non si sente, a cui la terra, il sole, l'aria, la pioggia, il vento, non sembra che sieno cose ch'esso non sia: cose amiche o nocive. A noi uomini, invece, nascendo, è toccato un tristo privilegio: quello di ''sentirci'' vivere, con la bella illusione che ne risulta: di prendere cioè come una realtà fuori di noi questo nostro interno sentimento della vita, mutabile e vario, secondo i tempi, i casi e la fortuna.<br>E questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso; un lanternino che ci fa vedere sperduti su la terra, e ci fa vedere il male e il bene; un lanternino che projetta tutt'intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l'ombra nera, l'ombra paurosa che non esisterebbe, se il lanternino non fosse acceso in noi, ma che noi dobbiamo pur troppo creder vera, fintanto ch'esso si mantiene vivo in noi. Spento alla fine a un soffio, ci accoglierà davvero quell'ombra fittizia, ci accoglierà la notte perpetua dopo il giorno fumoso della nostra illusione, o non rimarremo noi piuttosto alla mercé dell'Essere, che avrà soltanto rotto le vane forme della nostra ragione?<br>– Dorme, signor Meis?<br>– Segua, segua pure, signor Anselmo: non dormo. Mi par quasi di vederlo, codesto suo lanternino.<br>– Ah, bene... Ma poiché lei ha l'occhio offeso, non ci addentriamo troppo nella filosofia, eh? e cerchiamo piuttosto d'inseguire per ispasso le lucciole sperdute, che sarebbero i nostri lanternini, nel bujo della sorte umana. Io direi innanzi tutto che son di tanti colori; che ne dice lei? secondo il vetro che ci fornisce l'illusione, gran mercantessa, gran mercantessa di vetri colorati. A me sembra però, signor Meis, che in certe età della storia, come in certe stagioni della vita individuale, si potrebbe determinare il predominio d'un dato colore, eh? In ogni età, infatti, si suole stabilire tra gli uomini un certo accordo di sentimenti che dà lume e colore a quei lanternoni che sono in termini astratti: ''Verità, Virtù, Bellezza, Onore'', e che so io... E non le pare che fosse rosso, ad esempio, il lanternone della Virtù pagana? Di color violetto, color deprimente, quello della Virtù cristiana. Il lume d'una idea comune è alimentato dal sentimento collettivo; se questo sentimento però si scinde, rimane sì in piedi la lanterna del termine astratto, ma la fiamma dell'idea vi crepita dentro e vi guizza e vi singhiozza, come suole avvenire in tutti i periodi che son detti di [[transizione]]. Non sono poi rare nella storia certe fiere ventate che spengono d'un tratto tutti quei lanternoni. Che piacere! Nell'improvviso bujo, allora è indescrivibile lo scompiglio delle singole lanternine: chi va di qua, chi di là, chi torna indietro, chi si raggira; nessuna più trova la via: si urtano, s'aggregano per un momento in dieci, in venti; ma non possono mettersi d'accordo, e tornano a sparpagliarsi in gran confusione, in furia angosciosa: come le formiche che non trovino più la bocca del formicajo, otturata per ispasso da un bambino crudele. ([[s:Il fu Mattia Pascal/13|cap. XIII]]; 1919, pp. 197-199)
*Avevo già sperimentato come la mia libertà, che a principio m'era parsa senza limiti, ne avesse purtroppo nella scarsezza del mio denaro; poi m'ero anche accorto ch'essa più propriamente avrebbe potuto chiamarsi solitudine e noja, e che mi condannava a una terribile pena: quella della compagnia di me stesso; mi ero allora accostato agli altri; ma il proponimento di guardarmi bene dal riallacciare, fors'anche debolissimamente, le fila recise, a che era valso? Ecco: s'erano riallacciate da sé, quelle fila; e la vita, per quanto io, già in guardia, mi fossi opposto, la vita mi aveva trascinato, con la sua foga irresistibile: la vita che non era più per me. (cap. XV; 1973, p. 511)
*Morto? Peggio che morto; me l'ha ricordato il signor Anselmo: i morti non debbono, più morire, e io sì: io sono ancora vivo per la morte e morto per la vita. Che vita infatti può esser più la mia? La noja di prima, la solitudine, la compagnia di me stesso? (cap. XV; 1973, p. 521)
*Ma sì! così era! il simbolo, lo spettro della mia vita era quell'ombra: ero io, là per terra, esposto alla mercé dei piedi altrui. Ecco quello che restava di Mattia Pascal, morto alla ''Stìa'': la sua ombra per le vie di Roma. (cap. XV; 1973, p. 524)
*Ma aveva un cuore, quell'ombra, e non poteva amare; aveva denari, quell'ombra, e ciascuno poteva rubarglieli; aveva una testa, ma per pensare e comprendere ch'era la testa di un'ombra, e non l'ombra d'una testa. Proprio cosi! (cap. XV; 1973, p. 524)
*Ed ecco, ora, dopo essermi aggirato per due anni, come un'ombra, in quella illusione di vita oltre la morte, mi vedevo costretto, forzato, trascinato peri capelli a eseguire su me la loro condanna. Mi avevano ucciso davvero! Ed esse, esse sole si erano liberate di me... [...] Ma sì! ma sì! Io non dovevo uccider me, un morto, io dovevo uccidere quella folle, assurda finzione che m'aveva torturato, straziato due anni, quell'Adriano Meis, condannato a essere un vile, un bugiardo, un miserabile; quell'Adriano Meis dovevo uccidere, che essendo, com'era, un nome falso, avrebbe dovuto aver pure di stoppa il cervello, di cartapesta il cuore, di gomma le vene, nelle quali un po' d'acqua tinta avrebbe dovuto scorrere, invece di sangue: allora sì! Via, dunque, giù, giù, tristo fantoccio odioso! Annegato, lí, come Mattia Pascal! Una volta per uno! (cap. XVI; 1973, p. 546)
*Ah, ora, ritornando vivo, avrei potuto anch'io prendermi il gusto di dire bugie, tante, tante, tante, anche della forza di quelle del cavalier Tito Lenzi, e più grosse ancora! (cap. XVII; 1973, p. 551)
*Ah, che vuol dir morire! Nessuno, nessuno si ricordava più di me, come se non fossi mai esistito... (cap. XVIII; 1973, p. 575)
*[[Copernico]] [...] ha rovinato l'umanità, irrimediabilmente. Ormai noi tutti ci siamo a poco a poco adattati alla nuova concezione dell'infinita nostra piccolezza, a considerarci anzi men che niente nell'Universo... Storie di vermucci ormai, le nostre.
*Le anime hanno un loro particolar modo d'intendersi, d'entrare in [[intimità]], fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle [[parola|parole]] comuni, nella schiavitù delle esigenze sociali. Han bisogni lor proprii e loro proprie aspirazioni le anime, di cui il [[corpo]] non si dà per inteso, quando veda l'impossibilità di soddisfarli e di tradurle in atto. E ogni qualvolta due che comunichino fra loro così, con le anime soltanto, si trovano soli in qualche luogo, provano un turbamento angoscioso e quasi una repulsione violenta d'ogni minimo contatto materiale, una sofferenza che li allontana, e che cessa subito, non appena un terzo intervenga. Allora, passata l'angoscia, le due anime sollevate si ricercano e tornano a sorridersi da lontano.
*Un desiderio vago, come un'aura dell'anima, aveva schiuso pian piano per lei, come per me, una finestra nell'avvenire, donde un raggio dal tepore inebriante veniva a noi, che non sapevamo intanto appressarci a quella finestra né per richiuderla né per vedere che cosa ci fosse di là.
*Vivo alla morte, ma morto alla vita.
*Ogni [[oggetto]] in noi suol trasformarsi secondo le immagini ch'esso evoca e aggruppa, per così dire, attorno a sé. Certo un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell'oggetto per sé medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d'immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell'oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l'accordo, l'armonia che stabiliamo tra esso e noi, l'anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi. (IX; 1993, p. 118)
*Amicizia vuol dire confidenza [...]. (IX; 1993, p. 123)
*Folle! Come mi ero illuso che potesse vivere un tronco reciso dalle sue radici? (XVII; 1993, p. 219)
====Appendice: ''Avvertenza sugli scrupoli della fantasia''====
*Perché la vita, per tutte le sfacciate assurdità, piccole e grandi, di cui beatamente è piena, ha l'inestimabile privilegio di poter fare a meno di quella stupidissima [[verosimile|verosimiglianza]], a cui l'arte crede suo dovere obbedire.<br />Le assurdità della vita non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere. All'opposto di quelle dell'arte che, per parer vere, hanno bisogno d'esser verosimili. E allora, verosimili, non sono più assurdità.<br />Un caso della vita può essere assurdo; un'opera d'arte, se è opera d'arte, no.<br />Ne segue che tacciare d'assurdità e d'inverosimiglianza, in nome della vita, un'opera d'arte è balordaggine.<br />In nome dell'arte, sì; in nome della vita, no. (1993, pp. 243-244)
*Si domanda a questo punto se vogliono esser considerati come zoologi o come [[critico|critici]] letterarii quei tali signori che, giudicando un romanzo o una novella o una commedia, condannano questo o quel personaggio, questa o quella rappresentazione di fatti o di sentimenti, non già in nome dell'arte come sarebbe giusto, ma in nome d'una ''umanità'' che sembra essi conoscano a perfezione, come se realmente in astratto esistesse, fuori cioè di quell'infinita varietà d'uomini capaci di commettere tutte quelle sullodate assurdità che ''non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere''. (1993, p. 244)
*Ma se il valore e il senso ''universalmente umano'' di certe mie favole e di certi miei personaggi, nel contrasto, com'egli dice, tra realtà e illusione, tra volto individuale ed immagine sociale di esso, consistesse innanzi tutto nel senso e nel valore da dare a quel primo contrasto, il quale, per una [[beffa]] costante della vita, ci si scopre sempre inconsistente, in quanto che, ''necessariamente'' purtroppo, ogni realtà d'oggi è destinata a scoprircisi illusione domani; ma illusione ''necessaria'', se purtroppo fuori di essa non c'è per noi altra realtà? Se consistesse appunto in questo, che un uomo o una donna, messi da altri o da se stessi, in una penosa situazione, socialmente anormale, assurda per quanto si voglia, vi durano, la sopportano, la rappresentano davanti agli altri, finché non la vedono, sia pure per la loro cecità o incredibile buonafede; perché appena la vedono come a uno specchio che sia posto loro davanti, non la sopportano più, ne provan tutto l'orrore e la infrangono o, se non possono infrangerla, se ne senton morire? Se consistesse appunto in questo, che una situazione, socialmente anormale, si accetta, anche vedendola a uno specchio, che in questo caso ci para davanti la nostra stessa illusione; e allora la si rappresenta, soffrendone tutto il martirio, finché la rappresentazione di essa sia possibile dentro la [[maschera]] soffocante che da noi stessi ci siamo imposta o che da altri o da una crudele necessità ci sia stata imposta, cioè fintanto che sotto questa maschera un sentimento nostro, troppo vivo, non sia ferito così addentro, che la ribellione alla fine prorompa e quella maschera si stracci e si calpesti? [...] L'arruffio, se c'è, dunque è voluto; il macchinismo, se c'è, dunque è voluto; ma non da me: bensì dalla favola stessa, dagli stessi personaggi; e si scopre subito, difatti: spesso è concertato apposta e messo sotto gli occhi nell'atto di concertarlo e di combinarlo: è la maschera per una rappresentazione; il giuoco delle parti; quello che vorremmo o dovremmo essere; quello che agli altri pare che siamo, mentre quel che siamo, non lo sappiamo, fino a un certo punto, neanche noi stessi; la goffa, incerta metafora di noi; la costruzione, spesso arzigogolata, che facciamo di noi, o che gli altri fanno di noi: dunque, davvero, un macchinismo, sì, in cui ciascuno volutamente, ripeto, è la marionetta di se stesso; e poi, alla fine, il calcio che manda all'aria tutta la baracca.
===[[Explicit]]===
Ho messo circa sei mesi a scrivere questa mia strana storia, ajutato da lui. Di quanto è scritto qui egli serberà il segreto, come se l'avesse saputo sotto il sigillo della confessione.<br>Abbiamo discusso a lungo insieme su i casi miei, ie spesso io gli ho dichiarato di non saper vedere che frutto se ne possa cavare.<br>– Intanto, questo, – egli mi dice: – che fuori della legge e fuori di quelle particolarità, liete o tristi che sieno, per cui noi siamo noi, caro signor Pascal, non è possibile vivere.<br>Ma io gli faccio osservare che non sono affatto rientrato né nella legge, né nelle mie particolarità. Mia moglie è moglie di Pomino, e io non saprei proprio dire ch'io mi sia.<br>Nel cimitero di Miragno, su la fossa di quel povero ignoto che s'uccise alla ''Stìa'', c'è ancora la lapide dettata da Lodoletta:<br><br>{{centrato|<small>COLPITO DA AVVERSI FATI</small><br>MATTIA PASCAL<br><small>BIBLIOTECARIO<br>CVOR GENEROSO ANIMA APERTA<br>QVI VOLONTARIO<br>RIPOSA<br>LA PIETÀ DEI CONCITTADINI<br>QVESTA LAPIDE POSE</small><br><br>}}Io vi ho portato la corona di fiori promessa e ogni tanto mi reco a vedermi morto e sepolto là. Qualche curioso mi segue da lontano; poi, al ritorno, s'accompagna con me, sorride, e – considerando la mia condizione – mi domanda:<br>– Ma voi, insomma, si può sapere chi siete?<br>Mi stringo nelle spalle, socchiudo gli occhi e gli rispondo:<br>– Eh, caro mio... Io sono il fu Mattia Pascal.
==''L'amica delle mogli''==
===[[Incipit]]===
'''MARTA''': Eccoci qua. Abbiamo fatto un po' tardi.<br>'''CAMERIERE''': La corsa arriva alle nove.<br>'''PRIMA CAMERIERA''': C'è più d'un'ora.<br>'''MARTA''': Bisogna sbricarci, perché tutto sia pronto. Questi fiori... (''Al cameriere''): ecco, reggete un po'... (''Riprendendosi''): No, meglio posarli qua. (''Li posa su un tavolinetto''). Prendo le chiavi.
===Citazioni===
*'''VENZI''': Bell'[[arte]], ah bell'arte, la [[musica]]! Peccato…<br>'''DAULA''': (''andandogli incontro, minaccioso''). Che intendi dire?<br>'''VENZI''': Peccato che tu la professi con tanta [[disgrazia]]!<br>'''DAULA''': Bada ch'è la seconda volta, questa, che tu mi provochi!<br>'''VENZI''': (''prendendolo per il bavero e dominandolo, con tono ambiguo''). Sciocchi, caro, si può essere in due modi: per una sciocchezza che si fa, come tanti possono farla, pur senz'essere sciocchi; e allora si fa ridere non propriamente di noi, ma della sciocchezza che abbiamo fatta; o sciocchi per sciocchezza congenita, e allora facciamo ridere di noi, sempre, qualunque cosa si faccia, anche la più seria; come quella che tu hai consigliato adesso a questo bel giovanotto. Mi sono spiegato?
===[[Explicit]]===
'''Anna''': Ma come? vuoi restar sola?<br />
'''Clelia''': Qua, tu sola?<br />
'''Rosa''': Siamo venute per te!<br />
'''Marta''': Sola, sì, sola! Vi ringrazio; ma andate, andate, vi prego! Voglio restar sola! ‑ Pòrtatelo via, pòrtatelo via, Anna!<br />
'''Venzi''': No. Io debbo restare.<br />
'''Marta''' (''con minaccioso tono''): Lei se n'andrà via con sua moglie! ‑<br />
''Poi rivolta alle mogli:''<br />
Insomma, come debbo dirvi d'andarvene? ‑ Lasciatemi sola! voglio restar sola! ‑ Sola, ‑ sola, ‑ sola!
==''L'umorismo''==
*Ciò che noi conosciamo di noi stessi, non è che una parte, forse una piccolissima parte di quello che noi siamo. E tante e tante cose, in certi momenti eccezionali, noi sorprendiamo in noi stessi, percezioni, ragionamenti, stati di coscienza che son veramente oltre i limiti relativi della nostra esistenza normale e cosciente. (1908)
*[[Montaigne]] [...] è il tipo dello scetticismo sereno, non avido di lotte, sorridente, senza impeti, senza ideali da difendere, senza virtù da seguire, lo scettico che tollera tutto senza aver fede in nulla, che non ha nè entusiasmi nè aspirazioni, che si serve del dubbio per giustificare l’inerzia con la tolleranza, che dimostra una percezione della vita serena, ma sterile, indice di egoismo e di decadenza di razza, giacché il libero esame che non spinge all’azione può meglio che salvare dalla schiavitù, accettare, o rendersi complice del dispotismo. ([[:s:L%27umorismo/Parte_prima/6|I, 6]])
*Vediamo dunque, qual è il processo da cui risulta quella particolar rappresentazione che si suol chiamare umoristica; se questa ha peculiari caratteri che la distinguono, e da che derivano; se vi è un particolar modo di considerare il mondo, che costituisce appunto la materia e la ragione dell'umorismo. [...] Ho già detto altrove, e qui m'è forza ripetere– l'opera d'arte è creata dal libero movimento della vita interiore che organa le idee e le immagini in una forma armoniosa, di cui tutti gli elementi han corrispondenza tra loro e con l'idea madre che le coordina. [...] Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d'abiti giovanili. Mi metto a ridere. "Avverto" che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un "avvertimento del contrario". <br>Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s'inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l'amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l'umoristico. [...] non ci fermiamo alle apparenze, ciò che inizialmente ci faceva ridere adesso ci farà tutt'al più sorridere.
==''Non si sa come''==
===[[Incipit]]===
Ai nostri giorni<br>...''Al levarsi della tela Giorgio, seduto nel terrazzo, legge; vedendo entrare Respi, si alza''.<br>'''GIORGIO''': Oh, Respi. Bravo. Ci si rivede.<br>'''RESPI''': Sei sbarcato da poco.<br>'''GIORGIO''': Da dodici giorni. Li conto, perché purtroppo me ne restano ormai soltanto tre.<br>'''RESPI''': Dopo otto mesi di crociera.<br>'''GIORGIO''': Quindici soli giorni di licenza. Che vuoi farci? È la nostra vita.
===Citazioni===
*Scagliata la pietra, d'un tratto – io non so come – da che tutto prima mi sbalzava davanti agli occhi, quelle masse d'[[albero|alberi]], in [[cielo]] la [[luna]] come uno striscio di [[luce]], ora più nulla, il tempo stesso e tutte le cose pareva si fossero fermati in uno stupore attonito intorno a quel [[ragazzo]] traboccato a terra. Ancora ansante, col cuore in gola, mirai esterrefatto, addossato alla muriccia, quell'incredibile immobilità silenziosa della campagna sotto la luna, quel ragazzo che vi giaceva con la faccia mezzo nascosta nella [[terra]], e sentii crescere in me, formidabile, il senso d'una solitudine eterna, da cui dovevo subito fuggire. Non ero stao io; io non l'avevo voluto; non ne sapevo nulla: E proprio come se non fossi stato io, proprio come se m'appressassi per curiosità, mossi un passo e poi un altro, e mi chinai a guardare. Il ragazzo aveva la [[testa]] sfragellata, la bocca nel [[sangue]] colato a terra nero e una gamba un po' scoperta.
===[[Explicit]]===
'''Romeo''': Giorgio, anche lei, tua moglie, come in sogno, è stata mia. Non l'ha voluto, né io l'ho voluto. Puoi tu punirci?<br />
''Giorgio, Ginevra e Bice ne restano sbalorditi. Pausa.''<br />
'''Bice''' (''ancora nello sbalordimento''): Perché l'hai detto?<br />
'''Romeo''': Dovevo dirlo. Tu nel sogno, lei nel fatto.<br />
'''Giorgio''': Nel fatto. Ah, dunque è vero? Hai mentito?<br />
''E accenna di lanciarsi come una belva contro Romeo. Subito Ginevra gli si mette davanti per pararlo, gridando.''<br />
'''Ginevra''': No! è, pazzo! È pazzo!<br />
'''Romeo''': Non sono pazzo. Siamo innocenti.<br />
''Giorgio con una violenta bracciata si libera da Ginevra e cava dal fodero la pistola, mentre Bice, cercando di riparar Romeo, grida a Giorgio:''<br />
'''Bice''': No, no, Giorgio!<br />
'''Romeo''' (''subito a Bice, scartandola''): Lascialo fare.<br />
''Giorgio spara. Grido delle due donne.''<br />
'''Romeo''' (''abbattendosi su Bice''): Anche questo è umano.
==''Quaderni di Serafino Gubbio operatore''==
===[[Incipit]]===
Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno.
===Citazioni===
*[...] gli uomini hanno in sé un [[superfluo]], che di continuo inutilmente li tormenta, non facendoli mai paghi di nessuna condizione e sempre lasciandoli incerti del loro destino. (quaderno I, § 3; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/19|11]])
*Mani, non vedo altro che mani, in queste camere oscure; mani affaccendate su le bacinelle; mani, cui il tetro lucore delle lanterne rosse dà un'apparenza spettrale. Penso che queste mani appartengono ad uomini che non sono più; che qui sono condannati ad esser mani soltanto: queste mani, strumenti. Hanno un cuore? A che serve? Qua non serve. Solo come strumento anch'esso di macchina, può servire, per muovere queste mani. E così la testa: solo per pensare ciò che a queste mani può servire. E a poco a poco m'invade tutto l'orrore della necessità che mi s'impone, di diventare anch'io una mano e nient'altro. (quaderno III, § 3; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/78|70]])
*[...] la [[vita]] è tutta una stupidaggine, sempre, perché non conclude mai e non può concludere. (Simone Pau: quaderno IV, § 3; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/129|121]])
*La [[filosofia]] è come la religione: conforta sempre, anche quando è disperata, perché nasce dal bisogno di superare un tormento, e anche quando non lo superi, il pórselo davanti, questo tormento, è già un sollievo per il fatto che, almeno per un poco, non ce lo sentiamo più dentro. (quaderno IV, § 3; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/129|121]])
*Che mondaccio, signor Gubbio, che mondaccio è questo! che schifo! Ma pajono tutti... che so! Ma perché si dev'essere così? [[Maschera]]ti! Mascherati! Mascherati! Me lo dica lei! Perché, appena insieme, l'uno di fronte all'altro, diventiamo tutti tanti pagliacci? Scusi, no, anch'io, anch'io; mi ci metto anch'io; tutti! Mascherati! Questo, un'aria così; quello, un'aria cosà... E dentro siamo diversi! Abbiamo il cuore, dentro, come... come un bambino rincantucciato, offeso, che piange e si vergogna! (Carlo Ferro: quaderno IV, § 4; pp. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/133|125]]-[[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/134|126]])
*A quanti uomini, presi nel gorgo d'una passione, oppure oppressi, schiacciati dalla tristezza, dalla miseria, farebbe bene pensare che c'è, sopra il soffitto, il cielo, e che nel cielo ci sono le [[stelle]]. Anche se l'esserci delle stelle non ispirasse loro un conforto religioso. Contemplandole, s'inabissa la nostra inferma piccolezza, sparisce nella vacuità degli spazii, e non può non sembrarci misera e vana ogni ragione di tormento. (quaderno V, § 1; pp. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/169|161]]-[[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/170|162]])
*Porsi davanti la vita come un oggetto da studiare, è assurdo, perché la vita, posta davanti così, perde per forza ogni consistenza reale e diventa un'astrazione vuota di senso e di valore. E com'è più possibile spiegarsela? L'avete uccisa. Potete, tutt'al più, farne l'anatomia.<br>La vita non si spiega; si vive.<br>La ragione è nella vita; non può esserne fuori. E la vita non bisogna porsela davanti, ma sentirsela dentro, e viverla. (quaderno V, § 4; p. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/187|179]])
*– Già! – disse. – È curioso l'effetto che ci fa la nostra immagine riprodotta [[foto]]graficamente, anche in un semplice ritratto, quando ci facciamo a guardarla la prima volta. Perché?<br>– Forse, – gli risposi, – perché ci sentiamo lì fissati in un momento, che già non è più in noi; che resterà, e che si farà man mano sempre più lontano.<br>– Forse! – sospirò. – Sempre più lontano per noi...<br>– No, – soggiunsi, – anche per l'immagine. L'immagine invecchia anch'essa, tal quale come invecchiamo noi a mano a mano. Invecchia, pure fissata lì sempre in quel momento; invecchia giovane, se siamo giovani, perché quel giovane lì diviene d'anno in anno sempre più vecchio con noi, in noi.<br>– Non capisco.<br>– È facile intenderlo, se ci pensa un poco. Guardi: il tempo, da lì, da quel ritratto, non procede più innanzi, non s'allontana sempre più d'ora in ora con noi verso l'avvenire; pare che resti lì fissato, ma s'allontana anch'esso, in senso inverso; si sprofonda sempre più nel passato, il tempo. Per conseguenza l'immagine, lì, è una cosa morta che col tempo s'allontana man mano anch'essa sempre più nel passato: e più è giovane e più diviene vecchia e lontana. (quaderno VII, § 3; pp. [[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/263|255]]-[[s:Pagina:Pirandello - Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Firenze, Bemporad, 1925.djvu/264|256]])
===[[Explicit]]===
No, grazie. Grazie a tutti. Ora basta. Voglio restare così. Il tempo è questo; la vita è questa; e nel senso che do alla mia professione, voglio seguitare così – solo, muto e impassibile – a far l'operatore.<br>La scena è pronta?<br>– Attenti, si gira... –
==''Sagra del signore della nave''==
===[[Incipit]]===
''Appena alzato il sipario si udrà un lontanissimo battere in cadenza di tamburi, che non verrà dal palcoscenico ma dall'interno del teatro, alle spalle degli spettatori. A poco a poco questo battito si avvicinerà sempre di più''.<br>'''UN TAVERNAJO''': (''lardoso, con un tòcco di carta in capo, in maniche di camicia rimboccate sulle braccia e un grembiule di traliccio a righe bianche e turchine: chiamando verso l'interno, a destra''). O Libèee! Dico a te! Malanno a te! Vieni a stendere le tovaglie sulle tavole, che già la gente comincia a venire!<br>''Dietro le quinte a destra e a sinistra, più o meno lontani e regolati sulle pause dal Direttore di scena per modo che non disturbino troppo la recitazione, cominceranno ad udirsi i versi dei venditori, cantilenati e ripetuti d'ora in ora con varietà, durante tutta la rappresentazione. Qui se ne trascrivono alcuni; altri potranno essere aggiunti, purché abbian colore e diversità di tono e di cadenza''.<br>'''BERCIO D'UN DOLCIERE''': Croccanti, croccanti, biscotti aranciati!<br>'''BERCIO D'UN GELATAJO''': Lo scialacuore, lo scialacuore! – Un soldo la giara, lo scialacuore!<br>'''BERCIO D'UN COCOMERAJO''': Taglia ch'è rosso! Taglia ch'è rosso!<br>'''BERCIO DI PESCIVENDOLI''': Triglie e merluzzi venuti d'ora!
===Citazioni===
*'''IL SIGNOR LAVACCARA''': (''in condfidenza al giovane pedagogo''). Ma quello lì, gliel'assicuro io, è un avvocato sì, ma assai più porco del mio porco che adesso si mangerà!<br>'''IL GIOVANE PEDAGOGO''': Non lo dica, signor Lavaccara! Un porco è un porco e basta; mentre, veda, quello lì – non voglio contraddirla – sarà magari un porco; ma porco e avvocato; e quell'altro, porco e notajo; e questo che viene ora, porco e orologiaio; e quest'altro, porco e farmacista. C'è una bella differenza, creda! (p. 123)
===[[Explicit]]===
D'un tratto, cupo enorme solenne, s'udrà dall'alto un rintocco di campana, e subito, come per un improvviso tracollo del sole, la luce, da rossa, si farà violetta. Tutti, come atterriti, taceranno, in miserabili atteggiamenti sguajati, cangiando le urla in un bestiale affanno di pianto, in una mugolante ànsima di contrizione. Altri tremendi rintocchi s'udranno intanto, a cui dalla chiesa risponderà il rombo dell'organo e il coro dei divoti: e dal portale della chiesa apparirà, spettrale, un altissimo prete in cappa e stola, che reggerà alto con tutt'e due le braccia il Signore della Nave: grande macabro Crocefisso insanguinato. Due chierici, anch'essi spettrali, gli staranno ai lati; altri due, inginocchiati davanti, agiteranno i turiboli; tutta la folla, sempre ansimando, gemendo, mugolando, cadrà in ginocchio e si darà pugni rintronanti sul petto. Il prete lentamente scenderà la cordonata, seguito dai divoti oranti e da altri chierici che recheranno alti su neri bastoncelli dei lampioncini accesi, e aprirà la processione, attraversando il palcoscenico e poi sul ponticello la sala. Dietro al Crocefisso molti andranno barcollanti e non cesseranno di picchiarsi il petto e di piangere e di gemere a mano a mano più forte; altri, non riuscendo a levarsi in piedi, resteranno accosciati sul palcoscenico come bestie ferite, barbugliando: «Mea culpa! Mea culpa! Cristo, perdonaci! Cristo, pietà!». Allora il giovane pedagogo, rimasto col signor Lavaccara sul palcoscenico, tutti e due come basiti, si leverà gradatamente e additando al compagno la tragica processione, dirà:<br /><br />'''Il giovane pedagogo''': No, no, vede? piangono, piangono! Si sono ubriacati, si sono imbestiati; ma eccoli qua ora che piangono dietro al loro Cristo insanguinato! E vuole una tragedia più tragedia di questa?<br /><br />{{centrato|''La processione scomparirà dalla sala; cesseranno i rintocchi e cadrà la tela.''}}
==''Sei personaggi in cerca d'autore''==
[[File:Pirandello - Sei personaggi in cerca d'autore, R. Bemporad & figlio, 1921.djvu|page=7|thumb|Edizione 1921]]
===[[Incipit]]===
''Di giorno,<br>su un palcoscenico di teatro di posa''.<br><br>[...]<br>'''IL DIRETTORE DI SCENA''': Oh! Che fai?<br>'''IL MACCHINISTA''': Che faccio? Inchiodo.<br>'''IL DIRETTORE DI SCENA''': A quest'ora?<br>''Guarderà l'orologio''<br>Sono già le dieci e mezzo. A momenti sarà qui il Direttore per la prova.<br>'''IL MACCHINISTA''': Ma dico, dovrò avere anch'io il mio tempo per lavorare!<br>'''IL DIRETTORE DI SCENA''': L'avrai, ma non ora.<br>'''IL MACCHINISTA''': E quando?<br>'''IL DIRETTORE DI SCENA''': Quando non sarà più l'ora della prova. Su, su, pòrtati via tutto, e lasciami disporre la scena per il secondo atto del ''Giuoco delle parti''.
{{NDR|Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', BMM, 1954.}}
===Citazioni===
<!-- In ordine di pagina -->
*Nulla pare che sia più superfluo dello spirito in un organismo umano. (dalla Prefazione)<ref name="diz">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*Ogni fantasma, ogni [[Personaggio immaginario|creatura d'arte]], per essere, deve avere il suo dramma, cioè un dramma di cui esso sia personaggio e per cui è personaggio. Il dramma è la ragion d'essere del personaggio; è la sua funzione vitale: necessaria per esistere. (dalla Prefazione)<ref name=diz/>
*[...] chi ha la ventura di nascere personaggio vivo, può ridersi anche della morte. Non muore più! [...] Chi era Sancho Panza? Chi era don Abbondio? Eppure vivono eterni, perché – vivi germi – ebbero la ventura di trovare una matrice feconda, una fantasia che li seppe allevare e nutrire, far vivere per l'eternità! ('''Il padre''')
*'''Il capocomico''': E dov'è il copione?<br />'''Il padre''': È in noi, signore. Il dramma è in noi; siamo noi; e siamo impazienti di rappresentarlo, così come dentro ci urge la passione!<br />'''La Figliastra''': Egli vuole subito arrivare alla rappresentazione dei suoi travagli spirituali; ma io voglio rappresentare il mio dramma! Il mio! (1925)
*Dimostrarle che si nasce alla vita in tanti modi, in tante forme: albero o sasso, acqua o farfalla... o donna. E che si nasce anche personaggi!
*Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com'egli l'ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!
*[...] lei sa bene che la vita è piena d'infinite assurdità, le quali sfacciatamente non han neppure bisogno di parer verosimili; perché sono vere.
*Signore, ciascuno – fuori, davanti agli altri – è vestito di dignità: ma dentro di sé sa bene tutto ciò che nell'intimità con se stesso si passa, d'inconfessabile.
*Ma dica un po', è pazza? ('''Il padre''') No, che pazza! È peggio!
* Lei è la ragione, e sua moglie l'istinto: in un giuoco di parti assegnate, per cui lei che rappresenta la sua parte è volutamente il fantoccio di se stesso.
*Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi – veda – si crede uno ma non è vero: è tanti, signore, tanti, secondo tutte le possibilità d'essere che sono in noi: uno con questo, uno con quello, – diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'essere sempre uno per tutti e sempre quest'uno che ci crediamo in ogni nostro atto. Non è vero! Non è vero! Ce ne accorgiamo bene, quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo all'improvviso come agganciati e sospesi: ci accorgiamo, voglio dire, di non essere tutti in quell'atto! (Garzanti)
*Per chi cade nella colpa, signore, il responsabile di tutte le colpe che seguono, non è sempre chi, primo, determinò la caduta? (1954, p. 75)
*Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre «qualcuno». Mentre un uomo – non dico lei, adesso – un uomo così in genere, può non essere «nessuno». (1954, p. 81)
*Quando un personaggio è nato, acquista subito una tale indipendenza anche dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato in tant'altre situazioni in cui l'autore non pensò di metterlo, e acquistare anche, a volte, un significato che l'autore non si sognò mai di dargli! ('''Il padre''')
===[[Explicit]]===
Subito, dietro il fondalino, come per uno sbaglio d'attacco, s'accenderà un riflettore verde, che proietterà, grandi e spiccate, le ombre dei Personaggi, meno il Giovinetto e la Bambina. Il capocomico, vedendole, schizzerà via dal palcoscenico, atterrito. Contemporaneamente si spegnerà il riflettore dietro il fondalino, e si rifarà sul palcoscenico il notturno azzurro di prima. Lentamente, dal lato destro della tela verrà prima avanti il Figlio, seguito dalla madre con le braccia protese verso di lui; poi dal lato sinistro il padre.<br />Si fermeranno a metà del palcoscenico, rimanendo lì come forme trasognate. Verrà fuori, ultima, da sinistra, la figliastra che correrà verso una delle scalette; sul primo scalino si fermerà un momento a guardare gli altri tre e scoppierà in una stridula risata, precipitandosi poi giù per la scaletta; correrà attraverso il corridojo tra le poltrone; si fermerà ancora una volta e di nuovo riderà, guardando i tre rimasti lassù; scomparirà dalla sala, e ancora, dal ridotto, se ne udrà la risata. Poco dopo calerà la tela.
===Citazioni sull'opera===
*Ho già afflitto tanto i miei lettori con centinaja di novelle; perché dovrei affliggerli ancora con la narrazione dei tristi casi di questi sei disgraziati? (Luigi Pirandello, dalla prefazione a ''Sei personaggi in cerca d'autore'', Oscar Mondadori, 1976)
*Ho letto i Sei personaggi una sola volta, per caso, e ne sono rimasto incantato. Poi non l'ho riletto più, salvo tenermi in mente alcune citazioni: mi era impossibile credere alla negatività del linguaggio pirandelliano nei confronti della contemporaneità del suo senso; quest'ultimo rimaneva segreto e distaccato dal modo di aprire bocca e di corrispondersi dei personaggi. ([[Memè Perlini]])
*Il pubblico del Manzoni ha accolto trionfalmente questa strana commedia ch'è, indubbiamente, un'opera d'arte di una originalità rara. ([[Marco Praga]])
==''Sogno (ma forse no)''==
===[[Incipit]]===
Una camera: ma forse no: un salotto. Certo, una giovane signora vi giace su un letto: ma forse no: sembra piuttosto un divano, a cui per qualche molla si sia abbattuta l'alta spalliera. Del resto, nulla in principio si discerne bene, perché la stanza è stenebrata appena da un lume innaturale che emana dal tappetino verde prato davanti al divano. Questo lume par debba da un momento all'altro sparire a un lieve moto nel sonno della giovane signora dormente.
Difatti, è proprio il lume d'un sogno: come quel salotto è una camera da letto soltanto nel sogno della giovane signora: e un letto, quel divano.
===Citazioni===
*Quando una donna dice di tacere per pietà, ha già ingannato.
*La lealtà, la lealtà è un debito, e il più sacro, verso noi stessi, anche prima che verso gli altri. Tradire è orribile. Tradire è orribile.
*Nulla atterrisce più di uno [[specchio]] una [[coscienza]] non tranquilla.
===[[Explicit]]===
*'''La Giovane signora''': Tanto meglio! E sono allora più che mai contenta così che io t'abbia fatto vincere, e che tu non abbia più trovato quelle perle. Non ne parliamo più, per piacere.<br />(''Si sente picchiare all'uscio, e subito dopo entra il cameriere recando sul vassojo tutto l'occorrente per il tè.'')<br />Ecco il tè. Prendiamo il tè.<br />(''Il cameriere deporrà il vassojo su un tavolinetto basso di lacca presso la mensola, e lo trasporterà davanti al divano. Prima che cominci a disporre il servizio, la Giovane Signora dirà'':)<br />Lasciate. Faccio io.<br />(''Il cameriere s'inchina ed esce.'')<br />'''L'Uomo in frak''' (''alieno, come per dire qualche cosa''): Oh, sai? M'hanno detto che è ritornato da Giava...<br />'''La Giovane signora''' (''versando il tè''): Sì sì, lo so...<br />'''L'Uomo in frak''': Ah, l'hanno detto anche a te?<br />'''La Giovane signora''': Sì, l'altra sera. Non ricordo più chi...<br />'''L'Uomo in frak''': Pare che abbia fatto là molti soldi...<br />'''La Giovane signora''': Latte o limone?<br />'''L'Uomo in frak''': Latte – Grazie.
==''Uno, nessuno e centomila''==
===[[Incipit]]===
– Che fai? – mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo specchio.<br/>
– Niente, – le risposi, – mi guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo, avverto un certo dolorino.<br/>
Mia moglie sorrise e disse:<br/>
– Credevo guardassi da che parte ti pende.<br/>
Mi voltai come un cane a cui qualcuno avesse pestato la coda:<br/>
– Mi pende? A me? Il naso?
===Citazioni===
*Avrei potuto, è vero, consolarmi con la riflessione che, alla fin fine, era ovvio e comune il mio caso, il quale provava ancora un'altra volta un fatto risaputissimo, cioè che notiamo facilmente i difetti altrui e non ci accorgiamo dei nostri. (libro primo, II; 2007, p. 19)
*La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, è soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, cosí che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un'incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l'intimità stessa della vostra coscienza. La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l'estraneo siete voi. (libro primo, IV)
*Ma il guajo è che voi, caro mio, non saprete mai come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi, la stessa lingua, le stesse [[parole]]. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io, nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d'intenderci; non ci siamo intesi affatto. (libro secondo, IV)
*L'[[uomo]] piglia a materia anche se stesso, e si costruisce, sissignori, come una casa. Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E ch'io possa conoscervi se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruite a modo vostro? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza può essere? È forse questa forma la cosa stessa? Sì, tanto per me, quanto per voi; ma non così per me come per voi: tanto vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, né voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non è uguale per tutti e anche per ciascuno di noi può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo. Eppure, non c'è altra realtà fuori di questa, se non cioè nella forma momentanea che riusciamo a dare a noi stessi, agli altri, alle cose. La realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date; ma è [[realtà]] per voi e non per me; la realtà che voi avete per me è nella forma che io vi do; ma è realtà per me e non per voi; e per me stesso io non ho altra realtà se non nella forma che riesco a darmi. E come? Ma costruendomi, appunto. (libro secondo, XI)
*Quando un atto è compiuto, è quello; non si cangia piú. Quando uno, comunque, abbia agito, anche senza che poi si senta e si ritrovi negli atti compiuti, ciò che ha fatto, resta: come una prigione per lui. Se avete preso moglie, o anche materialmente, se avete rubato e siete stato scoperto; se avete ucciso, come spire e tentacoli vi avviluppano le conseguenze delle vostre azioni; e vi grava sopra, attorno, come un'aria densa, irrespirabile, la responsabilità che per quelle azioni e le conseguenze di esse, non volute o non previste, vi siete assunta. E come potete piú liberarvi? (libro terzo, VII)
*Siamo molto superficiali, io e voi. Non andiamo ben addentro allo scherzo, che è più profondo e radicale, cari miei. E consiste in questo: che l'essere agisce necessariamente per forme, che sono le apparenze ch'esso si crea, e a cui noi diamo valore di realtà. Un valore che cangia, naturalmente, secondo l'essere in quella forma e in quell'atto ci appare. E ci deve sembrare per forza che gli altri hanno sbagliato; che una data forma, un dato atto non è questo e non è cosí. Ma inevitabilmente, poco dopo, se ci spostiamo d'un punto, ci accorgiamo che abbiamo sbagliato anche noi, e che non è questo e non è cosí; sicché alla fine siamo costretti a riconoscere che non sarà mai né questo né cosí in nessun modo stabile e sicuro; ma ora in un modo ora in un altro, che tutti a un certo punto ci parranno sbagliati, o tutti veri, che è lo stesso. (libro terzo, VII)
*Una realtà non ci fu data e non c'è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile. (libro terzo, VII)
*La facoltà d'[[illusione|illuderci]] che la [[realtà]] d'oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall'altro ci precipita in un vuoto senza [[Fine (termine)|fine]], perché la realtà d'oggi è destinata a scoprire l'illusione domani. E la [[vita]] non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita. (libro terzo, VII)
*Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso. (libro terzo, IX)
*Ma sa che una volta io ho veduto ridere un cavallo? Sissignore, mentre il cavallo camminava. Lei ora va a guardare il muso a un cavallo per vederlo ridere, e poi viene a dirmi che non l'ha visto ridere. Ma che muso! I cavalli non ridono mica col muso! Sa con che cosa ridono i cavalli, signor notaro? Con le natiche. Le assicuro che il cavallo camminando ride con le natiche, sí, alle volte, di certe cose che vede o che gli passano per il capo. Se lei vuol vederlo ridere il cavallo, gli guardi le natiche e si stia bene! (libro quarto, III)
*Nessuno dubita di quel che vede, e va ciascuno tra le cose, sicuro ch'esse appaiano agli altri quali sono per lui; figuriamoci poi se c'è chi pensa che ci siete anche voi [[Animale|bestie]] che guardate uomini e cose con codesti occhi silenziosi e chi sa come li vedete, e che ve ne pare. (libro quinto, III)
*Perché, quand'uno pensa d'uccidersi, s'immagina morto, non piú per sé, ma per gli altri? (libro quinto, IV)
*Quando si sia fatta l'abitudine di vivere in un certo modo, andare in qualche luogo insolito e nel silenzio avvertire come un sospetto che ci sia qualcosa di misterioso a noi, da cui, pur lí presente, il nostro spirito è condannato a restar lontano, è un'angoscia indefinita, perché si pensa che, se potessimo entrarci, forse la nostra vita si aprirebbe in chi sa quali sensazioni nuove, tanto da parerci di vivere in un altro mondo. (libro settimo, III)
*Perché, se ci pensate bene, questo è il meno che possa seguire dalle tante realtà insospettate che gli altri ci dànno. Superficialmente, noi sogliamo chiamarle false supposizioni, erronei giudizii, gratuite attribuzioni. Ma tutto ciò che di noi si può immaginare è realmente possibile, ancorché non sia vero per noi. Che per noi non sia vero, gli altri se ne ridono. È vero per loro. Tanto vero, che può anche capitare che gli altri, se non vi tenete forte alla realtà che per vostro conto vi siete data, possono indurvi a riconoscere che piú vera della vostra stessa realtà è quella che vi dànno loro. Nessuno piú di me ha potuto farne esperienza. (libro settimo, IV)
*Alle mie sgridate, s'acculava, alzava e scoteva una delle due zampine davanti, sternutiva, poi con un'orecchia su e l'altra giù stava a guardarmi, proprio con l'aria di credere che non era possibile, non era possibile che a una cagnolina bellina come lei non fosse lecito entrare in una chiesa. Se non ci stava nessuno.<br/>«Nessuno? Ma come nessuno, Bibì?» le dicevo io. «Ci sta il piú rispettabile dei sentimenti umani. Tu non puoi intendere queste cose, perché sei per tua fortuna una cagnolina e non un uomo. Gli uomini, vedi? hanno bisogno di fabbricare una casa anche ai loro sentimenti. Non basta loro averli dentro, nel cuore, i sentimenti: se li vogliono vedere anche fuori, toccarli; e costruiscono loro una casa.» (libro settimo, V)
*«Perché bisogna che lei fermi un attimo in sé la vita, per vedersi. Come davanti a una macchina fotografica. Lei s'atteggia. E atteggiarsi è come diventare statua per un momento. La vita si muove di continuo, e non può mai veramente vedere se stessa. [...] Lei non può conoscersi che atteggiata: statua: non viva. Quando uno vive, vive e non si vede. Conoscersi è morire. Lei sta tanto a mirarsi in codesto specchio, in tutti gli specchi, perché non vive; non sa, non può o non vuol vivere. Vuole troppo conoscersi, e non vive.» (libro settimo, VIII)
*Cadeva ogni orgoglio. Vedere le cose con occhi che non potevano sapere come gli altri occhi intanto le vedevano. Parlare per non intendersi. Non valeva più nulla essere per sé qualche cosa. E nulla più era vero, se nessuna cosa per sé era vera. Ciascuno per suo conto l'assumeva come tale e se ne appropriava per riempire comunque la sua solitudine e far consistere in qualche modo, giorno per giorno, la sua vita. (libro settimo, VIII)
*Nessun [[nome]]. Nessun ricordo oggi del nome di ieri; del nome d'oggi, domani. Se il nome è la cosa; se un nome è in noi il concetto d'ogni cosa posta fuori di noi; e senza nome non si ha il concetto, e la cosa resta in noi come cieca, non distinta e non definita; ebbene, questo che portai tra gli uomini ciascuno lo incida, epigrafe funeraria, sulla fronte di quella immagine con cui gli apparvi, e la lasci in pace non ne parli piú. Non è altro che questo, epigrafe funeraria, un nome. Conviene ai morti. (libro ottavo, IV)
*Non è altro che questo, epigrafe funeraria, un nome. Conviene ai morti. A chi ha concluso. Io sono vivo e non concludo. La [[vita]] non conclude. (libro ottavo, IV)
===[[Explicit]]===
La città è lontana. Me ne giunge, a volte, nella calma del vespro, il suono delle campane. Ma ora quelle campane le odo non piú dentro di me, ma fuori, per sé sonare, che forse ne fremono di gioja nella loro cavità ronzante, in un bel cielo azzurro pieno di sole caldo tra lo stridío delle rondini o nel vento nuvoloso, pesanti e cosí alte sui campanili aerei. Pensa alla morte, a pregare. C'è pure chi ha ancora questo bisogno, e se ne fanno voce le campane. Io non l'ho piú questo bisogno, perché muoio ogni attimo, io, e rinasco nuovo e senza ricordi: vivo e intero, non piú in me, ma in ogni cosa fuori.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Giustino Roncella nato Boggiòlo''===
Da quindici giorni Attilio Raceni, direttore della rassegna femminile ''Le Grazie'', scontava con infinite noje, arrabbiature e dispiaceri d'ogni genere una sua gentile idea: quella di salutare con un banchetto la giovane e già illustre scrittrice Silvia Roncella, venuta da poco tempo col marito a stabilirsi da Taranto a Roma.<br>
Partendo l'invito da una rassegna come la sua, la quale, piú che a una qualche reputazione letteraria, aspirava a esser considerata òrgano della mondanità intellettuale romana, e mirando quell'invito nella sua intenzione, non tanto a rendere onore alla scrittrice quanto a mostrar viva la rassegna con un atto di pura cortesia fuori d'ogni competizione letteraria, non s'aspettava da parte dei letterati colleghi della Roncella, dei critici piú autorevoli della letteratura contemporanea nei grandi giornali quotidiani e, in genere, degli amici giornalisti, tanti tentennamenti e «ma» e «se» e «forse», ombrosità, riserve, anche recisi e sgarbati rifiuti, che gli avevano rappresentato la letteratura militante in Italia come una meschina pettegola farmacia di villaggio; e piú d'una volta aveva sospirato per l'amara considerazione che un'idea come la sua ben altre accoglienze avrebbe avute certamente a Parigi, dove in parte il comune orgoglio nazionale (sia benedetto!) in parte quella piú diffusa e sentita cognizione delle cose ordinarie del viver civile, che affievolisce risentimenti e gelosie pur non impedendo la stima particolare che ciascuno in segreto può fare dell'altro, consigliano di non negare onore a chi per giudizio ormai universale se lo sia comunque meritato; come a lui pareva che fosse il caso della Roncella, dopo il grande successo del romanzo ''La casa dei nani''.
===''Il giuoco delle parti''===
''Salotto in casa di Silia Gala, bizzarramente addobbato. In fondo, grande porta vetrata olandese, di vetri rossi scompartiti su intelajatura bianca che s'apre su due bande, scorrendo di qua e di là entro la parete. Aperta, lascia scorgere di là il salotto da pranzo. — La comune è nella parete sinistra, dove è anche una finestra. Nella parete di destra é un camino; sulla mensola di esso, un orologio di bronzo. Presso il camino, un uscio''.
{{centrato|'''Scena prima'''<br>''Silia Gala, Guido Venanzi''.}}
''Al levarsi della tela, la vetrata in fondo è aperta. Guido Venanzi, in abito da sera, è nel salotto da pranzo, in piedi presso la tavola, su cui si scorge una rosoliera d'argento con varie bottiglie entro gli anelli in fila. Silia, in una lieve vestaglia scollata, è nel salotto; quasi aggruppata su una poltrona, assorta.''
'''Guido''' (''offrendo dal salotto da pranzo'') "Chartreuse"?<br>
{{centrato|''Aspetta la risposta. E poiché Silia non risponde:''}}
"Anisette"?
{{centrato|''c.s.''}}
"Cognac"?
{{centrato|''c.s.''}}
Insomma? a mio gusto?
{{centrato|''Versa un bicchierino d'anisette e viene a porgerlo a Silia.''}}
Ecco
===''Il piacere dell'onestà''===
{{centrato|''Elegante salotto in casa Renni. Uscio comune in fondo. Uscio laterale a destra. Finestre a sinistra.''<br>SCENA PRIMA<br>MAURIZIO SETTI, CAMERIERA, poi la SIGNORA MADDALENA.<br>''Al levarsi della tela la scena è vuota. Si aprirà l'uscio di fondo, entrerà la cameriera e darà passo a Maurizio Setti.''}}
'''Cameriera.''' S'accomodi. Vado ad annunziarla subito.
{{centrato|''Via per l'uscio a destra. Poco dopo entrerà per questo uscio la signora Maddalena, turbata, ansiosa.''}}
'''Maddalena.''' Buon giorno, Setti. Ebbene?<br>
'''Maurizio.''' È qua. Arrivato con me, stamattina.<br>
'''Maddalena.''' E... stabilito tutto?<br>
'''Maurizio.''' Tutto.
===''Il turno''===
Giovane d'oro, sì sì, giovane d'oro, Pepè Alletto! – il Ravì si sarebbe guardato bene dal negarlo; ma, quanto a concedergli la mano di Stellina, no via: non voleva se ne parlasse neanche per ischerzo.<br>
- Ragioniamo!<br>
Gli sarebbe piaciuto maritar la figlia col consenso popolare, come diceva; e andava in giro per la città, fermando amici e conoscenti per averne un parere. Tutti però, sentendo il nome del marito che intendeva dare alla figliuola, strabiliavano, strasecolavano:<br>
- Don Diego Alcozèr?<br>
Il Ravì frenava a stento un moto di stizza, si provava a sorridere e ripeteva, protendendo le mani:<br>
- Aspettate... Ragioniamo!
===''L'esclusa''===
[[File:Pirandello - L'Esclusa, 1919.djvu|page=9|thumb|Edizione 1919]]
Antonio Pentàgora s'era già seduto a tavola tranquillamente per cenare, come se non fosse accaduto nulla.<br>
Illuminato dalla lampada che pendeva dal soffitto basso, il suo volto tarmato pareva quasi una maschera sotto il bianco roseo della cotenna rasa, ridondante sulla nuca. Senza giacca, con la camicia floscia celeste, un po' stinta, aperta sul petto irsuto, e le maniche rimboccate sulle braccia pelose, aspettava che lo servissero.
===''L'uomo dal fiore in bocca''===
'''L'uomo dal fiore.''' Ah, lo volevo dire! Lei dunque un uomo pacifico è... Ha perduto il treno?<br>
'''L'avventore.''' Per un minuto, sa? Arrivo alla stazione, e me lo vedo scappare davanti.<br>
'''L'uomo dal fiore.''' Poteva corrergli dietro!<br>
'''L'avventore.''' Già. È da ridere, lo so. Bastava, santo Dio, che non avessi tutti quegli impicci di pacchi, pacchetti, pacchettini... Più carico d'un somaro! Ma le donne – commissioni... commissioni... – non la finiscono più. Tre minuti, creda, appena sceso di vettura, per dispormi i nodini di tutti quei pacchetti alle dita; due pacchetti per ogni dito.
===''La Patente''===
Stanza del giudice istruttore D'Andrea. Grande scaffale che prende quasi tutta la parete di fondo, pieno di scatole verdi a casellario, che si suppongono zeppe d'incartamenti.<br>
Scrivania, sovraccarica di fascicoli, a destra, in fondo; e, accanto, addossato alla parete di destra, un altro palchetto.<br>
Un seggiolone di cuojo per il Giudice, davanti la scrivania.<br>
Altre seggiole antiche. Lo stanzone è squallido. La comune è nella parete di destra.<br>
A sinistra, un'ampia finestra, alta, con vetrata antica, scompartita.<br>
Davanti alla finestra, come un quadricello alto, che regge una grande gabbia.<br>
Lateralmente a sinistra, un usciolino nascosto.
Il giudice d'Andrea entra per la comune col cappello in capo e il soprabito. Reca in mano una gabbiola poco più grossa d'un pugno, va davanti alla gabbia grande sul quadricello, ne apre lo sportello, poi lo sportellino della gabbiola e fa passare da questa nella gabbia grande un cardellino.
'''D'Andrea''': Via, dentro! – E su, pigrone! – Oh! finalmente... – Zitto adesso, al solito, e lasciami amministrare la giustizia a questi poveri piccoli uomini feroci.
===''Ma non è una cosa seria''===
''Sala da pranzo della Pensione Torretta''.<br>
'''Virgadamo''' — Ah, che buon [[tabagismo|sigaro]]. Delizioso!<br>
'''Grizzoffi''' (''cavando un mezzo sigaro dal taschino del panciotto e porgendolo garbatamente'') — Ma tenga, ma fumi, perdìo!<br>
'''Virgadamo''' (''sorridendo, senza scomporsi'') — No no, grazie. La nicotina fa male. Mi piace soltanto aspirarne l'odore.<br>
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
===''Male di luna''===
Batà sedeva tutto aggruppato su un fascio di paglia, in mezzo all'aja.<br>
Sidora, sua moglie, di tratto in tratto si voltava a guardarlo, in pensiero, dalla soglia su cui stava a sedere, col capo appoggiato allo stipite della porta, e gli occhi socchiusi. Poi, oppressa dalla gran calura, tornava ad allungare lo sguardo alla striscia azzurra di mare lontano, come in attesa che un soffio d'aria, essendo ormai prossimo il tramonto, si levasse di là e trascorresse lieve fino a lei, a traverso le terre nude, irte di stoppie bruciate.
===''Novelle per un anno''===
====''Berecche e la guerra''====
Fuori, un altro sole. Strade del mezzogiorno, sotto l'ardente azzurro del cielo, tagliate da violente ombre violacee. E la gente vi passa, pur così carica di vita e di colori, ariosa e leggera. Voci nel sole e selciati sonori.<br>
Dentro, il buon tedescone spatrìato s'è fatta un po' di patria attorno, tra le quattro pareti vestite di legno della sua birreria; e ne respira l'aria nel tanfo dei fusti che viene dalla cantina accanto, nell'odor grasso dei würstel ammontati sul banco, in quello acre delle scatole di droghe stuzzicanti, tutti con l'etichetta in duri e dritti caratteri tedeschi. Son anche nei lucidi e vivaci manifesti turchini, gialli e rossi appesi alle pareti — più grossi, più duri, più dritti — quei cari suoi caratteri tedeschi. E i boccali, i krügel istoriati, gli sciop, disposti in bell'ordine nelle scansìe, gli fan da sentinelle a guardia dell'illusione.
====''Candelora''====
Nane Papa, con le mani grassocce appese alle falde del vecchio panama sformato, dice a Candelora:<br>
— Non ti conviene. Dài retta a me, cara. Non ti conviene.<br>
E Candelora, su le furie, gli grida:<br>
— E che mi conviene allora? rimanere con te? crepare qua di rabbia, di schifo?
====''Ciàula scopre la Luna''====
I picconieri, quella sera, volevano smettere di lavorare senz'aver finito d'estrarre le tante casse di zolfo che bisognavano il giorno appresso a caricar la ''calcara''. Cacciagallina, il soprastante, s'affierò contr'essi, con la rivoltella in pugno, davanti la buca della ''Cace'', per impedire che ne uscissero.<br>
— Corpo di... sangue di... indietro tutti, giù tutti di nuovo alle cave, a buttar sangue fino all'alba, o faccio fuoco!
====''Dal naso al cielo''====
I pochi ospiti del vecchio albergo in vetta al monte Gajo avevano da una settimana il piacere di sentir parlare il senatore Romualdo Reda.<br>
— Finalmente!<br>
Da una ventina di giorni lassù, l'illustre chimico, accademico dei Lincei, non aveva ancora scambiato una parola con nessuno. Non si sentiva bene; era stanco; anzi si diceva che ultimamente a Roma era stato colto da un lieve deliquio nella Sala di chimica, dove soleva trattenersi dalla mattina alla sera; e i medici l'avevano addirittura forzato a darsi un po' di riposo, a interrompere almeno per qualche mese gli studii ch'egli, da vecchio, seguitava con inflessibile tenacia e il solito ispido rigore.
====''Donna Mimma''====
Quando donna Mimma col fazzoletto di seta celeste annodato largo sotto il mento passa per le vie del paesello assolate, si può credere benissimo che la sua personcina linda, ancora dritta e vivace, sebbene modestamente raccolta nel lungo «manto» nero frangiato, non projetti ombra su l'acciottolato di queste viuzze qua, né sul lastricato della piazza grande di là.
====''Il vecchio Dio''====
Smilzo, un po' curvo, con un abitino di tela che gli sventolava addosso, l'ombrello aperto sulla spalla e il vecchio panama in mano, il signor Aurelio s'avviava ogni giorno per la sua speciosa villeggiatura.<br>
Un posto aveva scoperto, un posto che non sarebbe venuto in mente a nessuno; e se ne beava tra sé e sé, quando ci pensava, stropicciandosi le manine nervose.<br>
Chi sui monti, chi in riva al mare, chi in campagna: lui, nelle chiese di Roma. Perché no? Non ci si sta forse freschi piú che in un bosco? E in santa pace, anche. Nei boschi, gli alberi; qui, le colonne delle navate; lí, all'ombra delle frondi; qui, all'ombra del Signore.
====''Il viaggio''====
Da tredici anni Adriana Braggi non usciva più dalla casa antica, silenziosa come una badìa, dove giovinetta era entrata sposa. Non la vedevano piú nemmeno dietro le vetrate delle finestre i pochi passanti che di tanto in tanto salivano quell'erta via a sdrucciolo e mezza dirupata, cosí solitaria che l'erba vi cresceva tra i ciottoli a cespugli.<br>
A ventidue anni, dopo quattro appena di matrimonio, con la morte del marito era quasi morta anche lei per il mondo. Ne aveva ora trentacinque, e vestiva ancora di nero, come il primo giorno della disgrazia; un fazzoletto nero, di seta, le nascondeva i bei capelli castani, non più curati, appena ravviati in due bande e annodati alla nuca. Tuttavia, una serenità mesta e dolce le sorrideva nel volto pallido e delicato.
====''In silenzio''====
— Waterloo! Waterloo, santo Dio! Si pronunzia Waterloo!<br>
— Sissignore, dopo Sant'Elena.<br>
— Dopo? Ma che dice? Come c'entra Sant'Elena adesso?<br>
— Ah, già! L'isola d'Elba.<br>
— Ma no! Lasci l'isola d'Elba, caro Brei! Crede che un lezione di storia si possa improvvisare? E dunque segga!
====''L'uomo solo''====
Si riunivano all'aperto, ora che la stagione lo permetteva, attorno a un tavolinetto del caffè sotto gli alberi di via Veneto.<br>
Venivano prima i Groa, padre e figlio. E tanta era la loro solitudine che, pur così vicini, parevano l'uno dall'altro lontanissimi. Appena seduti, sprofondavano in un silenzio smemorato, che li allontanava anche da tutto, così che se qualche cosa cadeva loro per caso sotto gli occhi, dovevano strizzare un po' le palpebre per guardarla. Venivano alla fine insieme gli altri due: Filippo Romelli e Carlo Spina. Il Romelli era vedovo da cinque mesi; lo Spina, scapolo. Mariano Groa era diviso dalla moglie da circa un anno e s'era tenuto con sé l'unico figliuolo, Torellino, già studente di liceo, smilzo, tutto naso, dai lividi occhietti infossati e un po' loschi.
====''La giara''====
Piena anche per gli olivi quell'annata. Piante massaje, cariche l'anno avanti, avevano raffermato tutte, a dispetto della nebbia che le aveva oppresse sul fiorire.<br>
Lo Zirafa, che ne aveva un bel giro nel suo podere delle Quote a Primosole, prevedendo che le cinque giare vecchie di coccio smaltato che aveva in cantina non sarebbero bastate a contener tutto l'olio della nuova raccolta, ne aveva ordinata a tempo una sesta più capace a Santo Stefano di Camastra, dove si fabbricavano: alta a petto d'uomo, bella panciuta e maestosa, che fosse delle altre cinque la badessa.
====''La mosca''====
Trafelati, ansanti, per far piú presto, quando furono sotto il borgo, — sú, di qua, coraggio! — s'arrampicarono per la scabra ripa cretosa, ajutandosi anche con le mani — forza! forza! — poiché gli scarponi imbullettati — Dio sacrato! — scivolavano.<br>
Appena s'affacciarono paonazzi sulla ripa, le donne, affollate e vocianti intorno alla fontanella all'uscita del paese, si voltarono tutte a guardare. O non erano i fratelli Tortorici, quei due là? Sì, Neli e Saro Tortorici. Oh poveretti! E perché correvano così?
====''La rallegrata''====
Appena il capostalla se n'andò, bestemmiando piú del solito, Fofo si volse a Nero, suo compagno di mangiatoja, nuovo arrivato, e sospirò:<br>
— Ho capito! Gualdrappe, fiocchi e pennacchi. Cominci bene, caro mio! Oggi è di prima classe.<br>
Nero voltò la testa dall'altra parte. Non sbruffò, perché era un cavallo bene educato. Ma non voleva dar confidenza a quel Fofo.<br>
Veniva da una scuderia principesca, lui, dove uno si poteva specchiare nei muri: greppie di faggio a ogni posta, campanelle d'ottone, battifianchi imbottiti di cuojo e colonnini col pomo lucente.<br>
Mah!
====''La vita nuda''====
— Un morto, che pure è morto, caro mio, vuole anche lui la sua casa. E se è un morto per bene, bella la vuole; e ha ragione! Da starci comodo, e di marmo la vuole, e decorata anche. E se poi è un morto che può spendere, la vuole anche con qualche profonda... come si dice? allegoria, già!, con qualche profonda allegoria d'un grande scultore come me: una bella lapide latina: HIC JACET... chi fu, chi non fu... un bel giardinetto attorno, con l'insalatina e tutto, e una bella cancellata a riparo dei cani e dei...<br>
— M'hai seccato! — urlò, voltandosi tutt'acceso e in sudore, Costantino Pogliani.
====''Scialle nero''====
Aspetta qua, — disse il Bandi al D'Andrea. — Vado a prevenirla. Se s'ostina ancora, entrerai per forza.<br>
Miopi tutti e due, parlavano vicinissimi, in piedi, l'uno di fronte all'altro. Parevano fratelli, della stessa età, della stessa corporatura: alti, magri, rigidi, di quella rigidezza angustiosa di chi fa tutto a puntino, con meticolosità. Ed era raro il caso che, parlando cosí tra loro, l'uno non aggiustasse all'altro col dito il sellino delle lenti sul naso, o il nodo della cravatta sotto il mento, oppure, non trovando nulla da aggiustare, non toccasse all'altro i bottoni della giacca. Parlavano, del resto, pochissimo. E la tristezza taciturna della loro indole si mostrava chiaramente nello squallore dei volti.
====''Tutt'e tre''====
Ballarò venne su strabalzoni dal giardino agitando in aria, invece delle mani, le maniche; perduto come era in un abito smesso del padrone.<br>
— Maria Santissima! Maria Santissima!<br>
La gente si fermava per via.<br>
— Ballarò, che è stato?<br>
Non si voltava nemmeno; scansava quanti tentavano pararglisi di fronte, e via di corsa verso il Palazzo del Barone, seguitando a ripetere quasi a ogni passo:<br>
— Maria Santissima! Maria Santissima!<br>
====''Una giornata''====
Abito in una vecchia casa che pare la bottega d'un rigattiere. Una casa che ha preso, chi sa da quanti anni, la polvere.<br>
La perpetua penombra che la opprime ha il rigido delle chiese e vi stagna il tanfo di vecchio e d'appassito dei decrepiti mobili d'ogni foggia che la ingombrano e delle tante stoffe che la parano, preziose sbrindellate e scolorite, stese e appese da per tutto, in forma di coperte, di tende e cortinaggi. Io aggiungo di mio a quel tanfo, quanto piú posso, la peste delle mie pipe intartarite, fumando tutto il giorno. Soltanto quando rivengo da fuori, mi rendo conto che a casa mia non si respira. Ma per uno che vive come vivo io... Basta; lasciamo andare.
===''Suo marito''===
Attilio Raceni, da quattro anni direttore della rassegna femminile (non feminista) ''Le Muse'' si svegliò tardi, quella mattina, e di malumore.<br>
Sotto gli occhi delle innumerevoli giovani scrittrici italiane, poetesse, novellatrici, romanzatrici (qualcuna anche drammaturga), che lo guardavano dalle fotografie disposte in varii gruppi alle pareti, tutte col volto composto a un'aria particolare di grazia vispa o patetica, scese dal letto – oh Dio, in camicia da notte naturalmente, ma lunga, lunga per fortuna fino alla noce del piede. Infilate le pantofole, andò a spalancar la finestra.
==[[Explicit]] di alcune opere==
===''Ciàula scopre la luna''===
*Curvo, quasi toccando con la fronte lo scalino che gli stava di sopra, e su la cui lubricità la lumierina vacillante rifletteva appena un fioco lume sanguigno, egli veniva {{sic|sù, sù, sù}}, dal ventre della montagna, senza piacere, anzi pauroso della prossima liberazione. E non vedeva ancora la buca, che lassù lassù si apriva come un occhio chiaro, d'una deliziosa chiarità d'argento.<br>Se ne accorse solo quando fu agli ultimi scalini. Dapprima, quantunque gli paresse strano, pensò che fossero gli estremi barlumi del giorno. Ma la chiarìa cresceva, cresceva sempre più, come se il sole, che egli aveva pur visto tramontare, fosse rispuntato.<br>Possibile?<br>Restò – appena sbucato all'aperto – sbalordito. Il carico gli cadde dalle spalle. Sollevò un poco le braccia; aprì le mani nere in quella chiarità d'argento.<br>Grande, placida, come in un fresco, luminoso oceano di silenzio, gli stava di faccia la [[Luna]].<br>Sì, egli sapeva, sapeva che cos'era; ma come tante cose si sanno, a cui non si è dato mai importanza. E che poteva importare a Ciàula, che in cielo ci fosse la Luna?<br>Ora, ora soltanto, così sbucato, di notte, dal ventre della terra, egli la scopriva.<br>Estatico, cadde a sedere sul suo carico, davanti alla buca. Eccola, eccola là, eccola là, la Luna... C'era la Luna! la Luna! E Ciàula si mise a piangere, senza saperlo, senza volerlo, dal gran conforto, dalla grande dolcezza che sentiva, nell'averla scoperta, là, mentr'ella saliva pel cielo, la Luna, col suo ampio velo di luce, ignara dei monti, dei piani, delle valli che rischiarava, ignara di lui, che pure per lei non aveva più paura, né si sentiva più stanco, nella notte ora piena del suo stupore.<br> {{NDR|''Ciàula scopre la luna e altre novelle'', a cura di Maria Luisa Zambelli, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, Milano, 1993. ISBN 88-424-0143-9}}
==Citazioni su Luigi Pirandello==
*Basta, non se ne può più di considerare Pirandello come un rompipalle. Non ci sto. L'autore siciliano va visto in chiave ironica, grottesca, non drammatica. ([[Flavio Bucci]])
*Comunque, per schematicamente abbreviare, i punti da cui partire per un più "attendibile" discorso su Pirandello, per una più libera e acuta lettura dell'opera sua, a me pare siano questi: 1) la Sicilia: non solo come "luogo delle metamorfosi" delle creature in personaggi, dei personaggi in creature, della vita nel teatro e del teatro nella vita – un luogo, insomma, in cui più evidente, concitato e violento si fa "el gran teatro del mundo"; ma il luogo, anche, di una cultura e di una tradizione da cui Pirandello decolla verso spazi vertiginosi (e qui bisogna tenere un certo conto della sua iniziale e poi alquanto persistente affinità al mondo realistico, fiabesco e anche "spiritistico" di Luigi Capuana); 2) la "religiosità": che, si capisce, non ha nulla a che fare con le religioni rivelate, con la chiesa e con le chiese, anche se molto ha a che fare con l'essenza evangelica del Cristianesimo, ma che soprattutto si riconosce in quella che tout court possiamo dire la sua religione dello scrivere, dello scrivere come vivere, dello scrivere invece di vivere ("la vita" diceva "o la si vive o la si scrive": e nella sua scelta di scriverla c'è evidentemente un religioso eroismo); 3) il suo rapporto con Montaigne, mai finora scrutato, e l'antagonistica attrattiva che certamente Pascal esercitò su di lui: e ci vorrebbe una ricerca da elaboratore elettronico – ma meglio se fatta da mente umana – per estrarre dall'opera di Pirandello i momenti diciamo pascaliani, di sentimento e sgomento cosmico particolarmente. E avendo fatto questi due nomi – Montaigne e Pascal, grandi pilastri nell'edificio della letteratura francese – ne discende in definitiva la necessità di esaminare e puntualizzare il rapporto di Pirandello con quella cultura: rapporto che finirà col rivelarsi molto più importante ed effettuale di quello, che è ormai luogo comune riconoscergli, con la cultura tedesca. Ed anche questo punto, cui ho voluto dare rilevanza a sé, in verità si appartiene al Pirandello "siciliano", poiché il rapporto con la Francia è un dato inalienabile della cultura siciliana, e di grande intensità particolarmente lo era negli anni formativi di Pirandello. ([[Leonardo Sciascia]], dal discorso commemorativo pronunciato a Palermo nel 1986 per il cinquantenario della morte di Luigi Pirandello) <ref>Citato in ''[http://www.parodos.it/archivio/sciascia_pirandello.htm]''</ref>
*E voglio finire con un aneddoto che riguarda il Pirandello siciliano e che, nella dilagante stupidità di oggi, che tende a relegare la Sicilia in una particolare etnia (si ha il pudore di non usare la parola "razza": ma soltanto di non usarla), assume un grande significato. Nel 1932 Emilio Cecchi, che dirigeva la Cines, comunica a Pirandello l'intenzione di trarre un film dalla novella Lontano. Ma ha uno scrupolo: "nella novella come sta scritta, il marinaio norvegese si sente irresistibilmente attratto da una vita più vasta, e dai ricordi della patria, per il fatto di trovarsi legato, con il matrimonio, ad un ambiente meno che meschino; in fondo è in lui l'insofferenza dell'uomo appartenente a civiltà più energiche e libere, naufragato in un'isola abitata da gente ristretta, fra la quale egli sente mancarsi il fiato". Cecchi, scrittore che tuttora amo, era affetto da una invincibile idiosincrasia nei riguardi della Sicilia, dei siciliani: e la si può più immediatamente riscontrare nei suoi Taccuini, oltre che in questa sua lettura della novella Lontano. La novella non sta scritta come lui la leggeva; e Pirandello infatti così risponde: "Caro Cecchi, il contrasto non è tra due civiltà; ma tra due vite naturalmente diverse, quella di un uomo del Nord e quella di una donna del Sud; e il dramma che ne nasce, il dramma di restar "lontano" tra i vicini più vicini: la propria donna, il proprio figlio. Non c'è dunque da farsi scrupoli sulla natura di quelli a cui Lei mi accenna. Tutt'altro! Non era, né poteva essere nelle mie intenzioni di rappresentar barbara o di civiltà inferiore la Sicilia...". Naturalmente, il film non si fece. Ma queste parole di Pirandello restano, ci restano. ([[Leonardo Sciascia]], dal discorso commemorativo pronunciato a Palermo nel 1986 per il cinquantenario della morte di Luigi Pirandello)<ref>Citato in ''[http://www.parodos.it/archivio/sciascia_pirandello.htm]''.</ref>
*Giacché tale è la caratteristica dell'arte di Luigi Pirandello: un realismo cinico. Non ch'egli sia incapace di pagine sottilmente e dolorosamente poetiche, ove vibri un umorismo di superiore qualità spirituale. ([[Giuseppe Antonio Borgese]])
*Ho detto, e ribadisco, dell'immediatezza con cui l'opera di Pirandello, per il luogo ed il tempo in cui mi sono trovato a nascere e a vivere, si dispiegò in tutta la sua verità e profondità e sofferenza. Pirandello è nato più di mezzo secolo prima che io nascessi: ma il modo di essere, la condizione umana, la situazione economica e sociale della provincia di Girgenti non erano allora molto diverse, e si potrebbe anche dire per nulla, di quelle che mi si rivelarono appena in grado di discernerle, di coglierle, di farmene coscienza. Pirandello ha operato per me una specie di catalizzazione, di precipitazione: la realtà mi si è fatta più reale, la verità più vera. E s'intende che questa parola – verità – altra traduzione ed esplicazione non consente, in Pirandello, che questa: la verità della "trappola", della "pena di vivere così" – o quella, più umile e grottesca, per cui Tararà, dicendo la sua, si prende una condanna a tredici anni di reclusione, invece dell'assoluzione che avrebbe avuto mentendo. Da ciò è venuta l'affermazione e investigazione che vado facendo da anni sul Pirandello "siciliano". ([[Leonardo Sciascia]], dal discorso commemorativo pronunciato a Palermo nel 1986 per il cinquantenario della morte di Luigi Pirandello)<ref>Citato in ''[http://www.parodos.it/archivio/sciascia_pirandello.htm]''</ref>
*{{NDR|Sul teatro di Pirandello}} Il palcoscenico borghese risulta qui restaurato, accuratamente ricostruito e promosso all'azione, solo in funzione di quell'enorme strappo nel suo cielo di carta, che improvvisamente, nei ritmi segreti e fondanti dell'azione stessa, lo strania in una dimensione problematica di critica radicale e assoluta: sottraendogli ogni copertura di certezza, di credibilità, di valore, ogni autentica difesa contro la prospettiva "copernicana" che lo impiccolisce indefinitamente, sino a farne il luogo stilizzato di un gioco tragico. ([[Arcangelo Leone de Castris]])
*Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. ([[Luigi Russo]])
*Io mostravo che tutto il mondo pirandelliano faceva centro intorno a una visione della Vita come forza travagliata da un'intera antinomia per la quale la Vita è, insieme, necessitata a darsi forma e, per uguale necessità, non può consistere in nessuna forma, ma deve passare di forma in forma. È la famosa, o famigerata, antitesi di Vita e Forma, problema centrale dell'arte pirandelliana. ([[Adriano Tilgher]])
*Io nutro grande ammirazione per Pirandello, ma è un'ammirazione non priva, però, di certe riserve perché mi sembra che il gioco dialettico vi tenga comunque un posto eccessivo e, talvolta, a spese di quello spazio di considerazione degli esseri che resta, per me, l'essenziale. ([[Gabriel Marcel]])
*L'opera di Pirandello si riannoda storicamente a quella rinascita della letteratura religiosa, che sotto forme più varie ed eterodosse cela il grande mistero dell'anima ''naturaliter christiana''. Dopo il naturalismo e il verismo positivista della seconda metà dell'Ottocento, l'opera di Pirandello segna una via ed un metodo nuovo. Egli appartiene alla grande famiglia dei [[Fëdor Dostoevskij|Dostojewski]], dei [[Lev Tolstoj|Tolstoi]], dei [[Giovanni Verga|Verga]] che attraverso i loro difetti mantennero intatta una fede nella vita e nell'umanità. Non somiglia per nulla agli scettici tipo [[George Bernard Shaw|Shaw]], tipo [[André Gide|Gide]], tipo [[Miguel de Unamuno|Unamuno]], agli inumani analisti come [[James Joyce|Joyce]], come [[Marcel Proust|Proust]], come [[Italo Svevo|Svevo]], agli sperimentatori in astratto come [[Aldous Huxley|Huxley]], come [[Thomas Mann|Mann]], ai ricercatori di basso naturalismo come [[Jakob Wassermann|Wassermann]], come [[John Dos Passos|Dos Passos]], come insomma tutti i grandi corruttori del romanzo contemporaneo. ([[Pietro Mignosi]])
*L'umorismo pirandelliano smonta la convenzione logica, servendosi della logica, la convenzione sociale, servendosi delle figure della falsa coscienza,, distrugge la maschera con la maschera: quella della protettiva e rassicurante costruzione logica, per esempio, con la maschera della follia, per la quale la logica «vola come una piuma». In questo sta il percorso straniante di una scrittura nella quale i discorsi simmetricamente antagonisti, le antilogie, diventano corpi lottanti, corpi avvinghiati nella contraddizione. ([[Ferruccio Masini]])
*L'uomo rimasto prigioniero dentro la giara è una delle trovate sceniche, visive e gestuali, più felici del teatro pirandelliano. Saracena è la [[giara (contenitore)|giara]] – ''giarrat'' – e saraceno quel conciabrocche dentro, ladro (involontario) della roba altrui, su cui volentieri don Lollò, nella sua furia, butterebbe dell'olio bollente. ([[Vincenzo Consolo]])
*La prima qualità delle anime candide è la incapacità di accettare i giudizi altrui e farli propri... Luigi Pirandello si affacciò anima candida alla vita e alla intelligenza delle cose, in uno dei tempi meno candidi che si possono immaginare... ([[Massimo Bontempelli]])
*La storia dei fatti è «lunga», quella del pensiero «breve», non nel senso della durata ma della sintesi. La metafisica di Pirandello, diversamente da quella più falsa di [[Antonio Fogazzaro|Fogazzaro]], è tale proprio perché proiettata, e se egli seppe rovesciare l'incerto sopramondo dannunziano, il suo storicismo fu in realtà – come in tutti i veri scrittori – un esorcismo, un uscire dalla storia dopo averla evocata, vissuta e interpretata, per liberarsene affidandola a quella continua dialettica di essa che è il tempo. ([[Ornella Sobrero]])
*La sua lingua, al principio ripicchiata e di vocabolario, diviene nel meglio della sua opera un modo d'esprimersi naturale, come si esprimono gli elementi nella luce; le sue manie a un certo punto investono l'uomo e divengono rimpianti di angeli decaduti, incubi, segni del destino. Tanto è vero che non c'è grande poeta senza idee fisse. ([[Corrado Alvaro]])
*Luigi Pirandello, non è più già un umanista: egli si riattacca a quella nuova poetica inauguratasi sotto il segno di [[Giovanni Verga]], travalicata poi rapidamente nel gusto e nella sofferenza di un uomo che non appartiene più a nessuna regione, a nessuna città, e che riconosce per patria soltanto il chiuso del proprio cranio, vaneggiante in una solitudine in cui l'Io appare sempre diverso a sé medesimo, uno, nessuno e centomila e di conseguenza piega a una assoluta accettazione dell'[[Irrazionalità|Irrazionale]], come l'Irrazionale fosse l'argonauta folle e legittimo delle menti e degli animi nella civiltà contemporanea. ([[Luigi Russo]])
*Penso che in Pirandello ci fosse, accanto a una tormentosa coscienza dei limiti del mestiere teatrale, una scoperta fondamentale, che lo oppone al naturalismo e lo collega alle ricerche teatrali più avanzate del suo tempo, fino a farne, come sappiamo, un precursore: la scoperta della 'teatralità' come 'luogo' dove confluiscono arte e vita, materia e forma, per cui il teatro diventa a un certo punto contenuto del teatro stesso, e la vita è spettacolo almeno nella stessa misura in cui lo spettacolo è vita. ([[Bruno Schacherl]])
*Per Pirandello, il teatro prolunga il teatro, in una circolarità soddisfatta e autosufficiente che canta una smagata e disillusa lontananza dal pianeta degli umani. ([[Roberto Alonge]])
*Pirandello è lo scrittore che ha traghettato la letteratura italiana nella modernità. E che da un paese sperduto della Sicilia, piazzato di fronte all'Africa, ha anticipato in Europa temi, tecniche di scrittura e di rappresentazione capaci di essere fondamentali per gli scrittori, gli autori, i registi di oggi. Perché irrompe Pirandello e cambia il modo di fare teatro. Stiamo parlando dell’uomo di teatro che ha anticipato le linee guida della regia moderna, più in Europa che in Italia. E nel corpus delle novelle troviamo un universo così complesso da provare la sensazione quasi di perdersi. ([[Toni Servillo]])
*Pirandello è sommo nel parlare di piccoli fatti quotidiani che esprimono grandi concetti, grandi verità. E le grandi verità sono eterne, per cui non solo quest'opera {{NDR|''Il giuoco delle parti''}} ma tutta la produzione pirandelliana è molto attuale. ([[Paola Gassman]])
*Pirandello è uno dei pochi che ha basato la sua poetica sull'analisi dell’intimo umano, sull'esplorazione dell'universo interiore e questo sarà sempre attuale. ([[Ugo Pagliai]])
*Pirandello ha ragione quando dice che ognuno di noi veste dei ruoli all'interno della società. Ma molto dipende anche dalla sincerità con cui questi ruoli si recitano. ([[Paola Gassman]])
*Pirandello, la biografia ne farebbe un uomo di destra. Ha aderito al fascismo in uno dei momenti più gravi. La sua intelligenza, tuttavia, era di sinistra dal momento che era abilissima nell'incidere sulla contraddittorietà dell'animo. Pirandello, insomma, era uno scrittore di sinistra che si è volontariamente imprestato alla destra. ([[Geno Pampaloni]])
*Rinnega addirittura i 'penso, quindi sono' di [[Cartesio]]: per lui neanche pensare significa essere. Qui sarebbe lecito chiedersi: ciò non finisce col distruggere l'essenza della grande poesia tragica, la nobiltà del dolore? Ma appunto qui vuole essere l'originalità del Pirandello drammaturgo; appunto da questa impossibilità di una tragedia egli trae la più disperata delle tragedie, la sua. ([[Silvio D'Amico]])
*Tra le due guerre la letteratura italiana brillò del nome di Massimo Bontempelli e di quello di Pirandello. ([[Giovanni Artieri]])
===[[Diego Fabbri]]===
*Pirandello passa naturalmente e inconsapevolmente dal ''teatro della vita'' al ''teatro del palcoscenico''.
*Pochi come lui hanno ''vissuto'' il teatro nella molteplicità dei suoi elementi e dei suoi motivi. Pochi come lui sono stati – direi ''organicamente'', costituzionalmente – ''teatro'' fin dalle origini della sua attività non soltanto letteraria, ma umana.
*Quel che Pirandello stima e ama di più nel teatro è il pubblico, quel pubblico che vede, osserva, analizza ogni sera, di cui studia e rispetta le reazioni, quel pubblico che non riesce mai ad offenderlo anche quando lo contrasta e gli si oppone.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Luigi Pirandello, ''Bellavita'', BMM, Milano, 1966.
*Luigi Pirandello, ''Ciascuno a suo modo'', Garzanti.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/cosi-e-se-vi-pare-edizione-1918/ Così è (se vi pare)]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1918.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/cosi-e-se-vi-pare-1925/ Così è (se vi pare)]'', Bemporad, Milano, 1925, riedito da Mondadori, 1983.
*Luigi Pirandello, ''Diana e la Tuda'', BMM, Milano 1966.
*Luigi Pirandello, ''Enrico IV'', Oscar Mondadori, 1976.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/giustino-roncella-nato-boggilo/ Giustino Roncella nato Boggiòlo]'', Mondadori, Milano, 1973.
*Luigi Pirandello, ''I vecchi e i giovani'' (1913), Mondadori, 1953.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/i-vecchi-e-i-giovani/ I vecchi e i giovani]'', a cura di Anna Nozzoli, Mondadori, 1992. ISBN 880436548X
*Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal'' (1904), Einaudi, 2005. ISBN 8806177451
*Luigi Pirandello, ''Il fu Mattia Pascal'' (1904), a cura di Italo Borzi e Maria Argenziano, Newton Compton, Roma, 1993. ISBN 8879831933
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/il-fu-mattia-pascal/ Il fu Mattia Pascal]'', Oscar narrativa Mondadori, Milano, 1986.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/il-giuoco-delle-parti/ Il giuoco delle parti]'', in "Opere di Luigi Pirandello" dirette da Nino Borsellino, Garzanti. ISBN 8811584965
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/il-piacere-dellonesta/ Il piacere dell'onestà]'', in "Primo volume di Maschere Nude", Mondadori, 1955.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/il-turno/ Il turno]'', in "Tutti i romanzi", a cura di Giovanni Macchia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1986.
*Luigi Pirandello, ''L'amica delle mogli'', Mondadori, 1966.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/lesclusa/ L'esclusa]'', a cura di Marina Stoppelli, Lexis Ricerche S.r.l.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/luomo-dal-fiore-in-bocca/ L'uomo dal fiore in bocca]''.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/la-patente/ La Patente]'', Editore "Orsa Maggiore", 1993. ISBN 8823902746
*Luigi Pirandello, ''Male di luna'', ''Corriere della sera'', 22 settembre 1913, in "Storie di lupi mannari", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1994.
*Luigi Pirandello, ''Non si sa come'', Mondadori, 1966.
*Luigi Pirandello, ''[[s:Quaderni di Serafino Gubbio operatore|Quaderni di Serafino Gubbio operatore]]'', Bemporad, Firenze, 1925.
*Luigi Pirandello, ''Saggi, poesie, scritti varii'', Mondadori, Milano, 1960.
*Luigi Pirandello, ''Sagra del signore della nave'', BMM, Milano 1966.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/sei-personaggi-in-cerca-dautore/ Sei personaggi in cerca d'autore]''
*Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', BMM, 1954.
*Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', Garzanti.
*Luigi Pirandello, ''Sei personaggi in cerca d'autore'', a cura di G. Davico Bonino, Einaudi, 1925.
*Luigi Pirandello, ''Sogno (ma forse no)'', Mondadori, 1966.
*Luigi Pirandello, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/luigi-pirandello/suo-marito/ Suo marito]'', Newton Compton editore, 1995. ISBN 8881830434
*Luigi Pirandello, ''Tutti i romanzi'', a cura di Giovanni Macchia con la collaborazione di Mario Costanzo, Mondadori, 1973.
*Luigi Pirandello, ''Uno, nessuno e centomila'' (1925), Garzanti, 2002. ISBN 8811365155
*Luigi Pirandello, ''Uno, nessuno e centomila'', Giunti Demetra, 2007. ISBN 978-8844034054
*Luigi Pirandello, ''Progetto Luigi Pirandello <small>tutte le opere di Pirandello digitalizzate con critica</small>'', a cura di Giuseppe Bonghi, 1996. ([http://www.classicitaliani.it/index070.htm Link a tutte le opere])
==Filmografia==
*''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]'' (1936)
*''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1]]'' (1952)
*''[[Questa è la vita]]'' (1954)
*''[[Kaos (film)|Kaos]]'' (1984)
*''[[Tu ridi (film)|Tu ridi]]'' (1998)
==Voci correlate==
*[[Stefano Pirandello]], figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Bellavita||}}
{{Pedia|Ciascuno a suo modo||}}
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{{DEFAULTSORT:Pirandello, Luigi}}
[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Madagascar (film)
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2026-10-01T12:41:29Z
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Madagascar
|titolooriginale=Madagascar
|paese=USA
|anno=2005
|genere=animazione
|regista=[[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|sceneggiatore=[[Mark Burton]], [[Billy Frolick]], [[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|doppiatorioriginali=
*[[Ben Stiller]]: Alex il leone
*[[Chris Rock]]: Marty la zebra
*[[David Schwimmer]]: Melman la giraffa
*[[Jada Pinkett Smith]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Sacha Baron Cohen]]: Re Julien, lemure
*[[Cedric the Entertainer]]: Maurice, lemure
*[[Andy Richter]]: Mort, lemure
*[[Tom McGrath]]: Skipper, pinguino
*[[Elisa Gabrielli]]: Nana la vecchietta
|doppiatoriitaliani=
*[[Ale e Franz|Ale]]: Alex il leone
*[[Ale e Franz|Franz]]: Marty la zebra
*[[Fabio De Luigi]]: Melman la giraffa
*[[Michelle Hunziker]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Oreste Baldini]]: Re Julien, lemure
*[[Roberto Draghetti]]: Maurice, lemure
*[[Massimiliano Alto]]: Mortino, lemure
*[[Luigi Ferraro]]: Skipper, pinguino
*[[Cristina Grado]]: Nana la vecchietta
|note=
'''Musiche''': [[Hans Zimmer]]
}}
'''''Madagascar''''', film d'animazione del 2005 prodotto dalla DreamWorks.
==Frasi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*Quando la [[zebra]] sogna non vuole rogna. ('''Marty''')
*Sono a metà della mia vita e non so ancora se sono nero a strisce bianche o bianco a strisce nere! ('''Marty''')
*C'è una conferenza sull'anarchia sociale al Lincoln Center. Certo che ci andiamo! Gli tiriamo la popò addosso. ('''Mason''')
*Il drammatico incidente avvenuto ieri sera alla stazione centrale è un esempio di ciò che gli animalisti gridano da anni a tutti: gli animali non devono vivere in cattività. Ora verranno riportati nei loro habitat naturali, dove potranno vivere la vita libera che evidentemente desiderano. ('''Giornalista''')
*Anche io credevo di conoscerti! Lo sai Marty? Quelle tue strisce bianche nere si annullano a vicenda! ('''Alex''')
*Eh, siamo qui... Ma esattamente, dov'è qui? San Diego: bianche spiagge sabbiose, ambiente simil-finto naturale, spazi aperti personalizzati! Siamo in California e questo è lo zoo di San Diego! Con tanto di rocce finte... Uao! Questa sembra vera... ('''Melman''') {{NDR|appena sbarcati in Madagascar}}
*Ho appena riscontrato ventisei violazioni del codice sanitario... ventisette! ('''Melman''')
*Quell'Alex... non so... ha qualcosa che mi fa venire i brivididabadibidi! ('''Maurice''')
*Se lui è il Re, dov'è la sua corona? Io ce l'ho una corona, una corona molto bella, ce l'ho qui, sulla testa: guardala! Che ce l'ho sulla testa? ('''Re Julien''', rivolto a Maurice) {{NDR|Riferito a Alex}}
*La festa è finita, Julien! Il tuo brillante piano è fallito! {{NDR|A Marty, Melman e Gloria riguardo alla natura selvaggia di Alex}} Il vostro amico è quello che si dice una macchina per cacciare e sbranare modello deluxe e mangia bistecche... cioè voi. ('''Maurice''')
*Marty... Mi dispiace, Marty... {{NDR|si mette le zampe sulla testa}} Ma che cosa mi sta succedendo?? {{NDR|sente gli artigli}} Aaaahhh!!! Oh no! Ma che cosa ho fatto?? È vero... sono un mostro! Devo andarmene di qui... ('''Alex''') {{NDR|risvegliatosi dall'ipnosi della fame}}
*Bye bye banda! Ci vediamo! E se non ci vediamo, accendi la luce! ('''Re Julien''')
*Magari a volte è un tipo un po' mordace, e credetemi, {{NDR|mostra un cerotto sul sedere}} io lo so bene! Ma questo leone, mi ha dimostrato che il suo cuore è più grande dello stomaco! ('''Marty''') {{NDR|descrivendo il suo amico Alex}}
==Dialoghi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*'''Alex''': È un altro gran giorno nella Grande Mela!<br/>'''Melman''': Uha, non per me... io mi do malato.<br/>'''Alex''': Come?<br/>'''Melman''': Ho scoperto un'altra macchia marrone sulla spalla... È qui, è qui, proprio qui!<br/>'''Alex''': Melman, tu la macchia ce l'hai nella testa!
*'''Skipper''': Tu! Quadrupede, ''sprechen Sie'' come me?<br/>'''Marty''': Io ''sprechen''?<br/>'''Skipper''': Che continente è questo?<br/>'''Marty''': Manhattan!<br/>'''Skipper''': Corpo di bacco! Siamo ancora a New York! Annullare, annullare! Immersione, immersione, immersione!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi, ehi! Torna qua, aspetta un attimo! Che cosa state facendo, ragazzi?<br/>'''Soldato''': Un tunnel per l'[[Antartide]]!<br/>'''Marty''': Antarti-che?<br/>'''Skipper''': Sai tenere un segreto, amico bicromatico? Hai mai visto dei [[pinguino|pinguini]] passeggiare per le strade di New York City? Certo che no. Non è il nostro posto, questo, non è il nostro habitat. Questa è una specie di pazzesca trappola infernale! Noi ce ne andiamo negli spazi sterminati dell'Antartide: nella natura!<br/>'''Marty''': Nella natura? Tu dici che ci si può andare davvero? È fantastico! Ehi, aspetta! Dov'è questo posto? Dimmi dov'è!<br/>'''Skipper''': Tu non hai visto niente...
*'''Alex, Gloria e Melman''': Tanti [[Auguri di compleanno dai film|auguri]] a te, in uno zoo vivi tu... Assomigli a una scimmia, maaaa puzzi anche di più!<br/>'''Mason''': Ma dico!
*'''Marty''': Perché i pinguini possono andarsene e io no?<br/>'''Alex''': Marty, i pinguini sono psicopatici!
*'''Alex''': Marty, andiamo, cosa vuoi che ci possa offrire il Connecticut?<br/>'''Melman''': [[Toxoplasmosi]].<br/>'''Alex''': Grazie, Melman.
*'''Marty''': Staremo alla grande!<br/>'''Alex''': No, Marty! Non staremo alla grande! E adesso per colpa tua, siamo fregati!<br/>'''Marty''': Per colpa mia, non vedo proprio come possa essere colpa mia!<br/>'''Gloria''': Scherzi, vero Marty?<br/>'''Alex''': Tu hai fatto incavolare i sapiens! L'hai morsa la mano, Marty! La mano che ti nutriva! "Io non so chi sono! Io non so chi sono! Devo ritrovare me stesso nella natura!" Ah, per favore!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi! Non mi sembra di essere stato io a chiedervi di seguirmi, mi sbaglio?<br/>'''Melman''': Su questo ha ragione!<br />'''Alex''': Cosa? <br />'''Melman''': Io l'avevo detto di restare allo zoo! Ma voi, invece...<br/>'''Alex''': Melman, sta' zitto! Sei tu che l'hai fatto venire questa idea!<br>'''Gloria''': Alex, Melman non c'entra in questa storia.<br/>'''Melman''': Grazie, Gloria, e poi, Alex, non è colpa mia se ci trasferiscono!<br/>'''Gloria''': Melman, piantala. Nessuno di voi ha la nausea?<br/>'''Melman''': Io ho la nausea!<br/>'''Alex''': Melman, tu ce l'hai sempre la nausea.
*'''Skipper''': Facciamo il punto. <br/>'''Kowalski''': È un vecchio codice, Skipper. Non riesco a decifrarlo.<br/>'''Skipper''': Tu, mammifero evoluto. Tu, sai leggere?<br/>'''Mason''': No, Phil sa leggere però. Phil? <br/>{{NDR|Con i gesti}} '''Phil''': Nave per Kenya, parco naturale, riserva, Africa!<br/>'''Skipper''': Africa? Qui la cosa non quaglia. Rico!
*'''Alex''': {{NDR|mentre prende a calci la cassa in cui è rinchiuso}} Ero una star nella città più bella del mondo! Ero un re adorato da migliaia di fan, e tu {{NDR|Marty}} hai rovinato tutto! {{NDR|tira una testata alla cassa di Marty}}<br>'''Marty''': Adorato?!? Se i tuoi fan ti adoravano, è solo perché non ti conoscevano per quello che sei! {{NDR|tira una testata alla cassa di Alex}}<br>'''Gloria''': Non fatemi venire lì o altrimenti vi sculaccio tutti e due!<br>'''Alex''': Bè, anch'io credevo di conoscerti! Lo sai, Marty? Con le tue strisce bianche e nere si annullano a vicenda! {{NDR|tira una serie di testate alla cassa di Marty}}
*'''Maurice''': Se ci fossero ''sapiens'' vivi, questa non sarebbe più natura, no?<br/>'''Alex''': Aspetta un attimo, coso... peloso, vuoi dire cioè vivere in una capanna di fango e pulirsi il sedere con una... foglia? Intendi... questo?<br/>'''Re Julien''' E chi si pulisce?
*'''Marty''': Ehi! Una latrina! Ottimo lavoro, Melman. Idraulica l'aperto!<br/>'''Alex''': No, non è una latrina! È una tomba! Hai mandato Melman nella tomba! Sei contento?<br/>'''Marty''': Ma dai! Questa non è la fine! Questo è un nuovo inizio! Forse è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Alex''': No, no, no, no, no no no, no, no, no! Non è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Melman''': Già! Hai rivelato il tuo desiderio di compleanno e hai portato sfortuna a tutti! Perché ci hai rivelato! Non si deve mai farlo!<br/>'''Marty''': Io non volevo dirvi questo! Ricordi? Siete stati voi a insistermi!<br/>'''Melman''': Bè, si certo!
*'''Marty''': Chi è?<br/>'''Alex''': Pizza a domicilio! Chi diavolo dovrebbe essere?<br/>'''Marty''': Serve qualcosa?<br/>'''Alex''': C'è posto nella metà divertente?<br/>'''Marty''': Come hai detto?<br/>'''Alex''': Mi sono comportato male, Marty! Ma ho ripensato di quello che mi hai detto e ti chiedo scusa!
*'''Re Julien''': Benvenuti in [[Madagascar]]!<br/>'''Marty''': Madaga-che?<br/>'''Re Julien''': Non "Madagaché". Madagascar!
*'''Marty''': Scusami... Mi stai mordendo le chiappe!<br>'''Alex''': {{NDR|con i denti sul didietro di Marty}} No no...<br>'''Marty''': Sì invece!<br>{{NDR|Alex si riprende dall'ipnosi della fame e si accorge che stava davvero mordendo il sedere di Marty, dunque si stacca e si pulisce la lingua}}<br>'''Gloria''': Alex! Che cos'hai fatto??<br>'''Marty''': Mi hai morso una chiappa!<br>'''Alex''': No non l'ho fatto... L'ho fatto??<br>'''Melman''': Beh, effettivamente...<br>'''Marty''': Mi ha morso una chiappa! Ma che diavolo ti è preso??<br>'''Alex''': Ehm... io... Ehm...<br>'''Marty''': Perché mi hai morso??<br>'''Maurice''': Amico... Perché tu sei la sua cena!<br>'''Marty''': Cosa??<br>'''Gloria''': Come hai detto??<br>'''Melman''': Che scemenza...<br>'''Re Julien''': Suvvia, Maurice, che cosa vuoi che sia un semplice [[morso]] sulle chiappe tra amici? Dài, dammi un morsetto.<br>'''Maurice''': La festa è finita, Julien: il tuo brillante piano è fallito!<br>'''Marty''': Ma di che cosa state parlando?<br>'''Maurice''': Il nostro amico {{NDR|Alex}} è quello che si dice ''una macchina per scacciare e sbranare modello Deluxe'', e mangia bistecche... cioè voi!<br>'''Gloria''': Ma piantala!<br>'''Re Julien''': D'accordo, concordo Maurice... Lo ammetto: il piano è fallito! Tutto è perduto, siamo tutti spacciati! I fossa torneranno e ci divoreranno con le loro fauci! Perché... siamo tutti bistecche!<br/>'''Mortino''': Io sono bistecca! Io io io io io!<br>'''Maurice''': Il signor Alex non può più stare qui, deve andare con i suoi simili, nella parte dell'isola dove ci sono i fossa!<br>'''Re Julien''': Per il potere di cui sono investito dalla legge della giungla, bla bla bla bla bla bla... Vattene!<br>{{NDR|Nel frattempo Alex viene nuovamente assalito dall'ipnosi della fame e vede tutti quanti, i lemuri e i suoi tre amici, come se fossero bistecche}}<br>'''Marty''': Eddai... Ti sembro forse una bistecca io?<br>'''Alex''': Sì...<br>'''Marty''': Visto? Lo avevo detto che non sembr... Aspetta, aspetta, che hai detto??<br>'''Alex''': Oh sì... {{NDR|inizia a ruggire}}<br>'''Mortino''': Sta diventando feroce...<br>'''Re Julien''': Si salvi chi può!!<br>{{NDR|Tutti si danno alla fuga}}<br/>'''Gloria''': Marty, scappa!<br/>{{NDR|Alex lo insegue affamato con la sigla del National Geographic in sottofondo, quando Maurice lo ferma tirandogli un mango in testa}}<br/>'''Re Julien''': Centro perfetto, Maurice!
*'''Marty''': Che cosa ho fatto... Questo è un incubo! Ed è tutta colpa mia... Per colpa mia abbiamo perso Alex...<br>'''Melman''': Ma... Ma che... Che cosa facciamo??<br>'''Gloria''': Dobbiamo trovare il modo di aiutarlo, ecco cosa faremo! Insomma, siamo newyorkesi, giusto?<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo tosti! Siamo duri!<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo adattati!<br>'''Marty''': Sì!!<br>'''Gloria''': E non ci arrenderemo come se fosse un branco di melma qualunque!!<br>'''Melman''': No, infatti no!!
*'''Gloria''': Voi?! Ma dove sono i ''sapiens''?<br />'''Skipper''': Li abbiamo uccisi per mangiargli il fegato. {{NDR|Melman e Gloria guardano i pinguini con un'espressione stupefatta e inorridita}} Ci sei cascata, vero? Scherzavo, bambola, stanno tutti bene, sono su una zattera diretta in Cina. Ehi, io vi conosco. Dove sono il leone psicopatico e il nostro amico bicromatico?<br>'''Melman''': Marty? È qui che... {{NDR|si gira ma vede che Marty non c'è}} Dov'è andato? Era dietro di noi!<br>'''Gloria''': Aaahhh! È andato a prendere Alex, così si farà ammazzare!<br>'''Skipper''' {{NDR|rivolgendosi agli altri pinguini}}: Bene ragazzi, il nostro amico bicromatico è in pericolo: abbiamo una missione da svolgere. Diario di bordo, {{NDR|Soldato prende il blocco note e inizia ad appuntare}} ci inoltriamo in un ambiente ostile. Kowalski, dobbiamo conquistare la fiducia degli indigeni. Rico, ci serve un equipaggiamento tecnico speciale, dovremo affrontare pericoli estremi. Soldato forse non sopravviverà... {{NDR|Soldato spezza la punta della matita per la paura}}
*'''Marty''': Alex! Alex!<br>'''Alex''': Marty?!<br>'''Marty''': Torna in te, Alex. La nave è qui, dobbiamo andarcene! Possiamo tornare alla civiltà e tutto sarà esattamente com'era prima!<br>'''Alex''': Stammi lontano... Ti prego... Io sono un mostro!<br>'''Marty''': Alex non sei un mostro, sei mio amico! Siamo una squadra: io e te, ricordi?<br>'''Alex''': {{NDR|gli molla una zampata per convincerlo ad andarsene}} Non ti voglio fare del male! {{NDR|si allontana}}<br>'''Marty''': {{NDR|si avvicina ancora}} Alex... Non me ne vado senza di te! {{NDR|Alex si mette a piangere}} Alex... Sto pensando a una canzone... È una canzone stupenda, sono certo che la conosci! {{NDR|inizia ad intonare ''New York, New York'' di Frank Sinatra}} ''Start spreading the news / I'm leaving today / I want to be a part of it...'' Dai, lo so che sai le parole... Due paroline! Su, avanti, non farmela cantare da solo... Non vorrai mica farmela cantare da solo, no? {{NDR|arrivano i fossa che tentano di attaccarlo}} Alex... Puoi venire qui un momento?? Ehi Alex... Mi dai una mano?? {{NDR|viene accerchiato}} Aiutami!! Alex!! {{NDR|inizia a fuggire}} Aiuto!!!
*'''Marty''': Bè, che ne pensate, ragazzi? Ce ne torniamo a New York?<br>'''Alex''': Non lo so, Marty! Questo è il tuo sogno! Sicuro di volertene andare?<br>'''Marty''': Non m'interessa dove siamo. Finché siamo insieme, qualsiasi posto va bene!
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Soldato''': Ehi, Skipper... non dovremmo dirgli che la nave ha finito il carburante?<br/>'''Skipper''': Nah... fate un bel sorriso, ragazzi! Un bel sorriso...
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Madagascar}}
[[Categoria:Film commedia]]
[[Categoria:Film d'animazione]]
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/* Dialoghi */
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|genere=animazione
|regista=[[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|sceneggiatore=[[Mark Burton]], [[Billy Frolick]], [[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|doppiatorioriginali=
*[[Ben Stiller]]: Alex il leone
*[[Chris Rock]]: Marty la zebra
*[[David Schwimmer]]: Melman la giraffa
*[[Jada Pinkett Smith]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Sacha Baron Cohen]]: Re Julien, lemure
*[[Cedric the Entertainer]]: Maurice, lemure
*[[Andy Richter]]: Mort, lemure
*[[Tom McGrath]]: Skipper, pinguino
*[[Elisa Gabrielli]]: Nana la vecchietta
|doppiatoriitaliani=
*[[Ale e Franz|Ale]]: Alex il leone
*[[Ale e Franz|Franz]]: Marty la zebra
*[[Fabio De Luigi]]: Melman la giraffa
*[[Michelle Hunziker]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Oreste Baldini]]: Re Julien, lemure
*[[Roberto Draghetti]]: Maurice, lemure
*[[Massimiliano Alto]]: Mortino, lemure
*[[Luigi Ferraro]]: Skipper, pinguino
*[[Cristina Grado]]: Nana la vecchietta
|note=
'''Musiche''': [[Hans Zimmer]]
}}
'''''Madagascar''''', film d'animazione del 2005 prodotto dalla DreamWorks.
==Frasi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*Quando la [[zebra]] sogna non vuole rogna. ('''Marty''')
*Sono a metà della mia vita e non so ancora se sono nero a strisce bianche o bianco a strisce nere! ('''Marty''')
*C'è una conferenza sull'anarchia sociale al Lincoln Center. Certo che ci andiamo! Gli tiriamo la popò addosso. ('''Mason''')
*Il drammatico incidente avvenuto ieri sera alla stazione centrale è un esempio di ciò che gli animalisti gridano da anni a tutti: gli animali non devono vivere in cattività. Ora verranno riportati nei loro habitat naturali, dove potranno vivere la vita libera che evidentemente desiderano. ('''Giornalista''')
*Eh, siamo qui... Ma esattamente, dov'è qui? San Diego: bianche spiagge sabbiose, ambiente simil-finto naturale, spazi aperti personalizzati! Siamo in California e questo è lo zoo di San Diego! Con tanto di rocce finte... Uao! Questa sembra vera... ('''Melman''') {{NDR|appena sbarcati in Madagascar}}
*Ho appena riscontrato ventisei violazioni del codice sanitario... ventisette! ('''Melman''')
*Quell'Alex... non so... ha qualcosa che mi fa venire i brivididabadibidi! ('''Maurice''')
*Se lui è il Re, dov'è la sua corona? Io ce l'ho una corona, una corona molto bella, ce l'ho qui, sulla testa: guardala! Che ce l'ho sulla testa? ('''Re Julien''', rivolto a Maurice) {{NDR|Riferito a Alex}}
*
*Bye bye banda! Ci vediamo! E se non ci vediamo, accendi la luce! ('''Re Julien''')
*Magari a volte è un tipo un po' mordace, e credetemi, {{NDR|mostra un cerotto sul sedere}} io lo so bene! Ma questo leone, mi ha dimostrato che il suo cuore è più grande dello stomaco! ('''Marty''') {{NDR|descrivendo il suo amico Alex}}
==Dialoghi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*'''Alex''': È un altro gran giorno nella Grande Mela!<br/>'''Melman''': Uha, non per me... io mi do malato.<br/>'''Alex''': Come?<br/>'''Melman''': Ho scoperto un'altra macchia marrone sulla spalla... È qui, è qui, proprio qui!<br/>'''Alex''': Melman, tu la macchia ce l'hai nella testa!
*'''Skipper''': Tu! Quadrupede, ''sprechen Sie'' come me?<br/>'''Marty''': Io ''sprechen''?<br/>'''Skipper''': Che continente è questo?<br/>'''Marty''': Manhattan!<br/>'''Skipper''': Corpo di bacco! Siamo ancora a New York! Annullare, annullare! Immersione, immersione, immersione!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi, ehi! Torna qua, aspetta un attimo! Che cosa state facendo, ragazzi?<br/>'''Soldato''': Un tunnel per l'[[Antartide]]!<br/>'''Marty''': Antarti-che?<br/>'''Skipper''': Sai tenere un segreto, amico bicromatico? Hai mai visto dei [[pinguino|pinguini]] passeggiare per le strade di New York City? Certo che no. Non è il nostro posto, questo, non è il nostro habitat. Questa è una specie di pazzesca trappola infernale! Noi ce ne andiamo negli spazi sterminati dell'Antartide: nella natura!<br/>'''Marty''': Nella natura? Tu dici che ci si può andare davvero? È fantastico! Ehi, aspetta! Dov'è questo posto? Dimmi dov'è!<br/>'''Skipper''': Tu non hai visto niente...
*'''Alex, Gloria e Melman''': Tanti [[Auguri di compleanno dai film|auguri]] a te, in uno zoo vivi tu... Assomigli a una scimmia, maaaa puzzi anche di più!<br/>'''Mason''': Ma dico!
*'''Marty''': Perché i pinguini possono andarsene e io no?<br/>'''Alex''': Marty, i pinguini sono psicopatici!
*'''Alex''': Marty, andiamo, cosa vuoi che ci possa offrire il Connecticut?<br/>'''Melman''': [[Toxoplasmosi]].<br/>'''Alex''': Grazie, Melman.
*'''Marty''': Staremo alla grande!<br/>'''Alex''': No, Marty! Non staremo alla grande! E adesso per colpa tua, siamo fregati!<br/>'''Marty''': Per colpa mia, ma non vedo proprio come possa essere colpa mia!<br/>'''Gloria''': Scherzi, vero Marty?<br/>'''Alex''': Tu hai fatto incavolare i sapiens! L'hai morsa la [[mano]], Marty! La mano che ti nutriva! "Io non so chi sono! Io non so chi sono! Devo ritrovare me stesso nella natura!" Ah, per favore!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi! Non mi sembra di essere stato io a chiedervi di seguirmi, mi sbaglio?<br/>'''Melman''': Su questo ha ragione!<br />'''Alex''': Cosa? <br />'''Melman''': Io l'avevo detto di restare allo [[zoo]]! Ma voi, invece...<br/>'''Alex''': Melman, sta' zitto! Sei tu che l'hai fatto venire questa idea!<br>'''Gloria''': Alex, Melman non c'entra in questa storia.<br/>'''Melman''': Grazie, Gloria, e poi, Alex, non è colpa mia se ci trasferiscono!<br/>'''Gloria''': Melman, piantala. Nessuno di voi ha la nausea?<br/>'''Melman''': Io ho la nausea!<br/>'''Alex''': Melman, tu ce l'hai sempre la nausea.
*'''Alex''': {{NDR|mentre prende a calci la cassa in cui è rinchiuso}} Ero una star nella città più bella del mondo! Ero un re adorato da migliaia di fan, e tu {{NDR|Marty}} hai rovinato tutto! {{NDR|tira una testata alla cassa di Marty}}<br>'''Marty''': Adorato?!? Se i tuoi fan ti adoravano, è solo perché non ti conoscevano per quello che sei! {{NDR|tira una testata alla cassa di Alex}}<br>'''Gloria''': Non fatemi venire lì o altrimenti vi sculaccio tutti e due!<br>'''Alex''': Bè, anch'io credevo di conoscerti! Lo sai, Marty? Con le tue strisce bianche e nere si annullano a vicenda! {{NDR|tira una serie di testate alla cassa di Marty}}
*'''Maurice''': Se ci fossero ''sapiens'' vivi, questa non sarebbe più natura, no?<br/>'''Alex''': Aspetta un attimo, coso... peloso, vuoi dire cioè vivere in una capanna di fango e pulirsi il sedere con una... foglia? Intendi... questo?<br/>'''Re Julien''' E chi si pulisce?
*'''Marty''': Ehi! Una latrina! Ottimo lavoro, Melman. Idraulica l'aperto!<br/>'''Alex''': No, non è una latrina! È una tomba! Hai mandato Melman nella tomba! Sei contento?<br/>'''Marty''': Ma dai! Questa non è la fine! Questo è un nuovo inizio! Forse è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Alex''': No, no, no, no, no no no, no, no, no! Non è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Melman''': Già! Hai rivelato il tuo desiderio di compleanno e hai portato sfortuna a tutti! Perché ci hai rivelato! Non si deve mai farlo!<br/>'''Marty''': Io non volevo dirvi questo! Ricordi? Siete stati voi a insistermi!<br/>'''Melman''': Bè, si certo!
*'''Marty''': Chi è?<br/>'''Alex''': Pizza a domicilio! Chi diavolo dovrebbe essere?<br/>'''Marty''': Serve qualcosa?<br/>'''Alex''': C'è posto nella metà divertente?<br/>'''Marty''': Come hai detto?<br/>'''Alex''': Mi sono comportato male, Marty! Ma ho ripensato di quello che mi hai detto e ti chiedo scusa!
*'''Re Julien''': Benvenuti in [[Madagascar]]!<br/>'''Marty''': Madaga-che?<br/>'''Re Julien''': Non "Madagaché". Madagascar!
*'''Marty''': Scusami... Mi stai mordendo le chiappe!<br>'''Alex''': {{NDR|con i denti sul didietro di Marty}} No no...<br>'''Marty''': Sì invece!<br>{{NDR|Alex si riprende dall'ipnosi della fame e si accorge che stava davvero mordendo il sedere di Marty, dunque si stacca e si pulisce la lingua}}<br>'''Gloria''': Alex! Che cos'hai fatto??<br>'''Marty''': Mi hai morso una chiappa!<br>'''Alex''': No non l'ho fatto... L'ho fatto??<br>'''Melman''': Beh, effettivamente...<br>'''Marty''': Mi ha morso una chiappa! Ma che diavolo ti è preso??<br>'''Alex''': Ehm... io... Ehm...<br>'''Marty''': Perché mi hai morso??<br>'''Maurice''': Amico... Perché tu sei la sua cena!<br>'''Marty''': Cosa??<br>'''Gloria''': Come hai detto??<br>'''Melman''': Che scemenza...<br>'''Re Julien''': Suvvia, Maurice, che cosa vuoi che sia un semplice [[morso]] sulle chiappe tra amici? Dài, dammi un morsetto.<br>'''Maurice''': La festa è finita, Julien: il tuo brillante piano è fallito!<br>'''Marty''': Ma di che cosa state parlando?<br>'''Maurice''': Il nostro amico {{NDR|Alex}} è quello che si dice ''una macchina per scacciare e sbranare modello Deluxe'', e mangia bistecche... cioè voi!<br>'''Gloria''': Ma piantala!<br>'''Re Julien''': D'accordo, concordo Maurice... Lo ammetto: il piano è fallito! Tutto è perduto, siamo tutti spacciati! I fossa torneranno e ci divoreranno con le loro fauci! Perché... siamo tutti bistecche!<br/>'''Mortino''': Io sono bistecca! Io io io io io!<br>'''Maurice''': Il signor Alex non può più stare qui, deve andare con i suoi simili, nella parte dell'isola dove ci sono i fossa!<br>'''Re Julien''': Per il potere di cui sono investito dalla legge della giungla, bla bla bla bla bla bla... Vattene!<br>{{NDR|Nel frattempo Alex viene nuovamente assalito dall'ipnosi della fame e vede tutti quanti, i lemuri e i suoi tre amici, come se fossero bistecche}}<br>'''Marty''': Eddai... Ti sembro forse una bistecca io?<br>'''Alex''': Sì...<br>'''Marty''': Visto? Lo avevo detto che non sembr... Aspetta, aspetta, che hai detto??<br>'''Alex''': Oh sì... {{NDR|inizia a ruggire}}<br>'''Mortino''': Sta diventando feroce...<br>'''Re Julien''': Si salvi chi può!!<br>{{NDR|Tutti si danno alla fuga}}<br/>'''Gloria''': Marty, scappa!<br/>{{NDR|Alex lo insegue affamato con la sigla del National Geographic in sottofondo, quando Maurice lo ferma tirandogli un mango in testa}}<br/>'''Re Julien''': Centro perfetto, Maurice!
*'''Marty''': Che cosa ho fatto... Questo è un incubo! Ed è tutta colpa mia... Per colpa mia abbiamo perso Alex...<br>'''Melman''': Ma... Ma che... Che cosa facciamo??<br>'''Gloria''': Dobbiamo trovare il modo di aiutarlo, ecco cosa faremo! Insomma, siamo newyorkesi, giusto?<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo tosti! Siamo duri!<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo adattati!<br>'''Marty''': Sì!!<br>'''Gloria''': E non ci arrenderemo come se fosse un branco di melma qualunque!!<br>'''Melman''': No, infatti no!!
*'''Gloria''': Voi?! Ma dove sono i ''sapiens''?<br />'''Skipper''': Li abbiamo uccisi per mangiargli il fegato. {{NDR|Melman e Gloria guardano i pinguini con un'espressione stupefatta e inorridita}} Ci sei cascata, vero? Scherzavo, bambola, stanno tutti bene, sono su una zattera diretta in Cina. Ehi, io vi conosco. Dove sono il leone psicopatico e il nostro amico bicromatico?<br>'''Melman''': Marty? È qui che... {{NDR|si gira ma vede che Marty non c'è}} Dov'è andato? Era dietro di noi!<br>'''Gloria''': Aaahhh! È andato a prendere Alex, così si farà ammazzare!<br>'''Skipper''' {{NDR|rivolgendosi agli altri pinguini}}: Bene ragazzi, il nostro amico bicromatico è in pericolo: abbiamo una missione da svolgere. Diario di bordo, {{NDR|Soldato prende il blocco note e inizia ad appuntare}} ci inoltriamo in un ambiente ostile. Kowalski, dobbiamo conquistare la fiducia degli indigeni. Rico, ci serve un equipaggiamento tecnico speciale, dovremo affrontare pericoli estremi. Soldato forse non sopravviverà... {{NDR|Soldato spezza la punta della matita per la paura}}
*'''Marty''': Alex! Alex!<br>'''Alex''': Marty?!<br>'''Marty''': Torna in te, Alex. La nave è qui, dobbiamo andarcene! Possiamo tornare alla civiltà e tutto sarà esattamente com'era prima!<br>'''Alex''': Stammi lontano... Ti prego... Io sono un mostro!<br>'''Marty''': Alex non sei un mostro, sei mio amico! Siamo una squadra: io e te, ricordi?<br>'''Alex''': {{NDR|gli molla una zampata per convincerlo ad andarsene}} Non ti voglio fare del male! {{NDR|si allontana}}<br>'''Marty''': {{NDR|si avvicina ancora}} Alex... Non me ne vado senza di te! {{NDR|Alex si mette a piangere}} Alex... Sto pensando a una canzone... È una canzone stupenda, sono certo che la conosci! {{NDR|inizia ad intonare ''New York, New York'' di Frank Sinatra}} ''Start spreading the news / I'm leaving today / I want to be a part of it...'' Dai, lo so che sai le parole... Due paroline! Su, avanti, non farmela cantare da solo... Non vorrai mica farmela cantare da solo, no? {{NDR|arrivano i fossa che tentano di attaccarlo}} Alex... Puoi venire qui un momento?? Ehi Alex... Mi dai una mano?? {{NDR|viene accerchiato}} Aiutami!! Alex!! {{NDR|inizia a fuggire}} Aiuto!!!
*'''Marty''': Bè, che ne pensate, ragazzi? Ce ne torniamo a New York?<br>'''Alex''': Non lo so, Marty! Questo è il tuo sogno! Sicuro di volertene andare?<br>'''Marty''': Non m'interessa dove siamo. Finché siamo insieme, qualsiasi posto va bene!
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Soldato''': Ehi, Skipper... non dovremmo dirgli che la nave ha finito il carburante?<br/>'''Skipper''': Nah... fate un bel sorriso, ragazzi! Un bel sorriso...
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Madagascar}}
[[Categoria:Film commedia]]
[[Categoria:Film d'animazione]]
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2026-10-01T18:54:04Z
Udiki
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Madagascar
|titolooriginale=Madagascar
|paese=USA
|anno=2005
|genere=animazione
|regista=[[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|sceneggiatore=[[Mark Burton]], [[Billy Frolick]], [[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|doppiatorioriginali=
*[[Ben Stiller]]: Alex il leone
*[[Chris Rock]]: Marty la zebra
*[[David Schwimmer]]: Melman la giraffa
*[[Jada Pinkett Smith]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Sacha Baron Cohen]]: Re Julien, lemure
*[[Cedric the Entertainer]]: Maurice, lemure
*[[Andy Richter]]: Mort, lemure
*[[Tom McGrath]]: Skipper, pinguino
*[[Elisa Gabrielli]]: Nana la vecchietta
|doppiatoriitaliani=
*[[Ale e Franz|Ale]]: Alex il leone
*[[Ale e Franz|Franz]]: Marty la zebra
*[[Fabio De Luigi]]: Melman la giraffa
*[[Michelle Hunziker]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Oreste Baldini]]: Re Julien, lemure
*[[Roberto Draghetti]]: Maurice, lemure
*[[Massimiliano Alto]]: Mortino, lemure
*[[Luigi Ferraro]]: Skipper, pinguino
*[[Cristina Grado]]: Nana la vecchietta
|note=
'''Musiche''': [[Hans Zimmer]]
}}
'''''Madagascar''''', film d'animazione del 2005 prodotto dalla DreamWorks.
==Frasi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*Quando la [[zebra]] sogna non vuole rogna. ('''Marty''')
*Sono a metà della mia vita e non so ancora se sono nero a strisce bianche o bianco a strisce nere! ('''Marty''')
*C'è una conferenza sull'anarchia sociale al Lincoln Center. Certo che ci andiamo! Gli tiriamo la popò addosso. ('''Mason''')
*Il drammatico incidente avvenuto ieri sera alla stazione centrale è un esempio di ciò che gli animalisti gridano da anni a tutti: gli animali non devono vivere in cattività. Ora verranno riportati nei loro habitat naturali, dove potranno vivere la vita libera che evidentemente desiderano. ('''Giornalista''')
*Anche io credevo di conoscerti! Lo sai Marty? Quelle tue strisce bianche nere si annullano a vicenda! ('''Alex''')
*Eh, siamo qui... Ma esattamente, dov'è qui? San Diego: bianche spiagge sabbiose, ambiente simil-finto naturale, spazi aperti personalizzati! Siamo in California e questo è lo zoo di San Diego! Con tanto di rocce finte... Uao! Questa sembra vera... ('''Melman''') {{NDR|appena sbarcati in Madagascar}}
*Ho appena riscontrato ventisei violazioni del codice sanitario... ventisette! ('''Melman''')
*Quell'Alex... non so... ha qualcosa che mi fa venire i brivididabadibidi! ('''Maurice''')
*Se lui è il Re, dov'è la sua corona? Io ce l'ho una corona, una corona molto bella, ce l'ho qui, sulla testa: guardala! Che ce l'ho sulla testa? ('''Re Julien''', rivolto a Maurice) {{NDR|Riferito a Alex}}
*La festa è finita, Julien! Il tuo brillante piano è fallito! {{NDR|A Marty, Melman e Gloria riguardo alla natura selvaggia di Alex}} Il vostro amico è quello che si dice una macchina per cacciare e sbranare modello deluxe e mangia bistecche... cioè voi. ('''Maurice''')
*Marty... Mi dispiace, Marty... {{NDR|si mette le zampe sulla testa}} Ma che cosa mi sta succedendo?? {{NDR|sente gli artigli}} Aaaahhh!!! Oh no! Ma che cosa ho fatto?? È vero... sono un mostro! Devo andarmene di qui... ('''Alex''') {{NDR|risvegliatosi dall'ipnosi della fame}}
*Bye bye banda! Ci vediamo! E se non ci vediamo, accendi la luce! ('''Re Julien''')
*Magari a volte è un tipo un po' mordace, e credetemi, {{NDR|mostra un cerotto sul sedere}} io lo so bene! Ma questo leone, mi ha dimostrato che il suo cuore è più grande dello stomaco! ('''Marty''') {{NDR|descrivendo il suo amico Alex}}
==Dialoghi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*'''Alex''': È un altro gran giorno nella Grande Mela!<br/>'''Melman''': Uha, non per me... io mi do malato.<br/>'''Alex''': Come?<br/>'''Melman''': Ho scoperto un'altra macchia marrone sulla spalla... È qui, è qui, proprio qui!<br/>'''Alex''': Melman, tu la macchia ce l'hai nella testa!
*'''Skipper''': Tu! Quadrupede, ''sprechen Sie'' come me?<br/>'''Marty''': Io ''sprechen''?<br/>'''Skipper''': Che continente è questo?<br/>'''Marty''': Manhattan!<br/>'''Skipper''': Corpo di bacco! Siamo ancora a New York! Annullare, annullare! Immersione, immersione, immersione!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi, ehi! Torna qua, aspetta un attimo! Che cosa state facendo, ragazzi?<br/>'''Soldato''': Un tunnel per l'[[Antartide]]!<br/>'''Marty''': Antarti-che?<br/>'''Skipper''': Sai tenere un segreto, amico bicromatico? Hai mai visto dei [[pinguino|pinguini]] passeggiare per le strade di New York City? Certo che no. Non è il nostro posto, questo, non è il nostro habitat. Questa è una specie di pazzesca trappola infernale! Noi ce ne andiamo negli spazi sterminati dell'Antartide: nella natura!<br/>'''Marty''': Nella natura? Tu dici che ci si può andare davvero? È fantastico! Ehi, aspetta! Dov'è questo posto? Dimmi dov'è!<br/>'''Skipper''': Tu non hai visto niente...
*'''Alex, Gloria e Melman''': Tanti [[Auguri di compleanno dai film|auguri]] a te, in uno zoo vivi tu... Assomigli a una scimmia, maaaa puzzi anche di più!<br/>'''Mason''': Ma dico!
*'''Marty''': Perché i pinguini possono andarsene e io no?<br/>'''Alex''': Marty, i pinguini sono psicopatici!
*'''Alex''': Marty, andiamo, cosa vuoi che ci possa offrire il Connecticut?<br/>'''Melman''': [[Toxoplasmosi]].<br/>'''Alex''': Grazie, Melman.
*'''Marty''': Staremo alla grande!<br/>'''Alex''': No, Marty! Non staremo alla grande! E adesso per colpa tua, siamo fregati!<br/>'''Marty''': Per colpa mia, non vedo proprio come possa essere colpa mia!<br/>'''Gloria''': Scherzi, vero Marty?<br/>'''Alex''': Tu hai fatto incavolare i sapiens! L'hai morsa la mano, Marty! La mano che ti nutriva! "Io non so chi sono! Io non so chi sono! Devo ritrovare me stesso nella natura!" Ah, per favore!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi! Non mi sembra di essere stato io a chiedervi di seguirmi, mi sbaglio?<br/>'''Melman''': Su questo ha ragione!<br />'''Alex''': Cosa? <br />'''Melman''': Io l'avevo detto di restare allo zoo! Ma voi, invece...<br/>'''Alex''': Melman, sta' zitto! Sei tu che l'hai fatto venire questa idea!<br>'''Gloria''': Alex, Melman non c'entra in questa storia.<br/>'''Melman''': Grazie, Gloria, e poi, Alex, non è colpa mia se ci trasferiscono!<br/>'''Gloria''': Melman, piantala. Nessuno di voi ha la nausea?<br/>'''Melman''': Io ho la nausea!<br/>'''Alex''': Melman, tu ce l'hai sempre la nausea.
*'''Skipper''': Facciamo il punto. <br/>'''Kowalski''': È un vecchio codice, Skipper. Non riesco a decifrarlo.<br/>'''Skipper''': Tu, mammifero evoluto. Tu, sai leggere?<br/>'''Mason''': No, Phil sa leggere però. Phil? <br/>{{NDR|Con i gesti}} '''Phil''': Nave per Kenya, parco naturale, riserva, Africa!<br/>'''Skipper''': Africa? Qui la cosa non quaglia. Rico!
*'''Alex''': {{NDR|mentre prende a calci la cassa in cui è rinchiuso}} Ero una star nella città più bella del mondo! Ero un re adorato da migliaia di fan, e tu {{NDR|Marty}} hai rovinato tutto! {{NDR|tira una testata alla cassa di Marty}}<br>'''Marty''': Adorato?!? Se i tuoi fan ti adoravano, è solo perché non ti conoscevano per quello che sei! {{NDR|tira una testata alla cassa di Alex}}<br>'''Gloria''': Non fatemi venire lì o altrimenti vi sculaccio tutti e due!<br>'''Alex''': Bè, anch'io credevo di conoscerti! Lo sai, Marty? Con le tue strisce bianche e nere si annullano a vicenda! {{NDR|tira una serie di testate alla cassa di Marty}}
*'''Maurice''': Se ci fossero ''sapiens'' vivi, questa non sarebbe più natura, no?<br/>'''Alex''': Aspetta un attimo, coso... peloso, vuoi dire cioè vivere in una capanna di fango e pulirsi il sedere con una... foglia? Intendi... questo?<br/>'''Re Julien''' E chi si pulisce?
*'''Marty''': Ehi! Una latrina! Ottimo lavoro, Melman. Idraulica l'aperto!<br/>'''Alex''': No, non è una latrina! È una tomba! Hai mandato Melman nella tomba! Sei contento?<br/>'''Marty''': Ma dai! Questa non è la fine! Questo è un nuovo inizio! Forse è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Alex''': No, no, no, no, no no no, no, no, no! Non è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Melman''': Già! Hai rivelato il tuo desiderio di compleanno e hai portato sfortuna a tutti! Perché ci hai rivelato! Non si deve mai farlo!<br/>'''Marty''': Io non volevo dirvi questo! Ricordi? Siete stati voi a insistermi!<br/>'''Melman''': Bè, si certo!
*'''Marty''': Chi è?<br/>'''Alex''': Pizza a domicilio! Chi diavolo dovrebbe essere?<br/>'''Marty''': Serve qualcosa?<br/>'''Alex''': C'è posto nella metà divertente?<br/>'''Marty''': Come hai detto?<br/>'''Alex''': Mi sono comportato male, Marty! Ma ho ripensato di quello che mi hai detto e ti chiedo scusa!
*'''Re Julien''': Benvenuti in [[Madagascar]]!<br/>'''Marty''': Madaga-che?<br/>'''Re Julien''': Non "Madagaché". Madagascar!
*'''Marty''': Scusami... Mi stai mordendo le chiappe!<br>'''Alex''': {{NDR|con i denti sul didietro di Marty}} No no...<br>'''Marty''': Sì invece!<br>{{NDR|Alex si riprende dall'ipnosi della fame e si accorge che stava davvero mordendo il sedere di Marty, dunque si stacca e si pulisce la lingua}}<br>'''Gloria''': Alex! Che cos'hai fatto??<br>'''Marty''': Mi hai morso una chiappa!<br>'''Alex''': No non l'ho fatto... L'ho fatto??<br>'''Melman''': Beh, effettivamente...<br>'''Marty''': Mi ha morso una chiappa! Ma che diavolo ti è preso??<br>'''Alex''': Ehm... io... Ehm...<br>'''Marty''': Perché mi hai morso??<br>'''Maurice''': Amico... Perché tu sei la sua cena!<br>'''Marty''': Cosa??<br>'''Gloria''': Come hai detto??<br>'''Melman''': Che scemenza...<br>'''Re Julien''': Suvvia, Maurice, che cosa vuoi che sia un semplice [[morso]] sulle chiappe tra amici? Dài, dammi un morsetto.<br>'''Maurice''': La festa è finita, Julien: il tuo brillante piano è fallito!<br>'''Marty''': Ma di che cosa state parlando?<br>'''Maurice''': Il nostro amico {{NDR|Alex}} è quello che si dice ''una macchina per scacciare e sbranare modello Deluxe'', e mangia bistecche... cioè voi!<br>'''Gloria''': Ma piantala!<br>'''Re Julien''': D'accordo, concordo Maurice... Lo ammetto: il piano è fallito! Tutto è perduto, siamo tutti spacciati! I fossa torneranno e ci divoreranno con le loro fauci! Perché... siamo tutti bistecche!<br/>'''Mortino''': Io sono bistecca! Io io io io io!<br>'''Maurice''': Il signor Alex non può più stare qui, deve andare con i suoi simili, nella parte dell'isola dove ci sono i fossa!<br>'''Re Julien''': Per il potere di cui sono investito dalla legge della giungla, bla bla bla bla bla bla... Vattene!<br>{{NDR|Nel frattempo Alex viene nuovamente assalito dall'ipnosi della fame e vede tutti quanti, i lemuri e i suoi tre amici, come se fossero bistecche}}<br>'''Marty''': Eddai... Ti sembro forse una bistecca io?<br>'''Alex''': Sì...<br>'''Marty''': Visto? Lo avevo detto che non sembr... Aspetta, aspetta, che hai detto??<br>'''Alex''': Oh sì... {{NDR|inizia a ruggire}}<br>'''Mortino''': Sta diventando feroce...<br>'''Re Julien''': Si salvi chi può!!<br>{{NDR|Tutti si danno alla fuga}}<br/>'''Gloria''': Marty, scappa!<br/>{{NDR|Alex lo insegue affamato con la sigla del National Geographic in sottofondo, quando Maurice lo ferma tirandogli un mango in testa}}<br/>'''Re Julien''': Centro perfetto, Maurice!
*'''Marty''': Che cosa ho fatto... Questo è un incubo! Ed è tutta colpa mia... Per colpa mia abbiamo perso Alex...<br>'''Melman''': Ma... Ma che... Che cosa facciamo??<br>'''Gloria''': Dobbiamo trovare il modo di aiutarlo, ecco cosa faremo! Insomma, siamo newyorkesi, giusto?<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo tosti! Siamo duri!<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo adattati!<br>'''Marty''': Sì!!<br>'''Gloria''': E non ci arrenderemo come se fosse un branco di melma qualunque!!<br>'''Melman''': No, infatti no!!
*'''Gloria''': Voi?! Ma dove sono i ''sapiens''?<br />'''Skipper''': Li abbiamo uccisi per mangiargli il fegato. {{NDR|Melman e Gloria guardano i pinguini con un'espressione stupefatta e inorridita}} Ci sei cascata, vero? Scherzavo, bambola, stanno tutti bene, sono su una zattera diretta in Cina. Ehi, io vi conosco. Dove sono il leone psicopatico e il nostro amico bicromatico?<br>'''Melman''': Marty? È qui che... {{NDR|si gira ma vede che Marty non c'è}} Dov'è andato? Era dietro di noi!<br>'''Gloria''': Aaahhh! È andato a prendere Alex, così si farà ammazzare!<br>'''Skipper''' {{NDR|rivolgendosi agli altri pinguini}}: Bene ragazzi, il nostro amico bicromatico è in pericolo: abbiamo una missione da svolgere. Diario di bordo, {{NDR|Soldato prende il blocco note e inizia ad appuntare}} ci inoltriamo in un ambiente ostile. Kowalski, dobbiamo conquistare la fiducia degli indigeni. Rico, ci serve un equipaggiamento tecnico speciale, dovremo affrontare pericoli estremi. Soldato forse non sopravviverà... {{NDR|Soldato spezza la punta della matita per la paura}}
*'''Marty''': Alex! Alex!<br>'''Alex''': Marty?!<br>'''Marty''': Torna in te, Alex. La nave è qui, dobbiamo andarcene! Possiamo tornare alla civiltà e tutto sarà esattamente com'era prima!<br>'''Alex''': Stammi lontano... Ti prego... Io sono un mostro!<br>'''Marty''': Alex non sei un mostro, sei mio amico! Siamo una squadra: io e te, ricordi?<br>'''Alex''': {{NDR|gli molla una zampata per convincerlo ad andarsene}} Non ti voglio fare del male! {{NDR|si allontana}}<br>'''Marty''': {{NDR|si avvicina ancora}} Alex... Non me ne vado senza di te! {{NDR|Alex si mette a piangere}} Alex... Sto pensando a una canzone... È una canzone stupenda, sono certo che la conosci! {{NDR|inizia ad intonare ''New York, New York'' di Frank Sinatra}} ''Start spreading the news / I'm leaving today / I want to be a part of it...'' Dai, lo so che sai le parole... Due paroline! Su, avanti, non farmela cantare da solo... Non vorrai mica farmela cantare da solo, no? {{NDR|arrivano i fossa che tentano di attaccarlo}} Alex... Puoi venire qui un momento?? Ehi Alex... Mi dai una mano?? {{NDR|viene accerchiato}} Aiutami!! Alex!! {{NDR|inizia a fuggire}} Aiuto!!!
*'''Marty''': Bè, che ne pensate, ragazzi? Ce ne torniamo a New York?<br>'''Alex''': Non lo so, Marty! Questo è il tuo sogno! Sicuro di volertene andare?<br>'''Marty''': Non m'interessa dove siamo. Finché siamo insieme, qualsiasi posto va bene!
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Soldato''': Ehi, Skipper... non dovremmo dirgli che la nave ha finito il carburante?<br/>'''Skipper''': Nah... fate un bel sorriso, ragazzi! Un bel sorriso...
==Altri progetti==
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{{Madagascar}}
[[Categoria:Film commedia]]
[[Categoria:Film d'animazione]]
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John Denham
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Udiki
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text/x-wiki
[[File:Sir-john-denham-1.jpg|thumb|right|Sir John Denham]]
'''Sir John Denham''' (1615 – 1669), poeta irlandese.
==Citazioni di John Denham==
*Chi non può [[scrivere]], traduce.
:''Such as cannot write, translate''.<ref>Da ''To Sir Richard Fanshaw, Upon his Translation of Pastor Fido'', 1648, riga 2.</ref>
*Le azioni dell'ultima èra sono come almanacchi dell'ultimo anno.<ref>Da ''The Sophy'', 1641.</ref>
*{{NDR|Sul [[Tamigi]]}} ''Rapido, e queto, d'alto fondo e schietto, | forte senza furor, pien, ma in suo letto.''<ref>Da ''Cooper Hill''; citato ''Avventure e osservazioni di Filippo Pananti sopra le coste di Barberia'', vol. I, Leonardo Ciardetti, Firenze, 1817, [https://books.google.it/books?id=zskRAAAAYAAJ&pg=PA17 p. 17].</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Poeti irlandesi]]
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[[File:Sir-john-denham-1.jpg|thumb|right|Sir John Denham]]
'''Sir John Denham''' (1615 – 1669), poeta irlandese.
==Citazioni di John Denham==
*Chi non può scrivere, [[Traduzione|traduce]].
:''Such as cannot write, translate''.<ref>Da ''To Sir Richard Fanshaw, Upon his Translation of Pastor Fido'', 1648, riga 2.</ref>
*Le azioni dell'ultima èra sono come almanacchi dell'ultimo anno.<ref>Da ''The Sophy'', 1641.</ref>
*{{NDR|Sul [[Tamigi]]}} ''Rapido, e queto, d'alto fondo e schietto, | forte senza furor, pien, ma in suo letto.''<ref>Da ''Cooper Hill''; citato ''Avventure e osservazioni di [[Filippo Pananti]] sopra le coste di Barberia'', vol. I, Leonardo Ciardetti, Firenze, 1817, [https://books.google.it/books?id=zskRAAAAYAAJ&pg=PA17 p. 17].</ref>
==Note==
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Poeti irlandesi]]
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Estendo citazione e cambio traduzione
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[[File:Sir-john-denham-1.jpg|thumb|right|Sir John Denham]]
'''Sir John Denham''' (1615 – 1669), poeta irlandese.
==Citazioni di John Denham==
*Pochi ma tali da non saper scrivere, [[Traduzione|traducono]].
:[...] ''few but such as cannot write, translate''.<ref>Da ''To Sir Richard Fanshaw, Upon his Translation of Pastor Fido'', 1648, v. 2.</ref>
*Le azioni dell'ultima èra sono come almanacchi dell'ultimo anno.<ref>Da ''The Sophy'', 1641.</ref>
*{{NDR|Sul [[Tamigi]]}} ''Rapido, e queto, d'alto fondo e schietto, | forte senza furor, pien, ma in suo letto.''<ref>Da ''Cooper Hill''; citato in ''Avventure e osservazioni di [[Filippo Pananti]] sopra le coste di Barberia'', vol. I, Leonardo Ciardetti, Firenze, 1817, [https://books.google.it/books?id=zskRAAAAYAAJ&pg=PA17 p. 17].</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Poeti irlandesi]]
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Filippo Pananti
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Udiki
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/* Avventure e osservazioni sopra le coste di Barberia */ +1
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text/x-wiki
[[File:Filippo Pananti.JPG|thumb|Filippo Pananti]]
{{PDA}}
'''Filippo Pananti''' (1766 – 1837), poeta italiano.
==Citazioni di Filippo Pananti==
*A chi un [[segreto]]? Ad un bugiardo o a un muto. Questi non parla e quei non è creduto.<ref>Da ''Epigrammi''. Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 368.</ref>
*''[[Amore]] è una bardassa, un monellaccio, | che se un dito gli offrite piglia il braccio''.<ref>Da ''Epigrammi''.</ref>
*''Chi non trascura il [[denaro|soldo]] ed il [[quattrino]] | adagio adagio arriva allo zecchino''.<ref>Da ''Gli uccelli di gabbia dopo la tesa''.</ref>
*''Con quattro versi di rimata prosa, | io vi metto il mio core fra le mani: | se ricevuto ei sarà ben, domani, | o bella, vi porrò qualch'altra cosa.''<ref>Citato in ''I capolavori della poesia italiana'', a cura di Guido Davico Bonino, CDE, 1972.</ref>
*''Due contesse, irrisolute | come meglio mascherarsi, | per non esser conosciute | in un prossimo veglione, | ne fan motto al [[Raffaele Petra|Caccavone]], | che risponde: «Vi dovreste | mascherar da donne oneste!»''<ref>Citato in ''Epigrammi del marchese di Caccavone e del Duca di Maddaloni'', a cura di Giuseppe Porcaro, Arturo Berisio Editore, Napoli, 1968, p. 22.</ref>
*''E se in man di due [[medico|medici]] è un malato | suonate a comunion, quell'uomo è andato''.<ref>Da ''Il paretaio''.</ref>
*Esci di lì, ci vo' star io.<ref>Da ''Il poeta di teatro'', XIV, 2.</ref>
*La [[critica]] deve essere un pungolo, non una sferza.<ref>Da ''La severa critica'', in ''Versi e prose'', 10 voll., All'insegna della speranza, Firenze, vol. VII, 1831, p. [https://books.google.it/books?id=KX0NAAAAIAAJ&pg=RA5-SL24-PA79 79].</ref>
*La simulazione è sempre iniqua; è permessa e necessaria spesso una prudente [[dissimulazione]], ma la dissimulazione ancora se è troppa è come la troppa lega nei metalli, invilisce e scredita la moneta.<ref>Da ''Gli uomini finti'', in ''Versi e prose'', 10 voll., All'insegna della speranza, Firenze, vol. VIII, 1832, p. [https://books.google.it/books?id=s3gNAAAAIAAJ&pg=PA47 47].</ref>
*La vera [[carità]] è senza ostentazione; simile alla rugiada del cielo cade senza rumore nel seno degli infelici.<ref>Da ''I benefizi e il modo di spargerli'', in ''Prose diverse''.</ref>
*''Qui giace un Cardinale | Che fe' più mal che bene, | Il ben lo fece male, | Il mal lo fece bene''.<ref name=fuamgalli>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/793#c2141|761]].</ref>
*[[Furto|Rubar]] si può, basta rubar di molto.<ref>Da ''La civetta'', in ''Versi e prose'', 10 voll., All'insegna della speranza, Firenze, vol. I, 1831, p. [https://books.google.it/books?id=_3cNAAAAIAAJ&pg=PA3 7].</ref>
*''Sul dorso ha un mezzo secolo Isabella, | E ancor detta esser vuol giovine e bella. | Chi è sciocco la condanni: | Io dico che ha ragione, e ve lo provo: | Mercato nuovo ancor dopo mill'anni | Sempre si chiamerà Mercato nuovo''.<ref name=fuamgalli/>
===Citato in ''Voci del tempo nostro''===
*''Don {{sic|Gabbriello}} in mezzo ai versi sui | ne avea cuciti molti degli altrui. | Un dì che in società li recitava, | il cappello Riccardo si cavava; | quei domandò: – Perché continuamente | fai tu quell'atto? – E l'altro: – O {{sic|Gabbriello}}, | ogni volta che incontro un [[conoscente]] | me gli cavo il cappello. –'' (''Rispettosi saluti'', p. 149)
*''Un tal, cascato in mezzo ad un pantano, | disse a un [[avarizia|avaro]]: – Datemi una mano. – | Come, come? – l'avaro replicò – | Io la man darvi? Ve la presterò. -'' (''Avarizia'', p. 149)
*''Disse Cloe: – Quanti affanni | mi dà l'avvicinarmi ai quarant'anni! – | Ed io: – Non vi attristate, | anzi ogni giorno ve ne allontanate. –'' (''L'età delle donne'', p. 150)
*''Lesse Tirsi a Dorilla un suo sonetto; | ed essa: – Oh, bello! cos'avete detto? –'' (''Sincerità'', p. 150)
==''Avventure e osservazioni sopra le coste di Barberia''==
*I grandi sono come quei [[mulino|mulini]] eretti sulle montagne che non danno della farina se non si dà loro del [[vento]].
*Io amo con passione le acque correnti dei [[Fiume|fiumi]]. La natura vi comparisce più animata, più pittoresca; quelle onde sono il mezzo del trasporto, e comunicazione, che mantengono la ricchezza, e la prosperità degli stati; il filosofo medita gravemente mirando i passeggeri, e rapidi flutti; il poeta gode errare all'ombra misteriosa dei solitarj salici; gli amanti, gli esuli, gl'infelici, uniscono i loro sospiri al mormorio dell'onda cadente. ''Super flumina Babilonis sedimus et flevimus''.<ref>{{cfr}} ''[[Salmi]]'', 137, 1 – 2.</ref> I fiumi hanno una grande analogia con lo stato del cuore, e col pensamento dei pellegrini del mondo; sembrano accompagnarli nei loro vagabondi passi, rammentano la rapidità della vita, e dei terreni diletti; sono l'imagine del corso delle umane vicende. Gli uomini, le cose, gli eventi si precipitan, si urtano, si succedono come le onde rapide dei torrenti; le nazioni scorrono, passano, si vanno a perdere nell'Oceano dell'età, e nel gran mar dell'oblio.<ref>Da ''[https://books.google.it/books?id=zskRAAAAYAAJ&pg=PA17 Avventure e osservazioni di Filippo Pananti sopra le coste di Barberia]'', vol. I, Leonardo Ciardetti, Firenze, 1817, pp. 17-18.</ref>
*L'offeso perdona, ma l'offensore non mai.
*V'è una [[gelosia]] villana che è un [[diffidenza|diffidare]] della persona amata, v'è una gelosia delicata che consiste nel diffidare di sé.
==''Opere in versi e in prosa''==
*Aspettare suona sovente il medesimo che sperare.
*Il distintivo d'una grand'anima è una facile indulgenza, una generosa disposizione al [[perdono]].
*''Gli [[amico|amici]] assomigliare | Si ponno all'ombra d'orologio a sole, | che quando è il dì sereno apparir suole, | se scuro, non appare.''
==Note==
<references />
==Bibliografia==
Giuseppe Passarello, ''Voci del tempo nostro, antologia di letture moderne e contemporanee'', Società editrice internazionale, Torino, 1968.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Poeti italiani]]
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Alfredo Panzini
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Gaux
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/* Citazioni su Alfredo Panzini */ Luigi Russo
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[[File:Alfredo Panzini 20.jpg|thumb|Alfredo Panzini]]
'''Alfredo Panzini''' (1863 – 1939), scrittore e critico letterario italiano.
==Citazioni di Alfredo Panzini==
*24 Luglio 1915, Bellaria.<br>È morto [[Renato Serra]] sul Podgora, il colle che sbarra Gorizia. Una palla in fronte: la fronte infranta! Era una nobile e bianca fronte. Dunque può un proiettile distruggere la più pura coscienza che si annida dietro una fronte? Dunque tutto ora ''in umbra?''<ref>Da ''[https://archive.org/details/diariosentimentaledellaguerra01panzini/mode/1up Diario sentimentale della guerra]'', Arnoldo Mondadori, Milano, 1923, p. 277.</ref>
*Anche le fanciulle spartane vestivan così senza [[chitone]], che era la camicia di quei tempi antichi.<ref>Citato in Salvatore Battaglia, ''Grande Dizionario della Lingua Italiana'', vol. III, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1971, p. 93.</ref>
*Chi intenderà, chi difenderà la giovinezza sublime dalla sterile sapienza dell'età virile e dalla lugubre tirannia dei vecchi? Gli uni e gli altri hanno l'anima che già è morta a metà, e non lo sanno! La loro sapienza aiuta a morire, non a vivere; e la gioventù ha una sua sapienza innata di ben altro valore perché in essa si contengono le leggi della vita!<ref>Da ''Piccole storie del mondo grande''.</ref>
*Dicono gli intenditori che il nuovo foot-ball non corrisponde all'antico e perciò i nuovi nomi hanno giusta ragione di essere. Distinguono il [[rugby]] e l'association, due modi di giocare al [[Calcio (sport)|calcio]], questo più costumato e civile, l'altro fiero e violento nella gara di vietare l'accesso al pallone.<ref>Dalla voce ''football'' del ''Dizionario moderno, Supplemento ai dizionari italiani'', Milano 1905; citato in Massimo Arcangeli e Sandro Mariani, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/09/il-calcio-italico-ma-non-era-meglio-il-football/875079/ Il calcio italico. Ma non era meglio il football?]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 9 febbraio 2014.</ref>
*«Dio» dice [[San Paolo]] «lo vediamo qui in terra per riflesso e per enigma. Dopo morte lo vedremo sul serio.»<ref>{{Cfr}} ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'': «Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia.»</ref><br>Per «riflesso» si possono intendere anche certi uomini dabbene chiamati santi, che fanno come da genitori a quei bimbi un po' feroci che sono gli uomini. Che [[San Benedetto]] e [[Santa Scolastica]] fossero buoni genitori, non pare cosa dubbia.<ref>Da ''Ultimi viaggi di un povero letterato'', in ''La cicuta, i gigli e le rose''.</ref>
*Il milionario non godrebbe niente se gli mancasse l'invidia del popolo.<ref>Da ''La mia storia, il mio mondo'', con [[Piero Nardi]], Mondadori, 1951.</ref>
*Il sole splende su tutti e non fa pagare i suoi raggi, e poca terra ricoprirà noi come i conquistatori della fortuna e della vita!<ref>Da ''Piccole storie del mondo grande'', Treves, 1920.</ref>
*[...] la violenza rimane una delle cose più positive del mondo: ma i suoi frutti non mi piacciono.<ref>Da ''La guerra del '15: diario sentimentale'', M. Boni, Bologna, 1995, p. 281.</ref>
*Noi avvertiamo il caldo e il freddo anche senza termòmetro; però è bene averlo in casa; e così noi possiamo scrivere e parlare anche senza [[grammatica|grammàtica]]; però è bene che essa vi sia.<ref>Dalla Prefazione a ''[https://archive.org/details/panzini-grammatica-italiana Grammatica italiana]'', Sellerio, Palermo, 1989, p. 9.</ref>
*[[Scrivere]] bene vuol dire pensare bene e pensare molto; avere molti studi, molta esperienza della vita insieme con molto ingegno, sentimento e fantasia. Tutte cose piuttosto difficili e rare.<ref>Da ''Manualetto di retorica'', Bemporad, Firenze, 1926<sup>11</sup>, p. [https://books.google.it/books?id=ZEY-AAAAIAAJ&pg=PA4 4].</ref>
*Tutte le volte che una [[virtù]] non piace più, le si cambia nome.<ref>Da ''Romanzi d'ambo i sessi''.</ref>
*Tutto è tollerabile, forse, dalla donna quando avviene soavemente.<ref>Da ''Santippe'', ''Opere scelte'', Mondadori, 1970.</ref>
==''Dizionario Moderno''==
===[[Incipit]]===
'''A'''. Questa preposizione è usata alla maniera [[Francia|francese]] (à) nei seguenti modi: 1) trattandosi di vivande, per indicare la salsa con cui sono condite o il modo in cui sono cotte: ''al'' burro, ''all'' 'olio, ''al'' prosciutto, ''al'' pomodoro, ''ai'' ferri. I puristi correggono e il popolo ancora dice ''col'' burro, ''con'' l'olio, ''col'' prosciutto, ''in'' graticola o ''su la'' gratella. Con un po' di buon volere si potrebbe usare la maniera più conforme all'italiano. Ma si tratta di frasi fatte e formate nella memoria, perciò avverrà che scrivendo, uno pensi alquanto e corregga, ma parlando non ritengo agevole l'emendarsi. Gelato ''alla'' crema, ''al'' limone, ''al'' pistacchio; gelato ''di'' crema, ''di'' limone, ''col'' pistacchio. Talvolta le due costruzioni si alternano. Es. gelato ''alla'' crema, gelato ''di'' crema. 2) I puristi riprendono ''alla'', seguìta da un nome proprio, quando si voglia indicare ''maniera'', ''usanza'', ''imitazione''. Es. ''alla'' Pompadour, ''alla'' Luigi XIV. È modo francese. Sidovrebbe dire: ''alla'' maniera di... ecc. Si dice, infatti, ''alla'' Berni? ''al'' Petrarca? Così obiettano i puristi. Vero è che si tratta di nomi determinati. 3) Si riprende pure il modo: ''all'' 'anno, ''al'' giorno, ''al'' mese, invece che dire: l'' 'anno'', ''il'' giorno, ''il'' mese, oppure: ''ogni'' anno. Es. cinque lire ''al'' giorno. 4) Le locuzioni ''mano a mano''(v. nel Dizionario MAN MANO), ''due a due, passo a passo, corpo a corpo, da capo''. Anche in queste e consimili locuzioni conviene tenere conto dell'evoluzione che subì l'italiano per effetto, specialmente, della storia e del pensiero di Francia. Difettosa e spiacente questa incertezza di una parte così importante del discorso come è la preposizione; ma poiché l'impropietà o il gallicismo non è possibile espellere, converrà accettare in quei casi che sono più confermati dall'uso e sperare che l'onore della patria si estenda anche alle parole della patria.
===Citazioni===
*'''Automòbile'''. Dal greco αύτός = se stesso, e ''mobile'': in origine aggettivo, poi sostantivo, per indicare la nota vettura a motore, spavento dei viandanti, concorrente con le ferrovie; aerodinamica. Di qual genere è ''automobile''? Se ne è disputato in Francia, madre dell'automobilismo, quindi anche in Italia. Ieri prevaleva il maschile, oggi il femminile. La Fiat ne richiese d'Annunzio. Rispose: femmina!
*'''[[Benpensante]]'''. Letteralmente dicesi di persona che pensa bene, rettamente, secondo la legge, sin. ''persona d'ordine''; e talora vi è aggiunto un lieve senso ironico, quasi a significare ''ben pensante'', perché le condizioni fortunate e fortuite della vita tolsero l'occasione di pensar male.
*'''Buridano (L'[[asino]] di)'''. ''Âne de Buridan'', è rimasto proverbiale per indicare lo stato di chi è incerto né sa risolvere fra due cose. Il motto, comune fra noi, è di conio francese e trae origine da un sofisma dello scolastico [[Giovanni Buridano|Giovanni Buridan]] di Béthune (Artois), fiorito nel sec. XIV e professore di filosofia in Parigi. Il sofisma è questo, cioè di un asino morente di fame perché sta tra due misure d'avena ugualmente da sé distanti, o morente di fame e di sete perché tra un fascio d'avena ed un secchio d'acqua non sa quale scegliere. Come questo sofisma si connetta all'antica questione del libero arbitrio non è qui il caso di vedere. Cfr. [[Dante Alighieri|Dante]], ''[[Divina Commedia|Paradiso]]'', IV, I:<br>''Intra due cibi, distanti e moventi<br>d'un modo, prima si morria di fame,<br>che liber l'uomo l'un recasse a' denti''.
*'''Democrazia''': Gloriosa istituzione, che ha alquanto sofferto nella salute e nella buona reputazione. || Il fascismo le fece scontare le sue colpe ad un tasso abbastanza forte [1926].
*'''[[Gondola|Gòndola]]'''. Da una voce greca? o voce onomatopeica? Si riporta la parola perché non tenderà molto a diventare meramente storica. Le gondole di casate e le gondole pubbliche erano più migliaia nel 700. Ora quel tanto che basta al colore locale di Venezia: e per condurre a spasso qualche straniero nostalgico.
*'''Gran Bestia''' (La). Definizione di sapore biblico e di ricordo nietzschiano, anzi frase del [[Friedrich Nietzsche|Nietszche]], data già da tempo dal [[Gabriele D'Annunzio|d'Annunzio]] alla folla, per significare spregiativamente l'anima collettiva, dalle esplosioni incoscienti e brutali e dal facile dominio. Questa locuzione ebbe fortuna di effimera divulgazione. Cfr. ''la bestia trionfante'' di [[Giordano Bruno|G. Bruno]], la ''belua multorum capitum'', il ''profanum vulgus'' di [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]], la ''vil maggioranza'' del [[Giosuè Carducci|Carducci]]; e il [[Francesco Petrarca|Petrarca]]: ''Il vulgo a me nemico ed odioso'' (nel sonetto: ''O cameretta, che già fosti un porto''). Eppure quanto devono tanti alla ''gran bestia''! È la massa di combattimento politico.
*'''Hodie mihi, cras tibi'''. ''Oggi a me, domani a te'': motto tolto dalla Bibbia (''mihi heri, et tibi hodie: [[Siracide|Ecclesiastico]]'', cap. XXXVIII, 23) e che compendia in forma di sentenza la cognizione delle reciproche sventure umane e la necessaria rassegnazione. Ma più spesso si ripete tale motto per cose di lieve conto e in senso faceto di conforto, per la ragione nota che ''solamen miseris socios habuisse malorum'', male comune, mezzo gaudio.
*'''Ibis redìbis'''. Letteralmente, ''andrai ritornerai''; si dice per indicare una risposta ad arte ambigua, in cui non è chiaro né il sì né il no: è misera astuzia usata dagli uomini che non si vogliono compromettere. Il motto è attribuito alla risposta data dall'oracolo a quel cittadino romano che voleva sapere se egli sarebbe scampato o perito in guerra, e la risposta fu: ''Ibis redibis non morieris in bello: Andrai ritornerai non morirai in guerra'': nella quale risposta il senso muta secondo che la pausa o virgola si colloca dopo o prima del ''non''.
*'''Ibseniano'''. Seguace, ammiratore del drammaturgo norvergese [[Henrik Ibsen|Enrico Ibsen]] (1828-1906), sostenitore di una morale individualista. (Seguendo Ibsen, molte mogli dicono al marito, «la tua verità non è la mia», e seguono altra via!).
*'''Idem velle atque idem nolle, ea demum firma amicitia est'''. Classica definizione dell'amicizia: si legge in Sallustio (Catil., XX, 4): ''volere e non volere le cose istesse è appunto ciò che costituisce la salda amicizia''. E potremmo aggiungere: ''anche di un matrimonio felice''. Cose piuttosto rare!
*'''Incipit vita nova'''. Comincia la vita nuova: così, con solenne ed occulto parlare, l'[[Dante Alighieri|Alighieri]] comincia l'opera sua ''La Vita Nuova''. Come molti versi danteschi anche questo diventò popolare, e si usa per significare un mutamento di male in bene nelle operazioni dell'esistenza.
*'''Imaginìfico'''. Creatore di imagini. L' ''Imaginifico'' fu detto [[Gabriele d'Annunzio|d'Annunzio]].
*'''Casi sono due(I)'''. Casistica della [[Prima guerra mondiale|Guerra]], divulgata (estate 1917) e divenuta popolare (Petrolini), rispecchia parte dell'indole italiana. «Fra poco sarai sottoposto a nuova visita medica ed i casi sono due: o ti fanno non idoneo o ti fanno idoneo; se ti fanno non idoneo te ne freghi; se ti fanno idoneo i casi sono due: o ti mettono in armi speciali od in fanteria; se ti mettono in armi speciali te ne freghi; se ti mettono in fanteria i casi sono due: o ti mandano in zona di guerra o ti mandano in territorio di pace; se ti mandano in territorio di pace te ne freghi; se ti mandano in zona di guerra i casi sono due: o ti mettono ai servizi speciali o ti mandano in trincea; se ti mettono ai servizi speciali te ne freghi; se ti mandano in trincea i casi sono due: o sei ferito leggermente o sei ferito gravemente; se sei ferito leggermente te ne freghi; se sei ferito gravemente i casi sono due: o vai all'altro mondo o guarisci; se guarisci te ne freghi; se vai all'altro mondo i casi sono due: o vai in paradiso o vai all'inferno; se vai in paradiso te ne freghi; se vai all'inferno i casi sono due: o trovi [[Francesco Giuseppe I d'Austria|Cecco Beppe]] o non lo trovi; se non lo trovi te ne freghi; se lo trovi i casi sono due: o lui impicca te o tu impicchi lui; se tu impicchi lui te ne freghi; se lui impicca te, requie all'animaccia tua». ''N.B.'' Questo classico ''[[menefreghismo|me ne frego]]'' non so se, in basso, sia filosofia, ma in alto è delitto. Vedi E CHI SE NE FREGA. MENEFREGHISMO.
*'''[[Lotto]]'''. ''Per parte, per porzione'' di un tutto, attribuita a sorte, e distribuita fra più persone, è gallicismo ripreso dai puristi, sancito dall'uso; fr. ''lot'', voce di origine germanica. I puristi accettano ''lotto'' nel senso di ''[[lotteria]]'', cioè di quella speculazione statale, che fu denominata anche la ''tassa su gli imbecilli''. Questo giuoco pare di origine italiana e, più precisamente, [[Genova|genovese]]. || ''Lotto di cavalli'', e sim. dicesi esclusivamente per ''gruppo di cavalli'' e sim.
*'''Paga Pantalone''' o '''Pantalon paga'''. Motto che pare in antico (sec. XVI) volesse significare. ''la repubblica di Venezia farà le spese per tutti''. Una satira al tempo di Campoformio rappresenta i plenipotenziari che partono in carrozza dopo quel trattato. L'oste li rincorre: «Chi paga?». Gli risponde Pantalone: «Amico, pago mi». Altri, invece, pensa che il motto abbia origine dal fatto che, nelle antiche commedie dell'arte, Pantalone era quegli che andava di mezzo, cioè il lieto fine si otteneva a sue spese. Cfr: ''Jacques Bohnomme'' in Francia, ''John Bull'' in Inglitterra, ''Uncle Sam'' negli Stati Uniti, ecc. (v., per l'etimologia, la voce PANTALONE). «Paga Pantalone», vale anche paga il Governo o Stato, cioè, il popolo.<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 194.</ref>
*'''Pauper ubique iacet'''. ''Il [[povero]] dovunque giace''. Così Ovidio (Fast., I, 218). E Perpetua a Renzo: «Mala cosa nascer povero, il mio caro Renzo!» ([[Alessandro Manzoni|Pr. Sp., II]]). E Agnese al cardinal Borromeo: «I poveri ci vuol poco a farli comparir birboni» (Pr. Sp., XXIV). Simili pensieri di vera sapienza puoi leggere anche nei mirabili colloqui di don Chisciotte con Sancio Pancia. Ed è forse per questo che Cristo, non potendo aprire ai poveri le porte della terra, assicurò quelle del cielo.
==''Grammatica italiana''==
===Citazioni===
*Noi avvertiamo il caldo e il freddo anche senza termòmetro; però è bene averlo in casa; e così noi possiamo scrivere e parlare anche senza [[grammatica|grammàtica]]; però è bene che essa vi sia. (Premessa, p. 9)
*[L]a [[parola]] è una cosa molto potente, direi quasi miracolosa. Serve a manifestare, e anche a nascòndere il pensiero. Ma quando la parola è falsa, rivela il pensiero di quelli stessi che lo vorrèbbero nascòndere. (''Prontuario delle incertezze'', p. 132)
===Citazioni su ''Grammatica italiana''===
*Il Panzini non si pone neanche lontanamente questo problema<ref>Della storia della lingua italiana e dei fattori che determinano la sua elaborazione unitaria.</ref>e perciò le sue pubblicazioni grammaticali sono incerte, contraddittorie, oscillanti. Non si pone per esempio il problema di quale oggi sia, dal basso, il centro di irradiazione delle innovazioni linguistiche; che pure non ha poca importanza pratica. Firenze, Roma, Milano. Ma d'altronde non si pone neanche il problema se esista (e quale sia) un centro di irradiazione spontanea dall'alto, cioè in forma relativamente organica, continua, efficacemente, e se essa possa essere regolata e intensificata. ([[Antonio Gramsci]])
==''Il 1859 da Plombières a Villafranca''==
*[[Battaglia di Magenta|Magenta]] e [[Battaglia di Solferino|Solferino]]! Due nomi purpurei nella memoria, fioriture di sangue in quell'estate {{NDR|del 1859}}. I morti non si vedono più; portar via le tracce della morte è il primo lavoro dei vivi. Si vedono turcos, zuavi, granatieri della guardia dai berrettoni pelosi; bersaglieri piumati; si vedono a teste basse, via gli zaini, avanti ad ogni costo, alla baionetta, nel terribile azzardo della battaglia. (cap. XII, p. 317)
*Fu [[Battaglia di Solferino|Solferino]] «gran battaglia e gran vittoria», come il grido annunciò, ma per varie cause, come il difetto di coordinazione tra i vari corpi, mancò alla vittoria quel proseguimento da cui risulta la nota sentenza che grande generale non è quegli che vince, ma che sa trarre partito dalla vittoria. (cap. XII, p. 318)
*[...] il [[Armistizio di Villafranca|trattato di pace di Villafranca]], come è noto anche per ciò che è scritto nei manuali scolastici, non ebbe effetto o, come è detto in quei manuali, rimase «lettera morta». Rimase però vivo, senza troppo modificarsi nella tradizione italiana, il giudizio sintetico che ne diede il Mazzini a colpo caldo, cioè il 20 luglio, nel suo scritto «La pace di Villafranca». Esso si riassume come un nuovo tradimento di Napoleone III verso l'Italia, e in quel patto con l'Austria, è additato il disegno di un nuovo maggior colpo di Stato europeo, contro cui insorgeranno governi, popoli, l'esercito stesso francese che si stancherà «di far la parte di carnefice della libertà»<ref>Mazzini, X, pag. 342. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (cap. XIII, pp. 347-348)
==''Il libro dei morti''==
===[[Incipit]]===
PROLOGO<br>Una sentenza di [[Pitagora]], riferita da gli antichi [[Filosofia|filosofi]], dice che – nessuno senza comando del [[duce]], che vuol dire [[Dio]], si deve partire da la stazione ne la [[vita]]; – significando con ciò come, anche per i credenti, essa sia triste e non valga la pena d'essere vissuta.<br>Ora, ai nostri tempi, vi fu un [[uomo]] credente che aveva nome G. Giacomo il quale, non a malincuore, ma lietamente fece la sua scolta in questo breve periodo de la vigilia dei sensi, ed amò la vita e gli piacque di vivere.<br>CAPITOLO I<br>G. Giacomo era nato in sul principio di questo secolo in una di quelle antiche [[città]] del Regno Pontificio, ove l'accidia e l'ortica crescono rigogliose anche oggidì, benché la vaporiera vi passi da presso tutta sonora col suo gran cimiero di fumo: città che, poste su la via Flaminia, ebbero una importanza militare e [[politica]] ai [[Tempo|tempi]] di [[Roma]]; ed anche ne l'età di mezzo vantarono gloriosi [[Ricordo|ricordi]] ne la [[storia]] de le [[libertà]] municipali.
===Citazioni===
*Il [[Capitale (economia)|capitale]] è la miseria dei molti come condizione di benessere dei pochi, cioè quello che uno non ha e desidera avere.
*[...] la scienza ha dimostrato che l'uomo è di sua natura [[Poligamia|poligamo]], e il [[matrimonio]] non sussiste che come contratto o come solenne corbelleria.
==''Il mondo è rotondo''==
*Di chi era quel nome: [[Lenin]]? Di un uomo emerso dalla storia. La guerra era stata la sua levatrice. Dai solchi sanguinosi degli odi umani egli era nato.
*Era stato lui, il popolo d'Italia, ad abbattere il Sacro Romano Impero dell'Austria, che pure aveva per emblema il santo segno dell'aquila! Fu ieri! Ma oggi non se ne ricorda più. Ora scrive su le mura dei più venerabili edifizi: Viva Lenin! Il santo segno dell'Impero fu abbattuto; ed ecco appare: Viva Lenin. È forse questa la nemesi della storia?
*Le stelle, il sole erano per San Francesco il grande teatro, il canto delle rondini era il grande concerto, l'acqua era la grande ebbrezza. Ma i [[bolscevismo|bolscevichi]] sono staccati dall'universo e dal mistero.
*[...] ogni [[epoca|età]] copre di calce l'età precedente come si fa coi cadaveri.
*Solamente quelli che hanno raggiunta la vetta dell'[[anima]] costituiscono un privilegio. [...] Gli uomini senza anima devono anzi credere alla morte, e perciò domandano i balocchi; e il re dei bolscevichi dà loro i balocchi. E se gli uomini poi nella materiale conquista si domeranno gli uni contro gli altri e la terra li coprirà, che importa? Se l'uomo meccanico vedrà anzi soltanto la mano che muove la leva e la ruota della sua macchina, e più non vedrà l'intelletto che crea, che importa? Se è spenta la piccola lampada che accende i cuori, e soltanto i fari irradiano la gran luce bianca che fa smarrire la via, che importa?
*Vedete, amico mio — disse Beatus, — questa antica purità religiosa offendeva gli sguardi dei felici abitanti del [[Illuminismo|secolo decimottavo]], e perciò hanno intonacato, cioè coperto, e poi sopra ci hanno cosparso quelle frenetiche pitture, che dovevano parere futuriste al loro tempo, tanto è vero che la vanità ci lasciò il nome. Vedete quel nome? ''Pictor bononiensis pinxit anno Domini MDCCXXVIII'', mentre queste antiche pitture sono senza nome, perché realmente noi non abbiamo nome, o almeno Dio solo è giudice se dobbiamo avere un nome. E così quest'ombra di mistero che qui ci avvolge, spiaceva al secolo dei lumi, e ne fecero una sala chiara, a stucchi ed oro, anzi una sala da ballo.
==''Io cerco moglie!''==
===[[Incipit]]===
IO!<br>Cavalier Ginetto Sconer, fisonomia rosea, da cui spira intelligenza e coraggio; capigliatura solida, denti solidi, tutto solido.<br>Questo sono io!<br>In questa valle di [[dolore]] e di [[Lacrime|lagrime]] ho l'[[onore]] di trovarmi bene. Quando io viaggiavo con la ''marmottina'' dei campioni, i clienti mi dicevano: «Voi signor Sconer, fate molto onore alla vostra Ditta». In realtà la mia presenza è stata sempre molto distinta.
===Citazioni===
*Gli individui eccitabili vivono poco. ''Achille, personaggio eccitabile, è morto giovane''. Questa sentenza si legge nel [[libro]] di ''réclame'' della nostra Ditta: ''Come devo preservare la mia vita''. ([[s:Io cerco moglie!/Capitolo primo|cap. I]])
*Il ''[[bluff]]'' ha la sua [[ragione]] di esistere in quanto esistono persone capaci di farsi ''bluffare''. ([[s:Io cerco moglie!/Capitolo primo|cap. I]])
*Io mantengo verso i [[medico|medici]] una benevola diffidenza, perché a furia di studiare le [[salute e malattia|malattie]] finiscono per considerare la [[salute e malattia|salute]] anch'essa come una malattia. ([[s:Io cerco moglie!/II|cap. II]])
*Anche per ragioni di igiene, bisogna che io cerchi moglie: una moglie che risponda alle esigenze dell'erede, e anche alle mie. ([[s:Io cerco moglie!/II|cap. II]])
*Signorina A***: dote ragionevole, bella presenza, famiglia distinta, peso valutabile a vista kg 70. Oggi attraente, ma suo padre è enormemente obeso; sua madre, idem. Tendenza all'obesità. Si scarta per ragioni di estetica. ([[s:Io cerco moglie!/III|cap. III]])
*Signorina D***: molto carina; ma troppo buona di cuore verso tutti quelli che sospirano per lei. Per questa sua eccessiva bontà è stata allontanata dalle scuole. Cara fanciulla, ma offre l'inconveniente che l'erede sarebbe il figlio, ma non la riproduzione di Ginetto Sconer. ([[s:Io cerco moglie!/III|cap. III]])
*L'[[amore]] concede le sue [[Gioia|gioie]] supreme soltanto a chi è pronto ai supremi cimenti. ([[s:Io cerco moglie!/IX|cap. IX]])
*L'[[oro]] è un metallo prezioso, in quanto fa sorridere di [[felicità]]. ([[s:Io cerco moglie!/XII|cap. XII]])
*{{NDR|Sui [[tartufo|tartufi]]}} [...] quelle cose che ''spuzzano'' ma che costano. ([[s:Io cerco moglie!/XXIV|cap. XXIV]])
==''La lanterna di Diogene''==
*Del resto è un errore di giudizio semplice il supporre che i piccoli animaletti non esercitino una loro vendetta. I microbi si uniscono a milioni, edificano le loro città mortifere nei nostri corpi orgogliosi; ed altre miriadi di microbi preparano sotto terra accuratamente la nostra distruzione completa. Anche essendo asceti e vegetariani, non isfuggiremo a questa sorte dolorosa e fatale. Divoriamoci, quindi, senza rimorso e senza pietà! conclusi contemplando uno di quei bipedi infilzato nella forchetta. ([[s:La lanterna di Diogene/III|cap. III]])
*[...] il godimento è tanto maggiore, quanto più uno lo ha condito in antecedenza col lavoro e con la fatica salutifera. ([[s:La lanterna di Diogene/V|cap. V]])
*La [[galanteria]] era la forma con cui si manifestava la genialità della donna. ([[s:La lanterna di Diogene/VI|cap. VI]])
*L'uomo geniale è rivoluzionario; la donna geniale rivoluziona tutte le teorie morali, sconvolge l'ordine delle leggi, disorienta i cervelli e le famiglie. ([[s:La lanterna di Diogene/VI|cap. VI]])
*[...] la [[fortuna]] fa come il [[baro]] nel gioco: fa vincere qualche volta, per allettare gli altri. ([[s:La lanterna di Diogene/XII|cap. XII]])
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''I tre re con Gelsomino buffone del re''===
Il figlio del [[Re]] andava a [[caccia]] in compagnia del duca Floridoro per un luogo silvestro, presso alla fonte del Meschino. Il duca Floridoro cavalcava un cavallo roano, il figlio del Re cavalcava un balzano da tre, cavallo da re.
===''Il diavolo nella mia libreria''===
Questi libri mi sono pervenuti da una eredità. Anzi l'inventario dice: «V° nella legnaia: Un cassone di abete, pieno di vecchia cartaccia e libri, L. 8». Dunque i libri erano in un cassone di abete, nella legnaia, e il loro valore fu stimato in lire otto nell'inventario. Povera zia, che la luce del Signore mai per te si spenga; ma tutta la sua eredità valeva poco di più!<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
===''L'evoluzione di Giosuè Carducci''===
*Torna alla mente con gran tristezza di desiderio il tempo che io {{sic|studiava}} a Bologna; e la rivedo ancora quella severa e lunga aula dell'università con i finestroni dai vetri verdognoli che prendono luce dal pian terreno del cortile interno: la rivedo tutta gremita di uditori; tutti col viso rivolto e teso ad un punto, in silenzio: seduti sui banchi, fitti in piedi e addossati agli angoli, presso la porta d'ingresso. E quelle teste, le più giovanilmente vive, altre {{sic|grige}} o canute, altre di donne diffondenti in quella austerità non so quale femminile lietezza, mi pare ancora di udire la sua voce che si spandeva ora vibrata, staccata, nervosa; ora lenta, commossa e saliente come nembo d'incenso. Su l'alta cattedra, in fondo, appariva quel capo poderoso, curvo fra i cubiti, con la fronte ferma, come diga a reggere l'onda irrompente del pensiero; la breve mano bianca agitata a ricercare il libro o l'appunto, pur non ristando la voce.<br>Qualche volta, sopravvenendo le tenebre, accennava gli recassero una candela e se la poneva da presso; e allora quella fiammella rossa che or s'allungava in sottile piramide e stava immota, ora ballava come un folletto, faceva in quella penombra strani effetti su quel volto animato dall'idea creatrice.<br>Era l'autunno o era l'inverno nevoso: eppure per quella tetra sala in alto passava la primavera al suono della sua voce, l'eterna primavera del pensiero che Egli ogni volta evocava, viva, luminosa, presente fuori dai secoli che furono.
===''La cagna nera''===
Quando mi tornano a mente i miei genitori (adesso si stanno accanto nel cimitero del villaggio) e gli anni della mia giovinezza, allora gli occhi si ricolmano di lagrime.<br>
Ecco: era lassù! da tutte le strade del piano, anche da lontano, lo si distingueva il palazzo antico e quadrato, su in vetta della collina, con i quattro cipressi alti che dentellavano il cielo e facevano la guardia al portone: il portone era ad arco con grosse bugne di marmo e di sopra portava una targa; perché la mia famiglia era nobile: io non sono più niente; ma la mia famiglia, dico, era nobile e di buona razza. La targa portava sul quartiere un bel fiordaliso e il motto ''crescet in aevum''. Dietro v'era il roseto, ma grande, grande da farne un podere.
===''Ultimi viaggi di un povero letterato''===
Se qualcuno salirà a Bertinoro non se ne troverà pentito perché potrà accontentare la gola con dolce vin bianco e saziare la vista che da lassù spazia per tutta la piana.<br>Altre campagne in [[Italia]] sono pur belle; in altri luoghi si può scrivere ''est, est, est vinum bonum''; ma qui è più festività. Nelle siepi rasate, nei campi squadrati, nelle viti allineate si sente la mano assidua dell'uomo che con la falce e l'aratro toglie alla terra quel non so di arcigno e nemico che essa acquista appena è abbandonata a se stessa. Vi sono anche cipressi, fra cui il cipresso di Francesca presso Polenta; e nessuno vieta di credere che in quella chiesa Dante offrisse l'acqua benedetta alla bella dama. (da ''Altare di Romagna'').
==Citazioni su Alfredo Panzini==
*A suo modo anche A. Panzini è stato un [[Crepuscolarismo|crepuscolare]] (non senza ascendenze di "[[scapigliatura]]" milanese), che si compiaceva d'ironizzare e immalinconire la sua favola poetica. L'atteggiamento del Panzini di fronte alla vita e alla realtà ha questa cifra. ([[Salvatore Battaglia]])
*Il Panzini è tutto l'opposto di un pensatore. Non c'è virilità, non c'è scelta, non c'è pensiero che regga sopra se stesso e si crei. Di fronte ai problemi più ovvi e più vecchi egli si impaurisce ed oscilla. Va da un lato all'altro, guardando, e come volesse sempre sfuggire l'estreme conseguenze, ritorna al lato da cui era partito, per poi di nuovo fuggirlo. Non c'è decisione, non c'è nettezza. Non osa come i pensatori sicuri. Ma in questa sua torturante vicenda – che lo fa soffrire e stancare – sta un segreto della sua arte, giacché proprio in quell'oscillare, come di gocciola purissima attaccata a un filo di telegrafo, che si avvia al suo destino tremando e nello stesso tempo rifrange in bei colori la luce che la trapassa, proprio in quell'oscillare egli ha modo di mostrare la sua grazia e la sua umanità sensibile. L'arte non è fatta di acciaio e il pensiero è asta di durissimo acciaio. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Il Panzini non è mai uscito intellettualmente dalla forma del [[maestro]]. Egli era ed è rimasto innamorato della poesia, della cultura, della civiltà secondo i nomi e i sentimenti antichi; e pur convinto insieme che tutto questo sia falso e quei nomi vani: che il tempo speso sulle pagine dei gloriosi volumi sia perduto, e scemo il loro insegnamento; che il fine dell'uomo oggi sia affatto utilitario e democratico, e che il suo valore sincero debba avere una misura solamente materiale. Questo il suo istinto rifiuta, ma la ragione riconosce per vero, con alcuna amara voluttà: e lo spirito si dibatte fra i due contrari poli, senza trovare mai pace. ([[Renato Serra]])
*Il Panzini oltre a creare luoghi comuni per gli argomenti che tratta, si dà molto daffare per raccogliere tutti i luoghi comuni che sullo stesso argomento sono stati scritti da altri autori, specialmente stranieri: deve avere uno schedario speciale di luoghi comuni, per condire opportunamente tutti i suoi scritti. ([[Antonio Gramsci]])
*L'arte non è decisione e nel Panzini è proprio indecisione fremente, concupiscente, debole, femminea. Le sue riflessioni non urtano, non costringono alla disciplina, ma carezzano anche quando vogliono essere severe, ma solleticano anche quando voglion sferzare. E se non si esce dalla sua lettura soddisfatti, se ne esce sempre con una grande simpatia per l'autore. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il Panzini è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine. ([[Luigi Russo]])
==Citazioni sulla ''Vita di Cavour''==
*Non si capisce proprio cosa Panzini abbia voluto scrivere con questa ''Vita di Cavour''; una vita di Cavour non è certamente: né una biografìa di {{sic|Cavour-uomo}}, né una ricostruzione di Cavour politico; in verità dal libro di Panzini Cavour esce molto malconcio e molto diminuito: la sua figura non ha nessun rilievo concreto, eccetto che nelle giaculatorie che Panzini di tanto in tanto ripete: eroe, superbo, genio ecc. Ma queste giaculatorie non essendo giustificate (e perciò sono giaculatorie) sembrano talvolta prese di bavero, se non si capisse che la misura che Panzini adopera per giudicare l’eroismo, la grandezza, il genio ecc. è la sua propria misura, della genialità, grandezza, eroismo ecc. del sig. Panzini Alfredo. Ancora bisogna dire che il Panzini esagera nel trovare il dito di dio, il fato, la provvidenza in tanti avvenimenti: è, in fondo, la concezione dello stellone con parole da tragedia greca o da padre gesuita, ma che non perciò diventa meno triviale e banale. Lo stesso insistere troppo sull’elemento «provvidenziale» significa diminuire la funzione dello sforzo italiano, che pure ebbe una sua parte. Cosa significa poi in questo caso questa miracolosità della rivoluzione italiana? Significa che tra l’elemento nazionale e quello internazionale dell’evento, è l’internazionale che ha contato di più. È questo il caso? Bisognerebbe dirlo e forse la grandezza di Cavour sarebbe messa ben più in rilievo e la sua funzione personale, il suo «eroismo» apparirebbe ben più da esaltare. Ma il Panzini vuol dare colpi a molte botti con molti cerchi e non ne raccappezza qualcosa di sensato: né egli sa cosa sia una rivoluzione e quali siano i rivoluzionari. Tutti furono grandi e furono rivoluzionari ecc. ecc. ([[Antonio Gramsci]])
*Tutta la ''Vita di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]]'' è una beffa della storia. Se le vite romanzate sono la forma attuale della letteratura amena tipo Alessandro Dumas, Panzini è il nuovo Ponson du Terrail. Panzini vuole così ostentatamente mostrare di «saperla lunga» sul modo di procedere degli uomini, di essere un cosi furbissimo realista, che viene la voglia, a leggerlo, di rifugiarsi in Condorcet o in Bernardino di Saint-Pierre, che almeno non sono cosi filistei. Nessun nesso storico è ricostruito nel fuoco di una personalità; la storia è un seguito di storielle divertenti senza nesso né di personalità né di altre forze sociali: è veramente una nuova forma di gesuitismo, molto più accentuata di quanto io stesso avessi creduto leggendo la Vita a puntate. ([[Antonio Gramsci]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alfredo Panzini, ''Dizionario Moderno'', Hoepli, Milano, 1950.
*Alfredo Panzini, ''[https://archive.org/details/panzini-grammatica-italiana Grammatica italiana]'', Sellerio, Palermo, 1989.
*Alfredo Panzini, ''[https://archive.org/details/daplombieres00pahthttps://archive.org/details/daplombieres00panz/page/n6/mode/1up Il 1859 da Plombières a Villafranca]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1909.
*Alfredo Panzini, ''[http://eremita.di.uminho.pt/gutenberg/3/9/3/8/39389/39389-h/39389-h.html Il mondo è rotondo]'', Milano, Fratelli Treves, 1920.
*Alfredo Panzini, ''[https://books.google.it/books?id=2bgpAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PP5#v=onepage&q&f=false L'evoluzione di Giosuè Carducci]'', Libr. editr. Galli di C. Chiesa & F. Guindani, Milano, 1894.
*Alfredo Panzini, ''[http://www.liberliber.it/libri/p/panzini/index.htm La cagna nera]'', Roma, La Voce, 1921.
*Alfredo Panzini, ''La cicuta, i gigli e le rose'', Collezione «Omnibus», Mondadori, 1950.
*Alfredo Panzini, ''[[s:La lanterna di Diogene|La lanterna di Diogene]]'', Treves, Milano, 1920.
*Alfredo Panzini, ''Romanzi d'ambo i sessi'', Collezione «Omnibus», Mondadori, 1945.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Critici letterari italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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[[File:Alfredo Panzini 20.jpg|thumb|Alfredo Panzini]]
'''Alfredo Panzini''' (1863 – 1939), scrittore e critico letterario italiano.
==Citazioni di Alfredo Panzini==
*24 Luglio 1915, Bellaria.<br>È morto [[Renato Serra]] sul Podgora, il colle che sbarra Gorizia. Una palla in fronte: la fronte infranta! Era una nobile e bianca fronte. Dunque può un proiettile distruggere la più pura coscienza che si annida dietro una fronte? Dunque tutto ora ''in umbra?''<ref>Da ''[https://archive.org/details/diariosentimentaledellaguerra01panzini/mode/1up Diario sentimentale della guerra]'', Arnoldo Mondadori, Milano, 1923, p. 277.</ref>
*Anche le fanciulle spartane vestivan così senza [[chitone]], che era la camicia di quei tempi antichi.<ref>Citato in Salvatore Battaglia, ''Grande Dizionario della Lingua Italiana'', vol. III, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1971, p. 93.</ref>
*Chi intenderà, chi difenderà la giovinezza sublime dalla sterile sapienza dell'età virile e dalla lugubre tirannia dei vecchi? Gli uni e gli altri hanno l'anima che già è morta a metà, e non lo sanno! La loro sapienza aiuta a morire, non a vivere; e la gioventù ha una sua sapienza innata di ben altro valore perché in essa si contengono le leggi della vita!<ref>Da ''Piccole storie del mondo grande''.</ref>
*Dicono gli intenditori che il nuovo foot-ball non corrisponde all'antico e perciò i nuovi nomi hanno giusta ragione di essere. Distinguono il [[rugby]] e l'association, due modi di giocare al [[Calcio (sport)|calcio]], questo più costumato e civile, l'altro fiero e violento nella gara di vietare l'accesso al pallone.<ref>Dalla voce ''football'' del ''Dizionario moderno, Supplemento ai dizionari italiani'', Milano 1905; citato in Massimo Arcangeli e Sandro Mariani, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/09/il-calcio-italico-ma-non-era-meglio-il-football/875079/ Il calcio italico. Ma non era meglio il football?]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 9 febbraio 2014.</ref>
*«Dio» dice [[San Paolo]] «lo vediamo qui in terra per riflesso e per enigma. Dopo morte lo vedremo sul serio.»<ref>{{Cfr}} ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'': «Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia.»</ref><br>Per «riflesso» si possono intendere anche certi uomini dabbene chiamati santi, che fanno come da genitori a quei bimbi un po' feroci che sono gli uomini. Che [[San Benedetto]] e [[Santa Scolastica]] fossero buoni genitori, non pare cosa dubbia.<ref>Da ''Ultimi viaggi di un povero letterato'', in ''La cicuta, i gigli e le rose''.</ref>
*Il milionario non godrebbe niente se gli mancasse l'invidia del popolo.<ref>Da ''La mia storia, il mio mondo'', con [[Piero Nardi]], Mondadori, 1951.</ref>
*Il sole splende su tutti e non fa pagare i suoi raggi, e poca terra ricoprirà noi come i conquistatori della fortuna e della vita!<ref>Da ''Piccole storie del mondo grande'', Treves, 1920.</ref>
*[...] la violenza rimane una delle cose più positive del mondo: ma i suoi frutti non mi piacciono.<ref>Da ''La guerra del '15: diario sentimentale'', M. Boni, Bologna, 1995, p. 281.</ref>
*Noi avvertiamo il caldo e il freddo anche senza termòmetro; però è bene averlo in casa; e così noi possiamo scrivere e parlare anche senza [[grammatica|grammàtica]]; però è bene che essa vi sia.<ref>Dalla Prefazione a ''[https://archive.org/details/panzini-grammatica-italiana Grammatica italiana]'', Sellerio, Palermo, 1989, p. 9.</ref>
*[[Scrivere]] bene vuol dire pensare bene e pensare molto; avere molti studi, molta esperienza della vita insieme con molto ingegno, sentimento e fantasia. Tutte cose piuttosto difficili e rare.<ref>Da ''Manualetto di retorica'', Bemporad, Firenze, 1926<sup>11</sup>, p. [https://books.google.it/books?id=ZEY-AAAAIAAJ&pg=PA4 4].</ref>
*Tutte le volte che una [[virtù]] non piace più, le si cambia nome.<ref>Da ''Romanzi d'ambo i sessi''.</ref>
*Tutto è tollerabile, forse, dalla donna quando avviene soavemente.<ref>Da ''Santippe'', ''Opere scelte'', Mondadori, 1970.</ref>
==''Dizionario Moderno''==
===[[Incipit]]===
'''A'''. Questa preposizione è usata alla maniera [[Francia|francese]] (à) nei seguenti modi: 1) trattandosi di vivande, per indicare la salsa con cui sono condite o il modo in cui sono cotte: ''al'' burro, ''all'' 'olio, ''al'' prosciutto, ''al'' pomodoro, ''ai'' ferri. I puristi correggono e il popolo ancora dice ''col'' burro, ''con'' l'olio, ''col'' prosciutto, ''in'' graticola o ''su la'' gratella. Con un po' di buon volere si potrebbe usare la maniera più conforme all'italiano. Ma si tratta di frasi fatte e formate nella memoria, perciò avverrà che scrivendo, uno pensi alquanto e corregga, ma parlando non ritengo agevole l'emendarsi. Gelato ''alla'' crema, ''al'' limone, ''al'' pistacchio; gelato ''di'' crema, ''di'' limone, ''col'' pistacchio. Talvolta le due costruzioni si alternano. Es. gelato ''alla'' crema, gelato ''di'' crema. 2) I puristi riprendono ''alla'', seguìta da un nome proprio, quando si voglia indicare ''maniera'', ''usanza'', ''imitazione''. Es. ''alla'' Pompadour, ''alla'' Luigi XIV. È modo francese. Sidovrebbe dire: ''alla'' maniera di... ecc. Si dice, infatti, ''alla'' Berni? ''al'' Petrarca? Così obiettano i puristi. Vero è che si tratta di nomi determinati. 3) Si riprende pure il modo: ''all'' 'anno, ''al'' giorno, ''al'' mese, invece che dire: l'' 'anno'', ''il'' giorno, ''il'' mese, oppure: ''ogni'' anno. Es. cinque lire ''al'' giorno. 4) Le locuzioni ''mano a mano''(v. nel Dizionario MAN MANO), ''due a due, passo a passo, corpo a corpo, da capo''. Anche in queste e consimili locuzioni conviene tenere conto dell'evoluzione che subì l'italiano per effetto, specialmente, della storia e del pensiero di Francia. Difettosa e spiacente questa incertezza di una parte così importante del discorso come è la preposizione; ma poiché l'impropietà o il gallicismo non è possibile espellere, converrà accettare in quei casi che sono più confermati dall'uso e sperare che l'onore della patria si estenda anche alle parole della patria.
===Citazioni===
*'''Automòbile'''. Dal greco αύτός = se stesso, e ''mobile'': in origine aggettivo, poi sostantivo, per indicare la nota vettura a motore, spavento dei viandanti, concorrente con le ferrovie; aerodinamica. Di qual genere è ''automobile''? Se ne è disputato in Francia, madre dell'automobilismo, quindi anche in Italia. Ieri prevaleva il maschile, oggi il femminile. La Fiat ne richiese d'Annunzio. Rispose: femmina!
*'''[[Benpensante]]'''. Letteralmente dicesi di persona che pensa bene, rettamente, secondo la legge, sin. ''persona d'ordine''; e talora vi è aggiunto un lieve senso ironico, quasi a significare ''ben pensante'', perché le condizioni fortunate e fortuite della vita tolsero l'occasione di pensar male.
*'''Buridano (L'[[asino]] di)'''. ''Âne de Buridan'', è rimasto proverbiale per indicare lo stato di chi è incerto né sa risolvere fra due cose. Il motto, comune fra noi, è di conio francese e trae origine da un sofisma dello scolastico [[Giovanni Buridano|Giovanni Buridan]] di Béthune (Artois), fiorito nel sec. XIV e professore di filosofia in Parigi. Il sofisma è questo, cioè di un asino morente di fame perché sta tra due misure d'avena ugualmente da sé distanti, o morente di fame e di sete perché tra un fascio d'avena ed un secchio d'acqua non sa quale scegliere. Come questo sofisma si connetta all'antica questione del libero arbitrio non è qui il caso di vedere. Cfr. [[Dante Alighieri|Dante]], ''[[Divina Commedia|Paradiso]]'', IV, I:<br>''Intra due cibi, distanti e moventi<br>d'un modo, prima si morria di fame,<br>che liber l'uomo l'un recasse a' denti''.
*'''Democrazia''': Gloriosa istituzione, che ha alquanto sofferto nella salute e nella buona reputazione. || Il fascismo le fece scontare le sue colpe ad un tasso abbastanza forte [1926].
*'''[[Gondola|Gòndola]]'''. Da una voce greca? o voce onomatopeica? Si riporta la parola perché non tenderà molto a diventare meramente storica. Le gondole di casate e le gondole pubbliche erano più migliaia nel 700. Ora quel tanto che basta al colore locale di Venezia: e per condurre a spasso qualche straniero nostalgico.
*'''Gran Bestia''' (La). Definizione di sapore biblico e di ricordo nietzschiano, anzi frase del [[Friedrich Nietzsche|Nietszche]], data già da tempo dal [[Gabriele D'Annunzio|d'Annunzio]] alla folla, per significare spregiativamente l'anima collettiva, dalle esplosioni incoscienti e brutali e dal facile dominio. Questa locuzione ebbe fortuna di effimera divulgazione. Cfr. ''la bestia trionfante'' di [[Giordano Bruno|G. Bruno]], la ''belua multorum capitum'', il ''profanum vulgus'' di [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]], la ''vil maggioranza'' del [[Giosuè Carducci|Carducci]]; e il [[Francesco Petrarca|Petrarca]]: ''Il vulgo a me nemico ed odioso'' (nel sonetto: ''O cameretta, che già fosti un porto''). Eppure quanto devono tanti alla ''gran bestia''! È la massa di combattimento politico.
*'''Hodie mihi, cras tibi'''. ''Oggi a me, domani a te'': motto tolto dalla Bibbia (''mihi heri, et tibi hodie: [[Siracide|Ecclesiastico]]'', cap. XXXVIII, 23) e che compendia in forma di sentenza la cognizione delle reciproche sventure umane e la necessaria rassegnazione. Ma più spesso si ripete tale motto per cose di lieve conto e in senso faceto di conforto, per la ragione nota che ''solamen miseris socios habuisse malorum'', male comune, mezzo gaudio.
*'''Ibis redìbis'''. Letteralmente, ''andrai ritornerai''; si dice per indicare una risposta ad arte ambigua, in cui non è chiaro né il sì né il no: è misera astuzia usata dagli uomini che non si vogliono compromettere. Il motto è attribuito alla risposta data dall'oracolo a quel cittadino romano che voleva sapere se egli sarebbe scampato o perito in guerra, e la risposta fu: ''Ibis redibis non morieris in bello: Andrai ritornerai non morirai in guerra'': nella quale risposta il senso muta secondo che la pausa o virgola si colloca dopo o prima del ''non''.
*'''Ibseniano'''. Seguace, ammiratore del drammaturgo norvergese [[Henrik Ibsen|Enrico Ibsen]] (1828-1906), sostenitore di una morale individualista. (Seguendo Ibsen, molte mogli dicono al marito, «la tua verità non è la mia», e seguono altra via!).
*'''Idem velle atque idem nolle, ea demum firma amicitia est'''. Classica definizione dell'amicizia: si legge in Sallustio (Catil., XX, 4): ''volere e non volere le cose istesse è appunto ciò che costituisce la salda amicizia''. E potremmo aggiungere: ''anche di un matrimonio felice''. Cose piuttosto rare!
*'''Incipit vita nova'''. Comincia la vita nuova: così, con solenne ed occulto parlare, l'[[Dante Alighieri|Alighieri]] comincia l'opera sua ''La Vita Nuova''. Come molti versi danteschi anche questo diventò popolare, e si usa per significare un mutamento di male in bene nelle operazioni dell'esistenza.
*'''Imaginìfico'''. Creatore di imagini. L' ''Imaginifico'' fu detto [[Gabriele d'Annunzio|d'Annunzio]].
*'''Casi sono due(I)'''. Casistica della [[Prima guerra mondiale|Guerra]], divulgata (estate 1917) e divenuta popolare (Petrolini), rispecchia parte dell'indole italiana. «Fra poco sarai sottoposto a nuova visita medica ed i casi sono due: o ti fanno non idoneo o ti fanno idoneo; se ti fanno non idoneo te ne freghi; se ti fanno idoneo i casi sono due: o ti mettono in armi speciali od in fanteria; se ti mettono in armi speciali te ne freghi; se ti mettono in fanteria i casi sono due: o ti mandano in zona di guerra o ti mandano in territorio di pace; se ti mandano in territorio di pace te ne freghi; se ti mandano in zona di guerra i casi sono due: o ti mettono ai servizi speciali o ti mandano in trincea; se ti mettono ai servizi speciali te ne freghi; se ti mandano in trincea i casi sono due: o sei ferito leggermente o sei ferito gravemente; se sei ferito leggermente te ne freghi; se sei ferito gravemente i casi sono due: o vai all'altro mondo o guarisci; se guarisci te ne freghi; se vai all'altro mondo i casi sono due: o vai in paradiso o vai all'inferno; se vai in paradiso te ne freghi; se vai all'inferno i casi sono due: o trovi [[Francesco Giuseppe I d'Austria|Cecco Beppe]] o non lo trovi; se non lo trovi te ne freghi; se lo trovi i casi sono due: o lui impicca te o tu impicchi lui; se tu impicchi lui te ne freghi; se lui impicca te, requie all'animaccia tua». ''N.B.'' Questo classico ''[[menefreghismo|me ne frego]]'' non so se, in basso, sia filosofia, ma in alto è delitto. Vedi E CHI SE NE FREGA. MENEFREGHISMO.
*'''[[Lotto]]'''. ''Per parte, per porzione'' di un tutto, attribuita a sorte, e distribuita fra più persone, è gallicismo ripreso dai puristi, sancito dall'uso; fr. ''lot'', voce di origine germanica. I puristi accettano ''lotto'' nel senso di ''[[lotteria]]'', cioè di quella speculazione statale, che fu denominata anche la ''tassa su gli imbecilli''. Questo giuoco pare di origine italiana e, più precisamente, [[Genova|genovese]]. || ''Lotto di cavalli'', e sim. dicesi esclusivamente per ''gruppo di cavalli'' e sim.
*'''Paga Pantalone''' o '''Pantalon paga'''. Motto che pare in antico (sec. XVI) volesse significare. ''la repubblica di Venezia farà le spese per tutti''. Una satira al tempo di Campoformio rappresenta i plenipotenziari che partono in carrozza dopo quel trattato. L'oste li rincorre: «Chi paga?». Gli risponde Pantalone: «Amico, pago mi». Altri, invece, pensa che il motto abbia origine dal fatto che, nelle antiche commedie dell'arte, Pantalone era quegli che andava di mezzo, cioè il lieto fine si otteneva a sue spese. Cfr: ''Jacques Bohnomme'' in Francia, ''John Bull'' in Inglitterra, ''Uncle Sam'' negli Stati Uniti, ecc. (v., per l'etimologia, la voce PANTALONE). «Paga Pantalone», vale anche paga il Governo o Stato, cioè, il popolo.<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 194.</ref>
*'''Pauper ubique iacet'''. ''Il [[povero]] dovunque giace''. Così Ovidio (Fast., I, 218). E Perpetua a Renzo: «Mala cosa nascer povero, il mio caro Renzo!» ([[Alessandro Manzoni|Pr. Sp., II]]). E Agnese al cardinal Borromeo: «I poveri ci vuol poco a farli comparir birboni» (Pr. Sp., XXIV). Simili pensieri di vera sapienza puoi leggere anche nei mirabili colloqui di don Chisciotte con Sancio Pancia. Ed è forse per questo che Cristo, non potendo aprire ai poveri le porte della terra, assicurò quelle del cielo.
==''Grammatica italiana''==
===Citazioni===
*Noi avvertiamo il caldo e il freddo anche senza termòmetro; però è bene averlo in casa; e così noi possiamo scrivere e parlare anche senza [[grammatica|grammàtica]]; però è bene che essa vi sia. (Premessa, p. 9)
*[L]a [[parola]] è una cosa molto potente, direi quasi miracolosa. Serve a manifestare, e anche a nascòndere il pensiero. Ma quando la parola è falsa, rivela il pensiero di quelli stessi che lo vorrèbbero nascòndere. (''Prontuario delle incertezze'', p. 132)
===Citazioni su ''Grammatica italiana''===
*Il Panzini non si pone neanche lontanamente questo problema<ref>Della storia della lingua italiana e dei fattori che determinano la sua elaborazione unitaria.</ref>e perciò le sue pubblicazioni grammaticali sono incerte, contraddittorie, oscillanti. Non si pone per esempio il problema di quale oggi sia, dal basso, il centro di irradiazione delle innovazioni linguistiche; che pure non ha poca importanza pratica. Firenze, Roma, Milano. Ma d'altronde non si pone neanche il problema se esista (e quale sia) un centro di irradiazione spontanea dall'alto, cioè in forma relativamente organica, continua, efficacemente, e se essa possa essere regolata e intensificata. ([[Antonio Gramsci]])
==''Il 1859 da Plombières a Villafranca''==
*[[Battaglia di Magenta|Magenta]] e [[Battaglia di Solferino|Solferino]]! Due nomi purpurei nella memoria, fioriture di sangue in quell'estate {{NDR|del 1859}}. I morti non si vedono più; portar via le tracce della morte è il primo lavoro dei vivi. Si vedono turcos, zuavi, granatieri della guardia dai berrettoni pelosi; bersaglieri piumati; si vedono a teste basse, via gli zaini, avanti ad ogni costo, alla baionetta, nel terribile azzardo della battaglia. (cap. XII, p. 317)
*Fu [[Battaglia di Solferino|Solferino]] «gran battaglia e gran vittoria», come il grido annunciò, ma per varie cause, come il difetto di coordinazione tra i vari corpi, mancò alla vittoria quel proseguimento da cui risulta la nota sentenza che grande generale non è quegli che vince, ma che sa trarre partito dalla vittoria. (cap. XII, p. 318)
*[...] il [[Armistizio di Villafranca|trattato di pace di Villafranca]], come è noto anche per ciò che è scritto nei manuali scolastici, non ebbe effetto o, come è detto in quei manuali, rimase «lettera morta». Rimase però vivo, senza troppo modificarsi nella tradizione italiana, il giudizio sintetico che ne diede il Mazzini a colpo caldo, cioè il 20 luglio, nel suo scritto «La pace di Villafranca». Esso si riassume come un nuovo tradimento di Napoleone III verso l'Italia, e in quel patto con l'Austria, è additato il disegno di un nuovo maggior colpo di Stato europeo, contro cui insorgeranno governi, popoli, l'esercito stesso francese che si stancherà «di far la parte di carnefice della libertà»<ref>Mazzini, X, pag. 342. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (cap. XIII, pp. 347-348)
==''Il libro dei morti''==
===[[Incipit]]===
PROLOGO<br>Una sentenza di [[Pitagora]], riferita da gli antichi [[Filosofia|filosofi]], dice che – nessuno senza comando del [[duce]], che vuol dire [[Dio]], si deve partire da la stazione ne la [[vita]]; – significando con ciò come, anche per i credenti, essa sia triste e non valga la pena d'essere vissuta.<br>Ora, ai nostri tempi, vi fu un [[uomo]] credente che aveva nome G. Giacomo il quale, non a malincuore, ma lietamente fece la sua scolta in questo breve periodo de la vigilia dei sensi, ed amò la vita e gli piacque di vivere.<br>CAPITOLO I<br>G. Giacomo era nato in sul principio di questo secolo in una di quelle antiche [[città]] del Regno Pontificio, ove l'accidia e l'ortica crescono rigogliose anche oggidì, benché la vaporiera vi passi da presso tutta sonora col suo gran cimiero di fumo: città che, poste su la via Flaminia, ebbero una importanza militare e [[politica]] ai [[Tempo|tempi]] di [[Roma]]; ed anche ne l'età di mezzo vantarono gloriosi [[Ricordo|ricordi]] ne la [[storia]] de le [[libertà]] municipali.
===Citazioni===
*Il [[Capitale (economia)|capitale]] è la miseria dei molti come condizione di benessere dei pochi, cioè quello che uno non ha e desidera avere.
*[...] la scienza ha dimostrato che l'uomo è di sua natura [[Poligamia|poligamo]], e il [[matrimonio]] non sussiste che come contratto o come solenne corbelleria.
==''Il mondo è rotondo''==
*Di chi era quel nome: [[Lenin]]? Di un uomo emerso dalla storia. La guerra era stata la sua levatrice. Dai solchi sanguinosi degli odi umani egli era nato.
*Era stato lui, il popolo d'Italia, ad abbattere il Sacro Romano Impero dell'Austria, che pure aveva per emblema il santo segno dell'aquila! Fu ieri! Ma oggi non se ne ricorda più. Ora scrive su le mura dei più venerabili edifizi: Viva Lenin! Il santo segno dell'Impero fu abbattuto; ed ecco appare: Viva Lenin. È forse questa la nemesi della storia?
*Le stelle, il sole erano per San Francesco il grande teatro, il canto delle rondini era il grande concerto, l'acqua era la grande ebbrezza. Ma i [[bolscevismo|bolscevichi]] sono staccati dall'universo e dal mistero.
*[...] ogni [[epoca|età]] copre di calce l'età precedente come si fa coi cadaveri.
*Solamente quelli che hanno raggiunta la vetta dell'[[anima]] costituiscono un privilegio. [...] Gli uomini senza anima devono anzi credere alla morte, e perciò domandano i balocchi; e il re dei bolscevichi dà loro i balocchi. E se gli uomini poi nella materiale conquista si domeranno gli uni contro gli altri e la terra li coprirà, che importa? Se l'uomo meccanico vedrà anzi soltanto la mano che muove la leva e la ruota della sua macchina, e più non vedrà l'intelletto che crea, che importa? Se è spenta la piccola lampada che accende i cuori, e soltanto i fari irradiano la gran luce bianca che fa smarrire la via, che importa?
*Vedete, amico mio — disse Beatus, — questa antica purità religiosa offendeva gli sguardi dei felici abitanti del [[Illuminismo|secolo decimottavo]], e perciò hanno intonacato, cioè coperto, e poi sopra ci hanno cosparso quelle frenetiche pitture, che dovevano parere futuriste al loro tempo, tanto è vero che la vanità ci lasciò il nome. Vedete quel nome? ''Pictor bononiensis pinxit anno Domini MDCCXXVIII'', mentre queste antiche pitture sono senza nome, perché realmente noi non abbiamo nome, o almeno Dio solo è giudice se dobbiamo avere un nome. E così quest'ombra di mistero che qui ci avvolge, spiaceva al secolo dei lumi, e ne fecero una sala chiara, a stucchi ed oro, anzi una sala da ballo.
==''Io cerco moglie!''==
===[[Incipit]]===
IO!<br>Cavalier Ginetto Sconer, fisonomia rosea, da cui spira intelligenza e coraggio; capigliatura solida, denti solidi, tutto solido.<br>Questo sono io!<br>In questa valle di [[dolore]] e di [[Lacrime|lagrime]] ho l'[[onore]] di trovarmi bene. Quando io viaggiavo con la ''marmottina'' dei campioni, i clienti mi dicevano: «Voi signor Sconer, fate molto onore alla vostra Ditta». In realtà la mia presenza è stata sempre molto distinta.
===Citazioni===
*Gli individui eccitabili vivono poco. ''Achille, personaggio eccitabile, è morto giovane''. Questa sentenza si legge nel [[libro]] di ''réclame'' della nostra Ditta: ''Come devo preservare la mia vita''. ([[s:Io cerco moglie!/Capitolo primo|cap. I]])
*Il ''[[bluff]]'' ha la sua [[ragione]] di esistere in quanto esistono persone capaci di farsi ''bluffare''. ([[s:Io cerco moglie!/Capitolo primo|cap. I]])
*Io mantengo verso i [[medico|medici]] una benevola diffidenza, perché a furia di studiare le [[salute e malattia|malattie]] finiscono per considerare la [[salute e malattia|salute]] anch'essa come una malattia. ([[s:Io cerco moglie!/II|cap. II]])
*Anche per ragioni di igiene, bisogna che io cerchi moglie: una moglie che risponda alle esigenze dell'erede, e anche alle mie. ([[s:Io cerco moglie!/II|cap. II]])
*Signorina A***: dote ragionevole, bella presenza, famiglia distinta, peso valutabile a vista kg 70. Oggi attraente, ma suo padre è enormemente obeso; sua madre, idem. Tendenza all'obesità. Si scarta per ragioni di estetica. ([[s:Io cerco moglie!/III|cap. III]])
*Signorina D***: molto carina; ma troppo buona di cuore verso tutti quelli che sospirano per lei. Per questa sua eccessiva bontà è stata allontanata dalle scuole. Cara fanciulla, ma offre l'inconveniente che l'erede sarebbe il figlio, ma non la riproduzione di Ginetto Sconer. ([[s:Io cerco moglie!/III|cap. III]])
*L'[[amore]] concede le sue [[Gioia|gioie]] supreme soltanto a chi è pronto ai supremi cimenti. ([[s:Io cerco moglie!/IX|cap. IX]])
*L'[[oro]] è un metallo prezioso, in quanto fa sorridere di [[felicità]]. ([[s:Io cerco moglie!/XII|cap. XII]])
*{{NDR|Sui [[tartufo|tartufi]]}} [...] quelle cose che ''spuzzano'' ma che costano. ([[s:Io cerco moglie!/XXIV|cap. XXIV]])
==''La lanterna di Diogene''==
*Del resto è un errore di giudizio semplice il supporre che i piccoli animaletti non esercitino una loro vendetta. I microbi si uniscono a milioni, edificano le loro città mortifere nei nostri corpi orgogliosi; ed altre miriadi di microbi preparano sotto terra accuratamente la nostra distruzione completa. Anche essendo asceti e vegetariani, non isfuggiremo a questa sorte dolorosa e fatale. Divoriamoci, quindi, senza rimorso e senza pietà! conclusi contemplando uno di quei bipedi infilzato nella forchetta. ([[s:La lanterna di Diogene/III|cap. III]])
*[...] il godimento è tanto maggiore, quanto più uno lo ha condito in antecedenza col lavoro e con la fatica salutifera. ([[s:La lanterna di Diogene/V|cap. V]])
*La [[galanteria]] era la forma con cui si manifestava la genialità della donna. ([[s:La lanterna di Diogene/VI|cap. VI]])
*L'uomo geniale è rivoluzionario; la donna geniale rivoluziona tutte le teorie morali, sconvolge l'ordine delle leggi, disorienta i cervelli e le famiglie. ([[s:La lanterna di Diogene/VI|cap. VI]])
*[...] la [[fortuna]] fa come il [[baro]] nel gioco: fa vincere qualche volta, per allettare gli altri. ([[s:La lanterna di Diogene/XII|cap. XII]])
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''I tre re con Gelsomino buffone del re''===
Il figlio del [[Re]] andava a [[caccia]] in compagnia del duca Floridoro per un luogo silvestro, presso alla fonte del Meschino. Il duca Floridoro cavalcava un cavallo roano, il figlio del Re cavalcava un balzano da tre, cavallo da re.
===''Il diavolo nella mia libreria''===
Questi libri mi sono pervenuti da una eredità. Anzi l'inventario dice: «V° nella legnaia: Un cassone di abete, pieno di vecchia cartaccia e libri, L. 8». Dunque i libri erano in un cassone di abete, nella legnaia, e il loro valore fu stimato in lire otto nell'inventario. Povera zia, che la luce del Signore mai per te si spenga; ma tutta la sua eredità valeva poco di più!<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
===''L'evoluzione di Giosuè Carducci''===
*Torna alla mente con gran tristezza di desiderio il tempo che io {{sic|studiava}} a Bologna; e la rivedo ancora quella severa e lunga aula dell'università con i finestroni dai vetri verdognoli che prendono luce dal pian terreno del cortile interno: la rivedo tutta gremita di uditori; tutti col viso rivolto e teso ad un punto, in silenzio: seduti sui banchi, fitti in piedi e addossati agli angoli, presso la porta d'ingresso. E quelle teste, le più giovanilmente vive, altre {{sic|grige}} o canute, altre di donne diffondenti in quella austerità non so quale femminile lietezza, mi pare ancora di udire la sua voce che si spandeva ora vibrata, staccata, nervosa; ora lenta, commossa e saliente come nembo d'incenso. Su l'alta cattedra, in fondo, appariva quel capo poderoso, curvo fra i cubiti, con la fronte ferma, come diga a reggere l'onda irrompente del pensiero; la breve mano bianca agitata a ricercare il libro o l'appunto, pur non ristando la voce.<br>Qualche volta, sopravvenendo le tenebre, accennava gli recassero una candela e se la poneva da presso; e allora quella fiammella rossa che or s'allungava in sottile piramide e stava immota, ora ballava come un folletto, faceva in quella penombra strani effetti su quel volto animato dall'idea creatrice.<br>Era l'autunno o era l'inverno nevoso: eppure per quella tetra sala in alto passava la primavera al suono della sua voce, l'eterna primavera del pensiero che Egli ogni volta evocava, viva, luminosa, presente fuori dai secoli che furono.
===''La cagna nera''===
Quando mi tornano a mente i miei genitori (adesso si stanno accanto nel cimitero del villaggio) e gli anni della mia giovinezza, allora gli occhi si ricolmano di lagrime.<br>
Ecco: era lassù! da tutte le strade del piano, anche da lontano, lo si distingueva il palazzo antico e quadrato, su in vetta della collina, con i quattro cipressi alti che dentellavano il cielo e facevano la guardia al portone: il portone era ad arco con grosse bugne di marmo e di sopra portava una targa; perché la mia famiglia era nobile: io non sono più niente; ma la mia famiglia, dico, era nobile e di buona razza. La targa portava sul quartiere un bel fiordaliso e il motto ''crescet in aevum''. Dietro v'era il roseto, ma grande, grande da farne un podere.
===''Ultimi viaggi di un povero letterato''===
Se qualcuno salirà a Bertinoro non se ne troverà pentito perché potrà accontentare la gola con dolce vin bianco e saziare la vista che da lassù spazia per tutta la piana.<br>Altre campagne in [[Italia]] sono pur belle; in altri luoghi si può scrivere ''est, est, est vinum bonum''; ma qui è più festività. Nelle siepi rasate, nei campi squadrati, nelle viti allineate si sente la mano assidua dell'uomo che con la falce e l'aratro toglie alla terra quel non so di arcigno e nemico che essa acquista appena è abbandonata a se stessa. Vi sono anche cipressi, fra cui il cipresso di Francesca presso Polenta; e nessuno vieta di credere che in quella chiesa Dante offrisse l'acqua benedetta alla bella dama. (da ''Altare di Romagna'').
==Citazioni su Alfredo Panzini==
*A suo modo anche A. Panzini è stato un [[Crepuscolarismo|crepuscolare]] (non senza ascendenze di "[[scapigliatura]]" milanese), che si compiaceva d'ironizzare e immalinconire la sua favola poetica. L'atteggiamento del Panzini di fronte alla vita e alla realtà ha questa cifra. ([[Salvatore Battaglia]])
*Il Panzini è tutto l'opposto di un pensatore. Non c'è virilità, non c'è scelta, non c'è pensiero che regga sopra se stesso e si crei. Di fronte ai problemi più ovvi e più vecchi egli si impaurisce ed oscilla. Va da un lato all'altro, guardando, e come volesse sempre sfuggire l'estreme conseguenze, ritorna al lato da cui era partito, per poi di nuovo fuggirlo. Non c'è decisione, non c'è nettezza. Non osa come i pensatori sicuri. Ma in questa sua torturante vicenda – che lo fa soffrire e stancare – sta un segreto della sua arte, giacché proprio in quell'oscillare, come di gocciola purissima attaccata a un filo di telegrafo, che si avvia al suo destino tremando e nello stesso tempo rifrange in bei colori la luce che la trapassa, proprio in quell'oscillare egli ha modo di mostrare la sua grazia e la sua umanità sensibile. L'arte non è fatta di acciaio e il pensiero è asta di durissimo acciaio. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Il Panzini non è mai uscito intellettualmente dalla forma del [[maestro]]. Egli era ed è rimasto innamorato della poesia, della cultura, della civiltà secondo i nomi e i sentimenti antichi; e pur convinto insieme che tutto questo sia falso e quei nomi vani: che il tempo speso sulle pagine dei gloriosi volumi sia perduto, e scemo il loro insegnamento; che il fine dell'uomo oggi sia affatto utilitario e democratico, e che il suo valore sincero debba avere una misura solamente materiale. Questo il suo istinto rifiuta, ma la ragione riconosce per vero, con alcuna amara voluttà: e lo spirito si dibatte fra i due contrari poli, senza trovare mai pace. ([[Renato Serra]])
*Il Panzini oltre a creare luoghi comuni per gli argomenti che tratta, si dà molto daffare per raccogliere tutti i luoghi comuni che sullo stesso argomento sono stati scritti da altri autori, specialmente stranieri: deve avere uno schedario speciale di luoghi comuni, per condire opportunamente tutti i suoi scritti. ([[Antonio Gramsci]])
*Il poeta Panzini, sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua bicicletta, la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale. ([[Luigi Russo]])
*L'arte non è decisione e nel Panzini è proprio indecisione fremente, concupiscente, debole, femminea. Le sue riflessioni non urtano, non costringono alla disciplina, ma carezzano anche quando vogliono essere severe, ma solleticano anche quando voglion sferzare. E se non si esce dalla sua lettura soddisfatti, se ne esce sempre con una grande simpatia per l'autore. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il Panzini è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine. ([[Luigi Russo]])
==Citazioni sulla ''Vita di Cavour''==
*Non si capisce proprio cosa Panzini abbia voluto scrivere con questa ''Vita di Cavour''; una vita di Cavour non è certamente: né una biografìa di {{sic|Cavour-uomo}}, né una ricostruzione di Cavour politico; in verità dal libro di Panzini Cavour esce molto malconcio e molto diminuito: la sua figura non ha nessun rilievo concreto, eccetto che nelle giaculatorie che Panzini di tanto in tanto ripete: eroe, superbo, genio ecc. Ma queste giaculatorie non essendo giustificate (e perciò sono giaculatorie) sembrano talvolta prese di bavero, se non si capisse che la misura che Panzini adopera per giudicare l’eroismo, la grandezza, il genio ecc. è la sua propria misura, della genialità, grandezza, eroismo ecc. del sig. Panzini Alfredo. Ancora bisogna dire che il Panzini esagera nel trovare il dito di dio, il fato, la provvidenza in tanti avvenimenti: è, in fondo, la concezione dello stellone con parole da tragedia greca o da padre gesuita, ma che non perciò diventa meno triviale e banale. Lo stesso insistere troppo sull’elemento «provvidenziale» significa diminuire la funzione dello sforzo italiano, che pure ebbe una sua parte. Cosa significa poi in questo caso questa miracolosità della rivoluzione italiana? Significa che tra l’elemento nazionale e quello internazionale dell’evento, è l’internazionale che ha contato di più. È questo il caso? Bisognerebbe dirlo e forse la grandezza di Cavour sarebbe messa ben più in rilievo e la sua funzione personale, il suo «eroismo» apparirebbe ben più da esaltare. Ma il Panzini vuol dare colpi a molte botti con molti cerchi e non ne raccappezza qualcosa di sensato: né egli sa cosa sia una rivoluzione e quali siano i rivoluzionari. Tutti furono grandi e furono rivoluzionari ecc. ecc. ([[Antonio Gramsci]])
*Tutta la ''Vita di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]]'' è una beffa della storia. Se le vite romanzate sono la forma attuale della letteratura amena tipo Alessandro Dumas, Panzini è il nuovo Ponson du Terrail. Panzini vuole così ostentatamente mostrare di «saperla lunga» sul modo di procedere degli uomini, di essere un cosi furbissimo realista, che viene la voglia, a leggerlo, di rifugiarsi in Condorcet o in Bernardino di Saint-Pierre, che almeno non sono cosi filistei. Nessun nesso storico è ricostruito nel fuoco di una personalità; la storia è un seguito di storielle divertenti senza nesso né di personalità né di altre forze sociali: è veramente una nuova forma di gesuitismo, molto più accentuata di quanto io stesso avessi creduto leggendo la Vita a puntate. ([[Antonio Gramsci]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alfredo Panzini, ''Dizionario Moderno'', Hoepli, Milano, 1950.
*Alfredo Panzini, ''[https://archive.org/details/panzini-grammatica-italiana Grammatica italiana]'', Sellerio, Palermo, 1989.
*Alfredo Panzini, ''[https://archive.org/details/daplombieres00pahthttps://archive.org/details/daplombieres00panz/page/n6/mode/1up Il 1859 da Plombières a Villafranca]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1909.
*Alfredo Panzini, ''[http://eremita.di.uminho.pt/gutenberg/3/9/3/8/39389/39389-h/39389-h.html Il mondo è rotondo]'', Milano, Fratelli Treves, 1920.
*Alfredo Panzini, ''[https://books.google.it/books?id=2bgpAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PP5#v=onepage&q&f=false L'evoluzione di Giosuè Carducci]'', Libr. editr. Galli di C. Chiesa & F. Guindani, Milano, 1894.
*Alfredo Panzini, ''[http://www.liberliber.it/libri/p/panzini/index.htm La cagna nera]'', Roma, La Voce, 1921.
*Alfredo Panzini, ''La cicuta, i gigli e le rose'', Collezione «Omnibus», Mondadori, 1950.
*Alfredo Panzini, ''[[s:La lanterna di Diogene|La lanterna di Diogene]]'', Treves, Milano, 1920.
*Alfredo Panzini, ''Romanzi d'ambo i sessi'', Collezione «Omnibus», Mondadori, 1945.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Critici letterari italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Gaux
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[[File:Alfredo Panzini 20.jpg|thumb|Alfredo Panzini]]
'''Alfredo Panzini''' (1863 – 1939), scrittore e critico letterario italiano.
==Citazioni di Alfredo Panzini==
*24 Luglio 1915, Bellaria.<br>È morto [[Renato Serra]] sul Podgora, il colle che sbarra Gorizia. Una palla in fronte: la fronte infranta! Era una nobile e bianca fronte. Dunque può un proiettile distruggere la più pura coscienza che si annida dietro una fronte? Dunque tutto ora ''in umbra?''<ref>Da ''[https://archive.org/details/diariosentimentaledellaguerra01panzini/mode/1up Diario sentimentale della guerra]'', Arnoldo Mondadori, Milano, 1923, p. 277.</ref>
*Anche le fanciulle spartane vestivan così senza [[chitone]], che era la camicia di quei tempi antichi.<ref>Citato in Salvatore Battaglia, ''Grande Dizionario della Lingua Italiana'', vol. III, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1971, p. 93.</ref>
*Chi intenderà, chi difenderà la giovinezza sublime dalla sterile sapienza dell'età virile e dalla lugubre tirannia dei vecchi? Gli uni e gli altri hanno l'anima che già è morta a metà, e non lo sanno! La loro sapienza aiuta a morire, non a vivere; e la gioventù ha una sua sapienza innata di ben altro valore perché in essa si contengono le leggi della vita!<ref>Da ''Piccole storie del mondo grande''.</ref>
*Dicono gli intenditori che il nuovo foot-ball non corrisponde all'antico e perciò i nuovi nomi hanno giusta ragione di essere. Distinguono il [[rugby]] e l'association, due modi di giocare al [[Calcio (sport)|calcio]], questo più costumato e civile, l'altro fiero e violento nella gara di vietare l'accesso al pallone.<ref>Dalla voce ''football'' del ''Dizionario moderno, Supplemento ai dizionari italiani'', Milano 1905; citato in Massimo Arcangeli e Sandro Mariani, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/09/il-calcio-italico-ma-non-era-meglio-il-football/875079/ Il calcio italico. Ma non era meglio il football?]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 9 febbraio 2014.</ref>
*«Dio» dice [[San Paolo]] «lo vediamo qui in terra per riflesso e per enigma. Dopo morte lo vedremo sul serio.»<ref>{{Cfr}} ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'': «Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia.»</ref><br>Per «riflesso» si possono intendere anche certi uomini dabbene chiamati santi, che fanno come da genitori a quei bimbi un po' feroci che sono gli uomini. Che [[San Benedetto]] e [[Santa Scolastica]] fossero buoni genitori, non pare cosa dubbia.<ref>Da ''Ultimi viaggi di un povero letterato'', in ''La cicuta, i gigli e le rose''.</ref>
*Il milionario non godrebbe niente se gli mancasse l'invidia del popolo.<ref>Da ''La mia storia, il mio mondo'', con [[Piero Nardi]], Mondadori, 1951.</ref>
*Il sole splende su tutti e non fa pagare i suoi raggi, e poca terra ricoprirà noi come i conquistatori della fortuna e della vita!<ref>Da ''Piccole storie del mondo grande'', Treves, 1920.</ref>
*[...] la violenza rimane una delle cose più positive del mondo: ma i suoi frutti non mi piacciono.<ref>Da ''La guerra del '15: diario sentimentale'', M. Boni, Bologna, 1995, p. 281.</ref>
*Noi avvertiamo il caldo e il freddo anche senza termòmetro; però è bene averlo in casa; e così noi possiamo scrivere e parlare anche senza [[grammatica|grammàtica]]; però è bene che essa vi sia.<ref>Dalla Prefazione a ''[https://archive.org/details/panzini-grammatica-italiana Grammatica italiana]'', Sellerio, Palermo, 1989, p. 9.</ref>
*[[Scrivere]] bene vuol dire pensare bene e pensare molto; avere molti studi, molta esperienza della vita insieme con molto ingegno, sentimento e fantasia. Tutte cose piuttosto difficili e rare.<ref>Da ''Manualetto di retorica'', Bemporad, Firenze, 1926<sup>11</sup>, p. [https://books.google.it/books?id=ZEY-AAAAIAAJ&pg=PA4 4].</ref>
*Tutte le volte che una [[virtù]] non piace più, le si cambia nome.<ref>Da ''Romanzi d'ambo i sessi''.</ref>
*Tutto è tollerabile, forse, dalla donna quando avviene soavemente.<ref>Da ''Santippe'', ''Opere scelte'', Mondadori, 1970.</ref>
==''Dizionario Moderno''==
===[[Incipit]]===
'''A'''. Questa preposizione è usata alla maniera [[Francia|francese]] (à) nei seguenti modi: 1) trattandosi di vivande, per indicare la salsa con cui sono condite o il modo in cui sono cotte: ''al'' burro, ''all'' 'olio, ''al'' prosciutto, ''al'' pomodoro, ''ai'' ferri. I puristi correggono e il popolo ancora dice ''col'' burro, ''con'' l'olio, ''col'' prosciutto, ''in'' graticola o ''su la'' gratella. Con un po' di buon volere si potrebbe usare la maniera più conforme all'italiano. Ma si tratta di frasi fatte e formate nella memoria, perciò avverrà che scrivendo, uno pensi alquanto e corregga, ma parlando non ritengo agevole l'emendarsi. Gelato ''alla'' crema, ''al'' limone, ''al'' pistacchio; gelato ''di'' crema, ''di'' limone, ''col'' pistacchio. Talvolta le due costruzioni si alternano. Es. gelato ''alla'' crema, gelato ''di'' crema. 2) I puristi riprendono ''alla'', seguìta da un nome proprio, quando si voglia indicare ''maniera'', ''usanza'', ''imitazione''. Es. ''alla'' Pompadour, ''alla'' Luigi XIV. È modo francese. Sidovrebbe dire: ''alla'' maniera di... ecc. Si dice, infatti, ''alla'' Berni? ''al'' Petrarca? Così obiettano i puristi. Vero è che si tratta di nomi determinati. 3) Si riprende pure il modo: ''all'' 'anno, ''al'' giorno, ''al'' mese, invece che dire: l'' 'anno'', ''il'' giorno, ''il'' mese, oppure: ''ogni'' anno. Es. cinque lire ''al'' giorno. 4) Le locuzioni ''mano a mano''(v. nel Dizionario MAN MANO), ''due a due, passo a passo, corpo a corpo, da capo''. Anche in queste e consimili locuzioni conviene tenere conto dell'evoluzione che subì l'italiano per effetto, specialmente, della storia e del pensiero di Francia. Difettosa e spiacente questa incertezza di una parte così importante del discorso come è la preposizione; ma poiché l'impropietà o il gallicismo non è possibile espellere, converrà accettare in quei casi che sono più confermati dall'uso e sperare che l'onore della patria si estenda anche alle parole della patria.
===Citazioni===
*'''Automòbile'''. Dal greco αύτός = se stesso, e ''mobile'': in origine aggettivo, poi sostantivo, per indicare la nota vettura a motore, spavento dei viandanti, concorrente con le ferrovie; aerodinamica. Di qual genere è ''automobile''? Se ne è disputato in Francia, madre dell'automobilismo, quindi anche in Italia. Ieri prevaleva il maschile, oggi il femminile. La Fiat ne richiese d'Annunzio. Rispose: femmina!
*'''[[Benpensante]]'''. Letteralmente dicesi di persona che pensa bene, rettamente, secondo la legge, sin. ''persona d'ordine''; e talora vi è aggiunto un lieve senso ironico, quasi a significare ''ben pensante'', perché le condizioni fortunate e fortuite della vita tolsero l'occasione di pensar male.
*'''Buridano (L'[[asino]] di)'''. ''Âne de Buridan'', è rimasto proverbiale per indicare lo stato di chi è incerto né sa risolvere fra due cose. Il motto, comune fra noi, è di conio francese e trae origine da un sofisma dello scolastico [[Giovanni Buridano|Giovanni Buridan]] di Béthune (Artois), fiorito nel sec. XIV e professore di filosofia in Parigi. Il sofisma è questo, cioè di un asino morente di fame perché sta tra due misure d'avena ugualmente da sé distanti, o morente di fame e di sete perché tra un fascio d'avena ed un secchio d'acqua non sa quale scegliere. Come questo sofisma si connetta all'antica questione del libero arbitrio non è qui il caso di vedere. Cfr. [[Dante Alighieri|Dante]], ''[[Divina Commedia|Paradiso]]'', IV, I:<br>''Intra due cibi, distanti e moventi<br>d'un modo, prima si morria di fame,<br>che liber l'uomo l'un recasse a' denti''.
*'''Democrazia''': Gloriosa istituzione, che ha alquanto sofferto nella salute e nella buona reputazione. || Il fascismo le fece scontare le sue colpe ad un tasso abbastanza forte [1926].
*'''[[Gondola|Gòndola]]'''. Da una voce greca? o voce onomatopeica? Si riporta la parola perché non tenderà molto a diventare meramente storica. Le gondole di casate e le gondole pubbliche erano più migliaia nel 700. Ora quel tanto che basta al colore locale di Venezia: e per condurre a spasso qualche straniero nostalgico.
*'''Gran Bestia''' (La). Definizione di sapore biblico e di ricordo nietzschiano, anzi frase del [[Friedrich Nietzsche|Nietszche]], data già da tempo dal [[Gabriele D'Annunzio|d'Annunzio]] alla folla, per significare spregiativamente l'anima collettiva, dalle esplosioni incoscienti e brutali e dal facile dominio. Questa locuzione ebbe fortuna di effimera divulgazione. Cfr. ''la bestia trionfante'' di [[Giordano Bruno|G. Bruno]], la ''belua multorum capitum'', il ''profanum vulgus'' di [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]], la ''vil maggioranza'' del [[Giosuè Carducci|Carducci]]; e il [[Francesco Petrarca|Petrarca]]: ''Il vulgo a me nemico ed odioso'' (nel sonetto: ''O cameretta, che già fosti un porto''). Eppure quanto devono tanti alla ''gran bestia''! È la massa di combattimento politico.
*'''Hodie mihi, cras tibi'''. ''Oggi a me, domani a te'': motto tolto dalla Bibbia (''mihi heri, et tibi hodie: [[Siracide|Ecclesiastico]]'', cap. XXXVIII, 23) e che compendia in forma di sentenza la cognizione delle reciproche sventure umane e la necessaria rassegnazione. Ma più spesso si ripete tale motto per cose di lieve conto e in senso faceto di conforto, per la ragione nota che ''solamen miseris socios habuisse malorum'', male comune, mezzo gaudio.
*'''Ibis redìbis'''. Letteralmente, ''andrai ritornerai''; si dice per indicare una risposta ad arte ambigua, in cui non è chiaro né il sì né il no: è misera astuzia usata dagli uomini che non si vogliono compromettere. Il motto è attribuito alla risposta data dall'oracolo a quel cittadino romano che voleva sapere se egli sarebbe scampato o perito in guerra, e la risposta fu: ''Ibis redibis non morieris in bello: Andrai ritornerai non morirai in guerra'': nella quale risposta il senso muta secondo che la pausa o virgola si colloca dopo o prima del ''non''.
*'''Ibseniano'''. Seguace, ammiratore del drammaturgo norvergese [[Henrik Ibsen|Enrico Ibsen]] (1828-1906), sostenitore di una morale individualista. (Seguendo Ibsen, molte mogli dicono al marito, «la tua verità non è la mia», e seguono altra via!).
*'''Idem velle atque idem nolle, ea demum firma amicitia est'''. Classica definizione dell'amicizia: si legge in Sallustio (Catil., XX, 4): ''volere e non volere le cose istesse è appunto ciò che costituisce la salda amicizia''. E potremmo aggiungere: ''anche di un matrimonio felice''. Cose piuttosto rare!
*'''Incipit vita nova'''. Comincia la vita nuova: così, con solenne ed occulto parlare, l'[[Dante Alighieri|Alighieri]] comincia l'opera sua ''La Vita Nuova''. Come molti versi danteschi anche questo diventò popolare, e si usa per significare un mutamento di male in bene nelle operazioni dell'esistenza.
*'''Imaginìfico'''. Creatore di imagini. L' ''Imaginifico'' fu detto [[Gabriele d'Annunzio|d'Annunzio]].
*'''Casi sono due(I)'''. Casistica della [[Prima guerra mondiale|Guerra]], divulgata (estate 1917) e divenuta popolare (Petrolini), rispecchia parte dell'indole italiana. «Fra poco sarai sottoposto a nuova visita medica ed i casi sono due: o ti fanno non idoneo o ti fanno idoneo; se ti fanno non idoneo te ne freghi; se ti fanno idoneo i casi sono due: o ti mettono in armi speciali od in fanteria; se ti mettono in armi speciali te ne freghi; se ti mettono in fanteria i casi sono due: o ti mandano in zona di guerra o ti mandano in territorio di pace; se ti mandano in territorio di pace te ne freghi; se ti mandano in zona di guerra i casi sono due: o ti mettono ai servizi speciali o ti mandano in trincea; se ti mettono ai servizi speciali te ne freghi; se ti mandano in trincea i casi sono due: o sei ferito leggermente o sei ferito gravemente; se sei ferito leggermente te ne freghi; se sei ferito gravemente i casi sono due: o vai all'altro mondo o guarisci; se guarisci te ne freghi; se vai all'altro mondo i casi sono due: o vai in paradiso o vai all'inferno; se vai in paradiso te ne freghi; se vai all'inferno i casi sono due: o trovi [[Francesco Giuseppe I d'Austria|Cecco Beppe]] o non lo trovi; se non lo trovi te ne freghi; se lo trovi i casi sono due: o lui impicca te o tu impicchi lui; se tu impicchi lui te ne freghi; se lui impicca te, requie all'animaccia tua». ''N.B.'' Questo classico ''[[menefreghismo|me ne frego]]'' non so se, in basso, sia filosofia, ma in alto è delitto. Vedi E CHI SE NE FREGA. MENEFREGHISMO.
*'''[[Lotto]]'''. ''Per parte, per porzione'' di un tutto, attribuita a sorte, e distribuita fra più persone, è gallicismo ripreso dai puristi, sancito dall'uso; fr. ''lot'', voce di origine germanica. I puristi accettano ''lotto'' nel senso di ''[[lotteria]]'', cioè di quella speculazione statale, che fu denominata anche la ''tassa su gli imbecilli''. Questo giuoco pare di origine italiana e, più precisamente, [[Genova|genovese]]. || ''Lotto di cavalli'', e sim. dicesi esclusivamente per ''gruppo di cavalli'' e sim.
*'''Paga Pantalone''' o '''Pantalon paga'''. Motto che pare in antico (sec. XVI) volesse significare. ''la repubblica di Venezia farà le spese per tutti''. Una satira al tempo di Campoformio rappresenta i plenipotenziari che partono in carrozza dopo quel trattato. L'oste li rincorre: «Chi paga?». Gli risponde Pantalone: «Amico, pago mi». Altri, invece, pensa che il motto abbia origine dal fatto che, nelle antiche commedie dell'arte, Pantalone era quegli che andava di mezzo, cioè il lieto fine si otteneva a sue spese. Cfr: ''Jacques Bohnomme'' in Francia, ''John Bull'' in Inglitterra, ''Uncle Sam'' negli Stati Uniti, ecc. (v., per l'etimologia, la voce PANTALONE). «Paga Pantalone», vale anche paga il Governo o Stato, cioè, il popolo.<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 194.</ref>
*'''Pauper ubique iacet'''. ''Il [[povero]] dovunque giace''. Così Ovidio (Fast., I, 218). E Perpetua a Renzo: «Mala cosa nascer povero, il mio caro Renzo!» ([[Alessandro Manzoni|Pr. Sp., II]]). E Agnese al cardinal Borromeo: «I poveri ci vuol poco a farli comparir birboni» (Pr. Sp., XXIV). Simili pensieri di vera sapienza puoi leggere anche nei mirabili colloqui di don Chisciotte con Sancio Pancia. Ed è forse per questo che Cristo, non potendo aprire ai poveri le porte della terra, assicurò quelle del cielo.
==''Grammatica italiana''==
===Citazioni===
*Noi avvertiamo il caldo e il freddo anche senza termòmetro; però è bene averlo in casa; e così noi possiamo scrivere e parlare anche senza [[grammatica|grammàtica]]; però è bene che essa vi sia. (Premessa, p. 9)
*[L]a [[parola]] è una cosa molto potente, direi quasi miracolosa. Serve a manifestare, e anche a nascòndere il pensiero. Ma quando la parola è falsa, rivela il pensiero di quelli stessi che lo vorrèbbero nascòndere. (''Prontuario delle incertezze'', p. 132)
===Citazioni su ''Grammatica italiana''===
*Il Panzini non si pone neanche lontanamente questo problema<ref>Della storia della lingua italiana e dei fattori che determinano la sua elaborazione unitaria.</ref>e perciò le sue pubblicazioni grammaticali sono incerte, contraddittorie, oscillanti. Non si pone per esempio il problema di quale oggi sia, dal basso, il centro di irradiazione delle innovazioni linguistiche; che pure non ha poca importanza pratica. Firenze, Roma, Milano. Ma d'altronde non si pone neanche il problema se esista (e quale sia) un centro di irradiazione spontanea dall'alto, cioè in forma relativamente organica, continua, efficacemente, e se essa possa essere regolata e intensificata. ([[Antonio Gramsci]])
==''Il 1859 da Plombières a Villafranca''==
*[[Battaglia di Magenta|Magenta]] e [[Battaglia di Solferino|Solferino]]! Due nomi purpurei nella memoria, fioriture di sangue in quell'estate {{NDR|del 1859}}. I morti non si vedono più; portar via le tracce della morte è il primo lavoro dei vivi. Si vedono turcos, zuavi, granatieri della guardia dai berrettoni pelosi; bersaglieri piumati; si vedono a teste basse, via gli zaini, avanti ad ogni costo, alla baionetta, nel terribile azzardo della battaglia. (cap. XII, p. 317)
*Fu [[Battaglia di Solferino|Solferino]] «gran battaglia e gran vittoria», come il grido annunciò, ma per varie cause, come il difetto di coordinazione tra i vari corpi, mancò alla vittoria quel proseguimento da cui risulta la nota sentenza che grande generale non è quegli che vince, ma che sa trarre partito dalla vittoria. (cap. XII, p. 318)
*[...] il [[Armistizio di Villafranca|trattato di pace di Villafranca]], come è noto anche per ciò che è scritto nei manuali scolastici, non ebbe effetto o, come è detto in quei manuali, rimase «lettera morta». Rimase però vivo, senza troppo modificarsi nella tradizione italiana, il giudizio sintetico che ne diede il Mazzini a colpo caldo, cioè il 20 luglio, nel suo scritto «La pace di Villafranca». Esso si riassume come un nuovo tradimento di Napoleone III verso l'Italia, e in quel patto con l'Austria, è additato il disegno di un nuovo maggior colpo di Stato europeo, contro cui insorgeranno governi, popoli, l'esercito stesso francese che si stancherà «di far la parte di carnefice della libertà»<ref>Mazzini, X, pag. 342. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (cap. XIII, pp. 347-348)
==''Il libro dei morti''==
===[[Incipit]]===
PROLOGO<br>Una sentenza di [[Pitagora]], riferita da gli antichi [[Filosofia|filosofi]], dice che – nessuno senza comando del [[duce]], che vuol dire [[Dio]], si deve partire da la stazione ne la [[vita]]; – significando con ciò come, anche per i credenti, essa sia triste e non valga la pena d'essere vissuta.<br>Ora, ai nostri tempi, vi fu un [[uomo]] credente che aveva nome G. Giacomo il quale, non a malincuore, ma lietamente fece la sua scolta in questo breve periodo de la vigilia dei sensi, ed amò la vita e gli piacque di vivere.<br>CAPITOLO I<br>G. Giacomo era nato in sul principio di questo secolo in una di quelle antiche [[città]] del Regno Pontificio, ove l'accidia e l'ortica crescono rigogliose anche oggidì, benché la vaporiera vi passi da presso tutta sonora col suo gran cimiero di fumo: città che, poste su la via Flaminia, ebbero una importanza militare e [[politica]] ai [[Tempo|tempi]] di [[Roma]]; ed anche ne l'età di mezzo vantarono gloriosi [[Ricordo|ricordi]] ne la [[storia]] de le [[libertà]] municipali.
===Citazioni===
*Il [[Capitale (economia)|capitale]] è la miseria dei molti come condizione di benessere dei pochi, cioè quello che uno non ha e desidera avere.
*[...] la scienza ha dimostrato che l'uomo è di sua natura [[Poligamia|poligamo]], e il [[matrimonio]] non sussiste che come contratto o come solenne corbelleria.
==''Il mondo è rotondo''==
*Di chi era quel nome: [[Lenin]]? Di un uomo emerso dalla storia. La guerra era stata la sua levatrice. Dai solchi sanguinosi degli odi umani egli era nato.
*Era stato lui, il popolo d'Italia, ad abbattere il Sacro Romano Impero dell'Austria, che pure aveva per emblema il santo segno dell'aquila! Fu ieri! Ma oggi non se ne ricorda più. Ora scrive su le mura dei più venerabili edifizi: Viva Lenin! Il santo segno dell'Impero fu abbattuto; ed ecco appare: Viva Lenin. È forse questa la nemesi della storia?
*Le stelle, il sole erano per San Francesco il grande teatro, il canto delle rondini era il grande concerto, l'acqua era la grande ebbrezza. Ma i [[bolscevismo|bolscevichi]] sono staccati dall'universo e dal mistero.
*[...] ogni [[epoca|età]] copre di calce l'età precedente come si fa coi cadaveri.
*Solamente quelli che hanno raggiunta la vetta dell'[[anima]] costituiscono un privilegio. [...] Gli uomini senza anima devono anzi credere alla morte, e perciò domandano i balocchi; e il re dei bolscevichi dà loro i balocchi. E se gli uomini poi nella materiale conquista si domeranno gli uni contro gli altri e la terra li coprirà, che importa? Se l'uomo meccanico vedrà anzi soltanto la mano che muove la leva e la ruota della sua macchina, e più non vedrà l'intelletto che crea, che importa? Se è spenta la piccola lampada che accende i cuori, e soltanto i fari irradiano la gran luce bianca che fa smarrire la via, che importa?
*Vedete, amico mio — disse Beatus, — questa antica purità religiosa offendeva gli sguardi dei felici abitanti del [[Illuminismo|secolo decimottavo]], e perciò hanno intonacato, cioè coperto, e poi sopra ci hanno cosparso quelle frenetiche pitture, che dovevano parere futuriste al loro tempo, tanto è vero che la vanità ci lasciò il nome. Vedete quel nome? ''Pictor bononiensis pinxit anno Domini MDCCXXVIII'', mentre queste antiche pitture sono senza nome, perché realmente noi non abbiamo nome, o almeno Dio solo è giudice se dobbiamo avere un nome. E così quest'ombra di mistero che qui ci avvolge, spiaceva al secolo dei lumi, e ne fecero una sala chiara, a stucchi ed oro, anzi una sala da ballo.
==''Io cerco moglie!''==
===[[Incipit]]===
IO!<br>Cavalier Ginetto Sconer, fisonomia rosea, da cui spira intelligenza e coraggio; capigliatura solida, denti solidi, tutto solido.<br>Questo sono io!<br>In questa valle di [[dolore]] e di [[Lacrime|lagrime]] ho l'[[onore]] di trovarmi bene. Quando io viaggiavo con la ''marmottina'' dei campioni, i clienti mi dicevano: «Voi signor Sconer, fate molto onore alla vostra Ditta». In realtà la mia presenza è stata sempre molto distinta.
===Citazioni===
*Gli individui eccitabili vivono poco. ''Achille, personaggio eccitabile, è morto giovane''. Questa sentenza si legge nel [[libro]] di ''réclame'' della nostra Ditta: ''Come devo preservare la mia vita''. ([[s:Io cerco moglie!/Capitolo primo|cap. I]])
*Il ''[[bluff]]'' ha la sua [[ragione]] di esistere in quanto esistono persone capaci di farsi ''bluffare''. ([[s:Io cerco moglie!/Capitolo primo|cap. I]])
*Io mantengo verso i [[medico|medici]] una benevola diffidenza, perché a furia di studiare le [[salute e malattia|malattie]] finiscono per considerare la [[salute e malattia|salute]] anch'essa come una malattia. ([[s:Io cerco moglie!/II|cap. II]])
*Anche per ragioni di igiene, bisogna che io cerchi moglie: una moglie che risponda alle esigenze dell'erede, e anche alle mie. ([[s:Io cerco moglie!/II|cap. II]])
*Signorina A***: dote ragionevole, bella presenza, famiglia distinta, peso valutabile a vista kg 70. Oggi attraente, ma suo padre è enormemente obeso; sua madre, idem. Tendenza all'obesità. Si scarta per ragioni di estetica. ([[s:Io cerco moglie!/III|cap. III]])
*Signorina D***: molto carina; ma troppo buona di cuore verso tutti quelli che sospirano per lei. Per questa sua eccessiva bontà è stata allontanata dalle scuole. Cara fanciulla, ma offre l'inconveniente che l'erede sarebbe il figlio, ma non la riproduzione di Ginetto Sconer. ([[s:Io cerco moglie!/III|cap. III]])
*L'[[amore]] concede le sue [[Gioia|gioie]] supreme soltanto a chi è pronto ai supremi cimenti. ([[s:Io cerco moglie!/IX|cap. IX]])
*L'[[oro]] è un metallo prezioso, in quanto fa sorridere di [[felicità]]. ([[s:Io cerco moglie!/XII|cap. XII]])
*{{NDR|Sui [[tartufo|tartufi]]}} [...] quelle cose che ''spuzzano'' ma che costano. ([[s:Io cerco moglie!/XXIV|cap. XXIV]])
==''La lanterna di Diogene''==
*Del resto è un errore di giudizio semplice il supporre che i piccoli animaletti non esercitino una loro vendetta. I microbi si uniscono a milioni, edificano le loro città mortifere nei nostri corpi orgogliosi; ed altre miriadi di microbi preparano sotto terra accuratamente la nostra distruzione completa. Anche essendo asceti e vegetariani, non isfuggiremo a questa sorte dolorosa e fatale. Divoriamoci, quindi, senza rimorso e senza pietà! conclusi contemplando uno di quei bipedi infilzato nella forchetta. ([[s:La lanterna di Diogene/III|cap. III]])
*[...] il godimento è tanto maggiore, quanto più uno lo ha condito in antecedenza col lavoro e con la fatica salutifera. ([[s:La lanterna di Diogene/V|cap. V]])
*La [[galanteria]] era la forma con cui si manifestava la genialità della donna. ([[s:La lanterna di Diogene/VI|cap. VI]])
*L'uomo geniale è rivoluzionario; la donna geniale rivoluziona tutte le teorie morali, sconvolge l'ordine delle leggi, disorienta i cervelli e le famiglie. ([[s:La lanterna di Diogene/VI|cap. VI]])
*[...] la [[fortuna]] fa come il [[baro]] nel gioco: fa vincere qualche volta, per allettare gli altri. ([[s:La lanterna di Diogene/XII|cap. XII]])
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''I tre re con Gelsomino buffone del re''===
Il figlio del [[Re]] andava a [[caccia]] in compagnia del duca Floridoro per un luogo silvestro, presso alla fonte del Meschino. Il duca Floridoro cavalcava un cavallo roano, il figlio del Re cavalcava un balzano da tre, cavallo da re.
===''Il diavolo nella mia libreria''===
Questi libri mi sono pervenuti da una eredità. Anzi l'inventario dice: «V° nella legnaia: Un cassone di abete, pieno di vecchia cartaccia e libri, L. 8». Dunque i libri erano in un cassone di abete, nella legnaia, e il loro valore fu stimato in lire otto nell'inventario. Povera zia, che la luce del Signore mai per te si spenga; ma tutta la sua eredità valeva poco di più!<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
===''L'evoluzione di Giosuè Carducci''===
*Torna alla mente con gran tristezza di desiderio il tempo che io {{sic|studiava}} a Bologna; e la rivedo ancora quella severa e lunga aula dell'università con i finestroni dai vetri verdognoli che prendono luce dal pian terreno del cortile interno: la rivedo tutta gremita di uditori; tutti col viso rivolto e teso ad un punto, in silenzio: seduti sui banchi, fitti in piedi e addossati agli angoli, presso la porta d'ingresso. E quelle teste, le più giovanilmente vive, altre {{sic|grige}} o canute, altre di donne diffondenti in quella austerità non so quale femminile lietezza, mi pare ancora di udire la sua voce che si spandeva ora vibrata, staccata, nervosa; ora lenta, commossa e saliente come nembo d'incenso. Su l'alta cattedra, in fondo, appariva quel capo poderoso, curvo fra i cubiti, con la fronte ferma, come diga a reggere l'onda irrompente del pensiero; la breve mano bianca agitata a ricercare il libro o l'appunto, pur non ristando la voce.<br>Qualche volta, sopravvenendo le tenebre, accennava gli recassero una candela e se la poneva da presso; e allora quella fiammella rossa che or s'allungava in sottile piramide e stava immota, ora ballava come un folletto, faceva in quella penombra strani effetti su quel volto animato dall'idea creatrice.<br>Era l'autunno o era l'inverno nevoso: eppure per quella tetra sala in alto passava la primavera al suono della sua voce, l'eterna primavera del pensiero che Egli ogni volta evocava, viva, luminosa, presente fuori dai secoli che furono.
===''La cagna nera''===
Quando mi tornano a mente i miei genitori (adesso si stanno accanto nel cimitero del villaggio) e gli anni della mia giovinezza, allora gli occhi si ricolmano di lagrime.<br>
Ecco: era lassù! da tutte le strade del piano, anche da lontano, lo si distingueva il palazzo antico e quadrato, su in vetta della collina, con i quattro cipressi alti che dentellavano il cielo e facevano la guardia al portone: il portone era ad arco con grosse bugne di marmo e di sopra portava una targa; perché la mia famiglia era nobile: io non sono più niente; ma la mia famiglia, dico, era nobile e di buona razza. La targa portava sul quartiere un bel fiordaliso e il motto ''crescet in aevum''. Dietro v'era il roseto, ma grande, grande da farne un podere.
===''Ultimi viaggi di un povero letterato''===
Se qualcuno salirà a Bertinoro non se ne troverà pentito perché potrà accontentare la gola con dolce vin bianco e saziare la vista che da lassù spazia per tutta la piana.<br>Altre campagne in [[Italia]] sono pur belle; in altri luoghi si può scrivere ''est, est, est vinum bonum''; ma qui è più festività. Nelle siepi rasate, nei campi squadrati, nelle viti allineate si sente la mano assidua dell'uomo che con la falce e l'aratro toglie alla terra quel non so di arcigno e nemico che essa acquista appena è abbandonata a se stessa. Vi sono anche cipressi, fra cui il cipresso di Francesca presso Polenta; e nessuno vieta di credere che in quella chiesa Dante offrisse l'acqua benedetta alla bella dama. (da ''Altare di Romagna'').
==Citazioni su Alfredo Panzini==
*A suo modo anche A. Panzini è stato un [[Crepuscolarismo|crepuscolare]] (non senza ascendenze di "[[scapigliatura]]" milanese), che si compiaceva d'ironizzare e immalinconire la sua favola poetica. L'atteggiamento del Panzini di fronte alla vita e alla realtà ha questa cifra. ([[Salvatore Battaglia]])
*Il Panzini è tutto l'opposto di un pensatore. Non c'è virilità, non c'è scelta, non c'è pensiero che regga sopra se stesso e si crei. Di fronte ai problemi più ovvi e più vecchi egli si impaurisce ed oscilla. Va da un lato all'altro, guardando, e come volesse sempre sfuggire l'estreme conseguenze, ritorna al lato da cui era partito, per poi di nuovo fuggirlo. Non c'è decisione, non c'è nettezza. Non osa come i pensatori sicuri. Ma in questa sua torturante vicenda – che lo fa soffrire e stancare – sta un segreto della sua arte, giacché proprio in quell'oscillare, come di gocciola purissima attaccata a un filo di telegrafo, che si avvia al suo destino tremando e nello stesso tempo rifrange in bei colori la luce che la trapassa, proprio in quell'oscillare egli ha modo di mostrare la sua grazia e la sua umanità sensibile. L'arte non è fatta di acciaio e il pensiero è asta di durissimo acciaio. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Il Panzini non è mai uscito intellettualmente dalla forma del [[maestro]]. Egli era ed è rimasto innamorato della poesia, della cultura, della civiltà secondo i nomi e i sentimenti antichi; e pur convinto insieme che tutto questo sia falso e quei nomi vani: che il tempo speso sulle pagine dei gloriosi volumi sia perduto, e scemo il loro insegnamento; che il fine dell'uomo oggi sia affatto utilitario e democratico, e che il suo valore sincero debba avere una misura solamente materiale. Questo il suo istinto rifiuta, ma la ragione riconosce per vero, con alcuna amara voluttà: e lo spirito si dibatte fra i due contrari poli, senza trovare mai pace. ([[Renato Serra]])
*Il Panzini oltre a creare luoghi comuni per gli argomenti che tratta, si dà molto daffare per raccogliere tutti i luoghi comuni che sullo stesso argomento sono stati scritti da altri autori, specialmente stranieri: deve avere uno schedario speciale di luoghi comuni, per condire opportunamente tutti i suoi scritti. ([[Antonio Gramsci]])
*Il poeta Panzini, sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua bicicletta, la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale. ([[Luigi Russo]])
*L'arte non è decisione e nel Panzini è proprio indecisione fremente, concupiscente, debole, femminea. Le sue riflessioni non urtano, non costringono alla disciplina, ma carezzano anche quando vogliono essere severe, ma solleticano anche quando voglion sferzare. E se non si esce dalla sua lettura soddisfatti, se ne esce sempre con una grande simpatia per l'autore. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Oggi il mondo del letterato italiano è in dissoluzione e l'ultimo scrittore che tenta di imporlo a sé stesso con ingenua e tenera semplicità è Alfredo Panzini. E come al [[Matteo Maria Boiardo|Boiardo]] la nuova storia turbò la libertà della illusione e la liquida gioia del canto, è una vicenda guerresca, quell'avventura di [[Carlo VIII di Francia|Carlo VIII]], gli gelò la parola sulle labbra, così la realtà spirituale maturatasi prima della guerra europea e che nella guerra ebbe il suo impetuoso sviluppo, oggi è la terribile nemica del nostro scrittore... ([[Luigi Russo]])
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il Panzini è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine. ([[Luigi Russo]])
==Citazioni sulla ''Vita di Cavour''==
*Non si capisce proprio cosa Panzini abbia voluto scrivere con questa ''Vita di Cavour''; una vita di Cavour non è certamente: né una biografìa di {{sic|Cavour-uomo}}, né una ricostruzione di Cavour politico; in verità dal libro di Panzini Cavour esce molto malconcio e molto diminuito: la sua figura non ha nessun rilievo concreto, eccetto che nelle giaculatorie che Panzini di tanto in tanto ripete: eroe, superbo, genio ecc. Ma queste giaculatorie non essendo giustificate (e perciò sono giaculatorie) sembrano talvolta prese di bavero, se non si capisse che la misura che Panzini adopera per giudicare l’eroismo, la grandezza, il genio ecc. è la sua propria misura, della genialità, grandezza, eroismo ecc. del sig. Panzini Alfredo. Ancora bisogna dire che il Panzini esagera nel trovare il dito di dio, il fato, la provvidenza in tanti avvenimenti: è, in fondo, la concezione dello stellone con parole da tragedia greca o da padre gesuita, ma che non perciò diventa meno triviale e banale. Lo stesso insistere troppo sull’elemento «provvidenziale» significa diminuire la funzione dello sforzo italiano, che pure ebbe una sua parte. Cosa significa poi in questo caso questa miracolosità della rivoluzione italiana? Significa che tra l’elemento nazionale e quello internazionale dell’evento, è l’internazionale che ha contato di più. È questo il caso? Bisognerebbe dirlo e forse la grandezza di Cavour sarebbe messa ben più in rilievo e la sua funzione personale, il suo «eroismo» apparirebbe ben più da esaltare. Ma il Panzini vuol dare colpi a molte botti con molti cerchi e non ne raccappezza qualcosa di sensato: né egli sa cosa sia una rivoluzione e quali siano i rivoluzionari. Tutti furono grandi e furono rivoluzionari ecc. ecc. ([[Antonio Gramsci]])
*Tutta la ''Vita di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]]'' è una beffa della storia. Se le vite romanzate sono la forma attuale della letteratura amena tipo Alessandro Dumas, Panzini è il nuovo Ponson du Terrail. Panzini vuole così ostentatamente mostrare di «saperla lunga» sul modo di procedere degli uomini, di essere un cosi furbissimo realista, che viene la voglia, a leggerlo, di rifugiarsi in Condorcet o in Bernardino di Saint-Pierre, che almeno non sono cosi filistei. Nessun nesso storico è ricostruito nel fuoco di una personalità; la storia è un seguito di storielle divertenti senza nesso né di personalità né di altre forze sociali: è veramente una nuova forma di gesuitismo, molto più accentuata di quanto io stesso avessi creduto leggendo la Vita a puntate. ([[Antonio Gramsci]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alfredo Panzini, ''Dizionario Moderno'', Hoepli, Milano, 1950.
*Alfredo Panzini, ''[https://archive.org/details/panzini-grammatica-italiana Grammatica italiana]'', Sellerio, Palermo, 1989.
*Alfredo Panzini, ''[https://archive.org/details/daplombieres00pahthttps://archive.org/details/daplombieres00panz/page/n6/mode/1up Il 1859 da Plombières a Villafranca]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1909.
*Alfredo Panzini, ''[http://eremita.di.uminho.pt/gutenberg/3/9/3/8/39389/39389-h/39389-h.html Il mondo è rotondo]'', Milano, Fratelli Treves, 1920.
*Alfredo Panzini, ''[https://books.google.it/books?id=2bgpAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PP5#v=onepage&q&f=false L'evoluzione di Giosuè Carducci]'', Libr. editr. Galli di C. Chiesa & F. Guindani, Milano, 1894.
*Alfredo Panzini, ''[http://www.liberliber.it/libri/p/panzini/index.htm La cagna nera]'', Roma, La Voce, 1921.
*Alfredo Panzini, ''La cicuta, i gigli e le rose'', Collezione «Omnibus», Mondadori, 1950.
*Alfredo Panzini, ''[[s:La lanterna di Diogene|La lanterna di Diogene]]'', Treves, Milano, 1920.
*Alfredo Panzini, ''Romanzi d'ambo i sessi'', Collezione «Omnibus», Mondadori, 1945.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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[[File:Alfredo Panzini 20.jpg|thumb|Alfredo Panzini]]
'''Alfredo Panzini''' (1863 – 1939), scrittore e critico letterario italiano.
==Citazioni di Alfredo Panzini==
*24 Luglio 1915, Bellaria.<br>È morto [[Renato Serra]] sul Podgora, il colle che sbarra Gorizia. Una palla in fronte: la fronte infranta! Era una nobile e bianca fronte. Dunque può un proiettile distruggere la più pura coscienza che si annida dietro una fronte? Dunque tutto ora ''in umbra?''<ref>Da ''[https://archive.org/details/diariosentimentaledellaguerra01panzini/mode/1up Diario sentimentale della guerra]'', Arnoldo Mondadori, Milano, 1923, p. 277.</ref>
*Anche le fanciulle spartane vestivan così senza [[chitone]], che era la camicia di quei tempi antichi.<ref>Citato in Salvatore Battaglia, ''Grande Dizionario della Lingua Italiana'', vol. III, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1971, p. 93.</ref>
*Chi intenderà, chi difenderà la giovinezza sublime dalla sterile sapienza dell'età virile e dalla lugubre tirannia dei vecchi? Gli uni e gli altri hanno l'anima che già è morta a metà, e non lo sanno! La loro sapienza aiuta a morire, non a vivere; e la gioventù ha una sua sapienza innata di ben altro valore perché in essa si contengono le leggi della vita!<ref>Da ''Piccole storie del mondo grande''.</ref>
*Dicono gli intenditori che il nuovo foot-ball non corrisponde all'antico e perciò i nuovi nomi hanno giusta ragione di essere. Distinguono il [[rugby]] e l'association, due modi di giocare al [[Calcio (sport)|calcio]], questo più costumato e civile, l'altro fiero e violento nella gara di vietare l'accesso al pallone.<ref>Dalla voce ''football'' del ''Dizionario moderno, Supplemento ai dizionari italiani'', Milano 1905; citato in Massimo Arcangeli e Sandro Mariani, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/09/il-calcio-italico-ma-non-era-meglio-il-football/875079/ Il calcio italico. Ma non era meglio il football?]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 9 febbraio 2014.</ref>
*«Dio» dice [[San Paolo]] «lo vediamo qui in terra per riflesso e per enigma. Dopo morte lo vedremo sul serio.»<ref>{{Cfr}} ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'': «Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia.»</ref><br>Per «riflesso» si possono intendere anche certi uomini dabbene chiamati santi, che fanno come da genitori a quei bimbi un po' feroci che sono gli uomini. Che [[San Benedetto]] e [[Santa Scolastica]] fossero buoni genitori, non pare cosa dubbia.<ref>Da ''Ultimi viaggi di un povero letterato'', in ''La cicuta, i gigli e le rose''.</ref>
*Il milionario non godrebbe niente se gli mancasse l'invidia del popolo.<ref>Da ''La mia storia, il mio mondo'', con [[Piero Nardi]], Mondadori, 1951.</ref>
*Il sole splende su tutti e non fa pagare i suoi raggi, e poca terra ricoprirà noi come i conquistatori della fortuna e della vita!<ref>Da ''Piccole storie del mondo grande'', Treves, 1920.</ref>
*[...] la violenza rimane una delle cose più positive del mondo: ma i suoi frutti non mi piacciono.<ref>Da ''La guerra del '15: diario sentimentale'', M. Boni, Bologna, 1995, p. 281.</ref>
*Noi avvertiamo il caldo e il freddo anche senza termòmetro; però è bene averlo in casa; e così noi possiamo scrivere e parlare anche senza [[grammatica|grammàtica]]; però è bene che essa vi sia.<ref>Dalla Prefazione a ''[https://archive.org/details/panzini-grammatica-italiana Grammatica italiana]'', Sellerio, Palermo, 1989, p. 9.</ref>
*[[Scrivere]] bene vuol dire pensare bene e pensare molto; avere molti studi, molta esperienza della vita insieme con molto ingegno, sentimento e fantasia. Tutte cose piuttosto difficili e rare.<ref>Da ''Manualetto di retorica'', Bemporad, Firenze, 1926<sup>11</sup>, p. [https://books.google.it/books?id=ZEY-AAAAIAAJ&pg=PA4 4].</ref>
*Tutte le volte che una [[virtù]] non piace più, le si cambia nome.<ref>Da ''Romanzi d'ambo i sessi''.</ref>
*Tutto è tollerabile, forse, dalla donna quando avviene soavemente.<ref>Da ''Santippe'', ''Opere scelte'', Mondadori, 1970.</ref>
==''Dizionario Moderno''==
===[[Incipit]]===
'''A'''. Questa preposizione è usata alla maniera [[Francia|francese]] (à) nei seguenti modi: 1) trattandosi di vivande, per indicare la salsa con cui sono condite o il modo in cui sono cotte: ''al'' burro, ''all'' 'olio, ''al'' prosciutto, ''al'' pomodoro, ''ai'' ferri. I puristi correggono e il popolo ancora dice ''col'' burro, ''con'' l'olio, ''col'' prosciutto, ''in'' graticola o ''su la'' gratella. Con un po' di buon volere si potrebbe usare la maniera più conforme all'italiano. Ma si tratta di frasi fatte e formate nella memoria, perciò avverrà che scrivendo, uno pensi alquanto e corregga, ma parlando non ritengo agevole l'emendarsi. Gelato ''alla'' crema, ''al'' limone, ''al'' pistacchio; gelato ''di'' crema, ''di'' limone, ''col'' pistacchio. Talvolta le due costruzioni si alternano. Es. gelato ''alla'' crema, gelato ''di'' crema. 2) I puristi riprendono ''alla'', seguìta da un nome proprio, quando si voglia indicare ''maniera'', ''usanza'', ''imitazione''. Es. ''alla'' Pompadour, ''alla'' Luigi XIV. È modo francese. Sidovrebbe dire: ''alla'' maniera di... ecc. Si dice, infatti, ''alla'' Berni? ''al'' Petrarca? Così obiettano i puristi. Vero è che si tratta di nomi determinati. 3) Si riprende pure il modo: ''all'' 'anno, ''al'' giorno, ''al'' mese, invece che dire: l'' 'anno'', ''il'' giorno, ''il'' mese, oppure: ''ogni'' anno. Es. cinque lire ''al'' giorno. 4) Le locuzioni ''mano a mano''(v. nel Dizionario MAN MANO), ''due a due, passo a passo, corpo a corpo, da capo''. Anche in queste e consimili locuzioni conviene tenere conto dell'evoluzione che subì l'italiano per effetto, specialmente, della storia e del pensiero di Francia. Difettosa e spiacente questa incertezza di una parte così importante del discorso come è la preposizione; ma poiché l'impropietà o il gallicismo non è possibile espellere, converrà accettare in quei casi che sono più confermati dall'uso e sperare che l'onore della patria si estenda anche alle parole della patria.
===Citazioni===
*'''Automòbile'''. Dal greco αύτός = se stesso, e ''mobile'': in origine aggettivo, poi sostantivo, per indicare la nota vettura a motore, spavento dei viandanti, concorrente con le ferrovie; aerodinamica. Di qual genere è ''automobile''? Se ne è disputato in Francia, madre dell'automobilismo, quindi anche in Italia. Ieri prevaleva il maschile, oggi il femminile. La Fiat ne richiese d'Annunzio. Rispose: femmina!
*'''[[Benpensante]]'''. Letteralmente dicesi di persona che pensa bene, rettamente, secondo la legge, sin. ''persona d'ordine''; e talora vi è aggiunto un lieve senso ironico, quasi a significare ''ben pensante'', perché le condizioni fortunate e fortuite della vita tolsero l'occasione di pensar male.
*'''Buridano (L'[[asino]] di)'''. ''Âne de Buridan'', è rimasto proverbiale per indicare lo stato di chi è incerto né sa risolvere fra due cose. Il motto, comune fra noi, è di conio francese e trae origine da un sofisma dello scolastico [[Giovanni Buridano|Giovanni Buridan]] di Béthune (Artois), fiorito nel sec. XIV e professore di filosofia in Parigi. Il sofisma è questo, cioè di un asino morente di fame perché sta tra due misure d'avena ugualmente da sé distanti, o morente di fame e di sete perché tra un fascio d'avena ed un secchio d'acqua non sa quale scegliere. Come questo sofisma si connetta all'antica questione del libero arbitrio non è qui il caso di vedere. Cfr. [[Dante Alighieri|Dante]], ''[[Divina Commedia|Paradiso]]'', IV, I:<br>''Intra due cibi, distanti e moventi<br>d'un modo, prima si morria di fame,<br>che liber l'uomo l'un recasse a' denti''.
*'''Democrazia''': Gloriosa istituzione, che ha alquanto sofferto nella salute e nella buona reputazione. || Il fascismo le fece scontare le sue colpe ad un tasso abbastanza forte [1926].
*'''[[Gondola|Gòndola]]'''. Da una voce greca? o voce onomatopeica? Si riporta la parola perché non tenderà molto a diventare meramente storica. Le gondole di casate e le gondole pubbliche erano più migliaia nel 700. Ora quel tanto che basta al colore locale di Venezia: e per condurre a spasso qualche straniero nostalgico.
*'''Gran Bestia''' (La). Definizione di sapore biblico e di ricordo nietzschiano, anzi frase del [[Friedrich Nietzsche|Nietszche]], data già da tempo dal [[Gabriele D'Annunzio|d'Annunzio]] alla folla, per significare spregiativamente l'anima collettiva, dalle esplosioni incoscienti e brutali e dal facile dominio. Questa locuzione ebbe fortuna di effimera divulgazione. Cfr. ''la bestia trionfante'' di [[Giordano Bruno|G. Bruno]], la ''belua multorum capitum'', il ''profanum vulgus'' di [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]], la ''vil maggioranza'' del [[Giosuè Carducci|Carducci]]; e il [[Francesco Petrarca|Petrarca]]: ''Il vulgo a me nemico ed odioso'' (nel sonetto: ''O cameretta, che già fosti un porto''). Eppure quanto devono tanti alla ''gran bestia''! È la massa di combattimento politico.
*'''Hodie mihi, cras tibi'''. ''Oggi a me, domani a te'': motto tolto dalla Bibbia (''mihi heri, et tibi hodie: [[Siracide|Ecclesiastico]]'', cap. XXXVIII, 23) e che compendia in forma di sentenza la cognizione delle reciproche sventure umane e la necessaria rassegnazione. Ma più spesso si ripete tale motto per cose di lieve conto e in senso faceto di conforto, per la ragione nota che ''solamen miseris socios habuisse malorum'', male comune, mezzo gaudio.
*'''Ibis redìbis'''. Letteralmente, ''andrai ritornerai''; si dice per indicare una risposta ad arte ambigua, in cui non è chiaro né il sì né il no: è misera astuzia usata dagli uomini che non si vogliono compromettere. Il motto è attribuito alla risposta data dall'oracolo a quel cittadino romano che voleva sapere se egli sarebbe scampato o perito in guerra, e la risposta fu: ''Ibis redibis non morieris in bello: Andrai ritornerai non morirai in guerra'': nella quale risposta il senso muta secondo che la pausa o virgola si colloca dopo o prima del ''non''.
*'''Ibseniano'''. Seguace, ammiratore del drammaturgo norvergese [[Henrik Ibsen|Enrico Ibsen]] (1828-1906), sostenitore di una morale individualista. (Seguendo Ibsen, molte mogli dicono al marito, «la tua verità non è la mia», e seguono altra via!).
*'''Idem velle atque idem nolle, ea demum firma amicitia est'''. Classica definizione dell'amicizia: si legge in Sallustio (Catil., XX, 4): ''volere e non volere le cose istesse è appunto ciò che costituisce la salda amicizia''. E potremmo aggiungere: ''anche di un matrimonio felice''. Cose piuttosto rare!
*'''Incipit vita nova'''. Comincia la vita nuova: così, con solenne ed occulto parlare, l'[[Dante Alighieri|Alighieri]] comincia l'opera sua ''La Vita Nuova''. Come molti versi danteschi anche questo diventò popolare, e si usa per significare un mutamento di male in bene nelle operazioni dell'esistenza.
*'''Imaginìfico'''. Creatore di imagini. L' ''Imaginifico'' fu detto [[Gabriele d'Annunzio|d'Annunzio]].
*'''Casi sono due(I)'''. Casistica della [[Prima guerra mondiale|Guerra]], divulgata (estate 1917) e divenuta popolare (Petrolini), rispecchia parte dell'indole italiana. «Fra poco sarai sottoposto a nuova visita medica ed i casi sono due: o ti fanno non idoneo o ti fanno idoneo; se ti fanno non idoneo te ne freghi; se ti fanno idoneo i casi sono due: o ti mettono in armi speciali od in fanteria; se ti mettono in armi speciali te ne freghi; se ti mettono in fanteria i casi sono due: o ti mandano in zona di guerra o ti mandano in territorio di pace; se ti mandano in territorio di pace te ne freghi; se ti mandano in zona di guerra i casi sono due: o ti mettono ai servizi speciali o ti mandano in trincea; se ti mettono ai servizi speciali te ne freghi; se ti mandano in trincea i casi sono due: o sei ferito leggermente o sei ferito gravemente; se sei ferito leggermente te ne freghi; se sei ferito gravemente i casi sono due: o vai all'altro mondo o guarisci; se guarisci te ne freghi; se vai all'altro mondo i casi sono due: o vai in paradiso o vai all'inferno; se vai in paradiso te ne freghi; se vai all'inferno i casi sono due: o trovi [[Francesco Giuseppe I d'Austria|Cecco Beppe]] o non lo trovi; se non lo trovi te ne freghi; se lo trovi i casi sono due: o lui impicca te o tu impicchi lui; se tu impicchi lui te ne freghi; se lui impicca te, requie all'animaccia tua». ''N.B.'' Questo classico ''[[menefreghismo|me ne frego]]'' non so se, in basso, sia filosofia, ma in alto è delitto. Vedi E CHI SE NE FREGA. MENEFREGHISMO.
*'''[[Lotto]]'''. ''Per parte, per porzione'' di un tutto, attribuita a sorte, e distribuita fra più persone, è gallicismo ripreso dai puristi, sancito dall'uso; fr. ''lot'', voce di origine germanica. I puristi accettano ''lotto'' nel senso di ''[[lotteria]]'', cioè di quella speculazione statale, che fu denominata anche la ''tassa su gli imbecilli''. Questo giuoco pare di origine italiana e, più precisamente, [[Genova|genovese]]. || ''Lotto di cavalli'', e sim. dicesi esclusivamente per ''gruppo di cavalli'' e sim.
*'''Paga Pantalone''' o '''Pantalon paga'''. Motto che pare in antico (sec. XVI) volesse significare. ''la repubblica di Venezia farà le spese per tutti''. Una satira al tempo di Campoformio rappresenta i plenipotenziari che partono in carrozza dopo quel trattato. L'oste li rincorre: «Chi paga?». Gli risponde Pantalone: «Amico, pago mi». Altri, invece, pensa che il motto abbia origine dal fatto che, nelle antiche commedie dell'arte, Pantalone era quegli che andava di mezzo, cioè il lieto fine si otteneva a sue spese. Cfr: ''Jacques Bohnomme'' in Francia, ''John Bull'' in Inglitterra, ''Uncle Sam'' negli Stati Uniti, ecc. (v., per l'etimologia, la voce PANTALONE). «Paga Pantalone», vale anche paga il Governo o Stato, cioè, il popolo.<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 194.</ref>
*'''Pauper ubique iacet'''. ''Il [[povero]] dovunque giace''. Così Ovidio (Fast., I, 218). E Perpetua a Renzo: «Mala cosa nascer povero, il mio caro Renzo!» ([[Alessandro Manzoni|Pr. Sp., II]]). E Agnese al cardinal Borromeo: «I poveri ci vuol poco a farli comparir birboni» (Pr. Sp., XXIV). Simili pensieri di vera sapienza puoi leggere anche nei mirabili colloqui di don Chisciotte con Sancio Pancia. Ed è forse per questo che Cristo, non potendo aprire ai poveri le porte della terra, assicurò quelle del cielo.
==''Grammatica italiana''==
===Citazioni===
*Noi avvertiamo il caldo e il freddo anche senza termòmetro; però è bene averlo in casa; e così noi possiamo scrivere e parlare anche senza [[grammatica|grammàtica]]; però è bene che essa vi sia. (Premessa, p. 9)
*[L]a [[parola]] è una cosa molto potente, direi quasi miracolosa. Serve a manifestare, e anche a nascòndere il pensiero. Ma quando la parola è falsa, rivela il pensiero di quelli stessi che lo vorrèbbero nascòndere. (''Prontuario delle incertezze'', p. 132)
===Citazioni su ''Grammatica italiana''===
*Il Panzini non si pone neanche lontanamente questo problema<ref>Della storia della lingua italiana e dei fattori che determinano la sua elaborazione unitaria.</ref>e perciò le sue pubblicazioni grammaticali sono incerte, contraddittorie, oscillanti. Non si pone per esempio il problema di quale oggi sia, dal basso, il centro di irradiazione delle innovazioni linguistiche; che pure non ha poca importanza pratica. Firenze, Roma, Milano. Ma d'altronde non si pone neanche il problema se esista (e quale sia) un centro di irradiazione spontanea dall'alto, cioè in forma relativamente organica, continua, efficacemente, e se essa possa essere regolata e intensificata. ([[Antonio Gramsci]])
==''Il 1859 da Plombières a Villafranca''==
*[[Battaglia di Magenta|Magenta]] e [[Battaglia di Solferino|Solferino]]! Due nomi purpurei nella memoria, fioriture di sangue in quell'estate {{NDR|del 1859}}. I morti non si vedono più; portar via le tracce della morte è il primo lavoro dei vivi. Si vedono turcos, zuavi, granatieri della guardia dai berrettoni pelosi; bersaglieri piumati; si vedono a teste basse, via gli zaini, avanti ad ogni costo, alla baionetta, nel terribile azzardo della battaglia. (cap. XII, p. 317)
*Fu [[Battaglia di Solferino|Solferino]] «gran battaglia e gran vittoria», come il grido annunciò, ma per varie cause, come il difetto di coordinazione tra i vari corpi, mancò alla vittoria quel proseguimento da cui risulta la nota sentenza che grande generale non è quegli che vince, ma che sa trarre partito dalla vittoria. (cap. XII, p. 318)
*[...] il [[Armistizio di Villafranca|trattato di pace di Villafranca]], come è noto anche per ciò che è scritto nei manuali scolastici, non ebbe effetto o, come è detto in quei manuali, rimase «lettera morta». Rimase però vivo, senza troppo modificarsi nella tradizione italiana, il giudizio sintetico che ne diede il Mazzini a colpo caldo, cioè il 20 luglio, nel suo scritto «La pace di Villafranca». Esso si riassume come un nuovo tradimento di Napoleone III verso l'Italia, e in quel patto con l'Austria, è additato il disegno di un nuovo maggior colpo di Stato europeo, contro cui insorgeranno governi, popoli, l'esercito stesso francese che si stancherà «di far la parte di carnefice della libertà»<ref>Mazzini, X, pag. 342. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (cap. XIII, pp. 347-348)
==''Il libro dei morti''==
===[[Incipit]]===
PROLOGO<br>Una sentenza di [[Pitagora]], riferita da gli antichi [[Filosofia|filosofi]], dice che – nessuno senza comando del [[duce]], che vuol dire [[Dio]], si deve partire da la stazione ne la [[vita]]; – significando con ciò come, anche per i credenti, essa sia triste e non valga la pena d'essere vissuta.<br>Ora, ai nostri tempi, vi fu un [[uomo]] credente che aveva nome G. Giacomo il quale, non a malincuore, ma lietamente fece la sua scolta in questo breve periodo de la vigilia dei sensi, ed amò la vita e gli piacque di vivere.<br>CAPITOLO I<br>G. Giacomo era nato in sul principio di questo secolo in una di quelle antiche [[città]] del Regno Pontificio, ove l'accidia e l'ortica crescono rigogliose anche oggidì, benché la vaporiera vi passi da presso tutta sonora col suo gran cimiero di fumo: città che, poste su la via Flaminia, ebbero una importanza militare e [[politica]] ai [[Tempo|tempi]] di [[Roma]]; ed anche ne l'età di mezzo vantarono gloriosi [[Ricordo|ricordi]] ne la [[storia]] de le [[libertà]] municipali.
===Citazioni===
*Il [[Capitale (economia)|capitale]] è la miseria dei molti come condizione di benessere dei pochi, cioè quello che uno non ha e desidera avere.
*[...] la scienza ha dimostrato che l'uomo è di sua natura [[Poligamia|poligamo]], e il [[matrimonio]] non sussiste che come contratto o come solenne corbelleria.
==''Il mondo è rotondo''==
*Di chi era quel nome: [[Lenin]]? Di un uomo emerso dalla storia. La guerra era stata la sua levatrice. Dai solchi sanguinosi degli odi umani egli era nato.
*Era stato lui, il popolo d'Italia, ad abbattere il Sacro Romano Impero dell'Austria, che pure aveva per emblema il santo segno dell'aquila! Fu ieri! Ma oggi non se ne ricorda più. Ora scrive su le mura dei più venerabili edifizi: Viva Lenin! Il santo segno dell'Impero fu abbattuto; ed ecco appare: Viva Lenin. È forse questa la nemesi della storia?
*Le stelle, il sole erano per San Francesco il grande teatro, il canto delle rondini era il grande concerto, l'acqua era la grande ebbrezza. Ma i [[bolscevismo|bolscevichi]] sono staccati dall'universo e dal mistero.
*[...] ogni [[epoca|età]] copre di calce l'età precedente come si fa coi cadaveri.
*Solamente quelli che hanno raggiunta la vetta dell'[[anima]] costituiscono un privilegio. [...] Gli uomini senza anima devono anzi credere alla morte, e perciò domandano i balocchi; e il re dei bolscevichi dà loro i balocchi. E se gli uomini poi nella materiale conquista si domeranno gli uni contro gli altri e la terra li coprirà, che importa? Se l'uomo meccanico vedrà anzi soltanto la mano che muove la leva e la ruota della sua macchina, e più non vedrà l'intelletto che crea, che importa? Se è spenta la piccola lampada che accende i cuori, e soltanto i fari irradiano la gran luce bianca che fa smarrire la via, che importa?
*Vedete, amico mio — disse Beatus, — questa antica purità religiosa offendeva gli sguardi dei felici abitanti del [[Illuminismo|secolo decimottavo]], e perciò hanno intonacato, cioè coperto, e poi sopra ci hanno cosparso quelle frenetiche pitture, che dovevano parere futuriste al loro tempo, tanto è vero che la vanità ci lasciò il nome. Vedete quel nome? ''Pictor bononiensis pinxit anno Domini MDCCXXVIII'', mentre queste antiche pitture sono senza nome, perché realmente noi non abbiamo nome, o almeno Dio solo è giudice se dobbiamo avere un nome. E così quest'ombra di mistero che qui ci avvolge, spiaceva al secolo dei lumi, e ne fecero una sala chiara, a stucchi ed oro, anzi una sala da ballo.
==''Io cerco moglie!''==
===[[Incipit]]===
IO!<br>Cavalier Ginetto Sconer, fisonomia rosea, da cui spira intelligenza e coraggio; capigliatura solida, denti solidi, tutto solido.<br>Questo sono io!<br>In questa valle di [[dolore]] e di [[Lacrime|lagrime]] ho l'[[onore]] di trovarmi bene. Quando io viaggiavo con la ''marmottina'' dei campioni, i clienti mi dicevano: «Voi signor Sconer, fate molto onore alla vostra Ditta». In realtà la mia presenza è stata sempre molto distinta.
===Citazioni===
*Gli individui eccitabili vivono poco. ''Achille, personaggio eccitabile, è morto giovane''. Questa sentenza si legge nel [[libro]] di ''réclame'' della nostra Ditta: ''Come devo preservare la mia vita''. ([[s:Io cerco moglie!/Capitolo primo|cap. I]])
*Il ''[[bluff]]'' ha la sua [[ragione]] di esistere in quanto esistono persone capaci di farsi ''bluffare''. ([[s:Io cerco moglie!/Capitolo primo|cap. I]])
*Io mantengo verso i [[medico|medici]] una benevola diffidenza, perché a furia di studiare le [[salute e malattia|malattie]] finiscono per considerare la [[salute e malattia|salute]] anch'essa come una malattia. ([[s:Io cerco moglie!/II|cap. II]])
*Anche per ragioni di igiene, bisogna che io cerchi moglie: una moglie che risponda alle esigenze dell'erede, e anche alle mie. ([[s:Io cerco moglie!/II|cap. II]])
*Signorina A***: dote ragionevole, bella presenza, famiglia distinta, peso valutabile a vista kg 70. Oggi attraente, ma suo padre è enormemente obeso; sua madre, idem. Tendenza all'obesità. Si scarta per ragioni di estetica. ([[s:Io cerco moglie!/III|cap. III]])
*Signorina D***: molto carina; ma troppo buona di cuore verso tutti quelli che sospirano per lei. Per questa sua eccessiva bontà è stata allontanata dalle scuole. Cara fanciulla, ma offre l'inconveniente che l'erede sarebbe il figlio, ma non la riproduzione di Ginetto Sconer. ([[s:Io cerco moglie!/III|cap. III]])
*L'[[amore]] concede le sue [[Gioia|gioie]] supreme soltanto a chi è pronto ai supremi cimenti. ([[s:Io cerco moglie!/IX|cap. IX]])
*L'[[oro]] è un metallo prezioso, in quanto fa sorridere di [[felicità]]. ([[s:Io cerco moglie!/XII|cap. XII]])
*{{NDR|Sui [[tartufo|tartufi]]}} [...] quelle cose che ''spuzzano'' ma che costano. ([[s:Io cerco moglie!/XXIV|cap. XXIV]])
==''La lanterna di Diogene''==
*Del resto è un errore di giudizio semplice il supporre che i piccoli animaletti non esercitino una loro vendetta. I microbi si uniscono a milioni, edificano le loro città mortifere nei nostri corpi orgogliosi; ed altre miriadi di microbi preparano sotto terra accuratamente la nostra distruzione completa. Anche essendo asceti e vegetariani, non isfuggiremo a questa sorte dolorosa e fatale. Divoriamoci, quindi, senza rimorso e senza pietà! conclusi contemplando uno di quei bipedi infilzato nella forchetta. ([[s:La lanterna di Diogene/III|cap. III]])
*[...] il godimento è tanto maggiore, quanto più uno lo ha condito in antecedenza col lavoro e con la fatica salutifera. ([[s:La lanterna di Diogene/V|cap. V]])
*La [[galanteria]] era la forma con cui si manifestava la genialità della donna. ([[s:La lanterna di Diogene/VI|cap. VI]])
*L'uomo geniale è rivoluzionario; la donna geniale rivoluziona tutte le teorie morali, sconvolge l'ordine delle leggi, disorienta i cervelli e le famiglie. ([[s:La lanterna di Diogene/VI|cap. VI]])
*[...] la [[fortuna]] fa come il [[baro]] nel gioco: fa vincere qualche volta, per allettare gli altri. ([[s:La lanterna di Diogene/XII|cap. XII]])
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''I tre re con Gelsomino buffone del re''===
Il figlio del [[Re]] andava a [[caccia]] in compagnia del duca Floridoro per un luogo silvestro, presso alla fonte del Meschino. Il duca Floridoro cavalcava un cavallo roano, il figlio del Re cavalcava un balzano da tre, cavallo da re.
===''Il diavolo nella mia libreria''===
Questi libri mi sono pervenuti da una eredità. Anzi l'inventario dice: «V° nella legnaia: Un cassone di abete, pieno di vecchia cartaccia e libri, L. 8». Dunque i libri erano in un cassone di abete, nella legnaia, e il loro valore fu stimato in lire otto nell'inventario. Povera zia, che la luce del Signore mai per te si spenga; ma tutta la sua eredità valeva poco di più!<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
===''L'evoluzione di Giosuè Carducci''===
*Torna alla mente con gran tristezza di desiderio il tempo che io {{sic|studiava}} a Bologna; e la rivedo ancora quella severa e lunga aula dell'università con i finestroni dai vetri verdognoli che prendono luce dal pian terreno del cortile interno: la rivedo tutta gremita di uditori; tutti col viso rivolto e teso ad un punto, in silenzio: seduti sui banchi, fitti in piedi e addossati agli angoli, presso la porta d'ingresso. E quelle teste, le più giovanilmente vive, altre {{sic|grige}} o canute, altre di donne diffondenti in quella austerità non so quale femminile lietezza, mi pare ancora di udire la sua voce che si spandeva ora vibrata, staccata, nervosa; ora lenta, commossa e saliente come nembo d'incenso. Su l'alta cattedra, in fondo, appariva quel capo poderoso, curvo fra i cubiti, con la fronte ferma, come diga a reggere l'onda irrompente del pensiero; la breve mano bianca agitata a ricercare il libro o l'appunto, pur non ristando la voce.<br>Qualche volta, sopravvenendo le tenebre, accennava gli recassero una candela e se la poneva da presso; e allora quella fiammella rossa che or s'allungava in sottile piramide e stava immota, ora ballava come un folletto, faceva in quella penombra strani effetti su quel volto animato dall'idea creatrice.<br>Era l'autunno o era l'inverno nevoso: eppure per quella tetra sala in alto passava la primavera al suono della sua voce, l'eterna primavera del pensiero che Egli ogni volta evocava, viva, luminosa, presente fuori dai secoli che furono.
===''La cagna nera''===
Quando mi tornano a mente i miei genitori (adesso si stanno accanto nel cimitero del villaggio) e gli anni della mia giovinezza, allora gli occhi si ricolmano di lagrime.<br>
Ecco: era lassù! da tutte le strade del piano, anche da lontano, lo si distingueva il palazzo antico e quadrato, su in vetta della collina, con i quattro cipressi alti che dentellavano il cielo e facevano la guardia al portone: il portone era ad arco con grosse bugne di marmo e di sopra portava una targa; perché la mia famiglia era nobile: io non sono più niente; ma la mia famiglia, dico, era nobile e di buona razza. La targa portava sul quartiere un bel fiordaliso e il motto ''crescet in aevum''. Dietro v'era il roseto, ma grande, grande da farne un podere.
===''Ultimi viaggi di un povero letterato''===
Se qualcuno salirà a Bertinoro non se ne troverà pentito perché potrà accontentare la gola con dolce vin bianco e saziare la vista che da lassù spazia per tutta la piana.<br>Altre campagne in [[Italia]] sono pur belle; in altri luoghi si può scrivere ''est, est, est vinum bonum''; ma qui è più festività. Nelle siepi rasate, nei campi squadrati, nelle viti allineate si sente la mano assidua dell'uomo che con la falce e l'aratro toglie alla terra quel non so di arcigno e nemico che essa acquista appena è abbandonata a se stessa. Vi sono anche cipressi, fra cui il cipresso di Francesca presso Polenta; e nessuno vieta di credere che in quella chiesa Dante offrisse l'acqua benedetta alla bella dama. (da ''Altare di Romagna'').
==Citazioni su Alfredo Panzini==
*A suo modo anche A. Panzini è stato un [[Crepuscolarismo|crepuscolare]] (non senza ascendenze di "[[scapigliatura]]" milanese), che si compiaceva d'ironizzare e immalinconire la sua favola poetica. L'atteggiamento del Panzini di fronte alla vita e alla realtà ha questa cifra. ([[Salvatore Battaglia]])
*Il Panzini è tutto l'opposto di un pensatore. Non c'è virilità, non c'è scelta, non c'è pensiero che regga sopra se stesso e si crei. Di fronte ai problemi più ovvi e più vecchi egli si impaurisce ed oscilla. Va da un lato all'altro, guardando, e come volesse sempre sfuggire l'estreme conseguenze, ritorna al lato da cui era partito, per poi di nuovo fuggirlo. Non c'è decisione, non c'è nettezza. Non osa come i pensatori sicuri. Ma in questa sua torturante vicenda – che lo fa soffrire e stancare – sta un segreto della sua arte, giacché proprio in quell'oscillare, come di gocciola purissima attaccata a un filo di telegrafo, che si avvia al suo destino tremando e nello stesso tempo rifrange in bei colori la luce che la trapassa, proprio in quell'oscillare egli ha modo di mostrare la sua grazia e la sua umanità sensibile. L'arte non è fatta di acciaio e il pensiero è asta di durissimo acciaio. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Il Panzini non è mai uscito intellettualmente dalla forma del [[maestro]]. Egli era ed è rimasto innamorato della poesia, della cultura, della civiltà secondo i nomi e i sentimenti antichi; e pur convinto insieme che tutto questo sia falso e quei nomi vani: che il tempo speso sulle pagine dei gloriosi volumi sia perduto, e scemo il loro insegnamento; che il fine dell'uomo oggi sia affatto utilitario e democratico, e che il suo valore sincero debba avere una misura solamente materiale. Questo il suo istinto rifiuta, ma la ragione riconosce per vero, con alcuna amara voluttà: e lo spirito si dibatte fra i due contrari poli, senza trovare mai pace. ([[Renato Serra]])
*Il Panzini oltre a creare luoghi comuni per gli argomenti che tratta, si dà molto daffare per raccogliere tutti i luoghi comuni che sullo stesso argomento sono stati scritti da altri autori, specialmente stranieri: deve avere uno schedario speciale di luoghi comuni, per condire opportunamente tutti i suoi scritti. ([[Antonio Gramsci]])
*L'arte non è decisione e nel Panzini è proprio indecisione fremente, concupiscente, debole, femminea. Le sue riflessioni non urtano, non costringono alla disciplina, ma carezzano anche quando vogliono essere severe, ma solleticano anche quando voglion sferzare. E se non si esce dalla sua lettura soddisfatti, se ne esce sempre con una grande simpatia per l'autore. ([[Giuseppe Prezzolini]])
===[[Luigi Russo]]===
*Il poeta Panzini, sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua bicicletta, la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale.
*Oggi il mondo del letterato italiano è in dissoluzione e l'ultimo scrittore che tenta di imporlo a sé stesso con ingenua e tenera semplicità è Alfredo Panzini. E come al [[Matteo Maria Boiardo|Boiardo]] la nuova storia turbò la libertà della illusione e la liquida gioia del canto, è una vicenda guerresca, quell'avventura di [[Carlo VIII di Francia|Carlo VIII]], gli gelò la parola sulle labbra, così la realtà spirituale maturatasi prima della guerra europea e che nella guerra ebbe il suo impetuoso sviluppo, oggi è la terribile nemica del nostro scrittore...
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il Panzini è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine.
==Citazioni sulla ''Vita di Cavour''==
*Non si capisce proprio cosa Panzini abbia voluto scrivere con questa ''Vita di Cavour''; una vita di Cavour non è certamente: né una biografìa di {{sic|Cavour-uomo}}, né una ricostruzione di Cavour politico; in verità dal libro di Panzini Cavour esce molto malconcio e molto diminuito: la sua figura non ha nessun rilievo concreto, eccetto che nelle giaculatorie che Panzini di tanto in tanto ripete: eroe, superbo, genio ecc. Ma queste giaculatorie non essendo giustificate (e perciò sono giaculatorie) sembrano talvolta prese di bavero, se non si capisse che la misura che Panzini adopera per giudicare l’eroismo, la grandezza, il genio ecc. è la sua propria misura, della genialità, grandezza, eroismo ecc. del sig. Panzini Alfredo. Ancora bisogna dire che il Panzini esagera nel trovare il dito di dio, il fato, la provvidenza in tanti avvenimenti: è, in fondo, la concezione dello stellone con parole da tragedia greca o da padre gesuita, ma che non perciò diventa meno triviale e banale. Lo stesso insistere troppo sull’elemento «provvidenziale» significa diminuire la funzione dello sforzo italiano, che pure ebbe una sua parte. Cosa significa poi in questo caso questa miracolosità della rivoluzione italiana? Significa che tra l’elemento nazionale e quello internazionale dell’evento, è l’internazionale che ha contato di più. È questo il caso? Bisognerebbe dirlo e forse la grandezza di Cavour sarebbe messa ben più in rilievo e la sua funzione personale, il suo «eroismo» apparirebbe ben più da esaltare. Ma il Panzini vuol dare colpi a molte botti con molti cerchi e non ne raccappezza qualcosa di sensato: né egli sa cosa sia una rivoluzione e quali siano i rivoluzionari. Tutti furono grandi e furono rivoluzionari ecc. ecc. ([[Antonio Gramsci]])
*Tutta la ''Vita di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]]'' è una beffa della storia. Se le vite romanzate sono la forma attuale della letteratura amena tipo Alessandro Dumas, Panzini è il nuovo Ponson du Terrail. Panzini vuole così ostentatamente mostrare di «saperla lunga» sul modo di procedere degli uomini, di essere un cosi furbissimo realista, che viene la voglia, a leggerlo, di rifugiarsi in Condorcet o in Bernardino di Saint-Pierre, che almeno non sono cosi filistei. Nessun nesso storico è ricostruito nel fuoco di una personalità; la storia è un seguito di storielle divertenti senza nesso né di personalità né di altre forze sociali: è veramente una nuova forma di gesuitismo, molto più accentuata di quanto io stesso avessi creduto leggendo la Vita a puntate. ([[Antonio Gramsci]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alfredo Panzini, ''Dizionario Moderno'', Hoepli, Milano, 1950.
*Alfredo Panzini, ''[https://archive.org/details/panzini-grammatica-italiana Grammatica italiana]'', Sellerio, Palermo, 1989.
*Alfredo Panzini, ''[https://archive.org/details/daplombieres00pahthttps://archive.org/details/daplombieres00panz/page/n6/mode/1up Il 1859 da Plombières a Villafranca]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1909.
*Alfredo Panzini, ''[http://eremita.di.uminho.pt/gutenberg/3/9/3/8/39389/39389-h/39389-h.html Il mondo è rotondo]'', Milano, Fratelli Treves, 1920.
*Alfredo Panzini, ''[https://books.google.it/books?id=2bgpAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PP5#v=onepage&q&f=false L'evoluzione di Giosuè Carducci]'', Libr. editr. Galli di C. Chiesa & F. Guindani, Milano, 1894.
*Alfredo Panzini, ''[http://www.liberliber.it/libri/p/panzini/index.htm La cagna nera]'', Roma, La Voce, 1921.
*Alfredo Panzini, ''La cicuta, i gigli e le rose'', Collezione «Omnibus», Mondadori, 1950.
*Alfredo Panzini, ''[[s:La lanterna di Diogene|La lanterna di Diogene]]'', Treves, Milano, 1920.
*Alfredo Panzini, ''Romanzi d'ambo i sessi'', Collezione «Omnibus», Mondadori, 1945.
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[[Categoria:Critici letterari italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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'''Alfredo Panzini''' (1863 – 1939), scrittore e critico letterario italiano.
==Citazioni di Alfredo Panzini==
*24 Luglio 1915, Bellaria.<br>È morto [[Renato Serra]] sul Podgora, il colle che sbarra Gorizia. Una palla in fronte: la fronte infranta! Era una nobile e bianca fronte. Dunque può un proiettile distruggere la più pura coscienza che si annida dietro una fronte? Dunque tutto ora ''in umbra?''<ref>Da ''[https://archive.org/details/diariosentimentaledellaguerra01panzini/mode/1up Diario sentimentale della guerra]'', Arnoldo Mondadori, Milano, 1923, p. 277.</ref>
*Anche le fanciulle spartane vestivan così senza [[chitone]], che era la camicia di quei tempi antichi.<ref>Citato in Salvatore Battaglia, ''Grande Dizionario della Lingua Italiana'', vol. III, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1971, p. 93.</ref>
*Chi intenderà, chi difenderà la giovinezza sublime dalla sterile sapienza dell'età virile e dalla lugubre tirannia dei vecchi? Gli uni e gli altri hanno l'anima che già è morta a metà, e non lo sanno! La loro sapienza aiuta a morire, non a vivere; e la gioventù ha una sua sapienza innata di ben altro valore perché in essa si contengono le leggi della vita!<ref>Da ''Piccole storie del mondo grande''.</ref>
*Dicono gli intenditori che il nuovo foot-ball non corrisponde all'antico e perciò i nuovi nomi hanno giusta ragione di essere. Distinguono il [[rugby]] e l'association, due modi di giocare al [[Calcio (sport)|calcio]], questo più costumato e civile, l'altro fiero e violento nella gara di vietare l'accesso al pallone.<ref>Dalla voce ''football'' del ''Dizionario moderno, Supplemento ai dizionari italiani'', Milano 1905; citato in Massimo Arcangeli e Sandro Mariani, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/09/il-calcio-italico-ma-non-era-meglio-il-football/875079/ Il calcio italico. Ma non era meglio il football?]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 9 febbraio 2014.</ref>
*«Dio» dice [[San Paolo]] «lo vediamo qui in terra per riflesso e per enigma. Dopo morte lo vedremo sul serio.»<ref>{{Cfr}} ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'': «Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia.»</ref><br>Per «riflesso» si possono intendere anche certi uomini dabbene chiamati santi, che fanno come da genitori a quei bimbi un po' feroci che sono gli uomini. Che [[San Benedetto]] e [[Santa Scolastica]] fossero buoni genitori, non pare cosa dubbia.<ref>Da ''Ultimi viaggi di un povero letterato'', in ''La cicuta, i gigli e le rose''.</ref>
*Il milionario non godrebbe niente se gli mancasse l'invidia del popolo.<ref>Da ''La mia storia, il mio mondo'', con [[Piero Nardi]], Mondadori, 1951.</ref>
*Il sole splende su tutti e non fa pagare i suoi raggi, e poca terra ricoprirà noi come i conquistatori della fortuna e della vita!<ref>Da ''Piccole storie del mondo grande'', Treves, 1920.</ref>
*[...] la violenza rimane una delle cose più positive del mondo: ma i suoi frutti non mi piacciono.<ref>Da ''La guerra del '15: diario sentimentale'', M. Boni, Bologna, 1995, p. 281.</ref>
*Noi avvertiamo il caldo e il freddo anche senza termòmetro; però è bene averlo in casa; e così noi possiamo scrivere e parlare anche senza [[grammatica|grammàtica]]; però è bene che essa vi sia.<ref>Dalla Prefazione a ''[https://archive.org/details/panzini-grammatica-italiana Grammatica italiana]'', Sellerio, Palermo, 1989, p. 9.</ref>
*[[Scrivere]] bene vuol dire pensare bene e pensare molto; avere molti studi, molta esperienza della vita insieme con molto ingegno, sentimento e fantasia. Tutte cose piuttosto difficili e rare.<ref>Da ''Manualetto di retorica'', Bemporad, Firenze, 1926<sup>11</sup>, p. [https://books.google.it/books?id=ZEY-AAAAIAAJ&pg=PA4 4].</ref>
*Tutte le volte che una [[virtù]] non piace più, le si cambia nome.<ref>Da ''Romanzi d'ambo i sessi''.</ref>
*Tutto è tollerabile, forse, dalla donna quando avviene soavemente.<ref>Da ''Santippe'', ''Opere scelte'', Mondadori, 1970.</ref>
==''Dizionario Moderno''==
===[[Incipit]]===
'''A'''. Questa preposizione è usata alla maniera [[Francia|francese]] (à) nei seguenti modi: 1) trattandosi di vivande, per indicare la salsa con cui sono condite o il modo in cui sono cotte: ''al'' burro, ''all'' 'olio, ''al'' prosciutto, ''al'' pomodoro, ''ai'' ferri. I puristi correggono e il popolo ancora dice ''col'' burro, ''con'' l'olio, ''col'' prosciutto, ''in'' graticola o ''su la'' gratella. Con un po' di buon volere si potrebbe usare la maniera più conforme all'italiano. Ma si tratta di frasi fatte e formate nella memoria, perciò avverrà che scrivendo, uno pensi alquanto e corregga, ma parlando non ritengo agevole l'emendarsi. Gelato ''alla'' crema, ''al'' limone, ''al'' pistacchio; gelato ''di'' crema, ''di'' limone, ''col'' pistacchio. Talvolta le due costruzioni si alternano. Es. gelato ''alla'' crema, gelato ''di'' crema. 2) I puristi riprendono ''alla'', seguìta da un nome proprio, quando si voglia indicare ''maniera'', ''usanza'', ''imitazione''. Es. ''alla'' Pompadour, ''alla'' Luigi XIV. È modo francese. Sidovrebbe dire: ''alla'' maniera di... ecc. Si dice, infatti, ''alla'' Berni? ''al'' Petrarca? Così obiettano i puristi. Vero è che si tratta di nomi determinati. 3) Si riprende pure il modo: ''all'' 'anno, ''al'' giorno, ''al'' mese, invece che dire: l'' 'anno'', ''il'' giorno, ''il'' mese, oppure: ''ogni'' anno. Es. cinque lire ''al'' giorno. 4) Le locuzioni ''mano a mano''(v. nel Dizionario MAN MANO), ''due a due, passo a passo, corpo a corpo, da capo''. Anche in queste e consimili locuzioni conviene tenere conto dell'evoluzione che subì l'italiano per effetto, specialmente, della storia e del pensiero di Francia. Difettosa e spiacente questa incertezza di una parte così importante del discorso come è la preposizione; ma poiché l'impropietà o il gallicismo non è possibile espellere, converrà accettare in quei casi che sono più confermati dall'uso e sperare che l'onore della patria si estenda anche alle parole della patria.
===Citazioni===
*'''Automòbile'''. Dal greco αύτός = se stesso, e ''mobile'': in origine aggettivo, poi sostantivo, per indicare la nota vettura a motore, spavento dei viandanti, concorrente con le ferrovie; aerodinamica. Di qual genere è ''automobile''? Se ne è disputato in Francia, madre dell'automobilismo, quindi anche in Italia. Ieri prevaleva il maschile, oggi il femminile. La Fiat ne richiese d'Annunzio. Rispose: femmina!
*'''[[Benpensante]]'''. Letteralmente dicesi di persona che pensa bene, rettamente, secondo la legge, sin. ''persona d'ordine''; e talora vi è aggiunto un lieve senso ironico, quasi a significare ''ben pensante'', perché le condizioni fortunate e fortuite della vita tolsero l'occasione di pensar male.
*'''Buridano (L'[[asino]] di)'''. ''Âne de Buridan'', è rimasto proverbiale per indicare lo stato di chi è incerto né sa risolvere fra due cose. Il motto, comune fra noi, è di conio francese e trae origine da un sofisma dello scolastico [[Giovanni Buridano|Giovanni Buridan]] di Béthune (Artois), fiorito nel sec. XIV e professore di filosofia in Parigi. Il sofisma è questo, cioè di un asino morente di fame perché sta tra due misure d'avena ugualmente da sé distanti, o morente di fame e di sete perché tra un fascio d'avena ed un secchio d'acqua non sa quale scegliere. Come questo sofisma si connetta all'antica questione del libero arbitrio non è qui il caso di vedere. Cfr. [[Dante Alighieri|Dante]], ''[[Divina Commedia|Paradiso]]'', IV, I:<br>''Intra due cibi, distanti e moventi<br>d'un modo, prima si morria di fame,<br>che liber l'uomo l'un recasse a' denti''.
*'''Democrazia''': Gloriosa istituzione, che ha alquanto sofferto nella salute e nella buona reputazione. || Il fascismo le fece scontare le sue colpe ad un tasso abbastanza forte [1926].
*'''[[Gondola|Gòndola]]'''. Da una voce greca? o voce onomatopeica? Si riporta la parola perché non tenderà molto a diventare meramente storica. Le gondole di casate e le gondole pubbliche erano più migliaia nel 700. Ora quel tanto che basta al colore locale di Venezia: e per condurre a spasso qualche straniero nostalgico.
*'''Gran Bestia''' (La). Definizione di sapore biblico e di ricordo nietzschiano, anzi frase del [[Friedrich Nietzsche|Nietszche]], data già da tempo dal [[Gabriele D'Annunzio|d'Annunzio]] alla folla, per significare spregiativamente l'anima collettiva, dalle esplosioni incoscienti e brutali e dal facile dominio. Questa locuzione ebbe fortuna di effimera divulgazione. Cfr. ''la bestia trionfante'' di [[Giordano Bruno|G. Bruno]], la ''belua multorum capitum'', il ''profanum vulgus'' di [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]], la ''vil maggioranza'' del [[Giosuè Carducci|Carducci]]; e il [[Francesco Petrarca|Petrarca]]: ''Il vulgo a me nemico ed odioso'' (nel sonetto: ''O cameretta, che già fosti un porto''). Eppure quanto devono tanti alla ''gran bestia''! È la massa di combattimento politico.
*'''Hodie mihi, cras tibi'''. ''Oggi a me, domani a te'': motto tolto dalla Bibbia (''mihi heri, et tibi hodie: [[Siracide|Ecclesiastico]]'', cap. XXXVIII, 23) e che compendia in forma di sentenza la cognizione delle reciproche sventure umane e la necessaria rassegnazione. Ma più spesso si ripete tale motto per cose di lieve conto e in senso faceto di conforto, per la ragione nota che ''solamen miseris socios habuisse malorum'', male comune, mezzo gaudio.
*'''Ibis redìbis'''. Letteralmente, ''andrai ritornerai''; si dice per indicare una risposta ad arte ambigua, in cui non è chiaro né il sì né il no: è misera astuzia usata dagli uomini che non si vogliono compromettere. Il motto è attribuito alla risposta data dall'oracolo a quel cittadino romano che voleva sapere se egli sarebbe scampato o perito in guerra, e la risposta fu: ''Ibis redibis non morieris in bello: Andrai ritornerai non morirai in guerra'': nella quale risposta il senso muta secondo che la pausa o virgola si colloca dopo o prima del ''non''.
*'''Ibseniano'''. Seguace, ammiratore del drammaturgo norvergese [[Henrik Ibsen|Enrico Ibsen]] (1828-1906), sostenitore di una morale individualista. (Seguendo Ibsen, molte mogli dicono al marito, «la tua verità non è la mia», e seguono altra via!).
*'''Idem velle atque idem nolle, ea demum firma amicitia est'''. Classica definizione dell'amicizia: si legge in Sallustio (Catil., XX, 4): ''volere e non volere le cose istesse è appunto ciò che costituisce la salda amicizia''. E potremmo aggiungere: ''anche di un matrimonio felice''. Cose piuttosto rare!
*'''Incipit vita nova'''. Comincia la vita nuova: così, con solenne ed occulto parlare, l'[[Dante Alighieri|Alighieri]] comincia l'opera sua ''La Vita Nuova''. Come molti versi danteschi anche questo diventò popolare, e si usa per significare un mutamento di male in bene nelle operazioni dell'esistenza.
*'''Imaginìfico'''. Creatore di imagini. L' ''Imaginifico'' fu detto [[Gabriele d'Annunzio|d'Annunzio]].
*'''Casi sono due(I)'''. Casistica della [[Prima guerra mondiale|Guerra]], divulgata (estate 1917) e divenuta popolare (Petrolini), rispecchia parte dell'indole italiana. «Fra poco sarai sottoposto a nuova visita medica ed i casi sono due: o ti fanno non idoneo o ti fanno idoneo; se ti fanno non idoneo te ne freghi; se ti fanno idoneo i casi sono due: o ti mettono in armi speciali od in fanteria; se ti mettono in armi speciali te ne freghi; se ti mettono in fanteria i casi sono due: o ti mandano in zona di guerra o ti mandano in territorio di pace; se ti mandano in territorio di pace te ne freghi; se ti mandano in zona di guerra i casi sono due: o ti mettono ai servizi speciali o ti mandano in trincea; se ti mettono ai servizi speciali te ne freghi; se ti mandano in trincea i casi sono due: o sei ferito leggermente o sei ferito gravemente; se sei ferito leggermente te ne freghi; se sei ferito gravemente i casi sono due: o vai all'altro mondo o guarisci; se guarisci te ne freghi; se vai all'altro mondo i casi sono due: o vai in paradiso o vai all'inferno; se vai in paradiso te ne freghi; se vai all'inferno i casi sono due: o trovi [[Francesco Giuseppe I d'Austria|Cecco Beppe]] o non lo trovi; se non lo trovi te ne freghi; se lo trovi i casi sono due: o lui impicca te o tu impicchi lui; se tu impicchi lui te ne freghi; se lui impicca te, requie all'animaccia tua». ''N.B.'' Questo classico ''[[menefreghismo|me ne frego]]'' non so se, in basso, sia filosofia, ma in alto è delitto. Vedi E CHI SE NE FREGA. MENEFREGHISMO.
*'''[[Lotto]]'''. ''Per parte, per porzione'' di un tutto, attribuita a sorte, e distribuita fra più persone, è gallicismo ripreso dai puristi, sancito dall'uso; fr. ''lot'', voce di origine germanica. I puristi accettano ''lotto'' nel senso di ''[[lotteria]]'', cioè di quella speculazione statale, che fu denominata anche la ''tassa su gli imbecilli''. Questo giuoco pare di origine italiana e, più precisamente, [[Genova|genovese]]. || ''Lotto di cavalli'', e sim. dicesi esclusivamente per ''gruppo di cavalli'' e sim.
*'''Paga Pantalone''' o '''Pantalon paga'''. Motto che pare in antico (sec. XVI) volesse significare. ''la repubblica di Venezia farà le spese per tutti''. Una satira al tempo di Campoformio rappresenta i plenipotenziari che partono in carrozza dopo quel trattato. L'oste li rincorre: «Chi paga?». Gli risponde Pantalone: «Amico, pago mi». Altri, invece, pensa che il motto abbia origine dal fatto che, nelle antiche commedie dell'arte, Pantalone era quegli che andava di mezzo, cioè il lieto fine si otteneva a sue spese. Cfr: ''Jacques Bohnomme'' in Francia, ''John Bull'' in Inglitterra, ''Uncle Sam'' negli Stati Uniti, ecc. (v., per l'etimologia, la voce PANTALONE). «Paga Pantalone», vale anche paga il Governo o Stato, cioè, il popolo.<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 194.</ref>
*'''Pauper ubique iacet'''. ''Il [[povero]] dovunque giace''. Così Ovidio (Fast., I, 218). E Perpetua a Renzo: «Mala cosa nascer povero, il mio caro Renzo!» ([[Alessandro Manzoni|Pr. Sp., II]]). E Agnese al cardinal Borromeo: «I poveri ci vuol poco a farli comparir birboni» (Pr. Sp., XXIV). Simili pensieri di vera sapienza puoi leggere anche nei mirabili colloqui di don Chisciotte con Sancio Pancia. Ed è forse per questo che Cristo, non potendo aprire ai poveri le porte della terra, assicurò quelle del cielo.
==''Grammatica italiana''==
===Citazioni===
*Noi avvertiamo il caldo e il freddo anche senza termòmetro; però è bene averlo in casa; e così noi possiamo scrivere e parlare anche senza [[grammatica|grammàtica]]; però è bene che essa vi sia. (Premessa, p. 9)
*[L]a [[parola]] è una cosa molto potente, direi quasi miracolosa. Serve a manifestare, e anche a nascòndere il pensiero. Ma quando la parola è falsa, rivela il pensiero di quelli stessi che lo vorrèbbero nascòndere. (''Prontuario delle incertezze'', p. 132)
===Citazioni su ''Grammatica italiana''===
*Il Panzini non si pone neanche lontanamente questo problema<ref>Della storia della lingua italiana e dei fattori che determinano la sua elaborazione unitaria.</ref>e perciò le sue pubblicazioni grammaticali sono incerte, contraddittorie, oscillanti. Non si pone per esempio il problema di quale oggi sia, dal basso, il centro di irradiazione delle innovazioni linguistiche; che pure non ha poca importanza pratica. Firenze, Roma, Milano. Ma d'altronde non si pone neanche il problema se esista (e quale sia) un centro di irradiazione spontanea dall'alto, cioè in forma relativamente organica, continua, efficacemente, e se essa possa essere regolata e intensificata. ([[Antonio Gramsci]])
==''Il 1859 da Plombières a Villafranca''==
*[[Battaglia di Magenta|Magenta]] e [[Battaglia di Solferino|Solferino]]! Due nomi purpurei nella memoria, fioriture di sangue in quell'estate {{NDR|del 1859}}. I morti non si vedono più; portar via le tracce della morte è il primo lavoro dei vivi. Si vedono turcos, zuavi, granatieri della guardia dai berrettoni pelosi; bersaglieri piumati; si vedono a teste basse, via gli zaini, avanti ad ogni costo, alla baionetta, nel terribile azzardo della battaglia. (cap. XII, p. 317)
*Fu [[Battaglia di Solferino|Solferino]] «gran battaglia e gran vittoria», come il grido annunciò, ma per varie cause, come il difetto di coordinazione tra i vari corpi, mancò alla vittoria quel proseguimento da cui risulta la nota sentenza che grande generale non è quegli che vince, ma che sa trarre partito dalla vittoria. (cap. XII, p. 318)
*[...] il [[Armistizio di Villafranca|trattato di pace di Villafranca]], come è noto anche per ciò che è scritto nei manuali scolastici, non ebbe effetto o, come è detto in quei manuali, rimase «lettera morta». Rimase però vivo, senza troppo modificarsi nella tradizione italiana, il giudizio sintetico che ne diede il Mazzini a colpo caldo, cioè il 20 luglio, nel suo scritto «La pace di Villafranca». Esso si riassume come un nuovo tradimento di Napoleone III verso l'Italia, e in quel patto con l'Austria, è additato il disegno di un nuovo maggior colpo di Stato europeo, contro cui insorgeranno governi, popoli, l'esercito stesso francese che si stancherà «di far la parte di carnefice della libertà»<ref>Mazzini, X, pag. 342. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (cap. XIII, pp. 347-348)
==''Il libro dei morti''==
===[[Incipit]]===
PROLOGO<br>Una sentenza di [[Pitagora]], riferita da gli antichi [[Filosofia|filosofi]], dice che – nessuno senza comando del [[duce]], che vuol dire [[Dio]], si deve partire da la stazione ne la [[vita]]; – significando con ciò come, anche per i credenti, essa sia triste e non valga la pena d'essere vissuta.<br>Ora, ai nostri tempi, vi fu un [[uomo]] credente che aveva nome G. Giacomo il quale, non a malincuore, ma lietamente fece la sua scolta in questo breve periodo de la vigilia dei sensi, ed amò la vita e gli piacque di vivere.<br>CAPITOLO I<br>G. Giacomo era nato in sul principio di questo secolo in una di quelle antiche [[città]] del Regno Pontificio, ove l'accidia e l'ortica crescono rigogliose anche oggidì, benché la vaporiera vi passi da presso tutta sonora col suo gran cimiero di fumo: città che, poste su la via Flaminia, ebbero una importanza militare e [[politica]] ai [[Tempo|tempi]] di [[Roma]]; ed anche ne l'età di mezzo vantarono gloriosi [[Ricordo|ricordi]] ne la [[storia]] de le [[libertà]] municipali.
===Citazioni===
*Il [[Capitale (economia)|capitale]] è la miseria dei molti come condizione di benessere dei pochi, cioè quello che uno non ha e desidera avere.
*[...] la scienza ha dimostrato che l'uomo è di sua natura [[Poligamia|poligamo]], e il [[matrimonio]] non sussiste che come contratto o come solenne corbelleria.
==''Il mondo è rotondo''==
*Di chi era quel nome: [[Lenin]]? Di un uomo emerso dalla storia. La guerra era stata la sua levatrice. Dai solchi sanguinosi degli odi umani egli era nato.
*Era stato lui, il popolo d'Italia, ad abbattere il Sacro Romano Impero dell'Austria, che pure aveva per emblema il santo segno dell'aquila! Fu ieri! Ma oggi non se ne ricorda più. Ora scrive su le mura dei più venerabili edifizi: Viva Lenin! Il santo segno dell'Impero fu abbattuto; ed ecco appare: Viva Lenin. È forse questa la nemesi della storia?
*Le stelle, il sole erano per San Francesco il grande teatro, il canto delle rondini era il grande concerto, l'acqua era la grande ebbrezza. Ma i [[bolscevismo|bolscevichi]] sono staccati dall'universo e dal mistero.
*[...] ogni [[epoca|età]] copre di calce l'età precedente come si fa coi cadaveri.
*Solamente quelli che hanno raggiunta la vetta dell'[[anima]] costituiscono un privilegio. [...] Gli uomini senza anima devono anzi credere alla morte, e perciò domandano i balocchi; e il re dei bolscevichi dà loro i balocchi. E se gli uomini poi nella materiale conquista si domeranno gli uni contro gli altri e la terra li coprirà, che importa? Se l'uomo meccanico vedrà anzi soltanto la mano che muove la leva e la ruota della sua macchina, e più non vedrà l'intelletto che crea, che importa? Se è spenta la piccola lampada che accende i cuori, e soltanto i fari irradiano la gran luce bianca che fa smarrire la via, che importa?
*Vedete, amico mio — disse Beatus, — questa antica purità religiosa offendeva gli sguardi dei felici abitanti del [[Illuminismo|secolo decimottavo]], e perciò hanno intonacato, cioè coperto, e poi sopra ci hanno cosparso quelle frenetiche pitture, che dovevano parere futuriste al loro tempo, tanto è vero che la vanità ci lasciò il nome. Vedete quel nome? ''Pictor bononiensis pinxit anno Domini MDCCXXVIII'', mentre queste antiche pitture sono senza nome, perché realmente noi non abbiamo nome, o almeno Dio solo è giudice se dobbiamo avere un nome. E così quest'ombra di mistero che qui ci avvolge, spiaceva al secolo dei lumi, e ne fecero una sala chiara, a stucchi ed oro, anzi una sala da ballo.
==''Io cerco moglie!''==
===[[Incipit]]===
IO!<br>Cavalier Ginetto Sconer, fisonomia rosea, da cui spira intelligenza e coraggio; capigliatura solida, denti solidi, tutto solido.<br>Questo sono io!<br>In questa valle di [[dolore]] e di [[Lacrime|lagrime]] ho l'[[onore]] di trovarmi bene. Quando io viaggiavo con la ''marmottina'' dei campioni, i clienti mi dicevano: «Voi signor Sconer, fate molto onore alla vostra Ditta». In realtà la mia presenza è stata sempre molto distinta.
===Citazioni===
*Gli individui eccitabili vivono poco. ''Achille, personaggio eccitabile, è morto giovane''. Questa sentenza si legge nel [[libro]] di ''réclame'' della nostra Ditta: ''Come devo preservare la mia vita''. ([[s:Io cerco moglie!/Capitolo primo|cap. I]])
*Il ''[[bluff]]'' ha la sua [[ragione]] di esistere in quanto esistono persone capaci di farsi ''bluffare''. ([[s:Io cerco moglie!/Capitolo primo|cap. I]])
*Io mantengo verso i [[medico|medici]] una benevola diffidenza, perché a furia di studiare le [[salute e malattia|malattie]] finiscono per considerare la [[salute e malattia|salute]] anch'essa come una malattia. ([[s:Io cerco moglie!/II|cap. II]])
*Anche per ragioni di igiene, bisogna che io cerchi moglie: una moglie che risponda alle esigenze dell'erede, e anche alle mie. ([[s:Io cerco moglie!/II|cap. II]])
*Signorina A***: dote ragionevole, bella presenza, famiglia distinta, peso valutabile a vista kg 70. Oggi attraente, ma suo padre è enormemente obeso; sua madre, idem. Tendenza all'obesità. Si scarta per ragioni di estetica. ([[s:Io cerco moglie!/III|cap. III]])
*Signorina D***: molto carina; ma troppo buona di cuore verso tutti quelli che sospirano per lei. Per questa sua eccessiva bontà è stata allontanata dalle scuole. Cara fanciulla, ma offre l'inconveniente che l'erede sarebbe il figlio, ma non la riproduzione di Ginetto Sconer. ([[s:Io cerco moglie!/III|cap. III]])
*L'[[amore]] concede le sue [[Gioia|gioie]] supreme soltanto a chi è pronto ai supremi cimenti. ([[s:Io cerco moglie!/IX|cap. IX]])
*L'[[oro]] è un metallo prezioso, in quanto fa sorridere di [[felicità]]. ([[s:Io cerco moglie!/XII|cap. XII]])
*{{NDR|Sui [[tartufo|tartufi]]}} [...] quelle cose che ''spuzzano'' ma che costano. ([[s:Io cerco moglie!/XXIV|cap. XXIV]])
==''La lanterna di Diogene''==
*Del resto è un errore di giudizio semplice il supporre che i piccoli animaletti non esercitino una loro vendetta. I microbi si uniscono a milioni, edificano le loro città mortifere nei nostri corpi orgogliosi; ed altre miriadi di microbi preparano sotto terra accuratamente la nostra distruzione completa. Anche essendo asceti e vegetariani, non isfuggiremo a questa sorte dolorosa e fatale. Divoriamoci, quindi, senza rimorso e senza pietà! conclusi contemplando uno di quei bipedi infilzato nella forchetta. ([[s:La lanterna di Diogene/III|cap. III]])
*[...] il godimento è tanto maggiore, quanto più uno lo ha condito in antecedenza col lavoro e con la fatica salutifera. ([[s:La lanterna di Diogene/V|cap. V]])
*La [[galanteria]] era la forma con cui si manifestava la genialità della donna. ([[s:La lanterna di Diogene/VI|cap. VI]])
*L'uomo geniale è rivoluzionario; la donna geniale rivoluziona tutte le teorie morali, sconvolge l'ordine delle leggi, disorienta i cervelli e le famiglie. ([[s:La lanterna di Diogene/VI|cap. VI]])
*[...] la [[fortuna]] fa come il [[baro]] nel gioco: fa vincere qualche volta, per allettare gli altri. ([[s:La lanterna di Diogene/XII|cap. XII]])
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''I tre re con Gelsomino buffone del re''===
Il figlio del [[Re]] andava a [[caccia]] in compagnia del duca Floridoro per un luogo silvestro, presso alla fonte del Meschino. Il duca Floridoro cavalcava un cavallo roano, il figlio del Re cavalcava un balzano da tre, cavallo da re.
===''Il diavolo nella mia libreria''===
Questi libri mi sono pervenuti da una eredità. Anzi l'inventario dice: «V° nella legnaia: Un cassone di abete, pieno di vecchia cartaccia e libri, L. 8». Dunque i libri erano in un cassone di abete, nella legnaia, e il loro valore fu stimato in lire otto nell'inventario. Povera zia, che la luce del Signore mai per te si spenga; ma tutta la sua eredità valeva poco di più!<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
===''L'evoluzione di Giosuè Carducci''===
*Torna alla mente con gran tristezza di desiderio il tempo che io {{sic|studiava}} a Bologna; e la rivedo ancora quella severa e lunga aula dell'università con i finestroni dai vetri verdognoli che prendono luce dal pian terreno del cortile interno: la rivedo tutta gremita di uditori; tutti col viso rivolto e teso ad un punto, in silenzio: seduti sui banchi, fitti in piedi e addossati agli angoli, presso la porta d'ingresso. E quelle teste, le più giovanilmente vive, altre {{sic|grige}} o canute, altre di donne diffondenti in quella austerità non so quale femminile lietezza, mi pare ancora di udire la sua voce che si spandeva ora vibrata, staccata, nervosa; ora lenta, commossa e saliente come nembo d'incenso. Su l'alta cattedra, in fondo, appariva quel capo poderoso, curvo fra i cubiti, con la fronte ferma, come diga a reggere l'onda irrompente del pensiero; la breve mano bianca agitata a ricercare il libro o l'appunto, pur non ristando la voce.<br>Qualche volta, sopravvenendo le tenebre, accennava gli recassero una candela e se la poneva da presso; e allora quella fiammella rossa che or s'allungava in sottile piramide e stava immota, ora ballava come un folletto, faceva in quella penombra strani effetti su quel volto animato dall'idea creatrice.<br>Era l'autunno o era l'inverno nevoso: eppure per quella tetra sala in alto passava la primavera al suono della sua voce, l'eterna primavera del pensiero che Egli ogni volta evocava, viva, luminosa, presente fuori dai secoli che furono.
===''La cagna nera''===
Quando mi tornano a mente i miei genitori (adesso si stanno accanto nel cimitero del villaggio) e gli anni della mia giovinezza, allora gli occhi si ricolmano di lagrime.<br>
Ecco: era lassù! da tutte le strade del piano, anche da lontano, lo si distingueva il palazzo antico e quadrato, su in vetta della collina, con i quattro cipressi alti che dentellavano il cielo e facevano la guardia al portone: il portone era ad arco con grosse bugne di marmo e di sopra portava una targa; perché la mia famiglia era nobile: io non sono più niente; ma la mia famiglia, dico, era nobile e di buona razza. La targa portava sul quartiere un bel fiordaliso e il motto ''crescet in aevum''. Dietro v'era il roseto, ma grande, grande da farne un podere.
===''Ultimi viaggi di un povero letterato''===
Se qualcuno salirà a Bertinoro non se ne troverà pentito perché potrà accontentare la gola con dolce vin bianco e saziare la vista che da lassù spazia per tutta la piana.<br>Altre campagne in [[Italia]] sono pur belle; in altri luoghi si può scrivere ''est, est, est vinum bonum''; ma qui è più festività. Nelle siepi rasate, nei campi squadrati, nelle viti allineate si sente la mano assidua dell'uomo che con la falce e l'aratro toglie alla terra quel non so di arcigno e nemico che essa acquista appena è abbandonata a se stessa. Vi sono anche cipressi, fra cui il cipresso di Francesca presso Polenta; e nessuno vieta di credere che in quella chiesa Dante offrisse l'acqua benedetta alla bella dama. (da ''Altare di Romagna'').
==Citazioni su Alfredo Panzini==
*A suo modo anche A. Panzini è stato un [[Crepuscolarismo|crepuscolare]] (non senza ascendenze di "[[scapigliatura]]" milanese), che si compiaceva d'ironizzare e immalinconire la sua favola poetica. L'atteggiamento del Panzini di fronte alla vita e alla realtà ha questa cifra. ([[Salvatore Battaglia]])
*Il Panzini è tutto l'opposto di un pensatore. Non c'è virilità, non c'è scelta, non c'è pensiero che regga sopra se stesso e si crei. Di fronte ai problemi più ovvi e più vecchi egli si impaurisce ed oscilla. Va da un lato all'altro, guardando, e come volesse sempre sfuggire l'estreme conseguenze, ritorna al lato da cui era partito, per poi di nuovo fuggirlo. Non c'è decisione, non c'è nettezza. Non osa come i pensatori sicuri. Ma in questa sua torturante vicenda – che lo fa soffrire e stancare – sta un segreto della sua arte, giacché proprio in quell'oscillare, come di gocciola purissima attaccata a un filo di telegrafo, che si avvia al suo destino tremando e nello stesso tempo rifrange in bei colori la luce che la trapassa, proprio in quell'oscillare egli ha modo di mostrare la sua grazia e la sua umanità sensibile. L'arte non è fatta di acciaio e il pensiero è asta di durissimo acciaio. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Il Panzini non è mai uscito intellettualmente dalla forma del [[maestro]]. Egli era ed è rimasto innamorato della poesia, della cultura, della civiltà secondo i nomi e i sentimenti antichi; e pur convinto insieme che tutto questo sia falso e quei nomi vani: che il tempo speso sulle pagine dei gloriosi volumi sia perduto, e scemo il loro insegnamento; che il fine dell'uomo oggi sia affatto utilitario e democratico, e che il suo valore sincero debba avere una misura solamente materiale. Questo il suo istinto rifiuta, ma la ragione riconosce per vero, con alcuna amara voluttà: e lo spirito si dibatte fra i due contrari poli, senza trovare mai pace. ([[Renato Serra]])
*Il Panzini oltre a creare luoghi comuni per gli argomenti che tratta, si dà molto daffare per raccogliere tutti i luoghi comuni che sullo stesso argomento sono stati scritti da altri autori, specialmente stranieri: deve avere uno schedario speciale di luoghi comuni, per condire opportunamente tutti i suoi scritti. ([[Antonio Gramsci]])
*L'arte non è decisione e nel Panzini è proprio indecisione fremente, concupiscente, debole, femminea. Le sue riflessioni non urtano, non costringono alla disciplina, ma carezzano anche quando vogliono essere severe, ma solleticano anche quando voglion sferzare. E se non si esce dalla sua lettura soddisfatti, se ne esce sempre con una grande simpatia per l'autore. ([[Giuseppe Prezzolini]])
===[[Luigi Russo]]===
*Il poeta Panzini, sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua bicicletta, la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena<ref>Denominazione poetica di "centauro" (nato dalle nubi).</ref>, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale.
*Oggi il mondo del letterato italiano è in dissoluzione e l'ultimo scrittore che tenta di imporlo a sé stesso con ingenua e tenera semplicità è Alfredo Panzini. E come al [[Matteo Maria Boiardo|Boiardo]] la nuova storia turbò la libertà della illusione e la liquida gioia del canto, è una vicenda guerresca, quell'avventura di [[Carlo VIII di Francia|Carlo VIII]], gli gelò la parola sulle labbra, così la realtà spirituale maturatasi prima della guerra europea e che nella guerra ebbe il suo impetuoso sviluppo, oggi è la terribile nemica del nostro scrittore...
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il Panzini è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine.
==Citazioni sulla ''Vita di Cavour''==
*Non si capisce proprio cosa Panzini abbia voluto scrivere con questa ''Vita di Cavour''; una vita di Cavour non è certamente: né una biografìa di {{sic|Cavour-uomo}}, né una ricostruzione di Cavour politico; in verità dal libro di Panzini Cavour esce molto malconcio e molto diminuito: la sua figura non ha nessun rilievo concreto, eccetto che nelle giaculatorie che Panzini di tanto in tanto ripete: eroe, superbo, genio ecc. Ma queste giaculatorie non essendo giustificate (e perciò sono giaculatorie) sembrano talvolta prese di bavero, se non si capisse che la misura che Panzini adopera per giudicare l’eroismo, la grandezza, il genio ecc. è la sua propria misura, della genialità, grandezza, eroismo ecc. del sig. Panzini Alfredo. Ancora bisogna dire che il Panzini esagera nel trovare il dito di dio, il fato, la provvidenza in tanti avvenimenti: è, in fondo, la concezione dello stellone con parole da tragedia greca o da padre gesuita, ma che non perciò diventa meno triviale e banale. Lo stesso insistere troppo sull’elemento «provvidenziale» significa diminuire la funzione dello sforzo italiano, che pure ebbe una sua parte. Cosa significa poi in questo caso questa miracolosità della rivoluzione italiana? Significa che tra l’elemento nazionale e quello internazionale dell’evento, è l’internazionale che ha contato di più. È questo il caso? Bisognerebbe dirlo e forse la grandezza di Cavour sarebbe messa ben più in rilievo e la sua funzione personale, il suo «eroismo» apparirebbe ben più da esaltare. Ma il Panzini vuol dare colpi a molte botti con molti cerchi e non ne raccappezza qualcosa di sensato: né egli sa cosa sia una rivoluzione e quali siano i rivoluzionari. Tutti furono grandi e furono rivoluzionari ecc. ecc. ([[Antonio Gramsci]])
*Tutta la ''Vita di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]]'' è una beffa della storia. Se le vite romanzate sono la forma attuale della letteratura amena tipo Alessandro Dumas, Panzini è il nuovo Ponson du Terrail. Panzini vuole così ostentatamente mostrare di «saperla lunga» sul modo di procedere degli uomini, di essere un cosi furbissimo realista, che viene la voglia, a leggerlo, di rifugiarsi in Condorcet o in Bernardino di Saint-Pierre, che almeno non sono cosi filistei. Nessun nesso storico è ricostruito nel fuoco di una personalità; la storia è un seguito di storielle divertenti senza nesso né di personalità né di altre forze sociali: è veramente una nuova forma di gesuitismo, molto più accentuata di quanto io stesso avessi creduto leggendo la Vita a puntate. ([[Antonio Gramsci]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alfredo Panzini, ''Dizionario Moderno'', Hoepli, Milano, 1950.
*Alfredo Panzini, ''[https://archive.org/details/panzini-grammatica-italiana Grammatica italiana]'', Sellerio, Palermo, 1989.
*Alfredo Panzini, ''[https://archive.org/details/daplombieres00pahthttps://archive.org/details/daplombieres00panz/page/n6/mode/1up Il 1859 da Plombières a Villafranca]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1909.
*Alfredo Panzini, ''[http://eremita.di.uminho.pt/gutenberg/3/9/3/8/39389/39389-h/39389-h.html Il mondo è rotondo]'', Milano, Fratelli Treves, 1920.
*Alfredo Panzini, ''[https://books.google.it/books?id=2bgpAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PP5#v=onepage&q&f=false L'evoluzione di Giosuè Carducci]'', Libr. editr. Galli di C. Chiesa & F. Guindani, Milano, 1894.
*Alfredo Panzini, ''[http://www.liberliber.it/libri/p/panzini/index.htm La cagna nera]'', Roma, La Voce, 1921.
*Alfredo Panzini, ''La cicuta, i gigli e le rose'', Collezione «Omnibus», Mondadori, 1950.
*Alfredo Panzini, ''[[s:La lanterna di Diogene|La lanterna di Diogene]]'', Treves, Milano, 1920.
*Alfredo Panzini, ''Romanzi d'ambo i sessi'', Collezione «Omnibus», Mondadori, 1945.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Critici letterari italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Gaux
18878
/* Luigi Russo */ Panzini e la sua arte inquieta
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[[File:Alfredo Panzini 20.jpg|thumb|Alfredo Panzini]]
'''Alfredo Panzini''' (1863 – 1939), scrittore e critico letterario italiano.
==Citazioni di Alfredo Panzini==
*24 Luglio 1915, Bellaria.<br>È morto [[Renato Serra]] sul Podgora, il colle che sbarra Gorizia. Una palla in fronte: la fronte infranta! Era una nobile e bianca fronte. Dunque può un proiettile distruggere la più pura coscienza che si annida dietro una fronte? Dunque tutto ora ''in umbra?''<ref>Da ''[https://archive.org/details/diariosentimentaledellaguerra01panzini/mode/1up Diario sentimentale della guerra]'', Arnoldo Mondadori, Milano, 1923, p. 277.</ref>
*Anche le fanciulle spartane vestivan così senza [[chitone]], che era la camicia di quei tempi antichi.<ref>Citato in Salvatore Battaglia, ''Grande Dizionario della Lingua Italiana'', vol. III, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1971, p. 93.</ref>
*Chi intenderà, chi difenderà la giovinezza sublime dalla sterile sapienza dell'età virile e dalla lugubre tirannia dei vecchi? Gli uni e gli altri hanno l'anima che già è morta a metà, e non lo sanno! La loro sapienza aiuta a morire, non a vivere; e la gioventù ha una sua sapienza innata di ben altro valore perché in essa si contengono le leggi della vita!<ref>Da ''Piccole storie del mondo grande''.</ref>
*Dicono gli intenditori che il nuovo foot-ball non corrisponde all'antico e perciò i nuovi nomi hanno giusta ragione di essere. Distinguono il [[rugby]] e l'association, due modi di giocare al [[Calcio (sport)|calcio]], questo più costumato e civile, l'altro fiero e violento nella gara di vietare l'accesso al pallone.<ref>Dalla voce ''football'' del ''Dizionario moderno, Supplemento ai dizionari italiani'', Milano 1905; citato in Massimo Arcangeli e Sandro Mariani, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/09/il-calcio-italico-ma-non-era-meglio-il-football/875079/ Il calcio italico. Ma non era meglio il football?]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 9 febbraio 2014.</ref>
*«Dio» dice [[San Paolo]] «lo vediamo qui in terra per riflesso e per enigma. Dopo morte lo vedremo sul serio.»<ref>{{Cfr}} ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'': «Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia.»</ref><br>Per «riflesso» si possono intendere anche certi uomini dabbene chiamati santi, che fanno come da genitori a quei bimbi un po' feroci che sono gli uomini. Che [[San Benedetto]] e [[Santa Scolastica]] fossero buoni genitori, non pare cosa dubbia.<ref>Da ''Ultimi viaggi di un povero letterato'', in ''La cicuta, i gigli e le rose''.</ref>
*Il milionario non godrebbe niente se gli mancasse l'invidia del popolo.<ref>Da ''La mia storia, il mio mondo'', con [[Piero Nardi]], Mondadori, 1951.</ref>
*Il sole splende su tutti e non fa pagare i suoi raggi, e poca terra ricoprirà noi come i conquistatori della fortuna e della vita!<ref>Da ''Piccole storie del mondo grande'', Treves, 1920.</ref>
*[...] la violenza rimane una delle cose più positive del mondo: ma i suoi frutti non mi piacciono.<ref>Da ''La guerra del '15: diario sentimentale'', M. Boni, Bologna, 1995, p. 281.</ref>
*Noi avvertiamo il caldo e il freddo anche senza termòmetro; però è bene averlo in casa; e così noi possiamo scrivere e parlare anche senza [[grammatica|grammàtica]]; però è bene che essa vi sia.<ref>Dalla Prefazione a ''[https://archive.org/details/panzini-grammatica-italiana Grammatica italiana]'', Sellerio, Palermo, 1989, p. 9.</ref>
*[[Scrivere]] bene vuol dire pensare bene e pensare molto; avere molti studi, molta esperienza della vita insieme con molto ingegno, sentimento e fantasia. Tutte cose piuttosto difficili e rare.<ref>Da ''Manualetto di retorica'', Bemporad, Firenze, 1926<sup>11</sup>, p. [https://books.google.it/books?id=ZEY-AAAAIAAJ&pg=PA4 4].</ref>
*Tutte le volte che una [[virtù]] non piace più, le si cambia nome.<ref>Da ''Romanzi d'ambo i sessi''.</ref>
*Tutto è tollerabile, forse, dalla donna quando avviene soavemente.<ref>Da ''Santippe'', ''Opere scelte'', Mondadori, 1970.</ref>
==''Dizionario Moderno''==
===[[Incipit]]===
'''A'''. Questa preposizione è usata alla maniera [[Francia|francese]] (à) nei seguenti modi: 1) trattandosi di vivande, per indicare la salsa con cui sono condite o il modo in cui sono cotte: ''al'' burro, ''all'' 'olio, ''al'' prosciutto, ''al'' pomodoro, ''ai'' ferri. I puristi correggono e il popolo ancora dice ''col'' burro, ''con'' l'olio, ''col'' prosciutto, ''in'' graticola o ''su la'' gratella. Con un po' di buon volere si potrebbe usare la maniera più conforme all'italiano. Ma si tratta di frasi fatte e formate nella memoria, perciò avverrà che scrivendo, uno pensi alquanto e corregga, ma parlando non ritengo agevole l'emendarsi. Gelato ''alla'' crema, ''al'' limone, ''al'' pistacchio; gelato ''di'' crema, ''di'' limone, ''col'' pistacchio. Talvolta le due costruzioni si alternano. Es. gelato ''alla'' crema, gelato ''di'' crema. 2) I puristi riprendono ''alla'', seguìta da un nome proprio, quando si voglia indicare ''maniera'', ''usanza'', ''imitazione''. Es. ''alla'' Pompadour, ''alla'' Luigi XIV. È modo francese. Sidovrebbe dire: ''alla'' maniera di... ecc. Si dice, infatti, ''alla'' Berni? ''al'' Petrarca? Così obiettano i puristi. Vero è che si tratta di nomi determinati. 3) Si riprende pure il modo: ''all'' 'anno, ''al'' giorno, ''al'' mese, invece che dire: l'' 'anno'', ''il'' giorno, ''il'' mese, oppure: ''ogni'' anno. Es. cinque lire ''al'' giorno. 4) Le locuzioni ''mano a mano''(v. nel Dizionario MAN MANO), ''due a due, passo a passo, corpo a corpo, da capo''. Anche in queste e consimili locuzioni conviene tenere conto dell'evoluzione che subì l'italiano per effetto, specialmente, della storia e del pensiero di Francia. Difettosa e spiacente questa incertezza di una parte così importante del discorso come è la preposizione; ma poiché l'impropietà o il gallicismo non è possibile espellere, converrà accettare in quei casi che sono più confermati dall'uso e sperare che l'onore della patria si estenda anche alle parole della patria.
===Citazioni===
*'''Automòbile'''. Dal greco αύτός = se stesso, e ''mobile'': in origine aggettivo, poi sostantivo, per indicare la nota vettura a motore, spavento dei viandanti, concorrente con le ferrovie; aerodinamica. Di qual genere è ''automobile''? Se ne è disputato in Francia, madre dell'automobilismo, quindi anche in Italia. Ieri prevaleva il maschile, oggi il femminile. La Fiat ne richiese d'Annunzio. Rispose: femmina!
*'''[[Benpensante]]'''. Letteralmente dicesi di persona che pensa bene, rettamente, secondo la legge, sin. ''persona d'ordine''; e talora vi è aggiunto un lieve senso ironico, quasi a significare ''ben pensante'', perché le condizioni fortunate e fortuite della vita tolsero l'occasione di pensar male.
*'''Buridano (L'[[asino]] di)'''. ''Âne de Buridan'', è rimasto proverbiale per indicare lo stato di chi è incerto né sa risolvere fra due cose. Il motto, comune fra noi, è di conio francese e trae origine da un sofisma dello scolastico [[Giovanni Buridano|Giovanni Buridan]] di Béthune (Artois), fiorito nel sec. XIV e professore di filosofia in Parigi. Il sofisma è questo, cioè di un asino morente di fame perché sta tra due misure d'avena ugualmente da sé distanti, o morente di fame e di sete perché tra un fascio d'avena ed un secchio d'acqua non sa quale scegliere. Come questo sofisma si connetta all'antica questione del libero arbitrio non è qui il caso di vedere. Cfr. [[Dante Alighieri|Dante]], ''[[Divina Commedia|Paradiso]]'', IV, I:<br>''Intra due cibi, distanti e moventi<br>d'un modo, prima si morria di fame,<br>che liber l'uomo l'un recasse a' denti''.
*'''Democrazia''': Gloriosa istituzione, che ha alquanto sofferto nella salute e nella buona reputazione. || Il fascismo le fece scontare le sue colpe ad un tasso abbastanza forte [1926].
*'''[[Gondola|Gòndola]]'''. Da una voce greca? o voce onomatopeica? Si riporta la parola perché non tenderà molto a diventare meramente storica. Le gondole di casate e le gondole pubbliche erano più migliaia nel 700. Ora quel tanto che basta al colore locale di Venezia: e per condurre a spasso qualche straniero nostalgico.
*'''Gran Bestia''' (La). Definizione di sapore biblico e di ricordo nietzschiano, anzi frase del [[Friedrich Nietzsche|Nietszche]], data già da tempo dal [[Gabriele D'Annunzio|d'Annunzio]] alla folla, per significare spregiativamente l'anima collettiva, dalle esplosioni incoscienti e brutali e dal facile dominio. Questa locuzione ebbe fortuna di effimera divulgazione. Cfr. ''la bestia trionfante'' di [[Giordano Bruno|G. Bruno]], la ''belua multorum capitum'', il ''profanum vulgus'' di [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]], la ''vil maggioranza'' del [[Giosuè Carducci|Carducci]]; e il [[Francesco Petrarca|Petrarca]]: ''Il vulgo a me nemico ed odioso'' (nel sonetto: ''O cameretta, che già fosti un porto''). Eppure quanto devono tanti alla ''gran bestia''! È la massa di combattimento politico.
*'''Hodie mihi, cras tibi'''. ''Oggi a me, domani a te'': motto tolto dalla Bibbia (''mihi heri, et tibi hodie: [[Siracide|Ecclesiastico]]'', cap. XXXVIII, 23) e che compendia in forma di sentenza la cognizione delle reciproche sventure umane e la necessaria rassegnazione. Ma più spesso si ripete tale motto per cose di lieve conto e in senso faceto di conforto, per la ragione nota che ''solamen miseris socios habuisse malorum'', male comune, mezzo gaudio.
*'''Ibis redìbis'''. Letteralmente, ''andrai ritornerai''; si dice per indicare una risposta ad arte ambigua, in cui non è chiaro né il sì né il no: è misera astuzia usata dagli uomini che non si vogliono compromettere. Il motto è attribuito alla risposta data dall'oracolo a quel cittadino romano che voleva sapere se egli sarebbe scampato o perito in guerra, e la risposta fu: ''Ibis redibis non morieris in bello: Andrai ritornerai non morirai in guerra'': nella quale risposta il senso muta secondo che la pausa o virgola si colloca dopo o prima del ''non''.
*'''Ibseniano'''. Seguace, ammiratore del drammaturgo norvergese [[Henrik Ibsen|Enrico Ibsen]] (1828-1906), sostenitore di una morale individualista. (Seguendo Ibsen, molte mogli dicono al marito, «la tua verità non è la mia», e seguono altra via!).
*'''Idem velle atque idem nolle, ea demum firma amicitia est'''. Classica definizione dell'amicizia: si legge in Sallustio (Catil., XX, 4): ''volere e non volere le cose istesse è appunto ciò che costituisce la salda amicizia''. E potremmo aggiungere: ''anche di un matrimonio felice''. Cose piuttosto rare!
*'''Incipit vita nova'''. Comincia la vita nuova: così, con solenne ed occulto parlare, l'[[Dante Alighieri|Alighieri]] comincia l'opera sua ''La Vita Nuova''. Come molti versi danteschi anche questo diventò popolare, e si usa per significare un mutamento di male in bene nelle operazioni dell'esistenza.
*'''Imaginìfico'''. Creatore di imagini. L' ''Imaginifico'' fu detto [[Gabriele d'Annunzio|d'Annunzio]].
*'''Casi sono due(I)'''. Casistica della [[Prima guerra mondiale|Guerra]], divulgata (estate 1917) e divenuta popolare (Petrolini), rispecchia parte dell'indole italiana. «Fra poco sarai sottoposto a nuova visita medica ed i casi sono due: o ti fanno non idoneo o ti fanno idoneo; se ti fanno non idoneo te ne freghi; se ti fanno idoneo i casi sono due: o ti mettono in armi speciali od in fanteria; se ti mettono in armi speciali te ne freghi; se ti mettono in fanteria i casi sono due: o ti mandano in zona di guerra o ti mandano in territorio di pace; se ti mandano in territorio di pace te ne freghi; se ti mandano in zona di guerra i casi sono due: o ti mettono ai servizi speciali o ti mandano in trincea; se ti mettono ai servizi speciali te ne freghi; se ti mandano in trincea i casi sono due: o sei ferito leggermente o sei ferito gravemente; se sei ferito leggermente te ne freghi; se sei ferito gravemente i casi sono due: o vai all'altro mondo o guarisci; se guarisci te ne freghi; se vai all'altro mondo i casi sono due: o vai in paradiso o vai all'inferno; se vai in paradiso te ne freghi; se vai all'inferno i casi sono due: o trovi [[Francesco Giuseppe I d'Austria|Cecco Beppe]] o non lo trovi; se non lo trovi te ne freghi; se lo trovi i casi sono due: o lui impicca te o tu impicchi lui; se tu impicchi lui te ne freghi; se lui impicca te, requie all'animaccia tua». ''N.B.'' Questo classico ''[[menefreghismo|me ne frego]]'' non so se, in basso, sia filosofia, ma in alto è delitto. Vedi E CHI SE NE FREGA. MENEFREGHISMO.
*'''[[Lotto]]'''. ''Per parte, per porzione'' di un tutto, attribuita a sorte, e distribuita fra più persone, è gallicismo ripreso dai puristi, sancito dall'uso; fr. ''lot'', voce di origine germanica. I puristi accettano ''lotto'' nel senso di ''[[lotteria]]'', cioè di quella speculazione statale, che fu denominata anche la ''tassa su gli imbecilli''. Questo giuoco pare di origine italiana e, più precisamente, [[Genova|genovese]]. || ''Lotto di cavalli'', e sim. dicesi esclusivamente per ''gruppo di cavalli'' e sim.
*'''Paga Pantalone''' o '''Pantalon paga'''. Motto che pare in antico (sec. XVI) volesse significare. ''la repubblica di Venezia farà le spese per tutti''. Una satira al tempo di Campoformio rappresenta i plenipotenziari che partono in carrozza dopo quel trattato. L'oste li rincorre: «Chi paga?». Gli risponde Pantalone: «Amico, pago mi». Altri, invece, pensa che il motto abbia origine dal fatto che, nelle antiche commedie dell'arte, Pantalone era quegli che andava di mezzo, cioè il lieto fine si otteneva a sue spese. Cfr: ''Jacques Bohnomme'' in Francia, ''John Bull'' in Inglitterra, ''Uncle Sam'' negli Stati Uniti, ecc. (v., per l'etimologia, la voce PANTALONE). «Paga Pantalone», vale anche paga il Governo o Stato, cioè, il popolo.<ref>Cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 194.</ref>
*'''Pauper ubique iacet'''. ''Il [[povero]] dovunque giace''. Così Ovidio (Fast., I, 218). E Perpetua a Renzo: «Mala cosa nascer povero, il mio caro Renzo!» ([[Alessandro Manzoni|Pr. Sp., II]]). E Agnese al cardinal Borromeo: «I poveri ci vuol poco a farli comparir birboni» (Pr. Sp., XXIV). Simili pensieri di vera sapienza puoi leggere anche nei mirabili colloqui di don Chisciotte con Sancio Pancia. Ed è forse per questo che Cristo, non potendo aprire ai poveri le porte della terra, assicurò quelle del cielo.
==''Grammatica italiana''==
===Citazioni===
*Noi avvertiamo il caldo e il freddo anche senza termòmetro; però è bene averlo in casa; e così noi possiamo scrivere e parlare anche senza [[grammatica|grammàtica]]; però è bene che essa vi sia. (Premessa, p. 9)
*[L]a [[parola]] è una cosa molto potente, direi quasi miracolosa. Serve a manifestare, e anche a nascòndere il pensiero. Ma quando la parola è falsa, rivela il pensiero di quelli stessi che lo vorrèbbero nascòndere. (''Prontuario delle incertezze'', p. 132)
===Citazioni su ''Grammatica italiana''===
*Il Panzini non si pone neanche lontanamente questo problema<ref>Della storia della lingua italiana e dei fattori che determinano la sua elaborazione unitaria.</ref>e perciò le sue pubblicazioni grammaticali sono incerte, contraddittorie, oscillanti. Non si pone per esempio il problema di quale oggi sia, dal basso, il centro di irradiazione delle innovazioni linguistiche; che pure non ha poca importanza pratica. Firenze, Roma, Milano. Ma d'altronde non si pone neanche il problema se esista (e quale sia) un centro di irradiazione spontanea dall'alto, cioè in forma relativamente organica, continua, efficacemente, e se essa possa essere regolata e intensificata. ([[Antonio Gramsci]])
==''Il 1859 da Plombières a Villafranca''==
*[[Battaglia di Magenta|Magenta]] e [[Battaglia di Solferino|Solferino]]! Due nomi purpurei nella memoria, fioriture di sangue in quell'estate {{NDR|del 1859}}. I morti non si vedono più; portar via le tracce della morte è il primo lavoro dei vivi. Si vedono turcos, zuavi, granatieri della guardia dai berrettoni pelosi; bersaglieri piumati; si vedono a teste basse, via gli zaini, avanti ad ogni costo, alla baionetta, nel terribile azzardo della battaglia. (cap. XII, p. 317)
*Fu [[Battaglia di Solferino|Solferino]] «gran battaglia e gran vittoria», come il grido annunciò, ma per varie cause, come il difetto di coordinazione tra i vari corpi, mancò alla vittoria quel proseguimento da cui risulta la nota sentenza che grande generale non è quegli che vince, ma che sa trarre partito dalla vittoria. (cap. XII, p. 318)
*[...] il [[Armistizio di Villafranca|trattato di pace di Villafranca]], come è noto anche per ciò che è scritto nei manuali scolastici, non ebbe effetto o, come è detto in quei manuali, rimase «lettera morta». Rimase però vivo, senza troppo modificarsi nella tradizione italiana, il giudizio sintetico che ne diede il Mazzini a colpo caldo, cioè il 20 luglio, nel suo scritto «La pace di Villafranca». Esso si riassume come un nuovo tradimento di Napoleone III verso l'Italia, e in quel patto con l'Austria, è additato il disegno di un nuovo maggior colpo di Stato europeo, contro cui insorgeranno governi, popoli, l'esercito stesso francese che si stancherà «di far la parte di carnefice della libertà»<ref>Mazzini, X, pag. 342. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (cap. XIII, pp. 347-348)
==''Il libro dei morti''==
===[[Incipit]]===
PROLOGO<br>Una sentenza di [[Pitagora]], riferita da gli antichi [[Filosofia|filosofi]], dice che – nessuno senza comando del [[duce]], che vuol dire [[Dio]], si deve partire da la stazione ne la [[vita]]; – significando con ciò come, anche per i credenti, essa sia triste e non valga la pena d'essere vissuta.<br>Ora, ai nostri tempi, vi fu un [[uomo]] credente che aveva nome G. Giacomo il quale, non a malincuore, ma lietamente fece la sua scolta in questo breve periodo de la vigilia dei sensi, ed amò la vita e gli piacque di vivere.<br>CAPITOLO I<br>G. Giacomo era nato in sul principio di questo secolo in una di quelle antiche [[città]] del Regno Pontificio, ove l'accidia e l'ortica crescono rigogliose anche oggidì, benché la vaporiera vi passi da presso tutta sonora col suo gran cimiero di fumo: città che, poste su la via Flaminia, ebbero una importanza militare e [[politica]] ai [[Tempo|tempi]] di [[Roma]]; ed anche ne l'età di mezzo vantarono gloriosi [[Ricordo|ricordi]] ne la [[storia]] de le [[libertà]] municipali.
===Citazioni===
*Il [[Capitale (economia)|capitale]] è la miseria dei molti come condizione di benessere dei pochi, cioè quello che uno non ha e desidera avere.
*[...] la scienza ha dimostrato che l'uomo è di sua natura [[Poligamia|poligamo]], e il [[matrimonio]] non sussiste che come contratto o come solenne corbelleria.
==''Il mondo è rotondo''==
*Di chi era quel nome: [[Lenin]]? Di un uomo emerso dalla storia. La guerra era stata la sua levatrice. Dai solchi sanguinosi degli odi umani egli era nato.
*Era stato lui, il popolo d'Italia, ad abbattere il Sacro Romano Impero dell'Austria, che pure aveva per emblema il santo segno dell'aquila! Fu ieri! Ma oggi non se ne ricorda più. Ora scrive su le mura dei più venerabili edifizi: Viva Lenin! Il santo segno dell'Impero fu abbattuto; ed ecco appare: Viva Lenin. È forse questa la nemesi della storia?
*Le stelle, il sole erano per San Francesco il grande teatro, il canto delle rondini era il grande concerto, l'acqua era la grande ebbrezza. Ma i [[bolscevismo|bolscevichi]] sono staccati dall'universo e dal mistero.
*[...] ogni [[epoca|età]] copre di calce l'età precedente come si fa coi cadaveri.
*Solamente quelli che hanno raggiunta la vetta dell'[[anima]] costituiscono un privilegio. [...] Gli uomini senza anima devono anzi credere alla morte, e perciò domandano i balocchi; e il re dei bolscevichi dà loro i balocchi. E se gli uomini poi nella materiale conquista si domeranno gli uni contro gli altri e la terra li coprirà, che importa? Se l'uomo meccanico vedrà anzi soltanto la mano che muove la leva e la ruota della sua macchina, e più non vedrà l'intelletto che crea, che importa? Se è spenta la piccola lampada che accende i cuori, e soltanto i fari irradiano la gran luce bianca che fa smarrire la via, che importa?
*Vedete, amico mio — disse Beatus, — questa antica purità religiosa offendeva gli sguardi dei felici abitanti del [[Illuminismo|secolo decimottavo]], e perciò hanno intonacato, cioè coperto, e poi sopra ci hanno cosparso quelle frenetiche pitture, che dovevano parere futuriste al loro tempo, tanto è vero che la vanità ci lasciò il nome. Vedete quel nome? ''Pictor bononiensis pinxit anno Domini MDCCXXVIII'', mentre queste antiche pitture sono senza nome, perché realmente noi non abbiamo nome, o almeno Dio solo è giudice se dobbiamo avere un nome. E così quest'ombra di mistero che qui ci avvolge, spiaceva al secolo dei lumi, e ne fecero una sala chiara, a stucchi ed oro, anzi una sala da ballo.
==''Io cerco moglie!''==
===[[Incipit]]===
IO!<br>Cavalier Ginetto Sconer, fisonomia rosea, da cui spira intelligenza e coraggio; capigliatura solida, denti solidi, tutto solido.<br>Questo sono io!<br>In questa valle di [[dolore]] e di [[Lacrime|lagrime]] ho l'[[onore]] di trovarmi bene. Quando io viaggiavo con la ''marmottina'' dei campioni, i clienti mi dicevano: «Voi signor Sconer, fate molto onore alla vostra Ditta». In realtà la mia presenza è stata sempre molto distinta.
===Citazioni===
*Gli individui eccitabili vivono poco. ''Achille, personaggio eccitabile, è morto giovane''. Questa sentenza si legge nel [[libro]] di ''réclame'' della nostra Ditta: ''Come devo preservare la mia vita''. ([[s:Io cerco moglie!/Capitolo primo|cap. I]])
*Il ''[[bluff]]'' ha la sua [[ragione]] di esistere in quanto esistono persone capaci di farsi ''bluffare''. ([[s:Io cerco moglie!/Capitolo primo|cap. I]])
*Io mantengo verso i [[medico|medici]] una benevola diffidenza, perché a furia di studiare le [[salute e malattia|malattie]] finiscono per considerare la [[salute e malattia|salute]] anch'essa come una malattia. ([[s:Io cerco moglie!/II|cap. II]])
*Anche per ragioni di igiene, bisogna che io cerchi moglie: una moglie che risponda alle esigenze dell'erede, e anche alle mie. ([[s:Io cerco moglie!/II|cap. II]])
*Signorina A***: dote ragionevole, bella presenza, famiglia distinta, peso valutabile a vista kg 70. Oggi attraente, ma suo padre è enormemente obeso; sua madre, idem. Tendenza all'obesità. Si scarta per ragioni di estetica. ([[s:Io cerco moglie!/III|cap. III]])
*Signorina D***: molto carina; ma troppo buona di cuore verso tutti quelli che sospirano per lei. Per questa sua eccessiva bontà è stata allontanata dalle scuole. Cara fanciulla, ma offre l'inconveniente che l'erede sarebbe il figlio, ma non la riproduzione di Ginetto Sconer. ([[s:Io cerco moglie!/III|cap. III]])
*L'[[amore]] concede le sue [[Gioia|gioie]] supreme soltanto a chi è pronto ai supremi cimenti. ([[s:Io cerco moglie!/IX|cap. IX]])
*L'[[oro]] è un metallo prezioso, in quanto fa sorridere di [[felicità]]. ([[s:Io cerco moglie!/XII|cap. XII]])
*{{NDR|Sui [[tartufo|tartufi]]}} [...] quelle cose che ''spuzzano'' ma che costano. ([[s:Io cerco moglie!/XXIV|cap. XXIV]])
==''La lanterna di Diogene''==
*Del resto è un errore di giudizio semplice il supporre che i piccoli animaletti non esercitino una loro vendetta. I microbi si uniscono a milioni, edificano le loro città mortifere nei nostri corpi orgogliosi; ed altre miriadi di microbi preparano sotto terra accuratamente la nostra distruzione completa. Anche essendo asceti e vegetariani, non isfuggiremo a questa sorte dolorosa e fatale. Divoriamoci, quindi, senza rimorso e senza pietà! conclusi contemplando uno di quei bipedi infilzato nella forchetta. ([[s:La lanterna di Diogene/III|cap. III]])
*[...] il godimento è tanto maggiore, quanto più uno lo ha condito in antecedenza col lavoro e con la fatica salutifera. ([[s:La lanterna di Diogene/V|cap. V]])
*La [[galanteria]] era la forma con cui si manifestava la genialità della donna. ([[s:La lanterna di Diogene/VI|cap. VI]])
*L'uomo geniale è rivoluzionario; la donna geniale rivoluziona tutte le teorie morali, sconvolge l'ordine delle leggi, disorienta i cervelli e le famiglie. ([[s:La lanterna di Diogene/VI|cap. VI]])
*[...] la [[fortuna]] fa come il [[baro]] nel gioco: fa vincere qualche volta, per allettare gli altri. ([[s:La lanterna di Diogene/XII|cap. XII]])
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''I tre re con Gelsomino buffone del re''===
Il figlio del [[Re]] andava a [[caccia]] in compagnia del duca Floridoro per un luogo silvestro, presso alla fonte del Meschino. Il duca Floridoro cavalcava un cavallo roano, il figlio del Re cavalcava un balzano da tre, cavallo da re.
===''Il diavolo nella mia libreria''===
Questi libri mi sono pervenuti da una eredità. Anzi l'inventario dice: «V° nella legnaia: Un cassone di abete, pieno di vecchia cartaccia e libri, L. 8». Dunque i libri erano in un cassone di abete, nella legnaia, e il loro valore fu stimato in lire otto nell'inventario. Povera zia, che la luce del Signore mai per te si spenga; ma tutta la sua eredità valeva poco di più!<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
===''L'evoluzione di Giosuè Carducci''===
*Torna alla mente con gran tristezza di desiderio il tempo che io {{sic|studiava}} a Bologna; e la rivedo ancora quella severa e lunga aula dell'università con i finestroni dai vetri verdognoli che prendono luce dal pian terreno del cortile interno: la rivedo tutta gremita di uditori; tutti col viso rivolto e teso ad un punto, in silenzio: seduti sui banchi, fitti in piedi e addossati agli angoli, presso la porta d'ingresso. E quelle teste, le più giovanilmente vive, altre {{sic|grige}} o canute, altre di donne diffondenti in quella austerità non so quale femminile lietezza, mi pare ancora di udire la sua voce che si spandeva ora vibrata, staccata, nervosa; ora lenta, commossa e saliente come nembo d'incenso. Su l'alta cattedra, in fondo, appariva quel capo poderoso, curvo fra i cubiti, con la fronte ferma, come diga a reggere l'onda irrompente del pensiero; la breve mano bianca agitata a ricercare il libro o l'appunto, pur non ristando la voce.<br>Qualche volta, sopravvenendo le tenebre, accennava gli recassero una candela e se la poneva da presso; e allora quella fiammella rossa che or s'allungava in sottile piramide e stava immota, ora ballava come un folletto, faceva in quella penombra strani effetti su quel volto animato dall'idea creatrice.<br>Era l'autunno o era l'inverno nevoso: eppure per quella tetra sala in alto passava la primavera al suono della sua voce, l'eterna primavera del pensiero che Egli ogni volta evocava, viva, luminosa, presente fuori dai secoli che furono.
===''La cagna nera''===
Quando mi tornano a mente i miei genitori (adesso si stanno accanto nel cimitero del villaggio) e gli anni della mia giovinezza, allora gli occhi si ricolmano di lagrime.<br>
Ecco: era lassù! da tutte le strade del piano, anche da lontano, lo si distingueva il palazzo antico e quadrato, su in vetta della collina, con i quattro cipressi alti che dentellavano il cielo e facevano la guardia al portone: il portone era ad arco con grosse bugne di marmo e di sopra portava una targa; perché la mia famiglia era nobile: io non sono più niente; ma la mia famiglia, dico, era nobile e di buona razza. La targa portava sul quartiere un bel fiordaliso e il motto ''crescet in aevum''. Dietro v'era il roseto, ma grande, grande da farne un podere.
===''Ultimi viaggi di un povero letterato''===
Se qualcuno salirà a Bertinoro non se ne troverà pentito perché potrà accontentare la gola con dolce vin bianco e saziare la vista che da lassù spazia per tutta la piana.<br>Altre campagne in [[Italia]] sono pur belle; in altri luoghi si può scrivere ''est, est, est vinum bonum''; ma qui è più festività. Nelle siepi rasate, nei campi squadrati, nelle viti allineate si sente la mano assidua dell'uomo che con la falce e l'aratro toglie alla terra quel non so di arcigno e nemico che essa acquista appena è abbandonata a se stessa. Vi sono anche cipressi, fra cui il cipresso di Francesca presso Polenta; e nessuno vieta di credere che in quella chiesa Dante offrisse l'acqua benedetta alla bella dama. (da ''Altare di Romagna'').
==Citazioni su Alfredo Panzini==
*A suo modo anche A. Panzini è stato un [[Crepuscolarismo|crepuscolare]] (non senza ascendenze di "[[scapigliatura]]" milanese), che si compiaceva d'ironizzare e immalinconire la sua favola poetica. L'atteggiamento del Panzini di fronte alla vita e alla realtà ha questa cifra. ([[Salvatore Battaglia]])
*Il Panzini è tutto l'opposto di un pensatore. Non c'è virilità, non c'è scelta, non c'è pensiero che regga sopra se stesso e si crei. Di fronte ai problemi più ovvi e più vecchi egli si impaurisce ed oscilla. Va da un lato all'altro, guardando, e come volesse sempre sfuggire l'estreme conseguenze, ritorna al lato da cui era partito, per poi di nuovo fuggirlo. Non c'è decisione, non c'è nettezza. Non osa come i pensatori sicuri. Ma in questa sua torturante vicenda – che lo fa soffrire e stancare – sta un segreto della sua arte, giacché proprio in quell'oscillare, come di gocciola purissima attaccata a un filo di telegrafo, che si avvia al suo destino tremando e nello stesso tempo rifrange in bei colori la luce che la trapassa, proprio in quell'oscillare egli ha modo di mostrare la sua grazia e la sua umanità sensibile. L'arte non è fatta di acciaio e il pensiero è asta di durissimo acciaio. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Il Panzini non è mai uscito intellettualmente dalla forma del [[maestro]]. Egli era ed è rimasto innamorato della poesia, della cultura, della civiltà secondo i nomi e i sentimenti antichi; e pur convinto insieme che tutto questo sia falso e quei nomi vani: che il tempo speso sulle pagine dei gloriosi volumi sia perduto, e scemo il loro insegnamento; che il fine dell'uomo oggi sia affatto utilitario e democratico, e che il suo valore sincero debba avere una misura solamente materiale. Questo il suo istinto rifiuta, ma la ragione riconosce per vero, con alcuna amara voluttà: e lo spirito si dibatte fra i due contrari poli, senza trovare mai pace. ([[Renato Serra]])
*Il Panzini oltre a creare luoghi comuni per gli argomenti che tratta, si dà molto daffare per raccogliere tutti i luoghi comuni che sullo stesso argomento sono stati scritti da altri autori, specialmente stranieri: deve avere uno schedario speciale di luoghi comuni, per condire opportunamente tutti i suoi scritti. ([[Antonio Gramsci]])
*L'arte non è decisione e nel Panzini è proprio indecisione fremente, concupiscente, debole, femminea. Le sue riflessioni non urtano, non costringono alla disciplina, ma carezzano anche quando vogliono essere severe, ma solleticano anche quando voglion sferzare. E se non si esce dalla sua lettura soddisfatti, se ne esce sempre con una grande simpatia per l'autore. ([[Giuseppe Prezzolini]])
===[[Luigi Russo]]===
*Alfredo Panzini con la sua arte inquieta, sorridente e dolorosa, smarrita, come dell'uomo trattenuto dai fantasmi del passato, e pur minacciato in avanti dai nuovi miti motorizzati della vita sociale e politica del secolo, è ancora uno scrittore-poeta, che può dare una qualche forza, un qualche viatico, a noi sopravvissuti.
*Il poeta Panzini, sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua bicicletta, la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena<ref>Denominazione poetica di "centauro" (nato dalle nubi).</ref>, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale.
*Oggi il mondo del letterato italiano è in dissoluzione e l'ultimo scrittore che tenta di imporlo a sé stesso con ingenua e tenera semplicità è Alfredo Panzini. E come al [[Matteo Maria Boiardo|Boiardo]] la nuova storia turbò la libertà della illusione e la liquida gioia del canto, è una vicenda guerresca, quell'avventura di [[Carlo VIII di Francia|Carlo VIII]], gli gelò la parola sulle labbra, così la realtà spirituale maturatasi prima della guerra europea e che nella guerra ebbe il suo impetuoso sviluppo, oggi è la terribile nemica del nostro scrittore...
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il Panzini è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine.
==Citazioni sulla ''Vita di Cavour''==
*Non si capisce proprio cosa Panzini abbia voluto scrivere con questa ''Vita di Cavour''; una vita di Cavour non è certamente: né una biografìa di {{sic|Cavour-uomo}}, né una ricostruzione di Cavour politico; in verità dal libro di Panzini Cavour esce molto malconcio e molto diminuito: la sua figura non ha nessun rilievo concreto, eccetto che nelle giaculatorie che Panzini di tanto in tanto ripete: eroe, superbo, genio ecc. Ma queste giaculatorie non essendo giustificate (e perciò sono giaculatorie) sembrano talvolta prese di bavero, se non si capisse che la misura che Panzini adopera per giudicare l’eroismo, la grandezza, il genio ecc. è la sua propria misura, della genialità, grandezza, eroismo ecc. del sig. Panzini Alfredo. Ancora bisogna dire che il Panzini esagera nel trovare il dito di dio, il fato, la provvidenza in tanti avvenimenti: è, in fondo, la concezione dello stellone con parole da tragedia greca o da padre gesuita, ma che non perciò diventa meno triviale e banale. Lo stesso insistere troppo sull’elemento «provvidenziale» significa diminuire la funzione dello sforzo italiano, che pure ebbe una sua parte. Cosa significa poi in questo caso questa miracolosità della rivoluzione italiana? Significa che tra l’elemento nazionale e quello internazionale dell’evento, è l’internazionale che ha contato di più. È questo il caso? Bisognerebbe dirlo e forse la grandezza di Cavour sarebbe messa ben più in rilievo e la sua funzione personale, il suo «eroismo» apparirebbe ben più da esaltare. Ma il Panzini vuol dare colpi a molte botti con molti cerchi e non ne raccappezza qualcosa di sensato: né egli sa cosa sia una rivoluzione e quali siano i rivoluzionari. Tutti furono grandi e furono rivoluzionari ecc. ecc. ([[Antonio Gramsci]])
*Tutta la ''Vita di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]]'' è una beffa della storia. Se le vite romanzate sono la forma attuale della letteratura amena tipo Alessandro Dumas, Panzini è il nuovo Ponson du Terrail. Panzini vuole così ostentatamente mostrare di «saperla lunga» sul modo di procedere degli uomini, di essere un cosi furbissimo realista, che viene la voglia, a leggerlo, di rifugiarsi in Condorcet o in Bernardino di Saint-Pierre, che almeno non sono cosi filistei. Nessun nesso storico è ricostruito nel fuoco di una personalità; la storia è un seguito di storielle divertenti senza nesso né di personalità né di altre forze sociali: è veramente una nuova forma di gesuitismo, molto più accentuata di quanto io stesso avessi creduto leggendo la Vita a puntate. ([[Antonio Gramsci]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alfredo Panzini, ''Dizionario Moderno'', Hoepli, Milano, 1950.
*Alfredo Panzini, ''[https://archive.org/details/panzini-grammatica-italiana Grammatica italiana]'', Sellerio, Palermo, 1989.
*Alfredo Panzini, ''[https://archive.org/details/daplombieres00pahthttps://archive.org/details/daplombieres00panz/page/n6/mode/1up Il 1859 da Plombières a Villafranca]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1909.
*Alfredo Panzini, ''[http://eremita.di.uminho.pt/gutenberg/3/9/3/8/39389/39389-h/39389-h.html Il mondo è rotondo]'', Milano, Fratelli Treves, 1920.
*Alfredo Panzini, ''[https://books.google.it/books?id=2bgpAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PP5#v=onepage&q&f=false L'evoluzione di Giosuè Carducci]'', Libr. editr. Galli di C. Chiesa & F. Guindani, Milano, 1894.
*Alfredo Panzini, ''[http://www.liberliber.it/libri/p/panzini/index.htm La cagna nera]'', Roma, La Voce, 1921.
*Alfredo Panzini, ''La cicuta, i gigli e le rose'', Collezione «Omnibus», Mondadori, 1950.
*Alfredo Panzini, ''[[s:La lanterna di Diogene|La lanterna di Diogene]]'', Treves, Milano, 1920.
*Alfredo Panzini, ''Romanzi d'ambo i sessi'', Collezione «Omnibus», Mondadori, 1945.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Panzini, Alfredo}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Golda Meir
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[[File:Golda Meir2.jpg|thumb|Golda Meir nel 1973]]
'''Golda Meir''', pseudonimo di '''Golda Mabovitz Meyrson''' (1898 – 1978), politico israeliano.
==Citazioni di Golda Meir==
*Ero tornata qui a fare il ministro del Lavoro. Ah, quello sì. Quello, vede, è tutto l'opposto: lì si conclude, e si vede. Le istruzioni, lì, si chiamano "ordini", e gli ordini si traducono in fatti, in fatti che si toccano con mano, in case, in strade, in acquedotti... Ah, com'è bello il lavoro al ministero del Lavoro!... Mai finché sono stata lì, che mi fosse capitato di chiedermi: "E ora che si fa?"... Mai! [...] Ci sarei rimasta per tutta la vita. E invece... e invece, a un certo punto, il [[David Ben Gurion|Vecchio]] volle darmi il ministero degli Esteri...<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 73-74.</ref>
*Il primo incarico che mi diedero in diplomazia fu l'ambasciata a Mosca. Fu un'esperienza sconvolgente. Quando videro che [[Iosif Stalin|Stalin]] riconosceva lo [[Israele|Stato di Israele]], i poveri ebrei di Russia s'illusero che le persecuzioni contro di loro fossero finite e vennero a vedermi alla sinagoga. Ce n'erano oltre cinquantamila a fare ressa per strada. E così si denunziarono. Nei giorni che seguirono, seppi che ad uno ad uno stavano tutti scomparendo. Dove, non so. In Siberia, immagino. Nessuno di loro osava più avvicinarmi. Una sola lo fece: la moglie di [[Vjačeslav Michajlovič Molotov|Molotov]], ch'è appunto ebrea e mi rimase amica, forse credendo di essere salvaguardata dalla posizione di suo marito... Poco dopo, era al confino anch'essa...<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, p. 73.</ref>
*Non creda che sia molto divertente fare il ministro degli Esteri. Si lavora, si lavora, e non si conclude mai nulla... O per lo meno non si vede. Lei crede, quando ha mandato questa o quella istruzione a un ambasciatore, di aver risolto un problema. Neanche per idea. Comincia la battaglia delle note, dei memoranda, dei protocolli. Alle proposte seguono le controproposte. Si passano giornate, settimane, mesi a cavillare su una frase, a sottilizzare su una interpretazione. Parole, parole... nient'altro che parole.<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 72-73.</ref>
*Non esiste qualcosa come un popolo palestinese. Non è che siamo venuti, li abbiamo buttati fuori e abbiamo preso il loro paese. Essi non esistevano. (da una dichiarazione al ''The Sunday Times'', 15 giugno 1969)
*Come possiamo restituire i territori occupati? Non c'è nessuno a cui restituirli. (8 marzo 1969).
*A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche dirgli come pensa di prendersi questa responsabilità, se è interessato allo stato d'Israele. E bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada. (da un discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961.)
{{Int|Dalla 1ª intervista di [[Igor Man]]|in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0126_01_1969_0108_0001_6148630/ ''Golda Meir smentisce «Non abbiamo atomiche»''], ''La Stampa'', 9 maggio 1969}}
*Israele non ha bombe atomiche né intende impiegarne.
*{{NDR|Sul perché Israele non ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare}} Ne abbiamo tanti di problemi sul tappeto... In ogni caso Israele non è il solo paese a non aver firmato ancora.
*Israele non introdurrà mai per primo armi atomiche nel Medio Oriente.
{{Int|Dalla 2ª intervista di [[Igor Man]]|in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,11/articleid,0126_01_1969_0110_0011_4793855/ ''Parla la signora Golda Meir''], ''La Stampa'', 11 maggio 1969}}
*Non ha senso pensare che la pace possa raggiungersi per interposta persona. Sono gli arabi che debbono farla, con noi, sedendosi allo stesso nostro tavolo. Finché i Grandi discuteranno, gli arabi si sentiranno scaricati di ogni responsabilità, e invece, ora, debbono finalmente assumersene. Tre volte hanno fatto la guerra e tre volte l'hanno perduta e sempre c'è stato qualcuno che ha detto loro: non importa, arrangiamo noi la situazione. E così abbiamo avuto armistizi, forze d'emergenza dell'Onu, tregue, osservatori, ma giammai la pace. Adesso basta. Nessuno può risolvere un problema che investe direttamente arabi e israeliani, nessuno può imporci una soluzione. Vogliamo la pace, una pace negoziata fra le parti in causa che ci garantisca confini certi e giusti.
*Dove mai s'è visto nella storia che due nazioni che hanno fatto la guerra non abbiano poi sottoscritto la pace sedendo al tavolo delle trattative? Nel caso nostro c'è di più: siamo stati attaccati, abbiamo vinto. Il popolo che è stato attaccato e che ha vinto invita gli aggressori sconfitti: prego, venite e facciamo la pace. E questo sarebbe un atteggiamento tanto assurdo ed estremista da alienarci gli amici? Può darsi, ma si tratterebbe di un caso assai strano. Di solito a domandare la pace è chi perde, tuttavia noi rigettiamo ogni posizione di privilegio: noi vogliamo una pace dignitosa, onorevole per tutte due le parti a chiusura d'una guerra che speriamo, e fortemente auspichiamo, sia stata l'ultima.
*I sovietici sono come e più degli arabi, responsabili della guerra del '67, per la campagna di intossicazione che condussero.
*Dal punto di vista della sicurezza gli attuali confini sono l'ideale. E non li lasceremo fin quando gli arabi non cercheranno di muovercene con negoziati di pace che garantiscano confini reciprocamente sicuri.
*Accettiamo solo il principio che i Luoghi Santi musulmani e cristiani vengano posti sotto le rispettive giurisdizioni e amministrazioni. Sul resto non si discute.
{{Int|Dall'intervista di [[Oriana Fallaci]]|in ''Intervista con la storia'', Rizzoli, Milano, 1974.}}
*Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità. (da ''Le Monde'', 15 ottobre 1971)
*In questi ultimi anni e durante la guerra d'attrito mi son trovata tante volte nella necessità di prendere certe decisioni: ad esempio mandare i nostri soldati in luoghi da cui non sarebbero tornati indietro, o impegnarli in operazioni che sarebbero costate la vita a chissà quante creature da entrambe le parti. E soffrivo... soffrivo. Però davo quegli ordini come li avrebbe dati un uomo. Anzi, ora che ripenso, non sono affatto sicura di aver sofferto più di quanto avrebbe sofferto un uomo.
*La guerra è una stupidaggine immensa. Io sono convinta che un giorno tutte le guerre finiranno. Sono convinta che un giorno i bambini, a scuola, studieranno la storia degli uomini che facevano la guerra come si studia un'assurdità. Se ne stupiranno, se ne scandalizzeranno come oggi si scandalizzano del cannibalismo. Anche il cannibalismo è stato accettato per lungo tempo come una cosa normale. Eppure, oggi, almeno fisicamente, non si pratica più.
*Io credo che la guerra nel Medio Oriente durerà ancora molti, molti anni. E le dico perché. Per l'indifferenza con cui i capi arabi mandano a morire la propria gente, per il poco conto in cui tengono la vita umana, per l'incapacità dei popoli arabi a ribellarsi e a dire basta.
*Alla pace con gli arabi si potrebbe arrivare solo attraverso una loro evoluzione che includesse la democrazia. Ma ovunque giro gli occhi e li guardo, non vedo ombra di democrazia. Vedo solo regimi dittatoriali. E un dittatore non deve rendere conto al suo popolo di una pace che non fa. Non deve rendere conto neppure dei morti. Chi ha mai saputo quanti soldati egiziani son morti nelle due ultime guerre? Solo le madri, le sorelle, le mogli, i parenti che non li hanno visti tornare. I capi non si preoccupano neanche di sapere dove sono sepolti, se sono sepolti. Noi invece...
*Supponiamo che [[Anwar al-Sadat|Sadat]] firmi e poi venga assassinato. O semplicemente eliminato. Chi ci dice che il suo successore rispetterà l'accordo firmato da Sadat?
*[[Anwar al-Sadat|Sadat]] non vuole negoziare con noi. Io sono più che pronta a negoziare con lui. Lo dico da anni: «Sediamoci a un tavolo e vediamo di arrangiare le cose, Sadat». E lui, picche. Lui non è affatto pronto a sedersi a un tavolo con me. Continua a parlare della differenza che esiste tra un accordo e un trattato. Dice che è disposto a un accordo, ma non a un trattato di pace. Perché un trattato di pace significherebbe il riconoscimento di Israele, relazioni diplomatiche con Israele. Mi spiego? Ciò cui allude Sadat non è un discorso definitivo che stabilisca la fine della guerra: è una specie di cessate-il-fuoco. E poi egli rifiuta di negoziare direttamente con noi. Vuoi negoziare attraverso intermediari. Non possiamo parlarci attraverso intermediari! privo di senso, è inutile!
*Credo ad Hussein. Sono convinta che egli si sia reso conto, ormai, di quanto sarebbe futile per lui imbarcarsi in un'altra guerra. Hussein ha capito di aver commesso un errore tremendo nel 1967, quando entrò in guerra contro di noi e non considerò il messaggio che Eshkol gli aveva inviato: «Non entri in guerra e non le succederà niente». Ha capito che fu una tragica sciocchezza ascoltare Nasser, le sue bugie su Tel Aviv bombardata.
*Gli arabi sono davvero strani: perdono le guerre e poi pretendono di guadagnarci. Ma insomma, la guerra dei Sei giorni, noi l'abbiamo vinta o no? Il diritto di porre le nostre condizioni ce l'abbiamo o no? Ma da quando, nella storia, colui che attacca e perde ha il diritto di dettar prepotenze a colui che vince?
*I siriani vorrebbero che noi scendessimo dalle [[alture del Golan]] per spararci addosso come facevano prima. Inutile dire che non ci pensiamo nemmeno, che non scenderemo mai dall'altipiano. Tuttavia anche coi siriani siamo pronti a negoziare. Alle nostre condizioni. E le nostre condizioni consistono nel definire tra la Siria e Israele un confine che stabilisca la nostra presenza sull'altopiano. In altre parole, oggi i siriani si trovano esattamente dove dovrebbe esser fissato il confine.
*Ci accusano di espansionismo ma l'espansionismo, creda, non ci interessa. Ci interessano solo nuovi confini. E poi senta: questi arabi voglion tornar ai confini del 1967. Se quei confini erano giusti, perché li distrussero?
*Senta, anche noi durante la guerra di Indipendenza avevamo i nostri gruppi terroristici: lo Stem, la Irgun. E io li avversavo, li avversai sempre. Però nessuno di loro si macchiò mai delle infamie di cui gli arabi si macchiano con noi. Nessuno di loro mise mai bombe nei supermarket, o dinamite negli autobus dei bambini. Nessuno di loro provocò mai tragedie come quella di Monaco o di Lidda.
*Cosa vuoi discutere con gente che non ha nemmeno il coraggio di rischiare la propria pelle e consegna gli ordigni esplosivi a un altro?
*Finoggi c'è stata troppa tolleranza da parte vostra. Una tolleranza che, mi permetta di dirlo, ha le sue radici in un antisemitismo non spento. Ma l'antisemitismo non si esaurisce mai nella sofferenza degli ebrei e basta. La storia ha dimostrato che l'antisemitismo, nel mondo, ha sempre annunciato sciagure per tutti. Si incomincia col tormentare gli ebrei e si finisce col tormentare chiunque.
*In ogni capitale europea esistono uffici di cosiddetti movimenti di liberazione e voi sapete benissimo che non si tratta di uffici innocui. Però non fate nulla contro di loro. Ve ne pentirete. Grazie alla vostra inerzia e alla vostra condiscendenza, il terrore si moltiplicherà e anche voi ne farete le spese.
*Per noi ebrei, i rapporti con la Germania sono un tale conflitto tra la testa e il cuore.
*Il terrorismo è divenuto una specie di internazionale malvagia: una malattia che colpisce persone le quali non hanno nulla a che fare coi profughi palestinesi.
*Quando c'è una guerra e la gente scappa, di solito scappa verso paesi di lingua diversa e religione diversa. I palestinesi, invece, fuggirono verso paesi dove si parlava la loro stessa lingua e si osservava la loro stessa religione. Fuggirono in Siria, in Libano, in Giordania: dove nessuno fece mai nulla per aiutarli. Quanto all'Egitto, gli egiziani che presero Gaza non permisero ai palestinesi nemmeno di lavorare e li tennero in miseria per usarli come un'arma contro di noi. È sempre stata la politica dei paesi arabi: usare i profughi come un'arma contro di noi. Hammarskjoeld aveva proposto un piano di sviluppo per il Medio Oriente, e questo piano prevedeva anzitutto il riassestamento dei [[Rifugiati palestinesi|profughi palestinesi]]. Ma i paesi arabi risposero no.
*La responsabilità verso i palestinesi non è nostra: è degli arabi. Noi, in Israele, abbiamo assorbito circa un milione e quattrocentomila ebrei arabi: dall'Iraq, dallo Yemen, dall'Egitto, dalla Siria, dai paesi nordafricani come il Marocco. Gente che arrivando qui era piena di malattie e non sapeva far nulla. Tra i settantamila ebrei giunti dallo Yemen, per esempio, non c'era un solo medico né una sola infermiera: ed eran quasi tutti ammalati di tubercolosi. Eppure li prendemmo, e costruimmo ospedali per loro, e li curammo, li educammo, li mettemmo in case pulite e li trasformammo in agricoltori, medici, ingegneri, insegnanti... Tra i centocinquantamila ebrei che vennero dall'Iraq v'era un piccolissimo gruppo di intellettuali; eppure i loro figli, oggi, frequentano le università. Certo abbiamo problemi con loro, non è tutto oro quello che luccica, ma resta il fatto che li abbiamo accettati e aiutati. Gli arabi invece non fanno mai nulla per la propria gente. Se ne servono e basta.
*Se dobbiamo parlare di profughi io le rammento che per secoli gli ebrei furono i profughi per eccellenza! Sparpagliati in paesi dove non si parlava la loro lingua, non si osservava la loro religione, non si conoscevano i loro costumi... Russia, Cecoslovacchia, Polonia, Germania, Francia, Italia, Inghilterra, Arabia, Africa... Chiusi nei ghetti, perseguitati, sterminati. Eppure sopravvissero, e non smisero mai d'essere un popolo, e si ritrovarono per fondare una nazione...
*Io pensavo che in uno Stato ebreo non vi sarebbero stati i mali che affliggono le altre società. I furti, gli assassini!, la prostituzione... Lo pensavo perché ci eravamo avviati bene: quindici anni fa in Israele non c'erano quasi furti, e non c'erano assassini!, non c'era prostituzione. Ora invece abbiamo tutto, tutto... Ed è una cosa che fa male al cuore: ferisce più che scoprire di non avere ancora fatto una società più giusta, più uguale.
*Bisogna ammettere che c'è una bella differenza tra l'ideologia socialista e il socialismo messo alla prova pratica. Tutti i partiti socialisti che sono arrivati al governo e hanno assunto le responsabilità di un paese son dovuti scendere a compromessi. Non solo: da quando i socialisti sono al potere in singoli paesi, il socialismo intemazionale è indebolito. Una cosa era fare il socialismo internazionale quando ero ragazza io, cioè quando nessun partito socialista era al potere, e una cosa è farlo ora.
*La sinagoga, in Russia, è l'unico posto dove gli ebrei possono esprimere se stessi.
*L'America che ho conosciuto io è un posto dove gli uomini a cavallo proteggono un corteo di lavoratori, la Russia che ho conosciuto io è un posto dove gli uomini a cavallo massacrano i giovani socialisti e gli ebrei.
*L'America è un grande paese. Ha tante colpe, tante ineguaglianze sociali, ed è una tragedia che il problema dei negri non vi sia stato risolto cinquanta o cento anni fa, però resta un grande paese, un paese pieno di opportunità, di libertà! Ma le par niente poter dire quel che si vuole, scrivere quel che si vuole, anche contro il governo, l'establishment? Forse non sono obbiettiva, ma per l'America ho una tal gratitudine! Sono affezionata all'America: ok?
*A me ha sempre fatto pena la gente che ha paura dei sentimenti, delle emozioni, e nasconde quello che prova e non sa piangere con tutto il cuore. Perché chi non sa piangere con tutto il cuore non sa nemmeno ridere a gola spiegata.
*Le donne sono più pratiche, più realistiche. Non si disperdono in fumisterie come gli uomini, che girano sempre intorno all'albero per agguantare il nocciolo della questione.
*Mia cara, la vecchiaia è come un aereo che vola nella tempesta. Una volta che ci sei dentro, non puoi farci più nulla. Non si ferma un aereo, non si ferma una tempesta, non si ferma il tempo. Quindi tanto vale pigliarsela calma, in saggezza.
===Attribuite===
*O arabi, noi vi potremmo un giorno perdonare per aver ucciso i nostri figli, ma non vi perdoneremo mai per averci costretto ad uccidere i vostri.<ref>Riferito da Fiamma Nirenstein su ''Radio radicale'' alle ore 6,30 del 21 gennaio 2009.</ref>
==Citazioni su Golda Meir==
*A mio avviso, anche se non si è affatto d'accordo con lei, con la sua politica, la sua ideologia, non si può far a meno di rispettarla, ammirarla, anzi volerle bene. ([[Oriana Fallaci]])
*Certo la femminilità è un'opinione, però a me Golda sembrò una femmina in tutto e per tutto. Quel pudore dolce, ad esempio. Quell'ingenuità quasi incredibile e pensare che poteva essere così smaliziata e furba quando nuotava tra i vortici della politica. ([[Oriana Fallaci]])
*Chiunque conosca Golda Meir non sarà sorpreso dalle sue decisioni. Golda Meir è una donna coraggiosa, tenace e decisa, e che oltretutto ha la fortuna di vedere il mondo tutto in bianco e nero, senza sfumature intermedie. ([[Moshe Dayan]])
*La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. ([[Ilan Pappé]])
*Lo stile di lavoro di Golda era caratterizzato da coerenza e decisione; non cercava mai di scansare le responsabilità, e le nostre discussioni si concludevano sempre con scelte o intese precise, mai con vaghe formule o rinvii. Soprattutto, Golda evitava di circondarsi di giornalisti pettegoli e assistenti disposti a favorire fughe di notizie in questioni di vitale importanza. La sua cerchia era composta da amici intimi, e io ero uno di loro. E, nelle questioni riguardanti la mia sfera d'attività, la difesa, tra noi non c'erano barriere di sorta. ([[Moshe Dayan]])
*Sapete, poco più di cinquant’anni fa [...] da giovane senatore, ho visitato Israele per la prima volta, da senatore appena eletto. E feci un lungo, lunghissimo viaggio – e un incontro con Golda Meir nel suo ufficio poco prima della guerra dello Yom Kippur. E credo che lei potesse vedere la costernazione sul mio volto mentre mi descriveva ciò che in quel momento stava affrontando – stavano affrontando. Siamo usciti in quella specie di corridoio fuori dal suo ufficio per fare delle foto. Lei mi guardò e all’improvviso mi disse: “Vuoi fare una foto?”. Così mi alzai e la seguii fuori. Eravamo lì in piedi, in silenzio, a guardare la stampa. Lei capì, credo, che ero preoccupato. Si è avvicinata e mi ha sussurrato: “Non si preoccupi, senatore Biden. Abbiamo un’arma segreta qui in Israele” – disse esattamente così – “Non abbiamo altro posto dove andare”. Non abbiamo un altro posto dove andare. ([[Joe Biden]])
===[[Indro Montanelli]]===
*Aveva poco più di vent'anni quando approdò in Israele, frammista ai «padri pellegrini» della «seconda ondata» che subito dopo la [[prima guerra mondiale]] vennero a riprendere possesso della loro antica terra con la ferma intenzione non d'insabbiarcisi com'era successo ai loro predecessori della fine dell'Ottocento, ma di riscattarla e di farne il «focolare» degli ebrei. Tutta la sua visione politica [...] era condizionata da questa esperienza di oltre mezzo secolo di sacrifici e di lotte. [...] Oggi molti in Israele si domandano se a questi pionieri non restava davvero altra strada che quella dell'urto frontale con la popolazione araba della Palestina. Ma questi dubbi sono un lusso ch'essi si possono concedere solo perché i loro babbi e nonni non ne ebbero. Costoro fecero quello che fecero perché non potevano far altro. Ciò che rendeva impossibile la coabitazione fra le due popolazioni non era la incompatibilità razziale e religiosa, ma quella economica e sociale. Il latifondo sceiccale non poteva convivere col ''kibbutz'' socialista. È qui l'origine di un conflitto che nessuna diplomazia poteva sanare. Una pace fra israeliani e arabi è possibile; una simbiosi, no. Ancor oggi chi parla di «Stato misto» si gingilla con le astrazioni.
*Fu lei che [...] raggiunse travestita da cammelliere l'emiro Abdullah di Giordania [...] e da nemico se lo fece amico, o almeno neutrale. Non sono mai riuscito ad appurare se [[David Ben Gurion|Ben Gurion]] ebbe una parte, e quale, in questo «giallo» fra il diplomatico e lo spionistico. Ma molte cose m'inducono a credere che a programmarlo fu proprio lei, Golda, anch'essa ben decisa a innalzare, fra arabi ed ebrei, una cortina di ferro, ma con qualche porta che consentisse all'occorrenza il dialogo. [...] I due furono amici e compari per decenni. [...] Probabilmente anche al tempo in cui facevano coppia nel partito e nel governo si parlavano tra loro in quel linguaggio da fureria. Quanto a imperiosità e autoritarismo, si valevano. [...] Con la sua voce arrugginita dalle sigarette [...] diceva piattamente e banalmente delle cose piatte e banali, solo ravvivate da qualche squarcio d'un umorismo massiccio come una scarpa di soldato; ma senza mai togliere di dosso all'interlocutore il suo vigile sguardo cilestrino alla fiamma ossidrica. E da quella specie di sporta per la spesa che, adibita a borsa, essa tiene al braccio anche nei ricevimenti ufficiali, ci si aspettava sempre di veder saltar fuori, oltre a qualche mazzo d'agli e di cipolle, una pistola o una fiala di veleno.
*Non c'è dubbio che sapeva odiare e che anche quando amava lo faceva da mantide, soffocando e stritolando. Ma Israele non troverà mai più una madre come lei, che sapeva anche fargli da padre. Nella sua tenacia, nel suo coraggio, nella sua volontà d'acciaio, essa riassumeva la storia di questo piccolo grande Paese. Lo ha dimostrato col suo ritiro. Quando si è trattato di pagare, essa si è offerta in sacrificio pur sapendo che per lei la rinunzia al potere è la rinunzia alla vita. «''Sono giunta al termine della mia strada''», ha detto. Ma che strada! Nessuno ne ha mai percorsa una più ripida e accidentata, più paurosamente librata tra abissi e strapiombi. Sono sicuro che Golda non si volterà indietro a guardarla, e non ce ne dirà nulla. Come tutti i grandi costruttori, essa sa soltanto costruire. Il resto, per lei, è silenzio.
===[[Avi Shlaim]]===
*Il premierato di Golda Meir fu caratterizzato da un ostinato rifiuto a riconsiderare le relazioni di Israele con il mondo arabo. Personalmente Golda Meir non ebbe alcuna indulgenza verso gli arabi, alcuna empatia, e non nutrì alcuna speranza nella possibilità di una coesistenza pacifica con loro. In lei si consolidò una visione semplicistica del mondo in cui Israele non poteva mai essere nel torto e gli arabi non potevano mai aver ragione.
*In Golda Meir, [...] Ben-Gurion trovò un ministro degli esteri di suo gradimento, che accettava senza far domande la suprema autorità del primo ministro e il suo concetto del ruolo del ministro degli esteri come portavoce dell'''establishment'' della Difesa.
*Pochi leader parlarono così tanto di pace e fecero così poco per concederle una possibilità di realizzarsi. Golda Meir non si stancava mai di ripetere che era disponibile a recarsi ovunque per incontrare un leader arabo intenzionato a discutere di pace. Vista la sua politica espansionistica, queste dichiarazioni suonano chiaramente false.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*''[[Munich]]''
==Altri progetti==
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Citazioni sulla '''Juventus Football Club''' e sugli '''juventini'''.
==Citazioni==
*A parte quello che ho vinto, essere stato alla Juventus è un'esperienza che ti rimane dentro, diventa stile di vita. ([[Stefano Tacconi]])
*A volte questa mentalità sorprende chi viene alla Juve. La Juventus è qualcosa di diverso dalle altre squadre, è uno stile di vita che parte dal modo con cui ci si allena, sempre al massimo, sempre con la concentrazione altissima, e arriva anche al comportamento fuori dal campo. Alcuni giocatori vengono a dirci: adesso capisco perché la Juventus vince sempre, da fuori è difficile capire certi meccanismi, quando sei dentro tutto appare chiaro. ([[Pavel Nedvěd]])
*Ai miei tempi a Torino si diceva così: "Fuoco di [[Vesta]] la Juve sempre in testa". ([[Maria Sole Agnelli]])
*All'Università ho studiato, invece, diritto penale motivo per cui posso parlare a pieno titolo della Juventus.<ref>Nel settembre 2015, rispondendo a [[Giampiero Mughini]]: «Agli interisti con tanta simpatia dico che all'Università ho sostenuto tre esami di letteratura dedicando meno tempo alla Divina Commedia di quanto se ne stia dedicando alle quattro partitine dell'Inter in questo avvio di campionato.»</ref> ([[Paolo Bonolis]])
*Alla Juve è come andare in fabbrica, ognuno rispetta il suo ruolo e il clima è rigido. Alla fine però nel calcio conta vincere e lì lo fanno. In altre piazze ho riscontrato più passione. ([[Marco Borriello]])
*Alla Juve ho imparato una cosa: il rispetto dei ruoli. La Juve ti fa sentire importantissimo e centrale fino all'ultimo giorno. Non ti fa mai mancare la fiducia, per un tecnico è fondamentale. La società è lo scudo protettivo irrinunciabile, se non tiene meglio lasciarsi subito. ([[Carlo Ancelotti]])
*Alla Juve ho trovato una mentalità che si vede in pochi altri club, dietro ai successi c'è una cura maniacale del particolare. Niente è lasciato al caso. Una società incredibile. ([[Angelo Ogbonna]])
*Alla Juve ho visto passare grandi giocatori e nemmeno uno andato fuori delle righe. In tal caso, infatti, si veniva subito richiamati all'ordine. E se non volevi capire, venivi messo sulla lista dei calciatori in vendita per il mercato successivo. Questa è la cultura dei grandi club. ([[Jonathan Zebina]])
*Alla Juve non basta la classe, ci vogliono le palle d'acciaio. ([[Giuseppe Furino]])
*Alla Juve si acquisisce una abitudine mentale di sacrificio che non c'è da altre parti. Alla Juve ti insegnano che la partita più importante è sempre quella che deve venire. Alla Juve ti insegnano ad avere sempre «fame» di vittorie, a non accontentarti mai. Non è un caso che le fortune della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. ([[Claudio Gentile]])
*Alla Juve vogliono uomini veri che sanno che rappresentano una grande società con milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sparsi per il mondo. Io quando giocavo nella Juve se arrivavo vestito in jeans venivo rimproverato. Era importante anche l'immagine, non solo il talento. Se vai alla Juve vai lì per vincere perché c'è una mentalità diversa, unica. E lo dice uno che in cuor suo è rimasto [[Torino Football Club|granata]]. ([[Pasquale Bruno]])
*Alla Juventus [...] mi sembra di essere in [[Germania]]. Tutto viene gestito con precisione e puntualità. ([[Sami Khedira]])
*Alla Juventus mi sentivo un numero. Non mi sono mai abituato al taglio dei capelli imposto dalla società, alle telefonate di controllo alle 10 di sera. Mi sembrava di stare in un campo di concentramento. ([[Gianfranco Zigoni]])
*Area con venticinque metri ce n'è solo una in [[Italia]].<ref>Dopo un [[calcio di rigore|rigore]] concesso ad [[Alessandro Del Piero]] la domenica precedente, durante la partita Juventus-Genoa 3-2 (14 febbraio 2010).</ref> ([[José Mourinho]])
*Aristocratica per lunga tradizione, fredda per educazione e tendenza, depositaria di uno [[Stile Juventus|stile]] che tutti le invidiano e a nessuno riesce di imitare, la Juventus è anche una formazione calcistica alla quale tutto è lecito chiedere e nulla, o pochissimo, perdonare. Deve battersi sempre per il primato, inseguire senza tregua vittorie e [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] e [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|casacche azzurre]], distribuire lezioni agli avversari sconfitti, essere se stessa o non essere nulla. Una terribile situazione di privilegio, cui società e squadra fanno fronte con larghi mezzi e consapevole coscienza.<ref group="fonte">Da ''Juventus e Torino''; citato in ''Torino 1961. Ritratto della città e della regione'', a cura di Ernesto Caballo, ed. Piemonte Artistico Culturale, Torino, 1961, p. 705.</ref> (Alfredo Toniolo<ref name=gds>Giornalista sportivo italiano.</ref>)
*Arturo Vidal è senza dubbio un buon giocatore. Voglio congratularmi con lui, ha scelto il miglior club che gli conviene. Visto il successo nello sport e le questioni legali della Juve negli ultimi anni, come tutti dicono.<ref>Riferendosi al mancato acquisto di [[Arturo Vidal]] da parte del Bayern Monaco nel 2011, nonostante un presunto accordo raggiunto tra club e il calciatore. Vidal, infatti, in quella stessa sessione di mercato si trasferì dal Bayer Leverkusen alla Juventus.<br />Quattro anni dopo l'accaduto e le dichiarazioni di Rummenigge, nell'estate del 2015, Vidal viene ceduto dalla Juventus al Bayern Monaco. {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calciomercato/15-07-2015/vidal-quando-juve-bayern-litigavano-lui-marotta-disse-rummenigge-120573686344.shtml Vidal, quando Juve e Bayern litigavano per lui. E Marotta disse a Rummenigge...]'', ''Gazzetta.it'', 15 luglio 2015.</ref> ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*{{NDR|Nel 2006}} Avevo avuto il coraggio di gridare quello che pensavo.<ref>Riferito in particolare a un episodio durante l'incontro Parma-Juventus disputatosi il 9 gennaio 2000, in quell'occasione Baggio venne espulso e in segno di protesta mimò all'arbitro [[Stefano Farina]] il gesto dei soldi.</ref> Quando si giocava contro la Juve si sapeva che si partiva con l'handicap. E adesso, a sei anni di distanza, tutto sta venendo a galla. ([[Dino Baggio]])
*Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]])
*C'è una battutaccia che si fa in negativo: giocatori e allenatori passano, ma la società resta. Vale anche per la Juventus, ma in positivo. ([[Massimo Mauro]])
*Chi firma [per la Juve] gioca per vincere. Chi entra nella Juve pensa solo al successo. Lo respiri dal primo momento in cui entri nella sede. ([[Eugenio Corini]])
*Ci sono due cose che mi hanno colpito: l'amore, che troviamo in qualsiasi parte d'Italia, e l'odio che riesci a trovare in qualsiasi posto d'Italia. Lo capisci solo se alleni la Juve [...]. Quando sei così attaccato all'esterno ti leghi all'interno. ([[Maurizio Sarri]])
*Ciò che distingue la Juve dalle altre squadre è soprattutto la mentalità: non abbassare mai l'attenzione, non mollare e lottare tutti i giorni per vincere. Un conto è dirlo, un conto è essere qua e vedere come tutte le persone che lavorano intorno a noi hanno una disciplina veramente importante e una mentalità che ha portato la Juve a vincere così tanto. ([[Tomás Rincón]])
*Ciò che mi ha subito colpito positivamente è stata la mentalità vincente. Qui è come se ti impiantassero un chip appena arrivato [...]. Capisci subito che si gioca sempre per vincere [...]. Alla Juve c'è grande comunicazione e un ambiente molto unito. Dai compagni al tecnico e allo staff, mi hanno tutti aiutato a inserirmi rapidamente. Ci si parla tanto e c'è un costante confronto, fondamentale per crescere. ([[Alex Sandro Lobo Silva]])
*{{NDR|Sugli ambienti di lavoro nella Juventus e nel [[Associazione Calcio Milan|Milan]]}} Come ambienti più o meno sono simili, due città [Torino e Milano] che ti lasciano vivere tranquillo, senza troppe pressioni. I metodi di allenamento sono diversi perché in base ad ogni allenatore le cose cambiano. Il resto più o meno è lo stesso, sono due grandi società con le stesse ambizioni, la stessa voglia di vincere, quindi siano le, penso, le due più grandi società italiane più conosciute anche in giro per il mondo. Quindi non ci sono tante cose diverse. ([[Andrea Pirlo]])
*Come dicono a Torino? "Vincere non è importante: è l'unica cosa che conta"<ref>In riferimento alla frase di [[Giampiero Boniperti]]: «Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.»</ref>. Dovrebbero aggiungere: "E non ci interessa tanto come". ([[Morgan De Sanctis]])
*– Come il giocatore della Juve?<br />– Scusa, Alice – si intromise Massimo. – Va bene che siamo al bar, ma anche alle volgarità c'è un limite. Certe parole qui preferirei che tu non le dicessi. ([[Marco Malvaldi]])
*– Comunque sarà forte la tua Juventus, va...<br />– Cos'hai da dire sulla mia Juve?<br />– Ah, io niente. Non ho niente da dire io! Il tempo mi darà ragione: è una squadra senza futuro. (''[[Il Grande Torino]]'')
*Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si respira nell'aria dello spogliatoio, sono concetti che vengono tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c'è club nel mondo che ti faccia lo stesso effetto. ([[Edgar Davids]])
*Con la Juventus sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me, e a volte sono andato oltre... La Juventus è uno [[stile]], un grande insegnamento di vita. ([[Antonio Cabrini]])
*Con le buone o con le cattive vincono sempre. Le immagini parlano chiaro. Tutta Italia dovrebbe dire questo. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte, ogni anno è così. Tanto arriveremo ancora secondi. ([[Francesco Totti]])
*Contro la Juve avevi sempre rispetto per la squadra e per i giocatori che avevano e quando si diceva che loro vincevano con un aiuto, ti dico la verità, forse potevano vincere lo stesso anche senza queste cose. I giocatori sul momento non pensano che se fischiano qualcosa o succede qualcosa di particolare sia per un motivo, quando giochi non ti rendi conto di questo. Lo capisci dopo, quando è venuto fuori quello che succedeva, che chiudevano gli arbitri e altre cose. Poi, ognuno sa bene cosa ha fatto bene e cosa ha sbagliato. ([[Álvaro Recoba]])
*{{NDR|Una volta a [[Pietro Secchia]]}} Cos'ha fatto ieri la Juve? [...] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve? ([[Palmiro Togliatti]])
*Credo che il tifoso della Juventus, quando metti cuore e anima in mezzo al campo, te lo riconosce e ti vuole bene: la dimostrazione siamo io, Giaccherini, Padoin e non solo. Giocatori che ovviamente, se consideri che alla Juventus sono arrivati campioni [come] Zidane, Del Piero, Trezeguet e tanti altri, non sono paragonabili a livello tecnico, però la Juventus ha avuto sempre nella sua storia un'identità ben precisa, nel senso che a fianco a Zidane giocavano Porrini, Torricelli, Pessotto, Birindelli... mentre in quegli anni lì, al fianco di Pirlo a Tevez, io e altri eravamo quelli chiamati a mettere quello spirito e quella voglia a supporto. ([[Simone Pepe]])
*Da avversario la Juve è sempre stata una squadra difficile da affrontare. Si tratta di un club che ha vinto tantissimi titoli ed è molto rispettata da tutte le avversarie, in Italia e in Europa. ([[Ángel Di María]])
*Da esterno, ho sempre detto che della Juventus mi colpiva la mentalità con la quale i bianconeri affrontavano ogni partita. Ora che sono qui, mi sono accorto di cosa c'è dietro, delle ore di lavoro costante, dello spirito di sacrificio e della voglia di vincere e arrivare lontano. Credo che sia questo a fare la differenza tra la Juve e le altre squadre. ([[Federico Bernardeschi]])
*{{NDR|«Avete delle squadre rivali in Italia?»}} Della Juventus? Tutte! [ride, ''ndr''] ([[Pauline Peyraud-Magnin]])
*Dire che la Juve ruba è come dire che rubano i politici, può essere vero ma non basta. E infatti la teoria sull'appropriazione indebita di scudetto prende regolarmente vigore a marzo, e al termine di un processo temporale costante. Ad agosto sono tutti campioni d'Italia. A settembre sono fiduciosi e in rodaggio. A ottobre basta recuperare un paio d'infortunati e ci siamo. A novembre il distacco dalla vetta è serio, ma ce la giochiamo fino in fondo. A dicembre c'è ancora lo scontro diretto e la Champions porta via energie, e avanti così fino a marzo, quando la Juve è avanti di quindici punti, e allora ruba. ([[Mattia Feltri]])
*È evidente che nel rapporto tra la Juventus e i media – ma in generale tra la Juventus e gli italiani (o almeno gli italiani non juventini, ovvero la netta maggioranza della popolazione) – c'è qualcosa che non va. L'anti-juventinismo, che da decenni è divenuto un connotato rilevante del costume degli italiani (se non della loro antropologia) sta ormai assumendo tratti patologici. I media alimentano in modo poco responsabile questo "sentimento popolare" [...] pur di blandire la parte maggioritaria delle platee. Eppure la Juventus dovrebbe costituire un motivo di vanto per il nostro Paese: è infatti, oggettivamente, una delle autentiche eccellenze italiane. Dall'Italia del Nord, per essere precisi. Un'eccellenza settentrionale che ha saputo dare lustro all'intera nazione, tanto da venire "adottata" da milioni di italiani del Sud: un lustro che deriva dalla quantità di successi; dal numero di calciatori – superiore a qualsiasi altra squadra – [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|forniti alla Nazionale]]; da tutti i campioni che della Juve hanno indossato la maglia. E da tanti altri motivi. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*{{NDR|«Tifoso della Juventus sin da piccolo, cosa vuol dire poter indossare la maglia bianconera?»}} È il coronamento di un sogno. Sin dai primi calci che tiri al pallone sogni di diventare professionista e di indossare quella maglia. Un sogno difficile da realizzare, ma proprio per questa ragione, ancora più emozionante quando si avvera. ([[Massimo Carrera]])
*[«La Juve ruba»] è il solito ritornello di chi non vince. Ma non ci faccio più caso. Se, come la Juve, abitui tutti a vincere, è normale che al minimo errore ogni cosa venga ingigantita dagli altri, soprattutto da chi non vince. ([[Sebastian Giovinco]])
*{{NDR|«Cosa significa la Juve per te?»}} È il grande amore che si trova solo una volta nella vita. ([[Martina Rosucci]])
*È professionale, seria e nessuno è più grande del club. Hanno avuto alcuni grandi giocatori nel corso della loro storia, come [[Michel Platini]], [[Liam Brady]], [[Roberto Baggio]], [[Zinedine Zidane]] e [[Alessandro Del Piero]], ma la Juventus è venuta sempre prima dei singoli, e questo è ottimo, è proprio come dovrebbe essere. ([[Slaven Bilić]])
*È pur sempre la Juventus e contro i bianconeri non esistono partite facili. ([[Alex Ferguson]])
*È sempre stata una società strutturata, organizzata, moderna. La prima ad avere un organo di stampa. Quando l'intreccio con la famiglia Agnelli si è fatto stretto si è desuta la modernità che derivava dalla cultura industriale della famiglia. La Juventus è sempre stata nel calcio italiano, con gli alti e bassi sportivi, un po' più avanti della contemporaneità. ([[Walter Veltroni]])
*{{NDR|Dopo le polemiche scaturite in seguito all'arbitraggio di uno Juventus-Bologna 1-1 del 27 agosto 2023}} È una storia che si trascina da 25 anni. Quando mi dicono 'Pagliuca ce l'ha con la Juve, è un anti-juventino', confermo di esserlo. Lo sono diventato per forza di cose. Se metto in fila i fatti come faccio a non essere anti-juventino? ([[Gianluca Pagliuca]])
*{{NDR|Sulla frase «la Juve ruba» nel 2016}} È una fesseria da bar e la lascio volentieri ai bar da dove proviene. Seriamente, non posso accettare una frase di questo genere e non sono tifoso, non mi piace fare il tifoso e non voglio mai fare il tifoso. Come si fa, di fronte a una squadra che vince con il record di punti o da imbattuta, tirare fuori un concetto del genere se non per gelosia? La Juventus che giocava in Serie B o faticava negli anni successivi provocava molte meno polemiche, questo significa che il problema non è che "la Juve ruba", ma che "la Juve vince" e vince tanto, quindi diventa antipatica e innesca ragionamenti distorti come questo. ([[Graziano Cesari]])
*Entrambi, Juventus e [l'azienda automobilistica] Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano. ([[Sergio Marchionne]])
*Essere alla Juventus, anche per un anno, è una fortuna troppo grande, per mentalità, educazione e dedizione. Ti crei un bagaglio che porterai con te per tutta la vita. ([[Fabio Paratici]])
*Essere juventino è qualcosa di profondo: è orgoglio, è passione, è voglia di non arrendersi mai. ([[Claudio Marchisio]])
*Essere juventino voleva dire un favore, un onore; voleva dire garbo, senso dell'ognuno, [[lealtà]] e, naturalmente, [[cultura]]. ([[Giuseppe Hess]])
*Essere stati juventini è come aver fatto il bersagliere. Per tutta la vita resti tale. Perché una società come la Juventus non esiste, non ha riscontri come età, come ambiente, come tutto. Il suo [[Stile Juventus|stile]], il rispetto reciproco, soprattutto l'impronta della famiglia Agnelli. ([[Antonello Cuccureddu]])
*[La juventinità] è senso di appartenenza, condivisione dei valori. È saper accettare le vittorie e anche le sconfitte, questo vale per i giocatori e anche per i tifosi. ([[Giuseppe Furino]])
*Fin dalla prima volta in cui sono entrato nello spogliatoio della Juventus, vedendo i volti dei miei compagni, ho capito una cosa: "Qui bisogna vincere e basta". ([[Rodrigo Bentancur]])
*Fondamentalismo juventino, l'unico a cui sono fiero di appartenere. ([[Pietro Sermonti]])
*{{NDR|Negli anni trenta del XX secolo}} Gente di poche parole, dura a morire, negata agli scoppi dello entusiasmo, alle vittorie maramalde, con punteggi troppo pesanti. Ha la passione di vincere, e conosce l'arte di perdere bene. ([[Carlo Bergoglio]])
*{{NDR|Nel 2012}} Gentile John Elkann, Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[Stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. ([[Marco Travaglio]])
*Gli arbitri sbagliano con tutti, ma quando lo fanno con la Juve la gente pensa male per quello che è successo in passato. Chi deve arbitrare la Juventus ha addosso molta più pressione degli altri. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*Grazie Juventus per avermi insegnato a vincere! ([[Enzo Maresca]])
*Ho allenato qua [a Torino] due anni, mi sono trovato molto bene con la [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria]], con una parte della tifoseria, con la società. Ho imparato moltissimo in questa società, poi ho avuto dei problemi con alcuni tifosi, ma cosa posso dire? I due anni che ho passato qui mi hanno aiutato moltissimo a crescere. ([[Carlo Ancelotti]])
*Ho rifiutato tre volte il passaggio alla Juventus. Lì vogliono solo i soldatini, sul binario, sempre dritti. ([[Antonio Cassano]])
*Ho avuto la fortuna di far parte di questa grande famiglia e grande club, che ha un dna unico come altre squadre. Difficilmente cambierà. Può essere modellato, ma non cambiato. Il dna di ogni società va rispettato. ([[Massimiliano Allegri]])
*{{NDR|In riferimento ad episodi arbitrali}} Ho sempre detto che la Juve è la più brava in assoluto, se gli altri sono bravi a 360, la Juve lo è a 361 gradi. ([[Davide Ballardini]])
*Ho sempre pensato che la Juventus avesse una marcia in più, anche prima, quando ci giocavo contro e adesso lo sento sulla mia pelle, il motto "Fino alla fine" è ciò che ci rappresenta, quindi anche quando le cose non girano perfettamente sappiamo che abbiamo molta forza e determinazione per rialzarci. ([[Agnese Bonfantini]])
*Ho subito odiato la Juve ancor prima di capire di calcio. I motivi c'erano: [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era per la Juve, i missini erano per la Juve e così i romagnoli. Tutti schierati dalla parte del più forte perché come diceva [[Ennio Flaiano|Flaiano]] l'italiano è sempre il primo a soccorrere i vincitori. ([[Carlo Laurenzi (scrittore)|Carlo Laurezi]])
*I grandi tornei si vincono con grandi difensori, bisogna prendere esempio dalla Juventus, dove la difesa è un'arte. ([[Hugo Broos]])
*''I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | di tornare a rubare, | il cuore dei Fansi.'' ([[Checco Zalone]])
*''I Juventini siamo piccoli eroi, | gli unici martiri i capi spiatoi, | perché siete gelosi, | siete gente invidiosi | di una squadra gloriosi | come noi. || I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | forza Vecchia Signora, | dacci tanti trofei.'' ([[Checco Zalone]])
*{{NDR|Sul presunto trasferimento al Valencia in una lettera ai dirigenti del club spagnolo}} I soldi non valgono l'amore per una maglia e io ne ho due, una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconera]] e una azzurra. ([[Umberto Caligaris]])
*Il gioco del calcio in Italia senza la Juventus sarebbe impensabile. ([[Giorgio Bocca]])
*Il palmarès dei bianconeri sarà forse ricco di trofei, ma in quanto a baldoria, lì sono veramente pessimi! Bisognava giocare, vincere e basta! Ogni tanto avevo l'impressione di andare al lavoro in fabbrica. ([[Zbigniew Boniek]])
*Il problema non è tanto l'imperativo categorico della [[vittoria]], sempre e in ogni partita, quanto il fatto che ogni successo duri lo spazio di una doccia. Usciti dallo spogliatoio, quelli della Juventus devono già pensare alla partita successiva. Da vincere. E se alla fine di tutte arriva un trofeo, viene sistemato nella bacheca del [[J-Museum|Museum]] un paio di giorni dopo il giro con il pullman scoperto (quando si fa) e poi via a pensare come riuscire ad alzare il successivo. Certe cose si respirano subito e all'inizio può mancare il fiato, ma la Juventus è questa, anzi anche questa, perché sono tante le zavorre che fanno pesare quella maglia.<ref group="fonte">Citato in ''Ecco perché pesa la maglia della Juve'', ''Tuttosport'', 23 gennaio 2016, p. 6.</ref> (Guido Vaciago<ref name=gds/>)
*Il punto forte di questa squadra è proprio essere come una [[famiglia]]: si soffre e si gioisce insieme. Se giochi, sai che gli altri fanno il tifo per te, se non giochi fai il tifo per gli altri e sei contento se fanno gol. Alla Juve funziona così. ([[Álvaro Morata]])
*{{NDR|Nel 2005}} In 108 anni di vita la Juventus ha centrato vittorie importanti, momenti emozionanti, ha regalato moltissime gioie e qualche dolore, ma ha sempre fatto sentire i suoi tifosi al centro del mondo così come i suoi campioni: Boniperti, Sivori, Charles, Bettega, Rossi, Platini, Baggio, Vialli, Del Piero, Zidane, Trezeguet, Nedvěd e Ibrahimović... sono solo alcuni dei campioni che hanno fatto sognare l'immaginario collettivo del popolo bianconero.<br/> È grazie al lavoro di tecnici straordinari come Carniglia, Trapattoni, Lippi, Capello... la bacheca juventina può essere considerata giustamente tra le più ricche e prestigiose d'Europa. E dietro 100 anni di successi bianconeri c'è un marchio di fabbrica che non tradisce mai, quello della famiglia Agnelli, da sempre garanzia di qualità e continuità!<ref group="fonte">Dal documentario ''Grande Storia della Juventus'', Rai Trade, ''Corriere della sera'' e ''La Gazzetta dello Sport'', 2007, EAN 8032807021621</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Indossare la {{sic|[[Colori e simboli della Juventus Football Club|Maglia Bianconera]]}} è stato un privilegio senza eguali. Ho vissuto trionfi incredibili, sollevando trofei di Serie A e coppe con una squadra straordinaria, piena di campioni indimenticabili. Oltre ai successi sul campo, giocare per la Juventus significava far parte di una famiglia. Il tutto è stato possibile grazie al grandissimo lavoro della famiglia Agnelli che in questi 100 anni hanno creato successo e trasmesso lo [[Stile Juventus|{{sic|Stile}} Juve]], trasformandolo in un simbolo di {{sic|Storia}} e tradizione. Quegli anni sono stati il capitolo più bello della mia carriera, un'esperienza indimenticabile. Sono grato per aver fatto parte di questa società storica, una parte della mia vita che porterò sempre nel cuore. ([[David Trezeguet]])
*Io, innanzitutto, sono stato [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoso della Juve]] e per chi è come me, figlio di italiani emigrati in [[Australia]], il [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconero]] è stato un simbolo che unisce una comunità. ([[Joe Montemurro]])
*Io amo l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e apprezzo la Juve, a modo mio. Credo che «le due squadre siano necessarie alla reciproca fama», come ha scritto [[Gianni Riotta]] (interista). Per questo non ho mai tifato contro i bianconeri. Io voglio che la Juve esista e continui a sorprendermi. Mi piace vedere come ogni stagione riesca a pasticciare una maglia che non è mai stata entusiasmante. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Nel 2011}} Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della Juventus. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{ndr|Nel 2017}} Io sono contro la Juve, prima di arrivare a [[Cagliari]] odiavo la Juve a prescindere [...]. Ti dico solo che io odio la Juve, se potessimo aver vinto col [[Cagliari Calcio|Cagliari]] contro la Juve avrei dato alcuni di miei coglioni per vincere la partita perché odio la Juve. Quando stavo a Cagliari non ho mai perso allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] col Cagliari, mai perso solo pareggiato. Mai perso. Hanno vinto solo lo scudetto quando hanno giocato a Trieste, allo Juventus Stadium mai perso. Odio la Juve perché hanno sempre vinto per un [[calcio di rigore|rigore]], per una punizione... Io sono venuto alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] perché volevo vincere [...] volevo vincere contro la Juve che aveva sempre avuto quest'aiuto. ([[Radja Nainggolan]])
*Io sono anti-juventino per antonomasia: l'anti-juventinismo è una malattia da cui non si guarisce, si ha fin da bambino. Se fanno una cura per guarirla, sarò il primo paziente! ([[Andrea Pucci]])
*Io tifo Juventus e nessun giocatore potrà mai dirle di no. Ripeto, nessun giocatore al mondo può rifiutare una loro offerta. La Juve è una delle squadre più grandi al mondo e quando ti fanno squillare il telefono, non puoi pensarci più di tanto. Devi accettare il più velocemente possibile! Indossare quei colori significa lasciare il sangue ad ogni allenamento e ad ogni partita. Perché la Juventus è una famiglia, una squadra di guerrieri, una squadra nata per essere campione sempre ogni anno. ([[Douglas Costa]])
*Juventus e FIAT sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno. ([[Sergio Marchionne]])
*[La] Juventus per me è la mia vita, la mia famiglia: ho dentro una juventinità incredibile perché questo club mi ha fatto diventare un uomo e in me ci sarà sempre riconoscenza. ([[Sergio Brio]])
*Juventus uguale FIAT uguale potere. ([[Helenio Herrera]])
*{{NDR|Nel 2014}} L'abito, si sa, fa l'intonaco. Ma, nel caso della Juventus, l'abito fa spesso anche lo stronzo. Se ne contano a centinaia di casi. Non si capisce perché. Sta di fatto che la Vecchia Signora, soprattutto da quando accomoda le chiappe nel bollore erotico del [[Juventus Stadium|nuovo stadio]], somiglia sempre più alla mamma di ''[[Psycho]]''. È come se un logos malefico riprogrammasse le menti, tipo plagio. Arrivi a Corso Galileo Ferraris 32 che sei una persona normale e, dopo un po', diventi [[Roberto Bettega|Bettega]] o Giraudo. Se sei già [[Luciano Moggi|Moggi]] in natura, sei facilitato, non c'è problema. E, cioè, un mostro d'arroganza, un pitbull pronto a sbranare le creature a Parco Valentino, che va in giro ostentando t-shirt, tweet e cazzate da machoman del tipo: "Per noi conta solo vincere". ([[Giancarlo Dotto]])
*L'amore del Sud per la Juventus scaturisce dal gioco dei contrasti: La [[Quinquennio d'oro|Juventus del Quinquennio]] ha caratterizzato l'evoluzione del calcio italiano e ha dominato per lungo tempo il campionato, ha dato esempio di rigorosa organizzazione, di equilibrio tecnico, di elevato spirito sportivo, proprio nel periodo più oscuro del calcio meridionale, allorché nel Sud il football era ancora in una fase pionieristica e confusa, e ancora non si intravedono i segni del suo sviluppo... Mancano nel Sud, nei confronti della Juventus, quelle venature di asperezza, di invidia, di risentimento che scaturiscono dalla rivalità. [[Genova]] si sentiva ferita... [[Milano]] e [[Bologna]] vedevano nella Juve un'antagonista... Nel Sud, no. Non c'erano motivi di contrasto, non esistevano ambizioni rivaleggianti. ([[Luigi Palumbo|Gino Palumbo]])
*L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. ([[Enrico Canfari]])
*L'avversaria più forte e, insieme, una patente di grandezza. Se la affronti con possibilità di vittoria concrete – e io sono stato fortunato, mi è successo di prevalere più di una volta – vuol dire che il tuo valore è elevato. È automatico. ([[Roberto Mancini]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} l'emanazione dello spirito che fa quadrato per vincere, anche contro ogni previsione. ([[Edi Rama]])
*L'odio viscerale e irrazionale per la Juventus ha due cause. La prima è l'incurabile campanilismo degli [[italiani]]. L'[[italiano medio]] è un provinciale e quindi la Juventus, che ha la "colpa" di vincere molto essendo al contempo la squadra italiana meno vincolata a un territorio, diviene il bersaglio privilegiato delle frustrazioni di chi, essendo "periferico" si arrocca nella sua marginalità e sfoga il proprio livore su chi da tale marginalità non è afflitto. [...] La seconda causa consiste nel fatto che, nell'essere una delle poche vere eccellenze italiane, la Juve risulta per paradosso un'entità pochissimo italiana. La capacità di programmare e raggiungere gli obiettivi, la serietà dell'ambiente, uno stile di comunicazione rivendicato e riconosciuto (malgrado qualche inevitabile caduta) in tutto il mondo sono caratteristiche talmente rare, in Italia, da generare invidia e rancore: costringono infatti l'italiano medio a un confronto, e dato che l'esito del confronto è impietoso, la reazione sono le calunnie, le sistematiche accuse di furto, il doppiopesismo nella valutazione degli episodi di gioco, la completa indisponibilità a riconoscere il merito. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*La cosa più importante qui è vincere, la voglia della squadra e della società è impressionante e permette a un calciatore di crescere. ([[Miralem Pjanić]])
*{{NDR|«Cos'è secondo te che differenzia la Juventus da tutte le altre squadre nel mondo?»}} La fame per la vittoria. Un'eredità senza precedenti. Il più importante contributo in termini di giocatori donati alle vittoriose nazionali italiane. Una sorta di maledizione con le finali di Champions League, qualcosa che mi permetto di connettere alla natura esoterica di Torino e all'eterna dinastia della famiglia Agnelli. ([[Carlo Pastore]])
*La gente deve sapere che nella Juve non è facile. C'è una cultura del lavoro diversa rispetto all'estero. Io sono stato al [[Manchester United Football Club|Manchester]]: sembrava di essere in vacanza. Qui si lavora tanto, perché tutti gli scudetti non è che li abbiamo rubati: è il lavoro, fino alla fine. ([[Paul Pogba]])
*{{NDR|«Cos'ha imparato alla Juve?»}} La gestione delle sconfitte: tre finali di Champions, uno scudetto sfumato sotto la pioggia a Perugia due mesi prima dell'Europeo svanito al golden gol. Ma noi non abbiamo mai pianto. Ecco, alla Juve ho vinto tanto e ho imparato a perdere. ([[Mark Iuliano]])
*La Juve di [[Marcello Lippi|Lippi]] e quella di [[Fabio Capello|Capello]]? Erano squadre fortissime, abituate a vincere con giocatori straordinari ed era la squadra da battere in Italia. ([[Andrea Pirlo]])
*La Juve è davvero diversa. C'è un'ossessione per la vittoria, sempre, l'ossessione di rimettersi sempre in gioco, non c'è mai tempo per la soddisfazione, per festeggiare perché davanti c'è sempre la prossima sfida da vincere. Al mio arrivo ho visto dei guerrieri, dei giocatori con questa mentalità e ho capito perché è questo il club che vince. ([[Miralem Pjanić]])
*La Juve è l'immagine di [[Torino]] nel mondo. ([[Piero Fassino]])
*La Juve è l'unica squadra i cui [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]])
*La Juve è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente.<br/> [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro... ([[Paolo Maldini]])
*La Juve è la Juve da più di cento anni e potrà sempre sperare di avere un futuro dalla sua parte. ([[Paulo Sousa]])
*La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte. ([[Gaetano Scirea]])
*La Juve è sempre la Juve, ci sono squadre che hanno la vittoria nel DNA e la Juventus è tra queste. ([[Emilio Butragueño]])
*La Juve è sicuramente la squadra più amata, ma anche quella più odiata d'Italia [...]. Probabilmente la Juve è sempre stata troppo "vincente", per potersi permettere anche di essere "troppo simpatica". ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]])
*La Juve è storia, tradizione, è un pezzo del Paese, è un'immagine dell'Italia nel mondo. Ciò comporta una grande responsabilità, perché ogni giorno devi rispettare il nome che porti. Ma la Juve è di più: è un valore ideale e morale, è quello [[Stile Juventus|stile]] che deve tantissimo alla classe degli Agnelli. Molto del consenso intorno a noi è il risultato dei successi nazionali e mondiali, nei quali inserisco anche i giocatori dati alla [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale]]. Dalla nascita sulla panchina di Corso Re Umberto, la Juve è stata al centro della vita sociale, civile e culturale del Novecento. È interclassista: aristocrazia sabauda e immigrati che negli anni '60 arrivavano a [[Torino]]. È bipartisan: i comunisti e i monarchici. ([[Vittorio Caissotti di Chiusano]])
*La Juve è un club con una storia ben precisa, con un'idea e un'identità ben precisa, e quindi indipendentemente dal periodo a noi giocatori spetta dare il massimo e far di tutto per vincere. È una questione di responsabilità, di attaccamento alla [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia]]. ([[Fabio Miretti]])
*La Juve è un fenomeno da studiare, ma non solo per il ruolo da collezionista di trionfi che si è guadagnata sul campo. Ha saputo trasferire al calcio italiano, attraverso la sua strabiliante evoluzione, anche un concetto di autentica modernità. ([[Alessandro Vocalelli]])
*La Juve è una donna, un'amante che torna all'innamorato dopo l'adulterio di una sconfitta. ([[Jean Cau]])
*La Juve è una scuola, ti aiuta a crescere e maturare. ([[Mauro Germán Camoranesi]])
*{{NDR|Nel 2017}} La Juve è una squadra prepotentemente italiana, arrogantemente sabauda, provincialmente vincente. Tutto qui. A Cardiff come a Berlino. Ad Atene come a Monaco di Baviera: in Grecia una squadra composta da campioni del mondo si afflosciò contro l'Amburgo di Magath mentre in Germania la Juve campione in carica venne umiliata da un Borussia di reduci e di scarti. E poi tutte le altre finali, vergognosamente perse per mancanza di hybris, cioè di quel senso epico che ti fa dire che sei davvero leggendario, capace di sovvertire il volere degli dei. Altro che Coppa maledetta, la maledizione è dentro di noi: la Juve, ne ho preso coscienza la scorsa notte, non potrà mai avere quella forza epica perché è una squadra costruita dal potere e nel potere. Solo che è un potere locale. Un potere che ci fa vincere 33 scudetti; gli ultimi sei di fila e per questo si scomoda l'espressione LE6END, leggenda. Un potere che ci fa pensare superbamente di averne vinti 35 sul campo, roba che se anche fosse vero non lo direi perché tre stelle e solo due Coppe dalle Grandi orecchie in bacheca allora sei davvero un eroe perdente. Peggio di Ettore. ([[Gianluigi Paragone]])
*{{NDR|Nel 2018}} La Juve ha costruito il suo grattacielo [...] seguendo una logica imprenditoriale che rappresenta la sua prima marcia in più, il valore assoluto che la separa dalla concorrenza. Un dominio che nasce da una società strutturata con i meccanismi di un'azienda. Ogni mossa ha un significato, una ragione scientifica. ([[Alessandro Vocalelli]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve ha sempre avuto giocatori straordinari, ma ha avuto sempre l'anima che è quella di Torino e della sua proprietà, ovvero essere pratica ed efficace. [...] I 100 anni di presidenza Agnelli? [...] si festeggia qualcosa di incredibile: in un mondo fatto di fondi e sceicchi credo che la sua storia sia quello che rende la Juventus diversa da tutte le altre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juve ha tutto per rendere molto gelosa una gran parte dell'Italia. Gioca a [[Torino]], una città del nord con una reputazione d'austerità e che ha dato numerosi intellettuali e uomini di stato alla Penisola. È di proprietà della famiglia Agnelli, i Kennedy ''made in Italy''. La FIAT è il simbolo del capitalismo transalpino... Per tutti questi motivi, allo stesso tempo si può rilevare che questa squadra è odiata da molti italiani che non si riconoscono in tale modello. [...] È quasi una sorta di anti-Italia. Non per niente si chiama La Vecchia Signora. [...] Non c'è amore per la Juve, ma solamente il rispetto per una persona anziana e degna. ([[Franco Ferrarotti]])
*La Juve infatti è la città di [[Torino]], è la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è scontato, è la distrazione colta e di talento, è l'unità d'Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come due mani di pianista. ([[Francesco Merlo]])
*La Juve non perde perché non si disperde. ([[Bruno Roghi]])
*La Juve o la ami o la odi, gli altri la odiano e chi la ama siamo solo noi juventini. ([[Manuel Locatelli]])
*La Juve può cambiare tutto, schieramento e uomini, ma la sostanza non cambia mai. Ha successo perché è umile davanti alla vittoria. ([[Paolo De Paola]])
*{{NDR|Nel 2008 rispondendo a chi chiedeva: «Ricordi d'Italia?»}} La Juve, soprattutto. Addosso ho ancora i segni di Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un'italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Bokšić, Del Piero: dopo sapevi di aver giocato al massimo. ([[Ryan Giggs]])
*La Juve si identificherà sempre in un Agnelli. ([[Gian Paolo Montali]])
*La Juve ti resta dentro. Lo [[Stile Juventus|stile Juve]] lo vedi invece nel parlare, nel vestire, nel comportarti. È una scuola di vita. Scherzando, posso dire che è come un servizio militare. Non si può sgarrare. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juve vince perché è più forte, la Juve vince perché ha più carattere, la Juve vince perché è più organizzata, la Juve vince perché ha uno stadio sempre pieno, la Juve vince perché non si lamenta, la Juve vince perché insegue la realtà e non i sogni, la Juve vince perché dimentica di aver vinto. ([[Paolo De Paola]])
*La Juve vince tutto e qualcuno non capisce perché. Vada a prendere un caffè insieme con Scirea o Cabrini e parli loro cinque minuti. Bastano per scoprire che sono uomini veri, cos'hanno dentro. Con questi campioni si vince, con i campioni del mondo, d'Europa, di tutto, che non si stancano di migliorare, che sono fuoriclasse e guadagnano meno di tanti altri loro colleghi inferiori come bravura, però restano dove sono perché vivono bene e trasmettono a chiunque questi valori. E la Juve vince. Capito? ([[Luigi Radice]])
*La Juventus arrivando prima degli altri, diventa in fretta modello per gli altri, anche se non è l'unica. Alla Juventus c'è una riflessione su sé stessa, che ci porta anche ad altre considerazioni. La società bianconera rifiuta completamente l'identificazione con una città. Uno di loro scriveva in una tesi che la società che rappresenta Torino, sia chiaro, è il [[Torino Football Club|Torino]], la Juventus è rappresentata su scala planetaria. ([[Felice Accame]])
*La Juventus ci ha portato via anche il medico: eppure nella provincia di Torino di dottori ce ne sono almeno novemila. ([[Ernesto Pellegrini]])
*La Juventus con poco fa molto. ([[Iker Casillas]])
*{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. Insomma la Juve è una donna, un'amante e una madre tutto assieme. È Venere che qualche volta ti mette le corna ed allo stesso tempo è la Madonna sempre vergine. Pagana e cattolica. ([[Jean Cau]])
*{{NDR|Nel 2014}} La Juventus è ancora la razza padrona, contano poco gli organici. I campionati si vincono anche nei corridoi, per telefono, mica solo in campo. ([[Aldo Agroppi]])
*La Juventus è come l'[[Fenice|Araba Fenice]]: sembra morta invece rinasce con tutta la sua forza. ([[Joseph Blatter]])
*La Juventus è continuità nel tempo. Il segreto più semplice e anche il più difficile da mantenere per ambire a realizzare grandi progetti. ([[Sara Gama]])
*{{NDR|Nel 2011}} La Juventus è il più grande pilastro dell'organizzazione calcistica italiana, la società che ha vinto il maggior numero di [[campionato italiano di calcio|scudetti]]. I suoi giocatori hanno vinto tutto anche con la maglia della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale italiana]]. La famiglia Agnelli si identifica da sempre con la Juventus. [[Andrea Agnelli|Andrea]] ha un grande ruolo ed una grande responsabilità, [[Umberto Agnelli|suo padre]] è stato presidente della FIGC. ([[Franco Carraro]])
*La Juventus è la società più strutturata tra quelle dove ho giocato. Dalla dirigenza ai tifosi, tutti hanno chiaro il ruolo. E i giocatori sanno di venire dopo l'istituzione. È una forza che permette al club di restare ai vertici. ([[Patrick Vieira]])
*La Juventus è qualcosa di diverso da tutto il resto. Quando sei fuori da quel mondo, senti sempre parlare della loro mentalità. Ti sembra un discorso finto, poi ci entri e capisci cosa vuol dire: è la storia che si tramanda. Devi vincere perché quelli prima di te lo hanno fatto e quelli dopo lo faranno. ([[Simone Pepe]])
*La Juventus è stata un esempio per il mio Manchester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocassette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tattica o la tecnica, quella ce l'abbiamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella voglia di vincere. ([[Alex Ferguson]])
*La Juventus è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori. ([[Roberto Bettega]])
*La Juventus è storia, passione, orgoglio, sacrificio e vittoria. La Juventus è famiglia. La Juventus è più grande di tutto, di tutti, per sempre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juventus è un'istituzione come nessun'altra nel mondo del calcio; la ''Vecchia Signora'' è un'[[icona]] nazionale dell'Italia in un modo che non ha eguali in tutta Europa. In Spagna, questa iconografia è complicata dalla rivalità tra il [[Real Madrid Club de Fútbol|Madrid]] in [[Castiglia]] e il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]] [[Catalogna|catalano]]; in termini inglesi, si potrebbe solo paragonare la Juventus a un'entità che combina il [[Liverpool Football Club|Liverpool]] e il [[Manchester United Football Club|Manchester United]] con l'Aston Villa di un tempo. Il [[Fußball-Club Bayern München|Bayern Monaco]], pur essendo stato fondato nel 1900, non ha tale storia, avendo vinto il titolo tedesco solo una volta prima del 1969. ([[Ed Vulliamy]])
*La Juventus è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat. ([[Giovanni Trapattoni]])
*La Juventus è un avversario scomodo. È un mito del calcio europeo, è come il Real Madrid, ha storia e tradizione. ([[Jupp Heynckes]])
*La Juventus è un club abituato a vincere e la vittoria di un trofeo, anche se importante, viene subito archiviata. ([[Angelo Peruzzi]])
*La Juventus è un colpo di forbice, un taglio netto e profondo sulla pelle del tifo. O con lei o contro di lei. Solleva passioni, alleva rancori, semina invidie: che, non di rado, sono un tributo al merito. ([[Roberto Beccantini]])
*La Juventus è un grande club che onora l'Italia calcistica da sempre, in tutto il mondo, quindi è un fiore all'occhiello del calcio italiano.<ref group="fonte">Da un'intervista per ''Sky Sport 24''; trascritta in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=138973 Valentini (direttore generale della FIGC): "29 o 31? Complimenti alla Juve, fiore all'occhiello del calcio italiano, ma le regole e le sentenze vanno rispettate. Pirlo lascia la Nazionale nel 2014? Effetto malinconico, pronti ad accoglierlo nell'ambiente azzurro"]'', ''Tuttojuve.com'', 6 maggio 2013.</ref> (Antonello Valentini<ref>Direttore generale della F.I.G.C.</ref>)
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus è un po' come la [[Democrazia Cristiana]]: anche quando gioca male, sempre al vertice, un po' più in basso, un po' più in alto, ma è sempre al vertice. ([[Carlo Donat-Cattin]])
*La Juventus è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di [[Milano]] e [[Roma]], e i giocatori possono prepararsi al meglio ([[Giovanni Trapattoni]]).
*La Juventus è uno stile di vita che ha attraversato, attraversa e continuerà ad attraversare i confini non solo di Torino, ma dell'Italia e dell'Europa, per emozionare i cuori di milioni di persone, anche nei momenti più difficili perché è proprio in questi casi che si vede chi è davvero bianconero. Chi gioca [[Colori e simboli della Juventus Football Club|per questa maglia]] deve amare questi colori, lottare per loro, essere pronto, se serve, a soffrire, puntando a una sola cosa. Sempre. La vittoria. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juventus è una delle squadre più forti al mondo, ed è difficile immaginare un allenatore che non abbia sognato di guidarla almeno una volta nella sua carriera. ([[Marcelo Bielsa]])
*La Juventus è una società solida, incredibilmente forte con un DNA preciso: lì impari a capire, sin dal primo giorno, il significato della parola vittoria; rinnovando ad ogni allenamento la fame e la voglia di non mollare mai. ([[Emerson Ferreira da Rosa]])
*La Juventus è una società storica, non solo per quello che è stato nel suo palmarès e dei risultati fatti, perché così, a memoria d'uomo adesso [...] probabilmente un altro caso in giro per il mondo ci sarà, ma non sicuramente di questa importanza: questa incredibile appartenenza ad una stessa famiglia, col passare degli anni, delle generazioni e con, sempre, esponenti anche della famiglia [Agnelli] esposti in prima persona anche nei momenti magari più complicati sia della città di [[Torino]], sia di famiglia; la FIAT, tutto ciò che ho enumerato, e ce n'è atto: questa è una storia più unica che rara. Insomma, è una eccellenza del [[Italia|Paese]] e non solo del [[Calcio (sport)|calcio]], questo potrebbe essere sicuro. ([[Giovanni Malagò]])
*La Juventus è universale, un patrimonio non soltanto calcistico, ma culturale e sociale. La Juventus è una storia infinita, sempre sospesa tra mito e modernità. La Juventus è il [[caleidoscopio]] dei suoi assi e delle sue conquiste, i presidenti e gli allenatori, le donne e gli uomini che, giorno dopo giorno, lavorano per costruirne i trionfi. La Juventus è il cuore dei suoi milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]], sparsi in Italia e nel mondo. ([[Darwin Pastorin]])
*La Juventus era una squadra che non avevo mai amato e che probabilmente non amerò mai, [...]. La Juventus era un ambiente totalmente nuovo per me. Diverso. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l'ingranaggio di una grande azienda. Per il sentimento, prego rivolgersi altrove. Sul lavoro tutto bene, fuori zero contatti. ([[Carlo Ancelotti]])
*La Juventus ha 10 milioni di amici su Facebook. La particolarità è che sono tutti arbitri. ([[Gene Gnocchi]])
*La Juventus ha significato per me cose grandiose, che mi pare persino di non poter mettere sulla carta. Vorrei che fosse chiara una cosa: noi calciatori siamo legati al nostro mestiere, che è poi la nostra vita. Chi segna il nostro mestiere con esperienze e insegnamenti, è legato a noi per la vita. ([[Umberto Colombo (calciatore)|Umberto Colombo]])
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus ha vinto sempre, è il partito della maggioranza relativa, la squadra che ha più consenso, partito di governo. ([[Virginio Rognoni]])
*La Juventus mi ha dato tutto. Qui ho acquistato la mia mentalità vincente, quella che ti fa dire che ogni partita è una battaglia. Ho imparato ad essere esigente con me stesso e come affrontare e superare le difficoltà. ([[Pavel Nedvěd]])
*La Juventus non deve temere nessuno, devono essere gli avversari a temerla. Lo impone il nome, il peso della [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia bianconera]] non ha eguali nel mondo. ([[Stefano Tacconi]])
*La Juventus non è solo una squadra che vince tantissimo, è anche un movimento di pensiero, trasversale a tutte le classi sociali.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2017/05/31/news/champions_il_mondo_juve-166872809/ Champions, ecco i segreti del mondo Juventus]'', ''la Repubblica'', 2 giugno 2017.</ref> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita. ([[Italo Pietra]])
*La Juventus per me credo che rappresenti un punto fermo. Come la musica, come le amicizie, come i film belli. ([[Fabri Fibra]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus per me è l'insieme di identità, dedizione e vicinanza continue nel tempo per scrivere pagine di sport uniche. Ho l'onore e il privilegio di esserne il {{sic|Capitano}} dall'inizio dell'avventura femminile, alzare trofei è il nostro unico obiettivo, seguendo e mettendo in campo sempre i tre valori cardine elencati. (Sara Gama)
*La Juventus rispecchia il mio modo di pensare e vivere, Nonostante giocassi in una delle squadre più forti del mondo, la caratteristica dominante era il ''low profile'': non eccedere nell'entusiasmo, non esagerare, nel bene e nel male. ([[Gianluca Pessotto]])
*La Juventus? Vincere gli scudetti in questo modo qui non è appagante a livello sportivo. Tanti campioni se ne sono andati e ora capisco perché. Mi fanno un po' pena, devono vincere aiutati. Non si tratta di un furto, vogliono vincere comunque senza fare gli sportivi. Non vogliono confrontarsi ad armi pari. Questa è una mentalità mafiosa per arrivare a qualcosa non attraverso la strada normale ma attraverso scorciatoie. ([[Oliviero Toscani]])
*La Juventus vuole dire vittoria. Ecco il modo più semplice per spiegare la Juve, l'ho detto tante volte in Inghilterra quando mi chiedevano di raccontare il mio periodo italiano e io non avevo tanta voglia di parlare. È semplice, dicevo, alla Juventus si vince. ([[John Charles]])
*La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]])
*{{NDR|«Cosa ti ha colpito di più alla Juve?»}} La mentalità vincente che si respira. Quando sei dentro lo percepisci a pieno. Te ne rendi conto subito. A livello di professionalità e di organizzazione, poi, è tutto di una perfezione inaudita e di alto livello. ([[Daniele Rugani]])
*La mentalità vincente dei bianconeri è una delle altre cose immutabili e, in fondo, quello che noi [[Associazione Sportiva Roma|romanisti]] gli abbiamo sempre invidiato. ([[Paulo Roberto Falcão]])
*La mia Juventus. I migliori anni della nostra vita. Accogliente, severa, esigente e orgogliosamente unica. Un tempo indimenticabile, come i suoi protagonisti. Che nostalgia dell'ironia raffinata dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] che con una battuta riusciva a ridarti coraggio e del rigore affettuoso ma inflessibile di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] padre giusto e duro. Una famiglia che non ti abbandona anche quando decidi di volare altrove. ([[Marco Tardelli]])
*La odio ma solo perché è stata la squadra che mi ha fatto impazzire di più in Italia. Non riuscivo quasi mai a batterla e questa cosa mi ha fatto impazzire. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*La prima volta che da ragazzino sono andato in sede alla Juventus, che era situata in piazza San Carlo al di sopra del caffè Torino, ho avuto il piacere di incontrare i fondatori del club. Uno di loro, il commendatore Zambelli, si è avvicinato dicendomi che dovevo alzarmi in piedi e salutarlo in maniera più formale. Questo fa capire come era la Juve in quegli anni, prima di tutto veniva l'educazione. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*La società più società, la squadra più squadra. ([[Carlo Mazzone]])
*La sudditanza psicologica esiste. Sulla Juve occorre fare una valutazione generale: tutto quello che ha vinto nel calcio italiano non è proporzionale a quello che ha vinto all'estero. Ed è un qualcosa che fa riflettere... ([[Morgan De Sanctis]])
*La Vecchia Signora è uno dei più grandi club d'Europa, è più di un club, se preferite. Io uso molto la Juventus quando parlo ai giocatori, allo staff, a miei amici per chiarire un concetto. «Sì», dico, «il calcio è uno sport, ma alla Juventus è uno sport per uomini». ([[Slaven Bilić]])
*Lasciando perdere le passioni, se la Juventus sta bene il calcio italiano sta bene. ([[Marino Bartoletti]])
*Lascio la sede [...] dopo aver respirato per l'ennesima volta l'atmosfera bianconera, piena del fragrante profumo del successo, che è il succo della filosofia del club e che, insieme con lo [[Stile Juventus|stile]], è il distintivo che la Signora non si toglie mai. ([[Angelo Caroli]])
*Lo dice la storia: non può essere Juventus senza Agnelli, non c'è Agnelli senza Juventus. ([[Mario Pennacchia]])
*Lo spessore e il livello Juventus mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono. ([[Luciano Spalletti]])
*Loro come noi, due gambe e undici giocatori in campo. Più di noi hanno solo le Fiat. ([[Vujadin Boškov]])
*Mentre le rivali ricostruiscono stagione dopo stagione, la forza dei bianconeri è quella, invece, di aggiungere qualità. La continuità è difficile da trovare e quando la trovi fa aumentare inevitabilmente il divario. ([[Paolo De Ceglie]])
*Mi hanno insegnato che un giocatore deve sempre pensare alla vittoria. Quando sei in un'altra squadra magari sei portato alcune volte ad accontentarti, alla Juve non puoi. ([[Marco Marchionni]])
*Mi mancano le sfide con la Juventus. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi... ([[Ronaldo]])
*Molti [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] juventini sono dipesi dalle prodezze dei fratelli Hansen e di Praest, di [[John Charles|Charles]] e [[Omar Sívori|Sívori]], di [[Michel Platini|Platini]] e [[Zbigniew Boniek|Boniek]]. Ma dietro di loro c'erano solide [[Difensore|difese]] tutte [[italia]]ne, le dure fatiche di umili, ma indispensabili gregari come Emoli, Colombo o [[Giuseppe Furino|Furino]], le geniali ispirazioni a [[Centrocampista|centrocampo]] di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], o addirittura un blocco di sette giocatori capaci di vincere in [[Nazionale di calcio dell'Italia|maglia azzurra]] la [[Campionato mondiale di calcio|Coppa del Mondo]] in [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna]]. E, dunque, chi [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifava]] Juventus, trepidava e gioiva per una squadra di buon tessuto italiano, con il fiore all'occhiello di un paio di campioni stranieri, e godeva per uno scudetto che, per nove undicesimi, era il prodotto di un lavoro autoctono. Anche per questo la squadra bianconera è diventata "la fidanzata d'Italia", oltre che un simbolo di [[Torino]], quanto e talvolta perfino più della Fiat, e un valore aggiunto dell'immagine della famiglia Agnelli. ([[Paolo Garimberti]])
*{{NDR|Sulla Juventus della seconda metà degli anni 1990}} Nella mia carriera non ho mai trovato un avversario così superiore a noi. Non ho mai visto una squadra così forte. ([[Louis van Gaal]])
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva nel 1999: «La Juve degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di noi. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia. ([[Franco Baresi]])
*Non ci son stati aiuti o cose che si vuol far passare, la Juve era talmente più forte delle altre che vinceva gli scudetti indipendentemente da tutto. ([[Antonio Cassano]])
*Non credo esista un singolo momento o un singolo episodio in grado di spiegare come la Juventus non sia soltanto una società di calcio, bensì una vera e propria [[famiglia]]. Per me è stato così fin dal primo momento. ([[Antonello Cuccureddu]])
*Non sono solo un tifoso mi sento un suo amante. Con la Juve sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me e a volte, con grande incoscienza, sono anche andato oltre. (Antonio Cabrini)
*{{NDR|Cosa le viene in mente sentendo la parola "Juventus"?}} Notti incredibili, campioni unici. Per anni questa era "la" partita in Europa: Zidane vs Beckham, Del Piero vs Giggs. Ho un rimpianto: ho segnato a moltissime squadre, ma mai alla grande Juve! Ferguson la trattava con rispetto incredibile. A casa mia ho tante di quelle maglie bianconere: da Torricelli a Conte e Montero. A proposito, la prima volta al Delle Alpi, nel 1996, Sir Alex mi disse di concentrarmi su di lui, Montero: dovevo farmi prendere a calci, così Cantona avrebbe avuto spazio. Non funzionò: 1-0 per loro, gol di Bokšić. Oggi mia figlia tifa Juve per un semplice motivo: Andrea Pirlo... ([[Ole Gunnar Solskjær]])
*Ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine". ([[Luciano Spalletti]])
*Orgoglio infinito, la Juventus è la mia patria. ([[Enrico Canfari]])
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da Marcello Lippi durante la seconda metà degli anni 1990}} Per me è, insieme al [[Associazione Calcio Milan|Milan]] di [[Arrigo Sacchi]] dei primi anni '90 e allo United che vinse il ''double'' nel 1993-94, la squadra che ha avuto il maggior influsso su come credo che il gioco debba essere praticato. ([[Gary Neville]])
*{{NDR|Nel 2026}} Per me il termometro del calcio si chiama Juventus, la squadra che amo perché, voglio dirlo, sarò bianconero per la vita. Quando la ''Signora'' non è al massimo, anche la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] la segue ma, ovviamente, la stessa cosa funziona [[Juventus Football Club e nazionali di calcio|al contrario]]. ([[Hasan Salihamidžić]])
*Per noi juventini vincere in Europa ha sempre un sapore speciale, cresciuti come siamo con l'incubo di essere i padroni in casa e dei nessuno fuori. ([[Linus (deejay)|Linus]])
*[Se la Juve fosse uno scrittore, forse sarebbe [[Ludovico Ariosto|Ariosto]]] perché è una squadra classica, e se occorre non poco furiosa.<ref group="fonte">Citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/02/13/paolo-bertinetti-docente-io-juventino-e-tifoso-spurs-e-rushdieTorino20.html Paolo Bertinetti, docente: "Io, juventino e tifoso Spurs e il derby Ariosto-Rushdie"]'', ''la Repubblica'', 13 febbraio 2018.</ref> (Paolo Bertinetti<ref>Scrittore italiano, nel 2018.</ref>)
*Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus. Quando andai dal medico l'ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l'attendeva. Ricordò le prodezze di Galderisi, la sicurezza di Scirea, l'eleganza di Bettega, la sapienza di Furino, l'aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi. ([[Beppe Viola]])
*{{NDR|«Se la Juve fosse un film, che genere sarebbe secondo te?»}} Probabilmente un film d'avventura. Quel tipo di avventura che ti dà la carica e la motivazione, ti mantiene vivo e predisposto a fare sempre un passo in più. Se sei un club come la Juve, crei attese nei tifosi, per questo devi spingerti sempre oltre. Così si tagliano i grandi traguardi. ([[Daniel Alves]])
*Qual è la prima cosa che ho percepito nello spogliatoio della Juventus? La mentalità del lavoro. Penso che è questa l'impressione che ho avuto. Qua si lavora tanto a 360 gradi, puntando sulla prestazione al massimo. Quindi è quella la mentalità che c'è in questo ambiente. ([[Hernanes]])
*Qualsiasi ''cliché'' che ogni nuovo giocatore della Juve racconta sulla cultura della vittoria è vero! Dall'allenatore, al fisioterapia, al personale della cucina... tutti vogliono solo vincere. Questo è tutto. È un'ossessione. Ed è così anche per me adesso. ([[Federico Bernardeschi]])
*Qualsiasi cosa accada mi sentirò sempre juventino. Ho i colori bianconeri nel sangue. ([[Pietro Rava]])
*Quando abbiamo giocato per la prima volta la Champions League loro erano la squadra migliore, loro erano quelli che aspiravamo a essere. ([[Ryan Giggs]])
*Quando arrivai a Torino ero convinto di essere pronto, invece trovai una realtà non uno, ma tre livelli superiori a quanto mi aspettassi. Per concentrazione, professionalità e dedizione al lavoro erano troppo avanti. Adesso è normale trovare queste componenti nei grandi club, ma la Juve ce le aveva già vent'anni fa. [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Antonio Conte|Conte]], {{sic|ad}} esempio, avevano fatto la storia, eppure erano sempre in discussione. Vedevi la loro mentalità nel volersi riconfermare ogni giorno, con il sorriso sulle labbra. Grazie a loro, alla Juventus, ai suoi principi, nei futuri momenti di difficoltà continuai ad allenarmi in un certo modo e a reagire. Non a caso, quando per il calcio italiano ero ormai finito, da Bologna in poi feci altri 7 anni ad altissimo livello. ([[Marco Di Vaio]]).
*{{NDR|Nel 2026 ad [[Alessandro Del Piero]]}} Quando giocavamo contro una squadra italiana, sapevamo che era difficile superarvi in velocità. Che tatticamente eravate solidi e che sarebbe stato sempre difficile segnare contro di voi. [...] Era sempre difficile fare gol quando giocavamo contro di voi. E quando eravate in 10 uomini, eravate ancora più forti. Soprattutto parlando della Juve [...] Ci sono rimasto solo un anno, ma la prima cosa che ho sentito nello spogliatoio è stata: "Ragazzi, non molliamo mai". [...] Quando indossi quella maglia, la senti subito. ([[Thierry Henry]])
*{{NDR|Nel 2009}} Quando la Juve era gestita da [[Luciano Moggi|Moggi]] non mi è mai piaciuta, l'ho detto pubblicamente e ho avuto ragione, purtroppo. Un club di rango non meritava la B. Ora con i nuovi dirigenti, soprattutto con [[Jean-Claude Blanc|Blanc]], c'è molta cordialità e amicizia. ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*Quando penso alla Juventus, questo mi riporta subito alla mente ricordi appassionati, che inducono a riflettere, del mio tempo al [[Manchester United Football Club|Manchester United]] durante la metà degli anni 1990, quando stavamo crescendo come squadra ed imparando tutto su come ottenere successo in Champions League. La Juventus era il punto di riferimento in virtù delle tre finali consecutive raggiunte dalla squadra di [[Marcello Lippi]] in quel periodo, e li abbiamo affrontati ben otto volte nel giro di sette anni. Ci siamo misurati contro di loro e considero ancora la squadra di Alessandro Del Piero, Zinedine Zidane, Alen Boksic e Didier Deschamps come la migliore che abbia mai affrontato. Avevano tutto quello che mi piacerebbe avere nella mia squadra. ([[Gary Neville]])
*Quando sei abituato a vincere, appena cadi ti fai male. [...] Noi siamo la Juventus e il nostro obiettivo deve sempre essere quello di giocare per vincere e quando non ci riesci devi rimboccarti le maniche e continuare a lavorare. ([[Cristiana Girelli]])
*{{NDR|Nel 2025}} Quando sei e giochi per la Juventus, se qualcuno piaccia o no piaccia, anche oggi è così; devi avere mentalità di quello che gioca ogni partita al ciento per ciento e, cinque minuti dopo la partita, pensar già alla partita successiva. Per questo è difficile giocare per la Juventus perche è una squadra che già la sua storia, una squadra che non si accontenta mai. ([[Zbigniew Boniek]])
*Quando sei la Juve del secondo o terzo posto non te ne fai nulla. ([[David Trezeguet]])
*Quando si arriva alla Juventus, è la Juventus a sceglierti, e non viceversa. ([[Wojciech Szczęsny]])
*Quando si dice «il giocatore viene preso dalla Juventus» significa anche caricarlo di responsabilità. Quando si dice «la maglia della Juventus è pesante» significa capire che dietro quella maglia c'è una storia fatta di un palmarès ricco di successi e, quindi, questo giocatore deve essere uno degli interpreti per arrivare ancora a riportare ad ulteriori successi. ([[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Giuseppe Marotta]])
*Quando sono arrivato alla Juve, ero arrivato in un posto dove volevo essere, che non è una squadra di calcio, è un'azienda. [...] È difficile avere nel mondo del calcio un approccio così. C'è la società, ci sono i ruoli. E chi non li rispetta o non si adegua deve subire le sanzioni dai superiori. A me questo tipo atteggiamento piace molto, perché tutti devono rispettare le regole. ([[Hernanes]])
*Quando vinceva la Juve vinceva la storia. ([[Mario Soldati]])
*{{NDR|Nel 2017, rispondendo a chi le chiedeva un'opinione sulla affidabilità delle retroguardie della Juventus come una costante nel tempo}} Questa è la storia della Juventus. La loro struttura si è sempre basata su un solido blocco difensivo e, naturalmente, sulla loro potenza offensiva nelle ripartenze, oltreché sulla velocità e sull'esplosività in attacco. ([[Diego Simeone]])
*Questa è una cosa che mi ha sorpreso tanto quando sono arrivato qui: alla Juventus non c'è nessuno nello spogliatoio che si sente più importante, neppure chi è stato campione del mondo ed è una leggenda del calcio. Qui vai a mangiare con tutti, parli con tutti, fanno una vita normale. ([[Álvaro Morata]])
*Questa è una squadra che non molla, questa è una squadra che ci crede sempre anche quando sembra essere tutto contro, anche quando i giocatori non sono in forma [...]. Se questa squadra non è una grande squadra io mi domando quali siano le grandi squadre! È una squadra che quando sente l'odore del sangue azzanna la preda, non le concede scampo. ([[Francesco Repice]])
*{{NDR|Nel 2014, «cosa rappresenta oggi la Juve?»}} Quella che è sempre stata, un misto di arroganza, potere, di forza da tirare fuori sempre al momento giusto. ([[Aldo Agroppi]])
*Quello dei soldatini è un marchio che ha sempre avuto la Juve e forse è anche vero. Però bisogna vedere che connotazione si dà alla cosa. Sicuramente la Juve crede sia giusto fare così per ottenere il massimo, per altri può essere un fatto negativo. Io, per esempio, non ho voluto fare il soldatino e sono andato via.<ref>In riferimento alle dichiarazioni di [[Antonio Cassano]] che aveva definito come «soldatini» i giocatori della Juventus.</ref> ([[Fabrizio Miccoli]])
*Quello della Juventus è stato il primo grande mito fuori del campo politico, sociale, ecc. che il Nord abbia offerto, oltre che a sé stesso, anche al Mezzogiorno: un tipo di mito attinente ai giusti e al costume di una moderna società di massa, per cui il Mezzogiorno era solito guardare fino allora alle cronache e al cinema americano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Qui alla Juve c'è un'unità di intenti difficile da spiegare. C'è e basta. La percepisci subito, al tuo arrivo. ([[Stefano Sturaro]])
*Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai. ([[Omar Sívori]])
*Qui ho trovato una società speciale: ti viene spiegato che devi lavorare sempre, per l'obiettivo della vittoria, e anche per i tuoi compagni. Questa mentalità vincente, e il sacrificio per la squadra sono cose molto belle, perché vedo che tutti noi siamo pronti a dare una mano, a lavorare per il gruppo e il collettivo. ([[Juan Cuadrado]])
*Ricordo me bambina al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] a farmi sventolare gli occhi di bianco e nero. Ricordo una telefonata in cui mi si chiede: "vuoi giocare nella Juventus" ed io sconvolta e incredula che domando: "ma la Juve quella vera?" Mi hanno detto di aver segnato il primo gol della storia della Juventus Women, ma io non me ne sono accorta perché quando ho visto [[Colori e simboli della Juventus Football Club|la maglia]] appesa in spogliatoio col mio nome non ci ho capito più nulla. La Juventus è il presente che continua a farsi strada, facendomi innamorare ogni istante come fosse la prima volta. Far parte della Juventus vuol dire avere l'ambizione di essere ogni giorno la migliore versione di se stessi. {{sic|Ed}} io posso esserlo solo se ho la Juventus con me. ([[Martina Rosucci]])
*Sapevo che la Juventus era un grande club con una [[tradizione]] fantastica alle spalle, ma finché non lo vivi non ti rendi conto di quanto l'[[organizzazione]] sia perfetta e di quanto la mentalità e il temperamento siano unici. ([[Mario Mandžukić]])
*Se è vero che il calcio è una trasposizione della [[religione]] o della [[politica]] e fa dunque riferimento comunque a una [[fede]] trascendente o laica che sia, la Juve è la religione più diffusa o il partito di maggioranza.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus" /> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena. ([[Diego Armando Maradona]])
*{{NDR|Nel 1986}} Se scriviamo ''Juventus'', intendiamo la squadra di calcio sorta nel 1897 a Torino, città incubatrice delle più grandi novità del costume italiano, dall'automobile al cinema al pallone. Promotori, alcuni studenti del ginnasio D'Azeglio, classe terza e quarta. La società nacque su una panchina di corso Re Umberto (le panchine sono sempre cariche di destino, nelle vicende del calcio), luogo di riunione di questi ragazzi della buona borghesia torinese che, affascinati dell'esotico gioco appena importato dall'Inghilterra, racimolarono le sessanta lire, cifra vertiginosa, necessarie per acquistare un pallone. Poi discussero sul nome da dare al club. I classicheggianti proposero un nome che fosse anche un blasone culturale, Juventus [...]. Per dare maggiore specificità alla ragione sociale, Sport Club fu mutato in Football Club Juventus, e da quasi novant'anni questo latino ogni domenica riempie i cuori e le bocche di milioni di tifosi, e ne manda in bestia altrettanti, segno, direbbe l'autore del ''Cinque Maggio'' «[[amore e odio|d'inestinguibil odio / e d'indomato amor]]». ([[Cesare Marchi]])
*Se una squadra di calcio vince tutto per settant'anni e ha alle spalle un gigante industriale, non ha bisogno di chiedere dei favori perché tutti sono pronti a farglieli, si crea un tale incantamento che i tifosi, la gente comune se ne fa un'immagine diversa e migliore di quella reale, un'immagine superiore persino alla lotta di classe, con il [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] juventino, e il siciliano [[Pietro Anastasi|Anastasi]] diventato l'idolo degli operai piemontesi del Lingotto. Ma la fame dell'oro era già forte nella Juventus del [[Quinquennio d'oro|quinquennio dei cinque campionati consecutivi vinti]]. Ricordo un allenatore austriaco, Sturmer, mi pare, che quando andai a Torino per fare un provino alla Juventus si informava del mio rapporto con il denaro, mi metteva in guardia dal diventare avido come il terzino Rava o come i sudamericani Monti e Cesarini, ma io non capivo di che parlasse: la Juventus per un ragazzo di provincia era un sogno, una riunione di tutte le virtù sportive e civili. ([[Giorgio Bocca]])
*Senza [la famiglia] Agnelli non può essere mai la Juve. ([[Enrico Craveri]])
*Seppur fossi davvero giovane, capii subito in che ambiente mi trovassi, quali fossero le regole, gli obiettivi e il DNA della Juventus. Bisognava vincere con professionalità e stare attento ai comportamenti che si avevano. [...] Ti rendi conto di esserti abituato talmente bene e di aver avuto la fortuna e bravura di giocare in un club del genere solo quando lo lasci. Non è certamente facile lasciare una compagine del genere. Questa esperienza ti segna davvero tanto, perché la Juventus ha tifosi in tutto il mondo e io ad ogni modo rimango e rimarrò sempre un calciatore che ha vestito la maglia bianconera. ([[Nicola Amoruso]])
*Si avverte immediatamente la voglia di vincere che c'è nell'ambiente Juventus. È una mentalità che ti pervade, sin dai primi giorni in cui entri a far parte del gruppo. ([[Mattia De Sciglio]])
*Si consolava pensando che quando andava all'università, a Pisa, un suo amico siciliano, del quale tutto si poteva dire tranne che facesse distinzioni razziste, in un momento di ebrietas aveva tracciato «l'identikit del perfetto idiota»: e tra le altre caratteristiche fondamentali, che Massimo non ricordava, doveva essere ingegnere, juventino e calabrese. ([[Marco Malvaldi]])
*{{NDR|Sul ruolo della Juventus nel calcio italiano}} Siamo tipo il meridiano di Greenwich. Pure i punti in classifica si contano a partire dallo JCS (Juventus Current Score). [...] Se finisci il campionato a +1JCS hai comunque vinto. ([[Andrea Sarubbi]])
*Significa emozione, orgoglio, voglia di combattere, identificazione con una storia. La Juve si sceglie, non è la squadra del gonfalone, del municipio, della città. È un innamoramento che dura nel tempo. ([[Pierluigi Battista]])
*Sono stato a contatto con campioni dallo spessore tecnico e umano con pochi eguali, da cui ho imparato soprattutto cosa significhi "dover vincere". La Juventus è uno stato mentale. ([[Mattia Perin]])
*Stare alla Juve era come lavorare alla FIAT. Risultati, ordine, disciplina. ([[Dino Zoff]])
*Stare alla Juventus è come fare parte di una famiglia, e lo si vede soprattutto in campo da come si lotta per la squadra. Non ho mai visto nessuno tirarsi indietro, c'è coesione anche al di fuori del campo. ([[Juan Cuadrado]])
*Tanti, tantissimi scudetti: repetita Juve. ([[Gino e Michele]])
*Torino è stata casa mia, la Juve è stata una scuola di vita che mi ha insegnato tanto. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*Tutti nasciamo spontaneamente virtuosi, intelligenti, liberali e juventini. Taluni, poi, crescendo si corrompono e diventano imbecilli, interisti o milanisti. ([[Luigi Einaudi]])
*Tutti si lamentano con la Juve? Perché sembra che è quella che comanda più di tutti. Per me resta un riferimento, ha una sua storia personale e la si deve rispettare. Ha sempre fatto cose importanti, gradite e non gradite. Quelli che ne parlano male lo fanno perché so' invidiosi... ([[Carlo Mazzone]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} un esempio di conduzione aziendale, una squadra e società con un DNA vincente. ([[Giuseppe Bruscolotti]])
*Un paio di anni fa sono quasi andato alla Juve. La gente mi aveva parlato di [[Torino]] e aveva detto questo e quest'altro e che [[Milano]] sarebbe più piacevole. Ho detto: io non vado per i dannati negozi; me ne vado perché si tratta della Juventus. ([[Roy Keane]])
*Una grande tradizione. Una società straordinaria. È sicuramente uno dei top club al mondo. Queste sono le prime cose che mi vengono in mente pensando alla Juventus. Un club che ha avuto tantissimi grandi giocatori nel corso degli anni, molti vincitori di Coppe dei Campioni e Champions League. È in generale una delle migliori squadre al mondo. ([[Gary Lineker]])
*Una società che ha fatto la storia di tutti badando soprattutto alla sua. ([[Roberto Beccantini]])
*Una squadra che fa gola a molti, una Juventus sempre sulla breccia come una vecchia signora che si ostina a non voler ricorrere al bisturi di un compiacente chirurgo di estetica. Si accontenta di make-up scoloriti, appena appena trasparenti. Tanto che la tradizione diventa, a favoleggiarci sopra, una classe nuova di zecca, seppur con niente di tipico, niente di improvvisato. ([[Rosanna Marani]])
*Una stagione alla Juve non è mai inutile. ([[Christian Vieri]])
*Uno dei club più ammirati e cari perché, senza alcun dubbio, la Juventus è sinonimo di grandezza, di tradizione, di successi e d'orgoglio. ([[Florentino Pérez]])
*Va bene diventare sportivi, si capisce, ma sempre nella speranza che la Juve perda. ([[Mario Giordano]])
*Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. [...] Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla. ([[Claudio Marchisio]])
*{{NDR|Nel 2003}} Ventisette motivi per cui un interista deve accettare la Juventus. 1 Perché c'è. 2 Perché, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Altrimenti chi potremmo invidiare/detestare/sospettare (a seconda delle circostanze)? [...] 5 Perché quelle due Coppe Campioni sono state così malinconiche (1985 e 1996, entrambe dal dischetto del rigore) che adesso potrebbe anche vincere una come si deve. [...] 8 Perché, senza la Juventus, ogni saga calcistico-letteraria risulterebbe incompleta. Ricapitolando. La Juve è Voldemort (l'Inter [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]], il Milan Draco Malfoy). La Juve è Sauron (l'Inter Frodo Baggins, il Milan l'elfo Legolas). La Juve è il Lato Oscuro della Forza (l'Inter Obi-Wan Kenobi, il Milan [[Yoda|Joda]], che deve avere l'età di [[Rivaldo]]). 9 Perché indossa una divisa carceraria, ma lo fa con noncuranza. [...] 16 Perché, insieme al cioccolato e a Macario, la Juve è una delle poche cose che riesce a far sorridere certi piemontesi. 17 Perché ha riempito l'Italia di tifosi (dieci milioni!). Dicono che ce ne sia qualcuno anche a Torino, ma la notizia è in attesa di conferma. [...] 24 Perché [[Gaetano Scirea|Scirea]] era Scirea. ([[Beppe Severgnini]])
*Vivere la Juventus è un'emozione che si rinnova ogni giorno, da anni. Per me è sempre stato un onore e {{sic|un}} responsabilità guidare questi colori, vedere crescere giovani talenti, raggiungere gli obiettivi in campo, vincere trofei e regalare gioie ai [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. Un'esperienza che ti segna per la vita, in cui la {{sic|Famiglia}} Agnelli ha sempre saputo far sentire la sua presenza, discreta ma costante. ([[Massimiliano Allegri]])
*[Per me la Juve è] [[Zinédine Zidane|Zidane]], [[David Trezeguet|Trezeguet]], [[Pavel Nedvěd|Nedved]]. Talento, classe, disciplina, senso di squadra. ([[Paul Pogba]])
===[[Andrea Agnelli]]===
[[File:Juventus 2008-09 - Bianconeri.jpg|thumb|upright=1.2|Il soprannome ''Bianconeri'' racchiuso tra le (allora) due stelle e stampato all'interno delle maglie juventine della stagione 2008-2009.]]
*{{NDR|Sul legame tra la Juventus e la famiglia Agnelli nel 2012}} A me quello che fa piacere ricordare è pensare a come la storia di questa società si intreccia con la storia della mia {{sic|Famiglia}}: dal 1923 è con la nostra {{sic|Famiglia}} questa società e ne fa il più vecchio ''franchise'' posseduto dalla {{sic|Famiglia}} di qualsiasi sport, in tutto il mondo.
*Chi lavora per la Juventus deve avere ben presente che noi gioiamo solo al raggiungimento dell'obiettivo finale, e quindi il risultato finale e quindi il trofeo, non la singola partita; la singola partita è una mentalità che non ci deve appartenere.
*È celebre una frase dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] in passato: «Forse uno dei fattori che ha aiutato la Juventus a diventare la squadra più tifata in [[Italia]], è il fatto che al suo nome non avesse legato il nome di una città, permettendole automaticamente di non essere legata, e di raggiungere un gruppo che non deve sentirsi necessariamente legato ad un territorio». A me però piace ricordare l'opposto: che quando andiamo in [[Europa]], quando si parla di Juventus, si parla di Juventus Turin, quindi si lega automaticamente quello che è il nome della squadra al nome della città. Quindi quello che per noi è importante è portare più in alto possibile il nome della nostra società che è comunque profondamente legato al nome della città. Poi da ultimo, quale che sia l'effetto, quale che sia la riconoscibilità, quando alla fine conquistiamo un trofeo, questo trofeo a [[Torino]] deve venire, quindi questo ci lega alla città.
*Juventus è conosciuta come "la fidanzata d'Italia". È probabilmente la donna con cui ognuno vorrebbe stare.
*Juventus e FIAT sono le due maggiori proprietà che abbiamo. [...] Juventus e FIAT sono i comuni denominatori della storia della [nostra] famiglia.
*L'emozione Juventus è sempre rivolta al domani, la gioia più bella è quella che deve venire.
*{{NDR|Nel 2021}} [...] un significato della vita del quale mi sono imbattuto di recente, che è stata una definizione di [[Oriana Fallaci]], [è] che secondo lei i sensi della vita sono quattro, e secondo me si rispecchiano perfettamente nelle persone che operano per la Juventus e fanno questo mestiere, e sono amare, lottare, soffrire e vincere. Dobbiamo amare la Juventus, dobbiamo lottare per la Juventus, sappiamo che dobbiamo soffrire per la Juventus ma, soprattutto, sappiamo che dobbiamo vincere per la Juventus.
*La Juventus è più grande di ogni uomo che la potrà mai guidare.
*{{NDR|Rispondendo a Carlo Genta nel 2020}} Vorrei solo eliminare un principio: non è chi vuol vincere è [[Massimiliano Allegri|allegriano]], chi vuol vincere è juventino [...] Il dogma juventino, vincere.
===[[Gianni Agnelli]]===
*È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società.
*{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci.
*Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla.
*Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve.
*La Juve è per me l'amore di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore.
*La Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni.
*Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.
*Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di [[Torino]] e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] in [[Italia]] e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo.
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono.
===[[Umberto Agnelli]]===
*È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.<br/> Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio.<br/> La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, [[Torino]], i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.<br/> Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto «il meglio» del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite «storiche» per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi.
*La Juventus appartiene all'[[Italia]] proprio perché appartiene a [[Torino]]. Crescendo, da torinese la Juventus è diventata italiana, ha trovato e conquistato ovunque [[tifo sportivo|tifo]], affetto, credibilità.
*La Juventus è un modo di essere, di esprimersi e di emozionarsi, vivere insieme a tanti altri la stessa passione per il calcio, possibilmente per il bel calcio. Una passione che ha unito e unisce persone di città, condizione sociali, fedi politiche diversissime... Ieri in Italia, oggi in tutto il mondo.
*La squadra ha seguito l'evoluzione del [[Italia|paese]].
===[[Giovanni Arpino]]===
*''Cara Signora, mi tolgo il cappello | il suo nome è una stella nella curva del cielo | il suo nome rimbomba della terra alla luna. | Mi vesto a festa, lancio i coriandoli | il suo nome è un nome | che si legge anche Torino. | Il suo nome è una montagna | di tanti scudetti, | agli altri la manfrina, una lacrima, un peto. | Il suo nome è il migliore, il suo nome è il più forte. | Tu dici: sono gob. E gli altri: sono morto. | Il suo nome si allunga, | si contorce in un lamento | ma resta l'idea in tutte le genti. | Si restringe, si allunga, fa eco rotondo | che perda che vinca tra i primi del mondo. | Juventus, gridano, | o Goba o Madama, | sei forte, sei cattiva, fai girare le scatole. | Ma un'altra non c'è | e nessuno è stanco | di soffrire e cantare il tuo nero e il tuo bianco.''
*Come la Mole Antonelliana o la Tour Eiffel, come l'Arco di Tito o la milanese piazza del Duomo, la Juve è, a suo modo, un monumento che deve saper mantenere intatta la propria identità.
*JUVE, JUVE La Vecchia Signora, la Madama, la Signora Omicidi, Juve primo amore, la Fidanzata d'Italia, l'ambasciatrice d'Italia, il miglior «sponsor» per Torino e l'entità piemontese: sono soltanto i più noti nomignoli e definizioni che hanno etichettato il Football Club Juventus, una realtà sportiva, sociale e umana di ormai quasi centenaria storia, una «identità» di [[Stile Juventus|stile]] e di opere che non trova riscontri nella Penisola.
*Mille società sportive, piccole e grandi, si cancellano a vicenda perché il loro modo di essere era dilettantesco fin dalle origini, viveva d'emotività, di risultati, di traguardi miracolosamente raggiunti, di sfide occasionali. La Juventus: mai. Gioca nel tempo. Il suo «valore» non è in un titolo in più o in meno, ma nella durata.
*Quando dici Juventus sei conosciuto da Helsinki a Melbourne, dal Canada al Pakistan. Ed è questa 'identità' che diventa biglietto da visita internazionale...
*Si scrive Juventus si pronuncia scudetto. «Vincere sempre, e con classe» è l'imperativo categorico della Signora. Nata come ''seleção'' della borghesia torinese, via via è assurta a modello: una riserva dov'è vietato illudersi, dove giocare fa rima con lavorare, dove la vocazione ha il sigillo della professione. È un carattere di ferro la ''fidanzata d'Italia''. Dentro lo stile, c'è lo stiletto.
*[La Juventus è] un complesso di forze vestito d'eleganza. È come una struttura. Certe volte sembra una scultura di quelle infinitamente moderne con qualunque tocco ''[[Art Nouveau|liberty]]''.
=== [[Andrea Barzagli]] ===
*Chi arriva, non ha bisogno di sentirsi fare tanti discorsi [...] guarda i giocatori che sono qui da più tempo. È accaduto anche a me e anche se non si è abituati a certi ritmi, ci si adegua, perché questo è il mondo Juve.
*L'estate in cui vinsi il [[Serie A 2011-2012|primo titolo]] , in vacanza pensavo ogni giorno che volevo vincere il [[Serie A 2012-2013|il secondo]]. Avevo una fame come non mi era mai successo. Non so cosa mi sia successo alla Juventus, ma la mia mentalità s'è trasformata. Non so come, ma nessuno me la cambierà mai più.
*Nei miei anni di Juve ci sono dentro tantissime emozioni ma se devo indicare un momento, non posso che ricordare l'{{sic|Inaugurazione}} dello [[Juventus Stadium|stadio]]. Ho visto e sentito tutta la storia della Juventus passata e presente. Ho provato un'emozione unica, che mi è rimasta dentro, un senso di responsabilità nel vestire [[Colori e simboli della Juventus Football Club|questa maglia]]. Ho sentito la storia di una famiglia.
===[[Luca Beatrice]]===
{{cronologico}}
*Fin dalla sua fondazione la Juventus è stata depositaria di un'estetica assai particolare, [[Colori e simboli della Juventus Football Club|in campo]] e fuori, capace di sintetizzare la componente aristocratica e quella elitaria, la nobiltà con il popolare, il portamento signorile al sudore proletario.
*A ben vedere, in diversi casi l'undici bianconero dimostra palesi coincidenze con gli accadimenti del tempo: non è stata forse ''beat'', imprevedibile e senza leader la Juve di Heriberto Herrera, vittoriosa nel [[Serie A 1966-1967|1967]], quasi un anticipo estetico del [[Sessantotto|'68]]? E l'italianissima e muscolare compagine del [[Giovanni Trapattoni|Trap]], vittoriosa a Bilbao nel [[Juventus Football Club 1976-1977|1977]], una Juventus resistente e tenace, come era necessario in [[Anni di piombo|quegli anni tragici]]? Oppure, lo straordinario gruppo di fenomeni messo insieme dopo i [[Campionato mondiale di calcio 1982|mondiali del 1982]], sulla strada della [[globalizzazione]] e del superamento delle frontiere, che prese il via proprio negli anni Ottanta?
*Un vecchio luogo comune vorrebbe la nostra squadra meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità.<br/>A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento.
===[[Giampiero Boniperti]]===
*C'è un'eleganza che non è deliberata, ma che si acquisisce o s'interpreta una volta che viene indossata quella meravigliosa divisa [bianconera].
*{{NDR|Nel dicembre 1976}} Ci sono un [[odio]] e una [[gelosia]] nei nostri riguardi che mi spaventano, e che mi fanno riflettere sul divario fra la passione folkloristlca di ieri e la [[Ira|rabbia]] devastatrice di oggi.
*{{NDR|Nel giugno 1977}} I tempi sono cambiati. La Juventus non è più la squadra dell'aristocrazia, tifano per la Juventus anche gli operai della Fiat.
*Juventini si nasce: il mio è stato il primo distintivo bianconero circolato a Barengo quand'ero ancora un ragazzino e giocavo nel Momo. Ma juventini si può anche diventare: quando si decide che non si vuole più soffrire troppo!
*{{NDR|Sul «pragmatismo» della Juventus}} La Juve degli Agnelli e della FIAT: di qui il concetto di fabrica, di produzione, assemblare e vincere l'utile preposto al dilettevole. Un marchio che, credo, ho contribuito a imporre.
*La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tuttora.
*La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all'occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.<br/> Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.<br/> Ho fatto la mia parte senza sacrifici.<br/> Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice.
*La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore.
*{{NDR|«Perché la Juve è così antipatica»}} Lo è adesso, lo era quando la dirigevo io, lo sarà in futuro. L'invidia rappresenta una medaglia al valore. E comunque se mezza Italia tifa Juve, ci andrei piano con le etichette. Di sicuro, è una società che divide. O con lei o contro di lei. La sua forza, il suo fascino.
*Questa è la Juve, arrivare secondi è una tragedia.
=== [[Leonardo Bonucci]] ===
*Alla Juventus il concetto di squadra è il primo valore che viene inculcato. Il concetto del {{sic|Noi}} che prevale sull'{{sic|Io}}. La squadra non è fatta solo da chi scende in campo, ma da tutti coloro che ogni mattina si svegliano e si mettono al servizio di quei colori: il bianco e il nero.
*{{NDR|Nel 2023}} Entrare dentro quello spogliatoio era come portare un bambino alle giostre. È una sensazione emozionante e troppo bella da descrivere [...] Da bambino quando rincorri il pallone hai il sogno di vestire una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia come quella della Juve]] e riuscirci per 500 volte significa aver fatto la storia della Juve ed è una grande emozione ed è motivo d'orgoglio.
*Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene. Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra. La Juventus sono quelli che scendono in campo, quelli che vanno in panchina, quelli che vengono allo stadio e quelli che sono a casa davanti alla TV, il motto della Juve è fino alla fine e fino alla fine bisogna essere uniti. Credere nella Juventus, nella squadra e nel progetto.
===[[Adalberto Bortolotti]]===
*Il calcio italiano non può fare a meno di una Juventus di vertice. Il resto è favola.
*Io credo che uno dei segreti dei successi juventini, sia proprio questa «demonizzazione» che dei bianconeri fanno le tifoserie avversarie. La Juve può essere battuta [...] se la si affronta senza complessi. Ma quando è lei a vincere, non si può liquidare la questione, dicendo che era tutto prestabilito nelle alte sfere.
*L'unica reale colpa della Juventus sta nei suoi [...] scudetti vinti, nell'abituale leadership esercitata sui campionati, sicché quella che per ogni altra squadra di vertice è una normalissima pausa di riflessione, un'annata di transizione fra vecchi e futuri successi, nel caso della Juventus diventa un'accusa infamante. Condannata a vincere sempre e comunque – salvo poi ad essere crocefissa dalla critica per questa sua tendenza razziatrice – la Juventus non può concedersi un solo attimo di respiro È il destino dei forti, e la Juve serenamente lo accetta.
*La Juve è odiata (ma anche, amatissima) perché vince molto, a volte persino troppo. Questo le procura schiere di fans accaniti e sacche di nemici irriducibili. Chi resta per gran tempo sulla cresta dell'onda, fatalmente va incontro a questo tipo di reazioni. Non credo alle motivazioni ideali di chi ammanta il proprio «odio bianconero» con nobili proclami; secondo questi [...] la Juve rappresenterebbe il potere, l'ingiustizia, la discriminazione, più o meno tutti i mali profondi dell'umanità. E battersi contro questo ricettacolo di nequizie significherebbe vestire i panni rivoluzionari e romantici del cavaliere senza macchia. Io credo che la Juventus abbia vinto più degli altri perché meglio organzzata e sempre sostenuta – questo sì – da una solidità economica frutto non solo di patrimoni di famiglia ma anche e soprattutto di oculate amministrazioni. E si sia avvalsa di dirigenti tecnicamente più avveduti della media. Come tutte le squadre di vertice, ha spesso goduto di particolari riguardi: non perché si chiamava Juventus, ma perché stava in testa.
===[[Gianni Brera]]===
*[La Juventus] non è una squadra, è un fenomeno sociale. La nobiltà le viene dagli anni, più giovane di poco ad altri club di [[Torino]] troppo esclusivi per non morire di solitudine. Il Duca degli Abruzzi esprimeva plus-calore con altri nobili che presto si vergognarono dei propri slanci plebei. Il calcio squalificava socialmente in [[Gran Bretagna]] e Scandinavia, dove era localizzabile l'élite della nuova religione sportiva. Borghesi ancora ignari unirono i propri estri snobistici chiamando pedissequamente Juventus la loro prima collusione pedatoria.
*La gentile Torino spasimava per le rozze grandigie d'un popolo artigiano e contadino che inglesi ed europei centro-nordici stavano riportando all'industria. La Juventus fu sempre vagamente odorosa di privilegio sociale. Gli aristòcrati si beavano del Torino plebeo (esattamente come al [[Associazione Calcio Milan|Milan]]): a mezzo fra loro e la plebe usavano profondere slanci plus-calorici i borghesi colpevoli della retorica Juve.
*Uno scudetto vinto da altre è sempre perso dalla Juventus: e proprio questo è il fascino del [[campionato italiano di calcio|campionato]].
===[[Gianluigi Buffon]]===
*È l'alibi migliore per chi non vince; dire che la Juve è davanti perché si comporta in maniera scorretta è una giustificazione da dare ai tifosi. La Juve è come il maggiordomo: sempre colpevole.
*La Juve è stata la mia vita calcistica, ci sono stati i ricordi bellissimi, un’avventura e crescita umana e consacrazione dal punto di vista sportivo.
*La Juve stata la mia vita calcistica, ho dei ricordi bellissimi di una crescita sia dal punto di vista umano che sportivo. L'universo Juve manda a soqquadro le tue certezze, però nel momento in cui riesci a farlo tuo non ti mollerà mai.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus, forgiata dal genio calcistico e dalla visione di tanti campioni, ha trovato nella famiglia Agnelli un faro costante di guida. Con ogni trionfo e sfida, la famiglia ha dimostrato un amore incondizionato per i colori bianconeri, trasformando sogni in realtà. Un viaggio di un secolo, intrecciato di passione, dedizione e vittorie senza tempo.
*Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra.
*Una vita di successo, lotta ed impegno. È una famiglia in cui sono cresciuto e ha aiutato gli altri a crescere. È una sorta di scelta di vita, un modo di vita.
===[[Vladimiro Caminiti]]===
*Juventino sono se mi si intende riferire amore storico per la società più grande e più nobile della nostra terra come i suoi scudetti [...] testimoniano.
*La Juventus per un poveraccio è qualcosa di più di un hobby domenicale, di una ragione di tifo, ma può ipostatizzare un'intera vita, l'illusione di una vita.
*Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso.
*Questa è la Juve che raccontai per anni, squadra superiore a tutte nel momento in cui finivano le chiacchiere e cominciavano i fatti.
===[[Fabio Capello]]===
*{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!
*Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.
*{{NDR|Nel 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.
*{{NDR|Nel 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita
*La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.
*Quando sei alla Juventus diventi un operaio.
===[[Antonio Conte]]===
*Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione.
*{{NDR|Nel 2023}} Famiglia Agnelli-Juve un legame indissolubile, una storia epica. Un lungo, affascinante, e vincente romanzo di vita e di sport, che non smette mai di emozionare e stupire. È un grande orgoglio fare parte di questa storia.
*Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti.
===[[Corrado Corradini]]===
*''Juventus, Juventus, | la squadra dei grandi sei tu | che non tramonta più.''
*''La gioventù, di cui portiamo il nome, | ci pulsa appien nei muscoli e nel cuor | sappiam goder ma pur sappiamo come | si debba oprar sui campi dell'onor.''
*''Miei cari amici difendiam con gioia | i colori nostri e il gioco del foot-ball. | I rammolliti fiacchi per la noia | ne dican pur tossendo tutto il mal.''
===[[Maurizio Crosetti]]===
*La Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione.
*{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica.
*Una squadra di controbalzo. La Juve addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge.
===[[Giuseppe Cruciani]]===
*L'anti-juventinismo è un lavoro, un mestiere che paga. Nei media la Juventus fa audience a prescindere: puoi parlarne bene e puoi parlarne male. Così c'è chi si è creato un personaggio.
*L'anti-juventinismo militante si basa su mille contraddizioni. Ha attraversato il culmine nel momento di Calciopoli, quando non c'erano nemmeno prove reali a sostegno di quelle accuse. Si è poi attenuato negli anni in cui la Juve arrivava settima. Nel momento in cui la Juventus è tornata forte è risorto l'anti-juventinismo d'accatto, quello di professione, il più becero. Questa altalena dimostra che per placare questa sindrome la Juve dovrebbe tornare sesta o settima. Vi sembra normale tutto ciò?
*Si parla del "potere della Juventus" che viene identificata con la Fiat e la famiglia Agnelli che, peraltro, non era l'unica famiglia depositaria del potere, ma poi mancano le prove. Certo, avere dietro la Fiat dà potere economico e questo rende forte la squadra, però dov'è il reato? Allora anche il Real Madrid o il Bayern Monaco hanno "potere"… Sento in continuazione dei teoremi sui furti della Juventus, che poi vengono smentiti dai fatti.
===[[Italo Cucci]]===
*Ho sentito dire [...] che "la Juve è uguale a ogni altra squadra e società", che "la Juve è odiatissima". Da giornalista che non tifa Juventus ma sa quanto valga la Signora sul piano editoriale, quale sia il suo peso presso la pubblica opinione, vorrei precisare che la Juve non è affatto come ogni altra squadra o società perché [...] ha vinto più di tutti, è non è "odiatissima", bensì la squadra più amata dagli italiani. Gli odiatori sono tanti – soprattutto i tifosi delle squadre dirette concorrenti – ma tantissimi anche gli italiani che, tifando per la squadra di città, amano la Juve in seconda battuta. [...] Ciò spiega – fra l'altro: e lo dico, a titolo personale, con tutta sincerità – il fervore critico che accompagna la Juve-che-perde; tutti [...] preferiscono la Juve vincente a quella che si dibatte in polemiche di basso livello che ne limitano spesso il potenziale tecnico.
*La Juventus non è solo un club come tanti, è una famiglia il cui umore solidale si estende – a volte con dibattito, spesso con amore – alla squadra.
*Mi convinco, con il tempo, che rappresentare la Juve non è facile; per mia memoria, ci riuscirono bene tre personaggi [...]: Boniperti, con uno straordinario repertorio di mosse fascinose e furbe, diciamo giochi di... prestigio; Trapattoni, con l'esaltazione del lavoro e delle regole, diciamo giochi... in famiglia; e Scirea, per il quale non ho bisogno di parole: spendo solo un pensiero – quando ne scrivo – e una preghiera.
===[[Alessandro Del Piero]]===
[[File:Alessandro Del Piero 2008 cropped.jpg|thumb|Alessandro Del Piero, giocatore della Juventus dal 1993 al 2012, è il detentore dei record di maggior numero di vittorie, presenze e reti nella storia del club.]]
*Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora.
*{{NDR|Cosa c'è di speciale nello spogliatoio bianconero che consente di trovare le motivazioni per alzare l'asticella ogni anno di più?}} Faccio un elenco? Mentalità, qualità, ambizione, struttura. Alla Juve si volta pagina giorno dopo giorno, vittoria dopo vittoria, e si costruisce il successo seguente.
*Il nostro nome è identità, significa gioventù. Nati nel 1897, ma non è il tempo a definirci. Siamo simbolo di eleganza, tradizione, orgoglio italiano cucito addosso come una seconda pelle. Abbiamo radici profonde, il desiderio costante di andare oltre, di migliorare sempre. Siamo dove il tempo non è ancora arrivato. Il nostro successo non sta solo nelle vittorie. È stile nel modo in cui vinciamo, è classe in ogni sfida. La nostra storia continua, si scrive oggi, si scrive domani. Siamo la Juventus, dal 1897 e per sempre.
*La Juve è casa mia. Così come lo è [[Torino]], tutt'e due parti di un processo graduale e inesorabile che mi ha portato a sentirmi figlio di entrambe. Il legame con la Juve però è antecedente a quello con la mia città, e sconfina in quel territorio mitico dell'infanzia, di poster e sogni di gloria che cullavo, da bambino perennemente attaccato al pallone qual ero. Con questa squadra ho vinto tutto, assaporando la sensazione di tornare a Torino con la coppa più ambita in mano, e ho perso tutto, magari all'ultimo minuto, all'ultimo rigore, con in bocca l'amaro di aver lavorato, lottato, sudato per un anno intero per niente... Momenti di gioia incredibile, in cui ti senti sul tetto del mondo, ma anche momenti di scoraggiamento, di delusioni bruciate, di incredulità.
*La Juve è dentro la sua storia, che è fatta di vittorie e di mentalità vincente: questa è la sua forza. È una squadra che vince perché ha imparato a soffrire quando non vinceva.
*Quando diciamo che la Juve è la squadra [[Amore e odio|più amata e più odiata]] d'Italia, sveliamo una profonda verità. Su questa verità si sono costruiti oltre cent'anni di successi, perché sapersi amati e odiati dà una carica incredibile. È il famoso "peso della maglia": rendi più di quello che sei, giochi meglio perché sei della Juve. Vale pure per gli avversari, che contro i bianconeri sentono di dover giocare la partita della vita. Dunque, essere juventini è molto difficile, ti trovi sotto una continua pressione, è logorante ma esaltante.
*Se giochi nella Juve nell'arco dell'anno devi migliorare, non puoi essere lo stesso giocatore di quando sei arrivato, questa è la Juve.
*{{NDR|Nel 2026 a [[Thierry Henry]]}} Sei stato qui solo per un anno [1999], ma sai perfettamente cosa intendo. Lo scheletro della squadra, sai? Hai bisogno di cinque, sei, sette giocatori che sappiano ve si trovano. Perché la responsabilità che questa squadra ha – non sto parlando dell'Europa, ma dell'Italia – è grande. Puoi sentirla davvero ogni giorno in allenamento o quando esci. [...] E questa è una cosa che se non sei preparato, se vieni colpito, potresti ritrovarti nella posizione di non essere in grado di dare il massimo. Ecco cosa intendo. [...] A proposito di "non mollare mai", sai, in particolare abbiamo un altro motto qui, ovvero "fino alla fine". Questo genere di cose deriva da generazioni e generazioni, anni dopo anni.
*Sono come la Juve: non pongo limiti nemmeno a me stesso.
*Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una «bandiera», come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome...
*Un cavaliere non lascia mai una Signora.
===[[Didier Deschamps]]===
*{{NDR|Sul legame con la Juventus}} Ho cambiato completamente pianeta, anche se avevo avuto una buona anticipazione al [Olympique] Marsiglia. Ma la Juve è la Juve, uno dei più grandi club a livello europeo e mondiale. [...] Un grande club dal punto di vista dell'organizzazione, dal magazziniere al presidente, tutti orgogliosi di essere a servizio del club. Questo non dà ai giocatori alcuna scusa quando arriva la partita. Quando la Juve pareggia è una catastrofe, se perde è uno tsunami. C'è un grande professionismo.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Marcello Lippi]] durante la seconda metà degli anni 1990}} La voglia di lottare che aveva la nostra squadra era qualcosa di diverso e inimitabile. E arrivava immediatamente dopo aver vestito quella maglia: era come se infondesse coraggio, grinta e un unico desiderio: superare l'avversario.
*Se allenassi un club, imposterei il mio lavoro seguendo la scuola Juve. Lì ci si allena tanto a livelli altissimi per ottenere risultati.
===[[John Elkann]]===
*{{NDR|Nel 2023}} C'è un doppio filo di continuità che unisce la nostra famiglia alla Juventus dal {{sic|24 luglio del 1923}} a oggi: un amore viscerale, perché legato a momenti di vita in famiglia e a ricordi indelebili. E poi la responsabilità di costruire il futuro innovando e adattandosi ai tempi. Come diceva [[Gianni Agnelli|mio nonno]]: "Juventus vuol dire [[gioventù]]". Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*{{NDR|Nel 2023}} Fin da quando nel 1923 [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|mio bisnonno]] divenne presidente, nella Juventus la tradizione sta nell'innovazione.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve è stata storicamente l'ossatura del calcio italiano, ne è parte integrante. Ha dato la [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|struttura alle nazionali]] che hanno vinto i [[Campionato mondiale di calcio|titoli mondiali]]. E sul piano economico con le [[Calciomercato|operazioni di mercato]] ha speso mezzo miliardo di euro negli ultimi anni per acquistare giocatori in Italia, contribuendo in modo significativo a sostenere i bilanci delle squadre di [[Campionato italiano di calcio|serie A e serie minori]]. Siamo sempre stati una forza positiva per il calcio italiano e vogliamo continuare ad esserlo, rimanendo aperti al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni.
*La Juventus è la squadra italiana più amata e seguita: rappresenta il nostro calcio nazionale [...] La Juventus non è il problema, ma è, e sarà sempre, parte della soluzione.
*La Juventus ha sempre avuto una storia molto forte con l'Italia ed è sempre stata la spina dorsale della nostra [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]. Se guardiamo i grandi successi dell'Italia, questi sono anche dei grandi successi juventini.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus ha sempre sentito un forte senso di responsabilità: noi come famiglia [Agnelli] l'abbiamo da {{sic|100}} anni e siamo partecipi all'evoluzione del nostro Paese. È anche un modo per contribuire, come la Juventus ha sempre fatto, al miglioramento dell'Italia e anche all'esempio che la Juventus dà e ha dato.
*[...] Siamo prima di tutto dei tifosi. Ci sono squadre di calcio che sono legate {{sic|ad}} un'azienda, ne sono storicamente l'emanazione, come è stata il PSV Eindhoven con la società olandese Philips. La Juventus no. Non è mai stata l'emanazione di una società come la [[Fiat]]. È sempre stata la squadra di una famiglia, non di un'azienda.
===[[Patrice Evra]]===
*Chi gioca nella Juve lo fa per vincere il campionato. Chi indosserà questa maglia il prossimo anno lo farà per vincere la Champions. Questo è l'obiettivo. Significa guardarsi allo specchio e chiedersi: sei scarso o sei all'altezza? Ora abbiamo fatto solo il nostro lavoro. Non è presunzione, ma vincere lo scudetto qui è una cosa normale.
*L'obiettivo della Juventus, a inizio stagione, è sempre quello di vincere [...]. La vera Juve è quella che vince i [[campionato italiano di calcio|campionati]] [...]. L'avversario più pericoloso per noi è la Juventus: non è arroganza, lo penso veramente.
*La mentalità della Juve è molto diversa. Ti controllano tutto, ti costringono a mangiare in un certo modo e devo dire che ho imparato moltissimo, anche tatticamente. [...] È stata una delle sfide più difficili della mia vita ed è per questo che sono così orgoglioso di aver trascorso due anni e mezzo con loro.
*Per me la Juventus rappresenta veramente la cultura di vincere tutte le partite.
*Per questo club ho un rispetto incredibile, mi sto attaccando molto a questa maglia. Chissà, dev'esserci un angelo, perché mi sembra di aver trovato un'altra casa.
*{{NDR|Somiglia allo [[Manchester United Football Club|United]]?}} Tanto. Quando arrivi a Manchester ogni sconfitta è un dramma, perché devi rispettare la storia [...] Sono magliette pesanti, c'è grossa pressione. E se prima ancora del talento, hai personalità, è già un passo avanti.
===[[Gonzalo Higuaín]]===
*Da avversario, sai che è la Juve il rivale da battere [...]. Ora che sono qua, mi accorgo di come sia società che compagni lottino e lavorino ogni giorno per continuare a vincere: nonostante le numerose vittorie, qua c'è ancora tanta fame, tanta voglia di fare ancora di più!
*Da fuori dici sono forti, hanno fatto 25 vittorie di fila, eccetera. Poi arrivi qui e dici: cazzo [...]. Ci sono giocatori che hanno vinto tanto eppure ancora hanno questa fame di vincere ancora. È una cosa che ti contagia e ti dà la voglia di migliorare ancora.
*Nel Real Madrid e nella Juve si lotta per arrivare in fondo a ogni competizione. Entrambi i pubblici sono esigenti e carini. Sono due mondi che si assomigliano abbastanza da questo punto di vista [...]. La Juve è nata per vincere, lo dice la sua storia. Qui è l'unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. La Juventus lo dimostra da anni, vincendo scudetti con 3-4 giornate d'anticipo. Quello vuol dire qualcosa. Tra Torino e Madrid cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità è la stessa: devi vincere tutto.
*Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta: non è una frasetta, ma l'esempio più chiaro dell'essenza di questa squadra. Arrivi in un modo, e non è che ti cambiano, ma cercano di migliorare il tuo punto debole. E poi ci sono tanti collaboratori, che non sbagliano mai, e tu devi solo preoccuparti di giocare: è una cosa fondamentale.
===[[Simon Kuper]]===
*{{NDR|Nel 2013}} Come la [[Ferrari]] (anch'essa proprietà degli Agnelli), o Gucci o un delizioso ristorante [italiano] all'angolo, la Juventus punta a qualcosa di molto difficile: essere l'eccellenza in un paese in decadenza.
*La Juventus non è una società che va subito nel panico. Prima di tutto vuole vincere, questa è la cosa più importante, ma se questo non avviene nell'immediato non si stravolgono i piani per ricominciare da capo. Questa è una cosa rara nel calcio a causa dell'attenzione mediatica e della pressione quotidiana. Pochi club sono in grado di resistere e mantenere la propria posizione.
*Molti club italiani portano il nome della loro città e sono legati a sentimenti di appartenenza locale, ma la Juventus spazia l'intera [[Italia|nazione]]. [[Gianni Agnelli]] disse: «Non avere il nome di una città ci ha portato grande popolarità. Ci ha resi nazionali». Poche istituzioni in una Italia sempre divisa in fazioni possono farsi lo stesso vanto.
===[[Stephan Lichtsteiner]]===
*Il segreto della Juve è la sua grande voglia di vittoria. Che è più grande di quella dei suoi rivali.
*La storia dice che la Juventus vince quasi sempre, appena arrivi capisci che si respira un'aria diversa.
*Qui devi vincere, non c'è altro messaggio che puoi apprendere.
===[[Marcello Lippi]]===
*Giocare nella Juventus significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare.
*[Alla Juventus] gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici...
*Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono.
*Io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla Juventus e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare.
*La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo.
*La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la Juventus sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore.
*{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici.
===[[Paolo Montero]]===
*Alla Juventus il risultato arriva prima di ogni altra cosa; l'obiettivo è quello di vincere, sempre!
*{{NDR|Nel 2023}} Cento anni di proprietà [degli Agnelli alla Juventus] rappresentano qualcosa di unico. Personalmente non riesco a immaginare la Juventus senza gli Agnelli.
*Cosa abbiamo in più noi della Juve? La voglia di giocare, di vincere. I grandi campioni ci sono dappertutto [...]. Quello che fa la differenza è, appunto, la voglia. [...] Siamo la Juve, non una squadra qualsiasi.
*{{NDR|«Ma cosa vuol dire giocare nella Juventus?»}} È il massimo. Ti senti uno di famiglia da subito. E poi quella maglia è una corazza.
*È una scuola, ti insegna a vivere, a comportarti e a dare importanza ai giusti valori. Insomma, per me è stata una vera famiglia.
*La Juventus è tutto ciò che la parola famiglia racchiude: unione, sacrificio, aiuto a crescere. Amore. E non c'è ombra di retorica.
*Per me la Juve è famiglia. L'ho sempre sentita e vissuta così. Ieri, oggi e sempre.
*Sai che ti dico? Non so se la Juve sarebbe così forte se non fosse tanto odiata. Altro che simpatia.
*Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a [[Torino]], quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d'Italia. Il loro odio io l'ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti.
===[[Domenico Morace]]===
*Al di là delle colorazioni di parte, la Juve è la più amata dagli italiani. Non esiste, da Bolzano a Pantelleria, una squadra che abbia un tale seguito, numerico e passionale, come la Juve. Ha tifosi al Nord, dove è di casa, ed ancor più al Sud, dove imparano ad amarla a distanza, attraverso le cronache o le immagini televisive. Come e perché questa squadra colpisca la fantasia ed il cuore dei tifosi, si sa da tempo: [...] l'identificazione col potere del Nord, la voglia di integrazione dei meridionali del Nord, la smania di partecipare ai successi che è la molla di ogni attività umana.
*La Juve, nei secoli, è stata la più amata dagli italiani. Dalle Alpi a Pantelleria, non c'è zona dove il tifo bianconero non abbia profonde radici. La Juve è stata, ed è, simbolo di integrazione e di riscatto per i meridionali del nord e un trepido amore per quelli nati e cresciuti tra le nebbie. Intrecci sportivi e sociologici hanno spiegato quella che è più di una passione. Gli italiani, si sa, scelgono sempre chi vince e i tifosi proletari della Juve hanno persino dimenticato i rancori di classe: Agnelli, per loro, non è mai stato il padrone, ma soltanto il benefattore che regalava felicità domenicali.
*Si sa, la Juve è la fidanzata d'Italia: dalle Alpi a Pantelleria, da sempre battono cuori bianconeri. [...] come mai uno del profondo Sud trova affinità elettive con la Vecchia Signora torinese anziché, mettiamo, col Napoli, la squadra della capitale del vecchio regno dei Borboni? La Juve è stata, in passato, la squadra che più ha eccitato l'immaginario collettivo: vinceva, e l'identificazione col vincitore è sempre stato lo sport preferito da noi italiani. Era la squadra dei padroni ma, in nome del calcio, venivano superate anche le barriere sindacali. Per i meridionali, arrivati a Torino con la valigia di cartone, inseguendo il sogno, o il miraggio, del miracolo economico, la Juve è stato il modo per integrarsi con un ambiente quasi sempre ostile.
===[[Giampiero Mughini]]===
*La Juventus è l'unica donna della nostra vita che non c'ha mai tradito.
*La squadra che un italiano su tre considera la sua "fidanzata" ideale e mentre gli altri due italiani su tre la reputano invece il Male Assoluto.
*{{NDR|Nel 2015}} Una squadra che è tornata ad essere l'orgoglio del calcio italiano alla faccia di tutti i club "Juve merda" disseminati per lo stivale. Una squadra che è una scuola del carattere, uno stemma, un brand. L'unico brand italiano del 1930 tuttora in voga.
===[[Gianpaolo Ormezzano]]===
*Ho avuto due fortune nella vita: non essere nato donna afghana a Kabul e tifoso della Juventus a Torino.
*In una storia lunga più di un secolo tante cose belle ha insegnato la Juventus al calcio italiano, concentrando e limitando apprendimento e frequentazione di quelle brutte ad un periodo corto, gli anni appunto Calciopoli. Il club che ha "fondato" uno [[Stile Juventus|stile]], che ha riempito di giocatori la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], che ha vinto più scudetti di ogni altro.
*La Juventus è da sola una parte enorme del nostro calcio. C'è perché sennò non c'era proprio niente alla «j» o «i lunga», e se è vero che non c'è niente neppure alla «y» o «i greca», è anche vero che da quelle parti del dizionario non si trova la più importante squadra d'Italia e – dicono – del mondo.
===[[Michel Platini]]===
*[Gli] Agnelli e Juventus non sono soltanto il calcio, sono una istituzione.
*Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una [[Strage dell'Heysel|serata tristissima]]), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.<br/> Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire [[cultura]] e [[Stile Juventus|stile]] che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici.
*{{NDR|Nel 2023}} Credo che per gli Agnelli la Juventus sia stata e sia ancora storia, passione, immagine, una specie di bolla nella quale osservare la propria tradizione secolare, un caso unico, mondiale [...] nel senso che altrove ho conosciuto presidenti e imprenditori proprietari di un club di calcio ma gli Agnelli non erano solo questo, erano e sono una famiglia legata al calcio non per interessi esclusivamente finanziari.
*Ho cominciato a giocare nella squadra più forte della Lorena, continuato nella squadra più forte di Francia, e finito nella più forte del mondo.
*Non conoscevo la storia della famiglia Agnelli, in Francia seguivo le partite delle squadre italiane ma nulla sapevo dei presidenti. Quando arrivai a Torino {{sic|scoprii}} una realtà che non riguardava soltanto la Juventus e le sue vittorie ma chi l'aveva condotta per anni con uno stesso cognome: Agnelli. La conoscenza dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] e di suo fratello [[Umberto Agnelli|Umberto]], mi fece comprendere l'importanza e il significato di una dinastia unica legata al club, una storia affascinante vissuta con personaggi di grande carisma e competenza, nel rispetto della tradizione di famiglia. Per me, anni bellissimi e indimenticabili.
*{{NDR|Nel 2011}} Se continuo a ricevere premi e se sono entrato nella Hall of Fame del calcio italiano lo devo a una società che mi ha acquistato e mi ha aiutato a diventare un calciatore vincente. La Juve mi ha insegnato tanto e io sono rimasto molto affezionato a questa società e alla squadra di quei fantastici anni.
===[[Giuseppe Prisco]]===
*Certe volte la gente per strada mi chiede di non parlare solo contro il [[Associazione Calcio Milan|Milan]], ma anche contro la Juventus. E rispondo: «Ben volentieri, ma quando c'è l'occasione. Non posso dire 'porca Juventus': sarebbe una cretinata inutile».
*Se stringo la mano a un [[Associazione Calcio Milan|milanista]] mi lavo le mani, se stringo la mano a uno juventino mi conto le dita.
*La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna.
*{{NDR|Sul "caso [[Mark Iuliano|Iuliano]]-[[Ronaldo]]" in Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Il rigore dello juventino su Ronie? Non è furto. Quando c'è la Juve è sempre ricettazione. Gli juventini a volte confessano i furti ma mai la refurtiva.
===[[Claudio Ranieri]]===
*Dobbiamo essere sempre i migliori. I campioni sono tali perché vogliono essere sempre i migliori e noi tutti dobbiamo assorbire questo DNA dai nostri. Quando vedrò tutta la squadra dare tutto fino all'ultimo allora potrò dire che avranno capito cosa significa essere la Juventus. Vale a dire non rilassarsi dopo aver vinto una partita. Noi non possiamo permettercelo, perché siamo la Juve. Io stesso non sono arrivato qui per grazia ricevuta. Mi sono guadagnato tutto giorno per giorno. E noi giorno per giorno dobbiamo lavorare per migliorare.
*La società bianconera è strutturata in maniera importante, è bella, quadrata: ognuno è al suo posto, sanno quello che devono fare, programmano il futuro, per cui credo sia importante vedere anche come loro lavorano, non solo la squadra in campo.
*Stare alla Juventus significa voler essere i numeri uno e non accontentarsi mai.
===[[Arrigo Sacchi]]===
*La Juve, a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli.
*La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza.
*La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono.
*La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della Juve dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Massimiliano Allegri]], nel 2016}} Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica.
===[[Mario Sconcerti]]===
*{{NDR|Nel 2016}} Alla fine vince sempre la Juve [...] perché da novant'anni ha la stessa proprietà, la stessa famiglia alla guida, quindi una grande esperienza e un portafoglio in grado di sopportare i tempi. La continuità migliora tutti e non lascia alibi ai giocatori. Sei in mezzo al meglio e te lo devi meritare. Questo spiega perché quasi qualunque giocatore, anche il più eccentrico, diventi alla Juve qualcosa di diverso, improvvisamente placato e saggio. Perché oltre la Juve non c'è niente, se non te ne accorgi non sei da Juve. [...] Non ha una città alle spalle, una piazza che chieda continuamente spiegazioni. Ha il sentimento algido di una grande azienda, si può far solo quello che serve, senza dare spiegazioni al popolo. [...] La Juve è sempre presente, ma lontana, nessuno arriva a toccarla. [...] La Juve, in sostanza, è l'unica società più forte della propria gente.
*La Juve è l'unica squadra nazionale, esattamente come la FIAT è stata l'unica industria nazionale.
*La Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi.
*{{NDR|Nel 2020}} La società è fondamentale, e la Juventus è un modello praticamente unico nel mondo. Non solo per anzianità di servizio dei proprietari, ma anche come modello: non è guidata dalla proprietà, ma da un membro della famiglia della proprietà [...]. Dal punto di vista del valore societario siamo venti-trent'anni avanti nel caso della Juve: non è una casualità che gli altri grandi club rivali della Juve abbiano la proprietà straniera [...]. A Torino c'è una dinastia di regnanti, che ha dimostrato di essere al di sopra di qualsiasi critica.
===[[Alessio Tacchinardi]]===
*La Juve è la squadra più amata ma anche più odiata: in tutti i campi quando arrivavamo giocano con i coltelli tra i denti. Quando ne sono entrato a far parte ho percepito di appartenere a qualcosa di diverso: sei tu contro tutto il resto, ti dà tanto ma chiede anche tanto.
*Per me la Juve è stata una pagina importantissima: ero e sono ancora un tifoso della Juve e per me allenarmi al Comunale, dove andavo a vedere la Juve da tifoso, era il massimo. La Juve è una grande famiglia, una grande società con valori fortissimi e ti inculcano nella testa la mentalità vincente.
*{{NDR|«Come ci si sente a vestire la maglia della Juventus?»}} Pesa un quintale. Ti trasmette l'anima vincente e ti fa sentire una grande pressione. La Juventus è la tradizione del calcio.
*{{NDR|Sullo juventinismo}} Una cosa che prende i tifosi, la squadra e la società e li rende un blocco unito contro tutto e tutti. E che si esprime nella voglia di vincere sempre, di essere i più forti sapendo di ricevere in cambio odio da ogni altro elemento esterno al mondo Juve. Un odio che nutre la fame di vittorie, e che rende i nostri successi ancora più belli. Prima di diventare un calciatore bianconero ero un semplice tifoso, all'interno dello spogliatoio ho capito meglio il senso della Juve. All'inizio non capivo le facce dei compagni quando si pareggiava, mi dicevo che in fondo avevamo fatto un punto. Poi ho capito che se giochi nella Juve, il pareggio equivale a una sconfitta. Conta unicamente il successo, esattamente come dice Boniperti.
===[[Sandro Veronesi]]===
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Non preoccupatevi di dare una nuova immagine della Juventus, recuperate piuttosto quella che ha sempre avuto: la storia dice che è quella giusta. Si può essere gentiluomini anche immersi nell'odio sportivo di mezza Italia, come hanno ben dimostrato Boniperti o l'avvocato Agnelli, e le Fiat le hanno sempre comprate anche i tifosi dell'Inter o della Fiorentina. Nulla viene a mancare, nell'integrità di un galantuomo, se i tifosi avversari ti fischiano e ti insultano. Anzi, questo è diventato nel tempo l'alimento principe della dieta bianconera: l'odio degli avversari, il livore, il rancore, gli insulti.
*{{NDR|Nel 2008, in occasione al ritorno della Juventus in Champions League}} Per un vecchio tifoso bianconero come me, in effetti, veder partire una stagione senza la Juve in serie A, o senza la Juve tra le favorite, o senza la Juve nelle coppe europee, com'è successo negli ultimi due anni, è stato come ritrovarsi in un posto veramente lontano, straniero, assurdo: in Alaska, in Patagonia. Sì, si può dire che a questo punto noi tifosi juventini siamo tornati a casa. Insieme a noi sono tornati a casa i nostri fuoriclasse, Del Piero, Nedved, Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Chiellini, [Cristiano] Zanetti, che non hanno abbandonato la barca in difficoltà ma sono rimasti a soffrire e hanno puntato la carriera su questo ritorno. E un simile binomio tifosi-campioni, questo grumo di passione e di forza, di amore e di classe, di quantità e di qualità, rappresenta effettivamente la Juventus – la sua storia, la sua tradizione. Dunque, quando si parla di ritorno a casa si parla di una cosa vera, reale: perché la casa della Juventus è la battaglia per la vittoria.
*Per venire amati da me non è mai stato necessario essere dei campioni, se si giocava in difesa nella Juve [...] È il fatto stesso che loro difendessero ad appassionarmi, perfino a commuovermi: là davanti un nuvolone di gloria, coi più forti attaccanti del mondo che si danno il cambio a gonfiare la rete [...]; a centrocampo uno scroscio continuo di genio, estro e furia agonistica [...]; in porta, vabbe', è stata quasi solo leggenda [...]; ma è in difesa che si è sempre costruita la supremazia della Juventus, in questa scuola di vita fatta di attenzione, tempismo, corsa, fatica e sacrificio che non può tramontare mai, perché chiunque abbia osato contraddirla, concependo un calcio solo offensivo, è sempre stato spazzato via.
*Quasi cinquant'anni dopo mi ritrovo a festeggiare questo ennesimo scudetto [2012/13] con la stessa gioia del primo (1967), e come sempre il passato riaffiora tutto insieme nello stesso momento, e si mescola al presente, ricreando il formidabile tutt'uno che è la patria che mi sono scelto: la zebra che corre nella savana mentre Haller mi prende in collo in Versilia e Vidal fa il cuore con le mani; le punizioni di Pirlo che coincidono con quelle di Platini, di Baggio e di Del Piero; Pogba che danza, Cabrini che si sgancia, Furino che copre; Bettega che incorna, Vialli che ritorna; Marchisio e Zidane che si passano la palla, Ibra che si fa rimbalzare addosso i difensori; Nedved che cambia passo, l'Avvocato che sorride, Barzagli che anticipa, Tardelli che contrasta, Montero che picchia, Scirea che si sgancia, Buffon che esce, Zoff che vola, Vucinic che fa l'assist, Inzaghi che la mette dentro, Rossi che la mette dentro, Vieri che la mette dentro, Trezeguet che la mette dentro; Lippi che alza le braccia; Conte che sventola la bandierina del corner...
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Rendetevi conto, voi che avete preso in mano la società nel momento peggiore della sua storia, che la Juve non è stata odiata per più di un secolo a causa dell'antipatia dei suoi dirigenti o giocatori; che non è mai stata una questione personale; che la Juve è stata semplicemente un incubo infinito per qualunque avversario, perché vinceva, o lottava fino all'ultimo per vincere, ogni anno, e questo deve tornare a essere.
===[[Gianluca Vialli]]===
*Alla Juventus la vittoria non dà felicità, ma sollievo. È il completamento di un dovere, non il raggiungimento di una vetta.
*Cosa si mangia di speciale a Torino? Esiste un ambiente di lavoro molto particolare, sei contagiato: un'atmosfera che serve nella vita e in panchina. La principale caratteristica alla Juve è la testa bassa. L'umiltà rispetto a quello che si vince, che è sempre tanto. Il club ti insegna l'importanza degli oneri: ti mette nelle condizioni giuste per dimostrare quanto vali, ma poi tu devi dare il massimo. A quel punto vinci e ti godi gli onori. Ma per poco perché devi rivincere subito dopo. Ecco, il successo è spesso un sollievo più che una gioia [...]. Certo, al Barcellona prediligono l'estetica, la bellezza o anche solo il divertimento, mentre la Juventus è meravigliosamente pratica. Confesso che nei miei anni in bianconero non è mai entrato un dirigente a dirci: "Mi raccomando, oggi giochiamo bene". Più e più volte, la frase era: "Mi raccomando, oggi vinciamo".
*La Juve è una filosofia. Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico. Per me è stato un privilegio far parte della storia di quella società. Non è una società perfetta ma ha un DNA vincente. Quando indossi quella maglia, ne senti il peso.
*{{NDR|«Com'è giocare nella Juve?»}} Un onore, e un onere. Senti il peso della maglia, il dovere di riconsegnarla piegandola per bene e riponendola un po' più in alto di dove l'avevi presa.
===[[Arturo Vidal]]===
*La passione dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] [del club] è incredibile. Vestire la maglia [della] Juventus è la cosa più bella che mi sia mai capitata e quando entri al campo di gioco capisci quale sia la posta in gioco e quante siano le aspettative nei tuoi confronti.
*La [[paura]] non è un sentimento che puoi avere quando giochi con la maglia della Juventus.
*Quando si è in un club come la Juve si deve sempre competere per vincere.
===[[Franco Zeffirelli]]===
*Mi dispiace che una squadra come la Juve che considero una delle migliori in Europa sia costretta a sporcarsi le mani con traffici mafiosi. [...] La Juve ha vinto la metà dei suoi scudetti con la benevolenza e i pasticci arbitrali.
*Mi piacerebbe vincere uno scudetto: come sempre però molto dipenderà anche dagli altri. La Juventus da sempre fa la padrona e solo lei sa quanto ha vinto grazie ai signori in giacchetta nera. Da quelle parti è dai tempi dei Savoia che vogliono comandare.
*{{NDR|Nel 2015}} Se non si sogna, si muore ragazzi. Si deve sognare. Io ho ancora quello di vedere la Juve in B. La Juventus è stata la regina di un certo modo di fare calcio, lo sapevamo tutti. E anche se sono anti Juve a vita, devo riconoscere che in qualche modo questa squadra ha contribuito allo spettacolo calcistico.
===[[Zinédine Zidane]]===
*{{NDR|Nel 2006 durante la conferenza stampa in cui annunziò il suo ritiro dalla attività calcistica}} Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del Real Madrid.
*La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente.
*Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore.
*Quando sei della Juve lo sei per sempre.
*Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia.
===[[Cori da stadio|Cori]]===
*''È proprio come guardare la Juve...''<ref>Coro intonato dalla tifoseria del [[Notts County Football Club]], società britannica gemellata con la Juventus, quando la squadra offre una prova di rilievo.</ref>
*''Su ragazzi, arriva la Signora''.<ref>Coro intonato dalla tifoseria bianconera durante un [[Derby di Torino|derby contro il Torino]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986.</ref>
===[[Slogan calcistici|Slogan]]===
[[File:Juventus109.jpg|miniatura|upright=1.5|Striscione che celebra i 109 anni della Juventus]]
*Fino alla fine.<ref>Slogan juventino, semplificazione del grido da guerra intuonato dalla [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata]]: «Fino alla Fine Forza Juventus!».</ref>
*La Juve ruba.<ref>Slogan antijuventino.</ref>
*Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole.<ref>{{NDR|orig. in lingua latina}} ''Non coronabitur nisi legitime certaverit.'' Motto juventino riportato sul primo stemma del Foot-Ball Club Juventus. La frase è tratta dalla ''[[Seconda lettera a Timoteo]]'' 2, 5.</ref>
===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]===
*109 anni di trionfi e gioia, 1 anno di umiltà che vi renderà immortali. Grazie a tutti!<ref>Messaggio della ''Curva Nord'' pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino il 12 maggio 2007 prima della gara Juventus FC 3-1 Bologna FC 1909.</ref>
*28 scudetti, 2 Coppe Campioni... in Italia ladri, in Europa coglioni.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Fiesole'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[ACF Fiorentina]]) e rivolto agli juventini il 4 dicembre 2005 in occasione di Fiorentina-Juventus.</ref>
*C'è una stella in cielo che indica il cammino, forza Juve, vincere è il tuo destino.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Scirea'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della Juventus) durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, due giorni dopo la scomparsa dello storico presidente [[Gianni Agnelli]].</ref>
*Club degli imbrogli, degli intrighi e della repressione. Da 27 anni sempre lo stesso leitmotiv. Juve merda.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Nantes nel secondo tempo della gara FC Nantes 0-3 Juventus FC del 23 febbraio 2023, valevole per il ritorno dei play-off di UEFA Europa League; le due squadre si ritrovavano contrapposte in una competizione confederale per la prima volta dalle semifinali di UEFA Champions League 1995-1996, quando il club bianconero aveva prevalso su quello francese.</ref>
*La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni di storia che mai nessuno retrocederà.<ref>Messaggio della ''Curva Scirea'', pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino durante i festeggiamenti del 109° anniversario di fondazione istituzionale della società torinese il 1° novembre 2006 prima della gara Juventus 2-0 Brescia Calcio.</ref>
*Per un caldo Natale... brucia un gobbo.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria [[Bologna Football Club 1909|bolognese]] e rivolto a quella juventina, durante la partita Bologna-Juventus del 6 dicembre 2013.</ref>
==Note==
<references />
===Fonti===
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==Altri progetti==
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{{Juventus FC}}
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[[Categoria:Juventus F.C.| ]]
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Tu la conosci Claudia?
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Udiki
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Annullate le modifiche di [[Special:Contributions/~2026-52493-03|~2026-52493-03]] ([[User talk:~2026-52493-03|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]]
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolooriginale=Tu la conosci Claudia?
|paese=Italia
|anno=2004
|genere=commedia
|regista=[[Massimo Venier]]
|soggetto = [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]]
|sceneggiatore = [[Aldo, Giovanni & Giacomo]], [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]]
|attori =
*[[Giovanni Storti]]: Giovanni
*[[Aldo Baglio]]: Aldo
*[[Giacomo Poretti]]: Giacomo
*[[Paola Cortellesi]]: Claudia, moglie di Giovanni
*[[Sandra Ceccarelli]]: Silvia, l'ex-moglie di Giacomo
*[[Ottavia Piccolo]]: analista
*[[Rossy de Palma]]: Claudia
*[[Marco Messeri]]: Vanni Maceria, il meccanico
*[[Daniela Cristofori]]: amica di Claudia
*[[Silvana Fallisi]]: Luciana
*[[Max Pisu]]: cliente del taxi
|note=
}}
'''''Tu la conosci Claudia?''''', film italiano del 2004 con [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] e [[Paola Cortellesi]], regia di [[Massimo Venier]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Sì, lo so cosa state per dire: "Che palle, la [[voce fuori campo]]!". Lo penso sempre anche io quando vado al cinema, ma c'è da dire che è comoda. Due frasettine in croce, e hai spiegato tutto quello che c'è da spiegare. Quindi facciamo così, decidete voi: mezz'ora di noia mortale e scene emblematiche che ti spiegano chi sono i personaggi, che lavoro fanno, che problemi hanno, oppure un minuto di voce fuori campo. Perfetto: voce fuori campo! ('''Claudia''')
==Frasi==
*Allora... io mi chiamo Claudia. E questo è Giovanni, è mio marito. L'ho sposato sette anni fa, e non chiedetemi perché... non mi ricordo. Non abbiamo avuto figli. All'inizio non li voleva lui, poi non li volevo io, e adesso... insomma, diciamo che abbiamo smesso di parlarne. E... non solo di parlarne...! Una volta al mese, mio marito fa un esame di coscienza... così, giusto per vedere se è tutto a posto, se le cose tra noi vanno bene e se si può fare qualcosa per migliorarle. Uno... due... tre... quattro... cinque secondi. Eh, più del solito! Se c'è un filo di crisi nel nostro matrimonio... forse non è tutta colpa mia. Questo, invece, è Aldo... e Aldo... be', Aldo è un po' un caso a parte. Chi sia Aldo per me è un po' difficile da spiegare... non che mi vergogni, eh, per carità... non fraintendetemi. È che se dovessi spiegarvi come ci siamo conosciuti e come è andata a finire, e tutta una serie di dettagli che stanno in mezzo... insomma, giuro che non è colpa mia! È successo tutto per caso... eh, mi sono messa in un grande casino! ('''Claudia''')
*Senta, io mi prendo le mie responsabilità, ma siamo sicuri che il chiosco non sia abusivo? ('''Aldo''') {{NDR|dopo aver investito una bancarella}}
*E poi c'è Giacomino. Giacomo è facile: avete presente il luogo comune trito e ritrito dell'uomo che ha superato i [[quarantenne|40 anni]], e comincia a sentire lontano lontano l'odorino della morte? E allora si mette lì a fare un bilancio della sua vita di quello che ha, quello che non ha, di quello che ha fatto, di quello che non ha fatto, e di quello che gli resta da fare? Ecco, quel luogo comune lì... solo un po' più basso... è Giacomo. Ecco, adesso sta facendo una scommessa con se stesso. Ed è davvero convinto che se farà canestro, la sua vita cambierà. Vabbe'... sarà per un'altra volta! E per finire... eccomi qua. Questa sono io. Parlare di me mi ha sempre imbarazzata, divento tutta rossa, mi sudano le ascelle. È uno dei miei problemi, ma... ci sto lavorando. Dietro quella porta che sta per aprirsi, c'è il finale di questa storia. Facciamo così, decidete voi: restiamo qui altri dieci secondi aspettando che si apra, oppure arriva il buio, vi sorbite tutta la storia e ci rivediamo qui fra un'ora e mezza. Mi spiace, stavolta decido io: Buio! ('''Claudia''')
*Lo sai che Giulia ha fatto una cura dimagrante a base di [[banana|banane]]? Veramente: è dimagrita? No! Però devi vedere come si arrampica! ('''Voce alla televisione''') {{NDR|[[Barzellette dai film|barzelletta]]}}
*Ma proprio adesso che mi stavo innamorando, che ero deciso di fare il passo più lungo della gamba! Io lo so quando è crollato tutto: è stato quel maledetto momento in cui abbiamo visto insieme il marito! ('''Aldo''')
*Aldo, quando una donna ti dice che ci deve pensare, vuol dire che ci ha giá pensato! Ti ha mollato! Finito! ('''Taribo''')
*Claudia non esiste, suo marito non esiste! Claudia non esiste, suo marito non esiste! ('''Aldo e Taribo''')
*Senti, "NonSoloTaxi", ma come guidi? Porca puttana, va' come hai conciato la macchina... Allora, di constatazione amichevole non ne parliamo neanche, eh, tanto nessun giudice ti darebbe ragione! ('''Giovanni''') {{NDR|dopo aver tamponato Aldo}}
*C'è un posto dove posso vomitare un attimo? Un posto specifico per il [[vomito]], insomma: un vomituario, anche di modeste proporzioni. ('''Aldo''')
*Se queste mura potessero parlare, si dovrebbero confessare! Fuochi! Fiamme! Sodoma! Gamarra! Eh? ('''Aldo''')
*Miiii, che bello! Anplagghed! ('''Aldo''')
*Se non la smette immediatamente, chiamo i carabinieri. E non sto scherzando. ('''Signorina del GPS''')
*Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'[[ortica]], spesso il culo gli formica». ('''Vanni Maceria''') {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}}
*Ma cosa volete stare a girare come la merda nei tubi?! E venite da me, no? Vi ospito io. Crostini toscani, vino toscano, cinghiale toscano, e poi per finire: botta di stornelli toscani improvvisati!! Tutta la notte si schianta dal ridere. Eh? ('''Vanni Maceria''')
*Va beh: basta così! Quello che è successo dopo ve lo risparmio, ma se pensate che è stato facile prendere una decisione vi siete sbagliati. Con Aldo e Giacomo qualche volta ci siamo incontrati, e posso dire che siamo diventati quasi amici. Aldo, appena tornato, è andato a vivere con la sua Claudia. È stata una settimana bellissima. Poi, un sabato, si è accorto che non la sopportava più ed è scappato dalla finestra. Lei è ritornata da suo marito e pare che stia bene. Giacomo si è fatto dare un passaggio fino a casa di Silvia. Quello che aveva capito era che voleva rimettersi con la sua ex moglie. Quello che non aveva capito era che lei non ne aveva la minima intenzione. Dopo dieci giorni si sono lasciati di nuovo. Adesso, se non altro, Giacomo e Aldo sono diventati buoni amici, si divertono. Agosto, al mare, l'hanno passato insieme. Quanto a me e Giovanni le cose ora sono molto diverse: abbiamo ripreso a uscire tutte le sere, anche quando c'è la Champions League. Diciamo che per ora le cose vanno bene così. Poi... poi si vedrà... ('''Claudia''')
*Allora lo vogliamo far smettere di piangere 'sto bambino o no, eh? Sono le tre di notte! Li vogliamo spendere 'sti due soldi per farlo visitare da uno specialista o no, eh? Ve ne consiglio uno: Dott. Sirchioli. 6832173! Cosa faccio, chiamo i carabinieri, eh??? ('''Giovanni''')
==Dialoghi==
*'''Aldo''': Buongiorno! Dove andiamo di bello? <br/> '''Passeggero''': Piazza Wagner. <br/> '''Aldo''': Wagner, complimenti! Wagner! Il grande e irreprensibile Wagner! Compositore austriaco recentemente scomparso, autore del Lohengrin, opera che più o meno fa così... {{NDR|inizia a intonare una melodia}} <br/> '''Passeggero''': Senta... A parte che è il Bolero di Ravel, e poi ho una certa fretta: piazza Wagner, al ventisette. <br/> '''Aldo''': Ah! Questo è il Bolero?! Questo è il Bolero?! Vabbe'... Un attimo che impostiamo il navigatore, perché un conto è chi è Wagner e un conto è dov'è Wagner! Wagner si scrive con la [[G]] di Goethe?
*'''Claudia''': Senti, ma perché stasera non andiamo a mangiare fuori? Una cosa semplice eh, una pizza. <br/> '''Giovanni''' {{NDR|guardando Passaparola in TV}}: Eh... Si boh... Dopo vediamo. Passaparola! <br/> '''Claudia''': Magari un cinemino! È tanto che non ci andiamo! <br/> '''Giovanni''': Sì... Magari... Mi son già tolto le scarpe... <br/> '''Claudia''': O sennò restiamo anche a casa... <br/> '''Giovanni''': Eh! <br/> '''Claudia''': Tranquilli... <br/> '''Giovanni''': Ma sì... <br/> '''Claudia''': Ma sì, infatti, stiamo a casa. <br/> '''Giovanni''': Dai!
*'''Claudia''': Ma scusa, non guardi Passaparola? C'è la ruota finale... <br/> '''Giovanni''': Ma chi se ne frega di Passaparola! La sto registrando!
*'''Giovanni''' {{NDR|dopo che Claudia chiude una chiamata}}: Chi cazzo era a quest'ora? <br/> '''Claudia''': Che ne so, uno che ha sbagliato. <br/> '''Giovanni''': Uno che ha sbagliato alle [[due di notte]]? <br/> '''Claudia''': Giovanni, non è che dopo le due di notte non si può sbagliare... <br/> '''Giovanni''': Sì ma io voglio sapere chi ha sbagliato...<br/>'''Claudia''': Senti: è tardi, sono stanca e non ne voglio parlare! Fammi dormire. Buonanotte.
*'''Claudia''': Ma ti rendi conto che {{NDR|si riferisce a Giovanni}} è stronzo!? Io mi spacco la testa per cercare di salvare 'sto cazzo di matrimonio e lui cosa fa??? Che pezzo di merda...<br/>'''Luciana''': E tutte le belle cazzate che avete fatto ultimamente, anche quelle per salvare il matrimonio? Claudia, sono mesi che dici che sei stanca, che dici che sei confusa, che lo vuoi lasciare...<br/>'''Claudia''': Allora vuol dire che deve finire così...
*'''Giovanni''': E allora sai cosa faccio? Adesso vado lì, e a questa domanda deve rispondere: o lui o me. Capito? <br /> '''Giacomo''': A parte che tecnicamente non sarebbe una domanda... Comunque, ho capito.
*'''Aldo''': Allora com'è andata ieri notte?<br/> '''Giovanni''': Mah, niente.<br/> '''Aldo''': È andata male?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è andata bene o andata male...<br/> '''Aldo''': Insomma, dovete ancora... discutere?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è discutere...<br/> '''Aldo''': 'Mariiia, mi stai facendo venire l'herpes! Che cosa vi siete detti? Che è successo???<br/> '''Giovanni''': Se n'è andata, è finita!<br/> '''Aldo''' {{NDR|prima esulta e Giovanni lo squadra di colpo}}: No, niente. Mi è arrivato un SMS che aspettavo...<br/> '''Giovanni''': Solo che adesso cosa faccio, eh? Cosa faccio?<br/> '''Aldo''': Ma sì! Ma che vuoi fare? È la vita, dai! Oggi a te e domani a me, la ruota gira. Infelice tu, felice un altro.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|sarcastico}}: Grazie, eh! Sto già meglio!<br/> '''Aldo''': Mi sono spiegato male... E adesso lei dov'è?<br/> '''Giovanni''': Eh... Lei dov'è... Lo so io dov'è: è insieme a quel bastardo, ecco dov'è!<br/> '''Aldo''' {{NDR|si preoccupa}}: Quale bastardo?<br/> '''Giovanni''': Ma perché, non ti ha detto niente il tuo amico?
*'''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantanove chilometri. {{NDR|passa un minuto}} Percorrere questa strada per settecentonovantotto chilometri.<br/> '''Giacomo''': Ma questo navigatore è proprio indispensabile? <br/> '''Aldo''': Metti che poi sbagliamo strada. <br/> '''Giovanni''': Ma siamo in autostrada, è sempre dritto! Come cazzo fai a sbagliar strada? <br/> '''Aldo''': Vabbe', non lo so spegnere, contento?! Lo so accendere ma non lo so spegnere. Si spegne solo quando si arriva, è concepito così! Qualche problema?! <br /> '''Giacomo''' {{NDR|sarcastico}}: ...Che bel clima. <br/> '''Giovanni''': Che poi voglio proprio vedere... Me lo deve dire in faccia che il nostro matrimonio è finito per colpa {{NDR|indicando Aldo}} di un tassista terrone e dislessico! <br/> '''Aldo''': Ti comunico che il terrone apoplettico... <br/> '''Giovanni''': Dislessico! <br/> '''Aldo''': Mmmmhhh, come preferisci! Comunque il suddetto terrone dislessico, in due mesi di frequentazione è riuscito a ridarle una voglia di vivere, a Claudia, che tu nemmeno se vivrai con lei diciotto secoli riuscirai a darle, va bene? E comunque se te lo vuoi sentir dire in faccia quanto sei noioso, tra settecentonovantotto km sarai servito. <br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantasette chilometri. <br/> '''Aldo''': Novantasette! <br/> '''Giovanni''': Che poi io, al limite, una sbandata per un tamarro come te sono anche disposto a capirla. Son quelle cose nella vita che devi fare per forza... Che poi però riponi nel cassetto "cazzate dell'esistenza", dove tu abiti tra l'altro. Ed è finita lì... Ma con questo qui dietro {{NDR|indicando Giacomo}}... Ma cosa cazzo mai ci avrà trovato? Cosa ci avrà visto in questo qua? Mi è inconcepibile! Non riesco a capirlo proprio! È una cosa al di là! Que... Cioè... "Onde del destino"... Ma vai... <br/> '''Giacomo''': Forse perché io riuscivo a farla parlare, eh? Perché se non te ne sei mai accorto, caro mio, le donne han bisogno di parlare... Ma non solo loro, proprio l'essere umano in se stesso è fatto di linguaggio, se non c'è la parola, tra gli esseri umani, la comunicazione, cioè è... {{NDR|vedendo che Aldo al suo discorso sbadiglia}} E vabbe'... <br/> '''Aldo''': Bravo Giacomino, bravo! Parla, parla! Ma dopo tutto quel gran parlare, una donna deve estrinsecare la sua femminilità selvaggia... E allora... <br/> '''Giovanni''': E allora cosa? <br/> '''Aldo''': E allora... <br/> '''Giovanni''': Hai detto allora! Allora cosa? <br/> '''Aldo''': Quando una donna... <br/> '''Giovanni''': No, non mi interessa quando, mi interessa allora! Hai lasciato allora coi puntini, riempili! <br/> '''Aldo''': Giovanni, non è che posso riempirli tutti io i puntini. Eh. Penso di averne già riempiti abbastanza... <br/> '''Giacomo''': Se posso dire... <br/> '''Giovanni''' {{NDR|gridando}}: Stai zitto! Tu devi stare zitto! Punto!<br/> '''Aldo''': Vuoi che ti riempia anche quello? Di puntino?<br/> {{NDR|Passa qualche ora e si fa notte}}<br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per 455 chilometri.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vedendo Aldo con gli abbiocchi}}: Ohi! Ohi! Ohi! Vuoi che guidi io?<br/> '''Aldo''': Piuttosto che far guidare un altro mi ammazzo.<br/> '''Giovanni''': Allora se magari prima mi fai scendere...<br/> '''Aldo''': Vabbè... Visto che non c'hai il fisico ci fermiamo a dormire. Conosco un posto qui vicino.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vede ancora Aldo con gli abbiocchi}}: Ma allora! {{NDR|più tardi vede che si fermano in mezzo alla strada}} Ma sei scemo? Ma spiegami perché non possiamo andare in un albergo! <br/> '''Aldo''': [[Regole dai film|Regola]] numero quattro: il [[taxi]] non si abbandona mai, cascasse il mondo, piuttosto mi faccio ammazzare a testate! E comunque, se vuoi un alberghetto usi le tue gambette da rannocchietto gracile e cammini. Va bene?<br/> '''Giacomo''': Ho già bell'e capito come va a finire: si pernotta in un albergo a quattro stelle, servizio in camera... e anche la compagnia non è male, va. {{NDR|a Giovanni}} Dai ciccio, datti da fare!<br/> '''Giovanni''' {{NDR|ad Aldo}}: E tra l'altro, questa macchina di merda qua... Ma chi vuoi che te la ciuli? <br />'''Aldo''': Dicevi così anche di tua moglie.
*'''Navigatore''': Tra cinquecento metri svoltare a destra. Tra quattrocento metri svolt...<br/>'''Aldo''' {{NDR|dopo averlo preso a pugni}}: Taci, zoccola! {{NDR|a Giovanni}} Complimenti per la scelta della casa, eh? Comoda! Sono due anni che siamo in giro e mancano ancora seimila chilometri. E poi come fai ad esser così sicuro che Claudia è al mare?<br/> '''Giovanni''': Ha preso le chiavi.<br/> '''Aldo''': Magari erano le chiavi del solaio.<br/> '''Giacomo''': Eh beh sì, magari è lì in solaio che riflette.<br/> '''Giovanni''': Ma no, è impossibile: non ce l'abbiamo il solaio. Cioè: ce l'abbiamo, però le chiavi ce le ha il vecchio inquilino e quindi... Oddio... Adesso mi fate venire un dubbio...
*'''Giovanni''': Sì ma quando cacchio arriva 'sto carro attrezzi?<br/>'''Giacomo''': Eh, devi star calmo però: dopotutto son passate solo... tre ore.<br/>'''Giovanni''' {{NDR|sente il motore del carro attrezzi}}: Oahhh!<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | l'amore è una favola...''<br/>'''Giovanni''': Sì, però...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | se tu vuoi volare | ti porto lontano | nei campi di grano | a fare l'amore con me''.<br>'''Giovanni''': Ho capito, però sono anche...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Tu dimmi ti amo | e vieni nel grano | nel prato più bello che c'è''... Pupo! Pupone! La più grande ''rocchestarre'' italiana di tutti i tempi! L'eroe di Ponticino, deh!<br/>'''Giovanni''': Si ho capito, ma son tre ore e mezza che la stiamo aspettando!<br/>'''Vanni Maceria''': Oh scusate eh, bimbi... è alta stagione esagerata! È già un miracolo che sia arrivato qui io!<br/>'''Giacomo''': Botta di culo, eh?
*'''Giovanni''': Diamo pugni alla macchina e poi queste son le conseguenze, eh.<br/> '''Aldo''': Se la casa al posto di averla presa in Sudafrica la prendevi in Mozambico eravamo già arrivati.<br/> '''Vanni Maceria''': Bimbi, c'ho una bella notizia per voi: avete spappolato il carburatore! È tutto "sgarganato"!<br/> '''Aldo''': Che ha detto?<br/> '''Giacomo''': Carburatore.<br/> '''Aldo''': Ha detto carburatore?<br/> '''Giovanni e Giacomo''': Carburatore, carburatore.<br/> '''Aldo''': Carburatore proprio? Le parole erano queste? {{NDR|si preoccupa}} Ma no! Il carburatore no! E gli volevo bene come a un figlio!<br/> '''Vanni Maceria''': Ma per te è Natale con le palle! Perché in mezzo alle palle ci sono io, il regalo: Vanni Maceria, il ''Brunelleschi dei Carburatori''!<br/> '''Giovanni''': Però è simpatico.<br/> '''Aldo''': Senta, signor ''Brunelleschi dei Carburatori'', e quando sarebbe pronta la macchina?<br/> '''Vanni Maceria''': ''Ar'' tocco è tutta pronta ''a modino''.<br/> '''Aldo e Giovanni''': Oh, grazie signor Maceria.<br/> '''Giacomo''': Ma che cazzo avete capito? Vuol dire che è pronta domani all'una!<br/> '''Giovanni''': Eh, no... Dottor Maceria, non possiamo aspettare il tocco a modino.<br/> '''Vanni Maceria''': Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'ortica, spesso il culo gli formica!» {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}}
*'''Aldo''': Che ci faccio qui? Che ci faccio qui?? Che ci faccio qui? Che ci faccio qui, Giacomino?<br/> '''Giacomo''': Stai calmo, guardami. Allora, adesso tu bevi un bel bicchiere d'acqua e vedrai che ti rassereni completamente, dai, buttalo giù tutto.{{NDR|Aldo lo beve}} Va'... Oah! Hai visto? {{NDR|Aldo butta dietro il bicchiere riducendolo in mille pezzi}} Il bicchiere... Il bicchiere, del servizio buono!<br/> '''Aldo''': Che me ne frega a me del tuo servizio di cristallo di Boemia, Giacomino, non fare il piccolo borghese! Sto impazzendo! Ho buttato anche il telefonino nel naviglio... E chissà quante volte m'ha chiamato e non m'ha trovato...<br/> '''Giacomo''': Stai calmo. Stai calmo. Ascolta me. Adesso ripeti tutto, magari in italiano, e senza piangere. Guardami negli occhi. Allora: eravate al fast food tu e Claudia...<br/> '''Aldo''': Eravamo al fast food io e Claudia... Avevamo appena finito di fare l'amore. E tu, Giacomino, mi insegni che dopo aver fatto l'amore niente è meglio di un [[Big Mac]]...
*'''Aldo''': Ah! Quasi dimenticavo... per la corsa sarebbero tremilaseicento euro.<br/> '''Giacomo''': Come tremilaseicento euro?!?<br/> '''Aldo''': Ah, gia: cappuccio e brioche... Quelli li offro io. Che vuoi? Sono fatto così. Chiamami scemo, chiamami "anplagghed", ma sono fatto così.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film commedia]]
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/* Frasi */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolooriginale=Tu la conosci Claudia?
|paese=Italia
|anno=2004
|genere=commedia
|regista=[[Massimo Venier]]
|soggetto = [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]]
|sceneggiatore = [[Aldo, Giovanni & Giacomo]], [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]]
|attori =
*[[Giovanni Storti]]: Giovanni
*[[Aldo Baglio]]: Aldo
*[[Giacomo Poretti]]: Giacomo
*[[Paola Cortellesi]]: Claudia, moglie di Giovanni
*[[Sandra Ceccarelli]]: Silvia, l'ex-moglie di Giacomo
*[[Ottavia Piccolo]]: analista
*[[Rossy de Palma]]: Claudia
*[[Marco Messeri]]: Vanni Maceria, il meccanico
*[[Daniela Cristofori]]: amica di Claudia
*[[Silvana Fallisi]]: Luciana
*[[Max Pisu]]: cliente del taxi
|note=
}}
'''''Tu la conosci Claudia?''''', film italiano del 2004 con [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] e [[Paola Cortellesi]], regia di [[Massimo Venier]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Sì, lo so cosa state per dire: "Che palle, la [[voce fuori campo]]!". Lo penso sempre anche io quando vado al cinema, ma c'è da dire che è comoda. Due frasettine in croce, e hai spiegato tutto quello che c'è da spiegare. Quindi facciamo così, decidete voi: mezz'ora di noia mortale e scene emblematiche che ti spiegano chi sono i personaggi, che lavoro fanno, che problemi hanno, oppure un minuto di voce fuori campo. Perfetto: voce fuori campo! ('''Claudia''')
==Frasi==
*Allora... io mi chiamo [[Paola Cortellesi|Claudia]]. E questo è [[Giovanni Storti|Giovanni]], è mio marito. L'ho sposato sette anni fa, e non chiedetemi perché... non mi ricordo. Non abbiamo avuto figli. All'inizio non li voleva lui, poi non li volevo io, e adesso... insomma, diciamo che abbiamo smesso di parlarne. E... non solo di parlarne...! Una volta al mese, mio marito fa un esame di coscienza... così, giusto per vedere se è tutto a posto, se le cose tra noi vanno bene e se si può fare qualcosa per migliorarle. Uno... due... tre... quattro... cinque secondi. Eh, più del solito! Se c'è un filo di crisi nel nostro matrimonio... forse non è tutta colpa mia. Questo, invece, è [[Aldo Baglio|Aldo]]... e Aldo... be', Aldo è un po' un caso a parte. Chi sia Aldo per me è un po' difficile da spiegare... non che mi vergogni, eh, per carità... non fraintendetemi. È che se dovessi spiegarvi come ci siamo conosciuti e come è andata a finire, e tutta una serie di dettagli che stanno in mezzo... insomma, giuro che non è colpa mia! È successo tutto per caso... eh, mi sono messa in un grande casino! ('''Claudia''')
*Senta, io mi prendo le mie responsabilità, ma siamo sicuri che il chiosco non sia abusivo? ('''Aldo''') {{NDR|dopo aver investito una bancarella}}
*E poi c'è Giacomino. [[Giacomo Poretti|Giacomo]] è facile: avete presente il luogo comune trito e ritrito dell'uomo che ha superato i [[quarantenne|40 anni]], e comincia a sentire lontano lontano l'odorino della morte? E allora si mette lì a fare un bilancio della sua vita di quello che ha, quello che non ha, di quello che ha fatto, di quello che non ha fatto, e di quello che gli resta da fare? Ecco, quel luogo comune lì... solo un po' più basso... è Giacomo. Ecco, adesso sta facendo una scommessa con se stesso. Ed è davvero convinto che se farà canestro, la sua vita cambierà. Vabbe'... sarà per un'altra volta! E per finire... eccomi qua. Questa sono io. Parlare di me mi ha sempre imbarazzata, divento tutta rossa, mi sudano le ascelle. È uno dei miei problemi, ma... ci sto lavorando. Dietro quella porta che sta per aprirsi, c'è il finale di questa storia. Facciamo così, decidete voi: restiamo qui altri dieci secondi aspettando che si apra, oppure arriva il buio, vi sorbite tutta la storia e ci rivediamo qui fra un'ora e mezza. Mi spiace, stavolta decido io: [[Buio]]! ('''Claudia''')
*Lo sai che Giulia ha fatto una cura dimagrante a base di [[banana|banane]]? Veramente: è dimagrita? No! Però devi vedere come si arrampica! ('''Voce alla televisione''') {{NDR|[[Barzellette dai film|barzelletta]]}}
*Ma proprio adesso che mi stavo innamorando, che ero deciso di fare il passo più lungo della gamba! Io lo so quando è crollato tutto: è stato quel maledetto momento in cui abbiamo visto insieme il [[marito]]! ('''Aldo''')
*Aldo, quando una donna ti dice che ci deve pensare, vuol dire che ci ha giá pensato! Ti ha mollato! Finito! ('''Taribo''')
*Claudia non esiste, suo marito non esiste! Claudia non esiste, suo marito non esiste! ('''Aldo e Taribo''')
*Senti, "NonSoloTaxi", ma come guidi? Porca puttana, va' come hai conciato la macchina... Allora, di constatazione amichevole non ne parliamo neanche, eh, tanto nessun giudice ti darebbe ragione! ('''Giovanni''') {{NDR|dopo aver tamponato Aldo}}
*C'è un posto dove posso vomitare un attimo? Un posto specifico per il [[vomito]], insomma: un vomituario, anche di modeste proporzioni. ('''Aldo''')
*Se queste mura potessero parlare, si dovrebbero confessare! Fuochi! Fiamme! Sodoma! Gamarra! Eh? ('''Aldo''')
*Miiii, che bello! Anplagghed! ('''Aldo''')
*Se non la smette immediatamente, chiamo i carabinieri. E non sto scherzando. ('''Signorina del GPS''')
*Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'[[ortica]], spesso il culo gli formica». ('''Vanni Maceria''') {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}}
*Ma cosa volete stare a girare come la merda nei tubi?! E venite da me, no? Vi ospito io. Crostini toscani, vino toscano, cinghiale toscano, e poi per finire: botta di stornelli toscani improvvisati!! Tutta la notte si schianta dal ridere. Eh? ('''Vanni Maceria''')
*Va beh: basta così! Quello che è successo dopo ve lo risparmio, ma se pensate che è stato facile prendere una decisione vi siete sbagliati. Con Aldo e Giacomo qualche volta ci siamo incontrati, e posso dire che siamo diventati quasi amici. Aldo, appena tornato, è andato a vivere con la sua Claudia. È stata una settimana bellissima. Poi, un sabato, si è accorto che non la sopportava più ed è scappato dalla finestra. Lei è ritornata da suo marito e pare che stia bene. Giacomo si è fatto dare un passaggio fino a casa di Silvia. Quello che aveva capito era che voleva rimettersi con la sua ex moglie. Quello che non aveva capito era che lei non ne aveva la minima intenzione. Dopo dieci giorni si sono lasciati di nuovo. Adesso, se non altro, Giacomo e Aldo sono diventati buoni amici, si divertono. Agosto, al mare, l'hanno passato insieme. Quanto a me e Giovanni le cose ora sono molto diverse: abbiamo ripreso a uscire tutte le sere, anche quando c'è la Champions League. Diciamo che per ora le cose vanno bene così. Poi... poi si vedrà... ('''Claudia''')
*Allora lo vogliamo far smettere di piangere 'sto bambino o no, eh? Sono le tre di notte! Li vogliamo spendere 'sti due soldi per farlo visitare da uno specialista o no, eh? Ve ne consiglio uno: Dott. Sirchioli. 6832173! Cosa faccio, chiamo i carabinieri, eh??? ('''Giovanni''')
==Dialoghi==
*'''Aldo''': Buongiorno! Dove andiamo di bello? <br/> '''Passeggero''': Piazza Wagner. <br/> '''Aldo''': Wagner, complimenti! Wagner! Il grande e irreprensibile Wagner! Compositore austriaco recentemente scomparso, autore del Lohengrin, opera che più o meno fa così... {{NDR|inizia a intonare una melodia}} <br/> '''Passeggero''': Senta... A parte che è il Bolero di Ravel, e poi ho una certa fretta: piazza Wagner, al ventisette. <br/> '''Aldo''': Ah! Questo è il Bolero?! Questo è il Bolero?! Vabbe'... Un attimo che impostiamo il navigatore, perché un conto è chi è Wagner e un conto è dov'è Wagner! Wagner si scrive con la [[G]] di Goethe?
*'''Claudia''': Senti, ma perché stasera non andiamo a mangiare fuori? Una cosa semplice eh, una pizza. <br/> '''Giovanni''' {{NDR|guardando Passaparola in TV}}: Eh... Si boh... Dopo vediamo. Passaparola! <br/> '''Claudia''': Magari un cinemino! È tanto che non ci andiamo! <br/> '''Giovanni''': Sì... Magari... Mi son già tolto le scarpe... <br/> '''Claudia''': O sennò restiamo anche a casa... <br/> '''Giovanni''': Eh! <br/> '''Claudia''': Tranquilli... <br/> '''Giovanni''': Ma sì... <br/> '''Claudia''': Ma sì, infatti, stiamo a casa. <br/> '''Giovanni''': Dai!
*'''Claudia''': Ma scusa, non guardi Passaparola? C'è la ruota finale... <br/> '''Giovanni''': Ma chi se ne frega di Passaparola! La sto registrando!
*'''Giovanni''' {{NDR|dopo che Claudia chiude una chiamata}}: Chi cazzo era a quest'ora? <br/> '''Claudia''': Che ne so, uno che ha sbagliato. <br/> '''Giovanni''': Uno che ha sbagliato alle [[due di notte]]? <br/> '''Claudia''': Giovanni, non è che dopo le due di notte non si può sbagliare... <br/> '''Giovanni''': Sì ma io voglio sapere chi ha sbagliato...<br/>'''Claudia''': Senti: è tardi, sono stanca e non ne voglio parlare! Fammi dormire. Buonanotte.
*'''Claudia''': Ma ti rendi conto che {{NDR|si riferisce a Giovanni}} è stronzo!? Io mi spacco la testa per cercare di salvare 'sto cazzo di matrimonio e lui cosa fa??? Che pezzo di merda...<br/>'''Luciana''': E tutte le belle cazzate che avete fatto ultimamente, anche quelle per salvare il matrimonio? Claudia, sono mesi che dici che sei stanca, che dici che sei confusa, che lo vuoi lasciare...<br/>'''Claudia''': Allora vuol dire che deve finire così...
*'''Giovanni''': E allora sai cosa faccio? Adesso vado lì, e a questa domanda deve rispondere: o lui o me. Capito? <br /> '''Giacomo''': A parte che tecnicamente non sarebbe una domanda... Comunque, ho capito.
*'''Aldo''': Allora com'è andata ieri notte?<br/> '''Giovanni''': Mah, niente.<br/> '''Aldo''': È andata male?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è andata bene o andata male...<br/> '''Aldo''': Insomma, dovete ancora... discutere?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è discutere...<br/> '''Aldo''': 'Mariiia, mi stai facendo venire l'herpes! Che cosa vi siete detti? Che è successo???<br/> '''Giovanni''': Se n'è andata, è finita!<br/> '''Aldo''' {{NDR|prima esulta e Giovanni lo squadra di colpo}}: No, niente. Mi è arrivato un SMS che aspettavo...<br/> '''Giovanni''': Solo che adesso cosa faccio, eh? Cosa faccio?<br/> '''Aldo''': Ma sì! Ma che vuoi fare? È la vita, dai! Oggi a te e domani a me, la ruota gira. Infelice tu, felice un altro.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|sarcastico}}: Grazie, eh! Sto già meglio!<br/> '''Aldo''': Mi sono spiegato male... E adesso lei dov'è?<br/> '''Giovanni''': Eh... Lei dov'è... Lo so io dov'è: è insieme a quel bastardo, ecco dov'è!<br/> '''Aldo''' {{NDR|si preoccupa}}: Quale bastardo?<br/> '''Giovanni''': Ma perché, non ti ha detto niente il tuo amico?
*'''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantanove chilometri. {{NDR|passa un minuto}} Percorrere questa strada per settecentonovantotto chilometri.<br/> '''Giacomo''': Ma questo navigatore è proprio indispensabile? <br/> '''Aldo''': Metti che poi sbagliamo strada. <br/> '''Giovanni''': Ma siamo in autostrada, è sempre dritto! Come cazzo fai a sbagliar strada? <br/> '''Aldo''': Vabbe', non lo so spegnere, contento?! Lo so accendere ma non lo so spegnere. Si spegne solo quando si arriva, è concepito così! Qualche problema?! <br /> '''Giacomo''' {{NDR|sarcastico}}: ...Che bel clima. <br/> '''Giovanni''': Che poi voglio proprio vedere... Me lo deve dire in faccia che il nostro matrimonio è finito per colpa {{NDR|indicando Aldo}} di un tassista terrone e dislessico! <br/> '''Aldo''': Ti comunico che il terrone apoplettico... <br/> '''Giovanni''': Dislessico! <br/> '''Aldo''': Mmmmhhh, come preferisci! Comunque il suddetto terrone dislessico, in due mesi di frequentazione è riuscito a ridarle una voglia di vivere, a Claudia, che tu nemmeno se vivrai con lei diciotto secoli riuscirai a darle, va bene? E comunque se te lo vuoi sentir dire in faccia quanto sei noioso, tra settecentonovantotto km sarai servito. <br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantasette chilometri. <br/> '''Aldo''': Novantasette! <br/> '''Giovanni''': Che poi io, al limite, una sbandata per un tamarro come te sono anche disposto a capirla. Son quelle cose nella vita che devi fare per forza... Che poi però riponi nel cassetto "cazzate dell'esistenza", dove tu abiti tra l'altro. Ed è finita lì... Ma con questo qui dietro {{NDR|indicando Giacomo}}... Ma cosa cazzo mai ci avrà trovato? Cosa ci avrà visto in questo qua? Mi è inconcepibile! Non riesco a capirlo proprio! È una cosa al di là! Que... Cioè... "Onde del destino"... Ma vai... <br/> '''Giacomo''': Forse perché io riuscivo a farla parlare, eh? Perché se non te ne sei mai accorto, caro mio, le donne han bisogno di parlare... Ma non solo loro, proprio l'essere umano in se stesso è fatto di linguaggio, se non c'è la parola, tra gli esseri umani, la comunicazione, cioè è... {{NDR|vedendo che Aldo al suo discorso sbadiglia}} E vabbe'... <br/> '''Aldo''': Bravo Giacomino, bravo! Parla, parla! Ma dopo tutto quel gran parlare, una donna deve estrinsecare la sua femminilità selvaggia... E allora... <br/> '''Giovanni''': E allora cosa? <br/> '''Aldo''': E allora... <br/> '''Giovanni''': Hai detto allora! Allora cosa? <br/> '''Aldo''': Quando una donna... <br/> '''Giovanni''': No, non mi interessa quando, mi interessa allora! Hai lasciato allora coi puntini, riempili! <br/> '''Aldo''': Giovanni, non è che posso riempirli tutti io i puntini. Eh. Penso di averne già riempiti abbastanza... <br/> '''Giacomo''': Se posso dire... <br/> '''Giovanni''' {{NDR|gridando}}: Stai zitto! Tu devi stare zitto! Punto!<br/> '''Aldo''': Vuoi che ti riempia anche quello? Di puntino?<br/> {{NDR|Passa qualche ora e si fa notte}}<br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per 455 chilometri.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vedendo Aldo con gli abbiocchi}}: Ohi! Ohi! Ohi! Vuoi che guidi io?<br/> '''Aldo''': Piuttosto che far guidare un altro mi ammazzo.<br/> '''Giovanni''': Allora se magari prima mi fai scendere...<br/> '''Aldo''': Vabbè... Visto che non c'hai il fisico ci fermiamo a dormire. Conosco un posto qui vicino.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vede ancora Aldo con gli abbiocchi}}: Ma allora! {{NDR|più tardi vede che si fermano in mezzo alla strada}} Ma sei scemo? Ma spiegami perché non possiamo andare in un albergo! <br/> '''Aldo''': [[Regole dai film|Regola]] numero quattro: il [[taxi]] non si abbandona mai, cascasse il mondo, piuttosto mi faccio ammazzare a testate! E comunque, se vuoi un alberghetto usi le tue gambette da rannocchietto gracile e cammini. Va bene?<br/> '''Giacomo''': Ho già bell'e capito come va a finire: si pernotta in un albergo a quattro stelle, servizio in camera... e anche la compagnia non è male, va. {{NDR|a Giovanni}} Dai ciccio, datti da fare!<br/> '''Giovanni''' {{NDR|ad Aldo}}: E tra l'altro, questa macchina di merda qua... Ma chi vuoi che te la ciuli? <br />'''Aldo''': Dicevi così anche di tua moglie.
*'''Navigatore''': Tra cinquecento metri svoltare a destra. Tra quattrocento metri svolt...<br/>'''Aldo''' {{NDR|dopo averlo preso a pugni}}: Taci, zoccola! {{NDR|a Giovanni}} Complimenti per la scelta della casa, eh? Comoda! Sono due anni che siamo in giro e mancano ancora seimila chilometri. E poi come fai ad esser così sicuro che Claudia è al mare?<br/> '''Giovanni''': Ha preso le chiavi.<br/> '''Aldo''': Magari erano le chiavi del solaio.<br/> '''Giacomo''': Eh beh sì, magari è lì in solaio che riflette.<br/> '''Giovanni''': Ma no, è impossibile: non ce l'abbiamo il solaio. Cioè: ce l'abbiamo, però le chiavi ce le ha il vecchio inquilino e quindi... Oddio... Adesso mi fate venire un dubbio...
*'''Giovanni''': Sì ma quando cacchio arriva 'sto carro attrezzi?<br/>'''Giacomo''': Eh, devi star calmo però: dopotutto son passate solo... tre ore.<br/>'''Giovanni''' {{NDR|sente il motore del carro attrezzi}}: Oahhh!<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | l'amore è una favola...''<br/>'''Giovanni''': Sì, però...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | se tu vuoi volare | ti porto lontano | nei campi di grano | a fare l'amore con me''.<br>'''Giovanni''': Ho capito, però sono anche...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Tu dimmi ti amo | e vieni nel grano | nel prato più bello che c'è''... Pupo! Pupone! La più grande ''rocchestarre'' italiana di tutti i tempi! L'eroe di Ponticino, deh!<br/>'''Giovanni''': Si ho capito, ma son tre ore e mezza che la stiamo aspettando!<br/>'''Vanni Maceria''': Oh scusate eh, bimbi... è alta stagione esagerata! È già un miracolo che sia arrivato qui io!<br/>'''Giacomo''': Botta di culo, eh?
*'''Giovanni''': Diamo pugni alla macchina e poi queste son le conseguenze, eh.<br/> '''Aldo''': Se la casa al posto di averla presa in Sudafrica la prendevi in Mozambico eravamo già arrivati.<br/> '''Vanni Maceria''': Bimbi, c'ho una bella notizia per voi: avete spappolato il carburatore! È tutto "sgarganato"!<br/> '''Aldo''': Che ha detto?<br/> '''Giacomo''': Carburatore.<br/> '''Aldo''': Ha detto carburatore?<br/> '''Giovanni e Giacomo''': Carburatore, carburatore.<br/> '''Aldo''': Carburatore proprio? Le parole erano queste? {{NDR|si preoccupa}} Ma no! Il carburatore no! E gli volevo bene come a un figlio!<br/> '''Vanni Maceria''': Ma per te è Natale con le palle! Perché in mezzo alle palle ci sono io, il regalo: Vanni Maceria, il ''Brunelleschi dei Carburatori''!<br/> '''Giovanni''': Però è simpatico.<br/> '''Aldo''': Senta, signor ''Brunelleschi dei Carburatori'', e quando sarebbe pronta la macchina?<br/> '''Vanni Maceria''': ''Ar'' tocco è tutta pronta ''a modino''.<br/> '''Aldo e Giovanni''': Oh, grazie signor Maceria.<br/> '''Giacomo''': Ma che cazzo avete capito? Vuol dire che è pronta domani all'una!<br/> '''Giovanni''': Eh, no... Dottor Maceria, non possiamo aspettare il tocco a modino.<br/> '''Vanni Maceria''': Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'ortica, spesso il culo gli formica!» {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}}
*'''Aldo''': Che ci faccio qui? Che ci faccio qui?? Che ci faccio qui? Che ci faccio qui, Giacomino?<br/> '''Giacomo''': Stai calmo, guardami. Allora, adesso tu bevi un bel bicchiere d'acqua e vedrai che ti rassereni completamente, dai, buttalo giù tutto.{{NDR|Aldo lo beve}} Va'... Oah! Hai visto? {{NDR|Aldo butta dietro il bicchiere riducendolo in mille pezzi}} Il bicchiere... Il bicchiere, del servizio buono!<br/> '''Aldo''': Che me ne frega a me del tuo servizio di cristallo di Boemia, Giacomino, non fare il piccolo borghese! Sto impazzendo! Ho buttato anche il telefonino nel naviglio... E chissà quante volte m'ha chiamato e non m'ha trovato...<br/> '''Giacomo''': Stai calmo. Stai calmo. Ascolta me. Adesso ripeti tutto, magari in italiano, e senza piangere. Guardami negli occhi. Allora: eravate al fast food tu e Claudia...<br/> '''Aldo''': Eravamo al fast food io e Claudia... Avevamo appena finito di fare l'amore. E tu, Giacomino, mi insegni che dopo aver fatto l'amore niente è meglio di un [[Big Mac]]...
*'''Aldo''': Ah! Quasi dimenticavo... per la corsa sarebbero tremilaseicento euro.<br/> '''Giacomo''': Come tremilaseicento euro?!?<br/> '''Aldo''': Ah, gia: cappuccio e brioche... Quelli li offro io. Che vuoi? Sono fatto così. Chiamami scemo, chiamami "anplagghed", ma sono fatto così.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia]]
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2026-10-01T18:54:14Z
Udiki
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolooriginale=Tu la conosci Claudia?
|paese=Italia
|anno=2004
|genere=commedia
|regista=[[Massimo Venier]]
|soggetto = [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]]
|sceneggiatore = [[Aldo, Giovanni & Giacomo]], [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]]
|attori =
*[[Giovanni Storti]]: Giovanni
*[[Aldo Baglio]]: Aldo
*[[Giacomo Poretti]]: Giacomo
*[[Paola Cortellesi]]: Claudia, moglie di Giovanni
*[[Sandra Ceccarelli]]: Silvia, l'ex-moglie di Giacomo
*[[Ottavia Piccolo]]: analista
*[[Rossy de Palma]]: Claudia
*[[Marco Messeri]]: Vanni Maceria, il meccanico
*[[Daniela Cristofori]]: amica di Claudia
*[[Silvana Fallisi]]: Luciana
*[[Max Pisu]]: cliente del taxi
|note=
}}
'''''Tu la conosci Claudia?''''', film italiano del 2004 con [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] e [[Paola Cortellesi]], regia di [[Massimo Venier]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Sì, lo so cosa state per dire: "Che palle, la [[voce fuori campo]]!". Lo penso sempre anche io quando vado al cinema, ma c'è da dire che è comoda. Due frasettine in croce, e hai spiegato tutto quello che c'è da spiegare. Quindi facciamo così, decidete voi: mezz'ora di noia mortale e scene emblematiche che ti spiegano chi sono i personaggi, che lavoro fanno, che problemi hanno, oppure un minuto di voce fuori campo. Perfetto: voce fuori campo! ('''Claudia''')
==Frasi==
*Allora... io mi chiamo Claudia. E questo è Giovanni, è mio marito. L'ho sposato sette anni fa, e non chiedetemi perché... non mi ricordo. Non abbiamo avuto figli. All'inizio non li voleva lui, poi non li volevo io, e adesso... insomma, diciamo che abbiamo smesso di parlarne. E... non solo di parlarne...! Una volta al mese, mio marito fa un esame di coscienza... così, giusto per vedere se è tutto a posto, se le cose tra noi vanno bene e se si può fare qualcosa per migliorarle. Uno... due... tre... quattro... cinque secondi. Eh, più del solito! Se c'è un filo di crisi nel nostro matrimonio... forse non è tutta colpa mia. Questo, invece, è Aldo... e Aldo... be', Aldo è un po' un caso a parte. Chi sia Aldo per me è un po' difficile da spiegare... non che mi vergogni, eh, per carità... non fraintendetemi. È che se dovessi spiegarvi come ci siamo conosciuti e come è andata a finire, e tutta una serie di dettagli che stanno in mezzo... insomma, giuro che non è colpa mia! È successo tutto per caso... eh, mi sono messa in un grande casino! ('''Claudia''')
*Senta, io mi prendo le mie responsabilità, ma siamo sicuri che il chiosco non sia abusivo? ('''Aldo''') {{NDR|dopo aver investito una bancarella}}
*E poi c'è Giacomino. Giacomo è facile: avete presente il luogo comune trito e ritrito dell'uomo che ha superato i [[quarantenne|40 anni]], e comincia a sentire lontano lontano l'odorino della morte? E allora si mette lì a fare un bilancio della sua vita di quello che ha, quello che non ha, di quello che ha fatto, di quello che non ha fatto, e di quello che gli resta da fare? Ecco, quel luogo comune lì... solo un po' più basso... è Giacomo. Ecco, adesso sta facendo una scommessa con se stesso. Ed è davvero convinto che se farà canestro, la sua vita cambierà. Vabbe'... sarà per un'altra volta! E per finire... eccomi qua. Questa sono io. Parlare di me mi ha sempre imbarazzata, divento tutta rossa, mi sudano le ascelle. È uno dei miei problemi, ma... ci sto lavorando. Dietro quella porta che sta per aprirsi, c'è il finale di questa storia. Facciamo così, decidete voi: restiamo qui altri dieci secondi aspettando che si apra, oppure arriva il buio, vi sorbite tutta la storia e ci rivediamo qui fra un'ora e mezza. Mi spiace, stavolta decido io: Buio! ('''Claudia''')
*Lo sai che Giulia ha fatto una cura dimagrante a base di [[banana|banane]]? Veramente: è dimagrita? No! Però devi vedere come si arrampica! ('''Voce alla televisione''') {{NDR|[[Barzellette dai film|barzelletta]]}}
*Ma proprio adesso che mi stavo innamorando, che ero deciso di fare il passo più lungo della gamba! Io lo so quando è crollato tutto: è stato quel maledetto momento in cui abbiamo visto insieme il marito! ('''Aldo''')
*Aldo, quando una donna ti dice che ci deve pensare, vuol dire che ci ha giá pensato! Ti ha mollato! Finito! ('''Taribo''')
*Claudia non esiste, suo marito non esiste! Claudia non esiste, suo marito non esiste! ('''Aldo e Taribo''')
*Senti, "NonSoloTaxi", ma come guidi? Porca puttana, va' come hai conciato la macchina... Allora, di constatazione amichevole non ne parliamo neanche, eh, tanto nessun giudice ti darebbe ragione! ('''Giovanni''') {{NDR|dopo aver tamponato Aldo}}
*C'è un posto dove posso vomitare un attimo? Un posto specifico per il [[vomito]], insomma: un vomituario, anche di modeste proporzioni. ('''Aldo''')
*Se queste mura potessero parlare, si dovrebbero confessare! Fuochi! Fiamme! Sodoma! Gamarra! Eh? ('''Aldo''')
*Miiii, che bello! Anplagghed! ('''Aldo''')
*Se non la smette immediatamente, chiamo i carabinieri. E non sto scherzando. ('''Signorina del GPS''')
*Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'[[ortica]], spesso il culo gli formica». ('''Vanni Maceria''') {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}}
*Ma cosa volete stare a girare come la merda nei tubi?! E venite da me, no? Vi ospito io. Crostini toscani, vino toscano, cinghiale toscano, e poi per finire: botta di stornelli toscani improvvisati!! Tutta la notte si schianta dal ridere. Eh? ('''Vanni Maceria''')
*Va beh: basta così! Quello che è successo dopo ve lo risparmio, ma se pensate che è stato facile prendere una decisione vi siete sbagliati. Con Aldo e Giacomo qualche volta ci siamo incontrati, e posso dire che siamo diventati quasi amici. Aldo, appena tornato, è andato a vivere con la sua Claudia. È stata una settimana bellissima. Poi, un sabato, si è accorto che non la sopportava più ed è scappato dalla finestra. Lei è ritornata da suo marito e pare che stia bene. Giacomo si è fatto dare un passaggio fino a casa di Silvia. Quello che aveva capito era che voleva rimettersi con la sua ex moglie. Quello che non aveva capito era che lei non ne aveva la minima intenzione. Dopo dieci giorni si sono lasciati di nuovo. Adesso, se non altro, Giacomo e Aldo sono diventati buoni amici, si divertono. Agosto, al mare, l'hanno passato insieme. Quanto a me e Giovanni le cose ora sono molto diverse: abbiamo ripreso a uscire tutte le sere, anche quando c'è la Champions League. Diciamo che per ora le cose vanno bene così. Poi... poi si vedrà... ('''Claudia''')
*Allora lo vogliamo far smettere di piangere 'sto bambino o no, eh? Sono le tre di notte! Li vogliamo spendere 'sti due soldi per farlo visitare da uno specialista o no, eh? Ve ne consiglio uno: Dott. Sirchioli. 6832173! Cosa faccio, chiamo i carabinieri, eh??? ('''Giovanni''')
==Dialoghi==
*'''Aldo''': Buongiorno! Dove andiamo di bello? <br/> '''Passeggero''': Piazza Wagner. <br/> '''Aldo''': Wagner, complimenti! Wagner! Il grande e irreprensibile Wagner! Compositore austriaco recentemente scomparso, autore del Lohengrin, opera che più o meno fa così... {{NDR|inizia a intonare una melodia}} <br/> '''Passeggero''': Senta... A parte che è il Bolero di Ravel, e poi ho una certa fretta: piazza Wagner, al ventisette. <br/> '''Aldo''': Ah! Questo è il Bolero?! Questo è il Bolero?! Vabbe'... Un attimo che impostiamo il navigatore, perché un conto è chi è Wagner e un conto è dov'è Wagner! Wagner si scrive con la [[G]] di Goethe?
*'''Claudia''': Senti, ma perché stasera non andiamo a mangiare fuori? Una cosa semplice eh, una pizza. <br/> '''Giovanni''' {{NDR|guardando Passaparola in TV}}: Eh... Si boh... Dopo vediamo. Passaparola! <br/> '''Claudia''': Magari un cinemino! È tanto che non ci andiamo! <br/> '''Giovanni''': Sì... Magari... Mi son già tolto le scarpe... <br/> '''Claudia''': O sennò restiamo anche a casa... <br/> '''Giovanni''': Eh! <br/> '''Claudia''': Tranquilli... <br/> '''Giovanni''': Ma sì... <br/> '''Claudia''': Ma sì, infatti, stiamo a casa. <br/> '''Giovanni''': Dai!
*'''Claudia''': Ma scusa, non guardi Passaparola? C'è la ruota finale... <br/> '''Giovanni''': Ma chi se ne frega di Passaparola! La sto registrando!
*'''Giovanni''' {{NDR|dopo che Claudia chiude una chiamata}}: Chi cazzo era a quest'ora? <br/> '''Claudia''': Che ne so, uno che ha sbagliato. <br/> '''Giovanni''': Uno che ha sbagliato alle [[due di notte]]? <br/> '''Claudia''': Giovanni, non è che dopo le due di notte non si può sbagliare... <br/> '''Giovanni''': Sì ma io voglio sapere chi ha sbagliato...<br/>'''Claudia''': Senti: è tardi, sono stanca e non ne voglio parlare! Fammi dormire. Buonanotte.
*'''Claudia''': Ma ti rendi conto che {{NDR|si riferisce a Giovanni}} è stronzo!? Io mi spacco la testa per cercare di salvare 'sto cazzo di matrimonio e lui cosa fa??? Che pezzo di merda...<br/>'''Luciana''': E tutte le belle cazzate che avete fatto ultimamente, anche quelle per salvare il matrimonio? Claudia, sono mesi che dici che sei stanca, che dici che sei confusa, che lo vuoi lasciare...<br/>'''Claudia''': Allora vuol dire che deve finire così...
*'''Giovanni''': E allora sai cosa faccio? Adesso vado lì, e a questa domanda deve rispondere: o lui o me. Capito? <br /> '''Giacomo''': A parte che tecnicamente non sarebbe una domanda... Comunque, ho capito.
*'''Aldo''': Allora com'è andata ieri notte?<br/> '''Giovanni''': Mah, niente.<br/> '''Aldo''': È andata male?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è andata bene o andata male...<br/> '''Aldo''': Insomma, dovete ancora... discutere?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è discutere...<br/> '''Aldo''': 'Mariiia, mi stai facendo venire l'herpes! Che cosa vi siete detti? Che è successo???<br/> '''Giovanni''': Se n'è andata, è finita!<br/> '''Aldo''' {{NDR|prima esulta e Giovanni lo squadra di colpo}}: No, niente. Mi è arrivato un SMS che aspettavo...<br/> '''Giovanni''': Solo che adesso cosa faccio, eh? Cosa faccio?<br/> '''Aldo''': Ma sì! Ma che vuoi fare? È la vita, dai! Oggi a te e domani a me, la ruota gira. Infelice tu, felice un altro.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|sarcastico}}: Grazie, eh! Sto già meglio!<br/> '''Aldo''': Mi sono spiegato male... E adesso lei dov'è?<br/> '''Giovanni''': Eh... Lei dov'è... Lo so io dov'è: è insieme a quel bastardo, ecco dov'è!<br/> '''Aldo''' {{NDR|si preoccupa}}: Quale bastardo?<br/> '''Giovanni''': Ma perché, non ti ha detto niente il tuo amico?
*'''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantanove chilometri. {{NDR|passa un minuto}} Percorrere questa strada per settecentonovantotto chilometri.<br/> '''Giacomo''': Ma questo navigatore è proprio indispensabile? <br/> '''Aldo''': Metti che poi sbagliamo strada. <br/> '''Giovanni''': Ma siamo in autostrada, è sempre dritto! Come cazzo fai a sbagliar strada? <br/> '''Aldo''': Vabbe', non lo so spegnere, contento?! Lo so accendere ma non lo so spegnere. Si spegne solo quando si arriva, è concepito così! Qualche problema?! <br /> '''Giacomo''' {{NDR|sarcastico}}: ...Che bel clima. <br/> '''Giovanni''': Che poi voglio proprio vedere... Me lo deve dire in faccia che il nostro matrimonio è finito per colpa {{NDR|indicando Aldo}} di un tassista terrone e dislessico! <br/> '''Aldo''': Ti comunico che il terrone apoplettico... <br/> '''Giovanni''': Dislessico! <br/> '''Aldo''': Mmmmhhh, come preferisci! Comunque il suddetto terrone dislessico, in due mesi di frequentazione è riuscito a ridarle una voglia di vivere, a Claudia, che tu nemmeno se vivrai con lei diciotto secoli riuscirai a darle, va bene? E comunque se te lo vuoi sentir dire in faccia quanto sei noioso, tra settecentonovantotto km sarai servito. <br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantasette chilometri. <br/> '''Aldo''': Novantasette! <br/> '''Giovanni''': Che poi io, al limite, una sbandata per un tamarro come te sono anche disposto a capirla. Son quelle cose nella vita che devi fare per forza... Che poi però riponi nel cassetto "cazzate dell'esistenza", dove tu abiti tra l'altro. Ed è finita lì... Ma con questo qui dietro {{NDR|indicando Giacomo}}... Ma cosa cazzo mai ci avrà trovato? Cosa ci avrà visto in questo qua? Mi è inconcepibile! Non riesco a capirlo proprio! È una cosa al di là! Que... Cioè... "Onde del destino"... Ma vai... <br/> '''Giacomo''': Forse perché io riuscivo a farla parlare, eh? Perché se non te ne sei mai accorto, caro mio, le donne han bisogno di parlare... Ma non solo loro, proprio l'essere umano in se stesso è fatto di linguaggio, se non c'è la parola, tra gli esseri umani, la comunicazione, cioè è... {{NDR|vedendo che Aldo al suo discorso sbadiglia}} E vabbe'... <br/> '''Aldo''': Bravo Giacomino, bravo! Parla, parla! Ma dopo tutto quel gran parlare, una donna deve estrinsecare la sua femminilità selvaggia... E allora... <br/> '''Giovanni''': E allora cosa? <br/> '''Aldo''': E allora... <br/> '''Giovanni''': Hai detto allora! Allora cosa? <br/> '''Aldo''': Quando una donna... <br/> '''Giovanni''': No, non mi interessa quando, mi interessa allora! Hai lasciato allora coi puntini, riempili! <br/> '''Aldo''': Giovanni, non è che posso riempirli tutti io i puntini. Eh. Penso di averne già riempiti abbastanza... <br/> '''Giacomo''': Se posso dire... <br/> '''Giovanni''' {{NDR|gridando}}: Stai zitto! Tu devi stare zitto! Punto!<br/> '''Aldo''': Vuoi che ti riempia anche quello? Di puntino?<br/> {{NDR|Passa qualche ora e si fa notte}}<br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per 455 chilometri.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vedendo Aldo con gli abbiocchi}}: Ohi! Ohi! Ohi! Vuoi che guidi io?<br/> '''Aldo''': Piuttosto che far guidare un altro mi ammazzo.<br/> '''Giovanni''': Allora se magari prima mi fai scendere...<br/> '''Aldo''': Vabbè... Visto che non c'hai il fisico ci fermiamo a dormire. Conosco un posto qui vicino.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vede ancora Aldo con gli abbiocchi}}: Ma allora! {{NDR|più tardi vede che si fermano in mezzo alla strada}} Ma sei scemo? Ma spiegami perché non possiamo andare in un albergo! <br/> '''Aldo''': [[Regole dai film|Regola]] numero quattro: il [[taxi]] non si abbandona mai, cascasse il mondo, piuttosto mi faccio ammazzare a testate! E comunque, se vuoi un alberghetto usi le tue gambette da rannocchietto gracile e cammini. Va bene?<br/> '''Giacomo''': Ho già bell'e capito come va a finire: si pernotta in un albergo a quattro stelle, servizio in camera... e anche la compagnia non è male, va. {{NDR|a Giovanni}} Dai ciccio, datti da fare!<br/> '''Giovanni''' {{NDR|ad Aldo}}: E tra l'altro, questa macchina di merda qua... Ma chi vuoi che te la ciuli? <br />'''Aldo''': Dicevi così anche di tua moglie.
*'''Navigatore''': Tra cinquecento metri svoltare a destra. Tra quattrocento metri svolt...<br/>'''Aldo''' {{NDR|dopo averlo preso a pugni}}: Taci, zoccola! {{NDR|a Giovanni}} Complimenti per la scelta della casa, eh? Comoda! Sono due anni che siamo in giro e mancano ancora seimila chilometri. E poi come fai ad esser così sicuro che Claudia è al mare?<br/> '''Giovanni''': Ha preso le chiavi.<br/> '''Aldo''': Magari erano le chiavi del solaio.<br/> '''Giacomo''': Eh beh sì, magari è lì in solaio che riflette.<br/> '''Giovanni''': Ma no, è impossibile: non ce l'abbiamo il solaio. Cioè: ce l'abbiamo, però le chiavi ce le ha il vecchio inquilino e quindi... Oddio... Adesso mi fate venire un dubbio...
*'''Giovanni''': Sì ma quando cacchio arriva 'sto carro attrezzi?<br/>'''Giacomo''': Eh, devi star calmo però: dopotutto son passate solo... tre ore.<br/>'''Giovanni''' {{NDR|sente il motore del carro attrezzi}}: Oahhh!<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | l'amore è una favola...''<br/>'''Giovanni''': Sì, però...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | se tu vuoi volare | ti porto lontano | nei campi di grano | a fare l'amore con me''.<br>'''Giovanni''': Ho capito, però sono anche...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Tu dimmi ti amo | e vieni nel grano | nel prato più bello che c'è''... Pupo! Pupone! La più grande ''rocchestarre'' italiana di tutti i tempi! L'eroe di Ponticino, deh!<br/>'''Giovanni''': Si ho capito, ma son tre ore e mezza che la stiamo aspettando!<br/>'''Vanni Maceria''': Oh scusate eh, bimbi... è alta stagione esagerata! È già un miracolo che sia arrivato qui io!<br/>'''Giacomo''': Botta di culo, eh?
*'''Giovanni''': Diamo pugni alla macchina e poi queste son le conseguenze, eh.<br/> '''Aldo''': Se la casa al posto di averla presa in Sudafrica la prendevi in Mozambico eravamo già arrivati.<br/> '''Vanni Maceria''': Bimbi, c'ho una bella notizia per voi: avete spappolato il carburatore! È tutto "sgarganato"!<br/> '''Aldo''': Che ha detto?<br/> '''Giacomo''': Carburatore.<br/> '''Aldo''': Ha detto carburatore?<br/> '''Giovanni e Giacomo''': Carburatore, carburatore.<br/> '''Aldo''': Carburatore proprio? Le parole erano queste? {{NDR|si preoccupa}} Ma no! Il carburatore no! E gli volevo bene come a un figlio!<br/> '''Vanni Maceria''': Ma per te è Natale con le palle! Perché in mezzo alle palle ci sono io, il regalo: Vanni Maceria, il ''Brunelleschi dei Carburatori''!<br/> '''Giovanni''': Però è simpatico.<br/> '''Aldo''': Senta, signor ''Brunelleschi dei Carburatori'', e quando sarebbe pronta la macchina?<br/> '''Vanni Maceria''': ''Ar'' tocco è tutta pronta ''a modino''.<br/> '''Aldo e Giovanni''': Oh, grazie signor Maceria.<br/> '''Giacomo''': Ma che cazzo avete capito? Vuol dire che è pronta domani all'una!<br/> '''Giovanni''': Eh, no... Dottor Maceria, non possiamo aspettare il tocco a modino.<br/> '''Vanni Maceria''': Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'ortica, spesso il culo gli formica!» {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}}
*'''Aldo''': Che ci faccio qui? Che ci faccio qui?? Che ci faccio qui? Che ci faccio qui, Giacomino?<br/> '''Giacomo''': Stai calmo, guardami. Allora, adesso tu bevi un bel bicchiere d'acqua e vedrai che ti rassereni completamente, dai, buttalo giù tutto.{{NDR|Aldo lo beve}} Va'... Oah! Hai visto? {{NDR|Aldo butta dietro il bicchiere riducendolo in mille pezzi}} Il bicchiere... Il bicchiere, del servizio buono!<br/> '''Aldo''': Che me ne frega a me del tuo servizio di cristallo di Boemia, Giacomino, non fare il piccolo borghese! Sto impazzendo! Ho buttato anche il telefonino nel naviglio... E chissà quante volte m'ha chiamato e non m'ha trovato...<br/> '''Giacomo''': Stai calmo. Stai calmo. Ascolta me. Adesso ripeti tutto, magari in italiano, e senza piangere. Guardami negli occhi. Allora: eravate al fast food tu e Claudia...<br/> '''Aldo''': Eravamo al fast food io e Claudia... Avevamo appena finito di fare l'amore. E tu, Giacomino, mi insegni che dopo aver fatto l'amore niente è meglio di un [[Big Mac]]...
*'''Aldo''': Ah! Quasi dimenticavo... per la corsa sarebbero tremilaseicento euro.<br/> '''Giacomo''': Come tremilaseicento euro?!?<br/> '''Aldo''': Ah, gia: cappuccio e brioche... Quelli li offro io. Che vuoi? Sono fatto così. Chiamami scemo, chiamami "anplagghed", ma sono fatto così.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia]]
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Anplagghed al cinema
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1427964
2026-10-01T12:40:59Z
Udiki
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Anplagghed al cinema
|titolooriginale= Anplagghed al cinema
|paese= Italia
|anno= 2006
|genere= cabaret – spettacolo
|regista= [[Rinaldo Gaspari]]
|sceneggiatore= [[Aldo, Giovanni e Giacomo]]
|attori=
*[[Aldo Baglio]]: se stesso
*[[Giovanni Storti]]: se stesso
*[[Giacomo Poretti]]: se stesso
*[[Silvana Fallisi]]: se stessa
}}
'''''Anplagghed al cinema''''', film del 2006 diretto da [[Rinaldo Gaspari]], basato sullo spettacolo teatrale di [[Aldo, Giovanni e Giacomo]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Anno 2006. Pianeta Terra. La percentuale di monossido di carbonio è cresciuta in maniera esponenziale. La sopravvivenza della specie umana è a rischio. Si stanno studiando piani per l'evacuazione. Un equipaggio di selezionatissimi esploratori interstellari è stato incaricato di portare a termine una missione di vitale importanza: individuare un pianeta ospitale su cui trasferire l'intero genere umano, ormai a rischio di estinzione. Il nostro futuro... è nelle mani di questi intrepidi astronauti! ('''Voce maschile fuori campo''')
Attenzione, Enterprise. Rilevata presenza pianeta sconosciuto. Inizio sequenza scongelamento equipaggio umanoide. Assistenti di volo, disarmare e attivare robottino. L'auto-pilota vi informa che abbiamo iniziato la discesa verso il pianeta. Da questo momento è vietato l'uso a bordo di telefoni cellulari, computer, compact-disc e qualsiasi dispositivo elettronico. Grazie per la cortese attenzione. ('''Voce femminile fuori campo''')
==Prima scena (Sbarco spaziale)==
*'''Aldo''': {{NDR|parlando via radio}} Primo ufficiale Enterprise, abbiamo informazioni rilevanti dal pianeta sconosciuto. <br /> '''Giacomo''': L'aria è respirabile, ma i livelli di monossido di carbonio sono sopra i livelli di guardia! <br /> '''Aldo''': Beh?! Sono io che devo comunicare con Enterprise! Ti ricordo che tu sei solo un robot, uno stupido robot! Mentre io sono un umanoide! Li vedi i gradi? Ti ho progettato io! Sono ingegnere positronico laureato al Cepu!<br />'''Giacomo''': Sette anni fuori corso!<br />'''Aldo''': Ma che cavolo di umorismo ti ho impiantato? Guarda che posso spegnerti quando voglio, hai capito? Se solo mi ricordassi dove gli ho messo l'interruttore... {{NDR|via radio}} L'aria è respirabile, anche se... <br /> '''Giacomo''': Inoltre abbiamo rilevato tracce di acqua, muschi, licheni e batteri, questo significa che siamo in presenza di forme di vita! <br /> '''Aldo''': Ah, sì, bene! Bravo! Ora sta' a vedere che la creatura è più intelligente del creatore! <br /> '''Giacomo''': Talvolta! <br /> '''Aldo''': Talvolta?! <br /> '''Giacomo''': In questo caso è certo! <br /> '''Aldo''': Guarda che ti smonto e ti rimonto a immagine e somiglianza di un frullatore! E adesso che ti guardo bene, ci guadagni!
*'''Aldo''': {{NDR|via radio}} Rientriamo alla base per analizzare meglio i dati. Testa di latta {{NDR|A Giacomo}}, mettiti qua. {{NDR|via radio}} Mandate pure il raggio teletrasportatore. {{NDR|Il raggio appare in una posizione sbagliata, alla loro destra.}}<br />'''Giacomo''': Ha progettato lei anche quello?<br />'''Aldo''': {{NDR|via radio}} Avete sbagliato di poco, ma avete sbagliato! Rimandate il raggio... {{NDR|Il raggio si sposta ma finisce ancora in un posto sbagliato, questa volta alla loro sinistra.}}<br />'''Giacomo''': Ci dev'essere suo fratello gemello al puntatore.<br />'''Aldo''': Non è che per caso hai sbagliato tu le coordinate?<br />'''Giacomo''': Di sicuro la cacata l'ha fatta lui.<br />'''Aldo''': Aaaah, ma perché parla tanto? {{NDR|via radio}} Avete sbagliato di nuovo ma lasciate il raggio lì dov'è, che ci saltiamo dentro noi... sennò facciamo notte, in inglese fahrenheit!
*{{NDR|Giovanni entra in scena affaticato spingendo un'enorme palla, la "biosfera"}} <br />'''Giovanni''': {{NDR|Col fiatone}} Sembravo uno stercorario con la pallina, sembravo... <br />'''Aldo''': Comandante, ma come mai non è dentro la biosfera? <br />'''Giovanni''': Perché l'aria è irrespirabile dentro la mia biosfera! Chi è entrato per ultimo? Eh? Flander! {{NDR|Giacomo alza le mani, come per voler dire di essere innocente}} <br />'''Aldo''': Comandante... sono entrato per fare meditazione dopo aver mangiato cavoletti di Bruxelles geneticamente modificati. Mi perdoni... <br />'''Giovanni''': Ho avuto un mezzo ictus lì dentro! Se non mi facevo una pera di eroi... di Roiptidanol ci lasciavo le penne!! <br />'''Aldo''': Comandante, sono molto costernato... <br />'''Giovanni''': Eh, sono costernato, non basta dire ''sono costernato''! Ci vuole una manifestazione concreta di costernazione! {{NDR|Aldo cerca di essere più dispiaciuto possibile, facendo una faccia triste}} Da domani solo riso in bianco, eh? Almeno per un mese! {{NDR|A Giacomo}} Flander, porti al macero la mia biosfera. Purtroppo è irrecuperabile. <br />'''Giacomo''': Sarà un piacere prendere a calci questa palla di merda! {{NDR|Prende a calci la biosfera dietro le quinte}}
*'''Giovanni''': Primo ufficiale, com'è questo pianeta? Ditemi. <br/> '''Aldo''': Comandante, questo pianeta è inutile e parsimonioso. <br/> '''Giacomo''': Invece secondo me ci sono interessanti forme di vita che andrebbero analizzate! <br/> '''Giovanni''': Ma sì, ma la vita l'abbiam trovata dappertutto, muschi, licheni, ragnetti, bruchi, vermini, quelle robe lì fastidiose... <br/> '''Aldo''': Organismi monocellulari, brodo primordiale... e anche se si ''evolgono'' più in là della muffetta non vanno...
*'''Giacomo''': {{NDR|Il robot individua delle forme di vita, puntando un rivelatore verso il pubblico}} Comandante, il rivelatore positronico mi sta segnalando che le forme vitali qui davanti a noi si stanno muovendo! Sono numerosissime! <br />'''Giovanni''': Non mettete mano alle armi... <br />'''Irina''': {{NDR|Con accento russo}} No preoccupe, no armi, lasciate Enterprise! <br />'''Giovanni''': {{NDR|Drammatico}} Ecco, più deficiente di quello che pensassi! Non si può neanche sparare ai bruchi, quelle robe lì... <br />'''Giacomo''': Comandante, non si allarmi, non sono ostili! Sono solo molto curiosi!<br />'''Giovanni''': Ma... c'è dell'intelligenza?<br />'''Giacomo''': Adesso non esageriamo, comandante! {{NDR|Puntando il rilevatore verso il pubblico e spostandolo continuamente.}} Tracce di intelligenza! Sì... un po' di più... molto meno... no... così così... potrebbe dare di più ma non si impegna... {{NDR|Lo punta verso Aldo}} È scomparso il segnale!!<br />'''Giovanni''': Eh per forza, lo sta puntando verso il primo ufficiale! Non è che possiam pretendere!
*'''Giovanni''': {{NDR|Fermando il robot ed Irina che simulano un rapporto sessuale, alzando ed abbassando rispettivamente una gamba}} Urina! Eh... Irina! <br />'''Irina''': Da, da... <br />'''Giovanni''': {{NDR|Gesticolando}} Eh "da, da"! "Dà", imperativo presente! "Dà", non "Darà"!! <br />'''Aldo''': Futuro anteriore. {{NDR|In realtà è futuro semplice}} <br />'''Giacomo''': Comandante, tenterei di stabilire un contatto con queste forme aliene. Potrebbero darci una mano a risalire sull'Enterprise. <br/> '''Giovanni''': Ci penso io! Mostrerò loro il nostro elevatissimo grado di scienza, tecnologia e cultura! Li stupiremo! {{NDR|al pubblico}} Forme di vita semintelligenti, ditemi, l'uccellino è vivo o morto? Eh?<br />'''Irina''' {{NDR|Con accento russo}}: Eh, nel suo caso è morto, eh comandante!
*'''Giacomo''': Comandante, muschi e licheni chiedono di parlare con l'interlocutore più qualificato.<br />'''Giovanni''': Ci vorrebbe un volontario.<br />'''Aldo''': Comandante, vorrei essere io il volontario.<br />'''Giovanni''': Siamo spacciati.<br />'''Aldo''': Comandante, le ricordo che io sono metà vesuviano e metà terrestre.<br />'''Giacomo''': Avrei detto metà demente! <br/> '''Aldo''': Ed ho insita in me la capacità di comunicare telepaticamente. <br/> '''Giovanni''': Ma se deambula che è un miracolo, primo ufficiale! <br />'''Aldo''': Ora pregherei lor signori di allontanarsi, perché fra poco espanderò la mia "cappa aurea". <br />'''Giovanni''': {{NDR|Invitando gli altri ad indietreggiare rapidamente}} L'ho già sperimentata nella biosfera, per cui... <br />'''Giacomo''': {{NDR|Indietreggiando}} Molto volentieri!
*'''Giovanni''': {{NDR|Parlando di Aldo che sembra aver perso i sensi dopo aver espanso la sua ''cappa aurea''.}} È andato in trance... o è ''diventato'' un trans, adesso bisogna verificarlo... <br />'''Aldo''': Comandante... <br />'''Giovanni''': Si? <br />'''Aldo''': Sono in contatto con loro... <br />'''Giovanni''': Bene! <br />'''Aldo''': {{NDR|Alza una mano, parlando al pubblico}} Veniamo in pace. {{NDR|Anche il robot ed Irina tengono una mano alzata}} <br />'''Giovanni''': Questo ero capace anch'io eh! Senza bisogno di...
*'''Giacomo''': Comandante, io suggerirei di aprire un varco spazio-temporale, e mostrare loro con delle immagini da dove proveniamo. <br/> '''Giovanni''': Bravo! <br/> '''Giacomo''': Mentre richiamo lo schermo olografico {{NDR|lo fa apparire sullo sfondo}}, lei spieghi a questi alieni chi siamo, comandante! <br/> '''Giovanni''': Noi siamo terrestri! Uomo {{NDR|indicando sé stesso}}, donna {{NDR|indicando Irina}}, robot {{NDR|indicando Giacomo}}, terrone {{NDR|indicando Aldo}}!
==Seconda scena (Al bancomat)==
*'''Giacomo''': {{NDR|Spazientito da Aldo che non riesce a prelevare dal bancomat.}} Scusi, scusi, ha dei problemi alle mani? Tipo gravi impedimenti motori agli arti superiori? No, perché sono venticinque minuti che digita inutilmente su quella tastiera, suppongo nel vano tentativo di prelevare denaro senza riuscirci. Ce la farà entro Natale? Glielo auguro io e tutta la fila, grazie e buon lavoro!<br />'''Silvana''': Va be', scusi eh! Stia tranquillo, ci sono prima io davanti, quindi...<br />'''Giacomo''': Quindi se lei non ha un cazzo da fare è un'altra questione, ha capito? Non è che possiamo star qua tutta la mattina ad aspettare uno che deve fare un prelevamento!<br />'''Aldo''': Per favore cortesemente, glielo dico cortesemente, eh? Può... andare un passo dietro la linea gialla? Eh? E non starci sopra? E non schiacciare la schiena alla linea gialla, eh? Perché la linea gialla soffre! Perché la linea gialla è un punto di, di, di fermo, non un punto di sovraccarico, ha capito? Non le sto chiedendo chissà che cosa! Voglio dire, è inutile che mi guarda con questi occhi da cernia! Forse perché mi vuole cernire il codice segreto? È per questo che va un passo avanti, eh? Questo... allunga questo collo a brontosauro perché mi vuole cernire il codice segreto? Eh? Eh? Cosa vive lei ancora nel giurassico signora? Guardi stiamo facendo una una cosa di di proprietà privata questa è una stanza non è un cantieeereeee! E non è quest e non mi guardi questa oassessa, uh, ah! <br />'''Giacomo''': Signora non faccia gli occhi da cernia e il collo da brontosauro con uno che ha dei problemi motori alle mani e soprattutto, ormai è acclarato, siamo di fronte a un individuo che non sa ne intendere e ne volere, capisce? Se no siamo qua fino alla prossima olimpiade. <br />'''Silvana''': Ma guardi che è diventato tutto rosso eh, prende le malattie, sa... Lei deve assorbire tutte le energie benefiche della luna, eh! Apra tutti i suoi chakra!<br />'''Giacomo''': Glieli aprò io i chakra, adesso!<br />'''Aldo''': No! Ho sbagliato! Ho sbagliato, è la seconda volta che sbaglio, ora se sbaglio anche la terza volta mi mangia la tessera del bancomat, io sono un uomo finito.<br />'''Giacomo'''. Magari così si leva dalle palle e preleviamo noi.<br />'''Aldo''': Telefono a casa. <br />'''Giacomo''': Telefono a casa?<br />'''Aldo''': Ma tanto è inutile non ci sarà nessuno adesso... <br />'''Giacomo''': Ma porca di quella...<br />'''Aldo''': Graziella sei a casa? Mamma mia, mi stai salvando la vita, non sai quanto ti sono grato che tu sei a casa in questo momento, Graziella ascolta eee è Graziella, mia suocera, è a casa. <br />'''Giacomo''': {{NDR|Sarcastico}} Ce la saluti molto calorosamente. <br />'''Aldo''': Ti saluta... lei è?<br />'''Giacomo''': Giorgio Stramaroni. <br />'''Aldo''': Giorgio Stramaroni una persona molto in. Ascolta Graziella dovresti andare in camera di Gaetano, hai presente capitan orsetto, quello che lui ci gioca sempre che parla sempre con lui che per parlare con me parla attraverso di lui, capitan orsetto quello che ci dorme tutte le notti... ce l'hai in mano? Squartalo! Dentro ci deve essere il numero di codice del bancomat! Tira via la paglia, l'hai trovato? Eh, dimmi... cinque, quattro... sette... No!! No, Graziella no! 5-4 è il numero di codice segreto per vedere i porno su Sky! {{NDR|Guarda Giacomo, imbarazzato}} Guardi che lo faccio di lavoro... cioè, che mi frega a me? <br />'''Giacomo''': E che lavoro fa?<br />'''Aldo''': Falegname.... allora Graziella vai in camera di Caterina, {{NDR|Di nuovo, a Giacomo}} Caterina è mia figlia, la femmina. Mamma mia quanto è grande. <br />'''Giacomo''': Scusi, quanti figli ha?<br />'''Aldo''': Sette! <br />'''Giacomo''': {{NDR|A Silvana, sapendo come andrà a finire}} Stiamo qua fino alla prossima Olimpiade, glielo dico io... <br />'''Aldo''': Allora Graziella, sei in camera di Caterina? Ok allora, davanti all'armadio c'è la sua collezione di Barbie, ok, prendi "Barbie Baldracca"... Non quella con le calze a rete rotte, quella è "Barbie Alcolista", "Barbie Baldracca" è quella con la minigonna vertiginosa, c'ha il tatuaggio della farfalla sul gluteo, e sotto l'ombelico c'è il codice... l'hai trovato? Dimmi! 1, 2, Vai piano che non ti seguo... 2 me lo metto qua... 3 me lo metto qui... {{NDR|indicando varie zone della testa}} <br />'''Giacomo''': Scommetto che è 4 e 5. <br />'''Aldo''': 4 me lo metto qui e 5 me lo metto qua sotto il cervelletto. Ciao, vado se no mi dimentico i numeri, ciao! <br />'''Giacomo''': {{NDR|A Silvana, dopo aver sentito il codice, considerato il tempo perso da Aldo per indovinarlo}} Una famiglia di geni!! I più famosi criptologi dell'Altitalia!! Che cazzo parlo a fare con lei... <br />'''Aldo''': {{NDR|Comincia a tastarsi i punti della testa dove ha "salvato" i numeri, ma li digita lentamente}} Allora, il primo è... 1... e poi... 2, 2... {{NDR|Si sforza, tastandosi la testa}} Mii! E l'altro numero dove l'ho messo? L'ho già perso... <br />'''Giacomo''': {{NDR|A gran voce, per incitarlo a muoversi}} Minchia... 3!!! Provi col 4, e tentiamo il 5! <br />'''Silvana''': Ma scusi lei, eh, ma come faceva a saperlo?<br />'''Giacomo''': {{NDR|Sarcastico}} Piacere, mago Merlino! <br />'''Silvana''': Ma va? <br />'''Giacomo''': Vuol vedere la bacchetta magica?
*'''Giovanni''': Tipo, ce li hai dieci euro? Sai... per i cani... <br />'''Giacomo''': {{NDR|Indicando il bancomat.}} Appena riesco a prelevare! <br />'''Giovanni''': Grazie... Senti, vuoi che ti faccia un tatuaggio? {{NDR|Ripete col megafono}} Un tatuaggio?? <br />'''Giacomo''': No, grazie, fallo a tua sorella il tatuaggio! <br />'''Giovanni''': {{NDR|Sempre col megafono}} E un piercing??? <br />'''Giacomo''': {{NDR|Minaccioso.}} Se non ti levi ti faccio il clistere, capito?? {{NDR|Giovanni brontola}} <br />'''Silvana''': {{NDR|Parlando dei cani di Giovanni.}} Ma che belli che sono, eh? <br/>'''Giovanni''': Eh sì, sono cani. <br/> '''Silvana''': Sì, lo so! <br/>'''Giacomo''': Perché non ne porta a casa due?<br />'''Silvana''': Eh no, eh, perché non ho il giardino...<br />'''Giacomo''': Che sfiga...<br />'''Giovanni''': {{NDR|Col megafono}} Vuoi un roipnoil? Eh?<br />'''Silvana''': Eh no, eh, perché non ho il giardino...<br />'''Giacomo''': Ma voi due vi siete conosciuti a San Patrignano? Eh?
*'''Silvana''': Senta lei, scusi se mi permetto, ma lo sa che non si danno calci ai cani?<br />'''Giacomo''': Chiedo scusa, la prossima volta li darò a lei.<br />'''Silvana''': Eh no, eh, perché non ho il giardino...<br />'''Giacomo''': {{NDR|Al pubblico}} Adesso mi compro una dose di eroina e mi ammazzo! Qui la venderanno, eh... <br/>'''Silvana''': {{NDR|Parlando dei cani di Giovanni}} Ma che belli... <br />'''Giovanni''': {{NDR|Col megafono}} Ti piacciono?? <br />'''Silvana''': Scusi, ma io ci sento, eh! <br />'''Giovanni''': Brava! <br /> '''Giacomo''': Una cosa che funziona lì dentro... <br/>'''Silvana''': Eh no, eh, perché non ho il giardino... <br />'''Giacomo''': Che cazzo sarà? Le polveri sottili... cosa sarà?
*'''Giacomo''': {{NDR|A Giovanni che barcollando, stava rischiando di cadere e viene sorretto da Silvana appena in tempo}} Senta, ma lei è a digiuno o a pieno regime così?
*'''Giacomo''': {{NDR|Ad Aldo che non si muove a prelevare i soldi.}} Senta! Lei sta scrivendo "''Guerra e pace''"? Eh?
*'''Aldo''': Oh, dovreste farmi tutti un favore! Scusate, lì dietro... Allora, dovremmo fare tutti una cosa insieme. Siccome qui c'è una gazza ladra addestrata a portare via i soldi al malcapitato... ed è capitato. Allora, per evitare che questa qui plana, agitiamo tutti le mani, così questa qui si spaventa e non plana. Avanti, facciamolo, dai! Forza, tutti insieme. Agitiamo le mani. {{NDR|Silvana e Giovanni lo fanno, mentre Giacomo sta con le braccia incrociate.}}<br />'''Silvana''': Senta, scusi, ma agiti le braccia, che cosa le costa?<br />'''Giacomo''': {{NDR|Le agita con malavoglia}} Tanto la mattina è andata a puttane!
*'''Giacomo''': {{NDR|Aldo ha finalmente prelevato, ma i soldi gli escono come un rotolo}} Ma cosa glieli danno, "a rotoloni" i soldi? <br />'''Aldo''': Questo è il servizio "Fai da te". <br />'''Giacomo''': E cioé? <br />'''Aldo''': Se li taglia a casa. <br />'''Silvana''': E conviene, scusi? <br />'''Aldo''': Conviene, perché paga meno in committenza, essendoci un impiegato in meno che fa questo lavoro.
*'''Silvana''': {{NDR|Accorgendosi che Giacomo è passato davanti al bancomat.}} Scusi eh, forse non si ricorda, ma c'ero prima io davanti a lei!<br />'''Giacomo''': Ha ragione, ma... incameri l'energia di Nettuno e Plutone, faccia un soffritto ayurvedico, liberi due o tre chakra e si tolga dalle palle! Va bene? {{NDR|Preleva i soldi, mentre da sopra il bancomat spunta la gazza ladra}} Quanto ci ho impiegato? Quindici secondi? Eh? Non è che possiamo stare qua tutta la mattina per prelevare del denaro!!
==Terza scena (Galleria d'arte)==
*{{NDR|Giovanni e Giacomo parlano dietro le quinte, mentre Aldo compare in scena e osserva un quadro}} <br />'''Giacomo''': Allora Giovanni, appena entri in questo museo, ti accoglie subito un capolavoro. <br />'''Giovanni''': Questo qua? <br />'''Giacomo''': Questo è un quadro di Braque... <br />'''Giovanni''': Braque? <br />'''Giacomo''': Siamo agli inizi del secolo scorso... ah, una particolarità: questo quadro va visto da lontano... {{NDR|Aldo indietreggia}} <br />'''Giovanni''': Ma dai? <br />'''Giacomo''': Sì si... no, ma non così, veramente lontano. Vai, allontanati! {{NDR|Aldo si allontana}} <br />'''Giovanni''': Ancora di più? <br />'''Giacomo''': Perché l'artista ha lavorato sulle linee, sulle forme e sui volumi, creando una specie d'illusione ottica... e vuole che tu stia veramente lontano! Vai, vai, arretra! {{NDR|Aldo si allontana ancora di più}} <br />'''Giovanni''': Va bene, arretro! <br />'''Giacomo''': Quando sei nella giusta posizione, che fai? Apri e chiudi gli occhi fino a quando l'essenza del quadro stesso non ti compare dentro la pupilla, come se fosse un flash, una sorpresa! <br /> '''Giovanni''': Ah, una sorpresa! {{NDR|Aldo comincia ad aprire e chiudere gli occhi, facendolo nei modi più bizzarri}} <br />'''Giacomo''': E questo è un po' ciò che sta alla base del Cubismo... perché questo è un quadro cubista. Poi, l'altra particolarità è che l'artista ha lavorato pressoché con un colore solo, quindi...? <br />'''Giovanni''': È monocromatico! <br />'''Giacomo''': Bravo! Stai imparando le parole dell'arte! Quindi Cubismo e Monocromatismo. L'artista è Braque, il quale, insieme a Picasso, all'inizio del secolo scorso, ha aperto tutte le porte all'arte moderna che da lì in poi... si sarebbe succeduta... {{NDR|Lui e Giovanni entrano in scena ed osservano il quadro che stava guardando Aldo}} <br />'''Giovanni''': Ma và? <br /> '''Giacomo''': Oh, qui ci troviamo di fronte a tutt'altro stile pittorico. C'è da dire una cosa in maniera preliminare, che questo quadro va visto...? <br /> '''Giovanni''': Beh, da vicino! <br />'''Giacomo''': Perché soltanto un cretino si allontanerebbe per vedere questo quadro! {{NDR|Aldo si riavvicina al quadro}} E questo è un quadro che va visto nella sua giusta distanza... ecco, qual è la prima cosa che ti viene in mente, osservando questo quadro? <br />'''Aldo''': Che è monocromatico...
*'''Giacomo''': {{NDR|Vedendo Giovanni sedersi su una sedia, che si rompe}} Ma sei scemo, Giovanni?! Sei cretino?! Hai rovinato una scultura di Fistalloni! Questa è una scultura di Fistalloni!<br/>'''Giovanni''': Non lo sapevo! {{NDR|Rivolto ad Aldo, scandalizzatosi}} Ma se non sai neanche chi è!<br/>'''Giacomo''': Ma scusa, ma questo è il maestro del distrutturalismo!<br/>'''Giovanni''': Eh, mia nonna ne ha a casa due uguali, pensavo che fosse...<br/>'''Giacomo''': Ma Giovanni! Ma questa non è una sedia comune!<br/>'''Giovanni''': No?<br/>'''Giacomo''': Questo è il concetto di sedialità, che il maestro Fistalloni ha voluto rappresentare estrapolando una sedia dal contesto abituale in cui solitamente sta, in una misera cucina, ed elevandola ad universale! Fistalloni!<br/>'''Aldo''': Fistalloni! Eh, ti sei seduto sul concetto di Fistalloni!<br/>'''Giovanni''': A parte che Fistalloni pensavo fosse uno della Lega...<br/>'''Aldo''': Ma che Lega! Fistalloni, insieme a Jocelyn, Gogard... la – la – la corrente del "distrullarismo"!<br/>'''Giovanni''': Sì, la corrente alternata...
*'''Giacomo''': Questo è un estintore... punto. <br />'''Giovanni''': Cioè quella lì non è una sedia, e questo è un estintore?<br/>'''Giacomo''': Mi stupisco che tu non colga la differenza tra oggetto e sua rappresentazione, tra realtà e opera d'arte, tra immanenza e trascendenza. Ci sono voluti secoli di dibattito metafisico e ontologico attorno al concetto di rappresentabilità che l'uomo oramai ha introiettato, e superato. Perdonami caro.<br />'''Giovanni''': Ma vaffanculo! {{NDR|Tirando un calcio all'estintore vero che credeva essere la rappresentazione di un estintore, poi Aldo, allontanatosi, si riavvicina all'estintore e ci sputa sopra.}} <br />'''Giacomo''': Venite... Venite qua... Mettetevi di fianco a questo quadro, che è considerato il capolavoro del museo. Osservatelo bene, dopodiché: che cosa ne dite?<br />'''Giovanni''': Eh, che qualche deficiente l'ha rovinato con un taglierino! Si vede, porca va... Ha fatto tre sbreghi... È chiaro, non c'è controllo.<br />'''Aldo''': Poi m'indigno, ci sarà un motivo perché mi indigno? Fanno entrare chiunque, si riempiono le tasche di taglierini, fanno quello che vogliono e noi non facciamo niente.<br />'''Giacomo''': Posso urlare al mondo la mia indignazione? Posso farlo? Quanta ignoranza!<br />'''Giovanni''': Bravo! Quanta ignoranza ci vuole per fare una roba del genere, dai! Un minimo di testa...<br />'''Aldo''': Ma io non capisco... se tu sei ignorante, rimani nella tua ignoranza, rimani nella tua mediocrità! Ma invece sei invidioso, geloso, e vieni qua dove ci sono persone che comunque si vogliono evolgere...<br />'''Giovanni''': Da che lato? A destra o a sinistra si vogliono ''evolgere''?<br />'''Giacomo''': Ma ditemi dove sbaglio? Ditemi dove sbaglio! E che cosa posso fare!<br />'''Giovanni''': Ma niente Giacomo, ma tu anzi, cavolo, tu sei bravissimo, sai un sacco di cose, le spieghi... avercene!<br />'''Aldo''': Ma... Giacomino, esistono i cretini... esistono i cretini, giusto? Purtroppo sì, e sono anche molto vicini a noi.<br />'''Giacomo''': Molto più di quanto non si creda!<br />'''Aldo''': Più di quanto non si creda, bravo. Tu non ti sottovalutare mai, perché tu sei un diadema di questa società. È grazie a te che il mondo va avanti. È grazie a te che io oggi so qualcosa!<br />'''Giovanni''': Niente, però questo è un altro discorso.<br />'''Giacomo''': Ditemi almeno chi l'ha fatto.<br />'''Giovanni''': Eh, saperlo, vedi che calci nel culo gli davamo, se lo beccavamo mentre lo faceva! <br />'''Aldo''': Mica è la prima volta che prendiamo a calci nel culo... <br />'''Giovanni''': Oh, abbiamo beccato una volta uno che rigava una macchina. <br />'''Aldo''': Senti questa storia. <br />'''Giovanni''': Lui l'ha preso al volo, io da dietro ''pam, pam''!<br />'''Aldo''': Tre isolati a calci nel culo, prova a chiedergli a quello lì se ha ancora intenzione di rigar le macchine! Non lo fa più! Perché queste cose servono! Si, ogni tanto servono! Non sempre, però ogni tanto servono.<br />'''Giacomo''': Lucio Fontana.<br />'''Giovanni''': Ah, si sa chi è! Ah, l'han beccato. Ah bè meno male, almeno uno, una volta...<br />'''Aldo''': Allora la giustizia funziona! Dieci anni, gli devono dare. Prendere uno, per prenderne cento. Cioè prenderne uno, prenderne cento. Prenderne uno, ''per'' prendere cento. Cioè, voglio dire, ci sono questi cento che camminano a stormo, adesso... voglio dire... fra cretini si ritrovano e camminano tutti così, tutti a stormo così... come, ogni tanto, come gli stormi, proprio... che si allargano, si stringono, camminando. E danno anche fastidio da vedere. Poi c'è qualcuno che è al centro dello stormo, non riesce a respirare, ha bisogno di aria, allora si fa strada fino a che arriva nella zona limitrofa dello stormo e spinge quello che è già lì. Questo qui si perde dal gruppo e viene preso. Quindi prenderne uno, per non prenderne novantanove!<br />'''Giovanni''': Non credo che fosse così, però...<br />'''Giacomo''': È nato nel 1906 {{NDR|In realtà il vero anno di nascita è il 1899}} .<br />'''Giovanni''': Un vecchio! Eccolo lì! Ma porca vacca! Ma lasciali lì a guardare gli scavi in strada, che son contenti! Stan lì: "E va la ruspa, che la tira su la roba! Li tubi che van lì" e lì passano il tempo e son contenti. Ma perché li devi far venire qui che non c'han più la testa.<br />'''Aldo''': Ma io non lo so, se tu sei un vecchio perché sei un tenero, hai bisogno di... No, voglio dire, se tu sei stato un cretino da bambino, sarai un cretino anche da vecchio! {{NDR|Indicando Giovanni}}<br/>'''Giovanni''': Eh, non indicare però...<br/>'''Aldo''': Se tu nasci torto, Giacomino, muori torto! {{NDR|Indicando nuovamente Giovanni}}<br/>'''Giovanni''': Ancora?!? <br/>'''Aldo''': Se tu nasci dritto... non è detto che muori dritto... puoi anche morire torto. Secondo le... Ma se nasci torto non puoi morire dritto! E non lo dico io, lo dice un greco... ''Lapalissian'', un greco... ma, del, proprio della Grecia.<br />'''Giacomo''': È nato a Rosario, in Argentina.<br />'''Giovanni''': Un extra-comunitario! Ma porca vacca! Ma tu li accogli qua e loro se ne fregano delle regole. Non gli interessa nie... A casa loro fai una roba del genere? Ti taglian la mani e vai in giro così! E invece qua puoi far quello che vuoi, perché? Perché nessuno rispetta più le regole, è chiaro. E quindi, prendono esempio.<br />'''Aldo''': Ma non solo! Perché glielo si lascia fare! Vedi, noi siamo stati immigrati a nostra volta, ma quando siamo andati a casa di queste persone ci siamo comportati in ben altro modo, e abbiamo ''fatto delle offerte che non potevano rifiutare''.<br />'''Giacomo''': È morto nel 1968. Dopo aver regalato al nostro paese capolavori di inestimabile bellezza esposti nei musei più importanti del mondo, dopo aver inventato lo spazialismo e i famosissimi tagli nelle tele. E voi due siete due bestie. {{NDR|Ad Aldo.}} Tu poi, sei nato torto e morirai testa di cazzo!<br />'''Giovanni''': È un'aggravante, eh.<br/>'''Aldo''': Tu devi stare solo zitto, perché ti sei seduto anche sul concetto di Fistalloni!<br/>'''Giovanni''': Ma se hai guardato un quadro normale da 3 chilometri?<br />'''Aldo''': Ha parlato quello che non sbaglia mai... mi fai una rabbia, guarda...<br />'''Giovanni''': Sì, ma... {{NDR|Per allacciarsi una scarpa, schiaccia accidentalmente uno sgabello}}<br />'''Aldo''': {{NDR|Sottovoce}} Lo vedi che sei un cretino? Questa è la dimostrazione che sei un cretino! {{NDR|Giovanni toglie il piede, e lo sgabello rimbalza all'improvviso. Aldo fa in tempo a prenderlo al volo}}<br />'''Giovanni''': {{NDR|Sottovoce}} È saltato! Hai visto? Saltato per aria... cos'era?<br />'''Aldo''': Non cercare scuse!
*{{NDR|Davanti a una cornice vuota, in cui Giovanni infila la mano}}<br/>'''Giacomo''': Cosa tocchi? Cosa tocchi?!<br/>'''Giovanni''': Non c'è niente!<br/>'''Giacomo''': Ma come non c'è niente?!? {{NDR|con enfasi}} È un'opera d'arte...<br/>'''Giovanni''': L'han ciulata...?<br/>'''Giacomo''': Non l'hanno ciulata! Sei di fronte a un capolavoro... di Jean Fofon!<br/>'''Giovanni''': Ah, il francese!<br/>'''Giacomo''': Belga, bestia! Questo è il maestro del coinvolgismo: l'artista ha messo a disposizione il suo spazio vuoto perché vuole che sia tu, fruitore, a riempirlo.<br/>'''Giovanni''': Cioè lui non ha fatto un cazzo, ha detto "tanto la gente poi ci vede quello che vuole e io me ne lavo le mani..."? <br />'''Giacomo''': Possibile che non capisci che sei di fronte ad un esempio di democrazia creativa? È come se l'artista "colui che sa", dicesse a te "colui che non sa": Giovanni, dimmi cosa vedi? <br />'''Giovanni''': Aldo! {{NDR|Lo indica dall'altra parte della cornice, che lo saluta}} <br />'''Giacomo''': No... l'arte non è solo "pura immediatezza"! L'arte... bisogna che ci sia una riflessione intellettuale.
*{{NDR|Davanti alla cornice vuota}}<br/>'''Aldo''': Ma questo va visto da vicino o da lontano?
*{{NDR|Aldo si è incastrato in una statua e prova ad attirare l'attenzione di Giovanni e Giacomo}} <br /> '''Giacomo''': Ehi! Ehi! Ehi, vieni via di qua! Vieni via di qua! Questa è una scultura? Questa è una scultura di Tanguely, vieni via di qua, hai capito?! {{NDR|Gli schiaffeggia il libretto della guida in testa}} <br />'''Aldo''': Ahia... <br />'''Giacomo''': Ma cosa fai qua dentro?! <br />'''Aldo''': {{NDR|piangendo}} Eh sono incastrato non riesco ad uscire! <br /> '''Giacomo''': Ma come cazzo fai a incastrarti in una scultura?! <br /> '''Aldo''': Ma che ne so! Ero qui tranquillo, mi hanno spinto! <br />'''Giacomo''': Ma chi ti ha spinto? <br />'''Aldo''': Eh, non so, ho sentito quattro... {{NDR|Giacomo gli schiaffeggia il libretto della guida in testa}} Ahia! <br />'''Giacomo''': La tua idiozia ti ha spinto!
*'''Giacomo''': {{NDR|Su tutte le furie, riguardo ad Aldo, incastrato in una scultura}} Guarda, ti ammazzerei di botte, ti ammazzerei! <br />'''Aldo''': {{NDR|Fa per andarsene con la scultura, girando una ruota montata su di essa come volante}} Vabbè, parcheggio e ci mettiamo d'accordo... <br />'''Giacomo''': Guarda che l'arte merita {{NDR|Gli schiaffeggia ripetutamente il libretto della guida in testa, ad ogni sillaba}} ri-spet-to! Hai capito? <br /> '''Aldo''': Ma perché te la prendi con me, sono scivolato su una buccia di banana! <br /> '''Giovanni''': Ma prima avevi detto che ti avevano spinto! <br />'''Giacomo''': Signore, perché non lo incenerisci, perché?! <br />'''Giovanni''': Io ho capito cos'è successo: cioé, lui, avendo la testa molle, quando si mette in questa posizione, le endorfine gli gonfiano la testa e non può più uscire... <br />'''Giacomo''': Non ha endorfine, ha letame nella testa quello lì! <br />'''Giovanni''': Il letame fermenta e non può... eh vabbé non lo so, cosa facciamo? <br />'''Giacomo''': Cosa facciamo? Dai prova a tirarlo. <br />'''Giovanni''': E lo tiro... <br />'''Aldo''': Piano, eh. <br />'''Giacomo''': Cretino che non sei altro, guarda! {{NDR|Giacomo tiene la statua, mentre Giovanni cerca di tirare fuori Aldo}} <br />'''Giovanni''': E vieni, dai! <br />'''Giacomo''': Ma Giovanni! Ma dai, ma che modi rozzi e trinariciuti! Dai!
*'''Giovanni''': Ma sei sce... Ma dove guardavi, hai fatto la puntura a me! <br/> '''Giacomo''': Ma tu scusa, ti metti lì davanti, scusa! <br /> '''Giovanni''': Ma non distingui il culo? <br /> '''Giacomo''': Ma Giovanni, il culo è culo. <br/>'''Giovanni''': E no, c'è culo e culo: pensa a [[Dolce & Gabbana|Dolce e Gabbana]]!
*Siete convinti di quello che avete fatto? Non vi morde la coscienza un pochettino, dico "Forse non abbiamo fatto il nostro dovere fino in fondo"? La testa deve uscire, non l'anello!!! Mi hai preso l'anello, ma sei cretino?? Ma mica mi dava fastidio l'anello a me! ('''Aldo''') {{NDR|A Giovanni, che con la schiuma da barba ha estratto l'anello invece della sua testa dalla statua}}
==Quarta scena (La truffa a Zia Caterina)==
*'''Aldo''': Pronto? <br />'''Giacomo {{NDR|Vestito da prete}}''': È la Parrocchia di Santi Martiri? <br />'''Aldo''': Vaffaculo, va! E che è? {{NDR|Riattacca il telefono}} <br />'''Giacomo''': {{NDR|Sarcastico}} E con il tuo spirito!
*'''Aldo''': Pronto? <br />'''Giacomo''': Sono Padre Alfredo! <br />'''Aldo''': {{NDR|Scocciato}} Potete lasciare questa linea libera che sto aspettando una chiamata per una truffa urgente, grazie??
*'''Zia Caterina''': {{NDR|Credendo di parlare col parroco Luigi, che Giacomo afferma sia diventato vescovo}} Sua Eminenza! <br />'''Aldo''': Buongiorno signora, può attendere un attimo? Perché mi stanno facendo cardinale or ora. <br />'''Zia Caterina''': Oh perbacco! <br />'''Aldo''': {{NDR|Fingendo di parlare col papa}} Ratzinger, può continuare! {{NDR|Inizia a parlare una lingua sconosciuta, fingendo di fare la messa}} <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Confusa}} Ma... non la fanno più in latino la messa? <br />'''Giacomo''': No, adesso la fanno in... <br />'''Aldo''': {{NDR|Suggerisce a Giacomo}} Serbo-croato! <br />'''Giacomo''': Esperanto serbo-croato. <br />'''Aldo''': {{NDR|Fingendo di parlare col papa}} Grazie, Ratzinger! Ci vediamo per un "teino" dopo? <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Incredula}} Un "teino" con Ratzinger? <br />'''Aldo''': Eccomi signora, sono da lei! Ha visto com'è stata veloce la funzione signora? <br />'''Zia Caterina''': Certo! Mi dica! <br />'''Aldo''': Sono diventato cardinale or ora. <br />'''Zia Caterina''': Perbacco. <br />'''Aldo''': Senta signora, purtroppo devo darle una brutta notizia... In casa sua, mi dispiace dirglielo si annida... nientepopodimeno che il [[Diavolo|Demonio]]! <br /> '''Zia Caterina''': Cosa si annida? <br /> '''Aldo''': Il Demonio si annida quasi sempre nel sifone... <br /> '''Zia Caterina''': Nel sifone, il Demonio?! <br /> '''Aldo''': Nel sifone sotto il lavandino. Oppure nel water nel caso lei non abbia tirato l'acqua, ma lei ha tirato l'acqua...? <br />'''Zia Caterina''': Io tiro sempre l'acqua! Certo! <br /> '''Aldo''': Eh, allora è sicuramente nel sifone signora. <br />'''Zia Caterina''': Nel sifone? E cosa devo fare? <br />'''Aldo''': Signora, parliamoci in maniera papale papale. Dovrebbe far entrare il mio ''adepto'', che è un esorcista della curia di [[Milano]] e le stanerà dalla posizione sifonile il Demonio. <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Capisce che è tutta una truffa}} Ah si? Senta, ma il suo adepto mi ha appena ''depto'' che era qui per la benedizione natalizia. <br />'''Aldo''': A [[Pasqua]]? <br /> '''Zia Caterina''': Eh! <br /> '''Aldo''': Le ha detto una cacata... {{NDR|Inizia a preoccuparsi}}<br />'''Zia Caterina''': Senta, vuole che le passi l'esorcista o l'idraulico? Eh? <br /> '''Aldo''': Mi passi tutt'e due, per favore? <br />'''Zia Caterina''': Certo!
*'''Giacomo''': {{NDR|Travestito da poliziotto, entra in casa di Zia Caterina, a lato della porta}} Signora! Abbiamo motivo di credere che una banda di malviventi si stia approfittando di taluni pensionati! Lei oggi è stata al solito ufficio postale a ritirare la pensione? <br />'''Zia Caterina''': Si si... sono venuti anche due delinquenti anche qua, si... <br />'''Giacomo''': Malviventi disgraziati... <br />'''Zia Caterina''': Certo! <br />'''Giacomo''': È molto probabile che lei abbia ritirato un assegno falso, signora, dobbiamo procedere alla verifica. <br />'''Zia Caterina''': Oh perbacco, ce l'ho qua! {{NDR|Tira fuori un assegno dal taschino del grembiule}} <br />'''Giacomo''': Quanto ha incassato oggi di pensione, signora? <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Mentendo}} 242 euro... <br />'''Giacomo''': Sicura? <br />'''Zia Caterina''': 6 e 80... <br />'''Giacomo''': Signora, ci risulta che oggi pagavano anche la [[tredicesima]]. <br />'''Zia Caterina''': 9 e 20... <br />'''Giacomo''': {{NDR|Severo}} Signora, le ricordo che bisogna collaborare con le Forze dell'Ordine, eh? <br />'''Zia Caterina''': Ha ragione, mille 3 e 40. <br />'''Giacomo''': Ecco! Allora, verifichiamo l'assegno... l'assegno e stato emesso da... {{NDR|Sbircia l'assegno}} [[UniCredit]]? <br />'''Zia Caterina''': Si. UniCredit... <br />'''Giacomo''': Porca miseria... speriamo che l'assegno, non abbia il numero incriminato! <br />'''Zia Caterina''': Eh speriamo! Che numero è? <br />'''Giacomo''': Il numero è... {{NDR|Sbircia nuovamente l'assegno}} il 14-21-18? <br />'''Zia Caterina''': 14-21-18! <br />'''Giacomo''': Figli di puttana! <br />'''Zia Caterina''': Oh porca tro- eh volevo dire "acciderbolina"!! <br />'''Giacomo''': No, lo dica pure signora! Esterni la sua rabbia, ma io le assicuro che quei malviventi verranno assicurati alla giustizia e li faremo un mazzo così!! <br />'''Zia Caterina''': Bravo! Giusto! <br />'''Giacomo''': Signora {{NDR|Le strappa via l'assegno}}, questo assegno falso che indegnamente sta nelle sue mani, lo ririterò io e questi malviventi verranno assicurati alla giustizia. Nel giro di tre giorni lei potrà passare in questura a ritirare... l'assegno, quello vero... <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Non fidandosi, riprende l'assegno}} Eh magari passo io fra tre giorni, eh? E poi ci mettiamo d'accordo. <br />'''Giacomo''': Signora, {{NDR|Le strappa via l'assegno}} non consentiremo MAI che un povero vecchio viva tre giorni, senza i soldi per sostentarsi... <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Si riprende l'assegno}} A parte che sono una donna, primo! E secondo, via qualcosina e non si preoccupi. Ce la faccio benissimo a sostentarmi! Vede? {{NDR|Rimette in tasca l'assegno}} <br />'''Giacomo''': Io capisco la sua... incertezza, signora, ma io sa cosa faccio? Perché lei mi è simpatica. <br />'''Zia Caterina''': Ah si? <br />'''Giacomo''': Tutti i deboli e i maltrattati mi sono simpatici... <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Provocante, fa per alzarsi il grembiule}} Vuole approfittare? <br />'''Giacomo''': No signora! Non questo! <br />'''Zia Caterina''': No, visto che... <br />'''Giacomo''': Mi basta... no! Signora... non equivochi... mi basta rimanerle amico! <br />'''Zia Caterina''': Ah ah! Anche ai tempi me lo dicevano... <br />'''Giacomo''': {{NDR|Sarcastico}} Eehh... comprendo! {{NDR|Tira fuori il cellulare}} Sa cosa farò, signora? <br />'''Zia Caterina''': Cosa farà? <br />'''Giacomo''': Io chiamerò direttamente il capitano responsabile del rimborso assegni. <br />'''Zia Caterina''': Bravo! Bravo! {{NDR|Giacomo emette dei "tiki tiki tiki" mentre digita il numero. Zia Caterina s'insospettisce}} È un GPRS? <br />'''Giacomo''': Si! {{NDR|Fa il suono dello squillo del telefono}} <br />'''Zia Caterina''': A comando vocale? <br />'''Giacomo''': Brava, signora! Lei è informatizzata! <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Sarcastica}} Ce ne sono in giro un casino!
*'''Zia Caterina''': {{NDR|Parla al telefono con Aldo}} Pronto? <br />'''Aldo''': Pronto signora, sono il Generale di Corpo d'Armata di Brigata con... ambasciator non porta bene, Principato... di Monaco e Premio Nobel per la Pace. Signora, lei è ancora in linea?
*'''Zia Caterina''': Ma guardi, mio marito lavorava col parruccone e i pattini in strada... si, ed è stato investito dal 14, il tram. <br />'''Aldo''': Ah mi dispiace molto, signora... ma dove è stato investito? <br />'''Zia Caterina''': Eh, dieci anni fa a Milano in Viale Bligny. <br />'''Aldo''': Signora, ma Viale Bligny, angolo Via Ripamonti? <br />'''Zia Caterina''': Si, esatto! <br />'''Aldo''': {{NDR|Confuso}} Signora, suo marito si chiamava per caso Galbusera? <br />'''Zia Caterina''': Si, era Galbusera! <br />'''Aldo''': Signora, lei è la moglie del Mago G.? <br />'''Zia Caterina''': Ero la moglie del Mago G., certo! <br />'''Aldo''': {{NDR|Sconvolto}} Io sono il nipote del Mago G.! <br />'''Zia Caterina''': Come, sei Aldo?? <br />'''Aldo''': Zia Caterina, sei tu? <br />'''Zia Caterina''': Ti han fatto "Generale di Corpo d'Armata"?
==Quinta scena (In strada col motorino)==
*'''Giovanni''': {{NDR|Mentre Aldo cerca di rubargli il motorino}} Ué, nino, cosa stai facendo? Ué! Vieni giù dalla moto! Allora! Ma porca vacca, stavi cercando di rubar la moto, eh? <br /> '''Aldo''': Sono un collezionista. <br />'''Giovanni''': Eh, so io che cosa collezioni tu, va là!
*'''Giacomo''': Allora, Mozambico? <br />'''Aldo''': Sono un collezionista. <br />'''Giacomo''': Cosa collezioni, avvisi di garanzia?
*'''Giacomo''': Scusi, cosa vorrebbe dire che ci sono cittadini serie A, e cittadini serie B secondo lei?<br/>'''Giovanni''': Mah, se lo guardiamo bene in faccia, lì siamo C2 zona retrocessione!<br/>'''Giacomo''': Ahhh, un razzista!
*'''Aldo''': Meno male che forse sono italiano! Sono di [[Gela]].<br />'''Giovanni''': Di Gela...{{NDR|ride}}: Ah di Gela! Ma dai, Gela, profondo sud, l'han chiamata Gela! Ma chiamala in Scandinavia Gela! Profondo sud chiamala Caloria, per dire... per dire la gente che c'è in quel posto lì... Lei mi insegna.. città di baluba, sicuro!<br /> '''Giacomo''': Mia mamma è di Gela! <br /> '''Giovanni''': Io faccio sempre due settimane di vacanze a Gela. <br />'''Giacomo''': Caro il mio bel furbino a Gela non si fanno vacanze! A Gela si lavora e ci si rompe i coglioni ha capito? <br />'''Giovanni''': Infatti un po' tutte e due mi ricordo. <br />'''Giacomo''': È sua questa moto? <br />'''Giovanni''': Ehm... sì, è mia! <br />'''Giacomo''': Questa moto in divieto di sosta è sua? Sono 140 euro di contravvenzione! Perché certo il suo scarsissimo senso civico le suggerirà che i marciapiedi sono fatti per farci cagare i cani e dimenticare le moto in divieto di sosta. Complimenti! 140 euro di contravvenzione! <br />'''Giovanni''': No... ero impossibilitato... Ma guarda te!
* Ma che infame! Ma va che... Cioè, si sta ribaltando la situazione!! ('''Giovanni''')
* Senti, Costa D'Avorio, mi hai rotto i coglioni adesso! Vuoi fare il vigile fai il concorso, non è che mi ciuli il lavoro! E che cazzo! Dai! Su! Camminare Dai! ('''Giacomo''') {{NDR|ad Aldo che gli sta indicando le gomme usurate del motorino di Giovanni}}
*'''Giovanni''': Soffro di formicolio estremo.
*'''Giacomo''': Cosa.
*'''Giovanni''': Cioè faccio il riposino pomeridiano e mi si addormentano le gambe per un paio d'ore. Presente quando dormi col braccio sotto il cuscino e il braccio perde di sensibilità? Tu ti svegli, c'hai lì il braccio e fai: {{NDR|urla}} Oddio, chi è questo qua? Chi è un pervertito? Oddio! Odi... '''Giovanni''': "piano piano e poi prende sensibilità e capisci che è il tuo? Ecco, questo mi succede alle gambe. Potrei camminare eh, solo che... faccio... un po' fatica. {{NDR|Si alza e trottola per arrivare alla moto per poi ritornare sulla sedia a rotelle}} Se rimango fermo è meglio insomma! Non è che si addormentano a caso eh! È che mi dorme il gatto proprio qui in questa posizione, mi schiaccia le arterie femorali, eh così... Non è un gatto normale eh pesa 74 chili eh! Da quando l'abbiam castrato s'è scionfato fuori in una maniera esagerata! ('''Giovanni''') {{NDR|Descrivendo la sua disabilità}}
*'''Giacomo''': {{NDR|Giovanni ha dato una lieve botta sulla spalla ad Aldo, che si accascia a terra dolorante}} Storti! Storti! <br />'''Giovanni''': Ma gli ho dato un colpettino. <br />'''Giacomo''': La violenza mai, eh! Mai, perché qui si passa dal "civile" al "penale" in un attimo! <br />'''Giovanni''': Ma non gli ho fatto niente! <br />'''Giacomo''': Neanche la Cirielli la tira fuori a lei! <br />'''Giovanni''': Ma non gli ho fatto niente... <br />'''Giacomo''': {{NDR|Cercando di recuperare Aldo che si lamenta dal dolore}} Ehi, Ruanda! {{NDR|Giovanni, semplicemente sollevando una gamba, cerca di pestarlo}} Ehi, allora! Ehi, Madagascar! Allora! <br />'''Aldo''' {{NDR|piangendo}}: Non ci vedo più! <br/>'''Giovanni''': "E non ci vedo più"? Gli ho dato un colpo qua, cosa c'ha il nervo ottico sulla spalla? <br/>'''Giacomo''': Lo sa che ci sono delle ripercussioni gravissime?? E allora, Eritrea! Dai! <br/>'''Aldo''': Ho preso anche il colpo di frusta!<br/>'''Giacomo''': Il colpo di frusta ha preso anche! <br />'''Giovanni''': Sì, ti porto al circo allora col colpo di frusta!<br/>'''Aldo''': Non vedo più niente! <br />'''Giacomo''': Dai, Congo! <br />'''Aldo''': Vedo solo puntini!! <br/>'''Giovanni''':{{NDR|ride}} Si, vedo solo puntini... ecco bravo uniscili i puntini, e viene fuori quello che sei: ''S-t-r-o-n-z-o'' {{NDR|Indietreggia perché Giacomo si avvicina minaccioso}} <br/>'''Giacomo''': Storti... Lei si sta mettendo in una brutta situazione ha capito? Abbiamo fatto la revisione di questo motociclo?<br/>'''Giovanni''': Certo!<br/>'''Giacomo''': Eh, "certo"! Non ne sarei così sicuro, non vedo il bollino blu!<br/>'''Giovanni''': Ma non è mica una banana! <br />'''Giacomo''': {{NDR|Spazientito e sarcastico}} Complimenti! Sa che lei fa molto ridere? Lei è un tipo "ilare"!! E la sua ironia sa dove se la deve ficcare, no? Nel frattempo mi dia le chiavi, perché ci sono gli estremi per il sequestro della moto, dai! Fare andare le manine dai!
*'''Giacomo''': {{NDR|Guarda inorridito le chiavi della moto di Giovanni}} Non mi dica che queste...<br/>'''Giovanni''': Sì, son le palle del gatto... le ho fatte mummificare perché c'ero affezionato... Deve vedere il gatto, se le lecca ancora! Fa... {{NDR|Imita il gatto}} poi si accorge che non ci sono e fa una faccia tutta... sto pensando di riattaccargliele per dargli fiducia! {{NDR|Nel frattempo ha preso le chiavi del motorino di Giovanni}} <br />'''Giacomo''': Sto pensando invece che lei avrà bisogno di un ottimo avvocato, per tirarla fuori dai guai dove si è cacciato. <br />'''Giovanni''': Ma non ho fatto niente! <br />'''Giacomo''': No, perché lei non rispetta, le regole, e in più pretende... {{NDR|Aldo mette in moto e scappa}} <br />'''Giovanni''': Ecco, ha visto! {{NDR|Si alza dalla sedia a rotelle e prova inutilmente ad inseguirlo}} <br />'''Giacomo''': Ehi!! Ehi!! Ruanda, il casco!! Il casco!! Non si porta in giro così ti devo dar la multa ehi!! Ma! <br />'''Giovanni''': {{NDR|Ritorna alla sedia a rotelle}} Ma che multa! Mi ha fregato la moto!! {{NDR|Mette in moto la sedie a rotelle come fosse un motoscafo}} Andiamo, andiamo!! Di là. {{NDR|Parte l'inseguimento}}
==Sesta scena (bungee jumping)==
*'''Aldo''': Ah, senti che aria pulita! Respira a pieni polmoni.<br/>'''Giovanni''': Che vista che c'è, eh! Siamo in alto.<br/>'''Aldo''': Altissimo, altroché.<br/>'''Giovanni''': Senti, ma... quello là è il Duomo di Milano?<br/>'''Aldo''': Pensa che l'aria è così pulita che quello è il Duomo di Pavia.<br/>'''Giovanni''': Ma dai! Quindi quella là dietro non è la montagnetta di San Siro?<br/>'''Aldo''': No, è l'Etna! <br/> '''Giovanni''': L'Etna! Che tersitudine che c'è oggi!
*'''Giovanni''': Trenta piani quanto sono in misura?<br/>'''Aldo''': Eh... trenta piani sono cento ''foot''.<br/>'''Giovanni''': Cento ''foot''? E cento ''foot'' quanto sono più o meno?<br/>'''Aldo''': Cento ''foot'' sono più o meno venti ''yard''.<br/>'''Giovanni''': Venti ''yard''. E in metri non si può misurare? <br/>'''Aldo''': Se facevamo la staffetta 4x4, misuravamo in metri, siccome stiamo facendo jumping si misura in ''foot'', massimo in ''yard''!
*'''Giacomo''': {{NDR|Col fiatone}} Ho fatto trenta piani a piedi... <br />'''Giovanni''': È dura, eh? <br />'''Giacomo''': È dura... porca troia se è dura! Ma perché non mettete l'ascensore? <br />'''Giovanni''': Eh, non sono l'amministratore di condominio! <br />'''Giacomo''': Ah, non sei tu l'amministratore...? Federico! {{NDR|È l'unico nome con cui riconosce Giovanni}} <br />'''Giovanni''': Giovanni! Devi stare a casa! <br />'''Giacomo''': Ho capito, ma a casa mi annoiavo... <br />'''Giovanni''': Ma c'era tutto quello che ti serviva! <br />'''Giacomo''': C'era tutto, ho finito il vino e son venuto via... <br />'''Giovanni''': Ma se ti ho lasciato tre bottiglioni! <br />'''Giacomo''': Tre bottiglioni in una giornata van via, eh! Eh, la noia è dura da combattere... Federico! <br />'''Giovanni''': Giovanni! {{NDR|Ad Aldo, che si è scandalizzato della presenza di Peppino}} Figa... schiuma come un lupo! Questo qua è il nonno che mi han dato in affido. <br />'''Aldo''': Nonno in affido? <br /> '''Giovanni''': Eh sì, ho firmato a un banchetto, pensavo per le primarie, invece era per avere il nonno in affido. <br /> '''Aldo''': Ma dà fastidio? Ci si può fidare o...? <br /> '''Giovanni''': No... no... è bravo... mangia, beve come un lupo, scoreggia come una locomotiva... e... e poi cosa c'ha, c'ha una punta d'[[Malattia di Alzheimer|Alzheimer]] e un'altra malattia che non mi ricordo, boh... {{NDR|Vede Peppino che si sporge dal palazzo}} Nonno, attenzione, è pericoloso! Non c'é il parapetto! Son trenta piani! <br/> '''Giacomo''': È bello profondo, eh! Porca troia, saran cento ''foot''!
*'''Aldo''': Peppino! Come la va la famiglia? {{NDR|Peppino comincia a piangere}} <br/>'''Giovanni''': Ma se è in affido non ce l'ha la famiglia, no?! Ma sei deficiente?!
*'''Aldo''': Peppino! Chissà quante ne hai da raccontare ai tuoi nipoti... {{NDR|Peppino piange}} <br/>'''Giovanni''': Ma allora sei deficiente! Se non ha la famiglia, non ha i nipoti! Cambia argomento! Un altro argomento, dai! <br/>'''Aldo''': {{NDR|Abbraccia Peppino}} Peppino! Non fare così ti prego! Scusami! Se vuoi... che squadra tieni?? {{NDR|Peppino piange disperatamente}} <br/>'''Giovanni''': Ma tiene all'Inter! <br/>'''Aldo''': E che ne so io!!!
*'''Giacomo''': Eran quattro Fenici di merda che se li incontro... BAM! <br/>'''Aldo''': {{NDR|Ironico}} Fenicità! No... dico... "Fenicità" cioè... è Napo-Napo-Napo-Napoletano... <br/>'''Giacomo''': Ma le spieghi anche le cagate che dici?!
*'''Aldo''': Ascoltami... quella è la capanna dello zio Tom. e qui, tra il Tigri e l'Eufrate devi stare attento che non entri nessuno. Se per caso entra qualcuno, chiedi la parola d'ordine... <br/> '''Giacomo''': Password. <br/> '''Aldo''': No, la decidiamo insieme, non è che devi decidere da solo. Per esempio "La parola d'ordine..." <br/> '''Giacomo''': Password! <br/> '''Aldo''': La parola d'ordine è... <br/> '''Giacomo''': Password! <br/> '''Aldo''': Ahh, "vaffanculo"! La decido io, e basta, e che è, la deve decidere lui?!
*'''Aldo''': {{NDR|Preoccupato perché gli sembra che Peppino gli abbia infilato il tappino del bastone nel sedere toccandolo}} Peppino... c'era il tappino prima nel bastone? <br/> '''Giacomo''': Certamente! <br/> '''Aldo''': Ho paura a chiederlo... e che fine ha fatto? <br/> '''Giacomo''': Inside your body! <br/> '''Aldo''': {{NDR|Guarda Giovanni}} Non so l'inglese, ma credo di aver capito... Se mi muovo con cautela non lo sento, ma se mi muovo shakerando lo sento...
*'''Giacomo''': {{NDR|Alla caduta di Aldo dal tetto del palazzo}} Uno di meno!
*'''Aldo''': {{NDR|Giovanni si prepara a saltare giù, e Aldo fa il conto alla rovescia}} Allora.. UNO... sgombra la mente... DUE... sgombra la mente... TRE... {{NDR|Si ferma all'improvviso}} EH OH! FERMATI!!! <br/> '''Giovanni''': Cosa c'è?! <br/> '''Aldo''': Santo Iddio! {{NDR|Lega la corda a cui era fissato Giovanni}} <br />'''Giovanni''': {{NDR|Guarda Giacomo, scandalizzato}} Ma non aveva messo la corda!? <br /> '''Giacomo''': È un Ugonotto! Non fidarti! <br /> '''Giovanni''': Ma che Ugonotto! {{NDR|Ad Aldo}} Ma non avevi messo la corda!? <br /> '''Aldo''': E vabbé... non è successo niente! Perché mi guardi con quegli occhi? <br /> '''Giovanni''': Eh... no, un miracolo è successo! <br /> '''Aldo''': Appunto, avevamo bisogno di un miracolo, l'abbiamo avuto! <br /> '''Giovanni''': Eh se ne abbiam bisogno due son spacciato! <br /> '''Aldo''': Uno ce ne serviva!! <br />'''Giovanni''': Speriamo... ma poi l'hai mai fatto? <br />'''Aldo''': L'ho visto fare migliaia di volte! <br />'''Giovanni''': {{NDR|A Giacomo, terrorizzato}} L'ha visto fare, non l'ha mai fatto!
*'''Aldo''': {{NDR|Peppino non torna su e Aldo tira la corda a sé}} È molle! <br /> '''Giovanni''': È molle? <br/> '''Aldo''': È leggero... <br/> '''Giovanni''': Adesso quando arriva il messo cosa gli do io, il bambolotto!? <br /> '''Aldo''': {{NDR|Urla dopo aver tirato su la corda e aver visto legata ad essa solo una gamba di Peppino}} AHH!! AHH!! AHH!! Ma che cosa abbiamo combinato?? <br /> '''Giovanni''': {{NDR|Guarda la gamba di Peppino e si ricorda}} Ecco qual era l'altra malattia che non mi ricordavo! [[Osteoporosi]]!
==Settima scena (Passaggio di mano)==
*'''Giacomo''' {{NDR|Sergente Galbiati}}: Ehi, giovane! Giovane... per modo di dire! Giovane della terza età! Ignazio La Trota! <br />'''Giovanni''' {{NDR|Ignazio La Trota}}: Sergente Galbiati... <br />'''Giacomo''': Non mi piacciono i drogatelli nel mio quartiere! <br />'''Giovanni''': Non sono un drogatello. <br />'''Giacomo''': Con quella faccia? <br />'''Giovanni''': È la mia faccia! <br />'''Giacomo''': Hai quella faccia senza drogarti? Preoccupati! Cosa stai combinando, fancazzista? <br />'''Giovanni''': Facevo due tiri a pallacanestro... {{NDR|Ha usato un cestino attaccato ad un cartello di divieto di transito a cui è rimasta appiccicata una pallina}} <br />'''Giacomo''': {{NDR|Se ne va ridacchiando}} Eh pallacanestro... cosa saresti, un [[playmaker]] nano? <br />'''Giovanni''': Ha parlato il figlio di Michael Jordan...
*È la prima regola. ('''Aldo''')
*Cocaina! Cocaina pura!! ('''Aldo''')
*'''Giovanni''': Allora ripeti, sei venuto da me per...? <br />'''Aldo''': Perché sei il migliore! <br />'''Giovanni''' {{NDR|Pavoneggiandosi}}: Sai come mi chiamano? <br />'''Aldo''': Lo so! Ignazio, lo sanno tutti! <br />'''Giovanni''': Macché Ignazio! Il "surname"! <br />'''Aldo''' {{NDR|Crede che "surname" sia il soprannome di Giovanni}}: Non lo sapevo, ma fa paura solo a sentirlo! <br />'''Giovanni''': Che cosa? Cos'è che fa paura? <br />'''Aldo''': E i bambini non ci dormono! <br />'''Giovanni''': Cosa? <br />'''Aldo''': {{NDR|Con tono cavernoso}} "Guarda che se non dormi chiamo "'''Ignazio, il Surname'''"!" <br />'''Giovanni''': "Surname" è "soprannome"! Mi chiamano Ignazio... {{NDR|Indicando una mano e il polso}} <br />'''Aldo''': Pellagra. <br />'''Giovanni''': Macché Pellagra! Ignazio... {{NDR|Indicando una gamba}} <br />'''Aldo''': Piede di porco. <br />'''Giovanni''': Ma no!! Ignazio... {{NDR|Indicando la faccia}} <br />'''Aldo''': Faccia di topo! <br />'''Giovanni''': No!! Mani di velluto!! <br />'''Aldo''': E dì "Mani di velluto"!!
*'''Aldo''': Ma come mai con tutti questi tessuti pregiati, c'hai la faccia da Canavazzo? <br />'''Giovanni''': {{NDR|Mostrando i palmi delle mani}} Vuoi toccare la pelle di daino? Eh? <br />'''Aldo''': Più tardi, forse...
*'''Giacomo''': {{NDR|Dopo che Aldo ha fatto due volte la ruota per nascondere la cocaina}} Non è che a voi due vi ha colpito l'aviaria e non ve ne siete accorti?? {{NDR|Ad Aldo}} Hai avuto di recente rapporti con cigni, cani e gatti? <br />'''Aldo''': Anatroccoli valgono? <br />'''Giovanni''': ...chiurli? <br />'''Giacomo''': Hai detto qualcosa? <br />'''Giovanni''': No. <br />'''Aldo''': Io non ho sentito niente... <br />'''Giacomo''': Andiamo a dormire o comincio... a farti la pulizia del tartaro?
*Vai a casa a rimboccare le coperte al chiurlo, tu! Vai! ('''Giacomo''')
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Anplagghed al cinema''|w}}
[[Categoria:Film commedia]]
3x3uzpj271f70kr51kze8tdyzncxr9h
Shrek terzo
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Udiki
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|immagine =
|titoloitaliano = Shrek terzo
|titolooriginale = Shrek the Third
|paese = Stati Uniti d'America
|anno = 2007
|genere = animazione
|regista = [[Raman Hui]], [[Chris Miller]]
|soggetto = [[Andrew Adamson]]
|sceneggiatore = [[Jeffrey Price]], [[Peter S. Seaman]], [[J. David Stem]], [[Joe Stillman]], [[David N. Weiss]], [[Jon Zack]]
|doppiatorioriginali =
*[[Mike Myers]]: Shrek
*[[Eddie Murphy]]: Ciuchino
*[[Cameron Diaz]]: Principessa Fiona
*[[Antonio Banderas]]: Gatto con gli stivali
*[[Julie Andrews]]: Regina Lillian
*[[John Cleese]]: Re Harold
*[[Justin Timberlake]]: Arthur Pendragon
*[[Rupert Everett]]: Principe Azzurro
*[[Eric Idle]]: Merlino
*[[Susanne Blakeslee]]: regina malvagia
*[[Cody Cameron]]: Pinocchio / Tre Porcellini
*[[Larry King]]: Doris, la sorellastra brutta
*[[John Krasinski]]: Sir Lancillotto
*[[Ian McShane]]: Capitan Uncino
*[[Cheri Oteri]]: Bella Addormentata
*[[Regis Philbin]]: Mabel
*[[Amy Poehler]]: Biancaneve
*[[Seth Rogen]]: Capitano della Nave
*[[Maya Rudolph]]: Raperonzolo
*[[Amy Sedaris]]: Cenerentola
*[[Conrad Vernon]]:Uomo Focaccina / Uomo senza testa / Omino pan di Zenzero
*[[Conrad Vernon]]:Tremotino
*[[Kelly Asbury]]: mastro di cerimonie
*[[Tom Kane]]: guardia #1
*[[Christopher Knights]]: guardia #2
|doppiatoriitaliani =
*[[Renato Cecchetto]]: Shrek
*[[Nanni Baldini]]: Ciuchino
*[[Selvaggia Quattrini]]: Principessa Fiona
*[[Antonio Banderas]]: Gatto con gli stivali
*[[Maria Pia Di Meo]]: Regina Lillian
*[[Giorgio Lopez]]: Re Harold
*[[Flavio Aquilone]]: Arthur Pendragon
*[[Francesco Prando]]: Principe Azzurro
*[[Francesco Vairano]]: Professor Merlino
*[[Corrado Conforti]]: Pinocchio
*[[Andrea Mete]]: Sir Lancillotto
*[[Laura Latini]]: Bella Addormentata
*[[Barbara De Bortoli]]: Biancaneve
*[[Giò Giò Rapattoni]]: Raperonzolo
*[[Ilaria Latini]]: Cenerentola
*[[Mario Bombardieri]]: Doris la sorellastra brutta
*[[Stefano Mondini]]: Capitan Uncino
*[[Francesco Sechi]]: guardia #1
*[[Gianluca Crisafi]]: guardia #2
*[[Fabrizio Apolloni]]: Omino pan di Zenzero
|note =
}}
'''''Shrek terzo''''', film d'animazione statunitense del 2007, prodotto e distribuito dalla DreamWorks.
==Frasi==
*Non smettere di credere, angioletto di mammina. ('''motto di Fata Madrina''')
*Ti sfugge di mano, ''señorita'', il vento del fato soffiato sul mio destino, ma non dimenticherò mai, tu sei l'amore della tua vita. ('''Gatto con gli stivali''')
*Meglio fuori che dentro, dico sempre! ('''Shrek''')
*Il nostro per sempre felici e contenti è quasi completo, mammina. E io ti garantisco che la gente di questo regno la pagherà cara per ogni istante… che abbiamo dovuto aspettare. ('''Azzurro''')
*{{NDR|Nei panni del Gatto}} Però! Non facevo un trip così dall'università! ('''Ciuchino''')
==Dialoghi==
*'''Shrek''' {{NDR|ad un servo}}: Spero per te che qualcuno stia morendo.<br/>{{NDR|Stacco}}<br /> '''Re Harold''': Sto morendo…<br/>'''Regina Lilian''': Harold!<br/>'''Re Harold''': Non dimenticare di pagare il giardiniere, Lilian.<br/>'''Regina Lilian''': No di certo, caro.<br/>'''Re Harold''': Fiona! <br/>'''Fiona''': Sì, papino? <br/>'''Re Harold''': So di avere fatto molti sbagli con te! <br/>'''Fiona''': Non fa niente. <br/>'''Re Harold''': Il tuo amore per Shrek mi ha insegnato molto. {{NDR|a Shrek}} Mio caro ragazzo, sono fiero di chiamarti figlio mio! <br/>'''Shrek''': E io sono fiero di chiamarti mio ranocchio re papicchio! <br/>'''Re Harold''': Ora, c'è una questione di affari da discutere… {{NDR|tossisce sempre più forte e, apparentemente, muore}} <br/>'''Gatto con gli stivali''' {{NDR|si toglie il cappello}}: Il re ranocchio è morto!<br/>{{NDR|Fiona piange. Poi Re Harold si sveglia improvvisamente e tossisce}} <br/>'''Ciuchino''' {{NDR|al Gatto}}: Rimettiti il cappello, stupido! <br/>'''Re Harold''': Shrek, ti prego, vieni qui! <br/>'''Shrek''': Sì, papà? <br/>'''Re Harold''': Questo regno necessita di un nuovo re. Tu e Fiona siete i prossimi nella linea di successione. <br/>'''Shrek''' {{NDR|ride nervoso}}: Prossimi nella linea! Ora vedi, papà, per questo motivo ti amano. Persino sul letto di morte continui a fare battute. {{NDR|Harold fa sul serio}} Oh avanti, papà. Un [[Orco (folclore)|orco]] come re! Eh, non trovo che sia una buona idea. Insomma, dev'esserci qualcun altro, chiunque altro! <br/>'''Re Harold''': Eccettuato voi, resta soltanto un altro erede. <br/>'''Shrek''': Davvero? Chi è, papà? <br/>'''Re Harold''': Il suo nome è… è… <br/>'''Shrek''': Qual è il nome? Qual è il nome? <br/>'''Re Harold''': È… {{NDR|respira a fatica e, apparentemente, muore}} <br/>'''Fiona''': Papino! <br/>'''Re Harold''' {{NDR|si sveglia e cattura una mosca per mangiarsela}}: Il suo nome è Arthur. <br/>'''Shrek''': Arthur? <br/>'''Re Harold''' {{NDR|[[ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Io so che farai ciò che è giusto! {{NDR|muore}} <br/>'''Regina Lilian''' {{NDR|piangente}}: Harold! <br/>'''Shrek''': Papà? Papà! {{NDR|Sul punto di piangere}} Papà… <br/>'''Ciuchino''' {{NDR|piangente, al Gatto}}: La cosa del cappello. {{NDR|il Gatto con gli stivali si toglie il cappello e Fiona piange}}
*'''Principe Azzurro''': Tu! Non puoi mentire. Perciò dimmi, burattino: dov'è Shrek? <br />'''Pinocchio''': Eh, be', non so dove non è. <br />'''Principe Azzurro''': Mi stai dicendo che non sai dove è Shrek? <br />'''Pinocchio''': Non sarebbe impreciso presumere che non potrei esattamente non dire che sia o non sia quasi parzialmente inesatto. <br />'''Principe Azzurro''': Sai allora dov'è! <br />'''Pinocchio''': Al contrario! È possibile, più o meno, che io non respinga del tutto l'idea, che in nessun modo, con qualunque dose d'incertezza, innegabilmente… <br />'''Principe Azzurro''': Smettila!<br />'''Pinocchio''': So o non so dove non dovrebbe probabilmente essere, sempre che lui non sia dove non è… anche se lui non fosse dove sapevo che era… ciò potrebbe significare…
*'''Fiona''' {{NDR|ha aperto il regalo: è un nano}}: Che cos'è?<br />'''Brontolo''' {{NDR|con voce arcigna}}: Dov'è il pupo?<br />'''Biancaneve''': Un babysitter a tempo pieno!<br />'''Fiona''': Oh, non dovevi!<br />'''Biancaneve''': Oh, non è niente, ne ho altri sei a casa!
*'''Ciuchino''' {{NDR|nei panni del Gatto}}: Oh, in nome di tutti i fratelli Grimm, come faccio a fare il ficone con questi stupidi [[stivale|stivali]]! <br />'''Gatto''' {{NDR|nei panni di Ciuchino}}: Ehi, ehi, ehi, stacci attento ai quei cosi! Ih oh! Sono stati fatti a Madrina a miglior… IH OH!. <br />'''Ciuchino''': Imparerai a controllarlo.
*'''Gatto''' {{NDR|nei panni di Ciuchino}}: O Kappa, Via libera!<br />'''Ciuchino''' {{NDR|nei panni del Gatto}}: Bene, allora diamoci dentro, forza Squadra Dinamite! <br />'''Pinocchio''': Credevo ci fossimo accordati sul nome Squadra Superganza.<br />'''Zenzy''': Se ricordo bene era Squadra Favolosa!<br />'''Lupo''': Io ho votato per Squadrone Lupo Alfa.<br />'''Ciuchino''': Va bene, va bene, va bene! D'ora avanti saremo noti come Squadra Alfasuperfavolosaganzadinamitelupo.
*'''Shrek''': La gente conta su di te, perciò non provare a svignartela.<br>'''Arthur''': Se è un lavoro da favola, perché non lo fai tu? <br>'''Shrek''': Chiariamo questo, ragazzo: niente più Mister Simpatia, da adesso in poi.<br>'''Arthur''': Allora quello era il tuo Mister Simpatia? <br>'''Shrek''': Lo so. E mi mancherà molto. <br>'''Arthur''': Sai che ti dico? Perché non vai a terrorizzare un villaggio e mi lasci in pace! <br>'''Shrek''': Oh, era una spiritosaggine sugli orchi? Porta la tua Reale Altezza a Molto Molto Lontano, o ce la mando a calci io! {{NDR|rivolto a Merlino}} Allora, da che parte devo calciare?
*'''Azzurro''' {{NDR|alla locanda dei cattivi}}: Cos'è che un principe deve fare per avere da bere qui? Ah, Mabel… Perché ti chiamano la "cattiva sorellastra" non lo capirò mai. Dov'è Doris? Ha la serata libera?<br />'''Mabel''': Non è la benvenuta qui! E nemmeno tu! Che cosa vuoi, Azzurro?<br />'''Azzurro''': Ehm… Non molto: solo un'occasione per riscattarmi. E un rosolio invecchiato. {{NDR|a tutti}} Un rosolio invecchiato per tutti i miei amici! {{NDR|i cattivi si arrabbiano, si amano, circondano e immobilizzano Azzurro}}<br />'''Uncino''': Non siamo amici tuoi. Tu non c'entri niente, qui.<br />'''Azzurro''': Hai ragione sì… Insomma hai assolutamente ragione. Ma dimmi, insomma: chi di voi sì?<br />'''Ciclope''': Lavorati quel faccino.<br />'''Azzurro''': No, no, no! Fermo, fermo! Noi siamo più simili di quanto credi. Strega Cattiva! I sette nani hanno salvato Biancaneve e poi che è successo? <br />'''Regina Cattiva''': E a te che ti importa? <br />'''Azzurro''': Ti hanno ridotta a "più brutta del reame" e ora eccoti qua: a giocare a biliardo per beccare un pasto! Come ci si sente? <br />'''Regina Cattiva''': …una schifezza.<br />'''Azzurro''': E tu! Quella star del tuo burattino vivente abbandona il tuo spettacolo alla ricerca di suo padre.<br />'''Mangiafuoco''' {{NDR|Sospira}}: Odio quel legnoso burattino.<br />'''Azzurro''': E Uncino… Devo aggiungere altro? {{NDR|il pirata guarda in basso}} E tu, Tremolino.<br />'''Tremotino''': Tremo''ti''no.<br />'''Azzurro''': Dov'è il primogenito che ti avevano promesso? {{NDR|Tremotino resta muto}} Mabel, ricordi come non riuscivi ad infilare il tuo grasso piedino in quella scarpetta di cristallo? Cenerentola è a Molto Molto Lontano in questo momento a gustare bonbon salterellando con ogni singola creatura delle favole che non ti ha mai trattato altro che male!! {{NDR|a tutti}} C'era una volta qualcuno che ha deciso che noi siamo gli sfigati! Ma ci sono due campane in ogni storia, e la nostra campana non è stata ancora ascoltata! Dunque, chi vuole unirsi a me, chi vuole dare la scalata alla vetta per una volta? Chi vuole il suo per sempre, felice e contento!?<br />'''Tutti''': Sì!!!
*'''Fiona''': Ciuchino?<br />'''Ciuchino''' {{NDR|nei panni del Gatto}}: Principessa! <br />'''Fiona''': Gatto?<br />'''Gatto''' {{NDR|nei panni di Ciuchino}}: Lo ''siento'', principessa, ma io sono Gatto infilato a questo corpo ripugnante. <br />'''Ciuchino''': E io sono me!<br />'''Fiona''': Ma siete…?<br />'''Ciuchino''': Lo so, è tutto un tantino sbombalato in questo momento, ma è successo che siamo andati a liceo, la nave si è schiantata e siamo stati bibidibobidibu-ati dall'uomo magico.<br />'''Doris''': Poveri dolci esserilli!<br />'''Cenerentola''': Non mi è chiaro.<br />'''Biancaneve''': Il gatto si è trasformato in un cavallino che puzza di piedi! Che c'è da chiarire? <br />'''Bella Addormentata''': Ehm, chi è?
*'''Ciuchino''' {{NDR|a Shrek, risvegliato urlando dall'incubo dei orchetti}}: Shrek, Shrek, stai bene?<br />'''Shrek''': Non posso credere che diventerò padre. Com'è successo?! <br />'''Gatto''': ''Permetemi'' di ''espiegarti'': quando un maschio prova certe cose per un femmina, un potente bisogno lo travolge…<br />'''Shrek''': Lo so ''come'' è successo! …è che non posso crederci.<br />'''Ciuchino''' {{NDR|rivolto a Gatto}}: Com'è che succede?
*'''Shrek''': Ciuchino, puoi saltare alla parte in cui dovresti farmi sentire meglio? <br />'''Gatto''': Sai che adoro Fiona, capo, giusto? Quello a cui io mi riferisco sei tu, io, la barca di mio cugino, un boccale gelato di mojito e due settimane a passare solo a pescare.<br />'''Ciuchino''': Bello, non gli dare retta. Senti, avere figlio non rovinerà la vita. <br />'''Shrek''': Non è la mia vita che mi preoccupa rovinare, è quello del piccolo. Insomma, quando mai hai sentito la frase "dolce come un orco", o "coccolone come un orco", o addirittura "stravederai per mio padre, è un vero orco!"?<br />'''Ciuchino''': Va bene, va bene, ho capito, nessuno ha detto che sarà facile, ma almeno hai noi che aiutiamo.<br />'''Shrek''': Questo e vero, eh eh! Sono spacciato.<br />'''Ciuchino''': Te la caverai.
*'''Capitan Uncino''' {{NDR|indicando un bambino}}: Bene, bene, bene. Guarda, è Peter Pan! <br />'''Madre del bambino''': Lui non si chiama Peter!<br />'''Capitan Uncino''': Zitta, Wendy!
*'''Shrek''': Pinocchio?<br />'''Pinocchio''' {{NDR|chiuso dentro ad un teatrino}}: Shrek!<br />'''Shrek''': Pinocchio!<br />'''Pinocchio''': Aiutami!<br />'''Shrek''': Che è successo?<br />'''Pinocchio''': Azzurro e i furfanti si sono impadroniti di tutto! Ci hanno attaccati, ma Fiona e le principesse sono fuggite! {{NDR|il sipario scende}} E ora lei… <br />'''Shrek''': Lei cosa?! Lei cosa?! {{NDR|guardando la targhetta sotto il teatrino, indicante 5 dollari}} Gatto, prestami cinque dollari! <br />'''Ciuchino''' {{NDR|nei panni del Gatto}}: Su, gatto, lo hai sentito? Allungami la grana!<br />'''Gatto''' {{NDR|nei panni di Ciuchino}}: Vedi delle tasche su di me? <br />'''Ciuchino''' Aspetta un momento… {{NDR|dentro lo stivale trova un sacchetto di monete}} Ah-ah! <br />'''Gatto''': Non avevo idea, davvero! Ehm… Lo giuro!<br />'''Shrek''': Presto, Pinocchio, dove è Fiona?!<br />'''Pinocchio''': Azzurro l'ha fatta rinchiudere in un posto segreto, devi trovarla, forse si sta preparando per lo show!<br />'''Shrek''': Aspetta, aspetta, aspetta, Pinocchio, quale show?! {{NDR|indicando al manifesto dello spettacolo}}<br />'''Gatto''' : "Per sempre felici e contenti dopo tutto".<br />'''Shrek''': "L'ultima esibizione di Shrek".<br />'''Ciuchino''': Oh, Shrek, non ci avevi detto che eri in una commedia!<br />'''Shrek''': Beh sono stato così occupato che ho dimenticato di accennarvelo.
*'''Ciuchino''': Fa' solo che non muoiano di fame! <br />'''Gatto''': O di peste.<br />'''Ciuchino''': Oh, la peste è brutta! <br />'''Gatto''': La tosse, i lamenti, le piaghe suppurative…<br />'''Shrek''': Eheh, piaghe suppurative, eheheh… {{NDR|con aria arrabbiata}} Ehi, tu sei davvero un micino divertente! <br />'''Gatto''': Che cosa ho detto?
*'''Gatto''' {{NDR|nei panni di Ciuchino}}: Implora pietà dal Gatto! <br />'''Ciuchino''' {{NDR|nei panni del Gatto}}: E Ciuchino! Delizioso!
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Shrek}}
[[Categoria:Film d'animazione]]
[[Categoria:Film di Shrek]]
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Shrek 2
0
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2026-10-01T12:39:40Z
Udiki
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-52493-03|~2026-52493-03]] ([[User talk:~2026-52493-03|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]]
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|immagine = Cinerama-Dome-decorated-for-Shrek-2.jpg
|didascalia = Il Cinerama Dome (Hollywood) pronto per Shrek 2
|titoloitaliano = Shrek 2
|titolooriginale = Shrek 2
|paese = Stati Uniti d'America
|anno = 2004
|genere = Animazione
|regista = [[Andrew Adamson]] / [[Kelly Asbury]] / [[Conrad Vernon]]
|sceneggiatore = [[Andrew Adamson]], [[Joe Stillman]], [[J. David Stem]], [[David N. Weiss]]
|doppiatorioriginali =
*[[Mike Myers]]: Shrek
*[[Eddie Murphy]]: Ciuchino
*[[Cameron Diaz]]: Principessa Fiona
*[[Antonio Banderas]]: Gatto con gli stivali
*[[Julie Andrews]]: Regina Lilian
*[[John Cleese]]: Re Harold
*[[Rupert Everett]]: Principe Azzurro
*[[Jennifer Saunders]]: Fata Madrina
*[[Larry King]]: Doris, la sorellastra brutta
*[[Aron Warner]]: Lupo
*[[Joan Rivers]]: [[Joan Rivers]]
|doppiatoriitaliani =
*[[Renato Cecchetto]]: Shrek
*[[Nanni Baldini]]: Ciuchino
*[[Selvaggia Quattrini]]: Principessa Fiona
*[[Massimo Rossi (doppiatore)|Massimo Rossi]]: Gatto con gli stivali
*[[Maria Pia Di Meo]]: Regina Lillian
*[[Giorgio Lopez]]: Re Harold
*[[Francesco Prando]]: Principe Azzurro
*[[Franca D'Amato]]: Fata Madrina
*[[Mario Bombardieri]]: Doris, la sorellastra brutta
*[[Paolo Marchese]]: Lupo
|note =
*'''Soggetto''': [[William Steig]]
}}
'''''Shrek 2''''', film d'animazione statunitense del 2004.
==Frasi==
*{{NDR|Facendo i conti con Re Harold per suo figlio il principe Azzurro}} Affronta gelidi venti e torridi deserti. Arriva alla dannata stanza più remota della dannata torre più alta. E che cosa trova? Un lupo di sesso confuso che gli dice che la sua principessa è già sposata! ('''Fata Madrina''')
*La mia dieta è rovinata! Ne sarai felice spero! ('''Fata Madrina''')
*{{NDR|In forma cavallo}} Sono uno stallone, pupo! ('''Ciuchino''')
*{{NDR|In forma cavallo}} Shrek e io abbiamo bevuto una pozione magica e ora… siamo sexy! ('''Ciuchino''')
*Non potevi tornartene alla tua palude, e sparire una volta per tutte? ('''Fata Madrina''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Te l'ho detto che gli orchi non vivono per sempre felici e contenti! ('''Fata Madrina''')
==Dialoghi==
*'''Ciuchino''': Non dire altro, non dire altro, non devi preoccuparti di niente! Io sarò sempre qui per vedere che nessuno vi disturbi.<br />'''Shrek''': Ciuchino?<br />'''Ciuchino''': Sì, coinquilino? <br />'''Shrek''': Tu mi stai disturbando!
*'''Ciuchino''': Ballo di gala? Posso venire? <br />'''Shrek''': Non ci andremo. <br />'''Fiona e Ciuchino''': Cosa? <br />'''Shrek''': Insomma non credi che rimarrebbero un po'… scioccati nel vederti in questo stato? <br />'''Fiona''': Be', magari ne sarebbero un po' sorpresi ma sono i miei genitori Shrek, mi vogliono bene. E sta tranquillo vorranno bene anche a te. <br />'''Shrek''': Sì, certo, ma non credo che sarò il benvenuto al "Circolo della caccia". <br />'''Fiona''': La smetti? Loro non sono così. <br />'''Shrek''': E come lo spieghi il sergente pomposo e la banda del club "Calzoni Stravaganti"? <br />'''Fiona''': Andiamo, potresti almeno dare a loro una possibilità. <br />'''Shrek''': Oh per fare cosa, affilare i forconi? <br />'''Fiona''': No, vogliono darti la loro benedizione. <br />'''Shrek''': Oh, fantastico! Ora ho bisogno della loro benedizione?! <br />'''Fiona''': Be', se vuoi far parte di questa famiglia, sì! <br />'''Shrek''': E chi dice che voglio far parte di questa famiglia? <br />'''Fiona''': Ehm… tu l'hai detto, quando mi hai sposata! <br />'''Shrek''': Sarà stata una clausola a carattere minuscolo! <br />'''Fiona''': Allora è così: tu non verrai! <br />'''Shrek''': Fidati è una cattiva idea. Non andremo, punto e basta!
*'''Ciuchino''': Siamo arrivati?<br />'''Shrek''': No. <br />'''Ciuchino''': Siamo arrivati? <br />'''Fiona''': Non ancora.<br />'''Ciuchino''': Siamo arrivati?<br />'''Fiona''': No!<br />'''Ciuchino''': Siamo arrivati?<br />'''Shrek''': No!<br />'''Ciuchino''': Siamo-arri-vati?<br />'''Shrek''' {{NDR|sarcastico}}: Sì.<br />'''Ciuchino''': Davvero?<br />'''Shrek''': No!!<br />'''Ciuchino''': Siamo arrivati?!<br />'''Fiona''': No!<br />'''Ciuchino''': Siamo arrivati?!<br />'''Shrek''': Non siamo arrivati!<br />'''Ciuchino''': Siamo arrivati?!<br />'''Shrek e Fiona''': Noooooo!!!<br />'''Ciuchino''': Siamo arrivati?<br />'''Shrek''' {{NDR|scimmiottando Ciuchino}}: Siamo arrivati?<br />'''Ciuchino''': Non sei spiritoso.<br />'''Shrek''': Non sei spiritoso.<br />'''Ciuchino''': Questo è da immaturi!<br />'''Shrek''': Questo è da immaturi!<br />'''Ciuchino''': Perciò non sono simpatici gli orchi!<br />'''Shrek''': Perciò non sono simpatici gli orchi!<br />'''Ciuchino''': Ci rimetti tu!<br />'''Shrek''': Ci rimetti tu!<br />'''Ciuchino''': Io la pianto di parlare!<br />'''Shrek''': Finalmente! <br />'''Ciuchino''': Ma ci stiamo mettendo una vita, Shrek! Neanche uno straccio di film durante il volo! <br />'''Shrek''': Il regno di Molto Molto Lontano. È lì che stiamo andando. Molto… Molto… Lontano. <br />'''Ciuchino''': Va bene, va bene, ho capito! Ma mi sto annoiando a morte! <br />'''Shrek''': Allora trova il modo di intrattenerti da solo! {{NDR|Ciuchino inizia a fare rumori con la bocca}} Oh! Per cinque minuti… potresti non essere te stesso… per cinque minuti?! {{NDR|dopo una breve pausa Ciuchino riprende a fare il rumore con la bocca un'altra volta}} Arrghhh!!! Siamo arrivati?!?<br />'''Fiona''' {{NDR|contenta}}: Sì!<br />'''Ciuchino''': Oh, finalmente!
*'''Zenzy''': Io odio questi balli di gala, mi fanno piangere dalla noia, gira sulla ruota della tortura.<br />'''Pinocchio''': Non ci penso nemmeno, "signore", finché non vedo Shrek e Fiona. <br />'''Zenzy''': Aw, mi avete scocciato, ragazzi.
*'''Regina Lilian''': Beh, non stiamocene qui seduti ad aspettare col pancino che borbotta! Diamoci dentro! <br />'''Ciuchino''': Mi ci fiondo, Lilian! {{NDR|prova a mangiare un astice, che però viene preso da Harold arrabbiato}} <br />'''Re Harold''': Perciò presumo che qualunque nipotino io possa aspettarmi da voi sarebbe… <br />'''Shrek''' {{NDR|prendendo arrabbiato il pollo arrosto}}: Un orco… si! <br />'''Regina Lilian''': Non che ci sia del male in questo… {{NDR|squadrando Re Harold}} Giusto, Harold? <br />'''Re Harold''': Oh no no, no di certo… supponendo che non {{NDR|affondando posate nel cibo ad ogni rimarco con Shrek}} mangiate i vostri piccoli! <br />'''Fiona''': Papà! <br />'''Shrek''': Oh no, preferiamo quelli che sono stati {{NDR|strappando pezzi di cibo ad ogni rimarco con Harold}} rinchiusi in una torre! <br />'''Fiona''': Shrek, ti prego! <br />'''Re Harold''': L'ho fatto solo perché le voglio bene! <br />'''Shrek''': Certo, l'asilo nido o un castello sorvegliato da un drago! <br />'''Re Harold''': Non capireste, non siete suo padre!! {{NDR|Harold e Shrek spezzano rumorosamente il cibo}} <br />'''Regina Lilian''': Com'è bello avere la famiglia riunita a cena… {{NDR|Shrek e Harold cercano di prendere un maiale arrosto contemporaneamente, ma nel tirare, lo fanno sbalzare in aria}} Harold! <br />'''Fiona''': Shrek! <br />'''Shrek''': Fiona! <br />'''Re Harold''': Fiona! <br />'''Fiona''': Mamma! <br />'''Regina Lilian''': Harold! <br />'''Ciuchino''': Ciuchino! {{NDR|il maiale cade rumorosamente sul tavolo e Fiona se ne va}}
*'''Shrek''' {{NDR|a Jerome, il segretario}}: Ah, a proposito, è meglio che la Fata Madrina non sappia che noi siamo qui. Mi sono spiegato, eh? <br />'''Ciuchino''': Eh? <br />'''Shrek''': Eh? <br />'''Ciuchino''': Eh? Eh? Eh?! Eh?! <br />'''Shrek''': Smettila. <br />'''Jerome''': Ma certo. Entrate.
*'''Ciuchino''' {{NDR|cerca di calciare il Gatto con gli stivali che stava attaccando Shrek, ma colpisce le zone basse di Shrek}}: Ho sbagliato? <br />'''Shrek''': No. Le hai prese.
*'''Ciuchino''': Ah dai, Shrek, non prendertela, quasi tutti quelli che incontri vogliono ucciderti. <br />'''Shrek''': Tante grazie.
*'''Ciuchino''': Shrek e Ciuchino in un'altra travolgente avventura. <br />'''Gatto''' {{NDR|cercando di farsi perdonare da Shrek}}: Fermo, orco! Ti ho giudicato male! <br />'''Shrek''': Benvenuto nel club! Abbiamo le tessere! <br />'''Gatto''': Sul mio onore. Dovrò accompagnarti finché non ti avrò salvato la vida, como tu hai risparmiato la mia. <br />'''Ciuchino''': Ah, spiacente, il posto di animale parlante rompiscatole è già stato preso. Andiamo, Shrek. Shrek? {{NDR|Shrek guarda il Gatto che fa gli occhi dolci}} Shrek! <br />'''Shrek''': Oh, avanti, Ciuchino, guardalo! Con i suoi stivalucci… Insomma, quanti gatti portano gli stivali? Sul serio. Oh, teniamolo! <br />'''Ciuchino''': Che dici?<br />'''Shrek''': Oh, ascolta, fa le fusa!<br />'''Ciuchino''': {{NDR|sarcastico}} Che cosa carina! <br />'''Shrek''': Oh, forza, Ciuchino, lasciati andare! <br />'''Ciuchino''': "Lasciati andare"? "Lasciati andare" a me? Senti chi dice a chi di lasciarsi andare!
*'''Ciuchino''' {{NDR|In forma cavallo}}: Implora pietà dal Gatto… <br />'''Gatto''': …e Ciuchino!
*'''Shrek''' {{NDR|guardando le pozioni}}: Una di queste mi aiuterà<br />'''Gatto''': Stavo escogitando lo stessissimo piano, ormai le nostre menti si stanno fondendo.
*'''Shrek''': Gatto, pensi di poter arrivare lassù? <br />'''Gatto''': No es problema, capo. In una delle mie nove vite sono stato el gato scassinatore de Santiago de Compostela!
*'''Poliziotto {{NDR|perquisendo Gatto}}''': Erba gatta. <br />'''Gatto''': Quella no es mia.
*'''Ciuchino''' {{NDR|In forma cavallo}}: Fatemi uscire di qui! Ehi! Li leggete i miei diritti?! Voi dovreste dire che ho il diritto di rimanere in silenzio, nessuno ha detto che ho il diritto di rimanere in silenzio!! <br />'''Shrek [in forma umana]''': Ciuchino, tu hai il diritto di rimanere in silenzio, ma ti manca la capacità di farlo!!
*'''Shrek''' {{NDR|In forma umana}}: Presto! Dì una bugia!<br>'''Pinocchio''': Ehm… Che devo dire?<br>'''Zenzy''': Quello che vuoi, ma presto!<br>'''Ciuchino''' {{NDR|In forma cavallo}}: Una cosa assurda, tipo "porto le mutandine da donna".<br>'''Pinocchio''': Io… io porto le mutandine da donna! {{NDR|il naso non si allunga, Pinocchio è imbarazzato}}<br>'''Shrek''': Uh. Davvero?<br>'''Pinocchio''': Ma neanche per sogno! {{NDR|il naso si allunga}}<br>'''Ciuchino''': Nel sogno forse no, ma nella vita sì.<br>'''Pinocchio''': Non è vero! {{NDR|il naso si allunga ulteriormente}}<br>'''Gatto''': Che tipo?<br>'''Zenzy''' {{NDR|controllando}}: È un tanga!<br>'''Pinocchio''': No, sono slip! {{NDR|il naso continua ad allungarsi permettendo a Zenzy di raggiungere le catene dei loro amici}}<br>'''Zenzy''': Invece no!<br>'''Pinocchio''': Invece sì!<br>'''Zenzy''': Invece no!<br>'''Pinocchio''': Invece sì!<br>'''Zenzy''': Ecco ci siamo resistete!
*'''Fiona''' {{NDR|In forma umana}}: Shrek?<br />'''Gatto''': Per te, pupa, potrei esserlo. <br />'''Ciuchino''' {{NDR|In forma cavallo}}: Sì, ti piacerebbe!
*'''Shrek''' {{NDR|In forma umana}}: Basta con le cretinate! Dobbiamo impedire quel bacio! <br />'''Ciuchino''' {{NDR|In forma cavallo}}: Ma non volevi lasciarla andare? <br />'''Shrek''': Sì, ma non permetto che facciano questo a Fiona! <br />'''Ciuchino''': Bum! Questo volevo sentire! Ti è tornato il sale in zucca! <br />'''Gatto''': Ma es impossibile! Non entreremo mai! Il castello è sorvegliato e c'è un fosso! <br />'''Zenzy''': Be', amici, a quanto pare siamo in un mare di gianduia senza una ciambella! {{NDR|Shrek osserva Zenzy che, in prospettiva, sembra più grande del castello}} Che c'è? <br />'''Shrek''': Frequenti ancora l'uomo focaccina? <br />'''Zenzy''': Ma certo! Quello che vive nella farina! Perché? <br />'''Shrek''': Perché ci servirà della farina! Tanta, tantissima farina!
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Shrek}}
[[Categoria:Film d'animazione]]
[[Categoria:Film di Shrek]]
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Incipit/S
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wikitext
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<noinclude>{{incipit|lettera=S}}</noinclude>
==S==
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*'''[[Aline B. Saarinen]]'''
**C'est mon plaisir
*'''[[Umberto Saba]]'''
**Ernesto
*'''[[Rafael Sabatini]]'''
**I ribelli della Carolina
**Il capitano Blood
**Il cigno nero
**La giustizia del duca
*'''[[Ernesto Sabato]]'''
**Il tunnel
*'''[[Dario Sabbatucci]]'''
**Il misticismo eleusino
*'''[[Fred Saberhagen]]'''
**Berserker!
**Berserker: la morte azzurra
**I Berserker uccidono
**Il mondo dei Berserker
**Il pianeta Berserker
**Il trono dei Berserker
**L'uomo Berserker
**La furia dei Berserker
**La nave fortezza
**Le ali nere del tempo
**Le guerre dei Berserker
***L'elmo alato
***La ballata delle stelle
***Ultimi avvenimenti al radiante dei Templari
***Ali nell'oscurità
***Il sorriso
**Lo spazio in faccia
*'''[[Roxana Saberi]]'''
**Prigioniera in Iran
*'''[[Franco Sacchetti]]'''
**La battaglia delle belle donne di Firenze colle vecchie
*'''[[Roberto Sacchetti]]'''
**Entusiasmi
**Vecchio guscio
*'''[[Defendente Sacchi]]'''
**La pianta dei sospiri
*'''[[Giovenale Sacchi]]'''
**Del numero e delle misure delle corde musiche e loro corrispondenze
**Della divisione del tempo nella musica nel ballo e nella poesia
*'''[[Italo Mario Sacco]]'''
**Statuti di Savigliano
*'''[[Leopold von Sacher-Masoch]]'''
**L'amore crudele
*'''[[Oliver Sacks]]'''
**L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello
**Risvegli
*'''[[Vita Sackville-West]]'''
**Grand Canyon
**La signora scostumata
**Ogni passione spenta
*'''[[Anwar al-Sadat]]'''
**In cerca di una identità
*'''[[Nawāl al-Saʿdāwī]]'''
**Firdaus. Storia di una donna egiziana
*'''[[Donatien Alphonse François de Sade]]'''
**La filosofia nel boudoir
**La nuova Justine
**Le 120 giornate di Sodoma
*'''[[Mihail Sadoveanu]]'''
**L'osteria di Ancutza
*'''[[Carl Safina]]'''
**Il viaggio della tartaruga
**Un mare in fiamme
*'''[[Saffo]]'''
**Frammenti
***Frammento d'un inno a Venere
***Delle colombe impaurite
***Ad una femmina ricca e ignorante
***Di amore
***Contro Andromeda
***A Venere
***Alla sua bambina
***Della cicala
***Risposta alla proposta d'Alceo
***Ad un giovine di famosa bellezza
***Venere ad Amore
***Enigma
**Odi
***A Venere
***All'amata
*'''[[Carl Sagan]]'''
**Contact
*'''[[Françoise Sagan]]'''
**Bonjour tristesse
**Le piace Brahms?
**Tra un mese, tra un anno
*'''[[Angie Sage]]'''
**Alkymia
**Magya
**Volo
*'''[[Agostino Sagredo]]'''
**Sommario della storia della Repubblica di Venezia
**Sulle consorterie delle arti edificative in Venezia
*'''[[Ihara Saikaku]]'''
**Cinque donne amorose
***Seijuro e di una bella di Himeji
***Storia della passione amorosa di un bottaio
***Storia dell'editore d'almanacchi letta nella parte di mezzo
***Storia del negozio di verdure e dei fasci d'erbe amorose
***Storia di Gengobei: una montagna d'amore
*'''[[Charles de Marguetel de Saint-Denis de Saint-Evremond]]'''
**Opere slegate
*'''[[Antoine de Saint-Exupéry]]'''
**Il piccolo principe
**Terra degli uomini
*'''[[Louis de Rouvroy de Saint-Simon]]''' (Saint-Simon)
**La Corte del Re Sole
*'''[[Ango Sakaguchi]]'''
**Sotto la foresta di ciliegi in fiore
*'''[[Saki]]'''
**L'anima di Laploshka
**L'insopportabile Bassington
*'''[[Alberico Sala]]'''
**I vizi naturali
*'''[[Antonio Salas]]'''
**L'infiltrato
*'''[[Tayeb Salih]]'''
**La stagione della migrazione al nord
*'''[[Louis Salleron]]'''
**...Quel che il mistero è per l'intelligenza
*'''[[Sally Salminen]]'''
**Mariana
*'''[[Angelo Salmoiraghi]]'''
**Istrumenti e metodi moderni di geometria applicata
*'''[[Henry Stephens Salt]]'''
**Henry David Thoreau
**I diritti degli animali
**L'etica vegetariana
*'''[[Felix Salten]]'''
**Bambi
**Josefine Mutzenbacher
*'''[[Antonio Salvagnoli Marchetti]]'''
**Relazione della visita fatta nell'aprile 1871 dell'Agro Romano
*'''[[Gaetano Salvemini]]'''
**Il ministro della mala vita
*'''[[Carlo Salvioni]]'''
**Ladinia e Italia
*'''[[Antonia Salzano]]'''
**Il segreto di mio figlio
*'''[[Francesco Saverio Salfi]]'''
**Il general Colli in Roma
*'''[[Emilio Salgari]]'''
**Alla conquista della luna
**Alla conquista di un impero
**Attraverso l'Atlantico in pallone
**Capitan Tempesta
**Gli ultimi filibustieri
**I Corsari delle Bermude
**I figli dell'aria
**I minatori dell'Alaska
**I misteri della jungla nera
**I pescatori di balene
**I pirati della Malesia
**I predoni del Sahara
**Il boa delle caverne
**Il Bramino dell'Assam
**Il brick maledetto
**Il Corsaro Nero
**Il figlio del Corsaro Rosso
**Il re del mare
**Il tesoro della montagna azzurra
**Jolanda, la figlia del Corsaro Nero
**La caduta di un impero
**La città del Re lebbroso
**La crociera della Tuonante
**La favorita del Mahdi
**La perla sanguinosa
**La regina dei Caraibi
**La riconquista di Mompracem
**La rivincita di Yanez
**La tigre della Malesia
**Le due tigri
**Le figlie dei Faraoni
**Le meraviglie del Duemila
**Le novelle marinaresche di mastro Catrame
***Un lupo di mare
***Il vascello maledetto
***Il passaggio della linea
***La campana dell'inglese
***La croce di Salomone
***I fantasmi dei mari del Nord
***I fuochi misteriosi
***Il vascello dei topi
***Le sirene
***Il serpente marino
***Le murene
***La nave-feretro sul mare ardente
***L'apparizione del naufrago
**Le stragi delle Filippine
**Le tigri di Mompracem
**Straordinarie avventure di Testa di Pietra
*'''[[J. D. Salinger]]'''
**Il giovane Holden
**Un giorno ideale per i pescibanana
*'''[[Sallustio]]'''
**La congiura di Catilina
**La guerra giugurtina
*'''[[Michail Evgrafovič Saltykov-Ščedrin]]'''
**I signori Golovlëv
*'''[[Arturo Salucci]]'''
**Il crepuscolo del socialismo
*'''[[Diodata Roero Saluzzo]]'''
**Ipazia ovvero delle filosofie
*'''[[Nantas Salvalaggio]]'''
**Italia come non detto
**Malpaga
**Villa Mimosa
*'''[[Nino Salvaneschi]]'''
**Breviario della felicità
**Consolazioni
**Contemplazioni del mattino e della sera
**Il tormento di Chopin
**Saper amare
*'''[[Robert Anthony Salvatore]]'''
**L'antico
*'''[[Luigi Salvatorelli]]'''
**La Chiesa e il mondo
**Storia del Novecento
*'''[[Dario Salvatori]]'''
**Pop Story 1900-1909. L'alba della musica pop
*'''[[Carmelo Samonà]]'''
**Fratelli
*'''[[Dionisio Andrea Sancassani]]'''
**La notomia dell'acqua
*'''[[Clara Sánchez]]'''
**La forza imprevedibile delle parole
**L'amante silenzioso
**L'estate dell'innocenza
**Lo stupore di una notte di luce
*'''[[Julian Sanchez]]'''
**L'antiquario
*'''[[Rafael Sánchez Ferlosio]]'''
**Sulle origini del cane
*'''[[George Sand]]'''
**Indiana
**Lo stagno del diavolo
**Lucrezia Floriani
*'''[[Brandon Sanderson]]'''
**Giuramento
**Il conciliatore
**La via dei Re
**Mistborn: Il Campione delle Ere
**Mistborn: Il Pozzo dell'Ascensione
**Mistborn: L'Ultimo Impero
**Parole di Luce
*'''[[Roberto Sanesi]]'''
**T. S. Eliot
*'''[[Giuseppe Manuel di San Giovanni]]'''
**Notizie e documenti riguardanti la chiesa e propositura di S. Maria di Vezzolano
*'''[[Antonio Sangiovanni]]'''
**Seconda squara mobile, et aritmetica
*'''[[Edoardo Sanguineti]]'''
**Capriccio italiano
**Genova per me
*'''[[Jacopo Sannazaro]]'''
**Arcadia
*'''[[Alfonso Sanseverino Vimercati]]'''
**Brevi cenni intorno alla estrazione delle acque sotterranee secondo il sistema Calandra
*'''[[C. J. Sansom]]'''
**I sette calici dell'eresia
**L'enigma del gallo nero
*'''[[Isabella Santacroce]]'''
**Fluo
*'''[[Nicola Santamaria]]'''
**Atlantide
*'''[[Enzo Santarelli]]'''
**Storia del fascismo
*'''[[José Rodrigues dos Santos]]'''
**Vaticanum. Il manoscritto esoterico
*'''[[Marin Sanudo il Giovane]]'''
**I Diarii
*'''[[Federico Sanvitale]]'''
**Elementi di architettura civile
*'''[[Goliarda Sapienza]]'''
**L'arte della gioia
*'''[[Michele Saponaro]]'''
**Peccato
*'''[[Francesco Sapori]]'''
**La chimera
*'''[[Chiara Saraceno]]'''
**Cittadini a metà
**Modelli di famiglia
*'''[[Vittorio Saraceno]]'''
**Trattato aritmetico-pratico o sia conti fatti
*'''[[José Saramago]]'''
**Caino
**Cecità
**Il racconto dell'isola sconosciuta
**Il vangelo secondo Gesù Cristo
**Il viaggio dell'elefante
**L'anno della morte di Ricardo Reis
**L'uomo duplicato
**La caverna
**Le intermittenze della morte
**Memoriale del convento
**Saggio sulla lucidità
**Storia dell'assedio di Lisbona
**Tutti i nomi
**Una terra chiamata Alentejo
*'''[[William Saroyan]]'''
**La belva bianca
**La commedia umana
**La tigre di Tracy
**Ti voglio bene, mamma!
*'''[[Paolo Sarpi]]'''
**Discorso dell'origine, forma, leggi, ed vso dell'Vfficio dell'Inquisitione nella Citta, e Dominio di Venetia
**Historia particolare delle cose passate trà il Sommo Pontefice Paolo V. E la Serenissima Republica di Venetia
**Istoria del Concilio Tridentino
**Scritti filosofici e teologici
*'''[[Al Sarrantonio]]'''
**Testa di zucca
*'''[[Albertine Sarrazin]]'''
**L'astragalo
*'''[[Giovanni Sartori]]'''
**Democrazia: cosa è
*'''[[Joachim Sartorius]]'''
**Alessandria
*'''[[Jean-Paul Sartre]]'''
**Erostrato
**Il muro
**La morte nell'anima
**La nausea
**Le parole
*'''[[Panfilo Sasso]]'''
**Disperata contro l'amore
*'''[[Salvatore Satta]]'''
**Il giorno del giudizio
*'''[[George Saunders]]'''
**Lincoln nel Bardo
*'''[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]]'''
**Due dissertazioni fisico-mediche
*'''[[Sam Savage]]'''
**Firmino
**Il lamento del bradipo
*'''[[Nino Savarese]]'''
**Gatteria
**La massaria
*'''[[Fernando Savater]]'''
**Etica per un figlio
*'''[[Alexandre Savérien]]'''
**Vita di Renato Cartesio celebre filosofo
*'''[[Giorgio Saviane]]'''
**Diario intimo di un cattivo
**Getsèmani
**Il mare verticale
**Il papa
**Il tesoro dei Pellizzari
**In attesa di lei
**L'inquisito
**La donna di legno
*'''[[Sergio Saviane]]'''
**Dietro il video
*'''[[Roberto Saviano]]'''
**Gomorra
**La paranza dei bambini
**La parola contro la camorra
*'''[[Boris Savinkov]]'''
**Cavallo pallido
*'''[[Francesco Savio]]'''
**Ma l'amore no
*'''[[Ludovico Savioli]]'''
**Amori
*'''[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]]'''
**Il Ruwenzori
*'''[[Girolamo Savonarola]]'''
**Trattato sul governo di Firenze
*'''[[Robert J. Sawyer]]'''
**Apocalisse su Argo
**Processo alieno
**Flashforward – Avanti nel tempo
**L'equazione di Dio
**La genesi della specie
*'''[[Jean-Baptiste Say]]'''
**Sul bilancio delle consumazioni colle produzioni
*'''[[Dorothy L. Sayers]]'''
**L'uomo che sapeva come
**Veleno mortale
*'''[[Alberto Savinio]]'''
**Ascolto il tuo cuore, città
**Dico a te, Clio
**Infanzia di Nivasio Dolcemare
**L'Utopia e la «Città del Sole» di Tommaso Campanella
**La casa ispirata
**La nostra anima
**Tragedia dell'infanzia
<span id="Sb"></span>
*'''[[Pietro Sbarbaro]]'''
**Della libertà
**Delle società di mutuo soccorso
**Sulla filosofia della ricchezza
**Sulle opinioni di Vincenzo Gioberti intorno all'economia politica e alla questione sociale
*'''[[Cristina Sborgi]]'''
**L'identità rubata
<span id="Sc"></span>
*'''[[Francesco Scaduto]]'''
**Guarentigie pontificie e relazioni tra Stato e Chiesa
*'''[[Filiberto Gherardo Scaglia]]'''
**Avvertimenti politici per quelli che vogliono entrare in corte del signor conte di Verrua
*'''[[Franco Scaglia]]'''
**Il custode dell'acqua
**Luce degli occhi miei
*'''[[André Scala]]'''
**I silenzi di Federer
*'''[[Eugenio Scalfari]]'''
**Il labirinto
**L'uomo che non credeva in Dio
*'''[[Ivan Scalfarotto]]'''
**In nessun Paese
*'''[[John Scalzi]]'''
**Il collasso dell'impero
**L'ultima imperatrice
**Lo stallo dell'impero
*'''[[Piero Scanziani]]'''
**Entronauti
*'''[[Elizabeth Ann Scarborough]]'''
**Non uscire con la biancheria intima bucata
*'''[[Edoardo Scarfoglio]]'''
**Ponte Galera
*'''[[Tiziano Scarpa]]'''
**L'incontro
**Le cose fondamentali
**Occhi sulla graticola
**Stabat mater
*'''[[Eduardo Scarpetta]]'''
**'A Cammarera nova
**'A Nanassa
**Amore e polenta: 'na paglia 'e Firenze
**Cane e gatte
**Duje chiapparielle
**Duje marite 'mbrugliune
**È buscìa o verità
**Gelusia ovvero Amore sposalizio e gelusia
**Il debutto di Gemma
**Il non plus ultra della disperazione ovvero La bottiglieria del Rigoletto
**Il romanzo d'un farmacista povero
**L'Albergo del Silenzio
**L'amico 'e papà
**La Bohéme
**La Casa vecchia
**La collana d'oro o i cinque talismani
**La nutriccia
**La Pupa movibile
**Li nipute de lu sinneco
**Lo Scarfalietto
**Lu Café chantant
**Lu curaggio de nu pumpiero napulitano
**Lu marito de Nannina
**Lu Pagnottino
**Madama Sangenella
**Mettiteve a fa l'ammore cu me
**Miseria e nobiltà
**'Na Bona guagliona
**'Na Commedia 'e tre atte
**'Na figliola romantica
**'Na matassa mbrugliata
**'Na Santarella
**'Na società 'e marite
**Nina Boné
**'No pasticcio
**'Nu brutto difetto
**'Nu frongillo cecato
**'Nu Ministro mmiezo a li guaje
**'Nu Turco napulitano
**Nun la trovo a mmaretà
**Pazzie di Carnevale
**Persicone mio figlio
**Quinnice solde so chiù assaie de seimila lire
**Tetillo
**Tetillo 'nzurato
**Tre cazune furtunate
**Tre pecore viziose
*'''[[Simon Scarrow]]'''
**Il gladiatore
**La legione
**La spada di Roma
**Roma alla conquista del mondo
*'''[[Gasparo Scaruffi]]'''
**L'Alitinonfo
*'''[[Giorgio Scerbanenco]]'''
**Venere privata
*'''[[Frank Schätzing]]'''
**Il diavolo nella cattedrale
**Il quinto giorno
**Limit
**Silenzio assoluto
*'''[[Paul Scheerbart]]'''
**Lesabéndio
*'''[[Christoph Scheiner]]'''
**Prattica del parallelogrammo da disegnare
*'''[[Friedrich Schelling]]'''
**Le età del mondo
*'''[[Gianna Schelotto]]'''
**Ti ricordi, papà?
**Un uomo purché sia
*'''[[Hilbert Schenck]]'''
**Mentre l'Atlantico muore
*'''[[Arthur van Schendel]]'''
**Jan Compagnie
*'''[[Giovanni Schiaparelli]]'''
**La vita sul pianeta Marte
**Le stelle cadenti: tre letture
**Notizie sull'osservatorio di Brera in Milano
**Scritti sulla storia della astronomia antica
**Topografia e clima di Milano
*'''[[Schiavo di Bari]]'''
**Proverbi
*'''[[Friedrich Schiller]]'''
**Amalia
**Il visionario, ossiano Memorie del Conte***
**L'infanticida
**La flotta invincibile
**Maria Stuarda
*'''[[Antonio Schinella Conti]]'''
**Riflessioni su l'aurora boreale
*'''[[Dieter Schlesak]]'''
**Il farmacista di Auschwitz
*'''[[Bernhard Schlink]]'''
**A voce alta – The Reader
*'''[[Arno Schmidt]]'''
**Gadir ovvero conosci te stesso
*'''[[Christoph von Schmid]]'''
**Il paggio del Re
**Le novelline
***Le mele
***Non ti scordar di me
***L'uomo nero
***L'asino dell'ortolano
***Al lupo| al lupo!
***Il vestito nuovo
***Roba rubata non fa buon pro
***I tre ladroni
***La scimmia e l'avaro
*'''[[James H. Schmitz]]'''
**La seconda notte d'estate
*'''[[Reimund Schnabel]]'''
**Il disonore dell'uomo
*'''[[Helga Schneider]]'''
**La baracca dei tristi piaceri
*'''[[Robert Schneider]]'''
**Le voci del mondo
*'''[[Arthur Schnitzler]]'''
**Al pappagallo verde
**Doppio Sogno
**Fama tardiva
**Gioco all'alba
**Il Dr. Gläser, medico dei bagni
**Il ritorno di Casanova
**Il sottotenente Gustl
**La contessina Mizzi
**La signorina Else
*'''[[Arthur Schopenhauer]]'''
**Aforismi sulla saggezza nella vita
**Il mondo come volontà e rappresentazione
**L'arte di conoscere se stessi
**L'arte di farsi rispettare
**L'arte di ottenere ragione
**L'arte di trattare le donne
**Saggio sulle apparizioni di spiriti
*'''[[Franz Schott]]'''
**Itinerario overo nova descrittione de' viaggi principali d'Italia
*'''[[David Schow]]'''
**Prossimamente, in un cinema sotto casa
*'''[[Olive Schreiner]]'''
**Storia di una fattoria africana
*'''[[Allard Schröder]]'''
**L'idrografo
*'''[[Erwin Schrödinger]]'''
**Mente e materia
*'''[[Sharon Schulze]]'''
**Rimorsi e speranze
*'''[[Edouard Schuré]]'''
**I grandi iniziati
**La sacerdotessa d'Iside
*'''[[André Schwarz-Bart]]'''
**L'ultimo dei giusti
*'''[[Antonio Scialoja]]'''
**I principi della economia sociale
*'''[[Leonardo Sciascia]]'''
**A ciascuno il suo
**Atti relativi alla morte di Raymond Roussel
**Candido
**Gli zii di Sicilia
**Il cavaliere e la morte
**Il consiglio d'Egitto
**Il contesto
**Il giorno della civetta
**L'affaire Moro
**La scomparsa di Majorana
**Occhio di capra
**Porte aperte
**Todo Modo
**Una storia semplice
*'''[[Agostino Scilla]]'''
**La vana speculazione disingannata dal senso
*'''[[Domenico Scinà]]'''
**Discorso intorno ad Archimede
*'''[[Tiziano Sclavi]]'''
**Dellamorte Dellamore
**Non è successo niente
**Tre
*'''[[Moacyr Scliar]]'''
**I leopardi di Kafka
**Il centauro nel giardino
**La donna che scrisse la Bibbia
**L'orecchio di Van Gogh
*'''[[Thomas N. Scortia]]'''
**Pesce-giuda
*'''[[Manuel Scorza]]'''
**La vampata
**Rulli di tamburo per Rancas
*'''[[Manda Scott]]'''
**Il teschio di cristallo
*'''[[Walter Scott]]'''
**I puritani di Scozia
**Ivanhoe
**La Promessa Sposa di Lammermoor
**L'orso mannaro
*'''[[Michael Scott Rohan]]'''
**I segreti di Nicholas Flamel l'immortale. Il mago
**I segreti di Nicholas Flamel l'immortale. L'alchimista
*'''[[Lisa Scottoline]]'''
**Colpevole o innocente
**Condotta indecente
**Fino a prova contraria
**Giustizia sommaria
**Il momento della verità
**Il prezzo del silenzio
**L'angolo del diavolo
**La morte del cliente
**Legittima vendetta
**Processo alla difesa
<span id="Sd"></span>
<span id="Se"></span>
*'''[[William Seabrook]]'''
**La vendetta della Strega
*'''[[Sara Seale]]'''
**La casa nella brughiera
*'''[[W.G. Sebald]]'''
**Austerlitz
*'''[[Alice Sebold]]'''
**Amabili resti
*'''[[Angelo Secchi]]'''
**Le stelle
**Sui recenti progressi della meteorologia
*'''[[John H. Secondari]]'''
**Tre soldi nella fontana
*'''[[David Sedaris]]'''
**Diario di un fumatore
**Esploriamo il diabete con i gufi
*'''[[René Sédillot]]'''
**La storia del mondo in 300 minuti
*'''[[Anna Seghers]]'''
**La settima croce
*'''[[Hubert Selby]]'''
**Canto della neve silenziosa
*'''[[Will Self]]'''
**Grandi scimmie
**Una sfortunata mattina di mezza estate
*'''[[Quintino Sella]]'''
**Una salita al Monviso
*'''[[David Seltzer]]'''
**Profezia
*'''[[Lorenzo Selva]]'''
**Esposizione delle comuni, e nuove spezie di cannocchiali, telescopi, microscopi, ed altri istrumenti diottrici, catottrici, e catodiottrici
*'''[[Shyam Selvadurai]]'''
**I giardini di Ceylon
*'''[[Étienne Pivert de Senancour]]'''
**Oberman
*'''[[Ramón J. Sender]]'''
**Cronaca dell'alba
*'''[[Lucio Anneo Seneca]]'''
**Apokolokyntosis
**De beneficiis
**De constantia sapientis
**De otio
**De tranquillitate animi
**Epistulae morales ad Lucilium
**Hercules furens
*'''[[Carmine Senise]]'''
**Quando ero Capo della Polizia
*'''[[Senofane]]'''
**Frammento autobiografico
*'''[[Senofonte]]'''
**Anabasi
**Cyri testamentum
**Elleniche
**Ercole
*'''[[Sipho Sepamla]]'''
**Soweto
*'''[[Luis Sepúlveda]]'''
**Diario di un killer sentimentale
**Il vecchio che leggeva romanzi d'amore
**La lampada di Aladino
**Patagonia Express
**Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico
**Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
**Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza
**Un nome da torero
*'''[[Paul Sérant]]'''
**Romanticismo fascista
*'''[[Matilde Serao]]'''
**Addio, Amore!
**All'erta, sentinella
**Castigo
**Cuore infermo
**Dal vero
**Ella non rispose
**Fantasia
**Fior di passione
**Gli amanti: pastelli
**I capelli di Sansone
**Il paese di cuccagna
**Il romanzo della fanciulla
**Il ventre di Napoli
**L'infedele
**La ballerina
**La mano tagliata
**La moglie di un grand'uomo
**La virtù di Checchina
**Le amanti
***La grande fiamma
***Tramontando il sole
***L'amante sciocca
***Sogno di una notte d'estate
**Leggende napoletane
**Nel paese di Gesù
**O Giovannino, o la morte
**Pagina azzurra
**Piccole anime
***Una fioraia
***Giuochi
***Canituccia
***Profili
***Alla scuola
***Nebulose
***La moda
***Perdizione
***Gli spostati
***Salvazione
**Storia di due anime
*'''[[Giovanni Sercambi]]'''
**Novelle
*'''[[Augusto Serena]]'''
**Fra' Giovanni Giocondo veronese
**La cultura umanistica a Treviso nel secolo decimoquinto
*'''[[Victor Serge]]'''
**L'anno primo della rivoluzione russa
*'''[[Giuseppe Sergi]]'''
**La vita animale e vegetale. Origine ed evoluzione
*'''[[Girolamo Seripando]]'''
**Voti e lettere inedite riguardanti il periodo del Concilio sotto Paolo III
*'''[[Rod Serling]]'''
**Ai confini della realtà
***Tutta la verità
***Il rifugio
***Resa dei conti per Rance McGrew
***La notte degli umili
***Il sole di mezzanotte
***Un salto alla Rip Van Winkle
**L'odissea del Volo 33
***Il solitario
***Quell'energumeno del signor Dingle
***A proposito di macchine...
***Un desiderio grande grande
***Fermata a Willoughby
***L'odissea del Volo 33
***Polvere
**L'umanità è scomparsa
***Il grande Casey
***Clausola di annullamento
***Solo una passeggiata
***Febbre
***L'umanità è scomparsa
***Arrivano i mostri in Via degli Aceri
*'''[[Enzo Sermasi]]'''
**Il giallo biancorossoverde
*'''[[Ramón Gómez de la Serna]]'''
**Il torero Caracho
**L'incongruo
**Seni
*'''[[Berta Serra Manzanares]]'''
**Gli occhi dell'uragano
*'''[[Achille Serra]]'''
**La legalità raccontata ai ragazzi
*'''[[Michele Serra]]'''
**Breviario comico
**Gli sdraiati
**Il ragazzo mucca
**Le cose che bruciano
**Ognuno potrebbe
**Tutti i santi giorni
*'''[[Renato Serra]]'''
**Esame di coscienza di un letterato
**Il senso del silenzio
*'''[[Marcela Serrano]]'''
**L'albergo delle donne tristi
**Noi che ci vogliamo così bene
**Quel che c'è nel mio cuore
*'''[[Michel Serres]]'''
**Genesi
*'''[[Luigi Serristori]]'''
**Le rovine di Lizzano
**Sopra le macchine a vapore
*'''[[Jean-Jacques Servan-Schreiber]]'''
**La sfida americana
*'''[[Robert Service]]'''
**Compagni
**Storia della Russia nel XX secolo
*'''[[Bartolomeo Sestini]]'''
**La Pia de' Tolomei: leggenda romantica
*'''[[Vikram Seth]]'''
**Il ragazzo giusto
*'''[[Ernest Thompson Seton]]'''
**La gatta dei bassifondi
*'''[[Luigi Settembrini]]'''
**Ricordanze della mia vita
*'''[[Beppe Severgnini]]'''
**Interismi
**L'inglese
**La pancia degli italiani
**Un italiano in America
*'''[[Tim Severin]]'''
**La vendetta del vichingo
<span id="Sf"></span>
*'''[[Joann Sfar]]'''
**Il piccolo principe
**L'eterno
*'''[[Giovanni Sfortunati]]'''
**Nuovo lume
<span id="Sg"></span>
*'''[[Carlo Sgorlon]]'''
**Gli dèi torneranno
**I sette veli
**Il trono di legno
**L'armata dei fiumi perduti
<span id="Sh"></span>
*'''[[Yaakov Shabtai]]'''
**Lo zio Perez spicca il volo
*'''[[Anthony Shadid]]'''
**La casa di pietra
*'''[[Elif Shafak]]'''
**Le quaranta porte
*'''[[Bina Shah]]'''
**La bambina che non poteva sognare
*'''[[Sonia Shah]]'''
**Cacciatori di corpi
*'''[[Nicholas Shakespeare]]'''
**Danza di sangue
*'''[[William Shakespeare]]'''
**Amleto
**Antonio e Cleopatra
**Cimbelino
**Come vi piace
**Coriolano
**Enrico IV
**Enrico V
**Enrico VI
**Enrico VIII
**Giulio Cesare
**I due gentiluomini di Verona
**Il mercante di Venezia
**Il racconto d'inverno
**Il re Giovanni
**La bisbetica domata
**La commedia degli errori
**La dodicesima notte
**La tempesta
**Le allegre comari di Windsor
**Macbeth
**Misura per misura
**Molto rumore per nulla
**Otello
**Pene d'amor perdute
**Pericle, principe di Tiro
**Re Lear
**Riccardo III
**Romeo e Giulietta
**Sogno di una notte di mezza estate
**Timone d'Atene
**Tito Andronico
**Troilo e Cressida
**Tutto è bene quel che finisce bene
**Vita e morte di Re Riccardo II
*'''[[Siba Shakib]]'''
**Il sussurro della montagna proibita
*'''[[Meir Shalev]]'''
**Per amore di una donna
*'''[[Zeruya Shalev]]'''
**Una relazione intima
*'''[[Shan Sa]]'''
**La porta della Pace Celeste
*'''[[Susan Shapiro]]'''
**La terapia dei dolci
*'''[[Margery Sharp]]'''
**Il gatto di ametista
*'''[[Tom Sharpe]]'''
**Eva, una bambola e il professore
*'''[[Stephanie Shaver]]'''
**Una promessa è una promessa
*'''[[Bob Shaw]]'''
**Antigravitazione per tutti
**Autocombustione umana
**Cosmo selvaggio
**Cronomoto
**Scegliete il mondo che fa per voi
**Una Magnum per Billy Gregg
***Una Magnum per Billy Gregg
***Il segreto dell'Everest
***Fumetto Horror Story
***Socio simbiotico
***Jumbo
***Luce dei giorni passati
***Replay
***Secondo voi che tempo è?
**Una vergogna per l'Italia
***Una vergogna per l'Italia
***La casa dei Guthrie
***Caduta libera 2001
***Il solo effetto
***Il club dei «P»
***Volo di notte
***Valzer degli ultracorpi
***Rapporto
***Telemporio Tre
**Uomo al piano zero
*'''[[George Bernard Shaw]]'''
**Ginevra
**Guida della donna intelligente
**Le case del vedovo
**Uno sprazzo di realtà
*'''[[Irwin Shaw]]'''
**Lavoro di notte
**L'amico di famiglia
*'''[[Robert Shaw]]'''
**Situazione disperata ma non seria
*'''[[Michael Shea]]'''
**L'autopsia
**La leggenda di Nifft
*'''[[Robert Sheckley]]'''
**Mai toccato da mani umane
***Mai toccato da mani umane
***Pellegrinaggio alla Terra
***La montagna senza nome
**Opzioni
**Scambio mentale
**Scarpe
*'''[[Patrick Augustine Sheehan]]'''
**Il mio nuovo cappellano
*'''[[Fulton J. Sheen]]'''
**Tre per sposarsi
*'''[[Charles Sheffield]]'''
**Punto di convergenza
**Le sfere del cielo
*'''[[Percy Bysshe Shelley]]'''
**Adone
**La necessità dell'ateismo
*'''[[Lucius Shepard]]'''
**La resa
**Occhi verdi
**Solitaire Station
*'''[[Sam Shepard]]'''
**Attraverso il paradiso
*'''[[Sara Shepard]]'''
**Giovani, carine, bugiarde
**Giovani, carine e bugiarde. Divine
*'''[[Peter Sheridan]]'''
**Nato a Dublino
*'''[[Josepha Sherman]]'''
**Le mamme la sanno lunga
*'''[[Michael Shermer]]'''
**Homo credens
*'''[[Murasaki Shikibu]]'''
**Storia di Genji il principe splendente
*'''[[Matthew Phipps Shiel]]'''
**Il principe Zaleski
**La nube purpurea
**La promessa sposa
**La storia di Henry e Rowena
*'''[[Lewis Shiner]]'''
**Il cerchio
*'''[[John Shirley]]'''
**Bioshock: Rapture
**Doom
**Jodie a Annie alla tv
**La maschera sul sole
**La musica della città vivente
*'''[[Sei Shōnagon]]'''
**Note del guanciale
*'''[[Gary Shteyngart]]'''
**Il manuale del debuttante russo
*'''[[Susan Shwartz]]'''
**Il fuoco della vendetta
<span id="Si"></span>
*'''[[Luigi Siciliani]]'''
**Alla bellezza
**Vinto
**Differ quaerelas
**Morticino
**Il Natale in un poeta classico
**L'oleandro
**La bontà dei baci
**Acquaforte
**Una riflessione
*'''[[Harry Sidebottom]]'''
**Il guerriero di Roma. Il re dei re
**Il guerriero di Roma. Sole bianco
*'''[[Bapsi Sidhwa]]'''
**La spartizione del cuore
*'''[[Henryk Sienkiewicz]]'''
**Il diluvio
**Quo vadis?
*'''[[Javier Sierra]]'''
**Lo specchio oscuro
*'''[[Scipio Sighele]]'''
**Eva moderna
**Il nazionalismo e i partiti politici
**La delinquenza settaria
*'''[[Yrsa Sigurðardóttir]]'''
**Guardami
**Il cacciatore di orfani
**Il cerchio del male
**Il tempo della vendetta
*'''[[Ignazio Silone]]'''
**Fontamara
**Il pane di casa
**Il segreto di Luca
**Il seme sotto la neve
**Una manciata di more
**Vino e pane
*'''[[Robert Silverberg]]'''
**Ali della notte
**Chiprunner
**Dormire... forse dimenticare
**Entra un soldato. Più tardi: ne entra un altro
**Gilgamesh
**Gli osservatori
**Il settimo santuario
**Il vento e la pioggia
**Invasori silenziosi
**L'arca delle stelle
**L'elezione
**L'inferno com'è?
**L'ora del passaggio
**L'uomo che non sapeva dimenticare
**L'uomo nel labirinto
**L'uomo stocastico
**La strada del crepuscolo
**Le maschere del tempo
**Monade 116
**Multipli
**Mutazione
**Nero è bello
**Quellen, guarda il passato!
**Saltatore
**Shadrach nella fornace
**Torre di cristallo
**Vacanze nel deserto
*'''[[Clifford Simak]]'''
**Camminavano come noi
**City
**Dal cronosentiero di domani
**Fuga dal futuro
**I visitatori
**Il pianeta di Shakespeare
**Il villaggio dei fiori purpurei
**L'ospite del senatore Horton
**La compagnia del talismano
**La strada dell'eternità
**Oltre l'invisibile
**Pescatore di stelle
*'''[[Georges Simenon]]'''
**Bergelon
**Hôtel del ritorno alla natura
**Il cane giallo
**Il ranch della giumenta perduta
**L'uomo che guardava passare i treni
**La finestra dei Rouet
**La neve era sporca
**Le campane di Bicêtre
**Lettera al mio giudice
**Maigret al night club
**Maigret e il pazzo di Bergerac
**Maigret e l'affare Nahour
*'''[[Luigi Simeoni (storico)]]'''
**Gli antichi statuti delle arti veronesi
*'''[[Georg Simmel]]'''
**Le metropoli e la vita dello spirito
*'''[[Johannes Mario Simmel]]'''
**La trama dei sogni
*'''[[Dan Simmons]]'''
**Drood
**Endymion
**Flashback
**Gli uomini vuoti
**Hard as nails. Un caso d'acciaio
**Hardcase. Un caso difficile
**Hyperion
**Il grande amante
***Mezzanotte nel letto dell'entropia
***Morire a Bangkok
***Donne con i denti
***Flashback
***Il grande amante
**Il risveglio di Endymion
**Ilium. La rivolta
**L'estate della paura
**L'inverno della paura
**La caduta di Hyperion
**La scomparsa dell'Erebus
**Nefasto gioco di morte
**Vulcano
*'''[[Ted Simon]]'''
**I viaggi di Jupiter. Il giro del mondo in motocicletta
**Sognando Jupiter
*'''[[Vincenzo Simoncelli]]'''
**Della enfiteusi
*'''[[Marcello Simoni]]'''
**Il labirinto ai confini del mondo
**Il marchio dell'inquisitore
**Il mercante di libri maledetti
**L'isola dei monaci senza nome
**La biblioteca perduta dell’alchimista
*'''[[Louis Laurent Simonin]]'''
**Un'escursione nei quartieri poveri di Londra
*'''[[Simonide]]'''
**Perseo
**Sulla battaglia navale dell'Artemisio
*'''[[George Gaylord Simpson]]'''
**Evoluzione una visione del mondo
*'''[[Upton Sinclair]]'''
**Fra due mondi
**La messe del drago
*'''[[Isaac Bashevis Singer]]'''
**Il re di campi
**La famiglia Moskat
**Nemici. Una storia d'amore
**Nuove storie dalla corte di mio padre
**Ombre sull'Hudson
**Racconti
**Satana a Goray
**Shosha
**Vecchio amore
*'''[[Israel Joshua Singer]]'''
**Yoshe Kalb e le tentazioni
*'''[[Paolo Siniscalco]]'''
**Il cammino di Cristo nell'Impero romano
*'''[[Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi]]'''
**Storia delle repubbliche Italiane dei secoli di mezzo
*'''[[Zecharia Sitchin]]'''
**Guerre atomiche al tempo degli dei
**Il codice del cosmo
**Il giorno degli dei
**Il pianeta degli dei
**L'ultima profezia
**La Bibbia degli dei
**Le astronavi del Sinai
*'''[[Walter Siti]]'''
**Bontà
**Un dolore normale
<span id="Sj"></span>
<span id="Sk"></span>
*'''[[Antonio Skármeta]]'''
**Il postino di Neruda
*'''[[Desmond Skirrow]]'''
**Morte ad alta tensione
*'''[[Josef Škvorecký]]'''
**Il sax basso
*'''[[Kathleen Sky]]'''
**La principessa di Englene
**Spock, il vulcaniano
<span id="Sl"></span>
*'''[[John Sladek]]'''
**Forza bruta
**Il volto
*'''[[Slash]]'''
**Slash
*'''[[Scipio Slataper]]'''
**Ibsen
**Il mio Carso
*'''[[Frank G. Slaughter]]'''
**Codice cinque
*'''[[Karin Slaughter]]'''
**Genesi
**L'ombra della verità
**Mente criminale
**Tra due fuochi
**Tre giorni per morire
*'''[[Jan Jacob Slauerhoff]]'''
**La rivolta di Guadalajara
*'''[[Henry Slesar]]'''
**Bionde dallo spazio
**Quarto Reich
*'''[[William Milligan Sloane III]]'''
**Selena
*'''[[Hillel Slovak]]'''
**Behind The Sun:Il diario di Hillel Slovak
<span id="Sm"></span>
*'''[[Madison Smartt Bell]]'''
**Quando le anime si sollevano
*'''[[Massimiliano Smeriglio]]'''
**Suk Ovest. Banditi a Roma
*'''[[A. C. H. Smith]]'''
**Dark Crystal
**Labyrinth
*'''[[Adam Smith]]'''
**La ricchezza delle nazioni
*'''[[Betty Smith]]'''
**Al mattino viene la gioia
**Un albero cresce a Brooklin
*'''[[Bobbi Smith]]'''
**Tentazione in Arizona
*'''[[Clark Ashton Smith]]'''
**Colui che cammina nelle tenebre
**Il Colosso di Ylourgne
**L'adoratore del demonio
**La Strega di Sylaire
**Sirene floreali
*'''[[E. E. Smith]]'''
**La nemesi dei Robot
*'''[[Lillian Smith]]'''
**Gli assassini del sogno
*'''[[Lisa J. Smith]]'''
**Dark visions. Il dono
**Dark visions. Il vampiro della mente
**Dark visions. La passione
**I diari delle streghe. Il potere
**I diari delle streghe. L'iniziazione
**I diari delle streghe. La prigioniera
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**Il diario del vampiro. Strane creature
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**La setta dei vampiri. La prescelta
*'''[[Martin Cruz Smith]]'''
**Gorky Park
**Havana
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**L'ala della notte
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**Lupo mangia cane
**Red Square
**Stella Polare
**Tokyo Station
*'''[[Robert Rowland Smith]]'''
**Colazione da Socrate
*'''[[Tom Rob Smith]]'''
**Bambino 44
*'''[[Wilbur Smith]]'''
**Alle fonti del Nilo
**Cacciatori di diamanti
**Ci rivedremo all'inferno
**Come il mare
**Dove finisce l'arcobaleno
**Figli del Nilo
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**Un'aquila nel cielo
**Una vena d'odio
*'''[[Zadie Smith]]'''
**Denti bianchi
<span id="Sn"></span>
*'''[[Anja Snellman]]'''
**La verità della notte
*'''[[Snoopy]]'''
**Era una notte buia e tempestosa
*'''[[Edgar Snow]]'''
**Stella rossa sulla Cina
*'''[[Laura J. Snyder]]'''
**Il club dei filosofi che volevano cambiare il mondo
<span id="So"></span>
*'''[[Jô Soares]]'''
**L'uomo che uccise Getúlio Vargas
*'''[[Ascanio Sobrero]]'''
**Analisi delle calamine
**Baroscopio o prenunziatore del tempo
**Della cagione della malattia del baco da seta
**Pensieri agronomici
*'''[[Ardengo Soffici]]'''
**Kobilek
*'''[[Sofocle]]'''
**Aiace
**Antigone
**Edipo a Colono
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**Filottete
**Elettra
**Trachinie
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**Memoria
*'''[[Luca Sofri]]'''
**Notizie che non lo erano
**Playlist
*'''[[Jerry Sohl]]'''
**Compatibilità biologica
**L'anomalia
**Pionieri dell'infinito
*'''[[Steve Sohmer]]'''
**Gli ultimi nove giorni
*'''[[Saša Sokolov]]'''
**La scuola per gli stupidi
*'''[[Valerie Solanas]]'''
**S.C.U.M.
*'''[[Clemente Solaro della Margarita]]'''
**Avvedimenti politici
**L'uomo di Stato indirizzato al governo della cosa pubblica
**Memorandum storico politico
**Sguardo politico sulla convenzione italo-franca del 15 settembre 1864
*'''[[Mario Soldati]]'''
**La contessa dell'isola
**La moglie americana
**Le lettere da Capri
*'''[[Nicola Sole]]'''
**Canti
***Al mare Jonio
***I Siciliani
***La Guerra
***Pel tremuoto in Lucania. (Salmo)
***La storia di una perla
***La tomba del poeta ai mani di Giulio Genoino
***La donna e l'amore. (Sull'urna d'una straniera)
***A Psiche
***Le due madri. (Idillio)
***Al sepolcro di un amico
***Pensieri poetici sulla eloquenza del foro penale. (Epistola a Federico Castriota Scanderberg)
***Addio a Giuseppe Verdi
***Rivederla!
***A G.S.V. avventurata e cortese educatrice di rosignuoli
***Ad un illustre ecclesiastico nell'offerirgli un esemplare del Cantico dei Cantici recato in versi italiani
***La fanciulla e l'artista. (Idillio)
***Selim-Bey. (Novella)
***Il viggianese. (A Marc-Monnier)
***Pel filo elettrico dei due mondi (cantico)
***Al rosignuolo
***La vita. (Ad un bambino)
***Le nozze e la tomba
***A S. Luigi Gonzaga
***L'orfano e il cielo. (Alla memoria di un trovatello)
***Un'ora
***Torre del Greco. (La notte dal 22 ai 23 settembre 1859)
***Sorrento o Torquato Tasso
***Il negro
***Ad una stella
***Il menestrello
***Il primo cadavere. (Sopra un cartone di Michele De Napoli)
***Al mio salice
***Epistola a Giuseppe De Blasiis
***Il fiore. (Canto nuziale)
***Ad Emma
***Ad una gentile giovinetta nel giorno delle sue nozze
***A Montecassino
***Il cocchio. (Ottave improvvisate)
***La pescatrice. (Per musica)
***Il moretto. (Improvviso)
***La preghiera del poeta
***La neve
***Romanza
***Sulla tomba di Alessandro Poerio
***Il Cantico dei Cantici recato in versi
****A Maria immacolata
****Il Cantico de' Cantici di Salomone
***Il Carmelo
*'''[[Margit Lindegård Solem]]'''
**Sono una donna norvegese
*'''[[Temistocle Solera]]'''
**Nabucodonosor
*'''[[Arrigo Solmi]]'''
**Il pensiero politico di Dante
**Storia del diritto italiano
*'''[[Michail Aleksandrovič Šolochov]]'''
**Il placido Don
*'''[[Leonid Vasil'evich Solov'ev]]'''
**Il perturbatore della quiete
*'''[[Aleksandr Isaevič Solženicyn]]'''
**Arcipelago Gulag
**Come ricostruire la nostra Russia?
**Il primo cerchio
**Padiglione cancro
**Un giorno nella vita di Ivan Denisovič
*'''[[Somānanda]]'''
**Śivaḍṛṣti
*'''[[Luca Sommi]]'''
**Solo amore
*'''[[Stefano Sommier]]'''
**Note volanti sui Karaciai
**Un'estate in Siberia
*'''[[Jordan Sonnenblick]]'''
**L'arte di sparare balle
*'''[[Susan Sontag]]'''
**Io, eccetera
*'''[[Tony Soper]]'''
**La gabbia senza sbarre
*'''[[Albano Sorbelli]]'''
**Carducci e Oberdan
*'''[[Osvaldo Soriano]]'''
**Futbol
**La resa del leone
**Mai più pene né oblio
**Quartieri d'inverno
**Triste, solitario y final
**Un'ombra ben presto sarai
*'''[[Flavio Soriga]]'''
**Il cuore dei briganti
*'''[[Paolo Sorrentino]]'''
**Hanno tutti ragione
*'''[[Ersi Sotiropoulos]]'''
**Il sentiero nascosto delle arance
*'''[[Robert Southey]]'''
**Il funerale del povero
*'''[[Massimo Sozzi]]'''
**Mascalzone. Giochi di guerra. Niccioleta 1944
**Nero Fidelia
<span id="Sp"></span>
*'''[[Martin Spahn]]'''
**La lotta per la scuola in Francia ed in Germania
*'''[[Lazzaro Spallanzani]]'''
**Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino
*'''[[Piero Spalletti]]'''
**Esame di riparazione
*'''[[Vincenzo Spampanato]]'''
**Vita di Giordano Bruno: con documenti editi e inediti
*'''[[Nicholas Sparks]]'''
**Le pagine della nostra vita
**Le parole che non ti ho detto
*'''[[Bertrando Spaventa]]'''
**La filosofia italiana nelle sue relazioni con la filosofia europea
*'''[[Silvio Spaventa Filippi]]'''
**Carlo Dickens
**Jerome
*'''[[Eugenio Spedicato]]'''
**La strana creatura del caos: idee e figure del male nel pensiero della modernità
*'''[[Jonathan Spence]]'''
**Imperatore della Cina
*'''[[Sperone Speroni]]'''
**Dialogo delle lingue
*'''[[Adrienne von Speyr]]'''
**Dalla mia vita
**Esperienza di preghiera
**Il mistero della morte
**Il Verbo si fa carne
**L'ancella del Signore
**La confessione
**La luce e le immagini
**La missione dei profeti
**Le parabole del Signore
**Maria nella redenzione
*'''[[Steven Spielberg]]'''
**Incontri ravvicinati del terzo tipo
*'''[[John Spike]]'''
**Il giovane Michelangelo
*'''[[Mickey Spillane]]'''
**Il borsaiolo
**L'uomo che uccide
**La vendetta è mia
*'''[[Vittorio Spinazzola]]'''
**Dalla narrativa d'appendice al premio Nobel
**Il libro per tutti: saggio sui "Promessi Sposi"
**Il romanzo antistorico
**Pinocchio & C,
*'''[[Erica Spindler]]'''
**Il giustiziere
*'''[[Domenico Spinelli]]'''
** Sulla impropria denominazione Aes Grave data a tutta la moneta fusa
*'''[[Gastone Silvano Spinetti]]'''
**Civiltà in crisi
*'''[[Antonio Spinosa]]'''
**Starace
*'''[[Baruch Spinoza]]'''
**Trattato sull'emendazione dell'intelletto
**Breve trattato su Dio, l'uomo e il suo bene
**Principi della filosofia di Cartesio
**Riflessioni metafisiche
**Trattato teologico-politico
**[[Ethica]]
**Trattato politico
**Epistolario
**Lettere sugli spiriti
*'''[[Norman Spinrad]]'''
**Un oggetto di pregio
*'''[[Lorenzo Spirito Gualtieri]]'''
**Altro Marte
**Libro delle sorti
*'''[[Heinz Sponsel]]'''
**Una traccia di 100.000 anni
*'''[[L. Sprague de Camp]]'''
**Le pietre di Nomuru
**Serpenti per posta
*'''[[Howard Spring]]'''
**Figlio, figlio mio
*'''[[Anton Springer]]'''
**Manuale di storia dell'arte
*'''[[Nancy Springer]]'''
**Non guardarti indietro
*'''[[Bruce Springsteen]]'''
**[[Born to Run (autobiografia)|Born to Run]]
*'''[[Johanna Spyri]]'''
**Heidi
<span id="Sq"></span>
<span id="Sr"></span>
<span id="Ss"></span>
<span id="St"></span>
*'''[[Edward St Aubyn]]'''
**I Melrose
*'''[[Margaret St. Clair]]'''
**I danzatori di Noyo
**I dolori delle streghe
**La famiglia
**La perfezionista
*'''[[Lili St. Crow]]'''
**Il diario degli angeli
*'''[[Brian Stableford]]'''
**Il proiettile magico
*'''[[Henry De Vere Stacpoole]]'''
**La laguna azzurra
*'''[[Madame de Staël]]'''
**Sulla maniera e la utilità delle Traduzioni
*'''[[Jean Stafford]]'''
**Il puma
*'''[[Friedrich Julius Stahl]]'''
**Storia della filosofia del diritto
*'''[[Hermann Stahl]]'''
**Emanuela
*'''[[Christopher Stasheff]]'''
**Torna con la tua tuta spaziale... o su di essa
*'''[[Fabio Stassi]]'''
**L'ultimo ballo di Charlot
*'''[[Karl Georg Christian von Staudt]]'''
**Geometria di posizione
*'''[[Publio Papinio Stazio]]'''
**La Tebaide
*'''[[Danielle Steel]]'''
**Fulmini
**Una perfetta sconosciuta
**Una preghiera esaudita
*'''[[Antonio Steffenoni]]'''
**Inseguendo le note di un tango
**Meglio andare lontano
**Ragazze
**Vietato giocare con la palla
*'''[[Garth Stein]]'''
**Corvo rubò la luna
**L'arte di correre sotto la pioggia
*'''[[Gertrude Stein]]'''
**Autobiografia di tutti
**La buona Anna
*'''[[John Steinbeck]]'''
**Al Dio sconosciuto
**Furore
**L'inverno del nostro scontento
**La luna è tramontata
**La valle dell'Eden
**Le gesta di re Artù
**Pian della Tortilla
**Red Pony
**Vicolo Cannery
*'''[[George Steiner]]'''
**Il correttore
**Una certa idea di Europa
*'''[[Rudolf Steiner]]'''
**Considerazioni esoteriche su nessi karmici
**Gerarchie spirituali
**L'iniziazione
**La filosofia della Libertà
**La saggezza dei Rosacroce
**Le opere scientifiche di Goethe
**Teosofia
*'''[[Gian Antonio Stella]]'''
**La casta (con Sergio Rizzo)
**Negri froci giudei & Co.
*'''[[Stendhal]]'''
**I Cenci
**Il rosso e il nero
**La badessa di Castro
**La Certosa di Parma
**La duchessa di Paliano
**Lucien Leuwen
**Roma, Napoli e Firenze
**San Francesco a Ripa
**Vanina Vanini
**Vita di Rossini
**Vittoria Accoramboni
*'''[[James Stephens]]'''
**I semidei
*'''[[Neal Stephenson]]'''
**Argento vivo
**Snow Crash
*'''[[Bruce Sterling]]'''
**Cronache del Basso Futuro
***La nostra Chernobyl neurale
***Il Compassionevole, il Digitale
***Jim e Irene
***La spada di Damocle
***Le guerre del Golfo
***Le rive della Boemia
***Il proiettile morale
***L'Impensabile
***Vediamo le cose in maniera diversa
***Hollywood Cremlino
***Siete a favore o contro la 486?
**La matrice spezzata
*'''[[Chevy Stevens]]'''
**Scomparsa
*'''[[Shane Stevens]]'''
**Io ti troverò
*'''[[Robert Louis Stevenson]]'''
**Catriona
**Elogio dell'ozio
**Emigrante per diletto
**Gli accampati di Silverado
**Gli allegri compari
**Il diavolo nella bottiglia
**Il ladro di cadaveri
**Il Master di Ballantrae
**Il padiglione sulle dune
**Il Principe Otto
**Il sire della porta di Malétroit
**Janet la storta
**L'isola del tesoro
**La freccia nera
**La Provvidenza e la chitarra
**La spiaggia di Falesà
**Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde
**Markheim
**Nei mari del Sud
**Olalla
**Rapito
**Un alloggio per la notte
**Viaggi con un asino nelle Cévennes
**Weir di Hermiston
*'''[[Ian Stewart]]'''
**Come tagliare una torta
*'''[[Maggie Stiefvater]]'''
**Destiny
**Whisper
*'''[[Adalbert Stifter]]'''
**Abdia
*'''[[Ljudmil Stojanov]]'''
**Colera
**Mehmed Sinap
*'''[[Bram Stoker]]'''
**Dracula
**Il gioiello delle Sette Stelle
**Il paese del tramonto
**Il segreto dei capelli d'oro
**L'ospite di Dracula
*'''[[Leopold Stokowski]]'''
**La musica per tutti
*'''[[Irving Stone]]'''
**Brama di vivere
*'''[[Theodor Storm]]'''
**La città sul mare
**Mio cugino Cristiano
*'''[[Rebecca Stott]]'''
**Il codice di Newton
*'''[[Rex Stout]]'''
**Abbiamo trasmesso
**La guardia al toro
**Sei per uno
**Vicolo cieco
*'''[[Harriet Beecher Stowe]]'''
**La capanna dello zio Tom
*'''[[Lytton Strachey]]'''
**La regina Vittoria
*'''[[Giovanni Francesco Straparola]]'''
**Le piacevoli notti
*'''[[Peter Straub]]'''
**Il regno dei cieli
**Rosa azzurra
*'''[[Craig Strete]]'''
**Madre di stoffa, cuore di orologio
*'''[[Enzo Striano]]'''
**Il resto di niente
*'''[[Brad Strickland]]'''
**Le ombre
*'''[[Whitley Strieber]]'''
**Billy
**Fuoco impuro
**L'ombra del gatto
**Majestic
**Wolfen
*'''[[August Strindberg]]'''
**Gli isolani di Hemsö
**La sala rossa
**Solo
*'''[[Charles Stross]]'''
**Palinsesto
*'''[[Jonathan Stroud]]'''
**L'anello di Salomone
*'''[[Elizabeth Strout]]'''
**Le dodici tribù di Hattie
**Mi chiamo Lucy Barton
**'Olive, ancora lei
**Olive Kitteridge
**Tutto è possibile
*'''[[Julian Stryjkowski]]'''
**Il sogno di Asril
*'''[[Theodore Sturgeon]]'''
**Cristalli sognanti
**E pluribus unicorn
***La Sorgente dell'Unicorno
***Parsifal
***Tiny e il Mostro
***Non era Syzygy
***Unisci e impera
***La musica
***Cicatrici
***La bambola
***La Bestia che ride
***Compagno di cella
***L'altro sesso
***I fantasmi di Grove Street
***Cambiapelle
***Procedimento Artnaer
**La parentesi felice
**Le mani di Bianca
***Fluffy
***L'orsacchiotto del Professore
***Muori, Maestro, muori!
***Il tuono e le rose
***Gli inseparabili
***Come uccidere la zietta
***La danza del cactus
***Un piatto di solitudine
***Così bello!
***I figli dei commedianti
***Le mani di Bianca
**Luci e nebbie
***Unirsi e vincere
***L'ultima risata
***Il giocattolo di Mewhu
***Uragano
***L'hurkle è un animale felice
***Il tuono e le rose
***Chi?
***Tiny e il mostro
***Via di casa
**Medusa, e altri dèi
***Piccolo grande dio
***Medusa
***Presenza di spirito
***Colabrodo
***Bambino prodigio
***Un'ombra sul muro
***Twink
***Frammento luminoso
**Nascita del superuomo
**Nonnina non fa la calza
**Orbite perdute
***Estrapolazione
***Il prezzo dell'amore
***Fate spazio
***Il cuore
***Mondo d'incubi
**Venere più X
*'''[[Jacques Charles François Sturm]]'''
**Corso di meccanica
<span id="Su"></span>
*'''[[Fiorentino Sullo]]'''
**Il tempo storico della costituente
*'''[[Giorgio Summaripa]]'''
**Martirio di Simone da Trento
**Processo contro il re di Francia
**Sentenza contra gli hebrei
*'''[[Anthony Summers]]'''
**La vita segreta di J. Edgar Hoover
*'''[[Sun Tzu]]'''
**L'arte della guerra
*'''[[Carola Susani]]'''
**Rospo
*'''[[Patrick Süskind]]'''
**Il profumo
**Ossessioni
***L'assillo della profondità
***Una sfida
***Il testamento di Maître Mussard
***''Amnesia in litteris''
*'''[[Leonard Susskind]]'''
**La guerra dei buchi neri
*'''[[Martin Suter]]'''
**Com'è piccolo il mondo!
*'''[[Kōji Suzuki]]'''
**Dark water
***Prologo
***Corpi galleggianti
***Isola solitaria
***L'abbraccio
***Una crociera da sogno
***Alla deriva
***Acquerelli
***La foresta in fondo al mare
***Epilogo
**Loop
**Ring
**Spiral
<span id="Sv"></span>
*'''[[Svetonio]]'''
**Cesare
*'''[[Italo Svevo]]'''
**Argo e il suo padrone
**Commedie
***Le ire di Giuliano
***Le teorie del conte Alberto
***Il ladro in casa
***Una commedia inedita
***Prima del ballo
***La verità
***Terzetto spezzato
***Atto unico
***Un marito
***L'avventura di Maria
***Inferiorità
***Con la penna d'oro
***La rigenerazione
**Corto viaggio sentimentale
**I racconti
***La tribù
***Il malocchio
***La buonissima madre
***La madre
***Orazio Cima
***Giacomo
***Marianno
***Cimutti
***In serenella
***L'avvenire dei ricordi
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***La morte
***Proditoriamente
***Un contratto
***Le confessioni del vegliardo
***Umbertino
***Il mio ozio
**L'assassinio di Via Belpoggio
**La coscienza di Zeno
**La novella del buon vecchio e della bella fanciulla
**Senilità
**Una burla riuscita
**Una vita
<span id="Sw"></span>
*'''[[Leonie Swann]]'''
**Il lupo Garou
*'''[[Peter Swanson]]'''
**Quelli che meritano di essere uccisi
*'''[[Michael Swanwick]]'''
**Il margine del mondo
*'''[[Vikas Swarup]]'''
**Le dodici domande
*'''[[Jonathan Swift]]'''
**I viaggi di Gulliver
**Istruzioni alla servitù
<span id="Sx"></span>
<span id="Sy"></span>
*'''[[Philip Sydney]]'''
**Sleep
*'''[[Paolo Sylos Labini]]'''
**La crisi italiana
**Le classi sociali negli anni '80
**Saggio sulle classi sociali
<span id="Sz"></span>
*'''[[Magda Szabó]]'''
** L'altra Ester
** La Porta
*'''[[Wisława Szymborska]]'''
**25 poesie
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Conversione religiosa
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Spinoziano
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Conversion on the Way to Damascus-Caravaggio (c.1600-1).jpg|thumb|''Conversione di san Paolo'' ([[Michelangelo Merisi da Caravaggio|Caravaggio]], 1600-1601)]]
Citazioni sulla '''conversione religiosa'''.
*Conversione: questa è la parola che esprime più specificamente il senso del pellegrinaggio. ([[René Laurentin]])
*''Convertitevi a lui con tutto il cuore e con tutta l'anima, | per fare la giustizia davanti a Lui, | allora Egli si convertirà a voi | e non vi nasconderà il suo volto.'' (''[[Libro di Tobia]]'')
*Convertitevi, perché il [[Regno dei Cieli|regno dei cieli]] è vicino! ([[Giovanni Battista]])
*Così parla il Signore degli eserciti: Convertitevi a me – oracolo del Signore degli eserciti – e io mi rivolgerò a voi, dice il Signore degli eserciti. (''[[Libro di Zaccaria]]'')
*Così vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un [[peccatore]] convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Luca]]'')
*[[Dio]] di nessuna cosa tanto si rallegra, come della conversione e della [[salvezza]] dell'uomo. ([[Gregorio Nazianzeno]])
*Dio non si compiace del sangue, non agire secondo ragione, "σὺν λόγω" {{NDR|non agire con il ''logos''}}, è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell'anima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia... Per convincere un'anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio, né di strumenti per colpire né di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte... ([[Manuele II di Bisanzio]])
*''Il mio popolo è duro a convertirsi: | chiamato a guardare in alto | nessuno sa sollevare lo sguardo.'' (''[[Libro di Osea]]'')
*Il [[proselitismo]] è mutamento di etichetta, la conversione di carattere. ([[Fulton J. Sheen]])
*L'irruzione di Dio, straripante, totale, s'accompagna con una gioia che non è altro che l'esultanza del salvato, la gioia del naufrago raccolto in tempo... ([[André Frossard]])
*La capacità di conversione è maggiore negli individui effettivamente malvagi che non in quanti siano soddisfatti e compiaciuti di sé. ([[Fulton J. Sheen]])
*La conversione è cosa di un istante. La santificazione è lavoro di tutta la vita. ([[Josemaría Escrivá de Balaguer]])
*La conversione è un processo di sottrazione: meno io significa spazio a Dio. ([[Carlo Acutis]])
*La conversione non è la causa della luce, ma l'effetto della tua notte toccata dall'allegria della luce, che apre la gioia come un fiore. ([[Ermes Ronchi]])
*La parola che usavano i primi cristiani per esprimere il perdono era ''metanoia'', che vuol dire letteralmente "tagliar la testa e metterne una nuova", cioè cambiare idea, cambiar pensiero: questa è la vera penitenza, la vera conversione, la vera riconciliazione. Cambiare la testa e metterne una nuova: la dignità umana, la dignità dei figli e delle figlie di Dio, è a portata di mano. Cosa aspettiamo a prendercela? ([[Andrea Gallo]])
*Nella [[preghiera]] avviene la conversione del cuore verso Colui che è sempre pronto a dare se noi siamo in grado di ricevere. Nella conversione poi avviene la purificazione dell'occhio interiore, quando si escludono le cose che si bramavano temporalmente, e ciò affinché la pupilla del cuore possa sopportare la luce semplice che risplende senza tramonto o mutazione; e non solo sopportarla ma anche abitare in essa; e abitarvi non solo senza fastidio ma anche con ineffabile gaudio, nel quale consiste la vita veramente e genuinamente beata. ([[Agostino d'Ippona]])
*Non ho mai amato chi parla della propria conversione, la chiamata di Dio è talmente misteriosa che io stessa non saprei spiegarla. Ho persino cercato di resistere a quello che mi stava accadendo, ma mi sono dovuta arrendere. ([[Paola Turci]])
*Tutto mi dice di convertirmi, tutto mi canta la necessità di santificarmi, tutto mi ripete e mi urla che, se un bene che io desidero non si verifica è solo per mia colpa, per mia grandissima colpa e devo sbrigarmi a convertirmi. ([[Charles de Foucauld]])
==Voci correlate==
*[[Ravvedimento]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sulla|wikt|etichetta=conversione}}
[[Categoria:Azioni]]
[[Categoria:Concetti religiosi]]
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Fiume
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2026-10-01T21:47:05Z
Udiki
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Filippo Pananti
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text/x-wiki
{{nota disambigua|la città croata|[[Fiume (Croazia)]]}}
{{voce tematica}}
[[File:Claude Monet - Branch of the Seine near Giverny.JPG|thumb|upright=1.15|''Ramo della Senna vicino a Giverny'' ([[Claude Monet]], 1897)]]
Citazioni sul '''fiume'''.
==Citazioni==
*Ci sono più modi per scalare una montagna, Mac! Ma solo uno per guadare un fiume! (''[[Punch-Out!!]]'')
*''Cos'è un fiume | senza pesci?'' ([[Alberto Casiraghi]])
*Due fiumi possono avere la stessa sorgente, eppure possono essere uno limpido e l'altro torbido. ([[Arthur Conan Doyle]])
*Gli uomini sono come i fiumi: l'acqua è in tutti uguale e ovunque la stessa, ma ogni fiume è ora stretto, ora rapido, ora ampio, ora tranquillo, ora limpido, ora freddo, ora torbido, ora tiepido. Così anche gli uomini. Ogni uomo reca in sé, in germe, tutte le qualità umane, e talvolta ne manifesta alcune, talvolta altre, e spesso non è affatto simile a sé, pur restando sempre unico e sempre se stesso. ([[Lev Tolstoj]])
*I fiumi schiumavano rabbiosi arrampicandosi sui monti. ([[Giorgio Saviane]])
*Il fiume modella le sponde e le sponde guidano il fiume. ([[Gregory Bateson]])
*Io amo con passione le acque correnti dei fiumi. La natura vi comparisce più animata, più pittoresca; quelle onde sono il mezzo del trasporto, e comunicazione, che mantengono la ricchezza, e la prosperità degli stati; il filosofo medita gravemente mirando i passeggeri, e rapidi flutti; il poeta gode errare all'ombra misteriosa dei solitarj salici; gli amanti, gli esuli, gl'infelici, uniscono i loro sospiri al mormorio dell'onda cadente. ''Super flumina Babilonis sedimus et flevimus''.<ref>{{cfr}} ''[[Salmi]]'', 137, 1 – 2.</ref> I fiumi hanno una grande analogia con lo stato del cuore, e col pensamento dei pellegrini del mondo; sembrano accompagnarli nei loro vagabondi passi, rammentano la rapidità della vita, e dei terreni diletti; sono l'imagine del corso delle umane vicende. Gli uomini, le cose, gli eventi si precipitan, si urtano, si succedono come le onde rapide dei torrenti; le nazioni scorrono, passano, si vanno a perdere nell'Oceano dell'età, e nel gran mar dell'oblio. ([[Filippo Pananti]])
*L'Acque si riuniscono, e corrono sulla superficie del Globo, o perché l'arte umana prepari, e mantenga alvei proporzionati ad una certa data quantità di esse, che regolatamente vi s'introduca, nel qual caso formasi un Canale; o perché precipitandosi dai più alti luoghi ai più bassi, e depositando nei secondi le materie distaccate dai primi vadano adattandosi con poco, o niuno aiuto dell'arte la giacitura della Campagna in modo da condursi durabilmente al Mare, ed allora costituisconsi i Fiumi propriamente detti. ([[Vittorio Fossombroni]])
*Le fiumane sono strade che camminano e che portano dove si vuole andare. ([[Blaise Pascal]])
*Nel fiume passano, affogati, tutti gli specchi del passato. ([[Ramón Gómez de la Serna]])
*Non esiste un uomo migliore dell'altro, come non esiste un posto di un fiume più profondo e più pulito di un altro posto in un altro fiume. L'uomo scorre come un fiume. ([[Lev Tolstoj]])
*''Penso ai fiumi, che come porci ingrassano, | poi straripano, ed i muri delle case crollano.'' ([[Caparezza]])
*Questo lungo orologio ad acqua del tempo, che se ne serve per misurare i millenni... ([[Jean Paul]])
*Quando il fiume è pieno, è silenzioso. ([[Proverbi senegalesi|proverbio senegalese]])
*''Tutti i fiumi vanno al mare, | eppure il mare non è mai pieno: | raggiunta la loro mèta, | i fiumi riprendono la loro marcia.'' (''[[Qoelet]]'')
===[[Giuseppe Fanciulli]]===
*Da una polla nascosta nella grotta scaturisce la prima acqua del fiume. Oh, fiume reale, qual debole, minuto, e chiaccerino principino tu sei!
*Il fiume guarda lontano, e già vede la fine del lungo viaggio; una striscia azzurra chiude la via, la rompe per sempre; il mare! il mare!
*Tra le felci folte, tra i rovi sanguigni e spinosi, si fa strada l'acqua curiosa; affonda e procede in un suo breve letto; è un [[ruscello]] che salta, spumando, petrose cascate, si allarga in tònfani popolati di grosse trote, s'addormenta un istante in acquitrini azzurri di myosotis... e riprende la via, frusciando, cantando.
===[[Francesco Guccini]]===
*''Ehi notte che mi ha vinto di sorpresa del tuo viluppo, | il fiume muglia sempre laggiù in fondo | e nel silenzio bevi la sua voce | racconta questo eterno vagabondo storie del viaggio da sorgente a foce.''
*''Il fiume racconta leggende mentre veloce va al mare, | le narrano piano le onde e i pioppi le stanno a ascoltare.''
*''Se fossi un fiume | potrei andare | rompendo gli argini nelle mie alluvioni.''
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul|wikt}}
[[Categoria:Ecosistemi]]
[[Categoria:Fiumi| ]]
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Luigi Russo
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Gaux
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/* Citazioni di Luigi Russo */ Alfredo Panzini
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text/x-wiki
'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Oggi l'umanesimo puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio Elicona pur nella intransigente società contemporanea. Il [[Alfredo Panzini|Panzini]] è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine.<ref>Da ''Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta'', in ''Belfagor'', 1949, p. 335.</ref>
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Russo, Luigi}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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/* Citazioni di Luigi Russo */ riferimenti bibliografici
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'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Oggi l'umanesimo puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio Elicona pur nella intransigente società contemporanea. Il [[Alfredo Panzini|Panzini]] è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine.<ref>Da ''Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 335.</ref>
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Russo, Luigi}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il [[Alfredo Panzini|Panzini]] è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine.<ref>Da ''Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 335.</ref>
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il [[Alfredo Panzini|Panzini]] è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine.<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 335.</ref>
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Russo, Luigi}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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Gaux
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/* Citazioni di Luigi Russo */ Panzini sorpreso dalla pubblicità
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'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*[...] il poeta [[Alfredo Panzini|Panzini]], sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua bicicletta, la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un viaggiatore moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l’ingenuità di un selenita o di un nubigena, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale.<ref>''Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta''.</ref>
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il [[Alfredo Panzini|Panzini]] è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine.<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 335.</ref>
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Russo, Luigi}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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/* Citazioni di Luigi Russo * riferimenti bibliografici
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'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*[...] il poeta [[Alfredo Panzini|Panzini]], sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua bicicletta, la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un viaggiatore moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l’ingenuità di un selenita o di un nubigena, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale.<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 334.</ref>
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il [[Alfredo Panzini|Panzini]] è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine.<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 335.</ref>
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Russo, Luigi}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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/* Citazioni di Luigi Russo */ typo e wlink
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'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*[...] il poeta [[Alfredo Panzini|Panzini]], sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua bicicletta, la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale.<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 334.</ref>
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il [[Alfredo Panzini|Panzini]] è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine.<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 335.</ref>
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Russo, Luigi}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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/* Citazioni di Luigi Russo */ altra sul Panzini
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'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*[...] il poeta [[Alfredo Panzini|Panzini]], sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua bicicletta, la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale.<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 334.</ref>
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Oggi il mondo del letterato italiano è in dissoluzione e l'ultimo scrittore che tenta di imporlo a sé stesso con ingenua e tenera semplicità è Alfredo Panzini. E come al Boiardo la nuova storia turbò la libertà della illusione e la liquida gioia del canto, è una vicenda guerresca, quell'avventura di Carlo VIII, gli gelò la parola sulle labbra, così la realtà spirituale maturatasi prima della guerra europea e che nella guerra ebbe il suo impetuoso sviluppo, oggi è la terribile nemica del nostro scrittore...<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 335.</ref>
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il [[Alfredo Panzini|Panzini]] è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine.<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 335.</ref>
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Russo, Luigi}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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/* Citazioni di Luigi Russo */ wlink
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'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*[...] il poeta [[Alfredo Panzini|Panzini]], sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua bicicletta, la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale.<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 334.</ref>
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Oggi il mondo del letterato italiano è in dissoluzione e l'ultimo scrittore che tenta di imporlo a sé stesso con ingenua e tenera semplicità è Alfredo Panzini. E come al [[Matteo Maria Boiardo|Boiardo]] la nuova storia turbò la libertà della illusione e la liquida gioia del canto, è una vicenda guerresca, quell'avventura di [[Carlo VIII di Francia|Carlo VIII]], gli gelò la parola sulle labbra, così la realtà spirituale maturatasi prima della guerra europea e che nella guerra ebbe il suo impetuoso sviluppo, oggi è la terribile nemica del nostro scrittore...<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 335.</ref>
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il [[Alfredo Panzini|Panzini]] è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine.<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 335.</ref>
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Russo, Luigi}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta''==
*[...] il poeta [[Alfredo Panzini|Panzini]], sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua bicicletta, la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale.<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 334.</ref>
*Oggi il mondo del letterato italiano è in dissoluzione e l'ultimo scrittore che tenta di imporlo a sé stesso con ingenua e tenera semplicità è Alfredo Panzini. E come al [[Matteo Maria Boiardo|Boiardo]] la nuova storia turbò la libertà della illusione e la liquida gioia del canto, è una vicenda guerresca, quell'avventura di [[Carlo VIII di Francia|Carlo VIII]], gli gelò la parola sulle labbra, così la realtà spirituale maturatasi prima della guerra europea e che nella guerra ebbe il suo impetuoso sviluppo, oggi è la terribile nemica del nostro scrittore...<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 335.</ref>
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il [[Alfredo Panzini|Panzini]] è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine.<ref>Da ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 335.</ref>
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta''==
*[...] il poeta [[Alfredo Panzini|Panzini]], sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua bicicletta, la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale. (p. 334)
*Oggi il mondo del letterato italiano è in dissoluzione e l'ultimo scrittore che tenta di imporlo a sé stesso con ingenua e tenera semplicità è Alfredo Panzini. E come al [[Matteo Maria Boiardo|Boiardo]] la nuova storia turbò la libertà della illusione e la liquida gioia del canto, è una vicenda guerresca, quell'avventura di [[Carlo VIII di Francia|Carlo VIII]], gli gelò la parola sulle labbra, così la realtà spirituale maturatasi prima della guerra europea e che nella guerra ebbe il suo impetuoso sviluppo, oggi è la terribile nemica del nostro scrittore... (p. 335)
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il Panzini è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine. (p. 335)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949.
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Russo, Luigi}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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Gaux
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/* Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta */ nota nubigena
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'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta''==
*[...] il poeta [[Alfredo Panzini|Panzini]], sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua [[bicicletta]], la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena<ref>Denominazione poetica di "centauro" (nato dalle nubi).</ref>, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale. (p. 334)
*Oggi il mondo del letterato italiano è in dissoluzione e l'ultimo scrittore che tenta di imporlo a sé stesso con ingenua e tenera semplicità è Alfredo Panzini. E come al [[Matteo Maria Boiardo|Boiardo]] la nuova storia turbò la libertà della illusione e la liquida gioia del canto, è una vicenda guerresca, quell'avventura di [[Carlo VIII di Francia|Carlo VIII]], gli gelò la parola sulle labbra, così la realtà spirituale maturatasi prima della guerra europea e che nella guerra ebbe il suo impetuoso sviluppo, oggi è la terribile nemica del nostro scrittore... (p. 335)
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il Panzini è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine. (p. 335)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949.
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Russo, Luigi}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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Gaux
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/* Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta */ Luigi Pirandello
1428055
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text/x-wiki
'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta''==
*[...] il poeta [[Alfredo Panzini|Panzini]], sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua [[bicicletta]], la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena<ref>Denominazione poetica di "centauro" (nato dalle nubi).</ref>, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale. (p. 334)
*Oggi il mondo del letterato italiano è in dissoluzione e l'ultimo scrittore che tenta di imporlo a sé stesso con ingenua e tenera semplicità è Alfredo Panzini. E come al [[Matteo Maria Boiardo|Boiardo]] la nuova storia turbò la libertà della illusione e la liquida gioia del canto, è una vicenda guerresca, quell'avventura di [[Carlo VIII di Francia|Carlo VIII]], gli gelò la parola sulle labbra, così la realtà spirituale maturatasi prima della guerra europea e che nella guerra ebbe il suo impetuoso sviluppo, oggi è la terribile nemica del nostro scrittore... (p. 335)
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il Panzini è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine. (p. 335)
*[...] [[Luigi Pirandello]], non è più già un umanista: egli si riattacca a quella nuova poetica inauguratasi sotto il segno di Giovanni Verga, travalicata poi rapidamente nel gusto e nella sofferenza di un uomo che non appartiene più a nessuna regione, a nessuna città, e che riconosce per patria soltanto il chiuso del proprio cranio, vaneggiante in una solitudine in cui l'Io appare sempre diverso a sé medesimo, uno, nessuno e centomila e di conseguenza piega a una assoluta accettazione dell'Irrazionale, come l'Irrazionale fosse l'argonauta folle e legittimo delle menti e degli animi nella civiltà contemporanea. (p. 338)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949.
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Russo, Luigi}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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/* Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta */ wlink
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'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta''==
*[...] il poeta [[Alfredo Panzini|Panzini]], sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua [[bicicletta]], la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena<ref>Denominazione poetica di "centauro" (nato dalle nubi).</ref>, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale. (p. 334)
*Oggi il mondo del letterato italiano è in dissoluzione e l'ultimo scrittore che tenta di imporlo a sé stesso con ingenua e tenera semplicità è Alfredo Panzini. E come al [[Matteo Maria Boiardo|Boiardo]] la nuova storia turbò la libertà della illusione e la liquida gioia del canto, è una vicenda guerresca, quell'avventura di [[Carlo VIII di Francia|Carlo VIII]], gli gelò la parola sulle labbra, così la realtà spirituale maturatasi prima della guerra europea e che nella guerra ebbe il suo impetuoso sviluppo, oggi è la terribile nemica del nostro scrittore... (p. 335)
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il Panzini è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine. (p. 335)
*[...] [[Luigi Pirandello]], non è più già un umanista: egli si riattacca a quella nuova poetica inauguratasi sotto il segno di [[Giovanni Verga]], travalicata poi rapidamente nel gusto e nella sofferenza di un uomo che non appartiene più a nessuna regione, a nessuna città, e che riconosce per patria soltanto il chiuso del proprio cranio, vaneggiante in una solitudine in cui l'Io appare sempre diverso a sé medesimo, uno, nessuno e centomila e di conseguenza piega a una assoluta accettazione dell'[[Irrazionalità|Irrazionale]], come l'Irrazionale fosse l'argonauta folle e legittimo delle menti e degli animi nella civiltà contemporanea. (p. 338)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949.
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Russo, Luigi}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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/* Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta */ Panzini e la sua arte inquieta
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'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta''==
*[...] il poeta [[Alfredo Panzini|Panzini]], sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua [[bicicletta]], la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena<ref>Denominazione poetica di "centauro" (nato dalle nubi).</ref>, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale. (p. 334)
*Oggi il mondo del letterato italiano è in dissoluzione e l'ultimo scrittore che tenta di imporlo a sé stesso con ingenua e tenera semplicità è Alfredo Panzini. E come al [[Matteo Maria Boiardo|Boiardo]] la nuova storia turbò la libertà della illusione e la liquida gioia del canto, è una vicenda guerresca, quell'avventura di [[Carlo VIII di Francia|Carlo VIII]], gli gelò la parola sulle labbra, così la realtà spirituale maturatasi prima della guerra europea e che nella guerra ebbe il suo impetuoso sviluppo, oggi è la terribile nemica del nostro scrittore... (p. 335)
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il Panzini è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine. (p. 335)
*[...] [[Luigi Pirandello]], non è più già un umanista: egli si riattacca a quella nuova poetica inauguratasi sotto il segno di [[Giovanni Verga]], travalicata poi rapidamente nel gusto e nella sofferenza di un uomo che non appartiene più a nessuna regione, a nessuna città, e che riconosce per patria soltanto il chiuso del proprio cranio, vaneggiante in una solitudine in cui l'Io appare sempre diverso a sé medesimo, uno, nessuno e centomila e di conseguenza piega a una assoluta accettazione dell'[[Irrazionalità|Irrazionale]], come l'Irrazionale fosse l'argonauta folle e legittimo delle menti e degli animi nella civiltà contemporanea. (p. 338)
*[...] Alfredo Panzini con la sua arte inquieta, sorridente e dolorosa, smarrita, come dell'uomo trattenuto dai fantasmi del passato, e pur minacciato in avanti dai nuovi miti motorizzati della vita sociale e politica del secolo, è ancora uno scrittore-poeta, che può dare una qualche forza, un qualche viatico, a noi sopravvissuti. (p. 338)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949.
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Russo, Luigi}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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[[File:Luigi Russo, critico letterario.jpg|thumb|upright=0.8|Luigi Russo]]
'''Luigi Russo''' (1892 – 1961), critico letterario italiano.
==Citazioni di Luigi Russo==
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*{{NDR|[[Luigi Pirandello]]}} Il teatro, succeduto nella vita spirituale dell'artista quand'egli aveva in gran parte vuotato la sua anima e dato sfogo alle sue più genuine ispirazioni, non poteva essere che una forma divulgativa o una complicazione intellettuale del primitivo problema artistico. (da ''Il teatro di Luigi Pirandello'', Oscar Mondadori, 1976, introduzione, p. XXI)
*Il [[Giovanni Verga|Verga]] fu verista, senza sapere del [[verismo]]; e quando le dottrine veristiche conobbe, queste non lo orientarono in modo affatto nuovo, ma furono, come già osservò il Croce, una spinta liberatrice perché lo scrittore acquistasse sollecitamente una più chiara coscienza delle sue attitudini. (da ''[https://archive.org/details/giovanniverga00russuoft/page/n10 Giovanni Verga]'', Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1920, p. 46)
*{{NDR|[[Marco Polo]] è}} l'inventore e il fondatore di una maniera tutta nuova, scientifica, di racconto. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant>Citato in ''Antologia della critica'', p. 16, ''Letteratura Italiana'', Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965.</ref>)
*{{NDR|Sulle ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]]}} La lingua e lo stile delle quali, pur moderni e impeccabili in quanto a purezza, risentono ancora del lavoro di lucerna, di un certo gusto classico un po' freddo ed arcaico, non sufficientemente sconvolto e trasfigurato dal sentimento poetico. Nei ''Canti'' c'è il ''poeta'', qui, nella maggior parte dei casi, il ''letterato''. (da ''La dolce stagione'')
*Ora il verismo era malfamato in Italia; il verismo per molti era sinonimo di trivialità e di meccanismo; il verismo era un movimento fuori delle tradizioni paesane; il verismo intonava l'arte ad uno sperimentalismo scientifico, quasi davvero essa fosse un momento anteriore dello spirito umano destinata ad essere assorbita dalla facoltà logica e scientifica della mente; il verismo insomma era la moda di oltralpe, l'immoralità zoliana<ref>di [[Émile Zola]] (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del ''[[Naturalismo (letteratura)|naturalismo]]'', dal quale il ''verismo'' prese ispirazione.</ref>, la vita bruta, il trionfo della fotografia, l'arte positivamente documentata! Ora il Verga era uno della setta, e il Verga doveva pur toccarne degli irosi colpi che si menavano contro la nuova moda letteraria! (da ''Giovanni Verga'', ibid., p. 9)
*Quando si ha una salda [[educazione]] nazionale, e si è radicati nel giusto della nostra letteratura indigena, bisogna sapersi guardare attorno e porre mente all'altro polo, così come faceva [[Dante]] per le quattro luci sante, lassù, nel suo bel ''Purgatorio'':<br/>''Goder pareva il ciel di lor fiammelle:<br/>Oh settentrional vedovo sito,<br/>Poi che privato se' di mirar quelle!'' (dalla prefazione a ''La dolce stagione'')
*Solo gli spiriti accomodanti non sono mai cinici. (da ''Machiavelli'', Laterza, 1957)
*Tono fondamentale del ''Milione'' {{NDR|di [[Marco Polo]]}} non è epico e poetico, ma scientifico. (da ''Storia della letteratura italiana''<ref name=Ant></ref>)
*{{NDR|[[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]}} Rimane ancora oggi, insieme con Edoardo Scarfoglio, il nostro più grande giornalista, e l'unico giornalista italiano dell'Ottocento di tipo europeo. Fu un instancabile poligrafo: polemista animoso, corrispondente politico, romanziere bizzarro e fantastico. (da ''I Narratori'', G. Principato, 1958)
==''Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta''==
*[...] il poeta [[Alfredo Panzini|Panzini]], sorpreso dalla celebrità e caricato di una responsabilità superiore alle sue forze, ha lasciato un bel giorno la sua [[bicicletta]], la fida compagna, che, nella solitudine delle lunghe volate e nelle soste in alberghi di provincia, gli conciliava dolci sogni e malinconiche e ridenti immagini, e gli faceva fiorire sulla bocca con una insolita dolcezza, i più bei versi dei poeti prediletti; ed è diventato un [[Viaggio|viaggiatore]] moderno, un viaggiatore di professione, che viaggia per osservare ad ogni costo il mondo, per conoscere gli umori di questa irrequietissima civiltà contemporanea, e che, con l'ingenuità di un selenita o di un nubigena<ref>Denominazione poetica di "centauro" (nato dalle nubi).</ref>, trova tutto interessante, tutto significativo, tutto terribilmente logico, e tragicamente nuovo e fatale. (p. 334)
*Oggi il mondo del letterato italiano è in dissoluzione e l'ultimo scrittore che tenta di imporlo a sé stesso con ingenua e tenera semplicità è Alfredo Panzini. E come al [[Matteo Maria Boiardo|Boiardo]] la nuova storia turbò la libertà della illusione e la liquida gioia del canto, è una vicenda guerresca, quell'avventura di [[Carlo VIII di Francia|Carlo VIII]], gli gelò la parola sulle labbra, così la realtà spirituale maturatasi prima della guerra europea e che nella guerra ebbe il suo impetuoso sviluppo, oggi è la terribile nemica del nostro scrittore... (p. 335)
*Oggi l'[[umanesimo]] puro, da trent'anni o quarant'anni a questa parte, non ha più possibilità di sussistere, apolide e come torre d'avorio nel mondo fatto tutto universalmente sociale e politico, donde la tragedia di tutti gli umanisti, di volere preservare la poesia del vecchio [[Elicona]] pur nella intransigente società contemporanea. Il Panzini è uno di quelli che ha sentito teneramente questa tragedia, l'ha sentita, vorrei dire con una pavidezza di uomo umbratile, pur nella grandezza rubesta del suo corpo; da ciò questa sua ossessiva adesione alla realtà del mondo contemporaneo e al tempo stesso questo suo ritroso ritrarsi in una commossa e patetica solitudine. (p. 335)
*[...] [[Luigi Pirandello]], non è più già un umanista: egli si riattacca a quella nuova poetica inauguratasi sotto il segno di [[Giovanni Verga]], travalicata poi rapidamente nel gusto e nella sofferenza di un uomo che non appartiene più a nessuna regione, a nessuna città, e che riconosce per patria soltanto il chiuso del proprio cranio, vaneggiante in una solitudine in cui l'Io appare sempre diverso a sé medesimo, uno, nessuno e centomila e di conseguenza piega a una assoluta accettazione dell'[[Irrazionalità|Irrazionale]], come l'Irrazionale fosse l'argonauta folle e legittimo delle menti e degli animi nella civiltà contemporanea. (p. 338)
*[...] Alfredo Panzini con la sua arte inquieta, sorridente e dolorosa, smarrita, come dell'uomo trattenuto dai fantasmi del passato, e pur minacciato in avanti dai nuovi miti motorizzati della vita sociale e politica del secolo, è ancora uno scrittore-poeta, che può dare una qualche forza, un qualche viatico, a noi sopravvissuti. (p. 338)
==''I narratori''==
*{{NDR|[[Luigi Capranica]]}} Incerto tra il romanzo storico e il romanzo psicologico, ''quaerens quid scribat'', optò per il primo, in seguito al consiglio del D'Azeglio, poiché attraverso le ricostruzioni storiche poteva con maggiore efficacia provvedere all'educazione politica degli italiani. (p. 47)
*{{NDR|[[Igino Ugo Tarchetti]]}} Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. (p. 68)
*Il T. {{NDR|Tarchetti}} non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. (p. 69)
*{{NDR|[[Lucio D'Ambra]]}} È il romanziere che, in Italia, meglio ha realizzato il tipo mondano del romanzo francese, per la leggerezza e la fatuità del racconto, per l'eleganza degli argomenti, e la blandissima ironia di «homme de monde» con cui l'A. narra le sue storie. (p. 95)
*{{NDR|[[Giovanni Verga]]}} È il nostro più grande narratore che sia nato dopo il Manzoni. (p. 158)
*La prosa dello scrittore {{NDR|[[Virgilio Brocchi]]}} è bolsa e opaca, enfatica senza essere impetuosa; dannunzieggiante nei suoi primi romanzi, il B. è venuto sempre più volgarizzando e ampliando il suo nativo dannunzianesimo con contaminazioni oratorie di tipo classico. E ne è venuto fuori un esemplare curioso di scrittura, in cui la rotonda frase accademica si cala di mezzo al discorso più triviale e pedestre. (p. 178)
*La P. {{NDR|[[Carola Prosperi|Prosperi]]}} nei suoi racconti colorisce con intensità di passione la vita umile e sognatrice delle piccole borghesi; le sue protagoniste non sono le donne peccatrici, ma neanche le donne dall'insipida onestà. Esse vivono sospese tra la realtà modesta e proba e il sogno ricco di fantasmi soavemente colpevoli; brave fanciulle o donne castigate che, nella loro vita di {{sic|rinunzie}} e di {{sic|sacrifizi}}, sentono con delizioso terrore il fascino della colpa e di una vita superiore e libera. (p. 248)
*Il [[Alberto Moravia|Moravia]] ha avuto un grande dono degli Dei, ma anche una grande croce: a vent'anni egli è nato uomo tutto maturo, poiché proviene da una razza vecchia e filtrata; non ci sono che i fiorentini e gli ebrei che nascono vecchi, maturi, raffinati, smagati; a venticinque anni salgono rapidamente in alto, ma poi si fermano lì e il tempo non scorre più per loro. (p. 346)
==''Vita e disciplina militare''==
*Gli uomini non sono mai [[Servitù|servi]] di un uomo; sono servi, se loro stessi non sanno comandare a se stessi.
*L'individualismo è dilettantismo rovinoso.
*La [[libertà]] non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale.
*Noi, si può dire, siamo sempre in condizioni di minorità in tutta la nostra vita, e cerchiamo sempre l'alleanza di qualche [[autorità]] che rinsaldi il potere della nostra autorità interiore.
==''Personaggi dei Promessi Sposi''==
*Poiché la luce di Dio, per il più profondo cristiano che è il Manzoni nel suo romanzo rispetto all'opera sua più giovanile, non piove soltanto per i privilegiati ''ab aeterno'' dalla grazia, ma ce n'è per tutti, e un barlume di essa non è negato a nessuno dei suoi personaggi, anche al più reprobo di essi.
*Se davvero di un protagonista sensibile si vuol parlare, se non altro per l'uso metaforico della conversazione, e sempre col sottinteso che il protagonista vero è il sentimento, lo stato d'animo dello scrittore, bisognerebbe pensare e sostenere che il protagonista è tutto un secolo, è tutta una civiltà, protagonista vero e immanente in ogni pagina è il Seicento.
*Giacché sono alternati sapientemente i particolari della paura e della pompa, la paura e la pompa, due delle divinità mondane dominanti nel Seicento manzoniano.
*Può parere perfino inclemente questa visione del secolo, che ci offre il Manzoni, ma al poeta non dobbiamo chiedere giustizia di storico, ma passione di vita morale e fantastica.
==Bibliografia==
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/332/mode/1up Alfredo Panzini l'ultimo umanista poeta]'', in ''Belfagor. {{small|Rassegna di varia umanità}}'', Casa editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949.
*Luigi Russo, ''[https://archive.org/details/inarratori18501900russuoft/page/n6/mode/1up/ I narratori]'', Casa editrice Giuseppe Principato, Milano - Messina, 1951.
*Luigi Russo, ''La dolce stagione'', Officine Grafiche Principato, Milano, 1940.
*Luigi Russo, ''Vita e disciplina militare'', Ed. Le Monnier, Firenze, 1934.
*Luigi Russo, ''Personaggi dei Promessi Sposi'', Ed. Laterza, Roma-Bari, 1945.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Critici letterari italiani]]
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== Wikimedia Hackathon e Wikimania 2026: apertura borse di partecipazione di Wikimedia Italia ==
Siamo molto lieti di comunicarvi che Wikimedia Italia ha aperto le '''borse per sostenere i costi di partecipazione a [[:mw:Wikimedia Hackathon 2026|Wikimedia Hackathon 2026]] e [[:wmania:2026:Wikimania|Wikimania 2026]]'''.
* Per Wikimedia Hackathon, che si terrà a Milano dal 1º al 3 maggio, vengono messe a disposizione 6 borse da 350 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro venerdì 6 febbraio 2026'''.
* Per Wikimania, che si terrà a Parigi dal 21 al 25 luglio, vengono messe a disposizione 13 borse da 800 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro domenica 1º marzo 2026'''.
Tutte le richieste pervenute saranno poi valutate da due commissioni appositamente costituite e gli esiti verranno comunicati entro l'11 febbraio per il Wikimedia Hackathon ed entro il 25 marzo per Wikimania.
I bandi completi si trovano sul wiki di Wikimedia Italia:
* Wikimedia Hackathon: [[:wmit:Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026|Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026]]
* Wikimania: [[:wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026|Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026]]
All'interno dei bandi si trovano i link ai form da compilare per la richiesta. Siete tutti invitati a partecipare!
Per qualsiasi dubbio, non esitate a [https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:InviaEmail?wpTarget=Dario_Crespi_(WMIT) scrivermi]. Buona giornata, --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 09:53, 28 gen 2026 (CET)
== Sondaggio su microgrant e sportello volontari di Wikimedia Italia ==
Ciao. Nel corso degli ultimi anni [[:it:w:Wikipedia:Wikimedia Italia|Wikimedia Italia]] ha introdotto alcuni strumenti a sostegno delle attività promosse dai volontari dei progetti Wikimedia e OpenStreetMap. In particolare, dal 2017 con il programma '''microgrant''' finanzia progetti fino a 1000 euro, mentre dal 2021 è attivo lo '''sportello volontari''', che finanzia progetti per importi superiori.
Vorremmo capire meglio quanto questi strumenti siano conosciuti e come siano percepiti, oltre a individuare possibili miglioramenti per rispondere sempre di più alle esigenze della comunità. Per questo ti chiediamo di dedicarci qualche minuto compilando un breve sondaggio: il tuo punto di vista per noi è davvero prezioso.
Le risposte ci aiuteranno a individuare cosa funziona, cosa può essere migliorato e in che modo Wikimedia Italia può offrire un supporto più efficace.
Il sondaggio è disponibile a questo link: https://survey.wikimedia.it/index.php/754139
Ti chiediamo per favore di rispondere entro le ore 23.59 di domenica 15 febbraio.
Ti ringrazio e rimango a tua disposizione per qualsiasi informazione, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 16:42, 9 feb 2026 (CET)
== Citazione con fonte errata ==
Ciao a tutti,
da qualche giorno sto incrementando la voce [[Antonio Beltramelli]], prima con citazioni tratte da ''Da Comacchio ad Argenta'', oggi da ''Il Gargano''. Prima del mio intervento, in Beltramelli, era già presente una citazione (Carichi di legname arrivavano e venivano lavorati ...) con fonte ''Il Gargano'', p. 117, 1907, lo stesso testo che sto utilizzando. Ho voluto controllarne l'esattezza, ma nell'opera del Beltramelli, disponibile in [https://archive.org/details/collezionedimono29berg/page/n8/mode/1up Internet Archive], questa frase non esiste! Né nella pagina indicata, né altrove. Cosa fare? cancellarla, mantenerla eliminando la fonte, o altro? Grazie dei suggerimenti. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:49, 18 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Gaux|Gaux]] La citazione è da considerare senza fonte. Siccome è vecchia, può essere spostata in discussione in una sezione "Senza fonte" in cima alla quale porre il template {{tl|Sfid}}. Se la citazione fosse stata aggiunta di fresco, sarebbe stata invece da annullare direttamente. Ovviamente andrà tolta dalla voce tematica in cui è inserita. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:17, 18 feb 2026 (CET)
::Grazie! Tutto chiaro. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 07:42, 19 feb 2026 (CET)
== Nuova voce Paul-Henri Spaak ==
Buongiorno a tutti, ho appena messo on line la voce Paul-Henri Spaak ma è il mio primo lavoro su Wikiquote e come tale gradire moltissimo i vostri consigli. Sto leggendo un libro con i suoi discorsi e dunque penso che aggiungerò altre citazioni. Nel mondo francofono è spesso citato sono dunque rimasta sorpresa di non aver trovato nulla su wikiquote.Ho letto naturalmente il "Modello di voce" e ho un'esperienza su wikipedia e commons di quasi 14 anni ma qui sono una novellina e non vorrei fare pasticci. Un grazie in anticipo per i vostri commenti.--[[Utente:Bettylella|Bettylella]] ([[Discussioni utente:Bettylella|scrivimi]]) 19:43, 18 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Bettylella|Bettylella]] Ciao, ho sistemato alcune cose. Ho cambiato la foto, perché in quella di prima non si capiva granché. Ho segnalato la voce come [[Aiuto:Abbozzo|abbozzo]], perché tale è con meno di tre citazioni. Ho corretto il modo in cui era citata la fonte, soprattutto inserendo la dicitura "da" per indicare la fonte primaria (il discorso) e "citato in" per [[Aiuto:Fonti#Libri altrui|quella secondaria]] (il libro in cui il discorso è citato). Siccome il libro è in francese, presumo che la traduzione in italiano sia tua; in questo caso devi inserire anche l'originale in francese come spiegato in '''[[WQ:TT]]'''; ricordo però che le traduzioni automatiche (quelle fatte dall'intelligenza artificiale) non sono ammesse e sono motivo di [[Wikiquote:Cancellazioni immediate|cancellazione immediata della voce]] o delle singole citazioni viziate. Se ci sono tre citazioni tratte da una stessa opera, allora si può creare una sezione relativa a quell'opera; sennò vanno nella sezione generica "Citazioni di Paul-Henri Spaak" che ho provveduto a creare. Quando crei una voce, ricordati di collegarla al relativo elemento su Wikidata (l'ho fatto io, dovrebbe esserti arrivata una notifica). Hai fatto benissimo a creare la voce e a mettere per ora solo una citazione anziché fare modifiche a raffica, perché è naturale che all'inizio ci siano alcune cose da rivedere. Il resto, se necessario, si vedrà dopo. Se serve qualcosa, chiedi pure. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:13, 18 feb 2026 (CET)
::Grazie mille, sei stato veramente gentile. La traduzione è mia perché sono bilingue. Metterò l'originale in corsivo domani come indicato dal regolamento. Probabilmente le citazioni verranno dallo stesso libro che sto leggendo, devo finirlo rapidamente perché la biblioteca ne ha una sola copia e mi hanno chiesto di renderlo il prima possibile. Come faccio a creare una sezione per le citazioni trovate in quel libro? Ho trovato anche online i suoi due libri e vedrò se ci sono delle citazioni famose anche lì (suppongo di sì). Quando hai tempo, senza non ti dà fastidio butta un occhio, giusto per non lasciare del lavoro sporco on line. Buona serat [[Utente:Bettylella|Bettylella]] ([[Discussioni utente:Bettylella|scrivimi]]) 20:29, 18 feb 2026 (CET)
:::@[[Utente:Bettylella|Bettylella]] Siccome il libro non è della persona a cui la pagina si riferisce (Spaak), bensì un'altra (Smets), la cosa un po' più ''probabile'' è che non sia necessario inserire le citazioni in una sezione dedicata specificamente all'opera, ma nella sezione "Citazioni di Paul-Henri Spaak" così come vedi già adesso. Magari il libro di Smets potrà essere menzionato in una sezione "Bibliografia" e richiamato in nota in forma abbreviata, cioè "Citato in Smets, p. 34.", senza dover precisare ogni volta il titolo, l'editore e l'anno, che saranno comunque presenti in bibliografia. Continuerò a seguire la voce. ''À la prochaine'', [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:05, 18 feb 2026 (CET)
== Voci su singole canzoni ==
Ho visto che di recente {{ping|Dispe}} ha creato due voci tematiche dedicate a singoli brani musicali, nella fattispecie ''[[Nel blu dipinto di blu]]'' e ''[[Per sempre sì]]''. Mi sembra che sia una novità assoluta, fino a ora avevamo più che altro voci su [[:Categoria:Composizioni musicali|composizioni di musica classica]], mentre le citazioni sulle singole canzoni le ho sempre viste nelle citazioni sugli album da cui sono tratte, nelle voci degli autori ([[Fabrizio_De_André#Citazioni_su_Volume_I|esempio 1]], [[The_Beatles#Citazioni_su_Rubber_Soul|esempio 2]], [[Red_Hot_Chili_Peppers#Citazioni_su_Californication|esempio 3]]). Personalmente manterrei questa impostazione e propenderei per soluzioni alternative solo quando le dimensioni lo richiedono per veri e propri scorpori. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:22, 8 mar 2026 (CET)
:Concordo, ma per una voce singola direi che ne servirebbero davvero tante sulla canzone in questione, anche perché se cominciassimo a creare pagine sui singoli brani avremmo migliaia di voci nuove a non finire. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 21:54, 8 mar 2026 (CET)
::Mi chiedevo anch'io se non fosse il caso di mettere le citazioni in questione nella pagina del cantante, specificatamente nella sezione dedicata all'album. ''Nel blu dipinto di blu'' è una canzone così iconica che meriterebbe una voce a sé; ma con tutto quello che è stato detto su di essa, a me il buon senso dice di crearla innanzitutto con un corredo minimo di citazioni autorevoli, cosa che al momento non si vede. È vero che questo progetto è perpetuamente ''in fieri'', ma è vero anche che gli abbozzi andrebbero evitati quando, come in questo caso, dovrebbe essere abbastanza possibile. ''Per sempre sì'' ha vinto Sanremo, ma è una cosa ancora troppo recente e al momento disponiamo più che altro di polemiche giornalistiche di rilevanza storica quanto meno incerta. Quindi, più in generale, io non creerei voci di tal fatta, se non in casi eccezionali e sempre che le si possa dotare sin da subito di una certa struttura. È un po' lo stesso discorso che già facciamo a proposito dei libri. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:04, 10 mar 2026 (CET)
:::{{ping|Dispe}} se non hai nulla in contrario procederei a cancellare le due voci e spostare le citazioni in [[Domenico Modugno]] e [[Sal Da Vinci]].--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:38, 13 mar 2026 (CET)
::::Concordo con voi. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:44, 14 mar 2026 (CET)
== Attivazione sportello di supporto legale di Wikimedia Italia ==
Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio che Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]].
Si tratta di uno '''sportello di supporto legale gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un avvocato in merito a questioni che riguardano la loro attività su Wikipedia e gli altri progetti Wikimedia.<br/>
Questo sportello si articola in due parti:
* un documento con "risposte a domande frequenti" che affronta alcune casistiche di carattere generale più ricorrenti (e che potrà essere aggiornata e ampliata in futuro);
* la possibilità di richiedere una consulenza legale con un avvocato per chiarimenti sui contenuti del documento o per questioni non trattate nelle FAQ.
Trovate tutte le informazioni relative allo sportello di supporto legale in questa pagina su Wikipedia in italiano: '''[[w:it:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale]]'''.
Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo di pingarmi) o tramite [[Special:EmailUser/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 17:19, 11 mar 2026 (CET)
== qualificatore in vista o nascosto ==
Ciao a tutti,
quando citate un autore che ha un qualificatore, lo citate scrivendolo in forma compatta con pipe o in forma estesa senza?
Esempio: [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]] o [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)]].
In Pedia si usa la notazione compatta, in Quote?
Grazie per l'info.
--[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:20, 27 mar 2026 (CET)
:Che io sappia si usa la notazione compatta anche qui. Io comunque la preferisco. Non si vede per quale motivo usare quella estesa, tanto il collegamento interno risolve le ambiguità. Incidentalmente ti segnalo che basta scrivere <code><nowiki>[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|]]</nowiki></code> (nota il separatore dopo il nome della pagina!) per ottenere <code><nowiki>[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]]</nowiki></code>, perché il software completa la parte mancante in automatico nel momento in cui salvi la modifica; ma forse lo sapevi già. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:35, 27 mar 2026 (CET)
::Grazie per la risposta. Anch'io, come vecchio ''pediano'', preferisco la forma compatta, il mio dubbio è nato osservando la lista delle Voci nuove, ove ho notato prevalentemente l'utilizzo della forma estesa. La tua segnalazione sul riempimento automatico non la conoscevo! doppio Grazie! [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 18:29, 27 mar 2026 (CET)
:::Direi ampiamente preferibile notazione compatta, questo in generale. Per le "voci nuove" potrebbe valere un discorso a parte, ma comunque se vogliamo uniformarci anche lì, nulla in contrario.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:13, 27 mar 2026 (CET)
::::Per le "Nuove voci" ci si è uniformati a usare la forma estesa e senza corsivi dopo [[Discussioni template:SelezioneNuove#Disambiguante]]. Anche in [[Incipit]] ed [[Explicit]] mi sembra meglio la forma estesa, trattandosi di liste, dove pure non vengono usati i corsivi. Ma fatto salvo per queste liste, in tutte le voci di Wikiquote (specie le tematiche) è invece norma usare la forma compatta.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:10, 28 mar 2026 (CET)
== Eliminare link a libri cancellati da Wikibooks ==
Ciao! Scusate, scrivo qui perché non ho trovato il corrispettivo di [[w:Wikipedia:Bot/Richieste]] – nel caso abbia sbagliato, perdonatemi e spostate pure la discussione :)<br/>Vi scrivo perché su Wikibooks è emerso un colossale caso di violazione di copyright e sono stati cancellati 128 wikilibri ([[b:Wikibooks:Sospette violazioni di copyright/Archivio/Marzo 2026|qui i dettagli]]). Ho visto però che qui su Wikiquote erano stati inseriti manualmente dei link a questi libri all'interno del [[Template:Interprogetto]]. Questi link ora rimandano a pagine che non esistono più. È possibile far passare un bot per eliminarli? Se vi serve una lista, fatemi sapere di cosa avete bisogno e dove posso mettervela. Grazie! — [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 17:22, 4 apr 2026 (CEST)
:Grazie per la segnalazione, purtroppo al momento su Wikiquote abbiamo scarsa o nulla manovalanza sul comparto tecnico e bot, ma essendo solo 128 il controllo volendo si può fare a mano; avere qualche link nell'interprogetto che punta a pagine non esistenti comunque non è un gran problema, più grave sarebbe se fossero rimasti link funzionanti illegali.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:26, 5 apr 2026 (CEST)
::@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Se volete, ho un bot che uso su Wikibooks per le operazioni ripetitive ([[b:Speciale:Contributi/Gian BOT]]). Se può servire, fatemi sapere. -- [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 14:03, 6 apr 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Hippias|Hippias]] Ho cancellato tutti i collegamenti verso Wikibooks aggiunti dallo stesso account responsabile della violazione del copyright. Per caso c'è dell'altro? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:45, 6 apr 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] No, allora è a posto. Grazie! -- [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 14:47, 6 apr 2026 (CEST)
== Save the Date: itWikiCon 2026 a Vezia (Lugano) – Vi aspettiamo! ==
Gli organizzatori sono entusiasti di invitarvi '''all’itWikiCon 2026 che si terrà a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]])'''! È la prima volta che il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia si terrà nella Svizzera italiana.
Dal '''6 all’8 novembre 2026''' insieme a voi trasformeremo Vezia in un vivace punto d’incontro all’insegna della conoscenza libera, della condivisione e della comunità.
La sede del convegno, [https://csvn.ch/ Il Centro Studi Villa Negroni], una struttura nota per aver ospitato persone di spicco della cultura italiana si trova molto vicino a Lugano. Non vediamo l'ora di condividere questo luogo con voi e di partecipare a workshop, discussioni e presentazioni stimolanti.
L'organizzazione sta procedendo e nel corso delle prossime settimane, vi terremo aggiornati sui principali sviluppi, inclusi la creazione collaborativa del programma e il bando per le borse di partecipazione.
Nelle prossime settimane saranno pubblicate ulteriori informazioni sulla [[:meta:ItWikiCon/2026|pagina principale dell’evento]].
Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info(at)itwikicon.org.
A presto,
il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] ([[Discussioni utente:Dorine Barth (WMCH)|scrivimi]]) 12:30, 7 apr 2026 (CEST)
== WikiOscar 2026 ==
Ciao! Anche quest'anno nei '''[https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2026 Wikioscar]''' che si tengono su Wikipedia in lingua italiana è presente un [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2026#Wikicitazionista premio] per l'utente che non usa mai parole proprie. Potete votare il vostro utente preferito dal 1° al 7 maggio! [[Utente:Atlante|Atlante]] ([[Discussioni utente:Atlante|scrivimi]]) 10:41, 1 mag 2026 (CEST)
== Attivazione sportello counseling di Wikimedia Italia ==
Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio di Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]].
Si tratta di uno '''sportello di counseling gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un counselor professionista per affrontare difficoltà relazionali, situazioni di tensione o conflitti legati all’attività sui progetti Wikimedia.<br/>
Questo sportello offre uno spazio sicuro di ascolto e confronto e prevede percorsi individuali gratuiti fino a un massimo di 5 colloqui online per persona.
Trovate tutte le informazioni relative allo sportello counseling in questa pagina: '''[[:w:Wikipedia:Wikimedia Italia/Sportello counseling]]'''.
Ne approfitto per ricordarvi che è sempre attivo anche lo [[:w:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|sportello di supporto legale gratuito]].
Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo cortesemente di pingarmi) o tramite [[Speciale:InviaEmail/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 14:57, 7 mag 2026 (CEST)
== Apertura delle pre-iscrizioni itWikiCon 2026 ==
Come saprete già, dal '''6 all'8 novembre 2026''' a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]]) si apriranno le porte della [[:w:it:Villa Negroni|Villa Negroni]] per '''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]'''. Questo convegno unisce ispirazione, innovazione e scambio di idee in un evento di tre giorni. Le '''[[m:ItWikiCon/2026/Partecipanti|pre-iscrizioni]]''' sono disponibili da subito ed è il primo passo per manifestare il vostro interesse a partecipare. Inoltre, in questo modo darete un contributo fondamentale al team organizzativo nella pianificazione logistica dell’evento.
Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info@itwikicon.org.
Non vediamo l'ora di accogliervi a Vezia!
A presto,
il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]]
== Template:Premio ==
C'è un problema col [[Template:Premio]]: pur non essendo stato modificato ora compare a sinistra in cima invece che a destra sotto l'immagine, creando un pessimo effetto estetico, es. [[Steven Spielberg]] e [[Roberto Benigni]]; la cosa andrebbe risolta al più presto: qualcuno di noi lo sa fare? {{ping|Nemo_bis|GryffindorD|Superchilum}} [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:48, 25 mag 2026 (CEST)<br>
P.s. Può darsi che dipenda da una serie generale di cambiamenti che sono apparsi oggi specie in modalità di modifica: righe numerate, evidenziazione di template e corsivi e intestazioni ecc., ...quantomento io che uso il vecchio aspetto (Vector legacy 2010, ma suppongo non dipenda da quello) trovo oggi tutta questa serie di cambiamenti, anche su Wikipedia. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:01, 25 mag 2026 (CEST)
:Il problema al template non è di oggi, c'era già da qualche giorno e al momento non capisco a cosa sia dovuto. Il resto probabilmente dipende dal fatto che nella barra degli strumenti hai cliccato sul pulsante "Sintassi", infatti io uso Vector legacy 2010 ma non vedo nulla di tutto ciò. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:11, 25 mag 2026 (CEST)
::Grazie mille Udiki, a me non pare di aver cliccato qualcosa, ma ora il problema l'ho risolto togliendo la spunta su "Attiva l'evidenziazione della sintassi per il codice" e mettendola su "Imposta un'eccezione locale per questa preferenza globale" così da toglierla anche da "Attiva l'evidenziazione della sintassi per wikitesto": ora tutto in modifica mi è tornato come prima. Inoltre hai ragione che il Template:Premio non aveva a che fare con quello: lo vedo ancora a sinistra. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:25, 25 mag 2026 (CEST)
:::Ho chiesto in [[:w:WP:OFFICINA]], anch'io non riesco a capire cosa sia cambiato... --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 23:27, 25 mag 2026 (CEST)
::::Grazie, la [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Template:Premio&curid=80058&diff=1414472&oldid=1102407 modifica] ha risolto il problema.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:31, 26 mag 2026 (CEST)
:::::Ottimo :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 19:36, 26 mag 2026 (CEST)
== Citazione di Luigi Giussani ==
Buongiorno, mi ricordo di una citazione attribuita a don Luigi Giussani: "Ma la scuola sono i due e i tre". Non riesco a trovarlo da nessuna parte. Potete aiutarmi?--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 13:50, 6 giu 2026 (CEST)
:Credo che provenga dalla presentazione che Giussani scrisse per un suo libro intitolato ''Si può (veramente?!) vivere così?'' ([https://books.google.it/books?id=B2FpqWm0eakC&pg=PP6 vedi]). Ti riporto l'intero brano perché il link a volte funziona e altre no (la sottolineatura è mia):
:{{quote|Qual è il modo con cui possiamo imparare, sia pur come balbettio, il linguaggio nuovo e vero, il linguaggio nuovo della verità delle cose? Due amici, a cui si aggiunga la compagnia di una persona che è già da un po' di tempo abituata a guardar le cose in un certo modo, a leggere le cose ripetendole, ripetendole scandendo le sillabe delle parole più importanti. «Cosa vuoi dire questa parola che ricorre e che hanno detto essere la più importante?»: dapprima uno si domanda tra sé e sé, poi domanda all' altro, poi tutti e due domandano a questa persona più grande. Allora, insieme, leggono, studiano a memoria l'espressione che sembra difficile ed è bella. Ed è bella perché dice il vero, la verità. Si gusta il vero comprendendo la verità di quello che è detto, non si gusta il vero perché ''placet auribus'', perché accarezza l'orecchio. E c'è una parola che non riescono a capir bene, non riescono a capir bene come è penetrata nel discorso. Allora vanno da chi ha fatto il discorso a dire: «Come è penetrata?». E fra quattro si risolve meglio che non fra tre.<br />Questo è il modo con cui i medioevali concepivano lo studio. I libri stessi lo dimostrano: il testo era il brano della scrittura da giudicare e da studiare; i margini erano tali e tanti che in scuola, mentre leggevano il testo e ognuno diceva la sua, a un certo punto tutti scrivevano su di essi l'esito della discussione che l'insegnante persuasivamente aveva fatto capire. «L'esito della discussione è questo: la carità è dono, dono totale, gratuito». Allora, sui margini dei libri medioevali degli universitari di Bologna troviamo scritto: «La carità è un dono...»: è il commento alla cosa, la spiegazione del testo.<br /><u>Ma la vera scuola sono i due, o meglio, i tre perché senza maestro non c'è scuola</u>; senza qualcuno che abbia già fatto dei passi e, perciò, indichi la direzione immediata da assumere, non c'è scuola Oppure, meglio ancora, i tre insieme a chi è responsabile del modo di dire, del come si esprime e si difende un concetto che si vuole definire: questa è la scuola che fa stare in mente le cose e, soprattutto, introduce a capire che c'entrano col suo modo di vivere quotidiano.}} [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:41, 6 giu 2026 (CEST)
:Ottimo, grazie!-- [[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 19:42, 6 giu 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: apertura della fase di raccolta di temi per il programm ==
Ciao a tutti,
è ufficialmente aperta la fase della raccolta di temi per il '''[[m:ItWikiCon/2026/Programma|programma]]''' per '''itWikiCon 2026''', il convegno annuale della comunità Wikimedia italofona! Queste prime idee serviranno come contenitori per le proposte specifiche in estate. Il convegno si terrà dal '''6 all'8 novembre 2025 a Vezia (Lugano)'''.
Il programma lo costruiamo insieme: chiunque può inviare proposte di argomenti per presentazioni, discussioni o workshop. Tutte le informazioni e le istruzioni sono disponibili '''[[m:ItWikiCon/2026/Programma|sulla pagina dedicata al Programma]]'''.
Anche quest’anno vogliamo dare particolare spazio ai formati interattivi come workshop o discussioni.
Vorremmo cogliere l’occasione del convegno per rafforzare lo spirito di comunità e anche per sviluppare soluzioni alle sfide comuni.
La selezione delle proposte avverrà in estate, seguita dalla conferma dei relatori. Aggiornamenti sulle borse di partecipazione seguiranno la prossima settimana.
Infine, ti ricordiamo che il periodo delle '''[[m:ItWikiCon/2026/Partecipanti|pre-iscrizioni]]''' è ancora in corso. Grazie mille a tutti coloro che si sono già iscritti!
Per domande o suggerimenti scrivici sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{{@}}itwikicon.org.
Non vediamo l'ora di conoscere le vostre idee!
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 17:14, 24 giu 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: apertura della fase di richieste per borse di partecipazione ==
Ciao a tutti,
è ufficialmente aperta la fase delle richieste di '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|borse di partecipazione]]''' per '''itWikiCon 2026''', il convegno annuale della comunità Wikimedia italofona! L’evento si terrà dal '''6 all'8 novembre 2026 a Vezia (Lugano)'''.
La fase di candidatura per le borse di partecipazione durerà fino alla fine di luglio '''(29 giugno – 31 luglio)'''. Se vuoi proporre una sessione e hai bisogno di un sostegno per il viaggio e l’alloggio, invia la tua richiesta per tempo. Qui trovi tutte le '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|informazioni sulle borse di partecipazione]]'''.
Per domande o suggerimenti scrivici sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{at}itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] ([[Discussioni utente:Dorine Barth (WMCH)|scrivimi]]) 12:32, 29 giu 2026 (CEST)
== Marathon ==
Dear colleagues, hello! My name is S. Marchenko, I am a user of Wikimedia Foundation Russian language projects and a VRT agent. I actively edit the Russian version of Wikiquote, and recently I had the idea to hold an international marathon to improve and expand Wikiquote articles in different languages. In connection with this, I created a competition page on Meta [[m:Wiki Loves Quotes 2026]], where you can also register your local community. I really hope you find it interesting! Sincerely, [[Utente:S.Marchenko|S.Marchenko]] ([[Discussioni utente:S.Marchenko|scrivimi]]) 20:27, 15 lug 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: potete candidarvi per una borsa di partecipazione entro il 31 luglio ==
Ciao a tutti!
Vi ricordiamo che c’è tempo '''fino al 31 luglio''' per inviare le candidature per ricevere una '''borsa di partecipazione''' per itWikiCon 2026, che si terrà '''a Vezia (Lugano) dal 6 all’8 novembre'''. Troverete tutte le informazioni sulla pagina del progetto '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|nella sezione borse]]'''.
Per domande o suggerimenti scriveteci sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{at}itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 14:11, 28 lug 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: fra qualche giorno sarà disponibile la griglia del programma ==
Ciao a tutti,
Fra pochi giorni sarà disponibile la griglia dove inserire gli interventi e i workshop per la conferenza in stile unconference.
I temi che avete proposto sulla [[m:ItWikiCon/2026/Programma|pagina del programma]] sono tanti e interessanti. Trasformateli in interventi e workshop.
Per domande o suggerimenti scriveteci qua sulla pagina di discussione o via e-mail a info@itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 06:09, 30 ago 2026 (CEST)
==SheSaid 2026==
Ciao, dal 1º settembre al 31 dicembre, torna l'edizione 2026 della campagna [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]], ideata da Wiki Loves Women e organizzata in Italia da WikiDonne. Maggiori info sulla [[Wikiquote:SheSaid 2026|pagina]]. --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:42, 2 set 2026 (CEST)
:Grazie [[Utente:Camelia.boban|Camelia]], cercheremo anche questa volta di onorare la tua bella iniziativa, che permette ogni anno a vari utenti, come me, di avere uno stimolo per creare voci che altrimenti non creerebbero. Anche il tempo è magnanimo: fino al 31 dicembre significa che anche se uno non ha tempo adesso... può trovarlo con calma. Mi permetto di pingare per conoscenza i maggiori partecipanti alle ultime due edizioni: {{ping|Danyele|Ibisco}} (passati vincitori), {{ping|Wiccio|IppolitoN|Superchilum}} e {{ping|GryffindorD|Dispe|Emmepici}}. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:23, 3 set 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: iscrizioni aperte fino al 12 ottobre ==
Ciao a tutti,
'''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]''' si sta avvicinando! Il convegno annuale della comunità Wikimedia di lingua italiana si terrà '''da venerdì 6 a domenica 8 novembre a Vezia (Lugano)'''.
Ormai è aperta la fase di iscrizione e rimarrà '''aperta fino a lunedì 12 ottobre a mezzanotte'''.
Assicuratevi il vostro posto compilando '''[https://ticket.itwikicon.org/itwikicon/2026/ il modulo di iscrizione]'''. La quota di partecipazione di 15.00 CHF serve a sostenere l’organizzazione dell’evento e va pagata direttamente online per confermare l’iscrizione.
Venerdì mattina è prevista una visita guidata a cui potete iscrivervi tramite lo stesso modulo. Vi consigliamo di prenotare alloggio e mezzi di trasporto con largo anticipo. Troverete consigli su come arrivare e dove dormire [[m:ItWikiCon/2026/Informazioni|sulla pagina Informazioni]].
Per domande o suggerimenti potete scambiare opinioni sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o contattarci all’indirizzo info{at}itwikicon.org.
Non vediamo l’ora di vedervi a Vezia!
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]], [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 11:39, 11 set 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Migration to Parsoid</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="announcement-content" />
<em>[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Product and Technology/Parsoid Read Views/Read View Announcement|Read this in another language]]</em>
Hello everyone! I am glad to inform you that as the next step in the [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser Unification|Parser Unification]] project, Parsoid will soon be turned on as the default article renderer on your wiki. We are gradually increasing the number of wikis using Parsoid, with the intention of making it the default wikitext parser for MediaWiki's next long-term support release. This will make our wikis more reliable and consistent for editors, readers, and tools to use, as well as making the development of future wikitext features easier.
If this disrupts your workflow, don’t worry! You can still opt out through a user preference or turn Parsoid off on the current page using the Tools submenu, as described in the [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:ParserMigration|Extension:ParserMigration]] documentation.
There is [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser Unification/Confidence Framework|more information about our roll-out strategy]] available, including the testing done before we turn on Parsoid for a new wiki.
To report bugs and issues, please look at our [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser Unification/Known Issues|known issues]] documentation and if you found a new bug please create a phab ticket and tag the [[phab:project/view/5846|Content Transform Team in Phabricator]].
<section end="announcement-content" />
</div>
[[mw:User:MSantos (WMF)|Content Transform Team]] 21:03, 14 set 2026 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:MSantos (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery/Wikiquote&oldid=23943229 -->
== itWikiCon 2026: È pronto il tabellone del programma ==
Ciao a tutti,
'''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]''' si sta avvicinando! Il convegno annuale della comunità Wikimedia di lingua italiana si terrà '''da venerdì 6 a domenica 8 novembre a Vezia (Lugano)'''.
Per rendere sempre più centrali i contributi della comunità, abbiamo deciso di strutturare buona parte della itWikiCon 2026 come una '''unconference''' in cui il contenuto delle sessioni è influenzato e creato dai partecipanti.
Le sessioni disponibili sono visibili sul [[m:ItWikiCon/2026/Programma#La_struttura_dei_tre_giorni|tabellone del programma]]. Dopo aver letto le necessarie regole, registrate la vostra sessione.
Le proposte e i vostri commenti, è superfluo ricordarlo, devono essere conformi al [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Policy:Universal_Code_of_Conduct/it Codice di condotta] Wikimedia.
Per domande o suggerimenti potete scambiare opinioni sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o contattarci all’indirizzo info(at)itwikicon.org.
Non vediamo l’ora di leggere le vostre proposte!
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]], [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 10:06, 20 set 2026 (CEST)
== Sondaggio sul benessere della comunità ==
Ciao! Questo è un sondaggio di [https://www.wikimedia.it/ Wikimedia Italia], l'associazione che sostiene e promuove i progetti Wikimedia sul territorio italiano. Stiamo raccogliendo il punto di vista della comunità per capire meglio quali siano oggi le difficoltà e i bisogni di chi partecipa ai progetti e come l’associazione possa offrire il supporto più utile.
Ti chiediamo quindi di aiutarci compilando questo breve questionario (https://survey.wikimedia.it/index.php/512553), che richiede circa 10 minuti.
Le domande riguardano la tua esperienza, ciò che ti motiva, le eventuali difficoltà che incontri e di cosa avresti bisogno. Le risposte ci aiuteranno a capire quali forme di supporto siano le più importanti e quali potrebbero essere sviluppate o migliorate.
Raccoglieremo le risposte fino al 4 ottobre 2026.
Per qualsiasi domanda, puoi scriverci a info(at)wikimedia.it
Grazie per il tuo aiuto! --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 10:28, 25 set 2026 (CEST)
== Your feedback wanted: Remove ''(Language link added:) and similar'' edits from Special:RecentChanges ==
''(Apologies for posting in English. You can help by translating it)''
Hello, I’m Danny from [[:en:w:Wikimedia_Deutschland|Wikimedia Deutschland’s]] [[m:Wikidata_For_Wikimedia_Projects|Wikidata For Wikimedia Projects]] team.<br/>
We have been investigating and examining how Wikidata’s use in the [[Special:RecentChanges]] and [[Special:Watchlist]] pages can be made to be more useful, or less ‘noisy’ (fewer edits that have little value to the reader).
We are currently exploring to make a change in the volume and the type of Wikidata edits that appear in these pages, and '''we need your feedback''' to help us ensure this is a positive change for the Wikis and won’t disrupt your workflows.<br/>
Language links are also known as sitelinks or interlanguage links and describe when a Wikidata item is connected to a Wiki, adding it to the language dropdown tool for other connected Wikis.
[[File:Types of Lang Link changes.png|x350px|frame|A variety of "Language Link" edits as seen in the Recent Changes feed]]
The request for feedback is whether you support the removal of these language link edits from the Recent Changes and Watchlist feed, or would you oppose such a change and if so, why?
Please share you thoughts on the dedicated '''[[m:Talk:Wikidata_For_Wikimedia_Projects/Clearer_Wikidata_Edit_Summaries/Hide_Language_Link_edits|metawiki Talk page]]'''.
Further information about this change: [[m:Wikidata_For_Wikimedia_Projects/Clearer_Wikidata_Edit_Summaries/Hide_Language_Link_edits|m:Wikidata_For_Wikimedia_Projects/Hide_Language_Link_edits]]
Thank you for any participation or feedback you give, -- [[m:User:Danny_Benjafield_(WMDE)|User:Danny Benjafield (WMDE)]] 13:51, 25 set 2026 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:Danny Benjafield (WMDE)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Danny_Benjafield_(WMDE)/MassMessage_test_list&oldid=31080909 -->
== Wikidata Sitelink changes in Recent Changes and Watchlist ==
''(Apologies for cross-posting in English, translating it will help spread the message)''
Editors on group 1 wikis, including Wikiquote, Wikibooks, Wikiversity, Wikivoyage, and Wikisource, will no longer see notifications on [[Special:RecentChanges|Recent Changes]] and [[Special:Watchlist|Watchlist]] when a link to ''another'' language version of a page is added, removed, or changed in its Wikidata item. This change will begin on '''October 5 at 07:00 UTC''' as a two-week trial to reduce high-volume, low-value notifications and make higher-value changes easier to identify. Editors who rely on these notifications should be aware of the change and can share feedback or concerns on the [[m:Wikidata For Wikimedia Projects/Clearer Wikidata Edit Summaries/Hide Language Link edits|project]] or [[m:Talk:Wikidata_For_Wikimedia_Projects/Clearer_Wikidata_Edit_Summaries/Hide_Language_Link_edits|talk page]].<br/>Please reach out if you have any questions, thank you! -- [[User:Danny_Benjafield_(WMDE)|Danny Benjafield (WMDE)]] ([[User_talk:Danny_Benjafield_(WMDE)|talk]]) sent via [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 14:42, 1 ott 2026 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:Danny Benjafield (WMDE)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Danny_Benjafield_(WMDE)/MassMessage_test_list&oldid=31106967 -->
q4rnn6jrkbh3jnea7ooetvt9xxof2a6
Raúl González Blanco
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text/x-wiki
[[Immagine:Raúl González in Real Madrid 2009.jpg|thumb|Raúl, 2009]]
'''Raúl González Blanco''', più noto come '''Raúl''' (1977 – vivente), calciatore spagnolo.
==Citazioni di Raúl González Blanco==
*[[Alessandro Del Piero|Del Piero]] è un grande, uno dei più grandi del calcio italiano e internazionale. Ho sempre avuto una grande ammirazione, anche perché c'è un certo parallelismo tra le nostre carriere.
:''Del Piero es un grande, de los más grandes del fútbol italiano e internacional. Siempre he sentido una gran admiración porque además había cierto paralelismo en nuestras carreras.''<ref name=juve>{{es}} Dall'intervista ''[http://www.realmadrid.com/cs/Satellite/es/1202749506243/noticia/Noticia/%C3%A2%E2%82%AC%C5%93Un_partido_asi_siempre_es_especial%C3%A2%E2%82%AC%EF%BF%BD.htm "Un partido especial"]'', ''Realmadrid.com'', 20 ottobre 2008.</ref>
*{{NDR|Su [[Antonio Cassano]]}} Talento incredibile, mai visto uno come lui. Deve trovare continuità e sentirsi protetto, amato, cosa complicata qui a [[Real Madrid Club de Fútbol|Madrid]] dove se sbagli due partite ti mettono in croce. Se fosse arrivato in un altro momento la sua storia qui sarebbe stata diversa.<ref>Citato in Filippo Maria Ricci, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2008/ottobre/31/RAUL_sognato_Milan_Invecchio_come_ga_10_081031041.shtml Raul: «Ho sognato il Milan. Invecchio come Maldini»]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 31 ottobre 2008.</ref>
==Citazioni su Raúl González Blanco==
*Credo sia uno scandalo che un giocatore come Raul, capace di segnare ogni anno 20-30 goal e vincitore di tutti i trofei più importanti a livello di club, non abbia ancora vinto il pallone d'oro. Per il [[Pallone d'oro]] penso che sia già tutto scritto, ogni anno... ([[Francesco Totti]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Calciatori spagnoli]]
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Vicente del Bosque
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AssassinsCreed
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text/x-wiki
[[File:Vicente del Bosque - Teamchef Spain (02) (cropped).jpg|thumb|Vicente del Bosque nel 2009]]
'''Vicente del Bosque González, 1º marchese di Del Bosque''' (1950 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio spagnolo.
==Citazioni di Vicente del Bosque==
{{cronologico}}
*[[Andrés Iniesta|Andrés]] sta giocando molto bene. È un giocatore davvero molto bravo. Tecnicamente è perfetto e gioca anche con una gran disinvoltura, quasi, quasi senza sforzo. È come quando [[Roger Federer|Federer]] gioca a tennis, a malapena suda. Iniesta quasi non fatica quando gioca ed è straordinario che sia un nostro giocatore.
:''Andrés está jugando muy bien. Es que es muy buen jugador. Técnicamente es perfecto y además juega con esa naturalidad, casi, casi sin esfuerzo. Es como cuando juega Federer al tenis, casi ni suda. Iniesta casi ni se esfuerza para jugar. Es extraordinario que sea nuestro.''<ref>Citato in {{es}} ''[http://www.sport.es/es/noticias/eurocopa/del-bosque-compara-iniesta-con-roger-federer-1951922 Del Bosque compara a Iniesta con Roger Federer]'', ''sport.es'', 21 giugno 2012.</ref>
*Non si può discutere il fatto che [[Robert Prosinečki|Robert]] sia un individualista e che sia innamorato del pallone. Spesso riceveva parecchi fischi per la sua mania di tenere a lungo il pallone tra i piedi... ma il più delle volte vi posso garantire che lo faceva perché non c'erano soluzioni migliori!<ref>Citato in ''[https://www.calciomercato.com/notizie/storia-di-prosinecki-senza-lo-spritzer-sarei-stato-il-piu-forte/924034 Storia di Prosinecki: 'Senza lo spritzer sarei stato il più forte del mondo']'', ''calciomercato.com'', 31 ottobre 2018.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{S}}
{{DEFAULTSORT:Del Bosque, Vicente}}
[[Categoria:Allenatori di calcio spagnoli]]
[[Categoria:Calciatori spagnoli]]
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David Carradine
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[Immagine:DavidCarradineSept06.jpg|thumb|David Carradine]]
'''David Carradine''' (1936 – 2009), attore e artista marziale statunitense.
==Citazioni di David Carradine==
* L'essenza dei film di [[Quentin Tarantino|Tarantino]] non sono la [[violenza]] e l'azione, ma l'analisi introspettiva della mente e dell'animo di persone violente.<ref>Intervista in inglese sottotitolata in italiano, tratta da The Making of "Kill Bill Vol. 2" in ''Contenuti speciali'', ''Kill Bill vol. 2'', Dvd Miramax Home Entertainment</ref>
*Parte del motivo per cui ho intrapreso la carriera di attore è stato quello di finire il lavoro che ha iniziato {{NDR|suo padre John Carradine}} perché ha sempre compreso di non essere andato più avanti di come avesse voluto. E in effetti è stato un motivo di vendetta che mi ha fatto iniziare. Volevo pareggiare i conti con questa gente che non avevano dato a mio padre ciò che desiderava. E fino a un certo punto credo di esserci riuscito e fino a un certo punto non ci sono riuscito.
:''Also part of the reason why I went in to an acting career was to finish the job he started because he always felt he didn't go as far as he could. And as a matter of fact it was kind of a revenge motif that started me out in it. I wanted to get even with these guys for not giving my father what he wanted. And to a certain extent I guess I've accomplished that and to a certain extent I haven't.''<ref>{{{en}} Citato in ''[https://www.npr.org/transcripts/104959308 Remembering David Carradine]'', ''npr.org'', 5 novembre 2009.</ref>
*{{NDR|Su John Carradine}} Rovinò molte delle sue occasioni per paura e stupidità.
:''He screwed up a lot of his chances through fear and silliness.''<ref>{{en}} Citato in ''[https://www.irishtimes.com/news/cult-hero-john-carradine-1.339001 Cult hero: John Carradine]'', ''irishtimes.com'', 24 novembre 2001.</ref>
==Citazioni su David Carradine==
* Per un'intera generazione che non conosce ''"[[Kung Fu (serie televisiva)|Kung Fu]]"'', ''"[[Anno 2000: La corsa della morte|La corsa della morte]]"'' o ''"[[I cavalieri dalle lunghe ombre]]"'', non sarà ricordato come David Carradine, ma come Bill. Per me sarà sempre Kwai Chang Caine e sarà sempre Bill. ([[Quentin Tarantino]])
==Note==
<references/>
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Appuntamento per una vendetta]]'' (1969)
*''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]'' (1969)
*''[[Il pistolero di Dio]]'' (1969)
*''[[Kung Fu (serie televisiva)|Kung Fu]]'' (1972-1975)
*''[[Balto - Il mistero del lupo]]'' (2002) – voce
*''[[Kill Bill vol. 1]]'' (2003)
*''[[Kill Bill vol. 2]]'' (2004)
*''[[Crank: High Voltage]]'' (2009)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Keith Carradine]], fratello
*[[John Carradine]], padre
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Carradine, David}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Ted
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Udiki
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-52493-03|~2026-52493-03]] ([[User talk:~2026-52493-03|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]]
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text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Ted
|titolooriginale=Ted
|paese= USA
|anno= 2012
|genere= commedia
|regista=[[Seth MacFarlane]]
|sceneggiatore=[[Seth MacFarlane]], [[Alec Sulkin]], [[Wellesley Wild]]
|attori=
*[[Mark Wahlberg]]: John Bennett
*[[Mila Kunis]]: Lori Collins
*[[Giovanni Ribisi]]: Donny
*[[Patrick Warburton]]: Guy
*[[Joel McHale]]: Rex
*[[Jessica Barth]]: Tami-Lynn
*[[Jessica Stroup]]: Tracy
*[[Laura Vandervoort]]: Tanya Terry
*[[Ralph Garman]]: Steve Bennett
*[[Alex Borstein]]: Helen Bennett
*[[Sam J. Jones]]: se stesso
*[[Norah Jones]]: se stessa
*[[Tom Skerritt]]: se stesso
*[[Ray Romano]]: se stesso
*[[Ted Danson]]: se stesso
*[[Ryan Reynolds]]: Jared
|doppiatorioriginali =
*[[Seth MacFarlane]]: Ted
*[[Zane Cowans]]: Ted da giovane
*[[Patrick Stewart]]: narratore
|doppiatoriitaliani =
*[[Massimiliano Manfredi]]: John Bennett
*[[Tito Marteddu]]: John Bennett da giovane
*[[Domitilla D'Amico]]: Lori Collins
*[[Mino Caprio]]: Ted
*[[Marco Guadagno]]: Donny
*[[Roberto Draghetti]]: Guy
*[[Alessio Cigliano]]: Rex
*[[Federica De Bortoli]]: Tami-Lynn
*[[Gerolamo Alchieri]]: Thomas
*[[Andrea Di Maggio]]: Robert
*[[Gino La Monica]]: Sam J. Jones
*[[Massimo Corvo]]: narratore
|note=
}}
'''''Ted''''', film statunitense del 2012 con [[Mark Wahlberg]] e [[Mila Kunis]], scritto e diretto da [[Seth MacFarlane]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
È stato detto che la magia è svanita dal nostro mondo molto tempo fa e che l'umanità non possa più realizzare i propri sogni attraverso il potere dei desideri. Per chi ha perso la visione incantevole degli occhi dell'infanzia, ecco qui la storia di un bambino e un magico desiderio di Natale che cambiò la sua vita... per sempre. Tutto iniziò nel 1985 in una cittadina appena fuori Boston. Era la vigilia di Natale e tutti i bambini erano eccitati. Era il momento speciale dell'anno, quando i bambini di Boston si riuniscono e picchiano i bambini ebrei. Ma c'era un bambino che non era così eccitato: il piccolo John Bennett, il solito ragazzino in ogni quartiere che ha difficoltà a fare amicizia. [...] John desiderava con tutto il cuore qualcuno da poter considerare il suo vero amico e sapeva che semmai lui avesse trovato quell'amico, non lo avrebbe mai lasciato andar via. Bene! Come tutti gli anni finalmente arrivò la mattina di Natale. Tutti i bambini aprivano i regali gioiosamente. E per il piccolo John Bennet il giorno di Natale portò qualcosa di molto speciale. [...] John si affezionò immediatamente a Teddy, c'era qualcosa di particolare in quell'orsetto che dava a John la sensazione di avere finalmente un amico con cui condividere i suoi segreti più profondi. [...] Ora, se c'è una cosa di cui si può essere certi è che non c'è nulla di più potente del desiderio di un bambino... a parte un [[Boeing AH-64 Apache|elicottero Apache]]. Un elicottero Apache è dotato di cannone automatico e missili, è un insieme di armamenti incredibilmente straordinari, un'assoluta macchina della morte! Comunque sia, John aveva scelto la notte perfetta per esprimere un desiderio. ('''Narratore''')
==Frasi==
{{cronologico}}
*Allora, dove sono John e Teddy oggi? Be', mettiamola così: per quanto tu possa fare colpo in questo mondo, che tu sia una star televisiva, un enfant prodige, [[Justin Bieber]] o un orsacchiotto parlante, in fondo... a nessuno gliene frega un cazzo. ('''Narratore''')
*Sai, non so se gli [[spacciatore|spacciatori]] abbiano l'ufficio reclami. ('''John''') {{NDR|a Ted}}
*Ehi ragazzi, conoscete un bel [[ristorante]], uno dove offrono [[gomma da masticare|gomme da masticare]] nei bagni? ('''John''')
*Ecco, la fantasia americana è tutta qui: un giocatore di football professionista che viene chiamato a salvare il mondo. ('''John''') {{NDR|riferito a [[Flash Gordon]]}}
*''Quando arriva il [[temporale]], io l'aspetto qui! | Ripeto le parole del mio rimbombamico: "Vaffanculo! Fammi un bel pippon!" | [[Tuono]], io lo so, sei una scoreggia del ciel! Prr!'' {{NDR|riproducendo il suono di un peto}} ('''John e Ted''') {{NDR|[[Canzoni dai film|cantando]] insieme}}
*Ehi Lori, puoi mettere la sveglia alle [[undici di mattina|undici]]? Ho un sacco di cose da fare domani. ('''Ted''')
*{{NDR|Guardando un acquario}} Ci sono dei pesci così assurdi lì dentro. {{NDR|indicando un esemplare di [[pesce angelo grigio]]}} Guarda quello con la faccia da uomo di ceto medio. {{NDR|imitando la voce del pesce}} «Ho sposato la donna sbagliata e ora me ne pento amaramente!» Oh, oh, e guarda quello lì {{NDR|indicando un esemplare di [[pargo gallo]] e poi imitandone la voce}}: «Sono andato a New York nel 1981 e non mi sentivo per niente al sicuro.» ('''Ted''') {{NDR|a John}}
*{{NDR|A John}} Oh, [[Hai una pistola in tasca o sei semplicemente felice di vedermi?|è la pistola di Flash Gordon oppure sei contento di vedermi?]] ('''Lori''') {{NDR|John tira fuori la pistola laser di Flash Gordon}}
*La compagnia compie [[ventenne|vent'anni]]; allora puoi trombarla, ma non può ubriacarsi! ('''Ted''')
*John, [[Flash Gordon]] è colui che ha influito maggiormente nella nostra formazione. Ci ha insegnato il giusto e lo sbagliato, il bene e il male, e che la parola "[[recitazione|recitare]]" ha una definizione estremamente ampia. Flash Gordon è il simbolo della nostra amicizia, John! ('''Ted''')
*Per le canzoni anni Novanta, bastano solo le vocali! ('''Ted''')
*Visto? Ho vinto, gli occhi di [[Garfield]] sembrano un paio di tette! ('''Ted''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Papà di John''' {{NDR|vedendo Ted che parla e cammina}}: Helen, la pistola!!! <br /> '''John bambino''': Papà, no! <br /> '''Ted''': Una pistola per gli abbracci?
*'''John''': Voglio farti una domanda: non è che devo fare qualcosa di particolare, vero?<br />'''Ted''': Tipo sesso anale? <br /> '''John''': No, tipo una cazzo di cosa d'oro rotonda al dito...<br /> '''Ted''': Vaffanculo! Sono... sono solo quattro anni Jonny... Tu e io stiamo insieme da ventisette... Dov'è il mio anello? Eh, dov'è il mio anello? {{NDR|fingendo di prenderlo a pugni}} Stronzo! Dai, figlio di puttana! [...] Lo voglio sul mio dito peluchiato, cazzone! Dai, dammelo!
*'''John''': No, aspetta un secondo, mi è caduto il cellulare sotto il sedile... Puoi chiamarmi? <br /> '''Lori''': Certo. {{NDR|Lori fa il numero del cellulare di John e si sente la suoneria ''La marcia imperiale'' di ''[[Guerre Stellari]]''}} È questa la mia suoneria?<br /> '''John''' {{NDR|imbarazzato}}: Ah, sì.<br /> '''Lori''': Che cos'è? Ha un che di negativo.<br /> '''John''': No, è tratta da ''[[Le pagine della nostra vita]]''! <br /> '''Lori''': Ah...
*'''Lori''' {{NDR|entra nel suo appartamento e trova Ted seduto sul divano insieme a quattro prostitute}}: Oh... <br /> '''Ted''': Lori, sei tornata presto!<br /> '''Lori''': Che diavolo succede?!<br /> '''Ted''': Ah, le signore e io stavamo guardando ''Jack e Jill''; [[Adam Sandler]] interpreta un uomo e sua sorella e fa... veramente pena, è inguardabile, ma loro sono escort, perciò ok!<br /> '''Lori''': Questo posto è un disastro! Chi sono queste ragazze?<br /> '''Ted''': Oh, accidenti scusa, sono un cafone! Lori, loro sono Angelique, Heavenly, Charene, e Sauvignon Blanc. Che spettacolo! In giro da qualche parte ci sono quattro pessimi padri che vorrei ringraziare per la magnifica serata!<br /> '''Lori''' {{NDR|guardando per terra}}: Cos'è quella?!<br /> '''Ted''': Q-quella cosa?<br /> '''Lori''': C'è... della merda sul pavimento! Là sotto c'è della merda!<br /> '''Ted''': Oh, sì, eh, stavamo giocando a "Vero o Falso" e Charene ha pagato penitenza!<br /> '''Lori''': C'è della merda sul pavimento!!!<br /> '''Ted''': Be', oppure, oppure il pavimento è sotto la merda. Così direbbe [[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]]!<br /> '''John''' {{NDR|usando un'aragosta come una pistola}}: "Rwaarghh"! {{NDR|Ted ride}} "Chi c'è qui?! Divorerò chiunque abita qui dentro! O l'acquario o la vita!"<br /> '''Ted''': Ahaha! Quello è il mio amico Johnny! Non l'aragosta, quello che la muove.<br /> '''John''' {{NDR|entra nell'appartamento}}: Ho trovato il cellulare... Che succede? {{NDR|guarda per terra}} Quella è merda?
*'''John''' {{NDR|a Ted}}: Il mio rapporto è a un punto molto delicato. Lo capisci? Lori e io abbiamo bisogno di un po' di spazio. E poi quella escort che ha cagato nel nostro appartamento...<br /> {{NDR|Flashback. Lori è chinata per terra e deve raccogliere la merda}}<br /> '''Lori''': Oddio!<br /> '''John''': Aahh! Cos'è?!<br /> '''Lori''': Mi viene da vomitare! <br /> '''John''': Non me lo dire, l'hai presa?!<br /> '''Lori''': Oddio! No, non l'ho presa ancora!! <br /> '''John''': Dimmelo quando la prendi!!<br /> '''Lori''': Aah, che schifo! C'ho messo il pollice dentro!!<br /> '''John''': Noo!!!<br /> '''Lori''': Invece sì!<br /> '''John''': Non potrai più cucinare con quella mano, dovrai usare la sinistra!!!<br /> '''Lori''': Che schifo! Che schifo!! È la cosa più disgustosa che mi sia mai capitata!<br /> '''John''': Non ti avvicinare!
*{{NDR|John sta accompagnando Ted al colloquio di lavoro}}<br />'''Ted''': Sembro uno stupido!<br/>'''John''': Ma no, sei elegante!<br/>'''Ted''': Macché, sembro il rappresentante di un ammorbidente.<br/>'''John''': Dai, non stai male!<br/>'''Ted''': Sembro un regalo per i bambini quando gli dici che è morta la nonna.
*'''Capo''': Allora, credi di avere i requisiti?<br/>'''Ted''': Sai che cosa ho? L'odore della topa di tua moglie.<br/>'''Capo''': Nessuno ha mai potuto parlarmi in questo modo!<br/>'''Ted''': Perché avevano tutti la bocca piena della topa di tua moglie.<br/>'''Capo''': Sei assunto. <br/>'''Ted''': Cazzo!
*'''Ted''': Ho conosciuto una ragazza, fa la cassiera.<br /> '''John''': Non mi dire, è bellissimo! Dovremmo organizzare una serata a quattro: tu, io, Lori e... come si chiama?<br /> '''Ted''': Nome da truzzettina. Indovina.<br /> '''John''': Mandy.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Marilyn.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Brittany?<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Tiffany.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Candace.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Non prendermi per il culo! Sono esperto!<br /> '''Ted''': Ti sembra che ti prenda per il culo? Sono serio.<br /> '''John''': Ti faccio un elenco, sparo i nomi e quando lo becco premi il pulsante, va bene? D'accordo?<br /> '''Ted''': Sì.<br /> '''John''': ''Alright'', Brandy, Heather, Channing, Brianna, Amber, Serena, Melody, Dakota, Sierra, Bambi, Crystal, Samantha, Autumn, Ruby, Taylor, Tara, Tammy, Lauren, Charlene, Chantelle, Courtney, Misty, Jenny, Krista, Mindy, Noel, Shelby, Trina, Reba, Cassandra, Nikki, Kelsey, Shawna, Jolene, Urleen, Claudia, Savannah, Casey, Dolly, Kendra, Kylie, Chloe, Devon, Emmalou, cazzo Becky?<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Aspetta, non è per caso uno di quei nomi che c'è "Lynn" alla fine?<br /> '''Ted''': Sì.<br /> '''John''': Ah, t'ho fregato figlio di puttana! T'ho fregato! {{NDR|Ted ride}} Va bene. Brandi-Lynn, Heather-Lynn...<br /> '''Ted''': Tami-Lynn.<br /> '''John''': Cazzo!!!
*'''Capo''': Hai avuto un rapporto sessuale con una tua collega sopra prodotti alimentari che noi vendiamo al pubblico?<br/>'''Ted''': La settimana scorsa l'ho trombata con una zucchina e poi l'ho venduta a una famiglia con quattro bambini piccoli.<br/>'''Capo''': Ci vuole fegato. A noi occorre fegato, perciò ti promuovo!<br/>'''Ted''': Tu hai un sacco di problemi, lo sai?
*'''[[Sam J. Jones]]''': Voi due siete piuttosto fichi, facciamo baldoria? {{NDR|facendo il gesto di sniffare}}<br />'''Ted''' {{NDR|sorpreso}}: Co... Eh? [[Cocaina]], giusto?<br />'''Sam J. Jones''': Andiamo dai, non ditemi che non avete mai sniffato...<br />'''John''': Be', no... non di recente!<br />'''Ted''': Credevo si facesse solamente in Florida!
*'''Sam J. Jones''': Ci divertiremo come negli [[anni 1980|anni Ottanta]]!<br />'''Ted''': Dicci come Flash!<br />'''Sam J. Jones''': Facile, dobbiamo trombare tante ragazze di nome Stephanie!
*'''John''' {{NDR|imitando Ted}}: «Ehi, Johnny, ho un'idea strepitosa! Andiamo a vomitare sulle macchine dal cavalcavia!»<br /> '''Ted''': Oh, dai! Ma io mica ho la voce come quella di [[Peter Griffin]]!
*'''Affittacamere asiatico''': Voi lompere mio mulo!?! Questa è mia casa! Voi lompele mio mulo, blutti bastaldi!!!<br /> '''John''': Scusa, è stato un incidente, ok?<br /> '''Affittacamere asiatico''': Volevo cucinale anatla, ola calcinacci dappeltutto!<br /> '''John''': Sta' calmo, senti, parliamone! Come ti chiami, io sono John!<br /> '''Affittacamere asiatico''': Mi chiamo Quan Ming!<br />'''Sam J. Jones''': "Ming"?! {{NDR|sotto l'effetto delle droghe, vede l'affittacamere con le sembianze dell'imperatore Ming, nemico di Flash Gordon}}<br /> '''Affittacamere asiatico''': Voi pagale molti dollali per mulo! Sono labbioso! Sono molto labbioso!!!<br />'''Sam J. Jones''': Morte a Ming!! {{NDR|si scaglia su di lui}}
*'''John''': Senti, sparisci!<br /> '''Ted''': Tu, tu sei proprio un cazzone, lo sai, vero?<br /> '''John''': Cosa? Io sarei un cazzone?!<br /> '''Ted''': Sì, lo sei! Ora smetti di sputare mango e ascoltami!<br /> '''John''': Eh?<br /> '''Ted''': Sputare mango? Cosa? Aspetta, non è così... Com'è? Forse "fango", è così? Sputare... No! Forse "Rango"... Perché «''Mi chiamano Rango perché sono Rango Tango!''» Sì, questo era [[Johnny Depp]]! Senti, il punto è che stai incolpando me di quello che non riesci a fare tu. Lori aveva ragione, non ti prendi la responsabilità delle cose che ti accadono nella vita.<br /> '''John''': Tu sì, invece?<br /> '''Ted''': Io non devo farlo, sono un orsetto di peluche! Senti, io non ti ho legato mani e piedi e trascinato a quella festa, ok? Volevo che venissi perché pensavo fossi il mio migliore amico.<br /> '''John''': Perché non ammetti che consideravi Lori una minaccia per la nostra amicizia? Mi pare che per te fosse il massimo quando eravamo strafatti sul divano alle [[nove di mattina|nove del mattino]]!<br /> '''Ted''': Ma ti ascolti? Chi sono, l'imperatore Ming che controlla la tua mente? È una tua scelta John. E se dai la colpa a me, ti comporti da femminuccia immatura!<br /> '''John''': Sai, se ripenso a quella mattina di Natale quando avevo otto anni vorrei aver ricevuto un Teddy Ruxpin!<br /> '''Ted''': Che cosa vuoi intendere?<br /> '''John''': Intendo che come orso fai pena!! {{NDR|Ted si scaglia furiosamente addosso a John e i due si picchiano per terra, finché non cade il televisore sopra le zone basse di John che piange per il dolore}}<br /> '''Ted''': Perché piangi?<br /> '''John''': La TV mi ha rotto le palle!
*'''[[Norah Jones]]''': Non eri niente male per un maschio senza pene.<br />'''Ted''': Già, ho scritto un sacco di lettere di reclamo alla fabbrica di giocattoli!
*'''John''': Ted!<br />'''Ted''' {{NDR|con la faccia contorta e la voce profonda}}: Sono vivo, Johnny!<br /> '''John''': Non è possibile!<br /> '''Ted''': Sono vivo! Il tuo desiderio si è esaudito!<br /> '''John''': S-Sei tornato, io..!<br /> '''Ted''': Sì, quando mi avete cucito avete messo male l'imbottitura, perciò sono un po' scombussolato, ma tu vuoi ancora prenderti cura di me per sempre? {{NDR|John è sconvolto}} Haha, scherzo! Volevo vedere come reagivi se fossi stato ritardato!<br /> '''John''' {{NDR|felice}}: Sei uno stronzo!!!<br /> '''Ted''': Vieni qui, coglione! {{NDR|si abbracciano}}
*'''Lori''': Bentornato, Ted.<br /> '''John''': Sei stata tu... L'hai fatto tu!<br /> '''Ted''': Che mascalzona, hai desiderato che tornassi in vita!<br /> '''Lori''': No, no-no. Che tornasse la mia, di vita! {{NDR|John la raggiunge e si baciano}} Ti amo, John.<br /> '''John''': Anch'io ti amo... Voglio dirti una cosa. Dopo ieri sera... non voglio perdere mai più chiunque mi stia a cuore. Non voglio più aspettare a cominciare la mia vita. Lori... vuoi sposarmi?<br /> '''Lori''': Non ho mai desiderato altri che te, John Bennett. {{NDR|si baciano}}
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
E così John, Lori e Ted vissero per sempre felici e contenti avendo finalmente scoperto che l'unica cosa di cui avevano bisogno era stare insieme. John e Lori furono sposati a Cambridge da un giudice di pace molto speciale. {{NDR|Sam J. Jones}} [...] E questa è la storia di come un desiderio cambiò per sempre la vita di tre amici molto speciali. Ted e Tami-Lynn continuarono il loro focoso rapporto per diverso tempo, un pomeriggio Ted fu sorpreso dietro il bancone degli affettati a mangiare insalata di patate sulle natiche di Tami-Lynn. Fu promosso all'istante direttore del negozio. Sam Jones tornò a vivere a Hollywood per riavviare la sua carriera cinematografica. Attualmente vive a Burbank, dove condivide un monolocale con il suo coinquilino Brandon Routh. Vi ricordate Brandon Routh, che interpretò quell'orribile film, ''[[Superman Returns]]''? Mamma mia, tutte quelle aspettative per poi vedere quell'enorme cagata! Rex fu costretto a smettere di corteggiare Lori, poco dopo cadde in una profonda depressione e morì affetto dal [[sclerosi laterale amiotrofica|morbo di Gehrig]]. Donny fu arrestato dalla polizia di Boston e accusato di rapimento di un peluche. L'accusa fu ritirata quando tutti si resero conto di quanto fosse assurda. Robert ha assunto un personal trainer, ha perso parecchio peso ed è diventato Taylor Lautner. ('''Narratore''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film comici]]
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Gian Carlo Passeroni
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2026-10-01T18:45:40Z
Udiki
86035
Sistemo
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wikitext
text/x-wiki
{{PDA}}
[[File:Giancarlo Passeroni.JPG|miniatura|Gian Carlo Passeroni]]
'''Gian Carlo Passeroni''' (1713 – 1803), poeta italiano.
==Citazioni di Gian Carlo Passeroni==
*''Se è Romano, sarà qualch'uom servile | qualche schiavo cioè, qualche facchino | della feccia del popolo più vile, | per lo meno sarà [[Trastevere|Transteverino]].''<ref>Da ''Il Cicerone'', VII, 9, vv. 1-4; citato in Salvatore Battaglia, ''Grande Dizionario della Lingua Italiana'', XXI, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 2002, p. 243. ISBN 88-02-05983-7</ref>
== ''Rime'' ==
* ''Non conoscendo Dio, come mai puoi | vantarti di dottrina? essendo cieco, | de' colori esser giudice tu vuoi.''<ref>Citato in ''Harbottle'', p. 372.</ref> (cap. III)
* ''Il più tristo mestier che mai sia stato, | che sia, che mai sarà nel mondo tutto, | a mio parere, è quel del letterato.''<ref>Citato in ''Harbottle'', p. 319.</ref> (cap. IV)
* ''[[Stampa|Stampano]] i dotti e stampan gli ignoranti | libri diversi; e peggiorando invecchia | il mondo, in mezzo di tanti libri e tanti.''<ref>Citato in ''Harbottle'', p. 424.</ref> (cap. VI)
* ''Chi [[stampa]] un libro, par che sia obbligato | a saper, quasi fosse Angiol celeste, | quanto è mai stato scritto, oppur sognato.''<ref>Citato in ''Harbottle'', p. 272.</ref> (cap. VII)
==Citazioni su Gian Carlo Passeroni==
===[[Nicomede Bianchi]]===
*Carlo Passeroni fu un poeta mediocre. Ma egli possedeva nobile rettitudine, e squisita dignità d'animo; aveva cioè le doti che mancavano generalmente agli scrittori dell'età sua, e che erano le meglio adatte per il rinnovamento letterario italiano. Nessuno poté vantarsi d'aver avuto da lui a prezzo d'oro e di favori il lenocinio di una rima, l'adulazione di un verso. Nessuno poté dire d'aver preso a giuoco il prete Passeroni, mentre gli abati ed i poetucci erano l'ordinario trastullo delle mense patrizie. Bensì egli, facile allo scherzo, al frizzo, all'allegria, satireggiò di santa ragione, canzonò spietatamente i vizi ed i viziosi dell'età sua, gli amorucci arcadici, e le donne civettuole. Il virtuoso prete di Lantosca<ref>Lantosque (in italiano e in occitano Lantosca), comune francese del dipartimento delle Alpi Marittime, regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.</ref> al degradato carattere italiano contrapponeva un fiero e dignitoso contegno.
*In Milano, egli viveva solingo in una povera cameretta. Una vecchierella gli recava acqua, e gli faceva il letto: per tutto il resto, ei provvedeva da sé. Ridotto per qualche tempo al solo profitto delle sue messe, il suo vitto era pane bollito e poche frutta. Limpida acqua gli spegneva la sete. In sul finire della vita, il suo vestire era divenuto quasi cencioso. Eppure nessuno sentì mai l'abate Passeroni dolersi della sua povertà, né egli pensò mai a levarsela di dosso, come avrebbe potuto con tutta facilità, imbrancandosi allo stuolo di quegli abati leziosi, che erano delizia e vanto delle doviziose famiglie patrizie.
*Sino alla morte, il Passeroni si mantenne letterato di virtù pura e intemerata, non vinta dalle dure prove della povertà: ammonitore severo, ma sempre cortese, delle corruttele dell'età sua, che desiderò migliorata, non lasciando di fare quanto da lui dipendeva perché riuscisse tale. Il volgo in parrucca dei letterati suoi contemporanei lo guardò con sorriso compassionevole: ma gli fu di ristoro il caldo affetto che gli portò [[Giuseppe Parini]], il quale lo volle giudice de' suoi versi, e lo salutò suo maestro. La sua memoria non deve essere lasciata in oblio negli annali dell'Italia redenta.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Thomas Benfield Harbottle & Philip Hugh Dalbiac, ''Harbottle – Dictionary of quotations French and Italian'', S. Sonnenschein Editore, Londra, 1904. ([[:fr:s:Livre:Harbottle_-_Dictionary_of_quotations_French_and_Italian,_1904.djvu|Disponibile su Wikisource]]) (<span class="plainlinks">[http://fr.wikisource.org/w/index.php?title=Sp%C3%A9cial%3ARecherche&profile=advanced&search={{PAGENAMEE}}&fulltext=Search&ns104=1&profile=advanced L'autore nell'indice del libro]</span>)
*Giancarlo Passeroni, ''Rime'', Antonio Agnelli Regio Stampatore, Milano, 1775. ([//archive.org/details/rime00passgoog Disponibile su Archive])
==Altri progetti==
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'''Gian Carlo Passeroni''' (1713 – 1803), poeta italiano.
==Citazioni di Gian Carlo Passeroni==
*''Se è Romano, sarà qualch'uom servile | qualche schiavo cioè, qualche facchino | della feccia del popolo più vile, | per lo meno sarà [[Trastevere|Transteverino]].''<ref>Da ''Il Cicerone'', VII, 9, vv. 1-4; citato in Salvatore Battaglia, ''Grande Dizionario della Lingua Italiana'', XXI, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 2002, p. 243. ISBN 88-02-05983-7</ref>
== ''Rime'' ==
* ''Non conoscendo Dio, come mai puoi | vantarti di dottrina? essendo cieco, | de' colori esser giudice tu vuoi.''<ref>Citato in ''Harbottle'', p. 372.</ref> (cap. III)
* ''Il più tristo mestier che mai sia stato, | che sia, che mai sarà nel mondo tutto, | a mio parere, è quel del [[letterato]].''<ref>Citato in ''Harbottle'', p. 319.</ref> (cap. IV)
* ''[[Stampa]]no i dotti e stampan gli ignoranti | libri diversi; e peggiorando invecchia | il mondo, in mezzo di tanti libri e tanti.''<ref>Citato in ''Harbottle'', p. 424.</ref> (cap. VI)
* ''Chi stampa un libro, par che sia obbligato | a saper, quasi fosse Angiol celeste, | quanto è mai stato scritto, oppur sognato.''<ref>Citato in ''Harbottle'', p. 272.</ref> (cap. VII)
==Citazioni su Gian Carlo Passeroni==
===[[Nicomede Bianchi]]===
*Carlo Passeroni fu un poeta mediocre. Ma egli possedeva nobile rettitudine, e squisita dignità d'animo; aveva cioè le doti che mancavano generalmente agli scrittori dell'età sua, e che erano le meglio adatte per il rinnovamento letterario italiano. Nessuno poté vantarsi d'aver avuto da lui a prezzo d'oro e di favori il lenocinio di una rima, l'adulazione di un verso. Nessuno poté dire d'aver preso a giuoco il prete Passeroni, mentre gli abati ed i poetucci erano l'ordinario trastullo delle mense patrizie. Bensì egli, facile allo scherzo, al frizzo, all'allegria, satireggiò di santa ragione, canzonò spietatamente i vizi ed i viziosi dell'età sua, gli amorucci arcadici, e le donne civettuole. Il virtuoso prete di Lantosca<ref>Lantosque (in italiano e in occitano Lantosca), comune francese del dipartimento delle Alpi Marittime, regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.</ref> al degradato carattere italiano contrapponeva un fiero e dignitoso contegno.
*In Milano, egli viveva solingo in una povera cameretta. Una vecchierella gli recava acqua, e gli faceva il letto: per tutto il resto, ei provvedeva da sé. Ridotto per qualche tempo al solo profitto delle sue messe, il suo vitto era pane bollito e poche frutta. Limpida acqua gli spegneva la sete. In sul finire della vita, il suo vestire era divenuto quasi cencioso. Eppure nessuno sentì mai l'abate Passeroni dolersi della sua povertà, né egli pensò mai a levarsela di dosso, come avrebbe potuto con tutta facilità, imbrancandosi allo stuolo di quegli abati leziosi, che erano delizia e vanto delle doviziose famiglie patrizie.
*Sino alla morte, il Passeroni si mantenne letterato di virtù pura e intemerata, non vinta dalle dure prove della povertà: ammonitore severo, ma sempre cortese, delle corruttele dell'età sua, che desiderò migliorata, non lasciando di fare quanto da lui dipendeva perché riuscisse tale. Il volgo in parrucca dei letterati suoi contemporanei lo guardò con sorriso compassionevole: ma gli fu di ristoro il caldo affetto che gli portò [[Giuseppe Parini]], il quale lo volle giudice de' suoi versi, e lo salutò suo maestro. La sua memoria non deve essere lasciata in oblio negli annali dell'Italia redenta.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Thomas Benfield Harbottle & Philip Hugh Dalbiac, ''Harbottle – Dictionary of quotations French and Italian'', S. Sonnenschein Editore, Londra, 1904. ([[:fr:s:Livre:Harbottle_-_Dictionary_of_quotations_French_and_Italian,_1904.djvu|Disponibile su Wikisource]]) (<span class="plainlinks">[http://fr.wikisource.org/w/index.php?title=Sp%C3%A9cial%3ARecherche&profile=advanced&search={{PAGENAMEE}}&fulltext=Search&ns104=1&profile=advanced L'autore nell'indice del libro]</span>)
*Giancarlo Passeroni, ''Rime'', Antonio Agnelli Regio Stampatore, Milano, 1775. ([//archive.org/details/rime00passgoog Disponibile su Archive])
==Altri progetti==
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'''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film.
==Citazioni==
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===A===
[[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']]
*Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16)
*Ma slegata da ogni logica, la sceneggiatura [...] lascia libero sfogo alla genialità degli attori [...]. Su tutti, il bonario «masochismo» di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], specie di [[Oliver Hardy]] romanesco destinato a essere continuamente sconfitto. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2003, pp. 21-22)
*Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22)
*[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28)
*Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30)
*[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31)
*''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54)
*Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56)
*Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56)
*Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58)
*Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58)
*Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60)
*Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64)
*[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67)
*Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112)
*Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90)
*Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91)
*Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138)
*Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98)
*Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103)
*[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106)
*Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113)
*Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144)
*[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146)
*Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146)
*Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151)
*Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153)
*Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154)
*[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155)
*Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168)
*Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179)
*Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180)
*Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187)
*Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194)
*Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285)
*Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206)
*[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206)
*Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208)
[[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']]
*Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212)
*Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305)
*Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213)
*Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214)
*Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218)
*Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218)
*Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220)
*[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229)
*Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229)
*Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230)
===B===
*Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233)
*[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238)
[[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']]
*Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239)
*[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239)
*[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244)
*Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244)
*Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247)
*L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248)
*Tutto prevedibile, lacrime comprese. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2003, p. 250)
*[...] una bella interpretazione di [[Lee Marvin|Marvin]] all'insegna dell{{'}}''understatement''. (''[[La banda di Harry Spikes]]''; 2003, p. 255)
*Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256)
*[...] la non disprezzabile risposta del produttore [[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da [[Richard Fleischer|Fleischer]] per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]''; 2003, p. 259)
*Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261)
*Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267)
*Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277)
*Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288)
*[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292)
*La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552)
*Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308)
*Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311)
*Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313)
*Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336)
*Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345)
===C===
*Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363)
*Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366)
*[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366)
*Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537)
*Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380)
*Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con [[Wallace Beery]] e [[Jackie Cooper]]). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo [[Rick Schroder|Schroder]] piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2003, p. 381)
[[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']]
*[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382)
*[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395)
*[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398)
*[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410)
*Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414)
*Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690)
*Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427)
*Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428)
*Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434)
*Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442)
*Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449)
*Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451)
*Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458)
*Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462)
*Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486)
*[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486)
*Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490)
*Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493)
*Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493)
*L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495)
[[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']]
*Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501)
*[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505)
*Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513)
*Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513)
*Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515)
*[...] western senza grandi idee [...]: tanti colpi di scena ma nessuno sfruttato a dovere, nemmeno la scoperta che il capo dei «comanceros» è un vecchio in carrozzella [...]. (''[[I comanceros]]''; 2003, p. 524)
*[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528)
*L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549)
*Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550)
*[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553)
*Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554)
*[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554)
*Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581)
*Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583)
*Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587)
*La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591)
*Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597)
*Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599)
===D===
*Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606)
*Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607)
*Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618)
*Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619)
*Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622)
[[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']]
*Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622)
*Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622)
*La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905)
*Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635)
*Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640)
*Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640)
*[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643)
*Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653)
*Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658)
*Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658)
[[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']]
*La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664)
*Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666)
*[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666)
*Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677)
*Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678)
*[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679)
*Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990)
*[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688)
*[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689)
*Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690)
*Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693)
*[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694)
*Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006)
*Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701)
[[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']]
*[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702)
*Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711)
*Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040)
*''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729)
*Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732)
*Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732)
*Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732)
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732)
*Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732)
*Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733)
*Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733)
*Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733)
*L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746)
*Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749)
*Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749)
*La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754)
*[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750)
*La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761)
===E===
*La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766)
*Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777)
*La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785)
*È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131)
*Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793)
*Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813)
*[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816)
*Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817)
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822)
===F===
*Una commedia piuttosto insulsa, sorretta solo dall'interpretazione della [[Ingrid Bergman|Bergman]] e della [[Susan Hayward|Hayward]] in un ruolo di giovanissima ninfomane. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2003, p. 834)
*Un western cronachistico, attento al rigore filologico [...]. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2003, p. 836)
[[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']]
*Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850)
*[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862)
*Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865)
*[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869)
*[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872)
*Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252)
[[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']]
*[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876)
*[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884)
*Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884)
*Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887)
*[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897)
*Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897)
*Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905)
*[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906)
*Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910)
*Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914)
*[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920)
*[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921)
*[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922)
*Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318)
*Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927)
[[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']]
*Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930)
*Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938)
*[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943)
*Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944)
*Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945)
*Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958)
*Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958)
===G===
*Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963)
*Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965)
*[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970)
*Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970)
*La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978)
*[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986)
*Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989)
*Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990)
*[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991)
*Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993)
*Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013)
*Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019)
*[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024)
*[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027)
*Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033)
[[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]]
*Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039)
*Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043)
*Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913)
*Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050)
*I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052)
*Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055)
*[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057)
*Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058)
*Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059)
*[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061)
*Nonostante la sceneggiatura di [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca ricordi un po' troppo ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', questo western è diretto con un bel gusto per l'azione e [[Robert Ryan|Ryan]] dà una bella caratterizzazione al suo personaggio di sceriffo incompreso con un passato non limpidissimo. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2003, p. 1061)
*Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063)
*[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063)
*[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065)
*[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067)
*Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070)
*Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070)
*Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083)
===H===
*Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102)
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103)
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103)
*Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103)
*Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103)
*[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108)
*Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109)
*[...] è un film cupo e diretto con talento, dominato dalla mole impressionante di [[John Wayne]] [...]. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2003, p. 1113)
*Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116)
[[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']]
*Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121)
===I===
*Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135)
*Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136)
*Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144)
*[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144)
*Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}})
*Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168)
*Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171)
*Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185)
*Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190)
*[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194)
*Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197)
*[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200)
===J===
*Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228)
*[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240)
===L===
*Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262)
*Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264)
*[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264)
*Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267)
*[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275)
*Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290)
*La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283)
*Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283)
*[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310)
*Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315)
*Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321)
===M===
*Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340)
*[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346)
*La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358)
[[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']]
*Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359)
*Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362)
*L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359)
*Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364)
*Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371)
*[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375)
*[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380)
*[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385)
*Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389)
*Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396)
*In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396)
*Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398)
[[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']]
*[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401)
*La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405)
*Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406)
*I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411)
*La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415)
*Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427)
*Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433)
*[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444)
*Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449)
*La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451)
*Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089)
*Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458)
*È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753)
*[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461)
*[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461)
*Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465)
*[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465)
*Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471)
*Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473)
*Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489)
*Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490)
[[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']]
*Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494)
*La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502)
*Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506)
*Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508)
*Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511)
*Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515)
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515)
===N===
*Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545)
*[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548)
*Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555)
*Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556)
*Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560)
*Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562)
*Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562)
*Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576)
*Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578)
*Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592)
*Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592)
*Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600)
*Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602)
*L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606)
===O===
*Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622)
*Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623)
*Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625)
*Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638)
*Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639)
*[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641)
*Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643)
*Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645)
*Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645)
*Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648)
*Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650)
*Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653)
*Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656)
*Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658)
*Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661)
*Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665)
*Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671)
===P===
[[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']]
*Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685)
*Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687)
*Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695)
*[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200)
*[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696)
*Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704)
*Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705)
*Un western amaro e progressista (sceneggiato da Guy Trosper) che, assieme a ''[[L'amante indiana]]'', ribaltò i canoni hollywoodiani aprendo il ciclo dei film filoindiani con una radicale denuncia della violenza legale di leggi fatte dai bianchi a proprio uso e consumo. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2003, p. 1712)
[[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']]
*La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719)
*[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725)
*Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733)
*Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754)
*Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016)
*Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347)
*Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807)
*La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807)
*Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810)
*Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821)
*Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822)
*Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826)
*Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827)
*Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830)
*Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831)
*Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839)
*Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845)
[[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']]
*A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852)
*[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855)
*Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860)
===Q===
*Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874)
*Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887)
*[...] inno alla morale e al coraggio dei pionieri raccontato con passione e bel mestiere. (''[[I 4 figli di Katie Elder]]''; 2003, p. 1887)
*Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889)
*Un western piuttosto originale, appesantito da una regia senza invenzioni e piuttosto statico (l'azione è concentrata nei minuti finali): le cose migliori sono le notazioni sugli eccessi della folla. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2003, p. 1891)
*[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892)
*[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895)
*[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901)
===R===
*Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925)
*Western atipico senza violenza o pistolettate, calato in una (fin troppo) piacevole atmosfera bucolica. (''[[Rancho Bravo]]''; 2003, p. 1938)
*Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943)
*Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949)
*[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954)
*Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954)
[[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']]
*[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961)
*[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961)
*L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963)
*[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963)
*Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963)
*[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966)
*Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969)
*Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700)
*Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979)
*Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979)
*[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980)
*Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982)
*La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983)
*Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997)
*Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006)
*[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008)
*Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009)
*Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014)
*[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017)
*Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021)
*Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021)
===S===
*Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034)
*Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049)
*[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053)
*Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054)
*La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056)
*Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057)
*Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060)
*Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956)
*Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067)
*Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068)
*Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071)
*Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074)
*Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971)
*La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077)
*Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079)
*Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082)
*[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083)
*[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086)
[[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']]
*[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088)
*Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095)
*[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099)
*[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107)
*Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127)
[[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']]
*Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127)
*Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129)
*Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131)
*Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132)
*Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137)
*Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144)
*Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145)
*[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149)
*Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151)
*Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152)
*Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156)
*Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157)
*Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162)
*Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168)
*Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174)
*Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178)
*L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182)
*La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186)
*Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186)
*Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141)
*Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199)
*La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212)
*La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212)
*[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215)
*Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237)
*I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237)
*Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237)
*L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237)
*Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237)
*Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238)
*Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239)
*[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239)
*Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245)
*Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246)
*Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250)
*Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257)
*[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258)
*Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258)
*Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277)
*Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282)
*[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287)
===T===
*[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295)
*Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295)
*[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308)
*[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310)
*Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319)
*Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320)
*Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321)
*Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322)
*Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325)
*[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327)
[[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']]
*Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331)
*Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341)
*Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355)
*Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363)
*Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368)
*''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374)
*[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384)
*Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389)
*Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391)
*Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398)
*Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401)
*La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417)
*Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494)
===U===
*Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438)
*Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442)
*[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442)
*Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442)
*Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445)
*[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448)
*[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449)
*Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449)
[[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']]
*La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451)
*Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453)
*Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632)
*[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463)
*[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476)
*Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479)
*[...] uno degli ultimi western libertari, propaggine di un genere cinematografico destinato a scomparire, ma costruito con un ritmo inutilmente dilatato. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2003, pp. 2482-2483)
*[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485)
*Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487)
*La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489)
*Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495)
*[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495)
*Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499)
*Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504)
*[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506)
===V===
*Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518)
*Western all'italiana, supervisionato da un grande vecchio americano: prevedibile, ma non del tutto banale. Convincente [[Charles Bronson|Bronson]] nei panni di un personaggio senza radici. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2003, p. 2519)
*Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520)
*Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521)
*[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521)
*Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523)
*Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525)
*Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528)
*Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534)
*Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536)
*[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545)
*[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546)
*È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559)
*Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561)
*Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679)
*«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567)
*Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575)
*[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580)
*[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581)
*Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584)
*[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589)
*Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744)
===W===
*Uno stanco e interminabile western nichilista, che fa del più famoso sceriffo del West [...] una sorta di giustiziere senza legge, più rassegnato e guidato dal Fato che eroico nelle imprese tramandate dal mito. All'origine della leggenda c'è una tragedia personale, il resto è puro accidente in un West ormai spogliato di qualsiasi appeal epico, sembra dire [[Lawrence Kasdan|Kasdan]]. Vien da chiedersi perché raccontarne ancora la storia e, soprattutto, perché in tre abbondantissime ore. [[Kevin Costner|Costner]] cambia raramente espressione, ma [[Dennis Quaid]] è probabilmente il miglior Doc Hollyday mai visto sullo schermo. Bella la livida fotografia di [[Owen Roizman]]. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2003, p. 2631)
===Z===
*Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640)
==Bibliografia==
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8
==Voci correlate==
*[[Il Farinotti]]
*[[Il Morandini]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]]
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Il Morandini
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'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
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==Citazioni==
===Film===
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====A====
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']]
*Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11)
*Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11)
*Antologia di barzellette e di aneddoti da settimanale umoristico (romano), cuciti insieme col filo conduttore di un secondino ([[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]) factotum dal cuore d'oro e i piedi piatti. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2000, p. 13)
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Fosco western moderno in cui i personaggi contano più della storia e l'ambiente più dei personaggi. Fotografia fascinosa e insolita di [[Gordon Willis]]. (''[[Arriva un cavaliere libero e selvaggio]]''; 2000, p. 104)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127)
*[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137)
*Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2000, p. 139)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Deliziosa rievocazione d'epoca, diretta con garbo e recitata con brio. [[William Faulkner|Faulkner]] ha avuto raramente altrettanta fortuna al cinema. (''[[Boon il saccheggiatore]]''; 2000, p. 177)
*Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
====C====
*Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195)
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*[[John Ford|Fordiano]] nel tono, convenzionale, prolisso, ma piacevole. Vi campeggia a mo' di monumento l'anziano [[John Wayne|J. Wayne]] in una parte che gli è congeniale. (''[[Chisum]]''; 2000, p. 255)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ben saldo in sella. (''[[I comanceros]]''; 2000, p. 284)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
====D====
*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
[[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']]
*Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455)
*[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456)
*[...] uno strappalacrime modesto e ben recitato (con [[Susan Hayward|S. Hayward]] che fa la perfida) che ebbe molto successo e fece di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]], al suo 2º cimento hollywoodiano, una star. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2000, p. 456)
*Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457)
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Consigliabile solo ai fan del grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ancora capace, nonostante le rughe dei suoi 64 anni, di sostenere un film sulle larghe spalle. Risvolti comici gradevoli in un racconto convenzionale. (''[[Il grande Jake]]''; 2000, p. 579)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
*Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
*Uno dei primi western adulti degli anni '50 sulla scia di ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]''. Un po' verboso, ma ben recitato con la [[Geraldine Page|Page]] esordiente che si meritò una nomination all'Oscar e soprattutto da un [[John Wayne|Wayne]] di intensa sobrietà – nel personaggio eponimo di un mezzo sangue che fu uno dei suoi preferiti. Da un romanzo (1953) di [[Louis L'Amour]], ben sceneggiato da [[James Edward Grant]] che accentuò il rispetto per i pellerossa. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2010, p. 687)
[[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']]
*La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*La felice riuscita del film – uno dei 3 che [[Raoul Walsh|R. Walsh]] fece con [[Clark Gable|Gable]] – è il risultato di una intelligente sceneggiatura di Sydney Boehm e Frank Nugent genero di [[John Ford]], da un romanzo di Clay Fisher di cui il regista sfrutta magnificamente l'afflato epico (anche nella 1ª parte innevata), gli intermezzi ora comici ora sentimentali, i dialoghi icastici, la pittoresca galleria dei personaggi, i grandi spazi esaltati dal Cinemascope di Leo Tover. È una delle ultime vette del western classico con uno dei personaggi più simpatici di [[Jane Russell|J. Russell]] che fa il bagno nella vasca, spara con la carabina, mostra le belle gambe, s'infila e si sfila gli stivali e continua a litigare amorosamente con C. Gable. (''[[Gli implacabili]]''; 2000, p. 623)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Umano, straziante, lirico, è considerato da molti il 1° buon film del migliore dei [[Anthony Mann|Mann]]. Sottovalutato, soprattutto in Italia, questo film è meravigliosamente fotografato dal grande [[John Alton]] che – con ''[[L'amante indiana]]'' (1950) di [[Delmer Daves|D. Daves]] – inaugurò il filone filoindiano degli anni '50. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2000, p. 960)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Uno dei western memorabili degli anni '60, e uno dei migliori film "politici" di Hollywood in assoluto. [[Richard Brooks|Brooks]] (1912-92) ha fatto tutto lui, e l'ha fatto benissimo. Ritmo trascinante senza cadute. E uno splendido parco di attori. (''[[I professionisti]]''; 2000, p. 1041)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
*Pur avendo diretto una decina di onorevoli western, [[Henry Hathaway|Hathaway]] non ha lasciato nel genere un'impronta personale. Tra gli ultimi il più riuscito è ''The Sons of Katie Elder'', un po' grigio e senza sorprese nello sviluppo del tema della vendetta e del riscatto, ma esposto con efficacia. (''[[I 4 figli di Katie Elder]]''; 2000, p. 1066)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Lo spunto di partenza è divertente, ma non si può dire altrettanto del modo in cui è stato sviluppato in un film che oscilla tra dramma e commedia. C'è una certa freschezza di fondo che piace. (''[[Rancho Bravo]]''; 2000, pp. 1097-1098)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
[[File:San Giovanni decollato (1940) Totò imputato.png|miniatura|[[Totò]] in ''[[San Giovanni decollato]]'']]
*Come gli capitò anche nei film postbellici, a [[Totò]] un impianto narrativo troppo rigido sta un po' stretto, ma ogni volta che può inventare a soggetto, sfruttando la sua genialità mimica (il canto muto, l'autodecapitazione), il film cambia marcia. (''[[San Giovanni decollato]]''; 2000, p. 1158)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Come sia riuscito [[John Sayles|J. Sayles]] (1950), cineasta indipendente nordamericano, a fare un film-fiaba così profondamente irlandese, anzi celtico, evitando il lezio, il facile folklore, l'oleografia, e portando con delicatezza lo spettatore a guardare le cose con gli occhi della sua piccola protagonista, ha del miracoloso. Hanno contribuito al risultato la splendida fotografia di [[Haskell Wexler]] che non scivola mai nel formalismo e gli addestratori delle foche. (''[[Il segreto dell'isola di Roan]]''; 2000, p. 1189)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Se si escludono i pellerossa, recupera quasi tutti i luoghi classici, e i tipi, del western classico con un lavoro di mimesi colta forse manieristica, ma riscattata dall'energia narrativa e da notevole capacità di stile. Costò 25 milioni di dollari, questo western di viaggio di magmatica complessità, e sono ben spesi anche se il successo commerciale fu appena discreto. (''[[Silverado]]''; 2000, p. 1226)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Prodotto dalla Walt Disney, è un robusto, edificante dramma contro l'ignoranza, l'intolleranza e i pregiudizi razziali, sostenuto da una sceneggiatura non priva di finezza e da una bella compagnia di attori. (''[[Smith, un cowboy per gli indiani]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Un western tradizionale e sermoneggiante costruito intorno al canonico personaggio del burbero tutore della legge che [[John Wayne|J. Wayne]] (1907-79) interpreta con la massiccia immobilità di chi ormai è diventato il monumento di sé stesso. (''[[La stella di latta]]''; 2000, p. 1277)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
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*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western di schema classico e topico: transumanza; spazi aperti, sinonimo di libertà, in procinto di diventare spazi di possesso; eroe con un passato che rimorde, ma teso verso un futuro e una vita nuova che s'incarnano in una donna/infermiera benefica; sparatoria finale (15 minuti circa non convenzionali). Da notare il passo lento, come quello di una mandria, della narrazione; la gentilezza di fondo e dei particolari (i fiori); la dialettica tra mito epico e la sua fine dolente; la coerenza con sé stesso di [[Kevin Costner|Costner]] attore/regista. È [...] un canto malinconico sull{{'}}''old american life style''. (''[[Terra di confine - Open Range|Terra di confine]]''; 2010, p. 1490)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Penultimo film di [[Steve McQueen|S. McQueen]] che morì a 50 anni nel 1980: era come il buon vino che, invecchiando, migliora. Semiwestern autunnale di atmosfera nostalgica, puntiglioso nell'ambientazione. Splendida fotografia di [[John A. Alonzo|John Alonso]]. (''[[Tom Horn (film)|Tom Horn]]''; 2000, p. 1349)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401)
*Il 1º dei 6 western di [[Robert Aldrich|Aldrich]] e, forse, il più bello, certamente il più vigoroso, quello in cui il discorso filoindiano è più esplicito. Ricco di invenzioni, con un [[Burt Lancaster|Lancaster]] solido come una roccia. Una delle più belle e significative carrellate del cinema hollywoodiano. (''[[L'ultimo Apache]]''; 2000, p. 1403)
*Dopo l'orgia di violenza di ''[[Cane di paglia]]'', [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] torna alle sue origini di regista profondamente americano, tradizionalista e rurale. Bravo e credibile [[Steve McQueen|McQueen]]. Qualche momento di lirica malinconia in questa quieta storia su coloro che "devono tener fermi i cavalli". (''[[L'ultimo buscadero]]''; 2000, p. 1404)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*[...] un western che fatica a decollare prima di trovare il ritmo giusto. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2000, p. 1418)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634)
*[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
*Molto dettagliato, prolisso, di impianto revisionista, l'opus n. 7 di [[Lawrence Kasdan|Kasdan]] è un western inetto. [[Kevin Costner|Costner]] recita come se Earp fosse un dirigente della ''middle-class'', surclassato dal Doc Holliday di [[Dennis Quaid|Quaid]]. La musica di [[James Newton Howard]] ridonda. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2010, p. 1693)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
*[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700)
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
*Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
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I 4 figli di Katie Elder
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text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano = I 4 figli di Katie Elder
|titoloalfabetico = 4 figli di Katie Elder
|immagine=
|didascalia=
|titolooriginale = The Sons of Katie Elder
|paese = Stati Uniti d'America
|annouscita = 1965
|genere = western
|regista = [[Henry Hathaway]]
|soggetto = [[Talbot Jennings]]
|sceneggiatore = [[Harry Essex]], [[Allan Weiss]], [[William H. Wright]]
|attori =
*[[John Wayne]]: John Elder
*[[Dean Martin]]: Tom Elder
*[[George Kennedy]]: Curley
*[[Michael Anderson Jr.]]: Bud Elder
*[[Martha Hyer]]: Mary Gordon
*[[Dennis Hopper]]: Dave Hastings
*[[Earl Holliman]]: Matt Elder
*[[Jeremy Slate]]: Ben Latta
*[[Paul Fix]]: Billy Wilson
*[[James Gregory (attore)|James Gregory]]: Morgan Hastings
*[[Strother Martin]]: Jeb Ross
*[[John Qualen]]: Charlie Biller
*[[Rhys Williams (attore 1897)|Rhys Williams]]: Charlie Striker
*[[Rodolfo Acosta]]: Bondie Adams
*[[Sheldon Allman]]: Harry Evers
|doppiatoriitaliani =
*[[Emilio Cigoli]]: John Elder
*[[Pino Locchi]]: Tom Elder
*[[Massimo Turci]]: Bud Elder
*[[Rosetta Calavetta]]: Mary Gordon
*[[Oreste Lionello]]: Dave Hastings
*[[Gianfranco Bellini]]: Matt Elder
}}
'''''I 4 figli di Katie Elder''''', film statunitense del 1965 con [[John Wayne]], regia di [[Henry Hathaway]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*«Il [[Texas]] è una donna», usava dire, «una bella, magnifica donna selvaggia. Si alleva un figlio e, appena è grande abbastanza, arriva il Texas che gli bisbiglia all'orecchio con un bel sorriso: "vieni via con me e divertiamoci". È già difficile allevare i figli», diceva, «ma quando c'è di mezzo il Texas una madre non può farcela». ('''Mary''') {{NDR|riferendo le parole di Katie}}
*Ben, il tuo guaio è che sei come un [[gufo]]. Più luce gli butti addosso, meno ci vede. ('''Billy''')
==Dialoghi==
*'''Billy''': Perché sei entrato in città dalla porta di servizio? Prevedi dei fastidi?<br />'''John''': C'è sempre qualcuno che ne va in cerca. Clearwater non è diversa dalle altre città. Ma se c'è una cosa che non voglio, Billy, sono i fastidi.
==Citazioni su ''I 4 figli di Katie Elder''==
*Inno alla morale e al coraggio dei pionieri raccontato con passione e bel mestiere. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Pur avendo diretto una decina di onorevoli western, [[Henry Hathaway|Hathaway]] non ha lasciato nel genere un'impronta personale. Tra gli ultimi il più riuscito è ''The Sons of Katie Elder'', un po' grigio e senza sorprese nello sviluppo del tema della vendetta e del riscatto, ma esposto con efficacia. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film western]]
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*[[John Wayne]]: John Elder
*[[Dean Martin]]: Tom Elder
*[[George Kennedy]]: Curley
*[[Michael Anderson Jr.]]: Bud Elder
*[[Martha Hyer]]: Mary Gordon
*[[Dennis Hopper]]: Dave Hastings
*[[Earl Holliman]]: Matt Elder
*[[Jeremy Slate]]: Ben Latta
*[[Paul Fix]]: Billy Wilson
*[[James Gregory (attore)|James Gregory]]: Morgan Hastings
*[[Strother Martin]]: Jeb Ross
*[[John Qualen]]: Charlie Biller
*[[Rhys Williams (attore 1897)|Rhys Williams]]: Charlie Striker
*[[Rodolfo Acosta]]: Bondie Adams
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*[[Emilio Cigoli]]: John Elder
*[[Pino Locchi]]: Tom Elder
*[[Massimo Turci]]: Bud Elder
*[[Rosetta Calavetta]]: Mary Gordon
*[[Oreste Lionello]]: Dave Hastings
*[[Gianfranco Bellini]]: Matt Elder
}}
'''''I 4 figli di Katie Elder''''', film statunitense del 1965 con [[John Wayne]], regia di [[Henry Hathaway]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Dio onnipotente, a te raccomandiamo l'anima della nostra cara sorella defunta Katie Elder, mentre affidiamo il suo corpo alla terra, accanto a quello del suo amato consorte. Katie Elder era una donna benvoluta da tutti, una donna lavoratrice ed onesta, che ha servito la tua causa, o Signore, in moltissimi modi. È stata amica di tutti, un sollievo per i bisognosi. Ha lasciato questo mondo più buono per il solo fatto di averci vissuto: coloro che la conoscevano e la amavano si sentiranno migliori per aver goduto il calore del suo affetto. Katie Elder è vissuta a Clearwater per molti anni. Tutti noi che siamo oggi qui riuniti la conoscevamo bene, essa ha allevato quattro figli: John, Tom, Matt e Bud, il più giovane. Era una donna che non desiderava niente per sé: preferiva dare piuttosto che ricevere. Ha dedicato la vita alla sua famiglia e ai suoi amici. Torni la terra alla terra, la cenere alla cenere, la polvere alla polvere, nella certa e sicura fede nella resurrezione e nella vita eterna. ('''Parroco''') {{NDR|[[Elegie funebri dai film|elegia funebre]]}}
*«Il [[Texas]] è una donna», usava dire, «una bella, magnifica donna selvaggia. Si alleva un figlio e, appena è grande abbastanza, arriva il Texas che gli bisbiglia all'orecchio con un bel sorriso: "vieni via con me e divertiamoci". È già difficile allevare i figli», diceva, «ma quando c'è di mezzo il Texas una madre non può farcela». ('''Mary''') {{NDR|riferendo le parole di Katie}}
*Ben, il tuo guaio è che sei come un [[gufo]]. Più luce gli butti addosso, meno ci vede. ('''Billy''')
==Dialoghi==
*'''Billy''': Perché sei entrato in città dalla porta di servizio? Prevedi dei fastidi?<br />'''John''': C'è sempre qualcuno che ne va in cerca. Clearwater non è diversa dalle altre città. Ma se c'è una cosa che non voglio, Billy, sono i fastidi.
==Citazioni su ''I 4 figli di Katie Elder''==
*Inno alla morale e al coraggio dei pionieri raccontato con passione e bel mestiere. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Pur avendo diretto una decina di onorevoli western, [[Henry Hathaway|Hathaway]] non ha lasciato nel genere un'impronta personale. Tra gli ultimi il più riuscito è ''The Sons of Katie Elder'', un po' grigio e senza sorprese nello sviluppo del tema della vendetta e del riscatto, ma esposto con efficacia. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film western]]
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Cucina
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Generale Lee
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/* Citazioni */ + cit. Peppone
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{{voce tematica}}
[[File:17-alimenti, umido,Taccuino Sanitatis, Casanatense 4182..jpg|thumb|''Cucinare'' da un manuale del XIV secolo]]
Citazioni sulla '''cucina''' intesa come pratica di preparazione del cibo.
==Citazioni==
*Considero la cucina una delle più alte forme di comunicazione, è una cosa serissima. Siamo abituati a consideralo uno show e invece [...] attraverso il cibo si conoscono popoli e culture. È un arricchimento culturale. La casa, la famiglia e la cucina sono preziosissime per una donna. E non me ne vergogno. ([[Francesca Barra]])
*Cucinare, soprattutto saperlo fare, è una forma di libertà che sta cambiando il mondo, in modo più efficace di qualsiasi rivoluzione. Scegliendo gli ingredienti giusti e abbinandoli correttamente facciamo il nostro bene e quello degli altri. ([[Pietro Leemann]])
*È la cucina che ha scelto me. Mi ha aperto una porta e io ci sono entrato. In quel momento sentivo l’urgenza di togliermi di dosso una tristezza che sembrava invincibile. ([[Massimo Bottura]])
*Grassa cucina, malanno e medicina. ([[Carlo Dossi]])
*I baci non durano; saper cucinare sì! ([[George Meredith]])
*Il mondo della ristorazione è fortemente maschilista, ma la vera cucina rimane quella delle donne. Cucinano per nutrire, hanno l'ospitalità nel dna, nessuno chef uomo potrà mai fare altrettanto. ([[Joe Bastianich]])
*In un certo senso cucinare è un po' come la musica: diversi elementi si combinano per comporre una sinfonia. (''[[Dr. House - Medical Division (sesta stagione)|Dr. House - Medical Division]]'')
*Io in cucina sono felice, sto bene. Dico sempre di voler andare in vacanza, ma quando stacco dopo tre giorni sono già lì a pensare a nuove ricette, a sperimentare. Ci sono tanti che lo fanno per moda e si fermano ai tavoli pieni. Ma quello non aiuta. È una lettura superficiale, che può essere legato a un momento. La cucina è molto di più. ([[Antonino Cannavacciuolo]])
*Io sono convinto che il rispetto reciproco tra i popoli possa passare proprio attraverso questa pratica sì umile. Perché tutti mangiamo, e tutti possiamo apprezzare e capire la cucina altrui. Se mi metteste di fronte un turco, o un cinese, che mi declamano nella loro lingua i poemi più elevati, ebbene, non capirei nulla; ma se mi mettete di fronte un loro piatto, sia esso di carne o di pesce o di erbaggi, sono benissimo in grado di mangiarne e di trarne nutrimento, e forse anche gusto. La cucina è un linguaggio universale, che ha bisogno di essere capito solo da chi lo pratica: forse solo la musica può stargli a pari. Eppure, si può stare per giorni, settimane e mesi interi senza ascoltare melodie, ma provatevi a stare un giorno senza mangiare! ([[Marco Malvaldi]])
*L'alta cucina non è una cosa per pavidi: bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l'impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore. (''[[Ratatouille]]'')
*L'arte di cucinare è maschile come tutti gli altri corsi: judo, tiro al bersaglio, kick boxing... Chiunque può combattere, ma ci vuole un uomo speciale per fare un ragù alla bolognese veramente buono! (''[[Malcolm (seconda stagione)|Malcolm]]'')
*L'unico utensile indispensabile in cucina sono le mani... Io le uso per tutto! ([[Isa Chandra Moskowitz]])
*La cucina è come la letteratura: il contenuto non conta, conta come si racconta. ([[Gaetano Savatteri]])
*La cucina è come la musica e non conosce invalicabili barriere lessicali e fonetiche. A differenza della lingua. Basta avere gli strumenti giusti e gli ingredienti necessari. ([[Bruno Morchio]])
*La cucina è fatta di persone, luoghi e storie, prima ancora che di ricette. ([[Peppone Calabrese]])
*La cucina è un'abilità che richiede solo tempo e pazienza. (''[[Sword Art Online: Lost Song]]'')
*La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria. ([[Pellegrino Artusi]])
*La cucina era ed è qualcosa che mi brucia dentro, un fuoco inspiegabile. Non è lavoro, è divertimento, è qualcosa che mi fa stare bene. Posso stare dieci ore filate in cucina e non sentire la fatica. Cibo, tavola, condivisione, mi appartengono: ci sono nato con questo amore assoluto, è come se lo avessi nel dna. ([[Antonino Cannavacciuolo]])
*La cucina futura, vostra, sarà sempre in difficoltà se buttate le aragoste vive nell'acqua bollente e se chiudete le galline nelle gabbie, senza che abbiano commesso un delitto, di trenta centimetri [...] Bisognerebbe fare una cucina senza crudeltà. ([[Elio Fiorucci]])
*La grande cucina non esiste senza evoluzione, erosione e oblio. La cucina è diventata arte grazie a una continua elaborazione, alla mescolanza di passato e futuro, qui e altrove, crudo e cotto, salato e dolce, e può continuare a vivere solo liberandosi dall'ossessione di chi non vuole morire. ([[Muriel Barbery]])
*La preparazione del cibo è l'unica forma d'arte che ci permette di incorporare letteralmente ciò che creiamo ed è anche l'unica che coinvolge completamente tutti e cinque i sensi. ([[Will Tuttle]])
*Lo scultore Arturo Martini ebbe un'infanzia poverissima. Studiò cinque anni: due anni ripeté la prima elementare e tre la seconda. Figlio di un [[cuoco]], ha detto sulla cucina una cosa giustissima: «La cucina si fa per istinto. Un altro deve assaggiare la [[minestra]], io, alla vista, avverto se ha il sale. C'è l'[[Pellegrino Artusi|Artusi]] e poi c'è anche l'inafferrabile». È così. Il vero cuoco non assaggia, è un po' come il pianista che suona senza guardare la tastiera. ([[Aldo Buzzi]])
*Nei periodi di decadenza il culto della cucina diventa eccessivo. [[Plinio]] lamentava che un cuoco costasse più di un cavallo. «Clitone» scrisse [[La Bruyère]] «ebbe in vita due sole occupazioni: desinare la mattina, cenare la sera». ([[Aldo Buzzi]])
*Nel lavoro come nella cucina è la preparazione che più di tutto richiede tempo e cura. (''[[Bakuretsu Hunter]]'')
*{{NDR|Sui programmi televisi dedicati alla cucina}} Non deve passare il messaggio che fare lo chef è facile e porta successo, soldi, popolarità. Ai ragazzi dico che a volte è più interessante spegnere la tv, leggere un libro, raccogliere un radicchio e sporcarsi le mani di terra. La cucina va vissuta non guardata. ([[Massimiliano Alajmo]])
*«[...] Possibile che nessuno si renda conto che la cucina è solo un orpello rituale per mascherare un sordido commercio con la morte?»<br/>«Non ci vedo niente di sordido.»<br/>«Cucinare comporta trattare materiale morto: cuocere, aromatizzare e camuffare materia organica destinata ad andare in putrefazione. I cuochi altro non sono che degli esorcisti senza dio.» ([[Bruno Morchio]])
*Quando si va in cucina, bisogna pur cucinare con gli ingredienti che si trovano. ([[Giovanni Giolitti]])
*Quanto tempo ci vuole per creare una nuova cucina? Non molto: meno di cinquant'anni, a giudicare dalle esperienze del passato. ([[Rachel Laudan]])
*Se c'è un'arte refrattaria al futurismo, è l'arte del cucinare. Cercano, è vero, i cuochi di illudere il palato con vari condimenti, salse e nomenclature stravaganti, delicatezze lusingatrici e aromi stimolatori, ma la materia da trattare è sempre quella. L'arte della cucina è conservatrice e passatista. ([[Olindo Guerrini]])
*"Se stai attento, se usi buoni ingredienti," scrive Garp, "e se non prendi scorciatoie, riesci di solito a cucinare qualcosa di molto buono. Talvolta è l'unica soddisfazione che ti resta, per salvare una giornata. Quando scrivi, invece, puoi adoperare tutti gli ingredienti giusti, metterci tutto il tempo e tutta la cura necessaria e non cavar fuori nulla lo stesso. Ciò vale anche per l'amore. La cucina, quindi, può mantener sana di mente una persona che ce la mette tutta." ([[John Irving]])
*Si dice che chi è bravo a cucinare non possa essere una persona cattiva. (''[[Inuyasha]]'')
*Sono esistite culture alle quali era estranea l'espressione figurativa, ma che si sono manifestate in altri modi: fra questi la cucina, la preparazione dei cibi, può avere un ruolo primario. A volte può essere significativa la sola ricetta di un cibo. Ma la preparazione dei [[Dolce (cucina)|dolci]], come accadde nell'Italia barocca, ha costituito un fatto artistico di prim'ordine. ([[Federico Zeri]])
*Ti piace cucinare, eh? Buon per te. [...] Il segreto per cucinare bene, però, è tenere in mente chi mangerà. (''[[Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots]]'')
===[[Carlo Cracco]]===
*Cucinare è come comporre musica: quando hai scritto ognuno esegue con la sua sensibilità. E la musica può piacere o no. La frustrazione è che, a volte, il pezzo più forte per te non viene capito, o il più apprezzato è quello in cui ti riconosci meno.
*Cucinare è un atto d'amore perché lo fai per gli altri.
*La cucina è come l'iPhone: puoi limitarti a telefonare o entrare in un mondo in cui è tutto facile.
*La cucina non è fashion, la cucina è cultura.
==Voci correlate==
*[[Cibo]]
*[[Cucina (architettura)]]
*[[Cuoco]]
*[[Gastronomia]]
*[[Pasto]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt|b=Libro_di_cucina|preposizione=sulla}}
[[Categoria:Cucina| ]]
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Shrek e vissero felici e contenti
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Udiki
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-52493-03|~2026-52493-03]] ([[User talk:~2026-52493-03|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Skekzilla|Skekzilla]]
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wikitext
text/x-wiki
{{w|Frasi e dialoghi non chiari; probabilmente mancano NDR necessari o parti di dialoghi fondamentali per la comprensione}}
{{Film
|titoloitaliano = Shrek e vissero felici e contenti
|titolooriginale = Shrek Forever After
|paese = Stati Uniti d'America
|anno = 2007
|genere = animazione
|regia = Mike Mitchell
|annouscita= 2010
|soggetto = [[Tim Sullivan]]
|doppiatorioriginali=
*[[Mike Myers]]: Shrek
*[[Eddie Murphy]]: Ciuchino
*[[Cameron Diaz]]: Fiona
*[[Antonio Banderas]]: Gatto con gli stivali
*[[Walt Dohrn]]: Tremotino
*[[Jon Hamm]]: Brogan l'Orco
*[[Craig Robinson (attore)|Craig Robinson]]: Cuciny l'Orco
*[[John Cleese]]: Re Harold
*[[Jane Lynch]]: Gretched
*[[Julie Andrews]]: Regina Lilian
*[[Cody Cameron]]: Pinocchio
*[[Larry King]]: Doris
*[[Regis Philbin]]: Mabel
*[[Aron Warner]]: lupo
|doppiatoriitaliani=
*[[Renato Cecchetto]]: Shrek
*[[Nanni Baldini]]: Ciuchino
*[[Selvaggia Quattrini]]: Fiona
*[[Antonio Banderas]]: Gatto con gli stivali
*[[Francesco Vairano]]: Tremotino
*[[Alessandro Rossi]]: Brogan l'Orco
*[[Fabio Grossi]]: Cuciny l'Orco
*[[Giorgio Lopez]]: Re Harold
*[[Maria Pia Di Meo]]: Regina Lilian
*[[Corrado Conforti]]: Pinocchio
*[[Mario Bombardieri]]: Doris
*[[Gerolamo Alchieri]]: Mabel
*[[Paolo Marchese]]: lupo
|note =
*'''Soggetto''': [[William Steig]]
}}
'''''Shrek e vissero felici e contenti''''', film d'animazione statunitense del 2010.
==Frasi==
*Se crede che tornerò lì strisciando per scusarmi, ha preso lucciole per lanterne! Non è lei che comanda! Io sono un [[Orco (folclore)|orco]] e non mi scuserò perché mi comporto come tale! ('''Shrek''')
*E va bene, Tremoty! Questo non faceva parte del patto! Tremoty!!! ('''Shrek''')
*Lupetto? La mia parrucca-rabbia! ('''Tremotino''')
*Sfamami, se osi. ('''Gatto con gli stivali''')
*{{NDR|Rivolto a Fiona prima di scomparire}} Sai qual è stata la parte più bella di oggi? Ho avuto l'occasione di innamorarmi di te tutto da capo. ('''Shrek''')
==Dialoghi==
*{{NDR|Flashback}}<br />'''Re Harold''': Non ne sono convinto, Lillian. La Fata Madrina ha detto che solo il bacio di vero amore spezzerà l'incantesimo di Fiona.<br />'''Regina Lilian''': Non mi fido di quella donna, Harold. Questa potrebbe essere la nostra ultima speranza. E poi ci è stato caldamente raccomandato da re Mida.<br />'''Re Harold''': Ma mettere la vita di nostra figlia nelle mani di questa… persona?! Lui è ambiguo, è disonesto… è… è…<br />{{NDR|Stacco}}<br />'''Tremotino''': Tremotino!!! {{NDR|baciando la mano di Lillian}} Signora Altezza!<br />'''Regina Lillian''': T-tanto piacere.<br />'''Tremotino {{NDR|Fifì, la famelica oca domestica di Tremotino, si mette a ringhiare ferocemente ad Harold}}''': Giù, Fifì, a cuccia! Come potere vedere, è tutto pronto.<br />'''Re Harold''': Allora porrete fine all'incantesimo di Fiona?<br />'''Tremotino''': E in cambio voi siglate che Molto Molto Lontano passi a me.<br />'''Re Harold''': Lillian, questa è una follia!<br />'''Regina Lillian''': Che altra scelta abbiamo? Fiona è stata segregata in quella torre per troppo tempo!<br />'''Tremotino''': E non è che sta ringiovanendo.<br />'''Re Harold''': Ma cedere l'intero nostro regno?!<br />'''Tremotino''': Beh, se il vostro regno vale più di vostra figlia…<br />'''Re Harold''': Nulla vale per noi più di nostra figlia!<br />'''Tremotino''': Qua, Fifì, qua! {{NDR|prende una piuma dalla sua oca}} Una firmetta e tutti i vostri problemi spariranno. {{NDR|Harold sta per farlo, ma viene interrotto dall'arrivo del valletto}}<br />'''Valletto''': Vostra Maestà! La principessa! È stata salvata!<br />'''Tremotino''': Eh?! {{NDR|Harold straccia il contratto}} Chi l'ha salvata?!?
*'''Pinocchio''' {{NDR|dopo che Tremotino ha strappato le ultime pagine del libro sulla storia di Shrek}}: Ehm, signore? Quello me lo deve pagare.<br>'''Tremotino''': Ma-magari possiamo fare un patto, ragazzino?<br>'''Pinocchio''': Oh, io non sono un ragazzo vero.<br>'''Tremotino''': Lo vuoi essere? {{NDR|Pinocchio lo butta fuori con un calcio}}<br>'''Pinocchio''': A nessuno servono più i tuoi patti, Stremo-tanfino!<br>'''Tremotino''': Vorrei che quell'orco non fosse mai nato!
*'''Fiona''' {{NDR|dopo che Shrek ha rovinato la prima festa di compleanno dei suoi figli}}: Incredibile!<br>'''Shrek''': Non lo dire a me!! Quei paesani…<br>'''Fiona''': Non sto parlando dei paesani, Shrek! Sto parlando di te! È così che vuoi ricordarti il primo compleanno dei tuoi figli?!<br>'''Shrek''': Fantastico! Così è tutta mia la colpa?!<br>'''Fiona''': Sì, ma… facciamo così, ne parliamo dopo la festa, a casa.<br>'''Shrek''': Vuoi dire quell'insegna pubblicitaria in cui viviamo?! Fatevi avanti! Guardate l'orco danzante! Nessun timore! Non morde! Io una volta ero un orco! Ora sono solo un pannocchione verde!!<br>'''Fiona''': Va bene, va bene, magari non sei più l'orco di una volta, ma magari non è una brutta cosa.<br>'''Shrek''': Ah, non mi aspetto che tu mi capisca! Non è che sei una vera orchessa! Hai passato metà della tua vita in un palazzo!<br>'''Fiona''': E l'altra metà segregata in una torre.<br>'''Shrek''' {{NDR|sospira}}: Senti, io voglio soltanto che le cose tornino come erano prima! Prima quando i paesani avevano paura di me e io potevo fare un bagno di fango in pace! Quando potevo fare quello che volevo, quando avevo voglia di farlo!! Prima quando il mondo aveva senso!!<br>'''Fiona''': Vuoi dire prima che tu mi salvassi dalla Fortezza del Drago?!<br>'''Shrek''': Esatto!!<br>'''Fiona''': Shrek, tu hai tre bellissimi figli, una moglie che ti ama tanto, amici che ti adorano. Tu hai ogni cosa. Com'è che l'unica persona che non riesce a capirlo… sei tu? {{NDR|rientra nel locale del ristorante con i suoi amici, molto delusa}}<br>'''Shrek''' {{NDR|andandosene}}: Davvero fantastico.
*'''Shrek''' {{NDR|Le streghe lo portano al cospetto di Tremotino}}: Motino!<br />'''Tremotino''': Oh, Shrek! Ah, eccolo lì! […] Ah, non sai quanto ti ho atteso!! Signore mie, questo è quel tale che ha reso tutto questo possibile! Allora dimmi, ti godi la tua giornata?<br>'''Shrek''': Va bene, Tremoty, che succede? Che cosa hai fatto?<br>'''Tremotino''': Oh no, Shrek, non è quello che ho fatto io, è quello che tu hai fatto: grazie a te il re e la regina hanno siglato che il regno passi a me!<br>'''Shrek''': Non lo farebbero mai.<br>'''Tremotino''': Lo farebbero se io gli promettessi che tutti i loro problemi scomparirebbero! {{NDR|ridacchia}} E poi loro sono spariti! Ah, avrebbero fatto di tutto per far cessare l'incantesimo della figlia.<br>'''Shrek''': Io ho fatto cessare quell'incantesimo!!<br>'''Tremotino''': E come, se non sei mai esistito?<br>'''Shrek''': Ti conviene parlare in modo sensato, brutto omuncoletto!!<br>'''Tremotino''': Ecco, ti spiattello la cosa: mi hai dato un giorno del tuo passato, un giorno di cui non ricordavi nemmeno, caspita! Un giorno in cui eri un bambino, un innocente e spensierato fagottino! {{NDR|intona la canzoncina di buon compleanno}}<br>'''Shrek''': Ti sei preso il giorno in cui sono nato?<br>'''Tremotino''': No, Shrek: tu me lo hai dato.<br>'''Shrek''': Godetela finché puoi, Motino, perché alla fine di questo giorno…<br>'''Tremotino''': Ma, ma, ma, ma non hai sentito la parte più bella: visto che non sei mai nato, quando questo giorno sarà alla fine, così sarai tu!<br>'''Shrek''': Dov'è Fiona? Dov'è la mia famiglia?!<br>'''Tremotino''': Ah, sciocchino di un orco, non capisci, vero? Vedi, tu non sei mai nato. Non hai mai conosciuto Fiona. I tuoi figli non... esistono! Ah, ti piace questo paradosso metafisico?! Oh, a quanto pare hai avuto esattamente quello che volevi!! Buona giornata dell'orco!!<br>'''Shrek''': Tremoty!!!<br>'''Tremotino''': Tenetelo, tenetelo, streghe!!!
*'''Gatto con gli stivali''': Guarda, Ciuchino, il carretto dei chimichanga! Presto! ''Ándale''! ''Ándale''! ''Ándale''! Inseguilo, ''burro''! Forza, Ciuchino, ''vámonos''!<br>'''Ciuchino''': Bello, tu sei una "gattastrofe"!<br>'''Gatto con gli stivali''': E tu sei… "inciuccato"! {{NDR|ridono}}
*'''Tremotino''': Nessuno riesce a portami Shrek?! Ma dov'è?! È tanto difficile?! Lo voglio lo voglio lo voglio!!!<br>'''Shrek''' {{NDR|entrando nella sala}}: Tremotino! Ho sentito che mi stai cercando.<br>'''Tremotino''': Ah-ah, Evvai!!! Finalmente!! Chi me l'ha consegnato?! Chi si becca il patto di una vita?!?<br>'''Shrek''': Lo becco io!<br>'''Tremotino''': Cosa?! Ma…<br>'''Shrek''': Be', se mi consegno personalmente allora io becco il patto di una vita! Significa che tu devi darmi tutto quello che voglio!<br>'''Tremotino''': No, no, no, solo il bacio di vero amore annulla in contratto!! Perciò se pensavi che facessi, tutatutatu, qui dentro e riavevi la tua vita…<br>'''Shrek''': Non sono qui per riavere la mia vita!<br>'''Tremotino''': E allora che cosa vuoi?
*'''Shrek {{NDR|Combattendo contro la Draghessa}}''': Ciuchino, coccolala!<br>'''Ciuchino''': Coccolo chi?<br>'''Shrek''': Tua moglie!
*'''Fiona''': Shrek? Ti senti bene?<br>'''Shrek''' {{NDR|abbracciandola di gioia}}: Oh, Fiona. Non sono mai stato meglio!
*'''Shrek''': Sai, ho sempre pensato che io ho salvato te dalla Fortezza del Drago.<br>'''Fiona''': È così.<br>'''Shrek''': No, sei stata tu che hai salvato me. {{NDR|si baciano}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Shrek}}
[[Categoria:Film d'animazione]]
[[Categoria:Film di Shrek]]
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Maurizio Sarri
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[[File:Maurizio Sarri 2019 (cropped).jpg|thumb|Maurizio Sarri nel 2019]]
'''Maurizio Sarri''' (1959 – vivente), allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Maurizio Sarri==
<!--cronologico-->
*L'unica perplessità che ho è che sono così legato a Empoli che non sopporterei di fare una cattiva stagione qui. Non vorrei mai che mi volessero meno bene.<ref name=big>Dalla conferenza stampa dopo Inter-Empoli del 31 maggio 2015; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Empoli/31-05-2015/empoli-sarri-futuro-una-big-scegliermi-serve-coraggio-1101062143226.shtml Empoli, Sarri e il futuro: "Una big? Per scegliermi serve coraggio..."]'', ''gazzetta.it'', 31 maggio 2015.</ref>
*[La mia filosofia] Non è riproducibile se ci sono solo stranieri, nel momento in cui ci saranno 20 italiani su 25 in rosa si ritroverebbero alcuni degli ideali persi nel calcio moderno.<ref name=big/>
*Prima ero più rigido. Ero più portato a pensare che la tattica fosse un valore assoluto. Ora so che il bambino che c'è in ogni giocatore non va mai spento. Non va mai represso l'aspetto ludico, quello per il quale il calcio si chiama, appunto, gioco del calcio. Quando un giocatore si diverte rende il doppio, ed è uno spettacolo meraviglioso.<ref name=sarri>Da un'intervista al ''Corriere dello Sport''; citato in ''[http://www.ilnapolista.it/2015/11/sarri-veltroni/ Sarri a Veltroni: «Prima ero più rigido, poi ho capito che il calciatore deve divertirsi, liberare il bambino che è in lui. Il calcio o è un progetto o non è»]'', ''ilnapolista.it'', 15 novembre 2015.</ref>
*Questa frenesia, per la quale un [[allenatore]] è un cretino se perde due partite o un genio se ne vince due e un attaccante una schiappa se sbaglia un rigore e un genio se fa un gol qualsiasi, rende molto difficile far vivere progetti e quindi far evolvere il calcio.<ref name=sarri/>
*Ho sempre detto in questi mesi che lo scudetto è una bestemmia, ma io sono toscano e in Toscana si bestemmia abbastanza. Una bestemmia quindi ogni tanto ci può stare, anche perché può capitare di tutto nella vita.<ref>Dalla conferenza stampa prima di Frosinone-Napoli del 10 gennaio 2016; citato in ''[http://sport.sky.it/sport/calcio_italiano/2016/01/09/sarri-vigilia-frosinone-napoli.html Sarri: "Lo Scudetto è una bestemmia, ma in Toscana si bestemmia tanto"]'', ''skysport.it'', 9 gennaio 2016.</ref>
*Farei fatica a vivere nel caos delle grandi città. Ma io adoro [[Napoli]] e la sua umanità, adoro lo spirito sociale che c'è lì, il fatto che se succede una cosa al tuo vicino è come se fosse successa a te. Napoli ti dà un amore unico che ogni allenatore dovrebbe provare nella vita.<ref>Citato in Pino Taormina, ''[http://sport.ilmattino.it/calcio/sarri_il_futuro_del_calcio-1790598.html Sarri boccia il calcio italiano: «Non vedo un gran futuro, adesso siamo in Lega Pro»]'', ''ilmattino.it'', 11 giugno 2016.</ref>
*{{NDR|[[Gonzalo Higuaín]]}} Non ha mai avuto diffidenza. È un ragazzo particolare, ha bisogno di certe cose per rendere al meglio. Di lui ho sempre detto che è il centravanti tipico più forte del mondo e che deve pretendere tanto da se stesso. In allenamento i miei erano più rimproveri che elogi, ma pubblicamente lo elogiavo.<ref>Dall'intervista a ''Mister Condò'' di Sky Sport, 4 febbraio 2017; citato in ''[https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/napoli/2017/02/03-21001594/napoli_sarri_higuain_lavrei_sbranato_mi_sarei_aspettato_la_premier_non_la_juve/ Napoli, Sarri: «Higuain l'avrei sbranato. Mi sarei aspettato la Premier, non la Juve»]'', ''corrieredellosport.it'', 3 febbraio 2017.</ref>
*[...] l'allenatore è come il pesce, dopo un po' puzza...<ref>Da un'intervista dopo Lazio-Napoli del 9 aprile 2017; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Napoli/09-04-2017/sarri-io-bandiera-napoli-un-po-pesce-puzza-190626524862.shtml Sarri: "Io bandiera del Napoli? Dopo un po' il pesce puzza.."]'', ''Gazzetta.it'', 9 aprile 2017.</ref>
*{{NDR|Sull'epilogo della Serie A 2017-2018}} Il rammarico è perché abbiamo perso uno scudetto in albergo e ci sarebbe piaciuto più perderlo in campo.<ref>Da un'intervista dopo Sampdoria-Napoli del 13 maggio 2018; citato in ''[https://www.raisport.rai.it/dl/raiSport/Articoli/Sarriscudetto-perso-in-albergo-Firenze-b8051193-4ad6-4714-9b60-df58c148b599.html Sarri: 'Scudetto perso in albergo a Firenze']'', ''raisport.rai.it'', 13 maggio 2018.</ref>
*Se c'è una categoria di persone che mi fa paura sono i [[tuttologo|tuttologi]], quelli che parlano in mezz'ora di sei argomenti diversi, io faccio l'allenatore e posso parlare di cose di calcio.<ref>Dall'intervista post-partita di Juventus-Inter; citato in ''[https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2020/03/08/juventus-inter-sarri-intervista Juve-Inter, Sarri: "Dybala devastante, dopo l'1-0 siamo andati in fiducia"]'', ''sport.sky.it'', 8 marzo 2020.</ref>
*Ci sono due cose che mi hanno colpito: l'amore, che troviamo in qualsiasi parte d'Italia, e l'odio che riesci a trovare in qualsiasi posto d'Italia. Lo capisci solo se alleni la [[Juventus Football Club|Juve]] [...]. Quando sei così attaccato all'esterno ti leghi all'interno.<ref>Da un intervento nella videochat dei canali social della Juventus, 17 aprile 2020; citato in ''[https://www.alfredopedulla.com/sarri-lodio-contro-la-juventus-lo-comprendi-solo-quando-ne-sei-parte/ Sarri: "L'odio contro la Juventus lo comprendi solo quando ne sei parte"]'', ''alfredopedulla.com'', 17 aprile 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla vittoria dello scudetto alla guida della Juventus nella stagione 2019-2020}} Cosa ho detto ai ragazzi nello spogliatoio? Che se avevano vinto con me, allora sono proprio forti.<ref>Dall'intervita post-partita di Juventus-Sampdoria; citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2020/07/25/juve-sarri-per-scudetto-ce-tempo-fino-al-2-agosto_2fe68c7c-0316-431f-86db-c09d58b9135a.html Juventus campione d'Italia, Sarri: 'Vinto nonostante me']'', ''ansa.it'', 27 luglio 2020.</ref>
*Non è semplice la sua gestione sotto tutti i punti di vista. È una multinazionale [[Cristiano Ronaldo|Ronaldo]], ha degli interessi personali e bisogna farli coincidere con quelli della squadra.<ref>Dall'intervista a ''Sportitalia'', citato in Riccardo Caponetti; ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/lazio/2021/07/05/news/maurizio_sarri_lazio_juventus_cristiano_ronaldo_napoli-309080117/ Sarri: "Ronaldo multinazionale poco gestibile, e Pirlo ha pagato l'effetto Guardiola. Io sbagliai a lasciare il Chelsea"]'', ''repubblica.it'', 5 luglio 2021.</ref>
*{{NDR|Sul derby Lazio-Roma}} Io la partita in cui ho sentito più pressione è stata un Sangiovannese-Montevarchi in Serie C, una rivalità centenaria anche con qualche morto nel dopoguerra, da come mi hanno detto. La pressione mediatica non corrisponde sempre alla pressione interna di una persona. Le sensazioni sono diverse, intime, dipendono da qualcosa che si ha nell’anima.<ref>Dal prepartita del derby Lazio-Roma; citato in ''[https://www.eurosport.it/calcio/serie-a/2021-2022/sarri-alla-vigilia-di-lazio-roma-derby-della-capitale-mi-intriga-ma-ero-piu-teso-per-sangiovannese-m_sto8558273/story.shtml?fbclid=IwAR3Erv5E2OuW4q12O70zuUbV_uPo-dtMAdTo7FX5uQZ9sSmu0YzzKFgvC4E Sarri: 'Sarri alla vigilia di Lazio-Roma: "Derby della Capitale? Mi intriga, ma ero più teso per Sangiovannese-Montevarchi"']'', ''eurosport.it'', 25 settembre 2021.</ref>
*Le bellezze sono molteplici. Non è che se ti piacciono le bionde, passa una bruna e dici che è brutta.<ref>Citato in ''[https://www.radiosei.it/articolo/sarri-in-conferenza-tanta-roba-convincere-i-ragazzi-di-poter-fare-questo-ora-umilta-la-champions-importante-per-il-nostro-percorso-di-crescita/ Sarri in conferenza]'', ''radiosei.it'', 4 marzo 2023.</ref>
*Landismo e Sarrismo sono due filosofie bellissime, ma quasi sempre perdenti. Il bello è il viaggio, non la meta. A noi piace il viaggio, poi se la meta è la vittoria bene ma non è la sola cosa che conta.<ref>Citato in Leonardo Gualano,
''[https://www.goal.com/it/notizie/sarri-e-il-concetto-di-sarrismo-filosofia-bellissima-ma-quasi-sempre-perdente/blt803b4eabd5dc7235 Sarri e il concetto di Sarrismo: "Filosofia bellissima, ma quasi sempre perdente"]'', ''goal.com'', 28 giugno 2023.</ref>
*{{NDR|Sul [[derby di Roma]]}} È una partita che ti devasta. Nella mia carriera ho vissuto incontri di enorme importanza, ma il senso di spossatezza che provi dopo un derby... quello non l'avevo mai sentito prima. {{NDR|«Quanto pesa, prima e dopo?»}} Lo senti addosso per tutta la settimana, ma il vero peso arriva quando l'arbitro fischia la fine. Solo lì realizzi quanta pressione hai portato con te giorno dopo giorno.<ref>Dall'intervista di Alfredo Pedullà, ''[https://www.sportitalia.it/2025/06/16/esclusiva-si-pedulla-intervista-sarri-juve-e-lazio-i-miei-miracoli-torno-in-biancoceleste-per-amore/ ESCLUSIVA SI – Pedullà intervista Sarri: "Juve e Lazio, i miei miracoli. Torno in biancoceleste per amore"]'', ''sportitalia.it'', 16 giugno 2025.</ref>
{{Int|''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/2014/10/08/news/sarri_lavoravo_in_banca_ma_non_alleno_per_caso-97620472/ Sarri: "Lavoravo in banca ma non alleno per caso"]''|Intervista di Francesco Saverio Intorcia, ''repubblica.it'', 8 ottobre 2014.}}
*Poi ho scelto come unico mestiere quello che avrei fatto gratis. Ho giocato, alleno da una vita, non sono qui per caso. Mi chiamano ancora l'ex impiegato. Come fosse una colpa aver fatto altro.
*L'esperienza in banca è un valore aggiunto: ho appreso il valore dell'organizzazione e della capacità decisionale.
*Faticoso è alzarsi alle 6 per andare in fabbrica. Qui serve solo armonia di movimenti e di tempi.
*{{NDR|Sull'[[articolo 18 dello statuto dei lavoratori]]}} È un totem, il simbolo delle lotte dei nostri genitori e dei nostri nonni. Facciano le riforme che vogliono, ma l'articolo 18 non va toccato, per ciò che rappresenta.
*Nelle categorie inferiori conosco tanti che potrebbero stare al posto mio, se godessero di attenzione mediatica.
*Un [[allenatore]] che indovina la piazza ideale ha un gran fiuto o un gran culo. A Empoli sappiamo che la crescita di un giovane passa anche dai suoi errori. Il pubblico ha sposato l'idea: nutre un feroce senso d'appartenenza per il vivaio. Altrove c'è il complesso dell'errore: sbagli una palla e non giochi più. Noi rischiamo la B, ma lottiamo. Due mesi fa ci davano per spacciati.
{{Int|''[https://radiosei.it/articolo/sarri-a-nudo-a-rsi-racconta-la-sua-vita-il-calcio-il-ciclismo-e-bukowski Sarri a nudo: a RSI racconta la sua vita, il calcio, il ciclismo e... Bukowski]''| Citato in Alessio Buzzanca, ''radiosei.it'', 2022.}}
*Per me quello con il [[Calcio (sport)|calcio]] è un innamoramento avuto fin da piccolo. Penso che derivi dal fatto che è uno sport di squadra, anche se negli ultimi anni a livello mediatico viene dato più peso all'individualità. Solo il rugby penso abbia le stesse caratteristiche di organizzazione del calcio, perché si gioca in un campo con delle dimensioni estremamente ampie e con tanti giocatori. Razionalizzare i movimenti dei giocatori è una grandissima passione, ma mi sono divertito anche a giocare. Il calcio è un gioco apparentemente semplice, soprattutto per i singoli, anche se coordinare 11 giocatori su un terreno non è proprio semplicissimo.
*Nel calcio degli ultimi anni, per vincere bisogna andare in determinate squadre. I giocatori di livello possono ancora fare, e fanno, la differenza. Prima le disponibilità economiche delle squadre erano di qualche miliardo di lire, oggi di qualche centinaia di milione di euro, questa differenza porta a vincere sempre le stesse squadre. Si vede un po' in tutti i campionati europei. La cultura italiana è particolare, si fa più tifo contro che a favore, cosa che in Inghilterra non ho visto, lì puoi andare in trasferta con tifosi di altre squadre. Qui a livello culturale-sportivo non siamo messi benissimo. Parlare di allenatore come educate in questo mondo non è il caso, se ne parliamo a livelli giovanili posso essere d'accordo. Ai nostri livelli hai a che fare con aziende individuali, quasi tutte di fatturato milionario, quindi è difficile essere un educatore. Si cerca di far passare messaggi e dei valori, fondamentali nello sport di squadra, continuamente.
*Io devo ringraziare gli insegnanti che ho avuto, mi hanno permesso di fare percorsi diversi da quelli classici della scuola. In classe mi annoiavo, loro mi hanno spinto verso letture che mi appassionavano. Leggere è un momento di svago, ma anche di forte arricchimento. Mi serve anche per il mio lavoro: la facilità di linguaggio che ti può dare leggere molto, penso possa essere incidente anche nella professione.
*Spesso vedo partite della Primavera giocate in campi improponibili con gli allenatori in divisa sociale e mi vien da ridere. Noi facciamo un lavoro da campo, non vedo che ci sia di male nel lavorarci in tuta. Quando lavoravo nella Finanza andavo in giacca e cravatta. Il mondo è andato verso una direzione in cui conta più l'apparenza ed è ridicolo. Io dico sempre che i manager che guardano il calcio in un altro mondo lavorativo sarebbero licenziati. Il mio lavoro precedente mi ha aiutato: il doverti scannare per aprirti una strada è utile.
*Non c'è un episodio che mi ha dato più soddisfazione in carriera. L'errore che fa la gente, solitamente, è quello di abbinare la mediaticità dell'evento a quello che realmente l'evento rappresenta per te. Io sono uno che cerca di migliorarsi tutti i giorni e cerco di adattare le mie idee in base ai giocatori che dispongo in quel momento, mi ritengo più un trasformista che un’integralista, avendo utilizzato tutti i moduli nella mia carriera.
*Se dovessi scegliere tra la finale di Champions League e la Parigi-Roubaix, guarderei sicuramente il [[ciclismo]]. È uno sport vero. Anche lì, seppur resti uno sport individuale, noto che la squadra sta contando molto di più dei singoli. Quelli forti sono sette o otto e più di questi è importante la squadra. È uno sport di grande fatica che richiede una passione veramente feroce. A differenza del calcio, poi, i grandi stipendi sono riservati ai pochi veramente forti, gli altri gareggiano per uno stipendio normale. Ho veramente un grande rispetto per chi pratica questo sport, vederlo mi dà grande soddisfazione. Io, tra l'altro, vengo da una famiglia di ciclisti.
===Attribuite===
*{{NDR|Rivolto ai dirigenti della Juventus al momento del suo esonero}} Voi mi mandate via, ma questa squadra è inallenabile.<ref>Citato in ''[https://torino.corriere.it/sport/20_settembre_08/sarri-disse-mi-mandate-via-ma-questa-squadra-inallenabile-2936e672-f1af-11ea-a04c-fd3ebc88ed6c.shtml E Sarri disse: «Mi mandate via ma questa squadra è inallenabile»]'', ''torino.corriere.it'', 8 settembre 2020.</ref>
==Citazioni su Maurizio Sarri==
*È un razzista, uomini come lui non devono stare nel calcio. Ha usato parole razziste, ha inveito contro di me poi mi ha urlato frocio e finocchio, sono orgoglioso di esserlo se lui è un uomo. Da uno come lui che ha 60 anni non lo accetto, si deve vergognare. Il quarto uomo ha sentito e non ha detto niente. Non voglio parlare della partita, non mi interessa niente. Uno di 60 anni che si comporta così è una vergogna, si può anche litigare, ma non così, sono andato a cercarlo e mi ha chiesto scusa negli spogliatoi, ma io gli ho detto di vergognarsi. In Inghilterra non metterebbe più piede in campo. ([[Roberto Mancini]])
*In Serie A o ci arrivi sul campo o fai fatica ad essere scelto se non sei raccomandato. Tifiamo Sarri perché è uno che con il lavoro è arrivato all'ultimo piano del grattacielo. Conquista la Serie A con l'Empoli e con grande dignità la affronta. Gioca e vince con i giovani, solo in attacco non riesce a far passare la linea verde. Esempio di meritocrazia. ([[Michele Criscitiello]])
*{{NDR|Nel 2016}} Sarri che dice: la Juventus è di altra categoria. E De Laurentiis ti paga per dire ste cose? Alibi per i giocatori. È un grande tecnico con la mentalità e la cultura calcistica da terza categoria. ([[Paolo Bargiggia]])
*Sarri è stato fondamentale nella mia crescita. Un allenatore molto bravo tatticamente, mi ha dato basi importanti che mi rimarranno per sempre. È carismatico, sa caricarti e mandarti in campo con la giusta determinazione, ma quando c'è da aiutare e tranquillizzare un ragazzo è in grado di farlo. ([[Daniele Rugani]])
*{{NDR|Sul confronto tra Sarri e Arrigo Sacchi}} Sarri si sta dimostrando molto più bravo, perché [[Arrigo Sacchi|Sacchi]] aveva tanti fuoriclasse, come i tre olandesi, [[Franco Baresi|Baresi]], [[Paolo Maldini|Maldini]] e [[Roberto Donadoni|Donadoni]], mentre lui ha ottimi giocatori, non campionissimi. ([[Alberto Bigon]])
*Vede cose che altri non vedono. Ti fa capire quanto nel calcio nulla può e deve essere imprevedibile. È uno studioso. Qualsiasi domanda tu gli faccia, lui ha sempre una risposta. Ed è sempre giusta. Ti aiuta a pensare come squadra e non come singolo. Quando è arrivato mi ha detto: se fai come ti dico, diventerai un giocatore importante. E io ci sto provando, ma so che posso ancora migliorare. Con Sarri il calcio è matematica, insomma. ([[Kalidou Koulibaly]])
===[[Alessandro Bonan]]===
*Maurizio Sarri cerca una distanza, un punto focale, una specie di miraggio. Vede ruscelli, alberi, una vegetazione nel deserto. Questo è il gioco che cerca: un florilegio di passaggi, in geometrie inesatte, ma disegni comunque, che si esaltino nella rincorsa, nell'avanzamento del pallone, un rotolare logico verso la porta, una cascata in gol. In questa visione metafisica si nasconde l'insidia dell'incubo o, alla meno peggio, dell'imprevisto. [...] Sarri subisce l'inclinazione del risultato che nel calcio è fatto anche di estemporanee soluzioni, astrali combinazioni, talento, magia e corruzione dell'anima. L'esagerazione di queste parole serve a comprendere la michelangiolesca irrequietezza dell'allenatore toscano, un furore interiore che lo ha portato a credere in se stesso, quando quel sé altro non era che il ritratto di un uomo che amava il calcio a prescindere dal luogo in cui si consumasse, che fosse la polvere della provincia o l'altare dell'impero. Sarri, durante la sua lunga strada, non si è mai perso, al contrario si è piano piano trovato. Scoprendo di essere un allenatore vero prima ancora di estirpare il falso, qualora ve ne fosse.
*Sarri è un uomo della gente a cui non manca un sano realismo (sarà mica questo il cosiddetto sarrismo?).
*Sarri si conclude negli occhiali. Sembra una distanza breve tra la faccia e le lenti, tanto che per guardare oltre, abbassa la testa e spia il mondo. Lo vede piccolo, una fessura, non sembra interessato all'orizzonte, a te che sei di fronte, all'oltre quella porta, al domani. Non vive l'altro, nemmeno lo considera. L'altro non c'è, come infatti non esiste l'altra squadra. Sarri studia la geometria del campo, lo suddivide in figure, ci mette dentro il pallone, formula qualche possibile variabile, poi teorizza e infine scrive sul piccolo quaderno a quadretti. Si auto compiace solo quando le equazioni tornano, come un matematico perseguitato dall'ordine dei numeri. Senza la malizia, la cattiveria, la scioccheria del presuntuoso, si dimentica di vivere al di fuori di un gioco [...] che rappresenta per lui il nirvana, l'angolo di paradiso, l'Altissimo. Vince se deve vincere, perde se qualcosa va storto (e qualcosa va sempre storto nel mondo degli umani). Difficilmente tradisce sotto il profilo algebrico. Uno più uno fa due, due più due quattro e così via. L'esattezza è la sua cifra stilistica.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
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Elegie funebri dai film
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Spinoziano
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{{Raccolta}}
[[File:Proibito (1954) Amedeo Nazzari (2).jpg|miniatura|upright=1.2|[[Amedeo Nazzari]] pronuncia l'elegia funebre in ''[[Proibito (film 1954)|Proibito]]'' (1954)]]
Raccolta di '''elegie funebri''' tratte '''dai film'''.
==Elegie funebri dai film==
*Aaron Claridge era venuto qui per coronare il suo sogno, ma la morte ha posto fine alla sua vita terrena. Per lui ora inizia la vita celeste. (''[[L'amore arriva dolcemente]]'')
*Abbiate pietà di lui, o Signore, e accogliete la sua anima nel regno dei cieli nei secoli dei secoli. Amen. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'')
*Alle volte riesce difficile comprendere il corso degli eventi. Charlie era molto bravo e sarebbe cresciuto bene. Non gli è stato concesso. La morte ci può cogliere in qualunque posto, a tutte le ore. Non è mai la benvenuta, ma una persona perbene, che non ha rimorsi, può guardarla in faccia più serenamente. (''[[I cowboys]]'')
*Bartolomeo Casu, sono venuto a dirti che i tuoi amici non ti dimenticano. Sei morto con le pupille aperte, Bartolomeo Casu, ma riposa in pace. (''[[Proibito (film 1954)|Proibito]]'')
*– Bess McNeill, tu sei una peccatrice e per i tuoi peccati sei condannata all'inferno.<br />– Nessuno di voi ha il diritto di condannare Bess all'inferno! (''[[Le onde del destino]]'')
*{{NDR|In onore di un criceto nano cinese}}<br>– Caro Champion, è stato bello conoscerti. Anche se per poco tempo. Spero che Dio ti faccia riposare in pace. Ti auguro tanto... Qual era il suo cibo preferito?<br />– Il cavolo cinese.<br />– ...tanto cavolo cinese. Che la tua anima possa riposare in pace nei pascoli eterni. O nella Terra dei Cavoli. O nei campi di cavoli. (''[[Quel giorno tu sarai]]'')
*Claire amava la musica. C'è una chiesa vicino a casa nostra e il gospel risuona nel vicinato. Quand'era piccola Claire vide passare un funerale con la musica jazz. Quel giorno mi chiese: "Perché aspettano sempre la fine per suonare della buona musica?". Claire, la musica suona per te ora, e per sempre. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]'')
*Conosci questo corpo? Si chiamava Domenico. L'hai creato tu. Riprendi l'anima che lo ha abitato, riprendi questo cuore che ha tanto battuto, e riempi della tua forza la sua assenza nei nostri. Fai tu eletto del nostro dolore di doverlo lasciare, come della nostra gioia di saperlo con te. Signore, fai del mio povero respiro il tuo canto, per quest'anima fortunata che accogli. Amen. (''[[Il sogno di Francesco]]'')
*Dio onnipotente, a te raccomandiamo l'anima della nostra cara sorella defunta Katie Elder, mentre affidiamo il suo corpo alla terra, accanto a quello del suo amato consorte. Katie Elder era una donna benvoluta da tutti, una donna lavoratrice ed onesta, che ha servito la tua causa, o Signore, in moltissimi modi. È stata amica di tutti, un sollievo per i bisognosi. Ha lasciato questo mondo più buono per il solo fatto di averci vissuto: coloro che la conoscevano e la amavano si sentiranno migliori per aver goduto il calore del suo affetto. Katie Elder è vissuta a Clearwater per molti anni. Tutti noi che siamo oggi qui riuniti la conoscevamo bene, essa ha allevato quattro figli: John, Tom, Matt e Bud, il più giovane. Era una donna che non desiderava niente per sé: preferiva dare piuttosto che ricevere. Ha dedicato la vita alla sua famiglia e ai suoi amici. Torni la terra alla terra, la cenere alla cenere, la polvere alla polvere, nella certa e sicura fede nella resurrezione e nella vita eterna. (''[[I 4 figli di Katie Elder]]'')
*– E dunque, è con immenso dolore che piangiamo l'improvvisa scomparsa del nostro beneamato principe, venuto tragicamente a mancare proprio alla viglia del suo diciottesimo compleanno.<br />– Povero ragazzo!<br />– Il suo ricordo vivrà nei nostri cuori...<br />– Che tragedia!<br />– ...per tutta l'eternità! (''[[Le follie dell'imperatore]]'')
*E io ho dato il cuore per conoscere la saggezza e per conoscere il furore e la follia e ho compreso che tutto è vanità e afflizione dello spirito. Perché in molta saggezza vi è molto dolore e colui che accresce la conoscenza accresce la sofferenza. Perché Iddio pronunzierà su ogni opera e su ogni cosa segreta il suo giudizio, che sia buona o che sia malvagia. (''[[Frankenstein di Mary Shelley]]'')
*È morto il mio migliore amico. E con Francesco se ne va, se ne va una parte di me forse... forse la più bella. Ci tengo a raccontarvi solo questo piccolo aneddoto: qualche giorno fa, Francesco è entrato nel mio camerino. È come se avesse, uno strano presentimento. Mi ha detto, mi ha detto: "Stanis, se mi dovesse succedere qualcosa, io voglio che sia tu a fare il mio ruolo, perché sei il più grande attore che io abbia mai conosciuto". Questo mi ha detto. {{NDR|rivolto al feretro}} Ci penso io, Fra'. Ci penso io. ([[Stanis La Rochelle]], ''[[Boris - Il film]]'')
*Ellen e Joe erano stati in viaggio di nozze alle Cascate dei Niagara e volevano tornarci, ma Joe se n'è andato. Il suo caro amico, Norm Sindley a detto che Joe teneva in tasca un ciondolo di rubino che aveva in programma di dare a Ellen alle Cascate, perché i quaranta anni di nozze... sono di rubino. Una pietra di rara bellezza. E Joe Martin era altrettanto raro. Invece l'uomo comune è diventato tutto fuorché questo. Sono rari gli uomini che amano le proprie mogli. Uomini che sono sempre presenti per i propri figli. Che pagano le tasse e spalano la neve dal vialetto del vicino. Che guidano nei limiti di velocità anche se nessuno li controlla. Questo è il quattordicesimo dei ventuno funerali che questa tragedia ha portato nella nostra collettività. Ciascuno di essi acutizza il dolore della nostra comune perdita. (''[[Panama Papers (film)|Panama Papers]]'')
*– Gli eri molto affezionata, vero?<br>– Il suo amico, quello che l'ha ucciso, lo adorava.<br>– Be', bisogna riconoscere che era un gran detective.<br>– E un gran farabutto.<br>– È questo il tuo elogio funebre?<br>– A modo suo era anche un grand'uomo. Ma che importanza ha quello che si dice di un morto? (''[[L'infernale Quinlan]]'')
*Ho detto che l'anima non vale più del corpo e ho detto che il corpo non vale più dell'anima, che nulla, neanche Dio, è per chiunque più grande del suo io.<ref>{{cfr}} [[Walt Whitman]], ''Il canto di me stesso'': «''Ho dichiarato che l'anima non vale più del corpo, | e ho dichiarato che il corpo non vale più dell'anima, | e nulla, neppure Dio, per nessuno è più grande del suo proprio io,''»</ref> Ascolto e vedo Dio in ogni oggetto eppure non capisco minimamente Dio, né che possa esserci qualcuno più meraviglioso di me stesso. Io vedo Dio nei volti di uomini e donne e nel mio viso allo specchio. Trovo lettere inviate da Dio per le strade, ciascuna firmata col suo nome e le lascio lì col suo nome perché so che dovunque io vado altre verranno puntualmente sempre e per sempre.<ref>{{cfr}} [[Walt Whitman]], ''Il canto di me stesso'': «''Ascolto e scorgo Dio in ogni oggetto, e tuttavia Dio non lo capisco affatto, | come non capisco chi mai possa esiste più straordinario di me. || Perché dovrei desiderare di vedere Dio meglio di quanto non lo veda oggi? | Vedo qualcosa d'Iddio in ogni ora delle ventiquattro, in ogni momento di esse, | nei volti di uomini e donne vedo Dio, e nel mio volto riflesso allo specchio, | trovo lettere inviate da Dio per le strade, ognuna firmata col nome d'Iddio, | e le lascio dove si trovano, perché so che, ovunque mi rechi, | altre puntuali verranno, per sempre e per sempre.''»</ref> (''[[Hachiko - Il tuo migliore amico]]'')
*Grida forte, grida forte per la vita, per i vivi e per i morti. Grida per il coraggio e al dono della speranza, grida per la foresta e per il fiume. Il corpo è mortale, lo spirito vive in eterno, sempre nell'attesa di un giorno che nasce, nell'attesa di una nuova alba. Grida forte, grida forte per la vita. (''[[Un dono semplice]]'')
*Io mi ricordo di tutte le volte che abbiamo suonato insieme. Ma quanto eri stonato! Non posso che citare Ol' Dirty Bastard: "''Shimmy shimmy ya, shimmy yam, shimmy yay''". E ho detto tutto. Ciao Francesco. (''[[Boris - Il film]]'')
*"Io sono la resurrezione e la vita. Chi crede in me anche se è morto vivrà, e chiunque vive e crede in me non morirà in eterno".<ref>{{Cfr}} [[Gesù]]: «Chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno».</ref> Billy Glenn Norris ha sacrificato la propria vita per difendere il proprio paese. Billy Glenn Norris è un autentico eroe americano. Dona, o Signore, pace eterna alla sua anima. (''[[Mars Attacks!]]'')
*L'odio non può più toccarlo ormai. Restano i suoi ideali di coraggio e dignità umana, ideali che ci ha trasmessi e che ci impegniamo a seguire. Il suo scopo era di rafforzare la mente e non soltanto il fisico di voi giovani. Se tanta importanza ha dato alla lotta è perché l'esercizio del corpo tempra la volontà e forma il carattere. La [[Cina]], la nostra terra, avrà bisogno di tutti noi, e dobbiamo seguire la strada che ci ha indicato il maestro. Non siamo ancora pronti, ma presto lo saremo se seguiteremo a praticare l'arte di combattere e di difenderci senza mai provocare, secondo l'insegnamento che abbiamo ricevuto. (''[[Dalla Cina con furore]]'')
*La morte improvvisa della signora Parker è stata un terribile dolore per tutti noi, ma come ben sappiamo Dio percorre vie misteriose. Il che mi ricorda un discorso chiave che ho fatto recentemente e che ritengo sarebbe piaciuto alla signora Parker. (''[[La famiglia omicidi]]'')
*Lasceremo le tombe senza alcun segno... Chiunque verrà qui non potrà distinguere le scimmie dagli umani. Si piangerà per loro insieme, come dev'essere e sarà d'ora in poi. (''[[Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie]]'')
*Miei cari compagni gatti, siamo qui riuniti in questa notte di luna per dare il nostro ultimo saluto a una giovane e sfortunata gabbiana. Ci rattrista che ci abbia lasciati, ma soprattutto ci piange il cuore per come ci ha lasciati, uccisa dalla pazzia degli uomini, che un giorno finirà per distruggere il mondo selvaggio e meraviglioso che Madre Natura ci aveva donato! E adesso, tutti insieme, gnauliamo alla luna la canzone d'addio di noi gatti del porto! (''[[La gabbianella e il gatto]]'')
*– Noi affidiamo questa ragazza e quest'uomo alla tua misericordia, o Signore! I loro corpi sono stati strappati all'ombra della nostra lunga notte! E ora essi sono liberi da ogni oscurità e dolore! Questa ragazza e quest'uomo sono ormai passati in un mondo migliore! Dove saranno per sempre, eterni e immortali! Cenere alla cenere, polvere alla polvere!<br />– Perché? Perché degli innocenti sono stati puniti? Perché il sacrificio? Perché il dolore? Non c'è nessuna promessa. Niente è sicuro. Solo alcuni vengono chiamati, altri vengono salvati. Lei non conoscerà mai il dolore e la sofferenza di tutti coloro che rimarranno qui. Noi affidiamo i loro corpi alle fiamme... con cuore sereno. Perché dentro ogni seme, c'è la solenne promessa di un fiore. E nella morte di ogni uomo, chiunque esso sia, c'è sempre una nuova vita. Un nuovo... inizio. Amen.<br />– Amen! (''[[Alien³]]'')
*Noi non vogliamo negarlo: Jesse era un fuorilegge, un bandito, un criminale, anche quelli che gli volevano bene non hanno niente da dire. Ma non ce ne vergogniamo. E non so perché, ma credo che neanche l'America si vergogni di Jesse James. Forse perché era audace e ardito come tutti noi vorremmo essere qualche volta. Forse perché ci rendiamo conto che la colpa non era tutta sua, ma che era il prodotto dell'ingiustizia del suo Paese. Forse perché per dieci anni ha preso in giro il governo, o perché faceva sempre bene quello che faceva. Io non lo so, io so soltanto che egli era uno dei più maledetti dannati infernali bravacci, ma anche il più generoso che sia mai vissuto nel territorio degli Stati Uniti d'America. (''[[Jess il bandito]]'')
*Non celebro un funerale da otto anni, ma qualcuno deve aiutare questa famiglia. Dio del cielo e dell'universo infinito, noi di preghiamo e ti supplichiamo per questa famiglia distrutta dal dolore. Preghiamo per coloro che soffrono per lui e lo piangono perché ne hanno molto bisogno. Che Dio abbia pietà della tua anima. (''[[Parkland (film)|Parkland]]'')
*Non fatevi tesori sulla Terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove ladri scassinano e rubano. Ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano e dove i ladri né scassinano né rubano. Perché dov’è il tuo tesoro, è lì che sarà anche il tuo cuore, di sicuro. Il tuo occhio è una lampada che fornisce luce al corpo. Se il tuo occhio è limpido, tutto il tuo corpo sarà illuminato. Ma se il tuo occhio è malvagio, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunque la luce che è in te è solo tenebra, quanto grandi saranno le tenebre. (''[[Batman: Hush (film)|Batman: Hush]]'')
*Non passerà in ozio neanche la vita eterna. Sarà come è sempre stato, a godersi i suoi cavalli, a occuparsi della terra. A cercare di combattere la siccità e il vento. (''[[Hud il selvaggio]]'')
*O Signore, affidiamo i loro corpi alla grande distesa del mare, perché li protegga e li conservi fino al giorno della resurrezione, quando il mare restituirà i suoi morti per la vita del mondo che verrà, per nostro Signore Gesù Cristo, amen. (''[[Ritorno alla laguna blu]]'')
*Oggi prendiamo atto di una perdita davvero atroce. Cedric Diggory era, come sapete tutti, un eccezionale lavoratore, infinitamente equanime, e, cosa più importante, un fedele... fedele amico. Per tanto ritengo che abbiate il diritto di sapere esattamente com'è morto. Vedete, Cedric Diggory è stato assassinato... da Lord Voldemort! Il Ministero della Magia non desidera che io ve lo dica, ma per me non farlo sarebbe un insulto alla sua memoria! Ora, il dolore che proviamo per questa terribile perdita mi rammenta... ci rammenta che, nonostante proveniamo da luoghi diversi e parliamo lingue diverse, i nostri cuori battono all'unisono. Alla luce dei recenti avvenimenti i legami di amicizia che abbiamo stretto quest'anno saranno più importanti che mai. Ricordatevi questo e Cedric Diggory non sarà morto invano. Ricordatevi questo e noi onoreremo un ragazzo che è stato gentile, onesto, coraggioso e sincero fino alla fine. (''[[Harry Potter e il calice di fuoco]]'')
*Ora la vita, artificioso castello di vanità, è distrutta, poiché lo spirito ha abbandonato il suo involucro, la cui creta si sfalda. L'involucro è inerte, muto e insensibile. Affidandolo alla tomba, preghiamo Iddio affinché gli dia l'eterno riposo. (''[[Il dottor Živago]]'')
*Ora riprendi con te l'anima di Denys George Finch Hatton, che tu hai voluto dividere con noi: ci ha portato tanta gioia, e noi l'abbiamo tanto amato. Non è mai stato nostro, non è stato mai mio. (''[[La mia Africa]]'')
*Per la nazione è stato un onore avere Mark nel nostro programma spaziale. Anche se sentiamo profondamente la sua perdita, gli uomini e le donne della NASA continueranno ad impegnarsi per portare avanti la missione della nostra agenzia, in questo modo onoreranno la grande eredità che Mark Watney ci ha lasciato e faranno in modo che il suo sacrificio non sia stato vano. (''[[Sopravvissuto - The Martian]]'')
*Perché le vie del Signore sono perscrutabili, perché nella sua parola e nel suo mistero è racchiusa l'essenza della sua misericordia. Perché sebbene Iddio ci invii il suo messaggio, è nostro compito decifrarlo. Perché aprendo le nostre braccia, la terra riceve un involucro vuoto privo di significato non più riconoscibile. Lontana è l'anima nella gloria eterna, perché è nel dolore che troviamo il senso della vita, e lo stato di grazia che perdiamo alla nascita. Perché Dio nella sua infinta saggezza consegna nelle nostre mani la soluzione. E perché solo nella sua assenza fisica si riafferma il luogo che egli occupa nelle nostre anime. (''[[Il labirinto del fauno]]'')
*– Qualche volta ci sono state persone che hanno accusato Ray di essere... non tanto generoso. Ma io sono sicuro che, in fondo in fondo, il nostro amico racchiudeva un cuore d'oro e uno spirito generoso.<br />– È vero, non può mentire! Non in un momento del genere.<br />– Poiché il Signore ha deciso di chiamare a sé il nostro fratello Ray togliendolo da questa valle di lacrime, noi affidiamo il suo corpo alla terra.<br />– Oddio, che spreco, che spreco! È una tragedia immane!<br />– Addio per sempre... (''[[Sospesi nel tempo]]'')
*Questo potrebbe sembrare un posto troppo squallido per seppellirlo. Ma non sarà solo, perché tanti della sua razza riposano qui con lui: la prateria era come una madre per il signor Andersen, era parte di lui, le ha voluto bene per tutta la vita. E ora lei lo custodisce nel suo riposo. (''[[I cowboys]]'')
*Questo povero vecchio ha vissuto la sua vita e adesso ha finito. Io non so se fosse buono o cattivo, e poi non importa. Una volta ho letto una poesia che diceva: "Tutto ciò che vive è sacro". Ma io non compiango questo povero vecchio che è morto, perché lui sta bene. Se dovessi pregare, pregherei per voi che siete vivi e non sapete dove andare. Il nonno invece non ha più pensieri di questo genere. La sua strada è finita ormai, quindi copritelo e lasciatelo in pace. (''[[Furore (film)|Furore]]'')
*Raccontavo a Gamora che quando ero piccolo fingevo che David Hasselhoff fosse mio padre: è un cantante e un attore della Terra, un tipo famoso. Una cosa mi ha colpito: Yondu non aveva una macchina che parlava, ma aveva un freccia volante. Non aveva la bellissima voce di un angelo, ma fischiava come un angelo. E sia Yondu che Hasselhoff vivevano avventure cazzute e rimorchiavano donne bellissime e combattevano con i robot. E nel tempo, David Hasselhoff è finito per diventare mio padre. Invece eri tu, Yondu. Avevo un padre in gamba. Quello che vorrei dire è che a volte quello che cerchi per tutta la vita è sempre stato lì al tuo fianco, e non l'hai capito. (''[[Guardiani della Galassia Vol. 2]]'')
*Sfortunatamente io non ho più parole. Spero mi perdonerete se delego i miei sentimenti alle parole di uno splendido poeta omosessuale, [[Wystan Hugh Auden|Wystan Auden]]. Dedico questa poesia al mio Gareth: ''Fermate gli orologi, tagliate i fili del telefono e regalate un osso al cane, affinché non abbai. Faccia silenzio il pianoforte, tacciano i risonanti tamburi, che avanzi la bara, che vengano gli amici dolenti. Lasciate che gli aerei volteggino nel cielo e scrivano l'odioso messaggio: lui è morto. Guarnite di crespo il collo bianco dei piccioni e fate che il vigile urbano indossi lunghi guanti neri. Lui era il mio nord, era il mio sud, era l'oriente e l'occidente, i miei giorni di lavoro, i miei giorni di festa, era il mezzodì, la mezzanotte, la mia musica, le mie parole. Credevo che l'amore potesse durare per sempre. Be', era un'illusione. Offuscate tutte le stelle, perché non le vuole più nessuno. Buttate via la luna, tirate giù il sole, svuotate gli oceani e abbattete gli alberi. Perché da questo momento niente servirà più a niente.'' (''[[Quattro matrimoni e un funerale]]'')
*Siamo qui riuniti per rendere omaggio a un glorioso scomparso. In tutto questo dolore ci conforta il pensiero che la sua morte è avvenuta all'ombra di una nuova vita. L'alba di un nuovo mondo. Un mondo per il quale il nostro amato compagno ha dato la sua vita. Egli non ha fatto sentire questo sacrificio vano o vuoto. Noi non discuteremo della profonda saggezza del suo operato. Del mio amico posso dire solo questo: di tutte le anime che ho incontrato, durante i miei lunghi viaggi, la sua è stata... La più umana. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]'')
*Siamo tutti in guerra, in guerra con noi stessi, e Raven ha combattuto quella guerra per gran parte della sua vita. Spero che abbia trovato pace. Raven è morta facendo quello che faceva meglio: aiutare qualcuno, qualcuno del bisogno. Non se ne è andata, continua a vivere attraverso me, noi e lo spirito degli X-Men. (''[[X-Men - Dark Phoenix]]'')
*Signore, Dio onnipotente, non spetta a noi giudicare quello che è bene e quello che è male. Fosse spettato a noi, non avremmo fatto di questo ragazzo uno storpio. Ma tu, Signore, in un certo senso l'hai saputo compensare facendogli comprendere gli animali. Gli hai dato una certa saggezza comprensiva e gentile. Ed ora l'hai chiamato accanto a te, là dove essere debole di mente e di corpo non ha importanza. Ma ci conforta sperare che gli avrai anche raddrizzato la gamba, e ci rallegra pensare, o Signore, che ora camminerà come tutti noi. Signore, donagli un pettirosso, uno scoiattolo o un tasso, perché gli facciano compagnia. Tutti noi siamo dei derelitti, ma lui non si sentirà come noi se avrà le sue bestiole con sé. Se non è irriverente chiederti che vengano assunte in paradiso. Sia fatta la tua volontà, amen. (''[[Il cucciolo]]'')
*Signore e signori, signora Brubaker, signora Willis, signora Walker, cari concittadini, sono qui oggi per parlare di speranze deluse e di sogni irrealizzati. Charles Brubaker, Peter Willis e John Walker hanno lasciato questa Terra per seguire il loro sogno poco più di otto mesi fa, ma non sono potuti tornare tra noi. Il loro sogno ha potuto crescere e realizzarsi grazie all'appoggio di milioni di cittadini in tutta l'America. E in un'epoca in cui il cinismo è un'epidemia nazionale ci hanno dato qualcosa di cui andare fieri, è un sogno a cui non dobbiamo permettersi di spegnersi. Una nazione si fonda sullo spirito del suo popolo. La prova della grandezza di una nazione è la coesione dei suoi cittadini in tempi di crisi. I soli limiti a quel che possiamo raggiungere sono i limiti che diamo alle nostre speranze. Questi tre uomini ci hanno voluto ricordare la grandiosità delle nostre speranze. C'è stato un momento nei giorni scorsi in cui eravamo tutti un solo popolo. Tutti noi speravamo, ci sentivamo tutti un po' più fieri e un po' più grandi. Provavamo tutti gli stessi timori e lo stesso entusiasmo. Questi tre uomini ci hanno fatto sentire uniti e non ci sono obiettivi che non possiamo raggiungere se ci manterremo uniti. Non esistono parole adeguate per esprimere la nostra gratitudine a questi uomini che non sono più tra noi. Però possiamo onorare la loro memoria. (''[[Capricorn One]]'')
*Signore Gesù Cristo, tua madre Maria era presente ai piedi della croce, ed era suo figlio che perdeva. Ricorda la sua sofferenza e guarda alla nostra. La vita che per Maxime è stata così breve possa continuare in te, nostro Signore. Che la tua grazia e la nostra preghiera ci diano la forza di vivere. Amen. (''[[Doppio sospetto]]'')
*Sottozero, Fireball, Buzzsaw e la sua sega mortale servirono la legge, punirono il male. Diciamo i loro nomi con orgoglio e ricordiamoli, gonfi di cordoglio! (''[[L'implacabile (film 1987)|L'implacabile]]'')
*Tu non puoi ascoltarmi, ma io parlo alla tua anima, che vola angelo fra gli angeli. Tu sei stata e rimarrai sempre il mio eterno amore, puro come la preghiera, silenzioso come le mie lacrime. Come ho sognato di baciare le tue labbra! Ora la morte ti fa più santa e più mia. Ti do il mio primo ed ultimo bacio d'amore. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'')
*"Un uomo ha la sua via tracciata. Non può cambiarla. Si infrange la legge quando si uccide, e non c'è rimedio. A torto o a ragione rimane un marchio, e non si cancella più. Ora torna presto dalla mamma, e dille da parte mia che non tema più niente: la tranquillità è tornata nella vallata". (''[[Logan - The Wolverine]]'')
*Una volta qualcuno mi ha chiesto se conoscevo la differenza tra un cittadino e un civile. Ora posso dirvela: un cittadino ha il coraggio di fare della salvezza del genere umano una sua propria responsabilità! Dizzie era mia amica. Era un soldato. Ma sopratutto era una cittadina della Federazione. (''[[Starship Troopers - Fanteria dello spazio]]'')
*Vedo una magnifica città e uno splendido popolo sollevarsi da questo abisso. Vedo le vite per le quali sacrifico la mia, pacifiche, utili, prospere e felici. Vedo che nell'intimo del loro cuore essi hanno per me un santuario e l'hanno i loro discendenti, generazione dopo generazione. "Quel che faccio è certo il meglio, di gran lunga, di quanto abbia mai fatto e quel che mi attende è di gran lunga il riposo più dolce che abbia mai conosciuto".<ref>{{cfr}} [[Charles Dickens]], ''[[Charles Dickens#Racconto di due città|Racconto di due città]]'', [[explicit]]: «Quel che faccio è il meglio, di gran lungo il meglio che io abbia mai fatto; e il riposo che m'attende il più dolce, di gran lunga il più dolce che io m'abbia mai conosciuto».</ref> (''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'')
*Viviamo in tempi oscuri. In un mondo pieno di [[paura]], [[rabbia]], [[odio]] e intolleranza. Ma in ogni [[tempo]] ci sono coloro che lottano contro tutto questo. Charles Xavier era nato in un [[mondo]] diviso, un mondo che ha tentato di risanare. Una missione che non ha mai visto compiersi. Sembra essere il [[destino]] dei grandi uomini quello di non vedere mai il raggiungimento dei loro obiettivi. Charles era più di un capo, più di un maestro, era un amico. Quando avevamo paura ci ha dato la forza, e quando eravamo soli ci ha dato una famiglia. E anche se ora se n'è andato, gli insegnamenti di Xavier vivono attraverso di noi: i suoi allievi. Dovunque andremo, dovremo portare avanti il suo ideale e il suo ideale era un mondo unito. (''[[X-Men - Conflitto finale]]'')
== Note ==
<references />
{{Raccolte dai media|Elegie funebri|dai film}}
[[Categoria:Raccolte dai film]]
[[Categoria:Elegie funebri dai media|Film]]
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Kirby (serie animata)
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Udiki
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-52493-03|~2026-52493-03]] ([[User talk:~2026-52493-03|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]]
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wikitext
text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano = Kirby
|tipofiction= serie televisiva anime
|titolooriginale = 星のカービィ
|titolotraslitterato = Hoshi no Kābī
|immagine = Kirby-Logo-New.svg
|genere = avventura
|regista = [[Soji Yoshikawa]]
|soggetto = [[Masahiro Sakurai]]
|doppiatorioriginali =
*[[Makiko Ohmoto]]: Kirby
*[[Sayuri Yoshida]]: Tiff
*[[Rika Komatsu]]: Tuff
*[[Kenichi Ogata]]: King Dedede
*[[Naoki Tatsuta]]: Escargoon
*[[Atsushi Kisaichi]]: Meta Knight
*[[Banjo Ginga]]: eNeMeE
*[[Chiro Kanzai]]: Fololo
*[[Madoka Akita]]: Falala
*[[Takashi Nagasako]]: Sir Ebrum
*[[Yuko Mizutani]]: Lady Like
*[[Nobuo Tobita]]: Kabu
*[[Fujiko Takimoto]]: Tokkori
|doppiatoriitaliani =
*[[Makiko Ohmoto]]: Kirby
*[[Deborah Morese]]: Tiff
*[[Serena Menegon]] (ep. 1-52), [[Anna Mazza]] (ep. 53 e succ.): Tuff
*[[Riccardo Rovatti]]: King Dedede
*[[Oliviero Corbetta]]: Escargoon
*[[Marco Balzarotti]]: Meta Knight
*[[Federico Danti]]: Servizio Clienti
*[[Marco Pagani]]: eNeMeE
*[[Federica Valenti]]: Fololo
*[[Serena Clerici]]: Falala
*[[Riccardo Peroni]]: Sir Ebrum
*[[Dania Cericola]]: Lady Like
*[[Pietro Ubaldi]]: Kabu
*[[Paolo Torrisi]] (ep. 1-52), [[Luca Ghignone]] (ep. 53 e succ.): Tokkori
}}
'''''Kirby''''', serie televisiva anime basata sull'omonimo personaggio videoludico, trasmessa dal 2001 al 2003.
==Frasi ricorrenti==
*Poyo! ('''Kirby''')
*{{NDR|Incitando Kirby ad aspirare qualcosa}} Presto, Kirby! Aspiralo! ('''Tiff''')
*Kabu! Stella Warp! ('''Tiff''')
*{{NDR|In risposta a Tiff}} Stella Warp! ('''Kabu''')
*Guardate, si è trasformato in [Abilità variabile a seconda dell'episodio]! ('''Tuff''')
*Ora è [Abilità variabile a seconda dell'episodio]. ('''Meta Knight''')
==Episodio 1, ''L'arrivo di Kirby''==
*'''Escargoon''': Un mostro? È ridicolo! Non c'è nessun brutto mostro in questo castello!<br />'''Un Cozy''': Sì, c'è! È grande e spaventoso e mangia qualunque cosa vede!<br />'''Escargoon''': Quello è King Dedede!
*'''Tiff''': Ehi, aspetta, Escargoon! Non così in fretta! Come facciamo a sapere che non stai mentendo?<br />'''Tuff''': Già, come fai sempre!<br />
*{{NDR|Riferito a Octacon}} Non farebbe male ad una mosca, a meno che non sia l'esca sull'amo! {{NDR|conclude in una risata}} ('''King Dedede''')
*'''Kabu''': Il mostro {{NDR|Octacon}} è stato creato da un essere {{NDR|eNeMeE}} molto più potente di King Dedede.<br />'''Chief Bookem''': Vorrei sbattere dentro entrambi!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Ci sarà un modo per fermarli?<br />'''Kabu''': Non c'è niente che possiate fare. <br />{{NDR|I Cozy, sconvolti, parlottano tra loro}}<br />'''Falala''': Dream Land è perduta!<br />'''Tiff''': Nessuno può aiutarci, Kabu?<br />'''Kabu''': C'è una possibilità: un Guerriero Stellare che viaggia nello spazio il cui nome è Kirby.<br />
*'''King Dedede''': Stai dicendo sciocchezze, Kabu! Non esiste nessun Kirby!<br />'''Escargoon''': È vero! Sono solo un mucchio di frottole!<br />'''Kabu''': Kabu può vedere il futuro.<br />'''King Dedede''' {{NDR|ridendo}}: Allora indovina cosa succede quando schiaccio questo pulsante?<br />'''Kabu''': Prevedo che non lo premerai.<br />'''King Dedede''' {{NDR|colpendo ripetutamente Escargoon alla testa}}: Ehi, Escargoon, lo hai sentito? Ahah! Io invece prevedo che sei spacciato!<br />
*{{NDR|A Kirby, al suo primo incontro con lui}} Credo proprio che sia impossibile, ma dimmi: non è che per caso il tuo nome è Kirby? ('''Tiff''')
*{{NDR|Dopo che Kirby ha salvato Tiff dalla caduta in un precipizio}} Un mostro non l'avrebbe mai fatto, Tiff! ('''Tuff''')
*I guerrieri sono grandi e forti, non rosa e tondi! ('''Tiff''')
*Sai, noi e i nostri genitori viviamo nel castello. E se ci tieni a saperlo, il mio nome è Tiff. ('''Tiff''') {{NDR|a Kirby}}
*'''Escargoon''': Come faccio a riparare l'astronave {{NDR|quella di Kirby}} se non ho il manuale di istruzioni?<br /> '''King Dedede''' {{NDR|gli dà un pugno in testa}}: Apri le orecchie che non hai, lumaca! Una volta aggiustata rispediremo Kirby da dov'è venuto!
*'''King Dedede''' {{NDR|prendendo in mano la Stella Warp}}: La appenderò nel mio guardaroba!<br />'''Escargoon''': Sire, potrei averne bisogno!<br />'''King Dedede''' {{NDR|dando pugni in testa a Escargoon}}: Tu hai bisogno di un cervello!
*{{NDR|Riferito a King Dedede}} Ma perché dev'essere sempre così offensivo? Gli farò vedere io chi di noi ha cervello! ('''Escargoon''')
*Ordino un mostro e mi ritrovo con un moscardino {{NDR|Octacon}}! Non ho speso una fortuna in un sistema per ordinare mostri on-line per riempirmi l'acquario! ('''King Dedede''')
*'''Tuff''': Li ha risucchiati! {{NDR|riferito a Kirby che ha aspirato i Mini Octacon}}<br />'''Tiff''': Proprio come ha fatto a tavola!<br />'''Meta Knight''': È il modo di difendersi di Kirby: aspirare.
*Questa è la grande abilità di Kirby: dopo aver aspirato un attacco nemico, può sfruttarlo trasformando sé stesso. ('''Meta Knight''')
*{{NDR|Riferito a Kirby}} Eh sì, a quanto pare quella tonda palla rosa è proprio un Guerriero Stellare. ('''Servizio Clienti''')
*Non mi piacciono gli addii, quindi sali sull'astronave e va'. ('''Tiff''') {{NDR|a Kirby poco prima della sua partenza}}
*{{NDR|Dopo che l'astronave di Kirby si è schiantata sulla jeep reale}}<br />'''King Dedede''': Ehi, mi ha colpito una stella cadente! Esprimo un desiderio: voglio prendere a martellate una viscida lumaca!! {{NDR|rincorre Escargoon con il martello alzato, scatenando risate da parte di Tiff, Tuff, Fololo e Falala}}<br />'''Tiff''': Be', sembra che tu non possa più ripartire. Vuoi rimanere con noi, Kirby?<br />'''Kirby''' {{NDR|guarda prima Tiff poi Tuff e fa salti di gioia}}: Kirby, Kirby! {{NDR|alza il braccio in segno di vittoria}} Kirby!<br />
==Episodio 2, ''Una casa per Kirby''==
*''Lunedì e martedì, | a noi non piace King Dedede! | Mercoledì e giovedì, | ha il cervello di un colibrì!'' ('''Fololo''' e '''Falala''')
*'''Tuff''': Secondo me non ha senso!<br />'''Tiff''': Perché? Cosa vuoi dire?<br />'''Tuff''': Kirby non dovrebbe saltare la corda! È un Guerriero Stellare! Dovrebbe imparare cose da Guerriero Stellare!
*{{NDR|Al suo primo incontro con Kirby}} Senti, piccoletto: questo è il mio nido, e i cosi rosa non sono ammessi! Pedala! ('''Tokkori''')
*'''Tuff''' {{NDR|cercando di convincere Kawasaki ad assumere Kirby}}: Lavorerebbe gratis! Dovresti solo dargli da mangiare e da dormire!<br />'''Kawasaki''': La vostra famiglia vive nel castello di King Dedede! Potreste farlo vivere lì insieme a voi!<br />'''Tiff''': Purtroppo il re odia Kirby.<br />'''Kawasaki''': Dici davvero? Be', i nemici del re sono miei amici!<br />
*'''King Dedede''' {{NDR|ordinando dal menu al ristorante}}: Vediamo un po'... una chateaubriant per due tutta per me... e per antipasto lumache!<br />'''Escargoon''' {{NDR|imbarazzato}}: Perché lumache? Ci vuole troppo tempo!
*{{NDR|Riferito a Kirby}} Se riesce a trovare un posto in cui vivere ben presto avremo tutti la faccia rosa! ('''Escargoon''')
*'''Tokkori''' {{NDR|dopo che gli è stato chiesto di ospitare Kirby}}: Ho detto no e lo ribadisco!<br />'''Coo''': Ma hanno provato per tutta Zee Town e nessuno ha voluto ospitare Kirby!<br />'''Tokkori''': Non è un mio problema! Significa che la gente si è fatta la giusta opinione! Per me Kirby deve tornare da dov'è venuto!<br />
*'''King Dedede''' {{NDR|riferito al mostro appena ricevuto}}: Cos'è questo, un fermacarte?<br />'''Servizio Clienti''': No, Sire, è un mostro. Un mostro con un'altissima densità. L'abbiamo chiamato Blocky.<br />'''King Dedede''': E come lo uso? Lo butto in strada e aspetto che Kirby ci vada a sbattere?
*{{NDR|Riferito a Blocky}} Questo coso è ancora più pesante di voi, Sire! ('''Escargoon''')
*Ehi, gran bell'idea, testone! Io sto dalla tua parte e tu mi distruggi l'albero? ('''Tokkori''') {{NDR|a King Dedede}}
*'''King Dedede''': Mi manca già il mio piccolo Blocky! {{NDR|scoppia in lacrime}}<br />'''Escargoon''': Be', Sire, questo dimostra che anche voi in fondo, molto in fondo, avete un cuore!<br />
*{{NDR|A Kirby}} Non è molto grande, ma nemmeno tu lo sei! ('''Falala''') {{NDR|riferita alla casa costruita per l'amico}}
==Episodio 3, ''Una terribile minaccia''==
*'''Tiff''' {{NDR|leggendo la lettera di Meta Knight}}: "Onorabile Kirby, questa lettera è un guanto di sfida e non accetterò un rifiuto. Voglio un combattimento degno della tua fama."<br /> '''Kirby''' {{NDR|visibilmente entusiasta}}: Poyo! Poyo!<br />'''Tuff''': Non c'è niente di cui essere contenti quando si viene sfidati a duello!
*Tieni il tuo naso fuori dagli affari del re! Sempre che tu ce l'abbia, un naso! ('''Escargoon''') {{NDR|a Meta Knight}}
*Tieni vivo il tuo spirito! L'attacco migliore è una buona difesa, amico mio. ('''Meta Knight''') {{NDR|a Kirby}}
*L'acciaio della mia spada è duro, ma l'acciaio della mia [[Volontà|volontà]] lo è ancora di più. ('''Meta Knight''')
*Se liberi la forza che è in te trasformerai la tua spada nella Spada Lucente. [...] La Spada Lucente ti permette di concentrare tutta la tua potenza. Lascia che il tuo spirito abbandoni il corpo ed entri nella spada! Solo così, forse, potrai sconfiggermi! Provaci! È la tua unica speranza! Se fallisci la mia spada dovrà trafiggerti. ('''Meta Knight''') {{NDR|a Kirby}}
*'''Kabu''': Esiste un impero segreto e malvagio governato da colui che si chiama eNeMeE. Il suo [[Piani dalle serie televisive|piano]] è diventare il padrone dell'Universo. Egli crea mostri guerrieri e li vende a King Dedede, che è all'oscuro del terribile piano. Ma eNeMeE ha fatto un grave errore: una creatura che ha prodotto non obbedisce ai suoi ordini e lui teme che possa attaccarlo e sconfiggerlo.<br />'''Tiff''': Quella creatura deve essere... Kirby!<br />'''Tuff''': Per questo sta tentando in tutti i modi di renderlo inoffensivo!<br />'''Kabu''': Questa è un'ottima deduzione, ragazzo.
*'''Meta Knight''' {{NDR|riferito a Bugzzy}}: Che cos'è quello, Sire?<br />'''King Dedede''' {{NDR|ridendo compiaciuto}}: È il mio nuovo mostro!<br />'''Meta Knight''': Non capisco. Pensavo di dover combattere io contro Kirby.<br />'''Escargoon''': Tu hai trovato Kirby e il suo punto debole! Questo era il tuo compito!<br />'''Meta Knight''': Mi avete usato solo per capire quale mostro utilizzare? {{NDR|riprende a guardare lo scontro tra Kirby e Bugzzy}} Kirby ha un nuovo potere, ed è ora che venga messo alla prova.<br />
*'''King Dedede''': Togliti di mezzo, Meta Knight!<br />'''Meta Knight''': Sire, è mio dovere avvertirvi: Kirby ha un grande potere, ora.<br />'''King Dedede''': Ah, sì? Ma chi è che comanda? Tu o io?<br />'''Escargoon''': Levati dal guscio!<br />'''Meta Knight''': Mi dispiace farvi questo, Maestà, ma non vedo altre soluzioni. {{NDR|calcia la jeep reale facendola cadere all'indietro}}<br />'''King Dedede''': No, fermo! Che cosa hai fatto? <br />'''Escargoon''': Stiamo andando all'indietro, Maestà!<br />'''King Dedede''': Lo vedo anch'io, stupido!<br />'''Escargoon''': Siamo stati boicottati!<br />'''King Dedede''': Fai qualcosa!<br />'''Escargoon''': È una parola!<br />'''King Dedede''': Impedisci la mia disfatta!! {{NDR|la jeep si schianta in fondo al canyon ed esplode}}<br />
*'''Tiff''': Ehi, Meta Knight, una volta per tutte mi potresti dire da che parte stai?<br />'''Meta Knight''': Sono agli ordini del re, ma voglio aiutare Kirby.<br />'''Tuff''': Be', non sarà affatto un'impresa facile!<br />'''Tiff''': Kabu ci ha parlato della Nightmare Enterprises, ma scommetto che tu saprai dirci molto di più.<br />'''Meta Knight''': Un giorno, forse.<br />{{NDR|Fololo e Falala portano Kirby in volo al cospetto di Kabu}}<br />'''Tiff''': Come vuoi. Comunque baderemo noi a Kirby, in un modo o nell'altro.<br />
==Episodio 4, ''Era una notte buia e tempestosa...''==
*Per una volta usate il cervello, invece della voce! ('''Lady Like''') {{NDR|a King Dedede}}
*'''Tokkori''' {{NDR|a Kirby}}: Forza, forza! Muoversi! Qui non si dorme! Al lavoro! Rifai subito il letto, razza di pigrone!<br />'''Tiff''' {{NDR|voce fuori campo}}: Pigrone a chi?<br />'''Tokkori''': A lui! {{NDR|si rende conto di aver parlato con Tiff e fischietta fingendo indifferenza}}<br />'''Tiff''': Kirby non è qui per lavorare al posto tuo!<br />'''Tokkori''': Io cerco solo di aiutarlo! Sarà un Guerriero Stellare, ma è solo un cadetto spaziale di prima classe!
*'''Tiff''' {{NDR|a Kirby}}: Prima Tokkori ti ha portato via la casa e ora ti costringe a fargli il letto. Non è giusto, sai?<br />'''Tokkori''': Non mettergli strane idee in testa! Si sente più leggero con la zucca vuota. {{NDR|lui e Kirby ridono}}<br />
*{{NDR|Riferita a Kirby}} È tutta fatica sprecata. È proprio come parlare ad un bambino piccolo. ('''Tiff''')
*Vedo accadere un evento fulminante. ('''Mabel''') {{NDR|prima di essere fulminata da Kracko}}
*{{NDR|All'interno di Kabu}}<br />'''Tiff''': Come mai sei qui?<br />'''Meta Knight''': Sapevo che l'avresti portata da Kabu. {{NDR|si gira e mostra a Tiff l'oggetto di cui parla}} La Stella Warp. L'hai portata qui perché è un luogo sicuro e segreto?<br />'''Tiff''': Ecco... quando Kirby ha sconfitto il mostro Blocky, di colpo la stella si è rimpicciolita e poi... improvvisamente mi è volata in mano. Non potevo tenerla al castello.<br />'''Meta Knight''': Saggia decisione. {{NDR|si appresta ad andarsene}}<br />'''Tiff''': Meta Knight, aspetta! Tu, esattamente, che cosa sai? Che cosa sai di Kirby?<br /> '''Meta Knight''': So molto, forse. O forse... molto poco.
*Il re è geloso di Kirby e diffida di lui. Farà qualunque cosa per toglierlo di mezzo. È arrivato al punto di ordinare dei mostri. ('''Meta Knight''')
*'''Meta Knight''': C'è una società nota a tutti con il nome di Nightmare Enterprises. Venne creata migliaia di anni fa da un essere chiamato eNeMeE. L'obiettivo di eNeMeE era conquistare l'intero Universo. Per far questo egli creò legioni intere di mostri e li inviò a combattere in tutte le galassie. Essi però incontrarono una fiera resistenza: i paladini della libertà si opposero al male, formarono un esercito e presero il nome di Guerrieri Stellari. Combattemmo senza risparmiarci, ma i mostri di eNeMeE erano più numerosi dei Guerrieri Stellari. Le nostre fila si assottigliarono, finché rimase in vita un solo guerriero... Ero solo, ferito, ma vivo. Riuscii a cavarmela, e in cuore serbavo ancora una scintilla di speranza.<br />'''Tiff''': Di speranza?<br />'''Meta Knight''': Certo. Mi ha sorretto la speranza di non essere l'ultimo guerriero. {{NDR|prende la Stella Warp in mano}} Ho sperato che nascessero altri giovani guerrieri dopo di me. Guerrieri dotati di una nuova forza e di un nuovo spirito. Guerrieri in grado di battersi e di sconfiggere eNeMeE. Ecco perché sono venuto su questo pianeta a servire King Dedede.<br />'''Tiff''': A servire King Dedede? Come puoi aver voglia di servire uno come lui?<br />'''Meta Knight''' {{NDR|riponendo la Stella Warp al suo posto}}: Le navicelle spaziali portano automaticamente i guerrieri sui pianeti dove è stata segnalata la presenza di mostri. Al re piacciono i mostri e speravo che qui sarebbe arrivato un giovane guerriero.<br />'''Tiff''': Infatti è stato proprio così: è arrivato Kirby!<br />'''Meta Knight''': Sì, ma troppo presto.<br />'''Tiff''': Come?<br />'''Meta Knight''': La navicella di Kirby ha localizzato i mostri del re, ma Kirby era programmato per svegliarsi solo fra duecento anni. Per questo la sua navicella si è schiantata in fase di atterraggio. Lui non ha alcuna preparazione, non sa parlare, a stento formula un pensiero...<br />'''Tiff''': Allora è vero! È come un bambino!<br />'''Meta Knight''': Sì, ma per fortuna è dotato di capacità naturali straordinarie. Se le affinasse potrebbe essere in grado di sconfiggere eNeMeE, e io so come può fare...<br />'''Tiff''': Allora sei dalla sua parte! Lo aiuterai, vero?<br />'''Meta Knight''': Il mio aiuto non basta a farlo diventare un guerriero. Kirby avrà bisogno anche del tuo aiuto. La Stella Warp è la fonte da cui Kirby trae il suo potere... Gli basta vederla per caricarsi di energia, però non è capace di tenerla con sé. Dev'essere custodita da qualcuno legato a lui da affetto sincero e disinteressato.
*Siamo intesi: quando ti serve la Stella Warp, chiedi pure a me! ('''Tiff''') {{NDR|a Kirby}}
==Episodio 5, ''Il mistero di Whispy Woods''==
*'''King Dedede''': Come sarebbe a dire, niente più mostri se non pago?<br />'''Servizio Clienti''': Vediamo un po'... secondo un rapido calcolo, l'ammontare del suo debito verso la Nightmare Enterprises ha raggiunto la bellezza di circa diciannove milioni, Maestà.<br />'''King Dedede''': Tu sei solo un impostore! I tuoi mostri non valgono niente! Io non ti darò neanche un soldo bucato!<br />'''Servizio Clienti''': Ma senza i nostri servizi non riuscirà mai a sconfiggere il potentissimo Guerriero Stellare {{NDR|Kirby}}.<br />'''King Dedede''' {{NDR|mostrando un libro}}: Apri bene gli occhi!<br />'''Servizio Clienti''': Enciclopedia di botanica?<br />'''King Dedede''': Quel Kirby è un'erbaccia cattiva io ho deciso di estirparla per sempre! {{NDR|ride}}
*'''Tokkori''': Io dico che dovremmo rinunciare {{NDR|a cercare Kirby}}.<br />'''Tuff''': Sì. Prima o poi si sazierà e allora smetterà di mangiare!<br />'''Tiff''': Kirby non è mai sazio.<br />'''Tuff''': Ma non può certo mangiare mele in eterno!<br />'''Tokkori''': Quello lì è un pozzo senza fondo!<br />'''Tiff''': Ma dove finirà tutto quel cibo che ingurgita in continuazione? È davvero un mistero... L'unica spiegazione è che venga trasportato in un'altra dimensione!
*{{NDR|Flashback di Tokkori}}<br />'''Coo''': Ascoltami: per nessun motivo dovrai addentrarti in Whispy Woods. Ci sono così tanti alberi uguali che non sai mai da che parte devi andare. Se invece vai nella direzione sbagliata, stai certo che non ne vieni più a capo. Ho sentito di uccelli che sono entrati e non sono più usciti.<br />'''Tokkori''' {{NDR|annuendo con indifferenza}}: Certamente saranno stati tacchini.<br />'''Coo''': Probabilmente sì. Ma nella foresta di Whispy Woods diventiamo ''tutti'' dei tacchini!<br />
*'''Lady Like''': Siamo molto contenti che siate venuti a trovarci, Vostra Maestà!<br />'''King Dedede''': Ah, sì?<br />'''Lady Like''': Così possiamo tenervi d'occhio...<br />'''Sir Ebrum''': Quello che vuol dire la mia signora è che non abbiamo molte occasioni per vedervi!
*'''Tiff''': Be', in fondo abbiamo anche un fuoco per scaldarci.<br />'''Tuff''': Mi piacerebbe cuocerci sopra un bell'arrosto!<br />{{NDR|Kirby sposta lo sguardo su Tokkori che, capendo di essere stato scelto lui come arrosto, si nasconde dietro la tenda da campeggio}}<br />'''Tokkori''': Aaah! Non farti venire strane idee! Non ti avvicinare!<br />
*'''Tiff''' {{NDR|ridendo}}: Kirby ha di nuovo fame! Ora della pappa!<br />'''Tuff''': E vorrebbe avere un amico per cena! {{NDR|lui e Tiff ridono}}<br />'''Tokkori''' {{NDR|sarcastico}}: Molto divertente! Ahahah! Ma non m'importa se tu sei affamato! Io non sono il piatto del giorno!
*Posso stringerti un ramo? ('''Tuff''') {{NDR|a Whispy Woods}}
*State a vedere cosa succede se la natura impazzisce veramente! ('''Whispy Woods''') {{NDR|a Kirby, Tiff, Tuff e Tokkori}}
*Mi adoro quando sono così diabolicamente distruttivo! ('''King Dedede''')
*Whispy è la linfa che tiene in vita i boschi! Lo sai che è pericoloso contrastare la natura? ('''Tiff''') {{NDR|a King Dedede}}
*{{NDR|King Dedede ed Escargoon, dopo essersi separati nel tentativo di uscire dalla foresta, si riuniscono e si abbracciano impauriti}}<br />'''King Dedede''': Io ho paura di Whispy Woods!<br />'''Escargoon''': Ne ho tanta anche io, Sire!<br />'''King Dedede''': Aiuto! Aiuto!<br />'''Escargoon''': Ecco! Non c'è mai un taglialegna in giro quando uno ne ha bisogno!<br />'''King Dedede''': Il mio regno per una bussola!
==Episodio 6, ''Channel DDD''==
*{{NDR|Scrivendo sul suo diario}} Zeetown è un luogo meraviglioso per viverci, se non fosse per due cosette: King Dedede ed Escargoon. ('''Tiff''')
*Anche se a Zeetown mancano tante cose tipiche delle grandi città, tutti trovano lo stesso il modo di divertirsi. Le mamme tutte le mattine prendono l'acqua al pozzo e scambiano quattro chiacchiere. I papà pescano, anche se sembra che non prendano mai niente. E Kirby... si addormenta nei posti più impensati. A Zeetown la vita scorre tranquilla, ma a me piace. Per nulla al mondo vorrei che cambiasse. ('''Tiff''')
*'''Escargoon''': È tutto a posto, Sire. Cominciamo quando ci fate segno che siete pronto.<br />'''King Dedede''' {{NDR|ridendo dietro le quinte}}: Io sono nato pronto!<ref>Da [[Grosso guaio a Chinatown|''Grosso guaio a Chinatown'']].</ref>
*{{NDR|In diretta TV}} Azione e avventura sullo schermo vedrete, notizia e cultura finché ne vorrete! Ridere fa bene, ragion mi darete... e poi è gratis, vi divertirete! ('''King Dedede''')
*{{NDR|Adirata}} Avevamo una vita prima di avere un [[Televisione|televisore]]!! ('''Tiff''') {{NDR|a Curio}}
*{{NDR|Riferita a King Dedede}} Francamente lo trovo divertente quanto un mal di pancia! ('''Tiff''')
*'''Tiff''' {{NDR|ai Cozy}}: Salve, amici. Che succede? Come mai tutti qui?<br />'''Chief Bookem''': Dove si trova Kirby?<br />'''Tiff''': Lo stavo cercando anch'io, ma non l'ho visto.<br />'''Chief Bookem''': Si è nascosto. Se sai dov'è andato ti conviene dircelo subito. Kirby deve andare via di qui, così se ne andrà anche il mostro {{NDR|quello mostrato alla TV}}.<br />'''Tiff''': Perbacco. Strano. Io ho girato per tutta Zeetown, eppure non ho visto nessun mostro.<br />'''Kawasaki''': L'abbiamo visto in TV.<br />'''Tiff''': Io non guardo la TV. La trovo molto stupida.
*'''Tokkori''' {{NDR|guardando la TV}}: Aaah! Il mostro ha scoperto che Kirby è qui! Siamo spacciati! Addio, mondo crudele!<br />'''Tiff''' {{NDR|afferra Tokkori e lo guarda con rabbia}}: Vieni fuori a vedere! {{NDR|lo scorta fuori}}<br />'''Tokkori''': Eh? Ehi, il mostro gigante è sparito! Non c'è più!<br />'''Tiff''': No, non c'è mai stato! Se l'è inventato qualcuno di sana pianta!<br />'''Tokkori''': Ma l'hanno fatto vedere in TV!<br />'''Tiff''': Ma la realtà è questa! E perché allora non c'è? Perché è una montatura!
*Non credere a tutto ciò che appare sullo schermo, piccolo amico. ('''Meta Knight''') {{NDR|a Tokkori}}
*'''Escargoon''' {{NDR|dopo che Kirby ha distrutto lo studio con la sua forza aspirante}}: O-oh. Sire, il vostro studio se n'è andato via col vento! <ref>Dall'[[Via col vento|omonimo film]].</ref><br />'''King Dedede''': Detesto il tuo spirito da lumaca!
*{{NDR|In diretta televisiva}}<br />'''Tiff''': Escargoon, forza! Spiega ai telespettatori per quale motivo ti sei travestito da mostro!<br />'''Escargoon''': No, no! La mia mamma potrebbe vedermi!
*{{NDR|Alcuni Cozy sono fermi davanti a un televisore fuori uso dalle prime ore del mattino}}<br />'''Chief Bookem''': Io non so cosa ci trovi la gente. Per me la TV è noiosa.<br />'''Un Cozy''': C'è sempre la stessa cosa.<br />'''Una Cozy''': Questa trasmissione sull'arcobaleno c'è da stamattina!<br />{{NDR|La TV riprende a funzionare}}<br />'''Escargoon''': Siete su Channel DDD! Notiziario flash: i cittadini di Zeetown chiedono l'arresto di Kirby dopo che il pestifero alieno rosa ha risucchiato tutte le loro abitazioni!<br />'''Un secondo Cozy''': Secondo me se l'è inventato.<br />'''Un Cozy''': Io ho visto Kirby stamattina e non ricordo che abbia risucchiato la mia casa.<br />'''Una Cozy''': Andiamo tutti a fare una passeggiata. {{NDR|spegne il televisore}}
*{{NDR|Scrivendo sul suo diario a fine episodio}} Meta Knight aveva ragione: non si può credere a tutto quello che si vede in TV. Speriamo che il re abbia imparato la lezione e che, d'ora in avanti, offra a tutti noi una programmazione di migliore qualità. ('''Tiff''')
==Episodio 7, ''Uovo con sorpresa''==
*'''Escargoon''': King Dedede! Vi prego, dominatevi! In pubblico non si fa! Avete un'immagine da salvaguardare! Il bird-watching si addice ai monarchi più alla mano e di certo voi non lo siete! Siete un despota, un tiranno!<br />'''King Dedede''': Ma guarda là! Ma quante specie diverse! {{NDR|scorrendo il binocolo}} Ci sono gli uccelli timidi, gli uccelli vanitosi, gli uccelli blu, due uccelli, gli uccelli buffoni e gli uccelli dormiglioni!<br />'''Escargoon''': Già, il bird-watching è perfetto per annoiarsi...
*Nell'antichità, qui a Dream Land, viveva un uccello gigante. Aveva ali che brillavano al sole, un becco d'acciaio e artigli affilati come spade. Questa creatura meravigliosa, nota con il nome di Dynablade, sfrecciava nel cielo come un fulmine. Appariva ogni cento anni, arrivava a Zeetown e deponeva un solo uovo. Dopo che l'uovo si era schiuso, Dynablade lasciava la città per tornarvi dopo altri cent'anni. Dynablade apparve l'ultima volta a una carovana di migranti all'epoca dei pionieri, ma ora è tornato. Dynablade è qui di nuovo. ('''Curio''')
*{{NDR|Affaticato}} Devo far installare una scala mobile su questa montagna! ('''King Dedede''')
*{{NDR|Nel nido di Dynablade}}<br />'''Tuff''': E questo che cos'è? <br />'''Tiff''': Temo sia quello che resta dell'uovo di Dynablade! Kirby è passato di qui è se l'è mangiato! <br />'''Tuff''': Ehi, complimenti, Kirby! Adesso sì che sei nei guai!<br />'''Tiff''': È tutto un piano di King Dedede, capisci? Ora Dynablade vorrà vendicarsi di lui! <br />'''Tuff''' {{NDR|stringendo i denti dalla rabbia}}: Dedede!<br />'''Tiff''': Se Kirby non mangiasse tutto quello che gli capita a tiro...
*''Dynablade ha fatto l'uovo,'' | ''ia-ia-oh!'' | ''Ma è un piano che è perfetto,'' | ''ia-ia-oh!'' | ''Dynablade Kirby prenderà,'' | ''nel suo nido lo porterà'' | ''e poi se lo mangerà,'' | ''per sempre di torno lo toglierà!'' ('''King Dedede''') {{NDR|[[Canzoni dalle serie televisive|cantando]] sulle note di ''Nella vecchia fattoria''}}
*'''Tiff''': Kirby! L'intera città sta per essere distrutta e tu riesci a pensare solo al pranzo?<br />'''Tuff''': E con la colazione ti sei cacciato in un mare di guai!
*'''Gus''': Ho saputo che Kirby ha avuto la faccia tosta di farsi rivedere!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Quel piccolo lavandino s'è mangiato l'uovo di Dynablade!<br />'''Tuggle''': Basta che non venga da queste parti con quel tornado!<br />'''Kawasaki''': Peccato che quell'uovo non fosse di cioccolato! Vi immaginate che sorpresa?
*Le nostre azioni ci negano al [[Destino|fato]], com'è vero che sorge il sole. ('''Meta Knight''')
*'''Tokkori''': Ragazzi, ho trovato l'uovo!<br />'''Tiff''': Arrivi un po' tardi, Tokkori: l'uovo è già un simpatico pulcino!<br />'''Tokkori''': Quando ho visto che Kirby aveva tutte le intenzioni di mangiarselo per colazione, ho pensato fosse meglio avvertire qualcuno!<br /> {{NDR|Flashback in cui viene mostrato che l'uovo si schiude mentre Kirby era intento a cuocerlo}}<br /> '''Tokkori''': È probabile che il calore del fuoco abbia accelerato la schiusa dell'uovo.<br />'''Tiff''': Così aveva intenzione di mangiarlo?<br />'''Tokkori''' {{NDR|annuisce}}: Mmh-mmh. E si sarebbe mangiato anche il pulcino! Ma deve avergli fatto tenerezza e ha deciso di prendersi cura di lui!<br />{{NDR|Dynablade lancia uno sguardo freddo a Kirby, che fugge spaventato}}<br />'''Tuff''': Cosa dobbiamo fare con lui? Non si ferma davanti a nulla! Ha sempre fame!<br />'''Tiff''': Lo so io: facciamolo mangiare da qualcuno, così vede che effetto fa! <br />{{NDR|Kirby fugge terrorizzato, nascondendosi dietro una roccia}}<br />'''Tiff''': Kirby, vieni! Stavo scherzando! Sei indigesto! Nessuno ti mangerebbe mai! '''Kirby''': {{NDR|Esce dalla roccia}} Poyo!
==Episodio 8, ''Alla ricerca dell'antenato perduto''==
*'''King Dedede''' {{NDR|alla cerimonia di incoronazione}}: Qui non c'è nessuno ad osannarmi!<br />'''Escargoon''': Mi spiace, Sire. Ho fatto del mio meglio, ma a Dream Land voi siete popolare quanto l'ortica!<br />'''Sir Ebrum''': Il popolo ha qualche dubbio sulla legittimità del vostro governo e, legittimamente, fa obiezione! {{NDR|King Dedede lo guarda storto}}<br />'''Tiff''': Sono stati gli abitanti di Zeetown a fondare questa città, non i Dedede!<br />'''Tuff''': Un pagliaccio può anche riuscire a diventare re, ma non è detto che sia giusto!<br />'''King Dedede''' {{NDR|adirato}}: C'è solo un sovrano la cui parola è legge a Zeetown e quello sono io, ''King Dedede!!'' {{NDR|passa in volo Coo, che sbadiglia a sentire il nome di Dedede}}
*{{NDR|Riferita a Tuff}} Un fratello così è una punizione! ('''Tiff''')
*{{NDR|Al sito archeologico}}<br />'''King Dedede''' {{NDR|ai Cozy}}: Noto con piacere che siete tutti qui! All'anniversario della mia incoronazione, invece, non si è fatto vedere nessuno!<br />'''Tiff''': Non ci interessa un falso re! Abbiamo trovato il nostro vero sovrano!<br />'''King Dedede''': Insinui forse che sono un impostore?<br />'''Tiff''': La tomba che abbiamo scoperto appartiene ad un re! Finalmente sarà chiaro a tutti chi ha il diritto di governare a Zee Town!<br />'''King Dedede''': Quante sciocchezze! Il mio clan viveva già su queste terra quando il primo di voi non aveva ancora messo piede a Dream Land!<br />'''Tiff''': Se sei sicuro, perché non apri il sarcofago e ci dimostri che sbagliamo?<br />'''King Dedede''': Ma con piacere! Non vedo l'ora di divertirmi a spaccare quel vecchio scatolone!<br />
*È d-d-divertente, è d-d-dilettevole, è d-d-divino! ('''King Dedede''')
*Se mi permette, le ricordo cosa mi dice sempre: "La cosa importante non è dimostrare che la teoria è giusta, ma arrivare alla verità." E ora tutti noi conosciamo la verità grazie al suo lavoro. ('''Tiff''') {{NDR|a Curio}}
*{{NDR|Riferito a Kirby, Tiff e Tuff}} Altezza, è stato un atto spregevole imprigionare questi ragazzi solo perché ricercavano la verità! ('''Meta Knight''') {{NDR|a King Dedede}}
*Come puoi essere il nostro re dopo aver usato il signor Curio e aver mentito a tutti noi? ('''Tiff''') {{NDR|a King Dedede}}
*{{NDR|Dopo la distruzione della Pietra Dada}} Che dolore veder frantumare i propri sogni... ('''Escargoon''')
*'''Tuff''': Caspita! Escargoon e Dedede non verranno mai fuori da quella montagna di pietre!<br />'''Tiff''': Che dice, dobbiamo aiutarli, signor Curio?<br />'''Curio''': Oh, se la sbrighino da soli! Non voglio più portare alla luce dei falsi, tantopiù se pericolosi! Voglio occuparmi soltanto dei reperti del nostro popolo: testimonianze di storia vera!<br />'''Tuff''': Se le servono due aiutanti, io e Kirby potremmo darle una mano qualche volta!<br />'''Tiff''': Tu e Kirby?<br />'''Tuff''': Certo... sempre se non saremmo troppo occupati a giocare!<br />
*Dopo ogni battaglia le capacità di Kirby aumentano. Ha veramente la forza di un grande Guerriero Stellare. ('''Meta Knight''')
*Ora che avrebbero un King Dedede vero da dissotterrare, non c'è nessuno! ('''King Dedede''')
==Episodio 9, ''Il mostro separatore''==
*'''Fololo''': Siamo qui, Altezza!<br />'''Falala''': Al vostro servizio!<br />'''Escargoon''': Ci avete messo un sacco di tempo! Avevo detto "urgentemente"!<br />'''King Dedede''': Ho bisogno dell'indovina. Voglio sapere come andrà la mia fortuna oggi.<br />'''Fololo''': Certo!<br />'''Falala''': Andiamo!<br />'''Escargoon''': Un momento, un momento! {{NDR|Fololo e Falala si fermano}} Non c'è bisogno che andiate entrambi. {{NDR|i due folletti sono sconvolti}} Fololo può anche andare da solo a cercare l'indovina e quindi tu rimarrai a palazzo, Falala.<br />{{NDR|Fololo e Falala si lanciano un'occhiata di intesa}}<br />'''Falala''': Ma abbiamo sempre lavorato insieme!<br />'''Fololo''': Già! Siamo inseparabili come il burro e la marmellata!<br />'''King Dedede''': Vorrà dire che oggi sarete come l'olio e l'acqua. E questo è un ordine!<br />'''Fololo e Falala''': Impossibile!<br />'''King Dedede''' {{NDR|adirato}}: Non tollero obiezioni! Chi è che comanda qui dentro?!<br />'''Fololo''' {{NDR|dapprima tremante, si ricompone e diventa serio}}: Lo diremo a Sir Ebrum, Maestà!<br />'''Falala''' {{NDR|facendo lo stesso}}: Già, e anche a Lady Like!<br />'''Escargoon''': Fate pure, ma vi ricordo che siete solo due servi! Nessuno può salvarvi se il re decide di cacciarvi dal regno!<br />'''King Dedede''': Quindi, o accettate di separarvi... ''o vi caccio a pedate!!'' {{NDR|stende Escargoon con un ampio movimento del braccio}}<br />
*Ogni volta che il re mette il becco combina guai! ('''Tiff''')
*{{NDR|Riferita a Tuff}} Se non gli insegniamo noi la disciplina, chi lo farà? Dopotutto siamo i suoi genitori, giusto? ('''Lady Like''') {{NDR|a Sir Ebrum}}
*'''Falala''': Siete voi i genitori di Tuff.<br />'''Fololo''': Ma noi come siamo nati?<br />'''Sir Ebrum''': Oh, be', un giorno una grossa cicogna rotonda è passata da queste parti... {{NDR|Lady Like annuisce per confermare le sue parole}}<br />'''Tuff''' {{NDR|sarcastico}}: Ma certo. Forse nei tuoi sogni, papà.<br />'''Lady Like''': Tuff!<br />'''Tiff''' {{NDR|tirando un lembo della veste alla madre per farsi notare}}: Mamma, perché non dici la verità su queste cose, una volta per tutte?<br />'''Lady Like''': Ehm... Fololo e Falala erano sotto un cavolo.<br />'''Sir Ebrum''': Esatto. Proprio dove abbiamo trovato te e tuo fratello.<br />'''Tiff''' {{NDR|irritata}}: Io vi chiedo la verità e voi inventate delle storie assurde!<br />'''Sir Ebrum''' {{NDR|scortando fuori i figli}}: È un argomento complesso per affrontarlo ora.<br />'''Lady Like''': Pensare troppo fatica il cervello.<br />'''Tuff''': Giusto! Allora non faccio più i compiti di matematica!<br />'''Lady Like''': No, quelli li devi fare, tesoro. {{NDR|chiude la porta}}<br />'''Tuff''': Secondo te diventeremo così strani anche noi da vecchi?<br />'''Tiff''': È probabile.<br />
*Fololo... Falala... Fofa! ('''Kirby''')
*'''Escargoon''': Sire, messaggio dalla vostra indovina!<br />'''King Dedede''': Allora, che cosa stai aspettando? Leggilo.<br />'''Escargoon''': Sì, il tempo di aprirlo... {{NDR|slega il nastro e legge il messaggio}} Dunque... Allora, dice: "Se cerchi guai, doppi li avrai."<br />'''King Dedede''': Ah, e che razza di significato avrebbe?<br />'''Escargoon''': Ah, be'... boh! Non lo so! Però c'è dell'altro...<br />'''King Dedede''': Che cosa, i numeri della lotteria?<br />'''Escargoon''': Se ci fossero non ve li direi di certo. {{NDR|legge il resto del messaggio}} Dice: "Siete in ritardo coi pagamenti, pagate o vi cadranno i denti." {{NDR|King Dedede lo scaraventa contro il muro con una martellata}} Ahia! Scusate, vostra Maestà, ma io non c'entro niente!<br />'''King Dedede''': Gliela farò vedere io! Ordinerò un nuovo mostro!<br />'''Escargoon''': E io un'aspirina... {{NDR|cade a terra esanime}}<br />
*'''Escargoon''' {{NDR|dopo che Slice n' Splice ha rimesso a posto le sue componenti}}: Per una volta il vostro corpo ha avuto una buona testa, anche se solo per poco.<br />'''King Dedede''': Una testa molto leggera, in quanto praticamente vuota.<br />'''Escargoon''': Il quoziente di intelligenza non si misura a peso!<br />
*{{NDR|Sarcastico}} Sì, è una vera forza della natura... Facciamolo lavorare al reparto distruggi-documenti! ('''Escargoon''') {{NDR|riferito a Slice n' Splice}}
*Be', adesso per addormentarvi potete contare voi stessi. Ahah! Potete contare voi stessi! Questa è buona! ('''King Dedede''') {{NDR|ai Cozy trasformati da Slice n' Splice in pecore}}
*Qualunque manuale di psicologia lo dice: tutti noi abbiamo una parte maschile e una femminile! ('''Escargoon''')
*{{NDR|Flashback della storia di Fololo e Falala}}<br />'''King Dedede''': Teneteli voi quei due mostriciattoli inutili! Io non so che cosa farmene!<br />'''Sir Ebrum''': Ehm... ma Vostra Maestà...<br />'''Lady Like''': ... ci è arrivata da poco una bocca in più da sfamare!<br />'''King Dedede''': State tranquilli! Questi non hanno la bocca! {{NDR|ridacchia}}<br />
*Non sarete mai più una cosa sola. ('''Slice n' Splice''') {{NDR|a Fololo e Falala}}
*'''Tiff''': Mi dispiace, ragazzi. Ci tenevate così tanto a essere riuniti.<br />'''Falala''': Anche se abbiamo ancora due corpi...<br />'''Fololo''': ... il nostro cuore è uno solo.<br />
==Episodio 10, ''Un licenziamento ingiusto''==
*'''Gus''': Povero Chief Bookem. Dirigere il traffico dev'essere una bella noia.<br />'''Gengu''': Che c'è di noioso a dirigere il traffico?<br />'''Gus''': Che non ce n'è, di traffico.<br />'''Un pescatore''': Non ci saranno molte macchine, ma a me dà sicurezza che ci sia lui a dirigerle.<br />'''Gus''': Capisco quello che vuoi dire. Il caro buon vecchio Bookem è il più affidabile degli uomini.<br />
*{{NDR|In seguito a un incidente stradale}}<br />'''Mayor Len Blustergas''': Questa è una strada urbana! Non si può circolare a quella velocità!<br />'''Escargoon''': La colpa è sua! Probabilmente lei era assente quando alla scuola guida spiegavano che il re ha la precedenza sempre e comunque!<br />'''King Dedede''': Ciò significa che io non ho responsabilità!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Oh, senti, diccelo tu di chi è la colpa, Chief Bookem!<br />'''King Dedede''': Perché dovrei rispettare i limiti di velocità, visto che li ho stabiliti io?<br />{{NDR|Tutti fissano ad occhi sbarrati Chief Bookem, che ha gli occhi chiusi e sta russando}}<br />'''Mayor Len Blustergas''': Sembra che stia dormendo.<br />'''Chief Bookem''' {{NDR|svegliandosi di soprassalto}}: Uh? Cosa? Ma che ci fate in mezzo alla strada? Finirete per causare un incidente!<br />
*'''King Dedede''': Razza di incapace! Questo incidente è stata tutta colpa di Bookem! Si è messo a dormire! Credevo che la polizia dovesse prevenire gli [[Incidente stradale|incidenti]], non causarli!<br />'''Escargoon''': Potevate anche farvi male, Maestà, ma per fortuna il vostro stomaco ha agito come un air-bag! {{NDR|ride}} <br />
*{{NDR|King Dedede vuole licenziare Chief Bookem e la notizia sconvolge in particolar modo Tuff, che ne parla con i suoi amici}}<br />'''Tuff''': King Dedede non può fare una cosa simile! <br />'''Spike''': Ma in effetti stava dormendo!<br />'''Iroo''': Ha causato lui l'incidente!<br />'''Tuff''': Oh, dai, andiamo! Chief Bookem non è un semplice vigile! È molto più importante!<br />'''Honey''': Che cosa intendi dire?<br />'''Tuff''': Lui era uno dei più coraggiosi soldati delle truppe speciali d'assalto!<br /> {{NDR|L'affermazione suscita la sorpresa di tutti mentre parte un flashback di Chief Bookem come soldato}} <br /> '''Chief Bookem''': Le truppe speciali d'assalto hanno combattuto le più spietate guerre degli ultimi anni e, anche se si sono trovate molto spesso in situazioni critiche, non hanno mai mollato! Il nostro motto era "Non arrenderti mai"!<br />{{NDR|Finisce il flashback e si ritorna a Tuff}}<br />'''Tuff''': Lui è stato un grande eroe!<br />'''Tiff''': Ma figuriamoci!<br />'''Tuff''': Che cosa vuoi saperne, tu? È stato lui stesso a raccontarmelo! <br />'''Tiff''': Sto leggendo la storia di Zeetown e non c'è scritto niente del genere! Noi non siamo mai stati in guerra!<br />'''Tuff''': Quel libro mente!<br />'''Tiff''': O magari Bookem ha mentito a te.<br />'''Tuff''': Un soldato delle truppe speciali d'assalto non mente mai! Mia sorella non sa niente di come funziona l'esercito!<br />'''Tiff''': Be', se era veramente un eroe come mai non-<br />'''Tuff''': Salviamo Bookem! Un eroe non si merita di essere licenziato! Allora, chi è con me?<br />'''Spike''': Io ci sto!<br />'''Honey''': Anch'io!<br />'''Iroo''': Sì, anch'io!<br />'''Kirby''': Poyo!<br />'''Tuff''': Se siamo uniti riusciremo a impedire che lo caccino!<br />
*Possono prenderti il distintivo, ma non il coraggio! ('''Buttercup''') {{NDR|a Chief Bookem}}
*{{NDR|Al ristorante di Kawasaki, Chief Bookem controlla la scena di un piccolo crimine}}<br />'''Chief Bookem''': Qualche buontempone ha scambiato i tubi del gas con quelli dell'acqua.<br />'''Kawasaki''': E mi ha mezzo annegato e mezzo bruciato!<br />'''Chief Bookem''': Un ''piroacquomane'' si aggira per Zeetown.<br />
*'''Curio''' {{NDR|mostrando una scena del crimine a Chief Bookem}}: Ci vorranno giorni per ripulire questo disastro! Quei vandali hanno dipinto tutto con le bombolette spray: i miei fossili, le mie pergamene... e hanno dipinto anche me, nel sonno! Come può il re pensare di licenziarti con tutti i vandali che infestano la città? {{NDR|Chief Bookem ripulisce un briciolo di vernice sul viso dell'archeologo, che ride quando viene toccato}} Piano, mi fai il solletico.<br />'''Chief Bookem''': È strano che abbiano usato una vernice non indelebile.<br />'''Curio''': In ogni caso non hanno alcun rispetto! Questo è un negozio di antiquariato! La vita culturale è in pericolo finché non li acciufferai!<br />'''Chief Bookem''': Lo farò! Puoi fidarti di me!<br />
*È piuttosto curioso, se ci pensi: più disastri combiniamo e più aiutiamo la polizia! ('''Iroo''')
*Mio caro Bookem, hai finito di farti delle dormite pagate sul lavoro, perché io ti licenzio! ('''King Dedede''')
*{{NDR|Dopo essere stato punto dalle api}} Adesso capisco come si sente il bersaglio di un torneo di freccette! ('''Escargoon''')
*'''King Dedede''' {{NDR|dopo che la jeep è finita fuori strada}}: Ma che stai facendo? Siamo finiti in mezzo al bosco!<br />'''Escargoon''': Ve l'ho detto che non ci vedo! Non riesco ad aprire le palpebre!<br />'''King Dedede''': Cerca di aprirle e chiudi la bocca!<br />
*Devo dire ad Escargoon di caricare a bordo anche il mio accappatoio! ('''King Dedede''') {{NDR|dopo essere finito nel fiume}}
*'''Honey''': Vedrai, se la caverà. {{NDR|riferita a Tuff}}<br />'''Iroo''' {{NDR|sarcastico}}: Oh, certamente. In fondo non è altro che un vulcano.<br />
*'''Tiff''' {{NDR|riferita a Chief Bookem che vuole calarsi in un vulcano per riprendere Tuff}}: Ho paura che si senta davvero un soldato delle truppe speciali. Ehi, Kirby, questo è un lavoro per te! Faccio arrivare subito la Stella Warp!<br />'''Meta Knight''' {{NDR|apparendo all'improvviso}}: No, Tiff.<br />'''Tiff''': E perché, Meta Knight?<br />'''Meta Knight''': Tuff ha fiducia in Chief Bookem e dovete averla anche voi. <br />'''Tiff''': Ma Tuff crede-<br />'''Meta Knight''': Crede che lui abbia la tempera di un eroe. Date a Bookem la possibilità di provare che è vero.<br />
*Grande! Lo sapevo che eri un soldato delle truppe speciali! Non è da tutti buttarsi in un vulcano in quel modo! ('''Tuff''') {{NDR|a Chief Bookem}}
*Ricorda il motto delle truppe speciali: "Non arrenderti mai"! ('''Chief Bookem''') {{NDR|a Tuff}}
*È incredibile. Vorrei avere la metà del fegato che ha Bookem. ('''Mayor Len Blustergas''')
*Non farai parte delle truppe speciali, ma per me sei una persona speciale! ('''Buttercup''') {{NDR|a Chief Bookem}}
*Squadra ronzante, passare all'azione! ('''Chief Bookem''') {{NDR|a uno sciame di api che si appresta a pungere King Dedede ed Escargoon}}
*'''King Dedede''' {{NDR|in fuga dalle api}}: Ritirata, presto!<br />'''Escargoon''': Sciò! Andate a impollinare qualche fiore!<br />'''King Dedede''': Non oserete pungere il re?<br />'''Escargoon''' {{NDR|saltando in aria dal dolore delle punture}}: Hanno osato!!<br />
==Episodio 11, ''Un cuoco mostruoso''==
*'''King Dedede''': Ma che cosa ti è preso? Qualcuno ti ha messo il peperoncino nella lattuga?<br />'''Escargoon''': Maestà, dovete assolutamente leggere questa lettera!<br />'''King Dedede''': Che cos'è, la bolletta della luce? Su, fammi un po' vedere. {{NDR|legge la lettera}} Il cuoco Shiitake? E chi diavolo è?<br />'''Escargoon''': Il grande critico culinario Shiitake è autore del best-seller ''Si cucina come dico io''! È il critico di cucina più cattivo del mondo!<br />'''King Dedede''': Aaaaah! E sta venendo qui?!<br />'''Escargoon''': Sì! Vuole fare una recensione sulla cucina del castello! Oh, poveri noi...<br />'''King Dedede''' {{NDR|afferrando Escargoon per le antenne}}: Non voglio che parli male della nostra cucina, quindi vedi di preparare qualcosa di buono!<br />'''Escargoon''': Certo, ma cosa?<br />'''King Dedede''': E lo chiedi a me? Che cosa vuoi che ne sappia? Sono un re, non un gastronomo!<br />'''Escargoon''': E se ordinassimo una pizza?<br />
*'''King Dedede''': Su, coraggio! Dimostra la tua dedizione al re! Lasciati cuocere da lui!<br />'''Escargoon''' {{NDR|tremando di paura}}: Ci sono molti altri modi per dimostrarla!
*'''Kawasaki''': È un immenso piacere che siate venuti tutti a mangiare qui, Sir Ebrum! Era un pezzo che non vi vedevo nel mio ristorante!<br />'''Sir Ebrum''': Mi sembra che tu non veda spesso neanche gli altri abitanti di Zeetown!<br />'''Kawasaki''': Eppure la mia cucina è la stessa di una volta!<br />'''Sir Ebrum''' {{NDR|assaggiando una strana insalata mista}}: Già, non è cambiato niente.<br />'''Lady Like''': No, è inutile. Per quanto mi sforzi non riuscirò mai a finire questa zuppa.<br />'''Sir Ebrum''': Sono d'accordo. Non mi stupisce che questo posto sia vuoto.<br />
*Sono tentato di rivolgermi alle autorità! Kawasaki, quest'insalata è una minaccia pubblica! Bisognerebbe chiamare gli artificieri per disinnescarla! ('''Sir Ebrum''')
*'''Tuff''': Ehi, come mai hai sempre in mano quella padella?<br />'''Kawasaki''': Ehm... questa? Ce l'ho dai tempi della scuola di cucina. Ha un grande valore affettivo. {{NDR|sospira nostalgico}} Vedi, apparteneva al mio maestro!<br />'''Tiff''': Wow. C'è qualcuno che ti ha insegnato a cucinare così?<br />'''Kawasaki''': Assaggiò il piatto che avevo preparato per l'esame e poi mi tirò questa padella sulla testa.<br />'''Tuff''': In effetti è difficile dargli torto... Ti è andata bene! Pensa se avesse avuto un mattarello!
*'''Escargoon''' {{NDR|riferito a un piatto di Kawasaki}}: Non l'ho mai assaggiata, ma sono certo che l'imbottitura del divano abbia questo gusto! Puah!<br />'''King Dedede''': Una cosa è sicura: questo non è cibo. {{NDR|sputacchia via ciò che ha appena masticato}}<br />{{NDR|Kirby, Tiff e Tuff osservano la scena da dietro la porta}}<br />'''Tuff''': Non ho mai visto Dedede così disgustato!<br />'''Tiff''': Perché, tu sei felice quando assaggi i piatti di Kawasaki?<br />
*'''Escargoon''': Il vostro piano funziona, Sire!<br />'''King Dedede''': Il cuoco Kawagonzo è caduto dritto in trappola!<br />'''Escargoon''': Quel seccatore sferico {{NDR|Kirby}} finirà nel piatto di Shiitake! {{NDR|ride}}<br />'''King Dedede''': Proprio così, dentro il suo piatto e fuori dai piedi. Questa è una splendida ricetta!<br />
*{{NDR|Riferita a Kirby}} Come hai potuto pensare di cucinarlo dopo tutto quello che ha fatto per noi? ('''Tiff''') {{NDR|a Kawasaki}}
*{{NDR|Riferito a Kirby, credendolo un piatto}} Sembra un po' troppo al dente. ('''Falso Shiitake/Popon''')
*'''King Dedede''': Ehi, aspetta un momento. Vuoi dire che quello sgorbio {{NDR|falso Shiitake/Popon}} non è un vero cuoco?<br />'''Escargoon''': In effetti era un po' strano che non puzzasse d'aglio.<br />
*{{NDR|Riferito a Kirby che risponde agli attacchi di Popon come un tennista}} Il piccolo Guerriero Stellare ha uno straordinario rovescio liftato! ('''Meta Knight''')
==Episodio 12, ''Un fantasma a palazzo''==
*'''Mabel''': Io vedo... io vedo...<br />'''King Dedede''': Vedi cosa? Ti decidi a parlare?<br />'''Mabel''': ... un fantasma errante giunto al vostro castello in cerca di vendetta.<br />'''King Dedede''' {{NDR|preoccupato}}: La cerca proprio... da me?<br />'''Mabel''': Sì, Maestà, e verrà a prendervi stanotte.<br />
*'''Escargoon''' {{NDR|riferito a Mabel}}: Che cosa vi ha detto?<br />'''King Dedede''': Che ho un fantasma tra i piedi.<br />'''Escargoon''': Ma voi non avete i piedi, Maestà, voi avete le [[Zampa|zampe]]!<br />'''King Dedede''': Sempre meglio avere le zampe che strisciare come fai tu! {{NDR|ride nervosamente}} Ah, probabilmente non c'è nessun fantasma. Credo che ci siamo semplicemente... lasciati suggestionare.<br />'''Escargoon''': Però lo abbiamo visto nella fotografia.<br />'''King Dedede''': Già, e una foto non mente mai.<br />
*'''King Dedede''' {{NDR|dopo essere caduto dalla jeep a causa di un guasto al ponte levatoio}}: Non era mai successa una cosa simile.<br />'''Escargoon''': Forse è arrivato il fantasma e ha fatto "buh"!<br />'''King Dedede''': Non c'è un fantasma!<br />'''Escargoon''': Giusto.<br />{{NDR|Rabbrividiscono nel sentire un rumore alle loro spalle e poco dopo appare una strana luce che si rivela essere il riflesso dell'occhio di Waddle Doo}}<br />'''Waddle Doo''': Sono lieto che stiate bene, Sire.<br />'''King Dedede''': Che razza di guardia sei?<br />'''Escargoon''': Dovresti tenere l'occhio aperto e assicurarti che tutto vada bene!<br />
*{{NDR|Riferita all'incontro con il fantasma}} È stato come un incubo, ma senza dormire! ('''Lady Like''')
*Cercavo bottiglie che contenessero dello spirito e ho trovato uno spirito, non per fare dello spirito! ('''Sir Ebrum''')
*'''King Dedede''': Mi è venuta un'idea! Traslocherò e vi lascerò qui col fantasma!<br />'''Sir Ebrum''': Oh no, Vostra Altezza!<br />'''Lady Like''': Be', se lo farete spero porterete con voi Escargoon!<br />'''Meta Knight''' {{NDR|apparendo all'improvviso}}: Sire.<br />'''Sir Ebrum e Lady Like''': Meta Knight!<br />'''Meta Knight''': Con tutto il rispetto, mi sembra difficile credere che non ci sia il vostro zampino in questa faccenda paranormale.<br />'''King Dedede''': No, non è affatto vero! Io non c'entro per niente!<br />'''Tiff''': Invece scommetto che questo è uno dei tuoi mostri!<br />'''Sir Ebrum''': Fa parte di un altro piano contro Kirby?<br />'''King Dedede''': Io non ho organizzato nessun piano! E non c'è nessun fantasma perché i fantasmi non esistono!<br />'''Lady Like''': E allora che cosa ho visto fuori dalla mia finestra?<br />'''Sir Ebrum''': E che cosa ha fatto volare le bottiglie?<br />'''Tiff''': Il fantasma c'è!<br />'''King Dedede''' {{NDR|agitandosi}}: Ed è qui per prendere me! Devo assolutamente fare qualcosa o sarà la mia fine!!<br />
*Vorrei tanto che la mia mamma fosse qui! ('''King Dedede''')
*'''Escargoon''': E cosa dovrei fare, secondo voi?<br />'''King Dedede''': Tu bloccherai il fantasma mentre io starò dietro di te! {{NDR|inizia a spingere Escargoon mentre corre per i corridoi}}<br />'''Escargoon''': Fermo! Aspettate! Non avete considerato l'idea di invertire i ruoli? Piano, Altezza, sono una lumaca! Non sono stato progettato per queste velocità!<br />
*{{NDR|Dopo aver sentito l'urlo di King Dedede}} Sua Altezza sembrava spaventato come un osso a un congresso di cani! ('''Sir Ebrum''')
*'''Escargoon''': King Dedede mi prendeva sempre in giro, dandomi del mollusco codardo! Non ce la facevo più! Mi stava facendo... impazzire! [...] C'è mancato poco che non schizzassi fuori dal guscio! E così, almeno per una volta, ho pensato che fosse giusto giocare a ruoli invertiti! {{NDR|scoppia in lacrime}}<br />'''Sir Ebrum''': Be', non mi sembra una cosa così tragica.<br />'''Escargoon''': Avevo studiato tutto nei minimi dettagli: avevo truccato la macchina fotografica, corrotto l'indovina, sabotato il ponte levatoio e arruolato la mia squadra di fantasmi... tutto questo per la mia vendetta.<br />'''Meta Knight''': Direi che sei riuscito nel tuo intento, Escargoon. {{NDR|i suoi occhi diventano verdi}}<br />'''Sir Ebrum''': Oh, sì! Mi hai quasi convinto a credere ai fantasmi!<br />'''Lady Like''': Tuff, come hai potuto farlo?<br />'''Tuff''': Ma scusa, il re ci ha spaventati un sacco di volte! Questa volta lo abbiamo spaventato noi!<br />'''Kirby''' {{NDR|annuisce}}: Poyo!<br />'''Tiff''': I fantasmi erano finti, ma lui ha preso uno spavento reale! {{NDR|risate generali}}
*'''Tuff''': Be', accidenti, Escargoon! Le tue idee costano un sacco di soldi a King Dedede!<br />'''Escargoon''': Sì, e con questo? Mi pare giusto che ogni tanto quell'avaraccio sganci qualcosa!<br />
==Episodio 13, ''Un Capodanno movimentato''==
*'''King Dedede''' {{NDR|riferito al nuovo mostro ordinato}}: Eh? E quello cos'è? Sembra un nanetto da giardino!<br />'''Servizio Clienti''': No, Sire, è Sasuke, il nostro mostro pirotecnico.<br />'''Escargoon''': Mostro pirotecnico? Per me è già tanto se riesce a reggere una candela!<br />
*Sarà un Capodanno esplosivo. ('''King Dedede''')
*{{NDR|Nella piazza centrale di Zeetown}}<br />'''Kawasaki''': Ho sentito che in qualche paese del nord, a mezzanotte, la gente suona tanti campanelli per festeggiare l'anno nuovo!<br />'''Curio''': E in altri posti le persone si fermano a riflettere sull'anno appena passato.<br />'''Gus''': Io conosco un posto dove fanno di meglio: ''si balla tutta la notte senza smettere più, | finché l'alba e il sole non tornan su!''<br />'''Mayor Len Blustergas''': Invece qui non facciamo niente la notte dell'ultimo dell'anno.<br />'''Curio''': È una notte come le altre.<br />'''Kawasaki''': Già. A mezzanotte siamo tutti a letto.<br />'''Gus''': Quest'anno potremmo fare qualcosa di diverso.<br />'''Tokkori''': Già, per esempio andare a letto alle undici!<br />
*Possiamo inventarci un nuovo modo di festeggiare! Un modo speciale, tutto nostro! ('''Tiff''')
*'''Chief Bookem''' {{NDR|reagendo alla proposta di uno spettacolo pirotecnico da parte del re}}: Si direbbe che sia proprio quello che stavamo cercando.<br />'''Gus''': È un ottimo modo di festeggiare il nuovo anno!<br />'''Kawasaki''': Sarà un grande evento! Ognuno darà il suo contributo!<br />'''King Dedede''': Non se ne parla! {{NDR|i Cozy sono sorpresi}} Nessuno deve occuparsi della festa! Nessuno tranne me! Io sono il re, io avuto l'idea di questa bellissima festa e non permetterò che voi bifolchi mi roviniate tutto!<br />'''Escargoon''': Gente, quando il re dice così è meglio non contraddirlo.<br />
*{{NDR|A turno}} Facciamoci i nostri fuochi! ('''Mayor Len Blustergas''', '''Tokkori''', '''Tuff''', '''Iroo''' e '''Spike''')
*Ma dico, sei impazzito? Vuoi farci saltare in aria tutti quanti? ('''Chief Bookem''') {{NDR|a Curio che sta per fumare la pipa in presenza di polvere pirica}}
*'''Mayor Len Blustergas''': Noi non ce ne intendiamo proprio di fuochi artificiali.<br />'''Curio''': E neanche di festeggiamenti.<br />'''Gus''' {{NDR|anticipando Mabel}}: Ci vuole l'aiuto di Tiff!<br />'''Chief Bookem''': Chiediamo aiuto a una recluta?<br />
*{{NDR|Riferito a Sasuke}} Quel mostro è un pazzo maniaco piromane alienato! ('''Escargoon''')
*{{NDR|Voce fuori campo}} Sembra meglio di quello che cucina di solito! ('''Gus''') {{NDR|riferito al cibo sul carro di Kawasaki}}
*{{NDR|Voci fuori campo}}<br />'''Un bambino''' {{NDR|parlando del carro di Curio}}: Wow, un dinosauro!<br />'''Un altro bambino''': E c'è anche un cavernicolo!<br />'''Un bambino''': Assomiglia al signor Curio!<br />'''Un altro bambino''': Già, è un ''Curionicolo''!<br />
*{{NDR|Riferito al suo carro}} Si chiama "Sulla via del carcere", un modo divertente per ricordare a tutti che [[il crimine non paga]]. ('''Chief Bookem''')
*'''Meta Knight''': Kirby Fuoco è pronto a combattere.<br />'''Tiff''' {{NDR|voltandosi con il resto della famiglia}}: Meta Knight! Ma che cosa ci fai qui?<br />'''Meta Knight''': Volevo augurare buon anno a Kirby... sperando che arrivi al nuovo anno.<br />
==Episodio 14, ''Il cuscino Sognidoro''==
*'''Escargoon''': Che vi succede? Non vi vedevo così furioso da almeno ventiquattro ore!<br />'''King Dedede''': Adesso basta! La Nightmare Enterprises non può trattarmi così!<br />'''Escargoon''': Così come? Non vi hanno inviato il mostro che avevate ordinato?<br />'''King Dedede''': Sì, ma niente di più! Sono il cliente più importante! Me lo dimostrino, una volta ogni tanto!<br />'''Escargoon''': Forse lo farebbero, se pagaste il conto una volta ogni tanto... {{NDR|il trono frena bruscamente}}<br />'''King Dedede''': Questo non è un gioco, Escargoon!<br />'''Escargoon''': Piano con queste sterzate!<br />'''King Dedede''': Tieniti stretto, lumaca!<br />'''Escargoon''': Non temo di cadere, Sire, è il pranzo che mi preoccupa!<br />
*'''King Dedede''' {{NDR|riferito agli articoli in omaggio della Nightmare Enterprises}}: Dei cuscini? E che cosa me ne faccio?<br />'''Servizio Clienti''': Non li avete mai usati? Servono per dormire.<br />'''King Dedede''' {{NDR|sarcastico}}: Ma non mi dire.<br />
*Non capisco come tu possa essere stanco se in casa non fai mai niente! {{NDR|prova a svegliare l'amico, inutilmente}} Se non lavori tu figurati se lo faccio io! ('''Tokkori''') {{NDR|a Kirby}}
*Mentre ti tappi le orecchie, tesoro, tappati anche la bocca, per favore! ('''Lady Like''') {{NDR|a Tiff}}
*'''King Dedede''': Mi domando se questi cuscini {{NDR|i cuscini Sognidoro}} funzionino veramente.<br />'''Escargoon''': Sire, arrivano dalla Nightmare Enterprises! Da quando qualcosa che mandano loro funziona?<br />
*Pensavo che i cattivi non dormissero bene. ('''King Dedede''')
*'''Servizio Clienti''': Grazie al nostro amico King Dedede tutti a Zeetown stanno sognando esattamente quello che vogliamo noi.<br />'''eNeMeE''': Sì, e presto quei citrulli insonnoliti faranno il lavoro al posto mio!<br />'''Servizio Clienti''': Un sogno che diventa realtà! {{NDR|risata malvagia da parte di entrambi}}<br />
*'''Meta Knight''': Avrei dovuto capirlo. Noddy! {{NDR|riferito ai mostri contenuti nei cuscini Sognidoro}}<br />'''Tiff''': Cosa?<br />'''Meta Knight''': Noddy, i mostri dei sogni. O dovrei dire... mostri da incubo.<br />
*'''Tiff''': Ehi, ma dov'è sparito Kirby?<br />'''Tokkori''': Kirby? Sta dormendo della grossa da questa mattina!<br />'''Tiff''': Sta dormendo?<br />'''Tokkori''': Non preoccuparti. Non ha mai usato il cuscino dei sogni. Sono io quello che ha avuto gli incubi!<br />'''Tiff''': Grazie al cielo!<br />'''King Dedede''': La solita fortuna.<br />'''Escargoon''': Quella che a noi puntualmente manca.<br />
==Episodio 15, ''Un nuovo compagno di giochi''==
*Ehi, ragazzi, dovete farla finita! Il fatto che Kirby sia il più piccolo non vi dà il diritto di trattarlo come un cagnolino! ('''Tiff''') {{NDR|a Tuff, Iroo, Spike e Honey}}
*Ad essere troppo disponibile finisce che la gente ne approfitta. A volte non è piacevole essere il più piccolo. Dovremmo trovarti un compagno di giochi su misura. ('''Tiff''') {{NDR|a Kirby}}
*Ragazzo, sembra che il tuo amico computerizzato {{NDR|il cagnolino robot}} ti intimidisca! Non essere tenero! Se vuoi un cane devi fargli capire subito chi comanda! ('''Tokkori''') {{NDR|a Kirby}}
*Questa è l'ultima volta che rischio la mia vita per salvarti, piccolo palloncino rosa! ('''Tokkori''') {{NDR|a Kirby}}
*'''Tiff''': Spero che Kirby si stia divertendo con il suo cane! <br />'''Tuff''': Io scommetto che si romperà subito!<br />'''Tiff''': Sei geloso perché a te non hanno regalato niente! Quel cagnolino, Tuff, è quasi come un fratello per Kirby!<br />'''Tuff''': Peccato che un vero fratello non ha bisogno di batterie!<br />
*'''Tuff''': Kirby che insegna a un cagnolino giocattolo a attraversare la strada! {{NDR|ride}}<br />'''Tiff''': Sono molto fiera di lui! {{NDR|rivolgendosi a Tuff}} Se impara un cane finto, forse c'è speranza anche per te!<br />
*{{NDR|Parlando con King Dedede}} Così gli ho detto: "Non sono una roulotte, sono una lumaca!" ('''Escargoon''')
*'''King Dedede''' {{NDR|bussando ripetutamente all'ingresso del negozio di giocattoli}}: Ehi, apri subito questa porta! Fammi entrare prima chi mi innervosisca! Mi arrabbio e ti demolisco questa topaia!<br />'''Gengu''': Insomma, è quasi mezzanotte, brutto- Oh, vostra Maestà! Posso esservi utile?<br />'''King Dedede''': Come ti permetti? Guardami bene! Ti sembro uno che si fa insultare?!<br />'''Gengu''': Non era certo mia intenzione. Assolutamente no.<br />
*{{NDR|Riferito al cagnolino di Kirby}} Non daremo tregua a Kirby fino a quando non avremo messo le mani su quel cane... e tutte le sue pulci! ('''Escargoon''')
*'''King Dedede''': Cos'avrà di pericoloso questo piccoletto {{NDR|il cagnolino di Kirby}}? <br />'''Escargoon''' {{NDR|ironico}}: Ehm... la codina scodinzolante?<br />'''King Dedede''': Terrò il mio cucciolo chiuso in questa gabbia, così neanche Kirby potrà liberarlo! {{NDR|ridacchia}} E visto che è un cane robot, non dovrò neanche mettergli sotto dei giornali!<br />
*Grandioso! Mi tocca anche fare l'accalappiacani. ('''Escargoon''')
*{{NDR|Riferito al cagnolino di Kirby}} Il mio bau-bau cammina sull'acqua! ('''King Dedede''')
*{{NDR|Tiff e Tuff osservano Kirby mentre guarda nostalgico il mare dopo la perdita del suo cagnolino}}<br />'''Tuff''': Tiff, continui a essere convinta che quel cane fosse un mostro?<br />'''Tiff''': Questo non lo sapremo mai. Ma anche se lo fosse stato si è comportato da amico con Kirby: per questo non gli ha fatto del male.<br />'''Gengu''': Tiff, Tuff... Ecco... {{NDR|mostra loro un cagnolino costruito con i resti del precedente}}<br />'''Tuff''': Ehi, e quello dove l'hai preso?<br />'''Gengu''': Ho costruito un nuovo cagnolino per Kirby... anche se niente può sostituire un amico perduto.<br />'''Tiff''': Non preoccuparti. Sono sicura che quell'amico sarà sempre vivo nel suo cuore.
==Episodio 16, ''Un pesce di nome Kine''==
*{{NDR|Leggendo il messaggio di Kine}} "Cara Tiff, ti ho vista in riva al mare, recentemente, e penso che tu sia affascinante. Vieni alla spiaggia questa sera. Ti aspetterò. Tuo Kine." ('''Tiff''')
*Sta' zitto! Gli agenti segreti devono essere discreti! ('''Tuff''') {{NDR|a Kirby}}
*'''Tiff''': Una lettera scritta su un guscio di conchiglia non è molto comune. Forse è solamente uno scherzo.<br />'''Kine''': Ciao, Tiff! Oh oh oh! {{NDR|salta fuori dall'acqua e si mostra}} Sono così contento che tu sia qui! Oh oh oh!<br />'''Tiff''': Eh?<br />'''Kine''': Non ero sicuro che avresti trovato la lettera che ho scritto o che saresti stata capace di decifrare il messaggio. {{NDR|Tiff lascia cadere la lettera, scioccata}} Oh! Ma ne avrei scritte un altro milione per far sì che potesse avvenire questo incontro!<br />'''Tiff''': Quindi saresti tu Kine?<br />'''Kine''': Sì! L'unico e il solo!<br />'''Tiff''': Un pesce che sa scrivere?<br />'''Kine''': Che c'è di strano? Molti pesci sanno scrivere. Qui sotto abbiamo delle ottime scuole.<br />'''Tiff''': Va bene. Si può sapere perché volevi incontrarmi?<br />'''Kine''': Vedi, io vengo a nuotare da queste parti tutti i giorni e ti ho notata mentre raccoglievi conchiglie. Si direbbe che tu si piuttosto interessata all'oceano.<br />'''Tiff''': Oh, sì. Collezionare conchiglie è il mio hobby preferito. Io amo la biologia marina.<br />'''Kine''': Tu... ''ami ?!'' {{NDR|si immerge, poi riemerge tutto eccitato}} Ah! Lo sapevo! Io e te abbiamo un sacco di cose in comune! Oh Tiff, voglio assolutamente che tu sia la mia ragazza!<br />'''Tiff''' {{NDR|scioccata}}: ''Cosa? La tua ragazza?!''<br />'''Tuff''': Ahahahah! Questa sì che è bella! Tiff che si fidanza con un pesce!<br />'''Tiff''': Ehi, Tuff, e tu che cosa ci fai qui?<br />'''Kirby''': Poye!<br />'''Tuff''' {{NDR|ride ancora}}: Lo sapevo che c'era sotto qualcosa di strano, però non mi immaginavo fino a questo punto!<br />'''Kine''' {{NDR|a Tiff}}: Ti darò lezioni personalizzate di nuoto, così potrai seguirmi sott'acqua e vivere per sempre con me! {{NDR|Tiff cade all'indietro scioccata}} Ehi, che ti prende? Ho detto qualcosa che non va, mia piccola sirena?<br />'''Tiff''': Kine, ti ricordo che tu sei un pesce!<br />'''Kine''': Certo, Tiffy, lo so che sono un pesce. Ma qual è il problema?<br />'''Tiff''' {{NDR|respirando per calmarsi}}: Essendo un pesce, tu hai le branchie, mentre io ho i polmoni, quindi non posso vivere sott'acqua! Possibile che tu non capisca? Noi veniamo da due mondi completamente diversi!<br />'''Kine''': Ma abbiamo entrambi un cuore, e il mio mi dice che siamo fatti l'uno per l'altra!<br />{{NDR|Tiff assume un'espressione stufa}}<br />'''Tuff''': Se fossi in te gli darei una possibilità, Tiff! Probabilmente non troverai più nessuno che ti faccia la corte!<br />'''Kirby''': Poyo! Poyo!<br />'''Tiff''' {{NDR|urlandogli contro}}: Non sei divertente! Sta' a sentire, Kine: io non posso vivere nel mare e tu non puoi vivere sulla terra, quindi tanti saluti! {{NDR|Kine rimane sconfortato}} È stato un piacere. {{NDR|se ne va}}<br />'''Tuff''': Be', mia sorella ha ragione, Kine. Tu purtroppo non hai i polmoni. Andiamo, Kirby.<br />'''Kirby''': Poyo! {{NDR|Kine rimane solo e si intristisce}}<br />
*'''Tuff''': Quel pesce {{NDR|Kine}} era veramente strano! Deve avere delle alghe al posto del cervello, se gli piace una come te! {{NDR|ride}}<br />'''Kirby''': Poyo!<br />'''Tiff''': Io comincio a pensare che sia un tipo piuttosto interessante!<br />'''Tuff''': Uh?<br />'''Tiff''': Sì, magari è un po' squamoso, ma in compenso è molto gentile! E poi scrive davvero bene!<br />'''Tuff''': Certo, però... appartiene a una specie diversa dalla tua!<br />'''Kirby''': Poyo?<br />'''Tiff''': D'accordo, questo è vero! Ma abbiamo un sacco di caratteristiche biologiche in comune! E un pesce che parla non si incontra tutti i giorni!<br />'''Tuff''': Intendi dire che se potesse vivere fuori dall'acqua saresti disposta ad uscirci insieme?<br />'''Tiff''': Non vedo perché no? Un pesce così originale e con un simile spirito di iniziativa merita di essere preso seriamente in considerazione!<br />
*'''King Dedede''': Mi piaceva l'idea di giocare a Cupido e permettere a questo pesce {{NDR|Kine}} di incontrare la sua bella {{NDR|Tiff}}! In amore gli opposti si attraggono, ma non pensavo si potesse arrivare fino a questo punto!<br />'''Escargoon''': Non si può dire che questa coppia non sia né carne né pesce!<br />
*'''Tuff''' {{NDR|riferito a Kine}}: Dicevi che se fosse stato in grado di vivere fuori dall'acqua lo avresti preso in seria considerazione!<br />'''Kirby''': Poyo!<br />'''Tiff''': Cerchiamo di essere realisti! Primo, vive ancora nell'acqua! E secondo, rimane sempre un pesce! {{NDR|Kine assume un'espressione scoraggiata}}<br />'''Tuff''': Ha fatto un grosso sacrificio uscendo dal mare per seguirti! Sii più gentile! Potresti mostrargli com'è la vita sulla terra!
*'''Curio''' {{NDR|parlando di Kine}}: È uno splendido esemplare di ''nasellus aquatis''.<br />'''Un Cozy''': Immagino che sia un compito di scienze per la scuola.<br />'''Tuff''': No, è un appuntamento galante!<br />'''Un Cozy''': Ah.<br />'''Tiff''': Piantala!<br />'''Tuff''': Kine si è preso una cotta per mia sorella ed è venuto a vivere sulla terra per stare con lei!<br />'''Un Cozy''': Oh. In ogni caso, è sempre meglio che avere un appuntamento con un barracuda o con uno squalo.<br />'''Curio''': Be', io trovo che siano una bellissima coppia!<br />'''Tiff''': Ma noi non siamo affatto una coppia!<br />'''Tuff''': Calmati, Tiff! {{NDR|rivolgendosi ai Cozy}} Fate largo, ora! Dobbiamo mostrare a Kine un sacco di cose!<br />
*'''Kine''': Su, Tiffy, prendiamoci per mano anche noi!<br />'''Tiff''' {{NDR|imbarazzata}}: Ma... ma tu non hai le mani!<br />
*{{NDR|Riferito a Kine}} No, fermo! Non è sushi, è il fidanzato di Tiff! ('''Tuff''') {{NDR|a Kawasaki}}
*'''Tiff''': Visto quant'è pericoloso qua fuori?<br />'''Tuff''': Te la sei cavata! Forse hai sette vite!<br />'''Kine''': Intendi dire che sono un pesce gatto e non lo sapevo?<br />
*A meno che non sia un pesce volante, Kine è nei guai! ('''Tuff''') {{NDR|riferito a Kine che precipita da un'altezza elevata}}
*Mi sembrava strano che Dedede ti avesse dato una mano solo per fare una buona azione! ('''Tuff''') {{NDR|a Kine}}
*'''Kine''': Grazie a Kirby la Barriera Corallina Arcobaleno è ancora una delle più grandi meraviglie dell'oceano.<br />'''Tuff''' {{NDR|accorgendosi che Kirby manca all'appello}}: Ehi, Kirby! Kirby, ma dove sei? E ora dove sarà finito?<br />'''Tiff''': Ma era qui un minuto fa!<br />'''Kine''': Be', ragazzi, vi prego di salutarmelo. E ringraziatelo per tutto quello che ha fatto. Quanto a te, Tiffy, spero che accetterai le mie scuse. Non volevo procurati tutti quei problemi.<br />'''Tiff''': Mi dispiace che le cose non siano andate come speravi tu. Sei un pesce molto speciale. Sono contenta di averti incontrato.<br />'''Kine''': Conserverò per sempre il ricordo di questa meravigliosa giornata che abbiamo trascorso insieme.<br />'''Tiff''': Mi raccomando, abbi cura di te.<br />'''Kine''': Anche tu abbi cura di te, Tiffy.<br />
*{{NDR|Adirata}} Kirby, ma perché non ti fai mai gli affari tuoi?! ('''Tiff''')
==Episodio 17, ''L'anello scomparso''==
*'''King Dedede''': Un giorno speciale? Cos'ha di tanto speciale? {{NDR|riferito a Tiff e Tuff che parlano di un evento speciale di quel giorno}}<br />'''Escargoon''': E io che cosa ne so? Non sono la vostra agenda!<br />'''King Dedede''' {{NDR|arrabbiato}}: Risparmiami il tuo sarcasmo e cerca di scoprire perché oggi è un giorno speciale!!<br />
*{{NDR|Riferito all'anello di Sir Ebrum}} Forse oggi è veramente un giorno speciale! Lo avevo cercato per tutta la città! {{NDR|rivolgendosi al Waddle Dee che lo aveva}} E tu non hai visto niente! {{NDR|il Waddle Dee scuote la testa}} Molto bene. ('''Escargoon''')
* {{NDR|Adirato}} Tradimento! Quelli stanno saccheggiando il tesoro di Zee Town! Ogni oggetto prezioso che viene trovato appartiene al re! ('''King Dedede''')
*'''Lady Like''': Signor Mayor, che cosa sta succedendo in città?<br />'''Mayor Len Blustergas''': Ho sentito dire che è stato rubato un gioiello di immenso valore!<br />'''Lady Like''': Oh, ma è terribile!<br />'''Sir Ebrum''' {{NDR|a sè stesso}}: Già, puoi dirlo forte che è terribile!<br />
*'''Escargoon''': Su, andiamo, Maestà! Ma che cosa ve ne importa di quello stupido anello?<br />'''King Dedede''' {{NDR|adirato}}: Che cosa? Ti ricordo che i tesori del regno sono ''miei''! Miei e di nessun altro!<br />
*'''King Dedede''' {{NDR|a Honker Stomper che gli ha consegnato tutti i gioielli della città}}: Stai scherzando? È una follia! Non posso trovare quell'anello in mezzo a tutta questa... robaccia! {{NDR|rivolgendosi ad Escargoon}} Però forse puoi farlo tu.<br />'''Escargoon''': Voi dite? Troppo onore.<br />'''King Dedede''': Tu hai già visto quella pietra. {{NDR|prende qualche gemma dal mucchio}} Guarda. È in mezzo a queste?<br />'''Escargoon''': Fatemi controllare. Potrebbe essere questa... potrebbe essere quest'altra...<br />'''King Dedede''' {{NDR|prendendo Escargoon per il collo}}: Sei un incapace!<br />
*{{NDR|Dopo aver scaraventato Honker Stomper in mare}} Fatti un bel bagno, nasone! ('''King Dedede''')
*'''Lady Like''': Tesoro, a me non importa niente dell'anello.<br />'''Sir Ebrum''': Eh?<br />'''Tuff''': Non ti importa?<br />'''Lady Like''': No, non più di tanto. L'unica cosa che mi importa davvero è che stiamo tutti insieme e che ci vogliamo bene.<br />'''Sir Ebrum''': Davvero?<br />'''Lady Like''': Questa è una sera molto speciale. Scordiamo tutti i problemi e pensiamo a divertirci!<br />
*'''Kawasaki''' {{NDR|dopo che l'anello è stato finalmente recuperato}}: Bravissimo, Kirby! Questa sera potrai mangiare tutto quello che vorrai! Te lo sei meritato!<br /> '''Kirby''' {{NDR|evidentemente entusiasta}}: Poyo poyo!<br />'''Tuff''': Ho paura che Kirby abbia frainteso! {{NDR|Kirby aspira tutti i piatti presenti nel ristorante}}
==Episodio 18, ''Il fiore magico''==
*'''King Dedede''': Poverino! È stanco! Farà tanta nanna! {{NDR|riferito a Kirby che si è addormentato a causa di un Noddy}}<br />'''Escargoon''': Dormirà come minimo cent'anni, come nelle fiabe! {{NDR|ridono entrambi}}<br />
*'''Tiff''': Dottor Yabui, lei sa cosa gli è successo?<br />'''Yabui''': A quanto pare il nostro amico Kirby ha risucchiato un Noddy ed è stato colpito dalla malattia del sonno.<br />'''Tiff''': La malattia del sonno?<br />'''Yabui''': I Noddy hanno il potere di far addormentare i loro nemici. Purtroppo il piccolo Kirby rischia di dormire molto a lungo, forse anche cent'anni.<br />'''Tiff''': Così tanto tempo?<br />'''Fololo''': È colpa nostra! Non l'abbiamo aiutato!<br />'''Falala''': Tuff ci ha impedito di intervenire!<br /> '''Tuff''' {{NDR|con indifferenza}}: Sì, e con questo?<br />'''Falala''': Per lui Kirby non aveva bisogno del nostro aiuto!<br />'''Tiff''': È andata proprio così, Tuff?<br />'''Tuff''': Certo. Pensavo che Kirby avrebbe risucchiato Noddy senza problemi come ha sempre fatto.<br />'''Tiff''': E tu osi definirti suo amico? Guarda adesso in che stato è!<br />'''Tuff''': Non immaginavo che sarebbe finita così!<br />'''Yabui''': Ragazzi, smettetela di litigare! Accusarsi a vicenda non aiuta certo Kirby!<br />'''Tiff''': Non c'è proprio modo di svegliarlo, dottore?<br />'''Yabui''': Be'... ora che ci penso c'è una cosa che si potrebbe tentare: svegliarlo con il fiore Pukey.<br />'''Tiff, Fololo e Falala''': Svegliarlo con un fiore?<br />'''Yabui''': Pukey è un fiore magico che vive nelle terre selvagge di Babagahara. Secondo la leggenda, il profumo di questo fiore è in grado di risvegliare una persona addormentata anche dal più profondo dei sonni.<br />'''Tiff''': Be', direi che vale la pena di tentare.<br />'''Yabui''': Per forza. Questa è l'unica cura.<br />'''Fololo''': Babagahara? Ho sentito parlare di quel posto.<br />'''Falala''': Ma tutti quelli che ci sono andati non sono più tornati!<br />'''Tuff''': Io non ci vado di certo. Questo è sicuro.<br />'''Tiff''': Ma come? Non vuoi che Kirby stia di nuovo bene? È colpa tua se si è addormentato!<br />'''Tuff''': Non intendo andarci, Tiff, e tu non puoi costringermi!<br />'''Tiff''': Sei responsabile nei suoi confronti! {{NDR|a Fololo e Falala}} E questo vale anche per voi due! Adesso andate a cercare questo fiore e portatelo subito qui! {{NDR|nessuno muove un dito}} Ho capito! Vorrà dire che ci andrò da sola! {{NDR|esce}}<br />
*È essenziale che Tuff non perda la fiducia in sé stesso. ('''Meta Knight''')
*{{NDR|Riferito a Kirby}} Dorme come un bimbo nella culla! ('''Tuff''')
*{{NDR|A notte fonda, Tiff osserva da lontano Tuff mentre dorme accanto a Kirby}}<br />'''Tiff''': Dubito che Tuff riesca a recuperare il fiore {{NDR|il fiore Pukey}}. Non fa altro che mettersi nei pasticci.<br />'''Meta Knight''': È un ragazzino sventato, è vero, però ha un cuore d'oro.<br />'''Tiff''': Il cuore sì, però ogni tanto mi chiedo dove abbia il cervello.<br />
*Mi autoproclamo re della giungla! ('''Tuff''')
*Meta Knight, mio fratello mi fa impazzire! È uno sbruffone! Si prende il merito di tutto! ('''Tiff''')
*'''Escargoon''': Più ci penso, più questo [[Piani dalle serie televisive|piano]] mi piace.<br />'''King Dedede''': Già. Il Pukey è proprio il fiore che fa al caso nostro: rilascia tanti piccoli Noddy, qualche sprovveduto se li mangia e a quel punto cade addormentato! {{NDR|ridacchia}}<br />'''Escargoon''': La gente pensa che il profumo del fiore Pukey possa risvegliare chi dorme, invece il fiore se lo mangia!<br />'''King Dedede''': E adesso è il momento di Kirby.<br />'''Escargoon''': È ora di pranzo. {{NDR|ridono entrambi}}<br />
*'''Tuff''': Mi hai seguito fin dall'inizio?<br />'''Meta Knight''': Ho ritenuto fosse mio dovere.<br />'''Tiff''': Tuff, da' retta a Meta Knight.<br />'''Tuff''': E perché dovrei?<br />'''Tiff''': Perché fra ieri e oggi ha salvato la vita a te e a Kirby quattro volte!<br />'''Tuff''': Prima dici che è mia la responsabilità di trovare il fiore Pukey e poi fai intervenire Meta Knight perché non hai fiducia in me?<br />
*'''Falala''': Tuff, dove stai andando?<br />'''Tuff''': Perché me lo chiedi? Non ha importanza.<br />'''Fololo''': Che cosa intendi dire?<br />'''Tuff''': È Meta Knight il vero eroe della situazione.<br />'''Tiff''': Oh, non cominciare a piangerti addosso, per favore!<br />'''Tuff''' {{NDR|voltandosi}}: Io faccio quello che mi pare!<br />'''Tiff''': Non sarai arrivato fin qua solo per farci vedere quanto sei coraggioso? Perché se è così, vuol dire che di Kirby non ti importa un bel niente!<br />
*Probabilmente non sono un eroe, ma posso aiutare un vero eroe a togliersi dai pasticci. All'attacco! ('''Tuff''')
*'''Tuff''': Kirby, lo ammetto: è stata colpa mia se hai risucchiato quel Noddy. Ma, ora che ti ho salvato, siamo pari.<br />'''Kirby''' {{NDR|guardando la cioccolata che teneva in mano sin da inizio episodio}}: Poyo?<br />'''Tiff''': Non merita anche Meta Knight un ringraziamento?<br />'''Tuff''': Ma perché ti intrometti sempre? <br />'''Meta Knight''': Fai benissimo ad essere fiero della tua impresa. Sei un guerriero nobile e molto coraggioso.<br />'''Tuff''': Eh? Come? {{NDR|in tono di vanto}} Chi, io?<br />
==Episodio 19, ''Il figlio del guerriero''==
*'''King Dedede''' {{NDR|dopo aver sparato un colpo di cannone a Knuckle Joe}}: Visto? Te l'avevo detto che ci voleva l'artiglieria pesante!<br />'''Escargoon''': Certo, ora la parete ha bisogno di qualche lavoretto...<br />'''Kunckle Joe''': Già, e voi avreste bisogno di un paracadute! {{NDR|lancia la jeep in giardino}}<br />
*'''King Dedede''': Conosco molto bene il Guerriero Stellare che stai cercando!<br />'''Knuckle Joe''': Allora parla, ciccione!<br />'''King Dedede''': Ciccione?<br />'''Escargoon''': Ehi, tu, bel tipo! Ti avverto che stai parlando con il re e non puoi prenderlo in giro perché è grasso, e nemmeno perché è tonto ed ignorante, e nemmeno perché è un tirchio, e... {{NDR|King Dedede gli dà una martellata in testa}}<br />
*Guarda come hai ridotto questo posto! Sembra il mercato ortofrutticolo! ('''Tokkori''') {{NDR|a Kirby che ha portato una montagna di frutti a casa}}
*'''Samo''': Salve. Che cosa desidera?<br />'''Knuckle Joe''': Kirby.<br />'''Samo''': Mi spiace molto, ma non è sulla lista. Le va bene un'aranciata? {{NDR|Knuckle Joe fa saltare in aria il tetto del bar}}<br />
*'''Tiff''': Ascolta, Kirby: c'è un tizio {{NDR|Knuckle Joe}} che ti odia. Dice che hai fatto qualcosa di grave e ora ti sta cercando!<br />'''Tuff''': Ha anche l'aria di essere molto più forte di te!<br />'''Kawasaki''': Già, ha l'aria di essere più duro delle mie bistecche!
*'''Meta Knight''': Un tempo io e tuo padre combattevamo fianco a fianco. Tuo padre era forte, coraggioso e molto amato. Tutti i Guerrieri Stellari sognavano di diventare come lui. Abbiamo diviso momenti difficili e momenti felici. Ero orgoglioso di averlo come amico. Una notte un gruppo di mostri della NME {{NDR|Nightmare Enterprises}} ci tese un'imboscata cogliendoci di sorpresa. Molti guerrieri furono catturati in quella battaglia, incluso tuo padre. Credevo che non lo avrei più rivisto. Non sapevo che un mostro lo avesse portato alla NME. [...] Quando lo vidi tornare da noi ero pazzo di gioia, ma presto la mia gioia si trasformò in sgomento. Era cambiato. Era passato dalla parte dei mostri!<br />'''Knuckle Joe''': Questa è una menzogna! Non riuscirai a farmi credere che mio padre era un mostro!<br />'''Meta Knight''' {{NDR|mostrando la sua spada}}: Lo so, è una storia penosa e per te non dev'essere facile accettarla, ma ti giuro sulla mia spada che è la verità! Forse questo ti convincerà. {{NDR|consegna a Kunckle Joe un medaglione}} Me l'affidò tuo padre poco prima di andarsene. Qualcosa gli aveva impedito di arrendersi completamente alla NME... e quel qualcosa era il suo amore per te.<br />
*Chiunque abbandoni i suoi princìpi per vivere nell'[[Odio|odio]] è un mostro. ('''Meta Knight''')
*'''Escargoon''' {{NDR|osservando lo scontro tra Knuckle Joe e Kirby}}: Sire, temo che non possa vincere nessuno dei due!<br />'''King Dedede''': A me basta che perda Kirby.
*Kirby è come uno specchio! Ha assunto i tuoi poteri, Joe! Fermati prima che sia troppo tardi! ('''Meta Knight''') {{NDR|a Knuckle Joe}}
*Non voglio essere un mostro! ('''Knuckle Joe''')
*Kirby... credo che ora Knuckle Joe sia dalla nostra parte. ('''Meta Knight''')
==Episodio 20, ''Inverno a Dream Land''==
*{{NDR|Riferito ad Ice Dragon}} Questa lucertola sarebbe un mostro? Sembra la sorpresa di un uovo di Pasqua! ('''King Dedede''')
*Questa neve è roba da pinguini! Non ho intenzione di ghiacciarmi le piume, io! ('''Tokkori''')
*Chilly! ('''Kirby''' e '''Chilly''')
*{{NDR|Al suo primo incontro con Chilly}} Non avevo mai parlato con un pupazzo di neve prima d'ora! ('''Tuff''')
*'''Tiff''' {{NDR|a Kirby e Tuff}}: Ragazzi, vedo che avete trovato un nuovo amico. {{NDR|rivolgendosi a Chilly}} Sono Tiff. Tu chi sei?<br />'''Chilly''': Chilly!<br />'''Tuff''': Eh, già. Lui è Chilly, il pupazzo di neve.<br />'''Tiff''': Pupazzo di neve?<br />'''Chilly''' {{NDR|annuisce}}: Chilly.<br />'''Tiff''': E da dove vieni, Chilly?<br />'''Chilly''' {{NDR|indicando il cielo}}: Chilly!<br />'''Tiff''': Cosa? Io so che la neve scende dal cielo, ma non sapevo che questo valesse anche per i pupazzi di neve!
*Ehi, si può sapere perché avete spento il fuoco? Sta' a sentire, Kirby: o se ne va il pupazzo di neve {{NDR|Chilly}} oppure me ne vado io! È chiaro? [...] Ok! Non mi va di dormire in un igloo! ''Adios''! ('''Tokkori''')
*'''King Dedede''': Senti, Ice Dragon, la tua neve è bella, ma i tuoi pupazzi sono pessimi! Non doveva eliminare Kirby, quello lì {{NDR|Chilly}}?<br />'''Escargoon''': Vostra Maestà, basta freddo adesso! Tentiamo con qualche altro metodo!<br />'''King Dedede''': Avremo la fine dell'inverno quando avremo la fine di Kirby! {{NDR|rivolgendosi a Chilly}} Quindi datti una mossa, amico!<br />
*'''King Dedede''' {{NDR|dopo che Kirby ha sconfitto Ice Dragon}}: Oh, no! Ce l'ha congelato!<br />'''Escargoon''': Ma volete mettere quante buone granite?
*{{NDR|Riferita a Chilly}} Non poteva più vivere qui. Ora fa troppo caldo. ('''Tiff''')
==Episodio 21, ''La principessa Rona''==
*'''Tuff''': Per me queste storie sono tutte sciocchezze! Figurati se principi e principesse vivono davvero così!<br />'''Tiff''': Può darsi, ma le fiabe non raccontano mai la realtà! È questo il bello!<br />
*'''Tuff''' {{NDR|sentendo la notizia dell'arrivo di Rona}}: Ehi, ma è una notizia sensazionale!<br />'''Tiff''': A te non piacciono le principesse!<br />'''Tuff''': Quelle delle fiabe no di certo! Invece le principesse vere mi interessano eccome!<br />
*'''King Dedede''': Ho capito bene? Una principessa?<br />'''Escargoon''': Si chiama principessa Rona e si dice che sia una fanciulla di rara bellezza.<br />'''King Dedede''': Oh, mi serve una sposa ed ecco che mi piove dal cielo!<br />'''Escargoon''': Piano, King Casanova. Non è detto che sia alla ricerca di un marito-<br />'''King Dedede''' {{NDR|stringendogli il collo dalla gioia}}: Sciocchezze! Viene qui perché sa che c'è un re bello e aitante e ancora scapolo! {{NDR|lancia via Escargoon}} Ora datti da fare! Il tempo stringe! Fra poco ci saranno i festeggiamenti per le nozze reali!<br />
*Basta chiacchiere! Fate funzionare il cervello, una volta ogni tanto! In città arriveranno migliaia di persone e saranno curiosi di vedere com'è fatta una principessa! ('''Tokkori''') {{NDR|ai Cozy}}
*'''Tuff''' {{NDR|riferito alla falsa Rona}}: Mamma, quant'è carina! È una vera favola!<br />'''Tiff''' {{NDR|ironica}}: Ma una volta le principesse non ti davano sui nervi?<br />
*'''Tuff''': Non immaginavo che le ragazze potessero essere così carine prima di conoscere Rona.<br />'''Tiff''': Spiegati meglio. Non capisco cosa vuoi dire.<br />'''Tuff''': Be', prima di conoscerla pensavo che le ragazze fossero tutte come te.<br />'''Tiff''': E io prima di conoscere il comandante Vee credevo che i ragazzi fossero come te. Ma adesso so che possono essere nobili e attraenti!<br />
*Certo che per essere un guerriero sei molto tenero! ('''Vee/Rona''') {{NDR|a Kirby}}
*{{NDR|Offrendo dei fiori alla falsa Rona}} Un mazzo di fiori per il fiore più bello! ('''King Dedede''')
*Guardate che il re conosce tutti i locali più alla moda! Sa persino dove trovare una pizza alle tre del mattino! ('''Escargoon''') {{NDR|a Vee/Rona}}
*{{NDR|[[Canzoni dalle serie televisive|Canzone]] per Rona}} ''Oh, stai con me | Ti amo, baby, oh yeah | Ti amo, sai...'' ('''King Dedede''')
*'''Tiff''': Amici, voglio presentarvi il comandante Vee! È il comandante della guardia reale!<br />'''Curio''': La guardia reale?<br />'''Tuggle''': Allora non è la principessa!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Ma noi volevamo conoscere lei!<br />'''Tiff''': Si può sapere cosa avete tutti quanti? Il comandante è una persona molto importante!<br />'''Vee/Rona''': Non prendertela con loro. Ti assicuro che sono più contento se la gente non fa particolarmente caso a me.<br />
*{{NDR|Riferita a Kirby}} Per essere così piccolo, ha un enorme appetito! ('''Vee/Rona''')
*Sentito, Tiff? Finalmente qualcuno apprezza la mia cucina! ('''Kawasaki''') {{NDR|dopo essere stato elogiato da Vee/Rona per il sushi}}
*Per me bisogna divertirsi, finché se ne ha la possibilità! ('''Vee/Rona''')
*Avete spezzato il cuore del re! Complimenti, pensavo che non lo avesse! ('''Escargoon''') {{NDR|alla falsa Rona}}
*Quando sarò regina non potrò più divertirmi. Per questo motivo è importante che lo faccia adesso! ('''Vee/Rona''')
*'''Tiff''': Caspita, quel pescione {{NDR|Susshi}} è un vero osso duro!<br />'''Tuff''': Dev'esserci il modo di sconfiggerlo!<br />'''Kawasaki''': So io come: trasformatelo in un piatto di sushi!<br />
*King Dedede, che figura farsi mettere al tappeto da un boccone di sushi! ('''Kawasaki''')
*'''King Dedede''': I miei sogni si sono infranti. Come riuscirò a colmare questo senso di vuoto?<br />'''Escargoon''': Come fate sempre, Altezza: mangiando sette cheeseburger.<br />'''King Dedede''': Buona idea.<br />
*{{NDR|Riferito a Rona}} Le auguro di vivere sempre felice e contenta. ('''Tuff''')
==Episodio 22, ''L'isola del guerriero dimenticato''==
*Non c'è niente di meglio che stare distesi al sole su un canotto. ('''Tiff''')
*'''Tuff''': Non torneremo mai a casa con quel relitto! {{NDR|riferito al canotto su cui si trovavano prima di naufragare}} E adesso che cosa facciamo, Tiff?<br />'''Tiff''': Sto pensando! Le grandi idee non vengono così, su due piedi! {{NDR|il suo stomaco brontola e si imbarazza}} Il mio stomaco pensa che sia un'ottima idea cercare qualcosa da mangiare.<br />
*{{NDR|Dopo essersi inutilmente fatto sentire dagli abitanti dell'isola}} Chissà, magari sono tutti in vacanza... ('''Tuff''')
*State a sentire, piccoli mostri... Mi avete messo al tappeto, è vero, ma un Guerriero Stellare come Kit Cosmos non si arrende a nessuno! [...] Forse sarà la mia ultima battaglia, ma intendo combattere fino alla fine! ('''Kit Cosmos''') {{NDR|a Kirby e ai suoi amici}}
*'''Kit Cosmos''' {{NDR|dopo aver sentito dire che la guerra contro la Nightmare Enterprises è finita}}: Sono tutte bugie! Non ci credo! Non è possibile che i prodi Guerrieri Stellari siano stati sconfitti da voi mostri!<br />'''Falala''': Se credi che noi siamo dei mostri...<br />'''Fololo''': ... ti servono gli occhiali!<br />
*{{NDR|Commentando l'aspetto di Kirby}} Certo che i mostri a cui ero abituato io facevano molta più paura. ('''Kit Cosmos''')
*Niente smancerie con me! Mangiate il rancio, poi inizieremo l'addestramento anti-mostro! ('''Kit Cosmos''') {{NDR|a Tiff}}
*'''Tiff''': Sono contenta che tu abbia fatto amicizia con il sergente Cosmos.<br />'''Kirby''': Poyo?<br />'''Tuff''': Sì, anch'io... Certo che quel tipo è proprio svitato!<br />'''Tiff''': È rimasto su quest'isola così a lungo che è convinto che ci sia ancora la guerra!<br />{{NDR|Un'improvvisa secchiata spegne il fuoco su cui arrostivano i pesci: è Kit Cosmos}}<br />'''Kit Cosmos''': Vi ha dato di volta il cervello? Accendere un fuoco la notte vuol dire rivelare la posizione al nemico!<br />'''Tuff''': Già, peccato che noi non abbiamo nemici.<br />'''Tiff''': E ora non abbiamo più nemmeno la cena.<br />'''Kit Cosmos''': Tanto meglio! Durante alcune missioni io mi sono nutrito esclusivamente di bacche per mesi! Un vero guerriero si fa un baffo di lussi inutili come ad esempio il [[Cibo|cibo]]!<br />
*{{NDR|Durante l'addestramento}} Siamo stanchi! Non potremmo invece esercitare la mente? ('''Tiff''')
*'''Kit Cosmos''': È bastato un giorno di allenamento per metterli al tappeto.<br />'''Tiff''': Kirby e Tuff si stancano così anche quando giocano a Zee Town.<br />'''Kit Cosmos''': Vuoi dire che nella vostra città è sicuro giocare all'aperto?<br />'''Tiff''': Oh, certo! Zee Town è una città ideale per noi ragazzi!<br />
*'''Kit Cosmos''': Avanti, soldato Tuff! I nostri stomaci ruggiscono come leoni!<br />'''Tuff''': E se saltassimo la colazione?<br />
*Omaggio al valoroso Meta Knight! ('''Kit Cosmos''')
*'''King Dedede''' {{NDR|dopo essere sbarcato sull'isola di Kit Cosmos}}: Sicuro che è l'isola giusta?<br />'''Escargoon''': Secondo i miei calcoli, il tornado dovrebbe averlo {{NDR|Kirby}} portato su questa spiaggia.<br />'''King Dedede''': Ok, ma come lo troviamo adesso?<br />'''Escargoon''': Ho del cibo da usare come esca! Kirby cadrà nella trappola!<br />'''King Dedede''': Lo mettiamo all'ingrasso come un cappone e poi gli facciamo la festa! {{NDR|ridono entrambi}}<br />
*{{NDR|Insistendo a combattere contro Tornadon}} Il mio dovere mi impone di combattere quel mostro fino alla fine! ('''Kit Cosmos''')
*Tuff combatte per te! Non lo farebbe se volesse tenderti una trappola! ('''Tiff''') {{NDR|a Kit Cosmos}}
*Se tutto sembra contro di voi, se la situazione è disperata, ricordate contro chi state combattendo! E ricordate tutti i coraggiosi Guerrieri Stellari venuti prima di voi! ('''Kit Cosmos''') {{NDR|a Kirby e ai suoi amici}}
*'''Kit Cosmos''': Come ha fatto il vostro amico a fermarlo?<br />'''Tiff''': Non lo so, ma Meta Knight ci ha detto che Kirby è un Guerriero Stellare di nuova generazione!<br />'''Kit Cosmos''': Allora forse il piccoletto è il Guerriero Stellare destinato a portare la pace in tutto l'Universo!<br />'''Tuff''': Be', Kirby è una sorpresa continua!<br />'''Kit Cosmos''': Nel mio cuore è tornata la speranza. Un giorno l'Universo verrà liberato dai mostri.<br />
*Kirby. Porgi i saluti a Meta Knight. Riferiscigli che questo vecchio Guerriero Stellare è pronto ad entrare in azione se ce ne sarà bisogno. ('''Kit Cosmos''')
==Episodio 23, ''Un pulcino da salvare''==
*{{NDR|Un bruco si trasforma in mostro grazie a una miscela di Escargoon, schiacciando nel frattempo King Dedede e catturando il suo servo con le zanne}}<br />'''King Dedede''': Escargoon, liberami da questa larva formato famiglia!<br />'''Escargoon''': Temo di avergli iniettato troppa miscela! Però almeno sappiamo che funziona!<br />'''King Dedede''' {{NDR|ridendo compiaciuto}}: Ora potrò avere tutti mostri che voglio senza farmi spennare dalla Nightmare Enterprises!<br />
*'''Chief Bookem''': Ma che succede? Che cos'ha Dynablade?<br />'''Kawasaki''': Non lo so, ma con tutto questo trambusto il mio soufflé si è irrimediabilmente rovinato!<br />'''Mayor Len Blustergas''': È sempre stato un volatile nervoso...<br />
*Ehi, palla da golf, che cos'hai in mente? ('''Tokkori''') {{NDR|a Kirby}}
*Piano! Si può sapere dove stai correndo? Fermati, Kirby! Da quella parte si va dritti verso il nido di Dynablade! Non vorrai cacciarti nei guai, spero! Fermati, ho detto! I marmocchi di Dynablade non sono sotto la mia responsabilità! Non mi farò coinvolgere nelle tue follie! Non ho intenzione di seguirti! No, caro, dovrai arrangiarti da solo! Non contare su di me... Ehi! Sì, va bene! Conta su di me, ma poco! ('''Tokkori''')
*'''King Dedede''': Sbrigati! Non vorrei che Dynablade tornasse all'improvviso!<br />'''Escargoon''': Non fatemi fretta! Non è mica colpa mia se questo braccio meccanico {{NDR|quello della jeep}} ha l'artrite!<br />
*'''King Dedede''' {{NDR|riferito al pulcino di Dynablade}}: Perché te lo sei lasciato sfuggire?<br />'''Escargoon''': Ma è sempre colpa mia?<br />'''King Dedede''': Se non ti fossi addormentato sulla scala avremmo quella palla di piume già da un pezzo!<br />'''Escargoon''': Sì, può darsi, ma siete stato voi a lasciarvi sfuggire la gabbia di mano!<br />{{NDR|Flashback del rapimento fallito del pulcino}}<br />'''King Dedede''': Se sono scivolato è perché la scala era viscida a causa tua!<br />'''Escargoon''': Già, mai una volta che sia colpa vostra...<br />
*{{NDR|Tentando di convincere i Cozy a dargli il pulcino di Dynablade}} State attenti al vostro cuore, se mai lo avete avuto! Liberate il piccolo pennuto! ('''King Dedede''')
*Se vogliamo qualcosa sappiamo come prendercela! ('''Escargoon''')
*'''Chief Bookem''' {{NDR|riferito al pulcino di Dynablade}}: Che tipetto!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Sembra impossibile che quello scricciolo diventerà grasso come sua madre!<br />'''Curio''': Bisogna tenere presente che ci vorranno anni prima che raggiunga la maturità. Nel frattempo ha bisogno di costanti cure.<br />
*Complimenti, Kirby! È tutto merito tuo! Dynablade ne sarà sempre riconoscente! ('''Tiff''') {{NDR|dopo che Dynablade si ricongiunge con il piccolo}}
*'''King Dedede''' {{NDR|a Dynablade}}: Razza di tacchino supersviluppato, la tua licenza di volo è revocata! ''Revocata!''<br /> {{NDR|Dynablade fa cadere King Dedede ed Escargoon nel bosco}}<br />'''Escargoon''': Perché revocata adesso? Noooo! Temo che tra poco diventeremo una frittata!<br />'''King Dedede''': Ti avverto che se non sopravvivo puoi considerarti licenziato!<br />'''Escargoon''': Spero soltanto che la vostra pancetta attutisca l'urto! {{NDR|entrambi finiscono nel fiume sottostante}}<br />
==Episodio 24, ''La pergamena dei ninja''==
*{{NDR|Estraendo dalla bocca di Kirby una pergamena di Curio}} Ehi, non si mangiano le prove! ('''Chief Bookem''')
*I ninja erano guerrieri e usavano pergamene come questa per tramandare i segreti della loro arte marziale. [...] I ninja erano combattenti formidabili. Correvano come il vento, erano agilissimi e potevano anche diventare invisibili. ('''Curio''')
*'''Chief Bookem''': Non sappiamo ancora chi ha cercato di rubare la pergamena del signor Curio.<br />'''Escargoon''' {{NDR|annuendo con sarcasmo}}: Efficientissimi come sempre, eh?<br />
*{{NDR|Escargoon tenta di aggrapparsi al muro con due ventose, ma fallisce il salto e si schianta a terra}}<br />'''Escargoon''': Questa robaccia va bene al massimo per sturare i lavandini!<br />'''King Dedede''' {{NDR|ridendo}}: Sei troppo viscido per essere un ninja!<br />
*Sei in arresto, ninja! Hai il diritto di tacere! ('''Chief Bookem''') {{NDR|a Benikage}}
*'''Benikage''' {{NDR|dopo aver mancato Kirby, Tiff e Tuff con una stella ninja}}: Uffa, ma perché ho questa mira? {{NDR|continua a lanciare stelle ninja alla cieca, senza colpire il bersaglio}}<br />'''Kirby''': Poyo! Poyo!<br />'''Tiff''': Be', per essere un ninja non sembra molto in gamba!<br />'''Tuff''': Ha una mira peggiore di quella di Kirby!<br />'''Kirby''': Poyo ye!<br />'''Benikage''' {{NDR|si siede in terra rassegnato}}: E comunque erano di plastica! {{NDR|scoppia in lacrime}}<br />
*Nessun principiante può insegnarmi a lanciare! Io sono l'unico vero ninja, qui! ('''Benikage''')
*'''Yamikage''': Non hai scelta! Dammi quella pergamena! Non puoi sfidare un ninja!<br />'''Benikage''': Ah, sì? Questo è ciò che pensi tu! Anch'io sono un ninja!<br />'''Yamikage''': Molto bene. Ti darò l'opportunità di provarlo!<br />
*Quel cavaliere che ho visto era sicuramente Meta Knight! L'ho ritrovato, finalmente! E Kirby deve essere l'ultimo Guerriero Stellare! Un giorno tornerò per distruggerli! ('''Yamikage''')
*Un giorno quel ninja {{NDR|Yamikage}} ritornerà. Oggi l'hai battuto, Kirby, ma la prossima volta non potrai contare sull'effetto-sorpresa. Dovrai allentarti a fondo se vorrai vincere. ('''Meta Knight''')
*{{NDR|Benikage tenta un'uscita di scena in stile ninja, ma fallisce l'atterraggio e cade nel fiume}}<br />'''Benikage''': Credo che mi serva ancora un po' di allenamento!<br />'''Tiff''': Ehi, va tutto bene?<br />'''Tuff''': Sai nuotare, almeno?<br />'''Benikage''': Be'... così così! Ma bevendo... s'impara! Grazie ancora! Arrivederci! Ciao ciao!<br />'''Tiff, Tuff, Fololo e Falala''': Ciao! A presto!<br />
==Episodio 25, ''Re per un giorno''==
*Questa me la lego al dito, e la prossima volta che ci chiederai un favore te ne pentirai! ('''Tuff''') {{NDR|a Escargoon}}
*'''Tiff''': Escargoon riceve lettere d'amore?<br />'''Tuff''': Pensavo che potesse ricevere soltanto lettere minatorie!<br />
*'''Escargoon''': Il giorno che me ne andai di casa feci una promessa a mia madre...<br />'''Escargoon''' {{NDR|nel flashback}}: Te lo giuro, mamma: un giorno diventerò una lumaca famosa e tu sarai orgogliosa di me! Vedrai!<br />'''Escargoon''': Ma la fortuna non mi ha riso e sono finito al servizio di King Dedede. Non potevo deludere la mamma e così le ho raccontato una bugia... {{NDR|scrivendo una lettera nei suoi flashback}} "Cara mamma, sarai lieta di sapere che oggi il popolo di Dream Land mi eletto all'unanimità re!"<br />{{NDR|Kirby assume un'espressione interrogativa, mentre i suoi amici rimangono scandalizzati}}<br />'''Escargoon''': Era al settimo cielo! Sentite un po' cosa mi ha risposto: "Mio caro, ho sempre saputo che avresti fatto grandi cose, ma non avrei mai immaginato di diventare..."<br />{{NDR|La scena si sposta dal giardino del castello alla casa degli Ebrum}}<br />'''Sir Ebrum''': "... la mamma di un re, e non vedo l'ora di ammirare il tuo castello. A presto. Tanti baci. Mamma."<br />'''Escargoon''': Aaah! Sono rovinato!<br />'''Sir Ebrum''': Immagino che sarà un tantino delusa quando scoprirà la verità.<br />'''Lady Like''': Chissà quando scoprirà che la sua lumachina è una serpe?<br />'''Tiff''': Se appena appena ti assomiglia sarà furiosa!<br />'''Tuff''': E Dedede farà fuoco e fiamme quando lo saprà!<br />'''Escargoon''' {{NDR|inginocchiandosi di fronte a loro}}: Aiutatemi! Non potreste far finta che io sia il re senza che mamma o Dedede vengano a saperlo?<br />'''Lady Like''': Eeeh?<br />'''Tiff''': Ma dico, sei impazzito?<br />'''Tuff''': Peggioreremmo solo le cose!<br />'''Escargoon''': Sì, ma per la mamma sarà duro sapere che l'unica corona che ho è quella del tappo della bibita che ho bevuto ieri!<br />'''Sir Ebrum''': Se è per risparmiarle un dispiacere... si può fare.<br />'''Tiff''': Ma come?<br />'''Escargoon''': Oh, grazie mille! Lei è davvero un amico! Però se verremo scoperti l'idea è stata sua! {{NDR|esce soddisfatto}}<br />
*{{NDR|Nella piazza centrale di Zeetown}}<br />'''Mayor Len Blustergas''': Dobbiamo fingere che Escargoon sia il re? {{NDR|Escargoon annuisce}}<br />'''Lady Like''': Esatto! Dobbiamo farlo credere alla sua mamma!<br />'''Sir Ebrum''': Per ventiquattro ore Escargoon sarà il nostro sovrano!<br /> {{NDR|Escargoon annuisce due volte mentre i Cozy, scandalizzati, parlottano tra loro}}<br />'''Escargoon''': Poche ciance, bifolchi! Attenti, altrimenti vi aumento le tasse! {{NDR|i Cozy protestano indignati ed Escargoon fa la faccia supplichevole}} Oh, vi prego, amati concittadini! Fatelo per me! La mamma subirà un grave trauma se scopre che il vostro re non sono io!<br />'''Sir Ebrum''': Siamo generosi! Cosa ci costa? Dopotutto è soltanto per un giorno!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Io dico di stare al gioco. Ben inteso, è per sua madre!<br />'''Curio''': È per una buona causa.<br />'''Chief Bookem''': Basta che non sia illegale.<br />
*'''Escargoon''' {{NDR|alla madre}}: Ehm... averti qui per noi è motivo di grande dispetto! Ehm, cioè... volevo dire che per noi è motivo di grande diletto!<br />'''Tuff''' {{NDR|rassegnato}}: È inutile. Non funzionerà mai.<br />'''Tiff''': Ma perché non tiene la bocca chiusa e basta?<br />
*'''Madre di Escargoon''': Nessuno ha voglia di ascoltare un re tutto storto! Raddrizza quella schiena! {{NDR|Escargoon si raddrizza imbarazzato}} Ecco, così va meglio. {{NDR|rivolgendosi ai Cozy}} Vi prego di perdonare il mio figliolo. Ho fatto il possibile perché crescesse sano e diritto, ma lui ha sempre avuto la tendenza a ingobbirsi.<br />'''Escargoon''': Mamma, non di fronte ai miei sudditi...<br />'''Madre di Escargoon''': Basta! Sta' zitto! {{NDR|risate generali}}<br />
*{{NDR|Al ristorante di Kawasaki}}<br />'''Madre di Escargoon''': È un vero piacere conoscerla! Accetti qualche biscotto!<br />'''Un Cozy''': Oh, grazie, signora! Adoro i biscotti! Il cuoco qui non ne fa di così belli! {{NDR|risate generali}}<br />
*{{NDR|Al negozio di Curio}}<br />'''Escargoon''': Il professor Curio è un eminente archeologo.<br />'''Madre di Escargoon''': Che cosa aspetti a fare dono a questo affascinante signore di un museo tutto suo?<br />'''Escargoon''': Ci manca solo questo! {{NDR|ride}}<br />'''Curio''': Per mancare, manca sul serio.<br />
*Sapete, il mio piccolo mi faceva vento così quando stava con me, e adesso è il sovrano di Dream Land! Che gioia! Come sono orgogliosa di lui! ('''Madre di Escargoon''')
*{{NDR|Riferito a King Dedede}} Stai in guardia, amico! Tu Sai Chi sta rovesciando il castello come un calzino per trovarti! ('''Tokkori''') {{NDR|ad Escargoon}}
*Ma voi due siete fatti con lo stampino! ('''King Dedede''') {{NDR|ad Escargoon e sua madre}}
*{{NDR|Tiff mente alla madre di Escargoon sull'identità di King Dedede e si rivolge a lui come fosse il buffone di corte}}<br />'''Tiff''': L'hai saputa la novità, buffone Dedede? Sono lieta di presentarti la mamma di Escargoon!<br />'''King Dedede''': Quella è la sua mamma? {{NDR|guarda prima Escargoon poi la madre, e scoppia a ridere}} Meno male che me l'hai detto! Avevo paura di vederci doppio!<br />'''Madre di Escargoon''': Mio figlio sarà sempre di buonumore con te vicino! Sei così spassoso!<br />'''King Dedede''' {{NDR|continuando a ridere}}: Be', almeno adesso ho capito da chi Escargoon ha preso la faccia che si ritrova!<br />'''Madre di Escargoon''': Il mio piccolo è sempre stato identico a me fin da quando era un fantolino.<br />'''King Dedede''' {{NDR|a Escargoon}}: Da quando eri un fantolino, eh? Chissà com'eri carino!<br />
*'''King Dedede''': Escargoon, raccoglimi subito la forchetta!<br />'''Escargoon''': Raccoglila da solo, buffone!<br />'''King Dedede''': Eeeeh?<br />'''Madre di Escargoon''': Su, dai, fa' portare un'altra forchetta per quel povero giullare!<br />'''Escargoon''': Che mangi con le mani, come fa sempre.<br />
*{{NDR|Dopo che Tiff gli ha chiesto di appoggiare Escargoon}} Va bene. Sarà divertente vedere come vive un signor Nessuno. ('''King Dedede''')
*'''Madre di Escargoon''': Ma che splendore! Non avevo mai visto fuochi d'artificio così belli! Come ringraziarvi?<br />'''Cozy''': Preparandoci tanti biscotti!<br />'''Madre di Escargoon''': Mi piacerebbe essere la regina dei biscotti! {{NDR|risate generali}}<br />
*Forza, gente! Stasera anche noi poveracci possiamo riempirci la pancia! ('''King Dedede''')
*'''King Dedede''': Ehi, mi è venuta un'idea. Visto che sono il buffone di corte, vi propongo un bel gioco. Che ne direste... del Gioco dei Mostri? <br />{{NDR|Escargoon si preoccupa}}<br />'''Madre di Escargoon''': Il Gioco dei Mostri? E come si gioca, figliolo?<br />'''Escargoon''': Ecco... si deve...<br />'''King Dedede''': Come prima cosa, sua Maestà fa arrivare un mostro e lo scatena contro gli abitanti della città.<br />'''Escargoon''': Sei ''tu'' il mostro dei mostri!<br />
*{{NDR|Abbracciando suo figlio}} Oh, va tutto bene, figliolo... Sei stato un re migliore di quel Dedede dal cuore di pietra! ('''Madre di Escargoon''')
*{{NDR|Riferito a Kirby}} Che tipo! Non perde occasione per divertirsi! ('''Meta Knight''')
*{{NDR|Riferito al Drifter che teneva in mano}} Si è d-d-di... disintegratooo! ('''King Dedede''')
*Solo una persona con un cuore da re poteva proteggermi da quei brutti mostri {{NDR|i Drifter}}. ('''Madre di Escargoon''') {{NDR|al figlio}}
*'''Tuff''': Per quell'idea del parco giochi adesso che ci dici?<br />'''Escargoon''': Non vi serve un parco giochi, mocciosetti! Per giocare ci sono gli edifici abbandonati!<br />
==Episodio 26, ''Amici per la vita''==
*Dovresti dire a quel Lupo Rabbioso di non distruggermi il castello! Questo non è un canile! ('''King Dedede''') {{NDR|al Servizio Clienti}}
*Edge, Sharpe, ascoltatemi bene: proteggete Kirby, non importa come! Io combatterò con Lupo Rabbioso. ('''Meta Knight''')
*E così ci incontriamo di nuovo... ma questa volta sarà diverso. Questa volta solo uno sopravviverà! ('''Meta Knight''') {{NDR|a Lupo Rabbioso}}
*'''Escargoon''' {{NDR|riferito a Lupo Rabbioso}}: Guardate! Sta combattendo Meta Knight, non Kirby!<br />'''King Dedede''': Meta Knight dovrebbe combattere le sue pulci e lasciare che Lupo Rabbioso abbrustolisca Kirby!<br />
*Kirby... Dovete proteggere Kirby... È la nostra sola speranza... ('''Meta Knight''') {{NDR|ad Edge e Sharpe}}
*{{NDR|Dopo che le telecamere sono andate fuori uso}} Grandioso! Ora devo chiamare un elettricista! ('''Escargoon''')
*'''Escargoon''' {{NDR|chiamando i Waddle Dee addetti alla cucina}}: Cucinaaa! Dov'è il cibo, teste di vongola? Sua Altezza ha fame adesso!<br />'''Waddle Doo''': Ma gli abbiamo appena servito un pasto da dieci portate!<br />'''King Dedede''': Quegli stuzzichini mi hanno solo stuzzicato! Voglio altre dieci portate in fretta!<br />
*{{NDR|[[Canzoni dalle serie televisive|Cantando]] mentre portano la cena a King Dedede}} ''Un, due, tre, quattro | Quello mangia come un matto | Cinque, sei, sette, otto | Sta diventando un po' cicciotto!'' ('''Waddle Doo''')
*Daremmo la nostra vita per Meta Knight! ('''Edge''')
*Quelle armi sul muro... le usavamo per aggredire e rubare. Ora ci ricordano che stolti siamo stati prima di incontrare Meta Knight. ('''Edge''')
*Lupo Rabbioso è un piromane! ('''Escargoon''')
*{{NDR|Flashback di Edge e Sharpe}}<br />'''Meta Knight''': Allora, siete sicuri di volervi unire a me?<br />'''Sharpe''' {{NDR|farfugliando un linguaggio incomprensibile}}: Tu sei grande guerriero!<br />'''Edge''': La tua causa sarà la nostra causa!<br />'''Meta Knight''': Vi dirò cosa dobbiamo fare: dobbiamo cercare un nuovo guerriero, colui che sconfiggerà eNeMeE e porterà la giustizia nella nostra galassia!<br />
==Episodio 27, ''Un fiore per Whispy Woods''==
*Sei finito, Whispy Woods! Abbatterò la tua inutile foresta una volta per tutte e al suo posto sorgerà un esclusivo club privato! ('''King Dedede''')
*Se proprio vuoi ringraziarci, perché non ci dai qualche mela? ('''Tuff''') {{NDR|a Whispy Woods}}
*{{NDR|Riferito a Lovely}} Io trovo che sia la creatura più bella di tutta la foresta. Il solo guardarla mi rende felice. Spero che resti così il più a lungo possibile. ('''Whispy Woods''')
*Lovely! Lovely! ('''Kirby''')
*'''Tiff''': Sai, da come Whispy le sorrideva si direbbe che abbia preso una cotta per Lovely!<br />'''Tuff''': Cosa? Una cotta per un fiore?<br />'''Tiff''': A Whispy farebbe bene trovarsi una fidanzata!<br />'''Tuff''': Davvero?<br />'''Tiff''': Dev'essere una vera noia avere sempre davanti agli occhi nient'altro che foglie verdi! Lovely porterà un po' di colore nella sua vita!<br />'''Tuff''': Colore? E allora? Sai che roba!<br />'''Tiff''': Un giorno capirai, Tuff... Era tanto tempo che Whispy aspettava qualcuno di cui innamorarsi e ora l'ha trovato!<br />
*{{NDR|Riferita a Whispy Woods che ripara Lovely dalla pioggia con la sua chioma}} Questo si che è amore! ('''Tiff''')
*Whispy ha dei gusti bizzarri in fatto di fidanzate. Ma del resto, con quella testa di legno... ('''Servizio Clienti''')
*'''Whispy Woods''': Non immaginavo che esistessero dei fiori capaci di parlare!<br />'''Lovely''': Per fortuna so farlo, così posso dirti che sei un amico meraviglioso!<br />'''Whispy Woods''': No, ''tu'' sei meravigliosa!<br />
*Lo dico sempre: [[Innamoramento|innamorarsi]] fa male alla salute! ('''Escargoon''')
*'''Whispy Woods''': Basta, Lovely! Non puoi far del male ai miei amici!<br />'''Lovely''': Non mi dirai che questi due consuma-ossigeno {{NDR|Tiff e Tuff}} per te sono più importanti della tua Lovely?<br />'''Whispy Woods''': Oh no, naturalmente. Ma cerca di comprendere...<br />
*È inutile! Ormai non puoi più resistermi! Sono diventata troppo forte, Whispy! ('''Lovely''')
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Non essere triste. Ti prometto che tornerò, caro Whispy, e quando accadrà non sarò più un mostro! ('''Lovely''')
*Grazie, Lovely. Hai mantenuto la promessa. ('''Whispy Woods''')
==Episodio 28, ''Una fabbrica sospetta''==
*'''Tuggle''': Il re sta costruendo qualcosa di grosso!<br />'''Tiff''': Da una prima occhiata alla struttura, io direi che è una specie di fabbrica!<br />'''Melman''': Ah, sì? E che cos'è una fabbrica, Tiff?<br />'''Kawasaki''': Per me è qualcosa che ha a che fare coi fabbri!<br />'''Tiff''': No, è un posto molto grande dove si costruiscono cose!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Chi l'avrebbe mai detto? È una bella notizia!<br />'''Chief Bookem''': Insomma... dipende da cosa costruiscono!<br />
*'''King Dedede''': Attenzione attenzione, cittadini! Grazie al vostro amato re finalmente Zeetown potrà godere della Rivoluzione industriale!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Della Rivoluzione...<br />'''Chief Bookem''': ... Industriale?<br />'''Escargoon''': Esatto, zoticoni arretrati! È ora di risvegliarsi dal lungo letargo, rimboccarsi le maniche e dire buongiorno al ventunesimo secolo!<br />'''King Dedede''': Quando domani spunterà l'alba e udirete il suono della sirena, correrete in fabbrica per costruirvi un nuovo, splendente futuro!<br />
*'''Tiff''' {{NDR|riferita all'uniforme da operaio di King Dedede}}: Assomiglia a una divisa da carcerato!<br />'''Escargoon''': Cosa pretendi? Neanche tu sei una fotomodella!<br />
*'''Lady Like''' {{NDR|riferita al fumo che esce dalla fabbrica di King Dedede}}: È una fabbrica di fumo!<br />'''Sir Ebrum''': Ne dubito, mia cara.<br />'''Tuff''': Ha un aspetto imponente, non è vero, Tiff?<br />'''Tiff''': Più che imponente io la trovo indisponente!<br />
*'''Tiff''': Il lavoro minorile è illegale!<br />'''Escargoon''': Sentito, Maestà? La piccola piantagrane mette in dubbio il vostro potere di far lavorare chi vi pare e piace!<br />
*{{NDR|Ai Cozy appena usciti con elettrodomestici offerti gratuitamente}} Ma non vi hanno regalato niente! Per avere quella roba vi hanno fatto lavorare come schiavi da mattina a sera! ('''Tiff''')
*'''Tiff''': Papà, bisogna cambiare le condizioni di lavoro disumane di quella fabbrica!<br />'''Sir Ebrum''': Disumane? Ma se tuo fratello mi ha raccontato che ha trascorso una giornata meravigliosa!<br />'''Tiff''': Lo credo bene! Gli hanno fatto il lavaggio del cervello!<br />'''Lady Like''': Ah, che bella notizia! Finalmente si è lavato qualche cosa!<br />
*Dire la [[Verità|verità]] può essere uno sforzo inutile, Tiff, soprattutto se non c'è nessuno che vuole sentirla. ('''Curio''')
*Molto spesso la gente, finché non vede con i propri occhi, non crede. ('''Meta Knight''')
*Il pericolo è che la lezione imparata a proprie spese, col passare del tempo, sbiadisca fino ad essere dimenticata, e si ricada nel medesimo errore. ('''Curio''')
==Episodio 29, ''Fatti sotto Monsieur Goan!''==
*{{NDR|Lamentandosi della cucina del castello}} Neanche un cane mangerebbe questa robaccia! ('''King Dedede''')
*Questa robaccia non è cibo! Kawasaki, non c'è niente di commestibile nel tuo menu? ('''King Dedede''')
*'''King Dedede''': Voglio un bravo cuoco per il mio nuovo ristorante!<br />'''Servizio Clienti''': Per voi avere un ristorante è come per una termite avere una catasta di legna.<br />
*'''Monsieur Goan''': ''Voilà. Le tournedos.''<br />'''King Dedede''': Un tornado?<br />'''Escargoon''': Non "tornado", ''tournedos''! Questo è un tipico piatto di alta cucina... Ahi! {{NDR|riceve un pugno in testa}}<br />'''King Dedede''': Ma sì, lo so, testa di fagiolo!<br />
*'''Escargoon''' {{NDR|ai Waddle Dee}}: Aprite le orecchie: il ristorante di Goan è d'alta classe, e noi dobbiamo puntare a soddisfare la clientela!<br />'''Waddle Doo''': ''Oui, monsieur.''<br />
*'''Gus''' {{NDR|a Mayor Len Blustergas e alla moglie}}: Allora, com'è il cibo?<br />'''Tuggle''': Vi è piaciuto?<br />'''Mayor Len Blustergas''' {{NDR|con le lacrime agli occhi}}: Era paradisiaco!<br />'''Hana''': Su una scala da uno a dieci, gli darei cento!<br />
*{{NDR|Rassegnandosi al successo del ristorante di King Dedede}} Forse Kawasaki potrebbe venire a lavare i piatti... ('''Tiff''')
*Noi pensiamo che anche in cucina ogni tanto si debba osare! ('''Escargoon''')
*'''Kawasaki''': Non posso permettermi di regalare il cibo.<br />'''Tuff''': Che cosa farai adesso?<br />'''Tiff''': Di certo non puoi pagare la gente per mangiare qua.<br />
*'''Chief Bookem''': Vorrei qualcosa di piccante.<br />'''Kawasaki''': Piccante? Ma a te è sempre piaciuto il cibo delicato, come a tutti qui a Zeetown!<br />'''Chief Bookem''': Sì, è vero, ma da quando ho assaporato il fantastico cibo di Monsieur Goan... Ah, [[Imprecazioni dalle serie televisive|per tutte le prigioni]], i suoi piatti non sono come quelli che prepari tu! {{NDR|si accorge di aver ferito i sentimenti di Kawasaki}} Nononono, voglio dire che il tuo cibo è come quello di casa... Be', è orrendo il cibo che mangio a casa e peggiore di quello che servono nell'esercito! {{NDR|ride nervosamente}}<br />
*Il mio ristorante è rovinato! Era il mio unico cliente e io l'ho trasformato in un lanciafiamme! ('''Kawasaki''') {{NDR|riferito a Chief Bookem, che fuggiva dal ristorante sputando fiamme per via di una zuppa piccante}}
*Dopo una lingua in fiamme, non c'è niente di meglio di un buon sorbetto! ('''Escargoon''')
*{{NDR|Mentre prepara il Chili Vulcanico}} È pronto. Questo piatto è cosi piccante che ustiona solo a guardarlo! ('''Kawasaki''')
*{{NDR|Scambiando Kirby per un sorbetto per effetto dell'ipnosi}} Kirby ha un aspetto fresco e io voglio rinfrescarmi! ('''Chief Bookem''')
*'''Tuff''' {{NDR|riferito a Kirby che fatica di fronte agli attacchi di Monsieur Goan}}: Kirby è in difficoltà!<br />'''Tiff''': Il mostro ci sa fare, con quegli arnesi!<br />'''Meta Knight''': Parli degli arnesi da cucina?<br />'''Tiff''' {{NDR|con lieve imbarazzo}}: Be'... trattandosi di un cuoco...<br />
*'''Tuff''' {{NDR|riferito a Kirby che sputava fiamme}}: Sì! È diventato Kirby Fuoco!<br />'''Meta Knight''': No, questo è merito della cucina di Kawasaki.<br />'''Kawsaki''' {{NDR|con gli occhi lucidi dall'emozione}}: Ce l'ho fatta! È Kirby Superpiccante!<br />
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]], con accento francese}} Il fuoco no! ''Brucia''! ('''Monsieur Goan''')
*Per me è già una bella punizione dovermi mischiare a tutti questi bifolchi! ('''King Dedede''')
==Episodio 30, ''Un'amicizia straordinaria''==
*{{NDR|Dopo essere stato svegliato bruscamente da Tiff}} Emergenza! Pericolo di intrusione! Suonate l'allarme! ('''Tokkori''')
*{{NDR|Nell'uovo di Tokkori è stato scoperto un misterioso uovo e Tiff e Tuff chiedono aiuto ad alcuni Cozy}}<br />'''Chief Bookem''': Nessuno ha denunciato di aver smarrito un uovo... nessuno ha svaligiato nidi ultimamente... Be', penso che Kirby possa ritornare a sedersi su quell'uovo!<br />'''Tiff''': Senta, Chief Bookem...<br />'''Tuff''': ... ci spiega come ha fatto a finire lì?<br />'''Chief Bookem''': Mi dispiace, ma non vi posso aiutare. Io sono un poliziotto, non un detective.<br />'''Kawasaki''': Con quest'uovo si può fare una grande frittata!<br />'''Tuff''': Ci mancava Kawasaki!<br />'''Tiff''': Signor Curio?<br />'''Curio''' {{NDR|esaminando l'uovo con una lente}}: Non ne sono sicuro, ma questa potrebbe essere la più grossa palla da biliardo del mondo! {{NDR|ride}}<br />'''Tiff''': Quindi neanche lei ne ha la minima idea?<br />'''Curio''': Sono certo che questo sia un uovo, ma non so con precisione a che animale appartenga!<br />'''Tuff''': Non vedo una via d'uscita.<br />'''Tiff''': Proviamo a chiederlo al dottore.<br />'''Yabui''' {{NDR|esaminando Kirby con lo stetoscopio}}: Non trovo nulla che non sia a posto. Mi sembra che sia in ottima salute.<br />'''Tiff''': Sappiamo che sta bene. Vorremmo saperne di più su quell'uovo.<br />'''Yabui''': Davvero? Oh, scusate! Pensavo fosse stato Kirby a deporlo! {{NDR|risate generali}}<br />
*'''Curio''': Se Kirby aveva nella testa l'idea di deporre un uovo...<br />'''Chief Bookem''': ... è diventato una testa d'uovo! {{NDR|risate generali}}<br />
*{{NDR|Riferito all'uovo misterioso}} Come fai a sapere che non è veramente di Kirby? Forse sotto quella scorza rosa batte il cuore di un uccellino! ('''Escargoon''') {{NDR|a Tiff}}
*{{NDR|Dopo che l'uovo misterioso gli è caduto in testa}} Visto il tempo pensavo a proteggermi dalla pioggia, non dalle uova! ('''Rick''')
*'''Fololo''' {{NDR|pensando quale uccello si schiuderà dall'uovo misterioso}}: Chissà se il piccolo assomiglierà un po' a Kirby?<br />'''Falala''' {{NDR|ridendo}}: Potrebbe essere un fenicottero!<br />
*'''Fololo''' {{NDR|riferito al mini Galbo}}: Ma che cosa sarà?<br />'''Falala''': Guarda che denti!<br />'''Tuff''': È l'uccello più brutto che abbia mai visto!<br />'''Tiff''': Io non penso che sia un uccello! Non ha neppure le ali!<br />'''Tuff''': Be', allora che cos'è?<br />'''Tiff''': Direi che è un... un coso.<br />
*{{NDR|Riferito al mini Galbo}} Be', nel mangiare assomiglia a Kirby! ('''Fololo''')
*'''Buttercup''': Ho così fame che mi manca la forza di mangiare.<br />'''Kawasaki''': Be', è meglio così, anche perché non mi è riuscito molto bene!<br />
*Kirby ha un cuore tenero. Troppo tenero. È così affezionato al mini Galbo che non se la sente di far del male al Galbo mostro. ('''Meta Knight''')
*'''Tuff''' {{NDR|riferito a Kirby e al mini Galbo}}: Sono davvero felici. <br />'''Tiff''': Penso che questa nuova amicizia farà bene a tutti e due.<br />
==Episodio 31, ''Il parco divertimenti di King Dedede''==
*{{NDR|Reagendo all'inaugurazione di un parco divertimenti}} Che c'è di divertente in un parco? ('''Tokkori''')
*'''Mayor Len Blustergas''': Non riesco a credere che il re ci abbia invitati tutti al suo castello!<br />'''Buttercup''': In passato i cittadini che sono stati al castello sono finiti in catene nel sotterraneo!<br />
*'''Tiff''': Papà, non trovi strano che il re sia diventato improvvisamente così generoso?<br />'''Sir Ebrum''': Be'... tutti quanti possono cambiare.<br />'''Lady Like''': Anche un furfante patentato come Dedede?<br />
*La vera festa deve ancora iniziare. ('''King Dedede''')
*{{NDR|All'interno del tunnel della paura}}<br />'''Tiff''': Non riesco a guardare!<br />'''Tuff''': Tanto è buio pesto, Tiff!<br />
*{{NDR|Riferita al tunnel della paura}} Non facciamoci spaventare! Ricordatevi che questo posto è finto! ('''Tiff''') {{NDR|ai suoi amici}}
*{{NDR|[[Canzoni dalle serie televisive|Canticchiando]] e imitando Kirby}} ''Sono una pallina rosa'' '' | '' ''che non sa ballar e non sa cantaaar''... ('''Escargoon''')
*Fuori dai piedi! Qui non c'è posto per i dilettanti! ('''Chief Bookem''') {{NDR|spingendo Mayor Len Blustergas da parte}}
*''Ed il tuo amor mi dà il tremor | È come una cella dentro una stella | È una prigion di dura evasion | in cui sogno di te e tanto per te...'' ('''Chief Bookem''')
*''Sbatti il burro in padella'' | ''La la la laaa...'' ('''Kawasaki''')
*''Ehi, mi ami ancora, amor? | Non lasciar andare in fondo al cuor...'' ('''Sir Ebrum''')
*Non ho mai visto una potenza simile! Credo che questa sia davvero la trasformazione di Kirby meno prevedibile! ('''Meta Knight''') {{NDR|riferito a Kirby Urla}}
==Episodio 32, ''Un dilemma dentario''==
''Traduzione dal giapponese con inglese sottotitolato.''<br />
*{{NDR|Riferito a Escargoon}} Sarà anche un adulto eppure piange come un bambino! ('''Tuff''')
*Ridete pure, tanto non sapete quanto siano dolorose le [[carie dentaria|carie]]. ('''Tiff''') {{NDR|ai suoi amici}}
*È facile quando hai questa... {{NDR|mostrando con aria compiaciuta la sua dentiera agli altri che devono farsi riparare i denti}} ('''Mayor Len Blustergas''')
*'''Escargoon''' {{NDR|dopo che la sua carie è stata riparata}}: Credevo stessi per morire. Ma alla fine non serviva tirarla tanto per le lunghe.<br />'''King Dedede''': Escargoon, questa è la tua punizione per aver mangiato tutti quei terribili dolci!<br />'''Escargoon''': Maestà, voi non mangiate ''nient'altro'' che dolci! Quindi qualcosa di terribile capiterà anche a voi a breve!<br />'''King Dedede''' {{NDR|sogghignando}}: I miei denti sono più resistenti del platino!<br />
*{{NDR|Al supermercato}}<br />'''King Dedede''': Caramelle! Cioccolato! Caramello! Biscotti! Rotoli di cannella e melonpan!<br />'''Escargoon''': Se mangiate tutto quello vi prenderete senza dubbio la carie!<br />'''King Dedede''' {{NDR|ridendo}}: Vuol dire che mi mangerò tutto io.<br />'''Escargoon''': Ma è questo il metodo per cariarvi i denti!<br />'''King Dedede''': Sei solo geloso perché non puoi mangiare ciò che ti piace.
*La sofferenza altrui è la cosa più divertente che ci sia! ('''King Dedede''')
*'''Escargoon''': State mangiando troppo! Prima di andare a letto dovete lavarvi i denti!<br />'''King Dedede''': Quello è il genere di cose che fai ''tu'', quindi i tuoi consigli non sono così persuasivi.<br />
*''Se è per nostro padre, faremo del nostro meglio'' | ''Incurva la schiena e lavora finché non cedi'' | ''Se è per nostra madre, faremo del nostro meglio'' | ''Incurva la schiena e lavora finché non cedi...'' ('''[[Canzoni dalle serie televisive|Canzone]] dei batteri''')<br /> ''If it's for Father, we'll give it our all'' | ''Throw your backs into it- work 'til you fall'' | ''If it's for Mother, we'll give it our all'' | ''Throw your backs into it- work 'til you fall...''
*'''Tuff''': Non voglio assolutamente andare dal dentista!<br />'''Lady Like''': Farà più male se lo ignori!<br />'''Tuff''': I dentisti sono mille volte più dolorosi!
*'''Escargoon''': L'operazione non vi farà nemmeno male.<br />'''King Dedede''': Faceva male a te!<br />'''Escargoon''': Maestà, il dente vi fa male solo un po' adesso, quindi il trattamento sarà indolore.<br />'''King Dedede''': Non sono un sempliciotto, per cui una leggera bugia non raggirerà il grande King Dedede!
*'''Tiff''': Cavolo, è davvero così spaventoso andare dal dentista?<br />'''Tuff''': Non ho paura, non voglio andarci e basta!<br />'''Sir Ebrum''': È tempo di giocare l'ultima risorsa.<br />'''Lady Like''' {{NDR|annuisce, poi si rivolge al figlio}}: Tuff, se andrai dal dentista ti comprerò un CubeGame<ref>Parodia cartoonesca del GameCube.</ref>.<br />'''Tuff''': Davvero? D'accordo!<br />'''Sir Ebrum''': Ma prima...<br />'''Lady Like''': ... dal dentista. {{NDR|trascinano via il figlio a forza}}
*{{NDR|Nella sala d'attesa dello studio dentistico di Yabui, Tuff e King Dedede discutono su chi deve farsi curare la carie per primo}}<br />'''Tuff''': Non ho bisogno di andare! Per favore, va' prima tu!<br />'''King Dedede''': Puoi farti esaminare tu prima di me!<br />'''Tuff''': Va bene! {{NDR|si mette dietro di lui per spingerlo}}<br />'''King Dedede''' {{NDR|spostandosi dietro di Tuff e spingendolo a forza}}: Prima i bambini! Un bambino non ha alcuna tolleranza al mal di denti!<br />{{NDR|Tuff si sposta e si trova faccia a faccia con il re}}<br />'''Tuff''': Non essere così modesto! Dopotutto sei il re!<br />'''King Dedede''': Non c'è alcuna differenza tra un bambino e un re entrambi con la carie!
*Non intendo tirarmi indietro! Sono pronto a tutto! ('''Tuff''')
*'''Escargoon''': Volete scordarvi del mal di denti, giusto?<br />'''King Dedede''': Naturalmente!<br />'''Escargoon''': Allora... {{NDR|prende il martello di King Dedede e lo sbatte su un piede del re, che salta in aria dal dolore}} se qualcos'altro vi fa male, vi scorderete del mal di denti!
*Trattamento! Trattamento! Iniziare trattamento! ('''Hardy''')
*{{NDR|Esaminando la bocca di Kirby}} Niente denti! Niente denti! Nono posso operare! Non posso operare! ('''Hardy''')
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Lavati i denti! ('''Hardy''') {{NDR|a Kirby}}
==Episodio 33, ''L'invasione dei rifiuti spaziali''==
*'''Tiff''': L'Universo è così immenso e pieno di stelle! Ci devono essere tantissimi pianeti là fuori come il nostro, e sono sicura che le forme di vita che vi abitano sono scientificamente più avanzate di noi!<br />'''Tuff''': Sì, forse... ma io spero che nessuno di loro decida di venire a farci visita! Probabilmente ci succhierebbero il cervello trasformandoci tutti in zombie! Ehi, alieni, state a casa vostra!<br />'''Tiff''': Io non la penso così! Sarei felice se da un altro pianeta venissero a farci visita!<br />'''Tuff''': Se venissero qui, causerebbero soltanto dei guai!<br />'''Tiff''': Se gli alieni attraversassero l'intera galassia per venire qui, lo farebbero solo per studiare la nostra civiltà e non per farci del male!<br />'''Tuff''': Sì, può darsi... ma io preferisco rimanere col dubbio!<br />
*{{NDR|Nella piazza centrale è misteriosamente comparsa una montagna di rifiuti e King Dedede ed Escargoon si recano sul posto dove si sono già recati i Cozy}}<br />'''Escargoon''': Ma guarda che bell'assembramento!<br />'''King Dedede''' {{NDR|ridendo}}: Questo posto è proprio un immondezzaio!<br />'''Tiff''': Scommetto che ci siete voi dietro a tutto questo!<br />'''Escargoon''': Noi siamo puliti, al contrario di voi!<br />
*'''Tiff''' {{NDR|tentando di porre una soluzione al problema dei rifiuti}}: Allora, Chief Bookem, non dovresti cercare chi ha causato tutto questo?<br />'''Chief Bookem''': Ehm... veramente questi problemi sono di competenza dell'ufficio del Mayor!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Oh no, è ''tua'' competenza! Spargere immondizia in questo modo è un crimine!<br />{{NDR|I due continuano a litigare mentre Tiff cambia espressione in segno di rassegnazione}}<br />'''Chief Bookem''': Mi ascolti bene, Mayor: io sono un poliziotto, non uno spazzino!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Allora ti nomino caposquadra degli spazzini!<br />'''Chief Bookem''': E io nomino lei capo degli spazzini!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Tu non puoi!<br />'''Chief Bookem''': L'ho appena fatto!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Sei licenziato!<br />
*Nessuno getterà immondizia sul mio castello finché regnerà un Dedede! ('''King Dedede''')
*Cosa è successo a Dream Land? ('''Tiff''')
*'''Chief Bookem''': Cosa pensa di fare? Semplicemente spazzare tutto sotto il tappeto?<br />'''Mayor Len Blustergas''': Questa immondizia è stata scaricata proprio sotto il suo naso!<br />
*{{NDR|Invitando i Cozy al riutilizzo dei rifiuti}} Approfittiamo della situazione! Qui in mezzo ci sono sicuro dei tesori nascosti! ('''Curio''')
*Andare alla ricerca di tesori nascosti non risolve il nostro problema! ('''Tiff''')
*La gente accumula rifiuti con noncuranza e poi ingaggia persone per trasportarli in luoghi lontani! È quello che è successo da noi! Ora dobbiamo smaltirli! ('''Tiff''')
*'''Tuff''': Ma Tiff, dove vorresti andare nel bel mezzo della notte?<br />'''Tiff''': Non ti preoccupare. Voglio prendere in flagrante quella banda di inquinatori.<br />'''Tuff''': Vengo con te!<br />'''Tiff''': È meglio che tu stia qui! Potrebbe diventare anche molto pericoloso! {{NDR|esce}}<br />'''Tuff''' {{NDR|seguendola}}: Aspetta! A me piace il pericolo!<br />
*Kirby! Ma insomma! Il tuo stomaco non è mai sazio? ('''Tuff''')
*'''Tiff''': Da dove arrivano quegli inquinatori?<br />'''Meta Knight''': Puoi chiamarli... scaricatori dello spazio.<br />
*Zeetown era un paradiso! Ora si è trasformata in un'enorme discarica! ('''Mayor Len Blustergas''')
*Non possiamo affrontare gli alieni invasori! Loro saranno molto più potenti di noi! ('''Mayor Len Blustergas''')
*'''King Dedede''': Voglio sbarazzarmi di questa immondizia!<br />'''Escargoon''': Lei pensa di poter fare qualcosa?<br />'''Servizio Clienti''': Noi saremo felici di liberarvene, Sire, se ci pagate quello ce ci dovete.<br />'''King Dedede''': Non se ne parla.<br />'''Servizio Clienti''': Allora ho paura che la nostra amministrazione continuerà ad usare Dream Land come discarica dell'Universo, fino a che ogni angolo del vostro bel regno non sarà stracolmo.<br />'''King Dedede''': Fa' pure. Non mi importa se inquini tutto il pianeta.<br />'''Servizio Clienti''': Ok, Triplo D, preparate le narici. {{NDR|scompare dalla schermata del computer}}<br />
*Se continuano a spedirci immondizia interplanetaria, questo regno puzzerà più di un formaggio stagionato! ('''King Dedede''')
*{{NDR|Riferito a Fire Lion}} Il mio inceneritore a quattro zampe! ('''King Dedede''')
*{{NDR|Riferito a Fire Lion}} Quel mostro farà di noi un gran barbecue se non lo fermiamo! ('''Tuff''')
*Esiste un solo fuoco felino! Vai, Fire Lion! ('''King Dedede''')
*Wow, questa sì che è una battaglia di fuoco! ('''Tiff''')
*Andate a scaricare la vostra puzzolente immondizia sul vostro pianeta! Questa è la nostra casa, non un bidone dei rifiuti! Basta inquinare Dream Land! Nessuno spargerà più rifiuti nella galassia! ('''Tiff''') {{NDR|agli alieni}}
*Chiediamo scusa! Non sapevamo ci fosse il divieto di discarica! ('''Un alieno''')
*Io desidero che Dream Land continui ad essere il posto più bello dell'Universo. ('''Tiff''')
==Episodio 34, ''Il ritorno del cuoco Shiitake''==
*Non capisco. Nonostante abbia l'unico ristorante della città non è ancora entrato un cliente. ('''Kawasaki''')
*'''Kawasaki''' {{NDR|dopo che il suo maestro, da lui creduto un mostro, gli ha mostrato un utensile con il suo simbolo}}: È davvero lei, maestro?<br />'''Shiitake''': Certo che sono io! Mostro... Sei la solita testa di rapa!<br />
*Un ristorante vuoto non è mai un buon segno. ('''Shiitake''')
*Dovresti vergognarti di te stesso! Possibile che tu non abbia imparato niente all'accademia della cucina? Tu non sei capace di gestire un ristorante! ('''Shiitake''') {{NDR|a Kawasaki}}
*'''Tiff''': Cuoco Shiitake, non può far chiudere il ristorante di chef Kawasaki!<br />'''Shiitake''': Non dovreste chiamarlo chef! {{NDR|rivolgendosi a Kawasaki}} Questo luogo è pieno zeppo di deliziosi ingredienti naturali! Con queste prelibatezze non puoi cucinare così male!<br />
*'''King Dedede''' {{NDR|sentendo la notizia del'arrivo di Shiitake}}: Finalmente potremo assaporare del buon cibo!<br />'''Escargoon''': E manicaretti degni di un re!<br />
*{{NDR|Girando per le vie di Zeetown}} Ma in che posto sono capitato? Possibile che non ci sia un albergo? ('''Shiitake''')
*{{NDR|Riferito all'anatra che Shiitake sta utilizzando per la sua ricetta}} Conoscevo quell'anatra! ('''Tokkori''')
*Il segreto della prelibata cucina cinese è che bisogna sempre cuocere con un fiamma alta. ('''Shiitake''')
*{{NDR|Rifiutando di fare da assistente a Shiitake}} Grazie, ma non vengo! Sono stato insultato a sufficienza per oggi! Niente da fare, maestro! ('''Kawasaki''')
*Basta. Da domani giuro che mi metto a dieta, altrimenti questa lumaca non entrerà più nel suo guscio. ('''Escargoon''')
*Se cucina Kawasaki ci sarà bisogno di un dottore! ('''Escargoon''')
*Tesoro, tu pensi che se fingo di stare male ci lascino andare via? ('''Lady Like''') {{NDR|a Sir Ebrum, inventando una scusa per non mangiare un piatto di Kawasaki}}
*È un'indecenza! Un grande cuoco che usa la chimica! ('''Mayor Len Blustergas''')
*Tutti i grandi chef usano sostanze chimiche! [...] Le sostanze chimiche, aggiunte alla carne di hamburger marcia, possono trasformarla nel manzo più saporito e voi non ve ne accorgereste! Persino Kawasaki ha trovato ottimo il cibo! ('''Shiitake''')
*Basta! D'ora in poi non sarai più il mio maestro! ('''Kawasaki''') {{NDR|a Shiitake}}
*{{NDR|Fuggendo da Kirby che vuole mangiarlo}} Non sono una lumaca alla parigina! ('''Escargoon''')
*Qualcuno vuole vedere un film? ('''Tiff''') {{NDR|dopo che la stanza si è riempita di pop corn}}
*Uno chef deve usare al meglio quello che ha a disposizione per una cucina creativa. Questo è quello che volevo insegnarti. [...] Non preoccuparti di quello che è successo. L'importante è che qualcuno ami la tua cucina. ('''Shiitake''') {{NDR|a Kawasaki}}
==Episodi 35 e 36, ''Il Gran Premio di Zeetown'' (prima e seconda parte)==
*{{NDR|Adirato}} Quel mostriciattolo va eliminato!! ('''King Dedede''') {{NDR|riferito a Kirby}}
*{{NDR|Riferito alla nuova limousine reale}} Questa è sicuramente meglio della solita vecchia carretta. ('''Escargoon''')
*'''Tuff''': Allora, Tiff, hai visto come guido? Praticamente sono un fuoriclasse!<br />'''Tiff''': Ti informo che mi hai quasi investita! Tu dovresti guidare un triciclo!<br />
*{{NDR|Guardando l'annuncio del Gran Premio al notiziario}} Presto darò molte multe per eccesso di velocità! ('''Chief Bookem''')
*'''Curio''': L'[[automobilismo]] non è un vero sport.<br />'''Mayor Len Blustergas''': Che cosa? Invece è lo sport più grandioso che ci sia e io intendo dimostrarlo a tutti iscrivendomi a quella corsa e vincendola!
*Un piatto vuoto significa solo una cosa. ('''Tiff''')
*{{NDR|Riferito a Kirby}} Quel ragazzo non sa proprio resistere davanti a un budino! ('''Tokkori''')
*Sei un vero irresponsabile! Buttare via così del tempo prezioso con tutti gli importanti impegni personali che hai! ('''Hana''') {{NDR|a Mayor Len Blustergas}}
*'''Hana''': Sentiamo: non ricordi più che giorno è dopodomani?<br />'''Mayor Len Blustergas''': Be', è il giorno della corsa!<br />'''Hana''': E questa sarebbe l'unica cosa che ti viene in mente?<br />'''Mayor Len Blustergas''' {{NDR|soddisfatto}}: Direi che è più che abbastanza!<br />'''Hana''' {{NDR|trattenendo la rabbia}}: Sono io che ne ho abbastanza! Ti auguro di forare una gomma!<br />
*{{NDR|Riferito ad Hana}} La conosco da quarant'anni, Gus, ma ancora non la capisco! ('''Mayor Len Blustergas''')
*Tiff rovina sempre tutto! ('''Tuff''')
*Avanti, dai un po' di gas, rammollito! Sennò che auto da corsa è? ('''Tokkori''') {{NDR|a Kirby}}
*{{NDR|Riferito a Kirby}} Non mi stupisco che non abbia la patente... ('''Tokkori''')
*'''Mayor Len Blustergas''': Mi spieghi cosa fai vestita in quel modo?<br />'''Hana''': Sarò il tuo navigatore!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Che cosa?<br />'''Hana''': Sappiamo benissimo che ti perdi sempre quando guidi e che non vuoi mai chiedere indicazioni!<br />
*'''Spike''': Ho sentito dire che quest'auto {{NDR|quella di Kirby}} è un'astronave!<br />'''Honey''': Allora ci vorrebbe un pilota spaziale per guidarla!<br />'''Iroo''': Kirby, invece, dormirà ai comandi.<br />'''Tokkori''': Non finché il copilota sarò io! {{NDR|punzecchiando Kirby con il becco}} Svegliati, Kirby! Apri le orecchie: siamo una squadra ora, e se vogliamo vincere non abbiamo tempo da perdere con i tuoi pisolini!<br />
*'''Sir Ebrum''' {{NDR|a Tuff}}: Lancialo al massimo sul rettilineo, figliolo!<br />'''Lady Like''': Mettiti la cintura di sicurezza e non correre!<br />'''Sir Ebrum''': Non può non correre durante una corsa di macchine, se vuole vincere!<br />'''Tuff''' {{NDR|esasperato}}: Basta!! So quello che devo fare!<br />'''Tiff''' {{NDR|salendo sull'auto}}: Forza, andiamo alla partenza.<br />'''Tuff''': Tiff?<br />'''Lady Like''': Non vorrai andarci anche tu?<br />'''Sir Ebrum''': Credevo fossi contraria alla corsa!<br />'''Tiff''': Non più. {{NDR|la famiglia è scandalizzata, ma lei si mantiene seria}} Questa sciocca gara non è che una trappola! Voglio partecipare per tenere d'occhio Kirby!<br />
*Bene, ormai ci siamo, socio! {{NDR|si accorge che Kirby sta dormendo e lo sveglia}} Sveglia, pigrone! Stavi forse sognando il momento della vittoria? {{NDR|Kirby diventa deciso}} Bravo! Allora tieniti pronto! ('''Tokkori''')
*{{NDR|Introduzione alla seconda parte}} King Dedede sfida Kirby e compagni a una gara automobilistica. Ciò che nessuno sa è che l'auto del re in realtà è una macchina mostruosa fornitagli dalla Nightmare Enterprises. Kirby ritrova la sua vecchia astronave che grazie ad alcune modifiche viene trasformata in una potente auto da corsa. Il nostro Guerriero Stellare prende parte alla competizione affiancato da Tokkori, ma King Dedede ha in serbo degli ignobili trucchi per annientare il suo bieco rivale. Chi vincerà questa battaglia a tutto gas: Kirby o Dedede? ('''Narratore''')
*Dove credi di essere, sull'autoscontro? ('''Tokkori''') {{NDR|a Meta Knight che tentava di spingerlo fuori strada}}
*'''Mayor Len Blustergas''' {{NDR|alla moglie intenta a spazzare via dalla strada delle puntine d'acciaio}}: Cara, ti spiace posare quella scopa? Dobbiamo riprendere la corsa!<br />'''Hana''': Ma se hai promosso tu la campagna in favore delle strade pulite!<br />'''Mayor Len Blustergas''' {{NDR|rassegnato}}: Già...<br />
*'''Sir Ebrum''': Cambi le gomme meglio di un uomo!<br />'''Lady Like''': Oh, non è l'unica cosa che faccio meglio degli uomini!<br />
*'''Mayor Len Blustergas''': Perché ci hai messo tanto?<br />'''Hana''': Merendina! Possiamo mangiare a bordo, no?<br />'''Mayor Len Blustergas''': Fai come ti pare! Basta che sali!<br />
*'''Tiff''' {{NDR|incitando Tuff a superare Meta Knight}}: Avanti, superalo! Forza! Basta che gli passi di fianco!<br />'''Tuff''': Non è così facile! Sta andando al massimo per raggiungere Kirby!<br />'''Tiff''': E tu va' più forte di lui!<br />'''Tuff''': Com'è fortunato Meta Knight a non avere sorelle maggiori tra i piedi!<br />
*{{NDR|Dopo aver spinto Kirby e Tokkori in mare}} Un bel tuffo. Peccato che invece di un sottomarino fosse un'auto. ('''King Dedede''')
*Senza offesa, ma avrei preferito mille volte salvare Tiff invece di voi due! ('''Kine''') {{NDR|a Kirby e Tokkori}}
*'''Waddle Doo''': Cattive notizie, Maestà: Kirby ha superato entrambe le trappole!<br />'''Escargoon''': Scivola tra gli ostacoli come un'anguilla.<br />'''King Dedede''' {{NDR|ridendo}}: E noi lo pescheremo.<br />
*I poteri di Kirby si risvegliano solo quando si trova in serio pericolo. ('''Meta Knight''')
*'''Hana''': Abbiamo fatto bene a prendere del cibo! Diventi nervoso quando hai fame!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Divento più nervoso quando arrivo ultimo!<br />
*'''King Dedede''': Escargoon, ci hanno gabbati!<br />'''Escargoon''': Come al solito.<br />
*Scusami se ho dubitato di te, Meta Knight. Dovevo capirlo che cercavi solo di aiutare Kirby. ('''Tiff''')
*'''King Dedede''': Sembra che non abbiamo giocato abbastanza sporco!<br />'''Escargoon''': Allora dovremo impegnarci di più la prossima volta!<br />
*'''Fololo''': Grandi notizie, signori: Kirby si è appena trasformato in Kirby Ruota!<br />'''Falala''': Ma gli mancano sempre quattro giri!<br />'''King Dedede''' {{NDR|ridacchiando}}: Tanto non ce la fa a rimontare!<br />'''Escargoon''': È impossibile! Noi abbiamo ben quattro giri di vantaggio!<br />{{NDR|Kirby Ruota li supera a gran velocità, costringendoli a fermarsi}}<br />'''King Dedede''': Cosa è stato?<br />'''Escargoon''': Rettifico: ''tre'' giri di vantaggio!<br />
*Tesoro. [...] Voglio donarti questo trofeo come pegno del mio amore. ('''Mayor Len Blustergas''') {{NDR|ad Hana}}
*Qualcuno chiami un carro attrezzi! ('''King Dedede''')
==Episodio 37, ''Kirby e il caso delle angurie''==
*{{NDR|Riferito a Kirby}} Quell'ingordo non è mai sazio. Se potesse mangerebbe addirittura sé stesso. ('''Escargoon''')
*'''Tuff''': Wow! Kirby è fortunato! Gli hanno offerto patatine e dolcetti gratis!<br />'''Tiff''': È il premio per tutte le sue buone azioni!<br />
*'''Escargoon''' {{NDR|a King Dedede che modificava le riprese}}: Ehi, un momento! Non è quello che abbiamo visto realmente!<br />'''King Dedede''': Un'ottima osservazione.
*{{NDR|In chiusura de ''I segreti Dedede''}} Questo programma vi è stato gentilmente offerto da: profumo Dedede! Sia che stiate fiutando un delinquente o divertendovi tra la gente, profumo Dedede, perché tutti gli altri profumi puzzano! ('''Pubblicità''')
*{{NDR|A ''Chiacchiere in pretura''}}<br />'''Escargoon''': Cominciamo con gli interventi! Chi è il primo?<br />'''Tiff''': Sono io! Voi avete costruito questa storia su Kirby e lo sapete benissimo! ''I segreti Dedede'' sono tutte fandonie! I notiziari dovrebbero dire la verità, invece le malefatte di Kirby sono frutto della vostra fantasia-<br />'''Escargoon''': Piccolo stacco pubblicitario!<br />[...]<br />'''Tiff''': Questa è un'ignobile censura! Mi avete tolto la parola!<br />'''Escargoon''': Stavi dicendo cose di scarsissimo interesse!<br />'''Tiff''': Pretendo di dire quello che penso!<br />'''King Dedede''': Invece io pretendo che la pianti di dire sciocchezze! {{NDR|lui ed Escargoon ridono}}<br />
*Smettetela di spettegolare! Vi siete scordati di quante volte Kirby ci ha aiutati? ('''Tiff''') {{NDR|ai Cozy}}
*'''Mayor Len Blustergas''' {{NDR|parlando di Kirby}}: È come se nello stomaco avesse le sabbie rigurgitanti!<br />'''Tuff''': Forse un intero pianeta! {{NDR|risate generali}}
*Non devi perdere la fiducia, Tiff, altrimenti Kirby non se la caverà. ('''Meta Knight''')
*Qualche volta la penna è più tagliente della spada. ('''Meta Knight''')
*'''King Dedede''': Siamo diventati il numero uno ed è solo l'edizione del mattino! Mancano quelle del pomeriggio e della sera!<br />'''Escargoon''': Questo è il segreto, Maestà: quantità prima della qualità!
*Be'? Qui non c'è una festa notturna! ('''King Dedede''') {{NDR|ai Cozy che si sono introdotti in camera sua}}
== Episodio 38, ''Kirby e la scuola di magia'' ==
''Traduzione dal giapponese con inglese sottotitolato.''<br />
*'''Tiff''' {{NDR|scrivendo una lettera a Rowlin}}: "Scrivo a lei per la prima volta. Mi chiamo Tiff e vivo a Dream Land. Ho letto il fantastico libro che ha scritto. È così interessante che non ho potuto smettere di leggerlo. Sebbene non l'abbia ancora finito, com'è riuscita a scrivere una storia così interessante? Per favore, mi sveli il suo segreto se possibile. Seppure lei possa essere impegnata, aspetto impazientemente di sentirla. A presto." <br />'''Tuff''': È fantastico, Tiff! Hai scritto una lettera a quell'autrice?<br />'''Tiff''': Esatto.<br />'''Tuff''': Pensi che risponderà?<br />'''Tiff''': Chissà.<br />'''Tuff''': Io scommetto che non lo farà. Vero, Kirby?<br />'''Kirby''': Poyo.<br />'''Tuff''': Le persone che scrivono libri devono essere piuttosto impegnate. Non potrebbero scrivere risposte separate a ciascun ammiratore.<br />'''Tiff''': Probabilmente hai ragione. Ma per me va bene, purché le faccia sapere quanto mi è piaciuta la storia.<br />
*'''Curio''': Accidenti, i bambini hanno completamente smesso di guardare Channel DDD.<br />'''Chief Bookem''': È fantastico, specialmente perché quei programmi sono dannosi.<br />'''Buttercup''': E io che pensavo che i bambini al giorno d'oggi guardassero solo la TV. È bello perdersi nella lettura.<br />
*{{NDR|In libreria}}<br /> '''Escargoon''' {{NDR|ai Cozy}}: Levatevi di mezzo!<br />'''Biblio''': Non potete farlo. Vi prego di rimettervi in fila.<br />'''King Dedede''': Biblio, stai parlando con King Dedede!<br />'''Escargoon''': Biblio, sei un umile bibliotecario e chiedi a Sua Maestà di aspettare in fila?<br />
*'''King Dedede''' {{NDR|sfogliando il libro scritto da Rowlin}}: C-che cos'è questo? Q-questo libro non ha una singola immagine!<br />'''Escargoon''': Uh?<br />'''King Dedede''': Guarda! È tutto testo!<br />'''Escargoon''': Non è che per caso... Vostra Maestà, forse ''non sapete leggere?!'' {{NDR|momento di gelo}}<br />'''King Dedede''': Idiota! Io so come si legge! Ci sono video che lo provano se credi che stia mentendo!<br />'''Escargoon''': Bene, allora che c'è scritto in quel libro?<br /> {{NDR|King Dedede trema capendo di essere braccato ed Escargoon gli prende il libro di mano}}<br />'''Escargoon''' {{NDR|indicando una parte di testo}}: Che mi dice di questo? {{NDR|King Dedede stringe i denti dalla rabbia}} Questo è preoccupante. Non c'è gusto ad avere il libro in mano se non sapete leggerlo.<br />'''King Dedede''': Preferisco semplicemente le immagini! Leggere è troppo faticoso, quindi fallo tu.<br />
*{{NDR|Riferito a ''Pappy Pottey e la pietra folle''}} Un libro così interessante deve essere letto in santa pace. ('''Escargoon''')
*'''Tiff''' {{NDR|leggendo ''Pappy Pottey e la pietra folle'' agli amici}}: "Alla piattaforma 9 e tre quarti, il fischio suonò e il treno si mosse. Stava finalmente partendo. Pappy e i suoi numerosi amici salirono a bordo del treno e tutti erano eccitati all'idea di vedere cosa si trovava dall'altra parte del lago."<br />'''Honey''': Pappy assomiglia a Kirby.<br />'''Kirby''': Poyo! Poyo!<br />'''Spike''': Sta' zitta! Kirby non è affatto come lui! È Pappy l'eroe di questo libro!<br />'''Tiff''': State ascoltando? Devo proseguire? "Dall'altra parte del lago si poteva vedere un grande edificio in pietra. Era..."<br />'''Iroo''': Lo so io! Era la scuola di magia!<br />'''Spike''': Zitto! Questa è la parte migliore!<br />'''King Dedede''': Quei mocciosi sono fortunati. Non posso sentire molto da qui. {{NDR|si avvicina furtivo, nascosto tra i cespugli}}<br />'''Tiff''': "Alla scuola Pappy fu selezionato da un cappello magico e passò splendidamente."<br />'''Kirby''' {{NDR|accorgendosi di King Dedede}}: Poyo!<br />{{NDR|King Dedede, facendo cenno a Kirby di stare zitto, si allontana}}<br />'''Honey''': Kirby, fa' silenzio!<br />'''Tiff''': "Così Pappy poté entrare nella scuola di magia."<br />'''King Dedede''': Una scuola di magia, eh?<br />'''Tiff''': "Tuttavia, un mago malvagio si nascondeva nella scuola." Ok, per oggi è tutto.<br />'''Honey''': Leggicene ancora un po'!<br />'''Spike''': Dopo questo sarà ancor più interessante!<br />'''Tiff''': Si sta già facendo buio. È una storia molto lunga, non possiamo finirla oggi.<br />'''Tuff''': Nemmeno gli adulti hanno finito di leggerla.<br />
*Leggere è l'unico passatempo che ho alla mia età! ('''Yabui''')
*A partire da oggi istituirò i tre principi antinuclearisti della non scrittura, della non lettura e del non possesso!<ref>Riferimento ai principi antinuclearisti del Giappone: il non possesso, la non produzione e la non introduzione delle armi nucleari.</ref> ('''King Dedede''')
*'''Falsa Rowlin/Re Scopa''': Cominciamo la nostra lezione. Prima di tutto, chiunque abbia una domanda alzi la mano.<br />'''Tiff''': I-io!<br />'''Falsa Rowlin/Re Scopa''': Vediamo, tu sei.. Tiff, vero?<br />'''Tiff''': Signora Rowlin, ha ricevuto la mia lettera?<br />'''Falsa Rowlin/Re Scopa''': Lettera? No.<br />'''Tiff''': Capisco...<br />'''Falsa Rowlin/Re Scopa''': Sono così impegnata, quindi non posso rispondere a ogni lettera di ammiratore individualmente.<br />'''Tiff''': Allora ho un'altra domanda: cosa vi ha spinta a scrivere un opera così magnifica?<br />'''Falsa Rowlin/Re Scopa''': Il denaro.<br />'''Tiff''': Uh?<br />'''Falsa Rowlin/Re Scopa''': Non è forse redditizio quando diventa un million-seller? C'è qualche problema a riguardo?<br />'''Tiff''': No, è solo un po' inaspettato...<br />
*Ascoltate tutti! Quest'autrice {{NDR|falsa Rowlin/Re Scopa}} è un impostore! Kirby non è una palla! Non più di quanto non sia il mio eroe Pappy! ('''Rowlin''')
*'''Tuggle''': Se lei è la vera autrice...<br />'''Kawasaki''': ... allora ci spieghi perché ha scritto quel libro!<br />'''Tuff''': Non era per il denaro?<br />'''Rowlin''': No, niente di tutto questo.<br />'''Iroo''': Allora perché?<br />'''Rowlin''': Sebbene adesso sia diventata ricca, prima di allora ho avuto problemi a scrivere i finali. Ma ho scritto questo libro perché volevo sognare.<br />'''Tiff''': Per sognare?<br />'''Rowlin''': Sì. Quando scrivi una storia meravigliosa inizi a sentirti meglio. Non è una cosa familiare anche per voi? Quando attraversate momenti difficili, cercate di sognare, d'accordo? Se lo fate iniziate a stare meglio e potete essere felici. Perfino una donna anziana come me può fare grandi cose.<br />
*Sono sicura che avrò un sogno come il suo, un giorno, e scriverò un libro. ('''Tiff''') {{NDR|a Rowlin}}
==Episodio 39, ''Chi è Escargoon?''==
*Tremate davanti a Erasem! Sono terribile! Chi viene attaccato da me è destinato a essere dimenticato per sempre! ('''Erasem''')
*{{NDR|Sbraitando contro King Dedede e i Waddle Dee}} Non mi avrete più qui a soddisfare i vostri desideri, grandissimo ingrato! Mi dispiace, ma non ci sarà un innocente Escargoon che dà disposizioni su ciò dev'essere fatto o non fatto, perché da oggi in poi dovrete cavarvela da soli! [...] Escargoon ha deciso di andarsene e non tornerà mai più! ('''Escargoon''')
*Sono così scosso che potrebbe anche piacermi il tuo cibo. ('''Escargoon''') {{NDR|a Kawasaki}}
*'''Chief Bookem''' {{NDR|a Escargoon che gli chiede di arrestare tutti i Cozy perché non si ricordano di lui}}: Prima di tutto lei deve fare una denuncia.<br />'''Escargoon''': Ti sono molto grato, Chief Bookem!<br />'''Chief Bookem''': Faccio solo il mio dovere. Qual è il suo nome, signore?<br />'''Escargoon''' {{NDR|inizialmente sconvolto}}: Siete tutti dei voltafaccia, degli imbroglioni, delle lingue biforcute!<br />'''Chief Bookem''': Come? Può farmi lo spelling?<br />'''Escargoon''' {{NDR|uscendo adirato}}: Me la pagherete!!<br />'''Chief Bookem''': Sarò costretto a identificarlo come il signor Lumaca.
*Il mare è placido, il cielo è sereno... Allora perché la mia anima è così tormentata? Perché io esisto? [[Essere o non essere]]? La mia vita è stata davvero così priva di interesse che in un solo istante tutti si sono dimenticati di me? Ma perché io? Non sono peggio degli altri lumaconi! Io non voglio essere un signor Nessuno! Voglio essere riconosciuto! ('''Escargoon''')
*È la mia seconda chance. Con il tuo aiuto la smetterò di essere lo spregevole individuo del passato. Addio, vecchia vita malvagia. Da questo momento in avanti nessuno potrà mai più chiedersi "Chi è quella lumaca?" ('''Escargoon''') {{NDR|a Kirby}}
*Dev'essere piacevole sentire qualcuno che ti chiama per nome! Significa che sanno chi sei! Come se io sentissi qualcuno chiamare "Escargoon"! ('''Escargoon''') {{NDR|a Kirby}}
*Cosa? Dimenticato per sempre? Nemmeno un essere malvagio come me merita un [[Destino|destino]] così orribile! ('''Escargoon''')
*Ah, Vostra Altezza! Sono così contento che mi abbiate riconosciuto! Questo è il più bel giorno della mia vita! ('''Escargoon''') {{NDR|a King Dedede}}
*È meraviglioso essere di nuovo il vostro scagnozzo maltrattato! ('''Escargoon''') {{NDR|a King Dedede}}
*{{NDR|Riferito a Kirby}} E questo che cos'è? Sembra uno scarto di una fabbrica di palloni da calcio! ('''Tokkori''')
*{{NDR|Battuta finale}} Ti saluto, Kirby! ('''Erasem''')
==Episodio 40, ''L'apparenza inganna''==
*Devi ascoltarmi, Knuckle Joe: non puoi collaborare con chi ti ha privato dell'affetto di tuo padre! ('''Tiff''')
*Che pasticcio! C'è un vero affollamento di mostri in città! Mi auguro che Kirby si sia imbottito di vitamine, oggi! ('''Tokkori''')
*Come vanno le cose? Disastrosamente, mi sembra. ('''Servizio Clienti''')
*{{NDR|Dopo che Masher ha sfondato due delle pareti del castello}} Be', non dovremo più spalancare le finestre... ('''Escargoon''')
*{{NDR|Riferito a Kirby che soccombe agli attacchi di Kunckle Joe e Masher}} Un nemico era più che sufficiente! Non riuscirà mai a combattere contro due! ('''Tuff''')
*'''Escargoon''': Si può sapere perché ridete? Knuckle Joe vi ha fatto fare la figura dello stupido!<br /> '''King Dedede''' {{NDR|realizzando la verità}}: Dello stupido? {{NDR|rivolgendosi a Knuckle Joe}} Ehi tu, voltagabbana, nessuno si può prendere gioco di me!<br />'''Knuckle Joe''': Mi spiace, ingenuotto, è tardi.
*{{NDR|Riferito a Knuckle Joe e Kirby}} Proprio come il fuoco e il fumo! ('''Edge''')
*{{NDR|Riferito a Knuckle Joe e Kirby}} È vero. Hanno fatto entrambi moltissima strada. ('''Meta Knight''')
*'''Servizio Clienti''': Signore, io mi prendo tutte le responsabilità per quello che è accaduto. Non mi rimane che dimettermi.<br />'''eNeMeE''': Scordatelo. Lascia che questi sciocchi pensino di averci sconfitto. Quando abbasseranno la guardia daremo loro una bella lezione. {{NDR|risata malvagia}}
==Episodi 41 e 42, ''Incubi di fuoco'' (prima e seconda parte)==
*'''King Dedede''' {{NDR|dopo essersi svegliato da un incubo}}: Cos'è successo?<br />'''Escargoon''': Stavate camminando nel sonno, Sire. Anzi, stavate bastonando nel sonno, Sire.
*'''Tuff''': Chissà cos'avrà in mente Dedede?<br />'''Tiff''': Basandoci sulle passate esperienze, sarà sicuramente qualcosa di stupido!<br />
*'''King Dedede''' {{NDR|ai Cozy che stanno in mezzo alla strada per impedirgli di passare}}: Sloggiate o vi metto sotto tutti quanti!<br />'''Escargoon''': Andate via! State bloccando il traffico!<br />'''Mayor Len Blustergas''' {{NDR|facendosi avanti}}: Vostra Maestà, aspettiamo una risposta da voi!<br />'''King Dedede''': Eh?<br />'''Chief Bookem''': Stiamo parlando di una certa richiesta che le abbiamo fatto tempo fa!<br />'''King Dedede''': Di cosa si trattava?<br />'''Chief Bookem''': Vi ricordate che volevamo costruire un bel parco dove far giocare i bambini?<br />'''Buttercup''': Con gli scivoli e tante altalene.<br />'''Hana''': In mezzo agli alberi e ai fiori profumati. {{NDR|fantasia sull'appena citato parco}} Oh be', insomma... è riguardo a questo che vorremmo una risposta, Sire.<br />'''King Dedede''': Ora smammate! Ci penserò domani!<br />'''Kawasaki''': Ma come, Sire?<br />'''Gengu''': Vi stiamo chiedendo il parco da tre anni esatti!<br />'''Escargoon''': Dovete compilare una richiesta scritta che il re esaminerà non appena avrà imparato a leggere!<br />'''King Dedede''' {{NDR|sfiorando Escargoon con un ampio colpo del braccio}}: Fuori dai piedi! Non ho tempo da perdere! {{NDR|mette la limousine in moto e disperde i Cozy}}<br />
*'''Mabel''': Il mostro che vi tormenta è la vostra coscienza, Maestà.<br />'''King Dedede''': E cos'è la coscienza?<br />'''Mabel''': È la bontà che giace nella parte più profonda di voi.<br />'''Escargoon''': L'unica cosa che gli giace in profondità è un pezzo di pane ammuffito!
*Diciamo che Mabel di speciale ha la dote di vedere nel tuo cuore, anche se non è esattamente in grado di predire il futuro. ('''Samo''')
*''Mescolo del buon [[caffè]] con tanta acqua bollente | ne bevo dieci tazze e non dormo più per niente...'' ('''Escargoon''')
*'''Tiff''' {{NDR|parlando di King Dedede}}: Lui compra un sacco di giocattoli costosi, dei quali si stanca subito.<br />'''Mabel''': Ecco dove sono finiti i nostri soldi.
*Il re ha paura della sua stessa ombra! ('''Tuff''')
*{{NDR|Riferita alla trasformazione di Kirby in Kirby Fuoco}} Questo non avrei mai potuto prevederlo. ('''Mabel''')
*Anche il ghiaccio più freddo non può nulla contro il fuoco. ('''Meta Knight''')
*{{NDR|Introduzione alla seconda parte}} Nella puntata precedente abbiamo visto King Dedede alle prese con degli incubi in cui gli appare un mostro che somiglia a Kirby. Tiff e Mabel entrano furtivamente nel castello e scoprono un enorme telescopio attraverso il quale vedono qualcosa di sospetto nell'Universo. Nel frattempo Dedede ordina un mostro di nome Fridgy per liberarsi di Kirby. Mabel gli rivela che ciò che vede in sogno è un asteroide che si sta avvicinando a Dream Land, ma King Dedede non sembra preoccupato. A Kirby, invece, la cosa interessa molto! ('''Narratore''')
*{{NDR|Riferito alla statua di King Dedede}} Il solo motivo per cui è brutta è perché è la copia perfetta del re! ('''Escargoon''')
*A cosa serve una statua quando un asteroide minaccia la città? ('''Kawasaki''')
*'''Chief Bookem''': Che cosa? Diecimila anni?<br />'''Tuff''': Sì, ma se per caso ogni diecimila anni fosse adesso?<br />'''Chief Bookem''': Be', senti, Tuff, penso che correrò il rischio! {{NDR|si allontana ridendo}}
*'''Tokkori''': Dimentica l'asteroide! Credo che Mabel sia uscita di testa!<br />'''Gus''': Forse è così, ma il vecchio vulcano sta facendo le bizze!<br />'''Tuff''': Cosa?<br />'''Gus''': Già! Sono stati registrati anche dei piccoli terremoti!<br />'''Tokkori''': Pura coincidenza!<br />'''Kawasaki''': No, l'ho sentito dire anch'io! Che cosa faremmo se succedesse davvero? Dovrei chiudere il mio ristorante!<br />'''Tokkori''': In questo caso, spero che l'asteroide arrivi velocemente! {{NDR|vola via ridendo mentre Kawasaki si gratta la nuca nervosamente, fingendo una risata}}
*A volte gli animali percepiscono i cambiamenti. ('''Meta Knight''')
*I topi abbandonano sempre le navi prima che affondino. ('''Meta Knight''')
*''Buongiorno uccellini | Amici piccolini | Volate su nel ciel | Volate qui, volate là | Ma che felicità!'' ('''King Dedede''')
*Sembra che tu abbia fatto a botte per tutta la notte! ('''King Dedede''') {{NDR|a Escargoon}}
*Ora fate il coraggioso. Voglio vedere quando ci sarà un cratere al posto del castello! ('''Escargoon''') {{NDR|a King Dedede}}
*Voglio passare un po' di tempo con la mia mamma. Ah, nel caso vi venisse fame, questa è la piantina per arrivare al frigo. ('''Escargoon''') {{NDR|a King Dedede}}
*'''Tiff''': Il mondo sta per essere distrutto e loro {{NDR|King Dedede ed Escargoon}} pattinano?<br />'''Tuff''': Che male c'è a divertirsi?<br />
*'''King Dedede''' {{NDR|riferito ai Cozy che si sono rifugiati nel castello}}: Cosa sta succedendo? Chi ha dato loro il permesso di campeggiare là sotto?<br />'''Escargoon''': Sire, avete la sensibilità di una vecchia ballerina...<br />'''King Dedede''' {{NDR|dandogli un pugno in testa}}: Tu chiudi quella bocca! {{NDR|Escargoon inizia a piangere}} Ehi, ma cosa ti ho fatto, amico mio?<br />'''Escargoon''': È che sono triste! Non potrò mai più chiamarvi "vecchia balena"!<br />'''King Dedede''' {{NDR|con gli occhi lucidi dalla malinconia}}: Sì, che tristezza! Tra poco neanch'io potrò più tirarti i miei soliti cazzottoni sulla testa!<br />'''Escargoon''': Sire!<br />'''King Dedede''': Escargoon! {{NDR|si abbracciano piangendo}}
*{{NDR|Riferito alla predizione sull'arrivo dell'asteroide}}<br />'''Samo''': Ma tu sei veramente una grande indovina, Mabel!<br />'''Mabel''': Samo, tu sei l'unico al quale l'ho detto: sono un'imbrogliona! La mia sfera non mi ha rivelato nulla, l'ho visto nel telescopio di Dedede!<br />'''Samo''': Non importa. Sappi che mi rivolgerei a te per un consiglio ogni giorno.<br />'''Mabel''': Oh, come sei gentile.
*'''Escargoon''': Devo confessarvi, Maestà, che vi ho rubato circa cinquecento monetine dal salvadanaio! {{NDR|King Dedede gli dà un pugno in testa}} Ehm, Sire, pensate di trovare nel vostro cuore la forza di perdonarmi?<br />'''King Dedede''': Oh, be', già fatto! Ma io cosa dovrei dire?<br />'''Escargoon''': Sono tutt'orecchi!<br />'''King Dedede''': È piuttosto difficile per me ammetterlo...<br />'''Escargoon''': Fatelo e basta!<br />'''King Dedede''': Se devo essere del tutto onesto con te... non ho proprio niente da confessare! Non c'è una sola cosa che mi sia dispiaciuto fare! {{NDR|Escargoon abbassa il capo, deluso}} Se avessi sbagliato qualcosa tu me lo diresti, non è vero, Escargoon?<br />'''Escargoon''': Be', ci sarebbe una cosuccia...<br />'''King Dedede''' {{NDR|agitandolo freneticamente}}: Su, vai avanti!<br />'''Escargoon''': Be', Sire... avete costruito quella grande statua al posto del parco giochi!<br />'''King Dedede''': Eh? Stai dicendo che non va bene?<br />'''Escargoon''': No Sire, non dico che non va bene, dico che è molto scorretto ed egoista!<br />'''King Dedede''': Hai ragione! Quello è stato l'unico piccolo errore che ho fatto! Ma posso rimediare!
*{{NDR|Riferito al parco giochi}} Mio adorabile bestione, lo avete costruito! Finalmente avete ascoltato il vostro cuore! ('''Escargoon''') {{NDR|a King Dedede}}
*{{NDR|Dopo che l'asteroide è stato deviato e si allontana dal pianeta}}<br />'''Mabel''': Il pericolo è passato.<br />'''Tuff''': Ehi, Mabel! La previsione si è avverata!<br />'''Mabel''': Tuff, temo che...<br />'''Tuff''': Guarda!<br />{{NDR|Tutti alzano lo sguardo verso ciò che Tuff sta indicando: un King Dedede appeso a uno stendardo e bruciato dal passaggio dell'asteroide}}<br />'''Tuff''': L'asteroide ha colpito solo Dedede!<br />{{NDR|King Dedede tossisce mentre dal basso si scatenano risate da parte dell'intera popolazione}}<br />'''Escargoon''' {{NDR|sopraggiunge}}: Oh, Sire! Perché? Perché doveva finire così? {{NDR|inizia a piangere, ma presto le lacrime scompaiono e una risata prende il loro posto}}<br />'''King Dedede''' {{NDR|adirato}}: Viscido gasteropode! Tirami giù di qui o ti spacco la conchiglia!!<br />
==Episodio 43, ''Pecora o lupo?''==
*{{NDR|Dopo aver letto la favola ''Il ragazzo che gridava al lupo'' ai suoi amici}} Certo, non essendoci qui un vero lupo è difficile capire la morale della storia. ('''Tiff''')
*{{NDR|Non credendo all'attacco di pecore che gli ha raccontato Tiff}} Darò la caccia a qualche briccone a due gambe. ('''Chief Bookem''')
*''Che belle pecorelle Madama Doré | Mi viene una gran fame!'' ('''King Dedede''') {{NDR|[[Canzoni dalle serie televisive|cantando]] sulle note di ''Madama Doré''}}
*Se si tratta di dire la verità Tiff è come una calcolatrice guasta: non puoi ''contare'' su di lei! {{NDR|conclude in una risata}} ('''Escargoon''')
*{{NDR|Discorso alle pecore}} Il grande momento è arrivato! Dobbiamo sconfiggere il nostro oppressore! La mitezza che ci contraddistingue è stata presa per debolezza, ma da questo giorno in avanti non ci comporteremo più come pecore, bensì come lupi feroci! Nel corso dei secoli abbiamo permesso alla paura di soggiogarci! Ora gli oppressori impareranno ad avere paura di noi! ('''Amon''')
*Dream Land ormai è in ginocchio, ma noi non avremo alcuna pietà! Conquisteremo questo pianeta, fratelli e sorelle, e subito dopo l'intero Universo! ('''Amon''') {{NDR|alle pecore}}
*'''Tuff''': Accipicchia! Non avevo mai visto una pecora {{NDR|Amon}} che parla!<br />'''Tiff''': Se è per questo, neanche una pecora che ulula!<br />
*Cos'è successo alle mie dolci pecorelle? ('''Mayor Len Blustergas''')
*Quelle pavide pecore non erano forse un tempo i vostri padroni? ('''Amon''') {{NDR|ai Cozy}}
*Le avversità mi hanno dato il cuore di un lupo e ho deciso di tornare qui per offrire la stessa possibilità ai miei simili! Ora comandiamo noi e chi ha mentito la pagherà! ('''Amon''')
*Quanto riuscite a cadere in basso... ('''Escargoon''') {{NDR|a King Dedede che bela come una pecora}}
*'''King Dedede''' {{NDR|osservando lo scontro tra Kirby e Amon}}: Non so neanch'io per chi fare il tifo!<br />'''Escargoon''': I casi sono due: o ci sbarazziamo di Kirby o avremo sciarpe e coperte a volontà!<br />'''King Dedede''': Già, comunque vada ci guadagniamo sempre qualcosa!<br />
*'''Amon''': Volevate ingannarmi, ma me la pagherete cara!<br />'''King Dedede''': Giuro che diventerò vegetariano!<br />'''Escargoon''': E io porterò solo magliette di cotone!<br />
*Soffrirai quel che abbiamo sofferto noi, Guerriero Stellare! ('''Amon''') {{NDR|a Kirby}}
*{{NDR|Riferito alle pecore che abbandonano la rivolta}} Questi cuori pavidi non meritano la libertà. ('''Amon''')
*So che ci sono altri come me: spiriti liberi, che sognano la libertà. Li cercherò e forse, un giorno, sarò a capo di un nuovo gregge. ('''Amon''')
==Episodio 44, ''Pericolo nella foresta''==
*{{NDR|Tentando di abbattere Acore}} Quindi questo sarebbe l'albero più vecchio della foresta? Chissà come brucerà bene nel mio caminetto? ('''King Dedede''')
*{{NDR|Prima che Whispy Woods lo colpisca con una mela alla testa}} È facile per gli alberi vivere a lungo! Stanno lì piantati nel terreno senza far niente! ('''Tokkori''')
*{{NDR|Riferito ad Acore}} A mio avviso non ha senso raggiungere quell'età {{NDR|800 anni}} per diventare una casa di riposo per termiti! ('''Tokkori''')
*Finalmente un programma interessante alla TV! ('''King Dedede''') {{NDR|spiando lo scontro tra Kirby e compagnia e animali della foresta}}
*'''Tuff''' {{NDR|parlando di Acore}}: Per lui è come se non ci fossimo!<br />'''Spike''': Vuoi dire che non ci dirà neanche grazie?<br />'''Honey''': Sarà saggio, ma non mi sembra gentile!<br />
*'''King Dedede''' {{NDR|sul punto di abbattere Acore}}: Ci siamo! Finalmente abbatterò la foresta e mi costruirò un campo da golf con tanto di country club! Il mio vecchio sogno si avvera! {{NDR|scoppia in lacrime dall'emozione}}<br />'''Escargoon''': Aspettate a piangere dopo la prima partita! Adesso dateci un taglio!<br />'''King Dedede''': Bella battuta! {{NDR|ride}}
*{{NDR|King Dedede sta per abbattere l'albero ma una voce lo ferma}}<br />'''Tuff''': Non ci provare!<br />'''King Dedede''': Chi ha parlato? Nessuno può dire "Non ci provare" a me, perché io sono il re da queste parti!<br />
*{{NDR|Dopo che Kirby ha tagliato in due la limousine reale}} Siamo stati d-d-divisi! ('''King Dedede''')
*{{NDR|Riferito ad Acore}} È vecchio ma dorme come un bambino! ('''Tuff''')
*'''Iroo''': Senti, ma Kirby non potrebbe allontanare il temporale?<br />'''Tiff''': Un Guerriero Stellare ha grandi poteri, ma non è in grado di dominare la natura.<br />
*Mi sento a pezzi! Non ho il fisico per fare rafting! ('''Escargoon''') {{NDR|dopo essere sopravvissuto al diluvio}}
==Episodi 45 e 46, ''La notte dello spettro burlone'' (prima e seconda parte)==
*Dev'essere dura giocare a calcio se ti confondono sempre con la palla. ('''Tiff''') {{NDR|a Kirby}}
*Gli adulti hanno uno strano modo di divertirsi! ('''Tuff''')
*'''Samo''': I ragazzi non hanno la minima idea di che cosa significhi essere spaventati.<br />'''Tuggle''': Già! Che gusto c'è ad essere ragazzi se non si hanno degli incubi ogni tanto?<br />
*Qualche volta può essere divertente spaventarsi un po'! ('''Tuff''')
*Acquistare a credito è una prerogativa dei sovrani e non vogliamo rinunciare a queste sane tradizioni! ('''Escargoon''') {{NDR|al Servizio Clienti}}
*'''Mayor Len Blustergas''' {{NDR|ai giovani di Zee Town}}: Pensavamo che per la paura ci aveste rinunciato.<br />'''Tiff''': Ci vuole ben altro che quattro fantasmi fasulli sparsi in una foresta per farci spaventare!<br />'''Curio''': Ora fate i coraggiosi. Ma tra poco starete singhiozzando! {{NDR|ride compiaciuto}}<br />
*{{NDR|Riferito ai Cozy}} Vedremo quelle pappemolli tremare come delle gelatine durante un terremoto! ('''Escargoon''')
*{{NDR|Riferito a Kirby, Tiff e Tuff}} Non serve a nulla, Altezza! Sono a prova di fantasma! ('''Escargoon''')
*Vorrei tanto che la mia testa fosse vuota come quella di Kirby! Almeno lui non si spaventa! ('''Tuff''')
*Ho dato fondo a quasi tutti i nostri stratagemmi! Kirby ha un aspetto inoffensivo, ma quando meno te l'aspetti ti mette in difficoltà! ('''Escargoon''')
*Ehi, Kirby sì che ha lo spirito giusto! Anche noi dovremmo prendere esempio da lui! ('''Tiff''')
*{{NDR|Riferito allo Spettro Burlone}} Questa è una vera presa in giro! Non valeva la pena di essere terrorizzati per così poco! ('''Tuff''')
*Non ho mai amato condividere i suoi germi. ('''Escargoon''') {{NDR|a King Dedede che gli starnutisce addosso}}
*'''King Dedede''': O-oh. Escargoon? Stai... stai bene? Scusami! Ti avevo preso per un fantasma!<br />'''Escargoon''': Ma quanti fantasmi ci sono che fanno la doccia?<br />
*Era ora che arrivaste! Quella lumaca di Escargoon, al vostro confronto, è più veloce di una lepre! ('''King Dedede''') {{NDR|a Kirby, Tiff e Tuff}}
*'''King Dedede''' {{NDR|sbadigliando}}: Temevo che non avrei più visto sorgere il sole!<br />'''Escargoon''': Il vostro piano è stato un disastro!<br />'''King Dedede''': Sei stato tu a portarci in questa casa!<br />'''Escargoon''': Però fare lo Spettro Burlone a Kirby è stata una vostra idea!<br />'''KIng Dedede''': Davvero? Spero tanto che il prossimo fantasma che incontrerò sia il tuo!!<br />'''Escargoon''': Bene!! Lo stesso vale per me! {{NDR|entrambi sbadigliano e si addormentano}}<br />
*{{NDR|Riferita a King Dedede ed Escargoon}} Quelli non causano guai solo quando dormono. ('''Tiff''')
==Episodio 47, ''Il licenziamento dei Waddle Dee''==
*Cercare di avere informazioni dai Waddle Dee è come pretendere un coro da un gruppo di mimi! {{NDR|conclude in una risata}} ('''Escargoon''')
*'''Escargoon''': Cinquecentosettantuno, cinquecentosettantadue, cinquecentosettantatré, cinquecentosettantaquattro...<br />'''King Dedede''': Era ora che qualcuno contasse quanti inutili Waddle Dee gironzolano per il mio castello! Attento a non contarli due volte!<br />'''Escargoon''': Non mi distraete, Maestà, o rischio di sbagliare! Il conteggio richiede concentrazione! Dunque... cinquecentosettantanove, cinquecentoottanta, cinquecentoottantuno...<br />'''King Dedede''': Il mio castello è pieno zeppo di quei fannulloni!<br />
*Perché questo reame è pieno di esseri a forma di palla? Rende tutto più complicato! ('''Escargoon''')
*{{NDR|Riferito ai Waddle Dee}} Come puoi dirigerli con efficienza se non sai nemmeno quanti sono? ('''Escargoon''') {{NDR|a Waddle Doo}}
*'''King Dedede''' {{NDR|parlando dei Waddle Dee}}: Cosa? Davvero non sappiamo quanti sono?<br />'''Escargoon''': È come contare i granelli di sabbia su una spiaggia!<br />'''King Dedede''': Non mi stupisce che la spesa per le vettovaglie sia sempre molto alta!<br />'''Escargoon''': Anche la bolletta dell'acqua è piuttosto salata!<br />'''King Dedede''': Per non parlare di quella della corrente elettrica! Quando arriva è un vero salasso!<br />'''Escargoon''': Almeno i Waddle Dee non sono stipendiati.<br />'''King Dedede''': Ne ho abbastanza! Mi devi liberare di loro!<br />'''Escargoon''': Io, licenziarli? Be', se insistete lo faccio subi- Oh, Maestà, non ci conviene! Quei mascalzoni si occupano della cucina, delle pulizie, della lavanderia e in più difendono l'intero castello! Chi se ne occuperà se li licenziamo?<br />'''King Dedede''': Li sostituirai tu. Qual è il problema?<br />'''Escargoon''': Forse la Nightmare Enterprises può darci una mano. Voi che cosa ne dite?<br />'''King Dedede''': Sì, ma dovrei pagare.<br />'''Escargoon''': Credetemi, se dovrò cucinare io spenderete una fortuna in digestivi!<br />
*{{NDR|Riferito al Robot Maggiordomo}} Ehi, ci serviva un mostro, non un tostapane! ('''Escargoon''')
*'''Waddle Doo''': Ehm... vostra Maestà?<br />'''King Dedede''': Che cosa vuoi?<br />'''Waddle Doo''': Mi chiedevo se fosse possibile dare un giorno libero ai Waddle Dee. Uno all'anno basterebbe.<br />'''King Dedede''': Un giorno libero, eh? Da oggi potete averne quanti volete! Siete tutti licenziati!!<br />
*'''King Dedede''' {{NDR|mostrando il Robot Maggiordomo a Kirby, Tiff e Tuff}}: Vedete questo piccolo robot?<br />'''Escargoon''': Vale un milione di volte quei fannulloni {{NDR|i Waddle Dee}}!<br />'''King Dedede''': E come se non bastasse, i robot non chiedono mai un giorno libero! {{NDR|ridacchia}}<br />
*{{NDR|Parlando dei Waddle Dee}} Ma come facevano a stare tutti nel castello? ('''Tuff''')
*{{NDR|I Waddle Dee passano per le strade di Zee Town camminando compatti in sei file sotto gli sguardi sorpresi di tutti}}<br /> '''Tuggle''': Ma cos'è, una specie di parata?<br />'''Melman''': Sono tantissimi! Una massa incredibile!<br />'''Chief Bookem''': Fermatevi! Anzi, disperdetevi! Non vedete che state bloccando il traffico? {{NDR|i Waddle Dee lo ignorano e proseguono}} Non mi ascoltano!<br />'''Gengu''': Non riuscirai mai a dare tutte quelle multe!<br />
*'''Mayor Len Blustergas''': I Waddle Dee sono degli strani esseri.<br />'''Chief Bookem''': Non sappiamo da dove arrivano e nemmeno come sono giunti qui.<br />'''Curio''': Sospetto che siano migrati qui da oltremare.<br />'''Tiff''': Cosa? Vuol dire che migrano in gruppo come fanno gli uccelli?<br />'''Curio''': Alcuni studiosi sostengono che i Waddle Dee vagabondano finché qualcuno non offre loro un tetto e del cibo.<br />'''Tuff''': E in quel caso poi si fermano?<br />'''Curio''': Sono convinti che sia loro dovere riparare chi li ha ospitati.<br />
*'''Escargoon''': Devo ammettere che il castello sembra vuoto senza quei piccoli mascalzoni {{NDR|i Waddle Dee}}.<br />'''Meta Knight''': Sì, è vero. Vuoto come la tua cassaforte. {{NDR|si allontana}}<br />'''Escargoon''': Aspetta un momento! Che intendi dire? Voglio una spiegazione! <br />'''King Dedede''': Escargoon! Andiamo a giocare a minigolf! {{NDR|lo prende sottobraccio e lo trascina con sè}}<br />'''Escargoon''': Maestà, non ho tempo di guardarvi barare al minigolf! Ora sono troppo preoccupato per i miei risparmi!<br />'''King Dedede''': Cos'hai detto? Chi è che bara?<br />'''Escargoon''': Oops.<br />
*Saltare alle conclusioni è poco saggio, Sire. ('''Meta Knight''') {{NDR|a King Dedede}}
*'''Escargoon''': I Waddle Dee sono degli inetti, ma almeno non rubano! Quel robot {{NDR|il Robot Maggiordomo}}, invece, è un delinquente matricolato! Un vero ladrone!<br />'''King Dedede''': Non è stato certo un colpo di genio la tua scelta di licenziarli!<br />'''Escargoon''': Eh? Ma siete stato voi a ordinarmi...<br />'''King Dedede''' {{NDR|afferra Escargoon per le antenne e poi gli dà un pugno in testa}}: Idiota! Come hai osato cacciare dal castello i miei adorati Waddle Dee?<br />'''Escargoon''': Scusate!<br />
*'''Escargoon''' {{NDR|ai Waddle Dee}}: Vergognatevi! Quindi siete stati voi a rubare i nostri soldi!<br />'''Waddle Doo''': Non è così. Li abbiamo presi e nascosti in una caverna perché non ci fidavamo di quel robot. Abbiamo sbagliato, Maestà.<br />'''King Dedede''': Niente affatto. Adesso sono di nuovo molto ricco. {{NDR|ride}}<br />
==Episodio 48, ''Turisti a Dream Land''==
*'''Kawasaki''': Uova di quaglia? Code di pesce gatto? Voragine al vapore con gamberetti? Ma io non so preparare tutti questi piatti!<br />'''King Dedede''': Non ha importanza quali piatti prepari!<br />'''Escargoon''': Tanto hanno sempre tutti lo stesso sapore.<br />'''Kawasaki''': Davvero? In effetti quello è il mio marchio di fabbrica! Mi metto subito all'opera!
*'''Kawasaki''': Ehi!! Non ho visto neanche un centesimo! Il conto chi lo paga?<br />'''Escargoon''': Ringrazia che non ti facciamo arrestare!<br />
*Anni di lavoro e di restauro andati in pezzi in due secondi... ('''Curio''')
*Le antiche civiltà devono essere scomparse a causa del [[Turismo|turismo]]. ('''Curio''')
*{{NDR|[[Canzoni dalle serie televisive|Cantando]] l'inno nazionale}} ''Laggiù a Dream Land c'è una stella'' | ''Di tutto il firmamento è la più bella...'' ('''Escargoon''')
*Kirby, Tiff ti chiede mai notizie di me? [...] Per favore, dille che aspetto con ansia il prossimo appuntamento con lei! ('''Kine''')
*{{NDR|In procinto di una caduta nel vuoto, mentre sono sul pullman da turismo}}<br />'''King Dedede''': Avremmo dovuto far installare un grosso paracadute!<br />'''Escargoon''': Magari anche un paio di ali?<br />
*{{NDR|In seguito al rovinoso atterraggio del pullman}} Va bene. Scendo alla prossima. ('''Tuff''')
*'''King Dedede''': Ora vediamo il programma di domani.<br />'''Escargoon''': Dopo aver visto la Kabu Valle, visiteremo la foresta di Whispy Woods e il vulcano Booma-Dooma, tuttora attivo.<br />{{NDR|Un giovane turista pone una domanda nella sua lingua}}<br />'''Waddle Doo''': Chiede se le escursioni di domani saranno noiose come oggi.<br />'''Escargoon''': Non vi siete divertiti?<br />{{NDR|Un'anziana turista esprime disappunto}}<br />'''Waddle Doo''': "La corsa in montagna con il pullman è stato l'unico momento decente! Tutto il resto era una noia!"<br />{{NDR|I turisti protestano contro il re}}<br />'''Waddle Doo''': Vogliono che la loro vacanza sia una grande avventura!<br />{{NDR|King Dedede assume un'espressione stufa e contraria}}<br />'''Tiff''': Dream Land è troppo tranquilla per diventare una meta turistica.<br />'''Tuff''': Hai proprio ragione.<br />'''King Dedede''' {{NDR|usando un tono da sgarbato a gentile}}: Ad ogni modo, quando avrete finito di rimpinzarvi... saremo lieti di ospitarvi al castello per la notte.<br />'''Escargoon''': Scegliete la camera di vostro gradimento!<br />'''Tiff''': Mmh... Guai in vista, Tuff!<br />{{NDR|La scena si sposta all'esterno del castello, dove gli Ebrum hanno piazzato la tenda}}<br />'''Tuff''': È incredibile! Ci hanno buttato fuori dalle nostre stanze per fare spazio ai turisti!<br />'''Sir Ebrum''': A dire il vero, lo trovo molto rilassante.<br />'''Tiff''': Molto rilassante?<br />'''Lady Like''': Qua fuori l'aria è molto più fresca e pura che all'interno del castello.<br />'''Sir Ebrum''': Sì, e ci sono anche meno insetti. {{NDR|assume una posa per farsi fotografare}}<br />'''Tiff''': Questa è l'ultima goccia.<br />
*'''King Dedede''': Questi turisti sono veramente una calamità!<br />'''Escargoon''': Già! Sono peggio di un'invasione di locuste!<br />
*'''Tiff''' {{NDR|a un Kabu imbrattato di graffiti}}: Mi dispiace, Kabu. Torneremo indietro a pulirti.<br />'''Kabu''': Grazie. Gradirei anche una bibita fresca.<br />
*{{NDR|Durante la visita al vulcano Booma-Dooma i turisti esprimono gran disappunto}}<br />'''Tiff''': Che c'è che non va, adesso?<br />'''Waddle Doo''': Si stanno lamentando. Dicono che il vulcano è una noia mortale.<br />'''Tuff''': Allora buttiamoli dentro! Magari si divertono!<br />
*{{NDR|Leggendo la recensione della visita a Dream Land}} "Il servizio era pessimo e il cibo disgustoso. Una vacanza molto noiosa. Sarebbe stato più eccitante restare a casa a guardare crescere l'erba in giardino. Il castello sembrava una stamberga e le guide erano scortesi e del tutto incompetenti. L'unica nota positiva di questa vacanza è stato l'incontro con Kirby." Be', non si può dire che i pareri non siano unanimi! ('''Escargoon''')
== Episodio 49, ''Cartoni animati a Dream Land'' ==
*'''King Dedede''' {{NDR|guardando compiaciuto il suo filmato}}: Ahahah! Ecco che salto la corda come un bambino! {{NDR|la visione si interrompe}} Eh? Che succede? Già finito?<br />'''Escargoon''': Sapete quanto mi ci è voluto per ottenere questo, Sire? Alla fine non sentivo più la mano! Ho dovuto preparare migliaia di disegni per un minuto di filmato! Per un vero cartone animato è necessario il lavoro di molte più persone! {{NDR|King Dedede gongola mentre Escargoon parla}}<br />'''Servizio Clienti''': L'animazione richiede tempo, Sire. E un sacco di soldi.<br />'''King Dedede''': Infatti è qui che entri in gioco tu! Ascolta, facciamo un accordo: tu ci metti i soldi e noi pensiamo a tutto il resto!<br />'''Servizio Clienti''': Ma, Sire, io...<br />'''Escargoon''': Ottima idea! Datemi un cinque!<br />'''King Dedede''': Niente "ma"! Ci lanciamo nel mondo dei cartoni animati e sarà un successone! {{NDR|lui ed Escargoon ridono compiaciuti}}<br />
*'''Curio''': Cercano dei disegnatori?<br />'''Kawasaki''': Mmh... Se riesco a fare un soufflé posso fare anche un cartone animato!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Magari sarai più bravo come disegnatore che come cuoco!<br />'''Kawasaki''' {{NDR|sconsolato}}: Lo... lo pensa davvero?<br />'''Buttercup''': Il re vuole produrre una serie di cartoni animati?<br />'''Hana''': Conoscendolo, penso che vorrà essere lui la star!<br />'''Mabel''': Che importa? Ci aspetta il mondo dello spettacolo!<br />'''Curio''': Questa faccenda può avere risvolti educativi.<br />'''Tiff''': Per fare un cartone ci vogliono migliaia e migliaia di disegni!<br />'''Mayor Len Blustergas''': C'è la nuova opportunità di sviluppo per la città!<br />'''Chief Bookem''': Non ho nulla in contrario, purché sia un lavoro legale!<br />
*'''Escargoon''' {{NDR|ai Cozy}}: Fatevi avanti! Entrate nel rutilante mondo dei cartoni animati! Spero che abbiate portato le matite! <br />'''King Dedede''' {{NDR|strappandogli il megafono}}: Sapete raccontare una storia? Sapete disegnare per ore e ore? Sapete colorare senza sbavature? Bene! Allora fate al caso mio! {{NDR|ride compiaciuto}}<br />
*{{NDR|Durante la riunione per la realizzazione del cartone si discute sul protagonista e la scelta ricade su Kirby}} <br />'''Curio''': Ha le qualità di un guerriero unite alla simpatia.<br />'''Tuff''': Grande idea! Kirby sarà sicuramente un personaggio meraviglioso!<br />'''Tiff''': Sì, ma dobbiamo anche escogitare una buona premessa.<br />'''Tuff''': Uh?<br />'''Tiff''': Il contesto e l'ambientazione della serie.<br />'''Escargoon''' {{NDR|irritato}}: La signorina So Tutto vuole scrivere anche il copione?<br />
*'''Lady Like''': Su, cerchiamo di aiutarla {{NDR|Tiff}} ispirandola in qualche modo.<br />'''Sir Ebrum''': Perché non inizi con una scena di combattimenti, tesoro? {{NDR|Tiff ha un'illuminazione}} Il pubblico adora quel tipo di situazione. Sono sicuro che quella dei combattimenti sia la carta giusta per ottenere il successo.<br />'''Tuff''': Inventati un paio di cattivi e mettili contro l'eroe!<br />'''Kirby''': Poyo!<br />'''Tiff''': Non è una brutta idea! Forse ci si può lavorare!<br />
*'''Tiff''': "... e così il nostro eroe Kirby decide di restare a Dream Land e proteggere gli abitanti dai mostri. Fine della prima puntata."<br />'''Kirby''' {{NDR|soddisfatto}}: Poyo!<br />'''Escargoon''' {{NDR|all'orecchio di King Dedede}}: Purtroppo è tardi per licenziarla.<br />'''King Dedede''': Dovevo essere ''io'' il protagonista!<br />'''Escargoon''': Tranquillo. Interferiremo in montaggio!<br />'''Tiff''': E adesso vorrei dare un'occhiata allo storyboard.<br />'''King Dedede ed Escargoon''': Lo storyboard? E che cos'è?<br />'''Tiff''': Una serie di disegni. In questo caso riguarda la scena della battaglia: quando sembra che il mostro lo stia battendo, Kirby reagisce e lo sconfigge.<br />'''King Dedede''': Ho capito quello che stai dicendo! Il mostro prende un colpo più o meno ''così''? {{NDR|molla un potente cazzotto ad Escargoon}}<br />
*{{NDR|Negli studi d'animazione tutti lavorano sugli schizzi del personaggio di King Dedede}}<br /> '''Tiff''': Ok, prendiamoci una pausa e fateci vedere cosa avete prodotto.<br />'''Tutti''' {{NDR|mostrando il proprio disegno}}: Ecco qua!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Credo d'avere fatto un buon lavoro, Maestà!<br />'''King Dedede''': Sbagli di grosso! {{NDR|gli strappa il disegno di mano}}<br />'''Iroo''': Che cosa ne pensate, Maestà?<br />'''King Dedede''': È uno scarabocchio! {{NDR|lo strappa via}}<br />'''Tuggle''': Niente male, eh?<br />'''King Dedede''': Fa schifo! {{NDR|lo strappa via}}<br />'''Melman''': Io vi ho fatto un po' più magro!<br /> {{NDR|King Dedede, disgustato, allontana il disegno dalla sua vista}}<br />'''Kawasaki''': Di questo che ne dite?<br />{{NDR|King Dedede, inorridito, sviene}}<br />'''Tuff''': Ehi, Tiff, quei disegni fanno schifo!<br />'''Tiff''': Lo sapevo che non era una buona idea!<br />'''Escargoon''': Liberati subito di quegli incapaci!<br />'''Tiff''': Tu dovresti farlo, non io!<br />'''Escargoon''': Quei buoni a nulla devono essere sorvegliati, quindi ti nomino supervisore all'animazione!<br />
*'''Tiff''': Tokkori! Non dirmi che lavori qui anche tu?<br />'''Tokkori''': Esatto! Il mio settore è la produzione!<br />'''Tiff''': Hai detto produzione?<br />'''Tokkori''': Sì, ho detto produzione! Mi occupo del controllo della qualità!<br />'''Tiff''': Be', ci vorrebbe qualcuno che sappia cosa sia la qualità! È tutto il giorno che lavoro per correggere questi penosi scarabocchi!<br />
*'''Yabui''': Kawasaki, temo che siano finiti i colori!<br />'''Kawasaki''': Niente paura! Possiamo usare questi!<br />'''Yabui''': Che strano. Sembrano kecthup e mostarda!<br />'''King Dedede''': Questo fondale mi stimola l'appetito.<br />'''Kirby''' {{NDR|saltando sul fondale}}: Poyo!<br />'''Escargoon''' {{NDR|trattenendolo}}: Fermo! Kirby, questo non si mangia!<br />
*'''Tiff''': Quale sarà la prossima sequenza? Tieni, proviamo questa.<br />'''Mabel''': Vediamo... Ma questa non è stata colorata!<br />'''Tiff''': Che vuoi farci, Mabel? È un lavoro nuovo per tutti.<br />'''Mabel''': Certo. Anch'io non sono un'esperta, ma cerco di fare del mio meglio.<br />
*Apri bene gli occhi, Dream Land! Lo spettacolo va ad iniziare! ('''King Dedede''')
*''Dedede è uno schianto, lo so!'' | ''Dedede è il re dello show!'' | ''Salta e corre di qua,'' | ''Vince sempre, si sa'' | ''Dedede, eccolo qua!''| [...] ''Dedede è un eroe, si sa!'' ('''[[Canzoni dalle serie televisive|Sigla]] del cartone<ref>Noto nella versione americana come Dedede: Comin' at Ya!</ref>''')
*{{NDR|Il cartone inizia con la scena in cui King Dedede si trova addormentato nella sua nave spaziale}}<br /> '''King Dedede''': Ahahah! È fantastico!<br />'''Escargoon''': Sire, facciamo silenzio! Ci sono i microfoni aperti! Comunque la qualità dei disegni fa schifo.<br />'''King Dedede''': Ricordami di licenziare chi ha disegnato questa sequenza.<br />'''Escargoon''': Da vicino la vostra testa sembra proprio enorme!<br />'''Tiff''': Ok, ragazzi, attenzione.<br />'''Tuff''': Tra poco tocca a noi.<br />'''Meta Knight''': Tiff, sono molto teso. Non ho mai recitato.<br />'''Tiff''': Sono certa che andrai benissimo.<br />'''Meta Knight''': Grazie.<br />{{NDR|Nella scena successiva King Dedede si ritrova sottosopra nella nave dopo un viaggio spazio-temporale}}<br />'''King Dedede''' {{NDR|recitando}}: È un po' stretta questa nave... Ehi, ma dove mi trovo? {{NDR|il pianeta Pop appare alla vista del personaggio}} Ahahah! Sono un guerriero interstellare!<br />'''Tiff''': "Dedede salva il nostro pianeta"? Ehi, un attimo! Da dove sbuca questo titolo?<br />
*{{NDR|Nella scena seguente Kirby viene rappresentato come il nemico del cartone}} <br />'''Tiff''': Hai visto? Hanno fatto in modo che Kirby sembri cattivo!<br />'''Tuff''': Devono avere modificato i disegni di nascosto!<br />'''Escargoon''' {{NDR|recitando}}: Il trionfo di sua Maestà è innegabile, più grande che mai...<br />'''King Dedede''' {{NDR|spingendolo da parte per la sua battuta}}: Ora assisterete a una dimostrazione della mia forza!<br />'''Tiff''': Kirby, King Dedede ci ha ingannati! Dovevi essere tu il protagonista!<br />'''Kirby''': Poyo?<br />{{NDR|Prosegue la recita}}<br />'''King Dedede''': Quel furfante è fortunato se non lo trasformo in una palla da golf!<br />'''Kirby''': Poyo!<br />'''King Dedede''': Aaah! Aiuto!<br />{{NDR|Sullo schermo King Dedede fugge da Kirby rifugiandosi nella sala del trono}}<br />'''Escargoon''': Ben alzato, vostra Maestà.<br />'''King Dedede''': Sbaglio o si tratta del mio fedele servitore Escargoon?<br />'''Escargoon''': Stamattina vi trovo particolarmente magro.<br />'''King Dedede''': Io sono sempre magro!<br />'''Escargoon''': Avete visto Kirby oggi, Vostra Altezza?<br />'''King Dedede''': No, è fuggito chissà dove!<br /> {{NDR|La recita lascia spazio ai pensieri di Tiff e Tuff}}<br />'''Tiff''': Quei due hanno cambiato il copione in modo da sembrare degli eroi! {{NDR|spiegazza nelle mani il copione per la rabbia}}<br />'''Tuff''': Kirby, devi credermi: la parte dell'eroe buono era tua! Hanno cambiato tutto!<br />
*{{NDR|Chief Bookem e Mayor Len Blustergas, dopo aver recitato la loro parte di abitanti in fuga, scoprono che i loro personaggi sono stati inceneriti}}<br />'''Mayor Len Bluergas''': Perbacco!<br />'''Chief Bookem''': Sono così imbranato anche nella realtà?<br />'''Mayor Len Bluergas''': Stavo per farti la stessa domanda.<br />'''King Dedede''' {{NDR|spingendoli da parte ed entrando nella recita}}: Quel mostro di Kirby sta veramente passando la misura!<br />'''Escargoon''': Se c'è qualcuno che può dargli una lezione siete voi, Maestà!<br />'''King Dedede''': D'accordo! Lo sistemerò una volta per tutte!<br />'''Escargoon''': Maestà, vi siamo tutti infinitamente grati! Siete il nostro eroe!<br />'''King Dedede''': Lo so bene, fedele Escargoon! Il vostro eroe vi proteggerà!<br />{{NDR|La recita lascia spazio ai pensieri della famiglia Ebrum}}<br />'''Tuff''': Tiff, che fine hanno fatto le scene d'azione?<br />'''Tiff''': Hanno modificato tutta la storia e non fanno altro che parlare uno con l'altro.<br />'''Sir Ebrum''': Effettivamente bisogna dire che quest'ultima parte è piuttosto statica.<br />'''Lady Like''': Ormai si muovono solamente le loro bocche.<br />'''Escargoon''' {{NDR|recitando}}: Sire, lasciate che ve lo ripeta, oggi mi sembrate particolarmente in forma!<br />'''King Dedede''' {{NDR|recitando anche lui}}: Puoi scommetterci che sono in forma! Sono magro e forte!<br />'''Sir Ebrum''': Si tratta veramente di una produzione di serie B. {{NDR|la famiglia annuisce}}<br />
*'''Escargoon''' {{NDR|recitando}}: Dedede, aspirate quel mostro!<br />'''Tiff''': Oh, certo. Vedo che hanno pensato a qualcosa di originale.<br />
*{{NDR|Recitando}} Guardate! È Dedede Fuoco, il nostro eroe! {{NDR|parlando tra sé e sé}} ... Non direi mai una cosa simile! ('''Meta Knight''')
*'''Tiff''': Sei stato bravissimo. Dovresti fare l'attore invece che il cuoco.<br />'''Kawasaki''': Oh, dici davvero, Tiff? Grazie.<br />
*Smettila di rubare le battute agli altri! Non è corretto! ('''Escargoon''') {{NDR|a Kirby}}
*Doppiare è davvero faticoso! ('''Escargoon''')
*'''Tiff''': Immagino che siamo tutti felici di non dover più disegnare i cartoni per il re.<br />'''Tuff''': Come se la caverà senza di noi? {{NDR|ride compiaciuto}}<br />'''Chief Bookem''': Onore a chiunque riesca a fare un buon cartone! Non è un'impresa facile!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Però è una cosa divertente!<br />
== Episodio 50, ''Il bambolotto mini D'' ==
*'''King Dedede''': La Nightmare Enterprises mi permette di fare un ordine gratis?<br />'''Servizio Clienti''': Esatto. È un modo per ringraziare il nostro cliente migliore.<br />'''King Dedede''': È un piacere mettersi in affari con voi, specialmente quando fare acquisti non mi costa assolutamente niente!<br />'''Escargoon''': Ma se ve lo offre gratis probabilmente c'è sotto qualcosa.<br />'''Servizio Clienti''': Naturalmente c'è una commissione da pagare oltre ai costi per il trasporto.<br />'''Escargoon''': Visto?<br />{{NDR|Il Servizio Clienti calcola rapidamente l'ammontare delle spese, equivalenti a novecento milioni di dollari}}<br />'''Escargoon''' {{NDR|scioccato}}: E sarebbe gratis?<br />'''King Dedede''': Provvedi alla spedizione, immediatamente!<br />'''Servizio Clienti''': Certo, ma dovrò aggiungere un extra per l'urgenza. {{NDR|scompare dalla schermata ridendo compiaciuto, mentre il teletrasportatore fa apparire una montagna di pupazzetti}}<br />'''Escargoon''': Aaah! Guardate! Una montagna di mostri orripilanti!<br />'''King Dedede''' {{NDR|dandogli una martellata in testa}}: E invece sono bellissimi! Per forza, sono fatti a mia immagine e somiglianza! Sono i bambolotti mini D!<br />'''Escargoon''': State scherzando? Non penserete che qualcuno ci giocherà?<br />'''King Dedede''' {{NDR|ridacchiando}}: Certo. Questi mini D mi faranno fare soldi a palate.<br />
*'''Lady Like''' {{NDR|parlando dei bambolotti mini D}}: Non avevo mai ricevuto niente di simile prima!<br />'''Tiff''': Meno male! È brutto come l'originale!<br />'''Sir Ebrum''': Andiamo, a me non sembra poi tanto ripugnante!<br />'''Lady Like''': Hai bisogno degli occhiali?<br />
*{{NDR|Spot televisivo di presentazione dei bambolotti mini D}}<br />'''King Dedede''': Voglio istruirvi sul generoso regalo che tutti voi avete ricevuto!<br />'''Escargoon''': Questo pupazzo tracagnotto vi cambierà la vita!<br />'''Curio''': Ah, sì?<br />'''Escargoon''': È il primo bambolotto studiato per grandi e piccini! Il mini D è garantito per offrirvi ore di divertimento! Ed è gratis! Tenetevelo stretto!<br />'''King Dedede''': Pensate a come sarà rassicurante avermi con voi tutto il giorno!<br />'''Escargoon''': E di notte, grazie al mini D, farete magnifici sogni!<br />'''King Dedede''': Ed è anche un portafortuna! Il bambolotto vi porterà prosperità!<br />'''Escargoon''': La fortuna gira dalla vostra parte! Contateci!<br />'''Kawasaki''': Un portafortuna, quest'affare?<br />'''Gengu''' {{NDR|ridendo}}: Non ci credo!<br />'''Mabel''': Non è neanche tanto bello.<br />'''King Dedede''': Se volete essere felici c'è una sola cosa da fare: stringete forte il bambolotto mini D e la fortuna correrà da voi! {{NDR|ridacchia compiaciuto}}<br />
*{{NDR|Appoggiando il suo bambolotto vicino al cuscino}} Terrò questo mostriciattolo vicino a me. Mi aiuterà a spaventare i topi. ('''Tiff''')
*È ora che reciti l'ipno-voodoo della fortuna. ('''King Dedede''') {{NDR|svegliandosi a mezzanotte}}
*{{NDR|Incantesimo voodoo, ripetuto a gran voce}} Dedede, tu mi piaci! Dedede, io credo in te! ('''King Dedede''')
*{{NDR|Nella piazza centrale di Zeetown}}<br /> '''Kawasaki''': Ciao.<br />'''Tuggle''': Oh, buongiorno. Sai, a noi piace Dedede!<br />'''Kawasaki''': Anche a me, e penso di potermi fidare di lui!<br />'''Chief Bookem''': Eh sì, è un grande!<br />{{NDR|I tre rimangono scioccati dalle loro stesse parole}}<br />'''Curio''' {{NDR|sopraggiungendo}}: Buongiorno a tutti voi. Non trovate che Dedede sia meraviglioso?<br />{{NDR|Chief Bookem, Tuggle e Kawasaki lo guardano stupiti e successivamente lo stesso Curio rimane scioccato da quanto detto}}<br />'''Mayor Len Blustergas''' {{NDR|sopraggiungendo}}: Salve a tutti. Bella giornata, vero?<br />'''Chief Bookem, Tuggle, Kawasaki e Curio''': Bella giornata?<br />'''Mayor Len Blustergas''': Uh?<br />'''Chief Bookem, Tuggle, Kawasaki e Curio''': È tutto quello che ha da dire, Mayor?<br />'''Mayor Len Blustergas''': Be', direi di sì... a parte il fatto che mi piace Dedede!<br />'''Chief Bookem, Tuggle, Kawasaki e Curio''': Come?<br />'''Mayor Len Blustergas''': Chissà perché ho detto una cosa del genere?<br />{{NDR|I cinque si guardano l'un l'altro scioccati}}<br />'''Kawasaki''': Torno ai fornelli. {{NDR|se ne va}}<br />'''Tuggle''': Ciao a tutti. {{NDR|se ne va}}<br />'''Curio''': Devo datare alcuni reperti importanti. {{NDR|se ne va}}<br />'''Chief Bookem''': Mi serve un bombolone. {{NDR|rimane solo mentre Mayor se ne va}}<br />
*{{NDR|Annunciando l'apertura di una nuova banca}} Per i nuovi clienti non ci saranno spese bancarie eccetto quelle occulte! ('''Escargoon''')
*{{NDR|Riferito ai Cozy}} Avete giocato un gran brutto tiro a questi villici! Attraverso quei bambolotti avete spillato tutti i loro bei soldini! ('''Escargoon''') {{NDR|a King Dedede}}
*'''Tiff''': Ciao, Meta Knight.<br />'''Meta Knight''': Hai versato anche tu i soldi in banca?<br />'''Tiff''': Uh-uh. Il bambolotto era pieno di soldi. Volevo un posto sicuro dove custodirli.<br />'''Meta Knight''': Ma non ti sei mai chiesta da dove arrivasse tutto quel denaro? {{NDR|Tiff assume un'espressione sorpresa}}<br />
*'''Escargoon''': È la miglior truffa mai architettata. Saldata la Nightmare Enterprises avremo ancora dei soldi. {{NDR|nota che King Dedede ha lo sguardo stanco e assente}} Sire, svegliatevi!<br />'''King Dedede''' {{NDR|riprendendosi e strofinandosi un occhio}}: Sono ormai tante notti che non dormo.<br />'''Escargoon''': Non è questo il momento di dormire! C'è ancora un bambolotto che non è stato svuotato in banca dal proprietario!<br />'''King Dedede''': Eh? E chi è il marrano?<br />'''Escargoon''': Quella peste di Kirby.<br />'''King Dedede''' {{NDR|stringendo i denti dalla rabbia}}: Quel Kirby! È rosa ma mi fa vedere rosso! {{NDR|la stanchezza lo prende nuovamente, rischiando di farlo cadere}} Sono a pezzi. Penserò a Kirby più tardi.<br />'''Escargoon''': Non state in ansia, Sire! Quel piccolo parassita non avrà poi tanti soldi!<br />
*'''Escargoon''' {{NDR|svegliandosi con la faccia piena di lividi e un bernoccolo in testa}}: Buongiorno, Sire.<br />'''King Dedede''': Hai dormito con un pugile?<br />'''Escargoon''': Questa bambola {{NDR|mostrando il bambolotto mini D che tiene in mano}} mi ha picchiato! Qualche spiritosone me l'ha messa nel letto mentre dormivo! {{NDR|rivolge un'occhiata torva a King Dedede, intuendo che è lui il colpevole}} Mi domando chi sia stato.<br />'''King Dedede''' {{NDR|ridendo}}: Grandioso! Ora so di non essere l'unico in questo regno a sentirsi costantemente KO!
*Egoista sacco di ciccia. Se ne avessi il coraggio gli darei uno di questi! {{NDR|tira un pugno al mini D}} ('''Escargoon''')
*'''Servizio Clienti''': Vostra Altezza. Sono o non sono uno schianto, i mini D?<br /> '''King Dedede''': Uno schianto? Qui se c'è uno che si sta schiantando sono io!<br />'''Escargoon''': Sì, è vero! Ecco la prova! {{NDR|lancia un bambolotto a terra e King Dedede cade dal trono}}<br />'''King Dedede''' {{NDR|prendendo Escargoon per il collo}}: Falla finita!<br />'''Servizio Clienti''': Oh, dimenticavo di dirvelo: i bambolotti sono come li avete chiesti, ma c'è un particolare.<br />'''King Dedede''': Quale particolare?<br />'''Servizio Clienti''': Si è sviluppato un legame psichico tra voi e i mini D. Qualunque cosa accada a loro voi farete la stessa identica esperienza.<br />'''King Dedede''' {{NDR|sbattendo Escargoon a terra}}: Chiudiamola qui! Mi rimanderò indietro quei bambolotti oggi stesso!<br />
*'''Tiff''': Uh? Perché Dedede si è ripreso i bambolotti?<br />'''Lady Like''': Non ce lo ha detto, tesoro.<br />'''Sir Ebrum''': Li ha presi al volo ed è corso via.<br />'''Tiff''': Da quel che vedo... {{NDR|notando che i genitori hanno la faccia piena di lividi causati, a sua insaputa, dai bambolotti}} avete lottato per non darglieli.<br />
*'''Mayor Len Blustergas''': Come ho potuto pensare che il re fosse degno della nostra fiducia?<br />'''Chief Bookem''': Avrei dovuto capirlo che c'era sotto un imbroglio.<br />'''Mabel''': Perché mai avrei dovuto desiderare di avere una sua foto? {{NDR|lancia via la foto che aveva in mano}}<br />
*'''King Dedede''': Non posso più permettermi di comprare mostri. {{NDR|passa dal pianto delicato a uno sguardo furioso}} Ma mi resta ancora il bambolotto che mi serve per la rivincita.<br />'''Escargoon''': Non saprei. Giocare con le bambole fa male alla vostra salute.<br />'''King Dedede''': Non mi importa, purché riesca a mettere le mani su quel Kirby! {{NDR|sogghigna a denti stretti}}<br />
*'''Tiff''' {{NDR|riferita a King Dedede che rimane interrato in una buca}}: Sta diventando imbarazzante.<br />'''Escargoon''': Lui non conosce il significato di imbarazzante.<br />
*{{NDR|Riferito al bambolotto mini D}} Smettila di giocare, Kirby, e aspira quel matto miniaturizzato! ('''Tokkori''')
*{{NDR|A Kirby quando aspira un bambolotto mini D}} Trasformati in Kirby Bambolotto! {{NDR|la trasformazione non avviene}} Meglio così. Ne abbiamo avuto abbastanza di bambolotti oggi. ('''Tokkori''')
==Episodio 51, ''Una festa a sorpresa''==
*'''Tuff''' {{NDR|ridendo compiaciuto}}: Che forte. Scommetto che Kirby non se l'aspetta proprio una festa a sorpresa.<br />'''Tiff''': Probabilmente non sa nemmeno che cos'è.<br />'''Tuff, Iroo, Honey e Spike''': Questo è vero.<br />
*{{NDR|Nascondendo a Kirby i preparativi per la festa a sorpresa}} Scusa, Kirby, ma ho molto lavoro. Devo mettere al sicuro due bomboloni. Ciao! ('''Chief Bookem''')
*'''Escargoon''': Maestà! Oh, poveri noi! {{NDR|inciampa e sbatte la faccia a terra}} Povero il mio naso!<br />'''King Dedede''': Ecco, così impari. Non vedi che sto lavorando sull'abbronzatura?<br />'''Escargoon''': Be', mentre voi vi abbrustolite la ciccia i vostri sudditi tramano alle spalle!<br />
*{{NDR|King Dedede ed Escargoon spiano Iroo e Spike intenti a trasportare un barile di polvere pirica}}<br />'''Escargoon''': Visto? Stanno accumulando esplosivo, Sire!<br />'''King Dedede''': Costruiscono un'arma di d-d-d-distruzione!<ref>Nell'adattamento americano King Dedede parla di "armi di distruzione di massa", impiegate nella guerra dell'Iraq cui partecipò George W. Bush. Questa è una delle poche citazioni usate in riferimento allo stesso presidente degli Stati Uniti.</ref><br />
*{{NDR|Spiando i preparativi dei Cozy per la famosa festa}}<br />'''King Dedede''': Escargoon, stanno organizzando una festa.<br />'''Escargoon''': Che strano. Per chi sarà mai questa festa? Non è il mio compleanno, nessuno festeggerebbe voi... non so proprio che cosa ci sia da festeggiare.<br />'''King Dedede''': Lo so io. Preparano una rivoluzione!<br />{{NDR|Escargoon si preoccupa}}<br />'''King Dedede''': Dobbiamo tornare al castello! {{NDR|si allontana di soppiatto, seguito dal suo servitore}}<br />
*{{NDR|Al castello, nella sala del trono}}<br />'''King Dedede''': Hai visto? L'intera città è in fermento!<br />'''Escargoon''': Avete ragione.<br />'''King Dedede''': Vogliono liquidarmi e infamare così la reputazione dell'intera dinastia dei Dedede! Quella massa di ingrati!<br />'''Escargoon''': Dopo quello che avete fatto per loro?<br />'''King Dedede''': Stroncherò quei doppiogiochisti! Come possono pensare di detronizzarmi? {{NDR|stringe i denti dalla rabbia, poi batte il piede per terra, infine agita le braccia, con preoccupazione da parte di Escargoon}}<br />'''Escargoon''': Spero solo che non vi stiate sbagliando.<br />'''King Dedede''' {{NDR|prende Escargoon per i baffi}}: Certo che no! {{NDR|parte un lungo flashback su ciò che ha visto durante i preparativi dei Cozy}} Stanno costruendo quelle scale per assaltare il castello e aggredire il tuo re!<br />'''Escargoon''': Forse...<br />'''King Dedede''': E stanno cucendo una nuova bandiera per quando il regno sarà in mano loro!<br />'''Escargoon''': Voi dite? Ma Sire, e allora i bambini cosa stanno facendo?<br />'''King Dedede''': Stanno preparando dei giochi per festeggiare il successo dopo che mi avranno cacciato da Dream Land!<br />'''Escargoon''': Voi scherzate! E che mi dite di tutti quei piatti che sta cucinando Kawasaki?<br />'''King Dedede''': Tu che ne pensi? Quei rivoluzionari preparano anche il buffet per la vittoria! {{NDR|simula un'espressione trionfale per accompagnare il suo discorso}}<br />'''Escargoon''' {{NDR|visibilmente agitato}}: Oh Maestà, che cosa facciamo a questo punto?<br />'''King Dedede''': Manteniamo la calma. {{NDR|stringe i denti dalla rabbia}} Faremo così! Quando verranno a prendermi vedranno chi è il re!!<br />'''Escargoon''': D'altronde li capisco. Come possono sopportare un re spilorcio, scortese, egocentrico, obietto e... {{NDR|King Dedede lo stende con una martellata, procurandogli un grosso bernoccolo}}...Ho già detto violento...?<br />
*{{NDR|King Dedede, deciso a fermare quella che considera una rivoluzione, mentre corre lungo i corridoi con Escargoon si ritrova Kirby attaccato alla manica del mantello}}<br />'''Kirby''': Poyo!<br />'''King Dedede''': Lasciami la manica! Me la stropicci!<br />'''Kirby''': Poyo! Po poyo!<br />'''King Dedede''': Non mi hai sentito, razza di babbeo? Mollami, brutta sanguisuga rosa!<br />'''Escargoon''': Molla l'osso, palletta! Abbiamo un regno corrotto da salvare!<br />'''King Dedede''': Allunga il passo! Dobbiamo studiare una strategia o sarà una tragedìa!<br />'''Escargoon''': Sono una lumaca! {{NDR|nel mentre Kirby cade a terra}}<br />
*'''Tokkori''': Cos'hai detto? Nessuno vuole più giocare con te? {{NDR|scoppia a ridere}}<br />'''Kirby''' {{NDR|perplesso}}: Poyo?<br />'''Tokkori''': Non hai nessuno con cui giocare perché nessuno ti può sopportare!<br />'''Kirby''' {{NDR|sconvolto}}: Poye!<br />'''Tokkori''': È da quando sei arrivato che ti comporti come una piaga e, come al solito, io sono l'unico che ha il coraggio di dirti la verità. Tutti lo dicono: "Kirby non dà altro che problemi". Se fossi in te prenderei il volo, perché qui non sei il benvenuto!<br />{{NDR|Kirby inizia a preparare un fagotto e si allontana senza che Tokkori se ne accorga}}<br />'''Tokkori''': Con te fuori dai piedi tornerebbe la normalità e io potrei abitare questa casa da solo! Oh, se arrivasse quel giorno... {{NDR|si accorge che Kirby non c'è più}} Eh? Kirby? Dov'è sparito quel piccoletto?<br />
*{{NDR|King Dedede ed Escargoon irrompono nella piazza centrale distruggendo i preparativi dei Cozy}}<br />'''Tiff''': Cosa avete intenzione di fare voi due?<br />'''King Dedede''': Stiamo guastando i vostri progetti rivoluzionari!<br />'''Tiff''': Uh?<br />'''Escargoon''': Non fingetevi sorpresi! {{NDR|indicando Tiff}} Lei dev'essere il capo, Sire.<br />'''Tiff''': Il capo di cosa?<br />'''Escargoon''': Ti ho individuata da subito! Riconosco un sovversivo quando ne vedo uno!<br />{{NDR|King Dedede si sposta di fronte a lui e si rivolge direttamente a Tiff}}<br />'''King Dedede''': Hai sollevato un gran bel vespaio! Tu e il resto della compagnia volevate darmi il benservito! Ma sapete la novità? La rivoluzione è finita!<br />'''Tiff''': La rivoluzione?<br />{{NDR|I Cozy confabulano su quando ha detto King Dedede, poi scoppiano in una lunga e fragorosa risata}}<br />'''King Dedede''' {{NDR|perdendo la pazienza}}: Cosa avete da ridere tanto?!<br />'''Tiff''': King Dedede, questa volta hai fatto cilecca.<br />'''Tuff''': Stiamo soltanto preparando una festa.<br />'''King Dedede''': Una festa?<br />'''Tiff''': Non te lo abbiamo detto perché pensavamo che non avresti mantenuto il segreto, ma ora... la sorpresa è rovinata.<br />'''Mayor Len Blustgergas''': Avremmo fatto meglio a dirglielo subito.<br />'''King Dedede''': Eh? Dirmi subito cosa?<br />'''Tiff''': Abbiamo pensato di organizzare una festa per il primo anniversario di Kirby qui da noi.<br />'''King Dedede''': Una festa per Kirby?<br />'''Escargoon''': Cosa? L'anniversario?<br />'''Tiff''': Già. Anche se non sembra, è passato un anno da quando è atterrato su Dream Land. {{NDR|mostra una tovaglia bagnata}} Non stiamo progettando una rivoluzione, ma una festa a sorpresa.<br />{{NDR|I Cozy mostrano il resto delle decorazioni a un King Dedede pentito e amareggiato}}<br />'''Escargoon''' {{NDR|dando gomitate a King Dedede}}: Sire, non state lì impalato. Dite qualcosa, per favore.<br />'''King Dedede''': Che cosa si aspettano che dica?<br />'''Escargoon''': Dite che si scherzava, che sapevamo ogni cosa.<br />'''King Dedede''' {{NDR|ridendo e rivolgendosi ai Cozy}}: Vi stavo prendendo in giro! Ho sempre saputo cosa stavate preparando!<br />'''Tiff''': Ah, sì? E come mai hai rovinato tutto? {{NDR|King Dedede si sente braccato}} Se davvero ne eri al corrente perché hai distrutto tutte le nostre decorazioni?<br />'''Tuff''' {{NDR|puntando un dito accusatore contro King Dedede}}: Già, perché lo hai fatto?<br />'''Mabel''': Sono giorni che lavoriamo senza sosta!<br />'''Hana''': Non avete portato neanche un regalo! {{NDR|Mayor Len Blustergas annuisce deciso}}<br />'''King Dedede''' {{NDR|ridendo}}: Rilassatevi, non sono quel guastafeste che credete e porterò il regalo più bello che abbiate mai visto! {{NDR|rivolto ai Waddle Dee}} Andiamo! {{NDR|si allontana a bordo della limousine}}<br />
*{{NDR|Tiff e Tuff si recano a casa di Kirby per capire dove è scomparso l'amico}}<br />'''Tiff''': Cosa? È andato via?<br />'''Tokkori''' {{NDR|battendo nervosamente una zampa}}: Non è quello che ho appena detto?<br />'''Tiff''': Senti, Tokkori... {{NDR|batte le mani sul letto con decisione, spaventando Tokkori}} voglio sapere perché Kirby è andato via!<br />'''Tokkori''': Se volete che ve lo dica, abbiamo avuto un piccolo diverbio! Gli ho detto che faceva meglio ad andarsene, perché qui nessuno lo voleva!<br />'''Tiff''': Ma come hai potuto dirgli una cosa simile?<br />'''Tokkori''': Perché nessuno voleva più giocare con lui.<br />'''Tuff''' {{NDR|muovendo farneticamente le dita delle mani}}: Avevamo i nostri buoni motivi. Potevi immaginarlo.<br />'''Tiff''' {{NDR|afferra Tokkori e gli lancia un'occhiataccia}}: Sei sicuro che questa sia la verità?<br />'''Tokkori''' {{NDR|terrorizzato}}: Sì! Sì! È la verità!<br />'''Tiff''': Davvero? Allora faresti meglio ad andare a cercarlo, e subito!<br />'''Tokkori''' {{NDR|uscendo farneticamente di casa}}: Kirby! Kirby!!<br />'''Tiff''': Povero Kirby. Tutto solo...<br />'''Tuff''': Non preoccuparti. Kirby starà bene. Non può essere andato tanto lontano.<br />'''Tiff''': Sì, lo spero.<br />'''Tuff''': Sarà di ritorno non appena avrà fame, giusto?<br />'''Tiff''': Me lo auguro.<br />
*Eccoti! Finalmente! Senti, la prossima volta che scappi dimmi almeno dove vai! Ho volato in lungo e in largo per riuscire a trovarti! La tua amica {{NDR|Tiff}} è molto arrabbiata con me a causa tua, per cui cerca di muoverti! [...] Sono tutti preoccupati per la tua scomparsa! Torna subito a casa! ('''Tokkori''') {{NDR|a Kirby}}
*È già passato un anno? Come vola il tempo. ('''Meta Knight''')
*Non sapevo che la Nightmare Enterprises fornisse anche i dolci! ('''Escargoon''')
*Mi dispiace tanto. Ti abbiamo tenuto lontano solo per non rovinarti questa sorpresa. Non volevamo ferire i tuoi sentimenti, credimi. ('''Tiff''') {{NDR|a Kirby}}
*{{NDR|King Dedede ha regalato una torta gigante a Kirby}}<br />'''Tuff''': Grandioso!<br />'''Tiff''': È una torta bellissima, Kirby!<br />'''Kirby''' {{NDR|facendo capriole e salti di gioia}}: <br />'''Kawasaki''': Wow! Non mi verrà mai un dolce così alto!<br />'''Mayor Len Blustergas''' {{NDR|applaudendo}}: E sembra anche molto buona!<br />'''Chief Bookem''' {{NDR|applaudendo}}: Kirby se la merita proprio!<br />'''Samo''': Molto generoso, Dedede!<br />{{NDR|King Dedede ride}}<br />'''Escargoon''': Quel dolce non devasterà il vostro girovita, Maestà. {{NDR|lui e King Dedede ridono}}<br />
*{{NDR|Denjaa, il nuovo mostro di King Dedede, lancia bombe sui Cozy costringendoli alla fuga}}<br />'''King Dedede''': Hanno superato loro stessi! Sapevo di ragazze che escono dalle torte, ma questo è meglio!<br />'''Escargoon''': Sì, può darsi. Spero soltanto che queste bombe vengano lanciate su Kirby e non su di noi!<br />'''King Dedede''': Ma no. Figurati.<br />{{NDR|Denjaa lancia una bomba su entrambi}}<br />'''Tiff''': Ben ti sta! Così impari!<br />'''Tuff''': Sei un doppiogiochista!<br />'''King Dedede''': È quel pasticcino {{NDR|Denjaa}} il doppiogiochista!<br />
*Kirby, hai imparato davvero molto in quest'anno. Sono curioso di vedere quali miglioramenti porterai il prossimo. ('''Meta Knight''')
*Felice primo anniversario, Kirby. Siamo tutti molto contenti che tu sia qui a Dream Land. Kirby, ti vogliamo bene. {{NDR|abbraccia l'amico}} ('''Tiff''')
== Episodi 52 e 53, ''La merendino mania'' (prima e seconda parte) ==
''Traduzione dal giapponese con inglese sottotitolato.''<br />
*{{NDR|Tuggle e Gengu vengono colti sul fatto da qualcuno mentre scaricavano rifiuti in aperta pianura}}<br />'''Tiff''': Ma che... sono Tuggle e Gengu! {{NDR|spegne la torcia}}<br />'''Tuggle''': Ci hai scoperti.<br />'''Gengu''': Tiff, stavi tenendo d'occhio questo posto?<br />'''Tiff''': Sì, per scoprire chi stava scaricando maleducatamente la spazzatura in questo campo.<br />'''Tuggle e Gengu''': Ci dispiace.<br />'''Tiff''': Perché non l'avete buttata nell'appropriata discarica?<br />'''Tuggle''': Perché se la gente sapesse che stiamo buttando la mercanzia...<br />'''Gengu''': ... le nostri reputazioni sarebbero infangate.<br />'''Tiff''': Questi sono oggetti dei vostri negozi? {{NDR|esamina il genere di mercanzia}} Miniature e capsule di cioccolato? {{NDR|li prende in mano}} Perché dovreste buttare via cose tanto importanti?<br />'''Gengu''': Quando la mercanzia non vende...<br />'''Tuggle''': ... non puoi farci molto.<br />'''Tiff''': Ma buttarle via è uno spreco di risorse! Avete fatto qualche sforzo per venderle? {{NDR|Tuggle e Gengu scuotono la testa}} Che ne dite di pensare a farci qualcosa, ad esempio... combinare questa con questa e creare un nuovo oggetto?<br />'''Tuggle e Gengu''': Combinarle?<br />'''Tiff''' {{NDR|esitante}}: Sebbene sia un po' primitivo...<br />'''Gengu''': Ma certo! Anche se così non venderanno...<br />'''Tuggle''': ... forse lo faranno se le combiniamo!<br />'''Gengu''': Bene! Volevamo in ogni caso lanciare questa roba!<br />'''Tuggle''': Non abbiamo nulla da perdere, quindi diamoci dentro! {{NDR|Tiff li guarda perplessa}}<br />
*'''Gengu''': Benvenuti! Venite pure avanti!<br />'''Tuggle''': Abbiamo un nuovo prodotto: le Ciocco-Capsule!<br />'''Gengu''': Compratene qualcuna!<br />'''Tuff''': Ciocco-Capsule?<br />'''Gengu''': Sono gli articoli di successo del momento!<br />'''Tuff''': Come mai?<br />'''Gengu''': Non sono semplice cioccolato. All'interno c'è una grande sorpresa!<br />'''Tuggle''': È qualcosa che vi piacerà dopo averlo mangiato.<br />
*'''Gengu''' {{NDR|gioendo al successo delle Ciocco-Capsule}}: Ce l'abbiamo fatta, ce l'abbiamo davvero fatta!<br />'''Tuggle''': In questo modo la mercanzia invenduta sta fruttando parecchio!<br />
*{{NDR|Riferito al collezionismo}} Questo genere di hobby è davvero carino. ('''Curio''')
*{{NDR|Discutendo del successo delle Ciocco-Capsule presso gli adulti}}<br />'''Hana''': Anche Chief Bookem?<br />'''Buttercup''': Sì. Si chiude in camera sua tutto il giorno e mangia cioccolato.<br />'''Mabel''': Questi animali chiamati uomini sono infantili non importa quanto vecchi diventino. <br />'''Buttercup''': Già.<br />'''Hana''': È vero.<br />{{NDR|Sopraggiunge Samo con un sacchetto di plastica in mano}}<br />'''Buttercup''': Un momento, Samo.<br />'''Hana''': Dove vai così di fretta?<br />'''Samo''': Ehm, be'...<br />'''Buttercup''': Cosa hai comprato al minimarket di Tuggle?<br />'''Samo''': No, ehm... un cliente mi ha chiesto di prendere queste {{NDR|le Ciocco-Capsule contenute nel sacchetto}}.<br />'''Mabel''': Samo, la mia chiaroveggenza mostra che appariranno solo semplici soldati!<br />'''Samo''': Davvero? Be', vado a cambiare queste. {{NDR|corre via}}<br />'''Mabel''': Gli uomini sono proprio dei bambini. {{NDR|Hana e Buttercup ridono}}<br />
*'''King Dedede''' {{NDR|mostrando la miniatura di un semplice soldato appena ottenuta}}: Un soldato! Guarda, Escargoon!<br />'''Iroo''': Perché sei tanto contento?<br />'''Tuff''': Avrò all'incirca un centinaio di quelli.<br />
*I reali possono andare via con tutto quello che vogliono! ('''King Dedede''')
*Cioccolato! ('''Kirby''')<br />''Choco!''<ref>Questa è una delle poche parole umane pronunciate da Kirby nell'originale.</ref>
*Non vi vergognate? Fare una miniatura di Meta Knight infrange i diritti della persona! ('''Tiff''') {{NDR|a Tuggle e Gengu}}
*'''Meta Knight''': Cosa? Una miniatura di me stesso? {{NDR|riferito alla rara miniatura di lui stesso trovabile nelle Ciocco-Capsule}}<br />'''Tiff''': Esatto! Dovresti protestare! Come hanno potuto vendere una tua miniatura senza permesso?<br />'''Meta Knight''' {{NDR|alza lo sguardo al cielo e gli occhi diventano rosa per la soddisfazione}}: Quindi sono finalmente un pezzo raro anch'io? {{NDR|si allontana ridendo sotto i baffi}}<br />
*La prossima volta che vuole rubare, basta che ci aumenti le tasse. ('''Chief Bookem''') {{NDR|a King Dedede}}
*Come può uno come un re cadere in basso in tempi così duri? ('''Escargoon''') {{NDR|riferito a King Dedede che è in prigione}}
*'''King Dedede''': Mi sentivo come l'animale di uno zoo in quella cella!<br />'''Escargoon''': Nessuno zoo rispettoso vi prenderebbe con sé.<br />
*Quindi volete essere un pazzo che manipola anziché un pazzo che viene manipolato? ('''Servizio Clienti''')
*'''Tiff''' {{NDR|in procinto di aprire una Ciocco-Capsula della nuova serie lottatori}}: Se non altro, Karate Chopper potrebbe andare bene... {{NDR|arrossendo visibilmente}} Sto davvero facendo questa cosa seriamente?<br />'''Tuff''' {{NDR|ironico}}: Non esagerare, Tiff.<br />'''Tiff''' {{NDR|irritata}}: Voglio esaminarla e basta!<br />
*{{NDR|Parlando di King Dedede}} Sua Maestà può sembrare un idiota, ma lo è solo a causa della sua faccia! ('''Escargoon''')
*Non possiamo nascondere niente a Tiff. ('''Tuggle''')
*{{NDR|Deciso a seguire un consiglio di King Dedede}} Be', dato che l'ha detto Dedede non sono sicuro quanto sia vero, ma devo provare. ('''Tokkori''')
''Traduzione dall'adattamento italiano.''<br />
*{{NDR|Tentando di cacciare i Mini Lottatori}} Mi piacciono i pupazzetti guerrieri, ma questi sono agguerriti! ('''Kawasaki''')
*{{NDR|Riferito ai Mini Lottatori}} Come ho potuto desiderarli? ('''Curio''')
*'''King Dedede''' {{NDR|tentando di cacciare i Mini Lottatori}}: Siete degli scarti! Delle nullità!<br />'''Escargoon''': D'altronde un mostro non può essere migliore del megalomane che lo controlla!<br />
*Ho già in mente un bel gioco per Kirby, e lui sarà il bersaglio! {{NDR|conclude in una risata}} ('''King Dedede''')
*{{NDR|Annunciando l'incontro di boxe}} E nell'angolo del perdente... Kirby! ('''Escargoon''')
*Ti spiezzo in due! ('''Pugile Peso Massimo''') {{NDR|a Kirby}}
*{{NDR|In seguito alla sconfitta di Pugile Peso Massimo}} Questo si che è un KO! ('''Tuff''')
*'''Meta Knight''' {{NDR|osservando lo scontro tra Kirby e Karate Chopper}}: Perfetto.<br />'''Tiff''': Che cosa intendi dire, Meta Knight?<br />'''Tuff''': È finita! Kirby perderà l'incontro!<br />'''Meta Knight''': Per poter crescere Kirby deve essere spinto all'estremo dei suoi limiti. Solo così imparerà a superarli.<br />
*{{NDR|In seguito alla sconfitta di Karate Chopper}}<br />'''Escargoon''': Bene, gente. Kirby ha vinto questo round.<br />'''King Dedede''': Ma deve ancora vedersela con il nostro Maestro Tai-chi!<br />'''Escargoon''': Se fossi in Kirby avrei paura di questo anziano lottatore dalla lunga treccia bianca.<br />
*Ogni nemico ha un punto debole. ('''Meta Knight''')
*'''Escargoon''': Non riusciamo a vincere neanche barando!<br />'''King Dedede''' {{NDR|irritato}}: Allora dovevamo barare di più! Voglio avere la rivincita!<br />
*{{NDR|King Dedede ed Escargoon spacchettano migliaia di ciocco-capsule alla ricerca di mostri lottatori}}<br />'''King Dedede''': Dannazione! Perché non riesco a trovare altri lottatori?!<br />'''Escargoon''': Già finora abbiamo trovato soltanto tonnellate e tonnellate di immondizia!<br />'''Servizio Clienti''' : Ho provato a vendervi altri mostri lottatori, ma avete preferito fare gli spilorci e ora siete sommersi di cartacce!<br />'''King Dedede''' {{NDR|irritato}}: ahhhhh Non farò mai più una collezione in vita mia!! {{NDR|Kirby, Tiff e Tuff ridono da dietro la porta}}<br />
== Episodio 54, ''Uno strano cavaliere'' ==
*'''Tiff''': Ora smettila!<br />'''Sir Gallant''': Come osi alzare la voce contro un cavaliere nobile e valoroso?<br />'''Tuff''': Cavaliere?<br />'''Tiff''': Non si dimostra di essere valorosi attaccando chi ti ha salvato la vita!<br />
*Non ci sono più gli avversari di una volta. ('''Sir Gallant''')
*Nemmeno il cavaliere più valoroso può sconfiggere il nemico a stomaco vuoto. ('''Sir Gallant''')
*'''Sir Gallant''': Vostra Maestà, vi prego di accettare il mio modesto ringraziamento per la cortese ospitalità.<br />'''Kawasaki''': Come? Vostra Maestà? Ma io non sono un re, sono solo un cuoco!<br />'''Tuff''' {{NDR|rassegnato}}: Ho paura che il suo elmo sia troppo stretto.<br />
*'''King Dedede''': Avanti, dobbiamo trovare quel pazzo {{NDR|Sir Gallant}}!<br />'''Sir Gallant''': E quello chi è?<br />'''Tuff''': La tua sensazione era giusta! Quello è un mostro in carne e ossa!<br />'''Sir Gallant''': Un mostro, hai detto?<br />'''Tuff''': Sì, è arrivato in questo momento! Il suo nome è Dedede!<br />'''Tiff''': Tuff, smettila!<br />'''Sir Gallant''': Non temete! Vi proteggerò io da questo mostro feroce! Parola di Sir Gallant! {{NDR|roteando la lancia sopra la testa}} In guardia, fellone!
*{{NDR|Tiff e Tuff raggiungono Meta Knight, Edge e Sharpe in un vicolo di Zeetown}}<br />'''Tiff''': Oh, ecco dov'eravate!<br />'''Tuff''': Ragazzi, ve ne siete andati proprio sul più bello!<br />'''Tiff''': Chi è questo Sir Gallant?<br />'''Meta Knight''': Non ho ancora capito, ma è sicuramente un tipo molto strano.<br />'''Tuff''': Questo l'avevamo già capito.<br />
*'''Sir Gallant''': Parlatemi del mostro Dedede. Da quanto tormenta gli abitanti del villaggio?<br />'''Tiff''': Be', in effetti si può dire che è da un bel po'.<br />'''Sir Gallant''': Allora è mio dovere liberarvi da questa tirannia. {{NDR|raggiunge le vie della città e alza la lancia per farsi notare}} Ascoltatemi, popolo! {{NDR|i Cozy si girano verso di lui}} Il mio nome è Sir Gallant e devo dire che sono rimasto colpito dalla vostra situazione e dal coraggio che dimostrate affrontando questa schiavitù! Ma non temete: presto quest'oppressione avrà fine!<br />'''Mayor Len Blustergas''': Oppressione?<br />'''Chief Bookem''': Dev'essersi bevuto del tutto il cervello.<br />'''Yabui''': Forse ha bisogno di un check-up completo.<br />'''Sir Gallant''' {{NDR|sfodera la sua lancia}}: Io combatterò contro il mostro Dedede e sicuramente lo sconfiggerò! ''En garde''!<br />
*È veramente gentile da parte sua cercare di aiutare gli abitanti di Zeetown... ma non vogliamo che un gentiluomo come lei combatta contro il re. ('''Mabel''') {{NDR|a Sir Gallant}}
*Mia cara principessa, insegua sempre i suoi sogni e non dimentichi il suo umile servo. ''Adieu''. ('''Sir Gallant''') {{NDR|alla principessa Zaia in un flashabck}}
*{{NDR|Riferito a Sir Gallant}} Mister Elmetto deve aver passato fin troppo tempo con questi fumetti che ci è finito dentro! {{NDR|conclude in una risata}} ('''King Dedede''')
*{{NDR|Parlando di Sir Gallant}} Quest'uomo ha vissuto per i suoi sogni e adesso che sono stati distrutti non ha più alcuna ragione di vita. ('''Meta Knight''')
*{{NDR|Dopo la sconfitta di Whindwhipper}}<br />'''Tuff''': Abbiamo vinto!<br />'''Tiff''': Guarda, Sir Gallant!<br />'''Sir Gallant''': Ho visto.<br />'''Kirby''': Poyo! {{NDR|indica la nuvola di fumo lasciata dopo la distruzione del mostro}}<br />'''Sir Gallant''': Sei un cavaliere valoroso, amico mio. Peccato che il mio tempo sta per giungere alla fine.<br />'''Tiff''': Sir Gallant, non dire queste cose!<br />'''Tuff''': Tu sei forte! Sei Sir Gallant il cavaliere valoroso! Puoi sconfiggere chiunque!<br />'''Sir Gallant''': No, Sir Gallant è soltanto il personaggio di un fumetto. Per troppo tempo ho vissuto dentro un sogno tanto assurdo.<br />'''Tiff''': Per favore, Sir Gallant!<br />'''Tuff''': Non arrenderti!<br />'''Kirby''': Poyo!<br />'''Sir Gallant''': ''Adieu''. {{NDR|lascia cadere il braccio, senza più forze}}<br />'''Kirby''' {{NDR|disperato}}: Poyo!<br />{{NDR|Tutti si stringono intorno a Sir Gallant, che sembra morto}}<br />'''Mabel''': No, non lo accetto! Lei è un cavaliere, Sir Gallant, e un cavaliere non può arrendersi in questo modo!<br />'''Tiff''': Ormai è troppo tardi.<br />'''Kirby''': Poyo!<br />'''Mabel''' {{NDR|solleva Sir Gallant da terra}}: Si alzi, cavaliere! In piedi! {{NDR|lo schiaffeggia ripetutamente}} Si svegli!<br />'''Sir Gallant''' {{NDR|aprendo gli occhi}}: Ma chi è?<br />'''Mabel''': Ha perso lei la memoria, ora? Sono la principessa Zaia.<br />'''Sir Gallant''': Uh?<br />'''Mabel''': Mi ascolti bene: ci sono grandi battaglie da combattere e non c'è tempo per queste sciocchezze!<br />'''Sir Gallant''': Non posso più vivere nella mia fantasia.<br />'''Mabel''': È la sua principessa che glielo ordina.<br />'''Sir Gallant''' {{NDR|sorpreso}}: Dici sul serio?<br />'''Mabel''': Ha una missione da compiere! Nell'Universo ci sono molte persone malvagie ed il suo compito è lottare per la giustizia in ogni luogo!<br />{{NDR|Sir Gallant, raggiante, spicca un gran balzo di gioia e impugna la sua lancia una volta a terra}}<br />'''Sir Gallant''': ''En garde''! Il mio nome è Sir Gallant, il nobile e valoroso cavaliere! ''Adieu'', principessa Zaia! {{NDR|sale sulla sua navicella e vola via}}<br />'''Tuff''' {{NDR|a Mabel}}: Wow. Ma come hai fatto a convincerlo?<br />'''Meta Knight''': Mabel gli ha ridato fiducia in sé stesso e nei suoi sogni.<br />'''Tiff''': Ehi, Mabel, dimmi: come ci si sente nei panni di una principessa?<br />'''Mabel''' {{NDR|ridendo sotto i baffi}}: Be', Tiff, diciamo che i sogni possono essere meravigliosi. Sei d'accordo con me, Kirby?<br />'''Kirby''': Poyo! {{NDR|compie un balzo e termina l'episodio}}<br />
== Episodio 55, ''King Dedede in agrodolce'' ==
*''Dedede è il peggior capo che si possa avere | e lo dico con grande dispiacere! | Mi critica, il tiranno | mi sfrutta | eppure io ce la metto tutta! | Meriterei di meglio di un re cattivo e testone | che si diverte tanto a picchiarmi col bastone! | È un burberone, un brontolone | ma io resterò | perché forse un giorno re diventerò!'' ('''Escargoon''')
*{{NDR|King Dedede si sta comportando in modo stranamente gentile con Escargoon e ripulisce da solo la macchia sul pavimento anziché farlo fare ai suoi servi come al solito}}<br />'''Escargoon''': Potete anche fingere di non essere arrabbiato, Sire, ma so che mi userete come straccio per il pavimento!<br />'''King Dedede''': Ho detto che non sono arrabbiato.<br />'''Escargoon''': Smettetela di torturarmi in questo modo!<br />'''King Dedede''': Ascolta: per me il passato è passato.<br />'''Escargoon''': Pare quasi incredibile, però... forse è sincero. {{NDR|i suoi occhi diventano lucidi per l'emozione}} Oh, Sire!<br />'''King Dedede''': Mio caro Escargoon.<br />'''Escargoon''' {{NDR|gli strappa via la scopa e torna serio}}: Mi dispiace ma io non ci casco. Mi avete preso in giro troppe volte!<br />{{NDR|Escargoon dà al re una gomitata che lo fa indietreggiare fino a calpestare le spine di rosa; King Dedede salta per il dolore per poi scivolare sul bagnato e cadere a terra mentre un vaso gli cade in testa}}<br />'''Escargoon''': Accipicchia! Ora sì che sono nei guai!<br />'''King Dedede''' {{NDR|gli appare un bernoccolo sulla fronte}}: Perché mi hai spinto?<br />'''Escargoon''' {{NDR|buttandosi a terra per evitare le botte}}: Mi dispiace!<br />'''King Dedede''' {{NDR|rialzandosi}}: Ma no. Non fa niente.<br />'''Escargoon''': Aaah! {{NDR|si inginocchia al re con aria disperata}} E va bene. Mi arrendo. Sire, vi prego! Perché fate finta di non essere arrabbiato con me?<br />'''King Dedede''' {{NDR|appoggiandogli una mano sulla testa}}: Perché vorrei che fossimo amici.<br />'''Escargoon''': Aaaaah!! ''Nooo!! Ditemi che non è vero!!''<br />
*{{NDR|Escargoon porta King Dedede da Yabui per scoprire la causa del suo comportamento}}<br />'''Escargoon''': Di che si tratta, dottore?<br />'''Yabui''': È tutto qui, nella sua testa.<br />'''Escargoon''': Eh? Ma come può essere cambiato così in una sola notte?<br />'''Yabui''': Dovresti essere contento che non si arrabbi più.<br />'''Escargoon''': E lei sarebbe un dottore? Forse ha battuto la testa {{NDR|storpiando la voce}} o forse non ha digerito {{NDR|torna a parlare normale}} e lei dovrebbe curarlo!!<br />'''Yabui''': Be', io ritengo che stia benissimo.<br />'''Escargoon''': Ma io ritengo che stia malissimo!!<br />'''King Dedede''': No, non mi sento affatto malatissimo. {{NDR|si massaggia la testa facendo risolini infantili, con sorpresa di Escargoon}}
*'''Escargoon''' {{NDR|parlando di King Dedede}}: Ha qualcosa che non va. Ha cambiato completamente personalità! È completamente andato.<br />'''Tiff''': Che cosa vuoi dire?<br />'''Escargoon''': Qualunque cosa io faccia lui non fa neanche una piega!<br />'''Tiff''': Ma scusa, non è meglio se non si arrabbia più?<br />'''Kirby''': Poyo.<br />'''Escargoon''': Se va avanti così lo useremo come soprammobile.
*Maestà, non trattenete i vostri istinti! Lasciatevi uscire! ('''Escargoon''')
*{{NDR|King Dedede ed Escargoon finiscono con la limousine in uno stagno a causa di un tentativo di Gus di far infuriare il re}}<br />'''Escargoon''': Maestà, questo vi avrà fatto imbestialire?<br />{{NDR|King Dedede gli sputa acqua addosso e ride come un bambino, mentre l'intera popolazione dei Cozy osserva la scena}}<br />'''Escargoon''': Sono profondamente deluso! Come potete lasciare che tutta la città vi prenda in giro e rida di voi? Forza, dite qualcosa!<br />'''King Dedede''': Perché invece non possiamo essere amici?<br />'''Tiff''': Il re sembra davvero cambiato dal profondo del suo cuore!<br />'''Curio''': Già, ma chi ci assicura che non sia un altro dei suoi trucchi?<br />'''Mayor Len Blustergas''': Invece di continuare a dubitare perché per una volta non ci fidiamo? Ha dimostrato di essere cambiato! {{NDR|l'intera cittadinanza applaudisce ed esulta}}<br />'''King Dedede''': Vi ringrazio molto! Siete brava gente! {{NDR|Escargoon lo guarda sospettoso}}
*{{NDR|Al notiziario televisivo}}<br />'''Escargoon''': Siete su Channel DDD! Oggi vi racconteremo di un re e della sua allarmante trasformazione da burbero a zuccherino.<br />'''Sir Ebrum''': Eh?<br />'''Lady Like''': Ha detto proprio zuccherino?<br />'''Escargoon''': Il nostro sovrano è diventato più molliccio di un tortellino scotto. Potete fargli tutto quello che volete ma non c'è modo di farlo arrabbiare.<br />'''Sir Ebrum''': Il re non si arrabbia più?<br />'''Lady Like''': È mai possibile?<br />'''Escargoon''': E per darvi una prova, ecco a voi King Dedede. {{NDR|il re viene presentato agli spettatori da una serie di luci al neon a forma di cuore}}<br />'''Sir Ebrum''': Che faccia da babbeo!<br />'''Lady Like''': Oh.<br />'''Escargoon''' {{NDR|colpisce King Dedede alla testa con il martello}}: Vorresti reagire, flaccido panzone?<br />'''King Dedede''': No, ti ringrazio.<br />'''Escargoon''': So che a casa vi starete chiedendo cosa può aver trasformato il re da arcigno tiranno in un vile invertebrato. Maestà, a che si deve questa patetica involuzione del vostro carattere?<br />'''King Dedede''': Sono solo pieno d'amore!<br />'''Escargoon''': Oh no!!<br />{{NDR|Il Waddle Dee dedito alla cinepresa sviene, numerosi spettatori rimangono scioccati}}<br />'''Tiff, Tuff, Fololo, Falala e Tokkori''': Non è possibile!!<br />'''Kirby''': Poyo.<br />'''King Dedede''' {{NDR|attirando l'attenzione degli spettatori}}: Se qualcuno ti fa un torto non devi per forza fargliene un altro. Invece di arrabbiarti mostra sempre il tuo lato gentile anche quando ti trattano come una pezza da piedi, o ti dipingono la faccia, o ti prendono a calci, o ti giocano un brutto tiro. Dì loro che li perdoni e l'amore che c'è nel tuo cuore renderà il mondo bello come il sole! {{NDR|una scia luminosa appare alle sue spalle per sottolineare il suo discorso}}<br />'''Escargoon''' {{NDR|sarcastico}}: Oh, quant'è commovente. La vita è più bella se non ci arrabbiamo. {{NDR|dà una seconda martellata in testa al re}} Per oggi è tutto! il vostro Escargoon vi saluta! Ci vediamo su Channel DDD!<br />{{NDR|Terza martellata; stavolta King Dedede si gira verso Escargoon, che si preoccupa della sua reazione}}<br />'''King Dedede''': Oh, tranquillo. Ti perdono.<br />{{NDR|Escargoon trema, scosso da quella frase}}
*'''Sir Ebrum''': Buonasera, signore e signori! Sebbene resti un mistero come questo miracolo sia potuto accadere, sono sicuro che siamo tutti emozionati di partecipare a questa festa in onore di King Dedede e del suo improvviso e inaspettato cambiamento! {{NDR|applausi della folla}}<br />'''Mayor Len Blustergas''': E questa è la dimostrazione che persino l'animo più rozzo può diventare tenero.<br />'''Chief Bookem''': Ehi, allora anche per me c'è speranza!<br />
*'''Tuggle''': Vostra Altezza, ecco ciò che vi meritate! {{NDR|dà un colpetto a King Dedede con un piccolo martello di legno}}<br />'''King Dedede''': Grazie, amico mio. {{NDR|applausi della folla}}
*{{NDR|Parlando di King Dedede}}<br />'''Chief Bookem''': Se riesce a mangiare il cibo di Kawasaki è davvero cambiato.<br />'''Mayor Len Blustergas''': Finalmente la nostra città vivrà in pace.<br />'''Tiff''': Scommetto che Kirby con il suo animo positivo gli ha fatto capire quant'è bello essere buoni.<br />'''Kirby''': Poyo poyo!<br />'''Tuff''': Sì, credo che Dedede potrà iniziare a piacerci.<br />
*{{NDR|Riferito a King Dedede}} Se non perde le staffe con Kirby è del tutto inutile ordinare altri mostri. ('''Escargoon''')
*In questo corridoio ci vuole un semaforo! ('''Tiff''') {{NDR|dopo che lei, Kirby e Tuff si sono scontrati con Escargoon}}
*{{NDR|Riferito allo strano comportamento di Escargoon in aggiunta a quello del re}} Ma esiste qualcuno normale qui? ('''Tuff''')
*Ora, vostra Maestà, per ripagarvi di tutte le botte che ho preso da voi vi farò dieci bernoccoli sulla vostra tenera testa! ('''Escargoon''')
*'''Tiff''': Ti sei almeno preoccupato di leggere attentamente il manuale?<br />'''Escargoon''': Be', no. Ho guardato solo le figure, come al solito.<br />
*Addio re tenerone. ('''Tuff''')
*{{NDR|King Dedede, tornato normale, si appresta a martellare Escargoon per vendicarsi delle botte subite}}<br />'''Tiff''': Sembra che dentro King Dedede sia rimasta un po' di rabbia che il mostro non ha usato.<br />'''Tuff''': Ed è probabile che durerà per molto tempo.<br />{{NDR|Escargoon cade a terra, pieno di bernoccoli ma sorridente}}<br />'''Tiff''': Eh?<br />'''Tuff''': Che cos'hai da ridere?<br />'''Escargoon''' {{NDR|pinagendo di gioia}}: Anche se mi picchia sono contento che sia ritornato.<br />'''King Dedede''': Allora per dimostrarti il mio affetto te ne darò ancora un po'!<br />'''Escargoon''': No! {{NDR|corre via inseguito dal re mentre i Cozy ridono}}
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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Idi Amin Dada
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[[File:Idi Amin en 1966.jpg|thumb|Idi Amin Dada nel 1966]]
'''Idi Amin Dada''' (1925 – 2003), politico, militare e dittatore ugandese.
==Citazioni di Idi Amin Dada==
*Durante la guerra, se non hai cibo e il tuo fratello soldato è ferito, tanto vale ucciderlo e mangiarlo per sopravvivere.
:''In warfare, if you do not have food, and your fellow soldier is wounded, you may as well kill him and eat him to survive.''<ref name="stateofblood">Citato in Henry Kyemba, ''State of Blood: The inside story of Idi Amin's reign of fear'', Corgi, 1977, p. 110</ref>
*Ho mangiato la carne umana. È molto salata, ancora più salata della carne di [[leopardo]].
:''I have eaten human meat. It is very salty, even more salty than leopard meat.''<ref name="stateofblood"/>
*Gli americani e gli inglesi dicevano che ero pazzo perché non ero un loro lacchè. Le sembro pazzo io?<ref name="Orizio">Citato in Riccardo Orizio, ''Parola del diavolo. Sulle tracce degli ex dittatori'', Editori Laterza, RomaBari, 2002, pp. 5-28.</ref>
*Perché voi ministri venite sempre a lamentarvi dal presidente Amin? Siete degli stupidi. Se tu non hai denaro la soluzione è semplice: fai stampare altre banconote.<ref name="Orizio"/>
*Gestire una [[nazione]] è come gestire una grande azienda: devi pure darti un buon stipendio!<ref name="Orizio"/>
*{{NDR|Detto durante il suo soggiorno in Italia}} Sono qui per promuovere il turismo in Uganda, il mio bellissimo paese. Invito personalmente tutti gli italiani a venire in Uganda per cacciare liberamente tutti gli elefanti e tutti i rinoceronti che desiderano.<ref name="Orizio"/>
*{{NDR|Rivolto a [[Elisabetta II del Regno Unito]] in risposta alla domanda sul perché era in visita nel Regno Unito}} In Uganda, maestà, è difficile trovare un paio di scarpe numero 48.<ref name="Orizio"/>
*{{NDR|Rivolto a [[Richard Nixon]] durante lo scandalo di Watergate}} Se il tuo paese non ti capisce, vieni da papà Amin che ti vuol bene. Un bacio su entrambe le guance.<ref name="Orizio"/>
*Quando la stabilità di una nazione è in pericolo, l'unica soluzione è purtroppo quella di imprigionare i capi dell'oposizione.<ref name="Orizio"/>
*Ultimamente ho riflettuto molto sull'[[Unione Sovietica]] e sulla [[Cina]]. Mi preoccupano. Vorrei vedervi felici. I vostri rapporti non sono amichevoli. Se avete bisogno di un mediatore sono disponibile.<ref name="Orizio"/>
*{{NDR|Comunicato all'esercito israeliano durante la [[guerra del Kippur]]}} Vi ordino di arrendervi.<ref name="Orizio"/>
*Esprimo il mio sostegno alla figura storica di [[Adolf Hitler]], che ha fatto la guerra per unificare l'Europa e ha avuto l'unico torto di perderla.<ref name="Orizio"/>
*Tenuto conto del successo della rivoluzione economica in Uganda, ritengo di essere il candidato ideale alla direzione del Commonwealth al posto della Gran Bretagna, colpita da grave crisi economica.<ref name="Orizio"/>
*{{NDR|Comunicato all'esercito turco durante l'occupazione di Cipro}} Faccio richiesta dei vostri piani militari e dei filmati dello sbarco perché mi serviranno il giorno in cui il mio esercito attaccherà il Sudafrica.<ref name="Orizio"/>
*Sono un buon musulmano e oggi i miei unici interessi sono legati all'Islam.<ref name="Orizio"/>
*Io prima di tutto sono un atleta, un pugile. Se lo ricordi. Un pugile.<ref name="Orizio"/>
*{{NDR|Riguardo [[Yoweri Museveni]]}} [...] la deve smettere di screditarmi. Potrei anche invocare Dio onnipotente e pregare che gli accada qualcosa di male. E spero che la smetta di attaccare il Congo, di far uccidere africani da parte di africani.<ref name="Orizio"/>
*Ero forte come un toro. Ero un bravo soldato dell'esercito britannico. Ero il terrore dei Mau Mau. I miei ufficiali, tutti patrioti scozzesi, mi amavano.<ref name="Orizio"/>
*In qualsiasi paese, ci devono essere persone che devono morire. Esse sono i sacrifici che qualsiasi nazione deve fare per ottenere la legge e l'ordine.
:''In any country there must be people who have to die. They are the sacrifices any nation has to make to achieve law and order.''<ref name="bbc">{{en}} Citato in ''Idi Amin in quotes'', ''BBC News'', 16 agosto 2003.</ref>
*{{NDR|Rivolto a un consigliere}} Voglio il tuo cuore. Voglio mangiarti i figli.
:''I want your heart. I want to eat your children.''<ref name="bbc"/>
*Li ho mangiati prima che essi potessero mangiare me.
:''I ate them before they ate me.''<ref name="bbc"/>
*Io stesso mi considero la figura più potente del mondo.
:''I myself consider myself the most powerful figure in the world.''<ref name="bbc"/>
*Mi piacciono i problemi: fanno lavorare il cervello.<ref name="pinol">Citato in [[Albert Sánchez Piñol]], ''Pagliacci e mostri. Storia tragicomica di otto dittattori africani'', Libri Scheiwiller, 2009.</ref>
*{{NDR|Rivolto a [[Kenneth Kaunda]]}} Al di là di leccaculo, burattino e megafono degli imperialisti, non riesco a trovare parole più adatte a descriverti.<ref name="pinol"/>
*{{NDR|Rivolto a [[Kenneth Kaunda]]}} Mi domando se i tuoi sospiri e le tue lacrime non siano quelli di una donna frigida che non riesce a soddisfare il suo uomo.<ref name="pinol"/>
*La folla che gioiva al rovescio di Obote si ricordava soprattutto dei suoi misfatti, ma anche della sua inerzia, della sua incompetenza e la sua impotenza politica nell'ora del bisogno. Indubbiamente, il tempo rivelerà una marea di ulteriori debolezze.
:''The masses who rejoiced at Obote's overthrow were remembering mostly his misdeeds, but also his inaction, inaptitude and political impotence at times of great need. Time will, without doubt, reveal more of his weakness galore.''<ref name="allafrica">{{en}} Citato in ''Uganda: Obote and Amin's Most Memorable Quotes'', ''Allafrica'', 29 maggio 2017.</ref>
*{{NDR|Rivolto ai sostenitori di [[Milton Obote]]}} Non andate volontariamente alle vostre tombe, poiché non c'è alcuna possibilità che il respinto Obote tornerà in Uganda come capo.
:''Don't volunteer to go to your graves – for there is no possibility that the rejected Obote will ever return to Uganda as a leader.''<ref name="allafrica"/>
*Obote ha avuto cinque anni per governare questo paese dal 1962 e il 1967, ma si è concesso un'ulteriore periodo fino al gennaio del 1971. In quegli anni, molti ugandesi hanno ottenuto solo la miseria durante il regime di Obote.
:''Obote had five years to govern this country from 1962 to 1967 but offered himself a bonus up to January 1971. During those years many Ugandans gained nothing but misery out of the Obote regime.''<ref name="allafrica"/>
*La corruzione nei regimi di Obote era così diffusa che era quasi data per scontata. I ministri, i presidenti dei parastatali e gli impiegati statali più ricchi possedevano flotte di macchine, bus, tantissime case per l'affitto, bar, distributori di benzina ecc. e Obote non chiese mai in nessun caso ai suoi uomini in che modo avessero accumulato questa ricchezza.
:''Corruption in Obote's regimes was so widespread that is was almost being taken for granted. Ministers, chairmen of parastatals and top public servants owned fleets of cars, buses, scores of houses for renting, bars, petrol stations etc. and Obote never in one single instance questioned any of his men as to the way they had acquired this wealth.''<ref name="allafrica"/>
*La nostra posizione è che vogliamo ripulire questo paese in ogni suo aspetto, per poi organizzare elezioni totalmente libere e giuste, in cui chiunque in Uganda sarà libero di partecipare.
:''Our position is that we want to clean up this country in all its aspects, and then organise complete free and fair elections in which everybody in Uganda will be at liberty to take part.''<ref name="allafrica"/>
*Se sono ancora vivo, Obote non tornerà come presidente dell'Uganda. Questo lo dovete sapere categoricamente. Potrà essere presidente a casa vostra, ma mai come presidente dell'Uganda.
:''If I am still alive, Obote will not come back as president of Uganda. This you must know very clearly. He can be a president in your own house but never as the president of Uganda.''<ref name="allafrica"/>
*L'unità dell'Africa non è un fatto compiuto, né una conquista ormai consolidata, ma piuttosto un processo dinamico e una costante lotta quotidiana che dovrà essere continuata instancabilmente dagli stati membri e fino a quando l'uomo africano esista.
:''The unity of Africa is not an accomplished fact, an established achievement but rather a dynamic process and a constant daily struggle to be continued tirelessly by the member states and as long as the African man exists.''<ref name="allafrica"/>
*Il mio governo riconobbe il ruolo delle donne nella costruzione dello Stato. Noi nel governo militare d'Uganda abbiamo dimostrato in pratica che non è un privilegio essere donna o uomo, ma che ambo i sessi debbono condividere alla pari la gestione degli affari del benessere statale.
:''My government recognised the role of women in nation-building. We in military government in Uganda have demonstrated in practice that it is not a privilege to be woman or a man but that both sexes must share equally the task of running the affairs of a state welfare.''<ref name="allafrica"/>
*Prima della dichiarazione della guerra economica, la ricchezza del nostro paese era concentrata nelle tasche d'una manciata di persone, soprattutto asiatiche, che così monopolizzarono i nostri beni. La nostra ricchezza venne usata per provvedere a pochi non-cittadini ricchi che la sprecavano su stravaganze lussuose o lo inviavano all'estero.
:''Before the economic war was declared, the wealth of our country was concentrated in the pockets of a few people mainly Asians, thus monopolised our wealth. Our wealth used to provide for a few rich non-citizens who wasted it in luxurious extravaganza or dispatched it abroad.''<ref name="allafrica"/>
*[[Patrice Lumumba]] è una stella splendente per tutta l'Africa. Il grande continente d'Africa gli deve tanto. È arrivato al punto di sacrificare la sua vita per la causa dell'Africa. Fin nel più lontano avvenire Lumumba verrà sempre ricordato dai veri figli e figlie d'Africa.
:''Patrice Lumumba is a shining star for Africa. The great continent of Africa owes a lot him. He went to the extent of giving his own life for the cause of Africa. Lumumba will for time immemorial always be remembered by true sons and daughters of Africa.''<ref name="allafrica"/>
==Citazioni su Idi Amin Dada==
*Amin era e resta il primo presidente africano che abbia osato cacciare gli israeliani dal suo paese. ([[Mu'ammar Gheddafi]])
*Fra il 1971 e il 1973 migliaia di musulmani di origine asiatica fuggirono dall'Uganda dopo che Idi Amin Dada, generale e dittatore, aveva proclamato che l'Africa apparteneva ai neri. A noi della pelle olivastra furono concesse poche settimane per scegliere fra l'esilio e la morte. ([[Irshad Manji]])
*I tanzaniani furono condannati per aver spodestato il mostruoso Idi Amin? Certo che no! ([[John Pilger]])
*I suoi giudizi su Amin sono falsi, tutto ciò che lei dice su Amin è falso, frutto della propaganda sionista. Lei non sa nulla, voi occidentali non sapete nulla. ([[Mu'ammar Gheddafi]])
*Le brutalità di Idi Amin nell'Uganda erano state rivelate prima della sua caduta senza la minima possibilità di farle passare per qualcosa di diverso da una strage selvaggia su larga scala: eppure fu ignorata l'ipocrisia di quei capi che lo avevano eletto presidente dell'Organizzazione dell'unità africana, mentre si scagliavano strali morali contro l'Occidente. Gli studenti di Harvard chiedevano il boicottaggio dell'Unione del Sudafrica, non dell'Uganda o del Mozambico a regime comunista. In Sudafrica i neri sono relegati in determinate zone e hanno il divieto di praticare certe forme di fraternizzazione; in Uganda le teste di molti neri venivano pestate con i martelli, le loro gambe fatte a pezzi, e i prigionieri dovevano mangiare la carne dei compagni di cella prima di essere mandati a morte. Ma il risentimento di moda era contro l'apartheid, non contro la ferocia selvaggia. ([[Richard Nixon]])
===[[Ryszard Kapuściński]]===
*Era un uomo dall'energia inesauribile, sempre eccitato, sempre in movimento. Le rare volte che, in qualità di presidente, convocava una seduta del governo, era incapace di parteciparvi fino alla fine. Dopo un po' si stufava, balzava in piedi e se ne andava. I pensieri gli si accavallavano nella mente, parlava in modo caotico, non finiva mai una frase. Leggeva l'inglese con fatica, conosceva mediamente lo swahili. Possedeva bene il suo dialetto kakwa, che però nel paese era poco conosciuto. Ma erano precisamente questi limiti a renderlo popolare tra i ''bayaye'': era uno di loro, sangue del loro sangue, carne della loro carne.
*La forza di Amin stava nell'esercito. L'aveva creato sul modello coloniale, l'unico che conoscesse. I suoi membri provenivano perlopiù dalle piccole comunità di uno degli angoli più sperduti dell'Africa, la zona di frontiera tra il Sudan e l'Uganda. A differenza della popolazione autoctona del paese, che si serve delle lingue bantu, parlavano dialetti sudanesi. Rozzi e ignoranti, non riuscivano a intendersi con i locali. Ma lo scopo era proprio questo: dovevano sentirsi estranei, isolati, dipendere esclusivamente di Amin. Quando arrivavano in camion spargevano il panico, le strade si svuotavano, i villaggi si spopolavano. Selvaggi, scatenati, spesso ubriachi, i soldati razziavano quello che potevano e picchiavano chiunque capitasse loro sottomano. Senza un motivo, senza un perché.
*Non si fidava di nessuno: nella sua cerchia nessuno sapeva mai dove avrebbe dormito quella notte o dove sarebbe stato l'indomani. Possedeva varie residenze in città, altre sul Lago Vittoria, altre ancora in provincia. Stabilire dove si trovasse era difficile e anche pericoloso. Era lui a cominciare con i sottoposti, lui a decidere con chi parlare e chi vedere. Per molta gente quegli incontri si concludevano in tragedia. Quando Amin cominciava a sospettare qualcuno, lo invitava a casa propria. Si mostrava simpatico, cordiale, offriva Coca-Cola. All'uscita l'ospite trovava ad attenderlo i carnefici, e nessuno ne sentiva più parlare.
*Un tempo mi ero proposto di scrivere un libro su Amin perché Amin illustra alla perfezione il rapporto fra il crimine e l'assenza di cultura.
===''[[L'ultimo re di Scozia]]''===
*L'opinione pubblica internazionale si rivoltò contro Amin per sempre. Quando finalmente venne rovesciato nel 1979, la folla in festa si riversò sulle strade. Il suo regime ha ucciso più di 300 mila ugandesi ed espulso decine di migliaia di asiatici che avevano costruito per anni la loro casa in Uganda. Amin morì in esilio in Arabia Saudita il 16 agosto 2003. Nessuno sa se fosse questa la data dei suoi sogni.
*La mia era una famiglia povera. Voglio che tu lo sappia. Mio padre mi abbandonò quando ero bambino. L'esercito inglese diventò casa mia, loro mi facevano pulire la cucina e pelare le patate e mi picchiavano. "Tira su questo muro, Amin. Scava questa latrina, Amin." E ora eccomi qua, il presidente dell'Uganda. E chi mi ha messo qui, eh? Proprio gli inglesi. ('''Idi Amin Dada''')
*Nelle campagne non si preoccupano nemmeno più di scavare le fosse, li danno direttamente in pasto ai coccodrilli. E qui a Kampala, proprio sotto il nostro naso, ha fatto fuori l'intera opposizione politica. Migliaia di soldati delle tribù Acholi e Langi. Ormai {{NDR|Amin}} non si cura neanche più di insabbiare le sue azioni.
*Sei un bambino. È questa la cosa di te che fa paura.
*Sì, è un po' imprevedibile. Ha la mano severa, l'unica cosa che questi africani capiscono davvero.
===[[Yoweri Museveni]]===
*A causa della confusione seminata nel Paese da Obote, creando e perpetuando politiche di fazione e settarie, l'arrivo di Amin era stato popolare in tutto il Paese, non tanto perché piaceva alla gente, ma perché molti nutrivano un aspro risentimento nei confronti di Obote, specialmente in Buganda dopo che aveva rovesciato il Kabaka.
*Con Amin, non era possibile fare neppure progressi limitati operando nel quadro del sistema perché era un assassino. Obote non manderebbe persone ad uccidere qualcuno per impadronirsi della sua casa - Amin sì.
*In molti aspetti, Amin era un buon nemico d'avere perché era stupido. Togliendolo di mezzo attraverso l'assassinio, senza rovesciare il suo intero regime, potrebbe essere risultato nell'ascesa di qualcuno più intelligente, ma della stessa cricca reazionaria. Fu perciò nel nostro interesse conservare Amin fino al punto di sbarazzarci del suo intero regime. Gli errori frequenti di Amin erano i nostri alleati.
*Pensavo che un giorno Amin avrebbe ucciso la mia famiglia semplicemente perché erano miei parenti - ecco come il regime di Amin si comportava.
*Sebbene Amin disponesse d'un esercito di ventimila uomini, non lo vidi mai lanciare un attacco delle dimensioni di una brigata. Lanciava confusamente attacchi delle dimensioni di un battaglione, nella speranza che il nemico semplicemente fuggisse. Gli eserciti africani creati dai colonialisti erano adeguati fintanto che avevano ufficiali europei ad occuparsi di tutta pianificazione e strategia.
===[[Milton Obote]]===
*Amin non l'ho creato io. Fu Dio a crearlo.
*È ironico che dopo tutte le solenni affermazioni da parte dei leader del cosiddetto mondo civilizzato sull'orrore e le atrocità commesse da Hitler durante la Seconda guerra mondiale, nessun capo d'una grande potenza si sentì obbligato a porre fine a simili atrocità commesse dal mostro in Uganda nell'ultimo quarto del ventesimo secolo.
*Sappiamo tutti che quando Amin intraprese la sua missione diabolica di uccidere i cittadini dell'Uganda per la prima volta, pose l'accento sulla necessità di uccidere i soldati provenienti da Acholi e Lango. Non ci volle molto per estendere la sua mostruosa missione a tutte le tribù dell'Uganda. La lezione è chiara: la distruzione dell'intero corpo è facilitata quando uno rompe le righe.
*Sono umilmente qui davanti a voi in un paese che è stato devastato, saccheggiato e spogliato per più di otto anni dal regime brutale e mostruoso di Idi Amin. Sono pienamente consapevole della sofferenza e la miseria indescrivibile inflitta al nostro popolo dal mostro Amin e i suoi seguaci. I suoi tentativi di schiavizzare l'intera nazione, di brutalizzare e torturare un numero infinito di persone del nostro popolo col sostegno di traditori, mercenari e altri agenti stranieri hanno lasciato una cicatrice sul nostro paese che non sarà facile cancellare.
===[[Albert Sánchez Piñol]]===
*Idi Amin Dada non invitò mai osservatori sul rispetto dei diritti umani, probabilmente gli era completamente ignoto il concetto stesso...
*Il tiranno che avrebbe devastato l'Uganda, il despota che avrebbe ucciso migliaia di sudditi, era ritenuto dai suoi superiori un esempio di disciplina e d'obbedienza all'ordine coloniale. Altri meriti non ne aveva e non gli erano nemmeno richiesti. Le autorità non si presero neppure la briga d'insegnarli un inglese minimamente corretto. Era sufficiente capire quattro ordini. Neanche quando arrivò alla presidenza Amin perse tempo a migliorare il proprio inglese. Gli bastava soltanto impartire quattro ordini.
*La struttura fisica d'Idi Amin era impressionante: dotato di una stazza proporzionale alla sua altezza d'un metro e novanta, per nove anni consecutivi detiene il titolo di pugilato dell'Uganda nella categoria dei pesi massimi. Tre solchi verticali gli ornavano la fronte. Quando era in preda di uno dei suoi abituali attacchi di rabbia, le cicatrici gli si gonfiavano fino a diventare d'un rosso intenso rendendo ancora più truce il suo aspetto.
*Obote divenne lo sponsor politico di Idi Amin. La sua carriera militare fu quindi fulminea mentre faceva il lavoro sporco, vale a dire terrorizzare o liquidare i nemici del presidente.</br>Sembra per ora inconfutabile che Obote abbia commesso un errore classico. Quando ti avvali di un cane per eliminare i lupi, il cane alla fine, dopo aver fatto fuori tanti lupi, diventa peggio di tutto il branco.
===[[Forest Whitaker]]===
*Amin era l'africano più famoso della storia fino alla scarcerazione di [[Nelson Mandela]] – letteralmente nessuno era più conosciuto nell'occidente di lui – e credo che questo è perché la gente lo ha sempre trovato affascinante.
*Infine, c'era un elemento piuttosto seducente in lui che lo rendeva più pericoloso, più terrificante, e più minaccioso.
*Penso che era un mostro, ma credo che era un mostro complesso, e vederlo in questo ambito non solo rende più interessante il dramma... Non era un semplice assassino di tante persone. C'era un fascino.
*Prima di cominciare, tutto ciò che avevo era questa immagine d'un dittatore che stava ammazzando tutta questa gente, ed è vero. [...] Tutta quella gente morì durante il suo regime. Ma dopo aver fatto tutte le ricerche, cominciai a vedere gli altri aspetti.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*''[[L'ultimo re di Scozia]]'' – film 2006
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Amin Dada, Idi}}
[[Categoria:Politici ugandesi]]
[[Categoria:Personalità del panafricanismo]]
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Michele Kalamera
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Spinoziano
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text/x-wiki
'''Michele Kalamera''' (1939 – 2023), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni di Michele Kalamera==
*Il [[doppiaggio]] non è una cosa fredda , non ci mettiamo di fronte al leggio come se leggessimo il bollettino meteorologico… una volta mi domandò un mio amico negoziante "Ah ma voi il doppiaggio come lo fate? Vi mettete seduti davanti ad un registratore, leggete e guardate quello che fa l’attore" [...] un vero doppiatore, un bravo doppiatore che ama il proprio mestiere seguendo l’attore straniero si emoziona veramente ma non è proprio come dice il mio amico negoziante… bisogna diventare come degli elastici, “correre” quando loro corrono, andare lentamente quando loro vanno lentamente, immedesimarsi nei personaggi che loro interpretano… l’emozione avviene quando si doppiano bravi attori … poi cerchiamo di emozionarci anche con gli attori che non sono molto bravi perché questo è il nostro dovere … dobbiamo migliorarli.<ref name=Sgambelluri> Dall'intervista di Daniela Sgambelluri'' [http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2007/09/306281.shtml Clint Eastwood & Michele Kalamera]'', ''Guide.Supereva.it'', settembre 2007.</ref>
*Una volta avevamo i divi, attori famosi per una faccia : [[Clark Gable]], [[Gary Cooper]], [[Tyrone Power]]… diventavano famosi più per le facce che per la loro bravura, oggi abbiamo degli attori straordinari come [[Dustin Hoffman]], come [[Al Pacino]], questi sono i grandi attori.<ref name=Sgambelluri/>
*Vent'anni fa Hollywood ha chiamato dei doppiatori per insegnare agli attori americani il doppiaggio ma non c’è stato verso… sono delle “cocuzze” come si dice a Roma… è una cosa che loro non riescono a capire… pensate che [[Paul Newman]] nel film ''[[Il colore dei soldi]]'' ha perso la voce a metà film e per doppiare se stesso ci ha messo venti giorni, per ridoppiarsi lui, con la propria voce e ha detto "Io ammiro i doppiatori internazionali che riescono a doppiare tutti gli attori stranieri mentre noi non siamo assolutamente capaci di fare questo mestiere".<ref name=Sgambelluri/>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Freaks (film)|Freaks]]'' (1932)
*''[[L'imperatrice Caterina]]'' (1934)
*''[[Il club dei 39]]'' (1935)
*''[[Figlia del vento]]'' (1938)
*''[[La signora del venerdì]]'' (1940)
*''[[Gli invasori (film 1941)|Gli invasori]]'' (1941)
*''[[L'ora della furia]]'' (1968)
*''[[Il Grinta]]'' (1969)
*''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'' (1969)
*''[[Il pistolero di Dio]]'' (1969)
*''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]'' (1969)
*''[[Ucciderò Willie Kid]]'' (1969)
*''[[Chisum]]'' (1970)
*''[[Rio Lobo]]'' (1970)
*''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'' (1972)
*''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!]]'' (1972)
*''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]'' (1972)
*''[[Il texano dagli occhi di ghiaccio]]'' (1976)
*''[[Firefox - Volpe di fuoco]]'' (1982)
*''[[Furyo]]'' (1983)
*''[[Amadeus]]'' (1984)
*''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]'' (1985)
*''[[I tre amigos!]]'' (1986)
*''[[Superfantozzi]]'' (1986)
*''[[Hellraiser (film)|Hellraiser]]'' (1987)
*''[[Enrico V (film 1989)|Enrico V]]'' (1989)
*''[[Darkman]]'' (1990)
*''[[Giustizia a tutti i costi]]'' (1991)
*''[[Il padre della sposa (film 1991)|Il padre della sposa]]'' (1991)
*''[[Scappo dalla città - La vita, l'amore e le vacche]]'' (1991)
*''[[Gli spietati]]'' (1992)
*''[[L'ultimo dei Mohicani (film 1992)|L'ultimo dei Mohicani]]'' (1992)
*''[[I tre moschettieri (film 1993)|I tre moschettieri]]'' (1993)
*''[[Silver]]'' (1993)
*''[[Un mondo perfetto]]'' (1993)
*''[[Ed Wood (film)|Ed Wood]]'' (1994)
*''[[I ponti di Madison County]]'' (1995)
*''[[I soliti sospetti]]'' (1995)
*''[[Fuga da Los Angeles]]'' (1996)
*''[[Anna Karenina (film 1997)|Anna Karenina]]'' (1997)
*''[[Potere assoluto]]'' (1997)
*''[[Al di là dei sogni]]'' (1998)
*''[[Buffalo '66]]'' (1998)
*''[[Il grande Lebowski]]'' (1998)
*''[[Patch Adams (film)|Patch Adams]]'' (1998)
*''[[Bowfinger]]'' (1999)
*''[[Fino a prova contraria]]'' (1999)
*''[[Il talento di Mr. Ripley]]'' (1999)
*''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]'' (2000)
*''[[The Body]]'' (2001)
*''[[Zoolander]]'' (2001)
*''[[Amen.]]'' (2002)
*''[[Space Cowboys]]'' (2000)
*''[[Debito di sangue (film)|Debito di sangue]]'' (2002)
*''[[Dr. Jekyll and Mr. Hyde (film 2002 Phillips)|Dr. Jekyll and Mr. Hyde]]'' (2002)
*''[[Daredevil]]'' (2003)
*''[[Johnny English]]'' (2003)
*''[[La leggenda degli uomini straordinari]]'' (2003)
*''[[Oggi sposi... niente sesso]]'' (2003)
*''[[Guida galattica per autostoppisti]]'' (2005)
*''[[La fabbrica di cioccolato]]'' (2005)
*''[[Nativity]]'' (2006)
*''[[The Prestige]]'' (2006)
*''[[L'età barbarica]]'' (2007)
*''[[Gran Torino]]'' (2008)
*''[[Saw V - Non crederai ai tuoi occhi]]'' (2008)
*''[[Fuori controllo]]'' (2010)
*''[[Di nuovo in gioco]]'' (2012)
*''[[Nymphomaniac]]'' (2013)
*''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014)
*''[[Adaline - L'eterna giovinezza]]'' (2015)
*''[[God's Not Dead 2]]'' (2016)
*''[[Creed II]]'' (2018)
*''[[Il corriere - The Mule]]'' (2018)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
{{div col|strette}}
*''[[Urotsukidoji - La leggenda del Chojin]]'' (1987-1989)
*''[[Aladdin]]'' (1992)
*''[[Dragon Ball Z - La storia di Trunks]]'' (1993)
*''[[Il ritorno di Jafar]]'' (1994)
*''[[Aladdin e il re dei ladri]]'' (1996)
*''[[Winnie the Pooh alla ricerca di Christopher Robin]]'' (1997)
*''[[Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa]]'' (1999)
*''[[Giuseppe il re dei sogni]]'' (2000)
*''[[Le follie dell'imperatore]]'' (2000)
*''[[Atlantis - L'impero perduto]]'' (2001)
*''[[La sposa cadavere]]'' (2005)
*''[[Cars - Motori ruggenti]]'' (2006)
*''[[Toy Story 3 - La grande fuga]]'' (2010)
{{div col end}}
===Serie animate===
*''[[Freakazoid]]'' (1995 - 1997)
*''[[Le avventure di Superman]]'' (1996 – 2000)
===Serie televisive===
*''[[Pietro e Paolo]]'' (1981)
*''[[La signora in giallo]]'' (1984 - 1996)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Kalamera, Michele}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Rino Bolognesi
0
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Spinoziano
2297
/* Doppiaggio */
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wikitext
text/x-wiki
'''Rino Bolognesi''' (1932 - 2020), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni di Rino Bolognesi==
*Bisogna approcciare questa attività con una grande umiltà. Perché anche dopo tanti, tanti anni che si è fatto la professione, ogni volta che si va al leggìo, è come se fosse la prima volta. Sono intonazioni nuove, intonazioni che ti escono fuori che a volte le hai incorporate molto spesso, ma molto spesso te le devi reinventare e allora ogni volta che vai hai sempre paura di non essere giusto, di non essere perfetto, di non essere esatto e di sbagliare.<ref name= Voccia>Dall'intervista di Erminia Voccia, ''XXI SECOLO Giornale on line'', 7 marzo 2016. [https://www.youtube.com/watch?v=kepSJ_iM2XQ Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*È il mestiere comunque sia, credo, più bello del mondo perché da delle soddisfazioni, da delle sofferenze. Io ho anche pianto per fare mestiere, mi sono trovato dei direttori che mi hanno veramente fatto piangere.<ref name= Voccia/>
*Io sono stato fortunato, però è un mestiere che va comunque conquistato. E quello che è più difficile per conquistarlo, raggiungere il grado in cui, come si usa, come si pretende oggi, di una verità finta verità che sia vera, ma naturalmente viene da un artificio, che è la finzione, ed è la cosa più difficile che ci sia. Comunque, mai un punto di partenza, la verità cinematografica o anche scenica, ma vera, ma sempre studiata, sempre conquistata. E ci si mette, molto spesso, una vita.<ref name= Voccia/>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
{{div col}}
*''[[Batman (film 1966)|Batman]]'' (1966)
*''[[Gli eredi di King Kong]]'' (1968)
*''[[La notte dei morti viventi]]'' (1968)
*''[[Appuntamento per una vendetta]]'' (1969)
*''[[Il Grinta]]'' (1969)
*''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'' (1969)
*''[[Il pistolero di Dio]]'' (1969)
*''[[Ucciderò Willie Kid]]'' (1969)
*''[[Rio Lobo]]'' (1970)
*''[[Quattro tocchi di campana]]'' (1971)
*''[[Horror Express]]'' (1972)
*''[[I cowboys]]'' (1972)
*''[[Una ragione per vivere e una per morire]]'' (1972)
*''[[I satanici riti di Dracula]]'' (1973)
*''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]'' (1973)
*''[[Airport '75]]'' (1974)
*''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]'' (1974)
*''[[In compagnia dei lupi]]'' (1984)
*''[[Nightmare - Dal profondo della notte]]'' (1984)
*''[[Tex e il signore degli abissi]]'' (1985)
*''[[Una pallottola spuntata]]'' (1988)
*''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno]]'' (1989)
*''[[Le mele di Adamo]]'' (2005)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Gaia Bolognesi]], figlia
*[[Marco Bolognesi]], figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bolognesi, Rino}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Irama
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text/x-wiki
[[File:Irama Musica e Tv 2.0 2026.png|thumb|Irama nel 2026]]
'''Irama''', pseudonimo di '''Filippo Maria Fanti''' (1995 – vivente), cantautore e rapper italiano.
==Citazioni di Irama==
*{{NDR|Su [[Fabrizio De Andrè]]}} È uno dei miei idoli. Sono cresciuto con la sua musica. Ogni cantautore ha le sue caratteristiche gigantesche diverse. De Andrè – sarà perché da bambino ascoltavo ''Carlo Martello'' – lo sento molto vicino a ciò che penso, a ciò che sento io. La sua grandezza è la narrativa. È uno degli ultimi poeti mai esistiti. Ha un modo di narrare, di raccontare e di vestire storie altrui come in ''Bocca di Rosa'' o ''Marinella''. O ancora, quando traslava con la sua musica i testi di ''Spoon River''.<ref name="Irama">Dall'intervista di Gaspare Baglio ''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/irama-sono-una-rockstar/436450/ Irama: «Sono una rockstar» ]'', ''rollingstone.it'', 19 novembre 2018.</ref>
*L'arte non deve essere condizionata dal bacino di utenza o dal pubblico che si pensa di avere o che si vorrebbe. Così non sarebbe più arte, ma un lavoro su commissione. Non ci sarebbe più nulla di creativo, non ci sarebbe più né un estro né una vena artistica. Io sono un cantautore, non impronto la vita e la musica sugli altri.<ref name="Irama"/>
*Oltre alla musica dei cantautori sono stato contaminato dall'[[hip hop]], dal [[rock]] e da altre tendenze che ho sempre vestito naturalmente. Non le ho mai forzate. Sono state cose naturali che crescevano in me. E spesso mi sono trovato a rivedermi anche un po' nel mondo delle rockstar, come atteggiamento, come attitudine, quando sto cantando sul palco.<ref name="Irama"/>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Irama}}
[[Categoria:Cantautori italiani]]
[[Categoria:Rapper italiani]]
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Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci
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Marcella Medici (BEIC)
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
{{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}}
Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''1085 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->.
{{div col}}
===Persone===
#[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small>
#[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small>
#[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small>
#[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small>
#[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small>
#[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small>
#[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small>
#[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small>
#[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small>
#[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small>
#[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small>
#[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small>
#[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small>
#[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small>
#[[Auguste Marmont]] - <small>2021-10-11</small>
#[[Giovanni Biagio Amico]] - <small>2021-10-11</small>
#[[Stefano degli Angeli]] - <small>2021-10-12</small>
#[[Benedetto degli Alessandri]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Angelo da Vallombrosa]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Domenico Benivieni]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Pietro di Fabrizio Accolti]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Antonio Adamucci]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Bernardino Baldi]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Cosimo Bartoli]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Giusto Bellavitis]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Silvio Belli]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Abū-Ṭālib Ḫān]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Antonio Maria Bordoni]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Francesco Saverio Brunetti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Filippo Calandri]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Stanislao Canovai]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Sigismondo Alberghetti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giuseppe Antonio Alberti]] - <small>2021-10-18</small>
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#[[Giovanni Maria Bonardo]] - <small>2021-10-18</small>
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#[[Luigi Ferdinando Marsili]] - <small>2021-10-20</small>
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#[[Antonio Maria Lorgna]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Bernardo Pulci]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Gustavo Bucchia]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Serafino Calindri]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Roberto Valturio]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Niccolò da Osimo]] - <small>2021-10-22</small>
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#[[Raimondo da Capua]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Giordano Ruffo]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Panfilo Sasso]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Schiavo di Bari]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Serafino de' Cimminelli]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Giorgio Summaripa]] - <small>2021-10-25</small>
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#[[Friedrich Accum]] - <small>2021-10-27</small>
#[[George Biddell Airy]] - <small>2021-10-27</small>
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#[[Carlo Amoretti]] - <small>2021-10-27</small>
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#[[Franz Schott]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Lazzaro Spallanzani]] - <small>2021-10-28</small>
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#[[Giason Denores]] - <small>2021-10-29</small>
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#[[Battista Fregoso (1450-1505)]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Ugo Benci]] - <small>2021-11-04</small>
#[[Jacopo Filippo Foresti]] - <small>2021-11-04</small>
#[[Feo Belcari]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Pompeo Baldasseroni]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Sallustio Bandini]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Lodovico Bianchini]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Vladislav Iosifovič Bortkevič]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Richard Cantillon]] - <small>2021-11-09</small>
#[[John Bates Clark]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Salvatore Cognetti de Martiis]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Girolamo Francesco Cristiani]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Alfons Dopsch]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Ruggero Giuseppe Boscovich]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Pietro Antonio Cataldi]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Ambrogio Contarini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Tavelli]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Colombini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Pagnini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Rhazes]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Antonio Pace]] - <small>2021-11-19</small>
#[[Joseph-François Marie]] - <small>2021-11-29</small>
#[[Alessandro Marchetti (matematico)]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Giambattista Magistrini]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Agostino Maccari]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Antonio Ludeña]] - <small>2021-12-12</small>
#[[Doroteo Alimari]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Alessandro Canobbio]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Camillo Leonardi]] - <small>2022-01-21</small>
#[[Ascanio Centorio Degli Ortensi]] - <small>2022-01-28</small>
#[[Domenico Griminelli]] - <small>2022-02-02</small>
#[[Guglielmo Gargiolli]] - <small>2022-02-03</small>
#[[Giovanni Battista Gallicciolli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Guglielmo Grataroli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Donato Calvi]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Flegomene]] - <small>2022-02-07</small>
#[[Francesco Fuoco]] - <small>2022-02-19</small>
#[[Francesco dal Sole]] - <small>2022-03-03</small>
#[[Nicolao Colletti]] - <small>2022-03-12</small>
#[[Cristoforo Clavio]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Jacques Peletier du Mans]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Pietro Apiano]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Francesco Cigalini]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Scipione Chiaramonti]] - <small>2022-03-23</small>
#[[Antonio Brognoli]] - <small>2022-03-26</small>
#[[Giuseppe Davia]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Francesco Vandelli (astronomo)]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small>
#[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small>
#[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small>
#[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small>
#[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small>
#[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small>
#[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small>
#[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small>
#[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small>
#[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small>
#[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small>
#[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small>
#[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small>
#[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small>
#[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small>
#[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small>
#[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small>
#[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small>
#[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small>
#[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small>
#[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small>
#[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small>
#[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small>
#[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small>
#[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small>
#[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small>
#[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small>
#[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small>
#[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small>
#[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small>
#[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small>
#[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small>
#[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small>
#[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small>
#[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small>
#[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small>
#[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small>
#[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small>
#[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small>
#[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small>
#[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small>
#[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small>
#[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small>
#[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small>
#[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small>
#[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small>
#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small>
#[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small>
#[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small>
#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
#[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small>
#[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small>
#[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small>
#[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small>
#[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small>
#[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small>
#[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small>
#[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small>
#[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small>
#[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small>
#[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small>
#[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small>
#[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small>
#[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small>
#[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small>
#[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small>
#[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small>
#[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small>
#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
#[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small>
#[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small>
#[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small>
#[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small>
#[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small>
#[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small>
#[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Sandro Spinsanti]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Tullio Seppilli]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Adriano Bompiani]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Jean-François Malherbe]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Loris Premuda]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Sebastiano Maffettone]] - <small>2026-06-24</small>
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#[[Antoine Louis]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Noris Siliprandi]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Gabriele Falloppio]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Mariano Santo]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Giulio di Orta]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Giovanni Battista Manzini]] - <small>2026-06-29</small>
#[[Salvatore Ventimiglia]] - <small>2026-07-07</small>
#[[Urbano Tosetti]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Tolomeo da Lucca]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Sebastiano Ziani]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Raffaele Maffei]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Filippo Beroaldo il Vecchio]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Achille De Zigno]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Roberto de Visiani]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Lodovico Menin]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Angelo Minich]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Quirino Majorana]] - <small>2026-07-22</small>
#[[Antonio Era]] - <small>2026-07-22</small>
#[[Enselmino da Montebelluna]] - <small>2026-07-22</small>
#[[Agostino Fapanni]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Emmanuele Antonio Cicogna]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Sara Copio]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Pietro Michiele]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Francesco Marzolo (chirurgo)]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Giuseppe Gola]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Luigi Marangoni (ingegnere)]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Davide Giordano]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Pietro Canal]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Sordello da Goito]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Giulio Andrea Pirona]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Franco Fornari]] - <small>2026-07-31</small>
#[[Oskar Lange]] - <small>2026-07-31</small>
#[[Joseph Lieutaud]] - <small>2026-08-21</small>
#[[Nicolas Lémery]] - <small>2026-08-21</small>
#[[Michel-Jean Borch]] - <small>2026-08-24</small>
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#[[Marin Cureau de La Chambre]] - <small>2026-08-24</small>
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#[[Gaetano Cantoni (agronomo)]] - <small>2026-09-02</small>
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#[[Giuseppe Antonio Borgnis]] - <small>2026-09-10</small>
#[[Francesco Rossi (egittologo)]] - <small>2026-09-10</small>
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#[[Carlo Ottavio Castiglioni]] - <small>2026-09-10</small>
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#[[Giuseppe Moretti (botanico)]] - <small>2026-09-10</small>
#[[Filosseno Luzzatto]] - <small>2026-09-10</small>
===Tematiche===
#[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small>
#[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small>
#[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small>
#[[Palma]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small>
#[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small>
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#[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small>
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#[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small>
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#[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small>
#[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small>
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#[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small>
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#[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small>
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#[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small>
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#[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small>
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#[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Platani]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Livella]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small>
#[[Licata]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small>
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#[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small>
#[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small>
#[[Konjo]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Monte Speke]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Monte Baker (Uganda)]] - <small>2026-06-03</small>
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#[[Masera]] - <small>2026-06-09</small>
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#[[Valle Leventina]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Valle Antigorio]] - <small>2026-06-10</small>
#[[Rift Albertino]] - <small>2026-06-10</small>
#[[Abbazia di Novalesa]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Valle Antrona]] - <small>2026-06-11</small>
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#[[Castello di Buccione]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Omegna]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Gravellona Toce]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Valle Strona]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Quarna Sotto]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Santuario della Madonna del Sasso (Madonna del Sasso)]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Ossido arsenioso]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Sciroppo]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Cinchona]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Cobalto]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Bismuto]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Simeto]] - <small>2026-07-07</small>
#[[Nicolosi]] - <small>2026-07-08</small>
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#[[Eruzione dell'Etna del 1669]] - <small>2026-07-09</small>
#[[Centuripe]] - <small>2026-07-10</small>
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#[[Alessandria (Italia)]] - <small>2026-07-28</small>
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===Raccolte===
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#[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small>
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===In altre lingue===
#[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small>
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===Persone===
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#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
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#[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
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#[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small>
#[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small>
#[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small>
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#[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small>
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#[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small>
#[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small>
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#[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small>
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#[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small>
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#[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small>
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#[[Sebastiano Ziani]] - <small>2026-07-10</small>
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#[[Filippo Beroaldo il Vecchio]] - <small>2026-07-10</small>
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#[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small>
#[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small>
#[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Candia]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Flora]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small>
#[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small>
#[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small>
#[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Modone]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Psara]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Erice]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small>
#[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Platani]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Livella]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small>
#[[Licata]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small>
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#[[Valle Cannobina]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Valle Leventina]] - <small>2026-06-09</small>
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#[[Massiccio del San Gottardo]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Bullicame]] - <small>2026-06-11</small>
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#[[Diaspro]] - <small>2026-06-16</small>
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#[[Isola Bisentina]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Cortona]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Narni]] - <small>2026-06-16</small>
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#[[Quarzo rutilato]] - <small>2026-06-18</small>
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#[[Ivrea]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Gozo]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Atacamite]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Istituto veneto di scienze, lettere ed arti]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Castello di Buccione]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Omegna]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Gravellona Toce]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Valle Strona]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Quarna Sotto]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Santuario della Madonna del Sasso (Madonna del Sasso)]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Ossido arsenioso]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Sciroppo]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Cinchona]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Cobalto]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Bismuto]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Simeto]] - <small>2026-07-07</small>
#[[Nicolosi]] - <small>2026-07-08</small>
#[[Monti Rossi]] - <small>2026-07-09</small>
#[[Eruzione dell'Etna del 1669]] - <small>2026-07-09</small>
#[[Centuripe]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Agira]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Nichel]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Allume]] - <small>2026-07-10</small>
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#[[Borace]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Tellurio]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Torba]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Zinco]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Acireale]] - <small>2026-07-13</small>
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#[[Collegio dei gesuiti (Messina)]] - <small>2026-07-15</small>
#[[Nerčinsk]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Orano]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Alessandria (Italia)]] - <small>2026-07-28</small>
#[[Colle del Monginevro]] - <small>2026-07-28</small>
#[[Salses-le-Château]] - <small>2026-07-28</small>
#[[Saragozza]] - <small>2026-07-28</small>
#[[Ebro]] - <small>2026-07-28</small>
#[[Santo Sepolcro]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Spessart]] - <small>2026-08-26</small>
#[[Weyer (Germania)]] - <small>2026-08-27</small>
#[[Heidelberg]] - <small>2026-08-27</small>
#[[Arenaria]] - <small>2026-08-27</small>
#[[Bergstraße]] - <small>2026-08-27</small>
#[[Neustadt an der Weinstraße]] - <small>2026-08-28</small>
#[[Heppenheim]] - <small>2026-08-31</small>
#[[Neckar]] - <small>2026-08-31</small>
#[[Magonza]] - <small>2026-09-02</small>
#[[Wicker (Flörsheim am Main)]] - <small>2026-09-02</small>
#[[Hochheim am Main]] - <small>2026-09-02</small>
#[[Bingen am Rhein]] - <small>2026-09-02</small>
#[[Assmannshausen]] - <small>2026-09-02</small>
#[[Topinambur]] - <small>2026-09-02</small>
#[[Zaravecchia]] - <small>2026-09-02</small>
#[[Coo]] - <small>2026-09-03</small>
#[[Nanchino]] - <small>2026-09-03</small>
#[[Roccolo (caccia)]] - <small>2026-09-03</small>
#[[Oberwesel]] - <small>2026-09-07</small>
#[[Sankt Goar]] - <small>2026-09-08</small>
#[[Braubach]] - <small>2026-09-08</small>
#[[Lahn]] - <small>2026-09-08</small>
#[[Neuwied]] - <small>2026-09-09</small>
#[[Coblenza]] - <small>2026-09-09</small>
#[[Andernach]] - <small>2026-09-09</small>
#[[Brohl]] - <small>2026-09-09</small>
#[[Linz am Rhein]] - <small>2026-09-09</small>
#[[Siebengebirge]] - <small>2026-09-09</small>
#[[Gelso bianco]] - <small>2026-09-09</small>
#[[Monte Saint Elias]] - <small>2026-09-29</small>
#[[Peccio di Sitka]] - <small>2026-09-30</small>
#[[Juneau]] - <small>2026-09-30</small>
#[[Ghiacciaio Muir]] - <small>2026-09-30</small>
#[[Sitka]] - <small>2026-10-01</small>
#[[Baia Disenchantment]] - <small>2026-10-01</small>
#[[Wrangell (Alaska)]] - <small>2026-10-02</small>
===Raccolte===
#[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small>
#[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
#[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
===Opere===
#[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small>
===In altre lingue===
#[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small>
#[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
#[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
#[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small>
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Nastassja Kinski
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Danyele
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text/x-wiki
[[File:Nastassja Kinski (2) crop.jpg|thumb|Nastassja Kinski nel 2017]]
'''Nastassja Kinski''', pseudonimo di '''Nastassja Aglaia Nakszyński''' (1961 – vivente), attrice e modella tedesca.
==Citazioni di Nastassja Kinski==
*{{NDR|Su [[Klaus Kinski]]}} Non era un padre. Il novantanove per cento delle volte ero terrorizzata da lui.<ref>Citato in Cecilia Ermini, ''[https://www.iodonna.it/spettacoli/cinema/2021/01/24/nastassja-kinski-compie-60-anni-attrice-paris-texas-oggi-film/ Nastassja Kinski compie 60 anni: enigma della bellezza europea anni Ottanta]'', ''iodonna.it'', 24 gennaio 2021.</ref>
*[[Roman Polanski|Roman]] è la passione, ha passione per ogni cosa e per ogni persona che lavora con lui. Non si tiene nulla dentro, ti dice quello che pensa, e non ti fa mai sentire che vali meno di lui, però è esigente. Riesce a tirarti fuori il meglio.<ref name=Nastassja>Citato in Silvia Fumarola,
''[https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2021/01/21/news/nastassja_kinski-283227016/ Nastassja Kinski viso d'angelo, 60 anni da antistar tra luci e ombre]'', ''repubblica.it'', 21 gennaio 2021.</ref>
*[[Wim Wenders|Wim]] stato il mio primo regista, ha messo le basi di tutto. Con gli altri è stato diverso, compresi gli italiani che hanno un metodo di lavoro molto immediato, ti dicono le cose in poche parole, anche in un modo buffo.<ref name=Nastassja/>
==Citazioni su Nastassja Kinski==
*Continuo a provare lo stesso affetto di sempre, le mie braccia sono sempre aperte per lei, anche se oggi vive circondata di cretini che non voglio neanche nominare. ([[Klaus Kinski]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Amori in città... e tradimenti in campagna]]'' (2001)
*''[[Inland Empire - L'impero della mente]]'' (2007)
==Voci correlate==
*[[Klaus Kinski]], padre
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Kinski, Nastassja}}
[[Categoria:Attori tedeschi]]
[[Categoria:Modelli tedeschi]]
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Barbara Hershey
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Spinoziano
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/* Filmografia */ +1, semplifico struttura
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text/x-wiki
[[File:Barbara Hershey by Gage Skidmore.jpg|thumb|Barbara Hershey (2016)]]
'''Barbara Hershey''', nome d'arte di '''Barbara Lynn Herzstein''' (1948 – vivente), attrice statunitense.
{{Int2|{{en}} ''[https://www.independent.co.uk/arts-entertainment/films/features/barbara-hershey-interview-the-manor-b1933957.html "If we treat the elderly like children, they start acting like children"]''|Intervista di Adam White, ''independent.co.uk'', 8 ottobre 2021.}}
*Ho avuto un'infanzia molto repressa. Non mi era permesso di esprimere nulla di negativo. Così uscivo in cortile e recitavo la parte di chiunque. Potevo rappresentare qualsiasi cosa in quel contesto. Era un posto sicuro per farlo, e non mi sarei ferita.
:''I had a very repressed childhood [...]. I wasn't allowed to express anything negative. So I'd go out into the backyard, and I'd act out anybody. I could express anything in that world. It was a safe place to do it, and I wouldn't get hurt.''
*Mi piace mettere in scena il lato oscuro [...]. Penso che siamo stati attrezzati come cavernicoli primordiali per avere paura, e penso che l'orrore sia un'arena sicura per esplorarlo.
:''I like dealing with the dark side [...]. I think we were equipped as primal cave people to have fear, and I think horror is a safe arena to explore it.''
*Sono vittima del pregiudizio [...]. Non che io sia una vittima, ma devo affrontarlo. Dico sempre che non ho paura di invecchiare — ho paura della reazione degli altri al mio invecchiamento. Ho visto case di riposo, come trattano le persone, e come trattiamo le persone anziane. Se li trattiamo come bambini, iniziano a comportarsi come bambini. La nostra società non è molto gentile con le persone che invecchiano.
:''I'm a victim of the prejudice [...] Not that I'm a victim, but I have to deal with it. I always say that I'm not afraid of ageing — I'm afraid of other people's reaction to my ageing. I've witnessed nursing homes and how they treat people, and how we treat older people. If we treat them like children, they start acting like children. Our society isn't very kind to people as they get older.''
*Questo è il pericolo di 50 anni di recitazione [...]. Si cresce in pubblico.
:''That's the danger of 50 years of acting [...]. You grow up publicly.''
*Non sono mai stata una persona molto esperta in termini di pubblicità. Anche da bambina, il mio sogno non era il tappeto rosso — era sempre la recitazione. Sono sempre stata impacciata. [...]. Essere un simbolo di qualcosa in qualsiasi fase della mia vita non mi ha mai interessato. Sono troppo riservata per questo.
:''I've never been a very knowledgeable person in terms of the press. Even as a little girl, my dream wasn't the red carpet — it was always acting. I've always been awkward. [...] To be a symbol of something at any stage of my life never interested me. I'm too private for that.''
*Fai un film su due uomini e si chiama film. Fai un film su due donne, e viene chiamato ''chick flick'', che trovo davvero offensivo.
:''You do a movie about two men, and it's called a film. You do a movie about two women, and it's called a chick flick, which I really found offensive.''
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Il pistolero di Dio]]'' (1969)
*''[[Hannah e le sue sorelle]]'' (1986)
*''[[L'ultima tentazione di Cristo]]'' (1988)
*''[[Abramo (miniserie televisiva)|Abramo]]'' (1993)
*''[[Un giorno di ordinaria follia]]'' (1993)
*''[[Il cigno nero (film)|Il cigno nero]]'' (2010)
*''[[Insidious (film)|Insidious]]'' (2010)
*''[[Oltre i confini del male - Insidious 2]]'' (2013)
*''[[Insidious - L'ultima chiave]]'' (2018)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Attori statunitensi|Hershey, Barbara]]
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Carlo Acutis
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Spinoziano
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+1, voce correl.
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text/x-wiki
[[File:Covent Garden, Corpus Christi Catholic Church, Carlo Acutis memorial.jpg|thumb|Carlo Acutis]]
San '''Carlo Acutis''' (1991 – 2006), studente italiano.
==Citazioni di Carlo Acutis==
*L'[[Eucaristia|Eucarestia]] è la mia autostrada per il cielo.<ref name="vaticannews">Citato in ''[https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2018-07/carlo-acutis-e-venerabile-papa-francesco.html Carlo Acutis è venerabile. Diceva: Eucaristia la mia autostrada per il cielo]'', ''vaticannews.va'', 5 luglio 2018.</ref>
*La [[Conversione religiosa|conversione]] è un processo di sottrazione: meno io significa spazio a Dio.<ref>Citato in [[Antonia Salzano|Antonia Salzano Acutis]] {{small|con Paolo Rodari}}, ''Il segreto di mio figlio. {{small|Perché Carlo Acutis è considerato un santo}}'', Piemme, Milano, 2021, prefazione ''Il libro''. ISBN 9788858527429</ref>
*Si va diritti in Paradiso se ci si accosta tutti i giorni all'Eucaristia.<ref name="osservatore">Citato in ''[https://www.osservatoreromano.va/it/news/2020-10/un-ragazzo-dei-nostri-tempi-conquistato-da-cristo.html Un ragazzo dei nostri tempi conquistato da Cristo]'', ''osservatoreromano.va'', 12 ottobre 2020.</ref>
*Tutti nascono come originali ma molti muoiono come fotocopie.<ref name="vaticannews" /><ref>{{Cfr}} [[Edward Young]], ''Conjectures on Original Composition'', 1759: «Nati ''Originali'', come mai finiamo per morire ''Copie''?» Nel 1993 l'autore cristiano John Mason pubblicò un libro dal titolo ''[https://books.google.it/books?id=VIca_1pVNikC&pg=PA0 You're Born an Original, Don't Die a Copy!]''</ref>
*Voglio offrire tutte le mie sofferenze al Signore per il Papa e per la Chiesa. Non voglio fare il Purgatorio; voglio andare dritto in Paradiso.<ref name="osservatore" />
==Citazioni su Carlo Acutis==
*[[Francesco d'Assisi|Francesco]] e Carlo sono ormai indissociabili. Al di là delle distanze del tempo e della diversità delle figure, alcuni fili d'oro li uniscono. Il programma di vita di Carlo – essere sempre unito a Gesù –, il suo amore per l'Eucaristia, la sua devozione per la Vergine Santa, il suo farsi amico dei poveri, lo avvicinano alla spiritualità del Poverello. Entrambi ci invitano a vivere secondo il Vangelo. ([[Domenico Sorrentino]])
*La beatificazione di Carlo Acutis, figlio della terra lombarda, e innamorato della terra di Francesco di Assisi, è una buona notizia, un annuncio forte che un ragazzo del nostro tempo, uno come tanti, è stato conquistato da Cristo ed è diventato un faro di luce per quanti vorranno conoscerlo e seguirne l'esempio. La sua vita è un modello particolarmente per i giovani, a non trovare gratificazione soltanto nei successi effimeri, ma nei valori perenni che Gesù suggerisce nel Vangelo, vale a dire: mettere Dio al primo posto, nelle grandi e nelle piccole circostanze della vita, e servire i fratelli, specialmente gli ultimi. ([[Agostino Vallini]])
*Un modello di fortezza, alieno da ogni forma di compromesso, consapevole che, per rimanere nell'amore di Gesù, è necessario vivere concretamente il Vangelo, anche a costo di andare controcorrente. ([[Agostino Vallini]])
*Voglia Gesù, con l'esempio di Carlo, aiutarci a prendere sempre più sul serio la fede. Soprattutto i giovani possano trovare la strada della gioia vera, vivendo le bellezze di questa terra senza smettere di guardare al Cielo. Viva Gesù! Viva Maria! Carlo con Gesù e Maria! ([[Domenico Sorrentino]])
==Note==
<references/>
==Filmografia==
*''[[Il mio nome è Carlo]]'' (2026)
==Voci correlate==
*[[Antonia Salzano]] – madre
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Acutis, Carlo}}
[[Categoria:Santi italiani]]
[[Categoria:Studenti]]
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Letterato
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Udiki
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Gian Carlo Passeroni
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[[Immagine:TITIAN; Portrait of Jacopo Sannazaro (1514-18).JPG|thumb|''Ritratto di letterato'' (Tiziano, 1518-1520 circa)]]
Citazioni sui '''letterati'''.
*È usanza quasi comune di tutti i secoli, che la più infelice e scontenta razza del mondo sieno stati sempre i letterati: e quando non sanno di che lagnarsi, incolpano il costume de' tempi loro, e fanno mille doglianze e lamentazioni, dicendo che oggimai non si pensa più ad altro che a' diletti; che della virtù non si tien conto veruno; e somiglianti piagnistei e querimonie, che non hanno mai arrecato utile a chi li ha fatti, e sono stati giudicati sempre una seccaggine da tutte le nazioni della terra che li hanno uditi. ([[Gasparo Gozzi]])
*Gli uomini di lettere hanno maggiore influenza nel destino delle generazioni venture, di quanto ne abbiano gli stessi Monarchi sugli uomini viventi. Spargono i primi semi de' lor pensamenti; semi tardi bensì a produrre, ma che nella gioventù s'innestano; e l'uomo di lettere determina le opinioni del secolo che vien dopo di lui. ([[Pietro Verri]])
*''Il più tristo mestier che mai sia stato, | che sia, che mai sarà nel mondo tutto, | a mio parere, è quel del letterato.'' ([[Gian Carlo Passeroni]])
*Non v'è animale più invidioso del letterato. ([[Ugo Foscolo]])
*Ogni uomo che sa lettera, non è savio. (''[[Novellino]]'')
*Questo oblìo che preme subito i morti, non è, quanto ai letterati, senza ragione e senza giustizia. Noi letterati vogliamo in vita occupar troppo il mondo di noi. Se stessimo nel nostro angolo, se non ci sbracciassimo tanto nel mezzo della gente, se non vociassimo tanto, non avverrebbe questo compenso di silenzio dopo morte. ([[Giovanni Pascoli]])
==Voci correlate==
*[[Erudizione]]
*[[Intellettuale]]
*[[Letteratura]]
*[[Lettore]]
*[[Scrittore]]
==Altri progetti==
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Glenn Ford
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Spinoziano
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[[File:Glenn Ford - 1955.jpg|miniatura|Glenn Ford nel 1955]]
'''Gwyllyn Samuel Newton "Glenn" Ford''' (1916 – 2006), attore canadese naturalizzato statunitense.
==Citazioni su Glenn Ford==
*Raggiunta la popolarità all'inizio della carriera grazie a [[Charles Vidor]], che lo volle accanto a [[Rita Hayworth]] in ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' (1946), F. ha continuato a indossare la maschera del "duro dal cuore d'oro" in noir (come ''[[Il grande caldo|The big heat]]'', 1953, ''Il grande caldo'', di [[Fritz Lang]]) e western, interpretando con sobrietà ed efficacia eroi spesso ambiguamente al confine tra il bene e il male. La felicità della recitazione, le doti di simpatia, eleganza, ironia lo hanno reso interprete non meno suggestivo di commedie sofisticate, melodrammi, nonché storie di violenza metropolitana, come ''[[Il seme della violenza|The blackboard jungle]]'' (1955; ''Il seme della violenza'') di [[Richard Brooks]], in cui ha offerto una delle sue prove migliori. ([[Federica De Paolis]])
==Filmografia==
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*''[[Gilda (film)|Gilda]]'' (1946)
*''[[L'anima e il volto]]'' (1946)
*''[[Il grande caldo]]'' (1953)
*''[[La bestia umana]]'' (1954)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[Vento di terre lontane]]'' (1956)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]'' (1960)
*''[[Angeli con la pistola]]'' (1961)
*''[[Gli indomabili dell'Arizona]]'' (1965)
*''[[Il pistolero di Dio]]'' (1969)
*''[[Smith, un cowboy per gli indiani]]'' (1969)
*''[[Superman (film 1978)|Superman]]'' (1978)
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==Altri progetti==
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Luigi Russo: nuovo testo
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Filippo De Filippi (1869-1938)
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Marcella Medici (BEIC)
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[[File:Filippo De Filippi 1900.jpg|miniatura|Filippo De Filippi]]
'''Filippo De Filippi''' (1869 – 1938), medico e viaggiatore italiano.
==''Il Ruwenzori''==
*«[[Ruwenzori]]» è il nome scelto dallo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] tra i molti usati dagli indigeni che abitano attorno alla montagna, perché gli sembrò quello col quale essa veniva più frequentemente indicata.<br>Nessuno degli esploratori, che nei vent'anni precedenti avevano percorso quelle regioni e navigato le acque dei laghi pedemontani, aveva sospettato la presenza vicina di nevi e ghiacci eterni, gelosamente nascosti agli sguardi da un manto impenetrabile di nubi e di nebbie. [...] Lo Stanley nota perciò con ragione che i vapori esalati dai piani acquitrinosi attorno ai monti, riscaldati dal sole tropicale, debbono togliere ogni trasparenza all'atmosfera, anche nei giorni sereni, per modo da rendere invisibile la catena. Talvolta una corrente di vento spazza via i vapori, ed allora compaiono alla vista, come per incantesimo, lontani paesaggi, che in brev'ora svaniscono di nuovo, lasciando lo spettatore dubbioso ed incerto.<br>Colla scoperta di questo importante sistema di monti nevosi, che versano le loro acque nei laghi dove sono talune delle prime scaturigini del [[Nilo]], la ricerca delle sorgenti del gran fiume, che forma da sola così gran parte della storia della esplorazione geografica, poteva dirsi compiuta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 2-3)
*Nel 1861, lo [[John Hanning Speke|Speke]] credette di aver ritrovato i [[Monti della Luna]] nella catena vulcanica che si stende fra il lago Kivu e l'Alberto Edoardo, e specialmente nel più alto dei coni vulcanici, lo Nfumbiro. Nessuno di questi è però coperto di neve.<br>Molto migliori argomenti aveva lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] per credere di aver finalmente scoperto nel Ruwenzori i Monti della Luna di [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]]. Il solo Ruwenzori risponde infatti alle descrizioni degli antichi geografi in tutti i loro dati essenziali. Esso forma una vasta catena di monti, coperta di nevi e di ghiacci eterni, che appartiene per tutti i suoi versanti al bacino del Nilo; ed è tale imponente ed inatteso spettacolo, nel paese tropicale dove sorge, che deve aver colpito l'immaginazione dei primi che lo videro, assai più di qualunque altro particolare del paesaggio, imprimendosi nella memoria per modo, da non poter essere cancellato da nessuna vicenda od avventura del viaggio. (([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 4-5)
*Buon naturalista, esploratore di prim'ordine e diligente osservatore, lo [[Franz Stuhlmann|Stuhlmann]] pel primo diede una descrizione accurata del succedersi delle varie forme di vegetazione alle differenti altezze, e dimostrò chiaramente che il Ruwenzori non è un singolo monte, ma una vera catena di montagne, distinguendovi quattro gruppi principali [...]. Poté fotografarne due dall'alta valle Butagu. Egli riconobbe anche che la catena non è affatto di natura vulcanica. Solo rimase in dubbio se vi fossero sulle sue pareti dei veri ghiacciai, o non piuttosto solo neve accumulata. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 9-10)
*Allo Stuhlmann seguì nella esplorazione del Ruwenzori il naturalista [[George Francis Scott Elliot|G. F. Scott Elliot]], negli anni 1894 e 1895. [...] Lo Scott Elliot, febbricitante per malaria, senza mezzi di trasporto, diede prova di una tenacia ammirevole, ma non poté raccogliere nessun dato sulla regione alta, coperta dalle nevi. La sua osservazione più interessante riguarda segni di antica glaciazione nelle valli Mobuku, Nyamwamba e Butagu, i quali provano che esse erano state un tempo riempite da grandi ghiacciai. Anch'egli esclude assolutamente che i monti siano di origine vulcanica. I risultati più importanti della esplorazione dello Scott Elliot si riferiscono alla botanica. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], p. 10)
*[[Mombasa]] è situata su un'isola con un'alta riva madreporica coperta di palmizi, incastrata in un'insenatura della costa, per modo che fra essa e la terra ferma sono due canali o bracci di mare; uno ad oriente dell'isola, angusto e di navigazione difficile, che è il Porto Mombasa, adatto solo a piccole navi di cabotaggio; l'altro ad occidente, capace e comodo, che è il Porto Kilindini, al quale fanno capo le linee postali di navigazione inglesi, francesi, tedesche ed austriache. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 28-29)
*Mombasa, come le altre città della costa, è stata fondata verso l'anno 1000, da Arabi e da Persiani, dei quali si ritrovano monete, iscrizioni e frammenti architetturali.<br>L'isola su cui è situata la città si chiama in lingua indigena ''Kisiva mwita'', o «isola di guerra»; nome consono colla sua storia, tutta intessuta di vicende guerresche. Poiché Mombasa, il miglior porto di tutta la costa orientale dell'Africa, prezioso scalo sulla antica via delle Indie, prima del taglio dell'Istmo di Suez, è stato per secoli uno dei possedimenti più ambiti e più accanitamente disputati fra Arabi, Portoghesi e Turchi, che l'ebbero alternativamente in possesso. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 29-30)
*Il treno continua a salire pendii graduali, dai quali, quando ci si passa di giorno, si scorgono a Sud i picchi nevosi del Kilimandjaro. Il paese è monotono e fatto deserto dalla [[Mosca tse-tse|mosca tsetse]]; ma un po' più in là, per ragioni sconosciute, il funesto insetto scompare, ed un vero Eden si apre agli occhi del viaggiatore. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 35-36)
*[...] [[Nairobi]], cittadina fiorente, grazie al clima salubre ed alla fertilità del suolo. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 36-37)
*[...] [[Masai]], nomadi e pastori, grandi allevatori di bestiame, arditi guerrieri, che un tempo hanno ostacolato il progresso di più d'un esploratore. È gente di belle proporzioni, d'aspetto fiero, di lineamenti piuttosto regolari, salvo le orecchie, irriconoscibili, sformate da assurdi e voluminosi ornamenti. Le donne portano anche pesanti e lunghe spirali di rame attorno al collo, alle braccia ed alle gambe. Vestono un mantello di stoffa o di pelli cucite assieme fissato su una spalla a guisa di toga, od attorno al petto, sotto le ascelle. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 37-38)
*Mentre si trasbordano le merci sul piroscafo, v'è tempo di fare una breve visita al mercato di [[Kisumu]], dove convengono in gran numero i neri dai villaggi vicini, gruppi di capanne circondati da siepi. Sono indigeni della tribù [[Kavirondo]], che fu già una delle più potenti e più ricche attorno al lago Vittoria. Per la campagna piana giunge la folla di uomini e di donne, recando in capo panieri di erbe intrecciate con grande maestria. I giovani dei due sessi, prima del matrimonio, sono completamente nudi; dopo, portano un cencio di pelle di capra sulle anche, piuttosto simbolo dello stato coniugale, che vestimento. Con tutto ciò sono rinomati per la loro modestia ed il loro buon costume, che contrasta colla dissolutezza delle tribù vicine, malgrado l'apparenza di maggior verecondia conferita a queste dalle vesti. I Kavirondo sono sobrii, di carattere dolce, pacifico e socievole [...]. Pur troppo il costume va rapidamente scomparendo. Qui, come in tutti gli altri luoghi, la civiltà, intollerante d'ogni forma, foggia o tradizione di vita che non sia la propria, va rapidamente introducendo quella uniformità monotona, che tende a fare di tutto il mondo un paese; e non è da sperarsi che Kisumu, situato al termine d'una ferrovia, conservi un pezzo il suo aspetto caratteristico.<br>Sintomi non dubbi del rapido cambiamento sono già visibili oggi giorno. Frammisti agli indigeni nudi, ve ne sono molti mezzo vestiti, od interamente coperti con vestaglie di cotone bianco, o rigato, o stampato a fiorami di colori vivi, sulle quali indossano troppo spesso qualche brutto abito europeo, un panciotto, od una giacchetta, od un vestito a falda, inconsci dell'effetto goffo e ridicolo, a tutto scapito della loro dignità d'uomini. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 38-40)
*È l'ora d'imbarcarsi sul «Winifred»: il piroscafo che, col gemello «Sybil», fa servizio regolare fra i porti del [[lago Vittoria]]. Il traffico aumenta così rapidamente, che un terzo vapore venne varato nel 1907, e se ne sta già costruendo un quarto.<br>Port Florence è situato nella piccola baia di Ugowe, all'estremità orientale del golfo Kavirondo, in faccia ed un poco più in alto di Kisumu, che è sull'altro lato della baia. Il golfo, lungo 70 chilometri, largo in qualche punto appena cinque, col suo sbocco nel lago ristretto e quasi chiuso da isole, è riempito d'acque giallastre, opache, quasi stagnanti, e non vi si fa sentire l'influenza di alcuna corrente. È cosparso di isole galleggianti, formate da ammassi di piante acquatiche aggrovigliate, sulle quali germinano e crescono papiri, ninfee ed altre specie vegetali, che albergano numerosi uccelli acquatici.<br>La costa settentrionale del golfo è una pianura piatta; invece, lungo la meridionale, si stende a breve distanza dall'acqua una serie di picchi vulcanici più o meno arrotondati, che si sollevano più oltre in una catena di monti selvaggi, terminati da una cresta irta di denti, dominata da un cono irregolare, alto 1200 metri sul lago.<br>La navigazione sul lago Vittoria non si fa, per ora, che di giorno, e, la sera del 6 Maggio, il «Winifred», che era partito alle due e mezzo pomeridiane da Kisumu, si ancorava presso l'isola Rusinga, allo sbocco del golfo di Kavirondo nel lago, per passarvi la notte. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 41-42)
*Il piroscafo fu subito attorniato da numerose [[Piroga|piroghe]] indigene. Queste sono grandi imbarcazioni di forme slanciate, capaci di venti e più rematori, non rozzamente scavate in tronchi d'alberi, ma costrutte regolarmente dalla chiglia in su con asse, tenute assieme da corde di fibra, e calatafate con fibra e gomme resinose. La prora è armata d'una lunga punta aguzza, ricoperta in tempi ordinari della «prora di pace», che ha l'estremità rivolta verticalmente in alto, ed è spesso ornata di penne, corna d'animali, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 42)
*Il lago Vittoria è infatti vinto in grandezza solo dal lago Superior, nell'America settentrionale, ed è così vasto, che si può navigare in lungo ed in largo per più di 300 chilometri senza veder terra. Al mare assomiglia anche per le improvvise e pericolose tempeste, che alzano onde alte come quelle dell'Oceano. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 46)
*Ma il centro del lago è ancora in gran parte inesplorato, ed argomento d'un gran numero di leggende che corrono il paese. Raccontano di isole abitate da selvaggi cannibali, di navi inghiottite da vortici giganteschi, di mostri che abitano gli abissi inesplorati, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 47)
*La [[Tripanosomiasi africana umana|malattia del sonno]] è causata da un parassita, un tripanosoma, scoperto dal Dott. Aldo Castellani nel cervello degli infettati. Questo è introdotto dalla puntura di una mosca tsetse, la ''glossina palpalis'' (Col. D. Bruce).<br>Il morbo talvolta scoppia con una mania acuta; più spesso si svolge lento ed insidioso, con leggero cambiamento nell'aspetto dei colpiti; poi compaiono vertigini, dolori di capo, gonfiore delle glandole linfatiche al collo. Alla fine tremito, sonnolenza, polso rapido, ed una apatia che aumenta fino al torpore (coma). Non si conosce alcun rimedio veramente sicuro. Diversi preparati arsenicali sembrarono efficaci, e con uno di essi, l'Atoxil, si sono avuti recentemente risultati più incoraggianti, ma è ancora incerto se possa dare una vera guarigione permanente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 50-51)
*Avvicinandosi all'angolo Nord-Ovest del lago, il piroscafo entra nel canale fra le [[Isole Ssese|isole Sessè]] e la costa. L'arcipelago Sessè, dove sono stati concessi terreni da sfruttare a Società italiane, per la coltivazione del caffè e per la raccolta della gomma elastica, è la gemma del lago Vittoria. Le grandi isole, pittorescamente disposte, sono coperte da una ricchissima vegetazione, che scende fino alle rive a specchiarsi nelle limpide acque. Sembra un paradiso, eppure tutta quella natura ridente alberga una desolazione infinita, gli ultimi resti di un popolo decimato dalla malattia del sonno, che vive fra il pianto dei lutti quotidiani ed il terrore del fato imminente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 51-52)
*[[Entebbe]], o Port Alice, fondata da Sir Gerald Portal or sono appena quindici anni, è la capitale politica ed amministrativa del Protettorato d'Uganda [...]. La città è situata su due colli, all'estremità di una penisola compresa fra due bracci del lago. È tutta ad ampie vie fiancheggiate dalle case degli Europei, costruite come si usa nei tropici, con tetti sporgenti su ampi loggiati, ed attorniate da giardini fioriti. Il sito è incantevole, in faccia all'immenso lago pieno di luce, cosparso di isole vaghe e dilettose; ma le reticelle apposte alle finestre, alle loggie ed alle porte, dicono la loro storia di malaria. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 55-56)
*Una grande strada, molto bene mantenuta, conduce da Entebbe a Mengo, o [[Kampala]], la capitale indigena del Regno d'Uganda, distante circa 35 chilometri, costruita su un gruppo di colli, ognuno dei quali è sede di una diversa comunità. Così, Mengo è la collina Reale, Nakasero si chiama quella dove alloggiano i funzionari inglesi; sopra altri tre colli, Namirembe, Rubaga, Nsambya, sono gli edifizi e le chiese di tre diverse Missioni, una anglicana e due cattolico-romane, la francese e la inglese, rette ciascuna da un Vescovo [...]. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 57)
*Dal sommo delle alture maggiori, il piano appare tutto ondeggiante di dossi arrotondati, fin dove giunge la vista, coperti dall'alta erba gialla; e fra essi spiccano le folte macchie d'alberi color verde scuro.<br>La parola ''erba'' non è veramente molto appropriata per una vegetazione che cresce alta dai tre ai sei metri, così fitta che è quasi impossibile scostarsi dal sentiero, piuttosto denso canneto che prateria. Gli Inglesi la chiamano «''[[erba elefante|elephant grass]]''» ed è invero pascolo proporzionato a simil mandra. In qualche tratto l{{'}}''elephant grass'' cede il posto ad una vegetazione erbacea di dimensioni più modeste, alta al più un metro, che si adorna di innumerevoli fiori. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 67-68)
*[...] fra il fogliame dei cespugli più bassi, si trova quasi sempre una di quelle curiose costruzioni coniche che sono i nidi delle [[Termite|termiti]], caratteristica fattezza di tutti i paesaggi dell'Africa centrale; e sembra che si debba ammettere una ragion d'essere in questo aggruppamento. È possibile che le termiti, raccogliendo la terra in un punto, favoriscano lo sviluppo di una vegetazione che principia con una macchia di arbusti e piante rampicanti, la quale a sua volta protegge il primo crescere di qualche albero d'alto fusto, acacia, fico, od euforbia, finché abbia preso radice. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 69)
*La carovana è composta in grande maggioranza di [[Baganda]], la vera razza indigena dell'Uganda, che ha però caratteri antropologici vari, così da sembrare il prodotto di un miscuglio di diversi elementi. Hanno alcuni tratti prettamente negroidi, come i capelli crespi, nerissimi, il naso infossato alla radice, schiacciato e largo, le grosse labbra sporgenti e le orecchie ad ansa; ma il prognatismo è poco pronunciato e la fronte è ampia e non sfuggente. Sono generalmente magri, con muscoli poco pronunciati, e l'aspetto non è di gente robusta.<br>Pei costumi, appaiono più progrediti di molte altre popolazioni africane. Non si tingono, non si ungono la pelle, non si deformano col tatuaggio, nè con cicatrici ornamentali, e, salvo i bambini e qualche donna, non si caricano di collane e di braccialetti.<br>Più di un viaggiatore è rimasto stupito del loro complesso ordinamento sociale, vera costituzione feudale, ed in certe leggende e tradizioni loro, nei disegni delle suppellettili domestiche fatte con erbe intrecciate, nella forma di certi strumenti musicali a corda, nei simboli astronomici intagliati su corni d'animali, ed in certi riti di sepoltura, si sono voluti vedere segni di relazioni e di contatti coll'antico Egitto.<br>I Baganda hanno conservato per pura tradizione verbale la storia della loro dinastia. Essa consta di trentasei nomi di re, e deve risalire al XIV od al XV secolo! ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 75-76)
*[[Fort Portal]] fu costrutto nel 1891 dal [[Frederick Lugard|Lugard]], quand'ebbe spodestato Kabarega, alleato di Mwanga nella rivolta, ed insediato re al suo posto Kasagama, mettendo fine ad un'êra di terribili persecuzioni e di razzie, che avevano quasi spopolato il paese.<br>È situato in posizione assai salubre, a 1535 metri sul mare, entro una conca contornata ad occidente dalla catena del Ruwenzori, la quale scende con una lunga propaggine verso il lago Alberto e, ad oriente, dalle colline che separano il bacino del lago Alberto Edoardo da quello del lago Alberto. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 90)
*A Fort Portal si vedono molti indigeni della razza [[Bahima]]. È una bella gente d'origine etiopica, di statura alta, corpo snello, arti bene proporzionati, di colorito più chiaro dei Baganda, con tratti regolari che rassomigliano a quelli del bianco. Sono tutti pastori, vestono un manto di pelle ed hanno un linguaggio proprio. I tipi puri si vanno facendo più rari per gli incroci colla razza Baganda. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 92)
*[...] Fort Portal è situato sulle alture che separano il bacino del lago Alberto da quello dell'Alberto Edoardo. [...] La contrada, sebbene fertilissima, e ricca di acque irrigue, è poco coltivata, salvo nelle vicinanze di Fort Portal; ed è popolata da gente miserevole e di aspetto malaticcio. La via, ora sentiero, ora piuttosto ampia, è in gran parte vera strada di montagna, e sarebbe faticosissima ed anche difficile, se non fosse mantenuta con gran cura. S'incontrano ad ogni passo indigeni, specialmente donne e vecchi, che la raggiustano e la ripuliscono delle erbe. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 96-97)
*Frattanto, ad Ovest, continuavano a sfilare le vette del Ruwenzori; a destra del doppio picco nevoso, e, separato da esso per un basso ed ampio colle, era apparso un altro [[Monte Speke|gruppo di vette]] che si prolungava verso Nord in una cresta nevosa orlata da una grossa cornice, sotto cui si stendeva un ghiacciaio.<br>Cosicché, man mano che la carovana era proceduta da Nord verso Sud, nello sfondo delle valli eran sfilate in senso inverso le vette della catena, da mezzogiorno a settentrione. S'erano così visti successivamente due picchi rocciosi, collegati per mezzo d'un ampio ghiacciaio a due vette gemelle, ricoperte di neve, formanti assieme quello che da Kaibo e da Butiti appariva come il gruppo centrale della catena; poi era intervenuta un'ampia depressione, dopo la quale la cresta si risollevava in altre due grandi punte di roccia e ghiaccio, collegate a Nord con una lunga cresta nevosa. Dalla valle Mobuku era visibile solo quest'ultimo gruppo, che era senza alcun dubbio il Duwoni di [[Harry Johnston (esploratore)|Sir Harry Johnston]]. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 102-103)
*Si era in attesa dei viveri per i neri, che giunsero solo verso le 7, portati da 80 [[Konjo|Bakonjo]]. Questi sono uomini alti, dall'aspetto robusto, col viso piuttosto prognato, talvolta con un po' di barba, e capelli rasi, o disposti in acconciature bizzarre. La loro pelle conciata dal freddo, dall'acqua e dal sole, è dura e rugosa come cuoio. Sono appena coperti da un cencio pendente dagli inguini, con braccialetti di metallo o di corda alle braccia ed alle gambe, ed un sacchetto di pelliccia appeso al collo per la pipa ed il tabacco. Qualcuno ha sul dorso la spoglia d'un leopardo, od un manto fatto di pelli di coniglio (hyrax) cucite assieme. Non vi sono cristiani fra loro. Nella marcia si appoggiano a lunghi bastoni, servendosene nei tratti difficili con molta abilità. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 118)
*I Bakonjo fanno prova di una agilità meravigliosa. Essi saltano da un tronco all'altro, si siedono e si inginocchiano per far passare i carichi sotto i rami più bassi, fanno miracoli d'equilibrio sui tronchi inclinati, camminando così veloci, che a stento si riesce a seguirli. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 124)
*Il [[Monte Baker (Uganda)|Kiyanja]] appare come un'alta parete rocciosa, che termina in una punta aguzza. A sinistra di questa, al sommo della parete, v'è un ghiacciaio pianeggiante, dominato da una grossa vetta arrotondata; a destra si stende una cresta frastagliata, sotto la quale scende in basso un altro ghiacciaio, in parte nascosto dall'angolo che forma il lato sinistro della valle, dove essa piega verso Nord. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quinto|cap. V]], p. 132)
*Malgrado le pessime condizioni della loro vita, i Bakonjo mostrarono sempre una pazienza ed una docilità ammirevoli. Accadde molto di raro che qualche portatore isolato rifiutasse di continuare la via col carico, sebbene avessero quasi sempre i piedi gonfi e feriti dai sassi. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quinto|cap. V]], p. 147)
*Mentre [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] si disponeva a lasciar Bujongolo per esplorare il gruppo centrale della catena, il [[Umberto Cagni di Bu Meliana|Comandante Cagni]] si affrettava su per la valle Mobuku, ed aveva ormai quasi raggiunto i compagni, i quali lo credevano ancora a molti giorni di distanza.<br>Egli era partito da Entebbe, come s'è detto, il 5 Giugno, con 25 portatori, un ''rickshaw'' ed un cavallo. In poco tempo riguadagnò tanto delle sue forze, e si allenò così bene, che poté percorrere due, e fin quattro tappe al giorno. Approfittando della luna piena, partiva prima dell'alba, e protraeva le marcie fin tardi nella giornata, percorrendo 25-27 miglia alla volta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quinto|cap. V]], pp. 148-149)
*A Nord del colle si innalza il crestone meridionale del Kiyanja, ampio ed arrotondato, coperto in alto da un ghiacciaio, che spiove a destra ed a sinistra nei due versanti, e che un tempo scendeva in basso fino a rivestire tutto il colle. Ne rimangono i segni nelle roccie levigate e striate. A Sud è il gruppo di creste e di punte rocciose che S. A. R. aveva già osservato dalla vetta del Kiyanja. Vi si scorgono due piccoli ghiacciai che riempiono due colli; fra essi è un terzo intaglio roccioso. Delimitano i colli quattro vette; la più occidentale e più lontana di esse sembra essere la più alta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo sesto|cap. VI]], pp. 153-154)
*Avvicinandosi al fondo della valle, si è sorpresi di trovarvi un largo tratto di bosco di [[senecio|seneci]] coi tronchi e rami nudi, anneriti ed in parte carbonizzati da un incendio recente. Fra gli scheletri degli alberi morti sorgono già nuove piante giovani che, col tempo, ricostruiranno il bosco. Non v'è attorno nessun segno che indichi il passaggio dell'uomo, e non è neppure verosimile che gli abitanti delle valli si siano spinti fin quassù, senza alcuna ragione; deve quindi trattarsi di un incendio spontaneo o provocato da un fulmine. Lo spesso mantello di foglie morte, che pendono rovesciate in basso attorno ad ogni ramo dei seneci, sotto il ciuffo terminale di foglie verdi, al quale è in gran parte dovuto l'aspetto bizzarro di queste strane piante, forma un abbondante materiale facile ad accendersi, anche solo pel calore sviluppato nelle fermentazioni, particolarmente attive ed energiche in questi climi.<br>Ad ogni modo il fatto è interessante, perché prova che talvolta vi deve essere una sosta nelle pioggie abbastanza lunga da permettere ai detriti vegetali di asciugarsi, altrimenti, impregnati d'acqua come sono di solito, parrebbe impossibile che potessero diventare una sorgente d'incendio. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo sesto|cap. VI]], pp. 155-156)
*La catena del [[Ruwenzori]] ha caratteri oroidrografici molto singolari. Mentre di solito i continenti salgono gradatamente dal mare fino alle propaggini di base dei sistemi di monti, il Ruwenzori sorge nella così detta «[[Rift Albertino|Depressione Albertina]]», una zona circa 300 metri più bassa del livello medio dell'Uganda, entro la quale sono situati i bacini dei laghi Alberto ed Alberto Edoardo, col suo prolungamento settentrionale, il lago Dweru o Ruisamba.<br>Questa depressione non è altro che parte del «Rift» Occidentale. I «rifts» (la parola inglese ''rift'' significa ''fessura''), forse il fenomeno geologico più interessante dell'Africa, sono due immense trincee larghe da 30 a 70 chilometri, quasi parallele, distanti 6° di long. una dall'altra, che tagliano il continente dal lago Nyassa verso Nord. L'orientale segue il 36° meridiano fin oltre il lago Rodolfo, dirigendosi poi al Mar Rosso; l'occidentale corre fra il 29° ed il 30° meridiano, e termina presso Gondokoro, nella valle dell'alto Nilo. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo settimo|cap. VII]], pp. 175-176)
*Il Ruwenzori è così quasi interamente circondato dalla Depressione Albertina; e forma, insieme coi tre laghi, un sistema idrografico indipendente, completamente separato dal lago Vittoria.<br>Così avviene che la intiera catena di monti versa tutte le sue acque, ad Est, ad Ovest, a Sud ed a Nord, nello stesso bacino fluviale, alimentando quasi da sola i tre laghi ed il Semliki, che costituiscono assieme le sorgenti occidentali meridionali del Nilo. Ed inoltre, sebbene il Ruwenzori sia senza dubbio il gruppo più importante di monti nevosi dell'intero continente, e situato al centro di esso, ed in direzione del suo asse maggiore, esso non fa parte della grande linea spartiacque. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo settimo|cap. VII]], p. 177)
*Lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] aveva inteso chiamare i monti dagli indigeni abitanti a Nord e ad Occidente di essi, coi nomi Ruwenzori, Ukonju, Bugombowa, Avuruka, Avirika, Ruwenzu-ru-ru, Ruwenjura, ecc. Gli sembrò che Ruwenzori fosse il nome più generalmente adoperato in lingua Bantù; e sarebbe da tradurre come «Re delle nuvole», od anche «Fabbricatore di pioggia». ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo settimo|cap. VII]], p. 177)
*Dal piede del canalone, in brev'ora, attraversando la selva dei grotteschi seneci frammisti ad arbusti di semprevivi, interrotta in un punto da un breve tratto paludoso coperto di giunchi, arrivarono alle rive del [[lago Bujuku]], (3918 m.), un bellissimo e vasto bacino di acqua placida sulla quale errava qualche anatra. Lo spettacolo delle vette dello Stanley e del Baker sovrastante colle sue pareti orride ed a picco, è senza confronto più grandioso del quadro alpino che si ha nell'alta valle Mobuku. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo decimo|cap. X]], p. 245)
===[[Explicit]]===
Il 28 Agosto la Spedizione Italiana lasciava la terra d'Africa sul «Natal» delle Messaggerie Francesi.<br>
Cinque mesi dopo, in una solenne adunanza della Società Geografica Italiana, [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] rendeva conto delle scoperte fatte; ed a pochi giorni di distanza, a Londra, dinanzi alla Reale Società Geografica Inglese, dimostrava realizzato il voto espresso alla stessa Società cinque anni prima da [[Henry Morton Stanley|Sir Henry M. Stanley]]: «che qualche persona devota al suo lavoro, qualche innamorato delle Alpi, prendesse come obbiettivo il Ruwenzori, e vi facesse un lavoro esauriente, esplorandolo da sommo ad imo, per tutte le sue ampie valli e le sue profonde gole».<br>
Il grande esploratore, morto da due anni e mezzo, non poté vedere realizzato il suo desiderio. <!--([[s:Il Ruwenzori/Capitolo decimo|cap. X]], 261)-->
==''La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia''==
===[[Incipit]]===
In un capitolo di critica arguta e finissima del moderno [[alpinismo]], col quale [[Albert Frederick Mummery|A. F. Mummery]] chiude il racconto delle proprie imprese, è detto vero alpinista «colui che tenta nuove ascensioni». Così pensano certo tutti quelli che vanno ricercando diligentemente le poche vette delle nostre [[Alpi]] dimenticate, o trascurate dai primi esploratori, e le salgono una dopo l'altra, per modo che, fra breve, non rimarrà picco della superba catena, su cui l'uomo non abbia messo piede. <!--(p. IX)-->
===Citazioni===
*Situato a Nord di una imponente catena, il [[Monte Saint Elias|Sant'Elia]], alto 5500 metri e visibile dal mare a duecento miglia di distanza, aveva già richiamato su di sé l'attenzione dei primi navigatori che or fa un secolo e mezzo scoprivano le coste dell'Alaska. Il monte e la regione vicina erano poi rimasti completamente inesplorati fino a tempi recentissimi. La prima spedizione che tentò di raggiungere la vetta venne organizzata solo nel 1886; ad essa ne seguirono tre altre nel breve spazio di cinque anni. Nessuna era riuscita nell'intento; ma tutte avevano riportato una ricca messe di osservazioni sui caratteri eccezionali di quella regione, nella quale si svolgono fenomeni glaciali con proporzioni così grandiose, come non si trovano in nessun'altra parte del mondo, all'infuori dalle zone polari. Dopo il 1891 la prova non era stata più ritentata. (cap. I, p. 3)
*[[San Francisco]] è una città graziosissima, pulita, con vie ampie, piene di luce e d'aria. Le opprimenti costruzioni gigantesche di Chicago e di New York sono qui meno frequenti; essendo un centro agricolo, è molto tranquilla, e manca della febbrile attività degli Stati industriali dell'Est. Le parti alte della città, dove la vista spazia sull'Oceano Pacifico e sulla pittoresca baja, sono occupate da centinaia di ville, per la maggior parte costrutte in legno; il che permette alla fantasia decorativa di sbizzarrirsi senza limiti in arabeschi ed intagli di tutte le forme e dimensioni. (cap. I, p. 10)
*Sulla carta del primo viaggio di [[James Cook|Cook]] (1778) s'incontra per la prima volta il nome d'[[Alaska]], dall'aborigine Al-ak-shak, che vuol dire «grande continente». L'aveva scoperta Veit Bering nel 1741, e le sue coste èrano state estesamente esplorate da numerose spedizioni russe e spagnuole, attratte, queste dalla speranza di scoprire il famoso passaggio fra i due oceani, quelle dalla cupidigia di conquista. Rimasta sotto il dominio russo fino al 1867, l'Alaska venne in quell'anno venduta al governo degli Stati Uniti per sette milioni di dollari. Essa ha una superficie quasi cinque volte maggiore di quella dell'Italia (1 376 293 chilometri quadrati), ed un enorme sviluppo di coste (42 000 chilometri). Ad Ovest si estende nell'Oceano con una penisola, che, unita alla catena delle isole Aleutine, separa il mare di Bering dall'Oceano Pacifico, ed a Sud si prolunga in una stretta lingua di terra che orla la Columbia inglese per la lunghezza di 550 chilometri. (cap. II, p. 17)
*Primeggia in tutte le foreste dell'arcipelago l'[[Peccio di Sitka|abete di Sitka]] (''Abies sitkensis''), col quale gli indigeni costruiscono le loro case, gli utensili domestici, i canotti, le slitte, adoperandone persino i rami come torcie nelle lunghe notti d'inverno. (cap. II, p. 24)
*La seconda città che tocca il piroscafo è [[Juneau]], fondata nel 1880 da un ''prospector'' (cercatore d'oro) arrivato in questa regione con alcuni compagni, attratti da campioni d'oro che erano stati raccolti nelle vicinanze da indiani. Ultima nata, è diventata rapidamente la città più popolosa d'Alaska (1253 abitanti nel 1890), ed è in via di rapido accrescimento. Le case, al solito, sono costrutte di legno, e le vie coperte da assiti, meno nella parte alta della città, in formazione, dove si vedono ancora sporgere dal suolo fra le case i tronchi degli alberi abbattuti. La città è illuminata a luce elettrica, e vi sono alberghi, bagni pubblici, teatri, tre chiese (russa, cattolica e protestante), un ospedale ed un giornale. Juneau deve la sua prosperità alla vicinanza della miniera d'oro ''Treadwell'', ed è il punto dove si equipaggiano i minatori diretti all'interno, nel bacino dell'Yukon. (cap. II, pp. 29-30)
*A destra della catena del Fairweather, e nel fondo della baja, scende il [[Ghiacciaio Muir|ghiacciaio di Muir]], un enorme altipiano che termina bruscamente nel mare con una parete verticale di ghiaccio lunga 1600 metri ed alta 80, coronata da innumerevoli pinnacoli e guglie, colla base frastagliata, scavata di solchi e di caverne dall'onda che vi si infrange contro. Da questa fronte cadono a brevi intervalli masse di ghiaccio nel mare, sollevando sprazzi giganteschi, e formando lunghe onde che si rompono con violenza sulle rive della insenatura. Dietro la fronte, rotta e solcata in tutti i sensi da numerosi crepacci, il ghiacciaio si estende quasi piano fino ad un grande anfiteatro di 50-60 chilometri di diametro, dove riceve nove grandi affluenti e diciassette minori che scendono da vette di disegno non molto interessante. (cap. III, p. 37)
*[[Sitka]] è situata sull'isola di Baranoff, in fondo ad una insenatura aperta sull'Oceano, piena di piccole isole e di scogli. La città è costrutta su un delta coperto di praterie, con uno sfondo pittoresco di ripide montagne rocciose; ha 1200 abitanti ed è ora sede del Governatore e della Corte distrettuale d'Alaska. Solo nel 1884 gli Stati Uniti stabilirono un governo regolare nell'Alaska; esso ha sede alternativamente a Sitka ed a Fort Wrangel. Sitka non ha altre risorse che la pesca del salmone e la conciatura di pelli; l'estate fresca e la posizione ridente della città attirano ogni anno un discreto numero di persone che vi passano la buona stagione. In faccia alla città, su una piccola isola che protegge la baja a Nord, sorge il monte Edgecumbe, vulcano spento alto 2450 metri sul mare. (cap. III, pp. 42-43)
*Qui il Russell trovava un canotto indiano ed un deposito di viveri portati dal missionario, Rev. Hendricksen. Potè così compiere ancora l'esplorazione della [[Baia Disenchantment|baja Disenchantment]], nella quale nessuno s'era ancora inoltrato. Egli scoprì che essa si addentra profondamente nelle montagne, formando due angoli pronunciati nel piegarsi da Ovest ad Est, e da Nord a Sud. Tre grandi ghiacciai scendono in essa fino al mare, il Dalton, l'Hubbard ed il Nunatak, i quali, al tempo del Malaspina (1792), riempivano completamente il braccio orientale della baja, spingendosi fino all'isola Haenke. Il prolungamento meridionale della baja si estende in una grande vallata che era pure occupata in passato da un ghiacciaio defluente a mezzogiorno, il quale probabilmente dilagava sull'altipiano che sormonta la costa Est della baja di Yakutat, formandovi un grande ghiacciaio pedemontano, simile al Malaspina. (cap. IV, p. 66)
*«Bertha», sempre seguìto a rimorchio dalla goletta «Aggie», era partito da Port Mulgrave alle due antimeridiane del 23 giugno.<br>Le difficoltà incontrate nello sbarco da tutti coloro che s'erano avviati alla costa del Pacifico, e la catastrofe che aveva funestato fin dal principio la seconda spedizione del Russell, insieme coll'incertezza intorno alle condizioni del mare e della risacca sulla spiaggia meridionale, avevano indotto [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] a seguire le indicazioni del Russell, che consigliava di approdare sulla costa Ovest della baja di Yakutat, sebbene essa disti dal Sant'Elia parecchi chilometri di più di quella del Pacifico. (cap. V, p. 69)
*All'improvviso, vediamo il Petigax ed il Maquignaz, che camminano alla testa, tirarsi da parte, cedendo il passo al Principe. Il culmine estremo è dinanzi a loro, a pochi passi. S. A. R si avanza fra essi e mette il piede, primo, sulla vetta del Sant'Elia, mentre noi accorriamo ansanti, trafelati, per unirci al suo grido di trionfo.<br>Urrà per l'Italia e per Savoia! (cap. VIII, p. 164)
*Passammo il pomeriggio piovoso nel porto, attorniati dai canotti pieni di indiani curiosi, e la mattina del 13 agosto uscimmo a vele spiegate dalla baja dove eravamo entrati cinquantatré giorni prima.<br>Il tempo era un incanto, e le superbe catene rifulgevano in una profusione di luce e di sole. (cap. IX, p. 185)
===[[Explicit]]===
La nostra carovana si sciolse a Londra, la mattina dell'11 settembre, dopo quattro mesi di vita comune, resa più intima dalle lotte combattute, dagli ostacoli vinti, dai disagi sopportati e dalla soddisfazione della meta raggiunta insieme.<br>
Non dico, per timore di sciuparla colle parole, dell'emozione che provammo separandoci dal nostro Duce, né dei sentimenti di gratitudine e di ammirazione che alimentano nei nostri animi il ricordo di S. A. R. il Duca degli Abruzzi.
==Bibliografia==
*Filippo De Filippi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7872886 La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia (Alaska) 1897]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1900.
*Filippo De Filippi, ''Relazione'', in [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]], ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori: viaggio di esplorazione e prime ascensioni delle più alte vette nella catena nevosa situata fra i più grandi laghi equatoriali dell'Africa centrale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1908.
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[[File:Filippo De Filippi 1900.jpg|miniatura|Filippo De Filippi]]
'''Filippo De Filippi''' (1869 – 1938), medico e viaggiatore italiano.
==''Il Ruwenzori''==
*«[[Ruwenzori]]» è il nome scelto dallo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] tra i molti usati dagli indigeni che abitano attorno alla montagna, perché gli sembrò quello col quale essa veniva più frequentemente indicata.<br>Nessuno degli esploratori, che nei vent'anni precedenti avevano percorso quelle regioni e navigato le acque dei laghi pedemontani, aveva sospettato la presenza vicina di nevi e ghiacci eterni, gelosamente nascosti agli sguardi da un manto impenetrabile di nubi e di nebbie. [...] Lo Stanley nota perciò con ragione che i vapori esalati dai piani acquitrinosi attorno ai monti, riscaldati dal sole tropicale, debbono togliere ogni trasparenza all'atmosfera, anche nei giorni sereni, per modo da rendere invisibile la catena. Talvolta una corrente di vento spazza via i vapori, ed allora compaiono alla vista, come per incantesimo, lontani paesaggi, che in brev'ora svaniscono di nuovo, lasciando lo spettatore dubbioso ed incerto.<br>Colla scoperta di questo importante sistema di monti nevosi, che versano le loro acque nei laghi dove sono talune delle prime scaturigini del [[Nilo]], la ricerca delle sorgenti del gran fiume, che forma da sola così gran parte della storia della esplorazione geografica, poteva dirsi compiuta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 2-3)
*Nel 1861, lo [[John Hanning Speke|Speke]] credette di aver ritrovato i [[Monti della Luna]] nella catena vulcanica che si stende fra il lago Kivu e l'Alberto Edoardo, e specialmente nel più alto dei coni vulcanici, lo Nfumbiro. Nessuno di questi è però coperto di neve.<br>Molto migliori argomenti aveva lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] per credere di aver finalmente scoperto nel Ruwenzori i Monti della Luna di [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]]. Il solo Ruwenzori risponde infatti alle descrizioni degli antichi geografi in tutti i loro dati essenziali. Esso forma una vasta catena di monti, coperta di nevi e di ghiacci eterni, che appartiene per tutti i suoi versanti al bacino del Nilo; ed è tale imponente ed inatteso spettacolo, nel paese tropicale dove sorge, che deve aver colpito l'immaginazione dei primi che lo videro, assai più di qualunque altro particolare del paesaggio, imprimendosi nella memoria per modo, da non poter essere cancellato da nessuna vicenda od avventura del viaggio. (([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 4-5)
*Buon naturalista, esploratore di prim'ordine e diligente osservatore, lo [[Franz Stuhlmann|Stuhlmann]] pel primo diede una descrizione accurata del succedersi delle varie forme di vegetazione alle differenti altezze, e dimostrò chiaramente che il Ruwenzori non è un singolo monte, ma una vera catena di montagne, distinguendovi quattro gruppi principali [...]. Poté fotografarne due dall'alta valle Butagu. Egli riconobbe anche che la catena non è affatto di natura vulcanica. Solo rimase in dubbio se vi fossero sulle sue pareti dei veri ghiacciai, o non piuttosto solo neve accumulata. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 9-10)
*Allo Stuhlmann seguì nella esplorazione del Ruwenzori il naturalista [[George Francis Scott Elliot|G. F. Scott Elliot]], negli anni 1894 e 1895. [...] Lo Scott Elliot, febbricitante per malaria, senza mezzi di trasporto, diede prova di una tenacia ammirevole, ma non poté raccogliere nessun dato sulla regione alta, coperta dalle nevi. La sua osservazione più interessante riguarda segni di antica glaciazione nelle valli Mobuku, Nyamwamba e Butagu, i quali provano che esse erano state un tempo riempite da grandi ghiacciai. Anch'egli esclude assolutamente che i monti siano di origine vulcanica. I risultati più importanti della esplorazione dello Scott Elliot si riferiscono alla botanica. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], p. 10)
*[[Mombasa]] è situata su un'isola con un'alta riva madreporica coperta di palmizi, incastrata in un'insenatura della costa, per modo che fra essa e la terra ferma sono due canali o bracci di mare; uno ad oriente dell'isola, angusto e di navigazione difficile, che è il Porto Mombasa, adatto solo a piccole navi di cabotaggio; l'altro ad occidente, capace e comodo, che è il Porto Kilindini, al quale fanno capo le linee postali di navigazione inglesi, francesi, tedesche ed austriache. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 28-29)
*Mombasa, come le altre città della costa, è stata fondata verso l'anno 1000, da Arabi e da Persiani, dei quali si ritrovano monete, iscrizioni e frammenti architetturali.<br>L'isola su cui è situata la città si chiama in lingua indigena ''Kisiva mwita'', o «isola di guerra»; nome consono colla sua storia, tutta intessuta di vicende guerresche. Poiché Mombasa, il miglior porto di tutta la costa orientale dell'Africa, prezioso scalo sulla antica via delle Indie, prima del taglio dell'Istmo di Suez, è stato per secoli uno dei possedimenti più ambiti e più accanitamente disputati fra Arabi, Portoghesi e Turchi, che l'ebbero alternativamente in possesso. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 29-30)
*Il treno continua a salire pendii graduali, dai quali, quando ci si passa di giorno, si scorgono a Sud i picchi nevosi del Kilimandjaro. Il paese è monotono e fatto deserto dalla [[Mosca tse-tse|mosca tsetse]]; ma un po' più in là, per ragioni sconosciute, il funesto insetto scompare, ed un vero Eden si apre agli occhi del viaggiatore. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 35-36)
*[...] [[Nairobi]], cittadina fiorente, grazie al clima salubre ed alla fertilità del suolo. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 36-37)
*[...] [[Masai]], nomadi e pastori, grandi allevatori di bestiame, arditi guerrieri, che un tempo hanno ostacolato il progresso di più d'un esploratore. È gente di belle proporzioni, d'aspetto fiero, di lineamenti piuttosto regolari, salvo le orecchie, irriconoscibili, sformate da assurdi e voluminosi ornamenti. Le donne portano anche pesanti e lunghe spirali di rame attorno al collo, alle braccia ed alle gambe. Vestono un mantello di stoffa o di pelli cucite assieme fissato su una spalla a guisa di toga, od attorno al petto, sotto le ascelle. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 37-38)
*Mentre si trasbordano le merci sul piroscafo, v'è tempo di fare una breve visita al mercato di [[Kisumu]], dove convengono in gran numero i neri dai villaggi vicini, gruppi di capanne circondati da siepi. Sono indigeni della tribù [[Kavirondo]], che fu già una delle più potenti e più ricche attorno al lago Vittoria. Per la campagna piana giunge la folla di uomini e di donne, recando in capo panieri di erbe intrecciate con grande maestria. I giovani dei due sessi, prima del matrimonio, sono completamente nudi; dopo, portano un cencio di pelle di capra sulle anche, piuttosto simbolo dello stato coniugale, che vestimento. Con tutto ciò sono rinomati per la loro modestia ed il loro buon costume, che contrasta colla dissolutezza delle tribù vicine, malgrado l'apparenza di maggior verecondia conferita a queste dalle vesti. I Kavirondo sono sobrii, di carattere dolce, pacifico e socievole [...]. Pur troppo il costume va rapidamente scomparendo. Qui, come in tutti gli altri luoghi, la civiltà, intollerante d'ogni forma, foggia o tradizione di vita che non sia la propria, va rapidamente introducendo quella uniformità monotona, che tende a fare di tutto il mondo un paese; e non è da sperarsi che Kisumu, situato al termine d'una ferrovia, conservi un pezzo il suo aspetto caratteristico.<br>Sintomi non dubbi del rapido cambiamento sono già visibili oggi giorno. Frammisti agli indigeni nudi, ve ne sono molti mezzo vestiti, od interamente coperti con vestaglie di cotone bianco, o rigato, o stampato a fiorami di colori vivi, sulle quali indossano troppo spesso qualche brutto abito europeo, un panciotto, od una giacchetta, od un vestito a falda, inconsci dell'effetto goffo e ridicolo, a tutto scapito della loro dignità d'uomini. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 38-40)
*È l'ora d'imbarcarsi sul «Winifred»: il piroscafo che, col gemello «Sybil», fa servizio regolare fra i porti del [[lago Vittoria]]. Il traffico aumenta così rapidamente, che un terzo vapore venne varato nel 1907, e se ne sta già costruendo un quarto.<br>Port Florence è situato nella piccola baia di Ugowe, all'estremità orientale del golfo Kavirondo, in faccia ed un poco più in alto di Kisumu, che è sull'altro lato della baia. Il golfo, lungo 70 chilometri, largo in qualche punto appena cinque, col suo sbocco nel lago ristretto e quasi chiuso da isole, è riempito d'acque giallastre, opache, quasi stagnanti, e non vi si fa sentire l'influenza di alcuna corrente. È cosparso di isole galleggianti, formate da ammassi di piante acquatiche aggrovigliate, sulle quali germinano e crescono papiri, ninfee ed altre specie vegetali, che albergano numerosi uccelli acquatici.<br>La costa settentrionale del golfo è una pianura piatta; invece, lungo la meridionale, si stende a breve distanza dall'acqua una serie di picchi vulcanici più o meno arrotondati, che si sollevano più oltre in una catena di monti selvaggi, terminati da una cresta irta di denti, dominata da un cono irregolare, alto 1200 metri sul lago.<br>La navigazione sul lago Vittoria non si fa, per ora, che di giorno, e, la sera del 6 Maggio, il «Winifred», che era partito alle due e mezzo pomeridiane da Kisumu, si ancorava presso l'isola Rusinga, allo sbocco del golfo di Kavirondo nel lago, per passarvi la notte. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 41-42)
*Il piroscafo fu subito attorniato da numerose [[Piroga|piroghe]] indigene. Queste sono grandi imbarcazioni di forme slanciate, capaci di venti e più rematori, non rozzamente scavate in tronchi d'alberi, ma costrutte regolarmente dalla chiglia in su con asse, tenute assieme da corde di fibra, e calatafate con fibra e gomme resinose. La prora è armata d'una lunga punta aguzza, ricoperta in tempi ordinari della «prora di pace», che ha l'estremità rivolta verticalmente in alto, ed è spesso ornata di penne, corna d'animali, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 42)
*Il lago Vittoria è infatti vinto in grandezza solo dal lago Superior, nell'America settentrionale, ed è così vasto, che si può navigare in lungo ed in largo per più di 300 chilometri senza veder terra. Al mare assomiglia anche per le improvvise e pericolose tempeste, che alzano onde alte come quelle dell'Oceano. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 46)
*Ma il centro del lago è ancora in gran parte inesplorato, ed argomento d'un gran numero di leggende che corrono il paese. Raccontano di isole abitate da selvaggi cannibali, di navi inghiottite da vortici giganteschi, di mostri che abitano gli abissi inesplorati, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 47)
*La [[Tripanosomiasi africana umana|malattia del sonno]] è causata da un parassita, un tripanosoma, scoperto dal Dott. Aldo Castellani nel cervello degli infettati. Questo è introdotto dalla puntura di una mosca tsetse, la ''glossina palpalis'' (Col. D. Bruce).<br>Il morbo talvolta scoppia con una mania acuta; più spesso si svolge lento ed insidioso, con leggero cambiamento nell'aspetto dei colpiti; poi compaiono vertigini, dolori di capo, gonfiore delle glandole linfatiche al collo. Alla fine tremito, sonnolenza, polso rapido, ed una apatia che aumenta fino al torpore (coma). Non si conosce alcun rimedio veramente sicuro. Diversi preparati arsenicali sembrarono efficaci, e con uno di essi, l'Atoxil, si sono avuti recentemente risultati più incoraggianti, ma è ancora incerto se possa dare una vera guarigione permanente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 50-51)
*Avvicinandosi all'angolo Nord-Ovest del lago, il piroscafo entra nel canale fra le [[Isole Ssese|isole Sessè]] e la costa. L'arcipelago Sessè, dove sono stati concessi terreni da sfruttare a Società italiane, per la coltivazione del caffè e per la raccolta della gomma elastica, è la gemma del lago Vittoria. Le grandi isole, pittorescamente disposte, sono coperte da una ricchissima vegetazione, che scende fino alle rive a specchiarsi nelle limpide acque. Sembra un paradiso, eppure tutta quella natura ridente alberga una desolazione infinita, gli ultimi resti di un popolo decimato dalla malattia del sonno, che vive fra il pianto dei lutti quotidiani ed il terrore del fato imminente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 51-52)
*[[Entebbe]], o Port Alice, fondata da Sir Gerald Portal or sono appena quindici anni, è la capitale politica ed amministrativa del Protettorato d'Uganda [...]. La città è situata su due colli, all'estremità di una penisola compresa fra due bracci del lago. È tutta ad ampie vie fiancheggiate dalle case degli Europei, costruite come si usa nei tropici, con tetti sporgenti su ampi loggiati, ed attorniate da giardini fioriti. Il sito è incantevole, in faccia all'immenso lago pieno di luce, cosparso di isole vaghe e dilettose; ma le reticelle apposte alle finestre, alle loggie ed alle porte, dicono la loro storia di malaria. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 55-56)
*Una grande strada, molto bene mantenuta, conduce da Entebbe a Mengo, o [[Kampala]], la capitale indigena del Regno d'Uganda, distante circa 35 chilometri, costruita su un gruppo di colli, ognuno dei quali è sede di una diversa comunità. Così, Mengo è la collina Reale, Nakasero si chiama quella dove alloggiano i funzionari inglesi; sopra altri tre colli, Namirembe, Rubaga, Nsambya, sono gli edifizi e le chiese di tre diverse Missioni, una anglicana e due cattolico-romane, la francese e la inglese, rette ciascuna da un Vescovo [...]. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 57)
*Dal sommo delle alture maggiori, il piano appare tutto ondeggiante di dossi arrotondati, fin dove giunge la vista, coperti dall'alta erba gialla; e fra essi spiccano le folte macchie d'alberi color verde scuro.<br>La parola ''erba'' non è veramente molto appropriata per una vegetazione che cresce alta dai tre ai sei metri, così fitta che è quasi impossibile scostarsi dal sentiero, piuttosto denso canneto che prateria. Gli Inglesi la chiamano «''[[erba elefante|elephant grass]]''» ed è invero pascolo proporzionato a simil mandra. In qualche tratto l{{'}}''elephant grass'' cede il posto ad una vegetazione erbacea di dimensioni più modeste, alta al più un metro, che si adorna di innumerevoli fiori. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 67-68)
*[...] fra il fogliame dei cespugli più bassi, si trova quasi sempre una di quelle curiose costruzioni coniche che sono i nidi delle [[Termite|termiti]], caratteristica fattezza di tutti i paesaggi dell'Africa centrale; e sembra che si debba ammettere una ragion d'essere in questo aggruppamento. È possibile che le termiti, raccogliendo la terra in un punto, favoriscano lo sviluppo di una vegetazione che principia con una macchia di arbusti e piante rampicanti, la quale a sua volta protegge il primo crescere di qualche albero d'alto fusto, acacia, fico, od euforbia, finché abbia preso radice. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 69)
*La carovana è composta in grande maggioranza di [[Baganda]], la vera razza indigena dell'Uganda, che ha però caratteri antropologici vari, così da sembrare il prodotto di un miscuglio di diversi elementi. Hanno alcuni tratti prettamente negroidi, come i capelli crespi, nerissimi, il naso infossato alla radice, schiacciato e largo, le grosse labbra sporgenti e le orecchie ad ansa; ma il prognatismo è poco pronunciato e la fronte è ampia e non sfuggente. Sono generalmente magri, con muscoli poco pronunciati, e l'aspetto non è di gente robusta.<br>Pei costumi, appaiono più progrediti di molte altre popolazioni africane. Non si tingono, non si ungono la pelle, non si deformano col tatuaggio, nè con cicatrici ornamentali, e, salvo i bambini e qualche donna, non si caricano di collane e di braccialetti.<br>Più di un viaggiatore è rimasto stupito del loro complesso ordinamento sociale, vera costituzione feudale, ed in certe leggende e tradizioni loro, nei disegni delle suppellettili domestiche fatte con erbe intrecciate, nella forma di certi strumenti musicali a corda, nei simboli astronomici intagliati su corni d'animali, ed in certi riti di sepoltura, si sono voluti vedere segni di relazioni e di contatti coll'antico Egitto.<br>I Baganda hanno conservato per pura tradizione verbale la storia della loro dinastia. Essa consta di trentasei nomi di re, e deve risalire al XIV od al XV secolo! ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 75-76)
*[[Fort Portal]] fu costrutto nel 1891 dal [[Frederick Lugard|Lugard]], quand'ebbe spodestato Kabarega, alleato di Mwanga nella rivolta, ed insediato re al suo posto Kasagama, mettendo fine ad un'êra di terribili persecuzioni e di razzie, che avevano quasi spopolato il paese.<br>È situato in posizione assai salubre, a 1535 metri sul mare, entro una conca contornata ad occidente dalla catena del Ruwenzori, la quale scende con una lunga propaggine verso il lago Alberto e, ad oriente, dalle colline che separano il bacino del lago Alberto Edoardo da quello del lago Alberto. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 90)
*A Fort Portal si vedono molti indigeni della razza [[Bahima]]. È una bella gente d'origine etiopica, di statura alta, corpo snello, arti bene proporzionati, di colorito più chiaro dei Baganda, con tratti regolari che rassomigliano a quelli del bianco. Sono tutti pastori, vestono un manto di pelle ed hanno un linguaggio proprio. I tipi puri si vanno facendo più rari per gli incroci colla razza Baganda. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 92)
*[...] Fort Portal è situato sulle alture che separano il bacino del lago Alberto da quello dell'Alberto Edoardo. [...] La contrada, sebbene fertilissima, e ricca di acque irrigue, è poco coltivata, salvo nelle vicinanze di Fort Portal; ed è popolata da gente miserevole e di aspetto malaticcio. La via, ora sentiero, ora piuttosto ampia, è in gran parte vera strada di montagna, e sarebbe faticosissima ed anche difficile, se non fosse mantenuta con gran cura. S'incontrano ad ogni passo indigeni, specialmente donne e vecchi, che la raggiustano e la ripuliscono delle erbe. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 96-97)
*Frattanto, ad Ovest, continuavano a sfilare le vette del Ruwenzori; a destra del doppio picco nevoso, e, separato da esso per un basso ed ampio colle, era apparso un altro [[Monte Speke|gruppo di vette]] che si prolungava verso Nord in una cresta nevosa orlata da una grossa cornice, sotto cui si stendeva un ghiacciaio.<br>Cosicché, man mano che la carovana era proceduta da Nord verso Sud, nello sfondo delle valli eran sfilate in senso inverso le vette della catena, da mezzogiorno a settentrione. S'erano così visti successivamente due picchi rocciosi, collegati per mezzo d'un ampio ghiacciaio a due vette gemelle, ricoperte di neve, formanti assieme quello che da Kaibo e da Butiti appariva come il gruppo centrale della catena; poi era intervenuta un'ampia depressione, dopo la quale la cresta si risollevava in altre due grandi punte di roccia e ghiaccio, collegate a Nord con una lunga cresta nevosa. Dalla valle Mobuku era visibile solo quest'ultimo gruppo, che era senza alcun dubbio il Duwoni di [[Harry Johnston (esploratore)|Sir Harry Johnston]]. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 102-103)
*Si era in attesa dei viveri per i neri, che giunsero solo verso le 7, portati da 80 [[Konjo|Bakonjo]]. Questi sono uomini alti, dall'aspetto robusto, col viso piuttosto prognato, talvolta con un po' di barba, e capelli rasi, o disposti in acconciature bizzarre. La loro pelle conciata dal freddo, dall'acqua e dal sole, è dura e rugosa come cuoio. Sono appena coperti da un cencio pendente dagli inguini, con braccialetti di metallo o di corda alle braccia ed alle gambe, ed un sacchetto di pelliccia appeso al collo per la pipa ed il tabacco. Qualcuno ha sul dorso la spoglia d'un leopardo, od un manto fatto di pelli di coniglio (hyrax) cucite assieme. Non vi sono cristiani fra loro. Nella marcia si appoggiano a lunghi bastoni, servendosene nei tratti difficili con molta abilità. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 118)
*I Bakonjo fanno prova di una agilità meravigliosa. Essi saltano da un tronco all'altro, si siedono e si inginocchiano per far passare i carichi sotto i rami più bassi, fanno miracoli d'equilibrio sui tronchi inclinati, camminando così veloci, che a stento si riesce a seguirli. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 124)
*Il [[Monte Baker (Uganda)|Kiyanja]] appare come un'alta parete rocciosa, che termina in una punta aguzza. A sinistra di questa, al sommo della parete, v'è un ghiacciaio pianeggiante, dominato da una grossa vetta arrotondata; a destra si stende una cresta frastagliata, sotto la quale scende in basso un altro ghiacciaio, in parte nascosto dall'angolo che forma il lato sinistro della valle, dove essa piega verso Nord. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quinto|cap. V]], p. 132)
*Malgrado le pessime condizioni della loro vita, i Bakonjo mostrarono sempre una pazienza ed una docilità ammirevoli. Accadde molto di raro che qualche portatore isolato rifiutasse di continuare la via col carico, sebbene avessero quasi sempre i piedi gonfi e feriti dai sassi. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quinto|cap. V]], p. 147)
*Mentre [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] si disponeva a lasciar Bujongolo per esplorare il gruppo centrale della catena, il [[Umberto Cagni di Bu Meliana|Comandante Cagni]] si affrettava su per la valle Mobuku, ed aveva ormai quasi raggiunto i compagni, i quali lo credevano ancora a molti giorni di distanza.<br>Egli era partito da Entebbe, come s'è detto, il 5 Giugno, con 25 portatori, un ''rickshaw'' ed un cavallo. In poco tempo riguadagnò tanto delle sue forze, e si allenò così bene, che poté percorrere due, e fin quattro tappe al giorno. Approfittando della luna piena, partiva prima dell'alba, e protraeva le marcie fin tardi nella giornata, percorrendo 25-27 miglia alla volta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quinto|cap. V]], pp. 148-149)
*A Nord del colle si innalza il crestone meridionale del Kiyanja, ampio ed arrotondato, coperto in alto da un ghiacciaio, che spiove a destra ed a sinistra nei due versanti, e che un tempo scendeva in basso fino a rivestire tutto il colle. Ne rimangono i segni nelle roccie levigate e striate. A Sud è il gruppo di creste e di punte rocciose che S. A. R. aveva già osservato dalla vetta del Kiyanja. Vi si scorgono due piccoli ghiacciai che riempiono due colli; fra essi è un terzo intaglio roccioso. Delimitano i colli quattro vette; la più occidentale e più lontana di esse sembra essere la più alta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo sesto|cap. VI]], pp. 153-154)
*Avvicinandosi al fondo della valle, si è sorpresi di trovarvi un largo tratto di bosco di [[senecio|seneci]] coi tronchi e rami nudi, anneriti ed in parte carbonizzati da un incendio recente. Fra gli scheletri degli alberi morti sorgono già nuove piante giovani che, col tempo, ricostruiranno il bosco. Non v'è attorno nessun segno che indichi il passaggio dell'uomo, e non è neppure verosimile che gli abitanti delle valli si siano spinti fin quassù, senza alcuna ragione; deve quindi trattarsi di un incendio spontaneo o provocato da un fulmine. Lo spesso mantello di foglie morte, che pendono rovesciate in basso attorno ad ogni ramo dei seneci, sotto il ciuffo terminale di foglie verdi, al quale è in gran parte dovuto l'aspetto bizzarro di queste strane piante, forma un abbondante materiale facile ad accendersi, anche solo pel calore sviluppato nelle fermentazioni, particolarmente attive ed energiche in questi climi.<br>Ad ogni modo il fatto è interessante, perché prova che talvolta vi deve essere una sosta nelle pioggie abbastanza lunga da permettere ai detriti vegetali di asciugarsi, altrimenti, impregnati d'acqua come sono di solito, parrebbe impossibile che potessero diventare una sorgente d'incendio. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo sesto|cap. VI]], pp. 155-156)
*La catena del [[Ruwenzori]] ha caratteri oroidrografici molto singolari. Mentre di solito i continenti salgono gradatamente dal mare fino alle propaggini di base dei sistemi di monti, il Ruwenzori sorge nella così detta «[[Rift Albertino|Depressione Albertina]]», una zona circa 300 metri più bassa del livello medio dell'Uganda, entro la quale sono situati i bacini dei laghi Alberto ed Alberto Edoardo, col suo prolungamento settentrionale, il lago Dweru o Ruisamba.<br>Questa depressione non è altro che parte del «Rift» Occidentale. I «rifts» (la parola inglese ''rift'' significa ''fessura''), forse il fenomeno geologico più interessante dell'Africa, sono due immense trincee larghe da 30 a 70 chilometri, quasi parallele, distanti 6° di long. una dall'altra, che tagliano il continente dal lago Nyassa verso Nord. L'orientale segue il 36° meridiano fin oltre il lago Rodolfo, dirigendosi poi al Mar Rosso; l'occidentale corre fra il 29° ed il 30° meridiano, e termina presso Gondokoro, nella valle dell'alto Nilo. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo settimo|cap. VII]], pp. 175-176)
*Il Ruwenzori è così quasi interamente circondato dalla Depressione Albertina; e forma, insieme coi tre laghi, un sistema idrografico indipendente, completamente separato dal lago Vittoria.<br>Così avviene che la intiera catena di monti versa tutte le sue acque, ad Est, ad Ovest, a Sud ed a Nord, nello stesso bacino fluviale, alimentando quasi da sola i tre laghi ed il Semliki, che costituiscono assieme le sorgenti occidentali meridionali del Nilo. Ed inoltre, sebbene il Ruwenzori sia senza dubbio il gruppo più importante di monti nevosi dell'intero continente, e situato al centro di esso, ed in direzione del suo asse maggiore, esso non fa parte della grande linea spartiacque. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo settimo|cap. VII]], p. 177)
*Lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] aveva inteso chiamare i monti dagli indigeni abitanti a Nord e ad Occidente di essi, coi nomi Ruwenzori, Ukonju, Bugombowa, Avuruka, Avirika, Ruwenzu-ru-ru, Ruwenjura, ecc. Gli sembrò che Ruwenzori fosse il nome più generalmente adoperato in lingua Bantù; e sarebbe da tradurre come «Re delle nuvole», od anche «Fabbricatore di pioggia». ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo settimo|cap. VII]], p. 177)
*Dal piede del canalone, in brev'ora, attraversando la selva dei grotteschi seneci frammisti ad arbusti di semprevivi, interrotta in un punto da un breve tratto paludoso coperto di giunchi, arrivarono alle rive del [[lago Bujuku]], (3918 m.), un bellissimo e vasto bacino di acqua placida sulla quale errava qualche anatra. Lo spettacolo delle vette dello Stanley e del Baker sovrastante colle sue pareti orride ed a picco, è senza confronto più grandioso del quadro alpino che si ha nell'alta valle Mobuku. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo decimo|cap. X]], p. 245)
===[[Explicit]]===
Il 28 Agosto la Spedizione Italiana lasciava la terra d'Africa sul «Natal» delle Messaggerie Francesi.<br>
Cinque mesi dopo, in una solenne adunanza della Società Geografica Italiana, [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] rendeva conto delle scoperte fatte; ed a pochi giorni di distanza, a Londra, dinanzi alla Reale Società Geografica Inglese, dimostrava realizzato il voto espresso alla stessa Società cinque anni prima da [[Henry Morton Stanley|Sir Henry M. Stanley]]: «che qualche persona devota al suo lavoro, qualche innamorato delle Alpi, prendesse come obbiettivo il Ruwenzori, e vi facesse un lavoro esauriente, esplorandolo da sommo ad imo, per tutte le sue ampie valli e le sue profonde gole».<br>
Il grande esploratore, morto da due anni e mezzo, non poté vedere realizzato il suo desiderio. <!--([[s:Il Ruwenzori/Capitolo decimo|cap. X]], 261)-->
==''La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia''==
===[[Incipit]]===
In un capitolo di critica arguta e finissima del moderno [[alpinismo]], col quale [[Albert Frederick Mummery|A. F. Mummery]] chiude il racconto delle proprie imprese, è detto vero alpinista «colui che tenta nuove ascensioni». Così pensano certo tutti quelli che vanno ricercando diligentemente le poche vette delle nostre [[Alpi]] dimenticate, o trascurate dai primi esploratori, e le salgono una dopo l'altra, per modo che, fra breve, non rimarrà picco della superba catena, su cui l'uomo non abbia messo piede. <!--(p. IX)-->
===Citazioni===
*Situato a Nord di una imponente catena, il [[Monte Saint Elias|Sant'Elia]], alto 5500 metri e visibile dal mare a duecento miglia di distanza, aveva già richiamato su di sé l'attenzione dei primi navigatori che or fa un secolo e mezzo scoprivano le coste dell'Alaska. Il monte e la regione vicina erano poi rimasti completamente inesplorati fino a tempi recentissimi. La prima spedizione che tentò di raggiungere la vetta venne organizzata solo nel 1886; ad essa ne seguirono tre altre nel breve spazio di cinque anni. Nessuna era riuscita nell'intento; ma tutte avevano riportato una ricca messe di osservazioni sui caratteri eccezionali di quella regione, nella quale si svolgono fenomeni glaciali con proporzioni così grandiose, come non si trovano in nessun'altra parte del mondo, all'infuori dalle zone polari. Dopo il 1891 la prova non era stata più ritentata. (cap. I, p. 3)
*[[San Francisco]] è una città graziosissima, pulita, con vie ampie, piene di luce e d'aria. Le opprimenti costruzioni gigantesche di Chicago e di New York sono qui meno frequenti; essendo un centro agricolo, è molto tranquilla, e manca della febbrile attività degli Stati industriali dell'Est. Le parti alte della città, dove la vista spazia sull'Oceano Pacifico e sulla pittoresca baja, sono occupate da centinaia di ville, per la maggior parte costrutte in legno; il che permette alla fantasia decorativa di sbizzarrirsi senza limiti in arabeschi ed intagli di tutte le forme e dimensioni. (cap. I, p. 10)
*Sulla carta del primo viaggio di [[James Cook|Cook]] (1778) s'incontra per la prima volta il nome d'[[Alaska]], dall'aborigine Al-ak-shak, che vuol dire «grande continente». L'aveva scoperta Veit Bering nel 1741, e le sue coste èrano state estesamente esplorate da numerose spedizioni russe e spagnuole, attratte, queste dalla speranza di scoprire il famoso passaggio fra i due oceani, quelle dalla cupidigia di conquista. Rimasta sotto il dominio russo fino al 1867, l'Alaska venne in quell'anno venduta al governo degli Stati Uniti per sette milioni di dollari. Essa ha una superficie quasi cinque volte maggiore di quella dell'Italia (1 376 293 chilometri quadrati), ed un enorme sviluppo di coste (42 000 chilometri). Ad Ovest si estende nell'Oceano con una penisola, che, unita alla catena delle isole Aleutine, separa il mare di Bering dall'Oceano Pacifico, ed a Sud si prolunga in una stretta lingua di terra che orla la Columbia inglese per la lunghezza di 550 chilometri. (cap. II, p. 17)
*Primeggia in tutte le foreste dell'arcipelago l'[[Peccio di Sitka|abete di Sitka]] (''Abies sitkensis''), col quale gli indigeni costruiscono le loro case, gli utensili domestici, i canotti, le slitte, adoperandone persino i rami come torcie nelle lunghe notti d'inverno. (cap. II, p. 24)
*[...] [[Wrangell (Alaska)|Fort Wrangel]], situato sull'isola omonima, il primo centro importante d'Alaska. S'intende che l'importanza è relativa. Il paese ha poche centinaia di abitanti, in maggioranza indiani Thlinket che hanno le loro case disposte lungo la riva, accanto alle abitazioni migliori, a due piani, dei bianchi. Il paesetto è dominato da una palazzina, sede dell'autorità governativa.<br>Dietro le capanne indiane sono le tombe di qualche ''Schamán'' o stregone, guardate da tronchi alti venti o trenta metri, sormontati da figure simboliche di animali, rozzamente intagliate. Altre colonne simili si ergono dinanzi a qualche casa. Sono i ''Totem'', o colonne ancestrali, veri stemmi famigliari degli indiani. Dinanzi alla casa, sulla piroga e sugli abiti è raffigurato il ''totem'' del ''clan'' o famiglia a cui appartengono; e ne fanno pure ornamenti personali d'avorio o di corno intagliati, talvolta non privi di un certo garbo artistico. (cap. II, pp. 25-26)
*La seconda città che tocca il piroscafo è [[Juneau]], fondata nel 1880 da un ''prospector'' (cercatore d'oro) arrivato in questa regione con alcuni compagni, attratti da campioni d'oro che erano stati raccolti nelle vicinanze da indiani. Ultima nata, è diventata rapidamente la città più popolosa d'Alaska (1253 abitanti nel 1890), ed è in via di rapido accrescimento. Le case, al solito, sono costrutte di legno, e le vie coperte da assiti, meno nella parte alta della città, in formazione, dove si vedono ancora sporgere dal suolo fra le case i tronchi degli alberi abbattuti. La città è illuminata a luce elettrica, e vi sono alberghi, bagni pubblici, teatri, tre chiese (russa, cattolica e protestante), un ospedale ed un giornale. Juneau deve la sua prosperità alla vicinanza della miniera d'oro ''Treadwell'', ed è il punto dove si equipaggiano i minatori diretti all'interno, nel bacino dell'Yukon. (cap. II, pp. 29-30)
*A destra della catena del Fairweather, e nel fondo della baja, scende il [[Ghiacciaio Muir|ghiacciaio di Muir]], un enorme altipiano che termina bruscamente nel mare con una parete verticale di ghiaccio lunga 1600 metri ed alta 80, coronata da innumerevoli pinnacoli e guglie, colla base frastagliata, scavata di solchi e di caverne dall'onda che vi si infrange contro. Da questa fronte cadono a brevi intervalli masse di ghiaccio nel mare, sollevando sprazzi giganteschi, e formando lunghe onde che si rompono con violenza sulle rive della insenatura. Dietro la fronte, rotta e solcata in tutti i sensi da numerosi crepacci, il ghiacciaio si estende quasi piano fino ad un grande anfiteatro di 50-60 chilometri di diametro, dove riceve nove grandi affluenti e diciassette minori che scendono da vette di disegno non molto interessante. (cap. III, p. 37)
*[[Sitka]] è situata sull'isola di Baranoff, in fondo ad una insenatura aperta sull'Oceano, piena di piccole isole e di scogli. La città è costrutta su un delta coperto di praterie, con uno sfondo pittoresco di ripide montagne rocciose; ha 1200 abitanti ed è ora sede del Governatore e della Corte distrettuale d'Alaska. Solo nel 1884 gli Stati Uniti stabilirono un governo regolare nell'Alaska; esso ha sede alternativamente a Sitka ed a Fort Wrangel. Sitka non ha altre risorse che la pesca del salmone e la conciatura di pelli; l'estate fresca e la posizione ridente della città attirano ogni anno un discreto numero di persone che vi passano la buona stagione. In faccia alla città, su una piccola isola che protegge la baja a Nord, sorge il monte Edgecumbe, vulcano spento alto 2450 metri sul mare. (cap. III, pp. 42-43)
*Qui il Russell trovava un canotto indiano ed un deposito di viveri portati dal missionario, Rev. Hendricksen. Poté così compiere ancora l'esplorazione della [[Baia Disenchantment|baja Disenchantment]], nella quale nessuno s'era ancora inoltrato. Egli scoprì che essa si addentra profondamente nelle montagne, formando due angoli pronunciati nel piegarsi da Ovest ad Est, e da Nord a Sud. Tre grandi ghiacciai scendono in essa fino al mare, il Dalton, l'Hubbard ed il Nunatak, i quali, al tempo del Malaspina (1792), riempivano completamente il braccio orientale della baja, spingendosi fino all'isola Haenke. Il prolungamento meridionale della baja si estende in una grande vallata che era pure occupata in passato da un ghiacciaio defluente a mezzogiorno, il quale probabilmente dilagava sull'altipiano che sormonta la costa Est della baja di Yakutat, formandovi un grande ghiacciaio pedemontano, simile al Malaspina. (cap. IV, p. 66)
*«Bertha», sempre seguìto a rimorchio dalla goletta «Aggie», era partito da Port Mulgrave alle due antimeridiane del 23 giugno.<br>Le difficoltà incontrate nello sbarco da tutti coloro che s'erano avviati alla costa del Pacifico, e la catastrofe che aveva funestato fin dal principio la seconda spedizione del Russell, insieme coll'incertezza intorno alle condizioni del mare e della risacca sulla spiaggia meridionale, avevano indotto [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] a seguire le indicazioni del Russell, che consigliava di approdare sulla costa Ovest della baja di Yakutat, sebbene essa disti dal Sant'Elia parecchi chilometri di più di quella del Pacifico. (cap. V, p. 69)
*All'improvviso, vediamo il Petigax ed il Maquignaz, che camminano alla testa, tirarsi da parte, cedendo il passo al Principe. Il culmine estremo è dinanzi a loro, a pochi passi. S. A. R si avanza fra essi e mette il piede, primo, sulla vetta del Sant'Elia, mentre noi accorriamo ansanti, trafelati, per unirci al suo grido di trionfo.<br>Urrà per l'Italia e per Savoia! (cap. VIII, p. 164)
*Passammo il pomeriggio piovoso nel porto, attorniati dai canotti pieni di indiani curiosi, e la mattina del 13 agosto uscimmo a vele spiegate dalla baja dove eravamo entrati cinquantatré giorni prima.<br>Il tempo era un incanto, e le superbe catene rifulgevano in una profusione di luce e di sole. (cap. IX, p. 185)
===[[Explicit]]===
La nostra carovana si sciolse a Londra, la mattina dell'11 settembre, dopo quattro mesi di vita comune, resa più intima dalle lotte combattute, dagli ostacoli vinti, dai disagi sopportati e dalla soddisfazione della meta raggiunta insieme.<br>
Non dico, per timore di sciuparla colle parole, dell'emozione che provammo separandoci dal nostro Duce, né dei sentimenti di gratitudine e di ammirazione che alimentano nei nostri animi il ricordo di S. A. R. il Duca degli Abruzzi.
==Bibliografia==
*Filippo De Filippi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7872886 La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia (Alaska) 1897]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1900.
*Filippo De Filippi, ''Relazione'', in [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]], ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori: viaggio di esplorazione e prime ascensioni delle più alte vette nella catena nevosa situata fra i più grandi laghi equatoriali dell'Africa centrale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1908.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:De Filippi, Filippo}}
[[Categoria:Medici italiani]]
[[Categoria:Viaggiatori italiani]]
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Yigal Allon
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/* Citazioni su Yigal Allon */
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[[Immagine:Portrait of Yigal Allon.jpg|thumb|Yigal Allon nel 1969]]
'''Yigal Allon''' (1918 – 1980), politico e generale israeliano.
==Citazioni su Yigal Allon==
*Come Ben-Gurion vent'anni prima, Allon rappresentava la corrente interventista della politica sionista nei confronti del mondo arabo. ([[Avi Shlaim]])
===[[Ilan Pappé]]===
*Alon era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse.
*Alon ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo.
*Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, Yigal Alon dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici israeliani]]
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Avi Shlaim
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[[Immagine:Avi Shlaim.jpg|thumb|Avi Shlaim nel 2015]]
'''Avi Shlaim''' (1945 – vivente), storico e accademico israeliano naturalizzato britannico di origine irachena.
==Citazioni di Avi Shlaim==
{{Int|Da ''[https://www.assopacepalestina.org/2025/09/29/lo-storico-israeliano-avi-shlaim-ha-abbandonato-il-sionismo-molto-tempo-fa-ora-e-dalla-parte-di-hamas/ Lo storico israeliano Avi Shlaim ha abbandonato il sionismo molto tempo fa. Ora è dalla parte di Hamas]''|Intervista di Ofer Aderet, ''assopacepalestina.org'', 29 settembre 2025.}}
*Ho studiato la versione di Hamas riguardo all'[[Guerra Israele-Hamas|attacco del 7 ottobre]] e alla guerra. Spiegare il comportamento di Hamas non significa giustificarlo. Uccidere civili è sbagliato, punto. Ma come sempre, il contesto è fondamentale. I palestinesi vivono sotto occupazione. Hanno il diritto di resistere, anche con la resistenza armata. I combattenti di Hamas hanno ricevuto istruzioni esplicite per l'attacco e c'erano obiettivi militari specifici. Inizialmente Hamas ha colpito basi militari e ucciso soldati, poliziotti e forze di sicurezza. Questo non è un crimine di guerra. In seguito la situazione è sfuggita di mano.
*La mia famiglia non è mai stata sionista. Il sionismo era un movimento degli ebrei europei ed era destinato a loro. I leader sionisti non si sono mai interessati agli [[Mizrahì|ebrei del mondo arabo]]. Consideravano il mondo arabo primitivo e culturalmente inferiore. Solo dopo l'Olocausto il movimento sionista ha iniziato a cercare ebrei ovunque, compreso il mondo arabo. La mia famiglia non aveva alcun interesse per Israele e non voleva andarci.
*Il [[Farhud]] era un fenomeno più complesso di un semplice scoppio di odio e violenza nei confronti degli ebrei. Faceva parte di una rivolta nazionale contro gli inglesi, durante la quale l'ordine pubblico era crollato. L'antisemitismo era certamente un elemento importante, ma lo erano anche il colonialismo e l'imperialismo britannici.
*Abbiamo lasciato l'Iraq come ebrei e siamo arrivati in Israele come iracheni. C'erano fiorenti comunità ebraiche in tutto il mondo arabo, ma quella irachena era la più antica, la più prospera e la più integrata nella società locale.
*Abbiamo perso la nostra considerevole ricchezza, il nostro elevato status sociale e il nostro orgoglio identitario di ebrei iracheni. Per noi l'''Aliyah'' in Israele non ha comportato un'ascesa, ma una ripida "yerida", ovvero una discesa, ai margini della società israeliana. Una volta in Israele, siamo stati sottoposti a un processo sistematico di de-arabizzazione […] e catapultati in un paese straniero, dominato dagli ashkenaziti.
*Se dovessi identificare un fattore chiave che ha plasmato il mio rapporto iniziale con la società israeliana, sarebbe il complesso di inferiorità. […] Accettavo senza discutere la gerarchia sociale che poneva gli ebrei europei al vertice e gli [[Mizrahì|ebrei dei paesi arabi]] e africani al fondo.
*Quello che ho letto lì {{NDR|negli Archivi di Stato israeliani a Gerusalemme}} non corrispondeva a ciò che mi era stato insegnato a scuola: che gli ebrei erano sempre vittime; che Israele era sempre vittima; che il 1948 fu un genocidio volto a gettare gli ebrei in mare; che eravamo pochi contro molti; che il mondo arabo era unito contro di noi; e che i leader israeliani cercavano di fare pace ma non avevano partner dalla parte araba. Credevo a tutto questo, ma negli archivi ho trovato una verità diversa. Il quadro che ne è emerso era in totale contrasto con la storia ufficiale. I documenti che ho scoperto erano scioccanti, sorprendenti e stimolanti.
*Il divario tra la mitologia sionista e la realtà storica è ciò che mi ha reso un '[[Nuova storiografia israeliana|Nuovo Storico]]'.
*[[Israele]] non ha mai voluto davvero appartenere al Medio Oriente. Si considera un paese dell'Europa occidentale.
*Gli ebrei ''[[Mizrahì|mizrahi]]'' avrebbero potuto essere un ponte tra Israele e il mondo arabo, ma i leader sionisti non hanno mai voluto quel ponte.
*In passato, Benny {{NDR|[[Benny Morris|Morris]]}} era il più sionista, Ilan {{NDR|[[Ilan Pappé|Pappé]]}} il più radicale – sosteneva che Israele non avesse alcuna legittimità – e io mi trovavo nel mezzo. Mia moglie riassumeva la mia posizione così: 'Prima del 1967 – bene, dopo il 1967 – male'. Pensavo che Israele fosse legittimo entro i suoi confini, ma negli ultimi anni mi sono avvicinato alla posizione di Ilan.
*[[Hamas]] esercita il suo diritto, ai sensi del diritto internazionale, di resistere all'occupazione israeliana.
*Il termine '[[Attacco suicida|attentato suicida]]' è diventato nell'opinione pubblica sinonimo di una forma di guerra particolarmente orribile. Gli attentati suicidi sono in fin dei conti un mezzo per trasportare bombe al loro obiettivo. Giudicati esclusivamente in base al loro esito letale, non sono più orribili di una bomba da una tonnellata sganciata da un aereo da guerra F-16 israeliano su un condominio residenziale a Gaza.
*Nessuna nazione ha il 'diritto di esistere' secondo il diritto internazionale e [[Israele]] non fa eccezione. Il 'diritto di esistere' di Israele non è un diritto legale, ma uno slogan ideologico e carico di emotività.
*Non sostengo [[Hamas]] e non provo alcun piacere nel condannare Israele. Sono uno storico e ho studiato la storia di Hamas. Il mio sostegno alla sua rimozione dalla lista delle organizzazioni terroristiche si basa su tale studio.
*Le [[Elezioni legislative in Palestina del 2006|elezioni del 2006]] sono state libere e democratiche. È stato un risultato straordinario per i palestinesi: instaurare la democrazia sotto l'occupazione israeliana. Hamas ha formato un governo, ma Israele lo ha respinto e si è rifiutato di riconoscerlo. L'UE e gli Stati Uniti, con loro grande vergogna, si sono uniti a Israele nel rifiutare di riconoscere un governo democraticamente eletto. L'Occidente sostiene di sostenere la democrazia e il progresso, ma queste erano persone che avevano votato per il 'partito sbagliato', quindi l'Occidente ha respinto il processo democratico. Quella era l'unica vera democrazia nel mondo arabo. Non Israele. Israele ha fatto tutto il possibile per sabotarla.
*Israele sostiene che [[Hamas]] sia solo un'organizzazione terroristica, ma la questione è più complessa. Hamas è parte integrante della società araba. Non esiste una soluzione plausibile al conflitto israelo-palestinese che escluda Hamas. Inoltre, Israele sostiene che l'obiettivo di Hamas sia quello di distruggere lo Stato di Israele. È vero che lo statuto originale di Hamas era antisemita, ma i movimenti rivoluzionari evolvono. Proprio come il sionismo aveva elementi terroristici – Shamir e Begin sono diventati primi ministri – e come è successo in Irlanda e in Sudafrica, così è stato anche per Hamas. Sì, ha un'ala militare che compie attacchi terroristici, ma ha anche una leadership politica che ha moderato il suo programma. Oggi Hamas afferma che il suo problema non sono gli ebrei, ma Israele e il sionismo. Hamas è già diventato più moderato e accetterebbe uno stato palestinese in Cisgiordania e Gaza, con Gerusalemme Est come capitale. È il governo di Netanyahu che sta distruggendo la leadership politica di Hamas e rafforzando la sua ala militare. Non difendo Hamas, ma, come dice il proverbio inglese, 'rendiamo a Cesare quel che è di Cesare'. Come storico, il mio obiettivo è quello di fornire un quadro equilibrato del conflitto.
*All'inizio ho esitato a usare la parola '[[Genocidio nella Striscia di Gaza|genocidio]]'. È una parola forte. Ma poi Israele ha rifiutato di consentire gli aiuti umanitari ai civili e ha usato la fame come arma di guerra. Se questo non è genocidio, non so cosa lo sia. Non esito più a usare quella parola per descrivere ciò che Israele sta facendo a Gaza, in modo sistematico. Non è una questione di numeri, ma di intenzioni. In Israele, il genocidio è associato solo all'Olocausto. Ma l'Olocausto è stata una forma di genocidio, non l'unica.
*Benjamin Netanyahu non è un dittatore. È stato eletto primo ministro. Pertanto, la società israeliana nel suo complesso è responsabile di questi crimini di guerra. Non vi partecipano personalmente, ma sono responsabili di ciò che l'esercito sta facendo a Gaza e in Cisgiordania. Questo [[Governo Netanyahu VI|governo]] è stato eletto democraticamente, ma è un governo fascista. Anche il partito nazista in Germania era stato eletto democraticamente.
*Oggi [[Israele]] fa affidamento esclusivamente sulla forza militare e sostiene che chiunque lo critichi è antisemita. Il governo riflette la società e quindi la società ne è responsabile. La società israeliana oggi non ha alcuna inibizione nell'esprimere il razzismo. Ciò che prima era nascosto sotto la superficie ora viene espresso con orgoglio, dai vertici fino alla base.
*Ho due cittadinanze e mi sento doppiamente in colpa nei confronti dei palestinesi. Come cittadino britannico, mi sento in colpa per aver permesso al movimento sionista di conquistare la Palestina, a partire dalla [[Dichiarazione Balfour]]. Gli inglesi sono responsabili del conflitto israelo-palestinese: hanno gettato le basi per la Nakba e hanno tradito i palestinesi. Come israeliano, mi sento in colpa per l'occupazione della Palestina dal 1967 e per aver negato ai palestinesi i loro diritti umani.
*La [[Guerra Iran-Israele|guerra]] propagandistica di Benjamin Netanyahu contro la Repubblica Islamica dell'Iran trascura alcuni fatti fondamentali. Uno: l'Iran non ha mai attaccato nessuno dei suoi vicini; Israele non smette mai di attaccare i suoi vicini in tutte le direzioni. Due: l'Iran ha firmato il Trattato di Non Proliferazione Nucleare; Israele no. Terzo, l'Iran ha sottoposto le sue strutture all'ispezione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica; Israele non l'ha fatto. Quarto, l'Iran non possiede armi nucleari e ha ripetutamente smentito l'intenzione di produrle, mentre Israele possiede armi nucleari. Ne consegue che l'Iran non rappresenta una minaccia esistenziale per Israele, come continua a sostenere Netanyahu; Israele, in virtù del suo monopolio nucleare, rappresenta una minaccia esistenziale per l'Iran.
*Netanyahu sapeva bene che Israele da solo non era in grado di distruggere il programma nucleare iraniano e che era necessario il sostegno americano. Nessun presidente americano negli ultimi 30 anni è stato così stupido da assecondare questo piano folle. Ma ancora una volta Netanyahu è riuscito a convincere Trump a dare seguito alla guerra illegale di Israele contro l'Iran con un attacco militare americano altrettanto illegale. Il grottesco seguito di questa triste saga è stato l'incontro alla Casa Bianca in cui [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]] ha consegnato a [[Donald Trump|Trump]] una copia della lettera che lo nominava per il Premio Nobel per la Pace. Ecco un criminale di guerra che raccomandava un criminale condannato per il più prestigioso premio internazionale per la pace. Non si poteva inventare.
*[[Israele]] è l'unico paese che conosco che cerca di assassinare le persone con cui dovrebbe negoziare.
*Israele finirà per pentirsi della [[Guerra Israele-Hamas|guerra]] contro Hamas, perché i successori di Hamas saranno ancora più radicali. Israele ne sarà responsabile, perché ha assassinato i leader politici di Hamas. A Israele non piacciono i palestinesi moderati: li considera una minaccia. Li indebolisce e spiana la strada a figure più estreme. Ecco perché la leadership è passata dall'ala politica di Hamas a quella militare.
==''Il muro di ferro''==
*La guerra nella [[Cisgiordania|West Bank]], ingannevolmente chiamata [[Operazione Scudo difensivo|operazione "Defensive Shield"]] (scudo difensivo), è stata quasi una riedizione della guerra che Sharon ha condotto in Libano. È stata diretta contro il popolo palestinese; è stata provocata dal medesimo stereotipo secondo cui i palestinesi sarebbero terroristi; si è fondata sullo stesso rifiuto dei diritti nazionali palestinesi; ha utilizzato la stessa strategia di uso selvaggio della schiacciante forza militare; e ha mostrato la medesima insensibile indifferenza nei confronti dell'opinione mondiale, del diritto internazionale, delle Nazioni Unite e delle norme di comportamento civile. (p. 14)
*Non è la pace coi palestinesi ciò che cerca [[Ariel Sharon|Sharon]], ma la loro resa ed espulsione. La forza bruta è il solo linguaggio che egli conosca. Le nozioni di contrattazione, accordo e compromesso sono totalmente estranee al suo modo di pensare. (p. 15)
*[[Theodor Herzl|Herzl]] considerava la popolazione autoctona {{NDR|della Palestina}} primitiva e arretrata, e il suo atteggiamento nei confronti di questa era caratterizzato da un senso di superiorità. Egli pensava che, come individui, i nativi arabi dovessero godere di pieni diritti civili all'interno dello Stato ebraico, ma non li considerava come una società con diritti politici collettivi sulla terra in cui costituivano la schiacciante maggioranza. (p. 28)
*La [[dichiarazione Balfour]], come questa lettera fu poi nota, rappresentò un fondamentale trionfo per la diplomazia sionista. Nel periodo in cui essa venne resa, la popolazione ebraica della Palestina ammontava a circa 56.000 unità contro le 600.000 che componevano la popolazione araba, ovvero meno del 10 per cento. Tenuto conto che gli arabi costituivano il 90 per cento della popolazione, la promessa di non pregiudicare i loro diritti civili e religiosi non poteva reggere, poiché ignorava completamente i loro diritti politici. (p. 31)
*I sionisti stavano cercando un leader arabo che accettasse il principio di spartizione {{NDR|della Palestina}}, fosse favorevole a uno Stato ebraico, e fosse disposto a coesistere pacificamente con tale Stato una volta costituito. Nel 1947 c'era solamente un leader arabo che corrispondeva a questa descrizione: [[Abd Allah I di Giordania|re Abdullah]]. (p. 54)
*[[Abd Allah I di Giordania|Re Abdullah]] e i sionisti si consideravano, rispettivamente, come mezzi per raggiungere un fine. Per Abdullah i sionisti rappresentavano una potenziale fonte di sostegno per realizzare il suo sogno di una grande Siria. Per i sionisti Abdullah era un mezzo per rompere la catena di ostilità araba che li circondava su tutti i fronti. (p. 54)
*L'amicizia sionista-hashemita si fondava sulla presenza di un comune protettore, l'Inghilterra, e sull'esistenza di un comune nemico, [[Amin al-Husseini|Hajj Amin al-Husseini]]. Per entrambe le parti il nazionalismo palestinese rappresentava una minaccia ed esse intendevano reprimerlo spinte da un comune interesse. Nel momento in cui il mandato inglese in Palestina si stava avvicinando alla sua ingloriosa fine, le due parti fecero uno sforzo per coordinare le loro strategie. (p. 54)
*L'obiettivo di [[Abd Allah I di Giordania|re Abdullah]] nel mandare il suo esercito in Palestina non era quello di prevenire la costituzione di uno Stato ebraico, ma di diventare egli stesso il padrone della parte araba della Palestina. (p. 60)
*Nonostante [[Husni al-Za'im|Zaim]] avesse promesso agli altri cospiratori una lotta senza tregua contro il sionismo, una volta conquistato il potere, si sforzò con determinazione di raggiungere un accordo con Israele. Egli dichiarò apertamente la sua ambizione d'essere il primo leader arabo a concludere un accordo di pace con Israele e si offrì ripetutamente di incontrare Ben-Gurion per lavorare insieme al raggiungimento di questo obiettivo. (p. 70)
*{{NDR|Parlando della [[guerra arabo-israeliana del 1948]] e delle sue conseguenze}} Il termine [[Palestina]] venne cancellato dalle mappe. È interessante notare come la situazione del dopoguerra si basasse sullo stesso principio su cui re Abdullah e Golda Meir si erano trovati d'accordo nel novembre 1947: la spartizione della Palestina a spese dei palestinesi. (p. 72)
*{{NDR|Parlando dei crimini commessi dall'esercito israeliano}} Le atrocità non vennero commesse nel fervore della battaglia, ma nella maggior parte dei casi contro civili innocenti, inclusi donne e bambini. Fronteggiare i problemi relativi alla sicurezza quotidiana ebbe quindi l'effetto di deturpare l'[[Forze di difesa israeliane|IDF]]. I soldati di un esercito che faceva proprio il precetto della "purezza delle armi" mostrarono un crescente disprezzo per le vite umane e si macchiarono di atti barbarici che possono solo essere descritti come crimini di guerra. (p. 110)
*L'Unità 101 era comandata da un giovane maggiore, aggressivo e ambizioso, di nome [[Ariel Sharon|Ariel ("Arik") Sharon]]. Gli ordini di Sharon erano di penetrare a [[Strage di Qibya|Qibya]], far saltare in aria le abitazioni e infliggere pesanti perdite ai suoi abitanti. Il successo che riportò nel condurre a termine gli ordini superò ogni aspettativa. La macabra storia di ciò che era accaduto a Qibya venne rivelata soltanto la mattina seguente l'attacco. Il villaggio era stato ridotto a un ammasso di pietre; quarantacinque edifici erano stati fatti saltare in aria e sessantanove civili, due terzi dei quali donne e bambini, erano stati uccisi. Sharon e i suoi uomini dichiararono di non essere a conoscenza del fatto che alcuni abitanti si fossero nascosti all'interno delle abitazioni, credendo invece che tutti fossero fuggiti. L'osservatore dell'ONU che ispezionò il luogo dell'azione arrivò a una conclusione diversa: "La stessa storia si ripeteva di volta in volta: i proiettili avevano mandato in pezzi la porta, il corpo scomposto a cavallo della soglia indicava che gli abitanti erano stati costretti dal fuoco intenso a rimanere dentro finché le loro case non venivano fatte saltare in aria con loro all'interno". (pp. 118-119)
*Il [[Strage di Qibya|massacro di Qibya]] scatenò contro Israele una tempesta di proteste internazionali di una severità senza precedenti nella breve storia del paese. [...] [[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] era contrario ad ammettere che fosse stato l'IDF a compiere l'azione e propose di rilasciare una dichiarazione per sostenere che a farsi giustizia fossero stati gli israeliani dei villaggi di confine, la cui pazienza era stata messa a dura prova dagli innumerevoli assassini. La maggioranza dei ministri sostenne Ben-Gurion e fu deciso che il primo ministro potesse redigere la dichiarazione. Il giorno seguente, durante una trasmissione radiofonica, Ben-Gurion rilasciò la versione ufficiale. Il leader israeliano negò qualsiasi coinvolgimento dell'IDF, attribuì la responsabilità dell'azione agli abitanti dei villaggi israeliani i quali erano stati provocati oltre misura ed espresse il rammarico del governo per le vittime innocenti. Questa non fu né la prima né l'ultima menzogna che Ben-Gurion ritenne utile dire per il bene del suo paese, ma certo fu una delle più eclatanti. La versione ufficiale non venne creduta e non contribuì a ridurre il danno all'immagine di Israele. (p. 119)
*[[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] aveva una conoscenza sorprendentemente scarsa della cultura e della storia araba e nessuna simpatia per gli arabi in generale. L'arabo non era tra la mezza dozzina di lingue che parlava. La sua esperienza diretta con gli arabi comuni fu limitata e non gli ispirò alcuna fiducia né alcun tipo di predilezione particolare. La sua immagine fondamentale degli arabi fu quella di un nemico primitivo, feroce e fanatico che comprendeva esclusivamente il linguaggio della forza. (p. 126)
*[[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] non poteva concepire una società multietnica comprendente ebrei e arabi; spesso paragonava gli ebrei a una nave e gli arabi a un mare crudele ed escludeva la possibilità di armonia tra loro. (p. 126)
*La trasformazione personale che accompagnò il passaggio di [[Pinhas Lavon|Lavon]] all'interno del Ministero della Difesa stupì tutti quelli che lo conoscevano. L'estrema moderazione che per molti anni aveva contraddistinto Lavon come l'antitesi della linea dura di Ben-Gurion, fu presto rimpiazzata da un'altrettanto estremo comportamento da falco. Il pensatore socialista si trasformò in un apostolo della ''realpolitik''; il predicatore della fraternità tra le nazioni lasciò il posto a un nazionalista anti-arabo. (p. 128)
*[[Moshe Dayan|Dayan]] fu strettamente legato, sin dall'inizio, alla politica delle rappresaglie. Uomo dal carattere forte e autoritario, aveva poche inibizioni e nessuno scrupolo morale all'uso della forza militare anche contro i civili. Fin dal giugno del 1950, durante una riunione della segreteria del Mapai e dei membri della Knesset, aveva difeso la politica della punizione collettiva contro i villaggi arabi sospettati di dare rifugio a infiltrati e sabotatori. Attaccare i villaggi, inclusi donne, bambini e anziani, egli disse, "è il solo metodo che si riveli ''efficace'', non giustificato o morale, ma ''efficace'', quando gli arabi posizionano mine dalla nostra parte". (pp. 131-132)
*La nomina di [[Moshe Dayan|Dayan]] a capo di Stato Maggiore fu una pietra miliare nello sviluppo della dottrina militare di Israele, il cui fulcro era la politica delle rappresaglie. (p. 132)
*In [[Golda Meir]], [...] Ben-Gurion trovò un ministro degli esteri di suo gradimento, che accettava senza far domande la suprema autorità del primo ministro e il suo concetto del ruolo del ministro degli esteri come portavoce dell'''establishment'' della Difesa. (p. 194)
*I [[Relazioni bilaterali tra Francia e Israele|rapporti]] tra Israele e Francia iniziarono con la fornitura di armi, si svilupparono in una cooperazione politica e militare e raggiunsero il loro apice nella guerra congiunta contro l'Egitto. (p. 195)
*Il fatto che l'Egitto fosse un nemico comune fece avvicinare i due paesi. I militari francesi avevano tre priorità: l'Algeria, l'Algeria e l'Algeria. Israele non solo fornì tutte le informazioni in suo possesso sul supporto egiziano ai ribelli algerini, ma ne esagerò anche l'estensione. I francesi pensavano che solo l'uscita di scena di Nasser avrebbe posto fine alla ribellione algerina. Non esisteva una solida base a sostegno di tale ipotesi, ma gli israeliani li incoraggiarono a credervi. Quando la ribellione algerina crebbe d'intensità, il governo francese si fece meno scrupoli a fornire armi a Israele, anche se questo significava contravvenire alla dichiarazione tripartita del maggio 1950, di cui la Francia era firmataria insieme a Inghilterra e Stati Uniti. (p. 195)
*I tre fini politici che stavano dietro alla [[Crisi di Suez|campagna del Sinai]] erano la caduta di [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], l'espansione dei confini di Israele e la realizzazione di un nuovo ordine politico in Medio Oriente. Nessuno di questi obiettivi venne conseguito. (p. 216)
*{{NDR|Parlando della [[crisi di Suez]]}} L'aggressione tripartita non solo fallì nel tentativo di rovesciare [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], ma al contrario accrebbe enormemente il suo prestigio e la sua influenza nella regione e nel Terzo Mondo. Nasser riuscì a strappare una vittoria politica spettacolare nonostante la sconfitta militare. (p. 216)
*{{NDR|Parlando della [[crisi di Suez]]}} La collusione con le potenze europee sembrò fornire la prova decisiva del carattere reazionario ed espansionista del movimento sionista. La reputazione di Israele fu seriamente offuscata. Da quel momento in poi tutte le sue azioni potevano essere utilizzate come una prova a sostegno della vecchia affermazione secondo la quale Israele era la testa di ponte dell'imperialismo occidentale all'interno del mondo arabo. (p. 216)
*Nonostante gli errori politici e i fallimenti di coloro che pianificarono la [[Crisi di Suez|campagna del Sinai]], fu la loro versione finale a radicarsi in profondità nella mente della stragrande maggioranza degli israeliani. In Israele la percezione popolare della guerra del 1956 fu quella di una guerra difensiva, giusta, brillantemente condotta e che raggiunse praticamente tutti gli obiettivi che si era prefissata. Tale interpretazione della guerra venne propagata e divulgata non solo dai membri dell'''establishment'' della Difesa, ma anche da una schiera di storici, giornalisti e commentatori simpatizzanti. Per quanto la si tenga in gran considerazione, tuttavia, questa versione non tiene a un esame attento e alla luce delle prove ora disponibili. Si tratta di un esempio eccellente del modo in cui la storia può essere manipolata per assecondare gli scopi nazionalisti. La versione israeliana ufficiale della guerra del 1956, come quella del 1948, è poco più di una propaganda dei vincitori. (p. 217)
*Le [[Relazioni bilaterali tra Israele e Stati Uniti d'America|relazioni]] tra Israele e Stati Uniti migliorarono quando [[Lyndon Johnson]] diventò presidente, dopo l'assassinio di Kennedy. Come membro del Congresso e vicepresidente, Johnson aveva mostrato un orientamento filo-israeliano e continuò a dimostrare un deciso sostegno a Israele anche dopo il suo arrivo alla presidenza. (p. 260)
*I critici del [[Rafi (partito politico)|Rafi]] lo definirono il partito del nucleare, a causa della sua ossessione per la bomba atomica. Come formazione politica il Rafi non aveva una vera e propria filosofia economica e sociale, coerente e generalmente accettata. I suoi leader erano accomunati dalla sete di potere e dal desiderio di veder prevalere una politica più aggressiva nei confronti dei vicini di Israele. (p. 262)
*La strategia israeliana di ''escalation'' sul fronte siriano fu probabilmente il fattore più importante nel trascinare il Medio Oriente nella guerra del giugno 1967, nonostante venga convenzionalmente sostenuto che l'unica causa del conflitto sia stata l'aggressione siriana. Per gli israeliani è un dogma credere che le [[alture del Golan]] fossero state conquistate nella [[guerra dei sei giorni]] per fermare i bombardamenti siriani sugli insediamenti a valle. In verità molti degli scontri a fuoco furono deliberatamente provocati da Israele. (p. 274)
*{{NDR|Parlando della [[guerra del Kippur]]}} La storia militare offre davvero pochi esempi di una "sorpresa strategica" così riuscita. (p. 359)
*Il premierato di [[Golda Meir]] fu caratterizzato da un ostinato rifiuto a riconsiderare le relazioni di Israele con il mondo arabo. Personalmente Golda Meir non ebbe alcuna indulgenza verso gli arabi, alcuna empatia, e non nutrì alcuna speranza nella possibilità di una coesistenza pacifica con loro. In lei si consolidò una visione semplicistica del mondo in cui Israele non poteva mai essere nel torto e gli arabi non potevano mai aver ragione. (p. 364)
*Pochi leader parlarono così tanto di pace e fecero così poco per concederle una possibilità di realizzarsi. [[Golda Meir]] non si stancava mai di ripetere che era disponibile a recarsi ovunque per incontrare un leader arabo intenzionato a discutere di pace. Vista la sua politica espansionistica, queste dichiarazioni suonano chiaramente false. (p. 364)
*Come Ben-Gurion vent'anni prima, [[Yigal Allon|Allon]] rappresentava la corrente interventista della politica sionista nei confronti del mondo arabo. (p. 384)
*L'ideologia del [[Likud]] può essere riassunta in due parole: Grande Israele. Secondo tale concezione la Giudea e la Samaria, denominazioni bibliche della [[Cisgiordania|West Bank]], erano parte integrante di Eretz Israel, della Terra di Israele. Il Likud negava categoricamente che la Giordania avesse un qualche diritto alla sovranità su quest'area e altrettanto netto fu il suo rifiuto a prendere in considerazione la possibilità che i palestinesi avessero un diritto all'autodeterminazione su quel territorio. (p. 395)
==Bibliografia==
*Avi Shlaim, ''Il muro di ferro: {{small|Israele e il mondo arabo}}'', Il ponte, Bologna, 2003. ISBN 9788890081132.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Accademici britannici]]
[[Categoria:Accademici israeliani]]
[[Categoria:Storici britannici]]
[[Categoria:Storici israeliani]]
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<br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce!
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[[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]]
La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''.
A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia.
== Partecipanti==
# --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST)
# --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST)
# -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST)
# --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST)
# --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:29, 18 set 2026 (CEST)
# --[[Utente:IppolitoN|IppolitoN]] ([[Discussioni utente:IppolitoN|scrivimi]]) 10:04, 21 set 2026 (CEST)
== Voci scritte ==
=== Nuove ===
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# [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}}
# [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}}
# [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}}
# [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}}
# [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}}
# [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}}
# [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}}
# [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}}
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# [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}}
# [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}}
# [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}}
# [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}}
# [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura]] {{fatto|Superchilum}}
# [[Vasti]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Giannetta de' Vacchi]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Moglie di Noè]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Anastasia Bartoli]] {{fatto|IppolitoN}}
# [[Cornelia Sale Mocenigo Codemo]] {{fatto|Udiki}}
# [[Maria Pezzé Pascolato]] {{fatto|Udiki}}
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# [[Maria Josefa Sancho de Guerra]] {{fatto|Spinoziano}}
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# [[Léonie Aviat]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Paula Montal Fornés]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Maria Crescentia Höss]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Edwige Pezzulli]] {{fatto|Danyele}}
# [[Maria Angela Truszkowska]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Caterina Labouré]] {{fatto|Spinoziano}}
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# [[Nanea]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Kareena Kapoor]] {{fatto|Spinoziano}}
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# [[Marisa Bulgheroni]] {{fatto|Udiki}}
# [[Rebecca Piva]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alexandra Frantti]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alexa Gray]] {{fatto|Danyele}}
# [[Karolína Muchová]] {{fatto|Danyele}}
# [[Anastasija Myskina]] {{fatto|Danyele}}
# [[Mirra Andreeva]] {{fatto|Danyele}}
# [[Antonia Salzano]] {{fatto|Spinoziano}}
{{div col end}}
=== Migliorate ===
{{div col}}
# [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni
# [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni
# [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub
# [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Lilith]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, sistemazioni, de-stub
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# [[Moglie di Lot]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
# [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione
# [[Laura Zuccheri]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Ester (personaggio biblico)]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, de-stub
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# [[Emily Dickinson]] {{fatto|Udiki}} + 1 citazione
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# [[Adriana Valerio]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
# [[Carol Alt]] {{fatto|Danyele}} + 12 citazioni
# [[Renée Simonsen]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Gabriela Guimarães]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
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== Risultati ==
TBD
== Risorse ==
* [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube
* [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women)
* [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons)
== Edizioni precedenti ==
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==Altri progetti==
* [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta]
== Dashboard ==
* [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività
== Rassegna stampa ==
* [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023.
* [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023.
* [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne.
[[Categoria:Campagna SheSaid]]
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Baia Disenchantment
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Marcella Medici (BEIC)
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[[File:Hubbard Glacier Alaska Map.jpg|thumb|Mappa del territorio della Baia Disenchantment]]
Citazioni sulla '''Baia Disenchantment'''.
*Qui il Russell trovava un canotto indiano ed un deposito di viveri portati dal missionario, Rev. Hendricksen. Potè così compiere ancora l'esplorazione della baja Disenchantment, nella quale nessuno s'era ancora inoltrato. Egli scoprì che essa si addentra profondamente nelle montagne, formando due angoli pronunciati nel piegarsi da Ovest ad Est, e da Nord a Sud. Tre grandi ghiacciai scendono in essa fino al mare, il Dalton, l'Hubbard ed il Nunatak, i quali, al tempo del Malaspina (1792), riempivano completamente il braccio orientale della baja, spingendosi fino all'isola Haenke. Il prolungamento meridionale della baja si estende in una grande vallata che era pure occupata in passato da un ghiacciaio defluente a mezzogiorno, il quale probabilmente dilagava sull'altipiano che sormonta la costa Est della baja di Yakutat, formandovi un grande ghiacciaio pedemontano, simile al Malaspina. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]])
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Citazioni sulla '''baia Disenchantment'''.
*Qui il Russell trovava un canotto indiano ed un deposito di viveri portati dal missionario, Rev. Hendricksen. Poté così compiere ancora l'esplorazione della baja Disenchantment, nella quale nessuno s'era ancora inoltrato. Egli scoprì che essa si addentra profondamente nelle montagne, formando due angoli pronunciati nel piegarsi da Ovest ad Est, e da Nord a Sud. Tre grandi ghiacciai scendono in essa fino al mare, il Dalton, l'Hubbard ed il Nunatak, i quali, al tempo del Malaspina (1792), riempivano completamente il braccio orientale della baja, spingendosi fino all'isola Haenke. Il prolungamento meridionale della baja si estende in una grande vallata che era pure occupata in passato da un ghiacciaio defluente a mezzogiorno, il quale probabilmente dilagava sull'altipiano che sormonta la costa Est della baja di Yakutat, formandovi un grande ghiacciaio pedemontano, simile al Malaspina. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]])
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Il pistolero di Dio
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'''''Il pistolero di Dio''''', film statunitense del 1969 con [[Glenn Ford]], regia di [[Lee H. Katzin]].
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Madge''': Sul serio pensavi di cambiare?<br>'''Killian''': Ho tentato.<br>'''Madge''': Davvero? Sei venuto fra noi come pastore, ma non c'è la Bibbia sul tuo fianco ma una pistola. Non guardare me, guarda loro. Per me è gente da spennare, che paga troppo per bere e paga per salire le scale, ma io non gli prometto il paradiso lassù. Li hai presi per dei gonzi anche tu?<br>'''Killian''': Non lo so più.<br>'''Madge''': Come dire che senza la pistola non avresti ottenuto niente? Che avresti fallito? Ma di sicuro non lo sai, perché non hai avuto abbastanza fede per tentare. Devi scegliere, ora. Pistolero o pastore: cielo o inferno. Ma non sbandare dall'una all'altra strada: sarebbe il vero inferno.
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[[Categoria:Film western]]
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*[[Glenn Ford]]: Jim Killian
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*[[William Bryant]]: Bart Paterson
*[[James Griffith]]: Abraham Murdock
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|doppiatori italiani= *[[Michele Kalamera]]: Jim Killian
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*[[Roberto Villa]]: Bart Paterson
*[[Gino Pagnani]]: Gilcher
*[[Silvio Spaccesi]]: Gus Sampson
*[[Paolo Lombardi]]: Charlie
}}
'''''Il pistolero di Dio''''', film statunitense del 1969 con [[Glenn Ford]], regia di [[Lee H. Katzin]].
==Dialoghi==
*'''Madge''': Sul serio pensavi di cambiare?<br>'''Killian''': Ho tentato.<br>'''Madge''': Davvero? Sei venuto fra noi come pastore, ma non c'è la Bibbia sul tuo fianco ma una pistola. Non guardare me, guarda loro. Per me è gente da spennare, che paga troppo per bere e paga per salire le scale, ma io non gli prometto il paradiso lassù. Li hai presi per dei gonzi anche tu?<br>'''Killian''': Non lo so più.<br>'''Madge''': Come dire che senza la pistola non avresti ottenuto niente? Che avresti fallito? Ma di sicuro non lo sai, perché non hai avuto abbastanza fede per tentare. Devi scegliere, ora. Pistolero o pastore: cielo o inferno. Ma non sbandare dall'una all'altra strada: sarebbe il vero inferno.
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Heaven with a Gun
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Spinoziano
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Redirect alla pagina [[Il pistolero di Dio]]
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Disenchantment Bay
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Spinoziano
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Redirect alla pagina [[Baia Disenchantment]]
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text/x-wiki
#RINVIA [[Baia Disenchantment]]
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Peppone Calabrese
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Generale Lee
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Creata pagina con "[[File:Peppone Calabrese (2).jpg|thumb|Peppone nel 2022]] '''Giuseppe Calabrese''', detto '''Peppone''' (1975 – vivente), conduttore televisivo italiano. ==Citazioni di Peppone Calabrese== *La [[cucina]] è fatta di persone, luoghi e storie, prima ancora che di ricette.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/basilicata/notizie/2026/09/29/peppone-calabrese-nuovo-ambasciatore-della-cucina-italiana-nel-mondo_cb0b5c04-a599-4ca7-8dbf-ef970368c004.html Peppone Calabrese nuov..."
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text/x-wiki
[[File:Peppone Calabrese (2).jpg|thumb|Peppone nel 2022]]
'''Giuseppe Calabrese''', detto '''Peppone''' (1975 – vivente), conduttore televisivo italiano.
==Citazioni di Peppone Calabrese==
*La [[cucina]] è fatta di persone, luoghi e storie, prima ancora che di ricette.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/basilicata/notizie/2026/09/29/peppone-calabrese-nuovo-ambasciatore-della-cucina-italiana-nel-mondo_cb0b5c04-a599-4ca7-8dbf-ef970368c004.html Peppone Calabrese nuovo ambasciatore della cucina italiana nel mondo]'', ''ansa.it'', 29 settembre 2026.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
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Creata pagina con "[[File:Likud_Logo.svg|thumb|upright|Logo]] '''Likud''', partito politico israeliano fondato nel 1973. *L'ideologia del Likud può essere riassunta in due parole: Grande Israele. Secondo tale concezione la Giudea e la Samaria, denominazioni bibliche della [[Cisgiordania|West Bank]], erano parte integrante di Eretz Israel, della Terra di Israele. Il Likud negava categoricamente che la Giordania avesse un qualche diritto alla sovranità su quest'area e altrettanto netto fu..."
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'''Likud''', partito politico israeliano fondato nel 1973.
*L'ideologia del Likud può essere riassunta in due parole: Grande Israele. Secondo tale concezione la Giudea e la Samaria, denominazioni bibliche della [[Cisgiordania|West Bank]], erano parte integrante di Eretz Israel, della Terra di Israele. Il Likud negava categoricamente che la Giordania avesse un qualche diritto alla sovranità su quest'area e altrettanto netto fu il suo rifiuto a prendere in considerazione la possibilità che i palestinesi avessero un diritto all'autodeterminazione su quel territorio. ([[Avi Shlaim]])
==Voci corrrelate==
*[[Benjamin Netanyahu]]
*[[Sionismo]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Israele]]
[[Categoria:Partiti politici]]
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Guerra del Kippur
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[[File:Yom_Kippur_War_Montage.png|thumb|upright=1.2|Dall'alto a sinistra, in senso orario: carri israeliani attraversano il [[canale di Suez]]; un caccia israeliano sorvola le [[alture del Golan]]; un soldato israeliano nella penisola del Sinai; truppe israeliane evacuano dei feriti; truppe egiziane issano la propria bandiera sulle posizioni israeliane conquistate nel Sinai; soldati egiziani con un ritratto di [[Anwar al-Sadat]]]]
Citazioni sulla '''guerra del Kippur'''.
*La guerra ha provocato radicali cambiamenti nella situazione nel Medio Oriente. Da una parte ha dimostrato che i paesi arabi sono capaci di condurre azioni militari vittoriose, dall'altra ha fatto crollare il mito dell dell'invincibilità d'Israele. ([[Nicolae Ceaușescu]])
*La storia militare offre davvero pochi esempi di una "sorpresa strategica" così riuscita. ([[Avi Shlaim]])
*{{NDR|Comunicato all'esercito israeliano durante la guerra del Kippur}} Vi ordino di arrendervi. ([[Idi Amin Dada]])
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Egitto]]
*[[Israele]]
*[[Siria]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Eventi degli anni 1970]]
[[Categoria:Guerre]]
[[Categoria:Siria]]
[[Categoria:Storia dell'Egitto]]
[[Categoria:Storia di Israele]]
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IV guerra arabo-israeliana
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Guerra del kippur
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Guerra del 1973
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Guerra dello Yom Kippur
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Guerra dello Yom Kippur/Ramadan
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Guerra arabo-israeliana del 1973
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Quarta guerra arabo-israeliana
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Guerra di Tishrin
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Guerra di Ottobre
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Guerra del ramadan
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Guerra d'ottobre
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Wrangell (Alaska)
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Spinoziano (BEIC)
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Overview of the town of Wrangell, AK June 7th 2016.jpg|thumb|Wrangell]] Citazioni su '''Wrangell'''. *Fort Wrangel, situato sull'isola omonima, il primo centro importante d'Alaska. S'intende che l'importanza è relativa. Il paese ha poche centinaia di abitanti, in maggioranza indiani Thlinket che hanno le loro case disposte lungo la riva, accanto alle abitazioni migliori, a due piani, dei bianchi. Il paesetto è dominato da una palazzina, sede d..."
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[[File:Overview of the town of Wrangell, AK June 7th 2016.jpg|thumb|Wrangell]]
Citazioni su '''Wrangell'''.
*Fort Wrangel, situato sull'isola omonima, il primo centro importante d'Alaska. S'intende che l'importanza è relativa. Il paese ha poche centinaia di abitanti, in maggioranza indiani Thlinket che hanno le loro case disposte lungo la riva, accanto alle abitazioni migliori, a due piani, dei bianchi. Il paesetto è dominato da una palazzina, sede dell'autorità governativa.<br>Dietro le capanne indiane sono le tombe di qualche ''Schamán'' o stregone, guardate da tronchi alti venti o trenta metri, sormontati da figure simboliche di animali, rozzamente intagliate. Altre colonne simili si ergono dinanzi a qualche casa. Sono i ''Totem'', o colonne ancestrali, veri stemmi famigliari degli indiani. Dinanzi alla casa, sulla piroga e sugli abiti è raffigurato il ''totem'' del ''clan'' o famiglia a cui appartengono; e ne fanno pure ornamenti personali d'avorio o di corno intagliati, talvolta non privi di un certo garbo artistico. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi degli Stati Uniti d'America]]
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Antonia Salzano
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Spinoziano
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anche se c'è un coautore l'incipit è riportato come virgolettato della madre
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'''Antonia Salzano Acutis''' (1966 – vivente), scrittrice italiana, madre di [[Carlo Acutis]].
==[[Incipit]] di ''Il segreto di mio figlio''==
In tanti mi chiedono quale sia il segreto nascosto dietro la figura di mio figlio Carlo, che in pochi anni ha saputo conquistare l'amicizia e l'affetto di una moltitudine di persone che nella preghiera chiedono la sua intercessione. Perché un semplice ragazzino, morto a quindici anni, è invocato in tutto il mondo? Perché la Chiesa lo proclamerà santo? Quale, insomma, il "mistero di luce" che lo accompagna?<br>
Tanti hanno voluto raccontare Carlo, ma non è semplice riuscire a cogliere l'individualità di una persona se non si è entrati in relazione diretta con lei.<br>
Se è vero che "l'essenziale è invisibile agli occhi e non si vede bene che con il cuore", come madre di Carlo ho voluto provare a scrivere un libro con il cuore, per aiutare i suoi tanti devoti a conoscerlo ed amarlo.<br>
Un fortissimo e innato senso religioso portava mio figlio ad aprirsi agli altri, in particolare agli ultimi, ai poveri e ai deboli. Carlo ha vissuto sempre proteso verso Dio. Diceva che "la conversione è un processo di sottrazione: meno io significa spazio a Dio". Come un faro in una notte buia, ha squarciato e illuminato le tenebre che mi tenevano prigioniera e mi ha indicato un cammino in chiave di eternità.<br>
L'Infinito era la sua meta, non il finito.<br>
Gesù era il centro della sua vita.<br>
Sono questi i tesori che provo qui a svelare, i tesori di Carlo, il suo segreto.
==Bibliografia==
*Antonia Salzano Acutis {{small|con Paolo Rodari}}, ''Il segreto di mio figlio. {{small|Perché Carlo Acutis è considerato un santo}}'', Piemme, Milano, 2021. ISBN 9788858527429
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Salzano, Antonia}}
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Spinoziano
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'''Antonia Salzano Acutis''' (1966 – vivente), scrittrice italiana, madre di [[Carlo Acutis]].
==[[Incipit]] di ''Il segreto di mio figlio''==
In tanti mi chiedono quale sia il segreto nascosto dietro la figura di mio figlio Carlo, che in pochi anni ha saputo conquistare l'amicizia e l'affetto di una moltitudine di persone che nella preghiera chiedono la sua intercessione. Perché un semplice ragazzino, morto a quindici anni, è invocato in tutto il mondo? Perché la Chiesa lo proclamerà santo? Quale, insomma, il "mistero di luce" che lo accompagna?<br>
Tanti hanno voluto raccontare Carlo, ma non è semplice riuscire a cogliere l'individualità di una persona se non si è entrati in relazione diretta con lei.<br>
Se è vero che "l'essenziale è invisibile agli occhi e non si vede bene che con il cuore",<ref>{{Cfr}} [[Antoine de Saint-Exupéry]]: «Ecco il mio segreto. È molto semplice: si vede solo con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi».</ref> come madre di Carlo ho voluto provare a scrivere un libro con il cuore, per aiutare i suoi tanti devoti a conoscerlo ed amarlo.<br>
Un fortissimo e innato senso religioso portava mio figlio ad aprirsi agli altri, in particolare agli ultimi, ai poveri e ai deboli. Carlo ha vissuto sempre proteso verso Dio. Diceva che "la conversione è un processo di sottrazione: meno io significa spazio a Dio". Come un faro in una notte buia, ha squarciato e illuminato le tenebre che mi tenevano prigioniera e mi ha indicato un cammino in chiave di eternità.<br>
L'Infinito era la sua meta, non il finito.<br>
Gesù era il centro della sua vita.<br>
Sono questi i tesori che provo qui a svelare, i tesori di Carlo, il suo segreto.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Antonia Salzano Acutis {{small|con Paolo Rodari}}, ''Il segreto di mio figlio. {{small|Perché Carlo Acutis è considerato un santo}}'', Piemme, Milano, 2021. ISBN 9788858527429
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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