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Quinto Orazio Flacco
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[[Immagine:Quintus Horatius Flaccus.jpg|thumb|Quinto Orazio Flacco]]
'''Quinto Orazio Flacco''' (65 a.C. – 8 a.C.), poeta lirico e scrittore satirico latino.
==Citazioni di Orazio==
*Io sono ferito dalla grave freccia d'amore per Licisco, che afferma di superare in tenerezza qualsiasi donna.<ref>Citato in Jim Bishop, ''Il giorno in cui Cristo morì'', traduzione di Maria Satta, Garzanti, 1958.</ref>
===Attribuite===
*[[Beatitudini dai libri|Beati]] coloro che [[possesso|posseggono]].<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 435-436.</ref>
:''Beati possidentes''.
==''Satire''==
===[[Incipit]]===
====Originale====
''Qui fit, Maecenas, ut nemo, quam sibi sortem | Seu ratio dederit, seu fors objecerit, illa | Contentus vivat, laudet diversa sequentes?''<ref name=fumagalli74>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli, Milano, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/106|p. 74]].</ref>
====Giuseppe Fumagalli====
Come succede, o Mecenate, che nessuno viva contento di quella [[condizione]] ch'egli stesso si scelse o che il caso gli dette, e invidii invece coloro che le altre abbracciarono?<ref name=fumagalli74/>
====Luca Antonio Pagnini====
''Mecenate, onde vien, che nessun pago | Sia del mestier, ch'elezione o caso | Gli offerse, e lodi chi professa altr'arti?''<ref>Quinto Orazio Flacco, ''Le [[s:Satire (Orazio)|satire]] e l'epistole'', traduzione di Luca Antonio Pagnini, Ranieri Prosperi, Pisa, 1814.</ref>
===Citazioni===
<!--In ordine di libro-->
*Che cosa vieta di dire la [[verità]] ridendo? (I, 1, 23-24)
:Eppur chi mai ne proibisce il dir ridendo il vero? ([[s:Satire (Orazio)/Libro I/Satira I#Eppur chi mai|Traduzione]] di Luca Antonio Pagnini)
:''Quamquam ridentem dicere verum quid vetat?''
*Non basta mai niente – disse – perché sei ciò che possiedi. (I, 1, 61)
:Non evvi mai tanto che basti, ognuno tanto vale quant'ha ([[s:Satire (Orazio)/Libro I/Satira I#Non evvi mai|Traduzione]] di Luca Antonio Pagnini)
:''«nil satis est – inquit – quia tanti quantum habeas sis»''
*Il popolo mi fischia, ma io mi applaudo da me, a casa mia, quando contemplo le mie ricchezze in cassaforte. <!--(questa frase è si di Orazio ma non si riferiva a se stesso; la cita a proposito di un ricco stolto e pidocchioso!) Non rilevante: semmai scrivi chi è che parla, brevemente, nella parentesi come da [[Wikiquote:trascrizione]]-->(I, 1, 66-7)
:Il popolo mi fischia, ma in casa io mi fo plauso allorch'i'prendo a contemplare i miei danar nell'arca. ([[s:Satire (Orazio)/Libro I/Satira I#90|Traduzione]] di Luca Antonio Pagnini)
:''Populus me sibilat; at mihi plaudo ipse domi, simul ac nummos contemplor in arca.''
*Sotto nome diverso la favola di te parla. (I, 1, 69-70)
:''Mutato nomine de te | Fabula narratur''.
*''C'è una giusta misura nelle cose, ci sono giusti confini | al di qua e al di là dei quali non può sussistere la cosa giusta.'' (I, 1, 106-107)
:Tutto ha le sue misure, oltra le quali né di qua, né di là risiede il retto.<ref>[[s:Satire (Orazio)/Libro I/Satira I#140|Traduzione]] di Luca Antonio Pagnini.</ref>
:''Est modus in rebus, sunt certi denique fines | quos ultra citraque nequit consistere rectum''.<ref>Si veda anche la voce di Wikipedia sull'[[w:Aurea mediocritas|Aurea mediocritas]].</ref>
*''Così raramente si trova qualcuno che dica di esser vissuto | da uomo felice e, compiuto il tempo concessogli, | esca dalla vita soddisfatto, come commensale sazio''. (I, 1, 117-119)<ref name=sordi/>
*Per evitare un [[difetto]], gli stolti cadono nel difetto contrario. (I, 2, 24)
:Fuggendo i pazzi un vizio a dar di petto van nel vizio opposto. ([[s:Satire (Orazio)/Libro I/Satira II#30|Traduzione]] di Luca Antonio Pagnini)
:''Dum vitant stulti vitia, in contraria currunt''
*''Ecco a tutti i cantor vizio comune: | Pregati, non c'è caso che s'inducano | A cantar tra gli amici: non pregati | Non la finiscon mai.'' (I, 3, 1-3, traduzione di Tommaso Gargallo; citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 546)
:''Omnibus hoc vitium est cantoribus, inter amicos | Ut nunquam inducant animum cantare rogati, | Injussi nunquam desistant''.
*Dalle uova fino alle mele. (I, 3, 6-7)
:''Ab ovo | Usque ad mala''.
*Perché nessuno nasce senza vizi, e ottimo è colui che è travagliato dai più leggeri. (I, 3, 68-69)
:''Nam vitiis nemo sine nascitur; optimus ille est, | Qui minimis urgetur''.
*Anche prima di Elena la [[fica]] fu una terribile causa di guerra.<ref>Citato in AA. VV., ''Dizionario delle sentenze latine e greche'', Rizzoli, Milano, 2007, [https://books.google.it/books?id=ZtwkDwAAQBAJ&pg=PT976 § 1865]. ISBN 9788858690208.</ref> (I, 3, 107)
:''Nam fuit ante Helenam cunnus taeterrima belli causa.''
*''In questo sbagliò: che in una sola ora scriveva, che prodezza!, | 200 versi, così, come si dice, su un piede solo! | Ma scorrevano torbidi e c'era del troppo, che vorresti togliere. | Troppo verboso egli era, pigro alla fatica dello scrivere: | dello scrivere bene, intendo: al molto non do peso''. (I, 4, 9-13)<ref name=sordi/>
*Le membra sparse del poeta. (I, 4, 62)
:''Disjecti membra poetae''.
*Un uomo fatto fino all'unghia.<ref>Cioè «alla perfezione», dall'uso degli scultori di provare con l'unghia la rifinitura del proprio lavoro. Citato in ''[https://www.treccani.it/vocabolario/ad-unguem/ Ad unguem]'', in ''Vocabolario online'', ''Treccani.it''.</ref> (I, 5, 32)
:''Ad unguem factus homo.''
*Ci creda l'ebreo Apella, non io; poiché so che gli dèi menano vita tranquilla; e se la natura fa talora qualche portento, non sono gli dêi corrucciati a mandarlo dall'alta volta celeste. (I, 5, 100-103)
:''Credat Judaeus Apella | Non ego: namque deos didici securum agere aevum; | Nec, si quid miri faciat natura, deos id | Tristes ex alto coeli demittere tecto''.
*[Credo] che sia noto a tutti, cisposi e barbieri.<ref>In quanto ben informati; gli uni perché, costretti a casa dal vederci poco, erano avidi di notizie, gli altri per l'andirivieni di clienti nella loro bottega. Citato in ''[https://www.treccani.it/vocabolario/lippis-et-tonsoribus Lippis et tonsoribus]'', in ''Vocabolario online'', ''Treccani.it''.</ref> (I, 7, 3)
:''Omnibus et lippis notum et tonsoribus esse.''
*Mai la vita diede ai mortali qualcosa se non a prezzo di grande fatica. (I, 9, 59-60)
:''Nil sine magno | vita labore dedit mortalibus''.
*''Più a fondo e meglio di un attacco arcigno, | la [[Facezia|battuta spiritosa]] serve a troncare anche le questioni grosse.'' (I, 10, 14-15)<ref name=sordi/>
*Una visione avuta dopo la mezzanotte quando i [[sogno|sogni]] sono veri. (I, 10, 33)
:''Post mediam noctem visus quum somnia vera''.
*Non maggior pazzìa la tua sarebbe recar legna al bosco. (I, 10, 34, [[s:Satire (Orazio)/Libro I/Satira X#Non maggior pazzìa|Traduzione]] di Luca Antonio Pagnini)
:''In silvam non ligna feras insanius''.
*Spesso volgerai lo stilo dall'altra parte, se vorrai scrivere cose degne di essere lette e rilette. (I, X, 72-73)
:''Saepe stylum vertas, iterum quae digna legi sunt | Scripturus''.
*Quante sono le [[testa|teste]] al mondo, altrettanti sono gli interessi. (II, 1, 27)
:''Quot capitum vivunt, totidem studiorum.''
*Dall'uomo parsimonioso sarà ben distinto lo spilorcio: poiché invano ti guarderai da un vizio, se scivolerai in un altro. (II, 2, 54-54)
*''Su dunque fate cuore, e forti petti | Recate incontro alle [[Avversità|vicende avverse]].'' (II, 2, 210-11; 1814, [[s:Pagina:Satire (Orazio).djvu/71|p. 73]])
:''Quocirca vivite fortes, | Fortiaque adversis opponite pectora rebus.''
*Questo era uno dei nostri voti. (II, 6, 1)
:''Hoc erat in votis''.
*O campi, quando vi rivedrò! quando potrò, ora fra i libri degli antichi, ora nel sonno e nel riposo, obliare dolcemente questa vita affaccendata. (II, 6, 60-62)
:''O rus, quando ego te adspiciam! quandoque licebit, | Nunc veterum libris, nunc somno et intertibus horis | Ducere sollicitae jucunda oblivia vitae!''.
*''A Roma sogni la campagna; quando sei in campagna, | incostante, esalti la città''. (II, 7, 28-29)<ref name=sordi/>
*L'uomo o impazzisce o scrive versi (II, 7, 117)
:''Aut insanit homo, aut versus facit''
===Giudizi critici di Orazio sulla satira di [[Gaio Lucilio|Lucilio]] contenuti nelle ''Satire''===
*''Facetus,<br />emunctae naris, durus conponere versus.<br />nam fuit hoc vitiosus: in hora saepe ducentos,<br />ut magnum, versus dictabat stans pede in uno;<br />cum flueret lutulentus, erat quod tollere velles;<br />garrulus atque piger scribendi ferre laborem,<br />scribendi recte.''
:Garbato, naso fino, duro però nel mettere assieme i suoi versi. Il suo difetto? Eccolo: in un'ora, come fosse gran cosa, dettava sovente duecento versi, e reggendosi su un piede soltanto. Siccome scorreva fangoso, c'erano cose che avresti voluto levare; era ciarliero e insofferente della fatica di scrivere, di scrivere bene. (da III, 4, 7-13) (Mario Labate)
*''«At magnum fecit, quod verbis graeca latinis<br />miscuit». O seri studiorum, quine putetis<br />difficile et mirum, Rhodio quod Pitholeonti<br />contigit?''
:«Ha fatto però una cosa non da poco: ha mescolato parole greche alle parole latine». O ritardatari delle belle lettere, ritenete davvero difficile e meravigliosa una cosa che riesce perfino a Pitoleone da Rodi<ref>Stando all'ipotesi dello scoliaste Richard Bentley, ''Pitoleone'' è una storpiatura scherzosa del nome di Otacilio Pitolao.</ref>? (da I, 10, 20-23) (Mario Labate)
*''Fuerit Lucilius, inquam,<br />comis et urbanus, fuerit limatior idem<br />quam rudis et Graecis intacti carminis auctor<br />quamque poetarum seniorum turba; sed ille,<br />si foret hoc nostrum fato delapsus in aevum,<br />detereret sibi multa, recideret omne quod ultra<br />perfectum traheretur, et in versu faciendo<br />saepe caput scaberet vivos et roderet unguis.''
:Sia pure, io dico, che Lucilio fosse garbato ed urbano, sia pure ch'egli fosse più limato di quanto non sia in genere l'iniziatore di una poesia nuova<ref>Allude al genere letterario satirico: Orazio riconosce pur sempre a Lucilio il merito d'esserne il padre.</ref> e intentata dai Greci e più anche di tutto il gruppo dei poeti più antichi; ma anche lui, se il destino l'avesse fatto scivolar giù fino ai nostri giorni, eliminerebbe molte cose dai suoi versi e tutto il superfluo, che si trascina al di là dell'espressione compiuta, lo taglierebbe via e, nel comporre il verso, si gratterebbe spesso la testa e si roderebbe le unghie fino alla carne viva. (da I, 10, 64-71) (Mario Labate)
*''Me pedibus delectat claudere verba<br />Lucili ritu, nostrum melioris utroque.<br />Ille velut fidis arcana sodalibus olim<br />credebat libris neque, si male cesserat, usquam<br />decurrens alio neque, si bene; quo fit ut omnis<br />votiva pateat veluti descripta tabella<br />vita senis.''
:Io mi diletto di chiudere le parole nel verso, alla maniera di Lucilio, migliore di me e di te. Come a fedeli compagni, ai libri egli soleva affidare i suoi segreti<ref>Orazio rileva nella satira luciliana una natura diaristica.</ref>, né altrove ricorreva se le cose gli andavano male, né se gli andavano bene: perciò avviene che tutta la vita di questo vecchio ci sta davanti agli occhi, come fosse dipinta su un quadretto votivo. (da II, 1, 18-24) (Mario Labate)
==''Epodi''==
*''[[Beatitudini dalle poesie|Beato]] colui che, lontano dalle cure cittadine, | come gli uomini dell'età più antica, | ara i campi paterni con buoi che gli appartengono''. (II, 1-3)
:''Beatus ille, qui procul negotiis, | ut prisca gens mortalium, | paterna rura bubus exercet suis''.
*Era notte e la luna splendeva nel cielo sereno. (XV, 1)
:''Nox erat et coelo fulgebat luna sereno''.
==''Odi''==
*''O Mecenate, che discendi da antichi re, | mio presidio, mio dolce orgoglio''... (I, 1, 1-2)<ref name=sordi>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*La [[guerra]] è detestata dalle madri.<ref>Marco Costa, ''Psicologia militare: {{small|Elementi di psicologia per gli appartenenti alle forze armate}}'', Angeli, Milano, 2006, [https://www.google.it/books/edition/Psicologia_militare_Elementi_di_psicolog/tSf4_OxaccIC?hl=it&gbpv=1&dq=guerra+madri+orazio&pg=PA644&printsec=frontcover p. 644]. ISBN 9788846479662</ref> (I, 1, 24-25)
:[...] ''bellaque matribus<br />Detestata''
*Che la dea signora di Cipro<br/>e i Dioscuri fulgide stelle,<br/>e il padre dei venti<br/>con l'unico soffio di Iàpige<br/>ti proteggano, o nave <br/>che trasporti Virgilio: incolume<br/>sbarcalo sulle rive dell'Attica<br/>e salva la metà dell'anima mia (I, 3)<ref>Traduzione di Ugo Dotti.</ref>
:''Sic te diva potens Cypri,<br/>sic fratres Helenae, lucida sidera<br/>ventorumque regat pater <br/>obstrictis aliis praeter Iapyga,<br/>navis, quae tibi creditum<br/>debes Vergilium: finibus Atticis<br/>et serves animae dimidium meae''
*Robusto e col petto coperto di triplice corazza era colui che primo affidò al crudele oceano una fragile nave. (I, 3, 9-12)
:''Illi robur et aes triplex | Circa pectus erat, qui fragilem truci | Commisit pelago ratem | Primus''.
*Non vi è nulla di difficile per i mortali. (I, 3, 37)
:''Nihil mortalibus ardui est.''
*La pallida morte batte ugualmente al tugurio del povero come al castello dei re. (I, 4, 13-14)
:''Pallida mors aequo pulsat pede pauperum tabernas | Regumque turres''.
*La brevità della [[vita]] ci vieta di concepire speranze a lungo termine. (I, 4, 15)
:''Vitae summa brevis spem nos vetat incohare longam''.
*Domani torneremo a navigare l'immenso mare (I, 7, 32)
:''Cras ingens iterabimus aequor''
*Lascia il resto agli dei. (''A Taliarco'', I, 9)
:''Permitte divis cetera''.
*''Ciò che verrà domani | non chiedere, e ogni giorno | che ancora ti darà la sorte, prendilo | come un guadagno.'' (''A Taliarco'', I, 9<ref>In ''Le liriche'', traduzione di Ivano Donatello, Lampi di stampa, Milano, [https://books.google.it/books?id=wl-cAgAAQBAJ&pg=PA47 p. 47].</ref>)
:''Quid sit futurum cras, fuge quaerere et | quem fors dierum cumque dabit, lucro | appone''.
*Mentre stiamo parlando il tempo invidioso sarà già fuggito. [[carpe diem|Cogli il giorno presente]] confidando il meno possibile nel futuro. (I, 11, 7-8)
:''Dum loquimur, fugerit invida aetas: [[carpe diem]], quam minimum credula postero.''
*Con la pazienza si rende più tollerabile ciò che non si riesce a correggere. (I, 24, 19)
:''Levius fit patientia quidquid corrigere est nefas.''<ref>Si veda la voce in Wikipedia: [[w:Levius fit patientia quidquid corrigere est nefas|Levius fit patientia quidquid corrigere est nefas]].</ref>
*''Dammi, o Apollo, che io in buona salue | goda di quello che ho; dammi, ti prego, | una mente sana e una vecchiaia non turpe | e non priva del conforto del canto''. (I, 31, 17-20)<ref name=sordi/>
*Ragazzo, odio il lusso persiano. (I, 38)
:''Persicos odi, puer, apparatus''.
*Cammini sui carboni accesi nascosti dalla cenere ingannatrice. (II, I, 7-8)
:''Incedis per ignes | Suppositos cineri doloso''.
*Nei momenti difficili ricordati di conservare l'imperturbabilità, e in quelli favorevoli un cuore assennato che domini la gioia eccessiva. (II, 3)
:''Aequam memento rebus in arduis <br/> Servare mentem, non secus in bonis <br/> Ab insolenti temperatam <br/> Laetitia.''
*Tutti siamo spinti in uno stesso luogo. (II, 3, 25)
:''Omnes eodem cogimur.''
*Quell'angolo di terra mi sorride più di qualunque altro. (II, 6, 13-14)
:''Ille terrarum mihi praeter omnes | Angulus ridet''.
*Chiunque ama l'aurea [[via di mezzo]], evita, sicuro, sia lo squallore del vile tugurio sia, frugale, lo splendore della reggia invidiata. (II, 10, 5-8)<ref>Citato in "Dizionario delle citazioni", Rizzoli, 1992.</ref>
:''Auream quisquis mediocritatem | diligit, tutus caret obsoleti | sordidus tecti, caret invidenda | sobrius aula''.
*Le folgori colpiscono i monti più alti. (II, 10, 11-12)
:''Feriuntque summos | Fulmina montes''.
*Perché affatichi con propositi immortali l'animo, che è tanto da meno? (II, 11, 11-12)
:''Quid aeternis minorem <br/> Consiliis animum fatigas?''
*Ohimé, Postumo, Postumo, fuggono veloci gli anni! (II, 14, 1-2)
:''Eheu fugaces, Postume, Postume | Labuntur anni''.
*Non c'è vita lieta del tutto. (II, 16, 27-28)
:''Nihil est ab omni | parte beatum''.
*Disprezzo il volgo dei profani, e lo scaccio. Tacete. (III, I, 1-2)
:''Odi profanum vulgus, et arceo. | Favete linguis''.
*È bello e dolce morire per la [[patria]]. (III, 2, 13)
:''Dulce et decorum est pro patria mori.''
*''Persegue anche chi l'evita | la [[Morte]]'' [...]. (III, 2, 14-15; 1938, p. 111)
*La [[virtù]] sprezza e a volo abbandona la compagnia della plebe e le paludi della terra. (III, 2, 23)
*L'uomo giusto e tenace di propositi non riusciranno a smuovere dal suo fermo pensiero né il malo furore di prepotenti cittadini né il fiero viso di minaccioso tiranno. (III, 3, 1-4)
:''Justum et tenacem propositi virum, | Non civium ardor prava jubentium, | Non vultus instantis tyranni | Mente quatit solida''.
*Mi spezzo, ma non mi piego. (III, 3)
:''Frangar, non flectar''
*La [[forza]] bruta non governata dalla ragione rovina sotto il suo stesso peso. (III, 4, 65)<ref name=sordi/>
:''Vis consili expers mole ruit sua''.
*''Abbiamo creduto al regno di Giove quando lo sentimmo tonante in cielo''. (III, 5, 1-2)
:''Caelo tonantem credidimus Jovem | Regnare''.
*I nostri padri, peggiori dei nostri avi, ci generarono ancora più cattivi, e noi daremo vita ad una prole ancora peggiore. (III, 6, 46-48)
:''Aetas parentum peior avis, tulit nos nequiores, mox daturos progeniem vitiosiorem.''
*Cogli felice i doni di questo momento. (III, 8, 27)
:''Dona praesentis cape laetus horae''
*Con la ricchezza crescono le preoccupazioni (III, 16, 17)
:''Crescentem sequitur cura pecuniam''
*Povero tra grandi ricchezze. (III, 16, 28)<ref name=sordi/>
*Prudentemente Iddio nascose fra tenebre caliginose gli eventi del tempo futuro. (III, 29, 29-30)
:''Prudens futuri temporis exitum | Caliginosa nocte premit Deus''.
*Ho eretto un monumento più duraturo del bronzo. (III, 30)
:''Exegi monumentum aere perennius''
*Non morirò del tutto. (III, 30)
:''Non omnis moriar''
*Non è concesso di sapere tutto. (IV, 4, 22)
:''Nec scire fas est omnia''.
*A non nutrire speranze immortali ti ammonisce l'anno e l'ora che trascina via il giorno dator di vita.... Tuttavia nel cielo le rapide lune ripristinano ciò che hanno perso; noi invece, una volta caduti dove il padre Enea, dove Tullo potente e Anco, siamo polvere e ombra. (IV, 7, 7)
:... ''pulvis et umbra sumus''.
*''Non chiamar felice chi possiede | molte ricchezze; si addice | di più quel termine a chi sa curare | da saggio i doni degli dèi, || e sa sopportare la dura povertà; | a chi teme di più il disonore che la morte, | e non esita a perder la vita | per i cari amici o per la patria''. (IV, 9, 45-52)<ref name=sordi/>>
*È cosa dolce ammattire a tempo opportuno. (IV, 12, 28)
:''Dulce est desipere in loco.''
*L'amore è cieco.
:''Amor caecus''.
*{{NDR|[[Archita]]}} Misuratore del mare e della terra e delle innumerevoli arene; uomo che sulle celesti sfere ardito avea di sollevarsi ed aggirarsi. (1, 28)
*Ora è tempo di bere, ora è tempo di battere la terra con piede libero da vincoli.
:''Nunc est bibendum, nunc pede libero | pulsanda tellus''.
==''Epistole''==
*Giurare sulle parole del maestro. (I, 1, 14)
:''Jurare in verba magistri''.
*Fate soldi, se potete in maniera onesta, se no comunque. (I, 1, 65-66)
:''Rem facias, rem | si possis, recte, si non, quocumque modo rem''.
*Demolisce, edifica, muta qual che è quadro in rotondo. (I, 1, 100)
:''Diruit, aedificat, mutat quadrata rotundis''.
*Se un quattrinaio esce col dire: «Non v'è al mondo un golfo più ridente della piacevole [[Baia (Bacoli)|Baia]]!» il lago e il mare senton le tenerezze dell'impaziente signore. (I, 1)<ref>Da ''Opere'', a cura di Tito Colamarino e Domenico Bo, UTET, Torino, 2013. ISBN 9788841892244</ref>
*Per tutte le pazzie dei re, sono puniti gli Achivi. (I, 2, 14)
:''Quidquid delirant reges, plectuntur Achivi''.
*Cominciare è già metà dell'opera. (I, 2, 40)
:''Dimidium facti qui coepit habet''.
*Il contadino aspetta che il fiume passi. (I, 2, 42)
:''Rusticus expectat dum defluat amnis''.
*Pensa che ogni giorno può essere il tuo ultimo. (''A Tibullo'', I, 4)
*Non meravigliarsi di nulla. (I, 6, 1)
:''Nil admirari''.
*Tutto ciò che è sotto terra, tornerà alla luce col tempo. (I, 6, 24)
:''Quidquid sub terra est, in apricum proferet aetas''.
*Non viviamo là in questo modo in cui tu pensi. (I, [[s:la:Sermones_(Horatius)_-_Liber_prior_-_Sermo_IX_-_Ibam_forte_via_sacra, _sicut_meus_est_mos|9]], 47)
:''Non isto vivimus illic, | quo tu rere, modo.''
*Scaccia pure con un forcale la tua indole, tornerà ugualmente. (I, 10, 24)
:''Naturam expellas furca, tamen usque recurret.''
*Chi va oltre il mare muta cielo, non animo. (''A Bullazio'', I, 11)
:''Caelum, non animum, mutant qui trans mare currunt''.
*Un'inquietudine impotente ci tormenta, e andiamo per acque e terre inseguendo la felicità. Ma ciò che insegui è qui, se non ti manca la ragione. (''A Bullazio'', I, 11)
*Una concordia discorde, che nasce da un contrasto (I, 12, 19)
:''Concordia discors''.
*''L'estremo limite di tutto, | la [[morte]].'' (I, 16, 79; 2012)
*Se l'incanto della quiete e il dormire in pace sino al mattino<br />ti piacciono, e se la polvere, lo strepito dei carri<br />e l'osteria ti infastidiscono, ti consiglio di andare a Ferentino. (I, 17, 7-8)
:''Si te grata quies et primam somnus in horam | delectat, si te puluis strepitusque rotarum, | si laedit caupona, Ferentinum ire iubebo.''
*Piacere ai [[principe|prìncipi]] non è per gli uomini piccola [[lode]]. (I, 17, 35)
*Non a tutti è dato di andare a Corinto. (I, 17, 36)
:''Non cuivis homini contingit adire Corinthum''.
*Che cosa dici, di chi e con chi, considera di frequente. (I, 18, 68)
:''Quid, de quoque viro et cui dicas, saepe videto''.
*Diventa affar tuo, quando la parete del vicino va a fuoco. (I, 18, 84)
:''Nam tua res agitur, paries quum proximus ardet''.
*Una volta detta, una parola vola via irrevocabile. (I, 18, 71)
:''Semel emissum, volat irrevocabile verbum''.
*O [[imitazione|imitatori]], gregge di schiavi. (I, 19, 19)
:''O imitatores, servum pecus''.
*Gli artefici trattano delle cose dell'arte loro. (II, I, 116)
:''Tractant fabrilia fabri''.
*La Grecia conquistata il barbaro vincitore conquistò, e le arti portò nell'agreste Lazio. (II, 1, 156)
:''Graecia capta ferum victorem cepit, et artes intulit agresti Latio''.
*Si pecca tanto fra le mura d'[[Troia|Ilio]] quanto fuori. (II, 2, 16)
:''Iliacos intra muros peccatur et extra''.
*La razza irritabile dei [[poeta|poeti]]. (II, 2, 102)
:''Genus irritabile vatum''.
===''Ars Poetica''===
*Termina in pesce (3-4)
:''Desinit in piscem''.
*Se foste ammessi a vedere (un tal mostro), tratterreste le risa, o amici?. (5)
:''Spectatum admissi risum teneatis amici?''.
*Pittori e poeti hanno sempre goduto di un'eguale libertà di tutto osare. (9-10)
:Ai pittori ed ai poeti sempre fu concesso di osare qualche cosa nel limite dovuto.
*Questo perdono ci chiediamo e ci concediamo a vicenda. (11)
:''Hanc veniam petimusque damusque vicissim''.
*Non era questo il luogo. (19)
:''Non erat hic locus''.
*Mi sforzo di essere [[concisione|conciso]] e divento oscuro. (25-26)
:''Brevis esse laboro, | obscurus fio''
*Se volete scrivere, scegliete un argomento pari alle vostre forze. (38-39)
:''Sumite materiam vestris qui scribitis aequam | Viribus''.
*Materia scelta secondo le proprie forze. (40)
:''Lecta potenter... res''.
*Molte parole che già caddero d'uso, rinasceranno, e molte che oggi sono in onore, cadranno. (70-71)
:''Multa renascentur quae jam cecidere, cadentque | Quae nunc sunt in honore vocabula''.
*L'uso in balia del quale sono l'arbitrio e la legge e la norma del parlare. (71-72)
:''Usus | Quem penes arbitrium est et jus et norma loquendi''.
*Le montagne partoriranno e nascerà un ridicolo topolino. (139)
:''Parturiunt montes, nascetur ridiculus mus''.
*Lodatore del tempo passato, quando egli era fanciullo.<ref>In riferimento al vizio degli anziani di parlare sempre delle cose passate. Citato in ''[https://www.treccani.it/vocabolario/laudator-temporis-acti Laudator temporis acti]'', in ''Vocabolario online'', ''Treccani.it''.</ref> (173)
:''Laudator temporis acti se puero.''
*Sfogliate di notte e di giorno gli esemplari greci. (268-269)
:''Vos exemplaria graeca | Nocturna versate manu, versate diurna''.
*Il buon senso è il principio e la fonte dello scrivere. (309)
*La Musa concesse ai Greci di parlare con bocca rotonda.<ref>Cioè «con ornata eloquenza». Citato in ''[https://www.treccani.it/vocabolario/ore-rotundo/ Ore rotundo]'', in ''Vocabolario online'', ''Treccani.it''.</ref> (323-24)
:''Grais dedit ore rotundo Musa loqui.''
*I [[poeta|poeti]] vogliono o giovare o divertire. (333)
:''Aut prodesse volunt aut delectare poetae''
*Ottiene la generale approvazione chi unisce l'utile al dolce, dilettando e istruendo al tempo stesso il [[lettore]].<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli.</ref> (343-4)
:''Omne tulit punctum, qui miscuit utile dulci, Lectorem delectando, pariterque monendo''.
*Qualche volta s'addormenta anche il buon [[Omero]]. (359)
:''Indignor quandoque bonus dormitat Homerus''.
[[File:Como - Collegio Gallio 0965.JPG|miniatura|destra|''Tu nihil invita dices faciesve Minerva'', cortile del Collegio Gallio a [[Como]]]]
*La [[poesia]] è come la pittura. (361)
:''Ut pictura poesis''.
*''Ai poeti non concedono di essere mediocri | né gli uomini, né gli dèi, né le botteghe dei librai''. (372-3)<ref name=sordi/>
*Nulla dirai o farai a dispetto di Minerva. (385)
:''Tu nihil invita dices faciesve Minerva''.
*La parola detta non sa tornare indietro. (390)
:''Nescit vox missa reverti''.
*Molto sofferse e fece da fanciullo, sudò e s'intirizzì. (413)
:''Multa tulit, fecitque puer, sudavit et alsit''.
*Da bravo, bene, benissimo. (428)
:''Pulchre, bene, recte''.
==''[[w:Carmen saeculare|Carmen saeculare]]''==
*[[Sole]] fecondo, che col carro ardente porti e nascondi il giorno, e nuovo e antico rinasci, nulla piú grande di Roma possa mai tu vedere!<ref name="ProgettoOvidio">Da ''Carme Secolare'', Progetto Ovidio, 2002. ([http://www.progettovidio.it/goto.asp?id=40 Link])</ref> (vv. 9-12)
:''Alme Sol, curru nitido diem qui promis et celas aliusque et idem nasceris, possis nihil urbe Roma visere maius.''
*''Vosque, veraces cecinisse Parcae, quod semel dictum est stabilisque rerum terminus servet, bona iam peractis iungite fata.'' (vv. 25-28)
:[[Parche]], che la sorte fissata rivelate, senza che niente possa mutarla, aggiungete a quelli compiuti altri buoni destini.<ref name="ProgettoOvidio"/>
:Voi che veraci annunziaste, o [[Parche]], una volta per sempre ciò che il fato disse, e ciò che i sicuri eventi confermeranno, aggiungete fati ai fatti antichi buoni già compiuti!<ref name="LatinumVertere">Da ''Carmen Saeculare'', Latinum Vertere, 1996. ([http://defaste.altervista.org/orazio/odi/carmsaec.htm Link])</ref>
*''Di, probos mores docili iuventae, di, senectuti placidae quietem, Romulae genti date remque prolemque et decus omne.'' (vv. 45-48)
:O dei, date virtú ai nostri giovani, date dolce riposo alla vecchiaia e alla gente di Romolo potenza, figli e tutta la gloria.<ref name="ProgettoOvidio"/>
:Dei, date buon costume ai giovani sottomessi e ai vegliardi placida quiete, e date alla gente di Romolo la potenza, la discendenza ed ogni gloria.<ref name="LatinumVertere"/>
:''Donate, o Dei, probi costumi a’ pronti | Giovani, a’ vecchi placidi quiete, | Dovizia e prole alla romulea gente | E gloria intera''.<ref name="SourceSaeculare">Da ''Il carme secolare'' in ''Odi'', traduzione di Mario Rapisardi, 1883. ([[:s:Le odi di Orazio/Il carme secolare|Disponibile su Wikisource]])</ref>
*Fede, pace, onore e il pudore antico, la [[virtù|virtú]] smarrita osano ora tornare.<ref name="ProgettoOvidio"/> (vv. 57-59)
:''Iam Fides et Pax et Honos Pudorque priscus et neglecta redire Virtus audet''.
*[[Diana]], che sull'Aventino e l'Àlgido regna, esaudisce i sacerdoti chini in preghiera e porge orecchio benigno ai voti dei ragazzi.<ref name="ProgettoOvidio"/> (vv. 69-72)
:''Quaeque Aventinum tenet Algidumque, quindecim Diana preces virorum curat et votis puerorum amicas adplicat auris''.
==Citazioni su Quinto Orazio Flacco==
*''D'un sì vivace | Splendido colorir, d'un sì fecondo, | Sublime immaginar, d'una sì ardita | Felicità sicura | Altro mortal non arricchì natura''. ([[Pietro Metastasio]])
*Ha delle sentenze profittevoli per un uomo di mondo, le quali, chiuse in energici versi, si imprimono più facilmente nella memoria, ma non m'importa niente del suo viaggio a Brindisi, né che mi descriva d'aver pranzato male, o quella lite di facchini con non so qual Pupilus, dal parlare ''pieno di marcia'', e con quell'altro, dal parlare, dice lui, d<nowiki>'</nowiki>''aceto''. Non potei leggere senza nausea i suoi versi triviali contro le vecchie e le streghe, e non vedo che merito sia dire all'amico Mecenate che se verrà posto da lui fra i poeti lirici, toccherà con sublime fronte le stelle. ([[Voltaire]])
*Invano ha scritto Orazio che il popolo romano aveva una naturale inclinazione e disposizione felice alla tragedia; esso che seppe fare tante tragedie, che fu, come fu scritto, il genio tragico dell'universo, non conobbe l'arte avventurosa di eccitare coll'arte drammatica le grandi passioni. ([[Egidio Gorra]])
*Non è mostruoso, dal punto di vista semplicemente culturale, che la [[Bibbia]] non occupi un posto nella nostra educazione universitaria, quando consumiamo i nostri ragazzi sulle insulsaggini di Orazio Flacco? ([[Paul Claudel]])
*Orazio è assai meno nervoso {{NDR|di [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]}}, non ha entusiasmi, non intende il sacrificio. Il suo organismo dotato d'un equilibrio meraviglioso, arrotonda con calma benigna tutte le angolosità dell'esistenza; per lui solo intento è godere; e {{sic|'l}} suo amore dolce e sereno non rassomiglia a quello procelloso che, come dice [[Anacreonte]] «percote, simile a un fabbro, con una grande scure, e immerge in un torrente invernale.» Orazio coglie il lato più facile della vita, e s'abbandona, senza gemiti, su l'onda del suo molle [[epicureismo]]. ([[Giovanni Alfredo Cesareo]])
*«''Otiosa Neapolis''»<br/>Sì, così la chiama Orazio che se ne deve intendere, se c'era un uomo pigro e ozioso era lui; tanto pigro da non sapere nemmeno inventare un'ode tutta sua, e traduceva quanto poteva dagli alessandrini. ([[Paolo Monelli]])
*Sono mirevoli in lui l'erudizione e la [[libertà]] di [[spirito]], e anche la mordacità, la notevole arguzia. ([[Marco Fabio Quintiliano|Quintiliano]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Quinto Orazio Flacco, ''Epistole'', introduzione, traduzione e note di Mario Ramous, Garzanti, Milano, 2012. ISBN 978-88-11-13413-8
*Quinto Orazio Flacco, ''Le [[s:Satire (Orazio)|satire]] e l'epistole'', traduzione di Luca Antonio Pagnini, Ranieri Prosperi, Pisa, 1814.
*Quinto Orazio Flacco, ''Orazio lirico: Odi, Epodi, Carme secolare'', traduzione poetica di Umberto Moricca, Sandron, Palermo, 1938.
*Quinto Orazio Flacco, ''Satire'', traduzione di Mario Labate, Rizzoli, Milano, 2006. ISBN 8817123021
==Voci correlate==
*[[Carpe diem]]
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
===Opere===
{{pedia|Satire (Orazio)|''Satire''||}}
{{pedia|Epodi||}}
{{pedia|Odi (Orazio)|''Odi''|}}
{{pedia|Epistole (Orazio)|''Epistole''||}}
{{pedia|Epistola ai Pisoni|''Ars Poetica''||}}
{{pedia|Carmen saeculare||}}
{{DEFAULTSORT:Orazio Flacco, Quinto}}
[[Categoria:Aforisti romani]]
[[Categoria:Epicurei]]
[[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]]
[[Categoria:Poeti romani]]
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Leonardo da Vinci
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Gaux
18878
/* Citazioni su Leonardo da Vinci */ Enrico Cocchia
1428416
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Leonardo self.jpg|thumb|Leonardo da Vinci]]
'''Leonardo da Vinci''' (1452 – 1519), ingegnere, inventore, pittore e architetto italiano.
==Citazioni di Leonardo da Vinci==
*[[Arco (architettura)|Arco]] non è altro che una fortezza causata da due debolezze, imperoché l'arco negli edifizi è composto di 2 parti di circulo, i quali quarti circuli, ciascuno debolissimo per sé, desidera cadere, e opponendosi alla ruina l'uno dell'altro, le due debolezze si convertano in unica fortezza.<ref>Da ''Frammenti sull'architettura'', in ''Scritti rinascimentali di architettura'', a cura di A. Bruschi, Il Polifilo, Milano, 1978.</ref>
*È da essere giudicati e non {{sic|altrementi}} stimati li omini inventori e 'nterpetri tra la natura e gli omini – a comparazione de' recitatori e [[Trombetta|trombetti]] delle altrui opere – quant'è dall'obbietto fori dello specchio alla similitudine d'esso obbietto apparente nello specchio, che l'uno per sé è qualche cosa, e l'altro è niente. Gente poco obbrigate alla natura, perché sono sol d'accidental vestiti, e sanza il quale potrei accompagnarli infra li armenti delle bestie.<ref>Da ''Proemio'', 2, ''Proemi''; in ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/l/leonardo/scritti_letterari/pdf/scritt_p.pdf Scritti letterari]'', a cura di Augusto Marinoni, Rizzoli, Milano, 1974, p. 45.</ref>
*[...] et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i [[Vino|vini]] buoni.<ref>Citato in Antonio Armano, ''[http://www.treccani.it/magazine/atlante/cultura/Rinasce_a_Milano_la_vigna_di_Leonardo.html Rinasce a Milano la vigna di Leonardo]'', ''Treccani.it'', 25 febbraio 2015.</ref>
*[Gli abbreviatori] vogliano abbracciare la mente di Dio, nella quale s'include l'universo, caratando [pesando a carati, cioè esaminando minutamente] o minuzzando quella in 'nfinite parte come se l'avessino a natomizzare. [...] O [stoltizia umana] voi poi scorrere ne' miracoli e scrivere e dar notizia di quelle cose di che la mente umana non è capace e non si posso[n] dimostrare per nessuno esemplo naturale.<ref name=Kemp/>
*Gli [[animale|animali]] sono esemplo de la vita mondiale.<ref>Da ''Scritti scelti'', [http://books.google.it/books?id=Xk6kW8Wpmo8C&pg=PT46 p. 46].</ref>
*I' ho tanti vocabuli nella mia lingua materna, ch'io m'ho più tosto da doler del bene intendere le cose, che del mancamento delle parole colle quali io possa bene esprimere il concetto della mente mia.<ref>Dal "Codice di Windsor", 19086.</ref>
*Il resto della difinizione dell'ani[m]a lascio nelle mente de' frati, padri de' popoli, li quali per ispiratat'azione san tutti li segreti. La[s]cia star le lettere incoronate [le scritture sacre] perché son somma verità.<ref name=Kemp/>
*L'omo e li animali sono propio transito e condotto di cibo, sepoltura di animali, albergo de' morti, facendo a sé vita dell'altrui morte, guaina di corruzione.<ref>Da ''Scritti scelti'', [http://books.google.it/books?id=Xk6kW8Wpmo8C&pg=PT76 p. 76].</ref>
*L'uffizio del muscolo è di tirare e non di spingere, eccetto li membri genitali e la lingua.<ref>Da ''De vocie''; citato in Edmondo Solmi, ''Il trattato di Leonardo da Vinci sul linguaggio «De vocie»'', in ''Archivio storico lombardo'', VI, 1906.</ref>
*La passione dell'animo caccia via la lussuria.<ref>Dal ''Codice Atlantico'', 358 va, 994 v, in ''Scritti letterari'', a cura di Augusto Marinoni, Rizzoli, 1974.</ref>
*Or guarda, lettore, quello che noi potremo credere ai nostri antichi, i quali hanno voluto difinire che cosa s[ia a]nima e vita, cose improvabili, q[uando] quelle che con isperienza ognora si possano chiaramente conoscere e provare, sono per tanti seculi ignorate e falsamente credute.<ref name=Kemp/>
*Salvatico è quel che si salva.<ref>Da ''Codice Trivulziano'', f. 1 v; citato in Paolo Bordonali, ''Gli aforismi filosofici di Leonardo da Vinci'', introduzione a Leonardo da Vinci, ''I diluvi e il tempo'', Inschibboleth, Roma, 2018, p. [https://books.google.it/books?id=7md2DwAAQBAJ&pg=PA24 24]. ISBN 9788885716216</ref>
*Se bene, come loro, non sapessi allegare gli altori, molto maggiore e più degna cosa allegherò, allegando la sperienzia, maestra ai loro maestri. Costoro vanno sgonfiati e pomposi, vestiti e ornati, non delle loro, ma delle altrui fatiche; e le mie a me medesimo non concedano; e se me inventore disprezzeranno, quanto maggiormente loro, non inventori, ma trombetti e recitatori delle altrui opere, potranno essere biasimati.<ref>Da ''Proemi'', 1, in ''Scritti letterari'', p. 45.</ref>
*Se questa sua [dell'uomo] composizione ti pare di maraviglioso artifizio, pensa questa essere nulla rispetto all'[[anima]] che in tale architettura abita e, veramente, quale essa si sia, ella è cosa divina sicché lasciala abitare nella sua opera a suo beneplacito [...] così mal vole[n]tieri [l'anima] si parte dal corpo e ben credo che 'l suo pianto e dolore non sia sanza cagione.<ref name="Kemp">Citato in Martin J. Kemp, ''Lezioni dell'occhio: Leonardo da Vinci discepolo dell'esperienza'', Vita e Pensiero, Milano, 2004, pp. [https://books.google.it/books?id=_1tGJPsfU74C&pg=PA49 49]-50. ISBN 88-343-0935-9</ref>
*Si muovono gli amanti verso i simulacri delle cose amate, a parlare con le imitate fatture.<ref>Da ''Scritti letterari''. Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, Rizzoli, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*[[Valtellina|Voltolina]], com'è detto, valle circundata d'alti e terribili monti, fa vini potenti e assai, e fa tanto bestiame, che da paesani è concluso nascervi più latte che vino.<ref>Da ''Il Codice Atlantico'', vol. VII, f. 573 b, trascrizione critica di Augusto Marinoni, vol. II, Giunti, Firenze, 2000, p. 1131. ISBN 8809018109</ref>
===Attribuite===
*Fin dalla più tenera età, ho [[Vegetarianismo|rifiutato di mangiar carne]] e verrà il giorno in cui uomini come me guarderanno all'uccisione degli [[animale|animali]] nello stesso modo in cui oggi si guarda all'uccisione degli uomini.
:{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Benché il vegetarianismo di Leonardo sia attestato da una lettera del navigatore [[Andrea Corsali]] a Giuliano de' Medici, e [[Giorgio Vasari]] abbia descritto la compassione di Leonardo per gli animali,<ref>Cfr. Paul Richter, ''The Literary Works of Leonardo da Vinci'', Richter, 1977; citato in AA.VV., ''Neurological Disorders in Famous Artists: Part 3'', Karger Publishers, Basel, 2010 [http://books.google.it/books?id=NTmyjVWIrTYC&pg=PA3 p. 3]. Cfr. anche [[Jeffrey Moussaieff Masson]], ''Il maiale che cantava alla luna'', il Saggiatore, Milano, 2009, [http://books.google.it/books?id=FxVqF8tllcYC&pg=PA191 p. 191].</ref> queste esatte parole non sono di Leonardo. Scrive in proposito Alessandro Vezzosi, fondatore del Museo ideale Leonardo da Vinci: «La fonte di questa erronea attribuzione è da ascriversi alla peraltro eccellente antologia di articoli di scrittori, filosofi, scienziati e altri personaggi illustri intitolata ''The Extended Circle: A Commonplace Book of Animal Rights'' (1985) di [[Jon Wynne-Tyson]]. Tale citazione a sua volta era stata tratta da un romanzo (che aveva riportato anche alcune citazioni reali di Leonardo) di [[Dmitrij Sergeevič Merežkovskij|Dmitrij Merežkovskij]] intitolato ''The Romance of Leonardo da Vinci'' (tradotto dal russo nel 1928)»<ref>Da ''Leonardo da Vinci: Arte e scienza dell'universo'', 1996; citato in AA.VV., ''Leonardo era vegetariano?'', Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2005, p. 8. La citazione erroneamente attribuita a Leonardo è riportata nella stessa pagina.</ref>.
==''Aforismi, novelle e profezie''==
*A torto si lamentano li omini della innocente esperienzia, quella accusando di fallacie e di bugiarde dimonstrazioni. (''Codice Atlantico'', 154)
*Acquista cosa nella tua [[giovinezza e senilità|gioventù]] che ristori il danno della tua [[giovinezza e senilità|vecchiezza]]. E se tu intendi la vecchiezza aver per suo cibo la sapienza, adoprati in tal modo in gioventù, che a tal vecchiezza non manchi il nutrimento.
*[[Amore|Amor]] onni cosa vince.<ref>Cfr. [[Publio Virgilio Marone]]: «L'amore vince tutto (''Omnia vincit Amor'')».</ref> (''Codice Atlantico'')
*Chi altri offende, sé non sicura.
*Chi biasima la somma certezza delle matematiche si pasce di confusione, e mai porrà silenzio alle contradizioni delle sofistiche scienzie, colle quali s'impara uno eterno gridore.
*Chi disputa [[Argumentum ab auctoritate|allegando l'autorità]], non adopra lo 'ngegno, ma più tosto la memoria. (''Codice Atlantico'', 76)
*Chi non punisce il [[male]], comanda che si facci.
*Chi non raffrena la [[volontà]] colle bestie s'accompagni.
*Chi non stima la [[vita]], non la merita. (''Codice I'', 15)
*Chi poco [[pensiero|pensa]] molto [[errore|erra]]. (''Codice H'', 119) <!--(p. 37)-->
*Chi tempo ha e tempo aspetta, perde l'amico e danari non ha mai. (''Codice Atlantico'', 4)
*Chi vol essere ricco in un dì è [[impiccagione|impiccato]] in un anno.
*Come è più difficile a 'ntendere l'opere di natura che un libro d'un [[poeta]].
*[[Costanza|Costanzia]]: non chi comincia, ma quel che persevera.
*Dimanda consiglio a chi ben si corregge.
*Iddio ci vende tutti li beni per prezzo di [[fatica]].
*Il [[Moto (fisica)|moto]] è causa d'ogni vita. (''Codice Trivulziano'', 36)
*[[Gola (ingordigia)|Gola]] è mantenimento della vita. (''Codice H'', 32)
*L'acqua che tocchi de' fiumi è l'ultima di quella che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente.
*L'[[anima e corpo|anima]] desidera stare col suo [[anima e corpo|corpo]], perché, sanza li strumenti organici di tal corpo, nulla può oprare né sentire.
*L'età che vola discorre nascostamente e inganna altrui, e niuna cosa è più veloce che gli anni, e chi semina [[virtù]] [[fama]] raccoglie. (''Codice Atlantico'')
*L'uomo ha grande discorso del quale la più parte è vano e falso, li animali l'hanno piccolo ma è utile e vero; e meglio è la piccola certezza che la gran bugia.
*La [[Meccanica]] è il paradiso delle scienze matematiche, perché con quella si viene al frutto matematico.
*La [[natura]] è piena d'infinite ragioni, che non furon mai in isperienzia.
*La [[paura]] nasce più tosto che altra cosa. (''Codice L'', 90)
*La [[pazienza]] fa contra alle ingiurie non altrementi che si faccino i panni contro del freddo; imperò che se ti multiplicherai di panni secondo la multiplicazione del freddo, esso freddo nocere non ti potrà; similmente alle grandi ingiurie cresci la pazienza, esse ingiurie offendere non ti potranno la tua mente.
*La [[sapienza]] è figliola della [[Esperienza|sperienzia]]. (''Codice Forster III'')
*La scienza è il capitano, e la [[pratica]] sono i soldati.
*La somma [[felicità|filicità]] sarà somma cagione della infelicità, e la perfezion della sapienza cagion della stoltizia.
*La [[verità]] sola fu figliola del tempo. (''Codice M'', 58)<ref>Cfr. Aulo Gellio: «''Alius quidam veterum poetarum, cuius nomen mihi nunc memoriae non est, Veritatem Temporis filiam esse dixit.''» ([[s:la:Noctes_Atticae/Liber_XII#XI.|''Noctes Atticae'', libro XII, XI]], VII)</ref>
*La [[vita]] bene spesa lunga è.
*[[Lussuria]] è causa della generazione. (''Codice H'', 32)
*Nessuna azione naturale si po' abreviare. (''Codice Atlantico'')
*Nissuna umana investigazione si pò dimandare vera scienzia s'essa non passa per le [[dimostrazione matematica|matematiche dimostrazioni]], e se tu dirai che le scienzie, che principiano e finiscono nella mente, abbiano verità, questo non si concede, ma si niega, per molte ragioni, e prima, che in tali discorsi mentali non accade esperienzia, sanza la quale nulla dà di sé certezza.
*Nessuno effetto è in natura sanza ragione; intendi la ragione e non ti bisogna sperienza.
*No' si volta chi a [[stella]] è fisso.
*Non si dimanda ricchezza quella che si può perdere. La virtù è vero nostro bene ed è vero premio del suo possessore: lei non si può perdere, lei non ci abbandona, se prima la vita non ci lascia. Le robe e le esterne devizie sempre le tieni con timore, ispesso lasciano con iscorno e sbeffato il loro possessore, perdendo lor possessione.
*Non si po' aver ragione né minor signoria che quella di se medesimo.
*O studianti, studiate le [[matematica|matematiche]], e non edificate sanza fondamenti.
*Ogni danno lascia dispiacere nella ricordazione, salvo che 'l sommo danno, cioè la [[morte]] che uccide essa ricordazione insieme colla vita.
*Ogni nostra cognizione prencipia da [[sentimento|sentimenti]]. (''Codice Trivulziano'', 20)
*Più facilmente si contasta al principio che alla fine.
*Quelli che s'innamoran di [[pratica]] sanza scienzia son come 'l nocchier ch'entra in navilio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada.
*Questo omo ha una somma pazzia, cioè che sempre stenta per non istentare, e la vita se li fugge sotto speranza di godere i beni con somma fatica acquistati.
*Questo per isperienza è provato, che chi non si [[fiducia|fida]] mai sarà [[inganno|ingannato]]. (''Codice Atlantico'')
*Raro [[caduta|cade]] chi ben cammina. (''Codice Atlantico'')
*Reprendi l'[[amico]] tuo in segreto e [[lode|laldalo]] in paleso. (''Codice H'', 16)
*Sì come ogni regno in sé diviso è disfatto, così ogni ingegno diviso in diversi studi si confonde e indebolisce.
*Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una [[vita e morte|vita]] bene usata dà lieto [[vita e morte|morire]]. (''Codice Trivulziano'', folio 27r.)
*Tristo è quel [[maestro e discepolo|discepolo]] che non avanza il suo [[maestro e discepolo|maestro]]. (''Codice Forster III'')
*Una volta che abbiate conosciuto il [[volo]], camminerete sulla terra guardando il cielo, perché là siete stati e là desidererete tornare.
*Un [[vaso]] rotto crudo si può riformare, ma il cotto no. (''Codice Trivulziano'', 38)
*Uscirà dalla terra animali vestiti di tenebre, i quali, con maravigliosi assalti, assaliranno l'umana generazione, e quella da feroci morsi fia, con fusion di sangue, da essi divorata. (''Codice I'', 63) <!--(p. 65)-->
==''Bestiario'' o ''Le allegorie''==
*[[Calandra (uccello)|Calendrino]] è un uccello, il quale si dice, che essendo esso portato dinanzi a uno infermo, che se 'l detto infermo deve morire, questo uccello li volta lato, sta per lo contrario e mai lo riguarda; e, se esso infermo deve iscampare, questo uccello mai l'abbandona in vista, anzi è causa di levarli ogni malattia. (''Amore di virtù''; 1979, p. 51)
*Del [[nibbio]] si legge che, quando esso vede i suoi figlioli nel nido esser di troppa grassezza, che egli gli becca loro le coste, e tiengli sanza mangiare. (''Invidia''; 1979, p. 51)
*L'allegrezza è appropriata al [[gallo]], che d'ogni piccola cosa si rallegra, e canta, con varî e scherzanti movimenti. (''Allegrezza''; 1979, p. 52)
*La tristezza s'assomiglia al [[corvo]], il quale, quando vede i sua nati figlioli essere bianchi, per lo grande dolore si parte, con tristo rammarichìo gli abbandona, e non gli pasce, insino che non gli vede alquante poche penne nere. (''Tristezza''; 1979, p. 52)
*Del [[castoro]] si legge che, quando è perseguitato, conoscendo essere per la virtù de' sua medicinali testiculi, esso, non potendo più fuggire, si ferma, e, per avere pace coi cacciatori, coi sua taglienti denti si spicca i testiculi, e li lascia a' sua nimici. (''Pace''; 1979, p. 52)
*La virtù della gratitudine si dice essere più nelli uccelli detti [[upupa|upica]], i quali, conoscendo il benifizio della ricevuta vita e nutrimento dal padre e dalla lor madre, quando li vedano vecchi, fanno loro uno nido, e li covano, e li notriscano, e cavan loro col becco le vecchie e triste penne, e con certe erbe li rendano la vista, in modo che ritornano in prospertà. (''Misericordia over gratitudine''; 1979, pp. 52-53)
*Il [[rospo]] si pasce di terra, e sempre sta macro, perché non si sazia: tanto è il timore, che essa terra non li manchi. (''Avarizia''; 1979, p. 53)
*Il [[basilisco (mitologia)|basalisco]] è di tanta crudeltà che, quando con la sua venenosa vista non po' occidere li animali, si volta all'erbe e le piante, e, fermato in quelle la sua vista, le fa seccare. (''Crudeltà''; 1979, p. 53)
*La [[sirena|serena]] sì dolcemente canta, che addormenta i marinari, e essa monta sopra i navili, e occide li addormentati marinari. (''Lusinghe over soie''; 1979, p. 54)
*Il [[bue|bo]] salvatico avendo in odio il colore rosso, i cacciatori vestan di rosso il pedal d'una pianta, e esso bo corre a quella, e con gran furia v'inchioda le corna, onde i cacciatori l'occidano. (''Pazzia''; 2012, § 15)
*Benché le [[pernice|pernici]] rubino l'ova l'una all'altra, non di meno i figlioli, nati d'esse ova, sempre ritornano alla lor vera madre. (''Verità''; 1979, p. 54)
*La [[volpe]], quando vede alcuna torma di [[gazza|sgazze]] o [[taccola|taccole]] o simili uccelli, subito si gitta in terra in modo, colla bocca aperta, che par morta; e essi occelli le voglian beccare la lingua, e essa gli piglia la testa. (''Falsità''; 2012, § 19)
*La [[talpa]] ha li occhi molto piccoli e sempre sta sotto terra, e tanto vive quanto essa sta occulta, e, come viene alla luce, subito more perché si fa nota. Così la [[bugia]]. (''Busia''; 2012, § 20)
*La [[lepre]] sempre teme, e le foglie, che caggiano dalle piante per autunno, sempre la tengano in timore e, 'l più delle volte, in fuga. (''Timore over viltà''; 1979, p. 55)
*Il [[falco|falcone]] non preda mai, se non l'uccelli grossi, e prima si {{sic|lascierebbe}} morire, che si cibassi de' piccioli, e che mangiasse carne fetida. (''Magnanimità''; 1979, p. 55)
*In questo vizio, si legge del [[pavone|pagone]] esserli più che altro animale sottoposto, perché sempre contempla in nella bellezza della sua coda, quella allargando in forma di rota, e col suo grido trae a sé la vista de' circustanti animali. E questo è l'ultimo vizio, che si possa vincere. (''[[Vanagloria]]''; 1979, p. 56)
*Alla [[costanza|constanza]] s'assimiglia la [[fenice]]; la quale, intendendo per natura la sua rennovazione, è costante a sostenere le cocenti fiamme, le quali la consumano, e poi di novo rinasce. (''Constanza''; 1979, p. 56)
*Il [[rondone]] si mette per la [[incostanza|inconstanza]]: il quale sempre sta in moto, per non sopportare alcuno minimo disagio. (''Inconstanza''; 1979, p. 56)
*Il [[cammello]] è il più lussurioso animale che sia, e andrebbe mille miglia dirieto a una cammella, e, se usassi continuo con la madre o sorelle, mai le tocca, tanto si sa ben temperare. (''Temperanza''; 1979, p. 56)
*L'alicorno, ovvero [[unicorno]], per la sua intemperanza e non sapersi vincere, per lo diletto che ha delle donzelle, dimentica la sua ferocità e salvatichezza; ponendo da canto ogni sospetto va alla sedente donzella, e se le addormenta in grembo; e i cacciatori in tal modo lo pigliano. (''Intemperanza''; 2012, § 28)
*Dell'[[umiltà|umilità]] si vede somma sperienzia nello [[agnello]] il quale si sottomette a ogni animale, e quando per cibo son dati all'incarcerati leoni, a quelli si sottomettano come alla propria madre, in modo che spesse volte s'è visto i lioni non li volere occidere. (''Umilità''; 2012, § 29)
*Il salvatico [[asino]] quando va alla fonte per bere e truova l'acqua intorbidata, non arà mai sì gran sete che non s'astenga di bere e aspetti ch'essa acqua si rischiari. (''Astinenzia''; 2012, § 31)
*L'[[avvoltoio|avoltore]] è tanto sottoposto alla gola che andrebbe mille miglia per mangiare d'una carogna e per que[sto] seguita li eserciti. (''Gola''; 2012, § 32)
*La [[tortora]] non fa mai fallo al suo compagno, e, se l'uno more, l'altro osserva perpetua castità, e non si posa mai su ramo verde, e non bee mai acqua chiara. (''Castità''; 1979, p. 57)
*Il [[pipistrello|palpistrello]], per la sua isfrenata lussuria, non osserva alcuno universale modo di lussuria, anzi maschio con maschio, femmina con femmina, sì come a caso si trovano, insieme usano il lor coito. (''Lussuria''; 1979, pp. 57-58)
*L'[[ermellino]], per la sua moderanza, non mangia se non una sola volta al dì, e prima si lascia pigliare a' cacciatori che voler fuggire nella infangata tana — per non maculare la sua gentilezza. (''Moderanza''; 1979, p. 58)
*Questo porta grande amore a' sua nati, e, trovando quelli nel nido morti dal serpente, si punge a riscontro al core, e, col suo piovente sangue bagnandoli, li torna in vita. (''[[Pellicano]]''; 1979, p. 58)
*La [[salamandra]] nel foco raffina la sua scorza. Per la virtù: questa non ha membra passive, e non si prende la cura d'altro cibo che di foco, e spesso in quello rinnova la sua scorza. (''Salamandra''; 1979, p. 59)
*Questo converte il ferro in suo nutrimento; cova l'ova colla vista. Per l'arme, nutrimento de' capitani. (''[[Struzzo]]''; 1979, p. 59)
*[[Cigno]] è candido, sanza alcuna macchia e dolcemente canta nel morire; il qual canto termina la vita. (''Cigno''; 1979, p. 59)
*Questa, bevendo la salsa acqua, caccia da sé il male; se truova la compagna in fallo, l'abbandona, e, quando è vecchia, i sua figlioli la covano e pascano, in fin che more. (''[[Cicogna]]''; 1979, pp. 59-60)
*Questa col suo canto fa tacere il [[cuculo|cucco]]; more nell'olio e rinasce nell'aceto; canta per li ardenti caldi. (''[[Cicala]]''; 1979, p. 60)
*Questo porta ne' denti la subita morte, e, per non sentire l'incanti, colla coda si stóppa li orecchi. (''L'[[aspide|aspido]], sta per la virtù''; 1979, p. 60)
*Quest'ha nel suo, ch'apre bocca, e nel fine strigne' denti, e ammazza il marito; poi i figlioli, in corpo cresciuti, straccian il ventre, e occidano la madre. (''[[Vipera]]''; 1979, p. 60)
*Il [[ragno]] partorisce fori di sé l'artificiosa e maestrevole tela, la quale gli rende, per benefizio, la presa preda. (''Ragno''; 1979, p. 61)
*Questo animale col suo tonante grido desta i sua figlioli, dopo il terzo giorno nati, aprendo a quelli tutti l'indormentati sensi: e tutte le fiere, che nella selva sono, fuggano. (''[[Leone]]''; 1979, p. 61)
*Queste castigano i loro schermidori, privandoli di vita, ché così ha ordinato natura, perché si cibino. (''Duco o [[civetta]]''; 1979, p. 62)
*Questo nasce in Peonia, ha còllo con crini simile al cavallo, in tutte l'altre parte è simile al toro, salvo che le sue corna sono in modo piegate indentro che non po' cozzare, e per questo non ha altro scampo che la fuga, nella quale gitta sterco per ispazio di 400 braccia del suo corso — il quale, dove tocca, abbrucia come foco. (''[[Bisonte|Bonaso]] noce colla fuga''; 1979, p. 65)
*Questo dov'è più luce, più si fa orbo, e, come più guarda il sole, più s'accieca. Pel vizio, che non po' stare dov'è la virtù. (''[[Pipistrello|Palpistrello]]''; 1979, p. 65)
*Questa si trasmuta di femmina in maschio, e dimentica il primo sesso, e fura per invidia l'ova all'altre, ma i nati seguitano la vera madre. (''[[Pernice]]''; 1979, p. 65)
*Questa co' la celidonia<ref>Pietra leggendaria che si troverebbe in pancia alle rondini.</ref> 'lumina i sua ciechi nati. (''[[Rondine]]''; 1979, p. 65)
*Questa ha forma di leonessa, ma è più alta di gambe e più sottile e lunga e tutta bianca e punteggiata di macchie nere, a modo di rosette; di questa si dilectano tutti li animali di vedere, e sempre le starebbon dintorno se non fussi la terribilità del suo viso: onde essa, questo conoscendo, asconde il viso, e li animali circustanti s'assicurano e fannosi vicini per meglio potere fruire tanta bellezza, onde questa subito piglia il più vicino e subito lo divora. (''[[Leopardo|Pantere]] in Africa''; 1979, p. 66)
*Questa, trovando la tana del [[basilisco (mitologia)|basilisco]], coll'odore della sua sparsa orina, l'occide: l'odore della quale orina ancora, spesse volte, essa donnola occide. (''[[Donnola]] over bellola''; 1979, p. 68)
*Questa ha due teste, l'una nel suo loco, l'altra nella coda, come se non bastassi, che da un solo loco gittassi il veneno. (''[[Anfesibena|Amfesibene]]''; 1979, p. 68)
*Questa sta sopra le piante, e si lancia come dardo, e passa attraverso le fiere, e l'uccide. (''[[Iaculo]]''; 1979, p. 68)
*Questo animale è mortale nemico all'[[aspide|aspido]], nasce in Egitto, e, quando vede presso al suo sito alcuno aspido, subito corre alla litta over fango del Nilo, e con quello tutto s'infanga, e poi, risecco dal sole, di novo di fango s'imbratta, e, così seccando l'un dopo l'altro, si fa tre o quattro veste, a similitudine di corazza; e di poi assalta l'aspido, e ben contrasta con quello, in modo che, tolto il tempo, se li caccia in gola e l'ammazza. (''[[Icneumone]]''; 1979, p. 69)
*Questo ha similitudine colla cicogna, e, quando si sente ammalato, empie il gozzo d'acqua, e col becco si fa un cristero. (''[[Ibis]]''; 1979, p. 70)
*Questo, quando si sente morso dal ragno detto [[falangio (ragno)|falange]], mangia de' granchi, e si libera di tal veneno. (''[[Cervo|Cervi]]''; 1979, p. 70)
*Questo medica i sua mali mangiando della [[edera]]. (''[[Cinghiale]]''; 1979, p. 71)
*Questa, poi che le sono uscite le 'nteriora, ancora combatte coi cani e cacciatori. (''[[Leopardo|Pantera]]''; 1979, p. 71)
*Questo piglia sempre il colore della cosa, dove si posa, onde, insieme colle frondi dove si posano, spesso dalli elefanti son divorati. (''[[Camaleonte|Camaleone]]''; 1979, p. 71)
*Questo, quando ha ucciso il {{sic|camaleone}}, si purga coll'alloro. (''[[Corvo|Corbo]]''; 1979, p. 72)
*Le [[gru]], acciò che 'l loro re non perisca per cattiva guardia, la notte li stanno dintorno con pietre in piè.<br />Amor, timor e reverenza: questo scrivi in tre sassi di gru. (''Gru''; 1979, p. 72)
*Il [[cardellino|calderugio]] dà il tortomalio<ref>Pianta meglio nota come titimalo o titimaglio.</ref> a' figlioli ingabbiati. — Prima morte che perdere libertà! (''Cardellino''; 1979, p. 72)
*Il [[gallo]] non canta, se prima tre volte non batte l'ali; il [[pappagallo|papagallo]], nel mutarsi pe' rami, non mette i piè, dove non ha prima messo il becco. (''Dell'antivedere''; 1979, p. 72)
*Per il ramo della [[noce]], — che solo è percosso e battuto, quand'e' ha condotto a perfezione li sua frutti, — si dinota quelli, che, mediante il fine delle loro famose opere, son percossi dalla invidia per diversi modi. (''Per ben fare''; 1979, p. 72)
==''Favole''==
*La formica trovato uno grano di [[miglio]], il grano sentendosi preso da quella gridò: «Se mi fai tanto piacere di lasciarmi fruire il mio desiderio del nascere, io ti renderò cento me medesimi.» E così fu fatto. (''La formica e il seme di miglio'')
*Lo [[specchio]] si groria forte tenendo dentro a sé specchiata la regina e, partita quella, lo specchio riman vile. (''Lo specchio e la regina'')
*Vedendo il [[castagna|castagno]] l'uomo sopra il [[fico]], il quale piegava inverso sé i sua rami, e di quelli ispiccava i maturi frutti, e quali metteva nell'aperta bocca disfacendoli e disertandoli coi duri denti, crollando i lunghi rami e con temultevole mormorio disse: «O fico, quanto se' tu men di me obrigato alla natura! Vedi come in me ordinò serrati i mia dolci figlioli, prima vestiti di sottile camicia, sopra la quale è posta la dura e foderata pelle, e non contentandosi di tanto beneficarmi, ch'ell'ha fatto loro la forte abitazione, e sopra quella fondò acute e folte spine, a ciò che le mani dell'homo non mi possino nuocere.» Allora il fico cominciò insieme co' sua figlioli a ridere, e ferme le risa, disse: «Conosci l'omo essere di tale ingegno, che lui ti sappi colle pertiche e pietre e sterpi, tratti infra i tua rami, farti povero de' tua frutti, e quelli caduti, peste co' piedi e co' sassi, in modo ch'e frutti tua escino stracciati e storpiati fora dell'armata casa; e io sono con diligenza tocco dalle mani, e non come te da bastoni e da sassi.» (''Il castagno e il fico'')
==''Le facezie''==
*Uno vedendo una femmina parata a tener tavola in giostra, guardò il tavolaccio, e gridò vedendo la sua lancia: – ohimè! questo è troppo picciol lavorante a sì gran bottega! – (1979, p. 285)<ref>Cfr. [[Barzellette dai libri]].</ref>
*Una lavava i panni, e pel freddo avea i piedi molto rossi; e passandole appresso uno prete, domandò, con ammirazione, donde tale rossezza derivassi; al quale la femmina subito rispose che tale effetto accadeva, perché ella avea sotto il foco. Allora il prete mise mano a quello [[Pene|membro]], che lo fece essere più prete che monaca, e, a quella accostandosi, con dolce e sommessiva voce, pregò quella che 'n cortesia li dovessi un poco accendere quella candela. (1979, pp. 286-287)
*Uno, andando a Modana, ebbe a pagare 5 soldi di Lira di gabella della sua persona. Alla qual cosa cominciato a fare gran romore e ammirazione, attrasse a sé molti circustanti; i quali domandando donde veniva tanta maraviglia, ai quali Maso rispose: – oh! non mi debbo io maravigliare? conciossia che tutto un omo non paghi altro che 5 soldi di Lira, e a Firenze io, solo a metter dentro il c..., ebbi a pagare 10 ducati d'oro, e qui metto il c..., i c... e tutto il resto per sì piccol dazio. Dio salvi e mantenga tal città, e chi la governa! – (1979, p. 287)
*Due camminando di notte per dubbiosa via, quello dinanzi fece grande strepito col culo; e disse l'altro compagno: – or veggo io ch'i' son da te amato. – Come? disse l'altro. – Quel rispose: – tu mi porgi la [[Flatulenza|coreggia]],<ref>Doppio senso dovuto al fatto che "coreggia" può significare sia "[[scorreggia]]" sia "striscia di cuoio, cinghia".</ref> perch'io non caggia, né mi perda da te. – (1979, p. 287)
==''Trattato della Pittura''==
===[[Incipit]]===
Scienza è detto quel discorso mentale il quale ha origine da' suoi ultimi principî, de' quali in natura null'altra cosa si può trovare che sia parte di essa scienza, come nella quantità continua, cioè la scienza di geometria, la quale, cominciando dalla superficie de' corpi, si trova avere origine nella linea, termine di essa superficie; ed in questo non restiamo satisfatti, perché noi conosciamo la linea aver termine nel punto, ed il punto esser quello del quale null'altra cosa può esser minore.
===Citazioni===
*Acciocché la prosperità del corpo non guasti quella dell'ingegno, il pittore ovvero disegnatore dev'essere solitario.
*Ciò che tu guadagni che non serve alla vita tua è in man d'altri senza tuo grado.
*La più importante cosa che ne' discorsi della pittura trovar si possa, sono i movimenti appropriati agli accidenti mentali di ciascun animale, come desiderio, sprezzamento, ira, pietà e simili.
*La prima parte della pittura è che li corpi con quella figurati si dimostrino rilevati, e che li campi di essi circondatori con le lor distanze si dimostrino entrare dentro la pariete, dove tal pittura è generata, mediante le tre prospettive, cioè diminuzione delle figure de' corpi, diminuzione delle magnitudini loro, e diminuzioni de' loro colori. E di queste tre prospettive la prima ha origine dall'[[occhio]], le altre due hanno derivazione dall'aria interposta infra l'occhio, e l'obietto da esso occhio veduto. La seconda parte della pittura sono gli atti appropriati e variati nelle statue, che gli uomini non paiano fratelli.
*Nessuna cosa dimostrerà mai il suo proprio colore, se il lume che illumina non è in tutto d'esso colore, e questo si manifesta nei colori de' panni, de' quali le pieghe illuminate, che riflettono o danno lume alle contrapposte pieghe, gli fanno dimostrare il loro vero colore. Il medesimo fa la foglia dell' oro nel dar lume l'una all'altra, ed il contrasto fa dal pigliar lume da un altro colore.
*Nessun colore che rifletta nella superficie d'un altro corpo, tinge essa superficie del suo proprio colore, ma sarà misto con i concorsi degli altri colori riflessi, che risaltano nel medesimo luogo...
*Il moto mentale muove il corpo con atti semplici, e facili, non in qui, ed in là, perché il suo obietto è nella mente, la quale non muove i sensi, quando in sé medesima è occupata.
*Quel pittore che non dubita poco acquista.
*Il pittore è padrone di tutte le cose che possono cadere in pensiero all'uomo, perciocché s'egli ha desiderio di vedere bellezze che lo innamorino, egli è signore di generarle.
*La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. Adunque queste due poesie, o vuoi dire due pitture, hanno scambiati i sensi, per i quali esse dovrebbero penetrare all'intelletto.
*Farai le figure in tale atto, il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell'animo; altrimenti la tua arte non sarà laudabile.
*E veramente accade che sempre dove manca la ragione suppliscono le grida, la qual cosa non accade nelle cose certe. Per questo diremo che dove si grida non è vera scienza, perché la verità ha un sol termine, il quale essendo pubblicato, il litigio resta in eterno distrutto, e s'esso litigio resurge, ella è bugiarda e confusa scienza, e non certezza rinata. (parte prima, 29, ''Quale scienza è meccanica, e quale non è meccanica'', pp. 84-85)
*Sempre la pratica dev'essere edificata sopra la buona teorica.
*Dopo questo {{NDR|[[Giotto]]}} l'arte ricadde, perché tutti imitavano le fatte pitture, e così andò declinando, insino a tanto che Tommaso fiorentino, scognominato [[Masaccio]], mostrò con opra perfetta come quegli che pigliavano per altore altro che la natura, maestra de' maestri, s'affaticavano invano.
*E se tu sarai [[Solitudine|solo]], tu sarai tutto tuo [...]. (parte seconda, 48, ''Della vita del pittore nel suo studio'')
*E veramente accade che sempre dove manca la ragione suppliscono le grida, la qual cosa non accade nelle cose certe. Per questo diremo che dove si grida non è vera scienza, perché la verità ha un sol termine, il quale essendo pubblicato, il litigio resta in eterno distrutto, e s'esso litigio resurge, ella è bugiarda e confusa scienza, e non certezza rinata. (pp. 84-85)
==Citazioni su Leonardo da Vinci==
*Anche nella prosa Leonardo è inventore. Non diremo più il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]] padre della prosa italiana, se mai a simili metafore familiari ci piacesse ricorrere. Certo anche in lui si trovano momenti di prosa, lavorata con animo di storico e di filosofo, ma nel suo insieme la prosa del Boccaccio tende alla sintassi lirica, come rappresentazione e numero poetico. Prosa fu quella del Convivio di [[Dante Alighieri|Dante]] e di alcune cronache e trattati; ma la prosa grande, la prima prosa grande d'Italia, è da trovare negli scritti di Leonardo: la prosa più alta del primo [[Rinascimento]], sebbene in tutto aliena dal modello umanistico, e liberamente esemplata sul comune discorso. ([[Francesco Flora]])
*Cerca dovunque raccoglimento e pace; la vita gli è cara fuori di ogni tumulto e scompiglio; lascia che altri curi i destini in patria, ai quali lui, artista e investigatore della natura, sottratto alle agitazioni e tempeste politiche, non poteva attendere; e muore in terra straniera, reclinato sempre sul pensier suo solitario. Tutte le speculazioni non portano frutto, se non si ponderano e vagliano, a mente serena e concentrata, possibilmente fuori delle stanze de' palazzi, dove il pensiero si smarrisce. Le abitazioni piccole, soleva dire Leonardo, «ravvivano lo ingegno e le grandi lo sviano». ([[Arturo Farinelli]])
*Certo Leonardo non fu un filosofo, nel senso vero della parola, e soprattutto non si prefisse mai, nei suoi trattati, di svolgere una filosofia dell'arte. Ma ebbe intuizioni così sapienti, che superano in qualche parte la concezione empirica, che il [[positivismo]] si è formata ed ha divulgata intorno alla natura e alla funzione del pensiero. La formola comune della sua dottrina, che «noi dobbiamo cominciare dalla esperienza e per mezzo di questa scoprire la ragione», è stata fraintesa<ref>Nel testo "frantesa".</ref>, nei suoi fondamenti ed applicazioni, perfino da quelli che potevano meglio intenderne l'alto valore filosofico. E, staccata dal contesto di cui fa parte, non ha dato modo a critici autorevoli di penetrare neppure il legame spirituale, che la congiunge all'[[aforisma]], apparentemente contradittorio, di cui Leonardo si compiacque, affermando che «la natura è piena d'infinite ragioni, che non furono mai in esperienza». ([[Enrico Cocchia]])
*Cosa avrebbe inventato Leonardo dopo un espresso ristretto? Con la [[amfetamina|simpamina]] sarebbe arrivato subito alla bomba atomica. ([[Marcello Marchesi]])
*De' cavalli si dilettò molto, e particularmente di tutti gli altri animali, i quali con grandissimo amore e pacienza governava; e mostrollo, che spesso, passando dai luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandoli di gabbia e pagatogli a chi li vendeva il prezzo che n'era richiesto, li lasciava in aria a volo, restituendoli la perduta libertà. ([[Giorgio Vasari]])
*È stata opinione generale, e la è ancora per molti, questa: che l'opera scientifica di Leonardo fosse da lui fatta a servizio dell'arte. Perfino nell'ultima edizione del suo bel saggio di biografia psicologica<ref>''Léonard de Vinci, l'artiste et le savant (1452-1519) : Essai de biographie psychologique''.</ref>, il [[Gabriel Séailles|Séailles]] ripete che Leonardo non ha mai domandato alla scienza se non la potenza ch'essa dà per agire e per creare, e che, in lui, lo scienziato fu il servo dell'artista.<br>In nome della Scienza sperimentale, della quale Leonardo fu il fondatore, io non posso tenermi dal dichiarare con forza che tali parole, perdonabili venti anni or sono, oggi suonano offesa alla memoria del più grande nostro filosofo della natura.<br>Furono fatte a servizio dell'arte le osservazioni sulla scienza dei gravi, le ricerche di meccanica e di fisica teoretica, le indagini sulla natura e composizione della fiamma, sulla salsedine del mare, sull'origine dei fossili, sull'imbibizione capillare, sulla sfericità delle gocciole dei liquidi, sulle macchie lunari, sulla erosione del suolo? Furono fatte a servizio dell'arte le numerose dissezioni di cadaveri umani e d'animali, le ricerche di morfologia comparata sugli arti, quelle sulla meccanica respiratoria e sulla nutrizione delle piante, le speculazioni sul ricambio materiale?<br>Al contrario! Dallo studio dei manoscritti vinciani si trae la convinzione che l'arte guidò Leonardo alla scienza, la quale lo avvinse poi sì fortemente da inibirgli quasi, alla fine, la pratica di quella. ([[Filippo Bottazzi]])
*Egli era gentile con tutti; si dice che rifiutasse di mangiare carne, poiché non riteneva giusto privare della vita gli animali; e provava un piacere particolare nel comprare gli uccelli al mercato e poi liberarli. ([[Sigmund Freud]])
*Fondatore del metodo analitico comparativo, non potevano sfuggirgli le somiglianze e le differenze fra l'uomo e gli animali; e se bene i tempi non fossero maturi perché egli intravedesse il legame [[Filogenesi|filogenetico]] che insieme li collega, quasi istintivamente mosse allo studio dell'anatomia degli animali, fra i quali e l'uomo scoprì numerose omologie, facendosi così iniziatore dell'[[anatomia comparata]]. ([[Filippo Bottazzi]])
*Grandissimi doni si veggono piovere da gli influssi celesti ne' corpi umani molte volte naturalmente; e sopra naturali talvolta strabocchevolmente accozzarsi in un corpo solo bellezza, grazia e virtú, in una maniera che dovunque si volge quel tale, ciascuna sua azzione è tanto divina, che lasciandosi dietro tutti gli altri uomini, manifestamente si fa conoscere per cosa (come ella è) largita da Dio, e non acquistata per arte umana. Questo lo videro gli uomini in Lionardo da Vinci. ([[Giorgio Vasari]])
*I Greci utilizzarono canoni diversi; fra questi uno dei più importanti fu quello di Lipsio, tramandato da [[Marco Vitruvio Pollione|Vitruvio]], che fu utilizzato anche in tutto il Medioevo. Il modulo di questo canone è la testa contenuta esattamente otto volte nel corpo umano e anche gli artisti del [[Rinascimento]] seguirono i canoni greci. Leonardo da Vinci accettò invece la regola del quadrato degli antichi, secondo la quale ì'uomo con le braccia aperte può essere inscritto in un quadrato. Inoltre egli dimostrò che, se le braccia sono leggermente sollevate dalla posizione orizzontale e le gambe alquanto divaricate, la figura umana può essere inscritta in un cerchio il cui centro corrisponde all'ombelico. Leonardo seguì inoltre la regola di Lipsio secondo la quale l'altezza della testa è uguale all’ottava parte dell'altezza totale del corpo. ([[Massoneria|Gran Loggia Svizzera Alpina]])<ref>In {{cita web | autore = Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Toscana | autore2 = GOI | url = https://freimaurerei.ch/it/da-euclide-a-le-corbusier-sezione-aurea-e-modulor/ | titolo = ''Da Euclide a Le Corbusier Sezione Aurea e Modulor. Da millenni alla ricerca della perfezione, del bello, dell'armonia'' | lingua = it |data = 1 Dicembre 2008}}, ''freimaurerei.ch'' (rivista della Gran Loggia Svizzera Alpina). URL archiviato l'[http://web.archive.org/web/20190308092108/https://freimaurerei.ch/it/da-euclide-a-le-corbusier-sezione-aurea-e-modulor// 8 marzo 2019]</ref>
*Il genio di Leonardo era troppo personale e troppo inerente ad un dato momento storico perché potesse trasmettersi in una tradizione duratura. Il [[Rinascimento]] e Leonardo si spensero insieme. ([[Gaetano Negri]])
*Il [[mondo]] non si rivela più a Leonardo nella immobile staticità con la quale il pregiudizio secolare aveva chiuso il campo alle nostre indagini umane impedendo ogni progresso alla comprensione e rappresentazione artistica del mondo. Leonardo, distruggendo le vecchie barriere, concepisce l'universo non più come una forma assolutamente definita, ma come un [[Moto (fisica)|movimento]] continuo ed universale che, rinnovandosi eternamente, genera e produce innumerevoli cambiamenti e trasformazioni nella natura, si concreta nel movimento del corpo umano, discende per tutte le forme del mondo organico fino al mondo inorganico e trova la sua espressione più alta nel campo ancora del tutto inesplorato del movimento dell'anima che Leonardo eleva al rango di disciplina autonoma. Leonardo cerca nell'uomo come in tutti gli esseri viventi la funzione essenziale della vita, che egli concreta nel moto. Quindi egli ammette una configurazione artistica solamente in quanto sia diventata parte integrale e simbolo immediato del movimento universale. Abolisce la rigidità della linea e la determinatezza statica della forma. Nega il valore artistico di un contorno che non sia adattamento continuo, flessione e movimento, che non rispecchi nella sua sconfinata mutabilità l'essenza stessa della vita sempre subordinata a trasfigurazioni continue. ([[Heinrich Bodmer]])
*Il nocciolo della sua natura ed il suo segreto sembrerebbe risiedere nel fatto che egli riuscì, dopo che la sua curiosità era stata resa attiva durante l'infanzia al servizio degli interessi sessuali, a sublimare la maggior parte della sua libido in una brama di ricerca. Ma certamente non è facile dimostrare la validità di questa teoria. ([[Sigmund Freud]])
*Il Vinci, svincolatosi dalle pastoie del pregiudizio che aveva imperato nella scuola Araba, non contento di fornire i dati per la figurazione esterna del corpo, di porgere i più opportuni consigli per le esatte proporzioni dell'uomo, vuole ricercare l'intima compagine del corpo umano, vincendo per amore della scienza il ribrezzo spontaneo originantesi alla vista del sangue e con la mano avvezza al magistrale uso del pennello, adopera i taglienti e seziona cadaveri. Non è il capriccio che muove il grande artista, è il desiderio di apprender le cause degli effetti, è sempre il metodo di osservazione diretta che lo domina. ([[Giovanni Battista De Toni]])
*In Leonardo come in [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] è l'amore il mistero che sta alla base dell'universalità. ([[Hermann Hesse]])
*L'anima di Leonardo quando contempla un [[paesaggio]] non solo ne concepisce la bellezza dell'assieme, ma, analizzandone i particolari, ricerca nel terreno stesso il fattore della speciale sua movimentazione; ne scopre la natura e mette in evidenza il risultato finale delle forze naturali che {{sic|ànno}} cospirato ad abbozzare da prima, ed a cesellarne di poi l'aspetto esteriore. ([[Mario Baratta]])
*L'[[imitazione]] della natura è il principio che Leonardo proclama in tutti i suoi scritti e mette in pratica in tutte le sue opere. Ma che cosa significa imitar la natura? Ciò non vuol dire copiare le sue apparenze esteriori, come fanno oggi la maggior parte dei nostri artisti, ma imitarla nelle sue leggi di vita. Imitar la natura, per Leonardo come per tutti i geni dell'umanità, significa divenire come la natura, acquistando la potenza di creare l'opera d'arte nel modo stesso nel quale la natura crea le sue vite innumerevoli: ''qual fanno le cose''. ([[Angelo Conti]])
*L'inclinazione di Leonardo per la pittura si rivelò in modo strano: negli ozi di un'estate, mentre si trovava col padre e la famiglia in villa, il giovane si era divertito a dipingere su una ''rotella'' – o tondo di legno – un mostro composto di un insieme di brutti e schifosi animali ed insetti, quali serpi, scorpioni, ragni, nottole, lucertole, rospi ed altri, ch'egli aveva raccolti e copiati dal vero. Quel mostro era così orribile, e nello stesso tempo così vivo e naturale, che incuteva spavento a chi lo vedeva, e fu giudicato meraviglioso per essere stato ideato e dipinto da un così giovane artista. ([[Evelyn Franceschi Marini]])
*La scrupolosa ed acuta osservazione dei fenomeni, insieme con la intuizione delle leggi, che grado a grado ne riconducono la varietà verso l'unità dei principii generali, costituisce il cardine fondamentale ed è nel tempo stesso la spiccata caratteristica di tutta l'opera Vinciana.<br>Non dunque soltanto "vedere" ma, come egli si esprime, saper vedere e con "hostinato rigore". E questa facoltà del "saper vedere", per quanto un dotto tedesco abbia scoperto (e che cosa non scopre mai questa benedetta critica d'oltr'alpe!) che Leonardo era miope, possedeva egli in grado sublime, e della instancabilità sua nell'indagare con cura minuta ed assidua fu documento vivente in ogni suo atto. ([[Antonio Favaro]])
*La teoria formulata da Leonardo sul [[volo]] è, per acutezza di osservazioni e genialità di deduzioni, superiore agli studi eseguiti due secoli più tardi dal [[Giovanni Alfonso Borelli|Borelli]], e nel 1809 dal [[George Cayley|Cayley]]: è veramente sorprendente come Leonardo abbia potuto osservare, analizzare e decomporre i movimenti così rapidi e fuggevoli degli uccelli, e dedurne gli elementi fondamentali per la teoria dell'aviazione. Poiché Leonardo, dopo di avere riconosciuto come il peso, anziché essere un ostacolo, sia una condizione essenziale per il volo, e come l'uccello possa volare perché, essendo più pesante dell'aria, non rimane in balìa di questa, ma riesce ad approfittare della resistenza che collo stesso suo peso vi può contrapporre, si accinse a studiare il meccanismo delle ali, le varie posizioni della testa e della coda, e i vari comportamenti dell'uccello, secondo le diverse pressioni del vento, determinando matematicamente la direzione del suo volo in relazione alle forze componenti, e tenendo calcolo di tutti i movimenti che ne modificano il centro di gravità per dare, alla estrema mobilità del volo, la necessaria sicurezza e precisione. ([[Luca Beltrami]])
*Leonardo da Vinci è tenuto ormai da tutti per il fondatore dell'[[anatomia]] scientifica, e, in particolar modo, come il primo che corredò di esatte e artisticamente belle tavole anatomiche l'esposizione letterale delle osservazioni fatte direttamente sul cadavere umano dissecato; ma potrebbe dirsi che egli fu anche il fondatore della [[fisiologia]], sia perché in lui l'indagine anatomica non andò mai disgiunta da considerazioni sull'uso delle parti osservate e descritte e figurate, sia perché nei suoi manoscritti si trovano registrate numerose ricerche di fisiologia pura, riguardanti, per es., le azioni riflesse e automatiche dei centri nervosi, la funzione degli organi de' sensi, il ricambio materiale ed altre. ([[Filippo Bottazzi]])
*Leonardo non si serviva affatto di osservazioni inesatte e di segni arbitrari: se così fosse, la Gioconda non sarebbe mai stata eseguita. Egli era guidato da un'indefessa capacità di discernimento. ([[Paul Valéry]])
*Lo schizzo [[Cartografia|cartografico]] è per Leonardo il disegno di uno scultore: è una annotazione figurativa per mezzo della quale vengono fissate, con speciale tecnicismo, le linee fondamentali del rilievo; ma in esso manca ciò che rende parlante, anzi eloquente la rappresentazione. Nelle carte propriamente dette invece, oltre alla esattezza dei particolari, brilla la concezione artistica della rappresentazione stessa del terreno prima di lui non ottenuta.<br>Leonardo accoppiava in sé due doti ben difficili a trovarsi congiunte in una sola persona, e che pure sono necessarie, anzi indispensabili al cartografo per ottenere una esatta e parlante immagine del terreno: la profonda cultura scientifica e l'eccellenza nel disegno veramente insuperabile. ([[Mario Baratta]])
*Nelle lunghe sere, sovente a notte inoltrata, quando ogni cosa intorno tace, Leonardo ama raccogliere il pensiero sulle sue carte; e come il Geremia di Michelangelo, rimane assorto, senza però il travaglio e le angosce del meditabondo profeta. Della luce e del sole amantissimo, luminoso pittore quanto altri mai, intento sempre a dissipare le tenebre, ama pur la notte; e, senza accorarsi, la vede scendere dal cielo, portata dalle ombre immense. Dalle ombre notturne trae motivo di luce, anche a profitto di quella scienza sua particolare e singolarissima del fumeggiare delle figure; sul far della sera, quand'è tempo cattivo, i visi di uomini e di donne, avevano per Leonardo particolare grazia e dolcezza. ([[Arturo Farinelli]])
*Non si cibano {{NDR|i guzzarati}} di cosa alcuna, che tenga sangue: né fra essi loro {{sic|consentano}} che si noccia ad alcuna cosa animata, come il nostro Leonardo da Vinci. ([[Andrea Corsali]])
*Per Leonardo, genio universale, il [[disegno]] non è soltanto linguaggio pittorico, ma è il mezzo adeguato d'espressione di tutto ciò che appare e che passa nel suo pensiero, nella sua memoria, nella sua {{sic|imaginazione}} e nella sua fantasia. Tutti gli aspetti e tutti i momenti della multiforme ed inesauribile attività del suo spirito trovano la loro espressione negli innumerevoli disegni che egli traccia in margine e fra le linee dei suoi manoscritti, la precedono e spesso la superano con la loro potenza di linea intuitiva e divinatoria. Mai come in Leonardo il disegno ha avuto la virtù d'esprimere tante cose, dalle più affini alla pittura alle più lontane, dalle più concrete alle più astratte; mai come in Leonardo è giunto ad una cosi vasta e così intensa forza di analisi e di concentrazione. ([[Angelo Conti]])
*Per raggiungere la poesia dell'indefinito Leonardo ha capito che la ''forma'' doveva cedere il posto alla ''luce'', e che il chiaroscuro doveva quindi trasformarsi in un nuovo elemento d'espressione più sottile e incorporeo: questo fu lo ''sfumato''; elemento ben diverso dal ''chiaroscuro'', usato sino allora, e che aveva, al contrario, l'ufficio di rendere il senso plastico e definito delle cose. ([[Matteo Marangoni]])
*Se dobbiamo puntualizzare quale fosse la sua specialità, quello che più assomiglia non dico ad un lavoro -parola troppo pericolosa per lui- ma ad un'applicazione è di fare il cantautore. Girava così. e questo lo porta anche a Milano. E sente che la musica, in quanto arte immateriale...Leonardo era un cantore di strada, un cantautore aplicato alla capacità di comunicare con l'affabulazione [e] con la bellezza della voce qualcosa che è immediato. Aveva iniziato come letterato, ma non mi risulta che vi fossero un "Promessi Sposi", un canone o un'opera letteraria fondamentale, perchè la caratteristica della sua grande insoddisfazione è che del grande Leonardo architetto non c'è una sola architettura, del grande Leonardo scultore una sola scultura, del grande poeta e trattatista un solo verso: non c'è niente, sono tutte ipotesi non realizzate. In tutto questo, lui ha un'impotenza sostanziale alla conclusione e [il Vasari] dice che «anche nelle lettere avrebbe fatto profitto tanto grande se egli non fosse stato così vario e instabile. Periocchè egli si mise ad imparare molte cose e, cominciatele, egli poi le abandonava». Questo talento dell'incompiutezza gli dà una condizione speciale, quella per cui Leonardo è il [[genio]] dell'imperfezione. ([[Vittorio Sgarbi]])
*Solo Leonardo trovò la soluzione esatta del problema {{NDR|della rigidità}}. Il pittore deve lasciare allo spettatore qualcosa da indovinare; se i contorni non sono delineati rigidamente, se si lascia un poco vaga la forma come se svanisse nell'ombra, ogni impressione di rigidezza e di aridità sarà evitata. Questa è la famosa invenzione leonardesca detta lo «sfumato»: il contorno evanescente e i colori pastosi fanno confluire una forma nell'altra lasciando sempre un margine allo nostra immaginazione. ([[Ernst Gombrich]])
*Studiando dal vero tutto ciò che nella natura lo colpiva (il bello, lo strano, il ridicolo; la figura umana, il paesaggio, i fiorellini, il filo d'erba), egli venne conquistando un mezzo meccanico meraviglioso non più di scuola, né di sintesi della maniera di più scuole, ma unico, universale e particolare, tutto suo ed originale, che progressivamente gli consentì di esprimere ciò che la sua mente pensava e fantasticava, tutto ciò che il suo animo sentiva e sognava.<br>Egli è dunque un artista diverso. Negli altri grandi, nelle opere loro, in fondo, oltre al pensatore ed al poeta, si manifesta pur anche il tecnico; in lui, nei suoi dipinti, nei suoi disegni, è tale la espressione intellettuale ed ideale che, nonostante la tecnica {{sic|maravigliosa}}, ciò che vi colpisce e rapisce, è il pensiero ed il sentimento dello scienziato, del filosofo e del poeta, il quale, invece di esprimersi colla scrittura o colla parola, si vale del linguaggio delle arti figurative e con queste manifesta il trionfo del sapere e del sentimento umano nel momento dell'apogeo della meravigliosa civiltà italiana del [[Rinascimento]]. ([[Giulio Carotti]])
*Veduto Leonardo non si pensa più alla possibilità di fare molti progressi. ([[Paul Klee]])
===[[Massimo Polidoro]]===
*{{NDR|«Che lavoro farebbe oggi Leonardo da Vinci?»}} Il regista è sicuramente la professione che più si addice a Leonardo. Unisce tante delle sue passioni, dall'arte alla scienza, alla tecnica. Oggi non potrebbe esistere un Leonardo come nel '500, proprio perché sarebbe impossibile per lui approfondire qualunque campo di studi, perché si sa talmente tanto su qualunque cosa che anche solamente per sfiorare una branca del sapere ci vorrebbe tutta una vita, toccarne così tante come ha fatto lui era possibile solo quando si sapeva veramente poco della natura e del mondo che ci circonda.
*{{NDR|«Cosa ha ancora da dirci Leonardo dopo 500 anni?»}} La cosa più importante che ci trasmette oggi è la sua curiosità. Il suo voler sapere tutto di qualunque cosa e questo spirito curioso è qualcosa che dovremmo imitare tutti noi, perché è l'unica molla che ci permette di crescere e di capire il mondo che ci circonda. Tanti purtroppo la curiosità non la adoperano e la spengono, la soffocano pensando che certe domande siano stupide. Leonardo non si poneva questi problemi, su qualunque cosa gli passasse davanti voleva saperne di più.
*Leonardo era un grande studioso, passava tantissimo tempo a studiare gli antichi e le macchine che disegnava erano riproduzioni di altre, disegnate magari da autori come Mariano di Jacopo, detto il Taccola, ingegnere e scrittore vissuto prima di lui. Nel riprodurre queste macchine cercava anche di migliorarle, trovando delle soluzioni alternative. Leonardo non ha mai preteso di essere l'inventore di queste macchine, siamo noi che lo abbiamo pensato quando abbiamo trovato i suoi disegni, poi quando abbiamo scoperto che c'erano autori precedenti dello stesso genere di macchine c'è stato chi ha affermato: "allora Leonardo le ha rubate", no, semplicemente lui le aveva studiate, riprodotte e migliorate.
===[[Edmondo Solmi]]===
*Checché si dica, Leonardo ha respirato l'aria del [[Rinascimento]]: con la notizia del latino, se non anche con quella, benché scarsa, del greco, Leonardo era entrato, col garrulo sciame degli umanisti, nelle librerie di Firenze, di Milano, di Pavia, di Venezia, di Urbino, di Pesaro e di Roma, e quivi, curvo sui codici e sulle prime stampe, come oggi ci rivelano i manoscritti, aveva ricercato con ansia le opere di Platone e di Aristotile, di Archimede e di Vitruvio, di Plinio e di Dioscoride, di Erone di Alessandria e di Frontino, di Ippocrate e di Tolomeo, di Euclide e di Teodosio. Egli era "omo sanza lettere" per la indipendenza del giudizio di fronte agli autori: aveva voluto avvicinarsi ai grandi del passato, non per rendersi schiavo delle loro idee, come gli umanisti, ma per possederle e dominarle. Tutto voleva investigare colla sua ragione, e nulla accettava per vero se non gli appariva evidentemente tale.
*La sorte delle pitture e delle sculture, degli scritti scientifici e letterari, della fama stessa di Leonardo fu l'ironia tragica del destino, che fa danzare il turbine della vita nel gorgo sempre minaccioso della morte. I posteri, per il gioco di un fato maligno, hanno dispersa e annientata l'opera di sapienza e di bellezza cui l' artista filosofo aveva donata la vita.<br>Dov'è andata a finire la rotella di legno? Dove la testa della Medusa? E il cartone d'Adamo ed Eva nel paradiso terrestre? E le due Vergini Marie del 1478? Dov'è il ritratto di Lodovico il Moro? di Beatrice d'Este? di Cecilia Gallerani? di Lucrezia Crivelli? di Costanza d'Avalos? Dov'è la madonna del gatto? la madonna de' fusi? la madonna della Caraffa? E la Battaglia d'Anghiari? La Leda? La Pomona? Quale delle due Annunziazioni di Parigi e di Firenze è l'opera di Leonardo? Perduti, distrutti i busti di femmine che ridono, i busti di fanciulli, il busto di Cristo, il colossale modello della statua equestre per Francesco Sforza.
*Leonardo aveva posto, come regola al pittore, lo studio della natura; con entusiasmo egli stesso s'era messo all'osservazione delle cose naturali col suo piccolo libro di note che portava sempre seco; poi la passione dello studio era divenuta dominante, egli aveva voluto acquistare non più la scienza per l'arte, ma la scienza per la scienza. Per arrivare alla bellezza, aveva pensato l'artista, bisogna salire a grado a grado la scala della verità, l'arte è poggiata sulla scienza, una suprema bellezza coincide solo con una suprema verità.
*Leonardo, come artista, era dominato dal sentimento dell'indefinita molteplicità dei possibili e dal sentimento dell'{{sic|insufficenza}} d'ogni realtà presente. Egli adoperava le forze a vincere delle difficoltà insuperabili di invenzione e di tecnica, egli si dava a dei prodigi di pazienza e di virtuosità, egli conosceva, più di ogni altro, l'arte vera, ma tremava ad affrontarla, perché sentiva che è intangibile, sacra, infinita. Gli stava dinanzi alla mente l'euritmia serenamente luminosa dell'[[arte greca]], la divina proporzione, la simmetria prisca, ma egli era condannato alla pena di Tantalo di non poterla mai pareggiare, perché per fare l'arte greca ci voleva l'anima greca, e Leonardo era un'anima moderna perpetuamente in lotta con sé stessa.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Leonardo da Vinci, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/l/leonardo/aforismi_novelle_e_profezie/pdf/aforis_p.pdf Aforismi, novelle e profezie]'', Newton Compton, Roma, 1993. ISBN 88-7983-290-5
*Leonardo da Vinci, ''Bestiario'', in ''Scritti letterari'', a cura di Augusto Marinoni, BUR, Milano, 2012. ISBN 978-88-58-63198-0
*Leonardo da Vinci, ''Favole'', in ''Scritti letterari'', a cura di Augusto Marinoni, BUR, Milano, 2005.
*Leonardo da Vinci, ''Le allegorie'', in ''Frammenti letterari e filosofici'', a cura di Edmondo Solmi, Giunti Barbèra, Firenze, 1979.
*Leonardo da Vinci, ''Le facezie'', in ''Frammenti letterari e filosofici'', a cura di Edmondo Solmi, Giunti Barbèra, Firenze, 1979.
*Leonardo da Vinci, ''Scritti scelti'', UTET, Torino, 2013. ISBN 978-88-418-8926-8
*Leonardo da Vinci, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/l/leonardo/trattato_della_pittura/pdf/leonardo_trattato_della_pittura.pdf Trattato della pittura]'', a cura di Angelo Borzelli, Carabba editore, Lanciano, 1947.
==Opere==
*''[[Adorazione dei Magi (Leonardo)|Adorazione dei Magi]]''
*''[[Belle Ferronnière]]''
*''[[Gioconda]]''
*''[[Ultima Cena (Leonardo)|Ultima Cena]]''
*''[[Uomo vitruviano]]''
*''[[Vergine delle Rocce]]''
==Altri progetti==
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== [[Parma Associazione Calcio 1989-1990]] ==
Alla luce dei risultati di [[Discussioni aiuto:Scorporo|questa votazione]] eviterò di creare mille richieste di cancellazione, ma questo mi sembra un caso davvero eclatante. Un'unica citazione che volendo può stare benissimo nella [[Parma Calcio 1913|voce principale]], tant'è vero che parla del "Parma di quegli anni" e non nello specifico di quella singola stagione.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:46, 22 feb 2025 (CET)
:Ho aggiunto nel frattempo un'altra citazione. Ed entrambe parlano esattamente di ''"quella singola stagione"'': che la citazione di Melli (quella che ha portato all'apertura di questa PdC) possa stare ''"benissimo nella voce principale"'' è abbastanza opinabile, imho, dato che si sofferma nero-su-bianco sui fatti ''«nell'anno della promozione»''... Si può eliminare il codino finale sul ''«Parma di quegli anni»'', non lo nego; ma ciò non inficia sulla precisa contestualizzazione del resto della citazione '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:49, 24 feb 2025 (CET)
::Come accennato nel precedente messaggio, ho limato la citazione di Melli eliminando quanto in eccesso. Ora, entrambe le citazioni trattano esclusivamente di eventi inerenti la singola stagione in oggetto, pertanto decade il motivo che aveva portato all'apertura della PdC '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 19:38, 25 feb 2025 (CET)
:::È passato più di un mese dall'apertura di questa procedura; nel frattempo, quei pochi rilievi su cui sussistevano dubbi sono stati sanati. Le motivazioni che avevano portato all'apertura della procedura sono quindi superate, e lo stesso autore materiale dell'avvio della procedura, in oltre un mese non si è più fatto sentire in questa discussione... Pertanto, chiedo la chiusura della procedura e il mantenimento della voce in oggetto '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:13, 26 mar 2025 (CET)
::::La motivazione principale sta in una votazione menzionata all'inizio di questa proposta, se vogliamo essere s(inc)eri. Che l'unica citazione prima presente potesse stare nella voce sul club era un'osservazione accessoria. Tanto valeva spostare la citazione e rimuovere questa voce di dubbio interesse, visto che riguarda persino una stagione di serie B di una squadra meglio nota per ben altre imprese, oltre al fatto che le citazioni ora presenti sono sì pertinenti, ma abbastanza vaghe e comuni nei contenuti (l'amicizia ecc...). Capirei tutt'al più se per esempio, eccezionalmente, si volesse creare una voce sulla stagione 2009-2010 dell'Inter (quella del ''triplete'', come dicono i gazzettieri), e sempre che abbia citazioni cospicue e pertinenti. Wikipedia ha le caratteristiche dell'enciclopedia e dell'almanacco (v. [[w:Aiuto:Voce]]); ecco perché, oltre a esigenze di scorporo, là ci sono voci del genere, dove si elencano le rose, i movimenti di calciomercato, le statistiche di squadra e dei singoli calciatori ecc... Qui invece raccogliamo citazioni e non pare che si possa ritenere di avere voci siffatte se non interviene un'ulteriore motivazione. Se proprio dobbiamo tenerla, che almeno non se ne creino di nuove. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:58, 26 mar 2025 (CET)
:::::Mi accorgo or ora che è stata creata di fresco [[Juventus Football Club 2024-2025|questa]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:01, 26 mar 2025 (CET)
:::::: Personalmente mi trovo d'accordo con [[Utente:Udiki|Udiki]] su tutta la linea. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:19, 27 mar 2025 (CET)
::::::: Io onestamente non so valutare la significatività sull'argomento sport. Dato che comunque sembra esserci un consenso ostile a questo tipo di tematiche farei come dice Udiki: risolviamo la questione tenendoci quelle già create, migliorandole se possibile, ma senza crearne di nuove, tranne casi eccezionali, almeno fino a una prossima discussione sull'argomento (ma farei trascorrere almeno un anno). Varrebbe anche per la voce che ha suscitato la votazione e che poi è stata migliorata. Se {{ping|Udiki|Danyele}} sono d'accordo archiviamo queste discussioni mantenendo le voci purché Danyele non ne crei altre simili su stagioni o singole gare. Importa in particolare un feedback di Danyele, col quale mi scuso perché so che è una soluzione rozza, ma non ne vedo altre.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:09, 28 mar 2025 (CET)
{{rientro}} {{ping|Udiki}} La ''"motivazione principale"'' è quella con cui è stata aperta <u>questa</u> PdC: se si voleva portare ''altre'' motivazioni, bastava scriverle... cosa che <u>non</u> è stata fatta. Questo, se vogliamo essere s(inc)eri (cit.) e soprattutto onesti (intellettualmente). Io posso rispondere nel merito della motivazione portata, non di altre – e questo ho fatto, confutandola e poi correggendo la voce secondo i rilievi posti. Dopodiché, che ''"l'unica citazione prima presente potesse stare nella voce sul club"'' è farrermare il <u>falso</u>, dato che invece narra fatti inerenti quella precisa stagione (ho solo limato ulteriormente la stessa, per renderla ancor più afferente l'argomento).<br />E che una voce del genere, parlandone in senso ampio, possa essere ''"di dubbio interesse"''... mi permetto, è un'opinione personale ma non per questo condivisibile: proprio perché qui dentro ''"raccogliamo citazioni"'', una voce dovrebbe essere valutata <u>di caso in caso</u> per le <u>citazioni in sé</u>, e non cassata a priori (e superficialmente) per l'argomento – e collegato a ciò, ricordo che dentro Wikiquote abbiamo voci che <u>non</u> hanno la relativa controparte su Wikipedia... perché ritenute enciclopediche qui ma non là... perché là serve un'enciclopedicità specifica, mentre qui basta la citazione originale. A voler creare una (presunta) regola sul parallelo Wikipedia/Wikiquote, questa non avrebbe basi solide.<br />In generale, mi sembra che il giudizio su queste voci sia gravato da un bias circa l'argomento sportivo/calcistico, fino a poco tempo fa non molto in voga (diciamo così) qui dentro <small>(e potrei malignare sul fatto che il più delle volte si condanni solo le voci create dal sottoscritto, e guarda caso solo quelle su una certa squadra bianconera... vabbè!)</small>. Se è enciclopedica la stagione di un campionato sportivo – anch'essa composta su Wikipedia dai ''"movimenti di calciomercato, le statistiche di squadra e dei singoli calciatori"'' ecc., ricordo –, non vedo perché fare figli e figliastri; tantopiù che dal successivo messaggio di {{ping|Spinoziano}}, adesso vedo si vorrebbe pure proibire la creazione di nuove voci sulle ''"singole gare"''... scusate la battuta, a questo punto tanto varrebbe rinominare il progetto ''Wikiquote (ma senza sport)'', sarebbe un nome quantomeno più coerente con le vostre parole. Scusate lo sfogo '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:02, 28 mar 2025 (CET)
:Preciso che per "singole gare" intendevo voci come "Sci alpino ai XXIV Giochi olimpici invernali - Discesa libera femminile" da cui è nata la discussione generale, probabilmente mi sono espresso male.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:57, 29 mar 2025 (CET)
::@[[Utente:Danyele|Danyele]] Io stesso ho creato voci calcistiche (a proposito: se certune sono troppo specifiche per me si possono tranquillamente cancellare, ma sono una manciata) così come AssassinCreed (che avrebbe voluto fare il giornalista sportivo, poi ha scelto qualcosa di cui c'è più impellenza). Il resto l'ho già spiegato, non intendo ripetermi. Comunque la comunità si è democraticamente pronunciata. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:28, 29 mar 2025 (CET)
:::{{ping|Udiki}} Se intendi [[Discussioni_aiuto:Scorporo#Favorevoli_alla_tesi_2_(possibilità_di_creare_voci_scorporate_solo_quando_le_dimensioni_della_voce_lo_richiedono)|questo]], ''"la comunità si è democraticamente pronunciata"'' sul creare voci scorporate solo quando le dimensioni della voce lo richiedono, non su un loro divieto di creazione a prescindere '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:14, 30 mar 2025 (CEST)
::::{{ping|Danyele}} Appunto: '''quando le dimensioni lo richiedono''', in questo caso pur sommando le dimensioni della voce principale a questa siamo ben lontani dai 20kB ([[Aiuto:Dimensione_della_voce#Linee_guida|limite sotto il quale lo scorporo non va nemmeno preso in considerazione]]).--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:34, 4 apr 2025 (CEST)
:::::{{ping|AssassinsCreed}}, non capisco: qui si parla della liceità di una voce a sè stante, mica di uno scorporo da una voce già esstente... altrimenti, per assurdo, dovremmo mettere in cancellazione '''ogni-singolo-stub''' presente in Wikiquote, solo perché (ovviamente) sotto la soglia dei 20kB... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 04:40, 4 apr 2025 (CEST)
::::::{{ping|Danyele}} questa discussione c'è già stata ed è anche abbastanza lunga, ti invito a recuperarla. Ti reputo abbastanza intelligente e navigato da capire la differenza tra uno stub di una voce che è uno scorporo e uno stub di una voce che non è uno scorporo.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:43, 4 apr 2025 (CEST)
:::::::{{ping|Danyele}} <small>Visto che hai malignato su "una certa squadra bianconera" ti informo che sono juventino, così magari mi prendi più seriamente. Tra l'altro [[Discussioni_utente:ExIPvariabile#Diaz_e_presunto_abuso_di_farmaci|non è la prima volta]] che mi vedo costretto a specificarlo.</small>--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:50, 4 apr 2025 (CEST)
{{rientro}} ({{ping|AssassinsCreed}}, se mi puoi linkare ''"questa discussione"'', per favore). Dopodiché, se una voce tratta un argomento inerente (solo) una singola stagione sportiva, essa '''non''' può essere scorporo di una voce di carattere ''generale'' - e da cui un argomento ''stagionale'' sarebbe escluso a priori -; o almeno così io la vedo.<br /><small>Per il resto, per me puoi anche essere un tifoso granata :-D rimane il fatto che fra tutte le voci di stagioni sportive da me create, sia calcistiche (comprese quelle sulle milanesi, sulle romane o altre) sia extra-calcistiche, le uniche tirate in ballo in discussione sono state '''esattamente''' quelle di "una certa squadra [calcistica] bianconera". È un fatto).</small> '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 05:03, 4 apr 2025 (CEST)
:{{ping|Danyele}} Ecco a te: [[Wikiquote:Pagine_da_cancellare#Sci_alpino_ai_XXIV_Giochi_olimpici_invernali_-_Discesa_libera_femminile|capitolo 1]] e [[Discussioni aiuto:Scorporo|capitolo 2]].
:Sul discorso che non lo reputi uno scorporo, sono alquanto sconcertato... Noterai comunque [[w:Parma Associazione Calcio 1989-1990|la voce di Wikipedia]] prima ancora di iniziare reca un [[w:Template:Torna a|template]] che non a caso si usa per gli scorpori.
:In realtà le prime due voci che ho proposto per la cancellazione riguardano uno sport invernale e una stagione del Parma... se la Juventus è venuta maggiormente fuori è per la mole di voci che hai creato tu sull'argomento.
:Spero comunque che la discussione torni su binari concreti e di non dover star qui a precisare ciò che è lapalissiano.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 05:14, 4 apr 2025 (CEST)
::{{ping|AssassinsCreed}} Il ''[[w:Template:Torna a]]'' si utilizza per «un contenuto ancillare (cioè ausiliare) di un'altra voce»: una voce ancillare che può essere creata - anche - tramite scorporo, ma '''non è''' una regola (e infatti - noterai - per indicare gli effettivi casi di scorporo c'è l'apposito ''[[w:Template:ScorporoUnione]]''). Chiarito ciò, anche io vorrei che la discussione tornasse su binari concreti... ma trovo difficile (se non inutile) farlo con chi non mostra volontà di trovare un punto d'incontro, in definitiva con chi pare avere già preso da settimane la ''sua'' decisione '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 05:58, 4 apr 2025 (CEST)
:::In realtà citando [[w:Aiuto:Scorporo|le linee guida di Wikipedia]]: «Qualora la pagina sia stata creata appositamente, ricordati (se è il caso) di aggiungere in cima alla voce il template <nowiki>{{Torna a}}</nowiki>, che rinvia alla voce madre.»
:::Il template da te citato è [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale:PuntanoQui/Template:ScorporoUnione&limit=500 utilizzato solo in pagine di Discussione] non in ns0... Difficile credere che tu non te ne sia accorto da solo, ma mi piace pensarti in buona fede.
:::La decisione non è ''mia'' sia perché la votazione a cui ho fatto riferimento nelle prime parole di questa proposta ha coinvolto gran parte della nostra (seppur piccola) comunità, sia perché Udiki e Homer mi sembrano sulla mia stessa lunghezza d'onda sul caso specifico.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:12, 4 apr 2025 (CEST)
::::{{ping|AssassinsCreed}} il template da me citato, è stato citato solo per specificare l'iter da seguire nei casi di scorporo, e illustrare la differenza che corre con la creazione ex novo di voci ancillari. Non ho mai fatto menzione di ''dove'' debba essere posizionato quel template e francamente mai l'avrei fatto, essendo un'informazione del tutto futile ai fini del discutere. O meglio, vedo essere solo un pretesto per pungolarmi ulteriomente, gratuitamente e pubblicamente... e a differenza tua, ormai io faccio molta, ma davvero molta fatica a presumere qualsivoglia buona fede da parte tua: dacché ho iniziato a contribuire qua dentro, ogni volta che se ne presenta lo spiraglio sei sempre arrivato a sindacare su ogni mia singola virgola (letteralmente - la mia talk è in pratica un tuo soliloquio), sempre pronto con la penna rossa a farmi le pulci; e se la cosa fosse stata fatta anche da altri utenti, allora potevo anche pensare di farmi un bell'esame di coscienza; ma dato che questo comportamento è solo appannaggio tuo... bé due indizi fanno una prova: che tu sia prevenuto nei miei confronti, a prescindere e per ogni cosa faccia, è cosa assodata. Per questo, non ho proprio alcun interesse a ''discutere'' (eufemismo...) oltre, quantomeno per dignità mia '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:02, 14 apr 2025 (CEST)
:::::{{ping|Danyele}} Come sempre non rispondi del merito e viri su altre questioni, accusandomi... accuse alle quali peraltro ho già risposte varie volte. Il fatto che tu ti senta perseguitato da me dovrebbe forse trattenermi dal farti notare tutte le cose che non vanno nei tuoi contributi? In realtà questo in parte avviene, su alcune questioni (tipo la significatività delle citazioni o gli NDR spesso inutili e chilometrici) non ti ho detto quasi nulla o comunque molto meno di quanto avrei potuto/voluto.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:09, 18 apr 2025 (CEST)
{{rientro}} Ho sempre risposto nel merito, l'ho fatto anche qui sopra (mi hai chiesto di ''quel'' template, e risposta ti ho fornito su ''quel'' template) o in qualsiasi altro topic del passato; se poi ''tu'' non ritieni le mie risposte degne di considerazione a prescindere... quello è un altro paio di maniche. D'altronde solo con te ho sempre e costantemente problemi, solo te mi tratti fin dal principio come una pezza da piedi... in un contesto simile, il fatto che io sia "perseguitato" da te non è un mio sentire, ma un dato di fatto. Ma meglio mi fermi qui, che a lavar la testa all'asino... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 02:18, 25 apr 2025 (CEST)
: {{ping|Danyele}} Ecco ora che mi hai dato dell'<u>asino</u> potrei far scattare un cartellino giallo e cercare di dare una svolta a questa situazione inutilmente ''pesante'' (non per mio volere), ma ''ti'' dimostro la mia buona volontà ponendoci una pietra sopra e sperando di trovare un atteggiamento vagamente simile anche dall'altra parte...<br>Ma "perseguitato" cosa? Contribuisci tanto e abbiamo molte aree di interesse comuni, è ovvio confrontarsi. Ultimamente ho fatto notare problematiche ad atri utenti, la verità è che semplicemente nessuno reagisce come te. <br>Mi limiti a chiederti una cosa sperando in una tua risposta intellettualmente onesta, davvero per te la voce [[w:Parma Associazione Calcio 1989-1990]] su Wikipedia (e di conseguenza su Wikiquote) non è da considerarsi uno scorporo?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:25, 25 apr 2025 (CEST)
::{{cancellare}} spesso ci si dimentica che Wikiquote raccoglie citazioni rilevanti, non tutte le dichiarazioni fatte. E non devono essere rilevanti solo per chi le riporta, o una ristretta minoranza. Direi che la maggioranza degli utenti intervenuti finora è concorde con questo indirizzo, nel caso delle voci simili finora discusse. Sarebbe IMHO molto utile importare (discutendo su cosa tenere) [[:en:Wikiquote:Quotability]] e [[:en:Wikiquote:Notability]], che spiegano più nel dettaglio tutto questo. Aggiungo che sarebbe il caso di evitare accuse di complotti contro il ''proprio'' argomento o contro la ''propria'' utenza, che vanno a distogliere dal tema del discorso mettendo tutto su uno sgradevole piano personale. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 10:22, 25 apr 2025 (CEST)
:::{{ping|AssassinsCreed}}, potrei rispondere che il trattamento vessatorio che m'impartisci da sempre qui dentro, è ben di peggio che citare un famoso proverbio; potrei rispondere che ricevere un cartellino da te, visti i presupposti è come ricevere una medaglia al valore; ma evito di alimentare ulteriormente qualsivoglia flame, come ho già detto è inutile tentare un dialogo tra due sponde distanti e ancor più ferme. Perché anche a me capita di confrontarmi con altri utenti su argomenti comuni, ma se poi i problemi mi vengono sempre-e-solo da te...<br />Quanto alla tua domanda, ecco la mia onesta risposta: '''no''', una voce ''stagionale'' non può essere considerata uno scorporo poiché le informazioni di cui è composta, di carattere per l'appunto stagionale, non devono trovare spazio a priori in una voce di più ampio carattere generale; possono trovare spazio '''solo''' in una voce più specifica qual è quella stagionale.<br />{{ping|Superchilum}}, sono dentro i vari progetti wiki da quasi vent'anni, e proprio per questo io sono il primo che vorrebbe evitare di malignare, di fare certi pensieri, lo vorrei davvero... ma proprio perché bazzico il progetto da quasi vent'anni, e mai ho subìto trattamenti del genere da altri utenti tranne questo ''unico'' caso, ne consegue che stavolta faccio davvero fatica a nutrire qualsivoglia sentimento di buona fede. Scusa tanto '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:05, 25 apr 2025 (CEST)
::::{{ping|Danyele}} Direi che le tue risposte ti qualificano, soprattutto il "no" alla domanda finale (penso che facendo la stessa domanda a 1000 persone che hanno una minima cognizione di causa darebbero tutti risposta diversa). Sono francamente stufo, limiterò il dialogo con te al minimo.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:42, 25 apr 2025 (CEST)
:::::{{ping|AssassinsCreed}}, ti ho dato (come sempre fatto) la mia risposta, ''onesta'' come mi avevi chesto: e (come sempre accaduto) mi sono ritrovato ad essere trattato con sufficienza, se non con aperto dileggio... pertanto direi che sono i tuoi attegiamenti e comportamenti nei miei confronti, in tutti questi anni, ad averti ''qualificato'' abbastanza ai miei occhi. Anche io sono francamente stufo; ma al contrario, spero vivamente di non aver più nulla a che fare con la tua utenza, io. Buon proseguimento '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 01:40, 26 apr 2025 (CEST)
::::::{{ping|Danyele}} se può servire, concordo in toto con AssassinsCreed nel merito delle questioni portate avanti, e da tempo penso che Wikiquote in italiano abbia preso una brutta china di inserimento di citazioni trovate online, ma che memorabili non lo sono. Spero che queste procedure aiutino la comunità (non solo te) a riflettere insieme su quale possa essere la direzione che vogliamo per il progetto. Detto questo, direi che quanto dovevamo dire sulla voce in questione è stato detto. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:36, 28 apr 2025 (CEST)
{{cancellare}} o eventualmente accorpare. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:25, 27 apr 2025 (CEST)
*Non ho un'opinione chiara sulla cancellazione perché mi devo aggiornare sull'esito della discussione in [[Discussioni aiuto:Scorporo]]. Mi sembra di vedere però un consenso per l'unione di queste citazioni nella voce [[Parma Calcio 1913]], a meno che ci sia una motivazione concreta a favore del tenerle separate: qual è allora una motivazione valida? Trovo difficile sostenere che una citazione sulla promozione in serie A sia rilevante solo per la stagione e non per la squadra nel complesso: sarebbe come dire che una citazione sulla promozione di una persona o sulla ricostruzione di una città non sia più rilevante per la voce complessiva su quell'argomento. Forse il problema è che è difficile leggere le citazioni relative a uno specifico periodo in una voce tematica dove sono [[Wikiquote:Modello_di_voce#Voci_tematiche|tassativamente in ordine alfabetico]]? Troviamo allora una soluzione a questo problema. Potrei sbagliarmi ma non credo che sarebbe uno scandalo avere una sottosezione <code>===Stagione 1989-1990===</code> con tre citazioni nella voce principale, e se le sottosezioni non fossero ben accette si potrebbe almeno mettere un {{tl|NDR}} che chiarisca il periodo di riferimento. Ma forse sono fuori strada io e non capisco il vulnus della questione. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 17:43, 23 set 2025 (CEST)
:{{ping|Nemo_bis|Udiki|Spinoziano}} Io vi inviterei a dare un'occhiata a [[:Categoria:Competizioni sportive]] (per sbaglio ci sono capitato e ho avuto un mancamento), davvero è questa la direzione he vogliamo dare al progetto? Magari risuperiamo l'edizione inglese ma a che prezzo?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:02, 21 feb 2026 (CET)
::Leggendo questo messaggio mi ero quasi aspettato di vedere centinaia di voci tematiche per singole partite di calcio. :-) Sembrano essere competizioni annuali, principalmente gran premi. Ne ho aperte due a caso e le citazioni almeno sembravano pertinenti, poi non so giudicare se per esempio il [[Gran Premio di Monaco 1988]] sia particolarmente significativo come quella singola citazione indica. Avere almeno due citazioni aiuterebbe, altrimenti viene il dubbio che la citazione sia rilevante solo per una specifica persona/squadra. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 12:20, 21 feb 2026 (CET)
{{fatto}} e accorpata alla voce principale. Per piacere non scorporare di nuovo senza consenso. Non ho visto risposta al suggerimento sulla suddivisione delle citazioni, ma lo considero ancora valido e non penso richieda un consenso preventivo se aiuta. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 12:28, 21 feb 2026 (CET)
:{{ping|Nemo_bis}} ti aspettavi di vedere voci su singole partite di calcio? [[:Categoria:Incontri di calcio storici|Ecco a te]].<br>O magari volevi vedere voci su singole stagioni? [[:Categoria:Edizioni del campionato italiano di calcio|Eccole qua]].<br>O magari voci su una singola squadra in una singola stagione? [[:Categoria:Juventus F.C.|Ecco]].<br>Qualsiasi tipo di voce del genere ti venga in mente, allo stato attuale non manca... Quanto alle sottosezioni che proponi, è una soluzione che non abbiamo mai adottato, quindi andrebbe un attimino discussa e formalizzata prima.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:24, 22 feb 2026 (CET)
::Grazie per le segnalazioni. Una voce per (finale di) stagione è quantomeno un criterio oggettivo, mentre non so come giudicare [[Italia-Brasile 3-2]]. In generale, pur essendo io stato un critico della quantità e modo in cui si tratta il calcio in Wikipedia in italiano, trovo che Wikiquote abbia un ruolo utile nell'illustrare perché certi argomenti siano significativi dal punto di vista degli appassionati dell'argomento, diversamente dalle voci di Wikipedia che devono seguire un punto di vista neutrale. Apprezzo anche che le voci corrispondenti in Wikipedia non abbiano (in un piccolo controllo a campione) certe aberrazioni (una volta) comuni nelle voci del progetto Calcio come le citazioni iniziali.
::[[:Categoria:Juventus F.C.]] sembra un caso rilevante ma eviterei di trattarlo in una discussione per la cancellazione. Se si volesse proporre un modo diverso di organizzare le citazioni tematiche con sottosezioni per anno, quello potrebbe essere un esempio da cui partire. Mi piacerebbe vedere una proposta concreta in [[Discussioni aiuto:Scorporo]]. (Qui però vado un po' fuori tema.) [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 11:46, 22 feb 2026 (CET)
:::La proposta, la discussione e le decisione sono avvenute [[Discussioni aiuto:Scorporo|proprio qui]] e si è deciso che queste voci vanno considerate a tutti gli effetti come '''scorpori''': vanno creati solo quando c'è una reale esigenza di dimensioni. Bisognerebbe quindi agire proprio come fatto per questa voce sul Parma, tenendo unicamente le citazioni più significative ovviamente.
:::Il problema è che molte di queste voci sono state create dopo tale discussione, in barba alla decisione presa...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:37, 22 feb 2026 (CET)
== [[Selene Calloni Williams]] ==
Voce precedentemente cancellata su Wikipedia, non mi pare soddisfare i criteri di enciclopedicità.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:59, 24 nov 2025 (CET)
:Su Wikipedia l'hanno cancellata nel 2012, non so se da allora a oggi è cambiato qualcosa. Vedo che l'autrice ha diversi titoli in catalogo per editori come Piemme, Studio Tesi, Magnanelli ed Edizioni Mediterranee. [https://www.vanityfair.it/article/dalla-brianza-a-monaco-nella-giungla-la-vita-straordinaria-di-una-vera-sciamana-italiana Qui] è descritta come "una tra le ''counselor'' più accreditate nel panorama internazionale del buddhismo e seguitissima sui social", ma i social non contano niente e non si specifica com'è che sarebbe così accreditata, né io mi fido dei pennivendoli. Non vedo né bestseller assoluti né premi; ma se mi sbaglio; correggetemi. Se le cose stanno così, da cancellare anziché no. Se su Wikipedia cambiano idea, ripristiniamo anche qui. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:12, 24 nov 2025 (CET)
::[https://www.audible.it/author/Selene-Calloni-Williams/B07GYMZXD3 Qui] viene definita come ''Autrice di oltre trenta libri, tradotti in numerose lingue, è riconosciuta a livello internazionale per la sua capacità di unire saggezza orientale e profondità psicologica occidentale.'' Sei di questi sono pubblicati con [https://it.wikipedia.org/wiki/Edizioni_Piemme Piemme], tra il 2021 e il 2025, come verificabile [https://opac.sbn.it/web/opacsbn/risultati-ricerca-avanzata#1763995096240 qui]. --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 15:40, 24 nov 2025 (CET)
:::Se è tradotta in più di tre lingue e non si tratta di autopubblicazione allora è rispettato [[w:WP:LIBRI]]. Il problema è che non riesco a trovare queste traduzioni. [https://www.goodreads.com/author/show/13159343.Selene_Calloni_Williams Qui] per esempio non ce ne sono, così come nella fonte succitata (che mi sembra una cosa promozionale scritta da lei o chi per lei). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:32, 24 nov 2025 (CET)
::::Ci sono due edizioni nella [https://openlibrary.org/authors/OL8348743A/Selene_Calloni_Williams pagina in OpenLibrary], una in inglese e una in spagnolo, che da Worldcat risultano essere presenti nelle collezioni di dozzine di biblioteche europee e statunitensi di vario genere (universitarie, locali, nazionali). [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 12:40, 21 feb 2026 (CET)
== [[Ella Gai]] ==
Pagina su una scrittrice non enciclopedica (in cancellazione su wikipedia) che riporta solo l'incipit di un suo romanzo autoprodotto.--[[Utente:Paul Gascoigne|Paul Gascoigne]] ([[Discussioni utente:Paul Gascoigne|scrivimi]]) 11:12, 18 mag 2026 (CEST)
:Come da prassi, nel momento in cui verrà cancellata lì per il fatto che il soggetto non è enciclopedico (come sta per accadere) verrà cancellata anche qui. Grazie per la segnalazione.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:26, 18 mag 2026 (CEST)
::{{fatto}}-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:01, 21 mag 2026 (CEST)
== [[Miklós Cseszneky]] ==
Non è certamente famoso e probabilmente neppure enciclopedico. Cercando su Google e Google libri non emerge niente. Quando la voce è stata creata c'era un articolo su Wikipedia in inglese, che nel frattempo è sparito. L'articolo su Wikipedia in ungherese è piuttosto fumoso; si dice che ha scritto libri tradotti in più lingue, ma chi li ha pubblicati? Gli enti di cui fa parte sono altrettanto oscuri. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:24, 13 giu 2026 (CEST)
:Concordo, l'avevo creata per wikificare la voce [[tolleranza]], ma probabilmente non avevo approfondito abbastanza, mi ero accontentato della presenza su en.wiki. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:28, 14 giu 2026 (CEST)
::Segnalo soltanto un elemento nuovo, senza voler sostenere che il soggetto sia necessariamente enciclopedico in senso forte.
::Il 12 giugno 2026 la rivista ebraica ungherese [https://www.szombat.org/politika/a-hallgatas-alarcai-mogott Szombat ha pubblicato un’ampia recensione] di Ákos Kurucz a The Masks of Hatred: What October 7 Revealed, il volume dal quale provengono due delle tre citazioni presenti nella voce. Non si tratta di una semplice segnalazione editoriale: l’articolo esamina estesamente contenuto, struttura, stile e tesi del libro, formulandone anche una valutazione critica.
::Il volume risulta inoltre identificabile bibliograficamente e distribuito in commercio in lingua inglese, con ISBN 9798227123626. Questo naturalmente dimostra l’esistenza e la verificabilità dell’opera, non automaticamente la rilevanza generale dell’autore. [[Utente:Tionara|Tionara]] ([[Discussioni utente:Tionara|scrivimi]]) 23:52, 17 giu 2026 (CEST)
== [[Maria Marino Marraffa]] ==
Stando alla voce su Wikipedia in inglese, è enciclopedica soprattutto per aver fondato un movimento apostolico. Questo movimento non è ritenuto enciclopedico su Wikipedia in italiano (si veda '''[[w:Discussioni_progetto:Cattolicesimo#Movimento_Apostolico|qui]]'''), quindi neppure la voce sulla signora lo è. Credo che sia da cancellazione persino immediata. La voce su WP in inglese è di recente creazione e il motivo per cui non è stata creata anche in italiano è facilmente intuibile: altissima probabilità e anzi certezza della cancellazione. Sono anni che su WP in italiano si cerca di creare la voce sul movimento per mano di un utente caratterizzato da LTA. Che poi è verosimilmente quello che è ora venuto qui, vista la dimestichezza dimostrata immediatamente. Qui la signora è stata definita mistica, ma il Vaticano ha concluso che le sue affermazioni non sono di origine soprannaturale. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:48, 14 ago 2026 (CEST)
:Sicuramente cancellerei una voce sul Movimento Apostolico, mentre la voce sulla persona in teoria per me potrebbe anche restare finché si continuano ad annullare tutti i contributi promozionali sul Movimento, ma l'utente pare interessato solo a fare spam sul Movimento, quindi se si dovesse arrivare a bloccarlo (come è probabile) ci sarebbero da cancellare anche gli altri contributi come la voce [[Francesco Savino]] (nessuna fonte verificabile, ma potrà ovviamente essere ricreata da altri con almeno una citazione che segua gli standard). In breve: se va avanti a fare inserimenti impropri in write-only cancellazione di tutto e blocco completo in quanto utenza creata al solo scopo di spam.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:08, 14 ago 2026 (CEST)
::Nel frattempo che eliminate l'avviso dalla voce, vi segnalo che ho provveduto al suo inserimento nella versione [https://en.wikiquote.org/wiki/Maria_Marino_Marraffa inglese] @[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]]@[[Utente:Udiki|Udiki]]. Dispiace infine leggere dei commenti sul sottoscritto, come se gli stessi non fossero da me accessibili. Saluti [[Speciale:Contributi/~2026-44891-42|~2026-44891-42]] ([[Discussioni utente:~2026-44891-42|discussione]]) 08:20, 16 ago 2026 (CEST)
:@[[Utente:Udiki|Udiki]]@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]]Con tutto il rispetto per i dubbi sollevati, credo sia opportuno valutare la questione separando nettamente le dinamiche utente dal valore enciclopedico del soggetto, basandoci unicamente sulle linee guida ufficiali dell'enciclopedia. La rilevanza della figura in questione non dipende dall'approvazione delle sue esperienze mistiche da parte delle autorità ecclesiastiche, bensì dal suo ruolo di figura religiosa e fondatrice di realtà di rilevante impatto comunitario e sociale, tra cui il Movimento Apostolico e l'Istituto Secolare Maria Madre della Redenzione, che contava oltre cento consacrate laiche. I dialoghi spirituali attribuiti alla sua esperienza definiscono la natura della sua figura nel dibattito pubblico e storiografico, mentre il pronunciamento d'oltretevere ne chiarisce l'inquadramento canonico senza per questo cancellarne il rilievo storico.
:A riprova del fatto che l'argomento possiede una rilevanza che travalica i confini locali, la versione in lingua inglese di Wikipedia dedica ben due voci a questa realtà [https://en.wikipedia.org/wiki/Movimento_Apostolico Movimento Apostolico] ed [https://en.wikipedia.org/wiki/Movimento_Apostolico Apostolic Movement], dimostrando come il tema presenti un interesse enciclopedico riconosciuto a livello internazionale. I problemi riscontrati in passato su Wikipedia in italiano sono legati esclusivamente alla forma delle edizioni, spesso viziate da toni promozionali o da fonti inadeguate inserite da utenti poco esperti o problematici. Tuttavia, secondo i pilastri comunitari, la presenza di contributi promozionali o lo stile improprio di un'utenza attengono alla redazione della voce e si risolvono con la pulizia del testo, il ripristino della neutralità o l'eventuale blocco delle utenze scorrette, e non costituiscono di per sé un motivo di non enciclopedicità del soggetto. Per questo sulla pagina Discussioni del Progetto, è stata sollevata la questione del ripristino.
:Alla luce della presenza di fonti terze e attendibili che attestano il ruolo storico dell'interessata e la consistenza delle sue opere, la voce possiede tutti i requisiti di rilevanza previsti dalle linee guida generali. Si chiede pertanto la rimozione dell'avviso di cancellazione e il mantenimento della pagina, affinché possa essere eventualmente migliorata e resa pienamente neutrale attraverso il contributo ordinario della comunità. [[Speciale:Contributi/~2026-43872-85|~2026-43872-85]] ([[Discussioni utente:~2026-43872-85|discussione]]) 07:51, 15 ago 2026 (CEST)
::Le voci su WP in inglese le hai create tu stesso, sono recentissime e non sono state ancora valutate; quindi, per piacere, vedi di non prenderci per i fessi che non siamo. Ti ricordo poi quanto stabilito in [[w:Wikipedia:Enciclopedicità]]: "Neanche il confronto con le edizioni di Wikipedia in altre lingue è un criterio di valutazione dell'enciclopedicità di una voce o del suo contrario: ogni edizione di Wikipedia, infatti, si è data propri criteri." E circa quello è successo su WP in italiano alla voce sull'associazione, cito qui quanto riassunto da Gambo7: {{quote|Le prime 7 cancellazioni furono per copyviol: e queste, per loro natura, non entrano nel merito dei contenuti.<br />Dopodiché sono state fatte 5 cancellazioni per C4 (''Contenuto palesemente [[w:Wikipedia:E|non enciclopedico]] o [[w:Wikipedia:P|promozionale]], [[w:Wikipedia:WNCV|CV]]''). ''[...]'' È comprensibile il dubbio se non fosse davvero enciclopedica una associazione quarantennale sottoposta anche a valutazione apostolica, ma a una più attenta valutazione si riscontra come esso sia sempre stato definito un'associazione, con contatti internazionali, ma pur sempre localmente legata alla Calabria e nulla di più.}} In sintesi: non si contesta solo lo scopo promozionale, ma anche l'enciclopedicità, perché il tutto ha una portata [[w:Wikipedia:Localismo|locale]], se ha almeno quella.<br />Ciò detto, chi ha agito secondo modalità di LTA non dovrebbe neppure essere a discutere e creare voci là dove è stato cacciato. Non è serio essere cacciati dalla porta e provare a rientrare dalla finestra. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:36, 15 ago 2026 (CEST)
:Gentile @[[Utente:Udiki|Udiki]],
:Nessuno vuole "prendere per fesso" nessuno né eludere le regole: l'intento è solo proporre una discussione serena e basata sui fatti.
:Come fatto giustamente notare da @[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]], è fondamentale non sovrapporre le due decisioni: qui si sta discutendo specificamente della rilevanza enciclopedica della fondatrice, non dell'associazione in sé.
:Nel merito delle procedure, le decisioni della comunità non sono dogmi immutabili o sentenze definitive: una precedente cancellazione non preclude a priori la ricreazione di un contenuto se si presenta un'impostazione diversa o nuove fonti terze a supporto.
:Quanto al presunto "localismo", occorre documentarsi con maggiore attenzione sulla reale diffusione di questa realtà ecclesiale. Sebbene il nucleo originale e il radicamento principale si trovino in Calabria - confermo - la presenza e l'impatto del movimento e della sua fondatrice si sono estesi ben oltre i confini regionali, con ramificazioni e contatti documentati sia a livello nazionale che internazionale. Valutare questa rilevanza riducendola a un mero fatto locale non rende giustizia alla documentazione disponibile. Non si tratta quindi di "rientrare dalla finestra", ma di valutare con neutralità una figura distinta sulla base delle fonti.
:Buon Ferragosto! [[Speciale:Contributi/~2026-43872-85|~2026-43872-85]] ([[Discussioni utente:~2026-43872-85|discussione]]) 17:25, 15 ago 2026 (CEST)
::Sei tu che hai interamente impostato la voce di WP in inglese riguardante la signora basandola sull'associazione, probabilmente perché non hai trovato di meglio, quindi il loro destino è logicamente il medesimo: se non è enciclopedica l'una, non lo è l'altra. Il resto sono chiacchiere, nessun fatto. Su Wikipedia la discussione non ha portato a nessun cambiamento, quindi in questa sede non si può fare diversamente. Crea una sandbox dedicata alla signora su Wikipedia in italiano e sottoponila al progetto competente, ma prevedo un risultato simile alla presente discussione. Non c'è nulla che è passato alla storia; la morte della signora e lo scioglimento dell'associazione precludono pure future novità. La voce per me resta da cancellare; se poi su Wikipedia cambia qualcosa, la si potrà ripristinare. E loggati, visto che non lo stai facendo per evitare di rispondere ai messaggi che hai ricevuto sulla [[Discussioni utente:Nomignolo2026|tua pagina di discussione]] (c.d. write-only). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:04, 16 ago 2026 (CEST)
:::Ti ho scritto lì e sulla tua pagina discussione. Inoltre, ho fatto le modifiche richieste sulla voce di [[Francesco Savino]] con cui sono sempre in contatto. Saluti [[Speciale:Contributi/~2026-44891-42|~2026-44891-42]] ([[Discussioni utente:~2026-44891-42|discussione]]) 08:16, 16 ago 2026 (CEST)
:::Mi sembra che più lei sta facendo [[campagna elettorale]], se ritiene la voce da cancellare lo faccia immediatamente. Tanto è già presente su wikiquote inglese. La versione Italiana purtroppo è molto limitata sul progetto cattolicesimo @[[Utente:Udiki|Udiki]]@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]]@[[Utente:Nomignolo2026|Nomignolo2026]] [[Speciale:Contributi/~2026-45195-96|~2026-45195-96]] ([[Discussioni utente:~2026-45195-96|discussione]]) 10:03, 18 ago 2026 (CEST)
::::Se ti pare che la Wikipedia in italiano sia carente, crea la voce e vediamo se non te la segano. Di quello che fanno nella versione anglofona poco ce ne importa per i motivi già detti. Non intervenire se non hai cose nuove da dire, è ora di darci un taglio. Per il resto hai la risposta nella mia pagina di discussione. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:05, 18 ago 2026 (CEST)
:::::La voce è già stata recentemente [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Maria_Marino_Marraffa&action=edit&redlink=1 cancellata] per C4 su Wikipedia in italiano, ed era una biografia completa con le fonti disponibili, quindi può essere cancellata anche qui, eventualmente insieme al resto creato dall'utente, così lo persuadiamo a levarsi da questo lido, dato che il suo spam cross-wiki è evidente così come l'abuso di utenze multiple.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:22, 18 ago 2026 (CEST)
::::::{{fatto}} [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:32, 18 ago 2026 (CEST)
== [[È arrivato Baby Poof]] ==
Pagina di un "film" dei [[Due fantagenitori]] (composto in realtà dai primi 2 episodi della sesta stagione accorpati in un unico), senza frasi significative, tranne forse una manciata. --[[User:Andrek02|<span style="color:#a355bb">Andrek02</span>]] ([[User talk:Andrek02|talk]]) 10:09, 5 ott 2026 (CEST)
p4iz8s602onsp9ulxk8cg731hnbhihf
1428406
1428404
2026-10-05T08:14:53Z
Andrek02
67109
/* È arrivato Baby Poof */ Risposta
1428406
wikitext
text/x-wiki
{{Pagine da cancellare}}
{{centrato|'''Aggiornato''': {{#time:j F Y, H:i|{{REVISIONTIMESTAMP}} }} '''Utente''': {{REVISIONUSER}}
__TOC__}}
== [[Parma Associazione Calcio 1989-1990]] ==
Alla luce dei risultati di [[Discussioni aiuto:Scorporo|questa votazione]] eviterò di creare mille richieste di cancellazione, ma questo mi sembra un caso davvero eclatante. Un'unica citazione che volendo può stare benissimo nella [[Parma Calcio 1913|voce principale]], tant'è vero che parla del "Parma di quegli anni" e non nello specifico di quella singola stagione.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:46, 22 feb 2025 (CET)
:Ho aggiunto nel frattempo un'altra citazione. Ed entrambe parlano esattamente di ''"quella singola stagione"'': che la citazione di Melli (quella che ha portato all'apertura di questa PdC) possa stare ''"benissimo nella voce principale"'' è abbastanza opinabile, imho, dato che si sofferma nero-su-bianco sui fatti ''«nell'anno della promozione»''... Si può eliminare il codino finale sul ''«Parma di quegli anni»'', non lo nego; ma ciò non inficia sulla precisa contestualizzazione del resto della citazione '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:49, 24 feb 2025 (CET)
::Come accennato nel precedente messaggio, ho limato la citazione di Melli eliminando quanto in eccesso. Ora, entrambe le citazioni trattano esclusivamente di eventi inerenti la singola stagione in oggetto, pertanto decade il motivo che aveva portato all'apertura della PdC '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 19:38, 25 feb 2025 (CET)
:::È passato più di un mese dall'apertura di questa procedura; nel frattempo, quei pochi rilievi su cui sussistevano dubbi sono stati sanati. Le motivazioni che avevano portato all'apertura della procedura sono quindi superate, e lo stesso autore materiale dell'avvio della procedura, in oltre un mese non si è più fatto sentire in questa discussione... Pertanto, chiedo la chiusura della procedura e il mantenimento della voce in oggetto '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:13, 26 mar 2025 (CET)
::::La motivazione principale sta in una votazione menzionata all'inizio di questa proposta, se vogliamo essere s(inc)eri. Che l'unica citazione prima presente potesse stare nella voce sul club era un'osservazione accessoria. Tanto valeva spostare la citazione e rimuovere questa voce di dubbio interesse, visto che riguarda persino una stagione di serie B di una squadra meglio nota per ben altre imprese, oltre al fatto che le citazioni ora presenti sono sì pertinenti, ma abbastanza vaghe e comuni nei contenuti (l'amicizia ecc...). Capirei tutt'al più se per esempio, eccezionalmente, si volesse creare una voce sulla stagione 2009-2010 dell'Inter (quella del ''triplete'', come dicono i gazzettieri), e sempre che abbia citazioni cospicue e pertinenti. Wikipedia ha le caratteristiche dell'enciclopedia e dell'almanacco (v. [[w:Aiuto:Voce]]); ecco perché, oltre a esigenze di scorporo, là ci sono voci del genere, dove si elencano le rose, i movimenti di calciomercato, le statistiche di squadra e dei singoli calciatori ecc... Qui invece raccogliamo citazioni e non pare che si possa ritenere di avere voci siffatte se non interviene un'ulteriore motivazione. Se proprio dobbiamo tenerla, che almeno non se ne creino di nuove. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:58, 26 mar 2025 (CET)
:::::Mi accorgo or ora che è stata creata di fresco [[Juventus Football Club 2024-2025|questa]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:01, 26 mar 2025 (CET)
:::::: Personalmente mi trovo d'accordo con [[Utente:Udiki|Udiki]] su tutta la linea. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:19, 27 mar 2025 (CET)
::::::: Io onestamente non so valutare la significatività sull'argomento sport. Dato che comunque sembra esserci un consenso ostile a questo tipo di tematiche farei come dice Udiki: risolviamo la questione tenendoci quelle già create, migliorandole se possibile, ma senza crearne di nuove, tranne casi eccezionali, almeno fino a una prossima discussione sull'argomento (ma farei trascorrere almeno un anno). Varrebbe anche per la voce che ha suscitato la votazione e che poi è stata migliorata. Se {{ping|Udiki|Danyele}} sono d'accordo archiviamo queste discussioni mantenendo le voci purché Danyele non ne crei altre simili su stagioni o singole gare. Importa in particolare un feedback di Danyele, col quale mi scuso perché so che è una soluzione rozza, ma non ne vedo altre.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:09, 28 mar 2025 (CET)
{{rientro}} {{ping|Udiki}} La ''"motivazione principale"'' è quella con cui è stata aperta <u>questa</u> PdC: se si voleva portare ''altre'' motivazioni, bastava scriverle... cosa che <u>non</u> è stata fatta. Questo, se vogliamo essere s(inc)eri (cit.) e soprattutto onesti (intellettualmente). Io posso rispondere nel merito della motivazione portata, non di altre – e questo ho fatto, confutandola e poi correggendo la voce secondo i rilievi posti. Dopodiché, che ''"l'unica citazione prima presente potesse stare nella voce sul club"'' è farrermare il <u>falso</u>, dato che invece narra fatti inerenti quella precisa stagione (ho solo limato ulteriormente la stessa, per renderla ancor più afferente l'argomento).<br />E che una voce del genere, parlandone in senso ampio, possa essere ''"di dubbio interesse"''... mi permetto, è un'opinione personale ma non per questo condivisibile: proprio perché qui dentro ''"raccogliamo citazioni"'', una voce dovrebbe essere valutata <u>di caso in caso</u> per le <u>citazioni in sé</u>, e non cassata a priori (e superficialmente) per l'argomento – e collegato a ciò, ricordo che dentro Wikiquote abbiamo voci che <u>non</u> hanno la relativa controparte su Wikipedia... perché ritenute enciclopediche qui ma non là... perché là serve un'enciclopedicità specifica, mentre qui basta la citazione originale. A voler creare una (presunta) regola sul parallelo Wikipedia/Wikiquote, questa non avrebbe basi solide.<br />In generale, mi sembra che il giudizio su queste voci sia gravato da un bias circa l'argomento sportivo/calcistico, fino a poco tempo fa non molto in voga (diciamo così) qui dentro <small>(e potrei malignare sul fatto che il più delle volte si condanni solo le voci create dal sottoscritto, e guarda caso solo quelle su una certa squadra bianconera... vabbè!)</small>. Se è enciclopedica la stagione di un campionato sportivo – anch'essa composta su Wikipedia dai ''"movimenti di calciomercato, le statistiche di squadra e dei singoli calciatori"'' ecc., ricordo –, non vedo perché fare figli e figliastri; tantopiù che dal successivo messaggio di {{ping|Spinoziano}}, adesso vedo si vorrebbe pure proibire la creazione di nuove voci sulle ''"singole gare"''... scusate la battuta, a questo punto tanto varrebbe rinominare il progetto ''Wikiquote (ma senza sport)'', sarebbe un nome quantomeno più coerente con le vostre parole. Scusate lo sfogo '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:02, 28 mar 2025 (CET)
:Preciso che per "singole gare" intendevo voci come "Sci alpino ai XXIV Giochi olimpici invernali - Discesa libera femminile" da cui è nata la discussione generale, probabilmente mi sono espresso male.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:57, 29 mar 2025 (CET)
::@[[Utente:Danyele|Danyele]] Io stesso ho creato voci calcistiche (a proposito: se certune sono troppo specifiche per me si possono tranquillamente cancellare, ma sono una manciata) così come AssassinCreed (che avrebbe voluto fare il giornalista sportivo, poi ha scelto qualcosa di cui c'è più impellenza). Il resto l'ho già spiegato, non intendo ripetermi. Comunque la comunità si è democraticamente pronunciata. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:28, 29 mar 2025 (CET)
:::{{ping|Udiki}} Se intendi [[Discussioni_aiuto:Scorporo#Favorevoli_alla_tesi_2_(possibilità_di_creare_voci_scorporate_solo_quando_le_dimensioni_della_voce_lo_richiedono)|questo]], ''"la comunità si è democraticamente pronunciata"'' sul creare voci scorporate solo quando le dimensioni della voce lo richiedono, non su un loro divieto di creazione a prescindere '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:14, 30 mar 2025 (CEST)
::::{{ping|Danyele}} Appunto: '''quando le dimensioni lo richiedono''', in questo caso pur sommando le dimensioni della voce principale a questa siamo ben lontani dai 20kB ([[Aiuto:Dimensione_della_voce#Linee_guida|limite sotto il quale lo scorporo non va nemmeno preso in considerazione]]).--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:34, 4 apr 2025 (CEST)
:::::{{ping|AssassinsCreed}}, non capisco: qui si parla della liceità di una voce a sè stante, mica di uno scorporo da una voce già esstente... altrimenti, per assurdo, dovremmo mettere in cancellazione '''ogni-singolo-stub''' presente in Wikiquote, solo perché (ovviamente) sotto la soglia dei 20kB... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 04:40, 4 apr 2025 (CEST)
::::::{{ping|Danyele}} questa discussione c'è già stata ed è anche abbastanza lunga, ti invito a recuperarla. Ti reputo abbastanza intelligente e navigato da capire la differenza tra uno stub di una voce che è uno scorporo e uno stub di una voce che non è uno scorporo.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:43, 4 apr 2025 (CEST)
:::::::{{ping|Danyele}} <small>Visto che hai malignato su "una certa squadra bianconera" ti informo che sono juventino, così magari mi prendi più seriamente. Tra l'altro [[Discussioni_utente:ExIPvariabile#Diaz_e_presunto_abuso_di_farmaci|non è la prima volta]] che mi vedo costretto a specificarlo.</small>--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:50, 4 apr 2025 (CEST)
{{rientro}} ({{ping|AssassinsCreed}}, se mi puoi linkare ''"questa discussione"'', per favore). Dopodiché, se una voce tratta un argomento inerente (solo) una singola stagione sportiva, essa '''non''' può essere scorporo di una voce di carattere ''generale'' - e da cui un argomento ''stagionale'' sarebbe escluso a priori -; o almeno così io la vedo.<br /><small>Per il resto, per me puoi anche essere un tifoso granata :-D rimane il fatto che fra tutte le voci di stagioni sportive da me create, sia calcistiche (comprese quelle sulle milanesi, sulle romane o altre) sia extra-calcistiche, le uniche tirate in ballo in discussione sono state '''esattamente''' quelle di "una certa squadra [calcistica] bianconera". È un fatto).</small> '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 05:03, 4 apr 2025 (CEST)
:{{ping|Danyele}} Ecco a te: [[Wikiquote:Pagine_da_cancellare#Sci_alpino_ai_XXIV_Giochi_olimpici_invernali_-_Discesa_libera_femminile|capitolo 1]] e [[Discussioni aiuto:Scorporo|capitolo 2]].
:Sul discorso che non lo reputi uno scorporo, sono alquanto sconcertato... Noterai comunque [[w:Parma Associazione Calcio 1989-1990|la voce di Wikipedia]] prima ancora di iniziare reca un [[w:Template:Torna a|template]] che non a caso si usa per gli scorpori.
:In realtà le prime due voci che ho proposto per la cancellazione riguardano uno sport invernale e una stagione del Parma... se la Juventus è venuta maggiormente fuori è per la mole di voci che hai creato tu sull'argomento.
:Spero comunque che la discussione torni su binari concreti e di non dover star qui a precisare ciò che è lapalissiano.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 05:14, 4 apr 2025 (CEST)
::{{ping|AssassinsCreed}} Il ''[[w:Template:Torna a]]'' si utilizza per «un contenuto ancillare (cioè ausiliare) di un'altra voce»: una voce ancillare che può essere creata - anche - tramite scorporo, ma '''non è''' una regola (e infatti - noterai - per indicare gli effettivi casi di scorporo c'è l'apposito ''[[w:Template:ScorporoUnione]]''). Chiarito ciò, anche io vorrei che la discussione tornasse su binari concreti... ma trovo difficile (se non inutile) farlo con chi non mostra volontà di trovare un punto d'incontro, in definitiva con chi pare avere già preso da settimane la ''sua'' decisione '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 05:58, 4 apr 2025 (CEST)
:::In realtà citando [[w:Aiuto:Scorporo|le linee guida di Wikipedia]]: «Qualora la pagina sia stata creata appositamente, ricordati (se è il caso) di aggiungere in cima alla voce il template <nowiki>{{Torna a}}</nowiki>, che rinvia alla voce madre.»
:::Il template da te citato è [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale:PuntanoQui/Template:ScorporoUnione&limit=500 utilizzato solo in pagine di Discussione] non in ns0... Difficile credere che tu non te ne sia accorto da solo, ma mi piace pensarti in buona fede.
:::La decisione non è ''mia'' sia perché la votazione a cui ho fatto riferimento nelle prime parole di questa proposta ha coinvolto gran parte della nostra (seppur piccola) comunità, sia perché Udiki e Homer mi sembrano sulla mia stessa lunghezza d'onda sul caso specifico.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:12, 4 apr 2025 (CEST)
::::{{ping|AssassinsCreed}} il template da me citato, è stato citato solo per specificare l'iter da seguire nei casi di scorporo, e illustrare la differenza che corre con la creazione ex novo di voci ancillari. Non ho mai fatto menzione di ''dove'' debba essere posizionato quel template e francamente mai l'avrei fatto, essendo un'informazione del tutto futile ai fini del discutere. O meglio, vedo essere solo un pretesto per pungolarmi ulteriomente, gratuitamente e pubblicamente... e a differenza tua, ormai io faccio molta, ma davvero molta fatica a presumere qualsivoglia buona fede da parte tua: dacché ho iniziato a contribuire qua dentro, ogni volta che se ne presenta lo spiraglio sei sempre arrivato a sindacare su ogni mia singola virgola (letteralmente - la mia talk è in pratica un tuo soliloquio), sempre pronto con la penna rossa a farmi le pulci; e se la cosa fosse stata fatta anche da altri utenti, allora potevo anche pensare di farmi un bell'esame di coscienza; ma dato che questo comportamento è solo appannaggio tuo... bé due indizi fanno una prova: che tu sia prevenuto nei miei confronti, a prescindere e per ogni cosa faccia, è cosa assodata. Per questo, non ho proprio alcun interesse a ''discutere'' (eufemismo...) oltre, quantomeno per dignità mia '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:02, 14 apr 2025 (CEST)
:::::{{ping|Danyele}} Come sempre non rispondi del merito e viri su altre questioni, accusandomi... accuse alle quali peraltro ho già risposte varie volte. Il fatto che tu ti senta perseguitato da me dovrebbe forse trattenermi dal farti notare tutte le cose che non vanno nei tuoi contributi? In realtà questo in parte avviene, su alcune questioni (tipo la significatività delle citazioni o gli NDR spesso inutili e chilometrici) non ti ho detto quasi nulla o comunque molto meno di quanto avrei potuto/voluto.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:09, 18 apr 2025 (CEST)
{{rientro}} Ho sempre risposto nel merito, l'ho fatto anche qui sopra (mi hai chiesto di ''quel'' template, e risposta ti ho fornito su ''quel'' template) o in qualsiasi altro topic del passato; se poi ''tu'' non ritieni le mie risposte degne di considerazione a prescindere... quello è un altro paio di maniche. D'altronde solo con te ho sempre e costantemente problemi, solo te mi tratti fin dal principio come una pezza da piedi... in un contesto simile, il fatto che io sia "perseguitato" da te non è un mio sentire, ma un dato di fatto. Ma meglio mi fermi qui, che a lavar la testa all'asino... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 02:18, 25 apr 2025 (CEST)
: {{ping|Danyele}} Ecco ora che mi hai dato dell'<u>asino</u> potrei far scattare un cartellino giallo e cercare di dare una svolta a questa situazione inutilmente ''pesante'' (non per mio volere), ma ''ti'' dimostro la mia buona volontà ponendoci una pietra sopra e sperando di trovare un atteggiamento vagamente simile anche dall'altra parte...<br>Ma "perseguitato" cosa? Contribuisci tanto e abbiamo molte aree di interesse comuni, è ovvio confrontarsi. Ultimamente ho fatto notare problematiche ad atri utenti, la verità è che semplicemente nessuno reagisce come te. <br>Mi limiti a chiederti una cosa sperando in una tua risposta intellettualmente onesta, davvero per te la voce [[w:Parma Associazione Calcio 1989-1990]] su Wikipedia (e di conseguenza su Wikiquote) non è da considerarsi uno scorporo?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:25, 25 apr 2025 (CEST)
::{{cancellare}} spesso ci si dimentica che Wikiquote raccoglie citazioni rilevanti, non tutte le dichiarazioni fatte. E non devono essere rilevanti solo per chi le riporta, o una ristretta minoranza. Direi che la maggioranza degli utenti intervenuti finora è concorde con questo indirizzo, nel caso delle voci simili finora discusse. Sarebbe IMHO molto utile importare (discutendo su cosa tenere) [[:en:Wikiquote:Quotability]] e [[:en:Wikiquote:Notability]], che spiegano più nel dettaglio tutto questo. Aggiungo che sarebbe il caso di evitare accuse di complotti contro il ''proprio'' argomento o contro la ''propria'' utenza, che vanno a distogliere dal tema del discorso mettendo tutto su uno sgradevole piano personale. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 10:22, 25 apr 2025 (CEST)
:::{{ping|AssassinsCreed}}, potrei rispondere che il trattamento vessatorio che m'impartisci da sempre qui dentro, è ben di peggio che citare un famoso proverbio; potrei rispondere che ricevere un cartellino da te, visti i presupposti è come ricevere una medaglia al valore; ma evito di alimentare ulteriormente qualsivoglia flame, come ho già detto è inutile tentare un dialogo tra due sponde distanti e ancor più ferme. Perché anche a me capita di confrontarmi con altri utenti su argomenti comuni, ma se poi i problemi mi vengono sempre-e-solo da te...<br />Quanto alla tua domanda, ecco la mia onesta risposta: '''no''', una voce ''stagionale'' non può essere considerata uno scorporo poiché le informazioni di cui è composta, di carattere per l'appunto stagionale, non devono trovare spazio a priori in una voce di più ampio carattere generale; possono trovare spazio '''solo''' in una voce più specifica qual è quella stagionale.<br />{{ping|Superchilum}}, sono dentro i vari progetti wiki da quasi vent'anni, e proprio per questo io sono il primo che vorrebbe evitare di malignare, di fare certi pensieri, lo vorrei davvero... ma proprio perché bazzico il progetto da quasi vent'anni, e mai ho subìto trattamenti del genere da altri utenti tranne questo ''unico'' caso, ne consegue che stavolta faccio davvero fatica a nutrire qualsivoglia sentimento di buona fede. Scusa tanto '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:05, 25 apr 2025 (CEST)
::::{{ping|Danyele}} Direi che le tue risposte ti qualificano, soprattutto il "no" alla domanda finale (penso che facendo la stessa domanda a 1000 persone che hanno una minima cognizione di causa darebbero tutti risposta diversa). Sono francamente stufo, limiterò il dialogo con te al minimo.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:42, 25 apr 2025 (CEST)
:::::{{ping|AssassinsCreed}}, ti ho dato (come sempre fatto) la mia risposta, ''onesta'' come mi avevi chesto: e (come sempre accaduto) mi sono ritrovato ad essere trattato con sufficienza, se non con aperto dileggio... pertanto direi che sono i tuoi attegiamenti e comportamenti nei miei confronti, in tutti questi anni, ad averti ''qualificato'' abbastanza ai miei occhi. Anche io sono francamente stufo; ma al contrario, spero vivamente di non aver più nulla a che fare con la tua utenza, io. Buon proseguimento '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 01:40, 26 apr 2025 (CEST)
::::::{{ping|Danyele}} se può servire, concordo in toto con AssassinsCreed nel merito delle questioni portate avanti, e da tempo penso che Wikiquote in italiano abbia preso una brutta china di inserimento di citazioni trovate online, ma che memorabili non lo sono. Spero che queste procedure aiutino la comunità (non solo te) a riflettere insieme su quale possa essere la direzione che vogliamo per il progetto. Detto questo, direi che quanto dovevamo dire sulla voce in questione è stato detto. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:36, 28 apr 2025 (CEST)
{{cancellare}} o eventualmente accorpare. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:25, 27 apr 2025 (CEST)
*Non ho un'opinione chiara sulla cancellazione perché mi devo aggiornare sull'esito della discussione in [[Discussioni aiuto:Scorporo]]. Mi sembra di vedere però un consenso per l'unione di queste citazioni nella voce [[Parma Calcio 1913]], a meno che ci sia una motivazione concreta a favore del tenerle separate: qual è allora una motivazione valida? Trovo difficile sostenere che una citazione sulla promozione in serie A sia rilevante solo per la stagione e non per la squadra nel complesso: sarebbe come dire che una citazione sulla promozione di una persona o sulla ricostruzione di una città non sia più rilevante per la voce complessiva su quell'argomento. Forse il problema è che è difficile leggere le citazioni relative a uno specifico periodo in una voce tematica dove sono [[Wikiquote:Modello_di_voce#Voci_tematiche|tassativamente in ordine alfabetico]]? Troviamo allora una soluzione a questo problema. Potrei sbagliarmi ma non credo che sarebbe uno scandalo avere una sottosezione <code>===Stagione 1989-1990===</code> con tre citazioni nella voce principale, e se le sottosezioni non fossero ben accette si potrebbe almeno mettere un {{tl|NDR}} che chiarisca il periodo di riferimento. Ma forse sono fuori strada io e non capisco il vulnus della questione. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 17:43, 23 set 2025 (CEST)
:{{ping|Nemo_bis|Udiki|Spinoziano}} Io vi inviterei a dare un'occhiata a [[:Categoria:Competizioni sportive]] (per sbaglio ci sono capitato e ho avuto un mancamento), davvero è questa la direzione he vogliamo dare al progetto? Magari risuperiamo l'edizione inglese ma a che prezzo?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:02, 21 feb 2026 (CET)
::Leggendo questo messaggio mi ero quasi aspettato di vedere centinaia di voci tematiche per singole partite di calcio. :-) Sembrano essere competizioni annuali, principalmente gran premi. Ne ho aperte due a caso e le citazioni almeno sembravano pertinenti, poi non so giudicare se per esempio il [[Gran Premio di Monaco 1988]] sia particolarmente significativo come quella singola citazione indica. Avere almeno due citazioni aiuterebbe, altrimenti viene il dubbio che la citazione sia rilevante solo per una specifica persona/squadra. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 12:20, 21 feb 2026 (CET)
{{fatto}} e accorpata alla voce principale. Per piacere non scorporare di nuovo senza consenso. Non ho visto risposta al suggerimento sulla suddivisione delle citazioni, ma lo considero ancora valido e non penso richieda un consenso preventivo se aiuta. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 12:28, 21 feb 2026 (CET)
:{{ping|Nemo_bis}} ti aspettavi di vedere voci su singole partite di calcio? [[:Categoria:Incontri di calcio storici|Ecco a te]].<br>O magari volevi vedere voci su singole stagioni? [[:Categoria:Edizioni del campionato italiano di calcio|Eccole qua]].<br>O magari voci su una singola squadra in una singola stagione? [[:Categoria:Juventus F.C.|Ecco]].<br>Qualsiasi tipo di voce del genere ti venga in mente, allo stato attuale non manca... Quanto alle sottosezioni che proponi, è una soluzione che non abbiamo mai adottato, quindi andrebbe un attimino discussa e formalizzata prima.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:24, 22 feb 2026 (CET)
::Grazie per le segnalazioni. Una voce per (finale di) stagione è quantomeno un criterio oggettivo, mentre non so come giudicare [[Italia-Brasile 3-2]]. In generale, pur essendo io stato un critico della quantità e modo in cui si tratta il calcio in Wikipedia in italiano, trovo che Wikiquote abbia un ruolo utile nell'illustrare perché certi argomenti siano significativi dal punto di vista degli appassionati dell'argomento, diversamente dalle voci di Wikipedia che devono seguire un punto di vista neutrale. Apprezzo anche che le voci corrispondenti in Wikipedia non abbiano (in un piccolo controllo a campione) certe aberrazioni (una volta) comuni nelle voci del progetto Calcio come le citazioni iniziali.
::[[:Categoria:Juventus F.C.]] sembra un caso rilevante ma eviterei di trattarlo in una discussione per la cancellazione. Se si volesse proporre un modo diverso di organizzare le citazioni tematiche con sottosezioni per anno, quello potrebbe essere un esempio da cui partire. Mi piacerebbe vedere una proposta concreta in [[Discussioni aiuto:Scorporo]]. (Qui però vado un po' fuori tema.) [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 11:46, 22 feb 2026 (CET)
:::La proposta, la discussione e le decisione sono avvenute [[Discussioni aiuto:Scorporo|proprio qui]] e si è deciso che queste voci vanno considerate a tutti gli effetti come '''scorpori''': vanno creati solo quando c'è una reale esigenza di dimensioni. Bisognerebbe quindi agire proprio come fatto per questa voce sul Parma, tenendo unicamente le citazioni più significative ovviamente.
:::Il problema è che molte di queste voci sono state create dopo tale discussione, in barba alla decisione presa...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:37, 22 feb 2026 (CET)
== [[Selene Calloni Williams]] ==
Voce precedentemente cancellata su Wikipedia, non mi pare soddisfare i criteri di enciclopedicità.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:59, 24 nov 2025 (CET)
:Su Wikipedia l'hanno cancellata nel 2012, non so se da allora a oggi è cambiato qualcosa. Vedo che l'autrice ha diversi titoli in catalogo per editori come Piemme, Studio Tesi, Magnanelli ed Edizioni Mediterranee. [https://www.vanityfair.it/article/dalla-brianza-a-monaco-nella-giungla-la-vita-straordinaria-di-una-vera-sciamana-italiana Qui] è descritta come "una tra le ''counselor'' più accreditate nel panorama internazionale del buddhismo e seguitissima sui social", ma i social non contano niente e non si specifica com'è che sarebbe così accreditata, né io mi fido dei pennivendoli. Non vedo né bestseller assoluti né premi; ma se mi sbaglio; correggetemi. Se le cose stanno così, da cancellare anziché no. Se su Wikipedia cambiano idea, ripristiniamo anche qui. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:12, 24 nov 2025 (CET)
::[https://www.audible.it/author/Selene-Calloni-Williams/B07GYMZXD3 Qui] viene definita come ''Autrice di oltre trenta libri, tradotti in numerose lingue, è riconosciuta a livello internazionale per la sua capacità di unire saggezza orientale e profondità psicologica occidentale.'' Sei di questi sono pubblicati con [https://it.wikipedia.org/wiki/Edizioni_Piemme Piemme], tra il 2021 e il 2025, come verificabile [https://opac.sbn.it/web/opacsbn/risultati-ricerca-avanzata#1763995096240 qui]. --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 15:40, 24 nov 2025 (CET)
:::Se è tradotta in più di tre lingue e non si tratta di autopubblicazione allora è rispettato [[w:WP:LIBRI]]. Il problema è che non riesco a trovare queste traduzioni. [https://www.goodreads.com/author/show/13159343.Selene_Calloni_Williams Qui] per esempio non ce ne sono, così come nella fonte succitata (che mi sembra una cosa promozionale scritta da lei o chi per lei). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:32, 24 nov 2025 (CET)
::::Ci sono due edizioni nella [https://openlibrary.org/authors/OL8348743A/Selene_Calloni_Williams pagina in OpenLibrary], una in inglese e una in spagnolo, che da Worldcat risultano essere presenti nelle collezioni di dozzine di biblioteche europee e statunitensi di vario genere (universitarie, locali, nazionali). [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 12:40, 21 feb 2026 (CET)
== [[Ella Gai]] ==
Pagina su una scrittrice non enciclopedica (in cancellazione su wikipedia) che riporta solo l'incipit di un suo romanzo autoprodotto.--[[Utente:Paul Gascoigne|Paul Gascoigne]] ([[Discussioni utente:Paul Gascoigne|scrivimi]]) 11:12, 18 mag 2026 (CEST)
:Come da prassi, nel momento in cui verrà cancellata lì per il fatto che il soggetto non è enciclopedico (come sta per accadere) verrà cancellata anche qui. Grazie per la segnalazione.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:26, 18 mag 2026 (CEST)
::{{fatto}}-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:01, 21 mag 2026 (CEST)
== [[Miklós Cseszneky]] ==
Non è certamente famoso e probabilmente neppure enciclopedico. Cercando su Google e Google libri non emerge niente. Quando la voce è stata creata c'era un articolo su Wikipedia in inglese, che nel frattempo è sparito. L'articolo su Wikipedia in ungherese è piuttosto fumoso; si dice che ha scritto libri tradotti in più lingue, ma chi li ha pubblicati? Gli enti di cui fa parte sono altrettanto oscuri. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:24, 13 giu 2026 (CEST)
:Concordo, l'avevo creata per wikificare la voce [[tolleranza]], ma probabilmente non avevo approfondito abbastanza, mi ero accontentato della presenza su en.wiki. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:28, 14 giu 2026 (CEST)
::Segnalo soltanto un elemento nuovo, senza voler sostenere che il soggetto sia necessariamente enciclopedico in senso forte.
::Il 12 giugno 2026 la rivista ebraica ungherese [https://www.szombat.org/politika/a-hallgatas-alarcai-mogott Szombat ha pubblicato un’ampia recensione] di Ákos Kurucz a The Masks of Hatred: What October 7 Revealed, il volume dal quale provengono due delle tre citazioni presenti nella voce. Non si tratta di una semplice segnalazione editoriale: l’articolo esamina estesamente contenuto, struttura, stile e tesi del libro, formulandone anche una valutazione critica.
::Il volume risulta inoltre identificabile bibliograficamente e distribuito in commercio in lingua inglese, con ISBN 9798227123626. Questo naturalmente dimostra l’esistenza e la verificabilità dell’opera, non automaticamente la rilevanza generale dell’autore. [[Utente:Tionara|Tionara]] ([[Discussioni utente:Tionara|scrivimi]]) 23:52, 17 giu 2026 (CEST)
== [[Maria Marino Marraffa]] ==
Stando alla voce su Wikipedia in inglese, è enciclopedica soprattutto per aver fondato un movimento apostolico. Questo movimento non è ritenuto enciclopedico su Wikipedia in italiano (si veda '''[[w:Discussioni_progetto:Cattolicesimo#Movimento_Apostolico|qui]]'''), quindi neppure la voce sulla signora lo è. Credo che sia da cancellazione persino immediata. La voce su WP in inglese è di recente creazione e il motivo per cui non è stata creata anche in italiano è facilmente intuibile: altissima probabilità e anzi certezza della cancellazione. Sono anni che su WP in italiano si cerca di creare la voce sul movimento per mano di un utente caratterizzato da LTA. Che poi è verosimilmente quello che è ora venuto qui, vista la dimestichezza dimostrata immediatamente. Qui la signora è stata definita mistica, ma il Vaticano ha concluso che le sue affermazioni non sono di origine soprannaturale. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:48, 14 ago 2026 (CEST)
:Sicuramente cancellerei una voce sul Movimento Apostolico, mentre la voce sulla persona in teoria per me potrebbe anche restare finché si continuano ad annullare tutti i contributi promozionali sul Movimento, ma l'utente pare interessato solo a fare spam sul Movimento, quindi se si dovesse arrivare a bloccarlo (come è probabile) ci sarebbero da cancellare anche gli altri contributi come la voce [[Francesco Savino]] (nessuna fonte verificabile, ma potrà ovviamente essere ricreata da altri con almeno una citazione che segua gli standard). In breve: se va avanti a fare inserimenti impropri in write-only cancellazione di tutto e blocco completo in quanto utenza creata al solo scopo di spam.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:08, 14 ago 2026 (CEST)
::Nel frattempo che eliminate l'avviso dalla voce, vi segnalo che ho provveduto al suo inserimento nella versione [https://en.wikiquote.org/wiki/Maria_Marino_Marraffa inglese] @[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]]@[[Utente:Udiki|Udiki]]. Dispiace infine leggere dei commenti sul sottoscritto, come se gli stessi non fossero da me accessibili. Saluti [[Speciale:Contributi/~2026-44891-42|~2026-44891-42]] ([[Discussioni utente:~2026-44891-42|discussione]]) 08:20, 16 ago 2026 (CEST)
:@[[Utente:Udiki|Udiki]]@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]]Con tutto il rispetto per i dubbi sollevati, credo sia opportuno valutare la questione separando nettamente le dinamiche utente dal valore enciclopedico del soggetto, basandoci unicamente sulle linee guida ufficiali dell'enciclopedia. La rilevanza della figura in questione non dipende dall'approvazione delle sue esperienze mistiche da parte delle autorità ecclesiastiche, bensì dal suo ruolo di figura religiosa e fondatrice di realtà di rilevante impatto comunitario e sociale, tra cui il Movimento Apostolico e l'Istituto Secolare Maria Madre della Redenzione, che contava oltre cento consacrate laiche. I dialoghi spirituali attribuiti alla sua esperienza definiscono la natura della sua figura nel dibattito pubblico e storiografico, mentre il pronunciamento d'oltretevere ne chiarisce l'inquadramento canonico senza per questo cancellarne il rilievo storico.
:A riprova del fatto che l'argomento possiede una rilevanza che travalica i confini locali, la versione in lingua inglese di Wikipedia dedica ben due voci a questa realtà [https://en.wikipedia.org/wiki/Movimento_Apostolico Movimento Apostolico] ed [https://en.wikipedia.org/wiki/Movimento_Apostolico Apostolic Movement], dimostrando come il tema presenti un interesse enciclopedico riconosciuto a livello internazionale. I problemi riscontrati in passato su Wikipedia in italiano sono legati esclusivamente alla forma delle edizioni, spesso viziate da toni promozionali o da fonti inadeguate inserite da utenti poco esperti o problematici. Tuttavia, secondo i pilastri comunitari, la presenza di contributi promozionali o lo stile improprio di un'utenza attengono alla redazione della voce e si risolvono con la pulizia del testo, il ripristino della neutralità o l'eventuale blocco delle utenze scorrette, e non costituiscono di per sé un motivo di non enciclopedicità del soggetto. Per questo sulla pagina Discussioni del Progetto, è stata sollevata la questione del ripristino.
:Alla luce della presenza di fonti terze e attendibili che attestano il ruolo storico dell'interessata e la consistenza delle sue opere, la voce possiede tutti i requisiti di rilevanza previsti dalle linee guida generali. Si chiede pertanto la rimozione dell'avviso di cancellazione e il mantenimento della pagina, affinché possa essere eventualmente migliorata e resa pienamente neutrale attraverso il contributo ordinario della comunità. [[Speciale:Contributi/~2026-43872-85|~2026-43872-85]] ([[Discussioni utente:~2026-43872-85|discussione]]) 07:51, 15 ago 2026 (CEST)
::Le voci su WP in inglese le hai create tu stesso, sono recentissime e non sono state ancora valutate; quindi, per piacere, vedi di non prenderci per i fessi che non siamo. Ti ricordo poi quanto stabilito in [[w:Wikipedia:Enciclopedicità]]: "Neanche il confronto con le edizioni di Wikipedia in altre lingue è un criterio di valutazione dell'enciclopedicità di una voce o del suo contrario: ogni edizione di Wikipedia, infatti, si è data propri criteri." E circa quello è successo su WP in italiano alla voce sull'associazione, cito qui quanto riassunto da Gambo7: {{quote|Le prime 7 cancellazioni furono per copyviol: e queste, per loro natura, non entrano nel merito dei contenuti.<br />Dopodiché sono state fatte 5 cancellazioni per C4 (''Contenuto palesemente [[w:Wikipedia:E|non enciclopedico]] o [[w:Wikipedia:P|promozionale]], [[w:Wikipedia:WNCV|CV]]''). ''[...]'' È comprensibile il dubbio se non fosse davvero enciclopedica una associazione quarantennale sottoposta anche a valutazione apostolica, ma a una più attenta valutazione si riscontra come esso sia sempre stato definito un'associazione, con contatti internazionali, ma pur sempre localmente legata alla Calabria e nulla di più.}} In sintesi: non si contesta solo lo scopo promozionale, ma anche l'enciclopedicità, perché il tutto ha una portata [[w:Wikipedia:Localismo|locale]], se ha almeno quella.<br />Ciò detto, chi ha agito secondo modalità di LTA non dovrebbe neppure essere a discutere e creare voci là dove è stato cacciato. Non è serio essere cacciati dalla porta e provare a rientrare dalla finestra. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:36, 15 ago 2026 (CEST)
:Gentile @[[Utente:Udiki|Udiki]],
:Nessuno vuole "prendere per fesso" nessuno né eludere le regole: l'intento è solo proporre una discussione serena e basata sui fatti.
:Come fatto giustamente notare da @[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]], è fondamentale non sovrapporre le due decisioni: qui si sta discutendo specificamente della rilevanza enciclopedica della fondatrice, non dell'associazione in sé.
:Nel merito delle procedure, le decisioni della comunità non sono dogmi immutabili o sentenze definitive: una precedente cancellazione non preclude a priori la ricreazione di un contenuto se si presenta un'impostazione diversa o nuove fonti terze a supporto.
:Quanto al presunto "localismo", occorre documentarsi con maggiore attenzione sulla reale diffusione di questa realtà ecclesiale. Sebbene il nucleo originale e il radicamento principale si trovino in Calabria - confermo - la presenza e l'impatto del movimento e della sua fondatrice si sono estesi ben oltre i confini regionali, con ramificazioni e contatti documentati sia a livello nazionale che internazionale. Valutare questa rilevanza riducendola a un mero fatto locale non rende giustizia alla documentazione disponibile. Non si tratta quindi di "rientrare dalla finestra", ma di valutare con neutralità una figura distinta sulla base delle fonti.
:Buon Ferragosto! [[Speciale:Contributi/~2026-43872-85|~2026-43872-85]] ([[Discussioni utente:~2026-43872-85|discussione]]) 17:25, 15 ago 2026 (CEST)
::Sei tu che hai interamente impostato la voce di WP in inglese riguardante la signora basandola sull'associazione, probabilmente perché non hai trovato di meglio, quindi il loro destino è logicamente il medesimo: se non è enciclopedica l'una, non lo è l'altra. Il resto sono chiacchiere, nessun fatto. Su Wikipedia la discussione non ha portato a nessun cambiamento, quindi in questa sede non si può fare diversamente. Crea una sandbox dedicata alla signora su Wikipedia in italiano e sottoponila al progetto competente, ma prevedo un risultato simile alla presente discussione. Non c'è nulla che è passato alla storia; la morte della signora e lo scioglimento dell'associazione precludono pure future novità. La voce per me resta da cancellare; se poi su Wikipedia cambia qualcosa, la si potrà ripristinare. E loggati, visto che non lo stai facendo per evitare di rispondere ai messaggi che hai ricevuto sulla [[Discussioni utente:Nomignolo2026|tua pagina di discussione]] (c.d. write-only). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:04, 16 ago 2026 (CEST)
:::Ti ho scritto lì e sulla tua pagina discussione. Inoltre, ho fatto le modifiche richieste sulla voce di [[Francesco Savino]] con cui sono sempre in contatto. Saluti [[Speciale:Contributi/~2026-44891-42|~2026-44891-42]] ([[Discussioni utente:~2026-44891-42|discussione]]) 08:16, 16 ago 2026 (CEST)
:::Mi sembra che più lei sta facendo [[campagna elettorale]], se ritiene la voce da cancellare lo faccia immediatamente. Tanto è già presente su wikiquote inglese. La versione Italiana purtroppo è molto limitata sul progetto cattolicesimo @[[Utente:Udiki|Udiki]]@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]]@[[Utente:Nomignolo2026|Nomignolo2026]] [[Speciale:Contributi/~2026-45195-96|~2026-45195-96]] ([[Discussioni utente:~2026-45195-96|discussione]]) 10:03, 18 ago 2026 (CEST)
::::Se ti pare che la Wikipedia in italiano sia carente, crea la voce e vediamo se non te la segano. Di quello che fanno nella versione anglofona poco ce ne importa per i motivi già detti. Non intervenire se non hai cose nuove da dire, è ora di darci un taglio. Per il resto hai la risposta nella mia pagina di discussione. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:05, 18 ago 2026 (CEST)
:::::La voce è già stata recentemente [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Maria_Marino_Marraffa&action=edit&redlink=1 cancellata] per C4 su Wikipedia in italiano, ed era una biografia completa con le fonti disponibili, quindi può essere cancellata anche qui, eventualmente insieme al resto creato dall'utente, così lo persuadiamo a levarsi da questo lido, dato che il suo spam cross-wiki è evidente così come l'abuso di utenze multiple.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:22, 18 ago 2026 (CEST)
::::::{{fatto}} [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:32, 18 ago 2026 (CEST)
== [[È arrivato Baby Poof]] ==
Pagina di un "film" dei [[Due fantagenitori]] (composto in realtà dai primi 2 episodi della sesta stagione accorpati in un unico), senza frasi significative, tranne forse una manciata. --[[User:Andrek02|<span style="color:#a355bb">Andrek02</span>]] ([[User talk:Andrek02|talk]]) 10:09, 5 ott 2026 (CEST)
:PS anche [[Due fantagenitori: Fanta Zapping]] andrebbe unito alla voce principale. [[User:Andrek02|<span style="color:#a355bb">Andrek02</span>]] ([[User talk:Andrek02|talk]]) 10:14, 5 ott 2026 (CEST)
qj6cij76gvc0hcvzr2gbypr8wgmowm4
Alberto Sordi
0
1700
1428362
1424420
2026-10-04T19:59:10Z
Cavarrone
10753
/* Citazioni di Alberto Sordi */ +
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Alberto-Sordi.jpg|thumb|Alberto Sordi]]
'''Alberto Sordi''' (1920 – 2003), attore, regista, sceneggiatore, cantante e doppiatore italiano.
==Citazioni di Alberto Sordi==
*{{NDR|Riferendosi a [[Carlo Verdone]]}} A Carlè, magari avessi avuto un figlio come te, anche se proprio bello nun sei... Oh, non giudicatelo dalla faccia perché Carlo è un ragazzo intelligente... A Carlè, io vorrei ave' l'età tua, cieco de n'occhio.<ref>Citato in [[Roberto D'Agostino]], ''Chi è, chi non è, chi si crede di essere'', Arnoldo Mondadori, 1988. ISBN 8804313757</ref>
*{{NDR|Rivolto a un beduino nel mezzo del deserto}} Aò, 'ndo stà er mare?... Ammazza che spiagge che c'avete!<ref>Citato in Gino & Michele, Matteo Molinari, ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Anno 2000'', Baldini e Castoldi, § 437.</ref>
*{{NDR|Su [[Rodolfo Sonego]]}} Era un uomo minuto che trascinava i piedi, si muoveva con lentezza, spandeva intorno distensione.<ref>Citato in Simonetta Robiony, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,19/articleid,0453_01_2000_0280_0023_4409501/ Sonego, il cinema italiano che se ne va]'', ''La Stampa'', 16 ottobre 2000.</ref>
*Eravamo due poveracci. Andavamo a mangiare in una latteria in via Frattina e c'eravamo accattivati la simpatia della cuoca. ordinavamo uno spaghetto e lei sotto ci metteva due bistecche e due uova. Io e [[Federico Fellini]] facevamo lunghe passeggiate la sera: sognavamo, parlavamo di aspirazioni, progettavamo di diventare io un grande attore e lui sosteneva sempre, diceva: «Ti assicuro, Albè, che io un giorno diventerò un grande regista, forse il regista più grande del mondo». Solo che lo dovevo sostenere, lui c'aveva fame. Gli era rimasta solo una testa così, piena di capelli, su un corpo che ormai non si sosteneva più perché...perché era debole, deperiva di giorno in giorno. E io non potevo fare niente per lui...potevo divertirlo, potevamo ridere, scherzare insieme, ma non potevo sfamarlo perché anch'io ero un poveraccio. Non c'avevo 'na lira. E poi arrivò il suo ''[[angelo]]'' salvatore: conobbe una ragazzina che faceva la radio, si chiamava [[Giulietta Masina|Giulietta]]. Lui scrisse per lei una rubrichetta alla radio e si fidanzarono. Lei da buona emiliana cominciò a cucinare agnolotti, lasagne, tortellini e cominciò a ingrassare Federico. Cominciò a camminare da solo, cominciò a scrivere e cominciò a lavorare. Tutto quello che vi racconteranno che non sia quello che vi ho raccontato io, probabilmente non è la verità. E sapete perché? Perché probabilmente gliel'ha raccontata lui. Perché, dovete sapere, oltre ad essere un grande regista, Federico è anche un grande bugiardo, forse l'uomo più bugiardo del mondo. Però, aò, Federico c'ha una capoccia così!<ref>Dall'intervista della RAI. Video disponibile su [https://www.youtube.com/watch?v=qg90Tluft4c Youtube].</ref>
*Io ho amato il denaro come ho amato le donne, solo che le donne le ho lasciate, m'è rimasto il denaro.<ref>Citato in Andrea Ciaffaroni, "Viale del tramonto", ''Alla ricerca di Nino Manfredi'', Sagoma Editore, 2021. ISBN 978-88-6506-125-1.</ref>
*{{NDR|Parlando del primo incontro con [[Totò]]}} Mi chiese subito di dargli del tu, anche se io gli confessai la mia emozione di trovarmi di fronte all'esempio vivente del comico tradizionale, colui che, al solo apparire, in teatro e sullo schermo, conquistava il pubblico prima di dire «Buonasera». [...] Un attore talmente eccezionale e irripetibile che forse ci vorranno cento anni perché ne nasca un altro.<ref>Citato in Orio Caldiron, ''Totò'', Gremese Editore, 2001, [https://books.google.it/books?id=up8mBeSO_HQC&pg=PA132 p. 132]. ISBN 8877424133</ref>
*Non mi [[Matrimonio|sposo]] perché non mi piace avere gente estranea in casa.<ref>Citato in [[Aldo Grasso]], ''[https://www.corriere.it/spettacoli/13_febbraio_24/grasso-ossessione-albertone_1e0b3e8e-7e52-11e2-b686-47065ea4180a.shtml Quell'ossessione di Albertone per gli estranei in casa]'', ''Corriere.it'', 24 febbraio 2013.</ref>
*{{NDR|«C'è un segreto per far ridere?»}} Sì, fare le cose sul serio. {{NDR|«Il momento più bello della sua vita e quello più triste.»}} Io la tristezza la nascondo. Ecco, l'unica volta che recito, non davanti alla macchina da presa, è il fatto di non manifestare tristezza perché, partecipare gli altri alla mia tristezza, ho capito che non importa niente a nessuno delle mie tristezze, perciò non mi confido mai e dico: "Tutto bene, tutto bene". Me la tengo per me.<ref>Dall'intervista di [[Enzo Biagi]] nel programma televisivo ''Cara italia''. [https://www.yooying.com/p/1947061207275692181_984795312 Video] disponibile su ''Yooying.com''.</ref>
{{Int|Da ''Cinema e tagliatelle''|''Il Monello'', Casa Editrice Universo, n. 17 1975.}}
*La mia [[comicità]] non è mai stata astratta, gratuita. L'ho sempre ricalcata sulla realtà del momento.
*Nei miei [[film]] io mi limito a riflettere le [[Inquietudine|inquietudini]] di tutti noi, il pessimismo dilagante.
*Se [[Federico Fellini|Fellini]] mi dicesse: «Albe', ho una parte per te nel mio prossimo film...» Eh, allora come faccio a dire di no? Con Federico ho fatto ''Lo sceicco bianco'', ''I vitelloni'', e se so' quello che sono, oggi, lo devo anche a lui, no?
*Sa perché dicono che sono [[avarizia|avaro]]? Perché i soldi non li sbatto in faccia alla gente, come fanno certi miei colleghi.
*Sono un credente, un cattolico osservante. La domenica vado a messa. Mi faccio la comunione. Be', diciamo la verità, è deprimente constatare che la mia religiosità stupisce, non le pare?
*Se il mondo fosse come lo presenta un certo [[cinema]] d'oggi, sarebbe un incredibile bordello.
*Dubito fortemente di poter essere [[Matrimonio|matrimoniabile]].
*Alla mia età ho fatto il callo alla solitudine. Una solitudine, però, molto relativa, perché il lavoro riesce a riempire completamente la mia esistenza.
*Voglio realizzare un film su [[Henry Kissinger]]. Prima di tutto, perché gli somiglio moltissimo, al punto che quando vado negli [[Stati Uniti]] la gente si ferma a guardarmi per strada, mi blocca e mi chiede l'autografo.
*Il personaggio di [[Henry Kissinger|Kissinger]] mi affascina. È un po' [[Klemens von Metternich|Metternich]], un po' [[Charles Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], non sta mai fermo, tira le fila dei destini del mondo...
*La sa quella storiella su [[Henry Kissinger|Kissinger]]? Aeroporto di [[Washington]]: atterrano contemporaneamente tre jet, uno proveniente da [[Pechino]], l'altro da [[Mosca (Russia)|Mosca]], il terzo da [[Tel Aviv]]. E da tutti e tre scende, sorridente, Henry Kissinger. Divertente, no? La metterò nel film, che ne dice?
{{Int|Da ''[http://www.corriere.it/cultura/09_maggio_29/intervista_sordi_4f805fa2-4c5c-11de-b7be-00144f02aabc.shtml Quando il balilla Sordi andò dal Duce]''|Intervista di [[Nantas Salvalaggio]], ''Corriere.it'', 8 gennaio 1986.}}
*{{NDR|L'incontro con [[Benito Mussolini]]}} Io avevo intorno ai tredici anni, era il 1933. [...] Ci sembrò un sogno. Una mattina alle 9, a Palazzo Venezia, l'usciere Navarro<ref>Il nome corretto è Navarra</ref> ci fa entrare nella mitica Sala del Mappamondo. Era immensa e lustra come uno specchio. Mi tremavano le gambe. Il Duce ci aspettava dietro un grande tavolo. Salutiamo romanamente nelle nostre divise fiammanti. Poi il Duce parla con voce rotonda: "Camerati, vi ascolto". Al che il veterano si slancia in avanti: "Eccellenza, Duce, ecco il mio piano laborioso. Darà lavoro a centinaia di persone". E gli porge alcuni fogli con mappe e grafici. Passano cinque, dieci secondi, sufficienti perché Mussolini intuisca tutta l'inconsistenza del progetto. "Mi vorreste alla posa della prima pietra? No – dice –, vi do tempo. Verrò all'ultima". Così ci licenzia, e noi usciamo dal palazzo come cani bastonati. [...] Mi è servito in seguito. Non ho più raccomandato nessuno. Quando c'è qualcuno che insiste, gli dico: guarda, mi è andata male perfino con il Duce.
*[Mussolini] Mi faceva ridere. Per me era un grande attore comico, forse involontario. Naturalmente lo ammiravo, come tutti. Però, ripeto, mi faceva ridere. Aveva delle battute impressionanti.
*{{NDR|[[Ettore Petrolini]]}} Come era? Bah, non vorrei dare scandalo, ma non mi ha fatto grande impressione. Lo stesso [[Mario Bonnard|Bonnard]], che lo ha sostenuto moltissimo, anni dopo mi confessava che, insomma, la leggenda era più grossa dei suoi meriti. Sono le mistificazioni della intellighentzia. Neppure la [[Eleonora Duse|Duse]] fu quel mostro di bravura che dicono. Anzi. Gente degna di fede assicura che in molte cose era abbastanza mediocre.
*{{NDR|Il grande attore comico è}} Fabrizi. [[Aldo Fabrizi]] è stato grandissimo. Ma i soliti snob lo trascurano, lo confondono con le sue macchiette e le sue ricette di pastasciutte. Purtroppo, succederà a Fabrizi quello che è capitato a [[Totò]]: verrà beatificato solo dopo la morte. Lontana sia. Questo è un Paese dove i critici si commuovono solo sui marmi dei sarcofagi.
*{{NDR|[[Roma]]}} È diventata un brutto parcheggio. È indecente il modo in cui viene degradata una delle più belle città del mondo.
*Ero in piazza Navona, il cuore della città. A un certo punto vedo spuntare, prima a destra e poi a sinistra, quattro ceffi che non promettevano niente di buono. Questi ti fanno blu, mi sono detto. Per fortuna, arrivato a pochi passi da me, uno dei ceffi mi riconosce: "Albe' – grida – Albertone bello, ma dove cavolo vai a quest'ora di notte?". E rimettendo in tasca qualcosa, che poteva essere una pistola o un coltello, mi dà una gran botta sulla spalla. Così fanno anche gli altri manigoldi. "Andiamo a bere qualcosa!" dice uno coi baffi. "No, grazie – mi difendo – ho un gran mal di testa, fate finta che ho accettato". Qualche volta anche i teppisti hanno un'anima. Ma fino a quando?
{{Int|Da ''Un cristiano a Roma''|Intervista di Roberto Rotondo, ''30Giorni'', gennaio 2000.}}
*Avevo quattro anni quando vidi per la prima volta San Pietro e fu proprio per il Giubileo del 1925. Ero in compagnia di mio padre, venivamo da Trastevere, dove ero nato in via San Cosimato e dove vivevo con la mia famiglia. Arrivammo percorrendo i vicoli, che poi furono distrutti, di Borgo Pio: un ammasso di casupole, piazzette, stradine. Poi, dietro l'ultimo muro di una casa che si aprì come un sipario, vidi questa immensa piazza. Il colonnato del Bernini, la cupola. Un colpo di scena da rimanere a bocca aperta. Ecco, quello che ricordo di più di quel Giubileo fu questa sorpresa.
*Noi abbiamo avuto il privilegio di nascere a [[Roma]], e io l'ho praticata come si dovrebbe, perché Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi.
*La festa del Carmine o quella dell'Immacolata Concezione, per esempio, con l'affluire disordinato e rumoroso dei devoti, per noi bambini erano sempre sinonimo di allegria.
*Il mio rapporto con il Padreterno si basa proprio sull'educazione che fin da piccolo i miei genitori mi hanno dato così come mi hanno insegnato a camminare e a parlare.
*Io la {{NDR|mia madre}} vedevo come la Madonna, senza peccato: per questo cercavo di preservarla da ogni dolore raccontandole, a volte, pietose bugie.
*Vado a messa, mi confesso, [[preghiera|prego]] ogni giorno, credo nei [[dogmi]] e non li discuto.
*È bello credere, e non si crede facendo tanti ragionamenti: io sono cristiano, la vita mi ha sempre più convinto che il cristianesimo è vero. Che bisogno c'è di ragionarci su?
*La nostra pratica religiosa è sempre accompagnata dalla [[confessione]]: vieni perdonato dal prete, poi ricadi nello stesso peccato e torni a confessarti facendo il proposito di non ricaderci più. E stai di nuovo come un santo. L'importante è essere sinceri e non barare con il Padreterno.
*I [[preti]] ci hanno insegnato tutto, la socializzazione, l'equilibrio tra il bene e il male, il piacere del perdono dopo uno strappo alle regole.
*Anche la Chiesa può peccare di esibizionismo, di leggerezza, come quando è ossessionata dal problema di catturare il consenso dei giovani.
*Noi romani ci siamo sempre sentiti più sudditi del papa che dei re o di Mussolini, che non a caso ha subito fatto un concordato.
*A Roma un tempo, se uno passava di corsa, lo prendevano, lo sbattevano contro una porta e gli dicevano: «'Ndo' scappi?». Perché a Roma, se correvi come un matto, poteva voler dire solo che scappavi.
*Una volta anche solo il fatto di andare a piedi, di salutarsi, di sentirsi parte di una società, aiutava a essere più umani.
*I preti tendono a mimetizzarsi, vivono e vestono come laici e si vergognano di mettersi anche una crocetta sul maglione (così non c'è da stupirsi se finisce che il semplice fedele poi si vergogna pure a farsi il segno della croce in pubblico).
==Citazioni su Alberto Sordi==
*Alberto Sordi era un accentratore terribile e si considerava nei pressi di Dio. Per lui al mondo c’era soltanto Sordi. Sordi e basta. ([[Sandra Milo]])
*Allora molti dell'ambiente avevano il loro soprannome. [[Vittorio De Sica|De Sica]], per esempio, era «il Buono»; Sordi era «il Mostro». L'aggettivo sottolineava un lato appariscente della maschera dell'individuo in questione. De Sica pubblicamente era indulgente e benevolo; nella personalità di Sordi il lato conservatore e qualunquista coesisteva con quello opposto, ferocemente dissacratore, in un modo che poteva sembrare inquietante. ([[Masolino D'Amico]])
*Ci vuole comunque il dopoguerra perché Sordi compia un salto di qualità e il primo regista a valorizzarlo sarà [[Mario Soldati]]. ([[Massimo Scaglione]])
*– Gli offri un dito e si pigliano tutto il braccio, questa è la vera verità. Noi italiani stavamo bene a pascolare le pecore. Poi abbiamo voluto fare un paese industriale, paese industriale. Noi italiani siamo fatti così, "rossi" "neri" alla fine tutti uguali.<br>– Ma chi è che sta parlando? Chi è? Rossi e neri sono tutti uguali? Ma che, siamo in un film di Alberto Sordi? Sì, bravo, bravo... Te lo meriti Alberto Sordi! (''[[Ecce bombo]]'')
*È stato l'attore più grande ma è soprattutto stato uno straordinario autore, l'artefice del suo personaggio con cui ha attraversato più di 50 anni di storia italiana. Da regista dico che era straordinariamente facile lavorare con Sordi proprio perché era un grandissimo; bastavano poche occhiate e ci si capiva sul tono da dare alla sua interpretazione e quindi al film. È stato un comico capace di contraddire tutte le regole del comico. ([[Mario Monicelli]])
*Il doppiaggio di [[Stanlio e Ollio]] è una delle cose più deliziose del cinema di quel periodo. Sordi e Zambuto si sono inventati questo modo di parlare molto lontano da quello che era l'originale. Hanno spostato gli accenti, hanno diversificato le voci. Hanno aggiunto roba. Bellissimo lavoro. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Il mio modello è Sordi e come lui ho incarnato in tutti questi anni il ruolo dell'italiano imbroglione, del palazzinaro e ho reso simpatici dei personaggi tremendi mettendo in scena le loro debolezze. ([[Christian De Sica]])
*Nel 1990 con lui ho girato L'avaro di Molière diretto da Tonino Cervi. Mentre pronunciavo una battuta, sento come un'eco. Credo che sia l'acustica di Palazzo Farnese, invece no: era Sordi che l'aveva ripetuta fuori campo. Non riusciva a star fermo, né a tacere! Ma lui, non Mastroianni, è stato il più grande attore italiano. ([[Christopher Lee]])
*Non è un uomo colto. Non ha letto niente. Ma ha un colpo d'occhio infallibile. È un animale selvaggio, un animale del bosco che ci vede anche di notte. ([[Rodolfo Sonego]])
*Siamo andati anche a Mosca insieme a Sordi. Era simpatico Sordi. Sul set però terribile, molto cattivo. "Non capisci niente", mi sgridava, si irritava subito. Certo io non ero una ''professional''. ([[Ira von Fürstenberg]])
*Sordi, secondo me, è un inventore di cose nuove, di comicità nuova, è stato un precursore. ([[Massimo Troisi]])
===[[Pier Paolo Pasolini]]===
*Ma di che specie è il riso che suscita Alberto Sordi? Pensateci un momento: è un riso di cui un po' ci si vergogna.
*Alla comicità di Alberto Sordi ridiamo solo noi: perché solo noi conosciamo il nostro pollo. Ridiamo, e usciamo dal cinema vergognandoci di aver riso, perché abbiamo riso sulla nostra viltà, sul nostro qualunquismo, sul nostro infantilismo.
*Se in Sordi entrasse definitivamente questa contraddizione, se egli capisse che non si può ridere se al fondo del riso non c'è della bontà – pur esercitata o repressa in un mondo nemico – la sua comicità finirebbe di essere uno dei tristi fenomeni della brutta Italia di questi anni, e potrebbe, nei suoi modesti limiti, contribuire almeno a una lotta riformistica e morale.
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Sotto zero]]'' (1930) – doppiatore
*''[[Un nuovo imbroglio]]'' (1930) – doppiatore
*''[[Muraglie]]'' (1931) – doppiatore
*''[[La scala musicale]]'' (1932) – doppiatore
*''[[Il regalo di nozze]]'' (1933) – doppiatore
*''[[Il giardino di Allah]]'' (1936) – doppiatore
*''[[Il feroce Saladino]]'' (1937) – attore
*''[[I diavoli volanti]]'' (1939) – doppiatore
*''[[Ombre malesi]]'' (1940) – doppiatore
*''[[Situazione pericolosa]]'' (1941) – doppiatore
*''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942) – attore
*''[[I 3 aquilotti]]'' (1942) – attore
*''[[Abbasso la ricchezza!]]'' (1946) – doppiatore
*''[[Duello al sole]]'' (1946) – doppiatore
*''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]'' (1946) – doppiatore
*''[[La fuga (film 1947)|La fuga]]'' (1947) – doppiatore
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Il massacro di Fort Apache]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Ladri di biciclette]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Winchester '73]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Mamma mia, che impressione!]]'' (1951) – attore, sceneggiatore
*''[[Totò e i re di Roma]]'' (1951) – attore
*''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952) – attore
*''[[I vitelloni]]'' (1953) – attore
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953) – attore, sceneggiatore
*''[[Tempi nostri - Zibaldone n. 2]]'' (1954) – attore
*''[[Un americano a Roma]]'' (1954) – attore, sceneggiatore
*''[[Accadde al penitenziario]]'' (1955) – attore
*''[[Bravissimo]]'' (1955) – attore
*''[[Il segno di Venere]]'' (1955) – attore
*''[[Un eroe dei nostri tempi]]'' (1955) – attore
*''[[Il vedovo]]'' (1959) – attore
*''[[La grande guerra]]'' (1959) – attore
*''[[Nella città l'inferno]]'' (1959) – attore
*''[[Crimen (film)|Crimen]]'' (1960) – attore
*''[[Il vigile]]'' (1960) – attore
*''[[Tutti a casa]]'' (1960) – attore
*''[[Il giudizio universale]]'' (1961) – attore
*''[[Mafioso (film)|Mafioso]]'' (1962) – attore
*''[[Il disco volante]]'' (1964) – attore
*''[[I complessi]]'' (1965) – attore, sceneggiatore
*''[[Il medico della mutua]]'' (1968) – attore, sceneggiatore
*''[[Amore mio aiutami]]'' (1969) – attore, sceneggiatore
*''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969) – attore, sceneggiatore
*''[[Nell'anno del Signore]]'' (1969) – attore
*''[[Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata]]'' (1971) – attore
*''[[Detenuto in attesa di giudizio]]'' (1971) – attore
*''[[Lo scopone scientifico]]'' (1972) – attore
*''[[Di che segno sei?]]'' (1975) – attore, sceneggiatore
*''[[Un borghese piccolo piccolo]]'' (1977) – attore
*''[[I nuovi mostri]]'' (1977) – attore
*''[[L'ingorgo (film)|L'ingorgo]]'' (1978) – attore
*''[[Il malato immaginario (film)|Il malato immaginario]]'' (1979) – attore, sceneggiatore
*''[[Io e Caterina]]'' (1980) – attore, regista, sceneggiatore
*''[[Il marchese del Grillo]]'' (1981) – attore, sceneggiatore
*''[[In viaggio con papà]]'' (1982) – attore, regista, sceneggiatore
*''[[Il tassinaro]]'' (1983) – attore, sceneggiatore
*''[[Troppo forte]]'' (1986) – attore, sceneggiatore
*''[[Una botta di vita]]'' (1988) – attore, sceneggiatore
*''[[In nome del popolo sovrano]]'' (1990) – attore
*''[[Vacanze di Natale '91]]'' (1991) – attore, sceneggiatore
*''[[Nestore, l'ultima corsa]]'' (1994) – attore, regista, sceneggiatore
*''[[Incontri proibiti]]'' (1998) – attore, regista, sceneggiatore
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Sordi, Alberto}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Cantanti italiani]]
[[Categoria:Comici italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
[[Categoria:Registi italiani]]
[[Categoria:Sceneggiatori italiani]]
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Corrado Guzzanti
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[[Immagine:CorradoGuzzanti.jpg|thumb|Corrado Guzzanti]]
{{indicedx}}
'''Corrado Guzzanti''' (1965 – vivente), comico, attore e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Corrado Guzzanti==
*C'è un giorno per seminare e un giorno per raccogliere... giovedì andrebbe benissimo...<ref>Citato in [[Gino & Michele]], ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano'', Mondadori.</ref>
*[[Conoscere se stessi|Conosci te stesso]] (e non rompere il cazzo a me).<ref name="Millenovecentonovantadieci">Dallo spettacolo teatrale ''Millenovecentonovantadieci''.</ref>
*I bambini ci guardano, i bambini ci prendono a modello. Ma allora che gliela abbiamo comprata a fare la televisione?<ref name="Scafroglia">Dal programma televisivo ''Il caso Scafroglia'', 2002.</ref>
*L'invenzione di [[Dio]] è stata resa necessaria per dare un indirizzo più preciso alle bestemmie, che prima erano troppo generiche e poco incisive.<ref>Dallo spettacolo teatrale ''Recital'', 2010; disponibile in ''[http://www.youtube.com/watch?v=5luNsuweZ90 Corrado Guzzanti e Marzocca - Padre Federico parte 2 - Recital 2010]'', ''youtube.com'', 16 febbraio 2011.</ref>
*La scelta di [[Boris]] non è casuale: perché è l'unica fiction italiana originale, fuori dagli schermi. Io sono un grande masticatore di fiction americana e posso dire che Boris è di qualità.<ref>Dall'intervista di Leandro Palestini, ''[http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/spettacoli_e_cultura/inte-guzzanti/inte-guzzanti/inte-guzzanti.html Corrado Guzzanti: "Oggi in tv solo comici di consumo"]'', ''repubblica.it'', 22 febbraio 2008.</ref>
*Ma il nostro è un Paese ''laico e democratico'' dove un presidente del consiglio {{NDR|Mario Monti}} che nessuno di noi ha eletto, come primo atto ufficiale va a porgere i suoi omaggi al Papa {{NDR|Benedetto XVI}}. E il motivo per cui io e i miei colleghi scriviamo e recitiamo cose come ''Padre Pizzarro'' è che l'Italia sembra spesso uno stato teocratico ''di fatto''.<ref>Da ''[http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/corrado-guzzanti-laiart-ritira-la-denuncia.html Corrado Guzzanti: l'Aiart ritira la denuncia]'', ''civiltalaica.it'', 20 gennaio 2013.</ref>
*Perché non lo prendete sul serio [Berlusconi]? Perché ogni cosa è una buffonata? C'è gente che lavora, c'è gente che si ammazza anche venti ore al giorno per distruggere questo Paese, non è che sta lì a perdere tempo! [...] Allora questo è un Paese in cui [...] se un dittatore non si mette il cappellone, non spara per aria, non vedete il passo dell'oca fuori dalla finestra, non vi raziona il pane, non lo prendete sul serio, è sempre un buffone, c'è sempre da ridere... questo non è giusto...<ref name="Scafroglia"/>
*{{NDR|Sulla [[morte e funerali di Stato di Silvio Berlusconi]]}} Rutto Nazionale.<ref>Dal profilo ufficiale ''instagram.com''; citato in ''[https://www.adnkronos.com/berlusconi-corrado-guzzanti-rutto-nazionale_1VVkU8Ob0JGY5jKBpysdj2 Berlusconi, Corrado Guzzanti: "Rutto Nazionale"]'', ''adnkronos.com'', 14 giugno 2023.</ref>
*Se io ho questo nuovo media, la possibilità cioè di veicolare un numero enorme di informazioni, in un microsecondo, mettiamo caso a un abboriggeno dalla parte opposta del pianeta... ma il problema è: abboriggeno, ma io e te... che cazzo se dovemo di'?<ref name="Millenovecentonovantadieci"/>
*Una ricerca scientifica ha dimostrato che non tutti i gay sono [[omosessualità|omosessuali]] e di questi è finocchio uno su due e l'altro è gay, cioè gli piacciono sia i gay che gli omosessuali. Chi dice "frocio" con grevità pensando di offendere in realtà offende solo la sua intelligenza perché alcuni froci non sono gay, altri lo sono, ma non per questo sono omosessuali. E dunque il termine "frocio", "finocchio", "ricchione" non denota nulla se non l'ignoranza di chi lo usa, il quale, per offendere veramente, deve sperare che tra i molti gay qualche omosessuale sia un invertito, la qual cosa è molto più rara di quel che si crede. [...] Insultare gli omosessuali, oltre a denotare inciviltà e ignoranza è una cosa fuori dal tempo perché oggi gli omosessuali per fortuna non si vergognano più, escono allo scoperto, dilagano in televisione, sono uniti, sono orgogliosi, hanno il ''pride''. Quindi teoricamente se uno volesse proprio offenderli oggi dovrebbe fare esattamente il contrario.<ref>Dal programma televisivo ''Aniene 2 – Molto rigore per nulla'', Sky Uno, 14 giugno 2012; disponibile in ''[http://www.dailymotion.com/video/xshfz3_guzzanti-e-lillo-una-vera-offesa-per-un-gay-aniene-2_fun Guzzanti e Lillo- Una vera offesa per un gay (Aniene 2)]'', ''dailymotion.com'', 29 luglio 2012.</ref>
*Vorrei avere più occasioni, ma è difficile, qualunque cosa faccia sarò sempre Vulvia e Quelo, anche se mi metto a scrivere poesie in tedesco.<ref>Da un'intervista a ''la Repubblica''; citato in ''[https://www.leggo.it/spettacoli/televisione/corrado_guzzanti_social_moglie_rimpianti_figli_fidanzate_oggi_11_1_2025-8586962.html Corrado Guzzanti: «I social sono una trappola. Un rimpianto? Non avere figli, ma con le fidanzate non ci sono mai state le condizioni»]'', ''leggo.it'', 11 gennaio 2025.</ref>
==Personaggi originali==
=== [[w:Brunello Robertetti|Brunello Robertetti]] ===
*{{NDR|Prima di dire una poesia}} Ora diche un poesie.
*Nasco poeta e vado avanti così. (da ''L'ottavo nano'', episodio 4)
*Se il cane è il miglior amico dell'uomo...grazie tante per la considerazione.
*Due [[rette parallele]] non si incontrano mai... e se si incontrano non si salutano. (da ''L'ottavo nano'', episodio 3)
*Ho rispetto per gli omosessuali e i negri, purché i due fenomeni non si presentino contemporaneamente. (da ''L'ottavo nano'', episodio 3)
*Se fosse cane, bau.<br />Se fosse gatto, miao.<br />Se fosse tardi, ciao. (da ''L'ottavo nano'', episodio 3)
*L'amore si può dire in tre maniere, io credo:<br />amore,<br />amore,<br />... e una terza che adesso non mi viene in mente. (da ''Tel chi el telùn'')
*Meglio piangersi addosso che pisciarsi. (da ''LOL, chi ride è fuori'')
*Ogni mattina, come Narciso si specchia<br />nel ruscello retrovisore<br />io mi specchio in te<br />e nei tuoi occhi mi rado.<br />La prima lama solleva il pelo,<br>la seconda lo taglia,<br />la terza gode. (da ''Tel chi el telùn'')
*A questo mondo nessuno ti dà niente per niente, sarebbe una perdita di tempo per tutti e due. (da ''L'ottavo nano'', episodio 7)
*Un corpo immerso in un liquido riceve una spinta verso l'alto di una maleducazione, di una maleducazione, di una cafonaggine, che non si può neanche fare più il bagno in questo paese. (da ''L'ottavo nano'', episodio 7)
*Vi faccio tre rime:<br />amore, motore<br />cane, pane<br />gatto, esatto. (da ''Tel chi el telùn'')
*Più forte dell'odio è l'amore.<br />Più forte dell'amore è... Mike Tyson, per esempio. (da ''L'ottavo nano'', episodio 1)
*Cosa fai pazzo scienziato!<br />Perdi tempo a mescolare i genetici,<br />mi fai la fragola pomodoro,<br />ti accanisci sul melone e sulla melanzana,<br />ti attardi sull'insalata e sulla carota come un dio impazzito,<br />ma quanto devo aspettare 'sto gelato di pollo? (da ''L'ottavo nano'', episodio 4)
*Chi è senza peccato mi scagli la prima pietra! Bum, Centro, Bravo! Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia chiesa. Smettila Breccolo! Oramai ho scelto lui... (da ''L'ottavo nano'', episodio 4)
[[Immagine:Robertetti.jpg|right|thumb|Il poeta Brunello Robertetti]]
*Tu farfalla volteggievole,<br />la tua vita dura un attimo,<br />dalla sera al mattino,<br />poche ore per fare un bilancio critici di chi siamo,<br />cos'è la vita e per parlare un inglese scorrevole,<br />un attimo fuggievole,<br />uno sbattito di ciglia e proprio sul sugo del mio rigatone ti vai a appogia'? (da ''L'ottavo nano'', episodio 4)
*Non si può morire dentro, vai a morire un po' più in là. (da ''L'ottavo nano'', episodio 4)
* Se fossi foco, bruciav', Se fossi acqua, bagnav', Se fossi [[sapone]]tta, strofinav', Se fossi acqua n'altra volta, sciacquav'. (da ''L'ottavo nano'', episodio 1)
*Se ti do uno schiaffo, porgi l'altra guancia, se no pure la stessa che cambio io la mano. (da ''L'ottavo nano'', episodio 1)
*Viviamo in un'epoca di consumismo sfrenato... non si fa in tempo a comprare una cosa che già bisogna pagarla. (da ''L'ottavo nano'', episodio 1)
*Il nostro paese, negli ultimi anni, ha fatto grandi passi avanti, peccato che tutti gli altri vanno in macchina. (da ''L'ottavo nano'', episodio 1)
*Oggi l'uomo inventa animali genetici, ricopia le pecore e poi dice che le ha inventate lui. (da ''L'ottavo nano'', episodio 1)
*Non essere mai razzista con i popoli inferiori. Mai. (da ''LOL, chi ride è fuori'')
*Non scherziamo sulla [[senilità|vecchiaia]], c'è gente che ci muore. (da ''L'ottavo nano'', episodio 1)
*Se la [[televisione]] è lo specchio della realtà, perché non la si tiene in bagno? (da ''L'ottavo nano'', episodio 4)
*Se anche il mondo dovesse esplodere, mi troverai qui<br>Anche se dovesse scoppiare una guerra mondiali, tu mi troverai qui<br>Anche se dovesse diffondersi dappertutto un'epidemia mortale, tu mi troverai qui a portare sfiga. (da ''L'ottavo nano'', episodio 7)
*[[San Francesco]] parlava agli uccelli, [[Jessica Rizzo]] anche. (da ''L'ottavo nano'', episodio 7)
*Chi troppo vuole nullafacente... (da ''Tel chi el telùn'')
*Con quanti nomi puoi chiamare [[Dio]]?<br />Puoi chiamarlo in mille maniere:<br />Dio, Visnù, Budo, Ernsto, Carisma, Giove, Allah.<br />Tanto non ti risponde. (da ''Imbuti'', Mondadori)
*Chi sono io? Io sono Alhakkhr, dio della terra umida, signore dei desideri e della pioggia, padrone della notte e del primo pomeriggio, re dei folletti e della selvaggina. E allora, tiriamo fuori un po' le palle, eh. (da ''L'ottavo nano'', episodio 3)
*Se l'amore è un frutto acerbi, io sarò il zucchero che dà quell'effetto che... mh, mh, eccetera eccetera.<br>Se l'amore è un gioco, io sarò il punteggio che una persona... racchetta... eccetera eccetera.<br>Se l'amore è un certo modo di fare, io sarò la persona squisita, eccetera eccetera. <br>Se l'amore è il capo colorato, io sarò la lavatrice trentacinque gradi massimo.<br>Se l'amore è un volo di gabbiano, ancora me la cavo.<br>Se l'amore è un'altra cosa, non sono preparato. (da ''L'ottavo nano'', episodio 3)
*Io e te vivevamo nel giardino dell'Eden, poi ci hanno fatto una multisala. (da ''L'ottavo nano'', episodio 7)
*Non faccio più come prima facevo.<br>Non cerco più la donna appariscienti.<br>Cerco un anima sensibili culturale, curiosa del mondo circostanziale.<br>Non cerco più la maggiorata fisici, cerco la donna intelletta, cervellare.<br>Non cerco più l'occhio chiaro, il petto sostantivi, la natica brasiliano.<br>Cerco una donna intelligente, psonalità, cultura...<br>E speriamo che c'ha una amica bona (da ''L'ottavo nano'', episodio 4)
*Oggi le donne fanno i mestieri che gli italiani non vogliono più fare. (La TV delle ragazze 29/11/2018)
*Attento negazionista a non negare troppo. Lo sai che se neghi due volte la stessa cosa diventi affermazionista.<ref>Dal programma televisivo ''Propaganda Live'', LA7, 1º gennaio 2021; disponibile in ''[https://video.corriere.it/spettacoli/corrado-guzzanti-battuta-negazionisti-attento-se-neghi-due-volte-diventi-affermazionista/551e5232-4c15-11eb-a215-44d7eb47eab9 Corrado Guzzanti e la battuta sui negazionisti: «Attento, se neghi due volte diventi affermazionista»]'', ''corriere.it''.</ref>
=== [[w:Quelo|Quelo]] ===
[[File:Quelo.jpg|thumb|Il profeta Quelo]]
*Volevo dire al mondo e a tutti gli amici di Intennett che in questo momento c'è una grande crisi, c'è grossa grisi, c'è molta violenza, c'è molto egoismo ... qua la gente non sa più ... quando stiamo andando su questa tera, qua la gente non sa più ... quando stiamo facento su questa tera!
*Non sai che fare, non sai dove andare, miagoli nel buio.
*Tu come la vedi?
*La seconda che hai detto!
*Quela esce dopo cena per giocare a carte con le amiche, e torna a notte fonda con il rossetto tutto spostato sulla faccia e i vestiti stropicciati, ma dove le nascondi ste carte?
*Ho capito, ma mica posso fa' tutto io qua, eh? [...] Ho capito, ma c'è molta crisi. Te lo sai oggi a che ora mi sono alzato? Alle sette meno un quarto! La bambina ha ancora vomitato, e certo, Quela gli ha dato l'altra volta le olive ascolane con la nutella!
*Guarda che te c'hai grossa crisi, eh?
*Ti chiedi "Come mai?", ti chiedi "Quasi quasi?". "Dov'è la [[risposta]]?". La risposta non la devi cercare fuori, la risposta è dentro di te. E però è sbagliata!
*"Maestro, c'è vita nell'universo?". "Mah, giusto un po' il sabato sera ...".
*"Pronto, scusi, perché è comparso l'uomo sulla terra?". "Eh, pecché ... se l'uomo compareva sull'acqua, affogava, eh?".
*Gli ultimi saranno i primi, ma lo sportello chiude alle 12. (da ''La seconda che hai detto!'', Baldini Castoldi Dalai)
*Non rimandare a [[domani]] quello che puoi fare [[dopodomani]]. (da ''La seconda che hai detto!'')
*Mettetevi il [[preservativo]] senza pronunciarlo. (da ''La seconda che hai detto!'')
*'''Serena Dandini''': Lei viene qui come profeta, come guru o come nostro salvatore?<br>'''Quelo''': Col treno, da Foggia. (da ''Comici'')
*'''[[Franco Battiato]]''': Vorrei chiedere se mi può spiegare, per favore, quel maraviglioso distico di [[Alfano di Salerno]] che dice: ''Mundus erat mundus, mundus cum munda creares''.<br>'''Quelo''': La domanda è mal posta, forse te volevi chiedere: "Maestro, che ore sono?"<br>'''Franco Battiato''': È vero, mi ha letto nel pensiero. Maestro che ore sono?<br>'''Quelo''': Ecco, le dieci e mezza. (da ''Comici'')
*"Hai dei sogni nel cassetto?" "No, io nel cassetto ci tengo solo i calzini." ("L'ottavo nano")
*C'è grossa crisi, qua non sappiamo più quando stiamo andando sulla terra, ti chiedi "come mai? Come dove nel mondo? Dove chi? Perché quando?" E chi le sa le risposte? Le chiedi quasi quasi e miagoli nel buio. ("L'ottavo nano")
=== [[w:Vulvia|Vulvia]] ===
[[File:Vulvia - Recital.jpg|thumb|La presentatrice Vulvia]]
*Una donna che si è fatta da sola, anche perché non s'è trovato 'no straccio d'omo che se la facesse.
*[[Elettroforo|Anguille elettriche]]! A centinaia di metri, nelle profondità dei mari, vive forse la creatura più bizzarra del piane... del pianetata: un'anguilla elettrica, capace di dare una scossa di migliaia di volt... volt; perché lo fa? E perché se ne sta così in profondità negli oceani... nuota... perché fa questa cosa della scossa, perché? Che senso ci ha? Bisogna che qualcuno ci va a parlare! Bisognavalo, su... Rieducational Channel! (da ''L'ottavo nano'', episodio 2)
*Cavalieri! Sono stati i protagonisti del Medioevo, si scontravano a cavallo protetti da pesanti armature: ma perché lo facevano ? Chi li spingeva a farlo? C'era uno dietro che li spingeva? Scopritelo, su Rieducational Channel! Spingitori di cavalieri, su Rieducational Channel! (da ''L'ottavo nano'', episodio 4)
*'Mbuto. 'Mbuto. Chi ha inventato il primo 'mbuto? Chi ha usato il primo 'mbuto per travasare l'acqua? Come faceva il primo 'mbuto? Si servivano di uno solo, o più due o più 'mbuti? 'mbuto, su rieducational channel... due o più 'mbuti... 'mbuto! bù! (da ''L'ottavo nano'', episodio 2)
*Corre come una lucertola; si arrampica come una lucertola; si comporta come una lucertola. Chi è? È la lucertola! Scoprila su... Rieducational Channel! (da ''L'ottavo nano'', episodio 4)
*Gladiatori! Nel Colosseo la sorte del gladiatore sconfitto era decisa dall'imperatore. Nella maggior parte dei casi questo rivolgeva il pollice verso il basso, non tanto per crudeltà, ma per evitare che si fermassero le macchine. Autostop imperiale, su... Rieducational Channel! (da ''L'ottavo nano'', episodio 9)
*Il pluvianus aegyptus, il famoso uccellino dentista, vive in perfetta simbiosi con il coccodrillo. Questo rettile così aggressivo e pericoloso si lascia placidamente pulire i denti dal simpatico volatile. Diventa feroce solo quando gli arriva la parcella. <br>Lo sapevate? Sapevatelo, su... Rieducational Channel!
*La donna cigno: è esistita veramente la leggendaria donna cigno? Sembra che me la sono inventata io adesso! Improvvisazioni, su... Rieducational Channel!
*Lo sapevate? Dopo l'accoppiamento, la [[mantide religiosa]] divora il suo sposo... eppure quello ci va lo stesso! È proprio vero che tira più un pelo di fi... scusate... ehm, che un carro di buoi! Scusa... scusa... scusatemi su... Rieducational Channel! (da ''L'ottavo nano'', episodio 4)
*Lo sapevate? Il [[calendario romano]] aveva solo dieci mesi, ma gli avanzavano sempre due foto della Ferilli! Sapevatelo... su Rieducational Channel! (da ''L'ottavo nano'', episodio 9)
*Lo sapevate? La polvere da sparo è stata importata dai cinesi insieme agli spaghetti. Eppure né l'una né gli altri hanno avuto veramente successo finché a uno non gli è venuta l'idea di separare i due prodotti! Intuizioni, su... Rieducational Channel!
*Lo sapevate? Il genio di Leonardo Da Vinci aveva inventato il primo caricabatterie da cellulare. Dopo averlo inventato disse:"che ci faccio io?". Precursori inutili... su Rieducational Channel! (da ''L'ottavo nano'', episodio 5)
*Possessioni. È possibile essere posseduti dal dimogno? Lo sapevate? Centinaia di casi documentati dimostrano che persone ignoranti e analfabete non solo parlavano perfettamente il greco, ma prendevano pesantemente in giro chi aveva fatto il liceo scientifico.
*C'avevate mai pensato? Lo sapevate? C'avevate mai pensato? E a cosa? Su Rieducational Channel. (da ''L'ottavo nano'', episodio 2)
*Traffico di organi umani! Per quante volte possa essere accaduto un increscioso scambio di organi umani, si può parlare veramente di traffico? Ma avete idea di che cos'è Roma il sabato sera? Ci siete mai andati al cinema? Il traffico, dice! Non sappiamo più proprio il senso delle parole, proprio, il peso. (da ''Il caso Scafroglia'' dell'11 dicembre 2002)
*Antiche civiltà sepolte! Ma tanto cosa le hai sepolte a fare, che poi arriva [[Alberto Angela]] con la sua paletta! (da ''L'ottavo nano'', episodio 7)
*Uccelli: rondini, corvi, cicogna e aironi. Migliaia di aironi che si spostano nei cieli ogni anno. Ma si può lavorare in queste condizioni? Scoprilo su Rieducational Channel. (da ''L'ottavo nano'', episodio 1)
*Cultura. Arte. Scienza. Genetica e misteri dello spazio. La Grande Storia. Cultura... l'ho gia detta? Arte... l'ho già detta? Lo sapevate? Sapevatelo, su Rieducational Channel. (da ''L'ottavo nano'', episodio 1)
*Lo sapevate? Due terzi del pianeta sono completamente ricoperti di acqua. Che fortuna nascere proprio nell'ultimo terzo. Che culo, su Rieduca... (''imbarazzata'') che fortuna, che... ehm... Be', sì, è culo. (da ''L'ottavo nano'', episodio 1)
*Finalmente svelato il terzo segreto di Pulcinella. (da ''L'ottavo nano'', episodio 3)
*Lo sapevate? Nostradamus aveva previsto che il mondo sarebbe finito nel 2000, a meno che non gli davano due milioni di dollari in biglietti di piccolo taglio. Ricatto astrologico, su Rieducational Channel. (da ''L'ottavo nano'', episodio 9)
*È nato prima l'uovo o la gallina? La scienza ha già dato la sua risposta, ma la gallina ha fatto ricorso. (da ''Il caso Scafroglia'')
*L'estinzione dei [[dinosauri]]. Da oggi l'ipotesi del grande meteorite non convince più. Ma allora che cosa può aver causato l'estinzione dei dinosauri? Non si esclude la pista islamica, su Rieducational Channel. (da ''Il caso Scafroglia'')
*Lo sapevate? L'ittiosauro, il gigantesco animale marino dalla potente spina dorsale, è forse l'antenato di tutti i pesci di oggi, ma è ormai estinto da milioni e milioni di anni, quindi se ve lo propongono al mercato non vi fidate: epatite sicura! Su Rieducational Channel. (da ''Il caso Scafroglia'')
*I Maya! Misteriosa e antica civiltà dell'America Latina... Sacrificava la vita di giovani vergini per ottenere un buon raccolto. Ma magari se glielo dicevi quelle ti raccoglievano pure le cicche per terra! Ma a volte basta chiedere, su Rieducational Channel! (da ''L'ottavo nano'', episodio 6)
*Romani! Hanno dominato il mondo sotto l'insegna della loro aquila... Hanno schiacciato intere popolazioni e sottomesso intere civiltà antiche... L'imperatore romano governava sul mare e sulla terra... Come sono scomparsi? Forse un gigantesco meteorite li ha estinti? Come i dinosauri? Mi sembra strano, su Rieducational Channel. Ah, Barbara? Ah, i barbari! No sai perché, perché Barbara è la fidanzata di mio fratello... come se mio fratello era una sorella e c'aveva due fidanzati... (da ''L'ottavo nano'', episodio 6)
*'''Serena Dandini''': Pensi che i canali tematici come ''Rieducational Channel'' cambieranno la televisione? <br />'''Vulvia''': Noi facciamo soltanto i programmi. I programmi ti possono piacere o non piacere però per cambiare la televisione bisogna sempre andare al negozio. (da ''L'ottavo nano'', episodio 10)
*'''Serena Dandini''': Credi che gli sbagli aiutino a crescere? <br />'''Vulvia''': Certo, se supportati da una buona alimentazione. (da ''L'ottavo nano'', episodio 10)
===[[w:Dottor Armà|Dottor Armà]] ===
[[File:Armà.jpg|thumb|Il dottor Armà]]
*Quanto costa questo quadro? Otto milioni e mezzo, che diventano tre milioni e quattrocentomila, che ritornano otto milioni e mezzo. (ricorrente, spesso cambia le cifre)
*{{NDR|Riferendosi ai suoi quadri}} Perché quello che oggi costa dieci, domani costa venti! Dopodomani costa trenta! I soldi passano, l'arte resta! (da ''L'ottavo nano'', episodio 8)
*Ci sono molti acquirenti, che hanno preso un quadro del Carciofani, l'hanno buttato nel cassonetto: è passato il camion, l'ha visto e ha tirato dritto! (da ''L'ottavo nano'', episodio 8)
===[[w:Corrado Guzzanti#Gianni Livore|Gianni Livore]]===
[[File:Livore.jpg|thumb|left|Il dottor Gianni Livore.]]
*Pe' qquesto, qquesto e qquest'artro motivo! (da ''Pippo Chennedy Show'')
*Pure io c'ho la moglie abruzzese, ma mica mi vengo a sfogà con te! (da ''Pippo Chennedy Show'')
*'A tera è piatta ! Nun è vero ch'è rotonda ! Te l'hanno fatto credere a te ! Perché io, Stato me so' messo d'accordo co le compagnie aeree: te famo credere che la tera è rotonda così er biglietto da Roma a New York te costa du' milioni e mezzo perché te ce vogliono venticinque ore. Lo sai quanto ce vole da Roma a New York ? Venticinque minuti ! L'aereo arriva dopo mezz'ora e poi pe' diciannove ore e mezza te gira attorno! (da ''Pippo Chennedy Show'')
===[[w:Corrado Guzzanti#Lorenzo|Lorenzo]]===
[[File:Lorenzo (1).jpg|upright|thumb|L'adolescente Lorenzo]]
*Le domande in inglese se fanno cor "do". Ad esempio: n'do sta lo stadio de Roma, do?
*Leopardi? Leopardi è morto de gobba: s'ammalò de gobba e arrivato a 180° se spezzò!! (da ''Maddecheaò'')
*{{NDR|Lezione d'inglese}} '''Serena Dandini''': My name is Serena...<br>'''Lorenzo''': Esty Cazz!
*{{NDR|Lezione d'inglese}} '''Dandini''': Trasformiamo questa frase da affermativa in interrogativa: "Tu vuoi un gelato".<br>'''Lorenzo''': Yes! (da ''Maddecheaò'')
*Mercoledì: Sveglia ore 9:00. Sveglia ore 10:00. Sveglia ore 10:30. Ore 10:34: inglese. Ore 10:35: pausa! Ore 10:40: matematica. Ore 10:42: devi morire! Ore di mezzogiorno: materie, aggiustaggio, un po' si anche... calcetto! (da ''Maddecheaò'')
*'''Dandini''': Fammi un esempio di accusativo.<br>'''Lorenzo''': 'A laziali fracichi de mmerda! Dovete scomparì! (da ''Maddecheaò'')
*'''Dandini''': La storia è molto importante. Se sai la storia poi la preparazione va bene per tutte le altre materie.<br>'''Lorenzo''': Pure? È n'aggravante, aho! (da ''Maddecheaò'')
*{{NDR|Illustrando un planisfero}} È 'na cartina politica, ma con un occhio d'attenzione ai problemi della gente, un po' sociale. Questo alla commissione je piace. (da ''Maddecheaò'')
===Tecnoco===
*Io per essere venuto qui prendo centocinquantamila lire e l'unica cosa che vi dico è che bisogna chiamare un tecnico. (da ''L'ottavo nano'', episodio 7)
*L'unica cosa da fare è aprirlo {{NDR|apre il pupazzo difettoso}}, ecco, è stato aperto ed ha perso la garanzia. (da ''L'ottavo nano'', episodio 7)
===Il Massone===
[[File:Massone - Mason.jpg|thumb|Il Massone]]
*Buonasera. Noi avimm 'a dire adesso un po' di cose per noialtri fratelli, voi cambiate pure canale, oppure spegnete 'o televisore, anche se non si può mai spegnere veramente, 'o televisore. (da ''Il caso Scafroglia'')
*Interrompiamo momentaneamente questa trasmissione per questa comunicazione tra fratelli. Cambiate canale, cambiate televisione. Cambiate Stato, andate via, chist'è già preso. (da ''Il caso Scafroglia'')
*Previsioni del tempo per domani: abbiamo allora deciso che in Sardegna non piove. Per quella cosa della tromba d'aria, c'è tempo, faremo più tardi. (da ''Il caso Scafroglia'')
*Ecco finalmente per i fratelli i nostri primi sei estratti del Superenalotto di mercoledì. I numeri sono: 2 come P, 8 come G, gli anni di Silvio, Bologna 80, 5 come il canale, le scarpe di Fassino e per il jolly sentite a Montezemolo, sempre lui. (da ''Il caso Scafroglia'')
*Baldassarre, scusa se ti chiamo per nome, Baldassarre, questa tua idea, questa vostra idea, di sostituire, di fare il CdA mettendoci tre veline, è 'na strunzata! Non si può fare, perché a chi piace bionda, a chi piace mora... Non è rappresentativo del paese! (da ''Il caso Scafroglia'')
*Allora, su Fiat, attenzione, la dichiarazione su Fiat è: "Io non ho mai detto ciò che ho detto, io ho detto quello che ho negato, che è quello che penso, ma quello che dico non è ciò che penso, ripeto, quello che dico non è ciò che penso, ma ciò che io nego è la negazione del pensiero che io ho detto una cosa, che non è quella che ho riportato, non è quella che io ho riportato, ma è quella che nego, che poi è il mio pensiero". È chiaro? (da ''Il caso Scafroglia'')
*Che cos'è la verità in Italia? È un'idea? È una corrente di partito? È un'opinione? È una corrente elettrica? È una corrente d'aria? [...] Noi Cavalieri della Uallera d'Oro abbiamo fatto un golpe, abbiamo rivoltato tutto quanto ... ci fosse uno dall'altra parte che dice "Ohè, ma che sta succedendo?", o anche soltanto per dirti "Vafanculo!" Ma una reazione! Ma porca misera! Ma voi lo sapete che lavoriamo dalla mattina alla sera per occupare i posti, fare la cosa, per fare l'attentato, e chiama chillo... Voi pensate che è facile [...], e questa è fatica, e questa è passione! Ma io faccio 'o golpe, mando l'Italia a gambe per aria, ma vorrei dall'altra parte qualcuno che dicesse "Stanno attentando alla Costituzione!", o neanche, anche più semplice "Ohè, ma che sta succedendo?". No, tutti tranquilli, è normale. "Ah, 'nu golpe oggi? Ah, abbassate le tasse!". Abbassate le ... Ma voi avete rispetto per chi lavora? Ma lo capite cos'è la creatività in questo lavoro? (da ''Il caso Scafroglia'')
*Fratelli fiorentini, allora, black bloks in zona cinque, sette e nove. Lasciate perdere la due, che è tornata zia dalle vacanze e se quella non dorme mi fa una testa tanta. (da ''Il caso Scafroglia'')
*Mi raccomando, non vi distraete perché dobbiamo agire prima che passa 'a devoluzione. Mo' Bossi lo freghiamo al Senato, vabbuò, perché altrimenti dopo mettetevi nei miei panni, ma che colpo di stato è se facimm' e regioni? Ma io posso andare da mia moglie e in tutta coscienza di': "Ho fatto il colpo di regione?" Ma chilla mi ride in faccia, perché non ha dignità questa cosa! (da ''Il caso Scafroglia'')
===Rokko Smitherson===
*'''Smitherson''': "Sardo ner buio", ch'è un firm che io ho liberamente tratto dal romanzo "Cossiga Piano Solo". [...] Trama: indignato dall'accuse de d'Alema de [essere] golpista, er presidente da'a Repubbli [Cossiga] se pija ventiquattr'ore de dimissioni, se mette er cappello, va dai carabiniè, e je fa: "Giudicateme voi". Quelli, in cambio de du' punti della scala mobile, dicono "Siamo co' te". Indignato a sua vorta lui, d'Alema, indignato dalle accuse dei dossie' de Cossiga, va dalla Guardia Rossa e je fa: "Giudicateme voi". E quelli, in cambio de un etto e mezzo de prosciutto cotto cadauni, je dicono "Siamo co' te". Intanto Forlana, che è presidente dei doroitei, che c'ha anche una certa età, tutte 'ste picconate in bocca gli hanno fatto venì 'na crisi mohahe {{NDR|aprendo la bocca e indicando un dente}}<br>'''Dandini''': Una crisi morale?<br>'''Smitherson''': 'A questione molare. Allora pe' sta questione molare questo va dal dentista [...] il quale in cambio de un modico condono, je fa un decalogo de'e cose che può magnà e de quelle che nun può magnà. E siccome nun se può magnà più gnente, allora...<br>'''Dandini''': Doppisensi?<br>'''Smitherson''': No, manco quelli. Allora tanto vale fa' l'elezioni anticipate. E qui succede il quiproquo, perché qui si mescolano, erore der computer, le schede elettorali dell'elezioni italiane co le schede de'e elezioni dell'Ucragna.<br>'''Dandini''': E che succede?<br>'''Smitherson''': Ch'era mejo che restavano co' Gorbaciov. (da ''Avanzi'', 1992)
*'''Smitherson''': Sur presidente ho girato "FK".<br>'''Dandini''': No, FK, Fitzgerald Kennedy, quello è già uscito.<br>'''Smitherson''': No, FK: Francesco Kossiga! (da ''Avanzi'', 1991)
*'''Dandini''': Rokko, lei mi preoccupa. Che, è diventato di destra?<br>'''Smitherson''': Io? Io voto PDS dal '71! (da ''Avanzi'', 1992)
*'''Dandini''': Volevo un parere di Rokko sul meritato successo del film di Risi, "Muro di gomma".<br>'''Smitherson''': 'A solita storia. Io ho già realizzato un mio metraggio, "Cimurro di gomma". A me questo me pare uguale.<br>'''Dandini''': Cimurro di gomma?<br>'''Smitherson''': Sì, "Cimurro di gomma", un film su Ustica. Praticamente io sostenevo questo: noi spesso pensiamo al complotto, se vuoi per 'na certa cattivera nostra, pensiamo subito il missile, la bomba, i libici, gli americani, quando poi c'è 'na spiegazione tecnica molto semplice. St'aereo ha starnutito. Perché, praticamente, spesso succede, coi jumbo molto grossi. (da ''Avanzi'', 1992)
*'''Dandini''': Ha ancora qualcosa sul filone "Muro di gomma"...<br>'''Smitherson''': Ah, firm de muri! Allora, firm de muri, che quest'anno è un genere che va molto, ho girato "Muro di gonna", firm sullo strapotere televisivo delle donne al telegiornale, e poi "Muro di comma". Ecco, "Muro di comma" sarebbe invece il passaggio giuridico dar vecchio rito ar nuovo rito giuridico, è anche una storia psicanale de lui, der capo do'o Stato. <br>'''Dandini''': Psicanale?<br>'''Smitherson''': 'Na storia psicanale. Er capo do'o Stato c'ha 'n ossessione: che tutte 'ste stragi, diciamo, è tutto un complotto contro de lui, che l'aereo de Ustica je doveva cascà in testa a lui, che er treno Italicus je doveva scoppià 'n faccia a lui, che alla stazione de Bologna c'era lui, che Pinelli l'hanno buttato in testa a lui, che la coda di paglia ce l'ha solo lui... e 'nsomma, il suo psicanale è morto preoccupato, fa qua la situazione der capo do'o Stato a senso analitico è preoccupante: devi rimuovere. Devi rimuovere tutto, devi scordà tutto, lascia 'sta storia alle spalle. E allora: anno nuovo, rito nuovo. Ributtare tutti i pezzi a mare: pija la scatola nera dell'aereo e ributtala a mare; la scatola nera del treno, ributtala a mare; la scatola nera della piazza, ributtala a mare. Nun finisce qui, perché a 'n certo punto er giudice, Ragazzacci, 'sto giudice che se occupa de'e stragi, è morto preoccupato, fa: "Come, che è, nun se fa! Tutto 'sto lavoro e nun famo più gnente. So' vent'anni che faccio st'inchieste, più gnente. E tutta 'sta gente chi l'assolve?" Quindi se mette a tavolino co' un paio di pentiti creativi e due giorni dopo esce la rivelazione su Piazza Fontana.<br>'''Dandini''': Su chi ha messo la bomba?<br>'''Smitherson''': Nun era 'na bomba: cedimento strutturale. (da ''Avanzi'', 1992)
*'''Dandini''': Cosa ha girato?<br>'''Smitherson''': Un firm sull'ultimo sinistrato, lì, a quercia, come se chiama... Paperello.<br>'''Dandini''': Occhetto.<br>'''Smitherson''': [...] Su Occhetto ho già girato, mentre stavo un po' a speculare su st'artra faccia de 'sta quercia. Sai che 'sta quercia s'è scissa, questi so' scesi dalla quercia e so' andati sull'artra quercia, Rifondazione Comunista. Ecco, quindi: l'albero degli zoccoli duri. Appunto, c'è 'sto gruppo, Rifondazione Comunista, che recentemente hanno fatto 'r congresso, hanno deciso che veramente so' tutti comunisti, che davvero credono ancora Marx, tutte 'e vecchie cose, soltanto che farlo capire agli elettori... Bisogna inventà un simbolo che faccia credere agli elettori che è vera 'sta cosa. Allora hanno fatto un simbolo così: trattasi de un cerchio rosso, laquale ha scritto: "Guardate, siamo comunisti davvero, non è uno scherzo, giuro, siamo davvero comunisti, davvero, siamo comunisti, no, lo so, fa ridere, no, ma è vero, siamo comunisti..."<br>'''Dandini''': Tutto dentro al cerchio?<br>'''Smitherson''': Brava. (da ''Avanzi'', 1992)
===Don Pizzarro===
[[File:Pizzarro - Recital.jpg|thumb|Guzzanti interpreta Don Florestano Pizzarro]]
*...gli ho detto: «Senti a [[Giuliano_Ferrara|Giulià]]: er ''Foglio'' c'ha quattro pagine, la prossima enciclica nostra trecentosessanta. Io vado a lavorà, se vedemo n'altra volta». (da ''Parla con me'', 2 marzo 2008)
*Cioè, il punto è uno solo: se na ragazza vo' abbortì, la potemo 'mpedì? Le potemo sequestrà er corpo, je potemo commissaria' er corpo? Magari! Ma magari lo potemmo fa', non ce lo faranno mai fa', è 'na battaglia persa, è 'na battaglia persa... Magari metti le du guardie svizzere dal momento der concepimento, la marcano stretta, je sequestramo er corpo... ma nun se po' fa'. L'ho detto, è 'na battaglia persa, Giuliano ''Ferara''. Io ho pure detto: «A Giulià, continuiamo a fa' quello che amo sempre fatto, stamo a piazzà obiettori de coscienza dapertutto, a quelli je famo fa' carriera, a quelli altri no, e accontentamose...». Niente, lui vo' mena', vo ffa' na cosa sua, non se riesce a convince, je ho pure detto così na proposta mia, ste ragazze che vonno abbortì levamoje i punti della patente. Mbe'? Nun puoi portare avanti una gravidanza, nun puoi portare manco a machina... Eh! Sei un'omicida, un delinquente, magari me vieni addosso... (da ''Parla con me'', 2 marzo 2008)
*A noi ce interessa la vita dar concepimento alla nascita: già dopo un quarto d'ora nun gliene frega più niente a nessuno. Prova te a cercà un asilo nido. (da ''Parla con me'', 2 marzo 2008)
*'''Dandini''': Sono un po' allibita: pensavo ci fossero dei valori dietro...<br>'''Pizzarro''':{{NDR|Si alza e si volta di scatto}} Me fai pijà 'n corpo. (da ''Parla con me'', 2 marzo 2008)
*C'ha ragione mi fijo, stamo ar medioevo. (da ''Parla con me'', 2 marzo 2008)
*Er senso della vita è la vita, Er fine della vita è la fine. (da ''Parla con me'', 2 marzo 2008)
*'''Dandini''': Mi sta dicendo che neanche lei crede nell'esistenza di un essere superiore [...]<br>'''Pizzarro''': Ma noi stiamo a lavorà, quello è un lavoro, ma che cc'entra crede/non crede... quando uno stacca da lavorà coi colleghi va a casa e pensa n'artra cosa. Ma perché tu quando vai a casa te porti i comici dietro? (da ''Parla con me'', 2 marzo 2008)
*'''Pizzarro''': La vera teoria dell'universo [...] praticamente dice che ce stanno 11 dimensioni e infiniti universi paralleli..<br>'''Dandini''': Ma lei crede a questo quindi...<br>'''Pizzarro''': Ma che crede a questo... questa è la realtà, ce stanno l'equazioni vattele a vedere! (da ''Parla con me'', 2 marzo 2008)
* Ma te lo sai che se ti metti in orbita in un certo modo rispetto all'orizzonte degli eventi di un buco nero supermassivo a rotazione puoi viaggià avanti e indietro nel tempo? Ma de che stamo a parlà ancora de 'o spirito santo, 'a cosa, 'a pastorella... ma stamo a scherzà? (da ''Parla con me'', 2 marzo 2008)
* "Mettemo er caso che 'no scienziato domani, un futuro, se 'nventa un sistema pe' fa diventà tutti immortali, che pe' voi laici sarebbe er massimo de' 'a realizzazione der valore d'a vita: ma che pensi che noi semo d'accordo? Ma nun semo d'accordo manco pe' niente! Perché c'è scritto che devi morì e devi morì, sennò ar Regno dei Cieli quanno ce vai? E che l'avemo fatto a fà il Regno dei Cieli?" (da ''Parla con me'', 2 marzo 2008)
* '''Corrado Guzzanti''' {{NDR|nei panni dell'intervistatore}}: Cioè la lettera di minacce al Papa non è una cosa seria?<br>'''Don Pizzarro''': 'A lettera sur Papa l'ho scritta io!<br>'''CG''': L'ha scritta lei?<br>'''DP''': Be' perché non posso scrive 'na lettera?<br>'''CG''': Ma come?<br>'''DP''': Scusa, non facciamo confusione che poi 'a gente a casa non capisce. Un conto so' le cose serie, va bene – l'affari, 'i immobili, l'otto per mille, 'i sordi, tanti i sordi, che poi so' i vostri, no? – e un conto è 'a parte d'o spettacolo – 'a trama, l'attori, er colpo de scena...<br>'''CG''': Che spettacolo scusi?<br>'''DP''': Ma 'ndo vivi? 'O spettacolo nostro: i preti, i cardinali, 'e guardie svizzere – che poi so' tutte comparse – tutto st'ambaradam che peraltro mo co' sta crisi ce costa er doppio.<br>'''CG''': Lei ne parla come se fosse una specie di fiction...<br>'''DP''': Be' sì, chiamala come te pare, 'na serie, 'na fiction... qualcuno da noi dice che è un reality ma io nun so' d'accordo perché de "reality" nun c'è proprio niente, è tutto scritto: i dialoghi, i personaggi, er conflitto fra i cardinali, tutto scritto bene.<br>'''CG''': Come una serie TV!<br>'''DP''': Sì, tipo. Con tutti st'intrighi, no? Bertone contro Bagnasco, la CEI contro la Segreteria de Stato... a voi ve piacciono st'intrighi, no? E noi c'amo messi! Comunque Bertone esce forte a'a terza stagione, te l'anticipo.<br>'''CG''': Alla terza stagione? Ma quindi è sempre stato così?<br>'''DP''': Be', no prima era 'n'artro tipo de format. Prima c'era 'a domenica, 'a finestra che s'e apre, du' colombe che passano... 'na vorta ce bastava questo! A gente veniva sotto, glie parlavi quattro, cinque lingue 'e rincoglionivi, battevano 'e mani, all'una avevamo finito e annavamo a vedé 'a Roma. Poi chiaramente i tempi cambiano, er pubblico ha cominciato a stufasse. Cioè disemoce 'a verità: 'sta cosa de questo che s'affaccia a'a finestra l'hanno vista armeno un mijone de vorte (questo poi nun è bono). Er gusto der pubblico cambia, nun ce veniva più nessuno... vonno azione, vonno er sangue, vonno er turbido, tipo "I Borgia", capito?<br>'''CG''': E quindi la lettera sul Papa l'ha scritta lei?<br>'''DP''': Sì, che poi io sarei story editor, eh, però ogni tanto me tocca pure mette mano alle sceneggiature, ai dialoghi. A proposito, quanno avemo detto che doveva morì er pupazzo? (da ''Aniene 2 – Molto rigore per nulla'', 14 giugno 2012).
* '''Don Pizzarro''': Comunque ar finale d'a seconda (stagione, ''ndr'') ce vo' un botto. <br> '''Corrado Guzzanti''' {{NDR|nei panni dell'intervistatore}}: Come un botto? <br> '''DP''': Ma secondo te, 'a butto là, ma se famo sartà per aria San Pietro? Pemmm! Tanto noi comunque dall'anno prossimo annamo a girà tutto in Bulgaria che costa 'a metà. Poi 'a Cappella Sistina 'a famo tutta in 3D. Te nun sai che fanno questi oggi co' sti computer: viè mejo de quella vera! (da ''Aniene 2 – Molto rigore per nulla'', 14 giugno 2012).
* '''Corrado Guzzanti''' {{NDR|nei panni dell'intervistatore}}: Senta ma, se è tutto finto, tutto scritto... Se è una fiction, che cosa resta degli insegnamenti di Cristo...? <br> '''Don Pizzarro''': Scherzi? Quella pe' noi è 'a Bibbia! <br> '''CG''': ...che comunque è morto per i nostri peccati...? <br> '''DP''': Dici? Secondo me 'a botta vera è stata 'a ferita ar costato. (da ''Aniene 2 – Molto rigore per nulla'', 14 giugno 2012).
* '''Don Pizzarro''': Io? 'O sai come 'o vedo io Dio? Un grosso problema pe' la privacy... scherzo! (da ''Aniene 2 – Molto rigore per nulla'', 14 giugno 2012).
* '''Corrado Guzzanti''' {{NDR|nei panni dell'intervistatore}}: Lei per esempio non teme la punizione di Dio? <br> '''Don Pizzarro''': Ma che te devo dì? Finché stavamo ar Medioevo, finché stavamo ancora cor sistema tolemaico, ce potevi pure crede a'a punizione de Dio. C'era solo 'a Tera, er Sole, tre pianetini, 'e stelle erano dei buchetti su un telo nero pe' fa passà 'a luce... l'Universo era tutto lì, era l'unico giocarello che c'aveva e allora magari ce potevi crede che lui se poteva divertì a spiacce, a fa 'e purci, guardà dar buco d'a seratura, a mannà 'a gente all'inferno. Ma oggi – ammesso pure che esiste no, che io poi so de mentalità aperta – ma te hai visto 'a robba che c'è là fori? Mijardi e mijardi de galassie, mijardi de stelle, de pianeti, buchi neri, quasar, pulsar, oceani de materia oscura, de fasce de neutrini, de antimateria... Ma ammesso pure che esiste, no, ma tu pensi che uno che ha fatto tutta 'sta robba, je ne po' fregà quarcosa se su 'sto sercio de periferia noi rubamo, sparamo, tradimo 'e mogli, s'engroppamo fra de noi... Ma tu pensi veramente che 'a morale nostra po' esse 'a questione centrale dell'Universo? (da ''Aniene 2 – Molto rigore per nulla'', 14 giugno 2012).
*'''Don Pizzarro''': Brava, cioè fammi capire, tu non riesci a credere che tutto si può esse creato da solo perché è troppo perfetto, allora te inventi uno che non solo s'è creato da solo lui, ma ha pure creato tutto il resto. Ma allora te voi proprio complica' 'a vita!... e te voi complica' 'a vita... Niente, stamo ar medioevo, questa è 'a verità. (da ''Recital'', 4 gennaio 2013)
*'''Don Pizzarro''': Questa grande, clamorosa indifferenza dell'universo... io 'a chiamo Dio. (Da ''Propaganda Live'', La7)
==Imitazioni==
===[[Gianni Baget Bozzo]]===
[[File:Bozzo.jpg|thumb|Guzzanti nei panni di [[Gianni Baget Bozzo]]]]
*Il compito principale della Chiesa sarebbe quello di dare la caccia a Satana, di bruciare, fare un po’ di roghi, un bel falò!
*Che cos'è l'Anticristo? Il vangelo ce lo descrive come un uomo alto, maschio, bello, molto affascinante, i capelli neri, con uno sguardo che ti seduce! Perché lui è furbo, è subdolo!
===[[Roberto Baggio]]===
*Bello, eh? Puoi vincerlo anche tu, ogni benzina alla pp, pp una settimana... di... benzine...<br />Bello, eh? Puoi vincerlo anche tu alla pp... ogni benzina un milione di settimane al dollari... dei dolle...<br />Bello, eh? Puoi vincere anche tu ogni milione di settimane alla pp, alla pp un dollaro di benzina sono dollari in settimane...<br />Bello, eh? Puoi vincere anche tu la pp una settimana di dollari alla benzina di milioni... settima...
===[[Fausto Bertinotti]]===
[[File:Bertinotti.jpg|thumb|Guzzanti interpreta [[Fausto Bertinotti]]]]
* Il nostro scopo è quello di avere il più grande partito del Paese senza responsabilità di governo.
* All'opposizione si sta bene, ci si diverte!
* Io faccio un ragionamento molto semplice: In questo paese il centro-destra ha fallito, il centro-sinistra ha fallito ma forse è il centro che porta sfiga. (da ''L'ottavo nano'', episodio 3)
*'''Bertinotti''': Mi segue?. <br />'''Serena Dandini''': Sì, mi sembra chiaro. <br />'''Bertinotti''': Che cosa ho detto? . <br />'''Serena Dandini''':{{NDR|Inizia a parlare}} Che... . <br />'''Bertinotti''': Ma cosa fa? Mi dà anche retta? Ho detto una serie di cazzate. (da ''L'ottavo nano'', episodio 3)
*'''Bertinotti''': Facciamo uno scherzo. {{NDR|Rivolto alla Dandini}} Lo chiami tu Cossiga?
*'''Bertinotti''': Io credo che gli elettori, la gente ci ha visto solo come quelli interessati a mantenere la poltrona, quelli che la sera escono e vanno alle feste, vanno nei locali" <br /> '''Caterina Guzzanti''': Ecco, perché vi hanno visti così? <br /> '''Bertinotti''': Eh, ci hanno fotografato
* Oggi i grandi animali non fanno più paura a nessuno. Di cosa abbiamo paura? Dei virus, microrganismi che non riusciamo neanche a vedere! E allora noi dobbiamo continuare scinderci sempre di più e creare migliaia di microscopici partiti comunisti indistinguibili uno dall’altro che cambiano continuamente nome e forma, nome e forma, nome e forma. E attaccare la destra come gli insetti!<ref>Citato in Diego Minonzio, ''[https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Editoriali/la-farsa-del-pd-alla-fine-del-mondo_1225116_11/ La farsa del Pd alla fine del mondo]'', ''laprovinciadicomo.it'', 19 febbraio 2017.</ref>
* E' vero: Abbiamo perso i lavoratori, ci resta la difesa degli omosessuali e mi sembra di alcune felci. Non tutte le felci, solo alcune.<ref>Dallo spettacolo teatrale ''Recital'', 2010; disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=iubLuLhzoac&fbclid=IwAR1xH6KD34B0IFB7xLwpq-Hlc6aOxRAIKRbZSxWulpDVw9SKdXWcTmAhgmI Bertinotti: la nuova strategia della Sinistra... (Corrado Guzzanti)]'', ''youtube.com'', 14 febbraio 2011.</ref>
===[[Emilio Fede]]===
*La domanda del nostro sondaggio è: «Ha torto la sinistra o ha ragione la destra?».
*Abbiamo riscontrato un grave incremento della prostituzione minorile e molti casi di violenza sessuale. In queste settimane abbiamo riscontrato ben quindici casi di violenza sessuale, più i sei che ci siamo inventati noi, per un totale di ventuno casi in venti giorni. (da ''Comici'')
*In Italia abbiamo la crescita a zero; qui a Bologna la crescita è meno dieci perché i comunisti se li mangiano. (da ''Comici'')
*'''Fede''': Serena Dandini, il Bagaglino di sinistra. [Le da' una pacca sul sedere] E questo è il portabagaglino.<br>'''Dandini''': Corrado! Esci dal personaggio! (da ''Comici'')
*'''Dandini''': Ha detto "Forza Italia". Forse non le hanno spiegato bene, forse lei non lo sa, ma ci sono delle nuove regole. Siamo in black out elettorale.<br>'''Fede''': Scusa Serena. Vabbè, cambiamo argomento: Bosnia. Va bene? Bosnia: i caschi blu dovranno usare la ''forza'' {{NDR|urlato}} in ''Italia''. Cresce la preoccupazione perché ''forza'' l'''Italia'' potrebbe decidere di uscire dalla Nato. Ciò raf''forza'' in ''Italia'' la preoccupazione di un possibile capovolgimento dei rapporti di ''forza'' tra l' ''Italia'' e la Jugoslavia, perché ''forza'' l' ''Italia'' dovrebbe difendersi con la sola ''forza'' ''Italia''na. (da ''Tunnel'', 1994)
===[[Gianfranco Funari]]===
[[Immagine:Funari.jpg|right|thumb|[[Gianfranco Funari]] interpretato da Guzzanti]]
*'Gne a famo?
*Water? Onorevole Water Veltroni? (dal ''Pippo Chennedy Show'')
*Metteme a foco! Zummolo! De più! De meno! De più! Levete, damm' 'a due! Inquadramo! Strignomo! (dal ''Pippo Chennedy Show'', episodio 1)
*Allora Onorevole [[Romano Prodi|Brodi]], lei me deve fa 'na grande cortesia, lei me deve fa 'na grande cortesia, m' 'a fa? m' 'a fa? Se deve annà in der posto, andi, ma er cittadino s'è stufato da portà 'a secchia sott'a seggia dei politici, ha capito? Ha capito 'a sottile metafoa? Ha capito? Daje. (dal ''Pippo Chennedy Show'', episodio 1)
*Volevo da' informazioni ar cittadino pe' quanno spira, perché c'è molta disinformazione, è mejo arivacce preparati. (da ''Recital'')
*Hai presente quanno spiri che ce sta quea grande luce bianca? È a carico vostro! (da ''Recital'')
*Zavoli! Ancora qua stai? Te vonno de sotto! (da ''Recital'')
*'A gente s'è stufata, gna 'a fa più. (dal ''Pippo Chennedy Show'', episodio 1)
*Ho telefonato a Hermut. [...] Hermut? [[Helmut Kohl|Hermut Kohl]] er sindaco da 'a [[Germania|Germagna]], dice che gna 'a fa. A 'n ce credi? 'O chiamamo? Lo chiamiamo? {{NDR|compone un numero sul cellulare}} Pronto Hermut? Ha' magnato? Ch' ha' magnato? I bruster? I biuster, c' 'a peperonella? Ja 'a famo? gna 'a fa, 'a Germagna, gna 'a fa. (dal ''Pippo Chennedy Show'', episodio 1)
*La vendetta è un piatto che va magnato freddo. E pure la mortadella, so' due antipasti! (da ''L'ottavo nano'', episodio 9)
*Ce sta un detto de [[Confucio|Combucio]] che dice siedete sur fiume e aspetta il cadavere del tuo nemico. Però se er fiume è il [[Tevere]] il cadavere è il tuo perché te se magnano li sorci. (da ''L'ottavo nano'', episodio 9)
*Poraccio, è tanto 'n bravo ragazzo ma è veramente 'n cojone. Nun c'ha capito gnente. È du mesi che sta qua. Nun c'ha capito gnente. È a legge der trapasso: "si 'n capivi n' cazzo prima, capisci meno de 'n cazzo poi". (da ''Recital'')
*Vedi, io sono sempre stato un personaggio scomodo, ma mica per niente è la [[sciatalgia|sciatica]], io nun riesco a stà seduto. (da ''L'ottavo nano'', episodio 9)
*Io nun ce scendo più in politica, devono salì loro ma mi sà che manco je apro. (da ''L'ottavo nano'', episodio 9)
*{{NDR|A [[#Gabriele La Porta|Gabriele La Porta]]}} Quando vedo 'a trasmissione tua, me dà un grosso senso de pennica, me faccio una grossa pennichella. Ma non è un insulto, "pennichella" è una parola bellissima, ce 'o dice [[James Hillman|Hillman]]. Viene dal greco, e vuol dir che c'hai rotto veramente i cojoni. (da ''L'ottavo nano'', episodio 9)
*Adesso capisco perché gli angeli nun c'hanno sesso, perché se so' piallati i cojoni. (da ''Recital'')
*Onorevole [[Umberto Bossi|Bozzi]], je vojo raccontà 'na fiabba: un giorno la volpe disse ar corvo: ''Ma che me stai a cagà 'n testa''? (dal ''Pippo Chennedy Show'')
*Damme 'a due. Damme 'a quattro. Damme 'a nove. Strignolo. Strigni. Zumma. Pia l'ottica della due e mettila nella quattro. Pia er cavalletto della uno e mettilo nella sei. Sette, chiama la due, di' alla quattro de darme la uno. La cinque e la uno non se parlano, Dì alla otto de manda' a di' alla quattro de chiama' la uno. Gne a famo? (da ''Very Victoria'')
*Io, prima de fa' i complimenti alla rai, me devono taglià 'na palla. (da ''Very Victoria'')
*Ormai c'è 'sto scollamento da' politica da' ggente che è irreversibbile. Vedi, lo scollamento da' politica è come 'a carta da' cacca, come 'a carta ggenica. Se tu dilicatamente separi 'sti due veli –ha' mai fatto l'esperimento? è molto sfizioso– una volta che ha' separato i due veli nun se riattaccano più. E se te va' a pulì co' un velo solo te resta tutta la probblematica n'a mano... (da ''L'ottavo nano'', episodio 9)
*Er maiale nun è mai pazzo... pò fa na scenata, na scenata teribbile... ma nun è pazzo. (da ''L'ottavo nano'', episodio 9)
*Secondo i cani d'alimentazione, a mortadella Arigà è sinomo de freschezza e lucentezza pel consumatore, ed è pure priva de polli fosfati, perché er pollo fosfato è n'artro animale, questo è maiale. (da ''Millenovecentonovantadieci'')
*Attenzione voi quando pregate, nun sapete mai che ce sta dall'antra parte. Speciarmente i regazzini, nun li fate mai prega' da soli. Me raccomando. È pericolosissimo. (da ''Recital'')
*L'arcangelo Gabriele è persona non limpida. Lucifero? Un errore giudiziario. Qua 'a questione morale ariva da molto prima! (da ''Recital'')
===[[Gabriele La Porta]]===
[[File:Laporta.jpg|thumb|Guzzanti nei panni di [[Gabriele La Porta]]]]
*Bastardo {{NDR|o insulto simile}} non è un insulto, è una parola bellissima, lo dice [[James Hillman|Hillman]], viene dal greco "''Bastardeus''" che vuol dire "saggezza". (ricorrente)
*Buonasera, e benvenuti a La Porta dell'anima, ricordo la porta dell'anima va in onda che va in onda tutti i lunedì, martedì alle cinque sabato dalle due alle sette fino al tre lugno, giuglio, lugno, undicembre, dodicembre e tredicembre. Oggi è il tre marzo 1960 e ho quattordici anni. La volta scorza abbiamo parlato della conoscenza. Questa settimana invece parliamo della conoscenza ovvero della conoscenza come la volta scorza altrimenti lui muore. {{NDR|indicando un ostaggio legato}}. (da ''L'ottavo nano'', episodio 3)
*Forse [[Odissea|Ulisse]] può battere la tartaruga ma senza conoscenza non c'è vera tartaruga e quindi Ulisse è solo nella corsa e forse nella corsa perde la sua sapienza e resta il gnente, il puro gnente senza tartaruga e senza coscienza fine a se stessa. (da ''L'ottavo nano'', episodio 3)
*Scopa! Scacco matto! e Tombola! Ho vinto, lo sai perché hai perso? Perché hai usato la [[coscienza]] senza [[saggezza]] (da ''L'ottavo nano'', episodio 4)
*Io penso, dunque sono {{NDR|svanisce nel nulla}} (da ''L'ottavo nano'', episodio 10)
*Buonasera, benvenuti a La Porta dell'anima, con la regia di Franco Zappetta, l'appuntamento è per ieri, tutti gli ieri, fino all'altro ieri di giugno, luglio e settembre! (da ''L'ottavo nano'', episodio 8)
*{{NDR|giocando a Scarabeo}} Selfecce! [...] Esiste, è sul vocabolario italiano! [...] In disuso, è in disuso! [...] Ah non c'è sul dizionario? Mettiamocela! Dopo la Z, non dà fastidio, non legge nessuno! (da ''Il caso Scafroglia'', episodio 1)
===[[Giovanni Minoli]]===
La parodia del giornalista e direttore di Rai Educational è apparsa esclusivamente nella trasmissione ''Avanzi''.
*Verrà innanzitutto strangolato, poi scolato il sangue, verrà aperto, sezionato a colpi di mannaia e verranno strappate le interiora! (da ''A qualcuno piace a pezzi'')
*Pozzanghere di sangue, schizzi sulle mura, pezzi di cervella dentro la verdura! (da ''Sommario'')
*Il caso Moby Prince, o come si pronuncia | i marinai che ardono aspettando una lancia. | Ecco un'altra Ustica di cui nessuno parla | voglio un'altra Ustica per intervistarla. (da ''Sommario'')
*Le scelte sono tante | Ognuno fa le sue | Il mostro di Milwaukee e il mostro di Rai Due! (da ''Sommario'')
*Essere o non essere, questo è il problema | Badate di non essere mai a cena con [[Massimo D'Alema|D'Alema]]. (da ''Sommario'')
*Ma che ne so|Cosa mi prende|È un'euforia|No, no, togliete quelle bende|Vogliamo vedere|Vogliamo sapere|Qualche cosa di più| Signore, dacci sempre sangue in TV! (da ''Sommario'')
*{{NDR|Su [[Bettino Craxi|Craxi]]}} Certi lo definiscono un padrone incontrastato | ma io posso smentirli, sono un suo impiegato. | Sono un suo impiegato... (da ''Sommario'')
*Buonasera, ecco il sommario di questa nuova, agghiacciante puntata di “Mixer”, il settimanale del dolore fisico!
===[[Romano Prodi]]===
*Già da ragazzo, quando cominciavo a fare la politica, un simbolo, più di altri, mi aveva colpito e ispirato: il semaforo!
*Io non esisto, nessuno mi ha votato. Non piaccio a nessuno, sto sul culo a tutti, nessuno mi voterebbe mai; sto antipatico persino a mia moglie: non mi voterebbe mai! [...] Io non ho alcun futuro politico, io non sono un politico, io non ho un passato politico: io non esistevo, mi ha inventato D'Alema, mi ha tirato fuori, chissà da dove mi ha preso! Io non esisto, io sono morto nel 1974 in un incidente stradale molto brutto, però non l'ho detto a nessuno. E oggi ho il potere.
*Noi dobbiamo dare prova di grande fermezza. E io sono fermo, immobile, non faccio una mossa, e andrò avanti così, per sempre: come un semaforo!
===[[Francesco Rutelli]]===
[[Immagine:Corrado Guzzanti as Rutelli.jpg|right|thumb|[[Francesco Rutelli]] interpretato da Guzzanti]]
* Er Paese non è de destra né de sinistra: il Paese è de Berlusconi! (da ''L'ottavo nano'', episodio 9)
* Io te posso dì 'na cosa sola; se vince Berlusconi... Berlusco': ricordati degli amici! Ricordate di chi t'ha voluto bene! (da ''L'ottavo nano'', episodio 9)
*'''Serena Dandini''': Mi racconti del suo colloquio con [[Tony Blair]]. <br />'''Rutelli''': M'ha detto un sacco de cose ao, 'mazza quanto ha parlato, ha parlato du ore m'ha detto un sacco de segreti della politica, de come se fa 'na coalizione; son cose che, però, non posso dì. <br />'''Serena Dandini''': Ah no, sono cose private? <br />'''Rutelli''': Nun c'entra er privato, per er grande sindaco nun c'è er privato, er grande sindaco è sempre a disposizione ventiquattr'ore su ventiquattro per il cittadino. Se il cittadino me chiama alle quattro de notte io je vado sotto casa. Non è questo. <br />'''Serena Dandini''': Allora cos'è? <br />'''Rutelli''': Non c'entra 'a privacy ao; perché un ve le dico? Ammazza, ha parlato per due ore, avessi capito 'na parola. (da ''L'ottavo nano'', episodio 4)
===[[Giulio Tremonti]]===
[[File:Tremonti.jpg|thumb|Guzzanti nei panni di [[Giulio Tremonti]]]]
*Fovse tagliando le sedie dei tavoli in pavlamento... Faccio quest'ultimo taglio... dai... dai... povca puttana! povca tvoia!
*Che vazza di moneta inutile! Un euvo, un euvo, una misevabile moneta che neanche si può pvonunciave bene... un euvo!
*{{NDR|Dopo aver appena investito un prete}} Se abbiamo fatto un decreto Salva-Pveviti possiamo anche fare il decreto Ammazza-Pveti...
*Noi abbiamo vaso al suolo questo Paese, ma non abbiamo aumentato le tasse!
*Sta pev arrivave la disgvazia, noi la vimandiamo tutti gli anni: il cetviolo globale intevnazionale.
*Ho una pvoposta: vendiamo la Savdegna! È un'isola che è lontana, non serve a nessuno [...] diamo quavantott'ove di pveavviso alla popolazione e diciamo: è stata venduta ai tedeschi e non c'è pvoblema [...] è chiavo che se ti dico "vendiamo la Savdegna", Dandini, vuol dive che ho un compvatove... non è che dico così..
===[[Walter Veltroni]]===
[[File:Veltroni.jpg|thumb|Guzzanti interpreta [[Walter Veltroni]]]]
*'''[[Livia Turco]]''': E [[Leonardo DiCaprio|DiCaprio]] che c'ha anche lui un bell'ovale, presenta bene... <br />'''Veltroni''': Allora, lo dico perché so che esiste una corrente DiCaprio contro di me. Ma io non ho niente contro DiCaprio, io DiCaprio l'ho chiamato, è lui che ha rifiutato. Ha rifiutato perché ha detto: "Già ho fatto [[Titanic (film 1997)|Titanic]], non mi posso fossilizzare nella parte de quello che affonda." (da ''Il candidato del 2006'', ''L'ottavo nano'', episodio 4)
*Amedeo Nazzari, lo dico a tutti i compagni dell'opzione "A. Nazzari": è morto, è morto. (da ''Il candidato del 2006'', ''L'ottavo nano'', episodio 4)
*'''Dandini''': Di concreto, per la disoccupazione, che state facendo? Questi centomila posti di lavoro mi sembrano un po' una sparata come quella di Berlusconi. <br> '''Veltroni''': No, che c'entra? Lui aveva detto un milione di posti. Un milione, dici, un milione: sei scemo, ti beccano subito! Invece noi, centomila... ma dopo chi se li ricorda? Poi guardi, onestamente, questa faccenda dei centomila posti è una cosa molto seria: io ci credo molto. Anzi, a garanzia di questi centomila posti per i lavoratori io ho già chiesto alle aziende che li assumeranno un anticipo sulla loro liquidazione. Se non è fiducia questa. <br> '''Dandini''': Se non li hanno ancora nemmeno assunti, ma... <br> '''Veltroni''': Vabbé, tanto sai, quelli stanno lì sei mesi, poi (fa con le mani il gesto di andarsene) <br> '''Dandini''': Ma il suo non mi sembra un discorso da uomo di sinistra. <br> '''Veltroni''': Ah, non lo so questo, aspetta che chiedo. (Si rivolge fuori campo) Oh, l'hai scritto te il discorso? È di sinistra? L'hai copiato? La Tamaro, sempre? (da ''Pippo Chennedy Show'')
*(Al telefono) No [[Francesco Rutelli|Francesco]], te l'ho già detto, il 6 non si poteva fare, è il 13, il 13. [...] Il 6 c'era Juve-Roma, Francesco, tu sei della Lazio, a te non t'importa, ma c'è Juve-Roma, è importante. La gente non ci va a votare, va a vedere la Juve a Torino. Ti dico, Francesco, fidati, ti dico che gli elettori non ci vanno, gli elettori vanno a vedere la Juve. Francesco, io stesso non c'andrei a votare, vado a vedere la Juve, e basta, chiuso il discorso. (da ''L'ottavo nano'', episodio 8)
*Prodi è soprattutto un buon democristiano, che lotta ogni giorno fra il bene e il male senza voler offendere né l'uno né l'altro, componendo i contrasti. (da ''Millenovecentonovantadieci''')
*Abbiamo passato un brutto periodo. Abbiamo visto la sconfitta delle politiche sociali, l'umiliazione del mondo del lavoro e della cultura, abbiamo visto la disoccupazione, il crollo della speranza nei giovani. Ora abbiamo vinto le elezioni, ma sapremo riprenderci anche da questo! (da ''Millenovecentonovantadieci'')
*Perché questo paese può cambiare, perché questa volta possiamo veramente riuscire a governare questo paese! {{NDR|pausa}} Sto scherzando, sto scherzando! (da ''Millenovecentonovantadieci'')
*Perché io vi dico che con la maggioranza dei voti si può fare un'[[Opposizione (politica)|opposizione]] veramente forte in questo paese! (da ''Millenovecentonovantadieci'')
*A Zigo Zago c'era un mago con la faccia blu. E io questo mago lo vorrei alleato! (da ''Millenovecentonovantadieci'')
===[[Antonello Venditti]]===
[[File:Corrado Guzzanti imitating Antonello Venditti.jpg|thumb|Guzzanti imita [[Antonello Venditti]] prendendo ispirazione dall'edizione romana dello stradario TuttoCittà]]
*''Vieni con me, amore, | sul Grande Raccordo Anulare | che circonda la capitale, | e nelle soste faremo l'amore. | E se nasce una bambina poi | la chiameremo [[Roma]]''. (da ''Imbuti'') {{NDR|ritornello della canzone che canta sempre}}
*Il mondo finisce sur Grande Raccordo Anulare. (da ''Imbuti'')
*''Dalla prima uscita puoi annà ar [[Città del Vaticano|Vaticano]]. | Ce sta un inglese che guida contromano | dice: "C'avete voluto in [[Europa]] e mo' c'entriamo, contromano"''. (da ''L'ottavo nano'')
*''Bruno l'infame ha cambiato gestione | e il prosciutto è più bono da Sergio dietro la piazza, | ma nun te fa lo scontrino!'' (da ''L'ottavo nano'')
*''Dall'uscita 23 puoi anna' pe' [[Ippodromo delle Capannelle|Capannelle]] | C'è un ex fantino che mo' fa er porchettaro | Quanno magni sputi pezzi de [[briglia]] | Nun è [[cavallo]], giura lui: forse è somaro!''
===[[Edward Luttwak]]===
*{{NDR|Tenendo al guinzaglio un no global}} Allora, giovinetto di merda, finiamo questa abiura. Okay? Rispondi "Sì". Credi tu nel libero mercato? Rispondi "Sì". Sì. Credi tu che il mercato si regolamenta da solo, e non ha bisogno di nessun capellone di merda fra i coglioni? Rispondi. Sì. Credi tu che siamo in democrazia? Rispondi "Heil". Hai tu il libero arbitrio? Rispondo io: sì. [...] E ringrazia che vivi in un paese libero. (da ''Il caso Scafroglia'')
===[[Mario Segni]]===
*'''Dandini''': Ecco, si accomodi pure.<br>'''Segni''': Scusate, dove mi devo sedere?<br>'''Dandini''': Dove vuole.<br>'''Segni''': Come scusa? Sono perfettamente uguali, queste sedie, come faccio a scegliere? Perché devo sceglierne una piuttosto dell'altra? Se mi siedo su questa faccio torto a quella, sono dubbioso. [...]<br>'''Dandini''': {{NDR|Porgendogli una delle sedie}} Qui, si metta qua!<br>'''Segni''': Lei si assume la responsabilità?<br>'''Dandini''': Mi assumo tutte le responsabilità. Si vuole togliere l'impermeabile?<br>'''Segni''': Non lo so. (da ''Tunnel'', 1994)
*{{NDR|Dall'inno del suo partito}} Caro elettore, stringiamo su patto | perché di te non mi son mai fidato | forse pendi un po' a destra | forse pendi a sinistra | in ogni caso sei un pazzo estremista. (da ''Tunnel'', 1994)
===[[Giampiero Mughini]]===
*Se c'è una cosa che tollero ancora meno del fascismo è l'antifascismo, con questa sua tracotanza che io aborro. Perché tu capisci che la memoria di tutti questi fatti, la memoria del fascismo per noi [che lo abbiamo vissuto] è noia. E per noi che abbiamo fatto volta e gabbana tre, quattro, cinque volte, indietro tra destra e sinistra, destra e sinistra, piuttosto che tornare ancora una volta a sinistra, ci facciamo sprangare sotto casa dai cosiddetti fascisti. (da ''Tunnel'', 1994)
===[[Umberto Bossi]]===
*'''Dandini''': Come sono contenta di averla qui. Tutte quelle cose che montano su di lei, i suoi alleati che dicono che lei voleva chiudere le moschee...<br>'''Bossi''': Non possiamo chiudere le moschee finché non sono tutti dentro. Non avrebbe senso.<br>'''Dandini''': No, scusi, il Papa...<br>'''Bossi''': Il Papa è un immigrato che ruba il lavoro ai papi italiani!<br>L'embrione è una vita umana, il meridione no!<br>Per sparare agli scafisti non ci vuole il porto d'armi, specie se omosessuali!<br>Sharon Stone è una cozza! (da ''L'ottavo nano'', episodio 8)
==''Il libro de Kipli''==
===[[Incipit]]===
Mettere insieme le poesie di qualcuno ed ordinarle, può e dovrebbe sempre essere un lavoro veloce, piacevole e creativo. Diventa invece noioso quando per "ordine" s'intenda un criterio ragionevole; ingrato quando il materiale stesso, l'insieme delle poesie, non suggerisca spontaneamente al curatore delle scappatoie veloci, piacevoli e creative. Le poesie de Kipli nella fattispecie sono un "insieme" molto eterogeneo di forme e scritture diverse, affrontano temi diversi in modo ora contraddittorio, ora furbescamente ripetitivo. Indubbiamente si possono individuare: un "periodo romantico" e un "periodo realista", come pure un "periodo socialista", contrastato poi da un "periodo Craxiano". Ma il biografo resta sconcertato quando scopre che i quattro periodi coincidono in una sola giornata! A che vale allora avventurarsi nella ricostruzione della storia psicologica o ideologica del poeta? Possiamo limitarci ad osservare che "il periodo realista prevale all'ora di cena"?
===Citazioni===
*Se i partiti non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori.
*Un conto è dire che negli introiti dello Stato rientra per gran parte denaro riciclato, proveniente dai guadagni illeciti della malavita e della criminalità organizzata. Un conto è dire che lo Stato, pur trovandosi ad amministrare anche queste ricchezze, debba sentirsene in qualche modo compartecipe.
*[[riguardi|Guardati]] da coloro che prima ti danno consigli e poi parlano male di te, cornuto!
*Il pericolo è il mio mestiere, farsi del male no.
*Non insultate la mia intelligenza, prendetevela con me!
*Queste nuove forme di protesta sono tutte fasciste e reazionarie. Andrebbero curate con l'olio di ricino!
*Volevamo cambiare il mondo, e invece il mondo ha cambiato quartiere.
==[[Incipit]] di Il caso Scafroglia==
'''Conduttore''': Il 10 maggio del 2001 Mario Scafroglia esce di casa e si reca alla vicina stazione di Brambate per prendere il treno che doveva portarlo al lavoro. Ma quel giorno i colleghi non lo vedono arrivare; la moglie, a casa, aspetta un'ora e niente, due ore e niente...<br>
'''Regia''': Dilla bene per favore...<br>
'''Conduttore''': Sto dicendo!<br>
'''Regia''': La moglie?<br>
'''Conduttore''': La moglie...<br>
'''Regia''': Si rivolge...<br>
'''Conduttore''': Si rivolge allora alla polizia ma trova soltanto un muro, un muro di ostinazione, un muro di ostilità...
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Corrado Guzzanti, ''Il libro de Kipli'', Baldini Castoldi Dalai, 1992. ISBN 8885988210
*Corrado Guzzanti, ''Il caso Scafroglia, uno psicodramma comico'', BUR, 2006. ISBN 8817006920
==Filmografia==
*''[[Fascisti su Marte]]'' (2006)
*''[[Boris]]'' (2008)
*''[[La concessione del telefono - C'era una volta Vigata]]'' (2020)
==Voci correlate==
*[[Serena Dandini]]
*[[Caterina Guzzanti]] – sorella
*[[Paolo Guzzanti]] – padre
*[[Sabina Guzzanti]] – sorella
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Il caso Scafroglia}}
{{DEFAULTSORT:Guzzanti, Corrado}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Comici italiani]]
[[Categoria:Imitatori]]
[[Categoria:Sceneggiatori italiani]]
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Musica
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Danyele
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[[File:Antonio Franchi - Personification of Music (St Cecilia) - WGA08164.jpg|thumb|''Personificazione della musica'' (Antonio Franchi, 1650 ca.)]]
Citazioni sulla '''musica'''.
==Citazioni==
*Al di là di ogni lettura intellettuale, la musica deve arrivare all'emozione, creare un'unione tra ascoltatore e interprete. ([[Roberto Cacciapaglia]])
*Amo la musica, ma odio il mondo della musica. [...] Ci sono ragazzi che fanno milioni di stream su Spotify, a cui non vengono date le stesse possibilità che magari vengono date ad altri. Sono sottovalutati, fanno più fatica e hanno difficoltà ad entrare nelle radio o in tv. Per cui, secondo me, il sistema non è così meritocratico. Conosco molti artisti, tanti sono sottostimati ed è un peccato perché dovremmo far crescere la musica e dovrebbero essere le canzoni a essere valutate e non i personaggi o chi tira di più sui social. ([[Mr. Rain]])
*Amo la musica sopra tutte le arti. Essa comincia dove la parola finisce: è la lingua universale di tutti i cuori che amano e dolorano sulla terra (e che altro è la vita se non amore e dolore?) ci solleva dalla realtà grigia all'impero sterminato e luminoso dei sogni; ci dà il sentimento e la nostalgia dell'Infinito. ([[Mario Rapisardi]])
*Ascoltando una musica calma e malinconica, quando, nell'isolamento di una malattia, il nostro passato si riduce a pura materia di contemplazione, siamo come trasportati in un senso dell'esistenza alto e rarefatto. E in esso è qualcosa di una giustizia austera e tuttavia compassionevole, che toglie ogni cruccio al ricordo delle nostre sconfitte, e amorosamente ci distacca dai nostri stessi desideri. ([[Emilio Cecchi]])
*Avevo ventitré anni e mi guadagnavo da vivere suonando: c'è una ragione se lo chiamano SUONARE<ref>Gioco di parole intraducibile tra i due significati del verbo inglese «play», che in inglese può voler dire sia "suonare" che "giocare".</ref> e non lavorare! Ho lasciato abbastanza sudore sui palchi di tutto il mondo da riempire almeno uno dei sette mari, e sono più di quarant'anni che spingo me stesso e la mia band fino al limite e oltre. Lo facciamo ancora oggi, ma è sempre «suonare», un piacere e un privilegio quotidiano che ti riempie di vita, gioia e sudore, che ti massacra i muscoli e la voce, che ti schiarisce la mente, ti sfinisce e ti rinvigorisce l'anima, una catarsi. Puoi cantare dell'infelicità tua e del mondo, puoi raccontare le esperienze più devastanti, ma se riesci a farlo davanti a tante anime riunite la malinconia svanisce, qualche raggio di sole filtra, tu continui a respirare e ti senti sollevato. Non si può spiegare, solo provare. È una ragione di vita, e in tempi nei quali mi era difficile entrare in contatto con gli altri era l'ancora di salvezza che mi legava al resto dell'umanità. Può essere dura? Certo. Ce l'hanno tutti l'energia psicofisica necessaria? No. Ci sono serate nelle quali non hai voglia di salire sul palco? Sì. Eppure, in quelle serate, arriva ''sempre'' un momento in cui accade qualcosa: la band che spicca il volo, un volto che si illumina fra il pubblico, qualcuno che canta a occhi chiusi le tue parole, e all'improvviso ecco che la musica, la tua ragione di vita, ricomincia a farti sentire una cosa sola con gli altri. ([[Bruce Springsteen]], ''[[Born to Run (autobiografia)|Born to Run]]'')
*Che effetto fa la musica? E come mai desta certe sensazioni? Affermano che la musica nobiliti e ingentilisca lo spirito. Che stupidaggine! Non è vero affatto che eleva l'anima. Ha, sì, un effetto su di essa, ma un effetto eccitante. Cosa volete? La musica mi fa dimenticare le mie condizioni e la mia esistenza; mi trasporta in un mondo che non è quello reale. Sotto la sua influenza mi sembra di provare sensazioni che in realtà non sento affatto, di pensare cose diverse da quelle che penso comunemente. Sono persuaso che la musica ha lo stesso effetto dello sbadiglio o del riso; anche se non ho sonno, sbadiglio se vedo un altro sbadigliare; anche se non ho nessun motivo di ridere, rido se vedo un altro che ride. ([[Lev Tolstoj]])
*''Che sia musica soave | spirti rei negar nol ponno | Se negli occhi a chi non l'have – | introduce un dolce sonno.'' ([[Alessandro Scarlatti]])
*Basta sentire una nota musicale, e ci viene subito annunciata una vita che non ci è stata narrata da alcuno, che non è predicata da alcun predicatore. Supponete ch'io cerchi di riferire esattamente quel che vedo attraverso la musica: il campo della mia vita diviene una pianura illimitata che è bello attraversare, e alla cui fine non v'è morte né delusione. ([[Henry David Thoreau]])
*Bisognerebbe dedicarsi alla musica solo di notte, iniziando a farlo quando i volti delle persone più non si distinguono nel buio. ([[Sei Shōnagon]])
*Che tutte le arti aspirino verso la condizione della musica, è stato detto primamente da [[Walter Pater]], ed è ormai un luogo comune della estetica snobistica, troppo spesso priva d'una chiara idea corrispondente. Chiarissima idea ne avevano invece i Greci, per quanto riguarda almeno le tre arti della musica della danza e della poesia. ([[Raffaello Piccoli]])
*Chi sa fare la musica la fa, chi la sa fare meno la insegna, chi la sa fare ancora meno la organizza, chi la sa fare così così la critica. ([[Luciano Pavarotti]])
*Ciò che viene prodotto oggi è perlopiù modesto. La musica è diventata tribale: gli elementi che si utilizzano sono sempre meno, le canzoni sono monotonali. ([[Peppe Vessicchio]])
*Coloro che amano la musica sono assurdamente irragionevoli: ci vorrebbero perfettamente muti proprio quando si desidererebbe essere assolutamente sordi. ([[Oscar Wilde]])
*Con la sola tecnica, senza ispirazione, non si può fare della bella musica, allo stesso modo che gli ingegneri, pur sapendo come sfruttare la forma d'una cascata per produrre l'energia elettrica, non possono fare nulla senza l'aiuto della natura che fa sgorgare l'acqua dalle sorgenti e le intima di correre verso il mare o i laghi. ([[Jean Sibelius]])
*Credo che la musica debba fare il suo dovere: parlare chiaramente al cuore dei giovani e invitarli a non aver paura, e a lottare per una società più uguale e più giusta. ([[Pierpaolo Capovilla]])
*Da noi la musica resta un optional per pochi. Nessuno direbbe a cuor leggero: non capisco niente di letteratura o di pittura, mentre molti non si vergognano a dire che non capiscono nulla di musica. ([[Salvatore Sciarrino]])
*{{sic|Debbe}} qualunque musica esser composta di queste tre cose, e sono: melodìa ossia canto, armonìa ossia accompagnamento, metro ossia misura. ([[Marco Santucci (compositore)|Marco Santucci]]
*– Di' Tuco, ti piace la musica?<br />– La musica? Ah, sì che mi piace: fa bene alla digestione. (''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'')
*Direi che la musica si colloca come in una sorta di nucleo vitale, ma molto difficilmente accessibile in relazione a quella specie di cornice che costituisce il pensiero filosofico. E credo che, qui, si potrebbero forse introdurre certe categorie heideggeriane. Su questo aspetto, penso di essere abbastanza vicino a lui. C'è in [[Martin Heidegger|Heidegger]], quell'idea di un ascolto, che forse non è un ascolto filosofico, ma che potrebbe anche diventare musicale. ([[Gabriel Marcel]])
*Dove c'è amore per la musica, spesso c'è solo bontà e non c'è cattiveria. La musica unisce. La musica è quella magia che colora tutto ciò che riesce ad avvolgere con i suoi tentacoli di note e che riesce a farti amare di più la vita anche nei brutti momenti nei quali vorresti morire. La musica ti salva la vita. ([[Carlo Zannetti]])
*È l'ascoltatore che deve piangere, non la musica. ([[Yuri Temirkanov]])
*È necessario che la musica sia in movimento, faccia scoperte, incontri e si mescoli. La musica è un genere di linguaggio che deve essere condiviso. E quando questo avviene, quando persone provenienti da paesi molto lontani si incontrano, hanno all'improvviso la sensazione che tutto sia molto vicino e connesso. È questo che mi piace. ([[Sonia Wieder-Atherton]])
*È un po' un mistero come la musica può raggiungere luoghi profondi del nostro essere. Ma grazie alla musica è come se anche noi li sentissimo e li vedessimo per la prima volta. ([[Giuseppe Cederna]])
*Fin oltre la metà di questo {{NDR|XVI}} secolo meraviglioso, la musica ad altro non intese che al fare scoperte; cominciò quindi ad informarsi di melodia, di ritmo, di modulazione, di cadenza; e cosi volse {{sic|graduatamente}} al purgarsi dagli errori ed al perfezionarsi. Graduatamente, diceva, dappoiché nelle arti figlie del genio e della immaginazione sono impossibili i Colombo: la storia dell'arte nostra non ne offre; ed errano, per non dire mentiscono, coloro che ad ogni tratto si figurano di vederne uno. ([[Angelo Catelani]])
*Fra le arti liberali la musica è quella che nella sua origine più si confonde con la mitologia. [[Diodoro Siculo]] racconta, che gli Dei assistettero alle nozze di Cadmo con Armonia; che Minerva vi apparve col ''flauto'', Mercurio con la ''lira''; che Elettra madre della sposa vi celebrò i misteri di Cibele danzando al fragor dei ''tamburi'' e dei ''timballi''; e che Apollino suonò la ''lira'' accompagnato dai ''flauti''. ([[Giovanni Frojo]])
*Generalmente diamo alla parola musica un'unica accezione dentro la quale mettiamo tutto: l'esperienza, il suonare, l'ascolto, lo studio, il concerto, l'orchestrazione, la direzione, lo studio di registrazione. Forse si tratta invece di una parola che racchiude infinite voci, diverse, talvolta opposte. La musica può essere libertà e restrizione, onestà e menzogna. ([[Stefano Lentini]])
*Ho sempre pensato che la musica dovrebbe essere soltanto silenzio, il mistero del silenzio che cerca di esprimersi. ([[Marguerite Yourcenar]])
*I musicisti, gli artisti moderni specializzano, personalizzano (oh che brutte parole!) i fatti, i personaggi, persino i sentimenti e le idee; ed in queste grette operazioni v'è qualcosa di severo che fa malinconica persino l'allegria. ([[Camillo Boito]])
*I musicisti non solo compongono, ma pensano: a me interessa il pensiero che sta dietro la musica. ([[Murray Perahia]])
*I [[Poeta|poeti]] che non s'interessano alla musica sono, o diventano, cattivi poeti. ([[Ezra Pound]])
*Il bello della musica è che ti lascia questo punto interrogativo, questo mistero che ognuno di noi ha. Uno suona e non sa né quello che viene fuori né quello che è. Questo mondo onirico rimane lì, sospeso, come questo mondo in cui viviamo che è un po' terreno e un po' celeste. ([[Alessandra Celletti (pianista)|Alessandra Celletti]])
*Il conoscere la musica, del resto, non è altro che essere versato nell'ordine di tutte le cose e nel conoscere come le ha prese in sorte la razionalità divina, ché l'ordine delle singole cose, portato all'unità del tutto dalla ragione creatrice, produce per mezzo di una musica divina un concento dolcissimo e verissimo. ([[Ermete Trismegisto]])
*Il fatto che ci sia in giro molta musica potrebbe far sì che un domani negli ascensori degli alberghi, nei bar, in metropolitana ci siano Mozart o Beethoven invece di certe pessime melodie che si ascoltano troppo spesso oggi. ([[Ramin Bahrami]])
*Il tempo vola. Per questo sento il presente, l'istante, con la massima intensità. La musica è il mio tentativo di fermare il tempo, è la mia fuga dalla velocità della vita di tutti i giorni. Posso viaggiare con la fantasia, quando gli altri vivono in un contesto nel quale non si crede più a niente se non è provato razionalmente o scientificamente. La musica mi travolge e mi trasporta in luoghi magici, in un'altra dimensione fatta di sogni. ([[Alice Sara Ott]])
*''Informazione non è conoscenza, | conoscenza non è saggezza, | saggezza non è verità, | verità non è bellezza, | bellezza non è amore, | amore non è musica. | La musica è la cosa migliore che esista.'' ([[Frank Zappa]])
*In [[Italia]] abbiamo un analfabetismo musicale terrificante. Nei maggiori Paesi d'Europa chiunque suona uno strumento o canta in un coro: sono "amatori" che hanno un livello superiore a quello di certi nostri mediocri professionisti. ([[Luca Francesconi]])
*Io... verrei che il giovane quando si mette a scrivere, non pensasse mai ad essere né melodista, né realista, né idealista, né avvenirista, né tutti i diavoli che si portino queste pedanterie. La ''melodia'' e l<nowiki>'</nowiki>''armonia'' non devono essere che mezzi nella mano dell'artista per fare della ''Musica'', e se verrà un giorno in cui non si parlerà più né di ''melodia'' né di ''armonia'' né di scuole tedesche, italiane, né di ''passato'' né di ''avvenire'' ecc. ecc. ecc. allora forse comincerà il regno dell'arte. ([[Giuseppe Verdi]])
*Io amo tutte le arti: pittura, scultura, letteratura. Come pensiamo di poter andare davanti ad un quadro senza conoscerlo, e commuoverci? non si può. Se andiamo in teatro e non conosciamo quello che andiamo a vedere, ci commuoviamo, perché la musica compie questo miracolo. ([[Leo Nucci]])
*L'[[amore]] può morire in un cuore che lo rifiuta e che si ostina a dirgli di no, come la [[verità]] può morire in uno spirito indifferente che rifiuta di essere attento, come la musica può morire in mezzo al rumore che la circonda e la copre. ([[Maurice Zundel]])
*La grande musica e le grandi melodie sono immortali. Cambiano le culture; cambiano le mode; cambiano gli usi, ma la grande musica è immortale. La gente non smetterà mai di ascoltare Mozart; Tchaikovsky; Rachmaninov. La grande musica è come una grandiosa scultura, un fantastico dipinto. Ha consistenza in eterno. Questo è un fatto. ([[Michael Jackson]])
*La grande musica è sempre drammatica, crea continuamente delle tensioni e le risolve ad un livello più alto. ([[Hans Urs von Balthasar]])
*La musica alla [[radio]] è un sogno febbrile condiviso, un'allucinazione collettiva, un segreto spifferato a milioni di persone, una voce che sussurra all'orecchio del Paese intero. Se è dirompente, sovverte il messaggio trasmesso tutti i giorni dalle autorità costituite, dalle agenzie pubblicitarie, dai mezzi di comunicazione di massa, dalle società di informazione e più in generale dai custodi dello status quo, abituati come sono a intorpidirci la mente, anestetizzarci l'anima e mortificare ogni traccia di vitalità. ([[Bruce Springsteen]], ''[[Born to Run (autobiografia)|Born to Run]]'')
*La musica apre in noi porte a cui l'intelletto non può avere accesso. È un'arte che si collega a temi essenziali della vita umana quali la nascita, l'amore e la morte. Avvicinabili tramite la sensibilità e l'intuizione, e non con la razionalità. ([[Kaija Saariaho]])
*La musica, bella o brutta, seria o ignorante, santa o puttana, è lunga. E non ti abbandona. È il rumore dell'anima. E ti si attacca alla pelle e al cuore per non lasciarti più. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*La musica, come ha detto il Maestro Claudio Abbado, non è importante per i bambini per farli diventare musicisti, ma per insegnare loro ad ascoltare e, di conseguenza, a essere ascoltati. ([[Paolo Crepet]])
*La musica contemporanea non esiste. Solo avendo il coraggio di inoltrarsi fino alle origini del suono si può progettare qualcosa di nuovo. ([[Luca Francesconi]])
*La musica è anche filosofia, ma vera filosofia, una meditazione continua sulla morte. ([[Adamo di Fulda]])
*''La musica è come l'amore, è un divertimento; | quando si complica, invece, diventa un tormento, | e dal piacere allora subentra la noia e davvero la noia.'' ([[Lucio Battisti]])
*La musica è come la vita, si può fare in un solo modo, insieme. ([[Ezio Bosso]])
*La musica è come un fuoco nel tuo ventre che esce dalla tua bocca, perciò è meglio infilarci uno strumento dentro. ([[I Simpson (seconda stagione)|''I Simpson'', seconda stagione]])
*La musica è come una dona nuda, le metti il giubbotto di pelle e diventa rock, le metti il vestito da sposa e diventa romantica. Siamo tutti uniti dalla stessa musica. ([[Gigi D'Alessio]])
*La musica è energia. Senza, non ci sarebbe nemmeno la vita. L'unica differenza fra un morto e un vivo è l'elettricità che scorre nel corpo. Di questa stessa forza è fatta la musica. C'è stato un periodo in cui quell'energia non scorreva più dentro di me. Sapevo tecnicamente come mettere insieme le note e suonare gli accordi. Ma non bastava. ([[John Frusciante]])
*''La musica è il mio aeroplano, | è il mio aeroplano.'' ([[Red Hot Chili Peppers]])
*La musica è il mio tentativo di fermare il tempo, è la mia fuga dalla velocità della vita di tutti i giorni. Posso viaggiare con la fantasia, quando gli altri vivono in un contesto nel quale non si crede più a niente se non è provato razionalmente o scientificamente. La musica mi travolge e mi trasporta in luoghi magici, in un'altra dimensione fatta di sogni. ([[Alice Sara Ott]])
*La musica è il piacere che la mente umana prova quando conta senza essere conscia di contare. ([[Gottfried Wilhelm von Leibniz]])
*La musica è il più caro e il più sgradevole dei [[rumori]]. ([[Théophile Gautier]])
*La musica è il suono elettrizzato in cui lo spirito vive pensa e crea. ([[Ludwig van Beethoven]])
*La musica è l'armonia dell'anima. ([[Alessandro Baricco]])
*La musica è la più perfetta delle arti perché al massimo grado esprime e riflette l'idea dell'Architetto. [...] La musica crea il mondo. È il corpo spirituale del mondo, l'idea (fluida) del mondo. ([[Aleksandr Aleksandrovič Blok]])
*''La musica è la tua unica amica | Fino alla fine.'' ([[The Doors]])
*La musica è psicanalisi: per chi la scrive e per chi la ascolta. ([[Joan Thiele]])
*La Musica è quantità, misura, nel periodo in cui viene scritta o nell'attimo in cui lo strumento, stimolato dal musicista, la produce. Qui si compie un salto misterioso: quello che noi ascoltiamo è immateriale e nell'attimo in cui lo percepiamo sparisce per diventare memoria. La Musica è il segno sublime della nostra transitorietà. La Musica, come la Bellezza, risplende e passa per diventare la memoria, la nostra più profonda natura. Il superamento del dolore è necessario perché la nostra vita riacquisti il senso della Bellezza. Forse la Musica con la sua impalpabile bellezza ci può aiutare. ([[Giuseppe Sinopoli]])
*La musica è una matematica misteriosa i cui elementi partecipano dell'Infinito. È responsabile del movimento delle acque, del gioco di curve descritte da mutevoli brezze; nulla è più musicale di un tramonto! Per chi sa guardarlo con emozione, è la miglior lezione di sviluppo scritta in quel libro non troppo frequentato dai musicisti che è la Natura... Guardano sui libri, attraverso i maestri, sollevando devotamente quella vecchia polvere sonora; va bene, d'accordo, ma l'arte potrebbe essere più lontano! ([[Claude Debussy]])
*''{{sic|la}} musica è sempre autobiografica | per l'ascoltatore, un'accelerata angoscia che rende smisurato || ciò che osavamo sapere.''<!--minuscole, come da scelta stilistica dell'autore--> ([[Vasco Graça Moura]])
*''La musica fa sognare e volare capire | La musica dà la forza di reagire | La musica fa viaggiare senza partire | La musica fa capire ciò che vuoi capire.'' ([[Litfiba]])
*La musica fa suonare anche il legno secco e la pelle d'asino. E rende palpabili i sottili legami fra lo spirito, i corpi, le cose, che non ci stanchiamo mai di cercare, con buona pace dei matematici del benessere sensoriale. ([[Pierangelo Sequeri]])
*La musica infine, l'unificatrice – niente di più spirituale, niente di più sensuale, una divinità, eppure completamente umana – che avanza, prevale, occupa il posto più alto; capace di dare, in certe contingenze e campi, ciò che null'altro saprebbe dare. ([[Walt Whitman]])
*La musica insieme all'amore può cambiare il mondo. Può dare voce alle sofferenze, ai sogni, alle frustrazioni e alle speranze dell'umanità. Ha un grande potere ma non può esistere nel vuoto, ha bisogno che ci sia la disponibilità a prendersi cura degli altri, la volontà di cambiare, il desiderio di crescere e imparare. Dove esistono queste condizioni la musica può essere la guida per uscire dall'oscurità, un grande e meraviglioso raggio di luce. ([[Noa]])
*La musica, intesa come espressione del mondo, è una lingua universale al massimo grado, e la sua universalità sta all'universalità dei concetti più o meno come i concetti stanno alle singole cose. ([[Arthur Schopenhauer]], ''[[Il mondo come volontà e rappresentazione]]'')
*La musica... la musica. La amo, la adoro, la idolatro, la venero. Quella che medica. Quella che ti estorce le lacrime. Quella che sembra essere l'unica entità che ti possa capire. Quella che ti persuade. Quella che conferma la tua solitudine. Quella che ti fa muovere. Quella che hai in gola e butti fuori e quella che hai in gola e tieni dentro. Quella che ti convince, anche se solo per un attimo, che siamo degli esseri umani degni di lei. Quella che ti fa trattenere il fiato come davanti al crollo di una diga. Quella che è l'unico, vero, potente stupefacente. Quella che ha fatto dire a [[Shakespeare]]: "Nulla vi è di così insensibile, brutale o scatenato dalla rabbia che la musica, finché se ne prolunghi l'eco, non trasformi nella sua stessa natura. Colui che non può contare su alcuna musica dentro di sé, e non si lascia intenerire dall'armonia concorde di suoni dolcemente modulati, è pronto al tradimento, agli inganni e alla rapina: i moti dell'animo suo sono oscuri come la notte, e i suoi affetti tenebrosi come l'Erebo. Nessuno fidi mai in un uomo simile". ([[Mina (cantante)|Mina]])
*La musica mi rende un gigante, riesco a trascinare tutti, mi improvviso timoniere di un'immensa, affollatissima scialuppa. È un momento incredibile io sono felice di farne parte, perché quando tocchi il cuore alla gente sei ripagato con un affetto immenso. ([[Vasco Rossi]])
*La musica mi trasporta improvvisamente nello stato d'animo in cui era colui che l'ha scritta. Il mio spirito si confonde con il suo e passo con lui attraverso sensazioni diversissime. ([[Lev Tolstoj]])
*La musica nasce da qualcosa di molto profondo e pre-linguistico, pre-logico. La poesia, la letteratura, l'arte, possono ispirare una visione, un sentire che risuona col tuo vissuto in quel momento, offrendo metafore, simboli, chiavi di lettura. Ma le parole arrivano solo fino a un certo punto. Rimangono i suoni, e il loro risuonare nel silenzio. Per me la musica è l'espressione che più si avvicina alla natura e al suo linguaggio divino, perché permette di esprimere quelle sensazioni ineffabili e complesse che può evocare un paesaggio, un tramonto, una montagna. Va aldilà delle parole e ci porta oltre i limiti della nostra fisicità individuale, in una dimensione di comunione con l'universo. ([[Caterina Barbieri (musicista 1990)|Caterina Barbieri]])
*La musica nasce dal cuore come la bellezza dal dolore. ([[Melania Gaia Mazzucco]])
*La musica non finisce chiudendo il [[pianoforte]]. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*La musica non mi abbandonerà completamente. ([[Vladimir Davidovič Aškenazi]])
*La musica non si fa ridendo e scherzando, ma lavorando sodo. Credo nell'autorità di convincere che la mia idea musicale non sia l'unica possibile, ma quella giusta in quel momento. ([[Riccardo Muti]])
*La musica per me è un tempio sacro… Essere facile non è di certo una dote, in quest'ambito. Il mio unico pensiero è studiare continuamente tutti i generi musicali possibili, altrimenti mi ammazzerei. ([[John Frusciante]])
*La musica può aiutare e salvare. E lo si capisce interagendo con il proprio pubblico per cui una canzone può essere qualche cosa a cui attaccarsi nei momenti di profonda difficoltà. I cantautori, ma anche gli interpreti, non devono dimenticare il ruolo che hanno. Non dobbiamo solo compiacere. A volte un'artista deve anche stare sul cazzo. Certo, si possono scrivere pezzi per baciarsi e ballare, anche io li ho realizzati, ma non ci devono essere solo quelli. Bisogna scrivere anche per trasmettere qualche cosa di più, per scuotere. ([[Francesca Michielin]])
*La musica può elevare, parlare attraverso tutte le barriere linguistiche, riunirci, calmarci, raccontarci una storia, farci ricordare all'istante, farci sentire meglio... La musica è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per creare un'atmosfera migliore per noi stessi. ([[Sass Jordan]])
*La musica può essere apprezzata da una persona che non sa né leggere né scrivere, così come da gente dotata della più evoluta forma di intelligenza. ([[George Gershwin]])
*La musica può far solo vibrare ciò che uno ha in sé. (''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'')
*La musica, quindi, si diffonde attraverso tutti gli atti della nostra vita se seguiamo innanzitutto gli ordini del Creatore ed osserviamo con mente pura le leggi che ci ha dato. Qualunque parola pronunciamo e qualunque sentimento ci agita internamente nelle vene risulta collegato al potere dell'armonia attraverso ritmi musicali. La musica è la scienza del bel disporre secondo un ritmo. Se noi osserviamo un buon modo di vivere, siamo sempre collegati a questa disciplina. Quando invece commettiamo ingiustizie, non abbiamo più la musica. ([[Cassiodoro]])
*La musica sacra mi ha offerto un'alternativa alle idee dominanti. I testi della grande tradizione religiosa sono un patrimonio letterario infinito, continua fonte di ispirazione, come la [[Bibbia]] o il [[Vangelo]]. ([[Krzysztof Penderecki]])
*''La musica sembra alleviare il dolore, | sembra motivare il cervello.'' ([[Pink Floyd]])
*La musica serve quanto i medicinali, quanto il cibo: cura e nutre in un'altra maniera. ([[Francesca Michielin]])
*La musica suona allo stesso modo in cui le emozioni sentono. ([[Carroll C. Pratt]])
*La musica suona più o meno così: tump tuka ump pish pish tumpti umpa pa pa. ([[John Seabrook]])
*''La musica ti salva, | ti riduce in miseria, | la musica ti uccide, | la musica non è una cosa seria.'' ([[Lo Stato Sociale]])
*La musica, tra le tante cose belle che offre, ha la caratteristica di essere non un prodotto commerciale, ma tempo condiviso. ([[Ezio Bosso]])
*La musica tradizionale è basata su esagrammi. Proviene dalle bibbie, da epidemie e carestie, e gira intorno alla morte. ([[Bob Dylan]])
*La musica trasforma in poesia anche la vita più dura. ([[Võ Nguyên Giáp]])
*La musica! Una magia al di là di tutto ciò che facciamo. ([[J. K. Rowling]])
*La più poetica e la più precisa delle arti, vaga come un sogno ed esatta come l'algebra. ([[Guy de Maupassant]])
*La [[poesia]] non può competere con la musica, essa può soltanto scimmiottarla, può valersi cioè di alcuni elementi musicali per ravvivare nel lettore un sentimento imitando col ritmo, col metro, con la rima, colle assonanze e colle onomatopeie le voci della natura.<br>Fra le arti belle la musica è dunque sovrana; essa sola promuove le emozioni più intense e più complesse perché, col fascio delle sue vibrazioni, assale ''tutto'' il nostro sistema nervoso, ci coinvolge nel vortice dei suoi fremiti ai quali partecipiamo non soltanto con la sostanza grigia che s'annida dietro la tempia, ma con tutto l'intreccio della compagine umana, dalla pelle alle ghiandole, dal muscolo al nervo. Poesia, pittura e scultura invece non eccitano delle commozioni cosi vive e sentite, non riescono cioè a condurci fino all'abbandono di noi stessi, nel dominio dell'estasi, attraendo a sé il pensiero e l'''affetto'' insieme. ([[Adolfo Padovan]])
*''La vera musica, che sa far ridere | e all'improvviso ti aiuta a piangere...'' ([[Paolo Conte]])
*La sua storia mi commosse molto. Desideravo con tutto il cuore aiutarla. Perciò le parlai a mia volta di un fenomeno straordinario di cui ero stato testimone per caso l'anno precedente e che si riferiva anch'esso alla musica. Le raccontai nei minimi particolari come, grazie a una lettera di raccomandazione di un uomo di grande valore, Evlissi, che mi era stato maestro durante la mia infanzia, ero stato accolto presso degli [[esseni]], per la maggior parte israeliti, che, per mezzo della musica e di antichi canti ebraici, avevano fatto crescere delle piante nel giro di mezz'ora. ([[Georges Ivanovic Gurdjieff]])
*La verità è che la vera musica non è mai "difficile". Questo è soltanto un termine che funge da schermo, che viene usato per nascondere la povertà della cattiva musica. ([[Claude Debussy]])
*Le [[Arte|arti]] tutte, ma più specialmente la musica e la [[poesia]], possono stimarsi due lampi balenati da un medesimo sguardo di Dio. ([[Francesco Domenico Guerrazzi]])
*Le note sono disciplina, formano il carattere e il gusto. Un errore trascurare la musica, è un'ottima insegnante. ([[Fedele Confalonieri]])
*Lo studio della ''Storia della musica'', per riuscire veramente proficuo, non può rimanere isolato: ma deve congiungersi a quelli della storia generale e delle altre arti, coi quali va messo in rapporto. Le condizioni della cultura, della civiltà, del costume, nelle varie epoche presso le varie nazioni, i sincroni atteggiamenti delle Lettere e delle Arti figurative sono, in fatto, elementi dai quali non si può prescindere, se vogliamo bene spiegare le vicende della storia musicale e rendercene conto pieno ed esatto. ([[Arnaldo Bonaventura]])
*''Ma poi in fondo chi cazzo se ne frega, la musica è finita, nessuno inventa niente e tutto si ricicla, succede dappertutto ed è così che va la vita, la musica è finita!'' ([[Linea 77]])
*Ma se la musica deve entrare nella tua vita prima o poi lo fa. Essa dolcemente si infila nel tuo percorso esistenziale e per farlo stranamente sceglie quasi sempre i momenti più difficili che stai attraversando . La musica é come una vera amica che capisce al volo quando arriva il momento in cui hai bisogno di lei. È così che ti innamori per sempre delle melodiose note che cancellano i tuoi mali e scopri di avere quel coraggio da incosciente che ti obbliga a giocarti tutto per loro. ([[Carlo Zannetti]])
*Mentre l'anima discerne distintamente i singoli elementi di una partizione musicale, essa ha la {{sic|maravigliosa}} virtù di raccoglierli in un'assoluta unità. E ciò è dovuto al principio unizzante, senza il quale non avremmo una {{sic|imagine}} musicale, non si sveglierebbero in noi emozioni di piacere o di dolore, e la musica – arte essenzialmente sentimentale – sarebbe un puro giuoco di suoni, una specie di caleidoscopio uditivo, e nulla più. ([[Amintore Galli]])
*Mentre la musica degli Egizi e degli Ebrei si poneva a servizio della religione per abbellire il culto ed elevare i cuori, mentre la musica dei popoli dell'Asia minore serviva ad accrescere lo sfarzo e il lusso delle corti principesche e veniva eseguita da musici pagati, presso i Greci invece la musica si elevò per la prima volta alla dignità di arte libera, e la coscienza nazionale la ammise a far parte del più prezioso patrimonio ideale della nazione. ([[Hugo Riemann]])
*Mi piacciono gli [[amicizia|amici]] come la musica: quando sono in vena. ([[Charlie Chaplin]])
*Mi piace pensare alla musica come a una scienza delle emozioni. ([[George Gershwin]])
*Mi piacerebbe che per una volta fossero ad ascoltarmi i buoni e i cattivi. Penso che la musica possa far cadere tutte le barriere ed essere un prezioso strumento per sostenere delle battaglie di civiltà. ([[Alessandra Celletti (pianista)|Alessandra Celletti]])
*– Nell'immenso tempio dell'infinito e dell'eternità, l'eternità secolarizzata, quali sono ancora i fiumi, umani e cosmici, i fiumi sempre più disseccati, in cui si battezza la divinità? – Il linguaggio dell'eternità non è più la legge, ma la musica, figlia e madre del tempo, coscienza e follia del tempo. – ([[Andrea Emo]])
*Nella musica cerco il mistero. Se non ci fosse in me una certa soddisfazione, direi una menzogna. ([[Hans Werner Henze]])
*Nella musica, venire dalla gavetta vuol dire avere imparato a suonare senza lezioni, significa essersi esercitati con lo stomaco vuoto in qualche topaia di quelle con la lampadina appesa al soffitto basso che si accende con la catenella da tirare. Sei costretto a rinunciare a tutto per inseguire quelle note che ti fanno impazzire e dimenticare tutto il resto. ([[Carlo Zannetti]])
*Nessuna cultura umana conosciuta, del presente o del passato, è mai stata senza musica. ([[Daniel Levitin]])
*Non bisogna forzare la musica, ma lasciarla arrivare quando vuole, soltanto così è vitale. E gli errori sono benvenuti, modellano le canzoni. ([[John Frusciante]])
*Non ho obiettivi mistici né fedi religiose. Ma so che la musica apre in noi porte a cui l'intelletto non può avere accesso. È un'arte che si collega a temi essenziali della vita umana quali la nascita, l'amore e la morte. Avvicinabili tramite la sensibilità e l'intuizione, e non con la razionalità. ([[Kaija Saariaho]])
*Noi italiani abbiamo dimenticato che la musica non è solo intrattenimento, ma è una necessità dello spirito. Questo è grave perché significa spezzare delle radici importanti della nostra storia. ([[Riccardo Muti]])
*Non credo che esista il migliore bassista, o batterista o chitarrista. La musica non è uno sport dove si può facilmente individuare il più grande atleta per ogni disciplina. Ci sono diversi modi di suonare uno strumento e di interpretare la musica. Ognuno ha il suo preferito. ([[Tony Levin]])
*Non sarebbe la musica una lingua perduta, della quale abbiamo dimenticato il senso, e serbata soltanto l'armonia? ([[Massimo d'Azeglio]])
*Non siamo più capaci di vedere la qualità: prevale il consumo veloce. Si è persa l' abitudine all'ascolto dal vivo. È tutto virtuale. Ci si dovrebbe riappropriare dell'esperienza estetica. ([[Luca Francesconi]])
*Non sono praticante, ma penso che le radici della musica affondino nella [[religione]]. E questo non vuol dire essere religiosi; è che per capire la musica non basta suonare bene, condurre una vita ascetica tutta dedicata al concertismo: bisogna sapere da dove vengono quelle idee che risuonano nelle note. ([[Murray Perahia]])
*Odiate la musica cattiva, non disprezzatela. Siccome si suona e si canta molto più appassionatamente della buona, a poco a poco essa si è riempita del sogno e delle lagrime degli uomini. Per questo vi sia rispettabile. Il suo posto, nullo nella storia dell'arte, è immenso nella storia sentimentale della società [...] Il popolo, la borghesia, l'esercito, l'aristocrazia, come hanno gli stessi portalettere per recare il lutto o la felicità, hanno gli stessi invisibili messaggeri d'amore, gli stessi amati confidenti: i cattivi musicisti. ([[Marcel Proust]])
*''Odo il coro di un'opera, | e questa è veramente musica – musica che fa per me. || Un tenore ampio e fresco come la creazione mi soddisfa, | il mutevole cerchio della bocca verso l'armonia che mi colma. || Odo la soprano ben esercitata (paragonato al suo, che lavoro è mai questo?) | l'orchestra mi lancia per orbite più ampie di quelle di Urano, | riscuote in me ardori che ignoravo di possedere, | mi fa veleggiare, io sciaguatto a piedi nudi, leccati dalle onde indolenti, | vengo sferzato da un'aspra grandine irosa, perdo il fiato, | immerso nella melata atmosfera della morfina, strozzata la mia trachea da nodi mortali, | infine liberato a sentir nuovamente l'enigma degli enigmi, | e quello che noi chiamiamo l'Essere.'' ([[Walt Whitman]])
*Oltre ad altre facoltà, la musica ha la forza di fare cessare le rivolte e ogni forma di turbamento, come si vede bene negli uomini e negli animali che sembrano calmarsi. ([[Filodemo di Gadara]])
*Passando tutto il giorno a dire agli altri come suonare, poi vien voglia di fare un po' da sé, di far musica con se stessi. Suonare diventa una necessità fisica e spirituale. ([[Antonio Pappano]])
*Penso che la ragione per cui la gente ama la musica è che sopprime il pensiero – il tipo sbagliato di pensiero – invece di produrlo. ([[Marvin Minsky]])
*Penso che una vita per la musica sia una vita spesa bene ed è a questo che mi sono dedicato. ([[Luciano Pavarotti]])
*Penso sia impossibile non essere liberi se si fa musica, se si fa con tutto il cuore. E non è una frase retorica, è proprio così. La musica è uno spazio libero, è forse l'unico spazio completamente libero di dire, di fare tutto quello che si vuole, di sperimentare, di non escludere nulla. Quindi non posso fare altro che dedicare tutta la mia vita a questo. ([[Angelina Mango]])
*Qual è il miracolo della musica? che la musica può {{sic|spiazzare}}; da altezze inconcepibili della spiritualità la più straordinaria, fino alle cose più basse, le più vili che ci sono [...]. La musica è un'arte completa, non afferma nulla, e suggerisce tutto. ([[Aldo Ciccolini]])
*Quando la musica è ascoltata, il tempo le si rapprende intorno in un lucente cristallo. Ma, non udita, la musica precipita simile a una sfera esiziale nel tempo vuoto. ([[Theodor W. Adorno]])
*Quando promuoviamo una virtù come il rispetto dell'uguaglianza ed il pieno riconoscimento dei diritti di ciascuno, quale migliore maniera di diffondere il messaggio che attraverso questo linguaggio universale – la musica. ([[Hope Masike]])
*Quanto alla musica poi....... l'[[Italia]] ricorda e ripete.<br />Fortuna per essa che i capi d'opera dei suoi grandi maestri sono davvero la ''musica dell'avvenire'', e che essi per molto secolo ancora terranno onoratamente il campo contro l'irruzione delle nordiche armonie, innanzi alle quali il genio stesso di [[Giuseppe Verdi|Verdi]], sfidato o smarrito sembra arretrarsi e vacillare. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Quella della musica è una delle tre vie per le quali l'[[anima]] ritorna al Cielo.<ref>Citando [[Plotino]]: Tre sono le strade di ritornare al Cielo: l'una per via della bellezza, o dell'amore: la seconda della musica: la terza della Filosofia.</ref> ([[Torquato Tasso]])
*[[Scienza]] e musica sono i due estremi opposti, i due poli dell'idealità intellettuale e artistica del secolo. Mentre quella rappresenta oggi agli occhi de' più il ''sapere'' per eccellenza, questa è certo, per eccellenza, l'''arte'' dei nostri tempi. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]])
*Se dunque la musica ha un maggior numero di amatori che non la poesia, o l'architettura, o la scultura, questo non si deve al fatto che essa è «più spirituale», come suol dirsi, bensì al fatto inverso: che è più sensuale. ([[Vitaliano Brancati]])
*Senza musica la vita sarebbe un errore. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Si direbbe che quanto più la letteratura cerca di scendere addentro nell'animo umano e di ricercarne ogni parte, pubblicando a migliaia memorie, autobiografie, lettere, pagine intime, facendo della storia una psicologia, del romanzo un'analisi continua, di tutta la poesia non altro ormai che lirica, tanto più essa riesca al paragone inferiore alla sua rivale, alla musica, nel suo tentativo d'{{sic|interpetrare}} noi stessi, di esprimere, di ''dire'' ciò che è ''indicibile''. E molti oggi infatti sono d'opinione che la musica dovrebbe ormai sciogliersi, separarsi affatto dalla parola. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]])
*Suonavamo perché l'Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov'era e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio. ([[Alessandro Baricco]])
*Temo di esser troppo musicista per non essere un romantico anch'io. Senza musica la vita per me sarebbe demenza. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Tutto avviene come se la musica e la mitologia non avessero bisogno del tempo se non per infliggergli una smentita. Esse sono entrambe macchine per sopprimere il tempo. Al di sotto dei suoni e dei ritmi, la musica opera su un terreno grezzo, che è il tempo fisiologico dell'uditore; tempo irrimediabilmente diacronico in quanto irreversibile, e di cui la musica stessa tramuta però il segmento che fu dedicato ad ascoltarla in una totalità sincronica e in sé conchiusa. ([[Claude Lévi-Strauss]])
*''Una buona cosa della musica: | quando colpisce non senti nessun dolore.'' ([[Bob Marley]])
*Vi ricordate che abbiamo parlato di [[John Philip Sousa]], grande compositore di marce di inizio Novecento. Era un uomo molto famoso ma aveva un odio profondo per le registrazioni: non permetteva mai che registrassero la sua musica, persino quando arrivò [[Thomas Edison]] con la sua sensazionale invenzione, il [[fonografo]]. [...] Allora voi che ne pensate? Che dite? Sousa aveva ragione? Secondo voi è giusto, sarebbe giusto se un artista nei giorni nostri salisse su un palco, collegasse un lettore Cd a un amplificatore e nient'altro. Può bastare? Io non lo so. Sono molto più vecchio di voi ma tendo a pensare che ci sia un elemento della musica che non si possa catturare: non si può catturare la vita, non si può catturare il cuore umano. Il momento della creazione è qualcosa di fugace. (''[[Hachiko - Il tuo migliore amico]]'')
===[[Giovanni Allevi]]===
*Cosa voglio io dalla mia musica? Che faccia un discorso, che abbia delle tensioni interne, che sia temporale, non statica. Ma soprattutto che esprima se stessa usando le mie energie come quelle di un suo umile manovale.
*È meraviglioso come la musica abbia la possibilità di salvarci dall'irrigidimento, dalle convenzioni a cui tutti andiamo incontro e farci tornare uno stupore incantanto nei confronti delle cose.
*Fortunatamente nella musica non c'è chi vince e chi perde, ma solo tanta voglia di condividere emozioni ed esperienze.
*La musica non è fatta di note corrette, ma di passione, dedizione, intenzione travolgente.
*La musica non è questione di numeri, ma di emozioni vissute ... da individui e ogni persona è unica e irripetibile, a suo modo infinita.
===[[Ambrogio Bazzero]]===
*Ama la musica. Credila il preludio di quel giorno eterno di cui il sole sia l'amore.
*Ama la musica. Essa, come la religione di Gesù, affratella i felici e gl'infelici, i grandi e i piccoli, i belli o i brutti.
*Carità somma è nella musica. È raggio di sole, è bacio di luna nell'anima del cieco.
*Finché avrai lagrime per la musica, avrai religione pel dolore.
*La musica è l'arte gentile, la primigenia figlia del cuore umano, nata col primo amore, col primo dolore.
===[[Caparezza]]===
*La musica che amo mi ricorda un piatto pugliese, riso patate e cozze. Credo nella commistione di generi che non dovrebbero sposarsi, e invece stanno bene insieme: ska, rock, pop, jazz, rap.
*La musica è un po' come un origami. Se lo spieghi, è solo un foglio.
*La musica non è una gara. Per questo sono contro i talent.
===[[Emil Cioran]]===
*C'è in me una nostalgia di qualcosa che non esiste nella vita e nemmeno nella morte, un desiderio che su questa terra niente appaga, fuorché, in certi momenti, la musica, quando evoca le lacerazioni di un altro mondo.
*Dopo aver letto i filosofi più profondi sentiamo il bisogno di ricominciare da zero. Soltanto la musica ci dà risposte definitive.
*La musica esiste solo fintantoché dura l'ascolto, come Dio finché dura l'estasi. L'arte suprema e l'essere supremo hanno questo in comune: dipendono interamente da noi.
*La passione per la musica è già da sola una ''confessione''. Sappiamo di più su uno sconosciuto appassionato di musica che su qualcuno che alla musica è insensibile e che incontriamo ogni giorno.
*«Non posso fare distinzione tra la musica e le lacrime» ([[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]]).<ref>In ''Ecce homo''.</ref><br/> Chi non lo capisce istantaneamente non è mai vissuto nell'intimità della musica. Ogni vera musica è sgorgata dalle lacrime, nata com'è dal rimpianto del Paradiso.
*Soltanto il paradiso o il mare potrebbero farmi rinunciare alla musica.
===[[Flea]]===
*Credo veramente che la musica arrivi da un luogo divino e il meglio che posso fare è cercare di raggiungere quel posto e lasciare che scorra attraverso di me. La mia vita intera ruota attorno a quel luogo magico anche se non sono religioso.
*La musica è l'unica ragione per cui andavo a scuola, suonavo nell'orchestra, nel gruppo jazz, nel gruppo del coro, nella marching band, nella band, insomma, suonavo a tutte le lezioni di musica possibili ed è il motivo per cui andavo a scuola, era la cosa che mi faceva restare concentrato su qualcosa di produttivo.
*Lavorare con diversi musicisti influenza sicuramente il modo di fare musica. La musica è conversazione, è dialogo, perciò a seconda dell'interlocutore tutto cambia.
===[[Beatrice Rana]]===
*La musica deve entrarti nel corpo per poterne uscire trasformata.
*La musica non è fredda esecuzione, ma deve rispecchiare quello che sei in quel preciso momento, altrimenti tutto sa di falso.
*Oggi c'è troppa produzione, troppa richiesta, troppa scelta con le piattaforme di musica, troppi artisti, troppo tutto. [...] la musica è altro. La musica è riflessione, studio, attenzione, anche errore, perché no.
===[[Salvator Rosa]]===
*''Chi ha pratica di questi, e conoscenza | può dir se della musica è compagna | la gola, l'albagia , l'impertinenza.''
*''Le passioni indomite, e discordi | sia vostra cura in armonia comporre, | e far che il senso alla ragion s'accordi. || Questa musica in voi si deve accorre, | e non quell'altra, il di cui vanto è solo | accordar cetre, e l'animo scomporre.''
*''Musica mia, non so se sì molesti, | come son ora i Professori tuoi, | eran già quei Martelli onde nascesti. || Tu senza colpe venisti a noi | e se adesso ne vai piena d'errori | è perché capitasti in man de' Buoi.''
===[[Leopold Stokowski]]===
*Affermare che una certa musica è buona e un'altra cattiva in assoluto, è un passo verso la dittatura intellettuale e spirituale, che è in un certo senso ancor più nociva di quella materiale. In musica e in ogni specie di arte la dittatura è assolutamente inutile e non può condurre che all'abbrutimento.
*La musica è un linguaggio universale: parla ad ogni uomo, è diritto naturale di noi tutti. Un tempo era soprattutto prerogativa di classi privilegiate in centri culturali, ma oggi, con la radio e i dischi, essa penetra nell'intimo delle nostre case, a qualsiasi distanza possano vivere dai centri culturali. A ciò si doveva arrivare perché la musica parla a ogni uomo, a ogni donna, a ogni bambino, a potenti e umili, ricchi e poveri, felici e infelici, a tutti coloro che sono sensibili al suo profondo e potente messaggio.
*Poiché la musica ha una piccola parte materiale, ma è soprattutto essenza di sentimento e d'immaginazione, i mutamenti della vita la toccano sempre in ritardo. La pittura, la scultura, il dramma, l'architettura e tutte le altre arti americane raggiungeranno forse la pienezza del loro sviluppo più rapidamente della musica. Ma, come le grandi sequoie, la musica americana avrà forse maggior vigore e durata.
*Vi sono, nella storia, crisi durante le quali il tempo sembra precipitare e i cambiamenti si succedono con travolgente rapidità. In questi periodi vi è molta sofferenza nel mondo. Ma dall'intensità di questa sofferenza nasce la grande musica, come i fiori sbocciano dal concime che marcisce nella terra.
===[[Paola Turci]]===
*{{NDR|«La musica è terapeutica?»}} Assolutamente, è una [[medicina]], un rifugio, un faro, una compagnia.
*La musica è espressione di ciò che siamo, è corpo è sentimento. Se tu non provi niente, ma che cavolo mi puoi dare?
*Penso da sempre che la musica sia una forma di [[arte]], libera e nuova, e non dovrebbe essere condizionata dalle mode, al massimo ispirata. Ecco, chi resiste alle mode ha già vinto.
===[[Uto Ughi]]===
*La musica è un linguaggio di fratellanza e l'orchestra è l'embrione della società perché tutti devono ascoltare anche le voci degli altri.
*La musica ha una fondamentale componente spirituale. Rende meno arida, meno egoista, meno violenta la società.
*La musica può sicuramente aiutare un risveglio delle coscienze, perché un paese che scade moralmente inevitabilmente scade anche culturalmente.
===[[Giuseppe Vannicola]]===
*La Musica differisce da tutte le altre arti, e, libera d'ogni rapporto con la forma dei fenomeni, costituisce da per sè stessa una forma astratta, assoluta e completa. La Musica obbedisce a dei principii estetici interamente differenti da quelli delle altre arti. Essa non può essere valutata secondo le categorie del Bello; non deve sottomettersi, come ad esempio la Pittura, la Scultura, l'Architettura, alla proporzione, all'armonia e alla bellezza delle forme. La Musica non ha la preoccupazione di questo particolare godimento estetico, perché ella stessa è una forma assoluta, una rappresentazione completa in sé e per sé, diretta e spontanea, senza alcuna servitù alle realità contingenti. Ogni altra arte è una proporzione fra l'idea e la forma, la Musica sola è una sproporzione; poiché tutte le arti sono belle, e solo la Musica è sublime.
*La Musica è il grido terribile e supplicante che si leva dai luoghi profondi, dal più profondo dell'abisso, là dove non esiste né forma né colore. La Musica è il grido terribile e supplicante che passa a traverso la forma e a traverso il colore, rapido come una freccia di desiderio. La Musica è il grido terribile e supplicante che si perde nell'immenso respiro del cielo dei cieli, là dove non esiste né forma né colore. La Musica è principio. La Musica è fine. La Musica è centro. Essa è l'atto iniziale della volontà e l'atto definitivo della beatitudine. Essa è la Genesi e l'Apocalisse dell'Universo. Essa è la parola che dice ''Amen'' alla parola che dice ''Fiat''. ''Fiat, Amen''. Ecco il centro.
*La Musica, poiché è la rivelazione del senso eterno delle cose, e sopprime il nostro Io, e ci eleva alla contemplazione degli esseri e della vita nella loro nudità essenziale, la Musica annienta la sensazione dolorosa che proviamo alla vista delle catastrofi di cui è piena la vita.
==[[Proverbi italiani]]==
*Chi impara la musica a ottant'anni, suonerà il giorno del giudizio.
*Chi non ama la musica, non ha il cuor ben fatto.
*Chi non ascolta volentieri la musica, ha cattivo gusto.
*Chi paga la musica ha anche diritto di ballare.
*È il tono che fa la musica.
*La musica caccia le lacrime e rallegra il cuore.
*La musica è l'occhio dell'orecchio.
*La musica è una gioia sonora.
*La musica ne' dissimili e l'amicizia ne' simili. ([[proverbi toscani|proverbio toscano]])
*La musica, per quanto bella, non guarisce il dolore dei denti.
*La [[speranza]] è la miglior musica del dolore.
*Musica, [[amore]] e [[vino]] sono la rovina della gioventù.
*Quando l'Italia suona la chitarra, la Spagna le nacchere, la Francia il liuto, l'Irlanda l'arpa, la Germania la tromba, l'Inghilterra il violino, l'Olanda il tamburo, nulla è uguale ad esse.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Gruppo musicale]]
*[[Musicista]]
*[[Nota (musica)]]
*[[Suono]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|s=Categoria:Testi musicali in ordine alfabetico|s_oggetto=testi|s_preposizione=di|s_etichetta=opere musicali|preposizione=sulla|wikt|n_preposizione=inerenti alla|n=Categoria:Musica}}
[[Categoria:Discipline]]
[[Categoria:Musica| ]]
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Danyele
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[[File:Antonio Franchi - Personification of Music (St Cecilia) - WGA08164.jpg|thumb|''Personificazione della musica'' (Antonio Franchi, 1650 ca.)]]
Citazioni sulla '''musica'''.
==Citazioni==
*Al di là di ogni lettura intellettuale, la musica deve arrivare all'emozione, creare un'unione tra ascoltatore e interprete. ([[Roberto Cacciapaglia]])
*Amo la musica, ma odio il mondo della musica. [...] Ci sono ragazzi che fanno milioni di stream su Spotify, a cui non vengono date le stesse possibilità che magari vengono date ad altri. Sono sottovalutati, fanno più fatica e hanno difficoltà ad entrare nelle radio o in tv. Per cui, secondo me, il sistema non è così meritocratico. Conosco molti artisti, tanti sono sottostimati ed è un peccato perché dovremmo far crescere la musica e dovrebbero essere le canzoni a essere valutate e non i personaggi o chi tira di più sui social. ([[Mr. Rain]])
*Amo la musica sopra tutte le arti. Essa comincia dove la parola finisce: è la lingua universale di tutti i cuori che amano e dolorano sulla terra (e che altro è la vita se non amore e dolore?) ci solleva dalla realtà grigia all'impero sterminato e luminoso dei sogni; ci dà il sentimento e la nostalgia dell'Infinito. ([[Mario Rapisardi]])
*Ascoltando una musica calma e malinconica, quando, nell'isolamento di una malattia, il nostro passato si riduce a pura materia di contemplazione, siamo come trasportati in un senso dell'esistenza alto e rarefatto. E in esso è qualcosa di una giustizia austera e tuttavia compassionevole, che toglie ogni cruccio al ricordo delle nostre sconfitte, e amorosamente ci distacca dai nostri stessi desideri. ([[Emilio Cecchi]])
*Avevo ventitré anni e mi guadagnavo da vivere suonando: c'è una ragione se lo chiamano SUONARE<ref>Gioco di parole intraducibile tra i due significati del verbo inglese «play», che in inglese può voler dire sia "suonare" che "giocare".</ref> e non lavorare! Ho lasciato abbastanza sudore sui palchi di tutto il mondo da riempire almeno uno dei sette mari, e sono più di quarant'anni che spingo me stesso e la mia band fino al limite e oltre. Lo facciamo ancora oggi, ma è sempre «suonare», un piacere e un privilegio quotidiano che ti riempie di vita, gioia e sudore, che ti massacra i muscoli e la voce, che ti schiarisce la mente, ti sfinisce e ti rinvigorisce l'anima, una catarsi. Puoi cantare dell'infelicità tua e del mondo, puoi raccontare le esperienze più devastanti, ma se riesci a farlo davanti a tante anime riunite la malinconia svanisce, qualche raggio di sole filtra, tu continui a respirare e ti senti sollevato. Non si può spiegare, solo provare. È una ragione di vita, e in tempi nei quali mi era difficile entrare in contatto con gli altri era l'ancora di salvezza che mi legava al resto dell'umanità. Può essere dura? Certo. Ce l'hanno tutti l'energia psicofisica necessaria? No. Ci sono serate nelle quali non hai voglia di salire sul palco? Sì. Eppure, in quelle serate, arriva ''sempre'' un momento in cui accade qualcosa: la band che spicca il volo, un volto che si illumina fra il pubblico, qualcuno che canta a occhi chiusi le tue parole, e all'improvviso ecco che la musica, la tua ragione di vita, ricomincia a farti sentire una cosa sola con gli altri. ([[Bruce Springsteen]], ''[[Born to Run (autobiografia)|Born to Run]]'')
*Che effetto fa la musica? E come mai desta certe sensazioni? Affermano che la musica nobiliti e ingentilisca lo spirito. Che stupidaggine! Non è vero affatto che eleva l'anima. Ha, sì, un effetto su di essa, ma un effetto eccitante. Cosa volete? La musica mi fa dimenticare le mie condizioni e la mia esistenza; mi trasporta in un mondo che non è quello reale. Sotto la sua influenza mi sembra di provare sensazioni che in realtà non sento affatto, di pensare cose diverse da quelle che penso comunemente. Sono persuaso che la musica ha lo stesso effetto dello sbadiglio o del riso; anche se non ho sonno, sbadiglio se vedo un altro sbadigliare; anche se non ho nessun motivo di ridere, rido se vedo un altro che ride. ([[Lev Tolstoj]])
*''Che sia musica soave | spirti rei negar nol ponno | Se negli occhi a chi non l'have – | introduce un dolce sonno.'' ([[Alessandro Scarlatti]])
*Basta sentire una nota musicale, e ci viene subito annunciata una vita che non ci è stata narrata da alcuno, che non è predicata da alcun predicatore. Supponete ch'io cerchi di riferire esattamente quel che vedo attraverso la musica: il campo della mia vita diviene una pianura illimitata che è bello attraversare, e alla cui fine non v'è morte né delusione. ([[Henry David Thoreau]])
*Bisognerebbe dedicarsi alla musica solo di notte, iniziando a farlo quando i volti delle persone più non si distinguono nel buio. ([[Sei Shōnagon]])
*Che tutte le arti aspirino verso la condizione della musica, è stato detto primamente da [[Walter Pater]], ed è ormai un luogo comune della estetica snobistica, troppo spesso priva d'una chiara idea corrispondente. Chiarissima idea ne avevano invece i Greci, per quanto riguarda almeno le tre arti della musica della danza e della poesia. ([[Raffaello Piccoli]])
*Chi sa fare la musica la fa, chi la sa fare meno la insegna, chi la sa fare ancora meno la organizza, chi la sa fare così così la critica. ([[Luciano Pavarotti]])
*Ciò che viene prodotto oggi è perlopiù modesto. La musica è diventata tribale: gli elementi che si utilizzano sono sempre meno, le canzoni sono monotonali. ([[Peppe Vessicchio]])
*Coloro che amano la musica sono assurdamente irragionevoli: ci vorrebbero perfettamente muti proprio quando si desidererebbe essere assolutamente sordi. ([[Oscar Wilde]])
*Con la sola tecnica, senza ispirazione, non si può fare della bella musica, allo stesso modo che gli ingegneri, pur sapendo come sfruttare la forma d'una cascata per produrre l'energia elettrica, non possono fare nulla senza l'aiuto della natura che fa sgorgare l'acqua dalle sorgenti e le intima di correre verso il mare o i laghi. ([[Jean Sibelius]])
*Credo che la musica debba fare il suo dovere: parlare chiaramente al cuore dei giovani e invitarli a non aver paura, e a lottare per una società più uguale e più giusta. ([[Pierpaolo Capovilla]])
*Da noi la musica resta un optional per pochi. Nessuno direbbe a cuor leggero: non capisco niente di letteratura o di pittura, mentre molti non si vergognano a dire che non capiscono nulla di musica. ([[Salvatore Sciarrino]])
*{{sic|Debbe}} qualunque musica esser composta di queste tre cose, e sono: melodìa ossia canto, armonìa ossia accompagnamento, metro ossia misura. ([[Marco Santucci (compositore)|Marco Santucci]]
*– Di' Tuco, ti piace la musica?<br />– La musica? Ah, sì che mi piace: fa bene alla digestione. (''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'')
*Direi che la musica si colloca come in una sorta di nucleo vitale, ma molto difficilmente accessibile in relazione a quella specie di cornice che costituisce il pensiero filosofico. E credo che, qui, si potrebbero forse introdurre certe categorie heideggeriane. Su questo aspetto, penso di essere abbastanza vicino a lui. C'è in [[Martin Heidegger|Heidegger]], quell'idea di un ascolto, che forse non è un ascolto filosofico, ma che potrebbe anche diventare musicale. ([[Gabriel Marcel]])
*Dove c'è amore per la musica, spesso c'è solo bontà e non c'è cattiveria. La musica unisce. La musica è quella magia che colora tutto ciò che riesce ad avvolgere con i suoi tentacoli di note e che riesce a farti amare di più la vita anche nei brutti momenti nei quali vorresti morire. La musica ti salva la vita. ([[Carlo Zannetti]])
*È l'ascoltatore che deve piangere, non la musica. ([[Yuri Temirkanov]])
*È necessario che la musica sia in movimento, faccia scoperte, incontri e si mescoli. La musica è un genere di linguaggio che deve essere condiviso. E quando questo avviene, quando persone provenienti da paesi molto lontani si incontrano, hanno all'improvviso la sensazione che tutto sia molto vicino e connesso. È questo che mi piace. ([[Sonia Wieder-Atherton]])
*È un po' un mistero come la musica può raggiungere luoghi profondi del nostro essere. Ma grazie alla musica è come se anche noi li sentissimo e li vedessimo per la prima volta. ([[Giuseppe Cederna]])
*Fin oltre la metà di questo {{NDR|XVI}} secolo meraviglioso, la musica ad altro non intese che al fare scoperte; cominciò quindi ad informarsi di melodia, di ritmo, di modulazione, di cadenza; e cosi volse {{sic|graduatamente}} al purgarsi dagli errori ed al perfezionarsi. Graduatamente, diceva, dappoiché nelle arti figlie del genio e della immaginazione sono impossibili i Colombo: la storia dell'arte nostra non ne offre; ed errano, per non dire mentiscono, coloro che ad ogni tratto si figurano di vederne uno. ([[Angelo Catelani]])
*Fra le arti liberali la musica è quella che nella sua origine più si confonde con la mitologia. [[Diodoro Siculo]] racconta, che gli Dei assistettero alle nozze di Cadmo con Armonia; che Minerva vi apparve col ''flauto'', Mercurio con la ''lira''; che Elettra madre della sposa vi celebrò i misteri di Cibele danzando al fragor dei ''tamburi'' e dei ''timballi''; e che Apollino suonò la ''lira'' accompagnato dai ''flauti''. ([[Giovanni Frojo]])
*Generalmente diamo alla parola musica un'unica accezione dentro la quale mettiamo tutto: l'esperienza, il suonare, l'ascolto, lo studio, il concerto, l'orchestrazione, la direzione, lo studio di registrazione. Forse si tratta invece di una parola che racchiude infinite voci, diverse, talvolta opposte. La musica può essere libertà e restrizione, onestà e menzogna. ([[Stefano Lentini]])
*Ho sempre pensato che la musica dovrebbe essere soltanto silenzio, il mistero del silenzio che cerca di esprimersi. ([[Marguerite Yourcenar]])
*I musicisti, gli artisti moderni specializzano, personalizzano (oh che brutte parole!) i fatti, i personaggi, persino i sentimenti e le idee; ed in queste grette operazioni v'è qualcosa di severo che fa malinconica persino l'allegria. ([[Camillo Boito]])
*I musicisti non solo compongono, ma pensano: a me interessa il pensiero che sta dietro la musica. ([[Murray Perahia]])
*I [[Poeta|poeti]] che non s'interessano alla musica sono, o diventano, cattivi poeti. ([[Ezra Pound]])
*Il bello della musica è che ti lascia questo punto interrogativo, questo mistero che ognuno di noi ha. Uno suona e non sa né quello che viene fuori né quello che è. Questo mondo onirico rimane lì, sospeso, come questo mondo in cui viviamo che è un po' terreno e un po' celeste. ([[Alessandra Celletti (pianista)|Alessandra Celletti]])
*Il conoscere la musica, del resto, non è altro che essere versato nell'ordine di tutte le cose e nel conoscere come le ha prese in sorte la razionalità divina, ché l'ordine delle singole cose, portato all'unità del tutto dalla ragione creatrice, produce per mezzo di una musica divina un concento dolcissimo e verissimo. ([[Ermete Trismegisto]])
*Il fatto che ci sia in giro molta musica potrebbe far sì che un domani negli ascensori degli alberghi, nei bar, in metropolitana ci siano Mozart o Beethoven invece di certe pessime melodie che si ascoltano troppo spesso oggi. ([[Ramin Bahrami]])
*Il tempo vola. Per questo sento il presente, l'istante, con la massima intensità. La musica è il mio tentativo di fermare il tempo, è la mia fuga dalla velocità della vita di tutti i giorni. Posso viaggiare con la fantasia, quando gli altri vivono in un contesto nel quale non si crede più a niente se non è provato razionalmente o scientificamente. La musica mi travolge e mi trasporta in luoghi magici, in un'altra dimensione fatta di sogni. ([[Alice Sara Ott]])
*''Informazione non è conoscenza, | conoscenza non è saggezza, | saggezza non è verità, | verità non è bellezza, | bellezza non è amore, | amore non è musica. | La musica è la cosa migliore che esista.'' ([[Frank Zappa]])
*In [[Italia]] abbiamo un analfabetismo musicale terrificante. Nei maggiori Paesi d'Europa chiunque suona uno strumento o canta in un coro: sono "amatori" che hanno un livello superiore a quello di certi nostri mediocri professionisti. ([[Luca Francesconi]])
*Io... verrei che il giovane quando si mette a scrivere, non pensasse mai ad essere né melodista, né realista, né idealista, né avvenirista, né tutti i diavoli che si portino queste pedanterie. La ''melodia'' e l<nowiki>'</nowiki>''armonia'' non devono essere che mezzi nella mano dell'artista per fare della ''Musica'', e se verrà un giorno in cui non si parlerà più né di ''melodia'' né di ''armonia'' né di scuole tedesche, italiane, né di ''passato'' né di ''avvenire'' ecc. ecc. ecc. allora forse comincerà il regno dell'arte. ([[Giuseppe Verdi]])
*Io amo tutte le arti: pittura, scultura, letteratura. Come pensiamo di poter andare davanti ad un quadro senza conoscerlo, e commuoverci? non si può. Se andiamo in teatro e non conosciamo quello che andiamo a vedere, ci commuoviamo, perché la musica compie questo miracolo. ([[Leo Nucci]])
*L'[[amore]] può morire in un cuore che lo rifiuta e che si ostina a dirgli di no, come la [[verità]] può morire in uno spirito indifferente che rifiuta di essere attento, come la musica può morire in mezzo al rumore che la circonda e la copre. ([[Maurice Zundel]])
*La grande musica e le grandi melodie sono immortali. Cambiano le culture; cambiano le mode; cambiano gli usi, ma la grande musica è immortale. La gente non smetterà mai di ascoltare Mozart; Tchaikovsky; Rachmaninov. La grande musica è come una grandiosa scultura, un fantastico dipinto. Ha consistenza in eterno. Questo è un fatto. ([[Michael Jackson]])
*La grande musica è sempre drammatica, crea continuamente delle tensioni e le risolve ad un livello più alto. ([[Hans Urs von Balthasar]])
*La musica alla [[radio]] è un sogno febbrile condiviso, un'allucinazione collettiva, un segreto spifferato a milioni di persone, una voce che sussurra all'orecchio del Paese intero. Se è dirompente, sovverte il messaggio trasmesso tutti i giorni dalle autorità costituite, dalle agenzie pubblicitarie, dai mezzi di comunicazione di massa, dalle società di informazione e più in generale dai custodi dello status quo, abituati come sono a intorpidirci la mente, anestetizzarci l'anima e mortificare ogni traccia di vitalità. ([[Bruce Springsteen]], ''[[Born to Run (autobiografia)|Born to Run]]'')
*La musica apre in noi porte a cui l'intelletto non può avere accesso. È un'arte che si collega a temi essenziali della vita umana quali la nascita, l'amore e la morte. Avvicinabili tramite la sensibilità e l'intuizione, e non con la razionalità. ([[Kaija Saariaho]])
*La musica, bella o brutta, seria o ignorante, santa o puttana, è lunga. E non ti abbandona. È il rumore dell'anima. E ti si attacca alla pelle e al cuore per non lasciarti più. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*La musica, come ha detto il Maestro Claudio Abbado, non è importante per i bambini per farli diventare musicisti, ma per insegnare loro ad ascoltare e, di conseguenza, a essere ascoltati. ([[Paolo Crepet]])
*La musica contemporanea non esiste. Solo avendo il coraggio di inoltrarsi fino alle origini del suono si può progettare qualcosa di nuovo. ([[Luca Francesconi]])
*La musica è anche filosofia, ma vera filosofia, una meditazione continua sulla morte. ([[Adamo di Fulda]])
*''La musica è come l'amore, è un divertimento; | quando si complica, invece, diventa un tormento, | e dal piacere allora subentra la noia e davvero la noia.'' ([[Lucio Battisti]])
*La musica è come la vita, si può fare in un solo modo, insieme. ([[Ezio Bosso]])
*La musica è come un fuoco nel tuo ventre che esce dalla tua bocca, perciò è meglio infilarci uno strumento dentro. ([[I Simpson (seconda stagione)|''I Simpson'', seconda stagione]])
*La musica è come una dona nuda, le metti il giubbotto di pelle e diventa rock, le metti il vestito da sposa e diventa romantica. Siamo tutti uniti dalla stessa musica. ([[Gigi D'Alessio]])
*La musica è energia. Senza, non ci sarebbe nemmeno la vita. L'unica differenza fra un morto e un vivo è l'elettricità che scorre nel corpo. Di questa stessa forza è fatta la musica. C'è stato un periodo in cui quell'energia non scorreva più dentro di me. Sapevo tecnicamente come mettere insieme le note e suonare gli accordi. Ma non bastava. ([[John Frusciante]])
*''La musica è il mio aeroplano, | è il mio aeroplano.'' ([[Red Hot Chili Peppers]])
*La musica è il mio tentativo di fermare il tempo, è la mia fuga dalla velocità della vita di tutti i giorni. Posso viaggiare con la fantasia, quando gli altri vivono in un contesto nel quale non si crede più a niente se non è provato razionalmente o scientificamente. La musica mi travolge e mi trasporta in luoghi magici, in un'altra dimensione fatta di sogni. ([[Alice Sara Ott]])
*La musica è il piacere che la mente umana prova quando conta senza essere conscia di contare. ([[Gottfried Wilhelm von Leibniz]])
*La musica è il più caro e il più sgradevole dei [[rumori]]. ([[Théophile Gautier]])
*La musica è il suono elettrizzato in cui lo spirito vive pensa e crea. ([[Ludwig van Beethoven]])
*La musica è l'armonia dell'anima. ([[Alessandro Baricco]])
*La musica è la più perfetta delle arti perché al massimo grado esprime e riflette l'idea dell'Architetto. [...] La musica crea il mondo. È il corpo spirituale del mondo, l'idea (fluida) del mondo. ([[Aleksandr Aleksandrovič Blok]])
*''La musica è la tua unica amica | Fino alla fine.'' ([[The Doors]])
*La musica è psicanalisi: per chi la scrive e per chi la ascolta. ([[Joan Thiele]])
*La Musica è quantità, misura, nel periodo in cui viene scritta o nell'attimo in cui lo strumento, stimolato dal musicista, la produce. Qui si compie un salto misterioso: quello che noi ascoltiamo è immateriale e nell'attimo in cui lo percepiamo sparisce per diventare memoria. La Musica è il segno sublime della nostra transitorietà. La Musica, come la Bellezza, risplende e passa per diventare la memoria, la nostra più profonda natura. Il superamento del dolore è necessario perché la nostra vita riacquisti il senso della Bellezza. Forse la Musica con la sua impalpabile bellezza ci può aiutare. ([[Giuseppe Sinopoli]])
*La musica è una matematica misteriosa i cui elementi partecipano dell'Infinito. È responsabile del movimento delle acque, del gioco di curve descritte da mutevoli brezze; nulla è più musicale di un tramonto! Per chi sa guardarlo con emozione, è la miglior lezione di sviluppo scritta in quel libro non troppo frequentato dai musicisti che è la Natura... Guardano sui libri, attraverso i maestri, sollevando devotamente quella vecchia polvere sonora; va bene, d'accordo, ma l'arte potrebbe essere più lontano! ([[Claude Debussy]])
*''{{sic|la}} musica è sempre autobiografica | per l'ascoltatore, un'accelerata angoscia che rende smisurato || ciò che osavamo sapere.''<!--minuscole, come da scelta stilistica dell'autore--> ([[Vasco Graça Moura]])
*''La musica fa sognare e volare capire | La musica dà la forza di reagire | La musica fa viaggiare senza partire | La musica fa capire ciò che vuoi capire.'' ([[Litfiba]])
*La musica fa suonare anche il legno secco e la pelle d'asino. E rende palpabili i sottili legami fra lo spirito, i corpi, le cose, che non ci stanchiamo mai di cercare, con buona pace dei matematici del benessere sensoriale. ([[Pierangelo Sequeri]])
*La musica infine, l'unificatrice – niente di più spirituale, niente di più sensuale, una divinità, eppure completamente umana – che avanza, prevale, occupa il posto più alto; capace di dare, in certe contingenze e campi, ciò che null'altro saprebbe dare. ([[Walt Whitman]])
*La musica insieme all'amore può cambiare il mondo. Può dare voce alle sofferenze, ai sogni, alle frustrazioni e alle speranze dell'umanità. Ha un grande potere ma non può esistere nel vuoto, ha bisogno che ci sia la disponibilità a prendersi cura degli altri, la volontà di cambiare, il desiderio di crescere e imparare. Dove esistono queste condizioni la musica può essere la guida per uscire dall'oscurità, un grande e meraviglioso raggio di luce. ([[Noa]])
*La musica, intesa come espressione del mondo, è una lingua universale al massimo grado, e la sua universalità sta all'universalità dei concetti più o meno come i concetti stanno alle singole cose. ([[Arthur Schopenhauer]], ''[[Il mondo come volontà e rappresentazione]]'')
*La musica... la musica. La amo, la adoro, la idolatro, la venero. Quella che medica. Quella che ti estorce le lacrime. Quella che sembra essere l'unica entità che ti possa capire. Quella che ti persuade. Quella che conferma la tua solitudine. Quella che ti fa muovere. Quella che hai in gola e butti fuori e quella che hai in gola e tieni dentro. Quella che ti convince, anche se solo per un attimo, che siamo degli esseri umani degni di lei. Quella che ti fa trattenere il fiato come davanti al crollo di una diga. Quella che è l'unico, vero, potente stupefacente. Quella che ha fatto dire a [[Shakespeare]]: "Nulla vi è di così insensibile, brutale o scatenato dalla rabbia che la musica, finché se ne prolunghi l'eco, non trasformi nella sua stessa natura. Colui che non può contare su alcuna musica dentro di sé, e non si lascia intenerire dall'armonia concorde di suoni dolcemente modulati, è pronto al tradimento, agli inganni e alla rapina: i moti dell'animo suo sono oscuri come la notte, e i suoi affetti tenebrosi come l'Erebo. Nessuno fidi mai in un uomo simile". ([[Mina (cantante)|Mina]])
*La musica mi rende un gigante, riesco a trascinare tutti, mi improvviso timoniere di un'immensa, affollatissima scialuppa. È un momento incredibile io sono felice di farne parte, perché quando tocchi il cuore alla gente sei ripagato con un affetto immenso. ([[Vasco Rossi]])
*La musica mi trasporta improvvisamente nello stato d'animo in cui era colui che l'ha scritta. Il mio spirito si confonde con il suo e passo con lui attraverso sensazioni diversissime. ([[Lev Tolstoj]])
*La musica nasce da qualcosa di molto profondo e pre-linguistico, pre-logico. La poesia, la letteratura, l'arte, possono ispirare una visione, un sentire che risuona col tuo vissuto in quel momento, offrendo metafore, simboli, chiavi di lettura. Ma le parole arrivano solo fino a un certo punto. Rimangono i suoni, e il loro risuonare nel silenzio. Per me la musica è l'espressione che più si avvicina alla natura e al suo linguaggio divino, perché permette di esprimere quelle sensazioni ineffabili e complesse che può evocare un paesaggio, un tramonto, una montagna. Va aldilà delle parole e ci porta oltre i limiti della nostra fisicità individuale, in una dimensione di comunione con l'universo. ([[Caterina Barbieri (musicista 1990)|Caterina Barbieri]])
*La musica nasce dal cuore come la bellezza dal dolore. ([[Melania Gaia Mazzucco]])
*La musica non finisce chiudendo il [[pianoforte]]. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*La musica non mi abbandonerà completamente. ([[Vladimir Davidovič Aškenazi]])
*La musica non si fa ridendo e scherzando, ma lavorando sodo. Credo nell'autorità di convincere che la mia idea musicale non sia l'unica possibile, ma quella giusta in quel momento. ([[Riccardo Muti]])
*La musica per me è un tempio sacro… Essere facile non è di certo una dote, in quest'ambito. Il mio unico pensiero è studiare continuamente tutti i generi musicali possibili, altrimenti mi ammazzerei. ([[John Frusciante]])
*La musica può aiutare e salvare. E lo si capisce interagendo con il proprio pubblico per cui una canzone può essere qualche cosa a cui attaccarsi nei momenti di profonda difficoltà. I cantautori, ma anche gli interpreti, non devono dimenticare il ruolo che hanno. Non dobbiamo solo compiacere. A volte un'artista deve anche stare sul cazzo. Certo, si possono scrivere pezzi per baciarsi e ballare, anche io li ho realizzati, ma non ci devono essere solo quelli. Bisogna scrivere anche per trasmettere qualche cosa di più, per scuotere. ([[Francesca Michielin]])
*La musica può elevare, parlare attraverso tutte le barriere linguistiche, riunirci, calmarci, raccontarci una storia, farci ricordare all'istante, farci sentire meglio... *La musica è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per creare un'atmosfera migliore per noi stessi. ([[Sass Jordan]])
*La musica può essere apprezzata da una persona che non sa né leggere né scrivere, così come da gente dotata della più evoluta forma di intelligenza. ([[George Gershwin]])
*La musica può far solo vibrare ciò che uno ha in sé. (''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'')
*La musica, quindi, si diffonde attraverso tutti gli atti della nostra vita se seguiamo innanzitutto gli ordini del Creatore ed osserviamo con mente pura le leggi che ci ha dato. Qualunque parola pronunciamo e qualunque sentimento ci agita internamente nelle vene risulta collegato al potere dell'armonia attraverso ritmi musicali. La musica è la scienza del bel disporre secondo un ritmo. Se noi osserviamo un buon modo di vivere, siamo sempre collegati a questa disciplina. Quando invece commettiamo ingiustizie, non abbiamo più la musica. ([[Cassiodoro]])
*La musica sacra mi ha offerto un'alternativa alle idee dominanti. I testi della grande tradizione religiosa sono un patrimonio letterario infinito, continua fonte di ispirazione, come la [[Bibbia]] o il [[Vangelo]]. ([[Krzysztof Penderecki]])
*''La musica sembra alleviare il dolore, | sembra motivare il cervello.'' ([[Pink Floyd]])
*La musica serve quanto i medicinali, quanto il cibo: cura e nutre in un'altra maniera. ([[Francesca Michielin]])
*La musica suona allo stesso modo in cui le emozioni sentono. ([[Carroll C. Pratt]])
*La musica suona più o meno così: tump tuka ump pish pish tumpti umpa pa pa. ([[John Seabrook]])
*''La musica ti salva, | ti riduce in miseria, | la musica ti uccide, | la musica non è una cosa seria.'' ([[Lo Stato Sociale]])
*La musica, tra le tante cose belle che offre, ha la caratteristica di essere non un prodotto commerciale, ma tempo condiviso. ([[Ezio Bosso]])
*La musica tradizionale è basata su esagrammi. Proviene dalle bibbie, da epidemie e carestie, e gira intorno alla morte. ([[Bob Dylan]])
*La musica trasforma in poesia anche la vita più dura. ([[Võ Nguyên Giáp]])
*La musica! Una magia al di là di tutto ciò che facciamo. ([[J. K. Rowling]])
*La più poetica e la più precisa delle arti, vaga come un sogno ed esatta come l'algebra. ([[Guy de Maupassant]])
*La [[poesia]] non può competere con la musica, essa può soltanto scimmiottarla, può valersi cioè di alcuni elementi musicali per ravvivare nel lettore un sentimento imitando col ritmo, col metro, con la rima, colle assonanze e colle onomatopeie le voci della natura.<br>Fra le arti belle la musica è dunque sovrana; essa sola promuove le emozioni più intense e più complesse perché, col fascio delle sue vibrazioni, assale ''tutto'' il nostro sistema nervoso, ci coinvolge nel vortice dei suoi fremiti ai quali partecipiamo non soltanto con la sostanza grigia che s'annida dietro la tempia, ma con tutto l'intreccio della compagine umana, dalla pelle alle ghiandole, dal muscolo al nervo. Poesia, pittura e scultura invece non eccitano delle commozioni cosi vive e sentite, non riescono cioè a condurci fino all'abbandono di noi stessi, nel dominio dell'estasi, attraendo a sé il pensiero e l'''affetto'' insieme. ([[Adolfo Padovan]])
*''La vera musica, che sa far ridere | e all'improvviso ti aiuta a piangere...'' ([[Paolo Conte]])
*La sua storia mi commosse molto. Desideravo con tutto il cuore aiutarla. Perciò le parlai a mia volta di un fenomeno straordinario di cui ero stato testimone per caso l'anno precedente e che si riferiva anch'esso alla musica. Le raccontai nei minimi particolari come, grazie a una lettera di raccomandazione di un uomo di grande valore, Evlissi, che mi era stato maestro durante la mia infanzia, ero stato accolto presso degli [[esseni]], per la maggior parte israeliti, che, per mezzo della musica e di antichi canti ebraici, avevano fatto crescere delle piante nel giro di mezz'ora. ([[Georges Ivanovic Gurdjieff]])
*La verità è che la vera musica non è mai "difficile". Questo è soltanto un termine che funge da schermo, che viene usato per nascondere la povertà della cattiva musica. ([[Claude Debussy]])
*Le [[Arte|arti]] tutte, ma più specialmente la musica e la [[poesia]], possono stimarsi due lampi balenati da un medesimo sguardo di Dio. ([[Francesco Domenico Guerrazzi]])
*Le note sono disciplina, formano il carattere e il gusto. Un errore trascurare la musica, è un'ottima insegnante. ([[Fedele Confalonieri]])
*Lo studio della ''Storia della musica'', per riuscire veramente proficuo, non può rimanere isolato: ma deve congiungersi a quelli della storia generale e delle altre arti, coi quali va messo in rapporto. Le condizioni della cultura, della civiltà, del costume, nelle varie epoche presso le varie nazioni, i sincroni atteggiamenti delle Lettere e delle Arti figurative sono, in fatto, elementi dai quali non si può prescindere, se vogliamo bene spiegare le vicende della storia musicale e rendercene conto pieno ed esatto. ([[Arnaldo Bonaventura]])
*''Ma poi in fondo chi cazzo se ne frega, la musica è finita, nessuno inventa niente e tutto si ricicla, succede dappertutto ed è così che va la vita, la musica è finita!'' ([[Linea 77]])
*Ma se la musica deve entrare nella tua vita prima o poi lo fa. Essa dolcemente si infila nel tuo percorso esistenziale e per farlo stranamente sceglie quasi sempre i momenti più difficili che stai attraversando . La musica é come una vera amica che capisce al volo quando arriva il momento in cui hai bisogno di lei. È così che ti innamori per sempre delle melodiose note che cancellano i tuoi mali e scopri di avere quel coraggio da incosciente che ti obbliga a giocarti tutto per loro. ([[Carlo Zannetti]])
*Mentre l'anima discerne distintamente i singoli elementi di una partizione musicale, essa ha la {{sic|maravigliosa}} virtù di raccoglierli in un'assoluta unità. E ciò è dovuto al principio unizzante, senza il quale non avremmo una {{sic|imagine}} musicale, non si sveglierebbero in noi emozioni di piacere o di dolore, e la musica – arte essenzialmente sentimentale – sarebbe un puro giuoco di suoni, una specie di caleidoscopio uditivo, e nulla più. ([[Amintore Galli]])
*Mentre la musica degli Egizi e degli Ebrei si poneva a servizio della religione per abbellire il culto ed elevare i cuori, mentre la musica dei popoli dell'Asia minore serviva ad accrescere lo sfarzo e il lusso delle corti principesche e veniva eseguita da musici pagati, presso i Greci invece la musica si elevò per la prima volta alla dignità di arte libera, e la coscienza nazionale la ammise a far parte del più prezioso patrimonio ideale della nazione. ([[Hugo Riemann]])
*Mi piacciono gli [[amicizia|amici]] come la musica: quando sono in vena. ([[Charlie Chaplin]])
*Mi piace pensare alla musica come a una scienza delle emozioni. ([[George Gershwin]])
*Mi piacerebbe che per una volta fossero ad ascoltarmi i buoni e i cattivi. Penso che la musica possa far cadere tutte le barriere ed essere un prezioso strumento per sostenere delle battaglie di civiltà. ([[Alessandra Celletti (pianista)|Alessandra Celletti]])
*– Nell'immenso tempio dell'infinito e dell'eternità, l'eternità secolarizzata, quali sono ancora i fiumi, umani e cosmici, i fiumi sempre più disseccati, in cui si battezza la divinità? – Il linguaggio dell'eternità non è più la legge, ma la musica, figlia e madre del tempo, coscienza e follia del tempo. – ([[Andrea Emo]])
*Nella musica cerco il mistero. Se non ci fosse in me una certa soddisfazione, direi una menzogna. ([[Hans Werner Henze]])
*Nella musica, venire dalla gavetta vuol dire avere imparato a suonare senza lezioni, significa essersi esercitati con lo stomaco vuoto in qualche topaia di quelle con la lampadina appesa al soffitto basso che si accende con la catenella da tirare. Sei costretto a rinunciare a tutto per inseguire quelle note che ti fanno impazzire e dimenticare tutto il resto. ([[Carlo Zannetti]])
*Nessuna cultura umana conosciuta, del presente o del passato, è mai stata senza musica. ([[Daniel Levitin]])
*Non bisogna forzare la musica, ma lasciarla arrivare quando vuole, soltanto così è vitale. E gli errori sono benvenuti, modellano le canzoni. ([[John Frusciante]])
*Non ho obiettivi mistici né fedi religiose. Ma so che la musica apre in noi porte a cui l'intelletto non può avere accesso. È un'arte che si collega a temi essenziali della vita umana quali la nascita, l'amore e la morte. Avvicinabili tramite la sensibilità e l'intuizione, e non con la razionalità. ([[Kaija Saariaho]])
*Noi italiani abbiamo dimenticato che la musica non è solo intrattenimento, ma è una necessità dello spirito. Questo è grave perché significa spezzare delle radici importanti della nostra storia. ([[Riccardo Muti]])
*Non credo che esista il migliore bassista, o batterista o chitarrista. La musica non è uno sport dove si può facilmente individuare il più grande atleta per ogni disciplina. Ci sono diversi modi di suonare uno strumento e di interpretare la musica. Ognuno ha il suo preferito. ([[Tony Levin]])
*Non sarebbe la musica una lingua perduta, della quale abbiamo dimenticato il senso, e serbata soltanto l'armonia? ([[Massimo d'Azeglio]])
*Non siamo più capaci di vedere la qualità: prevale il consumo veloce. Si è persa l' abitudine all'ascolto dal vivo. È tutto virtuale. Ci si dovrebbe riappropriare dell'esperienza estetica. ([[Luca Francesconi]])
*Non sono praticante, ma penso che le radici della musica affondino nella [[religione]]. E questo non vuol dire essere religiosi; è che per capire la musica non basta suonare bene, condurre una vita ascetica tutta dedicata al concertismo: bisogna sapere da dove vengono quelle idee che risuonano nelle note. ([[Murray Perahia]])
*Odiate la musica cattiva, non disprezzatela. Siccome si suona e si canta molto più appassionatamente della buona, a poco a poco essa si è riempita del sogno e delle lagrime degli uomini. Per questo vi sia rispettabile. Il suo posto, nullo nella storia dell'arte, è immenso nella storia sentimentale della società [...] Il popolo, la borghesia, l'esercito, l'aristocrazia, come hanno gli stessi portalettere per recare il lutto o la felicità, hanno gli stessi invisibili messaggeri d'amore, gli stessi amati confidenti: i cattivi musicisti. ([[Marcel Proust]])
*''Odo il coro di un'opera, | e questa è veramente musica – musica che fa per me. || Un tenore ampio e fresco come la creazione mi soddisfa, | il mutevole cerchio della bocca verso l'armonia che mi colma. || Odo la soprano ben esercitata (paragonato al suo, che lavoro è mai questo?) | l'orchestra mi lancia per orbite più ampie di quelle di Urano, | riscuote in me ardori che ignoravo di possedere, | mi fa veleggiare, io sciaguatto a piedi nudi, leccati dalle onde indolenti, | vengo sferzato da un'aspra grandine irosa, perdo il fiato, | immerso nella melata atmosfera della morfina, strozzata la mia trachea da nodi mortali, | infine liberato a sentir nuovamente l'enigma degli enigmi, | e quello che noi chiamiamo l'Essere.'' ([[Walt Whitman]])
*Oltre ad altre facoltà, la musica ha la forza di fare cessare le rivolte e ogni forma di turbamento, come si vede bene negli uomini e negli animali che sembrano calmarsi. ([[Filodemo di Gadara]])
*Passando tutto il giorno a dire agli altri come suonare, poi vien voglia di fare un po' da sé, di far musica con se stessi. Suonare diventa una necessità fisica e spirituale. ([[Antonio Pappano]])
*Penso che la ragione per cui la gente ama la musica è che sopprime il pensiero – il tipo sbagliato di pensiero – invece di produrlo. ([[Marvin Minsky]])
*Penso che una vita per la musica sia una vita spesa bene ed è a questo che mi sono dedicato. ([[Luciano Pavarotti]])
*Penso sia impossibile non essere liberi se si fa musica, se si fa con tutto il cuore. E non è una frase retorica, è proprio così. La musica è uno spazio libero, è forse l'unico spazio completamente libero di dire, di fare tutto quello che si vuole, di sperimentare, di non escludere nulla. Quindi non posso fare altro che dedicare tutta la mia vita a questo. ([[Angelina Mango]])
*Qual è il miracolo della musica? che la musica può {{sic|spiazzare}}; da altezze inconcepibili della spiritualità la più straordinaria, fino alle cose più basse, le più vili che ci sono [...]. La musica è un'arte completa, non afferma nulla, e suggerisce tutto. ([[Aldo Ciccolini]])
*Quando la musica è ascoltata, il tempo le si rapprende intorno in un lucente cristallo. Ma, non udita, la musica precipita simile a una sfera esiziale nel tempo vuoto. ([[Theodor W. Adorno]])
*Quando promuoviamo una virtù come il rispetto dell'uguaglianza ed il pieno riconoscimento dei diritti di ciascuno, quale migliore maniera di diffondere il messaggio che attraverso questo linguaggio universale – la musica. ([[Hope Masike]])
*Quanto alla musica poi....... l'[[Italia]] ricorda e ripete.<br />Fortuna per essa che i capi d'opera dei suoi grandi maestri sono davvero la ''musica dell'avvenire'', e che essi per molto secolo ancora terranno onoratamente il campo contro l'irruzione delle nordiche armonie, innanzi alle quali il genio stesso di [[Giuseppe Verdi|Verdi]], sfidato o smarrito sembra arretrarsi e vacillare. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Quella della musica è una delle tre vie per le quali l'[[anima]] ritorna al Cielo.<ref>Citando [[Plotino]]: Tre sono le strade di ritornare al Cielo: l'una per via della bellezza, o dell'amore: la seconda della musica: la terza della Filosofia.</ref> ([[Torquato Tasso]])
*[[Scienza]] e musica sono i due estremi opposti, i due poli dell'idealità intellettuale e artistica del secolo. Mentre quella rappresenta oggi agli occhi de' più il ''sapere'' per eccellenza, questa è certo, per eccellenza, l'''arte'' dei nostri tempi. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]])
*Se dunque la musica ha un maggior numero di amatori che non la poesia, o l'architettura, o la scultura, questo non si deve al fatto che essa è «più spirituale», come suol dirsi, bensì al fatto inverso: che è più sensuale. ([[Vitaliano Brancati]])
*Senza musica la vita sarebbe un errore. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Si direbbe che quanto più la letteratura cerca di scendere addentro nell'animo umano e di ricercarne ogni parte, pubblicando a migliaia memorie, autobiografie, lettere, pagine intime, facendo della storia una psicologia, del romanzo un'analisi continua, di tutta la poesia non altro ormai che lirica, tanto più essa riesca al paragone inferiore alla sua rivale, alla musica, nel suo tentativo d'{{sic|interpetrare}} noi stessi, di esprimere, di ''dire'' ciò che è ''indicibile''. E molti oggi infatti sono d'opinione che la musica dovrebbe ormai sciogliersi, separarsi affatto dalla parola. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]])
*Suonavamo perché l'Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov'era e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio. ([[Alessandro Baricco]])
*Temo di esser troppo musicista per non essere un romantico anch'io. Senza musica la vita per me sarebbe demenza. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Tutto avviene come se la musica e la mitologia non avessero bisogno del tempo se non per infliggergli una smentita. Esse sono entrambe macchine per sopprimere il tempo. Al di sotto dei suoni e dei ritmi, la musica opera su un terreno grezzo, che è il tempo fisiologico dell'uditore; tempo irrimediabilmente diacronico in quanto irreversibile, e di cui la musica stessa tramuta però il segmento che fu dedicato ad ascoltarla in una totalità sincronica e in sé conchiusa. ([[Claude Lévi-Strauss]])
*''Una buona cosa della musica: | quando colpisce non senti nessun dolore.'' ([[Bob Marley]])
*Vi ricordate che abbiamo parlato di [[John Philip Sousa]], grande compositore di marce di inizio Novecento. Era un uomo molto famoso ma aveva un odio profondo per le registrazioni: non permetteva mai che registrassero la sua musica, persino quando arrivò [[Thomas Edison]] con la sua sensazionale invenzione, il [[fonografo]]. [...] Allora voi che ne pensate? Che dite? Sousa aveva ragione? Secondo voi è giusto, sarebbe giusto se un artista nei giorni nostri salisse su un palco, collegasse un lettore Cd a un amplificatore e nient'altro. Può bastare? Io non lo so. Sono molto più vecchio di voi ma tendo a pensare che ci sia un elemento della musica che non si possa catturare: non si può catturare la vita, non si può catturare il cuore umano. Il momento della creazione è qualcosa di fugace. (''[[Hachiko - Il tuo migliore amico]]'')
===[[Giovanni Allevi]]===
*Cosa voglio io dalla mia musica? Che faccia un discorso, che abbia delle tensioni interne, che sia temporale, non statica. Ma soprattutto che esprima se stessa usando le mie energie come quelle di un suo umile manovale.
*È meraviglioso come la musica abbia la possibilità di salvarci dall'irrigidimento, dalle convenzioni a cui tutti andiamo incontro e farci tornare uno stupore incantanto nei confronti delle cose.
*Fortunatamente nella musica non c'è chi vince e chi perde, ma solo tanta voglia di condividere emozioni ed esperienze.
*La musica non è fatta di note corrette, ma di passione, dedizione, intenzione travolgente.
*La musica non è questione di numeri, ma di emozioni vissute ... da individui e ogni persona è unica e irripetibile, a suo modo infinita.
===[[Ambrogio Bazzero]]===
*Ama la musica. Credila il preludio di quel giorno eterno di cui il sole sia l'amore.
*Ama la musica. Essa, come la religione di Gesù, affratella i felici e gl'infelici, i grandi e i piccoli, i belli o i brutti.
*Carità somma è nella musica. È raggio di sole, è bacio di luna nell'anima del cieco.
*Finché avrai lagrime per la musica, avrai religione pel dolore.
*La musica è l'arte gentile, la primigenia figlia del cuore umano, nata col primo amore, col primo dolore.
===[[Caparezza]]===
*La musica che amo mi ricorda un piatto pugliese, riso patate e cozze. Credo nella commistione di generi che non dovrebbero sposarsi, e invece stanno bene insieme: ska, rock, pop, jazz, rap.
*La musica è un po' come un origami. Se lo spieghi, è solo un foglio.
*La musica non è una gara. Per questo sono contro i talent.
===[[Emil Cioran]]===
*C'è in me una nostalgia di qualcosa che non esiste nella vita e nemmeno nella morte, un desiderio che su questa terra niente appaga, fuorché, in certi momenti, la musica, quando evoca le lacerazioni di un altro mondo.
*Dopo aver letto i filosofi più profondi sentiamo il bisogno di ricominciare da zero. Soltanto la musica ci dà risposte definitive.
*La musica esiste solo fintantoché dura l'ascolto, come Dio finché dura l'estasi. L'arte suprema e l'essere supremo hanno questo in comune: dipendono interamente da noi.
*La passione per la musica è già da sola una ''confessione''. Sappiamo di più su uno sconosciuto appassionato di musica che su qualcuno che alla musica è insensibile e che incontriamo ogni giorno.
*«Non posso fare distinzione tra la musica e le lacrime» ([[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]]).<ref>In ''Ecce homo''.</ref><br/> Chi non lo capisce istantaneamente non è mai vissuto nell'intimità della musica. Ogni vera musica è sgorgata dalle lacrime, nata com'è dal rimpianto del Paradiso.
*Soltanto il paradiso o il mare potrebbero farmi rinunciare alla musica.
===[[Flea]]===
*Credo veramente che la musica arrivi da un luogo divino e il meglio che posso fare è cercare di raggiungere quel posto e lasciare che scorra attraverso di me. La mia vita intera ruota attorno a quel luogo magico anche se non sono religioso.
*La musica è l'unica ragione per cui andavo a scuola, suonavo nell'orchestra, nel gruppo jazz, nel gruppo del coro, nella marching band, nella band, insomma, suonavo a tutte le lezioni di musica possibili ed è il motivo per cui andavo a scuola, era la cosa che mi faceva restare concentrato su qualcosa di produttivo.
*Lavorare con diversi musicisti influenza sicuramente il modo di fare musica. La musica è conversazione, è dialogo, perciò a seconda dell'interlocutore tutto cambia.
===[[Beatrice Rana]]===
*La musica deve entrarti nel corpo per poterne uscire trasformata.
*La musica non è fredda esecuzione, ma deve rispecchiare quello che sei in quel preciso momento, altrimenti tutto sa di falso.
*Oggi c'è troppa produzione, troppa richiesta, troppa scelta con le piattaforme di musica, troppi artisti, troppo tutto. [...] la musica è altro. La musica è riflessione, studio, attenzione, anche errore, perché no.
===[[Salvator Rosa]]===
*''Chi ha pratica di questi, e conoscenza | può dir se della musica è compagna | la gola, l'albagia , l'impertinenza.''
*''Le passioni indomite, e discordi | sia vostra cura in armonia comporre, | e far che il senso alla ragion s'accordi. || Questa musica in voi si deve accorre, | e non quell'altra, il di cui vanto è solo | accordar cetre, e l'animo scomporre.''
*''Musica mia, non so se sì molesti, | come son ora i Professori tuoi, | eran già quei Martelli onde nascesti. || Tu senza colpe venisti a noi | e se adesso ne vai piena d'errori | è perché capitasti in man de' Buoi.''
===[[Leopold Stokowski]]===
*Affermare che una certa musica è buona e un'altra cattiva in assoluto, è un passo verso la dittatura intellettuale e spirituale, che è in un certo senso ancor più nociva di quella materiale. In musica e in ogni specie di arte la dittatura è assolutamente inutile e non può condurre che all'abbrutimento.
*La musica è un linguaggio universale: parla ad ogni uomo, è diritto naturale di noi tutti. Un tempo era soprattutto prerogativa di classi privilegiate in centri culturali, ma oggi, con la radio e i dischi, essa penetra nell'intimo delle nostre case, a qualsiasi distanza possano vivere dai centri culturali. A ciò si doveva arrivare perché la musica parla a ogni uomo, a ogni donna, a ogni bambino, a potenti e umili, ricchi e poveri, felici e infelici, a tutti coloro che sono sensibili al suo profondo e potente messaggio.
*Poiché la musica ha una piccola parte materiale, ma è soprattutto essenza di sentimento e d'immaginazione, i mutamenti della vita la toccano sempre in ritardo. La pittura, la scultura, il dramma, l'architettura e tutte le altre arti americane raggiungeranno forse la pienezza del loro sviluppo più rapidamente della musica. Ma, come le grandi sequoie, la musica americana avrà forse maggior vigore e durata.
*Vi sono, nella storia, crisi durante le quali il tempo sembra precipitare e i cambiamenti si succedono con travolgente rapidità. In questi periodi vi è molta sofferenza nel mondo. Ma dall'intensità di questa sofferenza nasce la grande musica, come i fiori sbocciano dal concime che marcisce nella terra.
===[[Paola Turci]]===
*{{NDR|«La musica è terapeutica?»}} Assolutamente, è una [[medicina]], un rifugio, un faro, una compagnia.
*La musica è espressione di ciò che siamo, è corpo è sentimento. Se tu non provi niente, ma che cavolo mi puoi dare?
*Penso da sempre che la musica sia una forma di [[arte]], libera e nuova, e non dovrebbe essere condizionata dalle mode, al massimo ispirata. Ecco, chi resiste alle mode ha già vinto.
===[[Uto Ughi]]===
*La musica è un linguaggio di fratellanza e l'orchestra è l'embrione della società perché tutti devono ascoltare anche le voci degli altri.
*La musica ha una fondamentale componente spirituale. Rende meno arida, meno egoista, meno violenta la società.
*La musica può sicuramente aiutare un risveglio delle coscienze, perché un paese che scade moralmente inevitabilmente scade anche culturalmente.
===[[Giuseppe Vannicola]]===
*La Musica differisce da tutte le altre arti, e, libera d'ogni rapporto con la forma dei fenomeni, costituisce da per sè stessa una forma astratta, assoluta e completa. La Musica obbedisce a dei principii estetici interamente differenti da quelli delle altre arti. Essa non può essere valutata secondo le categorie del Bello; non deve sottomettersi, come ad esempio la Pittura, la Scultura, l'Architettura, alla proporzione, all'armonia e alla bellezza delle forme. La Musica non ha la preoccupazione di questo particolare godimento estetico, perché ella stessa è una forma assoluta, una rappresentazione completa in sé e per sé, diretta e spontanea, senza alcuna servitù alle realità contingenti. Ogni altra arte è una proporzione fra l'idea e la forma, la Musica sola è una sproporzione; poiché tutte le arti sono belle, e solo la Musica è sublime.
*La Musica è il grido terribile e supplicante che si leva dai luoghi profondi, dal più profondo dell'abisso, là dove non esiste né forma né colore. La Musica è il grido terribile e supplicante che passa a traverso la forma e a traverso il colore, rapido come una freccia di desiderio. La Musica è il grido terribile e supplicante che si perde nell'immenso respiro del cielo dei cieli, là dove non esiste né forma né colore. La Musica è principio. La Musica è fine. La Musica è centro. Essa è l'atto iniziale della volontà e l'atto definitivo della beatitudine. Essa è la Genesi e l'Apocalisse dell'Universo. Essa è la parola che dice ''Amen'' alla parola che dice ''Fiat''. ''Fiat, Amen''. Ecco il centro.
*La Musica, poiché è la rivelazione del senso eterno delle cose, e sopprime il nostro Io, e ci eleva alla contemplazione degli esseri e della vita nella loro nudità essenziale, la Musica annienta la sensazione dolorosa che proviamo alla vista delle catastrofi di cui è piena la vita.
==[[Proverbi italiani]]==
*Chi impara la musica a ottant'anni, suonerà il giorno del giudizio.
*Chi non ama la musica, non ha il cuor ben fatto.
*Chi non ascolta volentieri la musica, ha cattivo gusto.
*Chi paga la musica ha anche diritto di ballare.
*È il tono che fa la musica.
*La musica caccia le lacrime e rallegra il cuore.
*La musica è l'occhio dell'orecchio.
*La musica è una gioia sonora.
*La musica ne' dissimili e l'amicizia ne' simili. ([[proverbi toscani|proverbio toscano]])
*La musica, per quanto bella, non guarisce il dolore dei denti.
*La [[speranza]] è la miglior musica del dolore.
*Musica, [[amore]] e [[vino]] sono la rovina della gioventù.
*Quando l'Italia suona la chitarra, la Spagna le nacchere, la Francia il liuto, l'Irlanda l'arpa, la Germania la tromba, l'Inghilterra il violino, l'Olanda il tamburo, nulla è uguale ad esse.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Gruppo musicale]]
*[[Musicista]]
*[[Nota (musica)]]
*[[Suono]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Discipline]]
[[Categoria:Musica| ]]
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Danyele
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[[File:Antonio Franchi - Personification of Music (St Cecilia) - WGA08164.jpg|thumb|''Personificazione della musica'' (Antonio Franchi, 1650 ca.)]]
Citazioni sulla '''musica'''.
==Citazioni==
*Al di là di ogni lettura intellettuale, la musica deve arrivare all'emozione, creare un'unione tra ascoltatore e interprete. ([[Roberto Cacciapaglia]])
*Amo la musica, ma odio il mondo della musica. [...] Ci sono ragazzi che fanno milioni di stream su Spotify, a cui non vengono date le stesse possibilità che magari vengono date ad altri. Sono sottovalutati, fanno più fatica e hanno difficoltà ad entrare nelle radio o in tv. Per cui, secondo me, il sistema non è così meritocratico. Conosco molti artisti, tanti sono sottostimati ed è un peccato perché dovremmo far crescere la musica e dovrebbero essere le canzoni a essere valutate e non i personaggi o chi tira di più sui social. ([[Mr. Rain]])
*Amo la musica sopra tutte le arti. Essa comincia dove la parola finisce: è la lingua universale di tutti i cuori che amano e dolorano sulla terra (e che altro è la vita se non amore e dolore?) ci solleva dalla realtà grigia all'impero sterminato e luminoso dei sogni; ci dà il sentimento e la nostalgia dell'Infinito. ([[Mario Rapisardi]])
*Ascoltando una musica calma e malinconica, quando, nell'isolamento di una malattia, il nostro passato si riduce a pura materia di contemplazione, siamo come trasportati in un senso dell'esistenza alto e rarefatto. E in esso è qualcosa di una giustizia austera e tuttavia compassionevole, che toglie ogni cruccio al ricordo delle nostre sconfitte, e amorosamente ci distacca dai nostri stessi desideri. ([[Emilio Cecchi]])
*Avevo ventitré anni e mi guadagnavo da vivere suonando: c'è una ragione se lo chiamano SUONARE<ref>Gioco di parole intraducibile tra i due significati del verbo inglese «play», che in inglese può voler dire sia "suonare" che "giocare".</ref> e non lavorare! Ho lasciato abbastanza sudore sui palchi di tutto il mondo da riempire almeno uno dei sette mari, e sono più di quarant'anni che spingo me stesso e la mia band fino al limite e oltre. Lo facciamo ancora oggi, ma è sempre «suonare», un piacere e un privilegio quotidiano che ti riempie di vita, gioia e sudore, che ti massacra i muscoli e la voce, che ti schiarisce la mente, ti sfinisce e ti rinvigorisce l'anima, una catarsi. Puoi cantare dell'infelicità tua e del mondo, puoi raccontare le esperienze più devastanti, ma se riesci a farlo davanti a tante anime riunite la malinconia svanisce, qualche raggio di sole filtra, tu continui a respirare e ti senti sollevato. Non si può spiegare, solo provare. È una ragione di vita, e in tempi nei quali mi era difficile entrare in contatto con gli altri era l'ancora di salvezza che mi legava al resto dell'umanità. Può essere dura? Certo. Ce l'hanno tutti l'energia psicofisica necessaria? No. Ci sono serate nelle quali non hai voglia di salire sul palco? Sì. Eppure, in quelle serate, arriva ''sempre'' un momento in cui accade qualcosa: la band che spicca il volo, un volto che si illumina fra il pubblico, qualcuno che canta a occhi chiusi le tue parole, e all'improvviso ecco che la musica, la tua ragione di vita, ricomincia a farti sentire una cosa sola con gli altri. ([[Bruce Springsteen]], ''[[Born to Run (autobiografia)|Born to Run]]'')
*Che effetto fa la musica? E come mai desta certe sensazioni? Affermano che la musica nobiliti e ingentilisca lo spirito. Che stupidaggine! Non è vero affatto che eleva l'anima. Ha, sì, un effetto su di essa, ma un effetto eccitante. Cosa volete? La musica mi fa dimenticare le mie condizioni e la mia esistenza; mi trasporta in un mondo che non è quello reale. Sotto la sua influenza mi sembra di provare sensazioni che in realtà non sento affatto, di pensare cose diverse da quelle che penso comunemente. Sono persuaso che la musica ha lo stesso effetto dello sbadiglio o del riso; anche se non ho sonno, sbadiglio se vedo un altro sbadigliare; anche se non ho nessun motivo di ridere, rido se vedo un altro che ride. ([[Lev Tolstoj]])
*''Che sia musica soave | spirti rei negar nol ponno | Se negli occhi a chi non l'have – | introduce un dolce sonno.'' ([[Alessandro Scarlatti]])
*Basta sentire una nota musicale, e ci viene subito annunciata una vita che non ci è stata narrata da alcuno, che non è predicata da alcun predicatore. Supponete ch'io cerchi di riferire esattamente quel che vedo attraverso la musica: il campo della mia vita diviene una pianura illimitata che è bello attraversare, e alla cui fine non v'è morte né delusione. ([[Henry David Thoreau]])
*Bisognerebbe dedicarsi alla musica solo di notte, iniziando a farlo quando i volti delle persone più non si distinguono nel buio. ([[Sei Shōnagon]])
*Che tutte le arti aspirino verso la condizione della musica, è stato detto primamente da [[Walter Pater]], ed è ormai un luogo comune della estetica snobistica, troppo spesso priva d'una chiara idea corrispondente. Chiarissima idea ne avevano invece i Greci, per quanto riguarda almeno le tre arti della musica della danza e della poesia. ([[Raffaello Piccoli]])
*Chi sa fare la musica la fa, chi la sa fare meno la insegna, chi la sa fare ancora meno la organizza, chi la sa fare così così la critica. ([[Luciano Pavarotti]])
*Ciò che viene prodotto oggi è perlopiù modesto. La musica è diventata tribale: gli elementi che si utilizzano sono sempre meno, le canzoni sono monotonali. ([[Peppe Vessicchio]])
*Coloro che amano la musica sono assurdamente irragionevoli: ci vorrebbero perfettamente muti proprio quando si desidererebbe essere assolutamente sordi. ([[Oscar Wilde]])
*Con la sola tecnica, senza ispirazione, non si può fare della bella musica, allo stesso modo che gli ingegneri, pur sapendo come sfruttare la forma d'una cascata per produrre l'energia elettrica, non possono fare nulla senza l'aiuto della natura che fa sgorgare l'acqua dalle sorgenti e le intima di correre verso il mare o i laghi. ([[Jean Sibelius]])
*Credo che la musica debba fare il suo dovere: parlare chiaramente al cuore dei giovani e invitarli a non aver paura, e a lottare per una società più uguale e più giusta. ([[Pierpaolo Capovilla]])
*Da noi la musica resta un optional per pochi. Nessuno direbbe a cuor leggero: non capisco niente di letteratura o di pittura, mentre molti non si vergognano a dire che non capiscono nulla di musica. ([[Salvatore Sciarrino]])
*{{sic|Debbe}} qualunque musica esser composta di queste tre cose, e sono: melodìa ossia canto, armonìa ossia accompagnamento, metro ossia misura. ([[Marco Santucci (compositore)|Marco Santucci]]
*– Di' Tuco, ti piace la musica?<br />– La musica? Ah, sì che mi piace: fa bene alla digestione. (''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'')
*Direi che la musica si colloca come in una sorta di nucleo vitale, ma molto difficilmente accessibile in relazione a quella specie di cornice che costituisce il pensiero filosofico. E credo che, qui, si potrebbero forse introdurre certe categorie heideggeriane. Su questo aspetto, penso di essere abbastanza vicino a lui. C'è in [[Martin Heidegger|Heidegger]], quell'idea di un ascolto, che forse non è un ascolto filosofico, ma che potrebbe anche diventare musicale. ([[Gabriel Marcel]])
*Dove c'è amore per la musica, spesso c'è solo bontà e non c'è cattiveria. La musica unisce. La musica è quella magia che colora tutto ciò che riesce ad avvolgere con i suoi tentacoli di note e che riesce a farti amare di più la vita anche nei brutti momenti nei quali vorresti morire. La musica ti salva la vita. ([[Carlo Zannetti]])
*È l'ascoltatore che deve piangere, non la musica. ([[Yuri Temirkanov]])
*È necessario che la musica sia in movimento, faccia scoperte, incontri e si mescoli. La musica è un genere di linguaggio che deve essere condiviso. E quando questo avviene, quando persone provenienti da paesi molto lontani si incontrano, hanno all'improvviso la sensazione che tutto sia molto vicino e connesso. È questo che mi piace. ([[Sonia Wieder-Atherton]])
*È un po' un mistero come la musica può raggiungere luoghi profondi del nostro essere. Ma grazie alla musica è come se anche noi li sentissimo e li vedessimo per la prima volta. ([[Giuseppe Cederna]])
*Fin oltre la metà di questo {{NDR|XVI}} secolo meraviglioso, la musica ad altro non intese che al fare scoperte; cominciò quindi ad informarsi di melodia, di ritmo, di modulazione, di cadenza; e cosi volse {{sic|graduatamente}} al purgarsi dagli errori ed al perfezionarsi. Graduatamente, diceva, dappoiché nelle arti figlie del genio e della immaginazione sono impossibili i Colombo: la storia dell'arte nostra non ne offre; ed errano, per non dire mentiscono, coloro che ad ogni tratto si figurano di vederne uno. ([[Angelo Catelani]])
*Fra le arti liberali la musica è quella che nella sua origine più si confonde con la mitologia. [[Diodoro Siculo]] racconta, che gli Dei assistettero alle nozze di Cadmo con Armonia; che Minerva vi apparve col ''flauto'', Mercurio con la ''lira''; che Elettra madre della sposa vi celebrò i misteri di Cibele danzando al fragor dei ''tamburi'' e dei ''timballi''; e che Apollino suonò la ''lira'' accompagnato dai ''flauti''. ([[Giovanni Frojo]])
*Generalmente diamo alla parola musica un'unica accezione dentro la quale mettiamo tutto: l'esperienza, il suonare, l'ascolto, lo studio, il concerto, l'orchestrazione, la direzione, lo studio di registrazione. Forse si tratta invece di una parola che racchiude infinite voci, diverse, talvolta opposte. La musica può essere libertà e restrizione, onestà e menzogna. ([[Stefano Lentini]])
*Ho sempre pensato che la musica dovrebbe essere soltanto silenzio, il mistero del silenzio che cerca di esprimersi. ([[Marguerite Yourcenar]])
*I musicisti, gli artisti moderni specializzano, personalizzano (oh che brutte parole!) i fatti, i personaggi, persino i sentimenti e le idee; ed in queste grette operazioni v'è qualcosa di severo che fa malinconica persino l'allegria. ([[Camillo Boito]])
*I musicisti non solo compongono, ma pensano: a me interessa il pensiero che sta dietro la musica. ([[Murray Perahia]])
*I [[Poeta|poeti]] che non s'interessano alla musica sono, o diventano, cattivi poeti. ([[Ezra Pound]])
*Il bello della musica è che ti lascia questo punto interrogativo, questo mistero che ognuno di noi ha. Uno suona e non sa né quello che viene fuori né quello che è. Questo mondo onirico rimane lì, sospeso, come questo mondo in cui viviamo che è un po' terreno e un po' celeste. ([[Alessandra Celletti (pianista)|Alessandra Celletti]])
*Il conoscere la musica, del resto, non è altro che essere versato nell'ordine di tutte le cose e nel conoscere come le ha prese in sorte la razionalità divina, ché l'ordine delle singole cose, portato all'unità del tutto dalla ragione creatrice, produce per mezzo di una musica divina un concento dolcissimo e verissimo. ([[Ermete Trismegisto]])
*Il fatto che ci sia in giro molta musica potrebbe far sì che un domani negli ascensori degli alberghi, nei bar, in metropolitana ci siano Mozart o Beethoven invece di certe pessime melodie che si ascoltano troppo spesso oggi. ([[Ramin Bahrami]])
*Il tempo vola. Per questo sento il presente, l'istante, con la massima intensità. La musica è il mio tentativo di fermare il tempo, è la mia fuga dalla velocità della vita di tutti i giorni. Posso viaggiare con la fantasia, quando gli altri vivono in un contesto nel quale non si crede più a niente se non è provato razionalmente o scientificamente. La musica mi travolge e mi trasporta in luoghi magici, in un'altra dimensione fatta di sogni. ([[Alice Sara Ott]])
*''Informazione non è conoscenza, | conoscenza non è saggezza, | saggezza non è verità, | verità non è bellezza, | bellezza non è amore, | amore non è musica. | La musica è la cosa migliore che esista.'' ([[Frank Zappa]])
*In [[Italia]] abbiamo un analfabetismo musicale terrificante. Nei maggiori Paesi d'Europa chiunque suona uno strumento o canta in un coro: sono "amatori" che hanno un livello superiore a quello di certi nostri mediocri professionisti. ([[Luca Francesconi]])
*Io... verrei che il giovane quando si mette a scrivere, non pensasse mai ad essere né melodista, né realista, né idealista, né avvenirista, né tutti i diavoli che si portino queste pedanterie. La ''melodia'' e l<nowiki>'</nowiki>''armonia'' non devono essere che mezzi nella mano dell'artista per fare della ''Musica'', e se verrà un giorno in cui non si parlerà più né di ''melodia'' né di ''armonia'' né di scuole tedesche, italiane, né di ''passato'' né di ''avvenire'' ecc. ecc. ecc. allora forse comincerà il regno dell'arte. ([[Giuseppe Verdi]])
*Io amo tutte le arti: pittura, scultura, letteratura. Come pensiamo di poter andare davanti ad un quadro senza conoscerlo, e commuoverci? non si può. Se andiamo in teatro e non conosciamo quello che andiamo a vedere, ci commuoviamo, perché la musica compie questo miracolo. ([[Leo Nucci]])
*L'[[amore]] può morire in un cuore che lo rifiuta e che si ostina a dirgli di no, come la [[verità]] può morire in uno spirito indifferente che rifiuta di essere attento, come la musica può morire in mezzo al rumore che la circonda e la copre. ([[Maurice Zundel]])
*La grande musica e le grandi melodie sono immortali. Cambiano le culture; cambiano le mode; cambiano gli usi, ma la grande musica è immortale. La gente non smetterà mai di ascoltare Mozart; Tchaikovsky; Rachmaninov. La grande musica è come una grandiosa scultura, un fantastico dipinto. Ha consistenza in eterno. Questo è un fatto. ([[Michael Jackson]])
*La grande musica è sempre drammatica, crea continuamente delle tensioni e le risolve ad un livello più alto. ([[Hans Urs von Balthasar]])
*La musica alla [[radio]] è un sogno febbrile condiviso, un'allucinazione collettiva, un segreto spifferato a milioni di persone, una voce che sussurra all'orecchio del Paese intero. Se è dirompente, sovverte il messaggio trasmesso tutti i giorni dalle autorità costituite, dalle agenzie pubblicitarie, dai mezzi di comunicazione di massa, dalle società di informazione e più in generale dai custodi dello status quo, abituati come sono a intorpidirci la mente, anestetizzarci l'anima e mortificare ogni traccia di vitalità. ([[Bruce Springsteen]], ''[[Born to Run (autobiografia)|Born to Run]]'')
*La musica apre in noi porte a cui l'intelletto non può avere accesso. È un'arte che si collega a temi essenziali della vita umana quali la nascita, l'amore e la morte. Avvicinabili tramite la sensibilità e l'intuizione, e non con la razionalità. ([[Kaija Saariaho]])
*La musica, bella o brutta, seria o ignorante, santa o puttana, è lunga. E non ti abbandona. È il rumore dell'anima. E ti si attacca alla pelle e al cuore per non lasciarti più. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*La musica, come ha detto il Maestro Claudio Abbado, non è importante per i bambini per farli diventare musicisti, ma per insegnare loro ad ascoltare e, di conseguenza, a essere ascoltati. ([[Paolo Crepet]])
*La musica contemporanea non esiste. Solo avendo il coraggio di inoltrarsi fino alle origini del suono si può progettare qualcosa di nuovo. ([[Luca Francesconi]])
*La musica è anche filosofia, ma vera filosofia, una meditazione continua sulla morte. ([[Adamo di Fulda]])
*''La musica è come l'amore, è un divertimento; | quando si complica, invece, diventa un tormento, | e dal piacere allora subentra la noia e davvero la noia.'' ([[Lucio Battisti]])
*La musica è come la vita, si può fare in un solo modo, insieme. ([[Ezio Bosso]])
*La musica è come un fuoco nel tuo ventre che esce dalla tua bocca, perciò è meglio infilarci uno strumento dentro. ([[I Simpson (seconda stagione)|''I Simpson'', seconda stagione]])
*La musica è come una dona nuda, le metti il giubbotto di pelle e diventa rock, le metti il vestito da sposa e diventa romantica. Siamo tutti uniti dalla stessa musica. ([[Gigi D'Alessio]])
*La musica è energia. Senza, non ci sarebbe nemmeno la vita. L'unica differenza fra un morto e un vivo è l'elettricità che scorre nel corpo. Di questa stessa forza è fatta la musica. C'è stato un periodo in cui quell'energia non scorreva più dentro di me. Sapevo tecnicamente come mettere insieme le note e suonare gli accordi. Ma non bastava. ([[John Frusciante]])
*''La musica è il mio aeroplano, | è il mio aeroplano.'' ([[Red Hot Chili Peppers]])
*La musica è il mio tentativo di fermare il tempo, è la mia fuga dalla velocità della vita di tutti i giorni. Posso viaggiare con la fantasia, quando gli altri vivono in un contesto nel quale non si crede più a niente se non è provato razionalmente o scientificamente. La musica mi travolge e mi trasporta in luoghi magici, in un'altra dimensione fatta di sogni. ([[Alice Sara Ott]])
*La musica è il piacere che la mente umana prova quando conta senza essere conscia di contare. ([[Gottfried Wilhelm von Leibniz]])
*La musica è il più caro e il più sgradevole dei [[rumori]]. ([[Théophile Gautier]])
*La musica è il suono elettrizzato in cui lo spirito vive pensa e crea. ([[Ludwig van Beethoven]])
*La musica è l'armonia dell'anima. ([[Alessandro Baricco]])
*La musica è la più perfetta delle arti perché al massimo grado esprime e riflette l'idea dell'Architetto. [...] La musica crea il mondo. È il corpo spirituale del mondo, l'idea (fluida) del mondo. ([[Aleksandr Aleksandrovič Blok]])
*''La musica è la tua unica amica | Fino alla fine.'' ([[The Doors]])
*La musica è psicanalisi: per chi la scrive e per chi la ascolta. ([[Joan Thiele]])
*La Musica è quantità, misura, nel periodo in cui viene scritta o nell'attimo in cui lo strumento, stimolato dal musicista, la produce. Qui si compie un salto misterioso: quello che noi ascoltiamo è immateriale e nell'attimo in cui lo percepiamo sparisce per diventare memoria. La Musica è il segno sublime della nostra transitorietà. La Musica, come la Bellezza, risplende e passa per diventare la memoria, la nostra più profonda natura. Il superamento del dolore è necessario perché la nostra vita riacquisti il senso della Bellezza. Forse la Musica con la sua impalpabile bellezza ci può aiutare. ([[Giuseppe Sinopoli]])
*La musica è una matematica misteriosa i cui elementi partecipano dell'Infinito. È responsabile del movimento delle acque, del gioco di curve descritte da mutevoli brezze; nulla è più musicale di un tramonto! Per chi sa guardarlo con emozione, è la miglior lezione di sviluppo scritta in quel libro non troppo frequentato dai musicisti che è la Natura... Guardano sui libri, attraverso i maestri, sollevando devotamente quella vecchia polvere sonora; va bene, d'accordo, ma l'arte potrebbe essere più lontano! ([[Claude Debussy]])
*''{{sic|la}} musica è sempre autobiografica | per l'ascoltatore, un'accelerata angoscia che rende smisurato || ciò che osavamo sapere.''<!--minuscole, come da scelta stilistica dell'autore--> ([[Vasco Graça Moura]])
*''La musica fa sognare e volare capire | La musica dà la forza di reagire | La musica fa viaggiare senza partire | La musica fa capire ciò che vuoi capire.'' ([[Litfiba]])
*La musica fa suonare anche il legno secco e la pelle d'asino. E rende palpabili i sottili legami fra lo spirito, i corpi, le cose, che non ci stanchiamo mai di cercare, con buona pace dei matematici del benessere sensoriale. ([[Pierangelo Sequeri]])
*La musica infine, l'unificatrice – niente di più spirituale, niente di più sensuale, una divinità, eppure completamente umana – che avanza, prevale, occupa il posto più alto; capace di dare, in certe contingenze e campi, ciò che null'altro saprebbe dare. ([[Walt Whitman]])
*La musica insieme all'amore può cambiare il mondo. Può dare voce alle sofferenze, ai sogni, alle frustrazioni e alle speranze dell'umanità. Ha un grande potere ma non può esistere nel vuoto, ha bisogno che ci sia la disponibilità a prendersi cura degli altri, la volontà di cambiare, il desiderio di crescere e imparare. Dove esistono queste condizioni la musica può essere la guida per uscire dall'oscurità, un grande e meraviglioso raggio di luce. ([[Noa]])
*La musica, intesa come espressione del mondo, è una lingua universale al massimo grado, e la sua universalità sta all'universalità dei concetti più o meno come i concetti stanno alle singole cose. ([[Arthur Schopenhauer]], ''[[Il mondo come volontà e rappresentazione]]'')
*La musica... la musica. La amo, la adoro, la idolatro, la venero. Quella che medica. Quella che ti estorce le lacrime. Quella che sembra essere l'unica entità che ti possa capire. Quella che ti persuade. Quella che conferma la tua solitudine. Quella che ti fa muovere. Quella che hai in gola e butti fuori e quella che hai in gola e tieni dentro. Quella che ti convince, anche se solo per un attimo, che siamo degli esseri umani degni di lei. Quella che ti fa trattenere il fiato come davanti al crollo di una diga. Quella che è l'unico, vero, potente stupefacente. Quella che ha fatto dire a [[Shakespeare]]: "Nulla vi è di così insensibile, brutale o scatenato dalla rabbia che la musica, finché se ne prolunghi l'eco, non trasformi nella sua stessa natura. Colui che non può contare su alcuna musica dentro di sé, e non si lascia intenerire dall'armonia concorde di suoni dolcemente modulati, è pronto al tradimento, agli inganni e alla rapina: i moti dell'animo suo sono oscuri come la notte, e i suoi affetti tenebrosi come l'Erebo. Nessuno fidi mai in un uomo simile". ([[Mina (cantante)|Mina]])
*La musica mi rende un gigante, riesco a trascinare tutti, mi improvviso timoniere di un'immensa, affollatissima scialuppa. È un momento incredibile io sono felice di farne parte, perché quando tocchi il cuore alla gente sei ripagato con un affetto immenso. ([[Vasco Rossi]])
*La musica mi trasporta improvvisamente nello stato d'animo in cui era colui che l'ha scritta. Il mio spirito si confonde con il suo e passo con lui attraverso sensazioni diversissime. ([[Lev Tolstoj]])
*La musica nasce da qualcosa di molto profondo e pre-linguistico, pre-logico. La poesia, la letteratura, l'arte, possono ispirare una visione, un sentire che risuona col tuo vissuto in quel momento, offrendo metafore, simboli, chiavi di lettura. Ma le parole arrivano solo fino a un certo punto. Rimangono i suoni, e il loro risuonare nel silenzio. Per me la musica è l'espressione che più si avvicina alla natura e al suo linguaggio divino, perché permette di esprimere quelle sensazioni ineffabili e complesse che può evocare un paesaggio, un tramonto, una montagna. Va aldilà delle parole e ci porta oltre i limiti della nostra fisicità individuale, in una dimensione di comunione con l'universo. ([[Caterina Barbieri (musicista 1990)|Caterina Barbieri]])
*La musica nasce dal cuore come la bellezza dal dolore. ([[Melania Gaia Mazzucco]])
*La musica non finisce chiudendo il [[pianoforte]]. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*La musica non mi abbandonerà completamente. ([[Vladimir Davidovič Aškenazi]])
*La musica non si fa ridendo e scherzando, ma lavorando sodo. Credo nell'autorità di convincere che la mia idea musicale non sia l'unica possibile, ma quella giusta in quel momento. ([[Riccardo Muti]])
*La musica per me è un tempio sacro… Essere facile non è di certo una dote, in quest'ambito. Il mio unico pensiero è studiare continuamente tutti i generi musicali possibili, altrimenti mi ammazzerei. ([[John Frusciante]])
*La musica può aiutare e salvare. E lo si capisce interagendo con il proprio pubblico per cui una canzone può essere qualche cosa a cui attaccarsi nei momenti di profonda difficoltà. I cantautori, ma anche gli interpreti, non devono dimenticare il ruolo che hanno. Non dobbiamo solo compiacere. A volte un'artista deve anche stare sul cazzo. Certo, si possono scrivere pezzi per baciarsi e ballare, anche io li ho realizzati, ma non ci devono essere solo quelli. Bisogna scrivere anche per trasmettere qualche cosa di più, per scuotere. ([[Francesca Michielin]])
*La musica può elevare, parlare attraverso tutte le barriere linguistiche, riunirci, calmarci, raccontarci una storia, farci ricordare all'istante, farci sentire meglio... La musica è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per creare un'atmosfera migliore per noi stessi. ([[Sass Jordan]])
*La musica può essere apprezzata da una persona che non sa né leggere né scrivere, così come da gente dotata della più evoluta forma di intelligenza. ([[George Gershwin]])
*La musica può far solo vibrare ciò che uno ha in sé. (''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'')
*La musica, quindi, si diffonde attraverso tutti gli atti della nostra vita se seguiamo innanzitutto gli ordini del Creatore ed osserviamo con mente pura le leggi che ci ha dato. Qualunque parola pronunciamo e qualunque sentimento ci agita internamente nelle vene risulta collegato al potere dell'armonia attraverso ritmi musicali. La musica è la scienza del bel disporre secondo un ritmo. Se noi osserviamo un buon modo di vivere, siamo sempre collegati a questa disciplina. Quando invece commettiamo ingiustizie, non abbiamo più la musica. ([[Cassiodoro]])
*La musica sacra mi ha offerto un'alternativa alle idee dominanti. I testi della grande tradizione religiosa sono un patrimonio letterario infinito, continua fonte di ispirazione, come la [[Bibbia]] o il [[Vangelo]]. ([[Krzysztof Penderecki]])
*''La musica sembra alleviare il dolore, | sembra motivare il cervello.'' ([[Pink Floyd]])
*La musica serve quanto i medicinali, quanto il cibo: cura e nutre in un'altra maniera. ([[Francesca Michielin]])
*La musica suona allo stesso modo in cui le emozioni sentono. ([[Carroll C. Pratt]])
*La musica suona più o meno così: tump tuka ump pish pish tumpti umpa pa pa. ([[John Seabrook]])
*''La musica ti salva, | ti riduce in miseria, | la musica ti uccide, | la musica non è una cosa seria.'' ([[Lo Stato Sociale]])
*La musica, tra le tante cose belle che offre, ha la caratteristica di essere non un prodotto commerciale, ma tempo condiviso. ([[Ezio Bosso]])
*La musica tradizionale è basata su esagrammi. Proviene dalle bibbie, da epidemie e carestie, e gira intorno alla morte. ([[Bob Dylan]])
*La musica trasforma in poesia anche la vita più dura. ([[Võ Nguyên Giáp]])
*La musica! Una magia al di là di tutto ciò che facciamo. ([[J. K. Rowling]])
*La più poetica e la più precisa delle arti, vaga come un sogno ed esatta come l'algebra. ([[Guy de Maupassant]])
*La [[poesia]] non può competere con la musica, essa può soltanto scimmiottarla, può valersi cioè di alcuni elementi musicali per ravvivare nel lettore un sentimento imitando col ritmo, col metro, con la rima, colle assonanze e colle onomatopeie le voci della natura.<br>Fra le arti belle la musica è dunque sovrana; essa sola promuove le emozioni più intense e più complesse perché, col fascio delle sue vibrazioni, assale ''tutto'' il nostro sistema nervoso, ci coinvolge nel vortice dei suoi fremiti ai quali partecipiamo non soltanto con la sostanza grigia che s'annida dietro la tempia, ma con tutto l'intreccio della compagine umana, dalla pelle alle ghiandole, dal muscolo al nervo. Poesia, pittura e scultura invece non eccitano delle commozioni cosi vive e sentite, non riescono cioè a condurci fino all'abbandono di noi stessi, nel dominio dell'estasi, attraendo a sé il pensiero e l'''affetto'' insieme. ([[Adolfo Padovan]])
*''La vera musica, che sa far ridere | e all'improvviso ti aiuta a piangere...'' ([[Paolo Conte]])
*La sua storia mi commosse molto. Desideravo con tutto il cuore aiutarla. Perciò le parlai a mia volta di un fenomeno straordinario di cui ero stato testimone per caso l'anno precedente e che si riferiva anch'esso alla musica. Le raccontai nei minimi particolari come, grazie a una lettera di raccomandazione di un uomo di grande valore, Evlissi, che mi era stato maestro durante la mia infanzia, ero stato accolto presso degli [[esseni]], per la maggior parte israeliti, che, per mezzo della musica e di antichi canti ebraici, avevano fatto crescere delle piante nel giro di mezz'ora. ([[Georges Ivanovic Gurdjieff]])
*La verità è che la vera musica non è mai "difficile". Questo è soltanto un termine che funge da schermo, che viene usato per nascondere la povertà della cattiva musica. ([[Claude Debussy]])
*Le [[Arte|arti]] tutte, ma più specialmente la musica e la [[poesia]], possono stimarsi due lampi balenati da un medesimo sguardo di Dio. ([[Francesco Domenico Guerrazzi]])
*Le note sono disciplina, formano il carattere e il gusto. Un errore trascurare la musica, è un'ottima insegnante. ([[Fedele Confalonieri]])
*Lo studio della ''Storia della musica'', per riuscire veramente proficuo, non può rimanere isolato: ma deve congiungersi a quelli della storia generale e delle altre arti, coi quali va messo in rapporto. Le condizioni della cultura, della civiltà, del costume, nelle varie epoche presso le varie nazioni, i sincroni atteggiamenti delle Lettere e delle Arti figurative sono, in fatto, elementi dai quali non si può prescindere, se vogliamo bene spiegare le vicende della storia musicale e rendercene conto pieno ed esatto. ([[Arnaldo Bonaventura]])
*''Ma poi in fondo chi cazzo se ne frega, la musica è finita, nessuno inventa niente e tutto si ricicla, succede dappertutto ed è così che va la vita, la musica è finita!'' ([[Linea 77]])
*Ma se la musica deve entrare nella tua vita prima o poi lo fa. Essa dolcemente si infila nel tuo percorso esistenziale e per farlo stranamente sceglie quasi sempre i momenti più difficili che stai attraversando . La musica é come una vera amica che capisce al volo quando arriva il momento in cui hai bisogno di lei. È così che ti innamori per sempre delle melodiose note che cancellano i tuoi mali e scopri di avere quel coraggio da incosciente che ti obbliga a giocarti tutto per loro. ([[Carlo Zannetti]])
*Mentre l'anima discerne distintamente i singoli elementi di una partizione musicale, essa ha la {{sic|maravigliosa}} virtù di raccoglierli in un'assoluta unità. E ciò è dovuto al principio unizzante, senza il quale non avremmo una {{sic|imagine}} musicale, non si sveglierebbero in noi emozioni di piacere o di dolore, e la musica – arte essenzialmente sentimentale – sarebbe un puro giuoco di suoni, una specie di caleidoscopio uditivo, e nulla più. ([[Amintore Galli]])
*Mentre la musica degli Egizi e degli Ebrei si poneva a servizio della religione per abbellire il culto ed elevare i cuori, mentre la musica dei popoli dell'Asia minore serviva ad accrescere lo sfarzo e il lusso delle corti principesche e veniva eseguita da musici pagati, presso i Greci invece la musica si elevò per la prima volta alla dignità di arte libera, e la coscienza nazionale la ammise a far parte del più prezioso patrimonio ideale della nazione. ([[Hugo Riemann]])
*Mi piacciono gli [[amicizia|amici]] come la musica: quando sono in vena. ([[Charlie Chaplin]])
*Mi piace pensare alla musica come a una scienza delle emozioni. ([[George Gershwin]])
*Mi piacerebbe che per una volta fossero ad ascoltarmi i buoni e i cattivi. Penso che la musica possa far cadere tutte le barriere ed essere un prezioso strumento per sostenere delle battaglie di civiltà. ([[Alessandra Celletti (pianista)|Alessandra Celletti]])
*– Nell'immenso tempio dell'infinito e dell'eternità, l'eternità secolarizzata, quali sono ancora i fiumi, umani e cosmici, i fiumi sempre più disseccati, in cui si battezza la divinità? – Il linguaggio dell'eternità non è più la legge, ma la musica, figlia e madre del tempo, coscienza e follia del tempo. – ([[Andrea Emo]])
*Nella musica cerco il mistero. Se non ci fosse in me una certa soddisfazione, direi una menzogna. ([[Hans Werner Henze]])
*Nella musica, venire dalla gavetta vuol dire avere imparato a suonare senza lezioni, significa essersi esercitati con lo stomaco vuoto in qualche topaia di quelle con la lampadina appesa al soffitto basso che si accende con la catenella da tirare. Sei costretto a rinunciare a tutto per inseguire quelle note che ti fanno impazzire e dimenticare tutto il resto. ([[Carlo Zannetti]])
*Nessuna cultura umana conosciuta, del presente o del passato, è mai stata senza musica. ([[Daniel Levitin]])
*Non bisogna forzare la musica, ma lasciarla arrivare quando vuole, soltanto così è vitale. E gli errori sono benvenuti, modellano le canzoni. ([[John Frusciante]])
*Non ho obiettivi mistici né fedi religiose. Ma so che la musica apre in noi porte a cui l'intelletto non può avere accesso. È un'arte che si collega a temi essenziali della vita umana quali la nascita, l'amore e la morte. Avvicinabili tramite la sensibilità e l'intuizione, e non con la razionalità. ([[Kaija Saariaho]])
*Noi italiani abbiamo dimenticato che la musica non è solo intrattenimento, ma è una necessità dello spirito. Questo è grave perché significa spezzare delle radici importanti della nostra storia. ([[Riccardo Muti]])
*Non credo che esista il migliore bassista, o batterista o chitarrista. La musica non è uno sport dove si può facilmente individuare il più grande atleta per ogni disciplina. Ci sono diversi modi di suonare uno strumento e di interpretare la musica. Ognuno ha il suo preferito. ([[Tony Levin]])
*Non sarebbe la musica una lingua perduta, della quale abbiamo dimenticato il senso, e serbata soltanto l'armonia? ([[Massimo d'Azeglio]])
*Non siamo più capaci di vedere la qualità: prevale il consumo veloce. Si è persa l' abitudine all'ascolto dal vivo. È tutto virtuale. Ci si dovrebbe riappropriare dell'esperienza estetica. ([[Luca Francesconi]])
*Non sono praticante, ma penso che le radici della musica affondino nella [[religione]]. E questo non vuol dire essere religiosi; è che per capire la musica non basta suonare bene, condurre una vita ascetica tutta dedicata al concertismo: bisogna sapere da dove vengono quelle idee che risuonano nelle note. ([[Murray Perahia]])
*Odiate la musica cattiva, non disprezzatela. Siccome si suona e si canta molto più appassionatamente della buona, a poco a poco essa si è riempita del sogno e delle lagrime degli uomini. Per questo vi sia rispettabile. Il suo posto, nullo nella storia dell'arte, è immenso nella storia sentimentale della società [...] Il popolo, la borghesia, l'esercito, l'aristocrazia, come hanno gli stessi portalettere per recare il lutto o la felicità, hanno gli stessi invisibili messaggeri d'amore, gli stessi amati confidenti: i cattivi musicisti. ([[Marcel Proust]])
*''Odo il coro di un'opera, | e questa è veramente musica – musica che fa per me. || Un tenore ampio e fresco come la creazione mi soddisfa, | il mutevole cerchio della bocca verso l'armonia che mi colma. || Odo la soprano ben esercitata (paragonato al suo, che lavoro è mai questo?) | l'orchestra mi lancia per orbite più ampie di quelle di Urano, | riscuote in me ardori che ignoravo di possedere, | mi fa veleggiare, io sciaguatto a piedi nudi, leccati dalle onde indolenti, | vengo sferzato da un'aspra grandine irosa, perdo il fiato, | immerso nella melata atmosfera della morfina, strozzata la mia trachea da nodi mortali, | infine liberato a sentir nuovamente l'enigma degli enigmi, | e quello che noi chiamiamo l'Essere.'' ([[Walt Whitman]])
*Oltre ad altre facoltà, la musica ha la forza di fare cessare le rivolte e ogni forma di turbamento, come si vede bene negli uomini e negli animali che sembrano calmarsi. ([[Filodemo di Gadara]])
*Passando tutto il giorno a dire agli altri come suonare, poi vien voglia di fare un po' da sé, di far musica con se stessi. Suonare diventa una necessità fisica e spirituale. ([[Antonio Pappano]])
*Penso che la ragione per cui la gente ama la musica è che sopprime il pensiero – il tipo sbagliato di pensiero – invece di produrlo. ([[Marvin Minsky]])
*Penso che una vita per la musica sia una vita spesa bene ed è a questo che mi sono dedicato. ([[Luciano Pavarotti]])
*Penso sia impossibile non essere liberi se si fa musica, se si fa con tutto il cuore. E non è una frase retorica, è proprio così. La musica è uno spazio libero, è forse l'unico spazio completamente libero di dire, di fare tutto quello che si vuole, di sperimentare, di non escludere nulla. Quindi non posso fare altro che dedicare tutta la mia vita a questo. ([[Angelina Mango]])
*Qual è il miracolo della musica? che la musica può {{sic|spiazzare}}; da altezze inconcepibili della spiritualità la più straordinaria, fino alle cose più basse, le più vili che ci sono [...]. La musica è un'arte completa, non afferma nulla, e suggerisce tutto. ([[Aldo Ciccolini]])
*Quando la musica è ascoltata, il tempo le si rapprende intorno in un lucente cristallo. Ma, non udita, la musica precipita simile a una sfera esiziale nel tempo vuoto. ([[Theodor W. Adorno]])
*Quando promuoviamo una virtù come il rispetto dell'uguaglianza ed il pieno riconoscimento dei diritti di ciascuno, quale migliore maniera di diffondere il messaggio che attraverso questo linguaggio universale – la musica. ([[Hope Masike]])
*Quanto alla musica poi....... l'[[Italia]] ricorda e ripete.<br />Fortuna per essa che i capi d'opera dei suoi grandi maestri sono davvero la ''musica dell'avvenire'', e che essi per molto secolo ancora terranno onoratamente il campo contro l'irruzione delle nordiche armonie, innanzi alle quali il genio stesso di [[Giuseppe Verdi|Verdi]], sfidato o smarrito sembra arretrarsi e vacillare. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Quella della musica è una delle tre vie per le quali l'[[anima]] ritorna al Cielo.<ref>Citando [[Plotino]]: Tre sono le strade di ritornare al Cielo: l'una per via della bellezza, o dell'amore: la seconda della musica: la terza della Filosofia.</ref> ([[Torquato Tasso]])
*[[Scienza]] e musica sono i due estremi opposti, i due poli dell'idealità intellettuale e artistica del secolo. Mentre quella rappresenta oggi agli occhi de' più il ''sapere'' per eccellenza, questa è certo, per eccellenza, l'''arte'' dei nostri tempi. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]])
*Se dunque la musica ha un maggior numero di amatori che non la poesia, o l'architettura, o la scultura, questo non si deve al fatto che essa è «più spirituale», come suol dirsi, bensì al fatto inverso: che è più sensuale. ([[Vitaliano Brancati]])
*Senza musica la vita sarebbe un errore. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Si direbbe che quanto più la letteratura cerca di scendere addentro nell'animo umano e di ricercarne ogni parte, pubblicando a migliaia memorie, autobiografie, lettere, pagine intime, facendo della storia una psicologia, del romanzo un'analisi continua, di tutta la poesia non altro ormai che lirica, tanto più essa riesca al paragone inferiore alla sua rivale, alla musica, nel suo tentativo d'{{sic|interpetrare}} noi stessi, di esprimere, di ''dire'' ciò che è ''indicibile''. E molti oggi infatti sono d'opinione che la musica dovrebbe ormai sciogliersi, separarsi affatto dalla parola. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]])
*Suonavamo perché l'Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov'era e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio. ([[Alessandro Baricco]])
*Temo di esser troppo musicista per non essere un romantico anch'io. Senza musica la vita per me sarebbe demenza. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Tutto avviene come se la musica e la mitologia non avessero bisogno del tempo se non per infliggergli una smentita. Esse sono entrambe macchine per sopprimere il tempo. Al di sotto dei suoni e dei ritmi, la musica opera su un terreno grezzo, che è il tempo fisiologico dell'uditore; tempo irrimediabilmente diacronico in quanto irreversibile, e di cui la musica stessa tramuta però il segmento che fu dedicato ad ascoltarla in una totalità sincronica e in sé conchiusa. ([[Claude Lévi-Strauss]])
*''Una buona cosa della musica: | quando colpisce non senti nessun dolore.'' ([[Bob Marley]])
*Vi ricordate che abbiamo parlato di [[John Philip Sousa]], grande compositore di marce di inizio Novecento. Era un uomo molto famoso ma aveva un odio profondo per le registrazioni: non permetteva mai che registrassero la sua musica, persino quando arrivò [[Thomas Edison]] con la sua sensazionale invenzione, il [[fonografo]]. [...] Allora voi che ne pensate? Che dite? Sousa aveva ragione? Secondo voi è giusto, sarebbe giusto se un artista nei giorni nostri salisse su un palco, collegasse un lettore Cd a un amplificatore e nient'altro. Può bastare? Io non lo so. Sono molto più vecchio di voi ma tendo a pensare che ci sia un elemento della musica che non si possa catturare: non si può catturare la vita, non si può catturare il cuore umano. Il momento della creazione è qualcosa di fugace. (''[[Hachiko - Il tuo migliore amico]]'')
===[[Giovanni Allevi]]===
*Cosa voglio io dalla mia musica? Che faccia un discorso, che abbia delle tensioni interne, che sia temporale, non statica. Ma soprattutto che esprima se stessa usando le mie energie come quelle di un suo umile manovale.
*È meraviglioso come la musica abbia la possibilità di salvarci dall'irrigidimento, dalle convenzioni a cui tutti andiamo incontro e farci tornare uno stupore incantanto nei confronti delle cose.
*Fortunatamente nella musica non c'è chi vince e chi perde, ma solo tanta voglia di condividere emozioni ed esperienze.
*La musica non è fatta di note corrette, ma di passione, dedizione, intenzione travolgente.
*La musica non è questione di numeri, ma di emozioni vissute ... da individui e ogni persona è unica e irripetibile, a suo modo infinita.
===[[Ambrogio Bazzero]]===
*Ama la musica. Credila il preludio di quel giorno eterno di cui il sole sia l'amore.
*Ama la musica. Essa, come la religione di Gesù, affratella i felici e gl'infelici, i grandi e i piccoli, i belli o i brutti.
*Carità somma è nella musica. È raggio di sole, è bacio di luna nell'anima del cieco.
*Finché avrai lagrime per la musica, avrai religione pel dolore.
*La musica è l'arte gentile, la primigenia figlia del cuore umano, nata col primo amore, col primo dolore.
===[[Caparezza]]===
*La musica che amo mi ricorda un piatto pugliese, riso patate e cozze. Credo nella commistione di generi che non dovrebbero sposarsi, e invece stanno bene insieme: ska, rock, pop, jazz, rap.
*La musica è un po' come un origami. Se lo spieghi, è solo un foglio.
*La musica non è una gara. Per questo sono contro i talent.
===[[Emil Cioran]]===
*C'è in me una nostalgia di qualcosa che non esiste nella vita e nemmeno nella morte, un desiderio che su questa terra niente appaga, fuorché, in certi momenti, la musica, quando evoca le lacerazioni di un altro mondo.
*Dopo aver letto i filosofi più profondi sentiamo il bisogno di ricominciare da zero. Soltanto la musica ci dà risposte definitive.
*La musica esiste solo fintantoché dura l'ascolto, come Dio finché dura l'estasi. L'arte suprema e l'essere supremo hanno questo in comune: dipendono interamente da noi.
*La passione per la musica è già da sola una ''confessione''. Sappiamo di più su uno sconosciuto appassionato di musica che su qualcuno che alla musica è insensibile e che incontriamo ogni giorno.
*«Non posso fare distinzione tra la musica e le lacrime» ([[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]]).<ref>In ''Ecce homo''.</ref><br/> Chi non lo capisce istantaneamente non è mai vissuto nell'intimità della musica. Ogni vera musica è sgorgata dalle lacrime, nata com'è dal rimpianto del Paradiso.
*Soltanto il paradiso o il mare potrebbero farmi rinunciare alla musica.
===[[Flea]]===
*Credo veramente che la musica arrivi da un luogo divino e il meglio che posso fare è cercare di raggiungere quel posto e lasciare che scorra attraverso di me. La mia vita intera ruota attorno a quel luogo magico anche se non sono religioso.
*La musica è l'unica ragione per cui andavo a scuola, suonavo nell'orchestra, nel gruppo jazz, nel gruppo del coro, nella marching band, nella band, insomma, suonavo a tutte le lezioni di musica possibili ed è il motivo per cui andavo a scuola, era la cosa che mi faceva restare concentrato su qualcosa di produttivo.
*Lavorare con diversi musicisti influenza sicuramente il modo di fare musica. La musica è conversazione, è dialogo, perciò a seconda dell'interlocutore tutto cambia.
===[[Beatrice Rana]]===
*La musica deve entrarti nel corpo per poterne uscire trasformata.
*La musica non è fredda esecuzione, ma deve rispecchiare quello che sei in quel preciso momento, altrimenti tutto sa di falso.
*Oggi c'è troppa produzione, troppa richiesta, troppa scelta con le piattaforme di musica, troppi artisti, troppo tutto. [...] la musica è altro. La musica è riflessione, studio, attenzione, anche errore, perché no.
===[[Salvator Rosa]]===
*''Chi ha pratica di questi, e conoscenza | può dir se della musica è compagna | la gola, l'albagia , l'impertinenza.''
*''Le passioni indomite, e discordi | sia vostra cura in armonia comporre, | e far che il senso alla ragion s'accordi. || Questa musica in voi si deve accorre, | e non quell'altra, il di cui vanto è solo | accordar cetre, e l'animo scomporre.''
*''Musica mia, non so se sì molesti, | come son ora i Professori tuoi, | eran già quei Martelli onde nascesti. || Tu senza colpe venisti a noi | e se adesso ne vai piena d'errori | è perché capitasti in man de' Buoi.''
===[[Leopold Stokowski]]===
*Affermare che una certa musica è buona e un'altra cattiva in assoluto, è un passo verso la dittatura intellettuale e spirituale, che è in un certo senso ancor più nociva di quella materiale. In musica e in ogni specie di arte la dittatura è assolutamente inutile e non può condurre che all'abbrutimento.
*La musica è un linguaggio universale: parla ad ogni uomo, è diritto naturale di noi tutti. Un tempo era soprattutto prerogativa di classi privilegiate in centri culturali, ma oggi, con la radio e i dischi, essa penetra nell'intimo delle nostre case, a qualsiasi distanza possano vivere dai centri culturali. A ciò si doveva arrivare perché la musica parla a ogni uomo, a ogni donna, a ogni bambino, a potenti e umili, ricchi e poveri, felici e infelici, a tutti coloro che sono sensibili al suo profondo e potente messaggio.
*Poiché la musica ha una piccola parte materiale, ma è soprattutto essenza di sentimento e d'immaginazione, i mutamenti della vita la toccano sempre in ritardo. La pittura, la scultura, il dramma, l'architettura e tutte le altre arti americane raggiungeranno forse la pienezza del loro sviluppo più rapidamente della musica. Ma, come le grandi sequoie, la musica americana avrà forse maggior vigore e durata.
*Vi sono, nella storia, crisi durante le quali il tempo sembra precipitare e i cambiamenti si succedono con travolgente rapidità. In questi periodi vi è molta sofferenza nel mondo. Ma dall'intensità di questa sofferenza nasce la grande musica, come i fiori sbocciano dal concime che marcisce nella terra.
===[[Paola Turci]]===
*{{NDR|«La musica è terapeutica?»}} Assolutamente, è una [[medicina]], un rifugio, un faro, una compagnia.
*La musica è espressione di ciò che siamo, è corpo è sentimento. Se tu non provi niente, ma che cavolo mi puoi dare?
*Penso da sempre che la musica sia una forma di [[arte]], libera e nuova, e non dovrebbe essere condizionata dalle mode, al massimo ispirata. Ecco, chi resiste alle mode ha già vinto.
===[[Uto Ughi]]===
*La musica è un linguaggio di fratellanza e l'orchestra è l'embrione della società perché tutti devono ascoltare anche le voci degli altri.
*La musica ha una fondamentale componente spirituale. Rende meno arida, meno egoista, meno violenta la società.
*La musica può sicuramente aiutare un risveglio delle coscienze, perché un paese che scade moralmente inevitabilmente scade anche culturalmente.
===[[Giuseppe Vannicola]]===
*La Musica differisce da tutte le altre arti, e, libera d'ogni rapporto con la forma dei fenomeni, costituisce da per sè stessa una forma astratta, assoluta e completa. La Musica obbedisce a dei principii estetici interamente differenti da quelli delle altre arti. Essa non può essere valutata secondo le categorie del Bello; non deve sottomettersi, come ad esempio la Pittura, la Scultura, l'Architettura, alla proporzione, all'armonia e alla bellezza delle forme. La Musica non ha la preoccupazione di questo particolare godimento estetico, perché ella stessa è una forma assoluta, una rappresentazione completa in sé e per sé, diretta e spontanea, senza alcuna servitù alle realità contingenti. Ogni altra arte è una proporzione fra l'idea e la forma, la Musica sola è una sproporzione; poiché tutte le arti sono belle, e solo la Musica è sublime.
*La Musica è il grido terribile e supplicante che si leva dai luoghi profondi, dal più profondo dell'abisso, là dove non esiste né forma né colore. La Musica è il grido terribile e supplicante che passa a traverso la forma e a traverso il colore, rapido come una freccia di desiderio. La Musica è il grido terribile e supplicante che si perde nell'immenso respiro del cielo dei cieli, là dove non esiste né forma né colore. La Musica è principio. La Musica è fine. La Musica è centro. Essa è l'atto iniziale della volontà e l'atto definitivo della beatitudine. Essa è la Genesi e l'Apocalisse dell'Universo. Essa è la parola che dice ''Amen'' alla parola che dice ''Fiat''. ''Fiat, Amen''. Ecco il centro.
*La Musica, poiché è la rivelazione del senso eterno delle cose, e sopprime il nostro Io, e ci eleva alla contemplazione degli esseri e della vita nella loro nudità essenziale, la Musica annienta la sensazione dolorosa che proviamo alla vista delle catastrofi di cui è piena la vita.
==[[Proverbi italiani]]==
*Chi impara la musica a ottant'anni, suonerà il giorno del giudizio.
*Chi non ama la musica, non ha il cuor ben fatto.
*Chi non ascolta volentieri la musica, ha cattivo gusto.
*Chi paga la musica ha anche diritto di ballare.
*È il tono che fa la musica.
*La musica caccia le lacrime e rallegra il cuore.
*La musica è l'occhio dell'orecchio.
*La musica è una gioia sonora.
*La musica ne' dissimili e l'amicizia ne' simili. ([[proverbi toscani|proverbio toscano]])
*La musica, per quanto bella, non guarisce il dolore dei denti.
*La [[speranza]] è la miglior musica del dolore.
*Musica, [[amore]] e [[vino]] sono la rovina della gioventù.
*Quando l'Italia suona la chitarra, la Spagna le nacchere, la Francia il liuto, l'Irlanda l'arpa, la Germania la tromba, l'Inghilterra il violino, l'Olanda il tamburo, nulla è uguale ad esse.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Gruppo musicale]]
*[[Musicista]]
*[[Nota (musica)]]
*[[Suono]]
==Altri progetti==
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Irlanda
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[[File:Flag of Ireland.svg|thumb|Bandiera irlandese]]
Citazioni sull''''Irlanda''' e gli irlandesi.
==Citazioni==
*{{NDR|Gli irlandesi}} Addestrano i loro figli a essere dei selvaggi come loro, pieni dello stesso veleno... (''[[Hitman (fumetto)|Hitman]]'')
*Chiunque abbia una goccia di sangue irlandese, ama la [[terra]] come la propria madre. Ma per ora sei troppo giovane. L'amore per la terra ti verrà col tempo. È fatale, quando si è nati irlandesi. (''[[Via col vento]]'')
*Il mio [[buffone]] una volta ha detto: "Tutti i migliori buffoni vengono dall'Irlanda, ma il più buffone è colui che ci va". (''[[Il conte di Essex]]'')
*In Irlanda piove due volte a settimana. La prima da lunedì a mercoledì, la seconda da giovedì a domenica. ([[Giovanni Trapattoni]])
*– Io offrirò una cosa che l'uomo ha cercato fin dagli albori della vita...<br />– Un irlandese sobrio?<br />– Ancor più raro! (''[[I Simpson (decima stagione)|I Simpson]]'')
*L'Irlanda ha avuto un ruolo fondamentale come centro d'irradiazione della fede cattolica verso nazioni che per secoli avrebbero dato gloria a Dio, anche se alcune di loro sarebbero poi diventate protestanti. ([[Plinio Corrêa de Oliveira]])
*L'Irlanda {{NDR|è un Paese}} represso dalla [[chiesa cattolica]], dove da bambino ti fanno sentire in colpa per qualsiasi cosa. In un posto così la gente non ha un'alta considerazione di sé, manca l'autostima, conosco tante persone che non si piacciono. Per quanto mi riguarda è come se fossi stato programmato in un modo e stessi cercando – lo faccio già da un po' – di cambiare quel programma per arrivare a dirmi: sii ciò che desideri e non preoccuparti di quel che pensano gli altri. ([[Damien Rice]])
*L'irlandese non si abbrutisce con l'alcol, si distrugge col fatalismo; con la rinuncia, facendosi sfruttare; o nei mille altri modi con cui si può annullare la vita di un uomo. Triste Paese, l'Irlanda. (''[[La grande vallata]]'')
*Ogni centro industriale e commerciale possiede ora in [[Inghilterra]] una classe operaia divisa in due campi ostili, i proletari inglesi e i proletari irlandesi. L'[[operaio]] inglese medio odia l'operaio irlandese come un concorrente che abbassa il suo livello di vita. Rispetto al lavoratore irlandese egli si sente un membro della nazione dominante, e così si costituisce in uno strumento degli aristocratici e dei capitalisti del suo paese contro l'Irlanda, rafforzando in questo modo il loro dominio su lui stesso. Si nutre di pregiudizi religiosi, sociali e nazionali contro il lavoratore irlandese. [...] L'irlandese gli rende la pariglia, e con gli interessi. Egli vede nell'operaio inglese nello stesso tempo il complice e lo strumento stupido del dominio inglese sull'Irlanda. Questo antagonismo è artificialmente mantenuto e intensificato dalla stampa, dagli oratori, dalle caricature, in breve da tutti i mezzi di cui dispongono le classi dominanti. Questo antagonismo è il segreto dell'impotenza della classe operaia inglese, a dispetto della sua organizzazione. È il segreto grazie al quale la classe capitalista mantiene il suo potere. E questa classe ne è perfettamente cosciente. ([[Karl Marx]])
*Quando l'[[Italia]] suona la chitarra, la [[Spagna]] le nacchere, la [[Francia]] il liuto, l'Irlanda l'arpa, la [[Germania]] la tromba, l'[[Inghilterra]] il violino, l'[[Olanda]] il tamburo, nulla è uguale ad esse. ([[Proverbi italiani|proverbio italiano]])
*Se non riescono a distruggere il desiderio di [[libertà]] non possono stroncarti. Non mi stroncheranno perché il desiderio di libertà e la libertà del popolo irlandese sono nel mio cuore. Verrà il giorno in cui tutto il popolo irlandese avrà il desiderio di libertà. Sarà allora che vedremo sorgere la luna. ([[Bobby Sands]])
*{{NDR|[[Ultime parole]], dopo essere stato ferito mortalmente nella battaglia di Landen}} Voglia Iddio che questa ferita sia stata per l'Irlanda. ([[Patrick Sarsfield, 1º Conte di Lucan]])
===[[Fiorella Mannoia]]===
*''Il cielo d'Irlanda è un oceano di nuvole e luce, | il cielo d'Irlanda è un tappeto che corre veloce, | il cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù.''
*''Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana, | il cielo d'Irlanda si spulcia i capelli alla luna, | il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo.''
*''Il cielo d'Irlanda è un enorme cappello di pioggia, | il cielo d'Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia, | il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero | ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero.''
*''Il cielo d'Irlanda è una donna che cambia spesso d'umore, | il cielo d'Irlanda è una gonna che gira nel sole, | il cielo d'Irlanda è Dio che suona la fisarmonica, | si apre e si chiude con il ritmo della musica.''
===''[[The Departed - Il bene e il male]]''===
*Da bravo irlandese non metterei mai fine a una cosa sbagliata.
*[[Sigmund Freud|Freud]] diceva che gli irlandesi sono l'unico popolo impenetrabile alla psicoanalisi.
*Sono irlandese, posso sopportare una cosa sbagliata tutta la vita.
==Altri progetti==
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[[File:Fiona May, Olympic Games and world championship athlete (cropped).jpg|thumb|Fiona May nel 2016]]
'''Fiona May''' (1969 – vivente), ex lunghista, triplista e attrice britannica naturalizzata italiana.
==Citazioni di Fiona May==
*{{NDR|Sugli inizi}} L'insegnante di educazione fisica chiama mia mamma già alle elementari: "Sua figlia deve fare atletica". Papà mi porta subito al campo di allenamento, ma mi dicono che sono troppo piccola. Io ci resto malissimo, perché capisco immediatamente che quello è il mio mondo. Mio padre promette di riportarmi l'anno dopo, e mi prendono subito: salto in alto e in lungo, poi i 100, gli ostacoli. A 14 anni sono in nazionale Under 20, a 17 vinco l'oro europeo.<ref>Dall'intervista di Serena Gentile, ''Io e Larissa toste uguali: ora è libera'', ''SportWeek'' n. 31 (948), 3 agosto 2019, pp. 56-59.</ref>
{{Int|''Corriere della Sera'', 19 agosto 2001|Intervista di [[Claudio Sabelli Fioretti]]; disponibile in ''[http://interviste.sabellifioretti.it/?p=680 interviste.sabellifioretti.it]''.}}
*Il mondo è sempre per l'[[Uomo (maschio)|uomo]], gli allenatori sono uomini, gli spettatori anche e noi atlete non dobbiamo solo fare le gare e vincere, dobbiamo anche essere belle. Nessuno guarda se un campione è bello o brutto. Noi invece dobbiamo essere [[Donna|donne]] nelle vita normale e uomini negli allenamenti e nelle gare. Dobbiamo essere cattive, e dure in pista. Noi lavoriamo come uomini.
*Io cerco di ricordarmi di essere [[maschio e femmina|donna]]. L'[[maschio e femmina|uomo]] può uscire vestito casualmente, la donna deve essere carina ed elegante.
*La donna deve curare la casa e lavorare.
*Lo [[sport]] è un ambiente in cui tutto è più facile, sia per le donne che per la gente [[nero (antropologia)|di colore]]. Nella vita normale è piuttosto difficile.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Larissa Iapichino]] – figlia
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:May, Fiona}}
[[Categoria:Lunghisti italiani]]
[[Categoria:Triplisti italiani]]
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Amici miei - Atto IIº
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{{Film
|titoloitaliano= Amici miei - Atto IIº
|titolooriginale= Amici miei - Atto IIº
|immagine= Amici miei atto II.jpg
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|paese= Italia
|anno=1982
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|regista= [[Mario Monicelli]]
|sceneggiatore=[[Leonardo Benvenuti]], [[Piero De Bernardi]], [[Tullio Pinelli]], Mario Monicelli
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*[[Ugo Tognazzi]]: Raffaello Mascetti
*[[Gastone Moschin]]: Rambaldo Melandri
*[[Adolfo Celi]]: Alfeo Sassaroli
*[[Renzo Montagnani]]: Guido Necchi
*[[Paolo Stoppa]]: Savino Capogreco
*[[Philippe Noiret]]: Giorgio Perozzi
*[[Milena Vukotic]]: Alice Mascetti
*[[Fiorella Bucci]]: Melisenda Mascetti
*[[Franca Tamantini]]: Carmen Necchi
*[[Angela Goodwin]]: Laura Perozzi
*[[Lucio Valerio Patané]]: Luciano Perozzi
*[[Alessandro Haber]]: Paolo, il vedovo
*[[Domiziana Giordano]]: Noemi Bernocchi
*[[Tommaso Bianco]]: Antonio Esposito
*[[Yole Marinelli]]: Anita Esposito
*[[Renato Cecchetto]]: Augusto Verdirame
*[[Enio Drovandi]]: vigile urbano di Pisa
|doppiatori originali =
*[[Pino Locchi]]: Giorgio Perozzi
|note=
}}
'''''Amici miei - Atto IIº''''', film italiano del 1982 con [[Ugo Tognazzi]], regia di [[Mario Monicelli]].
==Frasi==
*No, volevo dire, occhiello di privilegio come se fosse antani per lei. Ispettore tombale. Ispettore! Con fuochi fatui. ('''Il Mascetti''', presentandosi al guardiano del cimitero)
*Non si offendono il babbo e la mamma, tanto più che abitan qui anche loro e potrebbero sentire. ('''Il Necchi''' al camposanto)
*Ma perché ragazzi ci dobbiamo vergognare! ('''Il Melandri''')
*Non si deve mai andare in Germania, Paolo. ('''Il Sassaroli''')
*O brutta imbecille! E Dio, per far restar vergine una come te... affoga tutta Firenze?! ('''Il Melandri''')
*Guarda che con questo figliolo non hai scampo. Questo vede tutto, nota tutto e scrive tutto. ('''Il Conte Mascetti''')
*Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione.<ref>In ''[[Amici miei]]'' (1975) viene pronunciata una frase molto simile: «Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione.»</ref> ('''Il Melandri''') {{NDR|voce fuori campo; prima di un "colpo di genio" del Necchi durate una zingarata}}
*Sparecchiavo! ('''Mela''' la figlia del Mascetti)
*Invece fu proprio così... Sparecchiavo, lui mi è venuto da dietro, mi ha messo la gonna in capo, ed ha fatto i su' comodi! ('''Mela''' la figlia del Mascetti)
*Parla, puttana! ('''il Necchi''' alla figlia del Mascetti)
*Ma sì, ma sì... io fo finta di nulla, perché sapete ragazzi, forse voi un'ci crederete ma esaminandomi bene bene, non me ne importa proprio una sega! ('''Il Necchi''' dopo aver scoperto di essere tradito dalla moglie)
*Troia, puttana. Perché? ('''Il Necchi''' affronta la moglie dopo aver scoperto il tradimento)
*E già, ci ho pisciato dentro. ('''Il Necchi''' all'amante occasionale della moglie, dopo che il medesimo ha notato che il brodo servitogli ha un sapore un po' aspro)
*Oh bucaiola – tu mi tradisci – tu dici: Vengo! – e invece – tu pisci – Ma vaffanzum!... Chi chiava tromba – chi tromba chiava... e chi non tromba si mena la fava! (Il Coro dei Cinque Madrigalisti Moderni)
*Dai Mascetti vieni qui! che se mi mandano la tua fava tagliata, mi vendo anche la clinica! ('''Il Sassaroli''')
==Dialoghi==
*'''Necchi''': Peccato è un po' corta di gamba!<br />'''Sassaroli''': [[Donna]] nana tutta tana!
*'''Melandri''': Ragazzi, ora che si fa?<br/>'''Perozzi''': Lo sci d'acqua! {{NDR|durante l'alluvione di Firenze}}
*'''Melandri''': Eh le donne, non diciamone male, ma bisogna ammettere a malincuore che ce n'è col pelo alto così... Bah. <br/> '''Mascetti''': A me pelose mi garbano!<br/>'''Melandri''': Ma dico sul cuore, bischero...
*'''Mascetti''': Sii astuto come un cervo. <br/> '''Necchi''': Che bischerate tu dici? Il cervo non è astuto. Semmai, astuto come una volpe. <br/> '''Mascetti''': Sì, ma la volpe 'un ci ha mica le corna.
*'''Mascetti''': {{NDR|Leggendo il diario di Luciano}} Firenze 5 ottobre 1966. Oggi 5 ottobre ho traslocato a casa di un amico del babbo. {{NDR|A Luciano}} Che è? <br /> '''Luciano''': Il diario che la signora maestra ci fa tenere alla fine di ogni giornata. <br /> '''Mascetti''': Brava, intelligente codesta maestrina. {{NDR|Continuando a leggere}} Lui dice di essere conte, ma invece sta in un seminterrato alla giapponese, tutto diaccio e umido, senza telefono, senza acqua calda, col cesso coi piedoni e un fornelletto dove la moglie c'ha cucinato una frittatina di due uova, che abbiamo mangiato in tre più un rinforzino, come lo chiama lui, di nove olive di numero, mezz'etto di stracchino e un quarto di vino sfuso. Tutto, vitto e alloggio, per 150.000 lire che mi pare proprio una rapina anche se lui, per fare il conte, chiama castello un aggeggio di tre locali. <br /> '''Luciano''': Loculi. <br /> '''Mascetti''': Di tre loculi. Dove mi toccherà dormire assieme alla moglie una donnetta secca e rifinita come il suo nome: Alice. E la figlia, Mela, che per fortuna non dà noia, perché è una handicappata, incapace di parlare e camminare alla sua età. Io dico che codesto conte o è un gran bugiardo, o si è ridotto proprio come un disperato. {{NDR|Si rivolge offeso a Luciano}} 10 e lode…
*{{NDR|Per liberarsi della moglie, il Necchi le manda delle rose ed un biglietto firmato con un altro nome}} <br/>'''Necchi''': Tieni! Son per te... <br/> '''Carmen''': O' cos'è? <br/>'''Necchi''': Come "cos'è?"... una dozzina di rose scarlatte, guarda. <br/> '''Carmen''' {{NDR|Contandole}}:... 'un è una dozzina, eh, son nove. <br/> '''Necchi''': Nove? Come, nove? <br/> '''Carmen''': Eh, sì... o chi me le manda? <br/> '''Necchi''' {{NDR|Pensieroso perché le rose, comperate dal Mascetti, dovevano essere dodici}}: Figlio di puttana... <br/> '''Carmen''': O' perché dici così, se 'un sai neanche chi è? <br/> '''Necchi''': Eeeh... so che è un figlio di puttana, se ti manda le rose! Chi l'è? <br/> '''Carmen''': Ma 'un lo so! <br/> '''Necchi''': Allora leggiamolo, codesto bigliettino. Cosa tergiversi? Aprilo!... cosa c'è scritto? <br/> '''Carmen''': Ma 'un c'è nulla, 'un c'è neanche la firma. <br/> '''Necchi''': Dammelo! {{NDR|Legge il biglietto anonimo, firmato "con ardore"}}... aaah! aaah! Chi l'è? <br/> '''Carmen''': Ma ti giuro, Guido, 'un conosco proprio nessuno, 'un ho proprio idea di chi possa essere, sarà... sarà un cliente gentile! <br/> '''Necchi''': Sì! e ti scrive "con ardore"! Perché magari tu gli ha' messo troppo pepe nei fagioli e gli s'è infiammato i' culo! Tu sei te che tu l'ha' stuzzicato, che hai fatto la civetta, che ti sei dimenata tutta mentre lo servivi. Che tu gli ha' strusciato le poppe addosso, nell'infilargli il palletò. Fammi anda' via, fammi anda' via, l'è meglio che vada via, avanti di fare uno sproposito! Uh, uuh! <br/> '''Carmen''': O' che fai, 'un mi porti neanche al cine? <br/> '''Necchi''': Sì, al cine, perché tu ti strusci addosso a qualcuno, al buio. <br/> '''Carmen''': O' do' tu vai? <br/> '''Necchi''': Dove vanno i becchi! A imbriacarsi!
*{{NDR|Discussione nella Clinica del Sassaroli}} <br/> '''Necchi''': Se te tu sei il padre io potrei essere lo zio.<br/>'''Melandri''': Anch'io. <br/>'''Sassaroli''': Tutti zii della stessa traviata. <br/>'''Melandri''' Tutti pezzi dello stesso ingranaggio. <br/> '''Mascetti''': Tutti pezzi di merda! <br/> '''Figlia''': Non aborto, non aborto! <br/> '''Necchi''': Abortisco.
*'''Mascetti''': Quanto guadagna un sottocuoco? <br/> '''Necchi''': Meno di un cuoco!
*{{NDR|Nella mensa aziendale}}<br>'''Sottocuoco''': Che c'è? <br/> '''Mascetti''': Blinda la [[supercazzola]] con lo scappellamento a destra e a sinistra come se fosse di pentolone. <br/> '''Sottocuoco''': 'Un c'ho capito un cazzo! <br/> '''Mascetti''': Ecco, è l'informazione che volevo. Grazie.
*'''Perozzi''' {{NDR|appena uscito dalla casa del fornaio, essendo l'amante della moglie}}: Che ce l'ha i cornetti oggi sor Antonio? <br/> '''Antonio''': Per lei sempre sor Perozzi, freschi freschi. <br/> '''Perozzi''': E sor Antonio proprio fatti ora...
*{{NDR|Alla [[Torre pendente di Pisa]]}} <br/> '''Mascetti''': Servizio torri sgomberare! <br/> '''Turista''': Che succede? <br/> '''Necchi''': Ma come cosa succede? Ma che le pare normale? 'un lo vede come pende?
*{{NDR|In chiesa, al battesimo del Melandri}}<br />'''Melandri''' {{NDR|rivolto al Mascetti}}: Don Angelo Bernocchi, il Reverendo Bernocchi!<br />'''Mascetti''' {{NDR|rivolto al reverendo}}: Ah, pardon! Tarapio tapioco come se fosse antani, la supercazzola prematurata con ''dominus vobiscum blinda''?<br />'''Reverendo Bernocchi''': Come prego?<br />'''Mascetti''': Tarapio sulla supercazzola con scappellamento a destra o sinistra?<br />'''Reverendo Bernocchi''': No, la cappella sinistra è a destra. <br/>'''Mascetti''': Antipodi!
*{{NDR|Sempre al battesimo}} '''Prete''': Metta la mano sulla spalla del catecumeno. Del catecumeno...<br/>'''Perozzi''': Scusatemi, mi pareva più catecumeno lui... Pardon!<br/>'''Prete''': Rinunci a Satana e alle sue pompe?<br/>'''Mascetti''': Rinunci alle poppe!?<br/>'''Melandri''': Alle pompe! Alle pompe!<br/>'''Mascetti''': Ah!<br/>'''Melandri''': Rinuncio!
*{{NDR|Al cimitero, la scoppiettante macchina del Mascetti si ferma in mezzo ai fiorai con un botto ed il guardiano del cimitero si avvicina}} <br />'''Guardiano''': No, no, guardi, no, 'un si po' mia parcheggiare ni' ccamposanto, no, 'un si pole!<br />'''Mascetti''': Sbiriguda! Supercazzola prematurata!<br />'''Guardiano''': Eh? <br />'''Mascetti''': No, dico, prematurata la supercazzola!<br />'''Guardiano''': Ah, 'un capisco... <br />'''Mascetti''': Con scappellamento a destra! <br />'''Guardiano''': Ah, le 'appelle! E le son là, guardi, a destra, ma qui 'un si po' parcheggiare! <br/>'''Mascetti''': No, volevo dire: occhiello di privilegio come se fosse antani per lei, ispettore tombale!<br />'''Guardiano''': Ispettore? Ma che dice?<br />'''Mascetti''': Ispettore...<br />'''Guardiano''': Ispettore.<br />'''Mascetti''': ... con fuochi fatui!<br/>'''Guardiano''': E per quanto tempo sta qua?<br />'''Mascetti''': Quintana, o setta! Intanto, trini la confraternita, pulitina!<br/>'''Guardiano''': Ah, una pulitina... <br /> {{NDR|Al ritorno del Mascetti}} <br />'''Mascetti''': Antani, come la supercazzola!<br/>'''Guardiano''': Come? <br />'''Mascetti''' {{NDR|dando una moneta al Guardiano}}: Blinda!
*{{NDR|A casa del Perozzi durante lo scopone}} <br/>'''Sassaroli''': Lo sai che c'ha il ragazzino? Non ride mai. <br/>'''Perozzi''': Mai! È come la madre, gli manca completamente il senso dell'umorismo, anzi c'ha... come si dice il contrario?<br/>'''Necchi''': Il senso di rompere i coglioni!
*{{NDR|Alla clinica del Sassaroli tentando di far dire alla figlia del Mascetti chi l'ha ingravidata}} <br/>'''Necchi''': Parla, puttana!<br/>'''Mascetti''': Ma come ti permetti di dare della puttana a mia figlia?<br/>'''Necchi''': Ma tu l'ha detto anche te ora ora. <br/>'''Mascetti''': Ma io sono il padre! Tu chi sei? <br/>'''Necchi''': Ma 'un s'era detto che ero lo zio?
*{{NDR|Saputo che il Melandri ha la parte di Gesù nella via Crucis, il Necchi, il Mascetti, il Perozzi e il Sassaroli si travestono per fare da figuranti e parteciparvi}}<br>'''Sassaroli''' {{NDR|rivolgendosi al Mascetti}}: A proposito, ma tu chi sei? <br />'''Mascetti''': Come chi sono?! Sono Giuda, no? 'Un lo vedi? E poi non sono io che ho fatto la spia? Guarda, c'ho anche la sacca dei trenta denari, la corda per impiccarmi... <br />'''Perozzi''': Sì, ma a quest'ora tu dovresti essere di già impiccato. <br />'''Mascetti''': No, no, a quest'ora non sono neanche pentito, anzi, sono di molto incazzato, e gli tiro i sassi! Lapidiamolo! {{NDR|tira un sasso addosso al Melandri}}
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Amici miei}}
[[Categoria:Film commedia]]
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/* Dialoghi */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Amici miei - Atto IIº
|titolooriginale= Amici miei - Atto IIº
|immagine= Amici miei atto II.jpg
|didascalia=
|paese= Italia
|anno=1982
|genere= commedia
|regista= [[Mario Monicelli]]
|sceneggiatore=[[Leonardo Benvenuti]], [[Piero De Bernardi]], [[Tullio Pinelli]], Mario Monicelli
|attori=
*[[Ugo Tognazzi]]: Raffaello Mascetti
*[[Gastone Moschin]]: Rambaldo Melandri
*[[Adolfo Celi]]: Alfeo Sassaroli
*[[Renzo Montagnani]]: Guido Necchi
*[[Paolo Stoppa]]: Savino Capogreco
*[[Philippe Noiret]]: Giorgio Perozzi
*[[Milena Vukotic]]: Alice Mascetti
*[[Fiorella Bucci]]: Melisenda Mascetti
*[[Franca Tamantini]]: Carmen Necchi
*[[Angela Goodwin]]: Laura Perozzi
*[[Lucio Valerio Patané]]: Luciano Perozzi
*[[Alessandro Haber]]: Paolo, il vedovo
*[[Domiziana Giordano]]: Noemi Bernocchi
*[[Tommaso Bianco]]: Antonio Esposito
*[[Yole Marinelli]]: Anita Esposito
*[[Renato Cecchetto]]: Augusto Verdirame
*[[Enio Drovandi]]: vigile urbano di Pisa
|doppiatori originali =
*[[Pino Locchi]]: Giorgio Perozzi
|note=
}}
'''''Amici miei - Atto IIº''''', film italiano del 1982 con [[Ugo Tognazzi]], regia di [[Mario Monicelli]].
==Frasi==
*No, volevo dire, occhiello di privilegio come se fosse antani per lei. Ispettore tombale. Ispettore! Con fuochi fatui. ('''Il Mascetti''', presentandosi al guardiano del cimitero)
*Non si offendono il babbo e la mamma, tanto più che abitan qui anche loro e potrebbero sentire. ('''Il Necchi''' al camposanto)
*Ma perché ragazzi ci dobbiamo vergognare! ('''Il Melandri''')
*Non si deve mai andare in Germania, Paolo. ('''Il Sassaroli''')
*O brutta imbecille! E Dio, per far restar vergine una come te... affoga tutta Firenze?! ('''Il Melandri''')
*Guarda che con questo figliolo non hai scampo. Questo vede tutto, nota tutto e scrive tutto. ('''Il Conte Mascetti''')
*Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione.<ref>In ''[[Amici miei]]'' (1975) viene pronunciata una frase molto simile: «Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione.»</ref> ('''Il Melandri''') {{NDR|voce fuori campo; prima di un "colpo di genio" del Necchi durate una zingarata}}
*Sparecchiavo! ('''Mela''' la figlia del Mascetti)
*Invece fu proprio così... Sparecchiavo, lui mi è venuto da dietro, mi ha messo la gonna in capo, ed ha fatto i su' comodi! ('''Mela''' la figlia del Mascetti)
*Parla, puttana! ('''il Necchi''' alla figlia del Mascetti)
*Ma sì, ma sì... io fo finta di nulla, perché sapete ragazzi, forse voi un'ci crederete ma esaminandomi bene bene, non me ne importa proprio una sega! ('''Il Necchi''' dopo aver scoperto di essere tradito dalla moglie)
*Troia, puttana. Perché? ('''Il Necchi''' affronta la moglie dopo aver scoperto il tradimento)
*E già, ci ho pisciato dentro. ('''Il Necchi''' all'amante occasionale della moglie, dopo che il medesimo ha notato che il brodo servitogli ha un sapore un po' aspro)
*Oh bucaiola – tu mi tradisci – tu dici: Vengo! – e invece – tu pisci – Ma vaffanzum!... Chi chiava tromba – chi tromba chiava... e chi non tromba si mena la fava! (Il Coro dei Cinque Madrigalisti Moderni)
*Dai Mascetti vieni qui! che se mi mandano la tua fava tagliata, mi vendo anche la clinica! ('''Il Sassaroli''')
==Dialoghi==
*'''Necchi''': Peccato è un po' corta di gamba!<br />'''Sassaroli''': [[Donna]] nana tutta tana!
*'''Melandri''': Ragazzi, ora che si fa?<br/>'''Perozzi''': Lo sci d'acqua! {{NDR|durante l'alluvione di Firenze}}
*'''Melandri''': Eh le donne, non diciamone male, ma bisogna ammettere a malincuore che ce n'è col pelo alto così... Bah. <br/> '''Mascetti''': A me pelose mi garbano!<br/>'''Melandri''': Ma dico sul cuore, bischero...
*'''Mascetti''': Sii astuto come un cervo. <br/> '''Necchi''': Che bischerate tu dici? Il cervo non è astuto. Semmai, astuto come una volpe. <br/> '''Mascetti''': Sì, ma la volpe 'un ci ha mica le corna.
*'''Mascetti''': {{NDR|Leggendo il diario di Luciano}} Firenze 5 ottobre 1966. Oggi 5 ottobre ho traslocato in casa di un amico del babbo. {{NDR|A Luciano}} Che è? <br /> '''Luciano''': Il diario che la signora maestra ci fa tenere alla fine di ogni giornata. <br /> '''Mascetti''': Brava, intelligente codesta maestrina. {{NDR|Continuando a leggere}} Lui dice di essere conte, ma invece sta in un seminterrato alla giapponese, tutto diaccio e umido, senza telefono, senza acqua calda, col cesso coi piedoni e un fornelletto dove la moglie c'ha cucinato una frittatina di due uova, che abbiamo mangiato in tre più un rinforzino, come lo chiama lui, di nove olive di numero, mezz'etto di stracchino e un quarto di vino sfuso. Tutto, vitto e alloggio, per 150.000 lire che mi pare proprio una rapina anche se lui, per fare il conte, chiama castello un aggeggio di tre locali. <br /> '''Luciano''': Loculi. <br /> '''Mascetti''': Di tre loculi. Dove mi toccherà dormire assieme alla moglie una donnetta secca e rifinita come il suo nome: Alice. E la figlia, Mela, che per fortuna non dà noia, perché è una handicappata, incapace di parlare e camminare alla sua età. Io dico che codesto conte o è un gran bugiardo, o s'è ridotto proprio come un disperato. {{NDR|Si rivolge offeso a Luciano}} 10 e lode…
*{{NDR|Per liberarsi della moglie, il Necchi le manda delle rose ed un biglietto firmato con un altro nome}} <br/>'''Necchi''': Tieni! Son per te... <br/> '''Carmen''': O' cos'è? <br/>'''Necchi''': Come "cos'è?"... una dozzina di rose scarlatte, guarda. <br/> '''Carmen''' {{NDR|Contandole}}:... 'un è una dozzina, eh, son nove. <br/> '''Necchi''': Nove? Come, nove? <br/> '''Carmen''': Eh, sì... o chi me le manda? <br/> '''Necchi''' {{NDR|Pensieroso perché le rose, comperate dal Mascetti, dovevano essere dodici}}: Figlio di puttana... <br/> '''Carmen''': O' perché dici così, se 'un sai neanche chi è? <br/> '''Necchi''': Eeeh... so che è un figlio di puttana, se ti manda le rose! Chi l'è? <br/> '''Carmen''': Ma 'un lo so! <br/> '''Necchi''': Allora leggiamolo, codesto bigliettino. Cosa tergiversi? Aprilo!... cosa c'è scritto? <br/> '''Carmen''': Ma 'un c'è nulla, 'un c'è neanche la firma. <br/> '''Necchi''': Dammelo! {{NDR|Legge il biglietto anonimo, firmato "con ardore"}}... aaah! aaah! Chi l'è? <br/> '''Carmen''': Ma ti giuro, Guido, 'un conosco proprio nessuno, 'un ho proprio idea di chi possa essere, sarà... sarà un cliente gentile! <br/> '''Necchi''': Sì! e ti scrive "con ardore"! Perché magari tu gli ha' messo troppo pepe nei fagioli e gli s'è infiammato i' culo! Tu sei te che tu l'ha' stuzzicato, che hai fatto la civetta, che ti sei dimenata tutta mentre lo servivi. Che tu gli ha' strusciato le poppe addosso, nell'infilargli il palletò. Fammi anda' via, fammi anda' via, l'è meglio che vada via, avanti di fare uno sproposito! Uh, uuh! <br/> '''Carmen''': O' che fai, 'un mi porti neanche al cine? <br/> '''Necchi''': Sì, al cine, perché tu ti strusci addosso a qualcuno, al buio. <br/> '''Carmen''': O' do' tu vai? <br/> '''Necchi''': Dove vanno i becchi! A imbriacarsi!
*{{NDR|Discussione nella Clinica del Sassaroli}} <br/> '''Necchi''': Se te tu sei il padre io potrei essere lo zio.<br/>'''Melandri''': Anch'io. <br/>'''Sassaroli''': Tutti zii della stessa traviata. <br/>'''Melandri''' Tutti pezzi dello stesso ingranaggio. <br/> '''Mascetti''': Tutti pezzi di merda! <br/> '''Figlia''': Non aborto, non aborto! <br/> '''Necchi''': Abortisco.
*'''Mascetti''': Quanto guadagna un sottocuoco? <br/> '''Necchi''': Meno di un cuoco!
*{{NDR|Nella mensa aziendale}}<br>'''Sottocuoco''': Che c'è? <br/> '''Mascetti''': Blinda la [[supercazzola]] con lo scappellamento a destra e a sinistra come se fosse di pentolone. <br/> '''Sottocuoco''': 'Un c'ho capito un cazzo! <br/> '''Mascetti''': Ecco, è l'informazione che volevo. Grazie.
*'''Perozzi''' {{NDR|appena uscito dalla casa del fornaio, essendo l'amante della moglie}}: Che ce l'ha i cornetti oggi sor Antonio? <br/> '''Antonio''': Per lei sempre sor Perozzi, freschi freschi. <br/> '''Perozzi''': E sor Antonio proprio fatti ora...
*{{NDR|Alla [[Torre pendente di Pisa]]}} <br/> '''Mascetti''': Servizio torri sgomberare! <br/> '''Turista''': Che succede? <br/> '''Necchi''': Ma come cosa succede? Ma che le pare normale? 'un lo vede come pende?
*{{NDR|In chiesa, al battesimo del Melandri}}<br />'''Melandri''' {{NDR|rivolto al Mascetti}}: Don Angelo Bernocchi, il Reverendo Bernocchi!<br />'''Mascetti''' {{NDR|rivolto al reverendo}}: Ah, pardon! Tarapio tapioco come se fosse antani, la supercazzola prematurata con ''dominus vobiscum blinda''?<br />'''Reverendo Bernocchi''': Come prego?<br />'''Mascetti''': Tarapio sulla supercazzola con scappellamento a destra o sinistra?<br />'''Reverendo Bernocchi''': No, la cappella sinistra è a destra. <br/>'''Mascetti''': Antipodi!
*{{NDR|Sempre al battesimo}} '''Prete''': Metta la mano sulla spalla del catecumeno. Del catecumeno...<br/>'''Perozzi''': Scusatemi, mi pareva più catecumeno lui... Pardon!<br/>'''Prete''': Rinunci a Satana e alle sue pompe?<br/>'''Mascetti''': Rinunci alle poppe!?<br/>'''Melandri''': Alle pompe! Alle pompe!<br/>'''Mascetti''': Ah!<br/>'''Melandri''': Rinuncio!
*{{NDR|Al cimitero, la scoppiettante macchina del Mascetti si ferma in mezzo ai fiorai con un botto ed il guardiano del cimitero si avvicina}} <br />'''Guardiano''': No, no, guardi, no, 'un si po' mia parcheggiare ni' ccamposanto, no, 'un si pole!<br />'''Mascetti''': Sbiriguda! Supercazzola prematurata!<br />'''Guardiano''': Eh? <br />'''Mascetti''': No, dico, prematurata la supercazzola!<br />'''Guardiano''': Ah, 'un capisco... <br />'''Mascetti''': Con scappellamento a destra! <br />'''Guardiano''': Ah, le 'appelle! E le son là, guardi, a destra, ma qui 'un si po' parcheggiare! <br/>'''Mascetti''': No, volevo dire: occhiello di privilegio come se fosse antani per lei, ispettore tombale!<br />'''Guardiano''': Ispettore? Ma che dice?<br />'''Mascetti''': Ispettore...<br />'''Guardiano''': Ispettore.<br />'''Mascetti''': ... con fuochi fatui!<br/>'''Guardiano''': E per quanto tempo sta qua?<br />'''Mascetti''': Quintana, o setta! Intanto, trini la confraternita, pulitina!<br/>'''Guardiano''': Ah, una pulitina... <br /> {{NDR|Al ritorno del Mascetti}} <br />'''Mascetti''': Antani, come la supercazzola!<br/>'''Guardiano''': Come? <br />'''Mascetti''' {{NDR|dando una moneta al Guardiano}}: Blinda!
*{{NDR|A casa del Perozzi durante lo scopone}} <br/>'''Sassaroli''': Lo sai che c'ha il ragazzino? Non ride mai. <br/>'''Perozzi''': Mai! È come la madre, gli manca completamente il senso dell'umorismo, anzi c'ha... come si dice il contrario?<br/>'''Necchi''': Il senso di rompere i coglioni!
*{{NDR|Alla clinica del Sassaroli tentando di far dire alla figlia del Mascetti chi l'ha ingravidata}} <br/>'''Necchi''': Parla, puttana!<br/>'''Mascetti''': Ma come ti permetti di dare della puttana a mia figlia?<br/>'''Necchi''': Ma tu l'ha detto anche te ora ora. <br/>'''Mascetti''': Ma io sono il padre! Tu chi sei? <br/>'''Necchi''': Ma 'un s'era detto che ero lo zio?
*{{NDR|Saputo che il Melandri ha la parte di Gesù nella via Crucis, il Necchi, il Mascetti, il Perozzi e il Sassaroli si travestono per fare da figuranti e parteciparvi}}<br>'''Sassaroli''' {{NDR|rivolgendosi al Mascetti}}: A proposito, ma tu chi sei? <br />'''Mascetti''': Come chi sono?! Sono Giuda, no? 'Un lo vedi? E poi non sono io che ho fatto la spia? Guarda, c'ho anche la sacca dei trenta denari, la corda per impiccarmi... <br />'''Perozzi''': Sì, ma a quest'ora tu dovresti essere di già impiccato. <br />'''Mascetti''': No, no, a quest'ora non sono neanche pentito, anzi, sono di molto incazzato, e gli tiro i sassi! Lapidiamolo! {{NDR|tira un sasso addosso al Melandri}}
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Amici miei}}
[[Categoria:Film commedia]]
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Gino e Michele
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2026-10-04T15:38:49Z
Danyele
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wikitext
text/x-wiki
'''Gino Vignali''' (1949 – vivente) e '''Michele Mozzati''' (1950 – vivente), scrittori e autori teatrali e televisivi italiani.
==Citazioni di Gino e Michele==
*[A]ndare a vedere [[Giorgio Gaber|Gaber]] significava confrontarsi con un linguaggio che certo non potevi pensare di riproporre al suo livello, ma che comunque era raggiungibile. Era un obiettivo realistico. Gaber è stato forse l'unico a essere contemporaneamente rivoluzionario, politico, innovatore e anche comunicatore. Nonché poeta. Un poeta che però ci si era presentato con un biglietto da visita sconvolgente.<ref>Da ''Una luce sul privato''; in ''Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti'', a cura di Andrea Pedrinelli, Kowalski, Milano, 2008, pp. 75-76. ISBN 978-88-7496-754-4</ref>
*[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]: un quasi bisnonno che non accetta l'idea di invecchiare.<ref name=cicale>Da ''Le cicale 2010''.</ref>
*Gli azzurri a tavola sono impeccabili: [[Roberto Mancini|Mancini]] mangia le banane con le posate; [[Fernando De Napoli|De Napoli]] invece viceversa, ma ha uno stomaco che digerisce tutto. Solo [[Aldo Serena|Serena]], destinato alla tribuna, sputa nel piatto dove mangia. Ma è l'unico. [[Stefano Tacconi|Tacconi]] sputa nel piatto di [[Walter Zenga|Zenga]], [[Giancarlo Marocchi|Marocchi]] in quello di [[Carlo Ancelotti|Ancelotti]] e Mancini in quello di [[Salvatore Schillaci|Schillaci]] che, tanto, abituato alle critiche più feroci, manda giù tutto.<ref>Citato in ''Palla lunga e pedalare'', p. 38.</ref>
*Il cuore di [[Milano]] è in prevalenza piccolo-borghese. Lo è da centinaia d'anni, prima ancora che nascesse la borghesia, lo sarà nel millennio futuro, con quel suo fare il proprio dovere, cercando di dare meno fastidio possibile, di non disturbare il resto del paese, o dell'impero, o del pianeta. Né troppo progressista né troppo conservatrice, né troppo buona né troppo cattiva.<ref>Da ''Neppure un rigo in cronaca'', Rizzoli.</ref>
*Legge di [[Aldo Biscardi|Biscardi]]: la porta si viola, ma va bene anche di un altro colore.<ref name=leggi>Citato in ''Palla lunga e pedalare'', p. 25.</ref>
*Legge di [[Azeglio Vicini|Vicini]]: una porta se c'è la maniglia vuol dire che abbiamo sbagliato campo.<ref name=leggi/>
*Noi amavamo [[Tex]] come la cosa più normale di questo mondo. Quella striscia con quella firma inconfondibile, Galep, non ci sembrava neanche una scelta, era un obbligo per la nostra generazione.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/tex/gino/gino.html Ricordi d'infanzia, tra Tex e uno strano giro d'Italia]'', in Galep, ''Cinquant'anni di avventura a fumetti'', a cura di Fabrizio Gargarone e Mario Della Casa, Edizioni Lo Scarabeo.</ref>
*Sottilissimo è il filo che separa una buona battuta da una tremenda stronzata.<ref>Da ''Anche le Formiche... Anno Secondo'', prefazione, p. 7.</ref>
*Tre quarti delle menzogne che ''la Repubblica'' scrive su [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] sono vere.<ref name=cicale/>
===''Humoriadi – rubrica del Guerin Sportivo''===
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Jair da Costa]]}} Così nero, così dolce e così sottile che lo chiamarono liquerinter.<ref name="GS-1985-10">Da ''Il trattore K'', ''Guerin Sportivo'' n. 10 (530), 6-12 marzo 1985, p. 87.</ref>
*Chi non ricorda le uscite da kamikaze di [[Giorgio Ghezzi]]? Una volta uscì così lontano che restò fuori tutta la notte.<ref name="GS-1985-10"/>
*Tanti, tantissimi scudetti: repetita [[Juventus Football Club|Juve]].<ref>Da ''Repetita Juve'', ''Guerin Sportivo'' n. 15 (535), 10-16 aprile 1985, p. 39.</ref>
*[[Comunardo Niccolai|Niccolai]] era magro come Stanlio. Ma lo chiamavano Olio a causa dei suoi lisci.<ref>Da ''I gemelli sotto il segno del toro'', ''Guerin Sportivo'' n. 17 (537), 24-30 aprile 1985, p. 65.</ref>
*{{NDR|Su [[Gigi Riva]]}} Fu senza dubbio il più grande calciatore lombardo. Ma visse sempre un po' troppo «isolato».<ref>Da ''Il giallo-rotto'', ''Guerin Sportivo'' n. 22 (542), 29 maggio – 4 giugno 1985, p. 26.</ref>
*Nel paese di Utopia, [[Michel Platini|Platini]] vinse il premio simpatia.<ref>Da ''U come Uribe'', ''Guerin Sportivo'' n. 25 (545), 19-25 giugno 1985, p. 25.</ref>
*{{NDR|Su [[Renato Zaccarelli]]}} Un giocatore così assolutamente granata che, se soltanto lo sfiori, salta per aria.<ref name="GS-1985-29">Da ''Zeta, l'orgia del portiere'', ''Guerin Sportivo'' n. 29 (549), 17-23 luglio 1985, p. 48.</ref>
*Zamora, Zoff, Zenga: una lettera, un ruolo. Zeta, l'orgia del [[portiere]].<ref name="GS-1985-29"/>
{{Int|''Bandiera gialla''|''Guerin Sportivo'' n. 32 (501), 8-14 agosto 1984, p. 82.|h=4}}
*[...] una maglia unica: la [[Classifica generale (Tour de France)|maglia gialla]], gialla come un limone spremuto sugli strappi dei Pirenei. O un brivido di luglio, una pagina di Hitchcock col «rapporto» più duro, che ti solca la schiena nel vento delle Ardenne. La maglia gialla è lì, a tirar moscerini e invecchiare trepidi capiservizio de «L'Equipe» in cerca di titoli a sensazione, che si ripetono identici ogni anni dal 1903. Già: la famosa maglia gialla che spunta dietro alla curva a resuscitare ogni estate uno sport obsoleto (ma è obsoleto solo per gli imbecilli) [...]
*La maglia gialla, unica e autentica, bella come il sole, forse il sole stesso che ti si è stampato addosso, schizza come una macchia tra i filari della Borgogna e chi c'è, c'è, ad alzare un braccio, a gridare una frase in un attimo per poi ripensarci per tutta una stagione. Altra cosa davvero vederla sbavare sul video. Così poco adatta ai nostri sistemi del colore che possono condizionare le cravatte del telegiornale e che sono – ahinoi – arrivati a dettar legge sulle divise delle finalissime di Coppa. La maglia gialla no, non si tocca. Peggio per chi sta a casa e la vedrà diluirsi tra le righe catodiche della propria abulia.
*La maglia gialla è da vedere «viva», come una volta, quando i nostri padri prendevano il treno per Lione e Bartali o Coppi si faceva in tempo a vederli come in un fotogramma. O come quando noi, finito il liceo, si correva, con latino e fisica a settembre sulla coscienza, a vedere Gaul, Anquetil, Gimondi. [...] Perché c'è qualcosa di mitologico, nella maglia gialla, qualcosa che non ti fa vergognare di sconfinare nell'enfatico quando ne parli.
*[[Felice Gimondi|Gimondi]], il bergamasco all'estero, spaesato come un cameriere pugliese a Zurigo o un metallurgico veneto in Germania. Nel [[Tour de France 1965|'65]] va a vincere in Francia stroncando il beniamino Poulidor in una mitica cronoscalata. Diciannove volte maglia gialla, quell'anno [...]. Eccola sbucare, la maglia gialla, tra l'incredulità del Parco dei Principi, coi parigini a chiedersi chi era questo «Scimondi», cosa voleva questo italiano che la «grandeur» non ha mai voluto imparare a chiamarlo col proprio cognome pronunciato giusto. E poi l'imbarazzo, nel gridargli «bravo», racchiuso in quel complimento dall'etimologia così chiaramente transalpina, nato forse in qualche ridotto della Scala ed esportato poi in tutto il mondo, tour compreso. Una grande maglia gialla.
{{Int|''Lazio padre dei vizi''|''Guerin Sportivo'' n. 12 (532), 20-26 marzo 1985, p. 73.|h=4}}
*[[Preben Elkjær Larsen|Larsen oppure Elkjaer]]? Il dilemma non si pone: quando gioca sembran due.
*{{NDR|Sul libero}} È il ruolo in cui spesso chiudono la carriera i giocatori più anziani. Da cui il motto: la miglior difesa è l'acciacco.
*{{NDR|Su [[Nils Liedholm]]}} È venuto da molto lontano. Ha fatto la spola tra Roma e Milano. Sa tutto di calcio, non sa niente d'italiano.
{{Int|''Profeta in Pro Patria''|''Guerin Sportivo'' n. 16 (536), 17-23 aprile 1985, p. 71.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Claudio Olinto de Carvalho|Claudio Olinto de Carvalho "Nené"]]}} Secondo le regole della nostra lingua, due negazioni fanno, a volte, una grande affermazione.
*{{NDR|Su [[Nereo Rocco]]}} [...] il magnifico allenatore pata-vino.
*Ahinoi, un po' come le mignotte: l'Inter [[Football Club Internazionale Milano 1984-1985|quest'anno]] rende più di notte.
{{Int|''Marchesi Centouno''|Prefazione a [[Marcello Marchesi]], ''Il dottor Divago'', introduzione di Gianni Turchetta, Bompiani, Milano, 2013, pp. 7-12. ISBN 88-587-6286-X}}
*D'altra parte la sua materializzazione in TV per noi è legata all'originale prima serata del ''Signore di mezza età'', varietà ovviamente {{maiuscoletto|RAI}} datato 1963. Lui aveva poco più di cinquant'anni, noi solo tredici, età che allora non era già adolescenza ma ancora una specie d'infanzia. Eppure quell'omino tutto vestito di nero, così anomalo per essere un milanese, di certo troppo milanese per essere romano, ci colpì subito in TV , tanto che ce lo ricordiamo ancora adesso, con quella sua presenza quasi spiazzante nella pur geniale palude del piccolo schermo di quegli anni. (p. 7)
*[[Marcello Marchesi]] ha il pregio di essere tra i rari esempi di cultura collettiva e trasversale, quella che fa l'ossatura di un popolo e di un paese. Piaccia o no, anche il comico, inteso come genere, partecipa e rafforza questo processo di maturazione. Abbiamo utilizzato il termine cultura con la dovuta premeditazione: Marcello Marchesi ha contribuito alla crescita, nel dopoguerra, di tutti noi attraverso la scrittura umoristica libraria, quella satirica periodica, quella pubblicitaria, soprattutto nei mille caroselli, quella cinematografica (basterebbero appunto solo tutti i film di Totò), quella televisiva (varietà) e quella teatrale (rivista). Quasi tutte espressioni culturali di "un dio minore" che gli intellettuali respingono solitamente con un certo sussiego e che invece spesso, proprio perché presenti in ogni radice di una storia nazionale, segnano più di ogni altra cosa un'epoca. (p. 10)
*Che dire ancora di Marcello Marchesi... Resta una pietra miliare di chi scrive di spettacolo, a tutti i livelli, e nello specifico di chi lo fa cercando di ottenere la cosa più difficile in assoluto: far ridere la gente. Ci ha regalato una quantità spropositata di idee, battute, intuizioni, trame, ''calembour''... Ci ha insegnato che ci si può misurare in diversi campi e su diversi piani, con lo stesso impegno e risultati comparabili. Ci ha confermato che quando si lavora per il pubblico – sia esso di lettori, o in teatro, al cinema, in {{maiuscoletto|TV}} – occorre rispettarlo e rispettarsi. (pp. 11-12)
==''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano''==
*Di tutti i comici con i quali abbiamo lavorato, Paolo Rossi è certamente il più colto. Parla quattro lingue. Purtroppo tutte contemporaneamente.
*I lombardi purosangue sono scarni, essenziali, precisi. Lavoratori miti ma indefessi. Gente dura, gente che, piuttosto che pagare una lira di tasse a Roma, si compra una Porsche Carrera.
*Ancora scolaretto Silvio Berlusconi dà prova delle sue straordinarie qualità vendendo i "pensierini" ai compagni meno dotati. Comincia insomma a manifestarsi in lui quella particolare attenzione verso i più somari che sarà in seguito l'origine del suo successo.
*Incidenti a Civitavecchia per un improvviso sciopero dei marinari in servizio sui traghetti per la Sardegna. Una crema Nivea, lanciata da un turista esasperato, ha colpito in pieno viso un vice questore che si è accasciato al suolo abbronzandosi sul colpo.
*Una bellissima valletta ha rotto il fidanzamento con Berlusconi la prima volta che l'ha visto nudo. Le faceva schifo così senza portafoglio.
*I test d'[[intelligenza]] cui venne sottoposto diedero risultati sorprendenti: messo davanti a un [[cubo di Rubik]] impiegò solo 10 secondi a inghiottirlo.
*In [[Russia]] sta proprio cambiando tutto. Ho visto dei bambini che mangiavano i [[comunismo|comunisti]].
*Non è vero che se [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] avesse le tette farebbe anche l'annunciatrice. È vero invece che se l'annunciatrice avesse le tette se la farebbe Berlusconi.<ref>{{cfr}} [[Enzo Biagi]]: «Se Berlusconi avesse le tette farebbe anche l'annunciatrice.»</ref>
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Antenna Pazza e la tribù dei Paiache''===
Antenna Pazza era accovacciato su una stuoia di scorza di cedro srotolata sull'erba umida di un pianoro, appena sotto la vetta della Collina del Buon Ricordo. Le acque incantate della costa orientale del Lago Michigan gli guardavano le spalle. Attendendo il tramonto, il vecchio indiano stringeva gli occhi nel tentativo di non perdersi neanche un attimo di quello spettacolo che pure aveva avuto la fortuna di godere così a lungo.
===''Faceva un caldo torrenziale''===
«L'Amazzonia? Son tornata ieri. Faceva un caldo torrenziale.»<ref name=incipit>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
===''Neppure un rigo in cronaca''===
Quel mattino al Bar dei Magutt si fermò un camion nuovo, mai visto. A ben pensarci doveva aver posteggiato con una certa solennità, perché nonostante la partita ce ne accorgemmo subito. Piantammo lì la «palla che vola» e corremmo a vedere.<ref name=incipit/>
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Gino & Michele, ''Antenna Pazza e la tribù dei Paiache'', Baldini&Castoldi, 1996. ISBN 8880891324
*Gino e Michele, [[Matteo Molinari]], ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano'', Mondadori, 1997.
*Gino & Michele, Paolo Borraccetti, ''Le cicale 2010'', Kowalski, 2009.
*[[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', ''Dalai Editore'', 1992, ISBN 88-8598-826-2.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Autori televisivi italiani]]
[[Categoria:Coppie di persone]]
[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
[[Categoria:Sceneggiatori italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Due fantagenitori
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wikitext
text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano=Due fantagenitori
|tipofiction= Serie TV d'animazione
|immagine=
|didascalia=
|genere= commedia/fantastico/avventura
|ideatore= [[Butch Hartman]]
|doppiatorioriginali=
*[[Tara Strong]]: Timmy Turner
*[[Daran Norris]]: Cosmo/Anti-Cosmo/Papà di Timmy
*[[Susan Blakeslee]]: Wanda/Anti-Wanda/Madre di Timmy
*[[Grey Delisle]]: Vicky
*[[Carlos Alazraqui]]: Denzel Crocker
|doppiatoriitaliani =
*[[Antonella Baldini]]: Timmy Turner
*[[Luigi Ferraro]]: Cosmo/Anti-Cosmo
*[[Francesca Guadagno]]: Wanda/Anti-Wanda
*[[Sergio Di Giulio]]: Papà di Timmy (1^voce)
*[[Maurizio Reti]]: Papà di Timmy (2^voce)
*[[Irene Di Valmo]]: Mamma di Timmy
*[[Claudia Razzi]]: Vicky
*[[Vittorio Stagni]]: Denzel Crocker (1^voce)
*[[Luca Graziani]]: Denzel Crocker (2^voce)
}}
'''''Due fantagenitori''''', serie televisiva d'animazione trasmessa dal 2001.
==Prima stagione==
===Episodio 1===
====''Potere folle!''====
*''C'era un contadino | che aveva un cagnolino | di nome Bingolino!'' ('''Cosmo''') {{NDR|[[canzoni dalle serie televisive|canzone]]}}
===Episodio 2===
====''Fuori dallo spazio''====
*'''Wanda''': Oh, abbiamo [[una buona e una cattiva notizia|una buona notizia e una cattiva]]!<br/>'''Timmy''': E... qual è quella buona?<br/>'''Cosmo''': L'alieno che ti abbiamo portato è un principe, il suo pianeta Yugopotamia è sempre in guerra!<br/>'''Wanda''': E i suoi genitori hanno intenzione di distruggere la Terra e di riportarlo sul loro pianeta!<br/>'''Timmy''': E la brutta notizia?<br/>'''Wanda''': Beh ma è questa la brutta notizia!<br/>'''Timmy''': E qual è quella buona?!<br/>'''Cosmo''': Eh... ho trovato questa moneta!
===Episodio 6===
====''Sogni rivelatori''====
*'''Timmy''': Visto che {{NDR|dei mostri}} mi assalgono solo nel sonno, mi basterà rimanere sveglio! Fosse anche per il resto della mia vita! {{NDR|passano diversi giorni, senza che si addormenti}}<br/>'''Mamma di Timmy''': Sveglia! È ora di andare a scuola!<br/>'''Timmy''': Cosa? Sono già al resto della mia vita?
==Seconda stagione==
===Episodio 8===
====''Concerto rock''====
*Guarda un po' di TV. Io intanto cerco qualcuno disposto a unire in matrimonio una fan scatenata e una celebrità in ostaggio {{NDR|Chip Skylark}}... a me Internet! ('''Vicky''')
===Episodio 9===
====''Prova d'innocenza''====
*'''Papà di Timmy''': Giovanotto, ora spiegaci dove hai preso tutti questi giochi!<br/>'''Timmy''': Ehm... su Internet!<br/>'''Papà di Timmy''': Internet? E Internet dove l'hai preso?
*'''Papà di Timmy''': Dove hai preso questo bel carrarmato?<br/>'''Timmy''': Ehm... su Internet!<br/>'''Genitori di Timmy''': Be', se lo dici tu!
===Episodio 10===
====''Vita da film''====
*'''Timmy''' {{NDR|dopo essere diventato con un abbigliamento simile a quello dei protagonisti dei film d'azione}}: Senti qua! Ho addosso una barba da 5 del pomeriggio!<br/>'''Cosmo''': E siamo alle 7 del mattino!
====''Il saputello''====
*'''Cosmo''': Ehi! Lo conosci il "gioco del non studio"?<br/>'''Timmy''': E come si gioca?<br/>'''Cosmo''' {{NDR|buttando tutti i suoi libri di scuola dalla scrivania}}: Ci stai già giocando!<br/>'''Timmy e Cosmo''': Sì! {{NDR|iniziano giocare ai videogiochi}}
*'''Mamma di Timmy''': Puoi anche prenderti gioco delle mie conoscenze aritmetiche fino alle 14:00 ma non sopporto che a quest'ora tu abbia quel tono da saputello!<br/>'''Timmy''': Ho il tono da saputello? Me lo potete dimostrare?<br/>'''Papà di Timmy''': Come sarebbe?!<br/>'''Timmy''': In un universo infinito, dove la realtà viene filtrata attraverso le nostre mutevoli percezioni, fornire qualsiasi definizione su qualsivoglia cosa non è che speculazione basata solo su dati empirici!<br/> '''Mamma di Timmy''': Ho seguito solo fino a "universo infinito"...<br/>'''Papà di Timmy''': Perché mi sento scoppiare la testa?!
===Episodio 11===
====''Scambio di ruoli''====
*Che cosa fa rima con "faccende di casa"? Faccende di casa! ('''Vicky''')
*{{NDR|Timmy deve andare nel Mondo Fatato per far pratica come fantagenitore, ma sbaglia posto}}<br/>'''Timmy''': Mondo Fatato?<br/>'''Vampiro''': Mondo Pauroso.<br/>'''Timmy''': Tu non fai paura!<br/>'''Vampiro''' {{NDR|mostrandogli una foto}}: Allora ecco una foto dei piedi di tua nonna!<br/> '''Timmy''' {{NDR|urlando}}: Ah! Che orrore! {{NDR|scompare e riappare in un altro luogo}} Mondo Fatato?<br/>'''Bigfoot''': Mondo Peloso.<br/>'''Mucca fatata''': {{NDR|comparendo vicino a Timmy}} Mondo Lattaio?<br/> '''Timmy''': Mondo Peloso!<br/>'''Mucca fatata''': Oh, dannazione! {{NDR|scompare, poi Timmy usa di nuovo la [[bacchetta magica]] e ricompare nel Mondo Fatato}}
===Episodio 12===
====''Timmy è invisibile''====
*Quindi, facendo la somma degli angoli e addizionandoli al mio stipendio si ottiene... non molto, devo dire. ('''maestro di geometria caricatura di [[Albert Einstein]]''')
*'''Maestra di spagnolo''': ¿Donde esta el queso del gobierno?<br/>'''Cosmo''': Aqui! Mira, tengo un puerco en mi tasca.<br/>'''Wanda''': Hai un maiale nella tasca?<br/>'''Cosmo''': Sì!
====''Superstizione''====
*{{NDR|Dopo che Timmy ha espresso il desiderio di liberare tutti gli Anti-maghi}}<br/>'''Timmy''': Ehi, io voglio, ascolta tu, io ho bisogno di parlare... ma perché non si fermano? {{NDR|Riferito agli Anti-maghi}}<br/>'''Anti-Cosmo''': Scusa, Timothy, come mai dovrebbero farlo?<br/>'''Timmy''': Cosmo?<br/>'''Anti-Cosmo''': Io sono l'Anti-mago Cosmo, e non posso essere assolutamente definito un idiota...<br/>'''Anti-Wanda''': ...E io invece sono l'Anti-Wanda, sono incredibilmente stupida e anziché con le mani mangio sempre con i piedi. {{NDR|Mangia un panino con i piedi}}<br/>'''Anti-Cosmo''': Siamo stati bloccati dietro quella maledetta porta per secoli, ma sapevamo che un certo venerdì 13 un bambino sarebbe stato così stupido da ordinare ai suoi padrini fatati di liberarci tutti. Sei il nostro eroe, il nostro grande grande stupidissimo eroe!<br/>'''Anti-fotografo''': Flash-scoop! {{NDR|Scatta una foto con Timmy e Anti-Cosmo}}
*{{NDR|A Cosmo e Wanda mentre gli Anti-Maghi si avvicinano}} Se non dovessi farcela... dite a mio padre... che è un po' strano! ('''Timmy''')
===Episodio 13===
====''Un amico egoista''====
*{{NDR|Riferendosi ai cereali ''Chester'O's''}} Ma questo è il cibo degli Dei! ('''Papà di Timmy''')
===Episodio 15===
====''Timmy, draghi e cavalieri''====
*'''Re Artù''' {{NDR|dopo che Timmy lo ha aiutato a sconfiggere un drago}}: Grazie Timmy! Ti andrebbe di far parte dei cavalieri del divano ottagonale?<br/>'''Timmy''': Ehm... che ne dici della Tavola Rotonda?
===Episodio 18===
====''Deja vù''====
*Buone notizie, Turner! Hai reso la F di insufficiente insufficiente, infatti sto per darti una Super F! ('''Crocker''')
===Episodio 19===
====''Viaggio in rete''====
*Timmy, rispetto la tua privacy e per questo busso, ma facendo valere la mia autorità di padre entro lo stesso! ('''Papà di Timmy''')
===Episodio 20===
====''Pericolo scampato''====
*'''Papà di Timmy''': Già come i nostri, io mi travesto da tua madre!<br/>'''Mamma di Timmy''': E io mi travesto da tuo padre!<br/>''' Timmy''': Sì e io andrò dritto in terapia!<br/>'''Papà di Timmy''': No tu andrai in giro a fare dolcetto e scherzetto, che tu sia pazzo o no!
*'''Timmy''' {{NDR|dopo che, grazie al suo desiderio tutti i costumi di Halloween sono diventati reali}}: Finalmente sono una vera mummia! Ma Vicky è rimasta sempre la stessa?<br/>'''Cosmo''': La prossima volta la travestiremo da essere umano! O da sottaceto.
==Terza stagione==
===Episodio 21===
====''Fuori dalle regole''====
*'''Timmy''': Ciao papà, ma non dovresti essere al lavoro? Non hai i pantaloni?!<br/>'''Papà di Timmy''': Sono da precisini... e poi sono in vacanza.<br/>'''Timmy''': Anch'io vorrei essere in vacanza ma ho i compiti di matematica.<br/>'''Papà di Timmy''': Ah, lo studio è da precisini, come i pantaloni. Giochiamo a frisbee invece.<br/>'''Timmy''': Ma non ce l'ho mai avuto un frisbee!<br/>'''Papà di Timmy''': Usiamo il libro di matematica!
*Le bollette della luce sono da precisini, come i pantaloni. ('''Papà di Timmy''')
*Almeno chiedi scusa quando esci dalla pancia dei lottatori di sumo. ('''Mamma di Timmy''')
*Se quando sono severi i genitori vuol dire che ti vogliono bene, il fatto che mi hanno messo in gabbia vuol dire che mi amano! ('''Timmy''')
===Episodio 22===
====''I denti splendenti''====
*{{NDR|Dopo aver sentito al telegiornale che i denti di Chip Skylar sono scomparsi}}<br/>'''Timmy''': Bender! Scommetto i miei denti del giudizio che è stato lui!<br/>'''Cosmo''': Ma non hai denti del giudizio!<br/>'''Wanda''': E neanche giudizio!<br/>
*'''Chip Skylar''' {{NDR|dopo che Timmy gli ha riportato i denti}}: Grazie Timmy, sei stato grande!<br/>'''Timmy''': Più di te!<br/>'''Chip Skylar''': Non esageriamo! Forza ragazzi! Giriamo questo spot... tiriamo fuori i denti!
===Episodio 23===
====''DJ Doppia T''====
*Ehi Vicky, siamo venuti a riprenderci i nostri soldi perché DJ doppia T ha detto che fai schifo! ('''Papà di Timmy''')
===Episodio 25===
====''Il congresso dei fantagenitori''====
*Se Timmy Turner ha preso una A, ci può essere solo una spiegazione... Folletti magici! ('''Crocker''')
*'''Mamma di Timmy''': Uuh! non avevo mai visto dei fiori danzanti come il suo!<br/>'''Crocker''': No, vede? Questo è un detector per i fantagenitori, anche se assomiglia un po' a un fiore danzante!
====''Una giornata di relax per Wanda''====
*'''Timmy''' {{NDR|a Cosmo}}: E va bene! Un solo desiderio che riguardi lo scarafaggio! Che avesse tanta intelligenza da trasmettermi i suoi pensieri! {{NDR|il desiderio viene esaudito}}<br/>'''Scarafaggio''': Dominio assoluto sul mondo!<br/>'''Cosmo''': Be', chi l'avrebbe mai detto!<br/>
*'''Timmy''' {{NDR|annotando}}: Gli scarafaggi hanno costruito una città futuristica nell'arco... di tre ore?<br/>'''Cosmo''': Ops, forse li ho resi troppo intelligenti! Devo rimediare?<br/>'''Timmy''': No, mica sanno che sono gli unici che sopravviverebbero a un'invasione nucleare!<br/>{{NDR|arriva una fila di scarafaggi che trainano una bomba atomica}}<br/>'''Cosmo''': Solo una coincidenza?
*{{NDR|A Cosmo, che per eliminare gli scarafaggi ha chiamato sulla terra i marziani}} Gli alieni distruggono tutto! Tranne gli scarafaggi! Eppure ci vai al cinema! ('''Timmy''')
*'''Timmy''' {{NDR|giocando a carte}}: Hai un tre?<br/>'''Cosmo''': Cos'è un tre?
===Episodio 27===
====''Abra Catastrofe!'' (prima parte)====
*'''Vicky''': Salve signori Turner! Io sono Vicky, la baby sitter! {{NDR|appaiono dei lampi sullo sfondo}}<br/>'''Timmy''' {{NDR|ai genitori}}: Qualcun altro ha notato i lampi?
===Episodio 29===
====''Abra Catastrofe!'' (terza parte)====
*{{NDR|Riferendosi alle fate}} Eh!? È vero! Esistono! Posso provarlo! Ahahahahah! Oh Uh! (Crocker)
===Episodio 31===
====''Crimson Mentone incontra i super genitori''====
*Forza miei compagni di sventura, è il momento di mostrare a questo mondo le nostre tre D: Distruzione, Disperazione e ancora più Disperazione! ('''Nega Chin''')
====''Motore in panne''====
*'''Papà di Timmy''': Cosa ti fa sentire giovane?<br/>'''Timmy''': Ehm... il mio certificato di nascita?<br/>'''Papà di Timmy''': Impegnati di più.<br/>'''Timmy''': Farmi comprare dei giocattoli!
===Episodio 35===
====''Caccia alle streghe''====
*'''Alden Bitterot''': Sei sopravvissuto! Allora devi essere una strega!<br/>'''Timmy''': O un ragazzo che sa nuotare...
===Episodio 36===
====''Il silenzio è d'oro''====
*'''Cosmo''': Ti aiuteremo noi con le sciarade! {{NDR|si trasforma}} Forza! Cosa sono?<br/>'''Timmy''': Un cavallo bianco...<br/>'''Cosmo''': Uh! No! Sono una zebra senza strisce! Sei il peggior giocatore di sciarade che esista!<br/>'''Wanda''': Smettila di sgridare così Timmy!<br/>'''Timmy''': Smettila di sgridare così Cosmo!<br/>'''Wanda''': Smettila di sgridare me per aver sgridato Cosmo per aver sgridato te!<br/>'''Timmy''': Smettila di sgridarmi per aver sgridato te che hai sgridato Cosmo che ha sgridato me!<br/>'''Wanda''': Non sgridare me che ho sgridato te che hai sgridato me perché ho sgridato Cosmo che ha sgridato te!<br/>'''Cosmo''': Smettila di sgridare Timmy che ha sgridato te che hai sgridato lui che ha sgridato, bla, bla!
===Episodio 37===
====''Gioco di squadra''====
*'''1º giocatore dei Ballhogs''': La palla è mia!<br/>'''2º giocatore dei Ballhogs''': No, è mia!<br/>'''3º giocatore dei Ballhogs''': No, è mia!!<br/>'''Tutta la squadra azzuffandosi''': Mia-mia-mia-mia-mia...
==Quarta stagione==
===Episodio 44===
====''Timmy ha sempre ragione''====
*'''Crocker''': Turner, ti dispiacerebbe smettere di borbottare, e di' alla classe quante stelle ci sono nella [[Bandiera degli Stati Uniti d'America|bandiera americana]]?<br/>'''Timmy''': Ah... quarantanove?<br/>'''Crocker''': Sbagliato! Riprova!<br/>'''Direttrice Waxelplax''': Attenzione ragazzi! C'è una magnifica notizia! Il nord e il sud Dakota hanno superato tutte le loro controversie e hanno deciso di essere un solo grande Dakota! Quindi ora ci sono quarantanove stati!
===Episodio 53===
====''Fanta Zapping'' (prima parte)====
*Io sono Vicky, la dominatrice assoluta dell'odiato Timmy! Ahahahah! ('''Vicky''')
==Quinta stagione==
===Episodio 60===
====''Diabolicamente Timmy''====
*'''Timmy''': Salve mamma. Come va papà? Mi date una mano a fare i compiti?<br/>'''Mamma di Timmy''': Non ci starai mica chiedendo di fare i bravi genitori? C'è il nostro show preferito: ''A caccia di cattivi genitori''!<br/>'''Papà di Timmy''': Sì, perciò tieni... va' fuori a giocare con l'acido! {{NDR|dà a Timmy una provetta con un liquido corrosivo e lo spinge verso la porta di casa}}
*Cosa c'è di più virile di una sana sporcizia? ('''Cosmo''')
====''Al parco dei divertimenti''====
*Ed ecco le montagne russe, guardate! Sono le più alte, le più veloci e con la maggiore percentuale di infarti di tutto il mondo. ('''Timmy''')
*'''Timmy''': Mitico! Ho il cervello di un decenne in un corpo da sedicenne e sapete che vuol dire?<br/>'''Cosmo''': Che sei diventato un modello?
*{{NDR|Cosmo è vestito da rene e Wanda da pancreas}}<br/>'''Bambini''': Ehi guarda chi c'è, il nostro organo pimpante preferito: Kelly Kidney! {{NDR|riferiti a Cosmo}}<br/>'''Wanda''': E allora io? Sono il [[pancreas]]!<br/>'''Bambina #1''': Capirai... non sei neanche un organo vitale!<br/>'''Bambina #2''': A mio padre lo hanno asportato da un pezzo.<br/>'''Cosmo''': Ti possiamo anche eliminare!
===Episodio 64===
====''Il mondo senza Timmy Turner''====
*{{NDR|A Timmy}} Non bisogna essere gentili solo per farsi notare. Bisogna esserlo solo perché è la cosa giusta. ('''Jorgen Von Strangle''')
===Episodio 69===
====''Le parole magiche''====
*Consiglio del mese: scommettere sempre e soltanto sulla giustizia! ('''Crimson Mentone''')
===Episodio 72===
====''La biblioteca magica''====
*{{NDR|Riferendosi all'arma di Mandie, che crede essere una supplente}} Bella quella spada infuocata, io sotto la mia cattedra ho un martello chiodato! ('''Preside Waxelplax''')
===Episodio 74===
====''Nelle profondità degli abissi''====
*{{NDR|Riferito a Timmy che si sta cambiando davanti a lui}} Ehi, abbronzatura intima! ('''Cosmo''')
===Episodio 78===
====''La cacciatrice di fate''====
*{{NDR|Dopo che la cacciatrice di fate ha bloccato tutte le porte e finestre}} Ah! Sbarre alle finestre? Porte sbarrate? Nessun problema! {{NDR|Un elicottero piazza un enorme retino per farfalle sopra la scuola dentro cui sono chiusi, annullando così i suoi poteri e quelli di Wanda}} Va bene, questo è un problema! ('''Cosmo''')
===Episodio 79===
====''Jimmy e Timmy: Amici nemici''====
*{{NDR|Sottovoce a Cosmo e Wanda}} Vorrei un'astronave come quella di Jimmy... {{NDR|a voce alta davanti agli altri}}...che andrò ad inventare dietro quell'albero! ('''Timmy''')
*'''Jimmy''' {{NDR|nel laboratorio di Crocker, che Timmy sta spacciando per suo}}: Questo non è il tuo laboratorio, Turner!<br/>'''Timmy''': Ah, no? E tu che ne sai?<br/>'''Jimmy''': Come mai ci sono foto del tuo insegnante attaccate dappertutto?<br/>'''Timmy''': Be', sai com'è... sono uno che ama la scuola!<br/>'''Sheen''': E questa tua foto centrata da un bersaglio? E quel cartello su cui c'è scritto "Io Odio Timmy"?<br/>'''Timmy''': Ehm... Mancanza di autostima?<br/>'''Sheen''': Manca anche a me!
==Ottava stagione==
===Episodio 122===
====''Il desiderio segreto di Timmy Turner''====
*'''Foop''': Non voglio tornare a Hocus Poconos, quindi chiedo la riesaminazione del processo a Timmy Turner!<br/>'''Giudice del Fantatribunale''': Negativo.<br/>'''Poof''': Poof poof poof!<br/>'''Giudice del Fantatribunale''': Questa è l'argomentazione più sensata che io abbia mai sentito!
==Nona stagione==
===Episodio 134===
====''Fascino Emo''====
*Trattore, sei più potente di un reattore, e poi c'è un altro fattore, io sono attratto da te! ('''Cosmo''')
===Episodio 151===
====''Past and Furius''====
*Forse non ho cambiato il futuro, ma devo cambiarmi i pantaloni! ('''Cosmo''')
==Voci correlate==
*''[[È arrivato Baby Poof]]'', film 2008
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Serie televisive fantastiche]]
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Cecco Angiolieri
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Gaux
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/* Citazioni su Cecco Angiolieri */ Aldo Francesco Massera
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text/x-wiki
{{PDA}}
'''Cecco Angiolieri''' (1260 – 1312 circa), scrittore e poeta italiano.
{{indicedx}}
==''Rime''==
*''– Accorri, accorri, accorri, uom, a la strada! | – Che ha', fi' de la putta? – I' son rubato. | Chi t'ha rubato? – Una che par che rada | come rasoio, sì m'ha netto lasciato.'' (1975; I, vv. 1-4)
*''Oimè d'Amor, che m'è duce sì reo, | oimè, che non potrebbe peggiorare; | oimè, perché m'avvene, segnor Deo? | oimè, ch'i' amo quanto se pò amare, | oimè, colei che strugge lo cor meo!'' (1975; IV, vv. 1-5)
*''L'Amor, che m'è guerrero ed enemico, | m'ha fatto com'al drago san Michele, | e mi fa canne somigliar candele: | guarda s'i' son ben di veder mendico!'' (1975; XVI, vv. 1-4)
*''Qualunque ben si fa, naturalmente | nasce d'Amor, come del fiore el frutto, | ché Amor fa l'omo essere valente.''<ref>Il sonetto è tutto pervaso da un canzonatorio, se pur benevolo, scetticismo. (Nota del curatore)</ref> (1975; XXXVII, vv. 1-3)
*''E tutto 'l sangue mi sento turbato, | ed ho men posa che l'acqua corrente, | ed avrò fin ch'i' serò 'nnamorato.'' (LVII, vv. 12-14)
*''Se l'omo avesse 'n sé conoscimento, | in tutto lasserebbe [[Amore]] stare, | se non avesse di quel fornimento, | che sì bisogna a quei che vol amare.'' (1975; LXVIII, vv. 1-4)
* ''Ond'i' vo' questo motto aver per detto: | che s'uom dovesse stare con un [[cuoco]], | sì 'l dovrìa far per non vivarci bretto.'' (1975; LXXII, vv. 12-14)
*''S'i' fosse [[fuoco|foco]], arderei 'l mondo; | s'i' fosse vento, lo tempestarei; | s'i' fosse acqua, i' l'annegherei; | s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo.'' (1975; LXXXVI, vv. 1-4)
*''S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, | torrei le donne giovani e leggiadre: | e vecchie e laide lasserei altrui.'' (1975; LXXXVI, vv. 11-13)
*''Tre cose solamente mi so 'n grado, | le quali posso non ben men fornire: | ciò è la donna, la [[taverna]] e 'l [[Dado (gioco)|dado]]; | queste mi fanno 'l cuor lieto sentire.'' ({{Source|Rime (Angiolieri)/LXXXVII - Tre cose solamente mi so 'n grado|Tre cose|LXXXVII, 1-3}})
*''Ché la Morte paur'ha di morire; | e s'ella intrasse in lui''<ref>Il poeta si sta riferendo a un certo frate Pagliaio, di Siena.</ref>'', i' son sicuro | ch'ella morrebb'e lu' faria guarire: | ch'egli ha su' cuoio sì 'nferigno e duro | che chi per torre al ciel volesse gire | in lui fondar si converrebbe il muro.'' (1975; XCIII, vv. 9-14)
*''[[Dante Alighieri | Dante Alighier]], s'i' so' bon begolardo, | tu mi tien' bene la lancia a le reni; | s'eo desno con altrui, e tu vi ceni; | s'eo mordo 'l grasso, tu ne sugi 'l lardo; | s'eo cimo 'l panno, e tu vi freghi 'l cardo.'' (1975; CII, vv. 1-5)
==Citazioni su Cecco Angiolieri==
*Nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in [[Siena]] tra il due ed il trecento, e cosi balzante in Cecco, che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio. ([[Aldo Francesco Massera]])
===[[Alessandro D'Ancona]]===
*Cecco non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi.
*Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere.
*Né certo fra [[Dante Alighieri|Dante]] e Cecco poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di [[Guido Cavalcanti|Guido]] e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – sé stesso e la sua poetica facoltà.
*Nella storia dell'amore dantesco di tanto cresce via via l'indole contemplativa, di quanto scemano i tremori e i fremiti del senso. Cecco invece ama sempre in Becchina la donna, non l'immagine della somma bellezza e virtù: va dietro al concreto, non all'idea. I suoi desiderj mai non s'allontanano dalla vista e dalla persona dell'amata; ma non gli basta di sentirsi beato di tanto amore, vuol esser {{sic|contracambiato}} e sicuro del fatto suo.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Cecco Angiolieri, ''Rime'', a cura di Gigi Cavalli, Rizzoli editore, 1975.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|s=Autore:Cecco Angiolieri|s_preposizione=di|commons}}
[[Categoria:Poeti italiani|Angiolieri, Cecco]]
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/* Citazioni su Cecco Angiolieri */ altra di Massera
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'''Cecco Angiolieri''' (1260 – 1312 circa), scrittore e poeta italiano.
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==''Rime''==
*''– Accorri, accorri, accorri, uom, a la strada! | – Che ha', fi' de la putta? – I' son rubato. | Chi t'ha rubato? – Una che par che rada | come rasoio, sì m'ha netto lasciato.'' (1975; I, vv. 1-4)
*''Oimè d'Amor, che m'è duce sì reo, | oimè, che non potrebbe peggiorare; | oimè, perché m'avvene, segnor Deo? | oimè, ch'i' amo quanto se pò amare, | oimè, colei che strugge lo cor meo!'' (1975; IV, vv. 1-5)
*''L'Amor, che m'è guerrero ed enemico, | m'ha fatto com'al drago san Michele, | e mi fa canne somigliar candele: | guarda s'i' son ben di veder mendico!'' (1975; XVI, vv. 1-4)
*''Qualunque ben si fa, naturalmente | nasce d'Amor, come del fiore el frutto, | ché Amor fa l'omo essere valente.''<ref>Il sonetto è tutto pervaso da un canzonatorio, se pur benevolo, scetticismo. (Nota del curatore)</ref> (1975; XXXVII, vv. 1-3)
*''E tutto 'l sangue mi sento turbato, | ed ho men posa che l'acqua corrente, | ed avrò fin ch'i' serò 'nnamorato.'' (LVII, vv. 12-14)
*''Se l'omo avesse 'n sé conoscimento, | in tutto lasserebbe [[Amore]] stare, | se non avesse di quel fornimento, | che sì bisogna a quei che vol amare.'' (1975; LXVIII, vv. 1-4)
* ''Ond'i' vo' questo motto aver per detto: | che s'uom dovesse stare con un [[cuoco]], | sì 'l dovrìa far per non vivarci bretto.'' (1975; LXXII, vv. 12-14)
*''S'i' fosse [[fuoco|foco]], arderei 'l mondo; | s'i' fosse vento, lo tempestarei; | s'i' fosse acqua, i' l'annegherei; | s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo.'' (1975; LXXXVI, vv. 1-4)
*''S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, | torrei le donne giovani e leggiadre: | e vecchie e laide lasserei altrui.'' (1975; LXXXVI, vv. 11-13)
*''Tre cose solamente mi so 'n grado, | le quali posso non ben men fornire: | ciò è la donna, la [[taverna]] e 'l [[Dado (gioco)|dado]]; | queste mi fanno 'l cuor lieto sentire.'' ({{Source|Rime (Angiolieri)/LXXXVII - Tre cose solamente mi so 'n grado|Tre cose|LXXXVII, 1-3}})
*''Ché la Morte paur'ha di morire; | e s'ella intrasse in lui''<ref>Il poeta si sta riferendo a un certo frate Pagliaio, di Siena.</ref>'', i' son sicuro | ch'ella morrebb'e lu' faria guarire: | ch'egli ha su' cuoio sì 'nferigno e duro | che chi per torre al ciel volesse gire | in lui fondar si converrebbe il muro.'' (1975; XCIII, vv. 9-14)
*''[[Dante Alighieri | Dante Alighier]], s'i' so' bon begolardo, | tu mi tien' bene la lancia a le reni; | s'eo desno con altrui, e tu vi ceni; | s'eo mordo 'l grasso, tu ne sugi 'l lardo; | s'eo cimo 'l panno, e tu vi freghi 'l cardo.'' (1975; CII, vv. 1-5)
==Citazioni su Cecco Angiolieri==
*Io non m'indugerò [...] certo a dimostrare cose notissime, ma non posso fare a meno d'insistere su quello che a punto costituisce agli occhi di noi moderni il massimo pregio dei sonetti di Cecco: ciò è che in essi si riveli in tutta la sua natura e potenza la personalità dell'autore, personalità, a dir giusto, non sempre bella e stimabile, ma non per ciò meno vera, meno umanamente viva e sentita: sia ch'egli esalti gl'impeti del suo sangue ed i suoi desidèri infiammati dall'amore, sia che pianga e sogghigni ad un tempo su le sue sventure famigliari ed economiche, sia in fine che persegua con gli strali dell'avversione i genitori colpevoli verso di lui e con le punture della satira quelle persone di cui gli spiaccia la figura o fisica o morale. ([[Aldo Francesco Massera]])
*Nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in [[Siena]] tra il due ed il trecento, e cosi balzante in Cecco, che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio. ([[Aldo Francesco Massera]])
===[[Alessandro D'Ancona]]===
*Cecco non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi.
*Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere.
*Né certo fra [[Dante Alighieri|Dante]] e Cecco poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di [[Guido Cavalcanti|Guido]] e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – sé stesso e la sua poetica facoltà.
*Nella storia dell'amore dantesco di tanto cresce via via l'indole contemplativa, di quanto scemano i tremori e i fremiti del senso. Cecco invece ama sempre in Becchina la donna, non l'immagine della somma bellezza e virtù: va dietro al concreto, non all'idea. I suoi desiderj mai non s'allontanano dalla vista e dalla persona dell'amata; ma non gli basta di sentirsi beato di tanto amore, vuol esser {{sic|contracambiato}} e sicuro del fatto suo.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Cecco Angiolieri, ''Rime'', a cura di Gigi Cavalli, Rizzoli editore, 1975.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|s=Autore:Cecco Angiolieri|s_preposizione=di|commons}}
[[Categoria:Poeti italiani|Angiolieri, Cecco]]
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/* Citazioni su Cecco Angiolieri */ altra di Massera
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'''Cecco Angiolieri''' (1260 – 1312 circa), scrittore e poeta italiano.
{{indicedx}}
==''Rime''==
*''– Accorri, accorri, accorri, uom, a la strada! | – Che ha', fi' de la putta? – I' son rubato. | Chi t'ha rubato? – Una che par che rada | come rasoio, sì m'ha netto lasciato.'' (1975; I, vv. 1-4)
*''Oimè d'Amor, che m'è duce sì reo, | oimè, che non potrebbe peggiorare; | oimè, perché m'avvene, segnor Deo? | oimè, ch'i' amo quanto se pò amare, | oimè, colei che strugge lo cor meo!'' (1975; IV, vv. 1-5)
*''L'Amor, che m'è guerrero ed enemico, | m'ha fatto com'al drago san Michele, | e mi fa canne somigliar candele: | guarda s'i' son ben di veder mendico!'' (1975; XVI, vv. 1-4)
*''Qualunque ben si fa, naturalmente | nasce d'Amor, come del fiore el frutto, | ché Amor fa l'omo essere valente.''<ref>Il sonetto è tutto pervaso da un canzonatorio, se pur benevolo, scetticismo. (Nota del curatore)</ref> (1975; XXXVII, vv. 1-3)
*''E tutto 'l sangue mi sento turbato, | ed ho men posa che l'acqua corrente, | ed avrò fin ch'i' serò 'nnamorato.'' (LVII, vv. 12-14)
*''Se l'omo avesse 'n sé conoscimento, | in tutto lasserebbe [[Amore]] stare, | se non avesse di quel fornimento, | che sì bisogna a quei che vol amare.'' (1975; LXVIII, vv. 1-4)
* ''Ond'i' vo' questo motto aver per detto: | che s'uom dovesse stare con un [[cuoco]], | sì 'l dovrìa far per non vivarci bretto.'' (1975; LXXII, vv. 12-14)
*''S'i' fosse [[fuoco|foco]], arderei 'l mondo; | s'i' fosse vento, lo tempestarei; | s'i' fosse acqua, i' l'annegherei; | s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo.'' (1975; LXXXVI, vv. 1-4)
*''S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, | torrei le donne giovani e leggiadre: | e vecchie e laide lasserei altrui.'' (1975; LXXXVI, vv. 11-13)
*''Tre cose solamente mi so 'n grado, | le quali posso non ben men fornire: | ciò è la donna, la [[taverna]] e 'l [[Dado (gioco)|dado]]; | queste mi fanno 'l cuor lieto sentire.'' ({{Source|Rime (Angiolieri)/LXXXVII - Tre cose solamente mi so 'n grado|Tre cose|LXXXVII, 1-3}})
*''Ché la Morte paur'ha di morire; | e s'ella intrasse in lui''<ref>Il poeta si sta riferendo a un certo frate Pagliaio, di Siena.</ref>'', i' son sicuro | ch'ella morrebb'e lu' faria guarire: | ch'egli ha su' cuoio sì 'nferigno e duro | che chi per torre al ciel volesse gire | in lui fondar si converrebbe il muro.'' (1975; XCIII, vv. 9-14)
*''[[Dante Alighieri | Dante Alighier]], s'i' so' bon begolardo, | tu mi tien' bene la lancia a le reni; | s'eo desno con altrui, e tu vi ceni; | s'eo mordo 'l grasso, tu ne sugi 'l lardo; | s'eo cimo 'l panno, e tu vi freghi 'l cardo.'' (1975; CII, vv. 1-5)
==Citazioni su Cecco Angiolieri==
*Di si fatta poesia si comprende come l'autore non si desse, letterariamente parlando, troppo pensiero, né s'affaticasse punto a raccoglierla insieme in un tutto che avrebbe avuto sapore troppo intimo ed autobiografico, né da ultimo che procurasse scientemente di {{sic|divolgare}} quelle ch'erano le sue confessioni e i suoi segreti; come d'altro canto non è supponibile ch'egli custodisse gelosamente per sé solo ciò che andava man mano componendo, poiché in tal caso gli sarebbe venuto meno qualunque incentivo a mettere in versi i suoi pensieri ed avrebbe probabilmente, dopo pochi tentativi, desistito dall'impresa. Ma a Cecco non mancavano amici ai quali confidare i propri versi, non mancavano compagni di taverna e di gioco ai quali rallegrare le spensierate riunioni con la recitazione di quei sonetti cosi vivaci, cosi interessanti, cosi sollazzevoli pur quando in aspetto si mostrano queruli e gravi, acri e violenti, insidiosi e puntuti. ([[Aldo Francesco Massera]])
*Io non m'indugerò [...] certo a dimostrare cose notissime, ma non posso fare a meno d'insistere su quello che a punto costituisce agli occhi di noi moderni il massimo pregio dei sonetti di Cecco: ciò è che in essi si riveli in tutta la sua natura e potenza la personalità dell'autore, personalità, a dir giusto, non sempre bella e stimabile, ma non per ciò meno vera, meno umanamente viva e sentita: sia ch'egli esalti gl'impeti del suo sangue ed i suoi desidèri infiammati dall'amore, sia che pianga e sogghigni ad un tempo su le sue sventure famigliari ed economiche, sia in fine che persegua con gli strali dell'avversione i genitori colpevoli verso di lui e con le punture della satira quelle persone di cui gli spiaccia la figura o fisica o morale. ([[Aldo Francesco Massera]])
*Nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in [[Siena]] tra il due ed il trecento, e cosi balzante in Cecco, che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio. ([[Aldo Francesco Massera]])
===[[Alessandro D'Ancona]]===
*Cecco non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi.
*Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere.
*Né certo fra [[Dante Alighieri|Dante]] e Cecco poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di [[Guido Cavalcanti|Guido]] e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – sé stesso e la sua poetica facoltà.
*Nella storia dell'amore dantesco di tanto cresce via via l'indole contemplativa, di quanto scemano i tremori e i fremiti del senso. Cecco invece ama sempre in Becchina la donna, non l'immagine della somma bellezza e virtù: va dietro al concreto, non all'idea. I suoi desiderj mai non s'allontanano dalla vista e dalla persona dell'amata; ma non gli basta di sentirsi beato di tanto amore, vuol esser {{sic|contracambiato}} e sicuro del fatto suo.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Cecco Angiolieri, ''Rime'', a cura di Gigi Cavalli, Rizzoli editore, 1975.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Poeti italiani|Angiolieri, Cecco]]
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'''Cecco Angiolieri''' (1260 – 1312 circa), scrittore e poeta italiano.
{{indicedx}}
==''Rime''==
*''– Accorri, accorri, accorri, uom, a la strada! | – Che ha', fi' de la putta? – I' son rubato. | Chi t'ha rubato? – Una che par che rada | come rasoio, sì m'ha netto lasciato.'' (1975; I, vv. 1-4)
*''Oimè d'Amor, che m'è duce sì reo, | oimè, che non potrebbe peggiorare; | oimè, perché m'avvene, segnor Deo? | oimè, ch'i' amo quanto se pò amare, | oimè, colei che strugge lo cor meo!'' (1975; IV, vv. 1-5)
*''L'Amor, che m'è guerrero ed enemico, | m'ha fatto com'al drago san Michele, | e mi fa canne somigliar candele: | guarda s'i' son ben di veder mendico!'' (1975; XVI, vv. 1-4)
*''Qualunque ben si fa, naturalmente | nasce d'Amor, come del fiore el frutto, | ché Amor fa l'omo essere valente.''<ref>Il sonetto è tutto pervaso da un canzonatorio, se pur benevolo, scetticismo. (Nota del curatore)</ref> (1975; XXXVII, vv. 1-3)
*''E tutto 'l sangue mi sento turbato, | ed ho men posa che l'acqua corrente, | ed avrò fin ch'i' serò 'nnamorato.'' (LVII, vv. 12-14)
*''Se l'omo avesse 'n sé conoscimento, | in tutto lasserebbe [[Amore]] stare, | se non avesse di quel fornimento, | che sì bisogna a quei che vol amare.'' (1975; LXVIII, vv. 1-4)
* ''Ond'i' vo' questo motto aver per detto: | che s'uom dovesse stare con un [[cuoco]], | sì 'l dovrìa far per non vivarci bretto.'' (1975; LXXII, vv. 12-14)
*''S'i' fosse [[fuoco|foco]], arderei 'l mondo; | s'i' fosse vento, lo tempestarei; | s'i' fosse acqua, i' l'annegherei; | s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo.'' (1975; LXXXVI, vv. 1-4)
*''S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, | torrei le donne giovani e leggiadre: | e vecchie e laide lasserei altrui.'' (1975; LXXXVI, vv. 11-13)
*''Tre cose solamente mi so 'n grado, | le quali posso non ben men fornire: | ciò è la donna, la [[taverna]] e 'l [[Dado (gioco)|dado]]; | queste mi fanno 'l cuor lieto sentire.'' ({{Source|Rime (Angiolieri)/LXXXVII - Tre cose solamente mi so 'n grado|Tre cose|LXXXVII, 1-3}})
*''Ché la Morte paur'ha di morire; | e s'ella intrasse in lui''<ref>Il poeta si sta riferendo a un certo frate Pagliaio, di Siena.</ref>'', i' son sicuro | ch'ella morrebb'e lu' faria guarire: | ch'egli ha su' cuoio sì 'nferigno e duro | che chi per torre al ciel volesse gire | in lui fondar si converrebbe il muro.'' (1975; XCIII, vv. 9-14)
*''[[Dante Alighieri | Dante Alighier]], s'i' so' bon begolardo, | tu mi tien' bene la lancia a le reni; | s'eo desno con altrui, e tu vi ceni; | s'eo mordo 'l grasso, tu ne sugi 'l lardo; | s'eo cimo 'l panno, e tu vi freghi 'l cardo.'' (1975; CII, vv. 1-5)
==Citazioni su Cecco Angiolieri==
===[[Aldo Francesco Massera]]===
*Di si fatta poesia si comprende come l'autore non si desse, letterariamente parlando, troppo pensiero, né s'affaticasse punto a raccoglierla insieme in un tutto che avrebbe avuto sapore troppo intimo ed autobiografico, né da ultimo che procurasse scientemente di {{sic|divolgare}} quelle ch'erano le sue confessioni e i suoi segreti; come d'altro canto non è supponibile ch'egli custodisse gelosamente per sé solo ciò che andava man mano componendo, poiché in tal caso gli sarebbe venuto meno qualunque incentivo a mettere in versi i suoi pensieri ed avrebbe probabilmente, dopo pochi tentativi, desistito dall'impresa. Ma a Cecco non mancavano amici ai quali confidare i propri versi, non mancavano compagni di taverna e di gioco ai quali rallegrare le spensierate riunioni con la recitazione di quei sonetti cosi vivaci, cosi interessanti, cosi sollazzevoli pur quando in aspetto si mostrano queruli e gravi, acri e violenti, insidiosi e puntuti.
*Io non m'indugerò [...] certo a dimostrare cose notissime, ma non posso fare a meno d'insistere su quello che a punto costituisce agli occhi di noi moderni il massimo pregio dei sonetti di Cecco: ciò è che in essi si riveli in tutta la sua natura e potenza la personalità dell'autore, personalità, a dir giusto, non sempre bella e stimabile, ma non per ciò meno vera, meno umanamente viva e sentita: sia ch'egli esalti gl'impeti del suo sangue ed i suoi desidèri infiammati dall'amore, sia che pianga e sogghigni ad un tempo su le sue sventure famigliari ed economiche, sia in fine che persegua con gli strali dell'avversione i genitori colpevoli verso di lui e con le punture della satira quelle persone di cui gli spiaccia la figura o fisica o morale.
*Nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in [[Siena]] tra il due ed il trecento, e cosi balzante in Cecco, che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio.
===[[Alessandro D'Ancona]]===
*Cecco non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi.
*Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere.
*Né certo fra [[Dante Alighieri|Dante]] e Cecco poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di [[Guido Cavalcanti|Guido]] e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – sé stesso e la sua poetica facoltà.
*Nella storia dell'amore dantesco di tanto cresce via via l'indole contemplativa, di quanto scemano i tremori e i fremiti del senso. Cecco invece ama sempre in Becchina la donna, non l'immagine della somma bellezza e virtù: va dietro al concreto, non all'idea. I suoi desiderj mai non s'allontanano dalla vista e dalla persona dell'amata; ma non gli basta di sentirsi beato di tanto amore, vuol esser {{sic|contracambiato}} e sicuro del fatto suo.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Cecco Angiolieri, ''Rime'', a cura di Gigi Cavalli, Rizzoli editore, 1975.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|s=Autore:Cecco Angiolieri|s_preposizione=di|commons}}
[[Categoria:Poeti italiani|Angiolieri, Cecco]]
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Bruno Roghi
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[[File:Bruno Roghi.jpg|thumb|Bruno Righi]]
'''Bruno Roghi''' (1894 – 1962), giornalista italiano.
==Citazioni di Bruno Roghi==
*{{NDR|Nel 1935, sulla [[Juventus Football Club|Juventus]] del ''[[Quinquennio d'oro]]''}} Ancora una volta l'elogio della disciplina e della volontà. Ancora una volta il riconoscimento che la Juventus, parlando poco e sottovoce, come s'usa nelle buone famiglie, non perde perché non si disperde. Le vittorie, per essa sono numeri da mettere in fila e da sommare, non serbatoi di chiacchiere. È una squadra, quindi una società, che quando vince esulta, quando perde riflette. Altre delirano quando vincono, si flettono quando perdono. Il mestiere, per la Juventus, significa questo: il domani di una vittoria può chiamarsi sconfitta, ma il domani di una sconfitta deve chiamarsi rivincita... Ma la Juventus ha avuto e detto qualcosa di diverso. Ha detto che le partite si possono vincere o perdere in campo a seconda della legge variabile che presidia i giochi di palla, si tratti delle palline d'avorio o della palla di cuoio. Ma ha detto che i Campionati si vincono e si perdono, essenzialmente, nella sede sociale. Le vittorie sportive non sono soltanto fatti tecnici, o estetici. Sono fatti morali. Sotto questo punto di vista la Juventus fa bene a tenere cattedra. Bene a se stessa, bene ai suoi avversari, bene allo sport nazionale.<ref>Citato in Aldo Agosti, ''Juve anni 30. Il successo del pragmatismo''; Marco Sappino (a cura di), ''Dizionario di un secolo del calcio italiano'', vol. 2, 2000, p. 915.</ref>
*{{NDR|Su [[Silvio Piola]]}} Il suo gioco ha le caratteristiche angolazioni che rivelano la presenza di una classe sicura.<ref>Citato in [[Mario Pennacchia]], ''Piola: il Gol. 5: Roghi scopre il giovane Piola'', ''Corriere dello Sport'', 19 marzo 1968, p. 2.</ref>
*Il viso di un ragazzo spensierato ride volentieri con i luminosi occhi neri. Viso da fanciullone, taglia di atleta. Di alta statura, ben modellato, asciutto, senza essere fragile, [[Felice Borel|Borel]] ha la classica macchina del centravanti. La sua falcata è ampia, balzante, equilibratissima nel ritmo. [...] Egli ha la calma di un veterano del gioco, il tocco di un artista, il senso dell'azione collettiva, lo scatto che brucia il terreno, il tiro a rete che difficilmente sbaglia il bersaglio.<ref>Citato in Stefano Bedeschi, ''[https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2008/04/felice-placido-borel.html Felice Placido BOREL]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 5 aprile 2026.</ref>
*La [[Juventus Football Club|Juve]] non perde perché non si disperde.<ref>Citato in [[Maurizio Crosetti]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/10/25/il-tempo-della-juve-un-secolo-di.html Il tempo della Juve. Un secolo di ricordi]'', ''la Repubblica'', 25 ottobre 1997.</ref>
*Per [[Eraldo Monzeglio|Monzeglio]] l'emozione è come polvere sul marmo: un soffio e se ne va.<ref>Citato in ''[https://storiedicalcio.altervista.org/blog/monzeglio-eraldo-terzino-gentiluomo.html Terzino gentiluomo]'', ''storiedicalcio.altervista.org''.</ref>
*[[Francesco La Rosa|La Rosa]] copre gli interi 90 minuti della partita senza pause e rallentamenti. La gioca tutta con tutto l'ardore del suo temperamento pugnace. Il suo dribbling è pratico e costruttivo. Non è fine a se stesso. [...] Appena può, va a bersaglio. Questa disinvoltura spregiudicata fa di La Rosa uno stoccatore nato.<ref>Citato in [[Carlo Felice Chiesa]], ''Il secolo azzurro. 1910-2010'', statistiche di Lamberto Bertozzi, Bologna, Minerva, 2010. ISBN 978-88-7381-310-1.</ref>
*{{NDR|Nel 1931}} Se ci fosse una scuola di football, il maestro ricorrerebbe all'[[Unione Sportiva Alessandria Calcio 1912|Alessandria]] per dare l'esempio di una squadra che, pur essendo sistematicamente spogliata dei suoi campioni, non altera lo stile del proprio gioco, l'armonica compattezza dei propri reparti, la dignità del proprio rango sportivo. Partono gli assi e rimane la squadra. Ciò significa che l'Alessandria è viva e vitale. Vuole dire che quello che fa la personalità dell'Alessandria è lo spirito di club, è la bontà della scuola, è l'intrinseca classe del gioco.<ref>Citato in Ugo Boccassi, Enrico Dericci e Marcello Marcellini, ''Alessandria U.S.: 60 anni'', Milano, G.E.P., 1973, p. XV.</ref>
*Sono stati i palloni difficili, quelli che bisogna conquistare col talento e col cuore del combattente, i palloni che hanno illustrato la classe di [[Angelo Schiavio|Schiavio]]! Certi dribblings rischiosi e brucianti sull'avversario che si avventa; certi autentici morsi alla palla per tenerla stretta; certi scatti da leopardo per vincere l'antagonista che non cede: ecco la partita del soldato da plotone d'assalto.<ref>Da ''Il Littoriale'', 9 luglio 1929; citato in ''[https://archiviotimf.blogspot.com/2013/06/angelo-schiavio-il-piu-grande.html Angelo Schiavio, il più grande]'', ''archiviotimf.blogspot.com'', 8 giugno 2013.</ref>
===''Il Calcio Illustrato''===
*{{NDR|Su [[Alfio Fontana]]}} Agile, duttile, ingegnoso come mediano. Equilibrato, sbrigativo, pugnace come terzino. Una pedina che va a damone, nel senso che il suo impiego corrisponde sempre a un risultato concreto. Egli appartiene alla categoria ristretta di giocatori che, possedendo del gioco una nozione aperta ed estesa, offrono alla squadra un indice pressoché costante di rendimento elevato e sicuro.<ref>Da ''Fontana due volte milanista'', ''Il Calcio Illustrato''.</ref>
*{{NDR|Su [[Nils Liedholm]]}} La dote peculiare del lungo e agile giocatore svedese non consiste soltanto nella raffinatezza del suo tocco di palla e nella precisione del suo passaggio. Sta soprattutto nella sua inclinazione naturale a veder chiaro e a fare luce nei grovigli delle azioni di gioco. Non chiedete a Liedholm di buttarsi sulla palla con l'impeto che distingue il suo amico Nordahl. Non è neppure un giocatore che obbedisce agli stimoli dell'impulso immediato. Dal primo all'ultimo minuto della partita c'è nel cervello di Liedholm un misterioso apparecchio calcolatore. Si ha quasi sempre la sensazione che l'atleta esegua una rapidissima e precisa operazione mentale prima di avventurarsi alla caccia e alla cattura della palla. Egli pensa cosa ne deve fare, della palla, prima ancora di attirarla nel suo raggio d'azione. Di qui il gioco a un tempo meditato e nitido, sobrio e geometrico del prezioso giocatore della schiera milanista.<ref>Da ''Liedholm artista della palla fredda'', ''Il Calcio Illustrato'', 5 maggio 1955, p. 5.</ref>
*[[Gunnar Nordahl|Nordahl]] incassa il testone tra le scapole, stringe i pugni, solleva ad angolo retto le ginocchia, parte col trotto del bufalo infuriato, non vede più niente davanti a sé, se non una nuvola rossa. Invano gli avversari gli muovono incontro. Invano tentano di ostacolarne la marcia, magari ricorrendo agli sgambetti a manico di ombrello. Lui si fa largo come può farsi largo una spada rovente in un pane di burro. Rovescia gli avversari, si avventa verso la rete, spacca il tiro con una veemenza che è pari soltanto alla forza della determinazione. Il suo gol, in circostanze come queste, deflagra.<ref>Da ''Nordahl a quota 200: il suo ultimo gol è sempre il penultimo'', ''Il Calcio Illustrato'', 9 febbraio 1956, p. 5.</ref>
==''La leggenda di "Botescià"''==
===[[Incipit]]===
Ebbi il mio primo incontro con [[Ottavio Bottecchia|Bottecchia]] alla stazione ferroviaria di [[Sanremo]], per caso. Fin dalla sera prima m'ero messo sulle peste del corridore ignoto che nella gara vinta da Girardengo aveva scalato davanti a tutti la vetta del monte Turchino e, preso in discesa per fame (ma questo lo seppi dopo), era arrivato ottavo al traguardo della «Corsa dei fiori»: ottavo come il numero d'ordine ricevuto da papà Francesco, scrupoloso registratore dell'ordine d'arrivo dei suoi molti figlioli, dunque Ottavio di nome. Quanto a me alle prime esperienze di cronista, il compito che il direttore della ''Gazzetta dello Sport'', [[Emilio Colombo (giornalista)|Emilio Colombo]], m'aveva affidato era quello di andare a caccia di aneddoti, di schizzare il profilo di qualche macchietta scelta preferibilmente tra gli isolati, i poveri diavoli, i romei delle corse.
===Citazioni===
*Il giornalista italo-parigino Borella era venuto a [[Bologna]] d'incarico del ''patron'' del ''Tour'', [[Henri Desgrange|Enrico Desgrange]], per assoldare qualche corridore nostrano. Girardengo no, troppo caro; Brunero nemmeno, troppo perplesso. Meglio ripiegare su un «mai sentito nominare», di modico prezzo e di buona tempra, da issare su una bicicletta francese ai servigi d'una squadra francese. La scelta cadde su Bottecchia, il taciturno e melanconico muratore veneto che Desgrange non aveva mai sentito nominare. La prima parola di francese che avrebbe imparato sarebbe stato il suo nome storpiato dagli sportivi transalpini in un buffo ''Botescià''.
*A Desgrange, bastò l'assicurazione dei due informatori che quel carneade sarebbe stato un vigoroso e obbediente gregario-tirapiedi dei due Ajaci della squadra francese ''Automoto'', Enrico e Francesco Pélissier, gli intoccabili divi dell'epoca.<br>Di getto, in sole due tappe da [[Parigi]] a Cherbourg, Bottecchia conquista la maglia gialla.
*Per due anni consecutivi Bottecchia vincerà il Giro di Francia ('24, '25), e questa mia rievocazione ha almeno lo scopo di illustrare le imprese trionfali dell'atleta che il proposito di delineare gli aspetti della sua dolorosa figura umana.
*La critica che pesa le uova di formica con bilance di ragnatela, per dirla con un vecchio proverbio nordico, stentò sempre a disarmare di fronrte a un Bottecchia che mai riuscì a vincere una corsa classica italiana, un Giro, un Lombardia, una Sanremo. L'idea fissa del ''Tour'' e l'orecchio sordo ale seduzioni del divismo concorrono a piegare la sua noncuranza per corse e trofei autarchici.
*Gli andava soltanto di vincere il ''Tour'', e la guerra gli aveva insegnato che è tattica e non fifa lo strisciare ventre a terra per accostarsi ai reticolati nemici. Meno lo vedono e più la sfanga.
*{{NDR|Su [[Henri Desgrange]]}} L'ineffabile vecchietto che, per il gusto luciferino di proporre ai suoi corridori le montagne più aspre e le fatiche più disumane, godeva gli epiteti, a scelta, di «nonnino sanguinario», «aguzzino di forzati», «massacratore di atleti», e così via.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Bruno Roghi, ''La leggenda di "Botescià"'', ''Storia Illustrata'' nº 1 (II), gennaio 1958, Arnoldo Mondadori Editore.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Roghi, Bruno}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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Ottavio Bottecchia
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Danyele
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[[File:Ottavio Bottecchia 1923.jpg|thumb|Ottavio Bottecchia nel 1923]]
'''Ottavio Bottecchia''' (1894 – 1927), ciclista su strada italiano.
==Citazioni di Ottavio Bottecchia==
*Basta col ''Tour''. Questa è l'ultima volta. Bisogna troppo pensare.<ref>Citato in [[Bruno Roghi]], ''La leggenda di "Botescià"'', Storia Illustrata, Arnoldo Mondadori Editore, Anno II n. 1, gennaio 1958.</ref>
==Citazioni su Ottavio Bottecchia==
*Bottecchia è la rivelazione più sensazionale del ''Tour''. Povero, oscuro, taciturno, questo virgulto d'una famiglia di prodi soldati, senza conoscere una sola parola dell'idioma francese, senza avere mai visto una strada francese, ha dimostrato di essere un grande campione. Tale Bottecchia è stato per un mese. Immaginatelo ora nel '24, meglio preparato ad affrontare le incognite del cammino e più esperto dei nostri sistemi di gara, e voi vedrete ciò che saprà fare il generoso e leale bersagliere italiano. ([[Henri Desgrange]])
*Ebbi il mio primo incontro con Bottecchia alla stazione ferroviaria di Sanremo, per caso. Fin dalla sera prima m'ero messo sulle peste del corridore ignoto che nella gara vinta da Girardengo aveva scalato davanti a tutti la vetta del monte Turchino e, preso in discesa per fame (ma questo lo seppi dopo), era arrivato ottavo al traguardo della «Corsa dei fiori»: ottavo come il numero d'ordine ricevuto da papà Francesco, scrupoloso registratore dell'ordine d'arrivo dei suoi molti figlioli, dunque Ottavio di nome. ([[Bruno Roghi]])
*Il primo italiano a vestire la [[Classifica generale (Tour de France)|maglia gialla]], anche perché quando due connazionali che di nome facevano Borgarello e Micheletto, avrebbero potuta vestirla la maglia di quel colore ancora non esisteva. ([[Pier Augusto Stagi]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ciclisti italiani]]
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Dumbo - L'elefante volante
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*Vincitore di 1 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premio Oscar]] 1942''':
**Migliore colonna sonora (musical)
}}
'''''Dumbo''''', film d'animazione statunitense del 1941.
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
<poem>
Tra la neve e il temporale,
col ciclone e il fortunale,
tra violente grandinate,
oltre i monti e le vallate,
tra la folgore accecante
ed il tuono rimbombante,
lei non sosta. Vola e va,
nulla mai la fermerà. ('''voce narrante''')
</poem>
==Frasi==
*''Bimbo mio, vieni qui, | no, non pianger così, | ti terrò stretto al mio cuor | con tanto amor, con tanto amor.'' | [...] ''Bimbo mio, non temer, | la tua mamma è con te; | fa' brillar gli occhioni blu, | non pianger più, non pianger più, | bimbo mio.'' ('''Sig.ra Jumbo''')
*''Son qua, son qua i rosa elefanti siam | Tre per tre, eccoli marciano | Quaggiù, laggiù, arrivan di su e di giù | Son qua, son qua | Continuano ad avanzar, come un mar | Marciano, ondeggiano | Di qua, di là | I rosa elefanti van | Cosa farò? Cosa farò? Dove fuggire potrò? | Io non ho terror di vermi | Nè di serpenti, nè di germi | Ma i rotondi pachidermi, mi fan rabbrividir | Non son tipo da svenire | Nè da farmi intimorir | Ma vedermi comparire, i rosa elefanti mi fan mal | Tanto mal, mandali via, mandali via | Quale orror, che terror | I rosa elefanti no | Salvatemi, salvatemi, salvatemi.'' ('''Gli elefanti rosa''')
*''Ne ho vedute tante da raccontar, | giammai gli [[elefante|elefanti]] volar!'' ('''I corvi''') {{NDR|da ''Quando ho visto un elefante volar''}}
*Dovreste vergognarvi di voi stessi, dei tipi grandi e grossi come voi prendervela con un orfanello come lui. Che direste se vi avessero strappati alla mamma, quando eravate ancora in fasce? Nessuno per rincalzarvi la sera, non più una dolce e calda proboscide per accarezzarvi. Vi piacerebbe essere lasciati soli, in un mondo crudele, freddo e senza cuore? E perché? Rispondete! Perché?! Solo perché ha le orecchie così grosse, l'hanno definito un mostro, l'hanno messo in ridicolo al circo e quando sua madre cercò di proteggerlo, l'hanno rinchiusa in una gabbia. E come se non bastasse hanno fatto di lui un clown! Socialmente è rovinato. Ah, ma a che serve parlare a voi uccelli dal cuore nero. Avanti, divertitevi, deridetelo! Colpitelo, può difendersi! Avanti! Non c'importa... andiamo, Dumbo... ('''Timoteo''')
==Dialoghi==
*'''Timoteo''': Quegli elefanti rosa! <br /> '''Jim / Dandy Corvo''': Ah, elefanti rosa! {{NDR|gli altri corvi ridono}} <br /> '''Timoteo''': Che c'è da ridere? E cosa ci fate voi uccelli quaggiù? <br /> '''Jim / Dandy Corvo''': Cosa ci facciamo quaggiù? Ah, l'avete sentito? {{NDR|gli altri corvi continuano a ridere}} <br /> '''Timoteo''': Tornatevene a casa vostra, sugli alberi.<br /> '''Jim / Dandy Corvo''': Senti un po', frate' sorcio.<br /> '''Timoteo''': Frate' sorcio?! Ascolta: non sono tuo fratello e non sono un sorcio, intesi? <br /> '''Jim / Dandy Corvo''': Aha! E raccontami pure che né tu né un elefante state sopra un albero, vero? {{NDR|gli altri corvi continuano a ridere}} <br /> '''Timoteo''': No, né io né lui siamo sopra un... albero? {{NDR|guarda in basso e si spaventa}} Dumbo! Svegliati! Svegliati Dumbo! Non guardar giù ora perché credo che siamo su un albero!
*'''Corvo con gli occhiali / Specks''': Avete mai visto volare un elefante? <br /> '''Corvo predicatore / Deacon''': Io ho visto volare degli schiaffi.<br /> '''Corvo grasso / Fats''': Io ho visto volare degli insulti,<br /> '''Corvo col cappello di paglia / Dopey''': Io ho visto volar le sedie!
*'''Timoteo''' {{NDR|dopo che Dumbo ha veramente volato con l'aiuto gentile dei corvi}}: Dumbo. Sapevo che c'è l'avresti fatta. Vedrai, quando arriviamo in città. <br /> '''Jim / Dandy Corvo''': Caspita. Quelli del circo rimarranno a bocca aperta.
==Citazioni su ''Dumbo - L'elefante volante''==
*– {{NDR|Riferendosi a un pinguino}} L'aveva chiamato Skipper come il mito del suo cartoon preferito {{NDR|''[[Madagascar (film)|Madagascar]]''}}, però ad accoglierlo non c'erano i freddi ghiacciai del Madagascar, ma una caldissima casa di Castrovizzo.<br>– Vogliamo fare un appello a chi detiene illegalmente questi animali?<br>– Ma certamente. Non portate i bambini a vedere ''Dumbo'' che lì so' cazzi! (''[[Quo vado?]]'')
==Altri progetti==
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{{Disney}}
[[Categoria:Film premi Oscar]]
[[Categoria:Classici Disney]]
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*[[Edward Brophy]]: Timoteo
*[[Sterling Holloway]]: Cicogna
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*[[Herman Bing]]: Direttore del Circo
*[[Jean Vander Pyl]]: Catty
*[[Julie Bennett]]: Giddy
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*[[Tony Butala]]: 1° Corvo
*[[Robert Ellis|Bobby Ellis]]: 2° Corvo
*[[Johnny McGovern]]: 3° Corvo, 4° Corvo
*[[Stuffy Singer]]: Altri Corvi
*[[Betty Noyes]]: Sigra. Jumbo (canzone)
*[[John McLeish]]: Voce Narrante
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*[[Stefano Sibaldi]]: Timoteo
*[[Mauro Zambuto]]: Cicogna, 1° Clown
*[[Lola Braccini]]: Elefantessa Matriarca
*[[Luigi Pavese]]: Giuseppe Clown
*[[Lauro Gazzolo]]: Jim / Dandy Corvo
*[[Giulio Stival]]: Direttore del Circo
*[[Renata Marini]]: Catty
*[[Wanda Tettoni]]: Giddy
*[[Zoe Incrocci]]: Prissy
*[[Mario Corte]]: 2° Clown
*[[Carlo Romano]]: 3° Clown
*[[Olinto Cristina]]: 1° Corvo
*[[Cesare Polacco]]: 2° Corvo
*[[Gianni Mazzanti]]: 3° Corvo
*[[Gero Zambuto]]: 4° Corvo
*[[Giusi Raspani Dandolo]]: Sigra. Jumbo
*[[Miriam Ferretti]]: Sigra. Jumbo (canzone)
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*Vincitore di 1 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premio Oscar]] 1942''':
**Migliore colonna sonora (musical)
}}
'''''Dumbo''''', film d'animazione statunitense del 1941.
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
<poem>
Tra la neve e il temporale,
col ciclone e il fortunale,
tra violente grandinate,
oltre i monti e le vallate,
tra la folgore accecante
ed il tuono rimbombante,
lei non sosta. Vola e va,
nulla mai la fermerà {{NDR|la cicogna}}. ('''voce narrante''')
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==Frasi==
*''Bimbo mio, vieni qui, | no, non pianger così, | ti terrò stretto al mio cuor | con tanto amor, con tanto amor.'' | [...] ''Bimbo mio, non temer, | la tua mamma è con te; | fa' brillar gli occhioni blu, | non pianger più, non pianger più, | bimbo mio.'' ('''Sig.ra Jumbo''')
*''Son qua, son qua i rosa elefanti siam | Tre per tre, eccoli marciano | Quaggiù, laggiù, arrivan di su e di giù | Son qua, son qua | Continuano ad avanzar, come un mar | Marciano, ondeggiano | Di qua, di là | I rosa elefanti van | Cosa farò? Cosa farò? Dove fuggire potrò? | Io non ho terror di vermi | Nè di serpenti, nè di germi | Ma i rotondi pachidermi, mi fan rabbrividir | Non son tipo da svenire | Nè da farmi intimorir | Ma vedermi comparire, i rosa elefanti mi fan mal | Tanto mal, mandali via, mandali via | Quale orror, che terror | I rosa elefanti no | Salvatemi, salvatemi, salvatemi.'' ('''Gli elefanti rosa''')
*''Ne ho vedute tante da raccontar, | giammai gli [[elefante|elefanti]] volar!'' ('''I corvi''') {{NDR|da ''Quando ho visto un elefante volar''}}
*Dovreste vergognarvi di voi stessi, dei tipi grandi e grossi come voi prendervela con un orfanello come lui. Che direste se vi avessero strappati alla mamma, quando eravate ancora in fasce? Nessuno per rincalzarvi la sera, non più una dolce e calda proboscide per accarezzarvi. Vi piacerebbe essere lasciati soli, in un mondo crudele, freddo e senza cuore? E perché? Rispondete! Perché?! Solo perché ha le orecchie così grosse, l'hanno definito un mostro, l'hanno messo in ridicolo al circo e quando sua madre cercò di proteggerlo, l'hanno rinchiusa in una gabbia. E come se non bastasse hanno fatto di lui un clown! Socialmente è rovinato. Ah, ma a che serve parlare a voi uccelli dal cuore nero. Avanti, divertitevi, deridetelo! Colpitelo, può difendersi! Avanti! Non c'importa... andiamo, Dumbo... ('''Timoteo''')
==Dialoghi==
*'''Timoteo''': Quegli elefanti rosa! <br /> '''Jim / Dandy Corvo''': Ah, elefanti rosa! {{NDR|gli altri corvi ridono}} <br /> '''Timoteo''': Che c'è da ridere? E cosa ci fate voi uccelli quaggiù? <br /> '''Jim / Dandy Corvo''': Cosa ci facciamo quaggiù? Ah, l'avete sentito? {{NDR|gli altri corvi continuano a ridere}} <br /> '''Timoteo''': Tornatevene a casa vostra, sugli alberi.<br /> '''Jim / Dandy Corvo''': Senti un po', frate' sorcio.<br /> '''Timoteo''': Frate' sorcio?! Ascolta: non sono tuo fratello e non sono un sorcio, intesi? <br /> '''Jim / Dandy Corvo''': Aha! E raccontami pure che né tu né un elefante state sopra un albero, vero? {{NDR|gli altri corvi continuano a ridere}} <br /> '''Timoteo''': No, né io né lui siamo sopra un... albero? {{NDR|guarda in basso e si spaventa}} Dumbo! Svegliati! Svegliati Dumbo! Non guardar giù ora perché credo che siamo su un albero!
*'''Corvo con gli occhiali / Specks''': Avete mai visto volare un elefante? <br /> '''Corvo predicatore / Deacon''': Io ho visto volare degli schiaffi.<br /> '''Corvo grasso / Fats''': Io ho visto volare degli insulti,<br /> '''Corvo col cappello di paglia / Dopey''': Io ho visto volar le sedie!
*'''Timoteo''' {{NDR|dopo che Dumbo ha veramente volato con l'aiuto gentile dei corvi}}: Dumbo. Sapevo che c'è l'avresti fatta. Vedrai, quando arriviamo in città. <br /> '''Jim / Dandy Corvo''': Caspita. Quelli del circo rimarranno a bocca aperta.
==Citazioni su ''Dumbo - L'elefante volante''==
*– {{NDR|Riferendosi a un pinguino}} L'aveva chiamato Skipper come il mito del suo cartoon preferito {{NDR|''[[Madagascar (film)|Madagascar]]''}}, però ad accoglierlo non c'erano i freddi ghiacciai del Madagascar, ma una caldissima casa di Castrovizzo.<br>– Vogliamo fare un appello a chi detiene illegalmente questi animali?<br>– Ma certamente. Non portate i bambini a vedere ''Dumbo'' che lì so' cazzi! (''[[Quo vado?]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Dumbo - L'elefante volante''}}
{{Disney}}
[[Categoria:Film premi Oscar]]
[[Categoria:Classici Disney]]
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David Bowie
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[[File:Heathen Tour Bowie.jpg|thumb|David Bowie nel 2002]]
'''David Bowie''', pseudonimo di '''David Robert Jones''' (1947 – 2016), cantautore, polistrumentista, attore e compositore britannico.
==Citazioni di David Bowie==
*Credo che il [[Rock and roll|Rock and Roll]] sia pericoloso.
:''I believe that Rock & Roll is dangerous.''<ref name=Crowe/>
*Il mio scrivere rivela certe qualità riflessive orientali ed evidenzia una straordinaria paranoia tutta occidentale. Convivono entrambe. Una natura contraddittoria che appare su diversi livelli del mio lavoro, che spesso risulta confuso, ma il fatto è che sono io a essere confuso.<ref name=Baiata>Dall'intervista di Maurizio Baiata, pubblicata all'interno di ''Classic Rock 77'', ''[https://stonemusic.it/17186/tre-domande-a-david-bowie-lintervista-del-1980/ Quattro anni senza David Bowie: la sua intervista del 1980]'', ''StoneMusic.it'', 10 gennaio 2020.</ref>
*Il [[rock]] è sempre stato la musica del [[diavolo]].
:''Rock has always been the devil's music.''<ref name=Crowe>Dall'intervista di Cameron Crowe, ''Ground control to Davy Jones'', ''[http://web.archive.org/web/20100308031734/http://www.bowiegoldenyears.com/articles/7602-rollingstone.html Riportata su BowieGoldenYears.com]'', ''Rolling Stone'', 12 febbraio 1976.</ref>
*[...] non vedo alcuna validità nella musica heavy metal. È un dinosauro artistico, che continua a riasserire un particolare vocabolario che conosciamo perfettamente e in cui tutto viene usato per sentirsi più sicuri al chiaro di luna, senza estendere o stimolare l’immaginazione verso nuovi territori. Perché l'heavy metal è tanto popolare? Perché è il tipo di musica che la gente usa come la coperta di Linus. È pur vero che molta pop music americana viene usata come una coperta di Linus, in particolare i pezzi da classifica, che non solo non offrono nulla di nuovo o eccitante, ma soprattutto reiterano un messaggio a cui ci si abitua come alla compagnia di un vecchio amico. Tante persone hanno bisogno di questo ma, per me, sentito una volta, quel tipo di vocabolario non mi dà nulla. Io cerco un nuovo alfabeto.<ref name=Baiata/>
*Sento che stiamo solamente annunciando qualcosa di più oscuro di noi stessi.
:''[...] I feel that we're only heralding something even darker than ourselves.''<ref name=Crowe/>
==Citazioni su David Bowie==
*Artisti come [[David Byrne]], David Bowie, [[Laurie Anderson]], non si limitano a usare delle formule, ma hanno sempre cercato di innovare il linguaggio musicale che utilizzano. ([[Philip Glass]])
*Bowie era unico nel suo genere e ha davvero cambiato il volto della cultura attraverso la sua musica, ma ancora di più attraverso la sua presentazione artistica. Lui è un'icona. ([[Sass Jordan]])
*Bowie mi ha influenzato tantissimo. Dal punto di vista artistico era così libero, sapeva educare i suoi fan. ([[Simon Le Bon]])
*In molti pensano che David fosse un tipo futuristico, ma la verità è che era il marito più tradizionale, gentile e presente del mondo. Un vero gentleman, adorava mettersi in abito elegante. ([[Iman (modella)|Iman]])
*La sua musica è ancora viva, lui è ancora vivo nei ricordi dei suoi fan. E nei miei. ([[Iman (modella)|Iman]])
*Lui mi ha fatto risorgere. Il nostro rapporto di amicizia ha fatto sì che io mi salvassi da un annichilimento professionale e magari anche personale. Tantissime persone provavano curiosità per quello che io facevo, ma solo lui aveva veramente qualcosa in comune con me, era l'unica persona cui quello che facevo piaceva veramente, con cui potevo condividere quello che facevo. E anche l'unico che avesse davvero intenzione di aiutarmi, quando sono stato in difficoltà. Mi ha fatto davvero del bene. ([[Iggy Pop]])
*Non ho mai incontrato David Bowie. Se l'avessi mai incontrato, probabilmente gli avrei detto la prima cosa che dico di solito ogni volta che incontro qualcuno dei miei eroi: "Forse potremmo lavorare su una canzone o qualcosa del genere?" Di solito è la mia prima battuta, perché è tutto ciò che voglio davvero da queste persone, stare con loro e studiare ciò che fanno. Ho amato molte delle sue canzoni. Un grande cantautore. Era anche un grande performer. Aveva molto talento sotto molti aspetti. Era un ragazzo speciale. Davvero speciale. Mi dispiace, perché guardi indietro alla tua vita e pensi, "Perché non sono salita su un aereo e sono andata a trovare David Bowie? Perché non sono salita su un aereo e non sono andata a trovare molte persone che non posso più incontrare?". ([[Stevie Nicks]])
*Per ogni disco che abbiamo fatto ci chiedevamo chi dovesse produrre il disco. E pensavamo sempre a David Bowie. All'inizio abbiamo provato a chiamarlo e lui diceva gentilmente di no. Poi ci abbiamo provato scrivendo delle lunghe mail ma il risultato era sempre lo stesso. Gli abbiamo chiesto di produrre ''By The Way'' e ''Stadium Arcadium'' ma ci ha sempre detto di no. Ma del resto ci è andata peggio con il suo amico [[Brian Eno]] che ci ha rifiutato otto volte. ([[Anthony Kiedis]])
==Citazioni tratte da canzoni==
{{autori testi|semplificato}}
===''Space Oddity''===
'''Etichetta''': Philips Records, 1969, prodotto da [[Tony Visconti]] (tranne la traccia Space Oddity), [[Gus Dudgeon]]
*''Sebbene ho attraversato un milione di un migliaio di miglia | mi sento molto tranquillo | e penso che la mia navicella spaziale sappia dove andare | Dì a mia moglie che la amo molto, lei lo sa.''
:''Though I'm past one hundred thousand miles | I'm feeling very still | and I think my spaceship knows which way to go | Tell my wife I love her very much, she knows.'' (da ''Space Oddity''<ref name=Bowie>Testo di David Bowie.</ref>, n. 1, Lato A)
===''Hunky Dory''===
'''Etichetta''': RCA Records, 1971, prodotto da Ken Scott, David Bowie
*''Ora lei cammina nel suo sogno sommerso.''
:''Now she walks through her sunken dream.'' (da ''Life on Mars?''<ref name=Bowie>Testo di David Bowie.</ref>, n. 4, Lato A)
===''The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars''===
'''Etichetta''': RCA Victor, 1972, prodotto da Ken Scott, David Bowie
*''C'è un uomo delle stelle che aspetta nel cielo | Vorrebbe venire a incontrarci | Ma pensa che ci lascerebbe a bocca aperta | C'è un uomo delle stelle che aspetta nel cielo. | Ci ha detto di non cacciarlo | perché sa che ne vale la pena. | Mi ha detto: | lascia che i bambini lo perdano. | Lascia che i bambini lo usino. | Lascia che tutti i bambini ballino il boogie.''
:''There's a starman waiting in the sky | He'd like to come and meet us | But he thinks he'd blow our minds | There's a starman waiting in the sky. | He's told us not to blow it | 'cause he knows it's all worthwhile. | He told me: | let the children lose it. | Let the children use it. | Let all the children boogie.'' (da ''Starman''<ref name=Bowie>Testo di David Bowie.</ref>, n. 4, Lato A)
===''Diamond Dogs''===
'''Etichetta''': RCA, 1974, prodotto da David Bowie
*''Ribelle ribelle, hai strappato il tuo vestito | Ribelle ribelle, la tua faccia è un casino | Ribelle ribelle, ma cosa ne possono sapere? | Calda girovaga, mi piaci così tanto!''
:''Rebel Rebel, you've torn your dress | Rebel Rebel, your face is a mess | Rebel Rebel, how could they know? | Hot tramp, I love you so!'' (da ''Rebel Rebel''<ref name=Bowie>Testo di David Bowie.</ref>, n. 6, Lato A)
===''"Heroes"''===
'''Etichetta''': RCA, 1977, prodotto da David Bowie, Tony Visconti
*''Io, vorrei che tu potessi nuotare | come i delfini, come i delfini nuotano | anche se niente, | niente ci terrà mai insieme. | possiamo batterli, per sempre e in eterno. | Oh, possiamo essere Eroi, solo per un giorno.''
:''I, I wish you could swim | like the dolphins, like dolphins can swim | ahough nothing, | nothing will keep us together. | we can beat them, for ever and ever. | Oh we can be Heroes, just for one day.''(da ''"Heroes"''<ref name=Bowie>Testo di David Bowie.</ref>, n. 3, Lato 1)
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino]]'' (1981)
*''[[Furyo]]'' (1983)
*''[[L'ultima tentazione di Cristo]]'' (1988)
*''[[Fuoco cammina con me]]'' (1992)
*''[[Il mio West]]'' (1998)
*''[[Zoolander]]'' (2001)
*''[[The Prestige]]'' (2006)
==Voci correlate==
*[[Iman (modella)|Iman]], moglie
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Space Oddity||(1969)}}
{{Pedia|Hunky Dory||(1971)}}
{{Pedia|The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars||(1972)}}
{{Pedia|Diamond Dogs||(1974)}}
{{Pedia|"Heroes"||(1977)}}
{{DEFAULTSORT:Bowie, David}}
[[Categoria:Attori britannici]]
[[Categoria:Cantautori britannici]]
[[Categoria:Compositori britannici]]
[[Categoria:Polistrumentisti britannici]]
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Lance Armstrong
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Danyele
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[[File:Lance Armstrong MidiLibre 2002.jpg|thumb|Lance Armstrong nel 2002]]
'''Lance Armstrong''' (1971 – vivente), ex ciclista statunitense.
==Citazioni di Lance Armstrong==
*C'è una sostanza, l'[[Eritropoietina|Epo]], che è molto efficiente. Se un domani ce ne fosse una equivalente che non venisse identificata, la userebbero tutti.<ref>Da un'intervista al ''Times''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Ciclismo/07-12-2015/armstrong-ci-fosse-equivalente-epo-userebbero-tutti-times-doping-1301215303910.shtml Armstrong: "Ci fosse l'equivalente dell'Epo lo userebbero tutti"]'', ''gazzetta.it'', 6 dicembre 2015.</ref>
*Io sto vincendo [[Tour de France 1999|questo tour]], ma se ci fosse [[Marco Pantani|Pantani]] lo vincerebbe lui.<ref>Citato in ''Tutto Pantani – Una vita in salita'', a cura di Pier Bergonzi e Enzo Vicennati, La Presse group, La Gazzetta dello Sport, Rai Trade, 2008.</ref>
*Non datemi targhe, ma ho cambiato questo sport.<ref name=gazzetta>Da ''La Gazzetta Sportiva'', 16 gennaio 2011.</ref>
*Sarebbe un errore fermarmi a pensare alle cose che ho fatto in bici. Davanti a me ho sfide molto più grandi.<ref name=gazzetta/>
*[[Vincere]] non è solo tagliare il [[traguardo]] per primi.<ref>Da ''La Gazzetta dello Sport'', 22 luglio 2009.</ref>
{{Int|''Bicisport'', gennaio 2009}}
*Anche [[Eddy Merckx]] non era amato, soprattutto perché non era francese, ma nessuno lo ha mai preso a botte. E anche Eddy Merckx, se fosse tornato dopo tre anni di assenza, avrebbe dovuto dimostrare di poter ancora essere capitano di una squadra. Il ciclismo ha regole che non si cambiano.
*Il [[ciclismo]] è come la vita, non ci sono formule matematiche quando sei davanti ad un avversario. Si tratta di saper soffrire più di lui, i più grandi campioni hanno sempre fatto la differenza col cuore.
*Sento la passione per quella macchina così semplice e così bella che è la [[bicicletta]]. L'ho sempre amata molto e proprio questo amore fa sì che io rispetti il ciclismo e le sue regole.
==''Non solo ciclismo''==
*Delle persone sane e forti contraggono il cancro, fanno tutto ciò che è necessario per sconfiggerlo, e ciononostante muoiono. Questa è la verità essenziale da imparare. Le persone muoiono. E, dopo averla imparata, tutto il resto sembra non avere più importanza. Sembra semplicemente insignificante.
*Perché a tutti i bambini piace la [[bicicletta]]? Perché il primo set di ruote rappresenta la liberazione e l'indipendenza. Una bicicletta è libertà di vagare, senza regole, senza adulti.
*Ritenevo l'istruzione e la socializzazione secondarie; diventare un atleta di livello mondiale era il mio primo obiettivo.
*La mia famiglia sono i Mooneyhams. Per quanto riguarda Armstrong, è come se mi fossi inventato un cognome, ecco come la penso.
*Il [[ciclismo]] è complesso, fortemente politicizzato, ed è molto più uno sport di squadra di quanto si possa pensare, come mi stavo accingendo a scoprire.
*I compagni di squadra sono fondamentali nel ciclismo – ne avevo otto nella squadra della Motorola ed avevo bisogno di ciascuno di loro.
*Penso che la caratteristica che distingue maggiormente un uomo da un ragazzo sia la pazienza.
*Il [[Tour de France|Tour]] non è solo una gara di ciclismo, nient'affatto. È una prova. Ti prova fisicamente, ti prova mentalmente e ti prova persino moralmente.
*Per quasi tutta la mia vita, avevo agito secondo il semplice schema che prevede la vittoria oppure la sconfitta, ma il [[cancro]] mi stava insegnando ad ammettere le mie incertezze.
*Ironicamente, mi è stato prescritto un farmaco antianemico per i globuli rossi chiamato Epogen (EPO). In qualunque altra situazione, assumere l'EPO mi avrebbe causato seri problemi con l'[[Unione Ciclistica Internazionale]] e con il [[Comitato Olimpico Internazionale]], in quanto fa migliorare le prestazioni agonistiche. Ma nel mio caso, l'EPO non aveva quell'effetto. Era l'unica cosa che mi manteneva in vita.
*Mentre ero malato, mi sono ripromesso che non avrei mai più bestemmiato, bevuto un'altra birra né perso le staffe. Volevo diventare il più bravo ragazzo che si potesse sperare di conoscere. Ma la vita continua. Le cose cambiano, le buone intenzioni si perdono. Si beve un'altra birra. Ci scappa un'altra bestemmia.
*Il [[doping]] è una triste realtà del ciclismo, come di qualsiasi altro sport di resistenza. Inevitabilmente, alcune squadre e corridori pensano che le cose vadano come con le armi nucleari – bisogna farne uso, se si vuole rimanere competitivi all'interno del gruppo. Personalmente, non l'ho mai vista così e, di certo, dopo la chemio, avevo la repulsione ad introdurre qualsiasi sostanza estranea nel mio corpo.
*Sarebbe facile considerare il [[Tour de France]] l'impresa monumentale ed illogica di 200 corridori che percorrono in bicicletta l'intero perimetro della Francia, montagne comprese, per tre settimane nella calura estiva.
==''The Fall''==
*Non posso alzarmi la mattina senza un motivo per vivere [...] Per me questo significa allenarmi e gareggiare. Non mi alleno perché mi diverto, ma perché devo. Devo allenarmi non solo per mantenermi in forma, ma per competere. È tutta la mia vita. Sono un atleta professionista da sempre.
*Se qualcuno pensa che ho imbrogliato per vincere il Tour de France è un idiota del cazzo.
*Se [[Vittoria e sconfitta|vinco]], vivo. Se perdo muoio.
==Citazioni su Lance Armstrong==
*Come un leone in gabbia, che non ha pace e non riesce a trovarla. [...] e dire che passava per essere uno dei più intelligenti del gruppo e, francamente, tonto non lo è mai stato. [...] Lance Armstrong è arrivato [...] a chiedersi [...] perché mai [[Ivan Basso]] si è rifatto una vita, vive bene, lavora tantissimo ed è stimato, «avendo fatto cose simili a quelle che ho fatto io». È chiaro che Armstrong fatica a ricordare quello che ha fatto. Non si è limitato a gonfiarsi le vene. Non ha barato come centinaia di atleti hanno provato a fare nella loro carriera sportiva, ma lui dal suo sport è stato protetto, avendo comprato il silenzio sia dell'Uci [...] che quello del [[Tour de France]]. Lance fatica a ricordare che è finito nei pasticci per la giustizia ordinaria americana: questa sì l'ha messo in croce. Il ciclismo l'aveva semplicemente eletto a semidio, a qualcosa di unico e intoccabile [...]. Basso, Di Luca, Riccò, Santambrogio, Petacchi e via elencando hanno invece provato a fare i furbi, sono stati presi con le mani nel sacco e per questo puniti. Il ciclismo, il mondo dello sport, non ha mai torto un capello al texano, ne ha solo preso atto: dopo. Molto dopo. A partita finita. Non è un reo confesso, ma un Re che ha confessato a scoppio ritardato, dopo aver costruito un sistema criminoso degno di un "padrino". Un sistema che l'ha protetto nel suo castello dorato prima che questo crollasse, miseramente, come quelli costruiti con la sabbia. Lance, però, non capisce, si considera un dopato come tanti, ma anche in questo è il più grande e unico. Nessuno hai mai fatto quello che ha fatto lui. Nel bene e soprattutto nel male. ([[Pier Augusto Stagi]])
*Così sarà questa convivenza con Armstrong: sento che andrà bene. È stato un onore conoscerlo. È un onore allenarsi con lui e osservarlo. ([[Alberto Contador]])
*{{NDR|Riferito all'accusa di doping da parte dell'Usada e alla revoca dei sette Tour de France}} Il mio messaggio per corridori, sponsor e tifosi è che il ciclismo ha un futuro. Il cammino comincia da oggi, un caso come quello di Armstrong non accadrà mai più. ([[Pat McQuaid]])
*{{NDR|Nel 2009}} Il ritorno di Armstrong? Beh lo vedo come un evento positivo per l'intero movimento ciclistico. ([[Alessandro Ballan]])
*{{NDR|Dopo l'accusa di doping da parte dell'Usada e la revoca dei sette Tour de France}} Lance Armstrong non ha posto nel ciclismo. Merita di essere dimenticato. ([[Pat McQuaid]])
*Niente era normale nel nostro mondo. Ma nella testa di Lance, «normale» voleva dire che lui vinceva. ([[Tyler Hamilton]])
*Per Lance, l'amicizia era impensabile. Floyd era un nemico e i nemici vanno schiacciati, punto. ([[Tyler Hamilton]])
*Se anche torna al settanta per cento, credo possa essere tra i favoriti senza grandi problemi. ([[Ivan Basso]])
*Se [[Fausto Coppi|Coppi]] è stato l'uomo che ha proiettato il ciclismo nella modernità, e [[Francesco Moser]] nel futuro, il texano l'ha condotto nello spazio prima di finire all'inferno. ([[Pier Augusto Stagi]])
===[[David Walsh]]===
*{{NDR|Sulle prestazioni di Lance Armstrong al Tour '99}} È logico tanto quanto un'aragosta in bicicletta in testa al Tour. Un'aragosta con tanto di cassetto e alle spalle la storia commovente di una fuga all'ultimo secondo da un pentolone di acqua bollente.
*Lance aveva fama nell'ambiente ciclistico di essere un formidabile donnaiolo e i compagni di squadra per un po' lo avevano anche soprannominato FedEx («Quando devi averlo assolutamente in una notte»). Invecchiando, sarebbe diventato più un tipo alla US Postal.
*Swart era convinto che Armstrong avesse davvero le qualità per essere un corridore eccezionale e ha dichiarato che se il doping non fosse esistito il texano sarebbe comunque stato un campione.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Lance Armstrong, ''Non solo ciclismo – Il mio ritorno alla vita'', traduzione di Elisa Romagnoli, Libreria dello sport, Milano, 2000. ISBN 88-86753-30-6
*Juliet Macur, ''The Fall. Ascesa e caduta di Lance Armstrong'', Serling & Kupfer, 2015. Traduzione di Dade Faisc ISBN 978-88-6836-272-0
==Film==
*''[[Palle al balzo - Dodgeball]]'' (2004)
==Voci correlate==
*[[Caso doping di Lance Armstrong]]
*''[[The Program (film 2015)|The Program]]''
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Armstrong, Lance}}
[[Categoria:Ciclisti statunitensi]]
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Francesco Moser
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[[File:Francesco Moser (Amstel Gold Race 1978) (cropped).jpg|thumb|Francesco Moser nel 1978]]
'''Francesco Moser''' (1951 – vivente), ex ciclista su strada e pistard italiano.
==Citazioni di Francesco Moser==
{{cronologico}}
*Bisognerà convivere col doping. Il ciclismo puro è un'illusione. A cosa servono tutti i medici nelle squadre, se non a trovare qualcosa in più nell'alimentazione o nella medicina?<ref>Da un'intervista a ''L'Équipe''; citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,33/articleid,0483_01_1999_0097_0035_6388463/ Moser: si convive con il doping]'', ''La Stampa'', 10 aprile 1999, p. 33.</ref>
*Ma cosa vogliono questi comunisti con tutte quelle bandiere rosse? Senza tutto questo casino nessuno si sarebbe accorto che c'era il [[Giro di Padania|Giro della Padania]].<ref>Citato in Luca Franchini, ''[https://www.altoadige.it/sport/moser-cosa-vogliono-i-comunisti-1.268309 Moser: «Cosa vogliono i comunisti?»]'', ''altoadige.it'', 8 settembre 2011.</ref>
*{{NDR|«Ci sono dei segreti per affrontare la [[Parigi-Roubaix|Roubaix]]?»}} Il primo è la [[paura]]. [...] Deve sparire. Va cancellata. È un sentimento che spesso viene associato alla Roubaix. Ma io dico: chi ne ha, stia a casa. Quelle pietre sono devastanti, non perdonano. Sono crudeli, non hanno pietà. Ma vanno sfidate. Aggredite. Dominate, non subite. A volte ti trovi a dover schivare buche grandi come mezza ruota. Più che ciclismo, fai l'acrobata.<ref>Dall'intervista di Ciro Scognamiglio, ''Il domatore di Roubaix'', ''La Gazzetta dello Sport'', 13 aprile 2019, p. 39.</ref>
*{{NDR|Sul record dell'ora stabilito a Città del Messico nel 1984}} Il primo record, quello del 19 gennaio, doveva essere [...] solo un test sui 20 km, anche se la fiducia era alta [...]. Se il cronometro ci avesse dato indicazioni positive si sarebbe andati "por la hora!", fino alla fine. [...]. Il secondo tentativo, quattro giorni dopo, per onorare i tantissimi tifosi italiani che erano in viaggio e non avevano potuto assistere al primo tentativo. Fu un trionfo esaltante e stordente [...] che prolungò di fatto una carriera che per me era già in pratica chiusa. [...] a 33 anni non era facile reinventarsi, soprattutto per uno come il sottoscritto che ormai non era più giovanissimo e si era abituato a certi tipi di allenamenti. Ma fondamentale fu l'apporto dell'équipe scientifica della Enervit di Paolo Sorbini: grazie a loro cambiai drasticamente i metodi di preparazione e alimentazione: fummo i primi a introdurre aminoacidi ramificati e gli integratori. Grazie al professor Antonio Dal Monte, mutammo anche la concezione di bicicletta, stravolgendola: asse variabile, manubrio a corna di bue e ruote lenticolari. Oltre all'utilizzo per la prima volta dei cardiofrequenzimetri e all'introduzione di concetti di aerodinamica e di galleria del vento che fino a quel momento nel mondo della bicicletta non erano mai stati utilizzati. Fu davvero una rivoluzione.<ref name="Stagi">Dall'intervista di [[Pier Augusto Stagi]], ''[https://www.avvenire.it/agora/pagine/moser-40-anni-dopo-quel-giorno-vola-d9159d3a2d074d01830387ab844310d5 Francesco Moser, 40 anni dopo il record dell'ora: «Quel giorno volai»]'', ''avvenire.it'', 18 gennaio 2024.</ref>
*Per quanto mi riguarda il professor [[Francesco Conconi|Conconi]] resta uno scienziato.<ref name="Stagi"/>
{{Int|''[https://www.ilgiornale.it/news/roubaix-ritorna-nella-foresta-moser-vero-inferno-proprio-l.html La Roubaix ritorna nella Foresta. Moser: «Il vero inferno è proprio lì»]''|Intervista di [[Pier Augusto Stagi]], ''ilgiornale.it'', 9 aprile 2006.}}
*{{NDR|Sulla [[Parigi-Roubaix]]}} Alla fine ti fanno male pure i denti: solo chi ama profondamente il ciclismo può capire questa corsa.
*La Roubaix è una sfida a tutte le leggi di gravità: si corre su un filo invisibile, che da un momento all'altro potrebbe spezzarsi. I corridori sono equilibristi. La caduta fa parte di questa gara, come le forature. Il segreto sta nell'essere capaci di accelerare sia all'entrata che all'uscita di ogni settore di pavé: bisogna fare delle vere e proprie volate, per conquistare le posizioni migliori e chi le trova sceglie meglio le traiettorie. Non è una gara alla portata di chiunque: lì ho imparato a tirar fuori energie nascoste.
*{{NDR|Sulla [[foresta di Arenberg]]}} È come entrare in un enorme imbuto, nel quale è riposto un invisibile setaccio, chi ne esce in sella alla propria bicicletta ha chances da vittoria. Per gli altri sarà per la prossima volta. Nella Foresta non si vince la Roubaix, ma sicuramente la si può perdere.
{{Int|''Bicisport'', gennaio 2009}}
*L'[[esperienza]] conta e quando sei giovane è importante farne tanta senza avere paura di prendere qualche schiaffo di troppo.
*Nel gruppo ci vuole meno omertà e più trasparenza: i corridori devono capire che chi si dopa è un baro, un ladro e che va immediatamente denunciato perché mette in pericolo il lavoro di tutti.
*Quello che non va bene per il [[ciclismo]] e soprattutto per i tifosi è non vedere correre i grandi campioni per tutta la stagione; questo si che fa male al ciclismo...
{{Int|''[https://www.giornaletrentino.it/cronaca/trento/moser-giro-padania-una-corsa-come-altre-1.789786 Moser: «Giro Padania? Una corsa come altre»]''|Citato in Luca Franchini, ''giornaletrentino.it'', 6 agosto 2011.}}
{{NDR|Sul [[Giro di Padania]]}}
*Già quando correvo io, tempi in cui la Lega Nord era solamente agli albori, al leader del Trittico Lombardo veniva assegnata e fatta vestire la maglia verde. In questa manifestazione [...] non vedo nulla di scandaloso.
*[...] non so cosa potrebbe cambiare se la corsa, invece, che Giro della Padania, fosse stata chiamata Giro dell'Italia del Nord.
*In fin dei conti, che si voglia o no, esiste anche la Padania, così come esiste il partito: c'è chi organizza comizi o altro e chi, come in questo caso, ha invece deciso di organizzare una corsa ciclistica. C'è il simbolo della Lega e della Padania, ma non penso si possa dire che si tratta solo di una manifestazione di carattere politico. Organizzano loro, questo sì, ma stiamo pur sempre parlando di una corsa.
==''Ho osato vincere''==
*Il ciclismo, come la campagna, pretende una totale e incondizionata dedizione. Bagordi e baldorie dovranno aspettare la prossima vita.
*Quando non puoi dire la tua sulla strada, meglio tacere. Le parole non spostano di un centimetro le biciclette.
*Nella vita di un corridore, non c'è cosa più bella di sentirsi ovunque a casa.
*Un passo alla volta, e con i piedi ben piantati per terra, nessuna meta è irraggiungibile. Sacrificio, umilità, intraprendenza: ecco quali sono stati i miei compagni di viaggio.
*Tutti dicono che se fossi stato più accomodante, se certe volte avessi scelto una linea più sfumata avrei potuto vicnere molto di più. Ma a che serve guadagnare trofei quando rinunci a essere te stesso?
*Prima ancora di vincere o perdere, il ciclismo è rispondere: «Presente!». Io ci sono.
==Citazioni su Francesco Moser==
*Anche se andava piano, se non era la tappa giusta, era sempre lui a "fare" la corsa, imporre la tattica. E mi dava da scrivere pagine e pagine. Quando perdeva, non era mai per colpa sua. Di [[Giuseppe Saronni|Saronni]], o dell'organizzatore, o del gregario che non lo aveva aiutato abbastanza. ([[Beppe Conti]])
*Uno che mi ha sempre rispettata è Moser, nato come me in una famiglia di montanari dove la donna era al centro di tutto. Quando uscivamo in bicicletta Francesco cercava sempre di staccarmi e guardava con la coda dell'occhio se c'era riuscito. {{NDR|«Ci riusciva?»}} No. ([[Maria Canins]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Francesco Moser con Davide Mosca, ''Ho osato vincere'', Mondadori, Milano, 2015. ISBN 978-88-04-65511-4
==Voci correlate==
*[[Rivalità Moser-Saronni]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Moser, Francesco}}
[[Categoria:Ciclisti italiani]]
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Gunny
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/* Dialoghi */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Gunny
|titolooriginale= Heartbreak Ridge
|paese = Stati Uniti d'America
|anno= 1986
|genere= Guerra
|regista = [[Clint Eastwood]]
|soggetto = [[James Carabatsos]]
|sceneggiatore = [[James Carabatsos]]
|attori =
*[[Clint Eastwood]]: Sergente Tom 'Gunny' Highway
*[[Marsha Mason]]: Aggie
*[[Arlen Dean Snyder]]: Sergente maggiore Choozoo
*[[Everett McGill]]: Maggiore Malcolm A. Powers
*[[Mario Van Peebles]]: "Stitch" Jones
*[[Moses Gunn]]: Sergente Webster
*[[Eileen Heckart]]: Little Mary
*[[Bo Svenson]]: Roy Jennings
*[[Boyd Gaines]]: Tenente M.R. Ring
|note=
}}
'''''Gunny''''', film statunitense del 1986 diretto e interpretato da [[Clint Eastwood]].
{{Tagline|La sua battaglia non finiva mai}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*Una commissione di deputati che s'inchiappettavano l'uno con l'altro e non erano nemmeno capaci di scorreggiare controvento. ('''Tom Highway''')
*Attento a quello che cerchi, sergente: potresti trovarlo. ('''Maggiore Devin''')
*Io sono cattivo, incazzato e stanco. Sono uno che mangia filo spinato, piscia napalm e riesce a mettere una palla in culo ad una pulce a 200 metri. ('''Tom Highway''')
*Questo è il nuovo Corpo dei Marines. Una razza nuova. I personaggi come te sono anacronismi: ti dovrebbero chiudere in una bacheca con scritto "rompere il vetro solo in caso di guerra". ('''Maggiore Powers''' a Tom Highway)
*Andate in città stasera, divertitevi, fate gli scemi, strofinate l'uccellino fra le cosce delle vostre ragazze o schiaffatelo in qualche buco nel muro, sfogatevi, perché dalle sei in punto di domattina le vostre chiappe sono mie! ('''Tom Highway''')
*Dentro gli uccellini e fuori i calzini! Coraggio! Alzare il culo, in sella al mulo! In piedi! Lavati e stirati fra cinque minuti! Muoversi! ('''Tom Highway''')
*Improvvisare, adattarsi e raggiungere lo scopo! ('''Tom Highway''')
*Una sola sgrullata d'uccello signorine, la seconda costituisce masturbazione e noi non siamo dei segaioli. ('''Tom Highway''')
*Vieni bellezza, vieni a goder. La lingua in bocca, e un [[dito]] nel seder. ('''cadenza di marcia del Plotone''')
== Dialoghi ==
*{{NDR|In prigione, mentre Gunny raccontava a un ragazzo di quando era in guerra}} <br/>'''Carcerato''' {{NDR|a Gunny}}: Mi state sui coglioni voi militari.<br/>'''Tom Highway/Gunny''': ...Che hai detto?!<br/>'''Carcerato''': Se te lo vuoi ingroppare quel ragazzino, non c'è mica bisogno di farla tanto lunga.<br/>'''Tom Highway''': Si vede che in questo campo hai esperienza.<br/>'''Carcerato''': Che cazzo mi vieni a raccontare, stronzo?!<br/>'''Tom Highway''': È meglio che prendi nota. Io sono cattivo, incazzato e stanco. Sono uno che mangia filo spinato, piscia napalm e riesce a mettere una palla in culo a una pulce a 200 metri. Per cui va' a rompere il cazzo a qualcun altro, e levati dalle scatole.<br/>'''Carcerato''': Io ti strappo le palle e te le ficco in bocca, così la pianti di fare lo spiritoso.<br/> '''Tom Highway''' {{NDR|dando il suo sigaro al ragazzo}}: Reggi un po' questo, figliolo. Qui c'è stata una dichiarazione di guerra. {{NDR|prende a pugni il carcerato e lo stende}} Resta lì a leccarti le ferite prima che ti faccia male sul serio.
*'''Giudice''': Sergente Highway, capi di imputazione: ubriachezza molesta, rissa in pubblico locale e... ha urinato su un veicolo della polizia...<br/>'''Tom Highway''': Be', sul momento l'ho trovato naturale.
*'''Sergente''': Ecco, il sergente è servito, c'è da andarne fieri, vero Gunny? A maneggiare biancheria sporca per la patria.<br/>'''Tom Highway''': Hai scopato troppo col cane del vicino oppure ce l'hai sempre quell'aria da cadavere?
*'''Sergente''': Vedi, se tu qua ci vieni con la matita spuntata e l'occhio un po' annebbiato io ti potrei rendere la vita militare molto più comoda, anzi conveniente addirittura.<br/>'''Tom Highway''': Sergente, levami subito questo sigaro di contrabbando dagli occhi, sennò te lo ficco tanto su per il culo che per accenderlo ti scotti il naso.
*'''Sergente maggiore''': Ehilà, impestato, ti bevi il mio caffè e pure con la mia tazza?<br/>'''Tom Highway''': Sì, hai ragione. Prima dovevo farmi vaccinare.<br/>'''Sergente maggiore''': Se il tuo cervello andasse svelto come la tua lingua, saresti generale a quest'ora.<br/>'''Tom Highway''': Be', se io fossi brutto la metà di te sergente maggiore, starei sulla réclame dei preservativi.<br/>'''Sergente maggiore''': Sei sempre il solito acido bastardo... Cristo che piacere rivederti Tom, bentornato a casa.<br/>'''Tom Highway''': Calmati, sennò la gente ci prende per fidanzati.<br/>'''Sergente maggiore''': Attenti! Buon giorno signore.<br/>'''Maggiore''': Sergente maggiore.<br/>'''Sergente maggiore''': Caffè, signore?<br/>'''Maggiore''': Negativo.<br/>'''Tom Highway''': Sergente Thomas Highway a rapporto, signore.<br/>'''Sergente maggiore''': Il nostro Maggiore è così pignolo che ti conta perfino i peli del culo.<br/>'''Tom Highway''': Accademia?<br/>'''Sergente maggiore''': Famosissimo eroe del football.<br/>'''Tom Highway''': Quand'è che me ne andrà bene una?<br/>'''Sergente maggiore''': Oh, mai!
* {{NDR|Dopo il discorso con il Maggiore}} '''Tom Highway''': Senti ma è sempre così o lo faceva solo per impressionarmi?<br/>'''Sergente maggiore''': Quello consulta il regolamento militare anche prima di farsi la moglie... per essere sicuro di copulare in posizione ordinata, efficiente e marziale!
* {{NDR|Alle sue reclute}} '''Tom Highway''': Io sono il sergente Gunny Highway e ho bevuto più birra, pisciato più sangue e chiavato più mignotte e dato più cazzotti di tutti voi stronzetti messi assieme. Il maggiore Powers mi ha assegnato il comando di questo plotone.<br/>'''Caporale Fragetti''': Qui dentro noi ci comandiamo da soli.<br/>'''Tom Highway''': Voi da soli non vi fate neanche le seghe. Siete angioletti.<br/>'''Caporale Fragetti''': Questo lo so.<br/>'''Tom Highway''': Non mi fate impressione!<br/>'''Soldato Profile''': Gli esploratori spa... paccano il culo a tutti, amico.<br/>'''Tom Highway''': Se voi signorine pensate di continuare a fare le lavative solo perché l'altro sergente era un rammollito che contava i giorni che gli mancavano per andare in pensione, scordatevene e cominciate a comportarvi come marines e di corsa.<br/>'''Caporale Fragetti''': Ma chi ti ha chiamato?<br/>'''Tom Highway''': Io non lo faccio perché mi sono innamorato delle vostre chiappette brutti stronzi, è che non ci tengo a lasciare la mia pelle in qualche paese del cazzo soltanto perché tu ''no hablas'', ''comprende''?<br/>'''Recluta n.º 1''': Signorsì.<br/>'''Tom Highway''': E tu?<br/>'''Recluta n.º 3''': Sì, Gunny!
* {{NDR|Di ritorno dall'esercitazione}} '''Webster''': Powers ti insegnerà a ottenere la disciplina.<br/>'''Tom Highway''': Webster, se Powers si ferma all'improvviso la tua lingua gli finisce un metro su per il culo.
* {{NDR|il soldato Profile cade per terra mentre corre}} '''Tom Highway''': Coraggio, non dare soddisfazione a quella testa di cazzo, ce la puoi fare!<br/>'''Profile''': Ce la faccio!!!<br/>'''Maggiore''': Che ha detto, sergente Highway?<br/>'''Tom Highway''': Ho detto: non dare soddisfazione a quella testa di cazzo. Signore.
*'''Maggiore''': Si può sapere che cavolo stai facendo lì seduto?<br/>'''Tom Highway''': Mi sto godendo il panorama. Signore.<br/>'''Maggiore''': Hai disobbedito ad un preciso ordine. Ti avevo detto di tenerti in contatto e di non andare all'assalto di questa collina senza di me. Alzati in piedi, Highway!<br/>'''Tom Highway''': Con tutto il debito rispetto le dico che sta cominciando a rompermi le palle.
* {{NDR|Alle sue reclute}} '''Tom Highway''': Tu, come ti chiami?<br/>'''Caporale Fragetti''': Caporale Fragetti, Gunny.<br/>{{NDR|gli sfila gli occhiali da sole e li calpesta}} '''Tom Highway''': Non si sporca per terra, Frocetti. Comportamento antiecologico. Tu, come ti chiami?<br/>'''Soldato Aponte''': Aponte.<br/>'''Tom Highway''': E tu?<br/>'''Soldato Profile''': Profile.<br/>'''Tom Highway''': E tu?<br/>'''Soldato Quinones''': Quinones.<br/>'''Tom Highway''': E tu?<br/>'''Soldato Collins''': Collins.<br/>'''Tom Highway''': Allora Culite, Coglione, Profilattico, eccetera... Siete proprio carini! Sembrate tante indossatrici, e vi voglio vedere con i capelli a posto, domattina. E questo vale per tutti. Quando sembrerete dei Marines comincerete anche a sentirvi come dei Marines, e per Dio comincerete pure a comportarvi come dei Marines! Fianco dest, dest! Avanti, marsch!
*'''Tom Highway''': Ficcatelo in culo lo sfollagente, Reeze.<br/> '''Reeze''': Ma chi cazzo credi di essere per venire a pisciarmi sulla macchina?! Tu fai i tuoi porci comodi e la vorresti pure fare franca?! Ma dove sta scritto che ci dobbiamo cagare sotto ogni volta che vediamo una divisa blu piena di nastrini colorati?! Perché non dai un'occhiata alla tua pratica, eroe!? Guarda le date! È storia antica, per Dio! Una di queste sere ti ritroverai a sputare sangue in un vicolo e se riuscirai ad alzare la testa vedrai me!<br/> '''Tom Highway''': Sogna stronzo, sogna.<br/> '''Reeze''': Te la faccio pagare a prezzo pieno! Io ai militari di sconti non ne faccio!<br/> '''Tom Highway''': Peccato, perché tua moglie li fa.
*'''Webster''': Avevo sentito che eri tornato. <br /> '''Tom Highway''': Webster. <br /> '''Webster''': I tuoi mongoloidi non espugnano neanche un cagatore. <br /> '''Tom Highway''': È là che ti hanno alloggiato, al cesso. <br /> '''Webster''': Io e il maggiore Powers stiamo creando un Corpo scelto di combattenti. <br /> '''Tom Highway''': L'unica cosa che sei capace di creare è un attacco di emorroidi.
*'''Gunny''': Cojones, da' tu la cadenza! {{NDR|Quinones alza il medio alle sue spalle}} Quel [[dito]] te lo stacco, così la tua ragazza dovrà fare tutto da sola! Da' tu la cadenza, forza! <br/>'''Quinones''': Io non me ne ricordo nessuna, Gunny! <br/>'''Gunny''': Spremiti le meningi, Cojones, se no mi ti faccio con tutti i calzoni!<br/> '''Jones''': Da' retta, bello, che quello è matto da legare! <br/>'''Gunny''': Habla, Cojones... habla! Habla!!! <br/>'''Quinones''': Vieni bellezza, vieni a godeeeeer. <br/>'''Plotone''': Vieni bellezza, vieni a godeeeeer! <br/>'''Quinones''': La lingua in bocca, e un dito nel seder! <br/>'''Plotone''': La lingua in bocca, e un dito nel seder!
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film di guerra]]
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Torino Football Club
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[[File:Ac-torino-old-2.png|thumb|Stemma del Torino usato dal 1990 al 2005]]
Citazioni sul '''Torino Football Club'''.
==Citazioni==
*Che la gente ci creda o no, questa squadra "dà" qualcosa di diverso, di più. Il Torino è, più che una società, una specie di filosofia che ti prende sotto tutti i punti di vista, riuscendo a trarre il meglio dalle tue possibilità. [...] sono gli uomini a creare questa affascinante particolarità che è l'essere granata: uomini autentici, stimolati da una tradizione incomparabile e tragica. ([[Renato Zaccarelli]])
*Continuerò ad essere un grande tifoso del Toro, non solo per gratitudine ma perché è vero che questa maglia ti entra dentro, e ogni volta che potrò verrò al "[[Grande Torino]]" per tifare per i miei compagni e per i ragazzi che verranno dopo di me. Quando tornerò andrò ancora a Superga per dire una preghiera: devo dire anche grazie al Toro se al 4 maggio, leggendo quei 31 nomi, ho provato, come uomo, un'emozione che non si può descrivere. Con il mio forte abbraccio a ciascuno di voi, ai veri tifosi del Toro vorrei infine dire un'ultima cosa: restate sempre vicini alla squadra, quando si vince ma anche quando si perde. Essere granata è anche questo. ([[Kamil Glik]])
*Cosa sia non lo so, ma solo chi è passato al [[Stadio Filadelfia|Filadelfia]] sa cosa vuol dire essere granata!<ref>Al momento del passaggio alla Juventus [[Gianni Agnelli]] gli chiese cosa fosse il "quarto d'ora granata" visto che Dino aveva giocato nel Torino.</ref> ([[Dino Baggio]])
*Da Superga a [[Luigi Meroni|Meroni]] a Ferrini, la storia del Toro obbedisce a un copione drammatico. Di rappresentazione in rappresentazione, società tifosi, giocatori si sono cuciti addosso una divisa mentale ormai indelebile come la maglia granata: è più importante soffrire che non vincere ([[Giovanni Arpino]])
*Dal giorno di Superga uno strano tifo ha accompagnato il Torino: tutti tifosi del Toro, pochi veri tifosi del Toro. ([[Domenico Morace]])
*Il Torino, come nessun altro club nel nostro calcio, ha conosciuto la grandezza e la sventura. ([[Adalberto Bortolotti]])
*Il Torino – come tutti sanno – è una fede. E anche se non sempre la fede può vincere, il suo valore resta incontaminato. ([[Giovanni Arpino]])
*Il Toro, squadra plebea per eccellenza. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Il Toro [...] era l'"istinto", il "revanscismo", e cioè la smania costante del riscatto, per qualcuno di insostituibile che il "fato" ti aveva portato via per sempre. E tutte le volte in cui anch'io mi sentivo privato, ingiustamente, di qualcosa, mi coloravo di granata. ([[Carlo Nesti]])
*Il Toro è stata la squadra della mia vita, ci sono arrivato ragazzino e ne sono uscito uomo. [...] Mi sarebbe piaciuto avere una sola maglia nella vita. Quando Pianelli mi cedette all'Inter, era convinto di avermi fatto un regalo. Invece mi misi a piangere e spaccai a pugni la porta dello spogliatoio. [...] All'Inter con Invernizzi vincemmo uno scudetto in rimonta ma mi sentivo in esilio. ([[Lido Vieri]])
*Il Toro è storia. Il Toro è Superga, il Toro è Valentino Mazzola, il Toro è Gigi Meroni, il Toro è Giorgio Ferrini: se la mettiamo su questo piano è difficile trovare squadre che lo battano; se invece la mettiamo sui risultati, allora è diverso. ([[Eraldo Pecci]])
*Indossare quella maglia è qualcosa di indescrivibile e non credo di esagerare se dico che indossi la storia prima di quella maglia. ([[Patrizio Sala]])
*La [[Juventus Football Club|Juventus]] è una figlia di papà. Di papà Agnelli, di Edoardo e di tutta la generazione a venire. La Juve è stata la squadra di [[John Charles|Charles]], di [[Omar Sivori|Sivori]], [[Michel Platini|Platini]], [[Roberto Baggio|Baggio]], [[Zinédine Zidane|Zidane]]. Il Torino invece è stato figlio della madre di tutte le sciagure: Superga. Andrei al di là della solita divisione convenzionale di una Juventus aristocratica e di un Torino popolare. Direi che la Juve è la squadra che si è tolta tutti gli sfizi, mentre il Toro spesso è stato costretto a scendere a patti con il destino. ([[Roberto Beccantini]])
*La prima squadra è come il primo amore, non si scorda mai. E la mia prima squadra è stata il Torino. Ma col [[Milan]] ho vinto tanto, uno scudetto e un'altra dozzina di trofei, tutti successi indimenticabili. ([[Roberto Rosato]])
*Mi dicevano che il Torino era diverso da qualsiasi altra squadra, si respirano pagine di storia, belle, drammatiche e intense. Anima, cuore, orgoglio, lacrime e sudore come piace a me, non vedevo l'ora di tornare a lavorare in una società che mi somigliasse. Il Toro è abituato a stare nell'arena, a combattere e lottare. ([[Siniša Mihajlović]])
*''Oh granata topo di fogna, | di Torino sei la vergogna | la tua massima aspirazione, | festeggiare la promozione | noi in Europa giochiam lontano, | voi al massimo ad Orbassano | da troppi anni cercate gloria, | solo Superga vi ha fatto storia | quando torni dal purgatorio, | sogni sempre acquisti d'oro | ma alla fine la storia vera, | che Turin al'è bianca e neira!''<ref>Coro intonato dalla tifoseria della Juventus in ogni derby disputato contro il Torino.</ref> ([[Cori da stadio|coro]])
*Per me che ho il Toro dentro, questo club resta unico nel suo genere. Non deve lottare per vincere, ma per difendere in eterno le sue meravigliose e uniche peculiarità. ([[Eraldo Pecci]])
*Poter lavorare in una Società dalla storia gloriosa e prestigiosa come il Toro è per me motivo di grandissimo orgoglio. Questa è una piazza unica, il pubblico granata è conosciuto in tutta Italia per la sua passione, per il suo grande attaccamento alla squadra, per quel suo forte senso di appartenenza alla maglia: sono valori importanti, in cui mi riconosco. ([[Siniša Mihajlović]])
*Prima di Superga eravamo tutti granata. Ricordo la notizia alla radio, mio fratello e le altre voci che si rincorrono: "È morto il Toro, è morto il Toro…". Poi diventammo juventini. ([[Paolo Conte]])
*Se il calcio è letteratura, il Torino è poesia. ([[Mauro Berruto]])
*Se la sorte ti ha dato in dote di essere innamorato di una squadra come il Torino, allora avrai la ragionevole certezza che quel tuo amore non sarà mai angustiato dalla monotonia. Ma da qualsiasi altra possibile condizione dell'anima, inevitabilmente, sì. ([[Federico Buffa]])
*Sono del Toro [...] e mi sono innamorato in modo viscerale di questa maglia. Un marchio indelebile che mi porterò addosso per sempre. ([[Patrizio Sala]])
*Tifare Torino è come corteggiare una suora: possibile, per carità, e se ci riesci è il genere di cosa che racconterai per tutta la vita. Ma anche se rimedi un comprensibile due di picche, è una cosa da raccontare. Come facciamo noi. Fin troppo spesso. ([[Marco Malvaldi]])
*Torino è anche, anzi soprattutto la città del Toro. ([[Urbano Cairo]])
*Un tifoso del Toro sa bene che se vuole la vittoria deve tifare qualche altra squadra. ([[Mauro Berruto]])
===[[Mick Wallace]]===
*Abbiamo anima e passione, qualità sempre più rare nel calcio odierno.
*Il Torino è un club piccolo. Hanno una dimensione sociale, che combacia con la mia filosofia di calcio. Non contano solo i soldi, le vittorie; è molto di più. Le grandi società possono comprare il successo ma non possono comprare quello che ha il Torino, ovvero lo spirito e la passione che viene dalla persone. [...] Ogni volta che vado a vedere il Torino e parlo con i tifosi, capiscono che questa non è una semplice squadra di calcio.
*Nulla si avvicina ai granata. È un club speciale, differente da qualsiasi altro, e a renderlo unico sono innanzitutto i tifosi. In mezzo a loro mi sento a mio agio, circondato da persone vere e genuine: portano avanti una filosofia di vita che combacia perfettamente con la mia.
===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]===
*A noi le coppe, a voi sul culo le toppe!<ref>Striscione dei tifosi bianconeri contro i rivali del Torino prima del [[Derby di Torino|derby]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986 e che sarebbe finito 1-1; citato in {{fr}} Christian Bromberger e Jean-Marc Mariottini, ''Le rouge et le noir. Un derby turinois'', in Jean-Marie Tremblay (a cura di), ''Les enjeux du football'', Actes de la recherche en sciences sociales, vol. 103, pp. 79-89, Lyon, Persée, 30 giugno 2013 [giugno 1994]. ISSN 0335-5322 (WC · ACNP).</ref>
*A voi il nome, a noi la storia.<ref>Striscione esposto dalla Curva Sud (settore d'occupazione della [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata della Juventus]]) e rivolto ai rivali del Torino, prima del [[Derby di Torino|derby]] del 6 maggio 2017.</ref>
*Agguati, infamate, il [[Derby di Torino|derby]] disertate... ma quando ci affrontate?<ref>Striscione della tifoseria organizzata della Juventus contro quella del Torino, prima del derby del 28 febbraio 2023.</ref>
*Noi di Torino orgoglio e vanto, voi solo uno schianto.<ref>Striscione esposto da una frangia della tifoseria della Juventus in occasione del derby del 24 febbraio 2014, facente riferimento alla strage di Superga del 4 maggio 1949, in cui l'intera squadra granata perse la vita in un incidente aereo.</ref>
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Colori e simboli del Torino Football Club]]
*[[Grande Torino]]
*[[Ora e per sempre]]
*[[Stadio Filadelfia]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul}}
[[Categoria:Torino F.C.| ]]
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Vladimiro Caminiti
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'''Vladimiro Caminiti''' (1932 – 1993), giornalista, scrittore e poeta italiano.
==Citazioni di Vladimiro Caminiti==
*{{NDR|Su [[Virginio Rosetta]]}} È stato il primo grande stratega difensivo della storia del nostro calcio, suoi palloni, lunghi o brevi, erano messaggi. Il suo grandissimo senso della posizione, il suo elucubrato pragmatismo, la sua tecnica nel difendere l'1-0 evitando inutili sforzi. Il ragioniere insegnava calcio, ed anche comportamenti di vita, a tavola era facile vederlo evitare il bicchiere di vino.<ref name="Bedeschi">Citato in Stefano Bedeschi, ''[https://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-virginio-rosetta-590981 Gli eroi in bianconero: Virginio Rosetta]'', ''tuttojuve.com'', 25 febbraio 2022.</ref>
*{{NDR|Su [[Giancarlo Antognoni]]}} L'uomo che gioca guardando le stelle.<ref>Da ''Tuttosport'', 16 ottobre 1972; citato in ''[https://sport.sky.it/calcio/2014/03/30/giancarlo_antognoni_60_anni_fiorentina Auguri Antognoni, l'uomo che giocava guardando le stelle]'', ''sport.sky.it'', 1º aprile 2014.</ref>
*{{NDR|Dopo la morte di [[Gaetano Scirea]]}} Morire giovani capita ai profeti, ai poeti, ai predestinati, ai santi. Ma è una menzogna, morire giovani è solo una porcheria.<ref>Da ''Tuttosport'', 1989; citato in Francesco Moroni, ''L'Italia che resiste: {{small|storie e ritratti di cittadini controcorrente}}'', Effepi Libri, 2010, [https://books.google.it/books?id=aZk9yom3l2AC&pg=PA114 p. 114]. ISBN 8860020166</ref>
*{{NDR|Su [[Giuseppe Furino]]}} Nella sua storia leggendaria la Juve ha avuto eccelsi gregari. Ma nessuno all'altezza di questo nano portentoso, incontrista e cursore, immenso agonista, indomabile nella fatica, i piedi come uncini dolorosi in certe circostanze.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/nazionale/2014/02/10/news/giuseppe_furino_il_mediano_con_due_cuori_che_spegneva_i_campioni_ma_a_sivori_feci_un_tunnel-78192870/ Giuseppe Furino, il mediano con due cuoriche spegneva i campioni: «Ma a Sivori feci un tunnel»]'', ''repubblica.it'', 10 febbraio 2014.</ref>
*{{NDR|Su [[Pietro Anastasi]]}} Paragonato ai centravanti tradizionali, è un misto di Gabetto e Lorenzi, ha più estro che tecnica, più possesso fisico dell'azione che senso tattico; caccia il [[goal]] come uno stallone la femmina.<ref>Citato in Stefano Bedeschi, ''[http://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-pietro-anastasi-46006 Gli eroi in bianconero: Pietro ANASTASI]'', ''tuttojuve.com'', 5 aprile 2011.</ref>
*{{NDR|Su [[Renato Cesarini]]}} Parlava con una voce arrochita e addolcita dalle stravaganze. Era tutto meno quello che avrebbe voluto essere. Aveva un cuore grande come una chiesa ma era crudele come un serpente. Sapeva piangere e ridere. Era angelo e diavolo, un clown del pallone, un ciuffo di capelli e un collo, occhi smagati sul precipizio. Era matto davvero e pure savio specialmente bevuto. La sua casa era di tutti e strimpellava dolcemente alla chitarra. Inventò un sacco di cose già inventate, meno una proprio tutta sua: [[Zona Cesarini|il goal all'ultimissimo]]. Giocava quando ne aveva voglia e quando non ne poteva più dormiva. Perché dormire se c'è tanto da prendere? E prendeva prendeva. La primavera del 1969 gli fu fatale...<ref>Citato in Stefano Bedeschi, ''[http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2008/04/renato-cesarini.html Renato CESARINI]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 11 aprile 2022.</ref>
*{{NDR|Su Virginio Rosetta}} Prima di lui il pallone era inteso solo per assestargli solenni calcioni [...]<ref name="Bedeschi"/>
*Quanto sono effimere certe elucubrazioni tecnico-tattiche d'oggidì sul calciatore [...]. [[József Viola|Viola]], emaciato campione di altre stagioni, giocava come i veri assi degli anni futuri. Giocava a tutto campo, giocava per la squadra, serviva il collettivo.<ref>Da ''Juventus, Juventus'', Milano, Elle, 1977; citato in Stefano Bedeschi, ''[https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2008/06/david-andrew-platt-raggiunse-la.html Jozsef VIOLA]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 10 giugno 2025.</ref>
*{{NDR|Su [[Antonio Cabrini]]}} [Un] [[Rodolfo Valentino]] del calcio senza le falsità e le angosce del divo per forza.<ref>Citato in Giuseppe Bagnati, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2008/04_Aprile/19/cabrini.shtml Cabrini, il campione antidivo]'', ''gazzetta.it'', 19 aprile 2008.</ref>
*[...] [[Luigi Cevenini|Zizì Cevenini]] gode fama di essere un autentico virtuoso, un fenomeno del dribbling e del goal di possesso come non se ne sono mai veduti; e, in effetti, questo [...] dal naso grifagno, dal taglio del labbro vizioso, mezzo storto mezzo gobbo, che calza scarpe di cuoio di sua (e dei fratelli) fabbricazione, merita tutta la sua fama. Per anni [...] ha dribblato intere squadre, segnando e facendo segnare fantastici goal. È il simbolo di come l'italiano medio considera il calciatore di classe, un dribblomane, un solista senza padroni, un cane sciolto a caccia di emozioni speciali, che sgrida alla voce i compagni, che si sente il più bravo da dieci a zero e lo vomita in faccia a tutti. [...] cominciava a dribblare, con fanatico impegno e guai a non passargli il pallone. Grifagno come il suo naso, e a ogni impresa pedatoria aduso, pur di arrivare al goal da solo, senza dovere chiedere l'aiuto di nessuno. E che non si osassero di non passargli il pallone; tanto la gente, in quei declinanti anni Venti, si divertiva al calcio ancora da noi football, soltanto vedendolo giocare.<ref>Citato in Stefano Bedeschi, ''[https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2008/03/luigi-cevenini.html Luigi CEVENINI]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 25 marzo 2024.</ref>
{{Int|''[https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2007/09/federico-munerati.html Federico MUNERATI]''|Citato in Stefano Bedeschi, ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 16 ottobre 2024.}}
{{NDR|Su [[Federico Munerati]]}}
*Munerati, di nome Federico, uno altone, con una bella faccia ariosa, che si aiutava a essere bello con una capigliatura frenetica, tutti quei capelli neri a riccioli. Lo chiamarono Ricciolo. [...] un ragazzone stellante, dagli occhi nerissimi, come giocatore ala destra (vecchio stile), corsa sull'out e cross ficcante, ma anche una certa capacità nell'accentrarsi e, su tutto, un senso del goal medianico. Sì, un gran bel giocatore [...]
*Munerati aveva certe spensieratezze; una volta, a Genova, tarda primavera del 1930, perse la comitiva dei compagni e dirigenti a passeggio per via XX Settembre, dietro le gambe di una bella ragazza. Perché meravigliarsi? «Sono belli gli occhi neri, sono belli gli occhi blu, ma le gambe ma le gambe...» canterà presto un ritornello. Mazzonis non la pensò ugualmente, e il baldo attaccante finì in tribuna, il giorno dopo [...]
*Munerati, quattro sillabe che facevano paura ai portieri.
*[...] i suoi goal di testa sono stupendamente semplici, grandi testatone; i suoi goal di piede sono dell'opportunismo più sfacciato. Ogni traiettoria che pare persa lui la conquista. Pare lento, ma è tutta apparenza. Ha velocità progressiva. Ha forza di tiro. Ha sicuro talento. Gli nuoce, per la popolarità, giocare in una Juve dove agiscono personaggi già famosi, Combi, Rosetta, Hirzer, Allemandi, Viola, Pastore, Vojak, insomma l'ala destra non gode del carisma di quel biondo ungherese che esalta il gioco con finezze radiose, e non ha la fama del [[Virginio Rosetta|ragioniere vercellese]] che non colpisce mai il pallone con la fronte ma conquista ogni traiettoria con la semplicità della classe più pura. Non è né Hirzer né Rosetta, a parte che, negli anni '20, i ruoli del calcio che piacciono di più sono quelli di centravanti e di portiere.
{{Int|''[https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2008/04/felice-placido-borel.html Felice Placido BOREL]''|Citato in Stefano Bedeschi, ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 5 aprile 2026.}}
{{NDR|Su [[Felice Borel]]}}
*Arrivò con lui nella Juventus il centravanti radioso. Raggiava la luce di una bellissima gioventù, era un pizzico snob e palesemente invaghito prima di se stesso, poi del mondo intero; e il suo carattere diffidente di ogni volgarità lo segnala come il vero maestro di [[Giampiero Boniperti]] nel gesto e nell'educazione.
*Un centravanti, "il" centravanti, dalle movenze flessuose, irresistibile nel fango, inferiore, forse, solo a [[Giuseppe Meazza|Meazza]].
*Il calcio non avrà più, né potrebbe più nemmeno concepirlo, in tempi di scatenamento, e scotennamento, televisivo, un artista così riuscito, un campione così infantile nutrito di cieli azzurri e di visioni. Borel II è stato un centravanti dal talento alato, le ginocchia un po' delicate dovevano farlo soffrire ma, tutto considerato, è stato lui a far soffrire i difensori, elusivo nel gioco e infallibilmente felice nel tiro [...]
{{Int|''[https://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-cestmir-vycpalek-643821 Gli eroi in bianconero: Cestmir Vycpalek]''|Citato in Stefano Bedeschi, ''tuttojuve.com'', 15 maggio 2023.}}
{{NDR|Su [[Čestmír Vycpálek]]}}
*In pochi mesi di Palermo, Čestmír di Praga diventò Cesto, si fece largo da stretto e giocava con paciosa serenità, esprimendo grazia tecnica e rotondità di anca. Prima di lui al Palermo le mezzeali arronzavano, non avevano dimestichezza con la classe, non avevano garbo, non avevano cultura. Facevano tutto presto e male. Cesto sapeva fare bene e con comodo, per il godimento della plebe, tutti dovendosi beare del suo gioco danzato, stile Slavia di Praga. Da Praga, appunto, arrivava, anzi da Torino, dopo un campionato alla Juventus [...]; da Praga via Dachau, otto mesi di campo di concentramento ansimando in attesa della fine, negli occhi la fame trista di quando si è persa la dignità per le malvagità del prossimo.
*1971. La malattia di Picchi ispirò Boniperti di fare uscire dall'ombra il pacioso boemo latte e miele. Era duro anzicchenò per Cesto, alla guida della Juventus, sedersi sulla panchina più illustre d'Italia, con Boniperti alle spalle che tanto si prendeva tutta la gloria facendo tutto lui, con una squadra piena di malandrini, Haller, Causio, Anastasi, Marchetti, ma le esperienze della vita e degli uomini lo avevano cambiato, morì Picchi ma la squadra nomata Juventus aveva l'ideale continuatore, né trascinatore né condottiero, uno stratega sorridente che manovrava le carte in ritiro a Villar Perosa da mafioso siculo, che sapeva usare paroline graziosissime per scuotere o pungolare, grasso roseo ballonzolante davanti alla truppa negli allenamenti condotti con altissimo senso della misura. I ragazzi si divertivano, lo presero in simpatia, Boniperti lo confermò alla guida tecnica della squadra e ne fu compensato: quest'uomo che non rifiutava mai un'intervista e non faceva dramma di niente, era Campione d'Italia con la squadra.
*La modernità di Vycpálek, apparentemente re travicello, è nella sua cultura tecnica e umana, il suo alato ottimismo, la sua dolcezza dialettica, una squadra di professional negli anni Settanta non potendosi guidare soltanto coi giri di campo. A parte che Cesto anche i giri di campo sapeva dosare con acume. Un allenatore vero.
==''Guerin Sportivo''==
{{cronologico}}
*{{NDR|Sul [[Grande Torino]], nel 1989}} Mi chiedo se prima dell'undici granata di Erbstein e Copernico, amato da [[Vittorio Pozzo]] [...] vi fosse mai stata in [[Italia]] una squadra così completa e rispondo che sicuramente l'[[Football Club Internazionale Milano|Ambrosiana]] di [[Giuseppe Meazza|Peppino Meazza]], la Juventus di Viri Rosetta e [[Felice Borel|Felice Placido Borel]], il [[Bologna Football Club 1909|Bologna]] di Andreolo, Sansone e Schiavio, squadroni autentici furono, ma non come il Toro, una squadra impetuosamente italiana, alpina eppur sferzata dai venti marini per vincere le tempeste attorno al suo drammatico piccolo riccioluto gigante, quel [[Valentino Mazzola]] che un pure grande calciatore come [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], nello scrigno dei ricordi più gelosi, considera a tutt'oggi il più incredibile fuoriclasse mai esistito.<ref>Da ''Giocava anche per noi'', ''Guerin Sportivo'', 1989.</ref>
*{{NDR|Su [[John Hansen]]}} [...] un giocatore medianico, che appariva pericolosamente sempre smarcato sui traversoni e che dettava i passaggi con intelligenza tattica illuminata. [...] Un fenomeno sulle parabole per i suoi gol di vellutata precisione, ma formidabile in ogni parte di campo per l'eclettismo scarno, sovranamente vincente della sua azione al servizio dei compagni e del gioco di squadra, questo è stato John Hansen, un eccezionale fuoriclasse che rimpiangiamo, un eccezionale fuoriclasse buono per ogni epoca.<ref>Da ''John il gol'', ''Guerin Sportivo'' n. 3 (778), 17-23 gennaio 1990, p. 13.</ref>
===1981===
{{Int|''Il dissacratore''|''Guerin Sportivo'' n. 20 (337), 13-19 maggio 1981, pp. 57-58.|h=4}}
{{NDR|Su [[Felice Borel]]}}
*[...] Borel II fu il [[Roberto Bettega|Bettega]] degli Anni Trenta, però senza i complessi freudiani, i traumi anche a veder bene, del suo eccellente successore. Felice Placido Borel fu soprannoinato «Farfallino» per la leggerezza della corsa che tramutava il pallone in sferzanti traiettorie. Fu Pozzo a definire eloquentemente la tecnica di «Farfallino», una tecnica dosata sulla precisione del tocco [...]. E il maestro non precisava la cosa ancor più preziosa: che Borel possedeva un piede numero 36, era cioè il più mirabolante piedino di quel calcio (e del calcio futuro [...]). Oltre che [...] un mirabolante rompiscatole; fu il campione anarchico per eccellenza, nel senso di costumi e degli obblighi professionali che intendeva come voleva. Fu un borghese del più bello stampo.
*Egli è di fatto il più moderno e vorrei dire contemporaneo degli assi antichi. Anzi, di antico non ha nulla. Se uno lo pensa dannunziano perché negli Anni Trenta era un elegantone un po' snob falla; di fatto non si tolse mai la mutanda davanti al maresciallo [[Carlo Carcano|Carcano]], l'allenatore che aveva il vizietto [...].
*Nel 1928 la Juve si assestava ormai sui piani più alti. Prendeva il volo con [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|Edoardo Agnelli]] la squadra che li avrebbe stritolati tutti, i miti infangati della provincia e i giovani astri di Bologna o Milano nonché il [[Torino Football Club|Toro]], squadra plebea per eccellenza. [[Derby di Torino|E la Juve?]] Squadra dei padroni, salvo testimoniare la sua identità nei fatti di un gioco coriaceo, informato a grosso taglio di individui ed a grande malizia professionale. La [[Quinquennio d'oro|Juve del quinquennio]] in campo non si spremeva. Aveva il genio difensivo di Rosetta che non colpì mai un pallone di testa, aveva la saldezza atletica del «centromediano che cammina», quel tirchiaccio di Luisito Monti [...]; aveva il podismo di Varglien I e Bertolini; la fantasia di Sernagiotto e Orsi; ed ebbe [...] il talento squisito, forse irripetibile, di Farfallino Borel.
*Un formidabilissimo globetrotter del ruolo, un centravanti dal sinuoso movimento verticale e dal tocco smorzato e secco negli angolini più impolverati della porta. Un ballerino per classe naturale, movenze fisiche, scatto, allungo, fondamentali. Rendeva tutto semplice, non si perdeva in ghirigori, il suo dribbling essenziale a seguire, i suoi colpi di esterno, sinistro e destro, proverbiali, di testa era formidabile. Diventò la bestia nera del Torino nel derby, segnava sempre lui. [...] «Farfallino» [...] realmente [...] sembrava sorvolare la mischia, volare sul fango. [[Angelo Schiavio|Schiavio]], [[Giuseppe Meazza|Meazza]], Vojak, Busoni, [[Silvio Piola|Piola]]... Poi Gabetto. I centravanti rapsodici sono stati tanti. Ma nessuno con lo stile di «Farfallino» [...]
{{Int|''E il mondo tremò''|''Guerin Sportivo'' n. 22 (339), 27 maggio – 2 giugno 1981, pp. 36-37.|h=4}}
*[...] quando l'Italia era un Paese irregimentato dietro la lettera D e viaggiavano le prime auto Fiat di nome [[Fiat 508 Balilla|Balilla]] perché i figli d'Italia erano tutti Balilla [...]
*[[Angelo Schiavio|Schiavio]] centravanti rapsodico. Un lottatore ed un tecnico. Un coraggioso per antonomasia. Meazza più tecnico di lui e più bello. Lui più duro, più travolgente, anche più rissoso. Lui con un cuore in petto di pioniere. Lui un calciatore libero e padrone del suo destino.
*[...] [[Carlo Carcano|Carcano]], quello davanti al quale guai a mostrarsi senza mutande.
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1934]]}} Con quella partita e quella vittoria si può dire che il calcio diventò in tutta Italia il fenomeno sociale che sappiamo...
{{Int|''Gol e sberleffi''|''Guerin Sportivo'' n. 36 (352), 2-8 settembre 1981, pp. 31-32.|h=4}}
*Cosa sia stata l'Inter per i ragazzi usciti dalla guerra lo può spiegare meglio di tutti [[Benito Lorenzi]]: chi più di lui s'è portata l'Inter nel cuore, l'ha rivitalizzata coi suoi furibondi scatti, l'ha arricchita di cuore, di rabbia, in modo particolarissimo di estro? Perché bisogna intendersi o tutto diventa relativo. Non si nasce sempre geni, non si nasce nel calcio sempre Di Stefano o Puskas o Pelé. Si può nascere Benito Lorenzi. Cioè, voglio dire, una peculiarità di certi italiani del popolo di non avere peso specifico, di non avere presenza, di essere bruttignaccoli (non che Benito lo fosse) oppure di avere tante altre cose che un gigante non ha, tanto entusiasmo e tanto scatto, inventando in un attimo grattacieli di gol. E Lorenzi fu appunto tutto ciò [...]
*[...] un toscanaccio, un ragazzo con la passione furiosa per il pallone rotondo, non iradiddio, quattro ossa di trottola semovente che sfidano tutti i centromediani e fanno sberleffi dopo aver fatto gol, ai centromediani e ai portieri.
*E veramente Benito [...] è un uomo amabile, quel che ha sul labbro ha nel cuore, è una faccia la sua che agli italiani racconta il calcio della domenica, cioè anche la generosità, l'humor, la guasconeria dei campioni del calcio. Questi milionari che i ragazzi usciti dalla guerra si figurano come invincibili: guerrieri in scarpe bullonate e di più ancora uomini baciati in fronte dalla più dolce fortuna.
*[...] una carriera vissuta come un sogno, inseguito da nembi di avversari e sempre vittorioso [...]. Non giocava soltanto coi piedi, testa e frattaglie sparse, anche con la bocca giocava (e che bocca!), era un fascio di nervi che scatenava nella lotta, era il guizzo del centravanti di una volta uscito dalla guerra, quindi contorto, torturato e più aguzzo.
===1982===
*[[Zbigniew Boniek|Boniek]] non è un centravanti secondo i moduli tradizionali e non è un cervello, un regista, piuttosto è un giocatore con la musica del calcio altolocato nelle vene, la zona e il gioco senza palla, la verticalizzazione costante, lo spunto mai fine a se stesso, lo sprint reiterato, travolgente, di gambe e di polmoni, sull'out o al centro, mai un fronzolo fine a se stesso, un senso del gioco materiato di amore per il pallone, gioco di prima innervato nel gioco di squadra.<ref>Da ''Scatto matto'', ''Guerin Sportivo'' n. 27 (395), 7-13 luglio 1982.</ref>
{{Int|''L'angelo azzurro''|''Guerin Sportivo'' n. 7 (375), 17-23 febbraio 1982, pp. 31-32.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Luigi Cevenini]]}} [...] non si faceva mai la barba prima di andare in campo, si nascondeva le sigarette sotto i calzettoni, fumava come un turco da mane a sera, bestemmiava quando non gli davano il pallone che voleva sempre avere sul piede. Esagerazioni? Chi lo sa. A vederlo in fotografia quel marrano appare il ritratto di una povertà rinsecchita, è più ossa e magrezza che altro, racconta la fame dei bauscia milanesi. Eppure Zizì Cevenini è stato un uomo felice, tutto considerato. Coi suoi vizietti ha fatto un'epoca di calcio romantico [...]
*[[Lennart Skoglund|Lennart]] detto «Nacka» era biondo, con gli occhi azzurri, aveva delle piccole lentiggini sul naso, rideva come un angioletto, aveva un cuore di zucchero, quando non giocava beveva e dormiva, agli allenamenti arrivava per ultimo, ma sempre in tempo, alternava momenti di entusiasmo a malinconie raggelanti [...]
*{{NDR|Su Lennart Skoglund}} Il suo attaccamento al whisky diveniva maniacale. Ci curava tutto con il whisky, dal raffreddore alle contusioni. Dimenticava il dolore, dopo tre sorsate era pronto per scattare sulla fascia e disegnare uno di quei suoi ghirigori fiabeschi con pennellate di cross geniali. E i gol erano pur roba di whisky, nel dribbling martellante ci metteva quel delirio, gli occhi azzurri brillavano di felicità infinita, quanto effimera, «hai fatto un bel gol, ti regalerò un dodici anni», gli dicevano i compagni. E poi cominciò a perdere colpi a forza di bere. [...] si portava in campo la bottiglietta di whisky, l'andava a riporre senza farsi notare dietro la bandierina del corner, per farsi una bevuta come se si allacciasse una scarpa, prima di eseguire l'angolo.
*Né poteva finire diversamente da com'è finita, la storia di Lennart [...], ala bellissima, oggi mezzapunta si direbbe, goleador raffinato provvisto di tutto, di bellezza fisica, di genialità tecnica, di simpatia [...]. Il suo vizio assurdo era mortale. [...] Nè l'amore per lo sport e la fatica fisica, per se stessa così disintossicatrice, erano bastati a curarlo. La sua vita era la bottiglia, quel whisky giallo come i suoi capelli [...]
{{Int|''La centesima di Zoff''|''Guerin Sportivo'' n. 24 (392), 17-23 giugno 1982.|h=4}}
*Nulla meraviglia di [[Dino Zoff|Zoff]] e semmai meraviglia la sua sobrietà.
*È vero che il tempo passa, ma Zoff ha l'aria di fregarsene. E passato bene, questo tempo. Ha arricchito il campione di esperienza, lo ha reso tetragono perfino alle invidie. Suo padre e sua madre, in quel paesino del Friuli, non hanno mai fatto il passo più lungo della gamba, semmai più corto, come mi diceva il figlio che per parte sua non ha mai fatto stravaganze, si è rispettato e basta. E lo ha fatto come pochi italiani lo sanno fare, se è vero, com'è vero, che oggi il profilo dell'italiano è la pancia.
*[...] un cognome titanico come la sua classe, col senso della parata istintiva, senza fronzoli, non si capisce facile perché facile è la sua classe, perché semplice è il suo stile.
*È la mancanza di retorica che rende difficile capire lo stile di Dino, amarlo.
*Zoff ha materiato il ruolo di portiere di un'essenzialità poco italiana, molto furlana forse, ma molto poco italiana lo stesso. Ma non è cambiato niente, perché [[Enzo Bearzot]], furlan come lui, ad un cronista tedesco, per fissare in una frase chi è Zoff quarantenne, col massimo impegno cerebrale che gli consentono [[Campionato mondiale di calcio 1982|questi giorni tormentati]], dice: "Zoff è un uomo di quarant'anni ma è un giocatore di ventanni", forse un po' retorico ma dà il senso.
{{Int|''Nettuno è come lui''|''Guerin Sportivo'' n. 25 (393), 23-29 giugno 1982.|h=4}}
*[[Bruno Conti]] è l'ala che irride. Irride ai giganti bruti, irride alla stessa forza. Quante volte [[Nils Liedholm|Liedholm]] mi ha detto che, se avesse anche forza, vincerebbe ogni partita da solo? E quante volte mi è sembrato moltiplicarsi in campo, essere qui e contemporaneamente altrove? Bruno Conti è un nanetto. Ma ci sono nanetti e nanetti, in fondo le fiabe dei grandi favolieri sono piene di tipi come lui. Tipi usciti dal popolo, da una casa piena di fame, da una vita presa con allegria, con testarda passione, con gioco e con il gioco del calcio con cui si sale in paradiso.
*Bruno Conti, i capelli neri sulla fronte stretta, occhi neri furbi e piccini, naso e bocca vicinissimi, è il dribbling fatto uomo. È una carezza di velluto al pallone. È l'arte che non si sa da dove arriva, di giocare come un Mumo Orsi ieri, come un Bruno Conti oggi.
*Era quello il calcio dell'individualista, completamente separato dalla realtà della squadra. Nel dopoguerra, si viveva il pathos del calcio ma, giocatori compresi, non se ne afferravano le autentiche esigenze. Non giocava quasi mai la squadra, ma i campioni singoli, vincevano la Juve di John Hansen e Boniperti, il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] del Grenoli {{NDR|contrazione di Gunnar Gren, [[Gunnar Nordahl]] e Nils Liedholm}}, voglio dire che la Juve vinceva quando i suoi fuoriclasse ne avevano voglia, e così il Milan. La [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale]] andò a disputare il [[Campionato mondiale di calcio 1950|Mundial brasilero del '50]] perdendovi la faccia. Polverizzati tutti gli ideali di Don Vittorio Pozzo, precipitati dall'alto dei palazzi nei giorni della così detta liberazione, assieme ai cimeli del [[fascismo]].
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] non può esimersi di essere sempre fatto atletico, ma non potrà mai somigliare al basket, e perciò è anche estro, invenzione, improvvisazione.
*Bruno Conti non è un atleta, è un soldo di cacio. Ma fisicamente tosto e tatticamente geniale. Col suo sinistro può mettere in crisi anche i giganti. [...] Bruno Conti, dalla fascia, sa fare il cross pennellato ma anche dal centro sa calibrare il passaggio giusto. Non ha ruolo, non ha posizione, a destra o a sinistra è egualmente un diavolo questo figlio di muratore che nella vis proletaria racconta il lunghissimo amore per rendere sapiente il suo sinistro. E, in fondo, con lui è il trionfo dell'intelligenza sulla forza bruta, meno letterariamente la conferma che al calcio si può aver fortuna solo se si sa giocare e, se non si sa giocare, non basta essere belli, forti e puri come Tarzan. Il calcio si esalta, oltre che coi piedi, a livello di carattere. Bruno Conti è un nano che in campo lotta come un gigante.
{{Int|''Supermarc''|''Guerin Sportivo'' n. 50 (417), 15-21 dicembre 1982, pp. 16-17.|h=4}}
{{NDR|Su [[Marco Tardelli]]}}
*Il campo d'azione tipicamente italiano è refrattario alle svagatezze, anche alle dolcezze. Il tipico calciatore italiano moderno, anzi contemporaneo, che non si diverte, tutto nervi, tutto improvvisazione, e scampoli, [...] è [...] Tardelli. E, voglio dire, pratico all'ennesima potenza, elettrico sul piano dinamico, conseguenziale su quello tattico. Non c'era uno come Tardelli e l'Italia non poteva riprendere il suo discorso mondiale. Lo aveva interrotto a quella mezz'ala lussuosa e luminosa di Giuànin Ferrari, a giorni di contropiede luciferino, i giorni di Mumo Orsi, o sfolgorante per atletismo, i giorni di Piola e Colaussi. Ma il calcio nostro non aveva ancora per linee interne giocatori in grado di rinnovarsi nel gioco, duttili in tutte le zone del campo, come i Tardelli [...]
*Questo pratese, ex camerierino, dal fisico smilzo, dalla guancia disossata, dagli occhi smidollati, che non dorme mai, che si rifiuta di parlare da robot, come insegna una certa regola di calcio altolocato da prima pagina, si è arricchito ma conserva una sua linea plebea, è il simbolo dei progressi anche anteriori del calcio italiano. E arrivo a dire, col suo fisico, disossato, egli è il simbolo della Juve bonipertiana per il gusto della lotta e l'asprezza del carattere. Quelli come Tardelli si fanno capire soltanto a chi sa misurare il campione ben oltre lo schermo fallace della partita.
*Egli è il giocatore senza ruolo per antonomasia. Diventa quello che la partita suggerisce, s'ispira allo spartito. Se c'è il regista, lui non è regista, ma sa battere all'occorrenza nel modo del regista la palla più utile al compagno. Se c'è il terzino, egli non è terzino, ma sa chiudere e contrare da terzino. E così da mediano di spinta. Lui sa fare tutto nella zona di campo dove sta zompando. E zompa rapace alla sua maniera. Vedetelo quando immagazzina aria e parte bruciando avversari in slalom ubriacanti.
===1983===
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} [...] se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, la testimonianza che la classe a livello pedatorio non è più un fatto... terrestre, occorrono cultura e finezza, Platini sembra essere un acquatico, sembra possedere le ali, si libra sulle miserie quotidiane, il suo calcio rapsodico fa pensare a Hirzer oppure a Sivori, il gol di Platini è la quintessenza di una strabiliante capacità visionaria. Platini prevede le situazioni. È smarcato dove gli altri si affannano a correre. È libero come una rondinella dove gli altri sono gravati da some e faticano a sbrigliare la corsa. Platini ha portato [...] l'eccellenza del fatto virtuosistico ma forse ha ucciso il collettivo.<ref name=Michel">Da ''La sfida di Michel'', ''Guerin Sportivo'' n. 32 (450), 10-17 agosto 1983, pp. 7-11.</ref>
*Platini non è né regista né punta, è semplicemente Platini. Sa far bene tutto ma non chiedetegli di fare meglio una cosa.<ref name=Michel"/>
*{{NDR|Su [[Dino Zoff]]}} [...] nella leggenda è entrato con i fatti dei suoi primati: non mi ha mai divertito, ma mi ha sempre appassionato. [...] i primati di Zoff erano espressione del suo carattere, divenuto stile di uomo [...]<ref>Da ''Al casinò esce l'uno'', ''Guerin Sportivo'' n. 37 (455), 14-20 settembre 1983, p. 14.</ref>
{{Int|''Il Canon di Verona''|''Guerin Sportivo'' n. 2 (420), 12-18 gennaio 1983, pp. 46-48.|h=4}}
{{NDR|Su [[Pierino Fanna]]}}
*Più antipersonaggio di così si muore. Un eterno calciatore-bambino, un pupazzo armato a molla per il calcio da giocare domenicalmente, con tutto al posto giusto, ma, alla resa dei conti, una vulnerabilità ai fattori esterni eccessiva.
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] giocato dura sette giorni su sette. Nel settimo si consuma il pasto per pochi intimi. Negli altri sei giorni si parla, si discute. Sul giornale. Il calciatore si riduce a virgoletta parlante. I suoi sentimenti non contano. È un idolo consumistico.
*Fanna è un puro. Uno degli ultimi puri integrali rimasti sulla scena. Con giocatori tutti come lui non esisterebbe divismo, questo è sicuro. Ma il giornalismo non potrebbe fabbricare le sue fortune di vendita. Fanna non ha mai fatto polemica [...]. Fanna non è un giocatore come gli altri [...]
*Il simbolo di un affermazione sociale che ha del portentoso. Come il modo di giocare di quest'angelo vendicatore indifeso. Portentoso il suo scatto aggirante. Come il suo palleggio sobrio, senza ammanchi. Non c'è nulla di artefatto nel suo stile. È di una spontaneità che talvolta sorprende il più ringhioso dei rivali. [...] non [...] è [...] un calciatore qualunque, ma [...] uno che in campo viene e porta antiche cose, il senso euclideo dell'ala che sa far gol e soprattutto far sognare la gente. Con un lancio da parte a parte, con un tiro al volo di incredibile potenza, con un aereo colpo di tacco. In fondo [...] Fanna è il calcio di Rocco e Pasinati e Colaussi raccontato in quelle intrepide poesie del poeta triestino benedetto.
{{Int|''Il rosso volante''|''Guerin Sportivo'' n. 18 (436), 4-10 maggio 1983, pp. 38-41.|h=4}}
*[...] i valori del calcio della Polonia per i primi cinque posti in una ideale classifica si scrivevano così: 1. [[Kazimierz Deyna|Deyna]], 2. Deyna, 3. Deyna, 4. Deyna, 5. Deyna.
*{{NDR|Su [[Zbigniew Boniek]]}} [...] pur essendo un possente cavallone del gioco, è un talentuoso, abbina stile e forza, eleganza e potenza, ha tutte le qualità immaginabili per copioni in cui gli spazi vengano conquistati da geometrie elementari, perché in Polonia il singolo inteso come virtuoso non funziona, funziona il singolo che lega con gli altri, che quantifica e vivifica il collettivo.
*Boniek si può definire il calciatore polacco più originale della storia, è l'anarchico per eccellenza, non ha un ruolo specifico e su di lui può cadere qualsiasi numero di maglia, dal 4 in poi, fungere da centravanti arretrato per trasformarsi poi in centravanti effettivo, folgorante e sfolgorante; fungere da regista classico, da punto di riferimento per i compagni con i suoi piazzamenti senza palla. Un ruolo preciso non gliel'ha ancora trovato nessuno [...]
*In effetti Boniek non ha ruolo. È buono per tutto, anche per difendere, se appena volesse. Ma nella sua terra polacca ha acquisito di sé un'enorme consapevolezza e il suo modo di essere non è disgiunto da una discontinuità di concetto, di ispirazione. È, voglio dire, vocato al difficile più che al banale. Se avesse anche continuità sarebbe un mostro, io penso.
*Boniek è il fantasista volante del calcio europeo. Il suo ruolo li contempla quasi tutti, la sua potenza atletica [...] fa in maniera che egli si sappia esaltare come punta pura, se si sente in vena, come superarsi da rifinitore se ne ha voglia. Sa far tutto coi polmoni che ha. [...] È un possente cursore di rabbia e di conquista, è l'ultimo campione chopiniano, cioè melodioso, di un paese dove la fame è realtà quotidiana.
{{Int|''Il tulipano rifiorito''|''Guerin Sportivo'' n. 19 (437), 11-17 maggio 1983, pp. 34-35.|h=4}}
*La [[Napoli]] dei poveri e quella dei ricchi sono a contatto di gomito e si ignorano.
*Ho sempre pensato che il calciatore del [[Campionato italiano di calcio|nostro campionato]] migliora, chiunque esso sia.
*[[Ruud Krol|Krol]] ha riconquistato Napoli tornando a giocare nello spirito dei tempi ruggenti dell'Ajax. È l'ultimo «divino» del calcio mondiale. È l'ultimo difensore marziano. Per il fisico che gli ha dato madre natura [...] e per il concetto che ispira il suo gioco.
*{{NDR|Su Ruud Krol}} [...] nato per giocare al calcio. In difesa, ma nel concerto e nel concerto [[Calcio totale|totale]]. Oh già. Quel calcio fortissimo, mai rugginoso, travolgente al di là degli schemi, che modificò tutto il modo di scrivere calcio in Europa.
{{Int|''Cose d'America''|''Guerin Sportivo'' n. 34 (452), 24-30 agosto 1983, pp. 17-21.|h=4}}
*Io ho detto [...] che non vedrò giammai più, finché campo, un altro come [[Omar Sívori|Omar {{Sic|Sivori}}]] l'inventore del tunnel e il campione che picchiava i terzini per non farsi picchiare lui, con gli stinchi nudi, feroce come un autentico capo Apache sul sentiero di guerra.
*La [[Casa Bianca]] è bianca [...]. Nessuna sovrastruttura necrofora, un candore, una lietezza, un'allegria tutta americana perfino nei due poliziotti che controllavano i passaporti. Un terzo illustrava ai giornalisti in attesa il funzionamento della sua pistola a ripetizione.
*L'America è sfrontatamente sportiva. Nel calcio è unica e romanzesca. Non ci ha ancora capito molto, ma corrono.
*[[Domenico Penzo|Penzo]] ha personalità. Sa giocare ma di più sa lottare. Tutto il pane duro che ha mangiato per arrivare [...] lo dimostra prendendo sul serio ogni impegno.
*[[Stefano Tacconi|Tacconi]] si considera un portiere volante. Mi ha detto: «Io in porta mi diverto». Ha un temperamento guascone come i portieri romantici.
===1984===
{{Int|''Giorno di festa''|''Guerin Sportivo'' n. 11 (480), 14-20 marzo 1984, pp. 7-10.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Toninho Cerezo]]}} [...] il camminatore e lo sfiancatore delle energie avversarie con i suoi appostamenti e continue diversioni: marcare Cerezo è come marcare un'anguilla. Tatticamente il suo gioco obbedisce esclusivamente all'istinto. Cerezo sa giocare in ogni zona di campo. Sa marcare, è vero, ma sa anche e specialmente scattare. Questo suo scatto è perfido, raffinato, da felino, giacché Toninho pare lento. Ma chiedete a chi deve possibilmente frenarlo o spegnerlo se è lento. Gioca senza parastinchi. Sembra allungarsi in campo dietro il pallone. Se non ci arriva col piede ci arriva con un'unghia.
*[...] [[Francesco Graziani|Ciccio]] nazionale, immenso per quanti lo hanno sempre minimizzato con la loro presunzione di spiriti seduti. È facile definire soltanto generoso quello che è l'unico centravanti polivalente del calcio europeo e mondiale, questo ciociaro immenso nei fatti del gioco, terzino, mediano, mezzala, punta. Insomma tutto, un tutto semovente, armato di cuore, di grinta, di colleoni e soprattutto di altruismo. Gioca per tre mentre gioca per sé. Insomma il fenomeno Graziani.
*Avevano celebrato [[Bodo Rudwaleit]] [...] come un grande portiere. Nossignori. [...] è soltanto enorme, spropositato, ma mette malinconia. Non si può affermare commetta errori tattici, ma difetta di agilità. Inotre così stratosferico, circa due metri, ti sbaglia anche le uscite.
*Chi insiste a definirmi [[Juventus Football Club|juventino]] non ha capito niente. Juventino sono se mi si intende riferire amore storico per la società più grande e più nobile della nostra terra come i suoi scudetti [...] testimoniano. Juventino mi vanto perché come cronista per me conta prima di tutto lo sport e il racconto della verità. Ma non per altro.
{{Int|''Un giorno da Liam''|''Guerin Sportivo'' n. 12 (481), 21-27 marzo 1984, pp. 33-37.|h=4}}
{{NDR|Su [[Liam Brady]]}}
*Lui ha un visino punteggiato da occhi quasi celesti ma non proprio celesti, oserei dire come il cielo della sua terra, così intricato, così compresso, che raramente si slarga in un bell'azzurro allegro e fantastico.
*Non si può proprio dire che il gol sia da lui cercato o voluto, preferisce piuttosto zone di campo da cui battere con prodigioso tempismo il piede sinistro. Non è vero che è lento. È vero piuttosto che è lunatico come un vero irlandese. Non sente tutte le partite.
*[...] tipo umano eccentrico nel panorama calcistico, di più ancor eccezionale, la sua apparente mitezza che cela un cuore fiero, un'indole indomata [...]
{{Int|''Principe azzurro''|''Guerin Sportivo'' n. 14 (483), 4-10 aprile 1984, pp. 8-10.|h=4}}
*Il personaggio [[Antonio Cabrini|Cabrini]] fa a pugni con una tematica sempre di moda sul calciatore, piuttosto un muscolare intrepido che un trepido pensatore. Senza forzare troppo il concetto si può dire che questo cremonese non figlio di papà rappresenta un passo avanti del calciatore sotto l'aspetto del ragionamento, una svolta a quel grande crocevia affollatissimo del pallone metropolitano, in quanto Antonio Cabrini cremonese ha subito voluto sottolineare, già ai primi anni del professionismo, [...] che il calcio non è poi questo paradiso, che più di ogni cosa vale la libertà morale e mentale dell'individuo. [...] Cabrini ha voluto testimoniare che la cultura non è soltanto libresca anche se ha avuto tanta fortuna e guadagna tanti sghei, sa benissimo di essersi lasciato alle spalle qualcosa di impagabile, di impossibile per un calciatore che va a chiudersi già da giovane, va a rinunziare ad una parte di sé per diventare un numero di maglia, un fenomeno in cattività, una pedina di una scacchiera manovrata da esseri molto furbi, spesso più apparenza che sostanza, un vuoto pieno di fatui sorrisi.
*Il timidone [[Giacinto Facchetti|Facchetti]] esprimeva nel ruolo tanta potenza e tanta innocenza da scardinare con un suo passante il palo di una porta.
*{{NDR|Su [[Dino Zoff]]}} [...] mai schietto e sempre loico, volitivo sull'unghia e devoto alla causa della «robba» sua come un personaggio verghiano, portò il ruolo di portiere a un'assoluta refrattarietà alla fantasia coronando il più elevato traguardo statistico.
*Cabrini ha un sinistro che è una falce in difesa e una carabina all'attacco. Cabrini è un terzino che diventa subito un attaccante, sposando la squadra. Cabrini [...] è di oggi, europeo e mondiale.
*[[Umberto Caligaris|Berto]] il casalese era una rovesciata volante, [[Pietro Rava|Rava]] era un gigante dell'ostruzione che dal limite sganciava terribili proiettili. Il primo segnalò la Nazionale di Pozzo nei giorni dei deliri patriottici, il secondo si esaurì in una carriera venturosa e generosa, campione olimpico, campione del mondo, un guerriero dai lindi costumi.
*[...] soltanto lui, Antonio Cabrini cremonese [...], è l'erede «storico» di Pierone Rava. Il calciatore esce dal mondo in cui vive, esprime la sua propria epoca. Rava piemontese figlio di capostazione, imbevuto di nozioni nazionalistiche, il suo pugno quando diventava tutto rosso faceva scappare turbe di teppisti, rappresentò e sublimò il calcio del contropiede e del tricolore sull'ultimo pennone. Cabrini è il calcio di oggi, di Pertini e di Bearzot, delle pipe decorative ma non troppo, di un umanesimo realizzato ogni giorno con le dovute distanze, dove Bearzot fa la parte di Chirone, del precettore, gli allievi ascoltano, prendono tutto nell'anima, crescono cotidie, acquistano coscienza del proprio ruolo, afferrano che la patria esiste anche se non se ne parla più. Il pudore dei veri ideali che non c'è bisogno di sbandierare ai quattro venti.
*Cabrini è figlio di un calcio che ha cancellato i ruoli e le impostazioni cattedratiche dei caporioni del passato. Diventa padre lui negli atteggiamenti dei suoi compagni più giovani, acquista come capitano [...] una coscienza «eroica» del ruolo. Lo fa capire quando difende i suoi compagni dopo una sconfitta come quando li esalta dopo una vittoria.
{{Int|''Mai troppo Tardelli''|''Guerin Sportivo'' n. 15 (484), 11-17 aprile 1984, pp. 14-16.|h=4}}
*Più volte ho pensato che [[Marco Tardelli]] incarni la figura e il destino del calciatore. Sorte e malasorte, felicità e infelicità, orgoglio e debolezze, uno dei pochi ideali rimasti a noi umani [...]. Ma io l'ho pensato e lo penso anche in conseguenza del tipo umano che Tardelli rappresenta: toscanino uscito praticamente dall'Hotel Duomo a Pisa, camerierino cioè a trentamila lire al mese che nel tempo libero correva e schizzava in campo così da farsi notare e stupire dapprima.
*[...] ancora non era arrivato un calciatore come Tardelli, sì difensore, ma in grado, con una sparata di scatto, un allungo sull'out oppure centrale, insaccando ossigeno e sparendo ai mortali, schizzando insomma, di stravolgere gli schemi e di andare a vincere una partita.
*{{NDR|Su [[Giuseppe Furino]]}} [...] il calciatore della Juventus meno bavoso, meno parlato, più schietto, più plebeo, più sacrificato. L'antidivo per eccellenza.
*{{NDR|Su Marco Tardelli}} [...] nato da un ceppo povero non si è mai assunto atteggiamenti da caporione, ha vissuto la sua parte con orgoglio, ha testimoniato il suo talento più col sacrificio podistico che con la finezza. Anzi, la finezza non sa proprio cosa sia. Egli è un ragazzo toscano poco portato al compromesso e molto virile. Cioè silenzioso e astuto. Piace a Boniperti per queste sue qualità tutte juventine. È uno che si consuma in campo e che non dorme la notte prima di ogni partita.
*{{NDR|Su [[Adolfo Baloncieri]]}} Balon o il pipistrello. Tipo di calciatore inedito per quei tempi! Una mezzala che copriva il campo e legnava audacissimi gol. Un oriundo con cristallini estri nelle sue giocate spazianti. La prima mezzala tutta fosforo. Il Tardelli Anni Venti aggiungo [...]
*[...] mediano che sa essere mezzala, incontrista e scattista, un eclettico della fatica e del gioco. Ecco, non era pensabile fino a dieci anni fa che un giocatore uscisse dal ruolo quanto ci è riuscito Tardelli. [...] il [...] giocatore più intrepido nei fatti, la cerniera tattica, il paladino degli slanci più sanguigni, l'uragano di istinti e di volontà primordiali a legare i suoi compagni attorno al suo scatto inviperito, al suo piede aquilino.
*Qual è il ruolo di Tardelli? La domanda è precisa. Non posso scivolare. Tardelli è un difensore di fascia o un mediano di spinta? Tardelli è un propulsore? Rispondo: Tardelli si attaglia al ruolo in cui gioca. Può essere un terzino definitivo o un mediano definitivo, una mezzala da gol o una mezzala da fatica. [...] Il punto è dunque di prendere Tardelli e staccarlo da ogni frase fatta. Egli è il calcio di oggi assolutamente nuovo [...] rispetto al calcio di ieri. [...] un calciatore che non si arrende mai, che scatta e non rifiata, che si dedica con passione alla causa comune, che corre per il compagno, che rischia per il compagno.
*[[Carlo Parola|Parola]] era il centromediano della rovesciata più popolare della pizza napoletana, ad ogni modo un musicista del calcio difensivo.
*[[Sandro Salvadore|Salvadore]] pur di non «aiutare» deliberatamente un compagno, di non rischiare lui la brutta figura, andava a marcare il palo sinistro della porta di Anzolin.
*Questa è la [[Juventus Football Club|Juve]] che raccontai per anni, squadra superiore a tutte nel momento in cui finivano le chiacchiere e cominciavano i fatti.
*Tardelli non sa giocare che di corsa, accelera, inventa il guizzo, il raptus, il momento medianico.
{{Int|''Quattro di coppe''|''Guerin Sportivo'' n. 23 (492), 6-12 giugno 1984, pp. 7-11.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[finale della Coppa dei Campioni 1983-1984]]}}
*Il vezzo di recensire le grandi partite stando seduti davanti al video di casa [...] è ormai una regola, così qualcuno, di regola illustre [...], ha bollato come inerte e bloccata la Roma vista perdere ai calci di rigore, dopo 120 minuti, contro il Liverpool. Chi la partita ha invece vissuto in campo [...] sa come essa fu una cosa serissima, una impestata vicenda di calci, una rissa, in certi punti, sedata in tempo da un arbitro severo ed equanime, in cui fatalmente avrebbe prevalso – mettiamo in una ripetizione, come molti scienziati del senno di poi auspicano – sempre ed esclusivamente il Liverpool.
*Il Liverpool improgionò la Roma di Liedholm [...] con il suo gioco piratesco, dove l'aggettivo è usato per esprimere l'humus di questi calciatori britannici come sputati da un libro di Stevenson.
*Il manipolo del Liverpool gioca un calcio perfino originale come calcio inglese. Non è che abolisca il traversone, ma abolisce l'ottimismo. È un calcio eminentemente tattico. È un calcio malandrino. È un calcio che mette in conto tutto. Il Liverpool ha battuto ai punti la Roma, così come Grobbelaar ha battuto ai punti Tancredi; e Neal, Nappi; e via via, ruolo per ruolo. È vero che dopo centoventi minuti il risultato era di 1 a 1, ma non significa niente. la Roma aveva dato tutto, aveva dato il massimo. [...] gli inglesi sono andati in campo ed hanno attaccato [...] in modo furioso, i loro palleggi volteggianti e vorticosi hanno preso in mezzo Falcao e Cerezo; Cerezo si è spremuto e si è via via spento. Per me ha giocato malissimo [...]. Ma è solo uno dei motivi della sconfitta della Roma. Il secondo è Falcao. Paulo Roberto ha rivelato una certa idiosincrasia alle partite-clou. Quando l'aspetti non arriva mai.
*La storia del calcio europeo è scritta a suon di gol, è risaputo, ma in Coppa dei campioni è scritta all'insegna del collettivo. È qui che la Roma è ancora indietro. Si sapeva a guardar bene, che in una finale con il Liverpool, sarebbe stata sfavorita. Perciò mi meraviglia cosa vadano a recriminare gli spiriti seduti della critica fatta guardando le vendite dei giornali. Il problema è più serio. Il nostro calcio rimane un calcio settoriale, a compartimenti stagni. [...] Il singolo fiorisce da noi più che la squadra. Così la Roma, trovatasi contro un vero collettivo, armato di tutta la giusta «rabies» plebea, forte di intese pluricollaudate, con marpioni al posto giusto, con piedi egregi nella rifinitura, questa squadra di pirati che si aiutano alla voce, che non mollano mai, che corrono e si coprono l'uno con l'altro, ha mostrato le magagne del meccanismo giallorosso. [...] I progressi della Roma sul piano collettivistico sono cospicui, ma non bastano contro squadre ortodossamente unite, orgogliosamente britanniche come il Liverpool.
*Tancredi ha avuto parate pregevoli, è un portiere bravo e simpatico [...]. Ma il suo dirimpettaio Grobbelaar, senza essere simpatico per niente, anzi un po' sgherro, è un grande portiere. [...] Esiste un solo prototipo di portiere, per il ruolo com'è nato, come deve essere [...], il portiere «matto». Grobbelaar ha vinto la partita, lui. Ha aiutato la sua squadra a vincerla, sostituendosi al libero ed ai terzini esterni, con uscite di travolgente efficacia.
{{Int|''L'ammazzanove''|''Guerin Sportivo'' n. 23 (492), 6-12 giugno 1984, pp. 42-46.|h=4}}
*Questi sono i [[Difensore|difensori centrali]], che un tempo furono centr'half, poi centromediani, quindi, con un ritorno alla natura del ruolo, stoppers. Lo stop, il tackle sull'attaccante gli competono insieme a poche altre cose: la statura, ad esempio, ed una certa durezza di modi più o meno camuffata che, dove efettivamente manchi, è un guaio, un guaio gosso.
*[[Sergio Brio|Brio]] si sente molto operaio. [...] Ma mettilo poi contro Pruzzo, Pruzzo di Crocefieschi che gli soffia col baffo insulti anti sud; allora Pruzzo non tocca palla e deve rivolgersi a Casarin. No, Brio è eccentrico. È così serio, così umile, così vero, così intensamente pugliese, così riconoscente ai cronisti per bene, che quasi non penso di avere sbagliato mestiere come mi succede da un pezzo.
*{{NDR|Su [[Pietro Vierchowod]]}} Buonissimo, anche in campo, la sua natura idilliaca lo porta a ragionar meno ed a fidarsi di più, così gli giocano qualche scherzo. [...] Pietro il Russo, Pietro il Gigante che mi ricorda Remondini o Tognon. Saprà diventare il centromediano dando ai suoi piedoni un po' di pulizia? Tutti ce lo auguriamo. Perché amare il calcio significa, per conto mio, considerare importanti quelli come Vierchowod.
*{{NDR|Su [[Fulvio Collovati]]}} Fu il Paron a scoprirlo. Fu uno degli ultimi beniamini di Nereo. Per me, Collovati è ancora lo stopper più in gamba di tutti [...]. Io a Collovati non ho mai visto sbagliare una partita [...] in Nazionale. Collovati sa uscire dall'area come Dio comanda, sa giocare a tutto campo, è uno stopper eclettico, è quasi un centromediano, allora cosa gli manca? Forse un po' di vis autentica, cioè di rabies, di cattiveria.
*[...] forse, uno come [[Francesco Morini|Ciccio Morini]], così dedito e votato, così specializzato sull'osso e la rotula (scherzo perché non fece mai male a nessuno) non nascerà più.
*[...] guardiamo a [[Lionello Manfredonia|Manfredonia]] difensore centrale, un po' troppo appagato, cioè bisognoso di andare avanti soprattutto quando può impostare, ma anche come difensore con tutti gli attributi al posto giusto: potenza nel lungo e nel breve, tackle all'occorrenza ruvido, tempismo. In fondo la carriera gliel'ha fatta il destino. Tutti sanno fare i liberi in un certo modo, pochissimi sanno giocare in tre ruoli come Manfredonia: forte incontrista, forte centrocampista, buono anche sotto porta.
*Mi pare che [[Luciano Favero]], baffo sulfureo nato in laguna, sia ormai uno stopper assai affidabile. Pur non avendo un gran fisico, è massiccio, ha peso nel contrasto, perché ha fegato, un anticipo squillante, un temperamento irriducibile.
*{{NDR|Su [[Cesare Cattaneo (calciatore)|Cesare Cattaneo]]}} [...] un armadio, fatalmente lento, ma giocatore di preclara lealtà.
*Il napoletano adottivo [[Moreno Ferrario]], sa giostrare da libero oltre che da stopper, da segnarti il rigore decisivo oppure sa sbagliartelo, ha tutto per essere un grande, ma rimane un piccolo, mistero. Il giocatore rimpicciolisce d'improvviso all'altezza degli impegni che contano e non è per certo un galvanizzatore. Non riesce in campo come dovrebbe, viste le sue qualità e le sue risorse atletiche. Io dico: un piccolo mistero; volendo dire qualcosa che riguarda esclusivamente questo milanese lindo ma troppo ligio, sempre nel rigo, mai personale e possessivo, su cui tutto passa, anche l'amarezza, come l'acqua tra le mani. I giorni duri del Napule [...] si spiegano anche con tipi come Moreno Ferrario, infallibili ma non insuperabili, tetragoni ma non generosi almeno quanto dovrebbero esserlo [...]. Forse tirando un orecchio a Moreno io esagero. In fondo lui ha fatto sempre il suo dovere. Ma un pizzico più di calore... napoletano non vi pare, fratelli, che in campo deve andare a mostrarlo?
{{Int|''Cavalli da tiro''|''Guerin Sportivo'' n. 25 (494), 20-26 giugno 1984, pp. 30-32.|h=4}}
*[[Salvatore Bagni|Bagni]] è come dev'essere. È un'ala che va a fare il mediano di spinta ed un mediano di spinta che va a fare l'ala, oscillando tra questo e quello non si sa ancora esattamente cosa sia, anche se con guizzi, scossoni, contrasti ruinosi, rincorse gagliarde, va a dare un contributo, seppur irrazionale, a tutti i reparti.
*{{NDR|Su [[Gabriele Oriali]]}} Ci affascina la sua semplicità seriosa, la sua incantevole modestia, il suo essere uomo e padre anche nel modo di giocare, di correre, di lottare, voglio dire un atleta sano e puntiglioso. Oriali è l'emblema del calcio lombardo come dev'essere, quando da ragazzi si vive per il calcio, uscendo da un salone di barbiere ed andando a conquistare, col sudore e l'umiltà del facchinaggio, il successo.
*{{NDR|Su [[Renato Zaccarelli]]}} Un rompitore elegante però incisivo, un trascinatore all'occorrenza.
*{{NDR|Su [[Massimo Bonini]]}} Se bastasse correre, se li metterebbe tutti in tasca.
{{Int|''I Conti tornano''|''Guerin Sportivo'' n. 26 (495), 27 giugno – 3 luglio 1984, pp. 46-48.|h=4}}
*Il passaggio dall'ala pura al cosiddetto tornante è stato violento e non si è ancora risolto. [...] si mente quando si dice e si scrive, che è peggio, essere il tornante un passo avanti rispetto all'ala pura. Noterete che i tornati di classe richiamano l'ala e fanno perfino tenerezza [...] quando vogliono essere essenziali ed eseguono sull'out la discesa che culminerà nel passaggio gol. Per me è legato al calcio il ruolo dell'ala; uno piccolo e frenetico faceva l'ala per vocazione e per bisogno [...]. L'ala cosidetta tornante, che poi non è un'ala, ma un cursore spesso cieco, è nata in mezzosistema [...], in un calcio ritagliato tra pelandroni grandiosi che bevevano e sgomitavano la domenica, inventando prodigiosi gol. [...] Quel calcio di ruoli distanti l'uno dall'altro, di giocatori chiusi nei ruoli e spesso negati perfino al reparto, è passato. Oggi l'eclettismo ragiona e sragiona [...], si può andare avanti nel ruolo di tornante, tornando appunto indietro, nei sentieri dei passi perduti. E significa che non c'è più bisogno di chi corra anche per chi non ha voglia; ma di chi sappia occupare tutto il terreno, sappia difendere cioè contrare e sappia impostare l'azione. Nonché segnare, la ciliegia sulla torta.
*Prendi [[Bruno Conti]] tecnicamente il più grande e tatticamente il più astruso. Fa tutto meno che l'ala tradizionale da un po' [...]. Il fisico, la privacy, lo sfiancano. Ma ha sempre, nel mezzo di una partita moscia, l'attimo in cui arma il suo sinistro paganiniano azzeccando il tiro mostruoso.
*{{NDR|Su [[Pierino Fanna]]}} Tecnicamente ha tutto, tatticamente sa tutto [...]
*[...] il [[Giornalismo sportivo|critico sportivo]] per me più che malizioso deve essere ingenuo [...]
*[[Zbigniew Boniek|Zibì Boniek]] furoreggia negli spazi e diviene un missile lanciato. Zibì Boniek scalcia stranito nelle mischie congenite ad un certo calcio nostro di mezzi che si fingono interi. Boniek può far tutto in campo, anche difendere; ma è vero che molte sue partite nascono e muoiono nello spazio di un palleggio; e che lo intisichisce sentirsi emarginato dal campo libero che egli vive dentro di sé, polacco a caccia di una libertà remota e impossibile. Questo baffo fulvo, questi chiari occhi cilestrini, questa natura portata ad una malinconia che non si compiace; un atleta ed un campione della forza con suggestiva visione del calcio. Unico, irripetibile. Tra i migliori del mondo.
*[...] [[Claudio Sala|Sala]] smantellava le difese con il suo dribbling ed al momento del cross aveva steso ogni opposizione, Pulici e Graziani intervenivano a completare il capolavoro.
*{{NDR|Su [[Oscar Damiani]]}} [...] il ragazzo ha un lampo di indiscreta furbizia nel suo modo di fare il calciatore; agguerrito nelle forme, smaliziato in tutto però non invadente; è il calciatore che sa trattare le pubbliche relazioni; che sa fare spogliatoio; che sa divertire.
*{{NDR|Su [[Massimo Mauro]]}} Le qualità sono quasi sovrumane. Ha una base tecnica che irride quella di tanti caporioni. Ha tutto nei piedi. Il problema è se ha altrettanto in testa. Se è serio, se è quadrato, se non è meridionaluzzu con strani principi personali; se sa soffrire nel privato; e dunque rinunziare; se è uomo [...]
{{Int|''I fratelli separati''|''Guerin Sportivo'' n. 41 (510), 10-16 ottobre 1984, pp. 36-40.|h=4}}
*Il Toro, dico, della [[Associazione Calcio Torino 1946-1947|primavera 1947]], in una Torino asserragliata dai bisogni e di nuovo luminosa di serenate, i tramonti sul Po erano veri tramonti, le partite del Torino erano veri capolavori e come le suonava il Torino non le suonava nessuno. [...] Il Torino sbaragliò la concorrenza in quel torneo a 20, 104 gol fatti, 35 subiti, 63 punti. A dieci lunghezze l'odiata Juve. Che Torino era quello! Io me lo mangiavo a pranzo e cena, ricompariva finalmente la carne in mezzo al piatto, il pane era di nuovo bianco [...]
*Non esiste uno stadio più bello di [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] quando è bello, cioè apparecchiato coi suoi colori, cioè allegro e fragoroso da cima a fondo. Che piroscafo galleggiante, immenso e misterioso.
*{{NDR|Su [[Nereo Rocco]]}} La sua bazza circonfusa da antico pelo, gli occhi cespugliosi ed un po' malandrini nonché cilestrini mi intrigano ancora. [...] Nereo era un tecnico naturale, istintivo, il suo calcio era lo stesso di Saba, masticato e bevuto in compagnia degli amici. I giocatori diventavano amici suoi nel momento stesso in cui decidevano la sua conferma e le sue vittorie. Fu il compagnone più entusiasmante, un uomo terribilmente solo senza il calcio, superfluo senza lo spogliatoio, povero senza le ciacole dette ai calciatori, spalancandosi l'eterno verde mistero della pedata davanti al suo cespuglioso malandrino cilestrino sguardo.
*[La] [[Associazione Calcio Fiorentina 1955-1956|Fiorentina]] di Julio Botelho detto Julinho, uno squadrone col felpato e imaginoso guizzo di quest'ala destra insuperata. [...] Giuliano Sarti è il portiere, metodico quasi magnetico, con spostamenti minimi para quasi tutto, Magnini e Cervato sono terzini, due catapulte, Cervato anche un artista sui tiri piazzati, Chiappella è un mastino laborioso e labbruto, Orzan si alterna a Francesco Rosetta come stopper quasi libero, poi ci sono Gratton che spoleggia accanito, Virgili che molla rabbiose, inimitabili e rozze stangate, Montuori che ricama e castiga, Prini che corre e difende. E andiamo a congratularci col Professor Pedata, al secolo Fulvio Bernardini. [...] Che bella straordinaria squadra, nella forza e nell'eleganza, quella!
===1985===
*In Italia, solo a ventisette anni, Carlo Parola uscì devastato dal confronto puramente atletico con il centrattacco del Milan, [[Gunnar Nordahl]] [...]. La forza fisica di Nordahl deflagrava in gol per i quali è arduo trovare aggettivi adeguati. Era novanta chili di muscoli, 1 e 80 di fisico ben modellato con 104 centimetri di torace. E aveva l'olimpismo degli assi nordici, affrontava lealmente ogni tipo di contrasto, e una volta ne uscì con un fianco sbrecciato da una scarpata di quell'uccellaccio di Nay. "Perché giocare così?", si lamentava grondando sangue dalla ferita. [...] Due volte nel Resto d'Europa contro l'Inghilterra, era lui l'asso più temuto del GreNoLi che illustrava il Milan a tutto campo, aveva una natura confidente, uno spirito fanciullo, orgoglioso.<ref>Da ''Un quintale di gol'', ''Guerin Sportivo'' n. 4 (524), 23-29 gennaio 1985, p. 38.</ref>
*[[Carlo Parola|Parola]] andava a disegnare eterni capolavori. Il suo anticipo e il suo rilancio, i suoi inserimenti provvidi per il gioco corale, anticipavano il libero come sarebbe stato soltanto [[Gaetano Scirea|Scirea]] negli anni Settanta. Con qualcosa di meno. Nessuno come Parola sul piano dello stile e della classe conseguente.<ref>Da ''Basta la Parola'', ''Guerin Sportivo'' n. 9 (529), 27 febbraio – 5 marzo 1985, p. 37.</ref>
{{Int|''La frusta di Heriberto''|''Guerin Sportivo'' n. 2 (522), 9-15 gennaio 1985, pp. 28-31.|h=4}}
*{{NDR|Sul [[miracolo economico italiano]]}} [...] quando l'Italia scoprì d'improvviso di essere ricca, fortunata e felice. E non era vero niente.
*{{NDR|Su [[Renato Dall'Ara]]}} [...] presidente espanso, pieno di bonomia e di arguzia, il quale conosceva come pochi il suo mestiere. Mecenate sì ma fesso no. Ad ogni modo precursore. Cioè organizzatore e manager. Cioè competente.
*{{NDR|Su [[Aldo Olivieri]]}} È il tormento fatto portiere.
*Sono i giorni dell'italouruguaiano [[Pedro Petrone|Petrone]], compare imbrillantinato, dal dribbling ubriacante e il tiro sconvolgente. In 44 partite giocate tra i viola [...] segnerà 38 gol. Nessuno di testa, perché la testa gli serve per pensare. Il calcio lo risolve con i suoi due piedi, che calzano un paio di scarpe alle quali è affezionatissimo. Proprio prendendo lo spunto da una di queste scarpe che, perso un bullone, non gli era stato rimesso in tempo, Petrone che di nome fa Pedro, faccia larga, colorito olivastro, barzelletta pronta per gli amici, impudico compare, ne approfitterà per tornare ai patri lidi, insalutato ospite.
*Campionato [[Serie A 1973-1974|'73-74]]. Il mio amico Cestmir Vycpalek non ne azzeccherà una e perderà la panchina. La Lazio-Lazietta pistolettara intrepida di Giorgione Chinaglia, allenata con immensa passione da Zio Tom Maestrelli (distribuiva pure i biglietti ai giocatori, agli amici dei giocatori, agli amici degli amici dei giocatori), riuscirà a fregare la potentissima Juventus di Boniperti, per la soddisfazione immensa di papà Nerone-Lenzini e delle schiere di suoi amiconi in marcia verso il ristorante. Il calcio è come la vita. Chi si distrae è perduto.
*[...] mai mi pentirò di una riga scritta pro Heriberto {{NDR|[[Heriberto Herrera|Herrera]]}}. Il paraguaiano, pur con le aberrazioni di una natura fanatica, creò una Juve-squadra seria, consapevole; abiurata la Juve dei rodomonte, i quali si allenavano quando volevano, con il vecchio Monzeglio dalle tasche piene di cioccolatini per i figli dei giocatori. La frusta adoperò Heriberto. La sua fu un'epoca di figli di papà delusi e mortificati; non riconoscevano la «vera» Juve in quella di cursori che si mordevano la coda nel così detto movimento. [...] La Juve prima di Heriberto era una manica di scapestrati. Costui li mise in riga e li allenò, li torchiò, li ammonì. [...] Era una squadra con meno estro dell'Inter, ma disciplinata, con vigore furente. La Juventus che vinse il tredicesimo scudetto, a mio modo di vedere, avviò anche la successiva Juve, quel repulisti generale che portò Boniperti a creare la «sua» Juventus, la prima della storia «collettivo in campo e fuori», tutti pedine, compreso l'allenatore [...]. Nei giorni di Heriberto, la società viveva staccata dalla squadra. Il presidente [...] era un bell'oratore. Quel campionato {{NDR|1966-1967}} fu un continuo arrovellarsi di Heriberto perché la squadra si esprimesse secondo i suoi schemi, che insegnava per ore ed ore, illudendosi che dei calciatori si potessero ricordare tutte quelle astruserie che lui verificava correndo attorno, il pallone abbrancato a quel rostro di petto infossato nella figura di spilungone dagli occhietti neri spiritati.
*{{NDR|Sulla [[Serie A 1966-1967]]}} Ultima giornata di campionato, l'Inter ha quarantotto punti e gioca a Mantova. La Juve ha quarantasette punti ed ospita la Lazio. È la grandissima Inter pluriscudettata. Che debba perdere tutto da questo momento, {{Sic|1 giugno}} 1967, nessuno lo può prevedere. [...] Il fatto è che l'Inter campione d'Italia non è ancora guarita psicologicamente dalla sconfitta di Lisbona in Coppa Campioni dove ha ceduto il trofeo continentale al Celtic, prima squadra britannica della storia. Così cade anche a Mantova, gialla foglia autunnale quel rinfacciarsi a vicenda colpe e difetti; quel non essersi ancora recuperati «dentro» all'umiltà che fa più grande il campione e la squadra sono fatali; l'umiltà invece è il carattere della squadra di Heriberto {{NDR|Herrera}}; agli uomini l'ha insegnata lui; non mollare mai. L'Inter è più forte ma nel calcio ci sta tutto. Basta volere, volere, volere, correre, correre. Ho amato la Juve di Heriberto, coi suoi giocatori non straordinari ma generosi, veri. [...] La Juventus batte la Lazio per 2 a 1 nella frenesia di momenti irripetibili. [...] All'Inter sarebbe bastato uno zero a zero miserello, ma un pallone qualsiasi scappò alla presa dei guantoni di Giuliano Sarti che l'anno successivo, pensata non certamente sublime [...], avrebbe giocato – male – nella Juve.
*Oggi il [[Associazione Calcio Hellas Verona 1984-1985|Verona]] è squadra da [[Serie A 1984-1985|scudetto]] per la sua organizzazione a livello di vera azienda, meriti congiunti di dirigenti (Mascetti), tecnici (Bagnoli) e giornalisti. Verona è nata per il calcio. Presto o tardi doveva sbocciare.
{{Int|''Roberto benigno''|''Guerin Sportivo'' n. 2 (522), 9-15 gennaio 1985, p. 32.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Roberto Bettega]]}} Il coacervo di emozioni di cui ha fatto dono alle folle col suo colpo di testa sonante come il {{Sic|battacchio}} di una giovane, lucente campana. [...] Il suo gol ruggiva e ruzzolava dall'alto, potente e sapiente.
*[[Luciano Bodini|Bodini]] tanto solo tanto vero. Un portiere non gigante, ma un portiere. La predisposizione al tuffo, al volo, all'uscita. Naturalezza, soprattutto eleganza. Cerco di far capire agli addetti ai lavori che il futuro del ruolo è del portiere non del corazziere. [...] Intanto seguiamo Bodini, erede di Pizzaballa [...]. Merita successo il calciatore e l'uomo.
*Ammiro [[Giulio Andreotti|Andreotti]], lo scrittore e lo statista. Lucidità, ironia, taglio della sua prosa mi sono cari. Quel suo saper scrivere tra le righe terribili verità. [...] Io che non faccio politica ho sempre saputo perché Andreotti dura e convince gli onesti.
{{Int|''C'est si Boniek''|''Guerin Sportivo'' n. 4 (524), 23-29 gennaio 1985, pp. 7-11.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Supercoppa UEFA 1984]]}}
*C'è da complimentarsi con la Juventus per motivi incrociati. Non soltanto la vittoria maturata alla distanza e conquistata con lo stile del [[Zbigniew Boniek|polacco]] più intrepido della storia della pedata, un giocatore che ama le partite al diapason e che sembra fabbricato da madre natura per creare entusiasmi al diapason. Ma anche tutto ciò che lo ha preceduto, così da portare la Juventus, società tetragona agli scoramenti, a piegare il maltempo che imperversava su Torino, ripresentando lo stadio spalato dalla montagna di neve che si era ammucchiata sugli spalti; e il terreno di gioco in condizioni quasi buone. Miracoli del calcio, ma li definirei miracoli della buona volontà di un sodalizio esemplare.
*Il Liverpool ha cercato di opporre alla Juventus la sua organizzazione, la Juventus ha risposto con un capolavoro di partita «italiana» [...]
*Nel paesaggio di un match straordinariamente atletico, contro avversari micidiali sul fondo, è stato Boniek il dominatore. Ha confermato di possedere una grinta prodigiosa. Già, la grinta di Boniek, che è un carro armato dalle alte velocità. Potenza sgretolatrice. Difetterà di precisione, ma che affondi meravigliosi. Due gol ha segnato nella circostanza davvero più ardua, contro un Liverpool fisicamente maiuscolo, avrebbero tranquillamente potuto essere il doppio [...]
*È questo Boniek un giocatore basilare quando la partita è un fatto non solo tecnico, ma di più un fatto atletico.
{{Int|''Gran Mole di gioco''|''Guerin Sportivo'' n. 13 (533), 27 marzo – 2 aprile 1985, pp. 34-37.|h=4}}
*Il giornalismo sportivo, io penso, deve molto a [[Antonio Ghirelli|Ghirelli]] nel senso di una partecipazione emotiva e pur razionale che ne allargò i confini popolari [...]. Il giornalismo sportivo con Ghirelli fu [[cultura]].
*Ora mi chiedo quando è nata in Italia la passione vera, spesso accanita, per il calcio. E rispondo che è nata col Grande Torino.
*Il calcio non è solo divismo, non è tifo alquanto cretino con richiesta di autografo, è resoconto della vita. Questo gioco è emblematico del resto. Uno stortignaccolo può vincere nel calcio come un Adone. Contano le qualità dello spirito, il nerbo, la tempra.
*{{NDR|Sul [[derby di Torino]]}} Il derby era allora una cosa violenta. [[Carlo Parola|Parola]] odiava [[Valentino Mazzola|Mazzola]]. Si consideravano di due razze. [...] «Era come mettere contro undici cani ed undici gatti».
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} Il fuoriclasse freddo e sublime, che sa far tutto, che può dominare tutto, divertendosi nella sofferenza generale.
*Gli [[Schema (calcio)|schemi]] standardizzati non esistono nel calcio. Esiste un costume tecnico che via via si evolve.
*[[Alberto Galassi|Galassi]] di nome Alberto, perugino di Todi. [...] Un piè veloce. Io lo apparentavo ad Achille.
===1988===
*{{NDR|Su [[Sven-Göran Eriksson]]}} Non è il tecnico tradizionale. Non si atteggia, non gonfia il petto. Ha questo visino diremmo mite, non brillasse il suo occhio, a guardar bene, di una certa luce e non spuntasse sul suo labbro, quando meno te l'aspetti, un risino diabolico.<ref name="GS-1988">Da ''Schiavo senza catenaccio'', ''Guerin Sportivo'' n. 5 (679), 3-9 febbraio 1988, pp. 20-22.</ref>
*[...] all'[[allenatore]] in Italia non basta allenare, deve essere un personaggio, deve allenare i giornalisti. Se non allena bene i giornalisti non gli basta allenare bene la sua squadra...<ref name="GS-1988"/>
*Nel calcio succedono, a ben guardare, le stesse cose che accadono nella vita: alla lunga vince chi è più tenace, chi è serio, chi si applica; non vince l'estro sregolato [...]. Vince [[Arrigo Sacchi]] che sembra uscito da una pagina di Bellow, con questa sua paradossale, inverosimile pelatina da sacrestano invaso dalle folgorazioni mistiche.<ref>Da ''Rosso Nero e Virdis'', ''Guerin Sportivo'' n. 9 (683), 2-8 marzo 1988, pp. 12-15.</ref>
*[...] Zoff è come uno di quegli alberi centenari sempre verdeggianti dalle profondissime radici e dalle tante anime. Definirlo l'uomo dei silenzi è ridicolo, perché quest'uomo è piuttosto difficile, rancoroso, scorbutico, cioè malcontento per natura, scettico su tutto, titubante, bisognoso di certezze assolute in ogni istante [...] giovanissimo e vecchissimo, arido e saturo di linfe segrete. Riuscì a fare il portiere di calcio nel Paese di tutti i voli, veri e fittizi, non volando quasi mai, e giocando non soltanto in porta, facendo avanzare il ruolo in tutti i sensi come coscienza e come scienza del calciatore. [...] Non è che non avesse difetti. Gli è sempre mancato, diciamocelo, quel pizzico di fantasia traducibile in colpo di reni che invece aveva un Albertosi; ma a parte questo, cosa gli mancava? Proprio nulla. In porta non andava soltanto un portiere, andava un grande uomo [...]<ref>Da ''Dinomito'', ''Guerin Sportivo'' n. 23 (697), 8-14 giugno 1988, pp. 24-25.</ref>
===''A modo mio – rubrica''===
{{cronologico}}
*Dal calcio, [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] ha avuto tutto. Avesse avuto anche voglia di allenarsi, di soffrire dal lunedì al sabato (come calciatore inventò la settimana corta, cortissima), sarebbe stato un Di Stefano più elegante; il non plus ultra dei fuoriclasse.<ref>Da ''Non intervisterò più Boniperti'', ''Guerin Sportivo'' n. 48 (772), 29 novembre – 5 dicembre 1989, pp. 36-37.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1989-1990]], riferito a [[Dino Zoff]]}} Nella Juve si è passati dall'esercizio tecnico esplicito ed estroverso di Giovanni Trapattoni, alla tua direzione tecnica assolutistica, che apre spiragli di verità nel rapporto coi giocatori, nel senso di una capacità anche interiore di esaltarne le qualità migliori, da monumento a calciatore normale, da campionissimo a campione (il tuo rapporto con Tacconi che ti adora), sfruttando quello che si definisce carisma. Il tuo carisma di campionissimo del calcio, ha fatto di te, Dino, un allenatore senza scuola, e senza testi, senza teorie, e senza dialogo: può bastare un'occhiata o un sorriso. Io so che tutto ciò è dolcissimo ed è la tua forza. Io so che tutto ciò è la tua grandezza, ed anche la tua infallibilità. [...] E so pure che tutto questo ha saputo creare [...] un magnifico gruppo di calciatori seri, di calciatori veri, di calciatori interi. La tua Juve ha giocato bene, anzi benissimo. Come abbia fatto, non lo sai nemmeno tu. Ha improvvisato sui suoi bassotti, ha sbrigliato il suo calcio di possesso controtempo, ma con partecipazione di tutti al gioco: ecco la novità del tuo istinto di ex portierone, tutti avanti, tutti all'attacco, il gol scovato dagli inserimenti eccellenti, dalle variazioni incessanti del movimento senza pallone. Una Juve nuova, in certo modo nuovissima [...]<ref>Da ''Caro Dino, hai ragione tu'', ''Guerin Sportivo'' n. 19 (794), 9-15 maggio 1990, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Serie A 1989-1990]]}} Il più ipocrita gioco delle parti [...] regge le sorti del calcio nostro. Io non mi stanco di divertirmi e sollazzarmi alle letture, varie e istruttive, secondo le quali il Napule ha trionfato perché più «fresco» del Milan, logoro dall'uso; tesi confortata dal santone in seggiolone, Giannibrerafucarlo, il quale ha esultato in tutte le guise del suo stile colto; io scrivo semplicemente, per chi legge: la vittoria del Napoli in campionato è un passo indietro della cultura sportiva in Italia. La cultura sportiva del paese non è Brera. Lo è stato in altri momenti, ma non lo è oggi. Il calcio, in Italia, ha saltato il fosso della «difesa e contropiede» e guarda al futuro con prospettive di reale progresso se l'esempio di Berlusconi e company sarà raccolto. [...] abbiamo tanto amato le idee nuove (e rivoluzionarie) di un calcio finalmente aperto alla gloria del gregariato, il calcio collettivo, delle barriere... architettoniche divelte, il calcio veramente europeo, dell'asso che sgobba come il gregario: è stato solo un sogno, la vittoria del Napule dimostra che almeno in Italia il calcio non sarà mai una cosa seria.<ref>Da ''Napoli, ringrazia il Mondiale'', ''Guerin Sportivo'' n. 20 (795), 16-22 maggio 1990, p. 18.</ref>
{{Int|''Perché non amo Zoff''|''Guerin Sportivo'' n. 3 (778), 17-23 gennaio 1990, pp. 34-35.|h=4}}
*[[Gianni Agnelli]] è il re d'Italia, senza corona, ma ben più gradito e comprensibile alle masse.
*Già la parola [[campione]] è omnicomprensiva. Si dice campione, si intende il grande specialista: nel ciclismo come nel tennis o nello sport che li comprende teoricamente tutti, cioè l'atletica leggera. Tutti meno il [[Calcio (sport)|calcio]]. Il football, il folber, il calcio. Uno sport dall'anima perennemente inquietata. Inverosimile e pazzesco.
*Chi non conosce [[Totò Schillaci]], le sue guance spiegazzate ed i suoi occhi profondi di panormita fatalista [...]
{{Int|''Il mito nell'occhio''|''Guerin Sportivo'' n. 12 (787), 21-27 marzo 1990, pp. 26-27.|h=4}}
*Un [[giornalismo sportivo]] succube all'asso, che giornalismo è? [...] Che motivo ha di esistere, dico, un giornalista sportivo reclamato dal direttore per recensire l'unghia del fuoriclasse, la finezza, la pigrizia, la Ferrari Testarossa, la testolina di divo, di dio degli stadi, la moglie un po' matta, i guadagni, le civetterie, le bizze [...]? Ha un senso vivere per fare il segugio di niente?
*Le storie dicono che Ferruccio Novo pagava il doppio di tutti [[Valentino Mazzola]], ma i primi ad essere contenti erano i suoi compagni, perché Valentino Mazzola sgobbava e rendeva proprio il doppio dei suoi compagni. Voi credete che esista oggi, nel panorama orbe terracqueocalcistico, un fuoriclasse di quella possa? Se sì, fatemene il nome [...]
*Io credo che il calcio stia finendo a schifìo, mentre il giornalismo sportivo [...] esalta il [[Calcio in televisione in Italia|calcio televisivo]] che è tutt'altra cosa del calcio per chi sia sportivo e competente [...], io scrivo che il calcio si salva soltanto tenendo a bada la televisione. Essa è tutto, ma anche il contrario di tutto. È giornalismo in cui le apparenze sovrastano la realtà (la moviola); è giornalismo per chi ha fatto carriera nel sistema e spedisce in giro poveri cristi armati di fede nella pagina bianca, illusi di avere un seguito, di contare qualcosa in un mondo che mercifica prima di tutto il pensiero, così che sono nati giornalisti da pagella pontificanti sul vuoto delle immagini più bolse, peraltro rubate al video facile, così che Bruno Roghi si rivolta nella tomba e Giannibrerafucarlo ordina un rosso di annata per annegare la malinconia di una vita sprecata ad insegnare a leggere, a furbastri scopiazzatori, a italiani senza midollo.
*Non escludo che [...] prima o poi vengano aboliti anche gli [[Allenatore|allenatori]]. Mi chiedo, infatti, a cosa serva una categoria per la quale, essendoci i risultati, sono tutti maghi, e mancando i risultati sono tutti asini.
*Esaltare a spron battuto sempre i soliti, considerare il [[Calcio (sport)|calciatore]] un divo e non un campione è l'errore storico del nostro tempo.
===''La lettera – rubrica''===
{{cronologico}}
*[...] il [[Antonio Ghirelli|Ghirelli]] è stato il rigeneratore del giornalismo sportivo, propugnatore di un mestiere oggi scaduto a robetta da cicisbei, medriocri servitori dell'asso di turno, ripetitori di frasi fatte, incolti seminatori di zizzania, svirgolettatori avulsi della riga. Ghirelli creò il più bel Tuttosport, a misura di lettore per quei tempi [...], aprendolo alla vista del mondo, cioè alla cultura. Perché prima di Ghirelli, il giornalismo sportivo faceva i vocalizzi con la penna [...]. Ghirelli ha lasciato qualcosa di se stesso in tutti quelli che lo hanno capito. È stato un valido maestro [...], non soltanto un grande giornalista o uno scrittore dalla pagina attanagliante [...]<ref>Da ''Trent'anni di direttori'', ''Guerin Sportivo'' n. 47 (669), 18-24 novembre 1987, p. 54.</ref>
*Ho sempre creduto, lo credo fortissimamente ancora oggi, che sia indispensabile la sincerità per un vero [[Giornalismo sportivo|giornalista di sport]]. Lo sport è gioventù, lealtà, onestà [...]. Cosa impedisce a un cronista di scrivere pane al pane e vino al vino; di dire [...] sempre tutto quello che pensa? Glielo impediscono i vizi degli uomini, le mode, la corruzione dilagante, per cui il giornalista è quel desso che chiede permesso, si avvoltola nei dubbi, ciò che è nero diventa grigio, ciò che è rosso sfuma in un colore neutro, il cinque diventa sei, nessuno è colpevole, sono tutti innocenti. Invece siamo tutti colpevoli.<ref>Da ''La verità ci fa male, lo so'', ''Guerin Sportivo'' n. 48 (670), 25 novembre – 1º dicembre 1987, p. 54.</ref>
*Per me la furbizia personificata è di chi riesca a fare il calciatore a grossi livelli; [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] non è più furbo di tanti che ho conosciuto quanto più accreditato da un'intera vita di calciatore appplicato a non seguire quasi mai l'istinto, anche in campo, a giocare con un certo geniaccio, arrivando ad essere un eclettico pur faticando la metà [...]<ref>Da ''Evitiamoci: resteremo amici'', ''Guerin Sportivo'' n. 49 (671), 2-8 dicembre 1987, p. 38.</ref>
*Arrigo Sacchi dice che il gioco paga, sarà vero, ma in Italia paga il contropiede, l'arlecchinata nazionale del calcio sparagnino; paga, e fa crescere, la comparsata televisiva che può tramutare in poche settimane chiunque di noi in un genio nazionale, purché si sappia gestire, e gestisca l'argomento con parola elegantuccia e ornata. Negli ultimi anni, il calcio è mutato e sono arrivati gli sponsor a cavallo dell'asso di turno, il personaggio ha soppiantato il campione: e i titoli impazzato sui quotidiani sportivi, i direttori sguinzagliano i loro cronisti a caccia delle ultimissime [...]: dove mangi, dove acquisti i vestiti, che dentifricio usi [...]. Il personaggio alimenta i gusti e la moda. Non riusciamo più a farne a meno. Il campione è declinato, sorpassato, angustiato, rimminchionito. [...] Oggi contano gli sponsor e i procuratori, ma io insisto e dico che conta solo la classe.<ref>Da ''Il meglio e il Pecci'', ''Guerin Sportivo'' n. 5 (679), 3-9 febbraio 1988, p. 38.</ref>
*[...] [[Napoli|Napule]] non è più la stessa quando piove; la provvisorietà bellissima dei suoi palazzi ottocenteschi merlati, delle sue sponde rivolte al mare infinito, si moltiplica. Tutto sembra galleggiare dentro penombre diavolesche e alle quattro del pomeriggio spunta l'atmosfera di certi racconti di Edgar Allan Poe.<ref>Da ''Sfracelli d'Italia'', ''Guerin Sportivo'' n. 10 (684), 9-15 marzo 1988, p. 41.</ref>
*Boniperti è come Richelieu, non hai mai finito di conoscerlo.<ref>Da ''Il Fininvest giustifica i mezzi'', ''Guerin Sportivo'' n. 21 (695), 25-31 maggio 1988, p. 90.</ref>
*{{NDR|Sul giornalismo sportivo}} Amerò sempre [...] tutti quelli che sanno essere sinceri. Ma odio e odierò sempre i superficiali, i vanotisi, i mediocri puttaneschi belli fuori e vuoti dentro, i ritaglieri, che dopo lustri di ritaglieria esibiscono sul quotidiano sportivo quella loro prosa di aria fritta al cubo con continue citazioni statistiche di cacio sui maccheroni, senza mai uno scampolo di originalità, un aggettivo verace, in perenne orgasmo e mai liberati da un'immagine catturante.<ref name="GS-1988-22">Da ''Libero di non essere un merlo'', ''Guerin Sportivo'' n. 22 (696), 1º-7 giugno 1988, p. 49.</ref>
*Da sempre combatto il fuoriclasse idolo-divo-dio. Sono per i gregari, nerbo e cuore della squadra; sono per gli umili.<ref name="GS-1988-22"/>
*La mia «idea» sul giornalismo sportivo è che deve partecipare all'acculturamento delle masse [...]. Il giornalismo sportivo deve partecipare a mandare sugli spalti tifosi che siano anche sportivi, non dementi che tirino petardi sui giocatori. Per me il giornalismo sportivo è questo. Ed è anche genere letterario. [...] I gerghi e i tecnicismi di tanti miei colleghi che gremiscono i loro resoconti [...] di frasi fatte non mi hanno mai riguardato, e me ne vanto.<ref>Da ''Gli spazza Camin'', ''Guerin Sportivo'' n. 23 (697), 8-14 giugno 1988, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Sul [[secondo dopoguerra in Italia]]}} Appartengo a una generazione tardivamente derubata dal destino di ideali e sogni che parevano marciare al sole e invece marciavano nel fango e nel sangue. Nel precipizio di tutti quei busti del così detto duce, nella polvere precipitammo anche noi adolescenti che la guerra non aveva risparmiato; poveri in canna e disperati ricominciammo come tutti, dove tutti avevano lasciato orme di se stessi; e già i fascisti erano spariti, non se ne trovava più uno nemmeno a cercarlo con fanatismo. I democratici cristiani con in testa il malinconico trentino De Gasperi e i comunisti col molosso dal cuore allegro Togliatti che nemmeno una pallottola ben piazzata riuscì ad accoppare, si spartivano il paese che oggi è ridotto a tocchi. Non si sa se esiste più l'Italia che così tanto amiamo o se sia, come era suo destino da sempre, tanti staterelli superficialmente radunati sotto una bandiera dai tre colori.<ref name="GS-1988-24">Da ''Faccia di Luca'', ''Guerin Sportivo'' n. 24 (698), 15-21 giugno 1988, p. 16.</ref>
*{{NDR|Su [[Gianluca Vialli]]}} [...] guerriero contemporaneo scanzonato e risolutivo, un cremonense fuori da ogni tradizione e divertito dal voler essere principalmente se stesso, un uomo libero, in niente egoista ma tutto considerato nemmeno altruista.<ref name="GS-1988-24"/>
*Per me il [[Calcio (sport)|calcio]] è una parte della vita che conta, porta avanti la salute e il benessere, dà ai diseredati tanta illusione.<ref name="GS-1988-25">Da ''Emigrand'Italia'', ''Guerin Sportivo'' n. 25 (699), 22-28 giugno 1988, p. 24.</ref>
*Mi pare assurdo un giornalismo sportivo sempre così virgolettato e spoglio di idee, di pensieri, di catturanti fantasie, di storia, di contenuti.<ref name="GS-1988-25"/>
*Il ruolo del giornalista sportivo è uno solo, non ce ne può essere un altro, è di raccontare il campione, la vita del campione nei suoi risvolti tecnici e nei riscontri di ogni giorno, farlo parlare per farlo capire a tutti, farlo parlare per spogliarlo in pubblico, virgolettando quanto lui dica fuori dalle frasi fatte e dalle espressioni di circostanza.<ref>Da ''Genova per loro'', ''Guerin Sportivo'' n. 11 (736), 15-21 marzo 1989, pp. 14-15.</ref>
{{Int|''Il portiere logora chi non ce l'ha''|''Guerin Sportivo'' n. 50 (672), 9-15 dicembre 1987, p. 23.|h=4}}
*[...] i [[Portiere|portieri]] sono satanassi, e diavoli scatenati. I portieri sono angeli spretati che si inventano ali che non hanno.
*Un portiere è perfin quel furbone da novantasei chili di [[Claudio Garella|Garella]] l'armadio, che in un paese di furbi ha inventato il portiere mattacchione senza presa. Però questo Garella dimostra che c'è posto per tutti, in questo mondo. [...] Evidentemente, anche un armadio può volare.
*Non è detto [...] che un portiere, per essere bravo, debba volare. [[Dino Zoff|Zoff]] non volava, eppure è stato, secondo i critici che si accontentano dei numeri [...], l'unico portiere anche calciatore. [...] Io dico che Zoff come portiere è stato inferiore sia a Olivieri che a Sentimenti IV, però superiore ad ambedue come grana, grossa sopportazione dell'utile e misero quotidiano, diviso e condiviso dai compagni, buono e inalterabile, ma in fondo al cuore suo, nel nodo della sua terra furlàn, inconsolabile, tormentato e rompiballe. Questo è stato Zoff per chi non è superficiale, altro che un tranquillo.
*[[Walter Zenga|Zenga]] è un commediante [...]. Zenga è bello con due tagli cinesi per occhi, mentisce a se stesso mille volte nello spazio di un minuto [...]. Zenga è bellissimo e ardito sempre, l'ultimo briciolo di fantasia rimastoci è lui. [...] Il ruolo di portiere come lo intendiamo noi italiani, qualcosa di inseparabile dagli aeroplani e dal corsaro nero sopravvive soltanto in Zenga.
*{{NDR|Su [[Giovanni Galli]]}} [...] nato fatalmente portiere, ma non portiere nato.
*Oggi il portiere è divenuto un carattere vincente nella partita. Esce dai pali, avanza a centrocampo se è il caso. Non lo facevano Zamora o Planicka. Ma, a guardar bene, nell'area di porta, oggi il portiere è prigioniero di mille cavilli che solo quando ha vera classe riesce a superare.
{{Int|''L'ho amato, ma a modo mio''|''Guerin Sportivo'' n. 51 (673), 16-22 dicembre 1987, p. 42.|h=4}}
*{{NDR|Su ''[[Tuttosport]]''}} [...] il quotidiano sportivo certamente più nobile quanto a origini: creato da un salernitano umanista mentre Torino viveva la straripante avventura del Torino.
*[[Pier Cesare Baretti]] come notista di calcio fu sovrabbondante e particolaristico; era il manager che lo agitava e fremeva in lui; quelle scansioni nette della giornata; quel desiderio di impegnarsi oltre la pagina bianca, che martirizza ogni scrivano elettivo, ma era troppo angusta per lui. Non aveva proprio la vocazione del giornalista, questo voglio dire, amava il calcio con tutte le vene, la costruzione, l'organizzazione, la modernizzazione del calcio; amava dirigere uomini, stabilire regole; lui che si spartiva la giornata trovandola alla fine troppo breve.
*Egli ha dato lezioni di vita a tanti pseudo grandi presidenti dalle sceneggiate facili e impuniti affaristi. Baretti amava parlare ai tifosi a testa alta e chiaro, come parlava ai colleghi consiglieri; non negava un'intervista, spiegava ogni cosa [...], parlava in modo che tutti potessero capire. Non era astruso, non era confuso, non era levantino come Ferlaino o inestricabile come Rossi, aveva la modernità di Berlusconi e i modi garbati di Gerbi. [...] Dove sarebbe arrivato come dirigente senza quello schianto nel mattino annevato?
{{Int|''Uomini e pupi''|''Guerin Sportivo'' n. 9 (683), 2-8 marzo 1988, p. 73.|h=4}}
*[...] [[Diego Armando Maradona|Maradona]] è insuperabile. È la fantasia.
*[[Gianluca Vialli|Luca Vialli]] ci tiene ad essere ritenuto prima di tutto un bravo ragazzo, ma perché, mi domando? [...] Ma mi faccia il piacere, lasci, abbandoni questa teoria del bravo ragazzo; si lasci, si abbandoni al suo istinto infallibile, i gol che va a segnare la dicono molto più lunga delle sue studiate borghesi viziate parole di aspirante conformista o ipocrita di stato. Dice: gli anticonformisti non durano. Io voglio entrare nella storia del calcio. Ma che significa?! Forse non dire mai quel che si pensa, abundare in frasi fatte, affermare e negare al contempo [...] significa entrare nella storia?! Solo gli ipocriti e i conformisti hanno successo?
*Io mi tengo stretto [[Walter Zenga|Zenga]] coi suoi umani difetti e la sua sincerità totale. Zenga bauscia mi ricorda l'italiano come deve essere; in un contesto di sorrisi finti, benedico questo sorriso sgherro, di ragazzo-uomo che cerca la felicità impossibile e intanto si parla addosso, si confida, si sente attore e lo dice, non se lo tiene per sé tra quattro mura, dei suoi sfoghi, della sua verità, brutta o bella che sia, ma la sua, non si vergogna, è orgoglioso. [...] Zenga può sbagliare il congiuntivo, ma non sbaglia altro.
*I bravi ragazzi interessano solo tra i banchi di scuola, e nemmeno.
===''Tecnica e fantasia – rubrica''===
*Non si è più visto un portiere come [[Giuseppe Moro|Moro]]. Miracolista del guizzo di reni, la sua presa volante era come un aggettivo di D'Annunzio. Era capace di tutto anche in senso negativo, più che ideali aveva bisogni di soddisfare. Il giocatore uscito dalla guerra viveva una temperie angosciosa per la smania di arricchirsi. Moro aveva fretta, forse presago. Non sempre volò a tempo. Diventò celebre anche per le papere, molte accuse piovvero su di lui. Ma non vedrò più un portiere così. Nella divisa indossata con l'eleganza di Combi, si trasformava in un trapezista che da lassù ci mandava i suoi voli gioiosi e disperati.<ref>Da ''Un Moro di volare'', ''Guerin Sportivo'' n. 41 (510), 10-16 ottobre 1984, p. 43.</ref>
{{Int|''Corsaro rosso''|''Guerin Sportivo'' n. 21 (541), 22-28 maggio 1985, p. 68.|h=4}}
*Al pilota di Formula Uno io penso come ad un personaggio di Omero. [...] Non penso che i piloti siano uguali a noi e li invidio. Sono capaci di sfiorare l'inosabile e non li protegge soltanto il casco, li protegge quel carattere preciso, quella inaccostabile tranquillità dello spirito [...]
*[...] la [[Formula 1|Formula Uno]] è la guerra di Troia catapultata negli autodromi, è la sagra del coraggio vero e non fittizio.
*La [[Targa Florio]] per me ha rappresentato l'ingresso di una certa Sicilia nella società; intanto, faceva conoscere agli schizzinosi panormiti la miseria profonda della giogaia delle Madonie a poche decine di chilometri da Palermo. E Florio testardamente negava il progresso rifiutando gli ingaggi ai piloti. Doveva essere un onore ed un piacere partecipare alla sua Targa.
*Non amo la moviola e la rispedisco al mittente. Sarà retrivo, ma penso che il giudizio del cronista debba essere indipendente da tutto, esercitato con umiltà e dedizione, senza radiolina attaccata all'orecchio durante il match. La moviola non ha aggiunto nulla alla verità del calcio e spesso consente solo prevaricazioni.
===''Tecnica e sentimento – rubrica''===
*Dicono che ogni epoca ha i suoi assi. Un asso chiamato [[Omar Sívori|{{Sic|Sivori}}]] non è di un'epoca o di un'altra. Il tunnel che egli inventò sventrava le montagne dei cuori umani nel senso del divertimento massimo che trasmetteva con le sue imprese che volevano essere ridanciane ma forse erano disperate.<ref name="GS-1983">''Guerin Sportivo'' n. 34 (452), 24-30 agosto 1983, p. 21.</ref>
*[...] la figura di Tazio Nuvolari mi ha risvegliato in questi giorni memorie e ricordi di gioventù; l'epoca in cui ventenne frequentavo in piazza Ignazio Florio l'ufficio della Targa Florio e vedevo ogni mattina arrivare, vestito di bianco col baffo elettrico, quell'eccentrico delirante signore che creò l'omonima Targa e portò la civiltà nella desolata giogaia delle Madonie. Per me erano altri tempi. Mi accompagnavo a una ragazza dai capelli rossi nei miei viaggi a Cerda. Sognavo di andare in continente. Perché? L'[[emigrante]] nasce col destino di fuggire.<ref name="GS-1983"/>
*Oggi il [[giornalismo sportivo]] è davvero così cambiato. Per essere venduto il giornale deve essere fatto in un certo modo, al bando la poesia, addio articoli di letteratura. Gli stessi personaggi calcistici interessano meno delle gambe delle [[Gemelle Kessler|Kessler]] [...]. Ridurre il giornalismo ad una esclusiva vicenda di vendite di copie mi sembra giusto; ma non è detto che le copie si vendano istruendo il lettore a non leggere.<ref name="GS-1984">Da ''Un'intervista coi piedi'', ''Guerin Sportivo'' n. 14 (483), 4-10 aprile 1984, p. 12.</ref>
*[[Orio Vergani|Vergani]] andò ad intervistare [[Primo Carnera|Carnera]] campione del mondo. Lo trovò tra le mani di un piccolo masseur cinese in una piccola stanza, immerso in un piccolo letto. A tutte le sue domande, il gigante furlan rispose con tanti uhm e beh. E Vergani scrisse una grandiosa intervista sui piedi di Carnera che gli erano sembrati la parte più espressiva del campione.<ref name="GS-1984"/>
{{Int|14-20 marzo 1984|''Guerin Sportivo'' n. 11 (480), p. 48.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Concetto Lo Bello]]}} [...] discendeva direttamente da Giove, anche fisicamente: era l'autorità, il prestigio, l'eleganza, la forza, il regolamento anche se vogliamo, ma di più ancora la legge, l'ordine, l'onore eccetera.
*[[Rinat Dasaev|Dasaev]] il russo [...], ultimo titano del ruolo, nato portiere. Elegante come lo era lo slavo Beara, il nostro Griffanti, un acrobata che vive nel gesto estetico.
*Nascere [[Portiere|portieri]] significa avere due ali sotto le scapole.
*Mi fanno ridere quelli che pensano: oggi un [[Omar Sívori|Sivori]] troverebbe duro goleare di tunnel e di malizia, un Sivori! [...] io preferisco Sivori a tutti gli assi d'oggidì, Maradona compreso. [...] non ho risparmiato l'uomo. E mi rivedo in quel ristorante a Buonos Aires mentre Omar mi vuole mangiare! Ma il calciatore che sfidava a stinchi nudi gli avversari più truculenti e che segnava tutti i gol che voleva, nei modi più raffinati, più indii, chi lo pareggerà mai? Uno come lui oggi sbaraglierebbe ancora la concorrenza.
{{Int|21-27 marzo 1984|''Guerin Sportivo'' n. 12 (481), p. 11.|h=4}}
*[[Domenico Marocchino|Marocchino]] rimane un vercellese prototipo di classe a livello non solo tecnico. Rimane un giocatore poco consueto.
*Il calcio alimenta una genia di tipi dediti al numero dove racchiudono il loro sapere e la loro ambizione di essere. Ma in verità il numero, elenchi, tabelle schede, stanno al calcio ed al giornalismo calcistico molto relativamente, non sono storia e nemmeno cronaca. L'una e l'altra traspaiono dalle cronache dei quotidiani, vibrano nella prosa [...]. Io accetto ogni correzione, anche ogni mortificazione, meno quella di vedere lo statistico di turno assurgere a scrittore di merito del fatto calcistico, che è sempre, prima che tecnico, un fatto assoluto. Una vocazione occorre, una dedizione, per scrivere di calcio, per considerare il calcio, come in effetti è, genere letterario.
*Né sono tutti fegatosi avventurosi e fortunati come [[Michel Platini|Platini]], che manovra il suo piede destro sublime tra i marosi sopravvivendo alle domenicali tagliole e trappole delle difese avversarie.
==''Hurrà Juventus''==
*C'è [...] un solo [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]] nel panorama del calcio mondiale. Un solo tecnico così lindo, così assiduo, così indefesso, così prigioniero dell'ideale, campione dell'impossibile, puro esponente del calcio così come lo abbiamo amato e difeso per un secolo di storia. Non c'è progresso senza tradizione, e Trapattoni rappresenta la tradizione. Ma la tradizione in cammino, che è ben più della tradizione ferma e bloccata negli archivi [...]<ref name="Trapattoni">Da ''C'è una sola Juventus, c'è un solo Trapattoni'', ''Hurrà Juventus'' n. 7/8 (32), luglio – agosto 1991.</ref>
*{{NDR|Su [[Romeo Benetti]]}} È un veneto poco snob e molta polenta.<ref>Da ''Hurrà Juventus'', 1968; citato in ''[https://www.juventus.com/it/news/articoli/black-white-stories-summer-il-ritorno-di-romeo Black&White Stories Summer: il ritorno di Romeo]'', ''juventus.com'', 4 settembre 2020.</ref>
*[...] la Juventus del Trap vinceva tutto in Italia, e vinceva tutto sui campi del Mondo. Ma vinceva soprattutto sui campi dell'ideale [...]<ref name="Trapattoni"/>
*La [[Juventus Football Club|Juventus]] per un poveraccio è qualcosa di più di un hobby domenicale, di una ragione di tifo, ma può ipostatizzare un'intera vita, l'illusione di una vita.<ref name="Hurrà"/>
*Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso.<ref>Citato in ''Hurrà Juventus'' n. 7 (55), luglio 1993, p. 70.</ref>
*[[Coppa Intercontinentale 1985 (calcio)|Tokyo, 8 dicembre 1985]]. Di questa partita ricordo tutto, è stata sicuramente una delle più belle – tenuto conto del valore che aveva – alle quali abbia avuto la fortuna di assistere. Una sorta di godimento assoluto, anche per gli juventini che l'avranno vissuta con il cuore in gola, com'è comprensibile. Una partita da riproporre spesso a scopo didattico, una sintesi di tutto quello che il calcio può offrire: goal, emozioni, finezze tecniche, errori, tensioni. Una di quelle partite che non si vorrebbero mai veder concluse.<ref>Da ''La Juventus nella storia'', prima puntata: ''Juventus-{{sic|Argentinos Jrs.}} 6-4 ({{sic|d.r.}}): Il capolavoro di Platini'', ''Hurrà Juventus'' n. 10 (46), ottobre 1992, p. 26.</ref>
*{{NDR|Su [[Luciano Favero]]}} Vedo un uomo nella sua semplicità, nel suo nero baffo si possono scorgere piccole immense cose del carattere umano; quella consapevolezza di vivere la parte con umiltà in ogni istante, anche facendo i giocatori di successo.[...] Un giocatore adatto alla difesa ma in grado di discese snelle e convergenti. Un difensore tattico mai statico e sempre ricco di slancio. Un campione dell'impegno morale anche la domenica, imperlato di serenità, [...] un campione come ne vorremmo molti, e invece ahimè ne abbiamo pochi così compenetrati nella professione da farne qualcosa di limpido, di vero, prima che qualcosa di tecnico. Prima lo spirito insomma, poi la tecnica. [...] Io penso che Luciano Favero sia il massimo oggi, con pochi altri esemplari, di professionalità.<ref name="Hurrà">Da ''Hurrà Juventus'', gennaio 1986.</ref>
{{Int|''Campione mio''|''Hurrà Juventus Extra - Speciale Totò Schillaci'', supplemento a ''Hurrà Juventus'' n. 7-8, 1990, p. 15.}}
{{NDR|Su [[Salvatore Schillaci]]}}
*La passione plebea purissima di Salvo Schillaci ha pochissimi esempi nella storia del nostro calcio, per come è vero che rappresenta il calcio dei nullatenenti alla mensa dei ricchi.
*Il Mondiale è stato la celebrazione di un calciatore, nuovo forse perché antico, diverso forse perché umile, risolutivo forse perché astuto, un tipo di giocatore del quale sembrava finita la semenza, il giocatore tutto calcio, calcio e letto matrimoniale, che non si assenta da nessun dovere, la professione come la famiglia, deciso a far gol su tutto e per tutto, a non darsi arie perché non ne vale la pena, che finalmente si lascia scappare di essere qualcuno ma subito se ne pente. [...] Un istintivo dal sanguigno slancio su ogni pallone, che appena può tira: e il suo tiro, la sua sberla, la sua slecca, il suo shot, non perdonano i portieri.
*[...] l'inusuale modo di guardare, che è un modo di guardare come mille modi di guardare riuniti in uno. Così che i suoi occhi, tu avverti, afferri, scorgi in ogni risvolto del gioco, e ti rimbalzano addosso, e urlano, invocano, come tutti i santi, di assisterne il proprietario; [...] nel calcio c'è bisogno di vecchio per riverniciarlo di nuovo, e questo vecchio, dal viso infatti rugoso, di nome Salvatore Schillaci [...] sta riportando la gente a credere nel campione.
*[...] la cosa più bella che Schillaci dona [...] è il suo modo di essere calciatore, fuori da ogni schema prefabbricato. È tornato il calciatore dedito interamente alla professione, non intellettuale, non borioso, disponibile all'uso ma da non gettare dopo l'uso. Un uomo. Un palermitano, soprattutto, per quello che si deve intendere il calciatore delle polverose borgate meridionali, dove all'uscita da tutto rimane proprio nulla, oltre al pugno di mosche del sogno. [...] Si tratta di non paragonare Schillaci a Garibaldi, ma di capire che davvero Schillaci è una pagina di storia scritta sul serio, nella vita di ogni giorno, non reclamizzata e non abusata. Schillaci è vero.
==Citazioni su Vladimiro Caminiti==
*Al [[giornalismo sportivo]] di oggi, così prevedibile, così senz'anima, così inutilmente presuntuoso, mancano le immagini e gli aggettivi di Camin, il suo sguardo attento e pulito, il suo entusiasmo, la sua cultura. ([[Darwin Pastorin]])
*Caminiti aveva cuore grande e competenza calcistica, uniti a un caratterino niente male. La sua penna sapeva essere tagliente: se non entravi nelle sue grazie, ogni domenica erano bacchettate. Aveva capacità non comuni come giornalista, i suoi erano pezzi da incorniciare. Un poeta prestato al mondo del calcio. ([[Sergio Brio]])
*Scrivere era il suo essere, il suo cappotto, la sua nuvola, il suo giardino dei ricordi. Fu il mio maestro, giusto e severo. "Ricordati: comincia sempre il racconto della partita dal verde del prato e dall'azzurro del cielo". Maneggiava gli aggettivi con maradoniana abilità. Sapeva svelare, con due domande, l'anima segreta di ogni personaggio. Fu tenero e feroce, ingenuo e astuto: soprattutto, per noi giovani avvolti di sogni, un esempio. ([[Darwin Pastorin]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Caminiti, Vladimiro}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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'''Vladimiro Caminiti''' (1932 – 1993), giornalista, scrittore e poeta italiano.
==Citazioni di Vladimiro Caminiti==
*{{NDR|Su [[Virginio Rosetta]]}} È stato il primo grande stratega difensivo della storia del nostro calcio, suoi palloni, lunghi o brevi, erano messaggi. Il suo grandissimo senso della posizione, il suo elucubrato pragmatismo, la sua tecnica nel difendere l'1-0 evitando inutili sforzi. Il ragioniere insegnava calcio, ed anche comportamenti di vita, a tavola era facile vederlo evitare il bicchiere di vino.<ref name="Bedeschi">Citato in Stefano Bedeschi, ''[https://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-virginio-rosetta-590981 Gli eroi in bianconero: Virginio Rosetta]'', ''tuttojuve.com'', 25 febbraio 2022.</ref>
*{{NDR|Su [[Giancarlo Antognoni]]}} L'uomo che gioca guardando le stelle.<ref>Da ''Tuttosport'', 16 ottobre 1972; citato in ''[https://sport.sky.it/calcio/2014/03/30/giancarlo_antognoni_60_anni_fiorentina Auguri Antognoni, l'uomo che giocava guardando le stelle]'', ''sport.sky.it'', 1º aprile 2014.</ref>
*{{NDR|Dopo la morte di [[Gaetano Scirea]]}} Morire giovani capita ai profeti, ai poeti, ai predestinati, ai santi. Ma è una menzogna, morire giovani è solo una porcheria.<ref>Da ''Tuttosport'', 1989; citato in Francesco Moroni, ''L'Italia che resiste: {{small|storie e ritratti di cittadini controcorrente}}'', Effepi Libri, 2010, [https://books.google.it/books?id=aZk9yom3l2AC&pg=PA114 p. 114]. ISBN 8860020166</ref>
*{{NDR|Su [[Giuseppe Furino]]}} Nella sua storia leggendaria la Juve ha avuto eccelsi gregari. Ma nessuno all'altezza di questo nano portentoso, incontrista e cursore, immenso agonista, indomabile nella fatica, i piedi come uncini dolorosi in certe circostanze.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/nazionale/2014/02/10/news/giuseppe_furino_il_mediano_con_due_cuori_che_spegneva_i_campioni_ma_a_sivori_feci_un_tunnel-78192870/ Giuseppe Furino, il mediano con due cuoriche spegneva i campioni: «Ma a Sivori feci un tunnel»]'', ''repubblica.it'', 10 febbraio 2014.</ref>
*{{NDR|Su [[Pietro Anastasi]]}} Paragonato ai centravanti tradizionali, è un misto di Gabetto e Lorenzi, ha più estro che tecnica, più possesso fisico dell'azione che senso tattico; caccia il [[goal]] come uno stallone la femmina.<ref>Citato in Stefano Bedeschi, ''[http://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-pietro-anastasi-46006 Gli eroi in bianconero: Pietro ANASTASI]'', ''tuttojuve.com'', 5 aprile 2011.</ref>
*{{NDR|Su [[Renato Cesarini]]}} Parlava con una voce arrochita e addolcita dalle stravaganze. Era tutto meno quello che avrebbe voluto essere. Aveva un cuore grande come una chiesa ma era crudele come un serpente. Sapeva piangere e ridere. Era angelo e diavolo, un clown del pallone, un ciuffo di capelli e un collo, occhi smagati sul precipizio. Era matto davvero e pure savio specialmente bevuto. La sua casa era di tutti e strimpellava dolcemente alla chitarra. Inventò un sacco di cose già inventate, meno una proprio tutta sua: [[Zona Cesarini|il goal all'ultimissimo]]. Giocava quando ne aveva voglia e quando non ne poteva più dormiva. Perché dormire se c'è tanto da prendere? E prendeva prendeva. La primavera del 1969 gli fu fatale...<ref>Citato in Stefano Bedeschi, ''[http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2008/04/renato-cesarini.html Renato CESARINI]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 11 aprile 2022.</ref>
*{{NDR|Su Virginio Rosetta}} Prima di lui il pallone era inteso solo per assestargli solenni calcioni [...]<ref name="Bedeschi"/>
*Quanto sono effimere certe elucubrazioni tecnico-tattiche d'oggidì sul calciatore [...]. [[József Viola|Viola]], emaciato campione di altre stagioni, giocava come i veri assi degli anni futuri. Giocava a tutto campo, giocava per la squadra, serviva il collettivo.<ref>Da ''Juventus, Juventus'', Milano, Elle, 1977; citato in Stefano Bedeschi, ''[https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2008/06/david-andrew-platt-raggiunse-la.html Jozsef VIOLA]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 10 giugno 2025.</ref>
*{{NDR|Su [[Giovanni Mazzonis]]}} Si spacciava per barone di Pralafera e lo era forse per lontane viuzze di sangue. [...] Nella Juventus dei primi miti, della ricchezza in terra, del consenso fascista, le facilitazioni in nome della razza guerriera, parvegli giusto mettersi uno stemma sulla testa. In realtà, era barone e patrizio per sapere calcistico. La potenza della società bianconera nacque pure dal suo saper fare, dal suo buon senso piemontese ligio ma non bigio, una oculatezza viperina, la sua voce con tutte le smorzature e gli acuti, parlava basso e forte, dolce e duro [...]. Era intransigente, ma anche cauto obiettivo discreto diligente bonario comprensivo. [...] Amministrava, ammoniva, inseguiva, blandiva pure, dovunque, comunque e sempre, lui c'era. Litigò con tutti e poi ci fece pace. Non fu amato veramente da nessuno e peranco odiato. Poi, dopo tutto questo carnevale, povero come un cane e solo, si avviò a morire.<ref>Citato in Stefano Bedeschi, ''[https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2012/01/giovanni-mazzonis.html Giovanni MAZZONIS]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 26 marzo 2015.</ref>
*{{NDR|Su [[Antonio Cabrini]]}} [Un] [[Rodolfo Valentino]] del calcio senza le falsità e le angosce del divo per forza.<ref>Citato in Giuseppe Bagnati, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2008/04_Aprile/19/cabrini.shtml Cabrini, il campione antidivo]'', ''gazzetta.it'', 19 aprile 2008.</ref>
*[...] [[Luigi Cevenini|Zizì Cevenini]] gode fama di essere un autentico virtuoso, un fenomeno del dribbling e del goal di possesso come non se ne sono mai veduti; e, in effetti, questo [...] dal naso grifagno, dal taglio del labbro vizioso, mezzo storto mezzo gobbo, che calza scarpe di cuoio di sua (e dei fratelli) fabbricazione, merita tutta la sua fama. Per anni [...] ha dribblato intere squadre, segnando e facendo segnare fantastici goal. È il simbolo di come l'italiano medio considera il calciatore di classe, un dribblomane, un solista senza padroni, un cane sciolto a caccia di emozioni speciali, che sgrida alla voce i compagni, che si sente il più bravo da dieci a zero e lo vomita in faccia a tutti. [...] cominciava a dribblare, con fanatico impegno e guai a non passargli il pallone. Grifagno come il suo naso, e a ogni impresa pedatoria aduso, pur di arrivare al goal da solo, senza dovere chiedere l'aiuto di nessuno. E che non si osassero di non passargli il pallone; tanto la gente, in quei declinanti anni Venti, si divertiva al calcio ancora da noi football, soltanto vedendolo giocare.<ref>Citato in Stefano Bedeschi, ''[https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2008/03/luigi-cevenini.html Luigi CEVENINI]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 25 marzo 2024.</ref>
{{Int|''[https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2007/09/federico-munerati.html Federico MUNERATI]''|Citato in Stefano Bedeschi, ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 16 ottobre 2024.}}
{{NDR|Su [[Federico Munerati]]}}
*Munerati, di nome Federico, uno altone, con una bella faccia ariosa, che si aiutava a essere bello con una capigliatura frenetica, tutti quei capelli neri a riccioli. Lo chiamarono Ricciolo. [...] un ragazzone stellante, dagli occhi nerissimi, come giocatore ala destra (vecchio stile), corsa sull'out e cross ficcante, ma anche una certa capacità nell'accentrarsi e, su tutto, un senso del goal medianico. Sì, un gran bel giocatore [...]
*Munerati aveva certe spensieratezze; una volta, a Genova, tarda primavera del 1930, perse la comitiva dei compagni e dirigenti a passeggio per via XX Settembre, dietro le gambe di una bella ragazza. Perché meravigliarsi? «Sono belli gli occhi neri, sono belli gli occhi blu, ma le gambe ma le gambe...» canterà presto un ritornello. Mazzonis non la pensò ugualmente, e il baldo attaccante finì in tribuna, il giorno dopo [...]
*Munerati, quattro sillabe che facevano paura ai portieri.
*[...] i suoi goal di testa sono stupendamente semplici, grandi testatone; i suoi goal di piede sono dell'opportunismo più sfacciato. Ogni traiettoria che pare persa lui la conquista. Pare lento, ma è tutta apparenza. Ha velocità progressiva. Ha forza di tiro. Ha sicuro talento. Gli nuoce, per la popolarità, giocare in una Juve dove agiscono personaggi già famosi, Combi, Rosetta, Hirzer, Allemandi, Viola, Pastore, Vojak, insomma l'ala destra non gode del carisma di quel biondo ungherese che esalta il gioco con finezze radiose, e non ha la fama del [[Virginio Rosetta|ragioniere vercellese]] che non colpisce mai il pallone con la fronte ma conquista ogni traiettoria con la semplicità della classe più pura. Non è né Hirzer né Rosetta, a parte che, negli anni '20, i ruoli del calcio che piacciono di più sono quelli di centravanti e di portiere.
{{Int|''[https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2008/04/felice-placido-borel.html Felice Placido BOREL]''|Citato in Stefano Bedeschi, ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 5 aprile 2026.}}
{{NDR|Su [[Felice Borel]]}}
*Arrivò con lui nella Juventus il centravanti radioso. Raggiava la luce di una bellissima gioventù, era un pizzico snob e palesemente invaghito prima di se stesso, poi del mondo intero; e il suo carattere diffidente di ogni volgarità lo segnala come il vero maestro di [[Giampiero Boniperti]] nel gesto e nell'educazione.
*Un centravanti, "il" centravanti, dalle movenze flessuose, irresistibile nel fango, inferiore, forse, solo a [[Giuseppe Meazza|Meazza]].
*Il calcio non avrà più, né potrebbe più nemmeno concepirlo, in tempi di scatenamento, e scotennamento, televisivo, un artista così riuscito, un campione così infantile nutrito di cieli azzurri e di visioni. Borel II è stato un centravanti dal talento alato, le ginocchia un po' delicate dovevano farlo soffrire ma, tutto considerato, è stato lui a far soffrire i difensori, elusivo nel gioco e infallibilmente felice nel tiro [...]
{{Int|''[https://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-cestmir-vycpalek-643821 Gli eroi in bianconero: Cestmir Vycpalek]''|Citato in Stefano Bedeschi, ''tuttojuve.com'', 15 maggio 2023.}}
{{NDR|Su [[Čestmír Vycpálek]]}}
*In pochi mesi di Palermo, Čestmír di Praga diventò Cesto, si fece largo da stretto e giocava con paciosa serenità, esprimendo grazia tecnica e rotondità di anca. Prima di lui al Palermo le mezzeali arronzavano, non avevano dimestichezza con la classe, non avevano garbo, non avevano cultura. Facevano tutto presto e male. Cesto sapeva fare bene e con comodo, per il godimento della plebe, tutti dovendosi beare del suo gioco danzato, stile Slavia di Praga. Da Praga, appunto, arrivava, anzi da Torino, dopo un campionato alla Juventus [...]; da Praga via Dachau, otto mesi di campo di concentramento ansimando in attesa della fine, negli occhi la fame trista di quando si è persa la dignità per le malvagità del prossimo.
*1971. La malattia di Picchi ispirò Boniperti di fare uscire dall'ombra il pacioso boemo latte e miele. Era duro anzicchenò per Cesto, alla guida della Juventus, sedersi sulla panchina più illustre d'Italia, con Boniperti alle spalle che tanto si prendeva tutta la gloria facendo tutto lui, con una squadra piena di malandrini, Haller, Causio, Anastasi, Marchetti, ma le esperienze della vita e degli uomini lo avevano cambiato, morì Picchi ma la squadra nomata Juventus aveva l'ideale continuatore, né trascinatore né condottiero, uno stratega sorridente che manovrava le carte in ritiro a Villar Perosa da mafioso siculo, che sapeva usare paroline graziosissime per scuotere o pungolare, grasso roseo ballonzolante davanti alla truppa negli allenamenti condotti con altissimo senso della misura. I ragazzi si divertivano, lo presero in simpatia, Boniperti lo confermò alla guida tecnica della squadra e ne fu compensato: quest'uomo che non rifiutava mai un'intervista e non faceva dramma di niente, era Campione d'Italia con la squadra.
*La modernità di Vycpálek, apparentemente re travicello, è nella sua cultura tecnica e umana, il suo alato ottimismo, la sua dolcezza dialettica, una squadra di professional negli anni Settanta non potendosi guidare soltanto coi giri di campo. A parte che Cesto anche i giri di campo sapeva dosare con acume. Un allenatore vero.
==''Guerin Sportivo''==
{{cronologico}}
*{{NDR|Sul [[Grande Torino]], nel 1989}} Mi chiedo se prima dell'undici granata di Erbstein e Copernico, amato da [[Vittorio Pozzo]] [...] vi fosse mai stata in [[Italia]] una squadra così completa e rispondo che sicuramente l'[[Football Club Internazionale Milano|Ambrosiana]] di [[Giuseppe Meazza|Peppino Meazza]], la Juventus di Viri Rosetta e [[Felice Borel|Felice Placido Borel]], il [[Bologna Football Club 1909|Bologna]] di Andreolo, Sansone e Schiavio, squadroni autentici furono, ma non come il Toro, una squadra impetuosamente italiana, alpina eppur sferzata dai venti marini per vincere le tempeste attorno al suo drammatico piccolo riccioluto gigante, quel [[Valentino Mazzola]] che un pure grande calciatore come [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], nello scrigno dei ricordi più gelosi, considera a tutt'oggi il più incredibile fuoriclasse mai esistito.<ref>Da ''Giocava anche per noi'', ''Guerin Sportivo'', 1989.</ref>
*{{NDR|Su [[John Hansen]]}} [...] un giocatore medianico, che appariva pericolosamente sempre smarcato sui traversoni e che dettava i passaggi con intelligenza tattica illuminata. [...] Un fenomeno sulle parabole per i suoi gol di vellutata precisione, ma formidabile in ogni parte di campo per l'eclettismo scarno, sovranamente vincente della sua azione al servizio dei compagni e del gioco di squadra, questo è stato John Hansen, un eccezionale fuoriclasse che rimpiangiamo, un eccezionale fuoriclasse buono per ogni epoca.<ref>Da ''John il gol'', ''Guerin Sportivo'' n. 3 (778), 17-23 gennaio 1990, p. 13.</ref>
===1981===
{{Int|''Il dissacratore''|''Guerin Sportivo'' n. 20 (337), 13-19 maggio 1981, pp. 57-58.|h=4}}
{{NDR|Su [[Felice Borel]]}}
*[...] Borel II fu il [[Roberto Bettega|Bettega]] degli Anni Trenta, però senza i complessi freudiani, i traumi anche a veder bene, del suo eccellente successore. Felice Placido Borel fu soprannoinato «Farfallino» per la leggerezza della corsa che tramutava il pallone in sferzanti traiettorie. Fu Pozzo a definire eloquentemente la tecnica di «Farfallino», una tecnica dosata sulla precisione del tocco [...]. E il maestro non precisava la cosa ancor più preziosa: che Borel possedeva un piede numero 36, era cioè il più mirabolante piedino di quel calcio (e del calcio futuro [...]). Oltre che [...] un mirabolante rompiscatole; fu il campione anarchico per eccellenza, nel senso di costumi e degli obblighi professionali che intendeva come voleva. Fu un borghese del più bello stampo.
*Egli è di fatto il più moderno e vorrei dire contemporaneo degli assi antichi. Anzi, di antico non ha nulla. Se uno lo pensa dannunziano perché negli Anni Trenta era un elegantone un po' snob falla; di fatto non si tolse mai la mutanda davanti al maresciallo [[Carlo Carcano|Carcano]], l'allenatore che aveva il vizietto [...].
*Nel 1928 la Juve si assestava ormai sui piani più alti. Prendeva il volo con [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|Edoardo Agnelli]] la squadra che li avrebbe stritolati tutti, i miti infangati della provincia e i giovani astri di Bologna o Milano nonché il [[Torino Football Club|Toro]], squadra plebea per eccellenza. [[Derby di Torino|E la Juve?]] Squadra dei padroni, salvo testimoniare la sua identità nei fatti di un gioco coriaceo, informato a grosso taglio di individui ed a grande malizia professionale. La [[Quinquennio d'oro|Juve del quinquennio]] in campo non si spremeva. Aveva il genio difensivo di Rosetta che non colpì mai un pallone di testa, aveva la saldezza atletica del «centromediano che cammina», quel tirchiaccio di Luisito Monti [...]; aveva il podismo di Varglien I e Bertolini; la fantasia di Sernagiotto e Orsi; ed ebbe [...] il talento squisito, forse irripetibile, di Farfallino Borel.
*Un formidabilissimo globetrotter del ruolo, un centravanti dal sinuoso movimento verticale e dal tocco smorzato e secco negli angolini più impolverati della porta. Un ballerino per classe naturale, movenze fisiche, scatto, allungo, fondamentali. Rendeva tutto semplice, non si perdeva in ghirigori, il suo dribbling essenziale a seguire, i suoi colpi di esterno, sinistro e destro, proverbiali, di testa era formidabile. Diventò la bestia nera del Torino nel derby, segnava sempre lui. [...] «Farfallino» [...] realmente [...] sembrava sorvolare la mischia, volare sul fango. [[Angelo Schiavio|Schiavio]], [[Giuseppe Meazza|Meazza]], Vojak, Busoni, [[Silvio Piola|Piola]]... Poi Gabetto. I centravanti rapsodici sono stati tanti. Ma nessuno con lo stile di «Farfallino» [...]
{{Int|''E il mondo tremò''|''Guerin Sportivo'' n. 22 (339), 27 maggio – 2 giugno 1981, pp. 36-37.|h=4}}
*[...] quando l'Italia era un Paese irregimentato dietro la lettera D e viaggiavano le prime auto Fiat di nome [[Fiat 508 Balilla|Balilla]] perché i figli d'Italia erano tutti Balilla [...]
*[[Angelo Schiavio|Schiavio]] centravanti rapsodico. Un lottatore ed un tecnico. Un coraggioso per antonomasia. Meazza più tecnico di lui e più bello. Lui più duro, più travolgente, anche più rissoso. Lui con un cuore in petto di pioniere. Lui un calciatore libero e padrone del suo destino.
*[...] [[Carlo Carcano|Carcano]], quello davanti al quale guai a mostrarsi senza mutande.
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1934]]}} Con quella partita e quella vittoria si può dire che il calcio diventò in tutta Italia il fenomeno sociale che sappiamo...
{{Int|''Gol e sberleffi''|''Guerin Sportivo'' n. 36 (352), 2-8 settembre 1981, pp. 31-32.|h=4}}
*Cosa sia stata l'Inter per i ragazzi usciti dalla guerra lo può spiegare meglio di tutti [[Benito Lorenzi]]: chi più di lui s'è portata l'Inter nel cuore, l'ha rivitalizzata coi suoi furibondi scatti, l'ha arricchita di cuore, di rabbia, in modo particolarissimo di estro? Perché bisogna intendersi o tutto diventa relativo. Non si nasce sempre geni, non si nasce nel calcio sempre Di Stefano o Puskas o Pelé. Si può nascere Benito Lorenzi. Cioè, voglio dire, una peculiarità di certi italiani del popolo di non avere peso specifico, di non avere presenza, di essere bruttignaccoli (non che Benito lo fosse) oppure di avere tante altre cose che un gigante non ha, tanto entusiasmo e tanto scatto, inventando in un attimo grattacieli di gol. E Lorenzi fu appunto tutto ciò [...]
*[...] un toscanaccio, un ragazzo con la passione furiosa per il pallone rotondo, non iradiddio, quattro ossa di trottola semovente che sfidano tutti i centromediani e fanno sberleffi dopo aver fatto gol, ai centromediani e ai portieri.
*E veramente Benito [...] è un uomo amabile, quel che ha sul labbro ha nel cuore, è una faccia la sua che agli italiani racconta il calcio della domenica, cioè anche la generosità, l'humor, la guasconeria dei campioni del calcio. Questi milionari che i ragazzi usciti dalla guerra si figurano come invincibili: guerrieri in scarpe bullonate e di più ancora uomini baciati in fronte dalla più dolce fortuna.
*[...] una carriera vissuta come un sogno, inseguito da nembi di avversari e sempre vittorioso [...]. Non giocava soltanto coi piedi, testa e frattaglie sparse, anche con la bocca giocava (e che bocca!), era un fascio di nervi che scatenava nella lotta, era il guizzo del centravanti di una volta uscito dalla guerra, quindi contorto, torturato e più aguzzo.
===1982===
*[[Zbigniew Boniek|Boniek]] non è un centravanti secondo i moduli tradizionali e non è un cervello, un regista, piuttosto è un giocatore con la musica del calcio altolocato nelle vene, la zona e il gioco senza palla, la verticalizzazione costante, lo spunto mai fine a se stesso, lo sprint reiterato, travolgente, di gambe e di polmoni, sull'out o al centro, mai un fronzolo fine a se stesso, un senso del gioco materiato di amore per il pallone, gioco di prima innervato nel gioco di squadra.<ref>Da ''Scatto matto'', ''Guerin Sportivo'' n. 27 (395), 7-13 luglio 1982.</ref>
{{Int|''L'angelo azzurro''|''Guerin Sportivo'' n. 7 (375), 17-23 febbraio 1982, pp. 31-32.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Luigi Cevenini]]}} [...] non si faceva mai la barba prima di andare in campo, si nascondeva le sigarette sotto i calzettoni, fumava come un turco da mane a sera, bestemmiava quando non gli davano il pallone che voleva sempre avere sul piede. Esagerazioni? Chi lo sa. A vederlo in fotografia quel marrano appare il ritratto di una povertà rinsecchita, è più ossa e magrezza che altro, racconta la fame dei bauscia milanesi. Eppure Zizì Cevenini è stato un uomo felice, tutto considerato. Coi suoi vizietti ha fatto un'epoca di calcio romantico [...]
*[[Lennart Skoglund|Lennart]] detto «Nacka» era biondo, con gli occhi azzurri, aveva delle piccole lentiggini sul naso, rideva come un angioletto, aveva un cuore di zucchero, quando non giocava beveva e dormiva, agli allenamenti arrivava per ultimo, ma sempre in tempo, alternava momenti di entusiasmo a malinconie raggelanti [...]
*{{NDR|Su Lennart Skoglund}} Il suo attaccamento al whisky diveniva maniacale. Ci curava tutto con il whisky, dal raffreddore alle contusioni. Dimenticava il dolore, dopo tre sorsate era pronto per scattare sulla fascia e disegnare uno di quei suoi ghirigori fiabeschi con pennellate di cross geniali. E i gol erano pur roba di whisky, nel dribbling martellante ci metteva quel delirio, gli occhi azzurri brillavano di felicità infinita, quanto effimera, «hai fatto un bel gol, ti regalerò un dodici anni», gli dicevano i compagni. E poi cominciò a perdere colpi a forza di bere. [...] si portava in campo la bottiglietta di whisky, l'andava a riporre senza farsi notare dietro la bandierina del corner, per farsi una bevuta come se si allacciasse una scarpa, prima di eseguire l'angolo.
*Né poteva finire diversamente da com'è finita, la storia di Lennart [...], ala bellissima, oggi mezzapunta si direbbe, goleador raffinato provvisto di tutto, di bellezza fisica, di genialità tecnica, di simpatia [...]. Il suo vizio assurdo era mortale. [...] Nè l'amore per lo sport e la fatica fisica, per se stessa così disintossicatrice, erano bastati a curarlo. La sua vita era la bottiglia, quel whisky giallo come i suoi capelli [...]
{{Int|''La centesima di Zoff''|''Guerin Sportivo'' n. 24 (392), 17-23 giugno 1982.|h=4}}
*Nulla meraviglia di [[Dino Zoff|Zoff]] e semmai meraviglia la sua sobrietà.
*È vero che il tempo passa, ma Zoff ha l'aria di fregarsene. E passato bene, questo tempo. Ha arricchito il campione di esperienza, lo ha reso tetragono perfino alle invidie. Suo padre e sua madre, in quel paesino del Friuli, non hanno mai fatto il passo più lungo della gamba, semmai più corto, come mi diceva il figlio che per parte sua non ha mai fatto stravaganze, si è rispettato e basta. E lo ha fatto come pochi italiani lo sanno fare, se è vero, com'è vero, che oggi il profilo dell'italiano è la pancia.
*[...] un cognome titanico come la sua classe, col senso della parata istintiva, senza fronzoli, non si capisce facile perché facile è la sua classe, perché semplice è il suo stile.
*È la mancanza di retorica che rende difficile capire lo stile di Dino, amarlo.
*Zoff ha materiato il ruolo di portiere di un'essenzialità poco italiana, molto furlana forse, ma molto poco italiana lo stesso. Ma non è cambiato niente, perché [[Enzo Bearzot]], furlan come lui, ad un cronista tedesco, per fissare in una frase chi è Zoff quarantenne, col massimo impegno cerebrale che gli consentono [[Campionato mondiale di calcio 1982|questi giorni tormentati]], dice: "Zoff è un uomo di quarant'anni ma è un giocatore di ventanni", forse un po' retorico ma dà il senso.
{{Int|''Nettuno è come lui''|''Guerin Sportivo'' n. 25 (393), 23-29 giugno 1982.|h=4}}
*[[Bruno Conti]] è l'ala che irride. Irride ai giganti bruti, irride alla stessa forza. Quante volte [[Nils Liedholm|Liedholm]] mi ha detto che, se avesse anche forza, vincerebbe ogni partita da solo? E quante volte mi è sembrato moltiplicarsi in campo, essere qui e contemporaneamente altrove? Bruno Conti è un nanetto. Ma ci sono nanetti e nanetti, in fondo le fiabe dei grandi favolieri sono piene di tipi come lui. Tipi usciti dal popolo, da una casa piena di fame, da una vita presa con allegria, con testarda passione, con gioco e con il gioco del calcio con cui si sale in paradiso.
*Bruno Conti, i capelli neri sulla fronte stretta, occhi neri furbi e piccini, naso e bocca vicinissimi, è il dribbling fatto uomo. È una carezza di velluto al pallone. È l'arte che non si sa da dove arriva, di giocare come un Mumo Orsi ieri, come un Bruno Conti oggi.
*Era quello il calcio dell'individualista, completamente separato dalla realtà della squadra. Nel dopoguerra, si viveva il pathos del calcio ma, giocatori compresi, non se ne afferravano le autentiche esigenze. Non giocava quasi mai la squadra, ma i campioni singoli, vincevano la Juve di John Hansen e Boniperti, il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] del Grenoli {{NDR|contrazione di Gunnar Gren, [[Gunnar Nordahl]] e Nils Liedholm}}, voglio dire che la Juve vinceva quando i suoi fuoriclasse ne avevano voglia, e così il Milan. La [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale]] andò a disputare il [[Campionato mondiale di calcio 1950|Mundial brasilero del '50]] perdendovi la faccia. Polverizzati tutti gli ideali di Don Vittorio Pozzo, precipitati dall'alto dei palazzi nei giorni della così detta liberazione, assieme ai cimeli del [[fascismo]].
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] non può esimersi di essere sempre fatto atletico, ma non potrà mai somigliare al basket, e perciò è anche estro, invenzione, improvvisazione.
*Bruno Conti non è un atleta, è un soldo di cacio. Ma fisicamente tosto e tatticamente geniale. Col suo sinistro può mettere in crisi anche i giganti. [...] Bruno Conti, dalla fascia, sa fare il cross pennellato ma anche dal centro sa calibrare il passaggio giusto. Non ha ruolo, non ha posizione, a destra o a sinistra è egualmente un diavolo questo figlio di muratore che nella vis proletaria racconta il lunghissimo amore per rendere sapiente il suo sinistro. E, in fondo, con lui è il trionfo dell'intelligenza sulla forza bruta, meno letterariamente la conferma che al calcio si può aver fortuna solo se si sa giocare e, se non si sa giocare, non basta essere belli, forti e puri come Tarzan. Il calcio si esalta, oltre che coi piedi, a livello di carattere. Bruno Conti è un nano che in campo lotta come un gigante.
{{Int|''Supermarc''|''Guerin Sportivo'' n. 50 (417), 15-21 dicembre 1982, pp. 16-17.|h=4}}
{{NDR|Su [[Marco Tardelli]]}}
*Il campo d'azione tipicamente italiano è refrattario alle svagatezze, anche alle dolcezze. Il tipico calciatore italiano moderno, anzi contemporaneo, che non si diverte, tutto nervi, tutto improvvisazione, e scampoli, [...] è [...] Tardelli. E, voglio dire, pratico all'ennesima potenza, elettrico sul piano dinamico, conseguenziale su quello tattico. Non c'era uno come Tardelli e l'Italia non poteva riprendere il suo discorso mondiale. Lo aveva interrotto a quella mezz'ala lussuosa e luminosa di Giuànin Ferrari, a giorni di contropiede luciferino, i giorni di Mumo Orsi, o sfolgorante per atletismo, i giorni di Piola e Colaussi. Ma il calcio nostro non aveva ancora per linee interne giocatori in grado di rinnovarsi nel gioco, duttili in tutte le zone del campo, come i Tardelli [...]
*Questo pratese, ex camerierino, dal fisico smilzo, dalla guancia disossata, dagli occhi smidollati, che non dorme mai, che si rifiuta di parlare da robot, come insegna una certa regola di calcio altolocato da prima pagina, si è arricchito ma conserva una sua linea plebea, è il simbolo dei progressi anche anteriori del calcio italiano. E arrivo a dire, col suo fisico, disossato, egli è il simbolo della Juve bonipertiana per il gusto della lotta e l'asprezza del carattere. Quelli come Tardelli si fanno capire soltanto a chi sa misurare il campione ben oltre lo schermo fallace della partita.
*Egli è il giocatore senza ruolo per antonomasia. Diventa quello che la partita suggerisce, s'ispira allo spartito. Se c'è il regista, lui non è regista, ma sa battere all'occorrenza nel modo del regista la palla più utile al compagno. Se c'è il terzino, egli non è terzino, ma sa chiudere e contrare da terzino. E così da mediano di spinta. Lui sa fare tutto nella zona di campo dove sta zompando. E zompa rapace alla sua maniera. Vedetelo quando immagazzina aria e parte bruciando avversari in slalom ubriacanti.
===1983===
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} [...] se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, la testimonianza che la classe a livello pedatorio non è più un fatto... terrestre, occorrono cultura e finezza, Platini sembra essere un acquatico, sembra possedere le ali, si libra sulle miserie quotidiane, il suo calcio rapsodico fa pensare a Hirzer oppure a Sivori, il gol di Platini è la quintessenza di una strabiliante capacità visionaria. Platini prevede le situazioni. È smarcato dove gli altri si affannano a correre. È libero come una rondinella dove gli altri sono gravati da some e faticano a sbrigliare la corsa. Platini ha portato [...] l'eccellenza del fatto virtuosistico ma forse ha ucciso il collettivo.<ref name=Michel">Da ''La sfida di Michel'', ''Guerin Sportivo'' n. 32 (450), 10-17 agosto 1983, pp. 7-11.</ref>
*Platini non è né regista né punta, è semplicemente Platini. Sa far bene tutto ma non chiedetegli di fare meglio una cosa.<ref name=Michel"/>
*{{NDR|Su [[Dino Zoff]]}} [...] nella leggenda è entrato con i fatti dei suoi primati: non mi ha mai divertito, ma mi ha sempre appassionato. [...] i primati di Zoff erano espressione del suo carattere, divenuto stile di uomo [...]<ref>Da ''Al casinò esce l'uno'', ''Guerin Sportivo'' n. 37 (455), 14-20 settembre 1983, p. 14.</ref>
{{Int|''Il Canon di Verona''|''Guerin Sportivo'' n. 2 (420), 12-18 gennaio 1983, pp. 46-48.|h=4}}
{{NDR|Su [[Pierino Fanna]]}}
*Più antipersonaggio di così si muore. Un eterno calciatore-bambino, un pupazzo armato a molla per il calcio da giocare domenicalmente, con tutto al posto giusto, ma, alla resa dei conti, una vulnerabilità ai fattori esterni eccessiva.
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] giocato dura sette giorni su sette. Nel settimo si consuma il pasto per pochi intimi. Negli altri sei giorni si parla, si discute. Sul giornale. Il calciatore si riduce a virgoletta parlante. I suoi sentimenti non contano. È un idolo consumistico.
*Fanna è un puro. Uno degli ultimi puri integrali rimasti sulla scena. Con giocatori tutti come lui non esisterebbe divismo, questo è sicuro. Ma il giornalismo non potrebbe fabbricare le sue fortune di vendita. Fanna non ha mai fatto polemica [...]. Fanna non è un giocatore come gli altri [...]
*Il simbolo di un affermazione sociale che ha del portentoso. Come il modo di giocare di quest'angelo vendicatore indifeso. Portentoso il suo scatto aggirante. Come il suo palleggio sobrio, senza ammanchi. Non c'è nulla di artefatto nel suo stile. È di una spontaneità che talvolta sorprende il più ringhioso dei rivali. [...] non [...] è [...] un calciatore qualunque, ma [...] uno che in campo viene e porta antiche cose, il senso euclideo dell'ala che sa far gol e soprattutto far sognare la gente. Con un lancio da parte a parte, con un tiro al volo di incredibile potenza, con un aereo colpo di tacco. In fondo [...] Fanna è il calcio di Rocco e Pasinati e Colaussi raccontato in quelle intrepide poesie del poeta triestino benedetto.
{{Int|''Il rosso volante''|''Guerin Sportivo'' n. 18 (436), 4-10 maggio 1983, pp. 38-41.|h=4}}
*[...] i valori del calcio della Polonia per i primi cinque posti in una ideale classifica si scrivevano così: 1. [[Kazimierz Deyna|Deyna]], 2. Deyna, 3. Deyna, 4. Deyna, 5. Deyna.
*{{NDR|Su [[Zbigniew Boniek]]}} [...] pur essendo un possente cavallone del gioco, è un talentuoso, abbina stile e forza, eleganza e potenza, ha tutte le qualità immaginabili per copioni in cui gli spazi vengano conquistati da geometrie elementari, perché in Polonia il singolo inteso come virtuoso non funziona, funziona il singolo che lega con gli altri, che quantifica e vivifica il collettivo.
*Boniek si può definire il calciatore polacco più originale della storia, è l'anarchico per eccellenza, non ha un ruolo specifico e su di lui può cadere qualsiasi numero di maglia, dal 4 in poi, fungere da centravanti arretrato per trasformarsi poi in centravanti effettivo, folgorante e sfolgorante; fungere da regista classico, da punto di riferimento per i compagni con i suoi piazzamenti senza palla. Un ruolo preciso non gliel'ha ancora trovato nessuno [...]
*In effetti Boniek non ha ruolo. È buono per tutto, anche per difendere, se appena volesse. Ma nella sua terra polacca ha acquisito di sé un'enorme consapevolezza e il suo modo di essere non è disgiunto da una discontinuità di concetto, di ispirazione. È, voglio dire, vocato al difficile più che al banale. Se avesse anche continuità sarebbe un mostro, io penso.
*Boniek è il fantasista volante del calcio europeo. Il suo ruolo li contempla quasi tutti, la sua potenza atletica [...] fa in maniera che egli si sappia esaltare come punta pura, se si sente in vena, come superarsi da rifinitore se ne ha voglia. Sa far tutto coi polmoni che ha. [...] È un possente cursore di rabbia e di conquista, è l'ultimo campione chopiniano, cioè melodioso, di un paese dove la fame è realtà quotidiana.
{{Int|''Il tulipano rifiorito''|''Guerin Sportivo'' n. 19 (437), 11-17 maggio 1983, pp. 34-35.|h=4}}
*La [[Napoli]] dei poveri e quella dei ricchi sono a contatto di gomito e si ignorano.
*Ho sempre pensato che il calciatore del [[Campionato italiano di calcio|nostro campionato]] migliora, chiunque esso sia.
*[[Ruud Krol|Krol]] ha riconquistato Napoli tornando a giocare nello spirito dei tempi ruggenti dell'Ajax. È l'ultimo «divino» del calcio mondiale. È l'ultimo difensore marziano. Per il fisico che gli ha dato madre natura [...] e per il concetto che ispira il suo gioco.
*{{NDR|Su Ruud Krol}} [...] nato per giocare al calcio. In difesa, ma nel concerto e nel concerto [[Calcio totale|totale]]. Oh già. Quel calcio fortissimo, mai rugginoso, travolgente al di là degli schemi, che modificò tutto il modo di scrivere calcio in Europa.
{{Int|''Cose d'America''|''Guerin Sportivo'' n. 34 (452), 24-30 agosto 1983, pp. 17-21.|h=4}}
*Io ho detto [...] che non vedrò giammai più, finché campo, un altro come [[Omar Sívori|Omar {{Sic|Sivori}}]] l'inventore del tunnel e il campione che picchiava i terzini per non farsi picchiare lui, con gli stinchi nudi, feroce come un autentico capo Apache sul sentiero di guerra.
*La [[Casa Bianca]] è bianca [...]. Nessuna sovrastruttura necrofora, un candore, una lietezza, un'allegria tutta americana perfino nei due poliziotti che controllavano i passaporti. Un terzo illustrava ai giornalisti in attesa il funzionamento della sua pistola a ripetizione.
*L'America è sfrontatamente sportiva. Nel calcio è unica e romanzesca. Non ci ha ancora capito molto, ma corrono.
*[[Domenico Penzo|Penzo]] ha personalità. Sa giocare ma di più sa lottare. Tutto il pane duro che ha mangiato per arrivare [...] lo dimostra prendendo sul serio ogni impegno.
*[[Stefano Tacconi|Tacconi]] si considera un portiere volante. Mi ha detto: «Io in porta mi diverto». Ha un temperamento guascone come i portieri romantici.
===1984===
{{Int|''Giorno di festa''|''Guerin Sportivo'' n. 11 (480), 14-20 marzo 1984, pp. 7-10.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Toninho Cerezo]]}} [...] il camminatore e lo sfiancatore delle energie avversarie con i suoi appostamenti e continue diversioni: marcare Cerezo è come marcare un'anguilla. Tatticamente il suo gioco obbedisce esclusivamente all'istinto. Cerezo sa giocare in ogni zona di campo. Sa marcare, è vero, ma sa anche e specialmente scattare. Questo suo scatto è perfido, raffinato, da felino, giacché Toninho pare lento. Ma chiedete a chi deve possibilmente frenarlo o spegnerlo se è lento. Gioca senza parastinchi. Sembra allungarsi in campo dietro il pallone. Se non ci arriva col piede ci arriva con un'unghia.
*[...] [[Francesco Graziani|Ciccio]] nazionale, immenso per quanti lo hanno sempre minimizzato con la loro presunzione di spiriti seduti. È facile definire soltanto generoso quello che è l'unico centravanti polivalente del calcio europeo e mondiale, questo ciociaro immenso nei fatti del gioco, terzino, mediano, mezzala, punta. Insomma tutto, un tutto semovente, armato di cuore, di grinta, di colleoni e soprattutto di altruismo. Gioca per tre mentre gioca per sé. Insomma il fenomeno Graziani.
*Avevano celebrato [[Bodo Rudwaleit]] [...] come un grande portiere. Nossignori. [...] è soltanto enorme, spropositato, ma mette malinconia. Non si può affermare commetta errori tattici, ma difetta di agilità. Inotre così stratosferico, circa due metri, ti sbaglia anche le uscite.
*Chi insiste a definirmi [[Juventus Football Club|juventino]] non ha capito niente. Juventino sono se mi si intende riferire amore storico per la società più grande e più nobile della nostra terra come i suoi scudetti [...] testimoniano. Juventino mi vanto perché come cronista per me conta prima di tutto lo sport e il racconto della verità. Ma non per altro.
{{Int|''Un giorno da Liam''|''Guerin Sportivo'' n. 12 (481), 21-27 marzo 1984, pp. 33-37.|h=4}}
{{NDR|Su [[Liam Brady]]}}
*Lui ha un visino punteggiato da occhi quasi celesti ma non proprio celesti, oserei dire come il cielo della sua terra, così intricato, così compresso, che raramente si slarga in un bell'azzurro allegro e fantastico.
*Non si può proprio dire che il gol sia da lui cercato o voluto, preferisce piuttosto zone di campo da cui battere con prodigioso tempismo il piede sinistro. Non è vero che è lento. È vero piuttosto che è lunatico come un vero irlandese. Non sente tutte le partite.
*[...] tipo umano eccentrico nel panorama calcistico, di più ancor eccezionale, la sua apparente mitezza che cela un cuore fiero, un'indole indomata [...]
{{Int|''Principe azzurro''|''Guerin Sportivo'' n. 14 (483), 4-10 aprile 1984, pp. 8-10.|h=4}}
*Il personaggio [[Antonio Cabrini|Cabrini]] fa a pugni con una tematica sempre di moda sul calciatore, piuttosto un muscolare intrepido che un trepido pensatore. Senza forzare troppo il concetto si può dire che questo cremonese non figlio di papà rappresenta un passo avanti del calciatore sotto l'aspetto del ragionamento, una svolta a quel grande crocevia affollatissimo del pallone metropolitano, in quanto Antonio Cabrini cremonese ha subito voluto sottolineare, già ai primi anni del professionismo, [...] che il calcio non è poi questo paradiso, che più di ogni cosa vale la libertà morale e mentale dell'individuo. [...] Cabrini ha voluto testimoniare che la cultura non è soltanto libresca anche se ha avuto tanta fortuna e guadagna tanti sghei, sa benissimo di essersi lasciato alle spalle qualcosa di impagabile, di impossibile per un calciatore che va a chiudersi già da giovane, va a rinunziare ad una parte di sé per diventare un numero di maglia, un fenomeno in cattività, una pedina di una scacchiera manovrata da esseri molto furbi, spesso più apparenza che sostanza, un vuoto pieno di fatui sorrisi.
*Il timidone [[Giacinto Facchetti|Facchetti]] esprimeva nel ruolo tanta potenza e tanta innocenza da scardinare con un suo passante il palo di una porta.
*{{NDR|Su [[Dino Zoff]]}} [...] mai schietto e sempre loico, volitivo sull'unghia e devoto alla causa della «robba» sua come un personaggio verghiano, portò il ruolo di portiere a un'assoluta refrattarietà alla fantasia coronando il più elevato traguardo statistico.
*Cabrini ha un sinistro che è una falce in difesa e una carabina all'attacco. Cabrini è un terzino che diventa subito un attaccante, sposando la squadra. Cabrini [...] è di oggi, europeo e mondiale.
*[[Umberto Caligaris|Berto]] il casalese era una rovesciata volante, [[Pietro Rava|Rava]] era un gigante dell'ostruzione che dal limite sganciava terribili proiettili. Il primo segnalò la Nazionale di Pozzo nei giorni dei deliri patriottici, il secondo si esaurì in una carriera venturosa e generosa, campione olimpico, campione del mondo, un guerriero dai lindi costumi.
*[...] soltanto lui, Antonio Cabrini cremonese [...], è l'erede «storico» di Pierone Rava. Il calciatore esce dal mondo in cui vive, esprime la sua propria epoca. Rava piemontese figlio di capostazione, imbevuto di nozioni nazionalistiche, il suo pugno quando diventava tutto rosso faceva scappare turbe di teppisti, rappresentò e sublimò il calcio del contropiede e del tricolore sull'ultimo pennone. Cabrini è il calcio di oggi, di Pertini e di Bearzot, delle pipe decorative ma non troppo, di un umanesimo realizzato ogni giorno con le dovute distanze, dove Bearzot fa la parte di Chirone, del precettore, gli allievi ascoltano, prendono tutto nell'anima, crescono cotidie, acquistano coscienza del proprio ruolo, afferrano che la patria esiste anche se non se ne parla più. Il pudore dei veri ideali che non c'è bisogno di sbandierare ai quattro venti.
*Cabrini è figlio di un calcio che ha cancellato i ruoli e le impostazioni cattedratiche dei caporioni del passato. Diventa padre lui negli atteggiamenti dei suoi compagni più giovani, acquista come capitano [...] una coscienza «eroica» del ruolo. Lo fa capire quando difende i suoi compagni dopo una sconfitta come quando li esalta dopo una vittoria.
{{Int|''Mai troppo Tardelli''|''Guerin Sportivo'' n. 15 (484), 11-17 aprile 1984, pp. 14-16.|h=4}}
*Più volte ho pensato che [[Marco Tardelli]] incarni la figura e il destino del calciatore. Sorte e malasorte, felicità e infelicità, orgoglio e debolezze, uno dei pochi ideali rimasti a noi umani [...]. Ma io l'ho pensato e lo penso anche in conseguenza del tipo umano che Tardelli rappresenta: toscanino uscito praticamente dall'Hotel Duomo a Pisa, camerierino cioè a trentamila lire al mese che nel tempo libero correva e schizzava in campo così da farsi notare e stupire dapprima.
*[...] ancora non era arrivato un calciatore come Tardelli, sì difensore, ma in grado, con una sparata di scatto, un allungo sull'out oppure centrale, insaccando ossigeno e sparendo ai mortali, schizzando insomma, di stravolgere gli schemi e di andare a vincere una partita.
*{{NDR|Su [[Giuseppe Furino]]}} [...] il calciatore della Juventus meno bavoso, meno parlato, più schietto, più plebeo, più sacrificato. L'antidivo per eccellenza.
*{{NDR|Su Marco Tardelli}} [...] nato da un ceppo povero non si è mai assunto atteggiamenti da caporione, ha vissuto la sua parte con orgoglio, ha testimoniato il suo talento più col sacrificio podistico che con la finezza. Anzi, la finezza non sa proprio cosa sia. Egli è un ragazzo toscano poco portato al compromesso e molto virile. Cioè silenzioso e astuto. Piace a Boniperti per queste sue qualità tutte juventine. È uno che si consuma in campo e che non dorme la notte prima di ogni partita.
*{{NDR|Su [[Adolfo Baloncieri]]}} Balon o il pipistrello. Tipo di calciatore inedito per quei tempi! Una mezzala che copriva il campo e legnava audacissimi gol. Un oriundo con cristallini estri nelle sue giocate spazianti. La prima mezzala tutta fosforo. Il Tardelli Anni Venti aggiungo [...]
*[...] mediano che sa essere mezzala, incontrista e scattista, un eclettico della fatica e del gioco. Ecco, non era pensabile fino a dieci anni fa che un giocatore uscisse dal ruolo quanto ci è riuscito Tardelli. [...] il [...] giocatore più intrepido nei fatti, la cerniera tattica, il paladino degli slanci più sanguigni, l'uragano di istinti e di volontà primordiali a legare i suoi compagni attorno al suo scatto inviperito, al suo piede aquilino.
*Qual è il ruolo di Tardelli? La domanda è precisa. Non posso scivolare. Tardelli è un difensore di fascia o un mediano di spinta? Tardelli è un propulsore? Rispondo: Tardelli si attaglia al ruolo in cui gioca. Può essere un terzino definitivo o un mediano definitivo, una mezzala da gol o una mezzala da fatica. [...] Il punto è dunque di prendere Tardelli e staccarlo da ogni frase fatta. Egli è il calcio di oggi assolutamente nuovo [...] rispetto al calcio di ieri. [...] un calciatore che non si arrende mai, che scatta e non rifiata, che si dedica con passione alla causa comune, che corre per il compagno, che rischia per il compagno.
*[[Carlo Parola|Parola]] era il centromediano della rovesciata più popolare della pizza napoletana, ad ogni modo un musicista del calcio difensivo.
*[[Sandro Salvadore|Salvadore]] pur di non «aiutare» deliberatamente un compagno, di non rischiare lui la brutta figura, andava a marcare il palo sinistro della porta di Anzolin.
*Questa è la [[Juventus Football Club|Juve]] che raccontai per anni, squadra superiore a tutte nel momento in cui finivano le chiacchiere e cominciavano i fatti.
*Tardelli non sa giocare che di corsa, accelera, inventa il guizzo, il raptus, il momento medianico.
{{Int|''Quattro di coppe''|''Guerin Sportivo'' n. 23 (492), 6-12 giugno 1984, pp. 7-11.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[finale della Coppa dei Campioni 1983-1984]]}}
*Il vezzo di recensire le grandi partite stando seduti davanti al video di casa [...] è ormai una regola, così qualcuno, di regola illustre [...], ha bollato come inerte e bloccata la Roma vista perdere ai calci di rigore, dopo 120 minuti, contro il Liverpool. Chi la partita ha invece vissuto in campo [...] sa come essa fu una cosa serissima, una impestata vicenda di calci, una rissa, in certi punti, sedata in tempo da un arbitro severo ed equanime, in cui fatalmente avrebbe prevalso – mettiamo in una ripetizione, come molti scienziati del senno di poi auspicano – sempre ed esclusivamente il Liverpool.
*Il Liverpool improgionò la Roma di Liedholm [...] con il suo gioco piratesco, dove l'aggettivo è usato per esprimere l'humus di questi calciatori britannici come sputati da un libro di Stevenson.
*Il manipolo del Liverpool gioca un calcio perfino originale come calcio inglese. Non è che abolisca il traversone, ma abolisce l'ottimismo. È un calcio eminentemente tattico. È un calcio malandrino. È un calcio che mette in conto tutto. Il Liverpool ha battuto ai punti la Roma, così come Grobbelaar ha battuto ai punti Tancredi; e Neal, Nappi; e via via, ruolo per ruolo. È vero che dopo centoventi minuti il risultato era di 1 a 1, ma non significa niente. la Roma aveva dato tutto, aveva dato il massimo. [...] gli inglesi sono andati in campo ed hanno attaccato [...] in modo furioso, i loro palleggi volteggianti e vorticosi hanno preso in mezzo Falcao e Cerezo; Cerezo si è spremuto e si è via via spento. Per me ha giocato malissimo [...]. Ma è solo uno dei motivi della sconfitta della Roma. Il secondo è Falcao. Paulo Roberto ha rivelato una certa idiosincrasia alle partite-clou. Quando l'aspetti non arriva mai.
*La storia del calcio europeo è scritta a suon di gol, è risaputo, ma in Coppa dei campioni è scritta all'insegna del collettivo. È qui che la Roma è ancora indietro. Si sapeva a guardar bene, che in una finale con il Liverpool, sarebbe stata sfavorita. Perciò mi meraviglia cosa vadano a recriminare gli spiriti seduti della critica fatta guardando le vendite dei giornali. Il problema è più serio. Il nostro calcio rimane un calcio settoriale, a compartimenti stagni. [...] Il singolo fiorisce da noi più che la squadra. Così la Roma, trovatasi contro un vero collettivo, armato di tutta la giusta «rabies» plebea, forte di intese pluricollaudate, con marpioni al posto giusto, con piedi egregi nella rifinitura, questa squadra di pirati che si aiutano alla voce, che non mollano mai, che corrono e si coprono l'uno con l'altro, ha mostrato le magagne del meccanismo giallorosso. [...] I progressi della Roma sul piano collettivistico sono cospicui, ma non bastano contro squadre ortodossamente unite, orgogliosamente britanniche come il Liverpool.
*Tancredi ha avuto parate pregevoli, è un portiere bravo e simpatico [...]. Ma il suo dirimpettaio Grobbelaar, senza essere simpatico per niente, anzi un po' sgherro, è un grande portiere. [...] Esiste un solo prototipo di portiere, per il ruolo com'è nato, come deve essere [...], il portiere «matto». Grobbelaar ha vinto la partita, lui. Ha aiutato la sua squadra a vincerla, sostituendosi al libero ed ai terzini esterni, con uscite di travolgente efficacia.
{{Int|''L'ammazzanove''|''Guerin Sportivo'' n. 23 (492), 6-12 giugno 1984, pp. 42-46.|h=4}}
*Questi sono i [[Difensore|difensori centrali]], che un tempo furono centr'half, poi centromediani, quindi, con un ritorno alla natura del ruolo, stoppers. Lo stop, il tackle sull'attaccante gli competono insieme a poche altre cose: la statura, ad esempio, ed una certa durezza di modi più o meno camuffata che, dove efettivamente manchi, è un guaio, un guaio gosso.
*[[Sergio Brio|Brio]] si sente molto operaio. [...] Ma mettilo poi contro Pruzzo, Pruzzo di Crocefieschi che gli soffia col baffo insulti anti sud; allora Pruzzo non tocca palla e deve rivolgersi a Casarin. No, Brio è eccentrico. È così serio, così umile, così vero, così intensamente pugliese, così riconoscente ai cronisti per bene, che quasi non penso di avere sbagliato mestiere come mi succede da un pezzo.
*{{NDR|Su [[Pietro Vierchowod]]}} Buonissimo, anche in campo, la sua natura idilliaca lo porta a ragionar meno ed a fidarsi di più, così gli giocano qualche scherzo. [...] Pietro il Russo, Pietro il Gigante che mi ricorda Remondini o Tognon. Saprà diventare il centromediano dando ai suoi piedoni un po' di pulizia? Tutti ce lo auguriamo. Perché amare il calcio significa, per conto mio, considerare importanti quelli come Vierchowod.
*{{NDR|Su [[Fulvio Collovati]]}} Fu il Paron a scoprirlo. Fu uno degli ultimi beniamini di Nereo. Per me, Collovati è ancora lo stopper più in gamba di tutti [...]. Io a Collovati non ho mai visto sbagliare una partita [...] in Nazionale. Collovati sa uscire dall'area come Dio comanda, sa giocare a tutto campo, è uno stopper eclettico, è quasi un centromediano, allora cosa gli manca? Forse un po' di vis autentica, cioè di rabies, di cattiveria.
*[...] forse, uno come [[Francesco Morini|Ciccio Morini]], così dedito e votato, così specializzato sull'osso e la rotula (scherzo perché non fece mai male a nessuno) non nascerà più.
*[...] guardiamo a [[Lionello Manfredonia|Manfredonia]] difensore centrale, un po' troppo appagato, cioè bisognoso di andare avanti soprattutto quando può impostare, ma anche come difensore con tutti gli attributi al posto giusto: potenza nel lungo e nel breve, tackle all'occorrenza ruvido, tempismo. In fondo la carriera gliel'ha fatta il destino. Tutti sanno fare i liberi in un certo modo, pochissimi sanno giocare in tre ruoli come Manfredonia: forte incontrista, forte centrocampista, buono anche sotto porta.
*Mi pare che [[Luciano Favero]], baffo sulfureo nato in laguna, sia ormai uno stopper assai affidabile. Pur non avendo un gran fisico, è massiccio, ha peso nel contrasto, perché ha fegato, un anticipo squillante, un temperamento irriducibile.
*{{NDR|Su [[Cesare Cattaneo (calciatore)|Cesare Cattaneo]]}} [...] un armadio, fatalmente lento, ma giocatore di preclara lealtà.
*Il napoletano adottivo [[Moreno Ferrario]], sa giostrare da libero oltre che da stopper, da segnarti il rigore decisivo oppure sa sbagliartelo, ha tutto per essere un grande, ma rimane un piccolo, mistero. Il giocatore rimpicciolisce d'improvviso all'altezza degli impegni che contano e non è per certo un galvanizzatore. Non riesce in campo come dovrebbe, viste le sue qualità e le sue risorse atletiche. Io dico: un piccolo mistero; volendo dire qualcosa che riguarda esclusivamente questo milanese lindo ma troppo ligio, sempre nel rigo, mai personale e possessivo, su cui tutto passa, anche l'amarezza, come l'acqua tra le mani. I giorni duri del Napule [...] si spiegano anche con tipi come Moreno Ferrario, infallibili ma non insuperabili, tetragoni ma non generosi almeno quanto dovrebbero esserlo [...]. Forse tirando un orecchio a Moreno io esagero. In fondo lui ha fatto sempre il suo dovere. Ma un pizzico più di calore... napoletano non vi pare, fratelli, che in campo deve andare a mostrarlo?
{{Int|''Cavalli da tiro''|''Guerin Sportivo'' n. 25 (494), 20-26 giugno 1984, pp. 30-32.|h=4}}
*[[Salvatore Bagni|Bagni]] è come dev'essere. È un'ala che va a fare il mediano di spinta ed un mediano di spinta che va a fare l'ala, oscillando tra questo e quello non si sa ancora esattamente cosa sia, anche se con guizzi, scossoni, contrasti ruinosi, rincorse gagliarde, va a dare un contributo, seppur irrazionale, a tutti i reparti.
*{{NDR|Su [[Gabriele Oriali]]}} Ci affascina la sua semplicità seriosa, la sua incantevole modestia, il suo essere uomo e padre anche nel modo di giocare, di correre, di lottare, voglio dire un atleta sano e puntiglioso. Oriali è l'emblema del calcio lombardo come dev'essere, quando da ragazzi si vive per il calcio, uscendo da un salone di barbiere ed andando a conquistare, col sudore e l'umiltà del facchinaggio, il successo.
*{{NDR|Su [[Renato Zaccarelli]]}} Un rompitore elegante però incisivo, un trascinatore all'occorrenza.
*{{NDR|Su [[Massimo Bonini]]}} Se bastasse correre, se li metterebbe tutti in tasca.
{{Int|''I Conti tornano''|''Guerin Sportivo'' n. 26 (495), 27 giugno – 3 luglio 1984, pp. 46-48.|h=4}}
*Il passaggio dall'ala pura al cosiddetto tornante è stato violento e non si è ancora risolto. [...] si mente quando si dice e si scrive, che è peggio, essere il tornante un passo avanti rispetto all'ala pura. Noterete che i tornati di classe richiamano l'ala e fanno perfino tenerezza [...] quando vogliono essere essenziali ed eseguono sull'out la discesa che culminerà nel passaggio gol. Per me è legato al calcio il ruolo dell'ala; uno piccolo e frenetico faceva l'ala per vocazione e per bisogno [...]. L'ala cosidetta tornante, che poi non è un'ala, ma un cursore spesso cieco, è nata in mezzosistema [...], in un calcio ritagliato tra pelandroni grandiosi che bevevano e sgomitavano la domenica, inventando prodigiosi gol. [...] Quel calcio di ruoli distanti l'uno dall'altro, di giocatori chiusi nei ruoli e spesso negati perfino al reparto, è passato. Oggi l'eclettismo ragiona e sragiona [...], si può andare avanti nel ruolo di tornante, tornando appunto indietro, nei sentieri dei passi perduti. E significa che non c'è più bisogno di chi corra anche per chi non ha voglia; ma di chi sappia occupare tutto il terreno, sappia difendere cioè contrare e sappia impostare l'azione. Nonché segnare, la ciliegia sulla torta.
*Prendi [[Bruno Conti]] tecnicamente il più grande e tatticamente il più astruso. Fa tutto meno che l'ala tradizionale da un po' [...]. Il fisico, la privacy, lo sfiancano. Ma ha sempre, nel mezzo di una partita moscia, l'attimo in cui arma il suo sinistro paganiniano azzeccando il tiro mostruoso.
*{{NDR|Su [[Pierino Fanna]]}} Tecnicamente ha tutto, tatticamente sa tutto [...]
*[...] il [[Giornalismo sportivo|critico sportivo]] per me più che malizioso deve essere ingenuo [...]
*[[Zbigniew Boniek|Zibì Boniek]] furoreggia negli spazi e diviene un missile lanciato. Zibì Boniek scalcia stranito nelle mischie congenite ad un certo calcio nostro di mezzi che si fingono interi. Boniek può far tutto in campo, anche difendere; ma è vero che molte sue partite nascono e muoiono nello spazio di un palleggio; e che lo intisichisce sentirsi emarginato dal campo libero che egli vive dentro di sé, polacco a caccia di una libertà remota e impossibile. Questo baffo fulvo, questi chiari occhi cilestrini, questa natura portata ad una malinconia che non si compiace; un atleta ed un campione della forza con suggestiva visione del calcio. Unico, irripetibile. Tra i migliori del mondo.
*[...] [[Claudio Sala|Sala]] smantellava le difese con il suo dribbling ed al momento del cross aveva steso ogni opposizione, Pulici e Graziani intervenivano a completare il capolavoro.
*{{NDR|Su [[Oscar Damiani]]}} [...] il ragazzo ha un lampo di indiscreta furbizia nel suo modo di fare il calciatore; agguerrito nelle forme, smaliziato in tutto però non invadente; è il calciatore che sa trattare le pubbliche relazioni; che sa fare spogliatoio; che sa divertire.
*{{NDR|Su [[Massimo Mauro]]}} Le qualità sono quasi sovrumane. Ha una base tecnica che irride quella di tanti caporioni. Ha tutto nei piedi. Il problema è se ha altrettanto in testa. Se è serio, se è quadrato, se non è meridionaluzzu con strani principi personali; se sa soffrire nel privato; e dunque rinunziare; se è uomo [...]
{{Int|''I fratelli separati''|''Guerin Sportivo'' n. 41 (510), 10-16 ottobre 1984, pp. 36-40.|h=4}}
*Il Toro, dico, della [[Associazione Calcio Torino 1946-1947|primavera 1947]], in una Torino asserragliata dai bisogni e di nuovo luminosa di serenate, i tramonti sul Po erano veri tramonti, le partite del Torino erano veri capolavori e come le suonava il Torino non le suonava nessuno. [...] Il Torino sbaragliò la concorrenza in quel torneo a 20, 104 gol fatti, 35 subiti, 63 punti. A dieci lunghezze l'odiata Juve. Che Torino era quello! Io me lo mangiavo a pranzo e cena, ricompariva finalmente la carne in mezzo al piatto, il pane era di nuovo bianco [...]
*Non esiste uno stadio più bello di [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] quando è bello, cioè apparecchiato coi suoi colori, cioè allegro e fragoroso da cima a fondo. Che piroscafo galleggiante, immenso e misterioso.
*{{NDR|Su [[Nereo Rocco]]}} La sua bazza circonfusa da antico pelo, gli occhi cespugliosi ed un po' malandrini nonché cilestrini mi intrigano ancora. [...] Nereo era un tecnico naturale, istintivo, il suo calcio era lo stesso di Saba, masticato e bevuto in compagnia degli amici. I giocatori diventavano amici suoi nel momento stesso in cui decidevano la sua conferma e le sue vittorie. Fu il compagnone più entusiasmante, un uomo terribilmente solo senza il calcio, superfluo senza lo spogliatoio, povero senza le ciacole dette ai calciatori, spalancandosi l'eterno verde mistero della pedata davanti al suo cespuglioso malandrino cilestrino sguardo.
*[La] [[Associazione Calcio Fiorentina 1955-1956|Fiorentina]] di Julio Botelho detto Julinho, uno squadrone col felpato e imaginoso guizzo di quest'ala destra insuperata. [...] Giuliano Sarti è il portiere, metodico quasi magnetico, con spostamenti minimi para quasi tutto, Magnini e Cervato sono terzini, due catapulte, Cervato anche un artista sui tiri piazzati, Chiappella è un mastino laborioso e labbruto, Orzan si alterna a Francesco Rosetta come stopper quasi libero, poi ci sono Gratton che spoleggia accanito, Virgili che molla rabbiose, inimitabili e rozze stangate, Montuori che ricama e castiga, Prini che corre e difende. E andiamo a congratularci col Professor Pedata, al secolo Fulvio Bernardini. [...] Che bella straordinaria squadra, nella forza e nell'eleganza, quella!
===1985===
*In Italia, solo a ventisette anni, Carlo Parola uscì devastato dal confronto puramente atletico con il centrattacco del Milan, [[Gunnar Nordahl]] [...]. La forza fisica di Nordahl deflagrava in gol per i quali è arduo trovare aggettivi adeguati. Era novanta chili di muscoli, 1 e 80 di fisico ben modellato con 104 centimetri di torace. E aveva l'olimpismo degli assi nordici, affrontava lealmente ogni tipo di contrasto, e una volta ne uscì con un fianco sbrecciato da una scarpata di quell'uccellaccio di Nay. "Perché giocare così?", si lamentava grondando sangue dalla ferita. [...] Due volte nel Resto d'Europa contro l'Inghilterra, era lui l'asso più temuto del GreNoLi che illustrava il Milan a tutto campo, aveva una natura confidente, uno spirito fanciullo, orgoglioso.<ref>Da ''Un quintale di gol'', ''Guerin Sportivo'' n. 4 (524), 23-29 gennaio 1985, p. 38.</ref>
*[[Carlo Parola|Parola]] andava a disegnare eterni capolavori. Il suo anticipo e il suo rilancio, i suoi inserimenti provvidi per il gioco corale, anticipavano il libero come sarebbe stato soltanto [[Gaetano Scirea|Scirea]] negli anni Settanta. Con qualcosa di meno. Nessuno come Parola sul piano dello stile e della classe conseguente.<ref>Da ''Basta la Parola'', ''Guerin Sportivo'' n. 9 (529), 27 febbraio – 5 marzo 1985, p. 37.</ref>
{{Int|''La frusta di Heriberto''|''Guerin Sportivo'' n. 2 (522), 9-15 gennaio 1985, pp. 28-31.|h=4}}
*{{NDR|Sul [[miracolo economico italiano]]}} [...] quando l'Italia scoprì d'improvviso di essere ricca, fortunata e felice. E non era vero niente.
*{{NDR|Su [[Renato Dall'Ara]]}} [...] presidente espanso, pieno di bonomia e di arguzia, il quale conosceva come pochi il suo mestiere. Mecenate sì ma fesso no. Ad ogni modo precursore. Cioè organizzatore e manager. Cioè competente.
*{{NDR|Su [[Aldo Olivieri]]}} È il tormento fatto portiere.
*Sono i giorni dell'italouruguaiano [[Pedro Petrone|Petrone]], compare imbrillantinato, dal dribbling ubriacante e il tiro sconvolgente. In 44 partite giocate tra i viola [...] segnerà 38 gol. Nessuno di testa, perché la testa gli serve per pensare. Il calcio lo risolve con i suoi due piedi, che calzano un paio di scarpe alle quali è affezionatissimo. Proprio prendendo lo spunto da una di queste scarpe che, perso un bullone, non gli era stato rimesso in tempo, Petrone che di nome fa Pedro, faccia larga, colorito olivastro, barzelletta pronta per gli amici, impudico compare, ne approfitterà per tornare ai patri lidi, insalutato ospite.
*Campionato [[Serie A 1973-1974|'73-74]]. Il mio amico Cestmir Vycpalek non ne azzeccherà una e perderà la panchina. La Lazio-Lazietta pistolettara intrepida di Giorgione Chinaglia, allenata con immensa passione da Zio Tom Maestrelli (distribuiva pure i biglietti ai giocatori, agli amici dei giocatori, agli amici degli amici dei giocatori), riuscirà a fregare la potentissima Juventus di Boniperti, per la soddisfazione immensa di papà Nerone-Lenzini e delle schiere di suoi amiconi in marcia verso il ristorante. Il calcio è come la vita. Chi si distrae è perduto.
*[...] mai mi pentirò di una riga scritta pro Heriberto {{NDR|[[Heriberto Herrera|Herrera]]}}. Il paraguaiano, pur con le aberrazioni di una natura fanatica, creò una Juve-squadra seria, consapevole; abiurata la Juve dei rodomonte, i quali si allenavano quando volevano, con il vecchio Monzeglio dalle tasche piene di cioccolatini per i figli dei giocatori. La frusta adoperò Heriberto. La sua fu un'epoca di figli di papà delusi e mortificati; non riconoscevano la «vera» Juve in quella di cursori che si mordevano la coda nel così detto movimento. [...] La Juve prima di Heriberto era una manica di scapestrati. Costui li mise in riga e li allenò, li torchiò, li ammonì. [...] Era una squadra con meno estro dell'Inter, ma disciplinata, con vigore furente. La Juventus che vinse il tredicesimo scudetto, a mio modo di vedere, avviò anche la successiva Juve, quel repulisti generale che portò Boniperti a creare la «sua» Juventus, la prima della storia «collettivo in campo e fuori», tutti pedine, compreso l'allenatore [...]. Nei giorni di Heriberto, la società viveva staccata dalla squadra. Il presidente [...] era un bell'oratore. Quel campionato {{NDR|1966-1967}} fu un continuo arrovellarsi di Heriberto perché la squadra si esprimesse secondo i suoi schemi, che insegnava per ore ed ore, illudendosi che dei calciatori si potessero ricordare tutte quelle astruserie che lui verificava correndo attorno, il pallone abbrancato a quel rostro di petto infossato nella figura di spilungone dagli occhietti neri spiritati.
*{{NDR|Sulla [[Serie A 1966-1967]]}} Ultima giornata di campionato, l'Inter ha quarantotto punti e gioca a Mantova. La Juve ha quarantasette punti ed ospita la Lazio. È la grandissima Inter pluriscudettata. Che debba perdere tutto da questo momento, {{Sic|1 giugno}} 1967, nessuno lo può prevedere. [...] Il fatto è che l'Inter campione d'Italia non è ancora guarita psicologicamente dalla sconfitta di Lisbona in Coppa Campioni dove ha ceduto il trofeo continentale al Celtic, prima squadra britannica della storia. Così cade anche a Mantova, gialla foglia autunnale quel rinfacciarsi a vicenda colpe e difetti; quel non essersi ancora recuperati «dentro» all'umiltà che fa più grande il campione e la squadra sono fatali; l'umiltà invece è il carattere della squadra di Heriberto {{NDR|Herrera}}; agli uomini l'ha insegnata lui; non mollare mai. L'Inter è più forte ma nel calcio ci sta tutto. Basta volere, volere, volere, correre, correre. Ho amato la Juve di Heriberto, coi suoi giocatori non straordinari ma generosi, veri. [...] La Juventus batte la Lazio per 2 a 1 nella frenesia di momenti irripetibili. [...] All'Inter sarebbe bastato uno zero a zero miserello, ma un pallone qualsiasi scappò alla presa dei guantoni di Giuliano Sarti che l'anno successivo, pensata non certamente sublime [...], avrebbe giocato – male – nella Juve.
*Oggi il [[Associazione Calcio Hellas Verona 1984-1985|Verona]] è squadra da [[Serie A 1984-1985|scudetto]] per la sua organizzazione a livello di vera azienda, meriti congiunti di dirigenti (Mascetti), tecnici (Bagnoli) e giornalisti. Verona è nata per il calcio. Presto o tardi doveva sbocciare.
{{Int|''Roberto benigno''|''Guerin Sportivo'' n. 2 (522), 9-15 gennaio 1985, p. 32.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Roberto Bettega]]}} Il coacervo di emozioni di cui ha fatto dono alle folle col suo colpo di testa sonante come il {{Sic|battacchio}} di una giovane, lucente campana. [...] Il suo gol ruggiva e ruzzolava dall'alto, potente e sapiente.
*[[Luciano Bodini|Bodini]] tanto solo tanto vero. Un portiere non gigante, ma un portiere. La predisposizione al tuffo, al volo, all'uscita. Naturalezza, soprattutto eleganza. Cerco di far capire agli addetti ai lavori che il futuro del ruolo è del portiere non del corazziere. [...] Intanto seguiamo Bodini, erede di Pizzaballa [...]. Merita successo il calciatore e l'uomo.
*Ammiro [[Giulio Andreotti|Andreotti]], lo scrittore e lo statista. Lucidità, ironia, taglio della sua prosa mi sono cari. Quel suo saper scrivere tra le righe terribili verità. [...] Io che non faccio politica ho sempre saputo perché Andreotti dura e convince gli onesti.
{{Int|''C'est si Boniek''|''Guerin Sportivo'' n. 4 (524), 23-29 gennaio 1985, pp. 7-11.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[Supercoppa UEFA 1984]]}}
*C'è da complimentarsi con la Juventus per motivi incrociati. Non soltanto la vittoria maturata alla distanza e conquistata con lo stile del [[Zbigniew Boniek|polacco]] più intrepido della storia della pedata, un giocatore che ama le partite al diapason e che sembra fabbricato da madre natura per creare entusiasmi al diapason. Ma anche tutto ciò che lo ha preceduto, così da portare la Juventus, società tetragona agli scoramenti, a piegare il maltempo che imperversava su Torino, ripresentando lo stadio spalato dalla montagna di neve che si era ammucchiata sugli spalti; e il terreno di gioco in condizioni quasi buone. Miracoli del calcio, ma li definirei miracoli della buona volontà di un sodalizio esemplare.
*Il Liverpool ha cercato di opporre alla Juventus la sua organizzazione, la Juventus ha risposto con un capolavoro di partita «italiana» [...]
*Nel paesaggio di un match straordinariamente atletico, contro avversari micidiali sul fondo, è stato Boniek il dominatore. Ha confermato di possedere una grinta prodigiosa. Già, la grinta di Boniek, che è un carro armato dalle alte velocità. Potenza sgretolatrice. Difetterà di precisione, ma che affondi meravigliosi. Due gol ha segnato nella circostanza davvero più ardua, contro un Liverpool fisicamente maiuscolo, avrebbero tranquillamente potuto essere il doppio [...]
*È questo Boniek un giocatore basilare quando la partita è un fatto non solo tecnico, ma di più un fatto atletico.
{{Int|''Gran Mole di gioco''|''Guerin Sportivo'' n. 13 (533), 27 marzo – 2 aprile 1985, pp. 34-37.|h=4}}
*Il giornalismo sportivo, io penso, deve molto a [[Antonio Ghirelli|Ghirelli]] nel senso di una partecipazione emotiva e pur razionale che ne allargò i confini popolari [...]. Il giornalismo sportivo con Ghirelli fu [[cultura]].
*Ora mi chiedo quando è nata in Italia la passione vera, spesso accanita, per il calcio. E rispondo che è nata col Grande Torino.
*Il calcio non è solo divismo, non è tifo alquanto cretino con richiesta di autografo, è resoconto della vita. Questo gioco è emblematico del resto. Uno stortignaccolo può vincere nel calcio come un Adone. Contano le qualità dello spirito, il nerbo, la tempra.
*{{NDR|Sul [[derby di Torino]]}} Il derby era allora una cosa violenta. [[Carlo Parola|Parola]] odiava [[Valentino Mazzola|Mazzola]]. Si consideravano di due razze. [...] «Era come mettere contro undici cani ed undici gatti».
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} Il fuoriclasse freddo e sublime, che sa far tutto, che può dominare tutto, divertendosi nella sofferenza generale.
*Gli [[Schema (calcio)|schemi]] standardizzati non esistono nel calcio. Esiste un costume tecnico che via via si evolve.
*[[Alberto Galassi|Galassi]] di nome Alberto, perugino di Todi. [...] Un piè veloce. Io lo apparentavo ad Achille.
===1988===
*{{NDR|Su [[Sven-Göran Eriksson]]}} Non è il tecnico tradizionale. Non si atteggia, non gonfia il petto. Ha questo visino diremmo mite, non brillasse il suo occhio, a guardar bene, di una certa luce e non spuntasse sul suo labbro, quando meno te l'aspetti, un risino diabolico.<ref name="GS-1988">Da ''Schiavo senza catenaccio'', ''Guerin Sportivo'' n. 5 (679), 3-9 febbraio 1988, pp. 20-22.</ref>
*[...] all'[[allenatore]] in Italia non basta allenare, deve essere un personaggio, deve allenare i giornalisti. Se non allena bene i giornalisti non gli basta allenare bene la sua squadra...<ref name="GS-1988"/>
*Nel calcio succedono, a ben guardare, le stesse cose che accadono nella vita: alla lunga vince chi è più tenace, chi è serio, chi si applica; non vince l'estro sregolato [...]. Vince [[Arrigo Sacchi]] che sembra uscito da una pagina di Bellow, con questa sua paradossale, inverosimile pelatina da sacrestano invaso dalle folgorazioni mistiche.<ref>Da ''Rosso Nero e Virdis'', ''Guerin Sportivo'' n. 9 (683), 2-8 marzo 1988, pp. 12-15.</ref>
*[...] Zoff è come uno di quegli alberi centenari sempre verdeggianti dalle profondissime radici e dalle tante anime. Definirlo l'uomo dei silenzi è ridicolo, perché quest'uomo è piuttosto difficile, rancoroso, scorbutico, cioè malcontento per natura, scettico su tutto, titubante, bisognoso di certezze assolute in ogni istante [...] giovanissimo e vecchissimo, arido e saturo di linfe segrete. Riuscì a fare il portiere di calcio nel Paese di tutti i voli, veri e fittizi, non volando quasi mai, e giocando non soltanto in porta, facendo avanzare il ruolo in tutti i sensi come coscienza e come scienza del calciatore. [...] Non è che non avesse difetti. Gli è sempre mancato, diciamocelo, quel pizzico di fantasia traducibile in colpo di reni che invece aveva un Albertosi; ma a parte questo, cosa gli mancava? Proprio nulla. In porta non andava soltanto un portiere, andava un grande uomo [...]<ref>Da ''Dinomito'', ''Guerin Sportivo'' n. 23 (697), 8-14 giugno 1988, pp. 24-25.</ref>
===''A modo mio – rubrica''===
{{cronologico}}
*Dal calcio, [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] ha avuto tutto. Avesse avuto anche voglia di allenarsi, di soffrire dal lunedì al sabato (come calciatore inventò la settimana corta, cortissima), sarebbe stato un Di Stefano più elegante; il non plus ultra dei fuoriclasse.<ref>Da ''Non intervisterò più Boniperti'', ''Guerin Sportivo'' n. 48 (772), 29 novembre – 5 dicembre 1989, pp. 36-37.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1989-1990]], riferito a [[Dino Zoff]]}} Nella Juve si è passati dall'esercizio tecnico esplicito ed estroverso di Giovanni Trapattoni, alla tua direzione tecnica assolutistica, che apre spiragli di verità nel rapporto coi giocatori, nel senso di una capacità anche interiore di esaltarne le qualità migliori, da monumento a calciatore normale, da campionissimo a campione (il tuo rapporto con Tacconi che ti adora), sfruttando quello che si definisce carisma. Il tuo carisma di campionissimo del calcio, ha fatto di te, Dino, un allenatore senza scuola, e senza testi, senza teorie, e senza dialogo: può bastare un'occhiata o un sorriso. Io so che tutto ciò è dolcissimo ed è la tua forza. Io so che tutto ciò è la tua grandezza, ed anche la tua infallibilità. [...] E so pure che tutto questo ha saputo creare [...] un magnifico gruppo di calciatori seri, di calciatori veri, di calciatori interi. La tua Juve ha giocato bene, anzi benissimo. Come abbia fatto, non lo sai nemmeno tu. Ha improvvisato sui suoi bassotti, ha sbrigliato il suo calcio di possesso controtempo, ma con partecipazione di tutti al gioco: ecco la novità del tuo istinto di ex portierone, tutti avanti, tutti all'attacco, il gol scovato dagli inserimenti eccellenti, dalle variazioni incessanti del movimento senza pallone. Una Juve nuova, in certo modo nuovissima [...]<ref>Da ''Caro Dino, hai ragione tu'', ''Guerin Sportivo'' n. 19 (794), 9-15 maggio 1990, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Serie A 1989-1990]]}} Il più ipocrita gioco delle parti [...] regge le sorti del calcio nostro. Io non mi stanco di divertirmi e sollazzarmi alle letture, varie e istruttive, secondo le quali il Napule ha trionfato perché più «fresco» del Milan, logoro dall'uso; tesi confortata dal santone in seggiolone, Giannibrerafucarlo, il quale ha esultato in tutte le guise del suo stile colto; io scrivo semplicemente, per chi legge: la vittoria del Napoli in campionato è un passo indietro della cultura sportiva in Italia. La cultura sportiva del paese non è Brera. Lo è stato in altri momenti, ma non lo è oggi. Il calcio, in Italia, ha saltato il fosso della «difesa e contropiede» e guarda al futuro con prospettive di reale progresso se l'esempio di Berlusconi e company sarà raccolto. [...] abbiamo tanto amato le idee nuove (e rivoluzionarie) di un calcio finalmente aperto alla gloria del gregariato, il calcio collettivo, delle barriere... architettoniche divelte, il calcio veramente europeo, dell'asso che sgobba come il gregario: è stato solo un sogno, la vittoria del Napule dimostra che almeno in Italia il calcio non sarà mai una cosa seria.<ref>Da ''Napoli, ringrazia il Mondiale'', ''Guerin Sportivo'' n. 20 (795), 16-22 maggio 1990, p. 18.</ref>
{{Int|''Perché non amo Zoff''|''Guerin Sportivo'' n. 3 (778), 17-23 gennaio 1990, pp. 34-35.|h=4}}
*[[Gianni Agnelli]] è il re d'Italia, senza corona, ma ben più gradito e comprensibile alle masse.
*Già la parola [[campione]] è omnicomprensiva. Si dice campione, si intende il grande specialista: nel ciclismo come nel tennis o nello sport che li comprende teoricamente tutti, cioè l'atletica leggera. Tutti meno il [[Calcio (sport)|calcio]]. Il football, il folber, il calcio. Uno sport dall'anima perennemente inquietata. Inverosimile e pazzesco.
*Chi non conosce [[Totò Schillaci]], le sue guance spiegazzate ed i suoi occhi profondi di panormita fatalista [...]
{{Int|''Il mito nell'occhio''|''Guerin Sportivo'' n. 12 (787), 21-27 marzo 1990, pp. 26-27.|h=4}}
*Un [[giornalismo sportivo]] succube all'asso, che giornalismo è? [...] Che motivo ha di esistere, dico, un giornalista sportivo reclamato dal direttore per recensire l'unghia del fuoriclasse, la finezza, la pigrizia, la Ferrari Testarossa, la testolina di divo, di dio degli stadi, la moglie un po' matta, i guadagni, le civetterie, le bizze [...]? Ha un senso vivere per fare il segugio di niente?
*Le storie dicono che Ferruccio Novo pagava il doppio di tutti [[Valentino Mazzola]], ma i primi ad essere contenti erano i suoi compagni, perché Valentino Mazzola sgobbava e rendeva proprio il doppio dei suoi compagni. Voi credete che esista oggi, nel panorama orbe terracqueocalcistico, un fuoriclasse di quella possa? Se sì, fatemene il nome [...]
*Io credo che il calcio stia finendo a schifìo, mentre il giornalismo sportivo [...] esalta il [[Calcio in televisione in Italia|calcio televisivo]] che è tutt'altra cosa del calcio per chi sia sportivo e competente [...], io scrivo che il calcio si salva soltanto tenendo a bada la televisione. Essa è tutto, ma anche il contrario di tutto. È giornalismo in cui le apparenze sovrastano la realtà (la moviola); è giornalismo per chi ha fatto carriera nel sistema e spedisce in giro poveri cristi armati di fede nella pagina bianca, illusi di avere un seguito, di contare qualcosa in un mondo che mercifica prima di tutto il pensiero, così che sono nati giornalisti da pagella pontificanti sul vuoto delle immagini più bolse, peraltro rubate al video facile, così che Bruno Roghi si rivolta nella tomba e Giannibrerafucarlo ordina un rosso di annata per annegare la malinconia di una vita sprecata ad insegnare a leggere, a furbastri scopiazzatori, a italiani senza midollo.
*Non escludo che [...] prima o poi vengano aboliti anche gli [[Allenatore|allenatori]]. Mi chiedo, infatti, a cosa serva una categoria per la quale, essendoci i risultati, sono tutti maghi, e mancando i risultati sono tutti asini.
*Esaltare a spron battuto sempre i soliti, considerare il [[Calcio (sport)|calciatore]] un divo e non un campione è l'errore storico del nostro tempo.
===''La lettera – rubrica''===
{{cronologico}}
*[...] il [[Antonio Ghirelli|Ghirelli]] è stato il rigeneratore del giornalismo sportivo, propugnatore di un mestiere oggi scaduto a robetta da cicisbei, medriocri servitori dell'asso di turno, ripetitori di frasi fatte, incolti seminatori di zizzania, svirgolettatori avulsi della riga. Ghirelli creò il più bel Tuttosport, a misura di lettore per quei tempi [...], aprendolo alla vista del mondo, cioè alla cultura. Perché prima di Ghirelli, il giornalismo sportivo faceva i vocalizzi con la penna [...]. Ghirelli ha lasciato qualcosa di se stesso in tutti quelli che lo hanno capito. È stato un valido maestro [...], non soltanto un grande giornalista o uno scrittore dalla pagina attanagliante [...]<ref>Da ''Trent'anni di direttori'', ''Guerin Sportivo'' n. 47 (669), 18-24 novembre 1987, p. 54.</ref>
*Ho sempre creduto, lo credo fortissimamente ancora oggi, che sia indispensabile la sincerità per un vero [[Giornalismo sportivo|giornalista di sport]]. Lo sport è gioventù, lealtà, onestà [...]. Cosa impedisce a un cronista di scrivere pane al pane e vino al vino; di dire [...] sempre tutto quello che pensa? Glielo impediscono i vizi degli uomini, le mode, la corruzione dilagante, per cui il giornalista è quel desso che chiede permesso, si avvoltola nei dubbi, ciò che è nero diventa grigio, ciò che è rosso sfuma in un colore neutro, il cinque diventa sei, nessuno è colpevole, sono tutti innocenti. Invece siamo tutti colpevoli.<ref>Da ''La verità ci fa male, lo so'', ''Guerin Sportivo'' n. 48 (670), 25 novembre – 1º dicembre 1987, p. 54.</ref>
*Per me la furbizia personificata è di chi riesca a fare il calciatore a grossi livelli; [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] non è più furbo di tanti che ho conosciuto quanto più accreditato da un'intera vita di calciatore appplicato a non seguire quasi mai l'istinto, anche in campo, a giocare con un certo geniaccio, arrivando ad essere un eclettico pur faticando la metà [...]<ref>Da ''Evitiamoci: resteremo amici'', ''Guerin Sportivo'' n. 49 (671), 2-8 dicembre 1987, p. 38.</ref>
*Arrigo Sacchi dice che il gioco paga, sarà vero, ma in Italia paga il contropiede, l'arlecchinata nazionale del calcio sparagnino; paga, e fa crescere, la comparsata televisiva che può tramutare in poche settimane chiunque di noi in un genio nazionale, purché si sappia gestire, e gestisca l'argomento con parola elegantuccia e ornata. Negli ultimi anni, il calcio è mutato e sono arrivati gli sponsor a cavallo dell'asso di turno, il personaggio ha soppiantato il campione: e i titoli impazzato sui quotidiani sportivi, i direttori sguinzagliano i loro cronisti a caccia delle ultimissime [...]: dove mangi, dove acquisti i vestiti, che dentifricio usi [...]. Il personaggio alimenta i gusti e la moda. Non riusciamo più a farne a meno. Il campione è declinato, sorpassato, angustiato, rimminchionito. [...] Oggi contano gli sponsor e i procuratori, ma io insisto e dico che conta solo la classe.<ref>Da ''Il meglio e il Pecci'', ''Guerin Sportivo'' n. 5 (679), 3-9 febbraio 1988, p. 38.</ref>
*[...] [[Napoli|Napule]] non è più la stessa quando piove; la provvisorietà bellissima dei suoi palazzi ottocenteschi merlati, delle sue sponde rivolte al mare infinito, si moltiplica. Tutto sembra galleggiare dentro penombre diavolesche e alle quattro del pomeriggio spunta l'atmosfera di certi racconti di Edgar Allan Poe.<ref>Da ''Sfracelli d'Italia'', ''Guerin Sportivo'' n. 10 (684), 9-15 marzo 1988, p. 41.</ref>
*Boniperti è come Richelieu, non hai mai finito di conoscerlo.<ref>Da ''Il Fininvest giustifica i mezzi'', ''Guerin Sportivo'' n. 21 (695), 25-31 maggio 1988, p. 90.</ref>
*{{NDR|Sul giornalismo sportivo}} Amerò sempre [...] tutti quelli che sanno essere sinceri. Ma odio e odierò sempre i superficiali, i vanotisi, i mediocri puttaneschi belli fuori e vuoti dentro, i ritaglieri, che dopo lustri di ritaglieria esibiscono sul quotidiano sportivo quella loro prosa di aria fritta al cubo con continue citazioni statistiche di cacio sui maccheroni, senza mai uno scampolo di originalità, un aggettivo verace, in perenne orgasmo e mai liberati da un'immagine catturante.<ref name="GS-1988-22">Da ''Libero di non essere un merlo'', ''Guerin Sportivo'' n. 22 (696), 1º-7 giugno 1988, p. 49.</ref>
*Da sempre combatto il fuoriclasse idolo-divo-dio. Sono per i gregari, nerbo e cuore della squadra; sono per gli umili.<ref name="GS-1988-22"/>
*La mia «idea» sul giornalismo sportivo è che deve partecipare all'acculturamento delle masse [...]. Il giornalismo sportivo deve partecipare a mandare sugli spalti tifosi che siano anche sportivi, non dementi che tirino petardi sui giocatori. Per me il giornalismo sportivo è questo. Ed è anche genere letterario. [...] I gerghi e i tecnicismi di tanti miei colleghi che gremiscono i loro resoconti [...] di frasi fatte non mi hanno mai riguardato, e me ne vanto.<ref>Da ''Gli spazza Camin'', ''Guerin Sportivo'' n. 23 (697), 8-14 giugno 1988, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Sul [[secondo dopoguerra in Italia]]}} Appartengo a una generazione tardivamente derubata dal destino di ideali e sogni che parevano marciare al sole e invece marciavano nel fango e nel sangue. Nel precipizio di tutti quei busti del così detto duce, nella polvere precipitammo anche noi adolescenti che la guerra non aveva risparmiato; poveri in canna e disperati ricominciammo come tutti, dove tutti avevano lasciato orme di se stessi; e già i fascisti erano spariti, non se ne trovava più uno nemmeno a cercarlo con fanatismo. I democratici cristiani con in testa il malinconico trentino De Gasperi e i comunisti col molosso dal cuore allegro Togliatti che nemmeno una pallottola ben piazzata riuscì ad accoppare, si spartivano il paese che oggi è ridotto a tocchi. Non si sa se esiste più l'Italia che così tanto amiamo o se sia, come era suo destino da sempre, tanti staterelli superficialmente radunati sotto una bandiera dai tre colori.<ref name="GS-1988-24">Da ''Faccia di Luca'', ''Guerin Sportivo'' n. 24 (698), 15-21 giugno 1988, p. 16.</ref>
*{{NDR|Su [[Gianluca Vialli]]}} [...] guerriero contemporaneo scanzonato e risolutivo, un cremonense fuori da ogni tradizione e divertito dal voler essere principalmente se stesso, un uomo libero, in niente egoista ma tutto considerato nemmeno altruista.<ref name="GS-1988-24"/>
*Per me il [[Calcio (sport)|calcio]] è una parte della vita che conta, porta avanti la salute e il benessere, dà ai diseredati tanta illusione.<ref name="GS-1988-25">Da ''Emigrand'Italia'', ''Guerin Sportivo'' n. 25 (699), 22-28 giugno 1988, p. 24.</ref>
*Mi pare assurdo un giornalismo sportivo sempre così virgolettato e spoglio di idee, di pensieri, di catturanti fantasie, di storia, di contenuti.<ref name="GS-1988-25"/>
*Il ruolo del giornalista sportivo è uno solo, non ce ne può essere un altro, è di raccontare il campione, la vita del campione nei suoi risvolti tecnici e nei riscontri di ogni giorno, farlo parlare per farlo capire a tutti, farlo parlare per spogliarlo in pubblico, virgolettando quanto lui dica fuori dalle frasi fatte e dalle espressioni di circostanza.<ref>Da ''Genova per loro'', ''Guerin Sportivo'' n. 11 (736), 15-21 marzo 1989, pp. 14-15.</ref>
{{Int|''Il portiere logora chi non ce l'ha''|''Guerin Sportivo'' n. 50 (672), 9-15 dicembre 1987, p. 23.|h=4}}
*[...] i [[Portiere|portieri]] sono satanassi, e diavoli scatenati. I portieri sono angeli spretati che si inventano ali che non hanno.
*Un portiere è perfin quel furbone da novantasei chili di [[Claudio Garella|Garella]] l'armadio, che in un paese di furbi ha inventato il portiere mattacchione senza presa. Però questo Garella dimostra che c'è posto per tutti, in questo mondo. [...] Evidentemente, anche un armadio può volare.
*Non è detto [...] che un portiere, per essere bravo, debba volare. [[Dino Zoff|Zoff]] non volava, eppure è stato, secondo i critici che si accontentano dei numeri [...], l'unico portiere anche calciatore. [...] Io dico che Zoff come portiere è stato inferiore sia a Olivieri che a Sentimenti IV, però superiore ad ambedue come grana, grossa sopportazione dell'utile e misero quotidiano, diviso e condiviso dai compagni, buono e inalterabile, ma in fondo al cuore suo, nel nodo della sua terra furlàn, inconsolabile, tormentato e rompiballe. Questo è stato Zoff per chi non è superficiale, altro che un tranquillo.
*[[Walter Zenga|Zenga]] è un commediante [...]. Zenga è bello con due tagli cinesi per occhi, mentisce a se stesso mille volte nello spazio di un minuto [...]. Zenga è bellissimo e ardito sempre, l'ultimo briciolo di fantasia rimastoci è lui. [...] Il ruolo di portiere come lo intendiamo noi italiani, qualcosa di inseparabile dagli aeroplani e dal corsaro nero sopravvive soltanto in Zenga.
*{{NDR|Su [[Giovanni Galli]]}} [...] nato fatalmente portiere, ma non portiere nato.
*Oggi il portiere è divenuto un carattere vincente nella partita. Esce dai pali, avanza a centrocampo se è il caso. Non lo facevano Zamora o Planicka. Ma, a guardar bene, nell'area di porta, oggi il portiere è prigioniero di mille cavilli che solo quando ha vera classe riesce a superare.
{{Int|''L'ho amato, ma a modo mio''|''Guerin Sportivo'' n. 51 (673), 16-22 dicembre 1987, p. 42.|h=4}}
*{{NDR|Su ''[[Tuttosport]]''}} [...] il quotidiano sportivo certamente più nobile quanto a origini: creato da un salernitano umanista mentre Torino viveva la straripante avventura del Torino.
*[[Pier Cesare Baretti]] come notista di calcio fu sovrabbondante e particolaristico; era il manager che lo agitava e fremeva in lui; quelle scansioni nette della giornata; quel desiderio di impegnarsi oltre la pagina bianca, che martirizza ogni scrivano elettivo, ma era troppo angusta per lui. Non aveva proprio la vocazione del giornalista, questo voglio dire, amava il calcio con tutte le vene, la costruzione, l'organizzazione, la modernizzazione del calcio; amava dirigere uomini, stabilire regole; lui che si spartiva la giornata trovandola alla fine troppo breve.
*Egli ha dato lezioni di vita a tanti pseudo grandi presidenti dalle sceneggiate facili e impuniti affaristi. Baretti amava parlare ai tifosi a testa alta e chiaro, come parlava ai colleghi consiglieri; non negava un'intervista, spiegava ogni cosa [...], parlava in modo che tutti potessero capire. Non era astruso, non era confuso, non era levantino come Ferlaino o inestricabile come Rossi, aveva la modernità di Berlusconi e i modi garbati di Gerbi. [...] Dove sarebbe arrivato come dirigente senza quello schianto nel mattino annevato?
{{Int|''Uomini e pupi''|''Guerin Sportivo'' n. 9 (683), 2-8 marzo 1988, p. 73.|h=4}}
*[...] [[Diego Armando Maradona|Maradona]] è insuperabile. È la fantasia.
*[[Gianluca Vialli|Luca Vialli]] ci tiene ad essere ritenuto prima di tutto un bravo ragazzo, ma perché, mi domando? [...] Ma mi faccia il piacere, lasci, abbandoni questa teoria del bravo ragazzo; si lasci, si abbandoni al suo istinto infallibile, i gol che va a segnare la dicono molto più lunga delle sue studiate borghesi viziate parole di aspirante conformista o ipocrita di stato. Dice: gli anticonformisti non durano. Io voglio entrare nella storia del calcio. Ma che significa?! Forse non dire mai quel che si pensa, abundare in frasi fatte, affermare e negare al contempo [...] significa entrare nella storia?! Solo gli ipocriti e i conformisti hanno successo?
*Io mi tengo stretto [[Walter Zenga|Zenga]] coi suoi umani difetti e la sua sincerità totale. Zenga bauscia mi ricorda l'italiano come deve essere; in un contesto di sorrisi finti, benedico questo sorriso sgherro, di ragazzo-uomo che cerca la felicità impossibile e intanto si parla addosso, si confida, si sente attore e lo dice, non se lo tiene per sé tra quattro mura, dei suoi sfoghi, della sua verità, brutta o bella che sia, ma la sua, non si vergogna, è orgoglioso. [...] Zenga può sbagliare il congiuntivo, ma non sbaglia altro.
*I bravi ragazzi interessano solo tra i banchi di scuola, e nemmeno.
===''Tecnica e fantasia – rubrica''===
*Non si è più visto un portiere come [[Giuseppe Moro|Moro]]. Miracolista del guizzo di reni, la sua presa volante era come un aggettivo di D'Annunzio. Era capace di tutto anche in senso negativo, più che ideali aveva bisogni di soddisfare. Il giocatore uscito dalla guerra viveva una temperie angosciosa per la smania di arricchirsi. Moro aveva fretta, forse presago. Non sempre volò a tempo. Diventò celebre anche per le papere, molte accuse piovvero su di lui. Ma non vedrò più un portiere così. Nella divisa indossata con l'eleganza di Combi, si trasformava in un trapezista che da lassù ci mandava i suoi voli gioiosi e disperati.<ref>Da ''Un Moro di volare'', ''Guerin Sportivo'' n. 41 (510), 10-16 ottobre 1984, p. 43.</ref>
{{Int|''Corsaro rosso''|''Guerin Sportivo'' n. 21 (541), 22-28 maggio 1985, p. 68.|h=4}}
*Al pilota di Formula Uno io penso come ad un personaggio di Omero. [...] Non penso che i piloti siano uguali a noi e li invidio. Sono capaci di sfiorare l'inosabile e non li protegge soltanto il casco, li protegge quel carattere preciso, quella inaccostabile tranquillità dello spirito [...]
*[...] la [[Formula 1|Formula Uno]] è la guerra di Troia catapultata negli autodromi, è la sagra del coraggio vero e non fittizio.
*La [[Targa Florio]] per me ha rappresentato l'ingresso di una certa Sicilia nella società; intanto, faceva conoscere agli schizzinosi panormiti la miseria profonda della giogaia delle Madonie a poche decine di chilometri da Palermo. E Florio testardamente negava il progresso rifiutando gli ingaggi ai piloti. Doveva essere un onore ed un piacere partecipare alla sua Targa.
*Non amo la moviola e la rispedisco al mittente. Sarà retrivo, ma penso che il giudizio del cronista debba essere indipendente da tutto, esercitato con umiltà e dedizione, senza radiolina attaccata all'orecchio durante il match. La moviola non ha aggiunto nulla alla verità del calcio e spesso consente solo prevaricazioni.
===''Tecnica e sentimento – rubrica''===
*Dicono che ogni epoca ha i suoi assi. Un asso chiamato [[Omar Sívori|{{Sic|Sivori}}]] non è di un'epoca o di un'altra. Il tunnel che egli inventò sventrava le montagne dei cuori umani nel senso del divertimento massimo che trasmetteva con le sue imprese che volevano essere ridanciane ma forse erano disperate.<ref name="GS-1983">''Guerin Sportivo'' n. 34 (452), 24-30 agosto 1983, p. 21.</ref>
*[...] la figura di Tazio Nuvolari mi ha risvegliato in questi giorni memorie e ricordi di gioventù; l'epoca in cui ventenne frequentavo in piazza Ignazio Florio l'ufficio della Targa Florio e vedevo ogni mattina arrivare, vestito di bianco col baffo elettrico, quell'eccentrico delirante signore che creò l'omonima Targa e portò la civiltà nella desolata giogaia delle Madonie. Per me erano altri tempi. Mi accompagnavo a una ragazza dai capelli rossi nei miei viaggi a Cerda. Sognavo di andare in continente. Perché? L'[[emigrante]] nasce col destino di fuggire.<ref name="GS-1983"/>
*Oggi il [[giornalismo sportivo]] è davvero così cambiato. Per essere venduto il giornale deve essere fatto in un certo modo, al bando la poesia, addio articoli di letteratura. Gli stessi personaggi calcistici interessano meno delle gambe delle [[Gemelle Kessler|Kessler]] [...]. Ridurre il giornalismo ad una esclusiva vicenda di vendite di copie mi sembra giusto; ma non è detto che le copie si vendano istruendo il lettore a non leggere.<ref name="GS-1984">Da ''Un'intervista coi piedi'', ''Guerin Sportivo'' n. 14 (483), 4-10 aprile 1984, p. 12.</ref>
*[[Orio Vergani|Vergani]] andò ad intervistare [[Primo Carnera|Carnera]] campione del mondo. Lo trovò tra le mani di un piccolo masseur cinese in una piccola stanza, immerso in un piccolo letto. A tutte le sue domande, il gigante furlan rispose con tanti uhm e beh. E Vergani scrisse una grandiosa intervista sui piedi di Carnera che gli erano sembrati la parte più espressiva del campione.<ref name="GS-1984"/>
{{Int|14-20 marzo 1984|''Guerin Sportivo'' n. 11 (480), p. 48.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Concetto Lo Bello]]}} [...] discendeva direttamente da Giove, anche fisicamente: era l'autorità, il prestigio, l'eleganza, la forza, il regolamento anche se vogliamo, ma di più ancora la legge, l'ordine, l'onore eccetera.
*[[Rinat Dasaev|Dasaev]] il russo [...], ultimo titano del ruolo, nato portiere. Elegante come lo era lo slavo Beara, il nostro Griffanti, un acrobata che vive nel gesto estetico.
*Nascere [[Portiere|portieri]] significa avere due ali sotto le scapole.
*Mi fanno ridere quelli che pensano: oggi un [[Omar Sívori|Sivori]] troverebbe duro goleare di tunnel e di malizia, un Sivori! [...] io preferisco Sivori a tutti gli assi d'oggidì, Maradona compreso. [...] non ho risparmiato l'uomo. E mi rivedo in quel ristorante a Buonos Aires mentre Omar mi vuole mangiare! Ma il calciatore che sfidava a stinchi nudi gli avversari più truculenti e che segnava tutti i gol che voleva, nei modi più raffinati, più indii, chi lo pareggerà mai? Uno come lui oggi sbaraglierebbe ancora la concorrenza.
{{Int|21-27 marzo 1984|''Guerin Sportivo'' n. 12 (481), p. 11.|h=4}}
*[[Domenico Marocchino|Marocchino]] rimane un vercellese prototipo di classe a livello non solo tecnico. Rimane un giocatore poco consueto.
*Il calcio alimenta una genia di tipi dediti al numero dove racchiudono il loro sapere e la loro ambizione di essere. Ma in verità il numero, elenchi, tabelle schede, stanno al calcio ed al giornalismo calcistico molto relativamente, non sono storia e nemmeno cronaca. L'una e l'altra traspaiono dalle cronache dei quotidiani, vibrano nella prosa [...]. Io accetto ogni correzione, anche ogni mortificazione, meno quella di vedere lo statistico di turno assurgere a scrittore di merito del fatto calcistico, che è sempre, prima che tecnico, un fatto assoluto. Una vocazione occorre, una dedizione, per scrivere di calcio, per considerare il calcio, come in effetti è, genere letterario.
*Né sono tutti fegatosi avventurosi e fortunati come [[Michel Platini|Platini]], che manovra il suo piede destro sublime tra i marosi sopravvivendo alle domenicali tagliole e trappole delle difese avversarie.
==''Hurrà Juventus''==
*C'è [...] un solo [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]] nel panorama del calcio mondiale. Un solo tecnico così lindo, così assiduo, così indefesso, così prigioniero dell'ideale, campione dell'impossibile, puro esponente del calcio così come lo abbiamo amato e difeso per un secolo di storia. Non c'è progresso senza tradizione, e Trapattoni rappresenta la tradizione. Ma la tradizione in cammino, che è ben più della tradizione ferma e bloccata negli archivi [...]<ref name="Trapattoni">Da ''C'è una sola Juventus, c'è un solo Trapattoni'', ''Hurrà Juventus'' n. 7/8 (32), luglio – agosto 1991.</ref>
*{{NDR|Su [[Romeo Benetti]]}} È un veneto poco snob e molta polenta.<ref>Da ''Hurrà Juventus'', 1968; citato in ''[https://www.juventus.com/it/news/articoli/black-white-stories-summer-il-ritorno-di-romeo Black&White Stories Summer: il ritorno di Romeo]'', ''juventus.com'', 4 settembre 2020.</ref>
*[...] la Juventus del Trap vinceva tutto in Italia, e vinceva tutto sui campi del Mondo. Ma vinceva soprattutto sui campi dell'ideale [...]<ref name="Trapattoni"/>
*La [[Juventus Football Club|Juventus]] per un poveraccio è qualcosa di più di un hobby domenicale, di una ragione di tifo, ma può ipostatizzare un'intera vita, l'illusione di una vita.<ref name="Hurrà"/>
*Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso.<ref>Citato in ''Hurrà Juventus'' n. 7 (55), luglio 1993, p. 70.</ref>
*[[Coppa Intercontinentale 1985 (calcio)|Tokyo, 8 dicembre 1985]]. Di questa partita ricordo tutto, è stata sicuramente una delle più belle – tenuto conto del valore che aveva – alle quali abbia avuto la fortuna di assistere. Una sorta di godimento assoluto, anche per gli juventini che l'avranno vissuta con il cuore in gola, com'è comprensibile. Una partita da riproporre spesso a scopo didattico, una sintesi di tutto quello che il calcio può offrire: goal, emozioni, finezze tecniche, errori, tensioni. Una di quelle partite che non si vorrebbero mai veder concluse.<ref>Da ''La Juventus nella storia'', prima puntata: ''Juventus-{{sic|Argentinos Jrs.}} 6-4 ({{sic|d.r.}}): Il capolavoro di Platini'', ''Hurrà Juventus'' n. 10 (46), ottobre 1992, p. 26.</ref>
*{{NDR|Su [[Luciano Favero]]}} Vedo un uomo nella sua semplicità, nel suo nero baffo si possono scorgere piccole immense cose del carattere umano; quella consapevolezza di vivere la parte con umiltà in ogni istante, anche facendo i giocatori di successo.[...] Un giocatore adatto alla difesa ma in grado di discese snelle e convergenti. Un difensore tattico mai statico e sempre ricco di slancio. Un campione dell'impegno morale anche la domenica, imperlato di serenità, [...] un campione come ne vorremmo molti, e invece ahimè ne abbiamo pochi così compenetrati nella professione da farne qualcosa di limpido, di vero, prima che qualcosa di tecnico. Prima lo spirito insomma, poi la tecnica. [...] Io penso che Luciano Favero sia il massimo oggi, con pochi altri esemplari, di professionalità.<ref name="Hurrà">Da ''Hurrà Juventus'', gennaio 1986.</ref>
{{Int|''Campione mio''|''Hurrà Juventus Extra - Speciale Totò Schillaci'', supplemento a ''Hurrà Juventus'' n. 7-8, 1990, p. 15.}}
{{NDR|Su [[Salvatore Schillaci]]}}
*La passione plebea purissima di Salvo Schillaci ha pochissimi esempi nella storia del nostro calcio, per come è vero che rappresenta il calcio dei nullatenenti alla mensa dei ricchi.
*Il Mondiale è stato la celebrazione di un calciatore, nuovo forse perché antico, diverso forse perché umile, risolutivo forse perché astuto, un tipo di giocatore del quale sembrava finita la semenza, il giocatore tutto calcio, calcio e letto matrimoniale, che non si assenta da nessun dovere, la professione come la famiglia, deciso a far gol su tutto e per tutto, a non darsi arie perché non ne vale la pena, che finalmente si lascia scappare di essere qualcuno ma subito se ne pente. [...] Un istintivo dal sanguigno slancio su ogni pallone, che appena può tira: e il suo tiro, la sua sberla, la sua slecca, il suo shot, non perdonano i portieri.
*[...] l'inusuale modo di guardare, che è un modo di guardare come mille modi di guardare riuniti in uno. Così che i suoi occhi, tu avverti, afferri, scorgi in ogni risvolto del gioco, e ti rimbalzano addosso, e urlano, invocano, come tutti i santi, di assisterne il proprietario; [...] nel calcio c'è bisogno di vecchio per riverniciarlo di nuovo, e questo vecchio, dal viso infatti rugoso, di nome Salvatore Schillaci [...] sta riportando la gente a credere nel campione.
*[...] la cosa più bella che Schillaci dona [...] è il suo modo di essere calciatore, fuori da ogni schema prefabbricato. È tornato il calciatore dedito interamente alla professione, non intellettuale, non borioso, disponibile all'uso ma da non gettare dopo l'uso. Un uomo. Un palermitano, soprattutto, per quello che si deve intendere il calciatore delle polverose borgate meridionali, dove all'uscita da tutto rimane proprio nulla, oltre al pugno di mosche del sogno. [...] Si tratta di non paragonare Schillaci a Garibaldi, ma di capire che davvero Schillaci è una pagina di storia scritta sul serio, nella vita di ogni giorno, non reclamizzata e non abusata. Schillaci è vero.
==Citazioni su Vladimiro Caminiti==
*Al [[giornalismo sportivo]] di oggi, così prevedibile, così senz'anima, così inutilmente presuntuoso, mancano le immagini e gli aggettivi di Camin, il suo sguardo attento e pulito, il suo entusiasmo, la sua cultura. ([[Darwin Pastorin]])
*Caminiti aveva cuore grande e competenza calcistica, uniti a un caratterino niente male. La sua penna sapeva essere tagliente: se non entravi nelle sue grazie, ogni domenica erano bacchettate. Aveva capacità non comuni come giornalista, i suoi erano pezzi da incorniciare. Un poeta prestato al mondo del calcio. ([[Sergio Brio]])
*Scrivere era il suo essere, il suo cappotto, la sua nuvola, il suo giardino dei ricordi. Fu il mio maestro, giusto e severo. "Ricordati: comincia sempre il racconto della partita dal verde del prato e dall'azzurro del cielo". Maneggiava gli aggettivi con maradoniana abilità. Sapeva svelare, con due domande, l'anima segreta di ogni personaggio. Fu tenero e feroce, ingenuo e astuto: soprattutto, per noi giovani avvolti di sogni, un esempio. ([[Darwin Pastorin]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Caminiti, Vladimiro}}
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{{Benvenuto|firma=[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 08:27, 2 mag 2011 (CEST)}}
==Kimba, il leone bianco==
Ciao, ti ringrazio per i tuoi contributi ma per favore attieniti al [[Wikiquote:Modello di voce#Serie televisive|modello]]. Grazie, --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 08:27, 2 mag 2011 (CEST)
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== Alcide De Gasperi ==
Ciao, ho notato che ha inserito una nuova citazione nella voce [[Alcide De Gasperi]], però senza indicare la fonte. Non possiamo inserire nuove citazioni senza fonte, quindi, se la conosci, inserisci la fonte da cui è tratta, altrimenti sarà necessario toglierla. Se hai bisogno di un aiuto puoi consultare [[Aiuto:fonti]]. --[[Utente:Donluca|Donluca]] ([[Discussioni utente:Donluca|scrivimi]]) 20:27, 7 feb 2012 (CET)
== È arrivato Baby Poof ==
Ciao, ti informo che ho messo in cancellazione [[È arrivato Baby Poof]] (da te creato) al seguente link [[Wikiquote:Pagine_da_cancellare#È_arrivato_Baby_Poof]] e ti invito a partecipare alla discussione. [[User:Andrek02|<span style="color:#a355bb">Andrek02</span>]] ([[User talk:Andrek02|talk]]) 10:12, 5 ott 2026 (CEST)
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Quinquennio d'oro
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[[File:1930–31 Foot-Ball Club Juventus.jpg|thumb|upright=1.5|Una formazione della Juventus nella stagione 1930-1931, all'alba del Quinquennio d'oro.]]
Citazioni sul '''Quinquennio d'oro''', ovvero la '''Juventus del Quinquennio'''.
==Citazioni==
*{{NDR|Nel 1935}} Ancora una volta l'elogio della disciplina e della volontà. Ancora una volta il riconoscimento che la [[Juventus Football Club|Juventus]], parlando poco e sottovoce, come s'usa nelle buone famiglie, non perde perché non si disperde. Le vittorie, per essa sono numeri da mettere in fila e da sommare, non serbatoi di chiacchiare. È una squadra, quindi una società, che quando vince esulta, quando perde riflette. Altre delirano quando vincono, si flettono quando perdono. Il mestiere, per la Juventus, significa questo: il domani di una vittoria può chiamarsi sconfitta, ma il domani di una sconfitta deve chiamarsi rivincita... Ma la Juventus ha avuto e detto qualcosa di diverso. Ha detto che le partite si possono vincere o perdere in campo a seconda della legge variabile che presidia i giochi di palla, si tratti delle palline d'avorio o della palla di cuoio. Ma ha detto che i Campionati si vincono e si perdono, essenzialmente, nella sede sociale. Le vittorie sportive non sono soltanto fatti tecnici, o stetici. Sono fatti morali. Sotto questo punto di vista la Juventus fa bene a tenere cattedra. Bene a se stessa, bene ai suoi avversari, bene allo sport nazionale. ([[Bruno Roghi]])
*{{NDR|Nel 2021}} Carlo Carcano aveva forgiato il quinquennio d'oro juventino sugli oriundi Monti, Orsi e Cesarini. Si muoveva nel mercato porteño meglio che in quello italiano, aveva i suoi canali informativi, teneva i contatti con i consolati, scriveva ai mediatori argentini di seguire questo o quel calciatore che avesse un cognome italiano, si era abbonato a «El Gráfico» che giungeva a Torino odorando di stiva di transatlantico. Si era portato a casa gente come Luis Monti, Renato Cesarini e Raimundo Orsi, schierati a fianco di Felice Borel II, detto Farfallino per la sua leggerezza nella corsa, Combi, Rosetta e Calligaris. Quei tre oriundi gli avevano regalato la fortuna, ma anche determinato la sua sfortuna. Aveva messo in bacheca quattro scudetti consecutivi, dal 1931 al '34, e tante, troppe invidie. Era finito sotto il tiro dei burocrati fascisti. Lo chiamavano «frocio» e lo schernivano a ogni vittoria consumata ai danni delle altre compagini foraggiate dai gerarchi del potere. Lui mantenne l'eleganza e lo stile di un dandy inglese anche nel fango degli stadi finché il regime non impose alla Juventus di allontanarlo dalla panchina con l'ombra del sospetto aleggiante oltre la giustificazione ufficiale: «Motivi personali indipendenti dalla conduzione tecnica della squadra». Si capiva che dietro a quel provvedimento si celavano questioni private, la pederastia oggetto del pettegolezzo nel mondo sportivo e non solo. Gli altri finiti sotto accusa, Mario Varglien e Luisito Monti, che avrebbero attentato alle virtù del ventenne minorenne Felicino Borel, non furono puniti. Pagò per tutti l'allenatore. Pagò per la frase di Farfallino Borel: «Davanti a lui è proibito togliersi i pantaloncini». Carcano se ne andò all'ottava giornata senza voltarsi, col passo rapido, il vestito grigio, la testa tonda e stempiata, le labbra regolari, il mento prospiciente, le voci che lo rincorrevano in ogni dove. Lasciò il posto all'ingegner Benedetto Gola, dirigente accompagnatore ufficiale della squadra, e a Carlo Bigatto, soprannominato Il Dilettante, i quali riuscirono comunque a conquistare il quinto scudetto consecutivo battendo sul filo di lana l'Ambrosiana-Inter. La decisione riguardante Carcano non fu mai digerita dal presidente Edoardo Agnelli, sapendo benissimo che era l'uomo che aveva guidato la squadra verso la leggenda e che forse avrebbe consentito altri ambiziosi traguardi concludendo un decennio da favola. Ma non andò così. [...] La cacciata di Carcano rovinò la Juventus e aprì il ciclo del Bologna amato da Mussolini che vinse quattro scudetti. ([[Marco Ferrari (scrittore)|Marco Ferrari]])
*Dal 1930 al 1935 i bianconeri realizzarono per primi l'impresa [...]: la conquista di cinque titoli consecutivi. Conoscevamo a memoria quella formazione, noi bambini delle elementari, noi ragazzi del ginnasio di tutta la Penisola: CombiRosettaCaligaris, VarglienMontiBertolini, MuneratiCesariniVecchinaFerrariOrsi. Poi vennero gli altri: Varglien II, Sernagiotto, Borel II, Depetrini, Serantoni e tanti di quei nomi li ritrovammo nella formazione azzurra che vinse per la prima volta il Campionato del Mondo 1934, a Roma; e qualcun altro – Foni e Rava – in quella che riconquistò il titolo quattro anni dopo, a Parigi. La leggenda nacque così, sulle ali di una serie impressionante di vittorie, della definizione di uno stile sbalorditivo che apparteneva ad un tempo alla squadra nel suo completto e alla società, dietro la quale, dentro la quale (come nelle vene del nostro corpo scorre sangue), correva un'altra leggenda, quella della famiglia Agnelli. ([[Antonio Ghirelli]])
*{{NDR|Nel 1933}} Il [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] cade a Bologna, la [[Juventus Football Club|Juve]] è già prima: "Dà tale spettacolo di forza, di freddezza, di potenza e di sicurezza – le rende omaggio la stampa – che c'è da temere, oggi decima giornata del torneo, un suo definitivo addio alla compagnia delle avversarie".<br/> Detto e fatto.<br/> L'intera Nazione stravede per la squadra di [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|Edoardo Agnelli]]. Un fenomeno senza precedenti di esaltazione popolare congiunge le Alpi alla Sicilia. Un distintivo del club bianconero diventa una preziosa rarità. Un biglietto per la partita dei campioni diventa premio ambìto promesso al figlio per la promozione. Torino o un'altra città dove gioca la Juventus venne inserita negli itinerari dei viaggi di nozze. E in mare scende perfino una grande motonave battezzata ''Juventus'' fatta costruire dalla società di navigazione presieduta dal marchese Luca Ferrero di Ventimiglia. ([[Mario Pennacchia]])
*La Juve del quinquennio in campo non si spremeva. Aveva il genio difensivo di Rosetta che non colpì mai un pallone di testa, aveva la saldezza atletica del «centromediano che cammina», quel tirchiaccio di Luisito Monti [...]; aveva il podismo di Varglien I e Bertolini; la fantasia di Sernagiotto e Orsi; ed ebbe [...] il talento squisito, forse irripetibile, di Farfallino Borel. ([[Vladimiro Caminiti]])
*{{NDR|Nel 1934}} Hanno creato un ambiente che, come una macchina per impastare tutti i caratteri, ne farne il tipo unico mai illuso e mai disperato, mai troppo ottimista e mai troppo pessimista. Mai agitato e mai placato.<br/> Cadere nella macchina un Monti o un Cesarini, un Orsi o un Varglien, spiriti fieri magari protervi, ed escono ben presto come gli altri: impastati. Ricadde un Tiberti, un Ferrari, un Sernagiotto, un Ferrero o un Valinasso e ne esce fuori un momento sicuro con qualche fierezza.<br/> Il 'super asso' diventa solo un asso, l'aspirante a campione diventa asso; uno cava, l'altro cresce, tutto si livella. L'educazione e naturale riservo fanno il resto: se entri e nel Circolo, un tipo in guanti bianchi riceve il tuo cappello, gli stucchi dorati t'impediscono di dir parolaccie. La stretta di mano sulla tetti all'orologio, non una mano sulla spalla. Nessun ordine del giorno, ma l'ordine con l'ora per il domani, firma carcame. Mai niente di nuovo. Un giocatore entra e capisce dov'è, cosa deve imparare, il senso delle distanze, il rispetto, quel formalismo che è pure necessario se tutti gli esserci si sono basati su quello. ([[Carlo Bergoglio]])
*La Juventus gioca bene, vince sempre e non è né lombarda, né emiliana, né veneta, né toscana: appartiene a una regione che ha innervato l'esercito e la burocrazia nazionali: di quella regione il capoluogo è stato anche capitale d'Italia [...] Nessuna città periferica aveva contratto odii nei suoi confronti, all'epoca dei Comuni. Essa batteva ormai le decadenti squadre del Quadrilatero {{NDR|piemontese}} e offriva agli altri italiani la soddisfazione di umiliare le città che nel Medio Evo avevano spadroneggiato: i romagnoli andavano in visibilio quando Bologna veniva mortificata dalla Juventus così come i lombardi di parte ghibellina come pavesi e comaschi quando le milanesi venivano battute in breccia, e ancora i lombardi che avevano squadre proprie come bergamaschi, bresciani e cremonesi, e le vedevano puntualmente vendicate dalla Juventus. ([[Gianni Brera]])
*{{NDR|Nel 1935}} La Juventus, società dai dirigenti sagaci, dall'ambiente organizzato, dai giuocatori di classe, ha vinto con una squadra che è al suo tramonto, forse il suo più bel campionato. Bello perché è l'intelligenza che lo illumina. La calma, l'accortezza, il freddo calcolo, la precisione sfoderate dal più che trentatreenne Rosetta a Firenze sono l'indice della forza della squadra, la base prima dei suoi successi. È difficile, terribilmente difficile vincere un campionato in Italia. Di questa competizione noi siamo riusciti a fare una fornace ardente. Una fornace che è una meravigliosa fucina di energie fisiche e morali, ma in cui il cammino da battere non si riesce a discernerlo se non si posseggono qualità di eccezione. Una compagine mediocre, il campionato italiano non lo vincerà mai. Queste doti di eccezione, gli uomini che compongono la vecchia squadra della Juventus le possedevano, le han possedute finora nella misura necessaria. Passeran degli anni prima che questi uomini, che tante soddisfazioni han contribuito a dare all'Italia calcistica, vengano dimenticati. ([[Vittorio Pozzo]])
*Nessuna società è tanto aderente alla sua squadra come la Juventus: probità, tenacia, scaltrezza, soprattutto serietà. Una società e non un luogo di ritrovo: ognuno per il suo conto, tutti per la 'Juventus'. I giocatori arrivarono alla 'Juventus' col bagaglio dei loro difetti e delle loro virtù: dopo due mesi sono livellati. La 'Juventus' che non fabbrica in serie gli atleti ne fa dei giocatori di serie. ([[Renato Casalbore]])
==Voci correlate==
*[[Stile Juventus]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Juventus F.C.]]
[[Categoria:Storia del calcio italiano]]
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Renato Cesarini
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[[File:Renato Cesarini-Chacarita-1936.jpg|thumb|Renato Cesarini (1936)]]
'''Renato Cesarini''' (1906 – 1969), calciatore e allenatore di calcio italiano di origine argentino.
==Citazioni di Renato Cesarini==
*Adesso {{NDR|nel 1947}} le zone più famose sono quelle che dividono i vari territori occupati dagli alleati, ma per parecchio tempo è esistita una zona che, modestia a parte, fu altrettanto conosciuta e per di più in modo più lieto: la [[zona Cesarini]]. Sono passati sedici anni da quando, come si dice, io l'ho inventata, ma essa rimane per me uno dei più cari ricordi di una non breve carriera di calciatore. Debbo confessare, però, che la fama avuta in quel giorno è immeritata. Prima di tutto non è stata mia l'idea di dare un simile nome al gol, ottenuto [...] contro l'Ungheria {{ndr|il 13 dicembre 1931}}, allo scadere del novantesimo minuto ed inoltre non fu quella la sola rete da me segnata in... zona Cesarini. Nello stesso anno ero stato l'autore di un grosso dispiacere per il portiere avversario all'ottantasettesimo minuto dell'incontro internazionale con la Svizzera, svoltosi in marzo a Berna. Inoltre per la mia squadra, la [[Juventus Football Club|Juventus]], avevo pure risolto situazioni difficili con tiri fruttuosi sullo scadere del tempo. Furono questi i precedenti che attirarono maggiormente l'attenzione sull'«exploit» di quella rete, quasi inaspettata.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1606_02_1947_0018_0004_22318200/ "Fu proprio con i magiari che inventai la zona Cesarini..."]'', ''Stampa Sera'', 7 maggio 1949, p. 4.</ref>
*No, non ho mai scritto un libro di football. Ma se mi portate tutti quelli in circolazione, vi correggo gli errori.<ref>Citato in ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', a cura di Marco Sappino, Baldini&Castoldi, Milano, 2000, p. 2112. ISBN 88-8089-862-0</ref>
==Citazioni su Renato Cesarini==
*{{NDR|Parlando di [[Giovanni Mazzonis]]}} Cesarini era un pazzoide ma lui riusciva a domarlo. Orsi prendeva centomila mensili e Cesarini ne voleva altrettante. Ma il barone non gli scucì mai più di trentasei mila annue. E diceva, lisciandosi il baffo con pollice ed indice della mano destra, che erano anche troppi, perché avrebbe sprecato anche quelli. Ed aveva ragione. ([[Felice Borel]])
*Cesarini, quello della [[zona Cesarini]], proprio lui: quando dai il tuo nome a un pezzetto di Tempo – il quale è solo di dio, dice la Bibbia – qualcosa nella vita lo hai fatto. ([[Alessandro Baricco]])
*Lui la palla la strappava da terra. ([[Giampiero Boniperti]])
*Parlava con una voce arrochita e addolcita dalle stravaganze. Era tutto meno quello che avrebbe voluto essere. Aveva un cuore grande come una chiesa ma era crudele come un serpente. Sapeva piangere e ridere. Era angelo e diavolo, un clown del pallone, un ciuffo di capelli e un collo, occhi smagati sul precipizio. Era matto davvero e pure savio specialmente bevuto. La sua casa era di tutti e strimpellava dolcemente alla chitarra. Inventò un sacco di cose già inventate, meno una proprio tutta sua: il goal all'ultimissimo. Giocava quando ne aveva voglia e quando non ne poteva più dormiva. Perché dormire se c'è tanto da prendere? E prendeva prendeva. La primavera del 1969 gli fu fatale... ([[Vladimiro Caminiti]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Quinquennio d'oro]]
*[[Zona Cesarini]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Allenatori di calcio argentini]]
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori argentini]]
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[[File:Renato Cesarini-Chacarita-1936.jpg|thumb|Renato Cesarini (1936)]]
'''Renato Cesarini''' (1906 – 1969), calciatore e allenatore di calcio italiano di origine argentino.
==Citazioni di Renato Cesarini==
*Adesso {{NDR|nel 1947}} le zone più famose sono quelle che dividono i vari territori occupati dagli alleati, ma per parecchio tempo è esistita una zona che, modestia a parte, fu altrettanto conosciuta e per di più in modo più lieto: la [[zona Cesarini]]. Sono passati sedici anni da quando, come si dice, io l'ho inventata, ma essa rimane per me uno dei più cari ricordi di una non breve carriera di calciatore. Debbo confessare, però, che la fama avuta in quel giorno è immeritata. Prima di tutto non è stata mia l'idea di dare un simile nome al gol, ottenuto [...] contro l'Ungheria {{ndr|il 13 dicembre 1931}}, allo scadere del novantesimo minuto ed inoltre non fu quella la sola rete da me segnata in... zona Cesarini. Nello stesso anno ero stato l'autore di un grosso dispiacere per il portiere avversario all'ottantasettesimo minuto dell'incontro internazionale con la Svizzera, svoltosi in marzo a Berna. Inoltre per la mia squadra, la [[Juventus Football Club|Juventus]], avevo pure risolto situazioni difficili con tiri fruttuosi sullo scadere del tempo. Furono questi i precedenti che attirarono maggiormente l'attenzione sull'«exploit» di quella rete, quasi inaspettata.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1606_02_1947_0018_0004_22318200/ "Fu proprio con i magiari che inventai la zona Cesarini..."]'', ''Stampa Sera'', 7 maggio 1949, p. 4.</ref>
*No, non ho mai scritto un libro di football. Ma se mi portate tutti quelli in circolazione, vi correggo gli errori.<ref>Citato in ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', a cura di Marco Sappino, Baldini&Castoldi, Milano, 2000, p. 2112. ISBN 88-8089-862-0</ref>
==Citazioni su Renato Cesarini==
*{{NDR|Parlando di [[Giovanni Mazzonis]]}} Cesarini era un pazzoide ma lui riusciva a domarlo. Orsi prendeva centomila mensili e Cesarini ne voleva altrettante. Ma il barone non gli scucì mai più di trentasei mila annue. E diceva, lisciandosi il baffo con pollice ed indice della mano destra, che erano anche troppi, perché avrebbe sprecato anche quelli. Ed aveva ragione. ([[Felice Borel]])
*Cesarini, quello della [[zona Cesarini]], proprio lui: quando dai il tuo nome a un pezzetto di Tempo – il quale è solo di dio, dice la Bibbia – qualcosa nella vita lo hai fatto. ([[Alessandro Baricco]])
*Il buon Cesarini, generoso, simpaticissimo, ma indisciplinato in sommo grado, sia nella vita privata sia sul campo di gioco. Il suo gioco era estroso, personale. Non sentiva le disposizioni che poteva dare [[Carlo Carcano|Carcano]]. Lo ammansii io. [...] Una volta lo sorpresi che faceva una orgetta. Lo minacciai. Mi toglie la multa, disse accompagnandomi alla porta, se domani faccio due gol? Prima falli, gli dissi. Li fece. La multa non gliela tolsi. ([[Giovanni Mazzonis]])
*Lui la palla la strappava da terra. ([[Giampiero Boniperti]])
*Parlava con una voce arrochita e addolcita dalle stravaganze. Era tutto meno quello che avrebbe voluto essere. Aveva un cuore grande come una chiesa ma era crudele come un serpente. Sapeva piangere e ridere. Era angelo e diavolo, un clown del pallone, un ciuffo di capelli e un collo, occhi smagati sul precipizio. Era matto davvero e pure savio specialmente bevuto. La sua casa era di tutti e strimpellava dolcemente alla chitarra. Inventò un sacco di cose già inventate, meno una proprio tutta sua: il goal all'ultimissimo. Giocava quando ne aveva voglia e quando non ne poteva più dormiva. Perché dormire se c'è tanto da prendere? E prendeva prendeva. La primavera del 1969 gli fu fatale... ([[Vladimiro Caminiti]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Quinquennio d'oro]]
*[[Zona Cesarini]]
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Cesarini, Renato}}
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Derby di Torino
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[[File:Derby Juventus-Torino, 1965-66.jpg|thumb|upright=1.3|Un derby tra Juventus e Torino nella stagione 1965-66]]
Citazioni sul '''derby di Torino''' e in generale sulla '''rivalità Juventus-Torino'''.
==Citazioni==
*{{NDR|«Più tensione con la maglia del Toro, dove invece hai compreso appieno il significato di derby?»}} Alla Juve, non potrebbe essere altrimenti. Ho avuto la fortuna di decidere il primo derby disputato, da lì che ho capito il significato di questo confronto [...]. Ricordo bene, ai miei tempi, come i senatori di quella squadra dicevano che dovevamo vincere per i tifosi e per la città di appartenenza. ([[Amauri]])
*Anche la Vecchia Signora sa di dover affrontare due partite che fanno storia a sé... ([[Marco Berry]])
*Attraversarono Piazza Vittorio, sterminata nelle ombre della sera. Già parlavano di football. Emilio, naturalmente, era per la Juventus, la squadra dei gentlemen, dei pionieri dell'industria, dei gesuiti, dei benpensanti, di chi aveva fatto il liceo: dei borghesi ricchi. Giraudo, altrettanto naturalmente era per il Toro, la squadra degli operai, degli immigrati dai vicini paesi o dalle province di Cuneo e di Alessandria, di chi aveva fatto le scuole tecniche: dei piccoli-borghesi e dei poveri. ([[Mario Soldati]])
*Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]])
*C'era una volta il derby, verrebbe da dire. Una sfida che raccoglieva furori non soltanto calcistici, ma sociali ed economici, culturali. Già, che giorni e che emozioni! Gli anni settanta, ad esempio. La Juventus dominava l'Italia, ma spesso cadeva davanti ai cugini, che facevano di quell'appuntamento una ragione di vita e d'orgoglio. Da una parte, lo stile di Bettega e Capello, l'eleganza di Zoff, le acrobazie di Anastasi (idolo dei lavoratori della Fiat Mirafiori), la mutria severa di Beppe Furino, il palleggiare ironico di Causio, dall'altra l'agonismo e il ferro e il fuoco di Fossati, Cereser, Agroppi, capitan Ferrini, e là davanti i dioscuri Graziani&Pulici, ispirati da Claudio Sala, pronti a colpire. Il derby diventava, recuperando Jean-Paul Sartre, una metafora della vita. La Juve degli Agnelli, ma anche degli immigrati siciliani e calabresi, il Toro di Pianelli e degli impiegati piemontesi, di quelli che parlavano il dialetto duro e puro. La Juve dei tanti scudetti e il Toro che portava nelle vene, e porterà per sempre, il mito di capitan Valentino e degli altri eroi scomparsi nel rogo di Superga, e il rimpianto per la farfalla granata, Gigi Meroni. Due modi di essere. ([[Darwin Pastorin]])
*Dei [...] derby italiani è, probabilmente, quello con le maggiori valenze socio-ambientali. [...] La fede granata raccoglie soprattutto chi ha un forte amore per le tradizioni piemontesi, un'acuta nostalgia per i tempi in cui non era stata stravolta da un'immensa immigrazione, una certa ribellione nei confronti del potere e della cultura dominante (quella della Fiat), un legame ancora forte per ciò che Torino ha rappresentato nel Paese anche da un punto di vista sociale e politico. La Juve era la società della borghesia imprenditoriale, dei ceti alti. Con gli anni è diventata soprattutto la bandiera dei meridionali. Tanto è vero che nel pieno boom dell'immigrazione Agnelli e Boniperti arricchirono la squadra di diversi calciatori provenienti dal Sud [...] proprio per dare ai molti lavoratori di fede bianconera idoli in cui riconoscersi e di cui essere fieri. Naturalmente anni di sofferenze [...] hanno da una parte ridotto il seguito dei granata e dall'altra reso più integralista il loro amore. [...] Proprio per i troppi anni d'inferiorità rispetto alla Juve fanno sì che il derby assuma per i granata una valenza particolarissima [...]. Battere la Juve può giustificare l'intera stagione. Basta per affermare un'antica superiorità, per ribadire che il Toro – per quanto ferito, vecchio, stanco – non si farà mai domare dal suo storico, ricco, potente avversario. Il derby come ribellione, esame di virilità, giudizio di Dio, rito rievocativo. Per tutte queste considerazioni i granata in quel giorno si trasfigurano e la Juve – per quanto forte – ne ha una maledetta paura. ([[Giorgio Tosatti]])
*{{NDR|«Eraldo, per lei che ha il Toro dentro, cos'è il Derby della Mole?»}} È banale quello che affermo ma lo penso e non lo nego: ogni match con la Juventus è stato speciale. Al tempo Torino e Juventus erano due squadre forti, quasi alla pari, e tutti i derby valevano veramente più di 2 semplici punti. Erano battaglie tra formazioni competitive, ma vigeva sempre il rispetto tra noi contendenti. Eravamo avversari sul campo, ma amici nella vita. Nello sport il rivale è da battere sotto il profilo dell'agone, mai da uccidere. ([[Eraldo Pecci]])
*Ho avvertito più tensione quando vestivo la maglia del Toro, perché nell'ambiente c'è più voglia e volontà di battere la sorella più grande. Poi, quasi sempre, c'è più tempo per preparare il match: i granata ci pensano da martedì, i bianconeri da ieri. E la stessa considerazione la si può fare per il tifoso: quello del Torino ci pensa già da tempo, quello della Juve successivamente alla sfida europea. ([[Amauri]])
*[Ho giocato] una trentina di derby mal contati, più persi che vinti. Noi [della [[Juventus Football Club|Juventus]]<nowiki>]</nowiki> pativamo i [[Torino Football Club|granata]], quei malandrini che sapevano certo giocare, ma anche provocare [...]. Il Toro aveva il valore aggiunto dell'appartenenza, del vivaio... ([[Giuseppe Furino]])
*Ho perso, vinto, menato: era il derby. Oggi questa partita non la capiscono più come una volta. ([[Giuseppe Furino]])
*Ho sempre ammirato l'eleganza della [[Juventus Football Club|Juventus]] ma nel dopo Boniperti ho iniziato ad amare meno i bianconeri, troppo freddi, adeguati alla cultura del successo a tutti i costi. Poi ho avuto modo di conoscere il cappellano del [[Torino Football Club|Torino]], don Aldo Rabino e moltissimi tifosi granata, gente meravigliosa: il mondo Toro mi ha coinvolto ed ammaliato. Io non sono tifoso di calcio ma amante delle cose belle, e il Toro ha saputo fare tante cose belle. Per me i granata rappresentano la passione viscerale, la Juve l'educazione e l'eleganza. Entrambe le squadre hanno saputo mostrare con calciatori come [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], [[Gaetano Scirea|Scirea]], Zaccarelli e Sala una signorilità e una compostezza che ho sempre ammirato negli sportivi. ([[Livio Berruti]])
*Il derby era allora una cosa violenta. [[Carlo Parola|Parola]] odiava [[Valentino Mazzola|Mazzola]]. Si consideravano di due razze. [...] «Era come mettere contro undici cani ed undici gatti». ([[Vladimiro Caminiti]])
*Il derby mi piace, ma vorrei un Torino forte che desse a quella sfida un'importanza di classifica ben al di là della rivalità cittadina. ([[Andrea Agnelli]])
*Il derby non è solo una partita, è un concentrato unico: vincere i derby significa far felice la nostra gente. ([[Claudio Sala]])
*Il Toro, squadra plebea per eccellenza. E la Juve? Squadra dei padroni, salvo testimoniare la sua identità nei fatti di un gioco coriaceo, informato a grosso taglio di individui ed a grande malizia professionale. ([[Vladimiro Caminiti]])
*La buca sul dischetto<ref>Il 14 ottobre 2001, negli ultimi minuti di Juventus – Torino 3-3, [[w:Riccardo Maspero|Riccardo Maspero]] andò a scavare una piccola fossa in corrispondenza del dischetto del rigore, approfittando della confusione generata dalle proteste granata: lo juventino [[w:Marcelo Salas|Marcelo Salas]] non si accorse del gesto di Maspero e calciò alto il rigore che avrebbe dato il possibile 4-3 ai bianconeri.</ref> è uno di quegli episodi che non si dimenticheranno mai. È stato furbo e scaltro: subito ci rimasi male, ma col passare degli anni capisci che il derby è bello anche per queste cose. ([[Marcello Lippi]])
*La Juve era, dentro di me, la "ragione", la consapevolezza di valere, lo "stile" (almeno prima di Calciopoli) nell'evitare gli eccessi, nella ricerca del successo. Il [[Torino Football Club|Toro]], invece, era l'"istinto", il "revanscismo", e cioè la smania costante del riscatto, per qualcuno di insostituibile che il "fato" ti aveva portato via per sempre. E tutte le volte in cui anch'io mi sentivo privato, ingiustamente, di qualcosa, mi coloravo di granata. ([[Carlo Nesti]])
*La Juventus è una figlia di papà. Di papà Agnelli, di Edoardo e di tutta la generazione a venire. La Juve è stata la squadra di Charles, di Sivori, Platini, Baggio, Zidane. Il Torino invece è stato figlio della madre di tutte le sciagure: Superga. Andrei al di là della solita divisione convenzionale di una Juventus aristocratica e di un Torino popolare. Direi che la Juve è la squadra che si è tolta tutti gli sfizi, mentre il Toro spesso è stato costretto a scendere a patti con il destino. ([[Roberto Beccantini]])
*La Juventus è universale, il Torino è un dialetto. La Madama è un "esperanto" anche calcistico, il Toro è gergo. ([[Giovanni Arpino]])
*La parola che userei per descrivere la differenza tra Torino e Juventus è classe, che nessun milione potrà mai comprare. ([[Mick Wallace]])
*La partita delle partite? Torino-Juventus. ([[Gleison Bremer]])
*Ne ho giocati tanti con il Toro, anche giovanili. Sulla sponda granata il derby è molto più sentito, nella tifoseria e nella squadra. Probabilmente perché per la gente è la partita chiave della stagione, per la Juve invece è una delle tante gare importanti. A Torino ho conservato tanti amici, la maggior parte è granata e nel derby soffre da matti. ([[Angelo Ogbonna]])
*Quello che soffriva maggiormente era [[Gianni Agnelli|l'Avvocato]]. Mi diceva sempre che era la partita che non avrebbe mai voluto giocare. Come sosteneva lui: se vinci hai fatto il tuo dovere, ma se perdi ti rompono le scatole fino alla sfida successiva. ([[Marcello Lippi]])
*Se puoi sognare qualcosa, è perché lo puoi fare, questo è lo scontro tra la passione e la ragione, tra i colori e il bianconero, tra il popolo e i padroni. È un derby unico nel suo genere. ([[Siniša Mihajlović]])
*Se uno non è motivato per giocare il derby deve cambiare mestiere, meglio che faccia il ragioniere. ([[Siniša Mihajlović]])
*Torino è calda soprattutto per la tifoseria del Torino, non della Juventus. Il tifoso della Juventus a Torino non è che lo si trova tanto. Torino-Torino è proprio del Toro e loro sono una tifoseria calda. Infatti quando c'è il derby della Mole sono loro l'anima del derby, che lo tengono sempre attivo, mentre il tifoso della Juventus è un po' sparso ovunque. Siamo ovunque, ma diciamo che non abbiamo il nostro nucleo principale. ([[Claudio Marchisio]])
*{{NDR|Nel 2007}} Un vecchio luogo comune vorrebbe la [[Juventus Football Club|nostra squadra]] meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità. ([[Luca Beatrice]])
===[[Aldo Cazzullo]]===
*A vedere il derby [...] papà non mi portava. Diceva che era una partita pericolosa. In realtà, sapeva che perdevamo quasi sempre, e non voleva farmi soffrire. Perché la Juve, anche se era più forte, il derby lo pativa moltissimo; e il Toro giocava alla morte.
*Quasi tutti i torinesi che conoscevo erano del Toro. La borghesia torinese del resto tifava (e tifa) Toro, anche perché non amava la [[Fiat]]; gli juventini stavano in alto, nella sfera degli amici degli Agnelli, e in basso, tra gli operai immigrati dal Sud, che diventavano bianconeri anche a fini di integrazione. Poi c'eravamo noi del contado.
*Un vero juventino non odia affatto il Toro. Quando cadde l'aereo a [[Tragedia di Superga|Superga]], mio padre bambino pianse. Suo padre, mio nonno – ragazzo del '99, bersagliere, vignaiolo –, tifava Toro, come suo fratello, mio zio. Papà divenne juventino perché teneva per i più deboli; che al tempo di Valentino Mazzola erano i bianconeri.
===[[Giampiero Boniperti]]===
*Anche stavolta mi sistemerò davanti alla televisione e anche stavolta maledirò il destino che mi obbliga a soffrire per il derby. È sempre stato così, in vita mia, anche se ancora oggi sono il giocatore che ha segnato più reti in questa sfida: 14. E allora dovrei essere un ottimista a priori. Ma il derby mi consuma. Amo troppo la Juve e ho così rispetto del Toro che non può essere altrimenti. Anche adesso che la differenza di valori è cresciuta, rispetto a quando guidavo il club, quando i granata cercavano di competere con noi anche per lo scudetto. Ma il derby fa storia a sé.
*L'atmosfera era incredibile. Una volta tirai un rigore al Filadelfia: guardavo negli occhi Romano, il portiere. E dietro, dalle narici dei tifosi, vedevo uscire lingue di fuoco.
*Partita al Filadelfia. [...] il nostro mediano, Boldi, esce dal campo a causa del menisco. Siamo dieci contro undici, visto che a quell'epoca non esisteva la panchina. Io mi batto come un leone, raddoppiando le forze. Mollo tremila calci. A un certo punto, il pallone finisce vicino alla rete di recinzione, a contatto con il pubblico. Faccio per prenderlo, quando sento un tifoso torinista che mi urla: bastardo, delinquente! Alzo la faccia, e chi ti vedo? Tolmino, il proprietario del ristorante dove vado spesso a pranzo! Gli dico, esterrefatto: Tolmino, ma sei scemo? Ecco: questo era il derby. Gli amici che, per quell'appuntamento, dimenticano la stima, l'affetto. Tolmino, poi, si sarebbe scusato per una settimana intera: ma a freddo, fuori dall'evento agonistico, dalle trappole emotive della stracittadina.
*Partite che ti azzannavano lo stomaco a cominciare da sette giorni prima. E dico 7 non a caso. Io andavo a mangiare da Tolmino, una trattoria in via Alfieri a pochi passi dalla sede granata, allo stesso tavolo di Bacigalupo, Rigamonti e Martelli, chiamati il trio Nizza dal nome della strada dove abitavano tutti e tre. Eravamo amici, ci vedevamo quasi tutti i giorni. Ma quando si avvicinava il derby diventavamo estranei: loro da una parte, io dall'altra, alla larga da una settimana prima fino a una settimana dopo la sfida. Troppa tensione, troppa adrenalina, meglio scaricare i nervi a distanza. Passata la febbre da derby mi ripresentavo da Tolmino e riprendevo il mio posto a tavola.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{Juventus FC}}
[[Categoria:Derby calcistici in Italia|Torino]]
[[Categoria:Juventus F.C.]]
[[Categoria:Torino F.C.]]
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Edoardo Agnelli (1892-1935)
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[[File:Edoardo Agnelli - Circolo Golf Torino anni 1930.jpg|thumb|Edoardo Agnelli]]
'''Edoardo Agnelli''' (1892 – 1935), imprenditore e dirigente sportivo italiano.
==Citazioni di Edoardo Agnelli==
*Vi sono grato per aver accolto come un onore la mia presidenza, ma spero di non deludervi se vi confesso che non ho alcuna intenzione di considerarla soltanto onorifica [...]. Dobbiamo impegnarci a far bene, ma ricordandoci che una cosa fatta bene può essere sempre fatta meglio.<ref>Dal discorso dopo essere stato eletto presidente del Foot-Ball Club Juventus, il 24 luglio 1923; citato in Mario Pennacchia, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/1997/dicembre/27/GIOIELLO_FAMIGLIA_gm_0_9712271366.shtml Il gioiello di famiglia]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 27 dicembre 1997.</ref>
*Ho l'impressione che qualcuno {{sic|s' illude}} di poter fermare il progresso del mondo. Ogni nuovo modello che esce dalla [[Fiat]] rappresenta un passo avanti nella progettazione, nella sperimentazione, nella realizzazione. Ed e sempre un punto di partenza. Se anche fossimo dei pionieri, come portatori di una nuova concezione del club di calcio, dovrebbe venircene un merito, non una disapprovazione.<ref>Citato in Mario Pennacchia, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/1997/dicembre/27/GIOIELLO_FAMIGLIA_gm_0_9712271366.shtml Il gioiello di famiglia]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 27 dicembre 1997.</ref>
==Citazioni su Edoardo Agnelli==
*Edoardo Agnelli fu un presidente grande per la Juve, perché signore, mecenate. Non si occupava a fondo della squadra, aveva capito però lo spirito juventino, il nostro spirito di famiglia. ([[Giovanni Mazzonis]])
*Edoardo Agnelli vende all'[[Italia]] una squadra di calcio, un mezzo di locomozione sentimentale che passa dappertutto e porta dovunque. [...] Ma sa che vincere non deve essere un caso, una somma di circostanze sentimentali. Vincere con gli Agnelli al tavolo deve significare essere bravi, molto bravi. Significa selezionare. Ne fa un tormento industriale. E sbaracca il vecchio mondo delle polisportive. Cerca una squadra come cercherebbe un'idea di [[automobile|carrozzeria]]. La cerca in tutto il mondo. [...]<br/> Edoardo porta la squadra allo scudetto nel '26 poi nei [[Quinquennio d'oro|famosi cinque anni dal '30 al '35]]. Edoardo muore il 14 luglio di quello stesso anno, il '35, che ha consacrato la sua squadra come la migliore d’Italia, forse del mondo. Muore in modo avventuroso, così come aveva voluto vivere [...] Fu una morte che suscitò scalpore, grande commozione, la gente rimase colpita. Come Edoardo aveva intuito, il [[calcio (sport)|calcio]] aveva la forza di rendere subito molto più famosi rispetto all'[[industria]]. La sua [[Juventus Football Club|Juventus]] aveva cambiato il calcio e dettato le regole del futuro. Ancora oggi sono le stesse. Impossibile coniugare vittorie e bilanci. Il grande calcio in Italia altro non può esser che l'eccesso di un grande finanziatore. A cui però andrà il riconoscimento popolare. In sostanza i più bravi riescono a pagarsi il favore della gente, scambiano i soldi con i sentimenti.<br/> Edoardo non diventò mai presidente della Fiat. Nell'azienda non ebbe solo il padre a frenarlo, ma anche la crescita di un grande manager come [[Vittorio Valletta]]. Ma è rimasto nella storia per la sua intuizione sulla Juve e il suo modo di gestire il calcio. Cancellando il calcio dei piccoli [[campionato italiano di calcio|scudetti]] e costruendo la Grande Juventus dette inizio a quel circolo virtuoso per cui vincere porta gente e la gente aiuta a portare le vittorie. La Juventus padrona dei cuori nasce allora e non è mai più tornata indietro. Questa è vera modernità. ([[Mario Sconcerti]])
*Fin da quando nel 1923 mio bisnonno divenne presidente, nella Juventus la tradizione sta nell'innovazione. Negli anni di Edoardo Agnelli arrivò il primo campo in Italia attrezzato per le partite in notturna, vennero introdotti i calciatori professionisti, la Juventus [[Tifoseria della Juventus Football Club|divenne popolare]] perché la radio trasmetteva gli incontri vincenti del Quinquennio d’oro. La Juventus era innovatrice anche nello [[Stile Juventus|stile]]. Alla vigilia delle partite andava ad accogliere le squadre avversarie alla stazione, le riceveva e le ospitava a pranzo. ([[John Elkann]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Juventus Football Club]]
*[[Gianni Agnelli]]
*[[Umberto Agnelli]]
*[[Quinquennio d'oro]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
[[Categoria:Imprenditori italiani]]
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Natascha Lusenti
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'''Natascha Lusenti''' (1971 – vivente), giornalista, conduttrice televisiva e autrice televisiva svizzera naturalizzata italiana.
==Citazioni di Natascha Lusenti==
*Questa mattina mi sono svegliata. Sono la stessa persona che ero dieci giorni fa, ma non sono la stessa persona. Sono diventata cittadina italiana [...] e mi chiedevo se per caso non stessi nascendo una seconda volta. [...] Mio nonno paterno nacque in Svizzera da straniero: era figlio di un italiano emigrato. Uno dei miei zii dice: che strano, tutta quella fatica e tu sei tornata indietro. È una storia lunga. Che bello, oggi sono anche italiana.<ref>Da un [https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1537604921741350&id=100064755696422 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 3 ottobre 2026.</ref>
*Sa che [[Matteo Renzi|Renzi]] probabilmente direbbe: "[[Emiliano Brancaccio|Brancaccio]] chi?".<ref>Dall'intervista a [[Emiliano Brancaccio]] nel programma televisivo ''Taxipopuli'', La3, 3 ottobre 2014; video disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=mFKVgcLyMio#t=1147 Youtube.com]''.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Autori televisivi italiani]]
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
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[[Categoria:Giornalisti svizzeri]]
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'''Natascha Lusenti''' (1971 – vivente), giornalista, conduttrice televisiva e autrice televisiva svizzera naturalizzata italiana.
==Citazioni di Natascha Lusenti==
*Questa mattina mi sono svegliata. Sono la stessa persona che ero dieci giorni fa, ma non sono la stessa persona. Sono diventata cittadina italiana [...] e mi chiedevo se per caso non stessi nascendo una seconda volta. [...] Mio nonno paterno nacque in Svizzera da straniero: era figlio di un italiano emigrato. Uno dei miei zii dice: che strano, tutta quella fatica e tu sei tornata indietro. È una storia lunga. Che bello, oggi sono anche italiana.<ref>Da un [https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1537604921741350&id=100064755696422 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 3 ottobre 2026.</ref>
*Sa che [[Matteo Renzi|Renzi]] probabilmente direbbe: "[[Emiliano Brancaccio|Brancaccio]] chi?".<ref>Dall'intervista a [[Emiliano Brancaccio]] nel programma televisivo ''Taxipopuli'', La3, 3 ottobre 2014; video disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=mFKVgcLyMio#t=1147 youtube.com]''. {{collegamento interrotto}}</ref>
==Note==
<references />
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Felice Borel
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[[File:Felice Placido Borel - 1930s - FBC Juventus.jpg|thumb|Felice Borel]]
'''Felice Placido Borel II''' (1914 – 1993), calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Felice Borel==
*{{NDR|Parlando di [[Giovanni Mazzonis]]}} [[Renato Cesarini|Cesarini]] era un pazzoide ma lui riusciva a domarlo. Orsi prendeva centomila mensili e Cesarini ne voleva altrettante. Ma il barone non gli scucì mai più di trentasei mila annue. E diceva, lisciandosi il baffo con pollice ed indice della mano destra, che erano anche troppi, perché avrebbe sprecato anche quelli. Ed aveva ragione.<ref>Citato in [[Vladimiro Caminiti]], ''Il dissacratore'', ''Guerin Sportivo'' n. 20 (337), 13-19 maggio 1981, pp. 57-58.</ref>
*{{NDR|Sulla Juventus degli anni 20 e 30 del XX secolo}} Il risultato era la base di tutto, lo spettacolo veniva dopo. [...] [[Virginio Rosetta|Rosetta]] non faceva mai un passo più del necessario, [[Gianpiero Combi|Combi]] si allenava in modo tutto suo, venti minuti di allenamento con quattro palloni scagliatigli addosso che valevano più di dieci ore di lavoro, non voleva che si scherzasse, bisognava tirargli come in partita, era un grande portiere, per qualche numero migliore di Plánička, però meno completo. [[Luigi Cevenini|Cevenini III]], che sapeva mettere la palla dove voleva, pur non avendo potenza, tirando a effetto e tagliando il tiro, lo faceva ammattire. [[Umberto Caligaris|Caligaris]] era l'apposto di Rosetta, entusiasta, correva, sprecava, urlava, giocava, ma non era poi tanto coraggioso. [[Mario Varglien|Varglien I]] era l'atleta perfetto, fisicamente ma non tecnicamente. [[Luis Monti|Monti]] era un giocatore eccezionale, molto grosso ma molto mobile, però non aveva velocità progressiva. [[Luigi Bertolini|Bertolini]] era idolatrato dagli inglesi, era il calciatore inglese, forte, deciso, generoso, [[Raimundo Orsi|Orsi]] è stato il giocatore più grande che abbia conosciuto, alto 1.60 pesava sessanta chili e non riusciva a fermarlo nessuno.<ref name="Caminiti"/>
*Mazzonis è stato il primo dirigente di calcio veramente proiettato sul futuro del calcio. È andato lui a cercare Orsi, Monti e Cesarini. Soltanto Novo, parlo prima che arrivasse Boniperti, era stato grande come lui. Era democratico per eccellenza, ma di un'autorità dittatoriale. Era come doveva essere, perché la squadra {{NDR|la Juventus}} la mandava avanti lui, mica [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|Edoardo]] che gli lasciava carta bianca su tutto.<ref name="Caminiti">Dall'intervista di Vladimiro Caminiti, ''I più grandi''; citato in Stefano Bedeschi, ''[http://ilpalloneracconta.blogspot.it/2008/04/felice-placido-borel.html Felice Placido Borel]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.it'', 5 aprile 2017.</ref>
==Citazioni su Felice Borel==
*Felice Borel l'ho conosciuto direttamente. Lui, per carità, è stato un grande giocatore, ma non un grandissimo. Era... si distingueva perché faceva tanti gol e, soprattutto, perché era, per l'epoca, uno dei giocatori più eleganti, non solo sul campo, ma anche nella sua vita privata... ([[Candido Cannavò]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Quinquennio d'oro]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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[[File:Felice Placido Borel - 1930s - FBC Juventus.jpg|thumb|Felice Borel]]
'''Felice Placido Borel II''' (1914 – 1993), calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Felice Borel==
*{{NDR|Parlando di [[Giovanni Mazzonis]]}} [[Renato Cesarini|Cesarini]] era un pazzoide ma lui riusciva a domarlo. Orsi prendeva centomila mensili e Cesarini ne voleva altrettante. Ma il barone non gli scucì mai più di trentasei mila annue. E diceva, lisciandosi il baffo con pollice ed indice della mano destra, che erano anche troppi, perché avrebbe sprecato anche quelli. Ed aveva ragione.<ref>Citato in [[Vladimiro Caminiti]], ''Il dissacratore'', ''Guerin Sportivo'' n. 20 (337), 13-19 maggio 1981, pp. 57-58.</ref>
*{{NDR|Sulla Juventus degli anni 20 e 30 del XX secolo}} Il risultato era la base di tutto, lo spettacolo veniva dopo. [...] [[Virginio Rosetta|Rosetta]] non faceva mai un passo più del necessario, [[Gianpiero Combi|Combi]] si allenava in modo tutto suo, venti minuti di allenamento con quattro palloni scagliatigli addosso che valevano più di dieci ore di lavoro, non voleva che si scherzasse, bisognava tirargli come in partita, era un grande portiere, per qualche numero migliore di Plánička, però meno completo. [[Luigi Cevenini|Cevenini III]], che sapeva mettere la palla dove voleva, pur non avendo potenza, tirando a effetto e tagliando il tiro, lo faceva ammattire. [[Umberto Caligaris|Caligaris]] era l'apposto di Rosetta, entusiasta, correva, sprecava, urlava, giocava, ma non era poi tanto coraggioso. [[Mario Varglien|Varglien I]] era l'atleta perfetto, fisicamente ma non tecnicamente. [[Luis Monti|Monti]] era un giocatore eccezionale, molto grosso ma molto mobile, però non aveva velocità progressiva. [[Luigi Bertolini|Bertolini]] era idolatrato dagli inglesi, era il calciatore inglese, forte, deciso, generoso, [[Raimundo Orsi|Orsi]] è stato il giocatore più grande che abbia conosciuto, alto 1.60 pesava sessanta chili e non riusciva a fermarlo nessuno.<ref name="Caminiti"/>
*Mazzonis è stato il primo dirigente di calcio veramente proiettato sul futuro del calcio. È andato lui a cercare Orsi, Monti e Cesarini. Soltanto Novo, parlo prima che arrivasse Boniperti, era stato grande come lui. Era democratico per eccellenza, ma di un'autorità dittatoriale. Era come doveva essere, perché [[Juventus Football Club|la squadra]] la mandava avanti lui, mica [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|Edoardo]] che gli lasciava carta bianca su tutto.<ref name="Caminiti">Dall'intervista di Vladimiro Caminiti, ''I più grandi''; citato in Stefano Bedeschi, ''[http://ilpalloneracconta.blogspot.it/2008/04/felice-placido-borel.html Felice Placido Borel]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.it'', 5 aprile 2017.</ref>
==Citazioni su Felice Borel==
*Felice Borel l'ho conosciuto direttamente. Lui, per carità, è stato un grande giocatore, ma non un grandissimo. Era... si distingueva perché faceva tanti gol e, soprattutto, perché era, per l'epoca, uno dei giocatori più eleganti, non solo sul campo, ma anche nella sua vita privata... ([[Candido Cannavò]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Quinquennio d'oro]]
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Borel, Felice}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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[[File:Felice Placido Borel - 1930s - FBC Juventus.jpg|thumb|Felice Borel]]
'''Felice Placido Borel II''' (1914 – 1993), calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Felice Borel==
*{{NDR|Parlando di [[Giovanni Mazzonis]]}} [[Renato Cesarini|Cesarini]] era un pazzoide ma lui riusciva a domarlo. Orsi prendeva centomila mensili e Cesarini ne voleva altrettante. Ma il barone non gli scucì mai più di trentasei mila annue. E diceva, lisciandosi il baffo con pollice ed indice della mano destra, che erano anche troppi, perché avrebbe sprecato anche quelli. Ed aveva ragione.<ref>Citato in [[Vladimiro Caminiti]], ''Il dissacratore'', ''Guerin Sportivo'' n. 20 (337), 13-19 maggio 1981, pp. 57-58.</ref>
*{{NDR|Sulla Juventus degli anni 20 e 30 del XX secolo}} Il risultato era la base di tutto, lo spettacolo veniva dopo. [...] [[Virginio Rosetta|Rosetta]] non faceva mai un passo più del necessario, [[Gianpiero Combi|Combi]] si allenava in modo tutto suo, venti minuti di allenamento con quattro palloni scagliatigli addosso che valevano più di dieci ore di lavoro, non voleva che si scherzasse, bisognava tirargli come in partita, era un grande portiere, per qualche numero migliore di Plánička, però meno completo. [[Luigi Cevenini|Cevenini III]], che sapeva mettere la palla dove voleva, pur non avendo potenza, tirando a effetto e tagliando il tiro, lo faceva ammattire. [[Umberto Caligaris|Caligaris]] era l'apposto di Rosetta, entusiasta, correva, sprecava, urlava, giocava, ma non era poi tanto coraggioso. [[Mario Varglien|Varglien I]] era l'atleta perfetto, fisicamente ma non tecnicamente. [[Luis Monti|Monti]] era un giocatore eccezionale, molto grosso ma molto mobile, però non aveva velocità progressiva. [[Luigi Bertolini|Bertolini]] era idolatrato dagli inglesi, era il calciatore inglese, forte, deciso, generoso, [[Raimundo Orsi|Orsi]] è stato il giocatore più grande che abbia conosciuto, alto 1.60 pesava sessanta chili e non riusciva a fermarlo nessuno.<ref name="Caminiti"/>
*Mazzonis è stato il primo dirigente di calcio veramente proiettato sul futuro del calcio. È andato lui a cercare Orsi, Monti e Cesarini. Soltanto Novo, parlo prima che arrivasse Boniperti, era stato grande come lui. Era democratico per eccellenza, ma di un'autorità dittatoriale. Era come doveva essere, perché [[Juventus Football Club|la squadra]] la mandava avanti lui, mica [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|Edoardo]] che gli lasciava carta bianca su tutto.<ref name="Caminiti">Dall'intervista di Vladimiro Caminiti, ''I più grandi''; citato in Stefano Bedeschi, ''[http://ilpalloneracconta.blogspot.it/2008/04/felice-placido-borel.html Felice Placido Borel]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.it'', 5 aprile 2017.</ref>
==Citazioni su Felice Borel==
*Felice Borel l'ho conosciuto direttamente. Lui, per carità, è stato un grande giocatore, ma non un grandissimo. Era... si distingueva perché faceva tanti gol e, soprattutto, perché era, per l'epoca, uno dei giocatori più eleganti, non solo sul campo, ma anche nella sua vita privata... ([[Candido Cannavò]])
*Il viso di un ragazzo spensierato ride volentieri con i luminosi occhi neri. Viso da fanciullone, taglia di atleta. Di alta statura, ben modellato, asciutto, senza essere fragile, Borel ha la classica macchina del centravanti. La sua falcata è ampia, balzante, equilibratissima nel ritmo. [...] Egli ha la calma di un veterano del gioco, il tocco di un artista, il senso dell'azione collettiva, lo scatto che brucia il terreno, il tiro a rete che difficilmente sbaglia il bersaglio. ([[Bruno Roghi]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Quinquennio d'oro]]
==Altri progetti==
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[[File:Felice Placido Borel - 1930s - FBC Juventus.jpg|thumb|Felice Borel]]
'''Felice Placido Borel II''' (1914 – 1993), calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Felice Borel==
*{{NDR|Parlando di [[Giovanni Mazzonis]]}} [[Renato Cesarini|Cesarini]] era un pazzoide ma lui riusciva a domarlo. Orsi prendeva centomila mensili e Cesarini ne voleva altrettante. Ma il barone non gli scucì mai più di trentasei mila annue. E diceva, lisciandosi il baffo con pollice ed indice della mano destra, che erano anche troppi, perché avrebbe sprecato anche quelli. Ed aveva ragione.<ref>Citato in [[Vladimiro Caminiti]], ''Il dissacratore'', ''Guerin Sportivo'' n. 20 (337), 13-19 maggio 1981, pp. 57-58.</ref>
*{{NDR|Sulla Juventus degli anni 20 e 30 del XX secolo}} Il risultato era la base di tutto, lo spettacolo veniva dopo. [...] [[Virginio Rosetta|Rosetta]] non faceva mai un passo più del necessario, [[Gianpiero Combi|Combi]] si allenava in modo tutto suo, venti minuti di allenamento con quattro palloni scagliatigli addosso che valevano più di dieci ore di lavoro, non voleva che si scherzasse, bisognava tirargli come in partita, era un grande portiere, per qualche numero migliore di Plánička, però meno completo. [[Luigi Cevenini|Cevenini III]], che sapeva mettere la palla dove voleva, pur non avendo potenza, tirando a effetto e tagliando il tiro, lo faceva ammattire. [[Umberto Caligaris|Caligaris]] era l'apposto di Rosetta, entusiasta, correva, sprecava, urlava, giocava, ma non era poi tanto coraggioso. [[Mario Varglien|Varglien I]] era l'atleta perfetto, fisicamente ma non tecnicamente. [[Luis Monti|Monti]] era un giocatore eccezionale, molto grosso ma molto mobile, però non aveva velocità progressiva. [[Luigi Bertolini|Bertolini]] era idolatrato dagli inglesi, era il calciatore inglese, forte, deciso, generoso, [[Raimundo Orsi|Orsi]] è stato il giocatore più grande che abbia conosciuto, alto 1.60 pesava sessanta chili e non riusciva a fermarlo nessuno.<ref name="Caminiti"/>
*Io ho cominciato a giocare a calcio a sei anni, a sette andavo già alla Juventus in [[Corso Marsiglia]]. Mi ricordo la prima partita di Combi nel 1923, allora la Juventus andava in campo senza tuta, con quelle giacchette tutte bianche così chic, bordate nero. Al campo non andavano più di 2.500 persone. Anche mio fratello Aldo giocava bene.<ref name="Caminiti"/>
*Mazzonis è stato il primo dirigente di calcio veramente proiettato sul futuro del calcio. È andato lui a cercare Orsi, Monti e Cesarini. Soltanto Novo, parlo prima che arrivasse Boniperti, era stato grande come lui. Era democratico per eccellenza, ma di un'autorità dittatoriale. Era come doveva essere, perché [[Juventus Football Club|la squadra]] la mandava avanti lui, mica [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|Edoardo]] che gli lasciava carta bianca su tutto.<ref name="Caminiti">Dall'intervista di Vladimiro Caminiti, ''I più grandi''; citato in Stefano Bedeschi, ''[https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2008/04/felice-placido-borel.html Felice Placido BOREL]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 5 aprile 2026.</ref>
==Citazioni su Felice Borel==
*Felice Borel l'ho conosciuto direttamente. Lui, per carità, è stato un grande giocatore, ma non un grandissimo. Era... si distingueva perché faceva tanti gol e, soprattutto, perché era, per l'epoca, uno dei giocatori più eleganti, non solo sul campo, ma anche nella sua vita privata... ([[Candido Cannavò]])
*Il viso di un ragazzo spensierato ride volentieri con i luminosi occhi neri. Viso da fanciullone, taglia di atleta. Di alta statura, ben modellato, asciutto, senza essere fragile, Borel ha la classica macchina del centravanti. La sua falcata è ampia, balzante, equilibratissima nel ritmo. [...] Egli ha la calma di un veterano del gioco, il tocco di un artista, il senso dell'azione collettiva, lo scatto che brucia il terreno, il tiro a rete che difficilmente sbaglia il bersaglio. ([[Bruno Roghi]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Quinquennio d'oro]]
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[[File:Felice Placido Borel - 1930s - FBC Juventus.jpg|thumb|Felice Borel]]
'''Felice Placido Borel II''' (1914 – 1993), calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Felice Borel==
*{{NDR|Parlando di [[Giovanni Mazzonis]]}} [[Renato Cesarini|Cesarini]] era un pazzoide ma lui riusciva a domarlo. Orsi prendeva centomila mensili e Cesarini ne voleva altrettante. Ma il barone non gli scucì mai più di trentasei mila annue. E diceva, lisciandosi il baffo con pollice ed indice della mano destra, che erano anche troppi, perché avrebbe sprecato anche quelli. Ed aveva ragione.<ref>Citato in [[Vladimiro Caminiti]], ''Il dissacratore'', ''Guerin Sportivo'' n. 20 (337), 13-19 maggio 1981, pp. 57-58.</ref>
*{{NDR|Sulla Juventus degli anni 20 e 30 del XX secolo}} Il risultato era la base di tutto, lo spettacolo veniva dopo. [...] [[Virginio Rosetta|Rosetta]] non faceva mai un passo più del necessario, [[Gianpiero Combi|Combi]] si allenava in modo tutto suo, venti minuti di allenamento con quattro palloni scagliatigli addosso che valevano più di dieci ore di lavoro, non voleva che si scherzasse, bisognava tirargli come in partita, era un grande portiere, per qualche numero migliore di Plánička, però meno completo. [[Luigi Cevenini|Cevenini III]], che sapeva mettere la palla dove voleva, pur non avendo potenza, tirando a effetto e tagliando il tiro, lo faceva ammattire. [[Umberto Caligaris|Caligaris]] era l'apposto di Rosetta, entusiasta, correva, sprecava, urlava, giocava, ma non era poi tanto coraggioso. [[Mario Varglien|Varglien I]] era l'atleta perfetto, fisicamente ma non tecnicamente. [[Luis Monti|Monti]] era un giocatore eccezionale, molto grosso ma molto mobile, però non aveva velocità progressiva. [[Luigi Bertolini|Bertolini]] era idolatrato dagli inglesi, era il calciatore inglese, forte, deciso, generoso, [[Raimundo Orsi|Orsi]] è stato il giocatore più grande che abbia conosciuto, alto 1.60 pesava sessanta chili e non riusciva a fermarlo nessuno.<ref name="Caminiti"/>
*Io ho cominciato a giocare a calcio a sei anni, a sette andavo già alla Juventus in [[Campo Juventus|Corso Marsiglia]]. Mi ricordo la prima partita di Combi nel 1923, allora la Juventus andava in campo senza tuta, con quelle giacchette tutte bianche così chic, bordate nero. Al campo non andavano più di 2.500 persone. Anche mio fratello Aldo giocava bene.<ref name="Caminiti"/>
*Mazzonis è stato il primo dirigente di calcio veramente proiettato sul futuro del calcio. È andato lui a cercare Orsi, Monti e Cesarini. Soltanto Novo, parlo prima che arrivasse Boniperti, era stato grande come lui. Era democratico per eccellenza, ma di un'autorità dittatoriale. Era come doveva essere, perché [[Juventus Football Club|la squadra]] la mandava avanti lui, mica [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|Edoardo]] che gli lasciava carta bianca su tutto.<ref name="Caminiti">Dall'intervista di Vladimiro Caminiti, ''I più grandi''; citato in Stefano Bedeschi, ''[https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2008/04/felice-placido-borel.html Felice Placido BOREL]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 5 aprile 2026.</ref>
==Citazioni su Felice Borel==
*Felice Borel l'ho conosciuto direttamente. Lui, per carità, è stato un grande giocatore, ma non un grandissimo. Era... si distingueva perché faceva tanti gol e, soprattutto, perché era, per l'epoca, uno dei giocatori più eleganti, non solo sul campo, ma anche nella sua vita privata... ([[Candido Cannavò]])
*Il viso di un ragazzo spensierato ride volentieri con i luminosi occhi neri. Viso da fanciullone, taglia di atleta. Di alta statura, ben modellato, asciutto, senza essere fragile, Borel ha la classica macchina del centravanti. La sua falcata è ampia, balzante, equilibratissima nel ritmo. [...] Egli ha la calma di un veterano del gioco, il tocco di un artista, il senso dell'azione collettiva, lo scatto che brucia il terreno, il tiro a rete che difficilmente sbaglia il bersaglio. ([[Bruno Roghi]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Quinquennio d'oro]]
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[[File:Felice Placido Borel - 1930s - FBC Juventus.jpg|thumb|Felice Borel]]
'''Felice Placido Borel II''' (1914 – 1993), calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Felice Borel==
*{{NDR|Parlando di [[Giovanni Mazzonis]]}} [[Renato Cesarini|Cesarini]] era un pazzoide ma lui riusciva a domarlo. Orsi prendeva centomila mensili e Cesarini ne voleva altrettante. Ma il barone non gli scucì mai più di trentasei mila annue. E diceva, lisciandosi il baffo con pollice ed indice della mano destra, che erano anche troppi, perché avrebbe sprecato anche quelli. Ed aveva ragione.<ref>Citato in [[Vladimiro Caminiti]], ''Il dissacratore'', ''Guerin Sportivo'' n. 20 (337), 13-19 maggio 1981, pp. 57-58.</ref>
*{{NDR|Sulla Juventus degli anni 20 e 30 del XX secolo}} Il risultato era la base di tutto, lo spettacolo veniva dopo. [...] [[Virginio Rosetta|Rosetta]] non faceva mai un passo più del necessario, [[Gianpiero Combi|Combi]] si allenava in modo tutto suo, venti minuti di allenamento con quattro palloni scagliatigli addosso che valevano più di dieci ore di lavoro, non voleva che si scherzasse, bisognava tirargli come in partita, era un grande portiere, per qualche numero migliore di Plánička, però meno completo. [[Luigi Cevenini|Cevenini III]], che sapeva mettere la palla dove voleva, pur non avendo potenza, tirando a effetto e tagliando il tiro, lo faceva ammattire. [[Umberto Caligaris|Caligaris]] era l'apposto di Rosetta, entusiasta, correva, sprecava, urlava, giocava, ma non era poi tanto coraggioso. [[Mario Varglien|Varglien I]] era l'atleta perfetto, fisicamente ma non tecnicamente. [[Luis Monti|Monti]] era un giocatore eccezionale, molto grosso ma molto mobile, però non aveva velocità progressiva. [[Luigi Bertolini|Bertolini]] era idolatrato dagli inglesi, era il calciatore inglese, forte, deciso, generoso, [[Raimundo Orsi|Orsi]] è stato il giocatore più grande che abbia conosciuto, alto 1.60 pesava sessanta chili e non riusciva a fermarlo nessuno.<ref name="Caminiti"/>
*Io ho cominciato a giocare a calcio a sei anni, a sette andavo già alla Juventus in [[Campo Juventus|Corso Marsiglia]]. Mi ricordo la prima partita di Combi nel 1923, allora la Juventus andava in campo senza tuta, con quelle giacchette tutte bianche così chic, bordate nero. Al campo non andavano più di 2.500 persone. Anche mio fratello Aldo giocava bene.<ref name="Caminiti"/>
*Mazzonis è stato il primo dirigente di calcio veramente proiettato sul futuro del calcio. È andato lui a cercare Orsi, Monti e Cesarini. Soltanto Novo, parlo prima che arrivasse Boniperti, era stato grande come lui. Era democratico per eccellenza, ma di un'autorità dittatoriale. Era come doveva essere, perché [[Juventus Football Club|la squadra]] la mandava avanti lui, mica [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|Edoardo]] che gli lasciava carta bianca su tutto.<ref name="Caminiti">Dall'intervista di Vladimiro Caminiti, ''I più grandi''; citato in Stefano Bedeschi, ''[https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2008/04/felice-placido-borel.html Felice Placido BOREL]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 5 aprile 2026.</ref>
==Citazioni su Felice Borel==
*Felice Borel l'ho conosciuto direttamente. Lui, per carità, è stato un grande giocatore, ma non un grandissimo. Era... si distingueva perché faceva tanti gol e, soprattutto, perché era, per l'epoca, uno dei giocatori più eleganti, non solo sul campo, ma anche nella sua vita privata... ([[Candido Cannavò]])
*Il viso di un ragazzo spensierato ride volentieri con i luminosi occhi neri. Viso da fanciullone, taglia di atleta. Di alta statura, ben modellato, asciutto, senza essere fragile, Borel ha la classica macchina del centravanti. La sua falcata è ampia, balzante, equilibratissima nel ritmo. [...] Egli ha la calma di un veterano del gioco, il tocco di un artista, il senso dell'azione collettiva, lo scatto che brucia il terreno, il tiro a rete che difficilmente sbaglia il bersaglio. ([[Bruno Roghi]])
===[[Vladimiro Caminiti]]===
*Arrivò con lui nella Juventus il centravanti radioso. Raggiava la luce di una bellissima gioventù, era un pizzico snob e palesemente invaghito prima di se stesso, poi del mondo intero; e il suo carattere diffidente di ogni volgarità lo segnala come il vero maestro di [[Giampiero Boniperti]] nel gesto e nell'educazione.
*Borel II fu il [[Roberto Bettega|Bettega]] degli Anni Trenta, però senza i complessi freudiani, i traumi anche a veder bene, del suo eccellente successore. Felice Placido Borel fu soprannoinato «Farfallino» per la leggerezza della corsa che tramutava il pallone in sferzanti traiettorie. Fu Pozzo a definire eloquentemente la tecnica di «Farfallino», una tecnica dosata sulla precisione del tocco [...]. E il maestro non precisava la cosa ancor più preziosa: che Borel possedeva un piede numero 36, era cioè il più mirabolante piedino di quel calcio (e del calcio futuro [...]). Oltre che [...] un mirabolante rompiscatole; fu il campione anarchico per eccellenza, nel senso di costumi e degli obblighi professionali che intendeva come voleva. Fu un borghese del più bello stampo.
*Egli è di fatto il più moderno e vorrei dire contemporaneo degli assi antichi. Anzi, di antico non ha nulla. Se uno lo pensa dannunziano perché negli Anni Trenta era un elegantone un po' snob falla; di fatto non si tolse mai la mutanda davanti al maresciallo [[Carlo Carcano|Carcano]], l'allenatore che aveva il vizietto.
*Il calcio non avrà più, né potrebbe più nemmeno concepirlo, in tempi di scatenamento, e scotennamento, televisivo, un artista così riuscito, un campione così infantile nutrito di cieli azzurri e di visioni. Borel II è stato un centravanti dal talento alato, le ginocchia un po' delicate dovevano farlo soffrire ma, tutto considerato, è stato lui a far soffrire i difensori, elusivo nel gioco e infallibilmente felice nel tiro.
*Un centravanti, "il" centravanti, dalle movenze flessuose, irresistibile nel fango, inferiore, forse, solo a [[Giuseppe Meazza|Meazza]].
*Un formidabilissimo globetrotter del ruolo, un centravanti dal sinuoso movimento verticale e dal tocco smorzato e secco negli angolini più impolverati della porta. Un ballerino per classe naturale, movenze fisiche, scatto, allungo, fondamentali. Rendeva tutto semplice, non si perdeva in ghirigori, il suo dribbling essenziale a seguire, i suoi colpi di esterno, sinistro e destro, proverbiali, di testa era formidabile. Diventò la bestia nera del Torino nel derby, segnava sempre lui. [...] «Farfallino» [...] realmente [...] sembrava sorvolare la mischia, volare sul fango. [[Angelo Schiavio|Schiavio]], Meazza, Vojak, Busoni, [[Silvio Piola|Piola]]... Poi Gabetto. I centravanti rapsodici sono stati tanti. Ma nessuno con lo stile di «Farfallino».
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Quinquennio d'oro]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Francesca Michielin
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[[File:Francesca Michielin at the 83rd Venice Film Festival.jpg|thumb|Francesca Michielin nel 2026]]
'''Francesca Michielin''' (1995 – vivente), cantautrice e polistrumentista italiana.
==Citazioni di Francesca Michielin==
{{cronologico}}
*Spesso l'errore che si fa con le [[Donna|donne]] è rifiutare che abbiano la loro complessità come ce l'hanno gli uomini. Le donne possono anche parlare di femminismo e andare alle sfilate di Moschino. Dipende come si usa il privilegio di essere una donna che può andarci.<ref>Citato in Andrea Parrella (a cura di), ''[https://music.fanpage.it/francesca-michielin-le-mie-parole-sulla-resistenza-fraintese-non-mi-riferivo-ai-partigiani/ Francesca Michielin: "Le mie parole sulla resistenza fraintese, non mi riferivo ai partigiani"]'', ''music.fanpage.it'', 20 febbraio 2023.</ref>
*La mia fragilità c'è, ma crescendo diventa un'arma. [...] La fragilità è la risposta. Ti senti fragile? Porta la tua fragilità. Ti senti forte, la tua forza, sexy, la tua sensualità. Non c'è una regola, conta portare se stessi. Il lavoro è capire chi siamo.<ref>Citato in Silvia Gianatti, ''[https://www.vanityfair.it/article/francesca-michielin-nuovo-album-cani-sciolti Francesca Michielin: «Artisti, basta con il populismo: schieratevi»]'', ''vanityfair.it'', 23 febbraio 2023.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]], rivolta a [[Colapesce Dimartino]] nel 2023}} Ho visto che nel vostro album c'è un duetto pazzesco con Ivan Graziani: com'è stato lavorare con lui?<ref>Dalla terza puntata della diciassettesima edizione di ''X Factor'', Sky Uno e Now, 9 novembre 2023; citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/11/10/x-factor-la-gaffe-di-francesca-michielin-su-ivan-graziani-chiede-a-colapesce-e-dimartino-come-stato-collaborare-con-lui-ma-e-morto-nel-1997/7349585/ X Factor, la gaffe di Francesca Michielin su Ivan Graziani: chiede a Colapesce e Dimartino com'è stato collaborare con lui, ma è morto nel 1997]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 10 novembre 2023.</ref>
{{Int|''[https://www.rockol.it/news-735415/michielin-intervista-cani-sciolti-gli-artisti-devono-stare-sul-cazzo Michielin: "A volte gli artisti devono anche stare sul cazzo"]''|Dalla conferenza stampa di presentazione dell'album ''Cani sciolti''; citato in Claudio Cabona, ''rockol.it'', 20 febbraio 2023.}}
*[...] chi fa musica pop non deve perdersi a parlare solo di se stesso, deve dare dei messaggi perché la musica può aiutare e salvare. E lo si capisce interagendo con il proprio pubblico per cui una canzone può essere qualche cosa a cui attaccarsi nei momenti di profonda difficoltà. I cantautori, ma anche gli interpreti, non devono dimenticare il ruolo che hanno. Non dobbiamo solo compiacere. A volte un'artista deve anche stare sul cazzo. Certo, si possono scrivere pezzi per baciarsi e ballare, anche io li ho realizzati, ma non ci devono essere solo quelli. Bisogna scrivere anche per trasmettere qualche cosa di più, per scuotere.
*[...] i numeri dell'industria musicale spiegano chiaramente come le donne occupino meno posizioni e ricevano meno supporto. Alla base di tutto c'è della misoginia, un problema di meritocrazia e un lungo e profondo tema culturale per cui l'uomo è visto come "più rassicurante e autorevole". È lo stesso motivo per cui vediamo poche donne direttrici d'orchestra.
*[...] non ha senso andare in [[Chiesa (architettura)|chiesa]], ma poi essere razzisti e non pensare che se Gesù fosse stato un migrante sarebbe stato respinto come lo sono tanti oggi. E tutto questo ragionamento lo faccio da credente.
{{Int|''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/24/francesca-michielin-ogni-artista-deve-essere-libero-di-esprimere-anche-il-suo-lato-non-politically-correct-la-vita-non-e-una-lista-di-successi/7561092/ Francesca Michielin: "Ogni artista deve essere libero di esprimere anche il suo lato non politically correct. La vita non è una lista di successi"]''|Da un intervento al Festival dell'Economia di Trento; citato in ''ilfattoquotidiano.it'', 24 maggio 2024.}}
*Dopo il Covid ho provato un senso di sopraffazione perché in qualche modo dovevamo recuperare il tempo perso. Mi sembra che anche in musica sia così: c'è ansia e foga di fare tante cose, di non perdersi nulla, escono tante canzoni ma durano poco e molte non se lo meritano. Bisogna allenarsi alla lentezza e prendersi il proprio tempo perché le cose belle resistono.
*Penso che ogni artista debba essere libero di esprimere anche il suo lato non politically correct, ma non posso fare a meno di chiedermi a chi sto parlando, per chi faccio le canzoni e quindi cresce sempre più in me la voglia di raccontare qualcosa affinché possa essere utile. La vita non è una lista di successi ma quello che vivi ogni giorno, un artista deve quindi raccontare tutto, anche le proprie cadute e le proprie debolezze.
*Sto entrando nel mondo degli adulti e vedere ai concerti bambini che cantano le mie canzoni è strano, mi sento molto responsabile nei loro confronti anche se mi chiedo quanto sia giusto visto che non salvo delle vite.
==Interviste==
*{{NDR|Sui [[Red Hot Chili Peppers]]}} Li conobbi con "By the Way", la svolta pop. Andando a ritroso scoprii il loro rock funkadelico che all'inizio mi turbava ma in cui imparai a vedere la loro storia, i loro travagli. E anche nell'ultimo "The Getaway" vedo dei 50enni davanti all'Oceano che fanno il bilancio della vita. Coerenti.<ref>Dall'intervista di Andrea Laffranchi, ''[http://www.corriere.it/spettacoli/16_settembre_27/michielin-tour-svelo-mia-anima-rock-d20dbb0c-8414-11e6-b7a9-74dcfa8f2989.shtml Francesca Michielin: in tour svelo la mia anima rock]'', ''corriere.it'', 27 settembre 2016.</ref>
*Alla fine l'unica cosa importante oggi è entrare in contatto con le persone, ascoltarsi, capirsi.<ref name="Gianatti">Dall'intervista di Silvia Gianatti, ''[https://www.vanityfair.it/music/storie-music/2018/01/09/francesca-michielin-2640-intervista-canzoni-nuovo-disco Francesca Michielin: «Volevo scappare da tutto, invece ho scritto un disco»]'', ''vanityfair.it'', 9 gennaio 2018.</ref>
*C'è una ricerca esagerata della velocità nella nostra società, ma comunichiamo sempre peggio. È più facile fraintenderci. Oggi possiamo prendere un biglietto e andare dove vogliamo. Comunicando con tutti istantaneamente. Eppure abbiamo qualcosa che abbiamo perso. Mi sono chiesta che cosa non voglio perdere. La risposta è il senso di appartenenza. Non solo parlarsi ma anche sentirsi, essere in connessione.<ref name="Gianatti"/>
*E più semplice scontrarsi, elencare le differenze, usarle per allontanarsi. Credo, però, non ci sia specchio migliore se non nell'altro. Le differenze sono ancora belle. Secondo me, quando non sai bene da che parte andare il contrasto e il confronto – che hanno la stessa radice – vanno in collisione per evidenziare il concetto dell'identità. Se non ti fai "contaminare", non sei completa.
*Il ruolo dell'[[artista]] è anche, a volte, quello di disorientare {{NDR|i propri fan}}. La cosa importante è dare sempre un senso alla ricerca e alla sperimentazione.<ref>Dall'intervista di Dario Morciano, ''«Il mio stato di natura»'', ''AM - Motori e stili di vita'', aprile 2020, pp. 28-31.</ref>
*Sono una grande appassionata di timbri musicali e mi affascina l'aspetto dello spazio sonoro, lo spettro che uno strumento può dare.<ref name="Visentin">Dall'intervista di Barbara Visentin, ''Francesca Michielin: «Il mio tour ambientalista»'', ''Corriere della Sera'', 15 agosto 2020.</ref>
*Faccio volontariato da quanto avevo 12 anni. Mi affascina il tema delle migrazioni, così come la filiera etica. Non sono cose che posto sui social, però nei testi cerco sempre di inserire certi argomenti perché il ruolo dell'artista è questo: esporsi.<ref name="Visentin"/>
*La [[musica]] serve quanto i medicinali, quanto il cibo: cura e nutre in un'altra maniera.<ref name="Lamartina">Dall'intervista di Manfredi Lamartina, ''Michielin: "Senza Milano non sarei quella che sono"'', ''la Repubblica'', sez. Milano, 27 agosto 2020, p. 12.</ref>
*{{NDR|Su [[Fabri Fibra]]}} Ha un rapporto distaccato con la fama. Sa mettersi in discussione, non è "sborone", a differenza di molti suoi colleghi.<ref name="Lamartina"/>
*Viviamo in un paese in cui si confonde la spontaneità con la preparazione. {{NDR|«Spiegati meglio»}} Se sei preparato, non sei spontaneo. C'è questa cosa un po' alla ''Boris'', "a cazzo di cane", anche nella vita vera. E invece non è così. Prima di arrivare sul palco bisogna prepararsi molto.<ref name="Marzi-2021">Dall'intervista di Mattia Marzi, ''[https://www.rockol.it/news-720802/francesca-michielin-dopo-sanremo-feat-intervista-donne-sottovalutate L'attitudine riot di Francesca Michielin]'', ''rockol.it'', 15 marzo 2021.</ref>
*Penso di essere stata molto fortunata nel mio percorso, perché ho avuto un sacco di opportunità.<ref name="Marzi-2021"/>
*Sognavo di fare questo lavoro, ma volevo fare la bassista e vivere di musica in giro per il mondo. Quando un fonico del mio coro gospel mi ha iscritto a ''X Factor'' l'ho presa come un'esperienza, senza particolari aspettative. Poi quando ho vinto, ho provato la classica sindrome dell'impostore, l'insicurezza di chi pensa di non meritarsi il successo che ha. Per non farmi travolgere da quel successo ho lavorato con lentezza, facendo un passo alla volta. E ho detto tantissimi no. {{NDR|«La sindrome dell’impostore come l'hai superata?»}} Cercando di accettare la mia sensibilità e la mia fragilità e di farne la mia forza, usando queste insicurezze come uno stimolo per studiare, migliorarmi e così sentirmi più serena.<ref name="Venco">Dall'intervista di Elisa Venco, ''[https://www.donnamoderna.com/news/cultura-e-spettacolo/francesca-michielin-tour-intervista Francesca Michielin: «La mia fragilità è la mia forza»]'', ''donnamoderna.com'', 23 luglio 2021.</ref>
*La musica pop è comunicazione, un linguaggio universale che arriva alla gente in mille modi diversi, persino con gli abiti. Penso ai Queen, che hanno dettato legge anche nell'ambito del costume, ai Beatles. Parlare con il look non esclude di farlo anche con la musica e viceversa. Io mi vesto per esprimere parti di me, e questo mi fa stare bene e mi dà una femminilità nuova, autentica. Però è vero che dovunque, incluso nella musica, vige un doppio standard: se sei donna, è più frequente che si parli di una scollatura sexy o delle tue gambe, se sei uomo ci si concentra sulle tue canzoni.<ref name="Venco"/>
*Chi fa il mio mestiere è fortunato, ha una voce che può essere ascoltata. La mia filosofia di vita è sempre stata quella di utilizzarla al meglio, di usare la mia voce per dare voce e coprire degli spazi. Il tema dello spazio è fondamentale anche nella mia musica. Allo stesso tempo, però, credo che qualunque azione o messaggio si decida di trasmettere, questo debba essere libero e consapevole, nulla può minare la libertà di un artista nell'esprimersi, ma anche nel non farlo. Io non condivido chi chiede agli artisti di "schierarsi" per forza. Sono contro la "politicizzazione" della sua figura. Non si può chiedere a un artista di fare quello che non fanno i politici. È giusto e bello creare nuovi spazi di confronto con la propria voce, ma non bisogna avere paura di rimanere quello che si è: una persona che fa musica.<ref>Dall'intervista di Claudio Cabona, ''[https://www.rockol.it/news-728751/francesca-michielin-nuovo-programma-sky-un-artista-non-e-un-politico Francesca Michielin: "Un artista non è un politico"]'', ''rockol.it'', 5 marzo 2022.</ref>
*{{NDR|«Lei è vegana?»}} Vegetariana imperfetta. Cioè di mio non consumo carne né pesce. Ma se sono ospite e me li trovo davanti, li mangio. Come capita quando vado a pranzo da mia nonna: se mi prepara l'arrosto non mi sogno di sprecare la mia porzione.<ref>Dall'intervista di Alessandra Cipelli, ''[https://www.donnamoderna.com/news/cultura-e-spettacolo/francesca-michielin-intervista-ambiente Francesca Michielin: «Resisti Terra!»]'', ''donnamoderna.com'', 23 marzo 2022.</ref>
*{{NDR|«Ha raccontato che in alcuni momenti si è fatta aiutare da uno psicologo, che non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto»}} Se ti rompi una gamba vai dall'ortopedico? Se senti che qualcosa non va, è giusto farsi aiutare. Si deve parlare di salute mentale. [...] La depressione esiste anche da giovani. Non c'è solo la salute fisica, se uno va dallo psicologo non è matto. Non vanno confusi i ruoli delle persone. Ci sono le amiche, i genitori: ma non posso parlare con mia madre di certe cose.<ref>Dall'intervista di Silvia Fumarola, ''Francesca Michielin: "Il futuro fa paura ma troverò il mio spazio di felicità"'', ''la Repubblica'', 15 luglio 2022, p. 46.</ref>
*Ho un po' questa cosa da quando ho iniziato a scrivere, sono una persona che tende a rendere tutto quello che compone cinematografico. Forse anche perché mi piace la classica musica che ascolti nei viaggi, quella che ti fa proprio immaginare ciò che ascolti. Trovo che adesso si tende a fare musica più per macro concetti, quasi a spot, invece a me piace quella un po' più discorsiva, un po' più immaginosa.<ref>Dall'intervista di Federico Ledda, ''[http://theeyesfashion.com/francesca-michielin-dont-worry-franci/ Don't Worry Franci]'', ''theeyesfashion.com'', luglio-agosto 2023.</ref>
*{{NDR|Su [[Carmen Consoli]]}} Lei per me rappresenta la cantautrice dissidente, il cane sciolto. È come se lei riuscisse sempre a portare la sua cifra stilistica, non è attenta alle mode, non strizza l'occhio a nessuno. Ha una serenità nel modo di vedere le cose davvero bella.<ref>Da un'intervista a ''FQMagazine'', 2023; citato in Emanuele Corbo, ''[https://www.gay.it/francesca-michielin-gaffe-dopo-il-duetto-con-carmen-consoli Francesca Michielin, la gaffe dopo il duetto emozionante con Carmen Consoli, il suo "spirito guida"]'', ''gay.it'', 22 luglio 2024.</ref>
*Quando ho vinto ''X Factor'', mi sono dovuta confrontare per la prima volta con l'immagine dell'artista pop e in quel momento mi sono detta "ma perché non posso essere solo voce, piuttosto che corpo che si espone?" A un certo punto ero convita che la bellezza fosse veramente riuscire a passare inosservata, essere talmente invisibile così nessuno mi avrebbe notata. Mi vergognavo. A 17 anni feci il grandissimo errore di fare una ricerca su di me su Internet e scoprii che alla domanda "secondo voi Francesca Michielin è bella" apparvero tutti commenti negativi "non è bella", "ha i denti un po' storti", "non è snella". Rimasi pietrificata e provai una sensazione fortissima di disagio. Se potessi fare qualcosa per la me di allora, mi abbraccerei e mi direi che "la bellezza è un percorso che fai con te stesso, dove il giudizio degli altri va silenziato e anche quello che noi diamo su noi stessi", è difficilissimo, ma bisogna provarci.<ref name="Paudice">Dall'intervista di Alessandra Paudice, ''[https://www.vanityfair.it/article/francesca-michielin-da-adolescente-volevo-essere-invisibile-cosi-nessuno-mi-avrebbe-notata Francesca Michielin: «Quando ho vinto X Factor a 16 anni, volevo essere invisibile, essere solo una voce e non un corpo che si espone»]'', ''vanityfair.it'', 21 giugno 2024.</ref>
*Anche io forse a quattordici o quindici anni avrei rinunciato a un anno della mia vita per sentirmi accettata. La pensavo così perché non c'era rappresentazione pluralistica della bellezza, quello che i social, nel bene e nel male, ci hanno regalato. Bisogna riconoscere che ci hanno fatto vedere che siamo tutti diversi. In alcuni casi possono aver creato problemi, ma ci hanno anche aiutato, perché hanno permesso di parlare di ogni corpo come valido.<ref name="Paudice"/>
*Le scuole medie sono state un periodo un po' particolare per tutti. Molti decidono di uniformarsi agli altri. Io però non ci riuscivo. Volevo capire che persona diventare. E sentivo per esempio il bisogno di esprimermi con un certo modo di vestire. Erano gli anni di ''Girlfriend'' di Avril Lavigne e a me piaceva indossare gonne scozzesi con le catene. Alcuni compagni di classe dicevano che mi vestivo con le tovaglie da picnic. Ora rido all'epoca ci rimanevo male.<ref name="Grazia">Da un'intervista a ''Grazia''; citato in Cristina Siciliano, ''[https://www.ilgazzettino.it/nordest/vicenza_bassano/francesca_michielin_bullismo_scuola-8318891.html Francesca Michielin: «Alle medie volevo capire che persone diventare, sono stata vittima di bullismo, dicevano che mi vestivo con le tovaglie da picnic»]'', ''ilgazzettino.it'', 27 agosto 2024.</ref>
*L'impatto più forte l'ho avuto con [[Adele]]. Ricordo qualcuno che nella discografia disse: "se vuoi fare pop devi essere magra". Adele ha spostato questo paradigma inutile.<ref name="Grazia"/>
*[...] tutti gli artisti che mi hanno ispirata, da Carmen Consoli a Dan Black [...], al netto dei numeri hanno lasciato un segno. E ho capito che le [[Carriera|carriere]] sono percorsi: non si tratta di collezionare successi o flop.<ref name="Marzi-2025">Dall'intervista di Mattia Marzi, ''[https://www.rockol.it/news-754335/francesca-michielin-intervista-ritiro-concerto-arena-di-verona Francesca Michielin: "Volevo ritirarmi. Salvata dai miei miti"]'', ''rockol.it'', 1º ottobre 2025.</ref>
*Non è vero che non esistono musiciste: ne esistono eccome. Il problema è che a queste ragazze non viene mai dato spazio. È come se avere nella band musicisti uomini desse un'autorevolezza in più. [...] Il potere della rappresentazione è fondamentale.<ref name="Marzi-2025"/>
{{Int|''[https://www.iodonna.it/personaggi/interviste-gallery/2016/12/16/francesca-michielin-sono-pronta-per-imparare-ad-amare/ Francesca Michielin: «Ora sono pronta per imparare anche ad amare»]''|Intervista di [[Candida Morvillo]], ''iodonna.it'', 16 dicembre 2016.}}
*{{NDR|«Sul blog che tiene [...] scrive di palloncini rossi che si faceva scappare da bambina. Che cosa sono?»}} I sogni che mi lasciavo sfuggire. Crescendo, me li immaginavo di notte sul soffitto, fermi. Sono la consapevolezza che crescere fa paura, poi arriva il giorno che li lasci volare via, perché crescere è anche essere felici di diventare.
*Cantare così presto è stato bello, ma complesso. Hai 16 anni, ma non ti è perdonato nulla, perché comunque fai un lavoro. Intanto, prendevo treni da sola, studiavo di notte, con voti alti ma più bassi di prima, vedevo poco gli amici. E la musica non si fa in orari definiti, non è che stacchi a una certa ora e studi.
*{{NDR|«[...] leggo nel suo blog: "Per fare musica bisogna essere musica, cioè vivere"»}} Bisogna stare attenti, infatti. Se lavori e basta, è come mangiare al fast food da solo. Produci tre sentimenti in serie al giorno. Io ho imparato a prendermi anche mesi con un tempo diverso ed è un serbatoio per vivere meglio i periodi di frenesia.
*[...] "ora", l'"adesso" è tutto quello che hai, tutto quello di cui ti devi preoccupare.
*{{NDR|«I sogni stropicciati del suo blog cosa sono?»}} Sono quelli che, come i calzini, si stropicciano se li lasci nel cassetto per paura.
{{Int|''[https://www.vanityfair.it/music/storie-music/2017/07/22/francesca-michielin-intervista-vulcano-amore-album-foto Francesca Michielin, piccoli vulcani crescono]''|Dall'intervista di Lavinia Farnese a ''Vanity Fair Italia'' n. 29, 2017; citato in ''vanityfair.it'', 22 luglio 2017.}}
*Dopo un 2016 da boato sono tornata a casa. Di colpo, il vuoto: di adrenalina, di desideri, di idee. Era evidentemente un capolinea, la fine di un capitolo. Non ero più un'adolescente, e neanche una giovane donna. Mi sono spaventata: e adesso come mi rimetto in gioco? Che cosa scrivo? Come mi risiedo al pianoforte? {{NDR|«Che cosa si è risposta?»}} Che era sbagliata la domanda. Mi sono rivista nelle esibizioni: buone, ma sempre come fossi prigioniera di una perfezione da raggiungere, come se qualcosa mi tenesse legata. Allora mi sono detta: hai 22 anni, smettila di girare intorno alle cose. Basta storie eteree, prenderla larga nell'universo. Di' esattamente quello che c'è da dire. Verità contro vanità: stupisci te stessa, prima di volere stupire gli altri, fai qualcosa che non ti aspetti prima di qualcosa che non si aspettano. E basta chiederti: che cosa faccio oggi? Come lo faccio? Chiediti piuttosto perché fai quello che fai.
*{{NDR|«Che cosa conta per lei oggi?»}} Essere vera nel lavoro. Smettere di guardare alla musica come fossi sempre "la provinciale rimandata a settembre", e di portare la croce della "veneta senza il fascino del cantautore genovese, romano, napoletano". Ho accettato la mia terra per quello che mi ha dato e soprattutto per quello che non mi ha dato. {{NDR|«Tipo?»}} Bassano del Grappa non ha il mare, ma vallate pigre. E i Colli Euganei non sono l'Etna o il Vesuvio, ma vulcani estinti. A scuola eravamo un po' tutti montanari, culturalmente ci sottostimiamo. Non me ne vergogno più.
*Se mai dovessi sposarmi non lo direi a nessuno e non metterei nemmeno la fede ma... no. Sono giovane, non ho voglia di ansie, di qualcuno al fianco che non capisce: i tempi, i cambi di programma, la mancanza di attenzione. È un gesto di altruismo. E soli si sta bene. Anche se non si può dire.
*[...] mi sono iscritta al liceo classico per ''Hercules'' [...] Ero una patita. Amavo tutti questi tempietti greci, le colonne con i capitelli ionici. Primo giorno di ginnasio. L'insegnante di latino: "Perché siete qui?". Mica potevo dirgli: colpa di ''Hercules''. Risposi: per avere una certa forma mentis. "Ottimo". E iniziammo con le declinazioni.
{{Int|''[https://www.vice.com/it/article/francesca-michielin-canzoni-stato-natura/ Non conosci davvero la storia di Francesca Michielin]''|Intervista di Patrizio Ruviglioni, ''vice.com'', 26 marzo 2020.}}
*A sei anni cantavo nel coro parrocchiale, a nove ho iniziato a studiare il pianoforte. A dodici gli ho affiancato il basso elettrico, perché mi annoiavo. Amavo i Red Hot Chili Peppers e il basso mi distingueva. Le ragazze studiavano canto o chitarra. Differenziarmi, tra l'altro, mi aiutò con l'autostima: prima ero una nerd impresentabile, presa in giro dai compagni.
*Essendo cresciuta con interpreti dalle voci assurde, tipo Celine Dion, io – che ascoltavo jazz e avevo un timbro scuro – mi sentivo fuori posto. Con [[Amy Winehouse|Amy]] capii che potevo cantare anch'io [...]
*Papà ha una collezione di dischi progressive, mamma della Motown Records, mio fratello più grande viene dal grunge. Io sono rockettara, metallara, ho amato il crossover e il funk rock. In prima superiore ho scoperto ''For Emma, Forever Ago'' dei Bon Iver, che mi ha cambiato la vita. Poi [...] sono arrivata all'indie italiano: Maria Antonietta, Dente, Brunori. E poi [[Lucio Battisti]], che per la sua attualità resta il massimo del pop.
*Bassano è un posto multietnico, che mi ha resa ciò che sono. Io sono cresciuta nella comunità ghanese del posto, ho avuto fratelli in affido dal Senegal e facevo il ramadan coi miei amici musulmani. Ma nello spettacolo ho sofferto il pregiudizio per cui, se sei veneta, bestemmi, ti ubriachi e sei "fredda". Sono luoghi comuni, siamo solidali anche fra culture diverse.
*Della [[Trap (genere musicale)|trap]] apprezzo il minimalismo delle basi, le progressioni armoniche, l'uso dell'autotune. [...] I pezzi pop di solito sono iper-prodotti, con soluzioni che secondo me neanche servono. Io cercavo una direzione moderna, e quindi ho pensato alla trap, dove si lavora per sintesi.
*Bisogna far capire alle bambine come lo ero io che la bassista ''esiste'', è una professione: non è una roba da maschi. Credo che le quote rose siano un concetto sbagliato in sé: una persona deve stare dove merita, indipendentemente dal sesso. Però a livello formativo servono. Quando vedo line-up con tre donne piuttosto che dieci... non posso credere che non ci fossero dieci artiste valide da inserire.
*Degli esordi mi rimane la centralità di comunicare, la necessità di farmi capire. Non è detto che una canzone debba piacere davvero a tutti, ma posso partire da un qualcosa di "mio" e riempirla di significati, appunto, trasversali. Per il resto, odio le etichette, l'omogeneità. Da piccola chiedevo a mio fratello: "Secondo te si può fare un album di dieci tracce di altrettanti generi diversi?". Devo muovermi: se mi chiudessero in un genere solo, morirei.
{{Int|''[https://www.vanityfair.it/music/concerti-eventi/2020/08/27/francesca-michielin-intervista-musica-carriera Francesca Michielin: «Così prendo la patente verso la maturità»]''|Intervista di Mario Manca, ''vanityfair.it'', 27 agosto 2020.}}
*{{NDR|«Lei è un "cuore impavido"?»}} Sì, sono un cuore coraggioso. Anche perché, se ci pensa, cuore e coraggio hanno la stessa radice etimologica. {{NDR|«In cosa si manifesta il coraggio?»}} Nel fare delle scelte anche scomode che ti mettano di fronte alla tua fragilità, non stare sempre nella tua ''comfort zone'' e mettere gli altri al primo posto. Devo ricordarmi che faccio musica per gli altri, perché arrivino dei messaggi [...]. Sono molto fortunata perché ho l'occasione di suonare per gli altri ed è per questo che penso di essere impavida, così come sono impavide le persone che lavorano con me.
*{{NDR|«Che bambina era?»}} Abbastanza arrogante e un po' strafottente. Ero nel mio mondo magico che capivo solo io, ero una bambina ermetica, molto riflessiva, pensierosa, rintanata nella lettura e nella musica: sentivo che non tutti mi capivano. Anche le amicizie più solide le ho strette tardi.
*{{NDR|«C'è stato un momento che ha segnato il suo ingresso nella realtà?»}} Quando ho iniziato a studiare pianoforte in quarta elementare non riuscivo a suonare in pubblico e saltavo i saggi di fine anno: mi sentivo un po' sfigata per questo. Alle medie, il professore mi chiese di accompagnare l'orchestra della scuola al pianoforte e lì mi sono sentita come di fronte a un bivio: espormi oppure rimanere dov'ero. Ho accettato e questa cosa mi ha aperta al mondo, la musica è bella perché la puoi condividere e non la tieni solo per te.
*{{NDR|«Quanto è importante superare i limiti, per lei?»}} La gente della mia generazione ha questo compito: fossilizzarsi su un'idea o uno stile non è sempre una cosa giusta da fare. Avere dei punti fissi è importante, ma sapersi mettere in ascolto è un atto di grande maturità, secondo me.
*Sono cresciuta nella città del ponte {{NDR|Bassano del Grappa}}, e questo mi ha sempre messo in una prospettiva particolare. Viaggio da quando sono piccola, per lavoro ho vissuto in tante città diverse e ho sempre cercato di mettermi in ascolto e di uscire dalla mia cerchia di sicurezze. Credo che sia questo il mio stato di natura.
{{Int|''[https://www.vanityfair.it/music/storie-music/2021/03/26/francesca-michielin-chiamami-per-nome-fedez-podcast-intervista-foto Francesca Michielin: «Maschiaccio a chi?»]''|Intervista di Lavinia Farnese, ''vanityfair.it'', 26 marzo 2021.}}
*Conviviamo negli stereotipi che ci inculcano senza intenzione di cattiveria, nei limiti culturali di cui siamo tutti portatori sani, nel [[Patriarcato (sociologia)|patriarcato]] che è un virus, il cui vaccino è dialogare, esprimersi liberamente, pure nella musica che quando si esprime senza limiti diventa un po' anche politica. [...] Donne sessualizzate da mattina a sera: ho amiche che, nel buio, accelerano il passo con le chiavi di casa in mezzo alle dita. Ti danno della puttana se indossi quel jeans così stretto, se metti una maglietta senza reggiseno, e anche il twerking è diventato porno, quando ha origini culturali in danze africane antichissime.
*{{NDR|«Perché gira tutto intorno al [[Sessualità|sesso]]?»}} Bisognerebbe chiederlo a Freud. Forse perché è la cosa più naturale che viviamo ma non facciamo che reprimerla?
*{{NDR|Sulla nonna}} [...] in veneto mi ripeteva: "Ascolta tutti, sorridi sempre e manda in mona", che significa sia spedire a quel paese qualcuno sia augurargli di vivere con più leggerezza. Farsi scivolare addosso le cose: conquista del secolo.
{{Int|''L'educazione alla diversità di una rockstar del profondo Veneto che pensa il femminismo al plurale''|Intervista di Massimo Coppola, ''Domani'', 9 aprile 2021, pp. 14-15.}}
*A casa mia non ho mai percepito quella forma malsana e divisiva in cui la donna fa certe cose e l'uomo altre. Ho però avuto una formazione piuttosto rigida su alcune cose; l'educazione, non tirarsela mai, testa bassa e pedalare, avere sempre rispetto per gli altri in tutte le forme possibili. [...] Mi ricordo mio padre alle medie mi disse «Non me ne frega niente del voto che hai in pagella, per me è fondamentale che tu ti ricordi sempre che esistono anche gli altri».
*L'educazione è tutto, soprattutto quella scolastica, proprio perché non tutti nascono in famiglie libere e aperte. [...] ho avuto la fortuna di vivere in un'isola felice veneta. La mia [...] era una scuola multietnica e multireligiosa, si faceva educazione sessuale nel modo giusto e gli insegnanti erano davvero ''open-minded''. La scuola, a prescindere dalla provenienza e dal ceto, dovrebbe dare la possibilità di rielaborare con gli altri l'idea di sé; è il primo strumento per abbattere l'individualismo. Io in quarta superiore non riuscii a frequentare la scuola e studiando da sola mi sono resa conto che non era tanto quello che studiavo, era come lo studiavo in classe, con chi lo studiavo in classe, la cosa importante.
*Io ho iniziato a fare volontariato l'estate dopo la terza media, a Parigi, per un progetto di distribuzione alimentare per le famiglie indigenti. [...] a 19 anni sarei dovuta andare in Mozambico ma il mio formatore mi disse di stare in Italia, nel foggiano, a Borgo Mezzanone dove ci sono i braccianti sfruttati. [...] Ho conosciuto realtà durissime, dalla prostituzione, ai braccianti, ai rom. Ho insegnato italiano, ho fatto formazione sanitaria e giuridica, abbiamo messo in piedi una ciclo-officina per i migranti, perché siano autonomi e non debbano pagare il caporale per raggiungere il posto di lavoro. La frustrazione più grande è sempre quella: dov'è lo stato? [...] Grazie ai migranti ho capito cosa fosse la dignità. Ho sempre in testa le immagini dell'incendio nel ghetto di Rignano del 2017. Morirono due migranti, molti altri non sono mai tornati, ed erano tutti miei studenti nel 2016. È stato il mio primo vero confronto con la morte. Mi ricordo queste persone che dopo ore e ore sotto il sole arrivavano profumate, con la camicia bianca, per fare lezione con me. Per me quello è il simbolo della dignità. [...] andavamo avanti finché non tramontava il sole [...]. Poi spesso mi invitavano a cena, volevano a tutti i costi offrirmi la cena! La dignità è anche questo. Sembra davvero che meno hai e più sei generoso.
*[...] le donne devono occupare più ruoli di potere. Non per una questione meritocratica ma di semplice parità. Non credo che non ci siano tante donne quanti uomini in grado di fare la cosa X.
*Non esiste il [[femminismo]] ma i femminismi [...]: non si può parlare in nome del femminismo. Puoi parlare a nome di quello che tu ritieni giusto fare. È un tema politico.
{{Int|''[https://music.fanpage.it/10-anni-di-francesca-michielin-dopo-x-factor-ho-preso-molti-rischi-ma-oggi-sono-piu-consapevole/ 10 anni di Francesca Michielin: "Dopo X Factor ho preso molti rischi ma oggi sono più consapevole"]''|Intervista di Francesco Raiola (a cura di), ''music.fanpage.it'', 5 gennaio 2022.}}
*Ci ho molto ragionato su questa cosa, sul perché soprattutto il pubblico maschile ce l'abbia così tanto con una ragazza {{NDR|come me}} che parla di calcio, Formula 1, ma anche di assorbenti stessi, e penso che sia una questione di invidia inconscia che nasce dal fatto che alcune cose erano sempre viste come terreno loro. Io manco ce l'ho con queste persone perché sono meccanismi inconsci che hai fin da piccolissimo: pensa a quando si dice "professioni maschili", non è che è una professione è maschile ma spesso è solo che storicamente l'hanno sempre fatta gli uomini e quindi fa un po' strano se fatta da una donna e così se ne parla in un certo modo. Le shitstorm avvengono perché alcune persone si meravigliano, si rendono conto che un certo contesto sfugge dalla loro esperienza, dal loro controllo, per questo dà fastidio che io, donna, parli della Juve, della Ferrari e di tutto... Ma ripeto non gliene faccio una colpa perché sono cose a cui pian piano bisogna educarli, poi spesso sono commenti che arrivano da persone che hanno una certa età, per questo confido molto nelle nove generazioni.
*{{NDR|«Pensi di essere apprezzata e stimata quanto meriteresti?»}} Spesso leggo "Francesca Michielin è troppo sottovalutata" e non so se prenderlo come un complimento o meno. Quando inizi molto giovane, fai cose di un certo tipo, è tosta imporsi, specie quando hai tante cose differenti da raccontare, non sei un'unica cosa, è sempre più difficile, secondo me, arrivare a tantissime persone. Penso a tanti artisti che mi piacciono e che sostanzialmente hanno fatto della loro nicchia una specie di vallata di gente che li segue. Secondo me, soprattutto quando sei una donna, il pubblico che si affeziona a te non ti molla facilmente e te lo dico io che non sono né sono mai stata una teen idol, però quello per ampliare il proprio pubblico è proprio un percorso molto lungo e in salita. So, però, che chi mi segue mia apprezza. Poi sai ci sono i classici preconcetti da abbattere perché sei una ragazza, ma questa cosa ci sarà sempre.
*{{NDR|«Possiamo dire che siete la generazione della precarietà musicale?»}} Sì, tantissimo, anche il pubblico ha una cultura differente, non è tanto perché siamo persone che pensano alla musica in una maniera precaria, quanto perché il pubblico che usufruisce di questa musica ha un'idea molto usa e getta delle canzoni: metti le playlist, ti ascolti i singoli, raramente ascolti gli album, anche se sappiamo che si sta cercando di tornare a quel concetto più analogico della musica, pensa al vinile, ma viviamo un periodo storico difficile. Penso anche ad artisti come Beatrice Antolini che ascoltavo molto quando era più piccola e che a modo suo, anche se non faceva gli stessi numeri di un'artista come Elisa, aveva comunque il suo pubblico e sto prendendo proprio l'indie vero. Adesso è molto più difficile essere "indie", perché è come se ci fosse spazio per tutti, ma al contempo lo spazio di fruizione è molto stretto, quindi è difficilissimo. Secondo me il futuro sono i live, bisogna fare molti concerti.
{{Int|''[https://www.cosmopolitan.com/it/star/a42004011/francesca-michielin-intervista-cosmopolitan-gossip/ Francesca Michielin, occhi grandi come sogni]''|Intervista di Elisabetta Moro, ''cosmopolitan.com'', 21 novembre 2022.}}
*{{NDR|«Cosa non c'è più di quella Francesca di dieci anni fa e cosa, invece, è rimasto?»}} Sono abbastanza introspettiva, mi piace usare l'aggettivo "umbratile". Però in passato ero quasi ermetica. [...] Nessuno riusciva a entrare del tutto nel mio mondo, il che può essere salvifico, ma negli anni ho imparato a condividere di più. La curiosità, invece, quella è sempre rimasta. A tratti anche lo stakanovismo e uno spirito di adattamento che mi porta a non bloccarmi davanti a cose nuove da fare, da imparare. Non sono mai stata una persona radicale, ma sempre idealista. Fin da piccola ho creduto in quell'attitudine inconsapevolmente rock 'n' roll di vedere le cose da più prospettive. Questo mi ha sempre salvata dal ridurmi a uno schema che mi definisse a tutti i costi.
*Facendo il mio lavoro, ma vale anche in altri casi, hai un'esposizione abbastanza importante, sei sempre oggetto di critica e quindi diventi anche soggetto di autocritica. Inizi a dire "Sicuramente sono io il problema. Sicuramente io non vado bene". Perché è un mondo molto polarizzante, quindi o fai le cose bene o fai le cose male. E invece poi ci sono sempre mille sfumature e complessità da abbracciare. [...] Non dobbiamo vivere la vita come un esame da superare. C'è un po' questa cultura che bisogna distruggere i limiti, alzare l'asticella ed essere sempre più ambiziosi. Però questa cosa a volte ci fa distanziare dalla felicità, che non è quanto sei performante ma quanto riesci ad amare e lasciarti amare.
*Desiderio, etimologicamente, è "de-sidera", essere lontani dalle stelle [...]. Ti mancano le stelle perché hai bisogno di loro. Spesso il termine desiderio acquisisce a livello sociale delle accezioni che possono essere sporche, negative, ma in realtà non è mai così. È puntare in alto, raggiungere un obiettivo elevato, nobile. {{NDR|«Come donna desiderare è più difficile? Sembra sempre che vogliamo troppo, tutto»}} È il rifiuto della complessità. Un uomo può fare tante cose, una donna se fa tante cose è negativamente ambiziosa e vuole troppo. C'è proprio un limite culturale. [...] Mi dicono "Ma quante cose vuoi fare? Ma sei sicura che ce la fai?". Poi mi chiedono "Ma quindi li vorrai i figli?", come se le cose dovessero escludersi a vicenda, come se non si potessero avere delle multipotenzialità come abbiamo tutti. La complessità fa paura, per questo le persone vengono discriminate in base all'orientamento sessuale e all'identità di genere.
{{Int|''[https://music.fanpage.it/francesca-michielin-in-cani-sciolti-sono-piu-incazzata-fare-questo-lavoro-da-donna-e-complicato/ Francesca Michielin: "In Cani sciolti sono più incazzata, fare questo lavoro da donna è complicato"]''|Intervista di Francesco Raiola (a cura di), ''music.fanpage.it'', 22 febbraio 2023.}}
*Non sono una persona che fa le cose a tavolino e forse sbaglio, perché chi ha successo, in questo momento, lo fa.
*Ogni volta che faccio un disco penso che nel successivo dovrò fare tutt'altro, e non so dirti perché ma è sempre stato così. [...] sono stata sempre così nelle scelte, ogni volta che pubblico un album parte in me l'esigenza di alzare ancora di più l'asticella, a mio rischio e pericolo. Però secondo me, in ambito artistico, le scelte coraggiose non sono semplicemente manierismo, ma ha senso seguire questo istinto di provare a stupire e anche di disattendere il pubblico.
*[...] da quando sono piccola mi succede questa cosa, ovvero che scrivo un pezzo – è successo anche con ''Vulcano'' e quelli che ho seguito in prima persona – e mi parte l'arrangiamento già in testa: sono in auto, per esempio, e penso all'orchestrazione degli archi. Dove non arriva la mia competenza – ho studiato composizione, ma non so suonare un arco – canto la linea e la mando al musicista, è una cosa che mi è sempre venuta facile quella della produzione e dell'arrangiamento, mi viene istintivo immaginare gli arrangiamenti, è una delle poche cose che in questo processo mi viene velocemente.
*[...] non bisogna avere paura della propria cifra stilistica, ma deve essere una cosa da difendere sempre, anche se i tempi richiedono altro. Bisogna sempre ascoltare tutto, qual è la corrente, la wave, però non bisogna mai fermarsi e dire "non vado più di moda", perché chi fa musica non deve fare moda, deve tracciare un percorso e questo percorso è fatto anche di scelte coraggiose come magari questo disco sarà per molti.
*Penso che siccome c'è sempre stato poco spazio per le donne, le donne stesse sono state involontariamente educate a pensare di dover sgomitare perché quel posto se non lo prendi tu lo prende un'altra. Invece non funziona così, non è che se Elodie è prima in radio e io sono quinta, lei mi sta togliendo un posto, non si deve ragionare così, mentre tanti discografici inculcano questo pensiero nelle artiste e succede anche ad alcuni fandom, che spesso sono frustrati nel vedere che X è lì e Y è là, ma non è che una è lì perché sta spodestando l'altra. È questo che deve cambiare nelle nostre teste, non esiste una quota femminile su dieci maschili.
{{Int|''[https://www.gqitalia.it/article/francesca-michielin-intervista-tour-teatro Il segreto di Francesca Michielin]''|Intervista di Tommaso Naccari, ''gqitalia.it'', 31 marzo 2023.}}
*È come se ci fossero delle tappe obbligate quando si fa questo mestiere. Soprattutto dal punto di vista della musica pop, ci si aspetta che si facciano sempre determinate cose. Io ho sempre creduto molto nel concreto: anche se faccio musica, sono una persona molto pragmatica e molto metodica. Credo che ogni tanto si facciano delle scelte per pura comunicazione, per pura enfasi [...]. Non credo in questa metodologia per me e per il mio pubblico, perché sono partita dai club super rock dove suonavo da sola la loop station [...] e da lì ho sempre creduto nella filosofia del passettino alla volta. Questo è anche il motivo per cui non ho mai fatto teatri prima [...], perché per me il palco teatrale è un luogo sacro, un luogo in cui vai quando hai una storia da raccontare veramente. Perché il teatro è una delle dimensioni più antiche dell'espressione artistica e quindi dev'essere fatto in un certo modo.
*Di solito dicono che il nodo principale di una persona, cioè quello che la annoda di più, sia l'invidia. L'[[invidia]] si può sostituire al senso di stupore per ciò che non è come te. Non ho mai provato invidia nei confronti di colleghe, perché ho sempre coltivato quello che era il mio mood, anche a costo di vendere dischi meno di altri. La mia strada non era la competitività, volevo sempre tenere conto di ciò che mi fa stare bene.
*C’è molta differenza tra l'applicazione, la mestieranza e quella che poi è la performatività. Se tu mi dici ti va di fare un programma? Io posso studiare giorno e notte, studio dizione, studio staging e dopo conduco al meglio di quello che riesco [...]. Faccio un [[Podcasting|podcast]] perché ho voglia di dire certe cose, lo faccio perché mi diverte, studio come migliorarmi. Mi piace scrivere, scrivo un romanzo, ci metto una vita perché volevo fosse un bel romanzo. Faccio tante cose, mi espongo, però poi non mi va che questo esporsi diventi sempre una cosa di successo numerico. Una volta una persona faceva bene tante cose ed era brava, oggi si è bravi solo per un algoritmo. Una volta ti esponevi perché avevi voglia di esporti, adesso lo fai perché hai un hype sui social. Io condanno fortemente questa performatività, che [...] sta distruggendo la musica pop che [...] aveva avuto un bel momento in cui mi sembrava ci fosse un fervore culturale; c'era l'ITpop, il rap fatto in un certo modo, il pop anche al femminile – passami questo termine orribile – fatto in un certo modo. Adesso è diventato tutto relazionato alla FIMI, lo streaming... A me affascina la voglia di fare le cose, tante cose, fatte bene, mettersi e studiare.
*Esce un pezzo e già i magazine di settore chiedono alle persone di commentare, chiedono un parere ancor prima della musica, semplificando. La cosa più importante è rivendicare la propria complessità, siamo sempre stati complessi nella ricerca della nostra identità. Non possiamo dopo questo momento storico essere radicali, binari e polarizzati. Io stessa mi rendo conto che a molte persone sto sul cazzo perché non capiscono cosa voglia fare. Ho avuto una discussione molto forte con un direttore artistico di un Festival, perché mi diceva che non capiva dove volessi andare: a volte ero una brava ragazza, a volte ero tutta in tiro, a volte ero molto pop, a volte più sperimentale. Per le donne è ancora più difficile, quasi che una donna debba essere rassicurante. [...] Io credo di non avere assolutamente voglia di trovare una sintesi. Questa sintesi per me è ascoltare quello che ho dentro senza reprimerlo.
{{Int|''«Metafore e stile unico. Non insegue facili hit»''|Intervista di Andrea Laffranchi, ''Corriere della Sera'', 14 luglio 2024, p. 35.}}
{{NDR|Su [[Taylor Swift]]}}
*{{NDR|«Il punto di forza?»}} I testi. [...] Lei ha una capacità unica di usare metafore e giochi di parole, pur restando pop. [...] L'unico limite che può incontrare Swift è la necessità di essere pop, di doversi esprimere in modo semplificato. Ma sta già portando il pop a un livello di complessità più elevato: un giorno le diremo grazie.
*Lei è uscita dal concetto della ricerca della hit. La ami non per un brano, ma perché ti piacciono il linguaggio e l'estetica che sono qualcosa di organico in cui tutto si lega. Ha creato una nicchia gigante, un universo in cui da fan ci puoi sguazzare dentro.
*Lei incarna lo spirito del tempo, è quindi è un ''role model'' per la GenZ, ma allo stesso tempo ha una nostalgia che colpisce noi Millennials, generazione che non è nata con internet, i social, i cellulari. [...] In carriera lei ha raccontato le diverse fasi della vita, fregandosene della coerenza che a volte limita gli artisti, perché la coerenza non esiste nella vita di tutti noi.
{{Int|''[https://www.harpersbazaar.com/it/lifestyle/musica/a63081181/francesca-michielin-intervista-2024/ Francesca Michielin è la Music Director di dicembre 2024]''|Intervista di Simona Dell'Unto, ''harpersbazaar.com'', 6 dicembre 2024.}}
*Le strutture della [[Colonna sonora|musica per cinema]] ti portano a svincolarti da molti registri, devi essere anche in grado di scrivere dieci minuti di musica continua, magari per ogni personaggio con le sue caratteristiche ed è estremamente sfidante, complesso. Quando frequentavo il conservatorio, spesso prendevo dei film che mi piacevano e mi allenavo a comporci sopra una colonna sonora nuova, l'ho fatto con "Il Favoloso Mondo di Amélie", l'ho fatto con "The Shining", mi divertiva e mi affascina da sempre.
*L'immagine è molto intersecata con la musica e va curata moltissimo. Questa cosa un po' mi pesa, perché è come se ci fosse una sovrastruttura che diventa a volte più importante della musica stessa. Penso che tutto ciò che è arte, sia anche immagine; pensare ad esempio a una copertina o a un video musicale o a un look è fondamentale, perché comunichi. Non si deve sostituire però al senso del nostro lavoro, deve essere un mezzo.
*[[Freddie Mercury]] non era un cantante accademico, però è il cantante che più di tutti ha insegnato come si sta sul palco, la sua postura era magistrale.
*La bellezza è un valore fondante. È una forma di resistenza all'orrore, alla pochezza, all'ignoranza e al pressappochismo. Il problema di oggi è che dimostrarsi superficiali è quasi un vanto, per cui chi promuove bellezza o profondità è visto come pesante. Rivendico la libertà degli artisti, il poter procedere senza limitazioni o imposizioni. Gli artisti possono e devono avere una responsabilità, perché hanno un pubblico. Se puoi dire certe cose, meglio che lo fai. Anche la musica è politica, perché tutto lo è, il corpo, l'amore, i gesti e i pensieri: gli artisti possono e devono continuare a fare bellezza anche in momenti così difficili. Il mio modo di fare musica è questo [...]
*Il [[femminismo]] non è mettersi in cattedra, ma una pratica collettiva.
==Citazioni tratte da canzoni==
{{Autori testi}}
===''Di20are''===
'''Etichetta''': Sony Music, 2015, prodotto da Michele Canova Iorfida.
*''Nessun grado di separazione, | nessun tipo di esitazione, | non c'è più nessuna divisione tra di noi, | siamo una sola direzione in questo universo | che si muove, | non c'è nessun grado di separazione.'' (da ''Nessun grado di separazione''<ref name=micheogargi>Testo di Francesca Michielin, [[Cheope (paroliere)|Cheope]] e [[Fabio Gargiulo]].</ref>, n. 1)
*''E guardavo il mondo da una porta | mai completamente aperta | e non da vicino.'' (da ''Nessun grado di separazione''<ref name=micheogargi/>, n. 1)
===''2640''===
'''Etichetta''': Sony Music, 2018, prodotto da Michele Canova Iorfida.
*''Queste cose vorrei dirtele all'orecchio | mentre urlano e mi spingono ad un concerto, | gridarle dentro un bosco, nel vento | per vedere se mi stai ascoltando.'' (da ''Io non abito al mare''<ref name=michielincalcutta>Testo di Francesca Michielin e [[Calcutta (cantante)|Calcutta]].</ref>, n. 4)
*''Queste cose vorrei dirtele sopra la techno, | accartocciarle dentro un foglio e poi centrare un secchio, | stasera non mi trucco che sto anche meglio, | voglio vedere se mi stai ascoltando, | se mi stai ascoltando.'' (da ''Io non abito al mare''<ref name=michielincalcutta/>, n. 4)
==''Instagram – profilo ufficiale''==
{{cronologico}}
*Alla fine i testi arrivano sempre, le parole di un disco che ti spingono la porta del cuore e la forzano di peso ma non riescono ad uscire, alla fine escono e ti travolgono. I testi arrivano sempre [...]. Se non vivi, nessun racconto si manifesta, ti viene a trovare, si presenta a te con gli occhiali da sole e ti rapisce. Al massimo ti metti a fare filosofie. Alla fine i testi li porta sempre il vento. Il vento. E perché non ci sia nebbia, c'è vento. Punto. Alla fine quando ti chiedi perché sei in un posto, perché ci sei finito, scopri che era tutto sotto i tuoi piedi e mentre camminavi la strada, come una linea di inchiostro simpatico, sarebbe stata leggibile solo dopo. Quando faccio un respiro profondo, scopro che sta andando tutto bene e che il rischio è il mio mestiere, come quando mio nonno artigiano rischiava di tagliarsi un dito mentre lavorava il legno. E quando mi chiedono ancora perché studio pianoforte jazz, che tanto "la musica la fai in altri modi", rispondo che sto imparando una cosa in questi tempi poco nota: l'armonia.<ref>Da un [https://www.instagram.com/francesca_michielin/p/BxmtYiwCi5I/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 18 maggio 2019.</ref>
*Ai cuori selvatici non spaventano i tempi lunghi, i sogni ambiziosi, le settimane erranti, ai cuori selvaggi spaventano le cose più piccole di quanto sembrino.<ref>Da un [https://www.instagram.com/francesca_michielin/p/B3MZ4zgoGkl/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 4 ottobre 2019.</ref>
*Spesso quando vinci nessuno capisce, perché non sempre è evidente quello che riesci a fare. Tu lo sai perché sai cos'eri prima e quanta strada hai percorso. Quindi che cosa conta? Il risultato o l'evoluzione?<ref>Da un [https://www.instagram.com/francesca_michielin/p/B4AcHm4K9PD/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 24 ottobre 2019.</ref>
*[...] è lunedì. E mi hanno chiamata ancora MICHELIN.<ref>Da un [https://www.instagram.com/francesca_michielin/p/CAm77LwqyVk/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 25 maggio 2020.</ref>
*[[Aufheben|Aufhebung]] è una delle mie parole preferite (e una delle poche parole tedesche che conosco). Significa sia "conservare" sia "togliere", vuol dire "mantenimento" ma anche "superamento". Come si fa a mantenersi ma anche a superarsi? Come si fa a conservare il proprio stile ma al contempo a rinunciare a parte di esso per qualcosa di nuovo? La risposta siamo sempre noi. Noi diamo coerenza anche quando siamo apparentemente incoerenti. Perché solo chi si supera, sperimentando anche ciò che è più distante, poi riesce ad evolversi. Mi piace lavorare in quest'ottica, scrivere senza paura di non assomigliarmi, perché, alla fine, sono fatta di moltitudini. Non mi assomiglio mai ma sono sempre io.<ref>Da un [https://www.instagram.com/p/CGZuXkbpho2/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 16 ottobre 2020.</ref>
*Noi ragazze venete semplici poniamo sempre una domanda al primo appuntamento: "tu come lo bevi lo [[spritz]]?" (che, vi giuro, è la domanda fondamentale per capire se è la persona giusta!).<ref>Da un [https://www.instagram.com/francesca_michielin/p/Cstm8n9Ks7u/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 26 maggio 2023.</ref>
*[...] ho capito che non sempre possiamo avere il controllo su tutto, anzi: ho capito, o meglio, ho accettato che spesso la vita ci chiede di lasciare andare, anche quando le domande sono più delle risposte, ma ancora di più, ho compreso che dobbiamo dare dignità e abbracciare i nostri corpi anche e soprattutto nei momenti di "imperfezione", di profonda insicurezza e vulnerabilità, anche e soprattutto quando non ci possono sostenere come vorremmo.<ref>Da un [https://www.instagram.com/francesca_michielin/p/Cw7GXs1qR0n/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 8 settembre 2023.</ref>
*A volte è difficile tornare a casa perché nel frattempo la casa si sposta. Diventa altro. E il tuo cuore non è più quello di prima.<ref>Da un [https://www.instagram.com/francesca_michielin/p/C_DGzgiq4Nd/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 24 agosto 2024.</ref>
==''X/Twitter – profilo ufficiale''==
{{cronologico}}
*{{NDR|Durante la [[pandemia di COVID-19]]}} Di questo periodo mi ricorderò il silenzio, e il fatto che il silenzio non vada per forza riempito con le parole. Spesso ascoltare e ascoltarsi è la cosa migliore, i boati non sono un modo per stare vicini: lo sono gli abbracci, anche se distanti, lo sono il chiedere "come stai?".<ref>Da un [https://twitter.com/francescacheeks/status/1246409172893212673 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 4 aprile 2020.</ref>
*E anche oggi, come ogni mese, ho speso i miei 15 euro di assorbenti [...]. Del resto, avere il ciclo è un lusso, è uno sfizio, come voler bere spumante, andare in vacanza, comprarsi le sigarette o un nuovo smartphone, no?<ref>Da un [https://twitter.com/francescacheeks/status/1457306795098116100 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 7 novembre 2021.</ref>
*Un buongiorno affettuoso e un buffetto sulla guancia al troll della mia pagina Wikipedia che modifica costantemente "cantautrice" con "cantante". Sei forte.<ref>Da un [https://twitter.com/francescacheeks/status/1472844736083935233 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 20 dicembre 2021.</ref>
*[[Juventus Football Club 2021-2022|Quest'anno]] la Juve trasuda disagio e io rega la amo ancora di più.<ref>Da un [https://twitter.com/francescacheeks/status/1482467603448844290 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 15 gennaio 2022.</ref>
*{{NDR|Sull'errore ricorrente nello scrivere il suo cognome}} Comunque per la cronaca si scrive Michielin. Nonostante la passione per la F1, non sono (ancora) uno pneumatico.<ref>Da un [https://twitter.com/francescacheeks/status/1531308947197595654 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 30 maggio 2022.</ref>
*Accogliere un [[fallimento]], accettarlo, permettere e permettersi di fallire è fondamentale; ma ultimamente la parola fallimento è usata anche per ciò che non lo è, è tutto un "flop". Si urla al fallimento quando si potrebbe parlare di naturali tappe di un percorso. Non esistono per forza passi falsi, ma passi, che si percorrono per forza di cose. Nella società della performance sembra che tutto sia relazionato a termini quantitativi, quando spesso felicità e bellezza non rispondono a questi termini, anche se il capitalismo così vorrebbe. [...] se sempre più persone chiedono di ammorbidire e ridimensionare, se sempre più persone sono esasperate da questo concetto, chiediamoci se ci fa bene che la nostra visione delle cose sia così spesso relazionata ad un'ottica competitiva. Si può fallire come persone quando facciamo del male agli altri, quando mettiamo muri, quando dimentichiamo di utilizzare empatia e compassione. Quello sì, che è fallire, ma si può comunque guarire. Per il resto, scialliamoci un po', e usciamo dalla partita di calcetto.<ref>Da un [https://twitter.com/francescacheeks/status/1641074483292151810 thread] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 29 marzo 2023.</ref>
*Non tanto cosa vuoi fare da grande, ma come vuoi diventare grande.<ref>Da un [https://x.com/francescacheeks/status/1699002258929623370 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 5 settembre 2023.</ref>
*[[Annalisa (cantante)|Annalisa]]: controllo nelle note basse [...] ASSURDO, controllo nelle note medie ASSURDO, controllo nelle note alte ASSURDO. Dio santo sta donna è un fottuto fenomeno.<ref>Da un [https://x.com/francescacheeks/status/1756046045090386307 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 9 febbraio 2024.</ref>
==Citazioni su Francesca Michielin==
*Ha una freschezza nella voce che rende tutto cristallino. Vedo in lei una purezza e una limpidezza interpretativa quasi adolescenziale e, nel contempo, una grande forza espressiva. ([[Cheope (paroliere)|Cheope]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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===Opere===
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[[Categoria:Cantautori italiani]]
[[Categoria:Polistrumentisti italiani]]
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Una buona e una cattiva notizia
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Raccolta di esempi di utilizzo dell'espressione '''una buona e una cattiva notizia'''.
*– Ah, ho buone notizie per te, a dire il vero una buona e una cattiva, quale vuoi?<br>– Sentiamo quella buona.<br>– Sei stato riammesso alla Harbor.<br>– Ma va...<br>– Sì, papà ha bluffato con Hess e lui c'è cascato!<br>– Quella cattiva?<br>– Be', sei stato riammesso alla Harbor, è un guaio! (''[[The O.C. (terza stagione)|The O.C.]]'')
*Attenzione, qui è il comandante che vi parla. Ho una notizia buona e una cattiva: la buona notizia è che stiamo per atterrare, quella cattiva è che sarà un atterraggio di fortuna! (''[[Madagascar 2]]'')
*Be', ho una buona notizia e una brutta. La brutta notizia è che non c'è una buona notizia. L'altra brutta notizia è che BoJack se n'è andato. (''[[BoJack Horseman]]'')
*– Brutte notizie, capitano: abbiamo un colpo solo!<br>– E qual è la buona notizia?<br>– Abbiamo un colpo solo... {{NDR|riesce a sparare all'idrovolante}} (''[[Le avventure di Tintin - Il segreto dell'Unicorno]]'')
*– Di che sta parlando? Perché sono congelato? Dove sono? Che succede?<br/>– Prima la buona notizia, o quella cattiva prima?<br/>– No, la buona... No, la cattiva.<br/>– Ok. Be', la cattiva è che sei morto...<br/>– Sei buffo... È buffo... Allora, qual è la buona notizia?<br/>– È che la tua condizione è... gestibile... (''[[Dylan Dog - Il film]]'')
*È difficile imparare il marketing? La buona notizia è che il marketing si impara in un giorno. La cattiva notizia è che occorre una vita per conoscerlo a fondo! Un'altra buona notizia è che il marketing non morirà mai, ma anche qui c'è un rovescio della medaglia: cambierà di continuo, mettendo sempre in discussione le cose che abbiamo appreso e diamo per scontate. ([[Philip Kotler]])
*– Ho una buona e una cattiva notizia, quale vuoi prima?<br>– Dammi la cattiva.<br/>– La benzina sta finendo.<br>– E la buona allora?<br/>– La benzina sta finendo! (''[[Tango & Cash]]'')
*– Ho una buona notizia e una cattiva. La buona è che sei fottuto, ora vuoi la cattiva?<br />– Credevo me l'avessi detta. (''[[Bait - L'esca]]'')
*Ho una buona notizia e una cattiva. La buona notizia è: so chi ha rubato i soldi. La cattiva notizia è: io so chi ha rubato i soldi. (''[[Veronica Mars]]'')
*Ho una notizia buona e una cattiva: la buona notizia è che stiamo per atterrare, quella cattiva è che sarà un atterraggio di fortuna! (''[[Madagascar 2]]'')
*– Ho una notizia buona e una cattiva per te. Sei stato appena promosso... agente speciale.<br />– Davvero? Ma è una cosa incredibile!<br />– Appartieni a me adesso. (''[[NCIS - Unità anticrimine (seconda stagione)|NCIS - Unità anticrimine]]'')
*La brutta notizia è che noi non abbiamo nessun controllo. La buona notizia è che non possiamo fare nessun errore. ([[Chuck Palahniuk]])
*La buona notizia è che a furia di fare su e giù con l'aereo ho accumulato un sacco di punti, quella cattiva è che danno sempre lo stesso film, dopo tre volte non ce la faccio più a vedere ''Scelta d'amore''! (''[[The O.C. (quarta stagione)|The O.C.]]'')
*La buona notizia è che non sei pazzo. La brutta notizia... {{NDR|gli spara}} (''[[The One (film 2001)|The One]]'')
*– La buona notizia è che ne è rimasta solo una di guardia.<br>– La cattiva è che è un'arma di distruzione di massa! (''[[NCIS: Los Angeles (sesta stagione)|NCIS: Los Angeles]]'')
*La buona notizia è che non sei morto! Quella cattiva è che dovrai entrare da solo nella jeep. (''[[Hitman (fumetto)|Hitman]]'')
*La buona notizia è che Sara Grace potrà andare al college, la cattiva è che non avrà idea di chi sono io! (''[[Castle - Detective tra le righe]]'')
*La buona notizia è che siete licenziati; la brutta notizia è che avete a disposizione soltanto una settimana per riconquistare il posto di lavoro, a partire da stasera, dalle vendite che farete stasera. (''[[Americani (film)|Americani]]'')
*La buona notizia per coloro che pronunciano queste parole è che Dio li ascolterà e risponderà alle loro preghiere. La cattiva notizia è che a volte la risposta è no! (''[[Desperate Housewives (seconda stagione)|Desperate Housewives]]'')
*La cattiva notizia è che avete una malattia, la buona è che... non è meningite. Non è mortale, solo molto sgradevole; è un disturbo di conversione, più comunemente noto come "isteria di massa". (''[[Dr. House - Medical Division (terza stagione)|Dr. House - Medical Division]]'')
*La cattiva notizia è che dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno. ([[slogan]] dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti)
*– Oh, abbiamo una buona notizia e una cattiva!<br/>– E... qual è quella buona?<br/>– L'alieno che ti abbiamo portato è un principe, il suo pianeta Yugopotamia è sempre in guerra!<br/>– E i suoi genitori hanno intenzione di distruggere la Terra e di riportarlo sul loro pianeta!<br/>– E la brutta notizia?<br/>– Beh ma è questa la brutta notizia!<br/>– E qual è quella buona?!<br/>– Eh... ho trovato questa moneta! (''[[Due fantagenitori]]'')
*Parto tra circa due minuti. Mi danno un passaggio via Parigi. Dovrei atterrare a Memphis tra circa diciotto ore. Questa è la buona notizia. Quella cattiva è che devo andare dal dentista in settimana. C'è qualcosa che mi fa male. (''[[Cast Away]]'')
*Qui giace Marco Largo La Grande, inferno sul mare o sulla sabbia. La buona notizia è che è morto, la cattiva è che pare sia resuscitato. (''[[Monkey Island]]'')
*Signori miei, ho una notizia buona e una cattiva. La produzione ci vuole chiudere, questa è la cattiva notizia. E ora quella buona: se volete salvare questo film, diventerete un'unità! (''[[Tropic Thunder]]'')
*Simba, ho una buona e una cattiva notizia: la buona notizia è che abbiamo trovato tua figlia; quella cattiva è che le è caduto un facocero addosso. (''[[Il re leone II - Il regno di Simba]]'')
===''[[Psych]]''===
*Ciao, Shawn. Ho una buona notizia e una cattiva notizia. La buona notizia è che la tua femme fatale è ancora viva e vegeta. La cattiva notizia comunque è che ho conosciuto la ragazza della porta accanto. ([[Psych (quarta stagione)|quarta stagione]])
*La buona notizia è che appartengono effettivamente a dei pezzi di ricambio; la cattiva è che questi pezzi di ricambio sono stati regolarmente acquistati. Ma la notizia davvero cattiva... è che Lassiter si sta informando su che taglia porti. ([[Psych (seconda stagione)|seconda stagione]])
*– Shawn, ho una buona notizia e una brutta notizia.<br />– Da quando ho visto ''[[Prometheus (film)|Prometheus]]'' non voglio più la brutta notizia per prima. ([[Psych (settima stagione)|settima stagione]])
==Citazioni sull'espressione "una buona e una cattiva notizia"==
*C'è un motivo per cui tante barzellette sui medici iniziano con «c'è una notizia buona e una cattiva». Spesso le brutte notizie sono talmente brutte che quando capita qualcosa di buono, tendiamo un po' ad esagerare. (''[[Grey's Anatomy (tredicesima stagione)|Grey's Anatomy]]'')
==Voci correlate==
*[[Notizia]]
[[Categoria:Frasi e concetti]]
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Mimmo Carratelli
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Danyele
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/* Citazioni di Mimmo Carratelli */ fix
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'''Domenico "Mimmo" Carratelli''' (1934 – vivente), giornalista italiano.
==Citazioni di Mimmo Carratelli==
{{cronologico}}
*Come segno zodiacale, [[Luís Vinício|Vinicio]] è un pesce, ma in questo football è un pesce fuor d'acqua, cioè tutto fuorché un tipo «pesce», flemmatico, interiore, mistico. Vinicio è piuttosto un ariete, un acquario, o forse proprio un leone, giusto come lo chiamavano al Vomero e al San Paolo, «'o lione», e come già l'avevano chiamato in Brasile, «o leau do Botafogo».<ref name="Vinicio">Da ''Il leone in pantofole'', ''Guerin Sportivo'' n. 11 (480), 14-20 marzo 1984, pp. 36-41.</ref>
*Con la «zona», la tattica del fuorigioco, la manovra a tutto campo, e una squadra «corta», che doveva perciò sostenersi con una costante efficienza atletica elevatissima, Vinicio anticipò troppo i tempi. Lo fece a Napoli, quando il difensivismo era ancora «vangelo». Lo fece con giocatori che non potevano offrirgli molta classe, ma solo una cieca disposizione al sacrifico, all'obbedienza tattica. [...] Entusiasmo e «carica», voglia di lavorare e di portare una ventata nuova nel calcio italiano Vinicio li ha avuti sempre, anche quando l'obiettivo non era un «impossibile scudetto» col Napoli ma un semplice traguardo salvezza [...]. In sostanza, Vinicio ha forse aperto la strada agli altri, ha socchiuso una porta che, ai tempi delle sue novità, gli venne sbattuta in faccia dalla sorte e dai grandi sacerdoti del vecchio «catenaccio» e che, oggi, cambiati i tempi [...], altri tecnici felicemente hanno aperto.<ref name="Vinicio" />
{{Int|''Very Goodwood''|''Guerin Sportivo'' n. 36 (403), 8-14 settembre 1982, pp. 97-98.}}
*[...] Giuseppe Saronni, nato a Novara ma lombardo acquisito, e Francesco Moser, toscano di adozione ma trentino di nascita e di carattere. Non è solo perché Saronni è più giovane ed è arrivato a rompere le uova nel paniere a Moser che è nata questa [[Rivalità Moser-Saronni|rivalità]]. È che Saronni è un uomo delle pianure e dei fiumi, e Moser è un uomo delle montagne. Saronni è un introverso-estroverso, provoca, stuzzica, è tagliente e malizioso. Moser è più chiuso, taciturno, e, se taglia, lo fa con l'accetta. [...] Sono ciclisti e fanno il mestiere di beccarsi. Questo è il sale del ciclismo: due assi contrapposti che fanno polemica e fanno discutere, due assi diversi come sono loro due, Saronni e Moser, che si portano anche in bicicletta le loro origini [...]
*[[Giuseppe Saronni]], figlio di una campionessa della pallacanestro e di un ciclista dilettante, sarebbe diventato un tranquillo dipendente della Olivetti [...] se in famiglia non ci fossero state tante biciclette. I Saronni, infatti, sono gente di bicicletta, tutti. E Giuseppe finì col mettersi in riga, anzi in sella. Fare il ciclista era proprio il suo mestiere e potette sceglierlo con una certa libertà. Sceglierlo e trovarcisi bene fu tutt'uno. Non avrebbe potuto fare altro. Giuseppe Saronni, in altri termini, era costruito per fare il ciclista, e per farlo da campione. Non cominciò a farlo né per fame né per scappare dalle fatiche dei campi [...]. Lo fece, se così si può dire, per una scelta di stile. Perché Giuseppe Saronni in bicicletta aveva uno stile preciso, e sotto lo stile c'era il lievito della vittoria.
*[...] Moser vinceva alla maniera del vecchio duro mestiere del ciclista, ma anche con la nobiltà del più forte, quando dagli sprint della pista arrivò sulle strade il ragazzino Saronni, agile e spregiudicato, con la lingua tagliente del sicuro campione come il ciclismo comanda. Arrivarono così come saette di luce, come lame di sole le vittorie di Saronni sulla strada di Moser che era la più epica, tormentata, affascinante strada della pioggia e del pavè. [...] E su questa opposizione nacque una rivalità a colpi di vittorie e di parole, vale a dire a colpi di pedale e di lingua. [...] il ciclismo ritrovò l'effervescente dualismo che è l'etichetta delle sue epoche migliori, anche se questa nuova sfida non aveva la pienezza, i toni, le scene e il sottofondo romantico delle grandi precedenti rivalità [...]. Con [[Rivalità Bartali-Coppi|Bartali e Coppi]] l'Italia si «spaccò» in due, con Moser e Saronni si è «divisa» in due. La differenza (delle epoche e dei protagonisti) sta forse in questa sfumatura.
*[...] un tipino vittorioso ma gentile come Giuseppe Saronni è ciclista da salotto, vince in tutù e non con la rutilante corazza del guerriero. Nella vittoria, Moser ha uno spessore diverso, dentro ci sono la fatica e l'orgoglio, la sua montagna e il suo mestiere, la forza e i patimenti. Moser vince col rumore di un mortaio, Saronni col fischio di una schioppettata.
{{Int|''Il marziano''|''Guerin Sportivo'' n. 4 (626), 21-27 gennaio 1987, pp. 44-47.}}
*Clown, eroe, gatto volante, kamikaze, salvatore della patria, disastro, disperazione. Che cos'è un [[portiere]]? Era il bambino, ancora troppo piccolo per giocare, al quale veniva assegnato questo ruolo tra due pile di libri. È il ragazzino tutto agghindato, con guanti e ginocchiere, sponsorizzato da papà, che porta il pallone e gioca in porta. È uno che ci nasce: magari voleva fare lo stopper, forse il libero, poi è finito tra i pali. In porta lo ha chiamato una irresistibile vocazione, un richiamo all'incontrario della foresta, un'antica frustrazione, ma forse anche quella pazzia leggendaria, il volo di Icaro. Acrobata senza rete. Martire. I guanti servono anche a nascondere le stimmate. Pazzo? Furioso e volante. Agile e un po' più alto dei compagni: ecco i primi segni.
*Certamente [[Claudio Garella|Garella]] non esce da nessun trattato sui portieri, non è un esempio di stile, non si definisce una saracinesca. È un portiere che ha sdrammatizzato il ruolo del portiere. Sivori ha sempre sostenuto che il portiere non è un giocatore di calcio. Garella e il suo modo di stare in porta, non solo le sue parate di piede, sembrano fatti apposta per smentire Sivori e riportare il portiere alla pari degli altri dieci compagni. Questo vuole essere Garella, non il cristo crocefisso tra due pali e una traversa. [...] non ambisce né al paradiso dei portieri, né al regno degli acrobati.
*Quella di parare coi piedi, al tempo dei portieri-eroi, era una tecnica disperata, la prodezza estrema, l'ultimo tentativo di salvezza, l'artiglio di fortuna. Garella ne ha fatto una tattica di ordinaria follia. Però mai è disperato il gesto atletico di Garella, mai si impasta di ardimento e di gloria, non è mai l'olocausto di un portiere. Tocca le coronarie ma non arriva al cuore.
{{Int|1=''I tifosi più civili d'Europa?''|2=In Amalia Signorelli (a cura di), ''Cultura popolare a Napoli e in Campania nel Novecento'', Guida Editori, 2002, [https://books.google.it/books?id=zCUt1PRLX6oC&pg=PA133 pp. 133-150]. ISBN 88-7188-643-7}}
*Il "legame" dei tifosi napoletani con la [[Società Sportiva Calcio Napoli|squadra di calcio]] non si esaurisce alla domenica quando si gioca la partita. Il Napoli è argomento di cui discutono tutta la settimana e si può dire tutto l'anno. Il rapporto è di passione viscerale perché da sempre i tifosi napoletani hanno caricato la partita e la squadra di significati e valenze estremi. In una città per lunghi tratti sottomessa, incompresa e maltrattata, la squadra di calcio capace di sfidare le "formazioni" delle città più progredite e affermate, e magari di batterle, ha rappresentato l'unico strumento di visibilità e di affermazione. Ha finito per interpretare i sogni, le ambizioni, le rivalse e il successo che a Napoli mancavano in troppi altri campi. Percepita come l'unica rappresentanza visibile e competitiva della città, quando essa falliva era più rabbiosa la reazione. Il Napoli Calcio per lungo tempo è stato lo "sfogo" dei napoletani condannati, nella vita di ogni giorno, a subire, ad attendere, a logorarsi e ad essere delusi. (p. 133)
*[...] il [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli Calcio]] è stato la "favola reale" dei napoletani, il sogno più sfrenato, una passione comune ad ogni ceto sociale, che ha visto profusi dedizione e sacrificio finanziario al seguito della squadra soprattutto nei ceti meno abbienti, un impegno che molti avrebbero voluto veder indirizzato e realizzato nella vita civile. (p. 133)
*A [[Napoli]] il fenomeno-calcio non è esclusivamente sportivo. Eccita la fantasia, ridesta orgogli sopiti, sollecita un tipo di partecipazione che non è solo complemento allo spettacolo, ma ne diventa molto spesso protagonista. (p. 134)
*Le vicende della squadra di calcio vanno al di là dei risultati sportivi. Sono occasioni, proteste, scenario della capacità creativa propria del popolo napoletano. L'esaltazione, la delusione, lo sdegno, la protesta hanno le radici particolari della conclamata inventiva napoletana con l'ironia, il cinismo, la passione, la capacità di sorprendere e il talento poetico e canoro che l'accompagnano. (p. 134)
*Non si esagera quando si sostiene che la squadra di calcio, a Napoli, è la "bandiera" che raccoglie ed esprime, almeno nei ceti più popolari e meno colti, ma non solo in questi, i sentimenti e i risentimenti della lunga e complessa storia della città. (p. 134)
{{Int|''[https://www.ilnapolista.it/2023/12/juliano-il-napoletano-atipico-mi-dicevano-vieni-allinter-giocherai-sempre-in-nazionale/ Juliano il napoletano atipico. «Mi dicevano "vieni all'Inter", giocherai sempre in Nazionale»]''|''ilnapolista.it'', 2013; ripubblicato il 13 dicembre 2023.}}
{{NDR|Su [[Antonio Juliano]]}}
*Un ragazzo che, prima di diventare uno dei grandi centrocampisti dell'epoca che annoverò Rivera, Bulgarelli, De Sisti, fu un micidiale calciatore di strada che infrangeva a ripetizione l'edicola votiva della Madonna dell'Arco in via Ottaviano a San Giovanni a Teduccio, dove viveva, centrata dal pallone che scagliava.
*Totonno Juliano è cresciuto nel rispetto delle regole e degli affetti che sono stati il patrimonio umano e civile delle famiglie napoletane del ceto umile nel dopoguerra. Legami solidi e concreti che, in quegli anni difficili, hanno prodotto una generazione di napoletani esemplari. Alla base del successo di calciatore di Juliano c'è questo retroterra che ne illumina, e ne ha esaltato, il carattere e la fortuna. Anche nel mondo fatuo e stralunato del calcio, Juliano è rimasto fedele alle sue origini solide diventando prima di tutto un campione di serietà e dedizione.
*In campo giocava un calcio concreto, senza egoismi e teatralità, senza le mattane dei funamboli perché aveva altre grandi virtù, una soprattutto, aveva l'innata dote del condottiero: solida presenza in campo, esempio di passione e impegno. [...] Perché sentiva il dovere, lui napoletano fra assi stranieri e giocatori di varie provenienze, di rappresentare Napoli nel modo migliore [...]: serio e irriducibile difensore della maglia azzurra, "capitano" nel vero senso della parola, e perciò anche paladino, nello spogliatoio, dei diritti e delle attese dei compagni di gioco, ma anche di [...] magazzinieri, calzolai, inservienti, tutto il mondo dello spogliatoio [...]. Insomma, un leader. Un fratello maggiore di tutti, ma un fratello che pretendeva impegno e rispetto come e quanto ne dava lui.
*[...] un campione che non ha mai amato le lusinghe, non è mai ricorso a furbizie, non si è mai piegato ai compromessi. E perciò anche un personaggio difficile nell'allegro mondo del calcio tanto da essere scambiato [...] per una persona superba. Forse, c'era in lui anche una innata timidezza, sostanzialmente avaro di sorrisi e di interviste, detestando le "comunelle" e i vantaggi di una disponibilità servile.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cerratelli, Mimmo}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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non più cronologico vero e proprio
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text/x-wiki
'''Domenico "Mimmo" Carratelli''' (1934 – vivente), giornalista italiano.
==Citazioni di Mimmo Carratelli==
<!--cronologico-->
*Come segno zodiacale, [[Luís Vinício|Vinicio]] è un pesce, ma in questo football è un pesce fuor d'acqua, cioè tutto fuorché un tipo «pesce», flemmatico, interiore, mistico. Vinicio è piuttosto un ariete, un acquario, o forse proprio un leone, giusto come lo chiamavano al Vomero e al San Paolo, «'o lione», e come già l'avevano chiamato in Brasile, «o leau do Botafogo».<ref name="Vinicio">Da ''Il leone in pantofole'', ''Guerin Sportivo'' n. 11 (480), 14-20 marzo 1984, pp. 36-41.</ref>
*Con la «zona», la tattica del fuorigioco, la manovra a tutto campo, e una squadra «corta», che doveva perciò sostenersi con una costante efficienza atletica elevatissima, Vinicio anticipò troppo i tempi. Lo fece a Napoli, quando il difensivismo era ancora «vangelo». Lo fece con giocatori che non potevano offrirgli molta classe, ma solo una cieca disposizione al sacrifico, all'obbedienza tattica. [...] Entusiasmo e «carica», voglia di lavorare e di portare una ventata nuova nel calcio italiano Vinicio li ha avuti sempre, anche quando l'obiettivo non era un «impossibile scudetto» col Napoli ma un semplice traguardo salvezza [...]. In sostanza, Vinicio ha forse aperto la strada agli altri, ha socchiuso una porta che, ai tempi delle sue novità, gli venne sbattuta in faccia dalla sorte e dai grandi sacerdoti del vecchio «catenaccio» e che, oggi, cambiati i tempi [...], altri tecnici felicemente hanno aperto.<ref name="Vinicio" />
{{Int|''Very Goodwood''|''Guerin Sportivo'' n. 36 (403), 8-14 settembre 1982, pp. 97-98.}}
*[...] Giuseppe Saronni, nato a Novara ma lombardo acquisito, e Francesco Moser, toscano di adozione ma trentino di nascita e di carattere. Non è solo perché Saronni è più giovane ed è arrivato a rompere le uova nel paniere a Moser che è nata questa [[Rivalità Moser-Saronni|rivalità]]. È che Saronni è un uomo delle pianure e dei fiumi, e Moser è un uomo delle montagne. Saronni è un introverso-estroverso, provoca, stuzzica, è tagliente e malizioso. Moser è più chiuso, taciturno, e, se taglia, lo fa con l'accetta. [...] Sono ciclisti e fanno il mestiere di beccarsi. Questo è il sale del ciclismo: due assi contrapposti che fanno polemica e fanno discutere, due assi diversi come sono loro due, Saronni e Moser, che si portano anche in bicicletta le loro origini [...]
*[[Giuseppe Saronni]], figlio di una campionessa della pallacanestro e di un ciclista dilettante, sarebbe diventato un tranquillo dipendente della Olivetti [...] se in famiglia non ci fossero state tante biciclette. I Saronni, infatti, sono gente di bicicletta, tutti. E Giuseppe finì col mettersi in riga, anzi in sella. Fare il ciclista era proprio il suo mestiere e potette sceglierlo con una certa libertà. Sceglierlo e trovarcisi bene fu tutt'uno. Non avrebbe potuto fare altro. Giuseppe Saronni, in altri termini, era costruito per fare il ciclista, e per farlo da campione. Non cominciò a farlo né per fame né per scappare dalle fatiche dei campi [...]. Lo fece, se così si può dire, per una scelta di stile. Perché Giuseppe Saronni in bicicletta aveva uno stile preciso, e sotto lo stile c'era il lievito della vittoria.
*[...] Moser vinceva alla maniera del vecchio duro mestiere del ciclista, ma anche con la nobiltà del più forte, quando dagli sprint della pista arrivò sulle strade il ragazzino Saronni, agile e spregiudicato, con la lingua tagliente del sicuro campione come il ciclismo comanda. Arrivarono così come saette di luce, come lame di sole le vittorie di Saronni sulla strada di Moser che era la più epica, tormentata, affascinante strada della pioggia e del pavè. [...] E su questa opposizione nacque una rivalità a colpi di vittorie e di parole, vale a dire a colpi di pedale e di lingua. [...] il ciclismo ritrovò l'effervescente dualismo che è l'etichetta delle sue epoche migliori, anche se questa nuova sfida non aveva la pienezza, i toni, le scene e il sottofondo romantico delle grandi precedenti rivalità [...]. Con [[Rivalità Bartali-Coppi|Bartali e Coppi]] l'Italia si «spaccò» in due, con Moser e Saronni si è «divisa» in due. La differenza (delle epoche e dei protagonisti) sta forse in questa sfumatura.
*[...] un tipino vittorioso ma gentile come Giuseppe Saronni è ciclista da salotto, vince in tutù e non con la rutilante corazza del guerriero. Nella vittoria, Moser ha uno spessore diverso, dentro ci sono la fatica e l'orgoglio, la sua montagna e il suo mestiere, la forza e i patimenti. Moser vince col rumore di un mortaio, Saronni col fischio di una schioppettata.
{{Int|''Il marziano''|''Guerin Sportivo'' n. 4 (626), 21-27 gennaio 1987, pp. 44-47.}}
*Clown, eroe, gatto volante, kamikaze, salvatore della patria, disastro, disperazione. Che cos'è un [[portiere]]? Era il bambino, ancora troppo piccolo per giocare, al quale veniva assegnato questo ruolo tra due pile di libri. È il ragazzino tutto agghindato, con guanti e ginocchiere, sponsorizzato da papà, che porta il pallone e gioca in porta. È uno che ci nasce: magari voleva fare lo stopper, forse il libero, poi è finito tra i pali. In porta lo ha chiamato una irresistibile vocazione, un richiamo all'incontrario della foresta, un'antica frustrazione, ma forse anche quella pazzia leggendaria, il volo di Icaro. Acrobata senza rete. Martire. I guanti servono anche a nascondere le stimmate. Pazzo? Furioso e volante. Agile e un po' più alto dei compagni: ecco i primi segni.
*Certamente [[Claudio Garella|Garella]] non esce da nessun trattato sui portieri, non è un esempio di stile, non si definisce una saracinesca. È un portiere che ha sdrammatizzato il ruolo del portiere. Sivori ha sempre sostenuto che il portiere non è un giocatore di calcio. Garella e il suo modo di stare in porta, non solo le sue parate di piede, sembrano fatti apposta per smentire Sivori e riportare il portiere alla pari degli altri dieci compagni. Questo vuole essere Garella, non il cristo crocefisso tra due pali e una traversa. [...] non ambisce né al paradiso dei portieri, né al regno degli acrobati.
*Quella di parare coi piedi, al tempo dei portieri-eroi, era una tecnica disperata, la prodezza estrema, l'ultimo tentativo di salvezza, l'artiglio di fortuna. Garella ne ha fatto una tattica di ordinaria follia. Però mai è disperato il gesto atletico di Garella, mai si impasta di ardimento e di gloria, non è mai l'olocausto di un portiere. Tocca le coronarie ma non arriva al cuore.
{{Int|1=''I tifosi più civili d'Europa?''|2=In Amalia Signorelli (a cura di), ''Cultura popolare a Napoli e in Campania nel Novecento'', Guida Editori, 2002, [https://books.google.it/books?id=zCUt1PRLX6oC&pg=PA133 pp. 133-150]. ISBN 88-7188-643-7}}
*Il "legame" dei tifosi napoletani con la [[Società Sportiva Calcio Napoli|squadra di calcio]] non si esaurisce alla domenica quando si gioca la partita. Il Napoli è argomento di cui discutono tutta la settimana e si può dire tutto l'anno. Il rapporto è di passione viscerale perché da sempre i tifosi napoletani hanno caricato la partita e la squadra di significati e valenze estremi. In una città per lunghi tratti sottomessa, incompresa e maltrattata, la squadra di calcio capace di sfidare le "formazioni" delle città più progredite e affermate, e magari di batterle, ha rappresentato l'unico strumento di visibilità e di affermazione. Ha finito per interpretare i sogni, le ambizioni, le rivalse e il successo che a Napoli mancavano in troppi altri campi. Percepita come l'unica rappresentanza visibile e competitiva della città, quando essa falliva era più rabbiosa la reazione. Il Napoli Calcio per lungo tempo è stato lo "sfogo" dei napoletani condannati, nella vita di ogni giorno, a subire, ad attendere, a logorarsi e ad essere delusi. (p. 133)
*[...] il [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli Calcio]] è stato la "favola reale" dei napoletani, il sogno più sfrenato, una passione comune ad ogni ceto sociale, che ha visto profusi dedizione e sacrificio finanziario al seguito della squadra soprattutto nei ceti meno abbienti, un impegno che molti avrebbero voluto veder indirizzato e realizzato nella vita civile. (p. 133)
*A [[Napoli]] il fenomeno-calcio non è esclusivamente sportivo. Eccita la fantasia, ridesta orgogli sopiti, sollecita un tipo di partecipazione che non è solo complemento allo spettacolo, ma ne diventa molto spesso protagonista. (p. 134)
*Le vicende della squadra di calcio vanno al di là dei risultati sportivi. Sono occasioni, proteste, scenario della capacità creativa propria del popolo napoletano. L'esaltazione, la delusione, lo sdegno, la protesta hanno le radici particolari della conclamata inventiva napoletana con l'ironia, il cinismo, la passione, la capacità di sorprendere e il talento poetico e canoro che l'accompagnano. (p. 134)
*Non si esagera quando si sostiene che la squadra di calcio, a Napoli, è la "bandiera" che raccoglie ed esprime, almeno nei ceti più popolari e meno colti, ma non solo in questi, i sentimenti e i risentimenti della lunga e complessa storia della città. (p. 134)
{{Int|''[https://www.ilnapolista.it/2023/12/juliano-il-napoletano-atipico-mi-dicevano-vieni-allinter-giocherai-sempre-in-nazionale/ Juliano il napoletano atipico. «Mi dicevano "vieni all'Inter", giocherai sempre in Nazionale»]''|''ilnapolista.it'', 2013; ripubblicato il 13 dicembre 2023.}}
{{NDR|Su [[Antonio Juliano]]}}
*Un ragazzo che, prima di diventare uno dei grandi centrocampisti dell'epoca che annoverò Rivera, Bulgarelli, De Sisti, fu un micidiale calciatore di strada che infrangeva a ripetizione l'edicola votiva della Madonna dell'Arco in via Ottaviano a San Giovanni a Teduccio, dove viveva, centrata dal pallone che scagliava.
*Totonno Juliano è cresciuto nel rispetto delle regole e degli affetti che sono stati il patrimonio umano e civile delle famiglie napoletane del ceto umile nel dopoguerra. Legami solidi e concreti che, in quegli anni difficili, hanno prodotto una generazione di napoletani esemplari. Alla base del successo di calciatore di Juliano c'è questo retroterra che ne illumina, e ne ha esaltato, il carattere e la fortuna. Anche nel mondo fatuo e stralunato del calcio, Juliano è rimasto fedele alle sue origini solide diventando prima di tutto un campione di serietà e dedizione.
*In campo giocava un calcio concreto, senza egoismi e teatralità, senza le mattane dei funamboli perché aveva altre grandi virtù, una soprattutto, aveva l'innata dote del condottiero: solida presenza in campo, esempio di passione e impegno. [...] Perché sentiva il dovere, lui napoletano fra assi stranieri e giocatori di varie provenienze, di rappresentare Napoli nel modo migliore [...]: serio e irriducibile difensore della maglia azzurra, "capitano" nel vero senso della parola, e perciò anche paladino, nello spogliatoio, dei diritti e delle attese dei compagni di gioco, ma anche di [...] magazzinieri, calzolai, inservienti, tutto il mondo dello spogliatoio [...]. Insomma, un leader. Un fratello maggiore di tutti, ma un fratello che pretendeva impegno e rispetto come e quanto ne dava lui.
*[...] un campione che non ha mai amato le lusinghe, non è mai ricorso a furbizie, non si è mai piegato ai compromessi. E perciò anche un personaggio difficile nell'allegro mondo del calcio tanto da essere scambiato [...] per una persona superba. Forse, c'era in lui anche una innata timidezza, sostanzialmente avaro di sorrisi e di interviste, detestando le "comunelle" e i vantaggi di una disponibilità servile.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Cerratelli, Mimmo}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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Giovanni Mazzonis
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Danyele
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[[File:Giovanni Mazzonis in Juventus FC, Campionato Federale Serie A, 15 March 1908.png|thumb|Giovanni Mazzonis nel 1908]]
'''Giovanni Mazzonis di Pralafera''' (1888 – 1969), dirigente sportivo e calciatore italiano.
==Citazioni su Giovanni Mazzonis==
*[[Renato Cesarini|Cesarini]] era un pazzoide ma lui riusciva a domarlo. Orsi prendeva centomila mensili e Cesarini ne voleva altrettante. Ma il barone non gli scucì mai più di trentasei mila annue. E diceva, lisciandosi il baffo con pollice ed indice della mano destra, che erano anche troppi, perché avrebbe sprecato anche quelli. Ed aveva ragione. ([[Felice Borel]])
*Mazzonis è stato il primo dirigente di calcio veramente proiettato sul futuro del calcio. È andato lui a cercare Orsi, Monti e Cesarini. Soltanto Novo, parlo prima che arrivasse Boniperti, era stato grande come lui. Era democratico per eccellenza, ma di un'autorità dittatoriale. Era come doveva essere, perché [[Juventus Football Club|la squadra]] la mandava avanti lui, mica [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|Edoardo]] che gli lasciava carta bianca su tutto. ([[Felice Borel]])
*Quando stavo per raggiungere il tetto delle presenze in campionato lo dissi al vicepresidente della Juve, che era il barone Mazzonis. Mi aspettavo un incitamento, un complimento. Il barone mi rispose che gli risultava sempre regolare il pagamento del mio stipendio e che quindi, conquistando quel record, avrei fatto solamente il mio dovere. Restai di sale. Alzai i tacchi e me ne andai. ([[Alfredo Foni]])
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Mazzonis, Giovanni}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
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[[File:Giovanni Mazzonis in Juventus FC, Campionato Federale Serie A, 15 March 1908.png|thumb|Giovanni Mazzonis nel 1908]]
'''Giovanni Mazzonis di Pralafera''' (1888 – 1969), dirigente sportivo e calciatore italiano.
==Citazioni di Giovanni Mazzonis==
*[[Gianpiero Combi|Combi]], forse, era di una levatura superiore agli altri. Juventino di nascita come potevo essere io.<ref name="Caminiti"/>
*[[Edoardo Agnelli (1892-1935)|Edoardo Agnelli]] fu un presidente grande per la Juve, perché signore, mecenate. Non si occupava a fondo della squadra, aveva capito però lo spirito juventino, il nostro spirito di famiglia.<ref name="Caminiti"/>
*{{NDR|Su [[Alfred Dick]]}} Era un uomo molto dinamico ed autoritario. [...] Aveva portato nella Juventus giocatori svizzeri, in realtà erano impiegati della sua ditta. Erano bravi giocatori e sollevarono la Juventus come tono di gioco. [...] Quella fu una Juventus [...] di amici, che coltivava l'amicizia anche in campo. Ma lui cambiò ad un certo punto, voleva tutti impiegati della sua ditta in formazione e noi del D'Azeglio cominciammo a vederlo male. Lo cacciammo perché voleva guidare la Juve da tiranno. Noi la volevamo come una famiglia e ci ribellammo alle sue imposizioni. Il contrasto tra lui e noi [...] fu violento. Ed allora lui ha fondato [...] il Torino, portandoci i giocatori della sua ditta... La Juventus, stremata sportivamente, senza risorse finanziarie, senza campo, traversò un momento duro.<ref name="Caminiti">Da un'intervista di [[Vladimiro Caminiti]]; citato in Stedano Bedeschi, ''[https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2012/01/giovanni-mazzonis.html Giovanni MAZZONIS]'', ''ilpalloneracconta.blogspot.com'', 26 marzo 2015.</ref>
*[...] il buon [[Renato Cesarini|Cesarini]], generoso, simpaticissimo, ma indisciplinato in sommo grado, sia nella vita privata sia sul campo di gioco. Il suo gioco era estroso, personale. Non sentiva le disposizioni che poteva dare [[Carlo Carcano|Carcano]]. Lo ammansii io. [...] Una volta lo sorpresi che faceva una orgetta. Lo minacciai. Mi toglie la multa, disse accompagnandomi alla porta, se domani faccio due gol? Prima falli, gli dissi. Li fece. La multa non gliela tolsi.<ref name="Caminiti"/>
==Citazioni su Giovanni Mazzonis==
*[[Renato Cesarini|Cesarini]] era un pazzoide ma lui riusciva a domarlo. Orsi prendeva centomila mensili e Cesarini ne voleva altrettante. Ma il barone non gli scucì mai più di trentasei mila annue. E diceva, lisciandosi il baffo con pollice ed indice della mano destra, che erano anche troppi, perché avrebbe sprecato anche quelli. Ed aveva ragione. ([[Felice Borel]])
*Mazzonis è stato il primo dirigente di calcio veramente proiettato sul futuro del calcio. È andato lui a cercare Orsi, Monti e Cesarini. Soltanto Novo, parlo prima che arrivasse Boniperti, era stato grande come lui. Era democratico per eccellenza, ma di un'autorità dittatoriale. Era come doveva essere, perché [[Juventus Football Club|la squadra]] la mandava avanti lui, mica [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|Edoardo]] che gli lasciava carta bianca su tutto. ([[Felice Borel]])
*Quando stavo per raggiungere il tetto delle presenze in campionato lo dissi al vicepresidente della Juve, che era il barone Mazzonis. Mi aspettavo un incitamento, un complimento. Il barone mi rispose che gli risultava sempre regolare il pagamento del mio stipendio e che quindi, conquistando quel record, avrei fatto solamente il mio dovere. Restai di sale. Alzai i tacchi e me ne andai. ([[Alfredo Foni]])
*Si spacciava per barone di Pralafera e lo era forse per lontane viuzze di sangue. [...] Nella Juventus dei primi miti, della ricchezza in terra, del consenso fascista, le facilitazioni in nome della razza guerriera, parvegli giusto mettersi uno stemma sulla testa. In realtà, era barone e patrizio per sapere calcistico. La potenza della società bianconera nacque pure dal suo saper fare, dal suo buon senso piemontese ligio ma non bigio, una oculatezza viperina, la sua voce con tutte le smorzature e gli acuti, parlava basso e forte, dolce e duro [...]. Era intransigente, ma anche cauto obiettivo discreto diligente bonario comprensivo. [...] Amministrava, ammoniva, inseguiva, blandiva pure, dovunque, comunque e sempre, lui c'era. Litigò con tutti e poi ci fece pace. Non fu amato veramente da nessuno e peranco odiato. Poi, dopo tutto questo carnevale, povero come un cane e solo, si avviò a morire. ([[Vladimiro Caminiti]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Calciatori italiani]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
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Giulio Bertoni
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18878
Aldo Francesco Massera: citazioni su
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[[File:Giulio Bertoni.jpg|thumb|Giulio Bertoni]]
'''Giulio Bertoni''' (1878 – 1942), linguista, filologo e critico letterario italiano.
==Citazioni di Giulio Bertoni==
*I pochi versi volgari (cinque sonetti in tutto), che abbiamo di [[Ercole Strozzi]], sono ben lontani dall'eguagliare, per eleganza e dignità, quelli che di lui ci sono rimasti in latino. In questi egli poté gareggiare con la musa giovanile dell'Ariosto, mentre nei sonetti in volgare rimase assai al disotto del Boiardo, pure oltrepassando i mediocri poeti in volgare del gruppo ferrarese.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lorlandofuriosoe00bertuoft/page/n6/mode/1up L'"Orlando furioso" e la Rinascenza a Ferrara]'', Modena, Editore cav. Umberto Orlandini, 1919, Parte prima, p. 37.</ref>
*[...] se si pensa alle lodi che allo Strozzi, quale poeta volgare, decretò il [[Pietro Bembo|Bembo]], vien fatto di dubitare che la miglior parte della sua produzione sia andata perduta, a meno che messer Pietro, accecato dalla gioia di aver fatto una nuova e importante recluta per la lingua italiana, non abbia saputo evitare l'esagerazione.<ref>Da ''L'"Orlando furioso" e la Rinascenza a Ferrara'', Modena, Editore cav. Umberto Orlandini, 1919, Parte prima, p. 38.</ref>
==''La biblioteca estense e la {{sic|coltura}} ferrarese''==
===[[Incipit]]===
Quella gentile fioritura di studi che in Ferrara s'effonde nel sec. XV con tanta e mirabile ricchezza di colori, si presenta allo studioso delle lettere come un primaverile risveglio promosso in gran parte e favorito dalla sollecitudine e dallo zelo degli [[Este]]nsi.<br>I Principi introducono e fanno comune in Ferrara il gusto degli studi migliori con chiamare in Corte artisti e letterati, con raccoglier libri d'ogni maniera e con istituire nel loro Castello una privata libreria, documento invero preziosissimo della coltura in quei tempi in Ferrara.<br>A me, che volli, come potevo, indagare le origini ancora oscure della Biblioteca estense, parve offrirsi l'argomento con tutte le seduzioni di una grande varietà e magnificenza, qualora non mi fossi pur tenuto pago alla storia delle lettere, ma avessi anche toccato un poco quella degli usi e dei costumi. E così, procedendo nelle ricerche, i confini del mio lavoro s'allargarono e insieme divennero più chiari e definiti. Mi proposi adunque di animare d'un soffio di vita alcuni inventari di libri estensi del sec. XV e di venir ricamando intorno ad essi uno studio, che più tosto che ispirarsi a puri intendimenti bibliografici avesse lo scopo di recar qualche contributo alla miglior conoscenza della Rinascita Ferrarese e della società colta d'allora. <!-- (Prefazione, pp. IX-X) -->
===Citazioni===
*Niccolò III<ref>Niccolò III d'Este (1383-1441), marchese di Ferrara.</ref> ebbe una cura veramente singolare per [[Leonello d'Este|Leonello]], pel quale aveva chiamato in Ferrara Guarino Veronese<ref>Guarino Veronese o Guarino da Verona (1374-1460), poeta e umanista italiano.</ref> – che vi portò tutti i benefizi di un prezioso insegnamento –, e secondando le tendenze del figlio faceva ognora spese di libri e di miniature. Onde, non ci stupiremo se il governo di Leonello segnerà l'età d'oro per gli studi nel sec. XV in Ferrara. (Introduzione, p. 7)
*Frutto squisito della amorevole e attenta educazione di Guarino, il nuovo principe {{NDR|Leonello d'Este}} recò veramente nella sua corte il raggio dell'arte e delle lettere. Considerato sin qui come un innamorato degli studi, questa sua caratteristica precipua ha offuscato facilmente quanto della sua attività si riferisce al maneggio della cosa civile; ma in verità una non comune avvedutezza e un singolare accorgimento non si possono negare, a parer mio, al Marchese di Ferrara, chi esamini i dispacci degli oratori estensi, il minutario di cancelleria, i documenti insomma che si riferisco al suo breve governo. (Introduzione, p. 7)
==''Lingua e poesia''==
*La lingua è un fatto sociale, ma è anche un fenomeno individuale e personale. C'è un'anima nella lingua d'ognuno. E quest'anima è ciò che chiamiamo «[[linguaggio]]», un fluido misterioso, per cui l'espressione assume un accento, un timbro, una tonalità, una musica, un colore diverso da uomo a uomo. Non è data lingua senza «linguaggio»; non è dato «linguaggio» senza lingua. Questa si impara o si può imparare; quello, invece, non si impara. Tanta cultura quanta lingua; tanto sentimento quanto linguaggio. (p. 10)
*Il [[Francesco Petrarca|Petrarca]] può essere [...] definito l'ultimo rappresentante della tradizione poetica provenzale e stilnovistica unicamente per certi atteggiamenti del ''Canzoniere'' che si collegano all'eleganza e alla raffinatezza della tecnica dei trovatori e per un'acuta ricerca di musicalità, quale si nota nei poeti del [[Dolce stil novo|dolce stil nuovo]]. Un altro collegamento è dato da un certo artificio linguistico e da una certa fedeltà a un frasario elaborato e squisito che è dilettazione di {{sic|imagini}}, compiacimento e appagamento estetico, maestria insomma di stile. Ma in questa lingua alquanto convenzionale e tradizionale non {{sic|istà}} certamente il vero e migliore Petrarca. (p. 81)
*{{NDR|[[Ludovico Ariosto]]}} Questa fuga dal mondo, questa oscillazione fra il sogno e la realtà, è uno dei tratti salienti del suo temperamento. La sua vita appariva ai coetanei e al figlio Virgilio come sdoppiata, quasi che due fossero le sue esistenze: una ideale e poetica, l'altra pratica e terrena, e l'una senza rapporto con l'altra. C'era, insomma, un'esistenza dell'Ariosto fatta tutta di cure familiari, di assistenza ai fratelli e alle sorelle, di sollecitudine per gli incarichi affidatigli dal [[Alfonso I d'Este|Duca]] (e in questa esistenza si inserisce il poeta delle ''Satire'') e c'era un'altra vita compiutamente poetica, fatta di sogni romanzeschi e tessuta dei fili d'oro della fantasia; ma al disotto dell'una e dell'altra stava l'intimità calda e segreta dell'uomo, il centro vivo della sua anima, onde tutto traeva origine e alimento, così nel sogno, come nella realtà. (pp. 112-113)
*Visto da vicino, il [[Alessandro Tassoni|Tassoni]] non è [...] così problematico e amorale e strambo, come appare a una prima impressione. C'è un po' di dramma sotto la sua scapigliata e ineguale condotta, c'è pensosità sotto la beffa e c'è una rassegnazione, anzi un adattamento ilare e faceto, quasi giullaresco, proprio di chi ride e scherza perché non c'è altro da fare che mettere in farsa la realtà che non muta. C'è qualche pena nascosta, a tratti dimenticata, sotto lo scherno e la burla. (pp. 130-131)
*{{NDR|Alessandro Tassoni}} Tutto pieno dei suoi intenti parodistici e satirici, il poeta badò più a fare opera nuova e originale, a provocare il riso, a motteggiare, a beffare, ad assestare buoni colpi, e a menare botte da levar la pelle, che a fare opera d'arte. Nel poema l'''Oceano'', che non fu finito, il Tassoni aveva in animo di fare le sue migliori prove di poeta; ma alla ''Secchia'' non attribuiva maggiore importanza di quella che si dà a uno sfogo, a una intemerata poetica personale. Il capolavoro, coma talora accade, era uscito quasi inconsapevolmente dalle mani dell'autore, che aveva versato gran parte di sé in quelle disinvolte e allegre ottave, quasi senza avvedersene, obliandosi e perdendosi nel dilettoso gioco della sua nuova poesia. (p. 136)
*{{NDR|[[Giacomo Leopardi]]}} [...] tutta musica era la sua lingua poetica, nei momenti più felici, flautata e armonizzata con un magistero sottile di variazioni vocaliche e con un giuoco originalissimo di accenti, di pause, di rime, che i metri e le strofe usate non bastavano più a sostenere. E fu mestieri crearne altri nuovi, capaci di accogliere tanta ricchezza di occulte melodie. E il vocabolario, invece, si fece sobrio, trasparente: una dovizia di suoni servita da un parsimonioso ma eletto lessico, nuovo, personalissimo nella sua vigorosa e gentile esiguità e levità. (p. 173)
*L'arte del Leopardi [...] parla un linguaggio che non è la lingua usata, quella del nostro quotidiano consorzio con gli uomini, ma appartiene a una vita diversa più alta e pura, la quale, una volta conosciuta, illumina e profuma quest'altra vita terrena e la rende più ricca e vibrante e migliore.<br>Non c'è che la [[musica]] che possa immergere il cuore in un'estasi di luce pari a quella di certi versi sospesi come nell'incantesimo radioso' di un sogno [...]. (p. 174)
*La poesia del Leopardi, dagli {{sic|idillii}} alle odi, agli inni, alle canzoni, è una vibrazione musicale, un'armonia d'accordi e di toni. Nella più profonda anima di questo poeta, innamorato della musica, c'era tutto un tesoro di soavi melodie da prodigare al mondo. (p. 175)
*La poesia del [[Giovanni Berchet|Berchet]] è stata definita dal [[Francesco de Sanctis|De Sanctis]] come quella di un uomo amabile, malinconico, chiuso in sé come una vergine, o d'un poeta, insomma, quasi femmineo. «Una donna che parla in mezzo alla strada — egli ha scritto — ma concitata, piena d'animazione e cantando. Ecco l'immagine della poesia del Berchet». Definizione soltanto in parte esatta e corretta dallo stesso De Sanctis durante l'esame di tutta l'opera berchettiana. (p. 179)
*{{NDR|Giovanni Berchet}} [...] egli raggiunge il vertice della sua arte quando forza e languore si fondono in modo che la dolcezza attenui quella forza e la forza invigorisca quella dolcezza e la salvi dal cadere in un [[sentimentalismo]] manierato. Certo, dove abbiamo questo soave contemperamento, l'effusione lirica acquista un leggiadro e commosso decoro e l'ispirazione patriottica è rivendicata alla migliore poesia del [[romanticismo]]. (pp. 181-182)
*{{NDR|Giovanni Berchet}} La sua lingua ineguale sorge dalla sua tormentosa esperienza. Per questa sua esperienza dolente, per la sua prorompente passione, per la castità dei suoi pensieri e la nobiltà dei suoi affetti e dei suoi odi, per tutte le sue sofferenze, gli perdoniamo certe sue movenze {{sic|rettoriche}}, certo suo artificio, certe sue combinazioni stridenti di vocaboli, e i suoi arcaismi, e le sue locuzioni o convenzionali o {{sic|dissuete}}, e anche i suoi costrutti forzati, i suoi rapidi e improvvisi trapassi, il suo verso spezzato, il suo strano miscuglio di espressioni auliche e volgari, la sua lingua, insomma, che esce direttamente dalla concitazione psicologica e soltanto di tratto in tratto subisce quella elaborazione fantastica che la trasfigura e la fa linguaggio poetico [...]. (p. 183)
*Tutti conoscono l'attività filologica ed erudita del [[Giosuè Carducci|Carducci]]; ma forse non tutti si rendono esattamente conto dell'intensa ansia studiosa che lo afferrò dopo la stampa della prima raccolta di ''Rime'' e lo tenne chino su libri e codici durante più di tre lustri a preparare edizioni, curate con esattezza e scrupolo esemplari, di scrittori scelti fra quelli a lui più cari: Cino da Pistoia, Lorenzo de' Medici, il Poliziano, il Tassoni, Salvator Rosa, l'Alfieri, il Monti, ecc. Era sua ferma persuasione che «solo una coltura filologica superiore» possa «rendere il concetto e l'uso e il vero intendimento storico della nostra letteratura». (p. 198)
*{{NDR|Giosuè Carducci}} [...] l'esperienza dei ''Giambi ed Epodi'' fu di grande momento per gli sviluppi che ebbe, perché questa immersione nelle passioni politiche, succeduta a un periodo di quasi assoluta solitudine, potenziò nel Carducci il senso di quel realismo naturalistico, a cui era portato da tendenze congeniali, e gli forni nuove intuizioni e nuova lingua; onde, placati i contrasti e toccata la parte più profonda e migliore di se stesso, raggiunta una virile armonia interiore nella trionfale conquista di una sana e schietta coscienza nazionale, sorse sopra tutti i dissidi e le intime lotte e contraddizioni, il vate della terza Italia, il cantore di Roma e degli eroismi del Risorgimento, il grande prosatore dei ''Discorsi'' e il poeta glorioso delle ''Rime Nuove'' e delle ''Odi Barbare''. (pp. 201-202)
*L'[[umanesimo]] del [[Francesco Petrarca|Petrarca]] nasce da un insopprimibile bisogno di introspezione, di ripiegamento dell'uomo su se stesso; ma il suo vero e principale carattere sta nel consapevole ritrovamento – durante un ansioso itinerario verso le radici dell'essere – di una quasi miracolosa consonanza e conformità dei più alti principi cristiani col pensiero più profondo dei Latini, sopra tutto di Seneca e di Cicerone. Inoltre, il mònito di [[Agostino d'Ippona|Sant'Agostino]]: «restituisci te a te stesso» apre, si può dire, e chiude il breviario spirituale del Petrarca. È un mònito, insomma, non meno agostiniano che petrarchesco. (Appendice I, p. 230)
*Nel [[Francesco Petrarca|Petrarca]] non c'è che il presentimento e l'annuncio dei problemi centrali di tutto il pensiero della [[Rinascimento|Rinascenza]]. Il suo bisogno d'analisi psicologica, il suo furore, direi, d'introspezione furono, come a dire, il felice inizio di una rinascita di alti valori, e la sua opposizione alla [[scolastica]] segnò il principio della filosofia moderna. (Appendice I, p. 231)
==Citazioni su Giulio Bertoni==
*Dei manoscritti di poesie italiane che conobbe ed usò il famoso letterato del cinquecento [[Giovanni Maria Barbieri|G. M. Barbieri]], abbondantemente discorse, or è poco tempo, un altro modenese ed egregio erudito, Giulio Bertoni; non però con quella diligenza nell'indagine, con quella severità di metodo e con quell'attendibilità di {{sic|conchiusioni}} per cui già ebbero meritata lode parecchi dei suoi lavori. Così che gli studi da lui pubblicati in quest'ordine particolare di ricerche, non che corrispondere lontanamente, per importanza e sicurezza di risultati, a quelli – paralleli – che alle fonti provenzali del Barbieri avea dedicato sin dal 1874 il rimpianto [[Adolfo Mussafia]], debbono essere anzi tenuti per tutt'altro che definitivi: non solamente perché moltissime delle affermazioni del Bertoni vanno rettificate (ciò che già, per alcune poche, fu fatto), ma perché tutto, in genere, il suo lavoro appar da ricominciare con quella maggior cura ed attenzione che certo l'argomento si meritava. ([[Aldo Francesco Massera]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giulio Bertoni, ''[https://archive.org/details/bibliotecaestens00bert/page/n8 La biblioteca estense e la coltura ferrarese {{small|ai tempi del duca Ercole I (1471-1505)}}]'', Torino, Casa editrice Ermanno Loescher, 1903.
*Giulio Bertoni, ''[https://archive.org/details/BertoniLinguaPoesia/mode/1up Lingua e poesia {{small|(Saggi di critica letteraria)}}]'', Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1937.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filologi italiani]]
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Parigi-Roubaix
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[[File:Paris Roubaix 2014 templeuve peloton.jpg|thumb|Un passaggio sul caratteristico pavé della Roubaix (2014)]]
Citazioni sulla '''Parigi-Roubaix''', corsa ciclistica su strada in linea.
==Citazioni==
*Due gli elementi de «L'enfer du Nord»: «la boue» e «le pavé», per dirla con i francesi. Il fango e la pietra. Di pietre ce ne sono tantissime [...]. Corsa piatta, difficile da scalare. Ci vuole coraggio e cuore, intelligenza e incoscienza: per questo non tutti l'hanno amata; per questo e per altro oggi non tutti la amano. Da [[Costante Girardengo|Girardengo]] ad [[Jacques Anquetil|Anquetil]], per arrivare a Hinault o Freire, questa corsa l'hanno odiata. Il bretone, uno dei più forti corridori di tutti i tempi, l'ha sempre considerata una «cochonnerie», una porcheria. L'ha corsa, l'ha pure vinta una volta, e alla fine ha pure sentenziato: «Mai più!». ([[Pier Augusto Stagi]])
*È «l'inferno del nord», con quei poveri diavoli che tra pavé, polvere e fango, vanno alla ricerca di un pugno di gloria. «Non c'è grandezza senza dolore», ha detto [[Sofocle]]. Se è per questo, la Roubaix rende i corridori grandissimi: il primo come l'ultimo. ([[Pier Augusto Stagi]])
*In molti considerano la Roubaix come l'ultima follia del ciclismo moderno, con quel gruppo di amatori che ogni anno ripristina i tratti di pavé, copre le buche con aguzzi cubi di pietra, pulisce stradine buone sole per i carriaggi. La Parigi-Roubaix è l'enfer du Nord, è meravigliosa insensatezza, è leggenda. ([[Aldo Grasso]])
===[[Sonny Colbrelli]]===
*Con quella vittoria [...] il mondo intero si è accorto di me. Nessuna vittoria ha il peso di quella pietra.
*Alla Roubaix ci vuole la giornata perfetta. Ecco perché ho alzato la bici all'arrivo, era il ringraziamento a chi mi ha portato al traguardo senza guai meccanici.
*Mi verrebbe voglia di non correrla più, così potrei dire: l'ho corsa una volta e l'ho vinta. Ma come si fa a rinunciare ad una corsa come questa? È impossibile.
===[[Filippo Ganna]]===
*Il tuo avversario sono quelle pietre, a cominciare dal fatto che non ce n'è una uguale all'altra. E pure le vibrazioni che ci sono quando ci pedali sopra sono diverse. Qualcuno ha detto che è come stare in una lavatrice, io sostengo che è simile al ricevere dei pugni. I primi fanno male, poi, via via, per i successivi non è tanto peggio. A quel punto "mantieni", se così si può dire, nel senso che cerchi di resistere. Cerchi di arrivare in fondo e ottenere il miglior risultato possibile.
*{{NDR|«Che cosa contribuisce [...] a rendere la Roubaix così unica?»}} Non solo le pietre e la loro unicità, anche la storia e tutto quanto le sta attorno. Tipo le vecchie docce del velodromo, e il fatto che ogni vincitore abbia il suo nome scritto. È un qualcosa che resta.
*Se ami la Roubaix vuol dice che c'è del sadismo dentro di te. Non puoi volere bene a una corsa per la quale, i giorni successivi, hai male ovunque. Le mani distrutte, il sedere lo stesso. C'è il fascino delle pietre, ed è notevole il pensiero che si faceva senza le tecnologie di oggi. Ma non vorrei mai essere stato nei panni di chi si è cimentato con l'Inferno... per primo.
===[[Francesco Moser]]===
*Alla fine ti fanno male pure i denti: solo chi ama profondamente il ciclismo può capire questa corsa.
*{{NDR|«Ci sono dei segreti per affrontare la Roubaix?»}} Il primo è la paura. [...] Deve sparire. Va cancellata. È un sentimento che spesso viene associato alla Roubaix. Ma io dico: chi ne ha, stia a casa. Quelle pietre sono devastanti, non perdonano. Sono crudeli, non hanno pietà. Ma vanno sfidate. Aggredite. Dominate, non subite. A volte ti trovi a dover schivare buche grandi come mezza ruota. Più che ciclismo, fai l'acrobata.
*La Roubaix è una sfida a tutte le leggi di gravità: si corre su un filo invisibile, che da un momento all'altro potrebbe spezzarsi. I corridori sono equilibristi. La caduta fa parte di questa gara, come le forature. Il segreto sta nell'essere capaci di accelerare sia all'entrata che all'uscita di ogni settore di pavé: bisogna fare delle vere e proprie volate, per conquistare le posizioni migliori e chi le trova sceglie meglio le traiettorie. Non è una gara alla portata di chiunque: lì ho imparato a tirar fuori energie nascoste.
==Voci correlate==
*[[Classiche del pavé]]
*[[Francia]]
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[[File:Paris Roubaix 2014 templeuve peloton.jpg|thumb|upright=1.2|Un passaggio sul caratteristico pavé della Parigi-Roubaix (2014)]]
Citazioni sulla '''Parigi-Roubaix''', corsa ciclistica su strada in linea.
==Citazioni==
*Due gli elementi de «L'enfer du Nord»: «la boue» e «le pavé», per dirla con i francesi. Il fango e la pietra. Di pietre ce ne sono tantissime [...]. Corsa piatta, difficile da scalare. Ci vuole coraggio e cuore, intelligenza e incoscienza: per questo non tutti l'hanno amata; per questo e per altro oggi non tutti la amano. Da [[Costante Girardengo|Girardengo]] ad [[Jacques Anquetil|Anquetil]], per arrivare a Hinault o Freire, questa corsa l'hanno odiata. Il bretone, uno dei più forti corridori di tutti i tempi, l'ha sempre considerata una «cochonnerie», una porcheria. L'ha corsa, l'ha pure vinta una volta, e alla fine ha pure sentenziato: «Mai più!». ([[Pier Augusto Stagi]])
*È «l'inferno del nord», con quei poveri diavoli che tra pavé, polvere e fango, vanno alla ricerca di un pugno di gloria. «Non c'è grandezza senza dolore», ha detto [[Sofocle]]. Se è per questo, la Roubaix rende i corridori grandissimi: il primo come l'ultimo. ([[Pier Augusto Stagi]])
*In molti considerano la Roubaix come l'ultima follia del ciclismo moderno, con quel gruppo di amatori che ogni anno ripristina i tratti di pavé, copre le buche con aguzzi cubi di pietra, pulisce stradine buone sole per i carriaggi. La Parigi-Roubaix è l'enfer du Nord, è meravigliosa insensatezza, è leggenda. ([[Aldo Grasso]])
===[[Sonny Colbrelli]]===
*Con quella vittoria [...] il mondo intero si è accorto di me. Nessuna vittoria ha il peso di quella pietra.
*Alla Roubaix ci vuole la giornata perfetta. Ecco perché ho alzato la bici all'arrivo, era il ringraziamento a chi mi ha portato al traguardo senza guai meccanici.
*Mi verrebbe voglia di non correrla più, così potrei dire: l'ho corsa una volta e l'ho vinta. Ma come si fa a rinunciare ad una corsa come questa? È impossibile.
===[[Filippo Ganna]]===
*Il tuo avversario sono quelle pietre, a cominciare dal fatto che non ce n'è una uguale all'altra. E pure le vibrazioni che ci sono quando ci pedali sopra sono diverse. Qualcuno ha detto che è come stare in una lavatrice, io sostengo che è simile al ricevere dei pugni. I primi fanno male, poi, via via, per i successivi non è tanto peggio. A quel punto "mantieni", se così si può dire, nel senso che cerchi di resistere. Cerchi di arrivare in fondo e ottenere il miglior risultato possibile.
*{{NDR|«Che cosa contribuisce [...] a rendere la Roubaix così unica?»}} Non solo le pietre e la loro unicità, anche la storia e tutto quanto le sta attorno. Tipo le vecchie docce del velodromo, e il fatto che ogni vincitore abbia il suo nome scritto. È un qualcosa che resta.
*Se ami la Roubaix vuol dice che c'è del sadismo dentro di te. Non puoi volere bene a una corsa per la quale, i giorni successivi, hai male ovunque. Le mani distrutte, il sedere lo stesso. C'è il fascino delle pietre, ed è notevole il pensiero che si faceva senza le tecnologie di oggi. Ma non vorrei mai essere stato nei panni di chi si è cimentato con l'Inferno... per primo.
===[[Francesco Moser]]===
*Alla fine ti fanno male pure i denti: solo chi ama profondamente il ciclismo può capire questa corsa.
*{{NDR|«Ci sono dei segreti per affrontare la Roubaix?»}} Il primo è la paura. [...] Deve sparire. Va cancellata. È un sentimento che spesso viene associato alla Roubaix. Ma io dico: chi ne ha, stia a casa. Quelle pietre sono devastanti, non perdonano. Sono crudeli, non hanno pietà. Ma vanno sfidate. Aggredite. Dominate, non subite. A volte ti trovi a dover schivare buche grandi come mezza ruota. Più che ciclismo, fai l'acrobata.
*La Roubaix è una sfida a tutte le leggi di gravità: si corre su un filo invisibile, che da un momento all'altro potrebbe spezzarsi. I corridori sono equilibristi. La caduta fa parte di questa gara, come le forature. Il segreto sta nell'essere capaci di accelerare sia all'entrata che all'uscita di ogni settore di pavé: bisogna fare delle vere e proprie volate, per conquistare le posizioni migliori e chi le trova sceglie meglio le traiettorie. Non è una gara alla portata di chiunque: lì ho imparato a tirar fuori energie nascoste.
==Voci correlate==
*[[Classiche del pavé]]
*[[Foresta di Arenberg]]
*[[Francia]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}}
[[Categoria:Ciclismo]]
[[Categoria:Competizioni sportive]]
[[Categoria:Sport in Francia]]
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Larissa Iapichino
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/* Citazioni di Larissa Iapichino */
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text/x-wiki
[[File:Larissa Iapichino 2019.jpg|thumb|Larissa Iapichino (2019)]]
'''Larissa Iapichino''' (2002 — vivente), lunghista italiana.
==Citazioni di Larissa Iapichino==
{{cronologico}}
{{Int|''"Io e mamma un legame senza parole"''|Intervista di Enrico Sisti, ''la Repubblica'', 23 luglio 2019, p. 35.}}
*{{NDR|Dopo la medaglia d'oro all'europeo Under-20}} Non dormo da due notti, poi di giorno mi si chiudono gli occhi ma resto vigile come una sentinella. Chiamiamole... non so... vogliamo chiamarle emozioni?
*La gara del lungo è un rebus, è un misto di potenza esplosiva e concentrazione zen: il miscuglio perfetto di segreti dell’anima e efficienza del corpo. Certo se avessi incontrato ragazze che saltavano così un anno fa, forse mi sarei sciolta e avrei perso energia al solo guardarle. Invece è accaduto il contrario. Più la gara era cattiva, più prendevo forza. E senza nemiche. In pedana nessuna è nemica dell'altra...
*{{NDR|Sul confronto con Fiona May}} Lei era bellissima, io più potente. Lei saltava con quelle sue gambe infinite, io sono più composta in volo. No, non ci sono molte analogie, salvo che siamo madre e figlia e ci esprimiamo nella stessa lingua sportiva...
{{Int|''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/04/26/larissa-iapichino-a-fqmagazine-io-figlia-darte-e-predestinata-le-etichette-non-mi-piacciono-sono-io-a-scrivere-il-mio-percorso-a-prescindere-dai-successi-di-mamma-fiona/6570288/ Larissa Iapichino a FqMagazine: "Io 'figlia d'arte' e predestinata? Le etichette non mi piacciono: sono io a scrivere il mio percorso, a prescindere dai successi di mamma Fiona"]''|Intervista di Francesco Canino, ''ilfattoquotidiano.it'', 26 aprile 2022.}}
*{{NDR|«È più testarda o competitiva?»}} Competitiva. Sono così dalla nascita, ero così anche da bimba. Quando andavo in giro con gli amici e scattava l'ora delle corse in bici, io gareggiavo con i maschi perché con le altre femmine vincevo facile.
*[...] sono una che parla poco e, per quanto sembri paradossale, non mi piace stare troppo al centro dell’attenzione: più sto in disparte meglio è. {{NDR|«E quando entra in uno stadio o in un'arena, con migliaia di occhi puntati addosso, come fa?»}} Quando entro in campo è diverso: scatta il click e mi trasformo, ho voglia di gareggiare e di saltare il più lungo possibile e di superare le mie incertezze e le mie fragilità.
*Ho sempre avuto un rapporto di grande accettazione dei miei [[limiti]]. Da piccola mi ripetevo che tutto era possibile, poi ho capito che non siamo supereroi e che arriva sempre una tacca che non puoi superare. E poi ho sperimentato i miei limiti più profondi con l'infortunio, una di quelle esperienze che ti forma e ti cambia per sempre.
*{{NDR|«È più pesante l'etichetta di "figlia d'arte" o quella di predestinata?»}} Col tempo ho imparato a farmele scivolare entrambe addosso, a passarci sopra per non trasformarle in un peso. Ognuno è artefice del proprio destino e in questo caso dipende da me, provare a rendere possibili delle cose apparentemente straordinarie. È un percorso che devo scrivere io e che prescinde dal mio cognome o dalle imprese sportive di mia mamma.
*Nel salto in lungo c'è una fase di volo che si chiama due e mezzo ed è la simulazione di una corsa in aria. [...] mi piace l'idea di leggerezza, mi piace l'idea che ognuno per raggiungere i propri sogni sia pronto a tutto, anche a correre in aria.
{{Int|''[https://www.rivistaundici.com/2024/04/25/larissa-iapichino-intervista/ Larissa Iapichino è pronta a spiccare il volo]''|Intervista di Simone Mario Dagani, ''rivistaundici.com'', 25 aprile 2024.}}
*La pedana ti insegna a concentrare le energie per quando servono, a non dissiparle, sia mentalmente che fisicamente. Anche nella vita di tutti i giorni, se qualcosa o qualcuno ti drena le energie, meglio mandarlo via.
*Quando scendo in pedana è come se i pensieri, anche quelli intrusivi, che arrivano sempre, venissero isolati. Accetto il mio destino, penso che ormai il lavoro è stato fatto e ansia e paura non hanno il potere di penalizzare la mia performance. Al momento del salto ovviamente bisogna tirare fuori tutto l'agonismo e dare il meglio di sé. Ma al tempo stesso cerco sempre di vivere quello che mi circonda con la massima tranquillità.
*Quando inizio il riscaldamento ascolto musica [...] ma poi la spengo e non tolgo le cuffie. Così nessuno mi parla e posso rimanere nel mio mondo [...]. In gara, poi, quando un'avversaria mi sorpassa provo a non sprecare le energie pensando di reagire subito. Secondo me l'importante è saperle incanalare, le energie, nel momento in cui sali in pedana, perché capita di dover restare in gara per ore. In pista devi imparare a gestire le forza, la testa, e a saperti accendere nel momento giusto per esprimere la performance migliore.
*Io all'inizio odiavo il salto, e infatti avrei voluto diventare un'ostacolista. Possiamo dire che è il salto in lungo che ha scelto me, non il contrario. All'inizio non ero molto brava, però poi a un certo punto il salto ha cominciato a venire naturale e sono arrivati i primi buoni risultati [...]. Nel frattempo ho provato un po' di tutto, ma le misure del salto in lungo erano davvero enormi, praticamente potevo competere con ragazze molto più grandi di me.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Iapichino, Larissa}}
[[Categoria:Lunghisti italiani]]
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Danyele
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+nuova immagine / voci correlate
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[[File:Iapichino at the Quirinale (cropped).jpg|thumb|Larissa Iapichino nel 2023]]
'''Larissa Iapichino''' (2002 — vivente), lunghista italiana.
==Citazioni di Larissa Iapichino==
{{cronologico}}
{{Int|''"Io e mamma un legame senza parole"''|Intervista di Enrico Sisti, ''la Repubblica'', 23 luglio 2019, p. 35.}}
*{{NDR|Dopo la medaglia d'oro all'europeo Under-20}} Non dormo da due notti, poi di giorno mi si chiudono gli occhi ma resto vigile come una sentinella. Chiamiamole... non so... vogliamo chiamarle emozioni?
*La gara del lungo è un rebus, è un misto di potenza esplosiva e concentrazione zen: il miscuglio perfetto di segreti dell’anima e efficienza del corpo. Certo se avessi incontrato ragazze che saltavano così un anno fa, forse mi sarei sciolta e avrei perso energia al solo guardarle. Invece è accaduto il contrario. Più la gara era cattiva, più prendevo forza. E senza nemiche. In pedana nessuna è nemica dell'altra...
*{{NDR|Sul confronto con Fiona May}} Lei era bellissima, io più potente. Lei saltava con quelle sue gambe infinite, io sono più composta in volo. No, non ci sono molte analogie, salvo che siamo madre e figlia e ci esprimiamo nella stessa lingua sportiva...
{{Int|''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/04/26/larissa-iapichino-a-fqmagazine-io-figlia-darte-e-predestinata-le-etichette-non-mi-piacciono-sono-io-a-scrivere-il-mio-percorso-a-prescindere-dai-successi-di-mamma-fiona/6570288/ Larissa Iapichino a FqMagazine: "Io 'figlia d'arte' e predestinata? Le etichette non mi piacciono: sono io a scrivere il mio percorso, a prescindere dai successi di mamma Fiona"]''|Intervista di Francesco Canino, ''ilfattoquotidiano.it'', 26 aprile 2022.}}
*{{NDR|«È più testarda o competitiva?»}} Competitiva. Sono così dalla nascita, ero così anche da bimba. Quando andavo in giro con gli amici e scattava l'ora delle corse in bici, io gareggiavo con i maschi perché con le altre femmine vincevo facile.
*[...] sono una che parla poco e, per quanto sembri paradossale, non mi piace stare troppo al centro dell’attenzione: più sto in disparte meglio è. {{NDR|«E quando entra in uno stadio o in un'arena, con migliaia di occhi puntati addosso, come fa?»}} Quando entro in campo è diverso: scatta il click e mi trasformo, ho voglia di gareggiare e di saltare il più lungo possibile e di superare le mie incertezze e le mie fragilità.
*Ho sempre avuto un rapporto di grande accettazione dei miei [[limiti]]. Da piccola mi ripetevo che tutto era possibile, poi ho capito che non siamo supereroi e che arriva sempre una tacca che non puoi superare. E poi ho sperimentato i miei limiti più profondi con l'infortunio, una di quelle esperienze che ti forma e ti cambia per sempre.
*{{NDR|«È più pesante l'etichetta di "figlia d'arte" o quella di predestinata?»}} Col tempo ho imparato a farmele scivolare entrambe addosso, a passarci sopra per non trasformarle in un peso. Ognuno è artefice del proprio destino e in questo caso dipende da me, provare a rendere possibili delle cose apparentemente straordinarie. È un percorso che devo scrivere io e che prescinde dal mio cognome o dalle imprese sportive di mia mamma.
*Nel salto in lungo c'è una fase di volo che si chiama due e mezzo ed è la simulazione di una corsa in aria. [...] mi piace l'idea di leggerezza, mi piace l'idea che ognuno per raggiungere i propri sogni sia pronto a tutto, anche a correre in aria.
{{Int|''[https://www.rivistaundici.com/2024/04/25/larissa-iapichino-intervista/ Larissa Iapichino è pronta a spiccare il volo]''|Intervista di Simone Mario Dagani, ''rivistaundici.com'', 25 aprile 2024.}}
*La pedana ti insegna a concentrare le energie per quando servono, a non dissiparle, sia mentalmente che fisicamente. Anche nella vita di tutti i giorni, se qualcosa o qualcuno ti drena le energie, meglio mandarlo via.
*Quando scendo in pedana è come se i pensieri, anche quelli intrusivi, che arrivano sempre, venissero isolati. Accetto il mio destino, penso che ormai il lavoro è stato fatto e ansia e paura non hanno il potere di penalizzare la mia performance. Al momento del salto ovviamente bisogna tirare fuori tutto l'agonismo e dare il meglio di sé. Ma al tempo stesso cerco sempre di vivere quello che mi circonda con la massima tranquillità.
*Quando inizio il riscaldamento ascolto musica [...] ma poi la spengo e non tolgo le cuffie. Così nessuno mi parla e posso rimanere nel mio mondo [...]. In gara, poi, quando un'avversaria mi sorpassa provo a non sprecare le energie pensando di reagire subito. Secondo me l'importante è saperle incanalare, le energie, nel momento in cui sali in pedana, perché capita di dover restare in gara per ore. In pista devi imparare a gestire le forza, la testa, e a saperti accendere nel momento giusto per esprimere la performance migliore.
*Io all'inizio odiavo il salto, e infatti avrei voluto diventare un'ostacolista. Possiamo dire che è il salto in lungo che ha scelto me, non il contrario. All'inizio non ero molto brava, però poi a un certo punto il salto ha cominciato a venire naturale e sono arrivati i primi buoni risultati [...]. Nel frattempo ho provato un po' di tutto, ma le misure del salto in lungo erano davvero enormi, praticamente potevo competere con ragazze molto più grandi di me.
==Voci correlate==
*[[Fiona May]] – madre
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Iapichino, Larissa}}
[[Categoria:Lunghisti italiani]]
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Francesco De Francesco (doppiatore)
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2026-10-05T04:00:18Z
AssassinsCreed
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text/x-wiki
'''Francesco De Francesco''' (1978 – vivente), doppiatore italiano.
==Citazioni di Francesco De Francesco==
*Doppiare un bravo attore è stimolante perché spesso si può lavorare su cose sottili, su sfumature.<ref name=DiBrigida>Dall'intervista di Francesco Di Brigida, ''[https://www.cinematographe.it/rubriche-cinema/interviste/aquaman-intervista-a-francesco-de-francesco-la-voce-italiana-di-jason-momoa/ Aquaman – intervista a Francesco De Francesco, la voce italiana di Jason Momoa]'', ''Cinematographe.it'', 2 gennaio 2019.</ref>
*In teatro sono convinto che non sia il regista a scegliere l'attore, ma è l'attore che sceglie dei contesti, e quindi anche i registi.<ref name=Maxim>Dall'intervista di Francesco Di Brigida, ''[https://www.maximitalia.it/francesco-de-francesco-vi-presento-il-mio-aquaman/ Francesco De Francesco: "Vi presento il mio Aquaman"]'', ''Maxim Italia.it'', 27 dicembre 2018.</ref>
*Per fare cultura oggi bisogna essere ricchi o dei fenomeni che riescano a richiamare gente.<ref name=Maxim />
*[[Pino Locchi]] è un gigante di questo mestiere. {{NDR|[[Doppiaggio|doppiatore]]}}<ref name=DiBrigida />
*Tra i grandi doppiatori non posso non parlarti di [[Giuseppe Rinaldi| Peppino Rinaldi]]. Lui ha doppiato Paul Newman, Peter Sellers, Jack Lemmon, Marlon Brando. Aveva quella capacità mimetica di giocare a non essere mai sé stesso. Il gioco sopraffino, elegante, preciso, di un bimbo cresciuto che con una iper specializzazione diventa tante cose fuori da sé, e una volontà ferrea ad essere qualcosa di lontano da sé stesso. Un grande atto d’intelligenza. Come lui ce ne sono tanti altri, come Pino Locchi, che faceva Sean Connery, Charles Bronson, Steve McQueen e Roger Moore. <ref name=DiBrigida />
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Un matrimonio all'inglese]]'' (2008)
*''[[Ip Man 2]]'' (2010)
*''[[Cloud Atlas]]'' (2012)
*''[[Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato]]'' (2012)
*''[[I sogni segreti di Walter Mitty]]'' (2013)
*''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'' (2014)
*''[[Una folle passione]]'' (2014)
*''[[Il ponte delle spie]]'' (2015)
*''[[Il sogno di Francesco]]'' (2016)
*''[[Money Monster - L'altra faccia del denaro]]'' (2016)
*''[[Suicide Squad (film 2016)| Suicide Squad]]'' (2016)
*''[[Ghost in the Shell (film 2017) | Ghost in the Shell]]'' (2017)
*''[[Justice League (film) | Justice League]]'' (2017)
*''[[Aquaman (film) | Aquaman]]'' (2018)
*''[[Deadpool 2]]'' (2018)
*''[[Unknown Origins|Origini segrete]]'' (2020)
*''[[Dune (film 2021)|Dune]]'' (2021)
*''[[Rurouni Kenshin: The Beginning]]'' (2021)
*''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]'' (2021)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Frozen - Il regno di ghiaccio]]'' (2013)
*''[[La vetta degli dei (film)|La vetta degli dei]]'' (2021)
*''[[KPop Demon Hunters]]'' (2025)
===Serie televisive===
*''[[The Knick]]'' (2014 - in corso)
*''[[Squid Game]]'' (2021 - ln corso)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:De Francesco, Francesco}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Pandemia di COVID-19
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2026-10-05T00:25:11Z
Danyele
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/* Citazioni */ +1
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wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:COVID-19-outbreak-timeline.gif|thumb|upright=1.8|Diffusione della pandemia nel tempo]]
Citazioni sulla '''pandemia di COVID-19'''.
==Citazioni==
*A 140 bpm un anno solare è lungo 73.584.000 beat. Ma certi anni, certi rave, hanno una durata strana. «L'anno del lockdown» è stato così. È stato un anno? O due? È ancora lo stesso anno? Nessuno sa niente, tranne che è – o è stato – brutto. ([[McKenzie Wark]])
*Anche qui in Etiopia siamo molto preoccupati per gli assalti e le conseguenze dell’epidemia. Siamo poveri e vulnerabili: dipendiamo dalla misericordia di Dio. Tutti i fedeli stanno pregando e digiunando in questi giorni, non sapendo né come né quando dovremo soffrire. ([[Berhaneyesus Souraphiel]])
*Dagli studi che sono stati fatti [...] viene fuori che il maggior contagio arriva dai ragazzi tra i 15 e i 20 anni. In gergo si dice che sono una "sorgente". Io tra vaccinare prima tre milioni di liceali o 26 milioni di over 50 vaccinerei prima i liceali così da eliminare la sorgente. ([[Roberto Battiston]])
*Di questo periodo mi ricorderò il silenzio, e il fatto che il silenzio non vada per forza riempito con le parole. Spesso ascoltare e ascoltarsi è la cosa migliore, i boati non sono un modo per stare vicini: lo sono gli abbracci, anche se distanti, lo sono il chiedere "come stai?". ([[Francesca Michielin]])
*Dopo l’empatia dei primi mesi del Covid, il mondo si è diviso tra vaccinati e no-vax, dilaniato da teorie complottiste. ([[Georgi Gospodinov]])
*[...] durante la pandemia, se noi argentini avessimo fatto cose come la media dei paesi del mondo, avremmo avuto 30mila morti. Ma grazie allo "Stato Te Cuida" e alla sua inefficienza hanno perso la vita 130.000 argentini. ([[Javier Milei]])
*È probabile che l’emergenza Covid 19 finirà per rivelarsi come un crinale storico di immensa importanza. Provo a dirla così: è la prima emergenza planetaria generata dall’epoca del Game, della rivoluzione digitale, e l’ultima emergenza planetaria che sarà gestita da un’élite e da un’intelligenza di tipo novecentesco. ([[Alessandro Baricco]])
*Gli svedesi hanno sofferto tremendamente in condizioni difficili. Penso che abbiamo fallito, abbiamo un gran numero di morti e questo è terribile. ([[Carlo XVI Gustavo di Svezia]])
*Ho avuto una lunghissima vita, piena di grandi gioie e di grandi dolori, ma queste settimane mi sembrano tra le più terribili. Siamo dentro una vicenda che non ha precedenti. Il fatto inedito è che questo virus ci ha incarcerati, serrati nelle nostre case, senza nemmeno poter uscire per prendere un caffè, vedere un amico, chiusi dentro una vita che non è la nostra. ([[Emanuele Macaluso]])
*Ho preso il virus perché ho cercato di prenderlo, e, al contrario di molti vaccinati, per contagiarmi ho fatto una fatica tremenda. Ho fatto apposta per potere essere in regola almeno per qualche mese e non è stato nemmeno facile. Mi sono dovuto contagiare per necessità, dovendo lavorare e non considerando il vaccino un'alternativa valida. D'altra parte conosco molte persone con due dosi che provano a infettarsi per evitare la terza. Comunque per me il green pass era e rimane un ricatto: lo userò solo per lavoro e se devo accompagnare mia figlia. Sono disposto a utilizzarlo solo per lo stretto necessario. {{NDR|«Molti obietteranno che sarebbe stato più semplice vaccinarsi...»}} Uno può avere svariati motivi per non volersi vaccinare, anche perché fino a prova contraria questo resta un vaccino sperimentale e con un meccanismo diverso rispetto a tutti i vaccini del passato, legato all'mRna. E quindi uno ha tutto il diritto di avere dei dubbi, soprattutto se, come nel mio caso, uno ha già avuto la malattia e aveva gli anticorpi. Chi prende la malattia è molto più protetto dopo. Io sono risultato positivo senza nemmeno accorgermi di avere qualcosa. ([[Marco Melandri]])
*I giovani {{Ndr|negli anni '70}} scappavano dalle città funestate dal terrorismo, dalla crisi economica e dalla droga. Certamente succederà di nuovo perché le nostre città che erano, per definizione, il luogo della libertà, si sono rivelate grandi carceri. Gli scienziati dicono che il virus in campagna è più debole non solo perché c’è meno contatto sociale, ma perché tira il vento, c’è meno metallo e meno plastica e, se sei vicino al mare, l’aria è carica di iodio. ([[Massimiliano Fuksas]])
*Il compito più urgente è revisionare ed emendare la legge sul lavoro di controllo nazionale d'urgenza delle epidemie e rimettere in buon ordine le regole di gestione di crisi statali. ([[Kim Jong-un]])
*Il modo migliore per me di vederlo è come se fosse un reset per il pianeta. Tutti, ovunque, hanno dovuto rallentare e rivalutare ciò che è importante per loro. ([[Sass Jordan]])
*Il virus non deve essere associato a un Paese o a una nazionalità. In una comunità globale, ciascuno di noi deve essere il custode dell'altro. Non permettiamo alla paura di derubarci della nostra umanità. ([[Abiy Ahmed Ali]])
*Io non sono una che si ferma a chiacchierare a ricreazione, ma per tanti miei compagni l'interruzione della socialità è devastante. Degli effetti sulla psiche ce ne renderemo conto solo tra decenni. Persino io, che sono introversa, a pandemia finita andrò in giro a conversare con tutti gli sconosciuti che incontrerò. ([[Tecla Insolia]])
*Io penso che la [[Cina]] abbia pagato un grande conto di questa epidemia che ha avuto, perché comunque li abbiamo visti tutti mangiare i topi vivi o altre robe del genere. ([[Luca Zaia]])
*La corsa alla scoperta di un vaccino per sconfiggere il virus non è una gara tra Paesi, ma il più urgente sforzo comune della nostra vita. ([[Boris Johnson]])
*La mia percezione non è cambiata, la violenza iniziale è stata compiuta dall'uomo, ahinoi, nei ''wet market'' cinesi, a quanto pare – ciò dimostra come la Natura non sia un mondo disneyano fatto di fiorellini, ma sia "rossa di zanne e artigli" come dice Alfred Tennyson. Spero che da questo periodo si esca anche con la consapevolezza di un maggiore rispetto della Natura (che io scrivo rigorosamente con la N maiuscola). ([[Flavio Santi]])
*La narrazione è uno strumento potentissimo, nel bene e nel male. È davvero incredibile come, nel momento della storia umana in cui più la scienza trova soluzioni e l'accessibilità al sapere è garantita come mai prima, siamo di fronte a vere e proprie sacche di "pensiero magico" drammaticamente pericolose per sé e per gli altri. [...] Da questa pandemia ne usciamo anche consapevoli che la narrazione della realtà è parte stessa della realtà: il modo in cui noi raccontiamo le cose le fanno esistere o meno. Se impari tecniche di storytelling impari anche a difenderti dallo storytelling farlocco e dalle fake news. ([[Mauro Berruto]])
*La percezione è panoramica. A Sud dell’Himalaya vedi le masse indiane in fuga; a Nord quelle cinesi immobilizzate dal governo. Senti la disperazione del Sudamerica («Tremila bare di cartone per i poveri dell’Ecuador»), la strage dei barboni nelle megalopoli degli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]], la tragedia dei migranti bloccati in Grecia, l’avanzata del virus nel cuore di un’Africa di cui nessuno parla. Capisci che a monte della pandemia c’è un modo al si-salvi-chi-può di cui i fuggiaschi dalla Libia o Medio Oriente non sono che sparuta avanguardia. Ti rendi conto della fortuna di essere europeo. ([[Paolo Rumiz]])
*La sproporzione di fronte a quella che secondo il Cnr è una normale influenza, non molto dissimile da quelle ogni anno ricorrenti, salta agli occhi. Si direbbe che esaurito il terrorismo come causa di provvedimenti d'eccezione, l'invenzione di un'epidemia possa offrire il pretesto ideale per ampliarli oltre ogni limite. [...] la limitazione della libertà imposta dai governi viene accettata in nome di un desiderio di sicurezza che è stato indotto dagli stessi governi che ora intervengono per soddisfarlo. ([[Giorgio Agamben]])
*L'insostenibile pesantezza del Male {{NDR|pandemia COVID-19}} non può averla vinta sulla nostra sublime, vincente [[superficialità]]. Se siamo ancora vivi, cari ragazzi e care ragazze, è solo perché siamo superficiali. C'è chi ha reagito al dolore e alla costrizione cucinando, chi coltivando salvia e basilico, chi guardando su ''Sky Sport'' le vecchie partite di repertorio. Appartengo a tutte e tre le categorie. Embé? Voi invece siete tutti sopravvissuti leggendo [[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]]? ([[Michele Serra]])
*L'unica volta che ho avuto paura del Covid è stata a marzo del 2020. No, non per i contagi, Bergamo, le bare. Avevo paura perché Altan aveva fatto una vignetta, su ''Repubblica'', in cui uno diceva «Ce la faremo», e l'altra rispondeva «E se no, ce la faremo». Se anche Altan pensa ci voglia incoraggiamento e non sberleffo, empatia e non scazzo, ottimismo e non nichilismo, allora siamo proprio fottuti. ([[Guia Soncini]])
*Mi sentivo in prigione, ma adoro le mascherine, mi fanno sentire protetta. ([[Stevie Nicks]])
*Nella mia percezione, c'è una cosa unica nella pandemia di COVID-19: ha teso un'imboscata al nostro mondo potente e progressista. Questo coronavirus colpisce il nostro mondo globale proprio come un iceberg invisibile colpisce il "Titanic". E "Titanic" ha aperto una falla! Molti adesso ripetono una frase: "Il mondo non sarà più lo stesso". Ma è già cambiato. Lasciando da parte l'economia e l'assistenza sanitaria, il coronavirus ha riportato all'umanità domande ontologiche come: perché le élite politiche mondiali sono così sorprendentemente deboli, indifesi e stupidi? Perché eleggiamo come presidenti persone così primitive e stupide? Per che cosa? Perché possono parlare con la folla? Oppure un'altra domanda è: qual è il valore della scienza mondiale se non sappiamo come curare il virus? E questo virus non è venuto da Marte. Un'altra domanda: di quale varietà di formaggi, salsicce, cioccolatini, marchi di moda e modelli di automobili avrà bisogno un essere umano per sopravvivere sul pianeta Terra? ([[Vladimir Georgievič Sorokin]])
*Noi ci eravamo davvero voluti dimenticare di quanto è fragile l'umanità, avendo finalmente archiviato con la II guerra mondiale l'uso della guerra e avendo coltivato una fede sconfinata nella scienza. La pandemia da Covid-19 ce lo ha ricordato. ([[Vera Zamagni]])
*Non c'è stata alcuna risposta europea a questa emergenza. Da questo punto di vista l'Europa non esiste, l'[[Unione Europea]] è inesistente. Oltre a essere inesistente negli spiriti, nel senso che si è visto che ogni Paese comunque pensa esclusivamente a sé stesso, con la meravigliosa eccezione della [[Cina]] che ci manda medici [...], tutte le decisioni sono prese a livello del singolo Paese, i dati vengono raccolti e comunicati con criteri che ogni Paese ha scelto, e che non sono per nulla trasparenti fra l'altro. L'inesistenza totale dell'Europa in questo che è il più grande avvenimento storico degli ultimi 20 o 30 anni è qualcosa su cui bisognerà evidentemente poi riflettere a cose finite, perché è drammatica. ([[Alessandro Barbero]])
*Non credo che torneremo quelli che eravamo. Ci illuderemo di farlo, nell'allucinazione collettiva di tornare alla vita-di-prima, ma la leggerezza dei nostri viaggi, o il divertimento, l'esperienza ludica di un bicchiere di vino con gli amici, nasconderà un ronzio, un'inquietudine. Penso che il post-Covid sarà lunghissimo e che la stessa espressione post-Covid sia un errore. Dovremmo fare lo sforzo individuale e collettivo di vivere in continuità con il Covid, non aspirando a una macchina del tempo che non esiste. Dovremmo, credo, come nelle esperienze di alcune malattie, ricordare che la Natura possa tendere contemporaneamente alla perfezione e contenere l'origine del suo danno. ([[Francesca Mannocchi]])
*Non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perché questa gravità? [...] Mi sono sentito umiliato e offeso come cittadino quando mi è stato vietato di uscire di casa. Devo anche confessare, e lo faccio qui pubblicamente, di aver anche in certi casi disobbedito volontariamente a questo divieto. Non mi sembrava giusto né salutare. Ho una certa età e ho bisogno di sole e di vitamina D. ([[Andrea Bocelli]])
*{{NDR|Sugli anziani durante la pandemia}} Non sono e non saranno mai sacrificabili in nome di qualsivoglia economia. ([[Luiz Henrique Mandetta]])
*Oggi si sa il luogo di partenza del coronavirus, si ritiene venga da Wuhan, nell'Hubei, la provincia cinese più colpita. Nel '600 il contagio fu portato in Lombardia dai lanzichenecchi, dalle truppe tedesche mercenarie di Albrecht von Wallenstein, arrivate in Italia dalla Valtellina e dirette a Mantova, dove era in corso la lotta per la successione tra Francia e Spagna. Un tempo i portatori di virus erano i soldati. Oggi sono civili pacifici, turisti, commercianti, tecnici. Il virus adesso viaggia in aereo o su un piroscafo. Le due situazioni non sono ovviamente paragonabili: sarebbe un'imperdonabile forzatura. ([[Bernardo Valli]])
*Per me il Covid è una grande paura, perché è reale. Non è come le paure del profondo che racconto nei miei film. Quelle danno anche una certa gioia, ma il Covid no, non dà alcuna gioia: è terribile come le pestilenze che nel '400 e nel '500 distrussero mezza Europa. È una spaventosa pandemia che molta gente prende un po’ sottogamba. Vedi le feste con gente senza mascherina: si abbracciano, bevono insieme per strada, si toccano. È una pazzia perché questo Covid è molto grave e stiamo vedendo che i mesi trascorrono, ma il virus non passa. Spero in Dio. ([[Dario Argento]])
*Potrebbe essere questo uno dei primi effetti del coronavirus e della quarantena. Restando chiusa, bloccata, ferma, la gente ha avuto occasione di riflettere. E il desiderio di cambiamento si è accresciuto. ([[Maaza Mengiste]])
*Proprio come il virus non conosce confini, anche le nostre risposte non dovrebbero averne. ([[Abiy Ahmed Ali]])
*Questa malattia attacca i polmoni, ricordandoci quanto dipendiamo dal respiro. In greco, in latino, in ebraico, in sanscrito, nella lingua indù, la parola spirito significa proprio respiro, aria che si muove, vento. La domanda è: perché tutte queste lingue, tra la tantissime parole che avevano a disposizione, sono andate a prendere proprio questa per nominare quella parte dell'essere umano che noi chiamiamo spirito? ([[Vito Mancuso]])
*Scusate se riparlo di me. Oggi "festeggio" quattordici giorni consecutivi a letto, insieme all'ospite ingrato che mi abita dentro. Gli ultimi cinque giorni li ho passati in terapia intensiva, collegato ai tubicini dell'ossigeno, ai sensori dei parametri vitali, al saturimetro, con un accesso arterioso al braccio sinistro e un accesso venoso a quello destro. Il Covid è infido, è silente, ma fa il suo lavoro: non si ferma mai, si insinua negli interstizi polmonari, e ha un solo scopo, riprodursi, riprodursi, riprodursi. ([[Massimo Giannini]])
*Se questa epidemia, che si propaga così rapidamente, si infiltra nel nostro paese, ciò porterà a gravi conseguenze; la velocità di propagazione di questa malattia infettiva è molto grande, il suo periodo d'incubazione incerto e le vie di contaminazione non sono state ancora chiaramente comprese in modo scientifico; questo è il motivo per cui le potenti misure che il nostro Partito e il nostro governo hanno preso sin dall'inizio sono misure difensive, preventive e decisive, le più risolute e le più sicure. ([[Kim Jong-un]])
*Sì, il Coronavirus è una brutta malattia ma nella maggioranza dei casi ha soltanto sintomi lievi, il virus sarà stagionale e tornerebbe anche il prossimo inverno. Per questo è importante sviluppare un'immunità di gregge, per tenere sotto controllo il virus a lungo termine. Con il 60% della popolazione infetta dal virus, avremmo una immunità di gregge. ([[Patrick Vallance]])
*Tutti bardati con guanti e mascherine. Un colpo di tosse e ci assale la paura. ([[Stephen King]])
*Un virus sta dominando le nostre paure. Ci terrorizza, limita la nostra libertà, ci fa disprezzare l'altro. Abbiamo chiuso i porti a chiunque, rintanandoci nella nostra fedele cerchia, criticando gli altri la mattina al bar o in coda al supermercato durante la folle corsa per accaparrarci l'ultimo inutile pezzo di pane, che deve essere il nostro e di nessun altro, manco fosse la fine del mondo.<br> Abbiamo deciso di offendere, cacciare, allontanare. Abbiamo fatto morire donne e bambini, perché prima veniva la nostra sicurezza, la nostra ricchezza e poi le loro vite. E adesso siamo noi gli emarginati, siamo noi ad essere discriminati e cacciati, rinchiusi tra i confini di un Paese che soffre.<br>Quando tutto questo finirà, ricordiamoci di questi giorni, di questa sofferenza, di questa isteria che ci ha trasformato in animali mossi solo dall'istinto di sopravvivenza, senza ragione, senza rispetto per nessuno. Ricordiamocelo poi, di come ci trasformano disperazione e paura di morire. Ricordiamocelo quando ad aver paura sarà qualcun altro, che chiede aiuto. ([[Federico Bernardeschi]])
*{{Ancora|cari|Voglio essere onesto con voi, onesto col popolo britannico: molte famiglie, molte altre famiglie perderanno prematuramente dei loro cari.}} ([[Boris Johnson]])
===[[Tedros Adhanom Ghebreyesus]]===
{{cronologico}}
*Questa epidemia è una minaccia per ogni paese, ricco e povero che sia. (7 marzo 2020)
*I paesi hanno pianificato scenari come questo da decenni. Ora è il momento di agire su quei piani. Ciò è possibile solo se è presente una leadership nel paese, che coordina ogni parte del governo, non solo il ministero della salute – ma anche sicurezza, diplomazia, finanza, trasporti, commercio, informazione – l'intero governo di un paese deve essere coinvolto. È essenziale attivare i piani di emergenza di ogni singolo paese attraverso l'approccio dell'intero governo. (7 marzo 2020)
*Sappiamo che le persone hanno paura, ed è normale e appropriato, ma quella paura può essere gestita e moderata con informazioni accurate. (7 marzo 2020)
*Quanto sarà letale questo virus dipende non solo dal virus stesso, ma da come noi rispondiamo ad esso. Il Coronavirus è una malattia grave: non è mortale per la maggior parte delle persone, ma può uccidere. Siamo tutti responsabili della riduzione del nostro rischio di infezione e, se siamo infetti, della riduzione del rischio di infezione di altri. (7 marzo 2020)
*Il nostro appello è quello di non politicizzare questo virus. L'obiettivo della politica deve essere quello di proteggere le persone e ai partiti dico che l'unità del vostro Paese sarà molto importante per distruggere questa minaccia. Senza unità siamo certi che anche il miglior sistema dovrà affrontare grandi problemi e crisi. Per cui diciamo: mettete in quarantena la politicizzazione di questo virus. (8 aprile 2020)
*Non si può sprecare tempo a puntare il dito, abbiamo del tempo, usarlo uniti è l'unica opzione per sconfiggere questo virus. Se non vi unite preparatevi al peggio. Il peggio deve arrivare, se non riusciamo a unirci. (8 aprile 2020)
*L'immunità di gregge è un concetto utilizzato per la vaccinazione, in cui una popolazione può essere protetta da un certo virus se viene raggiunta una soglia di vaccinazione. [...] Mai nella storia della sanità pubblica è stata usata come strategia per sconfiggere un'epidemia. Tanto meno per una pandemia. È scientificamente ed eticamente problematico. Non è una strategia che si persegue esponendo la popolazione all'agente infettivo. Consentire a un virus pericoloso che non conosciamo pienamente di circolare liberamente è semplicemente immorale. Non è un'opzione. (12 ottobre 2020)
*Il vaccino da solo non può bastare a fermare la pandemia. [...] Il vaccino completerà gli altri strumenti che abbiamo, non li sostituirà. (16 novembre 2020)
*Non possiamo accettare un mondo in cui i poveri e gli emarginati sono calpestati dai ricchi e dai potenti nella corsa ai vaccini. È una crisi globale e le soluzioni vanno condivise come beni pubblici globali, non come proprietà private che allargano le disuguaglianze. (4 dicembre 2020)
*Alcuni Paesi stanno cercano di aggirare Covax, aumentando il prezzo e tentando di saltare la fila. Questo potrebbe ritardare le consegne di Covax e creare esattamente lo scenario che Covax è stato progettato per evitare, con l'accaparramento sfrenato, un mercato caotico, una risposta non coordinata e continui sconvolgimenti sociali ed economici. Il mondo è sull'orlo di un catastrofico fallimento morale e il prezzo di questo fallimento sarà pagato con vite nei paesi più poveri del mondo. Alla fine queste azioni non faranno che prolungare la pandemia. (18 gennaio 2021)
*Anche una volta che la pandemia sarà finita, gli sforzi dovranno continuare. Rimarranno problemi preesistenti. Non esiste un vaccino contro la povertà, la fame, la disuguaglianza, il cambiamento climatico, i matrimoni precoci e molti altri problemi che i nostri fratelli e sorelle affrontano quotidianamente. Il COVID-19 ha sottolineato la centralità della salute: quando la salute è a rischio, tutto è a rischio. (8 marzo 2021)
*{{NDR|Sulla revoca delle tutele di proprietà intellettuale per i vaccini anti Covid-19 da parte dell'amministrazione Biden}} Questo è un momento monumentale nella lotta contro il Covid-19. L'impegno del presidente degli Stati Uniti Joe Biden e dell'ambasciatore Katherine Tai, rappresentante degli Stati Uniti per il commercio, a sostenere la rinuncia alla protezione della proprietà intellettuale sui vaccini è un potente esempio di leadership americana per affrontare le sfide della salute globale. Mi congratulo con gli Stati Uniti per la loro decisione storica per l'equità dei vaccini e la priorità del benessere di tutte le persone ovunque in un momento critico. Ora muoviamoci tutti insieme rapidamente, in solidarietà, basandoci sull'ingegnosità e sull'impegno degli scienziati che hanno prodotto i vaccini salvavita Covid-19. (6 maggio 2021)
===[[Piero Angela]]===
*I giovani si sentono invulnerabili, ma il virus non si vede, non si sente. Abbiamo visto cos'è successo anche a Capi di Stato che lo minimizzavano. Invece se il virus passa dai ragazzi ai genitori, salta l'economia di questo Paese.
*Per l'Hiv c'è stata gente condannata in tribunale perché sapendo di essere contagiati andavano attaccando il virus agli altri. Oggi, con il Covid, non dico di mettere in galera le persone, ma far rispettare assolutamente le regole, si. Anche l'esercito e la Polizia in strada possono essere d'aiuto. Come divulgatori di informazione, noi possiamo dare una mano. Ma è un problema di comportamenti.
*Questo è un virus mortale. Non si può dover chiedere "per favore, mettete le mascherine". Quelli che non le usano sono degli untori, soprattutto se sono stati ben informati. [...] {{NDR|I negazionisti}} sono vittime della mala informazione. Alcuni sono recuperabili, altri no. Alle manifestazioni contro le mascherine erano quattro gatti e a lungo andare saranno anche di meno.
===[[Roberto Burioni]]===
{{cronologico}}
*Sembra possibile l'esistenza di pazienti asintomatici, che stanno bene, non hanno febbre, ma possono diffondere il coronavirus. Il che significa che la misurazione della temperatura agli aeroporti potrebbe non essere sufficiente per bloccare la diffusione della malattia. La lotta contro quest'infezione sarà più difficile del previsto. (25 gennaio 2020)
*Dalla Cina non arrivano purtroppo dati attendibili. La mortalità del 3%, come detto da alcuni, sarebbe una mortalità altissima. Se una malattia ha il 3% di mortalità ed è molto diffusa è una catastrofe, non è poco, noi speriamo sia molto di meno. La Spagnola nel 1918 ha avuto una mortalità fra il 2 e il 3%. Spero sia più bassa alla luce di tanti casi non diagnosticati e che sfuggono al controllo cinese. (29 gennaio 2020)
*Desidererei che si trovasse immediatamente un vaccino contro il coronavirus per due motivi. Il primo perché salverebbe tante vite umane, il secondo per il piacere di vedere gli antivaccinisti implorare la vaccinazione in ginocchio sui ceci. (29 gennaio 2020)
*La [[Cina]], in teoria un regime autoritario e feroce, fa di tutto per salvare i suoi cittadini; una democrazia di antichissima tradizione {{NDR|il [[Regno Unito]]}} accetta cinicamente la morte di centinaia di migliaia di cittadini. Incredibile. (13 marzo 2020) {{NDR|rispondendo a una [[#cari|dichiarazione]] di Boris Johnson}}
*Vedo in continuazione previsioni funebri sul futuro. Per valutarne l'affidabilità quando le leggete andate a controllare se chi le sta scrivendo ha mai avuto a che fare con i virus nella sua vita professionale. Se non ha ci mai avuto a che fare (99% dei casi) state tranquilli. (24 maggio 2021)
*In questa guerra chi non si vaccina non è neutrale: sta dalla parte del virus.<br>È un fatto, non un’opinione. (11 agosto 2021)
===[[Maria Rosaria Capobianchi]]===
{{cronologico}}
*L'avversario che abbiamo davanti è poderoso, ma ne abbiamo conosciuti di più letali. Senza andare alla peste del 1600, che era però causata da un [[batterio]] e non da un [[virus]], l'[[influenza spagnola]] del 1918 ha provocato più di 40 milioni di vittime e mezzo miliardo di contagi. Ed è andata a cicli, come tutte le pandemie. Succederà anche stavolta. (22 novembre 2020)
*L'unico virus che finora l'umanità ha completamente debellato è il [[vaiolo]]. Qualsiasi prospettiva di un'uscita rapida da questa pandemia, compreso l'arrivo dei vaccini, è un'ipotesi consolatoria. (22 novembre 2020)
*Non siamo una specie privilegiata. L'uomo è un animale tra gli altri. Questo coronavirus ci arriva forse dai pangolini, Il Mers dai dromedrari, la Sars dagli zibeti. Il problema della salute minacciata è globale. Tante componenti vanno considerate fattori di un quadro d'insieme: l'essere umano, gli animali appunto, l'ambiente, le esportazioni, i viaggi. E quindi medici, veterinari, sociologi, economisti: soltanto attraverso l'incrocio di competenze, lo sforzo collettivo di tutti questi saperi, potremo sperare di sconfiggere quest'ultima pandemia e di garantire una vera salute al mondo. (22 novembre 2020)
===[[Ilaria Capua]]===
{{cronologico}}
*Il nuovo virus è stato veicolato all'uomo dal pipistrello e ha scatenato un'infezione dal punto di vista genetico molto simile alla Sars. È il terzo coronavirus a fare il salto di specie dall'animale all'uomo in 17 anni, dopo appunto la Sars, esplosa in Cina nel 2003, e la Mers, emersa in Medio Oriente (Giordania e Arabia Saudita), nel 2012. Questi virus attaccano l'apparato respiratorio e hanno un potenziale che prima non conoscevamo. (29 gennaio 2020)
*[La Cina] ha fatto uno sforzo "erculeo", tenendo conto del contesto dove si è sviluppata questa epidemia. In una città come Wuhan, con undici milioni di abitanti, moltissimi studenti, con un sistema sanitario pubblico non sempre all'altezza di una simile emergenza, dove ci sono sacche di povertà estrema e dove la medicina scientifica è affiancata da quella tradizionale cinese. Il contenimento è stato efficacissimo: nessun Paese avrebbe potuto fare tanto. (15 febbraio 2020)
*L'incremento del numero di positività è dovuto al fatto che adesso si sono iniziati a cercare, un mese fa per chi aveva sintomi respiratori la diagnosi era di influenza. Ora, con i test diagnostici, la ricerca attiva a ritroso dei contatti e dei movimenti dei pazienti, è chiaro che il numero di casi aumenta. Ma è una forma lieve e sottolineo che si dovrebbe iniziare a chiamare sindrome simil-influenzale da coronavirus per non spaventare le persone. (23 febbraio 2020)
*{{NDR|Sulla somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2}} In onore delle donne e degli uomini di spettacolo che sono volati via, perché non esplorare un piano di distribuzione e somministrazione del vaccino che sfrutti i cinema ed i teatri oggi vuoti che – a pensarci bene – risulterebbero particolarmente funzionali a questo tipo di attività. Sono in perdita, ed è difficile che riprendano a lavorare finché la situazione dei contagi non sarà sotto controllo. Vi è già una modalità di ingresso controllata con percorso a senso unico fino all'uscita. C'è l'elettricità sufficiente per un congelatore a - 70° ed altra strumentazione, ci sono i servizi, ci sono le vie di fuga. I vaccinandi potrebbero sedersi secondo uno schema che rispetti il distanziamento, e nel frattempo agli operatori sanitari risulterebbe più agevole fare il loro lavoro, appunto sfruttando una situazione ordinata di gestione delle operazioni. Questi CineVax potrebbero anche poi essere usati per il recupero delle vaccinazioni che sono saltate a causa dell'emergenza. (21 novembre 2020)
*La Pandemia del 2020 è un grido che ha squarciato la nostra percezione della realtà, mentre noi eravamo occupati a fare le nostre cose. Ha spalancato la finestra con forza facendo sbattere i vetri e gonfiare le tende. Da fuori è arrivato il suo messaggio gelido e chiarissimo: «Vivete in un sistema chiuso, quindi, o cominciate a mettere a posto le cose oppure ...». Una tempesta fragorosa, con tuoni violenti, come quelli che scrocchiano come un legno che si spezza. E che lasciano dietro di sé un vuoto ancora più immobile. La Pandemia del 2020 ci ricorda prepotentemente l’importanza della salute nella società e ci mette di fronte all’opportunità unica di ripensarla in una prospettiva più ampia e più sostenibile. (16 dicembre 2020)
*L’unica strada che abbiamo per non ricaderci mai più è quella della prevenzione: riusciremo a percorrerla solo con la consapevolezza che viviamo all’interno di un sistema circolare e integrato di cui fanno parte persone, animali, piante e in generale l’ambiente in cui tutti siamo immersi. Non ci sono quindi soltanto gli individui e le comunità, non c’è solo la specie umana da preservare: la salute del pianeta e di tutti i suoi abitanti deve avere pari dignità se vogliamo creare un ecosistema sostenibile, resiliente e durevole. (16 dicembre 2020)
===[[Gilberto Corbellini]]===
{{cronologico}}
*Quella svedese è stata una gestione razionale e non impulsiva, come quella italiana. Le prove che avevano a disposizione dicevano che era molto più saggio andare in quella direzione, rischiando di pagare con un certo numero morti, che sono stati più di quelli che si aspettavano e lo hanno riconosciuto. Sono anche intellettualmente più onesti dei nostri politici ed esperti. Hanno valutato che i danni sarebbero stati maggiori a trovarsi nella condizione di avere un lockdown dopo l’altro e strozzarsi davanti a un virus che peraltro ancora non si capisce quale letalità abbia davvero. (20 maggio 2020)
*Le politiche adottate sono state diverse nei diversi Paesi. Qualcuno l’ha voluto ignorare come Bolsonaro, in altri si è adottata la strategia della convivenza come gli svedesi, la Germania ne ha usate altre, l’Italia altre ancora, Cina e Singapore altre ancora. Vedremo come nei prossimi mesi le diverse risposte sociali daranno vita a dinamiche diverse non solo per quanto riguarda la ripresa economica, ma anche l’orientamento politico nei diversi paesi. (20 maggio 2020)
*La pandemia di Covid-19 rappresenta sotto diversi punti di vista una sorta di esperimento naturale. Si tratta di una crisi sanitaria che colpisce tutti i paesi e le comunità e che viene gestita dai governi e dalle persone sulla base di visioni culturali e forme di organizzazione politico-istituzionali diverse, grosso modo identica per cause ed effetti immediati, per cui si possono studiare empiricamente dinamiche sociali, politiche, psicologiche ed economiche indotte dalla situazione inattesa e anomala, che sarebbe impossibile creare artificialmente. (25 luglio 2020)
===[[Jared Diamond]]===
{{cronologico}}
*L'epidemia da Coronavirus non si sarebbe mai diffusa se 17 anni fa, dopo la [[Epidemia di SARS del 2002-2004|SARS]], i cinesi avessero chiuso i mercati di animali selvatici vivi. Le soluzioni migliori sono quelle sociali. (20 aprile 2020)
*Il primo errore è stato quello di non bloccare subito gli incontri tra le persone. Trump ha pensato all'inizio che l'epidemia non fosse così grave, e noi americani non abbiamo da subito attuato un distanziamento fisico. Il secondo errore è continuare a mettere in atto comportamenti che favoriscono la diffusione delle malattie trasmesse dagli animali selvatici all'uomo. Sono stati i mercati aperti in Cina a spianare la strada al virus Covid-19. Questi poi sono stati chiusi, ma resta ancora aperta la strada di trasmissione rappresentata dal commercio di animali per la medicina tradizionale. Se questo traffico rimarrà aperto continuerà la diffusione di malattie dagli animali all'uomo. (20 aprile 2020)
*Finora le nazioni sono state incapaci di collaborare di fronte a questioni evidentemente comuni, prima fra tutte il cambiamento climatico e il rapido esaurimento delle risorse naturali. Probabilmente perché i danni del riscaldamento globale e il suo potere letale agiscono in modo relativamente lento e indiretto. Il Covid, al contrario, uccide a viso aperto e con inesorabile rapidità. Il coronavirus ha colpito il mondo intero. E fino a quando non sarà debellato ovunque, nessuna nazione potrà considerarsi al sicuro. (17 maggio 2020)
*Alcune delle più note epidemie del passato sono state selettive. Si accanivano, in particolare, su alcuni settori della popolazione mentre altri risultavano sostanzialmente immuni. Ciò le ha rese armi di conquista o di difesa. [...] Il Covid, invece, è davvero globale. (17 maggio 2020)
*Nell'ipotesi peggiore, nel 2021, la seconda o terza ondata epidemica continuerà a seminare morte e i Paesi più virtuosi nel debellarlo verranno reinfettati dagli altri, con meno risorse per gestire l'emergenza sanitaria. In quella migliore, al contrario, la collaborazione internazionale per arrivare al vaccino e a protocolli di cura efficaci avrà reso il virus inoffensivo. E, imparata la lezione, la comunità internazionale starà decidendo di applicarla ad altre questioni, dall’inquinamento alla diseguaglianza, ben più pericolose del Covid per l'equilibrio mondiale. (17 maggio 2020)
*In un certo modo, il Covid-19 assomiglia alla peste, ma oggi popoli e genti diverse soffrono in maniera diversa non perché hanno geni ed anticorpi diversi, bensì perché hanno diverse condizioni generali di salute e diversi sistemi sanitari. (24 maggio 2020)
*In confronto al cambiamento climatico e a queste altre minacce globali, il Covid-19 non è che un piccolo cruccio passeggero. È vero, può uccidere qualche milione di persone (io ho già perso tre dei miei più cari amici), causando così terribili tragedie personali, ma presto, nel giro di un anno o due, saranno disponibili i vaccini contro questa malattia. A quel punto, il coronavirus diventerà come l'influenza: un ospite indesiderato che ogni anno ritornerà causando anche morti, ma con cui impareremo a convivere. Le nostre economie si riprenderanno presto dal Covid, così come già avvenuto tanto tempo fa con l'influenza. Il cambiamento climatico è un problema ben più grave. Miete già vittime e ne farà sempre di più, in molti modi, perlopiù subdoli. (24 maggio 2020)
*Siamo collegati da voli internazionali, non possiamo affermare che «il Covid è un problema solo per la gente di quella nazione». No, il Covid-19 è un problema che riguarda tutti. Ma il cambiamento climatico è ancora di più un problema che riguarda tutti. (24 maggio 2020)
*Entro il prossimo anno avremo vinto la guerra contro il coronavirus e questo ci servirà da modello. Stimolerà infatti risposte massicce a livello mondiale ad altri problemi globali, e il cambiamento climatico è già sul tavolo di discussione. Il successo ottenuto porterà a nuovi successi nei prossimi anni, proprio come avvenuto in tutto l'arco della storia dell'uomo. Sarà questo il retaggio paradossale del Covid. Ora sta uccidendo molte persone e per un po' di tempo continuerà a mietere vittime. Sta già causando un'enorme recessione economica globale. Ma la nostra vittoria nella guerra contro il Covid fungerà da modello per vincere una guerra molto più pericolosa, quella contro il cambiamento climatico. È questo il nemico più grande. (24 maggio 2020)
===[[Gwynne Dyer]]===
{{cronologico}}
*Quando (per salvargli la vita) si chiudono in casa le persone, inevitabilmente si blocca anche gran parte dell'economia. E nella maggior parte dei paesi la serrata durerà sicuramente fino a maggio o giugno. La promessa di Donald Trump di riaprire l'economia statunitense tra due settimane è un'illusione.
*La Svezia ha garantito di pagare ai lavoratori inattivi il 90 per cento del loro reddito finché l'emergenza sanitaria sarà finita. La Francia offre "sussidi parziali di disoccupazione" pari all'84 per cento del reddito dei lavoratori. Il Regno Unito garantisce l'80 per cento. In ognuno di questi casi i datori di lavoro (che a loro volta ricevono aiuti statali) devono mantenere i posti di lavoro e riprendere i loro dipendenti quando l'attività tornerà normale. [...] Il governo statunitense è meno generoso, naturalmente, e lo sarebbe anche con un'amministrazione democratica: l'ideologia del libero mercato è la vera religione nazionale. Trump parla di 1.200 dollari a persona (la stessa cifra data da Hong Kong ai suoi cittadini), ma solo per un mese o due.
*Quando il virus sarà domato, torneremo all'economia del tutti contro tutti e del chi si ferma è perduto, che tutti conosciamo e amiamo. Davvero? Pensate che dopo sei mesi o un anno in queste condizioni torneremo docilmente alle vecchie regole economiche? Ne dubito fortemente.
===[[Bill Emmott]]===
{{cronologico}}
*A nessun leader politico sarà mai imputato il fatto di essere troppo prudente di fronte alla minaccia del virus. E questo porterà tutti i leader, anche i più aperti e progressisti, a esercitare la virtù della prudenza. (26 marzo 2020)
*Una crisi economica è pressoché certa. Nel breve periodo questa è più in una crisi sanitaria, ma la crisi economica si manifesterà presto in tutta la sua potenza e porterà a una deciso crollo della ricchezza delle nazioni. (26 marzo 2020)
*Le forze politiche populiste si sono rafforzate sulla base del risentimento che, mentre i banchieri venivano salvati, la gente comune veniva fatta soffrire. Lo stesso potrebbe accadere di nuovo durante il periodo di ripresa dalla pandemia. (14 ottobre 2020)
===[[Anthony Fauci]]===
{{cronologico}}
[[File:HHS NIH COVID-19 Vaccine Kick-Off event (50748458672).jpg|thumb|Fauci ricevendo il vaccino Moderna]]
*Quasi sicuramente ha fatto un salto di specie da un animale-ospite all'uomo. Nel 2002 c'è stato un Coronavirus che è passato dal pipistrello allo zibetto che poi lo ha trasmesso all'uomo. Ed è così che abbiamo avuto la famosa Sars, ovvero la Sindrome respiratoria acuta grave, che ha avuto una diffusione mondiale. Nel 2012, in un modo simile, un altro Coronavirus ha fatto il salto dal pipistrello al cammello, infettando moltissima gente in Medio-Oriente, e causando la Sindrome respiratoria del medio oriente (Mers). Questa volta, quasi certamente, è successa la stessa cosa: il virus ha fatto il salto di specie e ha cominciato a diffondersi, a partire dalla Cina. E da qui, siccome la gente ha continuato a viaggiare in diverse parti del mondo, ha raggiunto anche l'Italia e gli Stati Uniti. (1 aprile 2020)
*Se il virus si propaga in Africa, dove il sistema sanitario è molto debole, a quel punto diventa un problema di difficile risoluzione. Ogni Paese che non è dotato di un sistema sanitario nazionale adeguatamente evoluto ed efficiente, può incontrare serie complicazioni nel contenere la diffusione del virus e i suoi effetti. (1 aprile 2020)
*Il pianeta è grande e se controlleremo il virus qui, ma non in altri Paesi, quando abrogheremo le misure restrittive il rischio di una ripresa della pandemia sarà concreto. (6 aprile 2020)
*Se si guarda all'evoluzione del virus nei pipistrelli e a cosa c'è là fuori adesso, le prove scientifiche vanno fortemente nella direzione che il virus non avrebbe potuto essere manipolato artificialmente o deliberatamente. (5 maggio 2020)
*Ora facciamo i bravi, ma il ritorno alla normalità non avverrà prima di Natale 2021, e solo in alcune aree del mondo, a livello globale ci vorranno quattro anni. (19 settembre 2020)
*{{NDR|Prima di ricevere il vaccino Moderna}} È importante essere qui per due ragioni. La prima è che sono un medico curante qui, nello staff del National institute of health clinical center. Ma ancora più importante è essere un simbolo per il resto del Paese del fatto che mi sento estremamente fiducioso dell'efficacia e della sicurezza di questo vaccino. Voglio incoraggiare chiunque abbia la possibilità di essere vaccinato. Possiamo avere una valida protezione per la nostra Nazione, in modo da far finire questa pandemia. (22 dicembre 2020)
*L’esempio virtuoso è la [[Nuova Zelanda]], agevolato dalla posizione, l’opposto si può dire della [[Svezia]] che non ha effettuato un serio lockdown concentrandosi sui più fragili. (1 dicembre 2022)
*Io penso che la pandemia mostri un elemento di tragedia nei milioni di morti, e un elemento di successo, nei progressi della [[scienza]] e nella maggiore consapevolezza ed energia con cui si è mosso il [[medicina|mondo medico]]. (1 dicembre 2022)
===[[Diego Fusaro]]===
{{cronologico}}
*Quello che stiamo vivendo, e a cui i più si sono già piegati con una resa colma di gratitudine (franando nel senso heideggeriano), non è un "[[grande reset]]", come taluni lo appellano. È, ''au contraire'', un "prolungamento organico" (Gramsci) della civiltà capitalistica, che si ristruttura autoritariamente in modo verticistica e consolida alcune sue nuove acquisizioni, tra cui la società digitalizzata dello ''smart working'' e del superamento delle democrazie parlamentari.
*Nel mondo rovesciato che stiamo vivendo, gli aguzzini sono benefattori e i dissidenti rispetto al regime sono pericolosi sovversivi, "negazionisti" come ormai la neolingua egemonica li appella. Il ''lockdown'' e il "divieto di assembramento" (che trapassa senza soluzione di continuità in "divieto di assemblea") sono i due pilastri del nuovo sistema di controllo oligarchico e neopadronale ai danni di masse ritenute ridondanti e superflue: il distanziamento sociale è il fulcro – non mi stancherò di ripeterlo – della nuova organizzazione sociale verticistica, del nuovo capitalismo terapeutico e della nuova società padronale.
*Il non vaccinato è il soggetto più pericoloso per la religione medico-scientifica, dacché il suo errore è sia di culto, sia di dogma: di culto, in quanto non assume, a mo' di eretico, il sacramento vaccinale; di dogma, giacché addirittura osa dubitare della potenza miracolosa del vaccino (il quale "è un miracolo", affermò con lirica devozione il dottor Giuseppe Remuzzi nella trasmissione "Porta a Porta" il 30 marzo del 2021).
*È già ora sufficiente non aderire all’ordine mentale egemonico per venire estromessi dalle "piazze virtuali" dei ''social networks'', vedendosi chiudere istantaneamente il profilo con l'infamante accusa di diffusori di "contenuti pericolosi" e di "disinformazione medica" (così è ostracizzata ogni voce variamente critica rispetto al regime tecno-sanitario). Trattato alla stregua di un nemico della salute pubblica o di un soggetto patologico, il dissenziente è destinato a "sparire come un sasso nell'oceano", per riprendere la bella immagine di Gramsci, e a trovarsi "tumulato" in casa.
===[[Robert Gallo]]===
{{cronologico}}
*Non ci sono favoriti in questa partita: i principali vaccini funzionano, e io prenderei ognuno di loro. Smettiamola di rimandare e di cercare la perfezione. Non esiste la perfezione. (22 marzo 2021)
*Senza il vaccino si può essere certi che il problema non sarà risolto. Certo, con il vaccino le cose potrebbero non essere perfette, ma tutto andrà molto meglio. Se poi arriveranno delle varianti del virus, sarà possibile creare dei nuovi vaccini per quelle varianti. Insomma, i vaccini funzionano. (22 marzo 2021)
*Non dimentichiamo mai che in una pandemia dobbiamo essere tutti collegati: la parola "pan" significa "tutti" e dobbiamo essere tutti in questo insieme. (22 marzo 2021)
===[[Gilberto Gil]]===
{{cronologico}}
*Il carattere sinistro di questa pandemia si traduce in una sensazione di paura e incertezza. Come se fossimo improvvisamente minacciati dalla possibilità di collisione con un grande asteroide: uno spauracchio di distruzione non solo delle nostre vite individuali ma della vita del pianeta.
*In tutte le situazioni estreme in cui la solidarietà sembra essere obbligatoria (questo è il caso, ora) ci chiediamo se non dovrebbe essere sempre così. E penso che, per ogni disastro, per ogni catastrofe, noi andiamo avanti, di fatto. Tuttavia, non raggiungiamo mai la piena redenzione. Non so perché sia così, ma è così. Penso che questa grande ondata di solidarietà e compassione di oggi depositerà, ancora una volta, i suoi residui positivi nel domani.
*Sono triste per la sofferenza, il dolore, l'agonia di coloro che muoiono per mancanza di aria. La loro agonia è anche mia: anche io soffoco di lacrime e di commozione.
===[[Jane Goodall]]===
{{cronologico}}
*È il nostro disprezzo per la natura e la nostra mancanza di rispetto per gli animali con cui dovremmo condividere il pianeta che ha causato questa pandemia, qualcosa che era stata prevista molto tempo fa. [...] Perché mentre distruggiamo, diciamo la foresta, le diverse specie di animali nella foresta sono costrette a venire in contatto fra di loro e quindi le malattie vengono trasmesse da una specie all’altra, e il secondo animale ha quindi maggiori probabilità di infettare gli esseri umani poiché è costretto a stare stretto contatto con noi.
*La mia opinione è che milioni di persone prenderanno questa situazione come un campanello d’allarme e cominceranno a pensare in modi in cui non hanno mai pensato prima, tanto più se impareranno a conoscere l'effetto spillover. E, tra l'altro, dobbiamo considerare un altro ambiente ideale per lo ''spillover''. E questo è l'allevamento intensivo di animali. Perché molte di queste epidemie sono partite dall'allevamento intensivo di maiali, polli, cavalli, cammelli... Ma temo che il problema sia il tipo di leader politici che abbiamo in molti paesi del mondo. Non vedono l'ora di tornare al ''business as usual''.
*Tutto ciò è legato alla nostra mancanza di rispetto per la natura o alla mancanza di rispetto per gli animali. Ce la siamo cercata.
*Il cambiamento climatico è spinto in gran parte dalle grandi aziende e dalla mancanza di una legislazione per limitare le emissioni. Non credo che questa pandemia influirà molto su questo, se non nel rendere le aziende più impazienti di tornare a fare quello che stavano facendo. Da un lato milioni di persone hanno sentito questo momento come un campanello d'allarme e un tempo in cui dobbiamo ripensare il nostro rapporto con il mondo naturale per renderci conto che dipendiamo dalla natura, dall’altro lato però abbiamo i leader nel mondo degli affari e al governo, ed è questo il grande problema, non è vero? L'amministrazione Trump, per esempio, ha revocato tutte le misure di protezione ambientale che erano state messe in atto, una per una.
*La gente dice: "Chiudete i mercati della fauna selvatica in Cina". Beh, sì, dobbiamo farlo. Dobbiamo farlo assolutamente. Ma ci sono migliaia di persone nelle zone rurali che dipendono dall'allevamento di animali selvatici per la carne. Quindi, sai, hanno bisogno di un modo di vivere alternativo.
===[[Michail Gorbačëv]]===
{{cronologico}}
*Il 2020 ha inflitto una nuova calamità all'umanità, dando inizio a un'ulteriore sfida globale. Nell'arco di soli due o tre mesi, l'epidemia di coronavirus ha travolto il mondo intero. Ma se all'inizio sembrava esserci la speranza di poter gestire questa situazione senza troppe difficoltà, ben presto gli scienziati hanno cominciato a lanciare degli avvertimenti in merito al contrario, che sfortunatamente non sono stati ascoltati da numerosi leader e rappresentanti politici.
*È già diventato banale sostenere che il mondo non sarà più come prima, una volta che avremo debellato questo nemico invisibile e ci saremo lasciati alle spalle questa calamità. Ma come esso sarà esattamente, dipenderà solo dalle lezioni che impareremo mentre questi eventi si svolgono sotto i nostri occhi.
*Bisognerà analizzare nei minimi dettagli ciò che è successo ma la priorità ora è di riprendere il controllo della situazione e sconfiggere questo nuovo e malvagio nemico.
*In questo momento sono tutti d’accordo con la necessità di misure di confinamento. È qualcosa che sia le autorità che la gente devono accettare. Molto dipende anche dal comportamento delle persone. La massima responsabilità e disciplina sono essenziali. Solo in seguito si potrà sperare che il peggio sia passato.
*Questa pandemia, una tragedia comune, ci ricorda quanto sia inutile tentare di nascondersi ignorando le minacce di fronte a noi.
===[[Emmanuele Jannini]]===
*{{NDR|Sulle relazioni sociali, durante la pandemia di COVID-19}} È come il gioco della torre [...]. Tra le amicizie, gli amori, le passioni, abbiamo scelto chi buttare sotto e chi tenere con noi. Il Covid ci ha portato a fare un lavoro di selezione, rinunciando a chi nel nostro immaginario sentimentale non si collocava in una posizione apicale. [...] Il Covid però non è eterno, per fortuna. Quando ritorneremo alle vecchie abitudini ci sarà chi di noi avrà deciso di continuare a dedicare il proprio tempo ai sentimenti più intensi e veri e chi non vedrà l'ora di tornare ad assaporare le emozioni più fatue, ma non per questo cattive. Non è un giudizio morale. Si gode anche nell'avere amicizie vacue, non particolarmente intense.
*{{NDR|«Come stanno il sesso e l'amore al tempo del Covid?»}} Essendo basati a volte su menzogne e infingimenti, il cambiamento più palese è che il Covid ha scoperto le carte. Da una parte, ha rivelato a coppie in crisi che il sostegno della loro vita si trovava già nel loro letto. Oppure, altri hanno atteso la fine del lockdown per piantare il coltello nel petto del partner e fuggire con l'amante.
*{{NDR|Sul ruolo delle mascherine nell'interazione sociale, durante la pandemia di COVID-19}} Gli elementi di seduzione che passano attraverso gli occhi non sono una grande novità [...] in tutto il mondo musulmano tradizionalmente il linguaggio degli occhi ha sempre funzionato in termini seduttivi. Noi siamo abituati a una seduzione espressiva che coinvolge l'intero viso, il corpo, le movenze, le nudità. Le persone più attente e sensibili sono quelle capaci di leggere un grazie, un per favore, un'implorazione soltanto attraverso gli occhi. La nostra generazione sta imparando a usarli per parlare. Quando smetteremo di indossare le mascherine, i più attenti di noi avranno aggiunto un elemento fondamentale di comunicazione delle nostre emozioni, che smettono di essere assordate da tutti i segnali trasmessi dal corpo.
===[[Paul Krugman]]===
*Ancora non sappiamo se il coronavirus sia più o meno pericoloso della [[Epidemia di SARS del 2002-2004|SARS]]. Quello che sappiamo è che le implicazioni economiche globali di una pandemia è più probabile siano gravi oggi di quanto non lo furono allora, per la semplice ragione che la Cina è un protagonista molto più grande di quanto non fosse ai quei tempi.
*Il comportamento irresponsabile in questo momento è principalmente una forma di inquinamento. L’unica differenza riguarda il livello nel quale tale comportamento deve essere modificato. Per la massima parte, controllare l’inquinamento riguarda istituzioni addette alle regole – come limitare le emissioni di anidride solforosa dalle centrali elettriche, o imporre che le automobili abbiano convertitori catalitici. Le scelte individuali – la carta al posto della plastica, il camminare invece dell’andare in macchina – non sono completamente irrilevanti, ma hanno effetti soltanto marginali. Di contro, per controllare una pandemia principalmente è necessario che gli individui modifichino i loro comportamenti – si coprano le facce, si astengano dal passare il tempo ai bar. Ma il principio è lo stesso.
*Tra gli altri paesi con elevata mortalità, l’Italia fu la prima nazione occidentale ad avere una grande epidemia, pagando con molte vite umane persino prima che gli esperti comprendessero pienamente cosa si doveva fare. La Svezia e l’Inghilterra hanno avuto grandi sofferenze perché inizialmente si sono basate sulla dottrina della “immunità di gregge” per superare la pandemia. È stata una politica terribile, che l’Inghilterra alla fine ha abbandonato. La Svezia non ha mai cambiato ufficialmente la sua politica, sebbene in pratica abbia finito col praticare molto distanziamento sociale. Ma c’è una bella differenza tra gli errori, per quanto letali, e l’inganno deliberato. Soltanto in America il capo dello Stato sapeva che la malattia era letale e di facile diffusione, mentre rassicurava la gente.
===[[John Magufuli]]===
*Abbiamo pregato e digiunato affinché Dio ci salvasse dalla pandemia che ha afflitto il nostro Paese e il mondo. Ma Dio ci ha risposto.
*Il ministero della Salute dovrebbe stare attento, non dovrebbe affrettarsi a provare questi vaccini senza fare delle ricerche, non tutti i vaccini sono importanti per noi, dovremmo stare attenti. Non dovremmo essere usati come "cavie".
*Molti Paesi hanno un lockdown, ma in Tanzania non ci sono piani di confinamento e non lo introdurremo mai, perché il nostro Dio è vivo e continuerà a proteggerci.
===[[Loretta Napoleoni]]===
*Fortunatamente il coronavirus non ha un tasso di mortalità elevato: non è l'Ebola né la peste. Ma la reazione irrazionale del mondo intero lo rende tanto pericoloso quanto queste malattie. Ma perché non si è detto subito che era un nuovo virus influenzale poco pericoloso per le persone in buona salute? (1 marzo 2020)
*Prendersela con i cinesi è stato un errore, li ha messi sulla difensiva e ha spinto il resto del mondo a emarginarli quando invece c'era bisogno di collaborare. (1 marzo 2020)
*L'Organizzazione mondiale della sanità doveva chiaramente mettere in guardia contro le misure applicate per la Sars all'inizio del secolo, poiché era chiaro che non avrebbero funzionato oggi. Il virus si trasmette per stretto contatto e oggi siamo tutti molto ma molto più vicini gli uni agli altri: basta menzionare il turismo di massa o le navi da crociera, focolai fenomenali per le epidemie. L'Oms doveva anche mettere in guardia contro le conseguenze per l'economia mondiale della psicosi, dell'isteria popolare. Infine doveva fare appello ai media per evitare il panico. (1 marzo 2020)
*Il panico e l'isteria si diffondono ancora più velocemente del virus. Anche qui negli Stati Uniti, dove il presidente Trump continua a dire che l'epidemia è sotto controllo e il rischio basso, è iniziata la corsa agli scaffali dei supermercati: impossibile trovare le mascherine, per non parlare poi delle confezioni di pasti sottovuoto che si conservano per decenni, anche queste svanite. (1 marzo 2020)
===[[Samia Nkrumah]]===
{{cronologico}}
*L’Africa è il continente meno vaccinato. L’accesso ai vaccini è il problema più grande. I Paesi africani si sono impegnati per ottenere i vaccini contro il covid. Ma finora è stato vaccinato solo il 7 % di una popolazione di 1,3 miliardi di persone. I vaccini non arrivano perché Paesi più ricchi ne fanno incetta.
*Lo scetticismo e l’esitazione dinanzi ai vaccini {{NDR|in [[Africa]]}} è un problema. L’eredità di pratiche mediche non etiche nel continente, la paura di essere delle cavie o di ricevere medicine di qualità inferiore sono preoccupazioni diffuse. Però quando il vaccino è disponibile si vedono persone in fila per riceverlo.
*Possiamo dire che l’Africa ha evitato i numeri che abbiamo visto in altre parti del mondo, ma non le conseguenze economiche della pandemia. Abbiamo un maggiore commercio con il resto del mondo perché importiamo molto di ciò che consumiamo quotidianamente.
*Covax ha aiutato a far giungere alcuni vaccini in Africa, ma ha anche dimostrato che la produzione dei vaccini è concentrata solo in pochi Paesi, ossia gli Stati Uniti, l’Europa, la Cina e l’India. Ciò ha portato a una palese disuguaglianza vaccinale.
*Per quanto riguarda il mondo ricco, potremmo dire che l’atto di solidarietà umana proposto, volto ad assicurare che i medicinali e i vaccini raggiungano l’intera famiglia umana simultaneamente, in realtà è nel loro stesso interesse; non è solo un atto di carità. Di certo nessuno può volere che il virus persista in molte parti del mondo povero, pronto a re-infettare il mondo ricco e a creare nuove insorgenze laddove vige il piacevole pensiero che i ricchi si sono protetti contro la pandemia. Paragonato alle migliaia di miliardi spesi per gli incentivi economici si tratta di un costo ridottissimo.
*Come sarà il mondo post covid-19? Un mondo ricco protetto, che esclude le vaste e potenzialmente contagiose popolazioni dei Paesi poveri? O sarà un mondo che condivide le terapie e i vaccini con i poveri? La storia ci ha mostrato come sradicare le malattie per il bene comune globale dei nostri Paesi — ma anche di tutti. Quando il dottor Jonas Salk realizzò un vaccino anti-polio approvato per l’uso della popolazione generale, egli rifiutò di brevettarlo.
*Il covid-19 è un catalizzatore che spinge noi, in Africa, a diventare autosufficienti in tutti gli aspetti della nostra vita. Abbiamo gli scienziati, alcuni sono in altri Paesi.
*L’unico modo in cui possiamo prevenire la trasmissione del covid e proteggere l’economia è immunizzare una fetta importante della popolazione. Come già detto, il covid-19 è un catalizzatore. Le industrie farmaceutiche devono distinguere tra profitto e vita. Oggi la situazione è questa: chi non può permettersi di pagare i vaccini, non riesce a ottenerli. A lungo termine è una situazione insostenibile.
===[[David Quammen]]===
{{cronologico}}
*Gli scienziati lo avevano previsto da tempo. Io stesso, ormai 8 anni fa, ho spiegato nel mio libro come questo scenario fosse alle porte. Non perché sono un veggente, ma perché ho ascoltato gli esperti giusti, quelli che dicevano che presto si sarebbe diffuso un virus capace di adattarsi ed evolversi velocemente, venuto fuori da animali selvatici, in una situazione in cui vi è uno stretto contatto tra le persone e gli animali, esattamente come accade nei mercati di animali vivi. Fa rabbia vedere come, nonostante la sanità pubblica e la politica sapessero, non abbiano fatto niente per sventare il pericolo o per prepararci ad affrontarlo. (3 aprile 2020)
*Dobbiamo smettere di interferire con gli animali selvatici, messi in vendita come quelli domestici, e poi bisogna regolare fortemente – se non chiudere proprio – mercati come quelli di Wuhan. (3 aprile 2020)
*La mia ipotesi, sulla base di ciò che sento dagli esperti, è che questo virus probabilmente non verrà mai completamente cancellato dalla popolazione umana globale. Sarà soprattutto il vaccino, quando lo avremo, a limitare i danni in futuro. (3 aprile 2020)
*Questa pandemia è il risultato delle cose che facciamo, delle scelte che prendiamo. Ne siamo responsabili tutti. (4 aprile 2020)
*I più importanti biologi evoluzionisti che conosco, tra cui Edward Holmes in Australia, Kristian Andersen in California e Andrew Rambaut in Scozia, hanno pubblicato a gennaio, insieme ad altri, un articolo su "Nature Medicine" dicendo che, da quello che vedevano, il virus ''non'' è ingegnerizzato. Perciò, da una parte abbiamo un articolo pubblicato su "Nature", dall'altra nessuno studio accreditato. Io non sono un biologo, non so analizzare un genoma, ma so guardare le fonti e distinguere tra ciò che è supportato da dati e autorevolezza e ciò che è solo un pettegolezzo eccitante. I pettegolezzi eccitanti piacciono alle persone, così come piace lo zucchero, ma sono malsani allo stesso modo. La seconda accusa è che il virus sia sfuggito al laboratorio mentre venivano condotti degli studi scellerati sui pipistrelli. Innanzitutto quegli studi scellerati sono stati cruciali per capire da dove provengono i coronavirus e hanno contribuito allo sviluppo del Remdesivir. È teoricamente possibile che un virus sfugga a un laboratorio? Sì. Esiste qualsiasi evidenza che sia successo? No. (20 maggio 2020)
*Gli scienziati sapevano che una pandemia stava arrivando. I funzionari della sanità lo sapevano. Hanno avvertito i leader politici, ma in alcuni Paesi, come il mio, quegli avvertimenti sono stati ignorati e minimizzati. Perché? Perché i politici, in troppi casi, come negli Usa, non si preoccupano di ciò che potrebbe accadere fra tre anni ma, magari, capiterà fra dieci. Si preoccupano solo di quello che succederà fra oggi e la loro prossima elezione. (12 giugno 2020)
*Qualsiasi politico che continuerà ad opporsi alla prevenzione contro le pandemie, dopo quanto è successo, non dovrebbe più essere un leader. Dovrebbe essere bocciato dagli elettori. Dovrebbe tornare a fare l'immobiliarista, o l'attore, o i gelati artigianali. (12 giugno 2020)
*Il fatto che il genoma del Sars-CoV-2, e che altri genomi molto simili di altri Coronavirus, esistano fra i pipistrelli cinesi in natura, mostra che non si tratta di un virus costruito in laboratorio. È stato costruito in natura. È sfuggito durante un incidente in laboratorio? Questa è una accusa senza prove, poiché non ci sono prove che questo particolare virus sia mai stato presente in un laboratorio cinese. (12 giugno 2020)
*Ero preoccupato per la [[Repubblica Democratica del Congo|Repubblica democratica del Congo]], conosco gente straordinaria in quel Paese, ottimi scienziati, ma il loro sistema sanitario è limitato: e invece mi sono sbagliato, è andata molto peggio in Italia e negli Stati Uniti. Questo è il "secondo mistero" del Sars Cov-2: perché l'Africa centrale, che ha anch'essa molti contatti con la Cina, non è stata colpita duramente? Perché lì la pandemia non è esplosa? Può darsi che ci siano anche dei fattori genetici che non conosciamo. Che la storia evolutiva dei popoli africani li abbia resi meno vulnerabili. (6 ottobre 2020)
===[[Edi Rama]]===
[[File:Albanian Prime Minister Rama in a 5G Signing Ceremony.jpg|thumb|Edi Rama con una mascherina]]
{{cronologico}}
*Noi stiamo combattendo lo stesso nemico invisibile e le risorse umane e logistiche della nostra guerra non sono illimitate. Ma oggi noi non possiamo tenere le forze di riserva in attesa che siano chiamate, mentre in Italia, dove si stanno curando, negli ospedali di guerra, anche albanesi, feriti dal nemico, hanno un enorme bisogno di aiuto. È vero che tutti sono rinchiusi dentro le loro frontiere e anche paesi ricchissimi hanno girato la schiena agli altri, ma forse esattamente perché noi non siamo ricchi, e neanche privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all'Italia che gli albanesi e l'Albania non abbandonano mai l'amico in difficoltà.
*Visto il livello della comprensione del dovere civico di questa guerra per la vita o la morte, e dal momento che l'andamento positivo della guerra finora è stata frainteso abbandonandosi all'idea "tanto non ci succederà nulla" allora la risposta dello stato sarà reciproca per tutti coloro che non rispettano la fila. [...] Le nuove misure punitive saranno legge lunedì e le teste vuote saranno private della libertà. Alle teste vuote faremo la vita un inferno per i loro comportamenti contorti che portano il fuoco dell'inferno da tutti noi.
*Ormai non ci sono quasi più grandi battaglie politiche che non siano interconnesse con gli altri popoli e chi propone di vincerle dentro le proprie frontiere illude se stesso e il suo popolo. Sembra che il maledetto virus che sta mettendo in ginocchio tanti Paesi sia arrivato per mostrarci proprio questo, facendoci soffrire in una maniera mai vista in queste aree del mondo.
===[[Sergio Romano]]===
{{cronologico}}
*Non è la prima volta che un bacillo arriva dall’Asia. La peste nera scese da un altopiano della Mongolia all’inizio del XIV secolo, raggiunse la Turchia, attraversò la Siria e dalle coste del Mediterraneo entrò in Italia, Svizzera, Francia e Spagna provocando, secondo il calcolo di alcuni demografi, non meno di 30 milioni di morti. I vettori erano i topi che viaggiavano nelle stive mentre i tempi di diffusione del morbo erano quelli delle carovane e delle navi mercantili. Ma il numero degli abitanti nei Paesi aggrediti era molto più modesto mentre oggi tutto è infinitamente più grande e più veloce. (8 maggio 2020)
*Credo che il governo abbia dimostrato grande coraggio e che il Paese, soprattutto nelle regioni maggiormente colpite abbia dato prova di disciplina. Ma gli effetti economici saranno pesanti e non è escluso che suscitino malumori e rimpianti. (8 maggio 2020)
*Alcuni uomini di Stato, dall'Ungheria al Brasile, hanno colto l'occasione per appropriarsi di nuovi poteri. Altri come il governo svedese sino alle scorse settimane, l'inglese Boris Johnson quando era ancora leader dei conservatori alla Camera dei Comuni e lo stesso americano Donald Trump nella fase iniziale dell'epidemia, hanno lasciato intendere più o meno esplicitamente che era meglio attendere l'immunità di gregge e «lasciar fare». Altri ancora, particolarmente in Italia, stanno già speculando su quelle che potrebbero essere le reazioni della società quando la serrata (o confinamento, come lo chiamano i francesi) avrà considerevolmente ridotto il prodotto interno del loro Paese. Di tutti i mali con cui dovremo convivere, quello della cattiva politica nell'epoca di Trump e dei sovranismi, potrebbe essere il peggiore. (8 maggio 2020)
===[[Caetano Veloso]]===
{{cronologico}}
*Tornare indietro alla vita prima del Coronavirus? Non credo sia possibile. Dobbiamo trovare il modo di affrontare questo controllo malefico delle nostre vite, e le fantasie di dominio totale che ci sono intorno. (7 settembre 2020)
*Ci sono già state altre epidemie, non è una cosa che deriva dal nulla, non ci ha colto di sorpresa. Quello che è nuovo e la velocità delle dimensioni che ha assunto. (7 settembre 2020)
*Penso che il virus ha messo in luce delle realtà che erano già lì, che esistevano magari sotto forma di suggestioni, e che sono emerse con evidenza perché tutto il mondo si è trovato nella stessa situazione. (8 settembre 2020)
===[[Xi Jinping]]===
{{cronologico}}
*La pandemia va affrontata insieme, uniti, e seguendo la scienza. Ogni tentativo di politicizzare o stigmatizzare la pandemia deve essere respinto. (22 settembre 2020)
*Nel far fronte all’epidemia di Covid-19 esplosa improvvisamente, abbiamo dato espressione al grande amore che unisce gli esseri umani aderendo al principio secondo il quale bisogna mettere al primo posto il popolo e la vita umana, ed abbiamo scritto un’epopea della lotta all’epidemia con intrepidezza, consapevoli del fatto che l’unione fa la forza. (31 dicembre 2020)
*Dagli angeli in camice bianco ai militari, dai ricercatori scientifici ai lavoratori dei quartieri residenziali, fino ad arrivare ai volontari e ai costruttori dei progetti, un numero considerevole di persone, inclusi gli anziani e i giovani della generazione post-Novanta, ha messo la propria vita al servizio della causa e difeso la vita della gente con il proprio amore. Tutte queste persone hanno unito le proprie limitate forze, trasformandole in un’unica imponente forza, di cui si sono serviti per costruire un muro d’acciaio a salvaguardia della vita di tutti noi. (31 dicembre 2020)
===[[Anna Zafesova]]===
{{cronologico}}
*Il panico da COVID-2019 – da distinguersi dall'epidemia reale – ha mostrato quello che sappiamo già, ma non abbiamo ancora compreso e realizzato fino in fondo: nel mondo mediatico in cui viviamo i nostri comportamenti sono dettati dalle narrative. Chi forgia le narrative governa (o insidia il governo). (27 febbraio 2020)
*È la prima epidemia ai tempi dei social e dei media globali. La prima epidemia ai tempi del populismo. E le misure per contenerla sono in buona parte dettate non tanto dalle esigenze sanitarie, quanto dall'ansia della politica rispetto alla psicosi dell'opinione pubblica, o perlomeno la seconda pesa nelle decisioni quanto la prima. (27 febbraio 2020)
*Non possiamo continuare a dire che dopo il Covid-19 non saremo mai più gli stessi, mentre nello stesso tempo speriamo che tutto tornerà come prima. Anzi, speriamo di no. Se poi proprio abbiamo bisogno di demagogia, anche i vecchietti non potranno che beneficiare di una diffusione di servizi che li renderanno più accuditi e meno soli, anche a epidemia finita. (21 marzo 2020)
*Quello che nei due decenni precedenti succedeva soltanto per i grandi fatti come l'11 settembre o lo tsunami – quando tutto il mondo seguiva con il fiato sospeso la stessa storia, condivideva le stesse immagini, sussultava sincronizzato nello stesso momento – ai tempi del coronavirus è diventato un fenomeno cronico. (22 maggio 2020)
*Abbiamo tutti cercato mascherine e guanti, tamponi e test, partecipato alle stesse raccolte di beneficenza per i medici in prima linea, e l'unica cosa nella quale abbiamo mostrato fortissime differenze nazionali sono stati i beni spariti per primi nell'accaparramento pre-lockdown: lievito per gli italiani, grano saraceno per i russi, carta igienica per gli anglosassoni. (22 maggio 2020)
*La realtà, meno visibile, è che si è trattato dell'epidemia più globale della storia. I virus sono sempre stati globali, ma se un tempo impiegavano anni a viaggiare con carovane, mercenari e marinai, oggi prendono l'aereo. Ma, per la prima volta nella storia, anche la risposta è stata globale. Abbiamo risparmiato mesi se non anni a organizzare la risposta all'epidemia, copiandoci i lockdown a vicenda, stilando protocolli e mandando aiuti. (22 maggio 2020)
*Può darsi che per un periodo viaggeremo o commerceremo di meno. Ma la pandemia-2020 è stata il primo evento interamente globale della nostra storia, più delle Olimpiadi o dell'incendio di Notre-Dame. Non l'abbiamo soltanto visto insieme, l'abbiamo vissuto insieme, co-partecipato e com-passionato, sperimentando per la prima volta sulla nostra pelle e non solo negli slogan il fatto di coabitare lo stesso mondo. Provare a riportarlo alla condizione precedente sarebbe come tentare di trasformare una zuppa di pesce di nuovo in un acquario. (22 maggio 2020)
*
==Voci correlate==
{{Div col}}
*[[Disinformazione sul SARS-CoV-2]]
*[[Epidemia di SARS del 2002-2004]]
*[[Green Pass]]
*[[Pandemia di COVID-19 in Brasile]]
*[[Pandemia di COVID-19 in Corea del Nord]]
*[[Pandemia di COVID-19 in Italia]]
*[[Pandemia di COVID-19 nel Regno Unito]]
*[[Pandemia di COVID-19 in Russia]]
*[[Pandemia di COVID-19 negli Stati Uniti d'America]]
*[[SARS-CoV-2]]
{{Div col end}}
==Altri progetti==
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[[Categoria:Epidemie|COVID-19]]
[[Categoria:Eventi degli anni 2020]]
[[Categoria:Pandemia di COVID-19| ]]
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Gianpiero Combi
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[[File:Gianpiero Combi vers 1930 - Scono cioccolado.jpg|thumb|Gianpiero Combi]]
'''Gianpiero Combi''' (1902 – 1956), calciatore e dirigente sportivo italiano.
==Citazioni di Gianpiero Combi==
* [Lo [[stile Juventus]]] è lavorare e tacere.
:''[Juventus Style] is work and shut up!''<ref>Da un'intervista al giornale ''La Stampa'' il 6 maggio 1934, {{en}} citato in Paul Dietschy e Antoine Mourat, ''The Motor Car and Football Industries from the early 1920s to the late 1940s: The Cases of FC Sochaux and Juventus'', p. 65.</ref>
==Citazioni su Gianpiero Combi==
*Combi, forse, era di una levatura superiore agli altri. Juventino di nascita come potevo essere io. ([[Giovanni Mazzonis]])
*Combi si allenava in modo tutto suo, venti minuti di allenamento con quattro palloni scagliatigli addosso che valevano più di dieci ore di lavoro, non voleva che si scherzasse, bisognava tirargli come in partita, era un grande portiere, per qualche numero migliore di Plánička, però meno completo. ([[Felice Borel]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*{{en}} Alan Bainer, Jonathan Magee e Alan Tomlinson (a cura di),'' The Bountiful Game? Football Identities and Finances, a publication of the ''International Football Institute (IFI), Meyer & Meyer Sport Ltd., Oxford, 2005. ISBN 1-84126-178-5
==Voci correlate==
*[[Quinquennio d'oro]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Calciatori italiani]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
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Theodore Kaczynski
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[[Immagine:Theodore Kaczynski, 1968 (re-scanned, as-is; headshot).jpg|thumb|Thed Kaczynski nel 1968]]
'''Theodore John Kaczynski''', noto con il soprannome di '''Unabomber''' (1942 – 2023), è stato un terrorista e matematico statunitense.
==''La società industriale e il suo futuro''==
===[[Incipit]]===
La [[rivoluzione industriale]] e le sue conseguenze sono state un disastro per la razza umana. Esse hanno incrementato a dismisura l'aspettativa di vita di coloro che vivono in paesi "sviluppati" ma hanno destabilizzato la società, reso la vita insignificante, assoggettato gli esseri umani a trattamenti indegni, diffuso sofferenze psicologiche (nel Terzo mondo anche fisiche), inflitto danni notevoli al mondo naturale. Il continuo sviluppo della [[tecnologia]] peggiorerà la situazione. Essa sicuramente sottometterà gli esseri umani a trattamenti sempre più abietti, infliggerà al mondo [[natura]]le danni sempre maggiori, porterà probabilmente a una maggiore disgregazione sociale e sofferenza psicologica e a incrementare la sofferenza fisica in paesi "sviluppati".
===Citazioni===
*2. Il sistema tecnologico industriale può sopravvivere o crollare. Se sopravvive, potrebbe, alla fine, raggiungere un basso livello di sofferenze psicologiche e fisiche, ma solo dopo un lungo periodo, molto doloroso, di aggiustamento e solo al costo di ridurre permanentemente gli esseri umani e molti altri organismi viventi a prodotti costruiti, semplici ingranaggi nella macchina sociale. Inoltre, se il sistema sopravviverà, le conseguenze saranno inevitabili: non vi è possibilità di riformare o modificare il sistema così da impedire che esso privi la gente di dignità e autonomia.
*13. Molti uomini di [[sinistra]] si identificano profondamente con i problemi dei gruppi che hanno un'immagine debole (donne), o di vinti (gli indiani americani), repellenti (omosessuali) e inferiori. Gli stessi uomini di sinistra percepiscono che questi gruppi sono inferiori. Non ammetterebbero questi sentimenti neanche con sé stessi, ma il vero motivo è che essi vedono questi gruppi come inferiori e li identificano con i loro problemi. (Non vogliamo dire che le donne, gli indiani, ecc. sono inferiori; noi stiamo solo puntualizzando la psicologia della sinistra.)
*16. Parole come "fiducia in sé", "sicurezza di sé", "iniziativa", "impresa", "ottimismo", ecc. giocano un ruolo marginale nel vocabolario liberale e della sinistra. L'uomo di sinistra è antindividualista, pro-collettivista. Egli vuole che la società risolva qualsiasi suo bisogno, prendendosene cura. Egli non possiede un innato senso di fiducia nella propria capacità di risolvere i suoi problemi e soddisfare i suoi bisogni. L'uomo di sinistra è contro il concetto di competizione perché, dentro di sé, si sente un perdente.
*22. Se la nostra società non avesse alcun problema sociale, la gente di sinistra li inventerebbe, così da procurarsi un motivo per protestare.
*24. Gli psicologi usano il termine "sovrasocializzazione" per designare il processo con il quale i bambini sono addestrati a pensare e agire come la società richiede.
*25. Il codice [[morale|morale]] della nostra società è così esigente che nessuno può pensare, sentire e agire in una maniera completamente morale. Per esempio, non si presume che si possa odiare qualcuno; tuttavia quasi tutti noi odiamo qualcuno in un momento o in un altro, sia che lo ammettiamo a noi stessi o no. Alcune persone sono così altamente socializzate che il tentativo di pensare, sentire e agire moralmente impone loro un pesante aggravio. Per evitare sensazioni di colpa devono continuamente illudersi sulle proprie motivazioni e trovare spiegazioni morali per sentimenti e azioni che in realtà non hanno una origine morale. Noi usiamo il termine "sovrasocializzato" per descrivere tali persone.
*26. La sovrasocializzazione può portare a una bassa autostima, un senso di impotenza, disfattismo, senso di colpa, ecc. Uno dei più importanti mezzi con il quale si socializza i [[bambino|bambini]] è far sì che questi ultimi si vergognino di comportamenti e discorsi che sono contrari alle aspettative della società. Se questo punto viene esasperato, o se un bambino in particolare è piuttosto suscettibile a tali sentimenti, egli finisce per vergognarsi di sé stesso. Inoltre, il pensiero e il comportamento di una persona sovrasocializzata sono più ristretti, a causa delle aspettative della società, rispetto a quelli di una persona scarsamente socializzata. La maggior parte delle persone è occupata in una qualità significativa di comportamenti inutili.
*35. Ognuno di noi si pone degli [[obiettivo|obiettivi]]; se non altro per soddisfare i bisogni fisici essenziali: cibo, acqua e qualsiasi indumento e riparo siano resi necessari dal clima. Ma le aristocrazie agiate non devono compiere alcuno sforzo per questo. Da ciò nasce la loro noia e demoralizzazione.
*40. Nella [[società]] industriale moderna è necessario solo un minimo sforzo per soddisfare i bisogni primari. È sufficiente passare attraverso un programma di addestramento per acquisire qualche piccola abilita tecnica, quindi andare al lavoro in orario e compiere uno sforzo molto modesto per mantenere il lavoro. I soli requisiti sono una quantità moderata di intelligenza, e, più di tutto, semplice obbedienza. Se uno possiede questi requisiti, la società si prende cura di lui dalla culla alla tomba. (Si, esiste una sottoclasse che non può ritenere che le sue necessità fisiche siano garantite, ma noi stiamo parlando della maggioranza della società.) Così non sorprende che la società moderna sia piena di attività sostitutive. Queste includono il lavoro scientifico, l'impresa atletica, il lavoro umanitario, la creazione artistica e letteraria, la scalata ai vertici aziendali, l'acquisizione di denaro e beni materiali molto oltre il necessario, e l'attivismo sociale quando si indirizza verso temi che non sono importanti per la vita personale dell'attivista, come nel caso di attivisti bianchi che lavorano per i diritti delle minoranze non bianche.
*49. Per le società primitive il mondo naturale (che, in genere, muta lentamente) forniva una struttura stabile e quindi un senso di sicurezza. Nel mondo moderno è la società umana che domina la natura, piuttosto che il contrario, e la società moderna cambia molto rapidamente a causa dei mutamenti tecnologici. Così non vi è una struttura stabile.
*50. I [[conservatori]] sono sciocchi; lamentano la decadenza dei valori tradizionali, tuttavia sostengono entusiasticamente il progresso tecnologico e la crescita economica. Apparentemente sembra loro sfuggire il fatto che non si possono produrre cambiamenti rapidi e drastici in campo tecnologico e nella economia di una società senza causare rapidi mutamenti in tutti gli altri aspetti di detta società; e tali mutamenti rapidi inevitabilmente fanno crollare i valori tradizionali.
*63. Così sono stati creati dei bisogni artificiali che cadono nel secondo gruppo e quindi garantiscono il bisogno per il processo del potere. La [[pubblicità]] e le tecniche di [[marketing]] sono state sviluppate in modo da far sì che molte persone sentano il bisogno di cose che i loro nonni non desiderarono o persino sognarono mai. Ciò richiede un duro sforzo per guadagnare denaro sufficiente per soddisfare questi bisogni artificiali, quindi essi ricadono nel secondo gruppo (ma vedi paragrafi 80-82.) L'uomo moderno deve soddisfare il suo bisogno per il processo di potere in gran parte attraverso la ricerca di bisogni artificiali creati dalla pubblicità e dalla industria del marketing, e attraverso attività sostitutive.
*69. È vero che l'uomo primitivo è impotente contro alcune [[minaccia|minacce]]: la [[malattia]] per esempio. Ma egli può accettare il rischio della malattia stoicamente. Essa fa parte della natura delle cose. Non è colpa di alcuno, a meno che sia colpa di qualche immaginario demone impersonale. Ma le minacce all'individuo moderno tendono a essere costruite dall'uomo. Esse non sono il risultato del caso ma gli sono imposte da altri le cui decisioni egli, come individuo, è incapace di influenzare. Di conseguenza si sente frustrato, umiliato e pieno di rabbia.
*83. Alcuni soddisfano in parte il loro bisogno per il potere identificandosi con una potente organizzazione o con un movimento di massa. Un individuo che manca di scopi o di potere si unisce a un movimento o a un'organizzazione, adotta i suoi obiettivi come propri, quindi lavora per questi obiettivi. Quando alcuni di questi sono raggiunti, l'individuo, anche se i suoi personali sforzi hanno giocato solo una parte insignificante nel loro raggiungimento, si sente (attraverso la sua identificazione con il movimento o l’organizzazione) come se fosse passato attraverso il processo del potere. Questo fenomeno fu sfruttato dai [[fascisti]], dai [[nazisti]] e dai [[comunisti]] [...].
*89. Lo stesso si può dire degli [[scienziato|scienziati]] in generale. Con qualche rara eccezione le loro ragioni non sono né la curiosità né il desiderio di benessere l'umanità bensì il bisogno di passare attraverso il processo del potere: avere un obiettivo (un problema scientifico da risolvere), fare uno sforzo (ricerca) e raggiungere un obiettivo (soluzione del problema). La [[scienza]] è una attività sostitutiva perché gli scienziati lavorano soprattutto per la soddisfazione che ne ricavano.
*94. Con [[libertà]] intendiamo l'opportunità di passare attraverso il processo del potere con obiettivi reali, non con quelli artificiali di attività sostitutive, e senza interferenza, manipolazione o supervisione di alcuno, specialmente di qualche organizzazione. Libertà significa essere in grado di controllare (sia come individuo che come membro di un piccolo gruppo) tutti gli aspetti relativi alla propria vita-morte; cibo, vestiti, riparo e difesa contro qualsiasi pericolo ci possa essere nel proprio circondario. Libertà significa avere potere; non il potere di controllare altre persone ma il potere di controllare le circostanze della propria vita. Nessuno è libero se qualcun altro (specialmente una grossa organizzazione) lo ha in suo potere, non importa con quanta benevolenza, tolleranza e permissivismo questo potere sia esercitato. È importante non confondere la libertà con il mero permissivismo (vedi paragrafo 72).
*95. Si dice che noi viviamo in una società libera perché abbiamo un certo numero di diritti costituzionalmente garantiti. Ma questi non sono importanti come sembra. Il grado di libertà personale che esiste in una società è determinato più dalla struttura economica e tecnologica che dalle sue leggi o dalla sua forma di governo.
*96. Fra i nostri diritti costituzionali consideriamo, per esempio, quello della [[libertà di stampa]]. Noi certamente non vogliamo colpire quel diritto; è uno strumento molto importante per limitare la concentrazione del potere politico e tenerlo sotto controllo esponendo pubblicamente qualsiasi comportamento scorretto. Ma la libertà è di poca utilità per il cittadino medio come individuo. I mass media sono per la maggior parte sotto il controllo di grandi organizzazioni integrate nel sistema. Qualsiasi persona, con pochi soldi, può pubblicare uno scritto o distribuirlo su Internet o simili, ma quello che egli avrà da dire sarà travolto da una enorme quantità di materiale prodotto dai media, quindi non avrà alcun effetto pratico.
*98. Un altro punto deve essere sottolineato in questa sezione non si dovrebbe pensare che una persona ha abbastanza libertà solo perché dice di averla. La libertà è in parte limitata dal controllo psicologico del quale la gente non si rende conto. Inoltre, molte idee della gente su quello che costituisce la libertà sono dettate più dalla convezione sociale che dai bisogni reali.
*140. Confidiamo di aver convinto il lettore che il sistema non può essere riformato in modo tale da conciliare la libertà con la tecnologia. Il solo modo è di fare completamente a meno del sistema industriale tecnologico. Questo implica la [[rivoluzione]], non necessariamente un'insurrezione armata, ma certamente un cambiamento radicale e fondamentale nella natura della società.
*147. Per cominciare, vi sono le tecniche di [[videosorveglianza|sorveglianza]]. Attualmente videocamere nascoste sono usate nella maggior parte dei negozi e in molti altri posti; i [[computer]] sono usati per raccogliere e elaborare grandi quantità di informazioni sugli individui. I dati cosi ottenuti aumentano l’efficacia della coercizione fisica (esempio: rafforzamento delle leggi). Quindi vi sono i metodi della [[propaganda]], ai quali i mezzi di comunicazione di massa forniscono un veicolo efficace. Tecniche efficaci sono state sviluppate per vincere le elezioni, vendere prodotti, influenzare l'opinione pubblica. L'industria dell'[[intrattenimento]] serve come importante strumento psicologico del sistema persino quando scodella grandi quantità di sesso e violenza. L'intrattenimento fornisce all'uomo moderno mezzi indispensabili di fuga. Assorbito dalla [[televisione]], video ecc., egli può dimenticare lo stress, l'ansia, la frustrazione, l'insoddisfazione. Molte persone "non civilizzate" quando non devono lavorare sono contente di sedere per ore non facendo nulla perché sono in pace con sé stesse e con il mondo. Ma la maggior parte delle persone moderne devono essere costantemente occupate o intrattenute sennò si "annoiano", diventano inquiete, agitate, irritabili.
*162. Il sistema è attualmente impegnato in una lotta disperata per superare certi problemi che minacciano la sua [[sopravvivenza]] e i problemi del comportamento umano sono i più importanti. Se il sistema riesce ad acquisire in fretta un sufficiente controllo sul [[comportamento]] umano probabilmente sopravviverà. Altrimenti crollerà. Noi pensiamo che la questione sarà probabilmente risolta entro i prossimi decenni, diciamo da 40 a 100 anni.
*168. In secondo luogo, bisogna porre a confronto la lotta e la morte contro la perdita di libertà e [[dignità]]. Per molti di noi, la libertà e la dignità sono più importanti che vivere a lungo o evitare il dolore fisico. Inoltre dobbiamo tutti [[vita e morte|morire]] alla fine, e sarebbe meglio morire combattendo per la sopravvivenza, o per una causa, che vivere una [[vita e morte|vita]] lunga ma vuota e senza scopo.
*172. Per prima cosa lasciateci ipotizzare il successo degli scienziati del computer nello sviluppare [[intelligenza artificiale|macchine intelligenti]] in grado di fare tutto meglio degli esseri umani. In questo caso, probabilmente, il lavoro sarà compiuto da estesi e ben organizzati sistemi di macchine e non sarà più necessario alcuno sforzo da parte dell'uomo. Due sarebbero le possibilità: permettere alle macchine di procedere autonomamente senza sorveglianza umana, conservare il controllo umano sulle macchine.
*173. Nel momento in cui la società e i problemi da affrontare diventassero sempre più complessi, e le macchine sempre più intelligenti, la gente permetterà sempre più a queste ultime di prendere decisioni al suo posto semplicemente perché le decisioni prese dalle macchine porterebbero a migliori risultati rispetto a quelle prese dagli uomini. Alla fine potrebbe essere raggiunta una fase in cui le decisioni necessarie per far sì che il sistema continui saranno così complesse che gli esseri umani saranno incapaci di prenderle intelligentemente. In questa fase le macchine avranno il controllo effettivo. La gente non sarà capace nemmeno di spegnere le macchine perché saranno cosi dipendenti da esse che spegnerle equivarrebbe al suicidio.
*174. Dall'altro lato, è possibile che il controllo umano sulle macchine possa essere conservato. In questo caso l'uomo comune può avere un controllo su alcune macchine private di sua proprietà, come l'automobile e il personal computer, ma il controllo su sistemi più grandi sarà nelle mani di una élite molto ristretta, cosi come è oggi, ma con due differenze. A causa del miglioramento delle tecniche l'élite avrà un maggiore controllo sulle masse; e poiché il lavoro umano non sarà più necessario le masse saranno superflue, un peso inutile nel sistema. Se i membri di questa élite sono spietati, possono semplicemente decidere di sterminare la massa dell'umanità. Se invece sono umani possono usare la propaganda o altre tecniche psicologiche o biologiche per ridurre l'indice di natalità fino a che la massa dell'umanità si estingua lasciando il mondo a loro.
*178. Qualunque possa essere lo sviluppo, è certo che la tecnologia sta creando per gli esseri umani un nuovo ambiente fisico e sociale, radicalmente differente dalla serie di ambienti al quale la selezione natura ha adattato la razza umana fisicamente e psicologicamente. Se l'uomo non si adatta a questo nuovo ambiente artificialmente ricostruito allora si adatterà attraverso un lungo e doloroso processo di selezione naturale. Il primo caso è molto più probabile del secondo.
*179. Sarebbe meglio rovesciare l'intero, disgustoso sistema e accettarne le conseguenze.
*185. Relativamente alle conseguenze negative che potrebbero scaturire dall'eliminazione della società industriale beh, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Per ottenere una cosa si deve sacrificarne un'altra.
*193. Il tipo di rivoluzione che abbiamo in mente non implica necessariamente una ribellione armata contro il governo. Può o no implicare violenza fisica, ma non sarà mai una rivoluzione politica. Il suo epicentro sarà la tecnologia e le economie, non le politiche.
*214. Per evitare ciò un movimento che esalta la natura e che si oppone alla tecnologia deve prendere una posizione risolutamente anti-sinistra e deve evitare qualsiasi collaborazione con la sinistra. La sinistra è nel lungo periodo inaffidabile riguardo la natura selvaggia, la libertà umana e la eliminazione della tecnologia moderna. La sinistra è collettivista; cerca di unire insieme l'intero mondo (sia la razza umana che la natura) in un complesso unificato. Ma questo implica la direzione della natura e della vita umana da parte di una società organizzata, e richiede una tecnologia avanzata. Non puoi avere un mondo unico senza un trasporto rapido e una rapida comunicazione. Non puoi rendere tutta la gente capace di amarsi l'un con l'altra senza sofisticate tecniche psicologiche, non puoi avere una "società pianificata" senza la necessaria base tecnologica.
==Bibliografia==
*Theodore John Kaczynski, ''Il manifesto di Unabomber. {{small|La società industriale e il suo futuro}}'', a cura di Antonio Troiano, traduzione di Roberto Migliussi, Edizioni Stampa Alternativa, 1997. ISBN 8872263525
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Kaczynski, Theodore John}}
[[Categoria:Ambientalisti statunitensi]]
[[Categoria:Anarchici statunitensi]]
[[Categoria:Matematici statunitensi]]
[[Categoria:Terroristi statunitensi]]
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1428304
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text/x-wiki
[[Immagine:Theodore Kaczynski, 1968 (re-scanned, as-is; headshot).jpg|thumb|Thed Kaczynski nel 1968]]
'''Theodore John Kaczynski''', noto con il soprannome di '''Unabomber''' (1942 – 2023), anarchico, terrorista e matematico statunitense.
==''La società industriale e il suo futuro''==
===[[Incipit]]===
La [[rivoluzione industriale]] e le sue conseguenze sono state un disastro per la razza umana. Esse hanno incrementato a dismisura l'aspettativa di vita di coloro che vivono in paesi "sviluppati" ma hanno destabilizzato la società, reso la vita insignificante, assoggettato gli esseri umani a trattamenti indegni, diffuso sofferenze psicologiche (nel Terzo mondo anche fisiche), inflitto danni notevoli al mondo naturale. Il continuo sviluppo della [[tecnologia]] peggiorerà la situazione. Essa sicuramente sottometterà gli esseri umani a trattamenti sempre più abietti, infliggerà al mondo [[natura]]le danni sempre maggiori, porterà probabilmente a una maggiore disgregazione sociale e sofferenza psicologica e a incrementare la sofferenza fisica in paesi "sviluppati".
===Citazioni===
*2. Il sistema tecnologico industriale può sopravvivere o crollare. Se sopravvive, potrebbe, alla fine, raggiungere un basso livello di sofferenze psicologiche e fisiche, ma solo dopo un lungo periodo, molto doloroso, di aggiustamento e solo al costo di ridurre permanentemente gli esseri umani e molti altri organismi viventi a prodotti costruiti, semplici ingranaggi nella macchina sociale. Inoltre, se il sistema sopravviverà, le conseguenze saranno inevitabili: non vi è possibilità di riformare o modificare il sistema così da impedire che esso privi la gente di dignità e autonomia.
*13. Molti uomini di [[sinistra]] si identificano profondamente con i problemi dei gruppi che hanno un'immagine debole (donne), o di vinti (gli indiani americani), repellenti (omosessuali) e inferiori. Gli stessi uomini di sinistra percepiscono che questi gruppi sono inferiori. Non ammetterebbero questi sentimenti neanche con sé stessi, ma il vero motivo è che essi vedono questi gruppi come inferiori e li identificano con i loro problemi. (Non vogliamo dire che le donne, gli indiani, ecc. sono inferiori; noi stiamo solo puntualizzando la psicologia della sinistra.)
*16. Parole come "fiducia in sé", "sicurezza di sé", "iniziativa", "impresa", "ottimismo", ecc. giocano un ruolo marginale nel vocabolario liberale e della sinistra. L'uomo di sinistra è antindividualista, pro-collettivista. Egli vuole che la società risolva qualsiasi suo bisogno, prendendosene cura. Egli non possiede un innato senso di fiducia nella propria capacità di risolvere i suoi problemi e soddisfare i suoi bisogni. L'uomo di sinistra è contro il concetto di competizione perché, dentro di sé, si sente un perdente.
*22. Se la nostra società non avesse alcun problema sociale, la gente di sinistra li inventerebbe, così da procurarsi un motivo per protestare.
*24. Gli psicologi usano il termine "sovrasocializzazione" per designare il processo con il quale i bambini sono addestrati a pensare e agire come la società richiede.
*25. Il codice [[morale|morale]] della nostra società è così esigente che nessuno può pensare, sentire e agire in una maniera completamente morale. Per esempio, non si presume che si possa odiare qualcuno; tuttavia quasi tutti noi odiamo qualcuno in un momento o in un altro, sia che lo ammettiamo a noi stessi o no. Alcune persone sono così altamente socializzate che il tentativo di pensare, sentire e agire moralmente impone loro un pesante aggravio. Per evitare sensazioni di colpa devono continuamente illudersi sulle proprie motivazioni e trovare spiegazioni morali per sentimenti e azioni che in realtà non hanno una origine morale. Noi usiamo il termine "sovrasocializzato" per descrivere tali persone.
*26. La sovrasocializzazione può portare a una bassa autostima, un senso di impotenza, disfattismo, senso di colpa, ecc. Uno dei più importanti mezzi con il quale si socializza i [[bambino|bambini]] è far sì che questi ultimi si vergognino di comportamenti e discorsi che sono contrari alle aspettative della società. Se questo punto viene esasperato, o se un bambino in particolare è piuttosto suscettibile a tali sentimenti, egli finisce per vergognarsi di sé stesso. Inoltre, il pensiero e il comportamento di una persona sovrasocializzata sono più ristretti, a causa delle aspettative della società, rispetto a quelli di una persona scarsamente socializzata. La maggior parte delle persone è occupata in una qualità significativa di comportamenti inutili.
*35. Ognuno di noi si pone degli [[obiettivo|obiettivi]]; se non altro per soddisfare i bisogni fisici essenziali: cibo, acqua e qualsiasi indumento e riparo siano resi necessari dal clima. Ma le aristocrazie agiate non devono compiere alcuno sforzo per questo. Da ciò nasce la loro noia e demoralizzazione.
*40. Nella [[società]] industriale moderna è necessario solo un minimo sforzo per soddisfare i bisogni primari. È sufficiente passare attraverso un programma di addestramento per acquisire qualche piccola abilita tecnica, quindi andare al lavoro in orario e compiere uno sforzo molto modesto per mantenere il lavoro. I soli requisiti sono una quantità moderata di intelligenza, e, più di tutto, semplice obbedienza. Se uno possiede questi requisiti, la società si prende cura di lui dalla culla alla tomba. (Si, esiste una sottoclasse che non può ritenere che le sue necessità fisiche siano garantite, ma noi stiamo parlando della maggioranza della società.) Così non sorprende che la società moderna sia piena di attività sostitutive. Queste includono il lavoro scientifico, l'impresa atletica, il lavoro umanitario, la creazione artistica e letteraria, la scalata ai vertici aziendali, l'acquisizione di denaro e beni materiali molto oltre il necessario, e l'attivismo sociale quando si indirizza verso temi che non sono importanti per la vita personale dell'attivista, come nel caso di attivisti bianchi che lavorano per i diritti delle minoranze non bianche.
*49. Per le società primitive il mondo naturale (che, in genere, muta lentamente) forniva una struttura stabile e quindi un senso di sicurezza. Nel mondo moderno è la società umana che domina la natura, piuttosto che il contrario, e la società moderna cambia molto rapidamente a causa dei mutamenti tecnologici. Così non vi è una struttura stabile.
*50. I [[conservatori]] sono sciocchi; lamentano la decadenza dei valori tradizionali, tuttavia sostengono entusiasticamente il progresso tecnologico e la crescita economica. Apparentemente sembra loro sfuggire il fatto che non si possono produrre cambiamenti rapidi e drastici in campo tecnologico e nella economia di una società senza causare rapidi mutamenti in tutti gli altri aspetti di detta società; e tali mutamenti rapidi inevitabilmente fanno crollare i valori tradizionali.
*63. Così sono stati creati dei bisogni artificiali che cadono nel secondo gruppo e quindi garantiscono il bisogno per il processo del potere. La [[pubblicità]] e le tecniche di [[marketing]] sono state sviluppate in modo da far sì che molte persone sentano il bisogno di cose che i loro nonni non desiderarono o persino sognarono mai. Ciò richiede un duro sforzo per guadagnare denaro sufficiente per soddisfare questi bisogni artificiali, quindi essi ricadono nel secondo gruppo (ma vedi paragrafi 80-82.) L'uomo moderno deve soddisfare il suo bisogno per il processo di potere in gran parte attraverso la ricerca di bisogni artificiali creati dalla pubblicità e dalla industria del marketing, e attraverso attività sostitutive.
*69. È vero che l'uomo primitivo è impotente contro alcune [[minaccia|minacce]]: la [[malattia]] per esempio. Ma egli può accettare il rischio della malattia stoicamente. Essa fa parte della natura delle cose. Non è colpa di alcuno, a meno che sia colpa di qualche immaginario demone impersonale. Ma le minacce all'individuo moderno tendono a essere costruite dall'uomo. Esse non sono il risultato del caso ma gli sono imposte da altri le cui decisioni egli, come individuo, è incapace di influenzare. Di conseguenza si sente frustrato, umiliato e pieno di rabbia.
*83. Alcuni soddisfano in parte il loro bisogno per il potere identificandosi con una potente organizzazione o con un movimento di massa. Un individuo che manca di scopi o di potere si unisce a un movimento o a un'organizzazione, adotta i suoi obiettivi come propri, quindi lavora per questi obiettivi. Quando alcuni di questi sono raggiunti, l'individuo, anche se i suoi personali sforzi hanno giocato solo una parte insignificante nel loro raggiungimento, si sente (attraverso la sua identificazione con il movimento o l’organizzazione) come se fosse passato attraverso il processo del potere. Questo fenomeno fu sfruttato dai [[fascisti]], dai [[nazisti]] e dai [[comunisti]] [...].
*89. Lo stesso si può dire degli [[scienziato|scienziati]] in generale. Con qualche rara eccezione le loro ragioni non sono né la curiosità né il desiderio di benessere l'umanità bensì il bisogno di passare attraverso il processo del potere: avere un obiettivo (un problema scientifico da risolvere), fare uno sforzo (ricerca) e raggiungere un obiettivo (soluzione del problema). La [[scienza]] è una attività sostitutiva perché gli scienziati lavorano soprattutto per la soddisfazione che ne ricavano.
*94. Con [[libertà]] intendiamo l'opportunità di passare attraverso il processo del potere con obiettivi reali, non con quelli artificiali di attività sostitutive, e senza interferenza, manipolazione o supervisione di alcuno, specialmente di qualche organizzazione. Libertà significa essere in grado di controllare (sia come individuo che come membro di un piccolo gruppo) tutti gli aspetti relativi alla propria vita-morte; cibo, vestiti, riparo e difesa contro qualsiasi pericolo ci possa essere nel proprio circondario. Libertà significa avere potere; non il potere di controllare altre persone ma il potere di controllare le circostanze della propria vita. Nessuno è libero se qualcun altro (specialmente una grossa organizzazione) lo ha in suo potere, non importa con quanta benevolenza, tolleranza e permissivismo questo potere sia esercitato. È importante non confondere la libertà con il mero permissivismo (vedi paragrafo 72).
*95. Si dice che noi viviamo in una società libera perché abbiamo un certo numero di diritti costituzionalmente garantiti. Ma questi non sono importanti come sembra. Il grado di libertà personale che esiste in una società è determinato più dalla struttura economica e tecnologica che dalle sue leggi o dalla sua forma di governo.
*96. Fra i nostri diritti costituzionali consideriamo, per esempio, quello della [[libertà di stampa]]. Noi certamente non vogliamo colpire quel diritto; è uno strumento molto importante per limitare la concentrazione del potere politico e tenerlo sotto controllo esponendo pubblicamente qualsiasi comportamento scorretto. Ma la libertà è di poca utilità per il cittadino medio come individuo. I mass media sono per la maggior parte sotto il controllo di grandi organizzazioni integrate nel sistema. Qualsiasi persona, con pochi soldi, può pubblicare uno scritto o distribuirlo su Internet o simili, ma quello che egli avrà da dire sarà travolto da una enorme quantità di materiale prodotto dai media, quindi non avrà alcun effetto pratico.
*98. Un altro punto deve essere sottolineato in questa sezione non si dovrebbe pensare che una persona ha abbastanza libertà solo perché dice di averla. La libertà è in parte limitata dal controllo psicologico del quale la gente non si rende conto. Inoltre, molte idee della gente su quello che costituisce la libertà sono dettate più dalla convezione sociale che dai bisogni reali.
*140. Confidiamo di aver convinto il lettore che il sistema non può essere riformato in modo tale da conciliare la libertà con la tecnologia. Il solo modo è di fare completamente a meno del sistema industriale tecnologico. Questo implica la [[rivoluzione]], non necessariamente un'insurrezione armata, ma certamente un cambiamento radicale e fondamentale nella natura della società.
*147. Per cominciare, vi sono le tecniche di [[videosorveglianza|sorveglianza]]. Attualmente videocamere nascoste sono usate nella maggior parte dei negozi e in molti altri posti; i [[computer]] sono usati per raccogliere e elaborare grandi quantità di informazioni sugli individui. I dati cosi ottenuti aumentano l’efficacia della coercizione fisica (esempio: rafforzamento delle leggi). Quindi vi sono i metodi della [[propaganda]], ai quali i mezzi di comunicazione di massa forniscono un veicolo efficace. Tecniche efficaci sono state sviluppate per vincere le elezioni, vendere prodotti, influenzare l'opinione pubblica. L'industria dell'[[intrattenimento]] serve come importante strumento psicologico del sistema persino quando scodella grandi quantità di sesso e violenza. L'intrattenimento fornisce all'uomo moderno mezzi indispensabili di fuga. Assorbito dalla [[televisione]], video ecc., egli può dimenticare lo stress, l'ansia, la frustrazione, l'insoddisfazione. Molte persone "non civilizzate" quando non devono lavorare sono contente di sedere per ore non facendo nulla perché sono in pace con sé stesse e con il mondo. Ma la maggior parte delle persone moderne devono essere costantemente occupate o intrattenute sennò si "annoiano", diventano inquiete, agitate, irritabili.
*162. Il sistema è attualmente impegnato in una lotta disperata per superare certi problemi che minacciano la sua [[sopravvivenza]] e i problemi del comportamento umano sono i più importanti. Se il sistema riesce ad acquisire in fretta un sufficiente controllo sul [[comportamento]] umano probabilmente sopravviverà. Altrimenti crollerà. Noi pensiamo che la questione sarà probabilmente risolta entro i prossimi decenni, diciamo da 40 a 100 anni.
*168. In secondo luogo, bisogna porre a confronto la lotta e la morte contro la perdita di libertà e [[dignità]]. Per molti di noi, la libertà e la dignità sono più importanti che vivere a lungo o evitare il dolore fisico. Inoltre dobbiamo tutti [[vita e morte|morire]] alla fine, e sarebbe meglio morire combattendo per la sopravvivenza, o per una causa, che vivere una [[vita e morte|vita]] lunga ma vuota e senza scopo.
*172. Per prima cosa lasciateci ipotizzare il successo degli scienziati del computer nello sviluppare [[intelligenza artificiale|macchine intelligenti]] in grado di fare tutto meglio degli esseri umani. In questo caso, probabilmente, il lavoro sarà compiuto da estesi e ben organizzati sistemi di macchine e non sarà più necessario alcuno sforzo da parte dell'uomo. Due sarebbero le possibilità: permettere alle macchine di procedere autonomamente senza sorveglianza umana, conservare il controllo umano sulle macchine.
*173. Nel momento in cui la società e i problemi da affrontare diventassero sempre più complessi, e le macchine sempre più intelligenti, la gente permetterà sempre più a queste ultime di prendere decisioni al suo posto semplicemente perché le decisioni prese dalle macchine porterebbero a migliori risultati rispetto a quelle prese dagli uomini. Alla fine potrebbe essere raggiunta una fase in cui le decisioni necessarie per far sì che il sistema continui saranno così complesse che gli esseri umani saranno incapaci di prenderle intelligentemente. In questa fase le macchine avranno il controllo effettivo. La gente non sarà capace nemmeno di spegnere le macchine perché saranno cosi dipendenti da esse che spegnerle equivarrebbe al suicidio.
*174. Dall'altro lato, è possibile che il controllo umano sulle macchine possa essere conservato. In questo caso l'uomo comune può avere un controllo su alcune macchine private di sua proprietà, come l'automobile e il personal computer, ma il controllo su sistemi più grandi sarà nelle mani di una élite molto ristretta, cosi come è oggi, ma con due differenze. A causa del miglioramento delle tecniche l'élite avrà un maggiore controllo sulle masse; e poiché il lavoro umano non sarà più necessario le masse saranno superflue, un peso inutile nel sistema. Se i membri di questa élite sono spietati, possono semplicemente decidere di sterminare la massa dell'umanità. Se invece sono umani possono usare la propaganda o altre tecniche psicologiche o biologiche per ridurre l'indice di natalità fino a che la massa dell'umanità si estingua lasciando il mondo a loro.
*178. Qualunque possa essere lo sviluppo, è certo che la tecnologia sta creando per gli esseri umani un nuovo ambiente fisico e sociale, radicalmente differente dalla serie di ambienti al quale la selezione natura ha adattato la razza umana fisicamente e psicologicamente. Se l'uomo non si adatta a questo nuovo ambiente artificialmente ricostruito allora si adatterà attraverso un lungo e doloroso processo di selezione naturale. Il primo caso è molto più probabile del secondo.
*179. Sarebbe meglio rovesciare l'intero, disgustoso sistema e accettarne le conseguenze.
*185. Relativamente alle conseguenze negative che potrebbero scaturire dall'eliminazione della società industriale beh, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Per ottenere una cosa si deve sacrificarne un'altra.
*193. Il tipo di rivoluzione che abbiamo in mente non implica necessariamente una ribellione armata contro il governo. Può o no implicare violenza fisica, ma non sarà mai una rivoluzione politica. Il suo epicentro sarà la tecnologia e le economie, non le politiche.
*214. Per evitare ciò un movimento che esalta la natura e che si oppone alla tecnologia deve prendere una posizione risolutamente anti-sinistra e deve evitare qualsiasi collaborazione con la sinistra. La sinistra è nel lungo periodo inaffidabile riguardo la natura selvaggia, la libertà umana e la eliminazione della tecnologia moderna. La sinistra è collettivista; cerca di unire insieme l'intero mondo (sia la razza umana che la natura) in un complesso unificato. Ma questo implica la direzione della natura e della vita umana da parte di una società organizzata, e richiede una tecnologia avanzata. Non puoi avere un mondo unico senza un trasporto rapido e una rapida comunicazione. Non puoi rendere tutta la gente capace di amarsi l'un con l'altra senza sofisticate tecniche psicologiche, non puoi avere una "società pianificata" senza la necessaria base tecnologica.
==Bibliografia==
*Theodore John Kaczynski, ''Il manifesto di Unabomber. {{small|La società industriale e il suo futuro}}'', a cura di Antonio Troiano, traduzione di Roberto Migliussi, Edizioni Stampa Alternativa, 1997. ISBN 8872263525
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Kaczynski, Theodore John}}
[[Categoria:Ambientalisti statunitensi]]
[[Categoria:Anarchici statunitensi]]
[[Categoria:Matematici statunitensi]]
[[Categoria:Terroristi statunitensi]]
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Sonny Colbrelli
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Danyele
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/* Citazioni di Sonny Colbrelli */ fix
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[[File:Sonny Colbrelli (2020).jpg|thumb|Sonny Colbrelli (2020)]]
'''Sonny Colbrelli''' (1990 – vivente), ex ciclista su strada italiano.
==Citazioni di Sonny Colbrelli==
{{cronologico}}
*{{NDR|«Che cosa è la volata per Sonny Colbrelli?»}} Per me è adrenalina pura. Devi avere il pelo sullo stomaco e non aver paura di nessuno. Io dico sempre: "se cado, tanto mi fermo sull'asfalto..."<ref>Dall'intervista di Valerio Zeccato, ''[https://web.archive.org/web/20170308045319/http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=rivista&cmd=artdet&id=3675 Colbrelli, il Cobra è pronto a colpire]'', ''tuttoBICI'' n. 9, 2012.</ref>
{{Int|''Colbrellissimo. La Roubaix è tua. «All'inferno il mio paradiso»''|Intervista di Francesco Ceniti, ''La Gazzetta dello Sport'', 4 ottobre 2021, pp. 22-23.}}
*La [[Parigi-Roubaix|Roubaix]] è sempre stata la gara che guardavo da bambino, pensavo quanto sarebbe stato bello essere protagonista. Ma non credevo di poterla fare mia [...]. E siccome di solito si disputa pochi giorni prima, allora lasciavo stare. Mi sa che non ci avevo capito nulla...
*Ho avuto molto paura nella [[foresta di Arenberg]]. Già entrarci incute timore, poi lì i sassi erano scivolosissimi. Davanti a me qualcuno è caduto, sono riuscito ad evitarlo per un pelo. Non so come ho fatto, dietro gli sono invece andati addosso. Ecco, lì ho avuto paura, ma nello stesso tempo ho preso fiducia.
*Alla Roubaix ci vuole la giornata perfetta. Ecco perché ho alzato la bici all'arrivo, era il ringraziamento a chi mi ha portato al traguardo senza guai meccanici.
{{Int|''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/roubaix-punto-darrivo-maglia-tricolore-1992127.html "Roubaix punto d'arrivo ma la maglia tricolore..."]''|Intervista di [[Pier Augusto Stagi]], ''ilgiornale.it'', 27 novembre 2021.}}
{{NDR|Sulla [[Parigi-Roubaix]]}}
*Mi verrebbe voglia di non correrla più, così potrei dire: l'ho corsa una volta e l'ho vinta. Ma come si fa a rinunciare ad una corsa come questa? È impossibile.
*È incredibile, uno dei trofei più ambiti e prestigiosi del mondo, mia moglie Adelina fatica a considerarlo tale. Mi dice "Ma è una pietra, teniamola in giardino...". Io la prendo e la metto sul tavolo in sala, come una reliquia, in bella mostra. Pensi che un giorno torno e me la trovo come peso per tenere tirato un filo che teneva legati dei palloncini dei bimbi... Io ho fatto fatica a capacitarmi di quello che sono riuscito a fare, ma Adelina fatica a capire che quella non è una semplice pietra di porfido, ma uno dei trofei più importanti e ambiti al mondo.
*Con quella vittoria [...] il mondo intero si è accorto di me. Nessuna vittoria ha il peso di quella pietra.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Colbrelli, Sonny}}
[[Categoria:Ciclisti italiani]]
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Park Hee-soon
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AssassinsCreed
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text/x-wiki
[[Immagine:Park_Hee_Soon_at_SBS_Radio_in_2019.jpg|miniatura|Park Hee-soon nel 2019]]
'''Park Hee-soon''' (1970 – vivente), attore sudcoreano.
==Citazioni di Park Hee-soon==
*Proprio come il [[K-pop]] stia diventando popolare a livello internazionale, spero che i K-drammi acquisiscano più popolarità.
:''Just as K-pop is becoming internationally popular, I hope K-dramas will gain more popularity.''<ref name="businesstandard"/>
*Quando guardi ''American Psycho'', vedi uno psicopatico spietato dal cuore freddo. Ma lo Psycho coreano è un po' diverso. È davvero una figura spregevole. Tuttavia, soffre atrocemente ed è addolorato nelle situazioni in cui si trova.
:''When you watch ''American Psycho'', you see a ruthless, cold-hearted psychopath. But Korean Psycho is a little different. He is indeed a despicable figure. Yet, he suffers in agony and pain in the situations he is under.''<ref name="businesstandard">{{en}} Citato in EK Cho, ''[https://zapzee.net/2021/10/26/park-hee-soon-says-choi-moo-jin-in-my-name-is-a-korean-psychopath-who-is-in-anguish-and-pain/ Park Hee Soon Says Choi Moo Jin in ‘My Name’ is a Korean Psychopath Who Is in Anguish and Pain]'', ''zapzee.net'', 26 ottobre 2021.</ref>
*Se [[Netflix]] è la porta d'accesso al mondo, ''[[Squid Game]]'' ha spalancato la porta e sembra che i sequel stiano ricevendo più attenzione grazie a questo. Vorrei esprimere la mia gratitudine ai produttori di ''Squid Game''.
:''If Netflix is the gateway to the world, 'Squid Game' opened the door wide, and it feels like sequels are getting more attention thanks to that. I would like to express my gratitude to the producers of 'Squid Game'.''<ref>{{en}} Citato in ''[https://www.newsdirectory3.com/ten-interview-my-name-park-hee-soon-and-han-so-hees-pretty-face-i-dont-think-%E2%99%A5-park-ye-jin-also-supports/ TEN Interview My Name Park Hee-soon and Han So-hee’s pretty face I don’t think ♥ Park Ye-jin also supports]'', ''newsdirectory3.com'', 22 ottobre 2021.</ref>
==Note==
<references/>
==Filmografia==
*''[[My Name]]'' (2021 - ln corso)
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Park, Hee-soon}}
[[Categoria:Attori sudcoreani]]
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Teoria del complotto lunare
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{{voce tematica}}
[[File:Apollo 11 Crew During Training Exercise - GPN-2002-000032.jpg|thumb|upright=1.3|Gli astronauti [[Buzz Aldrin]] e [[Neil Armstrong]] si allenano nei laboratori della NASA in vista dello sbarco sulla Luna, 22 aprile 1969: i teorici del complotto sostengono che lo sbarco sia stato simulato in un set simile.]]
Citazioni sulla '''teoria del complotto lunare'''.
==Citazioni==
*Ma perché dobbiamo perdere tempo prezioso ancora una volta su questa cosa? Ma certo che sì, degli esseri umani sono andati sulla [[Luna]] durante le missioni Apollo. [...] le mie emozioni importano poco, ma mi addolora, dopo tutto quello che ho fatto per dieci anni, dopo le mie due missioni, le migliaia di ore supplementari a sgobbare per condividerle e per spiegare la scienza e la tecnologia, dover fare oggi questo tweet. Mi preoccupa enormemente anche vedere fino a che punto alcuni si divertono a confondere la verità e altri ci cascano. Fatevi seriamente questa domanda: chi ci guadagna in tutto questo? Non la NASA, no, ma i manipolatori che vi raccontano che è tutto falso. E no, non intendo dimostrare qui che gli allunaggi sono realmente avvenuti, perché questo è stato fatto MILIONI di volte, è ovunque sul web, e la gente non ascolta comunque, parla di verità ma sceglie quello che le fa comodo e ignora il resto. Sinceramente mi fa imbestialire scrivere tutto questo. Non dovrebbe, e dovrei essere più paziente, ma fa infuriare. Questi tizi che vi dicono "vi stanno mentendo, guardate, la verità è qui, io non ti sto mentendo, certo", non vi sembra un po' facile? Hanno tutto da guadagnarci. E soprattutto nega tutto il lavoro (reale) incredibile che migliaia di persone svolgono in tutto il mondo per le missioni spaziali (fra le altre cose). Queste persone meritano di meglio. Per non parlare delle persone che hanno oltretutto rischiato la propria vita per queste missioni... Perché certo, da un lato ci sono quelli che sgobbano, che inventano, che costruiscono, che si adoperano ogni giorno, per esempio, per mettere un razzo incredibilmente complesso in grado di compiere la propria missione. È bello, è positivo, è utile. Ma è MEGA difficile. Dall'altro non c'è niente di più facile per un tizio che farsi avanti, nascosto dietro la propria tastiera, e raccontare delle cose perché gli fa comodo che voi lo ascoltiate. Questo non richiede nessuna fatica. Quindi fate davvero attenzione: so che questi tizi sanno sembrare credibili. Criticano gli scienziati veri, ma si ammantano di titoli (spesso falsi) per fare colpo su di voi. Da un lato ci sono persone che spiegano le cose come stanno realmente [...] e dall'altro ci sono persone che stanno soltanto cercando di creare il caos facendo sembrare che diano spiegazioni. Bisogna sapere vedere la differenza nelle intenzioni e nei metodi. Se siete coinvolti in tutto questo in buona fede, sono cose che succedono: uscite da [[Twitter]] e cercate di trovare informazioni per esempio nei libri. È più sicuro. ([[Thomas Pesquet]])
*Nel presunto complotto per falsificare lo sbarco sulla Luna [...] bisogna presumere che siano coinvolte centinaia di migliaia di persone che hanno lavorato per la NASA, ma a queste vanno aggiunti anche gli astronomi sovietici e quelli di tutto il mondo che hanno seguito l'evento sui loro strumenti: un'ipotesi assolutamente implausibile. Al contrario, l'idea che pochi individui vicini al presidente Nixon abbiano cospirato per entrare negli uffici dei Democratici al [[Scandalo Watergate|Watergate]] era plausibile e appare degna di indagine, al punto da rivelarsi poi vera. ([[Massimo Polidoro]])
*Ogni obiezione che sembrerebbe a prima vista spiegabile solo con il complotto, in realtà trova sempre una risposta chiara e definitiva se si parla con autentici esperti e si prendono in esame i fatti e non le fantasie. Tuttavia, c'è un'argomentazione che dovrebbe togliere ogni possibile dubbio: in quegli anni di [[Guerra Fredda]], c'era una vera e propria gara per la supremazia spaziale tra Stati Uniti e Unione Sovietica e tutti i più potenti strumenti radar, ottici e radio, non solo quelli russi, ma anche quelli di tutti gli altri paesi nemici degli Stati Uniti, osservavano di continuo le missioni Apollo. Se ci fosse stato anche solo il sospetto di una mistificazione si può stare certi che chi considerava l'America un nemico l'avrebbe dichiarato con particolare enfasi a tutto il mondo. Invece, non solo non accadde ma anche i sovietici, sportivamente, riconobbero che sulla Luna c'erano arrivati per primi gli americani. ([[Massimo Polidoro]])
===[[Paolo Attivissimo]]===
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=riguardante la}}
[[Categoria:Teorie del complotto|Lunare]]
[[Categoria:Luna]]
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{{voce tematica}}
[[File:Apollo 11 Crew During Training Exercise - GPN-2002-000032.jpg|thumb|upright=1.3|Gli astronauti [[Buzz Aldrin]] e [[Neil Armstrong]] si allenano nei laboratori della NASA in vista dello sbarco sulla Luna, 22 aprile 1969: i teorici del complotto sostengono che lo sbarco sia stato simulato in un set simile.]]
Citazioni sulla '''teoria del complotto lunare'''.
==Citazioni==
*Ma perché dobbiamo perdere tempo prezioso ancora una volta su questa cosa? Ma certo che sì, degli esseri umani sono andati sulla [[Luna]] durante le missioni Apollo. [...] le mie emozioni importano poco, ma mi addolora, dopo tutto quello che ho fatto per dieci anni, dopo le mie due missioni, le migliaia di ore supplementari a sgobbare per condividerle e per spiegare la scienza e la tecnologia, dover fare oggi questo tweet. Mi preoccupa enormemente anche vedere fino a che punto alcuni si divertono a confondere la verità e altri ci cascano. Fatevi seriamente questa domanda: chi ci guadagna in tutto questo? Non la NASA, no, ma i manipolatori che vi raccontano che è tutto falso. E no, non intendo dimostrare qui che gli allunaggi sono realmente avvenuti, perché questo è stato fatto MILIONI di volte, è ovunque sul web, e la gente non ascolta comunque, parla di verità ma sceglie quello che le fa comodo e ignora il resto. Sinceramente mi fa imbestialire scrivere tutto questo. Non dovrebbe, e dovrei essere più paziente, ma fa infuriare. Questi tizi che vi dicono "vi stanno mentendo, guardate, la verità è qui, io non ti sto mentendo, certo", non vi sembra un po' facile? Hanno tutto da guadagnarci. E soprattutto nega tutto il lavoro (reale) incredibile che migliaia di persone svolgono in tutto il mondo per le missioni spaziali (fra le altre cose). Queste persone meritano di meglio. Per non parlare delle persone che hanno oltretutto rischiato la propria vita per queste missioni... Perché certo, da un lato ci sono quelli che sgobbano, che inventano, che costruiscono, che si adoperano ogni giorno, per esempio, per mettere un razzo incredibilmente complesso in grado di compiere la propria missione. È bello, è positivo, è utile. Ma è MEGA difficile. Dall'altro non c'è niente di più facile per un tizio che farsi avanti, nascosto dietro la propria tastiera, e raccontare delle cose perché gli fa comodo che voi lo ascoltiate. Questo non richiede nessuna fatica. Quindi fate davvero attenzione: so che questi tizi sanno sembrare credibili. Criticano gli scienziati veri, ma si ammantano di titoli (spesso falsi) per fare colpo su di voi. Da un lato ci sono persone che spiegano le cose come stanno realmente [...] e dall'altro ci sono persone che stanno soltanto cercando di creare il caos facendo sembrare che diano spiegazioni. Bisogna sapere vedere la differenza nelle intenzioni e nei metodi. Se siete coinvolti in tutto questo in buona fede, sono cose che succedono: uscite da [[Twitter]] e cercate di trovare informazioni per esempio nei libri. È più sicuro. ([[Thomas Pesquet]])
*Nel presunto complotto per falsificare lo sbarco sulla Luna [...] bisogna presumere che siano coinvolte centinaia di migliaia di persone che hanno lavorato per la NASA, ma a queste vanno aggiunti anche gli astronomi sovietici e quelli di tutto il mondo che hanno seguito l'evento sui loro strumenti: un'ipotesi assolutamente implausibile. Al contrario, l'idea che pochi individui vicini al presidente Nixon abbiano cospirato per entrare negli uffici dei Democratici al [[Scandalo Watergate|Watergate]] era plausibile e appare degna di indagine, al punto da rivelarsi poi vera. ([[Massimo Polidoro]])
*Ogni obiezione che sembrerebbe a prima vista spiegabile solo con il complotto, in realtà trova sempre una risposta chiara e definitiva se si parla con autentici esperti e si prendono in esame i fatti e non le fantasie. Tuttavia, c'è un'argomentazione che dovrebbe togliere ogni possibile dubbio: in quegli anni di [[Guerra Fredda]], c'era una vera e propria gara per la supremazia spaziale tra Stati Uniti e Unione Sovietica e tutti i più potenti strumenti radar, ottici e radio, non solo quelli russi, ma anche quelli di tutti gli altri paesi nemici degli Stati Uniti, osservavano di continuo le missioni Apollo. Se ci fosse stato anche solo il sospetto di una mistificazione si può stare certi che chi considerava l'America un nemico l'avrebbe dichiarato con particolare enfasi a tutto il mondo. Invece, non solo non accadde ma anche i sovietici, sportivamente, riconobbero che sulla Luna c'erano arrivati per primi gli americani. ([[Massimo Polidoro]])
===[[Paolo Attivissimo]]===
*A me in realtà piacerebbe sapere una cosa dai complottisti: quando sarebbe cominciata la messa in scena? [...] sono solo le missioni Apollo? Quali? La 11... e invece quelle prima sono vere... o addirittura le missioni spaziali precedenti... o sono tutte finte? Quanto diventa grande questo complotto? Cioè, più si teorizza che sia una messa in scena, più si aumenta il numero delle persone che dovrebbero essere coinvolte – nessuna delle quali in tutti questi anni è venuta fuori a dire «ma guarda, no, è stata una messa in scena, abbiamo finto, abbiamo fatto così...», nessuno ha mai spiegato quale sarebbero state le incredibili tecnologie (anche cinematografiche) usate per simulare, secondo l'accusa, le riprese lunari. Cioè, ancora oggi se andate a vedere ''First Man'', per esempio, non è male come effetti speciali ma non corrisponde esattamente a quello che vediamo nelle riprese spaziali "vere". [...] a me è capitata una cosa molto particolare alcuni anni fa: è venuto a Locarno [...] Douglas Trumbull, il maestro degli effetti speciali di ''2001: Odissea nello spazio'', che era il top degli effetti speciali all'epoca dei viaggi verso la Luna, e gli ho chiesto molto candidamente «Senti, ma se a te avessero chiesto all'epoca di simulare le riprese lunari, quale sarebbe stata la cosa più difficile da simulare?» e lui mi ha risposto che la cosa più difficile sarebbe stata la polvere; quando hai gli astronauti che camminano... il Rover [...] che si sposta, solleva questa polvere e fa una traiettoria parabolica che si può fare solo nel vuoto e che non puoi simulare con gli effetti digitali.
[[File:2001 A Space Odyssey title.jpg|thumb|upright=1.3|Un fotogramma da ''2001: Odissea nello spazio'' (1968), i cui effetti speciali furono curati da Douglas Trumbull: «gli ho chiesto molto candidamente "Senti, ma se a te avessero chiesto all'epoca di simulare le riprese lunari, quale sarebbe stata la cosa più difficile da simulare?" e lui mi ha risposto [...] la polvere; quando hai gli astronauti che camminano... il Rover [...] che si sposta, solleva questa polvere e fa una traiettoria parabolica che si può fare solo nel vuoto e che non puoi simulare con gli effetti digitali» (Paolo Attivissimo).]]
*{{NDR|«Chi è il tipico negazionista degli allunaggi?»}} C'è da una parte il guru, quello che crea proseliti, pubblica contenuti e fa video, e cerca anche di monetizzare questi contenuti. Dall'altra c'è una seconda categoria di persone che hanno preso una decisione, ma non fanno proselitismo, hanno solo deciso che l'allunaggio è finto e che è stata tutta una messa in scena. Le due categorie si distinguono soprattutto per la questione del proselitismo. C'è il negazionista che dice "io so che non siamo mai andati sulla Luna, ma me la tengo per me, al massimo vado a scriverlo sui Social e non vado in giro a dimostrare chissà cosa": è semplicemente una sua opinione personale. Invece il guru vero e proprio va a caccia di contenuti e li posta. La differenza tra i due è anche nell'atteggiamento. Il complottista che monetizza, il guru, è anche quello che conosce le furbizie del mestiere. Quello che non fa proseliti è invece una persona male informata che ha abbracciato una visione cospirazionista della vita.
*C'è il piccolo problema che per far funzionare tutta questa messinscena bisognerebbe riuscire a tenere vincolate alla consegna al silenzio per decenni le centinaia di migliaia di persone (non esagero, sono cifre di dominio pubblico) che hanno lavorato al progetto. [...] non c'è stata neppure una confessione in punto di morte di un ex dipendente della NASA o di una delle tantissime società private coinvolte nel progetto. Pensate quanto avrebbe dato il KGB per trovare una talpa che le vendesse la soffiata del secolo, ossia che era tutta una finta. Niente da fare. Se volete un esempio notevole di come sia difficile mantenere un segreto anche quando la posta in gioco è altissima, leggetevi la storia della nave Glomar Explorer. L'11 aprile 1968, un sottomarino sovietico di classe Golf-II, armato di missili balistici nucleari, affondò circa 750 miglia a nord ovest delle Hawaii, depositandosi sul fondo marino a 5200 metri di profondità. Le navi sovietiche tentarono invano di trovarlo. Gli americani, invece, sapevano esattamente dov'era situato, ma si guardarono bene dal dirlo ai sovietici: l'occasione di mettere le mani su una delle armi di punta dell'arsenale nemico era troppo ghiotta. Infatti commissionarono una nave, la Glomar Explorer, che fu spacciata per una nave per la ricerca mineraria sottomarina: scusa plausibile, dato che è noto che il fondo del Pacifico è lastricato di noduli preziosissimi di manganese, ferro, nichel e cobalto. Nel 1974, la nave andò sul luogo della tragedia e ripescò alcuni componenti del sottomarino sovietico. Il segreto fu spiattellato nemmeno un anno dopo dal ''Los Angeles Times''.
*C'è una sola foto decente di [[Neil Armstrong]] sulla Luna, e anche in quella lo si vede di spalle. Se le foto sono state fatte in studio, come mai non hanno pensato a farne un po' anche ad Armstrong, visto che tutto sommato era il personaggio più "storico", essendo il primo uomo sulla Luna?
*I complottisti spesso accusano la Nasa di non avere avuto la tecnologia per andare sulla Luna, ma di avere avuto quelle segrete per falsificare le riprese e addirittura realizzare missioni segrete senza che nessuno se ne accorgesse. Si decidessero una buona volta: qual è la versione complottista reale? Dopo 50 anni non sono arrivati neanche a questo punto. Non hanno saputo costruire una versione alternativa unica e coerente.
*I veicoli usati per le missioni furono progettati e fabbricati da società commerciali, nelle quali notoriamente la segretezza non è mai perfetta. Come mai, in tutti questi anni, nessuno dei cinquecentomila dipendenti della Boeing, della Grumman e delle altre società coinvolte (subappaltatrici comprese) si è mai fatto avanti per denunciare la truffa, per dire "guardate che questo veicolo è finto, non funziona e se va sulla Luna si sfracella"? Come mai non c'è stata nessuna confessione in punto di morte, quando non c'era più nulla da perdere? Allora avrebbero costruito dei veicoli perfettamente funzionanti, fino all'ultimo bullone, e non li avrebbero usati?
*Il filmato della ripartenza del modulo lunare dalla superficie della Luna, ripreso dalla telecamera automatica, mostra chiaramente che non c'è aria, perché polvere e frammenti vengono proiettati secondo linee rette invece di formare sbuffi o volute. Come sarebbe stato possibile ricreare un effetto del genere in studio, negli anni Sessanta?
*{{NDR|Sulle dichiarazioni degli astronauti dell'Apollo 11, circa il non avere visto stelle a occhio nudo dalla superficie della Luna}} Non c'è atmosfera, quindi sulla Luna il cielo è nero anche di giorno. Gli occhi si adattano alla luminosità intensa del Sole. Anche Collins, che si trovava in orbita lunare, non ricorda di aver visto delle stelle. Tuttavia noi sappiamo che gli astronauti dovevano usare le stelle per navigare, mediante un sestante collegato al computer di bordo. [...] non le hanno viste a occhio nudo, ma solo attraverso il sestante. {{NDR|«Allora perché gli astronauti delle precedenti missioni Gemini hanno affermato di aver visto le stelle?»}} Sì, quando si trovavano all'altezza della parte non illuminata della Terra [...], attraverso un finestrino che non era illuminato dal Sole, riuscivano a osservare alcune stelle. Può succedere anche oggi con gli astronauti a bordo della Stazione spaziale. {{NDR|«Anche credendo al complotto, perché avrebbero dovuto censurare le stelle o negare di averle viste?»}} È ridicolo: così sembra che alla Nasa lavorassero dei cretini, i quali si dimenticavano di mettere le stelle nei fondali.
[[File:Lunokhod 2 in Kaluga 01.jpg|thumb|upright=1.3|Replica del rover Lunokhod-2 lanciato dall'URSS nel 1973 per esplorare il suolo lunare: «Perché si sospetta la messinscena da parte statunitense, mentre non si solleva alcuna obiezione sulle missioni lunari sovietiche, che non portarono cosmonauti ma comunque andarono sulla Luna [...]? Perché i sovietici, che pure avevano un sistema di spionaggio sofisticatissimo, non si accorsero della messinscena e non la denunciarono al mondo? Ne avrebbero avuto tutti i motivi» (Paolo Attivissimo).]]
*Perché si sospetta la messinscena da parte statunitense, mentre non si solleva alcuna obiezione sulle missioni lunari sovietiche, che non portarono cosmonauti ma comunque andarono sulla Luna e ne riportarono campioni di roccia? Perché i sovietici, che pure avevano un sistema di spionaggio sofisticatissimo, non si accorsero della messinscena e non la denunciarono al mondo? Ne avrebbero avuto tutti i motivi. Far fare una figuraccia ai rivali capitalisti degenerati sarebbe stata un'occasione ghiottissima. Eppure rimasero zitti. Come mai? Una delle risposte preferite dei complottisti a questa domanda è "perché avevano anche loro i loro scheletri nell'armadio". Dicono che prima del famoso "primo uomo nello spazio" ([[Yuri Gagarin]]) ci furono altre missioni che fallirono. Gagarin sarebbe stato semplicemente il primo a tornare vivo. A parte il fatto che usare un'ipotesi di complotto per giustificarne un'altra non è il massimo del rigore scientifico (non ci sono conferme autorevoli di queste missioni pre-Gagarin), durante la Guerra Fredda gli USA non si fecero scrupolo di denunciare le falsità della propaganda sovietica e viceversa, per cui sembra assai implausibile che si siano fatti questa reciproca cortesia di stare zitti soltanto per i voli spaziali, così carichi di prestigio politico.
*{{NDR|Sul ritorno degli astronauti dell'Apollo 11 sulla Terra, «i loro volti appaiono tesi. Ci si aspetterebbe invece di vederli radiosi e festanti»}} Questa può essere una bella lezione su come creare un complotto dal nulla [...]. Sei appena tornato dalla Luna; hai i giornalisti di tutto il mondo che ti guardano; hai l'opinione pubblica dell'intero pianeta che ti guarda; hai la responsabilità del tuo paese, che stai rappresentando. [...] Il loro compito era quello di non dire stupidaggini e non fare gaffe. [...] Non erano ancora celebrità. Non erano abituate come le persone di spettacolo a stare davanti alla telecamera. Erano piloti e ingegneri il cui compito era quello di pilotare un veicolo spaziale.
*Raramente le dietrologie sono costruite a tavolino. Quelle che prosperano lo fanno perché trovano un substrato psicologico fertile di sospetto. Un esempio per tutti: lo sbarco sulla Luna degli americani è al centro di una teoria di complotto. Il tentativo lunare russo no. Anzi, molti non sanno neppure che ci fu. Come mai? Forse perché c'è un diffuso antiamericanismo (meritato o meno) mentre manca un "antisovietismo" (addirittura non esiste neppure la parola).
*Ricordiamoci che in tutta questa questione del viaggio verso la Luna non è che gli americani hanno fatto tutto, ma anche i sovietici all'epoca fecero le loro missioni – senza equipaggi –: girarono intorno alla Luna con delle sonde, fecero delle fotografie; la prima immagine della faccia nascosta della Luna è di origine sovietica, non americana [...] Le prove sono assolutamente schiaccianti del fatto che ci siamo andati. [...] non dobbiamo dipendere solo da qualche fotografia, da qualche dichiarazione di qualcuno... abbiamo soprattutto le conferme degli altri paesi: la Russia ha sorvegliato, aveva addirittura un veicolo spaziale in viaggio verso la Luna (''Luna 15'') [...] proprio mentre ci stavano andando gli astronauti {{NDR|americani}}; da Terra il viaggio delle missioni Apollo è stato osservato, fotografato, ascoltato – anche in Italia, l'osservatorio di Arcetri ascoltò puntando il radiotelescopio verso la Luna, scoprì che da lì arrivavano i segnali radio, le voci degli astronauti e anche la telemetria –, quindi non è un «ti devi fidare perché [...] l'ha detto qualcuno dalla CIA». Abbiamo le prove. Cioè, è un fenomeno talmente ben documentato che è abbastanza ridicolo inventarsi queste teorie. Capisco il divertimento di raccontare una storia fantastica, di pensare ai complotti, ma io penserei più che altro ai complotti "reali" senza andare a inventarsi questi qui.
*Supponiamo che alla Nasa avessero deciso di simulare gli allunaggi; cosa avrebbero dovuto falsificare? Ci sono i razzi che devono partire dalla Terra, quelli devi farli partire per forza, quindi sono 12 razzi giganti che devono essere costruiti, devono funzionare e andare nello Spazio. Magari li facevano cadere da qualche parte, ma almeno fino alla quota di 70 chilometri dovevano farli arrivare. Poi devono esserci dei veicoli che attraversano lo Spazio tra la Terra e la Luna, perché gli astronomi hanno seguito le missioni Apollo. Una volta arrivato sulla Luna devi mettere qualcosa che lasci le impronte degli astronauti. Aggiungi che ci vogliono le comunicazioni radio perfettamente simulate. Bisogna avere un copione nel quale ci sono 11 mila ore di conversazioni tra i tecnici a Terra. Tutte queste cose sono pubbliche. Bisogna falsificare 6500 fotografie scattate sulla Luna, decine di ore di diretta televisiva, riprese cinematografiche, le rocce lunari, eccetera. Alla fine la lista è talmente lunga che sarebbe costato meno andarci sul serio, ed è infatti quello che è successo.
*{{NDR|«Gli astronauti di Apollo 11 non continuarono a lavorare per l'Agenzia spaziale, licenziandosi e isolandosi dall'opinione pubblica»}} Vorrei ricordare che stiamo parlando di piloti, gente che viveva per volare. Cosa dovevano fare, promuoverli a direttore e metterli dietro a una scrivania? Se fossero stati davvero degli attori allora avrebbero fatto risultare un curriculum più "coerente". Invece ognuno andò avanti per la propria strada [...]. Dopo che hai fatto la cosa più grande che potevi realizzare nella tua vita, per altro prima dei 40 anni, cos'altro puoi fare? Niente, cambierai settore. Collins finì per diventare il direttore di uno dei più prestigiosi musei americani; Armstrong tornò a fare l'ingegnere e a insegnare l'aeronautica. Immagina quelli che se lo sono trovati come insegnante. Non è vero che rifiutava ''tutte'' le interviste, se non gli facevano domande banali ("cosa hai provato? avevi paura? eccetera") era ben felice di rispondere, specialmente se riguardavano il suo lavoro.
===[[Massimo Mazzucco]]===
*E così, mentre il popolo americano festeggiava la vittoria su quello russo, i veri sconfitti erano le popolazioni di ambedue i continenti, alle quali fu fatta trangugiare una bugia storica di dimensioni colossali. Come sempre, i potenti si mettono d'accordo sopra le nostre teste, e i fessi restiamo comunque noi.
*{{NDR|«Ci siamo andati o no sulla luna?»}} Io sono convinto di no, ovviamente non voglio convincere nessuno, non voglio forzare nessuno, a credere come me. [...] Ovviamente tutti gli elementi che ho messo insieme io, portano me a essere convinto che non ci siamo andati.
*L'America era partita nettamente in ritardo nella corsa allo spazio, e mentre loro erano appena riusciti a mettere in orbita uno scimpanzè, sulle loro teste passava beffardo il "cosmonauta" Yuri Gagarin, che diventava così il primo essere umano ad essere uscito dall'atmosfera terrestre. [...] Non sappiamo quindi in che momento esatto possa esser nata l'idea di "fingere il tutto", ma fra quel giorno e il fatidico 1969 - scadenza dell'impegno preso pubblicamente da Kennedy- qualcuno deve di sicuro averci almeno pensato. Curiosamente, fu proprio l'assassinio di Kennedy a fare da pietra miliare nella storia della comunicazione, nel senso che molti oggi fanno risalire a quell'evento l'inizio della cosiddetta "era mediatica", nella quale - come avrebbe poi puntualizzato Mac Luhan - "il mezzo è il messaggio". Ovvero, la TV "diventa" la realtà. In assenza di piazze, nelle quali convergere nei momenti di crisi, per la prima volta in quel Novembre del '63 gli americani, scioccati dall'assassinio del presidente, si erano riuniti attorno al "focolare elettronico", che da quel momento divenne per tutti la nuova "realtà". Fu così che quando, nel '69, la TV ci mostrò degli uomini sulla Luna, divenne automaticamente "vero" per tutto il mondo che l'uomo fosse andato sulla Luna. Lo aveva detto la TV.
*Prima di tutto, non è affatto vero che sia necessario coinvolgere "migliaia", o anche solo "centinaia" di persone, nella colossale bugia. Anzi, molti degli addetti ai lavori sarebbero stati proprio le prime vittime di questo mastodontico inganno: a differenza di quello che si crede, le comunicazioni in diretta fra Apollo 11 e "Houston" erano avvenute soltanto per i primi dieci/quindici minuti dopo il lancio del Saturno. Dopodiché, per qualche motivo non chiaro, il ponte radio era stato rilevato da una misteriosa "stazione secondaria", lontana da Houston, che rimandava a sua volta le comunicazioni alla sala di controllo. Ovvero, le centinaia di persone che abbiamo visto alzarsi e applaudire all'unisono, al "touchdown" lunare di Apollo, in tutta probabilità stavano guardando lo stesso nastro registrato che abbiamo visto tutti noi.
*Purtroppo, dal punto di vista puramente tecnico, le fotografie risultano fatte con strumenti come luci artificiali aggiuntive, fondali, pannelli e cose che sulla Luna non ci sono. Quindi, diciamo, per un fotografo professionista è abbastanza facile vedere i problemi di queste foto.
*{{NDR|Armstrong, Aldring e Collins}} [...] vengono ricevuti e complimentati nientedimeno che da Nixon in persona. D'accordo, saranno anche stanchi, ma capita davvero tutti i giorni di tornare dalla Luna, e di incontrare il tuo presidente, per fare quella faccia? Al di là di quale sia il numero esatto di persone al corrente della messinscena, vi è un meccanismo, che si può definire "bugia nella bugia", che permette di salvaguardare un segreto di questo genere per lungo tempo, e nonostante le molte persone coinvolte. Bisogna che ciascuno di loro sia convinto che dalla salvaguardia di quel segreto derivi, ad esempio, la sicurezza nazionale ("se non fingiamo di arrivare per primi sulla Luna, i russi ci batteranno e domineranno il mondo"), ed ecco che i migliori difensori della bugia diventano proprio coloro che ne sono stati le prime vittime.
==Voci correlate ==
*[[Apollo 11]]
*[[Luna]]
*[[Teoria del complotto]]
*[[Teoria del complotto sull'Apollo 20]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Teorie del complotto|Lunare]]
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Luigi Bertolini
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[[File:Luigi Bertolini - 1930s - FBC Juventus.jpg|thumb|Luigi Bertolini]]
'''Luigi Bertolini''' (1904 – 1977), calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Luigi Bertolini==
*Con [[Luis Monti|Monti]] forse sono l'unico della squadra a intendermi profondamente. Sono entrato a casa sua e nelle sue grazie. Odiava i giornalisti e i fotografi. Oggi ti esaltano, domani ti buttano in cantina, si lamentava. È stato uno dei più grandi centromediano che abbia visto. Era un uomo strano, si allenava in modo particolare. Al giovedì giocava la partitella con noi. Gli altri giorni, dalle cinque alle sei del mattino, tutto solo andava in [[Campo Juventus|Corso Marsiglia]], ci fosse sole o ci fosse neve, finché fu in Italia si allenò sempre dalle cinque alle sei del mattino.<ref>Citato in Stefano Bedeschi, ''[https://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-luis-monti-600446 Gli eroi in bianconero: Luis Monti]'', ''tuttojuve.com'', 17 maggio 2022.</ref>
*[[Raimundo Orsi|Orsi]] è assolutamente imprendibile. Quando era in vena ed aveva voglia (non sempre) faceva cose strabilianti. Mai visto un giocatore come lui.<ref>Citato in Stefano Bedeschi, ''[https://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-raimundo-orsi-213574 Gli eroi in bianconero: Raimundo Orsi]'', ''tuttojuve.com'', 2 dicembre 2014.</ref>
{{Int|''[https://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-luigi-bertolini-614263 Gli eroi in bianconero: Luigi Bertolini]''|Citato in Stefano Bedeschi, ''tuttojuve.com'', 14 settembre 2022.}}
*Un fratello di mamma aveva un negozio di frutta e verdura. Come ebbi l'età e la forza di lavorare mi volle con sé. Vita dura, mica scherzi. Mi alzavo di mattino presto, verso le 4, per andare al mercato generale, con il carretto. Ne tornavo tre ore dopo e facevo il garzone di bottega. Dopo la sfaticata giornaliera, a sera, andava a scuola. [...] Nei pochi momenti di svago, via in piazzetta a giocare alla palla. Di stracci, mica con il pallone vero. Ci davo dentro un paio di ore, poi la fame e il sonno mi inducevano a smetterla.
*Mi ero fatto, con gli anni, lungo e secco. Abile comunque per il servizio di leva nel 22º Fanteria. Si era nel 1924 e il football cominciava davvero a fare strada. Si disputò persino un torneo militare ed ebbi, con la squadra reggimentale, il mio primo titolo italiano: campione militare di calcio. Da notare che giocavo centravanti, segnando fior di goal con la testa, già ricoperta dalla benda bianca che poi mi fu quasi d'emblema per il resto della carriera.
*Allenatore dell’Alessandria era Carcano. Vedendomi all'opera nelle riserve si chiedeva perché mai giocassi bene il primo tempo e nel secondo non facessi altro che cadere a terra. Venne finalmente a domandarmelo e gli risposi che con 25 lire alla settimana non riuscivo a mangiare altro che caffelatte e brioche. Il giorno dopo venivo messo a pensione all'albergo Croce Verde dove iniziai un duello (che mi vide sempre vittorioso) contro le più grosse bistecche che mi fosse dato di vedere. Con il nutrimento giusto ripresi vigore e in pochi mesi passai alla prima squadra.
*Era di scena ad Alessandria il fortissimo Torino, quando si ammalò il mediano Papa. Carcano mi cercò (era di sabato) e mi avvertì che il giorno seguente avrei esordito in serie A. "Giocherai mediano" mi disse svelto e se ne andò. Gli corsi appresso: "Come mediano? Ma se sono il centravanti delle riserve. Il mediano non lo so fare. E poi, proprio contro il Torino". "Non ti preoccupare" fu la risposta "gioca come sai e andrà tutto bene". Vincemmo per 3–1 su di un campo più fango che prato. Feci una gara spettacolosa. Vezzani e Baloncieri toccarono pochi palloni e impararono a conoscermi. Divenni, in un'ora e mezzo, l'idolo di Alessandria. Mi pareva di sognare. Un anno prima dormivo d'estate sotto il ponte del Tanaro, in una specie di capanna con un letto di paglia e di fieno.
==Citazioni su Luigi Bertolini==
*Bertolini era idolatrato dagli inglesi, era il calciatore inglese, forte, deciso, generoso. ([[Felice Borel]])
*Formidabile difensore, dalla tipica benda sulla fronte, con la quale pareva calamitare i palloni, tanto facile e perentorio gli riusciva il colpo di testa. ([[Carlo Felice Chiesa]])
*Uno degli uomini chiave della leggenda del quinquennio juventino e del periodo d'oro della nazionale di Pozzo. ([[Carlo Felice Chiesa]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Bertolini, Luigi}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Luis Monti
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[[File:FBC Juventus - 1930s - Luis Monti.jpg|thumb|Luis Monti]]
'''Luis Felipe Monti''' (1901 – 1983), calciatore e allenatore di calcio argentino naturalizzato italiano.
==Citazioni su Luis Monti==
*Con Monti forse sono l'unico della squadra a intendermi profondamente. Sono entrato a casa sua e nelle sue grazie. Odiava i giornalisti e i fotografi. Oggi ti esaltano, domani ti buttano in cantina, si lamentava. È stato uno dei più grandi centromediano che abbia visto. Era un uomo strano, si allenava in modo particolare. Al giovedì giocava la partitella con noi. Gli altri giorni, dalle cinque alle sei del mattino, tutto solo andava in [[Campo Juventus|Corso Marsiglia]], ci fosse sole o ci fosse neve, finché fu in Italia si allenò sempre dalle cinque alle sei del mattino. ([[Luigi Bertolini]])
*Fisicamente massiccio, dotato di una naturale predisposizione al tackle [...]. La durezza dei suoi interventi era proverbiale, come la sua resistenza al dolore. ([[Carlo Felice Chiesa]])
*Monti era un giocatore eccezionale, molto grosso ma molto mobile, però non aveva velocità progressiva. ([[Felice Borel]])
==Voci correlate==
*[[Quinquennio d'oro]]
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Monti, Luis}}
[[Categoria:Allenatori di calcio argentini]]
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori argentini]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Pier Augusto Stagi
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[[File:Pier Augusto Stagi.jpg|thumb|Pier Augusto Stagi nel 2017]]
'''Pier Augusto Stagi''' (1962 – vivente), giornalista sportivo italiano.
==''Avvenire''==
*Il [[ciclismo]] è sport di memoria: tutto si ricorda, tutto si racconta.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/agora/sport/ciclismo-torna-il-giro-di-sardegna-che-esalto-merckx_105002 Ciclismo: torna il Giro di Sardegna che esaltò Merckx]'', ''avvenire.it'', 25 febbraio 2026.</ref>
*{{NDR|Su [[Tadej Pogačar]]}} Oltre che essere un fenomeno [...] sembra una macchina del tempo umana, nel senso che ha già scomodato e scomoda parallelismi con il passato che sembravano fino a poco tempo fa impossibili.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/agora/pagine/pogacar-giro-d-italia-intervista Pogacar: «La mia prima volta al Giro d'Italia. Pantani? Paragone impossibile»]'', ''avvenire.it'', 3 maggio 2024.</ref>
{{Int|''[https://www.avvenire.it/agora/sport/i-cinque-uomini-che-hanno-scritto-la-storia-del-tour-de-france_29051 I cinque uomini che hanno scritto la storia del Tour de France]''|''avvenire.it'', 1º luglio 2017.}}
*{{NDR|Su [[Maurice Garin]]}} È il primo a scrivere nel 1903 il proprio nome nell'albo d'oro di una corsa [[Tour de France|che è subito leggenda]]. Appartiene alla "chanson de geste" del ciclismo, fatta di sterrati e biciclette da 16 chili, di corse notturne e soste tormentate.
*{{NDR|Su [[Ottavio Bottecchia]]}} Il primo italiano a vestire la [[Classifica generale (Tour de France)|maglia gialla]], anche perché quando due connazionali che di nome facevano Borgarello e Micheletto, avrebbero potuta vestirla la maglia di quel colore ancora non esisteva.
*{{NDR|Su [[Lance Armstrong]]}} Se [[Fausto Coppi|Coppi]] è stato l'uomo che ha proiettato il ciclismo nella modernità, e [[Francesco Moser]] nel futuro, il texano l'ha condotto nello spazio prima di finire all'inferno.
==''il Giornale''==
{{cronologico}}
*È «[[Parigi-Roubaix|l'inferno del nord]]», con quei poveri diavoli che tra pavé, polvere e fango, vanno alla ricerca di un pugno di gloria. «Non c'è grandezza senza dolore», ha detto [[Sofocle]]. Se è per questo, la Roubaix rende i corridori grandissimi: il primo come l'ultimo.<ref name="Roubaix">Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/roubaix-ritorna-nella-foresta-moser-vero-inferno-proprio-l.html La Roubaix ritorna nella Foresta. Moser: «Il vero inferno è proprio lì»]'', ''ilgiornale.it'', 9 aprile 2006.</ref>
*Due gli elementi de «L'enfer du Nord»: «la boue» e «le pavé», per dirla con i francesi. Il fango e la pietra. Di pietre ce ne sono tantissime [...]. Corsa piatta, difficile da scalare. Ci vuole coraggio e cuore, intelligenza e incoscienza: per questo non tutti l'hanno amata; per questo e per altro oggi non tutti la amano. Da [[Costante Girardengo|Girardengo]] ad [[Jacques Anquetil|Anquetil]], per arrivare a Hinault o Freire, questa corsa l'hanno odiata. Il bretone, uno dei più forti corridori di tutti i tempi, l'ha sempre considerata una «cochonnerie», una porcheria. L'ha corsa, l'ha pure vinta una volta, e alla fine ha pure sentenziato: «Mai più!».<ref name="Roubaix"/>
*[...] si porta dietro quella riservatezza che lo protegge come un'armatura dal mondo. Pacato e riflessivo, [[Ivan Gotti]] è davvero il manifesto dell'antipersonaggio che ha sempre preferito l'essere all'apparire. Il fare alle parole. [...] quel suo tono schietto da persona della Valle che preferisce il silenzio, fin quando non gli si porge una domanda perché, se lo solleciti, Ivan risponde sempre, con franchezza e senza tanti giri di parole, a costo di apparire ruvido e insensibile, cosa che non è affatto.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/io-lamicizia-pantani-e-giro-1999-che-non-posso-sentire-mio-1670092.html "Io, l'amicizia con Pantani e quel Giro del 1999 che non posso sentire mio"]'', ''ilgiornale.it'', 28 marzo 2019.</ref>
*È stato campione di ciclismo suo malgrado, perché ad una corsa su strada, dove è stato un fenomeno assoluto, ha sempre preferito la mountain-bike o il motocross, sport più vivi e adrenalinici, più brevi e intensi. Per il campione slovacco il ciclismo è sempre stato troppo noioso e nel suo piccolo ha provato a renderlo meno ingessato con le sue uscite, le sue improvvisazioni, le sue saganate. [...] Irriverente ed esuberante, a [[Peter Sagan|Peter]] non interessava la gerarchia del gruppo, lui era Sagan.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/sagan-due-ruote-dicono-addio-ciclista-forza-2110065.html Sagan, le due ruote dicono addio al ciclista per forza]'', ''ilgiornale.it'', 28 gennaio 2023.</ref>
*È sempre stata di poche parole, riservata e schiva, [[Fabiana Luperini]]. Ha sempre preferito far parlare i risultati quando correva in quegli anni, tra i Novanta e Duemila e lei, in materia, è sempre stata piuttosto chiacchierona, vincendo [...] un'infinità di corse. È stata la Pantanina, in quegli Anni magici del Pirata che infiammava le strade del mondo e Fabiana alzava ancora di un po' l'asticella del ciclismo femminile italiano, che in quelle stagioni era ancora troppo bassa.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/ho-vinto-donne-ora-guido-uomini-2110581.html "Ho vinto tra le donne. Ora guido gli uomini"]'', ''ilgiornale.it'', 30 gennaio 2023.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Liegi-Bastogne-Liegi]]}} È la decana, la signora delle Classiche, la più anziana e desiderata [...]<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/i-ragazzi-terribili-e-signora-delle-classiche-2141576.html I ragazzi terribili e la Signora delle classiche]'', ''ilgiornale.it'', 23 aprile 2023.</ref>
*{{NDR|Su [[Gianbattista Baronchelli]]}} Perse un Giro per soli 12 secondi, lo stesso tempo che dedicava alle interviste, tanto era timido e schivo.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/ciclismo/baronchelli-70-anni-scorrazzando-apecar-sono-uomo-felice-2206114.html Baronchelli: "70 anni scorrazzando in Apecar. Sono un uomo felice anche se Merckx per 12" mi portò via un Giro"]'', ''ilgiornale.it'', 6 settembre 2023.</ref>
*La professione del [[Velocista (ciclismo)|velocista]] è particolare, anche perché sei costantemente al limite, non delle forze, ma della tua abilità di guida. Su biciclette sempre più performanti e rispondenti, sprigioni watt per raggiungere velocità sempre più estreme: fare una volata oltre i 70 chilometri orari oggi non è più né impossibile né tantomeno un modo di dire.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/vittorie-si-contano-si-devono-pure-pesare-2342501.html Le vittorie si contano ma si devono pure pesare]'', ''ilgiornale.it'', 4 luglio 2024.</ref>
{{Int|''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/ventanni-fa-finiva-modo-drammatico-vita-campione-diventato-2282724.html Il Pirata vive dentro di noi]''|''ilgiornale.it'', 12 febbraio 2024.}}
{{NDR|Su [[Marco Pantani]]}}
*Si alzava sui pedali e via di scatto ad abbreviare l'agonia di una fatica eterna alla ricerca di un traguardo infinito, con quell'incedere progressivo e ossessivo che sembrava per noi danza e armonia, per i suoi avversari sofferenza e dolore.
*Marco conquistò tutti, anche chi di ciclismo aveva poca contezza. La sua forza è stata questa: catturare la vista e i cuori di tutti, con il suo modo di intendere il ciclismo e le corse, portando lo sport del pedale fuori dai propri confini. Era magnetico e persino ieratico in sella alla sua bicicletta, anche se lui da ragazzo di mare che amava le montagne si è sempre sentito un brutto anatroccolo, anche quando è diventato cigno. Era un centauro, metà uomo e metà bicicletta: solo su quell'arnese trovava il suo equilibrio. Pace e gioia. Solo in salita sentiva di avvicinarsi a Dio, puntando verso il cielo, con foga e compostezza. Con ferocia e leggerezza. Con rabbia e sublime bellezza. Per noi è stato tanto se non tutto in quel momento della nostra vita di sconcertante bellezza e di assoluta gratitudine sfociata in adorazione.
*Una sorta di supereroe assoluto, capace di scalare le montagne come i più grandi campioni del passato, come i Coppi e i Bartali, i Gaul e i Bahamontes. Ha fatto capire a noi boomer [...] cosa devono essere stati quegli anni ruggenti, quell'euforia contagiosa e delirante di un'Italia unita per il ciclismo che si divideva tra Coppi e Bartali. Perché Marco è stato esattamente quella roba lì. Nessuno, dopo di lui, è stato in grado di incatenare i cuori allo stesso modo. Perché parlate solo di lui?, si lamentavano in tanti. Perché aveva un dono che si chiama carisma. Aveva una capacità innata di fascinazione che nessuno poteva vantare. Anch'io ho vinto un Giro, dicevano. Ma lui vinceva in un altro modo, portandoci in altri mondi, perché sulla scena bisognava avere quella cosa invisibile che ti fa vedere rispetto agli altri. Difficile da descrivere, facile da riconoscere.
*Pensatela come volete, ma Marco Pantani in salita è stato di un altro pianeta. Faceva cose con una teatralità assoluta e tragica, seguendo un copione che pareva studiato a tavolino, ma era pura improvvisazione istintiva che noi tutti abbiamo imparato a conoscere e a riconoscere. Sapevamo perfettamente quando sarebbe stato il giorno, quale tappa, su quale montagna e in che punto avrebbe scatenato l'inferno. Con i suoi gesti ci aveva educato a riconoscerlo. Ora scatta. Ora parte. Si è tolto gli occhiali, tra poco getta via la bandana. Si spogliava come a liberarsi di un peso, prima di librarsi in cielo, prima di dare inizio alla sua danza carica di rilanci nell'atto di raggiungere una sublime solitudine che si sarebbe trasformata come d'incanto in estasi e in sommo godimento.
{{Int|''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/pogacar-giro-merckx-e-pantani-2326562.html Pogacar, un Giro alla Merckx e Pantani]''|''ilgiornale.it'', 27 maggio 2024.}}
{{NDR|Sul [[Giro d'Italia 2024]]}}
*Alla fine è andata come si pensava all'inizio: Pogacar avrebbe vinto passeggiando per manifesta superiorità, alla Eddy Merckx. Contro il numero uno del ciclismo mondiale si lottava solo per le posizioni di rincalzo. Unico vero problema: gli accidenti. Non quelli che gli avrebbero tirato gli avversari ogni qual volta attaccava, ma quello che il 25enne sloveno avrebbe potuto prendere. Un raffreddore, un'allergia, una bronchite o un meteorite sulla testa: solo questo avrebbe rallentato o fermato la scontata cavalcata di questo talento del ciclismo mondiale.
*È stato un Giro previsto e prevedibile [...], nel quale davvero c'è stato un solo uomo al comando. Gli sportivi italiani non se lo sono fatto sfuggire, l'hanno seguito e inseguito (la scena del bimbo che ricorre la maglia rosa che poi gli porge la borraccia è sublime: scena madre [...]). Era dai tempi di Marco Pantani che non si aveva un corridore capace di catalizzare in questo modo l'attenzione degli sportivi. Con lui si va sul sicuro: oggi attacca e lui attaccava. In questo ha ricordato davvero il Pirata, che gli bastava lanciare via la bandana, per far capire le proprie intenzioni. Taddeo non ha gesti di riferimento, perché lo sloveno è più imprevedibile, ma basta mettergli un numero sulla schiena, per vederlo all'opera, anche in volata.
*Pogacar non ha battuto quindi nessuno? No, questo no, ha fatto una sfida con sé stesso e si è superato.
{{Int|''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/tadej-vittoria-giro-tour-pirata-e-cannibale-cinque-tappe-non-2349089.html Pogacar oltre Merckx e Pantani]''|''ilgiornale.it'', 21 luglio 2024.}}
*{{NDR|Sul [[Tour de France 2024]]}} Forse ha ragione chi ha scritto qua e là lungo i tornanti di queste ultime tappe alpine pas normal, non è normale. Chiaro che chi l'ha scritto non tifa per [[Tadej Pogačar|Pogacar]] [...]. Ma anche Eddy Merckx andava come nessuno, anche Coppi e Bartali erano mostruosi, gli stessi Hinault e Gimondi erano un concentrato di forza e determinazione. Andate a prendere i loro curriculum, anche questi facevano parte della ristretta schiera dei fuori norma: ma fuoriclasse. Da oggi probabilmente è anche giusto smetterla di fare i paragoni, come giustamente dice di continuo l'interessato in maglia gialla: «Io sono io», ma a differenza del Marchese del Grillo chiosa con un sorriso, sottolineando che lui appartiene ad un'altra epoca e soprattutto appartiene alla categoria dei fenomeni dello sport, al pari di Usain Bolt e Michael Phelps e Alberto Tomba. Il pas normal di chi avanza dubbi e sospetti su questo prodigioso corridore sloveno per un predominio eccessivo [...] lascia il tempo che trova. [...] Tadej Pogacar è Tadej Pogacar. È unità di misura e riferimento: esempio. Vorace come pochi, vincente come nessuno [...]
*Raggiunge Pantani, ricordando Merckx, si dice. Di Pantani non ha nulla, se non questa doppietta {{NDR|Giro – Tour}} che li accomunerà per sempre. Di Merckx ha la voglia di vincere e uno spiccato senso dell'agonismo. Del Cannibale ha i numeri, da fuoriclasse assoluto e senza tempo.
*[...] per dirla con i francesi, Tadej è hors categorie.
==''Linkiesta''==
*Funambolo, istrione, fenomeno, trascinatore, autentico talento del ciclismo. Fa cose mostruose, con la facilità dei predestinati. Vince, perché gli riesce semplice. Perché per [[Peter Sagan|Peter Pan Sagan]] è molto più facile accelerare che frenare.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2012/07/sagan-il-valentino-della-bici-che-spopola-al-tour-del-france/ Sagan, il Valentino della bici che spopola al Tour del France]'', ''linkiesta.it'', 7 luglio 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Felice Gimondi]]}} Ha vinto tutto, nonostante ci fosse quello là, [[Eddy Merckx]], che ha vinto tutto e anche più.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2012/09/felice-gimondi-compie-70-anni-il-momento-piu-triste-la-morte-di-pantan/ Felice Gimondi compie 70 anni: "Il momento più triste? La morte di Pantani"]'', ''linkiesta.it'', 29 settenbre 2012.</ref>
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2012/05/cera-una-volta-la-maglia-verde-al-giro-ditalia-poi-e-arrivata-mediolan/ C'era una volta la maglia verde al Giro d'Italia, poi è arrivata Mediolanum]''|''linkiesta.it'', 18 maggio 2012.}}
*Maglie, tante maglie, di tutti i colori. Giallo, rosa, rosso, con i colori dell'arcobaleno, per dirla con i francesi «arc en ciel». Maglie, tante maglie, da inseguire, rincorrere e prendere. Il [[ciclismo]] è uno sport fatto di maglie. Pelle, colori e anima di uno sport. Simbolo, appartenenza e sogno. Per un corridore sono una seconda pelle, il proprio biglietto da visita, la propria divisa, ma anche e soprattutto il premio più desiderato e agognato. È un segno identificativo. La maglia iridata di campione del mondo, la maglia gialla del [[Tour de France]], la maglia rosa del [[Giro d'Italia]] [...]. Maglia verde, bianca e a «pois» rossi: tante maglie, tanti colori, tanti motivi per darsi battaglia, per inseguire un sogno e un segno: distintivo.
*{{NDR|Sulla [[maglia rosa]]}} [...] il suo inizio non fu dei più felici. Nasce nel 1931, nell'[[Italia fascista]] [...] dove impera l'orgoglio nazionale e dove la propaganda del regime passa anche [[Sport e fascismo|attraverso lo sport]]. [...] contraddistinguerà il capoclassifica di ogni tappa e naturalmente il vincitore finale. Non è una novità. Come spesso accade i primi sono i cugini francesi. Henri Desgrange, "patron" indiscusso della corsa francese, lancia la [[Classifica generale (Tour de France)|maglia gialla]] nel 1919, prendendo spunto dal colore con cui si stampa il suo giornale, ''L'Auto''. Nel 1931 anche ''[[La Gazzetta dello Sport]]'' dà alla sua creatura più prestigiosa il simbolo del primato, scegliendo inevitabilmente il rosa, colore del giornale organizzatore. Il rosa però non piace: sembra poco adatto, troppo femminile, per niente virile agli occhi dei tifosi e soprattutto del Regime Fascista. Il [[Benito Mussolini|Duce]] giudica "una trovata poco fortunata" la novità della Gazzetta, non perdendo l'occasione per criticare uno sport che non ama particolarmente. [...] Per questo la maglia rosa non piace tantissimo nemmeno ai corridori e ai loro patron: «maglia che porta sfiga», dicono. Virile o no, "sfigata" o meno, la maglia rosa è [...] la preda più ambita da ogni corridore. Il simbolo di una corsa che racconta non solo storie di sport, ma anche di un Paese.
*{{NDR|Su sport e fascismo}} Mussolini ritiene [...] il ciclismo "troppo plebeo e povero", "poco moderno" e caratterizzato da attori "poco significativi", soprattutto se confrontati con gli altri grandi sportivi ed esploratori di quel periodo: il Generale [[Umberto Nobile]] (che sorvola il Polo con il dirigibile Norge), [[Tazio Nuvolari]] e [[Achille Varzi]] (piloti automobilistici che mietono successi a ripetizione), [[Primo Carnera]] (gigantesco pugile friulano avviato a conquistare il prestigiosissimo titolo mondiale dei "massimi"), trasvolatori impavidi come Francesco De Pinedo e [[Italo Balbo]]. Non è un segreto che il Duce indirizzi le sue simpatie verso altri sport: sono numerose, infatti, le foto che lo ritraggono giocare a tennis, al volante di un'auto sportiva o nella cabina di guida di un aereo, nuotare con stile un po' "balneare", atteggiarsi a provetto schermitore o ad agguerrito boxeur.
==''tuttoBICI''==
===Citazioni tratte da articoli===
*C'è un [[Fabio Casartelli|Casartelli]] campione olimpico a Barcellona e promessa del ciclismo [...], ma soprattutto c'è Fabio, un figlio e un marito che sa da poco di diventare padre e che finisce la sua vita terrena sull'asfalto incandescente del Tour de France. Un tratto di strada in discesa, veloce come la vita di un ragazzo di talento che finisce la sua corsa contro un paracarro in cemento. [...] Fabio rimane lì, rannicchiato in posizione fetale, come un bimbo che sta per nascere e invece sta andando incontro alla morte.<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2020/07/18/1595004720/fabio-casartelli-25-anni-fa-portet-d-aspet-tour-de-france Quel ragazzo che portiamo nel cuore]'', ''tuttobiciweb.it'', 18 luglio 2020.</ref>
*Odiato e amato, deriso e glorificato, emarginato e preso ad esempio: [[Sandro Donati]] piace o non piace. O si è con lui o contro di lui. O lo si considera uno dei più rigorosi esperti nella lotta al doping o un fanatico integralista alla ricerca ossessiva di una verità che non può essere necessariamente bianco o nero, ma ricca di sfumature di grigio. Per il mondo scientifico è sicuramente una delle personalità più considerate. Uno degli italiani migliori. Non c'è convegno o simposio sul doping al quale lui non sia chiamato a presenziare come relatore, come testimone, come ricercatore accreditato e sapiente. Per il mondo è credibile come pochi, documentato come nessuno. [...] Pensatela come volete, ma Sandro Donati, [...] una vita trascorsa nelle stanze e anche nelle cantine del Coni [...], fra polemiche e incarichi prestigiosi, discriminazioni e attestati di stima, è il personaggio più rilevante nella storia dello sport in materia di doping.<ref>Dall'intervista a ''tuttoBICI'' n. 3, marzo 2013; ripubblicato in ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/57537 Donati: «Il ciclismo ha fatto tanto, ora serve uniformità»]'', ''tuttobiciweb.it'', 2 aprile 2013.</ref>
*{{NDR|Su [[Tadej Pogačar]]}} Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo: quando c'è, bisogna inseguirlo.<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2025/03/22/1742665240/ciclismo-milano-sanremo-van-der-poel I voti di Stagi. MVDP è un ciclope di devastante bellezza, Ganna ormai è sempre là davanti, Pogacar esplosivo come nessuno]'', ''tuttobiciweb.it'', 22 marzo 2025.</ref>
*[...] tutti i suoi cimeli sono nelle mani dei tanti appassionati, di persone che hanno avuto a che fare con questo fantastico atleta, che se solo avesse avuto un po' di cattiveria agonistica in più chissà quello che avrebbe potuto vincere. Ma a noi piace così. A noi [[Gianni Bugno]] è sempre piaciuto proprio perché era fatto in questo modo, nel suo genere era assolutamente unico, un Pogacar timido e generoso. Tadej vince e sorride? Gianni vinceva e si scusava. Tadej vince e regala borracce ai bimbi? Gianni regala ciò che vince. Lo sloveno si autoalimenta vincendo corse a raffica? Gianni doveva essere spronato, perché per lui in partenza erano tutti più forti. Poco importa che abbia vinto una coppa del mondo e due mondiali consecutivi, un Giro d'Italia vestendo la maglia rosa dalla prima all'ultima tappa. Un Giro delle Fiandre e una Sanremo. Due titoli italiani e per due volte sul podio del Tour de France. In totale 72 corse, mica poche. Lui si è sempre sentito inadeguato, ma nella vita non si può avere tutto: in bicicletta Gianni era dotato di classe purissima. Talento da autentico fuoriclasse, però non chiedetegli mai chi è stato Gianni Bugno. È il meno indicato a darvi una risposta.<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2024/10/04/1728053388/gianni-bugno-hall-of-fame-giro-italia-trofeo-senza-fine... Gianni Bugno nella Hall of Fame del Giro e quella domanda sul Trofeo Senza Fine...]'', ''tuttobiciweb.it'', 4 ottobre 2024.</ref>
*Vinse il Giro d'Italia indossando la maglia rosa dalla prima all'ultima tappa. Da Bari a Milano, dove quel [[Giro d'Italia 1990|Giro 1990]] si concluse. Cose da Alfredo Binda ed Eddy Merckx, e in questo caso cose da Gianni Bugno, il terzo incomodo che [...] si accomodò nel salotto buono, quello riservato alle leggende.<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2020/02/14/1581688089/gianni-bugno-bugia-giro-1990 Gianni Bugno. Una «bugia» per celebrare i 30 dall'impresa del Giro 1990]'', ''tuttobiciweb.it'', 14 febbraio 2020.</ref>
===Editoriali===
{{cronologico}}
*Condanno il sistema più dell'uomo. [...] La [[Caso doping di Lance Armstrong|vicenda Armstrong]] dice chiaramente questo. Dice che si può essere controllati fin quanto si vuole ma la si può fare franca fin quando il sistema non va in cortocircuito. Fin quando un organo terzo (la USADA) non si mette ad indagare, a ricercare, a fare luce dove di solito è buio pesto. Dice che non solo l'Armstrong del dopo malattia – e quindi vicino all'allora presidente Uci Hein Verbruggen –, può fare quello che vuole, ma anche il secondo, quello del ritorno alle competizioni [...], qualche imbarazzo l'ha creato e lo crea anche all'attuale [...], Pat McQuaid [...]. Il numero uno del ciclismo mondiale, anziché gongolarsi per aver cancellato fuori tempo massimo il texano miracolato, dovrebbe per lo meno, se non ammettere le proprie colpe, rispondere alle [...] accuse mosse [...] da un suo ex "perito" di parte, Michael Ashenden, medico specializzato in antidoping. «[...] credo che a nessun "esperto" sia mai stato chiesto di analizzare i file del texano, anche perché a occhio erano visibili almeno due variazioni anomale che in altri casi sono state sufficienti per condannare un atleta». Ci sono poi le parole dell'ex direttore della Wada Richard Pound [...]: «Non è credibile pensare che non sapessero quello che accadeva. [...] Quella squadra aveva sempre i controlli per ultima, erano avvisati, avevano tutto il tempo che volevano a loro disposizione». E lo stesso pensa l'attuale direttore, John Fahey: «C'è stato un periodo durante il quale la cultura nel ciclismo voleva che tutti si dopassero. Non c'è alcun dubbio su questo [...]». E qui sta il punto. Non possiamo pensare e francamente tollerare, che il nuovo ciclismo riparta da qui e in questo modo. Come gli atleti, che per riabilitarsi devono perlomeno fare ammenda pubblica e ammettere i propri sbagli, lo stesso devono fare lorsignori. Riconoscere i propri limiti e magari passare la mano. [...] Il ciclismo non è cambiato e non può cambiare fin quando non si cambiano dirigenti e regole. Non è sufficiente che certe persone, per apparire migliori, si limitino ad imbiancare i sepolcri. Vanno chiamati altri imbianchini.<ref>''[https://web.archive.org/web/20121226214613/http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=rivista&cmd=artdet&id=3710 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 11, novembre 2012.</ref>
*Del [[Museo del ciclismo Madonna del Ghisallo|Ghisallo]] ho sempre parlato poco volentieri per una pura e semplice questione di rispetto nei confronti di Fiorenzo Magni, che in questo progetto ha creduto come nessun altro, tanto da arrivare a versare di tasca propria cifre importanti fino a pochi giorni prima di lasciarci. [...] Ho sempre sostenuto, anche con il diretto interessato [...] che la location del Museo in cima a Magreglio non fosse particolarmente felice, se non altro per la difficoltà di accesso. Apparentemente è vicino a Milano, ma le strade, sempre trafficatissime, rendono il viaggio tutt'altro che agevole. Lassù c'è la storica chiesetta del ciclista: piccolina, che raccoglie in maniera semplice oggetti semplici donati con gesti altrettanto semplici. Ma pensare che qualcuno, anche solo da Milano, possa mettersi in moto per andare lassù a vedere il Museo è pura utopia. Chi va su in bicicletta, scala il mitico Ghisallo e si guarda bene dal fermarsi sudato per fare una visita al museo. Ad andarci di proposito è una sparuta minoranza. Potreste dirmi: bravo, potevi anche dirlo prima. L'ho sempre detto, tanto è vero che a Fiorenzo il mio pensiero non è mai andato giù.<ref>''[https://web.archive.org/web/20140110170148/http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=rivista&cmd=artdet&id=4001 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 12, dicembre 2013.</ref>
*[...] in quel ciclismo Marco {{NDR|[[Marco Pantani|Pantani]]}} svettava per personalità e imprevedibilità. Era un artista e faceva cose che per altri erano improponibili e non per quello che alcuni di voi – maliziosamente – potrebbero pensare. Aveva talento, su questo non si discute. Era un ciclismo diverso con un protagonista atipico. Difficilmente catalogabile e riproducibile.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1548965872?article=0 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 2, febbraio 2019.</ref>
*Ho avuto una grande fortuna: aver conosciuto [[Felice Gimondi]]. Aver guadagnato la sua stima, amicizia e fiducia. E questo mi basta. È stato il mio campione, il primo eroe a pedali che ho seguito con trepidante passione. L'uomo senza macchia e senza paura che lottava contro l'Invincibile Eddy Merckx. Non mi piaceva vincere facile, ma con Felice si vinceva, eccome se si vinceva. E di soddisfazioni ce ne siamo tolte tante. Uso il plurale perché i campioni e i tifosi sono un'unica cosa. Pedalano assieme, sognano assieme e i tifosi di Felice erano un'unica cosa: una famiglia, una religione, una fede.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1567276802?article=0 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 9, settembre 2019.</ref>
*Per [[Gianni Mura]] il primo giorno di primavera è stato l'ultimo. Niente fiori, niente mare di Ischia e vino gelido con le pesche. Fine della corsa per un grandissimo giornalista che ha amato lo sport del pedale più di ogni altra cosa. Ha amato il ciclismo di memoria, più che di cronaca, nonostante fosse sempre sul pezzo, sempre sulla notizia, come pochi altri.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1585681370?article=1 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 5, maggio 2020.</ref>
*Come un leone in gabbia, che non ha pace e non riesce a trovarla. [...] e dire che passava per essere uno dei più intelligenti del gruppo e, francamente, tonto non lo è mai stato. [...] [[Lance Armstrong]] è arrivato [...] a chiedersi [...] perché mai Ivan Basso si è rifatto una vita, vive bene, lavora tantissimo ed è stimato, «avendo fatto cose simili a quelle che ho fatto io». È chiaro che Armstrong fatica a ricordare quello che ha fatto. Non si è limitato a gonfiarsi le vene. Non ha barato come centinaia di atleti hanno provato a fare nella loro carriera sportiva, ma lui dal suo sport è stato protetto, avendo comprato il silenzio sia dell'Uci [...] che quello del Tour de France. Lance fatica a ricordare che è finito nei pasticci per la giustizia ordinaria americana: questa sì l'ha messo in croce. Il ciclismo l'aveva semplicemente eletto a semidio, a qualcosa di unico e intoccabile [...]. Basso, Di Luca, Riccò, Santambrogio, Petacchi e via elencando hanno invece provato a fare i furbi, sono stati presi con le mani nel sacco e per questo puniti. Il ciclismo, il mondo dello sport, non ha mai torto un capello al texano, ne ha solo preso atto: dopo. Molto dopo. A partita finita. Non è un reo confesso, ma un Re che ha confessato a scoppio ritardato, dopo aver costruito un sistema criminoso degno di un "padrino". Un sistema che l'ha protetto nel suo castello dorato prima che questo crollasse, miseramente, come quelli costruiti con la sabbia. Lance, però, non capisce, si considera un dopato come tanti, ma anche in questo è il più grande e unico. Nessuno hai mai fatto quello che ha fatto lui. Nel bene e soprattutto nel male.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1590940209?article=2 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 6, giugno 2020.</ref>
*È una questione di cuore e di passione, che non si compra di certo al mercato, che non puoi ingannare, raggirare o prendere in giro, anche perché in questo caso prenderesti per il naso solo te stesso. Tanti i corridori di alto livello che, ricoperti di soldi, finiscono per essere schiacciati da facili palanche e responsabilità, aspettative altissime e attività pubbliche. Poi ci sono il cuore e la passione, che se vengono meno o non ti hanno mai sorretto, perché per tanti anni ti sei trovato a fare il corridore solo perché ti riusciva facile, beh, allora son dolori. Non è il caso di [[Tom Dumoulin]], che la passione l'aveva, ma è venuta meno quando la pressione ha preso il sopravvento su tutto. Aveva due strade: far finta di nulla e nell'infelicità più totale portare avanti la bicicletta pensando solo al portafoglio che ha nelle vicinanze del cuore, o affidarsi al buon senso. Ha scelto il cuore.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1612125550?article=4 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 2, febbraio 2021.</ref>
*Il nostro Giro è bello, ma manca la partecipazione corale dei migliori interpreti del mondo, e non solo e soltanto perché il Giro viene prima e si corre a primavera, mentre il [[Tour de France|Tour]] in estate: sul finire degli Anni Ottanta la nostra corsa era di pari livello, se non addirittura superiore a quella transalpina. È vero, c'era la Vuelta ad aprile ad anticipare la "corsa rosa", ma basta [...] sentire i racconti sull'allora patron del Tour Jean Marie Leblanc che piombava da noi a implorare i nostri team di varcare il confine. Per convincerli, mille attenzioni, non ultimo far trovare loro le ammiraglie già brendizzate al di là del confine. C'era però da pagare, perché i cugini monetizzavano anche la partecipazione dei team con circa 100 milioni di vecchie lire a squadra, e anche per questo molti club di casa nostra ci pensavano tre volte prima di oltrepassare il confine. Era chiaramente un altro ciclismo, con un calendario nazionale ricco e intenso, soprattutto seguito e proposto adeguatamente bene sia dalla tivù che dalla carta stampata. Però Leblanc non si perse d'animo e riuscì a far comprendere ai nostri team manager che il Tour era il Tour e Stanga, da presidente internazionale dei gruppi sportivi, ben presto riuscì a far capire al gran capo francese [...] che era necessario cassare quella fastidiosa e anacronistica "gabella". Insomma, sul finire degli Anni Ottanta il Tour non era appetibile e i cugini hanno incominciato una lenta ma inesorabile rincorsa, che ha riportato in pochi anni la Grande Boucle al centro del mondo. Come? Rendendo il loro evento planetario, appetibile e prelibato a sponsor che cominciavano ad essere multinazionali. Il Tour ha compreso, anticipato e accompagnato la globalizzazione, vendendo il prodotto alle televisioni del pianeta, interessate a irradiare un evento che aveva tutti i più forti interpreti del mondo. A noi cosa manca? I più forti interpreti. Solo questo.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1659294139?article=1 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 8, agosto 2022.</ref>
*Il Tour de France {{NDR|[[Tour de France 2024|2024]]}} in Italia? Una vergogna! Sono in tanti che hanno storto il naso, perché non si danno i soldi ai francesi, perché abbiamo il nostro Giro e le nostre corse, perché non si sperperano così i soldi pubblici, perché Firenze nel mondo è già abbondantemente conosciuta e non necessità di queste ardite iniziative: perché perché perché... Una tiritera senza fine. Priva di visione. [...] con questa logica perché ospitare la finale di Champions League? Tanto abbiamo il nostro campionato. Perché chiedere gli europei e i mondiali? Il nostro Paese possiamo promuoverlo lo stesso. Perché organizzare le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina? [...] Forse crea interesse? Forse crea nuovi flussi di turismo, nuove opportunità o no? Forse il Tour, che è e resta il terzo evento sportivo al mondo, secondo solo ai Mondiali di calcio e alle Olimpiadi che si svolgono però ogni quattro anni, ci può portare turisti e visibilità planetaria, non trovate? Forse è una bellissima cosa anche per noi italiani, che questo grande evento abbiamo visto e imparato a conoscere solo in televisione e per la prima volta ce lo troveremo lì davanti a casa o quasi. Forse, e lo credo per davvero, il Tour può fare bene anche al Giro. Può risvegliare passioni e attenzioni pubblicitarie. Il Tour ha forza, il Giro si può rinforzare.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1672528783?article=7 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 1, gennaio 2023.</ref>
{{Int|''[https://www.tuttobiciweb.it/article/65654 L'oretta di Moser, il silenzio su Pantani]''|''tuttoBICI'' n. 2, febbraio 2014; ripubblicato in ''tuttobiciweb.it'', 27 febbraio 2014.|h=4}}
*[...] 30 anni dal record di Francesco Moser, quello che ha di fatto proiettato lo sport e non solo il ciclismo, in una nuova dimensione. Uno sport fatto di ricerca, di preparazione, ripetute e computer (all'epoca Olivetti, il Mac era nato proprio in quei giorni), di lenticolari, carbonio e manubri a corna di bue, di telai ad asse variabile e gallerie del vento, cardiofrequenzimentri e acido lattico: insomma un ciclismo e uno sport che di fatto in quei giorni ha lasciato l'empirismo per entrare direttamente nella scienza grazie agli scienziati. [...] abbiamo celebrato, chi più chi meno, Francesco Moser e l'equipe medica della Enervit. Comunque la si voglia pensare, quel record ha qualcosa di grande e dietro a questa immane impresa c'è la figura ingombrante e discussa di [[Francesco Conconi]], che [...] è stato in pratica ignorato, di fatto cancellato. [...] Di lui non se ne parla, si fa finta che neanche sia passato dal maso di Francesco per brindare a quel fantastico record. C'è qualcosa di irritante in tutto questo. Si racconta una storia parziale perché Conconi imbarazza, quindi si fa finta di nulla: senza imbarazzo. Come se Conconi in tutto quel lungo periodo di allenamenti test e valutazioni, ricerche e prove, sia passato di lì per caso, per salutare: solo per un'oretta.
*Quello che mi sconcerta e fatico a comprendere è questo "disturbo bipolare" di cui soffre il giornalismo italiano. Pantani Dio o mostro? Eroe da idolatrare o simbolo del male? In questi anni abbiamo visto e ascoltato di tutto. Ma se è giusto che ognuno abbia la propria opinione, che può anche subire delle sensibili modificazioni nell'arco del tempo, lascia perlomeno basiti la disinvoltura che molti miei colleghi mostrano sull'argomento da una settimana all'altra. La commissione del Senato francese per la salute pubblica che ha indagato sui controlli del Tour del '98 rivela che Pantani era carico di Epo? Giù a massacrare il Pirata che non c'è più. C'è da celebrarlo perché in questi giorni cade il decennale della sua morte? Nessun problema: si celebra. Se è per far cassetta diciamo anche che è stato una vittima. Che l'hanno ammazzato. Anzi, alimentiamo il dubbio così ognuno di noi ha un buon motivo per indagare e scrivere altri libri. Magari strombazzando incredibili rivelazioni [...]: rilanciare una tesi o una notizia è sempre buona cosa, ma farlo sulla pelle di un ragazzo che non c'è più e sulla sua storia tragica non ci sembra assolutamente un bel modo di ricordarlo.
*Io [...] voglio ricordarlo come il corridore che più di ogni altro mi ha esaltato. Mi ha fatto sognare. So razionalmente che probabilmente il suo sangue era "arricchito", ma so anche che non era il solo, ma è il solo che ha pagato un prezzo altissimo, spropositato, perché anche nella sconfitta lui era diverso dagli altri. Il suo orgoglio era smisurato e la sua forza era anche la sua debolezza.
*[...] in questa terribile storia ci sono troppe verità. E le più vere vengono allegramente dimenticate. Non raccontate. Si vuole raccontare tutta un'altra storia, che ha responsabilità ben precise, nomi e cognomi, compreso quello di Marco Pantani, che cocciutamente si è consegnato e affidato alle persone sbagliate. Marco avrebbe voluto che i suoi colleghi parlassero, raccontassero con nomi e cognomi come funzionava il ciclismo in quel periodo. Non voleva essere la sola vittima sacrificale. Non voleva pagare il conto per tutti. I suoi colleghi decisero di tacere, Marco ha deciso di inseguire con orgogliosa determinazione il silenzio eterno. Una brutta storia, a tratti aspra e cattiva, che ha una sola verità. Tutto il resto sono speculazioni e prove di vanità sulla pelle del povero Marco, che avrebbe bisogno solo di rispetto. E di silenzio.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Stagi, Pier Augusto}}
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Classifica generale (Tour de France)
0
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1428316
1368384
2026-10-04T15:37:42Z
Danyele
19198
/* Gino e Michele */ fix
1428316
wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Tour de France 1963 yellow jersey (Gilbert Desmet).jpg|thumb|La maglia gialla indossata da Gilbert Desmet al Tour de France 1963]]
Citazioni sulla '''classifica generale del Tour de France''', il cui simbolo distintivo è la '''maglia gialla'''.
===[[Gino e Michele]]===
{{cronologico}}
*Una maglia unica: la maglia gialla, gialla come un limone spremuto sugli strappi dei Pirenei. O un brivido di luglio, una pagina di Hitchcock col «rapporto» più duro, che ti solca la schiena nel vento delle Ardenne. La maglia gialla è lì, a tirar moscerini e invecchiare trepidi capiservizio de «L'Equipe» in cerca di titoli a sensazione, che si ripetono identici ogni anni dal 1903. Già: la famosa maglia gialla che spunta dietro alla curva a resuscitare ogni estate uno sport obsoleto (ma è obsoleto solo per gli imbecilli).
*La maglia gialla, unica e autentica, bella come il sole, forse il sole stesso che ti si è stampato addosso, schizza come una macchia tra i filari della Borgogna e chi c'è, c'è, ad alzare un braccio, a gridare una frase in un attimo per poi ripensarci per tutta una stagione. Altra cosa davvero vederla sbavare sul video. Così poco adatta ai nostri sistemi del colore che possono condizionare le cravatte del telegiornale e che sono – ahinoi – arrivati a dettar legge sulle divise delle finalissime di Coppa. La maglia gialla no, non si tocca. Peggio per chi sta a casa e la vedrà diluirsi tra le righe catodiche della propria abulia.
*La maglia gialla è da vedere «viva», come una volta, quando i nostri padri prendevano il treno per Lione e Bartali o Coppi si faceva in tempo a vederli come in un fotogramma. O come quando noi, finito il liceo, si correva, con latino e fisica a settembre sulla coscienza, a vedere Gaul, Anquetil, Gimondi. [...] Perché c'è qualcosa di mitologico, nella maglia gialla, qualcosa che non ti fa vergognare di sconfinare nell'enfatico quando ne parli.
==Voci correlate==
*[[Tour de France]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}}
[[Categoria:Terminologia ciclistica]]
[[Categoria:Tour de France]]
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Ejae
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[[File:EJAE SBS Radio 2025.jpg|thumb|Ejae nel 2025]]
'''Ejae''', pseudonimo di '''Kim Eun-jae''' (1991 – vivente), cantante, cantautrice e produttrice discografica sudcoreana-statunitense.
{{Int|1=''[https://www.wired.it/article/ejae-golden-kpop-demon-hunters-intervista/#intcid=_wired-it-right-rail_55194f45-9698-464a-aa4d-a7c7c30c73f4_popular4-2 Ejae, come la voce di KPop Demon Hunters ha trasformato Golden in un inno globale]''|2=Dall'intervista di Manisha Krishnan a ''Wired US''; citato in ''wired.it'', 11 novembre 2025.|h=3}}
*Sono sempre nervosa quando canto. Anche in studio mi agito, quindi esibirmi è stato un salto enorme per me. La mia zona di comfort, il posto in cui mi sento davvero a mio agio, è il mio angolino a casa a Brooklyn.
*La [[fama]] [...] è complicata. Ho conosciuto da vicino il mondo del K-pop, e mio nonno è un attore: l'ho vista da prospettive diverse. È abbagliante in superficie, ma può diventare molto, molto oscura. Non è fatta per i deboli di cuore [...]. Per anni ci sono rimasta ai margini. [...] Mi dicevo: ''"Fare l'artista non si adatta alla mia personalità"''. [...] Non posso dire che mi venga naturale. Amo stare dietro le quinte, ma sto cercando di abituarmi. Non so nemmeno se dovrei, ma è affascinante, e sono sempre grata.
*Scrivere canzoni è sempre stata la mia terapia, il mio modo per allontanarmi da tutto. [...] magari il mio modo di essere un’artista passa proprio da lì – dalla scrittura delle canzoni. Da artista, non voglio necessariamente che la mia vita personale finisca nei testi. Voglio che le parole e la musica parlino a tutti, che chiunque possa riconoscercisi [...]. In un certo senso, voglio che siano le mie canzoni a essere le popstar, non io.
*Una hit [[K-pop]], una hit americana e una hit globale sono tre cose completamente diverse. Nel K-pop, credo che la chiave sia avere un ritornello che ti resta in testa. Per un successo globale, invece, serve un'idea che chiunque possa sentire come propria [...]. Anche negli Stati Uniti questo fa la differenza. In fondo, quando hai un concetto forte, facile da ricordare, con una melodia che funziona e un messaggio sincero, la formula per una [[Singolo di successo|hit]] l'hai già trovata.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w=Ejae|w_site=en}}
{{DEFAULTSORT:Ejae}}
[[Categoria:Cantanti statunitensi]]
[[Categoria:Cantautori statunitensi]]
[[Categoria:Produttori discografici statunitensi]]
[[Categoria:Sudcoreani]]
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[[File:EJAE SBS Radio 2025.jpg|thumb|Ejae nel 2025]]
'''Ejae''', pseudonimo di '''Kim Eun-jae''' (1991 – vivente), cantante, cantautrice e produttrice discografica sudcoreana-statunitense.
{{Int|1=''[https://www.wired.it/article/ejae-golden-kpop-demon-hunters-intervista/#intcid=_wired-it-right-rail_55194f45-9698-464a-aa4d-a7c7c30c73f4_popular4-2 Ejae, come la voce di KPop Demon Hunters ha trasformato Golden in un inno globale]''|2=Dall'intervista di Manisha Krishnan a ''Wired US''; citato in ''wired.it'', 11 novembre 2025.|h=3}}
*Sono sempre nervosa quando canto. Anche in studio mi agito, quindi esibirmi è stato un salto enorme per me. La mia zona di comfort, il posto in cui mi sento davvero a mio agio, è il mio angolino a casa a Brooklyn.
*La [[fama]] [...] è complicata. Ho conosciuto da vicino il mondo del K-pop, e mio nonno è un attore: l'ho vista da prospettive diverse. È abbagliante in superficie, ma può diventare molto, molto oscura. Non è fatta per i deboli di cuore [...]. Per anni ci sono rimasta ai margini. [...] Mi dicevo: ''"Fare l'artista non si adatta alla mia personalità"''. [...] Non posso dire che mi venga naturale. Amo stare dietro le quinte, ma sto cercando di abituarmi. Non so nemmeno se dovrei, ma è affascinante, e sono sempre grata.
*Scrivere canzoni è sempre stata la mia terapia, il mio modo per allontanarmi da tutto. [...] magari il mio modo di essere un’artista passa proprio da lì – dalla scrittura delle canzoni. Da artista, non voglio necessariamente che la mia vita personale finisca nei testi. Voglio che le parole e la musica parlino a tutti, che chiunque possa riconoscercisi [...]. In un certo senso, voglio che siano le mie canzoni a essere le popstar, non io.
*Una hit [[K-pop]], una hit americana e una hit globale sono tre cose completamente diverse. Nel K-pop, credo che la chiave sia avere un ritornello che ti resta in testa. Per un successo globale, invece, serve un'idea che chiunque possa sentire come propria [...]. Anche negli Stati Uniti questo fa la differenza. In fondo, quando hai un concetto forte, facile da ricordare, con una melodia che funziona e un messaggio sincero, la formula per una [[Singolo di successo|hit]] l'hai già trovata.
==Filmografia==
*''[[KPop Demon Hunters]]'' (2025)
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Ejae}}
[[Categoria:Cantanti statunitensi]]
[[Categoria:Cantautori statunitensi]]
[[Categoria:Produttori discografici statunitensi]]
[[Categoria:Sudcoreani]]
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[[File:EJAE SBS Radio 2025.jpg|thumb|Ejae nel 2025]]
'''Ejae''', pseudonimo di '''Kim Eun-jae''' (1991 – vivente), cantante, cantautrice e produttrice discografica sudcoreana-statunitense.
{{Int|1=''[https://www.wired.it/article/ejae-golden-kpop-demon-hunters-intervista/#intcid=_wired-it-right-rail_55194f45-9698-464a-aa4d-a7c7c30c73f4_popular4-2 Ejae, come la voce di KPop Demon Hunters ha trasformato Golden in un inno globale]''|2=Dall'intervista di Manisha Krishnan a ''Wired US''; citato in ''wired.it'', 11 novembre 2025.|h=3}}
*Sono sempre nervosa quando canto. Anche in studio mi agito, quindi esibirmi è stato un salto enorme per me. La mia zona di comfort, il posto in cui mi sento davvero a mio agio, è il mio angolino a casa a Brooklyn.
*La [[fama]] [...] è complicata. Ho conosciuto da vicino il mondo del K-pop, e mio nonno è un attore: l'ho vista da prospettive diverse. È abbagliante in superficie, ma può diventare molto, molto oscura. Non è fatta per i deboli di cuore [...]. Per anni ci sono rimasta ai margini. [...] Mi dicevo: ''"Fare l'artista non si adatta alla mia personalità"''. [...] Non posso dire che mi venga naturale. Amo stare dietro le quinte, ma sto cercando di abituarmi. Non so nemmeno se dovrei, ma è affascinante, e sono sempre grata.
*Scrivere canzoni è sempre stata la mia terapia, il mio modo per allontanarmi da tutto. [...] magari il mio modo di essere un’artista passa proprio da lì – dalla scrittura delle canzoni. Da artista, non voglio necessariamente che la mia vita personale finisca nei testi. Voglio che le parole e la musica parlino a tutti, che chiunque possa riconoscercisi [...]. In un certo senso, voglio che siano le mie canzoni a essere le popstar, non io.
*Una hit [[K-pop]], una hit americana e una hit globale sono tre cose completamente diverse. Nel K-pop, credo che la chiave sia avere un ritornello che ti resta in testa. Per un successo globale, invece, serve un'idea che chiunque possa sentire come propria [...]. Anche negli Stati Uniti questo fa la differenza. In fondo, quando hai un concetto forte, facile da ricordare, con una melodia che funziona e un messaggio sincero, la formula per una [[Singolo di successo|hit]] l'hai già trovata.
==Filmografia==
*''[[KPop Demon Hunters]]'' (2025)
==Altri progetti==
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Enrico Cocchia
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[[File:Enrico Cocchia.gif|thumb|Enrico Cocchia]]
'''Enrico Cocchia''' (1859 – 1930), latinista e filologo classico italiano.
==Citazioni di Enrico Cocchia==
*Certo [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] non fu un filosofo, nel senso vero della parola, e soprattutto non si prefisse mai, nei suoi trattati, di svolgere una filosofia dell'arte. Ma ebbe intuizioni così sapienti, che superano in qualche parte la concezione empirica, che il positivismo si è formata ed ha divulgata intorno alla natura e alla funzione del pensiero. La formola comune della sua dottrina, che «noi dobbiamo cominciare dalla esperienza e per mezzo di questa scoprire la ragione», è stata frantesa, nei suoi fondamenti ed applicazioni, perfino da quelli che potevano meglio intenderne l'alto valore filosofico. E, staccata dal contesto di cui fa parte, non ha dato modo a critici autorevoli di penetrare neppure il legame spirituale, che la congiunge all'aforisma, apparentemente contradittorio, di cui Leonardo si compiacque, affermando che «la natura è piena d'infinite ragioni, che non furono mai in esperienza».<ref>Da ''Sulle presenti condizioni degli studi filosofici'', p. 99.</ref>
==''Il pensiero critico di Francesco de Sanctis nell'arte e nella politica''==
*Prima del [[Francesco De Sanctis|{{sic|de Sanctis}}]], la letteratura era stata uno studio di parole, egli ne fece uno studio di cose. Poco si leggevano gli scrittori stranieri, e questa ignoranza dava proporzioni eccessive al merito degli italiani. I nostri filosofi, i nostri poeti erano sommi e insuperati nella scienza e nell'arte. Da questa dannosa presunzione il de Sanctis liberò l'ingegno italiano, quando già il [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], ritornando di Francia, aveva riallacciate le fila della tradizione italiana e ribattezzata nell'onda del pensiero europeo la nostra arte. È questa l'arte e il sistema, a cui si collega il metodo critico del de Sanctis, e di cui egli intravide ed intese il ritmo ideale, anche prima forse che ne conoscesse le geniali applicazioni, fatte nel campo della critica dal grande Lombardo. (p. 10)
*All'opera critica di Francesco de Sanctis, e soprattutto alla Storia della Letteratura italiana, è toccata la sorte medesima, che fu per secoli retaggio della Commedia dell'[[Dante Alighieri|Alighieri]], di essere cioè più ammirata che letta, divinizzata senza esser compresa. Restò divina, a patto che non fosse più viva. Così dell'ingegno del de Sanctis. Tutti lo proclamarono divino, e restarono abbagliati dai suoi primi fulgori. (p. 23)
*[...] la [[poesia]] comincia, quando il [[contenuto]] vive e si move nel cervello dell'artista e diventa [[forma]], la quale è perciò il contenuto esso medesimo in quanto è [[arte]]. La forma non è a priori, non è qualche cosa che stia da sé e diversa dal contenuto, quasi ornamento o veste o apparenza o aggiunta di essa; anzi è essa generata dal contenuto attivo nella mente dell'artista: tal contenuto tal forma. Nella forma il critico ritrova il contenuto, da lui già esaminato come un antecedente, lo ritrova non più natura ma arte, non più qual era ma quale è divenuto, e sempre tutt'esso col suo valore, colla sua importanza, col suo bello naturale, arricchito e non spogliato in quel suo divenire. Il contenuto non è dunque indifferente, non è trascurato. (p. 63)
==Bibliografia==
*Enrico Cocchia, ''[https://archive.org/details/IlPensieroCriticoDiFrancesco/page/n4/mode/1up Il pensiero critico di Francesco de Sanctis nell'arte e nella politica]'', Ditta A. Morano & Figlio, Napoli, 1899.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Latinisti italiani]]
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sezione Note
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text/x-wiki
[[File:Enrico Cocchia.gif|thumb|Enrico Cocchia]]
'''Enrico Cocchia''' (1859 – 1930), latinista e filologo classico italiano.
==Citazioni di Enrico Cocchia==
*Certo [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] non fu un filosofo, nel senso vero della parola, e soprattutto non si prefisse mai, nei suoi trattati, di svolgere una filosofia dell'arte. Ma ebbe intuizioni così sapienti, che superano in qualche parte la concezione empirica, che il positivismo si è formata ed ha divulgata intorno alla natura e alla funzione del pensiero. La formola comune della sua dottrina, che «noi dobbiamo cominciare dalla esperienza e per mezzo di questa scoprire la ragione», è stata frantesa, nei suoi fondamenti ed applicazioni, perfino da quelli che potevano meglio intenderne l'alto valore filosofico. E, staccata dal contesto di cui fa parte, non ha dato modo a critici autorevoli di penetrare neppure il legame spirituale, che la congiunge all'aforisma, apparentemente contradittorio, di cui Leonardo si compiacque, affermando che «la natura è piena d'infinite ragioni, che non furono mai in esperienza».<ref>Da ''Sulle presenti condizioni degli studi filosofici'', p. 99.</ref>
==''Il pensiero critico di Francesco de Sanctis nell'arte e nella politica''==
*Prima del [[Francesco De Sanctis|{{sic|de Sanctis}}]], la letteratura era stata uno studio di parole, egli ne fece uno studio di cose. Poco si leggevano gli scrittori stranieri, e questa ignoranza dava proporzioni eccessive al merito degli italiani. I nostri filosofi, i nostri poeti erano sommi e insuperati nella scienza e nell'arte. Da questa dannosa presunzione il de Sanctis liberò l'ingegno italiano, quando già il [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], ritornando di Francia, aveva riallacciate le fila della tradizione italiana e ribattezzata nell'onda del pensiero europeo la nostra arte. È questa l'arte e il sistema, a cui si collega il metodo critico del de Sanctis, e di cui egli intravide ed intese il ritmo ideale, anche prima forse che ne conoscesse le geniali applicazioni, fatte nel campo della critica dal grande Lombardo. (p. 10)
*All'opera critica di Francesco de Sanctis, e soprattutto alla Storia della Letteratura italiana, è toccata la sorte medesima, che fu per secoli retaggio della Commedia dell'[[Dante Alighieri|Alighieri]], di essere cioè più ammirata che letta, divinizzata senza esser compresa. Restò divina, a patto che non fosse più viva. Così dell'ingegno del de Sanctis. Tutti lo proclamarono divino, e restarono abbagliati dai suoi primi fulgori. (p. 23)
*[...] la [[poesia]] comincia, quando il [[contenuto]] vive e si move nel cervello dell'artista e diventa [[forma]], la quale è perciò il contenuto esso medesimo in quanto è [[arte]]. La forma non è a priori, non è qualche cosa che stia da sé e diversa dal contenuto, quasi ornamento o veste o apparenza o aggiunta di essa; anzi è essa generata dal contenuto attivo nella mente dell'artista: tal contenuto tal forma. Nella forma il critico ritrova il contenuto, da lui già esaminato come un antecedente, lo ritrova non più natura ma arte, non più qual era ma quale è divenuto, e sempre tutt'esso col suo valore, colla sua importanza, col suo bello naturale, arricchito e non spogliato in quel suo divenire. Il contenuto non è dunque indifferente, non è trascurato. (p. 63)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Enrico Cocchia, ''[https://archive.org/details/IlPensieroCriticoDiFrancesco/page/n4/mode/1up Il pensiero critico di Francesco de Sanctis nell'arte e nella politica]'', Ditta A. Morano & Figlio, Napoli, 1899.
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/* Citazioni di Enrico Cocchia */ correggo titolo
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[[File:Enrico Cocchia.gif|thumb|Enrico Cocchia]]
'''Enrico Cocchia''' (1859 – 1930), latinista e filologo classico italiano.
==Citazioni di Enrico Cocchia==
*Certo [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] non fu un filosofo, nel senso vero della parola, e soprattutto non si prefisse mai, nei suoi trattati, di svolgere una filosofia dell'arte. Ma ebbe intuizioni così sapienti, che superano in qualche parte la concezione empirica, che il positivismo si è formata ed ha divulgata intorno alla natura e alla funzione del pensiero. La formola comune della sua dottrina, che «noi dobbiamo cominciare dalla esperienza e per mezzo di questa scoprire la ragione», è stata frantesa, nei suoi fondamenti ed applicazioni, perfino da quelli che potevano meglio intenderne l'alto valore filosofico. E, staccata dal contesto di cui fa parte, non ha dato modo a critici autorevoli di penetrare neppure il legame spirituale, che la congiunge all'aforisma, apparentemente contradittorio, di cui Leonardo si compiacque, affermando che «la natura è piena d'infinite ragioni, che non furono mai in esperienza».<ref>Da ''Sulle presenti condizioni degli studi filologici'', p. 99.</ref>
==''Il pensiero critico di Francesco de Sanctis nell'arte e nella politica''==
*Prima del [[Francesco De Sanctis|{{sic|de Sanctis}}]], la letteratura era stata uno studio di parole, egli ne fece uno studio di cose. Poco si leggevano gli scrittori stranieri, e questa ignoranza dava proporzioni eccessive al merito degli italiani. I nostri filosofi, i nostri poeti erano sommi e insuperati nella scienza e nell'arte. Da questa dannosa presunzione il de Sanctis liberò l'ingegno italiano, quando già il [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], ritornando di Francia, aveva riallacciate le fila della tradizione italiana e ribattezzata nell'onda del pensiero europeo la nostra arte. È questa l'arte e il sistema, a cui si collega il metodo critico del de Sanctis, e di cui egli intravide ed intese il ritmo ideale, anche prima forse che ne conoscesse le geniali applicazioni, fatte nel campo della critica dal grande Lombardo. (p. 10)
*All'opera critica di Francesco de Sanctis, e soprattutto alla Storia della Letteratura italiana, è toccata la sorte medesima, che fu per secoli retaggio della Commedia dell'[[Dante Alighieri|Alighieri]], di essere cioè più ammirata che letta, divinizzata senza esser compresa. Restò divina, a patto che non fosse più viva. Così dell'ingegno del de Sanctis. Tutti lo proclamarono divino, e restarono abbagliati dai suoi primi fulgori. (p. 23)
*[...] la [[poesia]] comincia, quando il [[contenuto]] vive e si move nel cervello dell'artista e diventa [[forma]], la quale è perciò il contenuto esso medesimo in quanto è [[arte]]. La forma non è a priori, non è qualche cosa che stia da sé e diversa dal contenuto, quasi ornamento o veste o apparenza o aggiunta di essa; anzi è essa generata dal contenuto attivo nella mente dell'artista: tal contenuto tal forma. Nella forma il critico ritrova il contenuto, da lui già esaminato come un antecedente, lo ritrova non più natura ma arte, non più qual era ma quale è divenuto, e sempre tutt'esso col suo valore, colla sua importanza, col suo bello naturale, arricchito e non spogliato in quel suo divenire. Il contenuto non è dunque indifferente, non è trascurato. (p. 63)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Enrico Cocchia, ''[https://archive.org/details/IlPensieroCriticoDiFrancesco/page/n4/mode/1up Il pensiero critico di Francesco de Sanctis nell'arte e nella politica]'', Ditta A. Morano & Figlio, Napoli, 1899.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Latinisti italiani]]
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/* Citazioni di Enrico Cocchia */ wlink e nota
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[[File:Enrico Cocchia.gif|thumb|Enrico Cocchia]]
'''Enrico Cocchia''' (1859 – 1930), latinista e filologo classico italiano.
==Citazioni di Enrico Cocchia==
*Certo [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] non fu un filosofo, nel senso vero della parola, e soprattutto non si prefisse mai, nei suoi trattati, di svolgere una filosofia dell'arte. Ma ebbe intuizioni così sapienti, che superano in qualche parte la concezione empirica, che il [[positivismo]] si è formata ed ha divulgata intorno alla natura e alla funzione del pensiero. La formola comune della sua dottrina, che «noi dobbiamo cominciare dalla esperienza e per mezzo di questa scoprire la ragione», è stata fraintesa<ref>Nel testo "frantesa".</ref>, nei suoi fondamenti ed applicazioni, perfino da quelli che potevano meglio intenderne l'alto valore filosofico. E, staccata dal contesto di cui fa parte, non ha dato modo a critici autorevoli di penetrare neppure il legame spirituale, che la congiunge all'[[aforisma]], apparentemente contradittorio, di cui Leonardo si compiacque, affermando che «la natura è piena d'infinite ragioni, che non furono mai in esperienza».<ref>Da ''Sulle presenti condizioni degli studi filologici'', p. 99.</ref>
==''Il pensiero critico di Francesco de Sanctis nell'arte e nella politica''==
*Prima del [[Francesco De Sanctis|{{sic|de Sanctis}}]], la letteratura era stata uno studio di parole, egli ne fece uno studio di cose. Poco si leggevano gli scrittori stranieri, e questa ignoranza dava proporzioni eccessive al merito degli italiani. I nostri filosofi, i nostri poeti erano sommi e insuperati nella scienza e nell'arte. Da questa dannosa presunzione il de Sanctis liberò l'ingegno italiano, quando già il [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], ritornando di Francia, aveva riallacciate le fila della tradizione italiana e ribattezzata nell'onda del pensiero europeo la nostra arte. È questa l'arte e il sistema, a cui si collega il metodo critico del de Sanctis, e di cui egli intravide ed intese il ritmo ideale, anche prima forse che ne conoscesse le geniali applicazioni, fatte nel campo della critica dal grande Lombardo. (p. 10)
*All'opera critica di Francesco de Sanctis, e soprattutto alla Storia della Letteratura italiana, è toccata la sorte medesima, che fu per secoli retaggio della Commedia dell'[[Dante Alighieri|Alighieri]], di essere cioè più ammirata che letta, divinizzata senza esser compresa. Restò divina, a patto che non fosse più viva. Così dell'ingegno del de Sanctis. Tutti lo proclamarono divino, e restarono abbagliati dai suoi primi fulgori. (p. 23)
*[...] la [[poesia]] comincia, quando il [[contenuto]] vive e si move nel cervello dell'artista e diventa [[forma]], la quale è perciò il contenuto esso medesimo in quanto è [[arte]]. La forma non è a priori, non è qualche cosa che stia da sé e diversa dal contenuto, quasi ornamento o veste o apparenza o aggiunta di essa; anzi è essa generata dal contenuto attivo nella mente dell'artista: tal contenuto tal forma. Nella forma il critico ritrova il contenuto, da lui già esaminato come un antecedente, lo ritrova non più natura ma arte, non più qual era ma quale è divenuto, e sempre tutt'esso col suo valore, colla sua importanza, col suo bello naturale, arricchito e non spogliato in quel suo divenire. Il contenuto non è dunque indifferente, non è trascurato. (p. 63)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Enrico Cocchia, ''[https://archive.org/details/IlPensieroCriticoDiFrancesco/page/n4/mode/1up Il pensiero critico di Francesco de Sanctis nell'arte e nella politica]'', Ditta A. Morano & Figlio, Napoli, 1899.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filologi italiani]]
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/* Citazioni di Enrico Cocchia */ riferimenti bibliografici
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text/x-wiki
[[File:Enrico Cocchia.gif|thumb|Enrico Cocchia]]
'''Enrico Cocchia''' (1859 – 1930), latinista e filologo classico italiano.
==Citazioni di Enrico Cocchia==
*Certo [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] non fu un filosofo, nel senso vero della parola, e soprattutto non si prefisse mai, nei suoi trattati, di svolgere una filosofia dell'arte. Ma ebbe intuizioni così sapienti, che superano in qualche parte la concezione empirica, che il [[positivismo]] si è formata ed ha divulgata intorno alla natura e alla funzione del pensiero. La formola comune della sua dottrina, che «noi dobbiamo cominciare dalla esperienza e per mezzo di questa scoprire la ragione», è stata fraintesa<ref>Nel testo "frantesa".</ref>, nei suoi fondamenti ed applicazioni, perfino da quelli che potevano meglio intenderne l'alto valore filosofico. E, staccata dal contesto di cui fa parte, non ha dato modo a critici autorevoli di penetrare neppure il legame spirituale, che la congiunge all'[[aforisma]], apparentemente contradittorio, di cui Leonardo si compiacque, affermando che «la natura è piena d'infinite ragioni, che non furono mai in esperienza».<ref>Da ''[https://archive.org/details/cocchia-sulle-presenti-condizioni-degli-studii/mode/1up Sulle presenti condizioni degli studi filologici]'', Tipografia della R. Università Achille Cimmaruta, Napoli, 1911, p. 99.</ref>
==''Il pensiero critico di Francesco de Sanctis nell'arte e nella politica''==
*Prima del [[Francesco De Sanctis|{{sic|de Sanctis}}]], la letteratura era stata uno studio di parole, egli ne fece uno studio di cose. Poco si leggevano gli scrittori stranieri, e questa ignoranza dava proporzioni eccessive al merito degli italiani. I nostri filosofi, i nostri poeti erano sommi e insuperati nella scienza e nell'arte. Da questa dannosa presunzione il de Sanctis liberò l'ingegno italiano, quando già il [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], ritornando di Francia, aveva riallacciate le fila della tradizione italiana e ribattezzata nell'onda del pensiero europeo la nostra arte. È questa l'arte e il sistema, a cui si collega il metodo critico del de Sanctis, e di cui egli intravide ed intese il ritmo ideale, anche prima forse che ne conoscesse le geniali applicazioni, fatte nel campo della critica dal grande Lombardo. (p. 10)
*All'opera critica di Francesco de Sanctis, e soprattutto alla Storia della Letteratura italiana, è toccata la sorte medesima, che fu per secoli retaggio della Commedia dell'[[Dante Alighieri|Alighieri]], di essere cioè più ammirata che letta, divinizzata senza esser compresa. Restò divina, a patto che non fosse più viva. Così dell'ingegno del de Sanctis. Tutti lo proclamarono divino, e restarono abbagliati dai suoi primi fulgori. (p. 23)
*[...] la [[poesia]] comincia, quando il [[contenuto]] vive e si move nel cervello dell'artista e diventa [[forma]], la quale è perciò il contenuto esso medesimo in quanto è [[arte]]. La forma non è a priori, non è qualche cosa che stia da sé e diversa dal contenuto, quasi ornamento o veste o apparenza o aggiunta di essa; anzi è essa generata dal contenuto attivo nella mente dell'artista: tal contenuto tal forma. Nella forma il critico ritrova il contenuto, da lui già esaminato come un antecedente, lo ritrova non più natura ma arte, non più qual era ma quale è divenuto, e sempre tutt'esso col suo valore, colla sua importanza, col suo bello naturale, arricchito e non spogliato in quel suo divenire. Il contenuto non è dunque indifferente, non è trascurato. (p. 63)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Enrico Cocchia, ''[https://archive.org/details/IlPensieroCriticoDiFrancesco/page/n4/mode/1up Il pensiero critico di Francesco de Sanctis nell'arte e nella politica]'', Ditta A. Morano & Figlio, Napoli, 1899.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cocchia, Enrico}}
[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Latinisti italiani]]
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<br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce!
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[[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]]
La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''.
A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia.
== Partecipanti==
# --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST)
# --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST)
# -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST)
# --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST)
# --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:29, 18 set 2026 (CEST)
# --[[Utente:IppolitoN|IppolitoN]] ([[Discussioni utente:IppolitoN|scrivimi]]) 10:04, 21 set 2026 (CEST)
== Voci scritte ==
=== Nuove ===
{{div col | 3}}
# [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}}
# [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}}
# [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}}
# [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}}
# [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}}
# [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}}
# [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}}
# [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}}
# [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}}
# [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}}
# [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}}
# [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}}
# [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura]] {{fatto|Superchilum}}
# [[Vasti]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Giannetta de' Vacchi]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Moglie di Noè]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Anastasia Bartoli]] {{fatto|IppolitoN}}
# [[Cornelia Sale Mocenigo Codemo]] {{fatto|Udiki}}
# [[Maria Pezzé Pascolato]] {{fatto|Udiki}}
# [[Katharina Kasper]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Amy Hunt]] {{fatto|Danyele}}
# [[Maria Josefa Sancho de Guerra]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Katharine Mary Drexel]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Léonie Aviat]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Paula Montal Fornés]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Maria Crescentia Höss]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Edwige Pezzulli]] {{fatto|Danyele}}
# [[Maria Angela Truszkowska]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Caterina Labouré]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Katie Zelem]] {{fatto|Danyele}}
# [[Nanea]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Kareena Kapoor]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Kaley Cuoco]] {{fatto|Danyele}}
# [[Marisa Bulgheroni]] {{fatto|Udiki}}
# [[Rebecca Piva]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alexandra Frantti]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alexa Gray]] {{fatto|Danyele}}
# [[Karolína Muchová]] {{fatto|Danyele}}
# [[Anastasija Myskina]] {{fatto|Danyele}}
# [[Mirra Andreeva]] {{fatto|Danyele}}
# [[Antonia Salzano]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Giulia Dragoni]] {{fatto|Danyele}}
# [[Agnes Miegel]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Pearl Abraham]] {{fatto|IppolitoN}}
# [[Demi Vollering]] {{fatto|Danyele}}
# [[Katarzyna Niewiadoma]] {{fatto|Danyele}}
# [[Donna con sette figli]] {{fatto|Spinoziano}}
{{div col end}}
=== Migliorate ===
{{div col}}
# [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni
# [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni
# [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub
# [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Lilith]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, sistemazioni, de-stub
# [[Iochebed]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Moglie di Lot]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
# [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione
# [[Laura Zuccheri]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Ester (personaggio biblico)]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, de-stub
# [[Marlen Haushofer]] {{fatto|Udiki}} + 11 citazioni, ampliata una citazione, de-stub
# [[Maria Bellonci]] {{fatto|IppolitoN}} + 2 citazione
# [[Kathryn Hahn]] {{fatto|Danyele}} + 4 citazioni, sistemazioni
# [[Aubrey Plaza]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Melania Mazzucco]] {{fatto|IppolitoN}} + 1 citazione
# [[Emily Dickinson]] {{fatto|Udiki}} + 1 citazione
# [[Marion Maréchal]] {{fatto|Danyele}} + 8 citazioni, sistemazioni
# [[Adriana Valerio]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
# [[Carol Alt]] {{fatto|Danyele}} + 12 citazioni
# [[Renée Simonsen]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Gabriela Guimarães]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Sigrid Undset]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Gertrud von Le Fort]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione
# [[Eleonora Goldoni]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni
# [[Sara Simeoni]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni
# [[Stefania Casini]] {{fatto|Danyele}} + 11 citazioni, sistemazioni
# [[Natascha Lusenti]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
{{div col end}}
== Risultati ==
TBD
== Risorse ==
* [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube
* [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women)
* [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons)
== Edizioni precedenti ==
* [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]]
==Altri progetti==
* [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta]
== Dashboard ==
* [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività
== Rassegna stampa ==
* [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023.
* [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023.
* [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne.
[[Categoria:Campagna SheSaid]]
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[[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]]
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<br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce!
</div>
[[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]]
La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''.
A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia.
== Partecipanti==
# --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST)
# --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST)
# -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST)
# --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST)
# --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:29, 18 set 2026 (CEST)
# --[[Utente:IppolitoN|IppolitoN]] ([[Discussioni utente:IppolitoN|scrivimi]]) 10:04, 21 set 2026 (CEST)
== Voci scritte ==
=== Nuove ===
{{div col | 3}}
# [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}}
# [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}}
# [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}}
# [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}}
# [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}}
# [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}}
# [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}}
# [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}}
# [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}}
# [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}}
# [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}}
# [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}}
# [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura]] {{fatto|Superchilum}}
# [[Vasti]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Giannetta de' Vacchi]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Moglie di Noè]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Anastasia Bartoli]] {{fatto|IppolitoN}}
# [[Cornelia Sale Mocenigo Codemo]] {{fatto|Udiki}}
# [[Maria Pezzé Pascolato]] {{fatto|Udiki}}
# [[Katharina Kasper]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Amy Hunt]] {{fatto|Danyele}}
# [[Maria Josefa Sancho de Guerra]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Katharine Mary Drexel]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Léonie Aviat]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Paula Montal Fornés]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Maria Crescentia Höss]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Edwige Pezzulli]] {{fatto|Danyele}}
# [[Maria Angela Truszkowska]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Caterina Labouré]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Katie Zelem]] {{fatto|Danyele}}
# [[Nanea]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Kareena Kapoor]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Kaley Cuoco]] {{fatto|Danyele}}
# [[Marisa Bulgheroni]] {{fatto|Udiki}}
# [[Rebecca Piva]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alexandra Frantti]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alexa Gray]] {{fatto|Danyele}}
# [[Karolína Muchová]] {{fatto|Danyele}}
# [[Anastasija Myskina]] {{fatto|Danyele}}
# [[Mirra Andreeva]] {{fatto|Danyele}}
# [[Antonia Salzano]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Giulia Dragoni]] {{fatto|Danyele}}
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# [[Pearl Abraham]] {{fatto|IppolitoN}}
# [[Demi Vollering]] {{fatto|Danyele}}
# [[Katarzyna Niewiadoma]] {{fatto|Danyele}}
# [[Donna con sette figli]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Sass Jordan]] {{fatto|Danyele}}
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=== Migliorate ===
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# [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni
# [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni
# [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub
# [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Lilith]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, sistemazioni, de-stub
# [[Iochebed]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Moglie di Lot]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
# [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione
# [[Laura Zuccheri]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Ester (personaggio biblico)]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, de-stub
# [[Marlen Haushofer]] {{fatto|Udiki}} + 11 citazioni, ampliata una citazione, de-stub
# [[Maria Bellonci]] {{fatto|IppolitoN}} + 2 citazione
# [[Kathryn Hahn]] {{fatto|Danyele}} + 4 citazioni, sistemazioni
# [[Aubrey Plaza]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Melania Mazzucco]] {{fatto|IppolitoN}} + 1 citazione
# [[Emily Dickinson]] {{fatto|Udiki}} + 1 citazione
# [[Marion Maréchal]] {{fatto|Danyele}} + 8 citazioni, sistemazioni
# [[Adriana Valerio]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub
# [[Carol Alt]] {{fatto|Danyele}} + 12 citazioni
# [[Renée Simonsen]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Gabriela Guimarães]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Sigrid Undset]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub
# [[Gertrud von Le Fort]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione
# [[Eleonora Goldoni]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni
# [[Sara Simeoni]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni
# [[Stefania Casini]] {{fatto|Danyele}} + 11 citazioni, sistemazioni
# [[Natascha Lusenti]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
{{div col end}}
== Risultati ==
TBD
== Risorse ==
* [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube
* [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women)
* [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons)
== Edizioni precedenti ==
* [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]]
==Altri progetti==
* [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta]
== Dashboard ==
* [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività
== Rassegna stampa ==
* [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023.
* [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023.
* [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne.
[[Categoria:Campagna SheSaid]]
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La grande vallata
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Spinoziano
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text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano = La grande vallata
|titoloalfabetico = Grande vallata
|tipofiction = serie TV
|immagine = Big Valley cast photo 2.jpg
|didascalia = Richard Long, Lee Majors, Linda Evans, Barbara Stanwyck e Peter Breck
|genere = western
|ideatore = [[A. I. Bezzerides]], [[Louis F. Edelman]]
|attori =
*[[Richard Long (attore)|Richard Long]]: Jarrod Barkley
*[[Peter Breck]]: Nick Barkley
*[[Lee Majors]]: Heath Barkley
*[[Linda Evans]]: Audra Barkley
*[[Barbara Stanwyck]]: Victoria Barkley
*[[Napoleon Whiting]]: Silas
*[[Douglas Kennedy (attore)|Douglas Kennedy]]: Fred Madden
|doppiatori italiani = *[[Germano Longo]]: Jarrod Barkley
*[[Enzo Consoli]]: Nick Barkley
*[[Roberto Del Giudice]]: Heath Barkley
*[[Serena Spaziani]]: Audra Barkley
*[[Alba Cardilli]]: Victoria Barkley
*[[Gino Pagnani]]: Silas
}}
'''''La grande vallata''''', serie televisiva statunitense prodotta tra il 1965 e il 1969.
==Prima stagione==
===Episodio 1, ''Orizzonti di gloria''===
*Padre nostro onnipotente, ti ringraziamo per la tua misericordia, per il cibo che ci elargisci, e per il tuo illimitato amore. ('''Victoria''') {{NDR|[[Preghiere dalle serie televisive|preghiera]]}}
===Episodio 2, ''Il generale Wallant''===
*Gli uomini sono pecore, e questi non fanno eccezione: li puoi condurre facilmente al macello; lo preferiscono, perché si sentono incapaci alla lotta. ('''Wallant''')
===Episodio 4, ''Il rapimento di Audra''===
*Consegniamo il nostro caro nelle mani dell'Onnipotente, chiediamo a lui la forza di continuare e la guida lungo il cammino. Dio vi protegga e vi benedica, il Signore vi conceda la sua grazia, andate in pace. Amen. ('''Prete''') {{NDR|[[Elegie funebri dalle serie televisive|elegia funebre]]}}
===Episodio 6, ''L'eredità dei Barkley''===
*L'[[Irlanda|irlandese]] non si abbrutisce con l'alcol, si distrugge col fatalismo; con la rinuncia, facendosi sfruttare; o nei mille altri modi con cui si può annullare la vita di un uomo. Triste Paese, l'Irlanda. ('''O'Doul''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Serie televisive western]]
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Aldo Francesco Massera
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Gaux
18878
Aldo Francesco Massera
1428306
wikitext
text/x-wiki
'''Aldo Francesco Massera''' (1883 – 1928), filologo, critico letterario e storico della letteratura italiano.
==Citazioni di Aldo Francesco Massera==
*[...] nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in Siena tra il due ed il trecento, e cosi balzante in [[Cecco Angiolieri|Cecco]], che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio.<ref>Da ''I sonetti di Cecco Angiolieri'', pp. III-IV.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Massera, Aldo Francesco}}
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Storici della letteratura italiani]]
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Gaux
18878
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text/x-wiki
[[File:Aldo Francesco Massera.jpg|thumb|Aldo Francesco Massera]]
'''Aldo Francesco Massera''' (1883 – 1928), filologo, critico letterario e storico della letteratura italiano.
==Citazioni di Aldo Francesco Massera==
*[...] nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in Siena tra il due ed il trecento, e cosi balzante in [[Cecco Angiolieri|Cecco]], che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio.<ref>Da ''I sonetti di Cecco Angiolieri'', pp. III-IV.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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'''Aldo Francesco Massera''' (1883 – 1928), filologo, critico letterario e storico della letteratura italiano.
==Citazioni di Aldo Francesco Massera==
*[...] nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in Siena tra il due ed il trecento, e cosi balzante in [[Cecco Angiolieri|Cecco]], che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio.<ref>Da ''I sonetti di Cecco Angiolieri'', pp. III-IV.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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riferimenti bibliografici
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'''Aldo Francesco Massera''' (1883 – 1928), filologo, critico letterario e storico della letteratura italiano.
==Citazioni di Aldo Francesco Massera==
*[...] nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in Siena tra il due ed il trecento, e cosi balzante in [[Cecco Angiolieri|Cecco]], che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/isonettiediticri00angiuoft/page/n6/mode/1up I sonetti di Cecco Angiolieri]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1906, pp. III-IV.</ref>
==Note==
<references />
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'''Aldo Francesco Massera''' (1883 – 1928), filologo, critico letterario e storico della letteratura italiano.
==Citazioni di Aldo Francesco Massera==
*[...] nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in [[Siena]] tra il due ed il trecento, e cosi balzante in [[Cecco Angiolieri|Cecco]], che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/isonettiediticri00angiuoft/page/n6/mode/1up I sonetti di Cecco Angiolieri]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1906, pp. III-IV.</ref>
==Note==
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/* Citazioni di Aldo Francesco Massera */ il massimo pregio dei sonetti di Cecco
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'''Aldo Francesco Massera''' (1883 – 1928), filologo, critico letterario e storico della letteratura italiano.
==Citazioni di Aldo Francesco Massera==
*Io non m'indugerò [...] certo a dimostrare cose notissime, ma non posso fare a meno d'insistere su quello che a punto costituisce agli occhi di noi moderni il massimo pregio dei sonetti di Cecco: ciò è che in essi si riveli in tutta la sua natura e potenza la personalità dell'autore, personalità, a dir giusto, non sempre bella e stimabile, ma non per ciò meno vera, meno umanamente viva e sentita: sia ch'egli esalti gl'impeti del suo sangue ed i suoi desidèri infiammati dall'amore, sia che pianga e sogghigni ad un tempo su le sue sventure famigliari ed economiche, sia in fine che persegua con gli strali dell'avversione i genitori colpevoli verso di lui e con le punture della satira quelle persone di cui gli spiaccia la figura o fisica o morale.<ref>Da ''[https://archive.org/details/isonettiediticri00angiuoft/page/n6/mode/1up I sonetti di Cecco Angiolieri]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1906, pp. XLVI-XLVII.</ref>
*[...] nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in [[Siena]] tra il due ed il trecento, e cosi balzante in [[Cecco Angiolieri|Cecco]], che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/isonettiediticri00angiuoft/page/n6/mode/1up I sonetti di Cecco Angiolieri]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1906, pp. III-IV.</ref>
==Note==
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/* Citazioni di Aldo Francesco Massera */ i compagni di taverna conservano di versi di Cecco
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[[File:Aldo Francesco Massera.jpg|thumb|upright=0.7|Aldo Francesco Massera]]
'''Aldo Francesco Massera''' (1883 – 1928), filologo, critico letterario e storico della letteratura italiano.
==Citazioni di Aldo Francesco Massera==
*[...] di si fatta poesia si comprende come l'autore non si desse, letterariamente parlando, troppo pensiero, né s'affaticasse punto a raccoglierla insieme in un tutto che avrebbe avuto sapore troppo intimo ed autobiografico, né da ultimo che procurasse scientemente di divolgare quelle ch'erano le sue confessioni e i suoi segreti; come d'altro canto non è supponibile ch'egli custodisse gelosamente per sé solo ciò che andava man mano componendo, poiché in tal caso gli sarebbe venuto meno qualunque incentivo a mettere in versi i suoi pensieri ed avrebbe probabilmente, dopo pochi tentativi, desistito dall'impresa. Ma a Cecco non mancavano amici ai quali confidare i propri versi, non mancavano compagni di taverna e di gioco ai quali rallegrare le spensierate riunioni con la recitazione di quei sonetti cosi vivaci, cosi interessanti, cosi sollazzevoli pur quando in aspetto si mostrano queruli e gravi, acri e violenti, insidiosi e puntuti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/isonettiediticri00angiuoft/page/n6/mode/1up I sonetti di Cecco Angiolieri]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1906, p. XLVII.</ref>
*Io non m'indugerò [...] certo a dimostrare cose notissime, ma non posso fare a meno d'insistere su quello che a punto costituisce agli occhi di noi moderni il massimo pregio dei sonetti di Cecco: ciò è che in essi si riveli in tutta la sua natura e potenza la personalità dell'autore, personalità, a dir giusto, non sempre bella e stimabile, ma non per ciò meno vera, meno umanamente viva e sentita: sia ch'egli esalti gl'impeti del suo sangue ed i suoi desidèri infiammati dall'amore, sia che pianga e sogghigni ad un tempo su le sue sventure famigliari ed economiche, sia in fine che persegua con gli strali dell'avversione i genitori colpevoli verso di lui e con le punture della satira quelle persone di cui gli spiaccia la figura o fisica o morale.<ref>Da ''[https://archive.org/details/isonettiediticri00angiuoft/page/n6/mode/1up I sonetti di Cecco Angiolieri]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1906, pp. XLVI-XLVII.</ref>
*[...] nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in [[Siena]] tra il due ed il trecento, e cosi balzante in [[Cecco Angiolieri|Cecco]], che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/isonettiediticri00angiuoft/page/n6/mode/1up I sonetti di Cecco Angiolieri]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1906, pp. III-IV.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[File:Aldo Francesco Massera.jpg|thumb|upright=0.7|Aldo Francesco Massera]]
'''Aldo Francesco Massera''' (1883 – 1928), filologo, critico letterario e storico della letteratura italiano.
==''I sonetti di Cecco Angiolieri''==
*[...] nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in [[Siena]] tra il due ed il trecento, e cosi balzante in [[Cecco Angiolieri|Cecco]], che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio. (pp. III-IV)
*Io non m'indugerò [...] certo a dimostrare cose notissime, ma non posso fare a meno d'insistere su quello che a punto costituisce agli occhi di noi moderni il massimo pregio dei sonetti di Cecco: ciò è che in essi si riveli in tutta la sua natura e potenza la personalità dell'autore, personalità, a dir giusto, non sempre bella e stimabile, ma non per ciò meno vera, meno umanamente viva e sentita: sia ch'egli esalti gl'impeti del suo sangue ed i suoi desidèri infiammati dall'amore, sia che pianga e sogghigni ad un tempo su le sue sventure famigliari ed economiche, sia in fine che persegua con gli strali dell'avversione i genitori colpevoli verso di lui e con le punture della satira quelle persone di cui gli spiaccia la figura o fisica o morale. (pp. XLVI-XLVII)
*[...] di si fatta poesia si comprende come l'autore non si desse, letterariamente parlando, troppo pensiero, né s'affaticasse punto a raccoglierla insieme in un tutto che avrebbe avuto sapore troppo intimo ed autobiografico, né da ultimo che procurasse scientemente di divolgare quelle ch'erano le sue confessioni e i suoi segreti; come d'altro canto non è supponibile ch'egli custodisse gelosamente per sé solo ciò che andava man mano componendo, poiché in tal caso gli sarebbe venuto meno qualunque incentivo a mettere in versi i suoi pensieri ed avrebbe probabilmente, dopo pochi tentativi, desistito dall'impresa. Ma a Cecco non mancavano amici ai quali confidare i propri versi, non mancavano compagni di taverna e di gioco ai quali rallegrare le spensierate riunioni con la recitazione di quei sonetti cosi vivaci, cosi interessanti, cosi sollazzevoli pur quando in aspetto si mostrano queruli e gravi, acri e violenti, insidiosi e puntuti. (p. XLVII)
==Note==
*Aldo Franc. Massèra'', [https://archive.org/details/isonettiediticri00angiuoft/page/n6/mode/1up I sonetti di Cecco Angiolieri]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
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[[File:Aldo Francesco Massera.jpg|thumb|upright=0.7|Aldo Francesco Massera]]
'''Aldo Francesco Massera''' (1883 – 1928), filologo, critico letterario e storico della letteratura italiano.
==''I sonetti di Cecco Angiolieri''==
*[...] nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in [[Siena]] tra il due ed il trecento, e cosi balzante in [[Cecco Angiolieri|Cecco]], che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio. (pp. III-IV)
*Io non m'indugerò [...] certo a dimostrare cose notissime, ma non posso fare a meno d'insistere su quello che a punto costituisce agli occhi di noi moderni il massimo pregio dei sonetti di Cecco: ciò è che in essi si riveli in tutta la sua natura e potenza la personalità dell'autore, personalità, a dir giusto, non sempre bella e stimabile, ma non per ciò meno vera, meno umanamente viva e sentita: sia ch'egli esalti gl'impeti del suo sangue ed i suoi desidèri infiammati dall'amore, sia che pianga e sogghigni ad un tempo su le sue sventure famigliari ed economiche, sia in fine che persegua con gli strali dell'avversione i genitori colpevoli verso di lui e con le punture della satira quelle persone di cui gli spiaccia la figura o fisica o morale. (pp. XLVI-XLVII)
*[...] di si fatta poesia si comprende come l'autore non si desse, letterariamente parlando, troppo pensiero, né s'affaticasse punto a raccoglierla insieme in un tutto che avrebbe avuto sapore troppo intimo ed autobiografico, né da ultimo che procurasse scientemente di divolgare quelle ch'erano le sue confessioni e i suoi segreti; come d'altro canto non è supponibile ch'egli custodisse gelosamente per sé solo ciò che andava man mano componendo, poiché in tal caso gli sarebbe venuto meno qualunque incentivo a mettere in versi i suoi pensieri ed avrebbe probabilmente, dopo pochi tentativi, desistito dall'impresa. Ma a Cecco non mancavano amici ai quali confidare i propri versi, non mancavano compagni di taverna e di gioco ai quali rallegrare le spensierate riunioni con la recitazione di quei sonetti cosi vivaci, cosi interessanti, cosi sollazzevoli pur quando in aspetto si mostrano queruli e gravi, acri e violenti, insidiosi e puntuti. (p. XLVII)
==Bibliografia==
*{{sic|Aldo Franc. Massèra}}, ''[https://archive.org/details/isonettiediticri00angiuoft/page/n6/mode/1up I sonetti di Cecco Angiolieri]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
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[[File:Aldo Francesco Massera.jpg|thumb|upright=0.7|Aldo Francesco Massera]]
'''Aldo Francesco Massera''' (1883 – 1928), filologo, critico letterario e storico della letteratura italiano.
==''I sonetti di Cecco Angiolieri''==
*[...] nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in [[Siena]] tra il due ed il trecento, e cosi balzante in [[Cecco Angiolieri|Cecco]], che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio. (pp. III-IV)
*Io non m'indugerò [...] certo a dimostrare cose notissime, ma non posso fare a meno d'insistere su quello che a punto costituisce agli occhi di noi moderni il massimo pregio dei sonetti di Cecco: ciò è che in essi si riveli in tutta la sua natura e potenza la personalità dell'autore, personalità, a dir giusto, non sempre bella e stimabile, ma non per ciò meno vera, meno umanamente viva e sentita: sia ch'egli esalti gl'impeti del suo sangue ed i suoi desidèri infiammati dall'amore, sia che pianga e sogghigni ad un tempo su le sue sventure famigliari ed economiche, sia in fine che persegua con gli strali dell'avversione i genitori colpevoli verso di lui e con le punture della satira quelle persone di cui gli spiaccia la figura o fisica o morale. (pp. XLVI-XLVII)
*[...] di si fatta poesia si comprende come l'autore non si desse, letterariamente parlando, troppo pensiero, né s'affaticasse punto a raccoglierla insieme in un tutto che avrebbe avuto sapore troppo intimo ed autobiografico, né da ultimo che procurasse scientemente di {{sic|divolgare}} quelle ch'erano le sue confessioni e i suoi segreti; come d'altro canto non è supponibile ch'egli custodisse gelosamente per sé solo ciò che andava man mano componendo, poiché in tal caso gli sarebbe venuto meno qualunque incentivo a mettere in versi i suoi pensieri ed avrebbe probabilmente, dopo pochi tentativi, desistito dall'impresa. Ma a Cecco non mancavano amici ai quali confidare i propri versi, non mancavano compagni di taverna e di gioco ai quali rallegrare le spensierate riunioni con la recitazione di quei sonetti cosi vivaci, cosi interessanti, cosi sollazzevoli pur quando in aspetto si mostrano queruli e gravi, acri e violenti, insidiosi e puntuti. (p. XLVII)
==Bibliografia==
*{{sic|Aldo Franc. Massèra}}, ''[https://archive.org/details/isonettiediticri00angiuoft/page/n6/mode/1up I sonetti di Cecco Angiolieri]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
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critiche a Giulio Bertoni
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[[File:Aldo Francesco Massera.jpg|thumb|upright=0.7|Aldo Francesco Massera]]
'''Aldo Francesco Massera''' (1883 – 1928), filologo, critico letterario e storico della letteratura italiano.
==Citazioni di Aldo Francesco Massera==
*Dei manoscritti di poesie italiane che conobbe ed usò il famoso letterato del cinquecento G. M. Barbieri, abbondantemente discorse, or è poco tempo, un altro modenese ed egregio erudito, [[Giulio Bertoni]]; non però con quella diligenza nell'indagine, con quella severità di metodo e con quell'attendibilità di conchiusioni per cui già ebbero meritata lode parecchi dei suoi lavori. Così che gli studi da lui pubblicati in quest'ordine particolare di ricerche, non che corrispondere lontanamente, per importanza e sicurezza di risultati, a quelli – paralleli – che alle fonti provenzali del Barbieri avea dedicato sin dal 1874 il rimpianto Adolfo Mussafia, debbono essere anzi tenuti per tutt'altro che definitivi: non solamente perché moltissime delle affermazioni del Bertoni vanno rettificate (ciò che già, per alcune poche, fu fatto), ma perché tutto, in genere, il suo lavoro appar da ricominciare con quella maggior cura ed attenzione che certo l'argomento si meritava.<ref>Da ''Ancora dei codici di rime volgari adoperati da Q. M. Barbieri'', in ''Studi medievali'', 1905, p. 11.</ref>
==''I sonetti di Cecco Angiolieri''==
*[...] nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in [[Siena]] tra il due ed il trecento, e cosi balzante in [[Cecco Angiolieri|Cecco]], che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio. (pp. III-IV)
*Io non m'indugerò [...] certo a dimostrare cose notissime, ma non posso fare a meno d'insistere su quello che a punto costituisce agli occhi di noi moderni il massimo pregio dei sonetti di Cecco: ciò è che in essi si riveli in tutta la sua natura e potenza la personalità dell'autore, personalità, a dir giusto, non sempre bella e stimabile, ma non per ciò meno vera, meno umanamente viva e sentita: sia ch'egli esalti gl'impeti del suo sangue ed i suoi desidèri infiammati dall'amore, sia che pianga e sogghigni ad un tempo su le sue sventure famigliari ed economiche, sia in fine che persegua con gli strali dell'avversione i genitori colpevoli verso di lui e con le punture della satira quelle persone di cui gli spiaccia la figura o fisica o morale. (pp. XLVI-XLVII)
*[...] di si fatta poesia si comprende come l'autore non si desse, letterariamente parlando, troppo pensiero, né s'affaticasse punto a raccoglierla insieme in un tutto che avrebbe avuto sapore troppo intimo ed autobiografico, né da ultimo che procurasse scientemente di {{sic|divolgare}} quelle ch'erano le sue confessioni e i suoi segreti; come d'altro canto non è supponibile ch'egli custodisse gelosamente per sé solo ciò che andava man mano componendo, poiché in tal caso gli sarebbe venuto meno qualunque incentivo a mettere in versi i suoi pensieri ed avrebbe probabilmente, dopo pochi tentativi, desistito dall'impresa. Ma a Cecco non mancavano amici ai quali confidare i propri versi, non mancavano compagni di taverna e di gioco ai quali rallegrare le spensierate riunioni con la recitazione di quei sonetti cosi vivaci, cosi interessanti, cosi sollazzevoli pur quando in aspetto si mostrano queruli e gravi, acri e violenti, insidiosi e puntuti. (p. XLVII)
==Bibliografia==
*{{sic|Aldo Franc. Massèra}}, ''[https://archive.org/details/isonettiediticri00angiuoft/page/n6/mode/1up I sonetti di Cecco Angiolieri]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
==Altri progetti==
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sezione Note
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[[File:Aldo Francesco Massera.jpg|thumb|upright=0.7|Aldo Francesco Massera]]
'''Aldo Francesco Massera''' (1883 – 1928), filologo, critico letterario e storico della letteratura italiano.
==Citazioni di Aldo Francesco Massera==
*Dei manoscritti di poesie italiane che conobbe ed usò il famoso letterato del cinquecento G. M. Barbieri, abbondantemente discorse, or è poco tempo, un altro modenese ed egregio erudito, [[Giulio Bertoni]]; non però con quella diligenza nell'indagine, con quella severità di metodo e con quell'attendibilità di conchiusioni per cui già ebbero meritata lode parecchi dei suoi lavori. Così che gli studi da lui pubblicati in quest'ordine particolare di ricerche, non che corrispondere lontanamente, per importanza e sicurezza di risultati, a quelli – paralleli – che alle fonti provenzali del Barbieri avea dedicato sin dal 1874 il rimpianto Adolfo Mussafia, debbono essere anzi tenuti per tutt'altro che definitivi: non solamente perché moltissime delle affermazioni del Bertoni vanno rettificate (ciò che già, per alcune poche, fu fatto), ma perché tutto, in genere, il suo lavoro appar da ricominciare con quella maggior cura ed attenzione che certo l'argomento si meritava.<ref>Da ''Ancora dei codici di rime volgari adoperati da Q. M. Barbieri'', in ''Studi medievali'', 1905, p. 11.</ref>
==''I sonetti di Cecco Angiolieri''==
*[...] nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in [[Siena]] tra il due ed il trecento, e cosi balzante in [[Cecco Angiolieri|Cecco]], che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio. (pp. III-IV)
*Io non m'indugerò [...] certo a dimostrare cose notissime, ma non posso fare a meno d'insistere su quello che a punto costituisce agli occhi di noi moderni il massimo pregio dei sonetti di Cecco: ciò è che in essi si riveli in tutta la sua natura e potenza la personalità dell'autore, personalità, a dir giusto, non sempre bella e stimabile, ma non per ciò meno vera, meno umanamente viva e sentita: sia ch'egli esalti gl'impeti del suo sangue ed i suoi desidèri infiammati dall'amore, sia che pianga e sogghigni ad un tempo su le sue sventure famigliari ed economiche, sia in fine che persegua con gli strali dell'avversione i genitori colpevoli verso di lui e con le punture della satira quelle persone di cui gli spiaccia la figura o fisica o morale. (pp. XLVI-XLVII)
*[...] di si fatta poesia si comprende come l'autore non si desse, letterariamente parlando, troppo pensiero, né s'affaticasse punto a raccoglierla insieme in un tutto che avrebbe avuto sapore troppo intimo ed autobiografico, né da ultimo che procurasse scientemente di {{sic|divolgare}} quelle ch'erano le sue confessioni e i suoi segreti; come d'altro canto non è supponibile ch'egli custodisse gelosamente per sé solo ciò che andava man mano componendo, poiché in tal caso gli sarebbe venuto meno qualunque incentivo a mettere in versi i suoi pensieri ed avrebbe probabilmente, dopo pochi tentativi, desistito dall'impresa. Ma a Cecco non mancavano amici ai quali confidare i propri versi, non mancavano compagni di taverna e di gioco ai quali rallegrare le spensierate riunioni con la recitazione di quei sonetti cosi vivaci, cosi interessanti, cosi sollazzevoli pur quando in aspetto si mostrano queruli e gravi, acri e violenti, insidiosi e puntuti. (p. XLVII)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*{{sic|Aldo Franc. Massèra}}, ''[https://archive.org/details/isonettiediticri00angiuoft/page/n6/mode/1up I sonetti di Cecco Angiolieri]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
==Altri progetti==
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/* Citazioni di Aldo Francesco Massera */ wlink e sic
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[[File:Aldo Francesco Massera.jpg|thumb|upright=0.7|Aldo Francesco Massera]]
'''Aldo Francesco Massera''' (1883 – 1928), filologo, critico letterario e storico della letteratura italiano.
==Citazioni di Aldo Francesco Massera==
*Dei manoscritti di poesie italiane che conobbe ed usò il famoso letterato del cinquecento [[Giovanni Maria Barbieri|G. M. Barbieri]], abbondantemente discorse, or è poco tempo, un altro modenese ed egregio erudito, [[Giulio Bertoni]]; non però con quella diligenza nell'indagine, con quella severità di metodo e con quell'attendibilità di {{sic|conchiusioni}} per cui già ebbero meritata lode parecchi dei suoi lavori. Così che gli studi da lui pubblicati in quest'ordine particolare di ricerche, non che corrispondere lontanamente, per importanza e sicurezza di risultati, a quelli – paralleli – che alle fonti provenzali del Barbieri avea dedicato sin dal 1874 il rimpianto [[Adolfo Mussafia]], debbono essere anzi tenuti per tutt'altro che definitivi: non solamente perché moltissime delle affermazioni del Bertoni vanno rettificate (ciò che già, per alcune poche, fu fatto), ma perché tutto, in genere, il suo lavoro appar da ricominciare con quella maggior cura ed attenzione che certo l'argomento si meritava.<ref>Da ''Ancora dei codici di rime volgari adoperati da Q. M. Barbieri'', in ''Studi medievali'', 1905, p. 11.</ref>
==''I sonetti di Cecco Angiolieri''==
*[...] nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in [[Siena]] tra il due ed il trecento, e cosi balzante in [[Cecco Angiolieri|Cecco]], che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio. (pp. III-IV)
*Io non m'indugerò [...] certo a dimostrare cose notissime, ma non posso fare a meno d'insistere su quello che a punto costituisce agli occhi di noi moderni il massimo pregio dei sonetti di Cecco: ciò è che in essi si riveli in tutta la sua natura e potenza la personalità dell'autore, personalità, a dir giusto, non sempre bella e stimabile, ma non per ciò meno vera, meno umanamente viva e sentita: sia ch'egli esalti gl'impeti del suo sangue ed i suoi desidèri infiammati dall'amore, sia che pianga e sogghigni ad un tempo su le sue sventure famigliari ed economiche, sia in fine che persegua con gli strali dell'avversione i genitori colpevoli verso di lui e con le punture della satira quelle persone di cui gli spiaccia la figura o fisica o morale. (pp. XLVI-XLVII)
*[...] di si fatta poesia si comprende come l'autore non si desse, letterariamente parlando, troppo pensiero, né s'affaticasse punto a raccoglierla insieme in un tutto che avrebbe avuto sapore troppo intimo ed autobiografico, né da ultimo che procurasse scientemente di {{sic|divolgare}} quelle ch'erano le sue confessioni e i suoi segreti; come d'altro canto non è supponibile ch'egli custodisse gelosamente per sé solo ciò che andava man mano componendo, poiché in tal caso gli sarebbe venuto meno qualunque incentivo a mettere in versi i suoi pensieri ed avrebbe probabilmente, dopo pochi tentativi, desistito dall'impresa. Ma a Cecco non mancavano amici ai quali confidare i propri versi, non mancavano compagni di taverna e di gioco ai quali rallegrare le spensierate riunioni con la recitazione di quei sonetti cosi vivaci, cosi interessanti, cosi sollazzevoli pur quando in aspetto si mostrano queruli e gravi, acri e violenti, insidiosi e puntuti. (p. XLVII)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*{{sic|Aldo Franc. Massèra}}, ''[https://archive.org/details/isonettiediticri00angiuoft/page/n6/mode/1up I sonetti di Cecco Angiolieri]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Critici letterari italiani]]
[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Storici della letteratura italiani]]
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Gaux
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/* Citazioni di Aldo Francesco Massera */ riferimenti bibliografici
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text/x-wiki
[[File:Aldo Francesco Massera.jpg|thumb|upright=0.7|Aldo Francesco Massera]]
'''Aldo Francesco Massera''' (1883 – 1928), filologo, critico letterario e storico della letteratura italiano.
==Citazioni di Aldo Francesco Massera==
*Dei manoscritti di poesie italiane che conobbe ed usò il famoso letterato del cinquecento [[Giovanni Maria Barbieri|G. M. Barbieri]], abbondantemente discorse, or è poco tempo, un altro modenese ed egregio erudito, [[Giulio Bertoni]]; non però con quella diligenza nell'indagine, con quella severità di metodo e con quell'attendibilità di {{sic|conchiusioni}} per cui già ebbero meritata lode parecchi dei suoi lavori. Così che gli studi da lui pubblicati in quest'ordine particolare di ricerche, non che corrispondere lontanamente, per importanza e sicurezza di risultati, a quelli – paralleli – che alle fonti provenzali del Barbieri avea dedicato sin dal 1874 il rimpianto [[Adolfo Mussafia]], debbono essere anzi tenuti per tutt'altro che definitivi: non solamente perché moltissime delle affermazioni del Bertoni vanno rettificate (ciò che già, per alcune poche, fu fatto), ma perché tutto, in genere, il suo lavoro appar da ricominciare con quella maggior cura ed attenzione che certo l'argomento si meritava.<ref>Da ''[https://archive.org/details/gri_33125006181867/page/11/mode/1up Ancora dei codici di rime volgari adoperati da Q. M. Barbieri]'', in ''Studi medievali'', Casa editrice Ermanno Loescher, Torino, 1905, p. 11.</ref>
==''I sonetti di Cecco Angiolieri''==
*[...] nessuna prosa discorsiva moderna, per buona che fosse, saprebbe sostituirsi bene all'efficacia di quel linguaggio vario e robusto parlato in [[Siena]] tra il due ed il trecento, e cosi balzante in [[Cecco Angiolieri|Cecco]], che le strettoie del verso e della rima non gì'impediscono di sembrare tutt'ora parola viva nella bocca dell'autore, più tosto che anticaglia esumata dopo lunghi secoli d'oblio. (pp. III-IV)
*Io non m'indugerò [...] certo a dimostrare cose notissime, ma non posso fare a meno d'insistere su quello che a punto costituisce agli occhi di noi moderni il massimo pregio dei sonetti di Cecco: ciò è che in essi si riveli in tutta la sua natura e potenza la personalità dell'autore, personalità, a dir giusto, non sempre bella e stimabile, ma non per ciò meno vera, meno umanamente viva e sentita: sia ch'egli esalti gl'impeti del suo sangue ed i suoi desidèri infiammati dall'amore, sia che pianga e sogghigni ad un tempo su le sue sventure famigliari ed economiche, sia in fine che persegua con gli strali dell'avversione i genitori colpevoli verso di lui e con le punture della satira quelle persone di cui gli spiaccia la figura o fisica o morale. (pp. XLVI-XLVII)
*[...] di si fatta poesia si comprende come l'autore non si desse, letterariamente parlando, troppo pensiero, né s'affaticasse punto a raccoglierla insieme in un tutto che avrebbe avuto sapore troppo intimo ed autobiografico, né da ultimo che procurasse scientemente di {{sic|divolgare}} quelle ch'erano le sue confessioni e i suoi segreti; come d'altro canto non è supponibile ch'egli custodisse gelosamente per sé solo ciò che andava man mano componendo, poiché in tal caso gli sarebbe venuto meno qualunque incentivo a mettere in versi i suoi pensieri ed avrebbe probabilmente, dopo pochi tentativi, desistito dall'impresa. Ma a Cecco non mancavano amici ai quali confidare i propri versi, non mancavano compagni di taverna e di gioco ai quali rallegrare le spensierate riunioni con la recitazione di quei sonetti cosi vivaci, cosi interessanti, cosi sollazzevoli pur quando in aspetto si mostrano queruli e gravi, acri e violenti, insidiosi e puntuti. (p. XLVII)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*{{sic|Aldo Franc. Massèra}}, ''[https://archive.org/details/isonettiediticri00angiuoft/page/n6/mode/1up I sonetti di Cecco Angiolieri]'', Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1906.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Storici della letteratura italiani]]
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Maurice Garin
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2026-10-04T15:57:15Z
Danyele
19198
Creata pagina con "[[File:Maurice Garin (en 1901).jpg|thumb|Maurice Garin nel 1901]] '''Maurice-François Garin ''' (1871 – 1957), ciclista su strada e pistard italiano naturalizzato francese. ==Citazioni su Maurice Garin== *È il primo a scrivere nel 1903 il proprio nome nell'albo d'oro di una corsa [[Tour de France|che è subito leggenda]]. Appartiene alla "chanson de geste" del ciclismo, fatta di sterrati e biciclette da 16 chili, di corse notturne e soste tormentate. (Pier Augusto..."
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[[File:Maurice Garin (en 1901).jpg|thumb|Maurice Garin nel 1901]]
'''Maurice-François Garin ''' (1871 – 1957), ciclista su strada e pistard italiano naturalizzato francese.
==Citazioni su Maurice Garin==
*È il primo a scrivere nel 1903 il proprio nome nell'albo d'oro di una corsa [[Tour de France|che è subito leggenda]]. Appartiene alla "chanson de geste" del ciclismo, fatta di sterrati e biciclette da 16 chili, di corse notturne e soste tormentate. ([[Pier Augusto Stagi]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ciclisti francesi]]
[[Categoria:Ciclisti italiani]]
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Foresta di Arenberg
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2026-10-04T16:19:04Z
Danyele
19198
Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Arenberg (1936054060).jpg|thumb|L'entrata nella foresta di Arenberg]] Citazioni sulla '''foresta di Arenberg'''. *È come entrare in un enorme imbuto, nel quale è riposto un invisibile setaccio, chi ne esce in sella alla propria bicicletta ha chances da vittoria. Per gli altri sarà per la prossima volta. Nella Foresta non si vince la Roubaix, ma sicuramente la si può perdere. ([[Francesco Moser]]) *Già entrarci incute timore, poi lì i sassi..."
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[[File:Arenberg (1936054060).jpg|thumb|L'entrata nella foresta di Arenberg]]
Citazioni sulla '''foresta di Arenberg'''.
*È come entrare in un enorme imbuto, nel quale è riposto un invisibile setaccio, chi ne esce in sella alla propria bicicletta ha chances da vittoria. Per gli altri sarà per la prossima volta. Nella Foresta non si vince la Roubaix, ma sicuramente la si può perdere. ([[Francesco Moser]])
*Già entrarci incute timore, poi lì i sassi erano scivolosissimi. [...] Ecco, lì ho avuto paura, ma nello stesso tempo ho preso fiducia. ([[Sonny Colbrelli]])
==Voci correlate==
*[[Parigi-Roubaix]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Francia]]
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Centro Duchamp
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Simonsegni
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Nuova voce tematica.
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[[Immagine:Edizione di un quaderno fuori collana del Centro Duchamp di Dino Gavina, 1969 (copertina).png|miniatura|Edizione del Centro Duchamp, 1969]]
Citazioni sul '''Centro Duchamp'''.
*La creazione del Centro Duchamp è l'operazione “sui generis” per eccellenza. ([[Renzo Orsini]])
*Fino al '69 l'ascesa della Gavina S.p.A. fu la vicenda primaria e solo con la sua vendita improvvisa si poté innescare quell'eccezionale episodio di mecenatismo artistico che fu la creazione del Centro Duchamp. Nello spazio in cui pensa di non produrre mai più, [[Dino Gavina|Gavina]] diventa patrocinatore di artisti, senza mai pretendersi a sua volta tale... dando diverso esito alla propria natura gestionale. ([[Marta Mazza]])
*Nasce così il “Centro Duchamp” (1967) che mutua dall’artista francese, incontrato due anni prima, il concetto di “[[Ready-made|ready made]]”: l’oggetto d’uso quotidiano che diventa arte. Nella sua “stanza delle meraviglie”, come era chiamato lo studio sanlazzarese, talvolta in compagnia di un altro rilevantissimo personaggio, [[Man Ray]], Gavina tesse le fila per costruire un dialogo serrato fra artisti, produttori e fruitori. ([[Maria Beatrice Bettazzi]])
==Altri progetti==
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Renzo Orsini
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Simonsegni
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Nuovo autore, s.d.) (? – ?
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'''Renzo Orsini''', critico d’arte e saggista italiano.
*La creazione del [[Centro Duchamp]] è l'operazione “sui generis” per eccellenza.<ref name="Orsini 1998">Da ''Dino Gavina: ultrarazionale, ultramobile'', a cura di Renzo Orsini, Compositori, 1998, p. 86. ISBN 88-7794-137-5</ref>
==Note==
<references />
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Danyele
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'''Renzo Orsini''', critico d’arte e saggista italiano.
==Citazioni di Renzo Orsini==
*La creazione del [[Centro Duchamp]] è l'operazione “sui generis” per eccellenza.<ref name="Orsini 1998">Da ''Dino Gavina: ultrarazionale, ultramobile'', a cura di Renzo Orsini, Compositori, 1998, p. 86. ISBN 88-7794-137-5</ref>
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<references />
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[[Categoria:Critici d'arte italiani]]
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Marta Mazza
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Simonsegni
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Proposta di nuova voce.
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'''Marta Mazza''' (1967 – vivente), storica dell'arte e dirigente del Ministero della Cultura italiana.
*Fino al '69 l'ascesa della Gavina S.p.A. fu la vicenda primaria e solo con la sua vendita improvvisa si poté innescare quell'eccezionale episodio di mecenatismo artistico che fu la creazione del [[Centro Duchamp]]. Nello spazio in cui pensa di non produrre mai più, [[Dino Gavina|Gavina]] diventa patrocinatore di artisti, senza mai pretendersi a sua volta tale... dando diverso esito alla propria natura gestionale.<ref name="Orsini 1998">Citata in ''Dino Gavina: ultrarazionale, ultramobile'', a cura di Renzo Orsini, Compositori, 1998, p. 86. ISBN 88-7794-137-5</ref>
==Note==
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==Altri progetti==
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Danyele
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'''Marta Mazza''' (1967 – vivente), storica dell'arte italiana.
==Citazioni di Marta Mazza==
*Fino al '69 l'ascesa della Gavina S.p.A. fu la vicenda primaria e solo con la sua vendita improvvisa si poté innescare quell'eccezionale episodio di mecenatismo artistico che fu la creazione del [[Centro Duchamp]]. Nello spazio in cui pensa di non produrre mai più, [[Dino Gavina|Gavina]] diventa patrocinatore di artisti, senza mai pretendersi a sua volta tale... dando diverso esito alla propria natura gestionale.<ref name="Orsini 1998">Citata in ''Dino Gavina: ultrarazionale, ultramobile'', a cura di Renzo Orsini, Compositori, 1998, p. 86. ISBN 88-7794-137-5</ref>
==Note==
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[[Categoria:Storici dell'arte italiani]]
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Maria Beatrice Bettazzi
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Simonsegni
106283
Proposta di nuova voce.
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text/x-wiki
'''Maria Beatrice Bettazzi''' (1965 – vivente), storica dell'architettura e saggista italiana.
*Nasce così il “[[Centro Duchamp]]” (1967) che mutua dall’artista francese, incontrato due anni prima, il concetto di “[[Ready-made|ready made]]”: l’oggetto d’uso quotidiano che diventa arte. Nella sua “stanza delle meraviglie”, come era chiamato lo studio sanlazzarese, talvolta in compagnia di un altro rilevantissimo personaggio, [[Man Ray]], Gavina tesse le fila per costruire un dialogo serrato fra artisti, produttori e fruitori.<ref>Da {{cita web|https://www.storiaememoriadibologna.it/archivio/persone/gavina-dino|Dino Gavina|4 ottobre 2026}}</ref>
==Note==
<references />
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[[Categoria:Storici dell'architettura italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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Danyele
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'''Maria Beatrice Bettazzi''' (1965 – vivente), storica dell'architettura e saggista italiana.
==Citazioni di Maria Beatrice Bettazzi==
*Nasce così il “[[Centro Duchamp]]” (1967) che mutua dall’artista francese, incontrato due anni prima, il concetto di “[[Ready-made|ready made]]”: l’oggetto d’uso quotidiano che diventa arte. Nella sua “stanza delle meraviglie”, come era chiamato lo studio sanlazzarese, talvolta in compagnia di un altro rilevantissimo personaggio, [[Man Ray]], Gavina tesse le fila per costruire un dialogo serrato fra artisti, produttori e fruitori.<ref>Da {{cita web|https://www.storiaememoriadibologna.it/archivio/persone/gavina-dino|Dino Gavina|4 ottobre 2026}}</ref>
==Note==
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[[Categoria:Saggisti italiani]]
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Alfred Dick
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Danyele
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Creata pagina con "[[File:Portrait of Alfred Dick (1865–1909).png|thumb|Alfred Dick]] '''Alfred Dick''' (1865 – 1909), dirigente sportivo e imprenditore svizzero. ==Citazioni su Alfred Dick== *Era un uomo molto dinamico ed autoritario. [...] Aveva portato nella Juventus giocatori svizzeri, in realtà erano impiegati della sua ditta. Erano bravi giocatori e sollevarono la Juventus come tono di gioco. [...] Quella fu una Juventus [...] di amici, che coltivava l'amicizia anche in campo...."
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[[File:Portrait of Alfred Dick (1865–1909).png|thumb|Alfred Dick]]
'''Alfred Dick''' (1865 – 1909), dirigente sportivo e imprenditore svizzero.
==Citazioni su Alfred Dick==
*Era un uomo molto dinamico ed autoritario. [...] Aveva portato nella Juventus giocatori svizzeri, in realtà erano impiegati della sua ditta. Erano bravi giocatori e sollevarono la Juventus come tono di gioco. [...] Quella fu una Juventus [...] di amici, che coltivava l'amicizia anche in campo. Ma lui cambiò ad un certo punto, voleva tutti impiegati della sua ditta in formazione e noi del D'Azeglio cominciammo a vederlo male. Lo cacciammo perché voleva guidare la Juve da tiranno. Noi la volevamo come una famiglia e ci ribellammo alle sue imposizioni. Il contrasto tra lui e noi [...] fu violento. Ed allora lui ha fondato [...] il Torino, portandoci i giocatori della sua ditta... La Juventus, stremata sportivamente, senza risorse finanziarie, senza campo, traversò un momento duro. ([[Giovanni Mazzonis]])
==Voci correlate==
*[[Juventus Football Club]]
*[[Torino Football Club]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Dirigenti sportivi svizzeri]]
[[Categoria:Imprenditori svizzeri]]
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Sass Jordan
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2026-10-05T00:23:30Z
Danyele
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Creata pagina con "[[File:Sass Jordan cropped.jpg|thumb|Sass Jordan nel 2009]] '''Sass Jordan''', all'anagrafe '''Sarah Jordan''' (1962 – 2026), cantante canadese. {{Int|''[https://www.tuttorock.com/sass-jordan-intervista-alla-blues-woman-canadese/ SASS JORDAN – Intervista alla blues woman canadese]''|Fabio Loffredo, ''tuttorock.com'', 12 luglio 2020.|h=2}} *[[David Bowie|Bowie]] era unico nel suo genere e ha davvero cambiato il volto della cultura attraverso la sua musica, ma ancora..."
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[[File:Sass Jordan cropped.jpg|thumb|Sass Jordan nel 2009]]
'''Sass Jordan''', all'anagrafe '''Sarah Jordan''' (1962 – 2026), cantante canadese.
{{Int|''[https://www.tuttorock.com/sass-jordan-intervista-alla-blues-woman-canadese/ SASS JORDAN – Intervista alla blues woman canadese]''|Fabio Loffredo, ''tuttorock.com'', 12 luglio 2020.|h=2}}
*[[David Bowie|Bowie]] era unico nel suo genere e ha davvero cambiato il volto della cultura attraverso la sua musica, ma ancora di più attraverso la sua presentazione artistica. Lui è un'icona.
*{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19]]}} Il modo migliore per me di vederlo è come se fosse un reset per il pianeta. Tutti, ovunque, hanno dovuto rallentare e rivalutare ciò che è importante per loro.
*La [[musica]] può elevare, parlare attraverso tutte le barriere linguistiche, riunirci, calmarci, raccontarci una storia, farci ricordare all'istante, farci sentire meglio... La musica è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per creare un'atmosfera migliore per noi stessi.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Jordan, Sass}}
[[Categoria:Cantanti canadesi]]
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K-pop
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Creata pagina con "{{voce tematica}} Citazioni sul '''K-pop'''. *Proprio come il K-pop stia diventando popolare a livello internazionale, spero che i K-drammi acquisiscano più popolarità. ([[Park Hee-soon]]) *Una hit K-pop, una hit americana e una hit globale sono tre cose completamente diverse. Nel K-pop, credo che la chiave sia avere un ritornello che ti resta in testa. Per un successo globale, invece, serve un'idea che chiunque possa sentire come propria. ([[Ejae]]) ==Altri progetti..."
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{{voce tematica}}
Citazioni sul '''K-pop'''.
*Proprio come il K-pop stia diventando popolare a livello internazionale, spero che i K-drammi acquisiscano più popolarità. ([[Park Hee-soon]])
*Una hit K-pop, una hit americana e una hit globale sono tre cose completamente diverse. Nel K-pop, credo che la chiave sia avere un ritornello che ti resta in testa. Per un successo globale, invece, serve un'idea che chiunque possa sentire come propria. ([[Ejae]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Corea del Sud]]
[[Categoria:Generi musicali]]
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K pop
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#RINVIA[[K-pop]]
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AssassinsCreed
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Redirect alla pagina [[K-pop]]
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#RINVIA[[K-pop]]
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Creata pagina con "{{Film |titolo = KPop Demon Hunters |lingua originale = inglese |paese = Stati Uniti d'America |anno = 2025 |immagine = KPDH logo (free lookalike).svg |didascalia = |genere = animazione/ azione/ avventura/ commedia/ fantastico/ musicale |regista = [[Maggie Kang]], [[Chris Appelhans]] |soggetto = [[Maggie Kang]] |sceneggiatore = [[Danya Jimenez]], [[Hannah McMechan]], [[Maggie Kang]], [[Chris Appelhans]] |produttore = [[Scott Berri]], [[Jacky Priddle]], Kristy Lynn For..."
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|produttore esecutivo =
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*[[Arden Cho]]: Rumi (dialoghi)
*[[Ejae]]: Rumi (canto)
*[[Ahn Hyo-seop]]: Jinu (dialoghi)
*[[Andrew Choi]]: Jinu (canto)
*[[May Hong]]: Mira (dialoghi)
*[[Audrey Nuna]]: Mira (canto)
*[[Ji-young Yoo]]: Zoey (dialoghi)
*[[Rei Ami]]: Zoey (canto)
*SungWon Cho: Abs Saja (voce)
*Neckway: Abs Saja (canto)
*[[Yunjin Kim]]: Celine (dialoghi)
*[[Lea Salonga]]: Celine (canto)
*[[Ken Jeong]]: Bobby
*[[Lee Byung-hun]]: Gwi-Ma
|doppiatori italiani =
*[[Giorgia Brunori]]: Rumi (dialoghi)
*[[Ilaria De Rosa]]: Rumi (canto)
*[[Martina De Carolis]]: Rumi (bambina)
*[[Jona Mennite]]: Jinu (dialoghi)
*[[Riccardo Suarez]]: Jinu (canto)
*[[Camilla Marcucci]]: Mira
*[[Beatrice Maruffa]]: Zoey (dialoghi)
*[[Benedetta Boschi]]: Zoey (canto)
*[[Danny Francucci]]: Abs Saja (dialoghi)
*[[Danilo Salpietro]]: Abs Saja (canto)
*[[Diego Micheli]]: Mystery Saja
*[[Alessio Parisi]]: Baby Saja
*[[Federico Viola]]: Romance Saja (dialoghi)
*[[Daniele Grammaldo]]: Romance Saja (canto)
*[[Federica Russello]]: Celine (dialoghi)
*[[Gabriella Scalise]]: Celine (canto)
*[[Cristian Vespe]]: Bobby
*[[Francesco De Francesco (doppiatore)|Francesco De Francesco]]: Gwi-Ma
}}
'''''KPop Demon Hunters''''', film d'animazione del 2025, regia di [[Maggie Kang]] e [[Chris Appelhans]].
==Incipit==
{{incipit film}}
Il mondo vi conoscerà come popstar, ma sarete molto più di questo: voi sarete cacciatrici. I demoni hanno sempre infestato il nostro mondo rubando le anime e incanalando la forza per il loro re, Gwi-Ma. Finché a difenderci non sono arrivate delle eroine: nate con voce in grado di sconfiggere l'oscurità cantando canzoni di coraggio e speranza, ma le cacciatrici sono molto più di guerriere. La nostra musica infiamma l'anima e avvicina le persone. Grazie a questo legame le prime cacciatrici crearono uno scudo per proteggere il nostro mondo, l'Honmoon. Per ogni generazione viene scelto un nuovo trio di cacciatrici per adempiere al nostro sommo compito, una barriera così forte da essere impenetrabile che terrà i demoni e Gwi-Ma lontani dal nostro mondo per sempre, l'Honmoon dorato. E adesso questo compito spetta a voi tre. La vittoria è alla vostra portata, sono le vostre voci, la vostra canzone che creeranno l'Honmoon dorato. ('''Celine''') {{NDR|prima come voce narrante, poi parlando a Rumi, Mira e Zoey}}
==Citazioni==
{{cronologico}}
*''Come un'ipnotica melodia | siamo un mantra che non va via, | è il suono della vittoria | e adesso ti mostro come fa, fa fa.'' ('''Rumi, Mira e Zoey''', ''Come fa'')
:''Knocking you out like a lullaby | Hear that sound ringing in your mind | Better sit down for the show | 'Cause I'm gonna show you how it's done, done, done.''<ref name=originale>Testo in lingua originale udibile comunque in alcune versioni italiane del film.</ref> ('''Rumi, Mira e Zoey''', ''How It's Done'')
*''Ok, con me non hai scampo, | mi trasformo in un attimo in Rambo, | tra lacrime, sangue e sudore, sì, | e così si fa.'' ('''Zoey''', ''Come fa'')
:''Okay, like, I know I ramble | But when shootin' my words, I go Rambo | Took blood, sweat, and tears to look natural | That's how it's done.''<ref name=originale/> ('''Zoey''', ''How It's Done'')
*C'era una volta un potente re demone – fermatemi se la storia avete già sentito – aveva il controllo totale, si cibava di anime, il mondo tremava al suo ruggito; poi delle cacciatrici si misero a cantare e ora lui soffre la fame, non ha accesso alle anime, la sua fiamma vede raffreddare: è solo un bisbiglio nel buio. ''È forse questa la sua fine? | Il fuoco si spegnerà. | È un re vacillante ormai | cosa deve fare? Non sa.''<ref>Testo originale, udibile anche in alcune versioni italiane del film: «''And will he let the fire go out? | Is this the end of him now? | Dying king with the crumbling crown | Will he let the fire go out?''»</ref> ('''Jinu''')
*'''Mira''': Non vedo l'ora di mangiare kimbap e stare a fissare il soffitto.<br>'''Zoey''': Ho già scelto il film, in realtà sono settecento video da due secondi sulle tartarughe che voglio farvi vedere.<br>'''Mira''': Sembra super noioso e io ci sto!
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film d'animazione]]
[[Categoria:Film musicali]]
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AssassinsCreed
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = KPop Demon Hunters
|lingua originale = inglese
|paese = Stati Uniti d'America
|anno = 2025
|immagine = KPDH logo (free lookalike).svg
|didascalia =
|genere = animazione/ azione/ avventura/ commedia/ fantastico/ musicale
|regista = [[Maggie Kang]], [[Chris Appelhans]]
|soggetto = [[Maggie Kang]]
|sceneggiatore = [[Danya Jimenez]], [[Hannah McMechan]], [[Maggie Kang]], [[Chris Appelhans]]
|produttore = [[Scott Berri]], [[Jacky Priddle]], [[Kristy Lynn Fortier]], [[Agnes Jungah Lee]], [[Michelle Wong]]
|produttore esecutivo =
|doppiatori originali =
*[[Arden Cho]]: Rumi (dialoghi)
*[[Ejae]]: Rumi (canto)
*[[Ahn Hyo-seop]]: Jinu (dialoghi)
*[[Andrew Choi]]: Jinu (canto)
*[[May Hong]]: Mira (dialoghi)
*[[Audrey Nuna]]: Mira (canto)
*[[Ji-young Yoo]]: Zoey (dialoghi)
*[[Rei Ami]]: Zoey (canto)
*SungWon Cho: Abs Saja (voce)
*Neckway: Abs Saja (canto)
*[[Yunjin Kim]]: Celine (dialoghi)
*[[Lea Salonga]]: Celine (canto)
*[[Ken Jeong]]: Bobby
*[[Lee Byung-hun]]: Gwi-Ma
|doppiatori italiani =
*[[Giorgia Brunori]]: Rumi (dialoghi)
*[[Ilaria De Rosa]]: Rumi (canto)
*[[Martina De Carolis]]: Rumi (bambina)
*[[Jona Mennite]]: Jinu (dialoghi)
*[[Riccardo Suarez]]: Jinu (canto)
*[[Camilla Marcucci]]: Mira
*[[Beatrice Maruffa]]: Zoey (dialoghi)
*[[Benedetta Boschi]]: Zoey (canto)
*[[Danny Francucci]]: Abs Saja (dialoghi)
*[[Danilo Salpietro]]: Abs Saja (canto)
*[[Diego Micheli]]: Mystery Saja
*[[Alessio Parisi]]: Baby Saja
*[[Federico Viola]]: Romance Saja (dialoghi)
*[[Daniele Grammaldo]]: Romance Saja (canto)
*[[Federica Russello]]: Celine (dialoghi)
*[[Gabriella Scalise]]: Celine (canto)
*[[Cristian Vespe]]: Bobby
*[[Francesco De Francesco (doppiatore)|Francesco De Francesco]]: Gwi-Ma
}}
'''''KPop Demon Hunters''''', film d'animazione del 2025, regia di [[Maggie Kang]] e [[Chris Appelhans]].
==Incipit==
{{incipit film}}
Il mondo vi conoscerà come popstar, ma sarete molto più di questo: voi sarete cacciatrici. I demoni hanno sempre infestato il nostro mondo rubando le anime e incanalando la forza per il loro re, Gwi-Ma. Finché a difenderci non sono arrivate delle eroine: nate con voce in grado di sconfiggere l'oscurità cantando canzoni di coraggio e speranza, ma le cacciatrici sono molto più di guerriere. La nostra musica infiamma l'anima e avvicina le persone. Grazie a questo legame le prime cacciatrici crearono uno scudo per proteggere il nostro mondo, l'Honmoon. Per ogni generazione viene scelto un nuovo trio di cacciatrici per adempiere al nostro sommo compito, una barriera così forte da essere impenetrabile che terrà i demoni e Gwi-Ma lontani dal nostro mondo per sempre, l'Honmoon dorato. E adesso questo compito spetta a voi tre. La vittoria è alla vostra portata, sono le vostre voci, la vostra canzone che creeranno l'Honmoon dorato. ('''Celine''') {{NDR|prima come voce narrante, poi parlando a Rumi, Mira e Zoey}}
==Citazioni==
{{cronologico}}
*''Come un'ipnotica melodia | siamo un mantra che non va via, | è il suono della vittoria | e adesso ti mostro | come fa, fa fa.'' ('''Rumi, Mira e Zoey''', ''Come fa'')
:''Knocking you out like a lullaby | Hear that sound ringing in your mind | Better sit down for the show | 'Cause I'm gonna show you | how it's done, done, done.''<ref name=originale>Testo in lingua originale udibile comunque in alcune versioni italiane del film.</ref> ('''Rumi, Mira e Zoey''', ''How It's Done'')
*''Ok, con me non hai scampo, | mi trasformo in un attimo in Rambo, | tra lacrime, sangue e sudore, sì, | e così si fa.'' ('''Zoey''', ''Come fa'')
:''Okay, like, I know I ramble | But when shootin' my words, I go Rambo | Took blood, sweat, and tears to look natural | That's how it's done.''<ref name=originale/> ('''Zoey''', ''How It's Done'')
*C'era una volta un potente re demone – fermatemi se la storia avete già sentito – aveva il controllo totale, si cibava di anime, il mondo tremava al suo ruggito; poi delle cacciatrici si misero a cantare e ora lui soffre la fame, non ha accesso alle anime, la sua fiamma vede raffreddare: è solo un bisbiglio nel buio. ''È forse questa la sua fine? | Il fuoco si spegnerà. | È un re vacillante ormai | cosa deve fare? Non sa.''<ref>Testo originale, udibile anche in alcune versioni italiane del film: «''And will he let the fire go out? | Is this the end of him now? | Dying king with the crumbling crown | Will he let the fire go out?''»</ref> ('''Jinu''')
*'''Mira''': Non vedo l'ora di mangiare kimbap e stare a fissare il soffitto.<br>'''Zoey''': Ho già scelto il film, in realtà sono settecento video da due secondi sulle tartarughe che voglio farvi vedere.<br>'''Mira''': Sembra super noioso e io ci sto!
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film d'animazione]]
[[Categoria:Film musicali]]
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|titolo = KPop Demon Hunters
|lingua originale = inglese
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|genere = animazione/ azione/ avventura/ commedia/ fantastico/ musicale
|regista = [[Maggie Kang]], [[Chris Appelhans]]
|soggetto = [[Maggie Kang]]
|sceneggiatore = [[Danya Jimenez]], [[Hannah McMechan]], [[Maggie Kang]], [[Chris Appelhans]]
|produttore = [[Scott Berri]], [[Jacky Priddle]], [[Kristy Lynn Fortier]], [[Agnes Jungah Lee]], [[Michelle Wong]]
|produttore esecutivo =
|doppiatori originali =
*[[Arden Cho]]: Rumi (dialoghi)
*[[Ejae]]: Rumi (canto)
*[[Ahn Hyo-seop]]: Jinu (dialoghi)
*[[Andrew Choi]]: Jinu (canto)
*[[May Hong]]: Mira (dialoghi)
*[[Audrey Nuna]]: Mira (canto)
*[[Ji-young Yoo]]: Zoey (dialoghi)
*[[Rei Ami]]: Zoey (canto)
*SungWon Cho: Abs Saja (voce)
*Neckway: Abs Saja (canto)
*[[Yunjin Kim]]: Celine (dialoghi)
*[[Lea Salonga]]: Celine (canto)
*[[Ken Jeong]]: Bobby
*[[Lee Byung-hun]]: Gwi-Ma
|doppiatori italiani =
*[[Giorgia Brunori]]: Rumi (dialoghi)
*[[Ilaria De Rosa]]: Rumi (canto)
*[[Martina De Carolis]]: Rumi (bambina)
*[[Jona Mennite]]: Jinu (dialoghi)
*[[Riccardo Suarez]]: Jinu (canto)
*[[Camilla Marcucci]]: Mira
*[[Beatrice Maruffa]]: Zoey (dialoghi)
*[[Benedetta Boschi]]: Zoey (canto)
*[[Danny Francucci]]: Abs Saja (dialoghi)
*[[Danilo Salpietro]]: Abs Saja (canto)
*[[Diego Micheli]]: Mystery Saja
*[[Alessio Parisi]]: Baby Saja
*[[Federico Viola]]: Romance Saja (dialoghi)
*[[Daniele Grammaldo]]: Romance Saja (canto)
*[[Federica Russello]]: Celine (dialoghi)
*[[Gabriella Scalise]]: Celine (canto)
*[[Cristian Vespe]]: Bobby
*[[Francesco De Francesco (doppiatore)|Francesco De Francesco]]: Gwi-Ma
}}
'''''KPop Demon Hunters''''', film d'animazione del 2025, regia di [[Maggie Kang]] e [[Chris Appelhans]].
==Incipit==
{{incipit film}}
Il mondo vi conoscerà come popstar, ma sarete molto più di questo: voi sarete cacciatrici. I demoni hanno sempre infestato il nostro mondo rubando le anime e incanalando la forza per il loro re, Gwi-Ma. Finché a difenderci non sono arrivate delle eroine: nate con voce in grado di sconfiggere l'oscurità cantando canzoni di coraggio e speranza, ma le cacciatrici sono molto più di guerriere. La nostra musica infiamma l'anima e avvicina le persone. Grazie a questo legame le prime cacciatrici crearono uno scudo per proteggere il nostro mondo, l'Honmoon. Per ogni generazione viene scelto un nuovo trio di cacciatrici per adempiere al nostro sommo compito, una barriera così forte da essere impenetrabile che terrà i demoni e Gwi-Ma lontani dal nostro mondo per sempre, l'Honmoon dorato. E adesso questo compito spetta a voi tre. La vittoria è alla vostra portata, sono le vostre voci, la vostra canzone che creeranno l'Honmoon dorato. ('''Celine''') {{NDR|prima come voce narrante, poi parlando a Rumi, Mira e Zoey}}
==Citazioni==
{{cronologico}}
*''Come un'ipnotica melodia | siamo un mantra che non va via, | è il suono della vittoria | e adesso ti mostro | come fa, fa fa.'' ('''Rumi, Mira e Zoey''', ''Come fa'')
:''Knocking you out like a lullaby | Hear that sound ringing in your mind | Better sit down for the show | 'Cause I'm gonna show you | how it's done, done, done.''<ref name=originale>Testo in lingua originale udibile comunque in alcune versioni italiane del film.</ref> ('''Rumi, Mira e Zoey''', ''How It's Done'')
*''Ok, con me non hai scampo, | mi trasformo in un attimo in Rambo, | tra lacrime, sangue e sudore, sì, | e così si fa.'' ('''Zoey''', ''Come fa'')
:''Okay, like, I know I ramble | But when shootin' my words, I go Rambo | Took blood, sweat, and tears to look natural | That's how it's done.''<ref name=originale/> ('''Zoey''', ''How It's Done'')
*C'era una volta un potente re demone – fermatemi se la storia avete già sentito – aveva il controllo totale, si cibava di anime, il mondo tremava al suo ruggito; poi delle cacciatrici si misero a cantare e ora lui soffre la fame, non ha accesso alle anime, la sua fiamma vede raffreddare: è solo un bisbiglio nel buio. ''È forse questa la sua fine? | Il fuoco si spegnerà. | È un re vacillante ormai | cosa deve fare? Non sa.''<ref>Testo originale, udibile anche in alcune versioni italiane del film: «''And will he let the fire go out? | Is this the end of him now? | Dying king with the crumbling crown | Will he let the fire go out?''»</ref> ('''Jinu''')
*'''Mira''': Non vedo l'ora di mangiare kimbap e stare a fissare il soffitto.<br>'''Zoey''': Ho già scelto il film, in realtà sono settecento video da due secondi sulle tartarughe che voglio farvi vedere.<br>'''Mira''': Sembra super noioso e io ci sto!
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film d'animazione]]
[[Categoria:Film musicali]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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K-Pop Demon Hunters
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AssassinsCreed
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