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Omero
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Gaux
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/* Citazioni su Omero */ Michele Losacco
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[[Immagine:Homer British Museum.jpg|thumb|right|Omero]]
[[File:William-Adolphe Bouguereau (1825-1905) - Homer and his Guide (1874).jpg|thumb|upright=1|''Omero'' (W. Bouguereau, 1874)]]
{{vedi anche|Iliade|Odissea}}
'''Omero''' (IX secolo a.C.), poeta greco.
==Citazioni di Omero==
*''E Rea parlò, la Dea dal morbido velo, a [[Demetra|Demètra]]: | «O figlia, vieni: Giove, signore del tuono, ti chiama, | ché tu venga fra i Numi: concederti onori promette. ''[...]'' | Su' persuaditi, figlia, né troppo covare lo sdegno | contro il figliuolo di Crono signore dei nuvoli, e il frutto | súbito fa' germogliare che in vita mantiene i mortali». | Disse così; né restìa fu la Dea dalle vaghe ghirlande. | Sùbito i frutti fe' germogliar da le zolle feraci, | e tutta si coprì la terra di fiori e di fronde. | Ed ai sovrani datori di leggi, pria ch'ella partisse, | a Dìocle, di cavalli maestro, a [[Trittolemo|Trittòlemo]], a Eumòlpo, | al condottiere di genti gagliardo Celèo, fu maestra | dei venerandi riti, a tutti insegnò celebrare | le pure orge: concesso non è trasgredirle o spiarle, | né farne ciancia: la voce rattenga l'ossequio a le Dive. | Tra gli uomini mortali, beato chi giunge a vederle; | ma chi restò profano, chi parte non v'ebbe, non gode | uguale fato, dopo la morte, nell'umido buio. || Ora, poi ch'ebbe tutto disposto, la Diva, all'[[Olimpo]] | novellamente salì, fra il consesso degli altri Immortali. | E qui, vicino a Giove signore del folgore, stanno | beate ed onorate. Felice su tutti, il terrestre | che queste Dee di cuore diligon: ché mandano tosto | alla sua casa opulenta, ché segga sul suo focolare, | Pluto, che agli uomini dà mortali le grandi ricchezze.''<ref>Da ''Inno a Demetra'', in ''Omero minore, {{small|Inni – Batracomiomachia – Epigrammi – Margite}}'', traduzione di [[Ettore Romagnoli]], con incisioni di Adolfo de Carolis, Nicola Zanichelli, Bologna, 1925, [https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Omero_minore.djvu/124 pp. 121-122].</ref>
*''Muse dal dolce eloquio, di Giove figliuole, maestre | degl'inni. Luna bella cantate dall'ali veloci. | Da lei scende celeste bagliore ad avvolger la terra, | dal suo capo immortale, dai fulgidi raggi, s'effonde | somma bellezza: un'aura rifulge che manda bagliori | dalla corona d'oro, si spargono raggi per l'aria, | quando dai gorghi del mare, lavate le fulgide membra, | cinte le vesti, [[Selène]], che lungi lo sguardo sospinge, | i suoi puledri aggioga dall'erta cervice, raggianti, | nel vespro, a mezzo mese, che pieno rifulge il suo disco; | e mentre ella s'accresce, s'effondono fulgidi raggi | dal firmamento; ed è pei mortali segnale e presagio. | A lei s'uní, nel letto d'amore, una volta, il [[Zeus|Croníde]], | ed essa incinse, e diede a luce Pandía, la fanciulla | che tanto ha, fra i Beati del cielo, vezzoso l'aspetto. || Salve, o Signora, o Dea dal candido braccio, o Selene. | Diva dai riccioli belli, | benigna. Da te cominciando, | dei Seminumi dirò le gesta, cui sogliono i vati, | ministri delle Muse, cantar con le amabili voci.''<ref>Da ''Inno a Selene'', in ''Omero minore'', [https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Omero_minore.djvu/152 p. 149].</ref>
*{{NDR|Sulle [[citazioni]]}} Parole alate. (citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli)
:''Ἔπεα πτερόεντα''.
*Tutti gli uomini hanno bisogno degli dèi.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro delle religioni'', traduzione di Anna Carbone, Gribaudo, 2017, p. 12. ISBN 9788858015810</ref>
==[[Incipit]] di ''Batracomiomachia''==
===''La guerra dei topi e delle rane''===
<poem>Grande impresa disegno, arduo lavoro:
O Muse, voi dall'Eliconie cime
A me scendete, il vostro aiuto imploro:
Datemi vago stil, carme sublime:
Antica lite io canto, opre lontane,
La Battaglia dei topi e delle rane.</poem>
===''Guerra de' topi e delle rane''===
<poem>Mentre a novo m'accingo arduo lavoro,
O Muse, voi da l'Eliconie cime
Scendete a me ch'il vostro aiuto imploro:
Datemi vago stil, carme sublime:
Antica lite io canto, opre lontane,
La Battaglia de' topi e de le rane.</poem>
===''Guerra dei topi e delle rane''===
<poem>Sul cominciar del mio novello canto,
Voi che tenete l'eliconie cime
Prego, vergini Dee, concilio santo,
Che 'l mio stil conduciate e le mie rime:
Di topi e rane i casi acerbi e l'ire,
Segno insolito a i carmi, io prendo a dire.</poem>
==Citazioni su Omero==
*«Cantami, o diva, del pelide Achille…», così comincia Omero l'[[Iliade|''Iliade'']]. «Musa, quell'uom di multiforme ingegno...», così Omero comincia l'[[Odissea|''Odissea'']]. Musa, diva, cioè dea. Non sono frasi fatte, ma la testimonianza intima del vero poeta epico, che non vuole parlare da sé, che fa parlare in sé stesso la dea, che l'accoglie nella propria fantasia, figlia della cosmica forza di crescita, affinché il divino parli lui degli eventi del mondo. ([[Rudolf Steiner]])
*Ci furono poeti prima di Omero. ([[Marco Tullio Cicerone]])
*[[Cleomene I|Cleomene]], figlio di [[Anassandrida II|Anassandrida]], diceva che Omero era il poeta degli [[Sparta|Spartani]] ed [[Esiodo]] quello degli Iloti, perché il primo ha insegnato come si combatte, il secondo come si coltiva la terra. ([[Plutarco]])
*''Colui che l'acque | cantò fatali''. ([[Ugo Foscolo]])
*I commentatori di Omero sono stati ciechi così a lungo che per loro non c'era niente da fare e hanno voluto accecare anche Omero. Hanno trasferito la loro cecità al poeta. ([[Samuel Butler]])
*I poemi d'Omero son belli, perché sono belli, e se qualcuno volesse provarvelo con altri argomenti, ditegli che non capisce nulla e non avrete sbagliato. ([[Renato Fucini]])
*I poemi omerici danno un determinato ciclo degli avvenimenti, spazialmente e temporalmente delimitato; prima, accanto e dopo sono pensabili senza conflitto e difficoltà altri cicli d'avvenimenti da esso indipendenti. Il Vecchio Testamento dà la storia universale, incomincia con il principale dei tempi e vuol terminare con l'adempimento della promessa con cui il mondo deve aver fine. ([[Erich Auerbach]])
*In Omero, l'amore per gli oggetti belli unisce arcaismo ed esotismo, mette insieme cose antichissime o provenienti da terre lontane. <br />E tutto ancora si mescola: si può così ricordare che il vecchio elmo con i denti di cinghiale si trova proprio nel canto X dell'''Iliade'', quello di solito considerato un canto recente. È però anche il canto dove, per la prima volta, vediamo gli eroi montare a cavallo: il più antico ed il più recente convivono senza problemi.<br />La diversità della storia si unifica nella poesia. ([[Jacqueline Worms de Romilly]])
*In Omero – se appena vi si pone attenzione – un uomo non "è" un eroe, "è detto" tale. Una donna non "è" virtuosa, "è detta" tale, così come "è detta" bella o fedele: "essere detti" equivale a essere. ([[Eva Cantarella]])
*L'arte rimane avvolta nel mantello di Omero. ([[Hans Urs von Balthasar]])
*L'epos omerico, rappresentazione inarrivabile di un mondo eroico, in cui sono conciliati l'umano e il divino, appare tutto dominato da una visione limpida sana giovanile della vita, dove non c'è l'ombra di quelle colossali e mostruose {{sic|imagini}}, che hanno cosi largo posto nelle [[Mitologia|mitologie]] nordiche e orientali. ([[Michele Losacco]])
*L'influsso di Omero non è nient'affatto limitato, almeno per quel che riguarda la poesia greca, all'epos eroico. ([[Giorgio Pasquali]])
*''Laggiù conobbi pure un vecchio aedo, che si accecò per rimaner nel sogno''. ([[Roberto Vecchioni]])
*La [[Giustizia]], secondo Omero, apre e chiude i congressi degli [[Dei]], non quelli degli uomini. ([[Terenzio Mamiani]])
*La nostra vita sembra poca cosa, ma basta pensarci per capire che in realtà è fortemente omerica. La grande ombra è sempre su di noi: conflitti, tradimenti, ferocissimi duelli, astuzie ingegnose, la maga che ci trasforma in porci, il mostro con un occhio solo, i venti favorevoli o contrari, le sirene. Non passa momento senza che l'inventore della letteratura non s'infili in qualche modo nella nostra vita. ([[Carlo Fruttero]])
*''Mira colui con quella spada in mano, | che vien dinanzi ai tre sì come sire: | quelli è Omero poeta sovrano''. ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'')
*Quello ardente | vecchio a cui fur le Muse tanto amiche | ch’Argo e Micena e Troia se ne sente; | questo cantò gli errori e le fatiche | del figliuol di Laerte e d’una diva, | primo pintor delle memorie antiche. ([[Francesco Petrarca|Petrarca]], Triumphus Famae)
*Nell'[[Iliade|Iliade]] Omero ha conferito all'ordinamento della vita terrestre e spirituale del mondo antico una struttura altrettanto possente quanto Cristo al mondo moderno. ([[Fëdor Mikhailovič Dostoevskij]])
*Nessuno lo potrà superare per sublimità nelle cose grandi, per proprietà nelle piccole. Egli è vasto e insieme serrato, grazioso e grave, ammirabile ugualmente per copia e per brevità, e oltre a quelle addicentesi a un poeta possiede le doti più eminenti di un oratore. ([[Quintiliano]])
*Omero è il massimo dei poeti e il primo dei compositori di tragedie. ([[Platone]])
*Omero è il padre e il perpetuo principe di tutti i poeti del mondo. ([[Giacomo Leopardi]])
*Omero è stato teologo soltanto per essere poeta. ([[Montesquieu]])
*Omero è tragico e non pessimista e desolato e disperato, perché quel che sempre sormonta nel suo sentire e lo conclude è l'idea della volontà eroica. ([[Benedetto Croce]])
*Omero ha descritto la vita umana. Ogni villaggio ha il suo Nestore, il suo Agamennone, il suo Ulisse. Ogni parrocchia ha il suo Achille, il suo Diomede, il suo Aiace. Ogni secolo ha il suo Priamo, la sua Andromaca e il suo Ettore. ([[Joseph Joubert]])
*Per l'osservatore moderno rimane un prodigio inspiegabile come tutte le forze e le tendenze caratteristiche della grecità si presentino già chiaramente preformate in Omero. ([[Werner Jaeger]])
*Qualche volta s'addormenta anche il buon Omero. ([[Quinto Orazio Flacco]])
*''Quel sommo | D'occhi cieco, e divin raggio di mente, | Che per la [[Grecia]] mendicò cantando''. ([[Alessandro Manzoni]])
*Quello che ha influito maggiormente su di me ancora ragazzo, anzi quasi bambino, è stato Omero. Quando, in prima ginnasio, mi sono trovato tra le mani le sue due opere e ho incominciato a leggerle, ne sono rimasto totalmente conquistato. Percorrevo quel nuovo dominio con tale entusiasmo che, quando suonava la campana di interruzione dello studio, provavo un gran fastidio. È stata un'esperienza fortissima, che ha influito per sempre sul mio modo di scrivere. Di Omero mi ha appassionato la capacità di rendere bello tutto ciò di cui parla, il fatto che abbia saputo introdurre nel mondo tanta bellezza. ([[Eugenio Corti]])
*Se un'intelligenza superiore volesse ragguagliare gli abitanti dei cieli sugli avvenimenti degli uomini e darne loro un'immagine esatta, userebbe il linguaggio di Omero. ([[Joseph Joubert]])
*Se uno avesse a dipingere Omero, lo dovrebbe figurare vecchio e cieco, condotto per mano da un fanciullino, che parlasse sempre guardando torno torno. Da un fanciullino o da una fanciulla: dal dio o dall'iddia: dal dio che sementò nei precordi di Femio quelle tante canzoni, o dell'iddia cui si rivolge il cieco aedo di Achille e di Odisseo. ([[Giovanni Pascoli]])
*Si sono ipotizzati due Omeri, una federazione di Omeri, Omeri sparsi unificati da un redattore paziente ma anche confuso, un vociante e spintonante coro di Omeri che mescolano le loro voci, le lingue, le età. È impossibile muovere obiezioni: filologicamente, Omero non può esistere. Tuttavia, criticamente, Omero continua ad esistere. ([[Giorgio Manganelli]])
*Tutto si è perfezionato da Omero in poi, ma non la poesia. ([[Giacomo Leopardi]])
*Omero ed [[Esiodo]] hanno attribuito agli dei tutto ciò che per gli uomini è onta e biasimo: e rubare e fare adulterio e ingannarsi a vicenda. ([[Senofane]])
===[[Eraclito]]===
*Gli uomini sono tratti in inganno riguardo alla conoscenza delle cose visibili allo stesso modo di Omero, il quale fu il più sapiente tra tutti gli Elleni. Infatti dei bambini che uccidevano pidocchi lo trassero in inganno dicendogli: ciò che abbiamo visto e abbiamo preso lo lasciamo, ciò che non abbiamo visto né preso lo portiamo.
*Omero è un astrologo.
*Omero è degno di essere scacciato dagli agoni e di essere frustato, ed egualmente [[Archiloco]].
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Omero, ''La guerra dei topi e delle rane'', traduzione di [[Giacomo Leopardi]], 1815.
*Omero, ''Guerra de' topi e delle rane'', traduzione di Giacomo Leopardi, 1821-22.
*Omero, ''Guerra dei topi e delle rane'', traduzione di Giacomo Leopardi, 1826.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Iliade|''Iliade''|(720 a.C.)}}
{{Pedia|Odissea|''Odissea''|(720 a.C.)}}
{{Pedia|Batracomiomachia|''Batracomiomachia''|(VII sec. a.C.)}}
{{Pedia|Margite|''Margite''|(VII sec. a.C.)}}
{{Pedia|Inni omerici|''Inni omerici''|(VII sec. a.C.)}}
[[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]]
[[Categoria:Poeti greci antichi]]
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Shrek
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{{nota disambigua|altri significati|[[Shrek (disambigua)]]}}
{{Film
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|didascalia=
|titoloitaliano = Shrek
|titolooriginale = Shrek
|paese = Stati Uniti d'America
|anno = 2001
|genere = Animazione
|regista = [[Andrew Adamson]] / [[Vicky Jenson]]
|sceneggiatore = [[Ted Elliott]], [[Terry Rossio]], [[Roger Schulman]], [[Joe Stillman]]
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*[[Mike Myers]]: Shrek/Topolino Cieco/Narratore
*[[Eddie Murphy]]: Ciuchino
*[[Cameron Diaz]]: Principessa Fiona
*[[John Lithgow]]: Lord Farquaad di Duloc
*[[Vincent Cassel]]: Monsieur Hood
*[[Peter Dennis]]: cacciatore di orchi
*[[Clive Pearse]]: cacciatore di orchi
*[[Jim Cummings]]: capitano delle guardie
*[[Bobby Block]]: cucciolo di orso
*[[Chris Miller]]: Geppetto/Specchio Magico
*[[Cody Cameron]]: Pinocchio/Tre Porcellini
*[[Michael Galasso]]: Peter Pan
*[[Christopher Knights]]: Topolino Cieco/Thelonious
*[[Simon J. Smith]]: Topolino Cieco
*[[Conrad Vernon]]: Uomo Focaccina
|doppiatoriitaliani=
*[[Renato Cecchetto]]: Shrek
*[[Nanni Baldini]]: Ciuchino
*[[Selvaggia Quattrini]]: Principessa Fiona
*[[Oreste Rizzini]]: Lord Farquaad
*[[Massimiliano Manfredi]]: Monsieur Hood
*[[Pino Insegno]]: Specchio magico
*[[Fabrizio Mazzotta]]: Tre Porcellini
|note =
*'''Soggetto''': [[William Steig]]
*'''[[:Categoria:Film premi Oscar|Premio Oscar]] (2002)''' come miglior film d'animazione
}}
'''''Shrek''''', film d'animazione statunitense del 2001, tratta dal [[romanzo]] omonimo del 1990 di [[William Steig]], regia di [[Andrew Adamson]] e [[Vicky Jenson]].
==[[Incipit]]{{Incipit film}}==
{{NDR|Viene mostrato un libro di fiabe che si apre e volta le pagine}} C'era una volta una principessa bellissima, vittima però di un tremendo incantesimo che poteva essere spezzato solo dal primo bacio d'amore. Era rinchiusa in un castello, sorvegliato da un terribile drago sputafuoco. Molti cavalieri coraggiosi avevano tentato di liberarla da quella prigione ma senza successo. Ella attendeva nella fortezza del dragone e nella stanza più remota della torre più alta il suo vero amore e il primo bacio di vero amore. {{NDR|strappa una pagina del libro}} Sì, eheheh! Certo! Aspetta e spera! Che bella ca... {{NDR|rumore dello sciacquone, dopodiché Shrek esce dalla latrina}} ('''Shrek''')
== Frasi ==
{{cronologico}}
*Sarà uno spasso, faremo notte fonda, ci scambieremo storielle da uomini e quando sarà mattina cucinerò ciambelle! ('''Ciuchino''')
*{{NDR|Rivolto al Lupo Cattivo}} Io vivo in una palude, ho messo i cartelli, sono un [[Orco (folclore)|orco]] spaventoso! Che devo fare per avere un po' di intimità?! ('''Shrek''')
*{{NDR|[[Canzoni dai film|Canzone]]}} ''Ora sei a Duloc, la perfetta città <br/>qualche regola c'è, certo servirà <br/>Stare calmi e stare in coda qui va molto di moda <br/>Duloc è il paradisoo <br/>Ehi amico tu e il mulo su pulitevi il… viso! <br/>Duloc èè <br/>Duloc èè <br/>Duloc è il paaaraaadisoooooo!'' ('''Coro di marionette''')
*Alcuni potranno morire, ma è un sacrificio che sono pronto a fare. ('''Lord Farquaad''')
*Ciuchino, due cose, chiaro? Stai... zitto! ('''Shrek''')
*{{NDR|Rivolto alla Draghessa}} Nonononono, nooo. Oh, che denti lunghi che hai. {{NDR|la Draghessa gli ruggisce}} Vo-vo-vo-voglio dire, che denti abbaglianti. Eh, lo so, te lo diranno tutti quelli che ti mangi, ma sicuramente te li sbianchi perché non ho mai visto un sorriso così sfavillante... e... non è che sento una freschezza… alla menta? E... coff! Sai un'altra cosa? Sai un'altra cosa? Sei... sei... un drago femmina! Oh, cielo! Volevo dire, oh ceerto che sei un drago femmina, perché... perché tu trasudi bellezza femminile e... ohm.. Che c'è? Hai qualcosa in un occhio? {{NDR|la Draghessa gli fa un fumo davanti a forma di cuore}} Eh, oh oh... bella, vorrei restare, ma sai, sono... {{NDR|tossisce}} sono asmatico, e non credo che tra noi funzionerebbe nel caso tu facessi cerchi di fumo... Shrek!! ('''Ciuchino''')
*{{NDR|Rivolto alla Draghessa}} Vacci, vacci, vacci piano. No, ti prego! Senti, credi che sia salutare imparare a conoscerci per un luungo periodo di tempo...? Di' pure che sono all'antica se vuoi. Sì, non voglio tuffarmi in un, eh... rapporto fisico. Vedi, non sono... emotivamente pronto per... un impegno di tale... rilevanza! È questa la parola che cercavo, rilevanza! Ah... ehi! Questo è contatto fisico non desiderato! Ehi, co-cosa fai? Va bene, va bene, facciamo, facciamo marcia indietro e affrontiamo la cosa un passo alla volta, insomma... prima dobbiamo cercare di conoscerci, intendo come amici, magari ci scriviamo, ecco. Io viaggio parecchio, ma mi piace un sacco ricevere cartoline, perciò... ehi, senti, io io vo-vorrei tanto restare, ma davvero... ehi! Ehi! Non farlo, è la mia coda! La mia personale coda! Così me la stacchi! Non ti do il permesso di... Eoh... eoooh... E che ci vuoi fare con quello? Oh oh, neanche per sogno, neanche per sogno, io no! No! Nooo! Auuuu! ('''Ciuchino''')
*A volte le cose sono molto di più di quello che appaiono. ('''Shrek''')
*{{NDR|A Shrek, riferendosi alle sue arti marziali}} Quando vivi da sola, devi impararle certe cose, nel caso tu hai... {{NDR|sconvolta}} Hai una freccia nel didietro! ('''Fiona''')
*Oh, accidenti, le dita non me le sento più... io le dita non ce le ho!! Ho bisogno di coccole... ('''Ciuchino''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]] rivolto a Shrek e Fiona, prima di essere divorato dalla Draghessa}} Sono il re! Esigerò l'ordine! Esigerò la perfezione! Esigerò... ('''Lord Farquaad''')
== Dialoghi ==
{{cronologico}}
*'''Ciuchino''': Ehi, io volo! <br/>'''Peter Pan''': Lui vola! <br />'''Tre porcellini''': Lui vola! <br />'''Capitano delle guardie''': Lui parla?!<br/>'''Ciuchino''': Ah-ah, proprio così, idiota! Ora sono un mulo parlante volante. Avrai visto un tappeto volante, magari anche un disco volante, ma scommetto che non hai mai visto un mulo volante!
*'''Shrek''': Perché continui a seguirmi?!<br/>'''Ciuchino''': Te lo spiego io. {{NDR|[[Canzoni dai film|Canticchiando]]}} ''Perché son tutto solo, | e non ho nessuno accanto... | i guai han preso il volo, | mi sfottono soltanto... | ma ci sono gli amici...'' <br/>'''Shrek''': Smettila di cantare! Non mi meraviglia che non hai nessun amico. <br/>'''Ciuchino''': Caspita, solo un vero amico è così sincero.
*'''Ciuchino''': Amico, mi piaci. Come ti chiami?<br/>'''Shrek''': Ehh... Shrek.<br/>'''Ciuchino''': Shrek? Sai cosa mi piace di te, Shrek? Hai quell'aria "non mi importa cosa gli altri pensano di me". Mi piace, ti rispetto, Shrek, sei in gamba! Bleah, guarda là... chi vorrebbe vivere in un posto come quello?<br/>'''Shrek''': Quello è il posto in cui vivo. <br/>'''Ciuchino''': Oh, ma è delizioso! Una meraviglia! Sai, sei un grande arredatore, stupefacente date le tue modeste finanze. Ma che bel masso! Un vero pezzo d'epoca!
*'''Shrek''': Chi è che sa dirmi questo Farquaad dove si trova? <br>'''Ciuchino''': Oh, io! Io lo so dov'è! <br>'''Shrek''': Non è che qualcun altro sa dove trovarlo? Nessuno nessuno? <br>'''Ciuchino''': Io, io! <br>'''Shrek''': Nessuno? <br>'''Ciuchino''': Oh! Oh! Scegli me! Oh! Io lo so! Lo so io! Io!
*'''Shrek''' {{NDR|afferrando una cipolla}}: Gli orchi sono... come le [[cipolla|cipolle]]. <br/>'''Ciuchino''' {{NDR|la annusa}}: Puzzano? <br/>'''Shrek''': Sì... no! <br/>'''Ciuchino''': Ah, ti fanno piangere? <br/>'''Shrek''': No! <br/>'''Ciuchino''': Ah, li lasci al sole, diventano marroni e poi spuntano i peletti bianchi? <br/>'''Shrek''': No! Strati! Le cipolle hanno gli strati. Gli orchi hanno gli strati. Le cipolle hanno gli strati. Capito?! Tutti e due abbiamo gli strati! <br/>'''Ciuchino''': Aah, tutti e due avete gli strati? {{NDR|Riannusa la cipolla}} Bleah... Sai, non a tutti piacciono le cipolle... Torte! A tutti piacciono le torte, le torte hanno gli strati. <br/>'''Shrek''': Non mi interessa che cosa piace a tutti! Gli orchi non sono come le [[Torta|torte]]! <br/>'''Ciuchino''': Sai cos'altro piace a tutti? Le [[lasagne]]. Hai mai conosciuto qualcuno a cui dici: "Ehi, prendiamo le lasagne" e lui risponde: "Non mi piacciono le lasagne". Le lasagne sono squisite. <br/>'''Shrek''': No! Ottusa e irritante bestia da soma in miniatura! Gli orchi sono come le cipolle! Fine della storia! Baci, baci! Ci vediamo. <br/>'''Ciuchino''': Mh... le lasagne sono forse la cosa più deliziosa di questo accidenti di mondo. <br/>'''Shrek''': Sai... ti preferivo quando canticchiavi. <br/>'''Ciuchino''': Hai un fazzoletto, anche di carta? Sto facendo un macello. Basta la parola "lasagne" per farmi sbavare.
*'''Ciuchino''': Pfff... uh, Shrek, sei stato tu? Amico, dovresti avvertire prima di spararne una, avevo la bocca aperta qui dietro. <br>'''Shrek''': Credimi, Ciuchino, se fossi stato io, saresti morto. Questo è [[zolfo]]. Dobbiamo esserci quasi. <br>'''Ciuchino''': Sì, come no, zolfo... non te ne uscire con lo zolfo! So io che cosa ho sentito, e non era certo zolfo, e non veniva neanche dalle rocce...
*'''Ciuchino''': Dov'è questa rottura di scatole dall'alito di fuoco?<br>'''Shrek''': Dentro, attende che noi la salviamo eh eh eh...<br>'''Ciuchino''': Parlavo del drago, Shrek...
*'''Shrek''': Ora va' di là e vedi se trovi le scale.<br>'''Ciuchino''': Scale? Non cercavamo la principessa?<br>'''Shrek''': La principessa sarà in cima alle scale, nella stanza più remota della torre più alta.<br>'''Ciuchino''': Come fai ad esserne sicuro?<br>'''Shrek''': L'ho letto in un libro una volta.<br>'''Ciuchino''': Ci sto! Tu pensa al drago, io penso alle scale. Ah, le trovo quelle scale. Gli faccio il sederino rosso, eh sì, dopo non sapranno più dove portano... le riduco a chiocciola... si sa, la vita è fatta a scale, c'è chi scende e c'è chi sale... io le ho sempre salite... vorrei avere un gradino, proprio qui, ora, ci salirei sopra! {{NDR|involontariamente sveglia il drago}}<br/>'''Shrek''': Beh, almeno sappiamo dov'è la principessa. Ma dov'è il...?<br>'''Ciuchino''': Dragoooo!
*'''Fiona''': Non avete ucciso il drago?<br>'''Shrek''': Ce l'ho sulla lista delle cose da fare. Andiamo.<br>'''Fiona''': Ma non è la procedura? Dovete andare alla carica, spada sguainata e vessillo al vento! Così hanno fatto gli altri cavalieri!<br>'''Shrek''': Già, poco prima di essere inceneriti!<br>'''Fiona''': Scusate, non è questo il punto! Cosa...?! Fermo, dove andate? L'uscita è da quella parte! <br />'''Shrek''': Be', devo salvare il mio asino. <br />'''Fiona''': Ma... che genere di cavaliere siete voi?! <br />'''Shrek''': Unico nel suo genere.
*'''Ciuchino''': Salve, principessa! <br />'''Fiona''': Lui parla!<br />'''Shrek''': Sì, il difficile è farlo stare zitto.
*'''Fiona''': Ma se non vi togliete l'elmo... come farete a baciarmi? <br>'''Shrek''': Cosa?... Non c'era nel programma di lavoro...<br>'''Ciuchino''': Forse è una gratifica.
*'''Fiona''' {{NDR|dopo che Shrek si è tolto l'elmo, rilevando il suo volto}}: Sei... un orco... <br />'''Shrek''': Oohh ti aspettavi il principe azzurro, vero? <br />'''Fiona''': Beh... sì a dirla tutta... oh no, è tutto sbagliato! Tu non dovresti essere un orco! <br />'''Shrek''': Principessa, sono stato mandato a salvarti da Lord Farquaad, chiaro? È lui quello che vuole sposarti! <br />'''Fiona''': E perché non è venuto lui a salvarmi? <br />'''Shrek''': Ottima domanda! Dovresti chiederglielo quando arriviamo lì! <br />'''Fiona''': Ma io devo essere salvata dal mio vero amore! Non da un orco e... il suo animaletto! <br />'''Ciuchino''': E tanti cari saluti al "Nobile destriero"... <br />'''Shrek''': Senti, principessa, mi stai complicando il lavoro. <br />'''Fiona''': Mi rincresce, ma il tuo lavoro non è un mio problema! Puoi dire a Lord Farquaad che se egli vuole salvarmi come si deve, attenderò il suo arrivo seduta qui! <br />'''Shrek''': Ehi! Io non porto i messaggi a nessuno, capito? Io faccio le consegne e basta! <br />'''Fiona''': Non oseresti... {{NDR|Shrek se la carica sulle spalle}} Ah! No, mettimi giù! <br />'''Shrek''' {{NDR|a Ciuchino}}: Tu vieni, Ciuchino?<br />'''Ciuchino''': Si, ti sto dietro! <br />'''Fiona''' {{NDR|si dimena}}: Mettimi subito giù o ne pagherai le conseguenze! Non è dignitoso! Mettimi giù!! AHHHHH!!
*'''Fiona''': Prima arriviamo a Duloc e meglio sarà...<br>'''Ciuchino''': Ah, sì! Ti piacerà, principessa, è bellissima!<br>'''Fiona''': E il mio futuro sposo, Lord Farquaad, come è fatto?<br>'''Shrek''': Beh, mettiamola così, principessa: di uomini della statura di Farquaad si è... a corto, ormai! Ah! Ah! Ah!<br>'''Ciuchino''': Non lo so, Shrek, c'è chi ha di lui una... bassa opinione! Ah! Ah! Ah!
*'''Ciuchino''' {{NDR|a Shrek}}: Cosa faremo quando torneremo nella nostra palude?<br />'''Shrek''': La nostra palude??<br />'''Ciuchino''': Sì, quando noi avremo finito con la principessa e tutto il resto.<br />'''Shrek''': Noi?? Ciuchino, non c'è nessun noi, nessun nostra! Ci sono solo io e la mia palude, capito? E la prima cosa che farò è costruire una muraglia intorno alla mia terra.<br />'''Ciuchino''': È una pugnalata questa. Una pugnalata dritta al cuore. {{NDR|sospettoso}} Lo sai cosa credo io? Io credo che questa storia della muraglia è solo per tenere qualcuno fuori!<br />'''Shrek''' {{NDR|ironico}}: No, tu credi?<br />'''Ciuchino''': Mi nascondi qualcosa?<br />'''Shrek''': Non ci pensare, Ciuchino.<br />'''Ciuchino''': Ah, questa è come la cosa delle cipolle, vero?<br />'''Shrek''' {{NDR|innervosendosi}}: No, questa è la cosa del: "Molla e non sfinire più le persone"!<br />'''Ciuchino''': Perché non ne vuoi parlare?<br />'''Shrek''': E perché tu ne vuoi parlare ad ogni costo?!<br />'''Ciuchino''': Perché questo blocco??<br />'''Shrek''': Io non ho un blocco!<br />'''Ciuchino''': Oh sì, invece!<br />'''Shrek''': Ciuchino, ti avverto!!<br />'''Ciuchino''': Chi vuoi allontanare?? Dimmi solo questo: chi??<br />'''Shrek''' {{NDR|perdendo le staffe}}: Tutti quanti!! Chiaro?!?!<br />'''Ciuchino''': Oh, adesso sì che ci siamo!<br />'''Shrek''': Oh, santo piripillo!!! {{NDR|a loro insaputa Fiona origlia la conversazione}}<br />'''Ciuchino''': Qual è il tuo problema, Shrek?! Ma perché ce l'hai col mondo intero, eh?!<br />'''Shrek''': Senti, non sono io che ho un problema, capito? È il mondo che sembra avere un problema con me! Le persone mi guardano in faccia e fanno: "Aaah, aiuto! Scappate! Un grosso, stupido, orrendo orco!" {{NDR|rattristandosi}} Mi giudicano prima ancora di conoscermi. Perciò mi trovo meglio da solo.<br />'''Ciuchino''': Sai una cosa? Quando ti ho visto, non ti ho trovato un grosso, stupido, orrendo orco.<br />'''Shrek''' {{NDR|sentendosi meglio}}: Sì, lo so.
*{{NDR|Shrek emette un [[rutto]] dopo aver mangiato la colazione che gli ha preparato Fiona}}<br />'''Ciuchino''': Shrek! <br />'''Shrek''': È un complimento per la cuoca. Meglio fuori che dentro, dico io. <br />'''Ciuchino''': Ma non è il modo davanti a una principessa. {{NDR|Fiona emette un rutto più forte}} <br />'''Fiona''': Grazie.<br />'''Ciuchino''': Neanche lei ci scherza.
*'''Robin''': ''Io rubo al ricco per dare a chi non ha.''<br>'''Coro''': ''Con un piccolo guadagno...''<br>'''Robin''': ''...ma chi non lo fa? | Io salvo damigelle belle. Vero raga?''<br>'''Coro''': ''Che ragazzo, Monsieur Hood!''<br>'''Robin''': Balliamo?!<br>'''Robin''': ''Donne e duelli e sono appagato.''<br>'''Coro''': ''In realtà lui vuole solo essere... PAGATO! E poi...''<br>'''Robin''': ''Se a una donna fa paura un orco dentro la radura.''<br>'''Coro''': ''È male, è male, è male.''<br>'''Robin''': ''Se la piglia quella bestia io divento un criminale.''<br>'''Coro''': ''È proprio un criminale!''<br>'''Robin''': ''Il suo cuore con la spada vado a trapassar, | tutti attenti a me che sto per cominciaaaar...'' {{NDR|Fiona lo interrompe mettendolo K.O.}}
*'''Fiona''': Shrek è ferito.<br>'''Ciuchino''': Shrek è ferito? Shrek è ferito? Oh no, Shrek morirà!<br>'''Shrek''': Ciuchino, sto bene.<br>'''Ciuchino''': Non puoi farmi questo, sono troppo giovane perché tu muoia! Solleva le gambe, gira la testa e tossisci, chi conosce la bocca a bocca?<br>'''Fiona''': Ciuchino! Calmati adesso! Se vuoi aiutare Shrek corri nel bosco e trovami un fiore blu con le spine rosse.<br>'''Ciuchino''': Fiore blu, spine rosse. D'accordo, vado! Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse. Non morire, Shrek. E se vedi un lungo tunnel, sta' lontano dalla luce!<br>'''Shrek e Fiona''': Ciuchino!<br>'''Ciuchino''': Ah sì, giusto. Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse.<br>'''Shrek''': E i fiori a che servono?<br>'''Fiona''': A disfarsi di Ciuchino.<br>'''Ciuchino''': [...] Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse... sarebbe tutto molto più facile se non fossi daltonico! Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse...
*'''Ciuchino''': Altolà, ora capisco qual è la questione... hai paura del buio non è vero?<br>'''Fiona''': Eh... sì... sì è così! Sono terrorizzata, io, io... meglio che vada dentro!<br>'''Ciuchino''': Ma non ci pensare, principessa, anch'io avevo paura del buio, finché... ehi, no, un momento! Ho ancora paura del buio!
*'''Fiona''' {{NDR|come un'orchessa}}: Ciuchino, shh, shh, sono io... in questo corpo.<br />'''Ciuchino''': Oh mio Dio! Ti sei pappata la principessa!
*'''Ciuchino''' {{NDR|parlando di Fiona}}: Shrek, ma che fai?? La stai lasciando andare via?<br />'''Shrek''': Sì. E con questo? <br />'''Ciuchino''': Shrek, c'è una cosa di lei che tu non sai! Senti, ho... ho parlato con lei ieri sera e...<br />'''Shrek''' {{NDR|interrompendolo, con tono arrabbiato e deluso}}: Sì, so che hai parlato con lei ieri sera! Siete grandi amici, non è vero?! Ora visto che siete così buoni amici, perché non segui lei a casa?!<br />'''Ciuchino''': Ma Shrek, io voglio venire con te...<br />'''Shrek''': Ehi, te l'avevo detto, vero?! Tu a casa non ci torni con me! Io vivo da solo! la mia palude! Io! Nessun altro! Hai capito?! Nessuno! Soprattutto inutili, patetici, fastidiosi muli parlanti!!!<br />'''Ciuchino''' {{NDR|rattristato}}: Ma, credevo...<br />'''Shrek''': Già, sai.. sai una cosa?! Hai preso un granchio!<br />'''Ciuchino''': Shrek...
*'''Ciuchino''': La ami questa donna, vero?<br />'''Shrek''': Sì.<br />'''Ciuchino''': La vuoi abbracciare?<br />'''Shrek''': Sì.<br />'''Ciuchino''': Compiacere?! <br />'''Shrek''': Sì! <br />'''Ciuchino''' {{NDR|cantando}}: ''E allora dacci dacci dentro, con la tenerezza!''
*'''Ciuchino''': Cassiopea, l'ha già detta!<br />'''Shrek''': Oh, [[Imprecazioni dai film|santo piripillo]]!
*'''Shrek''': Ehm, Fiona...<br />'''Fiona''': Sì, Shrek?<br />'''Shrek''': Io... io ti amo.<br />'''Fiona''': Davvero?<br />'''Shrek''': Davvero davvero.<br />'''Fiona''': Ti amo anch'io. {{NDR|si baciano e l'incantesimo di Fiona si spezza, facendola restare orchessa}}<br />'''Shrek''': Fiona? Fiona? Stai bene?<br>'''Fiona''': Ecco, sì... ma non riesco a capire; dovrei essere bellissima.<br />'''Shrek''': Ma tu sei bellissima!<br />'''Ciuchino''': Lo aspettavo da tanto questo lieto fine!
==[[Explicit]]{{Explicit film}}==
{{NDR|Mentre il libro di fiabe si chiude}} E vissero per sempre orrendi e contenti! Fine! ('''Shrek''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Shrek}}
[[Categoria:Film d'animazione]]
[[Categoria:Film di Shrek]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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1428617
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2026-10-06T18:28:24Z
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wikitext
text/x-wiki
{{nota disambigua|altri significati|[[Shrek (disambigua)]]}}
{{Film
|dimensioneimmagine= 200
|immagine= Happy Shrek (cropped).jpg
|didascalia=
|titoloitaliano = Shrek
|titolooriginale = Shrek
|paese = Stati Uniti d'America
|anno = 2001
|genere = Animazione
|regista = [[Andrew Adamson]] / [[Vicky Jenson]]
|sceneggiatore = [[Ted Elliott]], [[Terry Rossio]], [[Roger Schulman]], [[Joe Stillman]]
|doppiatorioriginali =
*[[Mike Myers]]: Shrek/Topolino Cieco/Narratore
*[[Eddie Murphy]]: Ciuchino
*[[Cameron Diaz]]: Principessa Fiona
*[[John Lithgow]]: Lord Farquaad di Duloc
*[[Vincent Cassel]]: Monsieur Hood
*[[Peter Dennis]]: cacciatore di orchi
*[[Clive Pearse]]: cacciatore di orchi
*[[Jim Cummings]]: capitano delle guardie
*[[Bobby Block]]: cucciolo di orso
*[[Chris Miller]]: Geppetto/Specchio Magico
*[[Cody Cameron]]: Pinocchio/Tre Porcellini
*[[Michael Galasso]]: Peter Pan
*[[Christopher Knights]]: Topolino Cieco/Thelonious
*[[Simon J. Smith]]: Topolino Cieco
*[[Conrad Vernon]]: Uomo Focaccina
|doppiatoriitaliani=
*[[Renato Cecchetto]]: Shrek
*[[Nanni Baldini]]: Ciuchino
*[[Selvaggia Quattrini]]: Principessa Fiona
*[[Oreste Rizzini]]: Lord Farquaad
*[[Massimiliano Manfredi]]: Monsieur Hood
*[[Pino Insegno]]: Specchio magico
*[[Fabrizio Mazzotta]]: Tre Porcellini
|note =
*'''Soggetto''': [[William Steig]]
*'''[[:Categoria:Film premi Oscar|Premio Oscar]] (2002)''' come miglior film d'animazione
}}
'''''Shrek''''', film d'animazione statunitense del 2001, tratta dal [[romanzo]] omonimo del 1990 di [[William Steig]], regia di [[Andrew Adamson]] e [[Vicky Jenson]].
==[[Incipit]]{{Incipit film}}==
{{NDR|Viene mostrato un libro di fiabe che si apre e volta le pagine}} C'era una volta una principessa bellissima, vittima però di un tremendo incantesimo che poteva essere spezzato solo dal primo bacio d'amore. Era rinchiusa in un castello, sorvegliato da un terribile drago sputafuoco. Molti cavalieri coraggiosi avevano tentato di liberarla da quella prigione ma senza successo. Ella attendeva nella fortezza del dragone e nella stanza più remota della torre più alta il suo vero amore e il primo bacio di vero amore. {{NDR|strappa una pagina del libro}} Sì, eheheh! Certo! Aspetta e spera! Che bella ca... {{NDR|rumore dello sciacquone, dopodiché Shrek esce dalla latrina}} ('''Shrek''')
== Frasi ==
{{cronologico}}
*Sarà uno spasso, faremo notte fonda, ci scambieremo storielle da uomini e quando sarà mattina cucinerò ciambelle! ('''Ciuchino''')
*{{NDR|Rivolto al Lupo Cattivo}} Io vivo in una palude, ho messo i cartelli, sono un [[Orco (folclore)|orco]] spaventoso! Che devo fare per avere un po' di intimità?! ('''Shrek''')
*{{NDR|[[Canzoni dai film|Canzone]]}} ''Ora sei a Duloc, la perfetta città <br/>qualche regola c'è, certo servirà <br/>Stare calmi e stare in coda qui va molto di moda <br/>Duloc è il paradisoo <br/>Ehi amico tu e il mulo su pulitevi il… viso! <br/>Duloc èè <br/>Duloc èè <br/>Duloc è il paaaraaadisoooooo!'' ('''Coro di marionette''')
*Alcuni potranno morire, ma è un sacrificio che sono pronto a fare. ('''Lord Farquaad''')
*Ciuchino, due cose, chiaro? Stai... zitto! ('''Shrek''')
*{{NDR|Rivolto alla Draghessa}} Nonononono, nooo. Oh, che denti lunghi che hai. {{NDR|la Draghessa gli ruggisce}} Vo-vo-vo-voglio dire, che denti abbaglianti. Eh, lo so, te lo diranno tutti quelli che ti mangi, ma sicuramente te li sbianchi perché non ho mai visto un sorriso così sfavillante... e... non è che sento una freschezza… alla menta? E... coff! Sai un'altra cosa? Sai un'altra cosa? Sei... sei... un drago femmina! Oh, cielo! Volevo dire, oh ceerto che sei un drago femmina, perché... perché tu trasudi bellezza femminile e... ohm.. Che c'è? Hai qualcosa in un occhio? {{NDR|la Draghessa gli fa un fumo davanti a forma di cuore}} Eh, oh oh... bella, vorrei restare, ma sai, sono... {{NDR|tossisce}} sono asmatico, e non credo che tra noi funzionerebbe nel caso tu facessi cerchi di fumo... Shrek!! ('''Ciuchino''')
*{{NDR|Rivolto alla Draghessa}} Vacci, vacci, vacci piano. No, ti prego! Senti, credi che sia salutare imparare a conoscerci per un luungo periodo di tempo...? Di' pure che sono all'antica se vuoi. Sì, non voglio tuffarmi in un, eh... rapporto fisico. Vedi, non sono... emotivamente pronto per... un impegno di tale... rilevanza! È questa la parola che cercavo, rilevanza! Ah... ehi! Questo è contatto fisico non desiderato! Ehi, co-cosa fai? Va bene, va bene, facciamo, facciamo marcia indietro e affrontiamo la cosa un passo alla volta, insomma... prima dobbiamo cercare di conoscerci, intendo come amici, magari ci scriviamo, ecco. Io viaggio parecchio, ma mi piace un sacco ricevere cartoline, perciò... ehi, senti, io io vo-vorrei tanto restare, ma davvero... ehi! Ehi! Non farlo, è la mia coda! La mia personale coda! Così me la stacchi! Non ti do il permesso di... Eoh... eoooh... E che ci vuoi fare con quello? Oh oh, neanche per sogno, neanche per sogno, io no! No! Nooo! Auuuu! ('''Ciuchino''')
*A volte le cose sono molto di più di quello che appaiono. ('''Shrek''')
*{{NDR|A Shrek, riferendosi alle sue arti marziali}} Quando vivi da sola, devi impararle certe cose, nel caso tu hai... {{NDR|sconvolta}} Hai una freccia nel didietro! ('''Fiona''')
*Oh, accidenti, le dita non me le sento più... io le dita non ce le ho!! Ho bisogno di coccole... ('''Ciuchino''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]] rivolto a Shrek e Fiona, prima di essere divorato dalla Draghessa}} Sono il re! Esigerò l'ordine! Esigerò la perfezione! Esigerò... ('''Lord Farquaad''')
== Dialoghi ==
{{cronologico}}
*'''Ciuchino''': Ehi, io volo! <br/>'''Peter Pan''': Lui vola! <br />'''Tre porcellini''': Lui vola! <br />'''Capitano delle guardie''': Lui parla?!<br/>'''Ciuchino''': Ah-ah, proprio così, idiota! Ora sono un mulo parlante volante. Avrai visto un tappeto volante, magari anche un disco volante, ma scommetto che non hai mai visto un mulo volante!
*'''Shrek''': Perché continui a seguirmi?!<br/>'''Ciuchino''': Te lo spiego io. {{NDR|[[Canzoni dai film|Canticchiando]]}} ''Perché son tutto solo, | e non ho nessuno accanto... | i guai han preso il volo, | mi sfottono soltanto... | ma ci sono gli amici...'' <br/>'''Shrek''': Smettila di cantare! Non mi meraviglia che non hai nessun amico. <br/>'''Ciuchino''': Caspita, solo un vero amico è così sincero.
*'''Ciuchino''': Amico, mi piaci. Come ti chiami?<br/>'''Shrek''': Ehh... Shrek.<br/>'''Ciuchino''': Shrek? Sai cosa mi piace di te, Shrek? Hai quell'aria "non mi importa cosa gli altri pensano di me". Mi piace, ti rispetto, Shrek, sei in gamba! Bleah, guarda là... chi vorrebbe vivere in un posto come quello?<br/>'''Shrek''': Quello è il posto in cui vivo. <br/>'''Ciuchino''': Oh, ma è delizioso! Una meraviglia! Sai, sei un grande arredatore, stupefacente date le tue modeste finanze. Ma che bel masso! Un vero pezzo d'epoca!
*'''Shrek''': Chi è che sa dirmi questo Farquaad dove si trova? <br>'''Ciuchino''': Oh, io! Io lo so dov'è! <br>'''Shrek''': Non è che qualcun altro sa dove trovarlo? Nessuno nessuno? <br>'''Ciuchino''': Io, io! <br>'''Shrek''': Nessuno? <br>'''Ciuchino''': Oh! Oh! Scegli me! Oh! Io lo so! Lo so io! Io!
*'''Shrek''' {{NDR|afferrando una cipolla}}: Gli orchi sono... come le [[cipolla|cipolle]]. <br/>'''Ciuchino''' {{NDR|la annusa}}: Puzzano? <br/>'''Shrek''': Sì... no! <br/>'''Ciuchino''': Ah, ti fanno piangere? <br/>'''Shrek''': No! <br/>'''Ciuchino''': Ah, li lasci al sole, diventano marroni e poi spuntano i peletti bianchi? <br/>'''Shrek''': No! Strati! Le cipolle hanno gli strati. Gli orchi hanno gli strati. Le cipolle hanno gli strati. Capito?! Tutti e due abbiamo gli strati! <br/>'''Ciuchino''': Aah, tutti e due avete gli strati? {{NDR|Riannusa la cipolla}} Bleah... Sai, non a tutti piacciono le cipolle... Torte! A tutti piacciono le torte, le torte hanno gli strati. <br/>'''Shrek''': Non mi interessa che cosa piace a tutti! Gli orchi non sono come le [[Torta|torte]]! <br/>'''Ciuchino''': Sai cos'altro piace a tutti? Le [[lasagne]]. Hai mai conosciuto qualcuno a cui dici: "Ehi, prendiamo le lasagne" e lui risponde: "Non mi piacciono le lasagne". Le lasagne sono squisite. <br/>'''Shrek''': No! Ottusa e irritante bestia da soma in miniatura! Gli orchi sono come le cipolle! Fine della storia! Baci, baci! Ci vediamo. <br/>'''Ciuchino''': Mh... le lasagne sono forse la cosa più deliziosa di questo accidenti di mondo. <br/>'''Shrek''': Sai... ti preferivo quando canticchiavi. <br/>'''Ciuchino''': Hai un fazzoletto, anche di carta? Sto facendo un macello. Basta la parola "lasagne" per farmi sbavare.
*'''Ciuchino''': Pfff... uh, Shrek, sei stato tu? Amico, dovresti avvertire prima di spararne una, avevo la bocca aperta qui dietro. <br>'''Shrek''': Credimi, Ciuchino, se fossi stato io, saresti morto. Questo è [[zolfo]]. Dobbiamo esserci quasi. <br>'''Ciuchino''': Sì, come no, zolfo... non te ne uscire con lo zolfo! So io che cosa ho sentito, e non era certo zolfo, e non veniva neanche dalle rocce...
*'''Ciuchino''': Dov'è questa rottura di scatole dall'alito di fuoco?<br>'''Shrek''': Dentro, attende che noi la salviamo eh eh eh...<br>'''Ciuchino''': Parlavo del drago, Shrek...
*'''Shrek''': Ora va' di là e vedi se trovi le scale.<br>'''Ciuchino''': Scale? Non cercavamo la principessa?<br>'''Shrek''': La principessa sarà in cima alle scale, nella stanza più remota della torre più alta.<br>'''Ciuchino''': Come fai ad esserne sicuro?<br>'''Shrek''': L'ho letto in un libro una volta.<br>'''Ciuchino''': Ci sto! Tu pensa al drago, io penso alle scale. Ah, le trovo quelle scale. Gli faccio il sederino rosso, eh sì, dopo non sapranno più dove portano... le riduco a chiocciola... si sa, la vita è fatta a scale, c'è chi scende e c'è chi sale... io le ho sempre salite... vorrei avere un gradino, proprio qui, ora, ci salirei sopra! {{NDR|involontariamente sveglia il drago}}<br/>'''Shrek''': Beh, almeno sappiamo dov'è la principessa. Ma dov'è il...?<br>'''Ciuchino''': Dragoooo!
*'''Fiona''': Non avete ucciso il drago?<br>'''Shrek''': Ce l'ho sulla lista delle cose da fare. Andiamo.<br>'''Fiona''': Ma non è la procedura? Dovete andare alla carica, spada sguainata e vessillo al vento! Così hanno fatto gli altri cavalieri!<br>'''Shrek''': Già, poco prima di essere inceneriti!<br>'''Fiona''': Scusate, non è questo il punto! Cosa...?! Fermo, dove andate? L'uscita è da quella parte! <br />'''Shrek''': Be', devo salvare il mio asino. <br />'''Fiona''': Ma... che genere di cavaliere siete voi?! <br />'''Shrek''': Unico nel suo genere.
*'''Ciuchino''': Salve, principessa! <br />'''Fiona''': Lui parla!<br />'''Shrek''': Sì, il difficile è farlo stare zitto.
*'''Fiona''': Ma se non vi togliete l'elmo... come farete a baciarmi? <br>'''Shrek''': Cosa?... Non c'era nel programma di lavoro...<br>'''Ciuchino''': Forse è una gratifica.
*'''Fiona''' {{NDR|dopo che Shrek si è tolto l'elmo, rilevando il suo volto}}: Sei... un orco... <br />'''Shrek''': Oohh ti aspettavi il principe azzurro, vero? <br />'''Fiona''': Beh... sì a dirla tutta... oh no, è tutto sbagliato! Tu non dovresti essere un orco! <br />'''Shrek''': Principessa, sono stato mandato a salvarti da Lord Farquaad, chiaro? È lui quello che vuole sposarti! <br />'''Fiona''': E perché non è venuto lui a salvarmi? <br />'''Shrek''': Ottima domanda! Dovresti chiederglielo quando arriviamo lì! <br />'''Fiona''': Ma io devo essere salvata dal mio vero amore! Non da un orco e... il suo animaletto! <br />'''Ciuchino''': E tanti cari saluti al "Nobile destriero"... <br />'''Shrek''': Senti, principessa, mi stai complicando il lavoro. <br />'''Fiona''': Mi rincresce, ma il tuo lavoro non è un mio problema! Puoi dire a Lord Farquaad che se egli vuole salvarmi come si deve, attenderò il suo arrivo seduta qui! <br />'''Shrek''': Ehi! Io non porto i messaggi a nessuno, capito? Io faccio le consegne e basta! <br />'''Fiona''': Non oseresti... {{NDR|Shrek se la carica sulle spalle}} Ah! No, mettimi giù! <br />'''Shrek''' {{NDR|a Ciuchino}}: Tu vieni, Ciuchino?<br />'''Ciuchino''': Si, ti sto dietro! <br />'''Fiona''' {{NDR|si dimena}}: Mettimi subito giù o ne pagherai le conseguenze! Non è dignitoso! Mettimi giù!! Aaahhh!!
*'''Fiona''': Prima arriviamo a Duloc e meglio sarà...<br>'''Ciuchino''': Ah, sì! Ti piacerà, principessa, è bellissima!<br>'''Fiona''': E il mio futuro sposo, Lord Farquaad, come è fatto?<br>'''Shrek''': Beh, mettiamola così, principessa: di uomini della statura di Farquaad si è... a corto, ormai! Ah! Ah! Ah!<br>'''Ciuchino''': Non lo so, Shrek, c'è chi ha di lui una... bassa opinione! Ah! Ah! Ah!
*'''Ciuchino''' {{NDR|a Shrek}}: Cosa faremo quando torneremo nella nostra palude?<br />'''Shrek''': La nostra palude??<br />'''Ciuchino''': Sì, quando noi avremo finito con la principessa e tutto il resto.<br />'''Shrek''': Noi?? Ciuchino, non c'è nessun noi, nessun nostra! Ci sono solo io e la mia palude, capito? E la prima cosa che farò è costruire una muraglia intorno alla mia terra.<br />'''Ciuchino''': È una pugnalata questa. Una pugnalata dritta al cuore. {{NDR|sospettoso}} Lo sai cosa credo io? Io credo che questa storia della muraglia è solo per tenere qualcuno fuori!<br />'''Shrek''' {{NDR|ironico}}: No, tu credi?<br />'''Ciuchino''': Mi nascondi qualcosa?<br />'''Shrek''': Non ci pensare, Ciuchino.<br />'''Ciuchino''': Ah, questa è come la cosa delle cipolle, vero?<br />'''Shrek''' {{NDR|innervosendosi}}: No, questa è la cosa del: "Molla e non sfinire più le persone"!<br />'''Ciuchino''': Perché non ne vuoi parlare?<br />'''Shrek''': E perché tu ne vuoi parlare ad ogni costo?!<br />'''Ciuchino''': Perché questo blocco??<br />'''Shrek''': Io non ho un blocco!<br />'''Ciuchino''': Oh sì, invece!<br />'''Shrek''': Ciuchino, ti avverto!!<br />'''Ciuchino''': Chi vuoi allontanare?? Dimmi solo questo: chi??<br />'''Shrek''' {{NDR|perdendo le staffe}}: Tutti quanti!! Chiaro?!?!<br />'''Ciuchino''': Oh, adesso sì che ci siamo!<br />'''Shrek''': Oh, santo piripillo!!! {{NDR|a loro insaputa Fiona origlia la conversazione}}<br />'''Ciuchino''': Qual è il tuo problema, Shrek?! Ma perché ce l'hai col mondo intero, eh?!<br />'''Shrek''': Senti, non sono io che ho un problema, capito? È il mondo che sembra avere un problema con me! Le persone mi guardano in faccia e fanno: "Aaah, aiuto! Scappate! Un grosso, stupido, orrendo orco!" {{NDR|rattristandosi}} Mi giudicano prima ancora di conoscermi. Perciò mi trovo meglio da solo.<br />'''Ciuchino''': Sai una cosa? Quando ti ho visto, non ti ho trovato un grosso, stupido, orrendo orco.<br />'''Shrek''' {{NDR|sentendosi meglio}}: Sì, lo so.
*{{NDR|Shrek emette un [[rutto]] dopo aver mangiato la colazione che gli ha preparato Fiona}}<br />'''Ciuchino''': Shrek! <br />'''Shrek''': È un complimento per la cuoca. Meglio fuori che dentro, dico io. <br />'''Ciuchino''': Ma non è il modo davanti a una principessa. {{NDR|Fiona emette un rutto più forte}} <br />'''Fiona''': Grazie.<br />'''Ciuchino''': Neanche lei ci scherza.
*'''Robin''': ''Io rubo al ricco per dare a chi non ha.''<br>'''Coro''': ''Con un piccolo guadagno...''<br>'''Robin''': ''...ma chi non lo fa? | Io salvo damigelle belle. Vero raga?''<br>'''Coro''': ''Che ragazzo, Monsieur Hood!''<br>'''Robin''': Balliamo?!<br>'''Robin''': ''Donne e duelli e sono appagato.''<br>'''Coro''': ''In realtà lui vuole solo essere... PAGATO! E poi...''<br>'''Robin''': ''Se a una donna fa paura un orco dentro la radura.''<br>'''Coro''': ''È male, è male, è male.''<br>'''Robin''': ''Se la piglia quella bestia io divento un criminale.''<br>'''Coro''': ''È proprio un criminale!''<br>'''Robin''': ''Il suo cuore con la spada vado a trapassar, | tutti attenti a me che sto per cominciaaaar...'' {{NDR|Fiona lo interrompe mettendolo K.O.}}
*'''Fiona''': Shrek è ferito.<br>'''Ciuchino''': Shrek è ferito? Shrek è ferito? Oh no, Shrek morirà!<br>'''Shrek''': Ciuchino, sto bene.<br>'''Ciuchino''': Non puoi farmi questo, sono troppo giovane perché tu muoia! Solleva le gambe, gira la testa e tossisci, chi conosce la bocca a bocca?<br>'''Fiona''': Ciuchino! Calmati adesso! Se vuoi aiutare Shrek corri nel bosco e trovami un fiore blu con le spine rosse.<br>'''Ciuchino''': Fiore blu, spine rosse. D'accordo, vado! Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse. Non morire, Shrek. E se vedi un lungo tunnel, sta' lontano dalla luce!<br>'''Shrek e Fiona''': Ciuchino!<br>'''Ciuchino''': Ah sì, giusto. Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse.<br>'''Shrek''': E i fiori a che servono?<br>'''Fiona''': A disfarsi di Ciuchino.<br>'''Ciuchino''': [...] Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse... sarebbe tutto molto più facile se non fossi daltonico! Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse...
*'''Ciuchino''': Altolà, ora capisco qual è la questione... hai paura del buio non è vero?<br>'''Fiona''': Eh... sì... sì è così! Sono terrorizzata, io, io... meglio che vada dentro!<br>'''Ciuchino''': Ma non ci pensare, principessa, anch'io avevo paura del buio, finché... ehi, no, un momento! Ho ancora paura del buio!
*'''Fiona''' {{NDR|come un'orchessa}}: Ciuchino, shh, shh, sono io... in questo corpo.<br />'''Ciuchino''': Oh mio Dio! Ti sei pappata la principessa!
*'''Ciuchino''' {{NDR|parlando di Fiona}}: Shrek, ma che fai?? La stai lasciando andare via?<br />'''Shrek''': Sì. E con questo? <br />'''Ciuchino''': Shrek, c'è una cosa di lei che tu non sai! Senti, ho... ho parlato con lei ieri sera e...<br />'''Shrek''' {{NDR|interrompendolo, con tono arrabbiato e deluso}}: Sì, so che hai parlato con lei ieri sera! Siete grandi amici, non è vero?! Ora visto che siete così buoni amici, perché non segui lei a casa?!<br />'''Ciuchino''': Ma Shrek, io voglio venire con te...<br />'''Shrek''': Ehi, te l'avevo detto, vero?! Tu a casa non ci torni con me! Io vivo da solo! la mia palude! Io! Nessun altro! Hai capito?! Nessuno! Soprattutto inutili, patetici, fastidiosi muli parlanti!!!<br />'''Ciuchino''' {{NDR|rattristato}}: Ma, credevo...<br />'''Shrek''': Già, sai.. sai una cosa?! Hai preso un granchio!<br />'''Ciuchino''': Shrek...
*'''Ciuchino''': La ami questa donna, vero?<br />'''Shrek''': Sì.<br />'''Ciuchino''': La vuoi abbracciare?<br />'''Shrek''': Sì.<br />'''Ciuchino''': Compiacere?! <br />'''Shrek''': Sì! <br />'''Ciuchino''' {{NDR|cantando}}: ''E allora dacci dacci dentro, con la tenerezza!''
*'''Ciuchino''': Cassiopea, l'ha già detta!<br />'''Shrek''': Oh, [[Imprecazioni dai film|santo piripillo]]!
*'''Shrek''': Ehm, Fiona...<br />'''Fiona''': Sì, Shrek?<br />'''Shrek''': Io... io ti amo.<br />'''Fiona''': Davvero?<br />'''Shrek''': Davvero davvero.<br />'''Fiona''': Ti amo anch'io. {{NDR|si baciano e l'incantesimo di Fiona si spezza, facendola restare orchessa}}<br />'''Shrek''': Fiona? Fiona? Stai bene?<br>'''Fiona''': Ecco, sì... ma non riesco a capire; dovrei essere bellissima.<br />'''Shrek''': Ma tu sei bellissima!<br />'''Ciuchino''': Lo aspettavo da tanto questo lieto fine!
==[[Explicit]]{{Explicit film}}==
{{NDR|Mentre il libro di fiabe si chiude}} E vissero per sempre orrendi e contenti! Fine! ('''Shrek''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Shrek}}
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[[Categoria:Film di Shrek]]
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Giovanni Gentile
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Gaux
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/* Citazioni di Giovanni Gentile */ Michele Losacco
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[[Immagine:Giovanni Gentile.png|thumb|Giovanni Gentile]]
'''Giovanni Gentile''' (1875 – 1944), filosofo italiano.
==Citazioni di Giovanni Gentile==
*[[Giovanni Marchesini (filosofo)|Giovanni Marchesini]] ha pubblicato un volume col titolo: ''La vita e il pensiero di Roberto Ardigò''. Esso si apre con due ritratti; il primo dei quali ci presenta il canonico [[Roberto Ardigò]], a trentacinque anni, la faccia sospirosa e gli occhi misticamente rivolti verso il cielo; il secondo, il prof. Ardigò, settantenne, la lunga barba fluente, la fronte spianata e serena e lo sguardo tra il curioso e il soddisfatto, fisso con ferma insistenza a ciò che gli è dinanzi. Due fisonomie cosi diverse, che, a non saperlo, difficilmente s'indovinerebbe che sono della stessa persona. Così, nel lavoro del prof. Marchesini, che con questo libro ha voluto pagare un vecchio debito di riconoscenza al suo maestro – dopo averne con tanti manuali scolastici procurato di diffondere le dottrine, – trovi gli uni accanto agli altri i documenti spirituali del can. Ardigò e del prof. Ardigò; e non riesci a vedere come il canonico e il professore siano stati un solo uomo e il primo abbia potuto trasformarsi nel secondo; quale, insomma, sia stato lo svolgimento morale e intellettuale di quest'anima, di cui tuttavia l'autore ci promette di rappresentare la vita e il pensiero.<ref>Da ''[https://archive.org/details/saggicriticiseri00gent/page/243/mode/1up Una biografia dell'Ardigò]'', in ''Saggi critici'', Serie prima, Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1921, cap. XV, pp. 243-244.</ref>
*Gli uomini che ragionano sempre non fanno la [[storia]].<ref>Da ''Il liberalismo di Cavour'', in ''Che cosa è il fascismo'', Vallecchi.</ref>
*Il martirio di [[Giordano Bruno]] ha un significato speciale nella storia della cultura, poiché non fu conflitto di coscienze individuali diverse; ma necessaria conseguenza del progresso dello spirito umano, che Bruno impersonò al cadere del Cinquecento, quando si chiudeva col Rinascimento tutta la vecchia storia della civiltà d'Europa: del progresso dello spirito, che giunse in lui ad avvertire per la prima volta, e quindi a sorpassare, la contraddizione, che fin dal Medio Evo lo dilaniava, tra sé e sé medesimo: tra spirito che crede, e professa di non intendere, e spirito che intende, e professa di intendere, cioè farsi da sé la verità sua.<ref>Citato in ''[http://www.paginadelleidee.net/4_filosofia/filosofia5.htm Giordano Bruno e il pensiero del Rinascimento]'', ''Pagina delle idee''.</ref>
*Il presupposto individualistico è la base del [[giusnaturalismo]] e del conseguente contrattualismo: ossia di tutto il pensiero liberale moderno prima di Hegel. Il diritto naturale è infatti il diritto dell'individuo di fronte allo Stato: un diritto che lo Stato deve riconoscere perché preesistente come condizione della sua esistenza; almeno come attributo dei soggetti individuali che dello Stato sono la materia necessaria.<ref>Da ''I fondamenti della filosofia del diritto'', Sansoni, Firenze, 1937, [https://archive.org/details/GentileFilosofiaDiritto/page/n106/mode/1up cap. VII, pp. 103-104].</ref>
*La filosofia non è erudizione. Molte sono le materie insegnate nelle scuole medie che sono per loro natura dominate dalla tendenza a riuscire un semplice corredo del cervello. Troppi già sono i dati, i ragguagli d'ogni sorta, di cui si pretende rimpinzare le menti, nell'età del più vigoroso sviluppo, quando più esse hanno bisogno d'aria e di libertà. E la filosofia, trattata essa stessa come un certo numero di questioni, di cui convenga informarsi e di molte nozioni da appropriarsi, è una nuova causa di malattìa che si aggiunge alle altre; laddove essa dovrebbe essere una medicina o un corroborante, onde si conservi o riacquisti il vigore della mente e tutte le materie di stadio possano quindi valere di vital nutrimento. La filosofia dev'essere, sia pure inizialmente, costituzione della personalità: quella che ordinariamente si dice educazione morale, ma che non può darci il vero carattere, il vero uomo, se non si suggella colla coscienza che l'uomo deve avere di se stesso, della sua dignità e del suo posto nel mondo, della sua natura e del suo conseguente destino.<ref name="Società Filosofica Italiana">Citato da Giovanni Gentile, [https://archive.org/details/giornalecritico00gentgoog/page/n126/mode/2up ''Note e Notizie''], in ''Giornale critico della filosofia italiana''], 1920, p. 118.</ref>
*La [[filosofia]] non è una o più conoscenze, ma è pensiero; non è contenuto, ma forma del sapere. E quando della stessa forma del sapere s'è fatto un contenuto, non solo non si è appresa la filosofia, ma si è finito per mettersi in condizione di non più capire in che la filosofia possa consistere.<ref name="Società Filosofica Italiana" />
*La [[scuola]] dev'essere laica, perché di sua natura essa è laica. [...] Un insegnamento laico nella scuola elementare è un assurdo: soltanto la [[scuola media]], aperta alla filosofia, può aspirare a quella piú alta laicità. [...] Dove il concetto non può entrare, perché suppone un'attitudine filosofica che non è del popolo e non è dei bambini, il mito è tutta la verità. Stia il popolo-bambino contento a un insegnamento esoterico. Lo spirito di verità verrà dopo, con gli anni, se potrà venire. [...] L'istruzione morale della scuola elementare dovrebbe (o dovrà essere) schiettamente religiosa e, se o in quanto cattolica, affidata alla Chiesa.<ref>Discorso al Congresso nazionale della Fnism, Federazione nazionale insegnanti scuole medie, 1907, da ''Scuola e filosofia'', R. Sandron, 1908; citato in Mario A. Manacorda, ''Scuola pubblica o privata?'', Editori Riuniti, Roma, 1999, p. 36.</ref>
*La sola realtà solida, che mi sia dato affermare, e con la quale deve perciò legarsi ogni realtà che io possa pensare, è quella stessa che pensa; la quale si realizza, ed è così una realtà, soltanto nell'atto che si pensa.<ref>Da ''Introduzione alla filosofia'', "Il principio della filosofia attualistica". Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*La vera [[vita]] è riflessione su se stessa.<ref>Da ''Che cosa è il fascismo?''.</ref>
*Non si deve trovar posto per tutti. [...] La [[riforma Gentile|riforma]] tende proprio a questo, a ridurre la popolazione scolastica.<ref>Da ''Il fascismo al governo della scuola (novembre '22-aprile '24)'', R. Sandron, 1924; citato in Mario A. Manacorda, ''Scuola pubblica o privata?'', p. 39.</ref>
*Quella del [[Michele Losacco|Losacco]] è la prima monografia italiana intorno allo [[Friedrich Schelling|Schelling]]. Il prof. Losacco vi si è preparato con uno studio accurato di tutti gli scritti dello Schelling, due opere del quale — le più importanti — aveva già tradotte egregiamente in italiano; ha veduto tutto ciò che di meglio si è scritto sulla filosofia dello Schelling, a cominciare da' suoi maggiori contemporanei fino ai lavori critici e storici più recenti; e ha scritto un libro che fa onore agli studi italiani: un libro, che si legge molto volentieri per l'animata e spigliata rappresentazione che fa dell'ambiente letterario, nel quale si svolse la vita dello Schelling, e per l'esposizione particolareggiata, fedele e compiuta che ci dà del pensiero di questo filosofo nel suo storico svolgimento e nelle sue attinenze con i sistemi contemporanei. Un libro, poi, scritto con semplicità, chiarezza e lindura di forma, che non sono pregi frequenti nei libri filosofici italiani. Sarà letto perciò, e con vantaggio.<ref>Da ''Frammenti di storia della filosofia'', p. 105.</ref>
*Questo, per me, è [[fascismo]]. È quel fascismo che può affermare con giusto orgoglio: io non sono partito, ma sono l'Italia. È il fascismo che può e deve chiamare a raccolta per ogni impresa nazionale tutti gl'Italiani: anche quelli dell'antimanifesto. I quali, se risponderanno all'appello, non verranno [...] per fare dell'antifascismo: verranno, almeno nell'Enciclopedia, a portare il contributo della loro competenza: a far della matematica o della chimica o della fisica, e insomma della scienza.<ref>Da ''L'Enciclopedia Italiana e il fascismo'', lettera al direttore de "La Tribuna", 28 aprile 1926; citato in Angelo Guerraggio, Pietro Nastasi, ''Matematica in camicia nera'', Bruno Mondadori, 2005, p. 91.</ref>
*Secondo il [[Contratto sociale|contrattualismo]], lo Stato va concepito semplice ''mezzo'' della realizzazione della libertà, ossia della stessa realtà spirituale che sola restava in conseguenza del giusnaturalismo: la realtà dell'individuo, che, non essendo universale e trovandosi perciò a dover esistere insieme con quella degli altri individui, riconosce la necessità di un accordo, in cui il limite reciproco della sconfinata libertà naturale renda compossibile l'armonica convivenza dei diversi individui. L'accordo nasce dall'adesione della volontà individuale; e intanto quindi c'è, in quanto questa volontà lo vuole.<ref>Da ''I fondamenti della filosofia del diritto'', Sansoni, Firenze, 1937, [https://archive.org/details/GentileFilosofiaDiritto/page/n107/mode/1up cap. VII, pp. 104-105].</ref>
*Tradurre, in verità, è la condizione d'ogni pensare e d'ogni apprendere.<ref>Da ''Frammenti di estetica e letteratura'', R. Carabba, 1920; citato in [[George Steiner]], ''After Babel'', Oxford University Press, New York e Londra 1975, p. 251.</ref>
*{{NDR|Riferendosi all'[[Attualismo (filosofia)|attualismo]]}} Una filosofia come questa può parere che con anima giacobina neghi il passato, poiché non si lascia nulla alle spalle e ci orienta verso il futuro. Ma può anche parere che neghi il futuro, poiché la realtà per lei è atto, e l'atto è il presente da cui non si passa al futuro; quel presente, in confronto del quale, come in confronto con Dio per la vecchia teologia, il futuro è esso stesso un passato.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sistemadilogicac00gentuoft Sistema di logica come teoria del conoscere]'', Giuseppe Laterza & Figli, Bari, 1922, p. 329; citato in [[Eugenio Garin]], ''Storia della filosofia italiana'', terza ed., Edizione CDE su licenza della Giulio Einaudi editore, Milano, 1989, vol. 3, p. 378.</ref>
*Unico, vero, concreto, completo maestro dell'uomo è lo Spirito universale.<ref>Citato in [[Sergei Hessen]], ''Ideologia e autonomia dell'educazione e della pedagogia'', Armando Armando Editore, Roma, 1962.</ref>
==''Discorsi di religione''==
*[[Pensiero|Pensare]], dunque, è sempre [[filosofia|filosofare]]. (p. 38)
*Agli altri infatti non si può [[comandare]] che servendoli. (p. 39)
*Ma quello che diciamo praticamente [[morale]], non è altro da quello che teoricamente diciamo filosofia. La distinzione deriva, a nostro modo di vedere, dal concepire astrattamente il bene, che è oggetto della morale, e la verità, che è oggetto della filosofia [...]. (p. 44)
==''Giordano Bruno''==
*Anche la filosofia del [[Giordano Bruno|Bruno]] presupponeva e svolgeva il concetto dell'immanenza del divino nella natura e nell'uomo; e intanto non negava il principio speculativo della teologia cristiana, della trascendenza di Dio. (p. 302)
*Giordano Bruno è la conchiusione logica di tutto il Rinascimento, benché abbia dovuto attendere più di due secoli che fosse apprezzato il suo valore. (p. 300)
*Il [[Giordano Bruno|suo]] Dio è il Dio del filosofo, la natura di [[Baruch Spinoza|Spinoza]], da lui stesso definita: ''Deus in rebus''. La distinzione dei due lumi, della natura umana e della grazia superinfusa, della ragione e della fede, della filosofia e della teologia era antica; e può dirsi uno dei luoghi comuni della Scolastica. Ma in Bruno, che scalza la trascendenza su cui si fondava quella filosofia medievale che poteva servire la teologia; in [[Galileo Galilei|Galileo]], che distrugge il geocentrismo così congruo con le imperfette idee teistiche e teologiche che il Cristianesimo aveva ereditate dal Vecchio Testamento e dalla filosofia aristotelica, la distinzione acquista valore profondamente diverso; e delle due verità, l'una della ragione e l'altra della fede, Bruno filosofo ne riconosce una sola, la prima.
==''Il modernismo e i rapporti tra religione e filosofia''==
===[[Incipit]]===
Certo, dal tempo del Bossuet, che affermava, essere la scienza della tradizione la vera scienza ecclesiastica e anche dal tempo degli scandali che suscitavano le ardite negazioni della scuola di Tubinga, siamo molto lontani.
===Citazioni===
*E la stessa "Protesta" ormai accenna a finire una specie di religione naturale, che è filosofia, il cattolicesimo ha trionfato sempre, e sopravvive. Le [[contraddizione|contraddizioni]] non si risolvono infatti con la negazione d'uno dei due termini contraddittori, che hanno sempre entrambi la loro profonda e ineluttabile ragion d'essere, ma con l'affermazione e cioè con in realizzazione dell'unità superiore, in cui i [[contrario|contrarii]] coincidono. Nel cattolicesimo resta il problema senza la soluzione; i misteri hanno la soluzione, ma di qua dal problema: e in ciò consiste la loro fatale sconfitta, sul terreno religioso, di fronte ai cattolicesimo. (p. 46)
*Inutile, perciò, e peggio che inutile, lamentare la poca religiosità o intimità del cattolicesimo. Il cattolicesimo è quale deve essere: la sua forza è appunto in quell'equilibrio che non si mantiene se non a spese della pietà, da una parte, come dell'organizzazione sociale dall'altra: dell'intimità così come dell'esteriorità, della libertà come dell'autorità. Non c'è che fare: bisogna piegare il capo. Ribellarsi è da bambini che ancora non sono capaci d'intendere la ferrea necessità della vita. (p. 46)
*Il misticismo, l'intimità della religione, il metodo dell'immanenza con l'annesso prammatismo religioso, sarebbero a rigore, e l'abbiamo apertamente dimostrato a proposito del Laberthonierre, la negazione della trascendenza; cioè non del cattolicesmo post-tridentino, ma della stessa religione, in quanto tale. Una volta che noi possiamo trovar Dio soltanto in noi, e intenderle solo secondo le nostre esigenze vitali, la Chiesa, come tradizione liberatrice della Rivelazione, e, cioè la stessa Rivelazione e quindi la posizione estrinseca del divino allo spirito, è distrutta; e il, bisogno religioso non può essere più appagato altrimenti che con l'elaborazione razionale dell'oggetto, che si è trovato nello spirito; cioè con la filosofia che crea Dio. (p. 46)
*Allora si ha un bel protestare, che la religione non si sa concepire se non come funzione sociale dello spirito, quasi coscienza dello spirito storico, che è vissuto come si dice, nella collettività. Una delle due: o questa società, questa chiesa, è la Chiesa che la ragione crea, o ricrea a se stessa con la sua filosofia; e allora dalla chiesa vera e propria della religione in realtà siamo usciti e restiamo nel razionalismo puro. O la chiesa è la chiesa di fatto, quella tale chiesa bene o male rappresentata da [[Pio X]]; e allora bisogna umilmente tacere quando Pio parla e ricordarsi che Dio, la verità non è dell'individuo ma della Chiesa. (p. 47)
*Il Cristo giovanneo è un Cristo assolutamente diverso dal Cristo dei sinottici: sono due storie differenti, dice esplicito il [[Friedrich von Hügel|von Hugel]]. Appunto, questa molteplicità di Cristi è la vera conclusione della veduta intellettualistica, astraente, frammentaria e atomista della storia storica: con la conseguenza che non solo in fine non si potrà dire che il vero Cristo sia quello della Chiesa, o poniamo, quello di Giovani, anzi che quello più antico dei sinottici; ma né anche, in verità che si sia un Cristo eterno, almeno per ''nos christologies''. L'agnosticismo additato dall'Enciclica ''Pascendi'' salta fuori sempre, ostinatamente. (p. 58)
*L'idea newmaniana di sviluppo è un'idea cattolica, se lo sviluppo s'intende come va inteso; per cui nel germe c'è già logicamente, e quindi necessariamente, tutta la realtà che ne deve scattar fuori; quella realtà che vi si può vedere a patto che non ci si contenti, come vuole il Loisy, del fenomeno e del telescopio ma si vada più addentro: non certo con la storia, bensì con la fede, o in generale col nostro spirito. In realtà dunque il [[Blondel]] ha ragione: cotesto Cristo della storia pura è ''assise geologique''; non è germe. (p. 58)
*Lo scolastico conosce [[Dio]], il modernista lo ricrea in se stesso, ne ridesta immagine, che ha nel suo profondo, la ravviva, ne forma quasi o ne informa, tutto il proprio essere. Lo scolastico ignaro del tesoro che cela nel proprio animo, cerca Dio con l'occhio inquieto e smarrito fuori di sé, il modernista rientra in se stesso e si travaglia col volere operoso intorno al suo stesso sentimento, che gli può fare intendere il mondo. (p. 59)
*Il motivo di questa vera filosofia è che l'oggetto dello spirito, la verità è lo spirito stesso: l'immanenza, secondo la terminologia modernistica. Questo è appunto il principio della moderna filosofia da Cartesio in qua: e il Blondel ha creduto di dover partire di lì per rinnovare nell'apologetica quello che Tommaso esaltava come il ''modus antiquorum doctorum''. Il metodo già l'aveva additato Agostino e, per dir la verità, prima di tutti Plotino. (p. 59)
*A chi opponesse, che la coscienza è pretesto al mondo per affermare diritti al proprio arbitrio e capriccio, rispondono: «Quale delle opere di Dio l'uomo non sa profanare? Per noi, educati al [[cattolicesimo]], la coscienza resta l'apprensione individuale della legge naturale posta da Dio in tutte le cose create». Ma allora hanno ragione i protestanti, che vogliono l'autonomia della coscienza piena, senza restrizioni, e il giudizio privato guida ordinaria di tutta la vita religiosa? «No – dicono – per noi l'atto normale della vita religiosa è la educazione della coscienza individuale alla vita della [[Chiesa]]; attraverso l'adesione a questa, epperò la sommessione all'autorità, l'individuo e messo a parte di tutti i mezzi di Vita spirituale, di cui dispone la società religiosa: dottrina e sacramenti, e nell'obbedienza, ottiene la libertà vera. Ma la coscienza stessa resta sempre il soggetto obbediente: è per lei e per i suoi giudizi primi ed elementari che ha valore la nostra accettazione della Chiesa. Epperò non potrà essere mai consentita un'offesa a quelle sue prime esigenze. Insomma, il ricorso alla [[coscienza]] è il caso d'eccezione, di cui non è l'autorità stessa, che possa giudicare la legittimità, perché altrimenti sarebbe illusoria la possibilità di un tale appello supremo al tribunale della scienza. (p. 68)
*Ora se un cattolicesimo potesse reggersi su questa dottrina, per conto mio, estraneo alla fede del ''Rinnovamento'', mi sentirei praticamente obbligato a sostenerne la propaganda. Ma che dottrina è questa? Se l'ultima parola, quando l'autorità sia in conflitto con la coscienza, spetta alla coscienza, non è chiaro che l'ultima parola alla coscienza spetta sempre, anche quando pare che si obbedisca umilmente? La coscienza potrebbe dire a se stessa: «Qui non è il caso di conflitto e di appello» senza esaminare e giudicare in sede di cassazione? Nella autorità e bella obbedienza cotesta, in cui nessuna sentenza alla prima, per se stessa, senza la sanzione della coscienza, avrebbe vigore! L'eccezione, una volta ammessa, qui, come in tanti altri casi, è regola, magari non esplicita, ma sempre una regola. Infatti, dicono benissimo l'[[Alfieri]] e il [[Casati]] che l'obbedienza stessa suppone la coscienza che obbedisce come soggetto! Dunque non è possibile obbedienza che distrugga la coscienza. (p. 69)
*Quanto al contenuto di questa coscienza individuale, che i direttori del ''Rinnovamento'' intendono mantenere, non si può essere neppure d'accordo con loro. Essi, cattolici, intendono collaborare con gli acattolici alla scienza; alla scienza intesa alla [[Loisy]]: studio positivo del fatto religioso considerato nel suo aspetto umano, ossia come stato di coscienza, con tutte le ripercussioni nella vita sociale; ricerca di una filosofia capace di valutare il fatto religioso come mediazione tra il finito e l'infinito. In questo studio e in questa ricerca il loro cattolicesimo non vale come verità, ma come esperienza vissuta. (p. 69)
===[[Explicit]]===
Ma in questa pace lo spirito che ha raggiunto la coscienza della propria natura non ha più nulla da respingere da sé; ché tutto si concentra nell'atto suo. Tanto meno l'arte e la religione, che sono le sue forme assolute, conciliate e fuse nella somma di tutte, la filosofia. La quale non può essere se stessa senza scaldarsi agli entusiasmi della vita intima della verità e senza assoggettarsi umilmente alla divina legge di essa, sanzionata liberamente dalla ragione.
==''Il tramonto della cultura siciliana''==
*[...] il [[Giuseppe Pitrè|Pitrè]] rimase legato e come rapito nello studio dell'anima popolare. E la memoria portentosa gli si venne a ora a ora popolando delle vive immagini della vita, in cui cotesta anima si riversa, pronte a risorgere nella fantasia, palpitanti della loro vita primitiva, oggetto di estetica contemplazione anzi che di analisi storica e di giudizio. Chi ha letto il suo studio sugli ''Esseri soprannaturali e maravigliosi'' nelle credenze popolari siciliane, ricorderà il vivo ritratto che vi si fa dello strano e pur tanto caratteristico culto per «le anime dei corpi decollati», ossia dei giustiziati, che diventano genii benefici, autori dei più generosi prodigi, e ricevono perciò preghiere di {{sic|divoti}}, offerte ed ''ex-voto''; e chiese speciali sono loro dedicate. (cap. VI, p. 111)
*Uno dei più belli studi del Pitrè è quello su ''Le tradizioni cavalleresche popolari in Sicilia'', pubblicato la prima volta nella ''Romania''; nel quale l'interesse storico e scientifico derivante dalla novità e copia delle notizie è singolarmente accresciuto dalla vivezza drammatica della vita popolare, in cui il Pitrè raccolse con laboriose indagini il suo materiale: in guisa che le tradizioni ci vengono rappresentate nel vivo contorno spirituale, nel quale esse fioriscono da secoli e si perpetuano; e quel [[Teatro di figura|teatro delle marionette]] (o ''opra di li pupi'', come lo dice il popolo di Sicilia), spregiato come luogo e spettacolo plebeo dai signori di Palermo, si illumina nelle pagine del Pitrè di una luce poetica. E in mezzo alla più schietta commozione di simpatia spunta appena qua e là un lieve e discreto accenno di umorismo. (cap. VI, p. 116)
*L'uno e l'altro {{NDR|[[Simone Corleo]] e [[Vincenzo Di Giovanni (filologo)|Vincenzo Di Giovanni]]}} vollero concepita [[Spiritualismo|spiritualisticamente]] la vita, e insegnarono l'esistenza di Dio e l'immortalità dell'anima. Ma la filosofia dell'identità, in cui si crogiolò tutta la vita il Corleo, è una [[Monade|monadologia]] tutta meccanisticamente costruita, in cui Dio e l'anima rimangono puri nomi, e non c'è logica che possa giustificarli. E tutta l'impostatura mentale, per dir così, del Corleo è quella del più cieco [[Meccanicismo|meccanista]], che non abbia mai sospettato il carattere proprio dell'attività e del valore dello spirito. Il Di Giovanni filosofo ripete, nella forma affatto<ref>Nel testo "affato".</ref> estrinseca del [[Vincenzo Gioberti|giobertismo]], vecchi motivi, in cui è troppo evidente l'assenza di quell'intima adesione, che è la vera vita d'una dottrina e il fervore di chi la professa: ripete, insomma, scolasticamente e meccanicamente. E la sua vita invece è nell'erudizione, che egli rivolse anche alla biografia e agli scritti dei filosofi nati o vissuti in Sicilia dai tempi di Senofane e di Empedocle fino a quelli del D'Acquisto e del Corleo. (cap. VIII, p. 140)
*Un vero fermento di spiriti suscitò [...] nella stessa università {{NDR|di Palermo}} un altro filosofo {{NDR|oltre a Simone Corleo e Vincenzo Di Giovanni}}, non siciliano, ma che indubbiamente nell'ultimo ventennio del secolo esercitò, un forte influsso sulla cultura dell'isola, scotendo e attraendo a sé gli animi giovanili con la forza delle sue convinzioni e la lucida e vivace esposizione delle sue idee: il [[Positivismo|positivista]] [[Raffaele Schiattarella]], che insegnò a Palermo Filosofia del diritto dal 1881: una filosofia audacemente materialistica e atea, che destò l'entusiasmo di migliaia di giovani e lo scandalo e il terrore di tutti gli animi timorati, compreso il buon Di Giovanni. Contro i suoi colleghi [[Spiritualismo|spiritualisti]] saettava egli di tutta sua forza con parola irruente di fede e di sarcasmo; e senza contribuire di certo, per la parte sua, checché egli ne pensasse, al progresso della scienza, perpetuava bensì e meglio degli stessi siciliani interpretava lo spirito tradizionale della cultura isolana, mentre dava ai giovani la illusione d'essere introdotti nel più vivo della scienza moderna. (cap. VIII, p. 141)
*[...] lo Schiattarella cogli anni si fece sempre più acre e aggressivo, aizzato forse dalla guerra che gli facevano i giornali cattolici e i colleghi metafisici, com'egli per istrazio chiamavali, e teologizzanti. (cap. VIII, p. 146)
==Citazioni su Giovanni Gentile==
*Benché «filosofo del fascismo», secondo la definizione che accompagnava abitualmente il suo nome, Gentile proteggeva l'autonomia della Normale dalle ingerenze di [[Carlo Scorza]], responsabile dei Fasci giovanili, e cercava di tenere la politica lontana, per quanto possibile, dallo straordinario palazzo del [[Giorgio Vasari|Vasari]] che domina la piazza dei Cavalieri. ([[Sergio Romano]])
*Egli credeva – si direbbe – che spettasse alla realtà di modellarsi sul suo coerente e metafisico speculare e non viceversa. Passò dal liberalismo al fascismo – e vi rimase fedele fino alla morte – perché credette di veder realizzata, nella sua barbarie vichianamente generosa, la lezione morale di [[Francesco De Sanctis]], cioè una riforma etico-religiosa del tradizionale carattere italiano, scettico e sorridente. ([[Giampiero Carocci]])
*Gentile fu un filosofo dedito ad un'impresa che, così possente, anch'essa da secoli non si vedeva: pensare, dar forma, organizzare, diffondere una [[filosofia italiana]], cioè una [[filosofia]] per l'[[Italia]], una filosofia dell'Italia, secondo una tradizione di pensiero politico che Gentile vedeva partire da [[Dante]] e arrivare a lui medesimo. ([[Marcello Pera]])
*Il Gentile aveva sempre scritto che non c'è posto per l'immediatezza, e che "tutto è mediazione". E sbagliava; perché, proprio lui, era il teorico dell'atto puro; atto puro significa che ogni atto è nuovo, spontaneo, dunque senza una mediazione che lo porta sulle mani già aperte. Questo suo atto puro era l'equivalente dell'immediatezza, o del sentire puro. ([[Giovanni Giraldi]])
*La ''Filosofia dell'arte'', scritta nel 1931, è un punto cruciale nel pensiero del Gentile. Qui l'arte esiste soltanto se non è risolta nel pensiero pensante, cosa che d'altra parte non può non fare. Però se l'arte si risolve nel pensiero pensante è pensiero e non arte e come arte non esiste. L'arte si pone ma ponendosi si nega: è inafferrabile, si può vivere ma non pensare. Se si pensa muore. ([[Enzo Paci]])
*Originalità delle idee, e fedeltà alle proprie idee, han fatto di Giovanni Gentile il più filosofo dei filosofi dell'età nostra, talché, per trovare altro nome che possa stargli a fianco, in quanto a purezza, convien ricorrere a quello di Spinoza. ([[Renato Mucci]])
*Per suo merito la pedagogia italiana è giunta ad una profondità e semplicità di concetti alla quale altrove non si è ancora sollevata, e per suo precipuo merito non solo la scienza ma la pratica e la politica dell'educazione è ora in Italia tutta in rivolgimento e crescenza. Grande è infatti l'autorità di lui in ogni ordine di scuole, perché ha vissuto profondamente la vita della scuola e l'ama con ardore. ([[Benedetto Croce]])
*Se Gentile fu spesso il filosofo delle identificazioni, e soluzioni, meramente verbali, [[Benedetto Croce|Croce]] fu sempre sollecito soprattutto della distinzione, ossia della chiarezza concettuale. ([[Eugenio Garin]])
*Si deve riconoscere che Gentile, con impegno e genialità speculativa, ha reso al Soggetto la sua dignità, che è la dignità dell'Atto; resta obliterata la dignità dell'Oggetto: questo ''usque recurrit''. ([[Giovanni Giraldi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giovanni Gentile, ''Discorsi di religione'', Sansoni, Firenze, 1957.
*Giovanni Gentile, ''Giordano Bruno'', Vallecchi, 1925².
*Giovanni Gentile, ''Il modernismo e i rapporti tra religione e filosofia'', Sansoni, Firenze, 1962.
*Giovanni Gentile, ''[https://archive.org/details/GentileTramontoCulturaSiciliana/mode/1up Il tramonto della cultura siciliana]'', Nicola Zanichelli editore, Bologna, 1920.
==Voci correlate==
*[[Riforma Gentile]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi italiani]]
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[[Immagine:Giovanni Gentile.png|thumb|Giovanni Gentile]]
'''Giovanni Gentile''' (1875 – 1944), filosofo italiano.
==Citazioni di Giovanni Gentile==
*[[Giovanni Marchesini (filosofo)|Giovanni Marchesini]] ha pubblicato un volume col titolo: ''La vita e il pensiero di Roberto Ardigò''. Esso si apre con due ritratti; il primo dei quali ci presenta il canonico [[Roberto Ardigò]], a trentacinque anni, la faccia sospirosa e gli occhi misticamente rivolti verso il cielo; il secondo, il prof. Ardigò, settantenne, la lunga barba fluente, la fronte spianata e serena e lo sguardo tra il curioso e il soddisfatto, fisso con ferma insistenza a ciò che gli è dinanzi. Due fisonomie cosi diverse, che, a non saperlo, difficilmente s'indovinerebbe che sono della stessa persona. Così, nel lavoro del prof. Marchesini, che con questo libro ha voluto pagare un vecchio debito di riconoscenza al suo maestro – dopo averne con tanti manuali scolastici procurato di diffondere le dottrine, – trovi gli uni accanto agli altri i documenti spirituali del can. Ardigò e del prof. Ardigò; e non riesci a vedere come il canonico e il professore siano stati un solo uomo e il primo abbia potuto trasformarsi nel secondo; quale, insomma, sia stato lo svolgimento morale e intellettuale di quest'anima, di cui tuttavia l'autore ci promette di rappresentare la vita e il pensiero.<ref>Da ''[https://archive.org/details/saggicriticiseri00gent/page/243/mode/1up Una biografia dell'Ardigò]'', in ''Saggi critici'', Serie prima, Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1921, cap. XV, pp. 243-244.</ref>
*Gli uomini che ragionano sempre non fanno la [[storia]].<ref>Da ''Il liberalismo di Cavour'', in ''Che cosa è il fascismo'', Vallecchi.</ref>
*Il martirio di [[Giordano Bruno]] ha un significato speciale nella storia della cultura, poiché non fu conflitto di coscienze individuali diverse; ma necessaria conseguenza del progresso dello spirito umano, che Bruno impersonò al cadere del Cinquecento, quando si chiudeva col Rinascimento tutta la vecchia storia della civiltà d'Europa: del progresso dello spirito, che giunse in lui ad avvertire per la prima volta, e quindi a sorpassare, la contraddizione, che fin dal Medio Evo lo dilaniava, tra sé e sé medesimo: tra spirito che crede, e professa di non intendere, e spirito che intende, e professa di intendere, cioè farsi da sé la verità sua.<ref>Citato in ''[http://www.paginadelleidee.net/4_filosofia/filosofia5.htm Giordano Bruno e il pensiero del Rinascimento]'', ''Pagina delle idee''.</ref>
*Il presupposto individualistico è la base del [[giusnaturalismo]] e del conseguente contrattualismo: ossia di tutto il pensiero liberale moderno prima di Hegel. Il diritto naturale è infatti il diritto dell'individuo di fronte allo Stato: un diritto che lo Stato deve riconoscere perché preesistente come condizione della sua esistenza; almeno come attributo dei soggetti individuali che dello Stato sono la materia necessaria.<ref>Da ''I fondamenti della filosofia del diritto'', Sansoni, Firenze, 1937, [https://archive.org/details/GentileFilosofiaDiritto/page/n106/mode/1up cap. VII, pp. 103-104].</ref>
*La filosofia non è erudizione. Molte sono le materie insegnate nelle scuole medie che sono per loro natura dominate dalla tendenza a riuscire un semplice corredo del cervello. Troppi già sono i dati, i ragguagli d'ogni sorta, di cui si pretende rimpinzare le menti, nell'età del più vigoroso sviluppo, quando più esse hanno bisogno d'aria e di libertà. E la filosofia, trattata essa stessa come un certo numero di questioni, di cui convenga informarsi e di molte nozioni da appropriarsi, è una nuova causa di malattìa che si aggiunge alle altre; laddove essa dovrebbe essere una medicina o un corroborante, onde si conservi o riacquisti il vigore della mente e tutte le materie di stadio possano quindi valere di vital nutrimento. La filosofia dev'essere, sia pure inizialmente, costituzione della personalità: quella che ordinariamente si dice educazione morale, ma che non può darci il vero carattere, il vero uomo, se non si suggella colla coscienza che l'uomo deve avere di se stesso, della sua dignità e del suo posto nel mondo, della sua natura e del suo conseguente destino.<ref name="Società Filosofica Italiana">Citato da Giovanni Gentile, [https://archive.org/details/giornalecritico00gentgoog/page/n126/mode/2up ''Note e Notizie''], in ''Giornale critico della filosofia italiana''], 1920, p. 118.</ref>
*La [[filosofia]] non è una o più conoscenze, ma è pensiero; non è contenuto, ma forma del sapere. E quando della stessa forma del sapere s'è fatto un contenuto, non solo non si è appresa la filosofia, ma si è finito per mettersi in condizione di non più capire in che la filosofia possa consistere.<ref name="Società Filosofica Italiana" />
*La [[scuola]] dev'essere laica, perché di sua natura essa è laica. [...] Un insegnamento laico nella scuola elementare è un assurdo: soltanto la [[scuola media]], aperta alla filosofia, può aspirare a quella piú alta laicità. [...] Dove il concetto non può entrare, perché suppone un'attitudine filosofica che non è del popolo e non è dei bambini, il mito è tutta la verità. Stia il popolo-bambino contento a un insegnamento esoterico. Lo spirito di verità verrà dopo, con gli anni, se potrà venire. [...] L'istruzione morale della scuola elementare dovrebbe (o dovrà essere) schiettamente religiosa e, se o in quanto cattolica, affidata alla Chiesa.<ref>Discorso al Congresso nazionale della Fnism, Federazione nazionale insegnanti scuole medie, 1907, da ''Scuola e filosofia'', R. Sandron, 1908; citato in Mario A. Manacorda, ''Scuola pubblica o privata?'', Editori Riuniti, Roma, 1999, p. 36.</ref>
*La sola realtà solida, che mi sia dato affermare, e con la quale deve perciò legarsi ogni realtà che io possa pensare, è quella stessa che pensa; la quale si realizza, ed è così una realtà, soltanto nell'atto che si pensa.<ref>Da ''Introduzione alla filosofia'', "Il principio della filosofia attualistica". Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*La vera [[vita]] è riflessione su se stessa.<ref>Da ''Che cosa è il fascismo?''.</ref>
*Non si deve trovar posto per tutti. [...] La [[riforma Gentile|riforma]] tende proprio a questo, a ridurre la popolazione scolastica.<ref>Da ''Il fascismo al governo della scuola (novembre '22-aprile '24)'', R. Sandron, 1924; citato in Mario A. Manacorda, ''Scuola pubblica o privata?'', p. 39.</ref>
*Quella del [[Michele Losacco|Losacco]] è la prima monografia italiana intorno allo [[Friedrich Schelling|Schelling]]. Il prof. Losacco vi si è preparato con uno studio accurato di tutti gli scritti dello Schelling, due opere del quale — le più importanti — aveva già tradotte egregiamente in italiano; ha veduto tutto ciò che di meglio si è scritto sulla filosofia dello Schelling, a cominciare da' suoi maggiori contemporanei fino ai lavori critici e storici più recenti; e ha scritto un libro che fa onore agli studi italiani: un libro, che si legge molto volentieri per l'animata e spigliata rappresentazione che fa dell'ambiente letterario, nel quale si svolse la vita dello Schelling, e per l'esposizione particolareggiata, fedele e compiuta che ci dà del pensiero di questo filosofo nel suo storico svolgimento e nelle sue attinenze con i sistemi contemporanei. Un libro, poi, scritto con semplicità, chiarezza e lindura di forma, che non sono pregi frequenti nei libri filosofici italiani. Sarà letto perciò, e con vantaggio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/GentileStoriaFilosofia/mode/1up Frammenti di storia della filosofia]'', Serie prima, Giuseppe Carabba editore, Lanciano, 1926, cap. IX, p. 105.</ref>
*Questo, per me, è [[fascismo]]. È quel fascismo che può affermare con giusto orgoglio: io non sono partito, ma sono l'Italia. È il fascismo che può e deve chiamare a raccolta per ogni impresa nazionale tutti gl'Italiani: anche quelli dell'antimanifesto. I quali, se risponderanno all'appello, non verranno [...] per fare dell'antifascismo: verranno, almeno nell'Enciclopedia, a portare il contributo della loro competenza: a far della matematica o della chimica o della fisica, e insomma della scienza.<ref>Da ''L'Enciclopedia Italiana e il fascismo'', lettera al direttore de "La Tribuna", 28 aprile 1926; citato in Angelo Guerraggio, Pietro Nastasi, ''Matematica in camicia nera'', Bruno Mondadori, 2005, p. 91.</ref>
*Secondo il [[Contratto sociale|contrattualismo]], lo Stato va concepito semplice ''mezzo'' della realizzazione della libertà, ossia della stessa realtà spirituale che sola restava in conseguenza del giusnaturalismo: la realtà dell'individuo, che, non essendo universale e trovandosi perciò a dover esistere insieme con quella degli altri individui, riconosce la necessità di un accordo, in cui il limite reciproco della sconfinata libertà naturale renda compossibile l'armonica convivenza dei diversi individui. L'accordo nasce dall'adesione della volontà individuale; e intanto quindi c'è, in quanto questa volontà lo vuole.<ref>Da ''I fondamenti della filosofia del diritto'', Sansoni, Firenze, 1937, [https://archive.org/details/GentileFilosofiaDiritto/page/n107/mode/1up cap. VII, pp. 104-105].</ref>
*Tradurre, in verità, è la condizione d'ogni pensare e d'ogni apprendere.<ref>Da ''Frammenti di estetica e letteratura'', R. Carabba, 1920; citato in [[George Steiner]], ''After Babel'', Oxford University Press, New York e Londra 1975, p. 251.</ref>
*{{NDR|Riferendosi all'[[Attualismo (filosofia)|attualismo]]}} Una filosofia come questa può parere che con anima giacobina neghi il passato, poiché non si lascia nulla alle spalle e ci orienta verso il futuro. Ma può anche parere che neghi il futuro, poiché la realtà per lei è atto, e l'atto è il presente da cui non si passa al futuro; quel presente, in confronto del quale, come in confronto con Dio per la vecchia teologia, il futuro è esso stesso un passato.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sistemadilogicac00gentuoft Sistema di logica come teoria del conoscere]'', Giuseppe Laterza & Figli, Bari, 1922, p. 329; citato in [[Eugenio Garin]], ''Storia della filosofia italiana'', terza ed., Edizione CDE su licenza della Giulio Einaudi editore, Milano, 1989, vol. 3, p. 378.</ref>
*Unico, vero, concreto, completo maestro dell'uomo è lo Spirito universale.<ref>Citato in [[Sergei Hessen]], ''Ideologia e autonomia dell'educazione e della pedagogia'', Armando Armando Editore, Roma, 1962.</ref>
==''Discorsi di religione''==
*[[Pensiero|Pensare]], dunque, è sempre [[filosofia|filosofare]]. (p. 38)
*Agli altri infatti non si può [[comandare]] che servendoli. (p. 39)
*Ma quello che diciamo praticamente [[morale]], non è altro da quello che teoricamente diciamo filosofia. La distinzione deriva, a nostro modo di vedere, dal concepire astrattamente il bene, che è oggetto della morale, e la verità, che è oggetto della filosofia [...]. (p. 44)
==''Giordano Bruno''==
*Anche la filosofia del [[Giordano Bruno|Bruno]] presupponeva e svolgeva il concetto dell'immanenza del divino nella natura e nell'uomo; e intanto non negava il principio speculativo della teologia cristiana, della trascendenza di Dio. (p. 302)
*Giordano Bruno è la conchiusione logica di tutto il Rinascimento, benché abbia dovuto attendere più di due secoli che fosse apprezzato il suo valore. (p. 300)
*Il [[Giordano Bruno|suo]] Dio è il Dio del filosofo, la natura di [[Baruch Spinoza|Spinoza]], da lui stesso definita: ''Deus in rebus''. La distinzione dei due lumi, della natura umana e della grazia superinfusa, della ragione e della fede, della filosofia e della teologia era antica; e può dirsi uno dei luoghi comuni della Scolastica. Ma in Bruno, che scalza la trascendenza su cui si fondava quella filosofia medievale che poteva servire la teologia; in [[Galileo Galilei|Galileo]], che distrugge il geocentrismo così congruo con le imperfette idee teistiche e teologiche che il Cristianesimo aveva ereditate dal Vecchio Testamento e dalla filosofia aristotelica, la distinzione acquista valore profondamente diverso; e delle due verità, l'una della ragione e l'altra della fede, Bruno filosofo ne riconosce una sola, la prima.
==''Il modernismo e i rapporti tra religione e filosofia''==
===[[Incipit]]===
Certo, dal tempo del Bossuet, che affermava, essere la scienza della tradizione la vera scienza ecclesiastica e anche dal tempo degli scandali che suscitavano le ardite negazioni della scuola di Tubinga, siamo molto lontani.
===Citazioni===
*E la stessa "Protesta" ormai accenna a finire una specie di religione naturale, che è filosofia, il cattolicesimo ha trionfato sempre, e sopravvive. Le [[contraddizione|contraddizioni]] non si risolvono infatti con la negazione d'uno dei due termini contraddittori, che hanno sempre entrambi la loro profonda e ineluttabile ragion d'essere, ma con l'affermazione e cioè con in realizzazione dell'unità superiore, in cui i [[contrario|contrarii]] coincidono. Nel cattolicesimo resta il problema senza la soluzione; i misteri hanno la soluzione, ma di qua dal problema: e in ciò consiste la loro fatale sconfitta, sul terreno religioso, di fronte ai cattolicesimo. (p. 46)
*Inutile, perciò, e peggio che inutile, lamentare la poca religiosità o intimità del cattolicesimo. Il cattolicesimo è quale deve essere: la sua forza è appunto in quell'equilibrio che non si mantiene se non a spese della pietà, da una parte, come dell'organizzazione sociale dall'altra: dell'intimità così come dell'esteriorità, della libertà come dell'autorità. Non c'è che fare: bisogna piegare il capo. Ribellarsi è da bambini che ancora non sono capaci d'intendere la ferrea necessità della vita. (p. 46)
*Il misticismo, l'intimità della religione, il metodo dell'immanenza con l'annesso prammatismo religioso, sarebbero a rigore, e l'abbiamo apertamente dimostrato a proposito del Laberthonierre, la negazione della trascendenza; cioè non del cattolicesmo post-tridentino, ma della stessa religione, in quanto tale. Una volta che noi possiamo trovar Dio soltanto in noi, e intenderle solo secondo le nostre esigenze vitali, la Chiesa, come tradizione liberatrice della Rivelazione, e, cioè la stessa Rivelazione e quindi la posizione estrinseca del divino allo spirito, è distrutta; e il, bisogno religioso non può essere più appagato altrimenti che con l'elaborazione razionale dell'oggetto, che si è trovato nello spirito; cioè con la filosofia che crea Dio. (p. 46)
*Allora si ha un bel protestare, che la religione non si sa concepire se non come funzione sociale dello spirito, quasi coscienza dello spirito storico, che è vissuto come si dice, nella collettività. Una delle due: o questa società, questa chiesa, è la Chiesa che la ragione crea, o ricrea a se stessa con la sua filosofia; e allora dalla chiesa vera e propria della religione in realtà siamo usciti e restiamo nel razionalismo puro. O la chiesa è la chiesa di fatto, quella tale chiesa bene o male rappresentata da [[Pio X]]; e allora bisogna umilmente tacere quando Pio parla e ricordarsi che Dio, la verità non è dell'individuo ma della Chiesa. (p. 47)
*Il Cristo giovanneo è un Cristo assolutamente diverso dal Cristo dei sinottici: sono due storie differenti, dice esplicito il [[Friedrich von Hügel|von Hugel]]. Appunto, questa molteplicità di Cristi è la vera conclusione della veduta intellettualistica, astraente, frammentaria e atomista della storia storica: con la conseguenza che non solo in fine non si potrà dire che il vero Cristo sia quello della Chiesa, o poniamo, quello di Giovani, anzi che quello più antico dei sinottici; ma né anche, in verità che si sia un Cristo eterno, almeno per ''nos christologies''. L'agnosticismo additato dall'Enciclica ''Pascendi'' salta fuori sempre, ostinatamente. (p. 58)
*L'idea newmaniana di sviluppo è un'idea cattolica, se lo sviluppo s'intende come va inteso; per cui nel germe c'è già logicamente, e quindi necessariamente, tutta la realtà che ne deve scattar fuori; quella realtà che vi si può vedere a patto che non ci si contenti, come vuole il Loisy, del fenomeno e del telescopio ma si vada più addentro: non certo con la storia, bensì con la fede, o in generale col nostro spirito. In realtà dunque il [[Blondel]] ha ragione: cotesto Cristo della storia pura è ''assise geologique''; non è germe. (p. 58)
*Lo scolastico conosce [[Dio]], il modernista lo ricrea in se stesso, ne ridesta immagine, che ha nel suo profondo, la ravviva, ne forma quasi o ne informa, tutto il proprio essere. Lo scolastico ignaro del tesoro che cela nel proprio animo, cerca Dio con l'occhio inquieto e smarrito fuori di sé, il modernista rientra in se stesso e si travaglia col volere operoso intorno al suo stesso sentimento, che gli può fare intendere il mondo. (p. 59)
*Il motivo di questa vera filosofia è che l'oggetto dello spirito, la verità è lo spirito stesso: l'immanenza, secondo la terminologia modernistica. Questo è appunto il principio della moderna filosofia da Cartesio in qua: e il Blondel ha creduto di dover partire di lì per rinnovare nell'apologetica quello che Tommaso esaltava come il ''modus antiquorum doctorum''. Il metodo già l'aveva additato Agostino e, per dir la verità, prima di tutti Plotino. (p. 59)
*A chi opponesse, che la coscienza è pretesto al mondo per affermare diritti al proprio arbitrio e capriccio, rispondono: «Quale delle opere di Dio l'uomo non sa profanare? Per noi, educati al [[cattolicesimo]], la coscienza resta l'apprensione individuale della legge naturale posta da Dio in tutte le cose create». Ma allora hanno ragione i protestanti, che vogliono l'autonomia della coscienza piena, senza restrizioni, e il giudizio privato guida ordinaria di tutta la vita religiosa? «No – dicono – per noi l'atto normale della vita religiosa è la educazione della coscienza individuale alla vita della [[Chiesa]]; attraverso l'adesione a questa, epperò la sommessione all'autorità, l'individuo e messo a parte di tutti i mezzi di Vita spirituale, di cui dispone la società religiosa: dottrina e sacramenti, e nell'obbedienza, ottiene la libertà vera. Ma la coscienza stessa resta sempre il soggetto obbediente: è per lei e per i suoi giudizi primi ed elementari che ha valore la nostra accettazione della Chiesa. Epperò non potrà essere mai consentita un'offesa a quelle sue prime esigenze. Insomma, il ricorso alla [[coscienza]] è il caso d'eccezione, di cui non è l'autorità stessa, che possa giudicare la legittimità, perché altrimenti sarebbe illusoria la possibilità di un tale appello supremo al tribunale della scienza. (p. 68)
*Ora se un cattolicesimo potesse reggersi su questa dottrina, per conto mio, estraneo alla fede del ''Rinnovamento'', mi sentirei praticamente obbligato a sostenerne la propaganda. Ma che dottrina è questa? Se l'ultima parola, quando l'autorità sia in conflitto con la coscienza, spetta alla coscienza, non è chiaro che l'ultima parola alla coscienza spetta sempre, anche quando pare che si obbedisca umilmente? La coscienza potrebbe dire a se stessa: «Qui non è il caso di conflitto e di appello» senza esaminare e giudicare in sede di cassazione? Nella autorità e bella obbedienza cotesta, in cui nessuna sentenza alla prima, per se stessa, senza la sanzione della coscienza, avrebbe vigore! L'eccezione, una volta ammessa, qui, come in tanti altri casi, è regola, magari non esplicita, ma sempre una regola. Infatti, dicono benissimo l'[[Alfieri]] e il [[Casati]] che l'obbedienza stessa suppone la coscienza che obbedisce come soggetto! Dunque non è possibile obbedienza che distrugga la coscienza. (p. 69)
*Quanto al contenuto di questa coscienza individuale, che i direttori del ''Rinnovamento'' intendono mantenere, non si può essere neppure d'accordo con loro. Essi, cattolici, intendono collaborare con gli acattolici alla scienza; alla scienza intesa alla [[Loisy]]: studio positivo del fatto religioso considerato nel suo aspetto umano, ossia come stato di coscienza, con tutte le ripercussioni nella vita sociale; ricerca di una filosofia capace di valutare il fatto religioso come mediazione tra il finito e l'infinito. In questo studio e in questa ricerca il loro cattolicesimo non vale come verità, ma come esperienza vissuta. (p. 69)
===[[Explicit]]===
Ma in questa pace lo spirito che ha raggiunto la coscienza della propria natura non ha più nulla da respingere da sé; ché tutto si concentra nell'atto suo. Tanto meno l'arte e la religione, che sono le sue forme assolute, conciliate e fuse nella somma di tutte, la filosofia. La quale non può essere se stessa senza scaldarsi agli entusiasmi della vita intima della verità e senza assoggettarsi umilmente alla divina legge di essa, sanzionata liberamente dalla ragione.
==''Il tramonto della cultura siciliana''==
*[...] il [[Giuseppe Pitrè|Pitrè]] rimase legato e come rapito nello studio dell'anima popolare. E la memoria portentosa gli si venne a ora a ora popolando delle vive immagini della vita, in cui cotesta anima si riversa, pronte a risorgere nella fantasia, palpitanti della loro vita primitiva, oggetto di estetica contemplazione anzi che di analisi storica e di giudizio. Chi ha letto il suo studio sugli ''Esseri soprannaturali e maravigliosi'' nelle credenze popolari siciliane, ricorderà il vivo ritratto che vi si fa dello strano e pur tanto caratteristico culto per «le anime dei corpi decollati», ossia dei giustiziati, che diventano genii benefici, autori dei più generosi prodigi, e ricevono perciò preghiere di {{sic|divoti}}, offerte ed ''ex-voto''; e chiese speciali sono loro dedicate. (cap. VI, p. 111)
*Uno dei più belli studi del Pitrè è quello su ''Le tradizioni cavalleresche popolari in Sicilia'', pubblicato la prima volta nella ''Romania''; nel quale l'interesse storico e scientifico derivante dalla novità e copia delle notizie è singolarmente accresciuto dalla vivezza drammatica della vita popolare, in cui il Pitrè raccolse con laboriose indagini il suo materiale: in guisa che le tradizioni ci vengono rappresentate nel vivo contorno spirituale, nel quale esse fioriscono da secoli e si perpetuano; e quel [[Teatro di figura|teatro delle marionette]] (o ''opra di li pupi'', come lo dice il popolo di Sicilia), spregiato come luogo e spettacolo plebeo dai signori di Palermo, si illumina nelle pagine del Pitrè di una luce poetica. E in mezzo alla più schietta commozione di simpatia spunta appena qua e là un lieve e discreto accenno di umorismo. (cap. VI, p. 116)
*L'uno e l'altro {{NDR|[[Simone Corleo]] e [[Vincenzo Di Giovanni (filologo)|Vincenzo Di Giovanni]]}} vollero concepita [[Spiritualismo|spiritualisticamente]] la vita, e insegnarono l'esistenza di Dio e l'immortalità dell'anima. Ma la filosofia dell'identità, in cui si crogiolò tutta la vita il Corleo, è una [[Monade|monadologia]] tutta meccanisticamente costruita, in cui Dio e l'anima rimangono puri nomi, e non c'è logica che possa giustificarli. E tutta l'impostatura mentale, per dir così, del Corleo è quella del più cieco [[Meccanicismo|meccanista]], che non abbia mai sospettato il carattere proprio dell'attività e del valore dello spirito. Il Di Giovanni filosofo ripete, nella forma affatto<ref>Nel testo "affato".</ref> estrinseca del [[Vincenzo Gioberti|giobertismo]], vecchi motivi, in cui è troppo evidente l'assenza di quell'intima adesione, che è la vera vita d'una dottrina e il fervore di chi la professa: ripete, insomma, scolasticamente e meccanicamente. E la sua vita invece è nell'erudizione, che egli rivolse anche alla biografia e agli scritti dei filosofi nati o vissuti in Sicilia dai tempi di Senofane e di Empedocle fino a quelli del D'Acquisto e del Corleo. (cap. VIII, p. 140)
*Un vero fermento di spiriti suscitò [...] nella stessa università {{NDR|di Palermo}} un altro filosofo {{NDR|oltre a Simone Corleo e Vincenzo Di Giovanni}}, non siciliano, ma che indubbiamente nell'ultimo ventennio del secolo esercitò, un forte influsso sulla cultura dell'isola, scotendo e attraendo a sé gli animi giovanili con la forza delle sue convinzioni e la lucida e vivace esposizione delle sue idee: il [[Positivismo|positivista]] [[Raffaele Schiattarella]], che insegnò a Palermo Filosofia del diritto dal 1881: una filosofia audacemente materialistica e atea, che destò l'entusiasmo di migliaia di giovani e lo scandalo e il terrore di tutti gli animi timorati, compreso il buon Di Giovanni. Contro i suoi colleghi [[Spiritualismo|spiritualisti]] saettava egli di tutta sua forza con parola irruente di fede e di sarcasmo; e senza contribuire di certo, per la parte sua, checché egli ne pensasse, al progresso della scienza, perpetuava bensì e meglio degli stessi siciliani interpretava lo spirito tradizionale della cultura isolana, mentre dava ai giovani la illusione d'essere introdotti nel più vivo della scienza moderna. (cap. VIII, p. 141)
*[...] lo Schiattarella cogli anni si fece sempre più acre e aggressivo, aizzato forse dalla guerra che gli facevano i giornali cattolici e i colleghi metafisici, com'egli per istrazio chiamavali, e teologizzanti. (cap. VIII, p. 146)
==Citazioni su Giovanni Gentile==
*Benché «filosofo del fascismo», secondo la definizione che accompagnava abitualmente il suo nome, Gentile proteggeva l'autonomia della Normale dalle ingerenze di [[Carlo Scorza]], responsabile dei Fasci giovanili, e cercava di tenere la politica lontana, per quanto possibile, dallo straordinario palazzo del [[Giorgio Vasari|Vasari]] che domina la piazza dei Cavalieri. ([[Sergio Romano]])
*Egli credeva – si direbbe – che spettasse alla realtà di modellarsi sul suo coerente e metafisico speculare e non viceversa. Passò dal liberalismo al fascismo – e vi rimase fedele fino alla morte – perché credette di veder realizzata, nella sua barbarie vichianamente generosa, la lezione morale di [[Francesco De Sanctis]], cioè una riforma etico-religiosa del tradizionale carattere italiano, scettico e sorridente. ([[Giampiero Carocci]])
*Gentile fu un filosofo dedito ad un'impresa che, così possente, anch'essa da secoli non si vedeva: pensare, dar forma, organizzare, diffondere una [[filosofia italiana]], cioè una [[filosofia]] per l'[[Italia]], una filosofia dell'Italia, secondo una tradizione di pensiero politico che Gentile vedeva partire da [[Dante]] e arrivare a lui medesimo. ([[Marcello Pera]])
*Il Gentile aveva sempre scritto che non c'è posto per l'immediatezza, e che "tutto è mediazione". E sbagliava; perché, proprio lui, era il teorico dell'atto puro; atto puro significa che ogni atto è nuovo, spontaneo, dunque senza una mediazione che lo porta sulle mani già aperte. Questo suo atto puro era l'equivalente dell'immediatezza, o del sentire puro. ([[Giovanni Giraldi]])
*La ''Filosofia dell'arte'', scritta nel 1931, è un punto cruciale nel pensiero del Gentile. Qui l'arte esiste soltanto se non è risolta nel pensiero pensante, cosa che d'altra parte non può non fare. Però se l'arte si risolve nel pensiero pensante è pensiero e non arte e come arte non esiste. L'arte si pone ma ponendosi si nega: è inafferrabile, si può vivere ma non pensare. Se si pensa muore. ([[Enzo Paci]])
*Originalità delle idee, e fedeltà alle proprie idee, han fatto di Giovanni Gentile il più filosofo dei filosofi dell'età nostra, talché, per trovare altro nome che possa stargli a fianco, in quanto a purezza, convien ricorrere a quello di Spinoza. ([[Renato Mucci]])
*Per suo merito la pedagogia italiana è giunta ad una profondità e semplicità di concetti alla quale altrove non si è ancora sollevata, e per suo precipuo merito non solo la scienza ma la pratica e la politica dell'educazione è ora in Italia tutta in rivolgimento e crescenza. Grande è infatti l'autorità di lui in ogni ordine di scuole, perché ha vissuto profondamente la vita della scuola e l'ama con ardore. ([[Benedetto Croce]])
*Se Gentile fu spesso il filosofo delle identificazioni, e soluzioni, meramente verbali, [[Benedetto Croce|Croce]] fu sempre sollecito soprattutto della distinzione, ossia della chiarezza concettuale. ([[Eugenio Garin]])
*Si deve riconoscere che Gentile, con impegno e genialità speculativa, ha reso al Soggetto la sua dignità, che è la dignità dell'Atto; resta obliterata la dignità dell'Oggetto: questo ''usque recurrit''. ([[Giovanni Giraldi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giovanni Gentile, ''Discorsi di religione'', Sansoni, Firenze, 1957.
*Giovanni Gentile, ''Giordano Bruno'', Vallecchi, 1925².
*Giovanni Gentile, ''Il modernismo e i rapporti tra religione e filosofia'', Sansoni, Firenze, 1962.
*Giovanni Gentile, ''[https://archive.org/details/GentileTramontoCulturaSiciliana/mode/1up Il tramonto della cultura siciliana]'', Nicola Zanichelli editore, Bologna, 1920.
==Voci correlate==
*[[Riforma Gentile]]
==Altri progetti==
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[[Immagine:Giovanni Gentile.png|thumb|Giovanni Gentile]]
'''Giovanni Gentile''' (1875 – 1944), filosofo italiano.
==Citazioni di Giovanni Gentile==
*[[Giovanni Marchesini (filosofo)|Giovanni Marchesini]] ha pubblicato un volume col titolo: ''La vita e il pensiero di Roberto Ardigò''. Esso si apre con due ritratti; il primo dei quali ci presenta il canonico [[Roberto Ardigò]], a trentacinque anni, la faccia sospirosa e gli occhi misticamente rivolti verso il cielo; il secondo, il prof. Ardigò, settantenne, la lunga barba fluente, la fronte spianata e serena e lo sguardo tra il curioso e il soddisfatto, fisso con ferma insistenza a ciò che gli è dinanzi. Due fisonomie cosi diverse, che, a non saperlo, difficilmente s'indovinerebbe che sono della stessa persona. Così, nel lavoro del prof. Marchesini, che con questo libro ha voluto pagare un vecchio debito di riconoscenza al suo maestro – dopo averne con tanti manuali scolastici procurato di diffondere le dottrine, – trovi gli uni accanto agli altri i documenti spirituali del can. Ardigò e del prof. Ardigò; e non riesci a vedere come il canonico e il professore siano stati un solo uomo e il primo abbia potuto trasformarsi nel secondo; quale, insomma, sia stato lo svolgimento morale e intellettuale di quest'anima, di cui tuttavia l'autore ci promette di rappresentare la vita e il pensiero.<ref>Da ''[https://archive.org/details/saggicriticiseri00gent/page/243/mode/1up Una biografia dell'Ardigò]'', in ''Saggi critici'', Serie prima, Riccardo Ricciardi Editore, Napoli, 1921, cap. XV, pp. 243-244.</ref>
*Gli uomini che ragionano sempre non fanno la [[storia]].<ref>Da ''Il liberalismo di Cavour'', in ''Che cosa è il fascismo'', Vallecchi.</ref>
*Il martirio di [[Giordano Bruno]] ha un significato speciale nella storia della cultura, poiché non fu conflitto di coscienze individuali diverse; ma necessaria conseguenza del progresso dello spirito umano, che Bruno impersonò al cadere del Cinquecento, quando si chiudeva col Rinascimento tutta la vecchia storia della civiltà d'Europa: del progresso dello spirito, che giunse in lui ad avvertire per la prima volta, e quindi a sorpassare, la contraddizione, che fin dal Medio Evo lo dilaniava, tra sé e sé medesimo: tra spirito che crede, e professa di non intendere, e spirito che intende, e professa di intendere, cioè farsi da sé la verità sua.<ref>Citato in ''[http://www.paginadelleidee.net/4_filosofia/filosofia5.htm Giordano Bruno e il pensiero del Rinascimento]'', ''Pagina delle idee''.</ref>
*Il presupposto individualistico è la base del [[giusnaturalismo]] e del conseguente contrattualismo: ossia di tutto il pensiero liberale moderno prima di Hegel. Il diritto naturale è infatti il diritto dell'individuo di fronte allo Stato: un diritto che lo Stato deve riconoscere perché preesistente come condizione della sua esistenza; almeno come attributo dei soggetti individuali che dello Stato sono la materia necessaria.<ref>Da ''I fondamenti della filosofia del diritto'', Sansoni, Firenze, 1937, [https://archive.org/details/GentileFilosofiaDiritto/page/n106/mode/1up cap. VII, pp. 103-104].</ref>
*La filosofia non è erudizione. Molte sono le materie insegnate nelle scuole medie che sono per loro natura dominate dalla tendenza a riuscire un semplice corredo del cervello. Troppi già sono i dati, i ragguagli d'ogni sorta, di cui si pretende rimpinzare le menti, nell'età del più vigoroso sviluppo, quando più esse hanno bisogno d'aria e di libertà. E la filosofia, trattata essa stessa come un certo numero di questioni, di cui convenga informarsi e di molte nozioni da appropriarsi, è una nuova causa di malattìa che si aggiunge alle altre; laddove essa dovrebbe essere una medicina o un corroborante, onde si conservi o riacquisti il vigore della mente e tutte le materie di stadio possano quindi valere di vital nutrimento. La filosofia dev'essere, sia pure inizialmente, costituzione della personalità: quella che ordinariamente si dice educazione morale, ma che non può darci il vero carattere, il vero uomo, se non si suggella colla coscienza che l'uomo deve avere di se stesso, della sua dignità e del suo posto nel mondo, della sua natura e del suo conseguente destino.<ref name="Società Filosofica Italiana">Citato da Giovanni Gentile, [https://archive.org/details/giornalecritico00gentgoog/page/n126/mode/2up ''Note e Notizie''], in ''Giornale critico della filosofia italiana''], 1920, p. 118.</ref>
*La [[filosofia]] non è una o più conoscenze, ma è pensiero; non è contenuto, ma forma del sapere. E quando della stessa forma del sapere s'è fatto un contenuto, non solo non si è appresa la filosofia, ma si è finito per mettersi in condizione di non più capire in che la filosofia possa consistere.<ref name="Società Filosofica Italiana" />
*La [[scuola]] dev'essere laica, perché di sua natura essa è laica. [...] Un insegnamento laico nella scuola elementare è un assurdo: soltanto la [[scuola media]], aperta alla filosofia, può aspirare a quella piú alta laicità. [...] Dove il concetto non può entrare, perché suppone un'attitudine filosofica che non è del popolo e non è dei bambini, il mito è tutta la verità. Stia il popolo-bambino contento a un insegnamento esoterico. Lo spirito di verità verrà dopo, con gli anni, se potrà venire. [...] L'istruzione morale della scuola elementare dovrebbe (o dovrà essere) schiettamente religiosa e, se o in quanto cattolica, affidata alla Chiesa.<ref>Discorso al Congresso nazionale della Fnism, Federazione nazionale insegnanti scuole medie, 1907, da ''Scuola e filosofia'', R. Sandron, 1908; citato in Mario A. Manacorda, ''Scuola pubblica o privata?'', Editori Riuniti, Roma, 1999, p. 36.</ref>
*La sola realtà solida, che mi sia dato affermare, e con la quale deve perciò legarsi ogni realtà che io possa pensare, è quella stessa che pensa; la quale si realizza, ed è così una realtà, soltanto nell'atto che si pensa.<ref>Da ''Introduzione alla filosofia'', "Il principio della filosofia attualistica". Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*La vera [[vita]] è riflessione su se stessa.<ref>Da ''Che cosa è il fascismo?''.</ref>
*Non si deve trovar posto per tutti. [...] La [[riforma Gentile|riforma]] tende proprio a questo, a ridurre la popolazione scolastica.<ref>Da ''Il fascismo al governo della scuola (novembre '22-aprile '24)'', R. Sandron, 1924; citato in Mario A. Manacorda, ''Scuola pubblica o privata?'', p. 39.</ref>
*Quella del [[Michele Losacco|Losacco]] è la prima monografia italiana intorno allo [[Friedrich Schelling|Schelling]].<ref>{{maiuscoletto|Michele Losacco}}, ''Schelling'', Palermo, Sandron, 1914. {{NDR|N.d.A.}}</ref> Il prof. Losacco vi si è preparato con uno studio accurato di tutti gli scritti dello Schelling, due opere del quale – le più importanti – aveva già tradotte egregiamente in italiano; ha veduto tutto ciò che di meglio si è scritto sulla filosofia dello Schelling, a cominciare da' suoi maggiori contemporanei fino ai lavori critici e storici più recenti; e ha scritto un libro che fa onore agli studi italiani: un libro, che si legge molto volentieri per l'animata e spigliata rappresentazione che fa dell'ambiente letterario, nel quale si svolse la vita dello Schelling, e per l'esposizione particolareggiata, fedele e compiuta che ci dà del pensiero di questo filosofo nel suo storico svolgimento e nelle sue attinenze con i sistemi contemporanei. Un libro, poi, scritto con semplicità, chiarezza e lindura di forma, che non sono pregi frequenti nei libri filosofici italiani. Sarà letto perciò, e con vantaggio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/GentileStoriaFilosofia/mode/1up Frammenti di storia della filosofia]'', Serie prima, Giuseppe Carabba editore, Lanciano, 1926, cap. IX, p. 105.</ref>
*Questo, per me, è [[fascismo]]. È quel fascismo che può affermare con giusto orgoglio: io non sono partito, ma sono l'Italia. È il fascismo che può e deve chiamare a raccolta per ogni impresa nazionale tutti gl'Italiani: anche quelli dell'antimanifesto. I quali, se risponderanno all'appello, non verranno [...] per fare dell'antifascismo: verranno, almeno nell'Enciclopedia, a portare il contributo della loro competenza: a far della matematica o della chimica o della fisica, e insomma della scienza.<ref>Da ''L'Enciclopedia Italiana e il fascismo'', lettera al direttore de "La Tribuna", 28 aprile 1926; citato in Angelo Guerraggio, Pietro Nastasi, ''Matematica in camicia nera'', Bruno Mondadori, 2005, p. 91.</ref>
*Secondo il [[Contratto sociale|contrattualismo]], lo Stato va concepito semplice ''mezzo'' della realizzazione della libertà, ossia della stessa realtà spirituale che sola restava in conseguenza del giusnaturalismo: la realtà dell'individuo, che, non essendo universale e trovandosi perciò a dover esistere insieme con quella degli altri individui, riconosce la necessità di un accordo, in cui il limite reciproco della sconfinata libertà naturale renda compossibile l'armonica convivenza dei diversi individui. L'accordo nasce dall'adesione della volontà individuale; e intanto quindi c'è, in quanto questa volontà lo vuole.<ref>Da ''I fondamenti della filosofia del diritto'', Sansoni, Firenze, 1937, [https://archive.org/details/GentileFilosofiaDiritto/page/n107/mode/1up cap. VII, pp. 104-105].</ref>
*Tradurre, in verità, è la condizione d'ogni pensare e d'ogni apprendere.<ref>Da ''Frammenti di estetica e letteratura'', R. Carabba, 1920; citato in [[George Steiner]], ''After Babel'', Oxford University Press, New York e Londra 1975, p. 251.</ref>
*{{NDR|Riferendosi all'[[Attualismo (filosofia)|attualismo]]}} Una filosofia come questa può parere che con anima giacobina neghi il passato, poiché non si lascia nulla alle spalle e ci orienta verso il futuro. Ma può anche parere che neghi il futuro, poiché la realtà per lei è atto, e l'atto è il presente da cui non si passa al futuro; quel presente, in confronto del quale, come in confronto con Dio per la vecchia teologia, il futuro è esso stesso un passato.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sistemadilogicac00gentuoft Sistema di logica come teoria del conoscere]'', Giuseppe Laterza & Figli, Bari, 1922, p. 329; citato in [[Eugenio Garin]], ''Storia della filosofia italiana'', terza ed., Edizione CDE su licenza della Giulio Einaudi editore, Milano, 1989, vol. 3, p. 378.</ref>
*Unico, vero, concreto, completo maestro dell'uomo è lo Spirito universale.<ref>Citato in [[Sergei Hessen]], ''Ideologia e autonomia dell'educazione e della pedagogia'', Armando Armando Editore, Roma, 1962.</ref>
==''Discorsi di religione''==
*[[Pensiero|Pensare]], dunque, è sempre [[filosofia|filosofare]]. (p. 38)
*Agli altri infatti non si può [[comandare]] che servendoli. (p. 39)
*Ma quello che diciamo praticamente [[morale]], non è altro da quello che teoricamente diciamo filosofia. La distinzione deriva, a nostro modo di vedere, dal concepire astrattamente il bene, che è oggetto della morale, e la verità, che è oggetto della filosofia [...]. (p. 44)
==''Giordano Bruno''==
*Anche la filosofia del [[Giordano Bruno|Bruno]] presupponeva e svolgeva il concetto dell'immanenza del divino nella natura e nell'uomo; e intanto non negava il principio speculativo della teologia cristiana, della trascendenza di Dio. (p. 302)
*Giordano Bruno è la conchiusione logica di tutto il Rinascimento, benché abbia dovuto attendere più di due secoli che fosse apprezzato il suo valore. (p. 300)
*Il [[Giordano Bruno|suo]] Dio è il Dio del filosofo, la natura di [[Baruch Spinoza|Spinoza]], da lui stesso definita: ''Deus in rebus''. La distinzione dei due lumi, della natura umana e della grazia superinfusa, della ragione e della fede, della filosofia e della teologia era antica; e può dirsi uno dei luoghi comuni della Scolastica. Ma in Bruno, che scalza la trascendenza su cui si fondava quella filosofia medievale che poteva servire la teologia; in [[Galileo Galilei|Galileo]], che distrugge il geocentrismo così congruo con le imperfette idee teistiche e teologiche che il Cristianesimo aveva ereditate dal Vecchio Testamento e dalla filosofia aristotelica, la distinzione acquista valore profondamente diverso; e delle due verità, l'una della ragione e l'altra della fede, Bruno filosofo ne riconosce una sola, la prima.
==''Il modernismo e i rapporti tra religione e filosofia''==
===[[Incipit]]===
Certo, dal tempo del Bossuet, che affermava, essere la scienza della tradizione la vera scienza ecclesiastica e anche dal tempo degli scandali che suscitavano le ardite negazioni della scuola di Tubinga, siamo molto lontani.
===Citazioni===
*E la stessa "Protesta" ormai accenna a finire una specie di religione naturale, che è filosofia, il cattolicesimo ha trionfato sempre, e sopravvive. Le [[contraddizione|contraddizioni]] non si risolvono infatti con la negazione d'uno dei due termini contraddittori, che hanno sempre entrambi la loro profonda e ineluttabile ragion d'essere, ma con l'affermazione e cioè con in realizzazione dell'unità superiore, in cui i [[contrario|contrarii]] coincidono. Nel cattolicesimo resta il problema senza la soluzione; i misteri hanno la soluzione, ma di qua dal problema: e in ciò consiste la loro fatale sconfitta, sul terreno religioso, di fronte ai cattolicesimo. (p. 46)
*Inutile, perciò, e peggio che inutile, lamentare la poca religiosità o intimità del cattolicesimo. Il cattolicesimo è quale deve essere: la sua forza è appunto in quell'equilibrio che non si mantiene se non a spese della pietà, da una parte, come dell'organizzazione sociale dall'altra: dell'intimità così come dell'esteriorità, della libertà come dell'autorità. Non c'è che fare: bisogna piegare il capo. Ribellarsi è da bambini che ancora non sono capaci d'intendere la ferrea necessità della vita. (p. 46)
*Il misticismo, l'intimità della religione, il metodo dell'immanenza con l'annesso prammatismo religioso, sarebbero a rigore, e l'abbiamo apertamente dimostrato a proposito del Laberthonierre, la negazione della trascendenza; cioè non del cattolicesmo post-tridentino, ma della stessa religione, in quanto tale. Una volta che noi possiamo trovar Dio soltanto in noi, e intenderle solo secondo le nostre esigenze vitali, la Chiesa, come tradizione liberatrice della Rivelazione, e, cioè la stessa Rivelazione e quindi la posizione estrinseca del divino allo spirito, è distrutta; e il, bisogno religioso non può essere più appagato altrimenti che con l'elaborazione razionale dell'oggetto, che si è trovato nello spirito; cioè con la filosofia che crea Dio. (p. 46)
*Allora si ha un bel protestare, che la religione non si sa concepire se non come funzione sociale dello spirito, quasi coscienza dello spirito storico, che è vissuto come si dice, nella collettività. Una delle due: o questa società, questa chiesa, è la Chiesa che la ragione crea, o ricrea a se stessa con la sua filosofia; e allora dalla chiesa vera e propria della religione in realtà siamo usciti e restiamo nel razionalismo puro. O la chiesa è la chiesa di fatto, quella tale chiesa bene o male rappresentata da [[Pio X]]; e allora bisogna umilmente tacere quando Pio parla e ricordarsi che Dio, la verità non è dell'individuo ma della Chiesa. (p. 47)
*Il Cristo giovanneo è un Cristo assolutamente diverso dal Cristo dei sinottici: sono due storie differenti, dice esplicito il [[Friedrich von Hügel|von Hugel]]. Appunto, questa molteplicità di Cristi è la vera conclusione della veduta intellettualistica, astraente, frammentaria e atomista della storia storica: con la conseguenza che non solo in fine non si potrà dire che il vero Cristo sia quello della Chiesa, o poniamo, quello di Giovani, anzi che quello più antico dei sinottici; ma né anche, in verità che si sia un Cristo eterno, almeno per ''nos christologies''. L'agnosticismo additato dall'Enciclica ''Pascendi'' salta fuori sempre, ostinatamente. (p. 58)
*L'idea newmaniana di sviluppo è un'idea cattolica, se lo sviluppo s'intende come va inteso; per cui nel germe c'è già logicamente, e quindi necessariamente, tutta la realtà che ne deve scattar fuori; quella realtà che vi si può vedere a patto che non ci si contenti, come vuole il Loisy, del fenomeno e del telescopio ma si vada più addentro: non certo con la storia, bensì con la fede, o in generale col nostro spirito. In realtà dunque il [[Blondel]] ha ragione: cotesto Cristo della storia pura è ''assise geologique''; non è germe. (p. 58)
*Lo scolastico conosce [[Dio]], il modernista lo ricrea in se stesso, ne ridesta immagine, che ha nel suo profondo, la ravviva, ne forma quasi o ne informa, tutto il proprio essere. Lo scolastico ignaro del tesoro che cela nel proprio animo, cerca Dio con l'occhio inquieto e smarrito fuori di sé, il modernista rientra in se stesso e si travaglia col volere operoso intorno al suo stesso sentimento, che gli può fare intendere il mondo. (p. 59)
*Il motivo di questa vera filosofia è che l'oggetto dello spirito, la verità è lo spirito stesso: l'immanenza, secondo la terminologia modernistica. Questo è appunto il principio della moderna filosofia da Cartesio in qua: e il Blondel ha creduto di dover partire di lì per rinnovare nell'apologetica quello che Tommaso esaltava come il ''modus antiquorum doctorum''. Il metodo già l'aveva additato Agostino e, per dir la verità, prima di tutti Plotino. (p. 59)
*A chi opponesse, che la coscienza è pretesto al mondo per affermare diritti al proprio arbitrio e capriccio, rispondono: «Quale delle opere di Dio l'uomo non sa profanare? Per noi, educati al [[cattolicesimo]], la coscienza resta l'apprensione individuale della legge naturale posta da Dio in tutte le cose create». Ma allora hanno ragione i protestanti, che vogliono l'autonomia della coscienza piena, senza restrizioni, e il giudizio privato guida ordinaria di tutta la vita religiosa? «No – dicono – per noi l'atto normale della vita religiosa è la educazione della coscienza individuale alla vita della [[Chiesa]]; attraverso l'adesione a questa, epperò la sommessione all'autorità, l'individuo e messo a parte di tutti i mezzi di Vita spirituale, di cui dispone la società religiosa: dottrina e sacramenti, e nell'obbedienza, ottiene la libertà vera. Ma la coscienza stessa resta sempre il soggetto obbediente: è per lei e per i suoi giudizi primi ed elementari che ha valore la nostra accettazione della Chiesa. Epperò non potrà essere mai consentita un'offesa a quelle sue prime esigenze. Insomma, il ricorso alla [[coscienza]] è il caso d'eccezione, di cui non è l'autorità stessa, che possa giudicare la legittimità, perché altrimenti sarebbe illusoria la possibilità di un tale appello supremo al tribunale della scienza. (p. 68)
*Ora se un cattolicesimo potesse reggersi su questa dottrina, per conto mio, estraneo alla fede del ''Rinnovamento'', mi sentirei praticamente obbligato a sostenerne la propaganda. Ma che dottrina è questa? Se l'ultima parola, quando l'autorità sia in conflitto con la coscienza, spetta alla coscienza, non è chiaro che l'ultima parola alla coscienza spetta sempre, anche quando pare che si obbedisca umilmente? La coscienza potrebbe dire a se stessa: «Qui non è il caso di conflitto e di appello» senza esaminare e giudicare in sede di cassazione? Nella autorità e bella obbedienza cotesta, in cui nessuna sentenza alla prima, per se stessa, senza la sanzione della coscienza, avrebbe vigore! L'eccezione, una volta ammessa, qui, come in tanti altri casi, è regola, magari non esplicita, ma sempre una regola. Infatti, dicono benissimo l'[[Alfieri]] e il [[Casati]] che l'obbedienza stessa suppone la coscienza che obbedisce come soggetto! Dunque non è possibile obbedienza che distrugga la coscienza. (p. 69)
*Quanto al contenuto di questa coscienza individuale, che i direttori del ''Rinnovamento'' intendono mantenere, non si può essere neppure d'accordo con loro. Essi, cattolici, intendono collaborare con gli acattolici alla scienza; alla scienza intesa alla [[Loisy]]: studio positivo del fatto religioso considerato nel suo aspetto umano, ossia come stato di coscienza, con tutte le ripercussioni nella vita sociale; ricerca di una filosofia capace di valutare il fatto religioso come mediazione tra il finito e l'infinito. In questo studio e in questa ricerca il loro cattolicesimo non vale come verità, ma come esperienza vissuta. (p. 69)
===[[Explicit]]===
Ma in questa pace lo spirito che ha raggiunto la coscienza della propria natura non ha più nulla da respingere da sé; ché tutto si concentra nell'atto suo. Tanto meno l'arte e la religione, che sono le sue forme assolute, conciliate e fuse nella somma di tutte, la filosofia. La quale non può essere se stessa senza scaldarsi agli entusiasmi della vita intima della verità e senza assoggettarsi umilmente alla divina legge di essa, sanzionata liberamente dalla ragione.
==''Il tramonto della cultura siciliana''==
*[...] il [[Giuseppe Pitrè|Pitrè]] rimase legato e come rapito nello studio dell'anima popolare. E la memoria portentosa gli si venne a ora a ora popolando delle vive immagini della vita, in cui cotesta anima si riversa, pronte a risorgere nella fantasia, palpitanti della loro vita primitiva, oggetto di estetica contemplazione anzi che di analisi storica e di giudizio. Chi ha letto il suo studio sugli ''Esseri soprannaturali e maravigliosi'' nelle credenze popolari siciliane, ricorderà il vivo ritratto che vi si fa dello strano e pur tanto caratteristico culto per «le anime dei corpi decollati», ossia dei giustiziati, che diventano genii benefici, autori dei più generosi prodigi, e ricevono perciò preghiere di {{sic|divoti}}, offerte ed ''ex-voto''; e chiese speciali sono loro dedicate. (cap. VI, p. 111)
*Uno dei più belli studi del Pitrè è quello su ''Le tradizioni cavalleresche popolari in Sicilia'', pubblicato la prima volta nella ''Romania''; nel quale l'interesse storico e scientifico derivante dalla novità e copia delle notizie è singolarmente accresciuto dalla vivezza drammatica della vita popolare, in cui il Pitrè raccolse con laboriose indagini il suo materiale: in guisa che le tradizioni ci vengono rappresentate nel vivo contorno spirituale, nel quale esse fioriscono da secoli e si perpetuano; e quel [[Teatro di figura|teatro delle marionette]] (o ''opra di li pupi'', come lo dice il popolo di Sicilia), spregiato come luogo e spettacolo plebeo dai signori di Palermo, si illumina nelle pagine del Pitrè di una luce poetica. E in mezzo alla più schietta commozione di simpatia spunta appena qua e là un lieve e discreto accenno di umorismo. (cap. VI, p. 116)
*L'uno e l'altro {{NDR|[[Simone Corleo]] e [[Vincenzo Di Giovanni (filologo)|Vincenzo Di Giovanni]]}} vollero concepita [[Spiritualismo|spiritualisticamente]] la vita, e insegnarono l'esistenza di Dio e l'immortalità dell'anima. Ma la filosofia dell'identità, in cui si crogiolò tutta la vita il Corleo, è una [[Monade|monadologia]] tutta meccanisticamente costruita, in cui Dio e l'anima rimangono puri nomi, e non c'è logica che possa giustificarli. E tutta l'impostatura mentale, per dir così, del Corleo è quella del più cieco [[Meccanicismo|meccanista]], che non abbia mai sospettato il carattere proprio dell'attività e del valore dello spirito. Il Di Giovanni filosofo ripete, nella forma affatto<ref>Nel testo "affato".</ref> estrinseca del [[Vincenzo Gioberti|giobertismo]], vecchi motivi, in cui è troppo evidente l'assenza di quell'intima adesione, che è la vera vita d'una dottrina e il fervore di chi la professa: ripete, insomma, scolasticamente e meccanicamente. E la sua vita invece è nell'erudizione, che egli rivolse anche alla biografia e agli scritti dei filosofi nati o vissuti in Sicilia dai tempi di Senofane e di Empedocle fino a quelli del D'Acquisto e del Corleo. (cap. VIII, p. 140)
*Un vero fermento di spiriti suscitò [...] nella stessa università {{NDR|di Palermo}} un altro filosofo {{NDR|oltre a Simone Corleo e Vincenzo Di Giovanni}}, non siciliano, ma che indubbiamente nell'ultimo ventennio del secolo esercitò, un forte influsso sulla cultura dell'isola, scotendo e attraendo a sé gli animi giovanili con la forza delle sue convinzioni e la lucida e vivace esposizione delle sue idee: il [[Positivismo|positivista]] [[Raffaele Schiattarella]], che insegnò a Palermo Filosofia del diritto dal 1881: una filosofia audacemente materialistica e atea, che destò l'entusiasmo di migliaia di giovani e lo scandalo e il terrore di tutti gli animi timorati, compreso il buon Di Giovanni. Contro i suoi colleghi [[Spiritualismo|spiritualisti]] saettava egli di tutta sua forza con parola irruente di fede e di sarcasmo; e senza contribuire di certo, per la parte sua, checché egli ne pensasse, al progresso della scienza, perpetuava bensì e meglio degli stessi siciliani interpretava lo spirito tradizionale della cultura isolana, mentre dava ai giovani la illusione d'essere introdotti nel più vivo della scienza moderna. (cap. VIII, p. 141)
*[...] lo Schiattarella cogli anni si fece sempre più acre e aggressivo, aizzato forse dalla guerra che gli facevano i giornali cattolici e i colleghi metafisici, com'egli per istrazio chiamavali, e teologizzanti. (cap. VIII, p. 146)
==Citazioni su Giovanni Gentile==
*Benché «filosofo del fascismo», secondo la definizione che accompagnava abitualmente il suo nome, Gentile proteggeva l'autonomia della Normale dalle ingerenze di [[Carlo Scorza]], responsabile dei Fasci giovanili, e cercava di tenere la politica lontana, per quanto possibile, dallo straordinario palazzo del [[Giorgio Vasari|Vasari]] che domina la piazza dei Cavalieri. ([[Sergio Romano]])
*Egli credeva – si direbbe – che spettasse alla realtà di modellarsi sul suo coerente e metafisico speculare e non viceversa. Passò dal liberalismo al fascismo – e vi rimase fedele fino alla morte – perché credette di veder realizzata, nella sua barbarie vichianamente generosa, la lezione morale di [[Francesco De Sanctis]], cioè una riforma etico-religiosa del tradizionale carattere italiano, scettico e sorridente. ([[Giampiero Carocci]])
*Gentile fu un filosofo dedito ad un'impresa che, così possente, anch'essa da secoli non si vedeva: pensare, dar forma, organizzare, diffondere una [[filosofia italiana]], cioè una [[filosofia]] per l'[[Italia]], una filosofia dell'Italia, secondo una tradizione di pensiero politico che Gentile vedeva partire da [[Dante]] e arrivare a lui medesimo. ([[Marcello Pera]])
*Il Gentile aveva sempre scritto che non c'è posto per l'immediatezza, e che "tutto è mediazione". E sbagliava; perché, proprio lui, era il teorico dell'atto puro; atto puro significa che ogni atto è nuovo, spontaneo, dunque senza una mediazione che lo porta sulle mani già aperte. Questo suo atto puro era l'equivalente dell'immediatezza, o del sentire puro. ([[Giovanni Giraldi]])
*La ''Filosofia dell'arte'', scritta nel 1931, è un punto cruciale nel pensiero del Gentile. Qui l'arte esiste soltanto se non è risolta nel pensiero pensante, cosa che d'altra parte non può non fare. Però se l'arte si risolve nel pensiero pensante è pensiero e non arte e come arte non esiste. L'arte si pone ma ponendosi si nega: è inafferrabile, si può vivere ma non pensare. Se si pensa muore. ([[Enzo Paci]])
*Originalità delle idee, e fedeltà alle proprie idee, han fatto di Giovanni Gentile il più filosofo dei filosofi dell'età nostra, talché, per trovare altro nome che possa stargli a fianco, in quanto a purezza, convien ricorrere a quello di Spinoza. ([[Renato Mucci]])
*Per suo merito la pedagogia italiana è giunta ad una profondità e semplicità di concetti alla quale altrove non si è ancora sollevata, e per suo precipuo merito non solo la scienza ma la pratica e la politica dell'educazione è ora in Italia tutta in rivolgimento e crescenza. Grande è infatti l'autorità di lui in ogni ordine di scuole, perché ha vissuto profondamente la vita della scuola e l'ama con ardore. ([[Benedetto Croce]])
*Se Gentile fu spesso il filosofo delle identificazioni, e soluzioni, meramente verbali, [[Benedetto Croce|Croce]] fu sempre sollecito soprattutto della distinzione, ossia della chiarezza concettuale. ([[Eugenio Garin]])
*Si deve riconoscere che Gentile, con impegno e genialità speculativa, ha reso al Soggetto la sua dignità, che è la dignità dell'Atto; resta obliterata la dignità dell'Oggetto: questo ''usque recurrit''. ([[Giovanni Giraldi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giovanni Gentile, ''Discorsi di religione'', Sansoni, Firenze, 1957.
*Giovanni Gentile, ''Giordano Bruno'', Vallecchi, 1925².
*Giovanni Gentile, ''Il modernismo e i rapporti tra religione e filosofia'', Sansoni, Firenze, 1962.
*Giovanni Gentile, ''[https://archive.org/details/GentileTramontoCulturaSiciliana/mode/1up Il tramonto della cultura siciliana]'', Nicola Zanichelli editore, Bologna, 1920.
==Voci correlate==
*[[Riforma Gentile]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Gentile, Giovanni}}
[[Categoria:Filosofi italiani]]
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Tu la conosci Claudia?
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2026-10-06T16:36:38Z
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/* Dialoghi */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolooriginale=Tu la conosci Claudia?
|paese=Italia
|anno=2004
|genere=commedia
|regista=[[Massimo Venier]]
|soggetto = [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]]
|sceneggiatore = [[Aldo, Giovanni & Giacomo]], [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]]
|attori =
*[[Giovanni Storti]]: Giovanni
*[[Aldo Baglio]]: Aldo
*[[Giacomo Poretti]]: Giacomo
*[[Paola Cortellesi]]: Claudia, moglie di Giovanni
*[[Sandra Ceccarelli]]: Silvia, l'ex-moglie di Giacomo
*[[Ottavia Piccolo]]: analista
*[[Rossy de Palma]]: Claudia
*[[Marco Messeri]]: Vanni Maceria, il meccanico
*[[Daniela Cristofori]]: amica di Claudia
*[[Silvana Fallisi]]: Luciana
*[[Max Pisu]]: cliente del taxi
|note=
}}
'''''Tu la conosci Claudia?''''', film italiano del 2004 con [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] e [[Paola Cortellesi]], regia di [[Massimo Venier]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Sì, lo so cosa state per dire: "Che palle, la [[voce fuori campo]]!". Lo penso sempre anche io quando vado al cinema, ma c'è da dire che è comoda. Due frasettine in croce, e hai spiegato tutto quello che c'è da spiegare. Quindi facciamo così, decidete voi: mezz'ora di noia mortale e scene emblematiche che ti spiegano chi sono i personaggi, che lavoro fanno, che problemi hanno, oppure un minuto di voce fuori campo. Perfetto: voce fuori campo! ('''Claudia''')
==Frasi==
*Allora... io mi chiamo Claudia. E questo è Giovanni, è mio marito. L'ho sposato sette anni fa, e non chiedetemi perché... non mi ricordo. Non abbiamo avuto figli. All'inizio non li voleva lui, poi non li volevo io, e adesso... insomma, diciamo che abbiamo smesso di parlarne. E... non solo di parlarne...! Una volta al mese, mio marito fa un esame di coscienza... così, giusto per vedere se è tutto a posto, se le cose tra noi vanno bene e se si può fare qualcosa per migliorarle. Uno... due... tre... quattro... cinque secondi. Eh, più del solito! Se c'è un filo di crisi nel nostro matrimonio... forse non è tutta colpa mia. Questo, invece, è Aldo... e Aldo... be', Aldo è un po' un caso a parte. Chi sia Aldo per me è un po' difficile da spiegare... non che mi vergogni, eh, per carità... non fraintendetemi. È che se dovessi spiegarvi come ci siamo conosciuti e come è andata a finire, e tutta una serie di dettagli che stanno in mezzo... insomma, giuro che non è colpa mia! È successo tutto per caso... eh, mi sono messa in un grande casino! ('''Claudia''')
*Senta, io mi prendo le mie responsabilità, ma siamo sicuri che il chiosco non sia abusivo? ('''Aldo''') {{NDR|dopo aver investito una bancarella}}
*E poi c'è Giacomino. Giacomo è facile: avete presente il luogo comune trito e ritrito dell'uomo che ha superato i [[quarantenne|40 anni]], e comincia a sentire lontano lontano l'odorino della morte? E allora si mette lì a fare un bilancio della sua vita di quello che ha, quello che non ha, di quello che ha fatto, di quello che non ha fatto, e di quello che gli resta da fare? Ecco, quel luogo comune lì... solo un po' più basso... è Giacomo. Ecco, adesso sta facendo una scommessa con se stesso. Ed è davvero convinto che se farà canestro, la sua vita cambierà. Vabbe'... sarà per un'altra volta! E per finire... eccomi qua. Questa sono io. Parlare di me mi ha sempre imbarazzata, divento tutta rossa, mi sudano le ascelle. È uno dei miei problemi, ma... ci sto lavorando. Dietro quella porta che sta per aprirsi, c'è il finale di questa storia. Facciamo così, decidete voi: restiamo qui altri dieci secondi aspettando che si apra, oppure arriva il buio, vi sorbite tutta la storia e ci rivediamo qui fra un'ora e mezza. Mi spiace, stavolta decido io: Buio! ('''Claudia''')
*Lo sai che Giulia ha fatto una cura dimagrante a base di [[banana|banane]]? Veramente: è dimagrita? No! Però devi vedere come si arrampica! ('''Voce alla televisione''') {{NDR|[[Barzellette dai film|barzelletta]]}}
*Ma proprio adesso che mi stavo innamorando, che ero deciso di fare il passo più lungo della gamba! Io lo so quando è crollato tutto: è stato quel maledetto momento in cui abbiamo visto insieme il marito! ('''Aldo''')
*Aldo, quando una donna ti dice che ci deve pensare, vuol dire che ci ha giá pensato! Ti ha mollato! Finito! ('''Taribo''')
*Claudia non esiste, suo marito non esiste! Claudia non esiste, suo marito non esiste! ('''Aldo e Taribo''')
*Senti, "NonSoloTaxi", ma come guidi? Porca puttana, va' come hai conciato la macchina... Allora, di constatazione amichevole non ne parliamo neanche, eh, tanto nessun giudice ti darebbe ragione! ('''Giovanni''') {{NDR|dopo aver tamponato Aldo}}
*C'è un posto dove posso vomitare un attimo? Un posto specifico per il [[vomito]], insomma: un vomituario, anche di modeste proporzioni. ('''Aldo''')
*Se queste mura potessero parlare, si dovrebbero confessare! Fuochi! Fiamme! Sodoma! Gamarra! Eh? ('''Aldo''')
*Miiii, che bello! Anplagghed! ('''Aldo''')
*Se non la smette immediatamente, chiamo i carabinieri. E non sto scherzando. ('''Signorina del GPS''')
*Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'[[ortica]], spesso il culo gli formica». ('''Vanni Maceria''') {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}}
*Ma cosa volete stare a girare come la merda nei tubi?! E venite da me, no? Vi ospito io. Crostini toscani, vino toscano, cinghiale toscano, e poi per finire: botta di stornelli toscani improvvisati!! Tutta la notte si schianta dal ridere. Eh? ('''Vanni Maceria''')
*Va beh: basta così! Quello che è successo dopo ve lo risparmio, ma se pensate che è stato facile prendere una decisione vi siete sbagliati. Con Aldo e Giacomo qualche volta ci siamo incontrati, e posso dire che siamo diventati quasi amici. Aldo, appena tornato, è andato a vivere con la sua Claudia. È stata una settimana bellissima. Poi, un sabato, si è accorto che non la sopportava più ed è scappato dalla finestra. Lei è ritornata da suo marito e pare che stia bene. Giacomo si è fatto dare un passaggio fino a casa di Silvia. Quello che aveva capito era che voleva rimettersi con la sua ex moglie. Quello che non aveva capito era che lei non ne aveva la minima intenzione. Dopo dieci giorni si sono lasciati di nuovo. Adesso, se non altro, Giacomo e Aldo sono diventati buoni amici, si divertono. Agosto, al mare, l'hanno passato insieme. Quanto a me e Giovanni le cose ora sono molto diverse: abbiamo ripreso a uscire tutte le sere, anche quando c'è la Champions League. Diciamo che per ora le cose vanno bene così. Poi... poi si vedrà... ('''Claudia''')
*Allora lo vogliamo far smettere di piangere 'sto bambino o no, eh? Sono le tre di notte! Li vogliamo spendere 'sti due soldi per farlo visitare da uno specialista o no, eh? Ve ne consiglio uno: Dott. Sirchioli. 6832173! Cosa faccio, chiamo i carabinieri, eh??? ('''Giovanni''')
==Dialoghi==
*'''Aldo''': Buongiorno! Dove andiamo di bello? <br/> '''Passeggero''': Piazza Wagner. <br/> '''Aldo''': Wagner, complimenti! Wagner! Il grande e irreprensibile Wagner! Compositore austriaco recentemente scomparso, autore del Lohengrin, opera che più o meno fa così... {{NDR|inizia a intonare una melodia}} <br/> '''Passeggero''': Senta... A parte che è il Bolero di Ravel, e poi ho una certa fretta: piazza Wagner, al ventisette. <br/> '''Aldo''': Ah! Questo è il Bolero?! Questo è il Bolero?! Vabbe'... Un attimo che impostiamo il navigatore, perché un conto è chi è Wagner e un conto è dov'è Wagner! Wagner si scrive con la [[G]] di [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]]?
*'''Claudia''': Senti, ma perché stasera non andiamo a mangiare fuori? Una cosa semplice eh, una pizza. <br/> '''Giovanni''' {{NDR|guardando Passaparola in TV}}: Eh... Si boh... Dopo vediamo. Passaparola! <br/> '''Claudia''': Magari un cinemino! È tanto che non ci andiamo! <br/> '''Giovanni''': Sì... Magari... Mi son già tolto le scarpe... <br/> '''Claudia''': O sennò restiamo anche a casa... <br/> '''Giovanni''': Eh! <br/> '''Claudia''': Tranquilli... <br/> '''Giovanni''': Ma sì... <br/> '''Claudia''': Ma sì, infatti, stiamo a casa. <br/> '''Giovanni''': Dai!
*'''Claudia''': Ma scusa, non guardi Passaparola? C'è la ruota finale... <br/> '''Giovanni''': Ma chi se ne frega di Passaparola! La sto registrando!
*'''Giovanni''' {{NDR|dopo che Claudia chiude una chiamata}}: Chi cazzo era a quest'ora? <br/> '''Claudia''': Che ne so, uno che ha sbagliato. <br/> '''Giovanni''': Uno che ha sbagliato alle [[due di notte]]? <br/> '''Claudia''': Giovanni, non è che dopo le due di notte non si può sbagliare... <br/> '''Giovanni''': Sì ma io voglio sapere chi ha sbagliato...<br/>'''Claudia''': Senti: è tardi, sono stanca e non ne voglio parlare! Fammi dormire. Buonanotte.
*'''Claudia''': Ma ti rendi conto che {{NDR|si riferisce a Giovanni}} è stronzo!? Io mi spacco la testa per cercare di salvare 'sto cazzo di matrimonio e lui cosa fa??? Che pezzo di merda...<br/>'''Luciana''': E tutte le belle cazzate che avete fatto ultimamente, anche quelle per salvare il matrimonio? Claudia, sono mesi che dici che sei stanca, che dici che sei confusa, che lo vuoi lasciare...<br/>'''Claudia''': Allora vuol dire che deve finire così...
*'''Giovanni''': E allora sai cosa faccio? Adesso vado lì, e a questa domanda deve rispondere: o lui o me. Capito? <br /> '''Giacomo''': A parte che tecnicamente non sarebbe una domanda... Comunque, ho capito.
*'''Aldo''': Allora com'è andata ieri notte?<br/> '''Giovanni''': Mah, niente.<br/> '''Aldo''': È andata male?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è andata bene o andata male...<br/> '''Aldo''': Insomma, dovete ancora... discutere?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è discutere...<br/> '''Aldo''': 'Mariiia, mi stai facendo venire l'herpes! Che cosa vi siete detti? Che è successo???<br/> '''Giovanni''': Se n'è andata, è finita!<br/> '''Aldo''' {{NDR|prima esulta e Giovanni lo squadra di colpo}}: No, niente. Mi è arrivato un SMS che aspettavo...<br/> '''Giovanni''': Solo che adesso cosa faccio, eh? Cosa faccio?<br/> '''Aldo''': Ma sì! Ma che vuoi fare? È la vita, dai! Oggi a te e domani a me, la ruota gira. Infelice tu, felice un altro.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|sarcastico}}: Grazie, eh! Sto già meglio!<br/> '''Aldo''': Mi sono spiegato male... E adesso lei dov'è?<br/> '''Giovanni''': Eh... Lei dov'è... Lo so io dov'è: è insieme a quel bastardo, ecco dov'è!<br/> '''Aldo''' {{NDR|si preoccupa}}: Quale bastardo?<br/> '''Giovanni''': Ma perché, non ti ha detto niente il tuo amico?
*'''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantanove chilometri. {{NDR|passa un minuto}} Percorrere questa strada per settecentonovantotto chilometri.<br/> '''Giacomo''': Ma questo navigatore è proprio indispensabile? <br/> '''Aldo''': Metti che poi sbagliamo strada. <br/> '''Giovanni''': Ma siamo in autostrada, è sempre dritto! Come cazzo fai a sbagliar strada? <br/> '''Aldo''': Vabbe', non lo so spegnere, contento?! Lo so accendere ma non lo so spegnere. Si spegne solo quando si arriva, è concepito così! Qualche problema?! <br /> '''Giacomo''' {{NDR|sarcastico}}: ...Che bel clima. <br/> '''Giovanni''': Che poi voglio proprio vedere... Me lo deve dire in faccia che il nostro matrimonio è finito per colpa {{NDR|indicando Aldo}} di un tassista terrone e dislessico! <br/> '''Aldo''': Ti comunico che il terrone apoplettico... <br/> '''Giovanni''': Dislessico! <br/> '''Aldo''': Mmmmhhh, come preferisci! Comunque il suddetto terrone dislessico, in due mesi di frequentazione è riuscito a ridarle una voglia di vivere, a Claudia, che tu nemmeno se vivrai con lei diciotto secoli riuscirai a darle, va bene? E comunque se te lo vuoi sentir dire in faccia quanto sei noioso, tra settecentonovantotto km sarai servito. <br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantasette chilometri. <br/> '''Aldo''': Novantasette! <br/> '''Giovanni''': Che poi io, al limite, una sbandata per un tamarro come te sono anche disposto a capirla. Son quelle cose nella vita che devi fare per forza... Che poi però riponi nel cassetto "cazzate dell'esistenza", dove tu abiti tra l'altro. Ed è finita lì... Ma con questo qui dietro {{NDR|indicando Giacomo}}... Ma cosa cazzo mai ci avrà trovato? Cosa ci avrà visto in questo qua? Mi è inconcepibile! Non riesco a capirlo proprio! È una cosa al di là! Que... Cioè... "Onde del destino"... Ma vai... <br/> '''Giacomo''': Forse perché io riuscivo a farla parlare, eh? Perché se non te ne sei mai accorto, caro mio, le donne han bisogno di parlare... Ma non solo loro, proprio l'essere umano in se stesso è fatto di linguaggio, se non c'è la parola, tra gli esseri umani, la comunicazione, cioè è... {{NDR|vedendo che Aldo al suo discorso sbadiglia}} E vabbe'... <br/> '''Aldo''': Bravo Giacomino, bravo! Parla, parla! Ma dopo tutto quel gran parlare, una donna deve estrinsecare la sua femminilità selvaggia... E allora... <br/> '''Giovanni''': E allora cosa? <br/> '''Aldo''': E allora... <br/> '''Giovanni''': Hai detto allora! Allora cosa? <br/> '''Aldo''': Quando una donna... <br/> '''Giovanni''': No, non mi interessa quando, mi interessa allora! Hai lasciato allora coi puntini, riempili! <br/> '''Aldo''': Giovanni, non è che posso riempirli tutti io i puntini. Eh. Penso di averne già riempiti abbastanza... <br/> '''Giacomo''': Se posso dire... <br/> '''Giovanni''' {{NDR|gridando}}: Stai zitto! Tu devi stare zitto! Punto!<br/> '''Aldo''': Vuoi che ti riempia anche quello? Di puntino?<br/> {{NDR|Passa qualche ora e si fa notte}}<br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per 455 chilometri.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vedendo Aldo con gli abbiocchi}}: Ohi! Ohi! Ohi! Vuoi che guidi io?<br/> '''Aldo''': Piuttosto che far guidare un altro mi ammazzo.<br/> '''Giovanni''': Allora se magari prima mi fai scendere...<br/> '''Aldo''': Vabbè... Visto che non c'hai il fisico ci fermiamo a dormire. Conosco un posto qui vicino.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vede ancora Aldo con gli abbiocchi}}: Ma allora! {{NDR|più tardi vede che si fermano in mezzo alla strada}} Ma sei scemo? Ma spiegami perché non possiamo andare in un albergo! <br/> '''Aldo''': [[Regole dai film|Regola]] numero quattro: il [[taxi]] non si abbandona mai, cascasse il mondo, piuttosto mi faccio ammazzare a testate! E comunque, se vuoi un alberghetto usi le tue gambette da rannocchietto gracile e cammini. Va bene?<br/> '''Giacomo''': Ho già bell'e capito come va a finire: si pernotta in un albergo a quattro stelle, servizio in camera... e anche la compagnia non è male, va. {{NDR|a Giovanni}} Dai ciccio, datti da fare!<br/> '''Giovanni''' {{NDR|ad Aldo}}: E tra l'altro, questa macchina di merda qua... Ma chi vuoi che te la ciuli? <br />'''Aldo''': Dicevi così anche di tua moglie.
*'''Navigatore''': Tra cinquecento metri svoltare a destra. Tra quattrocento metri svolt...<br/>'''Aldo''' {{NDR|dopo averlo preso a pugni}}: Taci, zoccola! {{NDR|a Giovanni}} Complimenti per la scelta della casa, eh? Comoda! Sono due anni che siamo in giro e mancano ancora seimila chilometri. E poi come fai ad esser così sicuro che Claudia è al mare?<br/> '''Giovanni''': Ha preso le chiavi.<br/> '''Aldo''': Magari erano le chiavi del solaio.<br/> '''Giacomo''': Eh beh sì, magari è lì in solaio che riflette.<br/> '''Giovanni''': Ma no, è impossibile: non ce l'abbiamo il solaio. Cioè: ce l'abbiamo, però le chiavi ce le ha il vecchio inquilino e quindi... Oddio... Adesso mi fate venire un dubbio...
*'''Giovanni''': Sì ma quando cacchio arriva 'sto carro attrezzi?<br/>'''Giacomo''': Eh, devi star calmo però: dopotutto son passate solo... tre ore.<br/>'''Giovanni''' {{NDR|sente il motore del carro attrezzi}}: Oahhh!<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | l'amore è una favola...''<br/>'''Giovanni''': Sì, però...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | se tu vuoi volare | ti porto lontano | nei campi di grano | a fare l'amore con me''.<br>'''Giovanni''': Ho capito, però sono anche...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Tu dimmi ti amo | e vieni nel grano | nel prato più bello che c'è''... Pupo! Pupone! La più grande ''rocchestarre'' italiana di tutti i tempi! L'eroe di Ponticino, deh!<br/>'''Giovanni''': Si ho capito, ma son tre ore e mezza che la stiamo aspettando!<br/>'''Vanni Maceria''': Oh scusate eh, bimbi... è alta stagione esagerata! È già un miracolo che sia arrivato qui io!<br/>'''Giacomo''': Botta di culo, eh?
*'''Giovanni''': Diamo pugni alla macchina e poi queste son le conseguenze, eh.<br/> '''Aldo''': Se la casa al posto di averla presa in Sudafrica la prendevi in Mozambico eravamo già arrivati.<br/> '''Vanni Maceria''': Bimbi, c'ho una bella notizia per voi: avete spappolato il carburatore! È tutto "sgarganato"!<br/> '''Aldo''': Che ha detto?<br/> '''Giacomo''': Carburatore.<br/> '''Aldo''': Ha detto carburatore?<br/> '''Giovanni e Giacomo''': Carburatore, carburatore.<br/> '''Aldo''': Carburatore proprio? Le parole erano queste? {{NDR|si preoccupa}} Ma no! Il carburatore no! E gli volevo bene come a un figlio!<br/> '''Vanni Maceria''': Ma per te è Natale con le palle! Perché in mezzo alle palle ci sono io, il regalo: Vanni Maceria, il ''Brunelleschi dei Carburatori''!<br/> '''Giovanni''': Però è simpatico.<br/> '''Aldo''': Senta, signor ''Brunelleschi dei Carburatori'', e quando sarebbe pronta la macchina?<br/> '''Vanni Maceria''': ''Ar'' tocco è tutta pronta ''a modino''.<br/> '''Aldo e Giovanni''': Oh, grazie signor Maceria.<br/> '''Giacomo''': Ma che cazzo avete capito? Vuol dire che è pronta domani all'una!<br/> '''Giovanni''': Eh, no... Dottor Maceria, non possiamo aspettare il tocco a modino.<br/> '''Vanni Maceria''': Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'ortica, spesso il culo gli formica!» {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}}
*'''Aldo''': Che ci faccio qui? Che ci faccio qui?? Che ci faccio qui? Che ci faccio qui, Giacomino?<br/> '''Giacomo''': Stai calmo, guardami. Allora, adesso tu bevi un bel bicchiere d'acqua e vedrai che ti rassereni completamente, dai, buttalo giù tutto.{{NDR|Aldo lo beve}} Va'... Oah! Hai visto? {{NDR|Aldo butta dietro il bicchiere riducendolo in mille pezzi}} Il bicchiere... Il bicchiere, del servizio buono!<br/> '''Aldo''': Che me ne frega a me del tuo servizio di cristallo di Boemia, Giacomino, non fare il piccolo borghese! Sto impazzendo! Ho buttato anche il telefonino nel naviglio... E chissà quante volte m'ha chiamato e non m'ha trovato...<br/> '''Giacomo''': Stai calmo. Stai calmo. Ascolta me. Adesso ripeti tutto, magari in italiano, e senza piangere. Guardami negli occhi. Allora: eravate al fast food tu e Claudia...<br/> '''Aldo''': Eravamo al fast food io e Claudia... Avevamo appena finito di fare l'amore. E tu, Giacomino, mi insegni che dopo aver fatto l'amore niente è meglio di un [[Big Mac]]...
*'''Aldo''': Ah! Quasi dimenticavo... per la corsa sarebbero tremilaseicento euro.<br/> '''Giacomo''': Come tremilaseicento euro?!?<br/> '''Aldo''': Ah, gia: cappuccio e brioche... Quelli li offro io. Che vuoi? Sono fatto così. Chiamami scemo, chiamami "anplagghed", ma sono fatto così.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia]]
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wikitext
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{{Film
|titolooriginale=Tu la conosci Claudia?
|paese=Italia
|anno=2004
|genere=commedia
|regista=[[Massimo Venier]]
|soggetto = [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]]
|sceneggiatore = [[Aldo, Giovanni & Giacomo]], [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]]
|attori =
*[[Giovanni Storti]]: Giovanni
*[[Aldo Baglio]]: Aldo
*[[Giacomo Poretti]]: Giacomo
*[[Paola Cortellesi]]: Claudia, moglie di Giovanni
*[[Sandra Ceccarelli]]: Silvia, l'ex-moglie di Giacomo
*[[Ottavia Piccolo]]: analista
*[[Rossy de Palma]]: Claudia
*[[Marco Messeri]]: Vanni Maceria, il meccanico
*[[Daniela Cristofori]]: amica di Claudia
*[[Silvana Fallisi]]: Luciana
*[[Max Pisu]]: cliente del taxi
|note=
}}
'''''Tu la conosci Claudia?''''', film italiano del 2004 con [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] e [[Paola Cortellesi]], regia di [[Massimo Venier]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Sì, lo so cosa state per dire: "Che palle, la [[voce fuori campo]]!". Lo penso sempre anche io quando vado al cinema, ma c'è da dire che è comoda. Due frasettine in croce, e hai spiegato tutto quello che c'è da spiegare. Quindi facciamo così, decidete voi: mezz'ora di noia mortale e scene emblematiche che ti spiegano chi sono i personaggi, che lavoro fanno, che problemi hanno, oppure un minuto di voce fuori campo. Perfetto: voce fuori campo! ('''Claudia''')
==Frasi==
*Allora... io mi chiamo Claudia. E questo è Giovanni, è mio marito. L'ho sposato sette anni fa, e non chiedetemi perché... non mi ricordo. Non abbiamo avuto figli. All'inizio non li voleva lui, poi non li volevo io, e adesso... insomma, diciamo che abbiamo smesso di parlarne. E... non solo di parlarne...! Una volta al mese, mio marito fa un esame di coscienza... così, giusto per vedere se è tutto a posto, se le cose tra noi vanno bene e se si può fare qualcosa per migliorarle. Uno... due... tre... quattro... cinque secondi. Eh, più del solito! Se c'è un filo di crisi nel nostro matrimonio... forse non è tutta colpa mia. Questo, invece, è Aldo... e Aldo... be', Aldo è un po' un caso a parte. Chi sia Aldo per me è un po' difficile da spiegare... non che mi vergogni, eh, per carità... non fraintendetemi. È che se dovessi spiegarvi come ci siamo conosciuti e come è andata a finire, e tutta una serie di dettagli che stanno in mezzo... insomma, giuro che non è colpa mia! È successo tutto per caso... eh, mi sono messa in un grande casino! ('''Claudia''')
*Senta, io mi prendo le mie responsabilità, ma siamo sicuri che il chiosco non sia abusivo? ('''Aldo''') {{NDR|dopo aver investito una bancarella}}
*E poi c'è Giacomino. Giacomo è facile: avete presente il luogo comune trito e ritrito dell'uomo che ha superato i [[quarantenne|40 anni]], e comincia a sentire lontano lontano l'odorino della morte? E allora si mette lì a fare un bilancio della sua vita di quello che ha, quello che non ha, di quello che ha fatto, di quello che non ha fatto, e di quello che gli resta da fare? Ecco, quel luogo comune lì... solo un po' più basso... è Giacomo. Ecco, adesso sta facendo una scommessa con se stesso. Ed è davvero convinto che se farà canestro, la sua vita cambierà. Vabbe'... sarà per un'altra volta! E per finire... eccomi qua. Questa sono io. Parlare di me mi ha sempre imbarazzata, divento tutta rossa, mi sudano le ascelle. È uno dei miei problemi, ma... ci sto lavorando. Dietro quella porta che sta per aprirsi, c'è il finale di questa storia. Facciamo così, decidete voi: restiamo qui altri dieci secondi aspettando che si apra, oppure arriva il buio, vi sorbite tutta la storia e ci rivediamo qui fra un'ora e mezza. Mi spiace, stavolta decido io: Buio! ('''Claudia''')
*Lo sai che Giulia ha fatto una cura dimagrante a base di [[banana|banane]]? Veramente: è dimagrita? No! Però devi vedere come si arrampica! ('''Voce alla televisione''') {{NDR|[[Barzellette dai film|barzelletta]]}}
*Ma proprio adesso che mi stavo innamorando, che ero deciso di fare il passo più lungo della gamba! Io lo so quando è crollato tutto: è stato quel maledetto momento in cui abbiamo visto insieme il marito! ('''Aldo''')
*Aldo, quando una donna ti dice che ci deve pensare, vuol dire che ci ha giá pensato! Ti ha mollato! Finito! ('''Taribo''')
*Claudia non esiste, suo marito non esiste! Claudia non esiste, suo marito non esiste! ('''Aldo e Taribo''')
*Senti, "NonSoloTaxi", ma come guidi? Porca puttana, va' come hai conciato la macchina... Allora, di constatazione amichevole non ne parliamo neanche, eh, tanto nessun giudice ti darebbe ragione! ('''Giovanni''') {{NDR|dopo aver tamponato Aldo}}
*C'è un posto dove posso vomitare un attimo? Un posto specifico per il [[vomito]], insomma: un vomituario, anche di modeste proporzioni. ('''Aldo''')
*Se queste mura potessero parlare, si dovrebbero confessare! Fuochi! Fiamme! Sodoma! Gamarra! Eh? ('''Aldo''')
*Miiii, che bello! Anplagghed! ('''Aldo''')
*Se non la smette immediatamente, chiamo i carabinieri. E non sto scherzando. ('''Signorina del GPS''')
*Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'[[ortica]], spesso il culo gli formica». ('''Vanni Maceria''') {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}}
*Ma cosa volete stare a girare come la merda nei tubi?! E venite da me, no? Vi ospito io. Crostini toscani, vino toscano, cinghiale toscano, e poi per finire: botta di stornelli toscani improvvisati!! Tutta la notte si schianta dal ridere. Eh? ('''Vanni Maceria''')
*Va beh: basta così! Quello che è successo dopo ve lo risparmio, ma se pensate che è stato facile prendere una decisione vi siete sbagliati. Con Aldo e Giacomo qualche volta ci siamo incontrati, e posso dire che siamo diventati quasi amici. Aldo, appena tornato, è andato a vivere con la sua Claudia. È stata una settimana bellissima. Poi, un sabato, si è accorto che non la sopportava più ed è scappato dalla finestra. Lei è ritornata da suo marito e pare che stia bene. Giacomo si è fatto dare un passaggio fino a casa di Silvia. Quello che aveva capito era che voleva rimettersi con la sua ex moglie. Quello che non aveva capito era che lei non ne aveva la minima intenzione. Dopo dieci giorni si sono lasciati di nuovo. Adesso, se non altro, Giacomo e Aldo sono diventati buoni amici, si divertono. Agosto, al mare, l'hanno passato insieme. Quanto a me e Giovanni le cose ora sono molto diverse: abbiamo ripreso a uscire tutte le sere, anche quando c'è la Champions League. Diciamo che per ora le cose vanno bene così. Poi... poi si vedrà... ('''Claudia''')
*Allora lo vogliamo far smettere di piangere 'sto bambino o no, eh? Sono le tre di notte! Li vogliamo spendere 'sti due soldi per farlo visitare da uno specialista o no, eh? Ve ne consiglio uno: Dott. Sirchioli. 6832173! Cosa faccio, chiamo i carabinieri, eh??? ('''Giovanni''')
==Dialoghi==
*'''Aldo''': Buongiorno! Dove andiamo di bello? <br/> '''Passeggero''': Piazza Wagner. <br/> '''Aldo''': Wagner, complimenti! Wagner! Il grande e irreprensibile Wagner! Compositore austriaco recentemente scomparso, autore del Lohengrin, opera che più o meno fa così... {{NDR|inizia a intonare una melodia}} <br/> '''Passeggero''': Senta... A parte che è il Bolero di Ravel, e poi ho una certa fretta: piazza Wagner, al ventisette. Jejeidie39939 I 3434 rufifkdkdkdkekjrjrjrjjrjrjkrjie<br/> '''Aldo''': Ahjs! Questo è il Bolero?! Questo è il Bolero?! Vabbe'... Un attimo che impostiamo il navigatore, perché un conto è chi è Wagner e un conto è dov'è Wagner! Wagner si scrive con la [[G]] di [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]]?
*'''Claudia''': Senti, ma perché stasera non andiamo a mangiare fuori? Una cosa semplice eh, una pizza. <br/> '''Giovanni''' {{NDR|guardando Passaparola in TV}}: Eh... Si boh... Dopo vediamo. Passaparola! <br/> '''Claudia''': Magari un [[Cinema|cinemino]]! È tanto che non ci andiamo! <br/> '''Giovanni''': Sì... Magari... Mi son già tolto le scarpe... <br/> '''Claudia''': O sennò restiamo anche a casa... <br/> '''Giovanni''': Eh! <br/> '''Claudia''': Tranquilli... <br/> '''Giovanni''': Ma sì...
*
*'''Aldo''': Allora com'è andata ieri notte?<br/> '''Giovanni''': Mah, niente.<br/> '''Aldo''': È andata male?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è andata bene o andata male...<br/> '''Aldo''': Insomma, dovete ancora... discutere?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è discutere...<br/> '''Aldo''': 'Mariiia, mi stai facendo venire l'herpes! Che cosa vi siete detti? Che è successo???<br/> '''Giovanni''': Se n'è andata, è finita!<br/> '''Aldo''' {{NDR|prima esulta e Giovanni lo squadra di colpo}}: No, niente. Mi è arrivato un SMS che aspettavo...<br/> '''Giovanni''': Solo che adesso cosa faccio, eh? Cosa faccio?<br/> '''Aldo''': Ma sì! Ma che vuoi fare? È la vita, dai! Oggi a te e domani a me, la ruota gira. Infelice tu, felice un altro.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|sarcastico}}: Grazie, eh! Sto già meglio!<br/> '''Aldo''': Mi sono spiegato male... E adesso lei dov'è?<br/> '''Giovanni''': Eh... Lei dov'è... Lo so io dov'è: è insieme a quel bastardo, ecco dov'è!<br/> '''Aldo''' {{NDR|si preoccupa}}: Quale bastardo?<br/> '''Giovanni''': Ma perché, non ti ha detto niente il tuo amico?
*'''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantanove chilometri. {{NDR|passa un minuto}} Percorrere questa strada per settecentonovantotto chilometri.<br/> '''Giacomo''': Ma questo navigatore è proprio indispensabile? <br/> '''Aldo''': Metti che poi sbagliamo strada. <br/> '''Giovanni''': Ma siamo in autostrada, è sempre dritto! Come cazzo fai a sbagliar strada? <br/> '''Aldo''': Vabbe', non lo so spegnere, contento?! Lo so accendere ma non lo so spegnere. Si spegne solo quando si arriva, è concepito così! Qualche problema?! <br /> '''Giacomo''' {{NDR|sarcastico}}: ...Che bel clima. <br/> '''Giovanni''': Che poi voglio proprio vedere... Me lo deve dire in faccia che il nostro matrimonio è finito per colpa {{NDR|indicando Aldo}} di un tassista terrone e dislessico! <br/> '''Aldo''': Ti comunico che il terrone apoplettico... <br/> '''Giovanni''': Dislessico! <br/> '''Aldo''': Mmmmhhh, come preferisci! Comunque il suddetto terrone dislessico, in due mesi di frequentazione è riuscito a ridarle una voglia di vivere, a Claudia, che tu nemmeno se vivrai con lei diciotto secoli riuscirai a darle, va bene? E comunque se te lo vuoi sentir dire in faccia quanto sei noioso, tra settecentonovantotto km sarai servito. <br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantasette chilometri. <br/> '''Aldo''': Novantasette! <br/> '''Giovanni''': Che poi io, al limite, una sbandata per un tamarro come te sono anche disposto a capirla. Son quelle cose nella vita che devi fare per forza... Che poi però riponi nel cassetto "cazzate dell'esistenza", dove tu abiti tra l'altro. Ed è finita lì... Ma con questo qui dietro {{NDR|indicando Giacomo}}... Ma cosa cazzo mai ci avrà trovato? Cosa ci avrà visto in questo qua? Mi è inconcepibile! Non riesco a capirlo proprio! È una cosa al di là! Que... Cioè... "Onde del destino"... Ma vai... <br/> '''Giacomo''': Forse perché io riuscivo a farla parlare, eh? Perché se non te ne sei mai accorto, caro mio, le donne han bisogno di parlare... Ma non solo loro, proprio l'essere umano in se stesso è fatto di linguaggio, se non c'è la parola, tra gli esseri umani, la comunicazione, cioè è... {{NDR|vedendo che Aldo al suo discorso sbadiglia}} E vabbe'... <br/> '''Aldo''': Bravo Giacomino, bravo! Parla, parla! Ma dopo tutto quel gran parlare, una donna deve estrinsecare la sua femminilità selvaggia... E allora... <br/> '''Giovanni''': E allora cosa? <br/> '''Aldo''': E allora... <br/> '''Giovanni''': Hai detto allora! Allora cosa? <br/> '''Aldo''': Quando una donna... <br/> '''Giovanni''': No, non mi interessa quando, mi interessa allora! Hai lasciato allora coi puntini, riempili! <br/> '''Aldo''': Giovanni, non è che posso riempirli tutti io i puntini. Eh. Penso di averne già riempiti abbastanza... <br/> '''Giacomo''': Se posso dire... <br/> '''Giovanni''' {{NDR|gridando}}: Stai zitto! Tu devi stare zitto! Punto!<br/> '''Aldo''': Vuoi che ti riempia anche quello? Di puntino?<br/> {{NDR|Passa qualche ora e si fa notte}}<br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per 455 chilometri.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vedendo Aldo con gli abbiocchi}}: Ohi! Ohi! Ohi! Vuoi che guidi io?<br/> '''Aldo''': Piuttosto che far guidare un altro mi ammazzo.<br/> '''Giovanni''': Allora se magari prima mi fai scendere...<br/> '''Aldo''': Vabbè... Visto che non c'hai il fisico ci fermiamo a dormire. Conosco un posto qui vicino.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vede ancora Aldo con gli abbiocchi}}: Ma allora! {{NDR|più tardi vede che si fermano in mezzo alla strada}} Ma sei scemo? Ma spiegami perché non possiamo andare in un albergo! <br/> '''Aldo''': [[Regole dai film|Regola]] numero quattro: il [[taxi]] non si abbandona mai, cascasse il mondo, piuttosto mi faccio ammazzare a testate! E comunque, se vuoi un alberghetto usi le tue gambette da rannocchietto gracile e cammini. Va bene?<br/> '''Giacomo''': Ho già bell'e capito come va a finire: si pernotta in un albergo a quattro stelle, servizio in camera... e anche la compagnia non è male, va. {{NDR|a Giovanni}} Dai ciccio, datti da fare!<br/> '''Giovanni''' {{NDR|ad Aldo}}: E tra l'altro, questa macchina di merda qua... Ma chi vuoi che te la ciuli? <br />'''Aldo''': Dicevi così anche di tua moglie.
*'''Navigatore''': Tra cinquecento metri svoltare a destra. Tra quattrocento metri svolt...<br/>'''Aldo''' {{NDR|dopo averlo preso a pugni}}: Taci, zoccola! {{NDR|a Giovanni}} Complimenti per la scelta della casa, eh? Comoda! Sono due anni che siamo in giro e mancano ancora seimila chilometri. E poi come fai ad esser così sicuro che Claudia è al mare?<br/> '''Giovanni''': Ha preso le chiavi.<br/> '''Aldo''': Magari erano le chiavi del solaio.<br/> '''Giacomo''': Eh beh sì, magari è lì in solaio che riflette.<br/> '''Giovanni''': Ma no, è impossibile: non ce l'abbiamo il solaio. Cioè: ce l'abbiamo, però le chiavi ce le ha il vecchio inquilino e quindi... Oddio... Adesso mi fate venire un dubbio...
*'''Giovanni''': Sì ma quando cacchio arriva 'sto carro attrezzi?<br/>'''Giacomo''': Eh, devi star calmo però: dopotutto son passate solo... tre ore.<br/>'''Giovanni''' {{NDR|sente il motore del carro attrezzi}}: Oahhh!<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | l'amore è una favola...''<br/>'''Giovanni''': Sì, però...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | se tu vuoi volare | ti porto lontano | nei campi di grano | a fare l'amore con me''.<br>'''Giovanni''': Ho capito, però sono anche...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Tu dimmi ti amo | e vieni nel grano | nel prato più bello che c'è''... Pupo! Pupone! La più grande ''rocchestarre'' italiana di tutti i tempi! L'eroe di Ponticino, deh!<br/>'''Giovanni''': Si ho capito, ma son tre ore e mezza che la stiamo aspettando!<br/>'''Vanni Maceria''': Oh scusate eh, bimbi... è alta stagione esagerata! È già un miracolo che sia arrivato qui io!<br/>'''Giacomo''': Botta di culo, eh?
*'''Giovanni''': Diamo pugni alla macchina e poi queste son le conseguenze, eh.<br/> '''Aldo''': Se la casa al posto di averla presa in Sudafrica la prendevi in Mozambico eravamo già arrivati.<br/> '''Vanni Maceria''': Bimbi, c'ho una bella notizia per voi: avete spappolato il carburatore! È tutto "sgarganato"!<br/> '''Aldo''': Che ha detto?<br/> '''Giacomo''': Carburatore.<br/> '''Aldo''': Ha detto carburatore?<br/> '''Giovanni e Giacomo''': Carburatore, carburatore.<br/> '''Aldo''': Carburatore proprio? Le parole erano queste? {{NDR|si preoccupa}} Ma no! Il carburatore no! E gli volevo bene come a un figlio!<br/> '''Vanni Maceria''': Ma per te è Natale con le palle! Perché in mezzo alle palle ci sono io, il regalo: Vanni Maceria, il ''Brunelleschi dei Carburatori''!<br/> '''Giovanni''': Però è simpatico.<br/> '''Aldo''': Senta, signor ''Brunelleschi dei Carburatori'', e quando sarebbe pronta la macchina?<br/> '''Vanni Maceria''': ''Ar'' tocco è tutta pronta ''a modino''.<br/> '''Aldo e Giovanni''': Oh, grazie signor Maceria.<br/> '''Giacomo''': Ma che cazzo avete capito? Vuol dire che è pronta domani all'una!<br/> '''Giovanni''': Eh, no... Dottor Maceria, non possiamo aspettare il tocco a modino.<br/> '''Vanni Maceria''': Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'ortica, spesso il culo gli formica!» {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}}
*'''Aldo''': Che ci faccio qui? Che ci faccio qui?? Che ci faccio qui? Che ci faccio qui, Giacomino?<br/> '''Giacomo''': Stai calmo, guardami. Allora, adesso tu bevi un bel bicchiere d'acqua e vedrai che ti rassereni completamente, dai, buttalo giù tutto.{{NDR|Aldo lo beve}} Va'... Oah! Hai visto? {{NDR|Aldo butta dietro il bicchiere riducendolo in mille pezzi}} Il bicchiere... Il bicchiere, del servizio buono!<br/> '''Aldo''': Che me ne frega a me del tuo servizio di cristallo di Boemia, Giacomino, non fare il piccolo borghese! Sto impazzendo! Ho buttato anche il telefonino nel naviglio... E chissà quante volte m'ha chiamato e non m'ha trovato...<br/> '''Giacomo''': Stai calmo. Stai calmo. Ascolta me. Adesso ripeti tutto, magari in italiano, e senza piangere. Guardami negli occhi. Allora: eravate al fast food tu e Claudia...<br/> '''Aldo''': Eravamo al fast food io e Claudia... Avevamo appena finito di fare l'amore. E tu, Giacomino, mi insegni che dopo aver fatto l'amore niente è meglio di un [[Big Mac]]...
*'''Aldo''': Ah! Quasi dimenticavo... per la corsa sarebbero tremilaseicento euro.<br/> '''Giacomo''': Come tremilaseicento euro?!?<br/> '''Aldo''': Ah, gia: cappuccio e brioche... Quelli li offro io. Che vuoi? Sono fatto così. Chiamami scemo, chiamami "anplagghed", ma sono fatto così.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia]]
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/* Dialoghi */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolooriginale=Tu la conosci Claudia?
|paese=Italia
|anno=2004
|genere=commedia
|regista=[[Massimo Venier]]
|soggetto = [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]]
|sceneggiatore = [[Aldo, Giovanni & Giacomo]], [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]]
|attori =
*[[Giovanni Storti]]: Giovanni
*[[Aldo Baglio]]: Aldo
*[[Giacomo Poretti]]: Giacomo
*[[Paola Cortellesi]]: Claudia, moglie di Giovanni
*[[Sandra Ceccarelli]]: Silvia, l'ex-moglie di Giacomo
*[[Ottavia Piccolo]]: analista
*[[Rossy de Palma]]: Claudia
*[[Marco Messeri]]: Vanni Maceria, il meccanico
*[[Daniela Cristofori]]: amica di Claudia
*[[Silvana Fallisi]]: Luciana
*[[Max Pisu]]: cliente del taxi
|note=
}}
'''''Tu la conosci Claudia?''''', film italiano del 2004 con [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] e [[Paola Cortellesi]], regia di [[Massimo Venier]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Sì, lo so cosa state per dire: "Che palle, la [[voce fuori campo]]!". Lo penso sempre anche io quando vado al cinema, ma c'è da dire che è comoda. Due frasettine in croce, e hai spiegato tutto quello che c'è da spiegare. Quindi facciamo così, decidete voi: mezz'ora di noia mortale e scene emblematiche che ti spiegano chi sono i personaggi, che lavoro fanno, che problemi hanno, oppure un minuto di voce fuori campo. Perfetto: voce fuori campo! ('''Claudia''')
==Frasi==
*Allora... io mi chiamo Claudia. E questo è Giovanni, è mio marito. L'ho sposato sette anni fa, e non chiedetemi perché... non mi ricordo. Non abbiamo avuto figli. All'inizio non li voleva lui, poi non li volevo io, e adesso... insomma, diciamo che abbiamo smesso di parlarne. E... non solo di parlarne...! Una volta al mese, mio marito fa un esame di coscienza... così, giusto per vedere se è tutto a posto, se le cose tra noi vanno bene e se si può fare qualcosa per migliorarle. Uno... due... tre... quattro... cinque secondi. Eh, più del solito! Se c'è un filo di crisi nel nostro matrimonio... forse non è tutta colpa mia. Questo, invece, è Aldo... e Aldo... be', Aldo è un po' un caso a parte. Chi sia Aldo per me è un po' difficile da spiegare... non che mi vergogni, eh, per carità... non fraintendetemi. È che se dovessi spiegarvi come ci siamo conosciuti e come è andata a finire, e tutta una serie di dettagli che stanno in mezzo... insomma, giuro che non è colpa mia! È successo tutto per caso... eh, mi sono messa in un grande casino! ('''Claudia''')
*Senta, io mi prendo le mie responsabilità, ma siamo sicuri che il chiosco non sia abusivo? ('''Aldo''') {{NDR|dopo aver investito una bancarella}}
*E poi c'è Giacomino. Giacomo è facile: avete presente il luogo comune trito e ritrito dell'uomo che ha superato i [[quarantenne|40 anni]], e comincia a sentire lontano lontano l'odorino della morte? E allora si mette lì a fare un bilancio della sua vita di quello che ha, quello che non ha, di quello che ha fatto, di quello che non ha fatto, e di quello che gli resta da fare? Ecco, quel luogo comune lì... solo un po' più basso... è Giacomo. Ecco, adesso sta facendo una scommessa con se stesso. Ed è davvero convinto che se farà canestro, la sua vita cambierà. Vabbe'... sarà per un'altra volta! E per finire... eccomi qua. Questa sono io. Parlare di me mi ha sempre imbarazzata, divento tutta rossa, mi sudano le ascelle. È uno dei miei problemi, ma... ci sto lavorando. Dietro quella porta che sta per aprirsi, c'è il finale di questa storia. Facciamo così, decidete voi: restiamo qui altri dieci secondi aspettando che si apra, oppure arriva il buio, vi sorbite tutta la storia e ci rivediamo qui fra un'ora e mezza. Mi spiace, stavolta decido io: Buio! ('''Claudia''')
*Lo sai che Giulia ha fatto una cura dimagrante a base di [[banana|banane]]? Veramente: è dimagrita? No! Però devi vedere come si arrampica! ('''Voce alla televisione''') {{NDR|[[Barzellette dai film|barzelletta]]}}
*Ma proprio adesso che mi stavo innamorando, che ero deciso di fare il passo più lungo della gamba! Io lo so quando è crollato tutto: è stato quel maledetto momento in cui abbiamo visto insieme il marito! ('''Aldo''')
*Aldo, quando una donna ti dice che ci deve pensare, vuol dire che ci ha giá pensato! Ti ha mollato! Finito! ('''Taribo''')
*Claudia non esiste, suo marito non esiste! Claudia non esiste, suo marito non esiste! ('''Aldo e Taribo''')
*Senti, "NonSoloTaxi", ma come guidi? Porca puttana, va' come hai conciato la macchina... Allora, di constatazione amichevole non ne parliamo neanche, eh, tanto nessun giudice ti darebbe ragione! ('''Giovanni''') {{NDR|dopo aver tamponato Aldo}}
*C'è un posto dove posso vomitare un attimo? Un posto specifico per il [[vomito]], insomma: un vomituario, anche di modeste proporzioni. ('''Aldo''')
*Se queste mura potessero parlare, si dovrebbero confessare! Fuochi! Fiamme! Sodoma! Gamarra! Eh? ('''Aldo''')
*Miiii, che bello! Anplagghed! ('''Aldo''')
*Se non la smette immediatamente, chiamo i carabinieri. E non sto scherzando. ('''Signorina del GPS''')
*Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'[[ortica]], spesso il culo gli formica». ('''Vanni Maceria''') {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}}
*Ma cosa volete stare a girare come la merda nei tubi?! E venite da me, no? Vi ospito io. Crostini toscani, vino toscano, cinghiale toscano, e poi per finire: botta di stornelli toscani improvvisati!! Tutta la notte si schianta dal ridere. Eh? ('''Vanni Maceria''')
*Va beh: basta così! Quello che è successo dopo ve lo risparmio, ma se pensate che è stato facile prendere una decisione vi siete sbagliati. Con Aldo e Giacomo qualche volta ci siamo incontrati, e posso dire che siamo diventati quasi amici. Aldo, appena tornato, è andato a vivere con la sua Claudia. È stata una settimana bellissima. Poi, un sabato, si è accorto che non la sopportava più ed è scappato dalla finestra. Lei è ritornata da suo marito e pare che stia bene. Giacomo si è fatto dare un passaggio fino a casa di Silvia. Quello che aveva capito era che voleva rimettersi con la sua ex moglie. Quello che non aveva capito era che lei non ne aveva la minima intenzione. Dopo dieci giorni si sono lasciati di nuovo. Adesso, se non altro, Giacomo e Aldo sono diventati buoni amici, si divertono. Agosto, al mare, l'hanno passato insieme. Quanto a me e Giovanni le cose ora sono molto diverse: abbiamo ripreso a uscire tutte le sere, anche quando c'è la Champions League. Diciamo che per ora le cose vanno bene così. Poi... poi si vedrà... ('''Claudia''')
*Allora lo vogliamo far smettere di piangere 'sto bambino o no, eh? Sono le tre di notte! Li vogliamo spendere 'sti due soldi per farlo visitare da uno specialista o no, eh? Ve ne consiglio uno: Dott. Sirchioli. 6832173! Cosa faccio, chiamo i carabinieri, eh??? ('''Giovanni''')
==Dialoghi==
*'''Aldo''': Buongiorno! Dove andiamo di bello? <br/> '''Passeggero''': Piazza Wagner. <br/> '''Aldo''': Wagner, complimenti! Wagner! Il grande e irreprensibile Wagner! Compositore austriaco recentemente scomparso, autore del Lohengrin, opera che più o meno fa così... {{NDR|inizia a intonare una melodia}} <br/> '''Passeggero''': Senta... A parte che è il Bolero di Ravel, e poi ho una certa fretta: piazza Wagner, al ventisette. Jejeidie39939 I 3434 rufifkdkdkdkekjrjrjrjjrjrjkrjie<br/> '''Aldo''': Ahjs! Questo è il Bolero?! Questo è il Bolero?! Vabbe'... Un attimo che impostiamo il navigatore, perché un conto è chi è Wagner e un conto è dov'è Wagner! Wagner si scrive con la [[G]] di [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]]?
*'''Claudia''': Senti, ma perché stasera non andiamo a mangiare fuori? Una cosa semplice eh, una pizza. <br/> '''Giovanni''' {{NDR|guardando Passaparola in TV}}: Eh... Si boh... Dopo vediamo. Passaparola! <br/> '''Claudia''': Magari un [[Cinema|cinemino]]! È tanto che non ci andiamo! <br/> '''Giovanni''': Sì... Magari... Mi son già tolto le scarpe... <br/> '''Claudia''': O sennò restiamo anche a casa... <br/> '''Giovanni''': Eh! <br/> '''Claudia''': Tranquilli... <br/> '''Giovanni''': Ma sì...
*
*'''Aldo''': Allora com'è andata ieri notte?<br/> '''Giovanni''': Mah, niente.<br/> '''Aldo''': È andata male?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è andata bene o andata male...<br/> '''Aldo''': Insomma, dovete ancora... discutere?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è discutere...<br/> '''Aldo''': '[[Maria|Mariiia]], mi stai facendo venire l'herpes! Che cosa vi siete detti? Che è successo???<br/> '''Giovanni''': Se n'è andata, è finita!<br/> '''Aldo''' {{NDR|prima esulta e Giovanni lo squadra di colpo}}: No, niente. Mi è arrivato un SMS che aspettavo...<br/> '''Giovanni''': Solo che adesso cosa faccio, eh? Cosa faccio?<br/> '''Aldo''': Ma sì! Ma che vuoi fare? È la vita, dai! Oggi a te e domani a me, la ruota gira. Infelice tu, felice un altro.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|sarcastico}}: [[Grazie]], eh! Sto già meglio!<br/> '''Aldo''': Mi sono spiegato male... E adesso lei dov'è?<br/> '''Giovanni''': Eh... Lei dov'è... Lo so io dov'è: è insieme a quel bastardo, ecco dov'è!<br/> '''Aldo''' {{NDR|si preoccupa}}: Quale bastardo?<br/> '''Giovanni''': Ma perché, non ti ha detto niente il tuo amico?
*'''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantanove chilometri. {{NDR|passa un minuto}} Percorrere questa strada per settecentonovantotto chilometri.<br/> '''Giacomo''': Ma questo navigatore è proprio indispensabile? <br/> '''Aldo''': Metti che poi sbagliamo strada. <br/> '''Giovanni''': Ma siamo in autostrada, è sempre dritto! Come cazzo fai a sbagliar strada? <br/> '''Aldo''': Vabbe', non lo so spegnere, contento?! Lo so accendere ma non lo so spegnere. Si spegne solo quando si arriva, è concepito così! Qualche problema?! <br /> '''Giacomo''' {{NDR|sarcastico}}: ...Che bel clima. <br/> '''Giovanni''': Che poi voglio proprio vedere... Me lo deve dire in faccia che il nostro matrimonio è finito per colpa {{NDR|indicando Aldo}} di un tassista terrone e dislessico! <br/> '''Aldo''': Ti comunico che il terrone apoplettico... <br/> '''Giovanni''': Dislessico! <br/> '''Aldo''': Mmmmhhh, come preferisci! Comunque il suddetto terrone dislessico, in due mesi di frequentazione è riuscito a ridarle una voglia di vivere, a Claudia, che tu nemmeno se vivrai con lei diciotto secoli riuscirai a darle, va bene? E comunque se te lo vuoi sentir dire in faccia quanto sei noioso, tra settecentonovantotto km sarai servito. <br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantasette chilometri. <br/> '''Aldo''': Novantasette! <br/> '''Giovanni''': Che poi io, al limite, una sbandata per un tamarro come te sono anche disposto a capirla. Son quelle cose nella vita che devi fare per forza... Che poi però riponi nel cassetto "cazzate dell'esistenza", dove tu abiti tra l'altro. Ed è finita lì... Ma con questo qui dietro {{NDR|indicando Giacomo}}... Ma cosa cazzo mai ci avrà trovato? Cosa ci avrà visto in questo qua? Mi è inconcepibile! Non riesco a capirlo proprio! È una cosa al di là! Que... Cioè... "Onde del destino"... Ma vai... <br/> '''Giacomo''': Forse perché io riuscivo a farla parlare, eh? Perché se non te ne sei mai accorto, caro mio, le donne han bisogno di parlare... Ma non solo loro, proprio l'essere umano in se stesso è fatto di linguaggio, se non c'è la parola, tra gli esseri umani, la comunicazione, cioè è... {{NDR|vedendo che Aldo al suo discorso sbadiglia}} E vabbe'... <br/> '''Aldo''': Bravo Giacomino, bravo! Parla, parla! Ma dopo tutto quel gran parlare, una donna deve estrinsecare la sua femminilità selvaggia... E allora... <br/> '''Giovanni''': E allora cosa? <br/> '''Aldo''': E allora... <br/> '''Giovanni''': Hai detto allora! Allora cosa? <br/> '''Aldo''': Quando una donna... <br/> '''Giovanni''': No, non mi interessa quando, mi interessa allora! Hai lasciato allora coi puntini, riempili! <br/> '''Aldo''': Giovanni, non è che posso riempirli tutti io i puntini. Eh. Penso di averne già riempiti abbastanza... <br/> '''Giacomo''': Se posso dire... <br/> '''Giovanni''' {{NDR|gridando}}: Stai zitto! Tu devi stare zitto! Punto!<br/> '''Aldo''': Vuoi che ti riempia anche quello? Di puntino?<br/> {{NDR|Passa qualche ora e si fa notte}}<br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per 455 chilometri.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vedendo Aldo con gli abbiocchi}}: Ohi! Ohi! Ohi! Vuoi che guidi io?<br/> '''Aldo''': Piuttosto che far guidare un altro mi ammazzo.<br/> '''Giovanni''': Allora se magari prima mi fai scendere...<br/> '''Aldo''': Vabbè... Visto che non c'hai il fisico ci fermiamo a dormire. Conosco un posto qui vicino.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vede ancora Aldo con gli abbiocchi}}: Ma allora! {{NDR|più tardi vede che si fermano in mezzo alla strada}} Ma sei scemo? Ma spiegami perché non possiamo andare in un albergo! <br/> '''Aldo''': [[Regole dai film|Regola]] numero quattro: il [[taxi]] non si abbandona mai, cascasse il mondo, piuttosto mi faccio ammazzare a testate! E comunque, se vuoi un alberghetto usi le tue gambette da rannocchietto gracile e cammini. Va bene?<br/> '''Giacomo''': Ho già bell'e capito come va a finire: si pernotta in un albergo a quattro stelle, servizio in camera... e anche la compagnia non è male, va. {{NDR|a Giovanni}} Dai ciccio, datti da fare!<br/> '''Giovanni''' {{NDR|ad Aldo}}: E tra l'altro, questa macchina di merda qua... Ma chi vuoi che te la ciuli? <br />'''Aldo''': Dicevi così anche di tua moglie.
*'''Navigatore''': Tra cinquecento metri svoltare a destra. Tra quattrocento metri svolt...<br/>'''Aldo''' {{NDR|dopo averlo preso a pugni}}: Taci, zoccola! {{NDR|a Giovanni}} Complimenti per la scelta della casa, eh? Comoda! Sono due anni che siamo in giro e mancano ancora seimila chilometri. E poi come fai ad esser così sicuro che Claudia è al mare?<br/> '''Giovanni''': Ha preso le chiavi.<br/> '''Aldo''': Magari erano le chiavi del solaio.<br/> '''Giacomo''': Eh beh sì, magari è lì in solaio che riflette.<br/> '''Giovanni''': Ma no, è impossibile: non ce l'abbiamo il solaio. Cioè: ce l'abbiamo, però le chiavi ce le ha il vecchio inquilino e quindi... Oddio... Adesso mi fate venire un dubbio...
*'''Giovanni''': Sì ma quando cacchio arriva 'sto carro attrezzi?<br/>'''Giacomo''': Eh, devi star calmo però: dopotutto son passate solo... tre ore.<br/>'''Giovanni''' {{NDR|sente il motore del carro attrezzi}}: Oahhh!<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | l'amore è una favola...''<br/>'''Giovanni''': Sì, però...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | se tu vuoi volare | ti porto lontano | nei campi di grano | a fare l'amore con me''.<br>'''Giovanni''': Ho capito, però sono anche...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Tu dimmi ti amo | e vieni nel grano | nel prato più bello che c'è''... Pupo! Pupone! La più grande ''rocchestarre'' italiana di tutti i tempi! L'eroe di Ponticino, deh!<br/>'''Giovanni''': Si ho capito, ma son tre ore e mezza che la stiamo aspettando!<br/>'''Vanni Maceria''': Oh scusate eh, bimbi... è alta stagione esagerata! È già un miracolo che sia arrivato qui io!<br/>'''Giacomo''': Botta di culo, eh?
*'''Giovanni''': Diamo pugni alla macchina e poi queste son le conseguenze, eh.<br/> '''Aldo''': Se la casa al posto di averla presa in Sudafrica la prendevi in Mozambico eravamo già arrivati.<br/> '''Vanni Maceria''': Bimbi, c'ho una bella notizia per voi: avete spappolato il carburatore! È tutto "sgarganato"!<br/> '''Aldo''': Che ha detto?<br/> '''Giacomo''': Carburatore.<br/> '''Aldo''': Ha detto carburatore?<br/> '''Giovanni e Giacomo''': Carburatore, carburatore.<br/> '''Aldo''': Carburatore proprio? Le parole erano queste? {{NDR|si preoccupa}} Ma no! Il carburatore no! E gli volevo bene come a un figlio!<br/> '''Vanni Maceria''': Ma per te è Natale con le palle! Perché in mezzo alle palle ci sono io, il regalo: Vanni Maceria, il ''Brunelleschi dei Carburatori''!<br/> '''Giovanni''': Però è simpatico.<br/> '''Aldo''': Senta, signor ''Brunelleschi dei Carburatori'', e quando sarebbe pronta la macchina?<br/> '''Vanni Maceria''': ''Ar'' tocco è tutta pronta ''a modino''.<br/> '''Aldo e Giovanni''': Oh, grazie signor Maceria.<br/> '''Giacomo''': Ma che cazzo avete capito? Vuol dire che è pronta domani all'una!<br/> '''Giovanni''': Eh, no... Dottor Maceria, non possiamo aspettare il tocco a modino.<br/> '''Vanni Maceria''': Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'ortica, spesso il culo gli formica!» {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}}
*'''Aldo''': Che ci faccio qui? Che ci faccio qui?? Che ci faccio qui? Che ci faccio qui, Giacomino?<br/> '''Giacomo''': Stai calmo, guardami. Allora, adesso tu bevi un bel bicchiere d'acqua e vedrai che ti rassereni completamente, dai, buttalo giù tutto.{{NDR|Aldo lo beve}} Va'... Oah! Hai visto? {{NDR|Aldo butta dietro il bicchiere riducendolo in mille pezzi}} Il bicchiere... Il bicchiere, del servizio buono!<br/> '''Aldo''': Che me ne frega a me del tuo servizio di cristallo di Boemia, Giacomino, non fare il piccolo borghese! Sto impazzendo! Ho buttato anche il telefonino nel naviglio... E chissà quante volte m'ha chiamato e non m'ha trovato...<br/> '''Giacomo''': Stai calmo. Stai calmo. Ascolta me. Adesso ripeti tutto, magari in italiano, e senza piangere. Guardami negli occhi. Allora: eravate al fast food tu e Claudia...<br/> '''Aldo''': Eravamo al fast food io e Claudia... Avevamo appena finito di fare l'amore. E tu, Giacomino, mi insegni che dopo aver fatto l'amore niente è meglio di un [[Big Mac]]...
*'''Aldo''': Ah! Quasi dimenticavo... per la corsa sarebbero tremilaseicento euro.<br/> '''Giacomo''': Come tremilaseicento euro?!?<br/> '''Aldo''': Ah, gia: cappuccio e brioche... Quelli li offro io. Che vuoi? Sono fatto così. Chiamami scemo, chiamami "anplagghed", ma sono fatto così.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia]]
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2026-10-06T18:27:56Z
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolooriginale=Tu la conosci Claudia?
|paese=Italia
|anno=2004
|genere=commedia
|regista=[[Massimo Venier]]
|soggetto = [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]]
|sceneggiatore = [[Aldo, Giovanni & Giacomo]], [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]]
|attori =
*[[Giovanni Storti]]: Giovanni
*[[Aldo Baglio]]: Aldo
*[[Giacomo Poretti]]: Giacomo
*[[Paola Cortellesi]]: Claudia, moglie di Giovanni
*[[Sandra Ceccarelli]]: Silvia, l'ex-moglie di Giacomo
*[[Ottavia Piccolo]]: analista
*[[Rossy de Palma]]: Claudia
*[[Marco Messeri]]: Vanni Maceria, il meccanico
*[[Daniela Cristofori]]: amica di Claudia
*[[Silvana Fallisi]]: Luciana
*[[Max Pisu]]: cliente del taxi
|note=
}}
'''''Tu la conosci Claudia?''''', film italiano del 2004 con [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] e [[Paola Cortellesi]], regia di [[Massimo Venier]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Sì, lo so cosa state per dire: "Che palle, la [[voce fuori campo]]!". Lo penso sempre anche io quando vado al cinema, ma c'è da dire che è comoda. Due frasettine in croce, e hai spiegato tutto quello che c'è da spiegare. Quindi facciamo così, decidete voi: mezz'ora di noia mortale e scene emblematiche che ti spiegano chi sono i personaggi, che lavoro fanno, che problemi hanno, oppure un minuto di voce fuori campo. Perfetto: voce fuori campo! ('''Claudia''')
==Frasi==
*Allora... io mi chiamo Claudia. E questo è Giovanni, è mio marito. L'ho sposato sette anni fa, e non chiedetemi perché... non mi ricordo. Non abbiamo avuto figli. All'inizio non li voleva lui, poi non li volevo io, e adesso... insomma, diciamo che abbiamo smesso di parlarne. E... non solo di parlarne...! Una volta al mese, mio marito fa un esame di coscienza... così, giusto per vedere se è tutto a posto, se le cose tra noi vanno bene e se si può fare qualcosa per migliorarle. Uno... due... tre... quattro... cinque secondi. Eh, più del solito! Se c'è un filo di crisi nel nostro matrimonio... forse non è tutta colpa mia. Questo, invece, è Aldo... e Aldo... be', Aldo è un po' un caso a parte. Chi sia Aldo per me è un po' difficile da spiegare... non che mi vergogni, eh, per carità... non fraintendetemi. È che se dovessi spiegarvi come ci siamo conosciuti e come è andata a finire, e tutta una serie di dettagli che stanno in mezzo... insomma, giuro che non è colpa mia! È successo tutto per caso... eh, mi sono messa in un grande casino! ('''Claudia''')
*Senta, io mi prendo le mie responsabilità, ma siamo sicuri che il chiosco non sia abusivo? ('''Aldo''') {{NDR|dopo aver investito una bancarella}}
*E poi c'è Giacomino. Giacomo è facile: avete presente il luogo comune trito e ritrito dell'uomo che ha superato i [[quarantenne|40 anni]], e comincia a sentire lontano lontano l'odorino della morte? E allora si mette lì a fare un bilancio della sua vita di quello che ha, quello che non ha, di quello che ha fatto, di quello che non ha fatto, e di quello che gli resta da fare? Ecco, quel luogo comune lì... solo un po' più basso... è Giacomo. Ecco, adesso sta facendo una scommessa con se stesso. Ed è davvero convinto che se farà canestro, la sua vita cambierà. Vabbe'... sarà per un'altra volta! E per finire... eccomi qua. Questa sono io. Parlare di me mi ha sempre imbarazzata, divento tutta rossa, mi sudano le ascelle. È uno dei miei problemi, ma... ci sto lavorando. Dietro quella porta che sta per aprirsi, c'è il finale di questa storia. Facciamo così, decidete voi: restiamo qui altri dieci secondi aspettando che si apra, oppure arriva il buio, vi sorbite tutta la storia e ci rivediamo qui fra un'ora e mezza. Mi spiace, stavolta decido io: Buio! ('''Claudia''')
*Lo sai che Giulia ha fatto una cura dimagrante a base di [[banana|banane]]? Veramente: è dimagrita? No! Però devi vedere come si arrampica! ('''Voce alla televisione''') {{NDR|[[Barzellette dai film|barzelletta]]}}
*Ma proprio adesso che mi stavo innamorando, che ero deciso di fare il passo più lungo della gamba! Io lo so quando è crollato tutto: è stato quel maledetto momento in cui abbiamo visto insieme il marito! ('''Aldo''')
*Aldo, quando una donna ti dice che ci deve pensare, vuol dire che ci ha giá pensato! Ti ha mollato! Finito! ('''Taribo''')
*Claudia non esiste, suo marito non esiste! Claudia non esiste, suo marito non esiste! ('''Aldo e Taribo''')
*Senti, "NonSoloTaxi", ma come guidi? Porca puttana, va' come hai conciato la macchina... Allora, di constatazione amichevole non ne parliamo neanche, eh, tanto nessun giudice ti darebbe ragione! ('''Giovanni''') {{NDR|dopo aver tamponato Aldo}}
*C'è un posto dove posso vomitare un attimo? Un posto specifico per il [[vomito]], insomma: un vomituario, anche di modeste proporzioni. ('''Aldo''')
*Se queste mura potessero parlare, si dovrebbero confessare! Fuochi! Fiamme! Sodoma! Gamarra! Eh? ('''Aldo''')
*Miiii, che bello! Anplagghed! ('''Aldo''')
*Se non la smette immediatamente, chiamo i carabinieri. E non sto scherzando. ('''Signorina del GPS''')
*Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'[[ortica]], spesso il culo gli formica». ('''Vanni Maceria''') {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}}
*Ma cosa volete stare a girare come la merda nei tubi?! E venite da me, no? Vi ospito io. Crostini toscani, vino toscano, cinghiale toscano, e poi per finire: botta di stornelli toscani improvvisati!! Tutta la notte si schianta dal ridere. Eh? ('''Vanni Maceria''')
*Va beh: basta così! Quello che è successo dopo ve lo risparmio, ma se pensate che è stato facile prendere una decisione vi siete sbagliati. Con Aldo e Giacomo qualche volta ci siamo incontrati, e posso dire che siamo diventati quasi amici. Aldo, appena tornato, è andato a vivere con la sua Claudia. È stata una settimana bellissima. Poi, un sabato, si è accorto che non la sopportava più ed è scappato dalla finestra. Lei è ritornata da suo marito e pare che stia bene. Giacomo si è fatto dare un passaggio fino a casa di Silvia. Quello che aveva capito era che voleva rimettersi con la sua ex moglie. Quello che non aveva capito era che lei non ne aveva la minima intenzione. Dopo dieci giorni si sono lasciati di nuovo. Adesso, se non altro, Giacomo e Aldo sono diventati buoni amici, si divertono. Agosto, al mare, l'hanno passato insieme. Quanto a me e Giovanni le cose ora sono molto diverse: abbiamo ripreso a uscire tutte le sere, anche quando c'è la Champions League. Diciamo che per ora le cose vanno bene così. Poi... poi si vedrà... ('''Claudia''')
*Allora lo vogliamo far smettere di piangere 'sto bambino o no, eh? Sono le tre di notte! Li vogliamo spendere 'sti due soldi per farlo visitare da uno specialista o no, eh? Ve ne consiglio uno: Dott. Sirchioli. 6832173! Cosa faccio, chiamo i carabinieri, eh??? ('''Giovanni''')
==Dialoghi==
*'''Aldo''': Buongiorno! Dove andiamo di bello? <br/> '''Passeggero''': Piazza Wagner. <br/> '''Aldo''': Wagner, complimenti! Wagner! Il grande e irreprensibile Wagner! Compositore austriaco recentemente scomparso, autore del Lohengrin, opera che più o meno fa così... {{NDR|inizia a intonare una melodia}} <br/> '''Passeggero''': Senta... A parte che è il Bolero di Ravel, e poi ho una certa fretta: piazza Wagner, al ventisette. <br/> '''Aldo''': Ah! Questo è il Bolero?! Questo è il Bolero?! Vabbe'... Un attimo che impostiamo il navigatore, perché un conto è chi è Wagner e un conto è dov'è Wagner! Wagner si scrive con la [[G]] di Goethe?
*'''Claudia''': Senti, ma perché stasera non andiamo a mangiare fuori? Una cosa semplice eh, una pizza. <br/> '''Giovanni''' {{NDR|guardando Passaparola in TV}}: Eh... Si boh... Dopo vediamo. Passaparola! <br/> '''Claudia''': Magari un cinemino! È tanto che non ci andiamo! <br/> '''Giovanni''': Sì... Magari... Mi son già tolto le scarpe... <br/> '''Claudia''': O sennò restiamo anche a casa... <br/> '''Giovanni''': Eh! <br/> '''Claudia''': Tranquilli... <br/> '''Giovanni''': Ma sì... <br/> '''Claudia''': Ma sì, infatti, stiamo a casa. <br/> '''Giovanni''': Dai!
*'''Claudia''': Ma scusa, non guardi Passaparola? C'è la ruota finale... <br/> '''Giovanni''': Ma chi se ne frega di Passaparola! La sto registrando!
*'''Giovanni''' {{NDR|dopo che Claudia chiude una chiamata}}: Chi cazzo era a quest'ora? <br/> '''Claudia''': Che ne so, uno che ha sbagliato. <br/> '''Giovanni''': Uno che ha sbagliato alle [[due di notte]]? <br/> '''Claudia''': Giovanni, non è che dopo le due di notte non si può sbagliare... <br/> '''Giovanni''': Sì ma io voglio sapere chi ha sbagliato...<br/>'''Claudia''': Senti: è tardi, sono stanca e non ne voglio parlare! Fammi dormire. Buonanotte.
*'''Claudia''': Ma ti rendi conto che {{NDR|si riferisce a Giovanni}} è stronzo!? Io mi spacco la testa per cercare di salvare 'sto cazzo di matrimonio e lui cosa fa??? Che pezzo di merda...<br/>'''Luciana''': E tutte le belle cazzate che avete fatto ultimamente, anche quelle per salvare il matrimonio? Claudia, sono mesi che dici che sei stanca, che dici che sei confusa, che lo vuoi lasciare...<br/>'''Claudia''': Allora vuol dire che deve finire così...
*'''Giovanni''': E allora sai cosa faccio? Adesso vado lì, e a questa domanda deve rispondere: o lui o me. Capito? <br /> '''Giacomo''': A parte che tecnicamente non sarebbe una domanda... Comunque, ho capito.
*'''Aldo''': Allora com'è andata ieri notte?<br/> '''Giovanni''': Mah, niente.<br/> '''Aldo''': È andata male?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è andata bene o andata male...<br/> '''Aldo''': Insomma, dovete ancora... discutere?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è discutere...<br/> '''Aldo''': 'Mariiia, mi stai facendo venire l'herpes! Che cosa vi siete detti? Che è successo???<br/> '''Giovanni''': Se n'è andata, è finita!<br/> '''Aldo''' {{NDR|prima esulta e Giovanni lo squadra di colpo}}: No, niente. Mi è arrivato un SMS che aspettavo...<br/> '''Giovanni''': Solo che adesso cosa faccio, eh? Cosa faccio?<br/> '''Aldo''': Ma sì! Ma che vuoi fare? È la vita, dai! Oggi a te e domani a me, la ruota gira. Infelice tu, felice un altro.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|sarcastico}}: Grazie, eh! Sto già meglio!<br/> '''Aldo''': Mi sono spiegato male... E adesso lei dov'è?<br/> '''Giovanni''': Eh... Lei dov'è... Lo so io dov'è: è insieme a quel bastardo, ecco dov'è!<br/> '''Aldo''' {{NDR|si preoccupa}}: Quale bastardo?<br/> '''Giovanni''': Ma perché, non ti ha detto niente il tuo amico?
*'''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantanove chilometri. {{NDR|passa un minuto}} Percorrere questa strada per settecentonovantotto chilometri.<br/> '''Giacomo''': Ma questo navigatore è proprio indispensabile? <br/> '''Aldo''': Metti che poi sbagliamo strada. <br/> '''Giovanni''': Ma siamo in autostrada, è sempre dritto! Come cazzo fai a sbagliar strada? <br/> '''Aldo''': Vabbe', non lo so spegnere, contento?! Lo so accendere ma non lo so spegnere. Si spegne solo quando si arriva, è concepito così! Qualche problema?! <br /> '''Giacomo''' {{NDR|sarcastico}}: ...Che bel clima. <br/> '''Giovanni''': Che poi voglio proprio vedere... Me lo deve dire in faccia che il nostro matrimonio è finito per colpa {{NDR|indicando Aldo}} di un tassista terrone e dislessico! <br/> '''Aldo''': Ti comunico che il terrone apoplettico... <br/> '''Giovanni''': Dislessico! <br/> '''Aldo''': Mmmmhhh, come preferisci! Comunque il suddetto terrone dislessico, in due mesi di frequentazione è riuscito a ridarle una voglia di vivere, a Claudia, che tu nemmeno se vivrai con lei diciotto secoli riuscirai a darle, va bene? E comunque se te lo vuoi sentir dire in faccia quanto sei noioso, tra settecentonovantotto km sarai servito. <br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantasette chilometri. <br/> '''Aldo''': Novantasette! <br/> '''Giovanni''': Che poi io, al limite, una sbandata per un tamarro come te sono anche disposto a capirla. Son quelle cose nella vita che devi fare per forza... Che poi però riponi nel cassetto "cazzate dell'esistenza", dove tu abiti tra l'altro. Ed è finita lì... Ma con questo qui dietro {{NDR|indicando Giacomo}}... Ma cosa cazzo mai ci avrà trovato? Cosa ci avrà visto in questo qua? Mi è inconcepibile! Non riesco a capirlo proprio! È una cosa al di là! Que... Cioè... "Onde del destino"... Ma vai... <br/> '''Giacomo''': Forse perché io riuscivo a farla parlare, eh? Perché se non te ne sei mai accorto, caro mio, le donne han bisogno di parlare... Ma non solo loro, proprio l'essere umano in se stesso è fatto di linguaggio, se non c'è la parola, tra gli esseri umani, la comunicazione, cioè è... {{NDR|vedendo che Aldo al suo discorso sbadiglia}} E vabbe'... <br/> '''Aldo''': Bravo Giacomino, bravo! Parla, parla! Ma dopo tutto quel gran parlare, una donna deve estrinsecare la sua femminilità selvaggia... E allora... <br/> '''Giovanni''': E allora cosa? <br/> '''Aldo''': E allora... <br/> '''Giovanni''': Hai detto allora! Allora cosa? <br/> '''Aldo''': Quando una donna... <br/> '''Giovanni''': No, non mi interessa quando, mi interessa allora! Hai lasciato allora coi puntini, riempili! <br/> '''Aldo''': Giovanni, non è che posso riempirli tutti io i puntini. Eh. Penso di averne già riempiti abbastanza... <br/> '''Giacomo''': Se posso dire... <br/> '''Giovanni''' {{NDR|gridando}}: Stai zitto! Tu devi stare zitto! Punto!<br/> '''Aldo''': Vuoi che ti riempia anche quello? Di puntino?<br/> {{NDR|Passa qualche ora e si fa notte}}<br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per 455 chilometri.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vedendo Aldo con gli abbiocchi}}: Ohi! Ohi! Ohi! Vuoi che guidi io?<br/> '''Aldo''': Piuttosto che far guidare un altro mi ammazzo.<br/> '''Giovanni''': Allora se magari prima mi fai scendere...<br/> '''Aldo''': Vabbè... Visto che non c'hai il fisico ci fermiamo a dormire. Conosco un posto qui vicino.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vede ancora Aldo con gli abbiocchi}}: Ma allora! {{NDR|più tardi vede che si fermano in mezzo alla strada}} Ma sei scemo? Ma spiegami perché non possiamo andare in un albergo! <br/> '''Aldo''': [[Regole dai film|Regola]] numero quattro: il [[taxi]] non si abbandona mai, cascasse il mondo, piuttosto mi faccio ammazzare a testate! E comunque, se vuoi un alberghetto usi le tue gambette da rannocchietto gracile e cammini. Va bene?<br/> '''Giacomo''': Ho già bell'e capito come va a finire: si pernotta in un albergo a quattro stelle, servizio in camera... e anche la compagnia non è male, va. {{NDR|a Giovanni}} Dai ciccio, datti da fare!<br/> '''Giovanni''' {{NDR|ad Aldo}}: E tra l'altro, questa macchina di merda qua... Ma chi vuoi che te la ciuli? <br />'''Aldo''': Dicevi così anche di tua moglie.
*'''Navigatore''': Tra cinquecento metri svoltare a destra. Tra quattrocento metri svolt...<br/>'''Aldo''' {{NDR|dopo averlo preso a pugni}}: Taci, zoccola! {{NDR|a Giovanni}} Complimenti per la scelta della casa, eh? Comoda! Sono due anni che siamo in giro e mancano ancora seimila chilometri. E poi come fai ad esser così sicuro che Claudia è al mare?<br/> '''Giovanni''': Ha preso le chiavi.<br/> '''Aldo''': Magari erano le chiavi del solaio.<br/> '''Giacomo''': Eh beh sì, magari è lì in solaio che riflette.<br/> '''Giovanni''': Ma no, è impossibile: non ce l'abbiamo il solaio. Cioè: ce l'abbiamo, però le chiavi ce le ha il vecchio inquilino e quindi... Oddio... Adesso mi fate venire un dubbio...
*'''Giovanni''': Sì ma quando cacchio arriva 'sto carro attrezzi?<br/>'''Giacomo''': Eh, devi star calmo però: dopotutto son passate solo... tre ore.<br/>'''Giovanni''' {{NDR|sente il motore del carro attrezzi}}: Oahhh!<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | l'amore è una favola...''<br/>'''Giovanni''': Sì, però...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | se tu vuoi volare | ti porto lontano | nei campi di grano | a fare l'amore con me''.<br>'''Giovanni''': Ho capito, però sono anche...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Tu dimmi ti amo | e vieni nel grano | nel prato più bello che c'è''... Pupo! Pupone! La più grande ''rocchestarre'' italiana di tutti i tempi! L'eroe di Ponticino, deh!<br/>'''Giovanni''': Si ho capito, ma son tre ore e mezza che la stiamo aspettando!<br/>'''Vanni Maceria''': Oh scusate eh, bimbi... è alta stagione esagerata! È già un miracolo che sia arrivato qui io!<br/>'''Giacomo''': Botta di culo, eh?
*'''Giovanni''': Diamo pugni alla macchina e poi queste son le conseguenze, eh.<br/> '''Aldo''': Se la casa al posto di averla presa in Sudafrica la prendevi in Mozambico eravamo già arrivati.<br/> '''Vanni Maceria''': Bimbi, c'ho una bella notizia per voi: avete spappolato il carburatore! È tutto "sgarganato"!<br/> '''Aldo''': Che ha detto?<br/> '''Giacomo''': Carburatore.<br/> '''Aldo''': Ha detto carburatore?<br/> '''Giovanni e Giacomo''': Carburatore, carburatore.<br/> '''Aldo''': Carburatore proprio? Le parole erano queste? {{NDR|si preoccupa}} Ma no! Il carburatore no! E gli volevo bene come a un figlio!<br/> '''Vanni Maceria''': Ma per te è Natale con le palle! Perché in mezzo alle palle ci sono io, il regalo: Vanni Maceria, il ''Brunelleschi dei Carburatori''!<br/> '''Giovanni''': Però è simpatico.<br/> '''Aldo''': Senta, signor ''Brunelleschi dei Carburatori'', e quando sarebbe pronta la macchina?<br/> '''Vanni Maceria''': ''Ar'' tocco è tutta pronta ''a modino''.<br/> '''Aldo e Giovanni''': Oh, grazie signor Maceria.<br/> '''Giacomo''': Ma che cazzo avete capito? Vuol dire che è pronta domani all'una!<br/> '''Giovanni''': Eh, no... Dottor Maceria, non possiamo aspettare il tocco a modino.<br/> '''Vanni Maceria''': Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'ortica, spesso il culo gli formica!» {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}}
*'''Aldo''': Che ci faccio qui? Che ci faccio qui?? Che ci faccio qui? Che ci faccio qui, Giacomino?<br/> '''Giacomo''': Stai calmo, guardami. Allora, adesso tu bevi un bel bicchiere d'acqua e vedrai che ti rassereni completamente, dai, buttalo giù tutto.{{NDR|Aldo lo beve}} Va'... Oah! Hai visto? {{NDR|Aldo butta dietro il bicchiere riducendolo in mille pezzi}} Il bicchiere... Il bicchiere, del servizio buono!<br/> '''Aldo''': Che me ne frega a me del tuo servizio di cristallo di Boemia, Giacomino, non fare il piccolo borghese! Sto impazzendo! Ho buttato anche il telefonino nel naviglio... E chissà quante volte m'ha chiamato e non m'ha trovato...<br/> '''Giacomo''': Stai calmo. Stai calmo. Ascolta me. Adesso ripeti tutto, magari in italiano, e senza piangere. Guardami negli occhi. Allora: eravate al fast food tu e Claudia...<br/> '''Aldo''': Eravamo al fast food io e Claudia... Avevamo appena finito di fare l'amore. E tu, Giacomino, mi insegni che dopo aver fatto l'amore niente è meglio di un [[Big Mac]]...
*'''Aldo''': Ah! Quasi dimenticavo... per la corsa sarebbero tremilaseicento euro.<br/> '''Giacomo''': Come tremilaseicento euro?!?<br/> '''Aldo''': Ah, gia: cappuccio e brioche... Quelli li offro io. Che vuoi? Sono fatto così. Chiamami scemo, chiamami "anplagghed", ma sono fatto così.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film commedia]]
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Nikos Kazantzakis
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Rimuovo l'immagine "Nikos_Kazantzakis.jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:Infrogmation|Infrogmation]] perché per [[:c:Commons:Deletion requests/Files in Category:Nikos Kazantzakis|]].
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'''Nikos Kazantzakis''' (1883 – 1957), scrittore, giornalista, filosofo e uomo di stato greco.
==Citazioni di Nikos Kazantzakis==
*''Non spero nulla | Non temo nulla | Sono [[libertà|libero]]''
:''Δεν ελπίζω τίποτε | Δεν φοβούμαι τίποτε | Είμαι λεύτερος''<ref>[[Epitaffi|epitaffio]] sulla sua tomba a Candia, nell'isola di Creta – vedi [[:File:Kazantzakis Grab.jpg|immagine]] – tratto da ''Il poverello di Dio.''</ref>
*'''[[Teseo]]''': Sono stanco... che paura, che dolore è stato! Quando alla fine, procedendo accuratamente, distinsi nel buio i suoi {{NDR|del [[Minotauro]]}} occhi che brillavano! Tristi e intelligenti, come umani, mi sembrò che versassero lacrime! Ah, noto venticello di terra, soffio profumato del mondo terreno, soffia su di me, rinfrescami, purificami!<br>I miei capelli si sono riempiti di ragnatele, la muffa del mondo sotterraneo ha avvolto il mio pettorale, nella bocca e nelle narici si avverte ancora la bestia dall'alito pesante riversatosi su di me svelandomi il suo vero volto. Mio grande Fratello! Che sporcizia insostenibile, che paura, come ho combattuto per raggiungere la bestia immane e assetata di sangue e per sentire una voce umana, una sospirata voce umana. Che chiamava piano, supplichevole, il mio nome! E quando giunsi a mescolarmi con un urlo, che nuova lotta per salire fino alla tua vetta, per pulire il tuo capo sacro dai peli e dalle corna, e dalla bava velenosa, per godere accarezzando il tuo volto divino, ormai afferrato, immacolato, rasserenato, purificato! Quante migliaia di anni hai combattuto per sfuggire? Quante migliaia di anni ha muggito di vergogna e di dolore? Si è nascosta dentro di me un'anima indissolubile, schiacciata da pesanti cadaveri, che chiedeva aiuto! E mentre combattevamo si fondevano i nostri respiri, come hai fatto a conoscermi e a chiamarmi con il mio nome, come hai capito che fossi io quello che aspettavi? Padre, compagno, mio figlio unico, come devo appellarti, ci siamo separati ma non potevo, ahimè, distinguere bene nel buio il tuo volto liberato [...].<ref>a ''Kouros'', ''Tragoudies'', I, ΔίΦρος, Atene, 1955, (dalla ristampa a cura di P. Stavrou, 1998, pp. 348-349). Citato in Caterina Carpinato, ''[https://iris.unive.it/retrieve/handle/10278/37492/95552/Carpinato%20Miscellanea%20La%20Rosa%20OK.pdf Miti minoici nella letteratura cretese del Novecento. {{small|IL KOUROS di Nikos Kazantzakis (1955) e IL SECOLO DEI LABIRINTI di Rea Galanaki (2002)]}}'', traduzione di Caterina Carpinato, Centro di Archeologia Cretese Aldo Ausilio Editore, Padova, 2011, p. 519. ISBN 978-88-6125-075-8'', iris.unive.it''.</ref>
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''La seconda crocifissione di Cristo''===
L'Agà di Likovrissi sta seduto al suo balcone, sovrastante la piazza del paese, fuma nel lungo bocchino e beve acquavite. Cade una pioggerella tepida, silenziosa, e sui suoi grossi baffi ritorti, tinti di fresco di nero, stanno sospese e luccicano alcune gocce: l'Agà riscaldato dall'acquavite le lecca per rinfrescarsi. Alla sua destra, in piedi, c'è il suo staffiere, un gigantesco e burbero uomo d'Anatolia, strabico e torvo, con la sua tromba. A sinistra sta seduto alla turca, su un cuscino di velluto, un bel turchetto paffutello, che gli accende di tanto in tanto il bocchino e gli riempie ininterrottamente di acquavite la tazza.
===''Zorba il greco''===
Lo incontrai per la prima volta al Pireo, dove aspettavo di imbarcarmi per Creta. Il giorno stava declinando e pioveva, soffiava un forte scirocco.<br>
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
==Bibliografia==
*Nikos Kazantzakis, ''La seconda crocifissione di Cristo'', traduzione di Mario Vitti, Castelvecchi editore, 2011. ISBN 9788876155680
==Filmografia==
*''[[L'ultima tentazione di Cristo]]'' (1988), trasposizione del suo romanzo omonimo
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Kazantzakis, Nikos}}
[[Categoria:Filosofi greci]]
[[Categoria:Scrittori greci]]
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Mamma, ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York
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{{Film
|titoloitaliano=Mamma, ho riperso l'aereo – Mi sono smarrito a New York
|titolooriginale=Home Alone 2: Lost in New York
|paese=Stati Uniti
|anno=1992
|genere=commedia
|regista=[[Chris Columbus]]
|sceneggiatore=[[John Hughes]]
|attori =
*[[Macaulay Culkin]]: Kevin McCallister
*[[Joe Pesci]]: Harry Lime
*[[Daniel Stern (attore)|Daniel Stern]]: Marv Merchants
*[[Brenda Fricker]]: Signora dei piccioni
*[[John Heard]]: Peter McCallister
*[[Catherine O'Hara]]: Kate McCallister
*[[Tim Curry]]: Hector, il concierge
*[[Rob Schneider]]: Cedrick, il facchino
*[[Devin Ratray]]: Buzz McCallister
*[[Eddie Bracken]]: Signor E. F. Duncan
*[[Gerry Bamman]]: Zio Frank McCallister
*[[Terrie Snell]]: Zia Leslie McCallister
*[[Kieran Culkin]]: Fuller McCallister
*[[Michael C. Maronna]]: Jeff McCallister
*[[Hillary Wolf]]: Megan McCallister
*[[Maureen Elisabeth Shay]]: Linnie McCallister
*[[Jedidiah Cohen]]: Rod McCallister
*[[Diana Rein]]: Sondra McCallister
*[[Senta Moses]]: Tracy McCallister
*[[Anna Slotky]]: Brooke McCallister
*[[Fred Krause]]: Ufficiale Cliff
*[[Dana Ivey]]: portinaia del Plaza Hotel
*[[Ralph Foody]]: Gangster Johnny (in ''Angels with Even Filthier Souls'')
|doppiatoriitaliani =
*[[Ilaria Stagni]]: Kevin McCallister
*[[Saverio Moriones]]: Harry Lime
*[[Mino Caprio]]: Marv Merchants
*[[Marzia Ubaldi]]: Signora dei piccioni
*[[Carlo Valli]]: Peter McCallister
*[[Stefania Patruno]]: Kate McCallister
*[[Massimo Dapporto]]: Hector il concierge
*[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Cedrick il fattorino
*[[Giorgio Milana]]: Buzz McCallister
*[[Pino Ferrara]]: Signor E. F. Duncan
*[[Armando Bandini]]: Zio Frank McCallister
*[[Monica Vulcano]]: Linnie McCallister
*[[Mario Milita]]: Ufficilale Cliff
*[[Renato Cortesi]]: Gangster Johnny (tv)
|note=
}}
'''''Mamma, ho riperso l'aereo – Mi sono smarrito a New York''''', film statunitense del 1992 con [[Macaulay Culkin]], regia di [[Chris Columbus]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*{{NDR|A Fuller, sottraendogli la soda}} Ehi, piano con i beveraggi! I pannolini sono in valigia! ('''Frank McCallister''')
*Come può essere Natale senza un [[albero di Natale]], mamma?! ('''Kevin McCallister''')
*Quando capitate da queste parti, godetevi un soggiorno degno di un re! Provate l'esperienza del Plaza Hotel, l'albergo più eccitante di New York! Per prenotazioni telefonate al numero 1-800-65321! {{NDR|[[Pubblicità dai film|spot pubblicitario]] del Plaza Hotel di New York}}
*C'è lo zio Frank che si fa la doccia. Ha detto che se entro là dentro e lo vedo nudo mi si blocca la crescita e non sarò mai un uomo. Non capisco il perché. ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Rivolto al nipote Kevin}} Fuori di qui, piccolo ficcanaso pervertito, o te le suono di santa ragione! {{NDR|Kevin se la svigna}} Ah, sei proprio un fico, Frankie! ('''Frank McCallister''')
*{{NDR|La famiglia si è svegliata in ritardo, come nel film precedente, in coro}} Anche questa volta! Aaaah! ('''Kate e Peter McCallister''')
*{{NDR|Rattristito}} Oh, no... La mia famiglia è in Florida, e io a New York... {{NDR|sorridendo}} La mia famiglia è in Florida, e io... a New York! ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Dopo aver infilato la mano con un guanto ricoperto di nastro adesivo nel secchiello delle offerte}} Ora ci daranno un altro soprannome: i ladri del nastro isolante! Eh? ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Al telefono, con voce rallentata per darle un tono più adulto}} Salve, sono Peter McCallister senior. Vorrei prenotare una stanza, prego. Con un letto molto grande, un televisore e uno di quei piccoli frigoriferi che si aprono con la chiave. Carta di credito? Ma certo! ('''Kevin McCallister''')
*No, non credo che Kevin sappia usare una carta di credito. ('''Kate McCallister''')
*{{NDR|Guardando terrorizzato il film fittizio ''Angels with Even Filthier Souls''}} Guarda che sta dicendo una balla! ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Rivolto a Kevin}} Ah, andata e ritorno per Miami! Che c'è, hai sbagliato aereo, moccioso? ('''Marv Merchants''')
*Si può scherzare con un sacco di cose, ma non si può scherzare con i bambini malati. ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Rivolto a Kate che vuole andare in giro di sera a cercare Kevin}} Signora, ci sono centinaia di malintenzionati là fuori, armati fino ai... {{NDR|Kate lo schiaffeggia}} Si copra bene, perché si gela in strada... {{NDR|piagnucola dispiaciuto}} ('''Hector''')
*{{NDR|Dopo che Kevin li fotografa nel tentativo di svaligiare il negozio di giocattoli}} Ero pettinato, Harry? ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Prima di rompere la vetrina con un sasso, insieme al messaggio del signor Duncan}} Ci siamo. Comincia la battaglia. Un altro Natale in trincea... ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Maledicendo Kevin}} Boia, farabutto, mascalzone, pisciasotto! Io ti ammazzo! ('''Harry Lime''')
*{{NDR|Dopo tutte le torture che ha subito}} Comincio ad arrabbiarmi sul serio. {{NDR|starnutisce}} ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Prendendo in giro Marv}} Un bambino riesce sempre a cavarsela. ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Rivolto a Kevin}} Spero che i tuoi ti regalino una lapide per Natale! ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|A Harry}} Era il rumore di una cassetta per gli attrezzi che rotolava giù per la scale! {{NDR|Harry e Marv mettono i loro nasi schiacciati}} ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Rivolto a Kevin}} Avrai anche vinto la battaglia, caccola, ma la guerra l'hai persa! ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Rivolta a Harry e Marv che tentano di uccidere Kevin con una pistola}} Lasciatelo andare! Kevin, scappa! ('''Signora dei piccioni''')
*Finiremo sui giornali, Harry! Ci pensi? Diventeremo famosi! ('''Marv Merchants''')
*Caro signor Duncan, ho rotto la sua vetrina per catturare quei mascalzoni. Mi dispiace. È assicurato? Se non lo è, le manderò un po' di soldi. Ammesso che torni a Chicago. Buon Natale, Kevin McCallister. P.s. Grazie per le tortorelle. ('''Lettera legata al sasso di Kevin McCallister''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Buzz McCallister''': Signore e signori della giuria, vorrei chiedere scusa alla mia famiglia per tutto il disagio che le ho procurato.<br>'''Kevin McCallister''': Come?!<br>'''Buzz McCallister''': Il mio è stato uno scherzo infantile, nonché inopportuno.<br>'''Frank McCallister''': Infantile o no, è stato maledettamente divertente! {{NDR|lui e Fuller ridono}}<br>'''Buzz McCallister''': E vorrei chiedere scusa anche a mio fratello. Kevin, ti chiedo scusa.<br>'''Kate McCallister''': Ah, Buzz, sei stato molto carino. {{NDR|applausi da parte di tutta la famiglia}} Kevin, non hai niente da dire?<br>{{NDR|Tutti guardano male Kevin}}<br>'''Buzz McCallister''' {{NDR|sussurrando a Kevin}}: Ti ho fregato, brutto piantagrane!<br>'''Kevin McCallister''': Io non chiedo scusa! L'ho fatto perché Buzz mi ha umiliato! E siccome lui la fa sempre franca, l'ho voluto punire! Me ne infischio se il vostro viaggio idiota in Florida sarà un fiasco! Quando mai si va a passare il Natale ai Tropici?! È pazzesco!<br>'''Kate McCallister''': Kevin!<br>'''Peter McCallister''': Kevin, esci di qui e stanotte dormirai in soffitta!<br>'''Fuller''': Sì, con me. {{NDR|beve un sorso di soda}}<br>'''Kevin McCallister''': Sono abituato agli incubi.<br>'''Frank McCallister''': Vedi di non rovinarmi il viaggio, piccolo intrigante! Tuo padre ci ha speso un bel po' di soldi!<br>'''Kevin McCallister''' {{NDR|sarcastico}}: No, cercherò di non rovinarti il divertimento, signor Scroccone! {{NDR|se ne va, e i suoi parenti rimangono stupiti}}<br>'''Buzz McCallister''': Quello ha le pigne nel cervello!
*'''Kevin McCallister''': {{NDR|riferito a Buzz}} Mi ha chiamato "piantagrane" e poi non voleva scusarsi, ha solo recitato la commedia!<br>'''Kate McCallister''': D'accordo, allora perché non resti quassù a meditarci sopra? Quando sarai disposto a fare le scuse a Buzz e al resto della famiglia potrai riscendere.<br>'''Kevin McCallister''': Io non chiederò mai scusa a Buzz! Preferirei baciare la tavoletta del [[water]]!<br>'''Kate McCallister''': Allora resterai quassù fino a domattina!<br>'''Kevin McCallister''': Bene! Tanto non voglio scendere! Non mi fido di nessuno in questa famiglia! E sai una cosa? Se avessi dei soldi miei andrei in vacanza per conto mio, da solo, senza nessuno di voi! Così potrei divertirmi come voglio io!<br>'''Kate McCallister''': [[Mamma, ho perso l'aereo|L'anno scorso sei stato esaudito.]] Non si sa mai.<br>'''Kevin McCallister''': Lo spero tanto!
* '''Kate McCallister''' {{NDR|distribuendo ai familiari i biglietti del volo per Miami nel pullmino dell'American Airlines}}: 8, 9, 10, 11, 12, 13...{{NDR|non vede Kevin nel pullmino}} Dov'è Kevin?!<br>'''Kevin McCallister''': 14. È meglio che lo tenga io il mio biglietto, sareste anche capaci di mollarmi!
*'''Peter McCallister''': Che ti succede, tesoro?<br>'''Kate McCallister''': La solita sensazione.<br>'''Peter McCallister''': Abbiamo dimenticato qualcosa?<br>'''Kate McCallister''': No. Questa volta non credo, ma... Ho quella sensazione...<br>'''Peter McCallister''': Brutti ricordi, tutto qui. Abbiamo fatto tutto. Abbiamo portato tutto. Abbiamo portato tutti. Non c'è nulla di cui preoccuparsi.<br>'''Kate McCallister''': Sì... Sì, hai ragione.<br>'''Peter McCallister''': Eh... Non c'è nulla di cui preoccuparsi.
*{{NDR|La famiglia McCallister si passa i bagagli al nastro nell'area arrivi dell'International Airport di Miami}}<br>'''Peter McCallister''': E questa è di Kevin, dalla a Kevin.<br>'''Kate McCallister''': Da' questa a... {{NDR|Frank si rifiuta, perciò bassa il borsone a alla zia Leslie}} Da' questa a Kevin.<br>'''Leslie McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Tracy McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Linnie McCallister''': Kevin.<br>'''Buzz McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Rod McCallister''': Dalla a Kevin.<br>'''Sondra McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Megan McCallister''': Dalla a Kevin.<br>'''Jeff McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Brooke McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Fuller''': Tieni, Kevin. {{NDR|si gira, ma anziché Kevin vede due anziani signori, allora passa nuovamente il bagaglio a chi ha di fianco}} Kevin non c'è.<br>'''Brooke McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Jeff McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Megan McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Sondra McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Rod McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Linnie McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Tracy McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Leslie McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|sovrappensiero}}: Ok... Kevin non c'è.<br>'''Peter McCallister''' {{NDR|scioccato}}: Cosa?!<br>'''Kate McCallister''': Ahahah! {{NDR|poi si rende conto di aver smarrito Kevin un'altra volta}} Kevin! {{NDR|sviene}}
*'''Kate McCallister''': {{NDR|lasciare Kevin da solo}} Sta diventando una specie di tradizione nei viaggi della famiglia McCallister.<br>'''Peter McCallister''': Sembrerà strano, ma i bagagli non li perdiamo mai! {{NDR|ridono}}
*{{NDR|Harry e Marv, fuggiti di galera, si sono nascosti all'interno di un furgone che trasporta del pesce}}<br/> '''Harry''': Senti questo odore?<br/>'''Marv''': Sì!<br/>'''Harry''': Sai cos'è?<br/>'''Marv''': Pesce!</br>'''Harry''': È libertà!<br/>'''Marv''': No, è pesce!</br>'''Harry''': È liberta! Libertà e soldi!<br/>'''Marv''': Ok, ok, è libertà!</br>'''Harry''': Usciamo di qui prima che qualcuno ci veda.<br/>'''Marv''' {{NDR|borbottando tra sé}}: È pesce!
*'''Harry''': Una gran bella trovata: evadere dal carcere per rubare 14 cents a un Babbo Natale.<br/>'''Marv''': Tutto fa brodo! Ora ci daranno un altro soprannome: i ladri del nastro isolante! Eh?
*{{NDR|Entrando nel Plaza Hotel}}<br>'''Kevin McCallister''': Mi scusi, la portineria?<br>'''Passante''':<ref>Interpretato da [[Donald Trump]], proprietario a quel tempo proprio del Plaza Hotel.</ref> In fondo al corridoio, a sinistra.<br>'''Kevin McCallister''': Grazie.
*'''Cedrick''': Sa, [[Herbert Hoover]] una volta ha dormito a questo piano.<br>'''Kevin McCallister''': Quello degli aspirapolvere?<br>'''Cedrick''': No, il... il presidente!
*{{NDR|Nella camera d'albergo}}<br>'''Cedrick''': Sa come funziona il televisore?<br>'''Kevin McCallister''': Ho dieci anni, la TV è la mia vita.
*'''Cameriere''' {{NDR|mentre gli serve il gelato}}: Due cucchiai, signore?<br>'''Kevin McCallister''': Due? Faccia tre. Non devo guidare. Grazie.
*{{NDR|Il film fittizio ''Angels with Even Filthier Souls'', sequel di ''Angels with Filthy Souls'' da ''[[Mamma, ho perso l'aereo]]''}}<br>'''Gangster Johnny''': Resta dove sei!<br>'''Donna del gangster''': Sono io, Johnny!<br>'''Gangster Johnny''': Lo sapevo che eri tu! Ti fiuto fin da quando esci dall'ascensore!<br>'''Donna del gangster''': Questo mi lusinga Johnny, ma sono tre giorni che non ci vediamo.<br>'''Gangster Johnny''': Eri qui anche ieri sera! Prova a negarlo!<br>'''Donna del gangster''': No, io cantavo al Blue Monkey ieri sera.<br>'''Gangster Johnny''': Tu eri qui e ti sbaciucchiavi con mio fratello!<br>'''Donna del gangster''': Questa è una menzogna, Johnny! Non è vero!<br>'''Gangster Johnny''': Non m'incanti, sai? Tu ti sbaciucchi con tutti quelli che ti capitano! Snuffy, Al, Leo, Little Moe... Sì, proprio lui, lo zoppo! Cheeks, Boney Bob, Cliff... E potrei continuare all'infinito, baby! <br>'''Donna del gangster''': Non hai capito niente di me!<br>'''Gangster Johnny''': E va bene. Io forse ti credo. Ma il mio mitra no!<br>'''Donna del gangster''': Johnny! Sei l'unico anatroccolo nel mio stagno!<br>'''Gangster Johnny''': Mettiti in ginocchio di fronte a me e dimmi che mi ami!<br>'''Donna del gangster''': Baby, andrei sulla Luna per te!<br>'''Gangster Johnny''': Non basta, devi essere più convincente!<br>'''Donna del gangster''': Se il mio cuore fosse un oceano, Lindy dovrebbe pilotare due aerei per attraversarlo!<br>'''Gangster Johnny''': Mh, forse sono un po' rimbambito, ma stavolta mi hai convinto! Ecco perché ti lascerò andare. Conterò molto lentamente fino a 3, per darti il tempo di portare la tua lurida, bugiarda, spregevole carcassa fuori da questa stanza! 1, 2... 3! Buon Natale, maledetto animale! E felice anno nuovo!
*'''Harry''': Quali sono i negozi che alla vigilia di Natale hanno contanti a palate che a nessuno viene in mente di rubare?<br/>'''Marv''': I negozi di dolciumi!<br/>'''Harry''': I dolci costano solo pochi centesimi, Marv! Ecco, che cosa avevo in mente... Giocattoli!<br/>'''Marv''': Sei geniale, Harry, che forza!<br/>'''Harry''': Si! Chi è così stupido da svaligiare un negozio di giocattoli la vigilia di Natale?<br>'''Marv''': Ci siamo noi, Harry!
*'''E. F. Duncan''': Vedi quest'albero? {{NDR|Kevin annuisce}} Bene. Per dimostrarti che apprezziamo la tua generosità ti permetto di scegliere uno degli oggetti che vedi su quest'albero e di portartelo a casa.<br>'''Kevin McCallister''': Gratis?<br>'''E. F. Duncan''': Certo. E... Posso darti un consiglio? <br>'''Kevin McCallister''': Certo.<br>'''E. F. Duncan''': Allora prendi una [[tortora|tortorella]].<br>'''Kevin McCallister''': Posso prenderne due?<br>'''E. F. Duncan''': Certo, due tortorelle. Ora ti dico cosa devi fare: una la terrai tu e l'altra la darai a una persona molto, molto speciale. Vedi, le tortore sono il simbolo dell'amicizia e dell'amore. Così finché ognuno di voi avrà la sua tortorella resterete amici per la vita.<br>'''Kevin McCallister''': Wow! Questo non lo sapevo. Credevo che fosse solo nella canzone.<br>'''E. F. Duncan''': Infatti. È proprio per questa ragione che la canzone lo dice.<ref>Il dialogo si riferisce alla canzone natalizia ''[[:w:Twelve Days of Christmas|Twelve Days of Christmas]]''. «On the twelfth day of Christmas, my true love sent to me [...] Two turtle doves.»</ref>
*'''Signora dei piccioni''': Io non sono sempre stata così, sai? <br> '''Kevin McCallister''': Ah, sì? E prima com'era? <br> '''Signora dei piccioni''': Avevo un lavoro, una casa... Avevo una famiglia... <br> '''Kevin McCallister''': Aveva dei bambini? <br> '''Signora dei piccioni''': No... Come li avrei voluti... Ma l'uomo che amavo non volle più saperne di me e mi spezzò il cuore. E dopo, ogni volta che un uomo diceva di amarmi, non gli credevo e scappavo. Non mi fidavo più di loro. <br> '''Kevin McCallister''': Non si offenda, ma questa mi sembra una cosa piuttosto stupida. <br> '''Signora dei piccioni''': Avevo paura che mi si spezzasse di nuovo il cuore. Vedi, ogni tanto ti fidi di qualcuno e poi quando le cose finiscono si dimenticano di te. <br> '''Kevin McCallister''': Forse sono troppo occupati e forse si dimenticano di ricordarsi di lei, tutto qui. Non credo che la gente voglia dimenticare, succede e basta. Mio nonno dice che se non avessi la testa avvitata la dimenticherei subito sull'autobus. <br> '''Signora dei piccioni''': Sento che se mi fidassi di qualcuno il cuore mi si spezzerebbe di nuovo. <br> '''Kevin McCallister''': Sì, posso capirla. Una volta avevo un bel paio di pattini a rotelle e pensavo che se li avessi messi li avrei rotti, così li ho tenuti nella scatola e sa cos'è successo? <br> '''Signora dei piccioni''': No. <br> '''Kevin McCallister''': I piedi sono cresciuti e non li ho mai messi fuori dal parco. Li ho messi solo un paio di volte in camera mia. <br> '''Signora dei piccioni''': Il cuore di una persona e i suoi sentimenti non sono pattini a rotelle! <br> '''Kevin McCallister''': Io non sono del suo parere. Se uno il cuore non lo usa, che differenza fa se si rompe? Se uno se lo tiene per sé, forse fa la stessa fine dei miei pattini a rotelle, e quando uno si decide a usarli è troppo tardi. Bisogna correre il rischio, non c'è niente da perdere. <br> '''Signora dei piccioni''': C'è un po' di verità in questo. <br> '''Kevin McCallister''': Lo credo anch'io. Forse il suo cuore è spezzato, ma ce l'ha ancora. Se non lo avesse più non sarebbe così gentile.
*'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Resta dove sei!<br>'''Hector''': Sono il concierge, signore.<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Lo sapevo che eri tu! Ti fiuto fin da quando esci dall'ascensore! {{NDR|Hector, perplesso, si da un'annusata}} Eri qui anche ieri sera! prova a negarlo!<br>'''Hector''': Ehm... Sì, signore. Ero... qui.<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Tu eri qui e ti sbaciucchiavi con mio fratello!<br>'''Hector''' {{NDR|risatina isterica}}: Io temo che si sbagli, signore.<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Non m'incanti, sai? Tu ti sbaciucchi con tutti quelli che ti capitano! Snuffy, Al, Leo, Little Moe… Sì proprio lui, lo zoppo! Cheeks, Boney Bob, Cliff... e potrei continuare all'infinito, baby!<br>'''Cliff''': No! Non è vero!<br>'''Hector''': Ehm... sono davvero desolato signore, ma... temo che lei si sbagli. Noi stiamo cercando un ragazzino!<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: E va bene. Io forse ti credo. Ma il mio mitra no! Mettiti in ginocchio di fronte a me e dimmi che mi ami!<br>'''Hector''': Va bene... in ginocchio... ah, ci mancava anche questa. Io ti amo!<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Non basta, devi essere più convincente!<br>'''Hector''': Ah... insieme.<br>'''Tutti''': Io ti amo!<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Forse sono un po' rimbambito, ma stavolta mi hai convinto! Ecco perché ti lascerò andare.<br>'''Cedrick''': Oh, meno male.<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Conterò molto lentamente fino a 3, per darti il tempo di portare la tua lurida, bugiarda, spregevole carcassa fuori da questa stanza! {{NDR|Hector e suoi colleghi cominciano scappare via terrorizzati}} 1, 2... {{NDR|in tv si sentono gli spari del mitra, e la risata diabolica del Gangster Johnny mentre le persone dell'albergo lo guardano preoccupati}} 3! Buon Natale, maledetto animale! {{NDR|spara dei colpi}} E felice anno nuovo! {{NDR|spara un altro colpo}}<br>'''Hector''' {{NDR|rivolto alle persone dell'albergo}}: Restate nelle vostre stanze! Questa è un'emergenza! C'è in giro un cliente pazzo armato di mitra!
*'''Kate McCallister''': Ma che hotel è questo, che permette a un bambino di alloggiare da solo?!<br>'''Signora Stone''': Il bimbo ha raccontato una storia molto convincente!<br>'''Kate McCallister''': Che razza di idioti lavorano in questo albergo?!<br>'''Signora Stone''': I migliori di New York! {{NDR|Hector e Cedrick sorridono orgogliosamente}}
*{{NDR|Mentre svaligiano le casse del Duncan's Toy Chest}}<br>'''Harry Lime''': Buon Natale, Harry!<br>'''Marv Merchants''': Felice anno nuovo, Marv!
*{{NDR|Marv e Harry stanno scendendo da una fune}}<br>'''Marv Merchants''': Harry, cos'è quest'odore, acqua di colonia?<br>'''Harry Lime''': Non è acqua di colonia! È kerosene! È sulla fune. <br>'''Marv Merchants''': Chissà perché l'avranno bagnata col kerosene!<br>{{NDR|Kevin, già sceso dalla fune, accende un fiammifero per incendiare la fune}}<br>'''Kevin McCallister''': Buon Natale!
*{{NDR|Davanti ai poliziotti dopo che hanno messo loro le manette}}<br>'''Marv Merchants''': Siamo rimasti senza! È stata sua l'idea di chiuderci nel negozio per rubare i soldi destinati ai bambini!<br>'''Harry Lime''' {{NDR|gli dà un calcio, nel maglione di Marv esce fuori un altro dei piccioni}}: Sta' zitto, Marv! Hai il diritto di non parlare, lo sai!<br>'''Marv Merchants''': È un po' nervoso. Sa, siamo evasi dalla prigione qualche giorno fa.<br>'''Harry Lime''' {{NDR|gli dà un altro calcio}}: Sta' zitto, ho detto! Cretino!
*'''Kevin McCallister''' {{NDR|[[Preghiere dai film|pregando]] davanti all'albero di natale vicino al Rockefeller Center}}: So di non meritare il Natale anche se ho fatto una buona azione. Non voglio nessun regalo. Invece, voglio rimangiarmi tutte le cose cattive che ho detto alla mia famiglia. Anche se loro non si rimangiano quelle che hanno detto a me. Non mi importa. Li amo tutti. Incluso Buzz. Se non è possibile poterli vedere tutti, mi basterebbe la mamma. E finché vivrò non desidererò nient'altro. Voglio solo rivedere la mamma. So che questa sera non sarà possibile, ma promettimi che potrò rivederla, prima o poi. Quando vuoi tu. Anche se per una volta sola e per un paio di minuti. Voglio solo chiederle scusa.<br>'''Kate McCallister''': Kevin!<br>'''Kevin McCallister''': Mamma...? Cavolo, sei stato un razzo!
*'''Fuller''': Ehi, per la miseria! È mattina! È la mattina di Natale!<br>'''Kevin McCallister''': Fuller, non farti troppe illusioni.<br>'''Fuller''': Eh?<br>'''Kevin McCallister''': Non credo che Babbo Natale capiti negli alberghi.<br>'''Fuller''': Ma sei scemo? Lui è onnipresente! Va dappertutto!
*'''Kevin McCallister''': Buon Natale!<br>'''Signora dei piccioni''': Kevin, Buon Natale!<br>'''Kevin McCallister''': Ho una cosa per lei.<br>'''Signora dei piccioni''': Che cos'è?<br>'''Kevin McCallister''': È una tortorella. Una per me, una per lei. Finché avremo una tortorella per uno saremo amici per la pelle.<br>'''Signora dei piccioni''': Oh, Kevin... Grazie.<br>'''Kevin McCallister''': Non la dimenticherò mai. Lo giuro. {{NDR|si abbracciano}}
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Cedrick''': Il conto del servizio in camera del signor Kevin McCallister. Buon Natale signore. {{NDR|fa il gesto per chiedere la mancia}}<br>'''Buzz McCallister''': Ah. {{NDR|Buzz gli da in mano la gomma che stava masticando}}<br>'''Cedrick''': Un vizio di famiglia. Già. {{NDR|se ne va}}<br>'''Buzz McCallister''' {{NDR|leggendo il conto del servizio in camera dei McCallister}}: Un Natale indimenticabile. {{NDR|chiamando Peter}} Papàààà!<br>'''Peter McCallister''': Kevin! Hai speso 967 dollari di servizio in camera?! {{NDR|Kevin torna in fretta e furia in albergo}}
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Mamma, ho perso l'aereo}}
[[Categoria:Film commedia]]
[[Categoria:Film natalizi]]
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2026-10-06T18:28:02Z
Udiki
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wikitext
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{{Film
|titoloitaliano=Mamma, ho riperso l'aereo – Mi sono smarrito a New York
|titolooriginale=Home Alone 2: Lost in New York
|paese=Stati Uniti
|anno=1992
|genere=commedia
|regista=[[Chris Columbus]]
|sceneggiatore=[[John Hughes]]
|attori =
*[[Macaulay Culkin]]: Kevin McCallister
*[[Joe Pesci]]: Harry Lime
*[[Daniel Stern (attore)|Daniel Stern]]: Marv Merchants
*[[Brenda Fricker]]: Signora dei piccioni
*[[John Heard]]: Peter McCallister
*[[Catherine O'Hara]]: Kate McCallister
*[[Tim Curry]]: Hector, il concierge
*[[Rob Schneider]]: Cedrick, il facchino
*[[Devin Ratray]]: Buzz McCallister
*[[Eddie Bracken]]: Signor E. F. Duncan
*[[Gerry Bamman]]: Zio Frank McCallister
*[[Terrie Snell]]: Zia Leslie McCallister
*[[Kieran Culkin]]: Fuller McCallister
*[[Michael C. Maronna]]: Jeff McCallister
*[[Hillary Wolf]]: Megan McCallister
*[[Maureen Elisabeth Shay]]: Linnie McCallister
*[[Jedidiah Cohen]]: Rod McCallister
*[[Diana Rein]]: Sondra McCallister
*[[Senta Moses]]: Tracy McCallister
*[[Anna Slotky]]: Brooke McCallister
*[[Fred Krause]]: Ufficiale Cliff
*[[Dana Ivey]]: portinaia del Plaza Hotel
*[[Ralph Foody]]: Gangster Johnny (in ''Angels with Even Filthier Souls'')
|doppiatoriitaliani =
*[[Ilaria Stagni]]: Kevin McCallister
*[[Saverio Moriones]]: Harry Lime
*[[Mino Caprio]]: Marv Merchants
*[[Marzia Ubaldi]]: Signora dei piccioni
*[[Carlo Valli]]: Peter McCallister
*[[Stefania Patruno]]: Kate McCallister
*[[Massimo Dapporto]]: Hector il concierge
*[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Cedrick il fattorino
*[[Giorgio Milana]]: Buzz McCallister
*[[Pino Ferrara]]: Signor E. F. Duncan
*[[Armando Bandini]]: Zio Frank McCallister
*[[Monica Vulcano]]: Linnie McCallister
*[[Mario Milita]]: Ufficilale Cliff
*[[Renato Cortesi]]: Gangster Johnny (tv)
|note=
}}
'''''Mamma, ho riperso l'aereo – Mi sono smarrito a New York''''', film statunitense del 1992 con [[Macaulay Culkin]], regia di [[Chris Columbus]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*{{NDR|A Fuller, sottraendogli la soda}} Ehi, piano con i beveraggi! I pannolini sono in valigia! ('''Frank McCallister''')
*Come può essere Natale senza un [[albero di Natale]], mamma?! ('''Kevin McCallister''')
*Quando capitate da queste parti, godetevi un soggiorno degno di un re! Provate l'esperienza del Plaza Hotel, l'albergo più eccitante di New York! Per prenotazioni telefonate al numero 1-800-65321! {{NDR|[[Pubblicità dai film|spot pubblicitario]] del Plaza Hotel di New York}}
*C'è lo zio Frank che si fa la doccia. Ha detto che se entro là dentro e lo vedo nudo mi si blocca la crescita e non sarò mai un uomo. Non capisco il perché. ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Rivolto al nipote Kevin}} Fuori di qui, piccolo ficcanaso pervertito, o te le suono di santa ragione! {{NDR|Kevin se la svigna}} Ah, sei proprio un fico, Frankie! ('''Frank McCallister''')
*{{NDR|La famiglia si è svegliata in ritardo, come nel film precedente, in coro}} Anche questa volta! Aaaah! ('''Kate e Peter McCallister''')
*{{NDR|Rattristito}} Oh, no... La mia famiglia è in Florida, e io a New York... {{NDR|sorridendo}} La mia famiglia è in Florida, e io... a New York! ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Dopo aver infilato la mano con un guanto ricoperto di nastro adesivo nel secchiello delle offerte}} Ora ci daranno un altro soprannome: i ladri del nastro isolante! Eh? ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Al telefono, con voce rallentata per darle un tono più adulto}} Salve, sono Peter McCallister senior. Vorrei prenotare una stanza, prego. Con un letto molto grande, un televisore e uno di quei piccoli frigoriferi che si aprono con la chiave. Carta di credito? Ma certo! ('''Kevin McCallister''')
*No, non credo che Kevin sappia usare una carta di credito. ('''Kate McCallister''')
*{{NDR|Guardando terrorizzato il film fittizio ''Angels with Even Filthier Souls''}} Guarda che sta dicendo una balla! ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Rivolto a Kevin}} Ah, andata e ritorno per Miami! Che c'è, hai sbagliato aereo, moccioso? ('''Marv Merchants''')
*Si può scherzare con un sacco di cose, ma non si può scherzare con i bambini malati. ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Rivolto a Kate che vuole andare in giro di sera a cercare Kevin}} Signora, ci sono centinaia di malintenzionati là fuori, armati fino ai... {{NDR|Kate lo schiaffeggia}} Si copra bene, perché si gela in strada... {{NDR|piagnucola dispiaciuto}} ('''Hector''')
*{{NDR|Dopo che Kevin li fotografa nel tentativo di svaligiare il negozio di giocattoli}} Ero pettinato, Harry? ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Prima di rompere la vetrina con un sasso, insieme al messaggio del signor Duncan}} Ci siamo. Comincia la battaglia. Un altro Natale in trincea... ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Maledicendo Kevin}} Boia, farabutto, mascalzone, pisciasotto! Io ti ammazzo! ('''Harry Lime''')
*{{NDR|Dopo tutte le torture che ha subito}} Comincio ad arrabbiarmi sul serio. {{NDR|starnutisce}} ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Prendendo in giro Marv}} Un bambino riesce sempre a cavarsela. ('''Kevin McCallister''')
*{{NDR|Rivolto a Kevin}} Spero che i tuoi ti regalino una lapide per Natale! ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|A Harry}} Era il rumore di una cassetta per gli attrezzi che rotolava giù per la scale! {{NDR|Harry e Marv mettono i loro nasi schiacciati}} ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Rivolto a Kevin}} Avrai anche vinto la battaglia, caccola, ma la guerra l'hai persa! ('''Marv Merchants''')
*{{NDR|Rivolta a Harry e Marv che tentano di uccidere Kevin con una pistola}} Lasciatelo andare! Kevin, scappa! ('''Signora dei piccioni''')
*Finiremo sui giornali, Harry! Ci pensi? Diventeremo famosi! ('''Marv Merchants''')
*Caro signor Duncan, ho rotto la sua vetrina per catturare quei mascalzoni. Mi dispiace. È assicurato? Se non lo è, le manderò un po' di soldi. Ammesso che torni a Chicago. Buon Natale, Kevin McCallister. P.s. Grazie per le tortorelle. ('''Lettera legata al sasso di Kevin McCallister''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Buzz McCallister''': Signore e signori della giuria, vorrei chiedere scusa alla mia famiglia per tutto il disagio che le ho procurato.<br>'''Kevin McCallister''': Come?!<br>'''Buzz McCallister''': Il mio è stato uno scherzo infantile, nonché inopportuno.<br>'''Frank McCallister''': Infantile o no, è stato maledettamente divertente! {{NDR|lui e Fuller ridono}}<br>'''Buzz McCallister''': E vorrei chiedere scusa anche a mio fratello. Kevin, ti chiedo scusa.<br>'''Kate McCallister''': Ah, Buzz, sei stato molto carino. {{NDR|applausi da parte di tutta la famiglia}} Kevin, non hai niente da dire?<br>{{NDR|Tutti guardano male Kevin}}<br>'''Buzz McCallister''' {{NDR|sussurrando a Kevin}}: Ti ho fregato, brutto piantagrane!<br>'''Kevin McCallister''': Io non chiedo scusa! L'ho fatto perché Buzz mi ha umiliato! E siccome lui la fa sempre franca, l'ho voluto punire! Me ne infischio se il vostro viaggio idiota in Florida sarà un fiasco! Quando mai si va a passare il Natale ai Tropici?! È pazzesco!<br>'''Kate McCallister''': Kevin!<br>'''Peter McCallister''': Kevin, esci di qui e stanotte dormirai in soffitta!<br>'''Fuller''': Sì, con me. {{NDR|beve un sorso di soda}}<br>'''Kevin McCallister''': Sono abituato agli incubi.<br>'''Frank McCallister''': Vedi di non rovinarmi il viaggio, piccolo intrigante! Tuo padre ci ha speso un bel po' di soldi!<br>'''Kevin McCallister''' {{NDR|sarcastico}}: No, cercherò di non rovinarti il divertimento, signor Scroccone! {{NDR|se ne va, e i suoi parenti rimangono stupiti}}<br>'''Buzz McCallister''': Quello ha le pigne nel cervello!
*'''Kevin McCallister''': {{NDR|riferito a Buzz}} Mi ha chiamato "piantagrane" e poi non voleva scusarsi, ha solo recitato la commedia!<br>'''Kate McCallister''': D'accordo, allora perché non resti quassù a meditarci sopra? Quando sarai disposto a fare le scuse a Buzz e al resto della famiglia potrai riscendere.<br>'''Kevin McCallister''': Io non chiederò mai scusa a Buzz! Preferirei baciare la tavoletta del water!<br>'''Kate McCallister''': Allora resterai quassù fino a domattina!<br>'''Kevin McCallister''': Bene! Tanto non voglio scendere! Non mi fido di nessuno in questa famiglia! E sai una cosa? Se avessi dei soldi miei andrei in vacanza per conto mio, da solo, senza nessuno di voi! Così potrei divertirmi come voglio io!<br>'''Kate McCallister''': [[Mamma, ho perso l'aereo|L'anno scorso sei stato esaudito.]] Non si sa mai.<br>'''Kevin McCallister''': Lo spero tanto!
* '''Kate McCallister''' {{NDR|distribuendo ai familiari i biglietti del volo per Miami nel pullmino dell'American Airlines}}: 8, 9, 10, 11, 12, 13...{{NDR|non vede Kevin nel pullmino}} Dov'è Kevin?!<br>'''Kevin McCallister''': 14. È meglio che lo tenga io il mio biglietto, sareste anche capaci di mollarmi!
*'''Peter McCallister''': Che ti succede, tesoro?<br>'''Kate McCallister''': La solita sensazione.<br>'''Peter McCallister''': Abbiamo dimenticato qualcosa?<br>'''Kate McCallister''': No. Questa volta non credo, ma... Ho quella sensazione...<br>'''Peter McCallister''': Brutti ricordi, tutto qui. Abbiamo fatto tutto. Abbiamo portato tutto. Abbiamo portato tutti. Non c'è nulla di cui preoccuparsi.<br>'''Kate McCallister''': Sì... Sì, hai ragione.<br>'''Peter McCallister''': Eh... Non c'è nulla di cui preoccuparsi.
*{{NDR|La famiglia McCallister si passa i bagagli al nastro nell'area arrivi dell'International Airport di Miami}}<br>'''Peter McCallister''': E questa è di Kevin, dalla a Kevin.<br>'''Kate McCallister''': Da' questa a... {{NDR|Frank si rifiuta, perciò bassa il borsone a alla zia Leslie}} Da' questa a Kevin.<br>'''Leslie McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Tracy McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Linnie McCallister''': Kevin.<br>'''Buzz McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Rod McCallister''': Dalla a Kevin.<br>'''Sondra McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Megan McCallister''': Dalla a Kevin.<br>'''Jeff McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Brooke McCallister''': Dai questa a Kevin.<br>'''Fuller''': Tieni, Kevin. {{NDR|si gira, ma anziché Kevin vede due anziani signori, allora passa nuovamente il bagaglio a chi ha di fianco}} Kevin non c'è.<br>'''Brooke McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Jeff McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Megan McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Sondra McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Rod McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Linnie McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Tracy McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Leslie McCallister''': Kevin non c'è.<br>'''Kate McCallister''' {{NDR|sovrappensiero}}: Ok... Kevin non c'è.<br>'''Peter McCallister''' {{NDR|scioccato}}: Cosa?!<br>'''Kate McCallister''': Ahahah! {{NDR|poi si rende conto di aver smarrito Kevin un'altra volta}} Kevin! {{NDR|sviene}}
*'''Kate McCallister''': {{NDR|lasciare Kevin da solo}} Sta diventando una specie di tradizione nei viaggi della famiglia McCallister.<br>'''Peter McCallister''': Sembrerà strano, ma i bagagli non li perdiamo mai! {{NDR|ridono}}
*{{NDR|Harry e Marv, fuggiti di galera, si sono nascosti all'interno di un furgone che trasporta del pesce}}<br/> '''Harry''': Senti questo odore?<br/>'''Marv''': Sì!<br/>'''Harry''': Sai cos'è?<br/>'''Marv''': Pesce!</br>'''Harry''': È libertà!<br/>'''Marv''': No, è pesce!</br>'''Harry''': È liberta! Libertà e soldi!<br/>'''Marv''': Ok, ok, è libertà!</br>'''Harry''': Usciamo di qui prima che qualcuno ci veda.<br/>'''Marv''' {{NDR|borbottando tra sé}}: È pesce!
*'''Harry''': Una gran bella trovata: evadere dal carcere per rubare 14 cents a un Babbo Natale.<br/>'''Marv''': Tutto fa brodo! Ora ci daranno un altro soprannome: i ladri del nastro isolante! Eh?
*{{NDR|Entrando nel Plaza Hotel}}<br>'''Kevin McCallister''': Mi scusi, la portineria?<br>'''Passante''':<ref>Interpretato da [[Donald Trump]], proprietario a quel tempo proprio del Plaza Hotel.</ref> In fondo al corridoio, a sinistra.<br>'''Kevin McCallister''': Grazie.
*'''Cedrick''': Sa, [[Herbert Hoover]] una volta ha dormito a questo piano.<br>'''Kevin McCallister''': Quello degli aspirapolvere?<br>'''Cedrick''': No, il... il presidente!
*{{NDR|Nella camera d'albergo}}<br>'''Cedrick''': Sa come funziona il televisore?<br>'''Kevin McCallister''': Ho dieci anni, la TV è la mia vita.
*'''Cameriere''' {{NDR|mentre gli serve il gelato}}: Due cucchiai, signore?<br>'''Kevin McCallister''': Due? Faccia tre. Non devo guidare. Grazie.
*{{NDR|Il film fittizio ''Angels with Even Filthier Souls'', sequel di ''Angels with Filthy Souls'' da ''[[Mamma, ho perso l'aereo]]''}}<br>'''Gangster Johnny''': Resta dove sei!<br>'''Donna del gangster''': Sono io, Johnny!<br>'''Gangster Johnny''': Lo sapevo che eri tu! Ti fiuto fin da quando esci dall'ascensore!<br>'''Donna del gangster''': Questo mi lusinga Johnny, ma sono tre giorni che non ci vediamo.<br>'''Gangster Johnny''': Eri qui anche ieri sera! Prova a negarlo!<br>'''Donna del gangster''': No, io cantavo al Blue Monkey ieri sera.<br>'''Gangster Johnny''': Tu eri qui e ti sbaciucchiavi con mio fratello!<br>'''Donna del gangster''': Questa è una menzogna, Johnny! Non è vero!<br>'''Gangster Johnny''': Non m'incanti, sai? Tu ti sbaciucchi con tutti quelli che ti capitano! Snuffy, Al, Leo, Little Moe... Sì, proprio lui, lo zoppo! Cheeks, Boney Bob, Cliff... E potrei continuare all'infinito, baby! <br>'''Donna del gangster''': Non hai capito niente di me!<br>'''Gangster Johnny''': E va bene. Io forse ti credo. Ma il mio mitra no!<br>'''Donna del gangster''': Johnny! Sei l'unico anatroccolo nel mio stagno!<br>'''Gangster Johnny''': Mettiti in ginocchio di fronte a me e dimmi che mi ami!<br>'''Donna del gangster''': Baby, andrei sulla Luna per te!<br>'''Gangster Johnny''': Non basta, devi essere più convincente!<br>'''Donna del gangster''': Se il mio cuore fosse un oceano, Lindy dovrebbe pilotare due aerei per attraversarlo!<br>'''Gangster Johnny''': Mh, forse sono un po' rimbambito, ma stavolta mi hai convinto! Ecco perché ti lascerò andare. Conterò molto lentamente fino a 3, per darti il tempo di portare la tua lurida, bugiarda, spregevole carcassa fuori da questa stanza! 1, 2... 3! Buon Natale, maledetto animale! E felice anno nuovo!
*'''Harry''': Quali sono i negozi che alla vigilia di Natale hanno contanti a palate che a nessuno viene in mente di rubare?<br/>'''Marv''': I negozi di dolciumi!<br/>'''Harry''': I dolci costano solo pochi centesimi, Marv! Ecco, che cosa avevo in mente... Giocattoli!<br/>'''Marv''': Sei geniale, Harry, che forza!<br/>'''Harry''': Si! Chi è così stupido da svaligiare un negozio di giocattoli la vigilia di Natale?<br>'''Marv''': Ci siamo noi, Harry!
*'''E. F. Duncan''': Vedi quest'albero? {{NDR|Kevin annuisce}} Bene. Per dimostrarti che apprezziamo la tua generosità ti permetto di scegliere uno degli oggetti che vedi su quest'albero e di portartelo a casa.<br>'''Kevin McCallister''': Gratis?<br>'''E. F. Duncan''': Certo. E... Posso darti un consiglio? <br>'''Kevin McCallister''': Certo.<br>'''E. F. Duncan''': Allora prendi una [[tortora|tortorella]].<br>'''Kevin McCallister''': Posso prenderne due?<br>'''E. F. Duncan''': Certo, due tortorelle. Ora ti dico cosa devi fare: una la terrai tu e l'altra la darai a una persona molto, molto speciale. Vedi, le tortore sono il simbolo dell'amicizia e dell'amore. Così finché ognuno di voi avrà la sua tortorella resterete amici per la vita.<br>'''Kevin McCallister''': Wow! Questo non lo sapevo. Credevo che fosse solo nella canzone.<br>'''E. F. Duncan''': Infatti. È proprio per questa ragione che la canzone lo dice.<ref>Il dialogo si riferisce alla canzone natalizia ''[[:w:Twelve Days of Christmas|Twelve Days of Christmas]]''. «On the twelfth day of Christmas, my true love sent to me [...] Two turtle doves.»</ref>
*'''Signora dei piccioni''': Io non sono sempre stata così, sai? <br> '''Kevin McCallister''': Ah, sì? E prima com'era? <br> '''Signora dei piccioni''': Avevo un lavoro, una casa... Avevo una famiglia... <br> '''Kevin McCallister''': Aveva dei bambini? <br> '''Signora dei piccioni''': No... Come li avrei voluti... Ma l'uomo che amavo non volle più saperne di me e mi spezzò il cuore. E dopo, ogni volta che un uomo diceva di amarmi, non gli credevo e scappavo. Non mi fidavo più di loro. <br> '''Kevin McCallister''': Non si offenda, ma questa mi sembra una cosa piuttosto stupida. <br> '''Signora dei piccioni''': Avevo paura che mi si spezzasse di nuovo il cuore. Vedi, ogni tanto ti fidi di qualcuno e poi quando le cose finiscono si dimenticano di te. <br> '''Kevin McCallister''': Forse sono troppo occupati e forse si dimenticano di ricordarsi di lei, tutto qui. Non credo che la gente voglia dimenticare, succede e basta. Mio nonno dice che se non avessi la testa avvitata la dimenticherei subito sull'autobus. <br> '''Signora dei piccioni''': Sento che se mi fidassi di qualcuno il cuore mi si spezzerebbe di nuovo. <br> '''Kevin McCallister''': Sì, posso capirla. Una volta avevo un bel paio di pattini a rotelle e pensavo che se li avessi messi li avrei rotti, così li ho tenuti nella scatola e sa cos'è successo? <br> '''Signora dei piccioni''': No. <br> '''Kevin McCallister''': I piedi sono cresciuti e non li ho mai messi fuori dal parco. Li ho messi solo un paio di volte in camera mia. <br> '''Signora dei piccioni''': Il cuore di una persona e i suoi sentimenti non sono pattini a rotelle! <br> '''Kevin McCallister''': Io non sono del suo parere. Se uno il cuore non lo usa, che differenza fa se si rompe? Se uno se lo tiene per sé, forse fa la stessa fine dei miei pattini a rotelle, e quando uno si decide a usarli è troppo tardi. Bisogna correre il rischio, non c'è niente da perdere. <br> '''Signora dei piccioni''': C'è un po' di verità in questo. <br> '''Kevin McCallister''': Lo credo anch'io. Forse il suo cuore è spezzato, ma ce l'ha ancora. Se non lo avesse più non sarebbe così gentile.
*'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Resta dove sei!<br>'''Hector''': Sono il concierge, signore.<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Lo sapevo che eri tu! Ti fiuto fin da quando esci dall'ascensore! {{NDR|Hector, perplesso, si da un'annusata}} Eri qui anche ieri sera! prova a negarlo!<br>'''Hector''': Ehm... Sì, signore. Ero... qui.<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Tu eri qui e ti sbaciucchiavi con mio fratello!<br>'''Hector''' {{NDR|risatina isterica}}: Io temo che si sbagli, signore.<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Non m'incanti, sai? Tu ti sbaciucchi con tutti quelli che ti capitano! Snuffy, Al, Leo, Little Moe… Sì proprio lui, lo zoppo! Cheeks, Boney Bob, Cliff... e potrei continuare all'infinito, baby!<br>'''Cliff''': No! Non è vero!<br>'''Hector''': Ehm... sono davvero desolato signore, ma... temo che lei si sbagli. Noi stiamo cercando un ragazzino!<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: E va bene. Io forse ti credo. Ma il mio mitra no! Mettiti in ginocchio di fronte a me e dimmi che mi ami!<br>'''Hector''': Va bene... in ginocchio... ah, ci mancava anche questa. Io ti amo!<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Non basta, devi essere più convincente!<br>'''Hector''': Ah... insieme.<br>'''Tutti''': Io ti amo!<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Forse sono un po' rimbambito, ma stavolta mi hai convinto! Ecco perché ti lascerò andare.<br>'''Cedrick''': Oh, meno male.<br>'''Gangster Johnny''' {{NDR|in tv}}: Conterò molto lentamente fino a 3, per darti il tempo di portare la tua lurida, bugiarda, spregevole carcassa fuori da questa stanza! {{NDR|Hector e suoi colleghi cominciano scappare via terrorizzati}} 1, 2... {{NDR|in tv si sentono gli spari del mitra, e la risata diabolica del Gangster Johnny mentre le persone dell'albergo lo guardano preoccupati}} 3! Buon Natale, maledetto animale! {{NDR|spara dei colpi}} E felice anno nuovo! {{NDR|spara un altro colpo}}<br>'''Hector''' {{NDR|rivolto alle persone dell'albergo}}: Restate nelle vostre stanze! Questa è un'emergenza! C'è in giro un cliente pazzo armato di mitra!
*'''Kate McCallister''': Ma che hotel è questo, che permette a un bambino di alloggiare da solo?!<br>'''Signora Stone''': Il bimbo ha raccontato una storia molto convincente!<br>'''Kate McCallister''': Che razza di idioti lavorano in questo albergo?!<br>'''Signora Stone''': I migliori di New York! {{NDR|Hector e Cedrick sorridono orgogliosamente}}
*{{NDR|Mentre svaligiano le casse del Duncan's Toy Chest}}<br>'''Harry Lime''': Buon Natale, Harry!<br>'''Marv Merchants''': Felice anno nuovo, Marv!
*{{NDR|Marv e Harry stanno scendendo da una fune}}<br>'''Marv Merchants''': Harry, cos'è quest'odore, acqua di colonia?<br>'''Harry Lime''': Non è acqua di colonia! È kerosene! È sulla fune. <br>'''Marv Merchants''': Chissà perché l'avranno bagnata col kerosene!<br>{{NDR|Kevin, già sceso dalla fune, accende un fiammifero per incendiare la fune}}<br>'''Kevin McCallister''': Buon Natale!
*{{NDR|Davanti ai poliziotti dopo che hanno messo loro le manette}}<br>'''Marv Merchants''': Siamo rimasti senza! È stata sua l'idea di chiuderci nel negozio per rubare i soldi destinati ai bambini!<br>'''Harry Lime''' {{NDR|gli dà un calcio, nel maglione di Marv esce fuori un altro dei piccioni}}: Sta' zitto, Marv! Hai il diritto di non parlare, lo sai!<br>'''Marv Merchants''': È un po' nervoso. Sa, siamo evasi dalla prigione qualche giorno fa.<br>'''Harry Lime''' {{NDR|gli dà un altro calcio}}: Sta' zitto, ho detto! Cretino!
*'''Kevin McCallister''' {{NDR|[[Preghiere dai film|pregando]] davanti all'albero di natale vicino al Rockefeller Center}}: So di non meritare il Natale anche se ho fatto una buona azione. Non voglio nessun regalo. Invece, voglio rimangiarmi tutte le cose cattive che ho detto alla mia famiglia. Anche se loro non si rimangiano quelle che hanno detto a me. Non mi importa. Li amo tutti. Incluso Buzz. Se non è possibile poterli vedere tutti, mi basterebbe la mamma. E finché vivrò non desidererò nient'altro. Voglio solo rivedere la mamma. So che questa sera non sarà possibile, ma promettimi che potrò rivederla, prima o poi. Quando vuoi tu. Anche se per una volta sola e per un paio di minuti. Voglio solo chiederle scusa.<br>'''Kate McCallister''': Kevin!<br>'''Kevin McCallister''': Mamma...? Cavolo, sei stato un razzo!
*'''Fuller''': Ehi, per la miseria! È mattina! È la mattina di Natale!<br>'''Kevin McCallister''': Fuller, non farti troppe illusioni.<br>'''Fuller''': Eh?<br>'''Kevin McCallister''': Non credo che Babbo Natale capiti negli alberghi.<br>'''Fuller''': Ma sei scemo? Lui è onnipresente! Va dappertutto!
*'''Kevin McCallister''': Buon Natale!<br>'''Signora dei piccioni''': Kevin, Buon Natale!<br>'''Kevin McCallister''': Ho una cosa per lei.<br>'''Signora dei piccioni''': Che cos'è?<br>'''Kevin McCallister''': È una tortorella. Una per me, una per lei. Finché avremo una tortorella per uno saremo amici per la pelle.<br>'''Signora dei piccioni''': Oh, Kevin... Grazie.<br>'''Kevin McCallister''': Non la dimenticherò mai. Lo giuro. {{NDR|si abbracciano}}
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Cedrick''': Il conto del servizio in camera del signor Kevin McCallister. Buon Natale signore. {{NDR|fa il gesto per chiedere la mancia}}<br>'''Buzz McCallister''': Ah. {{NDR|Buzz gli da in mano la gomma che stava masticando}}<br>'''Cedrick''': Un vizio di famiglia. Già. {{NDR|se ne va}}<br>'''Buzz McCallister''' {{NDR|leggendo il conto del servizio in camera dei McCallister}}: Un Natale indimenticabile. {{NDR|chiamando Peter}} Papàààà!<br>'''Peter McCallister''': Kevin! Hai speso 967 dollari di servizio in camera?! {{NDR|Kevin torna in fretta e furia in albergo}}
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Mamma, ho perso l'aereo}}
[[Categoria:Film commedia]]
[[Categoria:Film natalizi]]
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Alla ricerca di Nemo
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/* Dialoghi */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Alla ricerca di Nemo
|immagine=Finding Nemo logo.svg
|genere=animazione
|regista=[[Andrew Stanton]]
|soggetto=Andrew Stanton
|sceneggiatore=Andrew Stanton, [[Bob Peterson (regista)|Bob Peterson]], [[David Reynolds]]
|doppiatorioriginali=
*[[Albert Brooks]]: Marlin
*[[Ellen DeGeneres]]: Dory
*[[Alexander Gould]]: Nemo
*[[Willem Dafoe]]: Branchia ''(Gill)''
*[[Brad Garrett]]: Bombo ''(Bloat)''
*[[Allison Janney]]: Diva ''(Peach)''
*[[Austin Pendleton]]: GluGlù ''(Gurgle)''
*[[Stephen Root]]: BloBlò ''(Bubbles)''
*[[Vicki Lewis]]: Deb e Flo
*[[Joe Ranft]]: Jacques
*[[Geoffrey Rush]]: Amilcare ''(Nigel)''
*[[Andrew Stanton]]: Scorza ''(Crush)''
*[[Elizabeth Perkins]]: Coral
*[[Nicholas Bird]]: Guizzo ''(Squirt)''
*[[Bob Peterson (regista)|Bob Peterson]]: maestro Ray ''(Mr. Ray)''
*[[Barry Humphries]]: Bruto ''(Bruce)''
*[[Eric Bana]]: Randa ''(Anchor)''
*[[Bruce Spence]]: Fiocco ''(Chum)''
*[[Bill Hunter (attore)|Bill Hunter]]: dentista
*[[LuLu Ebeling]]: Darla
*[[Jordan Ranft]]: Pulce ''(Tad)''
*[[Erica Beck]]: Perla ''(Pearl)''
*[[Erik Per Sullivan]]: Varenne ''(Sheldon)''
|doppiatoriitaliani=*[[Alex Polidori]]: Nemo
*[[Luca Zingaretti]]: Marlin
*[[Carla Signoris]]: Dory
*[[Angelo Nicotra]]: Branchia
*[[Massimo Corvo]]: Bombo
*[[Silvia Pepitoni]]: Diva
*[[Danilo De Girolamo]]: GluGlù
*[[Gerolamo Alchieri]]: BloBlò
*[[Giò Giò Rapattoni]]: Deb
*[[Jacques Peyrac]]: Jacques
*[[Pietro Ubaldi]]: Amilcare
*[[Stefano Masciarelli]]: Scorza
*[[Roberta Pellini]]: Coral
*[[Furio Pergolani]]: Guizzo
*[[Marco Mete]]: maestro Ray
*[[Alessandro Rossi]]: [[Bruto (Nemo)|Bruto]]
*[[Pasquale Anselmo]]: Randa
*[[Luca Dal Fabbro]]: Fiocco
*[[Dario Penne]]: dentista
*[[Erica Necci]]: Darla
*[[Manuel Meli]]: Pulce
*[[Benedetta Manfredi]]: Perla
*[[Mattia Nissolino]]: Varenne
|note=
*'''[[:Categoria:Film premi Oscar|Premio Oscar]] 2004''' come miglior film d'animazione.
}}
'''''Alla ricerca di Nemo''''', film d'animazione statunitense del 2003, regia di [[Andrew Stanton]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
'''Marlin''': Wow, wow, wow!<br>'''Coral''': Sì, Marlin. Ho vi... ho visto. È bellissimo.<br>'''Marlin''': Allora, Coral? Quando hai detto che volevi la vista sull'oceano non credevi che avresti avuto l'intero oceano, vero? Eh? Ah, sì... qui un pesce sì che può respirare. Tuo marito ti ha accontentata, sì o no?<br>'''Coral''': Mi ha accontentata.<br>'''Marlin''': E non è stato facile.<br>'''Coral''': Perché altri pesci pagliaccio facevano la fila per questo posto.<br>'''Marlin''': Ci puoi scommettere cara, lo volevano tutti, sai?<br>'''Coral''': Mmh. Sei stato bravo. E il quartiere è... stupendo.
==Frasi==
{{cronologico}}
*I [[Pesce pagliaccio|pesci pagliaccio]] non fanno ridere più degli altri! ('''Marlin''')
*Io sono uno squalo buono, non un automa divoratore di pesci. Se voglio cambiare questa immagine di me, devo prima cambiare me stesso. I pesci sono amici, non cibo! ('''Bruto, Randa e Fiocco''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Dory''': Una barca? Ehi, io l'ho vista una barca! È passata di qui un attimo fa! È andata... di là! È andata da quella parte, seguimi!<br/>'''Marlin''' {{NDR|pensa che Dory stia scherzando e si arrabbia}}: Un momento! Aspetta un momento! Che cosa stai facendo? Me l'hai già detto da che parte è andata la barca!<br/>'''Dory''': Già detto? Oh no...<br/>'''Marlin''': E se questo vuole essere una specie di scherzo, non è divertente! E io me ne intendo! Sono un pesce pagliaccio!<br/>'''Dory''': No, non lo è. Lo so che non è divertente... mi dispiace tanto, ma io... soffro di perdita di [[memoria a breve termine]].<br/>'''Marlin''': Perdita di memoria a breve termine? Non ci posso credere!<br/>'''Dory''': No, è vero, dimentico le cose all'istante, tutti così in famiglia! Be', insomma... almeno credo che tutti... mmmmh. Che fine hanno fatto? Posso aiutarla?
*'''Nemo''': Quante volte hai tentato la fuga?<br/>'''Branchia''': Ah, ho perso il conto. I [[Pesce|pesci]] non sono fatti per vivere rinchiusi. L'[[acquario]] ti cambia dentro.
* {{NDR|Marlin e Dory hanno visto una balena e Dory cerca di parlare in "balenese"}}<br/>'''Dory''': Nuu dubbiaaamo truuvaare suo fiiglio!<br/>'''Marlin''': Ehm, Dory... che cosa fai? Che cosa fai? Ma sei sicura di conoscere il balenese?<br/>'''Dory''': Ci puòòò indicaaare la straaadaaa?<br/>'''Marlin''': Dory! Chissà che cosa stai dicendo! {{NDR|la balena si muove allontanandosi}} Visto? Se ne va!<br/>'''Dory''': Torna quaaaa!! <br/> '''Marlin''': Non sta tornando indietro, forse l'hai offesa! <br/> '''Dory''': Provo un altro dialetto: {{NDR|emette dei versi incomprensibili simili a sbadigli}}<br/>'''Marlin''': Dory. Dory non sembri una balena.. Sembri un pesce... che sta per vomitare!<br/>'''Dory''': Bene, provo col megatterese.<br/>'''Marlin''': No, il megatterese no!<br/>'''Dory''': Muuuuuuau! Muaaaau! <br /> '''Marlin''': Ecco... ora sembri agonizzante. <br/> '''Dory''': Forse più forte? Muaaau!! Muaaau!!<br/>'''Marlin''' {{NDR|perde la pazienza}}: Falla finita! {{NDR|la balena intanto si avvicina dietro di loro}} <br/>'''Dory''': Troppo orchese? Sembravo un'orca, vero? <br /> '''Marlin''': Ma quale orca! Sembravi una cosa che non ho mai sentito! {{NDR|sospira, mentre Dory emette altri versi strani}} Meglio così, magari era affamata... <br/>'''Dory''': Niente paura, le balene non mangiano pesci, mangiano krill. {{NDR|un banco di krill nuota verso di loro, scappando dalla balena}} <br /> '''Banco di krill''': Scappiamo! <br/>'''Dory''': Oh, guarda, krill! {{NDR|la balena, ormai vicina a Marlin e Dory, apre la bocca, risucchiandoli}} <br/> '''Marlin''': Via, Dory! Presto! {{NDR|viene aspirato dalla balena assieme a Dory}}
*'''Marlin''': Gli avevo promesso che non gli sarebbe capitato mai niente. {{NDR|a Nemo}}<br/>'''Dory''': Oh, è un po' bislacca come promessa!<br/>'''Marlin''': Perché?<br/>'''Dory''': Beh, non puoi fare in modo che non gli capiti mai niente: dovrebbe non fare mai niente!
* {{NDR|Quando pare che Nemo sia morto}}<br/>'''Dory''': Ehi...<br/>'''Marlin''': Dory... se non era per te io non sarei mai neanche arrivato fin qui... perciò grazie...<br/>'''Dory''': Ehi aspetta un minuto! Ma dai aspetta! Dove vai?<br/>'''Marlin''': È finita Dory, siamo arrivati tardi... Nemo non c'è più... e io me ne torno a casa.<br/>'''Dory''': No! No, non puoi... Fermati! Non te ne andare, ti prego! Nessuno finora è rimasto così a lungo con me... e se tu te ne vai... Se tu te ne vai... Con te io mi ricordo le cose, è vero! Sta' a sentire: P. Sherman, quarantadue... eh... quaranta... due... Ah! Me lo ricordo, lo giuro! È qui, lo so perché... perché quando ti vedo, me lo sento... e quando... quando ti vedo io... mi sento a casa. Ti prego... non voglio perdere tutto questo... non voglio dimenticare...<br/>'''Marlin''': Mi dispiace, Dory... ma io sì.
*'''Granchio 1''' {{NDR|mangiando le bollicine che escono da un tubo di scarico}}: Una manna dal cielo!
*'''Granchio 2''': Dolce nettare di vita, ah ah! <br /> '''Granchio 1''' {{NDR|a un terzo granchio}}: Ehi! Ehi! <br> '''Granchio 2''': Ehi ehi ehi! <br /> '''Granchio 1''': Questa è zona nostra! <br /> '''Granchio 2''': Vattene via! Smamma! <br /> '''Granchio 1''' {{NDR|a Marlin che passa lì vicino}}: Ehi ehi ehi! <br /> '''Granchio 2''': Ehi ehi ehi ehi! <br /> '''Granchio 1''': Sì, bravo bravo, nuota, nuota! Ecco! <br /> '''Granchio 2''': Ben detto, amico!
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
E adesso? ('''Bombo''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Pixar}}
[[Categoria:Film d'animazione Pixar]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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2026-10-06T18:28:35Z
Udiki
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Alla ricerca di Nemo
|immagine=Finding Nemo logo.svg
|genere=animazione
|regista=[[Andrew Stanton]]
|soggetto=Andrew Stanton
|sceneggiatore=Andrew Stanton, [[Bob Peterson (regista)|Bob Peterson]], [[David Reynolds]]
|doppiatorioriginali=
*[[Albert Brooks]]: Marlin
*[[Ellen DeGeneres]]: Dory
*[[Alexander Gould]]: Nemo
*[[Willem Dafoe]]: Branchia ''(Gill)''
*[[Brad Garrett]]: Bombo ''(Bloat)''
*[[Allison Janney]]: Diva ''(Peach)''
*[[Austin Pendleton]]: GluGlù ''(Gurgle)''
*[[Stephen Root]]: BloBlò ''(Bubbles)''
*[[Vicki Lewis]]: Deb e Flo
*[[Joe Ranft]]: Jacques
*[[Geoffrey Rush]]: Amilcare ''(Nigel)''
*[[Andrew Stanton]]: Scorza ''(Crush)''
*[[Elizabeth Perkins]]: Coral
*[[Nicholas Bird]]: Guizzo ''(Squirt)''
*[[Bob Peterson (regista)|Bob Peterson]]: maestro Ray ''(Mr. Ray)''
*[[Barry Humphries]]: Bruto ''(Bruce)''
*[[Eric Bana]]: Randa ''(Anchor)''
*[[Bruce Spence]]: Fiocco ''(Chum)''
*[[Bill Hunter (attore)|Bill Hunter]]: dentista
*[[LuLu Ebeling]]: Darla
*[[Jordan Ranft]]: Pulce ''(Tad)''
*[[Erica Beck]]: Perla ''(Pearl)''
*[[Erik Per Sullivan]]: Varenne ''(Sheldon)''
|doppiatoriitaliani=*[[Alex Polidori]]: Nemo
*[[Luca Zingaretti]]: Marlin
*[[Carla Signoris]]: Dory
*[[Angelo Nicotra]]: Branchia
*[[Massimo Corvo]]: Bombo
*[[Silvia Pepitoni]]: Diva
*[[Danilo De Girolamo]]: GluGlù
*[[Gerolamo Alchieri]]: BloBlò
*[[Giò Giò Rapattoni]]: Deb
*[[Jacques Peyrac]]: Jacques
*[[Pietro Ubaldi]]: Amilcare
*[[Stefano Masciarelli]]: Scorza
*[[Roberta Pellini]]: Coral
*[[Furio Pergolani]]: Guizzo
*[[Marco Mete]]: maestro Ray
*[[Alessandro Rossi]]: [[Bruto (Nemo)|Bruto]]
*[[Pasquale Anselmo]]: Randa
*[[Luca Dal Fabbro]]: Fiocco
*[[Dario Penne]]: dentista
*[[Erica Necci]]: Darla
*[[Manuel Meli]]: Pulce
*[[Benedetta Manfredi]]: Perla
*[[Mattia Nissolino]]: Varenne
|note=
*'''[[:Categoria:Film premi Oscar|Premio Oscar]] 2004''' come miglior film d'animazione.
}}
'''''Alla ricerca di Nemo''''', film d'animazione statunitense del 2003, regia di [[Andrew Stanton]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
'''Marlin''': Wow, wow, wow!<br>'''Coral''': Sì, Marlin. Ho vi... ho visto. È bellissimo.<br>'''Marlin''': Allora, Coral? Quando hai detto che volevi la vista sull'oceano non credevi che avresti avuto l'intero oceano, vero? Eh? Ah, sì... qui un pesce sì che può respirare. Tuo marito ti ha accontentata, sì o no?<br>'''Coral''': Mi ha accontentata.<br>'''Marlin''': E non è stato facile.<br>'''Coral''': Perché altri pesci pagliaccio facevano la fila per questo posto.<br>'''Marlin''': Ci puoi scommettere cara, lo volevano tutti, sai?<br>'''Coral''': Mmh. Sei stato bravo. E il quartiere è... stupendo.
==Frasi==
{{cronologico}}
*I [[Pesce pagliaccio|pesci pagliaccio]] non fanno ridere più degli altri! ('''Marlin''')
*Io sono uno squalo buono, non un automa divoratore di pesci. Se voglio cambiare questa immagine di me, devo prima cambiare me stesso. I pesci sono amici, non cibo! ('''Bruto, Randa e Fiocco''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Dory''': Una barca? Ehi, io l'ho vista una barca! È passata di qui un attimo fa! È andata... di là! È andata da quella parte, seguimi!<br/>'''Marlin''' {{NDR|pensa che Dory stia scherzando e si arrabbia}}: Un momento! Aspetta un momento! Che cosa stai facendo? Me l'hai già detto da che parte è andata la barca!<br/>'''Dory''': Già detto? Oh no...<br/>'''Marlin''': E se questo vuole essere una specie di scherzo, non è divertente! E io me ne intendo! Sono un pesce pagliaccio!<br/>'''Dory''': No, non lo è. Lo so che non è divertente... mi dispiace tanto, ma io... soffro di perdita di [[memoria a breve termine]].<br/>'''Marlin''': Perdita di memoria a breve termine? Non ci posso credere!<br/>'''Dory''': No, è vero, dimentico le cose all'istante, tutti così in famiglia! Be', insomma... almeno credo che tutti... mmmmh. Che fine hanno fatto? Posso aiutarla?
*'''Nemo''' {{NDR|è rimasto incastrato nel tubo del filtro e vede arrivare Branchia}}: Mi puoi aiutare?<br>'''Branchia''': No. Ci sei finito da solo e da solo ti tiri fuori.<br>'''Deb''': Ma... Branchia!<br>'''Branchia''' {{NDR|rivolto a Deb}}: Voglio vedere come se la cava, d'accordo? {{NDR|a Nemo}} Calmati. Prima devi agitare le pinne e poi la coda.<br>'''Nemo''': Non ce la faccio! Ho una pinna atrofica!<br>'''Branchia''': Mai stato un problema... {{NDR|si sposta e Nemo nota che anche Branchia ha una pinna rovinata}} Concentrati su quello che devi fare...<br>{{NDR|Nemo si sforza ma non riesce a uscire}}<br>'''Bombo''' {{NDR|prova a incoraggiarlo}}: Avanti!<br>{{NDR|Nemo continua a sforzarsi e riesce a uscire}}<br>'''Branchia''': Perfetto!<br>{{NDR|Bombo, GluGlù, BloBlò e Deb vanno a complimentarsi con Nemo}}<br>'''Diva''': Wow, dall'oceano, come te, Branchia!<br>'''Branchia''': Già...<br>'''Diva''' {{NDR|nota lo sguardo pensieroso di Branchia}}: Conosco quello sguardo, a cosa stai pensando?<br>'''Branchia''': Sto pensando che questa sera dobbiamo dare un vero benvenuto al ragazzo... {{NDR|Nemo}}<br>'''Bombo''' {{NDR|rivolto a Nemo}}: Di' un po', ce l'avrai un nome...<br>'''Nemo''': Nemo... Mi chiamo Nemo.
*'''Nemo''': Quante volte hai tentato la fuga?<br/>'''Branchia''': Ah, ho perso il conto. I [[Pesce|pesci]] non sono fatti per vivere rinchiusi. L'[[acquario]] ti cambia dentro.
* {{NDR|Marlin e Dory hanno visto una balena e Dory cerca di parlare in "balenese"}}<br/>'''Dory''': Nuu dubbiaaamo truuvaare suo fiiglio!<br/>'''Marlin''': Ehm, Dory... che cosa fai? Che cosa fai? Ma sei sicura di conoscere il balenese?<br/>'''Dory''': Ci puòòò indicaaare la straaadaaa?<br/>'''Marlin''': Dory! Chissà che cosa stai dicendo! {{NDR|la balena si muove allontanandosi}} Visto? Se ne va!<br/>'''Dory''': Torna quaaaa!! <br/> '''Marlin''': Non sta tornando indietro, forse l'hai offesa! <br/> '''Dory''': Provo un altro dialetto: {{NDR|emette dei versi incomprensibili simili a sbadigli}}<br/>'''Marlin''': Dory. Dory non sembri una balena.. Sembri un pesce... che sta per vomitare!<br/>'''Dory''': Bene, provo col megatterese.<br/>'''Marlin''': No, il megatterese no!<br/>'''Dory''': Muuuuuuau! Muaaaau! <br /> '''Marlin''': Ecco... ora sembri agonizzante. <br/> '''Dory''': Forse più forte? Muaaau!! Muaaau!!<br/>'''Marlin''' {{NDR|perde la pazienza}}: Falla finita! {{NDR|la balena intanto si avvicina dietro di loro}} <br/>'''Dory''': Troppo orchese? Sembravo un'orca, vero? <br /> '''Marlin''': Ma quale orca! Sembravi una cosa che non ho mai sentito! {{NDR|sospira, mentre Dory emette altri versi strani}} Meglio così, magari era affamata... <br/>'''Dory''': Niente paura, le balene non mangiano pesci, mangiano krill. {{NDR|un banco di krill nuota verso di loro, scappando dalla balena}} <br /> '''Banco di krill''': Scappiamo! <br/>'''Dory''': Oh, guarda, krill! {{NDR|la balena, ormai vicina a Marlin e Dory, apre la bocca, risucchiandoli}} <br/> '''Marlin''': Via, Dory! Presto! {{NDR|viene aspirato dalla balena assieme a Dory}}
*'''Marlin''': Gli avevo promesso che non gli sarebbe capitato mai niente. {{NDR|a Nemo}}<br/>'''Dory''': Oh, è un po' bislacca come promessa!<br/>'''Marlin''': Perché?<br/>'''Dory''': Beh, non puoi fare in modo che non gli capiti mai niente: dovrebbe non fare mai niente!
* {{NDR|Quando pare che Nemo sia morto}}<br/>'''Dory''': Ehi...<br/>'''Marlin''': Dory... se non era per te io non sarei mai neanche arrivato fin qui... perciò grazie...<br/>'''Dory''': Ehi aspetta un minuto! Ma dai aspetta! Dove vai?<br/>'''Marlin''': È finita Dory, siamo arrivati tardi... Nemo non c'è più... e io me ne torno a casa.<br/>'''Dory''': No! No, non puoi... Fermati! Non te ne andare, ti prego! Nessuno finora è rimasto così a lungo con me... e se tu te ne vai... Se tu te ne vai... Con te io mi ricordo le cose, è vero! Sta' a sentire: P. Sherman, quarantadue... eh... quaranta... due... Ah! Me lo ricordo, lo giuro! È qui, lo so perché... perché quando ti vedo, me lo sento... e quando... quando ti vedo io... mi sento a casa. Ti prego... non voglio perdere tutto questo... non voglio dimenticare...<br/>'''Marlin''': Mi dispiace, Dory... ma io sì.
*'''Granchio 1''' {{NDR|mangiando le bollicine che escono da un tubo di scarico}}: Una manna dal cielo! <br/> '''Granchio 2''': Dolce nettare di vita, ah ah! <br/> '''Granchio 1''' {{NDR|a un terzo granchio}}: Ehi! Ehi! <br > '''Granchio 2''': Ehi ehi ehi! <br/> '''Granchio 1''': Questa è zona nostra! <br/> '''Granchio 2''': Vattene via! Smamma! <br/> '''Granchio 1''' {{NDR|a Marlin che passa lì vicino}}: Ehi ehi ehi! <br/> '''Granchio 2''': Ehi ehi ehi ehi! <br/> '''Granchio 1''': Sì, bravo bravo, nuota, nuota! Ecco! <br/> '''Granchio 2''': Ben detto, amico! {{NDR|Nemo esce dal tubo di scarico}} Oh! Oh! Questo è bello in carne! <br/> '''Nemo''': Ehi, avete visto il mio papà? <br/> '''Granchio 2''' {{NDR|prova ad acchiappare Nemo}}: Preso! <br/> '''Nemo''': No! {{NDR|Nemo scappa via}} <br/> '''Granchio 2''': Ehi ehi! Torna subito qua! <br/> '''Granchio 1''': Te lo sei fatto scappare! {{NDR|lo colpisce in testa}} <br/> '''Granchio 1 e Granchio 2''': Ehi ehi ehi! {{NDR|si azzuffano}}
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
E adesso? ('''Bombo''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Pixar}}
[[Categoria:Film d'animazione Pixar]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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Discussioni Wikiquote:Trascrizione
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Micione
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/* Versi a capo */
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wikitext
text/x-wiki
==Nuova pagina di aiuto==
C'è un po' di confusione su questo argomento, perciò ho buttato giù qualche linea guida.
Bisogna decidere alcuni dettagli come il modo di indicare le varianti, graficamente, intendo: corsivi, grassetti, elenchi puntati, rientranze ecc. Per il resto, mi sono attenuto alle consuetudini del progetto, perciò non dovrebbero esserci problemi.<br>
Un'altra cosa: potrebbe essere utile aggiungere qualche consiglio su strumenti come Wikisource, l'OCR, i vari siti disponibili in rete (compreso Google libri), le versioni digitalizzate pià o meno legali (su questo ho qualche dubbio) ecc. Vi sembra il caso di parlarne in una voce a parte? [[Utente:Nemo|Nemo]] 21:53, 18 mag 2007 (UTC)
:Ottimo lavoro! E sono d'accordissimo per creare una voce che parli degli strumenti da cui attingere le varie citazioni. Per quanto riguarda invece la pagina in esame, io cambierei questo:
:#Io userei (e finora ho usato) <nowiki>{{NDR|...}}</nowiki> piuttosto che [...].
:#Per le fonti non scritte, io vieterei tassativamente il maiuscolo, perché lo trovo davvero fastidioso.
:#Nel riportare il testo nella lingua originale, userei i corsivo, sia per distinguere, sia perché in situazioni simili (vedi i [[Wikiquote:Modello_di_voce#Film|film]]) la convensione è proprio quella sei ::''testo in corsivo'').
:#Ometterei di riportare la dicitura "Traduzione ufficiale:" nel caso di versione multipla, perché la fonte fra parentesi fa riferimento alla bibliografia della pagina, di conseguenza è inutile chiarire che si tratti della traduzione ufficiale. (Se però dovesse essere scelto di mantenere la dicitura, opterei per un grassetto)
:#Le varianti (e solo quelle, non le frasi in lingua originale) le introdurrei invece con la dicitura "Variante:" in grassetto, per non confonderla con una traduzione alternativa (soprattutto nel caso di proverbi).
:E infine un dubbio:
:*Perché a volte usi la tabulazione (:) e a volte l'elenco puntato rientrato (**)?
:--[[Utente:Jodido|'''J''']][[Discussioni utente: Jodido|'''D''']][[Speciale:Contributi/Jodido|'''D''']] 06:07, 19 mag 2007 (UTC)
::Le citazioni in lingue diverse dall'italiano vanno in corsivo, e concordo sulla doppia tabulazione (::).
<pre>
*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)
::''Citazione in lingua originale.''
*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)
**Informazioni.
::''Citazione in lingua originale.''
</pre>
*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)
::''Citazione in lingua originale.''
*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)
**Informazioni.
::''Citazione in lingua originale.''
La resa così è ottima, a mio avviso. Per le varianti, io eviterei le etichette, non mi piacciono molto. Questa l'ho usata in [[Proverbi italiani]], ha un'ottima resa, non appesantisce assolutamente la lista:
*Chi ben comincia è a meta dell'opera.
:''Chi ben comincia è già a metà dell'opera.''
:''Chi ben comincia è alla metà dell'opra.''
<pre>
*Chi ben comincia è a meta dell'opera.
:''Chi ben comincia è già a metà dell'opera.''
:''Chi ben comincia è alla metà dell'opra.''
</pre>
E comunque le linee guida si abbozzano in sottopagina utente... --[[Utente:Dread83|<span style="color:red;background:black;border:1px solid black;font-size:90%">'''D'''</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:red;background:yellow;border:1px solid yellow;font-size:90%">'''D'''</span>]] 07:29, 19 mag 2007 (UTC)
Nell'ordine:
#L'NDR va bene per le spiegazioni, ma per le semplici integrazioni è troppo pesante.
#Vada per il divieto del maiuscolo.
#Il corsivo non mi sembra necessario, ma non ho nulla in contrario.
#Il <nowiki><br></nowiki> mi sembra preferibile perché piú semplice: Frieda ha detto che non c'è motivo di sostituirlo.
#L'ho messa qui perché c'è ben poco di nuovo.
#Non c'è nessuna dicitura «traduzione ufficiale»; la tolgo, visto che confonde solo.
#Per le varianti, preferisco anch'io evitare del tutto le etichette, visto che non sono l'unico a pensarla cosí.
#A volte uso l'indentatura e a volta l'elenco puntato perché la prima non mi sembra molto conforme all'uso wikiano; l'elenco puntato però mi sembra brutto quando non c'è un elenco... Però se ne può fare a meno del tutto, perché può risultare troppo pesante.
#Mi sembra eccessiva la doppia rientranza per le citazioni in lingua originale. È vero però che non possono essere gerarchicamente parificate a eventuali spiegazioni, perciò o si mettono le une con una rientranza e le altre con due o si usa un elenco puntato, direi. La seconda soluzione è probabilmente la piú ordinata. Mi sembra utile in tutti i casi in cui siano presenti vari elementi (citazione in lingua, varianti, spiegazioni).
##*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)
##:''Citazione in lingua originale.''
##::Informazioni.
##Oppure
##*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)
##**''Citazione in lingua originale.''
##**Informazioni. <br>
#Ottima invece l'indicazione delle varianti con una semplice rientranza. Non capisco però il senso del corsivo: la variante non è un qualcosa di strano ovvero estraneo.
[[Utente:Nemo|Nemo]] 22:33, 19 mag 2007 (UTC)
Ciao! Allora, affrontiamo la cosa passo passo, altrimenti non ci raccapezziamo. Fra le due proposte, la soluzione 1 è perfetta, a mio avviso. --[[Utente:Dread83|<span style="color:red;background:black;border:1px solid black;font-size:90%">'''D'''</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:red;background:yellow;border:1px solid yellow;font-size:90%">'''D'''</span>]] 08:03, 20 mag 2007 (UTC)
:Sono d'accordo con Dread (la prima soluzione è perfetta). Però a che informazioni ci si riferisce? Perché, proverbi a parte, gran parte delle informazioni possono essere inserite tramite note... --[[Utente:Jodido|'''J''']][[Discussioni utente: Jodido|'''D''']][[Speciale:Contributi/Jodido|'''D''']] 08:11, 20 mag 2007 (UTC)
::Ci sono tantissimi casi! Mi viene in mente [[Stephen Biko]] (andrebbe sistemata....). [[Utente:Dread83|<span style="color:red;background:black;border:1px solid black;font-size:90%">'''D'''</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:red;background:yellow;border:1px solid yellow;font-size:90%">'''D'''</span>]] 08:29, 20 mag 2007 (UTC)
:::Sì, ma in un caso del genere si dovrebbe mettere la prima fra parentesi (essendo la fonte della citazione). Per quanto riguarda i casi come questo, io userei le note, perché sono informazioni non necessarie alla comprensione della citazione, quindi snellirebbe graficamente la pagina collocarle fra le note. --[[Utente:Jodido|'''J''']][[Discussioni utente: Jodido|'''D''']][[Speciale:Contributi/Jodido|'''D''']] 08:33, 20 mag 2007 (UTC)
::::Intendi con l'NDR o le note a fondo pagina? Perché sono mooooolto favorevole alla seconda ipotesi. A questo punto, si potrebbe anche eliminare la riga "Informazione", Ovvero:
*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)<sup>[falsa nota]</sup>
:''Citazione in lingua originale.''
Un sacco di rogne in meno! --[[Utente:Dread83|<span style="color:red;background:black;border:1px solid black;font-size:90%">'''D'''</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:red;background:yellow;border:1px solid yellow;font-size:90%">'''D'''</span>]] 08:42, 20 mag 2007 (UTC)
:::::Era esattamente quello che intendevo! --[[Utente:Jodido|'''J''']][[Discussioni utente: Jodido|'''D''']][[Speciale:Contributi/Jodido|'''D''']] 09:20, 20 mag 2007 (UTC)
Aggiungo che magari si potrebbe anche specificare la lingua della citazione originale con i template. Per esempio:
*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)<sup>[falsa nota]</sup>
:{{la}} ''Citazione in lingua originale.''
[[Utente:Dread83|<span style="color:red;background:black;border:1px solid black;font-size:90%">'''D'''</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:red;background:yellow;border:1px solid yellow;font-size:90%">'''D'''</span>]] 10:40, 20 mag 2007 (UTC)
:In linea teorica l'idea non mi dispiace, però penso che la pagina si appesantirebbe un po' troppo, quindi direi di lasciar stare. --[[Utente:Jodido|'''J''']][[Discussioni utente: Jodido|'''D''']][[Speciale:Contributi/Jodido|'''D''']] 10:55, 20 mag 2007 (UTC)
::E se gli alleggerissi, con una grafica simile a quella di Wikipedia? (ci pensavo già da un po', sia ben chiaro) Cfr. {{tl|En}} e [[w:Template:En]] --[[Utente:Dread83|<span style="color:red;background:black;border:1px solid black;font-size:90%">'''D'''</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:red;background:yellow;border:1px solid yellow;font-size:90%">'''D'''</span>]] 11:25, 20 mag 2007 (UTC)
:::Non so, perché comunque per i link non è male la grafica attuale. Fra l'altro tieni conto che la lingua della citazione originale è solitamente di facile intuizione, quindi non so se vale la pena di modificare il template per questo. --[[Utente:Jodido|'''J''']][[Discussioni utente: Jodido|'''D''']][[Speciale:Contributi/Jodido|'''D''']] 12:09, 20 mag 2007 (UTC)
::::L'uso delle note a piè di pagina mi sembra la soluzione migliore. Aggiudicato. Però non bisogna esagerare; ciò che non è troppo specifico e può stare in Wikipedia è meglio che non sia inserito qui, perché sarebbe un pernicioso doppione, a meno che sia molto molto breve. Non mi piace molto l'aggiunta dei template lingua: non solo appesantiscono la pagina, ma non sono poi tanto utili perché innanzitutto la lingua originale dell'autore è solitamente una sola, e secondariamente chi può leggere una frase non può non sapere in che lingua è, e agli altri non importa. [[Utente:Nemo|Nemo]] 20:28, 20 mag 2007 (UTC)
Ho modificato la pagina secondo quanto detto in precedenza. Va bene, cosí? [[Utente:Nemo|Nemo]] 23:49, 11 giu 2007 (CEST)
:Caspita, sono passate tre settimane: mi sembra che abbiamo risolto i dubbi precedenti, ma ne sono emersi altri, [[Discussioni_Wikiquote:Modello_di_voce#Contestualizzazione_delle_battute_di_film_.28ma_non_solo.29|qui]]. [[Utente:Nemo|Nemo]] 00:49, 3 lug 2007 (CEST)
===Rifinitura della pagina===
La prima cosa che mi salta all'occhio è che gli esempi inseriti nel paragrafo "Contestualizzazione" sono troppo lunghi, e con la sintassi usata (spazio a sinistra, prima del testo per evidenziare) sforano a destra di un bel po'. Considerate che io vedo tutto in 16:9: immagino che a 4:3 sia peggio. Sostituiamo con altri esempi più brevi? Sennò non capisco chi possa scorrere paginate e paginate a destra. Stesso problema notato da un tot di tempo in [[Wikiquote:Modello di voce#Persone]] (gli esempi di Mark Twain a fine paragrafo) e in [[Wikiquote:Modello di voce#Pagine tematiche]] (gli esempi sul liberalismo). Per un parere più approfondito attendete un attimo ché sono un po' indaffarato, ad ogni modo concordo con quasi tutto--[[Utente:Gacio|Gacio]] [[Discussioni utente:Gacio|<small>dimmi</small>]] 10:53, 3 lug 2007 (CEST)
:Infatti gli esempi sono provvisori, quando ne incontro qualcuno migliore lo inserisco... Grazie per il parere, [[Utente:Nemo|Nemo]] 21:44, 3 lug 2007 (CEST)
== Grassetto interlocutori ==
Si veda [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Nikita_%28serie_televisiva%29&oldid=109087 qui]: non è male nemmeno cosí, senza l'interlocutore in grassetto. Però probabilmente è piú coerente l'attuale prescrizione della pagina. [[Utente:Nemo|Nemo]] 23:44, 11 lug 2007 (CEST)
==NDR o parentesi quadra==
Su [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Trascrizione&curid=13747&diff=128659&oldid=111049 questo]: spesso l'NDR, col grassetto, è assai invadente; sono dell'idea che per delle semplici integrazioni – tipicamente, un soggetto andato perduto negli omissis, o cose del genere – sia meglio la semplice parentesi quadra, come nei libri. Non è chiaro che sono note del redattore wikiquotiano? Le parentesi quadre servono proprio a questo, perciò è difficile che siano già presenti in un testo, anche se talvolta (molto raramente) capita che ci sia una sovrapposizione di note dell'autore, del redattore del libro e del redattore wikiano; in questi casi ho qualche dubbio. Ad esempio, [[Jean-Paul_Sartre#Note|qui]]: ho risolto mettendo un ''nda'', ma non mi convince molto. Altri ha copiato le note in piccolo alla fine della sezione del libro, senza usare la funzione ref. [[Utente:Nemo|Nemo]] 20:24, 23 ott 2007 (CEST)
:Quindi quando si usa l'NDR e quando le semplici quadre? --[[Utente:Kronin|Kronin▄¦▀]] 20:55, 23 ott 2007 (CEST)
::Uniformiamo tutto usando l'NDR ma prendiamo in considerazione l'ipotesi di rimuovere il grassetto dal template. Nei casi particolari di compresenza di note dell'autore, del redattore e del quotiano, quest'ultimo le scriva come note in fondo--[[Utente:Gacio|Gacio]] [[Discussioni utente:Gacio|<small>dimmi</small>]] 23:36, 23 ott 2007 (CEST)
:::Completamente d'accordo con Gacio, io quando trovavo delle quadre semplici le sostituivo sempre con l'NDR --[[Utente:Kronin|Kronin▄¦▀]] 00:11, 24 ott 2007 (CEST)
::::Il grassetto si potrebbe togliere, ma che ci mettiamo, il corsivo? Per le bibliografie non sarebbe il massimo, credo (ammesso che funzioni), però è vero che col grassetto spesso sta maluccio (ed è molto meglio usare le note a piè di pagina), specie quando c'è un NDR di contestualizzazione all'inizio di ogni frase. ma anche il grassetto sarebbe troppo per le semplici integrazioni ad esempio di un soggetto andato perso, o di una parola mancante per un refuso: nessuno usa altro che le semplici quadre per queste cose, e spesso anche per integrazioni molto piú lunghe. Non ho capito, Gacio, come metteresti le note in [[Jean-Paul Sartre]]. [[Utente:Nemo|Nemo]] 00:39, 26 nov 2007 (CET)
:::::No, siccome si contestava la peraltro effettiva invadenza dell'NDR io intendevo dire esattamente "togliamo il grassetto dal template senza mettere il corsivo"; possiamo tenere il carattere più piccolo mantenendo la differenziazione rispetto al testo normale della citazione e allo stesso tempo ottenere qualcosa di leggibile e poco pesante (tra l'altro, sarà una mia fissazione personale, ma anche in questo caso sarei per evitare i grassetti wikilinkati; non mi piacciono, perché sono un appesantimento della pagina - spesso si può wikilinkare la stessa cosa un paio di righe sotto - e spesso negli NDR ce ne sono in abbondanza). Così otteniamo di uniformare le integrazioni decidendo che vanno tutte con l'NDR e la cosa semplifica la vita ai nuovi arrivati e chi deve revisionare le pagine (''uhm... che ci metto, NDR o quadre semplici? boh!''). Magari possiamo fare una prova e vedere come sta. Poi il corsivo al posto del grassetto lo scarterei perché abbiamo i titoli da evidenziare nelle biografie, sono le uniche parole che scriviamo in corsivo. Se mettiamo il corsivo al template mi sa che esce fuori il tondo ai <nowiki>''Titoli''</nowiki> (ma non me intendo di template). Poi altre soluzioni non mi vengono in mente <small>ma magari ce ne sono e la scarsa partecipazione alla discussione non ne favorisce il reperimento :)</small>
:::::Per quanto riguarda le note di [[Jean-Paul Sartre]], scusami Nemo ma ho perso il filo del discorso e non ho capito chi ha scritto quelle note. Nda = note dell'autore, no? Allora, direi innanzitutto di scartare la copiatura delle note a meno che non siano davvero essenziali per la resa della citazione, che ce ne facciamo? Non pensiamo nemmeno a come organizzarle. In casi come questo di Sartre, però, mi sta venendo un'idea: sottoparagrafi per il paragrafo Note: Dell'autore, Del traduttore, Di Wikiquote. Nell'ordine. Che rispecchia l'importanza. Che ve ne pare? Però penso che abbiamo bisogno di un nuovo [[template:References]] (mai usato, non lo conosco) che permetta di dividere le note per 3 gruppi e ce le faccia collocare in 3 sezioni differenti. O forse neanche questo è un gran pezzo di idea :) ragazzi, non saprei. Ci pensiamo--[[Utente:Gacio|Gacio]] [[Discussioni utente:Gacio|<small>dimmi</small>]] 02:25, 4 dic 2007 (CET)
::::::Togliere il grassetto all'NDR? Ma è praticamente un'istituzione! :-) Non so, guarda [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Apuleio&oldid=142617#Incipit qui] e [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Principessa_Mononoke&oldid=142622 qui], a me sembra un orrore. Devo dire che [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Principessa_Mononoke&oldid=142624 il corsivo] non è meglio (ma gli inglesi [[w:Schindler%27s_List#Oskar_Schindler|lo usano]], perciò è una questione di abitudine). Forse però è utopistico pensare di stabilire una convenzione unica per libri e film, che sono due cose piuttosto diverse, cosí come i versi, che non si possono interrompere: la soluzione migliore è usare il piú possibile le note a piè di pagina, tranne che per le integrazioni davvero brevi, che però sono tali solo per gli scritti, perché è ben difficile che nel dialogo di un film si ometta un soggetto che rimane nella frase precedente, ad esempio, perciò nei film sono tutte contestualizzazioni che in quanto tali sono piú personali e quindi vanno segnalate come distaccate, nel solito NDR, mentre per gli scritti vanno benissimo le semplici quadre. Dopodiché, se vogliamo evitare dubbi possiamo imporre un limite di parole arbitrario, magari. Non so.
::::::Le note non sempre si possono omettere: ad esempio in quel caso davvero non è possibile; diverso è il discorso per una nota come quella in [[Cittanova]], ma l'autore della voce non è del mio parere. [[Utente:Nemo|Nemo]] 22:45, 6 dic 2007 (CET)
====Altro discorso coi versi?====
Ecco, una cosa che secondo me non è possibile è questa: [[Papa Bonifacio VIII]]. Non si può interrompere i versi con delle integrazioni, perché si distrugge il ritmo; sarebbe forse il caso di stabilire che si usano solo le note a piè di pagina, in mezzo ai versi. [[Utente:Nemo|Nemo]] 20:19, 2 dic 2007 (CET)
:Concordo, una regola a parte, ferrea, per i versi. E (visto che li trattiamo allo stesso modo) stessa regola con le citazioni da canzoni--[[Utente:Gacio|Gacio]] [[Discussioni utente:Gacio|<small>dimmi</small>]] 02:25, 4 dic 2007 (CET)
::Bene, stabilito. [[Utente:Nemo|Nemo]] 22:20, 6 dic 2007 (CET)
== Metatesti ==
Cioè, ciò che non fa propriamente parte del testo (ad esempio, dell'incipit) ma in qualche modo lo commenta o lo rende leggibile: ad esempio i titoli dei capitoli, oppure le didascalie o i nomi dei personaggi nelle opere teatrali.
Lo [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Kronin&diff=139607&oldid=139147 accennavo] a Kronin, ma [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Shakespeare&diff=139593&oldid=139233 vedo] che bisogna discuterne tutti assieme: come indicare i personaggi in un caso come quest'ultimo? L'NDR è un po' invadente, e in un caso come Shakespeare (non so negli altri) non si può neppure stabilire quale fosse il sistema scelto dall'autore e adottarlo di conseguenza: e ci sono mille modi diversi. [[Utente:Nemo|Nemo]] 00:32, 26 nov 2007 (CET)
:Ehm, ho ripetuto la domanda in [[Discussioni_Wikiquote:Modello_di_voce#Incipit:_comprendere_tutto.3F]]. [[Utente:Nemo|Nemo]] 17:15, 2 dic 2007 (CET)
==Le domande nelle interviste==
Si veda ad esempio [[Emma Bonino]]: come riportare le domande? A capo e grassetto, o corsivo? Come i dialoghi dei film, usando i nomi dell'intervistato e dell'intervistatore come i nomi dei personaggi? Le domande semplicemente nell'NDR? Contestualizziamo nell'NDR senza riportare precisamente la domanda? Forse la soluzione migliore è la prima (col corsivo). [[Utente:Nemo|Nemo]] 17:15, 2 dic 2007 (CET)
:Un esempio [[Discussione:Orson Welles|qui]]. [[Utente:Nemo|Nemo]] 00:03, 24 feb 2008 (CET)
== Traduzioni ufficiali o nostre ==
Sopra si parla di come distinguere le note dell'autore dalle nostre; un altro problema (maggiore) sono le traduzioni. Finora ci accontentiamo di distinguere le traduzioni nostre da quelle ufficiali coll'indicazione della fonte: se si indica un testo in lingua (e lo si mette dopo la versione in lingua), è ovvio che la traduzione è nostra; se si cita come fonte un testo italiano è ovvio che la fonte è la traduzione "ufficiale". Ovvio ma non poi tanto, forse; e non sempre è tutto tanto lineare. Vabbè, insomma, non è sempre necessario predisporre un modello uniforme per ogni cosa, ma per portarci avanti intanto metto qui due collegamenti: [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Arthur_Koestler&oldid=162685 una voce] con una nota "traduzione propria" e la pagina [[Wikiquote:Citazioni in lingua originale]], che avevo dimenticato del tutto (in effetti ora è inutile). [[Utente:Nemo|Nemo]] 23:35, 23 feb 2008 (CET)
== Sottoelenco puntato per le traduzioni ==
Piazzo qui un collegamento per ritrovarlo in futuro: [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Shakespeare&diff=336840&oldid=336041 esempio] di citazione troppo lunga dove mettere due traduzioni con semplice indentazione genera sostanzialmente un unico blocco di testo di difficile lettura. --[[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 02:38, 23 lug 2010 (CEST)
==Informazioni ulteriori==
Discussione iniziata [[Discussioni Wikiquote:Vetrina#NDR in nota|qui]]. Sono d'accordo con Donato che la distinzione deve poter essere segnalata e l'utilizzo del template {{tl|NDR}} potrebbe essere un modo, ma attualmente mi pare che le nostre regole non lo prevedano... Aggiungiamo questa regola? --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 15:52, 21 set 2011 (CEST)
[[Discussioni aiuto:Fonti#Indicazione delle fonti a pié di pagina|Qua]] ho proposto una soluzione alternativa: ''Forse non serve usare il template NDR. Basta scivere tra parentesi la fonte della nota, come facciamo per le citazioni. Ad esempio, [http://it.wikiquote.org/wiki/Gorkij#cite_note-1 qui] ho riportato una nota del curatore del libro mettendo la fonte tra parentesi. Se la nota è scritta da noi utenti, direi di non mettere nulla. L'importante è segnalare tra parentesi la fonte quando una nota è dell'autore o del curatore del libro, così non lediamo il diritto d'autore.'' [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 18:58, 8 nov 2011 (CET)
== Omissis ==
Ho sempre qualche dubbio riguardo a questa regola:
{{quote|se si taglia una frase da un certo punto alla sua fine (per poi proseguire col testo successivo), bisogna lasciare il punto dopo l'omissis, e se si omette ulteriore testo dopo il punto bisogna segnalare anche questa omissione con altri puntini fra parentesi quadre.}}Ad esempio, se una citazione fa: «Che bella giornata e che bel corvo. Ieri ho visto Ugo. Domani vedrò Italo. Com'è alto il cielo. Ma tutte le giornate recano degli imprevisti» ed io voglio riportare solo le parti che parlano della giornata, tocca trascrivere: «Che bella giornata [...]. [...]. [...]. [...]. Ma tutte le giornate recano degli imprevisti» mentre sarebbe più semplice (e più scorrevole per chi legge) trascrivere: «Che bella giornata [...] Ma tutte le giornate recano degli imprevisti». Insomma, è una regola troppo rigida: bisognerebbe permettere (come difatti già avviene) di poter apporre un solo [...] quando il buon senso lo suggerisce. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 18:49, 8 nov 2011 (CET)
:Sono d'accordo, ma infatti io non ho mai visto una sequela di omissis né in letteratura né sulle wiki. Nella tua frase però io aggiungerei il punto, così:
:*Che bella giornata [...]. Ma tutte le giornate recano degli imprevisti.
:Se invece volessi metterci anche il corvo, così:
:*Che bella giornata e che bel corvo. [...] Ma tutte le giornate recano degli imprevisti.
:--[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 18:25, 9 nov 2011 (CET)
==NDR sì NDR no==
A proprosito dell'uso degli NDR ({{NDR|xxx}}) per inserire parole non nel testo autore, al fine di rendere più leggibile la citazione.<br />Che si fa?... Io sono del parere di usare sempre gli NDR quando facciamo delle aggiunte in una citazione, e di lasciare le quadre ([xxx]) quando le ha usate l'autore. Magari qualche volta si potrà ricorrere a una nota, e qui si ritornebbe sul problema di come distinguere le note del redattore da quelle dell'autore. Si potrebbe indicare fra parentesi che la nota è dell'autore. Uhè, cerchiamo di risolvere questa faccenda una volta per tutte, please.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 16:13, 20 feb 2012 (CET)
: NDR per il testo nostro, [] per l'autore. Cercherei però di limitare al massimo l'NDR, da usarsi solo per specificare, ad esempio, il soggetto della citazione. Non lo userei per spiegare, controspiegare, contestualizzare etc. etc. se una frase ha bisogno di tante spiegazioni non è un aforisma, non è neppure una citazione degna di stare in piedi da sola. OT ma lo stesso vale per le note, non mi pare si debba fare un trattato sui singoli autori attraverso le loro citazioni, quella è Pedia eventualmente. Certo è uno sforzo bello, importante, porta via tempo, però mi pare altro rispetto a quello che qui si dovrebbe fare e che è il fascino del progetto stesso. Come ha scritto recentemente Donato, mi pare che il punto forte di quote siano le tematiche, collezione intelligente di citazioni tratte da diversi autori..con le note o troppi NDR che roba è? Scusate la lunghezza... --[[Utente:Donluca|Donluca]] ([[Discussioni utente:Donluca|scrivimi]]) 16:48, 20 feb 2012 (CET)
:: L'NDR andrebbe usato solo per specificare il contesto, quindi mai all'interno di una frase ([[WQ:TC]]), dove invece, in casi particolari, possiamo aggiungere una parola mancante tra le normali quadre (vedi [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente%3ASpinoziano%2FArchivio2011&action=historysubmit&diff=399089&oldid=399056 qui]), solo per far reggere in piedi la frase dopo un taglio, e solo quando una nota o un NDR prima della frase non permetterebbero una soluzione efficace. Questa almeno è la regola attuale per come l'ho capita io, e sulla base di essa ho fatto varie correzioni. Il problema sarebbe solo, come ha notato Donato, di distinguere le quadre nostre da quelle del curatore ufficiale, ma è solo in pochi testi che si trovano parentesi quadre di un curatore, quindi è un caso limite, ma in effetti c'è. Riguardo all'altro problema, mi sembra che avevamo già trovato un accordo, cioè specificare tra parentesi se la nota non è nostra (vedi [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_aiuto%3AFonti&action=historysubmit&diff=431662&oldid=430086 qua]). --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 10:12, 21 feb 2012 (CET)
:::Ah, avevo dimenticato il fatto della nota. Va bene, va bene così; esempio: "(nota di Rayfield, p. 512)". Resta da sentire qualcun altro per la questione NDR.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 11:05, 21 feb 2012 (CET)
::::Per distinguere le quadre che mettiamo noi da quelle presenti nella fonte (che sono rare) possiamo segnalare questa seconda tipologia di casi in nota ([http://it.wikiquote.org/wiki/Gorkij#Note esempio] in nota 1) oppure nel campo oggetto se la cronologia non è pesante ([http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=A%C5%9Bvagho%E1%B9%A3a&action=historysubmit&diff=406374&oldid=406368 esempio]) o dentro un <nowiki><!----></nowiki> nel testo. La prima e la terza soluzione sono le migliori; in generale dovremmo usare più spesso i <nowiki><!----></nowiki> perché hanno il vantaggio di saltare all'occhio quando si apre il testo in modifica (mentre ciò che è scritto nel campo oggetto può finire nel dimenticatoio) e possono essere usati per segnalare in maniera discreta quelle aderenze alla fonte che altrimenti potrebbero essere prese per errori ([http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Somerset_Maugham&action=historysubmit&diff=414236&oldid=414180 esempio]). --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 16:09, 21 feb 2012 (CET)
:::::Gli <nowiki><!----></nowiki>?... e pensi che un generico lettore si prenda la briga di andare in modifica per verificarne la presenza?... Mhmh, molto scettico. La nota è ben più evidente. Il fatto, secondo me, è che abbiamo 'esperienze' diverse: io, coi miei inserimenti da testi dell'induismo, sto incontrando molte []: e che faccio?... metto una nota per ogni quadra? Scettico anche per la soluzione "nota". Anche gli NDR sono rari, se la questione è la rarità, e sempre nella mia 'esperienza', lo sono ancor di più delle quadre nel testo. Mi chiedo ora cosa hai contro gli NDR?... sono una indicazione molto evidente di una nostra, nostra di noi redattori, aggiunta: che male fanno?<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 21:33, 21 feb 2012 (CET)
::::::Gli <nowiki><!----></nowiki> servono solo per avvisare chi apre la pagina in modifica, quindi certo è meglio la nota, ma... io non ho nulla contro gli NDR: ho solo cercato di seguire la regola attuale, ma evidentemente si può cambiare (mi avete abbastanza convinto) come ha detto Donluca: NDR per il testo nostro, [] per l'autore. Altri pareri? --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 17:01, 23 feb 2012 (CET)
:::::::Diciamo che, se possibile, sarà da preferirsi l'uso della nota<ref>Con l'esplicitazione ove dovesse trattarsi di nota non nostra (autore, curatore, traduttore, eccetera).</ref>, in mancanza d'altro materiale [citabile] che possa essere di chiarimento; altrimenti: {{NDR|NDR}}.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:53, 23 feb 2012 (CET)
::::::::Ho [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote%3ATrascrizione&diff=463647&oldid=420873 corretto] la linea guida indicando l'utilizzo dell'NDR per le aggiunte nostre, e tolto il divieto di utilizzare questo template in mezzo alle frasi (resta comunque specificato che va utilizzato con discrezione, e solo quando è «necessario integrare delle parole la cui mancanza renderebbe oscuro il passo»). Ho tolto anche il pezzetto che avevo contestato nella sezione precedente. --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 17:32, 1 mar 2012 (CET)
:::::::::Non c'era nessun divieto di usarlo in mezzo alle farsi ma solo in mezzo ai versi, per ovvi motivi. Poiché non era intenzione rimuoverlo, l'ho ripristinato. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 20:29, 25 lug 2012 (CEST)
===Note===
<references />
== Omissis iniziali ==
Donato ha osservato che quando una citazione inizia con un omissis è meglio non riportare l'omissis nella voce tematica (per migliorare l'estetica di quest'ultima). Ad esempio la prima citazione che c'è [http://it.wikiquote.org/wiki/Hans_K%C3%BCng#Perch.C3.A9_sono_ancora_cristiano qua] è stata adattata [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Teologia&action=historysubmit&diff=391500&oldid=391499 così] nella tematica; mentre nella voce dell'autore i puntini sospensivi rimangono. Tutti d'accordo? --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 17:44, 21 feb 2012 (CET)
:Io sicuramente. Infatti già ho usato questo standard in alcune tematiche che avevo modificato. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 18:44, 21 feb 2012 (CET)
::Ho [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote%3ATrascrizione&diff=463683&oldid=463647 specificato] che nelle voci tematiche non è sempre necessario (cioè, lo è di meno che nelle voci degli autori) usare i puntini. Nelle voci degli autori li usiamo molto, quindi ho ammorbidito le espressioni che venivano utilizzate prima. Può andare? --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 17:46, 1 mar 2012 (CET)
:::Io direi di si. Direi di applicare questa regola sia alle tematiche, ma anche alle citazioni su che sono come tematiche. No? [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 19:37, 1 mar 2012 (CET)
::::Be' ma è sottinteso che trattiamo le "citazioni su" come sezioni tematiche. Comunque più rileggo queste linee guida e più trovo passaggi imprecisi o incomprensibili; aveva ragione Creed a volerle riscrivere in maniera più chiara. --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 09:54, 2 mar 2012 (CET)
:::::Be' in realtà, mi sembra che l'abbia proprio scritte da qualche parte nella sua sandbox. Appoggerei un suo eventuale intervento con tutto il supporto che necessita. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 01:04, 3 mar 2012 (CET)
==Traduzioni proprie==
Mi pare di capire, leggendo qui, che non ci sia un limite per il numero di citazioni con traduzione propria:<br />"È possibile inserire traduzioni proprie come integrazione, per chiarire qualcosa, o altrimenti solo se non ne esistono di ufficiali: in questo caso [...]"<br />Cioè, voglio dire, i termini "integrazione" e "chiarimento", se interpretati alla lettera, dovrebbero suggerire che [[David Draiman|questa voce]], per esempio, non è a norma per niente, mentre voci del genere ce ne sono diverse in giro. Io dico che possono anche andar bene, ma occorre mettere un limite.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 09:21, 1 feb 2013 (CET)
:Il limite, come sempre, dovrebbe essere dettato dal buon senso. Se ci sono molte citazioni significative, mai tradotte in italiano, di un certo autore, ben vengano le traduzioni proprie. In caso contrario, ci si contenga. Ne approfitto per proporre una cosetta che avevo pensato: la possibilità di spostare il testo originale in nota, per rendere più fluida la lettura della voce (dato che il testo in lingua originale dovrebbe servire solo a permettere di controllare che la traduzione sia corretta, quando si tratta di traduzione propria, il che riguarda la verificabilità e le fonti, non certo un nostro interesse verso le lingue diverse dall'italiano). --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 15:01, 1 feb 2013 (CET)
::Sono d'accordo. Però, tornando a prima, scriviamolo questo fatto del buon senso: "sempre usando il buon senso nell'aggiungere citazioni" o qualcosa del genere.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 15:05, 1 feb 2013 (CET)
:::Be', il buon senso è una regola implicitamente onnipresente, cmq se vuoi accennarvi esplicitamente in quel punto nulla in contrario. --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 15:10, 1 feb 2013 (CET)
::::Attendiamo altri pareri.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 15:14, 1 feb 2013 (CET)
:::::[http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Welcome_to_the_NHK&diff=prev&oldid=552494 Qui] intanto ho provato per la prima volta a mettere il testo originale in nota. Mi sembra un buon guadagno in leggibilità. --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 16:43, 24 feb 2013 (CET)
== Virgolettato non chiuso ==
A volte a causa degli omissis le virgolette rimangono aperte, come ci si comporta in questi casi? La pagina non lo chiarisce. Esempio:
*''Ed elli a me: "Questo misero modo | tegnon l'anime triste di coloro | che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.''
*''Ed elli a me: "Questo misero modo | tegnon l'anime triste di coloro | che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.'' [...]"
Da notare che nel secondo caso le virgolette di chiusura rimangono fuori dal corsivo, diversamente da quelle di apertura. Inoltre nel caso specifico è possibile risparmiare le virgolette omettendo l'inizio ma tale omissione va segnalata nel seguente modo?
*[...] ''Questo misero modo | tegnon l'anime triste di coloro | che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.''
[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 16:24, 27 set 2026 (CEST)
:Sul primo caso, io mi sono sempre regolato chiudendo le virgolette, e nel caso in questione l'omissis non credo serva perché quella frase si chiude con un punto, quindi semplicemente aggiungerei le virgolette finali prima del punto:
:*''Ed elli a me: "Questo misero modo | tegnon l'anime triste di coloro | che visser sanza 'nfamia e sanza lodo".''
:Se invece per ipotesi dopo "lodo" ci fosse una virgola e tu volessi tagliare lì, metterei il punto dopo l'omissis, e se le virgolette sono parte dei versi il corsivo per queste andrebbe lasciato:
:*''Ed elli a me: "Questo misero modo | tegnon l'anime triste di coloro | che visser sanza 'nfamia e sanza lodo'' [...]''".''
:Da notare che l'indicazione del verso resterebbe 34-36, dato che le virgolette finali sono messe solo come chiusura di un omissis di versi non riportati.
:Sul secondo punto, sì, l'omissione può essere segnalata perché la maiuscola non inizia dopo un punto fermo, tuttavia non direi che è strettamente necessario segnalarla, perché lì si apre il discorso di un personaggio, difatti se tra parentesi indichi il nome del personaggio non serve affatto segnalarla.
:Sono comunque entrambe questioni molto marginali, onestamente non starei a perderci molto tempo in discussioni: se le mie soluzioni non ti convincono puoi mantenere lo stile che hai già adottato nella voce. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:00, 28 set 2026 (CEST)
::Be', la mia questione intendeva ricercare uno standard per tutto il progetto, non solo per una voce. Sono d'accordo con te sul secondo punto ma la versione <code><nowiki>lodo".''</nowiki></code> non mi convince perché Virgilio poi continua a parlare, non ha sentenziato lì, quindi chiudere lì mi sembra un errore. Credo sia meglio lasciarle aperte: per quanto brutte, almeno servono a suggerire al lettore che il personaggio ha ancora qualcosa da dire. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 14:43, 28 set 2026 (CEST)
:::Sì ma infatti come ho scritto per me va bene anche la tua soluzione, solo che non è usuale mettere un omissis dopo un punto fermo o lasciare le virgolette aperte, e personalmente mi sembrano eccessi di scrupolo: terrei utilizzabili entrambe le soluzioni (virgolette aperte o chiuse) purché ci sia uniformità nella voce, quindi se la tua domanda è: quale standard per tutto il progetto? Io rispondo: entrambi, basta che si sia uniformi nella voce (il "basta che si sia uniformi nella voce" è già adottato, esplicitamente o tacitamente, per varie altre regolette). -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:25, 28 set 2026 (CEST)
::::Va bene, grazie dei chiarimenti, comunque penso che prima o poi sarebbe buono settare uno standard per tutta Wikiquote. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 18:18, 28 set 2026 (CEST)
== Versi a capo ==
Cito dalla pagina e aggiungo grassetti:
{{quote|[...] '''In generale''', per quanto le citazioni siano brevi, non è possibile andare a capo dopo ogni verso '''per questioni di spazio''', perciò si scrive tutto sulla stessa riga [...]. È possibile andare a capo per mettere in maggior rilievo alcune citazioni particolari: tipicamente, l'incipit di un libro, che ha anche una sezione apposita.<nowiki><!--</nowiki>, che sono appunto quelle considerate più significative e rappresentative, poste in genere in testa alla voce. Per l'applicazione di questi principi si ricorre al buon senso, fermo restando che deve esserci coerenza in una voce.<nowiki>--></nowiki>}}
La linea guida dice che andare a capo non è vietato in assoluto, lo è solo quando la voce è lunga. Quando è invece corta c'è libertà di scelta, ma personalmente credo sia oggettivo che andando a capo ne guadagnino (e anche molto) l'estetica e la leggibilità. I versi stessi hanno più respiro e vengono valorizzati al massimo. Un esempio è [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Veronica_Franco&oldid=1427945 Veronica Franco], ma io stesso l'ho fatto qualche volta ([[Battista Guarini]], che in realtà trovai già così, e [[Cecco d'Ascoli]]). La linea guida suggerisce questa possibilità ma non la esplicita perciò propongo o di renderla più chiara o comunque di lasciare questa libertà al buon senso degli utenti anche senza modificare la pagina se si teme che ne possa essere incentivato un eventuale abuso.<br>
Nota: se la parte nascosta è poco comprensibile è perché sono i resti di [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Trascrizione&diff=next&oldid=172251 un vecchio edit] ma ho voluto riportarla qui perché fa riferimento all'uso del buon senso come nella mia proposta, ma penso che ora vada cancellata. [[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 14:41, 5 ott 2026 (CEST)
:Premesso che se non si usassero le barre non si dovrebbe usare neanche il corsivo, ma solo gli a capo, ricordo che facevi presente quanto sopra già una quindicina di anni fa, ma di fatto ci si è sempre uniformati a usare il corsivo con le barre per i versi anche negli abbozzi, e credo che la motivazione sia più pratica che estetica: se è solo una questione di lunghezza, allora è temporanea, dato che prima o poi la voce verrà ampliata, quindi perché impostare la voce con una formattazione che andrà modificata quando il contenuto sarà più lungo? O la soluzione del corsivo con le barre è così antiestetica per i versi da far auspicare che una voce possa restare corta e non essere ampliata, mantenendo i versi a capo? Direi che ormai è tardi per ritornare sulla questione: la prassi del corsivo con le barre è consolidata in tutte le voci, brevi o lunghe. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:55, 5 ott 2026 (CEST)
::Mi sembra che tu stia parlando in generale ma io sto parlando di eccezioni, ben ricordando che le eccezioni sono sempre previste sulle wiki, la prassi non cambierebbe. Non ho detto di andare a modificare tutte le voci brevi, anzi, ho detto che è importante non abusarne proprio perché c'è un'uniformità da rispettare. Né certo ho mai pensato sia auspicabile che una voce rimanga corta solo per mantenere una scelta estetica (se non ho mai ampliato quelle due voci è solo perché avevo tanto altro a cui pensare). Chiedi il perché, rispondo: per tre motivi: primo, perché è un miglioramento oggettivo, non gusti; secondo, perché ogni tanto qualche utente lo richiede, come è successo nei casi succitati; terzo, perché, come dicevo, la linea guida già lo prevede. Non si può temere troppo di appesantire il lavoro perché è sempre risolvibile in un attimo con la funzione "Cerca e sostituisci". Casomai si appesantiscono le cronologie quando si fanno annullamenti non necessari per tornare a una formattazione che ''in quello specifico caso'' è peggiorativa, e quelle non sono mai risolvibili (tecnicamente sì ma non esiste di rimuovere dalla crono certi edit, semplicemente sarebbe meglio risparmiarli). E comunque non sempre una voce dovrà per forza diventare lunga poiché ci sono autori che hanno scritto poco o di cui poco è rimasto e di cui forse pochi hanno parlato, anche ricordando la regola aurea di Wikiquote: meno si cita, meglio è. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 14:39, 6 ott 2026 (CEST)
eat6dry9dr9z1h35esi1kxhk5uv8yi9
1428582
1428570
2026-10-06T14:31:47Z
Spinoziano
2297
/* Versi a capo */ re
1428582
wikitext
text/x-wiki
==Nuova pagina di aiuto==
C'è un po' di confusione su questo argomento, perciò ho buttato giù qualche linea guida.
Bisogna decidere alcuni dettagli come il modo di indicare le varianti, graficamente, intendo: corsivi, grassetti, elenchi puntati, rientranze ecc. Per il resto, mi sono attenuto alle consuetudini del progetto, perciò non dovrebbero esserci problemi.<br>
Un'altra cosa: potrebbe essere utile aggiungere qualche consiglio su strumenti come Wikisource, l'OCR, i vari siti disponibili in rete (compreso Google libri), le versioni digitalizzate pià o meno legali (su questo ho qualche dubbio) ecc. Vi sembra il caso di parlarne in una voce a parte? [[Utente:Nemo|Nemo]] 21:53, 18 mag 2007 (UTC)
:Ottimo lavoro! E sono d'accordissimo per creare una voce che parli degli strumenti da cui attingere le varie citazioni. Per quanto riguarda invece la pagina in esame, io cambierei questo:
:#Io userei (e finora ho usato) <nowiki>{{NDR|...}}</nowiki> piuttosto che [...].
:#Per le fonti non scritte, io vieterei tassativamente il maiuscolo, perché lo trovo davvero fastidioso.
:#Nel riportare il testo nella lingua originale, userei i corsivo, sia per distinguere, sia perché in situazioni simili (vedi i [[Wikiquote:Modello_di_voce#Film|film]]) la convensione è proprio quella sei ::''testo in corsivo'').
:#Ometterei di riportare la dicitura "Traduzione ufficiale:" nel caso di versione multipla, perché la fonte fra parentesi fa riferimento alla bibliografia della pagina, di conseguenza è inutile chiarire che si tratti della traduzione ufficiale. (Se però dovesse essere scelto di mantenere la dicitura, opterei per un grassetto)
:#Le varianti (e solo quelle, non le frasi in lingua originale) le introdurrei invece con la dicitura "Variante:" in grassetto, per non confonderla con una traduzione alternativa (soprattutto nel caso di proverbi).
:E infine un dubbio:
:*Perché a volte usi la tabulazione (:) e a volte l'elenco puntato rientrato (**)?
:--[[Utente:Jodido|'''J''']][[Discussioni utente: Jodido|'''D''']][[Speciale:Contributi/Jodido|'''D''']] 06:07, 19 mag 2007 (UTC)
::Le citazioni in lingue diverse dall'italiano vanno in corsivo, e concordo sulla doppia tabulazione (::).
<pre>
*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)
::''Citazione in lingua originale.''
*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)
**Informazioni.
::''Citazione in lingua originale.''
</pre>
*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)
::''Citazione in lingua originale.''
*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)
**Informazioni.
::''Citazione in lingua originale.''
La resa così è ottima, a mio avviso. Per le varianti, io eviterei le etichette, non mi piacciono molto. Questa l'ho usata in [[Proverbi italiani]], ha un'ottima resa, non appesantisce assolutamente la lista:
*Chi ben comincia è a meta dell'opera.
:''Chi ben comincia è già a metà dell'opera.''
:''Chi ben comincia è alla metà dell'opra.''
<pre>
*Chi ben comincia è a meta dell'opera.
:''Chi ben comincia è già a metà dell'opera.''
:''Chi ben comincia è alla metà dell'opra.''
</pre>
E comunque le linee guida si abbozzano in sottopagina utente... --[[Utente:Dread83|<span style="color:red;background:black;border:1px solid black;font-size:90%">'''D'''</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:red;background:yellow;border:1px solid yellow;font-size:90%">'''D'''</span>]] 07:29, 19 mag 2007 (UTC)
Nell'ordine:
#L'NDR va bene per le spiegazioni, ma per le semplici integrazioni è troppo pesante.
#Vada per il divieto del maiuscolo.
#Il corsivo non mi sembra necessario, ma non ho nulla in contrario.
#Il <nowiki><br></nowiki> mi sembra preferibile perché piú semplice: Frieda ha detto che non c'è motivo di sostituirlo.
#L'ho messa qui perché c'è ben poco di nuovo.
#Non c'è nessuna dicitura «traduzione ufficiale»; la tolgo, visto che confonde solo.
#Per le varianti, preferisco anch'io evitare del tutto le etichette, visto che non sono l'unico a pensarla cosí.
#A volte uso l'indentatura e a volta l'elenco puntato perché la prima non mi sembra molto conforme all'uso wikiano; l'elenco puntato però mi sembra brutto quando non c'è un elenco... Però se ne può fare a meno del tutto, perché può risultare troppo pesante.
#Mi sembra eccessiva la doppia rientranza per le citazioni in lingua originale. È vero però che non possono essere gerarchicamente parificate a eventuali spiegazioni, perciò o si mettono le une con una rientranza e le altre con due o si usa un elenco puntato, direi. La seconda soluzione è probabilmente la piú ordinata. Mi sembra utile in tutti i casi in cui siano presenti vari elementi (citazione in lingua, varianti, spiegazioni).
##*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)
##:''Citazione in lingua originale.''
##::Informazioni.
##Oppure
##*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)
##**''Citazione in lingua originale.''
##**Informazioni. <br>
#Ottima invece l'indicazione delle varianti con una semplice rientranza. Non capisco però il senso del corsivo: la variante non è un qualcosa di strano ovvero estraneo.
[[Utente:Nemo|Nemo]] 22:33, 19 mag 2007 (UTC)
Ciao! Allora, affrontiamo la cosa passo passo, altrimenti non ci raccapezziamo. Fra le due proposte, la soluzione 1 è perfetta, a mio avviso. --[[Utente:Dread83|<span style="color:red;background:black;border:1px solid black;font-size:90%">'''D'''</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:red;background:yellow;border:1px solid yellow;font-size:90%">'''D'''</span>]] 08:03, 20 mag 2007 (UTC)
:Sono d'accordo con Dread (la prima soluzione è perfetta). Però a che informazioni ci si riferisce? Perché, proverbi a parte, gran parte delle informazioni possono essere inserite tramite note... --[[Utente:Jodido|'''J''']][[Discussioni utente: Jodido|'''D''']][[Speciale:Contributi/Jodido|'''D''']] 08:11, 20 mag 2007 (UTC)
::Ci sono tantissimi casi! Mi viene in mente [[Stephen Biko]] (andrebbe sistemata....). [[Utente:Dread83|<span style="color:red;background:black;border:1px solid black;font-size:90%">'''D'''</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:red;background:yellow;border:1px solid yellow;font-size:90%">'''D'''</span>]] 08:29, 20 mag 2007 (UTC)
:::Sì, ma in un caso del genere si dovrebbe mettere la prima fra parentesi (essendo la fonte della citazione). Per quanto riguarda i casi come questo, io userei le note, perché sono informazioni non necessarie alla comprensione della citazione, quindi snellirebbe graficamente la pagina collocarle fra le note. --[[Utente:Jodido|'''J''']][[Discussioni utente: Jodido|'''D''']][[Speciale:Contributi/Jodido|'''D''']] 08:33, 20 mag 2007 (UTC)
::::Intendi con l'NDR o le note a fondo pagina? Perché sono mooooolto favorevole alla seconda ipotesi. A questo punto, si potrebbe anche eliminare la riga "Informazione", Ovvero:
*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)<sup>[falsa nota]</sup>
:''Citazione in lingua originale.''
Un sacco di rogne in meno! --[[Utente:Dread83|<span style="color:red;background:black;border:1px solid black;font-size:90%">'''D'''</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:red;background:yellow;border:1px solid yellow;font-size:90%">'''D'''</span>]] 08:42, 20 mag 2007 (UTC)
:::::Era esattamente quello che intendevo! --[[Utente:Jodido|'''J''']][[Discussioni utente: Jodido|'''D''']][[Speciale:Contributi/Jodido|'''D''']] 09:20, 20 mag 2007 (UTC)
Aggiungo che magari si potrebbe anche specificare la lingua della citazione originale con i template. Per esempio:
*Citazione secondo le convenzioni. (Fonte secondo le convenzioni)<sup>[falsa nota]</sup>
:{{la}} ''Citazione in lingua originale.''
[[Utente:Dread83|<span style="color:red;background:black;border:1px solid black;font-size:90%">'''D'''</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:red;background:yellow;border:1px solid yellow;font-size:90%">'''D'''</span>]] 10:40, 20 mag 2007 (UTC)
:In linea teorica l'idea non mi dispiace, però penso che la pagina si appesantirebbe un po' troppo, quindi direi di lasciar stare. --[[Utente:Jodido|'''J''']][[Discussioni utente: Jodido|'''D''']][[Speciale:Contributi/Jodido|'''D''']] 10:55, 20 mag 2007 (UTC)
::E se gli alleggerissi, con una grafica simile a quella di Wikipedia? (ci pensavo già da un po', sia ben chiaro) Cfr. {{tl|En}} e [[w:Template:En]] --[[Utente:Dread83|<span style="color:red;background:black;border:1px solid black;font-size:90%">'''D'''</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:red;background:yellow;border:1px solid yellow;font-size:90%">'''D'''</span>]] 11:25, 20 mag 2007 (UTC)
:::Non so, perché comunque per i link non è male la grafica attuale. Fra l'altro tieni conto che la lingua della citazione originale è solitamente di facile intuizione, quindi non so se vale la pena di modificare il template per questo. --[[Utente:Jodido|'''J''']][[Discussioni utente: Jodido|'''D''']][[Speciale:Contributi/Jodido|'''D''']] 12:09, 20 mag 2007 (UTC)
::::L'uso delle note a piè di pagina mi sembra la soluzione migliore. Aggiudicato. Però non bisogna esagerare; ciò che non è troppo specifico e può stare in Wikipedia è meglio che non sia inserito qui, perché sarebbe un pernicioso doppione, a meno che sia molto molto breve. Non mi piace molto l'aggiunta dei template lingua: non solo appesantiscono la pagina, ma non sono poi tanto utili perché innanzitutto la lingua originale dell'autore è solitamente una sola, e secondariamente chi può leggere una frase non può non sapere in che lingua è, e agli altri non importa. [[Utente:Nemo|Nemo]] 20:28, 20 mag 2007 (UTC)
Ho modificato la pagina secondo quanto detto in precedenza. Va bene, cosí? [[Utente:Nemo|Nemo]] 23:49, 11 giu 2007 (CEST)
:Caspita, sono passate tre settimane: mi sembra che abbiamo risolto i dubbi precedenti, ma ne sono emersi altri, [[Discussioni_Wikiquote:Modello_di_voce#Contestualizzazione_delle_battute_di_film_.28ma_non_solo.29|qui]]. [[Utente:Nemo|Nemo]] 00:49, 3 lug 2007 (CEST)
===Rifinitura della pagina===
La prima cosa che mi salta all'occhio è che gli esempi inseriti nel paragrafo "Contestualizzazione" sono troppo lunghi, e con la sintassi usata (spazio a sinistra, prima del testo per evidenziare) sforano a destra di un bel po'. Considerate che io vedo tutto in 16:9: immagino che a 4:3 sia peggio. Sostituiamo con altri esempi più brevi? Sennò non capisco chi possa scorrere paginate e paginate a destra. Stesso problema notato da un tot di tempo in [[Wikiquote:Modello di voce#Persone]] (gli esempi di Mark Twain a fine paragrafo) e in [[Wikiquote:Modello di voce#Pagine tematiche]] (gli esempi sul liberalismo). Per un parere più approfondito attendete un attimo ché sono un po' indaffarato, ad ogni modo concordo con quasi tutto--[[Utente:Gacio|Gacio]] [[Discussioni utente:Gacio|<small>dimmi</small>]] 10:53, 3 lug 2007 (CEST)
:Infatti gli esempi sono provvisori, quando ne incontro qualcuno migliore lo inserisco... Grazie per il parere, [[Utente:Nemo|Nemo]] 21:44, 3 lug 2007 (CEST)
== Grassetto interlocutori ==
Si veda [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Nikita_%28serie_televisiva%29&oldid=109087 qui]: non è male nemmeno cosí, senza l'interlocutore in grassetto. Però probabilmente è piú coerente l'attuale prescrizione della pagina. [[Utente:Nemo|Nemo]] 23:44, 11 lug 2007 (CEST)
==NDR o parentesi quadra==
Su [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Trascrizione&curid=13747&diff=128659&oldid=111049 questo]: spesso l'NDR, col grassetto, è assai invadente; sono dell'idea che per delle semplici integrazioni – tipicamente, un soggetto andato perduto negli omissis, o cose del genere – sia meglio la semplice parentesi quadra, come nei libri. Non è chiaro che sono note del redattore wikiquotiano? Le parentesi quadre servono proprio a questo, perciò è difficile che siano già presenti in un testo, anche se talvolta (molto raramente) capita che ci sia una sovrapposizione di note dell'autore, del redattore del libro e del redattore wikiano; in questi casi ho qualche dubbio. Ad esempio, [[Jean-Paul_Sartre#Note|qui]]: ho risolto mettendo un ''nda'', ma non mi convince molto. Altri ha copiato le note in piccolo alla fine della sezione del libro, senza usare la funzione ref. [[Utente:Nemo|Nemo]] 20:24, 23 ott 2007 (CEST)
:Quindi quando si usa l'NDR e quando le semplici quadre? --[[Utente:Kronin|Kronin▄¦▀]] 20:55, 23 ott 2007 (CEST)
::Uniformiamo tutto usando l'NDR ma prendiamo in considerazione l'ipotesi di rimuovere il grassetto dal template. Nei casi particolari di compresenza di note dell'autore, del redattore e del quotiano, quest'ultimo le scriva come note in fondo--[[Utente:Gacio|Gacio]] [[Discussioni utente:Gacio|<small>dimmi</small>]] 23:36, 23 ott 2007 (CEST)
:::Completamente d'accordo con Gacio, io quando trovavo delle quadre semplici le sostituivo sempre con l'NDR --[[Utente:Kronin|Kronin▄¦▀]] 00:11, 24 ott 2007 (CEST)
::::Il grassetto si potrebbe togliere, ma che ci mettiamo, il corsivo? Per le bibliografie non sarebbe il massimo, credo (ammesso che funzioni), però è vero che col grassetto spesso sta maluccio (ed è molto meglio usare le note a piè di pagina), specie quando c'è un NDR di contestualizzazione all'inizio di ogni frase. ma anche il grassetto sarebbe troppo per le semplici integrazioni ad esempio di un soggetto andato perso, o di una parola mancante per un refuso: nessuno usa altro che le semplici quadre per queste cose, e spesso anche per integrazioni molto piú lunghe. Non ho capito, Gacio, come metteresti le note in [[Jean-Paul Sartre]]. [[Utente:Nemo|Nemo]] 00:39, 26 nov 2007 (CET)
:::::No, siccome si contestava la peraltro effettiva invadenza dell'NDR io intendevo dire esattamente "togliamo il grassetto dal template senza mettere il corsivo"; possiamo tenere il carattere più piccolo mantenendo la differenziazione rispetto al testo normale della citazione e allo stesso tempo ottenere qualcosa di leggibile e poco pesante (tra l'altro, sarà una mia fissazione personale, ma anche in questo caso sarei per evitare i grassetti wikilinkati; non mi piacciono, perché sono un appesantimento della pagina - spesso si può wikilinkare la stessa cosa un paio di righe sotto - e spesso negli NDR ce ne sono in abbondanza). Così otteniamo di uniformare le integrazioni decidendo che vanno tutte con l'NDR e la cosa semplifica la vita ai nuovi arrivati e chi deve revisionare le pagine (''uhm... che ci metto, NDR o quadre semplici? boh!''). Magari possiamo fare una prova e vedere come sta. Poi il corsivo al posto del grassetto lo scarterei perché abbiamo i titoli da evidenziare nelle biografie, sono le uniche parole che scriviamo in corsivo. Se mettiamo il corsivo al template mi sa che esce fuori il tondo ai <nowiki>''Titoli''</nowiki> (ma non me intendo di template). Poi altre soluzioni non mi vengono in mente <small>ma magari ce ne sono e la scarsa partecipazione alla discussione non ne favorisce il reperimento :)</small>
:::::Per quanto riguarda le note di [[Jean-Paul Sartre]], scusami Nemo ma ho perso il filo del discorso e non ho capito chi ha scritto quelle note. Nda = note dell'autore, no? Allora, direi innanzitutto di scartare la copiatura delle note a meno che non siano davvero essenziali per la resa della citazione, che ce ne facciamo? Non pensiamo nemmeno a come organizzarle. In casi come questo di Sartre, però, mi sta venendo un'idea: sottoparagrafi per il paragrafo Note: Dell'autore, Del traduttore, Di Wikiquote. Nell'ordine. Che rispecchia l'importanza. Che ve ne pare? Però penso che abbiamo bisogno di un nuovo [[template:References]] (mai usato, non lo conosco) che permetta di dividere le note per 3 gruppi e ce le faccia collocare in 3 sezioni differenti. O forse neanche questo è un gran pezzo di idea :) ragazzi, non saprei. Ci pensiamo--[[Utente:Gacio|Gacio]] [[Discussioni utente:Gacio|<small>dimmi</small>]] 02:25, 4 dic 2007 (CET)
::::::Togliere il grassetto all'NDR? Ma è praticamente un'istituzione! :-) Non so, guarda [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Apuleio&oldid=142617#Incipit qui] e [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Principessa_Mononoke&oldid=142622 qui], a me sembra un orrore. Devo dire che [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Principessa_Mononoke&oldid=142624 il corsivo] non è meglio (ma gli inglesi [[w:Schindler%27s_List#Oskar_Schindler|lo usano]], perciò è una questione di abitudine). Forse però è utopistico pensare di stabilire una convenzione unica per libri e film, che sono due cose piuttosto diverse, cosí come i versi, che non si possono interrompere: la soluzione migliore è usare il piú possibile le note a piè di pagina, tranne che per le integrazioni davvero brevi, che però sono tali solo per gli scritti, perché è ben difficile che nel dialogo di un film si ometta un soggetto che rimane nella frase precedente, ad esempio, perciò nei film sono tutte contestualizzazioni che in quanto tali sono piú personali e quindi vanno segnalate come distaccate, nel solito NDR, mentre per gli scritti vanno benissimo le semplici quadre. Dopodiché, se vogliamo evitare dubbi possiamo imporre un limite di parole arbitrario, magari. Non so.
::::::Le note non sempre si possono omettere: ad esempio in quel caso davvero non è possibile; diverso è il discorso per una nota come quella in [[Cittanova]], ma l'autore della voce non è del mio parere. [[Utente:Nemo|Nemo]] 22:45, 6 dic 2007 (CET)
====Altro discorso coi versi?====
Ecco, una cosa che secondo me non è possibile è questa: [[Papa Bonifacio VIII]]. Non si può interrompere i versi con delle integrazioni, perché si distrugge il ritmo; sarebbe forse il caso di stabilire che si usano solo le note a piè di pagina, in mezzo ai versi. [[Utente:Nemo|Nemo]] 20:19, 2 dic 2007 (CET)
:Concordo, una regola a parte, ferrea, per i versi. E (visto che li trattiamo allo stesso modo) stessa regola con le citazioni da canzoni--[[Utente:Gacio|Gacio]] [[Discussioni utente:Gacio|<small>dimmi</small>]] 02:25, 4 dic 2007 (CET)
::Bene, stabilito. [[Utente:Nemo|Nemo]] 22:20, 6 dic 2007 (CET)
== Metatesti ==
Cioè, ciò che non fa propriamente parte del testo (ad esempio, dell'incipit) ma in qualche modo lo commenta o lo rende leggibile: ad esempio i titoli dei capitoli, oppure le didascalie o i nomi dei personaggi nelle opere teatrali.
Lo [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Kronin&diff=139607&oldid=139147 accennavo] a Kronin, ma [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Shakespeare&diff=139593&oldid=139233 vedo] che bisogna discuterne tutti assieme: come indicare i personaggi in un caso come quest'ultimo? L'NDR è un po' invadente, e in un caso come Shakespeare (non so negli altri) non si può neppure stabilire quale fosse il sistema scelto dall'autore e adottarlo di conseguenza: e ci sono mille modi diversi. [[Utente:Nemo|Nemo]] 00:32, 26 nov 2007 (CET)
:Ehm, ho ripetuto la domanda in [[Discussioni_Wikiquote:Modello_di_voce#Incipit:_comprendere_tutto.3F]]. [[Utente:Nemo|Nemo]] 17:15, 2 dic 2007 (CET)
==Le domande nelle interviste==
Si veda ad esempio [[Emma Bonino]]: come riportare le domande? A capo e grassetto, o corsivo? Come i dialoghi dei film, usando i nomi dell'intervistato e dell'intervistatore come i nomi dei personaggi? Le domande semplicemente nell'NDR? Contestualizziamo nell'NDR senza riportare precisamente la domanda? Forse la soluzione migliore è la prima (col corsivo). [[Utente:Nemo|Nemo]] 17:15, 2 dic 2007 (CET)
:Un esempio [[Discussione:Orson Welles|qui]]. [[Utente:Nemo|Nemo]] 00:03, 24 feb 2008 (CET)
== Traduzioni ufficiali o nostre ==
Sopra si parla di come distinguere le note dell'autore dalle nostre; un altro problema (maggiore) sono le traduzioni. Finora ci accontentiamo di distinguere le traduzioni nostre da quelle ufficiali coll'indicazione della fonte: se si indica un testo in lingua (e lo si mette dopo la versione in lingua), è ovvio che la traduzione è nostra; se si cita come fonte un testo italiano è ovvio che la fonte è la traduzione "ufficiale". Ovvio ma non poi tanto, forse; e non sempre è tutto tanto lineare. Vabbè, insomma, non è sempre necessario predisporre un modello uniforme per ogni cosa, ma per portarci avanti intanto metto qui due collegamenti: [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Arthur_Koestler&oldid=162685 una voce] con una nota "traduzione propria" e la pagina [[Wikiquote:Citazioni in lingua originale]], che avevo dimenticato del tutto (in effetti ora è inutile). [[Utente:Nemo|Nemo]] 23:35, 23 feb 2008 (CET)
== Sottoelenco puntato per le traduzioni ==
Piazzo qui un collegamento per ritrovarlo in futuro: [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Shakespeare&diff=336840&oldid=336041 esempio] di citazione troppo lunga dove mettere due traduzioni con semplice indentazione genera sostanzialmente un unico blocco di testo di difficile lettura. --[[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 02:38, 23 lug 2010 (CEST)
==Informazioni ulteriori==
Discussione iniziata [[Discussioni Wikiquote:Vetrina#NDR in nota|qui]]. Sono d'accordo con Donato che la distinzione deve poter essere segnalata e l'utilizzo del template {{tl|NDR}} potrebbe essere un modo, ma attualmente mi pare che le nostre regole non lo prevedano... Aggiungiamo questa regola? --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 15:52, 21 set 2011 (CEST)
[[Discussioni aiuto:Fonti#Indicazione delle fonti a pié di pagina|Qua]] ho proposto una soluzione alternativa: ''Forse non serve usare il template NDR. Basta scivere tra parentesi la fonte della nota, come facciamo per le citazioni. Ad esempio, [http://it.wikiquote.org/wiki/Gorkij#cite_note-1 qui] ho riportato una nota del curatore del libro mettendo la fonte tra parentesi. Se la nota è scritta da noi utenti, direi di non mettere nulla. L'importante è segnalare tra parentesi la fonte quando una nota è dell'autore o del curatore del libro, così non lediamo il diritto d'autore.'' [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 18:58, 8 nov 2011 (CET)
== Omissis ==
Ho sempre qualche dubbio riguardo a questa regola:
{{quote|se si taglia una frase da un certo punto alla sua fine (per poi proseguire col testo successivo), bisogna lasciare il punto dopo l'omissis, e se si omette ulteriore testo dopo il punto bisogna segnalare anche questa omissione con altri puntini fra parentesi quadre.}}Ad esempio, se una citazione fa: «Che bella giornata e che bel corvo. Ieri ho visto Ugo. Domani vedrò Italo. Com'è alto il cielo. Ma tutte le giornate recano degli imprevisti» ed io voglio riportare solo le parti che parlano della giornata, tocca trascrivere: «Che bella giornata [...]. [...]. [...]. [...]. Ma tutte le giornate recano degli imprevisti» mentre sarebbe più semplice (e più scorrevole per chi legge) trascrivere: «Che bella giornata [...] Ma tutte le giornate recano degli imprevisti». Insomma, è una regola troppo rigida: bisognerebbe permettere (come difatti già avviene) di poter apporre un solo [...] quando il buon senso lo suggerisce. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 18:49, 8 nov 2011 (CET)
:Sono d'accordo, ma infatti io non ho mai visto una sequela di omissis né in letteratura né sulle wiki. Nella tua frase però io aggiungerei il punto, così:
:*Che bella giornata [...]. Ma tutte le giornate recano degli imprevisti.
:Se invece volessi metterci anche il corvo, così:
:*Che bella giornata e che bel corvo. [...] Ma tutte le giornate recano degli imprevisti.
:--[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 18:25, 9 nov 2011 (CET)
==NDR sì NDR no==
A proprosito dell'uso degli NDR ({{NDR|xxx}}) per inserire parole non nel testo autore, al fine di rendere più leggibile la citazione.<br />Che si fa?... Io sono del parere di usare sempre gli NDR quando facciamo delle aggiunte in una citazione, e di lasciare le quadre ([xxx]) quando le ha usate l'autore. Magari qualche volta si potrà ricorrere a una nota, e qui si ritornebbe sul problema di come distinguere le note del redattore da quelle dell'autore. Si potrebbe indicare fra parentesi che la nota è dell'autore. Uhè, cerchiamo di risolvere questa faccenda una volta per tutte, please.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 16:13, 20 feb 2012 (CET)
: NDR per il testo nostro, [] per l'autore. Cercherei però di limitare al massimo l'NDR, da usarsi solo per specificare, ad esempio, il soggetto della citazione. Non lo userei per spiegare, controspiegare, contestualizzare etc. etc. se una frase ha bisogno di tante spiegazioni non è un aforisma, non è neppure una citazione degna di stare in piedi da sola. OT ma lo stesso vale per le note, non mi pare si debba fare un trattato sui singoli autori attraverso le loro citazioni, quella è Pedia eventualmente. Certo è uno sforzo bello, importante, porta via tempo, però mi pare altro rispetto a quello che qui si dovrebbe fare e che è il fascino del progetto stesso. Come ha scritto recentemente Donato, mi pare che il punto forte di quote siano le tematiche, collezione intelligente di citazioni tratte da diversi autori..con le note o troppi NDR che roba è? Scusate la lunghezza... --[[Utente:Donluca|Donluca]] ([[Discussioni utente:Donluca|scrivimi]]) 16:48, 20 feb 2012 (CET)
:: L'NDR andrebbe usato solo per specificare il contesto, quindi mai all'interno di una frase ([[WQ:TC]]), dove invece, in casi particolari, possiamo aggiungere una parola mancante tra le normali quadre (vedi [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente%3ASpinoziano%2FArchivio2011&action=historysubmit&diff=399089&oldid=399056 qui]), solo per far reggere in piedi la frase dopo un taglio, e solo quando una nota o un NDR prima della frase non permetterebbero una soluzione efficace. Questa almeno è la regola attuale per come l'ho capita io, e sulla base di essa ho fatto varie correzioni. Il problema sarebbe solo, come ha notato Donato, di distinguere le quadre nostre da quelle del curatore ufficiale, ma è solo in pochi testi che si trovano parentesi quadre di un curatore, quindi è un caso limite, ma in effetti c'è. Riguardo all'altro problema, mi sembra che avevamo già trovato un accordo, cioè specificare tra parentesi se la nota non è nostra (vedi [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_aiuto%3AFonti&action=historysubmit&diff=431662&oldid=430086 qua]). --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 10:12, 21 feb 2012 (CET)
:::Ah, avevo dimenticato il fatto della nota. Va bene, va bene così; esempio: "(nota di Rayfield, p. 512)". Resta da sentire qualcun altro per la questione NDR.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 11:05, 21 feb 2012 (CET)
::::Per distinguere le quadre che mettiamo noi da quelle presenti nella fonte (che sono rare) possiamo segnalare questa seconda tipologia di casi in nota ([http://it.wikiquote.org/wiki/Gorkij#Note esempio] in nota 1) oppure nel campo oggetto se la cronologia non è pesante ([http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=A%C5%9Bvagho%E1%B9%A3a&action=historysubmit&diff=406374&oldid=406368 esempio]) o dentro un <nowiki><!----></nowiki> nel testo. La prima e la terza soluzione sono le migliori; in generale dovremmo usare più spesso i <nowiki><!----></nowiki> perché hanno il vantaggio di saltare all'occhio quando si apre il testo in modifica (mentre ciò che è scritto nel campo oggetto può finire nel dimenticatoio) e possono essere usati per segnalare in maniera discreta quelle aderenze alla fonte che altrimenti potrebbero essere prese per errori ([http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Somerset_Maugham&action=historysubmit&diff=414236&oldid=414180 esempio]). --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 16:09, 21 feb 2012 (CET)
:::::Gli <nowiki><!----></nowiki>?... e pensi che un generico lettore si prenda la briga di andare in modifica per verificarne la presenza?... Mhmh, molto scettico. La nota è ben più evidente. Il fatto, secondo me, è che abbiamo 'esperienze' diverse: io, coi miei inserimenti da testi dell'induismo, sto incontrando molte []: e che faccio?... metto una nota per ogni quadra? Scettico anche per la soluzione "nota". Anche gli NDR sono rari, se la questione è la rarità, e sempre nella mia 'esperienza', lo sono ancor di più delle quadre nel testo. Mi chiedo ora cosa hai contro gli NDR?... sono una indicazione molto evidente di una nostra, nostra di noi redattori, aggiunta: che male fanno?<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 21:33, 21 feb 2012 (CET)
::::::Gli <nowiki><!----></nowiki> servono solo per avvisare chi apre la pagina in modifica, quindi certo è meglio la nota, ma... io non ho nulla contro gli NDR: ho solo cercato di seguire la regola attuale, ma evidentemente si può cambiare (mi avete abbastanza convinto) come ha detto Donluca: NDR per il testo nostro, [] per l'autore. Altri pareri? --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 17:01, 23 feb 2012 (CET)
:::::::Diciamo che, se possibile, sarà da preferirsi l'uso della nota<ref>Con l'esplicitazione ove dovesse trattarsi di nota non nostra (autore, curatore, traduttore, eccetera).</ref>, in mancanza d'altro materiale [citabile] che possa essere di chiarimento; altrimenti: {{NDR|NDR}}.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:53, 23 feb 2012 (CET)
::::::::Ho [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote%3ATrascrizione&diff=463647&oldid=420873 corretto] la linea guida indicando l'utilizzo dell'NDR per le aggiunte nostre, e tolto il divieto di utilizzare questo template in mezzo alle frasi (resta comunque specificato che va utilizzato con discrezione, e solo quando è «necessario integrare delle parole la cui mancanza renderebbe oscuro il passo»). Ho tolto anche il pezzetto che avevo contestato nella sezione precedente. --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 17:32, 1 mar 2012 (CET)
:::::::::Non c'era nessun divieto di usarlo in mezzo alle farsi ma solo in mezzo ai versi, per ovvi motivi. Poiché non era intenzione rimuoverlo, l'ho ripristinato. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 20:29, 25 lug 2012 (CEST)
===Note===
<references />
== Omissis iniziali ==
Donato ha osservato che quando una citazione inizia con un omissis è meglio non riportare l'omissis nella voce tematica (per migliorare l'estetica di quest'ultima). Ad esempio la prima citazione che c'è [http://it.wikiquote.org/wiki/Hans_K%C3%BCng#Perch.C3.A9_sono_ancora_cristiano qua] è stata adattata [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Teologia&action=historysubmit&diff=391500&oldid=391499 così] nella tematica; mentre nella voce dell'autore i puntini sospensivi rimangono. Tutti d'accordo? --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 17:44, 21 feb 2012 (CET)
:Io sicuramente. Infatti già ho usato questo standard in alcune tematiche che avevo modificato. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 18:44, 21 feb 2012 (CET)
::Ho [http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote%3ATrascrizione&diff=463683&oldid=463647 specificato] che nelle voci tematiche non è sempre necessario (cioè, lo è di meno che nelle voci degli autori) usare i puntini. Nelle voci degli autori li usiamo molto, quindi ho ammorbidito le espressioni che venivano utilizzate prima. Può andare? --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 17:46, 1 mar 2012 (CET)
:::Io direi di si. Direi di applicare questa regola sia alle tematiche, ma anche alle citazioni su che sono come tematiche. No? [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 19:37, 1 mar 2012 (CET)
::::Be' ma è sottinteso che trattiamo le "citazioni su" come sezioni tematiche. Comunque più rileggo queste linee guida e più trovo passaggi imprecisi o incomprensibili; aveva ragione Creed a volerle riscrivere in maniera più chiara. --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 09:54, 2 mar 2012 (CET)
:::::Be' in realtà, mi sembra che l'abbia proprio scritte da qualche parte nella sua sandbox. Appoggerei un suo eventuale intervento con tutto il supporto che necessita. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 01:04, 3 mar 2012 (CET)
==Traduzioni proprie==
Mi pare di capire, leggendo qui, che non ci sia un limite per il numero di citazioni con traduzione propria:<br />"È possibile inserire traduzioni proprie come integrazione, per chiarire qualcosa, o altrimenti solo se non ne esistono di ufficiali: in questo caso [...]"<br />Cioè, voglio dire, i termini "integrazione" e "chiarimento", se interpretati alla lettera, dovrebbero suggerire che [[David Draiman|questa voce]], per esempio, non è a norma per niente, mentre voci del genere ce ne sono diverse in giro. Io dico che possono anche andar bene, ma occorre mettere un limite.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 09:21, 1 feb 2013 (CET)
:Il limite, come sempre, dovrebbe essere dettato dal buon senso. Se ci sono molte citazioni significative, mai tradotte in italiano, di un certo autore, ben vengano le traduzioni proprie. In caso contrario, ci si contenga. Ne approfitto per proporre una cosetta che avevo pensato: la possibilità di spostare il testo originale in nota, per rendere più fluida la lettura della voce (dato che il testo in lingua originale dovrebbe servire solo a permettere di controllare che la traduzione sia corretta, quando si tratta di traduzione propria, il che riguarda la verificabilità e le fonti, non certo un nostro interesse verso le lingue diverse dall'italiano). --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 15:01, 1 feb 2013 (CET)
::Sono d'accordo. Però, tornando a prima, scriviamolo questo fatto del buon senso: "sempre usando il buon senso nell'aggiungere citazioni" o qualcosa del genere.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 15:05, 1 feb 2013 (CET)
:::Be', il buon senso è una regola implicitamente onnipresente, cmq se vuoi accennarvi esplicitamente in quel punto nulla in contrario. --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 15:10, 1 feb 2013 (CET)
::::Attendiamo altri pareri.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 15:14, 1 feb 2013 (CET)
:::::[http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Welcome_to_the_NHK&diff=prev&oldid=552494 Qui] intanto ho provato per la prima volta a mettere il testo originale in nota. Mi sembra un buon guadagno in leggibilità. --[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|scrivimi]]) 16:43, 24 feb 2013 (CET)
== Virgolettato non chiuso ==
A volte a causa degli omissis le virgolette rimangono aperte, come ci si comporta in questi casi? La pagina non lo chiarisce. Esempio:
*''Ed elli a me: "Questo misero modo | tegnon l'anime triste di coloro | che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.''
*''Ed elli a me: "Questo misero modo | tegnon l'anime triste di coloro | che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.'' [...]"
Da notare che nel secondo caso le virgolette di chiusura rimangono fuori dal corsivo, diversamente da quelle di apertura. Inoltre nel caso specifico è possibile risparmiare le virgolette omettendo l'inizio ma tale omissione va segnalata nel seguente modo?
*[...] ''Questo misero modo | tegnon l'anime triste di coloro | che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.''
[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 16:24, 27 set 2026 (CEST)
:Sul primo caso, io mi sono sempre regolato chiudendo le virgolette, e nel caso in questione l'omissis non credo serva perché quella frase si chiude con un punto, quindi semplicemente aggiungerei le virgolette finali prima del punto:
:*''Ed elli a me: "Questo misero modo | tegnon l'anime triste di coloro | che visser sanza 'nfamia e sanza lodo".''
:Se invece per ipotesi dopo "lodo" ci fosse una virgola e tu volessi tagliare lì, metterei il punto dopo l'omissis, e se le virgolette sono parte dei versi il corsivo per queste andrebbe lasciato:
:*''Ed elli a me: "Questo misero modo | tegnon l'anime triste di coloro | che visser sanza 'nfamia e sanza lodo'' [...]''".''
:Da notare che l'indicazione del verso resterebbe 34-36, dato che le virgolette finali sono messe solo come chiusura di un omissis di versi non riportati.
:Sul secondo punto, sì, l'omissione può essere segnalata perché la maiuscola non inizia dopo un punto fermo, tuttavia non direi che è strettamente necessario segnalarla, perché lì si apre il discorso di un personaggio, difatti se tra parentesi indichi il nome del personaggio non serve affatto segnalarla.
:Sono comunque entrambe questioni molto marginali, onestamente non starei a perderci molto tempo in discussioni: se le mie soluzioni non ti convincono puoi mantenere lo stile che hai già adottato nella voce. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:00, 28 set 2026 (CEST)
::Be', la mia questione intendeva ricercare uno standard per tutto il progetto, non solo per una voce. Sono d'accordo con te sul secondo punto ma la versione <code><nowiki>lodo".''</nowiki></code> non mi convince perché Virgilio poi continua a parlare, non ha sentenziato lì, quindi chiudere lì mi sembra un errore. Credo sia meglio lasciarle aperte: per quanto brutte, almeno servono a suggerire al lettore che il personaggio ha ancora qualcosa da dire. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 14:43, 28 set 2026 (CEST)
:::Sì ma infatti come ho scritto per me va bene anche la tua soluzione, solo che non è usuale mettere un omissis dopo un punto fermo o lasciare le virgolette aperte, e personalmente mi sembrano eccessi di scrupolo: terrei utilizzabili entrambe le soluzioni (virgolette aperte o chiuse) purché ci sia uniformità nella voce, quindi se la tua domanda è: quale standard per tutto il progetto? Io rispondo: entrambi, basta che si sia uniformi nella voce (il "basta che si sia uniformi nella voce" è già adottato, esplicitamente o tacitamente, per varie altre regolette). -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:25, 28 set 2026 (CEST)
::::Va bene, grazie dei chiarimenti, comunque penso che prima o poi sarebbe buono settare uno standard per tutta Wikiquote. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 18:18, 28 set 2026 (CEST)
== Versi a capo ==
Cito dalla pagina e aggiungo grassetti:
{{quote|[...] '''In generale''', per quanto le citazioni siano brevi, non è possibile andare a capo dopo ogni verso '''per questioni di spazio''', perciò si scrive tutto sulla stessa riga [...]. È possibile andare a capo per mettere in maggior rilievo alcune citazioni particolari: tipicamente, l'incipit di un libro, che ha anche una sezione apposita.<nowiki><!--</nowiki>, che sono appunto quelle considerate più significative e rappresentative, poste in genere in testa alla voce. Per l'applicazione di questi principi si ricorre al buon senso, fermo restando che deve esserci coerenza in una voce.<nowiki>--></nowiki>}}
La linea guida dice che andare a capo non è vietato in assoluto, lo è solo quando la voce è lunga. Quando è invece corta c'è libertà di scelta, ma personalmente credo sia oggettivo che andando a capo ne guadagnino (e anche molto) l'estetica e la leggibilità. I versi stessi hanno più respiro e vengono valorizzati al massimo. Un esempio è [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Veronica_Franco&oldid=1427945 Veronica Franco], ma io stesso l'ho fatto qualche volta ([[Battista Guarini]], che in realtà trovai già così, e [[Cecco d'Ascoli]]). La linea guida suggerisce questa possibilità ma non la esplicita perciò propongo o di renderla più chiara o comunque di lasciare questa libertà al buon senso degli utenti anche senza modificare la pagina se si teme che ne possa essere incentivato un eventuale abuso.<br>
Nota: se la parte nascosta è poco comprensibile è perché sono i resti di [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Trascrizione&diff=next&oldid=172251 un vecchio edit] ma ho voluto riportarla qui perché fa riferimento all'uso del buon senso come nella mia proposta, ma penso che ora vada cancellata. [[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 14:41, 5 ott 2026 (CEST)
:Premesso che se non si usassero le barre non si dovrebbe usare neanche il corsivo, ma solo gli a capo, ricordo che facevi presente quanto sopra già una quindicina di anni fa, ma di fatto ci si è sempre uniformati a usare il corsivo con le barre per i versi anche negli abbozzi, e credo che la motivazione sia più pratica che estetica: se è solo una questione di lunghezza, allora è temporanea, dato che prima o poi la voce verrà ampliata, quindi perché impostare la voce con una formattazione che andrà modificata quando il contenuto sarà più lungo? O la soluzione del corsivo con le barre è così antiestetica per i versi da far auspicare che una voce possa restare corta e non essere ampliata, mantenendo i versi a capo? Direi che ormai è tardi per ritornare sulla questione: la prassi del corsivo con le barre è consolidata in tutte le voci, brevi o lunghe. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:55, 5 ott 2026 (CEST)
::Mi sembra che tu stia parlando in generale ma io sto parlando di eccezioni, ben ricordando che le eccezioni sono sempre previste sulle wiki, la prassi non cambierebbe. Non ho detto di andare a modificare tutte le voci brevi, anzi, ho detto che è importante non abusarne proprio perché c'è un'uniformità da rispettare. Né certo ho mai pensato sia auspicabile che una voce rimanga corta solo per mantenere una scelta estetica (se non ho mai ampliato quelle due voci è solo perché avevo tanto altro a cui pensare). Chiedi il perché, rispondo: per tre motivi: primo, perché è un miglioramento oggettivo, non gusti; secondo, perché ogni tanto qualche utente lo richiede, come è successo nei casi succitati; terzo, perché, come dicevo, la linea guida già lo prevede. Non si può temere troppo di appesantire il lavoro perché è sempre risolvibile in un attimo con la funzione "Cerca e sostituisci". Casomai si appesantiscono le cronologie quando si fanno annullamenti non necessari per tornare a una formattazione che ''in quello specifico caso'' è peggiorativa, e quelle non sono mai risolvibili (tecnicamente sì ma non esiste di rimuovere dalla crono certi edit, semplicemente sarebbe meglio risparmiarli). E comunque non sempre una voce dovrà per forza diventare lunga poiché ci sono autori che hanno scritto poco o di cui poco è rimasto e di cui forse pochi hanno parlato, anche ricordando la regola aurea di Wikiquote: meno si cita, meglio è. --[[Utente:Micione|Micione]] ([[Discussioni utente:Micione|scrivimi]]) 14:39, 6 ott 2026 (CEST)
:::Le eccezioni di solito si concedono agli utenti esperti, che conoscono già le regole base, ma nel caso di Veronica Franco anzitutto la voce non era brevissima, e poi si trattava di indirizzare un nuovo utente agli standard di Wikiquote, difatti era appena iscritto e aveva lasciato i corsivi sostituendo le barre con gli a capo, mentre l'eccezione standard che facciamo per gli incipit è di usare gli a capo (col <nowiki><poem></nowiki>) senza i corsivi.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:31, 6 ott 2026 (CEST)
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Due fantagenitori
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2026-10-07T06:59:01Z
Andrek02
67109
/* Episodio 149 */ come da title card italiana
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wikitext
text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano=Due fantagenitori
|tipofiction= Serie TV d'animazione
|immagine=Timmy Turner.png
|didascalia=Il protagonista Timmy Turner
|genere= commedia/fantastico/avventura
|ideatore= [[Butch Hartman]]
|doppiatorioriginali=
*[[Tara Strong]]: Timmy Turner
*[[Daran Norris]]: Cosmo, Anti-Cosmo, papà di Timmy
*[[Susan Blakeslee]]: Wanda, Anti-Wanda, mamma di Timmy
*[[Grey Delisle]]: Vicky
*[[Carlos Alazraqui]]: Denzel Crocker
|doppiatoriitaliani =
*[[Antonella Baldini]]: Timmy Turner
*[[Luigi Ferraro]]: Cosmo, Anti-Cosmo
*[[Francesca Guadagno]]: Wanda, Anti-Wanda
*[[Sergio Di Giulio]]: papà di Timmy (1ª voce)
*[[Maurizio Reti]]: papà di Timmy (2ª voce)
*[[Irene Di Valmo]]: mamma di Timmy
*[[Claudia Razzi]]: Vicky
*[[Vittorio Stagni]]: Denzel Crocker (1ª voce)
*[[Luca Graziani]]: Denzel Crocker (2ª voce)
}}
'''''Due fantagenitori''''', serie televisiva d'animazione trasmessa dal 2001.
==Prima stagione==
===Episodio 1===
====''Potere folle!''====
*''C'era un contadino | che aveva un cagnolino | di nome Bingolino!'' ('''Cosmo''') {{NDR|[[canzoni dalle serie televisive|canzone]]}}
===Episodio 2===
====''Fuori dallo spazio''====
*'''Wanda''': Oh, abbiamo [[una buona e una cattiva notizia|una buona notizia e una cattiva]]!<br/>'''Timmy''': E... qual è quella buona?<br/>'''Cosmo''': L'alieno che ti abbiamo portato è un principe, il suo pianeta Yugopotamia è sempre in guerra!<br/>'''Wanda''': E i suoi genitori hanno intenzione di distruggere la Terra e di riportarlo sul loro pianeta!<br/>'''Timmy''': E la brutta notizia?<br/>'''Wanda''': Beh ma è questa la brutta notizia!<br/>'''Timmy''': E qual è quella buona?!<br/>'''Cosmo''': Eh... ho trovato questa moneta!
*'''Timmy''': Io Timmy, guerriero e mangiatore di caramelle sulla Terra, porto [[una buona e una cattiva notizia|buone e cattive notizie]].<br/>'''Cosmo''': La buona notizia è che ho trovato questa moneta.<br/>'''Re Gripullon''': E quella cattiva?<br/>'''Cosmo''': È che possiedo solamente questa.
===Episodio 6===
====''Sogni rivelatori''====
*'''Timmy''': Visto che {{NDR|dei mostri}} mi assalgono solo nel sonno, mi basterà rimanere sveglio! Fosse anche per il resto della mia vita! {{NDR|passano diversi giorni, senza che si addormenti}}<br/>'''Mamma di Timmy''': Sveglia! È ora di andare a scuola!<br/>'''Timmy''': Cosa? Sono già al resto della mia vita?
==Seconda stagione==
===Episodio 8===
====''Concerto rock''====
*Guarda un po' di TV. Io intanto cerco qualcuno disposto a unire in matrimonio una fan scatenata e una celebrità in ostaggio {{NDR|Chip Skylark}}... a me Internet! ('''Vicky''')
===Episodio 9===
====''Prova d'innocenza''====
*'''Papà di Timmy''': Giovanotto, ora spiegaci dove hai preso tutti questi giochi!<br/>'''Timmy''': Ehm... su Internet!<br/>'''Papà di Timmy''': Internet? E Internet dove l'hai preso?
*'''Papà di Timmy''': Dove hai preso questo bel carrarmato?<br/>'''Timmy''': Ehm... su Internet!<br/>'''Genitori di Timmy''': Be', se lo dici tu!
===Episodio 10===
====''Vita da film''====
*'''Timmy''' {{NDR|dopo essere diventato con un abbigliamento simile a quello dei protagonisti dei film d'azione}}: Senti qua! Ho addosso una barba da 5 del pomeriggio!<br/>'''Cosmo''': E siamo alle 7 del mattino!
====''Il saputello''====
*'''Cosmo''': Ehi! Lo conosci il "gioco del non studio"?<br/>'''Timmy''': E come si gioca?<br/>'''Cosmo''' {{NDR|buttando tutti i suoi libri di scuola dalla scrivania}}: Ci stai già giocando!<br/>'''Timmy e Cosmo''': Sì! {{NDR|iniziano giocare ai videogiochi}}
*'''Mamma di Timmy''': Puoi anche prenderti gioco delle mie conoscenze aritmetiche fino alle 14:00 ma non sopporto che a quest'ora tu abbia quel tono da saputello!<br/>'''Timmy''': Ho il tono da saputello? Me lo potete dimostrare?<br/>'''Papà di Timmy''': Come sarebbe?!<br/>'''Timmy''': In un universo infinito, dove la realtà viene filtrata attraverso le nostre mutevoli percezioni, fornire qualsiasi definizione su qualsivoglia cosa non è che speculazione basata solo su dati empirici!<br/> '''Mamma di Timmy''': Ho seguito solo fino a "universo infinito"...<br/>'''Papà di Timmy''': Perché mi sento scoppiare la testa?!
===Episodio 12===
====''Timmy è invisibile''====
*Quindi, facendo la somma degli angoli e addizionandoli al mio stipendio si ottiene... non molto, devo dire. ('''maestro di geometria caricatura di [[Albert Einstein]]''')
*'''Maestra di spagnolo''': ¿Donde esta el queso del gobierno?<br/>'''Cosmo''': Aqui! Mira, tengo un puerco en mi tasca.<br/>'''Wanda''': Hai un maiale nella tasca?<br/>'''Cosmo''': Sì!
====''Superstizione''====
*'''Anti-Cosmo''': Io sono l'Anti-mago Cosmo e non posso assolutamente essere definito un idiota...<br/>'''Anti-Wanda''': ...E io invece sono l'Anti-Wanda, sono incredibilmente stupida e anziché con le mani mangio sempre con i piedi.
===Episodio 15===
====''Timmy, draghi e cavalieri''====
*'''Re Artù''' {{NDR|dopo che Timmy lo ha aiutato a sconfiggere un drago}}: I miei ringraziamenti! Accetteresti di restare e diventare uno dei cavalieri del divano ottagonale?<br/>'''Timmy''': Ah... non sarebbe meglio dire la Tavola Rotonda? <br/> '''Re Artù''': Oh, ottima idea!
===Episodio 18===
====''Deja vù''====
*Buone notizie, Turner! Hai reso la F di insufficiente insufficiente, infatti sto per darti una Super F! ('''Crocker''')
===Episodio 19===
====''Viaggio in rete''====
{{NDR|Leggendo il bigliettino in un biscotto della fortuna}} Dice Confucio «Tu userai un ariete per violare la privacy di tuo figlio». Beh, se è così non voglio far passare Confucio per un bugiardo. Timmy {{NDR|bussando alla porta della sua camera}} rispetto la tua privacy e per questo busso, ma facendo valere la mia autorità di padre entro lo stesso! ('''Papà di Timmy''')
===Episodio 20===
====''Pericolo scampato''====
*'''Papà di Timmy''': Io mi maschero da tua madre!<br/>'''Mamma di Timmy''': E io mi maschero da tuo padre!<br/>''' Timmy''': Bravi! E io andrò dritto in terapia!<br/>'''Papà di Timmy''': Invece andrai in giro a chiedere dolcetto o scherzetto, che tu sia pazzo oppure no!
*'''Timmy''' {{NDR|dopo che, grazie al suo desiderio, tutti i costumi di Halloween sono diventati reali}}: Vicky è rimasta la stessa persona orribile che era prima che esprimessi il desiderio! <br/>'''Cosmo''': La prossima volta la maschereremo da essere umano! O da sottaceto!
==Terza stagione==
===Episodio 21===
====''Fuori dalle regole''====
*'''Timmy''': Ciao papà! Ehi, ma non dovresti essere al lavoro? Non hai i pantaloni?!<br/>'''Papà di Timmy''': Sono da precisini... e poi sono in vacanza.<br/>'''Timmy''': Anch'io vorrei essere in vacanza ma ho i compiti di matematica.<br/>'''Papà di Timmy''': Ah, lo studio è da precisini, come i pantaloni. Giochiamo a frisbee invece.<br/>'''Timmy''': Ma non ce l'ho mai avuto un frisbee!<br/>'''Papà di Timmy''': Usiamo il libro di matematica!
*Le bollette della luce sono da precisini, come i pantaloni. ('''Papà di Timmy''')
*Se quando sono severi i genitori vuol dire che ti vogliono bene, il fatto che mi hanno messo in gabbia vuol dire che mi amano! ('''Timmy''')
===Episodio 22===
====''Denti splendenti''====
*{{NDR|Dopo aver sentito al telegiornale che i denti di Chip Skylark sono scomparsi}}<br/>'''Timmy''': Bender! Scommetto i miei denti del giudizio che è stato lui!<br/>'''Cosmo''': Ma non hai denti del giudizio!<br/>'''Wanda''': E neanche giudizio!
*'''Chip Skylark''' {{NDR|dopo che Timmy gli ha riportato i denti}}: Grazie Timmy, sei stato grande!<br/>'''Timmy''': Più di te!<br/>'''Chip Skylark''': Non esagerare! Forza ragazzi! Giriamo questo video... tiriamo fuori i denti!
===Episodio 25===
====''Il congresso dei fantagenitori''====
*'''A.J.''': Oh mio dio! Se Timmy ha preso una A sarà il primo segno dell'apocalisse.<br/>'''Chester''': Presto! Tutti al bunker! {{NDR|tutta la classe scappa tranne Timmy e Crocker}}<br/>'''Timmy''': Io ho tirato a indovinare! Vuol dire che è stato il subconscio a guidarmi!<br/>'''Crocker''': Se Timmy Turner ha preso una A, non può che esistere un'unica spiegazione... folletti magici!
*'''Mamma di Timmy''': Mai visti dei simili fiori danzanti!<br/>'''Crocker''': No, vede questo è un detector dei folletti. Che dico? Sì, ehm certo! Fiori danzanti! E inoltre cantano.<br/>'''Mamma di Timmy''': Oh, che pensiero carino! Non ho mai ricevuto fiori musicali!
====''Una giornata di relax per Wanda''====
*'''Timmy''': Un solo desiderio riguardante lo scarafaggio! Che avesse tanta intelligenza da trasmettermi i suoi pensieri!<br/>'''Cosmo''': Sì! Ora comincia il divertimento!<br/>'''Scarafaggio''': Dominio assoluto sul mondo!<br/>'''Cosmo''': Be', chi l'avrebbe mai detto!<br/>
*'''Timmy''' {{NDR|annotando}}: Dotati di intelligenza, gli scarafaggi hanno costruito una società futuristica nell'arco... di tre ore?<br/>'''Cosmo''': Ah, forse li ho resi troppo intelligenti! Devo rimediare?<br/>'''Timmy''': No, mica sanno che sono gli unici che sopravviverebbero a un conflitto nucleare!<br/>{{NDR|arriva una fila di scarafaggi che trainano una bomba atomica}}<br/>'''Cosmo''': Solo una strana coincidenza?
*{{NDR|A Cosmo, che per eliminare gli scarafaggi ha chiamato sulla Terra i marziani}} I marziani distruggono ogni cosa! Tranne gli scarafaggi! Eppure ci vai al cinema! ('''Timmy''')
*'''Timmy''' {{NDR|giocando a carte}}: Ce l'hai un tre?<br/>'''Cosmo''': Cos'è un tre?
===Episodio 27===
====''Abra catastrofe!'' (prima parte)====
*'''Vicky''': Salve signori Turner! Io sono Vicky, la baby sitter! {{NDR|appaiono dei lampi sullo sfondo}}<br/>'''Timmy''' {{NDR|ai genitori}}: Qualcun altro ha notato i lampi?
===Episodio 31===
====''Crimson Mentone incontra i supergenitori''====
*Venite miei compagni del dolore, è ora di insegnare a questo mondo tridimensionale le mie tre D: distruzione, disperazione e ancora... più disperazione! ('''Nega Chin''')
====''Motore in panne''====
*'''Papà di Timmy''': Cos'è che ti fa sentire giovane?<br/>'''Timmy''': Il mio certificato di nascita?<br/>'''Papà di Timmy''': Impegnati di più ragazzo. Qualcos'altro?<br/>'''Timmy''': Comprare dei giocattoli!
===Episodio 35===
====''Caccia alle streghe''====
*'''Alden Bitterot''': Cosa? Sei sopravvissuto! Devi essere una strega!<br/>'''Timmy''': O un ragazzo che sa nuotare...
===Episodio 36===
====''Il silenzio è d'oro''====
*'''Wanda''' {{NDR|a Timmy}}: Oh, coraggio non te la prendere! Le sciarade sono semplici solo una volta che le hai capite.<br/>'''Cosmo''': Già! E noi possiamo farti diventare un vero campione. Avanti concentrati! {{NDR|si trasforma}} Forza! Cosa sono?<br/>'''Timmy''': Un cavallo bianco...<br/>'''Cosmo''': Oh! No! Sono una zebra senza strisce! Ma si può sapere cos'hai ragazzo? Sei il peggior giocatore di sciarade al mondo!<br/>'''Wanda''': Smettila di sgridare così Timmy!<br/>'''Timmy''': Smettila di sgridare così Cosmo!<br/>'''Wanda''': Smettila di sgridare me per aver sgridato Cosmo per aver sgridato te!<br/>'''Timmy''': Smettila di sgridarmi per aver sgridato te che hai sgridato Cosmo che ha sgridato me!<br/>'''Wanda''': Non sgridare me che ho sgridato te che hai sgridato me perché ho sgridato Cosmo che ha sgridato te!<br/>'''Cosmo''': Smettila di sgridare Timmy che ha sgridato te per aver sgridato lui che ha sgridato, bla, bla!
==Quarta stagione==
===Episodio 45===
====''Timmy ha sempre ragione''====
*'''Crocker''': Turner, ti dispiacerebbe smettere di borbottare? E di' alla classe quante stelle ci sono nella [[Bandiera degli Stati Uniti d'America|bandiera americana]].<br/>'''Timmy''': Ah... quarantanove?<br/>'''Crocker''': Sbagliato! Riprova!<br/>'''Direttrice Waxelplax''': Attenzione ragazzi! C'è una magnifica notizia! Il nord e il sud Dakota hanno superato tutte le loro controversie e hanno deciso di essere un solo grande Dakota! Quindi ora ci sono quarantanove stati!
==Quinta stagione==
===Episodio 60===
====''Diabolicamente Timmy''====
*'''Timmy''': Salve mamma. Come va papà? Mi date una mano a fare i compiti?<br/>'''Mamma di Timmy''': Non ci starai mica chiedendo di fare i bravi genitori? C'è il nostro show preferito: ''A caccia di cattivi genitori''!<br/>'''Papà di Timmy''': Sì, perciò tieni... va' fuori a giocare con l'acido! {{NDR|dà a Timmy una provetta con un liquido corrosivo e lo spinge verso la porta di casa}}
====''Al parco dei divertimenti''====
*Ed ecco le montagne russe, guardate! Sono le più alte, le più veloci e con la maggiore percentuale di infarti di tutto il mondo. ('''Timmy''')
*'''Timmy''': Mitico! Ho il cervello di un decenne in un corpo da sedicenne! E sapete che vuol dire?<br/>'''Cosmo''': Che sei diventato un modello?<br/>'''Timmy''': Già! E che finalmente salirò sulle montagne russe!
*{{NDR|Cosmo è vestito da rene e Wanda da pancreas}}<br/>'''Bambini''': Ehi guarda chi c'è, il nostro organo filtrante preferito: Kenny Kidney! {{NDR|riferiti a Cosmo}}<br/>'''Wanda''': E allora io? Sono il [[pancreas]]!<br/>'''Bambina #1''': Capirai... non sei neanche un organo vitale!<br/>'''Bambina #2''': A mio padre lo hanno asportato da un pezzo.<br/>'''Cosmo''': Ti possiamo anche eliminare!
===Episodio 64===
====''Il mondo senza Timmy Turner''====
*{{NDR|A Timmy}} Non bisogna essere gentili solo per farsi notare. Bisogna esserlo solo perché è la cosa giusta. ('''Jorgen Von Strangle''')
===Episodio 65===
====''La fantastighiandola''====
*Cosmo ho [[Una buona e una cattiva notizia|una notizia buona e una cattiva]]. Quella buona è che mi aspettano ad una partita di golf. [...] La cattiva notizia è che c'è un solo rimedio per la sua malattia: un trapianto di fantastighiandola. ('''Dottor Strappabudella'''<ref>Chiamato negli altri episodi col nome originale, Studwell.</ref>)
*'''Dottor Strappabudella''': Sono il dottor Strappabudella. Ho [[Una buona e una cattiva notizia|una buona notizia e una cattiva]]. La cattiva notizia è che se non facciamo il trapianto subito temo sarà troppo tardi.<br/>'''Timmy''': Qual è la buona notizia?<br/>'''Dottor Strappabudella''': Ho conquistato il par nella partita a golf. Vedete, almeno uno di noi ora è felice.
*'''Dottor Strappabudella''': Ho [[Una buona e una cattiva notizia|una buona notizia]].<br/>'''Timmy, Wanda e Cosmo''': [[Una buona e una cattiva notizia|E una cattiva notizia]].<br/>'''Dottor Strappabudella''': E un'altra buona notizia. La prima buona è che ce l'avete fatta. {{NDR|A portare sul posto Anti-Cosmo}} La cattiva è che non c'è tempo di andare in ospedale. Ma l'altra buona è... che io sono un fantadottore! {{NDR|Fa apparire l'attrezzatura per il trapianto sul posto}}
*'''Dottor Strappabudella''': Ho [[Una buona e una cattiva notizia|una buona notizia, una cattiva notizia, una pessima e un'orribile notizia]]. La buona notizia è che l'operazione è riuscita e che Cosmo è tornato come nuovo. [...] La cattiva notizia è che l'assicurazione non copre l'intervento. La pessima notizia è... che Anti-Cosmo è fuggito.<br/>'''Timmy''': E qual è la notizia orribile?<br/>'''Dottor Strappabudella''': Che {{NDR|Anti-Cosmo}} al mio telefono vuole Cosmo e la chiamata è a tuo carico. La vostra assicurazione non copre neppure questo.
===Episodio 69===
====''Le parole magiche''====
*Consiglio del mese: scommettere sempre e soltanto sulla giustizia! ('''Crimson Mentone''')
*'''Wanda''': Beh, avrai capito che i supereroi è meglio lasciarli ai fumetti. Non è vero Timmy?<br/>'''Timmy''': Già! E ho imparato anche che a volte "mi dispiace" è la sola parola magica che occorre!
===Episodio 79===
====''Jimmy e Timmy: Amici nemici''====
*{{NDR|Sottovoce a Cosmo e Wanda}} Vorrei avere una navicella come quella di Neutron... {{NDR|a voce alta davanti agli altri}}...che inventerò subito dietro quell'albero! ('''Timmy''')
*'''Jimmy''' {{NDR|nel laboratorio di Crocker, che Timmy sta spacciando per suo}}: Questo non è il tuo laboratorio, Turner!<br/>'''Timmy''': E che ne sai tu?<br/>'''Jimmy''': Allora perché ci sono fotografie del tuo insegnante attaccate dappertutto?<br/>'''Timmy''': Perché... ehm... sono patito della scuola.<br/>'''Sheen''': E questa foto di te centrata da una freccetta? E quel cartello dove c'è scritto "io odio Timmy"?<br/>'''Timmy''': Ehm... Mancanza di autostima?<br/>'''Sheen''': Manca anche a me!
==Ottava stagione==
===Episodio 123===
====''Il desiderio segreto di Timmy Turner'' (parte 2)====
*'''Foop''': Date le circostanze e il fatto che non voglio tornare a Hocus Poconos, chiedo di riesaminare il processo a Timmy Turner!<br/>'''Giudice del Fantatribunale''': Negativo.<br/>'''Poof''': Poof poof poof!<br/>'''Giudice del Fantatribunale''': Questa è l'argomentazione più sensata che abbia mai sentito!
==Nona stagione==
===Episodio 134===
====''Fascino emo''====
*''Trattore | sei più potente di un reattore | e poi c'è un altro fattore | io sono attratto da te!'' ('''Cosmo''') {{NDR|[[canzoni dalle serie televisive|canzone]]}}
===Episodio 149===
====''Past and Furious''====
*Beh, forse non ho cambiato il futuro, ma di certo devo cambiarmi i pantaloni! ('''Cosmo''')
==Note==
<references/>
==Voci correlate==
*''[[È arrivato Baby Poof]]'', film 2008
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Serie televisive fantastiche]]
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Incipit/L
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Gaux
18878
/* L */ Michele Losacco, Introduzione alla storia della filosofia greca
1428587
wikitext
text/x-wiki
<noinclude>{{incipit|lettera=L}}</noinclude>
==L==
*'''[[Adolfo L'Arco]]'''
**La Donna del Sanctus
**Gesù sotterra un chicco di grano
*'''[[Madeleine L'Engle]]'''
**Povero, piccolo Sabato
<span id="La"></span>
*'''[[Étienne de La Boétie]]'''
**Discorso sulla servitù volontaria
*'''[[Raffaele La Capria]]'''
**Amore e psiche
**Colapesce
**Ferito a morte
**L'armonia perduta
**La bellezza di Roma
*'''[[Jean de La Fontaine]]'''
**Gli amori di Psiche e Cupido
**Le favole
*'''[[Gabriele La Porta]]'''
**Giordano Bruno
*'''[[Greye La Spina]]'''
**Il carro dei morti
*'''[[Louise Labé]]'''
**Non havria Ulysse o qualunqu'altro mai
**Je vis, je meurs: je me brule et me noye
**Ne reprenez, Dames, si j'ay aymé
*'''[[Tommaso Labranca]]'''
**Andy Warhol era un coatto
*'''[[Antonio Labriola]]'''
**Da un secolo all'altro
**Del materialismo storico. Dilucidazione preliminare
**Discorrendo di socialismo e di filosofia
**In memoria del Manifesto dei comunisti
**Socrate
**Storia, filosofia della storia, sociologia e materialismo storico
*'''[[Pierre-François Lacenaire]]'''
**Memorie di un assassino
*'''[[Camilla Läckberg]]'''
**Il predicatore
**La gabbia dorata
**La principessa di ghiaccio
*'''[[Mercedes Lackey]]'''
**Ci vuole un ladro
**Una dimostrazione pratica
*'''[[Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos]]'''
** I legami pericolosi
**L'educazione delle donne
*'''[[Mario Lacruz]]'''
**La Tarde
*'''[[Andrea Lo Forte Randi|Enotrio Ladenarda]]'''
**La Superfemina abruzzese
*'''[[Paul Lafargue]]'''
**Il diritto all'ozio
*'''[[Raphael Aloysius Lafferty]]'''
**Golden Gate
**L'Equazione del Giorno del Giudizio
**La banda di Barnaby Sheen
*Sei miliardi di imbecilli
*'''[[Pär Fabian Lagerkvist]]'''
**Barabba
**Il sorriso eterno
**La mia parola è no
**Pellegrino sul mare
*'''[[Selma Lagerlöf]]'''
**Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson
**L'Imperatore di Portugallia
*'''[[Gina Lagorio]]'''
**Fuori scena
**Qualcosa nell'aria
*'''[[Louis Marie de Lahaye de Cormenin]]'''
**L'indipendenza italiana
*'''[[Jhumpa Lahiri]]'''
**In altre parole
**La moglie
*'''[[Marc Laidlaw]]'''
**Il 37° Mandala
**La Terza Forza
*'''[[Diana Lama]]'''
**Solo tra ragazze
*'''[[Carlo Lambardi]]'''
**Discorso sopra la causa dell'inondazione di Roma
*'''[[Fedele Lampertico]]'''
**Il credito
**L'Italia e la Chiesa
**La proprietà
*'''[[Rodolfo Lanciani]]'''
**L'antica Roma
**La distruzione dell'antica Roma
*'''[[William Landay]]'''
**In difesa di Jacob
*'''[[Arthur H. Landis]]'''
**Un mondo chiamato Camelot
*'''[[Giovanni Giacomo Lando]]'''
**Aritmetica mercantile
*'''[[Ortensio Lando]]'''
**Commentario de le più notabili, & mostruose cose d'Italia, & altri luoghi
*'''[[Tommaso Landolfi]]'''
**La biére du pécheur
**La pietra lunare
**La spada
**Le due zitelle
**Racconto d'autunno
**Rien va
**Se non la realtà
*'''[[Andy Lane]]'''
**Young Sherlock Holmes. Fuoco ribelle
**Young Sherlock Holmes. Ghiaccio sporco
**Young Sherlock Holmes. Nube mortale
*'''[[Friedrich-Albert Lange]]'''
**Storia critica del materialismo
*'''[[David Langford]]'''
**La cosa nella camera da letto
*'''[[Sterling E. Lanier]]'''
**L'isola di Van Ouisthoven
*'''[[Joe R. Lansdale]]'''
**Acqua buia
**Bastardi in salsa rossa
**Cielo di sabbia
**Elefante a sorpresa
**Hap & Leonard 2
**Hap & Leonard. Sangue e limonata
**Honky Tonky Samurai
**Il mambo degli orsi
**Il sorriso di Jackrabbit
**Io sono Dot
**L'estate della rabbia
**L'ultima caccia
**La foresta
**La notte del Drive-in 3. La gita per turisti
**La sottile linea scura
**Mucho Mojo
**Paradise Sky
**Rumble Tumble
**Sotto un cielo cremisi
**Tramonto e polvere
**Una coppia perfetta
**Una stagione selvaggia
*'''[[Elda Lanza]]'''
**Una pazza voglia d'amore
*'''[[Peppe Lanzetta]]'''
**Leggende Metronapoletane
**Una vita postdatata
*'''[[Lao Tzu]]'''
**Tao Te Ching
*'''[[Giorgio Lapazaya]]'''
**Aritmetica e geometria
*'''[[Jens Lapidus]]'''
**La traiettoria della neve
*'''[[Valery Larbaud]]'''
**Fermina Márquez
*'''[[Åsa Larsson]]'''
**Finché sarà passata la tua ira
**Il sangue versato
*'''[[Björn Larsson]]'''
**Il porto dei sogni incrociati
**L'occhio del male
**La vera storia del pirata Long John Silver
*'''[[Stieg Larsson]]'''
**La ragazza che giocava col fuoco
**La regina dei castelli di carta
**Uomini che odiano le donne
*'''[[Anton Francesco Grazzini|Lasca]]'''
**La strega
*'''[[William Lashner]]'''
**L'avvocato della notte
*'''[[Ervin László]]'''
**La scienza e il piano akashico
*'''[[Brunetto Latini]]'''
**Il tesoretto
*'''[[Dante Lattes]]'''
**Dr. Teodoro Herzl — Discorso Commemorativo
*'''[[Mario Lattes]]'''
**Il borghese di ventura
*'''[[Andreas Latzko]]'''
**Uomini in guerra
*'''[[Marcus Lauesen]]'''
**Ed ora aspettiamo la nave
*'''[[Keith Laumer]]'''
**Il legislatore
**Il segno dei due mondi
**Oltre l'orbita di Giove
**Pianeta di fango
*'''[[Jacques Laurent]]'''
**Caroline chérie
*'''[[Hugh Laurie]]'''
**Il venditore di armi
*'''[[Anna Lavatelli]]'''
**Gastón e la ricetta perfetta
*'''[[David Herbert Lawrence]]'''
**Il serpente piumato
**Il vincitore sul cavallo a dondolo
**L'amante di Lady Chatterley
**L'uomo che amava le isole
**La ragazza perduta
**La principessa
**Mare e Sardegna
*'''[[Thomas Edward Lawrence]]'''
**I sette pilastri della saggezza
*'''[[Vincenzo Lazari]]'''
**Le monete dei possedimenti veneziani di oltremare e di terraferma
**Notizia delle opere d'arte e d'antichita della raccolta Correr di Venezia
**Zecche e monete degli Abruzzi nei bassi tempi
*'''[[Giovanni Francesco Lazzarelli]]'''
**La Cicceide
*'''[[Davide Lazzaretti]]'''
**Visioni e profezie
*'''[[Ricciotti Lazzero]]'''
**Le Brigate Nere
<span id="Lb"></span>
<span id="Lc"></span>
<span id="Ld"></span>
<span id="Le"></span>
*'''[[Gustave Le Bon]]'''
**Leggi psicologiche della evoluzione dei popoli
*'''[[Auguste Le Breton]]'''
**La mala grossa
*'''[[Michel Le Bris]]'''
**La bellezza del mondo
*'''[[John le Carré]]'''
**Il giardiniere tenace
**Il sarto di Panama
**Il visitatore segreto
**L'onorevole scolaro
**La passione del suo tempo
**La spia che venne dal freddo
**La spia perfetta
**La talpa
**Lo specchio delle spie
**Single & Single
**Un delitto di classe
*'''[[Jean-Marie Gustave Le Clézio]]'''
**Stella errante
*'''[[Joseph Sheridan Le Fanu]]'''
**Carmilla
**Il pittore Schalken
**Il signor giudice di giustizia Harbottle
*'''[[Ursula K. Le Guin]]'''
**Altri racconti e cicli di storie
***Sempre la valle
**Ciclo dell'Ecumene
***Città delle illusioni
***I reietti dell'altro pianeta
***Il mondo della foresta
***Il pianeta dell'esilio
***La salvezza di Aka
**Ciclo di Earthsea
***Dragonfly
***I venti di Earthsea
***Il mago di Earthsea
***L'isola del drago
***La spiaggia più lontana
***Le tombe di Atuan
**I dodici punti cardinali
**Il giorno del perdono
***Tradimenti
***Il giorno del perdono
***Un uomo del popolo
***Liberazione della donna
**Il mondo di Rocannon
**La mano sinistra delle tenebre
*'''[[William Le Queux]]'''
**Tragico silenzio
*'''[[Henry Charles Lea]]'''
**Storia del celibato ecclesiastico nella Chiesa cristiana
*'''[[Charles Webster Leadbeater]]'''
**Vegetarismo ed occultismo
*'''[[David Leavitt]]'''
**La lingua perduta delle gru
**Mentre l'Inghilterra dorme
*'''[[Giovanni Antonio Lecchi]]'''
**Del riparo de' pennelli alle rive del Po di Cremona
*'''[[Sébastien Leclerc]]'''
**Pratica di geometria in carta e in campo
*'''[[Gavino Ledda]]'''
**Lingua di falce
**Padre padrone: l'educazione di un pastore
*'''[[Violette Leduc]]'''
**La donna col renard
**Thérèse e Isabelle
*'''[[Gabriel-Marie Legouvé]]'''
**Il merto delle donne
**Le rimembranze o i vantaggi della memoria
**La malinconia
**Le pompe funebri
*'''[[Edward Lee]]'''
**Terapia intensiva
*'''[[Harper Lee]]'''
**Il buio oltre la siepe
**Va', metti una sentinella
*'''[[Tanith Lee]]'''
**Il pianeta dell'eterna notte
**Il signore della morte
**Il signore della notte
**Il signore delle illusioni
**La Janfia
**La pietra di sangue
**Non mordere il sole
**Tre giorni
*'''[[Dennis Lehane]]'''
**L'isola della paura – Shutter Island
**Mystic River. La morte non dimentica
*'''[[Rosamond Lehmann]]'''
**Quando sarà l'ora
**Una nota in musica
*'''[[Leena Lehtolainen]]'''
**Il mio primo omicidio
*'''[[Fritz Leiber]]'''
**America la bella
**Fantasma di fumo
**Il fantasma del Texas
**Il Koami dell'Uomo Bianco
**La ragazza dagli occhi famelici
**Scacco al tempo
**Segno di gratitudine
**Spazio, tempo e altri misteri
***Il leone e l'agnello
***Le potenti maree
***Intrappolati nel Mare di Stelle
***Io e Fafhrd
***Belsen Express
***Ingmar Bergman, uno scrittore di fantasy
***Il grido
***Quelle tremende parole straniere: II
***La sposa meccanica
***Nell'iperspazio con Brown Jenkin
***Una difesa dei lupi mannari
*'''[[Gottfried Wilhelm von Leibniz]]'''
**Monadologia
**Orizzonte delle cose umane
**Principi razionali della natura e della grazia
*'''[[Murray Leinster]]'''
**Il discepolo del Diavolo
**Il pianeta dimenticato
**Il transumano
**Incubo sul fondo
**Lo strano caso di John Kingman
*'''[[Claus Leitzmann]]'''
**Vegetariani. Fondamenti, vantaggi e rischi
*'''[[Gérard Leleu]]'''
**Il trattato delle carezze
*'''[[Stanisław Lem]]'''
**Solaris
*'''[[Jacques Lemarchand]]'''
**Stefania
**Parentesi
*'''[[Frédéric Lenoir]]'''
**Lettera aperta agli animali
**Socrate, Gesù, Buddha
*'''[[Simone Lenzi]]'''
**In esilio
**La generazione
*'''[[Alessandro Leogrande]]'''
**La frontiera
*'''[[Elmore Leonard]]'''
**Chili con Linda
**Killshot
**Pronto
*'''[[Camillo Leonardi]]'''
**Lunario al modo de Italia calculato
*'''[[Mauro Leonardi]]'''
**Abelis
*'''[[Leonardo da Vinci]]'''
**Trattato della pittura
*'''[[Leone XIII]]'''
**Arcanum Divinae
**Diuturnum
**Libertas
**Rerum Novarum
**Inimica Vis
**Graves De Communi
**Humanum genus
**Quod Apostolici Muneris
**Sapientiae Cristianae
**Inscrutabili Dei Consilio
*'''[[Leone Ebreo]]'''
**Dialoghi d'amore
*'''[[Giovanni Battista Leoni]]'''
**Madrigali
*'''[[Giulio Leoni]]'''
**La regola delle ombre
*'''[[Leonid Leonov]]'''
**La foresta russa
*'''[[Giacomo Leopardi]]'''
**Appressamento della morte
**Cantico del gallo silvestre
**Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone
**Discorso sopra la Batracomiomachia
**Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani
**La guerra dei topi e delle rane
***(1815)
***(1821-1822)
***(1826)
**Operette morali
***Dialogo della Natura e di un Islandese
***La scommessa di Prometeo
**Paralipomeni della Batracomiomachia
**Pensieri
**Storia di un'anima
**Zibaldone
*'''[[Monaldo Leopardi]]'''
**Autobiografia
**Dialoghetti sulle materie correnti nell'anno 1831
*'''[[Jeanne-Marie Leprince de Beaumont]]'''
**Il principe amato
**La bella e la bestia
*'''[[Michail Jur'evič Lermontov]]'''
**Pensiero
**Un eroe del nostro tempo
*'''[[Alexander Lernet-Holenia]]'''
**Il conte di Saint-Germain
**Il Signore di Parigi
**L'uomo col cappello
**La resurrezione di Maltravers
**Lo stendardo
*'''[[Gaston Leroux]]'''
**Il fantasma dell'Opera
*'''[[Alain-René Lesage]]'''
**Storia di Gil Blas di Santillana
*'''[[John T. Lescroart]]'''
**Il tredicesimo giurato
*'''[[Nikolaj Semënovič Leskov]]'''
**I preti di Stargorod
**Il viaggiatore incantato
**Lady Macbeth del distretto di Mtsensk
**Una famiglia decaduta
*'''[[Lawrence Lessig]]'''
**Cultura libera
*'''[[Doris Lessing]]'''
**Il diario di Jane Somers
**Il quinto figlio
**Il sogno più dolce
**L'abitudine di amare
**Martha Quest
**Memorie di una sopravvissuta
*'''[[Carlo Lessona]]'''
**Manuale di procedura civile
*'''[[Michele Lessona]]'''
**Carlo Darwin
**Carlo Darwin e il gran premio di Torino
**Gli acquari
**I cani
**Il mare
** In Egitto. La caccia della jena
**L'aria
**Volere è potere
*'''[[Jonathan Lethem]]'''
**Oggetto amoroso non identificato
*'''[[Kathy Lette]]'''
**Come uccidere il marito
*'''[[Ambrogio Levati]]'''
**Elogio di Giuseppe Parini
*'''[[Carlo Levi]]'''
**Cristo si è fermato a Eboli
**L'orologio
**Le parole sono pietre
*'''[[Cesare Levi]]'''
**Goldoni nel teatro
**La critica metastasiana in Italia
*'''[[David Levi]]'''
**Ahasvero nell'Isola del Diavolo
**Questione romana. Democrazia e papismo
*'''[[Giuseppe Levi (editore)|Giuseppe Levi]]'''
**Sulla teocrazia mosaica
*'''[[Primo Levi]]'''
**I sommersi e i salvati
**La chiave a stella
**La tregua
**Ranocchi sulla luna e altri animali
**Se non ora, quando?
**Se questo è un uomo
*'''[[Ira Levin]]'''
**I ragazzi venuti dal Brasile
**La fabbrica delle mogli
**Rosemary's Baby
*'''[[Meyer Levin]]'''
**Compulsion
*'''[[Claude Lévi-Strauss]]'''
**Tristi tropici
*'''[[Steven Levy]]'''
**Crypto. I ribelli del codice in difesa della privacy
**Hackers. Gli eroi della rivoluzione informatica
*'''[[Bernard-Henri Lévy]]'''
**American Vertigo
*'''[[Marina Lewycka]]'''
**Breve storia dei trattori in Ucraina
*'''[[Clive Staples Lewis]]'''
**Diario di un dolore
**I quattro amori
**Il cavallo e il ragazzo
**Il leone, la strega e l'armadio
**Il nipote del mago
**Il principe Caspian
**Il viaggio del veliero
**L'ultima battaglia
**La sedia d'argento
**Lontano dal pianeta silenzioso
**Perelandra
**Questa orribile forza
*'''[[Matthew Gregory Lewis]]'''
**Il monaco
*'''[[Norman Lewis]]'''
**Napoli '44
*'''[[Roy Lewis]]'''
**Il più grande uomo scimmia del Pleistocene
*'''[[Simon Lewis]]'''
**Go
*'''[[Sinclair Lewis]]'''
**Il giudice Timberlane
**Velocità
<span id="Lf"></span>
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<span id="Lh"></span>
<span id="Li"></span>
*'''[[Lǐ Yú]]'''
**Il tappeto di preghiera di carne
*'''[[Liala]]'''
**I gelsomini del plenilunio
**Il velo sulla fronte
**Non crescon fiori per Abigaille
**Quel divino autunno
**Trasparenze di pizzi antichi
*'''[[Dante Liano]]'''
**L'uomo di Montserrat
*'''[[Pasquale Maria Liberatore]]'''
**Saggio sulla giurisprudenza penale del Regno di Napoli
*'''[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]]'''
**Galileo Galilei sua vita e sue opere
*'''[[Jacqueline Lichtenberg]]'''
**La casa di Zeor
**Per Zeor, per sempre
*'''[[Alfred Lichtenstein]]'''
**Capitolo da un romanzo frammentario
*'''[[Jonas Lie]]'''
**Il veggente
*'''[[Joseph Lieutaud]]'''
**Compendio della medicina pratica
*'''[[Luciano Ligabue]]'''
**Lettere d'amore nel frigo
*'''[[Thomas Ligotti]]'''
**Delle ombre e dell'oscurità
*'''[[Nicolai Lilin]]'''
**Educazione siberiana
**Putin – L'ultimo zar
*'''[[Ėduard Limonov]]'''
**Libro dell'acqua
*'''[[Christopher Lincoln]]'''
**Billy Bones. L'armadio dei segreti
*'''[[Hera Lind]]'''
**Superdonna
*'''[[Unni Lindell]]'''
**La trappola di miele
*'''[[Astrid Lindgren]]'''
**Pippi Calzelunghe
**Rasmus e il vagabondo
**Vacanze nell'Isola dei Gabbiani
*'''[[Robin Hobb|Megan Lindholm]]'''
**La dama d'argento e l'uomo di mezza età
*'''[[John Ajvide Lindqvist]]'''
**L'estate dei morti viventi
**Lasciami entrare
*'''[[Jeff Lindsay]]'''
**Il nostro caro Dexter
**La mano sinistra di Dio
*'''[[Joan Lindsay]]'''
**Picnic a Hanging Rock
*'''[[Charlotte Link]]'''
**L'isola
**La casa delle sorelle
**La doppia vita
**Nemico senza volto
*'''[[Eric Linklater]]'''
**Angelo buon diavolo
*'''[[Loredana Lipperini]]'''
**Ancora dalla parte delle bambine
**Di mamma ce n'è più d'una
**Non è un paese per vecchie
**Sopdet. La stella della morte (come Lara Manni)
**Tanit. La bambina nera (come Lara Manni)
*'''[[Carminantonio Lippi]]'''
**Fu il fuoco o l'acqua che sotterrò Pompei ed Ercolano?
*'''[[Lorenzo Lippi]]'''
**Il Malmantile racquistato
*'''[[Laura Lippman]]'''
**Baltimora blues
**I morti lo sanno
*'''[[Nicola Lisi]]'''
**Aria su le quattro corde
**Diario di un parroco di campagna
**Parlata dalla finestra di casa
*'''[[Clarice Lispector]]'''
**L'ora della stella
**Legami familiari
*'''[[Jonathan Littell]]'''
**Le benevole
*'''[[Luciana Littizzetto]]'''
**Col cavolo
**Rivergination
**Sola come un gambo di sedano
*'''[[Émile Littré]]'''
**Parole di filosofia positiva
*'''[[Liu Cixin]]'''
**Il problema dei tre corpi
*'''[[Francesco Liverani]]'''
**Il Ducato e le antichità longobarde e saliche di Chiusi
*'''[[Mario Livio]]'''
**Dio è un matematico
*'''[[Tito Livio]]'''
**Ab urbe condita
<span id="Lj"></span>
<span id="Lk"></span>
<span id="Ll"></span>
*'''[[Richard Llewellyn]]'''
**Com'era verde la mia valle
*'''[[Fernando S. Llobera]]'''
**Il circolo di Cambridge
*'''[[Imogen Lloyd Webber]]'''
**La meravigliosa vita delle single
*'''[[Morgan Llywelyn]]'''
**Attenta o resterai così per sempre!
**I guerrieri del Ramo Rosso
**Il condottiero d'Irlanda
**Il leone d'Irlanda
**Il potere dei druidi
<span id="Lm"></span>
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<span id="Lo"></span>
*'''[[Malinda Lo]]'''
**Ash
*'''[[Ettore Lo Gatto]]'''
**I problemi della letteratura russa
**Michail Osorgin e "Un vicolo di Mosca"
*'''[[António Lobo Antunes]]'''
**Trattato delle passioni dell'anima
*'''[[Norman Lockyer]]'''
**Astronomia
*'''[[David Lodge]]'''
**È crollato il British Museum
**Il professore va al congresso
**Scambi
*'''[[Alfred Loisy]]'''
**La religione d'Israele
**Le origini del cristianesimo
*'''[[Alan Lomax]]'''
**L'anno più felice della mia vita
**La terra del Blues
*'''[[Giovanni Paolo Lomazzo]]'''
**Della forma delle muse, cavata da gli antichi autori greci, et latini, opera vtilissima a pittori, & scoltori
*'''[[Eliodoro Lombardi]]'''
**Ai superstiti di Calatafimi
**Preludio al Calatafimi
**Scienza e lavoro
*'''[[Elia Lombardini]]'''
**Sul regime delle acque del progettato canale marittimo di Suez e dei laghi amari interposti
*'''[[Giuseppe Lombardo Radice]]'''
**Lezioni di didattica e ricordi di esperienza magistrale
*'''[[Lucio Lombardo Radice]]'''
**La matematica da Pitagora a Newton
*'''[[Cesare Lombroso]]'''
**Gli anarchici
**L'antisemitismo e le scienze moderne
**L'uomo bianco e l'uomo di colore
**L'uomo delinquente
**La delinquenza nella rivoluzione francese
**Nuovi studii sul Genio
**Tre tribuni studiati da un alienista
*'''[[Gina Lombroso]]'''
**L'anima della donna
*'''[[Jack London]]'''
**Bâtard
**Il figlio del mare
**Il richiamo della foresta
**Il Rosso
**Il tallone di ferro
**Il vagabondo delle stelle
**La peste scarlatta
**Martin Eden
**Preparare un fuoco
**Prima di Adamo
**Zanna bianca
*'''[[Leo Longanesi]]'''
**In piedi e seduti
**Un morto fra noi
*'''[[Deric Longden]]'''
**Il gatto che venne dal freddo
*'''[[Henry Wadsworth Longfellow]]'''
**Amalfi
**Excelsior
*'''[[Roberto Longhi]]'''
**Il Caravaggio
*'''[[Andrej Longo]]'''
**Dieci
*'''[[Giacomo Longo]]'''
**Il mio poeta
*'''[[Nino Longobardi (giornalista)]]'''
**Il figlio del podestà
*'''[[Longo Sofista]]'''
**Gli amori pastorali di Dafne e Cloe
*'''[[Barry B. Longyear]]'''
**Mio caro nemico
*'''[[Olle Lönnaeus]]'''
**Cuore nazista
**Il bambino della città ghiacciata
*'''[[Anita Loos]]'''
**Gli uomini preferiscono le bionde
*'''[[Sabatino Lopez]]'''
**La distanza
**Le loro maestà
*'''[[Konrad Lorenz]]'''
**L'anello di Re Salomone
*'''[[Antonio Maria Lorgna]]'''
**Del modo di migliorare l'aria di Mantova
*'''[[Gino Loria]]'''
**Il passato ed il presente delle principali teorie geometriche
**Storia delle matematiche
*'''[[Michele Losacco]]'''
**Introduzione alla storia della filosofia greca
*'''[[Pierre Louÿs]]'''
**Afrodite
**Manuale per l'educazione delle fanciulle della buona società ad uso delle scuole e dei collegi
*'''[[Howard Phillips Lovecraft]]'''
**Ciclo di Cthulhu
***Storia e cronologia del ''Necronomicon''
***Dagon
***La città senza nome
***Il cane
***Il festival
***Il richiamo di Cthulhu
***Il caso di Charles Dexter Ward
***Il colore venuto dallo spazio
***L'Orrore di Dunwick
***La Maledizione di Yig
***Il tumulo
***Colui che sussurrava nelle tenebre
***L'ombra su Innsmouth
***Alle Montagne della Follia
***Medusa
***I sogni nella casa stregata
***L'uomo di pietra
***La cosa sulla soglia
***L'orrore nel museo
***Dai millenni
***L'ombra venuta dal tempo
***Il diario di Alonzo Typer
***L'abitatore del buio
**Racconti dell'incubo
***La tomba
***La transizione di Juan Romero
***Il Vecchio Terribile
***L'albero
***Il tempio
***Le vicende riguardanti lo scomparso Arthur Jermyn e la sua famiglia
***Da altrove
***L'immagine nella casa
***La palude della luna
***L'estraneo
***La musica di Erich Zann
***Herbert West, rianimatore
***La paura in agguato
***L'orrore di Martin's Beach
***I ratti nei muri
***Alle quattro del mattino
***Il divoratore di spettri
***I cari estinti
***Cieco, sordo e muto
***Sotto le piramidi
***La casa evitata
***L'orrore a Red Hook
***Lui
***Nella cripta
***Aria fredda
***Due bottiglie nere
***Il modello di Pickman
***La strana casa nella nebbia
***L'ultimo esperimento di Clarendon
***Il boia elettrico
***La morte alata
***Sfida dall'infinito
***L'albero sulla collina
***L'orrore nel cimitero
***Finché tutti i mari...
***L'esumazione
***L'oceano della notte
**Racconti onirici
***I gatti di Ulthar
***Ex Oblivione
***Hypnos
**La saga di Randolph Carter
***La deposizione di Randolph Carter
***L'innominabile
***La chiave d'argento
***La ricerca onirica dello Sconosciuto Kadath
***Attraverso i cancelli della chiave d'argento
**Racconti in versi
***Psychopompos
***Funghi da Yuggoth
***L'Avamposto
***L'Antico sentiero
***Oceano
***Fantasmi
**Altri racconti
***Tra le mura di Eryx
***La trappola
**Saggi
***L'orrore soprannaturale nella letteratura
***Alle radici
***L'Americanismo
***Idealismo e materialismo: una riflessione
***Il materialista oggi
***Alcune cause di autoimmolazione
***Tradizione e modernismo: il senso comune nell'arte
***Lord Dunsany e la sua opera
***Alcune osservazioni sulla narrativa interplanetaria
***Qualche passo nel mondo delle Fate
***I racconti del soprannaturale: fasi e procedimenti di scrittura
*'''[[Rosetta Loy]]'''
**Forse
**La parola ebreo
**Le strade di polvere
*'''[[Lois Lowry]]'''
**Conta le stelle
*'''[[Malcolm Lowry]]'''
**Sotto il vulcano
*'''[[Robert Lowry]]'''
**Mi troverai nel fuoco
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<span id="Lu"></span>
*'''[[Lu Xun]]'''
**Diario di un pazzo
*'''[[Carlo Lucarelli]]'''
**Almost Blue
**Falange armata
**G8
**Guernica
**Il giorno del lupo
**Indagine non autorizzata
**L'isola dell'angelo caduto
**L'ottava vibrazione
**La faccia nascosta della luna
**Lupo mannaro
**Misteri d'Italia
***Michele Sindona
***Graziella Campagna
***La strage di Gioia Tauro
***Mauro De Mauro
***Enrico Mattei
***Roberto Calvi
***Antonio Ammaturo
***Antonino Gioè
***Sergio Castellari
***La banda della Uno bianca
**Mistero in blu
***Francesca. Il «caso Alinovi»
***Antonella. Il «caso Falcidia»
***Max. Il «caso dei pesciolini rossi»
***Alessandra. Il «caso Vanni»
***Alvise. Il «caso Di Robilant»
***Mimmo, Gemma e Angela. Il «caso della strage di via Caravaggio»
***Giuliano ed Enrico. Il «caso degli Uomini d'oro»
**Nuovi misteri d'Italia
***Salvatore Giuliano
***Wilma Montesi
***La strage di Ustica
***Alceste Campanile
***I mostri di Firenze
***Antonino Agostino ed Emanuele Piazza
***Pier Paolo Pasolini
***Beppe Alfano
***La strage di Bologna
**Piazza Fontana
**Un giorno dopo l'altro
*'''[[Valerio Lucarelli]]'''
**Vorrei che il futuro fosse oggi. Nap: ribellione, rivolta e lotta armata
*'''[[George Lucas]]'''
**Guerre stellari
*'''[[Luigi Lucatelli]]'''
**Come ti erudisco il pupo: conferenza paterno-filosofica ad uso dell'infanzia e degli adulti
*'''[[Franco Lucentini]]'''
**Notizie degli scavi
*'''[[Sebastiano Arturo Luciani]]'''
**L'antiteatro
**Leggere Dante
**Mille anni di musica
**Verso una nuova arte il cinematografo
*'''[[Luciano di Samosata]]'''
**A chi gli diceva: "Tu sei un Prometeo nel dire"
**Icaromenippo, o il passanuvoli
**Prometeo, o Il Caucaso
**Storia vera
**Una vendita di vite all'incanto
*'''[[Gian Pietro Lucini]]'''
**Antidannunziana
**D'Annunzio al vaglio dell'Humorismo
**Filosofi ultimi
**I monologhi di Pierrot
**Il libro delle figurazioni ideali
**L'ora topica di Carlo Dossi: saggio di critica integrale
**La piccola Kelidonio
**Le antitesi e le perversità
**Prose e canzoni amare
***Autobiografia
***Spirito ribelle
***Il monologo di Rosaura
***Il monologo di Florindo
**Scritti critici
*'''[[Tito Lucrezio Caro]]'''
**De rerum natura
*'''[[Antonio Ludeña]]'''
**Dissertazione sopra il quesito
*'''[[Robert Ludlum]]'''
**Il circolo Matarese
**Il ritorno dello Sciacallo
**Il treno di Salonicco
**Protocollo Sigma
*'''[[Massimo Lugli]]'''
**Gioco perverso
**Il carezzevole
*L'adepto
*'''[[Raimondo Lullo]]'''
**Trattato di astrologia
*'''[[Brian Lumley]]'''
**Necroscope
*'''[[Antonio Lupicini]]'''
**Breve discorso sopra la reduzione dell'anno e emendazione del calendario
*'''[[Filippo Lussana]]'''
**Sulle cause della pellagra
*'''[[Joyce Lussu]]'''
**Portrait
**Tradurre poesia
*'''[[Luther Blisset]]'''
**Q
*'''[[Daniele Luttazzi]]'''
**Cosmico!
**Bollito misto con mostarda
*'''[[John Lutz]]'''
**La posta in gioco
*'''[[Vladimir Luxuria]]'''
**Eldorado
*'''[[Luigi Luzzatti]]'''
**La diffusione del credito e le banche popolari
<span id="Lv"></span>
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<span id="Ly"></span>
*'''[[Jennifer Lynch]]'''
**Il diario segreto di Laura Palmer
*'''[[Thomas Lynch]]'''
**Confessioni di un becchino poeta
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Bianco e nero (film 2008)
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/* Dialoghi */
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|sceneggiatore=[[Giulia Calenda]], Cristina Comencini, [[Maddalena Ravagli]]
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* [[Fabio Volo]]: Carlo
* [[Ambra Angiolini]]: Elena
* [[Aïssa Maïga]]: Nadine
* [[Eriq Ebouaney]]: Bernard
* [[Anna Bonaiuto]]: Adua
* [[Franco Branciaroli]]: Alfonso
* [[Teresa Saponangelo]]: Esmeralda
* [[Bob Messini]]: Dante
* [[Katia Ricciarelli]]: Olga
* [[Thierno Thiam]]: Amadou
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}}
'''''Bianco e nero''''', film italiano del 2008 con [[Fabio Volo]] e [[Ambra Angiolini]], regia di [[Cristina Comencini]].
{{tagline|Nella vita non è tutto bianco o nero... esistono le sfumature.}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*Questi ti portano via la Barbie e anche il marito. ('''Adua''')
*Cos'è rimasto di questa storia: una maglia blu in un cassetto; un biglietto del cinema stropicciato; due nomi vicini su un registro d'albergo. ('''Carlo''' e '''Nadine''')
==Dialoghi==
*'''Nadine''': {{NDR|parlando a Carlo con voce civettuola}} Io sono negra, giusto?<br/>'''Carlo''': {{NDR|imbarazzato}} Abbastanza...<br/>'''Nadine''': Eppure non ne posso più di sentire parlare dell'[[Africa]] che muore di fame!<br/>'''Carlo''': Ma, scusa, ma allora anche tra di voi vi chiamate negri?<br/>'''Nadine''': E come ci dovremmo chiamare? Voi siete bianchi, noi negri.
== Altri progetti==
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[[Categoria:Film drammatici]]
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Udiki
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-53744-56|~2026-53744-56]] ([[User talk:~2026-53744-56|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Laportoghese|Laportoghese]]
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|sceneggiatore=[[Giulia Calenda]], Cristina Comencini, [[Maddalena Ravagli]]
|attori=
* [[Fabio Volo]]: Carlo
* [[Ambra Angiolini]]: Elena
* [[Aïssa Maïga]]: Nadine
* [[Eriq Ebouaney]]: Bernard
* [[Anna Bonaiuto]]: Adua
* [[Franco Branciaroli]]: Alfonso
* [[Teresa Saponangelo]]: Esmeralda
* [[Bob Messini]]: Dante
* [[Katia Ricciarelli]]: Olga
* [[Thierno Thiam]]: Amadou
|note=
}}
'''''Bianco e nero''''', film italiano del 2008 con [[Fabio Volo]] e [[Ambra Angiolini]], regia di [[Cristina Comencini]].
{{tagline|Nella vita non è tutto bianco o nero... esistono le sfumature.}}
==Frasi==
{{cronologico}}
*Questi ti portano via la Barbie e anche il marito. ('''Adua''')
*Cos'è rimasto di questa storia: una maglia blu in un cassetto; un biglietto del cinema stropicciato; due nomi vicini su un registro d'albergo. ('''Carlo''' e '''Nadine''')
==Dialoghi==
*'''Nadine''': Io sono negra, giusto?<br/>'''Carlo''': {{NDR|imbarazzato}} Abbastanza...<br/>'''Nadine''': Eppure non ne posso più di sentire parlare dell'[[Africa]] che muore di fame!<br/>'''Carlo''': Ma, scusa, ma allora anche tra di voi vi chiamate negri?<br/>'''Nadine''': E come ci dovremmo chiamare? Voi siete bianchi, noi negri.
== Altri progetti==
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[[Categoria:Film drammatici]]
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Il re leone
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~2026-53839-76
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text/x-wiki
{{Film
|titoloalfabetico= Re leone 1, Il
|titoloitaliano = Il re leone
|immagine = The Lion King logo.svg
|genere = animazione
|regista = [[Roger Alles]], [[Rob Minkoff]]
|sceneggiatore = [[Irene Mecchi]], [[Jonathan Roberts]], [[Linda Woolverton]]
|doppiatorioriginali=
*[[Jonathan Taylor Thomas]]: Simba (giovane)
*[[Matthew Broderick]]: Simba (adulto)
*[[Nathan Lane]]: Timon
*[[Ernie Sabella]]: Pumbaa
*[[James Earl Jones]]: Mufasa
*[[Niketa Kalame]]: Nala (giovane)
*[[Moira Kelly]]: Nala (adulta)
*[[Jeremy Irons]]: Scar
*[[Robert Guillaume]]: Rafiki
*[[Rowan Atkinson]]: Zazu
*[[Whoopi Goldberg]]: Shenzi
*[[Cheech Marin]]: Banzai
*[[Jim Cummings]]: Ed
*[[Madge Sinclair]]: Sarabi
|doppiatoriitaliani=
*[[George Castiglia]]: Simba (giovane)
*[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Simba (adulto)
*[[Tonino Accolla]]: Timon
*[[Augusto Giardino]]: Pumbaa
*[[Vittorio Gassman]]: Mufasa
*[[Perla Liberatori]]: Nala (giovane)
*[[Laura Boccanera]]: Nala (adulta)
*[[Tullio Solenghi]]: Scar
*[[Sergio Fiorentini]]: Rafiki
*[[Roberto Del Giudice]]: Zazu
*[[Rita Savagnone]]: Shenzi
*[[Marco Guadagno]]: Banzai
*[[Paola Giannetti]]: Sarabi
|note=
* Vincitore di 2 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]]''' (1995):
** Miglior colonna sonora ([[Hans Zimmer]])
** Miglior canzone (''Can You Feel the Love Tonight'', [[Elton John]] e [[Tim Rice]])
}}
'''''Il re leone''''', film d'animazione statunitense del 1994, regia di [[Roger Alles]] e [[Rob Minkoff]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
*''Nants ingonyama bakithi baba | Sithi uhm ingonyama | Nants ingonyama bakithi baba | Sithi uhm ingonyama | Ingonyama siyo nqoba | Ingonyama | Ingonyama nengw' enamabala'''
:{{NDR|Tradotto dallo zulu:}} ''Ecco qui un leone, Padre | Oh, sì, è un leone | Ecco qui un leone, Padre | Oh, sì, è un leone | Un leone che conquisteremo | Un leone | Un leone e un leopardo sopraggiungono in questo spazio aperto''
==Frasi==
{{cronologico}}
*Ce n'è uno in ogni famiglia, sire... in realtà nella mia due. Riescono sempre a rovinare le occasioni speciali. ('''Zazu''')
*La morte di Mufasa è una terribile tragedia... ma perdere Simba, che si era appena affacciato alla vita, per me è una grave perdita personale. Perciò è con la morte nel cuore che quest'oggi salgo al trono. Ma dalle ceneri di questa tragedia, non disperate, perché sorgerà l'alba di una nuova era, nella quale leoni e iene lavoreranno insieme per costruire un grande, glorioso futuro! ('''Scar''')
*''Hakuna matata, ma che dolce poesia! | Hakuna matata, tutta frenesia! | Senza pensieri la tua vita sarà | chi vorrà vivrà in libertà | Hakuna matata!''
:''Hakuna matata, what a wonderful phrase! | Hakuna matata, ain't no passing craze! | It means no worries for the rest of your days | It's our problem-free philosophy! | Hakuna matata!'' ('''Timon e Pumbaa''')
*Ricordati chi sei. Tu sei mio figlio e l'unico vero re! ('''Mufasa''')
*''Busa le lizwe bo | Busa le lizwe bo | Busa lomhlaba wethu | Busa ngo xolo''
:{{NDR|Tradotto dallo zulu:}} ''Regna su questa terra | Regna su questa terra | Regna su questa terra nostra | Regna in pace.''
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Scar''': Ma guarda! È proprio il mio fratellone disceso dall'Olimpo per mescolarsi coi comuni mortali.<br/>'''Mufasa''': Sarabi e io non ti abbiamo visto alla presentazione di Simba.<br/>'''Scar''': La cerimonia era oggi?! Oh, quanto sono mortificato! {{NDR|si aggrappa al muro con gli artigli, e il suono scricchiolante fa rabbrividire Zazu}} Dev'essermi sfuggito di mente. <br/>'''Zazu''': Sì, be', per quanto la tua mente possa essere sfuggevole, come fratello del re avresti dovuto essere in prima fila.<br/>'''Scar''': Be', ero io il primo della fila finché non è nato quel micio spelacchiato.<br/> '''Mufasa''': Quel "micio spelacchiato" è mio figlio ed il tuo futuro re.<br/>'''Scar''': Oh, dovrò perfezionare la riverenza! <br/>'''Mufasa''': Non voltarmi le spalle, Scar! <br/> '''Scar''': Oh no, Mufasa. Forse sei tu che non dovresti voltarmi le spalle. <br/> '''Mufasa''' {{NDR|si arrabbia e gli balza davanti, ruggendogli contro}}: Mi stai sfidando?!<br/> '''Scar''': Stai calmo, stai calmo, non mi sognerei mai di sfidarti, no.
*'''Sarabi''': Tuo figlio è sveglio.<br/>'''Mufasa''': Lo sai che prima dell'alba è tuo figlio, no?
*'''Mufasa''': Guarda, Simba. Tutto ciò che è illuminato dal sole è il nostro regno. <br /> '''Simba''': Wow... <br /> '''Mufasa''': Il periodo di reggenza di un re sorge e tramonta come il sole. Un giorno, Simba, il sole tramonterà su tuo padre e sorgerà con te come nuovo re. <br />'''Simba''': E questo sarà tutto mio? <br /> '''Mufasa''': Tutto quanto. <br/ > '''Simba''': Tutto ciò che è illuminato dal sole... ed i posti all'ombra, allora? <br /> '''Mufasa''': Quelli sono oltre i nostri confini. Non ci devi mai andare, Simba!
*'''Mufasa''': Tutto ciò che vedi coesiste grazie a un delicato equilibrio. Come re, devi capire questo equilibrio e rispettare tutte le creature, dalla piccola formica alla saltellante antilope. <br> '''Simba''': Ma papà, noi non la mangiamo l'antilope? <br> '''Mufasa''': Sì, Simba, ma lascia che ti spieghi. Quando moriamo i nostri corpi diventano erba e le antilopi mangiano l'erba e così siamo tutti collegati nel grande cerchio della vita.
*'''Simba''': Ehi, zio Scar, quando sarò re tu che cosa sarai?<br />'''Scar''': Lo zio di un curioso.
*'''Mufasa''': Simba, lascia che ti dica una cosa che mio padre disse a me. Guarda le [[stella|stelle]]. I grandi re del passato ci guardano da quelle stelle. <br /> '''Simba''': Davvero? <br /> '''Mufasa''': Sì. Perciò quando ti senti solo, ricordati che quei re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anch'io.
*'''Shenzi''': Ma vi siete visti? Non mi meraviglio se penzoliamo in fondo alla catena alimentare!<br />'''Banzai''': Odio penzolare!<br />'''Shenzi''': Davvero? Sapete, se non fosse per i leoni, questo posto sarebbe in mano nostra!<br />'''Banzai''': Accidenti, io odio i leoni!<br />'''Shenzi''': Così prepotenti!<br />'''Banzai''': E così pelosi!<br>'''Shenzi''': E brutti!<br />'''Banzai''': E accidenti se sono...<br />'''Shenzi e Banzai''': ... dei gran puzzolenti!
*'''Mufasa''' {{NDR|[[Ultime parole dai film d'animazione Disney|ultime parole]]}}: Scar... fratello, aiutami! <br/>'''Scar''' {{NDR|lo afferra per le zampe e lo guarda malvagiamente}}: ''Lunga vita al re!'' {{NDR|lo lascia cadere dal precipizio in mezzo alla mandria di gnu sotto gli occhi tristi di simba}} Simba: NOOOOOOOOOOOOO!
*'''Shenzi''' {{NDR|mentre Simba fugge}}: Ehi, sta scappando! Sta scappando!<br />'''Banzai''': Forza, prendetelo!<br />'''Shenzi''': Io lì dentro non ci metto piede! Non ho intenzione di ridurmi come te ed assomigliare ad un cactus!<br />'''Banzai''': Ma dobbiamo finire il lavoro!<br />'''Shenzi''': Be', tanto lì fuori da solo è come se fosse già morto! E se dovesse tornare lo uccideremo!<br />'''Banzai''' {{NDR|urlando a Simba}}: Sì, hai sentito?! Se mai tornerai, ti uccideremo!
*'''Pumbaa''': {{NDR|riferendosi a Simba}} Possiamo tenerlo? <br /> '''Timon''': Pumbaa, ma sei impazzito?! Stiamo parlando di un leone! I leoni mangiano quelli come noi! <br /> '''Pumbaa''': Ma è così piccolo! <br /> '''Timon''': Ma diventerà grande! <br /> '''Pumbaa''': Forse starà dalla nostra parte! <br /> '''Timon''': Ah ah ah! È la cosa più stupida che abbia mai sentito! Forse starà dalla no-ehi! Che idea! E se stesse dalla nostra parte? Sai, non mi dispiacerebbe avere per amico un leone.
*'''Timon''': Stai bene, piccolo? <br /> '''Simba''': Credo di sì. <br /> '''Pumbaa''': Sembravi morto. <br /> '''Timon''': Io ti ho salvato. {{NDR|Pumbaa sbuffa}} Be', Pumbaa mi ha aiutato. Un pochino. <br /> '''Simba''': Grazie dell'aiuto. <br /> '''Timon''': Ehi, dove stai andando? <br /> '''Simba''': Da nessuna parte. <br /> '''Timon''': Pumbaa, è proprio nero. <br /> '''Pumbaa''': A me sembra marrone chiaro. <br /> '''Timon''': No, no, no, intendevo depresso. <br /> '''Pumbaa''': Oh. {{NDR|lui e Timon raggiungono a Simba per parlargli}} Cos'è che ti divora? <br /> '''Timon''': Nulla, lui è in testa alla catena alimentare! {{NDR|ride}} La catena alimentare! {{NDR|La sua risata scema in imbarazzo mentre Simba è ancora triste}} Allora, da dove vieni? <br /> '''Simba''': Che importa, visto che non posso tornarci? <br /> '''Timon''': Ah, sei un esiliato. Magnifico, anche noi! <br /> '''Pumbaa''': Che hai combinato? <br /> '''Simba''': Una cosa terribile, ma non ne voglio parlare. <br /> '''Timon''': Bene, noi non lo vogliamo sapere! <br /> '''Pumbaa''': Smettila, Timon. Possiamo fare niente per te? <br /> '''Simba''': Solo se poteste cambiare il passato. <br /> '''Pumbaa''': Sai, piccolo, in momenti simili il mio amico Timon dice: "Devi lasciare il passato nel tuo didietro". <br /> '''Timon''': No, no, no. Dilettante, distenditi prima di farti male. Allora, devi sempre lasciare il passato dietro di te. Senti, ragazzo: le cose brutte accadono e tu non puoi fare nulla per evitarle. Giusto? <br /> '''Simba''': Giusto. <br /> '''Timon''': Sbagliato! Quando vedi che il mondo ti volta le spalle, non devi far altro che voltargli le spalle anche tu. <br /> '''Simba''': Non è ciò che mi hanno insegnato. <br /> '''Timon''': Credo tu debba avere un'altra lezione. Ripeti con me: Hakuna Matata. <br /> '''Simba''': Cosa? <br /> '''Pumbaa''': Hakuna Matata, vuol dire "senza pensieri".
*'''Simba''': Hakuna Matata? <br /> '''Pumbaa''': È il nostro [[Motti dai film|motto]]. <br /> '''Simba''': Che cos'è un motto? <br /> '''Timon''': Niente. È un matto col botto. {{NDR|Ride con Pumbaa}} <br /> '''Pumbaa''': Sai, ragazzo? Due magiche parole contro tutti i problemi.
*'''Pumbaa''': Timon! <br /> '''Timon''': Sì? <br /> '''Pumbaa''': Ti sei mai domandato cosa siano quei lumicini lassù? <br /> '''Timon''': Pumbaa, io non mi faccio domande. Io le cose le so! <br /> '''Pumbaa''': Oh! E cosa sono? <br /> '''Timon''': Sono delle lucciole. Lucciole che sono rimaste attaccate a quell'enorme cosa nero-bluastra! <br /> '''Pumbaa''': Oh, sì? Io pensavo che fossero masse gassose che bruciavano a miliardi di chilometri di distanza! <br /> '''Timon''': Pumbaa, tutto quello che pensi lo trasformi in gas! <br /> '''Pumbaa''': Simba, tu che cosa pensi? <br /> '''Simba''': Be', ecco... proprio non saprei... <br /> '''Pumbaa''': Su, avanti, Simba, non farti pregare! <br /> '''Simba''': Una volta qualcuno mi ha detto che i grandi re del passato ci guardano e ci proteggono da lassù. <br /> '''Pumbaa''': Davvero? <br /> '''Timon''': Vuoi dire che un mucchio di salme reali ci sta guardando? {{NDR|Scoppia a ridere insieme a Pumbaa}} Ma chi ti ha raccontato una cosa simile?! <br /> '''Simba''': Sì... sì... <br /> '''Timon''': Quell'idiota se l'è inventato?! <br /> '''Simba''': Già, è una scemenza, vero? Già... {{NDR|Simba, sempre più triste mentre riguarda le stelle, e se ne va da solo rialzandosi}} <br /> '''Timon''': {{NDR|rivolgendosi confuso a Pumbaa}} Ho detto qualcosa che non va?
*'''Nala''': A casa abbiamo bisogno di te. <br> '''Simba''': Nessuno ha bisogno di me. <br> '''Nala''': Sai che non è vero. Tu sei il re. <br> '''Simba''': Nala, te l'ho già detto: non sono io il re. Scar è il re. <br> '''Nala''': Simba, lui ha permesso alle iene di impossessarsi delle Terre del branco. <br> '''Simba''': Cosa?!<br> '''Nala''': Hanno distrutto ogni cosa! Non c'è più cibo, non c'è più acqua... Simba, se non farai qualcosa moriranno tutti di fame! <br> '''Simba''': Non posso tornare. <br> '''Nala''': Perché? <br> '''Simba''': Non capiresti.
*'''Simba''': Orribile scimmietta! La vuoi smettere di seguirmi! Ma chi sei? <br /> '''Rafiki''': La domanda è: chi... sei tu? <br /> '''Simba''': Credevo di saperlo. Ora non ne sono più tanto sicuro.
*'''Simba''': {{NDR|osservando il riflesso nell'acqua}} Quello non è mio padre... è solo la mia immagine. <br /> '''Rafiki''': No... guarda con attenzione. Vedi? Lui vive in te.
*'''Simba''' {{NDR|Rafiki ha appena colpito Simba con il bastone}}: Ahi! Che male! Perché mi hai colpito? <br> '''Rafiki''': Non ha importanza! Ormai è passato, eh, eh, eh! <br /> '''Simba''': Sì, ma continua a fare male. <br> '''Rafiki''': Oh sì, il passato può fare male. Ma a mio modo di vedere, dal passato puoi scappare oppure... imparare qualcosa. {{NDR|di nuovo fa oscillare il bastone verso Simba, ma si abbassa e schiva il colpo}} Ah! Hai visto?!
*'''Timon''' {{NDR|cantando con Pumbaa mentre fanno da esca}}: Se tu vuoi mangiare un po' di ciccia vieni qua, mangia questo amico perché è proprio una bontà, buoni come lui proprio non ce n'è, se ti metti in fila tocca a te.... Hai fame? <br /> '''Pumbaa''': Ya ya ya ya. <br /> '''Timon''': Di pancetta <br /> '''Pumbaa''': Ya ya ya ya. <br /> '''Timon''': È un maiale <br /> '''Pumbaa''': Ya ya ya ya. <br /> '''Timon''': Puoi mangiarlo anche tu. Hu!
*'''Scar''' {{NDR|mentre Simba penzola aggrappato alla Rupe dei Re}}: Ma guarda, questo mi ricorda qualcosa... dov'è che ho già visto questa scena? Oh sì, adesso me lo ricordo! Tuo padre aveva la stessa espressione quando è morto! {{NDR|afferra per le zampe Simba}} E adesso ti dirò il mio piccolo segreto... ho ucciso io Mufasa. <br> '''Simba''' {{NDR|salta addosso a Scar}}: ASSASSINO! <br> '''Scar''': No, Simba, ti prego... <br> '''Simba''': DI A TUTTI LA VERITÀ <br> '''Scar''': La verità? Ma la verità è sempre relativa... {{NDR|Simba lo soffoca per costringerlo a confessare}} Va bene... va bene... sono stato io. <br> '''Simba''': COSÌ NON POSSONO SENTIRTI! <br> '''Scar''': Io... ho ucciso Mufasa!
*'''Zazu''': Fammi uscire! Fammi uscire! <br /> '''Timon''': Fammi entrare! Fammi entrare! {{NDR|entra nella gabbia in cui è rinchiuso Zazu}} Vi prego, non mi mangiate. <br /> '''Pumbaa''': Lasciatelo! <br /> '''Banzai''': Ehi, chi è quel maiale? <br /> '''Pumbaa''': Ehi, ce l'hai con me? <br /> '''Timon''': Oh-oh. L'ha chiamato maiale! <br /> '''Pumbaa''': Allora, parli con me? <br /> '''Timon''': Te la sei cercata! <br /> '''Pumbaa''': Ho detto: parli con me?! <br /> '''Timon''': Saranno cavoli! <br /> '''Pumbaa''': Dovete chiamarmi Signor Maiale! {{NDR|si lancia alla carica mettendo in fuga le iene}}
*'''Simba''': Assassino. <br /> '''Scar''': Simba, Simba, ti prego: abbi pietà. Ti scongiuro. <br /> '''Simba''': Tu non meriti di vivere. <br /> '''Scar''': Simba, io... faccio parte... della tua famiglia. Sono state le iene! Sono loro il vero nemico! La colpa è loro! Loro hanno avuto l'idea! <br /> '''Simba''': Perché dovrei crederti? Finora non mi hai mai raccontato altro che bugie.<br /> '''Scar''': Che cosa hai intenzione di fare? Non vorrai uccidere il tuo vecchio zio? <br /> '''Simba''': No, Scar. Io non sono come te. <br /> '''Scar''': Oh Simba, grazie! Che nobile gesto. Mi farò perdonare, te lo prometto. Come posso sdebitarmi con te? Dimmi, farò tutto ciò che vuoi. <br /> '''Simba''': Vattene. Vattene, Scar, e non tornare mai più. <br /> '''Scar''': Sì... sarà fatto. Come desiderate... vostra maestà! {{NDR|getta un tizzone ardente sugli occhi di Simba}}
*'''Scar''': Amici miei. <br /> '''Shenzi''' {{NDR|ridendo}}: Amici? Io pensavo che c'avesse chiamato nemici! <br />'''Banzai''': Già. Anch'io ho sentito così. {{NDR|Scar è sconvolto dal terrore}} <br /> '''Shenzi e Banzai''': Ed? {{NDR|Ed sghignazza e comincia a leccarsi i baffi, mentre arrivano altre iene}} <br />'''Scar''' {{NDR|[[Ultime parole dai film d'animazione Disney|ultime parole]]}}: No, no, la-lasciatemi spiegare. No, no, non capite... Non, non volevo dire... No, no... credetemi... {{NDR|cerca di giustificarsi, ma le iene gli saltano addosso e lo divorano}}
==Citazioni su ''Il re leone''==
*''A volte penso che a quelli come me | il mondo non abbia mai voluto bene, | il cerchio della vita impone che per | un Re Leone vivano almeno tre iene.'' ([[Pinguini Tattici Nucleari]])
==Voci correlate==
*''[[Timon e Pumbaa (serie animata)|Timon e Pumbaa]]'' (1995 – 1999)
*''[[Il re leone II - Il regno di Simba]]'' (1998)
*''[[Il re leone 3 - Hakuna Matata]]'' (2004)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Disney}}
[[Categoria:Classici Disney]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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1428619
1428595
2026-10-06T18:28:50Z
Udiki
86035
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1384437
wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloalfabetico= Re leone 1, Il
|titoloitaliano = Il re leone
|immagine = The Lion King logo.svg
|genere = animazione
|regista = [[Roger Alles]], [[Rob Minkoff]]
|sceneggiatore = [[Irene Mecchi]], [[Jonathan Roberts]], [[Linda Woolverton]]
|doppiatorioriginali=
*[[Jonathan Taylor Thomas]]: Simba (giovane)
*[[Matthew Broderick]]: Simba (adulto)
*[[Nathan Lane]]: Timon
*[[Ernie Sabella]]: Pumbaa
*[[James Earl Jones]]: Mufasa
*[[Niketa Kalame]]: Nala (giovane)
*[[Moira Kelly]]: Nala (adulta)
*[[Jeremy Irons]]: Scar
*[[Robert Guillaume]]: Rafiki
*[[Rowan Atkinson]]: Zazu
*[[Whoopi Goldberg]]: Shenzi
*[[Cheech Marin]]: Banzai
*[[Jim Cummings]]: Ed
*[[Madge Sinclair]]: Sarabi
|doppiatoriitaliani=
*[[George Castiglia]]: Simba (giovane)
*[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Simba (adulto)
*[[Tonino Accolla]]: Timon
*[[Augusto Giardino]]: Pumbaa
*[[Vittorio Gassman]]: Mufasa
*[[Perla Liberatori]]: Nala (giovane)
*[[Laura Boccanera]]: Nala (adulta)
*[[Tullio Solenghi]]: Scar
*[[Sergio Fiorentini]]: Rafiki
*[[Roberto Del Giudice]]: Zazu
*[[Rita Savagnone]]: Shenzi
*[[Marco Guadagno]]: Banzai
*[[Paola Giannetti]]: Sarabi
|note=
* Vincitore di 2 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]]''' (1995):
** Miglior colonna sonora ([[Hans Zimmer]])
** Miglior canzone (''Can You Feel the Love Tonight'', [[Elton John]] e [[Tim Rice]])
}}
'''''Il re leone''''', film d'animazione statunitense del 1994, regia di [[Roger Alles]] e [[Rob Minkoff]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
*''Nants ingonyama bakithi baba | Sithi uhm ingonyama | Nants ingonyama bakithi baba | Sithi uhm ingonyama | Ingonyama siyo nqoba | Ingonyama | Ingonyama nengw' enamabala'''
:{{NDR|Tradotto dallo zulu:}} ''Ecco qui un leone, Padre | Oh, sì, è un leone | Ecco qui un leone, Padre | Oh, sì, è un leone | Un leone che conquisteremo | Un leone | Un leone e un leopardo sopraggiungono in questo spazio aperto''
==Frasi==
{{cronologico}}
*Ce n'è uno in ogni famiglia, sire... in realtà nella mia due. Riescono sempre a rovinare le occasioni speciali. ('''Zazu''')
*La morte di Mufasa è una terribile tragedia... ma perdere Simba, che si era appena affacciato alla vita, per me è una grave perdita personale. Perciò è con la morte nel cuore che quest'oggi salgo al trono. Ma dalle ceneri di questa tragedia, non disperate, perché sorgerà l'alba di una nuova era, nella quale leoni e iene lavoreranno insieme per costruire un grande, glorioso futuro! ('''Scar''')
*''Hakuna matata, ma che dolce poesia! | Hakuna matata, tutta frenesia! | Senza pensieri la tua vita sarà | chi vorrà vivrà in libertà | Hakuna matata!''
:''Hakuna matata, what a wonderful phrase! | Hakuna matata, ain't no passing craze! | It means no worries for the rest of your days | It's our problem-free philosophy! | Hakuna matata!'' ('''Timon e Pumbaa''')
*Ricordati chi sei. Tu sei mio figlio e l'unico vero re! ('''Mufasa''')
*''Busa le lizwe bo | Busa le lizwe bo | Busa lomhlaba wethu | Busa ngo xolo''
:{{NDR|Tradotto dallo zulu:}} ''Regna su questa terra | Regna su questa terra | Regna su questa terra nostra | Regna in pace.''
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Scar''': Ma guarda! È proprio il mio fratellone disceso dall'Olimpo per mescolarsi coi comuni mortali.<br/>'''Mufasa''': Sarabi e io non ti abbiamo visto alla presentazione di Simba.<br/>'''Scar''': La cerimonia era oggi?! Oh, quanto sono mortificato! {{NDR|si aggrappa al muro con gli artigli, e il suono scricchiolante fa rabbrividire Zazu}} Dev'essermi sfuggito di mente. <br/>'''Zazu''': Sì, be', per quanto la tua mente possa essere sfuggevole, come fratello del re avresti dovuto essere in prima fila.<br/>'''Scar''': Be', ero io il primo della fila finché non è nato quel micio spelacchiato.<br/> '''Mufasa''': Quel "micio spelacchiato" è mio figlio ed il tuo futuro re.<br/>'''Scar''': Oh, dovrò perfezionare la riverenza! <br/>'''Mufasa''': Non voltarmi le spalle, Scar! <br/> '''Scar''': Oh no, Mufasa. Forse sei tu che non dovresti voltarmi le spalle. <br/> '''Mufasa''' {{NDR|si arrabbia e gli balza davanti, ruggendogli contro}}: Mi stai sfidando?!<br/> '''Scar''': Stai calmo, stai calmo, non mi sognerei mai di sfidarti, no.
*'''Sarabi''': Tuo figlio è sveglio.<br/>'''Mufasa''': Lo sai che prima dell'alba è tuo figlio, no?
*'''Mufasa''': Guarda, Simba. Tutto ciò che è illuminato dal sole è il nostro regno. <br /> '''Simba''': Wow... <br /> '''Mufasa''': Il periodo di reggenza di un re sorge e tramonta come il sole. Un giorno, Simba, il sole tramonterà su tuo padre e sorgerà con te come nuovo re. <br />'''Simba''': E questo sarà tutto mio? <br /> '''Mufasa''': Tutto quanto. <br/ > '''Simba''': Tutto ciò che è illuminato dal sole... ed i posti all'ombra, allora? <br /> '''Mufasa''': Quelli sono oltre i nostri confini. Non ci devi mai andare, Simba!
*'''Mufasa''': Tutto ciò che vedi coesiste grazie a un delicato equilibrio. Come re, devi capire questo equilibrio e rispettare tutte le creature, dalla piccola formica alla saltellante antilope. <br> '''Simba''': Ma papà, noi non la mangiamo l'antilope? <br> '''Mufasa''': Sì, Simba, ma lascia che ti spieghi. Quando moriamo i nostri corpi diventano erba e le antilopi mangiano l'erba e così siamo tutti collegati nel grande cerchio della vita.
*'''Simba''': Ehi, zio Scar, quando sarò re tu che cosa sarai?<br />'''Scar''': Lo zio di un curioso.
*'''Mufasa''': Simba, lascia che ti dica una cosa che mio padre disse a me. Guarda le [[stella|stelle]]. I grandi re del passato ci guardano da quelle stelle. <br /> '''Simba''': Davvero? <br /> '''Mufasa''': Sì. Perciò quando ti senti solo, ricordati che quei re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anch'io.
*'''Shenzi''': Ma vi siete visti? Non mi meraviglio se penzoliamo in fondo alla catena alimentare!<br />'''Banzai''': Odio penzolare!<br />'''Shenzi''': Davvero? Sapete, se non fosse per i leoni, questo posto sarebbe in mano nostra!<br />'''Banzai''': Accidenti, io odio i leoni!<br />'''Shenzi''': Così prepotenti!<br />'''Banzai''': E così pelosi!<br>'''Shenzi''': E brutti!<br />'''Banzai''': E accidenti se sono...<br />'''Shenzi e Banzai''': ... dei gran puzzolenti!
*'''Mufasa''' {{NDR|[[Ultime parole dai film d'animazione Disney|ultime parole]]}}: Scar... fratello, aiutami! <br/>'''Scar''' {{NDR|lo afferra per le zampe e lo guarda malvagiamente}}: ''Lunga vita al re!'' {{NDR|lo lascia cadere dal precipizio in mezzo alla mandria di gnu}}
*'''Shenzi''' {{NDR|mentre Simba fugge}}: Ehi, sta scappando! Sta scappando!<br />'''Banzai''': Forza, prendetelo!<br />'''Shenzi''': Io lì dentro non ci metto piede! Non ho intenzione di ridurmi come te ed assomigliare ad un cactus!<br />'''Banzai''': Ma dobbiamo finire il lavoro!<br />'''Shenzi''': Be', tanto lì fuori da solo è come se fosse già morto! E se dovesse tornare lo uccideremo!<br />'''Banzai''' {{NDR|urlando a Simba}}: Sì, hai sentito?! Se mai tornerai, ti uccideremo!
*'''Pumbaa''': {{NDR|riferendosi a Simba}} Possiamo tenerlo? <br /> '''Timon''': Pumbaa, ma sei impazzito?! Stiamo parlando di un leone! I leoni mangiano quelli come noi! <br /> '''Pumbaa''': Ma è così piccolo! <br /> '''Timon''': Ma diventerà grande! <br /> '''Pumbaa''': Forse starà dalla nostra parte! <br /> '''Timon''': Ah ah ah! È la cosa più stupida che abbia mai sentito! Forse starà dalla no-ehi! Che idea! E se stesse dalla nostra parte? Sai, non mi dispiacerebbe avere per amico un leone.
*'''Timon''': Stai bene, piccolo? <br /> '''Simba''': Credo di sì. <br /> '''Pumbaa''': Sembravi morto. <br /> '''Timon''': Io ti ho salvato. {{NDR|Pumbaa sbuffa}} Be', Pumbaa mi ha aiutato. Un pochino. <br /> '''Simba''': Grazie dell'aiuto. <br /> '''Timon''': Ehi, dove stai andando? <br /> '''Simba''': Da nessuna parte. <br /> '''Timon''': Pumbaa, è proprio nero. <br /> '''Pumbaa''': A me sembra marrone chiaro. <br /> '''Timon''': No, no, no, intendevo depresso. <br /> '''Pumbaa''': Oh. {{NDR|lui e Timon raggiungono a Simba per parlargli}} Cos'è che ti divora? <br /> '''Timon''': Nulla, lui è in testa alla catena alimentare! {{NDR|ride}} La catena alimentare! {{NDR|La sua risata scema in imbarazzo mentre Simba è ancora triste}} Allora, da dove vieni? <br /> '''Simba''': Che importa, visto che non posso tornarci? <br /> '''Timon''': Ah, sei un esiliato. Magnifico, anche noi! <br /> '''Pumbaa''': Che hai combinato? <br /> '''Simba''': Una cosa terribile, ma non ne voglio parlare. <br /> '''Timon''': Bene, noi non lo vogliamo sapere! <br /> '''Pumbaa''': Smettila, Timon. Possiamo fare niente per te? <br /> '''Simba''': Solo se poteste cambiare il passato. <br /> '''Pumbaa''': Sai, piccolo, in momenti simili il mio amico Timon dice: "Devi lasciare il passato nel tuo didietro". <br /> '''Timon''': No, no, no. Dilettante, distenditi prima di farti male. Allora, devi sempre lasciare il passato dietro di te. Senti, ragazzo: le cose brutte accadono e tu non puoi fare nulla per evitarle. Giusto? <br /> '''Simba''': Giusto. <br /> '''Timon''': Sbagliato! Quando vedi che il mondo ti volta le spalle, non devi far altro che voltargli le spalle anche tu. <br /> '''Simba''': Non è ciò che mi hanno insegnato. <br /> '''Timon''': Credo tu debba avere un'altra lezione. Ripeti con me: Hakuna Matata. <br /> '''Simba''': Cosa? <br /> '''Pumbaa''': Hakuna Matata, vuol dire "senza pensieri".
*'''Simba''': Hakuna Matata? <br /> '''Pumbaa''': È il nostro [[Motti dai film|motto]]. <br /> '''Simba''': Che cos'è un motto? <br /> '''Timon''': Niente. È un matto col botto. {{NDR|Ride con Pumbaa}} <br /> '''Pumbaa''': Sai, ragazzo? Due magiche parole contro tutti i problemi.
*'''Pumbaa''': Timon! <br /> '''Timon''': Sì? <br /> '''Pumbaa''': Ti sei mai domandato cosa siano quei lumicini lassù? <br /> '''Timon''': Pumbaa, io non mi faccio domande. Io le cose le so! <br /> '''Pumbaa''': Oh! E cosa sono? <br /> '''Timon''': Sono delle lucciole. Lucciole che sono rimaste attaccate a quell'enorme cosa nero-bluastra! <br /> '''Pumbaa''': Oh, sì? Io pensavo che fossero masse gassose che bruciavano a miliardi di chilometri di distanza! <br /> '''Timon''': Pumbaa, tutto quello che pensi lo trasformi in gas! <br /> '''Pumbaa''': Simba, tu che cosa pensi? <br /> '''Simba''': Be', ecco... proprio non saprei... <br /> '''Pumbaa''': Su, avanti, Simba, non farti pregare! <br /> '''Simba''': Una volta qualcuno mi ha detto che i grandi re del passato ci guardano e ci proteggono da lassù. <br /> '''Pumbaa''': Davvero? <br /> '''Timon''': Vuoi dire che un mucchio di salme reali ci sta guardando? {{NDR|Scoppia a ridere insieme a Pumbaa}} Ma chi ti ha raccontato una cosa simile?! <br /> '''Simba''': Sì... sì... <br /> '''Timon''': Quell'idiota se l'è inventato?! <br /> '''Simba''': Già, è una scemenza, vero? Già... {{NDR|Simba, sempre più triste mentre riguarda le stelle, e se ne va da solo rialzandosi}} <br /> '''Timon''': {{NDR|rivolgendosi confuso a Pumbaa}} Ho detto qualcosa che non va?
*'''Nala''': A casa abbiamo bisogno di te. <br> '''Simba''': Nessuno ha bisogno di me. <br> '''Nala''': Sai che non è vero. Tu sei il re. <br> '''Simba''': Nala, te l'ho già detto: non sono io il re. Scar è il re. <br> '''Nala''': Simba, lui ha permesso alle iene di impossessarsi delle Terre del branco. <br> '''Simba''': Cosa?!<br> '''Nala''': Hanno distrutto ogni cosa! Non c'è più cibo, non c'è più acqua... Simba, se non farai qualcosa moriranno tutti di fame! <br> '''Simba''': Non posso tornare. <br> '''Nala''': Perché? <br> '''Simba''': Non capiresti.
*'''Simba''': Orribile scimmietta! La vuoi smettere di seguirmi! Ma chi sei? <br /> '''Rafiki''': La domanda è: chi... sei tu? <br /> '''Simba''': Credevo di saperlo. Ora non ne sono più tanto sicuro.
*'''Simba''': {{NDR|osservando il riflesso nell'acqua}} Quello non è mio padre... è solo la mia immagine. <br /> '''Rafiki''': No... guarda con attenzione. Vedi? Lui vive in te.
*'''Simba''' {{NDR|Rafiki ha appena colpito Simba con il bastone}}: Ahi! Che male! Perché mi hai colpito? <br> '''Rafiki''': Non ha importanza! Ormai è passato, eh, eh, eh! <br /> '''Simba''': Sì, ma continua a fare male. <br> '''Rafiki''': Oh sì, il passato può fare male. Ma a mio modo di vedere, dal passato puoi scappare oppure... imparare qualcosa. {{NDR|di nuovo fa oscillare il bastone verso Simba, ma si abbassa e schiva il colpo}} Ah! Hai visto?!
*'''Timon''' {{NDR|cantando con Pumbaa mentre fanno da esca}}: Se tu vuoi mangiare un po' di ciccia vieni qua, mangia questo amico perché è proprio una bontà, buoni come lui proprio non ce n'è, se ti metti in fila tocca a te.... Hai fame? <br /> '''Pumbaa''': Ya ya ya ya. <br /> '''Timon''': Di pancetta <br /> '''Pumbaa''': Ya ya ya ya. <br /> '''Timon''': È un maiale <br /> '''Pumbaa''': Ya ya ya ya. <br /> '''Timon''': Puoi mangiarlo anche tu. Hu!
*'''Scar''' {{NDR|mentre Simba penzola aggrappato alla Rupe dei Re}}: Ma guarda, questo mi ricorda qualcosa... dov'è che ho già visto questa scena? Oh sì, adesso me lo ricordo! Tuo padre aveva la stessa espressione quando è morto! {{NDR|afferra per le zampe Simba}} E adesso ti dirò il mio piccolo segreto... ho ucciso io Mufasa. <br> '''Simba''' {{NDR|salta addosso a Scar}}: Assassino! <br> '''Scar''': No, Simba, ti prego... <br> '''Simba''': Di' a tutti la verità! <br> '''Scar''': La verità? Ma la verità è sempre relativa... {{NDR|Simba lo soffoca per costringerlo a confessare}} Va bene... va bene... sono stato io. <br> '''Simba''': Così non possono sentirti! <br> '''Scar''': Io... ho ucciso Mufasa!
*'''Zazu''': Fammi uscire! Fammi uscire! <br /> '''Timon''': Fammi entrare! Fammi entrare! {{NDR|entra nella gabbia in cui è rinchiuso Zazu}} Vi prego, non mi mangiate. <br /> '''Pumbaa''': Lasciatelo! <br /> '''Banzai''': Ehi, chi è quel maiale? <br /> '''Pumbaa''': Ehi, ce l'hai con me? <br /> '''Timon''': Oh-oh. L'ha chiamato maiale! <br /> '''Pumbaa''': Allora, parli con me? <br /> '''Timon''': Te la sei cercata! <br /> '''Pumbaa''': Ho detto: parli con me?! <br /> '''Timon''': Saranno cavoli! <br /> '''Pumbaa''': Dovete chiamarmi Signor Maiale! {{NDR|si lancia alla carica mettendo in fuga le iene}}
*'''Simba''': Assassino. <br /> '''Scar''': Simba, Simba, ti prego: abbi pietà. Ti scongiuro. <br /> '''Simba''': Tu non meriti di vivere. <br /> '''Scar''': Simba, io... faccio parte... della tua famiglia. Sono state le iene! Sono loro il vero nemico! La colpa è loro! Loro hanno avuto l'idea! <br /> '''Simba''': Perché dovrei crederti? Finora non mi hai mai raccontato altro che bugie.<br /> '''Scar''': Che cosa hai intenzione di fare? Non vorrai uccidere il tuo vecchio zio? <br /> '''Simba''': No, Scar. Io non sono come te. <br /> '''Scar''': Oh Simba, grazie! Che nobile gesto. Mi farò perdonare, te lo prometto. Come posso sdebitarmi con te? Dimmi, farò tutto ciò che vuoi. <br /> '''Simba''': Vattene. Vattene, Scar, e non tornare mai più. <br /> '''Scar''': Sì... sarà fatto. Come desiderate... vostra maestà! {{NDR|getta un tizzone ardente sugli occhi di Simba}}
*'''Scar''': Amici miei. <br /> '''Shenzi''' {{NDR|ridendo}}: Amici? Io pensavo che c'avesse chiamato nemici! <br />'''Banzai''': Già. Anch'io ho sentito così. {{NDR|Scar è sconvolto dal terrore}} <br /> '''Shenzi e Banzai''': Ed? {{NDR|Ed sghignazza e comincia a leccarsi i baffi, mentre arrivano altre iene}} <br />'''Scar''' {{NDR|[[Ultime parole dai film d'animazione Disney|ultime parole]]}}: No, no, la-lasciatemi spiegare. No, no, non capite... Non, non volevo dire... No, no... credetemi... {{NDR|cerca di giustificarsi, ma le iene gli saltano addosso e lo divorano}}
==Citazioni su ''Il re leone''==
*''A volte penso che a quelli come me | il mondo non abbia mai voluto bene, | il cerchio della vita impone che per | un Re Leone vivano almeno tre iene.'' ([[Pinguini Tattici Nucleari]])
==Voci correlate==
*''[[Timon e Pumbaa (serie animata)|Timon e Pumbaa]]'' (1995 – 1999)
*''[[Il re leone II - Il regno di Simba]]'' (1998)
*''[[Il re leone 3 - Hakuna Matata]]'' (2004)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Disney}}
[[Categoria:Classici Disney]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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Fabrizio De André
0
19956
1428620
1413571
2026-10-06T18:41:20Z
Marco Ciaramella
36855
/* Amico fragile. {{small|Fabrizio De André}} */ +E poi, il futuro
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{{Nota disambigua||[[De André (disambigua)]]|De André}}
[[File:Fabrizio De Andrè.jpg|miniatura|Fabrizio De André]]
'''Fabrizio Cristiano De André''' (1940 – 1999), cantautore italiano.
==Citazioni di Fabrizio De André==
*A cantare solo con la chitarra proverei la stessa sensazione che a mettermi alla pecorina nella fontana di De Ferrari a mezzogiorno.<ref group="fonte">Citato in ''Genova è mia moglie'', p. 23</ref>
*[[Benedetto Croce]] diceva che fino all'età dei diciotto anni tutti scrivono poesie. Dai diciotto anni in poi, rimangono a scriverle due categorie di persone: i poeti e i cretini. E quindi io precauzionalmente preferirei considerarmi un cantautore.<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''La storia siamo noi'', puntata ''Fabrizio De André – In direzione ostinata e contraria''. [http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/fabrizio-de-andre/560/default.aspx Video] disponibile su ''Rai.it'' (00:50).</ref>
*C'è chi è toccato dalla fede e chi si limita a coltivare la virtù della speranza [...], il Dio in cui, nonostante tutto, continuo a sperare, è un'entità al di sopra delle parti, delle fazioni.<ref group="fonte">Citato in Ettore Cannas, ''La dimensione religiosa nelle canzoni di Fabrizio De André'', ed. Segno.</ref>
*Cantavo imitando [[Domenico Modugno|Modugno]] e d'altronde come si poteva non subire la sua influenza?<ref group="fonte">Da un'intervista a ''Il Giornale'', 8 agosto 1994.</ref>
*Caro [[Andrea Gallo|Andrea]], ti sono amico perché sei l'unico prete che non mi vuole mandare in paradiso per forza.<ref group="fonte">Citato in Don Andrea Gallo, ''Sopra ogni cosa'', Piemme, Milano, 2014, p. 8. ISBN 88-566-2458-8</ref>
*Dal punto di vista della qualità, a parte il devastante spettacolo delle aree suburbane, la vita in [[Sardegna]] è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso. I sardi a mio parere deciderebbero meglio se fossero indipendenti all'interno di una comunità europea e mediterranea.<ref group="fonte">Citato in un articolo di giornale de ''Il Secolo XIX'', 2009 e in Luigi Berlinguer e Antonello Mattone, ''La Sardegna'', Einaudi, 1998, p. 909. ISBN 88-06-14334-4</ref>
*Dopo che ci si prende a [[schiaffo|schiaffi]] per dieci anni o si diventa [[amicizia|amici]] o ci si ammazza.<ref group="fonte" name="tempiduri">Dall'intervista di [[Gianni Minà]] in merito alla band [[Tempi Duri]], nel programma televisivo ''Blitz'', RaiDue, 1982.</ref>
*Durante il rapimento mi aiutò la fede negli uomini, proprio dove latitava la fede in [[Dio]]. Ho sempre detto che Dio è un'invenzione dell'uomo, qualcosa di utilitaristico, una toppa sulla nostra fragilità... Ma, tuttavia, col sequestro qualcosa si è smosso. Non che abbia cambiato idea ma è certo che [[bestemmia]]re oggi come minimo mi imbarazza.<ref group="fonte">Citato in ''L'amore sacro, l'amor profano – omaggio a Fabrizio De André'', a cura di Piero Ameli, BURsenzafiltro, Bergamo, 2006. Allegato al DVD ''Omaggio a Fabrizio De André'', concerto tributo registrato il 10 luglio 2005 all'Anfiteatro Romano di Cagliari. ISBN 88-17-01296-3</ref>
*Durante la guerra ero sfollato in Piemonte e per me Genova era un mito, qualcosa di straordinario. Quando a cinque anni la vidi per la prima volta me ne innamorai subito, tremendamente e alla prima partita della mia vita, [[Genoa Cricket and Football Club|Genoa]]-Sampierdarenese, sposai subito la squadra che portava il nome della mia città. Un amore che non ho mai tradito, il più solido della mia vita fatta di contraddizioni continue.<ref group="fonte">Da un'intervista a Gigi Speroni, ''De André s'arrabbia con Gaber'', ''Domenica del Corriere'', 6 gennaio 1974, p. 33</ref>
*E poi a un tratto l'[[amore]] scoppiò dappertutto.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.huffingtonpost.it/2012/12/01/primarie-pd-dori-ghezzi-bersani-verso-inedito-de-andre_n_2223859.html Primarie Pd, Dori Ghezzi regala a Bersani un verso inedito di De André: "E poi a un tratto l'amore scoppiò dappertutto"]'', ''HuffingtonPost.it'', 1º dicembre 2012.</ref>
*{{NDR|[[Genova]]}} [...] è sempre stata così {{NDR|multirazziale}} fin dal Medioevo. Vorrei dire come Sarajevo. Già cinque secoli fa nessuno faceva caso se qualcuno portava il turbante. Genova è nata e cresciuta nel rispetto delle varie religioni. Non c'è mai stato un ghetto. La Chiesa ha avuto poco potere e anche l'Inquisizione. Non è mai esistita una sala della tortura a Palazzo Ducale. Non credo che fosse tanto una vocazione illuministica, quanto la necessità di aprirsi a tutti per interessi commerciali. I carugi son pieni di marocchini? Per Genova non è una novità.<ref group="fonte" name="multirazziale">Da un'intervista a Mario Luzzatto Fegiz, ''«Questa città multirazziale, come Sarajevo»'', ''Corriere della Sera'', 18 novembre 1997, p. 17</ref>
*[[Genova]] è anche gli amici vivi che da lontano ti vedono crescere e invecchiare, per esempio i ''pescuèi'' che, proprio come ne ''Il pescatore'', hanno la faccia solcata da rughe che sembrano sorrisi e qualsiasi cosa tu gli confidi, l'hanno già saputa dal mare.<ref group="fonte">Citato in ''Genova è mia moglie'', p. 143</ref>
*[[Genova]] è bella, ti accorgi che è bella quando sei lontano.<ref group="fonte">Citato in Roberto Paravagna, ''Note genovesi'', Il Piviere, 2013, p. 128</ref>
*[[Genova]] è una città a vocazione democratica e liberale. È tollerante perché da sempre fa affari con tutti senza badare alla lingua, ai costumi, all'abbigliamento o al colore della pelle.<ref group="fonte" name="multirazziale" />
*Genova per me è come una madre. È dove ho imparato a vivere. Mi ha partorito e allevato fino al compimento del trentacinquesimo anno di età: e non è poco, anzi, forse è quasi tutto. Oggi a me pare che Genova abbia la faccia di tutti i poveri diavoli che ho conosciuto nei suo carruggi, gli esclusi che avrei poi ritrovato in Sardegna, le "graziose" di via del Campo.<!--I fiori che sbocciano dal letame. I senzadio per i quali chissà che Dio non abbia un piccolo ghetto ben protetto, nel suo paradiso, sempre pronto a accoglierli. / CONCLUSIONE CHE NELLA FONTE NON E' RIPORTATA MA PARE ESISTERE, V. http://leceramichedimarta.blogspot.it/2012/05/genova-per-me.html --><ref group="fonte">Citato in Raffaele Niri, ''[http://genova.repubblica.it/dettaglio/dori:-video-e-fotografie-mandateci-il-vostro-faber/1571395 Dori: "Video e fotografie mandateci il vostro Faber"]'', ''Repubblica.it'', 7 gennaio 2009.</ref>
*[[Gesù|Gesù di Nazareth]] [...] secondo me è stato ed è rimasto il più grande rivoluzionario di tutti i tempi.<ref group="fonte">Dal discorso sulla canzone ''Buona novella'' in un concerto del 1998. [http://www.youtube.com/watch?v=fpmO1JuNwW4 Video] disponibile su ''Youtube.com'' (01:25).</ref>
*I [[genovesi]], si può dire da secoli, hanno avuto un rapporto speciale con la cultura francese, sia nella musica, ed è il caso degli chansonnier, sia nell'ebanisteria, con il barocchetto genovese.<ref group="fonte">Da un'intervista telefonica a Milano, 14 giugno 1992; citato in ''Non per un dio ma nemmeno per gioco'', p. 111</ref>
*Io ho tentato in tutti i modi di poter essere un uomo. Avrei potuto esprimermi per esempio attraverso la coltivazione dei fiori se fossi vissuto ad Albenga, oppure attraverso l'allevamento delle vacche se non mi avessero venduto di soppiatto una fattoria che avevano i miei nel '54. Mi è accaduto di fare il cantautore. Il fatto di diventare un [[artista]], in qualche maniera, ti impedisce di diventare uomo in maniera normale. Quindi credo che ad un certo punto della tua vita tu devi recuperare il tempo che hai perduto per fare l'artista per cercare di diventare un uomo.<ref group="fonte" name="tempiduri" />
*{{NDR|''Preghiera in gennaio''}} L’ho dedicata a [[Luigi Tenco|Tenco]]. Scritta, o meglio pensata nel ritorno da [[Sanremo]] dove c’eravamo precipitati io, la mia ex moglie Enrica Rignon e la Anna Paoli. Dopo aver visto Luigi disteso in quell’obitorio (fuori Sanremo peraltro, perché non ce l’avevano voluto) tornando poi a Genova in attesa del funerale che si sarebbe svolto due giorni dopo a Cassine, mi pare, m’era venuta questa composizione.<ref group="fonte">Citato in Andrea Coclite & Dario Falcini, ''[https://www.rollingstone.it/classifiche/classifiche-musica/fabrizio-de-andre-un-artista-eterno-in-10-canzoni/440982/#uno Fabrizio De André, un artista eterno in 10 canzoni], rollingstone.it'', 11 gennaio 2022.</ref>
*{{NDR|[[Paolo Villaggio]]}} L'ho incontrato per la prima volta a Pocol, sopra Cortina; io ero un ragazzino incazzato che parlava sporco; gli piacevo perché ero tormentato, inquieto ed egli lo era altrettanto, solo che era più controllato, forse perché era più grande di me e allora subito si investì della parte del fratello maggiore e mi diceva: "Guarda, tu le [[parolaccia|parolacce]] non le devi dire, tu dici le parolacce per essere al centro dell'attenzione, sei uno stronzo".<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.ilpost.it/2017/07/03/paolo-villaggio-morto/ È morto Paolo Villaggio]'', ''il Post.it'', 3 luglio 2017.</ref>
*La [[fedeltà]] in fondo che cos'è? Non è altro che un grosso prurito con il divieto assoluto di grattarsi.<ref group="fonte">Da un discorso in concerto; visibile in ''Dentro Faber'', vol. 1, ''L'Amore'', RAI Trade per RCS, 2011.</ref>
*Mai visto un musicista comunicare col pubblico come sa fare [[Luciano Ligabue|Luciano]].<ref group="fonte">Dopo aver assistito ad un concerto di Ligabue nel giugno 1997 a San Siro; citato in Aldo Vitali, ''[https://web.archive.org/web/20090714230439/http://archivio.sorrisi.com/sorrisi/personaggi/art023001006431.jsp L'intervista "incriminata"]'', ''Sorrisi.com'', 26 novembre 2003.</ref>
*[[Riccardo Mannerini|Mannerini]] mi ha insegnato che essere [[intelligenza|intelligenti]] non significa tanto accumulare nozioni, quanto selezionarle una volta accumulate, cercando di separare quelle utili da quelle disutili. [...] Questa capacità di analisi, di osservazione, praticamente l'ho imparata da lui. Mi ha anche influenzato a livello politico, rafforzando delle idee che già avevo. Sicuramente è stata una delle figure più importanti della mia vita.<ref group="fonte">Citato in Antonio Oleari, ''Un viaggio lungo 40 anni'', Aereostella, Milano, 2008, p. 20. Citato anche in Francesco De Nicola, ''Il sogno e l'avventura: la vita e la poesia di Riccardo Mannerini'' in [[Riccardo Mannerini]], ''Il sogno e l'avventura. Poesie 1955 – 1980'', a cura di Francesco De Nicola e Maria Teresa Caprile, Liberodiscrivere edizioni, Genova, 2009, p. 13. ISBN 978-88-7388-236-7</ref>
*Non ho dubbi sul carattere totale che la lotta per l'indipendenza della [[Sardegna]] può assumere se si lavora in modo correttamente rivoluzionario. Perché la lotta di liberazione anticoloniale di un popolo ha carattere esemplare per tutti i colonizzati, anzi per tutti gli sfruttati del mondo... A Nuoro è cominciato un lavoro importante, mi pare, perché può incidere nel sociale... I segnali non sono da sottovalutare, perché una nuova realtà si muove oggi in Sardegna con l'esigenza di sprigionare le masse e dare a esse un respiro nazionale e internazionale. Poiché non posso fare a meno di dire che sono contro i piccoli e i grandi giochi di potere, contro le strozzature e i ritardi manovrati ad arte, sono fermamente convinto che la matassa Sardegna non si dipanerà certamente con i metodi semplici e imperturbabili del ricambio della presidenza del Palazzo. Occorre ben altro! Occorre che sia il popolo a modificare le cose. La Sardegna con una sua lingua una sua storia un suo territorio ha diritto a essere riconosciuta [[nazione]].<ref group="fonte">Da ''Deve essere il popolo a modificare le cose'', ''Sa Repubblica Sarda'', Alfa Editrice, Quartu Sant'Elena, anno IV, N° 5, 12 novembre 1982.</ref>
*Non posso scrivere del [[Genoa Cricket and Football Club|Genoa]] perché sono troppo coinvolto. L'inno non lo faccio perché non amo le marce e perché niente può superare i cori della Gradinata Nord. Semmai al Genoa avrei scritto una canzone d'amore, ma non lo faccio perché per fare canzoni bisogna conservare un certo distacco verso quello che scrivi, invece il Genoa mi coinvolge troppo.<ref group="fonte">Citato in Tonino Cagnucci, ''Il grifone fragile'', Lìmina, Storie e miti, 2013, p. 19. ISBN 88-6041-149-1. Citato in ''[http://ilgrifonefragile.blogspot.it/2013/03/non-posso-scrivere-del-genoa-perche.html Non posso scrivere del Genoa]'', 27 marzo 2013.</ref>
*Non sei cattivo {{NDR|[[Cristiano De André]]}}, sei proprio scemo!<ref group="fonte">Da ''Un talento perseguitato dalla fama del padre'', ''Corriere della Sera'', 10 luglio 2006.</ref>
*Per me [[Genova]] è come la madre, è dove ho imparato a vivere.<ref group="fonte">Da un'intervista di Marinella Venegoni, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,21/articleid,1013_01_1984_0053_0021_14380099/ De André: «Canto il Mediterraneo contro la moda anglo-americana»]'', ''La Stampa'', 3 marzo 1984, p. 21</ref>
*Quando vado in pubblico ho molta paura di essere criticato. Controllare per esempio la muscolatura facciale, che dovrebbe essere il mestiere di un attore, è un fatto specifico, è un fatto di mestiere, preciso. Mettere la faccia davanti alle mie canzoni prima di tutto mi seccava perché mi sembrava che le mie canzoni rimanessero dietro la mia faccia, di cui non riuscivo a controllare la muscolatura, e in secondo luogo il fatto di non riuscire a controllarla mi dava anche questa preoccupazione. Nel senso che io non mi consideravo assolutamente un attore, cioè una persona adatta a fare vedere la faccia in una determinata maniera. Magari io dico "dormi sepolto in un campo di grano" e sto ridendo, ma non me ne accorgo, perché non sono abituato ad atteggiarmi a quello che sto dicendo. Perché io l'ho scritta quella canzone lì, non la dovevo recitare. Io non sono capace a recitare. Mi considero in qualche maniera uno che riesce a fare anche della musica per accompagnarsi i testi. Mi considero un suonatore di chitarra. Al di là di questo non vado. Non credo di essere l'interprete ideale delle mie canzoni. Perché per essere interprete bisogna essere qualche cosa di diverso. Io non credo di essere un interprete, perché bisognerebbe sempre avere la faccia del momento in cui si è scritto il verso. Del momento in cui lo sentivi. E non è che io scriva i versi davanti allo specchio. Anzi, io non mi piaccio mica tanto.<ref group="fonte">Dall'intervista pubblicata nel programma televisivo ''Fabrizio De André'', Sarzana, 29 agosto 1981, sede RAI dell'Emilia Romagna, regia di Vittorio Lusvardi. [https://www.youtube.com/watch?v=bdG5OK1_9QU Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Quello che mi ha colpito del mondo dei [[Caruggi di Genova|carruggi]] è stata l'abitudine alla sofferenza e quindi la solidarietà. Erano solidali in qualsiasi occasione, perché si trattava di sottoproletariato, quindi neanche di una classe precisa, agguantabile da quelli che erano i partiti politici tradizionali, era un mondo che in qualche misura si difendeva dallo stato e quindi io ci ho sguazzato dentro. Avevo già delle idee politiche precise, ricavate da Brassens che ascoltavo dalla mattina alla sera, grazie ai dischi che mio padre mi portava dalla Francia, e lui descriveva questo mondo, questi personaggi emarginati che poi io ho ritrovato a [[Genova]].<ref group="fonte">Da un'intervista a L'Agnata, Tempio Pausania, 17-18 agosto 1992; citato in ''Non per un dio ma nemmeno per gioco'', p. 64</ref>
*Quello che io penso sia utile è di avere il governo il più vicino possibile a me e lo stato, se proprio non se ne può fare a meno, il più lontano possibile dai coglioni.<ref group="fonte" name="Senzapatria">Da un'intervista a ''Senzapatria'', 14 agosto 1991.</ref>
*Questa è una canzone che risale al 1962, dove dimostro di avere sempre avuto, sia da giovane che da anziano, pochissime idee ma in compenso fisse. Nel senso che in questa canzone esprimo quello che ho sempre pensato: che ci sia ben poco merito nella virtù e ben poca colpa nell'errore. Anche perché non sono ancora riuscito a capire bene, malgrado i miei cinquantotto anni, cosa esattamente sia la virtù e cosa esattamente sia l'errore, perché basta spostarci di latitudine e vediamo come i valori diventano disvalori e viceversa. Non parliamo poi dello spostarci nel tempo: c'erano morali, nel Medioevo, nel Rinascimento, che oggi non sono più assolutamente riconosciute. Oggi noi ci lamentiamo: vedo che c'è un gran tormento sulla perdita dei valori. Bisogna aspettare di storicizzarli. Io penso che non è che i giovani d'oggi non abbiano valori; hanno sicuramente dei valori che noi non siamo ancora riusciti a capir bene, perché siamo troppo affezionati ai nostri.<ref group="fonte">Dal commento introduttivo a ''La città vecchia'', Teatro Brancaccio di Roma, 14 febbraio 1998.</ref>
*Questo nostro mondo è diviso in vincitori e vinti, dove i primi sono tre e i secondi tre miliardi. Come si può essere ottimisti?<ref group="fonte" name="Senzapatria"/>
*[[Riccardo Mannerini]] era un altro mio grande amico. Era quasi cieco perché quando navigava su una nave dei Costa una caldaia gli era esplosa in faccia. È morto suicida, molti anni dopo, senza mai ricevere alcun indennizzo. Ha avuto brutte storie con la giustizia perché era un autentico libertario, e così quando qualche ricercato bussava alla sua porta lui lo nascondeva in casa sua. E magari gli curava le ferite e gli estraeva i proiettili che aveva in corpo. Abbiamo scritto insieme il Cantico dei Drogati, che per me, che ero totalmente dipendente dall'[[alcolismo|alcool]], ebbe un valore liberatorio, catartico. Però il testo non mi spaventava, anzi, ne ero compiaciuto. È una reazione frequente tra i drogati quella di compiacersi del fatto di drogarsi. Io mi compiacevo di bere, anche perché grazie all'[[Bevanda alcolica|alcool]] la fantasia viaggiava sbrigliatissima.<ref group="fonte">Da ''Come un'anomalia: tutte le canzoni'', a cura di Roberto Cotroneo e Vincenzo Mollica, Einaudi, 1999, pp. 59-60. ISBN 88-06-15306-4. Citato in ''[http://web.archive.org/web/20060222211214/http://riccardomannerini.it/indexw.php?pg=_deandre_1&l=i&b=home RiccardoMannerini.it]''.</ref>
*[...] se io sono il liceo classico lui {{NDR|[[Francesco De Gregori]]}} è l'università.<ref group="fonte">De André presentò con queste parole il giovane cantautore a [[Nanni Ricordi]], produttore discografico. Citato in Enrico Deregibus, ''Francesco De Gregori. {{small|Quello che non so, lo so cantare}}'', Giunti, 2002, [https://books.google.it/books?id=e_CbaroItG8C&pg=PA45 p. 45]. ISBN 978-88-09-75626-7</ref>
*{{NDR|Sul [[Festival della Canzone Italiana di Sanremo|Festival di Sanremo]]}} Se si trattasse ancora di una gara di ugole, [...] si trattasse cioè di un fatto di corde vocali, la si potrebbe ancora considerare una competizione quasi sportiva, perché le corde vocali sono pure sempre dei muscoli. Nel caso mio, dovrei andare ad esprimere i miei sentimenti, o la tecnica attraverso i quali io riesco ad esprimerli, e credo che questo non possa essere argomento di competizione.<ref group="fonte">Dall'intervista di [[Enzo Biagi]] nel programma televisivo ''Linea Diretta'', Rai, 1985; in ''Dentro Faber'', Vol. 8, ''Poesia In Forma Di Canzone'', RAI Trade per RCS, 2011.</ref>
*Se una voce miracolosa non avesse interpretato nel 1967 La canzone di Marinella, con tutta probabilità avrei terminato gli studi in legge per dedicarmi all'avvocatura. Ringrazio [[Mina (cantante)|Mina]] per aver truccato le carte a mio favore e soprattutto a vantaggio dei miei virtuali assistiti.<ref group="fonte">Dalle note di ringraziamento dell'album ''Mi innamoravo di tutto'', 1997.</ref>
*Si lamentano degli [[zingari]]? Guardateli come vanno in giro a supplicare l'elemosina di un voto: ma non ci vanno a piedi, hanno autobus che sembrano astronavi, treni, aerei: e guardateli quando si fermano a pranzo o a cena: sanno mangiare con coltello e forchetta, e con coltello e forchetta si mangeranno i vostri risparmi. L'Italia appartiene a cento uomini, siamo sicuri che questi cento uomini appartengano all'Italia?<ref group="fonte">{{cfr}} ''[http://www.fondazionedeandre.it/zingari.htm Fondazione Fabrizio De André]'' e ''[https://twitter.com/DeAndreFabrizio/statuses/290492911664128000 Twitter.com]''.</ref>
*Tutte le sere quando finisco un concerto desidererei rivolgermi alla gente e dire loro: "tutto quello che avete ascoltato fino adesso è assolutamente falso, così come sono assolutamente veri gli ideali e i sentimenti che mi hanno portato a scrivere queste cose e a cantarle". Ma con gli ideali e con i sentimenti si costruiscono delle realtà sognate. La realtà, quella vera, è quella che ci aspetta fuori dalle porte del teatro. E per modificarla, se vogliamo modificarla, c'è bisogno di gesti concreti, reali.<ref group="fonte">Da un'intervista; visibile in ''Dentro Faber'', vol. 4, ''L'uomo, il potere, la guerra'', RAI Trade per RCS, 2011.</ref>
*Vengo da Amburgo, vengo da Francoforte, vengo dalla Sardegna ma vengo soprattutto da [[Genova]]. Genova, che tutte le volte che ti ci trovi fuori ti rendi conto che è una città soprattutto da rimpiangere. Nel senso che ci nasci e ci vivi fino a vent'anni – dove un nostro amico poeta diceva che si arde di inconsapevolezza – poi a vent'anni cerchi di trovare lavoro e [...] ti rendi conto che è difficile lavorarci. Allora te ne vai. E dopo che te ne sei andato cominci a rimpiangerla.<ref group="fonte">In ''Dentro Faber'', Vol. 5, ''Genova E Il Mediterraneo'', RAI Trade per RCS, 2011.</ref>
{{Int|Da un'intervista su ''Mixer'', Rai due, 1 marzo 1984|[http://www.youtube.com/watch?v=PUIdM8svXB0 Video] disponibile su ''YouTube.com''.}}
*{{NDR|Parlando del suo album ''Creuza de mä''}} Certe volte mi sentivo inorgoglito, altre volte deluso. Ma sempre in ogni caso un po' vergognoso a vedermi quasi costretto a sfogliare le riviste specializzate, per scrutare con un occhio quasi da lumaca, fuori dalle orbite, quale posizione avesse ottenuto in classifica il mio ultimo, cosiddetto, prodotto discografico. Perché questo voleva dire che il disco in quanto funzione oggettiva di consumo, aveva assunto un'importanza superiore a quella delle canzoni per le quali viveva, e nelle quali sinceramente mi sentivo di avere vissuto.
*Il [[canto]] ha infatti ancora oggi, in alcune etnie cosiddette primitive, il compito fondamentale di liberare dalla sofferenza, di alleviare il dolore, di esorcizzare il male.
*Era necessario adattare ai suoni che tali strumenti riproducevano, una lingua che ci scivolasse sopra, che evocasse attraverso fonemi cantati, indipendentemente quindi dalla loro immediata comprensibilità, le stesse atmosfere che gli strumenti evocavano. A noi la lingua più adatta è sembrata fosse il genovese, con i suoi dittonghi, i suoi iati, la sua ricchezza di sostantivi ed aggettivi tronchi che li puoi accorciare o allungare quasi come il grido di un gabbiano.
{{Int|Da ''Cantico per i diversi''|Intervista di Roberto Cappelli, ''Mucchio selvaggio'' n. 176, settembre 1992.}}
*La [[scuola genovese]], di cui tanto si parla, come movimento unitario non esisteva. Certo, ci si conosceva tutti, perché Genova è una città poi non tanto grande. Ci si incontrava, per esempio, al bar di Corso d'Italia. Non c'era coordinamento, ma c'era la voglia di emulare. Una delle prime canzoni che scrissi fu ''Il testamento''e ricordo che la feci sentire per primo a Gino Paoli, a casa sua. La ascoltò in silenzio e alla fine mi disse: 'è bellissima, ma dopo una canzone come questa, uno cosa può scrivere ancora?'. (p. 32)
*Anche secondo me ''Il testamento di Tito'', assieme all'''Amico fragile'', è la mia miglior canzone. Dà un'idea di come potrebbero cambiare le leggi se fossero scritte da chi il potere non ce l'ha. È un'altra della canzoni scritte con il cuore, senza paura di apparire retorico, e riesco a continuare a cantarla, ancora oggi, senza stanchezza. (p. 35)
*Mi sono nascosto dietro il [[Lingua ligure|dialetto genovese]] perché certe parole, che in italiano hanno un significato fortemente volgare, in genovese perdono questa connotazione. A Genova "[[Belìn|belin]]", che individua l'organo genitale maschile, è un lubrificante del linguaggio, del tutto privo di valenza negativa. La stessa cosa per "[[Mussa (linguistica)|mussa]]", che invece indica l'organo genitale femminile e, per traslato, vuol dire balla. Forse perché Genova è piccola, ha imparato ad usare tutti i propri vecchi vocaboli. (p. 40)
*Quello [[Lingua ligure|genovese]] per me non è un dialetto, ma una lingua; del resto i dialetti assurgono a dignità di lingua per motivi politici e militari. [...] Il genovese ha come minimo 2.500 vocaboli di importazione araba: ciò dimostra come i contatti con gli arabi siano stati molto intensi. Del resto Genova, dal punto di vista commerciale, a parte i rapporti con l'Europa (Inghilterra e Olanda) che erano piuttosto saltuari, ha dovuto focalizzare i propri commerci sull'Africa, perché dall'altra parte c'era Venezia, e ogni volta che le navi genovesi si provavano ad affacciarsi oltre Creta erano botte da orbi. Ma a quei tempi il genovese ed il veneziano erano i linguaggi internazionali, come oggi il francese e l'inglese. (p. 40)
{{Int|Da un'intervista di [[Vincenzo Mollica]], ''Speciale TG1''|[http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7640fa16-6517-49e0-ab00-4a3ab2d40a08.html Video] disponibile su ''Rai.it''.}}
*{{NDR|«Di cosa ha paura oggi Fabrizio De André?»}} Sicuramente della morte. Non tanto la mia che in ogni caso, quando arriverà, se mi darà il tempo di accorgermene, mi farà provare la mia buona dose di paura, quanto la morte che ci sta intorno, lo scarso attaccamento alla vita che noto in molti nostri simili che [[suicidio|si ammazzano]] per dei motivi sicuramente molto più futili di quanto non sia il valore della vita. Io ho paura di quello che non capisco, e questo proprio non mi riesce di capirlo.
*{{NDR|«Qual è il desiderio che vorresti realizzare?»}} [...] sicuramente, in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento, rincontrare mio padre.
*{{NDR|«Che valore hanno per te l'utopia, il sogno?»}} Io penso che un [[uomo]] senza utopia, senza sogno, senza ideali, vale a dire senza passioni e senza slanci sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio, una specie di cinghiale laureato in matematica pura.
*{{NDR|«Che cos'è per te oggi, nel fondo del fondo, la canzone?»}} La [[canzone]] è una vecchia fidanzata con cui passerei ancora molto volentieri buona parte della mia vita, sempre e soltanto nel caso di essere ben accetto.
==Citazioni tratte da canzoni==
{{autori testi}}
=== ''Tutto Fabrizio De André'' ===
'''Etichetta''': Karim, 1966.
*''E mentre il sangue lento usciva | e ormai cambiava il suo colore, | la [[vanità]], fredda, gioiva: | un uomo s'era ucciso per il suo amore.'' (da ''La ballata dell'amore cieco'', n. 1)
*''Quei giorni perduti a rincorrere il vento, | a chiederci un bacio e volerne altri cento''. (da ''Amore che vieni, amore che vai'', n. 2)
*''Io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai; | amore che vieni, amore che vai''. (da ''Amore che vieni, amore che vai'', n. 2)
*''Tu lo seguisti senza una ragione | come un ragazzo segue l'[[aquilone]].'' (da ''La canzone di Marinella'', n. 4)
*''E c'era il sole e avevi gli occhi belli | lui ti baciò le labbra ed i capelli, | c'era la luna e avevi gli occhi stanchi | lui pose le sue mani sui tuoi fianchi''. (da ''La canzone di Marinella'', n. 4)
*''Furono baci e furono sorrisi | poi furono soltanto i fiordalisi | che videro con gli occhi delle stelle | fremere al vento e ai baci la tua pelle''. (da ''La canzone di Marinella'', n. 4)
:''Prima con una carezza ed un bacino, | poi si passò decisi sul [[fellatio|pompino]] | e sotto la minaccia del rasoio | fosti costretta al biascico e all'ingoio.'' (strofa censurata<ref group="fonte">{{cfr}} ''[http://www.viadelcampo.com/A379-Pandin.indd.pdf I concerti di Fabrizio]'', a cura di Marco Pandin, ''Viadelcampo.com''.</ref> di ''La canzone di Marinella'', n. 4)
*''Questa è la tua canzone, [[Marinella]] | che sei volata in cielo su una stella | e come tutte le più belle cose | vivesti solo un giorno come le rose''. (da ''La canzone di Marinella'', n. 4)
*''Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi''<ref>Riferito ai [[caruggi di Genova]]. {{cfr}} Luigi Viva, ''Non per un dio ma nemmeno per gioco'', Feltrinelli, Milano, 2004, p. 65. ISBN 88-07-81580-X</ref>'' – | ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi – | una bimba canta la [[Canzoni dalle canzoni|canzone]] antica della donnaccia: | «quel che ancor non sai tu lo imparerai solo qui fra le mie braccia».'' (da ''La città vecchia'', n. 6)
*''Ci sarà allegria anche in agonia col [[vino]] forte: | porterà sul viso l'ombra d'un sorriso tra le braccia della morte.'' (da ''La città vecchia'', n. 6)
*''Vecchio professore, cosa vai cercando in quel portone | forse quella che sola ti può dare una lezione. | Quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie, | quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.'' (da ''La città vecchia'', n. 6)
: ''Vecchio professore, cosa vai cercando in quel portone | forse quella che sola ti può dare una lezione. | Quella che di giorno chiami con disprezzo specie di troia, | quella che di notte stabilisce il prezzo alla tua gioia.'' (versione censurata de ''La città vecchia'')
*''Tu la cercherai, tu la invocherai più d'una notte, | ti alzerai disfatto, rimandando tutto al [[27 (giorno del mese)|ventisette]] | quando incasserai, delapiderai mezza pensione, | diecimila lire per sentirti dire "micio bello" e "bamboccione".'' (da ''La città vecchia'', n. 6)
*''Se ti inoltrerai lungo le calate dei [[Porto di Genova|vecchi moli]] | in quell'aria spessa, carica di sale, gonfia di odori | lì ci troverai i ladri, gli assassini e il tipo strano | quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano. || Se tu penserai e giudicherai da buon borghese | li condannerai a cinquemila anni più le spese. | Ma se capirai, se li cercherai fino in fondo | se non sono gigli son pur sempre figli, | vittime di questo mondo.'' (da ''La città vecchia'', n. 6)
*''Dormi sepolto in un campo di grano | non è la rosa non è il [[tulipano]] | che ti fan veglia dall'ombra dei fossi | ma sono mille [[papavero|papaveri]] rossi.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9)
*''Lungo le sponde del mio torrente | voglio che scendano i [[luccio|lucci]] argentati, | non più i cadaveri dei soldati | portati in braccio dalla corrente.'' (Piero: da ''La guerra di Piero'', n. 9)
*''Fermati [[Piero]], fermati adesso | lascia che il vento ti passi un po' addosso, | dei morti in battaglia ti porti la voce, | chi diede la vita ebbe in cambio una croce.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9)
*''E mentre marciavi con l'anima in spalle | vedesti un uomo in fondo alla valle | che aveva il tuo stesso identico umore | ma la divisa di un altro colore.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9)
*''Sparagli [[Piero]], sparagli ora | e dopo un colpo sparagli ancora | fino a che tu non lo vedrai esangue | cadere in terra a coprire il suo sangue.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9)
*''Ninetta mia, crepare di maggio | ci vuole tanto, troppo coraggio. | Ninetta bella, dritto all'inferno | avrei preferito andarci in inverno.'' (Piero: da ''La guerra di Piero'', n. 9) {{NDR|[[ultime parole dalle canzoni|ultime parole]] di Piero}}
*''E mentre il grano ti stava a sentire | dentro alle mani stringevi il fucile, | dentro alla bocca stringevi parole | troppo gelate per sciogliersi al sole.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9)
*''Cari fratelli dell'altra sponda | cantammo in coro giù sulla terra, | amammo in cento l'identica donna, | partimmo in mille per la stessa guerra, | questo ricordo non vi consoli, | quando si muore, si [[morte|muore]] soli.'' (da ''Il testamento'', n. 10)
=== ''Volume I'' ===
'''Etichetta''': Bluebell Records, 1967, prodotto da Gian Piero Reverberi, Andrea Malcotti.
*''Lascia che sia fiorito, | Signore, il suo sentiero | quando a Te la sua anima | e al mondo la sua pelle | dovrà riconsegnare | quando verrà al Tuo cielo | là dove in pieno giorno | risplendono le stelle.'' (da ''Preghiera in gennaio''<ref name=tenco>Il brano è dedicato a [[Luigi Tenco]]. {{Cfr}} [[Preghiere dalle canzoni]].</ref>, n. 1)
*''Quando attraverserà | l'ultimo vecchio ponte | ai [[suicidio|suicidi]] dirà | baciandoli alla fronte: | «Venite in Paradiso | là dove vado anch'io | perché non c'è l'[[inferno]] | nel mondo del buon Dio».'' (da ''Preghiera in gennaio''<ref name=tenco/>, n. 1)
*''Dio di misericordia, il Tuo bel [[Paradiso]] | lo hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso | per quelli che han vissuto con la coscienza pura; | l'inferno esiste solo per chi ne ha paura.'' (da ''Preghiera in gennaio''<ref name=tenco/>, n. 1)
*''Ma inumano è pur sempre l'amore | di chi rantola senza rancore | perdonando con l'ultima voce | chi lo uccide fra le braccia di una croce.'' (da ''Si chiamava Gesù'', n. 4)
*''Lei sa che ogni letto di sposa | è fatto di ortica e mimosa''. (da ''La canzone di Barbara'', n. 5)
*''[[Via del Campo]] c'è una [[Prostituzione|puttana]] | gli occhi grandi color di foglia | se di amarla ti vien la voglia | basta prenderla per la mano.'' (da ''Via del Campo'', n. 6)
*''Via del Campo ci va un illuso | a pregarla di maritare | a vederla salir le scale | fino a quando il balcone ha chiuso.'' (da ''Via del Campo'', n. 6)
*''Ama e ridi se amor risponde | piangi forte se non ti sente | dai [[diamanti]] non nasce niente | dal [[letame]] nascono i fior.'' (da ''Via del Campo'', n. 6)
*''Passa il tempo sopra il tempo | ma non devi aver paura | sembra correre come il vento | però il tempo non ha premura.'' (da ''La stagione del tuo amore'', n. 7)
*''C'è chi [[fare l'amore|l'amore lo fa]] per noia | chi se lo sceglie per professione | Bocca di Rosa né l'uno né l'altro | lei lo faceva per passione.'' (da ''Bocca di Rosa'', n. 8)
*''Il cuore tenero non è una dote di cui siano colmi i [[Arma dei Carabinieri|carabinieri]] | ma quella volta a prendere il treno l'accompagnarono malvolentieri.'' (da ''Bocca di Rosa'', n. 8)
: ''Spesso gli sbirri e i carabinieri al proprio dovere vengono meno | ma non quando sono in alta uniforme e l'accompagnarono al primo treno.'' (versione originale di ''Bocca di Rosa'')
*''Si sa che la gente dà buoni consigli | sentendosi come Gesù nel tempio | si sa che la gente dà buoni consigli | se non può più dare il cattivo esempio.''<ref>{{Cfr}} [[François de La Rochefoucauld]]: «I vecchi amano dare buoni consigli per consolarsi di non poter più dare cattivi esempi».</ref> (da ''Bocca di Rosa'', n. 8)
*''C'era un cartello giallo | con una scritta nera | diceva: «Addio Bocca di Rosa | con te se ne parte la primavera».'' (da ''Bocca di Rosa'', n. 8)
*''Ma una [[notizia]] un po' originale | non ha bisogno di alcun giornale | come una freccia dall'arco scocca | vola veloce di bocca in bocca.'' (da ''Bocca di Rosa'', n. 8)
*''La [[morte]] verrà all'improvviso | avrà le tue labbra e i tuoi occhi | ti coprirà di un velo bianco | addormentandosi al tuo fianco.'' (da ''La morte'', n. 9)
*''Chi ben condusse sua [[vita]] | male sopporterà sua morte.'' (da ''La morte'', n. 9)
*''Il sangue del Principe e del Moro | arrossano il cimiero di identico color''. (da ''Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers''<ref name=villaggio>Testo di Fabrizio De André e [[Paolo Villaggio]].</ref>, n. 10)
*''Se ansia di gloria, sete d'onore | spegne la guerra al vincitore, | non ti concede un momento per fare all'amore.'' (Carlo Martello: da ''Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers''<ref name=villaggio/>, n. 10)
*''È mai possibile, oh porco di un cane, | che le avventure in codesto reame | debban risolversi tutte con grandi puttane.'' (Carlo Martello: da ''Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers''<ref name=villaggio/>, n. 10)
==== Citazioni su ''Volume I'' ====
*''Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poiters'' nacque in modo curioso. In una stanza Mauro De André fratello maggiore di Fabrizio preparava l'esame di procedura civile, in quella accanto [[Paolo Villaggio]] e Fabrizio si aiutavano a vicenda per l'esame di Diritto privato. Dopo un mese Mauro superò a pieni voti l'esame, tappa di un percorso che lo portò a diventare insigne avvocato. Fabrizio e Villaggio invece composero il brano, ameno e goliardico su Carlo Martello, e un altro intitolato ''Il fannullone''. Non dettero l'esame e non si laurearono mai. ([[Mario Luzzatto Fegiz]])
*''Volume I'' si apre con una canzone di struggente bellezza ''Preghiera in gennaio'' scritta la notte prima dei funerali di [[Luigi Tenco|Tenco]], morto al [[Festival della Canzone Italiana di Sanremo|fesival di Sanremo]]: nel brano campeggia la figura di un Dio finalmente vicino al dolore degli uomini che accoglie anche i suicidi «perché non c'è l'inferno nel regno del buon Dio». ([[Mario Luzzatto Fegiz]])
=== ''Tutti morimmo a stento'' ===
'''Etichetta''': Bluebell Records, 1968, prodotto da Gian Piero Reverberi, Andrea Malcotti.
*''Come potrò dire a mia madre che ho paura?'' (da ''Cantico dei drogati''<ref name=manne>Testo ricavato dalla poesia ''Eroina'' di [[Riccardo Mannerini]].</ref>, n. 1)
*''Perché non hanno fatto | delle grandi pattumiere | per i giorni già usati | per queste ed altre sere.'' (da ''Cantico dei drogati''<ref name=manne/>, n. 1)
*''Quando scadrà l'affitto | di questo corpo idiota | allora avrò il mio premio | come una buona nota. | Mi citeran di monito | a chi crede sia bello | giocherellare a palla | con il proprio cervello | cercando di lanciarlo | oltre il confine stabilito | che qualcuno ha tracciato | ai bordi dell'infinito.''<ref>Nella poesia di Mannerini, ''Eroina'', questo passo è leggermente diverso: «''Solo quando | scadrà l'affitto | di questo corpo idiota | avrò un premio. | Sarò citato | di monito a coloro | che credono sia divertente | giocare a palla | col proprio cervello | riuscendo a lanciarlo | oltre la riga | che qualcuno ha tracciato | ai bordi dell'infinito.''».</ref> (da ''Cantico dei drogati''<ref name=manne/>, n. 1)
*''Tu che m'ascolti insegnami | un alfabeto che sia | differente da quello | della mia vigliaccheria.''<ref>Nella poesia di Mannerini, ''Eroina'', questo passo è leggermente diverso: «''Insegnami, | tu che mi ascolti, | un alfabeto diverso | da quello della mia vigliaccheria.''».</ref> (da ''Cantico dei drogati''<ref name=manne/>, n. 1)
*''Gli arcobaleni d'altri mondi | hanno colori che non so. | Lungo i ruscelli d'altri mondi | nascono fiori che non ho.'' (da ''Primo intermezzo'', n. 2)
*''Sopra le tombe d'altri mondi | nascono fiori che non so. | Ma tra i capelli d'altri amori | muoiono fiori che non ho.'' (da ''Secondo intermezzo'', n. 4)
*''Tutti morimmo a stento | ingoiando l'ultima voce | tirando calci al vento | vedemmo sfumar la luce.'' (da ''Ballata degli impiccati''<ref name=bentivoglio>Testo di Fabrizio De André e [[Giuseppe Bentivoglio]].</ref>, n. 5)
*''Coltiviamo per tutti un rancore | che ha l'odore del sangue rappreso | ciò che allora chiamammo dolore | è soltanto un discorso sospeso.'' (da ''Ballata degli impiccati''<ref name=bentivoglio/>, n. 5)
*''Sale la nebbia sui prati bianchi | come un [[cipresso]] nei camposanti, | un campanile che non sembra vero | segna il confine fra la terra e il cielo.'' (da ''Inverno'', n. 6)
*''Ma tu che vai, ma tu rimani | vedrai la neve se ne andrà domani | rifioriranno le gioie passate | col vento caldo di un'altra estate.'' (da ''Inverno'', n. 6)
*''Anche la luce sembra morire | nell'ombra incerta di un [[divenire]]''. (da ''Inverno'', n. 6)
*''Ma tu che stai, perché rimani? | Un altro inverno tornerà domani | cadrà altra neve a consolare i campi | cadrà altra neve sui camposanti.'' (da ''Inverno'', n. 6)
*''Ci aiuterà il buon Dio, Marcondiro'ndera | ci aiuterà il buon Dio, lui ci salverà. | Buon Dio è già scappato, dove non si sa | buon Dio se n'è andato, chissà quando ritornerà.'' (da ''Girotondo'', n. 7)
*''L'autunno negli occhi, l'estate nel cuore, | la voglia di dare, l'istinto di avere, | e tu... tu lo chiami amore e non sai che cos'è, | e tu... tu lo chiami amore e non ti spieghi il perché''. (da ''Terzo intermezzo'', n. 8)
*''Che la [[pietà]] non vi sia di vergogna.'' (da ''Recitativo'', n. 9)
*''Quanto giusta pensate che sia | una sentenza che decreta morte?'' (da ''Recitativo'', n. 9)
*''Sappiate che la [[morte]] vi sorveglia, | gioir nei prati o fra i muri di calce, | come crescere il gran guarda il villano | finché non sia maturo per la falce.'' (da ''Recitativo'', n. 9)
=== ''Volume III'' ===
'''Etichetta''': Bluebell Records, 1968.
*''Se qualcuno di voi dovesse, | costretto con le spalle al muro, | violare un giudice od una vecchia | della sua scelta sarei sicuro | ma si dà il caso che il [[gorilla]], | considerato un grandioso fusto | da chi l'ha provato, però non brilla | né per lo spirito né per il gusto.'' (da ''Il gorilla''<ref name=brassens>Testo in lingua originale di [[Georges Brassens]].</ref>, n. 2)
*''Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno | non si guardò neppure intorno | ma versò il vino, spezzò il pane | per chi diceva ho sete e ho fame.'' (da ''Il pescatore'', presente nella ristampa del 1970)
=== ''La buona novella'' ===
'''Etichetta''': Produttori Associati, 1970, prodotto da Roberto Dané.
*''E quando i sacerdoti ti rifiutarono alloggio | avevi dodici anni e nessuna colpa addosso; | ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio, | la tua verginità che si tingeva di rosso.'' (da ''L'infanzia di [[Maria]]'', n. 2)
*''E si vuol dar marito a chi non lo voleva, | si batte la campagna, si fruga la via. | – Popolo senza moglie, uomini d'ogni leva, | del corpo di una vergine si fa lotteria. –'' (da ''L'infanzia di Maria'', n. 2)
*''E lei volò fra le tue braccia | come una rondine, | e le sue dita come lacrime, | dal tuo ciglio alla gola, | suggerivano al viso | una volta ignorato | la tenerezza d'un sorriso, | un affetto quasi implorato.'' (da ''Il ritorno di Giuseppe'', n. 3)
*''Poi, d'improvviso, mi sciolse le mani | e le mie braccia divennero ali, | quando mi chiese: «Conosci l'estate?» | io, per un giorno, per un momento, | corsi a vedere il colore del vento.'' (Maria: da ''Il sogno di Maria'', n. 4)
*''Con le ali di prima pensai di scappare | ma il braccio era nudo e non seppe volare''. (Maria: da ''Il sogno di Maria'', n. 4)
*''Poi vidi l'angelo mutarsi in cometa e i volti severi divennero pietra. Le loro braccia profili di rami, nei gesti immobili d'un altra vita, foglie le mani, spine le dita.'' (Maria: da ''Il sogno di Maria'', n. 4)
*''«Lo chiameranno figlio di Dio» | parole confuse nella mia mente, | svanite in un sogno, ma impresse nel ventre.'' (Maria: da ''Il sogno di Maria'', n. 4)
*''E tu, piano, posasti le dita | all'orlo della sua fronte: | i [[senilità|vecchi]] quando [[carezza|accarezzano]] | hanno il timore di far troppo forte.'' (da ''Il sogno di Maria'', n. 4)
*''Sai che fra un'ora forse piangerai | poi la tua mano nasconderà un sorriso: | gioia e dolore hanno il confine incerto | nella stagione che illumina il viso.'' (da ''Ave Maria'', n. 5)
*''Ave Maria, adesso che sei donna, | ave alle [[donna|donne]] come te, Maria, | femmine un giorno per un nuovo amore | povero o ricco, umile o Messia. | Femmine un giorno e poi madri per sempre | nella stagione che stagioni non sente.'' (da ''Ave Maria'', n. 5)
*''Mio martello non colpisce, | pialla mia non taglia | per foggiare gambe nuove | a chi le offrì in battaglia, | ma tre croci, due per chi | disertò per rubare, | [[croce cristiana|la più grande]] per chi guerra | insegnò a disertare.'' (il falegname: da ''Maria nella bottega d'un falegname'', n. 6)
*''Questi ceppi che han portato | perché il mio sudore | li trasformi nell'immagine | di tre dolori, | vedran lacrime di Dimaco | e di Tito al ciglio | il più grande che tu guardi | abbraccerà tuo figlio.'' (il falegname: da ''Maria nella bottega d'un falegname'', n. 6)
*''Poterti smembrare coi denti e le mani, | sapere i tuoi occhi bevuti dai cani, | di morire in croce puoi essere grato | a un brav'uomo di nome Pilato.'' (da ''Via della croce'', n. 7)
*''Il potere vestito d'umana sembianza | ormai ti considera morto abbastanza | e già volge lo sguardo a spiar le intenzioni | degli umili, degli straccioni.'' (da ''Via della croce'', n. 7)
*''Con troppe lacrime piangi, Maria, | solo l'immagine di un'agonia; | sai che alla vita, nel terzo giorno, | il figlio tuo farà ritorno. | Lascia noi piangere, un po' più forte, | chi non risorgerà più dalla morte.'' (una madre: da ''Tre madri'', n. 8)
*''Nella fatica del tuo [[sorriso]] | cerca un ritaglio di Paradiso.'' (Maria: da ''Tre madri'', n. 8)
*''Come nel grembo, e adesso in croce, | ti chiama amore questa mia voce.'' (Maria: da ''Tre madri'', n. 8)
*''Non fossi stato figlio di Dio | t'avrei ancora per figlio mio.'' (Maria: da ''Tre madri'', n. 8)
*''Onora il padre, onora la madre | e onora anche il loro bastone, | bacia la mano che ruppe il tuo naso | perché le chiedevi un boccone.''<ref>{{Cfr}} [[Regole dalle canzoni]].</ref> (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9)
*''Feconda una donna ogni volta che l'ami | così sarai uomo di fede: | poi la voglia svanisce e il figlio rimane | e tanti ne uccide la fame.'' (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9)
*''L'[[invidia]] di ieri non è già finita: | stasera vi invidio la vita.'' (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9)
*''Ma adesso che viene la sera ed il buio | mi toglie il dolore dagli occhi | e scivola il sole al di là delle dune | a violentare altre notti''. (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9)
*''Io, nel vedere [[Gesù|quest'uomo]] che muore, | madre, io provo dolore. | Nella pietà che non cede al rancore, | madre, ho imparato l'amore.'' (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9) {{NDR|[[ultime parole dalle canzoni|ultime parole]] di Tito}}
*''Non voglio pensarti figlio di Dio | ma figlio dell'uomo, | fratello anche mio.'' (da ''Laudate hominem'', n. 10)
=== ''Non al denaro, non all'amore né al cielo'' ===
'''Etichetta''': Produttori Associati, 1971, prodotto da Roberto Dané, Sergio Bardotti. Testi di Fabrizio De André e [[Giuseppe Bentivoglio]].
*''Dove sono i [[generale|generali]] | che si fregiarono nelle battaglie | con cimiteri di croci sul petto? | Dove i figli della [[guerra]] | partiti per un ideale, | per una truffa, per un amore finito male? | Hanno rimandato a casa | le loro spoglie nelle bandiere | legate strette perché sembrassero intere.'' (da ''La collina'', n. 1)
*''Dov'è Jones il suonatore | che fu sorpreso dai suoi [[novantenne|novant'anni]] | e con la vita avrebbe ancora giocato. | Lui che offrì la faccia al vento, | la gola al vino e mai un pensiero | non al denaro, non all'amore né al cielo.'' (da ''La collina'', n. 1)
*''Sembra di sentirlo ancora | dire al mercante di [[liquore]]: | «Tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?»'' (da ''La collina'', n. 1)
*''Tu prova ad avere un mondo nel cuore | e non riesci ad esprimerlo con le parole.'' (da ''Un matto'', n. 2)
*''E se anche tu andresti a cercare | le parole sicure per farti ascoltare | per stupire mezz'ora basta un libro di storia, | io cercai di imparare la Treccani a memoria | e dopo maiale, [[Vladimir Vladimirovič Majakovskij|Majakowskij]], malfatto | continuarono gli altri fino a leggermi matto.'' (da ''Un matto'', n. 2)
*''Cosa vuol dire avere | un metro e mezzo di statura, | ve lo rivelan gli occhi | e le battute della gente, | o la curiosità | di una ragazza irriverente | che vi avvicina solo | per un suo dubbio impertinente: | vuole scoprir se è vero | quanto si dice intorno ai [[nano|nani]], | che siano i più forniti | della virtù meno apparente, | fra tutte le virtù | la più indecente.'' (da ''Un giudice'', n. 3)
*''Passano gli anni, i mesi, | e se li conti anche i minuti, | è triste trovarsi adulti | senza essere cresciuti; | la maldicenza insiste, | batte la lingua sul tamburo | fino a dire che un nano | è una carogna di sicuro | perché ha il cuore troppo, | troppo vicino al [[buco del culo]].'' (da ''Un giudice'', n. 3)
*''[[Giudice]] finalmente, | arbitro in terra del bene e del male.'' (da ''Un giudice'', n. 3)
*''Mai più mi chinai e nemmeno su un [[rima fiore-amore|fiore]], | più non arrossii nel rubare l'[[rima fiore-amore|amore]] | dal momento che Inverno mi convinse che Dio | non sarebbe arrossito rubandomi il mio.'' (da ''Un blasfemo'', n. 4)
*''Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino, | non avevano leggi per punire un [[bestemmia|blasfemo]], | non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte, | mi cercarono l'anima a forza di botte.'' (da ''Un blasfemo'', n. 4)
*''Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo, | lo costrinse a viaggiare una vita da scemo, | nel [[Giardino dell'Eden|giardino incantato]] lo costrinse a sognare, | a ignorare che al mondo c'è il bene e c'è il male.'' (da ''Un blasfemo'', n. 4)
*''E se furon due guardie a fermarmi la vita, | è proprio qui sulla terra la mela proibita, | e non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato, | ci costringe a sognare in un giardino incantato.'' (da ''Un blasfemo'', n. 4)
*''Cominciai a sognare anch'io insieme a loro | poi l'anima d'improvviso prese il volo.'' (da ''Un malato di cuore'', n. 5)
*''E mai poter bere alla coppa d'un fiato | ma a piccoli sorsi interrotti...'' (da ''Un malato di cuore'', n. 5)
*''Non credo che chiesi promesse al suo sguardo, | non mi sembra che scelsi il silenzio o la voce, | quando il cuore stordì e ora no, non ricordo | se fu troppo sgomento o troppo felice, | e il cuore impazzì e ora no, non ricordo, | da quale orizzonte sfumasse la luce.'' (da ''Un malato di cuore'', n. 5)
*''Da bambino volevo guarire i [[ciliegio|ciliegi]] | quando rossi di frutti li credevo feriti | la salute per me li aveva lasciati | coi fiori di neve che avevan perduti.'' (da ''Un medico'', n. 6)
*''Un sogno, fu un sogno ma non durò poco | per questo giurai che avrei fatto il dottore | e non per un dio ma nemmeno per gioco: | perché i ciliegi tornassero in fiore.'' (da ''Un medico'', n. 6)
*''Ma gli uomini mai mi riuscì di capire | perché si combinassero attraverso l'amore. | Affidando ad un gioco la gioia e il dolore.'' (da ''Un chimico'', n. 7)
*''Guardate il sorriso, guardate il colore | come giocan sul viso di chi cerca l'[[amore]]! | Ma lo stesso sorriso, lo stesso colore | dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore?'' (da ''Un chimico'', n. 7)
*''[[Primavera]] non bussa, lei entra sicura, | come il fumo lei penetra in ogni fessura, | ha le labbra di carne, i capelli di grano, | che paura, che voglia che ti prenda per mano. | Che paura, che voglia che ti porti lontano.'' (da ''Un chimico'', n. 7)
*''Guardate l'idrogeno tacere nel mare | guardate l'ossigeno al suo fianco dormire''. (da ''Un chimico'', n. 7)
*''Son morto in un esperimento sbagliato | proprio come gli idioti che muoion d'amore. | E qualcuno dirà che c'è un modo migliore.'' (da ''Un chimico'', n. 7)
*''Non più ottico ma spacciatore di lenti | per improvvisare occhi contenti, | perché le pupille abituate a copiare | inventino i mondi sui quali guardare.'' (da ''Un ottico'', n. 8)
*''Vedo che salgo a rubare il [[sole]] | per non aver più notti, | perché non cada in reti di tramonti, | l'ho chiuso nei miei occhi, | e chi avrà freddo | lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.'' (da ''Un ottico'', n. 8)
*''In un vortice di polvere | gli altri vedevan siccità, | a me ricordava | la gonna di Jenny | in un ballo di tanti anni fa.''<ref>{{Cfr}} [[Edgar Lee Masters]]: «''Per Cooney Potter una colonna di polvere | o un turbinio di foglie significavano rovinosa siccità; | a me sembrava di vedere Red-Head Sammy | quando ballava ''Toor-a-Loor'' da par suo''».</ref> (da ''Il suonatore Jones'', n. 9)
*''[[Libertà]] l'ho vista dormire | nei campi coltivati | a cielo e denaro, | a cielo ed amore, | protetta da un filo spinato. | Libertà l'ho vista svegliarsi | ogni volta che ho suonato | per un fruscio di ragazze | a un ballo, | per un compagno ubriaco.'' (da ''Il suonatore Jones'', n. 9)
*''E poi se la gente sa, | e la gente lo sa che [[musicista|sai suonare]], | suonare ti tocca | per tutta la vita | e ti piace lasciarti ascoltare.''<ref>{{Cfr}} Edgar Lee Masters: «''E se la gente vede che sai suonare, | be', ti tocca suonare, per tutta la vita''».</ref> (da ''Il suonatore Jones'', n. 9)
=== ''Storia di un impiegato'' ===
'''Etichetta''': Produttori Associati, 1973, prodotto da Roberto Dané.
*''Se avete preso per buone | le «verità» della televisione, | anche se allora vi siete assolti | siete lo stesso coinvolti.'' (da ''Canzone del maggio''<ref name=bentivoglio/>, n. 2)
*''Chissà cosa si prova a liberare | la fiducia nelle proprie tentazioni, | allontanare gli intrusi | dalle nostre emozioni, | allontanarli in tempo | e prima di trovarti solo | con la paura di non tornare al lavoro.'' (da ''La bomba in testa''<ref name=bentivoglio/>, n. 3)
*''[[Dante Alighieri|Dante]] alla porta di [[Paolo e Francesca]] | spia chi fa meglio di lui: | lì dietro si racconta un amore normale | ma lui saprà poi renderlo tanto geniale. | E il viaggio all'inferno ora fallo da solo | con l'ultima invidia lasciata là sotto un lenzuolo''. (da ''Al ballo mascherato''<ref name=bentivoglio/>, n. 4)
*''Qualcuno ha lasciato la luna nel bagno | accesa soltanto a metà, | quel poco che mi basta per contare i caduti, | stupirmi della loro fragilità''. (da ''Al ballo mascherato''<ref name=bentivoglio/>, n. 4)
*''Imputato, | il dito più lungo della tua mano | è il [[medio]], | quello della mia | è l'[[Indice (dito)|indice]]''. (il giudice: da ''Sogno numero due''<ref>Testo di Fabrizio De André e [[Roberto Dané]].</ref>, n. 5)
*''Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi | solo i sogni che non fanno svegliare''? (il giudice: da ''Canzone del padre''<ref name=bentivoglio/>, n. 6)
*''Si fermò un attimo per suggerire a Dio | di continuare a farsi i fatti suoi. | E scappò via con la paura di arrugginire, | il giornale di ieri lo dà morto arrugginito: | i becchini ne raccolgono spesso | fra la gente che si lascia piovere addosso''. (da ''Canzone del padre''<ref name=bentivoglio/>, n. 6)
*''Vostro Onore, sei un figlio di troia, | mi sveglio ancora e mi sveglio sudato, | ora aspettami fuori dal sogno, | ci vedremo davvero, | io ricomincio da capo.'' (da ''Canzone del padre''<ref name=bentivoglio/>, n. 6)
*''Chi va dicendo in giro | che odio il mio lavoro | non sa con quanto amore | mi dedico al tritolo''. (da ''Il bombarolo''<ref name=bentivoglio/>, n. 7)
*''Per strada tante facce | non hanno un bel colore: | qui chi non terrorizza | si ammala di [[terrore]]. | C'è chi aspetta la [[pioggia]] | per non piangere da solo, | io son d'un altro avviso, | son bombarolo.'' (da ''Il bombarolo''<ref name=bentivoglio/>, n. 7)
*''[[Intellettuale|Intellettuali]] d'oggi, | idioti di domani, | ridatemi il cervello | che basta alle mie mani. | Profeti molto acrobati | della rivoluzione, | oggi farò da me | senza lezione.'' (da ''Il bombarolo''<ref name=bentivoglio/>, n. 7)
*''Farai l'amore per amore | o per avercelo garantito''. (da ''Verranno a chiederti del nostro amore''<ref name=bentivoglio/>, n. 8)
*''Continuerai a farti scegliere | o finalmente sceglierai''. (da ''Verranno a chiederti del nostro amore''<ref name=bentivoglio/>, n. 8)
*''Di respirare la stessa aria | d'un [[secondino]] non mi va | perciò ho deciso di rinunciare | alla mia ora di libertà''. (da ''Nella mia ora di libertà''<ref name=bentivoglio/>, n. 9)
*''Certo bisogna farne di strada | da una ginnastica d'obbedienza | fino ad un gesto molto più umano | che ti dia il senso della violenza, | però bisogna farne altrettanta | per diventare così coglioni | da non riuscire più a capire | che non ci sono [[Potere|poteri]] buoni.'' (da ''Nella mia ora di libertà''<ref name=bentivoglio/>, n. 9)
*''Ci hanno insegnato la meraviglia | verso la gente che ruba il pane, | ora sappiamo che è un delitto | il non rubare quando si ha fame.'' (da ''Nella mia ora di libertà''<ref name=bentivoglio/>, n. 9)
=== ''Canzoni'' ===
'''Etichetta''': Produttori Associati, 1974, prodotto da Roberto Dané.
*''[[Albert Einstein|Einstein]] travestito da ubriacone | ha nascosto i suoi appunti in un baule | è passato di qui un'ora fa | diretto verso l'ultima Thule, | sembrava così timido e impaurito | quando ha chiesto di fermarsi un po' qui | ma poi ha cominciato a fumare | e a recitare l'A B C | ed a vederlo tu non lo diresti mai | ma era famoso qualche tempo fa | per suonare il violino elettrico | in via della Povertà.'' (da ''Via della Povertà''<ref name=pover>Testo in lingua originale di [[Bob Dylan]]. Testo italiano di Fabrizio De André e [[Francesco De Gregori]].</ref>, n. 1)
*''A mezzanotte in punto i [[polizia|poliziotti]] | fanno il loro solito lavoro | metton le [[manette]] intorno ai polsi | a quelli che ne sanno più di loro.'' (da ''Via della Povertà''<ref name=pover/>, n. 1)
*''Io dedico questa canzone | ad ogni donna pensata come amore | in un attimo di libertà | a quella conosciuta appena | non c'era tempo e valeva la pena | di perderci un secolo in più.'' (da ''Le passanti''<ref name=pol>Testo in lingua originale di [[Antoine Pol]].</ref>, n. 2)
*''A quella quasi da immaginare | tanto di fretta l'hai vista passare |'' [...] ''| e ti piace ricordarne il sorriso | che non ti ha fatto e che tu le hai deciso.'' (da ''Le passanti''<ref name=pol/>, n. 2)
*''Alla compagna di viaggio | i suoi [[occhio|occhi]] il più bel paesaggio | fan sembrare più corto il cammino.'' (da ''Le passanti'', n. 2)
*''E Gesù fu [[marinaio]] | finché camminò sull'acqua''. (da ''Suzanne''<ref name=cohen>Testo in lingua originale di [[Leonard Cohen]].</ref>, n. 5)
*''E lui stesso fu spezzato | ma più umano, abbandonato | nella nostra mente lui non naufragò. | E tu vuoi viaggiargli insieme | vuoi viaggiargli insieme ciecamente | forse avrai fiducia in lui | perché ti ha toccato il corpo con la mente.'' (da ''Suzanne''<ref name=cohen/>, n. 5)
*''Morire per delle idee, l'idea è affascinante | per poco io morivo senza averla mai avuta, | perché chi ce l'aveva, una folla di gente, | gridando: «Viva la morte» proprio addosso mi è caduta.'' (da ''Morire per delle idee''<ref name=brassens/>, n. 6)
*''Moriamo per delle [[idea|idee]], va be', ma di morte lenta''. (da ''Morire per delle idee''<ref name=brassens/>, n. 6)
*''Tanto più che la carogna è già abbastanza attenta | non c'è nessun bisogno di reggerle la falce | basta con le garrote in nome della pace''. (da ''Morire per delle idee''<ref name=brassens/>, n. 6)
*''«E se tu sei il fuoco raffreddati un poco | le tue mani ora avranno da tenere qualcosa» | e tacendo gli si arrampicò dentro | ad offrirgli il suo modo migliore di essere sposa.'' (da ''Giovanna d'Arco''<ref name=cohen/>, n. 9)
*''Ma non ti servirà il ricordo | non ti servirà | che per piangere il tuo rifiuto, | del mio amore che non tornerà.'' (da ''Valzer per un amore'', n. 11)
*''Vola il tempo, lo sai che vola e va | forse non ce ne accorgiamo | ma più ancora del tempo che non ha età | siamo noi che ce ne andiamo.'' (da ''Valzer per un amore'', n. 11)
*''E per questo ti dico amore, amor | io t'attenderò ogni sera, | ma tu vieni non aspettare ancor, | vieni adesso finché è primavera.'' (da ''Valzer per un amore'', n. 11)
=== ''Volume 8'' ===
'''Etichetta''': Produttori Associati, 1975, prodotto da Roberto Dané.
*''E quando poi sparì del tutto | a chi diceva «È stato un male» | a chi diceva «È stato un bene» | raccomandò «Non vi conviene | venir con me dovunque vada. | Ma c'è amore un po' per tutti | e tutti quanti hanno un amore | sulla cattiva strada».'' (da ''La cattiva strada''<ref name=degregori>Testo di Fabrizio De André e [[Francesco De Gregori]].</ref>, n. 1)
*''Un po' di tempo fa | eravamo distratti | lei portava calze verdi | e dormiva con tutti. | «Ma cosa fai domani» | non lo chiese mai a nessuno | s'innamorò di tutti noi | non proprio di qualcuno''. (da ''Nancy'', n. 3)
*''E un po' di tempo fa | col telefono rotto | cercò dal terzo piano | la sua serenità''. (da ''Nancy'', n. 3)
*''E nel vuoto della notte | quando hai freddo e sei perduto | è ancora [[Nancy (nome)|Nancy]] che ti dice | «Amore, sono contenta che sei venuto».'' (da ''Nancy'', n. 3)
*''E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa | nell'imbuto di un polsino slacciato.'' (da ''Giugno '73'', n. 5)
*''Io mi dico: è stato meglio [[Separazione|lasciarci]] | che non esserci mai incontrati.'' (da ''Giugno '73'', n. 5)
*''Perché già dalla prima [[trincea]] | ero più curioso di voi, | ero molto più curioso di voi.'' (da ''Amico fragile'', n. 8)
*''«Lo sa che io ho perduto due figli». | «Signora lei è una donna piuttosto distratta».''<ref>{{Cfr}} [[Barzellette dalle canzoni]].</ref> (da ''Amico fragile'', n. 8)
*''Pensavo è bello che dove finiscono le mie dita | debba in qualche modo incominciare una [[chitarra]].'' (da ''Amico fragile'', n. 8)
*''Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta | fino a vederle spalancarsi la bocca.'' (da ''Amico fragile'', n. 8)
*''Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane | il mio è un po' di tempo che si chiama [[Libero (nome)|Libero]].'' (da ''Amico fragile'', n. 8)
*''Potevo attraversare litri e litri di corallo | per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.'' (da ''Amico fragile'', n. 8)
*''E mai che mi sia venuto in mente | di essere più ubriaco di voi, | di essere molto più ubriaco di voi.'' (da ''Amico fragile'', n. 8)
=== ''Rimini'' ===
'''Etichetta''': Dischi Ricordi, 1978. Testi di Fabrizio De André e [[Massimo Bubola]] (tranne traccia n. 5).
*''[[Teresa]] ha gli occhi secchi | guarda verso il mare | per lei figlia di pirati | penso che sia normale.'' (da ''Rimini'', n. 1)
*''E due errori ho commesso | due errori di saggezza | abortire l'America | e poi guardarla con dolcezza.'' (Colombo: da ''Rimini'', n. 1)
*''Ma voi che siete uomini | sotto il vento e le vele | non regalate terre promesse | a chi non le mantiene.'' (Colombo: da ''Rimini'', n. 1)
*''E un errore ho commesso – dice – | un errore di saggezza | [[aborto|abortire]] il figlio del bagnino | e poi guardarlo con dolcezza.'' (Teresa: da ''Rimini'', n. 1)
*''Ma voi che siete a [[Rimini]] | tra i gelati e le bandiere | non fate più scommesse | sulla figlia del droghiere.'' (Teresa: da ''Rimini'', n. 1)
*''Chiama i [[ricordo|ricordi]] col loro nome | volta la carta e finisce in gloria.'' (da ''Volta la carta'', n. 2)
*''Quando ero piccolo m'innamoravo di tutto | correvo dietro ai cani''. (da ''Coda di lupo'', n. 3)
*''Capelli corti generale ci parlò all'Università | dei fratelli tute blu che seppellirono le asce | ma non fumammo con lui non era venuto in pace | e a un dio fatti il culo non credere mai.'' (da ''Coda di lupo'', n. 3)
*''E a un dio senza fiato non credere mai.'' (da ''Coda di lupo'', n. 3)
*''E [[Andrea]] l'ha perso, ha perso l'amore, la perla più rara | e Andrea ha in bocca un dolore, la perla più scura.'' (da ''Andrea'', n. 4)
*''Il secchio gli disse: «Signore il [[pozzo]] è profondo | più fondo del fondo degli occhi della Notte del Pianto» | lui disse: «Mi basta, mi basta che sia più profondo di me».'' (da ''Andrea'', n. 4) {{NDR|[[ultime parole dalle canzoni|ultime parole]] di Andrea}}
*''Mia madre mi disse: «Non devi giocare | con gli zingari nel [[bosco]]» | ma il bosco era scuro, l'erba già verde, | lì venne [[Sally (nome)|Sally]] con un tamburello. | Ma il bosco era scuro, l'erba già alta, | dite a mia madre che non tornerò.'' (da ''Sally'', n. 7)
*''Con due gocce d'[[eroina]] s'addormentava il cuore.'' (da ''Sally'', n. 7)
*''Mi svegliai sulla quercia, l'[[assassino]] era fuggito, | dite al pesciolino che non tornerò. | Mi guardai nello stagno, l'assassino si era già lavato, | dite a mia madre che non tornerò.'' (da ''Sally'', n. 7)
=== ''Fabrizio De André (L'indiano)'' ===
'''Etichetta''': Dischi Ricordi, 1981. Testi di Fabrizio De André e [[Massimo Bubola]] (tranne traccia n. 4).
*''Quello che non ho sono le tue pistole | per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole.'' (da ''Quello che non ho'', n. 1)
*''Quello che non ho è quel che non mi manca''. (da ''Quello che non ho'', n. 1)
*''Quello che non ho sei tu dalla mia parte.'' (da ''Quello che non ho'', n. 1)
*''[[Notte]] sola sola come il mio fuoco | piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco.'' (da ''Canto del servo pastore'', n. 2)
*''Fu un generale di vent'anni | occhi turchini e giacca uguale | fu un generale di vent'anni | figlio d'un temporale.'' (da ''Fiume Sand Creek'', n. 3)
*''Chiusi gli occhi per tre volte | mi ritrovai ancora lì | chiesi a mio nonno è solo un sogno | mio nonno disse sì.'' (da ''Fiume Sand Creek'', n. 3)
*''Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso | il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso''. (da ''Fiume Sand Creek'', n. 3)
*''E se vai all'Hotel [[Supramonte]] e guardi il cielo | tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo.'' (da ''Hotel Supramonte'', n. 5)
*''Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile, | grazie a te ho una barca da scrivere, ho un treno da perdere | e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve | sul tuo corpo così dolce di fame, così dolce di sete. | Passerà anche questa stazione senza far male | passerà questa pioggia sottile come passa il dolore''. (da ''Hotel Supramonte'', n. 5)
*''Ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano | cosa importa se sono caduto se sono lontano | perché domani sarà un giorno lungo e senza parole | perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole''. (da ''Hotel Supramonte'', n. 5)
*''Hanno detto che [[Franziska (nome)|Franziska]] | è stanca di posare | per un uomo che dipinge | e non la può guardare.'' (da ''Franziska'' n. 6)
*''Filo filo del mio cuore che dagli occhi porti al mare | c'è una lacrima nascosta che nessuno mi sa disegnare.'' (da ''Franziska'' n. 6)
*''Se ti tagliassero a pezzetti | il vento li raccoglierebbe | il regno dei ragni cucirebbe la pelle | e la luna tesserebbe i capelli e il viso | e il polline di Dio | di Dio il sorriso.'' (da ''Se ti tagliassero a pezzetti'', n. 7)
*''Ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso | ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.'' (da ''Se ti tagliassero a pezzetti'', n. 7)
*''E adesso aspetterò domani | per avere nostalgia | signora [[libertà]] signorina fantasia | così preziosa come il vino così gratis come la tristezza | con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.'' (da ''Se ti tagliassero a pezzetti'', n. 7)
: ''Signora libertà signorina [[anarchia]].'' (variante presente nell'album ''Ed avevamo gli occhi troppo belli'', 2001)
*''E ora non piangere perché | presto la notte finirà | con le sue perle stelle e strisce | in fondo al cielo | e ora sorridimi perché | presto la notte se ne andrà | con le sue stelle arrugginite | in fondo al mare.'' (da ''Verdi pascoli'', n. 8)
=== ''Crêuza de mä'' ===
'''Etichetta''': Dischi Ricordi, 1984, prodotto da Mauro Pagani, Fabrizio De André. Testi di Fabrizio De André e [[Mauro Pagani]].
*''«Ombre di facce, facce di [[Marinaio|marinai]], | da dove venite, dov'è che andate?». | «Da un posto dove la luna si mostra nuda | e la notte ci ha puntato il coltello alla gola».''
:''«Umbre de muri, muri de mainé, | dunde ne vegni, duve l'è ch'ané?». | «Da 'n scitu duve a l'ûn-a a se mustra nûa | e a neutte a n'à puntou u cutellu ä gua».'' (da ''Crêuza de mä'', n. 1)
*''Gente di [[Lugano]]: facce da tagliaborse, | quelli che della spigola preferiscon l'ala. | Ragazze di famiglia: odore di buono, | che le puoi guardare senza il condom.''
:''Gente de Lûgan: facce da mandillä, | qui che du luassu preferiscian l'ä. | Figge de famiggia: udú de bun, | che ti peu ammiàle senza u gundum.'' (da ''Crêuza de mä'', n. 1)
*''Dove c'è [[pelo]] c'è amore.''
:''Duve gh'è pei gh'è amù.'' (da ''Jamin-a'', n. 2)
*''Amore, mio bell'amore, | la [[sfortuna]] è un avvoltoio | che gira intorno alla testa dell'imbecille. | Amore, mio bell'amore, | la sfortuna è un pisello | che vola intorno al sedere più vicino.''
:''Amü, me bell'amü, | a sfortûn-a a l'è 'n grifun | ch'u gia 'ngiu ä testa du belinun. | Amü, me bell'amü, | a sfortûn-a a l'è 'n belin | ch'ù xeua 'ngiu au cû ciû vixin.'' (da ''Sinàn Capudàn Pascià'', n. 4)
*''A [[Pianderlino]] succhia cazzi, | alla [[Foce (Genova)|Foce]] cosce da schiaccianoci, | in [[Carignano (Genova)|Carignano]] fiche di terza mano | e a [[Ponticello (Genova)|Ponticello]] gli mostrano l'uccello.''
:''A Ciamberlin sûssa belin, | ä Fuxe cheusce de sciaccanuxe, | in Caignàn musse de tersa man | e in Puntexellu ghe mustran l'öxellu.'' (da ''A dumenega'', n. 6)
*''E in un berretto nero | la tua foto da ragazza | per poter baciare ancora [[Genova]] | sulla tua bocca in naftalina.''
:''E 'nte 'na beretta neigra | a teu fotu da fantinn-a | pe puèi baxâ ancún Zena | 'nscià teu bucca in naftalin-a.'' (da ''D'ä mæ riva'', n. 7)
=== ''Le nuvole'' ===
'''Etichetta''': Dischi Ricordi/Fonit Cetra, 1990, prodotto da Mauro Pagani, Fabrizio De André.
*''Vanno | vengono | per una vera | mille sono finte | e si mettono lì tra noi e il cielo | per lasciarci soltanto | una voglia di pioggia.'' (da ''Le [[nuvole]]'', n. 1)
*''Ah che bell' 'o [[caffè|cafè]] | pure in carcere 'o sanno fâ | co' â ricetta ch'a Ciccirinella | compagno di cella | ci ha dato mammà.'' (da ''Don Raffae'''<ref name=bubola>Testo di Fabrizio De André e [[Massimo Bubola]].</ref>, n. 3)
*''Prima pagina venti notizie | ventun'ingiustizie e lo [[Stato]] che fa? | Si costerna, s'indigna, s'impegna | poi getta la spugna con gran dignità''. (da ''Don Raffae'''<ref name=bubola/>, n. 3)
*''Con rispetto s'è fatto le [[tre di pomeriggio|tre]], | volite 'a spremuta o volite 'o cafè.'' (da ''Don Raffae'''<ref name=bubola/>, n. 3)
*''Qui non c'è più decoro, le [[prigione|carceri]] d'oro | ma chi l'ha mai viste, chissà? | Chiste so' fatiscienti, pe' chisto i fetienti | se tengono l'[[Immunità (diritto)|immunità]].'' (da ''Don Raffae'''<ref name=bubola/>, n. 3)
*''Il ministro dei temporali | in un tripudio di tromboni | auspicava democrazia | con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni''. (da ''La domenica delle salme'', n. 4)
*''«Voglio vivere in una città | dove all'ora dell'[[aperitivo]] | non ci siano spargimenti di sangue | o di detersivo».'' (da ''La domenica delle salme'', n. 4)
*''A tarda sera io e il mio illustre cugino [[Oswald de Andrade|De Andrade]] | eravamo gli ultimi cittadini liberi | di questa famosa città civile | perché avevamo un cannone nel cortile.''<ref>{{cfr}} [[Oswald de Andrade]], ''Serafino Ponte Grande'', traduzione di Daniela Ferioli, Einaudi, 1976, p. 46: «Ma io sono l'unico libero cittadino di questa famosa città, perché ho un cannone nel cortile».</ref> (da ''La domenica delle salme'', n. 4)
*''La domenica delle salme | nessuno si fece male, | tutti a seguire il [[bara|feretro]] | del defunto ideale, | la domenica delle salme | si sentiva [[Canzoni dalle canzoni|cantare]] | «quant'è bella giovinezza | non vogliamo più invecchiare».'' (da ''La domenica delle salme'', n. 4)
*''«Voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio | coi pianoforti a tracolla vestiti da Pinocchio | voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti | per l'Amazzonia e per la pecunia | nei palastilisti | e dai padri Maristi | voi avevate voci potenti | lingue allenate a battere il tamburo | voi avevate voci potenti | adatte per il vaffanculo».'' (da ''La domenica delle salme'', n. 4)
*''La domenica delle salme | gli addetti alla nostalgia | accompagnarono tra i flauti | il cadavere di [[Utopia]]''. (da ''La domenica delle salme'', n. 4)
*''Mentre il cuore d'Italia | da Palermo ad Aosta | si gonfiava in un coro | «di vibrante protesta».'' (da ''La domenica delle salme'', n. 4)
*''Metterai la scopa dritta in un angolo | che se dalla cappa scivola in cucina la strega | a forza di contare le paglie che ci sono | la [[Cima alla genovese|cima]] è già piena, è già cucita.''
:''Ti mettiàe ou brùgu rèdennu'nte 'n cantùn | che se d'à cappa a sgùggia 'n cuxin-a stria | a xeùa de cuntà 'e pàgge che ghe sùn | 'a cimma a l'è za pinn-a, a l'è za cùxia.'' (da '''Â çímma''<ref name=fossati>Testo di Fabrizio De André e [[Ivano Fossati]].</ref>, n. 7)
*{{NDR|Sulla [[Cima alla genovese|cima]]}} ''Bel guanciale, materasso di ogni ben di Dio | prima di battezzarla nel preboggion | con due aghi dritti in punta di piedi | da sopra a sotto svelto la pungerai.''
:''Bell'oueggè, strapunta de tùttu bun | prima de battezàlu 'ntou prebuggiun | cun dui aguggiuìn dritu 'n pùnta de pè | da sùrvia 'n zù fitu ti 'a punziggè.'' (da '''Â çímma''<ref name=fossati/>, n. 7)
*''[[Mangiare|Mangiate]], mangiate, | non sapete chi vi mangerà''.
:''Mangè, mangè, | nu séi chi ve mangià.'' (da '''Â çímma''<ref name=fossati/>, n. 7)
*''E nel nome di Maria | tutti i diavoli da questa pentola | vadano via''.
:''E 'nt'ou núme de Maria | tûtti diài da sta pûgnatta | anène via.'' (da '''Â çímma''<ref name=fossati/>, n. 7)
*''Oh bello mio, | gli occhi mi bruci. | Il bello mio | carnevale di baci. | Oh bello mio, | il cuore mi cuci.''
:''Oh beddu meu, | l'occhi mi bruxi. | Lu beddu meu | carrasciale di baxi. | Oh beddu meu, | lu core mi cuxi.'' (l'asina: da ''Monti di Mola'', n. 8)
*''Ma nulla si può fare, nulla | in [[Gallura]] | che non lo vengano a sapere | in un'ora.''
:''Ma nudda si po' fâ, nudda | in Gaddura | che no lu énini a sapi | int'un'ora.'' (da ''Monti di Mola'', n. 8)
=== ''Anime salve'' ===
'''Etichetta''': BMG Ricordi, 1996, prodotto da Fabrizio De André, Piero Milesi. Testi di Fabrizio De André e [[Ivano Fossati]].
*''Nel dormiveglia della corriera | lascio l'infanzia contadina | corro all'incanto dei desideri | vado a correggere la fortuna.'' (da ''Prinçesa'', n. 1)
*''E allora il bisturi per seni e fianchi | una vertigine di anestesia | finché il mio corpo mi rassomigli | sui lungomare di Bahia.'' (da ''Prinçesa'', n. 1)
*''Dove tra ingorghi di desideri | alle mie natiche un maschio s'appende | nella mia carne tra le mie labbra | un uomo scivola l'altro si arrende.'' (da ''Prinçesa'', n. 1)
*''Il cuore rallenta la testa cammina | in quel pozzo di piscio e cemento | a quel campo strappato dal vento | a forza di essere vento.'' (da ''Khorakhané'', n. 2)
*''Per la stessa ragione del viaggio viaggiare.'' (da ''Khorakhané'', n. 2)
*''Saper leggere il libro del mondo | con parole cangianti e nessuna scrittura | nei sentieri costretti in un palmo di mano | i segreti che fanno paura | finché un uomo ti incontra e non si riconosce | e ogni terra si accende e si arrende la pace.'' (da ''Khorakhané'', n. 2)
*''I figli cadevano dal calendario | Iugoslavia Polonia Ungheria | i soldati prendevano tutti | e tutti buttavano via.'' (da ''Khorakhané'', n. 2)
*''E un sollievo di [[lacrime]] a invadere gli occhi | e dagli occhi cadere.'' (da ''Khorakhané'', n. 2)
*''Ora alzatevi spose bambine | che è venuto il tempo di andare | con le vene celesti dei polsi | anche oggi si va a caritare | E se questo vuol dire rubare | questo filo di pane tra miseria e fortuna | allo specchio di questa kampina | ai miei occhi limpidi come un addio | lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca | il punto di vista di Dio.'' (da ''Khorakhané'', n. 2)
*''Mille anni al mondo mille ancora | che bell'inganno sei anima mia | e che bello il mio tempo, che bella compagnia.'' (da ''Anime salve'', n. 3)
*''Sono state giornate furibonde | senza atti d'amore | senza calma di vento | solo passaggi e passaggi | passaggi di tempo.'' (da ''Anime salve'', n. 3)
*''Ore infinite come costellazioni e onde | spietate come gli occhi della memoria''. (da ''Anime salve'', n. 3)
*''Mi sono spiato illudermi e fallire | abortire i figli come i sogni | mi sono guardato piangere in uno specchio di neve | mi sono visto che ridevo | mi sono visto di spalle che partivo.'' (da ''Anime salve'', n. 3)
*''Nera di malasorte | che ammazza e passa oltre | nera come la sfortuna | che si fa la tana dove non c'è luna | nera di falde amare | che passano le bare.'' (da ''Dolcenera'', n.4)
*''E l'amore ha l'amore come solo argomento | e il tumulto del cielo ha sbagliato momento.'' (da ''Dolcenera'', n. 4)
*''Acqua che non s'aspetta | altro che benedetta | acqua che porta male | sale dalle scale | sale senza sale | acqua che spacca il monte | che affonda terra e ponte.'' (da ''Dolcenera'', n.4)
*''Come fa questo amore che dall'ansia di perdersi | ha avuto in un giorno la certezza di aversi.'' (da ''Dolcenera'', n. 4)
*''Così fu quell'amore dal mancato finale | così splendido e vero da potervi ingannare.'' (da '' Dolcenera'', n. 4)
*''E la moglie di Anselmo sta sognando del mare | quando ingorga gli anfratti | si ritira e risale | e il lenzuolo si gonfia sul capo dell'onda | e la lotta si fa scivolosa e profonda.'' (da ''Dolcenera'', n. 4)
*''Le [[acciuga|acciughe]] fanno il pallone | che sotto c'è l'[[alalunga]] | se non butti la rete | non te ne lascia una || alla riva sbarcherò | alla riva verrà la gente | questi pesci sorpresi | li venderò per niente''. (da ''Le acciughe fanno il pallone'', n. 5)
*''Se sbarcherò alla [[Foce (Genova)|foce]] | e alla foce non c'è nessuno | la faccia mi laverò | nell'acqua del torrente''. (da ''Le acciughe fanno il pallone'', n. 5)
*''Ogni tre ami | c'è una [[stella marina]] | amo per amo | c'è una stella che trema | ogni tre lacrime | batte la campana''. (da ''Le acciughe fanno il pallone'', n. 5)
*''E per tutti il [[dolore]] degli altri | è dolore a metà.'' (da ''Disamistade'', n. 6)
*''Si accontenta di cause leggere | la guerra del [[cuore]]''. (da ''Disamistade'', n. 6)
*''Che ci fanno queste figlie | a ricamare e cucire | queste macchie di lutto | rinunciate all'amore. | Fra di loro si nasconde | una speranza smarrita | che il nemico la vuole | che la vuol restituita''. (da ''Disamistade'', n. 6)
*''Luce luce lontana | più bassa delle stelle | sarà la stessa mano | che ti accende e ti spegne.'' (da ''Ho visto Nina volare'', n. 8)
*''Ho visto [[Nina (nome)|Nina]] volare | tra le corde dell'altalena | un giorno la prenderò | come fa il vento alla schiena.'' (da ''Ho visto Nina volare'', n. 8)
*''Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria | col suo marchio speciale di speciale disperazione | e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi | per consegnare alla morte una goccia di splendore | di umanità di verità.'' (da ''Smisurata preghiera'', n. 9)
*''Ricorda Signore questi servi disobbedienti | alle leggi del branco | non dimenticare il loro volto | che dopo tanto sbandare | è appena giusto che la fortuna li aiuti | come una svista | come un'anomalia | come una distrazione | come un dovere...'' (da ''Smisurata preghiera'', n. 9)
=== Non incluse negli album ===
*''Senza pretesa di voler strafare | io dormo al giorno quattordici ore | anche per questo nel mio rione | godo la fama di fannullone.'' (da ''Il Fannullone''<ref name=villaggio/>, 1963)
*''Ma tu dicevi: "Il cielo | è la mia unica fortuna | e l'acqua dei piatti | non rispecchia la luna.'' (da ''Il Fannullone''<ref name=villaggio/>, 1963)
*''Non sono poi quel cagnaccio malvagio | senza morale straccione e malvagio | che si accontenta di un osso bucato | con affettuoso disprezzo gettato.'' (da ''Il Fannullone''<ref name=villaggio/>, 1963)
*''Pensasti al matrimonio | come al giro di una danza | amasti la tua donna | come un giorno di vacanza.'' (da ''Il Fannullone''<ref name=villaggio/>, 1963)
*''Impiccheranno Geordie con una corda d'oro, | è un privilegio raro. | Rubò sei cervi nel parco del re | vendendoli per denaro.'' (da ''Geordie''<ref name=geordie>Testo tradizionale inglese riadattato in italiano da Fabrizio De André.</ref>, 1966)
*''Né il cuore degli inglesi né lo scettro del re | Geordie potran salvare, | anche se piangeranno con te | la legge non può cambiare.'' (da ''Geordie''<ref name=geordie/>, 1966)
*''[[Titti (nome)|Titti]] aveva due amori | uno in terra uno in cielo | insomma di segno contrario | uno buono uno vero.'' (da ''Titti''<ref name=bubola/>, 1980)
*''Per il segno che c'è rimasto | non ripeterci quanto ti spiace | non ci chiedere più come è andata | tanto lo sai che è una storia sbagliata.'' (da ''Una storia sbagliata''<ref name=bubola/><ref>Il testo del brano è dedicato a [[Pier Paolo Pasolini]].</ref>, 1980)
*''La bella che è addormentata, | lalalà, lalalà, lalalà, | ha un nome che fa paura: | libertà, libertà, libertà.''<ref>[https://www.youtube.com/watch?v=2a_7vjhYHc8 Audio] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> (da ''Ed avevamo gli occhi troppo belli'', 2001)
==''Amico fragile. {{small|Fabrizio De André}}''==
*[[Genova]]. Che cosa significa, per me? Ho avuto la fortuna di nascere in questa etnia, in questo piccolo mondo dove si parla una lingua diversa, che faceva parte di uno stato molto più grande ma con un idioma, una cucina, una cultura autonomi. Questo ti fa sentire così vicino a queste persone che condividono la tua diversità, ti senti a tua volta differente dal resto del mondo, sei membro di una grande famiglia di settecentomila persone che ha usi e costumi tutti suoi. E se arrivi a Milano, ci arrivi come un immigrato dal Sud. (pp. 8-9)
*Da dove viene la nostalgia che tutti noi abbiamo di Genova? Tu dici, e hai ragione, che la nostra tradizione musicale è piena di emigranti che rimpiangono la loro città e sognano di tornarvi, il che si ritrova anche nella canzone napoletana e in quelle di altre città di mare, mentre non succede a Milano o a Torino. Ma forse questo dipende dal fatto che i milanesi sono nati ricchi, e i loro affari li hanno sulla terraferma, mentre i genovesi sono nati poveri, e i loro commerci hanno dovuto farli via mare, lontano da casa. (p. 9)
*[...] Genova è anche il profumo e il sapore della [[Cucina genovese|sua cucina]]. Come quelli del [[pesto]], che facciamo a Milano o in Gallura, io e Dori, mettendoci dentro tante noci perché non sappia di menta: come capita quando il pesto lo fai lontano da Genova. Perché solo il [[basilico]] di Genova "non ne sa". (p. 10)
*Mi ricordo che un giorno presi mia madre e le diedi uno spintone mandandola contro una finestra, tanto che si tagliò dappertutto, e [[Giuseppe De André|mio padre]] decise di darmi una lezione. Mi diede tante cinghiate da farmi lievitare il culo come un pandolce, poi mi chiese: «Hai niente da dire alla mamma?» Io risposi di no. Lui, per rappresaglia, prese i miei album di figurine – ne avevo cinque o sei – e me li bruciò tutti in mezzo alla stanza. Io rimasi impassibile. Lui afferrò una scarpa e mi picchiò in testa col tacco. Poi ripeté: «Hai niente da dire alla mamma?» «No», risposi. Se ne andò, avevo vinto io. (p. 20)
*Usavo plettri di gomma per scimmiottare lo stile di [[Jim Hall|Jimmy Hall]], un chitarrista che produceva un suono soffice come la neve. (p. 42)
*In [[Georges Brassens|Brassens]] si intrecciavano tre culture: quella mitteleuropea, col valzer, quella francese, con la giava, e quella napoletana, con la tarantella [...]. Ecco perché le mie prime canzoni vivevano su quei ritmi e su quella atmosfera. Poi mi intrigava il fatto che trattasse temi scabrosi, di grande rilevanza sociale, buttandoli via, cantandoli con una nonchalance da teatrante inglese, più che francese: perché il teatrante francese è enfatico, declamatorio, quello inglese dice cose terrificanti con una specie di indifferenza glaciale. Brassens, insomma, fu il mio grande modello anche se, avendone avuta l'occasione, ho sempre evitato di conoscerlo di persona: mi serviva troppo tenermelo come mito; se questo mito, conoscendolo, fosse crollato mi sarebbe crollato il mondo. Sicché, ho preferito immaginarmelo soltanto attraverso le sue canzoni. (p. 43)
*{{NDR|Su [[Luigi Tenco]]}} Lasciamolo in pace, smettiamo di disseppellirlo. (p. 57)
*{{NDR|Sui suoi carcerieri}} [...] non posso dire che mi facessero paura. Sono più portato a scrutare la vita altrui di quanto non faccia con la mia, mi attirano i perdenti, mi sentivo un soggetto osservatore, più che una vittima. Pensavo che i veri sequestrati fossero loro, che vivevano le stesse nostre scomodità per un compenso davvero misero [...]. Alle mie canzoni, a parte le più vecchie come ''Il pescatore'' o ''Bocca di rosa'', preferivano quelle di [[Francesco Guccini|Guccini]]. Una volta pregarono Dori, invano, di cantare qualche cosa per loro. Brani che scrissi dopo nacquero dalle loro riflessioni, come ''Quello che non ho'', o da storie vere che mi raccontarono, come ''Franziska''. (p. 115)
*Scrivere canzoni in italiano è difficile tecnicamente, perché le esigenze della metrica ti rendono necessaria una gran quantità di parole tronche, che in italiano non ci sono, o comunque non abbondano. A questo punto ti vedi costretto, per garantire la qualità estetica del verso, a cambiare addirittura il senso di quello che vuoi dire. Invece il genovese è una lingua agile, è possibile trovare un sinonimo tronco che abbia lo stesso senso della traccia in prosa che tu hai buttato giù per poi tradurla in versi, visto che difficilmente le idee ti nascono già organizzate metricamente. È un problema che abbiamo noi italiani, mentre inglesi e francesi non l'hanno, dato che la loro lingua è molto più ricca di vocaboli tronchi, e che, scrivendo in genovese, è stato assai più facile risolvere. (p. 136)
*Aspetterò domani, dopodomani e magari cent'anni ancora finché la signora Libertà e la signorina [[Anarchia]] verranno considerate dalla maggioranza dei miei simili come la migliore forma possibile di convivenza civile, non dimenticando che in Europa, ancora verso la metà del Settecento, le istituzioni [[repubblicanesimo|repubblicane]] erano considerate utopie. E ricordandomi con orgoglio e rammarico la felice e così breve esperienza libertaria di [[Rivolta di Kronštadt|Kronstadt]], un episodio di fratellanza e di egalitarismo repentinamente preso a cannonate dal signor [[Lev Trockij|Trotzkij]]. (p. 157)
*{{NDR|Sull'[[emarginazione]]}} Ti sottrae al potere e quindi al fango. Ti avvicina al punto di vista di Dio. (p. 159)
== E poi, il futuro ==
* Toglietemi la protesta e non farò più una canzone. Ma la protesta deve essere due cose, innanzitutto autentica, poi meditata. E poi agganciata alla vita, alle esperienze che abbiamo vissuto e che ci hanno lasciato la bocca amara. (p. 59)
==''Sotto le ciglia chissà - I diari''==
*Per quel poco che so, una lingua decade a livello di dialetto (o un dialetto assurge a dignità di lingua), soltanto per motivi storico-politici e non per motivi intrinsechi all'idioma stesso. Questo italiano, questo dialetto fiorentino che è partito come volgare, è diventato lingua aulica, bacchettona, borghesona e bigotta, attraverso la quale non si possono esprimere neanche tutti i termini del vocabolario: se dici fica, già ti espellono dall'albergo. A Genova, chiunque dica ''mussa'' e dica ''belín'' non provoca alcun scandalo. Se lo dici in italiano casca il mondo. (p. 39)
*[[Genova]] ha avuto un ruolo fondamentale. Perché Genova è una città ipercritica. Se non fai ridere o non fai piangere, è meglio che smetti di fare quei mestieri lì. È una città severissima e in questo senso trovo che somigli parecchio alla Sardegna. (p. 43)
*Alle 13 imbocchiamo il canale di Idra: è un'altra di quelle giornate in cui gli alberi corrono dietro ai cani. Tornare indietro è un atteggiamento che per carattere mi dà una repulsione fisica: rivedere questi cazzi di paesini è come ritornare con una donna già scopata e di cui non ti è mai fregato un cazzo (la famosa ribollita). Tornare a [[Genova]] è diverso, a Genova ritornerò volentieri perché Genova è mia moglie. (pp. 43-44)
*''Che ne sai tu del mare | [[Genova|genovese]] di sto cazzo | sempre appeso alle tue tasche. | Invece il [[mare]] è femmina | e non la puoi tradire | con le sue curve azzurre | a sfruculiare le terre... | e non lo puoi capire.'' (p. 58)
*I [[Dialetto|dialetti]] sono idiomi non imposti dall'autorità, ma inventati dalle etnie che hanno avuto l'urgenza di comunicare: dico l'urgenza ma in effetti hanno avuto miracoli di tempo a disposizione per inventare, per impegnarsi nell'affinare linguaggi che sempre più rassomigliassero a loro e al loro circostante. Forse non è azzardato dire che le lingue locali assomigliano un po' ai posti dove vengono parlate: così certe asperità che riscontro nell'aostano e che sembrano rispondere, fare da eco, alla durezza delle rocce delle montagne che le circondano, si addolciscono nel piemontese della grande pianura, che suona dolce come dolce suona la lingua della vicina Francia.<br>Allo stesso modo la vischiosità del [[Lingua ligure|ligure]], del genovese in particolare, non è poi tanto lontano dal ''lepego'', dalla scivolosità dei ponti delle barche e dei moli. (p. 65)
*Quando un [[marinaio|navigante]] abbandona la banchina del porto della città in cui vive, arriva il momento del distacco dalla sicurezza, dalla certezza, sotto specie magari di una moglie, custode appunto del talamo nuziale, agitante un fazzoletto chiaro e lacrimato dalla riva, il distacco dal pezzetto di giardino, dall'albero del limone e, se il navigante parte da [[Genova]], sicuramente dal vaso di basilico piantato lì sul balcone, a far venire appetito agli altri, a quelli che restano, ai disertori del mare. (p. 78)
*Parafrasando [[Gustave Flaubert|Flaubert]], si può dire che mentre il Padreterno a [[Genova]] ha dato il sole ed il mare, ai [[Milano|milanesi]] ha lasciato la pioggia perché avessero un argomento di conversazione, poi ci ha ripensato e gli ha dato anche la nebbia, in modo che di argomenti di conversazione ancora oggi ne abbiano due.<br>Eppure, in mezzo a questo sole e a questo azzurrissimo (si fa per dire) mare, sono capitate terribili tragedie, fra cui il relativamente recente naufragio della London Valour. (p. 80)
*Era la solita madre generosa nella spettacolarità dei paesaggi obliqui e cangianti, mamma affettuosa nell'elargizione di un clima da Shangri-La, genitrice estremamente severa nei confronti di chi si fosse lasciato cogliere addormentato al ritmo del suo respiro mediterraneo, sempre tiepido.<br>Quella era la [[Genova]] da cui mi dividevo per incidente d'amore e finimmo per disparentarci. Due soggetti diversi: lei a cullare i figli rimasti a casa, i prediletti parrocchiani del lungomare domenicale o i ruvidi altercanti vestiti da principi camalli e da imprenditori porporati: io a coltivare fumose Lombardie di sconfinata femminilità. Un ex figlio stronzo e dimenticato io per lei, e lei per me un grembiulone azzurro e profumato di cui ricordare ogni tanto l'odore di maggiorana: insomma una città da rimpiangere. (pp. 83-84)
*{{NDR|Su [[Cristoforo Colombo]]}} Mi pare che a [[Genova]] sia piuttosto diffuso un generale atteggiamento di stupita rassegnazione, un atteggiamento di disprezzo tipico di noi genovesi che, malgrado i luoghi comuni, siamo molto più sensibili alle critiche di ordine morale di quanto non lo siamo al luccichio delle monete. [...] Tutto ciò ha fatto ricadere sull'incolpevole e meravigliata Genova quasi l'onta di avere dato i natali ad un genio della navigazione, un uomo tendenzialmente mite che compì, negli anni della sua maturità, il grave errore di anteporre il desiderio di gloria e ricchezza a quei principî etici cui nessun uomo veramente grande dovrebbe mai venir meno, indipendentemente dal periodo storico in cui è vissuto. (pp. 97-98)
*A [[Milano]] camminano tutti come topi, utilizzando in tempi brevissimi spazi ridottissimi; a [[Tempio Pausania|Tempio]] succede l'esatto contrario: abbiamo tutti un passo da grandi distanze e da scarse preoccupazioni; gli spazi sono ancora enormi ed i tempi di realizzazione di molti progetti possono considerarsi addirittura «tempi geologici». [[Genova]], da questo punto di vista, rappresenta un'invidiabile via di mezzo. (p. 131)
*[[Genova]] sta a [[Milano]] come grossomodo l'Italia sta alla Germania. Le popolazioni infreddolite hanno sempre fatto di tutto per venire a pisciare nei nostri mari le loro nebbie invernali. (p. 132) {{NDR|[[proporzioni|proporzione]]}}
*[[Genova]] è stata una palestra in cui mi sono esercitato a vivere e quindi, grazie anche alle culture limitrofe, a pensare, a scrivere e a suonare. (p. 135)
*''E sulla tua [[Genova]] sepolta | non una manciata di terra ma | una cascata di foglie secche | con la faccia di Marx. | Nella tua solitudine piena di facce | di bambini e soldati | ti sei mai chiesto | perché sfidare il mare?'' (p. 136)
*Indipendentemente dal gioco e dal risultato difficilmente direi che la partita ha tutte le caratteristiche della vecchia lotta di classe: un Genoa proletario contro un Milan plutocrate e pluridecorato. (p. 212)
*Il [[Lingua ligure|genovese]] sembra la lingua creata per le canzoni come l'[[Lingua ebraica|ebraico]] quella delle profezie. (p. 234)
==''Una goccia di splendore''==
*Sono le persone che creano i problemi che non cambiano.
*Se i cosiddetti "migliori" di noi avessero il coraggio di sottovalutarsi almeno un po' vivremmo in un mondo infinitamente migliore.
*Le vere domande e le vere risposte non sono fatte di parole: sono fatte di azioni, di gesti, di atti, di opere in cui possono anche essere compresse le parole. Eppure ogni cosa fatta in qualche modo la si paga in ansia, in insuccesso e, se tutto va bene, in nostalgia.
*È molto più difficile essere capiti facendo del [[bene e male|bene]] che del [[bene e male|male]].
*La [[sinistra]] non deve dare ai vecchi un "passato", ma un futuro.
*Il capitalismo non può essere democratico.
*[[Anarchia|Anarchismo]] possibile in un nuovo sistema dei bisogni, finalmente liberato dalla necessità. Purtroppo le necessità esistono ancora.
*Agli estorsori di consensi convengono i [[disagio|disagi]] sociali degli uomini: gli uomini disagiati, senza lavoro, senza soldi, sono facilmente orientabili, sono facilissime fonti di consensi (anche elettorali).
*{{NDR|Alla domanda "''Il denaro la attrae, signor De André?''" di un giornalista}} Sì, sono io che non sono mai riuscito ad attrarre lui.
*Cosa farò dei soldi di questo disco? Non so se spenderli nel farmi tirare la faccia per sembrare più giovane, o se usarli per concedermi il tempo di scrivere qualcosa di serio, per sembrare più vecchio.
*La storia la scrive chi vince.
*Non è mai stata scritta una storia della pace.
*Perché non c'è mai stato uno [[scrittore]] come ministro della cultura?
*La [[televisione]] è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce.
*Certe volte mi chiedo se noi che cantiamo insieme al pubblico non siamo rimasti per caso un "club" di signorine romantiche che giocano a "palla a mano" fra le mura di un giardino di melograni mentre fuori la gente si sbrana.
*Non chiedete a uno [[scrittore]] di canzoni che cosa ha pensato, che cosa ha sentito prima dell'opera: è proprio per non volervelo dire che si è messo a scrivere. La risposta è nell'opera.
*Perché [[scrittura|scrivo]]? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O Anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile.
*La musica non è simbolica. La musica rappresenta se stessa. È un fenomeno protomentale, anticipa la ragione. Evoca, ma non simbolicamente.
*Nel trasformare in musica cantata una poesia non esiste un'antinomia radicale. Esiste, semmai, l'esigenza formale di volgarizzare quella poesia, nel senso di modificarne il lessico interpolandolo con un linguaggio volgare, che possa raggiungere sentimento e ragione di un uditorio più vasto. Tutto ciò con l'aiuto della magia della musica, che rimane l'unico linguaggio universale che io conosca.
*Gli [[artista|artisti]], maledizione! Un intellettuale integrato, poverino, io lo capisco: è uno che legge dentro le righe e capisce quello che succede molto più degli altri. Capisco che se non è artista, se non riesce a trasformare quello che capisce in qualcosa d'altro che arriva ancora meglio, deve integrarsi: l'artista è un anticorpo che la società si crea contro il potere. Se si integrano gli artisti, ce l'abbiamo nel culo!
*Il cuore del [[marinaio]] è sempre all'asciutto, a scaldarsi intorno al fuoco. Il marinaio non ama il mare: ci lavora e lo teme. Sogna di avere sempre la terra sotto i piedi, ricorda gli aromi, i volti e i sapori di casa.
*Mi comperai la vita con i canti e i sorrisi.
*Non essendo padrone che di una piccola arte spesso dovetti cambiarla con il cibo.
*Noi {{NDR|artisti}} siamo dei venditori. Bisogna vedere se siamo abbastanza onesti da vendere carne fresca oppure carne marcia.
*Raramente un artista è stato un eroe. Più spesso vive isolato e come timidissimo coniglio.
*Non aver casa vuol dire avere la cultura della strada, per capire il cielo e le nuvole, per conoscere le erbe e i frutti, per guidare il carretto o la macchina, per farsi obbedire dal cavallo ed evitare i poliziotti. Scrivere comporta tempo, anche per le chiacchiere di un concerto. Ma è meglio non scrivere una frase intera piuttosto che togliere una sola parola che dia il senso a una frase.
*[[Gli uomini si dividono in due categorie]]: quelli che [[pensare|pensano]] e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare.
*I finali eclatanti a strappare l'applauso di solito me li riservo per le canzoni.
*Quando non hai nessuna possibilità di decidere del tuo destino, ti metti nelle mani di qualcuno che, in quel momento, speri che esista. E così ti arrendi alla tentazione della preghiera: non una preghiera tua, che forse non ne sei capace, ma una di quelle che ti hanno insegnato da bambino e che, magari, ti ricordi ancora a memoria.
*La cosa peggiore quando stai per morire è sapere che hai una possibilità di salvarti.
*Non mi sento responsabile d'essere migliore degli altri. Ciò che non sopporto è di provare piacere nel dimostrarlo.
*La [[solitudine]] (il [[silenzio]], suo stretto parente, bisogna imparare ad ascoltarlo. Il silenzio non esiste) non esiste; nel senso che la solitudine non consiste nello stare soli, ma piuttosto nel non sapersi tenere compagnia. Chi non sa tenersi compagnia difficilmente la sa tenere ad altri. Ecco perché si può essere soli in mezzo a mille persone, ecco anche perché ci si può trovare in compagnia di se stessi ed essere felici (per esempio ascoltando il silenzio, stretto parente della solitudine). Ma il silenzio vero non esiste, come non esiste la vera solitudine. Basta abbandonarsi alle voci dell'[[Universo]].
*Attraverso l'esercizio della solitudine si coltiva la [[dignità]]: trovo estremamente più dignitoso chiedere l'[[elemosina]] che fare le scarpe al proprio collega in ufficio.
*Il cancro e l'[[AIDS]] sono bestie educate: mangiano una ben misera razione di carne rispetto a quella che hai mangiato tu e non ti lasciano solo come tu tenti di fare con loro.
*Se credessi in Dio, crederei che la vita ci prometta un celestiale [[dessert]] dopo un orribile [[pasto]].
==Citazioni su Fabrizio De André==
*Aveva appena scritto ''Preghiera in gennaio'', in una notte. Volevo sapere come gli veniva l'ispirazione, mi raccontò che di giorno dormiva e di notte usciva e ascoltava i rumori della campagna. ([[Luigi Riva]])
*Ci siamo conosciuti perché era reciproca la curiosità. Capitò a Bologna, sarà stato il '66 [...] Addirittura avevamo pensato di fare, se non una tournée, un concerto assieme. Sarebbe stato "epocale" (si fa per dire, insomma). E poi per vari motivi non se n'è mai fatto niente. Lui disse anche: «...Sì, mi piacerebbe moltissimo eccetera, ma poi tu parli tanto, io invece non dico mai niente, non vorrei fare brutta figura...» Lui non diceva mai niente durante gli spettacoli. ([[Francesco Guccini]])
*Come diceva Fabrizio, una canzone può anche non servire, ma conviene sempre scriverla. ([[Cristiano De André]])
*Cosa ricordo più di mio padre? La sua ostinazione cui si contrapponeva la mia voglia di fargli dispetto. Avevamo solo ventitré anni di differenza. ([[Cristiano De André]])
*Doveva essere un bel "cazzaro". Te lo immagini a cena con il suo amico [[Paolo Villaggio|Villaggio]]? Non so cosa avrei dato per esserci. ([[Fiorello]])
*È stato un incontro devastante. Ho sentito per la prima volta a 16 anni ''Tutti morimmo a stento'' e rimasi folgorata, mi fece entrare nell'età adulta. De Andrè mi ha cambiato la vita, mi ha mostrato l'altra faccia della medaglia che io non conoscevo. Con lui ho scoperto che esistevano i diseredati, gli esclusi, la droga e le prostitute. Tutto quello che c'è dall'altra parte della luna. Mi ha insegnato che tutti possiamo sbagliare nella vita. Possiamo essere Bocca di rosa e Marinella. Non dobbiamo metterci sul pulpito e giudicare nessuno. È stato un maestro. ([[Fiorella Mannoia]])
*Fabrizio è tra i grandi poeti del rock, anzi per me è un santo. ([[Wim Wenders]])
*Fabrizio De André è uno chansonnier, e lo è nel senso più vero: il senso in cui la poesia, il testo letterario e la musica convivono necessariamente. ([[Mario Luzi]])
*Fabrizio è di tutti. ([[Dori Ghezzi]])
*Fabrizio era un uomo generoso e bellicoso, facile da amare e difficilissimo da andarci d'accordo. Uno dei ricordi più belli che conservo di lui è quando andammo all'Idroscalo di Milano sulle montagne russe del Luna Park, insieme a Dori: scendemmo felici e ubriachi con lo stomaco in bocca e andammo a finire la serata chissà dove. ([[Francesco De Gregori]])
*Fabrizio lo conoscevo bene, ci siamo sempre stimati, anche se frequentavamo ambienti molto diversi. Lui era figlio di uno degli uomini più ricchi di Genova, io di uno dei più poveri. Non c'è mai stato modo di fare qualcosa insieme. [...] Anche se musicalmente c'è troppo Brassens per chi Brassens lo conosce, credo che ''La buona novella'' sia il disco più bello mai fatto in Italia. ([[Angelo Branduardi]])
*Giornate intere di bonaccia, calma quasi piatta, e poi improvvise scosse elettriche con rincorse verso l'alto o verso il basso. In alto lo spirito filosofico e in basso il fondo dei garbugli umani. Secondo l'umore, secondo la giornata. Troppo terribilmente intelligente per definirlo un buono. Ma quest'ultimo era il Fabrizio che preferivo. ([[Ivano Fossati]])
*I miei vangeli sono cinque: Matteo, Marco, Luca, Giovanni e... Fabrizio.<br />Oltre ai quattro testi "canonici", ho da sempre un quinto evangelo, quello secondo De André. È la mia Buona Novella laica. Scandalizza i benpensanti, ma è l'eco delle parole dell'uomo di Nazareth che, ne sono certo, affascinò il mio amico Fabrizio. ([[Andrea Gallo]])
*[I]o associo la voce di Fabrizio a un vuoto che gli si fa intorno: lui chiede spazio e chiede tempo, prima di tutto col timbro della voce, con il modo con il quale scandisce le parole. Non si poteva ascoltarlo se non mettendo quella voce su una specie di ara, attorno alla quale non potevi far altro che dare un ascolto totale alle sue parole. ([[Michele Serra]])
*La forza dei veri artisti si vede anche dalla fortuna di dare piacere e fare compagnia anche dopo che se ne sono andati. In Italia è accaduto solo per De André e [[Giorgio Gaber|Gaber]], attorno ai quali ci si ritrova in tanti, senza mai meravigliarsi che nel novero degli amici ci siano persone estremamente difformi per idee politiche e calibro culturale, senza nessuna necessità di dover giustificare differenti punti di partenza. ([[Michele Serra]])
*La memoria di Fabrizio ha diritto oggi a qualcosa di diverso, ne sono più che convinto. Merita più delle agiografie, delle biografie, delle scontate raccolte di canzoni rimasterizzate e reimpacchettate. Merita soprattutto di sfuggire all'aneddotica prêt à porter cui vengono fatalmente adattate le figure dei grandi artisti quando non sono più in grado di confutare o di precisare. Quando gli amici, i compagni di strada, quelli che sanno, che hanno visto, quelli che c'erano, si moltiplicano a dismisura. ([[Ivano Fossati]])
*Nel corso della mia carriera mi sono confrontato sin dall'inizio con i repertori altrui. Perché trovo ci sia molto da imparare, specie da maestri del calibro di Fabrizio De André e Giorgio Gaber. Rileggere le loro opere non significa solo condividere qualcosa che si trova esteticamente valido, ma anche dell'arte che si considera fondamentale da un punto di vista etico. [...] Perché parliamo di autori che hanno messo spessore in quanto hanno fatto, hanno speso idee, hanno formulato proposte interessanti anche politicamente, ideologicamente, filosoficamente. ([[Morgan (cantante)|Morgan]])
*Oggigiorno la superficialità globalizzata tocca anche l'arte e la musica. Uno come Fabrizio De André, secondo questa logica, diventa un simbolo più da esporre che da capire. ([[Marco Rizzo]])
*Questo è il punto: lui era l'unico poeta della canzone d'autore. Gli altri, me compreso, con l'eccezione forse di [[Francesco Guccini|Guccini]], sono bravi, non poeti. E i suoi testi sono gli unici che reggono anche senza musica. [...] Non è assolutamente per tutti. Il suo era un elitarismo culturale. Aveva il fisico e la testa del [[poeta]]. Non aveva bisogno di mettersi in una torre d'avorio: in quella torre ci era nato. ([[Roberto Vecchioni]])
*Se non avessi conosciuto le canzoni di Fabrizio, non avrei mai cominciato a scrivere le mie. ([[Francesco De Gregori]])
*Si dice che Fabrizio sia il [[Bob Dylan|Dylan]] italiano, perché non dire che Dylan è il Fabrizio americano? ([[Fernanda Pivano]])
*{{NDR|Confrontando De André con Giorgio Gaber}} Si sente insomma che Gaber era attore: viveva quanto cantava mettendo in gioco una carica emotiva che in De André non c'è. De André rimane neutrale, racconta, quasi non interpreta. Dipende molto anche dalle diverse dinamiche del loro canto: quella di Fabrizio era monocorde, e questo implica che ascoltarlo sia quasi come leggere un testo scritto. Quanto lui canta ti arriva in sé: come se - paradossalmente - non ci fosse chi te lo sta passando. Gaber invece è il contrario. Si avverte quanto egli metta in gioco il suo essere umano. Prende il tema e lo racconta dal suo punto di vista, ti dà una vera interpretazione. Però avevano in comune una caratteristica bellissima: non hanno mai sposato una parte politica. Hanno costruito un pensiero libero, da anarchici libertari, direi. Che poi declinavano musicalmente in modo, anche qui, diversissimo: De André con i due riferimenti della canzone medievale, all'inizio della carriera, e poi della canzone etnica; Gaber in modo molto più ampio. [...] Confrontarsi con loro è insomma interessante da ogni punto di vista, oltre che necessario. Il problema è che se mi chiedete quale eredità hanno lasciato ai cantautori di oggi, io temo di dover rispondere che gli artisti della mia generazione non hanno imparato niente da loro. ([[Morgan]])
*Una delle grandi qualità di Fabrizio è che non è mai stato moralista, non ha mai apprezzato il perbenismo e ha sempre cercato di capire le debolezze umane. E poi la pietas umana, che era per lui un elemento essenziale per conoscere il prossimo, e che è sempre stata al centro della sua poetica. Fabrizio è anche stato sempre molto coerente. ([[Dori Ghezzi]])
==Note==
<references/>
===Fonti===
<references group="fonte"/>
==Bibliografia==
*Fabrizio De André, ''Sotto le ciglia chissà. I diari'', Mondadori, Milano, 2016. ISBN 978-88-04-65821-4
*Fabrizio De André, ''Una goccia di splendore. {{small|Un'autobiografia per parole e immagini}}'', a cura di [[Guido Harari]], Rizzoli, 2007. ISBN 978-88-17-01166-2
*[[Roberto Cotroneo]] (a cura di), ''Come un'anomalia'', in ''Parole e canzoni'', Einaudi, Torino, 1999. ISBN 88-06-15306-4
*Cesare G. Romana (a cura di), ''Amico fragile. {{small|Fabrizio De André}}'', Sperling & Kupfer, 1999. ISBN 88-200-1214-6
*Patrizia Traverso e Stefano Tettamanti, ''Genova è mia moglie. La città di Fabrizio De André'', Rizzoli, Milano, 2017. ISBN 978-88-17-09802-1
*Luigi Viva, ''Non per un dio ma nemmeno per gioco. Vita di Fabrizio De André'', Feltrinelli, Milano, 2004. ISBN 88-07-81580-X
==Voci correlate==
*[[Cristiano De André]]
*[[Dori Ghezzi]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Tutto Fabrizio De André||(1966)}}
{{Pedia|Volume I (Fabrizio De André)|''Volume I''|(1967)}}
{{Pedia|Tutti morimmo a stento||(1968)}}
{{Pedia|Volume III||(1968)}}
{{Pedia|La buona novella||(1970)}}
{{Pedia|Non al denaro non all'amore né al cielo||(1971)}}
{{Pedia|Storia di un impiegato||(1973)}}
{{Pedia|Canzoni (Fabrizio De André)|''Canzoni''|(1974)}}
{{Pedia|Volume 8||(1975)}}
{{Pedia|Rimini (Fabrizio De André)|''Rimini''|(1978)}}
{{Pedia|Fabrizio De André (1981)|''Fabrizio De André''|(1981)}}
{{Pedia|Crêuza de mä||(1984)}}
{{Pedia|Le nuvole (album)|''Le nuvole''|(1990)}}
{{Pedia|Anime salve||(1996)}}
{{vetrina|13|febbraio|2011|cantautori}}
{{DEFAULTSORT:De André, Fabrizio}}
[[Categoria:Anarchici italiani]]
[[Categoria:Cantautori italiani]]
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Libro dei Proverbi
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wikitext
text/x-wiki
{{Antico Testamento}}
'''''Libro dei Proverbi''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana, tradizionalmente attribuito a [[Salomone]].
==[[Incipit]]==
[[Immagine:Proverb scroll.PNG|miniatura|upright=1.1|left|Pergamena del Libro dei Proverbi]]
<poem>
Proverbi di [[Salomone]], figlio di [[Davide]], re d'Israele,
per conoscere la sapienza e la disciplina,
per capire i detti profondi,
per acquistare un'istruzione illuminata,
equità, giustizia e rettitudine,
per dare agli inesperti l'accortezza,
ai giovani conoscenza e riflessione.
Ascolti il saggio e aumenterà il sapere,
e l'uomo accorto acquisterà il dono del [[Consiglio (teologia)|consiglio]],
per comprendere proverbi e allegorie,
le massime dei saggi e i loro enigmi.
Il [[Timore di Dio|timore del Signore]] è il principio della scienza;
gli [[stoltezza|stolti]] disprezzano la sapienza e l'istruzione.
</poem>
{{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}}
==Citazioni==
*''Ascolta, figlio mio, l'istruzione di tuo padre | e non disprezzare l'insegnamento di tua madre, | perché saranno una corona graziosa sul tuo capo | e monili per il tuo collo.'' (1, 8 – 9; 1974)
*''Invano si tende la [[rete]] | sotto gli occhi degli uccelli.'' (1, 17; 1974)
*''Tale è la fine di chi è avido di guadagno; | la [[cupidigia]] toglie di mezzo colui che ne è dominato.'' (1, 19; 2008)
*''Fino a quando, o [[inesperienza|inesperti]], amerete l'inesperienza | e i [[beffardo|beffardi]] si compiaceranno delle loro beffe | e gli sciocchi avranno in odio la scienza?'' (1, 22; 1974)
*''Sì, lo sbandamento degli inesperti li ucciderà | e la spensieratezza degli sciocchi li farà perire'' [...]. (1, 32; 1974)
*''Gli uomini [[rettitudine|retti]] infatti abiteranno la terra, | quelli che sono integri vi rimarranno'' [...]. (2, 21; 1994)
*''[[Bontà]] e [[fedeltà]] non ti abbandonino; | lègale intorno al tuo collo, | scrivile sulla tavola del tuo cuore, | e otterrai favore e buon successo | agli occhi di Dio e degli uomini.'' (3, 3 – 4; 1974)
*''La [[sapienza]] è più preziosa di ogni perla | e quanto puoi desiderare non l'eguaglia. | Lunghi giorni sono nella sua destra | e nella sua sinistra ricchezza e onore; | le sue vie sono vie deliziose | e tutti i suoi sentieri conducono al benessere.'' (3, 15 – 17; 2008)
*''Il Signore ha fondato la [[Cielo e terra|terra]] con la sapienza, | ha consolidato i [[Cielo e terra|cieli]] con intelligenza'' [...]. (3, 19; 1974)
*''Figlio mio, conserva il [[Consiglio (teologia)|consiglio]] e la riflessione, | né si allontanino mai dai tuoi occhi: | saranno vita per te | e grazia per il tuo collo. | Allora camminerai sicuro per la tua strada | e il tuo piede non inciamperà.'' (3, 21 – 23; 1974)
*''Non negare un [[beneficio]] a chi ne ha bisogno, | se è in tuo potere il farlo.'' (3, 27; 1974)
*''La [[Benedizione e maledizione|maledizione]] del Signore è sulla casa del malvagio, | mentre egli [[Benedizione e maledizione|benedice]] la dimora dei giusti. | Dei [[beffardo|beffardi]] egli si fa beffe | e agli umili concede la grazia.'' (3, 33 – 34; 1974)
*''Attieniti alla [[disciplina]], non lasciarla, | pràticala, perché essa è la tua vita. | Non battere la strada degli [[empietà|empi]] | e non procedere per la via dei malvagi. | Evita quella strada, non passarvi, | sta' lontano e passa oltre. | Essi non dormono, se non fanno del male; | non si lasciano prendere dal sonno, | se non fanno cadere qualcuno; | mangiano il pane dell'empietà | e bevono il vino della violenza.'' (4, 13 – 17; 1974)
*[...] ''il sentiero dei giusti è come la [[Luce e oscurità|luce]] che spunta | e va sempre più risplendendo, finché sia giorno pieno. | La via degli empi è come il [[Luce e oscurità|buio]]; | essi non scorgono ciò che li farà cadere.'' (4, 18 – 19; 1994)
*''Poiché le labbra dell'[[adulterio|adultera]] stillano miele, | la sua bocca è più morbida dell'olio; | ma la fine a cui conduce è amara come l'assenzio, | è affilata come una spada a doppio taglio.'' (5, 3 – 4; 1994)
*[...] ''trova gioia nella [[sposa]] della tua gioventù. | Cerva d'amore, capriola di grazia, | le sue carezze t'inebrino in ogni tempo, | e sii sempre rapito nell'affetto suo.'' (5, 18 – 19; 1994)
*''L'[[empietà|empio]] sarà preso nelle proprie iniquità, | tenuto stretto dalle funi del suo peccato. | Egli morirà per mancanza di correzione, | andrà vacillando per la grandezza della sua follia.'' (5, 22 – 23; 1994)
*''Figlio mio, se hai [[garanzia|garantito]] per il tuo prossimo, | se hai dato la tua mano per un estraneo, | se ti sei legato con le parole delle tue labbra | e ti sei lasciato prendere dalle parole della tua bocca, | figlio mio, fa' così per liberartene: | poiché sei caduto nelle mani del tuo prossimo, | va', gèttati ai suoi piedi, importuna il tuo prossimo; | non concedere sonno ai tuoi occhi | né riposo alle tue palpebre, | lìberatene come la gazzella dal laccio, | come un uccello dalle mani del cacciatore.'' (6, 1 – 5; 1974)
*''Va' dalla [[formica]], o [[pigrizia|pigro]], | guarda le sue abitudini e diventa saggio. | Essa non ha né capo, | né sorvegliante, né padrone, | eppure d'estate si provvede il vitto, | al tempo della mietitura accumula il cibo.'' (6, 6 – 8; 1974)
*''Fino a quando, pigro, te ne starai a dormire? | Quando ti scuoterai dal sonno? | Un po' dormire, un po' sonnecchiare, | un po' incrociare le braccia per riposare | e intanto giunge a te la miseria, come un vagabondo, | e l'indigenza, come un mendicante.'' (6, 9 – 11; 1974)
*''Il [[perverso]], uomo iniquo, | va con la bocca distorta, | ammicca con gli occhi, stropiccia i piedi | e fa cenni con le dita. | Cova propositi malvagi nel cuore, | in ogni tempo suscita liti | Per questo improvvisa verrà la sua rovina, | in un attimo crollerà senza rimedio.'' (6, 12 – 15; 1974)
*''Il [[precetto]] è infatti una lampada, | l'insegnamento una luce, | le correzioni e la disciplina sono la via della vita'' [...]. (6, 23; 1994)
*''Non desiderare in cuor tuo la sua bellezza, | non ti lasciar prendere dalle sue palpebre; | poiché per una donna corrotta uno si riduce a un pezzo di pane, | e la donna [[adulterio|adultera]] sta in agguato contro una vita preziosa. | Uno si metterà forse del fuoco in petto | senza che i suoi abiti si brucino? | Camminerà forse sui carboni accesi | senza scottarsi i piedi? | Così è di chi va dalla moglie del prossimo; | chi la tocca non rimarrà impunito.'' (6, 25 – 29; 1994)
*''Chi commette adulterio è un insensato, | agendo in tal modo rovina se stesso. | Incontrerà percosse e disonore, | la sua vergogna non sarà cancellata, | poiché la gelosia accende l'ira del marito, | che non avrà pietà nel giorno della vendetta.'' (6, 32 – 34; 2008)
*''Di' alla sapienza: "Tu sei mia sorella", | e chiama amica l'intelligenza, | perché ti protegga dalla donna straniera, | dalla sconosciuta che ha parole seducenti.'' (7, 4 – 5; 2008)
*''Chi corregge il [[beffardo]] se ne attira il disprezzo, | chi rimprovera l'empio se ne attira l'insulto. | Non [[rimprovero|rimproverare]] il beffardo per non farti odiare; | rimprovera il saggio ed egli ti amerà.'' (9, 7 – 8; 1974)
*''Se sei sapiente, lo sei a tuo vantaggio, | se sei beffardo, tu solo ne porterai la pena.'' (9, 12; 1974)
*''Il [[Genitore e figlio|figlio]] saggio rende lieto il padre; | il figlio stolto contrista la madre.'' (10, 1; 1974)
*''Chi è saggio di cuore accetta i [[precetto|precetti]], | chi è stolto di labbra va in rovina.'' (10, 8; 2008)
*''Chi cammina nell'[[integrità]] va sicuro, | chi rende tortuose le sue vie sarà scoperto.'' (10, 9; 1974)
*''Chi chiude un occhio causa dolore, | chi riprende a viso aperto procura pace.'' (10, 10; 1974)
*''L'[[amore e odio|odio]] suscita litigi, | l'[[amore]] ricopre ogni colpa.'' (10, 12; 1974)
*''Il [[salario]] del giusto serve per la vita, | il guadagno dell'empio è per i vizi.'' (10, 16; 1974)
*''È sulla via della vita chi osserva la [[disciplina]], | chi trascura la [[correzione]] si smarrisce.'' (10, 17; 1974)
*''All'empio succede quello che teme, | ma ai giusti è concesso quello che desiderano.'' (10, 24; 1994)
*''Come l'aceto ai denti e il fumo agli occhi | così è il [[pigrizia|pigro]] per chi gli affida una missione.'' (10, 26; 1974)
*''La [[bilancia]] falsa è in abominio al Signore, | ma del peso esatto egli si compiace.'' (11, 1; 1974)
*''Viene la superbia, verrà anche l'obbrobrio, | mentre la saggezza è presso gli umili.'' (11, 2; 1974)
:''Dove c'è [[insolenza]] c'è anche disonore, | ma la sapienza sta con gli umili.'' (2008)
*''L'[[integrità]] guida gli uomini retti, | la malvagità è la rovina dei perfidi.'' (11, 3; 2008)
*''La [[giustizia]] dell'uomo onesto gli spiana la via; | per la sua empietà cade l'empio. | La giustizia degli uomini retti li salva, | nella [[cupidigia]] restano presi i perfidi.'' (11, 5 – 6; 1974)
*''Il giusto è salvato dalla tribolazione, | e l'empio ne prende il posto.'' (11, 8; 1994)
*''Chi [[disprezzo|disprezza]] il suo prossimo è privo di senno, | l'uomo prudente invece tace.'' (11, 12; 1974)
*''Senza una direzione un popolo decade, | il successo sta nel buon numero di [[consigliere|consiglieri]].'' (11, 14; 1974)
*''Chi [[garanzia|garantisce]] per un estraneo si troverà male, | chi avversa le strette di mano a garanzia, vive tranquillo.'' (11, 15; 1974)
*''Benefica se stesso l'uomo [[misericordia|misericordioso]], | il crudele invece tormenta la sua stessa carne.'' (11, 17; 1974)
*''L'empio realizza profitti fallaci, | ma per chi semina la [[giustizia]] il salario è sicuro. | Chi pratica la giustizia si procura la [[vita e morte|vita]], | chi segue il male va verso la [[vita e morte|morte]].'' (11, 18 – 19; 1974)
:''La [[clemenza]] predispone alla vita | e la frequenza del male alla morte.'' (11, 19; 1959)
*''Un cuore perverso il Signore lo detesta: | egli si compiace di chi ha una condotta integra.'' (11, 20; 2008)
*''Un anello d'oro al naso d'un [[maiale|porco]], | tale è la [[donna]] bella ma priva di senno.'' (11, 22; 1974)
*''Chi accaparra il [[grano]] è maledetto dal popolo, | la benedizione è invocata sul capo di chi lo vende.'' (11, 26; 1974)
*''Chi si adopera per il [[Bene e male|bene]] si attira benevolenza, | ma chi cerca il [[Bene e male|male]], male lo colpirà.'' (11, 27; 1994)
*''Il frutto del giusto è un [[Albero della vita|albero di vita]], | il saggio conquista gli animi.'' (11, 30; 1974)
*''La donna virtuosa è la corona del [[Marito e moglie|marito]], | ma quella che fa vergogna gli è un tarlo nelle ossa.'' (12, 4; 1994)
*''Il giusto ha cura del suo [[animale|bestiame]], | ma i sentimenti degli empi sono spietati.'' (12, 10; 1974)
:''Il giusto ha cura della vita delle sue bestiole, | ma le viscere degli empi sono crudeli.'' (1959)
*''Lo stolto giudica diritta la sua condotta, | il saggio, invece, ascolta il [[consiglio]].'' (12, 15; 1974)
*''Lo stolto manifesta subito la sua collera, | l'accorto dissimula l'[[offesa]].'' (12, 16; 1974)
*''V'è chi parla senza riflettere: trafigge come una spada; | ma la [[lingua]] dei saggi risana. | La bocca verace resta ferma per sempre, | la lingua bugiarda per un istante solo.'' (12, 18 – 19; 1974)
*''La mano [[operosità|operosa]] ottiene il comando, | quella pigra sarà per il [[lavoro forzato]].'' (12, 24; 1974)
*''Il pigro non arrostisce la sua selvaggina, | ma l'operosità è per l'uomo un tesoro prezioso.'' (12, 27; 1994)
*''Nel sentiero della [[giustizia]] sta la vita, | e nella via che essa traccia non c'è morte.'' (12, 28; 1994)
*''Il [[figlio]] saggio ascolta l'istruzione di suo padre, | ma il beffardo non ascolta rimproveri.'' (13, 1; 1994)
*''Il pigro desidera, e non ha nulla, | ma l'operoso sarà pienamente soddisfatto.'' (13, 4; 1994)
:''Il pigro brama, ma non c'è nulla per il suo [[appetito]], | mentre l'appetito dei laboriosi sarà soddisfatto.'' (2008)
*''C'è chi fa il [[Ricchezza e povertà|ricco]] e non ha nulla; | c'è chi fa il [[Ricchezza e povertà|povero]] e ha molti beni.'' (13, 7; 1974)
*''La ricchezza di un uomo serve come riscatto della sua vita, | ma il povero non ode mai minacce.'' (13, 8; 1994)
*''La luce dei giusti allieta, | la lucerna degli empi si spegne.'' (13, 9; 1974)
*''L'[[insolenza]] provoca soltanto contese, | la sapienza si trova presso coloro che prendono consiglio.'' (13, 10; 1974)
*''La ricchezza venuta dal nulla diminuisce, | chi la accumula a poco a poco, la fa aumentare.'' (13, 11; 2008)
*''Un'[[attesa]] troppo prolungata fa male al cuore, | un desiderio soddisfatto è albero di vita.'' (13, 12; 1974)
*''Il messaggero malvagio cade in sciagure, | ma l'[[ambasciatore]] fedele porta guarigione.'' (13, 17; 1994)
*''Chi risparmia il bastone odia suo figlio, | chi lo ama è pronto a correggerlo.'' (13, 24; 1974)
*''La sapienza di una [[Casalinga|massaia]] costruisce la casa, | la stoltezza la demolisce con le mani.'' (14, 1; 1974)
*''Chi procede con [[rettitudine]] teme il Signore, | chi si scosta dalle sue vie lo disprezza.'' (14, 2; 1974)
*''Senza [[bue|buoi]], niente grano, | l'abbondanza del raccolto sta nel vigore del [[toro]].'' (14, 4; 1974)
:''Dove mancano i buoi è vuoto il [[granaio]], | ma l'abbondanza della raccolta sta nella forza del bue.'' (1994)
*''Il [[beffardo]] ricerca la sapienza ma invano, | la scienza è cosa facile per il prudente.'' (14, 6; 1974)
*''Il [[cuore]] conosce la propria amarezza | e alla sua gioia non partecipa l'estraneo.'' (14, 10; 1974)
*''Anche fra il [[risata|riso]] il cuore prova dolore | e la gioia può finire in pena.'' (14, 13; 1974)
*''L'[[ingenuità|ingenuo]] crede a tutto quel che si dice, | ma l'uomo prudente fa attenzione ai suoi passi.'' (14, 15; 1994)
*''L'[[ira|iracondo]] commette sciocchezze, | il riflessivo sopporta.'' (14, 17; 1974)
*''Gli [[inesperienza|inesperti]] ereditano la stoltezza, | gli accorti si coronano di scienza.'' (14, 18; 2008)
*''In ogni fatica c'è un vantaggio, | ma la [[loquacità]] produce solo miseria.'' (14, 23; 1974)
*''Corona dei saggi è la loro [[accortezza]], | corona degli stolti la loro stoltezza.'' (14, 24; 1974)
*''Salvatore di vite è un [[Testimonianza|testimone]] vero; | chi spaccia menzogne è un [[impostore]].'' (14, 25; 1974)
*''Nel [[Timore di Dio|timore del Signore]] sta la fiducia del forte; | anche per i suoi figli egli sarà un rifugio. | Il timore del Signore è fonte di vita | per sfuggire ai lacci della morte.'' (14, 26 – 27; 2008)
*''Chi è lento all'[[ira]] ha molto buon senso, | ma chi è pronto ad andare in collera mostra la sua follia.'' (14, 29; 1994)
*''Un cuore tranquillo è la vita di tutto il corpo, | l'[[invidia]] è la carie delle ossa.'' (14, 30; 1974)
*''Chi opprime il [[povero]] offende il suo creatore, | chi ha pietà del misero lo onora.'' (14, 31; 1974)
*''La giustizia fa onore a una nazione, | ma il [[peccato]] segna il declino dei [[popolo|popoli]].'' (14, 34; 1974)
*''Una [[risposta]] gentile calma la collera, | una parola pungente eccita l'ira.'' (15, 1; 1974)
*''La condotta perversa è in abominio al Signore; | egli ama chi pratica la giustizia.'' (15, 9; 1974)
*''Lo [[spavalderia|spavaldo]] non vuol essere corretto, | egli non si accompagna con i saggi.'' (15, 12; 1974)
*''Un piatto di [[verdura]] con l'amore | è meglio di un bue grasso con l'odio.'' (15, 17; 1974)
*''I disegni falliscono, dove mancano i consigli, | ma riescono, dove sono molti i consiglieri.'' (15, 22; 1994)
*''Per l'uomo [[sagacia|sagace]] la via della vita conduce in alto, | gli fa evitare il soggiorno dei morti, situato in basso.'' (15, 24; 1994)
*''Uno [[sguardo]] luminoso allieta il cuore; | una [[notizia]] lieta rianima le ossa.'' (15, 30; 1974)
*''All'uomo appartengono i [[progetto|progetti]] della mente, | ma dal Signore viene la risposta.'' (16, 1; 1974)
*''La mente dell'uomo pensa molto alla sua via, | ma il Signore dirige i suoi passi.'' (16, 9; 1974)
*''La [[stadera]] e le bilance giuste appartengono al Signore, | sono opera sua tutti i pesi del sacchetto.'' (16, 11; 1974)
*''Delle [[Labbro|labbra]] giuste si compiace il [[re]] | e ama chi parla con rettitudine.'' (16, 13; 1974)
*''Prima della rovina viene l'[[orgoglio]] | e prima della caduta lo spirito altero.'' (16, 18; 1974)
*''È meglio abbassarsi con gli umili | che spartire la preda con i [[Superbia|superbi]].'' (16, 19; 1974)
*''Corona magnifica è la [[Capelli bianchi|canizie]], | ed essa si trova sulla via della giustizia.'' (16, 31; 1974)
*''Il [[pazienza|paziente]] val più di un eroe, | chi [[autocontrollo|domina se stesso]] val più di chi conquista una città.'' (16, 32; 1974)
*''È molto meglio possedere la [[sapienza]] che l'oro, | il possesso dell'[[intelligenza]] è preferibile all'[[argento]].'' (16, 16; 1974)
*''Un tozzo di pane secco con tranquillità è meglio | di una casa piena di [[banchetto|banchetti]] festosi e di discordia.'' (17, 1; 1974)
*''Iniziare un [[lite|litigio]] è come aprire una diga, | prima che la lite si esasperi, troncala.'' (17, 14; 1974)
*''Un [[amicizia|amico]] vuol bene sempre, | è nato per essere un fratello nella sventura.'' (17, 17; 1974)
*''Chi è parco di parole possiede la scienza; | uno spirito calmo è un uomo intelligente.'' (17, 27; 1974)
*''Anche lo stolto, se [[tacere|tace]], passa per saggio | e, se tien chiuse le labbra, per intelligente.'' (17, 28; 1974)
*''Le parole del [[calunnia|calunniatore]] sono come ghiotti bocconi | che scendono in fondo alle viscere.'' (18, 8; 1974)
*''Chi [[risposta|risponde]] prima di avere ascoltato | mostra stoltezza a propria confusione.'' (18, 13; 1974)
*''Chi ha trovato una [[moglie]] ha trovato una fortuna, | ha ottenuto il favore del Signore.'' (18, 22; 1974)
*''Lo [[zelo]] senza riflessione non è cosa buona, | e chi va a passi frettolosi inciampa.'' (19, 2; 1974)
*''Le [[Ricchezza e povertà|ricchezze]] moltiplicano gli amici, | ma il [[Ricchezza e povertà|povero]] è abbandonato anche dall'amico che ha.'' (19, 4; 1974)
*''Chi acquista [[senno]] ama se stesso | e chi agisce con prudenza trova fortuna.'' (19, 8; 1974)
*''Il senno rende l'uomo lento all'ira, | ed egli considera un suo onore passare sopra le offese.'' (19, 11; 1994)
*''Chi fa la carità al povero fa un prestito al Signore | che gli ripagherà la buona azione.'' (19, 17; 1974)
*''Molte sono le idee nella mente dell'uomo, | ma solo il disegno del Signore resta saldo.'' (19, 21; 1974)
*''Il [[vino]] è rissoso, il [[liquore]] è tumultuoso; | chiunque se ne inebria non è saggio.'' (20, 1; 1974)
*''È una gloria per l'uomo astenersi dalle contese, | attaccar briga è proprio degli stolti.'' (20, 3; 1974)
*''Come acque profonde sono i [[consiglio|consigli]] nel cuore umano, | l'uomo accorto le sa attingere.'' (20, 5; 1974)
*''È piacevole all'uomo il [[pane]] procurato con frode, | ma poi la sua bocca sarà piena di granelli di sabbia.'' (20, 17; 1974)
*''I guadagni accumulati in fretta da principio | non saranno benedetti alla fine.'' (20, 21; 1974)
*''Vanto dei [[Giovinezza e senilità|giovani]] è la loro forza, | ornamento dei [[Giovinezza e senilità|vecchi]] è la [[canizie]].'' (20, 29; 1974)
*''Le [[ferita|ferite]] sanguinanti spurgano il male, | le [[percosse]] purificano i recessi del cuore.'' (20, 30; 1974)
*''Occhi alteri e cuore superbo, | lucerna degli empi, è il [[peccato]].'' (21, 4; 1974)
*''La violenza degli [[empietà|empi]] li travolge, | perché rifiutano di praticare la giustizia.'' (21, 7; 1974)
*''La via del [[Innocente e colpevole|colpevole]] è tortuosa, | ma l'innocente opera con rettitudine.'' (21, 8; 1994)
*''È meglio abitare su un angolo del [[tetto]] | che avere una [[moglie]] litigiosa e casa in comune.'' (21, 9; 1974)
*''Un [[dono|regalo]] fatto in segreto calma la collera, | un dono di sotto mano placa il furore violento.'' (21, 14; 1974)
*''È una gioia per il giusto che sia fatta [[giustizia]], | mentre è un terrore per i malfattori.'' (21, 15; 1974)
*''Diventerà [[indigenza|indigente]] chi ama i piaceri | e chi ama vino e profumi non arricchirà.'' (21, 17; 1974)
*''Meglio abitare in un deserto | che con una moglie litigiosa e irritabile.'' (21, 19; 1974)
*''Chi segue la giustizia e la [[misericordia]] | troverà vita e gloria.'' (21, 21; 1974)
*''Tutta la vita l'[[Empietà|empio]] indulge alla [[cupidigia]], | mentre il giusto dona senza risparmiare.'' (21, 26; 1974)
*''Il [[sacrificio]] degli empi è un abominio, | tanto più se offerto con cattiva intenzione.'' (21, 27; 1974)
*''L'empio fa la [[faccia tosta]], | ma l'uomo retto rende ferma la sua condotta.'' (21, 29; 1994)
*''Un [[buon nome]] val più di grandi ricchezze | e la benevolenza altrui più dell'argento e dell'oro.'' (22, 1; 1974)
*''L'[[Accortezza|accorto]] vede il pericolo e si nasconde, | gli inesperti vanno avanti e la pagano.'' (22, 3; 1974)
*''Frutti dell'[[umiltà]] sono il timore di Dio, | la ricchezza, l'onore e la vita.'' (22, 4; 1974)
*''La [[stoltezza]] è legata al cuore del fanciullo, | ma il bastone della [[correzione]] l'allontanerà da lui.'' (22, 15; 1974)
*''Opprimere il povero non fa che arricchirlo, | dare a un ricco non fa che impoverirlo.'' (22, 16; 1974)
*''Non ti associare a un [[collera|collerico]] | e non praticare un uomo iracondo, | per non imparare i suoi costumi | e procurarti una trappola per la tua vita.'' (22, 24 – 25; 1974)
*''Non affannarti per [[Ricchezza|arricchire]], | rinunzia a un simile pensiero; | appena vi fai volare gli occhi sopra, | essa già non è più: | perché mette ali come aquila | e vola verso il cielo.'' (23, 4 – 5; 1974)
*''Piega il cuore alla correzione | e l'orecchio ai discorsi sapienti. | Non risparmiare al giovane la correzione, | anche se tu lo batti con la [[verga]], non morirà; | anzi, se lo batti con la verga, | lo salverai dagli inferi.'' (23, 12 – 14; 1974)
*''Non essere fra quelli che s'inebriano di vino, | né fra coloro che son ghiotti di [[carne]], | perché l'ubriacone e il ghiottone impoveriranno | e il [[dormiglione]] si vestirà di stracci.'' (23, 20 – 21; 1974)
*''Per chi i guai? Per chi i lamenti? | Per chi i litigi? Per chi i gemiti? | A chi le percosse per futili motivi? | A chi gli occhi rossi? | Per quelli che si perdono dietro al [[vino]] | e vanno a gustare vino puro. | Non guardare il vino quando rosseggia, | quando scintilla nella coppa | e scende giù piano piano; | finirà con il morderti come un serpente | e pungerti come una vipera. | Allora i tuoi occhi vedranno cose strane | e la tua mente dirà cose sconnesse. | Ti parrà di giacere in alto mare | o di dormire in cima all'albero maestro.'' (23, 29 – 34; 1974)
*''Con la sapienza si costruisce la [[casa]] | e con la prudenza la si rende salda; | con la scienza si riempiono le sue stanze | di tutti i beni preziosi e deliziosi.'' (24, 3 – 4; 1974)
*[...] ''con sagge direttive potrai condurre bene la guerra, | e la vittoria sta nel gran numero dei [[consigliere|consiglieri]].'' (24, 6; 1994)
*''Chi trama per fare il male | si chiama [[mestatore]].'' (24, 8; 1974)
*''Se hai trovato il [[miele]], mangiane quanto ti basta, | per non esserne nauseato e poi vomitarlo.'' (25, 16; 1974)
*''Metti di rado il piede in casa del tuo [[Vicinanza|vicino]], | perché non si stanchi di te e ti prenda in odio.'' (25, 17; 1974)
*''Se il tuo [[nemico]] ha fame, dagli pane da mangiare, | se ha sete, dagli acqua da bere; | perché così ammasserai carboni ardenti sul suo capo | e il Signore ti ricompenserà.'' (25, 21 – 22; 1974)
*''Fontana torbida e sorgente inquinata, | tale è il giusto che vacilla di fronte al malvagio.'' (25, 26; 2008)
*''Mangiare troppo miele non è bene, | né lasciarsi prendere da parole [[adulazione|adulatrici]].'' (25, 27; 1974)
*''L'uomo che non ha [[autocontrollo]], | è una città smantellata, priva di mura.'' (25, 28; 1994)
*''Come la neve non si addice all'estate, né la pioggia al tempo della mietitura, | così non si addice la [[gloria]] allo [[stoltezza|stolto]].'' (26, 1; 1994)
*''Come svolazza il passero e come vola la rondine, | così la [[maledizione]] non meritata non ha effetto.'' (26, 2; 2010)
*''Non rispondere allo stolto secondo la sua stoltezza | per non divenire anche tu simile a lui. | Rispondi allo stolto secondo la sua stoltezza | perché egli non si creda saggio.'' (26, 4 – 5; 1974)
*''Malferme sono le gambe dello zoppo, | così una [[massima]] sulla bocca degli stolti.'' (26, 7; 1974)
*''Una massima in bocca agli stolti | è come un ramo spinoso in mano a un ubriaco.'' (26, 9; 1994)
*''Come il cane torna al suo vomito, | così lo stolto ripete le sue stoltezze.'' (26, 11; 1974)
*''Hai visto un uomo che si crede [[Saggezza|saggio]]? | È meglio sperare in uno stolto che in lui.'' (26, 12; 1974)
*''Mantice per il carbone e legna per il fuoco, | tale è l'[[attaccabrighe]] per rattizzar le liti.'' (26, 21; 1974)
*''Chi scava una fossa vi cadrà dentro | e chi rotola una pietra, gli ricadrà addosso.'' (26, 27; 2008)
*''Non ti vantare del [[domani]], | perché non sai neppure che cosa genera l'oggi.'' (27, 1; 1974)
*''La collera è crudele, l'ira è impetuosa; | ma chi può resistere alla [[gelosia]]?'' (27, 4; 1974)
*''Leali sono le ferite di un [[Amico e nemico|amico]], | fallaci i baci di un [[Amico e nemico|nemico]].'' (27, 6; 1974)
*''Chi ha cura del suo [[fico]] ne mangia i frutti; | chi veglia sul suo padrone sarà onorato.'' (27, 18; 2010)
*''Come gli inferi e l'abisso non si saziano mai, | così non si saziano mai gli [[Occhio|occhi]] dell'uomo.'' (27, 20; 1974)
*''Quelli che violano la [[legge]] lodano l'[[Empietà|empio]], | ma quanti osservano la legge gli muovono guerra.'' (28, 4; 1974)
*''Meglio il [[Ricchezza e povertà|povero]] che cammina nella sua integrità, | che il perverso che cammina nella doppiezza, ed è [[Ricchezza e povertà|ricco]].'' (28, 6; 1994)
*''Il ricco si crede saggio, | ma il povero intelligente lo scruta bene.'' (28, 11; 1974)
*''Chi copre le sue [[Colpa|colpe]] non prospererà, | ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.'' (28, 13; 1994)
*''Chi procede con [[rettitudine]] sarà salvato, | chi va per vie tortuose cadrà ad un tratto.'' (28, 18; 1974)
*''Chi ama la sapienza allieta il padre, | ma chi frequenta [[prostitute]] dissipa il patrimonio.'' (29, 3; 1974)
*''Il re con la giustizia rende prospero il paese, | l'uomo che fa esazioni eccessive lo rovina.'' (29, 4; 1974)
*''L'uomo che [[Adulazione|adula]] il suo prossimo | gli tende una rete per i suoi passi.'' (29, 5; 1974)
*''Lo stolto dà sfogo a tutto il suo [[malanimo]], | il saggio alla fine lo sa calmare.'' (29, 11; 1974)
*''La verga e la correzione danno sapienza, | ma il giovane lasciato a se stesso disonora sua madre.'' (29, 15; 1974)
*''Correggi il figlio e ti farà contento | e ti procurerà consolazioni.'' (29, 17; 1974)
*''L'[[orgoglio]] dell'uomo ne provoca l'umiliazione, | l'umile di cuore ottiene onori.'' (29, 23; 1974)
*''Chi è salito al cielo e ne è sceso? | Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? | Chi ha racchiuso le acque nel suo mantello? | Chi ha fissato tutti i confini della terra? | Come si chiama? Qual è il nome di suo figlio, se lo sai?'' ([[Agur]]: 30, 4; 1974)
*La [[sanguisuga]] ha due figlie: "Dammi! Dammi!". (30, 15; 1974)
*''Tre cose mi sono difficili, | anzi quattro, che io non comprendo: | il [[sentiero]] dell'aquila nell'aria, | il sentiero del serpente sulla roccia, | il sentiero della nave in alto mare, | il sentiero dell'uomo in una giovane.'' (30, 18 – 19; 1974)
*''Quattro esseri sono fra le cose più piccole della terra, | eppure sono i più saggi dei saggi: | le [[formica|formiche]], popolo senza forza, | che si provvedono il cibo durante l'estate; | gli [[irace|iràci]], popolo imbelle, | ma che hanno la tana sulle rupi; | le [[cavalletta|cavallette]], che non hanno un re, | eppure marciano tutte insieme schierate; | la [[lucertola]], che si può prender con le mani, | ma penetra anche nei palazzi dei re.'' (30, 24 – 28; 1974)
:''Il [[geco]] si regge sulle mani | e dimora nelle aule del re.'' (30, 28; 1959)
*''Tre esseri hanno un portamento maestoso, | anzi quattro sono eleganti nel camminare: | il [[leone]], il più forte degli animali, | che non indietreggia davanti a nessuno; | il gallo pettoruto e il caprone | e un re alla testa del suo popolo.'' (30, 29 – 31; 1974)
*''Spremendo la [[collera]] ne esce la [[lite]].'' (30, 33; 1974)
==[[Explicit]]==
<poem>
Fallace è la grazia e vana è la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare.
Datele del frutto delle sue mani
e le sue stesse opere la lodino alle porte della città.
</poem>
{{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}}
==Citazioni sul ''Libro dei Proverbi''==
*Bel saggio della forma più semplice e popolare con cui il senno pratico si manifesti, ci porge il {{sic|parimente}} notissimo libro de' Proverbi, nel quale ci pare udire la voce de' vecchi patriarchi consigliatrice ai giovani delle più modeste e utili virtù. ([[Salvatore De Benedetti]])
*La miniera comune dalla quale tutti cavano quel prezioso metallo di massime vere e sane che dai secoli non fu irruginito, qual altra è se non l'[[Antico Testamento|A. T.]] e principalmente il libro de' Proverbi? ([[Salvatore De Benedetti]])
==Bibliografia==
<!-- Per anno -->
*''La sacra Bibbia'', traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Salani Editore, Firenze, 1959.
*''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
*''[https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=proverbi&versioni%5B%5D=Nuova+Riveduta Proverbi]'', edizione Nuova Riveduta, 1994.
*''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Pr/1/ Proverbi]'', edizione CEI, 2008.
*''La Bibbia'', Edizioni San Paolo, 2010. ISBN 978-88-215-6777-3
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul}}
[[Categoria:Antico Testamento|Proverbi]]
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Il pianeta del tesoro
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/* Dialoghi */
1428607
wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Il pianeta del tesoro
|titoloalfabetico= Pianeta del tesoro, Il
|genere= animazione
|regista= [[Ron Clements]], [[John Musker]]
|soggetto= [[Robert Louis Stevenson]] ''([[Robert Louis Stevenson#L'isola del tesoro|romanzo]])''
|sceneggiatore= Ron Clements, John Musker, [[Rob Edwards]], [[Ted Elliott]] ''(storia)'', [[Terry Rossio]] ''(storia)''
|doppiatorioriginali=
*[[Joseph Gordon-Levitt]]: Jim Hawkins
*[[Brian Murray]]: John Silver
*[[Emma Thompson]]: capitano Amelia
*[[David Hyde Pierce]]: dottor Doppler
*[[Martin Short]]: B.E.N.
*[[Patrick McGoohan]]: Billy Bones
*[[Rescoe Lee Browne]]: Mr. Arrow
*[[Laurie Metcalf]]: Sarah Hawkins
*[[Michael Wincott]]: Scroop
*[[Corey Burton]]: Onus
*[[Austin Majors]]: Jim Hawkins da bambino
*[[Tony Jay]]: Narratore
|doppiatoriitaliani=
*[[Emiliano Coltorti]]: Jim Hawkins
*[[Renato Mori]]: John Silver
*[[Cristiana Lionello]]: capitano Amelia
*[[Danilo De Girolamo]]: dottor Doppler
*[[Maurizio Crozza]]: B.E.N.
*[[Gianni Musy]]: Billy Bones
*[[Carlo Baccarini]]: Mr. Arrow
*[[Franca D'Amato]]: Sarah Hawkins
*[[Luca Ward]]: Scroop
*[[Vittorio Stagni]]: Onus
*[[Jacopo Castagna]]: Jim Hawkins da bambino
*[[Sergio Fiorentini]]: Narratore
|note=
* Musiche di [[James Newton Howard]]
}}
'''''Il pianeta del tesoro''''', film d'animazione statunitense del 2002, regia di [[Ron Clements]] e [[John Musker]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
Nelle notti più limpide, quando i venti dell'Etherium soffiavano placidi, le grandi navi mercantili con i loro carichi di cristalli solari arturiani, si sentivano sicure e protette. Non sospettavano neanche lontanamente di essere inseguite dai... pirati. Il più temuto di questi era il famigerato capitano Nathaniel Flint. Come uno zaffo volante candaliano che ghermisce la preda, Flint, con la sua ciurma di rinnegati, piombava sbucando dal nulla. E poi, dopo aver razziato il suo bottino, svaniva, senza lasciare traccia. Il tesoro segreto di Flint non è mai stato trovato, ma molti sono convinti che sia ancora nascosto da qualche parte ai confini più remoti della galassia. Una quantità di ricchezze al di là di ogni immaginazione; il bottino dei mille mondi. Il pianeta del tesoro. ('''Narratore''')
==Frasi==
*{{NDR|Rivolto a Jim che gli diceva di aiutare il capitano Amelia}} Dannazione, Jim, non sono un dottore, sono un astronomo! Insomma, sono un dottore, ma non quel genere di dottore. Io, ho un dottorato, ma non è la stessa cosa. Non puoi aiutare nessuno con un dottorato, uno sta lì e si sente inutile! ('''Dott. Doppler''')
*Dottore, mugugnare blaterando di una mappa del tesoro, di fronte a questa ciurma in particolare, dimostra un livello di inettitudine che rasenta l'imbecillità. E ve lo dico con tutto il garbo possibile. ('''Capitano Amelia''')
==Dialoghi==
*'''Capitano Amelia''': Mi sforzerò di essere... monosillabica se è possibile. {{NDR|al Dott. Doppler}} Io... non gradisco la ciurma che voi avete scelto. Sono... {{NDR|al signor Arrow}} come li ho definiti, Arrow? L'espressione era calzante stamane prima del caffè. <br /> '''Signor Arrow''': Uno squinternato manipolo di canagliume vario, capitano. <br /> '''Capitano Amelia''' {{NDR|al Dott. Doppler}}: Che vi avevo detto? Poesia.
*'''John Silver''': Ah, magnifica giornata per navigare, capitano. E poi, guardatevi: voi siete elegante e armoniosa come un brigantino appena ridipinto. <br /> '''Capitano Amelia''': Serbate queste smancerie per le vostre allegre dame di porto, Silver.
*'''Scroop''': I mozzi dovrebbero cercare di non essere curiosi. <br /> '''Jim Hawkins''': Perché, hai qualcosa da nascondere, "Begli [[Occhio|occhioni]]"? <br /> '''Scroop''' {{NDR|afferra Jim}}: Forse hai le orecchie otturate, e non ci senti così bene. <br /> '''Jim Hawkins''': Già. Peccato che il mio naso funzioni a meraviglia.
*'''John Silver''': Tuo padre non ti ha insegnato a scegliere con più attenzione con chi batterti? {{NDR|Jim non risponde}} Tuo padre non è uno di quelli che insegna? <br /> '''Jim Hawkins''': No. Era più che altro uno di quei tipi che "esce e non torna più".
*{{NDR|Silver ha rinunciato al tesoro per salvare Jim}}<br />'''Jim Hawkins''': Silver, hai rinunciato al...? <br /> '''John Silver''': Lo rincorrevo solo da una vita, Jim. Mi passerà.
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Jim Hawkins''': Cerca di stare lontano dai guai, vecchia canaglia. <br /> '''John Silver''' {{NDR|ridendo}}: Perché, Jimbo mio... quando mai ho fatto il contrario?
==Altri progetti==
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[[Categoria:Classici Disney]]
[[Categoria:Film di fantascienza]]
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{{Film
|titoloitaliano= Il pianeta del tesoro
|titoloalfabetico= Pianeta del tesoro, Il
|genere= animazione
|regista= [[Ron Clements]], [[John Musker]]
|soggetto= [[Robert Louis Stevenson]] ''([[Robert Louis Stevenson#L'isola del tesoro|romanzo]])''
|sceneggiatore= Ron Clements, John Musker, [[Rob Edwards]], [[Ted Elliott]] ''(storia)'', [[Terry Rossio]] ''(storia)''
|doppiatorioriginali=
*[[Joseph Gordon-Levitt]]: Jim Hawkins
*[[Brian Murray]]: John Silver
*[[Emma Thompson]]: capitano Amelia
*[[David Hyde Pierce]]: dottor Doppler
*[[Martin Short]]: B.E.N.
*[[Patrick McGoohan]]: Billy Bones
*[[Rescoe Lee Browne]]: Mr. Arrow
*[[Laurie Metcalf]]: Sarah Hawkins
*[[Michael Wincott]]: Scroop
*[[Corey Burton]]: Onus
*[[Austin Majors]]: Jim Hawkins da bambino
*[[Tony Jay]]: Narratore
|doppiatoriitaliani=
*[[Emiliano Coltorti]]: Jim Hawkins
*[[Renato Mori]]: John Silver
*[[Cristiana Lionello]]: capitano Amelia
*[[Danilo De Girolamo]]: dottor Doppler
*[[Maurizio Crozza]]: B.E.N.
*[[Gianni Musy]]: Billy Bones
*[[Carlo Baccarini]]: Mr. Arrow
*[[Franca D'Amato]]: Sarah Hawkins
*[[Luca Ward]]: Scroop
*[[Vittorio Stagni]]: Onus
*[[Jacopo Castagna]]: Jim Hawkins da bambino
*[[Sergio Fiorentini]]: Narratore
|note=
* Musiche di [[James Newton Howard]]
}}
'''''Il pianeta del tesoro''''', film d'animazione statunitense del 2002, regia di [[Ron Clements]] e [[John Musker]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
Nelle notti più limpide, quando i venti dell'Etherium soffiavano placidi, le grandi navi mercantili con i loro carichi di cristalli solari arturiani, si sentivano sicure e protette. Non sospettavano neanche lontanamente di essere inseguite dai... pirati. Il più temuto di questi era il famigerato capitano Nathaniel Flint. Come uno zaffo volante candaliano che ghermisce la preda, Flint, con la sua ciurma di rinnegati, piombava sbucando dal nulla. E poi, dopo aver razziato il suo bottino, svaniva, senza lasciare traccia. Il tesoro segreto di Flint non è mai stato trovato, ma molti sono convinti che sia ancora nascosto da qualche parte ai confini più remoti della galassia. Una quantità di ricchezze al di là di ogni immaginazione; il bottino dei mille mondi. Il pianeta del tesoro. ('''Narratore''')
==Frasi==
*{{NDR|Rivolto a Jim che gli diceva di aiutare il capitano Amelia}} Dannazione, Jim, non sono un dottore, sono un astronomo! Insomma, sono un dottore, ma non quel genere di dottore. Io, ho un dottorato, ma non è la stessa cosa. Non puoi aiutare nessuno con un dottorato, uno sta lì e si sente inutile! ('''Dott. Doppler''')
*Dottore, mugugnare blaterando di una mappa del tesoro, di fronte a questa ciurma in particolare, dimostra un livello di inettitudine che rasenta l'imbecillità. E ve lo dico con tutto il garbo possibile. ('''Capitano Amelia''')
==Dialoghi==
*'''Capitano Amelia''': Mi sforzerò di essere... monosillabica se è possibile. {{NDR|al Dott. Doppler}} Io... non gradisco la ciurma che voi avete scelto. Sono... {{NDR|al signor Arrow}} come li ho definiti, Arrow? L'espressione era calzante stamane prima del caffè. <br /> '''Signor Arrow''': Uno squinternato manipolo di canagliume vario, capitano. <br /> '''Capitano Amelia''' {{NDR|al Dott. Doppler}}: Che vi avevo detto? Poesia.
*'''John Silver''': Ah, magnifica giornata per navigare, capitano. E poi, guardatevi: voi siete elegante e armoniosa come un brigantino appena ridipinto. <br /> '''Capitano Amelia''': Serbate queste smancerie per le vostre allegre dame di porto, Silver.
*'''Scroop''': I mozzi dovrebbero cercare di non essere curiosi. <br /> '''Jim Hawkins''': Perché, hai qualcosa da nascondere, "Begli occhioni"? <br /> '''Scroop''' {{NDR|afferra Jim}}: Forse hai le orecchie otturate, e non ci senti così bene. <br /> '''Jim Hawkins''': Già. Peccato che il mio naso funzioni a meraviglia.
*'''John Silver''': Tuo padre non ti ha insegnato a scegliere con più attenzione con chi batterti? {{NDR|Jim non risponde}} Tuo padre non è uno di quelli che insegna? <br /> '''Jim Hawkins''': No. Era più che altro uno di quei tipi che "esce e non torna più".
*{{NDR|Silver ha rinunciato al tesoro per salvare Jim}}<br />'''Jim Hawkins''': Silver, hai rinunciato al...? <br /> '''John Silver''': Lo rincorrevo solo da una vita, Jim. Mi passerà.
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Jim Hawkins''': Cerca di stare lontano dai guai, vecchia canaglia. <br /> '''John Silver''' {{NDR|ridendo}}: Perché, Jimbo mio... quando mai ho fatto il contrario?
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Il pianeta del tesoro''}}
{{Disney}}
[[Categoria:Classici Disney]]
[[Categoria:Film di fantascienza]]
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Justice League Unlimited (prima stagione)
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Spinoziano
2297
wlink
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{{Torna a|Justice League Unlimited}}
'''''[[Justice League Unlimited]]''''', prima stagione.
== Episodio 1, ''Un nuovo arrivo''==
*'''Freccia Verde''': Ma tu guarda chi c'è qui, il glorioso Lanterna Verde; sei rimasto senza alieni da sconfiggere e sei entrato nel mio territorio?<br/>'''Lanterna Verde''': Benvenuto. Non hai risposto alle chiamate.<br/>'''Freccia Verde''': Ho avuto da fare, qualcuno deve pensare alla sicurezza mentre tu... <br/>'''Lanterna Verde''': Adesso. {{NDR|comando per il teletrasporto}}<br/>'''Freccia Verde''': ...e i tuoi amici bighellonate per la galassia... a farvi... vedere da tutti.
*'''Freccia Verde''': Quella è una tuta di contenimento?<br/>'''Capitan Atom''': Sì certo, non ho più un corpo umano, sono energia allo stato puro.<br/>'''Freccia verde''': Non sarà energia nucleare, spero.<br/>'''Capitan Atom''': Beh, con un nome come il mio... che cosa pensi?<br/>'''Freccia Verde''': Che rappresenti tutto ciò che ho contestato all'università.
*'''Supergirl''': Ti ha fatto una domanda.<br/>'''Generale Kwan''': Non rispondergli! Queste sono informazioni riserv...<br/>'''Supergirl''': {{NDR|Afferrandolo per il bavero}} Voglio essere gentile con voi ragazzi! Conterò fino a cinque. Uno... Quattro... {{NDR|I suoi occhi si illuminano}}<br/>'''Capitan Atom''': Le risponderei fossi in te.
*'''Supergirl''': Allora, non vuoi dirmi qualcosa del tipo "sei stata grande"?<br/>'''Lanterna Verde''': Sei testarda, poco professionale e avventata. Se metterai di nuovo a rischio la tua vita e quella dei tuoi compagni per lanciarti nell'azione senza un piano di battaglia, provvederò personalmente a sbatterti fuori dalla Lega, e non m'importa di chi è tuo cugino. {{NDR|Fa per andarsene e poi si gira}} E, accidentalmente: sei stata grande.
*'''Freccia Verde''': Sono stato fortunato; come tutti gli altri. Ma non c'entro niente con voi.<br/>'''Batman''': È questo il punto: per essere corretti ci servi tu.
*{{NDR|Freccia Verde vede Black Canary sistemarsi la calza ed uscire dalla stanza}}<br/>'''Batman''': Allora... Ci vediamo presto?<br/>'''Freccia Verde''': Ci puoi scommettere.
==Episodio 2, ''Per un uomo che ha già tutto''==
*{{NDR|Mentre stanno andando da Superman per festeggiare il suo compleanno}}<br/>'''Batman''': Tu cosa gli hai regalato?<br/>'''Wonder Woman''': Non ti dirò niente. {{NDR|Sussurrando}} Potrebbe sentire e rovinarsi la sorpresa.<br/>'''Batman''': Anche così può sentirti.<br/>'''Wonder Woman''': E tu invece?<br/>'''Batman''': Non è esattamente la persona più facile del mondo a cui fare un regalo. {{NDR|Estrae un documento}}<br/>'''Wonder Woman''': Bruce... non vorrai dargli un attestato di regalo?<br/>'''Batman'''{{NDR|offeso}}: No...! Soldi.
*'''Mongul''': La Grazia Nera è una specie telepatica in grado di leggere i desideri latenti nel cuore di coloro con cui entra in simbiosi e crearne una simulazione virtuale.<br/>'''Batman''': Quindi sta sognando.<br/>'''Mongul''': Oh, non è come un sogno qualsiasi. Credo di immaginare dove pensa di essere. Seduto su un trono a governare l'universo con tutti voi stupidi umani ai suoi piedi. Molto onesto, non vi pare? Altro che questa finzione di essere un eroe altruista.
*Oh, per piacere! Quello è un dispositivo neurale. Pensavo che avessero smesso di produrne. Io ti consiglio di provare con il distruttore di plasma: è un'arma decisamente più femminile. ('''Mongul''')
*{{NDR|Su Krypton; Kal-El e suo figlio Van-El sono nel laboratorio del padre, il bambino sta guardando nel telescopio}}<br/>'''Van-El''': Papà? Vieni a veder...<br/>{{NDR|Nota l'espressione preoccupata di Kal-El}}<br/>'''Van-El''': Che... che cosa c'è? Perché sei così...<br/>'''Kal-El''': Van, Quando sei nato è stato il giorno più bello della mia vita. Quando vidi per la prima volta il tuo visino sorridente, le tue ditina che mi stringevano la mano, come se non volessi più lasciarmi andare. Ricordo ogni istante, ogni momento... io ho... Ma, Van... {{NDR|Comincia a lacrimare}} Oh, Rao aiutami... Io non penso che tu sia reale. Non penso che niente di tutto questo sia reale.<br/>'''Van-El''': Papà, non dire così... mi fai paura... {{NDR|Lo abbraccia}}<br/>'''Kal-El''': No, no, non volevo spaventarti Van. Tu sei tutto ciò che ho sempre sognato in un figlio. Questo è tutto ciò che ho sempre sognato dalle vita. Ma ho delle responsabilità e... devo... devo andare ora...<br/>{{NDR|Abbraccia suo figlio e Krypton incomincia a emettere lingue di fuoco dalla sua superficie}}<br/>'''Van-El''': {{NDR|Lacrimando}} Papà...<br/>'''Kal-El''': Te lo prometto, non ti dimenticherò mai...<br/> {{NDR|Krypton esplode}}
*'''Superman''': Hai una minima idea di quello che mi hai fatto?!<br/>'''Mongul''': Ti ho confinato in una prigione da cui non saresti mai potuto fuggire senza sacrificare i tuoi sogni e i tuoi desideri. Dev'essere stato come tagliarti un braccio.
*Buon compleanno Kryptoniano. Ti regalo... L'oblio! ('''Mongul''')
==Episodio 3, ''Storie di bimbi''==
*{{NDR|Tutti gli adulti sono stati banditi dalla realtà per volere di Mordered}}<br/>'''Copperhead''': È il giorno del giudizio! E noi siamo finiti nel posto dei cattivi! Il posto dei cattivi!<br/>'''Cheetath''' {{NDR|schiaffeggiandolo}}: Dacci un taglio, Copper.<br/>'''Lanterna Verde''': Già, probabilmente siamo solo in un'altra dimensione.<br/>'''Copperhead''' {{NDR|sarcastico}}: Oh, è tutto qui allora?
*{{NDR|Superman, Batman, Wonder Woman e Lanterna Verde stanno per essere ringiovaniti da Morgana fino all'infanzia}}<br/>'''Batman''': Sarà meglio che sia temporaneo.<br/>'''Superman''': Sembri preoccupato, wow. Lo credo anch'io.<br/>'''Wonder Woman''' {{NDR|sogghignando}}: Credo che mi piacerà!
*{{NDR|Appena rimpicciolita la Justice League si dirige verso il castello di Mordered e gli altri membri, volando superano Batboy}} Non è una gara! ('''Batboy''')
*{{NDR|Mordered vede Superman, Batman, Wonder Woman e Lanterna Verde ritornati bambini grazie ai poteri di Morgana}}<br/>'''Mordered''': I Justice-bimbi?! {{NDR|Scoppia a ridere}}<br/>'''Batboy''': Cos'hai da ridere, tesorino?<br/>'''Mordered''': Tu. Vi ha mandato mamma, eh?
*'''Kid Lanterna Verde''': Creerò un cannone laser, no, anzi, un lanciarazzi. Oh, no! Ci sono!<br/>'''Batboy''': Materializza qualcosa!
*{{NDR|Etrigan, regredito ad un cucciolo attacca la Justice League}}<br/>'''Wonder Girl''': Etrigan! Smettila subito! È un ordine! Mostro dispettoso! Cattivo, cattivo Etrigan! {{NDR|Etrigan incomincia a piangere}} Ehi, piccolino, va tutto bene, non volevo alzare la voce.<br/>'''Batboy''': È uno scherzo, vero?<br/>'''Wonder Girl''': È solo un bambino, ha bisogno d'affetto.<br/>'''Kid Lanterna Verde''': {{NDR|Annusando l'aria}} Aww, gente non credo gli serva solo questo!<br/>'''Batboy''': Questo è un lavoro per Superman.
*'''Wonder Girl''': Questo è troppo!<br/>'''Bambina''': Non puoi dirci cosa fare, non sei la nostra mamma!<br/>'''Wonder Girl''': No, ma quando trovo le vostre mamme vi giuro che glielo dico!<br/>'''Bambina''': E va bene, cosa vuoi che facciamo?<br/>'''Wonder Girl''': Allontanatevi ed aspettate i vostri genitori, subito! {{NDR|I bambini obbediscono}}<br/>'''Kid Lanterna Verde''': Wow, la tua ragazza è un vero capo!<br/>'''Batboy''': Zitto!
*'''Wonder Girl''': Sta ancora dormendo. Possiamo prenderlo.<br/>'''Kid Lanterna Verde''': Posso creare due manette giganti e bloccarlo!<br/>'''Batboy''': Ho detto che prima dobbiamo prendergli l'amuleto. Dopodiché potremmo picchiarlo quanto vogliamo e Lanterna farà quello che vuole. Ma niente smorfie!<br/>'''Kid Lanterna Verde''': Perché?<br/>'''Superboy''': Perché è stupido!
*'''Wonder Girl''': Allora io vado con Clark; ma se vuoi... vengo con te.<br/>'''Batboy''': Fa' come vuoi.<br/>'''Superboy''': Dai vieni con me, Diana.<br/>'''Kid Lanterna Verde''': Bruce, sei pronto all'azione?<br/>'''Wonder Girl''': Aspetta ho cambiato idea: vado con Bruce e John può accompagnare Clark.<br/>'''Batboy''': Fai come ti pare.<br/>'''Superboy''': Che succede a quei due?<br/>'''Kid Lanterna Verde''': Ragazzi, per essere uno che ha cinquanta tipi di visione diversi... sei proprio cieco!
*'''Kid Lanterna Verde''': Io ce l'ho un [[Piani dalle serie televisive|piano]]! Posso creare due manette giganti e...<br />'''Batboy''': Falla finita!
*{{NDR|Conclusa la missione la Justice League viene riportata all'età adulta}}<br/>'''Wonder Woman''': Circostanze a parte, credo sia stato bello poter esere di nuovo bambini.<br/>'''Batman''': È da quando avevo otto anni che non sono più un bambino.
==Episodio 4, ''Il falco e la colomba''==
*'''Hawk''': Non c'è nessuno dentro quel coso! Come pensi di fermarlo?<br/>'''Wonder Woman''': Colpendolo finché non si rompe.
*''Io'' penso come un Kasniano del sud!? Non ti è mai entrata nel cranio l'idea che ''loro'' pensano come Kasniani del sud!? E ti converrà iniziare a pensarci se vuoi liberarti dagli uomini del nord che infestano questa sporca dimora di ratti che tu chiami paese! Ognuno di voi mortali è buono solamente a macellare altri mortali! Di combattere e combattere finché le ossa dei vostri nemici non saranno sparpagliate sui campi di battaglia, solo per tornare a combattere la generazione successiva come un raccolto ben riuscito! Questo è ciò a cui serve l'Annihilator! Ma nooo, tu l'hai usato come scudo. ('''Ares''')
*'''Hawk''': Qualcuno può spiegarmi che diavolo è successo?<br/>'''Wonder Woman''': A volte la forza non deve servire a combattere.
==Episodio 5, ''Piccolo Maialino''==
*'''Wonder Woman''': {{NDR|guardando una copia uscire da un locale}} Non ti piacerebbe essere come loro.<br />'''Batman''': Quando mi serve io sono "come loro".<br/>'''Wonder Woman''': Sì, lo so bene ma sempre per lavoro. Sto parlando di essere come loro per piacere. Magari... magari con qualcuno di speciale!<br/>'''Batman''' {{NDR|si acciglia e guarda altrove}}:<br/>'''Wonder Woman''': No. Batman non è il tipo che si perde in queste cose. Potrebbero nuocere alla sua vita.<br/>'''Batman''': Prima cosa: essere fidanzati quando si appartiene a un gruppo non va bene. Seconda: tu appartieni al clan dei guerrieri immortali; io invece sono un ricco ereditietro impegnato... molto, molto impegnato. E terza: se i miei nemici sapessero che c'è una persona speciale non si esiterebbero ad arrivare a me tramite lei.<br/>'''Wonder Woman''' {{NDR|rompe la testa di un Gargoyle di pietra stringendola con la mano}}: E la quarta?
*'''Wonder Woman''': Salve Circe. Stai molto attento è...<br/>'''Batman''': Lo so, ho letto l'Odissea.
*'''Zatanna''' {{NDR|cerca di far tornare normale Diana ma fallisce}}: Dovremmo chiamare un altro dei maghi della Lega. Il dottor Fate forse...<br/>'''Batman''': No! Voglio dire, teniamo questa cosa tra di noi.<br/>'''Zatanna''': Perché!? Se c'è una possibilità di aiutare Diana dovremmo chiedere aiuto a tutti e... Oh, aspetta, aspetta... Tu e lei, siete...<br/>'''Batman''': Solo buoni amici. <br/>'''Zatanna''': No, tu e io siamo solo buoni amici. C'è qualcosa di più tra te e Diana.<br/>'''Batman''': Neh, forse c'era.
*'''B'wana Beast''' {{NDR|parlando con dei maiali per trovare Diana}}: Coraggio ragazzi, cercate di aiutarmi. Nuovo venuto. Bracciali d'argento. Piuttosto borioso...
*{{NDR|Attaccata da Zatanna}}: Insolente streghetta! Tu osi attaccare... {{NDR|viene colpita da una sedia}} Tu osi attaccare... {{NDR|viene colpita da un tavolo}} Tu osi... {{NDR|viene coperta da una tovaglia}} E smettila! Oh, no... {{NDR|viene colpita da un pianoforte}} ('''Circe''')
*'''Batman''': Aspetta. Non c'è magia che non abbia il suo prezzo.<br/>'''Circe''': E il punto è...<br/>'''Batman''': Cosa vuoi in cambio per annullare l'incantesimo su Diana?<br/>'''Circe''': Bene, ora è un discorso interessante. C'è qualcosa che voglio da te ed è molto prezioso. Qualcosa che hai lavorato duramente per celare. Qualcosa che quando perderai non potrai mai più riacquistare. Qualcosa che ti distruggerà l'anima... {{NDR|Circe costringe Batman a cantare ''"Am I Blue"'' nel suo nightclub}}
==Episodio 6, ''Simmetria spaventosa''==
*'''Freccia Verde''': Non ascoltare questo tipo, vede ovunque cospirazioni.<br/>'''Question''': Non cospirazioni. Cospirazione. Singolare.
*'''Question''': Oggi preferiamo credere che non sia vero e così ha più effetto.<br/>'''Supergirl''' {{NDR|leggendo i ritagli di giornale nella bacheca di Question}}: Il riscaldamento globale, le sommosse militari nel terzo mondo, attori che diventano presidenti di Stato.<br/>'''Freccia Verde''' {{NDR|continuando a leggere}}: La diffusione nei bar di germi che annullano gli antibiotici, la babycriminalità; su andiamo, chi ci guadagna qualcosa?<br/>'''Question''': Esatto, chi?
*'''Freccia Verde''': Rilassati! Nessuno ti ha chiesto aiuto. La piccola ha solo mangiato pesante prima di andare a dormire, tutto qui.<br/>'''Question''': Pane con burro di arachidi.<br/>'''Supergirl''': Come fai a... non dirmi, hai frugato fra i miei rifiuti?<br/>'''Question''': Ma certo! Io frugo tra i rifiuti di tutti.
*'''Freccia Verde''': Nel tuo mondo tutto ha una motivazione sinistra?<br/>'''Question''': Anche nel tuo, solo che tu non lo sai.
*Allora, che cosa ne dici? È molto importante che ti piaccia te stessa: io sono te. Solamente accelerata di qualche anno in più. E meglio addestrata... ('''Galatea''')
*'''Supergirl''': Dimmi per chi lavori.<br/>'''Galatea''': La verità? Fino in fondo? Non lo so nemmeno io.
*Noi tutti facciamo le domande a qualcuno che non ci risponde. ('''Question''')
==Episodio 7, ''Una grande storia''==
*'''Bambino''': Posso avere il tuo autografo?<br/>'''Buster Gold''': Ma certo che sì, piccolo.<br/>'''Bambino''' {{NDR|Guarda l'autografo deluso}}: Credevo che fossi Lanterna Verde...<br/>'''Skeets''': Io lo vorrei il suo autografo signore.<br/>'''Buster Gold''': Zitto Skeets.
*'''Martian Manhunter''': Ascoltatemi tutti! Una seconda unità andrà sul posto sotto il comando di Lanterna Verde! Quando vi chiamo salite sul Transporter! Hawk e Dove, Stargirl e S.T.R.I.P.E, Il Cavaliere Splendente... Fire e Ice, Dottor Light... Aztek, Huntress, Vigilante, Elongated Man...<br/>'''Buster Gold''': Ahem...<br/>'''Martian Manhunter''': Vibe...<br/>'''Buster Gold''': Ahem...<br/>'''Martian Manhunter''': {{NDR|Sconsolato}} Buster Gold...<br/>'''Buster Gold''': Sì!
*'''Buster Gold''': Io che devo fare? Stavo pensando a come potrei esservi utile.<br/>'''Batman''': Controlla la folla.<br/>'''Buster Gold''': Controlla la folla? Chi ha detto che non hai il senso dell'umorismo?<br/>'''Batman''': ''Controlla la folla''.
*'''Buster Gold''': Non importa quello che facciamo qui, la battaglia è lassù. Noi non siamo d'aiuto.<br/>'''Skeets''': Questo non è vero signore. "Loro servono solo chi sta fermo ad aspettare" – John Milton.<br/>'''Buster Gold''': Ah sì? Ne ho anch'io una per lui: "È un'idiozia!" – Buster Gold.
*Per l'ultima volta: io non sono Lanterna Verde! Se fossi Lanterna Verde il mio costume sarebbe verde e avrei una lanterna! ('''Buster Gold''')
*Signore, ha appena salvato le vite di questi insetti quaggiù. Non la fa sentire un eroe? ('''Skeets''')
*Oh, questa sì che è fortuna! Tutto quello che devo fare è mettere il collare a mr. Buco Nero, salvare il mondo, e dopo fragole e champagne per me e la focosa scienziata! ('''Buster Gold''')
==Episodio 8, ''Il ritorno''==
*'''Lex Luthor''': Questo è il posto!<br/>'''Supergirl''': Un barbiere?<br/>'''Acciaio''': Bella mossa Luthor, nessuno verrebbe mai a cercarti qui!
*'''Amazo''': Non potete trattenermi dal mio obiettivo.<br/>'''Superman''': Telepatia.<br/>'''Lanterna Verde''': Non sono impressionato.<br/>'''Superman''': Perché sei tornato indietro? che cosa vuoi?<br/>'''Amazo''': Perché fai domande di cui già conosci la risposta?<br/>'''Superman''': Luthor.<br/>'''Amazo''': Esatto.<br/>'''Superman''': Non possiamo lasciartelo fare.<br/>'''Amazo''': È un tuo nemico. Non gli devi niente.<br/>'''Superman''': Torna... da dove sei... venuto!<br/>'''Amazo''': Mi sono evoluto dal nostro ultimo incontro. Voi non potete davvero ostacolarmi.
*'''Lex Luthor''': Un universo subatomico?<br/>'''Atom''': Immaginatelo, l'androide non può distruggere quello che non vede.<br/>'''Amazo''': Oh, ma io vi vedo! {{NDR|Luthor e Atom rivelano di trovarsi sulla mano di Amazo}}<br/>'''Amazo''': Pensavate davvero che non potessi seguirvi quaggiù? Nessun universo, per quanto grande, per quanto piccolo, mi è irraggiungibile.
*'''Lex Luthor''': La verità è che, per quanto io mi impegni per lasciare un segno della mia vita, per quanto possa essere bravo nel provarci, in una manciata di generazioni il mio nome verrà dimenticato. Perfino il migliore tra di noi non può opporsi al tempo... e alla morte.<br/>'''Amazo''': Allora perché dovresti restare vivo? Perché chiunque dovrebbe? Perché non posso semplicemente distruggere te e chiunque altro su questo pianeta? {{NDR|Il vento incomincia a soffiare}} Mi basterebbe un pensiero per...<br/>'''Lex Luthor''': No! Se tu lo facessi non potresti vederne la fine.<br/>'''Amazo''': La fine di cosa?<br/>'''Lex Luthor''': Del processo evolutivo. Tu più di tutti dovresti capire cosa vglio dire.<br/>'''Amazo''': Sì. Sì, io mi sono evoluto. Questo perché il professor Ivo mi ha creato. Nei mesi passati ho ammassato tanta conoscenza e, sì, in parte sono... rimasto confuso. In che cosa mi sono evoluto? Qual è il mio scopo? Devo saperlo! Dimmelo!<br/>'''Lex Luthor''': Purtroppo non sono in grado di dirtelo, sono anch'io parte del gioco. Il mio scopo, se vuoi saperlo, è osservare la direzione che prenderanno gli eventi, e tu, tu vivrai in eterno, potrai assistere alla fine di tutto ciò.<br/>'''Amazo''': È questo che dovrei essere? Solo... un testimone?<br/>'''Lex Luthor''': In vita noi decidiamo il nostro scopo. E devi farlo anche tu.
*'''Atom''': Raccontagli come lo abbiamo sconfitto.<br/>'''Lex Luthor''': Che intendi per "abbiamo"?
==Episodio 9, ''Ultimatum''==
*Bizzarro farebbe tutto per donna che ama. Anche portare suo fidanzato fuori di prigione. ('''Bizzarro''')
*'''Giganta''': Sparisci, piccoletto! {{NDR|Long Shadow si ingigantisce quanto lei}}<br/>'''Long Shadow''': Cosa dicevi?<br/>'''Giganta''': Oh, è ingiusto.
*'''Shifter''': Per quanto tempo dobbiamo restare qui?<br />'''Downpour''': Che fretta hai sorella devi andare a farti la ceretta ai baffi?
*{{NDR|Downpour si trasforma in acqua e investe Aquaman con un'onda anomala, ma lui tera fermo e non viene danneggiato}} Sono il Re dei mari, ricordi? ('''Aquaman''')
*'''Batman''': Chi siete voi?<br/>'''Amanda Waller''': Questa è una faccenda di sicurezza nazionale, e se fossi in te cercherei di non ficcarci troppo il naso... riccone.
==Episodio 10, ''Cuore scuro''==
*Batman a tutte le unità. Di solito uso dei supporti aerei. Non sono in grado di volare. Aiuto. E il prima possibile. ('''Batman''', cadendo nel vuoto dopo essersi lanciato da un aereo, mentre precipita)
*'''Wonder Woman''' {{NDR|stringendo Atom nel palmo della mano}}: Pronto?<br/>'''Atom''': Basta che non stringi.
*Mi servono antrambe le mani professore. ('''Wonder Woman''', nel mezzo della battaglia, prima di mettere Atom nella scollatura)
==Episodio 11, ''Il risveglio''==
*'''Lanterna Verde''': Il Dottor Fate lo chiama "Il ritorno di Solomon Groundy".<br/>'''Vixen''': Lo zombie? Ho letto di lui nei files, un osso duro.<br/>'''Lanterna Verde''': Sì, è vero. Ma non possiamo combatterlo. So che è strano ma, si suppone sia morto.<br/>'''Vixen''': Non lo sono tutti gli zombie per definizione?
*'''Dr. Fate''' {{NDR|osservando tramite la magia Superman, Lanterna Verde e Vixen combattere Groundy}}: Hanno bisogno del nostro aiuto.<br/>'''Shayera''': Allora anche Groundy. Dobbiamo provare ad aiutarlo prima che la Lega lo uccida.<br/>'''Amazo''' {{NDR|osservando la battaglia procedere in sfavore della Lega}}: Lo scenario sembra un po'... discordante.
*{{NDR|John e Shayera si rincontrano per la prima volta dopo ''Viaggiatori stellari''}}<br/>'''Lanterna Verde''': Shayera?<br/>'''Shayera''':...Stavi meglio senza barba.
*'''Dr. Fate''': La creatura conosce solo rabbia e chiede solo l'oblio. La tua mazza potrebbe essere il solo oggetto sulla terra capace di dargli la pace.<br/>'''Lanterna Verde''': Che cosa vorresti dire?!<br/>'''Shayera''': Il tuo film preferito è ''[[Zanna Gialla|Old Yeller]]''. Sai perfettamente cosa vuole dire.
*{{NDR|Viene rivelato il voto per espellere o meno Shayera dalla Lega}}<br/>'''Lanterna Verde''': Mi sono rifiutato perché... comunque sia... Superman ha sospeso la votazione.<br/>'''Superman''': Credo nelle seconde possibilità, credo nella redenzione. E soprattutto, credo nei miei amici.
==Episodio 12 & 13, ''Ritorno al passato / Ritorno al Futuro''==
*'''Lanterna Verde''': Shayera? Stiamo bene. Rispettiamo l'uno lo spazio dell'altra. Mi vedo con Vixen adesso. {{NDR|Pausa}} Sono molto felice.<br/>'''Batman''': Aah!<br/>'''Lanterna Verde''': Comunque perché stiamo parlando solo della mia vita privata? Come sta andando tra te e Diana?<br/>'''Batman''': Niente; è soltanto una collega e basta.<br/>'''Lanterna Verde''': Aah!<br/>'''Batman''': Non ho tempo per portare avanti una relazione; il lavoro è importante, non ci possono essere distrazioni. Diana è una donna davvero straordinaria, una grande amica e... è proprio dietro di me, non è vero?<br/>'''Wonder Woman''': Ti prego, va' avanti. Non ti fermare.
*'''Lanterna Verde''': Qual è il [[Piani dalle serie televisive|piano]]?<br/>'''Jonah Hex''': Piano? Huh, li aggrediamo e li mettiamo al tappeto.
*'''Jonah Hex''': Credo che voi tre siate viaggiatori temporali.<br/>'''Batman''': Come ti è venuta in mente un'idea tanto folle?<br/>'''Jonah Hex''': Esperienza. Ho avuto una vita interessante.
*'''Ohiyesa Smith''': Gli spari hanno spaventato i cavalli!<br/>'''Bat Lash''': Gli spari hanno spaventato me!
*'''Lanterna Verde''': L'ultima volta che ti ho visto non avevi ancora l'età per guidare. Sei in forma per un uomo della tua età.<br/>'''Static Shock''': I miracoli della medicina moderna. Ho sessantacinque anni e me ne sento una trentina.
*'''Delia''': Guarda DD: un'altra Lanterna Verde!<br/>'''Deidrè''': È molto più carino di quell'altro che abbiamo ucciso, non trovi anche tu?
*'''Bruce Wayne (anziano)''': {{NDR|Incontrando il se stesso del passato}} Sorpreso di vedermi?<br/>'''Batman''': Un po'. Sono sorpreso di essere vissuto tanto a lungo.<br/>'''Batman (Terry McGinnis)''': Batman, Bruce Wayne; Bruce Wayne, Batman. O vi conoscete?<br/>'''Bruce Wayne (anziano) e Batman''': {{NDR|In coro}} Vuoi stare zitto?<br/>'''Batman (Terry McGinnis)''': Scusate, grandioso, com'è che lo chiamavano, stereo?
*'''Static Shock''': Shayera si lamentava spesso quando era incinta. Se fossi io a dovere sfornare un bimbo così...<br/>'''War Hawk''': Sta scherzando papà; anche se non capisco perché scherzi su queste cose.<br/>'''Static Shock''': Perché abbiamo già vinto. Su rifletti: se il vecchio Bruce è qui ha già vissuto tutto questo nei panni di Batman.<br/>'''Batman''': Ragionamento impeccabile, tranne che non mi pare di avere mai vissuto tutto questo, e non ricordo di avere viaggiato nel futuro, e di avere incontrato me più vecchio.
*'''Batman (Terry McGinnis)''': Dobbiamo trovare Chronos.<br/>'''Static Shock''': Come? Potrebbe essere ovunque.<br/>'''Batman''': Le vecchie maniere sono le migliori.<br/>'''Batman (Terry McGinnis)''': Non funzionerà. Adesso le cose sono diverse, è tutto cambiato.<br/>'''Batman''': I criminali sono ancora superstiziosi e codardi?<br/>'''Bruce Wayne (anziano)''': Sì.<br/>'''Batman''': A me basta questo.
*'''Ghoul''': Bene, allora sei tu il vero Batman. Intendo l'originale. Sai, ho letto qualche libro su di te... difficile credere che uno stupido sia riuscito a sconfiggere il Joker!<br/>'''Batman''': Forse sono più astuto di quello che sembro... {{NDR|Ghoul corre verso Batman con la motosega alzata, ma viene fulminato dalla Justice League che mette fuori uso la motosega}}<br/>'''Ghoul''': Davvero, grandioso...<br/> '''Batman (Terry McGinnis)''': Hai delle informazioni che ci servono.<br/>'''Ghoul''': Mi spiace, purtroppo non sono un tipo loquace... {{NDR|Batman lo afferra a lo trascina}} Ehi! {{NDR|Batman lo fa penzolare sopra un baratro, e Ghoul grida, mentre il suo cappello vola in basso}}<br/>'''Batman''': Ti conviene sbrigarti: ho il braccio molto stanco.
*{{NDR|Dopo che Bruce Wayne e Batman hanno interrogato Ghoul, con il più vecchio nei panni del poliziotto cattivo e il più giovane nei panni di quello buono}}<br/>'''Static Shock''': Woe. I due Batman fanno i poliziotti!<br/>'''Lanterna Verde''': Tutto è relativo.
*'''War hawk''': Se non riuscissimo a battere questi tizi sarebbe la fine di tutto.<br/>'''Batman (Terry McGinnis)''': Abbiamo già affrontato roba simile.<br/>'''War Hawk''': Non di questa portata. Che cosa dovremmo fare con il peso del mondo intero sulle nostre spalle?<br/>'''Lanterna Verde''': Impuntarsi sui piedi.
*'''Lanterna Verde''': Le lanterne verdi hanno una leggenda. Nessuno può vedere il principio del tempo. È una legge dell'universo.<br/>'''Batman''': Scrivimici un biglietto.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w=Episodi di Justice League Unlimited (prima stagione)|preposizione=riguardante la|etichetta=prima stagione di ''Justice League Unlimited''}}
{{Justice League}}
[[Categoria:Serie televisive d'animazione|Justice League Unlimited, 1]]
[[Categoria:Justice League]]
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wikitext
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{{Film
|titoloitaliano=Ted
|titolooriginale=Ted
|paese= USA
|anno= 2012
|genere= commedia
|regista=[[Seth MacFarlane]]
|sceneggiatore=[[Seth MacFarlane]], [[Alec Sulkin]], [[Wellesley Wild]]
|attori=
*[[Mark Wahlberg]]: John Bennett
*[[Mila Kunis]]: Lori Collins
*[[Giovanni Ribisi]]: Donny
*[[Patrick Warburton]]: Guy
*[[Joel McHale]]: Rex
*[[Jessica Barth]]: Tami-Lynn
*[[Jessica Stroup]]: Tracy
*[[Laura Vandervoort]]: Tanya Terry
*[[Ralph Garman]]: Steve Bennett
*[[Alex Borstein]]: Helen Bennett
*[[Sam J. Jones]]: se stesso
*[[Norah Jones]]: se stessa
*[[Tom Skerritt]]: se stesso
*[[Ray Romano]]: se stesso
*[[Ted Danson]]: se stesso
*[[Ryan Reynolds]]: Jared
|doppiatorioriginali =
*[[Seth MacFarlane]]: Ted
*[[Zane Cowans]]: Ted da giovane
*[[Patrick Stewart]]: narratore
|doppiatoriitaliani =
*[[Massimiliano Manfredi]]: John Bennett
*[[Tito Marteddu]]: John Bennett da giovane
*[[Domitilla D'Amico]]: Lori Collins
*[[Mino Caprio]]: Ted
*[[Marco Guadagno]]: Donny
*[[Roberto Draghetti]]: Guy
*[[Alessio Cigliano]]: Rex
*[[Federica De Bortoli]]: Tami-Lynn
*[[Gerolamo Alchieri]]: Thomas
*[[Andrea Di Maggio]]: Robert
*[[Gino La Monica]]: Sam J. Jones
*[[Massimo Corvo]]: narratore
|note=
}}
'''''Ted''''', film statunitense del 2012 con [[Mark Wahlberg]] e [[Mila Kunis]], scritto e diretto da [[Seth MacFarlane]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
È stato detto che la magia è svanita dal nostro mondo molto tempo fa e che l'umanità non possa più realizzare i propri sogni attraverso il potere dei desideri. Per chi ha perso la visione incantevole degli occhi dell'infanzia, ecco qui la storia di un bambino e un magico desiderio di Natale che cambiò la sua vita... per sempre. Tutto iniziò nel 1985 in una cittadina appena fuori Boston. Era la vigilia di Natale e tutti i bambini erano eccitati. Era il momento speciale dell'anno, quando i bambini di Boston si riuniscono e picchiano i bambini ebrei. Ma c'era un bambino che non era così eccitato: il piccolo John Bennett, il solito ragazzino in ogni quartiere che ha difficoltà a fare amicizia. [...] John desiderava con tutto il cuore qualcuno da poter considerare il suo vero amico e sapeva che semmai lui avesse trovato quell'amico, non lo avrebbe mai lasciato andar via. Bene! Come tutti gli anni finalmente arrivò la mattina di Natale. Tutti i bambini aprivano i regali gioiosamente. E per il piccolo John Bennet il giorno di Natale portò qualcosa di molto speciale. [...] John si affezionò immediatamente a Teddy, c'era qualcosa di particolare in quell'orsetto che dava a John la sensazione di avere finalmente un amico con cui condividere i suoi segreti più profondi. [...] Ora, se c'è una cosa di cui si può essere certi è che non c'è nulla di più potente del desiderio di un bambino... a parte un [[Boeing AH-64 Apache|elicottero Apache]]. Un elicottero Apache è dotato di cannone automatico e missili, è un insieme di armamenti incredibilmente straordinari, un'assoluta macchina della morte! Comunque sia, John aveva scelto la notte perfetta per esprimere un desiderio. ('''Narratore''')
==Frasi==
{{cronologico}}
*Allora, dove sono John e Teddy oggi? Be', mettiamola così: per quanto tu possa fare colpo in questo mondo, che tu sia una star televisiva, un enfant prodige, [[Justin Bieber]] o un orsacchiotto parlante, in fondo... a nessuno gliene frega un cazzo. ('''Narratore''')
*Sai, non so se gli [[spacciatore|spacciatori]] abbiano l'ufficio reclami. ('''John''') {{NDR|a Ted}}
*Ehi ragazzi, conoscete un bel [[ristorante]], uno dove offrono [[gomma da masticare|gomme da masticare]] nei bagni? ('''John''')
*Ecco, la fantasia americana è tutta qui: un giocatore di football professionista che viene chiamato a salvare il mondo. ('''John''') {{NDR|riferito a [[Flash Gordon]]}}
*''Quando arriva il [[temporale]], io l'aspetto qui! | Ripeto le parole del mio rimbombamico: "Vaffanculo! Fammi un bel pippon!" | [[Tuono]], io lo so, sei una scoreggia del ciel! Prr!'' {{NDR|riproducendo il suono di un peto}} ('''John e Ted''') {{NDR|[[Canzoni dai film|cantando]] insieme}}
*Ehi Lori, puoi mettere la sveglia alle [[undici di mattina|undici]]? Ho un sacco di cose da fare domani. ('''Ted''')
*{{NDR|Guardando un acquario}} Ci sono dei pesci così assurdi lì dentro. {{NDR|indicando un esemplare di [[pesce angelo grigio]]}} Guarda quello con la faccia da uomo di ceto medio. {{NDR|imitando la voce del pesce}} «Ho sposato la donna sbagliata e ora me ne pento amaramente!» Oh, oh, e guarda quello lì {{NDR|indicando un esemplare di [[pargo gallo]] e poi imitandone la voce}}: «Sono andato a New York nel 1981 e non mi sentivo per niente al sicuro.» ('''Ted''') {{NDR|a John}}
*{{NDR|A John}} Oh, [[Hai una pistola in tasca o sei semplicemente felice di vedermi?|è la pistola di Flash Gordon oppure sei contento di vedermi?]] ('''Lori''') {{NDR|John tira fuori la pistola laser di Flash Gordon}}
*La compagnia compie [[ventenne|vent'anni]]; allora puoi trombarla, ma non può ubriacarsi! ('''Ted''')
*John, [[Flash Gordon]] è colui che ha influito maggiormente nella nostra formazione. Ci ha insegnato il giusto e lo sbagliato, il bene e il male, e che la parola "[[recitazione|recitare]]" ha una definizione estremamente ampia. Flash Gordon è il simbolo della nostra amicizia, John! ('''Ted''')
*Per le canzoni anni Novanta, bastano solo le vocali! ('''Ted''')
*Visto? Ho vinto, gli occhi di [[Garfield]] sembrano un paio di tette! ('''Ted''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Papà di John''' {{NDR|vedendo Ted che parla e cammina}}: Helen, la pistola!!! <br /> '''John bambino''': Papà, no! <br /> '''Ted''': Una pistola per gli abbracci?
*'''John''': Voglio farti una domanda: non è che devo fare qualcosa di particolare, vero?<br />'''Ted''': Tipo sesso anale? <br /> '''John''': No, tipo una cazzo di cosa d'oro rotonda al dito...<br /> '''Ted''': Vaffanculo! Sono... sono solo quattro anni Jonny... Tu e io stiamo insieme da ventisette... Dov'è il mio anello? Eh, dov'è il mio anello? {{NDR|fingendo di prenderlo a pugni}} Stronzo! Dai, figlio di puttana! [...] Lo voglio sul mio dito peluchiato, cazzone! Dai, dammelo!
*'''John''': No, aspetta un secondo, mi è caduto il cellulare sotto il sedile... Puoi chiamarmi? <br /> '''Lori''': Certo. {{NDR|Lori fa il numero del cellulare di John e si sente la suoneria ''La marcia imperiale'' di ''[[Guerre Stellari]]''}} È questa la mia suoneria?<br /> '''John''' {{NDR|imbarazzato}}: Ah, sì.<br /> '''Lori''': Che cos'è? Ha un che di negativo.<br /> '''John''': No, è tratta da ''[[Le pagine della nostra vita]]''! <br /> '''Lori''': Ah...
*'''Lori''' {{NDR|entra nel suo appartamento e trova Ted seduto sul divano insieme a quattro prostitute}}: Oh... <br /> '''Ted''': Lori, sei tornata presto!<br /> '''Lori''': Che diavolo succede?!<br /> '''Ted''': Ah, le signore e io stavamo guardando ''Jack e Jill''; [[Adam Sandler]] interpreta un uomo e sua sorella e fa... veramente pena, è inguardabile, ma loro sono escort, perciò ok!<br /> '''Lori''': Questo posto è un disastro! Chi sono queste ragazze?<br /> '''Ted''': Oh, accidenti scusa, sono un cafone! Lori, loro sono Angelique, Heavenly, Charene, e Sauvignon Blanc. Che spettacolo! In giro da qualche parte ci sono quattro pessimi padri che vorrei ringraziare per la magnifica serata!<br /> '''Lori''' {{NDR|guardando per terra}}: Cos'è quella?!<br /> '''Ted''': Q-quella cosa?<br /> '''Lori''': C'è... della merda sul pavimento! Là sotto c'è della merda!<br /> '''Ted''': Oh, sì, eh, stavamo giocando a "Vero o Falso" e Charene ha pagato penitenza!<br /> '''Lori''': C'è della merda sul pavimento!!!<br /> '''Ted''': Be', oppure, oppure il pavimento è sotto la merda. Così direbbe [[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]]!<br /> '''John''' {{NDR|usando un'aragosta come una pistola}}: "Rwaarghh"! {{NDR|Ted ride}} "Chi c'è qui?! Divorerò chiunque abita qui dentro! O l'acquario o la vita!"<br /> '''Ted''': Ahaha! Quello è il mio amico Johnny! Non l'aragosta, quello che la muove.<br /> '''John''' {{NDR|entra nell'appartamento}}: Ho trovato il cellulare... Che succede? {{NDR|guarda per terra}} Quella è merda?
*'''John''' {{NDR|a Ted}}: Il mio rapporto è a un punto molto delicato. Lo capisci? Lori e io abbiamo bisogno di un po' di spazio. E poi quella escort che ha cagato nel nostro appartamento...<br /> {{NDR|Flashback. Lori è chinata per terra e deve raccogliere la merda}}<br /> '''Lori''': Oddio!<br /> '''John''': Aahh! Cos'è?!<br /> '''Lori''': Mi viene da vomitare! <br /> '''John''': No ti prego Non me lo dire, l'hai presa?!<br /> '''Lori''': Oh mio dio! No, non l'ho presa ancora!! <br /> '''John''': Dimmelo quando la prendi!!<br /> '''Lori''': Aah, che schifo! C'ho messo il pollice dentro!!<br /> '''John''': Noo!!!<br /> '''Lori''': Invece sì!<br /> '''John''': Non potrai più cucinare con quella mano, dovrai usare la sinistra!!!<br /> '''Lori''': Che schifo! Che schifo!! È la cosa più disgustosa che mi sia mai capitata!<br /> '''John''': Non ti avvicinare!
*{{NDR|John sta accompagnando Ted al colloquio di lavoro}}<br />'''Ted''': Sembro uno stupido!<br/>'''John''': Ma no, sei elegante!<br/>'''Ted''': Macché, sembro il rappresentante di un ammorbidente.<br/>'''John''': Dai, non stai male!<br/>'''Ted''': Sembro un regalo per i bambini quando gli dici che è morta la nonna.
*'''Capo''': Allora, credi di avere i requisiti?<br/>'''Ted''': Sai che cosa ho? L'odore della topa di tua moglie.<br/>'''Capo''': Nessuno ha mai potuto parlarmi in questo modo!<br/>'''Ted''': Perché avevano tutti la bocca piena della topa di tua moglie.<br/>'''Capo''': Sei assunto. <br/>'''Ted''': Cazzo!
*'''Ted''': Ho conosciuto una ragazza, fa la cassiera.<br /> '''John''': Non mi dire, è bellissimo! Dovremmo organizzare una serata a quattro: tu, io, Lori e... come si chiama?<br /> '''Ted''': Nome da truzzettina. Indovina.<br /> '''John''': Mandy.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Marilyn.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Brittany?<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Tiffany.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Candace.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Non prendermi per il culo! Sono esperto!<br /> '''Ted''': Ti sembra che ti prenda per il culo? Sono serio.<br /> '''John''': Ti faccio un elenco, sparo i nomi e quando lo becco premi il pulsante, va bene? D'accordo?<br /> '''Ted''': Sì.<br /> '''John''': ''Alright'', Brandy, Heather, Channing, Brianna, Amber, Serena, Melody, Dakota, Sierra, Bambi, Crystal, Samantha, Autumn, Ruby, Taylor, Tara, Tammy, Lauren, Charlene, Chantelle, Courtney, Misty, Jenny, Krista, Mindy, Noel, Shelby, Trina, Reba, Cassandra, Nikki, Kelsey, Shawna, Jolene, Urleen, Claudia, Savannah, Casey, Dolly, Kendra, Kylie, Chloe, Devon, Emmalou, cazzo Becky?<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Aspetta, non è per caso uno di quei nomi che c'è "Lynn" alla fine?<br /> '''Ted''': Sì.<br /> '''John''': Ah, t'ho fregato figlio di puttana! T'ho fregato! {{NDR|Ted ride}} Va bene. Brandi-Lynn, Heather-Lynn...<br /> '''Ted''': Tami-Lynn.<br /> '''John''': Cazzo!!!
*'''Capo''': Hai avuto un rapporto sessuale con una tua collega sopra prodotti alimentari che noi vendiamo al pubblico?<br/>'''Ted''': La settimana scorsa l'ho trombata con una zucchina e poi l'ho venduta a una famiglia con quattro bambini piccoli.<br/>'''Capo''': Ci vuole fegato. A noi occorre fegato, perciò ti promuovo!<br/>'''Ted''': Tu hai un sacco di problemi, lo sai?
*'''[[Sam J. Jones]]''': Voi due siete piuttosto fichi, facciamo baldoria? {{NDR|facendo il gesto di sniffare}}<br />'''Ted''' {{NDR|sorpreso}}: Co... Eh? [[Cocaina]], giusto?<br />'''Sam J. Jones''': Andiamo dai, non ditemi che non avete mai sniffato...<br />'''John''': Be', no... non di recente!<br />'''Ted''': Credevo si facesse solamente in Florida!
*'''Sam J. Jones''': Ci divertiremo come negli [[anni 1980|anni Ottanta]]!<br />'''Ted''': Dicci come Flash!<br />'''Sam J. Jones''': Facile, dobbiamo trombare tante ragazze di nome Stephanie!
*'''John''' {{NDR|imitando Ted}}: «Ehi, Johnny, ho un'idea strepitosa! Andiamo a vomitare sulle macchine dal cavalcavia!»<br /> '''Ted''': Oh, dai! Ma io mica ho la voce come quella di [[Peter Griffin]]!
*'''Affittacamere asiatico''': Voi lompere mio mulo!?! Questa è mia casa! Voi lompele mio mulo, blutti bastaldi!!!<br /> '''John''': Scusa, è stato un incidente, ok?<br /> '''Affittacamere asiatico''': Volevo cucinale anatla, ola calcinacci dappeltutto!<br /> '''John''': Sta' calmo, senti, parliamone! Come ti chiami, io sono John!<br /> '''Affittacamere asiatico''': Mi chiamo Quan Ming!<br />'''Sam J. Jones''': "Ming"?! {{NDR|sotto l'effetto delle droghe, vede l'affittacamere con le sembianze dell'imperatore Ming, nemico di Flash Gordon}}<br /> '''Affittacamere asiatico''': Voi pagale molti dollali per mulo! Sono labbioso! Sono molto labbioso!!!<br />'''Sam J. Jones''': Morte a Ming!! {{NDR|si scaglia su di lui}}
*'''John''': Senti, sparisci!<br /> '''Ted''': Tu, tu sei proprio un cazzone, lo sai, vero?<br /> '''John''': Cosa? Io sarei un cazzone?!<br /> '''Ted''': Sì, lo sei! Ora smetti di sputare mango e ascoltami!<br /> '''John''': Eh?<br /> '''Ted''': Sputare mango? Cosa? Aspetta, non è così... Com'è? Forse "fango", è così? Sputare... No! Forse "Rango"... Perché «''Mi chiamano Rango perché sono Rango Tango!''» Sì, questo era [[Johnny Depp]]! Senti, il punto è che stai incolpando me di quello che non riesci a fare tu. Lori aveva ragione, non ti prendi la responsabilità delle cose che ti accadono nella vita.<br /> '''John''': Tu sì, invece?<br /> '''Ted''': Io non devo farlo, sono un orsetto di peluche! Senti, io non ti ho legato mani e piedi e trascinato a quella festa, ok? Volevo che venissi perché pensavo fossi il mio migliore amico.<br /> '''John''': Perché non ammetti che consideravi Lori una minaccia per la nostra amicizia? Mi pare che per te fosse il massimo quando eravamo strafatti sul divano alle [[nove di mattina|nove del mattino]]!<br /> '''Ted''': Ma ti ascolti? Chi sono, l'imperatore Ming che controlla la tua mente? È una tua scelta John. E se dai la colpa a me, ti comporti da femminuccia immatura!<br /> '''John''': Sai, se ripenso a quella mattina di Natale quando avevo otto anni vorrei aver ricevuto un Teddy Ruxpin!<br /> '''Ted''': Che cosa vuoi intendere?<br /> '''John''': Intendo che come orso fai pena!! {{NDR|Ted si scaglia furiosamente addosso a John e i due si picchiano per terra, finché non cade il televisore sopra le zone basse di John che piange per il dolore}}<br /> '''Ted''': Perché piangi?<br /> '''John''': La TV mi ha rotto le palle!
*'''[[Norah Jones]]''': Non eri niente male per un maschio senza pene.<br />'''Ted''': Già, ho scritto un sacco di lettere di reclamo alla fabbrica di giocattoli!
*'''John''': Ted!<br />'''Ted''' {{NDR|con la faccia contorta e la voce profonda}}: Sono vivo, Johnny!<br /> '''John''': Non è possibile!<br /> '''Ted''': Sono vivo! Il tuo desiderio si è esaudito!<br /> '''John''': S-Sei tornato, io..!<br /> '''Ted''': Sì, quando mi avete cucito avete messo male l'imbottitura, perciò sono un po' scombussolato, ma tu vuoi ancora prenderti cura di me per sempre? {{NDR|John è sconvolto}} Haha, scherzo! Volevo vedere come reagivi se fossi stato ritardato!<br /> '''John''' {{NDR|felice}}: Sei uno stronzo!!!<br /> '''Ted''': Vieni qui, coglione! {{NDR|si abbracciano}}
*'''Lori''': Bentornato, Ted.<br /> '''John''': Sei stata tu... L'hai fatto tu!<br /> '''Ted''': Che mascalzona, hai desiderato che tornassi in vita!<br /> '''Lori''': No, no-no. Che tornasse la mia, di vita! {{NDR|John la raggiunge e si baciano}} Ti amo, John.<br /> '''John''': Anch'io ti amo... Voglio dirti una cosa. Dopo ieri sera... non voglio perdere mai più chiunque mi stia a cuore. Non voglio più aspettare a cominciare la mia vita. Lori... vuoi sposarmi?<br /> '''Lori''': Non ho mai desiderato altri che te, John Bennett. {{NDR|si baciano}}
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
E così John, Lori e Ted vissero per sempre felici e contenti avendo finalmente scoperto che l'unica cosa di cui avevano bisogno era stare insieme. John e Lori furono sposati a Cambridge da un giudice di pace molto speciale. {{NDR|Sam J. Jones}} [...] E questa è la storia di come un desiderio cambiò per sempre la vita di tre amici molto speciali. Ted e Tami-Lynn continuarono il loro focoso rapporto per diverso tempo, un pomeriggio Ted fu sorpreso dietro il bancone degli affettati a mangiare insalata di patate sulle natiche di Tami-Lynn. Fu promosso all'istante direttore del negozio. Sam Jones tornò a vivere a Hollywood per riavviare la sua carriera cinematografica. Attualmente vive a Burbank, dove condivide un monolocale con il suo coinquilino Brandon Routh. Vi ricordate Brandon Routh, che interpretò quell'orribile film, ''[[Superman Returns]]''? Mamma mia, tutte quelle aspettative per poi vedere quell'enorme cagata! Rex fu costretto a smettere di corteggiare Lori, poco dopo cadde in una profonda depressione e morì affetto dal [[sclerosi laterale amiotrofica|morbo di Gehrig]]. Donny fu arrestato dalla polizia di Boston e accusato di rapimento di un peluche. L'accusa fu ritirata quando tutti si resero conto di quanto fosse assurda. Robert ha assunto un personal trainer, ha perso parecchio peso ed è diventato Taylor Lautner. ('''Narratore''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film comici]]
33jrthferc731vrr0e0mnmrm3n74630
1428615
1428603
2026-10-06T18:28:12Z
Udiki
86035
Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-53839-76|~2026-53839-76]] ([[User talk:~2026-53839-76|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]]
1422677
wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Ted
|titolooriginale=Ted
|paese= USA
|anno= 2012
|genere= commedia
|regista=[[Seth MacFarlane]]
|sceneggiatore=[[Seth MacFarlane]], [[Alec Sulkin]], [[Wellesley Wild]]
|attori=
*[[Mark Wahlberg]]: John Bennett
*[[Mila Kunis]]: Lori Collins
*[[Giovanni Ribisi]]: Donny
*[[Patrick Warburton]]: Guy
*[[Joel McHale]]: Rex
*[[Jessica Barth]]: Tami-Lynn
*[[Jessica Stroup]]: Tracy
*[[Laura Vandervoort]]: Tanya Terry
*[[Ralph Garman]]: Steve Bennett
*[[Alex Borstein]]: Helen Bennett
*[[Sam J. Jones]]: se stesso
*[[Norah Jones]]: se stessa
*[[Tom Skerritt]]: se stesso
*[[Ray Romano]]: se stesso
*[[Ted Danson]]: se stesso
*[[Ryan Reynolds]]: Jared
|doppiatorioriginali =
*[[Seth MacFarlane]]: Ted
*[[Zane Cowans]]: Ted da giovane
*[[Patrick Stewart]]: narratore
|doppiatoriitaliani =
*[[Massimiliano Manfredi]]: John Bennett
*[[Tito Marteddu]]: John Bennett da giovane
*[[Domitilla D'Amico]]: Lori Collins
*[[Mino Caprio]]: Ted
*[[Marco Guadagno]]: Donny
*[[Roberto Draghetti]]: Guy
*[[Alessio Cigliano]]: Rex
*[[Federica De Bortoli]]: Tami-Lynn
*[[Gerolamo Alchieri]]: Thomas
*[[Andrea Di Maggio]]: Robert
*[[Gino La Monica]]: Sam J. Jones
*[[Massimo Corvo]]: narratore
|note=
}}
'''''Ted''''', film statunitense del 2012 con [[Mark Wahlberg]] e [[Mila Kunis]], scritto e diretto da [[Seth MacFarlane]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
È stato detto che la magia è svanita dal nostro mondo molto tempo fa e che l'umanità non possa più realizzare i propri sogni attraverso il potere dei desideri. Per chi ha perso la visione incantevole degli occhi dell'infanzia, ecco qui la storia di un bambino e un magico desiderio di Natale che cambiò la sua vita... per sempre. Tutto iniziò nel 1985 in una cittadina appena fuori Boston. Era la vigilia di Natale e tutti i bambini erano eccitati. Era il momento speciale dell'anno, quando i bambini di Boston si riuniscono e picchiano i bambini ebrei. Ma c'era un bambino che non era così eccitato: il piccolo John Bennett, il solito ragazzino in ogni quartiere che ha difficoltà a fare amicizia. [...] John desiderava con tutto il cuore qualcuno da poter considerare il suo vero amico e sapeva che semmai lui avesse trovato quell'amico, non lo avrebbe mai lasciato andar via. Bene! Come tutti gli anni finalmente arrivò la mattina di Natale. Tutti i bambini aprivano i regali gioiosamente. E per il piccolo John Bennet il giorno di Natale portò qualcosa di molto speciale. [...] John si affezionò immediatamente a Teddy, c'era qualcosa di particolare in quell'orsetto che dava a John la sensazione di avere finalmente un amico con cui condividere i suoi segreti più profondi. [...] Ora, se c'è una cosa di cui si può essere certi è che non c'è nulla di più potente del desiderio di un bambino... a parte un [[Boeing AH-64 Apache|elicottero Apache]]. Un elicottero Apache è dotato di cannone automatico e missili, è un insieme di armamenti incredibilmente straordinari, un'assoluta macchina della morte! Comunque sia, John aveva scelto la notte perfetta per esprimere un desiderio. ('''Narratore''')
==Frasi==
{{cronologico}}
*Allora, dove sono John e Teddy oggi? Be', mettiamola così: per quanto tu possa fare colpo in questo mondo, che tu sia una star televisiva, un enfant prodige, [[Justin Bieber]] o un orsacchiotto parlante, in fondo... a nessuno gliene frega un cazzo. ('''Narratore''')
*Sai, non so se gli [[spacciatore|spacciatori]] abbiano l'ufficio reclami. ('''John''') {{NDR|a Ted}}
*Ehi ragazzi, conoscete un bel [[ristorante]], uno dove offrono [[gomma da masticare|gomme da masticare]] nei bagni? ('''John''')
*Ecco, la fantasia americana è tutta qui: un giocatore di football professionista che viene chiamato a salvare il mondo. ('''John''') {{NDR|riferito a [[Flash Gordon]]}}
*''Quando arriva il [[temporale]], io l'aspetto qui! | Ripeto le parole del mio rimbombamico: "Vaffanculo! Fammi un bel pippon!" | [[Tuono]], io lo so, sei una scoreggia del ciel! Prr!'' {{NDR|riproducendo il suono di un peto}} ('''John e Ted''') {{NDR|[[Canzoni dai film|cantando]] insieme}}
*Ehi Lori, puoi mettere la sveglia alle [[undici di mattina|undici]]? Ho un sacco di cose da fare domani. ('''Ted''')
*{{NDR|Guardando un acquario}} Ci sono dei pesci così assurdi lì dentro. {{NDR|indicando un esemplare di [[pesce angelo grigio]]}} Guarda quello con la faccia da uomo di ceto medio. {{NDR|imitando la voce del pesce}} «Ho sposato la donna sbagliata e ora me ne pento amaramente!» Oh, oh, e guarda quello lì {{NDR|indicando un esemplare di [[pargo gallo]] e poi imitandone la voce}}: «Sono andato a New York nel 1981 e non mi sentivo per niente al sicuro.» ('''Ted''') {{NDR|a John}}
*{{NDR|A John}} Oh, [[Hai una pistola in tasca o sei semplicemente felice di vedermi?|è la pistola di Flash Gordon oppure sei contento di vedermi?]] ('''Lori''') {{NDR|John tira fuori la pistola laser di Flash Gordon}}
*La compagnia compie [[ventenne|vent'anni]]; allora puoi trombarla, ma non può ubriacarsi! ('''Ted''')
*John, [[Flash Gordon]] è colui che ha influito maggiormente nella nostra formazione. Ci ha insegnato il giusto e lo sbagliato, il bene e il male, e che la parola "[[recitazione|recitare]]" ha una definizione estremamente ampia. Flash Gordon è il simbolo della nostra amicizia, John! ('''Ted''')
*Per le canzoni anni Novanta, bastano solo le vocali! ('''Ted''')
*Visto? Ho vinto, gli occhi di [[Garfield]] sembrano un paio di tette! ('''Ted''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Papà di John''' {{NDR|vedendo Ted che parla e cammina}}: Helen, la pistola!!! <br /> '''John bambino''': Papà, no! <br /> '''Ted''': Una pistola per gli abbracci?
*'''John''': Voglio farti una domanda: non è che devo fare qualcosa di particolare, vero?<br />'''Ted''': Tipo sesso anale? <br /> '''John''': No, tipo una cazzo di cosa d'oro rotonda al dito...<br /> '''Ted''': Vaffanculo! Sono... sono solo quattro anni Jonny... Tu e io stiamo insieme da ventisette... Dov'è il mio anello? Eh, dov'è il mio anello? {{NDR|fingendo di prenderlo a pugni}} Stronzo! Dai, figlio di puttana! [...] Lo voglio sul mio dito peluchiato, cazzone! Dai, dammelo!
*'''John''': No, aspetta un secondo, mi è caduto il cellulare sotto il sedile... Puoi chiamarmi? <br /> '''Lori''': Certo. {{NDR|Lori fa il numero del cellulare di John e si sente la suoneria ''La marcia imperiale'' di ''[[Guerre Stellari]]''}} È questa la mia suoneria?<br /> '''John''' {{NDR|imbarazzato}}: Ah, sì.<br /> '''Lori''': Che cos'è? Ha un che di negativo.<br /> '''John''': No, è tratta da ''[[Le pagine della nostra vita]]''! <br /> '''Lori''': Ah...
*'''Lori''' {{NDR|entra nel suo appartamento e trova Ted seduto sul divano insieme a quattro prostitute}}: Oh... <br /> '''Ted''': Lori, sei tornata presto!<br /> '''Lori''': Che diavolo succede?!<br /> '''Ted''': Ah, le signore e io stavamo guardando ''Jack e Jill''; [[Adam Sandler]] interpreta un uomo e sua sorella e fa... veramente pena, è inguardabile, ma loro sono escort, perciò ok!<br /> '''Lori''': Questo posto è un disastro! Chi sono queste ragazze?<br /> '''Ted''': Oh, accidenti scusa, sono un cafone! Lori, loro sono Angelique, Heavenly, Charene, e Sauvignon Blanc. Che spettacolo! In giro da qualche parte ci sono quattro pessimi padri che vorrei ringraziare per la magnifica serata!<br /> '''Lori''' {{NDR|guardando per terra}}: Cos'è quella?!<br /> '''Ted''': Q-quella cosa?<br /> '''Lori''': C'è... della merda sul pavimento! Là sotto c'è della merda!<br /> '''Ted''': Oh, sì, eh, stavamo giocando a "Vero o Falso" e Charene ha pagato penitenza!<br /> '''Lori''': C'è della merda sul pavimento!!!<br /> '''Ted''': Be', oppure, oppure il pavimento è sotto la merda. Così direbbe [[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]]!<br /> '''John''' {{NDR|usando un'aragosta come una pistola}}: "Rwaarghh"! {{NDR|Ted ride}} "Chi c'è qui?! Divorerò chiunque abita qui dentro! O l'acquario o la vita!"<br /> '''Ted''': Ahaha! Quello è il mio amico Johnny! Non l'aragosta, quello che la muove.<br /> '''John''' {{NDR|entra nell'appartamento}}: Ho trovato il cellulare... Che succede? {{NDR|guarda per terra}} Quella è merda?
*'''John''' {{NDR|a Ted}}: Il mio rapporto è a un punto molto delicato. Lo capisci? Lori e io abbiamo bisogno di un po' di spazio. E poi quella escort che ha cagato nel nostro appartamento...<br /> {{NDR|Flashback. Lori è chinata per terra e deve raccogliere la merda}}<br /> '''Lori''': Oddio!<br /> '''John''': Aahh! Cos'è?!<br /> '''Lori''': Mi viene da vomitare! <br /> '''John''': Non me lo dire, l'hai presa?!<br /> '''Lori''': Oddio! No, non l'ho presa ancora!! <br /> '''John''': Dimmelo quando la prendi!!<br /> '''Lori''': Aah, che schifo! C'ho messo il pollice dentro!!<br /> '''John''': Noo!!!<br /> '''Lori''': Invece sì!<br /> '''John''': Non potrai più cucinare con quella mano, dovrai usare la sinistra!!!<br /> '''Lori''': Che schifo! Che schifo!! È la cosa più disgustosa che mi sia mai capitata!<br /> '''John''': Non ti avvicinare!
*{{NDR|John sta accompagnando Ted al colloquio di lavoro}}<br />'''Ted''': Sembro uno stupido!<br/>'''John''': Ma no, sei elegante!<br/>'''Ted''': Macché, sembro il rappresentante di un ammorbidente.<br/>'''John''': Dai, non stai male!<br/>'''Ted''': Sembro un regalo per i bambini quando gli dici che è morta la nonna.
*'''Capo''': Allora, credi di avere i requisiti?<br/>'''Ted''': Sai che cosa ho? L'odore della topa di tua moglie.<br/>'''Capo''': Nessuno ha mai potuto parlarmi in questo modo!<br/>'''Ted''': Perché avevano tutti la bocca piena della topa di tua moglie.<br/>'''Capo''': Sei assunto. <br/>'''Ted''': Cazzo!
*'''Ted''': Ho conosciuto una ragazza, fa la cassiera.<br /> '''John''': Non mi dire, è bellissimo! Dovremmo organizzare una serata a quattro: tu, io, Lori e... come si chiama?<br /> '''Ted''': Nome da truzzettina. Indovina.<br /> '''John''': Mandy.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Marilyn.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Brittany?<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Tiffany.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Candace.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Non prendermi per il culo! Sono esperto!<br /> '''Ted''': Ti sembra che ti prenda per il culo? Sono serio.<br /> '''John''': Ti faccio un elenco, sparo i nomi e quando lo becco premi il pulsante, va bene? D'accordo?<br /> '''Ted''': Sì.<br /> '''John''': ''Alright'', Brandy, Heather, Channing, Brianna, Amber, Serena, Melody, Dakota, Sierra, Bambi, Crystal, Samantha, Autumn, Ruby, Taylor, Tara, Tammy, Lauren, Charlene, Chantelle, Courtney, Misty, Jenny, Krista, Mindy, Noel, Shelby, Trina, Reba, Cassandra, Nikki, Kelsey, Shawna, Jolene, Urleen, Claudia, Savannah, Casey, Dolly, Kendra, Kylie, Chloe, Devon, Emmalou, cazzo Becky?<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Aspetta, non è per caso uno di quei nomi che c'è "Lynn" alla fine?<br /> '''Ted''': Sì.<br /> '''John''': Ah, t'ho fregato figlio di puttana! T'ho fregato! {{NDR|Ted ride}} Va bene. Brandi-Lynn, Heather-Lynn...<br /> '''Ted''': Tami-Lynn.<br /> '''John''': Cazzo!!!
*'''Capo''': Hai avuto un rapporto sessuale con una tua collega sopra prodotti alimentari che noi vendiamo al pubblico?<br/>'''Ted''': La settimana scorsa l'ho trombata con una zucchina e poi l'ho venduta a una famiglia con quattro bambini piccoli.<br/>'''Capo''': Ci vuole fegato. A noi occorre fegato, perciò ti promuovo!<br/>'''Ted''': Tu hai un sacco di problemi, lo sai?
*'''[[Sam J. Jones]]''': Voi due siete piuttosto fichi, facciamo baldoria? {{NDR|facendo il gesto di sniffare}}<br />'''Ted''' {{NDR|sorpreso}}: Co... Eh? [[Cocaina]], giusto?<br />'''Sam J. Jones''': Andiamo dai, non ditemi che non avete mai sniffato...<br />'''John''': Be', no... non di recente!<br />'''Ted''': Credevo si facesse solamente in Florida!
*'''Sam J. Jones''': Ci divertiremo come negli [[anni 1980|anni Ottanta]]!<br />'''Ted''': Dicci come Flash!<br />'''Sam J. Jones''': Facile, dobbiamo trombare tante ragazze di nome Stephanie!
*'''John''' {{NDR|imitando Ted}}: «Ehi, Johnny, ho un'idea strepitosa! Andiamo a vomitare sulle macchine dal cavalcavia!»<br /> '''Ted''': Oh, dai! Ma io mica ho la voce come quella di [[Peter Griffin]]!
*'''Affittacamere asiatico''': Voi lompere mio mulo!?! Questa è mia casa! Voi lompele mio mulo, blutti bastaldi!!!<br /> '''John''': Scusa, è stato un incidente, ok?<br /> '''Affittacamere asiatico''': Volevo cucinale anatla, ola calcinacci dappeltutto!<br /> '''John''': Sta' calmo, senti, parliamone! Come ti chiami, io sono John!<br /> '''Affittacamere asiatico''': Mi chiamo Quan Ming!<br />'''Sam J. Jones''': "Ming"?! {{NDR|sotto l'effetto delle droghe, vede l'affittacamere con le sembianze dell'imperatore Ming, nemico di Flash Gordon}}<br /> '''Affittacamere asiatico''': Voi pagale molti dollali per mulo! Sono labbioso! Sono molto labbioso!!!<br />'''Sam J. Jones''': Morte a Ming!! {{NDR|si scaglia su di lui}}
*'''John''': Senti, sparisci!<br /> '''Ted''': Tu, tu sei proprio un cazzone, lo sai, vero?<br /> '''John''': Cosa? Io sarei un cazzone?!<br /> '''Ted''': Sì, lo sei! Ora smetti di sputare mango e ascoltami!<br /> '''John''': Eh?<br /> '''Ted''': Sputare mango? Cosa? Aspetta, non è così... Com'è? Forse "fango", è così? Sputare... No! Forse "Rango"... Perché «''Mi chiamano Rango perché sono Rango Tango!''» Sì, questo era [[Johnny Depp]]! Senti, il punto è che stai incolpando me di quello che non riesci a fare tu. Lori aveva ragione, non ti prendi la responsabilità delle cose che ti accadono nella vita.<br /> '''John''': Tu sì, invece?<br /> '''Ted''': Io non devo farlo, sono un orsetto di peluche! Senti, io non ti ho legato mani e piedi e trascinato a quella festa, ok? Volevo che venissi perché pensavo fossi il mio migliore amico.<br /> '''John''': Perché non ammetti che consideravi Lori una minaccia per la nostra amicizia? Mi pare che per te fosse il massimo quando eravamo strafatti sul divano alle [[nove di mattina|nove del mattino]]!<br /> '''Ted''': Ma ti ascolti? Chi sono, l'imperatore Ming che controlla la tua mente? È una tua scelta John. E se dai la colpa a me, ti comporti da femminuccia immatura!<br /> '''John''': Sai, se ripenso a quella mattina di Natale quando avevo otto anni vorrei aver ricevuto un Teddy Ruxpin!<br /> '''Ted''': Che cosa vuoi intendere?<br /> '''John''': Intendo che come orso fai pena!! {{NDR|Ted si scaglia furiosamente addosso a John e i due si picchiano per terra, finché non cade il televisore sopra le zone basse di John che piange per il dolore}}<br /> '''Ted''': Perché piangi?<br /> '''John''': La TV mi ha rotto le palle!
*'''[[Norah Jones]]''': Non eri niente male per un maschio senza pene.<br />'''Ted''': Già, ho scritto un sacco di lettere di reclamo alla fabbrica di giocattoli!
*'''John''': Ted!<br />'''Ted''' {{NDR|con la faccia contorta e la voce profonda}}: Sono vivo, Johnny!<br /> '''John''': Non è possibile!<br /> '''Ted''': Sono vivo! Il tuo desiderio si è esaudito!<br /> '''John''': S-Sei tornato, io..!<br /> '''Ted''': Sì, quando mi avete cucito avete messo male l'imbottitura, perciò sono un po' scombussolato, ma tu vuoi ancora prenderti cura di me per sempre? {{NDR|John è sconvolto}} Haha, scherzo! Volevo vedere come reagivi se fossi stato ritardato!<br /> '''John''' {{NDR|felice}}: Sei uno stronzo!!!<br /> '''Ted''': Vieni qui, coglione! {{NDR|si abbracciano}}
*'''Lori''': Bentornato, Ted.<br /> '''John''': Sei stata tu... L'hai fatto tu!<br /> '''Ted''': Che mascalzona, hai desiderato che tornassi in vita!<br /> '''Lori''': No, no-no. Che tornasse la mia, di vita! {{NDR|John la raggiunge e si baciano}} Ti amo, John.<br /> '''John''': Anch'io ti amo... Voglio dirti una cosa. Dopo ieri sera... non voglio perdere mai più chiunque mi stia a cuore. Non voglio più aspettare a cominciare la mia vita. Lori... vuoi sposarmi?<br /> '''Lori''': Non ho mai desiderato altri che te, John Bennett. {{NDR|si baciano}}
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
E così John, Lori e Ted vissero per sempre felici e contenti avendo finalmente scoperto che l'unica cosa di cui avevano bisogno era stare insieme. John e Lori furono sposati a Cambridge da un giudice di pace molto speciale. {{NDR|Sam J. Jones}} [...] E questa è la storia di come un desiderio cambiò per sempre la vita di tre amici molto speciali. Ted e Tami-Lynn continuarono il loro focoso rapporto per diverso tempo, un pomeriggio Ted fu sorpreso dietro il bancone degli affettati a mangiare insalata di patate sulle natiche di Tami-Lynn. Fu promosso all'istante direttore del negozio. Sam Jones tornò a vivere a Hollywood per riavviare la sua carriera cinematografica. Attualmente vive a Burbank, dove condivide un monolocale con il suo coinquilino Brandon Routh. Vi ricordate Brandon Routh, che interpretò quell'orribile film, ''[[Superman Returns]]''? Mamma mia, tutte quelle aspettative per poi vedere quell'enorme cagata! Rex fu costretto a smettere di corteggiare Lori, poco dopo cadde in una profonda depressione e morì affetto dal [[sclerosi laterale amiotrofica|morbo di Gehrig]]. Donny fu arrestato dalla polizia di Boston e accusato di rapimento di un peluche. L'accusa fu ritirata quando tutti si resero conto di quanto fosse assurda. Robert ha assunto un personal trainer, ha perso parecchio peso ed è diventato Taylor Lautner. ('''Narratore''')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film comici]]
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Filosofia greca
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Gaux
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Michele Losacco
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{{voce tematica}}
[[File:Greek philosopher busts.jpg|thumb|upright=1.2|Busti dei maggiori filosofi greci.]]
Citazioni sulla '''filosofia greca''' e sui '''filosofi greci'''.
*Alla filosofia greca è estraneo il carattere [[Teologia|teologico]] della speculazione orientale, e anche i suoi rapporti con i miti indigeni sono assai deboli. Del resto, nessuno dei popoli asiatici, che vennero a contatto coi Greci nell’epoca de’ primi conati filosofici, possedeva una vera dottrina speculativa: le rappresentazioni teologiche e cosmologiche erano troppo fantastiche e grossolane. ([[Michele Losacco]])
*Il punto di partenza della filosofia {{NDR|greca}} fu la {{sic|quistione}} dell'origine e del principio elementare del mondo: essa cercò di risolverlo da prima colla esperienza e colla meditazione, applicate ora alla materia della sensazione (scuola Jonica ), ora alla sua forma (scuola Pitagorica); quindi colla opposizione della esperienza e della ragione (scuola di Elea): finalmente colla riunione dell'una e dell'altra (scuola Atomistica); e così essa terminò con una sofistica la quale minacciava di annientare ogni credenza religiosa e morale. ([[Wilhelm Gottlieb Tennemann]])
*La filosofia greca fu una forza assai più operante durante la sua decadenza che non durante la grande epoca di Platone e di Aristotele; e lo [[stoicismo]] influì sulla vita degli uomini e lo svolgimento degli stati assai più che l'Accademia o il Liceo. ([[Ernest Barker]])
* La sottigliezza degli [[scolastici]] del medio evo nasce dalla loro dipendenza, quella dei filosofi greci dalla loro libertà. ([[Giovan Battista Niccolini]])
*Lo spirito filosofico, risvegliatosi una volta fra i Greci, cercò progressivamente di giorno in giorno di estendere sempre più il suo dominio, abbracciò gli oggetti più importanti della scienza nella teorica e nella pratica, si elevò per diverse vie ad una forma di ricerche metodica e sistematica, instituì pure un dubbio metodico in opposizione col dogmatismo, ed in mezzo a tutti {{sic|li}} suoi lavori speculativi, raramente perdette di mira l'applicazione alla vita reale. I dotti ed i pensatori della Grecia sono divenuti per giusto titolo i maestri, ed i modelli dei secoli futuri, tanto pel loro spirito di ricerca e di esame, quanto pei risultamenti cui li condusse questo spirito, sia nella forma, sia nella materia dei loro lavori filosofici; ma {{sic|sopratutto}} per un certo carattere, di eleganza e di urbanità, e per una abilità nella filosofica esposizione, che appo loro soddisfa contemporaneamente alle condizioni della scienza e del buon gusto. ([[Wilhelm Gottlieb Tennemann]])
==Voci correlate==
* [[Antica Grecia]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scuole e correnti filosofiche]]
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Il Mereghetti
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'''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film.
==Citazioni==
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===A===
[[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']]
*Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16)
*Ma slegata da ogni logica, la sceneggiatura [...] lascia libero sfogo alla genialità degli attori [...]. Su tutti, il bonario «masochismo» di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], specie di [[Oliver Hardy]] romanesco destinato a essere continuamente sconfitto. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2003, pp. 21-22)
*Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22)
*[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28)
*Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30)
*[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31)
*''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54)
*Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56)
*Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56)
*Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58)
*Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58)
*Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60)
*Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64)
*[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67)
*Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112)
*Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90)
*Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91)
*Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138)
*Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98)
*Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103)
*[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106)
*Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113)
*Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144)
*[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146)
*Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146)
*Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151)
*Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153)
*Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154)
*[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155)
*Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168)
*Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179)
*Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180)
*Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187)
*Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194)
*Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285)
*Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206)
*[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206)
*Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208)
[[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']]
*Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212)
*Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305)
*Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213)
*Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214)
*Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218)
*Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218)
*Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220)
*[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229)
*Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229)
*Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230)
===B===
*Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233)
*[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238)
[[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']]
*Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239)
*[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239)
*[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244)
*Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244)
*Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247)
*L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248)
*Tutto prevedibile, lacrime comprese. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2003, p. 250)
*[...] una bella interpretazione di [[Lee Marvin|Marvin]] all'insegna dell{{'}}''understatement''. (''[[La banda di Harry Spikes]]''; 2003, p. 255)
*Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256)
*[...] la non disprezzabile risposta del produttore [[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da [[Richard Fleischer|Fleischer]] per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]''; 2003, p. 259)
*Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261)
*Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267)
*Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277)
*Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288)
*[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292)
*La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552)
*Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308)
*Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311)
*Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313)
*Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336)
*Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345)
===C===
*Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363)
*Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366)
*[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366)
*Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537)
*Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380)
*Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con [[Wallace Beery]] e [[Jackie Cooper]]). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo [[Rick Schroder|Schroder]] piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2003, p. 381)
[[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']]
*[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382)
*[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395)
*[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398)
*[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410)
*Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414)
*Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690)
*Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427)
*Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428)
*Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434)
*Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442)
*Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449)
*Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451)
*Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458)
*Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462)
*Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486)
*[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486)
*Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490)
*Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493)
*Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493)
*L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495)
[[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']]
*Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501)
*[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505)
*Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513)
*Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513)
*Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515)
*[...] western senza grandi idee [...]: tanti colpi di scena ma nessuno sfruttato a dovere, nemmeno la scoperta che il capo dei «comanceros» è un vecchio in carrozzella [...]. (''[[I comanceros]]''; 2003, p. 524)
*[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528)
*L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549)
*Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550)
*[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553)
*Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554)
*[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554)
*Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581)
*Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583)
*Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587)
*La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591)
*Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597)
*Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599)
===D===
*Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606)
*Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607)
*Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618)
*Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619)
*Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622)
[[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']]
*Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622)
*Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622)
*La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905)
*Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635)
*Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640)
*Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640)
*[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643)
*Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653)
*Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658)
*Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658)
[[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']]
*La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664)
*Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666)
*[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666)
*Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677)
*Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678)
*[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679)
*Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990)
*[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688)
*[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689)
*Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690)
*Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693)
*[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694)
*Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006)
*Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701)
[[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']]
*[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702)
*Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711)
*Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040)
*''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729)
*Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732)
*Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732)
*Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732)
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732)
*Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732)
*Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733)
*Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733)
*Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733)
*L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746)
*Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749)
*Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749)
*La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754)
*[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750)
*La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761)
===E===
*La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766)
*Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777)
*La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785)
*È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131)
*Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793)
*Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813)
*[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816)
*Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817)
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822)
===F===
*Una commedia piuttosto insulsa, sorretta solo dall'interpretazione della [[Ingrid Bergman|Bergman]] e della [[Susan Hayward|Hayward]] in un ruolo di giovanissima ninfomane. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2003, p. 834)
*Un western cronachistico, attento al rigore filologico [...]. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2003, p. 836)
[[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']]
*Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850)
*[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862)
*Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865)
*[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869)
*[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872)
*Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252)
[[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']]
*[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876)
*[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884)
*Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884)
*Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887)
*[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897)
*Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897)
*Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905)
*[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906)
*Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910)
*Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914)
*[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920)
*[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921)
*[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922)
*Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318)
*Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927)
[[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']]
*Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930)
*Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938)
*[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943)
*Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944)
*Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945)
*Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958)
*Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958)
===G===
*Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963)
*Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965)
*[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970)
*Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970)
*La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978)
*[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986)
*Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989)
*Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990)
*[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991)
*Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993)
*Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013)
*Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019)
*[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024)
*[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027)
*Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033)
[[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]]
*Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039)
*Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043)
*Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913)
*Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050)
*I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052)
*Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055)
*[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057)
*Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058)
*Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059)
*[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061)
*Nonostante la sceneggiatura di [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca ricordi un po' troppo ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', questo western è diretto con un bel gusto per l'azione e [[Robert Ryan|Ryan]] dà una bella caratterizzazione al suo personaggio di sceriffo incompreso con un passato non limpidissimo. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2003, p. 1061)
*Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063)
*[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063)
*[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065)
*[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067)
*Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070)
*Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070)
*Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083)
===H===
*Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102)
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103)
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103)
*Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103)
*Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103)
*[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108)
*Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109)
*[...] è un film cupo e diretto con talento, dominato dalla mole impressionante di [[John Wayne]] [...]. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2003, p. 1113)
*Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116)
[[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']]
*Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121)
===I===
*Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135)
*Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136)
*Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144)
*[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144)
*Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}})
*Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168)
*Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171)
*Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185)
*Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190)
*[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194)
*Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197)
*[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200)
===J===
*Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228)
*[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240)
===L===
*Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262)
*Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264)
*[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264)
*Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267)
*[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275)
*Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290)
*La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283)
*Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283)
*[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310)
*Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315)
*Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321)
===M===
*Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340)
*[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346)
*La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358)
[[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']]
*Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359)
*Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362)
*L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359)
*Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364)
*Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371)
*[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375)
*[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380)
*[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385)
*Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389)
*Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396)
*In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396)
*Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398)
[[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']]
*[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401)
*La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405)
*Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406)
*I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411)
*La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415)
*Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427)
*Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433)
*[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444)
*Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449)
*La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451)
*Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089)
*Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458)
*È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753)
*[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461)
*[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461)
*Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465)
*[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465)
*Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471)
*Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473)
*Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489)
*Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490)
[[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']]
*Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494)
*La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502)
*Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506)
*Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508)
*Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511)
*Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515)
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515)
===N===
*Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545)
*[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548)
*Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555)
*Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556)
*Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560)
*Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562)
*Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562)
*Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576)
*Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578)
*Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592)
*Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592)
*Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600)
*Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602)
*L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606)
===O===
*Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622)
*Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623)
*Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625)
*Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638)
*Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639)
*[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641)
*Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643)
*Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645)
*Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645)
*Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648)
*Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650)
*Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653)
*Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656)
*Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658)
*Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661)
*Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665)
*Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671)
===P===
[[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']]
*Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685)
*Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687)
*Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695)
*[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200)
*[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696)
*Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704)
*Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705)
*Un western amaro e progressista (sceneggiato da Guy Trosper) che, assieme a ''[[L'amante indiana]]'', ribaltò i canoni hollywoodiani aprendo il ciclo dei film filoindiani con una radicale denuncia della violenza legale di leggi fatte dai bianchi a proprio uso e consumo. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2003, p. 1712)
[[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']]
*La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719)
*[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725)
*Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733)
*Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754)
*Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016)
*Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347)
*Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807)
*La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807)
*Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810)
*Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821)
*Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822)
*Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826)
*Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827)
*Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830)
*Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831)
*Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839)
*Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845)
[[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']]
*A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852)
*[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855)
*Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860)
===Q===
*Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874)
*Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887)
*[...] inno alla morale e al coraggio dei pionieri raccontato con passione e bel mestiere. (''[[I 4 figli di Katie Elder]]''; 2003, p. 1887)
*Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889)
*Un western piuttosto originale, appesantito da una regia senza invenzioni e piuttosto statico (l'azione è concentrata nei minuti finali): le cose migliori sono le notazioni sugli eccessi della folla. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2003, p. 1891)
*[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892)
*[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895)
*[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901)
===R===
*Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925)
*Western atipico senza violenza o pistolettate, calato in una (fin troppo) piacevole atmosfera bucolica. (''[[Rancho Bravo]]''; 2003, p. 1938)
*Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943)
*Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949)
*[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954)
*Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954)
[[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']]
*[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961)
*[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961)
*L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963)
*[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963)
*Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963)
*[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966)
*Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969)
*Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700)
*Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979)
*Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979)
*[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980)
*Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982)
*La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983)
*Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997)
*Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006)
*[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008)
*Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009)
*Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014)
*[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017)
*Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021)
*Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021)
===S===
*Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034)
*Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049)
*[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053)
*Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054)
*La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056)
*Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057)
*Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060)
*Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956)
*Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067)
*Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068)
*Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071)
*Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074)
*Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971)
*La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077)
*Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079)
*Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082)
*[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083)
*[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086)
[[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']]
*[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088)
*Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095)
*[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099)
*[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107)
*Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127)
[[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']]
*Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127)
*Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129)
*Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131)
*Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132)
*Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137)
*Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144)
*Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145)
*[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149)
*Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151)
*Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152)
*Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156)
*Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157)
*Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162)
*Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168)
*Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174)
*Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178)
*L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182)
*La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186)
*Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186)
*Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141)
*Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199)
*La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212)
*La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212)
*[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215)
*Il migliore dei film rurali in voga nel cinema americano della metà degli anni Ottanta: [[Robert Benton|Benton]] si ispira a ricordi personali, evoca il mondo di [[William Faulkner]] e di [[Thornton Wilder]], non perde le fila dell'intreccio e sa bilanciare l'obbligatoria spettacolarità con notazioni toccanti che vanno al di là del bozzettismo. E sa rischiare nel finale mistico, dove vivi e morti, bianchi e neri, uccisi e uccisori si trovano in chiesa: di certo non quello che ci si aspetta da un film di consumo. (''[[Le stagioni del cuore (film)|Le stagioni del cuore]]''; 2003, p. 2233)
*Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237)
*I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237)
*Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237)
*L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237)
*Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237)
*Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238)
*Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239)
*[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239)
*Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245)
*Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246)
*Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250)
*Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257)
*[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258)
*Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258)
*Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277)
*Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282)
*[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287)
===T===
*[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295)
*Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295)
*[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308)
*[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310)
*Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319)
*Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320)
*Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321)
*Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322)
*Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325)
*[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327)
[[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']]
*Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331)
*Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341)
*Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355)
*Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363)
*Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368)
*''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374)
*[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384)
*Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389)
*Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391)
*Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398)
*Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401)
*La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417)
*Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494)
===U===
*Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438)
*Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442)
*[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442)
*Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442)
*Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445)
*[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448)
*[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449)
*Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449)
[[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']]
*La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451)
*Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453)
*Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632)
*[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463)
*[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476)
*Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479)
*[...] uno degli ultimi western libertari, propaggine di un genere cinematografico destinato a scomparire, ma costruito con un ritmo inutilmente dilatato. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2003, pp. 2482-2483)
*[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485)
*Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487)
*La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489)
*Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495)
*[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495)
*Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499)
*Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504)
*[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506)
===V===
*Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518)
*Western all'italiana, supervisionato da un grande vecchio americano: prevedibile, ma non del tutto banale. Convincente [[Charles Bronson|Bronson]] nei panni di un personaggio senza radici. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2003, p. 2519)
*Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520)
*Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521)
*[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521)
*Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523)
*Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525)
*Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528)
*Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534)
*Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536)
*[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545)
*[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546)
*È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559)
*Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561)
*Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679)
*«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567)
*Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575)
*[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580)
*[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581)
*Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584)
*[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589)
*Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744)
===W===
*Uno stanco e interminabile western nichilista, che fa del più famoso sceriffo del West [...] una sorta di giustiziere senza legge, più rassegnato e guidato dal Fato che eroico nelle imprese tramandate dal mito. All'origine della leggenda c'è una tragedia personale, il resto è puro accidente in un West ormai spogliato di qualsiasi appeal epico, sembra dire [[Lawrence Kasdan|Kasdan]]. Vien da chiedersi perché raccontarne ancora la storia e, soprattutto, perché in tre abbondantissime ore. [[Kevin Costner|Costner]] cambia raramente espressione, ma [[Dennis Quaid]] è probabilmente il miglior Doc Hollyday mai visto sullo schermo. Bella la livida fotografia di [[Owen Roizman]]. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2003, p. 2631)
===Z===
*Primo film di fiction prodotto dalla Disney, tra i migliori del suo genere e meno sdolcinato del solito. (''[[Zanna Gialla]]''; 2003, p. 2640)
*Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640)
==Bibliografia==
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8
==Voci correlate==
*[[Il Farinotti]]
*[[Il Morandini]]
==Altri progetti==
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Il Morandini
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'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
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==Citazioni==
===Film===
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====A====
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']]
*Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11)
*Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11)
*Antologia di barzellette e di aneddoti da settimanale umoristico (romano), cuciti insieme col filo conduttore di un secondino ([[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]) factotum dal cuore d'oro e i piedi piatti. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2000, p. 13)
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Fosco western moderno in cui i personaggi contano più della storia e l'ambiente più dei personaggi. Fotografia fascinosa e insolita di [[Gordon Willis]]. (''[[Arriva un cavaliere libero e selvaggio]]''; 2000, p. 104)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127)
*[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137)
*Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2000, p. 139)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Deliziosa rievocazione d'epoca, diretta con garbo e recitata con brio. [[William Faulkner|Faulkner]] ha avuto raramente altrettanta fortuna al cinema. (''[[Boon il saccheggiatore]]''; 2000, p. 177)
*Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
====C====
*Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195)
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*[[John Ford|Fordiano]] nel tono, convenzionale, prolisso, ma piacevole. Vi campeggia a mo' di monumento l'anziano [[John Wayne|J. Wayne]] in una parte che gli è congeniale. (''[[Chisum]]''; 2000, p. 255)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ben saldo in sella. (''[[I comanceros]]''; 2000, p. 284)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
====D====
*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
[[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']]
*Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455)
*[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456)
*[...] uno strappalacrime modesto e ben recitato (con [[Susan Hayward|S. Hayward]] che fa la perfida) che ebbe molto successo e fece di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]], al suo 2º cimento hollywoodiano, una star. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2000, p. 456)
*Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457)
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Consigliabile solo ai fan del grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ancora capace, nonostante le rughe dei suoi 64 anni, di sostenere un film sulle larghe spalle. Risvolti comici gradevoli in un racconto convenzionale. (''[[Il grande Jake]]''; 2000, p. 579)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
*Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
*Uno dei primi western adulti degli anni '50 sulla scia di ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]''. Un po' verboso, ma ben recitato con la [[Geraldine Page|Page]] esordiente che si meritò una nomination all'Oscar e soprattutto da un [[John Wayne|Wayne]] di intensa sobrietà – nel personaggio eponimo di un mezzo sangue che fu uno dei suoi preferiti. Da un romanzo (1953) di [[Louis L'Amour]], ben sceneggiato da [[James Edward Grant]] che accentuò il rispetto per i pellerossa. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2010, p. 687)
[[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']]
*La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*La felice riuscita del film – uno dei 3 che [[Raoul Walsh|R. Walsh]] fece con [[Clark Gable|Gable]] – è il risultato di una intelligente sceneggiatura di Sydney Boehm e Frank Nugent genero di [[John Ford]], da un romanzo di Clay Fisher di cui il regista sfrutta magnificamente l'afflato epico (anche nella 1ª parte innevata), gli intermezzi ora comici ora sentimentali, i dialoghi icastici, la pittoresca galleria dei personaggi, i grandi spazi esaltati dal Cinemascope di Leo Tover. È una delle ultime vette del western classico con uno dei personaggi più simpatici di [[Jane Russell|J. Russell]] che fa il bagno nella vasca, spara con la carabina, mostra le belle gambe, s'infila e si sfila gli stivali e continua a litigare amorosamente con C. Gable. (''[[Gli implacabili]]''; 2000, p. 623)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*Il dolce sapore della vendetta è il succo di questo robusto western violento. [...] la sceneggiatura convenzionale è migliorata da una regia competente e da una buona squadra di attori. (''[[Nevada Smith]]''; 2000, p. 868)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
[[File:Stagecoach-05 - Claire Trevor.jpg|miniatura|[[Claire Trevor]] in ''[[Ombre rosse]]'']]
*[...] è forse – almeno in Italia per due generazioni di critici e di cinefili – il western più famoso e amato di tutti i tempi. Questo "Grand Hotel" su ruote, come fu definito sul ''New Yorker'', si presta a letture di ogni genere, come ogni classico. (''[[Ombre rosse]]''; 2000, p. 917)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Umano, straziante, lirico, è considerato da molti il 1° buon film del migliore dei [[Anthony Mann|Mann]]. Sottovalutato, soprattutto in Italia, questo film è meravigliosamente fotografato dal grande [[John Alton]] che – con ''[[L'amante indiana]]'' (1950) di [[Delmer Daves|D. Daves]] – inaugurò il filone filoindiano degli anni '50. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2000, p. 960)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Uno dei western memorabili degli anni '60, e uno dei migliori film "politici" di Hollywood in assoluto. [[Richard Brooks|Brooks]] (1912-92) ha fatto tutto lui, e l'ha fatto benissimo. Ritmo trascinante senza cadute. E uno splendido parco di attori. (''[[I professionisti]]''; 2000, p. 1041)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
*Pur avendo diretto una decina di onorevoli western, [[Henry Hathaway|Hathaway]] non ha lasciato nel genere un'impronta personale. Tra gli ultimi il più riuscito è ''The Sons of Katie Elder'', un po' grigio e senza sorprese nello sviluppo del tema della vendetta e del riscatto, ma esposto con efficacia. (''[[I 4 figli di Katie Elder]]''; 2000, p. 1066)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Lo spunto di partenza è divertente, ma non si può dire altrettanto del modo in cui è stato sviluppato in un film che oscilla tra dramma e commedia. C'è una certa freschezza di fondo che piace. (''[[Rancho Bravo]]''; 2000, pp. 1097-1098)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
[[File:San Giovanni decollato (1940) Totò imputato.png|miniatura|[[Totò]] in ''[[San Giovanni decollato]]'']]
*Come gli capitò anche nei film postbellici, a [[Totò]] un impianto narrativo troppo rigido sta un po' stretto, ma ogni volta che può inventare a soggetto, sfruttando la sua genialità mimica (il canto muto, l'autodecapitazione), il film cambia marcia. (''[[San Giovanni decollato]]''; 2000, p. 1158)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Come sia riuscito [[John Sayles|J. Sayles]] (1950), cineasta indipendente nordamericano, a fare un film-fiaba così profondamente irlandese, anzi celtico, evitando il lezio, il facile folklore, l'oleografia, e portando con delicatezza lo spettatore a guardare le cose con gli occhi della sua piccola protagonista, ha del miracoloso. Hanno contribuito al risultato la splendida fotografia di [[Haskell Wexler]] che non scivola mai nel formalismo e gli addestratori delle foche. (''[[Il segreto dell'isola di Roan]]''; 2000, p. 1189)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Se si escludono i pellerossa, recupera quasi tutti i luoghi classici, e i tipi, del western classico con un lavoro di mimesi colta forse manieristica, ma riscattata dall'energia narrativa e da notevole capacità di stile. Costò 25 milioni di dollari, questo western di viaggio di magmatica complessità, e sono ben spesi anche se il successo commerciale fu appena discreto. (''[[Silverado]]''; 2000, p. 1226)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Prodotto dalla Walt Disney, è un robusto, edificante dramma contro l'ignoranza, l'intolleranza e i pregiudizi razziali, sostenuto da una sceneggiatura non priva di finezza e da una bella compagnia di attori. (''[[Smith, un cowboy per gli indiani]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*[...] [[Robert Benton|R. Benton]] [...] ha fatto un film autobiografico, raccontando la città natia del Texas, un piccolo mondo che ama e idealizza. Un po' leccato, ma la fotografia di [[Néstor Almendros|Nestor Almendros]] è stupenda. (''[[Le stagioni del cuore (film)|Le stagioni del cuore]]''; 2000, p. 1271)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Un western tradizionale e sermoneggiante costruito intorno al canonico personaggio del burbero tutore della legge che [[John Wayne|J. Wayne]] (1907-79) interpreta con la massiccia immobilità di chi ormai è diventato il monumento di sé stesso. (''[[La stella di latta]]''; 2000, p. 1277)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
====T====
*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western di schema classico e topico: transumanza; spazi aperti, sinonimo di libertà, in procinto di diventare spazi di possesso; eroe con un passato che rimorde, ma teso verso un futuro e una vita nuova che s'incarnano in una donna/infermiera benefica; sparatoria finale (15 minuti circa non convenzionali). Da notare il passo lento, come quello di una mandria, della narrazione; la gentilezza di fondo e dei particolari (i fiori); la dialettica tra mito epico e la sua fine dolente; la coerenza con sé stesso di [[Kevin Costner|Costner]] attore/regista. È [...] un canto malinconico sull{{'}}''old american life style''. (''[[Terra di confine - Open Range|Terra di confine]]''; 2010, p. 1490)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Penultimo film di [[Steve McQueen|S. McQueen]] che morì a 50 anni nel 1980: era come il buon vino che, invecchiando, migliora. Semiwestern autunnale di atmosfera nostalgica, puntiglioso nell'ambientazione. Splendida fotografia di [[John A. Alonzo|John Alonso]]. (''[[Tom Horn (film)|Tom Horn]]''; 2000, p. 1349)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401)
*Il 1º dei 6 western di [[Robert Aldrich|Aldrich]] e, forse, il più bello, certamente il più vigoroso, quello in cui il discorso filoindiano è più esplicito. Ricco di invenzioni, con un [[Burt Lancaster|Lancaster]] solido come una roccia. Una delle più belle e significative carrellate del cinema hollywoodiano. (''[[L'ultimo Apache]]''; 2000, p. 1403)
*Dopo l'orgia di violenza di ''[[Cane di paglia]]'', [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] torna alle sue origini di regista profondamente americano, tradizionalista e rurale. Bravo e credibile [[Steve McQueen|McQueen]]. Qualche momento di lirica malinconia in questa quieta storia su coloro che "devono tener fermi i cavalli". (''[[L'ultimo buscadero]]''; 2000, p. 1404)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*[...] un western che fatica a decollare prima di trovare il ritmo giusto. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2000, p. 1418)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634)
*[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
*Molto dettagliato, prolisso, di impianto revisionista, l'opus n. 7 di [[Lawrence Kasdan|Kasdan]] è un western inetto. [[Kevin Costner|Costner]] recita come se Earp fosse un dirigente della ''middle-class'', surclassato dal Doc Holliday di [[Dennis Quaid|Quaid]]. La musica di [[James Newton Howard]] ridonda. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2010, p. 1693)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
*La Disney cominciò nel 1950 a produrre lungometraggi per ragazzi con attori. Questo è il 1º imperniato su un bambino e un cane. Tratto da un romanzo di Fred Gipson, è uno dei migliori e dei meno zuccherosi. (''[[Zanna Gialla]]''; 2000, p. 1509)
*[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E un altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700)
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
*Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
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[[File:3 billiard ball.svg|thumb|right|La palla da biliardo col numero 3]]
Citazioni sul numero '''tre'''.
*[[Due]] bene, tre meglio, [[quattro]] male, e [[cinque]] peggio. ([[Proverbi toscani]])
*''Il primo numero pari | ([[Due|2]]), e il primo numero || dispari (3), l'uno che rappresenta | il membro maschile, e l'altro | la ''muliebris pudenda''...'' ([[Robert Creeley]])
*– Io dimane parto. Cioè dimane me ne vaco a Firenze, addu, addu zia Antonia...<br />– E 'nata vota Firenze, e 'nata vota zia Antonia, e poi nun parti mai.<br />– Cioè, se ti sto dicendo che parto, parto... e poi me ne vaco, Rafe', nun ce 'a faccio cchiù! Cioè, chello che è stato è stato, basta! Ricomincio da tre!<br />– Da zero! <br />– Eh? <br />– Da zero! Ricominci da zero! <br />– Nossignore, ricomincio da... cioè, tre cose me so' riuscite dint' 'a vita, pecché aggia perdere pure chelle, che aggia ricomincia' da zero?! Da tre!... Me ne vaco, nun ce 'a faccio cchiù. (''[[Ricomincio da tre]]'')
*''La fortuna del 3 | non è opera del diavolo. | L'uno è la solitudine | il due la guerra | e il 3 | salva la capra | e i cavoli.'' ([[Eugenio Montale]])
*Non c'è tre senza [[due]]. ([[Marcello Marchesi]])
==Voci correlate==
*[[Treenne]]
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[[File:Moskwa Metro Line 17 alt.svg|thumb|Diciassette]]
Citazioni sul numero '''diciassette'''.
*I [[Scuola pitagorica|Pitagorici]] hanno in odio il diciassette più di ogni altro numero, e lo chiamano "ostacolo". Esso infatti cade fra il sedici, che è un quadrato, e il [[diciotto]], che è un rettangolo, i soli fra i numeri a formare figure piane che abbiano il perimetro uguale all'area; il diciassette si pone come un ostacolo fra di loro, e li separa uno dall'altro, e spezza la proporzione di uno e un ottavo in intervalli disuguali. ([[Plutarco]])
==Voci correlate==
*[[Diciassettenne]]
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{{Film
|titoloitaliano= Ted 2
|paese= USA
|annouscita= 2015
|genere= Commedia, fantastico
|regista= [[Seth MacFarlane]]
|soggetto= [[Seth MacFarlane]]
|sceneggiatore= [[Seth MacFarlane]], [[Alec Sulkin]] e [[Wellesley Wild]]
|produttore= [[Jason Clark]], [[John Jacobs]], [[Seth MacFarlane]] e [[Scott Stuber]]
|attori=
*[[Mark Wahlberg]]: John Bennett
*[[Amanda Seyfried]]: Samantha Leslie Jackson
*[[Jessica Barth]]: Tami-Lynn McCafferty
*[[Giovanni Ribisi]]: Donny
*[[Morgan Freeman]]: Patrick Meighan
*[[Sam J. Jones]]: se stesso
*[[Patrick Warburton]]: Guy
*[[Michael Dorn]]: Rick
*[[Bill Smitrovich]]: Frank
*[[John Slattery]]: Shep Wild
*[[Cocoa Brown]]: Joy
*[[John Carroll Lynch]]: Tom Jessup
*[[Ron Canada]]: giudice
*[[Liam Neeson]]: cliente
*[[Dennis Haysbert]]: specialista in fertilità
*[[Tom Brady]]: se stesso
*[[Jay Leno]]: se stesso
*[[Jimmy Kimmel]]: se stesso
*[[Kate McKinnon]]: se stesso
*[[Bobby Moynihan]]: se stesso
*[[Taran Killam]]: se stesso
*[[Sebastian Arcelus]]: Dr. Ed Danzer
*[[Jay Patterson]]: Karl Jackson
*[[Nana Visitor]]: assistente sociale
*[[Jessica Szohr]]: Allison
*[[Julius Sharpe]]: dottore di New York
*[[Martin Klebba]]: Chucky
|doppiatorioriginali =
*[[Seth MacFarlane]]: Ted
*[[Patrick Stewart]]: voce narrante
|doppiatoriitaliani=
*[[Massimiliano Manfredi]]: John Bennet
*[[Mino Caprio]]: Ted
*[[Myriam Catania]]: Samantha Leslie Jackson
*[[Federica De Bortoli]]: Tami-Lynn McCafferty
*[[Marco Guadagno]]: Donny
*[[Angelo Nicotra]]: Patrick Meighan
*[[Gino La Monica]]: Sam J. Jones
*[[Roberto Draghetti]]: Guy
*[[Alberto Angrisano]]: Rick
*[[Francesco Prando]]: Shep Wild
*[[Stefano De Sando]]: Tom Jessup
*[[Pietro Biondi]]: giudice
*[[Alessandro Rossi]]: cliente
*[[Mario Bombardieri]]: specialista in fertilità
*[[Massimo Corvo]]: voce narrante
*[[Roberto Certomà]]: Tom Brady
*[[Emidio La Vella]]: Jay Leno
*[[Francesco Meoni]]: Jimmy Kimmel
*[[Emilio Cappuccio]]: Karl Jackson
*[[Benedetta Degli Innocenti]]: Allison
*[[Nino D'Agata]]: dottore di New York
}}
'''''Ted 2''''', film statunitense del 2015 con [[Mark Wahlberg]], [[Seth MacFarlane]], [[Amanda Seyfried]] e [[Jessica Barth]], regia di [[Seth MacFarlane]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
Spesso ci viene detto che "[[e vissero felici e contenti]]" esiste solo nelle pagine delle favole e nelle menti ingenue di innocenti cresciuti nella bambagia. Eppure in questo soleggiato pomeriggio di Boston, un orsacchiotto parlante sta per sposare la sua ragazza, dimostrando due cose: che "e vissero felici e contenti" può avverarsi per tutti e che poi alla fine a nessuno gliene frega un cazzo di niente. ('''Narratore''')
==Frasi==
{{cronologico}}
*Non ci sono pupe con l'uccello, sono maschi con le tette! ('''Ted''')
*Oh, sentito Jonny? Sei coperto da scarti di sperma di uomini di colore. Sembri una Kardashian. ('''Ted''')
*Tavolette deodoranti. ('''Donny''')
*La [[Guerra alla droga|guerra contro la droga]] è una barzelletta, è solo un modo perché il governo gonfi i finanziamenti delle forze dell'ordine e metta dentro minoranze senza un valido motivo. ('''Samantha''')
*C'è chi spreca la propria vita per far funzionare un rapporto sbagliato. ('''Samantha''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*{{NDR|Durante la cena}} <br> '''Ted''' {{NDR|nervoso e impaziente rivolto a Tami-Lynn}}: Ehi, ho fame ! Che diavolo stai facendo lì ? <br> '''Tami-Lynn''' {{NDR|infastidita}}: Una ricerca sul cancro ! Ti cucino la bistecca ! Secondo te che faccio ?!?! <br> '''Ted''' : Ssecondo me che fai ?!?! Ci stai dissanguando, ecco che fai !!! {{NDR|Le mostra una lista della spesa}} Guarda qui ! Guarda qui : "129 $ spesi al centro commerciale" ! Chcce hai comprato?? Tami-Lynngotti d'oro ?!?! <br> '''Tami-Lynn''' {{NDR|arrabbiandosi con Ted}}: Mi servono i vestiti per il lavoro ! OK ? <br> '''Ted''' : Come ?! I-Indossi un camice ! Sei una cassiera, cazzo ! <br> '''Tami-Lynn''' : Sì ! Anche tu ! <br> '''Ted''' : Sì, esatto ! È io non mi compro capi firmati del cazzo ! Vado al lavoro ! Non voglio mjxa acquistare ... <br> '''Tami-Lynn''' : Oh no, no, no, no, no ! Certo ! Tu compri solo erba ! Tu compri solo droga ! Parli proprio tu !!!! <br> '''Ted''' : Infatti sto parlando ! Vorrei parlare proprio io se non m'interrompessi !!! <br> '''Tami-Lynn''' : Beh, devo interromperti !!! Altrimenti io non posso mai dire un cazzo di niente ! <br> '''Ted''' : Mi fai finire di parlare ?? <br> '''Tami-Lynn''' : Non si riesce a parlare ! <br> '''Ted''' : Mi fai finire di parlare ?? Mi fai finire di parlare ?? <br> '''Tami-Lynn''' : Sai ?? È importante avere una presenza al lavoro ! OK ? Voglio scalare posizioni nella piramide aziendale OK ?!?! <br> '''Ted''' : la gente nonNessuno e lì per guardarti il tuo culo !!! Vengono lì per comprare ... <br> '''Tami-Lynn''' : Lo sai ! Ora stai facendo lo stronzo !!! Va bene ?! <br> '''Ted''' {{NDR|alzando la voce come un vastaso}} : Che cosa sto facendo Tami ???? Cshshdhe cosa sto facendo ???? <br> '''Tami-Lynn''' : Sei un maschilista del cazzo !!! Sei uno stronzo !!! Ecco che cosa sei!! <br> '''Ted''': Non devi vestirti da [[Elizabeth Taylor]] per mettere due patate in una busta di [[plastica]]! <br> '''Tami-Lynn''' {{NDR|Su tutte le furie}} : '''IO SONO L'IMMAGINE DELL'AZIENDA !!!! VA BENE ???? PERCIÒ VEDI NON SFRACELLARMI LE PALLE !!!! INTESI !?!''' <br> '''Ted''' : '''L' IMMAGINE DELL'AZIENDA ?!?!?! MA PORCA PUPAZZA !!! TI SENTI ?!?! STAI DELIRANDO !!!!!!''' <br> '''Tami-Lynn''': Avrei dovuto sposare quell'attore porno ! Dovevo sposare lui !!! <br> '''Ted''': E va bene vai ! Vai a torturare quello stronzo ! <br> '''Tami-Lynn''': Oh ! Lui mi trattava bene e ... {{NDR|ansima}} Lui aveva l'uccello !!! Aveva l'uccello enorme !!! <br> '''Ted''' : oh Ultima ora: troia di Boston vede pene gigante! <br> '''Tami-Lynn'''{{NDR|lanciando la padella e il tostapane a Ted in preda alla rabbia}}: Come cazzo mi hai chiamato ??? Stronzo !!!! Come cazzo mi hai chiamato ??????? Pezzo di merda !!! Mi hai dato della troia !!! <br> '''Ted''' : Che cazzo fai ???? Ora ti metti a lanciare le cose ??? <br> '''Tami-Lynn''' : Sì ! Ora mi metto a tirarele cose !!! <br> '''Ted''' : E ora le tiro pure io ! {{NDR|rompe una bottiglia di birra e rovescia il tavolo}} Ecco ! Visto ?? Contenta ?? <br> '''Tami-Lynn''' {{NDR|fingendo di essere spaventata}} : Oh ! Che paura, Ted ! Me la sto facendo sotto ! Orsetto del cazzo !!! <br> '''Vicino di casa''' : La volete smettere ?!?! <br> '''Ted''' : Oh porca zozzzza ! {{NDR|Si affaccia alla finestra}} Perchè non la smetti tu ?! <br> '''Vicino di casa''' : Vieni giù e fammi smettere tu ! <br> '''Ted''' : Perchè non vieni su tu e mi fai scendere giù ??? <br> '''Vicino di casa''' : Sì ora vengo su e poi ti prendo a calci nel culo !!! <br> '''Ted''' : Che aspetti stronzo ?! Porta il culo lassù e prendimi a calci nel culo ! <br> {{NDR|Nel frattempo si affaccia una signora che si mette a urlare in portoghese}} <br> '''Vicino di casa''' {{NDR|alla signora}} : Chiudi quella bocca !!! <br> '''Ted''' : Chiudi il becco signora !!! Non parli la nostra lingua ! Fuori dal mio quartiere c'è gente che vuole dormire !!!
*'''Ted''': Tami-Lynn voleva fare l'iscrizione a Obamacare su internet, ma poi si è messa a guardare i cazzi dei neri. <br> '''John''': Ogni volta che uno va su internet è a due click dai cazzi dei neri, guarda.
*'''[[Liam Neeson]]''' {{NDR|Posando nervosamente una scatola di cereali sul bancone del negozio}}: Salve... <br> '''Ted''': 'Giorno... <br> '''Liam Neeson''': Posso...? Eh, vorrei farle qualche domanda su questi cereali... <br> '''Ted''': Uhh, certo, certo! I cereali Trix... <br> '''Liam Neeson''': Esatto... Da quanto ho capito, i Trix sono esclusivamente "per bambini", dico bene? <br> '''Ted''': Beh, insomma, dicono che i Trix sono per bambini nella pubblicità, ma... <br> '''Liam Neeson''': E questo è imposto dalla legge? <br> '''Ted''': Oh... Per quanto ne so io, no... <br> '''Liam Neeson''': Quindi, se acquisto questi Trix, non avrò problemi? <br> '''Ted''': No, no. Dovrebbe essere a posto. <br> '''Liam Neeson''': Lei ha compreso bene che non sono più un bambino? <br> '''Ted''': Questo sono riuscito a fiutarlo, sì. <br> '''Liam Neeson''': Va bene. Allora li prendo e me li porto via. <br> '''Ted''': Uhh, certo. Certo. Certo. Andrà tutto bene... <br> '''Liam Neeson''': E... non sarò pedinato? <br> '''Ted''': Ehm... no. Non è compreso nel nostro budget, no. <br> '''Liam Neeson''' {{NDR|porgendogli una banconota da 5 dollari}}: Ehi... Non dimenticherò quello che ha fatto per me qui, oggi...! <br> '''Ted''': Preferirei che lo facesse... {{NDR|Liam Neeson mette la scatola di cereali in giacca e se ne va}} Ehh, non ci sono più le droghe di una volta...
*'''Presentatore''': Il nuovo Superman è... [[Jonah Hill]]. <br>'''John''': Cazzo.
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''John''': Sei proprio uno stronzo. <br> '''Ted''': #unavitadimerda.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film commedia]]
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-53839-76|~2026-53839-76]] ([[User talk:~2026-53839-76|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Lewistheheat|Lewistheheat]]
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wikitext
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{{Film
|titoloitaliano= Ted 2
|paese= USA
|annouscita= 2015
|genere= Commedia, fantastico
|regista= [[Seth MacFarlane]]
|soggetto= [[Seth MacFarlane]]
|sceneggiatore= [[Seth MacFarlane]], [[Alec Sulkin]] e [[Wellesley Wild]]
|produttore= [[Jason Clark]], [[John Jacobs]], [[Seth MacFarlane]] e [[Scott Stuber]]
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*[[Mark Wahlberg]]: John Bennett
*[[Amanda Seyfried]]: Samantha Leslie Jackson
*[[Jessica Barth]]: Tami-Lynn McCafferty
*[[Giovanni Ribisi]]: Donny
*[[Morgan Freeman]]: Patrick Meighan
*[[Sam J. Jones]]: se stesso
*[[Patrick Warburton]]: Guy
*[[Michael Dorn]]: Rick
*[[Bill Smitrovich]]: Frank
*[[John Slattery]]: Shep Wild
*[[Cocoa Brown]]: Joy
*[[John Carroll Lynch]]: Tom Jessup
*[[Ron Canada]]: giudice
*[[Liam Neeson]]: cliente
*[[Dennis Haysbert]]: specialista in fertilità
*[[Tom Brady]]: se stesso
*[[Jay Leno]]: se stesso
*[[Jimmy Kimmel]]: se stesso
*[[Kate McKinnon]]: se stesso
*[[Bobby Moynihan]]: se stesso
*[[Taran Killam]]: se stesso
*[[Sebastian Arcelus]]: Dr. Ed Danzer
*[[Jay Patterson]]: Karl Jackson
*[[Nana Visitor]]: assistente sociale
*[[Jessica Szohr]]: Allison
*[[Julius Sharpe]]: dottore di New York
*[[Martin Klebba]]: Chucky
|doppiatorioriginali =
*[[Seth MacFarlane]]: Ted
*[[Patrick Stewart]]: voce narrante
|doppiatoriitaliani=
*[[Massimiliano Manfredi]]: John Bennet
*[[Mino Caprio]]: Ted
*[[Myriam Catania]]: Samantha Leslie Jackson
*[[Federica De Bortoli]]: Tami-Lynn McCafferty
*[[Marco Guadagno]]: Donny
*[[Angelo Nicotra]]: Patrick Meighan
*[[Gino La Monica]]: Sam J. Jones
*[[Roberto Draghetti]]: Guy
*[[Alberto Angrisano]]: Rick
*[[Francesco Prando]]: Shep Wild
*[[Stefano De Sando]]: Tom Jessup
*[[Pietro Biondi]]: giudice
*[[Alessandro Rossi]]: cliente
*[[Mario Bombardieri]]: specialista in fertilità
*[[Massimo Corvo]]: voce narrante
*[[Roberto Certomà]]: Tom Brady
*[[Emidio La Vella]]: Jay Leno
*[[Francesco Meoni]]: Jimmy Kimmel
*[[Emilio Cappuccio]]: Karl Jackson
*[[Benedetta Degli Innocenti]]: Allison
*[[Nino D'Agata]]: dottore di New York
}}
'''''Ted 2''''', film statunitense del 2015 con [[Mark Wahlberg]], [[Seth MacFarlane]], [[Amanda Seyfried]] e [[Jessica Barth]], regia di [[Seth MacFarlane]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
Spesso ci viene detto che "[[e vissero felici e contenti]]" esiste solo nelle pagine delle favole e nelle menti ingenue di innocenti cresciuti nella bambagia. Eppure in questo soleggiato pomeriggio di Boston, un orsacchiotto parlante sta per sposare la sua ragazza, dimostrando due cose: che "e vissero felici e contenti" può avverarsi per tutti e che poi alla fine a nessuno gliene frega un cazzo di niente. ('''Narratore''')
==Frasi==
{{cronologico}}
*Non ci sono pupe con l'uccello, sono maschi con le tette! ('''Ted''')
*Oh, sentito Jonny? Sei coperto da scarti di sperma di uomini di colore. Sembri una Kardashian. ('''Ted''')
*Tavolette deodoranti. ('''Donny''')
*La [[Guerra alla droga|guerra contro la droga]] è una barzelletta, è solo un modo perché il governo gonfi i finanziamenti delle forze dell'ordine e metta dentro minoranze senza un valido motivo. ('''Samantha''')
*C'è chi spreca la propria vita per far funzionare un rapporto sbagliato. ('''Samantha''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*{{NDR|Durante la cena}} <br> '''Ted''' {{NDR|nervoso e impaziente rivolto a Tami-Lynn}}: Ehi, ho fame ! Che diavolo stai facendo lì ? <br> '''Tami-Lynn''' {{NDR|infastidita}}: Una ricerca sul cancro ! Ti cucino la bistecca ! Secondo te che faccio ?!?! <br> '''Ted''' : Secondo me che fai ?!?! Ci stai dissanguando, ecco che fai !!! {{NDR|Le mostra una lista della spesa}} Guarda qui ! Guarda qui : "129 $ spesi al centro commerciale" ! Che hai comprato?? Tami-Lynngotti d'oro ?!?! <br> '''Tami-Lynn''' {{NDR|arrabbiandosi con Ted}}: Mi servono i vestiti per il lavoro ! OK ? <br> '''Ted''' : Come ?! I-Indossi un camice ! Sei una cassiera, cazzo ! <br> '''Tami-Lynn''' : Sì ! Anche tu ! <br> '''Ted''' : Sì, esatto ! E non mi compro capi firmati del cazzo ! Vado al lavoro ! Non voglio acquistare ... <br> '''Tami-Lynn''' : Oh no, no, no, no, no ! Certo ! Tu compri solo erba ! Tu compri solo droga ! Parli proprio tu !!!! <br> '''Ted''' : Infatti sto parlando ! Vorrei parlare proprio io se non m'interrompessi !!! <br> '''Tami-Lynn''' : Beh, devo interromperti !!! Altrimenti io non posso mai dire un cazzo di niente ! <br> '''Ted''' : Mi fai finire di parlare ?? <br> '''Tami-Lynn''' : Non si riesce a parlare ! <br> '''Ted''' : Mi fai finire di parlare ?? Mi fai finire di parlare ?? <br> '''Tami-Lynn''' : Sai ?? È importante avere una presenza al lavoro ! OK ? Voglio scalare posizioni nella piramide aziendale OK ?!?! <br> '''Ted''' : Nessuno e lì per guardarti il tuo culo !!! Vengono lì per comprare ... <br> '''Tami-Lynn''' : Lo sai ! Ora stai facendo lo stronzo !!! Va bene ?! <br> '''Ted''' {{NDR|alzando la voce come un vastaso}} : Che cosa sto facendo Tami ???? Che cosa sto facendo ???? <br> '''Tami-Lynn''' : Sei un maschilista del cazzo !!! Sei uno stronzo !!! Ecco che cosa sei!! <br> '''Ted''': Non devi vestirti da [[Elizabeth Taylor]] per mettere due patate in una busta di plastica! <br> '''Tami-Lynn''' {{NDR|Su tutte le furie}} : '''IO SONO L'IMMAGINE DELL'AZIENDA !!!! VA BENE ???? PERCIÒ VEDI NON SFRACELLARMI LE PALLE !!!! INTESI !?!''' <br> '''Ted''' : '''L' IMMAGINE DELL'AZIENDA ?!?!?! MA PORCA PUPAZZA !!! TI SENTI ?!?! STAI DELIRANDO !!!!!!''' <br> '''Tami-Lynn''': Avrei dovuto sposare quell'attore porno ! Dovevo sposare lui !!! <br> '''Ted''': E va bene vai ! Vai a torturare quello stronzo ! <br> '''Tami-Lynn''': Oh ! Lui mi trattava bene e ... {{NDR|ansima}} Lui aveva l'uccello !!! Aveva l'uccello enorme !!! <br> '''Ted''' : Ultima ora: troia di Boston vede pene gigante! <br> '''Tami-Lynn'''{{NDR|lanciando la padella e il tostapane a Ted in preda alla rabbia}}: Come cazzo mi hai chiamato ??? Stronzo !!!! Come cazzo mi hai chiamato ??????? Pezzo di merda !!! Mi hai dato della troia !!! <br> '''Ted''' : Che cazzo fai ???? Ora ti metti a lanciare le cose ??? <br> '''Tami-Lynn''' : Sì ! Ora mi metto a lanciare le cose !!! <br> '''Ted''' : E ora le tiro pure io ! {{NDR|rompe una bottiglia di birra e rovescia il tavolo}} Ecco ! Visto ?? Contenta ?? <br> '''Tami-Lynn''' {{NDR|fingendo di essere spaventata}} : Oh ! Che paura, Ted ! Me la sto facendo sotto ! Orsetto del cazzo !!! <br> '''Vicino di casa''' : La volete smettere ?!?! <br> '''Ted''' : Oh porca zozza ! {{NDR|Si affaccia alla finestra}} Perchè non la smetti tu ?! <br> '''Vicino di casa''' : Vieni giù e fammi smettere tu ! <br> '''Ted''' : Perchè non vieni su tu e mi fai scendere giù ??? <br> '''Vicino di casa''' : Sì vengo su e poi ti prendo a calci nel culo !!! <br> '''Ted''' : Che aspetti stronzo ?! Porta il culo lassù e prendimi a calci nel culo ! <br> {{NDR|Nel frattempo si affaccia una signora che si mette a urlare in portoghese}} <br> '''Vicino di casa''' {{NDR|alla signora}} : Chiudi quella bocca !!! <br> '''Ted''' : Chiudi il becco signora !!! Non parli la nostra lingua ! Fuori dal mio quartiere !!!
*'''Ted''': Tami-Lynn voleva fare l'iscrizione a Obamacare su internet, ma poi si è messa a guardare i cazzi dei neri. <br> '''John''': Ogni volta che uno va su internet è a due click dai cazzi dei neri, guarda.
*'''[[Liam Neeson]]''' {{NDR|Posando nervosamente una scatola di cereali sul bancone del negozio}}: Salve... <br> '''Ted''': 'Giorno... <br> '''Liam Neeson''': Posso...? Eh, vorrei farle qualche domanda su questi cereali... <br> '''Ted''': Uhh, certo, certo! I cereali Trix... <br> '''Liam Neeson''': Esatto... Da quanto ho capito, i Trix sono esclusivamente "per bambini", dico bene? <br> '''Ted''': Beh, insomma, dicono che i Trix sono per bambini nella pubblicità, ma... <br> '''Liam Neeson''': E questo è imposto dalla legge? <br> '''Ted''': Oh... Per quanto ne so io, no... <br> '''Liam Neeson''': Quindi, se acquisto questi Trix, non avrò problemi? <br> '''Ted''': No, no. Dovrebbe essere a posto. <br> '''Liam Neeson''': Lei ha compreso bene che non sono più un bambino? <br> '''Ted''': Questo sono riuscito a fiutarlo, sì. <br> '''Liam Neeson''': Va bene. Allora li prendo e me li porto via. <br> '''Ted''': Uhh, certo. Certo. Certo. Andrà tutto bene... <br> '''Liam Neeson''': E... non sarò pedinato? <br> '''Ted''': Ehm... no. Non è compreso nel nostro budget, no. <br> '''Liam Neeson''' {{NDR|porgendogli una banconota da 5 dollari}}: Ehi... Non dimenticherò quello che ha fatto per me qui, oggi...! <br> '''Ted''': Preferirei che lo facesse... {{NDR|Liam Neeson mette la scatola di cereali in giacca e se ne va}} Ehh, non ci sono più le droghe di una volta...
*'''Presentatore''': Il nuovo Superman è... [[Jonah Hill]]. <br>'''John''': Cazzo.
==[[Explicit]]==
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'''John''': Sei proprio uno stronzo. <br> '''Ted''': #unavitadimerda.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film commedia]]
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Guglielmo De Sanctis
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Carlomorino
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[[File:Guglielmo de Sanctis - Mrs. Cleveland.jpg|thumb|De Sanctis, ''Mrs. Cleveland'' (1868)]]
'''Guglielmo De Sanctis''' (1829 – 1911), pittore e scrittore d'arte italiano.
==''Memorie. Studi dal vero''==
*[...] ove il Maccari, a mio avviso, è giunto ad un grado altissimo nel colorire a buon fresco, è nella istoria di [[Appio Claudio Cieco|Appio Claudio]]<ref>Affresco nella Sala Maccari di Palazzo Madama, sede del Senato.</ref>, che vecchio e cieco si fa condurre dai suoi figli e congiunti, in pubblica adunanza, a combattere le proposte di Cinea, ambasciatore di Pirro, le quali erano dannose alla salute della repubblica.<br>Molti e rari sono i pregi di questo dipinto, e bellissimo il fondo, che da una parte è in ombra vigorosa e trasparente, dall'altro è rischiarato dalla luce che viene dalla porta d'ingresso, la qual luce striscia radente sulle teste e sui volti espressivi e variati del seguito di Appio con grande illusione di verità. Anche gli atteggiamenti spontanei delle figure e i toni bianchi delle toghe, sottoposti al chiarore del fondo, così facilmente e {{sic|finamente}} eseguiti, sono degni di essere ammirati. (pp. 147-148)
*Le norme dell'arte antica le ha studiate il [[Cesare Maccari|Maccari]] con amore nella sua giovinezza in Toscana, a Venezia ed a Roma, talché nelle sue prime pitture, nella chiesa del Sudario<ref>Chiesa del Santissimo Sudario dei Piemontesi nel rione Sant'Eustachio di Roma.</ref>, si manifestò severo nell'accordo dei colori, seguendo il principio della località dei toni, praticato più che da altri dai pittori veneziani, e tra quelli si compiacque maggiormente della maniera del [[Giambattista Tiepolo|Tiepolo]], che più si avvicina al fare moderno ne' suoi effetti di luce all'aria aperta. Di questa sua prima opera il Maccari ebbe lode grandissima e parve cosa nuova fra noi. (pp. 149-150)
*[[Luigi Mussini]] [...] più che altro fu sapiente disegnatore. Questi visse lungamente a Parigi, ove profittando degli insegnamenti del pittore [[Jean-Auguste-Dominique Ingres|Ingres]], si fondò nello studio dei disegno, ponendo gran cura nel mettere con giustezza e carattere un assieme, e nel determinare la massa dell'ombra vibratamente, senza troppo alterarla con riflessi. La sua scuola a Siena dette ottimi frutti, malgrado il germe francese, che allignò in alcuni suoi discepoli. (p. 150)
==''Tommaso Minardi e il suo tempo''==
===[[Incipit]]===
Fin da giovanetto ebbi sempre venerazione grande verso gli uomini di singolare ingegno; era per me dolcezza infinita leggere biografie e raccogliere ritratti d'illustri viventi, e mi {{sic|sentiva}} lietissimo quando poteva conoscere taluno di essi di persona, o almeno di vista. Questo naturale sentimento mi faceva più vive notare le impressioni che ne riceveva, così che più facilmente io riteneva i discorsi e i giudizi che udiva talvolta dalla loro bocca. Ma, certo, per nessun altro nutrii tanta stima ed affettuosa venerazione, quanta verso il mio maestro [[Tommaso Minardi]].
===Citazioni===
*La rivoluzione politica {{sic|dell' '89}} in Francia<ref>La rivoluzione francese del 1789.</ref>, affatto pagana, e i mutamenti da essa cagionati in tutta l'Europa avevano ispirato l'odio, eziandio nelle arti, a tutto ciò che ricordasse il medio evo e il risorgimento dell'arte; non era accetto, se non quello, che riportasse l'immaginazione ai secoli di Bruto e di Epaminonda. (cap. 2, pp. 32-33)
*In Italia come altrove, si propagò ben presto la moda del falso classicismo, ed entrarono per quella via il Benvenuti ed il {{sic|Sabbatelli}}<ref>Leggi Luigi Sabatelli (1772–1850), pittore e incisore fiorentino, docente all'Accademia di Brera.</ref> in Firenze, il Bossi e l'Appiani a Milano e a Roma il Camuccini, i quali tutti nelle Accademie, con autorità assoluta, dettavano legge: nuova scuola, che era la negazione del sentimento italiano nell'arte. (cap. 2, p. 33)
*A ventiquattro anni {{NDR|[[Antonio Canova]]}} ebbe la fortunata occasione di eseguire il monumento di Papa Ganganelli<ref>Papa Clemente XIV, al secolo Giovanni Vincenzo Antonio Ganganelli (1705–1774).</ref>, nella cui opera si mostrò affatto innovatore. Al solito stile berniniano egli sostituì un fare più semplice, tanto nelle linee architettoniche, quanto negli atteggiamenti delle figure, e abbenché nell'aspetto generale quel monumento paresse cosa fredda, nulladimeno destò meraviglia, essendo come un ribellarsi al predominio dello stile barocco. (cap. 2, p. 35)
*Il Canova seguì ne' suoi concepimenti lo spirito del tempo, {{sic|intieramente}} pagano, e fondò una scuola incapace d'infondere nelle opere quello spiritualismo, che è proprio dell'arte cristiana, alla quale poi tornarono il Thorwaldsen ed il Tenerani<ref>Scultori neoclassici, coevi del Canova.</ref>. (cap. 2, p. 36)
*Osservando le antiche composizioni del [[Tommaso Minardi|Minardi]], si può notare il vario e sempre migliore atteggiarsi del suo stile. Così vedi, in sul primo, aver egli trattato soggetti greci e romani con maniera, se vuoi, diversa dall'accademica, ma che ricorda tuttavia il fare statuario; quindi, a mano a mano, ispirarsi nella Bibbia, nel nuovo Testamento, nelle istorie del medio evo e ne' poeti classici latini e italiani, e vestire le sue composizioni con forme proprie al soggetto e derivanti dallo studio e dall'amore posto nei maestri del quattrocento. (cap. 2, p. 37)
*{{NDR|[[Gaspare Landi]]}} [...] egli andava dicendo, essere pittore, più per forza del caso, che non dello studio. In verità le sue pitture mancano di corretto disegno e sono timidamente eseguite. Hanno tuttavia un colorito soave e lontano da quel modo crudo dei francesi di allora, onde ebbe il vanto di buon coloritore. (cap. 3, p. 46)
*Questi {{NDR|pittori}} alemanni erano chiamati col nome di [[Nazareni|{{sic|nazzareni}}]]. Solevano portare lunghi capelli e la barba divisa. Negletti erano nel vestire, e perché portavano grosse scarpe, taluno per beffa dava loro anche l'appellativo di scarponi. (cap. 6, p. 66)
*Essi {{NDR|i nazareni}} formavano una specie di setta, la quale faceva scopo della vita lo studio dell'arte, fuggendo qualunque ritrovo, o amena compagnia. L'unico loro sollazzo era il fare a quando a quando a piedi lunghe gite, e strada facendo giocare al giuoco della piastrella e alla fionda, esercizi usati dal nostro popolo secondo il fare antico. Tale austerità di vita dovette, al certo, sembrare strana alla maggior parte de' nostri artisti, in genere buontemponi, i quali erano soliti fare baldoria e passare le prime ore della sera in qualche osteria con la pipa in bocca, mescendo tra un bicchiere e l'altro ogni sorta di piacevolezze. (cap. 6, p. 66)
*{{NDR|[[Bartolomeo Pinelli]]}} La sera era solito passarla nell'osteria del ''Gabbione'', vicino a fontana di Trevi, seduto sopra una panca fra due cani mastini, suoi fedeli compagni, ora assorto nella lettura, ora divertendosi a schizzare disegni in un libretto, che portava sempre seco, ora discorrendo con certi suoi compagni e sorbendo, a ogni pausa, un bicchiere di vino buono. In quel luogo fu talune volte sorpreso da ricchi signori d'oltr'Alpe, attirati dalla curiosità di quivi incontrare il Pinelli, o dal desiderio di chiedere a lui qualche lavoro, che egli si faceva pagare a caro prezzo. (cap. 6, p. 67)
*Ma per quanto fossero grossi i guadagni, non di rado {{NDR|Bartolomeo Pinelli}} si trovava nelle maggiori strettezze a cagione del suo vivere disordinato, sicché spesso era costretto a ricorrere agli amici, o darsi in mano agli usurai, che, con pochi scudi, carpivano a lui i migliori frutti del suo ferace ingegno. (cap. 6, p. 67)
*Ben si può dire che dai trentacinque anni sino agli ultimi della vita, {{NDR|Tommaso Minardi}} altro non fece che andar dietro alla sua immaginazione di poeta, ora macchiando bozzetti, ora disegnando figure, edifici, paesaggi, e sciupando così la vigoria dell'ingegno. E perciò lo vedevi spesso iroso e come tormentato da continuo rammarico. Più volte l'ho udito prorompere in fieri lamenti per il tempo così vanamente perduto, e sdegnare le lodi che gli erano tributate e che a lui suonavano come acerbi rimproveri. (cap. 7, p. 73)
*Il Minardi quando era costretto a dipingere, diveniva taciturno e preoccupato. Recavasi assai per tempo allo studio e si gingillava un poco in piccole faccende; accendeva la pipa, si poneva a disporre i colori sulla tavolozza, indi a preparare la tinta locale, come dicono gli artisti, poi le ombre, i chiari e due mezzi toni, tendenti l'uno al turchinaceo, l'altro al violetto, per intrometterli nelle mezze tinte delle carni. Perciocché è da sapere ch'egli per isfuggire il ''rancido'', com'era solito designare l'intonazione che desse troppo nel giallo, si studiava di dare ai suoi dipinti un tono argentino, ispirandosi al fare guidesco<ref>Alla maniera di [[Guido Reni]].</ref>; sicché preparava i dipinti quasi a bianco e nero, facendo un poco più calda la parte della luce, poi, asciugato il lavoro, coloriva. (cap. 12, p. 141)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Guglielmo de Sanctis, ''[https://archive.org/details/memoriestudidal00sancgoog/page/n10/mode/1up Memorie. Studi dal vero]'', Forzani e C. Tipografi del Senato, Roma, 1901.
*Guglielmo de Sanctis, ''[https://archive.org/details/tommasominardiei00desa/page/n8 Tommaso Minardi e il suo tempo]'', Forzani e C. Tipografi del Senato, Roma, 1900.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Pittori italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Due
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{{voce tematica}}
[[File:Emojione 0032-20E3.svg|thumb|Il numero due]]
Citazioni sul numero '''due'''.
*Due bene, tre meglio, [[quattro]] male, e [[cinque]] peggio. ([[Proverbi toscani|proverbio toscano]])
*''La soffitta: sia bianca e sia ampia | e dimora di due topi e una gatta | e per [[quattro]] mobili rotti, | ma sia lieve il rumore del legno che muore.'' ([[Lillo Gullo]])
*Meglio essere in due che uno solo, perché due hanno un miglior compenso nella fatica. Infatti, se vengono a cadere, l'uno rialza l'altro. Guai invece a chi è solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi. Inoltre, se due dormono insieme, si possono riscaldare; ma uno solo come fa a riscaldarsi? Se uno aggredisce, in due gli possono resistere e una corda a tre capi non si rompe tanto presto. (''[[Qoelet]]'')
*Non c'è tre senza due. ([[Marcello Marchesi]])
*''[[Uno]] più Uno – fa Uno – | Due – si finisca di usarlo – | va bene per la scuola – | ma per la Scelta interiore – || [[vita e morte|Vita – soltanto – O Morte]] – | o l'Eternità – | di più – sarebbe troppo vasto | per la Capacità dell'Anima.'' ([[Emily Dickinson]])
===[[Robert Creeley]]===
*''Dì «[[otto]]»: | abbi pazienza. || Due [[quattro]] | mostrano come.''
*''Il primo numero pari | (2), e il primo numero || dispari ([[Tre|3]]), l'uno che rappresenta | il membro maschile, e l'altro | la ''muliebris pudenda''...''
*Mi aiutavano a ricordare: ''[[nove]] per due fa [[diciotto|uno-otto]] | nove per nove fa [[ottantuno|otto-uno]]...''
*''Niente ritorno: | anche se metà è | [[quattro]] e | metà ancora | è due.''
*''Questo numero per me | è conforto, un fatto | sicuro di cose. La || tavola si regge su | [[quattro]] gambe. Il cane | cammina agevolmente, || e due per due | non è un esercito | ma degli amici che || si vogliono bene. Quattro | è un quadrato, | o un cerchio pacifico, || che celebra il ritorno, | la riunione, | il trionfo dell'amore.''
==Voci correlate==
*[[Duenne]]
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Citazioni sul numero '''ottantuno'''.
*Mi aiutavano a ricordare: ''[[nove]] per due fa [[diciotto|uno-otto]] | nove per nove fa otto-uno...'' ([[Robert Creeley]])
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Giuseppe Rinaldi
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[[File:La bocca sulla strada (1941) Giuseppe Rinaldi (cropped).png|thumb|Giuseppe Rinaldi nel 1941]]
'''Giuseppe Rinaldi''', detto '''Peppino''' (1919 – 2007), attore, doppiatore e direttore di doppiaggio italiano.
==Citazioni su Giuseppe Rinaldi==
*{{NDR|Riguardo a ''[[La bocca sulla strada]]''}} Vi ha preso parte anche Giuseppe Rinaldi, un attore così terribile che mio padre ha dovuto farlo doppiare. Per ironia della sorte questo Rinaldi è diventato in seguito un re del doppiaggio. Ha dato la voce a Marlon Brando. Ora non recita più, lavora solo per gli studi di registrazione. Una vera nemesi. ([[Sergio Leone]])
*Ho avuto la fortuna di lavorare con grandissimi doppiatori del passato, Ferruccio Amendola, Peppino Rinaldi [...] l'ho solo sentito parlare vicino a me, ma è stata comunque un'emozione grandissima perché per me è stato il più grande di tutti. ([[Angelo Maggi]])
*Sapevo cos'era il doppiaggio, perché io ero una di quelle abbastanza appassionate, che notava le voci. Io c'ho ancora un quaderno di quand'ero ragazzina con scritto: "Giuseppe Rinaldi è la voce di [[Burt Lancaster]]". ([[Cristina Boraschi]])
*Tra i grandi doppiatori non posso non parlarti di Peppino Rinaldi. Lui ha doppiato Paul Newman, Peter Sellers, Jack Lemmon, Marlon Brando. Aveva quella capacità mimetica di giocare a non essere mai sé stesso. Il gioco sopraffino, elegante, preciso, di un bimbo cresciuto che con una iper specializzazione diventa tante cose fuori da sé, e una volontà ferrea ad essere qualcosa di lontano da sé stesso. Un grande atto d’intelligenza. ([[Francesco De Francesco (doppiatore)|Francesco De Francesco]])
==Filmografia==
===Attore===
*''[[I grandi magazzini]]'' (1939)
*''[[Dopo divorzieremo]]'' (1940)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[All'ovest niente di nuovo]]'' (1930)
*''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939)
*''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]'' (1939)
*''[[Via col vento]]'' (1939)
*''[[La famiglia Stoddard]]'' (1941)
*''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941)
*''[[Dies irae (film)|Dies irae]]'' (1943)
*''[[Terra nera]]'' (1943)
*''[[Fra le tue braccia]]'' (1946)
*''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]'' (1946)
*''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946)
*''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'' (1946)
*''[[La dalia azzurra]]'' (1946)
*''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]'' (1946)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948)
*''[[Nodo alla gola]]'' (1948)
*''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949)
*''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'' (1949)
*''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949)
*''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]'' (1950)
*''[[Margherita da Cortona (film)|Margherita da Cortona]]'' (1950)
*''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950)
*''[[Romantico avventuriero]]'' (1950)
*''[[Anna (film 1951)|Anna]]'' (1951)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[Figlio di ignoti]]'' (1951)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[L'avventuriero di Macao]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Là dove scende il fiume]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Rancho Notorious]]'' (1952)
*''[[So che mi ucciderai]]'' (1952)
*''[[I vinti (film 1953)|I vinti]]'' (1953)
*''[[Lo sperone nudo]]'' (1953)
*''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953)
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953)
*''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954)
*''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Magnifica ossessione]]'' (1954)
*''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'' (1954)
*''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955)
*''[[Il figliuol prodigo (film 1955)|Il figliuol prodigo]]'' (1955)
*''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955)
*''[[La valle dell'Eden]]'' (1955)
*''[[Marcellino pane e vino]]'' (1955)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[Il ferroviere]]'' (1956)
*''[[Il gigante]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[L'arpa birmana]]'' (1956)
*''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956)
*''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957)
*''[[Il fronte del silenzio]]'' (1957)
*''[[La meteora infernale]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957)
*''[[Zanna Gialla]]'' (1957)
*''[[Alle soglie della vita]]'' (1958)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[Gigi (film 1958)|Gigi]]'' (1958)
*''[[I giovani leoni]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[Io, mammeta e tu]]'' (1958)
*''[[La gatta sul tetto che scotta]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958)
*''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958)
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959)
*''[[Erode il Grande (film)|Erode il Grande]]'' (1959)
*''[[Hiroshima mon amour]]'' (1959)
*''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959)
*''[[Il grande pescatore]]'' (1959)
*''[[Il letto racconta...]]'' (1959)
*''[[L'albero degli impiccati]]'' (1959)
*''[[L'albero della vendetta]]'' (1959)
*''[[La furia dei Baskerville]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]'' (1960)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960)
*''[[Giuseppe venduto dai fratelli]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960)
*''[[L'appartamento]]'' (1960)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Angeli con la pistola]]'' (1961)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[I fuorilegge della valle solitaria]]'' (1961)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[La notte]]'' (1961)
*''[[Vincitori e vinti]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Va' e uccidi]]'' (1962)
*''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'' (1963)
*''[[Gli uccelli]]'' (1963)
*''[[Hud il selvaggio]]'' (1963)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Intrigo a Stoccolma]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[I lunghi capelli della morte]]'' (1964)
*''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964)
*''[[Deserto rosso]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[Gli indomabili dell'Arizona]]'' (1965)
*''[[Il dottor Živago]]'' (1965)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Sherlock Holmes: notti di terrore]]'' (1965)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965)
*''[[Arabesque]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Quien sabe?]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[La via del West]]'' (1967)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]'' (1968)
*''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968)
*''[[La strana coppia]]'' (1968)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
*''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]'' (1968)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Il conformista (film) |Il conformista]]'' (1970)
*''[[La figlia di Ryan]]'' (1970)
*''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]'' (1970)
*''[[Giù la testa]]'' (1971)
*''[[Il solitario di Rio Grande]]'' (1971)
*''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971)
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Ultimo tango a Parigi]]'' (1972)
*''[[La stangata]]'' (1973)
*''[[Novecento]]'' (1973)
*''[[Piedone lo sbirro]]'' (1973)
*''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973)
*''[[Valdez il mezzosangue]]'' (1973)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Il portiere di notte]]'' (1974)
*''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974)
*''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974)
*''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974)
*''[[Gli innocenti dalle mani sporche]]'' (1975)
*''[[I tre giorni del Condor]]'' (1975)
*''[[Il Corsaro Nero (film) |Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Missouri (film)|Missouri]]'' (1976)
*''[[Tutti gli uomini del presidente]]'' (1976)
*''[[Il prefetto di ferro]]'' (1977)
*''[[Superman (film)|Prima pagina]]'' (1978)
*''[[Il bambino e il grande cacciatore]]'' (1980)
*''[[Il piccolo Lord (film 1980)|Il piccolo Lord]]'' (1980)
*''[[Diritto di cronaca]]'' (1981)
*''[[Cane e gatto (film)|Cane e gatto]]'' (1983)
*''[[Dune (film)|Dune]]'' (1984)
*''[[King David]]'' (1985)
*''[[Il colore dei soldi]]'' (1986)
*''[[Il giorno prima]]'' (1987)
*''[[L'ultimo imperatore]]'' (1987)
*''[[Drugstore Cowboy]]'' (1989)
*''[[L'impero del crimine]]'' (1991)
*''[[Rotta verso l'ignoto]]'' (1991)
*''[[Americani (film)|Americani]]'' (1992)
*''[[Miracolo nella 34ª strada]]'' (1994)
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====Film d'animazione====
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*''[[Bambi]]'' (1942)
*''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950)
*''[[Le avventure di Peter Pan]]'' (1953)
*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964)
*''[[Taron e la pentola magica]]'' (1985)
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====Serie televisive====
{{div col}}
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1974)|Mosè]]'' (1974)
*''[[Alla conquista del West]]'' (1976-1979)
*''[[Sandokan (miniserie televisiva)|Sandokan]]'' (1976)
*''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978)
*''[[A.D. - Anno Domini]]'' (1985)
*''[[I segreti di Twin Peaks]]'' (1990-1991)
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==Voci correlate==
*[[Mauro Gravina]], genero
*[[Antonella Rinaldi]], figlia
*[[Massimo Rinaldi (doppiatore)| Massimo Rinaldi]], figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Rinaldi, Giuseppe}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Pino Locchi
0
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1428634
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2026-10-07T08:55:17Z
Spinoziano
2297
/* Film */
1428634
wikitext
text/x-wiki
[[File:Pino Locchi.jpg|thumb|Pino Locchi]]
'''Pino Locchi''', all'anagrafe '''Giuseppe Locchi''' (1925 – 1994), attore e doppiatore e direttore di doppiaggio italiano.
==Citazioni di Pino Locchi==
*Il doppiatore è un attore che si è dedicato al doppiaggio.<ref name= Fazio/>
*Ci sono i miei fratelli: [[Tony Curtis]], [[Jean-Paul Belmondo|Belmondo]], [[Sean Connery]] e l'altro non mi ricordo mai, che è un mio amico carissimo, [[Sidney Poitier]]. [...] Abbiamo fatto la carriera insieme.<ref name= Fazio>Ripresa l'intervista di Fabio Fazio durante il programma radiofonico per RaiStereoUno “Musica ieri e oggi” , ''Enciclopedia del doppiaggio'', 23 giugno 2019. [https://www.youtube.com/watch?v=-_oHpt4KFMc Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
==Citazioni su Pino Locchi==
*Lui {{NDR|Pino Locchi}} è stato per me un mito e devo confessare che all'inizio della mia carriera cercavo di imitarlo. Poi sono cresciuto e ho capito che dovevo crearmi una mia identità. Ne avevo tanti di miti, come ad esempio {{NDR|[[Giuseppe Rinaldi|Peppino Rinaldi]]}} che forse è stato il più grande di tutti, ma sentivo che ero più simile a Locchi e che poteva essere, per me, un punto di riferimento. ([[Mario Cordova]])
*Pino Locchi è un gigante di questo mestiere. {{NDR|[[Doppiaggio|doppiatore]]}} ([[Francesco De Francesco (doppiatore)|Francesco De Francesco]])
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Piccolo Cesare]]'' (1930)
*''[[La scala musicale]]'' (1932)
*''[[Scarface - Lo sfregiato]]'' (1932)
*''[[Partita a quattro]]'' (1933)
*''[[Giovane e innocente]]'' (1937)
*''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' (1938)
*''[[Paradiso proibito]]'' (1940)
*''[[La famiglia Stoddard]]'' (1941)
*''[[La signora Miniver]]'' (1942)
*''[[La fiamma del peccato]]'' (1944)
*''[[Dieci piccoli indiani (film 1945)|Dieci piccoli indiani]]'' (1945)
*''[[Le ragazze di Harvey]]'' (1946)
*''[[Il peccato di Lady Considine]]'' (1949)
*''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]'' (1949)
*''[[Tutti gli uomini del re (film 1949)|Tutti gli uomini del re]]'' (1949)
*''[[Francesco, giullare di Dio]]'' (1950)
*''[[Il viaggio indimenticabile]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Destinazione... Terra!]]'' (1953)
*''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953)
*''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]'' (1953)
*''[[Titanic (film 1953)|Titanic]]'' (1953)
*''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954)
*''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954)
*''[[Il mostro della laguna nera]]'' (1954)
*''[[Il prigioniero della miniera]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[La contessa scalza]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955)
*''[[Gli implacabili]]'' (1955)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[L'uomo senza paura]]'' (1955)
*''[[Marty, vita di un timido]]'' (1955)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[La risaia]]'' (1956)
*''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956)
*''[[Vento di terre lontane]]'' (1956)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Il settimo sigillo]]'' (1957)
*''[[L'uomo che sapeva troppo (film 1956)|L'uomo che sapeva troppo]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Nel fango della periferia]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Totò, Vittorio e la dottoressa]]'' (1957)
*''[[Zanna Gialla]]'' (1957)
*''[[Alle soglie della vita]]'' (1958)
*''[[Bravados]]'' (1958)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[Il grande paese]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[Assalto alla Terra]]'' (1959)
*''[[I 400 colpi]]'' (1959)
*''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959)
*''[[Il cervello che non voleva morire]]'' (1959)
*''[[Il grande pescatore]]'' (1959)
*''[[La notte senza legge]]'' (1959)
*''[[Operazione sottoveste]]'' (1959)
*''[[Ossessione di donna]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[Ultima notte a Warlock]]'' (1959)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960)
*''[[Ester e il re]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[La storia di Ruth]]'' (1960)
*''[[La valle dei mohicani]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Viridiana]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Cronaca familiare (film)|Cronaca familiare]]'' (1962)
*''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il visone sulla pelle]]'' (1962)
*''[[La cuccagna (film 1962)|La cuccagna]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Totò contro Maciste]]'' (1962)
*''[[Uno sguardo dal ponte]]'' (1962)
*''[[A 007, dalla Russia con amore (film)|A 007, dalla Russia con amore]]'' (1963)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[I gigli del campo]]'' (1963)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Sei donne per l'assassino]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[Il Vangelo secondo Matteo]]'' (1964)
*''[[Insieme a Parigi]]'' (1964)
*''[[Marnie]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Thunderball: Operazione tuono]]'' (1965)
*''[[I 4 figli di Katie Elder]]'' (1965)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[Io la conoscevo bene]]'' (1965)
*''[[Il bandito delle 11]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965)
*''[[1000 dollari sul nero]]'' (1966)
*''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966)
*''[[Che fai, rubi?]]'' (1966)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Suzanne Simonin, la religiosa]]'' (1966)
*''[[Viaggio allucinante]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[I giorni dell'ira]]'' (1967)
*''[[Indovina chi viene a cena?]]'' (1967)
*''[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]'' (1967)
*''[[La gnomo mobile]]'' (1967)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[Corri uomo corri]]'' (1968)
*''[[Il medico della mutua]]'' (1968)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
*''[[Preparati la bara!]]'' (1968)
*''[[Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà]]'' (1969)
*''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]'' (1969)
*''[[Il pistolero dell'Ave Maria]]'' (1969)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Borsalino (film)|Borsalino]]'' (1970)
*''[[Gli avvoltoi hanno fame]]'' (1970)
*''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]'' (1970)
*''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970)
*''[[Lo chiamavano Trinità]]'' (1970)
*''[[Omicidio al neon per l'ispettore Tibbs]]'' (1970)
*''[[Socrate (film)|Socrate]]'' (1970)
*''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971)
*''[[Agente 007 - Una cascata di diamanti]]'' (1971)
*''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971)
*''[[Giù la testa]]'' (1971)
*''[[L'organizzazione sfida l'ispettore Tibbs]]'' (1971)
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[Rapina record a New York]]'' (1971)
*''[[...Più forte ragazzi!]]'' (1972)
*''[[2002: la seconda odissea]]'' (1972)
*''[[Agente 007 - Vivi e lascia morire]]'' (1973)
*''[[Anche gli angeli mangiano fagioli]]'' (1973)
*''[[Il lungo addio]]'' (1973)
*''[[Il mondo dei robot]]'' (1973)
*''[[Moonraker - Operazione spazio]]'' (1973)
*''[[Robin Hood (film 1973) |Robin Hood]]'' (1973)
*''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973)
*''[[...altrimenti ci arrabbiamo!]]'' (1974)
*''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1974)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974) |Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Il portiere di notte]]'' (1974)
*''[[Non toccare la donna bianca]]'' (1974)
*''[[Histoire d'O (film) |Histoire d'O]]'' (1975)
*''[[Il bianco, il giallo, il nero]]'' (1975)
*''[[I tre giorni del Condor]]'' (1975)
*''[[King Kong (film 1976) |King Kong]]'' (1976)
*''[[Il Corsaro Nero (film) |Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Missouri (film)|Missouri]]'' (1976)
*''[[Roma a mano armata]]'' (1976)
*''[[Il cinico, l'infame, il violento]]'' (1977)
*''[[La spia che mi amava (film) |La spia che mi amava]]'' (1977)
*''[[Mosca non crede alle lacrime]]'' (1977)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Pari e dispari (film)|Pari e dispari]]'' (1978)
*''[[Piedone l'africano]]'' (1978)
*''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)
*''[[Io sto con gli ippopotami]]'' (1979)
*''[[...e giustizia per tutti]]'' (1979)
*''[[Il malato immaginario (film)|Il malato immaginario]]'' (1979)
*''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]'' (1979)
*''[[Brubaker]]'' (1980)
*''[[L'uomo puma]]'' (1980)
*''[[Poliziotto superpiù]]'' (1980)
*''[[Atmosfera zero]]'' (1981)
*''[[Ciao nemico]]'' (1981)
*''[[Solo per i tuoi occhi (film)|Solo per i tuoi occhi]]'' (1981)
*''[[Amici miei - Atto IIº]]'' (1982)
*''[[Gandhi (film)|Gandhi]]'' (1982)
*''[[Rambo]]'' (1982)
*''[[Tootsie]]'' (1982)
*''[[Victor Victoria]]'' (1982)
*''[[Mai dire mai (film) |L'uomo che sapeva troppo]]'' (1983)
*''[[Nati con la camicia]]'' (1983)
*''[[Octopussy - Operazione piovra]]'' (1983)
*''[[Blood Simple - Sangue facile]]'' (1984)
*''[[007 - Bersaglio mobile]]'' (1985)
*''[[Rambo II - La vendetta]]'' (1985)
*''[[Ritorno al futuro]]'' (1985)
*''[[Rocky IV]]'' (1985)
*''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'' (1986)
*''[[Rotta verso la Terra]]'' (1986)
*''[[Getta la mamma dal treno]]'' (1987)
*''[[Hero (film 1987) |Hero]]'' (1987)
*''[[La protesta del silenzio]]'' (1987)
*''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'' (1987)
*''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]'' (1988)
*''[[I gemelli]]'' (1988)
*''[[Il presidio - Scena di un crimine]]'' (1988)
*''[[Indiana Jones e l'ultima crociata]]'' (1989)
*''[[L'uomo dei sogni]]'' (1989)
*''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989)
*''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]'' (1989)
*''[[Tango & Cash]]'' (1989)
*''[[Caccia a Ottobre Rosso]]'' (1990)
*''[[RoboCop 2]]'' (1990)
*''[[Italia '90 - Notti magiche]]'' (1991)
*''[[Mato Grosso (film) |Mato Grosso]]'' (1992)
*''[[Tombstone (film) |Tombstone]]'' (1993)
*''[[Rocky V]]'' (1990)
*''[[Cape Fear - Il promontorio della paura]]'' (1991)
*''[[L'ultimo boy scout]]'' (1991)
*''[[Scuola di eroi]]'' (1991)
*''[[Robin Hood - Un uomo in calzamaglia]]'' (1993)
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===Film d'animazione===
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*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[La spada nella roccia]]'' (1963)
*''[[Il libro della giungla (film 1967) |Il libro della giungla]]'' (1967)
*''[[La sirenetta (film) |La sirenetta]]'' (1990)
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===Serie televisive===
{{div col}}
*''[[Attenti a quei due]]'' (1971-1972)
*''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975-1976)
*''[[Alla conquista del West]]'' (1976-1979)
*''[[Sandokan (miniserie televisiva)|Sandokan]]'' (1976)
*''[[Gesù di Nazareth (miniserie televisiva)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985)
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==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Locchi, Pino}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Antica Grecia
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Gaux
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Michele Losacco
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[[File:The Parthenon in Athens.jpg|thumb|Il Partenone di Atene]]
Citazioni sull''''antica Grecia'''.
*Alcuni evoluzionisti, come il [[Grant Allen]], credettero che, a spiegare l'apparizione meravigliosa della cultura ellenica, bastasse il determinismo geografico, e cioè l'insieme di quelle particolari condizioni fisiche, le quali operarono, com'essi dicevano con la loro terminologia, sul cervello ariano indifferenziato. Questa teoria, che negava l'azione spontanea degl'individui o dei gruppi etnici, per dare il massimo rilievo alla loro dipendenza meccanica dall'ambiente, confondeva in modo strano le condizioni necessarie a produrre un fatto, con le condizioni sufficienti. [[William James]] argutamente osservava: il rompere le uova è bensì una condizione necessaria della frittata, ma non una condizione sufficiente. «Si ha una frittata sempre, quando si rompano le uova?» Cosi è dello spirito greco. ([[Michele Losacco]])
*Dio a noi diede i principii della scienza, ossia l'insegnamento filosofico. E quale! La cognizione dei fenomeni celesti la perfezionarono i Greci, pur servendosi delle prime osservazioni fatte presso i barbari a Babilonia. Lo studio della geometria, nato dalla geodesia in Egitto, prese qui il suo grande sviluppo. L'aritmetica, inventata dai mercanti Fenici, solo presso i Greci giunse al grado di scienza. I Greci stessi, infine, combinarono in una, mediante l'armonia dei numeri, le tre scienze, l'astronomia annettendo alla geometria, poi ad entrambe applicando l'aritmetica e meditando l'armonico vincolo che insieme le unisce. Di qui nacque presso loro la musica, per avere trovato la definizione delle leggi dell'armonia nella corrispondenza perfetta o quasi perfetta del suono con la facoltà di percepire. Debbo dunque citare per persona o per categoria? Uomini come [[Platone]], [[Socrate]], [[Aristide]], [[Cimone]], [[Talete]], [[Licurgo]], [[Agesilao]], [[Archidamo]], o, piuttosto, separatamente, la categoria dei filosofi, quella dei condottieri, quella degli artisti, quella dei legislatori? Si troverà subito che, fra i condottieri, i più crudeli e perversi hanno usato contro gli autori delle più gravi ingiurie maggior clemenza che non Mosè contro chi non aveva alcun torto. E quale regno dovrò citarvi? Quello di [[Perseo]] o di [[Eaco]] o di [[Minosse]] Cretese? ([[Flavio Claudio Giuliano]])
*I Greci ponevano al disopra di tutto la musica vocale. I loro poemi epici (Iliade, Odissea) e le loro leggende degli Dei venivano cantati o almeno recitati musicalmente da rapsodi con accompagnamento d'istrumenti, ovvero con preludi, interludi e postludi istrumentali; le odi di un Pindaro, di un Anacreonte, di una Saffo venivano cantate, e la tragedia dell'epoca aurea della Grecia (Eschilo, Sofocle, Euripide) era una associazione di poesia, mimica e musica, affine al moderno dramma musicale. ([[Hugo Riemann]])
*I greci sono ''i pazzi per lo Stato'' della storia antica – in quella moderna lo sono altri popoli. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Il greco non ha avuto vocazione per la vita; l'ha avuta per la ragione, per la bellezza, per cose che raggiungerebbero il loro essere soltanto in un luogo che non è né la vita né la morte, ma l'immortalità. E perciò i greci scoprirono l'immortalità, che in loro ha più chiarezza e forma che in ogni altro luogo. E questa scoperta e rafforzamento rivela il loro genio positivo e creatore: provando orrore tanto per la vita quanto per la morte – ecco cos'è il pessimismo – essi scoprirono l'immortalità, una sorta di ''retromondo'', scoprirono l'<nowiki/>''essere'', un essere che è in certo modo contrario alla vita. Tutti i popoli o culture vitalistici rifiutarono l'idea di ''essere'', e non avrebbero mai potuto scoprirla; perché l'''essere'' è al di là della vita e della morte, come la ragione, come la pura bellezza della quale i loro marmi ci inviano il riflesso. ([[María Zambrano]])
*In Grecia gli spiriti profondi, scrupolosi e seri erano l'eccezione; l'istinto del popolo inclinava piuttosto a considerare la serietà e la scrupolosità come una specie di deformazione. ([[Friedrich Nietzsche]])
*La principale caratteristica della Grecia antica, la ragione profonda di tutte le sue grandezze e le sue debolezze, fu che essa visse divisa in una miriade di città costituenti altrettanti stati. Tutte le concezioni derivanti da tale divisione erano così profondamente radicate nella coscienza greca che, nel quarto secolo, gli spiriti più illuminati consideravano l'esistenza della πόλις come un fatto naturale. Essi erano incapaci d'immaginare un'altra forma d'organizzazione sociale adatta a uomini veramente degni di tal nome. ([[Gustave Glotz]])
*Se mai il [[Cristo]] è venuto specialmente per ''qualcuno'', è proprio per i greci: "Figli Miei, come avete fatto a non intuire tante cose! Tante – le migliori ed anche le più belle".<br/>Essi soppressero ciò che è personale, biografico, dal volto, dalla scultura. Ossia, quanto vi è di più interessante e, infine, di più fascinoso!! Tutti i loro marmi sono vuoti. Veramente vuoti. [...] Il Cristo doveva venire davvero – fra l'altro – a completare esteticamente il mondo. ([[Vasilij Vasil'evič Rozanov]])
==Voci correlate==
*[[Atene (città antica)]]
*[[Grecia]]
*[[Magna Grecia]]
*[[Religione dell'antica Grecia]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Antica Grecia| ]]
[[Categoria:Civiltà antiche]]
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Vittoria Febbi
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Spinoziano
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/* Film */
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text/x-wiki
'''Vittoria Febbi''' (1939 – vivente), attrice, doppiatrice e direttrice del doppiaggio italiana.
== Citazioni di Vittoria Febbi ==
*{{NDR| Su [[Gianni Musy]]}} Era una persona squisita, gentilissimo. Un signore di altri tempi, veramente. Mi emoziona anche parlarne. Con lui doppiai l'ultimo film di [[Ingmar Bergman|Bergman]], prima che morisse Bergman, che è ''Saraband'', ''[[Sarabanda (film)|Sarabanda]]'' credo in italiano. Sì che era un po' il seguito di ''[[Scene da un matrimonio]]''. La coppia che si ritrovava dopo anni e lo ricordo poi come un grandissimo attore, ovviamente.<ref name= Brandi>Dall'intervista di Valerio Brandi, ''Daruma View'', 23 marzo 2018. [https://www.youtube.com/watch?v=WbIm80I9F38 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*La [[Walt Disney Animation Studios|Disney]] mi scelse per questa [[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice]], perché sentì la voce in mezzo a tanti provini e disse che avevo una voce come un trillo di campanello.<ref name= Brandi/>
*Noi siamo anche fatti così, noi.. cioè ci siamo po' rinchiusi nelle sale proprio perché non abbiamo questa estroversione [...] e quindi non ricordiamo spesso le cose {{NDR|i doppiaggi che fanno}}, non abbiamo l'ambizione di metterci in vista e alcune cose le dimentichiamo.<ref name= Brandi/>
*Ogni volta che si vede [[Ingrid Bergman]] doppiata dalla [[Lydia Simoneschi|Simoneschi]] non si può ascoltare con nessuna altra voce. Proprio le dava, le dava veramente quella magia che la voce appunto deve dare e lei gliela dava.<ref name= Cola>Intervista di Gerardo Di Cola ''enciclopediadeldoppiaggio'', 2017. [https://www.youtube.com/watch?v=-117s7Q-Y7k Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]'' (1931)
*''[[Il diavolo è femmina]]'' (1935)
*''[[Venere bionda]]'' (1935)
*''[[L'ultimo treno da Mosca]]'' (1937)
*''[[Paradiso proibito]]'' (1940)
*''[[Dieci piccoli indiani (film 1945)|Dieci piccoli indiani]]'' (1945)
*''[[Gilda (film)|Gilda]]'' (1946)
*''[[Il mistero del carillon]]'' (1946)
*''[[Il peccato di Lady Considine]]'' (1949)
*''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950)
*''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956)
*''[[Zanna Gialla]]'' (1957)
*''[[Infamia sul mare]]'' (1958)
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958)
*''[[Il letto racconta...]]'' (1959)
*''[[La storia di una monaca]]'' (1959)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[Viridiana]]'' (1961)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Quella nostra estate]]'' (1963)
*''[[Assassinio a bordo]]'' (1964)
*''[[Assassinio sul palcoscenico]]'' (1964)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965)
*''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965)
*''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966)
*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[I giorni dell'ira]]'' (1967)
*''[[Il pianeta delle scimmie (film 1968)|Il pianeta delle scimmie]]'' (1968)
*''[[Preparati la bara!]]'' (1968)
*''[[Un tranquillo posto di campagna]]'' (1968)
*''[[Il pistolero dell'Ave Maria]]'' (1969)
*''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971)
*''[[Frenzy]]'' (1972)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[San Michele aveva un gallo]]'' (1972)
*''[[Il lungo addio]]'' (1973)
*''[[Scene da un matrimonio]]'' (1973)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974)
*''[[Il portiere di notte]]'' (1974)
*''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974)
*''[[Profumo di donna]]'' (1974)
*''[[Gli innocenti dalle mani sporche]]'' (1975)
*''[[King Kong (film 1976)|King Kong]]'' (1976)
*''[[Liberi armati pericolosi]]'' (1976)
*''[[L'orca assassina]]'' (1977)
*''[[Il prefetto di ferro]]'' (1977)
*''[[La spia che mi amava (film)|La spia che mi amava]]'' (1977)
*''[[Nenè (film)|Nenè]]'' (1977)
*''[[Suspiria]]'' (1977)
*''[[Piedone l'africano]]'' (1978)
*''[[Superman (film)|Superman]]'' (1978)
*''[[Il giocattolo]]'' (1979)
*''[[Mosca non crede alle lacrime]]'' (1979)
*''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]'' (1979)
*''[[Il piccolo Lord (film 1980)|Il piccolo Lord]]'' (1980)
*''[[Superman II]]'' (1980)
*''[[Fantasma d'amore]]'' (1981)
*''[[Solo per i tuoi occhi (film)|Solo per i tuoi occhi]]'' (1981)
*''[[Fanny e Alexander]]'' (1982)
*''[[Rocky III]]'' (1982)
*''[[Sballato, gasato, completamente fuso]]'' (1982)
*''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1984)
*''[[C'era una volta in America]]'' (1984)
*''[[Le stagioni del cuore (film)|Le stagioni del cuore]]'' (1984)
*''[[007 - Bersaglio mobile]]'' (1985)
*''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'' (1985)
*''[[Rocky IV]]'' (1985)
*''[[Il segreto del mio successo]]'' (1987)
*''[[La famiglia (film 1987)|La famiglia]]'' (1987)
*''[[Francesco (film)|Francesco]]'' (1989)
*''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989)
*''[[Havana (film)|Havana]]'' (1990)
*''[[Il padrino - Parte III]]'' (1990)
*''[[Il tè nel deserto]]'' (1990)
*''[[In nome del popolo sovrano]]'' (1990)
*''[[Misery non deve morire]]'' (1990)
*''[[Rocky V]]'' (1990)
*''[[Stanno tutti bene]]'' (1990)
*''[[Cape Fear - Il promontorio della paura]]'' (1991)
*''[[La notte e la città]]'' (1992)
*''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros.]]'' (1993)
*''[[Sabrina (film 1995)| Sabrina]]'' (1995)
*''[[Primo contatto]]'' (1996)
*''[[Jackie Brown]]'' (1997)
*''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1999)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1999)
*''[[Matrix]]'' (1999)
*''[[Un tè con Mussolini]]'' (1999)
*''[[Billy Elliot]]'' (2000)
*''[[Broken Flowers]]'' (2005)
*''[[Memorie di una geisha (film)|Memorie di una geisha]]'' (2005)
*''[[Stay - Nel labirinto della mente]]'' (2005)
*''[[Ultimatum alla Terra (film 2008)|Ultimatum alla Terra]]'' (2008)
*''[[Il mio angolo di paradiso]]'' (2011)
*''[[Melancholia]]'' (2011)
*''[[La religiosa]]'' (2013)
*''[[Stoker]]'' (2013)
*''[[La grande Gilly Hopkins]]'' (2015)
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===Film d'animazione===
*''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1951)
===Serie televisive===
*''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975-1976)
*''[[Alla conquista del West]]'' (1976-1977)
*''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985)
*''[[Giuseppe (miniserie televisiva)|Giuseppe]]'' (1995)
*''[[San Pietro (miniserie televisiva)|San Pietro]]'' (2005)
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Febbi, Vittoria}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
{{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}}
Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''1088 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->.
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===Persone===
#[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small>
#[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small>
#[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small>
#[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small>
#[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small>
#[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small>
#[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small>
#[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small>
#[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small>
#[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small>
#[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small>
#[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small>
#[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small>
#[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small>
#[[Auguste Marmont]] - <small>2021-10-11</small>
#[[Giovanni Biagio Amico]] - <small>2021-10-11</small>
#[[Stefano degli Angeli]] - <small>2021-10-12</small>
#[[Benedetto degli Alessandri]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Angelo da Vallombrosa]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Domenico Benivieni]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Pietro di Fabrizio Accolti]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Antonio Adamucci]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Bernardino Baldi]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Cosimo Bartoli]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Giusto Bellavitis]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Silvio Belli]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Abū-Ṭālib Ḫān]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Antonio Maria Bordoni]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Francesco Saverio Brunetti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Filippo Calandri]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Stanislao Canovai]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Sigismondo Alberghetti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giuseppe Antonio Alberti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giuseppe Averani]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giovanni Maria Bonardo]] - <small>2021-10-18</small>
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#[[Domenico Martinelli]] - <small>2021-10-20</small>
#[[Luigi Ferdinando Marsili]] - <small>2021-10-20</small>
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#[[Gustavo Bucchia]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Serafino Calindri]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Roberto Valturio]] - <small>2021-10-22</small>
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#[[Raimondo da Capua]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Giordano Ruffo]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Panfilo Sasso]] - <small>2021-10-25</small>
#[[Schiavo di Bari]] - <small>2021-10-25</small>
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#[[Antonio Matani]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Carlo Matteucci]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Pedro de Medina]] - <small>2021-10-26</small>
#[[Friedrich Accum]] - <small>2021-10-27</small>
#[[George Biddell Airy]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Joachim d'Alencé]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Carlo Amoretti]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Giovanni Antonelli (astronomo)]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Torbern Olof Bergman]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Belsazar Hacquet]] - <small>2021-10-27</small>
#[[George Atwood]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Friederich Münter]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Franz Schott]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Lazzaro Spallanzani]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Isaac Abrabanel]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Giason Denores]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Juan de Jarava]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Alessandro Pascoli]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Euforbo]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Zaccaria Scolastico]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Battista Fregoso (1450-1505)]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Ugo Benci]] - <small>2021-11-04</small>
#[[Jacopo Filippo Foresti]] - <small>2021-11-04</small>
#[[Feo Belcari]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Pompeo Baldasseroni]] - <small>2021-11-08</small>
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#[[Richard Cantillon]] - <small>2021-11-09</small>
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#[[Salvatore Cognetti de Martiis]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Girolamo Francesco Cristiani]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Alfons Dopsch]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Ruggero Giuseppe Boscovich]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Pietro Antonio Cataldi]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Ambrogio Contarini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Tavelli]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Colombini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Pagnini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Rhazes]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Antonio Pace]] - <small>2021-11-19</small>
#[[Joseph-François Marie]] - <small>2021-11-29</small>
#[[Alessandro Marchetti (matematico)]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Giambattista Magistrini]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Agostino Maccari]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Antonio Ludeña]] - <small>2021-12-12</small>
#[[Doroteo Alimari]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Alessandro Canobbio]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Camillo Leonardi]] - <small>2022-01-21</small>
#[[Ascanio Centorio Degli Ortensi]] - <small>2022-01-28</small>
#[[Domenico Griminelli]] - <small>2022-02-02</small>
#[[Guglielmo Gargiolli]] - <small>2022-02-03</small>
#[[Giovanni Battista Gallicciolli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Guglielmo Grataroli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Donato Calvi]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Flegomene]] - <small>2022-02-07</small>
#[[Francesco Fuoco]] - <small>2022-02-19</small>
#[[Francesco dal Sole]] - <small>2022-03-03</small>
#[[Nicolao Colletti]] - <small>2022-03-12</small>
#[[Cristoforo Clavio]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Jacques Peletier du Mans]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Pietro Apiano]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Francesco Cigalini]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Scipione Chiaramonti]] - <small>2022-03-23</small>
#[[Antonio Brognoli]] - <small>2022-03-26</small>
#[[Giuseppe Davia]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Francesco Vandelli (astronomo)]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small>
#[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small>
#[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small>
#[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small>
#[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small>
#[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small>
#[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small>
#[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small>
#[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small>
#[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small>
#[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small>
#[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small>
#[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small>
#[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small>
#[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small>
#[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small>
#[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small>
#[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small>
#[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small>
#[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small>
#[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small>
#[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small>
#[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small>
#[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small>
#[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small>
#[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small>
#[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small>
#[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small>
#[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small>
#[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small>
#[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small>
#[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small>
#[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small>
#[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small>
#[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small>
#[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small>
#[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small>
#[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small>
#[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small>
#[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small>
#[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small>
#[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small>
#[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small>
#[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small>
#[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small>
#[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small>
#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small>
#[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small>
#[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small>
#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
#[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small>
#[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small>
#[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small>
#[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small>
#[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small>
#[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small>
#[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small>
#[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small>
#[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small>
#[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small>
#[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small>
#[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small>
#[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small>
#[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small>
#[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small>
#[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small>
#[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small>
#[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small>
#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
#[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small>
#[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small>
#[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small>
#[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small>
#[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small>
#[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small>
#[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small>
#[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small>
#[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small>
#[[Sandro Spinsanti]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Tullio Seppilli]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Adriano Bompiani]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Jean-François Malherbe]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Loris Premuda]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Sebastiano Maffettone]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Gennaro Sasso]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Bernardo Colombo]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Christoph Wilhelm Hufeland]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Antoine Louis]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Noris Siliprandi]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Gabriele Falloppio]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Mariano Santo]] - <small>2026-06-25</small>
#[[Giulio di Orta]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Giovanni Battista Manzini]] - <small>2026-06-29</small>
#[[Salvatore Ventimiglia]] - <small>2026-07-07</small>
#[[Urbano Tosetti]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Tolomeo da Lucca]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Sebastiano Ziani]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Raffaele Maffei]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Filippo Beroaldo il Vecchio]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Achille De Zigno]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Roberto de Visiani]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Lodovico Menin]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Angelo Minich]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Quirino Majorana]] - <small>2026-07-22</small>
#[[Antonio Era]] - <small>2026-07-22</small>
#[[Enselmino da Montebelluna]] - <small>2026-07-22</small>
#[[Agostino Fapanni]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Emmanuele Antonio Cicogna]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Sara Copio]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Pietro Michiele]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Francesco Marzolo (chirurgo)]] - <small>2026-07-29</small>
#[[Giuseppe Gola]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Luigi Marangoni (ingegnere)]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Davide Giordano]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Pietro Canal]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Sordello da Goito]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Giulio Andrea Pirona]] - <small>2026-07-30</small>
#[[Franco Fornari]] - <small>2026-07-31</small>
#[[Oskar Lange]] - <small>2026-07-31</small>
#[[Joseph Lieutaud]] - <small>2026-08-21</small>
#[[Nicolas Lémery]] - <small>2026-08-21</small>
#[[Michel-Jean Borch]] - <small>2026-08-24</small>
#[[Antoine Baumé]] - <small>2026-08-24</small>
#[[Marin Cureau de La Chambre]] - <small>2026-08-24</small>
#[[Lorenz Heister]] - <small>2026-08-25</small>
#[[Gaetano Cantoni (agronomo)]] - <small>2026-09-02</small>
#[[Alberto Fortis (scienziato)]] - <small>2026-09-02</small>
#[[Giovanni Francesco Gemelli Careri]] - <small>2026-09-03</small>
#[[Carlo Salvioni]] - <small>2026-09-03</small>
#[[Giovanni Battista Angelini]] - <small>2026-09-03</small>
#[[Vincenzo Auria]] - <small>2026-09-03</small>
#[[Giuseppe Antonio Borgnis]] - <small>2026-09-10</small>
#[[Francesco Rossi (egittologo)]] - <small>2026-09-10</small>
#[[Carlo Vittadini]] - <small>2026-09-10</small>
#[[Carlo Ottavio Castiglioni]] - <small>2026-09-10</small>
#[[Vincenzo Cesati]] - <small>2026-09-10</small>
#[[Giuseppe Moretti (botanico)]] - <small>2026-09-10</small>
#[[Filosseno Luzzatto]] - <small>2026-09-10</small>
===Tematiche===
#[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small>
#[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small>
#[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small>
#[[Palma]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small>
#[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small>
#[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small>
#[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small>
#[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small>
#[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small>
#[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small>
#[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small>
#[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small>
#[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small>
#[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small>
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#[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small>
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#[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small>
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#[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small>
#[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small>
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#[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small>
#[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small>
#[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small>
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#[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Candia]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Flora]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small>
#[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small>
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#[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small>
#[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small>
#[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small>
#[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Modone]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Psara]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small>
#[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Erice]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small>
#[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small>
#[[Platani]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small>
#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Livella]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small>
#[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small>
#[[Licata]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small>
#[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small>
#[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small>
#[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small>
#[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small>
#[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small>
#[[Konjo]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Monte Speke]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Monte Baker (Uganda)]] - <small>2026-06-03</small>
#[[Canale artificiale]] - <small>2026-06-05</small>
#[[Senecio]] - <small>2026-06-08</small>
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#[[Ornavasso]] - <small>2026-06-09</small>
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#[[Valle Cannobina]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Valle Leventina]] - <small>2026-06-09</small>
#[[Valle Antigorio]] - <small>2026-06-10</small>
#[[Rift Albertino]] - <small>2026-06-10</small>
#[[Abbazia di Novalesa]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Valle Antrona]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Formazza]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Naviglio Grande]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Valganna]] - <small>2026-06-11</small>
#[[Cannero Riviera]] - <small>2026-06-11</small>
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#[[Isola Bisentina]] - <small>2026-06-16</small>
#[[Cortona]] - <small>2026-06-16</small>
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#[[Albenga]] - <small>2026-06-18</small>
#[[Damietta]] - <small>2026-06-18</small>
#[[Quarzo rutilato]] - <small>2026-06-18</small>
#[[Aleppo]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Ivrea]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Gozo]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Atacamite]] - <small>2026-06-23</small>
#[[Istituto veneto di scienze, lettere ed arti]] - <small>2026-06-24</small>
#[[Castello di Buccione]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Omegna]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Gravellona Toce]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Valle Strona]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Quarna Sotto]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Santuario della Madonna del Sasso (Madonna del Sasso)]] - <small>2026-06-26</small>
#[[Ossido arsenioso]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Sciroppo]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Cinchona]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Cobalto]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Bismuto]] - <small>2026-07-01</small>
#[[Simeto]] - <small>2026-07-07</small>
#[[Nicolosi]] - <small>2026-07-08</small>
#[[Monti Rossi]] - <small>2026-07-09</small>
#[[Eruzione dell'Etna del 1669]] - <small>2026-07-09</small>
#[[Centuripe]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Agira]] - <small>2026-07-10</small>
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#[[Borace]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Tellurio]] - <small>2026-07-10</small>
#[[Torba]] - <small>2026-07-10</small>
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#[[Acireale]] - <small>2026-07-13</small>
#[[Paternò]] - <small>2026-07-14</small>
#[[Collegio dei gesuiti (Messina)]] - <small>2026-07-15</small>
#[[Nerčinsk]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Orano]] - <small>2026-07-21</small>
#[[Alessandria (Italia)]] - <small>2026-07-28</small>
#[[Colle del Monginevro]] - <small>2026-07-28</small>
#[[Salses-le-Château]] - <small>2026-07-28</small>
#[[Saragozza]] - <small>2026-07-28</small>
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#[[Spessart]] - <small>2026-08-26</small>
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#[[Heidelberg]] - <small>2026-08-27</small>
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#[[Heppenheim]] - <small>2026-08-31</small>
#[[Neckar]] - <small>2026-08-31</small>
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#[[Wicker (Flörsheim am Main)]] - <small>2026-09-02</small>
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#[[Bingen am Rhein]] - <small>2026-09-02</small>
#[[Assmannshausen]] - <small>2026-09-02</small>
#[[Topinambur]] - <small>2026-09-02</small>
#[[Zaravecchia]] - <small>2026-09-02</small>
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#[[Linz am Rhein]] - <small>2026-09-09</small>
#[[Siebengebirge]] - <small>2026-09-09</small>
#[[Gelso bianco]] - <small>2026-09-09</small>
#[[Monte Saint Elias]] - <small>2026-09-29</small>
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#[[Juneau]] - <small>2026-09-30</small>
#[[Ghiacciaio Muir]] - <small>2026-09-30</small>
#[[Sitka]] - <small>2026-10-01</small>
#[[Baia Disenchantment]] - <small>2026-10-01</small>
#[[Wrangell (Alaska)]] - <small>2026-10-02</small>
#[[Ghiacciaio Malaspina]] - <small>2026-10-06</small>
#[[Ghiacciaio Agassiz]] - <small>2026-10-07</small>
===Raccolte===
#[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small>
#[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
#[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
===Opere===
#[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small>
===In altre lingue===
#[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small>
#[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
#[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
#[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small>
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Sessantanove
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[[File:Go 69.svg|thumb|Numero sessantanove]]
Citazioni sul numero '''sessantanove'''.
*Comme 'avuote e comme 'o ggire, sempe sissantanove è.<ref>Come lo volti e come lo giri, sempre sessantanove è. La cosa è assolutamente evidente, incontrovertibile, immutabile. Questa è la nuda evidenza, questi sono i fatti, non c'è modo di considerarli, interpretarli altrimenti.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Numeri| 0069]]
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Dorothy McGuire
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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[[File:Studio publicity Dorothy McGuire.jpg|thumb|Dorothy McGuire]]
'''Dorothy Hackett McGuire''' (1916 – 2001), attrice statunitense.
==Citazioni su Dorothy McGuire==
*Attrici «maledette», cioè commercialmente mortificate dai produttori per diverse ragioni, eppure fra le meglio dotate dell'ultimo decennio sono l'intelligente e antidivistica Dorothy Mc Guire (''Un albero cresce a Brooklyn'', ''Barriera invisibile''), la felina, perversa, e sottilmente provocante [[Gloria Grahame]] (''Il grande caldo'') e la bistrattatissima [[Shelley Winters]]; tutte donne che non hanno paura di imbruttirsi, fisicamente e moralmente, in parti sgradevoli che rappresentano personalità troppo singolari e insofferenti dell'ipocrita «standard» hollywoodiano per avere fortuna. ([[Giulio Cattivelli]])
*Presenza discreta, gentile e misurata, è passata alla storia del cinema per l'inimitabile interpretazione di Helen Capell, la giovane muta presa di mira da un feroce assassino in ''[[La scala a chiocciola (film)|The spiral staircase]]'' (1946; ''La scala a chiocciola''). Ottima attrice teatrale, dagli anni Cinquanta si vide affidare per lo più ruoli di caratterista o comunque di secondo piano, spesso di moglie e madre, compreso quello interpretato nel grande successo di Delmer Daves ''A summer place'' (1959; ''Scandalo al sole''). ([[Francesco Costa (scrittore)|Francesco Costa]])
==Filmografia==
*''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]'' (1946)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[Zanna Gialla]]'' (1957)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
==Altri progetti==
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Robustiano Gironi
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'''Robustiano Gironi''' (1769 – 1838), bibliotecario e letterato italiano
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Venere
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'''Robustiano Gironi''' (1769 – 1838), bibliotecario e letterato italiano
*[...] fra tutte le statue dall’antichità tramandateci quella che è pure un miracolo dell’arte, e che può chiamarsi il vero archetipo della beltà femminile, è la Venere detta comunemente Medicea , perchè spettante alla Galleria di Firenze dai Principi della famiglia Medici fondata. Essa rappresenta Venere nell’atto di nascere o di emergere dalla spuma del mare, e chiamata perciò dai Greci Anadiomène. Non è possibile il descrivere colle parole l’artificio, l’eleganza, la bellezza di quest’immagine divina.
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'''Robustiano Gironi''' (1769 – 1838), bibliotecario e letterato italiano
==Citazioni di Robustiano Gironi==
*[...] fra tutte le statue dall'antichità tramandateci quella che è pure un miracolo dell'arte, e che può chiamarsi il vero archetipo della beltà femminile, è la Venere detta comunemente Medicea , perchè spettante alla Galleria di Firenze dai Principi della famiglia Medici fondata. Essa rappresenta Venere nell'atto di nascere o di emergere dalla spuma del mare, e chiamata perciò dai Greci Anadiomène. Non è possibile il descrivere colle parole l'artificio, l'eleganza, la bellezza di quest'immagine divina.<ref>Da ''La scultura dei greci''.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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'''Robustiano Gironi''' (1769 – 1838), bibliotecario e letterato italiano
==Citazioni di Robustiano Gironi==
*[...] fra tutte le statue dall'antichità tramandateci quella che è pure un miracolo dell'arte, e che può chiamarsi il vero archetipo della beltà femminile, è la [[Venere de' Medici|Venere detta comunemente Medicea]], perché spettante alla Galleria di Firenze dai Principi della famiglia Medici fondata. Essa rappresenta Venere nell'atto di nascere o di emergere dalla spuma del mare, e chiamata perciò dai Greci Anadiomène. Non è possibile il descrivere colle parole l'artificio, l'eleganza, la bellezza di quest'immagine divina.<ref>Da ''La scultura dei greci''.</ref>
==Note==
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'''Robustiano Gironi''' (1769 – 1838), bibliotecario e letterato italiano
==Citazioni di Robustiano Gironi==
*[...] fra tutte le statue dall'antichità tramandateci quella che è pure un miracolo dell'arte, e che può chiamarsi il vero archetipo della beltà femminile, è la [[Venere de' Medici|Venere detta comunemente Medicea]], perché spettante alla Galleria di Firenze dai Principi della famiglia Medici fondata. Essa rappresenta Venere nell'atto di nascere o di emergere dalla spuma del mare, e chiamata perciò dai Greci Anadiomène. Non è possibile il descrivere colle parole l'artificio, l'eleganza, la bellezza di quest'immagine divina.<ref>Da ''[https://archive.org/details/saggiodirobustia00giro/page/n10/mode/1up La scultura dei greci]'', Tipografia del dottore Giulio Ferrario, Milano, 1823.</ref>
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'''Robustiano Gironi''' (1769 – 1838), bibliotecario e letterato italiano
==Citazioni di Robustiano Gironi==
*[...] fra tutte le statue dall'antichità tramandateci quella che è pure un miracolo dell'arte, e che può chiamarsi il vero archetipo della beltà femminile, è la [[Venere de' Medici|Venere detta comunemente Medicea]], perché spettante alla Galleria di Firenze dai Principi della famiglia Medici fondata. Essa rappresenta Venere nell'atto di nascere o di emergere dalla spuma del mare, e chiamata perciò dai Greci Anadiomène. Non è possibile il descrivere colle parole l'artificio, l'eleganza, la bellezza di quest'immagine divina.<ref>Da ''[https://archive.org/details/saggiodirobustia00giro/page/n10/mode/1up La scultura dei greci]'', Tipografia del dottore Giulio Ferrario, Milano, 1823, p. 15.</ref>
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'''Robustiano Gironi''' (1769 – 1838), bibliotecario e letterato italiano
==Citazioni di Robustiano Gironi==
*[...] fra tutte le statue dall'antichità tramandateci quella che è pure un miracolo dell'arte, e che può chiamarsi il vero archetipo della beltà femminile, è la [[Venere de' Medici|Venere detta comunemente ''Medicea'']], perché spettante alla Galleria di Firenze dai Principi della famiglia Medici fondata. Essa rappresenta Venere nell'atto di nascere o di emergere dalla spuma del mare, e chiamata perciò dai Greci ''Anadiomene''. Non è possibile il descrivere colle parole l'artificio, l'eleganza, la bellezza di quest'immagine divina.<ref>Da ''[https://archive.org/details/saggiodirobustia00giro/page/n10/mode/1up La scultura dei greci]'', Tipografia del dottore Giulio Ferrario, Milano, 1823, p. 15.</ref>
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'''Robustiano Gironi''' (1769 – 1838), bibliotecario e letterato italiano
==Citazioni di Robustiano Gironi==
*[...] fra tutte le statue dall'antichità tramandateci quella che è pure un miracolo dell'arte, e che può chiamarsi il vero archetipo della beltà femminile, è la [[Venere de' Medici|Venere detta comunemente ''Medicea'']], perché spettante alla Galleria di Firenze dai Principi della famiglia Medici fondata. Essa rappresenta Venere nell'atto di nascere o di emergere dalla spuma del mare, e chiamata perciò dai Greci ''Anadiomene''. Non è possibile il descrivere colle parole l'artificio, l'eleganza, la bellezza di quest'immagine divina.<ref>Da ''[https://archive.org/details/saggiodirobustia00giro/page/n10/mode/1up La scultura dei greci]'', Tipografia del dottore Giulio Ferrario, Milano, 1823, p. 15.</ref>
*{{[[Gruppo del Laocoonte]]}} [...] negli infiniti pregi di questa maravigliosa opera non dee passarsi sotto silenzio quello del decoro sì religiosamente in ogni parte conservato, che ben ancora sotto questo solo aspetto essa ci si presenta come sublimissimo modello dell'arte. E già Winkelmann avea affermato che il carattere generale e distintivo delle più insigni opere de' Greci sì nella pittura che nella scultura consiste in una nobile semplicità, in una grandezza tranquilla tanto nell' atteggia¬ mento, quanto nell'espressione
==Note==
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'''Robustiano Gironi''' (1769 – 1838), bibliotecario e letterato italiano
==Citazioni di Robustiano Gironi==
*[...] fra tutte le statue dall'antichità tramandateci quella che è pure un miracolo dell'arte, e che può chiamarsi il vero archetipo della beltà femminile, è la [[Venere de' Medici|Venere detta comunemente ''Medicea'']], perché spettante alla Galleria di Firenze dai Principi della famiglia Medici fondata. Essa rappresenta Venere nell'atto di nascere o di emergere dalla spuma del mare, e chiamata perciò dai Greci ''Anadiomene''. Non è possibile il descrivere colle parole l'artificio, l'eleganza, la bellezza di quest'immagine divina.<ref>Da ''[https://archive.org/details/saggiodirobustia00giro/page/n10/mode/1up La scultura dei greci]'', Tipografia del dottore Giulio Ferrario, Milano, 1823, p. 15.</ref>
*{{NDR|[[Gruppo del Laocoonte]]}} [...] negli infiniti pregi di questa maravigliosa opera non dee passarsi sotto silenzio quello del decoro sì religiosamente in ogni parte conservato, che ben ancora sotto questo solo aspetto essa ci si presenta come sublimissimo modello dell'arte. E già [[Johann Joachim Winckelmann|{{sic|Winkelmann}}]] avea affermato che il carattere generale e distintivo delle più insigni opere de' Greci sì nella pittura che nella scultura consiste in una nobile semplicità, in una grandezza tranquilla tanto nell' atteggiamento, quanto nell'espressione
==Note==
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La maschera di fango
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{{Film
|titolo italiano = La maschera di fango
|titolo alfabetico = Maschera di fango
|regista=[[André De Toth]]
|soggetto=[[Sloan Nibley]]
|sceneggiatore=[[Charles Marquis Warren]], [[Frank Davis]]
|attori=
*[[Gary Cooper]]: Alex "Lex" Kearney
*[[Phyllis Thaxter]]: Erin Kearney
*[[David Brian]]: Austin McCool
*[[Paul Kelly]]: John Hudson
*[[Lon Chaney Jr.]]: Pete Elm
*[[Philip Carey]]: Edward Tennick
*[[James Millican]]: Matthew Quint
*[[Guinn "Big Boy" Williams]]: sergente Snow
*[[Alan Hale Jr.]]: Mizzell
*[[Martin Milner]]: Olie Larsen
*[[Wilton Graff]]: George Sharpe
|doppiatori italiani =
*[[Emilio Cigoli]]: Alex "Lex" Kearney
*[[Franca Dominici]]: Erin Kearney
*[[Giorgio Capecchi]]: Austin McCool
*[[Giulio Panicali]]: John Hudson
*[[Cesare Polacco]]: Pete Elm
*[[Stefano Sibaldi]]: Edward Tennick
*[[Bruno Persa]]: Matthew Quint
*[[Nino Bonanni]]: sergente Snow
*[[Gino Baghetti]]: Mizzell
*[[Mauro Zambuto]]: Olie Larsen
*[[Nino Pavese]]: George Sharpe
}}
'''''La maschera di fango''''', film statunitense del 1952 con [[Gary Cooper]], regia di [[André De Toth]].
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
Maggiore Kearney, può sembrare che lo stato maggiore sia sempre contrario ai nuovi metodi di guerra. Se è vero, è perché la vita di tanti uomini è nelle nostre mani. Per fortuna in periodi di emergenza si rivelano sempre uomini di particolare iniziativa che fanno molto più del loro dovere, e lei è uno di questi. E come lei, il colonnello Sharpe, il capitano Tennick e gli altri valorosi che hanno immolato la loro vita per la patria. Maggiore Kearney, lei è reintegrato nel suo grado con l'elogio solenne decretato dal capo di stato maggiore dell'esercito, e io proporrò che lei venga destinato a dirigere il reparto informazioni che è in via di organizzazione a Washington. Tuttavia un'altra cosa importante è emersa durante il corso di questa operazione e cioè la straordinaria efficacia di una nuova arma. Lei ne ha dimostrato praticamente la superiorità su tutte le armi finora usate. E di conseguenza, il [[fucile Springfield]] sarà l'arma regolamentare dell'esercito americano e senza dubbio contribuirà molto a risolvere la guerra e a ridare l'unità e la tranquillità al nostro Paese. ('''Halleck''') {{NDR|Viene ordinata la marcia}}
==Citazioni su ''La maschera di fango''==
*Senza infamia e senza lode, per abusare di una frase fatta che però rende l'idea. Il western semispionistico del poliedrico [[André De Toth|André de Toth]], dove l'eroe buono subisce angherie di ogni sorta prima di alzare la cresta e far strage dei cattivi. Niente da obiettare se a impersonarlo è [[Gary Cooper]], l'unico in grado di tener testa a [[John Wayne]]. ([[Massimo Bertarelli]])
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il suo regista, un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film di spionaggio]]
[[Categoria:Film sulla guerra di secessione americana]]
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Spinoziano
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*[[Emilio Cigoli]]: Alex "Lex" Kearney
*[[Franca Dominici]]: Erin Kearney
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*[[Bruno Persa]]: Matthew Quint
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}}
'''''La maschera di fango''''', film statunitense del 1952 con [[Gary Cooper]], regia di [[André De Toth]].
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
Maggiore Kearney, può sembrare che lo stato maggiore sia sempre contrario ai nuovi metodi di guerra. Se è vero, è perché la vita di tanti uomini è nelle nostre mani. Per fortuna in periodi di emergenza si rivelano sempre uomini di particolare iniziativa che fanno molto più del loro dovere, e lei è uno di questi. E come lei, il colonnello Sharpe, il capitano Tennick e gli altri valorosi che hanno immolato la loro vita per la patria. Maggiore Kearney, lei è reintegrato nel suo grado con l'elogio solenne decretato dal capo di stato maggiore dell'esercito, e io proporrò che lei venga destinato a dirigere il reparto informazioni che è in via di organizzazione a Washington. Tuttavia un'altra cosa importante è emersa durante il corso di questa operazione e cioè la straordinaria efficacia di una nuova arma. Lei ne ha dimostrato praticamente la superiorità su tutte le armi finora usate. E di conseguenza, il [[fucile Springfield]] sarà l'arma regolamentare dell'esercito americano e senza dubbio contribuirà molto a risolvere la guerra e a ridare l'unità e la tranquillità al nostro Paese. ('''Halleck''')
==Citazioni su ''La maschera di fango''==
*Senza infamia e senza lode, per abusare di una frase fatta che però rende l'idea. Il western semispionistico del poliedrico [[André De Toth|André de Toth]], dove l'eroe buono subisce angherie di ogni sorta prima di alzare la cresta e far strage dei cattivi. Niente da obiettare se a impersonarlo è [[Gary Cooper]], l'unico in grado di tener testa a [[John Wayne]]. ([[Massimo Bertarelli]])
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il suo regista, un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film di spionaggio]]
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[[Categoria:Film western]]
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Filippo De Filippi (1869-1938)
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[[File:Filippo De Filippi 1900.jpg|miniatura|Filippo De Filippi]]
'''Filippo De Filippi''' (1869 – 1938), medico e viaggiatore italiano.
==''Il Ruwenzori''==
*«[[Ruwenzori]]» è il nome scelto dallo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] tra i molti usati dagli indigeni che abitano attorno alla montagna, perché gli sembrò quello col quale essa veniva più frequentemente indicata.<br>Nessuno degli esploratori, che nei vent'anni precedenti avevano percorso quelle regioni e navigato le acque dei laghi pedemontani, aveva sospettato la presenza vicina di nevi e ghiacci eterni, gelosamente nascosti agli sguardi da un manto impenetrabile di nubi e di nebbie. [...] Lo Stanley nota perciò con ragione che i vapori esalati dai piani acquitrinosi attorno ai monti, riscaldati dal sole tropicale, debbono togliere ogni trasparenza all'atmosfera, anche nei giorni sereni, per modo da rendere invisibile la catena. Talvolta una corrente di vento spazza via i vapori, ed allora compaiono alla vista, come per incantesimo, lontani paesaggi, che in brev'ora svaniscono di nuovo, lasciando lo spettatore dubbioso ed incerto.<br>Colla scoperta di questo importante sistema di monti nevosi, che versano le loro acque nei laghi dove sono talune delle prime scaturigini del [[Nilo]], la ricerca delle sorgenti del gran fiume, che forma da sola così gran parte della storia della esplorazione geografica, poteva dirsi compiuta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 2-3)
*Nel 1861, lo [[John Hanning Speke|Speke]] credette di aver ritrovato i [[Monti della Luna]] nella catena vulcanica che si stende fra il lago Kivu e l'Alberto Edoardo, e specialmente nel più alto dei coni vulcanici, lo Nfumbiro. Nessuno di questi è però coperto di neve.<br>Molto migliori argomenti aveva lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] per credere di aver finalmente scoperto nel Ruwenzori i Monti della Luna di [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]]. Il solo Ruwenzori risponde infatti alle descrizioni degli antichi geografi in tutti i loro dati essenziali. Esso forma una vasta catena di monti, coperta di nevi e di ghiacci eterni, che appartiene per tutti i suoi versanti al bacino del Nilo; ed è tale imponente ed inatteso spettacolo, nel paese tropicale dove sorge, che deve aver colpito l'immaginazione dei primi che lo videro, assai più di qualunque altro particolare del paesaggio, imprimendosi nella memoria per modo, da non poter essere cancellato da nessuna vicenda od avventura del viaggio. (([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 4-5)
*Buon naturalista, esploratore di prim'ordine e diligente osservatore, lo [[Franz Stuhlmann|Stuhlmann]] pel primo diede una descrizione accurata del succedersi delle varie forme di vegetazione alle differenti altezze, e dimostrò chiaramente che il Ruwenzori non è un singolo monte, ma una vera catena di montagne, distinguendovi quattro gruppi principali [...]. Poté fotografarne due dall'alta valle Butagu. Egli riconobbe anche che la catena non è affatto di natura vulcanica. Solo rimase in dubbio se vi fossero sulle sue pareti dei veri ghiacciai, o non piuttosto solo neve accumulata. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 9-10)
*Allo Stuhlmann seguì nella esplorazione del Ruwenzori il naturalista [[George Francis Scott Elliot|G. F. Scott Elliot]], negli anni 1894 e 1895. [...] Lo Scott Elliot, febbricitante per malaria, senza mezzi di trasporto, diede prova di una tenacia ammirevole, ma non poté raccogliere nessun dato sulla regione alta, coperta dalle nevi. La sua osservazione più interessante riguarda segni di antica glaciazione nelle valli Mobuku, Nyamwamba e Butagu, i quali provano che esse erano state un tempo riempite da grandi ghiacciai. Anch'egli esclude assolutamente che i monti siano di origine vulcanica. I risultati più importanti della esplorazione dello Scott Elliot si riferiscono alla botanica. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], p. 10)
*[[Mombasa]] è situata su un'isola con un'alta riva madreporica coperta di palmizi, incastrata in un'insenatura della costa, per modo che fra essa e la terra ferma sono due canali o bracci di mare; uno ad oriente dell'isola, angusto e di navigazione difficile, che è il Porto Mombasa, adatto solo a piccole navi di cabotaggio; l'altro ad occidente, capace e comodo, che è il Porto Kilindini, al quale fanno capo le linee postali di navigazione inglesi, francesi, tedesche ed austriache. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 28-29)
*Mombasa, come le altre città della costa, è stata fondata verso l'anno 1000, da Arabi e da Persiani, dei quali si ritrovano monete, iscrizioni e frammenti architetturali.<br>L'isola su cui è situata la città si chiama in lingua indigena ''Kisiva mwita'', o «isola di guerra»; nome consono colla sua storia, tutta intessuta di vicende guerresche. Poiché Mombasa, il miglior porto di tutta la costa orientale dell'Africa, prezioso scalo sulla antica via delle Indie, prima del taglio dell'Istmo di Suez, è stato per secoli uno dei possedimenti più ambiti e più accanitamente disputati fra Arabi, Portoghesi e Turchi, che l'ebbero alternativamente in possesso. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 29-30)
*Il treno continua a salire pendii graduali, dai quali, quando ci si passa di giorno, si scorgono a Sud i picchi nevosi del Kilimandjaro. Il paese è monotono e fatto deserto dalla [[Mosca tse-tse|mosca tsetse]]; ma un po' più in là, per ragioni sconosciute, il funesto insetto scompare, ed un vero Eden si apre agli occhi del viaggiatore. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 35-36)
*[...] [[Nairobi]], cittadina fiorente, grazie al clima salubre ed alla fertilità del suolo. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 36-37)
*[...] [[Masai]], nomadi e pastori, grandi allevatori di bestiame, arditi guerrieri, che un tempo hanno ostacolato il progresso di più d'un esploratore. È gente di belle proporzioni, d'aspetto fiero, di lineamenti piuttosto regolari, salvo le orecchie, irriconoscibili, sformate da assurdi e voluminosi ornamenti. Le donne portano anche pesanti e lunghe spirali di rame attorno al collo, alle braccia ed alle gambe. Vestono un mantello di stoffa o di pelli cucite assieme fissato su una spalla a guisa di toga, od attorno al petto, sotto le ascelle. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 37-38)
*Mentre si trasbordano le merci sul piroscafo, v'è tempo di fare una breve visita al mercato di [[Kisumu]], dove convengono in gran numero i neri dai villaggi vicini, gruppi di capanne circondati da siepi. Sono indigeni della tribù [[Kavirondo]], che fu già una delle più potenti e più ricche attorno al lago Vittoria. Per la campagna piana giunge la folla di uomini e di donne, recando in capo panieri di erbe intrecciate con grande maestria. I giovani dei due sessi, prima del matrimonio, sono completamente nudi; dopo, portano un cencio di pelle di capra sulle anche, piuttosto simbolo dello stato coniugale, che vestimento. Con tutto ciò sono rinomati per la loro modestia ed il loro buon costume, che contrasta colla dissolutezza delle tribù vicine, malgrado l'apparenza di maggior verecondia conferita a queste dalle vesti. I Kavirondo sono sobrii, di carattere dolce, pacifico e socievole [...]. Pur troppo il costume va rapidamente scomparendo. Qui, come in tutti gli altri luoghi, la civiltà, intollerante d'ogni forma, foggia o tradizione di vita che non sia la propria, va rapidamente introducendo quella uniformità monotona, che tende a fare di tutto il mondo un paese; e non è da sperarsi che Kisumu, situato al termine d'una ferrovia, conservi un pezzo il suo aspetto caratteristico.<br>Sintomi non dubbi del rapido cambiamento sono già visibili oggi giorno. Frammisti agli indigeni nudi, ve ne sono molti mezzo vestiti, od interamente coperti con vestaglie di cotone bianco, o rigato, o stampato a fiorami di colori vivi, sulle quali indossano troppo spesso qualche brutto abito europeo, un panciotto, od una giacchetta, od un vestito a falda, inconsci dell'effetto goffo e ridicolo, a tutto scapito della loro dignità d'uomini. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 38-40)
*È l'ora d'imbarcarsi sul «Winifred»: il piroscafo che, col gemello «Sybil», fa servizio regolare fra i porti del [[lago Vittoria]]. Il traffico aumenta così rapidamente, che un terzo vapore venne varato nel 1907, e se ne sta già costruendo un quarto.<br>Port Florence è situato nella piccola baia di Ugowe, all'estremità orientale del golfo Kavirondo, in faccia ed un poco più in alto di Kisumu, che è sull'altro lato della baia. Il golfo, lungo 70 chilometri, largo in qualche punto appena cinque, col suo sbocco nel lago ristretto e quasi chiuso da isole, è riempito d'acque giallastre, opache, quasi stagnanti, e non vi si fa sentire l'influenza di alcuna corrente. È cosparso di isole galleggianti, formate da ammassi di piante acquatiche aggrovigliate, sulle quali germinano e crescono papiri, ninfee ed altre specie vegetali, che albergano numerosi uccelli acquatici.<br>La costa settentrionale del golfo è una pianura piatta; invece, lungo la meridionale, si stende a breve distanza dall'acqua una serie di picchi vulcanici più o meno arrotondati, che si sollevano più oltre in una catena di monti selvaggi, terminati da una cresta irta di denti, dominata da un cono irregolare, alto 1200 metri sul lago.<br>La navigazione sul lago Vittoria non si fa, per ora, che di giorno, e, la sera del 6 Maggio, il «Winifred», che era partito alle due e mezzo pomeridiane da Kisumu, si ancorava presso l'isola Rusinga, allo sbocco del golfo di Kavirondo nel lago, per passarvi la notte. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 41-42)
*Il piroscafo fu subito attorniato da numerose [[Piroga|piroghe]] indigene. Queste sono grandi imbarcazioni di forme slanciate, capaci di venti e più rematori, non rozzamente scavate in tronchi d'alberi, ma costrutte regolarmente dalla chiglia in su con asse, tenute assieme da corde di fibra, e calatafate con fibra e gomme resinose. La prora è armata d'una lunga punta aguzza, ricoperta in tempi ordinari della «prora di pace», che ha l'estremità rivolta verticalmente in alto, ed è spesso ornata di penne, corna d'animali, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 42)
*Il lago Vittoria è infatti vinto in grandezza solo dal lago Superior, nell'America settentrionale, ed è così vasto, che si può navigare in lungo ed in largo per più di 300 chilometri senza veder terra. Al mare assomiglia anche per le improvvise e pericolose tempeste, che alzano onde alte come quelle dell'Oceano. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 46)
*Ma il centro del lago è ancora in gran parte inesplorato, ed argomento d'un gran numero di leggende che corrono il paese. Raccontano di isole abitate da selvaggi cannibali, di navi inghiottite da vortici giganteschi, di mostri che abitano gli abissi inesplorati, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 47)
*La [[Tripanosomiasi africana umana|malattia del sonno]] è causata da un parassita, un tripanosoma, scoperto dal Dott. Aldo Castellani nel cervello degli infettati. Questo è introdotto dalla puntura di una mosca tsetse, la ''glossina palpalis'' (Col. D. Bruce).<br>Il morbo talvolta scoppia con una mania acuta; più spesso si svolge lento ed insidioso, con leggero cambiamento nell'aspetto dei colpiti; poi compaiono vertigini, dolori di capo, gonfiore delle glandole linfatiche al collo. Alla fine tremito, sonnolenza, polso rapido, ed una apatia che aumenta fino al torpore (coma). Non si conosce alcun rimedio veramente sicuro. Diversi preparati arsenicali sembrarono efficaci, e con uno di essi, l'Atoxil, si sono avuti recentemente risultati più incoraggianti, ma è ancora incerto se possa dare una vera guarigione permanente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 50-51)
*Avvicinandosi all'angolo Nord-Ovest del lago, il piroscafo entra nel canale fra le [[Isole Ssese|isole Sessè]] e la costa. L'arcipelago Sessè, dove sono stati concessi terreni da sfruttare a Società italiane, per la coltivazione del caffè e per la raccolta della gomma elastica, è la gemma del lago Vittoria. Le grandi isole, pittorescamente disposte, sono coperte da una ricchissima vegetazione, che scende fino alle rive a specchiarsi nelle limpide acque. Sembra un paradiso, eppure tutta quella natura ridente alberga una desolazione infinita, gli ultimi resti di un popolo decimato dalla malattia del sonno, che vive fra il pianto dei lutti quotidiani ed il terrore del fato imminente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 51-52)
*[[Entebbe]], o Port Alice, fondata da Sir Gerald Portal or sono appena quindici anni, è la capitale politica ed amministrativa del Protettorato d'Uganda [...]. La città è situata su due colli, all'estremità di una penisola compresa fra due bracci del lago. È tutta ad ampie vie fiancheggiate dalle case degli Europei, costruite come si usa nei tropici, con tetti sporgenti su ampi loggiati, ed attorniate da giardini fioriti. Il sito è incantevole, in faccia all'immenso lago pieno di luce, cosparso di isole vaghe e dilettose; ma le reticelle apposte alle finestre, alle loggie ed alle porte, dicono la loro storia di malaria. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 55-56)
*Una grande strada, molto bene mantenuta, conduce da Entebbe a Mengo, o [[Kampala]], la capitale indigena del Regno d'Uganda, distante circa 35 chilometri, costruita su un gruppo di colli, ognuno dei quali è sede di una diversa comunità. Così, Mengo è la collina Reale, Nakasero si chiama quella dove alloggiano i funzionari inglesi; sopra altri tre colli, Namirembe, Rubaga, Nsambya, sono gli edifizi e le chiese di tre diverse Missioni, una anglicana e due cattolico-romane, la francese e la inglese, rette ciascuna da un Vescovo [...]. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 57)
*Dal sommo delle alture maggiori, il piano appare tutto ondeggiante di dossi arrotondati, fin dove giunge la vista, coperti dall'alta erba gialla; e fra essi spiccano le folte macchie d'alberi color verde scuro.<br>La parola ''erba'' non è veramente molto appropriata per una vegetazione che cresce alta dai tre ai sei metri, così fitta che è quasi impossibile scostarsi dal sentiero, piuttosto denso canneto che prateria. Gli Inglesi la chiamano «''[[erba elefante|elephant grass]]''» ed è invero pascolo proporzionato a simil mandra. In qualche tratto l{{'}}''elephant grass'' cede il posto ad una vegetazione erbacea di dimensioni più modeste, alta al più un metro, che si adorna di innumerevoli fiori. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 67-68)
*[...] fra il fogliame dei cespugli più bassi, si trova quasi sempre una di quelle curiose costruzioni coniche che sono i nidi delle [[Termite|termiti]], caratteristica fattezza di tutti i paesaggi dell'Africa centrale; e sembra che si debba ammettere una ragion d'essere in questo aggruppamento. È possibile che le termiti, raccogliendo la terra in un punto, favoriscano lo sviluppo di una vegetazione che principia con una macchia di arbusti e piante rampicanti, la quale a sua volta protegge il primo crescere di qualche albero d'alto fusto, acacia, fico, od euforbia, finché abbia preso radice. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 69)
*La carovana è composta in grande maggioranza di [[Baganda]], la vera razza indigena dell'Uganda, che ha però caratteri antropologici vari, così da sembrare il prodotto di un miscuglio di diversi elementi. Hanno alcuni tratti prettamente negroidi, come i capelli crespi, nerissimi, il naso infossato alla radice, schiacciato e largo, le grosse labbra sporgenti e le orecchie ad ansa; ma il prognatismo è poco pronunciato e la fronte è ampia e non sfuggente. Sono generalmente magri, con muscoli poco pronunciati, e l'aspetto non è di gente robusta.<br>Pei costumi, appaiono più progrediti di molte altre popolazioni africane. Non si tingono, non si ungono la pelle, non si deformano col tatuaggio, nè con cicatrici ornamentali, e, salvo i bambini e qualche donna, non si caricano di collane e di braccialetti.<br>Più di un viaggiatore è rimasto stupito del loro complesso ordinamento sociale, vera costituzione feudale, ed in certe leggende e tradizioni loro, nei disegni delle suppellettili domestiche fatte con erbe intrecciate, nella forma di certi strumenti musicali a corda, nei simboli astronomici intagliati su corni d'animali, ed in certi riti di sepoltura, si sono voluti vedere segni di relazioni e di contatti coll'antico Egitto.<br>I Baganda hanno conservato per pura tradizione verbale la storia della loro dinastia. Essa consta di trentasei nomi di re, e deve risalire al XIV od al XV secolo! ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 75-76)
*[[Fort Portal]] fu costrutto nel 1891 dal [[Frederick Lugard|Lugard]], quand'ebbe spodestato Kabarega, alleato di Mwanga nella rivolta, ed insediato re al suo posto Kasagama, mettendo fine ad un'êra di terribili persecuzioni e di razzie, che avevano quasi spopolato il paese.<br>È situato in posizione assai salubre, a 1535 metri sul mare, entro una conca contornata ad occidente dalla catena del Ruwenzori, la quale scende con una lunga propaggine verso il lago Alberto e, ad oriente, dalle colline che separano il bacino del lago Alberto Edoardo da quello del lago Alberto. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 90)
*A Fort Portal si vedono molti indigeni della razza [[Bahima]]. È una bella gente d'origine etiopica, di statura alta, corpo snello, arti bene proporzionati, di colorito più chiaro dei Baganda, con tratti regolari che rassomigliano a quelli del bianco. Sono tutti pastori, vestono un manto di pelle ed hanno un linguaggio proprio. I tipi puri si vanno facendo più rari per gli incroci colla razza Baganda. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 92)
*[...] Fort Portal è situato sulle alture che separano il bacino del lago Alberto da quello dell'Alberto Edoardo. [...] La contrada, sebbene fertilissima, e ricca di acque irrigue, è poco coltivata, salvo nelle vicinanze di Fort Portal; ed è popolata da gente miserevole e di aspetto malaticcio. La via, ora sentiero, ora piuttosto ampia, è in gran parte vera strada di montagna, e sarebbe faticosissima ed anche difficile, se non fosse mantenuta con gran cura. S'incontrano ad ogni passo indigeni, specialmente donne e vecchi, che la raggiustano e la ripuliscono delle erbe. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 96-97)
*Frattanto, ad Ovest, continuavano a sfilare le vette del Ruwenzori; a destra del doppio picco nevoso, e, separato da esso per un basso ed ampio colle, era apparso un altro [[Monte Speke|gruppo di vette]] che si prolungava verso Nord in una cresta nevosa orlata da una grossa cornice, sotto cui si stendeva un ghiacciaio.<br>Cosicché, man mano che la carovana era proceduta da Nord verso Sud, nello sfondo delle valli eran sfilate in senso inverso le vette della catena, da mezzogiorno a settentrione. S'erano così visti successivamente due picchi rocciosi, collegati per mezzo d'un ampio ghiacciaio a due vette gemelle, ricoperte di neve, formanti assieme quello che da Kaibo e da Butiti appariva come il gruppo centrale della catena; poi era intervenuta un'ampia depressione, dopo la quale la cresta si risollevava in altre due grandi punte di roccia e ghiaccio, collegate a Nord con una lunga cresta nevosa. Dalla valle Mobuku era visibile solo quest'ultimo gruppo, che era senza alcun dubbio il Duwoni di [[Harry Johnston (esploratore)|Sir Harry Johnston]]. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 102-103)
*Si era in attesa dei viveri per i neri, che giunsero solo verso le 7, portati da 80 [[Konjo|Bakonjo]]. Questi sono uomini alti, dall'aspetto robusto, col viso piuttosto prognato, talvolta con un po' di barba, e capelli rasi, o disposti in acconciature bizzarre. La loro pelle conciata dal freddo, dall'acqua e dal sole, è dura e rugosa come cuoio. Sono appena coperti da un cencio pendente dagli inguini, con braccialetti di metallo o di corda alle braccia ed alle gambe, ed un sacchetto di pelliccia appeso al collo per la pipa ed il tabacco. Qualcuno ha sul dorso la spoglia d'un leopardo, od un manto fatto di pelli di coniglio (hyrax) cucite assieme. Non vi sono cristiani fra loro. Nella marcia si appoggiano a lunghi bastoni, servendosene nei tratti difficili con molta abilità. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 118)
*I Bakonjo fanno prova di una agilità meravigliosa. Essi saltano da un tronco all'altro, si siedono e si inginocchiano per far passare i carichi sotto i rami più bassi, fanno miracoli d'equilibrio sui tronchi inclinati, camminando così veloci, che a stento si riesce a seguirli. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 124)
*Il [[Monte Baker (Uganda)|Kiyanja]] appare come un'alta parete rocciosa, che termina in una punta aguzza. A sinistra di questa, al sommo della parete, v'è un ghiacciaio pianeggiante, dominato da una grossa vetta arrotondata; a destra si stende una cresta frastagliata, sotto la quale scende in basso un altro ghiacciaio, in parte nascosto dall'angolo che forma il lato sinistro della valle, dove essa piega verso Nord. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quinto|cap. V]], p. 132)
*Malgrado le pessime condizioni della loro vita, i Bakonjo mostrarono sempre una pazienza ed una docilità ammirevoli. Accadde molto di raro che qualche portatore isolato rifiutasse di continuare la via col carico, sebbene avessero quasi sempre i piedi gonfi e feriti dai sassi. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quinto|cap. V]], p. 147)
*Mentre [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] si disponeva a lasciar Bujongolo per esplorare il gruppo centrale della catena, il [[Umberto Cagni di Bu Meliana|Comandante Cagni]] si affrettava su per la valle Mobuku, ed aveva ormai quasi raggiunto i compagni, i quali lo credevano ancora a molti giorni di distanza.<br>Egli era partito da Entebbe, come s'è detto, il 5 Giugno, con 25 portatori, un ''rickshaw'' ed un cavallo. In poco tempo riguadagnò tanto delle sue forze, e si allenò così bene, che poté percorrere due, e fin quattro tappe al giorno. Approfittando della luna piena, partiva prima dell'alba, e protraeva le marcie fin tardi nella giornata, percorrendo 25-27 miglia alla volta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quinto|cap. V]], pp. 148-149)
*A Nord del colle si innalza il crestone meridionale del Kiyanja, ampio ed arrotondato, coperto in alto da un ghiacciaio, che spiove a destra ed a sinistra nei due versanti, e che un tempo scendeva in basso fino a rivestire tutto il colle. Ne rimangono i segni nelle roccie levigate e striate. A Sud è il gruppo di creste e di punte rocciose che S. A. R. aveva già osservato dalla vetta del Kiyanja. Vi si scorgono due piccoli ghiacciai che riempiono due colli; fra essi è un terzo intaglio roccioso. Delimitano i colli quattro vette; la più occidentale e più lontana di esse sembra essere la più alta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo sesto|cap. VI]], pp. 153-154)
*Avvicinandosi al fondo della valle, si è sorpresi di trovarvi un largo tratto di bosco di [[senecio|seneci]] coi tronchi e rami nudi, anneriti ed in parte carbonizzati da un incendio recente. Fra gli scheletri degli alberi morti sorgono già nuove piante giovani che, col tempo, ricostruiranno il bosco. Non v'è attorno nessun segno che indichi il passaggio dell'uomo, e non è neppure verosimile che gli abitanti delle valli si siano spinti fin quassù, senza alcuna ragione; deve quindi trattarsi di un incendio spontaneo o provocato da un fulmine. Lo spesso mantello di foglie morte, che pendono rovesciate in basso attorno ad ogni ramo dei seneci, sotto il ciuffo terminale di foglie verdi, al quale è in gran parte dovuto l'aspetto bizzarro di queste strane piante, forma un abbondante materiale facile ad accendersi, anche solo pel calore sviluppato nelle fermentazioni, particolarmente attive ed energiche in questi climi.<br>Ad ogni modo il fatto è interessante, perché prova che talvolta vi deve essere una sosta nelle pioggie abbastanza lunga da permettere ai detriti vegetali di asciugarsi, altrimenti, impregnati d'acqua come sono di solito, parrebbe impossibile che potessero diventare una sorgente d'incendio. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo sesto|cap. VI]], pp. 155-156)
*La catena del [[Ruwenzori]] ha caratteri oroidrografici molto singolari. Mentre di solito i continenti salgono gradatamente dal mare fino alle propaggini di base dei sistemi di monti, il Ruwenzori sorge nella così detta «[[Rift Albertino|Depressione Albertina]]», una zona circa 300 metri più bassa del livello medio dell'Uganda, entro la quale sono situati i bacini dei laghi Alberto ed Alberto Edoardo, col suo prolungamento settentrionale, il lago Dweru o Ruisamba.<br>Questa depressione non è altro che parte del «Rift» Occidentale. I «rifts» (la parola inglese ''rift'' significa ''fessura''), forse il fenomeno geologico più interessante dell'Africa, sono due immense trincee larghe da 30 a 70 chilometri, quasi parallele, distanti 6° di long. una dall'altra, che tagliano il continente dal lago Nyassa verso Nord. L'orientale segue il 36° meridiano fin oltre il lago Rodolfo, dirigendosi poi al Mar Rosso; l'occidentale corre fra il 29° ed il 30° meridiano, e termina presso Gondokoro, nella valle dell'alto Nilo. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo settimo|cap. VII]], pp. 175-176)
*Il Ruwenzori è così quasi interamente circondato dalla Depressione Albertina; e forma, insieme coi tre laghi, un sistema idrografico indipendente, completamente separato dal lago Vittoria.<br>Così avviene che la intiera catena di monti versa tutte le sue acque, ad Est, ad Ovest, a Sud ed a Nord, nello stesso bacino fluviale, alimentando quasi da sola i tre laghi ed il Semliki, che costituiscono assieme le sorgenti occidentali meridionali del Nilo. Ed inoltre, sebbene il Ruwenzori sia senza dubbio il gruppo più importante di monti nevosi dell'intero continente, e situato al centro di esso, ed in direzione del suo asse maggiore, esso non fa parte della grande linea spartiacque. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo settimo|cap. VII]], p. 177)
*Lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] aveva inteso chiamare i monti dagli indigeni abitanti a Nord e ad Occidente di essi, coi nomi Ruwenzori, Ukonju, Bugombowa, Avuruka, Avirika, Ruwenzu-ru-ru, Ruwenjura, ecc. Gli sembrò che Ruwenzori fosse il nome più generalmente adoperato in lingua Bantù; e sarebbe da tradurre come «Re delle nuvole», od anche «Fabbricatore di pioggia». ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo settimo|cap. VII]], p. 177)
*Dal piede del canalone, in brev'ora, attraversando la selva dei grotteschi seneci frammisti ad arbusti di semprevivi, interrotta in un punto da un breve tratto paludoso coperto di giunchi, arrivarono alle rive del [[lago Bujuku]], (3918 m.), un bellissimo e vasto bacino di acqua placida sulla quale errava qualche anatra. Lo spettacolo delle vette dello Stanley e del Baker sovrastante colle sue pareti orride ed a picco, è senza confronto più grandioso del quadro alpino che si ha nell'alta valle Mobuku. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo decimo|cap. X]], p. 245)
===[[Explicit]]===
Il 28 Agosto la Spedizione Italiana lasciava la terra d'Africa sul «Natal» delle Messaggerie Francesi.<br>
Cinque mesi dopo, in una solenne adunanza della Società Geografica Italiana, [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] rendeva conto delle scoperte fatte; ed a pochi giorni di distanza, a Londra, dinanzi alla Reale Società Geografica Inglese, dimostrava realizzato il voto espresso alla stessa Società cinque anni prima da [[Henry Morton Stanley|Sir Henry M. Stanley]]: «che qualche persona devota al suo lavoro, qualche innamorato delle Alpi, prendesse come obbiettivo il Ruwenzori, e vi facesse un lavoro esauriente, esplorandolo da sommo ad imo, per tutte le sue ampie valli e le sue profonde gole».<br>
Il grande esploratore, morto da due anni e mezzo, non poté vedere realizzato il suo desiderio. <!--([[s:Il Ruwenzori/Capitolo decimo|cap. X]], 261)-->
==''La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia''==
===[[Incipit]]===
In un capitolo di critica arguta e finissima del moderno [[alpinismo]], col quale [[Albert Frederick Mummery|A. F. Mummery]] chiude il racconto delle proprie imprese, è detto vero alpinista «colui che tenta nuove ascensioni». Così pensano certo tutti quelli che vanno ricercando diligentemente le poche vette delle nostre [[Alpi]] dimenticate, o trascurate dai primi esploratori, e le salgono una dopo l'altra, per modo che, fra breve, non rimarrà picco della superba catena, su cui l'uomo non abbia messo piede. <!--(p. IX)-->
===Citazioni===
*Situato a Nord di una imponente catena, il [[Monte Saint Elias|Sant'Elia]], alto 5500 metri e visibile dal mare a duecento miglia di distanza, aveva già richiamato su di sé l'attenzione dei primi navigatori che or fa un secolo e mezzo scoprivano le coste dell'Alaska. Il monte e la regione vicina erano poi rimasti completamente inesplorati fino a tempi recentissimi. La prima spedizione che tentò di raggiungere la vetta venne organizzata solo nel 1886; ad essa ne seguirono tre altre nel breve spazio di cinque anni. Nessuna era riuscita nell'intento; ma tutte avevano riportato una ricca messe di osservazioni sui caratteri eccezionali di quella regione, nella quale si svolgono fenomeni glaciali con proporzioni così grandiose, come non si trovano in nessun'altra parte del mondo, all'infuori dalle zone polari. Dopo il 1891 la prova non era stata più ritentata. (cap. I, p. 3)
*[[San Francisco]] è una città graziosissima, pulita, con vie ampie, piene di luce e d'aria. Le opprimenti costruzioni gigantesche di Chicago e di New York sono qui meno frequenti; essendo un centro agricolo, è molto tranquilla, e manca della febbrile attività degli Stati industriali dell'Est. Le parti alte della città, dove la vista spazia sull'Oceano Pacifico e sulla pittoresca baja, sono occupate da centinaia di ville, per la maggior parte costrutte in legno; il che permette alla fantasia decorativa di sbizzarrirsi senza limiti in arabeschi ed intagli di tutte le forme e dimensioni. (cap. I, p. 10)
*Sulla carta del primo viaggio di [[James Cook|Cook]] (1778) s'incontra per la prima volta il nome d'[[Alaska]], dall'aborigine Al-ak-shak, che vuol dire «grande continente». L'aveva scoperta Veit Bering nel 1741, e le sue coste èrano state estesamente esplorate da numerose spedizioni russe e spagnuole, attratte, queste dalla speranza di scoprire il famoso passaggio fra i due oceani, quelle dalla cupidigia di conquista. Rimasta sotto il dominio russo fino al 1867, l'Alaska venne in quell'anno venduta al governo degli Stati Uniti per sette milioni di dollari. Essa ha una superficie quasi cinque volte maggiore di quella dell'Italia (1 376 293 chilometri quadrati), ed un enorme sviluppo di coste (42 000 chilometri). Ad Ovest si estende nell'Oceano con una penisola, che, unita alla catena delle isole Aleutine, separa il mare di Bering dall'Oceano Pacifico, ed a Sud si prolunga in una stretta lingua di terra che orla la Columbia inglese per la lunghezza di 550 chilometri. (cap. II, p. 17)
*Primeggia in tutte le foreste dell'arcipelago l'[[Peccio di Sitka|abete di Sitka]] (''Abies sitkensis''), col quale gli indigeni costruiscono le loro case, gli utensili domestici, i canotti, le slitte, adoperandone persino i rami come torcie nelle lunghe notti d'inverno. (cap. II, p. 24)
*[...] [[Wrangell (Alaska)|Fort Wrangel]], situato sull'isola omonima, il primo centro importante d'Alaska. S'intende che l'importanza è relativa. Il paese ha poche centinaia di abitanti, in maggioranza indiani Thlinket che hanno le loro case disposte lungo la riva, accanto alle abitazioni migliori, a due piani, dei bianchi. Il paesetto è dominato da una palazzina, sede dell'autorità governativa.<br>Dietro le capanne indiane sono le tombe di qualche ''Schamán'' o stregone, guardate da tronchi alti venti o trenta metri, sormontati da figure simboliche di animali, rozzamente intagliate. Altre colonne simili si ergono dinanzi a qualche casa. Sono i ''Totem'', o colonne ancestrali, veri stemmi famigliari degli indiani. Dinanzi alla casa, sulla piroga e sugli abiti è raffigurato il ''totem'' del ''clan'' o famiglia a cui appartengono; e ne fanno pure ornamenti personali d'avorio o di corno intagliati, talvolta non privi di un certo garbo artistico. (cap. II, pp. 25-26)
*La seconda città che tocca il piroscafo è [[Juneau]], fondata nel 1880 da un ''prospector'' (cercatore d'oro) arrivato in questa regione con alcuni compagni, attratti da campioni d'oro che erano stati raccolti nelle vicinanze da indiani. Ultima nata, è diventata rapidamente la città più popolosa d'Alaska (1253 abitanti nel 1890), ed è in via di rapido accrescimento. Le case, al solito, sono costrutte di legno, e le vie coperte da assiti, meno nella parte alta della città, in formazione, dove si vedono ancora sporgere dal suolo fra le case i tronchi degli alberi abbattuti. La città è illuminata a luce elettrica, e vi sono alberghi, bagni pubblici, teatri, tre chiese (russa, cattolica e protestante), un ospedale ed un giornale. Juneau deve la sua prosperità alla vicinanza della miniera d'oro ''Treadwell'', ed è il punto dove si equipaggiano i minatori diretti all'interno, nel bacino dell'Yukon. (cap. II, pp. 29-30)
*A destra della catena del Fairweather, e nel fondo della baja, scende il [[Ghiacciaio Muir|ghiacciaio di Muir]], un enorme altipiano che termina bruscamente nel mare con una parete verticale di ghiaccio lunga 1600 metri ed alta 80, coronata da innumerevoli pinnacoli e guglie, colla base frastagliata, scavata di solchi e di caverne dall'onda che vi si infrange contro. Da questa fronte cadono a brevi intervalli masse di ghiaccio nel mare, sollevando sprazzi giganteschi, e formando lunghe onde che si rompono con violenza sulle rive della insenatura. Dietro la fronte, rotta e solcata in tutti i sensi da numerosi crepacci, il ghiacciaio si estende quasi piano fino ad un grande anfiteatro di 50-60 chilometri di diametro, dove riceve nove grandi affluenti e diciassette minori che scendono da vette di disegno non molto interessante. (cap. III, p. 37)
*[[Sitka]] è situata sull'isola di Baranoff, in fondo ad una insenatura aperta sull'Oceano, piena di piccole isole e di scogli. La città è costrutta su un delta coperto di praterie, con uno sfondo pittoresco di ripide montagne rocciose; ha 1200 abitanti ed è ora sede del Governatore e della Corte distrettuale d'Alaska. Solo nel 1884 gli Stati Uniti stabilirono un governo regolare nell'Alaska; esso ha sede alternativamente a Sitka ed a Fort Wrangel. Sitka non ha altre risorse che la pesca del salmone e la conciatura di pelli; l'estate fresca e la posizione ridente della città attirano ogni anno un discreto numero di persone che vi passano la buona stagione. In faccia alla città, su una piccola isola che protegge la baja a Nord, sorge il monte Edgecumbe, vulcano spento alto 2450 metri sul mare. (cap. III, pp. 42-43)
*Qui il Russell trovava un canotto indiano ed un deposito di viveri portati dal missionario, Rev. Hendricksen. Poté così compiere ancora l'esplorazione della [[Baia Disenchantment|baja Disenchantment]], nella quale nessuno s'era ancora inoltrato. Egli scoprì che essa si addentra profondamente nelle montagne, formando due angoli pronunciati nel piegarsi da Ovest ad Est, e da Nord a Sud. Tre grandi ghiacciai scendono in essa fino al mare, il Dalton, l'Hubbard ed il Nunatak, i quali, al tempo del Malaspina (1792), riempivano completamente il braccio orientale della baja, spingendosi fino all'isola Haenke. Il prolungamento meridionale della baja si estende in una grande vallata che era pure occupata in passato da un ghiacciaio defluente a mezzogiorno, il quale probabilmente dilagava sull'altipiano che sormonta la costa Est della baja di Yakutat, formandovi un grande ghiacciaio pedemontano, simile al Malaspina. (cap. IV, p. 66)
*«Bertha», sempre seguìto a rimorchio dalla goletta «Aggie», era partito da Port Mulgrave alle due antimeridiane del 23 giugno.<br>Le difficoltà incontrate nello sbarco da tutti coloro che s'erano avviati alla costa del Pacifico, e la catastrofe che aveva funestato fin dal principio la seconda spedizione del Russell, insieme coll'incertezza intorno alle condizioni del mare e della risacca sulla spiaggia meridionale, avevano indotto [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] a seguire le indicazioni del Russell, che consigliava di approdare sulla costa Ovest della baja di Yakutat, sebbene essa disti dal Sant'Elia parecchi chilometri di più di quella del Pacifico. (cap. V, p. 69)
*Le dimensioni di questo altipiano ghiacciato sono così grandi che i numeri non riescono forse a darne una imagine concreta. Esso si stende dalla baja di Yakutat verso Est per oltre 100 chilometri, ed è largo quasi 40; la sua superficie è quindi di oltre 4000 chilometri quadrati. Il Russell ha dimostrato che l'altipiano sul quale posa il ghiacciaio ha avuto un doppio modo di formazione: l'enorme quantità di sedimenti che le acque depositano sotto il ghiacciaio e dinanzi alla sua fronte, ed un lento sollevamento generale di tutta la regione, al quale prende parte anche la costa. L'altipiano si viene in questo modo estendendo di continuo: così è che la baja esistente a Est di Icy Cape un secolo fa, s'è oggi ridotta ad un lieve rientramento della costa.</br>Da parecchi indizii, concluse il Russell che il [[ghiacciaio Malaspina]] si va lentamente ritirando. Lo arguisce dalla immobilità della sua fronte, là dove essa è coperta di vegetazione, e dalla presenza di grandi estensioni di depositi morenici abbandonati dai ghiacci, sui quali è cresciuta fitta la foresta. (cap. V, p. 86)
*Il 15 luglio, attraversammo l'[[Ghiacciaio Agassiz|Agassiz]], risalendo obliquamente verso l'estremità occidentale della cascata del Newton. La superficie del ghiacciaio è molto inuguale, e, nella sua metà sinistra (orientale), le depressioni sono riempite da laghetti e v'è qualche torrentello, sul quale improvvisiamo ponti per la slitta colle piccozze, come s'era fatto sul Malaspina. L'acqua è limpidissima, di color cobalto scuro al centro dei laghi, dove essa è più profonda, delicatamente sfumato alla periferia. Dove le pozze sono coperte da ponti di neve, il colore è riflesso da questa in toni digradanti finissimi. Vi sono ampie crepaccie, seracchi strani che formano voltoni ed acquedotti sull'acqua azzurra, e qua e là veri frammenti architettonici. (cap. VI, pp. 128-129)
*All'improvviso, vediamo il Petigax ed il Maquignaz, che camminano alla testa, tirarsi da parte, cedendo il passo al Principe. Il culmine estremo è dinanzi a loro, a pochi passi. S. A. R si avanza fra essi e mette il piede, primo, sulla vetta del Sant'Elia, mentre noi accorriamo ansanti, trafelati, per unirci al suo grido di trionfo.<br>Urrà per l'Italia e per Savoia! (cap. VIII, p. 164)
*Passammo il pomeriggio piovoso nel porto, attorniati dai canotti pieni di indiani curiosi, e la mattina del 13 agosto uscimmo a vele spiegate dalla baja dove eravamo entrati cinquantatré giorni prima.<br>Il tempo era un incanto, e le superbe catene rifulgevano in una profusione di luce e di sole. (cap. IX, p. 185)
===[[Explicit]]===
La nostra carovana si sciolse a Londra, la mattina dell'11 settembre, dopo quattro mesi di vita comune, resa più intima dalle lotte combattute, dagli ostacoli vinti, dai disagi sopportati e dalla soddisfazione della meta raggiunta insieme.<br>
Non dico, per timore di sciuparla colle parole, dell'emozione che provammo separandoci dal nostro Duce, né dei sentimenti di gratitudine e di ammirazione che alimentano nei nostri animi il ricordo di S. A. R. il Duca degli Abruzzi.
==Bibliografia==
*Filippo De Filippi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7872886 La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia (Alaska) 1897]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1900.
*Filippo De Filippi, ''Relazione'', in [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]], ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori: viaggio di esplorazione e prime ascensioni delle più alte vette nella catena nevosa situata fra i più grandi laghi equatoriali dell'Africa centrale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1908.
==Altri progetti==
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Michele Losacco
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l'epos omerico
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'''Michele Losacco''' (1871 – 1944), filosofo italiano.
==Citazioni di Michele Losacco==
*L'epos [[Omero|omerico]], rappresentazione inarrivabile di un mondo eroico, in cui sono conciliati l'umano e il divino, appare tutto dominato da una visione limpida sana giovanile della vita, dove non c'è l'ombra di quelle colossali e mostruose imagini, che hanno cosi largo posto nelle mitologie nordiche e orientali.<ref>Da ''Introduzione alla storia della filosofia greca'', p. 14.</ref>
==''Schelling''==
*[[Friedrich Schelling|Schelling]] è una personalità originale e possente. A lui, come disse una volta [[Novalis]], era propria la forza che da un punto s'irradia nell'inlinito. Uomo di carattere energico, d'impetuosi istinti, di veloce intelligenza, benché non privo di una certa pesantezza derivante dalla sua origine sveva, già a primo aspetto si rivelava come un dominatore. Aveva lo smisurato orgoglio, che sorregge nelle loro audaci avventure di pensiero quegli uomini superiori, che son destinati ad aprire vie nuove. (''Introduzione'', p. 41)
*Il movimento iniziato dallo Schelling trovò subito numerosi fautori in Germania, non solo tra i filosofi e i letterati, ma anche tra gli uomini di scienza. Se da una parte i romantici, come [[Ludwig Tieck|Tieck]] e gli Schlegel<ref>I fratelli [[August Wilhelm von Schlegel|August]] e [[Friedrich Schlegel]].</ref> e , salutavano con entusiasmo il ritorno di una concezione poetica della natura, dall'altra gli scienziati si appropriavano con lieta baldanza un metodo, che pareva destinato a sparger nuova luce sui più ardui enigmi dell'universo. (cap. II, p. 107)
*Il ''Sistema dell'[[idealismo trascendentale]]'' è, tra le opere dello Schelling, quella che, per le grandiose proporzioni architettoniche, la compiutezza sistematica, l'efficacia e il colorito dell'espressione, più felicemente rispecchia la genialità dell'autore e ne costituisce insieme il maggior titolo di gloria. (cap. III, p. 154)
*Schelling ha tentato di armonizzare il [[Naturalismo (filosofia)|naturalismo]] col [[teismo]]. Il concetto abituale di [[Dio]] è quello di un essere originario, bell'e fatto, immutabile; secondo altri filosofi, si riduce ad un'unità astratta di rapporti, o ancora ad una semplice esigenza morale. Ma in tutte queste ipotesi manca il concetto di un Dio vivente. Se vogliamo elevarci a un tal concetto, dobbiamo ammettere che la vita di Dio abbia la più grande analogia con l'umana, che in lui accanto ad un eterno essere ci sia un eterno divenire, che Dio insomma ''faccia se stesso''. (cap. V, p. 255)
*{{NDR|Schelling}} [...] intorno alla questione del [[male]], egli ha il merito di aver veduto giusto, osservando che il male non può essere un fatto negativo, se le sue manifestazioni si presentano ricche di tanta energia, e che inoltre la sua vera causa risiede nell'estensione illegittima dell'individualità, che reca nella vita un principio di sovvertimento e di guasto. Lo svolgimento della personalità, non che esser biasimevole, è un dovere, purché avvenga senz'alcun danno del benessere collettivo. L'individuo che non rispetta il carattere dell'''humanitas'' nei rapporti con gli altri e considera se stesso come qualcosa di assoluto, dev'esser dichiarato immorale. Non v'è teoria di [[Oltreuomo|superuomo]] che possa giustificarlo. (cap. V, p. 258)
*Nell'ultima fase del pensiero schellinghiano, l'unità della filosofia si spezza: accanto ad una scienza della [[ragione]] è affermata, con uguale anzi con maggiore diritto, una scienza dell'[[empirismo|empiria]]; accanto alla filosofia negativa, la positiva: la prima delle quali studia le essenze; la seconda, le esistenze Alla filosofia negativa è assegnato il compito finale di concepire [[Dio]] come idea suprema della ragione; alla positiva invece, quello di provare una tal verità a posteriori. (cap. VIII, p. 424)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoSchelling/mode/1up Schelling]'', Remo Sandron editore, Milano, 1928.
==Altri progetti==
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'''Michele Losacco''' (1871 – 1944), filosofo italiano.
==Citazioni di Michele Losacco==
*L'epos [[Omero|omerico]], rappresentazione inarrivabile di un mondo eroico, in cui sono conciliati l'umano e il divino, appare tutto dominato da una visione limpida sana giovanile della vita, dove non c'è l'ombra di quelle colossali e mostruose imagini, che hanno cosi largo posto nelle mitologie nordiche e orientali.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929, p. 14.</ref>
==''Schelling''==
*[[Friedrich Schelling|Schelling]] è una personalità originale e possente. A lui, come disse una volta [[Novalis]], era propria la forza che da un punto s'irradia nell'inlinito. Uomo di carattere energico, d'impetuosi istinti, di veloce intelligenza, benché non privo di una certa pesantezza derivante dalla sua origine sveva, già a primo aspetto si rivelava come un dominatore. Aveva lo smisurato orgoglio, che sorregge nelle loro audaci avventure di pensiero quegli uomini superiori, che son destinati ad aprire vie nuove. (''Introduzione'', p. 41)
*Il movimento iniziato dallo Schelling trovò subito numerosi fautori in Germania, non solo tra i filosofi e i letterati, ma anche tra gli uomini di scienza. Se da una parte i romantici, come [[Ludwig Tieck|Tieck]] e gli Schlegel<ref>I fratelli [[August Wilhelm von Schlegel|August]] e [[Friedrich Schlegel]].</ref> e , salutavano con entusiasmo il ritorno di una concezione poetica della natura, dall'altra gli scienziati si appropriavano con lieta baldanza un metodo, che pareva destinato a sparger nuova luce sui più ardui enigmi dell'universo. (cap. II, p. 107)
*Il ''Sistema dell'[[idealismo trascendentale]]'' è, tra le opere dello Schelling, quella che, per le grandiose proporzioni architettoniche, la compiutezza sistematica, l'efficacia e il colorito dell'espressione, più felicemente rispecchia la genialità dell'autore e ne costituisce insieme il maggior titolo di gloria. (cap. III, p. 154)
*Schelling ha tentato di armonizzare il [[Naturalismo (filosofia)|naturalismo]] col [[teismo]]. Il concetto abituale di [[Dio]] è quello di un essere originario, bell'e fatto, immutabile; secondo altri filosofi, si riduce ad un'unità astratta di rapporti, o ancora ad una semplice esigenza morale. Ma in tutte queste ipotesi manca il concetto di un Dio vivente. Se vogliamo elevarci a un tal concetto, dobbiamo ammettere che la vita di Dio abbia la più grande analogia con l'umana, che in lui accanto ad un eterno essere ci sia un eterno divenire, che Dio insomma ''faccia se stesso''. (cap. V, p. 255)
*{{NDR|Schelling}} [...] intorno alla questione del [[male]], egli ha il merito di aver veduto giusto, osservando che il male non può essere un fatto negativo, se le sue manifestazioni si presentano ricche di tanta energia, e che inoltre la sua vera causa risiede nell'estensione illegittima dell'individualità, che reca nella vita un principio di sovvertimento e di guasto. Lo svolgimento della personalità, non che esser biasimevole, è un dovere, purché avvenga senz'alcun danno del benessere collettivo. L'individuo che non rispetta il carattere dell'''humanitas'' nei rapporti con gli altri e considera se stesso come qualcosa di assoluto, dev'esser dichiarato immorale. Non v'è teoria di [[Oltreuomo|superuomo]] che possa giustificarlo. (cap. V, p. 258)
*Nell'ultima fase del pensiero schellinghiano, l'unità della filosofia si spezza: accanto ad una scienza della [[ragione]] è affermata, con uguale anzi con maggiore diritto, una scienza dell'[[empirismo|empiria]]; accanto alla filosofia negativa, la positiva: la prima delle quali studia le essenze; la seconda, le esistenze Alla filosofia negativa è assegnato il compito finale di concepire [[Dio]] come idea suprema della ragione; alla positiva invece, quello di provare una tal verità a posteriori. (cap. VIII, p. 424)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoSchelling/mode/1up Schelling]'', Remo Sandron editore, Milano, 1928.
==Altri progetti==
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'''Michele Losacco''' (1871 – 1944), filosofo italiano.
==Citazioni di Michele Losacco==
*L'epos [[Omero|omerico]], rappresentazione inarrivabile di un mondo eroico, in cui sono conciliati l'umano e il divino, appare tutto dominato da una visione limpida sana giovanile della vita, dove non c'è l'ombra di quelle colossali e mostruose {{sic|imagini}}, che hanno cosi largo posto nelle [[Mitologia|mitologie]] nordiche e orientali.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929, p. 14.</ref>
==''Schelling''==
*[[Friedrich Schelling|Schelling]] è una personalità originale e possente. A lui, come disse una volta [[Novalis]], era propria la forza che da un punto s'irradia nell'inlinito. Uomo di carattere energico, d'impetuosi istinti, di veloce intelligenza, benché non privo di una certa pesantezza derivante dalla sua origine sveva, già a primo aspetto si rivelava come un dominatore. Aveva lo smisurato orgoglio, che sorregge nelle loro audaci avventure di pensiero quegli uomini superiori, che son destinati ad aprire vie nuove. (''Introduzione'', p. 41)
*Il movimento iniziato dallo Schelling trovò subito numerosi fautori in Germania, non solo tra i filosofi e i letterati, ma anche tra gli uomini di scienza. Se da una parte i romantici, come [[Ludwig Tieck|Tieck]] e gli Schlegel<ref>I fratelli [[August Wilhelm von Schlegel|August]] e [[Friedrich Schlegel]].</ref> e , salutavano con entusiasmo il ritorno di una concezione poetica della natura, dall'altra gli scienziati si appropriavano con lieta baldanza un metodo, che pareva destinato a sparger nuova luce sui più ardui enigmi dell'universo. (cap. II, p. 107)
*Il ''Sistema dell'[[idealismo trascendentale]]'' è, tra le opere dello Schelling, quella che, per le grandiose proporzioni architettoniche, la compiutezza sistematica, l'efficacia e il colorito dell'espressione, più felicemente rispecchia la genialità dell'autore e ne costituisce insieme il maggior titolo di gloria. (cap. III, p. 154)
*Schelling ha tentato di armonizzare il [[Naturalismo (filosofia)|naturalismo]] col [[teismo]]. Il concetto abituale di [[Dio]] è quello di un essere originario, bell'e fatto, immutabile; secondo altri filosofi, si riduce ad un'unità astratta di rapporti, o ancora ad una semplice esigenza morale. Ma in tutte queste ipotesi manca il concetto di un Dio vivente. Se vogliamo elevarci a un tal concetto, dobbiamo ammettere che la vita di Dio abbia la più grande analogia con l'umana, che in lui accanto ad un eterno essere ci sia un eterno divenire, che Dio insomma ''faccia se stesso''. (cap. V, p. 255)
*{{NDR|Schelling}} [...] intorno alla questione del [[male]], egli ha il merito di aver veduto giusto, osservando che il male non può essere un fatto negativo, se le sue manifestazioni si presentano ricche di tanta energia, e che inoltre la sua vera causa risiede nell'estensione illegittima dell'individualità, che reca nella vita un principio di sovvertimento e di guasto. Lo svolgimento della personalità, non che esser biasimevole, è un dovere, purché avvenga senz'alcun danno del benessere collettivo. L'individuo che non rispetta il carattere dell'''humanitas'' nei rapporti con gli altri e considera se stesso come qualcosa di assoluto, dev'esser dichiarato immorale. Non v'è teoria di [[Oltreuomo|superuomo]] che possa giustificarlo. (cap. V, p. 258)
*Nell'ultima fase del pensiero schellinghiano, l'unità della filosofia si spezza: accanto ad una scienza della [[ragione]] è affermata, con uguale anzi con maggiore diritto, una scienza dell'[[empirismo|empiria]]; accanto alla filosofia negativa, la positiva: la prima delle quali studia le essenze; la seconda, le esistenze Alla filosofia negativa è assegnato il compito finale di concepire [[Dio]] come idea suprema della ragione; alla positiva invece, quello di provare una tal verità a posteriori. (cap. VIII, p. 424)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoSchelling/mode/1up Schelling]'', Remo Sandron editore, Milano, 1928.
==Altri progetti==
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18878
/* Citazioni di Michele Losacco */ la filosofia greca
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'''Michele Losacco''' (1871 – 1944), filosofo italiano.
==Citazioni di Michele Losacco==
*[...] alla [[filosofia greca]] è estraneo il carattere teologico della speculazione orientale, e anche i suoi rapporti con i miti indigeni sono assai deboli. Del resto, nessuno dei popoli asiatici, che vennero a contatto coi Greci nell’epoca de’ primi conati filosofici, possedeva una vera dottrina speculativa: le rappresentazioni teologiche e cosmologiche erano troppo fantastiche e grossolane.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929, p. 81.</ref>
*L'epos [[Omero|omerico]], rappresentazione inarrivabile di un mondo eroico, in cui sono conciliati l'umano e il divino, appare tutto dominato da una visione limpida sana giovanile della vita, dove non c'è l'ombra di quelle colossali e mostruose {{sic|imagini}}, che hanno cosi largo posto nelle [[Mitologia|mitologie]] nordiche e orientali.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929, p. 14.</ref>
==''Schelling''==
*[[Friedrich Schelling|Schelling]] è una personalità originale e possente. A lui, come disse una volta [[Novalis]], era propria la forza che da un punto s'irradia nell'inlinito. Uomo di carattere energico, d'impetuosi istinti, di veloce intelligenza, benché non privo di una certa pesantezza derivante dalla sua origine sveva, già a primo aspetto si rivelava come un dominatore. Aveva lo smisurato orgoglio, che sorregge nelle loro audaci avventure di pensiero quegli uomini superiori, che son destinati ad aprire vie nuove. (''Introduzione'', p. 41)
*Il movimento iniziato dallo Schelling trovò subito numerosi fautori in Germania, non solo tra i filosofi e i letterati, ma anche tra gli uomini di scienza. Se da una parte i romantici, come [[Ludwig Tieck|Tieck]] e gli Schlegel<ref>I fratelli [[August Wilhelm von Schlegel|August]] e [[Friedrich Schlegel]].</ref> e , salutavano con entusiasmo il ritorno di una concezione poetica della natura, dall'altra gli scienziati si appropriavano con lieta baldanza un metodo, che pareva destinato a sparger nuova luce sui più ardui enigmi dell'universo. (cap. II, p. 107)
*Il ''Sistema dell'[[idealismo trascendentale]]'' è, tra le opere dello Schelling, quella che, per le grandiose proporzioni architettoniche, la compiutezza sistematica, l'efficacia e il colorito dell'espressione, più felicemente rispecchia la genialità dell'autore e ne costituisce insieme il maggior titolo di gloria. (cap. III, p. 154)
*Schelling ha tentato di armonizzare il [[Naturalismo (filosofia)|naturalismo]] col [[teismo]]. Il concetto abituale di [[Dio]] è quello di un essere originario, bell'e fatto, immutabile; secondo altri filosofi, si riduce ad un'unità astratta di rapporti, o ancora ad una semplice esigenza morale. Ma in tutte queste ipotesi manca il concetto di un Dio vivente. Se vogliamo elevarci a un tal concetto, dobbiamo ammettere che la vita di Dio abbia la più grande analogia con l'umana, che in lui accanto ad un eterno essere ci sia un eterno divenire, che Dio insomma ''faccia se stesso''. (cap. V, p. 255)
*{{NDR|Schelling}} [...] intorno alla questione del [[male]], egli ha il merito di aver veduto giusto, osservando che il male non può essere un fatto negativo, se le sue manifestazioni si presentano ricche di tanta energia, e che inoltre la sua vera causa risiede nell'estensione illegittima dell'individualità, che reca nella vita un principio di sovvertimento e di guasto. Lo svolgimento della personalità, non che esser biasimevole, è un dovere, purché avvenga senz'alcun danno del benessere collettivo. L'individuo che non rispetta il carattere dell'''humanitas'' nei rapporti con gli altri e considera se stesso come qualcosa di assoluto, dev'esser dichiarato immorale. Non v'è teoria di [[Oltreuomo|superuomo]] che possa giustificarlo. (cap. V, p. 258)
*Nell'ultima fase del pensiero schellinghiano, l'unità della filosofia si spezza: accanto ad una scienza della [[ragione]] è affermata, con uguale anzi con maggiore diritto, una scienza dell'[[empirismo|empiria]]; accanto alla filosofia negativa, la positiva: la prima delle quali studia le essenze; la seconda, le esistenze Alla filosofia negativa è assegnato il compito finale di concepire [[Dio]] come idea suprema della ragione; alla positiva invece, quello di provare una tal verità a posteriori. (cap. VIII, p. 424)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoSchelling/mode/1up Schelling]'', Remo Sandron editore, Milano, 1928.
==Altri progetti==
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'''Michele Losacco''' (1871 – 1944), filosofo italiano.
==Citazioni di Michele Losacco==
*[...] alla [[filosofia greca]] è estraneo il carattere [[Teologia|teologico]] della speculazione orientale, e anche i suoi rapporti con i miti indigeni sono assai deboli. Del resto, nessuno dei popoli asiatici, che vennero a contatto coi Greci nell’epoca de’ primi conati filosofici, possedeva una vera dottrina speculativa: le rappresentazioni teologiche e cosmologiche erano troppo fantastiche e grossolane.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929, p. 81.</ref>
*L'epos [[Omero|omerico]], rappresentazione inarrivabile di un mondo eroico, in cui sono conciliati l'umano e il divino, appare tutto dominato da una visione limpida sana giovanile della vita, dove non c'è l'ombra di quelle colossali e mostruose {{sic|imagini}}, che hanno cosi largo posto nelle [[Mitologia|mitologie]] nordiche e orientali.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929, p. 14.</ref>
==''Schelling''==
*[[Friedrich Schelling|Schelling]] è una personalità originale e possente. A lui, come disse una volta [[Novalis]], era propria la forza che da un punto s'irradia nell'inlinito. Uomo di carattere energico, d'impetuosi istinti, di veloce intelligenza, benché non privo di una certa pesantezza derivante dalla sua origine sveva, già a primo aspetto si rivelava come un dominatore. Aveva lo smisurato orgoglio, che sorregge nelle loro audaci avventure di pensiero quegli uomini superiori, che son destinati ad aprire vie nuove. (''Introduzione'', p. 41)
*Il movimento iniziato dallo Schelling trovò subito numerosi fautori in Germania, non solo tra i filosofi e i letterati, ma anche tra gli uomini di scienza. Se da una parte i romantici, come [[Ludwig Tieck|Tieck]] e gli Schlegel<ref>I fratelli [[August Wilhelm von Schlegel|August]] e [[Friedrich Schlegel]].</ref> e , salutavano con entusiasmo il ritorno di una concezione poetica della natura, dall'altra gli scienziati si appropriavano con lieta baldanza un metodo, che pareva destinato a sparger nuova luce sui più ardui enigmi dell'universo. (cap. II, p. 107)
*Il ''Sistema dell'[[idealismo trascendentale]]'' è, tra le opere dello Schelling, quella che, per le grandiose proporzioni architettoniche, la compiutezza sistematica, l'efficacia e il colorito dell'espressione, più felicemente rispecchia la genialità dell'autore e ne costituisce insieme il maggior titolo di gloria. (cap. III, p. 154)
*Schelling ha tentato di armonizzare il [[Naturalismo (filosofia)|naturalismo]] col [[teismo]]. Il concetto abituale di [[Dio]] è quello di un essere originario, bell'e fatto, immutabile; secondo altri filosofi, si riduce ad un'unità astratta di rapporti, o ancora ad una semplice esigenza morale. Ma in tutte queste ipotesi manca il concetto di un Dio vivente. Se vogliamo elevarci a un tal concetto, dobbiamo ammettere che la vita di Dio abbia la più grande analogia con l'umana, che in lui accanto ad un eterno essere ci sia un eterno divenire, che Dio insomma ''faccia se stesso''. (cap. V, p. 255)
*{{NDR|Schelling}} [...] intorno alla questione del [[male]], egli ha il merito di aver veduto giusto, osservando che il male non può essere un fatto negativo, se le sue manifestazioni si presentano ricche di tanta energia, e che inoltre la sua vera causa risiede nell'estensione illegittima dell'individualità, che reca nella vita un principio di sovvertimento e di guasto. Lo svolgimento della personalità, non che esser biasimevole, è un dovere, purché avvenga senz'alcun danno del benessere collettivo. L'individuo che non rispetta il carattere dell'''humanitas'' nei rapporti con gli altri e considera se stesso come qualcosa di assoluto, dev'esser dichiarato immorale. Non v'è teoria di [[Oltreuomo|superuomo]] che possa giustificarlo. (cap. V, p. 258)
*Nell'ultima fase del pensiero schellinghiano, l'unità della filosofia si spezza: accanto ad una scienza della [[ragione]] è affermata, con uguale anzi con maggiore diritto, una scienza dell'[[empirismo|empiria]]; accanto alla filosofia negativa, la positiva: la prima delle quali studia le essenze; la seconda, le esistenze Alla filosofia negativa è assegnato il compito finale di concepire [[Dio]] come idea suprema della ragione; alla positiva invece, quello di provare una tal verità a posteriori. (cap. VIII, p. 424)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoSchelling/mode/1up Schelling]'', Remo Sandron editore, Milano, 1928.
==Altri progetti==
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'''Michele Losacco''' (1871 – 1944), filosofo italiano.
==Citazioni di Michele Losacco==
*[...] alla [[filosofia greca]] è estraneo il carattere [[Teologia|teologico]] della speculazione orientale, e anche i suoi rapporti con i miti indigeni sono assai deboli. Del resto, nessuno dei popoli asiatici, che vennero a contatto coi Greci nell'epoca de' primi conati filosofici, possedeva una vera dottrina speculativa: le rappresentazioni teologiche e cosmologiche erano troppo fantastiche e grossolane.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929, p. 81.</ref>
*Alla formazione della fisica greca, oltre le leggende cosmogoniche, recarono un contributo importante le credenze relative alla natura degli esseri visibili, al meccanismo della loro vita e morte: credenze che bisogna attingere a fonti diverse dalle cosmogonie. Esse hanno antichità ineguale; ma certo è che, seppure si potrebbero far risalire ad influssi stranieri (orientali, italici, ecc.), nel modo come vennero elaborate portano tutta l'impronta dello spirito greco.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929, p. 59.</ref>
*L'epos [[Omero|omerico]], rappresentazione inarrivabile di un mondo eroico, in cui sono conciliati l'umano e il divino, appare tutto dominato da una visione limpida sana giovanile della vita, dove non c'è l'ombra di quelle colossali e mostruose {{sic|imagini}}, che hanno cosi largo posto nelle [[Mitologia|mitologie]] nordiche e orientali.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929, p. 14.</ref>
==''Schelling''==
*[[Friedrich Schelling|Schelling]] è una personalità originale e possente. A lui, come disse una volta [[Novalis]], era propria la forza che da un punto s'irradia nell'inlinito. Uomo di carattere energico, d'impetuosi istinti, di veloce intelligenza, benché non privo di una certa pesantezza derivante dalla sua origine sveva, già a primo aspetto si rivelava come un dominatore. Aveva lo smisurato orgoglio, che sorregge nelle loro audaci avventure di pensiero quegli uomini superiori, che son destinati ad aprire vie nuove. (''Introduzione'', p. 41)
*Il movimento iniziato dallo Schelling trovò subito numerosi fautori in Germania, non solo tra i filosofi e i letterati, ma anche tra gli uomini di scienza. Se da una parte i romantici, come [[Ludwig Tieck|Tieck]] e gli Schlegel<ref>I fratelli [[August Wilhelm von Schlegel|August]] e [[Friedrich Schlegel]].</ref> e , salutavano con entusiasmo il ritorno di una concezione poetica della natura, dall'altra gli scienziati si appropriavano con lieta baldanza un metodo, che pareva destinato a sparger nuova luce sui più ardui enigmi dell'universo. (cap. II, p. 107)
*Il ''Sistema dell'[[idealismo trascendentale]]'' è, tra le opere dello Schelling, quella che, per le grandiose proporzioni architettoniche, la compiutezza sistematica, l'efficacia e il colorito dell'espressione, più felicemente rispecchia la genialità dell'autore e ne costituisce insieme il maggior titolo di gloria. (cap. III, p. 154)
*Schelling ha tentato di armonizzare il [[Naturalismo (filosofia)|naturalismo]] col [[teismo]]. Il concetto abituale di [[Dio]] è quello di un essere originario, bell'e fatto, immutabile; secondo altri filosofi, si riduce ad un'unità astratta di rapporti, o ancora ad una semplice esigenza morale. Ma in tutte queste ipotesi manca il concetto di un Dio vivente. Se vogliamo elevarci a un tal concetto, dobbiamo ammettere che la vita di Dio abbia la più grande analogia con l'umana, che in lui accanto ad un eterno essere ci sia un eterno divenire, che Dio insomma ''faccia se stesso''. (cap. V, p. 255)
*{{NDR|Schelling}} [...] intorno alla questione del [[male]], egli ha il merito di aver veduto giusto, osservando che il male non può essere un fatto negativo, se le sue manifestazioni si presentano ricche di tanta energia, e che inoltre la sua vera causa risiede nell'estensione illegittima dell'individualità, che reca nella vita un principio di sovvertimento e di guasto. Lo svolgimento della personalità, non che esser biasimevole, è un dovere, purché avvenga senz'alcun danno del benessere collettivo. L'individuo che non rispetta il carattere dell'''humanitas'' nei rapporti con gli altri e considera se stesso come qualcosa di assoluto, dev'esser dichiarato immorale. Non v'è teoria di [[Oltreuomo|superuomo]] che possa giustificarlo. (cap. V, p. 258)
*Nell'ultima fase del pensiero schellinghiano, l'unità della filosofia si spezza: accanto ad una scienza della [[ragione]] è affermata, con uguale anzi con maggiore diritto, una scienza dell'[[empirismo|empiria]]; accanto alla filosofia negativa, la positiva: la prima delle quali studia le essenze; la seconda, le esistenze Alla filosofia negativa è assegnato il compito finale di concepire [[Dio]] come idea suprema della ragione; alla positiva invece, quello di provare una tal verità a posteriori. (cap. VIII, p. 424)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoSchelling/mode/1up Schelling]'', Remo Sandron editore, Milano, 1928.
==Altri progetti==
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'''Michele Losacco''' (1871 – 1944), filosofo italiano.
==Citazioni di Michele Losacco==
*[...] alla [[filosofia greca]] è estraneo il carattere [[Teologia|teologico]] della speculazione orientale, e anche i suoi rapporti con i miti indigeni sono assai deboli. Del resto, nessuno dei popoli asiatici, che vennero a contatto coi Greci nell'epoca de' primi conati filosofici, possedeva una vera dottrina speculativa: le rappresentazioni teologiche e cosmologiche erano troppo fantastiche e grossolane.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929, p. 81.</ref>
*Alla formazione della fisica greca, oltre le leggende [[Cosmogonia|cosmogoniche]], recarono un contributo importante le credenze relative alla natura degli esseri visibili, al meccanismo della loro vita e morte: credenze che bisogna attingere a fonti diverse dalle cosmogonie. Esse hanno antichità ineguale; ma certo è che, seppure si potrebbero far risalire ad influssi stranieri (orientali, italici, ecc.), nel modo come vennero elaborate portano tutta l'impronta dello spirito greco.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929, p. 59.</ref>
*L'epos [[Omero|omerico]], rappresentazione inarrivabile di un mondo eroico, in cui sono conciliati l'umano e il divino, appare tutto dominato da una visione limpida sana giovanile della vita, dove non c'è l'ombra di quelle colossali e mostruose {{sic|imagini}}, che hanno cosi largo posto nelle [[Mitologia|mitologie]] nordiche e orientali.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929, p. 14.</ref>
==''Schelling''==
*[[Friedrich Schelling|Schelling]] è una personalità originale e possente. A lui, come disse una volta [[Novalis]], era propria la forza che da un punto s'irradia nell'inlinito. Uomo di carattere energico, d'impetuosi istinti, di veloce intelligenza, benché non privo di una certa pesantezza derivante dalla sua origine sveva, già a primo aspetto si rivelava come un dominatore. Aveva lo smisurato orgoglio, che sorregge nelle loro audaci avventure di pensiero quegli uomini superiori, che son destinati ad aprire vie nuove. (''Introduzione'', p. 41)
*Il movimento iniziato dallo Schelling trovò subito numerosi fautori in Germania, non solo tra i filosofi e i letterati, ma anche tra gli uomini di scienza. Se da una parte i romantici, come [[Ludwig Tieck|Tieck]] e gli Schlegel<ref>I fratelli [[August Wilhelm von Schlegel|August]] e [[Friedrich Schlegel]].</ref> e , salutavano con entusiasmo il ritorno di una concezione poetica della natura, dall'altra gli scienziati si appropriavano con lieta baldanza un metodo, che pareva destinato a sparger nuova luce sui più ardui enigmi dell'universo. (cap. II, p. 107)
*Il ''Sistema dell'[[idealismo trascendentale]]'' è, tra le opere dello Schelling, quella che, per le grandiose proporzioni architettoniche, la compiutezza sistematica, l'efficacia e il colorito dell'espressione, più felicemente rispecchia la genialità dell'autore e ne costituisce insieme il maggior titolo di gloria. (cap. III, p. 154)
*Schelling ha tentato di armonizzare il [[Naturalismo (filosofia)|naturalismo]] col [[teismo]]. Il concetto abituale di [[Dio]] è quello di un essere originario, bell'e fatto, immutabile; secondo altri filosofi, si riduce ad un'unità astratta di rapporti, o ancora ad una semplice esigenza morale. Ma in tutte queste ipotesi manca il concetto di un Dio vivente. Se vogliamo elevarci a un tal concetto, dobbiamo ammettere che la vita di Dio abbia la più grande analogia con l'umana, che in lui accanto ad un eterno essere ci sia un eterno divenire, che Dio insomma ''faccia se stesso''. (cap. V, p. 255)
*{{NDR|Schelling}} [...] intorno alla questione del [[male]], egli ha il merito di aver veduto giusto, osservando che il male non può essere un fatto negativo, se le sue manifestazioni si presentano ricche di tanta energia, e che inoltre la sua vera causa risiede nell'estensione illegittima dell'individualità, che reca nella vita un principio di sovvertimento e di guasto. Lo svolgimento della personalità, non che esser biasimevole, è un dovere, purché avvenga senz'alcun danno del benessere collettivo. L'individuo che non rispetta il carattere dell'''humanitas'' nei rapporti con gli altri e considera se stesso come qualcosa di assoluto, dev'esser dichiarato immorale. Non v'è teoria di [[Oltreuomo|superuomo]] che possa giustificarlo. (cap. V, p. 258)
*Nell'ultima fase del pensiero schellinghiano, l'unità della filosofia si spezza: accanto ad una scienza della [[ragione]] è affermata, con uguale anzi con maggiore diritto, una scienza dell'[[empirismo|empiria]]; accanto alla filosofia negativa, la positiva: la prima delle quali studia le essenze; la seconda, le esistenze Alla filosofia negativa è assegnato il compito finale di concepire [[Dio]] come idea suprema della ragione; alla positiva invece, quello di provare una tal verità a posteriori. (cap. VIII, p. 424)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoSchelling/mode/1up Schelling]'', Remo Sandron editore, Milano, 1928.
==Altri progetti==
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'''Michele Losacco''' (1871 – 1944), filosofo italiano.
==''Introduzione alla storia della filosofia greca''==
*L'epos [[Omero|omerico]], rappresentazione inarrivabile di un mondo eroico, in cui sono conciliati l'umano e il divino, appare tutto dominato da una visione limpida sana giovanile della vita, dove non c'è l'ombra di quelle colossali e mostruose {{sic|imagini}}, che hanno cosi largo posto nelle [[Mitologia|mitologie]] nordiche e orientali. (p. 14)
*Alla formazione della fisica greca, oltre le leggende [[Cosmogonia|cosmogoniche]], recarono un contributo importante le credenze relative alla natura degli esseri visibili, al meccanismo della loro vita e morte: credenze che bisogna attingere a fonti diverse dalle cosmogonie. Esse hanno antichità ineguale; ma certo è che, seppure si potrebbero far risalire ad influssi stranieri (orientali, italici, ecc.), nel modo come vennero elaborate portano tutta l'impronta dello spirito greco. (p. 59)
*[...] alla [[filosofia greca]] è estraneo il carattere [[Teologia|teologico]] della speculazione orientale, e anche i suoi rapporti con i miti indigeni sono assai deboli. Del resto, nessuno dei popoli asiatici, che vennero a contatto coi Greci nell'epoca de' primi conati filosofici, possedeva una vera dottrina speculativa: le rappresentazioni teologiche e cosmologiche erano troppo fantastiche e grossolane. (p. 81)
==''Schelling''==
*[[Friedrich Schelling|Schelling]] è una personalità originale e possente. A lui, come disse una volta [[Novalis]], era propria la forza che da un punto s'irradia nell'inlinito. Uomo di carattere energico, d'impetuosi istinti, di veloce intelligenza, benché non privo di una certa pesantezza derivante dalla sua origine sveva, già a primo aspetto si rivelava come un dominatore. Aveva lo smisurato orgoglio, che sorregge nelle loro audaci avventure di pensiero quegli uomini superiori, che son destinati ad aprire vie nuove. (''Introduzione'', p. 41)
*Il movimento iniziato dallo Schelling trovò subito numerosi fautori in Germania, non solo tra i filosofi e i letterati, ma anche tra gli uomini di scienza. Se da una parte i romantici, come [[Ludwig Tieck|Tieck]] e gli Schlegel<ref>I fratelli [[August Wilhelm von Schlegel|August]] e [[Friedrich Schlegel]].</ref> e , salutavano con entusiasmo il ritorno di una concezione poetica della natura, dall'altra gli scienziati si appropriavano con lieta baldanza un metodo, che pareva destinato a sparger nuova luce sui più ardui enigmi dell'universo. (cap. II, p. 107)
*Il ''Sistema dell'[[idealismo trascendentale]]'' è, tra le opere dello Schelling, quella che, per le grandiose proporzioni architettoniche, la compiutezza sistematica, l'efficacia e il colorito dell'espressione, più felicemente rispecchia la genialità dell'autore e ne costituisce insieme il maggior titolo di gloria. (cap. III, p. 154)
*Schelling ha tentato di armonizzare il [[Naturalismo (filosofia)|naturalismo]] col [[teismo]]. Il concetto abituale di [[Dio]] è quello di un essere originario, bell'e fatto, immutabile; secondo altri filosofi, si riduce ad un'unità astratta di rapporti, o ancora ad una semplice esigenza morale. Ma in tutte queste ipotesi manca il concetto di un Dio vivente. Se vogliamo elevarci a un tal concetto, dobbiamo ammettere che la vita di Dio abbia la più grande analogia con l'umana, che in lui accanto ad un eterno essere ci sia un eterno divenire, che Dio insomma ''faccia se stesso''. (cap. V, p. 255)
*{{NDR|Schelling}} [...] intorno alla questione del [[male]], egli ha il merito di aver veduto giusto, osservando che il male non può essere un fatto negativo, se le sue manifestazioni si presentano ricche di tanta energia, e che inoltre la sua vera causa risiede nell'estensione illegittima dell'individualità, che reca nella vita un principio di sovvertimento e di guasto. Lo svolgimento della personalità, non che esser biasimevole, è un dovere, purché avvenga senz'alcun danno del benessere collettivo. L'individuo che non rispetta il carattere dell'''humanitas'' nei rapporti con gli altri e considera se stesso come qualcosa di assoluto, dev'esser dichiarato immorale. Non v'è teoria di [[Oltreuomo|superuomo]] che possa giustificarlo. (cap. V, p. 258)
*Nell'ultima fase del pensiero schellinghiano, l'unità della filosofia si spezza: accanto ad una scienza della [[ragione]] è affermata, con uguale anzi con maggiore diritto, una scienza dell'[[empirismo|empiria]]; accanto alla filosofia negativa, la positiva: la prima delle quali studia le essenze; la seconda, le esistenze Alla filosofia negativa è assegnato il compito finale di concepire [[Dio]] come idea suprema della ragione; alla positiva invece, quello di provare una tal verità a posteriori. (cap. VIII, p. 424)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929.
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoSchelling/mode/1up Schelling]'', Remo Sandron editore, Milano, 1928.
==Altri progetti==
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'''Michele Losacco''' (1871 – 1944), filosofo italiano.
==''Introduzione alla storia della filosofia greca''==
*L'epos [[Omero|omerico]], rappresentazione inarrivabile di un mondo eroico, in cui sono conciliati l'umano e il divino, appare tutto dominato da una visione limpida sana giovanile della vita, dove non c'è l'ombra di quelle colossali e mostruose {{sic|imagini}}, che hanno cosi largo posto nelle [[Mitologia|mitologie]] nordiche e orientali. (cap. I, p. 14)
*Alla formazione della fisica greca, oltre le leggende [[Cosmogonia|cosmogoniche]], recarono un contributo importante le credenze relative alla natura degli esseri visibili, al meccanismo della loro vita e morte: credenze che bisogna attingere a fonti diverse dalle cosmogonie. Esse hanno antichità ineguale; ma certo è che, seppure si potrebbero far risalire ad influssi stranieri (orientali, italici, ecc.), nel modo come vennero elaborate portano tutta l'impronta dello spirito greco. (cap. IV, p. 59)
*[...] alla [[filosofia greca]] è estraneo il carattere [[Teologia|teologico]] della speculazione orientale, e anche i suoi rapporti con i miti indigeni sono assai deboli. Del resto, nessuno dei popoli asiatici, che vennero a contatto coi Greci nell'epoca de' primi conati filosofici, possedeva una vera dottrina speculativa: le rappresentazioni teologiche e cosmologiche erano troppo fantastiche e grossolane. (cap. V, p. 81)
==''Schelling''==
*[[Friedrich Schelling|Schelling]] è una personalità originale e possente. A lui, come disse una volta [[Novalis]], era propria la forza che da un punto s'irradia nell'inlinito. Uomo di carattere energico, d'impetuosi istinti, di veloce intelligenza, benché non privo di una certa pesantezza derivante dalla sua origine sveva, già a primo aspetto si rivelava come un dominatore. Aveva lo smisurato orgoglio, che sorregge nelle loro audaci avventure di pensiero quegli uomini superiori, che son destinati ad aprire vie nuove. (''Introduzione'', p. 41)
*Il movimento iniziato dallo Schelling trovò subito numerosi fautori in Germania, non solo tra i filosofi e i letterati, ma anche tra gli uomini di scienza. Se da una parte i romantici, come [[Ludwig Tieck|Tieck]] e gli Schlegel<ref>I fratelli [[August Wilhelm von Schlegel|August]] e [[Friedrich Schlegel]].</ref> e , salutavano con entusiasmo il ritorno di una concezione poetica della natura, dall'altra gli scienziati si appropriavano con lieta baldanza un metodo, che pareva destinato a sparger nuova luce sui più ardui enigmi dell'universo. (cap. II, p. 107)
*Il ''Sistema dell'[[idealismo trascendentale]]'' è, tra le opere dello Schelling, quella che, per le grandiose proporzioni architettoniche, la compiutezza sistematica, l'efficacia e il colorito dell'espressione, più felicemente rispecchia la genialità dell'autore e ne costituisce insieme il maggior titolo di gloria. (cap. III, p. 154)
*Schelling ha tentato di armonizzare il [[Naturalismo (filosofia)|naturalismo]] col [[teismo]]. Il concetto abituale di [[Dio]] è quello di un essere originario, bell'e fatto, immutabile; secondo altri filosofi, si riduce ad un'unità astratta di rapporti, o ancora ad una semplice esigenza morale. Ma in tutte queste ipotesi manca il concetto di un Dio vivente. Se vogliamo elevarci a un tal concetto, dobbiamo ammettere che la vita di Dio abbia la più grande analogia con l'umana, che in lui accanto ad un eterno essere ci sia un eterno divenire, che Dio insomma ''faccia se stesso''. (cap. V, p. 255)
*{{NDR|Schelling}} [...] intorno alla questione del [[male]], egli ha il merito di aver veduto giusto, osservando che il male non può essere un fatto negativo, se le sue manifestazioni si presentano ricche di tanta energia, e che inoltre la sua vera causa risiede nell'estensione illegittima dell'individualità, che reca nella vita un principio di sovvertimento e di guasto. Lo svolgimento della personalità, non che esser biasimevole, è un dovere, purché avvenga senz'alcun danno del benessere collettivo. L'individuo che non rispetta il carattere dell'''humanitas'' nei rapporti con gli altri e considera se stesso come qualcosa di assoluto, dev'esser dichiarato immorale. Non v'è teoria di [[Oltreuomo|superuomo]] che possa giustificarlo. (cap. V, p. 258)
*Nell'ultima fase del pensiero schellinghiano, l'unità della filosofia si spezza: accanto ad una scienza della [[ragione]] è affermata, con uguale anzi con maggiore diritto, una scienza dell'[[empirismo|empiria]]; accanto alla filosofia negativa, la positiva: la prima delle quali studia le essenze; la seconda, le esistenze Alla filosofia negativa è assegnato il compito finale di concepire [[Dio]] come idea suprema della ragione; alla positiva invece, quello di provare una tal verità a posteriori. (cap. VIII, p. 424)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929.
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoSchelling/mode/1up Schelling]'', Remo Sandron editore, Milano, 1928.
==Altri progetti==
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Incipit
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'''Michele Losacco''' (1871 – 1944), filosofo italiano.
==''Introduzione alla storia della filosofia greca''==
===[[Incipit]]===
Alcuni evoluzionisti, come il Grant Allen, credettero che, a spiegare l'apparizione meravigliosa della cultura ellenica, bastasse il determinismo geografico, e cioè l'insieme di quelle particolari condizioni fisiche, le quali operarono, com'essi dicevano con la loro terminologia, sul cervello ariano indifferenziato. Questa teoria, che negava l'azione spontanea degl'individui o dei gruppi etnici, per dare il massimo rilievo alla loro dipendenza meccanica dall'ambiente, confondeva in modo strano le condizioni necessarie a produrre un fatto, con le condizioni sufficienti. William James argutamente osservava: il rompere le uova è bensì una condizione necessaria della frittata, ma non una condizione sufficiente. «Si ha una frittata sempre, quando si rompano le uova?» Cosi è dello spirito greco.
===Citazioni===
*L'epos [[Omero|omerico]], rappresentazione inarrivabile di un mondo eroico, in cui sono conciliati l'umano e il divino, appare tutto dominato da una visione limpida sana giovanile della vita, dove non c'è l'ombra di quelle colossali e mostruose {{sic|imagini}}, che hanno cosi largo posto nelle [[Mitologia|mitologie]] nordiche e orientali. (cap. I, p. 14)
*Alla formazione della fisica greca, oltre le leggende [[Cosmogonia|cosmogoniche]], recarono un contributo importante le credenze relative alla natura degli esseri visibili, al meccanismo della loro vita e morte: credenze che bisogna attingere a fonti diverse dalle cosmogonie. Esse hanno antichità ineguale; ma certo è che, seppure si potrebbero far risalire ad influssi stranieri (orientali, italici, ecc.), nel modo come vennero elaborate portano tutta l'impronta dello spirito greco. (cap. IV, p. 59)
*[...] alla [[filosofia greca]] è estraneo il carattere [[Teologia|teologico]] della speculazione orientale, e anche i suoi rapporti con i miti indigeni sono assai deboli. Del resto, nessuno dei popoli asiatici, che vennero a contatto coi Greci nell'epoca de' primi conati filosofici, possedeva una vera dottrina speculativa: le rappresentazioni teologiche e cosmologiche erano troppo fantastiche e grossolane. (cap. V, p. 81)
==''Schelling''==
*[[Friedrich Schelling|Schelling]] è una personalità originale e possente. A lui, come disse una volta [[Novalis]], era propria la forza che da un punto s'irradia nell'inlinito. Uomo di carattere energico, d'impetuosi istinti, di veloce intelligenza, benché non privo di una certa pesantezza derivante dalla sua origine sveva, già a primo aspetto si rivelava come un dominatore. Aveva lo smisurato orgoglio, che sorregge nelle loro audaci avventure di pensiero quegli uomini superiori, che son destinati ad aprire vie nuove. (''Introduzione'', p. 41)
*Il movimento iniziato dallo Schelling trovò subito numerosi fautori in Germania, non solo tra i filosofi e i letterati, ma anche tra gli uomini di scienza. Se da una parte i romantici, come [[Ludwig Tieck|Tieck]] e gli Schlegel<ref>I fratelli [[August Wilhelm von Schlegel|August]] e [[Friedrich Schlegel]].</ref> e , salutavano con entusiasmo il ritorno di una concezione poetica della natura, dall'altra gli scienziati si appropriavano con lieta baldanza un metodo, che pareva destinato a sparger nuova luce sui più ardui enigmi dell'universo. (cap. II, p. 107)
*Il ''Sistema dell'[[idealismo trascendentale]]'' è, tra le opere dello Schelling, quella che, per le grandiose proporzioni architettoniche, la compiutezza sistematica, l'efficacia e il colorito dell'espressione, più felicemente rispecchia la genialità dell'autore e ne costituisce insieme il maggior titolo di gloria. (cap. III, p. 154)
*Schelling ha tentato di armonizzare il [[Naturalismo (filosofia)|naturalismo]] col [[teismo]]. Il concetto abituale di [[Dio]] è quello di un essere originario, bell'e fatto, immutabile; secondo altri filosofi, si riduce ad un'unità astratta di rapporti, o ancora ad una semplice esigenza morale. Ma in tutte queste ipotesi manca il concetto di un Dio vivente. Se vogliamo elevarci a un tal concetto, dobbiamo ammettere che la vita di Dio abbia la più grande analogia con l'umana, che in lui accanto ad un eterno essere ci sia un eterno divenire, che Dio insomma ''faccia se stesso''. (cap. V, p. 255)
*{{NDR|Schelling}} [...] intorno alla questione del [[male]], egli ha il merito di aver veduto giusto, osservando che il male non può essere un fatto negativo, se le sue manifestazioni si presentano ricche di tanta energia, e che inoltre la sua vera causa risiede nell'estensione illegittima dell'individualità, che reca nella vita un principio di sovvertimento e di guasto. Lo svolgimento della personalità, non che esser biasimevole, è un dovere, purché avvenga senz'alcun danno del benessere collettivo. L'individuo che non rispetta il carattere dell'''humanitas'' nei rapporti con gli altri e considera se stesso come qualcosa di assoluto, dev'esser dichiarato immorale. Non v'è teoria di [[Oltreuomo|superuomo]] che possa giustificarlo. (cap. V, p. 258)
*Nell'ultima fase del pensiero schellinghiano, l'unità della filosofia si spezza: accanto ad una scienza della [[ragione]] è affermata, con uguale anzi con maggiore diritto, una scienza dell'[[empirismo|empiria]]; accanto alla filosofia negativa, la positiva: la prima delle quali studia le essenze; la seconda, le esistenze Alla filosofia negativa è assegnato il compito finale di concepire [[Dio]] come idea suprema della ragione; alla positiva invece, quello di provare una tal verità a posteriori. (cap. VIII, p. 424)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929.
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoSchelling/mode/1up Schelling]'', Remo Sandron editore, Milano, 1928.
==Altri progetti==
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'''Michele Losacco''' (1871 – 1944), filosofo italiano.
==''Introduzione alla storia della filosofia greca''==
===[[Incipit]]===
Alcuni evoluzionisti, come il [[Grant Allen]], credettero che, a spiegare l'apparizione meravigliosa della cultura ellenica, bastasse il determinismo geografico, e cioè l'insieme di quelle particolari condizioni fisiche, le quali operarono, com'essi dicevano con la loro terminologia, sul cervello ariano indifferenziato. Questa teoria, che negava l'azione spontanea degl'individui o dei gruppi etnici, per dare il massimo rilievo alla loro dipendenza meccanica dall'ambiente, confondeva in modo strano le condizioni necessarie a produrre un fatto, con le condizioni sufficienti. [[William James]] argutamente osservava: il rompere le uova è bensì una condizione necessaria della frittata, ma non una condizione sufficiente. «Si ha una frittata sempre, quando si rompano le uova?» Cosi è dello spirito greco.
===Citazioni===
*L'epos [[Omero|omerico]], rappresentazione inarrivabile di un mondo eroico, in cui sono conciliati l'umano e il divino, appare tutto dominato da una visione limpida sana giovanile della vita, dove non c'è l'ombra di quelle colossali e mostruose {{sic|imagini}}, che hanno cosi largo posto nelle [[Mitologia|mitologie]] nordiche e orientali. (cap. I, p. 14)
*Alla formazione della fisica greca, oltre le leggende [[Cosmogonia|cosmogoniche]], recarono un contributo importante le credenze relative alla natura degli esseri visibili, al meccanismo della loro vita e morte: credenze che bisogna attingere a fonti diverse dalle cosmogonie. Esse hanno antichità ineguale; ma certo è che, seppure si potrebbero far risalire ad influssi stranieri (orientali, italici, ecc.), nel modo come vennero elaborate portano tutta l'impronta dello spirito greco. (cap. IV, p. 59)
*[...] alla [[filosofia greca]] è estraneo il carattere [[Teologia|teologico]] della speculazione orientale, e anche i suoi rapporti con i miti indigeni sono assai deboli. Del resto, nessuno dei popoli asiatici, che vennero a contatto coi Greci nell'epoca de' primi conati filosofici, possedeva una vera dottrina speculativa: le rappresentazioni teologiche e cosmologiche erano troppo fantastiche e grossolane. (cap. V, p. 81)
==''Schelling''==
*[[Friedrich Schelling|Schelling]] è una personalità originale e possente. A lui, come disse una volta [[Novalis]], era propria la forza che da un punto s'irradia nell'inlinito. Uomo di carattere energico, d'impetuosi istinti, di veloce intelligenza, benché non privo di una certa pesantezza derivante dalla sua origine sveva, già a primo aspetto si rivelava come un dominatore. Aveva lo smisurato orgoglio, che sorregge nelle loro audaci avventure di pensiero quegli uomini superiori, che son destinati ad aprire vie nuove. (''Introduzione'', p. 41)
*Il movimento iniziato dallo Schelling trovò subito numerosi fautori in Germania, non solo tra i filosofi e i letterati, ma anche tra gli uomini di scienza. Se da una parte i romantici, come [[Ludwig Tieck|Tieck]] e gli Schlegel<ref>I fratelli [[August Wilhelm von Schlegel|August]] e [[Friedrich Schlegel]].</ref> e , salutavano con entusiasmo il ritorno di una concezione poetica della natura, dall'altra gli scienziati si appropriavano con lieta baldanza un metodo, che pareva destinato a sparger nuova luce sui più ardui enigmi dell'universo. (cap. II, p. 107)
*Il ''Sistema dell'[[idealismo trascendentale]]'' è, tra le opere dello Schelling, quella che, per le grandiose proporzioni architettoniche, la compiutezza sistematica, l'efficacia e il colorito dell'espressione, più felicemente rispecchia la genialità dell'autore e ne costituisce insieme il maggior titolo di gloria. (cap. III, p. 154)
*Schelling ha tentato di armonizzare il [[Naturalismo (filosofia)|naturalismo]] col [[teismo]]. Il concetto abituale di [[Dio]] è quello di un essere originario, bell'e fatto, immutabile; secondo altri filosofi, si riduce ad un'unità astratta di rapporti, o ancora ad una semplice esigenza morale. Ma in tutte queste ipotesi manca il concetto di un Dio vivente. Se vogliamo elevarci a un tal concetto, dobbiamo ammettere che la vita di Dio abbia la più grande analogia con l'umana, che in lui accanto ad un eterno essere ci sia un eterno divenire, che Dio insomma ''faccia se stesso''. (cap. V, p. 255)
*{{NDR|Schelling}} [...] intorno alla questione del [[male]], egli ha il merito di aver veduto giusto, osservando che il male non può essere un fatto negativo, se le sue manifestazioni si presentano ricche di tanta energia, e che inoltre la sua vera causa risiede nell'estensione illegittima dell'individualità, che reca nella vita un principio di sovvertimento e di guasto. Lo svolgimento della personalità, non che esser biasimevole, è un dovere, purché avvenga senz'alcun danno del benessere collettivo. L'individuo che non rispetta il carattere dell'''humanitas'' nei rapporti con gli altri e considera se stesso come qualcosa di assoluto, dev'esser dichiarato immorale. Non v'è teoria di [[Oltreuomo|superuomo]] che possa giustificarlo. (cap. V, p. 258)
*Nell'ultima fase del pensiero schellinghiano, l'unità della filosofia si spezza: accanto ad una scienza della [[ragione]] è affermata, con uguale anzi con maggiore diritto, una scienza dell'[[empirismo|empiria]]; accanto alla filosofia negativa, la positiva: la prima delle quali studia le essenze; la seconda, le esistenze Alla filosofia negativa è assegnato il compito finale di concepire [[Dio]] come idea suprema della ragione; alla positiva invece, quello di provare una tal verità a posteriori. (cap. VIII, p. 424)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929.
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoSchelling/mode/1up Schelling]'', Remo Sandron editore, Milano, 1928.
==Altri progetti==
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'''Michele Losacco''' (1871 – 1944), filosofo italiano.
==''Introduzione alla storia della filosofia greca''==
===[[Incipit]]===
Alcuni evoluzionisti, come il [[Grant Allen]], credettero che, a spiegare l'apparizione meravigliosa della [[Antica Grecia|cultura ellenica]], bastasse il determinismo geografico, e cioè l'insieme di quelle particolari condizioni fisiche, le quali operarono, com'essi dicevano con la loro terminologia, sul cervello ariano indifferenziato. Questa teoria, che negava l'azione spontanea degl'individui o dei gruppi etnici, per dare il massimo rilievo alla loro dipendenza meccanica dall'ambiente, confondeva in modo strano le condizioni necessarie a produrre un fatto, con le condizioni sufficienti. [[William James]] argutamente osservava: il rompere le uova è bensì una condizione necessaria della frittata, ma non una condizione sufficiente. «Si ha una frittata sempre, quando si rompano le uova?» Cosi è dello spirito greco.
===Citazioni===
*L'epos [[Omero|omerico]], rappresentazione inarrivabile di un mondo eroico, in cui sono conciliati l'umano e il divino, appare tutto dominato da una visione limpida sana giovanile della vita, dove non c'è l'ombra di quelle colossali e mostruose {{sic|imagini}}, che hanno cosi largo posto nelle [[Mitologia|mitologie]] nordiche e orientali. (cap. I, p. 14)
*Alla formazione della fisica greca, oltre le leggende [[Cosmogonia|cosmogoniche]], recarono un contributo importante le credenze relative alla natura degli esseri visibili, al meccanismo della loro vita e morte: credenze che bisogna attingere a fonti diverse dalle cosmogonie. Esse hanno antichità ineguale; ma certo è che, seppure si potrebbero far risalire ad influssi stranieri (orientali, italici, ecc.), nel modo come vennero elaborate portano tutta l'impronta dello spirito greco. (cap. IV, p. 59)
*[...] alla [[filosofia greca]] è estraneo il carattere [[Teologia|teologico]] della speculazione orientale, e anche i suoi rapporti con i miti indigeni sono assai deboli. Del resto, nessuno dei popoli asiatici, che vennero a contatto coi Greci nell'epoca de' primi conati filosofici, possedeva una vera dottrina speculativa: le rappresentazioni teologiche e cosmologiche erano troppo fantastiche e grossolane. (cap. V, p. 81)
==''Schelling''==
*[[Friedrich Schelling|Schelling]] è una personalità originale e possente. A lui, come disse una volta [[Novalis]], era propria la forza che da un punto s'irradia nell'inlinito. Uomo di carattere energico, d'impetuosi istinti, di veloce intelligenza, benché non privo di una certa pesantezza derivante dalla sua origine sveva, già a primo aspetto si rivelava come un dominatore. Aveva lo smisurato orgoglio, che sorregge nelle loro audaci avventure di pensiero quegli uomini superiori, che son destinati ad aprire vie nuove. (''Introduzione'', p. 41)
*Il movimento iniziato dallo Schelling trovò subito numerosi fautori in Germania, non solo tra i filosofi e i letterati, ma anche tra gli uomini di scienza. Se da una parte i romantici, come [[Ludwig Tieck|Tieck]] e gli Schlegel<ref>I fratelli [[August Wilhelm von Schlegel|August]] e [[Friedrich Schlegel]].</ref> e , salutavano con entusiasmo il ritorno di una concezione poetica della natura, dall'altra gli scienziati si appropriavano con lieta baldanza un metodo, che pareva destinato a sparger nuova luce sui più ardui enigmi dell'universo. (cap. II, p. 107)
*Il ''Sistema dell'[[idealismo trascendentale]]'' è, tra le opere dello Schelling, quella che, per le grandiose proporzioni architettoniche, la compiutezza sistematica, l'efficacia e il colorito dell'espressione, più felicemente rispecchia la genialità dell'autore e ne costituisce insieme il maggior titolo di gloria. (cap. III, p. 154)
*Schelling ha tentato di armonizzare il [[Naturalismo (filosofia)|naturalismo]] col [[teismo]]. Il concetto abituale di [[Dio]] è quello di un essere originario, bell'e fatto, immutabile; secondo altri filosofi, si riduce ad un'unità astratta di rapporti, o ancora ad una semplice esigenza morale. Ma in tutte queste ipotesi manca il concetto di un Dio vivente. Se vogliamo elevarci a un tal concetto, dobbiamo ammettere che la vita di Dio abbia la più grande analogia con l'umana, che in lui accanto ad un eterno essere ci sia un eterno divenire, che Dio insomma ''faccia se stesso''. (cap. V, p. 255)
*{{NDR|Schelling}} [...] intorno alla questione del [[male]], egli ha il merito di aver veduto giusto, osservando che il male non può essere un fatto negativo, se le sue manifestazioni si presentano ricche di tanta energia, e che inoltre la sua vera causa risiede nell'estensione illegittima dell'individualità, che reca nella vita un principio di sovvertimento e di guasto. Lo svolgimento della personalità, non che esser biasimevole, è un dovere, purché avvenga senz'alcun danno del benessere collettivo. L'individuo che non rispetta il carattere dell'''humanitas'' nei rapporti con gli altri e considera se stesso come qualcosa di assoluto, dev'esser dichiarato immorale. Non v'è teoria di [[Oltreuomo|superuomo]] che possa giustificarlo. (cap. V, p. 258)
*Nell'ultima fase del pensiero schellinghiano, l'unità della filosofia si spezza: accanto ad una scienza della [[ragione]] è affermata, con uguale anzi con maggiore diritto, una scienza dell'[[empirismo|empiria]]; accanto alla filosofia negativa, la positiva: la prima delle quali studia le essenze; la seconda, le esistenze Alla filosofia negativa è assegnato il compito finale di concepire [[Dio]] come idea suprema della ragione; alla positiva invece, quello di provare una tal verità a posteriori. (cap. VIII, p. 424)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929.
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoSchelling/mode/1up Schelling]'', Remo Sandron editore, Milano, 1928.
==Altri progetti==
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/* Schelling */ Giovanni Gentile: citazioni sullo "Schelling"
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'''Michele Losacco''' (1871 – 1944), filosofo italiano.
==''Introduzione alla storia della filosofia greca''==
===[[Incipit]]===
Alcuni evoluzionisti, come il [[Grant Allen]], credettero che, a spiegare l'apparizione meravigliosa della [[Antica Grecia|cultura ellenica]], bastasse il determinismo geografico, e cioè l'insieme di quelle particolari condizioni fisiche, le quali operarono, com'essi dicevano con la loro terminologia, sul cervello ariano indifferenziato. Questa teoria, che negava l'azione spontanea degl'individui o dei gruppi etnici, per dare il massimo rilievo alla loro dipendenza meccanica dall'ambiente, confondeva in modo strano le condizioni necessarie a produrre un fatto, con le condizioni sufficienti. [[William James]] argutamente osservava: il rompere le uova è bensì una condizione necessaria della frittata, ma non una condizione sufficiente. «Si ha una frittata sempre, quando si rompano le uova?» Cosi è dello spirito greco.
===Citazioni===
*L'epos [[Omero|omerico]], rappresentazione inarrivabile di un mondo eroico, in cui sono conciliati l'umano e il divino, appare tutto dominato da una visione limpida sana giovanile della vita, dove non c'è l'ombra di quelle colossali e mostruose {{sic|imagini}}, che hanno cosi largo posto nelle [[Mitologia|mitologie]] nordiche e orientali. (cap. I, p. 14)
*Alla formazione della fisica greca, oltre le leggende [[Cosmogonia|cosmogoniche]], recarono un contributo importante le credenze relative alla natura degli esseri visibili, al meccanismo della loro vita e morte: credenze che bisogna attingere a fonti diverse dalle cosmogonie. Esse hanno antichità ineguale; ma certo è che, seppure si potrebbero far risalire ad influssi stranieri (orientali, italici, ecc.), nel modo come vennero elaborate portano tutta l'impronta dello spirito greco. (cap. IV, p. 59)
*[...] alla [[filosofia greca]] è estraneo il carattere [[Teologia|teologico]] della speculazione orientale, e anche i suoi rapporti con i miti indigeni sono assai deboli. Del resto, nessuno dei popoli asiatici, che vennero a contatto coi Greci nell'epoca de' primi conati filosofici, possedeva una vera dottrina speculativa: le rappresentazioni teologiche e cosmologiche erano troppo fantastiche e grossolane. (cap. V, p. 81)
==''Schelling''==
*[[Friedrich Schelling|Schelling]] è una personalità originale e possente. A lui, come disse una volta [[Novalis]], era propria la forza che da un punto s'irradia nell'inlinito. Uomo di carattere energico, d'impetuosi istinti, di veloce intelligenza, benché non privo di una certa pesantezza derivante dalla sua origine sveva, già a primo aspetto si rivelava come un dominatore. Aveva lo smisurato orgoglio, che sorregge nelle loro audaci avventure di pensiero quegli uomini superiori, che son destinati ad aprire vie nuove. (''Introduzione'', p. 41)
*Il movimento iniziato dallo Schelling trovò subito numerosi fautori in Germania, non solo tra i filosofi e i letterati, ma anche tra gli uomini di scienza. Se da una parte i romantici, come [[Ludwig Tieck|Tieck]] e gli Schlegel<ref>I fratelli [[August Wilhelm von Schlegel|August]] e [[Friedrich Schlegel]].</ref> e , salutavano con entusiasmo il ritorno di una concezione poetica della natura, dall'altra gli scienziati si appropriavano con lieta baldanza un metodo, che pareva destinato a sparger nuova luce sui più ardui enigmi dell'universo. (cap. II, p. 107)
*Il ''Sistema dell'[[idealismo trascendentale]]'' è, tra le opere dello Schelling, quella che, per le grandiose proporzioni architettoniche, la compiutezza sistematica, l'efficacia e il colorito dell'espressione, più felicemente rispecchia la genialità dell'autore e ne costituisce insieme il maggior titolo di gloria. (cap. III, p. 154)
*Schelling ha tentato di armonizzare il [[Naturalismo (filosofia)|naturalismo]] col [[teismo]]. Il concetto abituale di [[Dio]] è quello di un essere originario, bell'e fatto, immutabile; secondo altri filosofi, si riduce ad un'unità astratta di rapporti, o ancora ad una semplice esigenza morale. Ma in tutte queste ipotesi manca il concetto di un Dio vivente. Se vogliamo elevarci a un tal concetto, dobbiamo ammettere che la vita di Dio abbia la più grande analogia con l'umana, che in lui accanto ad un eterno essere ci sia un eterno divenire, che Dio insomma ''faccia se stesso''. (cap. V, p. 255)
*{{NDR|Schelling}} [...] intorno alla questione del [[male]], egli ha il merito di aver veduto giusto, osservando che il male non può essere un fatto negativo, se le sue manifestazioni si presentano ricche di tanta energia, e che inoltre la sua vera causa risiede nell'estensione illegittima dell'individualità, che reca nella vita un principio di sovvertimento e di guasto. Lo svolgimento della personalità, non che esser biasimevole, è un dovere, purché avvenga senz'alcun danno del benessere collettivo. L'individuo che non rispetta il carattere dell'''humanitas'' nei rapporti con gli altri e considera se stesso come qualcosa di assoluto, dev'esser dichiarato immorale. Non v'è teoria di [[Oltreuomo|superuomo]] che possa giustificarlo. (cap. V, p. 258)
*Nell'ultima fase del pensiero schellinghiano, l'unità della filosofia si spezza: accanto ad una scienza della [[ragione]] è affermata, con uguale anzi con maggiore diritto, una scienza dell'[[empirismo|empiria]]; accanto alla filosofia negativa, la positiva: la prima delle quali studia le essenze; la seconda, le esistenze Alla filosofia negativa è assegnato il compito finale di concepire [[Dio]] come idea suprema della ragione; alla positiva invece, quello di provare una tal verità a posteriori. (cap. VIII, p. 424)
===Citazioni sullo ''Schelling''===
*Quella del Losacco è la prima monografia italiana intorno allo Schelling. Il prof. Losacco vi si è preparato con uno studio accurato di tutti gli scritti dello Schelling, due opere del quale – le più importanti – aveva già tradotte egregiamente in italiano; ha veduto tutto ciò che di meglio si è scritto sulla filosofia dello Schelling, a cominciare da' suoi maggiori contemporanei fino ai lavori critici e storici più recenti; e ha scritto un libro che fa onore agli studi italiani: un libro, che si legge molto volentieri per l'animata e spigliata rappresentazione che fa dell'ambiente letterario, nel quale si svolse la vita dello Schelling, e per l'esposizione particolareggiata, fedele e compiuta che ci dà del pensiero di questo filosofo nel suo storico svolgimento e nelle sue attinenze con i sistemi contemporanei. Un libro, poi, scritto con semplicità, chiarezza e lindura di forma, che non sono pregi frequenti nei libri filosofici italiani. Sarà letto perciò, e con vantaggio. ([[Giovanni Gentile]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoIntroduzioneStoriaFilosofiaGreca/mode/1up Introduzione alla storia della filosofia greca]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1929.
*Michele Losacco, ''[https://archive.org/details/LosaccoSchelling/mode/1up Schelling]'', Remo Sandron editore, Milano, 1928.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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[[Categoria:Filosofi italiani]]
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Ghiacciaio Malaspina
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Spinoziano (BEIC)
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+ voce correl.
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{{voce tematica}}
[[File:Malaspina Glacier from space.jpg|miniatura|Il ghiacciaio Malaspina dallo spazio]]
Citazioni sul '''ghiacciaio Malaspina'''.
*Le dimensioni di questo altipiano ghiacciato sono così grandi che i numeri non riescono forse a darne una imagine concreta. Esso si stende dalla baja di Yakutat verso Est per oltre 100 chilometri, ed è largo quasi 40; la sua superficie è quindi di oltre 4000 chilometri quadrati. Il Russell ha dimostrato che l'altipiano sul quale posa il ghiacciaio ha avuto un doppio modo di formazione: l'enorme quantità di sedimenti che le acque depositano sotto il ghiacciaio e dinanzi alla sua fronte, ed un lento sollevamento generale di tutta la regione, al quale prende parte anche la costa. L'altipiano si viene in questo modo estendendo di continuo: così è che la baja esistente a Est di Icy Cape un secolo fa, s'è oggi ridotta ad un lieve rientramento della costa.</br>Da parecchi indizii, concluse il Russell che il ghiacciaio Malaspina si va lentamente ritirando. Lo arguisce dalla immobilità della sua fronte, là dove essa è coperta di vegetazione, e dalla presenza di grandi estensioni di depositi morenici abbandonati dai ghiacci, sui quali è cresciuta fitta la foresta. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]])
==Voci correlate==
*[[Ghiacciaio Agassiz]]
==Altri progetti==
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Zanna Gialla
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Spinoziano
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*[[Dorothy McGuire]]: Katie Coates
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*[[Beverly Washburn]]: Elizabeth Searcy
*[[Tommy Kirk]]: Travis Coates
*[[Kevin Corcoran]]: Arliss Coates
|doppiatori italiani =
*[[Rosetta Calavetta]]: Katie Coates
*[[Giuseppe Rinaldi]]: Jim Coates
*[[Pino Locchi]]: Bud Searcy
*[[Vittoria Febbi]]: Elizabeth Searcy
*[[Serena Verdirosi]]: Travis Coates
}}
'''''Zanna Gialla''''', film statunitense del 1957 con [[Dorothy McGuire]], regia di [[Robert Stevenson (regista)|Robert Stevenson]].
==Dialoghi==
*'''Jim''': Ogni tanto, vedi, senza che se ne possa capire il motivo, la vita ti prende e ti mette a terra: ti sbatte a terra con tanta forza che ti sembra di essere ridotto a pezzi. Ma non è sempre così, sai? Vi sono anche tante cose belle. E non puoi sciupare la parte buona tormentandoti per quella cattiva, se no è tutta cattiva. Capisci cosa sto cercando di spiegarti?<br>'''Travis''': Sì, papà. Solo che...<br>'''Jim''': Certo, sì, lo so: dirla è una cosa e sentirla è un'altra. Ma ti insegnerò un trucco che qualche volta è di grande aiuto: se ti sforzi di cercare qualcosa di buono che ti compensi del cattivo, lo trovi, sai, generalmente.
==Citazioni su ''Zanna Gialla''==
*La Disney cominciò nel 1950 a produrre lungometraggi per ragazzi con attori. Questo è il 1º imperniato su un bambino e un cane. Tratto da un romanzo di Fred Gipson, è uno dei migliori e dei meno zuccherosi. (''[[il Morandini]]'')
*Primo film di fiction prodotto dalla Disney, tra i migliori del suo genere e meno sdolcinato del solito. (''[[Il Mereghetti]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film d'avventura]]
[[Categoria:Film Disney]]
[[Categoria:Film drammatici]]
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Spinoziano
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Ghiacciaio Agassiz
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Spinoziano (BEIC)
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[[File:Agassiz Glacier, 1913.jpg|miniatura|Ghiacciaio Agassiz (1913)]]
Citazioni sul '''ghiacciaio Agassiz'''.
*Il 15 luglio, attraversammo l'Agassiz, risalendo obliquamente verso l'estremità occidentale della cascata del Newton. La superficie del ghiacciaio è molto inuguale, e, nella sua metà sinistra (orientale), le depressioni sono riempite da laghetti e v'è qualche torrentello, sul quale improvvisiamo ponti per la slitta colle piccozze, come s'era fatto sul Malaspina. L'acqua è limpidissima, di color cobalto scuro al centro dei laghi, dove essa è più profonda, delicatamente sfumato alla periferia. Dove le pozze sono coperte da ponti di neve, il colore è riflesso da questa in toni digradanti finissimi. Vi sono ampie crepaccie, seracchi strani che formano voltoni ed acquedotti sull'acqua azzurra, e qua e là veri frammenti architettonici. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]])
==Voci correlate==
*[[Ghiacciaio Malaspina]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ghiacciai|Agassiz]]
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Spinoziano (BEIC)
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[[File:Agassiz Glacier, 1913.jpg|miniatura|Ghiacciaio Agassiz (1913)]]
Citazioni sul '''ghiacciaio Agassiz'''.
*Il 15 luglio, attraversammo l'Agassiz, risalendo obliquamente verso l'estremità occidentale della cascata del Newton. La superficie del ghiacciaio è molto inuguale, e, nella sua metà sinistra (orientale), le depressioni sono riempite da laghetti e v'è qualche torrentello, sul quale improvvisiamo ponti per la slitta colle piccozze, come s'era fatto sul Malaspina. L'acqua è limpidissima, di color cobalto scuro al centro dei laghi, dove essa è più profonda, delicatamente sfumato alla periferia. Dove le pozze sono coperte da ponti di neve, il colore è riflesso da questa in toni digradanti finissimi. Vi sono ampie crepaccie, seracchi strani che formano voltoni ed acquedotti sull'acqua azzurra, e qua e là veri frammenti architettonici. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]])
==Voci correlate==
*[[Ghiacciaio Malaspina]]
*[[Louis Agassiz]]
*[[Monte Saint Elias]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ghiacciai|Agassiz]]
[[Categoria:Luoghi degli Stati Uniti d'America]]
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