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Italia
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[[File:Flag of Italy.svg|thumb|[[Bandiera d'Italia]]]]
Citazioni sull{{'}}'''Italia''' e gli '''italiani'''.
==Citazioni==
*''151 anni di mafie e di massoni, | 151 anni di raccomandazioni, | noi siamo il paese dei balocchi per i ricchi, | repubblica basata sulla furbata incentivata, | fratelli-coltelli, se siamo solo quelli, | l'Italia si desta con una pietra in testa.'' ([[Litfiba]])
*A chi per poco si ponga a riflettere ai meravigliosi avvenimenti, mediante i quali gl'Italiani pervengono {{sic|in oggi}} alla fine ad aversi questa patria libera e cementata in un solo fascio, per conseguire la quale tanto sangue di martiri fu sparso, non può non balenare alla mente che disegno provvidenziale fosse ormai che Italia esistesse, dacché la Provvidenza appunto concedeva a questa sublime e straziata madre delle nazioni, contemporaneamente, tre uomini sommi, inarrivabili, necessarî, a ciascun de' quali attribuiva la propria parte da sostenere nel gran dramma del rigeneramento italiano.<br>Di questi tre grandi personaggi, l'uno rappresenta il principio, l'altro il consiglio, il terzo l'azione; il primo si chiama Vittorio {{sic|Emmanuele}}, il secondo Cavour, l'ultimo Garibaldi! ([[Aristide Calani]])
*A ciascuna nazione, come ad ogni uomo singolo, è assegnato dalla Provvidenza un ufficio particolare nel santo lavoro della civiltà. Anche l'Italia ha il suo nobile e alto ufficio; quello stesso per cui fu grande, e ministra di luce all'Europa colle tre Cantiche dell'Alighieri, colle due ''Somme'' di san Tommaso, colle Cattedrali di Arnolfo e del Brunelleschi, colla libertà dei Comuni; per cui età dell'oro si chiamò quella. ([[Augusto Alfani]])
*A [[Napoli]] va debitrice l'Italia della restaurazione della moderna [[filosofia]] razionale, che da quel regno si propagò per tutta la penisola. Il [[Bernardino Telesio|Telesio]], il [[Giordano Bruno|Bruno]] ed il [[Tommaso Campanella|Campanella]] aveano cominciato a scuotere il gioco aristoielico; il [[Giambattista Vico|Vico]] ed il [[Antonio Genovesi|Genovesi]] lo levarono dal collo degli Italiani e lo infransero. ([[Giuseppe Maffei]])
*A noi italiani l'indignazione dura meno dell'orgasmo. E dopo viene sonno. ([[Marco Paolini]])
*Adoro l'Italia perché non è pretenziosa come la Francia e ogni volta che ci vado sono accolta da folle enormi e calorose. ([[Toni Morrison]])
*Adoro il vostro stile, il buon cibo, l'architettura, [[Leonardo da Vinci]]. La politica italiana? Cerco di stare lontano dalla politica, il mio lavoro è la musica. L'unica cosa che vi manca sono le onde. Se ci fossero anche quelle verrei a vivere in Italia. ([[Anthony Kiedis]])
*Agl'Italiani si dice: ''Riprendo la spada di Goito, di Palestro, di Pastrengo, di San Martino''; ai soldati si grida: ''Voi vincerete e il vostro nome verrà benedetto dalle presenti e dalle future generazioni''; al Senato si annunzia: ''Domattina passerò il Mincio con dieci divisioni''. Ciascuno si sente nel petto il cuore dell'eroe e nella testa il cervello del generale. ([[Camillo Boito]])
*''Ahi fiacca Italia, d'indolenza ostello, | Cui niegan corpo i membri troppi e sparti, | Sorda e muta ti stai ritrosa al bello?'' ([[Vittorio Alfieri]])
*''Ahi Pisa, vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l sì suona.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'')
*Ah! l'amor della [[patria]], e di una patria che si chiama Italia, ferve ben ardentissimo nelle anime nostre; ma non sì, che ci renda mai egoisti ed ingiusti verso le altre nazioni. Come il [[Piemonte]] non è che una provincia d'Italia, così l'Italia non è che una provincia d'[[Europa]] ed un commune della Terra. ([[Cristoforo Bonavino]])
*''Ahi serva Italia, di dolore ostello, | nave sanza nocchiere in gran tempesta, | non donna di province, ma bordello!'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'')
*Alla civiltà novella dell'Italia è non soltanto vantaggio grande la composizione in unità delle tante varietà naturali del suo suolo, ove l'unione è l'armonia degli interessi in una sola attività nazionale faranno meglio spiccare l'utilità del vario nell'uno; ma la stessa varietà delle stirpi che abitano questo paese sarà di giovamento.<br>Le stirpi italiche, varie nelle origini, più che quelle di qualunque altro paese, giacché la stessa separazione della penisola e delle isole, mediante il mare e le catene di montagne, era invito alle genti ad invadere l'Italia ed a venirvi ad assidersi, furono mantenute con caratteri speciali dalle stesse varietà del suolo e del clima. Quivi molte genti vennero a confondersi in una stessa civiltà; ma le stirpi, sebbene variamente commiste, a tale che gli incrociamenti hanno prodotto anche un carattere veramente nazionale, hanno pure conservato qualcosa di distinto; che toglie la soverchia [[uniformità]].<br>È questo un bene, od un male? Coloro che vorrebbero tutto allivellato nel mondo diranno che è un male, od almeno un inconveniente, che si oppone alla perfetta unità nazionale. Ma quand'anche si potesse dire che in questa prima composizione dell'unità nazionale sia un momentaneo inconveniente, noi dobbiamo affermare che è un bene, perché non è tale l'uniformità. ([[Pacifico Valussi]])
*[[Arlecchino]], [[Pinocchio]] e [[Pulcinella]] sono l'Italia del popolo, che si rappresenta, si denigra e si riscatta con la felicità che trasmette questo trio. Un'Italia del passato, ma che si può riconoscere oggi dovunque. ([[Raffaele La Capria]])
*Avevo un'idea dell'Italia come paese molto accogliente, in cui si vive in modo rilassato. Quando sono arrivata ho visto che le persone, soprattutto a Roma, sono molto tese, preoccupate, direi frustrate. È per via della situazione politica, ma anche per i cambiamenti nel paese. Penso che anziché combattere l'immigrazione, la gente dovrebbe rendersi conto che ogni paese per crescere ha bisogno della diversità, di nuove idee, di un cambiamento per crescere. In Italia le persone coinvolte con il mondo dell'accoglienza sono gentili, generose, ma a volte lo sono in modo paternalista. È difficile la filosofia della carità. Aiutiamo il prossimo perché pensiamo che sia uguale a noi o perché lo consideriamo inferiore? ([[Maaza Mengiste]])
*{{NDR|Riferito agli italiani}} Buoni soldati, cattivi ufficiali; ma ricordate che senza di loro non avremmo la [[Civiltà]]. ([[Erwin Rommel]])
*Cari signori, l’Italia è autorevole per quello che è: l’Italia è autorevole per le sue imprese, per i suoi lavoratori, per la sua cultura, per la sua capacità di internazionalizzare le proprie risorse. ([[Riccardo Molinari]])
*C'è un'altra questione che impedisce all'Italia di diventare una patria. Si tratta della divisione Nord-Sud. Viene vissuta anch'essa su un piano sempre illogico ed emotivo, mai di convenienze reciproche, e allora scatta il bisogno di trovare un colpevole. Per il Nord la responsabilità è tutta dei terroni, che si farebbero mantenere dal Settentrione. Ma è irrazionalità pura, coloro che sostengono queste tesi non sanno bene nemmeno ciò che dicono. Per il Sud la responsabilità è tutta del Nord saccheggiatore. E devo dire che qui c'è un po' di ragione in più, si parte almeno da un elemento autentico. Se andiamo indietro, fino all'Unità d'Italia, all'arrivo dei [[Casa Savoia|Savoia]] nel [[Questione meridionale|Meridione]], non ci vuol molto a capire che i piemontesi non avevano uno spirito sinceramente unitario. Videro piuttosto una straordinaria opportunità, e scesero soprattutto a saccheggiare. Tutto sommato, dei destini e dello sviluppo del Sud, i Savoia se ne fregavano altamente. Che il Sud sia stato spogliato non mi pare una faccenda che si possa negare. Ma poi la mitologia del sopruso ha preso il sopravvento al Sud, è diventata religione, fede, luogo comune, fino a trasformarsi in conformismo puro. E ancora una volta non se ne esce più. ([[Vittorio Feltri]])
*Che luogo triste è l'Italia! Un paese piombato nel sonno, e senza alcuna prospettiva di risvegliarsi. ([[Charles Dickens]])
*Ché se tu fiderai nelli italiani, sempre aurai delusione. ([[Gianni Brera]])
*Chi dice che gli italiani non sanno quello che vogliono? Su certi punti, anzi, siamo irremovibili. Vogliamo la grandezza senza spese, le economie senza sacrifici e la guerra senza morti. Il disegno è stupendo: forse è difficile da effettuare. ([[Ferdinando Martini]])
*Chi non è mai stato in Italia ha sempre una sensazione d'inferiorità, per non aver visto quel che si dovrebbe vedere. ([[Samuel Johnson]])
*Ci sono misteri, nella storia d'Italia, che sembrano destinati a non avere mai soluzione. Sono quelli che coinvolgono ambienti diversi, diversi strati della società, diversi livelli, persone diverse, così che quando si comincia a scoprire qualcosa, a sollevare un angolo del velo che nasconde tutto, c'è sempre qualcuno, da un'altra parte, che ha paura e che fa qualcosa per mantenere quel velo. ([[Carlo Lucarelli]])
*''Conosci la terra dei limoni in fiore, | dove le arance d'oro splendono tra le foglie scure, | dal cielo azzurro spira un mite vento, | quieto sta il mirto e l'alloro è eccelso, | la conosci forse? | Laggiù, laggiù io | andare vorrei con te, o amato mio!'' ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*Da tempo immemorabile l'Italia è considerata il paese degli artisti, la terra promessa, dove la natura stessa è più fresca e più bella che negli altri luoghi, dove ogni prospettiva è una decorazione sulla quale si stende un cielo azzurro di [[Nicolas Poussin|Poussin]], dove tutti gli uomini in belle pose fumano sigari e parlano con le serenate. Quando eravamo ancora sui banchi della scuola, riportavamo un'impressione simile o quasi simile dai grossi manuali di geografia, dove, tra due cifre inevitabili sulla popolazione, trovavano posto i boschetti di limoni e di aranci, e l'azzurra penombra della grotta di Posillipo. Poi leggemmo ''Roma'' di [[Nikolaj Vasil'evič Gogol'|Gogol']], al tramonto in qualche luogo di villeggiatura d'estate, e forse sospirammo con un profondo sospiro di sedicenni, quando, sollevati gli occhi dal libro, essi si incontravano col grigio oscuro panorama, con le colline basse e le eterne betulle della via di Arakčeev. ([[Aleksandr Nikolaevič Veselovskij]])
*Da una parte infatti non è possibile dimenticare ciò che gli italiani Ci fecero: soffrimmo tanto a causa vostra. Dall'altra, cosa dobbiamo dire? Capita a tutti di fare una guerra ingiusta e di vincerla. Non appena rientrammo nel Nostro paese, nel 1941, Noi dicemmo: dobbiamo essere amici degli italiani. Oggi lo siamo veramente. Voi siete cambiati in tante cose e Noi siamo camabiati in tante altre. E... mettiamola così: la storia non dimentica e gli uomini, invece possono dimenticare. Possono anche perdonare, se hanno un animo buono. E Noi cerchiamo di essere buoni. Sì, abbiamo perdonato. Ma non dimenticato. Dimenticato, no. Ricordiamo tutto, tutto! ([[Haile Selassie]])
*Dai disastri si risorge con grande ironia e molta positività. Quando siamo messi alle strette, noi italiani siamo capaci di fare cose straordinarie. ([[Massimiliano Gallo]])
*Dalla [[Toscana]] alla [[Calabria]] il paesaggio italiano ignora questi mezzi toni. Ignora non solo la spessa e indipendente nebbia nordica, ma anche quella lieve veletta che la natura stende sul paesaggio francese. In Italia è tutto netto, anti-impressionista. Ma questa pericolosa particolarità di ficcarti tutto sotto il naso, questa nitidezza di immagine viene annullata dallo stupendo mosaico del paesaggio, composto di triangoli, di quadrati, di rombi, di rettangoli, ognuno dei quali è riempito da una cosa diversa. Il triangolo degli olivi si attacca al quadratino del grano, il rombo delle vigne al trapezio punteggiato di pecorelle. La serpentina bruna della strada, che si snoda lungo il pendio, è interrotta qua e là da buoi e asinelli che alle curve, dove la pendenza è più forte, si fermano, restando immobili per un attimo. Tutto è esattamente come nei quadri di scuola umbra, toscana o senese. Anche i contadini sono gli stessi, e così pure i loro movimenti, i loro gesti, i colori delle vesti da lavoro, i cappelli di paglia. Da questo punto di vista [[Benozzo Gozzoli]] o [[Piero della Francesca]] erano molto più realistici dei pur ottimi Zucchi o Zigaina odierni, i quali introducono nel paesaggio delle velature di nebbia e dei colori spenti propri di tutt'altre latitudini geografiche. ([[Tadeusz Breza]])
*Dietro una [[Linguaggio|lingua]] ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. ([[Luigi Russo]])
*Difficilmente si potrà trovare nella storia di un popolo un altro mezzo secolo che sia stato più feconda di uomini sommi, quali ebbe la fortuna di produrre l'Italia nella prima metà del secolo XIX; sembrava quasi ch'essa volesse colla sua intelligente, assidua operosità dimostrarsi degna di risorgere tra le grandi nazioni d'Europa. ([[Pietro Orsi]])
*{{NDR|A [[Napoli]]}} Dopo il 1830 nacque una nidiata di giornali, che sebbene parlassero di sole cose letterarie, e dicessero quello che potevan dire, pure ei si facevano intendere, erano pieni di vita e di brio, e toccavano quella corda che in tutti rispondeva. Era moda parlare d'Italia in ogni scritturella, si intende già l'Italia dei letterati: e sebbene molti avessero la sacra parola pure al sommo della bocca, nondimeno molti altri l'avevano in cuore. ([[Luigi Settembrini]])
*E come si potrebbe non amare Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l'una è la sua personale, più vicina, e l'altra: Italia ([[Henryk Sienkiewicz]])
*È dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo perche vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologhi, di ciceroni e d'antiquarii. ([[Filippo Tommaso Marinetti]])
*"È il suo istinto di conservazione". "Il grande istinto degli Italiani". "Il più grande istinto degli Italiani". Che ti dice la Patria? ([[Ernest Hemingway]])
*È la terra d'Italia piena, come si dice, come una melagrana, piena di città e contrade meravigliose, una moltitudine fitta di gente, fiere famose, ricolme di ogni cornucopia. Per la grande civiltà e bellezza di quel paese, lo hanno chiamato il paradiso terrestre. Il suo suolo, le sue città, i giardini, l'assetto delle case, assai confortevoli per il vivere umano, un cielo mite, giocoso e salubre, un caldo non eccessivo, inverni non troppo rigidi non hanno pari nel mondo. ([[Miron Costin]])
*E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade. ([[Oriana Fallaci]])
*È tempo che anche l'Italia vada annoverata fra le nazioni libere e potenti. ([[Napoleone Bonaparte]])
*È un'immagine, quella del 'bono italiano' che sopravvive al di là di qualsiasi prova delle efferatezze, degli eccidi, degli incendi e bombardamenti di villaggi, della deportazione di intere popolazioni, perfino dell'uso di gas, come è successo in Etiopia, perpetrati dall'esercito italiano. ([[Alessandra Kersevan]])
*È un po' difficile, per un italiano cresciuto, pensare di non essere più italiano, è un'impresa quasi impossibile. Perché se anche uno cambia paese, continuerà ad essere italiano. Vuol dire una certa cultura, un certo linguaggio, una certa sensibilità che è nata in Italia ed è cresciuta insieme al tuo corpo. E te la porti appresso fino alla morte. Non c'è niente da fare. Italiani siamo nati, cresciuti, e italiani moriremo. ([[Giulio Questi]])
*È una cosa quasi istintiva, si nasce italiani. Non perché si nasce su un territorio, ma perché si cresce su questo territorio. Vuol dire crescere insieme al paesaggio, al linguaggio, al cielo che ti sta sopra, alla terra che calpesti. Si è italiani nel corpo, nella carne. Non occorre altro per essere italiani. ([[Giulio Questi]])
*Era una ragazza giovane, ma con quell'espressione indolente di sazietà e di malcontento che hanno sempre le ragazze italiane per essere rimaste strette troppo a lungo al seno di una madre piangente. ([[John Updike]])
*Espressioni come «in Italia» o «in campagna» comportano anzitutto una diminuzione del ritmo, una scottatura più lieve allo scorrere del tempo. Si ritorna nel mondo dell'infanzia e delle fiabe. Oltre il Brennero sentiamo cadere una pietra dal petto, uno dei pesi dell'orologio della vita. ([[Ernst Jünger]])
*Essere innocenti in Italia è pericoloso! Non si hanno alibi. ([[Boris Makaresko]])
*Finiamola di definirci «i buoni» d'Europa; e nessuno dei nostri fratelli del Nord venga a lamentarsi delle stragi naziste. Le SS del 1860 e degli anni successivi si chiamarono, almeno per gli abitanti dell'ex reame, piemontesi. Perciò smettiamola di sbarrare gli occhi, di spalancare all'urlo le bocche, a deprecare violenze altrui in questo e in altri continenti. Ci bastino le nostre, per sentire un solo brivido di pudore. Noi abbiamo saputo fare di più e peggio. ([[Carlo Alianello]])
*{{NDR|Battaglia del Don}} Fu una epica lotta in cui rifulsero le più belle qualità del soldato italiano, fatte di resistenza e di virile coraggio... ([[Mario Giannone]])
*Già per troppo tempo l'Italia e stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagl'innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri innumerevoli. ([[Filippo Tommaso Marinetti]])
*Giurò sulle mie parole tutta l'Italia. ([[Augusto]])
*Gl'Italiani sono un aggregato d'individui. ([[Nicola Marselli]])
*Gli italiani debbono abituarsi sempre più a dir ''noi'', e non soltanto ''io''. ([[Meuccio Ruini]])
*Gli italiani fabbricano porte magnifiche ma se desideri tener fuori il prossimo usa un lucchetto americano. ([[John H. Secondari]])
*Gli italiani guadagnano netto, ma vivono lordo. ([[Giuseppe Saragat]])
*Gli italiani hanno la saggezza ma anche il pessimismo dei vecchi. ([[Julio Velasco]])
*Gli italiani hanno sempre paura di qualcosa. ([[Luka Modrić]])
*Gli italiani hanno spesso questa levità: questo andare a cercare le cose con il loro fantasticare e il loro rameggiare proteso nell'etere, e questo avere però radici ben piantate nel terreno, come i pini le cui propaggini sotterranee sono enormi... ([[Barbara Spinelli]])
*Gli italiani hanno un temperamento simile al nostro, ci piacciono le stesse cose, il buon cibo, la qualità della vita. Ci stiamo ispirando ai codici civili e penali italiani per riscrivere i nostri. ([[Mikheil Saak'ashvili]])
*Gli italiani li conosco bene, bugiardi, bravi a parole furbetti e scansafatiche, pancia al sole e mani sulla pancia. (''[[Good Morning Babilonia]]'')
*Gli Italiani non rivelavano attitudine alle imprese coloniali. La gentilezza dei loro modi e dei loro sentimenti ripugna da qualsiasi atto di severa autorità, voluta in chi sia in contatto con popoli barbari. Facili ad esaltarsi di fantasia, danno agli avvenimenti rilievo più che non ne abbiano; teneri del loro punto di onore, non pongono mente come tutto ciò, noto che sia all'estero, nuoccia non poco all'onore stesso della patria. ([[Gaetano Arangio-Ruiz (1857-1936)]])
*Gli italiani non sono meglio della classe politica che li rappresenta. ([[Romano Prodi]])
*Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi [...]. Gli italiani vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli. ([[Umberto Saba]])
*Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. [[Winston Churchill]]
*Gli italiani quando sono in due si confidano segreti, tre fanno considerazioni filosofiche, quattro giocano a scopa, cinque a poker, sei parlano di calcio, sette fondano un partito del quale aspirano tutti segretamente alla presidenza, otto formano un coro di montagna. ([[Paolo Villaggio]])
*Gli italiani oziano nella convinzione che la vita sia circolare e gli obiettivi una distrazione illusoria dal piacere. ([[Roger Cohen]])
*Gli italiani – se ci si mettono di picca – non muoiono neanche se li ammazzano. ([[Giovannino Guareschi]])
*Gli italiani si domandano a vicenda di dove sono, come gli inglesi parlano del tempo. E per la stessa ragione: ce n'è una tale varietà. [...] Dopo la famiglia, il luogo di nascita è l'elemento che più influisce nella formazione del carattere e della mentalità. ([[Peter Nichols]])
*Gli italiani si lamentano troppo, quindi stanno bene. ([[Wilhelm Mühs]])
*Gli italiani si sentono raccontare bugie di ogni tipo fin da bambini, cioè che Dio ha creato il mondo, che ci vuole bene, che esiste il Paradiso. Tutte frottole che non stanno né in cielo né in Terra. Poi c'è anche un motivo storico: gli italiani sono stati conquistati da popoli stranieri, e imbrogliati da tutti. È normale che siano diffidenti. E, come è noto, non c'è nessun peggior credulone di chi sospetta di tutto. E poi, be', è un popolo discretamente ignorante, soprattutto quando si viene a parlare di questioni scientifiche. ([[Edoardo Boncinelli]])
*Gli italiani sono come [[Benito Mussolini|Mussolini]], pensano che debbono vincere con le buone o con le cattive. La verità è che non sanno proprio perdere. ([[Byron Moreno]])
*Gli italiani sono un po' permalosi, ma il loro pregio è quello di amare la vita. Hanno una passione e una gioia che a noi del nord Europa mancano completamente: siamo troppo concreti, realisti, invece voi sognate ancora e questa cosa mi fa impazzire. È anche per questo che sono venuta in Italia. ([[Filippa Lagerbäck]])
*Gli italiani sono un popolo così positivo perché mangiano tanti [[pomodori]]. ([[Anita Roddick]])
*Gli italiani sono un popolo di sedentari. Chi fa carriera ottiene una poltrona. ([[Gino Bartali]])
*Ho capito vivendo a Londra, che due [[Inghilterra|inglesi]] fanno un popolo, ma 57 milioni di italiani no. ([[Claudio Ranieri]])
*Ho sentito speso deplorare che l'Italia non abbia tanta abbondanza di uomini grandi come ne hanno l'Inghilterra e la Francia, e trarne argomento per elegie convenzionali.<br>Chetatevi, falsi Geremia. – Vi è in Italia qualcuno che è più grande di tutti gli uomini illustri dell'{{sic|êra}} moderna, – più liberale e più modesto di Franklin, più virtuoso di Washington, più audace di Napoleone I, più astuto di Cavour, più tenace di Bismarck. – Questo qualcuno è quel popolo, che lascia partire gli Austriaci da Venezia senza un tripudio di {{sic|gioja}}, e lascia sfilare i pellegrini della reazione europea attraverso le sue città, e raccogliere in battaglioni serrati nella sua Roma, senza uno scoppio di collera, – e ha il talento, la saggezza, la baldanza di... starli a guardare. – Questo popolo è il nostro, è il popolo italiano. ([[Leone Fortis]])
*Ho una sorta di tenerezza verso i nostri difetti. Siamo un popolo bello, anche se incoerente, impulsivo, a volte insensato: se affonda un barcone a [[Lampedusa]] e muoiono 300 persone ci commuoviamo e pensiamo anche ad adottare i bambini rimasti orfani, ma se non affonda ci lamentiamo dell'ingresso di 300 immigrati e ci chiediamo che cosa vengano a fare... ([[Gianluigi Buffon]])
*Ho vissuto a [[Milano]] una esperienza che mi ha confermato nell'idea che il nostro popolo è capace delle più grandi cose quando lo anima il soffio della libertà e del [[socialismo]]. ([[Sandro Pertini]])
*I due punti principali sui quali deve essere orientato questo viaggio<ref>Del figlio, Jean-Baptiste Colbert, Marchese de Seignelay.</ref> sono la diligenza e l'applicazione. La diligenza, per mettersi prontamente in condizione di venire a servire presso il Re nelle funzioni della mia carica; l'applicazione, per trarre profitto da questo viaggio e servirsene vantaggiosamente per prender conoscenza delle diverse corti dei principi e degli Stati che dominano in una parte del mondo così rilevante com'è l'Italia, insieme dei differenti governi, costumi e usi che vi s'incontrano, formarsi il giudizio e rendersi tanto più capaci di servire bene il Re in tutto il corso della sua vita. ([[Jean-Baptiste Colbert]])
*''Il bel paese | ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe''. ([[Francesco Petrarca]])
*Il mare la ricinge quasi d'abbraccio amoroso ovunque l'Alpi non la ricingono: quel mare che i padri dei padri chiamarono Mare Nostro. E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa in quel mare Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori isole dove natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito d'anime parlan d'Italia. ([[Giuseppe Mazzini]])
*Il nostro è un paese saggio, ricco, straordinario a cui piace l'autocritica. ([[Julio Velasco]])
*Il nostro paese è un paese pieno di talenti senza carriere e di carriere senza talenti. ([[Gianfranco Funari]])
*Il Paese dovrà affrontare grandi sacrifici e i grandi sacrifici si accettano quando si è guidati, nel doverli compiere, da un'alta dignità morale. È quella forza che [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] ebbe nel trarre l'Italia dalla sconfitta per la ricostruzione democratica. ([[Carlo Donat-Cattin]])
*Il Paese ha perso il senso istituzionale, la bussola è partita, qualcuno ha aperto i cancelli dello zoo e sono usciti tutti. È difficile andare in giro per il mondo a spiegare cosa succede in Italia. È vergognoso. ([[Sergio Marchionne]])
*Il pensiero degli albanesi verso l'Italia è un pensiero molto intimo. L'Italia è un nostro vicino, da più di mille anni è collegata con l'Albania. Io ho da tempo manifestato una certa scontentezza per l'atteggiamento dell'Italia verso l'Albania, non ha avuto una risposta adeguata. Sono due paesi uno di fronte all'altro. Hanno collaborato 100 volte, con principi e con eserciti. Alla fine è successo che gli italiani sono sbarcati in Albania. Per gli italiani era una “unione”, una parte degli albanesi l'ha considerata "occupazione", anche se non mancavano albanesi che la pensavano come gli italiani. ([[Ismail Kadare]])
*Il popolo di maggior talento per la [[musica]] è certamente l'italiano, ma è anche il più ignorante in materia musicale. ([[Sergiu Celibidache]])
*Il popolo italiano s'è per la più parte fatto altrove che a scuola. Né con questo si vuol diminuir di una linea il merito d'avere proprio qui da noi fondato il sistema educativo moderno e poste le premesse del lungo discorso che istitutori e legislatori van tessendo in tutti paesi del mondo: si vuole semplicemente constatare il fatto che la gente, da noi, conosce innumerevoli luoghi dove imparare tutto quello, ed è moltissimo, che a scuola non si insegna. ([[Mario Apollonio]])
*Il protagonismo dell'Italia, in una cornice di coesione occidentale, significa il contesto [[Nato|NATO]] e lo sviluppo del ruolo nazionale nell'alleanza militare ovviamente, ma significa anche riempire di senso la costruzione di una vera comunità europea, chiamata a una posizione di protagonismo in una tensione che insiste proprio nel quadrante euroasiatico e che vede l'[[Unione europea|Unione]] come una sorta di terra promessa per gli aggrediti. ([[Pino Bicchielli]])
*Il tema vero, signor Ministro e onorevoli colleghi, è che manca in Italia una profonda cultura della [[prevenzione]]. Noi siamo abituati, in malo modo, ad intervenire soltanto quando riscontriamo delle tragedie: è caduto il [[ponte Morandi]] e lei sa bene - da amministratore provinciale di lungo corso, quale anche lei è stato - che tutte le direzioni ANAS competenti sono intervenute alla manutenzione dei cavalcavia, eccetera. Si interviene sempre dopo. ([[Francesco Maria Rubano]])
*In Italia esistono almeno quattro verità. La verità giudiziaria, l'unica che si può raccontare senza venire querelato. Ma mica è detto che sia la verità. Poi c'è la verità storica. Ma viene revisionata. Poi c'è la verità del buon senso. Tipo Pasolini che diceva che lui sapeva anche se non aveva le prove. Infine la verità politica. Un bel macello. Come si fa a dire che c'è una storia di cui si sa tutto? Se pensi che non ci si può mai fidare di nessuno, nemmeno degli organi preposti all'accertamento della verità. ([[Carlo Lucarelli]])
*In Italia i luoghi di potere sono occupati da cinici che trasmettono solo un messaggio: tutto è uguale. Con il mio "viva tutto" voglio comunicare il concetto opposto: "viva tutto", perché tutto e necessario nella vita, ogni esperienza ti aiuta a crescere. ([[Jovanotti]])
*In Italia la bellezza è ovunque, nel modo di mettere un fiore nel vaso o di sistemare il lenzuolo sul letto. ([[Annabella Sciorra]])
*In Italia scemando il sapere e la potenza meditativa, crebbe l'amore spasimato ed irragionevole della bellezza dell'abito esterno, lasciando a digiuno la mente e poco nudriti e mal governati gli affetti. ([[Terenzio Mamiani]])
*In Italia si discute poco, perché poco si studia, e poco si studia e si pensa perché il pensiero in sè non ha valore di stima sul mercato della pubblica opinione. Noi non abbiamo alcun grande giornale, né una rivista, la quale sia davvero ecclettica, o, almeno, così tollerante, da accogliere ed anzi desiderare il parere degli studiosi e dei pensatori, anche se solitari o avversi alle consorterie di classe, di partito, di governo. Diremo di più: il pensiero è merce sospetta: un delinquente volgare, un fallito doloso, un condannato per falso o per truffa, è guardato in società con minore diffidenza che non sia il pensatore. ([[Arcangelo Ghisleri]])
*In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], [[Leonardo da Vinci]] e il Rinascimento. In [[Svizzera]], hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos'hanno prodotto? Gli orologi a cucù. (''[[Il terzo uomo]]'')
*{{NDR|«Quando dice che gli italiani vivono tutto più intensamente, pensa solo al calcio o alla vita in generale?»}} In tutto. Sono focosi, lo adoro. Mi fanno ridere, parlano a voce alta, con le mani. Esprimono tutto. ([[Pauline Peyraud-Magnin]])
*Io amo il mio Paese, però siamo molto indietro. Non parlo solo dello spettacolo, ma penso alla ricerca, alla scuola. Noi siamo i terroni d'Europa. ([[Valentina Lodovini]])
*''Io non son della solita vacchetta, | né sono uno stival da contadino; | e se paio tagliato coll'accetta, | chi lavorò non era un ciabattino: | mi fece a doppie suola e alla scudiera, | e per servir da bosco e da riviera. || Dalla coscia giù giù sino al tallone | sempre all'umido sto senza marcire; | son buono a caccia e per menar di sprone, | e molti ciuchi ve lo posson dire: | tacconato di solida impuntura, | ho l'orlo in cima, e in mezzo la costura. || Ma l'infilarmi poi non è sì facile, | né portar mi potrebbe ogni arfasatto; | anzi affatico e stroppio un piede gracile, | e alla gamba dei più son disadatto; | portarmi molto non poté nessuno, | m'hanno sempre portato a un po' per uno.'' ([[Giuseppe Giusti]])
*Invero, non si nasce indarno italiani; indarno non si nasce in questo nostro, che è il paese della poesia e del canto, in questa Italia ove tutti ancora, sempre, poetano e cantano, dalle filandiere lombarde alle stornellatrici toscane, dove ancor non son morte né la nenia dei gondolieri, né la serenata dei trasteverini, né la canzone dei guappi, condotti dal sentimento ad uscir da una volgarità feroce o turpe per salire alle più delicate espressioni dell'arte; in questa Italia ove persino il grido dei giornalai fa agli stranieri – e ai tedeschi pei primi, notatelo ! – l'effetto di una canzone, che sia come la voce naturale dell'indole paesana fisica e morale! ([[Primo Levi (1853-1917)|Primo Levi]]
*Io, lo confesso, aveva vagheggiato un'altra Italia, nella quale il diritto di grazia cedesse il posto ad un nuovo diritto, per cui le nostre insurrezioni avessero un altro senso, e potessero raggiungere la meta in modo più diretto e più immediato. Io sperava che il voto universale potesse esprimere il voto della nazione redenta dal giogo dell'autorità; io sperava che le nostre discussioni, sciolte dai vincoli d'una religione dominante, potessero svolgersi chiedendo le conseguenze dei principii proclamati nel 1789, e che le attuali nostre agitazioni, ancora incerte e ondeggianti tra il mondo antico e il moderno, fossero i preludi d'una èra novella reclamata dalla scienza e non più soggetta né al rogo di Bruno, né ai tormenti di Galileo. ([[Giuseppe Ferrari]])
*Io non getterò mai a mia madre ignuda l'insulto di [[Cam]], e non perderò mai l'orgoglio d'essere e di dirmi Italiano, perocché so che l'Italia è migliore delle apparenze che la condannano e della fama che la vitupera. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Io paragono l'Italia con il resto dell'universo, come un magnifico quadro con un muro imbiancato a calce. ([[Marija Konstantinovna Baškirceva]])
*Io penso che l'Italia avrebbe dovuto essere più attenta verso l'Albania. Doveva aiutarla. Come ha fatto la Francia con l'Algeria, da sempre molto sensibile verso la sua ex colonia, nonostante fosse lontana, in un altro continente e di religione musulmana. Noi abbiamo un'importante comunità albanese in Italia, il Paese con noi si è comportato molto bene. Ma durante il comunismo l'Italia sapeva cosa stava accadendo in Albania, avrebbe dovuto interessarsi molto di più. L'Italia si interessa a Paesi molto lontani come Madagascar, Angola e altri, ma non all'Albania. Io a volte vedo dei documentari italiani sulla Seconda guerra mondiale e in alcuni viene dedicato non più di trenta secondi all'occupazione italiana dell'Albania nel 1939 operata da Mussolini. ([[Ismail Kadare]])
*Italia. Forse il paese meno competitivo del pianeta. In gara con la Francia, diciamo, ma non con molti altri. [...] In Italia abbiamo inventato l'estate, facciamo tre mesi di vacanze, i docenti si offendono se qualcuno insinua che una settimana lavorativa di diciotto ore non sia proprio la miniera, chiunque abbia un ristorante ha centinaia di storie di ragazzi che vanno a fare colloqui per l'assunzione e poi dicono che no, loro il weekend e la sera mica lavorano (chissà quando pensano si vada al ristorante), qualunque cialtrone in qualunque ufficio risponde «eh vabbè succede» (una frase che dovremmo mettere come motto nazionale sulla bandiera) a qualunque nota su un suo errore: siamo il paese meno competitivo del mondo. ([[Guia Soncini]])
*Italia 1870. Tempi di recrudescenza governativa. La tutela della P.S. affidata ai bricconi. Il mostruoso connubio fra Chiesa e Stato. I regolamenti, perpetua offesa alle leggi, ecc. etc., l'usura. ([[Carlo Dossi]])
*''Italia bella, Italia, fior del mondo, | è patria nostra in monte ed in campagna, | Italia forte arnese che, secondo | si legge, ha spesso visto le calcagna | de l'inimici, quando a tondo a tondo | ebbe talor tedeschi, Franza e Spagna; | ché se non fusser le gran parti in quella, | dominarebbe il mondo, Italia bella.'' ([[Teofilo Folengo]])
*''Italia è tratta in forma d'una fronda | di quercia, lunga e stretta, e da tre parte | la chiude il mar e percuote con l'onda.'' ([[Fazio degli Uberti]])
*Italia<br>''Il bel Paese là | dove il sì suona | suona, suona, suona | fino a romperti l'anima. || È uno stivale | pieno di gente | troppo intelligente. || È la terra | dei geni | troppo compresi | dove | bisogna incoraggiare | lo scoraggiamento.'' ([[Marcello Marchesi]])
*''Italia, il nome che ti diero i bovi, | or che d'Asini sei fatta sentina, | necessario sarà che tu rinnuovi.'' ([[Salvator Rosa]])
*''Italia Italia, ah non mi dir che dura | memoria il canto mio ti rinnovella, | forme e leggi cangiando e non ventura | sorgesti in ogni forma ognor più bella, | tu del mondo ornamento, e di natura | ponesti in ogni balza archi e castella, | e se stillan di pianto i lauri tuoi, | la sventura, e il valor fecer gli eroi''. ([[Angelo Maria Ricci]])
*''Italia – magnifico paese! | Per te l'anima geme e si strugge...'' ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']])
*Italia mia, non men serva che stolta. ([[Giovanni Guidiccioni]])
*''Italia poverella, Italia mia, | che ti par di questi almi allievi tuoi | che t'han cacciato un porro dietro via?'' ([[Francesco Berni]])
*''Italia sì, Italia no, | Italia gnamme, se famo du' spaghi. | Italia sob, Italia prot, la terra dei cachi. | Una pizza in compagnia, una pizza da solo; | un totale di due pizze | e l'Italia è questa qua.'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*Italia significa [[Giuseppe Verdi|Verdi]], [[Giacomo Puccini|Puccini]], [[Tiziano Vecellio|Tiziano]], [[Antonello da Messina]]. Non è un discorso di politica, di cui non capisco nulla. Io non penso che Tiziano sia nato lassù e Antonello da Messina sia nato laggiù: per me sono due italiani. ([[Riccardo Muti]])
*ITALIANI. Tutti musicisti, traditori. ([[Gustave Flaubert]])
*''Italiani brava gente, italiani dal cuore d'oro, | l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro | di santi, di poeti, di mafiosi e navigatori | ma tutti rivorrebbero tra le dita la [[Maria Montessori|Montessori]].'' ([[Caparezza]])
*L'amore ch'io porto all'Italia e il vivo desiderio che tengo d'ogni suo bene, mi obbligano ad aggiungere che nulla più osta, secondo il parere mio, al risorgimento della comune patria, che le dottrine intemperate, e l'opera di quelli che le spargono e promulgano dentro e fuori della Penisola. ([[Vincenzo Gioberti]])
*L'antica paura degli italiani: quella di migliorare il peggio. ([[Vittorio Giovanni Rossi]])
*L'idea della unificazione d'Italia e della sua costituzione a regno fu principalmente sparsa dai militari napoleonici, che, sciolto il grande esercito, tornarono ai loro focolari. ([[Carlo Dossi]])
*L'Italia che amiamo è una Repubblica che si affonda su un avverbio: ancora. Uno arriva sul promontorio di Portofino, guarda e dice "toh, c'è ancora". Scende nel Salento e ritrova la pineta che ricordava verdissima sul blu del mare, ritrova lo scoglio intatto e esclama: "che bello, è ancora così". ([[Antonio Cederna]])
*L'Italia, colleghi, è una Repubblica democratica, in cui il Parlamento elegge e fa cadere i governi, valutando i meriti e i demeriti di chi presiede o fa parte del governo: il tradimento è solo di chi, ad un paese disperatamente alla ricerca di un patto costituente, contrappone voglia di potere e minacce di tumulti! La [[Lega Nord|Lega]], onorevole [[Silvio Berlusconi|presidente]], una responsabilità ce l'ha (io ho una responsabilità): quella di far finire oggi finalmente la [[Prima Repubblica (Italia)|prima Repubblica]]! [...] La Lega, onorevole Presidente, le toglie la fiducia! ([[Umberto Bossi]])
*L'Italia, come dice [[Italo Calvino|Calvino]], ricorda il lampione della storiella: l'ubriaco sta cercando la chiave sotto la lampada, un passante gli chiede se è sicuro di averla perduta proprio lì; no, risponde l'ubriaco, ma qui ci vedo. ([[Luca Goldoni]])
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} L'Italia, come sancisce in maniera chiara la nostra [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]], ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, ma non può, non vuole e non deve rimanere estranea al grido di dolore che si leva da chi, senza colpa, subisce attacchi, lutti, violenze e sofferenze inaudite. ([[Lorenzo Cesa]])
*L'Italia di oggi è un Paese in cui è all'opera un'autentica macchina del fango e della delettigimazione. Il gossip non è più argomento delle riviste patinate, quelle che si sfogliano per farsi due risate sotto l'ombrellone; serve a distruggere moralmente e fisicamente la vita delle persone. Si usano fatti privati, a cominciare dal sesso e dalla salute, a scopi di estorsione, per condizionare i comportamenti dei personaggi pubblici o punirli se "sgarrano". ([[Roberto Saviano]])
*L'Italia di oggi non è un Paese maturo in fatto di [[Uguaglianza di genere|pari opportunità]], soffiano addirittura venti di restaurazione, eppure, forse i modelli proposti dalla retorica politica non sono davvero o non sono ovunque accettati dall'intera società. ([[Marco Grimaldi]])
*L'Italia – direbbe il loro e mio [[William Shakespeare|Shakespeare]] – è una rosa troppo bella, troppo profumata, per non accogliere nel suo grembo il verme più ripugnante. ([[Umberto Saba]])
*L'Italia è afflitta da un problema serio che è il nepotismo, soprattutto nel cinema, e da una mentalità mafiosa. È un problema che ci ha bloccato l'ascensore sociale. ([[Francesca Archibugi]])
*L'Italia è bella, è fatta di uomini bizzarri e di eroi. ([[Mario Tobino]])
*L'Italia è casa mia, è dove è iniziato il mio sogno di giocare nella [[Nba]]. Qui ho imparato i fondamentali, ho imparato a tirare, a passare, a tagliare senza palla. Tutte cose che quando sono tornato in America i miei coetanei non sapevano fare perché pensavano solo a saltare e schiacciare. ([[Kobe Bryant]])
*L'Italia è come un [[carciofo|carcioffo]] che bisogna mangiare foglia per foglia. ([[Carlo Emanuele I di Savoia]])
*L'Italia è destinata a dominare il mondo col genio creatore della sua arte e la potenza del suo esercito impareggiabile. (''[[Manifesti futuristi]]'')
*L'Italia è diventata un bordello. Non perché il premier va a escort e qualcun altro a trans, ma perché sono state sovvertite tutte le regole. Un bordello squallido e triste, la cui cupezza si respira nell'aria. ([[Massimo Fini]])
*L'Italia è il paese che amo ([[Silvio Berlusconi]])
*L'Italia è il paese dei diplomi, delle lauree, della cultura ridotta soltanto al procacciamento e alla spasmodica difesa dell'impiego. ([[Carlo Levi]])
*L'[[Italia]] è il quarto Paese per povertà tra i lavoratori, questi sono dati Eurostat. In questa speciale classifica, noi siamo ai primi posti, siamo in zona Champions League, come si dice. ([[Filiberto Zaratti]])
*L'Italia è il solo paese dove si gusta ancora la gioia di vivere. Ci fa credere nella gioia di vivere, anche quando lei stessa non ci crede. ([[Roger Peyrefitte]])
*L'Italia è la fabbrica dei furbi ripiegati su sé stessi, il suo vero originale e inimitabile made in Italy una camera ardente di furbizia, una fossa comune di furbi vivi e, soprattutto, vegeti vegetanti. Però col tonaca su tonaca giusto. ([[Aldo Busi]])
*L'Italia è la patria dei [[tuttologo|tuttologi]]: tutti pretendono di dire la loro su tutto, anche se non hanno una competenza specifica sull'argomento. ([[Magdi Allam]])
*L'Italia è oggettivamente un Paese fragile: il 94 per cento dei comuni è soggetto ad aggressioni da frane, alluvioni, erosione costiera e rischio sismico. Questo accade perché il nostro Paese è geologicamente strutturalmente fragile; è precario, da questo punto di vista, e gli eventi climatici, causati dal [[mutamento climatico]], accelerano e sono ancora più aggressivi. ([[Sergio Costa]])
*L'Italia è, per condizione geografica, storia e cultura, ponte tra [[Africa]] ed [[Europa]]. ([[Sergio Mattarella]])
*L'Italia è stata la culla del diritto: ora sta diventando la tomba della giustizia. ([[Corrado Pallenberg]])
*L'Italia è un'espressione geografica. ([[Klemens von Metternich]])
*L'Italia è un Paese che tende a guardarsi l'ombelico, fregandosene di risalire fino al cuore. ([[Roberto Beccantini]])
*L'Italia è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria di sé stesso. ([[Ugo Ojetti]])
*L'Italia è un paese dove riesco con grande naturalezza a essere me stessa e contemporaneamente a diventare una persona dalle infinite sfaccettature. Posso essere una giovane fanciulla, una bambina innocente, una donna matura, oppure una scrittrice consapevole di sé, un cucciolo fedele, una dea innamorata dell'arte, una viaggiatrice con lo zaino sulle spalle, una turista insaziabile, una fanatica della cucina, e poi ancora e ancora mille altre cose...<br>Paese che accogli tutto, che aiuti la bellezza degli esseri umani a fiorire, fantastica Italia, ti adoro. ([[Banana Yoshimoto]], da "Sonno Profondo")
*L'Italia è un Paese fragile e il prezzo di questa fragilità in termini di vite umane e danni economici è stato sempre troppo alto, perché non si è mai intervenuti in modo organico per contrastare il [[dissesto idrogeologico]] e mettere in sicurezza la nostra penisola dalle sue conseguenze; [[Alluvione di Ischia del 2022|Ischia]] è l'ultimo episodio. ([[Roberto Giachetti]])
*L'Italia è un Paese ingovernabile e con questa ingovernabilità dobbiamo farci i conti tutti i giorni. ([[Edoardo Bennato]])
*L'Italia è un paese pronto a piegarsi ai peggiori governi. È un paese dove tutto funziona male, come si sa. È un paese dove regna il disordine, il cinismo, l'incompetenza, la confusione. E tuttavia, per le strade, si sente circolare l'intelligenza, come un vivido sangue. È un'intelligenza che, evidentemente, non serve a nulla. Essa non è spesa a beneficio di alcuna istituzione che possa migliorare di un poco la condizione umana. Tuttavia scalda il cuore e lo consola, se pure si tratta d'un ingannevole, e forse insensato, conforto. ([[Natalia Ginzburg]])
*L'Italia è un paese: sta all'America, alla Russia, alla Cina, come Enna sta a Roma. ([[Michele Valori]])
*L'Italia è un paese a due velocità: quella del potere visibile, delle gerarchie formali, e quello invisibile, dei poteri sotterranei segreti. ([[Gianni Barbacetto]])
*L'Italia è un Paese complessivamente fragile, ma alcune aree lo sono più di altre. In alcune aree la fragilità è diventata un pericolo incombente e quotidiano e in queste aree il [[rischio idrogeologico]] è una ''roulette'' russa a cui sono esposte le vite di decine di migliaia di persone. [[Ischia]] è una di queste aree. ([[Mara Carfagna]])
*L'Italia è un posto in cui in media, qualsiasi cosa fai, fai male. ([[Francesco Mandelli]])
*L'Italia è una donna di facili consumi. ([[Marcello Marchesi]])
*L'Italia è una grande democrazia; anzi è una vera e genuina democrazia, poiché non ha, come l'hanno altre democrazie, nemmeno la più leggera tinta plutocratica. ([[Tommaso Tittoni]])
*L'Italia è una nazione che avrebbe centinaia di migliaia di allenatori che saprebbero come far giocare meglio la propria squadra, è un peccato che quasi tutti siano troppo impegnati a servire cappuccini o a guidare il taxi. ([[Marco Malvaldi]] e [[Glay Ghammouri]], ''[[Vento in scatola]]'')
*L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. (''[[Costituzione della Repubblica italiana]]'')
*L'Italia è una repubblica fondata sulla paura. ([[Natalino Balasso]])
*L'Italia è uno stivale nero in pelle sadomaso, ormai. ([[Gipi]])
*L'Italia è varia, i desideri sono diversi, le aspirazioni sono diversissime. ([[Oliviero Zuccarini]])
*{{NDR|Nel 1971}} L'Italia ha bisogno, certo, di compiere un veloce tragitto in avanti: e in certi momenti questo può e deve avvenire anche impetuosamente, se si vuole avere ragione di resistenze e conservatorismi. Occorre, però, certezza democratica. ([[Flaminio Piccoli]])
*L'Italia ha da trionfare, perché l'Italia è la [[libertà]], l'[[umanità]], la [[civiltà]]. Che tutti que' principii, disconosciuti e condannati dalle dinastie decadute, escano ora dall'ombra e dal silenzio, ove si tentava seppellirli; che il [[popolo]] fatto libero si ritempri nel sentimento della sua [[dignità]] e della sua [[potenza]]; che la [[violenza]] e l'[[iniquità]] dell'alto non autorizzino la violenza e l'iniquità del basso; che la [[paura]], questo vergognoso istinto di [[degradazione]] e di [[schiavitù]], sia sradicata affatto dalla [[coscienza]] popolare che si rialza: ecco il sistema di repressione che senza fallo riuscirà; e la palla sarà estratta dalla ferita, e la [[camorra]] non esisterà più, se non come memoria in quest'opuscolo caduto nell'oblio. ([[Marc Monnier]])
*L'Italia, ideata e voluta da Dio come terra in cui ha sede il centro della sua Chiesa, fu oggetto, come di un suo speciale amore, così di una sua specialissima azione. Nessun popolo ha, come il popolo italiano, i suoi destini congiunti con l'opera di Cristo. ([[Pio XII]])
*L'Italia in camicia nera è e sarà invincibile. ([[Slogan fascisti|slogan fascista]])
*L'Italia in tutti i tempi fu assai feconda d'uomini prodi in armi, e per lunga pezza ammaestrò le altre nazioni nel miglior modo di guerreggiare. Ma della sua scuola portò amarissimo frutto; perché i discepoli bene ammaestrati, e per maggior giovinezza e costumi incorrotti più animosi, più forti, più feroci di lei, la trafissero a morte nel seno con quell'istesso ferro, che ella per sua sciagura mise loro in mano. ([[Giovanni Eroli]])
*L'Italia legale, dall'industria all'università, dalla cultura alla politica, era un immenso bacino geografico di ladrocinii. Si falsificava la vita in tutta omertà per meglio depredarla, asservirla, depistarla. ([[Aldo Busi]])
*L'Italia non è solo un paese lungo, è un paese antico dove il meraviglioso pagano si è trasfuso nel miracoloso cattolico e in cui il papa è il vero re con cui bisogna comunque andare d'accordo, o con il Concordato o con la sua riconferma nella costituzione repubblicana, articolo 7, approvato da tutti i comunisti materialisti e atei salvo la Teresa Noce e il professor Concetto Marchesi. ([[Giorgio Bocca]])
*L'Italia non è un Paese povero, è un povero Paese! ([[Charles de Gaulle]])
*L'Italia non è un paese razzista, è un paese che ospita un bel po' di razzisti a cui però in fondo vuole bene, suvvìa, sò ragazzi. ([[Daniele Fabbri]])
*L'Italia non è una provincia, è la Signora delle altre province. ([[Giustiniano I]])
*''L'Italia per me è quella grande azione di [[Fabio Cannovaro|Cannavaro]], | l'Italia è tristemente nota per qualche fatto, ma minimizziamo, | il cielo è azzurro il pomeriggio, se ci armate, noi non partiamo | e come ha detto un imprenditore: "L'Italia è il Paese che amo".'' ([[Sayf]])
*L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. (''[[Costituzione della Repubblica italiana]]'')
*L'Italia seppe superare nelle aule legislative i suoi nemici, come seppe vincerli nei campi delle battaglie. ([[Giovanni Battista Cassinis]])
*''L'Italia! Solamente a 'sta parola | Er sangue ce bolliva ne le vene, | Er core ce zompava ne la gola! | E che strazzi, che tribboli, che pene | Che sapemio soffrì pe' 'st'ideale, | Senza fa' tante scene | Co' le sottoscrizzioni sur giornale! | Ché puro allora se viveva male, | Ma, per lo meno, se moriva bene!'' ([[Trilussa]])
*''L'Italia sotto l'ala di metallo | si distende, tutta colli e specchi d'acqua, | come una coperta variopinta, | non ricorda il passato, alfuturo non pensa, | immersa nel presente, nell'odierna vanità –, | la tua vita d'ogni giorno''. ([[Maksim Amelin]])
*L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. ([[Pier Paolo Pasolini]])
*L'Italia, ''tale quale è'' dà la più brutale smentita, in ogni sorta di manifestazioni, ai ciechi che la considerano come un museo storico, il reliquiario di una civiltà che muore dopo avere generato quelle dell'avvenire; che la chiamano miserabile terra dell'arte e dell'eroismo, la cui esistenza è precaria. ([[Napoleone Colajanni]])
*L'Italia, tra i paesi a democrazia parlamentare, ha sempre avuto il primato nella partecipazione dei cittadini alle scelte elettorali fondamentali. È stata questa massiccia partecipazione uno dei punti di forza della nostra democrazia. ([[Vittorino Colombo]])
*''L'Italia, una sterminata domenica. | Le motorette portano l'estate | il malumore della festa finita.<ref>La fine del campionato di calcio. {{cfr}} ''Il grande amico. {{small|Poesie 1935-1981}}'', introduzione di Gilberto Leonardi, commento di Luca Lenzini, I Grandi Classici Della Poesia, Fabbri Editori, Milano, 1997, p. 229, nota.</ref>| Sfrecciò vano, ora è poco, l'ultimo pallone | e si perse: ma già | sfavilla la ruota vittoriosa.<ref>Il giro d'Italia. {{cfr}} ''Il grande amico. {{small|Poesie 1935-1981}}'', p. 229, nota.</ref>| E dopo, che fare delle domeniche? | Aizzare il cane, provocare il matto... | Non lo amo il mio tempo, non lo amo. | L'Italia dormirà con me. | In un giardino d'Emilia o Lombardia | sempre c'è uno come me | in sospetti e pensieri di colpa | tra il canto di un usignolo | e una spalliera di rose...'' ([[Vittorio Sereni]])
*L'italiano è diventato diffidente e non crede mai a una notizia, ma quando vede che è smentita comincia a capire che qualcosa di vero c'è. Però, appena il fatto smentito accade, bisogna ricordarsi di smentire di averlo mai smentito. ([[Enzo Sermasi]])
*L'italiano è sicuro di sé perché è irrequieto ed esaltabile, e facilmente si dimentica di se stesso e degli altri. ([[Guerra e pace|Lev Tolstoj, ''Guerra e pace'']])
*L'italiano è un animale sociale; quando cerca sul serio la solitudine, l'organizza in consorzio e si fa monaco. ([[Henry Furst]])
*L'italiano medio, scapolo, divorziato o con famiglia, che passi nelle vicinanze di una bandiera italiana, sgargiante nei suoi tre colori, è ammonito di tenere un contegno assolutamente inequivoco; potrà sorridere, ma con rispetto, nei confronti di detta bandiera, e non sguaiatamente, come può accadere di ammiccare ad un compagno di bevute e sconvenienze; gli si consiglia di levarsi il cappello, ma sempre come si usa con i superiori, non, ad esempio, con i condòmini; in genere, può eseguire gesti allusivi a trepida devozione, incondizionato assenso, festosità e generico desiderio di morire in modo straziante per la medesima: tanto, egli lo sa, la sua famiglia resterà raccomandata alle cure di quella bandiera, che non dimentica i suoi figli migliori. Questo contegno non esito a giudicare saggio, prudente e, anche se ipocrita, da vero italiano. ([[Giorgio Manganelli]])
*La bellezza dell'Italia è la sua storia, il suo passato. Allo stesso tempo l'Italia deve cambiare per sopravvivere, non può conservare la sua identità. ([[Maaza Mengiste]])
*La cosa che piace meno in assoluto agli italiani è la [[guerra]]. Da quella è difficile uscire, anche se nell'ultima abbiamo fatto il capolavoro di perderla e poi di vincerla semplicemente spostando il maresciallo Badoglio al posto del cavalier Benito Mussolini. C'eravamo anche noi partigiani, s'intende, ma senza alcuno scandalo o rifiuto per gli opportuni capovolgimenti. ([[Giorgio Bocca]])
*La cultura e la lingua italiane entrano nell'anima di chi arriva e si fondono con le sue credenze religiose. ([[Kader Abdolah]])
*''La fine del mondo qua frà non farà danni | resta in Italia e ti salvi, siamo indietro dieci anni.'' ([[Club Dogo]])
*La geografia dell'Italia rende il nostro Paese uno degli ecosistemi più unici al mondo, allo stesso tempo però si tratta di un territorio fragile e insidioso; circa il 44 per cento del nostro territorio è infatti a elevato rischio sismico e quasi la totalità, il 94 per cento secondo la Protezione civile, è minacciato dal [[dissesto idrogeologico]]. ([[Francesco Maria Rubano]])
*La grande ricchezza dell'individualismo in Italia dove «un Marcel diventa ogni villan», rende difficile a un italiano accettare la gloria dei suoi compagni. Di [[Giorgio Vasari|Vasari]] ve n'è uno solo. ([[Henry Furst]])
*«La [[Monarchia]] ha fatto l'Italia.»<br/>«Proprio lei, sola sola? E come l'ha fatta? Sponte o spinte? Con le vittorie, o a furia di disfatte? E che cosa è questa sua Italia? Dov'è la gloria, il lauro e il ferro che il vostro [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] andava cercando sessant'anni addietro? Ne avete notizia voi? Siamo l'ultima delle grandi [[Nazione|nazioni]], una ranocchia gonfiata sul punto di crepare, come quella della favola. Teoricamente, filosoficamente, non mi direte che il regno d'un sol uomo su tutti gli altri suoi simili sia l'ideale. L'ideale, se siete [[Idealismo|idealista]], è tutto il contrario, è la repubblica sociale, l'[[eguaglianza]] e l'accordo di tutti. [[Utopia]], sta bene, e lo sanno anche coloro che la sostengono; ma utopia generosa, non rassegnazione antipatica, come la nostra. Generosa e pericolosa, volete dire? Andate là, che il mondo non è caduto e non cadrà, per quante riforme e per quante [[Rivoluzione|rivoluzioni]] si facciano...» ([[Federico De Roberto]])
*{{NDR|Gli aspetti più negativi dell'Italia}} La pigrizia, la chiacchiera (altro risvolto della pigrizia). I problemi, in Italia, non si risolvono: con grande acribia, si complicano, per evitare di affrontarli. (Mai che si rimuova un'automobile in un parcheggio vietato: si preferisce discutere della nuova legge sul traffico urbano). Non esiste paese dove proliferino tanti testi teorici, non uno dove si discetti con tanta passione sul sole dell'avvenire mentre la vita quotidiana ha raggiunto un punto di degradazione intollerabile. Di questo passo, l'Italia non si distruggerà: si è già distrutta ed ha un rapporto del tutto astrale con la realtà. Verrebbe fatto di pensare ad una macchinazione del potere contro il popolo: sennonché il potere non è meno pigro del popolo. ([[Erich Linder]])
*La [[storia]] considerata come una vicenda di buono e di cattivo tempo, di uragani e di sereni, ecco che cos'è la storia per un italiano. Per questo scetticismo della storia non si sono prodotti tanti tragici fenomeni in Italia, dove nulla è mai scontato interamente, dove tutti possono avere la loro parte di ragione, o dove tutti hanno torto, dove si ritrovano viventi i residui di tutte le catastrofi e di tutte le esperienze e di tutte le epoche. Ci sono ancora i guelfi, i neoguelfi, i separatisti, i federalisti, i sanfedisti, i baroni, i feudatari, ecc. Questi caratteri italiani sono l'origine delle più strane sorprese e delle più incredibili involuzioni. ([[Corrado Alvaro]])
*La ''Trasfigurazione'' {{NDR|Capolavoro di [[Raffaello Sanzio]]}} le era parsa mediocre, il [[Vesuvio]] in eruzione appena superiore ai fumaioli di [[Birmingham]]. Insomma, la sua grande obiezione contro l'Italia era che questo paese mancava di colore locale, di carattere. ([[Prosper Mérimée]])
*La visione degli italiani come maestri di doppiezza e di malizia politica per tutta l'Europa della prima Età moderna non rappresenta un puro giudizio moralistico ma implica, a mio avviso, un giudizio abbastanza preciso di una paternità, frutto del Rinascimento e della Controriforma ad un tempo, che viene ripudiata ma che è ugualmente avvertita come parte integrante della propria realtà storica. ([[Paolo Prodi]])
*Le due qualità che più apprezzo negli italiani è la loro volontà di lavorare veramente esemplare e il fatto che ovunque essi vadano cercano di assuefarsi alle condizioni locali e di vivere in armonia con le genti del posto. ([[Haile Selassie]])
*Le orde di Celti, Goti, Vandali e Longobardi le quali in tempi storici invasero l'Italia offrono un esempio di quello che la penisola deve avere sopportato durante le varie migliaia di anni che precedettero la [[fondazione di Roma]]. L'ottimo clima e la lussureggiante vegetazione del suolo, assai più ricca di quella del Mediterraneo orientale, hanno sempre attirato eserciti di migranti dall'inclemente settentrione. E quando ciascuna orda di invasori fu divenuta indolente sotto la snervante influenza dell'ambiente, a sua volta dovette cedere il posto ad una popolazione più intraprendente non ancora snervata. ([[Tenney Frank]])
*Le preoccupazioni della stampa europea non sono dovute a pietà e amore per l'Italia ma semplicemente al timore che l'Italia, come in un altro infausto passato, sia il laboratorio di esperimenti che potrebbero stendersi all'Europa intera. ([[Umberto Eco]])
*Lo Stato italiano<ref>Il brano, scritto nel 1920, si riferisce al Regno d'Italia costituito sotto la monarchia Sabauda.</ref> è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'[[Questione meridionale|Italia meridionale]] e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di [[Brigantaggio|briganti]]. ([[Antonio Gramsci]])
*Ma il nostro è un paese ''laico e democratico'' dove un [[Mario Monti|presidente del consiglio]] che nessuno di noi ha eletto, come primo atto ufficiale va a porgere i suoi omaggi al [[Papa Benedetto XVI|Papa]]. E il motivo per cui io e i miei colleghi scriviamo e recitiamo cose come ''Padre Pizzarro'' è che l'Italia sembra spesso uno stato teocratico ''di fatto''. ([[Corrado Guzzanti]])
*Ma intanto, della cresciuta gloria di [[Dante Alighieri|Dante]] congratuliamoci, come di felice augurio colla nostra età, colla nostra [[Patria]]. Ella ha molti altri grandi scrittori, anzi i più grandi in ogni arte o scienza moderna; il più gran lirico di amore, il più gran novellatore, il più grand'epico grave, il più grande giocoso, il più gran pittore, il più grande scultore, il primo de' grandi fisici moderni e il maggior degli ultimi: [[Francesco Petrarca|Petrarca]], [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], [[Torquato Tasso|Tasso]], [[Ludovico Ariosto|Ariosto]], [[Raffaello Sanzio|Raffaello]], [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], [[Galileo Galilei|Galileo]] e [[Alessandro Volta|Volta]]. Vogliam noi glorie, vanti, supremazie? Non ci è mestieri ire in cerca d'ignoti o negati. Tutti questi ce ne daranno. ([[Cesare Balbo]])
*Malgrado tutto quanto è stato detto del Kent, del Surrey e del Sussex, non potemmo fare a meno di riflettere a quanto sia povera di quel cuscino adiposo rappresentato dai rilievi montani qualsiasi nazione se confrontata con l'Italia. ([[Samuel Butler]])
*Mangiar bene, comprar qualcosa, mostrarsi molto ed eccitarsi un po': potrebbe essere il motto nazionale. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Riferito agli italiani}} [[Max Ascoli]], famoso antifascista, diceva: "l'intelligenza è la nostra forma di stupidità". Voleva dire: siamo così intelligenti che diventiamo [[furbizia|furbi]], e da furbi poi diventiamo [[stupidità|fessi]] e non sappiamo fare nemmeno i nostri interessi. ([[Beniamino Placido]])
*Metello diventò vero italiano e vero uomo: prima ancora di essere elencato nei registri del comune, si trovò registrato negli elenchi della polizia. ([[Vasco Pratolini]])
*Mi mancano gli italiani, il modo in cui si riuniscono per cenare, le loro priorità. ([[Diane Lane]])
*Moltissimi italiani erano all'oscuro di quello che egli {{NDR|[[Giuseppe Mazzini|Mazzini]]}} aveva cercato di dir loro; per anni, «l'Italia», o meglio «la Talia», continuò ad essere ritenuta, da alcuni meridionali, la moglie di [[Vittorio Emanuele II di Savoia|Vittorio Emanuele]]. ([[Denis Mack Smith]])
*Nel paesaggio italiano c'è qualcosa di talmente simpatico, di talmente umano! Non è infinità e distesa, non è un paesaggio dagli orizzonti sconfinati; è vasto e lontano, tuttavia gli elementi che lo compongono sono sempre limitati e finiti. E inoltre, è aggiustato così bene, con tanta cura e laboriosità dalla mano dell'uomo, ed è così variopinto! Sono contento che gli uomini siano riusciti ad addomesticarlo, ad adattarsi ai suoi capricci geografici, ai suoi rigonfiamenti, alle sue depressioni, ai suoi pendii, riuscendo sempre a conservare l'equilibrio tra indiscrezione e indifferenza, tra violenza e rassegnazione. ([[Tadeusz Breza]])
*Nel vostro paese mi è stata offerta l'opportunità di fare sempre delle ottime cose. Del resto, in campo cinematografico, l'Italia è indiscutibilmente un paese-guida. ([[Charlotte Rampling]])
*Nessuna nazione più della nostra, se volge lo sguardo verso la propria storia, vede integralmente partecipi dell'intellettuale e civile suo progresso i propri [[Letterato|uomini di lettere]]; nessun'altra nazione più di questa ha il dovere di onorare coloro che professano le lettere, perché nessun'altra può darsi vanto di essere stata civilmente sempre grande anche se, politicamente, caduta in schiavitù; quella gloria che in certe età a l'Italia soldati o principi non seppero dare gli scrittori, gli artisti le procurarono; per i versi e per le prose che in essa echeggiavano, non meno che per lo splendore delle sue alte cupole ornate d'affreschi e benedette dal sole, non meno che per ardir di naviganti, genio di scienziati o abilità di commercianti, questa Italia bella, anche quando gareggiavano le discordie interne e la straniera avidità per trarla a rovina, continuava ad essere la pura luce splendente nelle tenebre da cui non s'eran sapute anco liberare molte altre nazioni, il tempio sacro in cui si custodiva la gloriosa tradizione classica, in una parola, il cervello del mondo. ([[Romeo Gallenga Stuart]])
*Nessuno in Italia vuole correre rischi. È un paese conformista. Che si è oramai seduto sulle poltrone che occupa. Non ha grandi visioni né del futuro né del presente. Diciamo che sostanzialmente è un paese che tira a non perdere il posto. ([[Giovanni Sartori]])
*Noi italiani, che nel miracolo economico eravamo dentro fino al collo, non parlavamo d'altro; con perplessità, orgoglio, scetticismo, ma soprattutto con speranza, gli uomini della strada; con «moderata» fiducia, gli uomini politici al potere; con cognizione di causa e assoluto ermetismo, gli economisti; con astioso sarcasmo, gli uomini politici all'opposizione; con slancio, ottimismo ed entusiasmo, l'uomo del giorno che era Enrico Mattei, presidente dell'ENI. ([[Alfredo Pigna]])
*Noi italiani facciamo la vita da generale con la paga del caporale. Un miracolo di acrobazia economica che soltanto un italiano può realizzare. ([[Sergio Cragnotti]])
*Noi Italiani meno degli altri possiamo aprir l'animo ai facili entusiasmi quando si tratti di pronunciare un giudizio sulla letteratura d'un altro popolo. Noi che abbiamo dato al mondo poeti come Dante, Petrarca, Ariosto, Tasso, Parini, Alfieri, Monti, Foscolo e Leopardi e prosatori dell'altezza di Boccaccio, Macchiavelli, Guicciardini, Sarpi, Gozzi e Manzoni, noi che abbiamo in Firenze quel tempio sacrato alla gloria imperitura dell'arte e del pensiero italiano: Santa Croce, noi non possiamo eccedere nella ammirazione e siamo di diritto giudici severi e competenti quando un'altra nazione ne chieda il nostro parere sul valore dei suoi letterati e sulla parte che rappresenta nella storia della civiltà la sua letteratura. ([[Carlo Formichi]])
*Noi Italiani resteremo i nipoti di [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], di [[Publio Cornelio Tacito|Tacito]], di [[Dante Alighieri|Dante]], di [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]], slattati da [[Giacomo Leopardi|Leopardi]], da [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], da [[Giuseppe Giusti|Giusti]] non torneremo indietro, né muteremo strada per dar retta ai ciarloni. ([[Ippolito Nievo]])
*Noi italiani siamo come dei nani sulle spalle di un gigante, tutti. E il gigante è la cultura, una cultura antica che ci ha regalato una straordinaria, invisibile capacità di cogliere la complessità delle cose. Articolare i ragionamenti, tessere arte e scienza assieme, e questo è un capitale enorme. E per questa italianità c'è sempre posto a tavola per tutto il resto del mondo. ([[Renzo Piano]])
*Noi italiani [...] subiamo la depressione all'estero e la sfiducia intima, per contraccolpo delle guerre perdute, degli insuccessi sul mare e in terra. Gli stranieri facilmente sono tratti al dileggio, perché ci credono inetti ad offendere e a difenderci – e ci rinfacciano troppo spesso le continue disfatte ; – noi, a nostra volta perdiamo la fede nel prestigio delle armi nostre e ci sentiamo menomati al confronto di popoli più di noi belligeri e oltracotanti per la memoria dei bellici allori, quasi questi li rendessero di sangue più nobile, più vivo e meno degenerato del ''gentil sangue latino''. ([[Gian Giacomo Felissent]])
*Noi non abbiamo, no, la poesia di far l'Italia; noi non abbiamo che la prosa di vederla fatta; ed a questi patti sarebbe meglio che [[Carlo Pepoli|Pepoli]] continuasse a scriver commedie e [[Emilio Visconti Venosta|Visconti]] articoli; il cannone a tacere e [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] a parlare. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Noi qui buttiamo tutte le colpe addosso agli altri. Ma bisogna fare i conti anche col popolo italiano. Siamo noi che li abbiamo eletti questi signori. Sono mica piovuti dalla luna. E allora non accaniamoci soltanto sulla classe politica. Noi siamo un elettorato disposto a ogni sorta di transazione, quando ci fa comodo. ([[Indro Montanelli]])
*{{NDR|Sull'[[immigrazione in Italia]]}} Noi siamo l'Italia, fondata sul principio di solidarietà del riconoscimento dei diritti inviolabili e universali dell'uomo, che vanno difesi ad ogni costo e in qualunque latitudine, ovunque si trovi un uomo, anche in mezzo al mare. ([[Ida Carmina]])
*Noi Tedeschi e le restanti nazioni, siamo ingenui, quasi una nuda tavola; gli Italiani invece sono dipinti di tutte le false opinioni che è difficile abbandonare, ed i peggiori sono i più adatti ad abbracciarle. Gli Italiani infatti condannano tutte le altre nazioni, mentre proprio loro sono abominevoli. I loro digiuni sono più splendidi dei nostri più lauti banchetti. ([[Martin Lutero]])
*Noi vediamo l'Italia come un Paese bello, allegro, generoso e musicale, il Paese che ci ha regalato il Cremlino, e in cambio noi dobbiamo ascoltare la canzone [[Al Bano|Felicità]] fino all'ultimo giorno di vita! ([[Ivan Urgant]])
*Non c'è dubbio che l'Italia non possa rinunciare alla filiera dell'[[acciaio]], l'Italia è la seconda potenza manifatturiera d'Europa, non può rinunciare a produrre acciaio, ma è altrettanto evidente che questo passi da decisioni strategiche per la città di [[Taranto]]. ([[Ilaria Cavo]])
*Non c'è quasi varietà di paesaggio nel mondo che non si trovi in Italia, e non c'è quasi aspetto d'Italia, montano, ubertoso o desolato, che non si ritrovi in miniatura nelle sue isole, la Sicilia e la Corsica: ma dove l'arte dell'uomo ha posto il suo suggello, il luogo, per vario che sia, cessa di richiamare aspetti esotici, per assumere un volto inequivocabilmente italiano. ([[Mario Praz]])
*Non è per contraddire Barack Obama, ma "il Paese dove tutto è possibile" non sono gli Usa. È l'Italia. Dove è possibile che il [[Maurizio Gasparri|capogruppo del partito di maggioranza]] commenti l'elezione di Obama dicendo che fa contenta Al Qaeda. È possibile che il [[Umberto Bossi|leader di un altro partito di governo]] abbia definito "bingo bongo" gli africani. È possibile che un [[Giancarlo Gentilini|altro autorevole leader di quel partito]] abbia definito "culattoni" gli omosessuali. È possibile che un [[Giancarlo Gentilini|sindaco del Nord]] inviti a trattare gli immigrati come "leprotti", a fucilate. È possibile che [[Marcello Dell'Utri]] (interdetto dai pubblici uffici, e però senatore della Repubblica: è possibile anche questo) ammonisca le giornaliste del Tg3 perché abbassano il morale della Nazione. È possibile che il [[Silvio Berlusconi|premier]], proprietario di televisioni, nel pieno del suo ruolo istituzionale inviti gli imprenditori a non destinare investimenti pubblicitari ai suoi concorrenti. È possibile che, in piena crisi finanziaria, lo stesso premier esorti ad acquistare azioni indicandone il nome. È possibile che una trasmissione della televisione pubblica sia oggetto di una spedizione punitiva di squadristi. È possibile che un [[Francesco Cossiga|ex presidente della Repubblica]] rievochi la violenza e gli intrighi di Stato come metodo repressivo delle manifestazioni studentesche. E sono possibili mille altre di queste meraviglie, nel solo vero paese dove veramente tutto è possibile. Così possibile che si è già avverato. ([[Michele Serra]])
*''Non è questa la mia Italia, non è questa la mia patria! || La mia patria è un impero con lo sguardo fisso al sole! | È una legione, la tradizione, è una visione, è un codice d'onore! | La mia patria è là dove si combatte per la mia idea! | È una comunità, è un'identità, la mia patria è questa qua!'' ([[Ultima Frontiera]])
*Non è vero che l’Italia non spende, la verità è che sino a questo momento ha speso male. ([[Ylenja Lucaselli]])
*Non fu per caso che l'Italia divenne la patria del [[Rinascimento]] e perciò la culla del pensiero moderno. In Italia meglio che in ogni altro luogo si era mantenuto il legame coll'antichità, ed allorché venne di nuovo tratta alla luce la letteratura antica, poterono gli Italiani appropriarsela in modo autonomo e tutto loro proprio, poiché essa era l'opera della loro stessa antichità, carne della loro carne, ossa delle loro ossa. ([[Harald Høffding]])
*Non serviva la [[Alluvione di Ischia del 2022|vicenda di Ischia]] per scoprire che l'Italia è un Paese così fragile dal punto di vista idrogeologico, segnato dal consumo di suolo e dall'[[abusivismo edilizio]], in cui i [[Cambiamento climatico|cambiamenti climatici]] impattano in maniera ormai drammatica sulle nostre vite, generando rischi, danni, distruzione, che fino a poco tempo fa pensavamo impossibili. ([[Chiara Braga]])
*Non siamo né credibili, né seri. Nessuno più investe in Italia e chi ci presta soldi vuole tassi usurari. La nostra immagine è a pezzi. Chi lavora con l'estero prova una profonda umiliazione, cui si accompagna un sempre crescente moto d'ingiustizia, per come viene trattato il nostro Paese. ([[Ferruccio de Bortoli]])
*Non siamo [...] un Paese di materie prime. La nostra materia prima si chiama capitale umano. ([[Maurizio Lupi]])
*''O d'ogni vizio fetida sentina, | dormi, Italia imbriaca, e non ti pesa | ch'ora di questa gente, ora di quella | che già serva ti fu, sei fatta ancella?'' ([[Ludovico Ariosto]])
*''O madre grande d'ogni messe, o grande | madre d'eroi! D'oro e d'incenso abbondi, | nessuna terra è più di lei ferace. | Qui piene spighe, qui rigoglio d'uve, | qui pingui ulivi, qui fecondi armenti. | Il bel cavallo qui le zampe al trotto | scambia a test'alta; qui con lenta possa | muovono i bianchi bovi trionfali. | Pascon, la guerra e la vittoria, insieme! | Qui tiepide aure e il fiore d'ogni mese. | Eppur non tigri, non leoni, o l'erba | che buona sembra a cogliere, che uccide; | né il serpe striscia in terra lungo, e s'alza | ravvolto a spire... E quanta opera d'uomo! | Quante massiccie acropoli sui monti! | E quanti fiumi specchiano le grandi | mura di preromulee città! || I suoi due mari? dove il [[Po]] travolge | lo stillicidio de' ghiacciai su l'Alpi, | e dove il sacro Tevere conduce | l'acque di neri sotterranei laghi?'' ([[Giovanni Pascoli]])
*«Ora che l'Italia è fatta, bisognerebbe unificare le cucine italiane!»<br/>«Ardua impresa. Si potranno federare; se pure!» ([[Federico De Roberto]])
*Ormai è consenso comune che il popolo italiano non legge i [[Giornale|giornali]], li ripassa; ch'egli non sa che farne degli articoli di fondo, poiché gli basta il notiziario. ([[Giuseppe Guerzoni]])
*Paese profondamente diviso e smarrito: si rimettono in discussione i capisaldi della storia nazionale condivisa, c’è un involgarimento del discorso pubblico. ([[Massimo D'Alema]])
*Paese profondamente e smarrito diviso in un nord ricco che sente il sud come un peso e di un Mezzogiorno che riscopre l’etica borbonica. ([[Massimo D'Alema]])
*Parlavano della futura Italia [...] ma si sentiva che non importava loro un fico secco della vita pur di farla libera, questa vecchia patria, e grande. [...] «I nostri figli ci faranno il monumento, ma dopo verranno, mi capisce, con licenza, quelle figure porche dei nostri nipoti, e mi par di sentirli: "Come l'han fatta da cani", diranno, "quei vecchi insensati l'Italia!".» ([[Antonio Fogazzaro]])
*[[Paradiso]] è un poliziotto inglese, un cuoco francese, un tecnico tedesco, un amante italiano; il tutto organizzato dagli svizzeri. L'Inferno è un cuoco inglese, un tecnico francese, un poliziotto tedesco, un amante svizzero; e l'organizzazione affidata agli italiani ([[John Elliot]])
*{{NDR|Rispondendo a Henry Fothergill Chorley che aveva detto male degli italiani nel suo romanzo Roccabella}} Pensate, se voi e io fossimo italiani, e fossimo cresciuti dall'infanzia ad ora minacciati continuamente da confessionali, prigioni e sgherri infernali, potremmo voi ed io essere migliori di loro? Saremmo noi così buoni? Io, se ben mi conosco, no. ([[Charles Dickens]])
*Per me credo che nel nostro popolo, {{sic|a malgrado}} di certa sconcezza e trivialità di apparenze, ci sia tanto sentimento morale ancora vivo da poterci fondar sopra una buona educazione civile. Chi è contristato dai vizi dell'operaio delle città, volga gli occhi al popolo cento volte più numeroso delle campagne; e vedrà se è virtù in quelle genti laboriose, che non hanno altro conforto che la famiglia, altra rimunerazione che un tozzo di pan nero. Tutto sommato, credo che l'Italia abbia meno plebe di molte altre nazioni. ([[Marco Tabarrini]])
*Perché mai non dovremmo più tornare in Italia? Perché, mi rispose, l’Italia per noi non è un paese da visitare come turisti, ma un sentimento. E una volta che l’abbiamo abbandonato, non possiamo più ritrovarlo… non avremmo davanti che città, pietre, uomini. L’Italia è un intreccio di sentimenti, come l’amore. E’ l’ultimo grande dono che il mondo offre a uomini senza patria, disse, e anche agli italiani, perché molti di loro sono già diventati apolidi, nella loro adorata Italia… ([[Sándor Márai|Sandor Marai]])
*''Piangi, che ben hai donde, Italia mia.'' ([[Giacomo Leopardi]])
*Poco fa [...] ho sentito la tristezza opprimente dell'Italia, tristezza incomprensibile poiché l'italiano è allegro. Perché queste stradette chiassose mi provocano una malinconia così singolare? Eppure io amo l'Italia, ma la mia patria vera è nel Nord. Niente mi alleggerisce di più il cuore quanto il vedere un filare di betulle sotto un cielo grigio... ([[Julien Green]])
*Portatemi via da questa terribile Italia, dove ogni cosa mi deride, mi rimprovera, mi tormenta, mi elude. Via da questa terra di bellezza impossibile! ([[Henry James]])
*Possiamo dirlo a cuor leggero: gli italiani hanno tormentato assai il Nostro paese però hanno fatto anche cose buone. Nulla di nuovo, nulla di miracoloso: bisogna precisarlo. Inoltre bisogna chiarire che, se non avessere fatto qualcosa di positivo, avrebbero avuto contra tutta la popolazione: dovevan pur tenersi buona la popolazione. Però... Ecco, diciamo che se in un senso essi interruppero quel che Noi avevamo incominciato, in un altro senso lo continuarono. E oggi siamo ben felici di aver protetto gli italiani al Nostro ritorno. ([[Haile Selassie]])
*''Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, | proprio perché fosti cosciente, sei incosciente. | E solo perché sei cattolica, non puoi pensare | che il tuo male è tutto il male: colpa di ogni male. | Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.'' ([[Pier Paolo Pasolini]])
*Quando penso all'Italia penso solo alla luce di questo paese. Sopra gli uomini, i tetti. Chissà che non riesca a scendere più in basso, a illuminarci... ([[Giuseppe Sinopoli]])
*Quando siamo in Italia, siamo stanchi dell'Italia. Ma quando non siamo in Italia, l'Italia manca. ([[Hernán Crespo]])
*Quando un italiano mi dice che c'è della pasta sul mio piatto, controllo sotto la salsa per esserne sicuro. ([[Alex Ferguson]])
*Quando vi dicono che gente della mia terra è morta, diffidate: ha camminato molto nel mondo, per secoli, e può darsi che qualche volta gli venga il sonno pesante per la fatica, ma al momento di fare i conti si sveglia sempre, e i conti senza noi non si possono chiudere. Sembra un giuoco ed è storia. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'')
*Quanto più m'addentro in questo paese tanto maggiormente rimpiango di non averlo visto dieci anni fa. Non l'avrei osservato meglio; ma certo ne avrei goduto di più. L'Italia ha tutto lo splendore, l'ingenuità, l'ispirazione della gioventù; e sento che, col giudicarla freddamente, non è possibile imparare a conoscerla. ([[Sof'ja Petrovna Sojmonova]])
*Questa è l'Italia sacra agli [[Dei]]. ([[Plinio il Vecchio]])
*Questa Italia, che fu lungamente palestra dell'ambizione, bersaglio della cupidigia straniera e spettacolo miserando d'interne scissure e di fratricide contese, questa Italia offrirà al mondo l'esempio della concordia cittadina, dell'ordine, del progresso e della libertà. ([[Giuseppe Biancheri]])
*Questo longitudinale paese che oggi s'identifica nello stereotipo nazional-geografico di stivale (solo verso la metà del Seicento s'incominciò a vederlo sotto la "forma di uno stivale") veniva nei secoli precedenti immaginato "a guisa di una croce posta in lungo dalle Alpi e dallo Appennino infino a Regio et alli lidi di Calavria". Oppure era visto "a simiglianza d'una fronda di quercia, più lunga che larga", come l'avevano nell'antichità classica definita [[Plinio]] e Solino, immagine ripresa da Fazio degli Uberti e poi da Flavio Biondo, "Molto simile ad una pampana di quercia". ([[Piero Camporesi]])
*Questo paese perde in tutto: abolisce la differenza dei gusti, ma non la divisione delle classi [...] ([[Roland Barthes]])
*Raccontare ai giornalisti stranieri la politica culturale italiana non è cosa semplice. Bisogna prima di tutto cercare di non ridere. ([[Alberto Ronchey]])
*Sa perché noi italiani abbiamo spesso tollerato la [[burocrazia]] e i suoi misfatti? Perché la burocrazia era la mamma, il ventre molle e accogliente nel quale sparire e riemergere il [[27 (giorno del mese)|27 di ogni mese]]. Tra coloro che ce l'avevano fatta c'era la granitica convinzione che ogni cosa che accadesse fuori non li riguardava. ([[Gigi Proietti]])
*Se c'è una cosa che ho imparato in questi anni è che in Italia siamo molto bravi a tirare su i vincenti e tifare per loro. E al contempo siamo bravissimi a criticare quelli che invece sono in difficoltà. Dovremmo essere più fieri dei grandi campioni che abbiamo. Perché ne abbiamo. ([[Carolina Kostner]])
*Se gli italiani possedessero l'etica del lavoro dei giapponesi, potrebbero essere i padroni del pianeta. Grazie al cielo non ce l'hanno. ([[Bill Bryson]])
*Sì, io non mi quieterò mai fino a che l'Italia non sia libera; ma quando dico di ciò fare, non intendo, e lo dichiaro altamente, di essere il cieco strumento o di un partito o di un individuo: l'Italia, la sua indipendenza, la sua libertà: ecco gli oggetti per cui darò il mio sangue. ([[Felice Orsini]])
*{{NDR|Noi italiani}} Siamo stati i primi ad usare il termine teorema come sinonimo di "fandonia calunniosa dedotta con sofismi". ([[Lucio Russo]])
*Siamo tutti convinti che nobilitare l'aratro colla robusta e onorata mano dei nostri soldati sarebbe uno degli equivalenti della fortuna d'Italia, perché la fortuna d'Italia è necessariamente agricola. ([[Guido Baccelli]])
*Siete troppo linfatico per un greco, troppo vivace per un olandese, parlate da mezz'ora con un uomo di cui non sapete il nome, non sieste tedesco. Parlate poco, non siete francese. Viaggiate senza servitori, non siete russo; non avete le mani sudicie di tabacco, non siete uno spagnolo. Non portate diamanti alla camicia, non siete un americano del Sud; non vi pigliate i piedi in mano, non siete un americano del Nord. Dunque, siete italiano. ([[Ferdinando Martini]])
*So che gli italiani non gradiscono arrivare ultimi [...]. Questa non è l'Italia che conosco e che amo. Gli italiani sono il popolo più generoso che io abbia mai conosciuto; come pubblico, come amici, sanno essere calorosi e generosi come nessun altro. ([[Bono]])
*Sono completamente innamorato dell’Italia: dieci anni fa per me era un periodo nero e se ora sto bene, scrivo e sono felice lo devo al mio incontro con la [[Sicilia]]. ([[Jim Kerr]])
*{{NDR|Parlando degli italiani}} Sono convinto che il popolo inglese, sottoposto alle situazioni che dal 1530 avvelenano l'Italia in tutte le maniere e da ogni parte, sarebbe più disprezzabile. ([[Stendhal]])
*Sono croato, ma l'Italia è la mia seconda patria. Prima di tutto ho imparato una lingua bellissima, ho conosciuto una cultura che ha insegnato e influenzato tutto il mondo in diverse direzioni. L'Italia mi ha fatto crescere in ogni senso e sono grato. Siete e sarete un Paese fantastico. Ma siete anche ipercritici e perdete autostima. La vostra, come la nostra, classe politica vi ha derubati. Ci hanno rubato il sorriso e l'ottimismo. Uno deve essere forte per non subire questa cosa, e non è facile. ([[Zvonimir Boban]])
*Sono fortunato perché sono nato italiano e avrei potuto appartenere a qualsiasi altra nazione, ma il mondo sarà degli italiani perché solo gli italiani hanno creato il fascismo. ([[Chino Alessi]])
*Sono il pio Enea, noto per [[fama]] oltre i cieli, e con la flotta mi porto appresso i Penati scampati al nemico. Cerco la patria Italia e gli avi miei, nati dal sommo Giove. ([[Virgilio]])
*Sono un italiano orgoglioso di esserlo, sono fiero per i nostri pregi e spesso mi rammarico per i nostri difetti. L'italiano è un personaggio eccezionale. In tutto. Anche quando inizia a volerti bene. Perché è da lì che possono iniziare i tuoi problemi, se è di te che gli italiani si innamorano. Gli italiani sono commoventi, coinvolgenti, esaltanti. Ma anche eccessivi, opprimenti, invadenti, irrispettosi. Non so chi sia quel tale che ha detto che gli italiani ti perdonano tutto tranne il successo, però so che è così. Questa cosa è assolutamente vera. ([[Valentino Rossi]])
*Sotto un involucro di sorriso e di bonomia, l'Italia è diventata il paese d'Europa più duro da vivere, quello in cui più violenta e più assillante è diventata la lotta per il [[denaro]] e per il [[successo]]. ([[Guido Piovene]])
*Tranne forse gli animali delle favole di [[Jean de La Fontaine|La Fontaine]], nessuno è mai stato bravo come gl'italiani nell'arte d'inventare nobili pretesti per eludere i propri [[dovere|doveri]] e fare i propri comodi. ([[Fruttero & Lucentini]])
*Un torto marcio abbiamo noi italiani, ed è lo apporre tutto ai governi, quando sappiamo pure che ogni popolo ha il governo che si merita. ([[Giovanni Siotto Pintor]])
*Un viaggio in Italia ci porta davanti alla società più mobile, più fluida e più distruttrice d'Europa. [...] In nessun altro paese sarebbe permesso assalire come da noi, deturpare città e campagne, secondo gli interessi e i capricci di un giorno. Gli italiani non temano di essere poco futiristi. Lo sono più degli altri, senza avvedersene, sebbene questo non significhi sempre essere più avanzati. [...] In nessun altro paese come da noi tutto il campo sembra occupato dagli attivisti di ogni specie; in nessun altro, quasi per tacito accordo di affaristi e sociologi, è così radicata la convinzione che contino solo i problemi di denaro e di cibo. [...] Il rischio dell'Italia è di entrare nel numero dei paesi di cultura bassa, giacché è possibile essere intelligenti e di cultura bassa. ([[Guido Piovene]])
*Una nazione nasce per volontà di un popolo che vi si identifica, l'Italia invece è stata fatta al contrario: [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] ha disegnato i confini e chi era dentro era italiano. ([[Renzo Bossi]])
*Una pace fradicia e senza dignità, e la lunga dissuetudine della nazione dal nobile mestiere delle armi, è stata la ruina d'Italia. ([[Heinrich von Treitschke]])
*Una sera a cena {{NDR|Mao}} espose una sua teoria secondo la quale i popoli che amano mangiare pepato sono rivoluzionari. Citò prima di tutto la sua provincia, lo Hunan, terra che ha generato famosi rivoluzionari. Poi, per dimostrare la sua asserzione, passò alla Spagna, al Messico, alla Russia e alla Francia, ma ridendo forte, dovette riconoscersi battuto quando qualcuno ricordò come la ben nota passione degli italiani per il pepe rosso e l'aglio contraddicesse la sua teoria. ([[Edgar Snow]])
*Una vecchia battuta diceva che in Italia tra riformisti e rivoluzionari non c'è gran differenza: i primi non fanno le riforme, i secondi non fanno le rivoluzioni. ([[Fausto Bertinotti]])
*''Vidi l'Italia col crin sparso, incolto, | Colà, dove la [[Dora]] un po' declina, | Che sedea mesta, e avea ne gli occhi accolta | Quasi un'orror di servitù vicina. || Né l'altera piagnea; serbava un volto | Di dolente bensì, ma di reina; | Tal forse apparve allor, che il piè disciolto | A i ceppi offrì la libertà latina''. ([[Eustachio Manfredi]])
*Voglio farti ubriacare e tirarti fuori il fegato e metterti un buon fegato italiano e farti ritornare un uomo. ([[Ernest Hemingway]])
===[[Geminello Alvi]]===
*Il grande male dell'Italia sono i difetti che rovinano lo [[Stato]]; era quello che doveva riformarsi e non la lira.
*Il male dell'Italia ormai è tale da aver pervaso quasi tutto, e solo il tagliare spese allo Stato, e possibilità di favori alla politica, può risolverlo. Non certo una «tv dei ragazzi», viziata, non adatta agli affari adulti.
*In Italia il criterio di successo di una politica economica [...] è la diminuzione del residuo della pubblica amministrazione, quindi le tasse e spese statali. Ci hanno provato con troppa timidezza. Erano del resto quasi tutti una volta democristiani, complici della fine dello Stato in Italia.
*In quest'Italia agli adulti si concede di fingersi vecchi per andare in pensione, ma poi da pensionati di regredire a giovani.
*La nostra è nazione di distratti in cui tutto si scorda a memoria, in leggerezza, lasciando dietro di sé un profumo di non certezza. Al quale poco si bada, ché proprio tutto in Italia partecipa di un elemento d'aria: il bene, il male e persino il rimorso, chè un pentirsi già pentito prima di dirsi.
*La parte della mente che gli italiani applicano per capire l'economia, ossia la circonvoluzione del cervello dove si riflettono le chiacchiere dei giornali, è tra le più malmesse. I pregiudizi vi s'avvinghiano tra pochi fatti, composti spesso di verità scadute.
===[[Luigi Barzini junior]]===
*Gli italiani in genere sono convinti che raramente i mali dell'uomo possono essere guariti ma solo alleviati, e le catastrofi essere evitate ma solo qualche volta mitigate. Per questo, in ogni loro attività, preferiscono scivolare con eleganza sulla superficie debitamente decorata e lasciare inesplorate le tragiche profondità.
*Il [[sospetto]] che quanto ci circonda in Italia possa talvolta essere una messa in scena è preoccupante. Empie d'angoscia gli adolescenti che hanno ricevuto un'educazione seria, quando crescono e se ne accorgano. Il piacere che gli stranieri provano nel nostro paese rimane amareggiato, quando essi prolungano il soggiorno, dai dubbi e dalla diffidenza. I [[Diplomazia|diplomatici]] stranieri a [[Roma]] dicono sconsolati: «L'Italia è l'opposto della [[Russia]]. A [[Mosca (Russia)|Mosca]] non si sa niente, eppure tutto è chiaro. A Roma tutto è pubblico, non esistono segreti, ognuno parla, le cose vengono talora ostentate in modo addirittura vistoso, eppure non si capisce niente.»
*In Italia l'uomo non è mai solo con i suoi pensieri, si sente sempre immerso nell'umanità, tutto intorno a lui sembra chiaro e aperto. Rappresentazioni così pittoresche e verosimili degli elementi naturali, dei paesaggi, degli esseri umani e dell'architettura costituiscono una sorta di eterno romanzo sceneggiato.
*L'italiano non di rado è capace di pronunciare parole gravi e sincere (suggerite dall'ira, dalla gelosia, dalla necessità di difendre i propri interessi e la propria dignità, o il suo appassionato amore) e, al contempo, di guardare con la coda dell'occhio per accertarsi dell'impressione che sta facendo sugli astanti.
*La [[menzogna]] cortese e l'[[adulazione]] possono certamente riuscire utili in determinate occasioni, ma, nella maggior parte dei casi, debbono essere onestamente classificate tra gli espedienti escogitati per rendere la convivenza umana decorosa e piacevole. Sono lubrificanti che fanno scorrere con minori attriti i rapporti tra uomini. L'[[adulazione]], in qualche modo, fa sì che anche l'uomo più diffidente si senta importante, più fiducioso, e di conseguenza più indulgente, generoso e quasi [[Magnanimità|magnanimo]]. È così comune in Italia da passare praticamente inosservata.
===[[Giorgio Bassani]]===
*{{NDR|In Italia}} Dopo la dittatura non si è verificato il trapasso alla democrazia, ma solo la spartizione fra i partiti del potere e dello spazio politico. Siccome lo Stato non c'è, gli intellettuali, a seconda delle loro inclinazioni ideologiche, si lasciano assorbire dai vari potentati.
*La natura e la storia, in Italia, sono così tanto apparentate fra di loro che sarebbe impossibile separarle. Il territorio nella sua configurazione naturale è praticamente inesistente; nel tempo, in tutto il paese, la natura è stata rimodellata o quanto meno segnata dal lavoro dell'uomo.
*Ma l'Italia – io lo ricordo sempre agli americani – è la matrice culturale del corso moderno. Senza il ripensamento critico del passato avvenuto nel rinascimento, il mondo, che era antico, non sarebbe diventato moderno. Il patrimonio artistico è la prova, la testimonianza puntuale, del processo spirituale che ha cambiato il profilo della civiltà. È per questo motivo che l'Italia, per me, ha un un carattere «sacro».
*Soltanto in Italia, infatti, si è verificata la convivenza armonica della pienezza dell'arte (pensiamo, ad esempio, al caso di Michelangelo) con la pienezza della vita: cioè con il suo contrario: perché l'arte è una cosa, la vita un'altra.
===[[Giosuè Carducci]]===
*''Impronta Italia domandava Roma, | Bisanzio essi le han dato.''
*''Italia | assunta novella tra le genti''.
*''La nostra patria è vile.''
*''Maledetta | sii tu, mia patria antica, | su cui l'onta de l'oggi e la vendetta | de i secoli s'abbica!''
===[[Massimo d'Azeglio]]===
*Gl'Italiani hanno voluto far un'Italia nuova, e loro rimanere gl'Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono ''ab antico'' il loro retaggio; perché pensano a riformare l'Italia, e nessuno s'accorge che per riuscirci bisogna, prima, che riformare sé stesso.
*Il primo bisogno d'Italia è che si formino Italiani dotati d'alti e forti caratteri. E pur troppo si va ogni giorno più verso il polo opposto: pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gl'Italiani.
:Fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani.<ref>La frase viene spesso attribuita a [[Massimo d'Azeglio]] in diverse forme. In realtà essa rappresenta una sintesi non completamente fedele di un pensiero espresso dallo stesso d'Azeglio ne ''I miei ricordi'' (1867). Molte fonti riportano che il primo a citare la frase di d'Azeglio in questa forma fosse stato [[Ferdinando Martini]] nel 1896 e per questo motivo qualcuno arriva ad attribuire questa versione della frase allo stesso Martini. In realtà le prime attribuzioni a d'Azeglio di questa versione (o comunque di versioni molto simili) della frase risalgono a ben prima del 1896: ''Rivista sicula di scienze, letteratura ed arti'' (1870), conferenze di [[Francesco De Sanctis]] a Napoli (1872-1873), ''L'Italia vivente'' di Leone Carpi (1878). Ne deriva che l'attribuzione a Martini è indubbiamente erronea.</ref>
:Se vogliono fare l'Italia, bisognerà che pensino prima a fare un po' meno ignoranti gli Italiani.<ref>[[Ferdinando Martini]] narra che d'Azeglio avrebbe pronunciato tale frase in un colloquio a Montecatini.</ref>
*L'Italia è l'antica terra del ''[[dubbio]]''. [...] Il dubbio è un gran scappafatica; lo direi quasi il vero padre del ''dolce far niente'' italiano.
===[[Fabri Fibra]]===
*Gli italiani vivono malissimo il lavoro. Meno male che è nel primo articolo della Costituzione, che è decisamente da cambiare. [...] Propongo di cambiare questo benedetto primo articolo della Costituzione: l'Italia è una Repubblica democratica (questo lo teniamo) fondata su: le ferie e le vacanze, l'evasione fiscale, l'arte (che non si mischia mai coi soldi, ricordiamolo) e il lavoro degli altri. Non del mio.
*''In [[Inghilterra]] sei al verde? Avrai un sussidio. | In Italia sei al verde? Io non ti invidio. | In Italia sei gay? Ti sfotte la gente. | In Inghilterra sei gay? Ti fanno dirigente.''
*''In Italia non c'è più destra e sinistra, | il potere calpesta e amministra.''
*L'italiano non vuole regole, qualunque tipo di regola ci sia, l'italiano vuole infrangerla, cioè, vuole infrangerla senza infrangerla, vuole raggirarla nella maniera in cui tutti gli altri la raggirano. Infatti, raggirare la legge come tutti gli altri non vuol dire infrangere la legge, significa semplicemente fare come tutti gli altri.
===[[Ennio Flaiano]]===
*Fra 30 anni l'Italia non sarà come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la TV.
*Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura.
*Gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori.
*L'Italia è un paese dove sono accampati gli italiani.
*In Italia la linea più breve tra due punti è l'arabesco.
*Questo popolo di santi, di poeti, di navigatori, di nipoti e di cognati...
===[[Giorgio Gaber]]===
*''Abbiamo fatto l'[[Europa]], | facciamo anche l'Italia''.
*''Io non mi sento italiano, | ma per fortuna o purtroppo lo sono.''
*''Mi scusi Presidente | ma questo nostro Stato | che voi rappresentate | mi sembra un po' sfasciato. | È anche troppo chiaro | agli occhi della gente | che tutto è calcolato | e non funziona niente.''
*Secondo me gli italiani e l'Italia hanno sempre avuto un rapporto conflittuale, ma la colpa non è certo dell'Italia, ma degli italiani, che sono sempre stati un popolo indisciplinato, individualista, se vogliamo un po' anarchico e ribelle, e troppo spesso cialtrone. Secondo me gli italiani non si sentono per niente italiani, ma quando vanno all'estero, li riconoscono subito. Secondo me gli italiani sono cattolici e laici, ma anche ai più laici piace la benedizione del papa. Non si sa mai. Secondo me gli italiani sono poco aggiornati e un po' confusi, perché non leggono i giornali. Figuriamoci se li leggessero. Secondo me non è vero che gli italiani sono antifemministi. Per loro la donna è troppo importante, specialmente la mamma. Secondo me gli italiani hanno sempre avuto come modello i russi e gli americani. Ecco come va a finire quando si frequentano le cattive compagnie.
===[[Antonio Gallenga]]===
*È pure innegabile il diritto dell'Italia ad esser chiamata «il paese della bellezza.» E il «giardino d'Europa,» e non v'è luogo, neppure nelle località relativamente più monotone, in cui l'occhio non sia rallegrato dagli effetti combinati della terra e dell'acqua, dell'aria e della luce. Ma se la natura, in Italia, ha fatto per l'uomo tutto quello che poteva, bisogna convenire che l'uomo le ha mal corrisposto cercando in ogni maniera di guastare l'opera sua; che egli ha defraudato tanto la sua terra quanto il suo clima di tutti quei vantaggi dei quali era gli stato concesso il godimento, e ciò spogliando spietatamente i monti delle loro foreste primitive, che la Provvidenza aveva {{sic|inalzate}} a tutela delle regioni più basse.
*Gl'Italiani sono considerati come una bella razza, e le loro donne sono sempre più avvenenti verso la fine della stagione invernale breve ma rigida, allorché la salubre tramontana ha richiamato sulle loro carnagioni brune un vivace colorito roseo che il caldo estivo aveva fatto scomparire, ed ha rinforzato le loro forme eleganti e rotondette, che, il soffocante scirocco aveva abbattute ed infiacchite. Ma per le strade affollate, specialmente a [[Torino]], tra la gente di bell'aspetto, scorgete subito, appena arrivati e in un giorno solo, un maggior numero di nani, di storpi, una maggior varietà di gobbi, di ammalati deformi e disgustosi, di quello che potreste vedere a [[Londra]] in un anno intero. Le cause di questo doloroso spettacolo non si conoscono ancora bene.<br>Pare che la razza nei suoi strati più bassi sia stata, di generazione in generazione, mal nutrita, male alloggiata, viziata e corrotta; né ai disordini che tengon dietro ai peccati dei padri si potrà forse se non col tempo portar rimedio nei deformi e sventurati discendenti.
*L'emancipazione di un popolo Italiano richiede totale rigenerazione. Il degradamento dell'Italiano data almeno dal 1530. Saremo noi accusati di soverchia sfiducia se crediamo non potersi aver piena redenzione prima del 1900? Lungo servaggio ha snaturato l'Italiano; il dosso curvo per tanti anni sotto il giogo non potrà raddrizzarsi che dopo due o tre generazioni.
*Quando la politica non gli va a verso l'Italiano si limita a non occuparsene. Ragiona così: le faccende del paese sono le faccende di tutti, ossia di nessuno; certo non sono faccende ''sue''.
===[[Cesare Garboli]]===
*{{NDR|Riferendosi al sesto canto del ''Purgatorio'' di [[Dante Alighieri]]}} Noi siamo stati il giardino dell'Impero, come diceva [[Dante Alighieri|Dante]]. Siamo simili a un Efebo dentro al quale tutti gli altri stati hanno desiderato stare, ammirati della sua bellezza. Quando abbiamo smesso di essere un bel ragazzo che l'ha preso nel sedere, abbiamo fatto la faccia feroce, per poi sbagliare tutto... La vocazione del nostro paese è una vocazione servile, nel bene e nel male.
*[In Italia] l'identità nazionale è sempre sentita in termini di orgoglio rivendicativo e rabbioso. [...] L'italiano, se si sente italiano, diventa subito [[fascista]].
===[[Giuseppe Garibaldi]]===
[[File:Partenza da Quarto.jpg|thumb|upright=1.4|''La partenza da Quarto'']]
*È il popolo rivendicato a se stesso, libero del suo braccio e della sua coscienza che dovrà creare in Italia il nuovo elemento di progresso civile, morale ed economico. Però oggi è d'uopo crear quest'Italia, che non esiste, né può esistere, col Tedesco a Venezia e col Papa a Roma.
*Favorito dalla fortuna, io ebbi l'onore nei due mondi di combattere accanto ai primi soldati, ed ho potuto persuadermi che la pianta uomo nasce in Italia, non seconda a nessuno; ho potuto persuadermi che quegli stessi soldati che noi combattemmo nell'Italia meridionale, non indietreggeranno davanti ai più bellicosi, quando saranno raccolti sotto il glorioso vessillo emancipatore.
*Per i preti la Nazione Italiana fu sempre divisa, non poté mai unificarsi, ad onta degli sforzi de' nostri grandi di tutte le epoche, e fu perciò in tutte le epoche dominata da stranieri, che i preti stessi chiamarono in Italia in loro aiuto contro le popolazioni irritate dalle enormezze dei falsi leviti.
*Qui si fa l'Italia o si muore.
===[[Roberto Gervaso]]===
*In Italia le cose ben fatte sono solo quelle vietate.
*L'ideale dell'italiano è il voto segreto.
*L'Italia: l'unico [[casa di tolleranza|casino]] che la Merlin nel 1958 non riuscì a far chiudere.
*L'Italia sta in piedi solo perché non sa da che parte cadere.
*Non siamo un popolo né di santi né di poeti né di artisti né di navigatori: siamo un popolo di pesci in barile. Il nostro modello non è il [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]] del «fine che giustifica i mezzi» ma il [[Francesco Guicciardini|Guiciardini]] del «''proprio particulare''». Non abbiamo ideali ma solo interessi; abbiamo molte idee sbagliate e tante ideologie fasulle, in cui non crediamo, ma in cui fingiamo di credere purché portino acqua al nostro mulino di spericolati conformisti.
*Perché gli italiani sono estremisti solo a parole, e solo al bar, in piazza, allo stadio; amano il quieto vivere, anche se gli piace vivere a modo loro; i terremoti li sopportano solo in casa altrui; finché possono fare i propri comodi e comodacci, non fanno rivoluzioni.
===[[Michail Gorbačëv]]===
*Da voi non esiste un problema nazionale quanto, piuttosto, un problema di rapporti tra sud e nord. Si tratta, ovviamente, di una questione che spetta agli italiani affrontare e risolvere. Io posso offrire la mia esperienza come riflessione. Quando, ricordate, ad un certo punto dissero che bisognava liberarsi di tutte le repubbliche e saremmo diventati tutti ricchi. Ecco, sento che nel vostro Nord si dice di volersi liberare della Sicilia e di qualche altra regione meridionale per poi vivere meglio.
*Debbo dire che mi piace molto lo stile con cui voi italiani ponete le domande. Prima occupate mezza pagina per ricordarmi quello che io stesso ho detto, e solo a quel punto fate la domanda. Uno stile simpatico!
*L'Italia è una grande democrazia. Nel vostro Parlamento risse non se ne sono mai viste...
*L'Occidente ha raggiunto l'apice della sua civiltà politica. L'Italia no, sta ancora sperimentando.
===[[Alberto Lattuada]]===
*Gli italiani sono singoli geni che formano, tutti insieme, un popolo politicamente disordinato e immaturo. Una collettività talmente sorprendente da rendere problematico un giudizio complessivo.
*Mi piace il pasticcio enorme che è l'Italia.
*Politicamente si pascono ancora di illusioni e credono alle fanfaluche più che ai fatti concreti, poi magari si svegliano e voltano le spalle di colpo ai loro idoli.
*Siamo primi nel delitto, primi nelle invenzioni, nell'arte, il nostro [[cinema]] del dopoguerra è un altro miracolo. Tutto il mondo si è trovato sullo schermo qualcosa da ammirare, è rimasto commosso nello scoprire un Paese che si guardava allo specchio crudelmente, si fotografava come nessuno osa, con le ferite aperte. Sullo schermo abbiamo stupito un'altra volta.
===[[Leo Longanesi]]===
*Alla manutenzione l'Italia preferisce l'inaugurazione.
*Il popolo italiano è sempre in buona fede.
*In Italia, tutti sono estremisti per prudenza.
*L'italiano non lavora, fatica.
*L'italiano: totalitario in cucina, democratico in Parlamento, cattolico a letto, comunista in fabbrica.
* Noi italiani vorremmo fare la [[rivoluzione]] col permesso dei [[carabinieri]].
*Noi siamo il cuore d'Europa, ed il cuore non sarà mai né il braccio né la testa: ecco la nostra grandezza e la nostra miseria.
*Sotto ogni italiano si nasconde un [[Cagliostro]] e un [[Francesco d'Assisi|San Francesco]].
===[[Curzio Malaparte]]===
*A giudicare dai lamenti, dalle minacce, dalle esortazioni e dalle preghiere dell'on. [[Oscar Luigi Scalfaro|Scalfaro]], si direbbe che l'Italia sia un sobborgo di Sodoma, la Bestia dell'Apocalisse, un museo dei vizi, una scuola di depravazione, una sentina d'impurità ed una nazione infine senza pudore né dignità.
*Il popolo italiano ama i suoi Santi e i suoi eroi in un modo molto particolare. Ai suoi occhi un Santo e un eroe sono la stessa cosa. Non vi è per lui nessuna differenza fra [[San Francesco d'Assisi]] e [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] . [...] Esso ama San Francesco per la sua povertà e la sua umiltà, per i suoi piedi nudi e la sua barbetta piena di fili d'erba come i nidi degli uccelli, ed ama San Bernardino da Siena per la sua eloquenza semplice ed affettuosa, per le sue parole dialettali, [...] Esso ama San Rocco perché non temeva di toccare con le sue mani bianche gli orrendi bubboni neri degli appestati, e ama Garibaldi perché era bello, biondo, vestiva una camicia rossa e, sui campi di battaglia guidava a cavallo, un cavallo tutto bianco, le sue schiere di giovani biondi, belli, buoni, vestiti di camicie rosse.
*L'Italia, dove il [[diritto]] è nato, è fra i paesi più incivili del mondo: vi manca assolutamente, cioè, il senso del diritto. Chi si sente cittadino fra noi? Chi rispetta lo Stato? Chi ha una nozione esatta del rispetto che ogni individuo, a qualunque confessione appartenga, deve allo Stato, il che significa a sé stesso?
*La legge in Italia, è come l'onore delle puttane.
*Non si può fare il ritratto di Mussolini senza fare il ritratto del popolo italiano. Le sue qualità e i suoi difetti non gli sono propri: sono le qualità e i difetti di tutti gli italiani. Il dir male di Mussolini è legittimo: ma è un dir male del popolo italiano.
===[[Marco Malvaldi]]===
*– Lo sai che casino succederebbe se non ci fosse nessuno che difende i diritti dei lavoratori? Si finirebbe come la Cina.<br/>– Ne sono convinto. [...] Purtroppo non sento mai parlare di doveri dei lavoratori. Il che, forse, spiega il fatto che stiamo finendo come l'Italia.
*Siamo in Italia, in fondo. Siamo pieni di professori emeriti, senatori a vita e centoventagenari assortiti nei posti che contano, a badare che i giovani, quelli che hanno meno di settant'anni, non facciano troppo casino quando tentano di fare le cose per davvero.
*«Successe la solita 'osa che succede sempre in Italia». «La sinistra ha perso le elezioni?»
===[[Cesare Marchi]]===
*[L'italiano] Ama le battute di spirito, ma a carico degli altri. Sale sempre sul carro del vincitore, ma è prontissimo a scendere in corsa, se si accorge di avere sbagliato carro.
*I giapponesi dicono che siamo una nazione di stupidi, il «Figaro Magazine» che siamo dei casanova. Non hanno capito niente. Noi siamo la nazione del ma.
*L'italiano è per il divorzio, l'aborto, la pillola, la fecondazione artificiale, ma spende un milione per il vestito della figlia che va alla prima comunione.
*L'unità d'Italia, sognata dai padri del risorgimento, oggi si chiama pastasciutta; per essa non si è versato sangue, ma molta pummarola.
*[L'italiano] Legge i giornali di sinistra, ma non vota a sinistra. Se vota a sinistra, è contrario alla selezione meritocratica, ma per il suo tempo libero sceglie i ristoranti con due stelle, i concerti con i più famosi direttori d'orchestra.
===[[Indro Montanelli]]===
*Ho smesso di credere all'utilità di una Storia scritta al di fuori di tutti i circuiti della politica e della cultura tradizionali. Anzi, ad essere sincero sino in fondo, ho smesso di credere all'Italia.
*In Italia non c'è una coscienza civile, non c'è un'identità nazionale che tenga insieme uno Stato federale e garantisca la civile convivenza delle sue parti. Invece io vedo solo nell'Italia Cisalpina qualche barlume di coscienza civile e una vocazione europea. Altrove, invece, è un disastro difficile, se non impossibile, da rimediare. Spero proprio di sbagliarmi.
*L'Italia è finita. O forse, nata su dei plebisciti-burletta come quelli del 1860-'61, non è mai esistita che nella fantasia di pochi sognatori, ai quali abbiamo avuto la disgrazia di appartenere. Per me non è più la Patria. È solo il rimpianto di una Patria.
*Ogni italiano è insieme furbo e fesso. L'italiano è furbissimo nella gestione dei suoi affari privati, può ricorrere a tutte le astuzie, è attento, è accorto, ed è assolutamente fesso nel non rendersi conto che se i suoi affari privati rimangono immessi in una società che non funziona – cioè dove gli interessi generali vengono trascurati e negletti – i suoi interessi privati finiscono col soffrirne e col condurlo al fallimento. Questo, a noi italiani, non entra in testa.
*Posso solo dire che l'Italia del Cattaneo è quella che conserva qualche probabilità di salvarsi da questo degrado politico, culturale, morale, economico. E l'Italia del Cattaneo è quella Cisalpina. A nord del Po, e forse anche in Emilia, esistono tracce di coscienza civile e anche di classi dirigenti sane. Poi c'è un'Italia centrale, quella toscana e umbra e marchigiana, che conserva le sue peculiarità, i suoi caratteri spiccati che affondano le radici nell'Italia comunale e rinascimentale. Il resto è un disastro che non saprei come salvare. Del resto Cattaneo ci tentò, andò a Napoli e resistette qualche giorno. Poi si arrese e se ne tornò nella sua Lugano, nella sua Svizzera.
*Sangue non ce ne sarà: l'Italia è allergica al dramma, e per essa nessuno è più disposto ad uccidere e tanto meno a morire.
*Siamo un paese cattolico, che nella [[Provvidenza]] ci crede o almeno ne è affascinato. Il pericolo è questo: gli italiani sentendo aria di provvidenza sono sempre pronti a mettersi in fila speranzosi.
===[[Vincenzo Monti]]===
*''Bella Italia, amate sponde, | Pur vi torno a riveder | Trema in petto, e si confonde | L'alma oppressa dal piacer. Tua bellezza, che di pianti | Fonte amara ognor ti fu, | Di stranieri e crudi amanti | T'avea posta in servitù''.
*''Ben di senso è privo | Chi ti conosce, Italia, e non t'adora''.
*''L'ira di Dio su te mormora e rugge, | O Italia, o donna sonnolenta ed orba, | Sanguigno il Sole le fresch'aure adugge, | L'aure, che il lezzo di tue colpe ammorba''.
*''No, Itali siam tutti, un popol solo | Una sola famiglia''.
===[[Benito Mussolini]]===
[[File:Mussolini DOW 10 June 1940.jpg|thumb|upright=1.2|Mussolini durante la dichiarazione di guerra]]
*Governare gli italiani non è difficile, ma inutile.
*Mutevolissimo è lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent'anni un popolo come l'italiano.
*Nessuno al mondo può dubitare che il Popolo italiano non sia volto verso una pace di cui ha bisogno per completare l'opera intrapresa. Esso vuole la pace e vuole lavorare per la pace.
*Oggi non ci sono più italiani di ponente o di levante, del continente o delle isole: ci sono soltanto degli italiani.
*Un popolo di santi, di eroi e di navigatori.
===[[Giovanni Battista Niccolini]]===
*''Io vorrei che stendesser le nubi | su l'Italia un mestissimo velo: | perché tanto sorriso di cielo | su la terra del vile dolor!''
*''Italia giace | dall'armi, e più da' suoi costumi oppressa; | nulla ritien degli avi e tutto apprese | dai suoi nuovi tiranni''.
*''Italia mia. | Ti bagna il mar, | non l'assicura, e l'alme | più che le terre l'Appennin ti parte, | e dell'Alpi non l'armi e ti difendi, | ma qual da schiusa porta infida ancella | nei brevi amori vi t'affacci, e chiami | nel talamo spregiato altri tiranni.''
===[[Francesco Saverio Nitti]]===
*De Foville diceva, non senza una certa ironia, che l'Italia è, secondo la frase di Rabelais, malata di impecuniosità.
*La [[Francia]] può esser molto utile all'Italia, ma l'Italia può dar molto alla Francia.
*L'Italia è disgraziatamente un Paese più municipale che nazionale.
*L'Italia non ha mai avuto né una grande rivoluzione, né una grande guerra di religione. Non è fondamentalmente e non fu mai grande paese rivoluzionario.
*L'Italia, per la sua struttura economica, è paese che più di altri deve [[produzione|produrre]] con ogni sforzo e [[Risparmio|risparmiare]].
*Noi dobbiamo essere uniti, Nord e Sud. Io sono l'ultimo credente fanatico dell'unità e odio tutti questi movimenti di divisione e di discrasia.
*Noi, solo se saremo uniti, saremo qualche cosa nel mondo; altrimenti periremo. È finito il tempo delle piccole repubblichette del '400, delle piccole repubblichette rivali. Ormai andiamo in Europa e nel mondo, verso grandi unità territoriali, politiche, economiche. Fare opera di separazione è commettere delitto.
*Non è vero il luogo comune che si ripete sempre: noi e i [[Francia|francesi]], se non siamo della stessa razza, siamo della stessa civiltà. Noi siamo paese di civiltà e di lingua affine, e quindi vi è una continuità di natura, non vi è continuità di razza.
*Un paese come l'Italia, tanto in disordine, tanto in povertà si è dato il governo più costoso e, se posso dire, più inefficiente, perché più aumenta il numero degli individui chiamati al Governo più aumenta l'inefficienza.
===[[Giuseppe Prezzolini]]===
*Il tempo è la cosa che più abbonda in Italia, visto lo spreco che se ne fa.
*In Italia nulla è stabile, fuorché il provvisorio.
*Islandesi, svizzeri, inglesi, americani sono nati democratici. Noi autoritari e faziosi. Che l'italiano sia un popolo democratico è un'assurdità in cui possono credere solo dei professori di scienze politiche. Forse non sono stato fascista perché ero troppo poco italiano.
*L'Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l'italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l'esempio e la dottrina corrente – che non si trova nei libri – insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l'ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un'altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l'Italia, è appunto l'effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.
*Non è vero che in Italia non esiste giustizia. È invece vero che non bisogna mai chiederla al giudice, bensì al deputato, al ministro, al giornalista, all'avvocato influente. La cosa si può trovare: l'indirizzo è sbagliato.
*{{NDR|In Italia}} Tutto ciò che è [[proibizione|proibito]] per ragioni pubbliche si può fare quando non osta un interesse privato. Nei vagoni dove è proibito fumare tutti fumano finché uno non protesta.
*Tutto è in ritardo in Italia quando si tratta di cominciare un lavoro. Tutto è in anticipo quando si tratta di smetterlo.
*Tutto il male dell'Italia viene dall'anarchia. Ma anche tutto il bene.
===[[Fabrizio Rondolino]]===
*E bamboccioni sono in effetti gli italiani, anche quelli che non abitano più con la mamma: lo sono perché così hanno imparato a vivere sin da piccoli, letteralmente succhiando il latte materno; e perché non hanno altro modello se non quello della deresponsabilizzazione personale, dell'impunità permanente.
*L'Italia unita è un ipertrofico [[Stato Pontificio]], dal quale ha ereditato le sue due caratteristiche principali: la corruzione e l'ipocrisia.
*Soltanto in Italia il governo paga di tasca propria, cioè con i soldi dei cittadini, l'indottrinamento confessionale nella scuola pubblica. Soltanto in Italia l'opinione di un vescovo è considerata oggetto di discussione pubblica, materia di dibattito politico, espressione di un punto di vista collettivo e addirittura generale.
*Tanto per cominciare, l'Italia non esiste. È un'espressione geografica, uno stivale che s'allunga pigro nel Mediterraneo, una graziosa penisola purtroppo in gran parte rovinata dagli italiani. L'idea di farne uno Stato, una Nazione con la maisuscola, come se fossimo la Spagna o l'Inghilterra, è una sciocchezza sesquipedale, che perdoniamo al conte di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]] soltanto perché, maturato nella lingua e nella cultura d'Oltralpe, pensava in buona fede di vivere in Francia.
===[[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]]===
*''In Italia c'è l'amore, | da quando nasce a quando muore, | se sei brutto o se sei bello, | se sei quasi sempre quello, | se sei ricco oppure no.''
*''In Italia ci sta il mare | per nuotare e per pescare, | con le spiagge tutte bianche, | gli ombrelloni stesi al sole.''
*''In Italia si sta bene, | in Italia si sta male, | si sta bene, si sta male, | in Italia si sta male, | si sta bene, si sta peggio, | qua si sta come si sta.''
*''Ma guarda un po' | che fortuna stare qua | in mezzo a tanta civiltà.''
===[[Eugenio Scalfari]]===
*Gli italiani odiano lo Stato.
*La maggior parte degli italiani [odia lo Stato], poi c'è una parte responsabile che di solito è straniera in patria.
*A noi italiani piace far da soli e spesso siamo molto furbi per far da soli: furbi, ma non intelligenti.
===[[Heydər Əliyev]]===
*Gli italiani sono una gente di temperamento. Cantano bene, amano la musica. Questo non è accidentale. I capi di lavoro classico e musicale più eccelenti sono stati creati in Italia. Ma gli italiani amano anche gli spaghetti. Anch'io li amo. Ma nell'Azerbaigian non ci sono spaghetti. Bisogna andare in Italia ancora una volta per mangiare i veri spaghetti.
*L'Italia è un paese dei miracoli. Non c'è nessun altro paese chi avrebbe monumenti storici, l'architettura, la bella musica, la natura simili a quelli italiani. E io, come tutti, amo tanto l'Italia.
*L'Italia è uno dei più grandi Stati del mondo ed ha una grande importanza nella vita della comunità mondiale, in particolare, nella vita economica e politica dell'Europa. Perciò noi vogliamo mantenere i rapporti attivi con l'Italia nei campi politici, economici, culturali ed umanitari.
*L'Italia può esser considerata uno dei paesi più famosi grazie alla sua antica storia, il contributo nella cultura mondiale. A questo proposito si può dire che tutti i popoli del mondo hanno sempre dimostrato un grande interesso e l'amore per l'Italia. Anche il popolo azerbaigiano dimostra un grande interesso e l'amore per l'Italia.
==[[Proverbi italiani]]==
*Con gli inglesi i grandi servigi, coi francesi i riguardi, e con gli italiani le maniere.
*Gl'italiani piangono, gli alemanni gridano, i francesi cantano.
*In Italia, troppe feste, troppe teste, troppe tempeste.
*L'italiano è cerimonioso nella [[religione]], il tedesco serio, l'inglese devoto, il francese zelante, lo spagnolo superstizioso.
*L'italiano è [[saggezza|saggio]] prima di fare una cosa, il tedesco quando la fa, e il francese quando è bell'e fatta.
*L'italiano è savio e lo pare, lo spagnolo par savio e non lo è, il francese è savio senza saperlo.
*L'italiano nel [[matrimonio]] è carceriere, il tedesco padrone di casa, l'inglese sottomesso, il francese libero, lo spagnolo tiranno.
*La Francia è il paese delle mode, l'Inghilterra delle stravaganze, la Spagna degli antenati, l'Italia delle pompe, e la Germania dei titoli.
*Le nazioni smaltiscono diversamente il [[dolore]]: il tedesco lo beve, il francese lo mangia, l'italiano lo dorme.
*Non conosce l'Italia e non la stima chi provato non ha la [[Spagna]] prima.
*Quando l'Italia [[musica|suona]] la chitarra, la Spagna le nacchere, la Francia il liuto, l'Irlanda l'arpa, la Germania la tromba, l'Inghilterra il violino, l'[[Olanda]] il tamburo, nulla è uguale ad esse.
*Tedeschi alla stalla, francesi alla cucina, spagnoli alla camera, italiani a ogni cosa.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
{{Div col}}
*[[Bandiera d'Italia]]
*[[Cittadinanza italiana]]
*[[Civiltà romana]]
*[[Condizione femminile in Italia]]
*[[Festa della Repubblica Italiana]]
*[[Immigrazione in Italia]]
*[[Italia e Russia]]
*[[Italia fascista]]
*[[Italiano medio]]
*[[Letteratura italiana]]
*[[Lingua italiana]]
*[[Storia d'Italia]]
{{Div col end}}
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi d'Italia| ]]
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Beppe Grillo
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Danyele
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[[File:Beppe_Grillo_-_Trento_2012_01.JPG|thumb|Beppe Grillo nel 2012]]
'''Giuseppe Piero Grillo''', meglio noto come '''Beppe Grillo''' (1948 – vivente), comico, attore, cabarettista, politico e blogger italiano.
==Citazioni di Beppe Grillo==
{{cronologico}}
*La cena in [[Cina]]... c'erano tutti i socialisti, con la delegazione, mangiavano... A un certo punto [[Claudio Martelli|Martelli]] ha fatto una delle figure più terribili... Ha chiamato Craxi e ha detto: "Ma senti un po', qua c'è un miliardo e son tutti socialisti?". E Craxi ha detto: "Si, perché?". "Ma allora se son tutti socialisti, a chi rubano?".<ref>Dal monologo durante la settima puntata di ''Fantastico 7'', Raiuno, 15 novembre 1986.</ref>
*{{NDR|Parlando di Berlusconi}} Ha comperato tutto, il Milan, la Standa per metterci la Carrà e anche l'Aids da quando ha saputo che si trasmette facilmente.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/08/06/beppe-grillo-ruota-libera.html Beppe Grillo a ruota libera]'', ''la Repubblica'', 6 agosto 1989.</ref>
*[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] promette un milione di posti di lavoro e ci crede pure, ci crede sul serio, lui. Ma avete mai visto un uomo di Stato che giura sulla testa dei suoi figli? Non lo faceva neanche Bokassa, che di figli ne aveva 75.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/01/07/grillo-adesso-basta-mi-schiero-con.html Grillo:"Adesso basta o mi schiero con la RAI"]'', ''la Repubblica'', 7 gennaio 1996.</ref>
*{{NDR|Parlando di Berlusconi}} Ma lo avete visto al G7? Era il più piccolo di tutti. Un nanetto così in una società civile lo avrebbero messo a decorare il giardino.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/01/07/grillo-adesso-basta-mi-schiero-con.html Grillo: "Adesso basta o mi schiero con la RAI"]'', ''la Repubblica'', 7 gennaio 1996.</ref>
*[[Walter Veltroni|Veltroni]] va là e scopre i malati di [[AIDS]]. Arriva qui e ci ha la soluzione: dice cazzo, l'Aids, bisogna mettere a tutti il preservativo! E lo dice uno che è dieci anni che il preservativo ce l'ha sulla testa e non se ne accorge. Allora, lui non dice che sull'Aids ci sono dei seri sospetti che sia una bufala.<ref>Dichiarazione del 1998; vitato in Alessandro Capriccioli, ''[http://espresso.repubblica.it/dettaglio/grillo-razzismo-e-bufale/2150945 Grillo, razzismo e bufale]'', ''espresso.repubblica.it'', 10 maggio 2011.</ref>)
*Vecchia puttana.<ref>L'epiteto, pronunciato nel 2001, esprimeva un'insinuazione secondo cui la scienziata torinese avrebbe ottenuto il [[Premio Nobel]] grazie a una ditta farmaceutica che le avrebbe comprato materialmente il premio; citato in Alessandro Capriccioli, ''[https://web.archive.org/web/20110514181135/http://espresso.repubblica.it/dettaglio/grillo-razzismo-e-bufale/2150945 Grillo, razzismo e bufale]'', ''espresso.repubblica.it'', 10 maggio 2011.</ref> {{NDR|riferito a [[Rita Levi-Montalcini]]}}
*Se vogliamo continuare a credere nel [[progresso]], dobbiamo far progredire anche l’idea di progresso.<ref>Da ''Pomodori veloci'', ''Internazionale'', n. 621, 16 dicembre 2005, p. 17.</ref>
*I [[soldi]] non servono più per fare le cose, sono le cose che servono per fare i soldi.<ref>Da ''Il calcio marcio'', ''Internazionale'', n. 643, 26 maggio 2006, p. 21.</ref>
*Unici al mondo siamo ad avere l'[[Ordine dei giornalisti]], fondato nel 1925 da [[Benito Mussolini|Mussolini]] per tenere in braghe di tela i giornalisti! Bene, [[Luigi Einaudi|Einaudi]] diceva che non esiste, e non può esistere, l'Ordine dei giornalisti. C'è l'articolo 21 della Costituzione, l'informazione dev'essere libera, con la rete chiunque è giornalista, chiunque può scrivere, chiunque può leggere [...]. Ci dev'essere qualcuno che pagando ti dice che sei giornalista! Ma che cazzo vogliono dire? Allora facciamo anche l'ordine dei poeti! [...] Basta con le cose del fascismo degli anni '25!<ref>Dal [[V2-Day]], 25 aprile 2008; video [http://www.youtube.com/watch?v=sHlqXuu8oOw disponibile] su ''youtube.com'' a 27 min 50 sec. {{c|video cancellato}}</ref>
*Dicono che bisogna fare una [[mammografia]] ogni due anni e le donne la fanno perché si informano male, leggono ''Donna Letizia'', del resto la differenza di mortalità tra chi la fa e chi non si sottopone alla mammografia ogni due anni è di due su mille. Certo è qualcosa, ma comunque pochissimo.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/09/beppe-grillo-contro-veronesi-pubblicizza-le-mammografie-forse-per-avere-sovvenzioni/1668079/ Veronesi, l'attacco di Grillo: "Pubblicizza mammografie forse per avere sovvenzioni"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 9 maggio 2015.</ref>
*Sono solo con me stesso e mi sto sui coglioni. Mi aggiro nelle città come una puttana si aggira in una città senza marciapiedi, non mi sopporta nessuno, ho fatto ridere milioni di persone, ho fatto il comico, mi amano milioni di persone ma sono da solo.<ref>Citato in [[Francesco Merlo]], ''C’era una volta Beppe Grillo'', ''la Repubblica'', 1º maggio 2019, p. 30.</ref>
*Si muore più traditi dalle [[Pecora e lupo|pecore]] che sbranati dal [[Pecora e lupo|lupo]].<ref>Citato da ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/10/29/grillo-si-muore-piu-traditi-da-pecore-che-sbranati-dal-lupo_a7a22b10-6c38-4403-8ee5-26c95c203ebc.html Grillo, si muore più traditi da pecore che sbranati dal lupo]'', ''ansa.it'', 29 ottobre 2024.</ref>
===1997===
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20130223022247/http://archiviostorico.corriere.it/1997/novembre/13/Beppe_Grillo_adesso_sfido_Enel_co_0_9711135451.shtml Beppe Grillo: e adesso sfido l'Enel]''|Intervista di [[Beppe Severgnini]], ''Corriere della Sera'', 13 novembre 1997, p. 19.|h=4}}
*{{NDR|«Lei ha deciso di mettere la sua popolarità al servizio di alcune cause (e quelle cause non hanno certo danneggiato la sua popolarità). Perché altri non la imitano?»}} Perché non percepiscono il problema. Più che malafede, c'è ignoranza. {{NDR|«Costo dell'operazione?»}} Non si faccia strane idee: non sono un negletto. Ho un seguito, gente che paga 50 mila lire per venire al mio spettacolo, e mi permette di vivere benissimo. Ogni tanto mi manca la tv, perché vorrei far sapere a milioni di persone quello che credo di aver capito.
*La gente non legge i cartelli. La gente non capisce. E poi forse non gli importa di farsi riempire la cassetta delle lettere di quintalate di schifezze.
*{{NDR|«Lei usa Internet?»}} L'avevo. L'ho tolta da quando s'è infilata la pubblicita. [...] una volta ho fatto una ricerca su Internet e mi è arrivato il mondo in casa. Troppe informazioni. Lo stesso vale per la tv: non si chiude. [...] {{NDR|«Giornali?»}} Non ne leggo; tutt'al più qualche libro. La distruzione delle informazioni sarà una delle grandi virtù del futuro. Viva la sana censura.
*Gli [[ambientalisti]] erano convinti che l'ambiente fosse un bosco. Adesso si sono accorti che invece è un litro di latte o quello che sta dietro un motore a scoppio. E poi, le dirò: mi spaventa un mondo salubre comandato da Greenpeace. L'ideale di quella gente è usare energia alternativa per produrre le stesse cose superflue. Io invece contesto il sistema. Ci serve avere una centrale in più per alimentare televisori spenti? Io dico di no.
*[[Umberto Bossi|Bossi]] sarebbe un magnifico dittatore. Un po' come me.
===2011===
*{{NDR|[[Ultime parole famose]] sulle elezioni a [[Milano]] tra Giuliano Pisapia e [[Letizia Moratti]]}} Chiunque può diventare sindaco con venti milioni di euro. Sanno già che vince lei! Ha già vinto perché la sinistra le ha messo lì un signore di 60 anni, [[Giuliano Pisapia|Pisapia]], che non ce la fa, che non riesce. È una buona persona ma lì ha già perso.<ref>Dichiarazione del 4 maggio 2011; citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/05/31/grillo-sulle-elezioni-a-milano/ Grillo sulle elezioni a Milano]'', ''ilpost.it'', 31 maggio 2011.</ref>
*Vogliono un capro espiatorio per il loro fallimento. Ma il crollo del [[PD|Pd]] non è dovuto ai grillini che rubano i voti. Sono loro che li rubano a noi.<ref>Citato in ''[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/politica/2011/05/04/500045-beppe_grillo.shtml Beppe Grillo: Il Pd vuole addossarci il suo fallimento"]'', ''ilrestodelcarlino.it'', 4 maggio 2011.</ref>
*{{NDR|Prendendo in giro l'eloquio di [[Nichi Vendola]]}} Se l’esegesi dell’ipercritica evolutiva si infuturasse nell’ipertrofismo universale allora veramente Vendola potrebbe essere nella superfettazione della noo-conoscenza. Va bene?<ref name="ilpost8mag2011">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/05/08/le-scaramucce-tra-vendola-e-grillo/ Le scaramucce tra Vendola e Grillo]'', ''ilpost.it'', 8 maggio 2011.</ref>
===2012===
*Giovani di vent'anni attraverso la [[Internet|rete]] fanno cambiamenti epocali.<ref>Da una conferenza del 18 gennaio 2012; video disponibile in ''[http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/279554/lucci-beppe-grillo.html Lucci: Beppe Grillo]'', ''Le Iene'', Italia 1.</ref>
*La mafia non ha mai strangolato il proprio cliente, la mafia prende il pizzo, il 10 per cento. Qui siamo nella mafia che ha preso un'altra dimensione, strangola la propria vittima.<ref>Citato in Giuseppe Pipitone, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/beppe-grillo-politica-strangola-mafia-parla-come-mafioso-senza-essere-originale/213609/ Per Beppe Grillo la politica strangola, Cosa nostra no. "Parole da mafioso"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 30 aprile 2012.</ref>
*Isola per troppi anni martoriata, che bisogna far partire per far ripartire il Paese. Una [[Sicilia]] ricca e povera, dalla cultura spaziale, con beni monumentali, dagli straordinari ambienti naturali alla grande letteratura.<ref>Citato in ''[http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-10-22/beppe-grillo-sicilia-tutto-182926.shtml?uuid=Abuv1ivG&refresh_ce=1 Beppe Grillo in Sicilia fa il tutto esaurito: la mafia non c'è, l'avete mandata al Nord]'', ''ilsole24ore.com'', 23 ottobre 2012.</ref>
===2013===
*L'attuale sistema politico ed economico non sta più in piedi. Siamo costretti a pensare a un mondo nuovo. Parliamo di civiltà non di politica. Dobbiamo riprogettare il mondo... Non è meraviglioso?<ref>Citato in ''[http://www.dariofo.it/it/content/il-grillo-canta-sempre-al-tramonto-di-b-grillo-g-casaleggio-d-fo-ed Il Grillo canta sempre al tramonto]'', ''dariofo.it'', 11 febbraio 2013.</ref>
*{{NDR|Parlando del [[Movimento 5 Stelle]]}} Quello che sta succedendo oggi in Italia non è mai successo prima nella storia delle democrazie moderne. Una rivoluzione democratica, [[nonviolenza|non violenta]], che sradica i poteri, che rovescia le piramidi. Il cittadino che si fa Stato ed entra in Parlamento in soli tre anni.<ref>Dal discorso del 22 febbraio 2013 in piazza San Giovanni, Roma; citato in ''[http://www.beppegrillo.it/2013/02/parole_guerrier.html Parole guerriere]'', ''beppegrillo.it'', 23 febbraio 2013.</ref>)
*Andiamo a ricreare una situazione di scompiglio così come all'inizio del secolo. Il millennio è alle porte, e il Movimento 5 Stelle è il paladino dell'ordine e del dis-ordine. Basta con le vecchie cianfrusaglie rapportabili all'essenza di una innata centrifuga di bontà, beltà e triumvirato, adesso è il tempo della rivincita dei rapportabili uomini con la testa sopra le spalle.<ref>Da un'intervista a ''Centonove'', 14 gennaio 2013.</ref>
===2014===
*{{NDR|Rivolto a [[Matteo Renzi]]}} [...] è la prima volta che mi succede di non dare la fiducia a una persona come te, ma non perché sei tu, per quello che rappresenti. Tu rappresenti le banche, i poteri forti: dici una cosa e poi la smentisci il giorno dopo. Sei un ragazzo giovane, ma nello stesso tempo vecchio.<ref>Durante il confronto svoltosi nella Sala del Cavaliere di Montecitorio, nell'ambito delle consultazioni per la formazione del nuovo governo, 19 febbraio 2014; ''[https://www.youtube.com/watch?v=qXOyE6U3JL8 video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 2:47.</ref>
* [...] a me non interessa colloquiare democraticamente con un sistema che io voglio eliminare. Posso dire parolacce o essere violento, ma intellettualmente mi sento a posto. Io voglio cambiarlo questo Paese altrimenti me ne vado. Questi parlano di crescita, ma cosa cresce con questi? Dobbiamo cambiarlo il sistema o metterci pezze con questa gente qui?<ref>Dalla conferenza stampa dopo le consultazioni con Matteo Renzi a Montecitorio; citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/19/consultazioni-monologo-di-grillo-non-voglio-colloquiare-ma-eliminare-sistema/266713/ Consultazioni, il monologo di Grillo: "Non voglio colloquiare, ma eliminare il sistema"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 19 febbraio 2014.</ref>
*Vorrei vedere voi quando vi tolgono tutti i diritti, i parlamentari 5 stelle stanno lavorando anche per i vostri figli. Io dovrei dare decisioni a 160 parlamentari e 1500 consiglieri, voi giornalisti non avete ancora capito con chi avete a che fare. Non c’è democrazia, io voglio una dittatura sobria.<ref name="fattoquotidiano">Dalla conferenza stampa dopo le consultazioni con Matteo Renzi a Montecitorio; citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/19/governo-beppe-grillo-attacca-renzi-sei-una-persona-non-credibile/886649/ Governo, Beppe Grillo attacca Renzi: "Sei una persona non credibile"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 19 febbraio 2014.</ref>
*Chi è che gioca sulla disperazione, sulla miseria? Se siamo in classifica agli ultimi posti nella libertà di stampa è colpa di tutti, se non cambiamo l'informazione non cambiamo il Paese. Arrivano questi ragazzi finti, buoni, più vecchi dei vecchi e prendono il potere.<ref name="fattoquotidiano"/>
*[[Matteo Salvini|Salvini]] è stato messo per oscurare noi {{NDR|del M5S}}. Non ce l'ho con lui, ma ha fatto parte dell'establishment per 8 anni, ha la moglie che è 'ricoverata' in Regione Lombardia. Questo ''maglioncino nella notte'' {{NDR|Salvini}} che dice cose sgradevoli su di me, io nemmeno lo conosco. Oggi dicono: "sarebbe bello mettere a Roma un sindaco della Lega". Hanno rubato, hanno rubato anche loro {{NDR|la [[Lega Nord]]}}. [[Roberto Maroni|Maroni]] ha finanziato con 32 milioni di euro i campi nomadi. La Lega c'era dentro. In un'intercettazione Buzzi dice che Grillo ha distrutto il PD. Noi non siamo in questa kermesse.<ref>Citato in ''[http://www.iltempo.it/politica/2014/12/10/grillo-e-salvini-litigano-sull-uscita-dall-euro-1.1355710 Grillo e Salvini litigano sull'uscita dall'euro ]'', ''iltempo'', 10 dicembre 2014.</ref>
*[[Giorgio Napolitano|Napolitano]] lo pensavo un saggio, invece è cattivo, è un uomo che ha violentato la Costituzione.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/politica/14_aprile_12/grillo-napolitano-cattivo-ha-violentato-costituzione-2b8486ee-c1ca-11e3-9f36-c28ea30209b6.shtml Grillo: «Napolitano cattivo, ha violentato la Costituzione»]'', ''corriere.it'', 12 aprile 2014.</ref>
*L'associazione a delinquere è cambiata [...], non è più quella che pensiamo noi: [...] oggi un'associazione a delinquere è formata da un banchiere, un uomo d'affari, un politico, un commercialista, un avvocato, un magistrato e a volte non c'è neanche il delinquente.<ref>Da un'intervista a ''Porta a Porta'', Rai 1, 19 maggio 2014; video disponibile in [https://www.youtube.com/watch?v=SLHjCJ4mCOk ''Beppe Grillo torna in RAI: intervista a Porta a porta''], ''youtube.com''.</ref>
*Signor [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], lei a chi si sta riferendo quando dice che se vinciamo noi {{NDR|il [[Movimento 5 Stelle]], alle elezioni europee del 25 maggio 2014}} ci saranno disordini? Quali disordini? A chi lo dice? Questo è un pizzino: è [[Salvatore Riina|Totò Riina]] che parla ai suoi adepti?<ref>Citato in ''[http://www.lapresse.it/politica/grillo-berlusconi-manda-i-pizzini-come-riina-di-quali-disordini-parla-1.512642 Grillo: Berlusconi manda i pizzini come Riina, di quali disordini parla?]'', ''lapresse.it'', 23 maggio 2014.</ref>
===2016===
*La [[Sicilia]] è un luogo che ha il 90% di cose per le quali vale la pena vivere: cibo, clima, mare, turismo, cultura. Scavi un buco ed esce un normanno... C'è tutto. Basta cambiare generazione politica.<ref>Citato in ''[http://www.lasicilia.it/news/politica/14164/grillo-in-sicilia-sperimenteremo-il-reddito-minimo-la-mafia-qui-non-c-e.html Grillo: «In Sicilia sperimenteremo il reddito minimo. La mafia? Qui non c'è]'', ''lasicilia.it'', 25 aprile 2016.</ref>
*Il [[Movimento 5 Stelle|Movimento]] è nato per estinguersi. Quando i cittadini avranno gli strumenti per essere attivi e costruirsi la loro democrazia con le piattaforme, come cerchiamo di fare noi – facciamo esperimenti noi – il Movimento non avrà più ragione di essere. I cittadini saranno autosufficienti, avranno l'informazione, potranno agire da casa propria, potranno decidere "sì" o "no" su una cosa, potranno proporre delle leggi, fare delle leggi... il Movimento non avrà più senso.<ref>Dall'intervista di Gardenia Trezzini a Euronews, 11 novembre 2016; video disponibile in [https://www.youtube.com/watch?v=W60wHwuwrZE ''Beppe Grillo (seconda parte): Contro Bruxelles io sto con Renzi ma è inaffidabile''], ''youtube.com'', 01 min 47 sec.</ref>
{{Int|''[http://www.corriere.it/digital-edition/CORRIEREFC_NAZIONALE_WEB/2016/03/01/1/le-vite-umane-low-cost-e-senza-dignita_U43160350221942u3H.shtml Le vite umane low cost e senza dignità]''|Lettera al ''Corriere della Sera'', 1º marzo 2016, p. 1.|h=4}}
*C'è qualcosa del concetto di [[surrogazione di maternità|utero in affitto]] che mi spaventa. E non ha nulla a che fare con l'omosessualità oppure l'eterosessualità; mi spaventa la logica del «lo facciamo perché è possibile» [...].
*È veramente possibile che si blateri di amore e diritti intimi pensando a [[Nichi Vendola|Vendola]] proprio mentre stiamo dimenticando chi ha messo al mondo noi? Mi riferisco a quelli che chiamiamo anziani, quelli che stiamo dichiarando inutili senza neppure più arrossire!
*Forse uccidere a distanza degli esseri umani provoca una gioia che io non ho alcun diritto di criticare. Se tutto è possibile, uccidere giocando è diventata una realtà prima che nasca la perversione giusta per gioirne. Quanto è lontano [[Nichi Vendola]] da quello che sta succedendo nel mondo reale per permettersi di comportarsi come una majorette che rotea strane mazze colorate guidando un corteo di pareri in svendita.
*Peggio vanno le cose e più sono le nullità che scorrono sugli schermi utilizzando le parole amore, felicità, dignità umana...
===2017===
*[[Donald Trump|Trump]] dovrebbe prima andare dal parrucchiere e cambiare look! Ma seriamente, mi sento abbastanza ottimista. Ho letto uno dei suoi libri in cui scrive cose molto sensate, come ad esempio la necessità di proteggere l'attività economica negli Stati Uniti. Ha detto ciò che doveva dire ai cinesi sul protezionismo. A me sembra un moderato, i media hanno sempre distorto le sue opinioni e si è semplicemente adattato a ciò che viene detto di lui. La percezione che abbiamo di lui è distorta. Rilancerà le piccole imprese e dice di voler ritirerà le truppe statunitensi di stanza nel mondo. Sono d'accordo con tutto questo.
:''Il devrait d'abord aller chez le coiffeur, changer de look! Plus sérieusement, je suis assez optimiste. J'ai lu un de ses livres dans lequel il écrit des choses assez sensées, sur la nécessité, par exemple, de ramener l'activité économique à l'intérieur des États-Unis. Il a dit ce qu'il fallait aux Chinois sur le protectionnisme. Trump semble modéré, les médias ont déformé son point de vue et il s'est simplement adapté à ce qu'on disait de lui. La perception que nous avons de lui est donc déformée. Les grandes entreprises n'iront plus au Mexique mais resteront aux États-Unis, elles seront défiscalisées. ll relance la petite et moyenne entreprise et retirera l'armée américaine postée aux quatre coins du monde. Je suis en accord avec tout cela.'' (durante un'intervista condotta da Camille Neveux e Virginie Ria all'Hotel Forum di Roma per il settimanale ''Journal du Dimanche'', 19 gennaio 2017<ref>Citato in {{fr}} Camille Neveux e Virginie Ria, [http://www.lejdd.fr/International/Europe/Beppe-Grillo-Le-bilan-de-l-Europe-est-un-echec-total-841444 ''Beppe Grillo: "Trump semble modéré"''], ''lejdd.fr'', 21 gennaio 2017.</ref>)
*{{NDR|Su [[Donald Trump]] e [[Vladimir Putin]]}} La politica internazionale ha bisogno di statisti forti come loro. Li considero un beneficio per l'umanità. Putin dice cose sensate sulla politica estera.
:''La politique internationale a besoin d'hommes d'État forts comme eux. Je les vois comme un bénéfice pour l'humanité. Poutine est celui qui dit les choses les plus sensées sur la politique étrangère.'' (durante un'intervista condotta da Camille Neveux e Virginie Ria all'Hotel Forum di Roma per il settimanale ''Journal du Dimanche'', 19 gennaio 2017<ref>Citato in {{fr}} Camille Neveux e Virginie Ria, [http://www.lejdd.fr/International/Europe/Beppe-Grillo-Le-bilan-de-l-Europe-est-un-echec-total-841444 ''Beppe Grillo: "Trump semble modéré"''], ''lejdd.fr'', 21 gennaio 2017. Citazione dalla [https://twitter.com/carlogubi/status/823158018204454912 versione integrale dell'articolo].<br>Il 22 gennaio afferma tramite un [https://it-it.facebook.com/beppegrillo.it/posts/10154324624811545 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'': «Ci risiamo con i traduttori traditori. Non ho mai detto che servono uomini forti come Trump e Putin, piuttosto ho spiegato come la presenza di due leader politici di grandi Paesi come Usa e Russia predisposti al dialogo è un messaggio molto positivo, perché apre a scenari di pace e distensione.»</ref>)
*La [[Sicilia]] ha avuto l'intelligenza di [[Ettore Majorana|Majorana]] e la profondità di [[Luigi Pirandello|Pirandello]], la ferocia di Riina e la gestione del potere di Provenzano. La Sicilia è eterna. È crudele. È indefinibile. È ovunque ci sia un siciliano. Per chi vi è nato, [[Palermo]] è il centro del mondo. La Sicilia ha tutto. Sole, mare, paesaggi, arte, storia, agricoltura. La Sicilia non ha niente. Inceneritori, emigrazione, criminalità. È una chimera nata con l'Unità d'Italia. Una Nazione? Stato? Regione? In crisi di identità o, forse, con identità multiple. In Sicilia si dice ancora cattivo come un piemontese. I libri di storia raccontano la favola di mille camicie rosse che liberano un'isola di milioni di persone. Quell'isola è in catene. È autonoma, ma senza autonomia. Ricca, ma povera. Ha il maggior numero di patrimoni dell'umanità dell'UNESCO in Italia. Catania e Palermo sono sommerse dai debiti. L'[[Italia]] non ha fatto bene alla Sicilia. Forse, da sola, la Sicilia può risorgere. Con l'Italia, questa Italia, può solo affondare. U pisci feti da testa. E la testa è a [[Roma]].<ref>Da un'intervista a ''S''; citato in ''[http://www.beppegrillo.it/2017/05/per_una_sicilia_5_stelle.html Per una Sicilia 5 Stelle]'', ''beppegrillo.it'', 24 maggio 2017.</ref>
*Chi siete voi siciliani? Chi siete voi? Avete avuto tutto, l'intelligenza di Majorana, la profondità di Pirandello, la cattiveria di Riina, il senso del potere di Provenzano. Siete autonomi o no? Siete stati liberati o no? È da 100 anni che raccontano la storia della liberazione dei garibaldini ed è da 100 anni che vi prendono per il culo.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/03/elezioni-sicilia-grillo-chiude-la-campagna-del-m5s-non-e-voto-politico-ma-referendum-se-perdiamo-maalox-pronto/3955962/ Elezioni Sicilia, Grillo chiude la campagna M5s: "Non è voto politico ma referendum. Se perdiamo? Maalox pronto"]'', ''ilfattoquotidiano.it.it'', 3 novembre 2017.</ref>
===2026===
*[...] ogni tre giorni in casa mi fanno un test per l'[[Malattia di Alzheimer|Alzheimer]] e ho capito che è l'ultima sicurezza che ti dà il cervello con quelli che ti rompono i coglioni, perché non ti ricordi più chi sono.<ref>Da un intervento al ''Pulp Podcast''; citato in Francesca Galici, ''[https://www.ilgiornale.it/news/interni/non-ho-potere-o-facolta-di-fondare-un-partito-con-casaleggio-non-ci-siamo-mai-candidati-grillo-senza-freni-da-fedez/ Grillo da Fedez: ''Non ho potere o facoltà di fondare un partito''. Conte: ''Può esprimere tutte le opinioni che ritiene'']'', ''ilgiornale.it'', 21 settembre 2026.</ref>
===Citazioni non datate===
*I [[genovesi]] sono un popolo strano... Sono quello che di un personaggio pubblico pensano: 'u dixe u dixe, poi u gh'à a villa. U parla e u gh'à a Porsche' ('dice dice, poi ha la villa. Parla parla, e ha la Porsche'). Non è come il milanese, il romano o il napoletano che sono abituati alle foto, alle telecamere, ai personaggi famosi. Se ti vedono pensano con il naso all'insù: 'figurati se lo saluto'. Se poi sei tu che li saluti per primo allora vanno in giro contenti: 'belin, m'ha saluto Grillo'. Sono fatti così.<ref>Citato in Alberto Nocerino (a cura di), ''Genova canta il tuo canto'', Editrice ZONA, Lavagna (GE), 2015, p. 83. ISBN 978-88-6438-574-7</ref>
==CItazioni tratte da spettacoli teatrali==
{{cronologico}}
*{{NDR|Rivolgendosi a se stesso}} Neanche Bruce Springsteen suda così... (''Beppe Grillo Show'', Teatro delle Vittorie, Roma, 1993)
*{{NDR|Sulla [[cannabis]]}} Alla fine, l'uso più stupido che se ne può fare, è fumarla. (''Cervello'', Genova, 1997)
*Voglio parlare del cervello. L'emisfero destro, quello razionale, e l'emisfero sinistro, quello della fantasia. Quello che fa credere all'automobilista costretto a fermarsi col rosso che è il semaforo ad avercela con lui. (''Cervello'', Genova, 1997)
*Noi siamo persone adulte, non abbiamo bisogno di leader. (''Time out'', Roma, 2000)<ref>Disponibile in [http://www.youtube.com/watch?v=Xauq0wCjnE0 ''youtube.com'']. {{c|video cancellato}}</ref>
*{{NDR|Sulla [[sindrome da deficit di attenzione e iperattività]]}} I nemici dei miei figli chi sono? Son quelli che fingono di volergli bene. [...] Gli americani curano con una pastiglia di [[amfetamina|anfetamina]], che si chiama [[Ritalin]], i bambini dai cinque ai diciott'anni perché sono iperattivi. Si sono inventati una malattia, l'iperattività! (Milano, 2005)<ref>Disponibile in [http://www.youtube.com/watch?v=P-x6nW-toG8 ''Beppe Grillo contro la Walt Disney e messaggi subliminari''], ''youtube.com'', 28 marzo 2008.</ref>
*Io calcolo tutto, io calcolo l'ovvio. Io vado a vedere. Io sono di [[Genova]], a me non me lo metti in quel posto lì... Io non sono il bolognese... Io sono di Genova: io ti conto i peli del culo uno ad uno! (''Incantesimi Tour'', Bologna, 7 marzo 2006)<ref>Disponibile in [https://www.youtube.com/watch?v=d6zQ57EJNkQ ''Le migliori battute di "Incantesimi" - Beppe Grillo''], ''youtube.com'', 30 settembre 2014, a 06 min 38 sec.</ref>)
*Non c'è un piano energetico in Italia. La Germania ha un piano energetico di trent'anni, la Danimarca di quaranta, l'Olanda di cinquanta, il Giappone di cento anni, noi abbiamo un piano energetico che mercoledì pomeriggio siamo nella merda! (''Incantesimi Tour'', Bologna, 7 marzo 2006)
*{{NDR|Rivolto ad uno spettatore}} Un po' di sudore non ti fa male... C'hai l'impermeabile, cazzo, sei l'unico con l'impermeabile, ti posso benedire? Perché le prime file costano di più? Perché rimangono asciutte, capisci? (''Incantesimi Tour'', Bologna, 7 marzo 2006)
*Il contrario della violenza non è il [[pacifismo]], è l'intelligenza. (''Reset'', Fabriano, 2007)
*{{NDR|Sulla nascita del [[Governo Gentiloni]]}} È arrivata una macchina blu senza nessuno dentro e è sceso [[Paolo Gentiloni|Gentiloni]]. (''Grillo vs Grillo'', 2016)<ref>Citato in Emanuele Buzzi, ''[http://www.corriere.it/la-crisi-di-governo/notizie/grillo-all-attacco-renziloni-l-invasione-ultracorpi-c6de48b8-c0b0-11e6-84a3-703e0bacaa0c.shtml Governo Gentiloni, Grillo all'attacco: «È l'invasione degli ultracorpi»]'', ''corriere.it'', 12 dicembre 2016.</ref>
*Una volta c'erano solo i travestiti e non c'erano i [[transessualità|transgender]]... un trans è una donna col belino oppure un uomo che parla tanto [...]. A fare una battuta su un transgender ti prendi dieci querele.. si incazzano. (''Grillo vs Grillo'', 2017)<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/politica/2017/02/14/news/grillo_transgender-158285579/ Grillo irride i transgender: "Sono donne col belino oppure uomini che parlano tanto". Proteste sui social]'', ''repubblica.it'', 14 febbraio 2017.</ref>
==''Beppegrillo.it – blog''==
{{cronologico}}
*La politica si dice è un'attività importante, complessa, difficile. È quindi opportuno vietarla a chiunque abbia compiuto i [[Sessantacinquenne|65 anni]], dopo una certa età ci si indebolisce, qualche volta si rincoglionisce.<ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2010/01/il_voto_a_punti.html Il voto a punti]'', ''beppegrillo.it'', 13 gennaio 2010.</ref>
*Come è stato detto, c'è effettivamente qualcosa di indomabile nello spirito umano, ma non è vero, come sosteneva [[Henry Miller]], che il cuore umano non si spezza, perché anch'esso ha il suo punto di rottura. Il cuore umano si spezza perché anch'esso ha il suo punto di rottura. Davanti allo scherno si spezzò anche il cuore di [[Gesù]]. Solo il cuore di [[Louis Antoine de Saint-Just|Saint-Just]] solo il cuore di questo intrepido ragazzo non si è spezzato. Davanti alla morte Saint-Just dimostrò un'assolita disumana indifferenza, Gesù sul Golgota ebbe uno spasimo di paura, e si sentì il suo grido d'angoscia salire al cielo. Saint-Just, davanti alla morte, non ebbe un momento di debolezza. Passò la notte precedente l'esecuzione assistendo [[Robespierre]], che al momento dell'arresto s'era sparato al viso, poi quando venne il momento salì le scale del patibolo come se andasse a una festa. Da dove gli veniva tanta forza?<ref>Da [https://web.archive.org/web/20140715043717/http://www.beppegrillo.it/magazine/archivio/lasettimana2014-07-13.pdf ''Il cuore di Saint-Just''], ''La Settimana'', vol. 9, n. 28, 13 luglio 2014.</ref>
*Il silenzio di [[Sergio Mattarella|Mattarella]] di fronte allo scempio della Costituzione fatto da Renzie {{NDR|[[Matteo Renzi]]}}, mai eletto neppure in Parlamento che ieri notte si aggirava come un bullo in parlamento a provocare le opposizioni. Questo silenzio è inquietante, forse peggio dei moniti di [[Giorgio Napolitano|Napolitano]].<ref>Da [http://www.beppegrillo.it/2015/02/sangue_e_merda.html ''Sangue e merda''], ''beppegrillo.it'', 13 febbraio 2015; citato in ''[http://www.repubblica.it/politica/2015/02/13/news/riforme_caos_in_aula_tra_tentativi_mediazione_e_risse_scazzottata_a_sinistra_poi_arriva_renzi-107187836/ Riforme, opposizioni sull'Aventino: "Renzi vedrà i sorci verdi". Pd diviso ma il premier non molla: "Avanti con la seduta fiume"]'', ''repubblica.it'', 13 febbraio 2015.</ref>
*{{NDR|Su [[Gianroberto Casaleggio]]}} [...] un francescano che amava gli animali e la natura, un uomo semplice e disinteressato con una cultura straordinaria e un profondo senso dell'umorismo. Un manager, un padre, un marito, un mentore, un attivista. Per me un amico [...]. Era un uomo di parola che dava il massimo per raggiungere gli obbiettivi che si era prefissato e sapeva tirare fuori il meglio dalle persone di cui si circondava, me compreso. Abbiamo intrapreso assieme un'avventura straordinaria a cui si sono aggiunte negli anni decine, centinaia, poi migliaia e infine milioni di persone. Due compagni di viaggio che venivano da mondi e stili di vita lontanissimi. Io dal frivolo mondo dello spettacolo, lui dal mondo dell'impresa olivettiana. Io animale da palcoscenico, lui riservato. E così poi io in giro per le piazze in un camper a "spargere il verbo", lui nel suo ufficio a pensare al resto. Io scherzavo, lui faceva sul serio. Ci ha unito il desiderio di fare qualcosa per il nostro Paese. La visione comune è stata la nostra forza. Quando io volevo tirarmi indietro lui mi convinceva ad andare avanti, quando lui avrebbe voluto lasciar perdere tutto io lo facevo desistere [...]. Gianroberto ha fatto tanto nella vita, è stato un manager di successo e negli ultimi anni si è dedicato anima e corpo al sogno del MoVimento 5 Stelle. Grazie ai suoi sforzi fisici e intellettuali abbiamo gettato le basi per l'entrata in Parlamento per la prima volta nella storia di 150 persone scelte online da cittadini e non da capibastone e che non avevano mai avuto nulla a che fare con i partiti. La sua conoscenza della Rete e l'ideale della democrazia diretta ci hanno permesso di condividere idee innovative, di elaborare un programma elettorale votato da milioni di italiani, di selezionare sul web i nostri portavoce e di vincere le elezioni politiche del 2013 [...]. Gianroberto per il suo impegno contro un sistema marcio fino al midollo è stato diffamato, offeso e insultato pubblicamente, in tv, in radio, sui giornali. Sul livore contro di lui ci ha addirittura scritto un libro. Non lo hanno mai capito e per questo non lo sopportavano. Era di un altro livello [...]. Di uomini così ne campano uno ogni cento anni. E chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerlo di persona si senta un privilegiato.<ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/m/2016/04/graziegianroberto.html #GrazieGianroberto]'', ''beppegrillo.it'', 14 aprile 2016.</ref>
*[[Pier Ferdinando Casini|Casini]], il simbolo della vecchia politica legata a doppio filo con le banche è stato appena eletto Presidente della commissione d'inchiesta sul sistema bancario. Proprio lui, amico di lunga data di [[Cesare Geronzi]] e genero del banchiere [[Francesco Gaetano Caltagirone]].<ref>Da ''beppegrillo.it''; citato in ''[http://www.huffingtonpost.it/2017/09/27/e-un-atto-di-guerra-del-pd-al-paese_a_23224985/ "È un atto di guerra del Pd al Paese"]'', ''huffingtonpost.it'', 27 settembre 2017.</ref>
===2006===
*Ammetto che quando penso alla [[vivisezione|vivisezione animale]] mi vergogno della specie umana e mi sento solidale con l'agente Smith di [[Matrix]] quando dice che gli uomini non sono mammiferi, ma virus.<br />Io vorrei abolire la vivisezione animale per legge.<br />L'obiezione che viene fatta è: "La vivisezione è utile, meglio loro di noi". Vorrei vedere se qualcuno vivisezionasse il vostro gatto o il vostro cane come reagireste a queste parole.<ref name="vivisezione">Da [http://www.beppegrillo.it/2006/01/la_vivisezione.html ''La vivisezione è inutile''], ''beppegrillo.it'', 31 gennaio 2006.</ref>
*La [[sperimentazione animale|sperimentazione su animali]] consente alle industrie di ottenere qualsiasi risposta desiderino (cambiando la specie animale usata) e di evitare la responsabilità civile sostenendo che il modello animale non consente "la certezza della prova".<ref name="vivisezione"/>
*Forza [[Ghana]]! Questi sorridenti ragazzoni del Ghana sono la nostra speranza, il nostro futuro, la nostra salvezza. Se vincono li ospiterò tutti a casa mia, a mie spese, farò una grande festa afrogenovese per celebrare la rinascita del nostro [[Calcio (sport)|calcio]] e la sconfitta dei giggirrriva, dei lippizitti.<ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2006/06/forza_ghana.html Forza Ghana!!!]'', ''beppegrillo.it'', 11 giugno 2006.</ref>
*[[Anna Stepanovna Politkovskaja|Anna]] ricorda l'omicidio Matteotti. [...] Ma almeno il duce non sequestrò i documenti privati di Matteotti.<ref name=anna>Da ''[https://web.archive.org/web/20111017213736/https://beppegrillo.it/2006/10/anna_politkovsk_1.html Anna Politkovskaja]'', ''beppegrillo.it'', 9 ottobre 2006.</ref>
*La [[Russia sotto Vladimir Putin|Russia]], su questo non si discute, è una democrazia fondata sul gas e sul petrolio che esporta. Se non li esportasse tornerebbe a essere la buona, vecchia dittatura di un tempo.<ref name=anna/>
===2007===
*I Paesi inquinatori, compreso il nostro, meritano un nuovo processo di Norimberga. Il giudice, che è anche il boia, esiste già. È la nostra Terra.<ref>Da [http://www.beppegrillo.it/2007/02/la_cina_e_vicin.html ''La Cina è vicina''], ''beppegrillo.it'', 28 febbraio 2007.</ref>
*Artur Lleshi, albanese, condanna per dieci anni per tentato omicidio, uscito grazie all'indulto, espulso, ma solo sulla carta, dall'Italia. Naim Stafa, albanese, precedenti per rapina, droga, armi, soggetto indesiderato sul territorio di Schengen. [[Clemente Mastella]], italiano, ministro di Grazia e Giustizia, responsabile dell'[[indulto]]. L'indulto gli italiani non lo volevano. È servito a evitare il carcere a chi, spesso molto vicino ai partiti, aveva commesso reati contro la pubblica amministrazione, reati finanziari, reati societari, reati fiscali. Il resto sono balle. Mastella è stato messo lì per questo. È un [[inciucio|inciucione]] bipartisan. Garantisce tutti, tranne i cittadini.<ref>Da [http://www.beppegrillo.it/2007/09/foto_segnaletic.html ''Foto segnaletiche''], ''beppegrillo.it'', 5 settembre 2007.</ref>
*Parlare di [[Clemente Mastella|Mastella]] è come sparare su un tonno in scatola. Ha aperto un blog, clementemastella.blogspot.com, per dialogare con i cittadini, ma non pubblica le migliaia di commenti negativi. Quelli positivi arrivano solo da Ceppaloni. La Rete non tollera questo tipo di comportamento. Un blogger ha scritto: "Mastella ha uno sguardo da banconota falsificata male". Altri si sono spinti oltre e hanno clonato il suo blog per poter commentare. Quando il Ministro dell'Indulto pubblica un post lo pubblicano subito anche loro consentendo i commenti. Tra i più popolari dementemastella.blogspot.com, clementepastella.blogspot.com e ceppalonisburning.blogspot.com.<ref>Da [http://www.beppegrillo.it/2007/09/blog_perigliosi.html ''Blog perigliosi''], ''beppegrillo.it'', 23 settembre 2007.</ref>
*Non ci sto più al gioco al massacro ceppalonico. [[Clemente Mastella|Mastella]] è solo un capro espiatorio. Il migliore sulla piazza della politica, certo. Per questo hanno scelto lui. Ma l'indulto non è una sua idea, ne sono convinto. Gli è stato ordinato. Da chi? Dal Parlamento. E chi nel Parlamento lo ha spinto di più? Lui, lo [[Silvio Berlusconi|psiconano]]. Quello che straparla di sicurezza nelle piazze con la badante rossa. Mastella ha detto più volte di aver ricevuto la solidarietà di Berlusconi per l'indulto. Ci credo. L'indulto è servito a non fare entrare in carcere gli amministratori corrotti, non a liberare i pregiudicati. Mastella ha detto oggi una grande cosa, ha annunciato un libro "su tutte le altre caste, a partire dai giornalisti". Questa volte sono d'accordo con lui. Gli offro la mia prefazione o, se preferisce, il libro lo possiamo scrivere a quattro mani. Vado fino a Ceppaloni se mi invita.<ref>Da [http://www.beppegrillo.it/2007/09/il_capro_espiat.html ''Il capro espiatorio''], ''beppegrillo.it'', 27 settembre 2007.</ref>
*Un Paese non può vivere al di sopra dei propri mezzi. Un Paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia. L'obiezione di Valium è sempre la stessa: la Romania è in Europa. Ma cosa vuol dire Europa? Migrazioni selvagge di persone senza lavoro da un Paese all'altro? Senza la conoscenza della lingua, senza possibilità di accoglienza? Ricevo ogni giorno centinaia di lettere sui rom. È un vulcano, una bomba a tempo. Va disinnescata. Si poteva fare una moratoria per la Romania, è stata applicata in altri Paesi europei. Si poteva fare un serio controllo degli ingressi. Ma non è stato fatto nulla.<ref>Da [http://www.beppegrillo.it/2007/10/i_confini_scons.html ''I confini sconsacrati''], ''beppegrillo.it'', 5 ottobre 2007.</ref>
*Il [[V2-Day|prossimo V-day]] sarà sull'informazione, chiederemo di eliminare i finanziamenti pubblici all'editoria e di abolire l'albo dei giornalisti. Il V-day ha fatto venire allo scoperto i media, i cani da guardia del potere. Sono invecchiati di 10 anni. I giornalisti hanno sostituito l'esercito e i cannoni di Bava Beccaris. Nelle ultime settimane, prima hanno ignorato il milione e mezzo di persone del V-day, poi hanno cercato di diffamarmi e ora vogliono mettere tutto a tacere. Un disegno di legge e centinaia di migliaia di italiani che chiedono pulizia e trasparenza sono diventati l'antipolitica. Il rovesciamento delle parti attraverso l'informazione è la tecnica collaudata di questi partiti. Il prossimo V-day si terrà il 25 aprile del 2008. Sarà il giorno della liberazione degli italiani dalla disinformazione. Stay tuned.<ref>Da [http://www.beppegrillo.it/2007/10/vday_di_ieri_e.html ''V-day di ieri e di domani''], ''beppegrillo.it'', 27 ottobre 2007.</ref>
*La [[Legge Biagi|legge Maroni]], o [[Legge Biagi|legge 30]], doveva essere subito abolita da questo Governo. Nel programma dell'Unione la legge Maroni è citata 28 volte ai fini di emendarla o abolirla. L'Unione si era impegnata a cambiarla radicalmente con i suoi elettori. Non ha mantenuto le promesse. Ora anche gli organismi internazionali cominciano a chiederci perché stiamo trasformando gli italiani in Schiavi Moderni. La ILO, Agenzia delle Nazioni Unite per i Diritti del Lavoro ha convocato Damiano. Il ministro ha preferito non farsi impallinare e ha mandato la sua direttrice generale che ha dato la colpa al precedente Governo.<ref>Da [http://www.beppegrillo.it/2007/11/lo_schiavismo_i.html ''Lo schiavismo italiano condannato dall'ONU''], ''beppegrillo.it'', 6 novembre 2007.</ref>
*Putin è stato eletto "Person of the Year" dal ''Time''. Molti sono perplessi, ma non sanno che al secondo e al terzo posto si sono classificati lo Yeti e l'incredibile Hulk. Non c'era scelta e ha vinto a mani basse l'ex tenente colonnello del KGB. Esiste del resto un precedente. Nel 1939 il ''Time'' premiò Stalin, alleato dei nazisti. L'ex seminarista che aveva occupato la Polonia per liberarla dai reazionari ufficiali polacchi con un proiettile nella nuca nelle fosse di Katyn. L'anno prima il ''Time'' aveva indicato Adolf Hitler come uomo dell'anno... Se il ''Time'' propone Putin {{NDR|come "Person of the Year"}}, questo blog premia come "Woman of the Year" [[Anna Stepanovna Politkovskaja|Anna Politkovskaja]], la giornalista uccisa a Mosca nell'ottobre del 2006.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20110501065807/https://beppegrillo.it/2007/12/anna_politkovsk.html Anna Politkovskaja "Woman of the Year"]'', ''beppegrillo.it'', 21 dicembre 2007.</ref>
*Il 25 aprile del 2008 ci sarà una liberazione vera, in tutte le città succederà qualche cosa. Dovremo far succede qualcosa, con i media in silenzio e ci mancherebbe che ne parlassero. Sarà la loro condanna. Vi do appuntamento al 25 aprile per avere un'informazione libera in un Paese finalmente libero e ricominciare dall'inizio. Liste civiche e cittadini informati, abbiamo bisogno di questo non di politici. Cittadini informati che sappiano le cose, che si occupino del loro quartiere e delle loro città, che non le lascino svendere da questi partitini e da questi piccoli servi della politica. Abbiamo bisogno di cittadini liberi, di un'informazione libera per essere un Paese libero. Italiani! Coraggio, coraggio verso la catastrofe ma sempre con ottimismo.<ref>Da [http://www.beppegrillo.it/2007/12/libera_informazione_in_libero_stato.html ''Libera informazione in libero Stato''], ''beppegrillo.it'', 31 dicembre 2007.</ref>
===2008===
*Tutto quello che non sai è vero. Ci vuole un salto, una illuminazione per vedere la luce, per sapere la verità. La nostra mente è rinchiusa in confini angusti. La stampa e la televisione ne sono i guardiani. La nostra onestà ci impedisce di capire. Una persona onesta crede che anche gli altri si comportino nello stesso modo. Più o meno. Ci sono cose che si rifiuta di pensare. La reazione alla verità è lo stupore. La tipica frase di circostanza è: "Non è possibile". La verità non si può sapere con i cinque sensi. Va cercata in modo trascendente. Bisogna sorprenderla, immaginarla, crearla con il pensiero. Qualunque sia il risultato sarà più reale della realtà preconfezionata nella quale crediamo di vivere.<ref>Da [http://www.beppegrillo.it/2008/02/tutto_quello_ch.html ''Tutto quello che non sai è vero''], ''beppegrillo.it'', 18 febbraio 2008.</ref>
*[[Bruno Vespa]] è un danno per il Paese, per l'informazione libera e per l'[[economia]].<ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2008/03/la_guerra_dei_m.html La guerra dei media]'', ''beppegrillo.it'', 1º marzo 2008.</ref>
*Il 25 aprile si terrà il V2-Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato "crede" di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l'eliminazione della legge Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset.<ref>Da [http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/volantino_v2-day.pdf ''V2-day 25 aprile 2008 nelle piazze d'Italia''], ''beppegrillo.it'', 12 marzo 2008.</ref>
*[[Francesco Cossiga|Cossiga]] ha confessato. Ne va preso atto. In fin dei conti ne va apprezzata la sincerità, neppure [[Salvatore Riina|Totò Riina]] aveva osato tanto. Ha solo detto quello che la maggior parte degli italiani sapeva: l'Italia non è una vera democrazia. Forse non lo è mai stata. Quante fandonie ci hanno raccontato da [[Strage di piazza Fontana|Piazza Fontana]] in avanti? Sul [[Fatti del G8 di Genova|G8 di Genova]]? Chi ha attivato il timer delle stragi di Stato? Cossiga ci ha fornito una lezione magistrale della strategia della tensione. Però, ora, dopo quelle frasi, va dimesso dal Senato e ritirata la sua nomina a presidente emerito della Repubblica Italiana. Voglio vedere se un deputato o un senatore avanzerà la proposta in Parlamento. Se rimane al suo posto è una vergogna per il Paese e un insulto ai professori e agli studenti. Non va picchiato, è anche lui un docente anziano. Va solo accompagnato in una villa privata. Propongo, per non farlo sentire troppo solo, villa Wanda di Arezzo. Insieme a [[Licio Gelli]] potrà rinverdire i vecchi tempi, parlare di Gladio, di Moro, dei servizi segreti...<ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2008/10/maroni_dovrebbe.html Cossiga fuori dal Parlamento]'', ''beppegrillo.it'', 24 ottobre 2008.</ref>
===2009===
*Chi si fa i cazzi suoi campa cent'anni e chi si i fa i suoi e i nostri diventa presidente del Consiglio.<ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2009/01/buon_anno_giuse.html L'Italia rovesciata]'', ''beppegrillo.it'', 1º gennaio 2009.</ref>
*Il [[Partito Democratico|PDmenoelle]] è l'assicurazione sulla vita di Berlusconi, è arrivato il momento di non rinnovare più la polizza.<ref>Da [http://www.beppegrillo.it/2009/07/beppe_grillo_candidato_alla_segreteria_del_pd.html ''Beppe Grillo candidato alla segreteria del PD''], ''beppegrillo.it'', 12 luglio 2009.</ref>
*La [[querela]] serve al potere. La querela è un'arma da ricchi. Usata per intimidire. Per tappare la bocca. Per togliere i mezzi economici all'avversario. Spesso con la ricerca del pelo nell'uovo, come ad esempio un mancato virgolettato in una frase. La querela può essere penale o civile. Se va bene si infanga l'avversario e si porta a casa un piccolo tesoretto. Magari con la cessione del quinto dello stipendio di un povero diavolo.<ref name=querela>Da ''[http://www.beppegrillo.it/la-querela-contro-la-rete/ La querela contro la rete]'', ''beppegrillo.it'', 9 agosto 2009.</ref>
*Di solito si querela la verità, mai la menzogna. Di solito chi querela sono i politici e i rappresentanti delle cosiddette istituzioni, mai i cittadini. Di solito la querela viene usata in mancanza di altre argomentazioni per finire sui giornali di regime e fare la figura dell'innocente.<ref name=querela/>
*Lui {{NDR|[[Gianni Riotta]]}} ha capito Internet prima degli altri. Aperto il primo blog come giornalista. E, dopo aver letto i commenti, il primo giornalista a chiuderlo. [...] L'opinione di Riotta sulla Rete è una pietra miliare nella comunicazione. Per lui i commenti dei lettori sono tutti deficienti, scemi. Lui vola più in alto. La sua "filosofia giornalistica è di dare le notizie, virgola, dare tutte le notizie". I telespettatori del TG1 ancora le stanno aspettando...<ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2009/08/riotta.html Riotta24ore]'', ''beppegrillo.it'', 16 agosto 2009.</ref>
===2011===
*Io non ho nulla contro [[Nichi Vendola|Vendola]], semplicemente non mi va di essere stato preso in giro (non sarà purtroppo l’ultima volta…). Prima delle elezioni regionali del 2010 Vendola chiese il sostegno del [[Movimento 5 Stelle|MoVimento 5 Stelle]] (che non si presentava in [[Puglia]]) in un video. Mi telefonò. Fece delle promesse puntuali sull’acqua pubblica. Dopo quasi un anno la gestione dell’acqua è ancora privata, gestita da una SpA. Le scuse stanno a zero e con il suo linguaggio tra il pretesco e il barocco, talvolta supercazzolaro, Nichi nega per ammettere e ammette per negare.<ref name="Vendola-Prodi">Da''[https://beppegrillo.it/supervendola/ Supervendola]'', ''beppegrillo.it'', 16 febbraio 2011.</ref>
*Se [[Romano Prodi|Prodi]] si addormentava con il suo bisbiglio che si trasformava in rantolo, [[Nichi Vendola|Nichi]] ti culla, ti ipnotizza con la soavità del nulla. Può dire qualunque cosa e uscirne vivo come una salamandra.<ref name="Vendola-Prodi"/>
*{{NDR|Con [[Giuliano Pisapia]]}} Ha vinto il Sistema. Quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui. Che trasforma gli elettori in tifosi contenti che finalmente ha vinto la sinistra o, alternativamente, ha vinto la destra.<ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2011/05/litalia_di_pisa/index.html L'Italia di Pisapippa]'', ''beppegrillo.it'', 31 maggio 2011.</ref>
*[[Aldo Grasso]] fa di mestiere il critico televisivo. Non gli sfugge nulla. È l'occhio di falco del palinsesto. È uno che non fa sconti a nessuno, neppure ai valsusini che cercano di difendere la loro valle definiti da lui oggi sul Corriere "geneticamente arrabbiati" dopo che era stato dedicato un piccolo spazio ai No Tav nel programma Piazzapulita di Formigli.<ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2011/09/il_telecomando_di_aldo_grasso/index.html Il telecomando di Aldo Grasso]'', ''beppegrillo.it'', 17 settembre 2011.</ref>
===2012===
*La [[Cittadinanza italiana|cittadinanza]] [[Ius soli|a chi nasce]] in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall'altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della "''liberalizzazione''" delle nascite.<ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2012/01/la_cittadinanza/index.html La liberalizzazione delle nascite]'', ''beppegrillo.it'', 23 gennaio 2012.</ref>
*Non credo che Alex Schwazer possa essere entrato in una farmacia di Antalya e avere messo sul bancone 1500 euro per comprare l'eritropoietina per doparsi. Il tutto dopo essersi "informato" su Internet. Ma neppure alle Olimpiadi di Paperopoli potrebbe succedere. Il ragazzo mi sembra un capro espiatorio che assume su di sé, per motivi che non conosco, ogni responsabilità.<ref name="Schwazer">Da ''[https://beppegrillo.it/schwazer-testimonial-antidoping/ Schwazer testimonial antidoping]'', ''beppegrillo.it'', 10 agosto 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Alex Schwazer]]}} Il portabandiera olimpico di Pechino e medaglia d'oro nella 50 km di marcia era l'atleta di punta della spedizione londinese. Nessuno lo ha seguito in questo periodo? È stato lasciato solo a doparsi, come un tossico in uno slum, senza che nessuno sospettasse nulla tranne la Procura di Padova? Possibile?<ref name="Schwazer"/>
{{Int|''[https://beppegrillo.it/giochi-senza-bandiere/ Giochi senza bandiere]''|''beppegrillo.it'', 5 agosto 2012.|h=4}}
*Se tutto fa spettacolo, tutto fa [[Olimpiadi]]. All'elenco sterminato di sport olimpici mancano le freccette da bar, le bocce e il parcheggio cronometrato in retromarcia. Il bello di questa manifestazione è che tutte le nazioni del mondo possono avere il loro momento di gloria. Un bronzo nel beach volley assurge a festa nazionale. Non conosco, né ho ha mai conosciuto, nessuno che pratichi il fioretto o la spada in vita mia, però alle Olimpiadi sono orgoglioso se il mio Paese trionfa sulle pedane. Poi, per quattro anni, non me ne può fregare di meno. Non vincono gli atleti, ma le nazioni. È il trionfo del nazionalismo.
*La medaglia d'oro la conquista il presidente della Repubblica, il telecomando in mano che dalla poltrona si precipita a congratularsi con l'atleta dandone ampia copertura a tutti i mezzi d'informazione. L'atleta, che una volta diceva alla mamma "''Sono arrivato uno!''", oggi si prepara a una carriera da parlamentare.
*Le Olimpiadi sono una versione smisurata del Colosseo con circences che occupano tutti gli spazi dell'informazione. Un bromuro quotidiano sponsorizzato dalle multinazionali. Lo spirito di Olimpia, sotto il segno della Coca Cola, declassato dalla partecipazione di tennisti, calciatori, giocatori di pallacanestro, professionisti che guadagnano cifre immense, fuori dalla realtà della gente comune, che li applaude come semidei dell'antica Grecia.
===2013===
*{{NDR|Riferito a [[Stefano Rodotà]]}} [...] un ottuagenario miracolato dalla [[Internet|Rete]], sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20130607161506/http://www.beppegrillo.it/2013/05/i_maestrini_dal.html I maestrini dalla penna rossa]'', ''beppegrillo.it'', 30 maggio 2013; citato in ''[https://www.ilpost.it/2013/05/30/beppe-grillo-su-rodota/ Grillo su Rodotà: «Ottuagenario miracolato dalla Rete»]'', ''ilpost.it''.</ref>
*[[Giorgio Napolitano|Napolitano]] ci ha provato. Lui voleva, vuole, lo status quo, la stabilità politica. Ha creduto che un governo delle larghe intese potesse impedire il crollo del Paese. Invece ha ottenuto l'effetto contrario. È stato un doppio azzardo voler rimanere per un altro settennato e accettare un governo condizionato da [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] imputato in più processi che, fosse solo per la statistica, poteva diventare un pregiudicato in breve tempo. Napolitano deve prendere atto che in entrambi i casi queste sue decisioni si sono rivelate un rischio maldestramente calcolato. Non voglio, né mi interessa, mettere in discussione la buona fede del presidente della Repubblica, ma le sue decisioni hanno consegnato il Paese all'immobilità per mesi mentre l'economia franava.<ref name=passo>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2013/08/napolitano_un_passo_indietro.html Napolitano, un passo indietro]'', ''beppegrillo.it'', 6 agosto 2013; citato in ''[http://www.repubblica.it/politica/2013/08/06/news/grillo_napolitano_passi_testimone-64364710/ Napolitano: evitare interpretazioni infondate. Grillo lo attacca: "Ora passi il testimone"]'', ''repubblica.it''.</ref>
*[[Giorgio Napolitano|Napolitano]] è un signore che fa politica dal dopoguerra, in Parlamento dal 1953, conosce deputati, senatori, ministri come un anziano maestro di scuola conoscerebbe ad uno ad uno i suoi ex allievi. È l'ultimo dei politici della Prima Repubblica ancora sulla scena, dopo la scomparsa di [[Giulio Andreotti|Andreotti]], [[Francesco Cossiga|Cossiga]] e di tanti altri. È, che lo voglia o meno, il vero punto di riferimento di un Governo di nani {{NDR|il [[Governo Letta]]}}. Un'alternanza al Quirinale avrebbe prodotto un cambiamento, un'uscita da una situazione cristallizzata, così non è stato.<ref name=passo/>
*[[Matteo Renzi]] non dice mai una cosa vicina alla gente comune, all'operaio che, tornato dalle ferie, ha trovato la fabbrica chiusa, al disoccupato, all'infermiere. Niente. È più forte di lui. Non ci riesce. Il fu giovane Renzie lo si ricorda per le sue comparsate, in giubbetto di pelle, da [[Maria De Filippi]] e per le sue blindate cene milanesi con l'alta finanza. È l'uomo delle banche e dei capitali.<ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2013/08/i_pensieri_di_r_1.html I pensieri di Renzie]'', ''beppegrillo.it'', 27 agosto 2013; citato in ''[http://www.repubblica.it/politica/2013/08/27/news/grillo_dissidenti_renzi-65383602/?ref=HREC1-1 Grillo avverte i dissidenti: "Andatevene". E attacca Renzi: "Uomo delle banche]'', ''repubblica.it''.</ref>
==''Tutto il grillo che conta''==
*Abbiamo visto il nostro battaglione Tuscania ''(in Afghanistan)'', senza togliere niente ai nostri valorosi guerrieri! Dio mio! Il battaglione Tuscania, quello che è venuto al G8. Doveva sedare una rivolta. Si sono persi a Genova! Si sono persi. Hanno dovuto chiedere a un tassista dove dovevano andare a fermare i rivoltosi... E li abbiamo mandati in Afghanistan! Non li troveremo più! Bisognerà attivare un ''Chi l'ha visto?'' in afghano.
*{{NDR|Durante il blackout}} Al buio non ci siamo più abituati: la gente cominciava a urlare, gente che gridava: "Una pila! Un cero!". Quello del terzo piano gridava come un ossesso: "Acqua!":e io dicevo: "Perché acqua?". "Perché il water non va giù..."
*Anderson era l'amministratore delegato di un'azienda che si chiamava Union Carbide. In India aveva fatto un'azienda che produceva un erbicida. La Union Carbide faceva l'isocianato di metile che, se lo stoccavi, era un materiale altamente esplosivo. Nessuno al mondo si sarebbe sognato di stoccare in una vasca duecento tonnellate di isocianato di metile. La Union Carbide l'ha fatto e a trentun gradi è esploso. Ha fatto ventimila morti subito, più centomila devastati dal gas. I medici ai pronto-soccorsi telefonavano a mister Anderson. «Ci può dire di che tipo di sostanza si tratta, così possiamo curare questa gente?» E lui diceva: «Mi dispiace, è un segreto industriale, non posso rivelarlo.» Adesso mister Anderson gioca a golf nel Wisconsin. Non bisognerebbe andarselo a prendere?
*[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] ha detto che il fattore per sapere se c'è inflazione o no, il fattore economico più stabilizzante, è sua mamma. Ha detto: " Mia mamma andava a fare la spesa, io andavo dietro di lei con i sacchetti, e lei diceva: 'Silvio, vieni, andiamo via di qua, andiamo a Varazze che i fagiolini costano due centesimi di meno'". La mamma di Berlusconi bisognerebbe denunciarla per aggiotaggio, perché sparge cazzate per arricchire il figlio.
*C'è una torre in Australia che è alta seicento metri. In cima c'è un ristorante e il pavimento è di vetro. Nessuno è mai riuscito a mangiare. Vomitano tutti prima.
*C'era [[Marco Tronchetti Provera|Tronchetti Provera]] che era giù, ma non era giù per le migliaia di morti o i casini che succederanno. Era giù perche le [[w:Pirelli|Pirelli]] andavano giù. E lui, poverino, diceva: "Non vendete, se no Afef mi molla..." Ma vaffanculo, tu e Afef!
*Chi ha in mano questi due cavi – energia e informazione –ha in mano il futuro: energia e informazione, alla velocità della luce. Queste sono le redini che governano il mondo. E voi... i cavalli.
*Cosa dobbiamo aspettare? Che finisca il [[petrolio]]? Guardate che l'[[età della pietra]], non è mica finita perché sono finite le pietre! (da ''Età delle pietre'')
*Da giovane ho fatto una [[pubblicità]], ma poi ho capito alcune cose sulla pubblicità. Qualche anno dopo ho cominciato a prendermela coi politici perché le cose non andavano bene, ma poi ho capito alcune cose sulla [[politica]], che è controllata dall'[[economia]]. Qualche anno fa ho cominciato uno spettacolo prendendo a mazzate un [[computer]], ma ora ho capito alcune cose su internet, che è la nostra unica difesa.» (dalla quarta pagina di copertina)
*{{NDR|Riferendosi alla [[riforma Moratti]]}} Ci sono i "cicli d'insegnamento". La [[Letizia Moratti|Moratti]] ne ha tolto uno perché ha detto: "Non avendocelo più io, che cazzo ne volete ''tre'' voi?"
*{{NDR|Riferendosi alla Parmalat}} Come fai a fallire con il latte? Fa tutto la mucca. Te lo mungi, lo vendi e non le dai un cazzo. Ecco perché la mucca è pazza, perché si rende conto che è l'unica che si fa un culo così e non guadagna niente.
*Dovremmo essere la patria del diritto, siamo diventati la patria del rovescio. Oggi i fuorilegge scrivono leggi, i malfattori giudicano i giudici. E il destino dei magistrati è nelle mani delle [[sentenze]] degli avvocati...
*È lì la politica ''(al [[supermercato]])'', ce l'abbiamo nel carrello, è lì che andiamo a votare tutte le mattine, è lì che votiamo!
*Ero a Reggio Calabria e c'era una televisione che mi riprendeva. Mi sono fermato e ho chiesto: " Che televisione siete?". Mi hanno risposto: " La Digos".
*[[Glenn Gould]]. Ci ha messo ventisei anni per guadagnare tredici minuti! Noi li avremmo tolti i tredici minuti, lui li ha guadagnati, aggiungendocene.
*Gli americani sono duecento milioni, i cinesi un miliardo. Però un americano consuma come venti cinesi. Allora, dividiamo per venti un miliardo, i cinesi sono cinquanta milioni, gli americani duecento milioni, chi cazzo sono i troppi?
*"Guerra preventiva", "Pacificatori"... Ma stiamo scherzando? Ma quando dici che un mitragliere su un elicottero è un costruttore di pace, io divento pazzo. Perché non ho più le parole per definire Emergency, Gino Strada, i Beati Costruttori di Pace, quelli veri."
*Hanno messo un manifesto, la sinistra, sulla famiglia: con una fotografia vogliono rendere la famiglia del futuro come sarà. [''Sullo schermo compare un manifesto pubblicitario dei Ds, in cui si vedono una donna e un uomo con in braccio un bambino dagli occhi a mandorla'']. C'è lui, lei e il bambino... cinese. È cinese. E non è il figlio, è il datore di lavoro.
*Ho sei figli. Mia figlia mi ha detto: " Voglio fare un provino a ''Saranno Famosi''". Sapete, quella trasmissione del "marito" di Costanzo. Le ho detto: "Ma perché non ti droghi come tutti e la facciamo finita?".
*Ho vinto dodici processi contro la Telecom. E li ho vinti tutti dandogli dei rapinatori, dei ladri, dei figli di puttana.
*I delinquenti giudicano i giudici. Vogliamo essere giudicati da quelli che vogliamo noi. [[Cesare Previti|Previti]] vuol essere giudicato da un giudice che la pensi come lui. Ma se il giudice la pensasse come Previti non farebbe il giudice, farebbe il delinquente.
*Il cervello! Questo assolutamente non serve più, non riusciamo più a distinguere una cosa vera da una falsa perché è l'organo più stupido che abbiamo. L'abbiamo messo al centro dell'universo, ma per millenni al centro dell'universo c'era Dio. Poi Galileo non si faceva i cazzi suoi e il risultato è questo qui! Da quando non crediamo più in Dio crediamo a tutte le puttanate possibili.
*Non vi siete rotti i coglioni di questa religiosità? Io ho visto delle cose da vomitare. Ma come fate a resistere? Vedere la salma di Wojtyla con inginocchiati Bush e Berlusconi che piangevano...
*Voglio fare un appello! Mi sono montato la testa! Voglio fare un appello a Dio! Dio vieni giù! Ma non mandare più tuo figlio! Vieni tu di persona per favore! Queste non sono più cose da ragazzi! Aspettiamo che vieni tu.
*Il Credito di Roma propone alla clientela il "Conto del Melograno: ogni chicco è un servizio". A destra si legge: "Sono previsti il servizio gratuito di un idraulico, un elettricista, un fabbro..." Ti manda il fabbro la banca! Quando ti si rompe il gabinetto chi cazzo chiami? Il tuo direttore di banca. " Direttore, sono nella merda fino a qua!
*Io sono amico del più grande architetto del mondo, è di Genova, [[Renzo Piano]]. Ha fatto un aeroporto straordinario in Giappone, in mare. E dopo dieci anni questo aeroporto sta andando giù... E i giapponesi hanno chiesto: " Architetto, cosa dobbiamo fare?". E l'architetto: "I braccioli, le pinne..."
*L'[[economia]] se dovessi visualizzarla così, con un'immagine, sarebbe un cane, gioioso, ma che non muove la coda: è la coda che muove il cane.
*La [[benzina]] dovrebbe costare diecimila lire al litro e tu avere una macchina che con due litri fa cento chilometri. Il costo del tuo spostamento non cambia, è giusto?
*La commissione dice che la colpa del blackout è stata totalmente di un pino svizzero che si sposta di sessantacinque metri, si appoggia a un traliccio e causa un effetto domino. Figurati gli svizzeri... "I nostri pini non si sono mai mossi in sessantacinque anni. O è un pino extracomunitario, o è un pino anarco-insurrezionalista". Ma vafanculo.
*La Danimarca esporta centinaia di tonnellate di biscotti negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti esportano centinaia di tonnellate di biscotti in Danimarca. E uno dice: vabbe' saranno biscotti diversi. E allora perché cazzo non si scambiano la ricetta?
*L'automobile. Oggi, le distanze medie che si percorrono in automobile sono: una tonnellata, il peso dell'auto, per portare cento chili, il proprietario, la velocità media è dodici chilometri all'ora, un viaggio medio è cinque chilometri. Portare cento chili a dodici chilomentri all'ora per cinque chilometri. Sono le prestazioni del [[mulo]]. Identiche.
*L'economia italiana più grande di quella cinese? Ma siamo più ricchi per le quantità di cose che abbiamo o per il prezzo delle cose? Siamo più ricchi con sei uova a duemila lire l'uno o con dodici uova a mille lire tutte? Ora la frittata con cosa si fa? Se la frittata si fa con le uova chi è più ricco?
*Lo stadio olimpico di Montreal, uno dei più begli stadi del mondo. Dopo quindici giorni che l'avevano completato ha cominciato a ceder un pochino nelle giunture del tetto, poi è crollato tutto il tetto, perché... è piovuto. Quando l'hanno detto all'architetto lui ha detto: "Porca puttana, la pioggia... Me la sono dimenticata."
*L'unica differenza tra un ladro di professione e un [[uomo d'affari]] è che l'uomo d'affari si percepisce come una brava persona. Lui è un'ottima persona. E c'è sempre qualcuno più figlio di puttana di lui. Come [[Salvatore Riina|Totò Riina]], quando il presidente gli ha detto: "Lei stuprava i bambini", e lui diceva: "E in Bosnia che cazzo fanno, signor giudice". il giudice rimase senza parole.
*Ma [[Aristotele]] cos'era, se [[Rocco Buttiglione|Buttiglione]] è un filosofo? Un elettricista?
*Nel 2004 la Telecom ha un utile; un imprenditore normale cosa fa con l'utile? Lo prende e va a diminuire un po' il debito. No. Lui lo dà agli azionisti, dicendo: "Che culo! Sta andando bene quest'anno!". È come se ti bruciasse la casa e tu hai un secchio d'acqua e te lo rovesci addosso dicendo: "Mi faccio una doccia!".
*Nel '94 le autorità dello Sri Lanka hanno bloccato quindici milioni di tonnellate di latte in polvere radioattivo della Nestlé. E quando gli hanno detto: "Ma che cazzo fate?", han detto: "L'abbiamo fatto per le mamme. Così se smarrivano di notte i bambini erano fosforescenti."
*Nel settimo giorno Dio creò [[Wall Street]]. Lì, a Wall Street, dove non è arrivato Dio ci arriva il mercato.
*"Noi abbassiamo di tutti i palazzi cagando". Come cagando? Te l'immagini un'assemblea condominiale lì? C'è sempre uno che si alza che dice: "Il numero 7 ha cagato un po' meno questa settimana. Dev'essere stitico. Mandiamogli delle prugne."
*Non esistono cose vecchie; esistono cose nuove buttate via, rimpiazzate da cose nuovissime.
*Oggi tutto si è ribaltato. Oggi è l'economia che comanda. Per millenni le società umane si sono costruite ognuna l'economia che gli serviva. Oggi è il contrario. Oggi è l'economia che si costruisce la società che le serve.
*Perché non dovrebbe essere pazza la mucca? Perché non dovrebbe essere pazza? Ditemi perché! Le mettono una macchina che la pompa e la ciuccia per sei mesi all'anno, le fa fare seimila litri di latte invece dei seicento di una mucca normale. Questo apparecchio si chiama Harmony, la ciuccia tutto il giorno. Lei, poverina penserà: " L'umanità avrà bisogno di più latte". Non è vero. c'è latte in eccedenza che viene ridotto in polvere e glielo rifanno mangiare, e lei dice: "Come cazzo è quest'umanità qui?"
*Per anni ci hanno abituato che un politico se aspettavi un po' diventava un pregiudicato, ma mai il contrario, che prendi un pregiudicato, aspetti un po' e diventa politico...
*Per gli esperti della Bibbia su "Life", [[Gesù]] è nato nel 7 b.C., 7 before Christ. Lui è nato sette anni prima di se stesso. Io ci credo perché abbiamo sempre combinato un casino. Allora se fosse vera questa cosa qua, vuol dire che il nostro 2000 era passato già da sette anni. Il nostro 2000 era il 1993, e non ce ne siamo nemmeno accorti, perché eravamo lì che stavamo osannando il grande Messia. Chi è che arrivò nel 1993 a salvarci tutti? Chi è quell'uomo straordinario, quell'uomo che promette il paradiso? ''(Berlusconi)''.
*Previti non si può giudicare perché è imputato, ma anche deputato. Ma se lo vedessi vicino alla mia macchina chiamerei la polizia.
*Previti mi ha chiesto un miliardo perché l'ho paragonato a un [[rottweiler]]. Dovrebbe essere l'Associazione dei rottweiler a volere un miliardo perché li ho paragonati a Previti.
*Questo Bossi che una volta mi piaceva, quando gridava: " Con il Tricolore mi ci pulisco il culo!" E adesso dice: "Il tessuto è un po' ruvido, eviterei...!".
*Sentivo parlare l'avvocato Contestabile, l'avvocato di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], che è quello che si è alzato in Parlamento e ha detto: Bisogna eliminare il "falso in bilancio". Lo chiameremo "[[contabilità]] creativa"!
*Sono di Genova, e c'è un detto folkloristico di Genova che dice che la vita è una tempesta ma prenderlo nel culo è un lampo.
*Tutti ballano come se fossero sul [[RMS Titanic|Titanic]]. Dicono: "Non è possibile che vada a fondo...". E intanto hanno l'acqua alle palle.
*Vent'anni fa ho fatto una pubblicità. Ma poi ho capito alcune cose sulla pubblicità. Quindici anni fa me la prendevo con i politici. Ma poi ho capito alcune cose sull'economia. Dieci anni fa finivo i miei spettacoli sfasciando un computer a mazzate. Ma poi ho capito alcune cose sui computer e su internet. Oggi la pubblicità sembra uno dei mali peggiori, l'economia la vera padrona della politica, internet uno dei pochi spiragli per difendersi e per ridare alla politica lo spazio che l'economia le ha rubato.
==Citazioni su Beppe Grillo==
*A Grillo attribuisco un ruolo fondamentale. In momenti di delusione totale esplode la protesta. Io ricordo bene il Sessantotto, anche se stavo dalla parte della polizia. Grillo ha il merito di avere incanalato la protesta. ([[Antonio Di Pietro]])
*A me, invece, Grillo piace. Lo considero il più efficace comico in circolazione. Anzi: "comico" non è la parola giusta. Grillo non è un comico, non è un moralista, non è un predicatore: è tutte queste cose insieme. Nel panorama dello spettacolo italiano, dove abbonda il bollito misto, è un'eccezione ambulante (e urlante). Lei ha ragione quando dice che Grillo esagera. Non soltanto esagera; provoca anche, e insulta, e offende. Ma tutte le categorie di giudizio, con un tipo così, risultano inadeguate. Grillo appartiene ad una specie animale particolare, formata da un solo esemplare: lui. O lo strozziamo o lo applaudiamo. Io, appena posso, lo applaudo. Perché i suoi eccessi, a differenza di quelli di [[Vittorio Sgarbi|Sgarbi]], odorano di bucato. ([[Indro Montanelli]])
*Glielo dicevo "sei uno scemo patentato" e rideva come uno scemo patentato. Che poteva fare? Era uno scemo patentato. Niente. È diventato un mito della sinistra, un eroe della sinistra, un eroe pronto a sacrificarsi per la RAI, per il bene della RAI e dei consumatori. ([[Vittorio Sgarbi]], da ''Sgarbi quotidiani'', 1996)
*Beppe Grillo? Un buffone, in senso classico naturalmente, che ha saltato lo steccato. Chi fa [[satira]] deve restare separato dal potere. Grillo ha sbagliato. E si è trasformato in un predicatore: è una grossa perdita. Quando metteva a fuoco i costumi e i difetti degli italiani, lo faceva con tante modulazioni diverse ed era grande. Basterebbe ricordare "Te la do io l'America". Oggi è un predicatore e ha un tono solo, è monocromo. E poi che bisogno c'è di urlare? La comicità non ne ha bisogno, è di per sé violenza. ([[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]])
*Beppe Grillo ha grandi meriti da artista e da uomo d'informazione. Ha anticipato lo scandalo Parmalat e raccontato per anni un pezzo di potere che quasi nessuno, sui media, ha saputo o voluto raccontare al pubblico. Per questo la svolta da predicatore è ancora più imbarazzante. Si è messo anche lui in fila a vendere complotti. La vendita di complotti è un'attività semplice e redditizia. Piace molto al pubblico perché lava i peccati del mondo. È bello farsi raccontare da Grillo che i motori all'idrogeno sono pronti ed è soltanto la volontà assassina di tre o quattro petrolieri a impedirne il commercio. È una bufala scientifica ma ci permette di tornare a casa sulla Suv senza sensi di colpa. ([[Curzio Maltese]])
*Gli screening e le diagnosi precoci sono pericolosi. I [[vaccino|vaccini]] non servono a nulla. [[Rita Levi Montalcini]] ha rubato il [[Premio Nobel|Nobel]]. L'[[Aids]] è una grande bufala. Le convinzioni di Beppe Grillo in ambito scientifico sono note ma oggi che il suo ruolo è cambiato, da fantasista di successo a leader di una forza politica parlamentare che aspira a cambiare l'Italia, qualche punto interrogativo è più che legittimo. ([[Ignazio Marino]])
*Gli scrissi una lettera di fuoco di dieci pagine, dove gli ricordavo, tra l'altro, quando andava all'estero per convention, quando con la sua barca, che andava a nafta non a idrogeno, si incagliò in una zona protetta della Sardegna. ([[Lucio Presta]])
*Grillo? È un miliardario che si veste da baracconato e va gridando pezzenterie. Sono totalmente insensibile a Grillo, come i film che non mi piacciono e non guardo. Di lui non mi arriva nulla, sento solo una gran fanfaronata molto furbetta. Non penso che creda alle cose che dice, come il voler prendere il cento per cento. Ormai Grillo è una macchinetta, metti una moneta ed esce una nenia, come aver messo un gettone in un [[jukebox]]. ([[Giampiero Mughini]])
*Grillo mi fa pensare all'[[Fronte dell'Uomo Qualunque|Uomo Qualunque]] della mia giovinezza, capace di parlare agli scontenti, ma senza una vera idea. Grillo ti fa contento solo sul breve periodo. ([[Valentino Parlato]])
*Grillo non fa altro che aizzare la piazza su temi che fanno o facevano parte del programma dell'Unione. ([[Marco Travaglio]])
*I temi giusti che lui solleva hanno bisogno di un approfondimento piuttosto che di formule magiche e di atteggiamenti molto simili a quelli del fondamentalismo e dell’integralismo. Francamente capisco l’ansia di cambiamento ma non penso che il cambiamento possa essere guadagnato attraverso il potere magico, le bestemmie o una rappresentazione semplificata della realtà. ([[Nichi Vendola]])
*Il [[Partito Democratico|PD]] non è un taxi su cui chiunque può salire. Se Grillo vuole fare politica fondi un partito. Metta in piedi un'organizzazione, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende. E perché non lo fa? ([[Piero Fassino]])
*Il comico Beppe Grillo ha dato vita al consueto paradosso di chi dice di voler fare 'antipolitica'. In realtà il suo è stato un riuscito rito liberatorio, versione civilizzata di quelli celebrati presso certe tribù primitive dove lo stregone che aveva sbagliato o abusato veniva linciato dai suoi ex fedeli e, in qualche caso, mangiato. Grillo ha colto l'ondata di risentimento che c'è nel paese mettendo a bollire in un unico calderone richieste sacrosante e altre di chiaro sapore qualunquistico. È vero che grida vendetta vedere in parlamento dei condannati a pene definitive. Ma prendersela in blocco con le case degli onorevoli è invece demagogia; nel mucchio ci sono autentiche situazioni di privilegio accanto ad altre legittime che risalgono a decenni fa. Attaccare in blocco i partiti è una sciocchezza. I partiti sono stati i tiranti, i tendini di un paese molto diviso, spesso hanno garantito loro, in mancanza d'altro, una riconoscibilità nazionale. Non i partiti in sé ma la loro degenerazione, la loro trasformazione in macchine elettorali o di sottogoverno, è la malattia politica da curare; così come la presa soffocante d'una politica degenerate sulla vita di singoli cittadini e delle loro imprese. Il guaio per Grillo, e per tutti noi, è che quando s'è consumato il rito liberatorio, dopo aver ucciso lo stregone o avergli gridato in piazza un vituperio, l'antipolitica non conta più niente e non porta a niente. L'antipolitica raccoglie un sintomo, lo interpreta, lo potenzia ma non ha nessuna terapia da proporre. Fino a quando non diventa essa stessa politica. È questo il paradosso. ([[Corrado Augias]])
*Il movimento che vuole creare è di coscienza, non vuole fare un partito. Per questo ho sentito Beppe al telefono per esprimergli la mia solidarietà. Con Grillo tante volte ho recitato in situazioni di lotta, salendo sul palco davanti a 8 o 10 mila persone. Condivido tutto quello che dice. Ho toccato con mano cos'è la politica quando ero in corsa a sindaco di Milano e ho visto furbestreria, corruzione, inciuci. Quello che fa paura è che i politici non hanno nessun programma, per questo sono incapaci di andare incontro ai bisogni della gente. Non dobbiamo permettere ai politici di agire senza controllo, e visto che non ci danno gli spazi per esercitare questo controllo, dobbiamo prenderceli, come ha fatto Beppe. ([[Dario Fo]])
*Il suo problema è che non conosce gli argomenti di cui parla. ([[Afef Jnifen]])
*Il web favorisce il populismo, come dimostra il caso Grillo. Fra l'altro, la sua 'democrazia dal basso' non è che marketing partitico in cui sono esperti quelli della Casaleggio Associati, la società che ne segue le mosse. Il modello è la guerrilla advertising del Bivings Group. ([[Daniele Luttazzi]])
*Le parole possono trasformarsi in pietre, le pietre in pallottole. È già accaduto, l'[[Italia]] è stata per quasi vent'anni prigioniera del [[terrorismo]]. È un pericolo che può ripresentarsi e non vorrei che Grillo, anche contro i suoi progetti ed i suoi programmi, diventi il veicolo per questo male terribile. ([[Giampaolo Pansa]])
*Lo seguo con simpatia. Dicono che è qualunquista, antipolitico. Ma Grillo fa politica da tempo. Certe cose sul degrado ambientale le ho imparate ai suoi spettacoli. ([[Caparezza]])
*Quando dice che i giornali sbagliano a titolare "Montagna assassina" invece di "Alpinista pirla", gli rispondo che le montagne (i fiumi, i vulcani, i mari) non hanno parenti né avvocati e dunque non hanno mai querelato nessuno. Che i giornali sbaglino è vero. Avrebbero dovuto occuparsi, molto prima di lui, delle linee calde, della carriera di [[Biagio Agnes]], dell'acqua minerale che costa più del petrolio, dei medicinali pericolosi. Penso che Grillo non faccia satira, ma buon giornalismo (di costume e malcostume). ([[Gianni Mura]])
*Se non vuoi diventare anche tu rapidamente un ras, sottoponiti al confronto come tutti noi e poi smetti di dire parolacce e smetti di pensare di avere ragione semplicemente perché alzi i toni, spari, dici bip, bip, bip... così convinci soltanto la gente che scrive nelle latrine dello stadio viva e abbasso. ([[Gianni Riotta]])
*Beppe Grillo: uno straordinario comunicatore, che riempie, da anni, piazze, teatri-tenda, arene e perfino stadi. Al tempo stesso attore, predicatore, fustigatore, comico, tragico, dissacrante e moralista. ([[Ilvo Diamanti]])
*Vaffanculo Grillo. La tua casta non è meglio di quell'altra. Guadagna di più e non spreca di meno. Va in barca e a puttane proprio come quell'altra. Si inebria della popolarità e del narcisismo come quell'altra, non è in grado nemmeno di sognare. Ed è decisamente più lontana dal sentire e dal vivere della gente comune, che ha tutte le ragioni di volere di più dalla politica e nessuna ragione per illudersi di ottenerlo da un blog. ([[Antonio Polito]])
*Per il comico guru "il Sistema" non è la dittatura degli industriali e dei banchieri sul lavoro salariato (per il quale non mostra interesse), ma l'indistinta cupola della "Vecchia Politica dei Partiti" che si intromette nella vita reale dell'"economia" (senza aggettivi) per condizionarne il corso e lederne le virtù. La soluzione? Non il rovesciamento del capitalismo, a partire dalla nazionalizzazione (senza indennizzo) delle banche, ma la difesa dell'autonomia delle banche dalla "Politica". Anche dalla politica anticapitalista. Non la nazionalizzazione di Unicredit, ma la difesa di Profumo, in ..compagnia di quella politica liberale dei "morti viventi" contro cui, a volte, si inveisce nei comizi. Non il controllo operaio e popolare sul sistema finanziario, quale condizione decisiva di un 'alternativa di società, ma un rosario di innovazioni telematiche e tecnologiche all'interno di questa società. Non un altro potere nel mondo reale, ma l'immaginario del mondo virtuale. Nel mondo reale, viva Profumo, e l'autonomia dei banchieri. Dunque il potere borghese. ([[Marco Ferrando]])
*Lunga vita a Grillo. Il 95% dei suoi elettori sono voti sottratti alla sinistra. [...] A forza di togliere voti alla sinistra sta diventando il nostro miglior alleato... ([[Silvio Berlusconi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Beppe Grillo, ''Tutto il grillo che conta'', Feltrinelli, 2006.
==Filmografia==
*''[[Cercasi Gesù]]'' (1982)
==Voci correlate==
*[[V-Day]]
*[[V2-Day]]
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Grillo, Beppe}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Blogger italiani]]
[[Categoria:Comici italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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Alessandro Bergonzoni
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[[Immagine:Alessandro Bergonzoni 01.jpg|thumb|right|Alessandro Bergonzoni]]
'''Alessandro Bergonzoni''' (1958 – vivente), comico italiano, scrittore, autore e attore di teatro.
==Citazioni di Alessandro Bergonzoni==
*A mio modesto parere, che peraltro condivido.<ref>Da ''Silences''. Frase con cui inizia i suoi monologhi. In un'intervista a Radio 24 ha dichiarato che tale apertura appartiene al suo primo monologo e la porta con sé come gesto scaramantico.</ref>
*{{NDR|Nel 2017, dopo la mancata approvazione dello ''[[ius soli]]''}} Come cittadino italiano dubito di meritare la [[Cittadinanza italiana|mia cittadinanza]] rispetto a ragazzi che chiedono di studiare, di lavorare, di votare, di farsi una posizione. Diritti riconosciuti dalla Costituzione: la nostra, non di qualcun altro.<ref name="ius soli">Dall'intervista di Brunella Torresin, ''[https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2017/12/23/news/alessandro_bergonzoni_sullo_ius_soli_ha_vinto_grande_bugia_-185053571/l Alessandro Bergonzoni: "Sullo ius soli ha vinto la grande bugia"]'', ''Rep.repubblica.it'', 24 dicembre 2017.</ref>
*Cos'è questa paura che ci prende di quello che non sappiamo, quando la certezza di quello che abbiamo già ci soffoca?<ref name="soul">Dall'intervista di Monica Mondo, Tv2000it, 22 marzo 2015. [https://www.youtube.com/watch?v=dGvVotP4qzg Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*E ricordatevi che il tempo vola. E noi no. Ma il peggio sarebbe se noi volassimo e il tempo no. Il cielo sarebbe pieno di uomini con gli orologi fermi.<ref>Da ''La cucina del frattempo''.</ref>
*Ho mai pensato di cantare un'opera o di raccontare un'avventura lirica? Fino allo spettacolo precedente no mai, in questo spettacolo invece sì e l'opera è: "''Pioggia dorata su concerto all'aperto di [[Sergej Rachmaninov|Rackmaninhof]] una sera fresca fresca. A proposito passami lo scialle è in macchina allora vallo a prendere io non sono mica il tuo cameriere ah no? allora me ne vado, il conto per favore!''"<ref>Citazione riportata anche in ''Opplero: storia di un salto'', Garzanti, nella forma: ''Pioggia dorata su concerto all'aperto di Rachmaninoff, in una sera fresca fresca. «Passami lo scialle... Come? È in macchina? Allora vallo a prendere...». «Non sono il tuo cameriere!». «Come no? Sì? Allora il conto, per favore...»''.</ref> Sottotitolo: "''Vuole la ricevuta?''".<ref>Da ''Predisporsi al micidiale''.</ref>
*Ho un momento particolarmente amato nel nuovo lavoro che mi ha aperto nuovi spazi, nuovi orizzonti tra la amigdala e l'ipotalamo? Bella domanda! Mi coglie un po' alla sprovvista...<ref>Da ''[http://www.alessandrobergonzoni.it/minisito/autointervista.htm Predisporsi al micidiale]'', autointervista sul sito ufficiale, 2007.</ref>
*Invertendo i fattori, i contadini non cambiano, ecco, questo è un po' il concetto mio. Un concetto terra terra sicuramente in questo caso. Concetto terra terra, [[wellerismi|come disse]] Colombo.<ref>Da ''Anghingò'', in ''Silences''.</ref>
*Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.<ref>Da ''Messaggio video di Alessandro Bergonzoni al Teatro Duse''.</ref>
*L'arte è a prescindere da chi la fa. L'[[artista]] è chi si tiene pronto a captare le frequenze dell'arte: possiamo essere tutti artisti se alziamo le antenne.<ref name=":0">Citato in ''[http://archivio.festivaletteratura.it/flm-web/eventi/detail/IT-FLM-CRE0001-0006062/l-intervista-tracce-n-2013-09-05-tr1700?jsonVal={%22jsonVal%22:{%22query%22:%22Bergonzoni%22,%22startDate%22:%22%22,%22endDate%22:%22%22,%22fieldDate%22:%22dataNormal%22,%22_perPage%22:20}} L'intervista]'', ''Archivio.festivaletteratura.it'', 5 settembre 2013.</ref>
*La mia [[esistenza]], non esiste.<ref name="soul" />
*La [[sessualità]] è il tarlo del [[legno]]. Ma il sesso non è nell'[[organo (anatomia)|organo]]: è nel pensiero, nella creatività. Il coito è solo il momento più banale.<ref>Da ''Il Resto del Carlino'', 9 dicembre 2003, inserto Emilia-Romagna, p. 9.</ref>
*La [[televisione]] non si sceglie, si subisce. Il [[cinema]] si sceglie, la [[radio]] si sceglie. La televisione è una grossa fatica. Io credo che la televisione vada guardata ma non accesa.<ref>Citato in ''[http://www2.varesenews.it/articoli/2002/ottobre/tempo-libero/15-10bergonzoni.htm Dalle sale con Pinocchio al teatro di Varese]'', ''varesenews.it''.</ref>
*{{NDR|Il silenzio}} Lo rispetto perché lo faccio riposare.<ref name=":0" />
*Noi siamo artificieri, non artefici, del nostro destino.<ref name=":0" />
*Non sempre chi si ferma è perduto: alle volte è semplicemente arrivato.<ref>Da ''Opplero: storia di un salto'', Garzanti.</ref>
*Sono contento di essere qui a Ferrara, perché avevo uno spettacolo.<ref>Dallo spettacolo ''La cucina del frattempo'' tenutosi a Ferrara.</ref>
*Scrissi e lessi... la famiglia dei passati remoti. C'era anche "dissi", adesso non è in casa ma quando torna glielo dico io.<ref>Dallo spettacolo ''La cucina del frattempo''.</ref>
==''È già mercoledì e io no''==
===[[Incipit]]===
«È un maschio!»<br />Ed estrasse il neonato, così come si leva una palla da bowling dal rullo girolone.<br />«Ce n'è un altro... un altro... un'altra, una bambina.., un bambino, un altro...»<br />E l'ostetrica rideva, rideva come chi tra un po' avrebbe smesso di ridere.
===Citazioni===
*L'ultima volta che ho pianto mi sono quasi commosso, ed è una cosa che so fare bene perché io ho fatto il commosso in un negozio di cipolle per quasi sei mesi da oggi (come passa il tempo!).
*Ho intuito che ci sono solo due modi per capire l'arcano: eventualmente e porco no. Il primo è il classico caso, il secondo invece sì. E la prova sta nel fatto che ciò che accade nei primi [[Sessantacinquenne|sessantacinque anni]] di vita del bambino è fondamentale sia per il bambino sia per il suo geriatra.
*Ringrazio il signore per quello che mi ha dato, ma devo ringraziare anche la signora che lo ha convinto.
*Se tornassi a nascere cosa farei? Una gran festa per la resurrezione, sicuramente.
*[[Napoli]] in agosto è un po' come Parigi a maggio: ricorda Pescara in aprile.
*Sono stato fermato a un posto di blocco perché guidavo con le [[mutanda|mutande]] in testa. Quando mi hanno chiesto di togliermele ho risposto che io non vado mica in giro senza mutande.
*È il due ottobre (anniversario della nascita di chissà chi).<br />Devo ricordarmi di comprare l'acqua la terra l'aria e il fuoco.
*Ventisei anni fa un veggente mi disse: «Tu un giorno riceverai una lettera». Oggi mi è accaduto.
*Morale Luterana o del Taglione (che in pratica dice: «Bussa e sarai bussato, suona o sarai suonato»).<br />Morale Pragmatica («invece di non fare fa'»).<br />Morale cardiaca Rom («il cuore è uno zingaro e va!») o Apoplettica («un colpo e via»).
*A volte uccidere può avere anche un significato religioso: l'esempio classico è uccidere un prete.
==''Le balene restino sedute''==
===[[Incipit]]===
Alla manifestazione d'affetto c'erano tanti cartelli.<br>
Il corteo si snodava fino alla certosa. Ad Alfeo chiesero dov'era il cimitero e lui indicò: «Sempre dritto fino all'incrocio dove ti muore il cane, passi un grande dispiacere e sei già arrivato».
===Citazioni===
*A [[scuola]] mi insegnavano che il pesce ombrello non sarebbe mai uscito col tempo bello e dicevano anche che le foche esistenti sulla terra erano di due tipi: foche buone e foche cattive (solo che le cattive erano anche ripiene e le chiamavano focacce).
*[[Cristoforo Colombo]] disse che il mondo era una sinusoide e andava operata al più presto.<ref>Riportata anche in ''Silences'' nella forma: «Fu [[Cristoforo Colombo|Colombo]] che disse che il mondo era una sinusoide e andava operata al più presto!»</ref>
*Correva l'anno 1600 berlinetta: dissero che in Australia era primavera e tornavano i [[boomerang]].
*Era un uomo che credeva che l'anticristo fosse una suola per non scivolare.
*Erano le cinque di mattina, o almeno credo con precisione.
*Il sindaco di Tortona potrebbe essere una ciliegina.<ref>Riportata anche in ''Silences'' nella forma: «Il sindaco di Tortona potrebbe essere anche una ciliegina.»</ref>
*L'[[estate]] era alle porte e mia sorella alla finestra.
*[[Pierre de Coubertin|De Coubertin]]: l'importante non è vincere ma ritirare il premio.
*Io ero nel classico periodo in cui guardavo un uovo e chiedevo: chi sei tu? Né carne né pesce...
*Lo dico con il cuore in mano, perciò con i polsini completamente insanguinati.
*Edo era un tipo strano: la prima volta che gli hanno presentato un piatto di [[spaghetti]] ha pensato alla versione impegnativa del gioco Shangai.
*Ma cinques più cinques ''fa diesis''?
*In tutte le epoche, insomma, avere figli ha sempre significato sacrificio, almeno fin che non viene il giorno in cui col colapasta e il grembiule si apre un periodo nuovo: cioè l'età scolare.
*Silvestro non era ancora Santo, era ancora Gatto.
*E Tatì lo capì, tant'è che Tatì tricchetetrò tricchetetiretettricchetetrà!
*Si baciarono sulla terrazza. Molti si baciano sulla bocca...
*Non sono molto ferrato in materia, conosco dei cavalli che lo sono più di me.
*Si parla di anni che portarono oltre il [[progresso]] sperato e cioè fino ad arrivare all'invenzione della lettera «[[P]]», con comprensibile giovamento delle pubbliche relazioni e dei rapporti umani di persone come: Latone, Inocchio, Irro, Aeron de Aeroni, Aa Giovanni, Uccini.
*Sono tanti i nomi che hanno fatto grande l'arte della musica: [[Giuseppe Verdi|Verdi]], [[Gioacchino Rossini|Rossini]], [[Nerone]], [[Johann Sebastian Bach|Bach]], [[Jacques Offenbach|Offenbach]], [[Richard Wagner|Wagner]], Offenwagner e [[Arturo Toscanini|Toscanini]], l'inventore dei sigari piccoli.
*Mi sento come un Re tornato Re... Rintronato.
*Volevo ringraziare voi, ché non è facile, per me che sono io, figuramoci per voi che siete gli altri, spiegare di questo spettacolo quel che c'era, quel che c'è, quel che sempre ci sarà, ciccacicca ciccacero ciccacicca ciccacià. Vi chiederete "darà soltanto risposte musicali?", e vi ringrazio per la domanda, e spero presto di ringraziarmi per la risposta...
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Bastasse grondare''===
Prima della vista, dopo l'esplosione dei Ma e le decisioni dell'esito, intimati tutti gli alt, intuito che tracimare era un dovere, annichilirsi una possibilità, dormire un'intrusione, e scannare era il sistema, attratti più dal passare che dal passato, rese portabili le tragedie, scoperta l'imboscata tra le gambe, perduti gli abbandoni, costruito un ponte d'aria tra femmine e donna, esonerati i perché, sterminati i Tinchi, quando i giorni lampo chiudevano i cieli...
===''Nel''===
''(luci di sala al minimo, sipario chiuso, voce fuori campo)''<br><br>
Dedicato a tutte quelle donne superficiali che hanno giurato amore esterno<br><br>
Dedicato ai sani cronici<br><br>
Dedicato a quelli che pregano da poco cioè con le mani appena giunte...
===''Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa''===
<poem>{{NDR|Ai dismessi}}
Solitudine
deriva dal solito sole?
O centra lei?</poem>
===''Opplero storia di un salto''===
«Chi mi dice a me che, dopo l'ultima cena, Cristo non abbia mai più cenato, ma sia vissuto solo pranzando o facendo brevi spuntini? Chi mi dice a me che quando si entra in un [[ristorante]] che sta chiudendo e ha tutte le seggiole capovolte sui tavoli, non sia perché comincia il turno dei pipistrelli? Adesso io non scendo di qua finché qualcuno non mi dice qualcosa! Chi mi dice a me...»<br>
==Film==
*''[[Pinocchio (film 2002)|Pinocchio]]'' (2002)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Alessandro Bergonzoni, ''Bastasse grondare'', Libri Scheiwiller, 2009. ISBN 9788876446146
*Alessandro Bergonzoni, ''È già [[mercoledì]] e io no'', Mondadori, 1992.
*Alessandro Bergonzoni, ''Il grande Fermo e i suoi piccoli andirivieni'', Garzanti, 1995.
*Alessandro Bergonzoni, ''Le balene restino sedute'', Mondadori, Milano, 1989. ISBN 8804329521
*Alessandro Bergonzoni, ''Le balene restino sedute'', Garzanti, 2008. ISBN 9788811740575
*Alessandro Bergonzoni, ''Nel'', Garzanti, 2011. ISBN 9788811670391
*Alessandro Bergonzoni, ''Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa'', Bompiani, 2005. ISBN 8845234916
*Alessandro Bergonzoni, ''Opplero storia di un salto'', Garzanti, 2003. ISBN 8811677424
*Alessandro Bergonzoni, ''Silences: teatro di Alessandro Bergonzoni'' (''La saliera e l'Ape Piera'', ''Non è morto né flic né floc'', ''Le balene restino sedute'', ''Anghingò'', ''La cucina del frattempo'', ''Zius-Zigotes''), a cura di Claudio Calabrò e Riccardo Rodolfi, Ubulibri, Milano, 1997.
==Altri progetti==
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[[File:Toronto Downtown Core at Night.jpg|thumb|right|Veduta aerea di un tessuto urbano (Toronto)]]
Citazioni sulla '''città'''.
==Citazioni==
*A fare bella una città non sono le skyline e i grattacieli. Una città è bella per la sua storia, perché accanto alla modernità conserva la sua memoria. Attenzione ad essere troppo contemporanei, insomma, perché il contemporaneo non dura mai a lungo. ([[Enrico Vanzina]])
*Amo le città, le strade, gli edifici, le finestre, i balconi, i muri, le strutture... La città è un concentrato di energia umana sul punto di esplodere. È lo scontro tra il vecchio e il nuovo, dove passato, presente e futuro sono compressi in un blocco unico. L'[[architettura]] per me è un simbolo. Rappresenta lo spirito del tempo, pietrificato nei muri e nelle finestre, fluido invisibile racchiuso nella pietra da misure, proporzioni e forme: gli edifici sono dei perfetti romanzi fatti di pietre e spazi vuoti... ma alla fine è l'energia umana, sono le vite vissute dietro queste pareti che conferiscono loro bellezza. ([[Danijel Žeželj]])
*Bisogna aver vissuto in una piccola città per sapere come i congegni della società vi giochino allo scoperto e fino a che punto i drammi e le farse della vita pubblica e privata vi siano messi a nudo. ([[Marguerite Yourcenar]])
*Calore. Ecco che cosa significano per me le città grosse. Si scende dal treno, si esce dalla stazione e si è presi dalla scalmana. Il calore dell'aria, del traffico, della gente. Il calore del cibo e del sesso. Il calore dei grattacieli. Il calore che esce dalla metropolitana e dalle gallerie. Nelle città grosse ci sono almeno cinque gradi di più. Il calore si leva dai marciapiedi e cala dal cielo inquinato. Gli autobus sbuffano calore. Emana dalle folle di acquirenti e impiegati. Tutta l'infrastruttura si basa sul calore, lo usa disperatamente, ne produce altro. La definitiva morte per calore dell'universo, di cui gli scienziati amano parlare, è già ben avviata a verificarsi: in qualsiasi città di dimensioni grandi o medie si sente ovunque che si sta realizzando. Calore e umidità. ([[Don DeLillo]])
*Cambiare la struttura urbanistica di una città significa cambiarne la morale. ([[Raffaele La Capria]])
*Chi non ha nel cuore una città [è] una persona da compiangere. ([[Fouad al-Tikerly]])
*Città non significa strade, piazze, musei, o infrastrutture, che certamente sono molto importanti, ma soprattutto persone, senza le quali una città non può esistere. La definizione di città, dai tempi della Grecia antica, è quella di un luogo di condivisione di idee, sogni, desideri e prospettive di futuro, legato alla nascita della democrazia. I ranking internazionali sulle città riguardano però le più belle o le più visitate, ed è diffusa un'idea di città di successo legata agli interessi dei fondi di investimento, al turismo, alla tecnologia [...]. Una città di successo è dove si può vivere bene insieme, dove i bambini giocano in strada senza pericoli, si può passeggiare, fermarsi, chiacchierare con i vicini e trovare l'essenziale per la vita quotidiana. Al contrario, non lo è una città invasa da automobili, turisti e inquinamento, dove non si vedono bambini giocare o non è possibile comprare quello di cui si ha bisogno senza spostarsi per chilometri. ([[Ada Colau]])
*Città s'addimanda una radunanza d'uomini per vivere insieme felicemente. E grandezza di città si chiama non lo spazio del sito o il giro delle mura ma la fortuna degli abitanti e la potenza loro. ([[Giovanni Botero]])
*Come la natura sensibile ben sottomessa alla ragione è più perfetta sul piano stesso della natura sensibile, così anche in una città bene ordinata il bene singolare dell'individuo sarà più perfettamente realizzato e assicurato. ([[Charles De Koninck]])
*Di chi è meglio che sia piena la città: di [[Ricchezza e povertà|ricchi]], che coi loro mezzi aiutano sé e gli altri, o di [[Ricchezza e povertà|poveri]], che né a sé né agli altri sono di aiuto? ([[Poggio Bracciolini]])
*''Dici: In un altro paese | a un altro mare me ne andrò | una città tanto più bella, di quanto | questa sarà mai o sia stata, troverò... | Ora a ogni passo il laccio stringe il morso: | il cuore è sepolto in corpo e non ha corso: | fino a quando, quanto devo restare qui | recluso in questa tetra periferia sfiorita | della mente qualunque? Dovunque guardi vedo | solo macerie nere della mia vita. | Sono tanti anni, tanti, che sono qui, | recluso in questa tetra periferia sfiorita | della mente qualunque? | Dovunque guardi vedo | solo macerie nere della mia vita. | Sono tanti anni, tanti, che sono qui, | spendere e spandere, senza un costrutto. | No, non ci sono paesi nuovi, amico, né | nuovi mari: la città ti segue dappertutto. | Nello stesso groviglio di vie girerai all'infinito, | gli stessi borghi mentali scivolano | all'età vecchia dall'età bella, | nella stessa casa di sempre incanutisci. | La città è una cella. || Nessun altro posto, sempre questo | tuo ancoraggio terrestre, e nessuna nave esiste | che ti porti lontano da te stesso. Ma non capisci? | La vita che hai rovinato fino in fondo su questo | unico lembo della terra, adesso | è rovinata per ogni parte del mondo.'' ([[Konstantinos Kavafis]])
*Dio creò la [[campagna]], e l'uomo creò la città. ([[William Cowper]])
*– È terribile quello che può succedere in una città.<br/>– Che vuoi dire?<br/>– Quando si blocca tutto contemporaneamente. Manca la corrente, non c'è più luce né gas, e anche se il cibo arriva in citta non si riesce a distribuirlo. L'acqua potabile, le fogne... ''Bleh!'' Queste cose qua. Non ci avevo mai pensato quando abitavo a Londra. La città è come un enorme bambina viziata. Migliaia di persone che la nutrono, la lavano e fanno in modo che tutto vada bene. (''[[I sopravvissuti]]'')
*Il vento della protesta attraversa, una dopo l’altra, le città. Il che non stupisce. La storia dei movimenti rivoluzionari si è sviluppata sempre nel contesto urbano, in cui si concentra il capitale e si condensa il potere politico. ([[Donatella Di Cesare]])
*I [[Senso|sensi]] dell'uomo petreo si ravvivano, quand'egli si trova in mezzo al suo vero mondo. Esso è trattenuto tra le pietre dal solo desiderio di guadagno, e la donna e la famiglia sono costrette a rimanervi con lui. Ma il mondo cittadino è per l'uomo ciò ch'è l'acqua dell'acquedotto per il pesce dorato. Il mondo cittadino è per l'uomo ciò ch'è l'acqua dell'acquedotto per il pesce dorato. ([[Géza Gárdonyi]])
*Il futuro delle città non sta solo nelle grandi opere ma anche nella qualità della democrazia. Le città non sono macchine da aggiustare ma hanno un'anima e cambiano in modo lento. ([[Vittoria Ferdinandi]])
*In una città, come nel mare, bisogna identificarsi, per vedere realmente. Bisogna che qualcuno si dimentichi per quale motivo siete venuto, e vi confonda con un familiare. Allora, mille particolari segreti vengono alla superficie, e in quei particolari si ricompone anche per voi il volto sfaccettato della città, si ricompone in un'immagine unica. ([[Anna Maria Ortese]])
*Insomma, andammo ad abitare in città, dove gli infelici si trovano meglio. In città si può vivere cento anni senza rendersi conto di essere morti e putrefatti già da molto. Non c'è tempo di riflettere; si è sempre continuamente occupati. Gli affari, le relazioni mondane, la salute dei bambini e la loro istruzione, tutte queste cose ci assorbono continuamente. Bisogna ricevere questo o quell'altro, restituire le visite, vedere quello e ascoltare questo. In città c'è sempre una o due celebrità che non si può fare a meno di conoscere. Poi bisogna pensare a curarsi o cose del genere, infine ci sono i precettori, gli educatori, le governanti: nonostante tutto ciò la vita è vuota, vuotissima. ([[Lev Tolstoj]])
*Io credo che il migliore indicatore della qualità della vita di una città in cui si nasce sia la capacità che questo sia un luogo dove poter restare. [...] bisogna levarsi da questa ottica ossessiva per cui le città vanno pensate solo in termini di attrattività turistica. ([[Vittoria Ferdinandi]])
*''Jungla di città | dove il Cristo in croce | è rimasto senza voce | c'è l'industria che produce | troppo cancro per la civiltà | e chi fuma già ce l'ha | e lo sa''. ([[Adriano Celentano]])
*La città è come la donna, ha bisogno di essere bella e per essere più bella entra in ballo il maquillage, la ricerca dell'eleganza, il conforto dell'accessorio. Una situazione identica si verifica per la città, dove il maquillage è compito del solerte netturbino, il capo ricercato è disegnato dall'architetto e l'accessorio diventa l'arredo: quegli elementi semplici o elaborati che ingentiliscono strade, piazze e panorami. ([[Vito Elio Petrucci]])
*La città è la maestra dell'uomo. ([[Simonide]])
*La città è per il libertino le donne che la abitano. ([[Franco Cuomo]])
*La città è qualcosa di più di una congerie di singoli uomini e di servizi sociali, come strade, edifici, lampioni, linee tranviarie e via dicendo; essa è anche qualcosa di più di una semplice costellazione di istituzioni e di strumenti amministrativi, come tribunali, ospedali, scuole, polizia e funzionari di vario tipo. La città è piuttosto uno stato d'animo, un corpo di costumi e di tradizioni, di atteggiamenti e di sentimenti organizzati entro questi costumi e trasmessi mediante questa tradizione. ([[Robert Park]])
*La città non è la solitudine perché la città annienta tutto ciò che popola la solitudine. La città è il vuoto. ([[Pierre Drieu La Rochelle]])
*''La montagna è piena di insidie | la città è piena di invidie'' ([[Jovanotti]])
*La funzione principale di una città è di trasformare il potere in strutture, l'energia in cultura, elementi morti in simboli viventi di arte, e la riproduzione biologica in creatività sociale. ([[Lewis Mumford]])
*La gloria delle città dipende dall'immaginazione dei cittadini e questa, a sua volta, dai circuiti di esperienze e di scambi di cui sono partecipi: dipende, in definitiva, dalle energie dei luoghi. ([[Giancarlo De Carlo]])
*"Le città fatte di soli capolavori sarebbero mostruose" diceva. Le città non sono musei congelati nell'azoto liquido. Le città sono organismi viventi. Mutano pelle, svuotano gli intestini, crescono, decrescono, amputano arti, producono scarti che diventano a loro volta materia prima di nuove idee dell'abitare. ([[Gianni Biondillo]])
*Le città sono il vero motore propulsivo di un territorio. Non c'è provincia o regione che reggano il paragone. E soltanto unendo le città si potranno ottenere risultati ancor più competitivi. ([[Sergio Chiamparino]])
*Le cose che si fanno a Gerusalemme non sono molto diverse da quelle che si fanno a Roma o New York, a Berlino, a Parigi, ovunque. Ancora cento anni e tutte le città si assomiglieranno tra loro, un grigio uniforme. ([[Aldo Palazzeschi]])
*Le grandi città sono piene d'imprevisti: vi sono delle opportunità incredibili di fortuna e di favore. ([[Ferdinando Petruccelli della Gattina]])
*Lo schema delle città americane (il reticolo) è la conseguenza dello spirito americano. Una trama molto semplice su cui ricamare liberamente. Qualcosa che assicuri l'essenziale e che lasci aperte tutte le possibilità. ([[Michele Valori]])
*Lo sviluppo del capitalismo industriale, contrariamente a una visione naturale troppo diffusa, non provoca il rafforzamento della città ma la sua scomparsa quasi totale in quanto sistema istituzionale e sociale relativamente autonomo, organizzato attorno a obiettivi specifici. Infatti, la costituzione della mercanzia in quanto meccanismo di base del sistema economico, la divisione tecnica e sociale del lavoro, la diversificazione degli interessi economici e sociali su uno spazio più vasto, l'omogeneizzazione del sistema industriale causano il nascere della coincidenza di una forma spaziale, la città, con la sfera del dominio sociale di una classe ben determinata, la borghesia. La diffusione urbana equivale giustamente alla perdita del particolarismo ecologico e culturale della città. ([[Manuel Castells]])
*Meglio città guasta che perduta. ([[Niccolò Machiavelli]])
*Nel deserto, dice [[Honoré de Balzac|Balzac]], vi è tutto, e nulla: Dio, senza gli uomini. Nel deserto di pietre che è la città moderna, vi è il vuoto assoluto, il terrore senza nome: gli uomini, senza Dio. ([[Henry Furst]])
*Nelle città nessuno più nota la specificità del morire. Il morire è una componente dell'aria. Si trova ovunque e in nessun luogo. Morendo gli uomini gridano, per farsi notare, per farsi ricordare per un paio di secondi. Morire in un appartamento di città può deprimere l'anima, penso, per diverse vite a venire. Nelle cittadine di provincia invece ci sono le villette, le piante nei bovindi. La gente nota di più la morte. I morti hanno volti, automobili. Se non si sa un nome, si sa però quello di una strada, di un cane. «Aveva una Mazda arancione». Di una persona si sanno un paio di cose inutili che diventano importanti elementi di identificazione e collocazione cosmica, nel caso in cui essa muoia all'improvviso, dopo una breve malattia, nel proprio letto, con trapunta e cuscini rivestiti uguali, in un mercoledì pomeriggio piovoso, febbricitante, un po' congestionata nei seni nasali e al petto, pensando alla lavatura a secco. ([[Don DeLillo]])
*Non avevano ragione mia nonna, mia madre e la gente del mio isolotto: non è vero che chi sta male in un posto starà male dappertutto, che non si può stare meglio da un’altra parte, che si può viaggiare solo se costretti, solo per lavoro e sempre per tornare. Non tutti quelli che vanno via stanno meglio, ma qualcuno sì, io sì, io sto bene in una grande [[città]], dove posso cenare a qualunque ora, dove incontro visi stranieri, accenti stranieri, donne mai viste e belle e interessanti; dove ho incontrato e conosciuto una francese che ho sposato, e avuto figli che parlano due lingue e hanno compagni di scuola di tutti i posti dell’Europa e africani e indiani e cinesi e pakistani, diversi da loro e uguali. A me piace che nessuno mi conosca quando entro in un locale, o quando rincaso, e saluto il portiere del palazzo che ancora non ha imparato il mio nome, e non sa nulla di mio padre fuggito e mai lo saprà, di mia zia e della sua bottega e di mia madre costretta per anni a lavorare da lei per tirare avanti. ([[Flavio Soriga]])
*Ogni città è un palinsesto, un documento sul quale si continua a scrivere, giorno dopo giorno, secolo dopo secolo, senza che nulla venga davvero perduto. Magari nel nome di una via, nella pietra angolare di un edificio, nei ricordi dei suoi abitanti; la memoria, nelle città, non si fa tempo, si fa spazio. Ogni città racchiude in sé il passato e il futuro, il suo talento e la sua vocazione. Le città sono la scommessa dell'umanità, il luogo dove tutto può finire o tutto può ricominciare daccapo. ([[Gianni Biondillo]])
*Perché ogn[i città] ha la sua [anima nascosta] – in un crocevia, in un negozietto, in un museo, ai bordi di un parcheggio, di fronte ad una scuola, alla fermata di un autobus -, basta avere pazienza e la si trova. ([[Gianni Biondillo]])
*Per quanto si pubblichino statistiche e le popolazioni vengono contate a centinaia di migliaia di individui, per ogni uomo una città consiste soltanto in poche strade, in poche case, in poche persone. Se si eliminano queste poche cose, una città non esiste più, se non come una sofferenza nel ricordo, qualcosa di simile al dolore di una gamba amputata. ([[Graham Greene]])
*Quando i cittadini si uniscono e credono nella possibilità di cambiare le cose il loro potenziale diventa enorme. Le città possono essere spazi di sperimentazione di nuove politiche, [...] hanno il potere di proporre visioni innovative e di guidare il cambiamento, dal locale al globale. ([[Ada Colau]])
*''Salvare una città vale più che fondarla.'' ([[Jean Bertaut]])
*''Se il Signore non custodisce la città, | invano veglia il custode.'' (''[[Salmi]]'')
*Si sa com'è nelle piccole città: ti spiano da dietro le tende. La grande città è molto meglio, almeno lì ti accorgi quando ti fissano! (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|Ai confini della realtà]]'')
*Si può affermare con un certo grado di attendibilità che la città attuale non possiede più né uno statuto prevalente né una vera e riconoscibile ''dimensione collettiva''. È una città che agisce in modo tribale, specializzandosi per rispondere a esigenze di gruppi ristretti o per erogare ''servizi'' di natura utilitaria. Il suo essere un testo complesso, insondabile nei suoi significati come un romanzo, il suo dovere essere ''bella'' non sono più ritenuti valori consustanziali alla sua realtà, ma qualcosa che forse le apparteneva una volta, ma che oggi non ha più alcun senso. ([[Franco Purini]])
*Tutti parlano dell'asprezza delle periferie, ma a mio parere vi sono parti della città che esprimono la stessa durezza in maniera diversa. [...] E mi opprimono le noiose palazzine cubiche dei quartieri della media borghesia, con gli alberi malati sui marciapiedi, le facciate dai colori spenti, le portinerie con gli ottoni e le stampe antiche. Vi si avverte un'ansia di rispettabilità, un'ossessiva rivendicazione di decoro che in molti casi è l'involucro della diffidenza e del rancore. ([[Stefano Brusadelli]])
*Un'assuefazione perfetta alla vita urbana odierna è segno di gravissimo squilibrio. È sano soltanto chi ne soffre. ([[Guido Ceronetti]])
*Una città è come una donna: ha soltanto l'età che dimostra. ([[Jerome K. Jerome]])
*Una città è come una moglie: o la sposi per amore o fai il matrimonio d'interesse. Allora, in quel caso, la subisci. (''[[Compagni di scuola]]'')
*Una città è fatta di volti. Oltre che di monumenti e strade, facciate di palazzi e piazze, una città è fatta di volti. Volti scolpiti nel sasso e volti di gente che guarda e riflette negli occhi il volto stesso della città, come in uno specchio. È una scenografia mobile, quella delle città riflesse nei volti di chi ci vive o ci passa. Una topografia in movimento che cambia ad ogni secondo, ad ogni espressione, ad ogni alzare di ciglia o stringere di labbra, ogni mutamento di lineamenti che all'improvviso fanno di quella città una città diversa. Forse ci sono solo due momenti in cui quella città si ferma, si blocca e rimane immobile. La notte, quando la gente dorme e l'espressione del volto si ferma nel sonno, o nelle fotografie scattate all'improvviso e che si fissano per sempre nel tempo, siano quelle allegre dei turisti o quelle terribili della cronaca e dei delitti. ([[Carlo Lucarelli]])
*Una città, grande o piccola che sia, è sempre e nient'altro tutti gli uomini che l'abitano e la dirigono. È strumento, e direzione dello strumento. La sua importanza segreta non le viene dall'essere ricca, per esempio, o intelligente: ma dai fini che, misteriosamente, si propongono questa ricchezza e questa intelligenza. È come un bastimento, il cui valore è riconosciuto dalla bandiera che batte, ma soprattutto dal numero dei porti che raggiunge, dai Paesi che serve, che unisce. Potenza e finalità della potenza, ecco una grande nave, ecco una grande città. Senza finalità non esiste vera potenza. Una nave deve raggiungere dei porti, una città deve raggiungere l'uomo. ([[Anna Maria Ortese]])
*''Una grande città è quella che ha gli uomini, le donne più grandi, | anche con poche meschine capanne resta la più grande città della terra.'' ([[Walt Whitman]])
*Uscire dalla città, a piedi, è faticosissimo. T'investe la lava bollente del brutto, del rumore, strade sopra strade, tremendi ponti di ferro, treni, camion, Tir, corsie con sbarramenti, impraticabili autostrade, un vero teatro di guerra. ([[Guido Ceronetti]])
*Vivere in montagna senza avere un rapporto con il Creatore e la creazione è impossibile, mentre abitare in città ci fa condurre un'esistenza allo stesso livello dell'asfalto. ([[Giovanni Lindo Ferretti]])
===[[Italo Calvino]]===
*D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
*Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.
*Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.
*Viaggiando si può realizzare che le differenze sono andate scomparendo: tutte le città tendono ad assomigliarsi l'una all'altra, i posti hanno mutato le loro forme e ordinamenti. Una polvere senza forma ha potuto invadere i continenti.
===[[Carlo Maria Martini]]===
*Le città, dunque, a partire dalla prima, sono fondante sulla paura e si difendono facendo paura, imponendosi con l'altezza delle loro muraglie e la forza delle loro guarnigioni.
*Per superare le maledizioni e le fatiche della città e per leggere dentro di essa la presenza di non poche benedizioni come pure di non poche gioie sincere, non occorre necessariamente avere davanti agli occhi una città ideale, ma almeno un ideale di città.
*Spesso la paura non si prova di fronte a un pericolo o di fronte alle urgenze, anche gravi, se prese una per una; la paura coglie e sorprende quando ci si trova di fronte alla città non nei suoi elementi singoli, così come li scomponiamo ogni giorno per riuscire a ordinare le nostre azioni in maniera efficace, ma di fronte alla città allo stato puro, massiccia, inattaccabile.
==Voci correlate==
*[[Città ideale]]
*[[Cittadina]]
*[[Metropoli]]
*[[Urbanistica]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Geografia umana]]
[[Categoria:Sociologia urbana e rurale]]
[[Categoria:Spazi]]
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Palmiro Togliatti
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Danyele
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[[File:Palmiro-Togliatti-00504708.jpg|miniatura|Palmiro Togliatti]]
'''Palmiro Michele Nicola Togliatti''' (1893 – 1964), politico italiano.
==Citazioni di Palmiro Togliatti==
*Alla fine della guerra, la situazione era tale che non ci sarebbe stato difficile prendere il potere ed iniziare la costruzione di una società socialista. La gran parte del popolo ci avrebbe seguito.<ref>Citato in Pino Casamassima, ''Il libro nero delle Brigate Rosse'', Newton Compton, 2012, p. 28.</ref>
*[...] anche nella [[criniera]] di un nobile cavallo da corsa si possono sempre trovare due o tre pidocchi.<ref>Citato in Alessandro Sanzo, ''L'officina comunista: {{small|Enrico Berlinguer e l'educazione dell'uomo (1945-1956)}}'', Aracne, Roma, 2003, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=Kj0FAQAAIAAJ&dq=pidocchi+nella+criniera+di+un+nobile+cavallo+da+cors&focus=searchwithinvolume&q=criniera p. 183]. ISBN 9788806188689</ref>
*Assai spesso, i nemici dei lavoratori tentano di contestare il patriottismo dei comunisti e dei socialisti, invocando il loro internazionalismo e presentandolo come una manifestazione di cosmopolitismo, di indifferenza e di disprezzo per la [[patria]]. Anche questa è una calunnia. Il [[comunismo]] non ha nulla di comune col cosmopolitismo. Lottando sotto la bandiera della solidarietà internazionale dei lavoratori, i comunisti di ogni singolo paese, nella loro qualità di avanguardia delle masse lavoratrici, stanno solidamente sul terreno nazionale. Il comunismo non contrappone, ma accorda e unisce il patriottismo e l'internazionalismo proletario poiché l'uno e l'altro si fondano sul rispetto dei diritti, delle libertà, dell'indipendenza dei singoli popoli. È ridicolo pensare che la classe operaia possa staccarsi, scindersi dalla [[nazione]]. La classe operaia moderna è il nerbo delle nazioni, non solo per il suo numero, ma per la sua funzione economica e politica. L'avvenire della nazione riposa innanzi tutto sulle spalle delle classi operaie. I comunisti, che sono il partito della classe operaia, non possono dunque staccarsi dalla loro nazione se non vogliono troncare le loro radici vitali. Il [[cosmopolitismo]] è un'ideologia del tutto estranea alla classe operaia. Esso è invece l'ideologia caratteristica degli uomini della banca internazionale, dei cartelli e dei trusts internazionali, dei grandi speculatori di borsa e dei fabbricanti di armi. Costoro sono i patrioti del loro portafoglio. Essi non soltanto vendono, ma si vendono volentieri al migliore offerente tra gli imperialisti stranieri.<ref>[http://bd.fondazionegramsci.org/bookreader/resistenza/Rinascita_1945-A2_n7-8_.html#page/5/mode/1up Il patriottismo dei comunisti], ''Rinascita'', Luglio-Agosto 1945, p. 165.</ref>
*{{NDR|Nel 1953, riferendosi a [[Nikolaj Ivanovič Bucharin]] e ai nemici di Stalin}} Aveva i caratteri di un professorino presuntuoso, vanitoso intrigante. Era in lui, come negli altri, la stoffa del doppiogiochista e del traditore.<ref>Citato in Marcella e Maurizio Ferrara, ''Conversando con Togliatti'', Roma, 1953; citato in [[Giorgio Bocca]], ''Togliatti'', Oscar Storia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1991, p. 262. ISBN 88-04-42493-1</ref>
*[[Amadeo Bordiga|Bordiga]] vive oggi tranquillamente in Italia come una canaglia [[Trotskismo|trotskista]], protetto dalla polizia e dai fascisti, odiato dagli operai come deve essere odiato un traditore.<ref>Da un saggio sulla morte di [[Antonio Gramsci]], 1937; citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0713_01_1995_0180_0003_10570602/ Un nome dal passato: Bordiga]'', ''La Stampa'', 6 luglio 1995.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole]] pronunciate in lingua russa, salutando i giovani ospiti del [[Artek (campo)|campo dei pioneri di Artek]], pochi minuti prima del malore che lo avrebbe condotto alla morte}} Cari amici, pioneri e pionere. Poche cose potrò dirvi perché, in realtà, le nostre lingue sono diverse. Ma, compagni, identici sono i nostri cuori. Nel vostro cuore e nel mio vivono gli stessi pensieri, gli stessi ideali. Tra noi non esistono differenze perché noi lottiamo per gli stessi obiettivi. Voi e noi assieme ci battiamo per gli stessi fini. Voi e noi assieme lottiamo per la pace, lottiamo per la felicità dei popoli, per la fratellanza tra i popoli, per il progresso, per il socialismo.<br />In questa nostra unità sta la garanzia della nostra vittoria, giovani, pioneri.<br />E voi e noi, benché noi in diverse condizioni e con mezzi diversi, conduciamo una stessa lotta. E in ciò è la sicurezza del nostro successo, della vittoria sui nostri avversari, della vittoria della pace in tutto il mondo, della vittoria del socialismo e del comunismo.<br />Molte grazie, cari amici.<ref>Citato in ''l'Unità'', 23 agosto 1964, [https://archivio.unita.news/assets/main/1964/08/23/page_003.pdf p. 3].</ref>
*{{NDR|Dal discorso al Foro Italico del 27 settembre 1948, per la prima volta dopo l'attentato subìto due mesi prima}} Compagni, ho terminato. [...] Portate il mio saluto dappertutto in Italia, portatelo agli operai e ai disoccupati delle officine di Milano, di Torino, di Genova, di tutte le nostre capitali industriali; portate il mio saluto ai forti braccianti e mezzadri della pianura del Po, ai contadini dell'Italia Meridionale; portatelo ai professionisti, agli impiegati che oggi stanno stanno combattendo duramente per il pane una giusta battaglia, portate loro un saluto che li rinfranchi nella lotta che essi debbono affrontare, il quale dica loro ancora una volta in Italia, in seno al popolo italiano è sorta e vive una forza invincibile: la forza del [[Partito Comunista Italiano|Partito comunista]].<br />Questa forza nessuno è riuscito ancora né riuscirà a spezzare, ed essa sa di essere chiamata a dare il suo decisivo contributo per guidare le masse del popolo in una lotta redentrice, la quale non potrà concludersi altro che con la nostra vittoria.<br />Compagni, al lavoro, alla lotta {{NDR|[[Slogan comunisti|slogan comunista]]}}. Le forze cupe della reazione, le forze ostili che anche all'assassinio hanno saputo ricorrere per infrangerci, queste forze non prevarranno. La vittoria sarà nostra!<ref>Così come riportato in ''«Una forza invicibile vive nel nostro popolo»'', ''l'Unità'', Edizione piemontese, 28 settembre 1948, pp. 1-2. Testimonianza audiovisiva in ''[http://patrimonio.aamod.it/aamod-web/film/detail/IL8300001084/22/togliatti-e-ritornato.html?startPage=0&idFondo= Togliatti è ritornato]'', diretto da Basilio Franchina e Carlo Lizzani, min 33:18-35:30, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, su ''aamod.it''.</ref>
*{{NDR|Una volta a [[Pietro Secchia]]}} Cos'ha fatto ieri la [[Juventus Football Club|Juve]]? [...] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve?<ref>Citato in Giacomo Papi, ''Il ragazzo che portava il pallone'', ''Diario della settimana'' n. 13/14, 8 aprile 2004.</ref>
*Da quando abbiamo rovesciato il fascismo, noi abbiamo fatto una esplicita dichiarazione che ci pone sul terreno di uno sviluppo democratico. Abbiamo conquistato la Costituzione repubblicana, in cui i principi democratici sono sanciti, ed abbiamo sempre dichiarato che rimaniamo fedeli a quei principi. {{NDR|Si potrebbe obiettare che}} in altri Paesi {{NDR|a regime comunista}} non avviene questo. Qui bisognerebbe fare un lungo discorso. L'Italia è un Paese di grandi tradizioni intellettuali e di pensiero. I pensatori italiani sono stati iniziatori della grande scuola moderna dello storicismo: abbiamo avuto Gian Battista Vico, Antonio Labriola, Antonio Gramsci, Carlo Cattaneo. Il punto di partenza del pensiero moderno storicistico è la concretezza dell'analisi, la realtà. Nell'Unione Sovietica, nella Cina, in altri paesi, la rivoluzione socialista si è realizzata nelle condizioni che erano dettate da quelle circostanze, dai rapporti di forza, dalla guerra, dall'attacco di tutti i nemici, e così via. Noi siamo stati sotto il fascismo, un regime antidemocratico e antinazionale, che ci aveva privati di tutte le libertà [...]. Contro quel regime dovevamo lottare con tutti i mezzi, ed abbiamo lottato prendendo anche le armi. Abbiamo conquistato la democrazia, che è una conquista nostra, del movimento popolare, dei comunisti, dei socialisti, dei democratici avanzati, e anche dei democristiani che hanno opinioni democratiche. Noi siamo impegnati ad andare avanti su questo cammino che la Costituzione repubblicana ci garantisce. Andando avanti su questo terreno noi riusciremo a gettare le fondamenta di una società nuova, basata sulla libertà e sulla giustizia sociale.<ref>Dal programma televisivo ''Tribuna elettorale'', Rai, 14 ottobre 1960; stenogramma riportato su ''l'Unità'', 15 ottobre 1960, [https://archivio.unita.news/assets/main/1960/10/15/page_008.pdf p. 8].</ref>
*Di qui esce la minaccia continua dell'avventura reazionaria. Oggi dominano i grandi monopoli, dettano legge le gerarchie clericali. Invece di avere una repubblica fondata sul lavoro, abbiamo un potere fondato sul privilegio sociale, sulla discriminazione, sulla corruzione, sulla sfacciata ricchezza di pochi. [...] il vantaggio non è andato e non va a favore di tutti: dove regnano i grandi monopoli, il beneficio del progresso economico creato dal lavoro di tutti va a vantaggio non di tutti ma solo di ristretti gruppi privilegiati [...].<ref>Dalla [https://www.youtube.com/watch?v=bKpv6joZqCM?t=6m33s conferenza stampa del 1960 alla Camera per le elezioni amministrative].</ref>
*Dopo le drammatiche giornate di Genova {{NDR|[[fatti di Genova del 30 giugno 1960]]}}, [...] ecco ora, a Reggio, una [[Strage di Reggio Emilia|strage]]: cinque morti e decine di feriti, ad opera delle forze di polizia scatenate contro un popolo pacifico. Vi è una logica dura, terribile, in questo succedersi di avvenimenti. È la logica dell'azione di un governo {{NDR|[[Governo Tambroni]]}} che la sua costituzione stessa spinge sulla via della violenza contro contro le masse democratiche e antifasciste. [...] a Reggio Emilia, il governo, debitore della sua esistenza al voto e all'appoggio dei fascisti, ha cercato la vendetta per la vittoria riportata dall'antifascismo a Genova. E cinicamente, per questo scopo, ha fatto spargere il sangue di inermi cittadini. [...] Il Paese, oggi, non comprende l'azione del governo e la condanna. Non comprende perché manifestazioni antifasciste di popolo debbano essere interdette e disperse, dalla polizia, a colpi di mitra. L'antifascismo è il fondamento del nostro ordinamento politico. Un governo che si schiera contro l'antifascismo, diventa esso stesso, per questa sua azione, fonte di una situazione politica che già oggi è insostenibile e potrebbe diventare catastrofica.<br />L'animo nostro è oggi pieno di amarezza e di cordoglio. Sentiamo che è necessario sia abbandonata la strada dei conflitti a ripetizione, degli scontri, degli eccidi. Sentiamo necessaria una distensione. Ma condizione prima di essa è che il paese sia liberato dal vergognoso connubio del governo con il fascismo e dalla vergogna del governo che si fonda su questo connubio.<br />L'animo della grande maggioranza è democratico e antifascista. Questo animo deve ispirare la formazione e l'azione del nuovo governo. Quanto più verrà ritardata questa decisione, tanto più gravi saranno le conseguenze.<ref>Riportato in ''[https://archivio.unita.news/assets/main/1960/07/08/page_001.pdf Una dichiarazione del compagno Togliatti]'', ''l'Unità'', anno XXXVII, n. 189, 8 luglio 1960, p. 1.</ref>
*È motivo di particolare orgoglio per me l'aver abbandonato la [[cittadinanza italiana]] per quella sovietica. Io non mi sento legato all'[[Italia]] come alla Patria, ma mi considero cittadino del mondo, di quel mondo che noi vogliamo unito a Mosca agli ordini del compagno [[Stalin]]. È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte di più del migliore cittadino italiano.<ref>Dal resoconto stenografico del XVI Congresso del Partito Comunista russo (Mosca, 29 giugno-13 luglio 1930), p. 185.</ref>
*{{NDR|Il [[Città del Vaticano|Vaticano]]}} È l'avversario più irreconciliabile e organizzato di una maggiore trasformazione democratica dell'Italia.<ref>Da una conversazione con Kostylev, 11 giugno 1945; in ''Archivio di politica estera della Federazione russa'', f. 098, p. 152, p. 19. Citato in Elena Aga Rossi e Viktor Zaslavsky, ''Togliatti e Stalin'', Il Mulino, Bologna, 1997, p. 79. ISBN 88-15-06199-1</ref>
*Il vero problema è che lo [[sviluppo economico]] è stato sinora regolato, essenzialmente, dalla dura legge del profitto, dell'interesse del grande capitale e dei ceti privilegiati. Il popolo ha lavorato forte. Il ritmo del lavoro, nelle officine, è diventato cosi intenso che esaurisce un uomo nel corso di non molti anni. Ma è accaduto come per le api dell'amaro verso col quale [[Virgilio]] accusava i profittatori dell'opera sua. Ricordate? Voi fate il miele, o api, ma sono altri che lo godono. I profitti dei grandi capitalisti — alle stelle. [...] Il socialismo è la nostra meta. Noi non lo nascondiamo. Vogliamo una società nuova, fondata sulla fine dello sfruttamento, sulla solidarietà e fraternità di tutti gli uomini, sulla loro eguaglianza sociale, sull'accesso di tutti al benessere, alla cultura e alla gestione economica e politica del potere, e sulla pace.<br />Per questa lavoriamo e combattiamo. Ed oggi, per la nostra Patria, ciò che vogliamo è una svolta a sinistra, per una avanzata democratica, secondo le linee previste dalla Costituzione, secondo i principi che essa sancisce e che aprono al popolo italiano la speranza, ove siano applicati, di un luminoso avvenire di progresso, di libertà, di felicità.<ref>Dall'[http://dellarepubblica.it.s3.amazonaws.com/Partiti/Cartella%20PCI/Segretari/TOGLIATTI/1963/63U-26-4.pdf appello agli elettori] per le elezioni politiche del 1963, ''Tribuna elettorale'', 25 aprile 1963.</ref>
*In tutti i modi dobbiamo favorire l'occupazione della regione giuliana da parte delle truppe del maresciallo Tito. Questo significa che in questa regione non vi sarà né una occupazione inglese, né una restaurazione della amministrazione reazionaria italiana, cioè si creerà una situazione profondamente diversa da quella che esiste nella parte libera dell'Italia [...] questa direttiva vale anche e soprattutto per la città di [[Trieste]].<ref>Dalla lettera del 19 ottobre 1944 a Vincenzo Bianco; pubblicata su P. Spriano, ''Storia del partito comunista italiano'', vol. V., Einaudi editore, Torino, 1975.</ref>
*{{NDR|A conclusione della commemorazione di Stalin in occasione della morte pronunciata alla Camera dei deputati}} Ha termine la vita eroica del combattente vittorioso. La sua causa trionfa. La sua causa trionferà in tutto il mondo.<ref name=granz/>
*La discussione ha messo in luce un problema nuovo, che la [[scuola]] privata diventi una seconda scuola di stato.<ref>22 ottobre 1946; citato in Mario A. Manacorda, ''Scuola pubblica o privata?'', Editori Riuniti, Roma, 1999, p. 61.</ref>
*La nostra posizione di principio rispetto agli eserciti che hanno invaso la Unione Sovietica è stata definita da [[Stalin]], e non vi è più niente da dire. Nella pratica, però, se un buon numero di prigionieri morirà, in conseguenza delle dure condizioni di fatto, non ci trovo assolutamente niente da dire. Anzi. E ti spiego il perché. Non c'è dubbio che il popolo italiano è stato avvelenato dall'ideologia imperialista e brigantesca del fascismo. Non nella stessa misura che il popolo tedesco, ma in misura considerevole. Il veleno è penetrato tra i contadini, gli operai, non parliamo della piccola borghesia e degli intellettuali, è penetrato nel popolo insomma. Il fatto che per migliaia e migliaia di famiglie la guerra di Mussolini, e soprattutto la spedizione contro la Russia, si concludano con una tragedia, con un lutto personale, è il migliore, è il più efficace degli antidoti. {{NDR|Risposta del 15 febbraio 1943 alla lettera di Vincenzo Bianco che gli chiedeva un intervento presso il Cremlino in favore dei prigionieri italiani in Russia}}<ref>Da ''La Stampa'', 15 febbraio 1992; anche: R. Risaliti, ''Togliatti fra [[Gramsci]] e Neciaiev'', Omnia Minima, Prato 1995.</ref>
*Le cose davvero serie e gravi i compagni sovietici non le mettono mai per iscritto.<ref>In risposta a una preoccupazione di [[Ignazio Silone]] che osservava che il giorno in cui fossero venuti alla luce gli archivi sovietici, i comunisti italiani avrebbero potuto essere considerati responsabili anche dei crimini commessi dal Partito Comunista dell'Unione Sovietica.</ref><ref>Citato in ''La Stampa'', 13 marzo 1994, p. 19; citato in Elena Aga Rossi e Viktor Zaslavsky, ''Togliatti e Stalin'', Il Mulino, Bologna, 1997, p. 11. ISBN 88-15-06199-1</ref>
*Le sezioni comuniste nei rioni delle città e dei paesi debbono diventare dei centri della vita popolare, dei centri ove debbono andare tutti i compagni, i simpatizzanti e quelli senza partito, sapendo di trovarvi un partito e un'organizzazione che s'interessano dei loro problemi e che forniranno loro una guida, sapendo di trovarvi qualcuno che li può dirigere, li può consigliare e può dar loro la possibilità di divertirsi se questo è necessario.<ref>Da ''I compiti del partito nella situazione attuale'', Roma 1945, p. 37; citato in Ginsborg 1989, p. 57.</ref>
*Lo sforzo che vorrei fare all'inizio, in questo dibattito che giustamente fu definito preliminare, è quello di individuare quali sono i beni sostanziali che la [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]] deve assicurare al popolo italiano, beni dei quali non si può prescindere, se si vuole raggiungere quell'obiettivo fondamentale che ho cercato di fissare e che devono essere o instaurati, o restaurati. Credo che questi beni siano tre: il primo è la [[Libertà|libertà]] e il rispetto della [[Sovranità|sovranità popolare]]; il secondo è l'unità politica e morale della Nazione; il terzo è il progresso sociale, legato all'avvento di una nuova classe dirigente. Se noi riusciremo a fare una Costituzione la quale garantisca alla Nazione questi tre beni, allora non avremo fatto, com'è stato detto, una Costituzione interlocutoria, ma una Costituzione che rimarrà effettivamente come il libro da porsi accanto all'arca del patto, una Costituzione che illuminerà e guiderà il popolo italiano per un lungo periodo della sua storia. Le esigenze che ho indicato non sono infatti qualcosa di transitorio, ma sono esigenze permanenti e concrete, corrispondenti alla situazione storica ben determinata che sta davanti a noi.<ref>[http://www.camera.it/_dati/Costituente/Lavori/Assemblea/sed058/sed058.pdf Verbali assemblea costituente], 11 marzo 1947 (pag 15)</ref>
*Nelle file del partito democratico cristiano si raccolgono masse Ali operai, di contadini, di intellettuali, di giovani, i quali hanno in fondo le stesse aspirazioni nostre perché al pari di noi vogliono un'Italia democratica e progressiva, nella quale sia fatto largo alle rivendicazioni delle classi lavoratrici.<ref>Durante un comizio a Roma nel luglio 1944; da ''Per la libertà d'Italia'', p. 73; citato in Ginsborg 1989, p. 53.</ref>
*{{NDR|Dalla commemorazione di Stalin in occasione della morte pronunciata alla Camera dei deputati}} Ogni volta che viene pronunciata una parola di pace, ogni volta che si compie un atto che può assicurare la pace, ivi troviamo [[Stalin]].<ref name=granz>Citato in Paolo Granzotto, ''Montanelli'', ''Ti ricordi Indro?'', Società Europea di Edizioni S.p.A., Milano, p. 127. ISBN 9 778118 178454</ref>
*Per lottare contro la sinistra<ref>Riferimento a chi stava a sinistra del Partito Comunista, cioè i [[Trotskismo|trotzkisti]] e altre frange in disaccordo con la politica di Mosca.</ref>, noi dobbiamo usare anche la polizia {{NDR|fascista}}.<ref>A proposito del sospetto che alcuni dissidenti del PCI durante il [[fascismo]] fossero stati segnalati alla polizia dagli stessi comunisti guidati da Togliatti e quindi allineati alle direttive di Mosca. {{cfr}} Bruno Vespa, ''Donne d'Italia'', RaiEri-Mondadori, Milano, 2015, p. 86. ISBN 978-88-04-65812-2</ref>
*{{NDR|Sul [[Partito Repubblicano Italiano|PRI]]}} Piccolo partito di massa.<ref>Citato in Alessandro Spinelli, ''I repubblicani nel Secondo Dopoguerra (1943-1953)'', Longo Angelo, 1998, p. 135. ISBN 8880631861</ref>
*Ricordarsi sempre che l'insurrezione che noi vogliamo non ha lo scopo d'imporre trasformazioni sociali e politiche in senso socialista o comunista, ma ha come scopo la liberazione nazionale e la distruzione del fascismo. Tutti gli altri problemi saranno risolti dal popolo, domani, una volta liberata l'Italia tutta, attraverso una libera consultazione popolare e l'elezione di un'Assemblea Costituente.<ref>Da ''Le istruzioni alle organizzazioni di partito nelle regioni occupate''; in ''Opere scelte'', Roma, 1974, pp. 331-32; citato in Ginsborg 1989, p. 52.</ref>
*Rivolgiamo [...] un saluto e un omaggio al nostro paese, che noi amiamo, per il bene del quale abbiamo lavorato e combattuto e al quale vogliamo dare e daremo, con la vittoria della democrazia e del socialismo, felicità, benessere e progresso, sicurezza, indipendenza, libertà e pace. Andiamo avanti [...], per l'emancipazione del lavoro, per il rinnovamento democratico e socialista dell'Italia, per il trionfo del comunismo.<ref>Dal discorso ''Nel quarantesimo anniversario del PCI''. Rapporto alla sessione pubblica del comitato centrale e della commissione centrale di controllo del Partito Comunista Italiano, Roma, 23 gennaio 1961; così riportato in ''Palmiro Togliatti – Il Partito. Scritti e discorsi'', edizioni a cura della Sezione stampa e propaganda del PCI, 1973.</ref>)
*Giuseppe [[Stalin]] è un gigante del pensiero, è un gigante dell'azione. Col suo nome verrà chiamato un secolo intero, il più drammatico forse, certo il più denso di eventi decisivi della storia faticosa e gloriosa del genere umano.<ref>Citato in Camera dei deputati, Discussioni in Assemblea (resoconti stenografici), ''[http://legislature.camera.it/_dati/leg01/lavori/stenografici/sed1098/sed1098.pdf Seduta di Venerdì 6 marzo 1953]'', p. 46858.</ref>
*Stalin divulgò tesi esagerate e false, fu vittima di una prospettiva quasi disperata di persecuzione senza fine, di una diffidenza generale e continua, del sospetto in tutte le direzioni.<ref>Da ''L'Unità'', 15 marzo 1956.</ref>
*Sapevo che cosa è la città di [[Matera]], questa città dove i tre quarti della popolazione, e precisamente quegli uomini i quali dal mattino alla sera sudano, faticano soltanto, non hanno una casa la quale sia degna di questo nome, vivono in un antro, non sanno che cosa sia una finestra, ed in quell'antro nel quale vivono, che è stato scavato secoli or sono, si accumulano in una incredibile promiscuità le famiglie e gli animali da lavoro. Sapevo che da una città, che ha i tre quarti della popolazione che vivono in queste terribili condizioni, da questa città si leva un terribile atto di accusa contro le classi dirigenti del nostro Paese, i gruppi sociali, capitalisti, agrari e privilegiati, i quali sono responsabili se in Italia vi è ancora una città in cui migliaia di uomini e di donne vivono in queste condizioni.<ref>Citato in ''Lares: quadrimestrale di studi demoetnoantropologici, Volume 71'', Edizione del Centro di alti studi, 2005, p.223</ref>
*Tutti capiscono la realtà della vita economica di oggi; tutti hanno visto come si sia sviluppata la vita economica nell'Europa [[Capitalismo|capitalista]], dove si è assistito a forme di concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, e come ne siano derivati sconvolgimenti sociali, la miseria, la guerra, il [[Fascismo|fascismo]], la tirannide, che ha soppresso la libertà democratica. È a questo che si cerca di porre riparo. Il problema non può risolversi con teoremi economici; ma è un problema di realtà [[Politica|politica]] e sociale che ha cominciato e continua a svilupparsi sotto gli occhi della presente generazione e ad esso le classi lavoratrici cercano di trovare una soluzione.<ref>[http://www.camera.it/_dati/costituente/lavori/I_Sottocommissione/sed018/sed018.pdf Verbali assemblea costituente], 3 ottobre 1946 (pag 7-8)</ref>
*{{NDR|Su [[Francesco Saverio Nitti]]}} Uomo di indiscusso valore e di indiscussa capacità.<ref>Citato in Santi Fedele, ''Fronte popolare: la sinistra e le elezioni del 18 aprile 1948'', Bompiani, 1978, p. 13.</ref>
*Veniamo da molto lontano e andiamo molto lontano! Senza dubbio! Il nostro obiettivo è la creazione nel nostro Paese di una società di liberi e di eguali, nella quale non ci sia sfruttamento da parte di uomini su altri uomini.<ref>Dal discorso ''Per la sfiducia al IV Governo De Gasperi'', Assemblea Costituente, 26 settembre 1947, in ''Discorsi parlamentari: 1946-1951'', Camera dei deputati, 1984.</ref>
==''Il partito comunista italiano''==
*La fonte delle organiche deficienze del movimento socialista era anche da cercarsi nella visione fatalistica di una rivoluzione che sarebbe dovuta giungere per un sviluppo automatico, quando il capitalismo fosse arrivato all'ultimo grado della sua maturazione. (cap. II, p. 24)
*Le idee, i grandi principi di rinnovamento del mondo, non vanno avanti con mezzi loro. Non hanno le gambe, diceva uno dei classici del nostro pensiero. Avanzano e si impongono quando, penetrati nella mente degli uomini e nella coscienza di una classe, diventano una forza, perché i migliori fra gli uomini e prima di tutto in questa classe vanno per essi al combattimento, affrontano il pericolo, sacrificano la libertà e la vita. (cap. VII, p. 69)
*L'avanzata del fascismo verso la distruzione di ogni forma di democrazia e verso una nuova guerra, erano opera dei gruppi più reazionari e sciovinisti della borghesia capitalistica. Essa colpiva i diritti, gli interessi, le aspirazioni non degli operai soltagnto, ma della grande maggioranza delle popolazioni, di tutti i movimenti politici non reazionari, di tutti coloro che amavano la civiltà o la pace. La iniziativa di una collaborazione di tutte queste forze per salvare, con un'azione comune, la pace e la democrazia, poteva però essere presa, come i fatti stessi dimostrarono, soltanto dalla classe operaia, che delle forze borghesi reazionarie è l'antagonista storico oggettivo. (cap. VIII, p. 76)
*Da questa situazione è uscita la forsennata agitazione anticomunista che da più di dieci anni opprime l'Italia, degradando la nostra lotta politica. Quest'agitazione è particolarmente per l'Italia un assurdo storico e un assurdo politico. È un assurdo storico, perché a tutti è noto che se non vi fossero stati i comunisti sarebbe mancato agli italiani, per la resistenza e la lotta contro il fascismo e nella lotta di liberazione, una delle necessarie guide, forse la più importante. Un assurdo politico, perché il [[Partito Comunista Italiano|partito comunista]] non è una piccola trascurabile entità, ma è seguito dalla maggioranza degli operai, da foltissime schiere popolari, da una parte tutt'altro che piccola dell'intellettualità. Metterlo al bando, significa introdurre nel corpo della nazione una scissione che turba e avvelena tutta la vita del paese. (cap. XI, p. 116)
*In questo grande quadro, decisivo è stato l'impulso dato in Italia dal fondatore del nostro partito, [[Antonio Gramsci]], uno dei più originali pensatori dei nostri tempi, il più grande degli italiani dell'epoca nostra, per la traccia incancellabile che col pensiero e coll'azione egli ha lasciato. Con Gramsci il marxismo, liberato dalle parassitarie deformazioni del fatalismo positivistico e del materialismo volgare, riacquista tutto il suo valore di concezione del mondo e visione integrale della storia. È di nuovo guida dell'azione e del pensiero in tutti i campi, non solo nella ricerca puramente politica, ma nella critica di una decrepita cultura idealistica incapace di farci capire il mondo di ieri e di oggi, nella costruzione di una cultura nuova e nella lotta per il rinnovamento della società. (cap. XIV, p. 142)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Corso sugli avversari''===
Prima di iniziare questo corso voglio dire qualche parola sul termine avversari per evitare una falsa interpretazione, da parte di qualcuno di voi, di questo termine, falsa interpretazione la quale potrebbe portare a degli errori politici. Quando noi parliamo di avversari non abbiamo in vista ''le masse'' che sono iscritte a organizzazioni fasciste, socialdemocratiche, cattoliche. Avversari nostri sono ''le organizzazioni'' fasciste, socialdemocratiche, cattoliche. Ma le masse che vi aderiscono non sono nostri avversari, sono delle masse di lavoratori che noi dobbiamo far tutti gli sforzi per conquistare.
{{NDR|Palmiro Togliatti, ''Corso sugli avversari'', a cura di Francesco M. Biscione, Einaudi, Torino, 2010, p. 3. ISBN 978-88-06-20085-8}}
===''De Gasperi il restauratore''===
L'anniversario della morte di [[Alcide De Gasperi]] è stato accompagnato, com'era naturale, dalle celebrazioni organizzate dal suo partito. Le ripercussioni di queste celebrazioni nell'opinione pubblica non sono state grandi, e scarso ne è stato, del resto, il valore. Si sono mantenute, infatti, nell'ambito della consueta propaganda ufficiale e delle consuete polemiche del partito democristiano, il che era anche comprensibile, dato lo scopo non tanto di porre problemi politici o storici, quanto di servire alla corrente mobilitazione dei militanti. È mancata quindi, anche da parte di coloro che di De Gasperi furono i più stretti collaboratori e oggi intendono continuarne l'opera, una ricerca un po' più attenta e profonda dei motivi di questa, della estensione, dei limiti e quindi del significato che essa ha avuto nella storia del nostro paese. E abbiam parlato anche di limiti, perché ci sembra che anche gli ammiratori e gli amici dovessero avere interesse, davanti all'opinione pubblica, a non mostrarsi del tutto privi di capacità critica. Non l'hanno fatto, però, e in queste condizioni era difficile si aprisse un dibattito. Tentò di farlo, e per vero in modo assai superficiale, un settimanale non democristiano, ma la reazione che ne seguì, anche più superficiale e persino grossolana, fu tale da rendere evidente che il tema è di quelli che i dirigenti democristiani attuali non sono ancora in grado, non solo di affrontare con obiettività e con calma, ma nemmeno di vedere affrontati da altri, senza essere presi da quel nervosismo di parte che rende impossibile qualsiasi discussione seria.
==Citazioni su Palmiro Togliatti==
*Come si atteggia il neoeuropeismo dell'on. Togliatti? I termini in cui si esprime sono tali da farlo giudicare una cosa piuttosto insipida ed inconsistente: sono le solite formulette dei neutralisti. E' l'America che turba con la sua presenza la pace in [[Europeismo|Europa]]; essa vuole attraverso la C.E.D. ricostituire l'esercito tedesco, e mobilitare sotto la guida dei nazionalisti tedeschi l'Europa occidentale contro quella orientale; occorre dunque respingere la C.E.D., allontanare l'America dall'Europa, promuovere la comprensione e l'avvicinamento di tutti i popoli europei, quale che sia il loro regime. Fra essi possono svilupparsi accordi culturali, economici, politici e persino militari, quali la riduzione ed il controllo degli armamenti di tutti gli stati europei. Queste sono secondo l'on. Togliatti le proposte che gli europeisti dovrebbero fare per riscuotere la sua approvazione. Ma non si deve credere che egli si sia convertito alle tesi neutralistiche. Le fa sue e le sostiene solo perchè si inseriscono alla perfezione nel quadro della tacita e ambiziosa politica comunista, che bisogna sempre tener presente se si vuole comprendere il senso delle straordinarie mascherate propagandistiche, cui essa si dedica con tanta tenacia. ([[Altiero Spinelli]])
*Figlio di una maestra delle elementari e di un impiegato, [...] era stato con Gramsci a Torino durante il biennio rosso ed era stato uno dei fondatori del partito nel 1921. Rifugiatosi in Russia dopo la vittoria del fascismo, era presto salito d'importanza fino a diventare vicesegretario generale del Comintern. Astuto, prudente, colto e altezzoso, possedeva una innata capacità di sopravvivere a tutte le tempeste politiche: una qualità che gli fu d'aiuto nella Mosca degli anni '30. Benché fosse ovviamente un leale sostenitore di Stalin, Togliatti sapeva pensare in modo creativo e possedeva una visione strategica d'insieme, e questi meriti lo mettevano in risalto all'interno di un movimento comunista internazionale famoso per il suo dogmatismo e fideismo. ([[Paul Ginsborg]])
*[[Antonio Gramsci|Gramsci]] aveva una maggiore sensibilità umana, più spontaneo, aperto. Togliatti, sembrerà strano, era molto più intellettuale. ([[Umberto Terracini]])
*{{NDR|Su Togliatti e ciò che lo aveva colpito della personalità}} L'abilità, ma era qualcosa di più, il modo attraverso il quale egli riusciva a imporre, in senso dialettico, la presenza del partito comunista. ([[Emilio Colombo]])
*L'onorevole Togliatti rappresenta idee e programmi diversi dai miei. Siamo due parallele che non potremo incontrarci che all'infinito. ([[Francesco Saverio Nitti]])
*La colpa massima della tv è di aver introdotto Togliatti e le ballerine nel cuore delle famiglie italiane. ([[Guido Gonella]])
*Mentre per Gramsci ciò che importava e prevaleva nella prospettiva rivoluzionaria era l'Internazionale, Togliatti ne limitava l'arco al partito sovietico. ([[Umberto Terracini]])
*Penso che Togliatti abbia capito la [[Resistenza italiana|Resistenza]] solo quando fucilammo Mussolini a Dongo. ([[Luigi Longo]])
*Quanti crimini ha commesso o coperto Togliatti negli anni '30 e '40? Eppure è considerato parte della nostra storia. ([[Fabrizio Cicchitto]])
*Quello che mi incantò fu il suo linguaggio che era insieme popolare, inteso da tutti, eppure ogni motto guardingo, puro italiano, ogni parola specchio esatto di ciò che voleva esprimere, ogni parola giusta a "sollecitare" il cuore e la mente di chi lo ascoltava. La piazza era gremita. Il comizio si svolse in silenzio, acuta in tutti l'emozione. Parlava il capo dei loro nemici, di loro lucchesi, bianchi, come un predicatore, dal pulpito, con calma, un'eco solenne... tale preciso parlare parve anche un omaggio a quel popolo che lì, sotto il piccolo palco, ascoltava e la lingua italiana, il dittaggio, eccome se lo conosceva e lo coltivava, eccome se attraverso i secoli aveva conservato il bel parlare, la lingua italiana. ([[Mario Tobino]])
*Togliatti è uno stalinista educato, colto. Estraneo alla condizione russa, alle tradizioni russe, non vede per alcuni anni la necessità di estendere a tutto il movimento comunista il modello russo; poi si rassegnerà, ma senza lasciarsi convincere fino in fondo. Non è che egli discuta o ripudi i grandi tagli staliniani imposti con la "giusta" e necessaria violenza; è che non sente le necessità di aggiungere terrore a terrore, rimane esente da manie persecutorie, padrone degli istinti canaglieschi, normale quanto a intelligenza. Ed è questa sua normalità in un mondo deformato dalla follia o dalla tragedia che lo fa apparire più democratico di quanto in realtà non sia. ([[Giorgio Bocca]])
*Togliatti era odiato; era considerato un nemico, anzi il nemico, il calcolatore cinico e diabolicamente abile che, contro ogni tradizione, contro l'ordine costituito, contro gli interessi del paese, contro le credenze più radicate e gli ideali più rispettati, cospirava a sovvertire, a distruggere, a scardinare, servendosi delle passioni più elementari, strumentalizzando la miseria e il rancore sociale, intento esclusivamente ad attuare le direttive che gli provenivano da un paese straniero. ([[Eugenio Scalfari]])
*Togliatti era un leader di alta cultura e di raffinata abilità, ma si avvertiva che queste doti erano gestite con un certo grado di [[cinismo]], che rievocava in Italia la tradizione da un lato [[Compagnia di Gesù|gesuitica]] e dall'altro [[Niccolò Machiavelli|machiavellica]]. Vi era sempre una sorta di ambiguità nella sua bravura: quella doppiezza che egli attribuiva a chi nel partito degli anni quaranta e cinquanta si richiamava al marxismo rivoluzionario, era in realtà proprio una caratteristica della sua personalità, percepibile anche all'esterno. ([[Giorgio Galli]])
*Togliatti era un uomo piccolo e freddo, di acuta intelligenza, con un risolino divertito, in privato, che parlando in pubblico poteva mutarsi in sferzante sarcasmo. ([[Peter Nichols]])
*Un giorno Togliatti tenne un comizio a Castellammare e in molti andarono a sentirlo. Il comunista parlava all’aperto, vicino alla riva del mare, alle pendici del monte Faito. Era robusto e portava gli occhiali. Mentre teneva il suo discorso nella piazza si riunirono alcune migliaia di persone. Ascoltavano in silenzio, sotto il sole. Togliatti parlava di come le cose andassero malissimo in Italia, ma un bel giorno lui e i comunisti avrebbero preso il potere e tutto sarebbe cambiato, tutto sarebbe andato meglio, molto meglio. Sopraggiunse un gruppo di poliziotti, su delle jeep rosse. Si fermarono all’angolo della strada, e attesero immobili. Nessuno approvava. Nessuno protestava. ([[Sándor Márai|Sandor Marai]])
*[[Vittorio Emanuele III di Savoia|Vittorio Emanuele]] parla raramente di politica oggi, ma non può dirsi un temperamento apolitico. Segue da lontano la vita dei partiti italiani e ha, di fronte a ciascuno di essi, sentimenti diversi. Odia senza riserve Togliatti e [[Pietro Nenni|Nenni]], ha una stima modesta dei partiti di destra, ignora i qualunquisti e le sfumature minori dell'arcobaleno politico italiano, saragattiani, azionisti, democrazia del lavoro; considera tuttavia [[Randolfo Pacciardi|Pacciardi]], che personalmente non conosce, un avversario da rispettare. (dal ''Messaggero'' del 27 marzo 1947<ref>Citato da [[Randolfo Pacciardi]] nella [https://documenti.camera.it/_dati/leg01/lavori/stenografici/sed0660/sed0660.pdf Seduta pomeridiana del 6 marzo 1951] della Camera dei Deputati.</ref>)
===[[Giorgio Amendola]]===
*C'era in Togliatti un certo piglio aristocratico, un gusto ottocentesco che non gli faceva sempre apprezzare certi esperimenti dell'avanguardia artistica.
*Come intellettuale Togliatti ha avuto l'eroismo di sacrificare le sue possibilità creative, filosofiche e culturali, alle esigenze della direzione politica.
*La più alta creazione intellettuale di Togliatti è stato il partito nuovo, il Pci quale oggi conosciamo.
===[[Nilde Iotti]]===
*Hanno detto dei suoi legami con [[Stalin]] e della sua soggezione, anche nei giorni difficili. In realtà lo conosceva poco: si erano incontrati in tre o quattro occasioni. Lo ammirava come lottatore duro e tenace, ma capì le rivelazioni del XX Congresso e ne rimase sconvolto. [...] Aveva una sensibilità viva, una forte propensione a comprendere. So che l'immagine di lui è diversa, ma io l'ho conosciuto in un altro modo. Si difendeva da fatti che lo turbavano profondamente, ma la sua intelligenza gli imponeva di accettarli come momenti nel cammino della civiltà.
*La montagna ci piaceva tantissimo. Togliatti era un gran camminatore, io pure.
*{{NDR|Sulla mancata partecipazione di Togliatti alla Resistenza}} Le assicuro che Togliatti non era lontano dalla Resistenza. Di carattere era un uomo freddo, d'accordo. Ma lui, che odiava i distintivi, l'unico che ci teneva ad esibire sempre era quello che gli aveva donato il Corpo volontari della libertà. Se avesse potuto, si sarebbe fatto paracadutare nel nord Italia. Freddo sì, ma l'utopia ce l'aveva dentro.
*{{NDR|A proposito del memoriale di Jalta}} Non è vero che Togliatti fu strumentalizzato, che il memoriale fu usato contro Chruščёv. Io non vedo un collegamento tra il memoriale e la caduta di [[Nikita Sergeevič Chruščёv|Chruščёv]]. Il grande processo che avrebbe portato a questo evento era già in corso, in URSS.
*Pensare che fosse possibile da parte mia un aut-aut sentimentale del tipo "se tu resti in Russia ti pianto" equivale a ignorare quali fossero i nostri rapporti e quale fosse il temperamento di Togliatti.
*{{NDR|A proposito dell'attentato intentatogli nel 1948}} Quando qualche giorno dopo l'intervento chirurgico gli fu permesso di scorrere i giornali, Togliatti volle leggersi le cronache dell'attentato. Lo colpì, proprio sull'Unità, un titolone a nove colonne: ‘Via il governo della guerra civile'. Ricordo il suo commento: se avessero scritto ‘Via il ministro dell'Interno', questa sì che sarebbe stata una richiesta non solo plausibile ma anche accettabile! E infatti più tardi si seppe che in Consiglio dei ministri, riunito d'urgenza lo stesso giorno dell'attentato, il ministro degli Esteri [[Carlo Sforza]] ed il suo sottosegretario, un giovanissimo [[Aldo Moro]], avevano posto il problema delle dimissioni del ministro dell'Interno.
*{{NDR|A proposito della crisi sino-sovietica}} Togliatti era preoccupato per i rapporti fra [[Unione Sovietica|URSS]] e [[Cina]], e per la situazione fra il partito e gli intellettuali che si era creata dopo che Chruščёv aveva assunto posizioni assai rigide e dure.
===[[Indro Montanelli]]===
*Cadendo oggi il trigesimo della scomparsa di Pietro Valdoni, vogliamo rievocare un episodio del grande chirurgo. Come tutti ricorderanno, fu lui ad operare, salvandogli la vita, Palmiro Togliatti, ferito alla testa dalla rivoltella di Pallante. Quando ricevette la parcella, Togliatti la trovò salata, e accompagnò il pagamento con queste parole: «Eccole il saldo, ma è denaro rubato». Valdoni rispose: «Grazie per l'assegno. La provenienza non mi interessa».
*È difficile sapere che cosa fu Togliatti, perché Togliatti non ha lasciato memoriali, non ha lasciato diario, che cosa pensasse Togliatti non lo ha mai saputo nessuno, credo nemmeno la sua compagna [[Nilde Iotti]]. Si può dire che è stato un esecutore fedele degli ordini di [[Stalin]]. Lo è stato sempre, e per questo godeva la fiducia di Stalin. [...] {{NDR|"Era un grande diplomatico?"}} Era un diplomatico per sé, soprattutto, perché un uomo sopravvissuto a venticinque o trent'anni anni di Mosca, senza finire in galera, processato, o contro il muro, beh, questo è uno dei grandi personaggi. Sono pochi. {{NDR|"Non era uno statista, per esempio?"}} Non poteva essere uno statista perché i comunisti non hanno lo Stato nel sangue, i comunisti hanno il Partito. Stalin non è mai stato Capo dello Stato, e nemmeno capo del governo, era capo del Partito. Il potere nei regimi comunisti non sta né nello Stato né nel governo, sta nel Partito.
*Nella storia della [[Italia|nazione italiana]] io vedo pochi uomini all'altezza della qualifica di una [[destra]] illuminata che non solo accetta ma vuole le [[riforma|riforme]]. [...] E, adesso non vorrei scandalizzare la gente, ma direi che uomo di destra per il concetto che aveva dello [[Stato]] e del [[potere]] era anche Togliatti. E questo dimostra che si può essere uomini di destra anche a [[sinistra]].
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Paul Ginsborg, ''Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi'', traduzione di Marcello Flores e Sandro Perini, Einaudi, 1989. ISBN 8806160548
*Palmiro Togliatti, ''Il partito comunista italiano'', Editori Riuniti, Roma 1997<sup>4</sup>. ISBN 8835943191
*Palmiro Togliatti, ''[http://www.gaffi.it/document/upload/ingegni/TOGLIATTI.pdf De Gasperi il restauratore]: è possibile un giudizio equanime sull'opera di Alcide De Gasperi?'', cinque articoli pubblicati in ''Rinascita'', a cura e con introduzione di Fabio Silvestri, Alberto Gaffi editore in Roma, 2004.
==Voci correlate==
*[[Nilde Iotti]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Togliatti, Palmiro}}
[[Categoria:Comunisti in Italia]]
[[Categoria:Personalità dell'ateismo]]
[[Categoria:Personalità della seconda guerra mondiale]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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La leggenda di Al, John e Jack
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wikitext
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{{Film
|titoloalfabetico= Leggenda di Al, John e Jack, La
|genere= commedia/gangster
|regista=[[Aldo, Giovanni & Giacomo]] / [[Massimo Venier]]
|sceneggiatore=[[Aldo, Giovanni & Giacomo|Aldo Baglio]], [[Aldo, Giovanni & Giacomo|Giacomo Poretti]], [[Aldo, Giovanni & Giacomo|Giovanni Storti]], [[Massimo Venier]], [[Paolo Cananzi]] e [[Walter Fontana]]
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*[[Aldo Baglio]]: Al
*[[Giacomo Poretti]]: Jack
*[[Giovanni Storti]]: John
*[[Aldo Maccione]]: Boss Sam Genovese
*[[Antonio Catania]]: Fred il cuoco
*[[Giovanni Esposito]]: Frank "Contropelo"
*[[Ivano Marescotti]]: Capitano
*[[Marco Beretta]]: Ben
*[[Giovanni Cacioppo]]: Tom "schiena di legno"
*[[Giorgio Centamore]]: Cameriere
*[[Frank Crudele]]: Sam "mani di merda"
*[[Silvana Fallisi]]: Ragazza del Drive in
*[[Lucia Guzzardi]]: Mamma di Al
*[[Vinny Pecora]]: Barista
*[[Natalia Robbins]]: Zia Genovese
|note=
}}
'''''La leggenda di Al, John e Jack''''', film del 2002 diretto e interpretato da [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] e [[Massimo Venier]].
==Frasi==
*E voi chi minchia siete? ('''Al''')
*''[[Auguri di compleanno dai film|Tanti auguri]] a Jack | Tanti auguri a Jack | Tanti auguri impasticcomane! | Tanti auguri a te!'' ('''Al e John''')
*Anzi fai una cosa, Johnny: ammazzalo così la smette di soffrire, va! ('''Jack''')
*Johnny, Johnny, Johnny non piangere che diventi brutto per favore! Johnny, non fare così! ('''Jack''')
*Ma quant'è bella la mafia! ('''Jack''')
*Buongiorno signora e benvenuta. È un piacere accoglierla in questa città di New York, città bellissima ma non altrettanto che Lei. ('''John''')
*Jack, noi stiamo mettendo la nostra vita nelle sue mani e questo non sa neanche come si chiama! ('''John''')
*Johnny, a te te lo devono dare il premio Nobel per la mafia, e se non te lo danno è perché è tutto un magna magna. ('''Jack''')
*Che tocchi? Che tocchi, Jack? Non è roba per te! Non hai mai avuto manualità! ('''John''')
*E vedi di non farmi diventare Al tre dita. ('''Al''')
==Dialoghi==
*'''John''': Che stai facendo, Jack? Che stai facendo?<br />'''Jack''': Johnny... Smarties contro anfetamine, no? <br />'''John''': E ti sembra il momento?<br />'''Jack''': È sempre il momento!<br />'''John''': Partita finita.
*'''Jack''': Allora, Al, ascoltami bene: era venerdì. Eravamo al Drive In di Coney Island. Eravamo lì perché il boss...<br />'''John''': Jack, se inizi sempre dalla fine, questo non capisce niente. Bisogna iniziare dall'inizio, lo dice la parola stessa.<br />'''Jack''': E allora fai una cosa, Al: ascolta il professorone!
*'''Jack''': Ma come facevi a sapere che mi piaceva proprio la pistola? <br/> '''Al''': Eh, tu tre gusti hai: la [[pistola]], le anfetamine e la torta di Melissa!
*'''John''': Sei contento?<br/>'''Jack''': Ti sembro scontento, Johnny? Minchia, Carabbaggio! {{NDR|indicando il libro su Caravaggio appena regalatogli}} <br />'''John''': Caravaggio, Jack! <br />'''Jack''': Sii... Oh, comunque Al, grazie per questo regalo che è bellissimo! <br />'''Al''': Dai, digli che ti piace! <br />'''Jack''': Ma sì, Johnny, mi piace! Minchia... Senti, e... i colpi? <br />'''Al''': Eh, i colpi! I colpi... pensavo che li prendeva Johnny! <br />'''Jack''': Johnny...?! <br />'''Johnny''': Eh... io ero indeciso tra i colpi e Caravaggio... <br />'''Jack''': E hai scelto il Carabbaggio...?! Che compleanno di merda!
*'''John''': Che fai, Jack, che fai?! <br/>'''Jack''': Johnny, ho guardato il libro di Carabbaggio? E lasciami provare 'sta pistola! <br/> '''John''': Minchia, quante volte ti ho detto che non si spara in casa, Jack?! Quante?! <br/> '''Jack''': Cinque? <br/> '''John''': No, sette! <br/> '''Jack''': Minchia, non mi sta in testa...
*'''Al''': Che c'è da ridere?<br />'''John''': Niente, Al...<br />'''Al''': E fate ridere un po' anche me!<br />'''John''': No, è che... tuo fratello, no?<br /> '''Al''': Che c'hai da dire su mio fratello, parla.<br /> '''John''': Niente, così, dico che... A conoscerlo superficialmente... Tuo fratello è un po'... Eh?<br /> '''Al''': È un po' cosa? Parla!<br /> '''John''': Niente, dai, lasciamo perdere, non parliamone più.<br /> '''Al''': No, parliamone, parliamone, stiamo parlando di mio fratello e parliamone, giusto?<br /> '''Jack''': Allora Al, ti sta dicendo che... Tuo fratello... Ti sta dicendo che tuo fratello... è un ricchione!<br />'''Al''': Mio fratello non è un ricchione! È raffinato!<br /> '''Jack''': Cos'è tuo fratello?<br /> '''Al''': Raffinato! E comunque stiamo facendo un lavoro, facciamolo e basta, va bene? C'è da ammazzare qualcuno? Ammazziamolo e basta!<br /> '''Jack''': Mii, che clima... E come si fa ad ammazzare la gente con questo clima? Che siamo, delle macchine?
*'''Al''': Johnny, vai dritto verso la discarica.<br />'''Frankie''': No, la discarica no! Lo so che cosa succede alla discarica!<br />'''John''': E che cosa succede alla discarica, Frankie? Che si butta la spazzatura!
*'''John''': E vabbè va', oggi mi sento di buon umore. Frankie, se risponderai a una domandina facile facile, te ne torni a casa dai tuoi bambini, eh?<br />'''Frankie''': Grazie Johnny, ti dico tutto quello che vuoi sapere.<br />'''John''': Ecco, allora dimmi: qual è la capitale della Birmania?<br />'''Frankie''': Ma... come... la...<br />'''John''': La capitale della Birmania, Frankie!<br />'''Frankie''': Ragazzi, ma perché fate così, come faccio a sapere la capitale della Birmania?<br />'''John''': Ahi, ahi, ahi, che peccato, che peccato, che peccato, Frankie! Tra l'altro potevi dire una cosa qualsiasi che a noi andava bene! Chi minchia la sa la capitale della Birmania, Frankie?!
*'''Al''': ...Ooh, non sai quale cosa si può fare, Johnny...? ...Non lo possiamo mandare a casa? <br />'''John''': Le regole sono regole, Al.<br />'''Jack''': E c'ha ragione, Johnny, che mondo sarebbe senza le regole, eh?<br />'''Johnny''': Poi anche volendo, come facciamo col boss? Quello vuole il suo cuore su un piatto d'argento.<br />'''Al''': E che problema c'è? Ammazziamo un cerbiatto e gli portiamo il suo cuore al boss... non avete visto ''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]''?
*'''John''': Scusa Al, ma... non avevi detto che volevi salvargli la vita?<br />'''Al''': Sì, Johnny... E dove minchia lo troviamo un cerbiatto a New York?
*'''Al''': Jonny ti posso parlare cinque minuti? È importante!<br>'''John''': Non è il momento, Al!<br>'''Al''': E non è mai il momento però, eh...<br>'''John''': Prima il lavoro. Adesso vediamo gli appuntamenti di domani... Che c'è? Baciamo le mani, boss! Allora, vediamo domani. Ore 4: far saltare la tintoria dei Jefferson. E mi raccomando Jack, non come l'altra volta che ti sei dimenticato il numero e hai fatto saltare un negozio a caso!<br />'''Jack''': Sì, però poi era quello giusto!<br />'''John''': Quella è fortuna, non si lavora così, siamo professionisti!
*'''John''': Jack, quante volte te lo devo dire, non si spara ai cani! <br/> '''Jack''': E perché? <br/> '''John''': Perché sono animali superiori! <br/> '''Jack''': E chi l'ha detto? <br/> '''John''': Ma la scienza lo dice, Jack, la scienza! <br/> '''Jack''': La scienza? <br/> '''John''': Ma che ne sai tu di scienza!
*'''Jack''': Miii, però, Johnny, mi dovevi spezzare l'osso del collo?! Ah! <br /> '''John''': Tu devi solo stare zitto, Jack! <br /> '''Jack''': E comunque mia madre mi ha sempre insegnato che quattro e tre fanno sette. <br /> '''John''': Se è per questo tua madre faceva anche la buttana, Jack, eh? <br />'''Jack''': Sì, ma raffinata. E comunque i conti li sapeva fare. <br /> '''John''': Tu devi smetterla di ribattere, Jack, devi smetterla di ribattere! Io te la estirpo quella voglia di ribattere! Hai fatto troppi errori! Noi siamo dei professionisti, fior fior di professionisti, Jack! E Sam Genovese è stato categorico, questa è la nostra ultima occasione! <br /> '''Jack''': Sì, però Johnny m'annoia da morire andare a pigliare questa vecchia. <br />'''John''': Preferisci essere sciolto nell'acido? <br />'''Jack''': Certo che no Johnny, lo sai che sono allergico! <br /> '''John''': E poi portare in giro per la città la zia di Sam Genovese è un grande onore. <br />'''Jack''': Eh, sai che onore! L'anno scorso è toccato a Nick il Demente... <br />'''John''': Taci, Jack, taci e basta!! Non ne posso più quando parli! Adesso andiamo a prendere questa vecchia, la portiamo in giro per la città, la facciamo divertire, siamo gentili, siamo deferenti, la portiamo da Tiffany, la portiamo a prendere il tè con le cassatelle, eh? E poi la riportiamo a casa. E alle 5 p.m. cascasse il mondo saremo davanti allo Stardust, ok?! <br />'''Jack''': Johnny, mi hai convinto, andiamoci a pigliare sta minchia di vecchia. <br />'''John''': Allora, siamo gentili, non diciamo parolacce, non diciamo volgarità e soprattutto non diciamo vecchia!!! Ok, Jack? Ok?! <br />'''Al''': E allora andiamo a prendere a sta teenagers.
*'''John''': Ma Jack, che hai fatto!? <br/> '''Jack''': Ma Johnny, non ho fatto niente, ho solo fatto così!! {{NDR|divarica le braccia e dalla cinta parte un colpo di pistola che uccide accidentalmente l'autista della corriera}} Maria!! <br/> '''John''': Jack, ma quante volte ti ho detto di non tenere la canna della pistola verso l'alto?! Quante?! <br/> '''Jack''': Cinque!! <br/> '''John''': No, sette!! <br/> '''Jack''': Minchia, non mi sta in testa, Johnny! <br> '''Al''': Scappiamo!!! <br> '''Jack''': Dove? <br> '''Al''': Di là, di là!!
*'''Al''': Ma che minchia hai fatto, Jack?! Ma che minchia hai fatto?!! <br /> '''Jack''': Non ho fatto niente di male, Al! Non l'ho mica fatto apposta!! <br /> '''Al''': Siamo morti! E tutta per colpa tua, impasticcomane di merda!! <br /> '''Jack''': Johnny, non ho fatto niente, ho fatto solo così! {{NDR|ridivarica le braccia e dalla cinta parte ancora un colpo di pistola, che stavolta colpisce la radio}} <br />'''John''': Tieni il volante, Al! <br /> '''Jack''': No, Johnny, no! No, Johnny, no! No! <br />'''John''': Dammi questa pistola, Jack!! Questa è una pistola maledetta, e adesso ha smesso di uccidere innocenti! {{NDR|getta la pistola dal finestrino, che cadendo al suolo fa partire di nuovo un colpo che uccide accidentalmente un passante}} <br /> '''Jack''': Ma che hai fatto, Johnny?! La mia pistola nuova! Era il regalo più bello della mia vita! <br /> '''John''': E portavi indietro il libro di Caravaggio, tutto questo non sarebbe successo!!
*'''Al''': Non preoccuparti, io non voglio immischiarmi nelle vostre cose, ti chiedo solo di parlargli e di dirgli che non sei innamorato di lui... se è così...<br/> '''John''': Al, fidati, è così!<br/>'''Al''': E chi ha detto il contrario? Ti chiedo solo di parlagli e di dirgli che i suoi sentimenti per te non sono corrisposti... se è così... <br/>'''John''': Mii, Al se dici un'altra volta "se è così" ti sparo in testa! È così!
*'''Al''': Guardami, Johnny. Ma che c'hai?<br />'''John''': Tanto vale che ve lo dica... ho deciso di costituirmi!<br />'''Jack''': Ma sei rincretinito Johnny?! Che stati dicendo?! Johnny!<br />'''John''': E che sono stanco, sono veramente stanco! Soprattutto di te, Jack!<br />'''Al''': Ma ti vuoi fare 50 anni di galera?!<br />'''John''': Ma meglio la galera che 'sta vita infame! Sempre braccati! Sono stufo! Sono veramente stanco! Soprattutto di te, Jack!<br />'''Jack''': Johnny, però non è che te la puoi pigliare sempre con me, eh? E comunque che credi che io non ci abbia pensato? <br/> '''John''': "Pensato"! Jack, ma se non ti si è ancora chiusa la fontanella, che vuoi pensare?!
*'''John''': Jack, mi posso fidare di te?<br />'''Jack''': Johnny, ma perché fai domande retoriche?
*'''Al''' {{NDR|rifacendo il ruolo di Padre Damien Karras del film horror ''[[L'esorcista]]''}}: Ti sento, Diavolo, che sei in questa casa! Entra in me, entra in me, Diavolo!! Satana di un satanasso!! Io ti scaccio-da questa-casa-male-detta!!! Io ti posso affrontare, hai capito?!<br />'''John''': Che minchia sta succedendo, Jack?<br />'''Al''': Vai via, Satana!!!<br />'''Jack''': Minchia, Johnny! Mi sto ammazzando dalle risate!<br />'''Al''': Rientra nelle tenebre! Entra in me, entra in meeeeee!!! Entra in me!! <br />'''John''': Ma che gli hai fatto, Jack?<br />'''Jack''': Ma niente, Johnny, si è addormentato, poi quando s'è svegliato gli ho fatto credere di essere un [[Esorcismo|esorcista]]! <br />'''Al''': So che sei qua, non mi fai paura!! Abbandona, rientra-nelle-tenebre!!!<br />'''John''': Ma sei impazzito?!?<br />'''Jack''': Mi sto ammazzando dalle risate, Johnny! Che bella vita che facciamo, Johnny! Guarda che ridere fa bene! E poi, oh, il bello deve ancora avvenire! <br />'''Al''': Sei negli abissi senza pace! <br />'''Jack''': E credici un pochino!...<br />'''Al''': Diavolo, ti ho trovato finalmente. Esci da questo corpo deforme! Entra in me! Cosa sei...? Entra in me! Abbandona questo grottesco involucro ed entra in me!!! Entra in me, adesso!! <br />'''John''': Come faccio con te, Jack? Come faccio?<br />'''Jack''': E che ne so, Johnny...<br />'''John''': Due ore di lavoro buttate via! Quante volte te l'ho detto? Non è un giocattolo! Non è un giocattolo!<br />'''Jack''': Ma mi annoio, Johnny!<br />'''John''': Jack, Jack, Jack!<br />'''Jack''': Comunque faceva ridere, di' la verità! Al? Al? Al? <br />'''Al''': E voi chi minchia siete?
*'''Jack''': Johnny, stai calmo, dammi retta, che con la calma si ottiene tutto... allora Al, ascoltami bene, eh, è facile: adesso tu esci da quella finestra, ti arrampichi sul cornicione ed entri nella stanza di Sam Genovese. <br />'''Al''': Cornicione, finestra, stanza... questo lo so. <br />'''Jack''': Ecco, è un gioco da ragazzi per te, no? Quando sarai entrato dentro la stanza... <br />'''Al''': Scusami, Jack, ma perché non entriamo dalla porta come tutti quanti? <br />'''Jack''': E Al c'ha ragione! Perché non c'abbiamo pensato? Perché non entriamo direttamente dalla porta? E magari ci presentiamo con dei sandwich, delle birrette, chiamiamo pure una fanfara, suoniamo le trombe, spariamo per aria! E che credi, che se si poteva entrare dalla porta io e lui non ci pensavamo?! Che siamo, due cretini, io e lui?! È arrivato Sherlock Holmes, è arrivato!<br/>'''John''': Calma Jack! Calma!<br/>'''Jack''': Scusa Johnny...<br/>'''John''': Non possiamo entrare dalla porta perché davanti alla porta ci sono Tom Schiena di Legno e Sam Mani di Merda, hai capito?<br />'''Al''': Scommetto che quello che gli cadono le cose è Mani di Merda.<br />'''Jack''': No, quello è Tom Schiena di Legno, per quello non si può chinare.<br />'''Al''': E perché a quell'altro lo chiamano Sam Mani di Merda?<br />'''Jack''': Che c'entra? Quello è perché ci puzzano le mani.
*'''John''': Questo è il [[Piani dai film|piano]]: tu esci dalla finestra... fai venti metri di cornicione... e arrivi alla scritta dell'hotel; ti arrampichi sul traliccio, superi l'insegna... e arrivi al cornicione del piano di sopra; quando arrivi all'ultima finestra... no quella, quell'altra! La forzerai con un coltellino... e ti introdurrai come una faina nella stanza del boss; una volta nella stanza, ti infilerai nell'armadio.<br />'''Al''': Quindi io devo stare nell'armadio?<br />'''John''': Esatto.<br />'''Al''': Sono allergico alla naftalina?<br />'''John''': No.<br />'''Al''': Sono claustrofobico?<br />'''John''': No.<br />'''Al''': Minchia, Johnny, hai proprio pensato a tutto! Dopodiché, mentre io sono nell'armadio arriverà Genovese.<br />'''John''': Esatto.<br />'''Al''': E quello è il momento, esco dall'armadio e lo ammazzo!<br />'''John''': Non lo devi ammazzare, Al, dobbiamo salvargli la vita! Se lo ammazzi avremmo addosso tutta la Mafia di New York!<br />'''Al''': Mmmm...! Ma com'è che questa cosa non mi entra in testa? Salvare la vita, salvare la vita, salvare la vita! È così semplice!<br />'''John''': Allora Al, quando arriverà Genovese, tu non ti devi muovere, devi solo stare fermo ad aspettare! A un certo punto lui ordinerà la cena ed è lì che entriamo in scena noi, io e Jack. <br />'''Al''': E come facciamo a sapere che Genovese ordinerà la cena? <br />'''Jack''': Mii, Al, sono tre anni che facciamo la scorta a Genovese, tutte le volte la stessa storia! Alle sette ordina il pollo fritto, alle otto arriva la buttana, alle otto e cinque siamo tutti in macchina! Al, ascoltami bene... quando Genovese ordinerà 'sto pollo fritto, io e Johnny gli prepareremo una sorpresa che quello se la ricorda per tutta la vita! Scenderemo in cucina e con una scusa distrarremo il cameriere, al posto del pollo ci facciamo trovare una bella pistola! È un gioco da ragazzi, no?
*'''Al''': Gesù... Perché proprio io??<br/>'''John''': Non guardare sotto, Al. Non guardare sotto!<br/>'''Jack''': Stai andando benissimo, Al. Bravo, bravo! Johnny non ce la faremo mai! Genovese sta per arrivare!<br/>'''John''': Che sono cretino, Jack? Ho bloccato l'ascensore!
*'''Capitano''': John e Jack La Paglia! Adesso basta con le truffe, eh?! Ci dedichiamo ai rapimenti adesso!? E così... io avrei fatto 19 piani... a piedi... per sentirmi dire che dovrei andare su, buttare giù una porta, senza uno straccio di prove, senza il mandato... per rovinarmi la carriera?! Ma chi mi garantisce che di sopra c'è lo smemorato , due cretini come voi?! <br />'''John''': E se le dicessimo che in quella stanza c'è anche Sam Genovese? Da quanto tempo lo state cercando, capitano? Dieci anni? Quindici? <br />'''Jack''': Ma forse sono anche venti, Johnny! <br />'''John''': E che cosa avete ottenuto? Noi ve lo stiamo consegnando su un piatto d'argento, due al prezzo di uno! Lo smemorato e Sam Genovese. E che cosa chiediamo in cambio, Jack? Due misere tagliette? <br />'''Jack''': Ma quasi quasi io ci ripenserei, Johnny. <br />'''John''': Jack, ho già speso la parola col capitano. A noi la miseria e a lei la gloria. <br />'''Capitano''': Ma come avete avuto queste informazioni? <br />'''Jack''': Ehi, capitano. Non è che le si può raccontare proprio tutto tutto tutto! <br />'''John''': Ma vuole restare capitano tutta la vita? Non sogna anche lei una bella scrivania di mogano, con il portapenne in madreperla, il tagliacarte in avorio, eh? Jack tu ce l'hai il tagliacarte in avorio? <br />'''Jack''': Johnny non ce l'ho, ma appena incassiamo i soldi della taglia giuro che è la prima cosa che mi compero! <br />'''John''': E certo! <br />'''Capitano''': Va bene. Vi giuro che se questa è una stronzata... io mi gioco la carriera... ma voi finite a San Quintino! Lo sapete cosa succede a due come voi a San Quintino?!
*'''Jack''': Che succede, Johnny? Perché ci siamo fermati?<br />'''John''': Ho bisogno... di riflettere, Jack! <br />'''Jack''': E su che minchia devi riflettere?<br />'''John''': È finita la benzina!<br />'''Jack''': E facciamola!<br />'''John''': La benzina non si fa Jack, la benzina si compra!<br />'''Jack''': E prendiamo i soldi e la andiamo a comperare! <br />'''John''': Quali soldi, Jack?<br />'''Jack''': Perché, i soldi del Boss e dello smemorato te li sei già bevuti? <br />'''John''': Io!? Se tu non ti compravi questo portagioie di Luigi XVI, avremmo ancora un po' di soldi!! <br />'''Jack''': Johnny, secondo te dove le ficco le anfetamine, eh? È colpa mia se sono un uomo con un certo gusto, che ha un certo savoir-faire? E comunque Johnny, tu te ne devi stare proprio zitto, sai? C'era bisogno di comprarsi un orso polare da mettere sopra il volante ? <br />'''John''': Ma che dici, Jack? Questa è tutta immagine! Serve per lavorare! Che ne sai tu? Che ne sai? <br />'''Jack''': Si comunque Johnny, non litighiamo per queste cagate. Ti ricordi che cosa diceva nostro padre? "I soldi sono fatti per essere scialacquati. E quindi, boys, scialacquate!" Scialacqua!<br />'''John''': Jack, non abbiamo mai avuto un padre...<br/>'''Jack''': Però sarebbe stato bello ricevere un'educazione così, vero Johnny?<br/>'''John''': Sarebbe stato bello...
==[[Explicit]]==
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E voi chi minchia siete? ('''Al''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia nera]]
[[Categoria:Film di gangster]]
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|genere= commedia/gangster
|regista=[[Aldo, Giovanni & Giacomo]] / [[Massimo Venier]]
|sceneggiatore=[[Aldo, Giovanni & Giacomo|Aldo Baglio]], [[Aldo, Giovanni & Giacomo|Giacomo Poretti]], [[Aldo, Giovanni & Giacomo|Giovanni Storti]], [[Massimo Venier]], [[Paolo Cananzi]] e [[Walter Fontana]]
|attori=
*[[Aldo Baglio]]: Al
*[[Giacomo Poretti]]: Jack
*[[Giovanni Storti]]: John
*[[Aldo Maccione]]: Boss Sam Genovese
*[[Antonio Catania]]: Fred il cuoco
*[[Giovanni Esposito]]: Frank "Contropelo"
*[[Ivano Marescotti]]: Capitano
*[[Marco Beretta]]: Ben
*[[Giovanni Cacioppo]]: Tom "schiena di legno"
*[[Giorgio Centamore]]: Cameriere
*[[Frank Crudele]]: Sam "mani di merda"
*[[Silvana Fallisi]]: Ragazza del Drive in
*[[Lucia Guzzardi]]: Mamma di Al
*[[Vinny Pecora]]: Barista
*[[Natalia Robbins]]: Zia Genovese
|note=
}}
'''''La leggenda di Al, John e Jack''''', film del 2002 diretto e interpretato da [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] e [[Massimo Venier]].
==Frasi==
*E voi chi minchia siete? ('''Al''')
*''[[Auguri di compleanno dai film|Tanti auguri]] a Jack | Tanti auguri a Jack | Tanti auguri impasticcomane! | Tanti auguri a te!'' ('''Al e John''')
*Anzi fai una cosa, Johnny: ammazzalo così la smette di soffrire, va! ('''Jack''')
*Johnny, Johnny, Johnny non piangere che diventi brutto per favore! Johnny, non fare così! ('''Jack''')
*Ma quant'è bella la mafia! ('''Jack''')
*Buongiorno signora e benvenuta. È un piacere accoglierla in questa città di New York, città bellissima ma non altrettanto che Lei. ('''John''')
*Jack, noi stiamo mettendo la nostra vita nelle sue mani e questo non sa neanche come si chiama! ('''John''')
*Johnny, a te te lo devono dare il premio Nobel per la mafia, e se non te lo danno è perché è tutto un magna magna. ('''Jack''')
*Che tocchi? Che tocchi, Jack? Non è roba per te! Non hai mai avuto manualità! ('''John''')
*E vedi di non farmi diventare Al tre dita. ('''Al''')
==Dialoghi==
*'''John''': Che stai facendo, Jack? Che stai facendo?<br />'''Jack''': Johnny... Smarties contro anfetamine, no? <br />'''John''': E ti sembra il momento?<br />'''Jack''': È sempre il momento!<br />'''John''': Partita finita.
*'''Jack''': Allora, Al, ascoltami bene: era venerdì. Eravamo al Drive In di Coney Island. Eravamo lì perché il boss...<br />'''John''': Jack, se inizi sempre dalla fine, questo non capisce niente. Bisogna iniziare dall'inizio, lo dice la parola stessa.<br />'''Jack''': E allora fai una cosa, Al: ascolta il professorone!
*'''Jack''': Ma come facevi a sapere che mi piaceva proprio la pistola? <br/> '''Al''': Eh, tu tre gusti hai: la [[pistola]], le anfetamine e la torta di Melissa!
*'''John''': Sei contento?<br/>'''Jack''': Ti sembro scontento, Johnny? Minchia, Carabbaggio! {{NDR|indicando il libro su Caravaggio appena regalatogli}} <br />'''John''': Caravaggio, Jack! <br />'''Jack''': Sii... Oh, comunque Al, grazie per questo regalo che è bellissimo! <br />'''Al''': Dai, digli che ti piace! <br />'''Jack''': Ma sì, Johnny, mi piace! Minchia... Senti, e... i colpi? <br />'''Al''': Eh, i colpi! I colpi... pensavo che li prendeva Johnny! <br />'''Jack''': Johnny...?! <br />'''Johnny''': Eh... io ero indeciso tra i colpi e Caravaggio... <br />'''Jack''': E hai scelto il Carabbaggio...?! Che compleanno di merda!
*'''John''': Che fai, Jack, che fai?! <br/>'''Jack''': Johnny, ho guardato il libro di Carabbaggio? E lasciami provare 'sta pistola! <br/> '''John''': Minchia, quante volte ti ho detto che non si spara in casa, Jack?! Quante?! <br/> '''Jack''': Cinque? <br/> '''John''': No, sette! <br/> '''Jack''': Minchia, non mi sta in testa...
*'''Al''': Che c'è da ridere?<br />'''John''': Niente, Al...<br />'''Al''': E fate ridere un po' anche me!<br />'''John''': No, è che... tuo fratello, no?<br /> '''Al''': Che c'hai da dire su mio fratello, parla.<br /> '''John''': Niente, così, dico che... A conoscerlo superficialmente... Tuo fratello è un po'... Eh?<br /> '''Al''': È un po' cosa? Parla!<br /> '''John''': Niente, dai, lasciamo perdere, non parliamone più.<br /> '''Al''': No, parliamone, parliamone, stiamo parlando di mio fratello e parliamone, giusto?<br /> '''Jack''': Allora Al, ti sta dicendo che... Tuo fratello... Ti sta dicendo che tuo fratello... è un ricchione!<br />'''Al''': Mio fratello non è un ricchione! È raffinato!<br /> '''Jack''': Cos'è tuo fratello?<br /> '''Al''': Raffinato! E comunque stiamo facendo un lavoro, facciamolo e basta, va bene? C'è da ammazzare qualcuno? Ammazziamolo e basta!<br /> '''Jack''': Mii, che clima... E come si fa ad ammazzare la gente con questo clima? Che siamo, delle macchine?
*'''Al''': Johnny, vai dritto verso la discarica.<br />'''Frankie''': No, la discarica no! Lo so che cosa succede alla discarica!<br />'''John''': E che cosa succede alla discarica, Frankie? Che si butta la spazzatura!
*'''John''': E vabbè va', oggi mi sento di buon umore. Frankie, se risponderai a una domandina facile facile, te ne torni a casa dai tuoi bambini, eh?<br />'''Frankie''': Grazie Johnny, ti dico tutto quello che vuoi sapere.<br />'''John''': Ecco, allora dimmi: qual è la capitale della Birmania?<br />'''Frankie''': Ma... come... la...<br />'''John''': La capitale della Birmania, Frankie!<br />'''Frankie''': Ragazzi, ma perché fate così, come faccio a sapere la capitale della Birmania?<br />'''John''': Ahi, ahi, ahi, che peccato, che peccato, che peccato, Frankie! Tra l'altro potevi dire una cosa qualsiasi che a noi andava bene! Chi minchia la sa la capitale della Birmania, Frankie?!
*'''Al''': ...Ooh, non sai quale cosa si può fare, Johnny...? ...Non lo possiamo mandare a casa? <br />'''John''': Le regole sono regole, Al.<br />'''Jack''': E c'ha ragione, Johnny, che mondo sarebbe senza le regole, eh?<br />'''Johnny''': Poi anche volendo, come facciamo col boss? Quello vuole il suo cuore su un piatto d'argento.<br />'''Al''': E che problema c'è? Ammazziamo un cerbiatto e gli portiamo il suo cuore al boss... non avete visto ''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]''?
*'''John''': Scusa Al, ma... non avevi detto che volevi salvargli la vita?<br />'''Al''': Sì, Johnny... E dove minchia lo troviamo un cerbiatto a New York?
*'''Al''': Jonny ti posso parlare cinque minuti? È importante!<br>'''John''': Non è il momento, Al!<br>'''Al''': E non è mai il momento però, eh...<br>'''John''': Prima il lavoro. Adesso vediamo gli appuntamenti di domani... Che c'è? Baciamo le mani, boss! Allora, vediamo domani. Ore 4: far saltare la tintoria dei Jefferson. E mi raccomando Jack, non come l'altra volta che ti sei dimenticato il numero e hai fatto saltare un negozio a caso!<br />'''Jack''': Sì, però poi era quello giusto!<br />'''John''': Quella è fortuna, non si lavora così, siamo professionisti!
*'''John''': Jack, quante volte te lo devo dire, non si spara ai cani! <br/> '''Jack''': E perché? <br/> '''John''': Perché sono animali superiori! <br/> '''Jack''': E chi l'ha detto? <br/> '''John''': Ma la scienza lo dice, Jack, la scienza! <br/> '''Jack''': La scienza? <br/> '''John''': Ma che ne sai tu di scienza!
*'''Jack''': Miii, però, Johnny, mi dovevi spezzare l'osso del [[collo]]?! Ah! <br /> '''John''': Tu devi solo stare zitto, Jack! <br /> '''Jack''': E comunque mia madre mi ha sempre insegnato che quattro e tre fanno sette. <br /> '''John''': Se è per questo tua madre faceva anche la buttana, Jack, eh? <br />'''Jack''': Sì, ma raffinata. E comunque i conti li sapeva fare. <br /> '''John''': Tu devi smetterla di ribattere, Jack, devi smetterla di ribattere! Io te la estirpo quella voglia di ribattere! Hai fatto troppi errori! Noi siamo dei professionisti, fior fior di professionisti, Jack! E Sam Genovese è stato categorico, questa è la nostra ultima occasione! <br /> '''Jack''': Sì, però Johnny m'annoia da morire andare a pigliare questa vecchia. <br />'''John''': Preferisci essere sciolto nell'acido? <br />'''Jack''': Certo che no Johnny, lo sai che sono allergico! <br /> '''John''': E poi portare in giro per la città la zia di Sam Genovese è un grande onore. <br />'''Jack''': Eh, sai che onore! L'anno scorso è toccato a Nick il Demente... <br />'''John''': Taci, Jack, taci e basta!! Non ne posso più quando parli! Adesso andiamo a prendere questa vecchia, la portiamo in giro per la città, la facciamo divertire, siamo gentili, siamo deferenti, la portiamo da Tiffany, la portiamo a prendere il tè con le cassatelle, eh? E poi la riportiamo a casa. E alle 5 p.m. cascasse il mondo saremo davanti allo Stardust, ok?! <br />'''Jack''': Johnny, mi hai convinto, andiamoci a pigliare sta minchia di vecchia. <br />'''John''': Allora, siamo gentili, non diciamo parolacce, non diciamo volgarità e soprattutto non diciamo vecchia!!! Ok, Jack? Ok?! <br />'''Al''': E allora andiamo a prendere a sta teenagers.
*'''John''': Ma Jack, che hai fatto!? <br/> '''Jack''': Ma Johnny, non ho fatto niente, ho solo fatto così!! {{NDR|divarica le braccia e dalla cinta parte un colpo di pistola che uccide accidentalmente l'autista della corriera}} Maria!! <br/> '''John''': Jack, ma quante volte ti ho detto di non tenere la canna della pistola verso l'alto?! Quante?! <br/> '''Jack''': Cinque!! <br/> '''John''': No, sette!! <br/> '''Jack''': Minchia, non mi sta in testa, Johnny! <br> '''Al''': Scappiamo!!! <br> '''Jack''': Dove? <br> '''Al''': Di là, di là!!
*'''Al''': Ma che minchia hai fatto, Jack?! Ma che minchia hai fatto?!! <br /> '''Jack''': Non ho fatto niente di male, Al! Non l'ho mica fatto apposta!! <br /> '''Al''': Siamo morti! E tutta per colpa tua, impasticcomane di merda!! <br /> '''Jack''': Johnny, non ho fatto niente, ho fatto solo così! {{NDR|ridivarica le braccia e dalla cinta parte ancora un colpo di pistola, che stavolta colpisce la radio}} <br />'''John''': Tieni il volante, Al! <br /> '''Jack''': No, Johnny, no! No, Johnny, no! No! <br />'''John''': Dammi questa pistola, Jack!! Questa è una pistola maledetta, e adesso ha smesso di uccidere innocenti! {{NDR|getta la pistola dal finestrino, che cadendo al suolo fa partire di nuovo un colpo che uccide accidentalmente un passante}} <br /> '''Jack''': Ma che hai fatto, Johnny?! La mia pistola nuova! Era il regalo più bello della mia vita! <br /> '''John''': E portavi indietro il libro di Caravaggio, tutto questo non sarebbe successo!!
*'''Al''': Non preoccuparti, io non voglio immischiarmi nelle vostre cose, ti chiedo solo di parlargli e di dirgli che non sei innamorato di lui... se è così...<br/> '''John''': Al, fidati, è così!<br/>'''Al''': E chi ha detto il contrario? Ti chiedo solo di parlagli e di dirgli che i suoi sentimenti per te non sono corrisposti... se è così... <br/>'''John''': Mii, Al se dici un'altra volta "se è così" ti sparo in testa! È così!
*'''Al''': Guardami, Johnny. Ma che c'hai?<br />'''John''': Tanto vale che ve lo dica... ho deciso di costituirmi!<br />'''Jack''': Ma sei rincretinito Johnny?! Che stati dicendo?! Johnny!<br />'''John''': E che sono stanco, sono veramente stanco! Soprattutto di te, Jack!<br />'''Al''': Ma ti vuoi fare 50 anni di galera?!<br />'''John''': Ma meglio la galera che 'sta vita infame! Sempre braccati! Sono stufo! Sono veramente stanco! Soprattutto di te, Jack!<br />'''Jack''': Johnny, però non è che te la puoi pigliare sempre con me, eh? E comunque che credi che io non ci abbia pensato? <br/> '''John''': "Pensato"! Jack, ma se non ti si è ancora chiusa la fontanella, che vuoi pensare?!
*'''John''': Jack, mi posso fidare di te?<br />'''Jack''': Johnny, ma perché fai domande retoriche?
*'''Al''' {{NDR|rifacendo il ruolo di Padre Damien Karras del film horror ''[[L'esorcista]]''}}: Ti sento, Diavolo, che sei in questa casa! Entra in me, entra in me, Diavolo!! Satana di un satanasso!! Io ti scaccio-da questa-casa-male-detta!!! Io ti posso affrontare, hai capito?!<br />'''John''': Che minchia sta succedendo, Jack?<br />'''Al''': Vai via, Satana!!!<br />'''Jack''': Minchia, Johnny! Mi sto ammazzando dalle risate!<br />'''Al''': Rientra nelle tenebre! Entra in me, entra in meeeeee!!! Entra in me!! <br />'''John''': Ma che gli hai fatto, Jack?<br />'''Jack''': Ma niente, Johnny, si è addormentato, poi quando s'è svegliato gli ho fatto credere di essere un [[Esorcismo|esorcista]]! <br />'''Al''': So che sei qua, non mi fai paura!! Abbandona, rientra-nelle-tenebre!!!<br />'''John''': Ma sei impazzito?!?<br />'''Jack''': Mi sto ammazzando dalle risate, Johnny! Che bella vita che facciamo, Johnny! Guarda che ridere fa bene! E poi, oh, il bello deve ancora avvenire! <br />'''Al''': Sei negli abissi senza pace! <br />'''Jack''': E credici un pochino!...<br />'''Al''': Diavolo, ti ho trovato finalmente. Esci da questo corpo deforme! Entra in me! Cosa sei...? Entra in me! Abbandona questo grottesco involucro ed entra in me!!! Entra in me, adesso!! <br />'''John''': Come faccio con te, Jack? Come faccio?<br />'''Jack''': E che ne so, Johnny...<br />'''John''': Due ore di lavoro buttate via! Quante volte te l'ho detto? Non è un giocattolo! Non è un giocattolo!<br />'''Jack''': Ma mi annoio, Johnny!<br />'''John''': Jack, Jack, Jack!<br />'''Jack''': Comunque faceva ridere, di' la verità! Al? Al? Al? <br />'''Al''': E voi chi minchia siete?
*'''Jack''': Johnny, stai calmo, dammi retta, che con la calma si ottiene tutto... allora Al, ascoltami bene, eh, è facile: adesso tu esci da quella finestra, ti arrampichi sul cornicione ed entri nella stanza di Sam Genovese. <br />'''Al''': Cornicione, finestra, stanza... questo lo so. <br />'''Jack''': Ecco, è un gioco da ragazzi per te, no? Quando sarai entrato dentro la stanza... <br />'''Al''': Scusami, Jack, ma perché non entriamo dalla porta come tutti quanti? <br />'''Jack''': E Al c'ha ragione! Perché non c'abbiamo pensato? Perché non entriamo direttamente dalla porta? E magari ci presentiamo con dei sandwich, delle birrette, chiamiamo pure una fanfara, suoniamo le trombe, spariamo per aria! E che credi, che se si poteva entrare dalla porta io e lui non ci pensavamo?! Che siamo, due cretini, io e lui?! È arrivato Sherlock Holmes, è arrivato!<br/>'''John''': Calma Jack! Calma!<br/>'''Jack''': Scusa Johnny...<br/>'''John''': Non possiamo entrare dalla porta perché davanti alla porta ci sono Tom Schiena di Legno e Sam Mani di Merda, hai capito?<br />'''Al''': Scommetto che quello che gli cadono le cose è Mani di Merda.<br />'''Jack''': No, quello è Tom Schiena di Legno, per quello non si può chinare.<br />'''Al''': E perché a quell'altro lo chiamano Sam Mani di Merda?<br />'''Jack''': Che c'entra? Quello è perché ci puzzano le mani.
*'''John''': Questo è il [[Piani dai film|piano]]: tu esci dalla finestra... fai venti metri di cornicione... e arrivi alla scritta dell'hotel; ti arrampichi sul traliccio, superi l'insegna... e arrivi al cornicione del piano di sopra; quando arrivi all'ultima finestra... no quella, quell'altra! La forzerai con un coltellino... e ti introdurrai come una faina nella stanza del boss; una volta nella stanza, ti infilerai nell'armadio.<br />'''Al''': Quindi io devo stare nell'armadio?<br />'''John''': Esatto.<br />'''Al''': Sono allergico alla naftalina?<br />'''John''': No.<br />'''Al''': Sono claustrofobico?<br />'''John''': No.<br />'''Al''': Minchia, Johnny, hai proprio pensato a tutto! Dopodiché, mentre io sono nell'armadio arriverà Genovese.<br />'''John''': Esatto.<br />'''Al''': E quello è il momento, esco dall'armadio e lo ammazzo!<br />'''John''': Non lo devi ammazzare, Al, dobbiamo salvargli la vita! Se lo ammazzi avremmo addosso tutta la Mafia di New York!<br />'''Al''': Mmmm...! Ma com'è che questa cosa non mi entra in testa? Salvare la vita, salvare la vita, salvare la vita! È così semplice!<br />'''John''': Allora Al, quando arriverà Genovese, tu non ti devi muovere, devi solo stare fermo ad aspettare! A un certo punto lui ordinerà la cena ed è lì che entriamo in scena noi, io e Jack. <br />'''Al''': E come facciamo a sapere che Genovese ordinerà la cena? <br />'''Jack''': Mii, Al, sono tre anni che facciamo la scorta a Genovese, tutte le volte la stessa storia! Alle sette ordina il pollo fritto, alle otto arriva la buttana, alle otto e cinque siamo tutti in macchina! Al, ascoltami bene... quando Genovese ordinerà 'sto pollo fritto, io e Johnny gli prepareremo una sorpresa che quello se la ricorda per tutta la vita! Scenderemo in cucina e con una scusa distrarremo il cameriere, al posto del pollo ci facciamo trovare una bella pistola! È un gioco da ragazzi, no?
*'''Al''': Gesù... Perché proprio io??<br/>'''John''': Non guardare sotto, Al. Non guardare sotto!<br/>'''Jack''': Stai andando benissimo, Al. Bravo, bravo! Johnny non ce la faremo mai! Genovese sta per arrivare!<br/>'''John''': Che sono cretino, Jack? Ho bloccato l'ascensore!
*'''Capitano''': John e Jack La Paglia! Adesso basta con le truffe, eh?! Ci dedichiamo ai rapimenti adesso!? E così... io avrei fatto 19 piani... a piedi... per sentirmi dire che dovrei andare su, buttare giù una porta, senza uno straccio di prove, senza il mandato... per rovinarmi la carriera?! Ma chi mi garantisce che di sopra c'è lo smemorato , due cretini come voi?! <br />'''John''': E se le dicessimo che in quella stanza c'è anche Sam Genovese? Da quanto tempo lo state cercando, capitano? Dieci anni? Quindici? <br />'''Jack''': Ma forse sono anche venti, Johnny! <br />'''John''': E che cosa avete ottenuto? Noi ve lo stiamo consegnando su un piatto d'argento, due al prezzo di uno! Lo smemorato e Sam Genovese. E che cosa chiediamo in cambio, Jack? Due misere tagliette? <br />'''Jack''': Ma quasi quasi io ci ripenserei, Johnny. <br />'''John''': Jack, ho già speso la parola col capitano. A noi la miseria e a lei la gloria. <br />'''Capitano''': Ma come avete avuto queste informazioni? <br />'''Jack''': Ehi, capitano. Non è che le si può raccontare proprio tutto tutto tutto! <br />'''John''': Ma vuole restare capitano tutta la vita? Non sogna anche lei una bella scrivania di mogano, con il portapenne in madreperla, il tagliacarte in avorio, eh? Jack tu ce l'hai il tagliacarte in avorio? <br />'''Jack''': Johnny non ce l'ho, ma appena incassiamo i soldi della taglia giuro che è la prima cosa che mi compero! <br />'''John''': E certo! <br />'''Capitano''': Va bene. Vi giuro che se questa è una stronzata... io mi gioco la carriera... ma voi finite a San Quintino! Lo sapete cosa succede a due come voi a San Quintino?!
*'''Jack''': Che succede, Johnny? Perché ci siamo fermati?<br />'''John''': Ho bisogno... di riflettere, Jack! <br />'''Jack''': E su che minchia devi riflettere?<br />'''John''': È finita la benzina!<br />'''Jack''': E facciamola!<br />'''John''': La benzina non si fa Jack, la benzina si compra!<br />'''Jack''': E prendiamo i soldi e la andiamo a comperare! <br />'''John''': Quali soldi, Jack?<br />'''Jack''': Perché, i soldi del Boss e dello smemorato te li sei già bevuti? <br />'''John''': Io!? Se tu non ti compravi questo portagioie di Luigi XVI, avremmo ancora un po' di soldi!! <br />'''Jack''': Johnny, secondo te dove le ficco le anfetamine, eh? È colpa mia se sono un uomo con un certo gusto, che ha un certo savoir-faire? E comunque Johnny, tu te ne devi stare proprio zitto, sai? C'era bisogno di comprarsi un orso polare da mettere sopra il volante ? <br />'''John''': Ma che dici, Jack? Questa è tutta immagine! Serve per lavorare! Che ne sai tu? Che ne sai? <br />'''Jack''': Si comunque Johnny, non litighiamo per queste cagate. Ti ricordi che cosa diceva nostro padre? "I soldi sono fatti per essere scialacquati. E quindi, boys, scialacquate!" Scialacqua!<br />'''John''': Jack, non abbiamo mai avuto un padre...<br/>'''Jack''': Però sarebbe stato bello ricevere un'educazione così, vero Johnny?<br/>'''John''': Sarebbe stato bello...
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
E voi chi minchia siete? ('''Al''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia nera]]
[[Categoria:Film di gangster]]
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Politica
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2026-10-09T01:02:41Z
Danyele
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[[File:RIAN archive 828797 Mikhail Gorbachev addressing UN General Assembly session.jpg|thumb|upright=1.4|L'Assemblea generale delle Nazioni Unite, 1988]]
Citazioni sulla '''politica'''.
==Citazioni==
*A proposito di politica, non si potrebbe mangiare qualche cosarellina? (''[[Fifa e arena]]'')
*Bisogna aspettarsi di tutto in politica, dove tutto è permesso, fuorché lasciarsi cogliere di sorpresa. ([[Charles Maurras]])
*Caro Balsamo, in politica l'indignazione morale non serve a niente, l'unico grave peccato sa qual è? Quello di essere sconfitti. (''[[Le mani sulla città]]'')
*Che la politica sia maligna, per un machiavelliano come io sono, è del tutto normale. Soltanto gli spiriti deboli credono che la politica sia il luogo della collaborazione. La politica è il regno della sopraffazione. Ma la politica così concepita può stare in piedi solo se ha delle regole spietate di selezione interna: cioe' se la competizione è effettivamente aperta e c'è un continuo ricambio. Laddove, invece, i sistemi degenerano e la politica si riduce a gestione del potere di posizione, allora la situazione diventa pericolosa perché provoca reazioni assai violente. ([[Gianfranco Miglio]])
*Che qualcuno ci provi, a fare politica, è commovente. Nessun sarcasmo: "commovente" è la parola giusta. La politica è commovente, e commovente è chi fa politica, dal primo dei capipopolo all'ultimo dei traffichini. È il frettoloso malanimo degli sceneggiatori di fiction, o il moralismo strappapplausi dei giornalisti, a rappresentare il potere come un luogo sordido e guasto, ma non è più sordido e guasto di tutto il resto. È solo più esposto. ([[Michele Serra]])
*Chiunque prevede in politica il domani eccita la collera di quanti non concepiscono altro che la giornata che passa. ([[Madame de Staël]])
*Continuo a credere che esista un’autonomia del [[sindacato]] e della politica. Come la politica non deve entrare nelle scelte del sindacato, così il sindacato non deve entrare nelle scelte interne dei partiti. ([[Enrico Letta]])
*Cosa porterei dal mondo del [[Calcio (sport)|calcio]] a quello della politica? Comincerei col portare le regole, noi in campo le abbiamo e le dobbiamo rispettare. E poi bisognerebbe trovare persone che non dicono "vorrei ma non posso'" ma che invece dicono "io voglio e lo faccio". ([[Zdeněk Zeman]])
*Da molti secoli si è affacciata alla mente dei pensatori l'ipotesi che i fenomeni sociali, che davanti ad essi si svolgevano, non fossero meri accidenti, né la manifestazione di una volontà soprannaturale ed onnipotente, ma piuttosto l'effetto di tendenze psicologiche costanti, che determinano l'azione delle masse umane. Fin da Aristotele si è cercato di scoprire le leggi e le modalità che regolano l'azione di queste tendenze e lo studio, che ha avuto questo obietto, si è chiamato politica. ([[Gaetano Mosca]])
*Da quel momento {{NDR|da quando lo scrittore [[Upton Sinclair]] gli domandò se credesse nel [[Capitalismo|sistema capitalistico]]}} cominciai a interessarmi e a vedere la politica non come storia ma come un problema esclusivamente economico. ([[Charlie Chaplin]])
*Da sempre, in ''politica'', patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Devi essere ricattabile, per fare politica. Devi stare dentro un sistema che ti accetta perché sei disponibile a fare fronte, a essere compartecipe di un meccanismo comunitario e associativo attraverso cui si selezionano le classi dirigenti. ([[Giuliano Ferrara]])
*È assurdo scegliere il [[loglio]] e levarlo via dal grano e fare così anche in guerra con quelli che non servono, e invece nella vita politica non scartare i malvagi. ([[Antistene]])
*È noto che in nome dell'onestà e della lotta alla corruzione, in politica, nel passato come oggi, si combattono opache battaglie di potere. ([[Norma Rangeri]])
*È una necessità fondamentale, per [i sistemi democratici], la esteriorità o "macchina della politica": perché la forza risiede altrove ma deve restare il più possibile retroscenica; e ciò riesce meglio soprattutto se la "macchina" che è sulla scena mobilita al massimo l'attenzione e le passioni. ([[Luciano Canfora]])
*Fino a quando gli uomini non avranno imparato a discernere, sotto qualunque frase, dichiarazione e promessa morale, religiosa, politica e sociale, gli interessi di queste o quelle classi, essi in politica saranno sempre, come sono sempre stati, vittime ingenue degli inganni e delle illusioni. ([[Lenin]])
*I discorsi politici non sono un dettaglio. Parlare è agire. ([[George Lakoff]])
*I giovani si allontanano e perdono fiducia perché la politica, spesso, si inaridisce. Perde il legame con i suoi fini oppure perde il coraggio di indicarli chiaramente. La politica smarrisce il suo senso se non è orientata a grandi obiettivi per la umanità, se non è orientata alla giustizia, alla pace, alla lotta contro le esclusioni e contro le diseguaglianze. La politica diventa poca cosa se non è sospinta dalla speranza di un mondo sempre migliore. Anzi, dal desiderio di realizzarlo. E di consegnarlo a chi verrà dopo, a chi è giovane, a chi deve ancora nascere. La politica, deve saper affrontare i problemi reali, ha bisogno di concretezza. ([[Sergio Mattarella]])
*Il compito della politica non è di dare le risposte, ma fornire la cornice che permetta a ognuno di cercare e trovare la sua risposta. ([[Hans-Gert Pöttering]])
*Il compito della politica è disgustare l'umanità della vita. ([[Karl Kraus]])
*Il fine della Chiesa, depositaria unica e suprema della rivelazione, resta in ogni caso quello di riassumere e risolvere la politica nella [[religione]]. Ma il fine dello [[Stato]], di qualunque Stato degno del nome, è precisamente lo stesso, rovesciato: risolvere la religione nella politica, Dio nell'uomo. Ogni Stato è anche Chiesa; l'autorità politica è necessariamente autorità morale; la storia politica si configura logicamente come «storia sacra». I suoi fini politici sono anche morali e religiosi: comprendono e riassorbono in sé tutta la possibile morale e religione. ([[Giovanni Spadolini]])
*Il pericolo della politica sta soprattutto in questo, che la politica è praticata dai politici. ([[Alberto Savinio]])
*Il politico esclude l'artistico, perché il primo, per convincere, dev'essere unilaterale. ([[Lev Tolstoj]])
*Il segreto della politica 'un è fare quello che la gente ti chiede, ma fare quello di cui la gente ha bisogno. ([[Marco Malvaldi]])
*Il vero e retto fine dell' ''attività politica'' è il benessere materiale e spirituale della società, in modo che i diritti e i doveri siano da tutti rispettati e tutelati. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
*In politica ci sono sempre due categorie di persone: quelli che la fanno e quelli che ne approfittano. ([[Pietro Nenni]])
*In politica ciò che manca non è l'onestà, ci sono politici onesti. Non è la competenza, ci sono politici competenti. È il coraggio. Il guaio della politica è che sono un mazzo di vigliacchi. ([[Antonio Martino]])
*La politica, come dico sempre, si può fare anche lontana dai Palazzi. ([[Francesca Barra]])
*In politica i tempi del sole e della pioggia sono rapidamente cangianti. ([[Giulio Andreotti]])
*In politica, ha detto [[Anatole France]], non ci sono traditori; ci sono solo perdenti. ([[André Thérive]])
*In politica la questione di forma, come spesso avviene in altre manifestazioni dell'attività umana, è anche questione di sostanza. ([[Emilio Lussu]])
*In politica non c'è altra idea stupenda che quella che porta i suoi frutti; ogni idea che fallisce è sbagliata e inefficace. ([[Alexandre Dumas padre]], ''[[Vent'anni dopo]]'')
*In politica non esistono assassinî. In politica, mio caro, lo sapete quanto me, non ci sono uomini ma idee; non sentimenti ma interessi; in politica non si uccide un uomo: si elimina un ostacolo, ecco tutto. ([[Alexandre Dumas padre]])
*In politica, per esser presi sul serio, non bisogna necessariamente fare sul serio. ([[Roberto Gervaso]])
*In politica quelli che tengono il piede in due staffe rischiano molto: rischiano di essere considerati da chi li osserva «né carne né pesce». È la condizione peggiore che si possa immaginare quando si tratta di andare a chiedere ai cittadini consensi e voti. ([[Angelo Panebianco]])
*In tutto l'Occidente è in corso un processo per cui i veri centri di decisione rischiano di trasferirsi fuori dalla politica. Guardi che la mia non è una difesa interessata del mestiere di politico. Esiste davvero il pericolo che la politica diventi una sovrastruttura che galleggia su altri centri di potere né palesi né responsabili. La politica, invece, dev'essere un punto alto di mediazione nell'interesse generale. Se la politica non è in grado d'esser questo, le istituzioni saltano e prevale chi ha più forza economica o più forza di pressione, che è poi lo stesso. ([[Sergio Mattarella]])
*In uno Stato democratico i cittadini hanno diritto di fare politica dove vogliono. ([[Achille Occhetto]])
*Io ho avuto intuizioni nel campo dell'esplorazione sessuale neanche sognato dal resto dei cosiddetti scienziati. [...] fui anche il primo a stabilire una relazione tra gli eccessi della masturbazione e la vocazione per la politica. (''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'')
*L'onore ha un senso perfino fra i ladri, ma non ne ha nessuno nella politica. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'')
*L'ultimo club di maschi e per maschi, un fortino ancora resistentissimo. ([[Roberto Olla]])
*La finanza è un'arma; la politica è sapere quando tirare il grilletto. (''[[Il padrino - Parte III]]'')
*La Medicina è una scienza sociale e la Politica altro non è che la Medicina su larga scala. ([[Rudolf Virchow]])
*La politica coincide dunque con la morale? [...] Penso che politica e morale abbiano fondamenti distinti. I loro territori confinano ma non coincidono. Spesso addirittura morale e politica confliggono e si scontrano. ([[Eugenio Scalfari]])
*La politica: corse di cavalli di Troia. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*La politica democratica è strutturalmente vincolata a un orizzonte di breve periodo. La natura del sistema democratico spinge gli uomini politici ad occuparsi solo dei problemi che agitano il presente. Le altre grane, quelle che già si intravedono ma che ci arriveranno addosso solo domani o dopodomani non possono essere prese in considerazione. A differenza di ciò che fa la migliore medicina, la politica democratica non si occupa di prevenzione. ([[Angelo Panebianco]])
*La Politica determina i rapporti della nazione col governo, e delle varie nazioni tra loro. Questi rapporti noi li deduciamo da una sola ed unica fonte: il Diritto naturale; e li formuliamo tutti in una parola: [[Democrazia]]. ([[Cristoforo Bonavino]])
*La politica dipende dagli uomini di stato pressappoco come il tempo dipende dagli astronomi. ([[Remy de Gourmont]])
*La politica dovrebbe sempre avere l'obiettivo di ridurre il dolore e le sofferenze degli esseri umani. Qualunque scelta in contrasto con quest'obiettivo è moralmente ripugnante. ([[Akbar Gangi]])
*La politica dovrebbe essere come la Nazionale: dovrebbero sempre giocare i migliori. Ma non è mai così, in nessuna parte del mondo. ([[Michel Platini]])
*La politica è arte unitiva oppure è inutile [[retorica]]. ([[Paolo Ciani]])
*La politica è di per sé movimento: un politico dev'essere mobile. Deve ondeggiare ora a destra ora sinistra, deve gettar sul tavolo contraddizioni, dubbi. Deve continuamente cambiare, saggiare, attaccare da tutte le parti per individuare il punto debole dell'avversario e colpirlo. ([[Zulfiqar Ali Bhutto]])
*La politica è essenzialmente etica, significa fare quello che è giusto. ([[George Lakoff]])
*La politica è forse l'unica professione per la quale non si considera necessaria nessuna preparazione specifica. ([[Robert Louis Stevenson]])
*La politica e i criminali sono la stessa cosa. (''[[Il padrino - Parte III]]'')
*La politica è impregnata di alibi che servono a giustificare atteggiamenti spregevoli. ([[Caparezza]], ''[[Saghe mentali]]'')
*La politica è l'arte del possibile, la scienza del relativo. ([[Otto von Bismarck]])
*La politica è l'arte di trasformare in progetto ciò che, come credenti, abbiamo immaginato ed elaborato. ([[Giancarlo Maria Bregantini]])
*La politica è la scienza dell'opportunismo e l'arte del compromesso. ([[Franz Liszt]])
*La politica è la tutela dei minorati. ([[Manlio Sgalambro]])
*La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. Certe volte invece trovo che assomiglia molto di più alla prima. ([[Ronald Reagan]])
*La politica è un’arte antica e molto complessa. I nemici di oggi possono diventare gli alleati di domani. ([[Nzanga Mobutu]])
*La politica è un pendolo i cui movimenti che oscillano tra l'anarchia e la tirannia sono alimentati da illusioni perennemente rinnovate. ([[Albert Einstein]])
*La politica è una strana cosa. Le regole che si possono enunciare per gli altri mestieri sembra che non si applichino alla politica. Un uomo politico può cominciare da giovane come accalappiacani, e in pochissimo tempo riuscire a farlo dimenticare. Ecco ciò che rende la carriera politica quella che è. ([[Erskine Caldwell]])
*La politica è veramente il regno del luogo comune. Quattro o cinque teste che pensano, una dozzina di giornali ubbidienti a più o meno confessabili interessi, sono quelli che formano la così detta opinione pubblica. Gli altri, sono i montoni di Panurgo<ref>Personaggio del romanzo ''Gargantua et Pantagruel'' di [[François Rabelais]], con significato di ''furfante, imbroglione''.</ref>. ([[Angelo Oliviero Olivetti]])
*La politica ha misteri che restano tali anche a coloro che ne sono stati protagonisti. ([[Filippo Mancuso]])
*La politica impegnata, la politica etica, la politica significativa vanno cercate in luoghi improbabili. Come una vigna o un ristorante. ([[Jonathan Nossiter]])
*La politica in sé è una cosa bella, molto bella. È una sfida a cui siamo chiamati tutti, anche se non tutti siamo portati. [...] Non c'è bisogno di essere eletti in [[Parlamento]] per fare politica: basta prendersi cura della [[polis]] (del proprio contesto sociale, piccolo o grande che sia), e questa è una chiamata che — come dicevo — riguarda tutti noi. Quando rimane volontariato, servizio, e non sconfina nel trittico fama-potere-denaro, tutto è più facile; poi, quando entrano in gioco le altre variabili, il rischio di inquinamento è altissimo. L'ambiente politico [...] è purtroppo corrotto da questo trittico, senza distinzioni di schieramento: non è questione di partiti, ma di persone, e ci sono — da una parte e dall'altra — quelle capaci di resistere alle tentazioni e quelle più deboli. L'importante è non buttare il bambino con l'acqua sporca. ([[Andrea Sarubbi]])
*La politica in Tv può essere molto facile anche per i politici, o per i politici che fanno finta di non essere tali: i politici populisti. ([[Giovanni Floris]])
*La politica italiana si genuflette la domenica davanti alle icone della cultura, ma si guarda bene dall'impegnare se stessa e le risorse per qualcosa che, ai suoi occhi, elettoralmente non significa granché perché non influenza i grandi numeri come facevano il sindacato e i partiti organizzati. ([[Giuliano Amato]])
*La politica mi è sempre interessata molto. Sono un politico nato: ho opinioni su tutto, non mi tiro indietro, dico sempre quello che penso. Ma odio parlare delle cose e non farle, e i politici sono campioni del mondo di chiacchiere a vuoto. ([[Boris Becker]])
*La politica mi pare che sia anch'essa un divertimento, talvolta terribile, comunque un divertimento. ([[Eugène Ionesco]])
*La politica migliore è l'[[onestà]]. ([[Charles Spurgeon]])
*La politica, nella comune accezione del termine, non è altro che corruzione. ([[Platone]])
*La politica, nella pratica, quali che siano le idee che professa, è sempre l'organizzazione sistematica dell'[[odio]]. ([[Henry Adams]])
*La politica non è morale, e tanto meno la politica estera. ([[Emilio Lussu]])
*La politica non è una scienza esatta. ([[Otto von Bismarck]])
*La politica non è l'arte del possibile. Consiste nello scegliere fra il disastroso e lo sgradevole. ([[John Kenneth Galbraith]])
*La politica non si impara sui libri, si impara sul campo. (''[[1992 (serie televisiva)|1992]]'')
*La politica pratica consiste nell'ignorare i fatti. ([[Henry Adams]])
*La politica richiede sacrificio. Il sacrificio degli altri, ovviamente. Per quanto un uomo possa ottenere, sacrificandosi per il suo paese, è comunque più conveniente lasciare che siano gli altri a farlo per primi. Il tempismo, come dice sempre mia moglie, è tutto. ([[Francis Urquhart]], [[Michael Dobbs]])
*La politica se non è [[arte]], è mestiere. ([[Libero Bovio]])
*La politica, senza nessuna base solida a cui appoggiarsi, soffia sul fuoco delle paure e dell'odio, per dominare le troppe minoranze che compongono ormai la società e per coprire i propri fallimenti. E noi ci troviamo a far la guerra gli uni con gli altri. ([[Militant A]])
*La politica ti insegna molto. È una grande scuola dove impari come mettere d'accordo la gente e farla confluire verso lo stesso obbiettivo, trovando ogni volta dei punti di equilibrio. Dicono che la politica è l'arte del possibile: non è tanto trovare l'impossibile ma quando cercare di fare il possibile. ([[Alejandro Agag]])
*La prima lezione dell'economia è la scarsità: non ci saranno mai abbastanza risorse per soddisfare tutti coloro che lo desiderano. La prima lezione della politica è quella di ignorare la prima lezione dell'economia. ([[Thomas Sowell]])
*La prima virtù della politica è di risolvere i problemi, non di parlarne. ([[Giacomo Vaciago]])
*La [[storia]] della politica del [[potere]] non è nient'altro che la storia del crimine nazionale e internazionale e dell'assassinio di massa. ([[Karl Popper]])
*La vera politica è come il vero [[amore]]. Si nasconde. ([[Jean Cocteau]])
*Le persone che si fanno una regola di prudenza o di disprezzo di non partecipare alla politica non devono lamentarsi se quella che si fa non piace loro. Il governo dello Stato non è uno spettacolo, e il rifiuto di prendervi parte toglie ogni diritto di critica. ([[Maurice Druon]])
*Le politiche si dovrebbero fare a partire dalla realtà. Oggi non mancano le ricerche sociologiche, è che la ricerca non implementa più la politica. Ci sono montagne di ricerche ma nessuno che provi a trarne una proposta politica generale. ([[Claudio Martelli]])
*Le promesse, in politica, si possono anche non mantenere, ma bisogna saperle fare. ([[Roberto Gervaso]])
*Lo scopo d'ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili dell'uomo vale a dire la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all'oppressione. (''[[Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino]]'')
*Nessuno ha ancora intuito che forse la classe politica italiana potrebbe recuperare un po' di credibilità nella opinione pubblica se ogni tanto la caccia alla poltrona fosse sostituita da una sconveniente, ma anche liberatoria caccia al tesoro con un paio di mutandine nere. ([[Luca Goldoni]])
*Non ci si mette in politica per fare la marmellata. Ci si mette per prendere in mano il potere e tenerlo. Chiunque dica il contrario è un bugiardo. Gli uomini politici vogliono sempre far credere d'essere buoni, morali, coerenti. Non cada nella loro trappola, mai. Non esiste un politico buono, morale, coerente. ([[Zulfiqar Ali Bhutto]])
*"Non mi occupo di politica" è come dire "non mi occupo della vita". ([[Jules Renard]])
*Non resta altro mezzo per rimettere in onore la politica, si devono come prima cosa impiccare i [[moralismo|moralisti]]. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Non sempre la politica si rende conto del valore, anche sociale, della cultura. E così vengono a mancare i buoni esempi. ([[Rosellina Archinto]])
*Oggi la politica è un lavoro ad alto rischio, costantemente sorvegliato dalla magistratura, con crisi permanenti e per di più disprezzato dalla gente per la corruzione del passato. È appassionante, è un privilegio incontrare molta gente meravigliosa, ma comodo non è. ([[Ada Colau]])
*Per coloro che stanno in cima alla piramide sociale, le parole della politica significano legittimazione dell’establishment; per coloro che stanno in fondo, significa il contrario, cioè possibilità di controllo, contestazione e partecipazione. Anche per "democrazia" è così. Dal punto di vista degli esclusi dal governo, la democrazia non è una meta raggiunta, un assetto politico consolidato, una situazione statica. La democrazia è conflitto. Quando il conflitto cessa di esistere, quello è il momento delle [[oligarchia|oligarchie]]. In sintesi, la democrazia è lotta per la democrazia e non sono certo coloro che stanno nella cerchia dei privilegiati quelli che la conducono. Essi, anzi, sono gli antagonisti di quanti della democrazia hanno bisogno, cioè gli antagonisti degli esclusi che reclamano il diritto di essere ammessi a partecipare alle decisioni politiche, il diritto di contare almeno qualcosa. ([[Gustavo Zagrebelsky]])
*Per me si fa politica in ogni momento della vita: quello che mangiamo è politica, come trattiamo gli animali è politica, la natura è politica. Anche i nostri vestiti lo sono. [...] Perfino la spazzatura è politica. ([[Olga Tokarczuk]])
*Politica è magia. Chi sa evocare le forze, a quello obbediscono. ([[Hugo von Hofmannsthal]])
*Politica e [[marketing]] sono due attività profondamente differenti, una basata sulla partecipazione dei cittadini, l'altra sulla persuasione dei consumatori. Le due attività hanno negli anni usato tecniche sempre più simili, come la pubblicità e varie forme di propaganda diventando spesso agli occhi del pubblico indistinguibili. Così degli abili uomini di marketing sono riusciti a sfruttare il sistema politico e il meccanismo elettorale per farne uno strumento di auto-promozione. A cosa serva poi l'auto-promozione è un altro problema: a salvare i conti delle proprie aziende, a guadagnare l'immortalità, a soddisfare aspirazioni di gloria... sicuramente non a fare politica. ([[Gloria Origgi]])
*Politica (''s.f.''). [...] Conflitto di interessi mascherato da lotta fra opposte fazioni. Conduzione di affari pubblici per interessi privati. ([[Ambrose Bierce]])
*Politica vuol dire realizzare. ([[Alcide De Gasperi]])
*Quando parla il popolo, la politica deve sapere ascoltare perché spesso gli elettori sono più avanti degli eletti. ([[Silvio Berlusconi]])
*Ritengo che la politica sia l'arte di costruire una società in cui si manifesti la volontà di Dio. Il nostro Creatore ha decretato che dobbiamo impegnarci seriamente in opere costruttive; e, in una società del genere, ogni individuo dovrebbe godere di assoluta libertà, non essere soggetto ad altre restrizioni oltre a quelle implicite nei genuini valori umani della società stessa, valori che sono il frutto della sua cultura indigena, e appaiono dunque accettabili a chiunque. ([[Anwar al-Sadat]])
*Sapere dove andare e sapere come andarci sono due processi mentali diversi, che molto raramente si combinano nella stessa persona. I pensatori della politica si dividono generalmente in due categorie: gli utopisti con la testa fra le nuvole, e i realisti con i piedi nel fango. ([[George Orwell]])
*Se dicessi che mi interesso di politica, forse mentirei, forse no. Perché la politica, in fondo, è avere a che fare con le situazioni di tutti i giorni e cercare di cambiarle in meglio. Quindi potrei dire che mi interesso di politica sociale, visto che le persone sono le prime di cui doversi occupare, quando ti viene la voglia di fare qualcosa. E non è necessario di occuparsi di grandi temi sociali. C'è bisogno ovunque. Anche nel vostro quartiere. Basta aprire gli occhi. Basta chiedere, che so, al vostro parroco. Basta non fare finta che nel vostro condominio abitate solo voi. Questi sono i mattoni su cui poi si costruisce tutto il resto. E bastano le persone normali. ([[Leo Ortolani]])
*Se la politica perde la dimensione pedagogica, non è più buona politica. ([[Gianfranco Fini]])
*Se non fosse per il fatto che vive al mondo, dubito che l'uomo si sarebbe mai interessato di politica. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Se si domanda a un uomo onesto che cosa pensa della politica, dal profondo del cuore dirà che questa «non ha padre né madre». È una parola che fa paura alle persone semplici, perché l'uomo della strada crede che la politica serva ai politici per giocarci. Questo tipo di politica non mi sembra pura né sincera. Se invece si guarda la politica come una cosa necessaria per governare un Paese, e se gli uomini che la praticano sono retti e sinceri, il suo significato cambia. Un Paese che abbia buoni politici non correrà mai alla rovina: da politici che valgano poco e manchino di statura ci si può aspettare invece il peggio. ([[Reza Ciro Pahlavi]])
*Se tutto è politico, allora niente lo è. ([[Tony Judt]])
*Separare l'[[economia]] dalla politica e sottrarre la prima agli interventi regolatori della seconda comporta la totale perdita di potere della politica, e fa prevedere ben altro che una semplice ridistribuzione del potere nella società. ([[Zygmunt Bauman]])
*So che la politica si fa nel parlamento, nella costruzione di alleanze, ma è importante esserci concretamente per le persone e sostenerle in forza della posizione che si occupa. Se qualcuno questo lo chiama elemosina o politica da assistente sociale per me è indifferente. ([[Elke Kahr]])
*Sono in politica per realizzare ciò che credo giusto, altrimenti mi sarei accontentata di sognare. ([[Michela Vittoria Brambilla]])
*Un cittadino che non abbia un significato politico quel tanto che basti per la chiarezza del suo carattere, non solo è un valore nullo nella generale attività, ma un terreno insidioso sul quale non mi arrischierei di fabbricare la mia casa. ([[Emilio De Marchi]])
*Volevo avere il diritto di non pensare alla politica, di disinteressarmi della politica, perché la politica la gente dabbene non la fa. La gente dabbene lavora in ufficio, viaggia, commercia, produce, ama una donna che può anche essere sua moglie (come è il mio caso), ama i suoi figli, ama la sua casa, paga le tasse, e di politica ne parla un quarto d'ora al giorno. ([[Indro Montanelli]])
===[[Michael Dobbs]]===
*La politica richiede sacrificio. Il sacrificio degli altri, ovviamente. Per quanto un uomo possa ottenere, sacrificandosi per il suo paese, è comunque più conveniente lasciare che siano gli altri a farlo per primi. Il tempismo, come dice sempre mia moglie, è tutto.
*Non è stato quel tizio, Clausewitz, a dire che la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi? Si sbagliava, ovviamente, povero allocco. Politica? Guerra? Come mi ricorda sempre la mia adorata moglie Mortima, non c'è alcuna distinzione.
*Una volta, su nella brugheria, il mio vecchio maestro di caccia mi diede una lezione che non ho più dimenticato. Ero un bambino – cosa avrò avuto, dieci anni? Ma se ci pensate bene, è proprio a quell'età che certi insegnamenti ti si imprimono nella coscienza, per restarci. Mi disse questo. Se devi fargli del male, assicurati di farlo in modo eccessivo e insopportabile, affinché capisca che puoi causargli un dolore molto più forte di quello che potrebbe causarti lui. Il mio maestro parlava dei cani selvatici, ovviamente. Ma è stato un ottimo insegnamento anche in politica.
===[[Vittoria Ferdinandi]]===
*In politica nessuno è abituato a credere che la diversità di prospettive rappresenta una ricchezza, mentre [...] essere uniti non significa essere uniformi.
*La politica sta diventando un presidio di appartenenze e nell'appartenenza il pensiero si spegne.
*Se i valori vengono considerati come una belluria retorica, siamo in un momento davvero spaventoso. Perché la politica è il più grande strumento che abbiamo per interpretare la realtà.
*Si crede che la politica debba essere ripetizione, che le persone si aspettino sempre la stessa cosa: non un tono monocorde, non dei pensieri complessi.
*Una politica che non è più capace di fare i conti con il dolore dell'altro che politica è?
===[[Mino Martinazzoli]]===
*Constato una certa insufficienza della politica, almeno da quel che leggo. Mi sembra la fase del riduttivismo, la politica ridotta ad evento.
*Non credo alla politica come una totalità dell'esistere; ho un rapporto abbastanza controverso con la politica.
*Una volta dicevo che l'arte imita la natura, ora dico che la politica imita l'economia.
===[[Marco Rizzo]]===
*{{NDR|Parlando dell'entrata in politica di [[Donald Trump]]}} I padroni eliminano la politica ed entrano direttamente a gestire la cosa pubblica. Il novecento è stato il secolo in cui la politica serviva alla grande borghesia anche per intermediarsi con la società. Oggi la prendono in mano direttamente.
*{{NDR|Parlando del [[pugilato]]}} La nobile arte è molto meno cruenta. Hai di fronte l'avversario, le dai, le prendi, alla fine ti abbracci. In politica, nemmeno hai messo i guantoni che hai già preso una coltellata e non da chi hai davanti ma da quello di fianco.
*Se i [[Partito politico|partiti]] non ricevessero il finanziamento pubblico e se non ci fosse l'intromissione anche della finanza nei partiti, quei partiti non esisterebbero. Se voi andate con la macchina della verità e la infilaste su per il culo a tutti i deputati che sono in [[Parlamento]], non ce n'è uno che crede in quelle idee. L'unica idea in cui credono è quella di pensare di fare un altro giro. Questa è la politica oggi.
===[[Elly Schlein]]===
*Bisogna anche ricordarsi che chi fa politica ha una responsabilità che è quella non di soffiare sui venti della tensione sociale che le disuguaglianze inevitabilmente producono.
*Credo che la politica abbia la responsabilità di non alimentare le tensioni sociali prodotte dalle disuguaglianze, ma di agire sulle loro cause profonde. In che modo? Con politiche redistributive, ascoltando i cittadini e non facendo mancare a nessuno una risposta commisurata al suo bisogno. Solo così si può evitare di prendersela con il vicino, che a volte sta pure peggio di noi.
*Faccio parte di una generazione che si era allontanata dalla politica, lo avevo fatto anch'io ma ad un certo punto ti rendi conto che se non ti rimbocchi le maniche e provi a parteciparlo quel cambiamento, se non provi ad essere il cambiamento che vuoi vedere nella società, non puoi aspettarti che altri lo facciano per te. Anche se sei incazzato con la politica e ti allontani, devi renderti conto che gli altri continueranno a farla e il peso delle loro decisioni ricadrà comunque anche sulla tua vita, quindi vale la pena, nelle forme e nei modi in cui uno può, di partecipare alla cosa pubblica.
*{{NDR|«C'è bisogno di una nuova leadership fatta anche di intelligenza emotiva per cambiare questa politica?»}} L'empatia in politica è una parte importante, perché ti tiene a terra. Cioè ti tiene comunque legato alla quotidianità delle persone che cerchi di rappresentare. La cosa però ha i suoi pro e i suoi contro. Soprattutto perché quando ti occupi di fragilità in qualche modo quelle fragilità ti rimangono addosso e finisci per portarle con te. Non ti lasciano indifferente. Ma sicuramente l'empatia aiuta a creare legami più inclusivi. E soprattutto aiuterebbe a superare un grande vulnus irrisolto del nostro sistema politico: quello del modello dell'uomo solo al comando. Che non possiamo assolutamente risolvere con il modello della donna sola al comando. C'è bisogno invece di creare nuovi meccanismi che portino al comando squadre di persone, con competenze diverse e che siano capaci di avere una visione a 360 gradi di quelle che sono le complessità dei problemi sociali economici e ambientali. Che questo sia il modello di leadership da spingere con forza penso l'abbia imparato anche qualche leader nostrano, che sembrava fortissimo ma che poi, senza questa capacità di farsi crescere attorno una nuova classe dirigente, si è sbriciolato molto in fretta.
===[[Eduard Shevardnadze]]===
*A mio avviso, i politici che dimenticano che gli uomini sono prima di tutto uomini, e poi portatori di determinate idee, non hanno il diritto di occuparsi di politica.
*È semplicemente sciocco, sterile e irrazionale vedere negli oppositori dei nemici, moltiplicandone il numero per effetto della propria repulsione. E nella grande politica questo è un lusso inconcepibile.
*La politica è fondamentalmente drammatica anche nelle sue manifestazioni concrete, ma non è questa una buona ragione per trasformarla in ancella del sensazionalismo.
==[[Proverbi italiani]]==
*Canzone politica, brutta canzone.
*Chi non ha politica, non sa regnare.
*Ci vuol politica, ci vuole.
*In fatto di politica è più utile un po' di buon senso che molta astuzia.
*L'onestà è la miglior politica.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Partito politico]]
*[[Politico]]
*[[Potere]]
*[[Statista]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attività]]
[[Categoria:Politica| ]]
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Democrazia
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Danyele
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[[Immagine:Evening Democracy Monument.jpg|thumb|''Monumento della Democrazia'' a Bangkok]]
Citazioni sulla '''democrazia'''.
==Citazioni==
*'A democrazia nun funziona pecché 'e cane se mangiano tra di loro si nun ce sta 'o bastone. (''[[Gomorra - La serie (seconda stagione)|Gomorra - La serie]]'')
*A volte la democrazia non è uno spettacolo piacevole. ([[Katha Pollitt]])
*Assistiamo a un revisionismo reazionario che apre la strada alla democrazia autoritaria, da noi e nel resto del mondo. Uno di quei cicli storici che dimostrano che anche la libertà ha le sue stagioni.[...] C'è stata una mutazione capitalistica, una rivoluzione tecnologica di effetto obbligato: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri ed emarginati. È questa la ragione di fondo per cui la Resistenza e l'antifascismo democratico appaiono sempre più sgraditi, sempre più fastidiosi al nuovo potere. Padroni arroganti e impazienti non accettano più una legge uguale per tutti, la legge se la fabbricano ad personam con i loro parlamenti di yes-men. ([[Giorgio Bocca]])
*Credete forse oggi voi d'essere liberi; votate per dieci volte l'anno gente che a volte neanche conoscete, e che una volta eletta, fa ciò che vuole: acciuccia e si spartisce. Sempre comanderà un'oligarchia che v'inganna col giuoco delle parti. E allora? Dov'è, povero o postero, il guadagno? La dittatura è un sistema per opprimere il popolo, la democrazia è un sistema per costringere il popolo a opprimersi da solo. (''[[Fascisti su Marte]]'')
*Curiosamente oggi si parla molto di partecipazione, intesa come uno strumento di sviluppo democratico, ma raramente si parla di [[divulgazione]] come condizione essenziale per capire e quindi per partecipare. La democrazia non può basarsi sull'ignoranza dei problemi, perché uno dei suoi grandi obiettivi è proprio quello di rendere i cittadini responsabili e consapevoli, in modo che possano esercitare i loro diritti utilizzando al meglio la loro capacità di capire. ([[Piero Angela]])
*Democrazia: non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto. ([[Blaise Pascal]])
*Democrazia, repubblica: cosa vogliono dire queste parole? Cos'hanno cambiato nel mondo? Gli uomini sono forse diventati più bravi, più leali, più buoni? Il popolo è forse più felice? Tutto continua come prima, come sempre. Illusioni, illusioni. E poi bisogna vedere gli interessi di un popolo, prima di sovvertire con le parole. A volte la democrazia è necessaria e Noi pensiamo che alcuni popoli africani possano adottarla. Ma altre volta essa è un danno, un errore. ([[Haile Selassie]])
*Democrazia significa [...] consentire a chiunque lo meriti la possibilità di elevarsi, non già innalzare chi di meriti sia invece sprovvisto. ([[Fausto Catani]])
*Demostupidità. ([[Gustave Flaubert]])
*E allora parlammo della grande bellezza e importanza della Democrazia e ci demmo un gran da fare per comunicare al Conte un giusto sentimento dei vantaggi di cui godevamo vivendo in un luogo dove imperava il suffragio ''ad libitum'', e non c'era re.<br />Il CRonte ascoltò con palese interesse, e in verità sembrava non poco divertito. Quando avemmo finito, disse che, molto tempo prima, era accaduto qualcosa del genere. Tredici province egizie decisero di colpo di essere libere, proponendo in tal modo un magnifico esempio al resto dell'umanità. Riunirono i loro saggi, e apparecchiarono la costituzione più ingeniosa che fosse possibile concepire. Per qualche tempo se la cavarono non troppo male; soltanto, avevano preso l'abitudine di darsi delle arie in modo da non credersi. Alla fine, tuttavia, quei tredici stati, più altri quindici o venti, finirono in preda del più odioso, del più intollerabile dispotismo di cui mai si sia sentito parlare sulla faccia della Terra.<br />Chiesi quale mai fosse il nome del tiranno usurpatore. Per quel che il Conte riusciva a ricordare, il suo nome era ''Plebaglia''. ([[Edgar Allan Poe]])
*{{NDR|La democrazia}} è ciò che dice di essere: il dominio del popolo. Ed è buona o cattiva a seconda che il popolo sia l'una o l'altra cosa. ([[Louis de Wohl]])
*È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora. ([[Winston Churchill]])
*Ecco cos'è la democrazia per i nordamericani: lasciare che al loro paese tutti votino e passino il weekend a leggere fumetti, lasciare che tutti (tranne i negri, che sono i cattivi della classe) si sentano cittadini, e dall'altra parte sfruttare al massimo il sudore a buon mercato della plebaglia latino-americana. ([[Mario Benedetti]])
*Entra in crisi la democrazia, perché essa, intendo la democrazia quantitativa moderna, è stata pensata supponendo che ci fossero dei valori stabili, fissi, condivisi da tutti. ([[Ersilio Tonini]])
*Gli statisti sono responsabili dei loro errori soltanto nel settore in cui sono preposti, cioè quello del governo, e non vanno giudicati responsabili della nazione nel suo complesso. [...] Una delle manchevolezze della democrazia, è di cercare capri espiatori per la sua debolezza. ([[John F. Kennedy]])
*Ha mai sentito parlare d'una cosa chiamata democrazia? La democrazia significa eleggere le persone che ti piacciono. ([[Yoweri Museveni]])
*Ho la paura della perdita della democrazia, perché io so cos'è la non democrazia. La democrazia si perde pian piano, nell'indifferenza generale, perché fa comodo non schierarsi, e c'è chi grida più forte e tutti dicono: ci pensa lui. ([[Liliana Segre]])
*Il diritto all'autodeterminazione e la democrazia sono legati l'uno all'altra. ([[Giovanni Adamo II del Liechtenstein]])
*Il liberalismo costituzionale ha portato alla democrazia, ma sembra che la democrazia non porti necessariamente al liberalismo costituzionale. ([[Fareed Zakaria]])
*Il metodo della formazione della volontà attraverso la semplice fissazione della maggioranza è sensato ed accettabile se viene presupposta una sostanziale omogeneità di tutto il popolo. In tal caso non si verifica una sopraffazione della minoranza ma il voto serve solo a far risaltare un accordo ed un'unanimità già esistente e presupposta, seppur in forma latente. Infatti poiché ogni democrazia riposa sul presupposto del popolo nella sua interezza, unitarietà ed omogeneità, così non può esistere di fatto nessuna minoranza e tanto meno una pluralità di minoranze stabili e costanti. ([[Carl Schmitt]])
*Il popolo ha parlato! Il popolo ha vinto! È stata una radiosa eruzione di democrazia! Però tutto finirà lì, amici. Questo tipo di cose non si ripeterà facilmente. Noi sentiamo molto bene in fondo ai nostri cuori terrorizzati che la democrazia è un gigante agonizzante, uno stanco, disfatto, morente concetto politico che si contorce nella sua fine penosa. Non dico che gli Stati Uniti sono finiti come potenza mondiale. Gli Stati Uniti sono il più ricco, più potente, più progredito paese del mondo, anni luce più avanti di qualsiasi altro. E non dico che i comunisti si impossesseranno del mondo, perché i comunisti sono più morti di noi. Ciò che è finita è l'idea che questa grande nazione sia dedicata all'affrancamento, alla floridezza di ogni suo singolo individuo. (''[[Quinto potere]]'')
*Il senso del governo rappresentativo è che tutto il popolo o una numerosa parte di esso eserciti, tramite deputati periodicamente eletti, il potere di controllo ultimo che in ogni costituzione deve trovare il suo soggetto. Deve possedere tale potere nella sua pienezza. Deve essere padrone, a suo piacimento, di tutte le funzioni del governo. ([[John Stuart Mill]])
*Il sistema democratico è come il cielo di Lombardia: tanto bello quando è bello; funziona tanto bene quando funziona. ([[Henry Furst]])
*Il [[sorteggio|suffragio per via della sorte]] è proprio per natura della democrazia; quello per via della scelta, dell'[[aristocrazia]]. ([[Montesquieu]])
*Il termine ''demokratía'' comincia a circolare verso la fine del VI secolo avanti Cristo, con una accezione prevalentemente dispregiativa. In entrambe le componenti della parola. Da un lato, infatti, ''krátos'' non significa affatto genericamente «potere» (come per lo più si ritiene), ma si riferisce piuttosto a quella forma di potere che scaturisce da, e si fonda su, l'uso della forza. Analogamente, il termine ''démos'' viene adoperato per denominare non la totalità della popolazione, ma quella parte, ancorché maggioritaria, del popolo, che è in possesso di alcuni requisiti. Le occorrenze di ''démos'' nel senso di regime popolare, cioè di democrazia, sono pochissime e si trovano concentrate nel celebre dibattito sulle costituzioni, svoltosi verso la metà del V secolo. Le altre attestazioni di ''démos'' si presentano sostanzialmente come valutazioni negative della democrazia, quali potevano essere espresse soprattutto dai suoi avversari, i quali contestavano a questa forma di governo il fatto di privilegiare i (molti) cattivi, rispetto ai pochi (buoni), ovvero di pretendere che a governare fosse una moltitudine indistinta, anziché gli áristoi , i «migliori». Insomma, pur nell'estrema variabilità di significati, da un lato ''demokratía'' indica il dominio coercitivo, esercitato con la forza, di quella parte del popolo che è il démos (con la drastica esclusione delle donne), mentre dall'altro lato essa esprime il sopravvento della componente quantitativamente, ma non qualitativamente, più significativa del popolo. ([[Umberto Curi]])
*In una società in cui vi è [[lotta di classe]], se le classi sfruttatrici hanno la [[libertà]] di sfruttare i [[Lavoratore|lavoratori]], i lavoratori non hanno la libertà di non subire lo sfruttamento. Se vi è democrazia per la [[borghesia]], non vi è democrazia per il [[proletariato]] e per il lavoratori. ([[Mao Tse-tung]])
*Io non mi stancherò mai di ripeterlo: la democrazia non si può regalare come una stecca di cioccolata. La democrazia bisogna conquistarsela. Per conquistarsela bisogna volerla. Per volerla bisogna sapere cos'è. ([[Oriana Fallaci]])
*Io non sono democratico, non ero democratico e rimango antidemocratico perché non credo alla democrazia, non credo che esista un regime democratico. ([[Vincenzo Vinciguerra]])
*Io sono per la democrazia, ma imporre la democrazia è un ossimoro. La gente deve scegliere liberamente la democrazia, e questa deve salire dal basso. ([[Madeleine Albright]])
*L'idea stessa di democrazia è sempre incompiuta, sempre da conquistare. ([[Marc Augé]])
*La [[borghesia]] e la democrazia vuote di ideali non hanno altro cemento che il nazionalismo. Perciò si affida ai condottieri. ([[Corrado Alvaro]])
*La democrazia, come la concepiamo e la desideriamo, in breve, è il regime delle possibilità sempre aperte. Non basandosi su certezze definitive, essa è sempre disposta a correggersi perché – salvi i suoi presupposti procedurali (le deliberazioni popolari e parlamentari) e sostanziali (i diritti di libera, responsabile e uguale partecipazione politica), consacrati in norme intangibili della Costituzione, oggi garantiti da Tribunali costituzionali – tutto può sempre essere rimesso in discussione. In vita democratica è una continua ricerca e un continuo confronto su ciò che, per il consenso comune che di tempo in tempo viene a determinarsi modificandosi, può essere ritenuto prossimo al bene sociale. Il dogma – cioè l'affermazione definitiva e quindi indiscutibile di ciò che è vero, buono e giusto – come pure le decisioni di fatto irreversibili, cioè quelle che per loro natura non possono essere ripensate e modificate (come mettere a morte qualcuno), sono incompatibili con la democrazia. ([[Gustavo Zagrebelsky]])
*La democrazia dev'essere il palladio dell'ordine. I disordini sono suscitati nel mondo dal dispotismo e dal prete che tiene il popolo in una condizione insopportabile. ([[Giuseppe Garibaldi]])
*La democrazia diretta, resa possibile dalla Rete, non è relativa soltanto alle consultazioni popolari, ma a una nuova centralità del cittadino nella società. Le organizzazioni politiche e sociali attuali saranno destrutturate, alcune scompariranno. La democrazia rappresentativa, per delega, perderà significato. È una rivoluzione prima culturale che tecnologica, per questo, spesso, non viene capita o viene banalizzata. ([[Gianroberto Casaleggio]])
*La democrazia è basata sulla convinzione che nella gente comune ci sono possibilità non comuni. ([[Harry Emerson Fosdick]])
*La democrazia è fragile, e a piantarci sopra troppe bandiere si sgretola. ([[Enzo Biagi]])
*La democrazia è il deserto; ed è monoteista; l'eguaglianza è il deserto del monoteismo democratico – le estreme civiltà riproducono il deserto dei nomadi – tutti si pentono degli Olimpi della civiltà. ([[Andrea Emo]])
*La democrazia è il governo del popolo, dal popolo, per il popolo. ([[Abramo Lincoln]])
*La democrazia è il più grande tentativo di organizzare una società per mezzo di procedure non violente. ([[Norberto Bobbio]])
*La democrazia è il risultato della crescita e dello sviluppo e non di una guerra e di un'aggressione. La democrazia non è un bene esportabile che si può portare da ovest a est. ([[Hassan Rouhani]])
*La democrazia e la schiavitù inseparabili. Perché? La democrazia, come era presso gli antichi, non è che il governo di un numero d'uomini abbastanza grande per essere chiamato popolo. Ma tale denominazione è errata. In un tale stato, il vero popolo, la maggioranza, si trova nella classe degli schiavi, e la schiavitù s'introduce inevitabilmente in un Paese così governato giacché coloro che occupano il loro tempo a fare le leggi non possono fare scarpe, vestiti, seminare, lavorare la terra, ecc. ([[Joseph Joubert]])
*La democrazia è più vendicativa dei Gabinetti. Le guerre tra i popoli saranno più orribili di quelle tra i re. ([[Winston Churchill]])
*La democrazia è sempre, per sua natura e costituzione, il trionfo della mediocrità. ([[Indro Montanelli]])
*La democrazia è un'arena dove, se non si scontrassero tesi contrapposte, si assisterebbe a uno spettacolo avvilente, al trionfo del pensiero unico, dove vince chi fischia più forte. ([[Pierluigi Battista]])
*La democrazia è una forma di governo; non è un biglietto per qualche terra fantastica dove tutto il male è sterminato e tutti sono d'accordo con noi. ([[Madeleine Albright]])
*La democrazia funziona quando a decidere siamo in due, e l'altro è malato. ([[Winston Churchill]])
*La democrazia ha molti nemici in attesa tra le quinte, politici e movimenti per il momento costretti a giocare secondo le sue regole ma il cui intento reale è tutt'altro – populista, di manipolazione mediatica, intollerante e autoritario. Conquisteranno molto spazio, se non riformeremo rapidamente le nostre democrazie. E non c'è ambito in cui questa riforma sia più necessaria che in seno alla stessa Unione Europea. ([[Paul Ginsborg]])
*La democrazia maggioritaria, che attribuisce al popolo il potere di scelta del governo, togliendolo sia ai partiti sia al Parlamento, finisce inesorabilmente per produrre due effetti: rafforzare l'esecutivo rispetto al legislativo e diminuire il pluralismo. È a questi effetti – e agli inconvenienti che possono produrre – che occorre quindi guardare, chiedendosi che cosa possa temperare l'uno e l'altro. Per temperare un esecutivo forte, non c'è altro rimedio che un'investitura popolare separata del Parlamento e del governo. Solo se il governo non è figlio del Parlamento, questo gli si potrà opporre. Per moderare l'accentramento dei poteri in un corpo unico, non c'è altro che decentrare, deconcentrare, specializzare i poteri pubblici, dando a ciascuno di essi un campo o un'area di azione, sottraendo – dove possibile – la loro investitura al corpo politico e affidandola a custodi separati. ([[Sabino Cassese]])
*La democrazia non arriva per dichiarazioni, né arriva per pressioni o embarghi; può arrivare attraverso il dialogo. ([[Óscar Rodríguez Maradiaga]])
*La democrazia moderna è figlia spirituale di quelle ideologie {{NDR|della [[rivoluzione francese]]}}: anch'essa ha il culto della volontà collettiva, reputata sempre buona solo perché creduta espressione della maggioranza; anch'essa ha fatto dell'uomo, per dir così, la misura di tutte le cose, e nella scienza e nella facile cultura ha ravvisato il mezzo per elevare e render felici i nostri simili. ([[Antonio Anzilotti]])
*La democrazia non deve concepirsi come un confronto violento di diversi orientamenti né come uno scomposto sviluppo di forze politiche e sociali [...] la democrazia deve essere caratterizzata, soprattutto, da un costume fatto di probità, di disinteresse, di spiccato senso del dovere, sorretto dalla volontà di agevolare un aperto, chiaro, consapevole sforzo di convergenza verso un fine superiore, che è quello di servire il paese e di assecondare la intensa ansia di giustizia e di libertà del popolo italiano. ([[Brunetto Bucciarelli-Ducci]])
*La democrazia non è altro che un pretesto per le cattive maniere! ([[Ernst Lothar]])
*La democrazia non è uno sport da spettatori. Se tutti stanno a guardare e nessuno partecipa, non funziona più. ([[Michael Moore]])
*La democrazia non presuppone affatto quel relativismo etico che il magistero della Chiesa giustamente condanna. Essa, al contrario, si alimenta di convinzioni etiche e ideali che cercano di diffondersi e di affermarsi fino a diventare forza costitutiva della società. Ciò presuppone però il libero confronto e questo, a sua volta, la libera e diretta partecipazione di coloro che vi portano le proprie convinzioni, quale che ne siano la fonte e il fondamento, laico o religioso. La democrazia è, per così dire, un regime in prima persona, non per interposta persona. Se essa è occupata da forze che agiscono come longa manus di poteri esterni, diventa il luogo di scontro e prepotenza di potentati che obbediscono alle loro regole e non rispondono a quelle della democrazia: potentati che sono, tecnicamente, irresponsabili. ([[Gustavo Zagrebelsky]])
*La democrazia ''non'' si identifica con la sottomissione della minoranza alla maggioranza. La democrazia è ''uno Stato'' che riconosce la sottomissione della minoranza alla maggioranza, cioè l'organizzazione della ''violenza'' sistematicamente esercitata da una classe contro un'altra, da una parte della popolazione contro l'altra. ([[Lenin]])
*La democrazia non si impone con i carri armati, non dobbiamo usare la forza ma i libri. La cultura della coscienza democratica passa attraverso la creatività dell'arte. Su questo dobbiamo lavorare altrimenti diventiamo un popolo che copia. ([[Dalù]])
*La democrazia oggi non si abbatte col cannone ma sfibrandone le istituzioni rappresentative. ([[Norma Rangeri]])
*La democrazia, se non ha un orizzonte su cui fondarsi e non ha dei protagonisti che si riferiscano a dei parametri etici, perde di vista il bene comune. ([[Bruno Forte]])
*La democrazia si muta in dispotismo. ([[Platone]])
*La democrazia significa in effetti la coercizione della minoranza da parte della maggioranza. ([[Jawaharlal Nehru]])
*La democrazia vive se c'è un buon livello di cultura diffusa. [...] se questo non c'è, le istituzioni democratiche – pur sempre migliori dei totalitarismi e dei fascismi – sono forme vuote. ([[Tullio De Mauro]])
*La democrazia vive solo di democrazia, di partecipazione cioè del contributo di tutti: questo è l'insegnamento che dobbiamo in particolare alle nuove generazioni. ([[Vittorino Colombo]])
*Le democrazie non agiscono sulla spinta delle emozioni, ma con la forza lenta e profonda dei sentimenti. ([[Massimo Gramellini]])
*La differenza tra democrazia e [[dittatura]] è appunto questa: più teste, una testa. ([[Emilio Lussu]])
*La differenza tra Democrazia e [[Dittatura]] è che in Democrazia prima si vota e poi si prendono ordini; in una Dittatura non c'è bisogno di sprecare il tempo andando a votare. ([[Charles Bukowski]])
*La dottrina della [[legge morale|legge naturale]] è il principale fondamento della democrazia: se è vero che tutti gli uomini hanno "per natura" la medesima [[dignità]] e possiedono "per natura" gli stessi diritti fondamentali, ne segue che sono "per natura" eguali tra loro: l'[[eguaglianza]] sta alla base della democrazia (così come la diseguaglianza alla base dei sistemi [[oligarchia|oligarchici]] di tutti i tipi). ([[Francesco D'Agostino]])
*La jattura maggiore dell'epoca nostra, a parer mio, è che nessun governo potrebbe reggersi senza appoggiarsi alla polizia di Stato ed alla frode elettorale e che nondimeno continuano tutti a proclamarsi schiettamente democratici, anzi i più democratici che siano mai esistiti. Se ammettiamo col [[François de La Rochefoucauld|La Rochefoucauld]] che «l'hypocrisie est un hommage que le vice rend à la vertu», bisogna concludere alla virtù intrinseca del mito: ''democrazia''. Ma virtù ormai simbolica più che altro. ([[Maurice Vaussard]])
*La [[Politica]] determina i rapporti della nazione col governo, e delle varie nazioni tra loro. Questi rapporti noi li deduciamo da una sola ed unica fonte: il Diritto naturale; e li formuliamo tutti in una parola: Democrazia. ([[Cristoforo Bonavino]])
*La sostanza della democrazia è il potere dei cittadini di decidere del proprio destino in modo consapevole e pacifico nel quadro di una «società aperta», nella quale non si dia una distribuzione delle risorse materiali e culturali tale da impedire a qualsiasi cittadino di partecipare alla formazione delle decisioni politiche, come anche di accedere ai massimi livelli del potere [...] Si pone quindi l'interrogativo: nelle attuali società democratiche si sono o no costituite barriere le quali impediscono loro di essere e di restare società effettivamente aperte, e cioè si sono o no stabilite posizioni di potere inaccessibili al controllo e alle decisioni della maggioranza? ([[Massimo L. Salvadori]])
*La trasformazione dell'elettorato in pubblico televisivo ha innalzato la qualità della democrazia ed ha avvicinato la democrazia diretta a quella parlamentare, ha avvicinato così la democrazia occidentale al suo modello, la democrazia ateniese, forma originaria della democrazia diretta. ([[Gianni Baget Bozzo]])
*La vera democrazia è vigilanza costante: significa non pensare nel modo che tutti si aspettano, e tenere sempre gli occhi ben aperti. ([[Penn Jones, Jr.]])
*Le democrazie falliscono non solo per cattivi leader, ma per cittadini esausti che si abituano alle ferite morali. Se la gente vota solo per ritrovare comodità, nulla cambia. Se vota per ristabilire dignità e responsabilità, allora forse qualcosa cambia. ([[Jonathan Safran Foer]])
*Le democrazie in nessun paese moderno sono pacifiste. Non lo sono state nemmeno nel lontano passato. Non vi è niente di più ridicolo di dire che le democrazie lavorano sempre per la [[pace]]. Le democrazie lavorano troppo spesso per la [[guerra]]! ([[Francesco Saverio Nitti]])
*Le democrazie moderne sono minate da due mali che le divorano da dentro: le crescenti disuguaglianze e la distruzione del Pianeta. Un partito progressista che non mette in cima al suo programma questi due punti non serve a niente, e infatti fa la fine del [[Partito Democratico|Pd]]; che ha conquistato la [[borghesia]] e ha perso il popolo. ([[Carlo De Benedetti]])
*Le democrazie muoiono quando la gente smette di credere che il voto conti. La questione non è se ci sono delle elezioni, ma se queste elezioni sono libere e corrette. Se lo sono, la democrazia produce un senso di temporalità, un'attesa del futuro che calma il presente. Il significato di ogni elezione democratica è la promessa di quella successiva. Se ci aspettiamo che ci sarà un'altra elezione, sappiamo che la prossima volta potremo correggere i nostri errori, di cui nel frattempo incolpiamo le persone che abbiamo eletto. In questo modo, la democrazia trasforma la fallibilità umana in prevedibilità politica, e ci aiuta a esperire il tempo come un movimento in avanti verso un futuro su cui abbiamo un certo controllo. Se però ci convinciamo che le elezioni sono solo un rituale ripetitivo di supporto, la democrazia perde il suo significato. ([[Timothy Snyder]])
*Ma la causa vera di tutti i nostri mali, di questa tristezza nostra, sai qual è? La democrazia, mio caro, la democrazia, cioè il governo della maggioranza. Perché, quando il potere è in mano d'uno solo, quest'uno sa d'esser uno e di dover contentare molti; ma quando i molti governano, pensano soltanto a contentar se stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa; la tirannia mascherata da libertà. ([[Luigi Pirandello]])
*Ma la democrazia dov'è? Che democrazia è questa autoritaria che si va affermando nel nostro paese? Ai suoi sostenitori basta che il governo non apra i suoi lager, che non fucili gli oppositori, che non soffochi tutte le voci critiche per gridare che la democrazia è salva. Ma la mutazione autoritaria è sotto gli occhi di tutti, anche dei rassegnati o indifferenti: i personaggi della televisione invisi al potere cacciati o tacitati, gli autori dei libri all'indice berlusconiano esclusi dalla televisione e ignorati dai giornali, i dirigenti di qualsiasi ufficio o istituzione, dalle fiere campionarie agli enti lirici, scelti dal padrone, i disegnatori satirici ostili al potere emarginati, i cortigiani imposti. ([[Giorgio Bocca]])
*''Mamma, | vedi che siamo presenti | dove c'è da crepare | e non ci cercano | quando c'è da decidere? | Questa è la democrazia | rammentalo a mio fratello, mamma.'' ([[Riccardo Mannerini]])
*Meglio suddito di un regime aristocratico che re di una democrazia. ([[Aldo Palazzeschi]])
*Mi professo un democratico se la completa identificazione con i più poveri dell'umanità, un intenso desiderio di vivere non meglio di loro e un corrispondente consapevole sforzo di abbassarmi a quel livello al meglio delle mie capacità, può darmene il diritto. ([[Mahatma Gandhi]])
*Nei regimi totalitari - comunismo, fascismo, fondamentalismo religioso - il supporto popolare viene dato per scontato. Lì possono cominciare una guerra, la possono portare avanti, possono mettere chiunque in uniforme per quanto gli pare senza mai doversi preoccupare nemmeno della più blanda reazione politica. In una democrazia è l'esatto contrario. Il supporto pubblico deve essere ben gestito, come ogni risorsa nazionale limitata. Bisogna spenderlo con saggezza, con parsimonia, cercando di ottenere il massimo risultato dall'investimento. ([[Max Brooks]])
*Nella loro qualità di istituzioni pubbliche della città, democrazia e [[teatro]] hanno fra loro un implicito legame: entrambi concorrono a favorire l'avvento della [[tiranno|tirannide]]. ([[Simon Critchley]])
*Nelle [[aristocrazia|aristocrazie]] il principe non si fa eleggere, è lui che elegge il suo popolo. In democrazia il popolo è bastonato su mandato del popolo. È la pratica certosina dell'autoinganno. Si dice che il trenta per cento sia astensionismo. Nego, tutto è astensionismo. Sono comunque voti sprecati. ([[Carmelo Bene]])
*Noi non abbiamo esempi, nei nostri annali, di una repubblica realmente democratica che abbia resistito più di qualche anno senza decomporsi e scomparire nella sconfitta o nella tirannia; giacché le nostre folle hanno, in politica, il naso del cane, che ama solo i cattivi odori. Esse non scelgono che i meno buoni, e il loro fiuto in questo è quasi infallibile. ([[Maurice Maeterlinck]])
*Noi siamo l'epoca della scheda elettorale! […] Il tempo presente è antifilosofico e vile; non ha il coraggio di decidere che cosa ha valore e che cosa non ne ha, e democrazia, per dirlo con la massima concisione, significa: 'Fai quello che accade!' ([[Robert Musil]])
*Non c'è "un solo popolo". Ma una società unita e, al tempo, stesso divisa in base a interessi e valori. Che nella democrazia rappresentativa trovano "rappresentazione". Per questo è necessario guardarsi dalla "popolocrazia". E difendere, rivendicare la "democrazia". ([[Ilvo Diamanti]])
*Non puoi avere democrazia se non hai anche una [[Libertà di stampa|libera stampa]]. È una questione che va affrontata a livello europeo. ([[Mélanie Vogel]])
*{{NDR|Sul processo di democratizzazione della Cina}} Non vinceremo questa battaglia utilizzando i carri armati. Non ci abbasseremo a questo. La vinceremo con la cultura. ([[Dalù]])
*Non violenza e democrazia politica devono vivere quasi come sinonimi. Da un secolo non vi sono guerre tra democrazie, diritto e libertà sono la prima garanzia. E il pacifismo storico, nei fatti, lo ha sempre ignorato. ([[Marco Pannella]])
*Nulla potrebbe essere più irragionevole che dare potere al popolo, privandolo tuttavia dell'informazione senza la quale si commettono gli abusi di potere. Un popolo che vuole governarsi da sé deve armarsi del potere che procura l'informazione. Un governo popolare, quando il popolo non sia informato o non disponga dei mezzi per acquisire informazioni, può essere solo il preludio a una farsa o a una tragedia, e forse a entrambe. ([[James Madison]])
*Penso che in Occidente il termine democrazia sia stato frainteso. Non credo che democrazia sia sinonimo di giungla senza etica. ([[Barbora Bobuľová]])
*Penso che sia i cinesi che gli occidentali dovrebbero essere uguali. La democrazia è un concetto unificato: non esiste la democrazia in stile cinese e la democrazia in stile occidentale. Il Partito Comunista Cinese ha sempre promosso un'ideologia secondo la quale la Cina non sarebbe adatta alla democrazia di tipo occidentale. Questo è un insulto a tutti i cinesi che non hanno il diritto di essere privati dei loro diritti. ([[Dalù]])
*Per coloro che stanno in cima alla piramide sociale, le parole della [[politica]] significano legittimazione dell'establishment; per coloro che stanno in fondo, significa il contrario, cioè possibilità di controllo, contestazione e partecipazione. Anche per "democrazia" è così. Dal punto di vista degli esclusi dal governo, la democrazia non è una meta raggiunta, un assetto politico consolidato, una situazione statica. La democrazia è conflitto. Quando il conflitto cessa di esistere, quello è il momento delle [[oligarchia|oligarchie]]. In sintesi, la democrazia è lotta per la democrazia e non sono certo coloro che stanno nella cerchia dei privilegiati quelli che la conducono. Essi, anzi, sono gli antagonisti di quanti della democrazia hanno bisogno, cioè gli antagonisti degli esclusi che reclamano il diritto di essere ammessi a partecipare alle decisioni politiche, il diritto di contare almeno qualcosa. ([[Gustavo Zagrebelsky]])
*Perché bisogna anche tener conto dei Morti, nella vera democrazia. ([[Giovannino Guareschi]])
*Perché una democrazia funzioni ci vuole una cittadinanza capace di criticare qualsiasi potere, ma ci vogliono anche politici onesti. ([[Ada Colau]])
*Premetto che l'unico modo d'intendersi quando si parla di democrazia, in quanto contrapposta a tutte le forme di governo autocratico, è di considerarla caratterizzata da un insieme di regole (primarie o fondamentali) che stabiliscono chi è autorizzato a prendere le decisioni collettive e con quali procedure ([[Norberto Bobbio]])
*Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell'abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri... Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po' di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l'ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell'ordine è già schiava del suo benessere e da un momento all'altro può presentarsi l'uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all'universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo. ([[Alexis de Tocqueville]])
*Quand'è che la gente imparerà? La democrazia così non funziona! ([[I Simpson (settima stagione)|''I Simpson'']]) {{NDR|quando la proposta avversaria viene votata dalla maggioranza}}
*Quando i nemici erano alle porte, i Romani sospendevano la democrazia ed eleggevano un uomo per proteggere Roma. E non era un onore, ma un servizio per la comunità. (''[[Il cavaliere oscuro]]'')
*Quel che va sotto il nome di «democrazia» (ben oltre il significato dottrinario del termine) è il tentativo di sostituire alla sostanza la forma, all'autorità il meccanismo, al rischio il controllo, alla persona la struttura. Un prodotto dell'«era della macchina». ([[Sergio Quinzio]])
*Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l'illusione di essere sovrano. ([[Benito Mussolini]])
*Ritenere che la democrazia e lo stato di diritto non siano in grado di far fronte alle minacce del [[terrorismo]] significa in realtà diventarne complice. ([[Dick Marty]])
*Se in una democrazia l'attenzione compassionevole prevale sull'attenzione oggettiva, vuol dire che qualcosa non funziona sia nella maggioranza che deve garantire il rispetto, sia nella minoranza che nel rivendicare i propri diritti non sa andare al di là di un elenco delle umiliazioni cui è stata costretta. ([[Alberto Cavaglion]])
*Se vera democrazia può aversi soltanto là dove ogni cittadino sia in grado di esplicar senza ostacoli la sua personalità per poter in questo modo contribuire attivamente alla vita della comunità, non basta assicurargli teoricamente le libertà politiche, ma bisogna metterlo in condizione di potersene praticamente servire. E siccome una assai facile esperienza dimostra che il bisogno economico toglie al povero la possibilità pratica di valersi delle libertà politiche e della proclamata uguaglianza giuridica, ne viene di conseguenza che di vera libertà politica potrà parlarsi solo in un ordinamento in cui essa sia accompagnata per tutti dalla garanzia di quel minimo di benessere economico, senza il quale viene a mancare per chi è schiacciato dalla miseria ogni possibilità pratica di esercitare quella partecipazione attiva alla vita della comunità che i tradizionali diritti di libertà teoricamente gli promettevano. ([[Piero Calamandrei]])
*Se vi sono classi e individui privi dei mezzi di produzione e quindi dipendenti da chi quei mezzi ha monopolizzati, il cosiddetto regime democratico non può essere che una menzogna atta a ingannare e render docile la massa dei governati con una larva di supposta sovranità, e così salvare e consolidare il dominio della classe privilegiata e dominante. E tale è, ed è sempre stata, la democrazia in regime capitalistico qualunque sia la forma ch'essa prende, dal governo costituzionale monarchico al preteso governo diretto. ([[Errico Malatesta]])
*Sempre la democrazia è caduta per la debolezza dei democratici, non per la forza dei totalitari. ([[Mario Tanassi]])
*Sento che la democrazia è letteralmente in pericolo. Può sembrare esagerato, ma non lo è. La democrazia è in pericolo nel momento in cui, se ti poni contro certi poteri, se ti poni contro il governo, quello che ti aspetta è l'attacco di una [[Macchina del fango|macchina che ti getta addosso fango]]: un attacco che parte dalla tua vita privata, da fatti minuscoli della tua vita privata, che vengono usati contro di te. ([[Roberto Saviano]])
*Si tratti di una legge, si tratti di una procedura per fare una strada, si tratti di una qualsiasi autorizzazione, la decisione deve arrivare in tempi certi: o per il sì o per il no. La democrazia è stata inventata come meccanismo per decidere attraverso la partecipazione, e non per partecipare a prescindere dalle decisioni. ([[Pier Luigi Bersani]])
*Sono giunto alla conclusione che il [[fascismo]] è fatto per la [[Germania]] e l'[[Italia]], il [[comunismo]] per la [[Russia]] e la democrazia per l'[[Stati Uniti d'America|America]] e l'[[Inghilterra]]. ([[John F. Kennedy]])
*Su una lunghezza d'onda la lode della «democrazia» significa eliminazione degli avversari, su un'altra lunghezza d'onda «democrazia» significa mentire con così grande successo che gli avversari finiscono con l'accettare le nostre [[Bugia|bugie]]. ([[Donald Nicholl]])
*Sulla Democrazia ci caco, ma mi serve a guadagnare soldi e allora sono Democratico con tutte le maiuscole che vuoi. ([[Mario Benedetti]])
*Una democrazia assoluta, se non ha di riscontro un governo solidamente costituito e un forte organismo politico, degenererà presto in anarchia. ([[Marco Minghetti]])
*Una democrazia che antepone rigorosamente la libertà agli interessi costituiti non è mai esistita e probabilmente non esisterà mai. ([[Giorgio Bocca]])
*Una democrazia è un sistema di funzionamento delle comunità auspicabile, efficace e giusto perché consente che le opinioni e le scelte di tutti pesino, ma lo è solo se quelle opinioni e scelte sono informate, se nascono da dati sufficientemente completi e non falsi. Altrimenti è solo un sistema giusto, ma fallimentare e controproducente: una democrazia disinformata genera mostri maggiori di una dittatura illuminata, per dirla grossa. ([[Luca Sofri]])
*Una democrazia moderna è una tirannia dai confini indefiniti; si scopre quando ci si può spingere in là solo procedendo su di una linea retta finché si viene bloccati. ([[Norman Mailer]])
===[[Marcel Gauchet]]===
*Il modello democratico nato nel dopoguerra è oggi in crisi. Pensavamo che avesse raggiunto l'equilibrio e invece siamo alle prese con problemi sempre nuovi. Se vuole sopravvivere, la democrazia deve sapersi reinventare.
*La democrazia in cui viviamo ancora oggi è nata dopo la [[Seconda guerra mondiale]] proprio come reazione all'esperienza terribile dei [[totalitarismi]], che possono essere letti come il tentativo di ricreare – con i mezzi della politica e all'interno di uno spazio laico – la precedente forma religiosa della società. Il [[fascismo]], il [[nazismo]] e il [[comunismo]] sono religioni secolari, possiedono una marcata dimensione religiosa, pur presentandosi come movimenti antireligiosi.
*L'importanza dei [[mass media|media]], la rivoluzione tecnologica e l'affermarsi di un [[individualismo]] sempre più marcato hanno rimesso in discussione l'assetto democratico tradizionale, riportandoci a una situazione che, seppure in termini molto diversi, ricorda quella dell'inizio del secolo scorso.
*Oggi siamo nella fase della stupefazione di fronte alla crisi. Da qui in poi inizia la fase della reinvenzione, anche se è difficile immaginare quali saranno i risultati concreti. Un eventuale cambiamento potrà venire solo dai cittadini, i quali però negli ultimi anni hanno spesso preferito ripiegarsi nel privato. D'altronde, proprio l'onda lunga dell'individualismo e della disaffezione alla politica ha molto logorato la democrazia. Oggi, tuttavia, in molti iniziano a rendersi conto che è necessario tornare ad occuparsi dei problemi di tutti. E per questo che si torna alla politica. E questo è un fatto positivo.
===[[Vincenzo Gioberti]]===
*La democrazia è il predominio del popolo; e due sono i principali fattori del popolo, cioè la plebe e l'ingegno, intendendo sotto il nome d'«ingegno» non solo i doni mentali ma il loro indirizzo virtuoso, almeno per ciò che riguarda le estrinseche operazioni.
*La salute e la perdizione degli Stati sono oggi riposte nelle idee e nelle classi democratiche: chi le ha contro è sfidato, perché la democrazia cresce ogni giorno terribilmente, invade tutti gli ordini e acquista nerbo dalle sue sciagure. Questa è la sola forza che propriamente sia viva: le altre sono morte o decrepite, e il porre in esse la propria fiducia è presagio certissimo della rovina.
*Parrà strano a dire, e pur è verissimo, che l'odierna democrazia così tremenda ai principi è in un certo modo opera del principato. Essa nacque per via di riscossa dal [[congresso di Vienna]]; il quale, togliendo a [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]] la potenza, ne imitò la politica e apparecchiò la materia delle rivoluzioni che d'allora in poi perturbarono e afflissero l'Europa.
*Quando trapassa i termini del fattibile, cioè del proporzionato ai luoghi ed ai tempi, o dà nel violento e nel crudele, ella si uccide da sé, come fece nella Francia del secolo scorso colle stragi giuridiche e oggi colle utopie pericolose, che mirano non mica a regolare e partire equabilmente ma bensì a spegnere la ricchezza nelle sue fonti.
===[[Nicolás Gómez Dávila]]===
*Ciò che nessun adulatore oserebbe dire a un despota, il democratico lo dice al popolo.
*L'amore per il popolo è vocazione aristocratica. Il democratico lo esercita soltanto in periodo elettorale.
*La "volontà generale" è la finzione che consente al democratico di sostenere che per inchinarsi di fronte ad una [[maggioranza]] c'è un'altra ragione oltre la semplice paura.
*Quanto più gravi sono i problemi, tanto maggiore è il numero di inetti che la democrazia chiama a risolverli.
===[[Michail Gorbačëv]]===
*Come le radici del terrorismo non si possono tagliare con le armi e la tecnologia militare, così la democrazia non può essere impiantata mediante corpi di spedizione. Non è una merce di esportazione, con la quale aprire di forza mercati in altri continenti. La democrazia non è nemmeno il vestito della festa, che s'indossa a casa propria ma che si può togliere, sostituendolo con la divisa militare quando si va all'estero, magari quando si va all'estero, magari per installare zone al di fuori delle leggi.
*L'autoaffermazione di un mondo sfaccettato rende inconsistenti i tentativi di guardare dall'alto chi ci circonda e di voler insegnare agli altri la «propria» democrazia. Senza parlare del fatto che i valori democratici in «versione esportazione» in genere si deprezzano molto rapidamente.
*L'esportazione della democrazia dell'Occidente sta producendo in giro per il mondo un crescere della sfiducia verso la democrazia. Cresce il numero di coloro che pensano che, per risolvere qualche cosa, occorrano soluzioni autoritarie.
===[[Mohammad Reza Pahlavi]]===
*Grazie a Dio noi in Iran non abbiamo né la voglia né il bisogno di soffrire a causa della democrazia.
*La democrazia politica non può funzionare come un apparecchio elettrico che si accende e spegne quando si vuole. Una vera democrazia politica richiede intelligenza; gli elettori devono avere un'idea dei meriti dei candidati e dei loro programmi. Ciò esige maturità e tolleranza; il ricco deve accontentarsi dello stesso voto di cui fruisce il povero, e il partito che viene sconfitto (anche se soltanto per alcuni voti) deve accettare pacificamente la cosa e agire lealmente invece di ricorrere a un'opposizione negativa. È indispensabile l'onestà, e i funzionari politici e civili devono resistere all'umana tentazione di derubare o ingannare il popolo. È necessaria una continua vigilanza; la negligenza politica o amministrativa e la falsità devono essere denunciate dai cittadini amanti della patria e punite severamente. Infine una reale democrazia richiede dedizione, entusiasmo, dinamismo. Io non sostengo quindi questo sistema politico come qualcosa che sia facile da realizzare e da mantenere; sto semplicemente mettendo in rilievo che, secondo noi, i valori umani impliciti in una vera democrazia politica valgono qualsiasi prezzo.
*Un vero governo democratico è la cosa più complessa e difficile che si possa organizzare, ma è anche la forma migliore di governo scoperta dagli uomini.
===[[Karl Popper]]===
*Io affermo che il nostro [[mondo]], il mondo delle democrazie occidentali, non è certamente il migliore di tutti i mondi pensabili o logicamente possibili, ma è tuttavia il migliore di tutti i mondi [[Politica|politici]] della cui esistenza [[Storia|storica]] siamo a [[conoscenza]].
*Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la [[televisione]], o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
*Vi sono soltanto due tipi fondamentali di istituzioni: quelle che consentono un mutamento senza spargimento si sangue, e quelle che non lo consentono. […] Personalmente, preferisco chiamare democrazia il tipo di reggimento politico che può essere sostituito senza l'uso della violenza, e tirannide l'altro
===[[Walt Whitman]]===
*E, a coronamento della democrazia, questo fatto tra tutti allettante – che essa solo può unire, come sempre cerca di fare, tutte le nazioni, tutti gli uomini di terre per quanto diverse e distanti, in una fratellanza, una famiglia. È l'antico e sempre attuale sogno della terra, dei suoi figli più vecchi e più giovani, dei filosofi e poeti appassionati. Non solo quella metà della democrazia, l'individualismo, che isola. Esiste un'altra metà, e questa è l'adesività, o amore, capace di fondere, legare e aggregare, che rende le razze compagne e affratella tutti.
*È inutile negarlo: la Democrazia lascia crescere rigogliosamente la più fitta distesa di piante e frutti nocivi, mortali – introduce invasori, uno peggiore dell'altro – e quindi ha bisogno di più nuove, più vaste, forti e volonterose compensazioni e spinte.
*Qualsiasi scienza politica degna di questo nome nel vecchio mondo, tra gli studiosi, gli esperti e gli uomini di qualche senno, non discute oggi, direi, se perseverare sulla stessa linea e ripiegare sulla monarchia, o guardare avanti e democratizzare – bensì ''come'', in che grado e da quale parte cominciare prudentemente la democratizzazione.
*''Tuona ed avanza, Democrazia! colpisci con il tuo vindice pugno!''
==[[Proverbi italiani]]==
*Giusta in astratto è la democrazia, ma in pratica dal giusto assai devia.
*I pochi fanno buona prova, ma i più vincono.
*Il diritto vuole che il meno sia sottoposto al più.
*Non è più il tempo che in bocca ai poltroni fioccavano a diluvio i maccheroni.
*Scandalosa dottrina è l'affermare, che chi finger non sa non sa regnare.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Teocrazia]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Forme di governo]]
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Giorgio Napolitano
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Danyele
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[[Immagine:Presidente Napolitano.jpg|thumb|right|Giorgio Napolitano nel 2006]]
'''Giorgio Napolitano''' (1925 – 2023), politico italiano, 11º Presidente della Repubblica Italiana.
==Citazioni di Giorgio Napolitano==
{{Cronologico}}
===1956===
*Il compagno [[Antonio Giolitti|Giolitti]] ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, ma io ho quello di aspramente combattere le sue posizioni. L'intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione ma alla pace nel mondo.<ref>1956: citato in [[Gian Antonio Stella]], ''«Principe rosso», violò il tabù del Viminale'', ''Corriere della Sera'', 8 maggio 2006.</ref>
*[...] l'intervento sovietico in [[Ungheria]], evitando che nel cuore d'Europa si creasse un focolaio di provocazioni e permettendo all'Urss di intervenire con decisione e con forza per fermare la aggressione imperialista nel Medio Oriente abbia contribuito, oltre che ad impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, abbia contribuito in misura decisiva, non già a difendere solo gli interessi militari e strategici dell'Urss ma a salvare la pace nel mondo.<ref>Citato in ''l'Unità'', novembre 1956.</ref>
===1978===
*Desidero sottolineare che nulla ci è stato detto per confutare analisi come quella citata dal collega Spaventa secondo cui, di fronte ad una tendenza alla rapida svalutazione della [[lira italiana|lira]] rispetto al marco, che discende dallo scarto attualmente così forte tra tasso di inflazione italiano e tedesco, le regole dello SME ci possano portare ad intaccare le nostre riserve e a perdere di competitività, ovvero a richiedere di frequente una modifica del cambio, una svalutazione ufficiale e brusca della lira fino a trovarci nella necessità di adottare drastiche politiche restrittive.<ref name=sed0383>Dall'intervento alla ''[http://web.archive.org/web/20121017005414/http://www.camera.it/_dati/leg07/lavori/stenografici/sed0383/sed0383.pdf Camera dei Deputati, Seduta di mercoledì 13 dicembre 1978]'', p. 51 del supporto digitale, p. 24995 del supporto cartaceo.</ref>
*È così venuto alla luce un equivoco di fondo, di cui le enunciazioni del consiglio di Brema sembravano promettere lo scioglimento in senso positivo e di cui, invece, l'accordo di Bruxelles ha ribadito la gravità: se cioè il nuovo sistema monetario {{NDR|lo [[Sistema monetario europeo|SME]]}} debba contribuire a garantire un più intenso sviluppo dei paesi più deboli della Comunità, delle economie europee e dell'economia mondiale, o debba servire a garantire il paese a moneta più forte, ferma restando la politica non espansiva della Germania federale e spingendosi un paese come l'Italia alla deflazione.<ref name=sed0383/>
===1991===
*Non si può confondere il giudizio su [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]] con la valutazione storica dell'intera esperienza sovietica. La morte dell'Urss avviene in modo drammatico e convulso ma nello stesso tempo suggerisce ulteriori e più ripensamenti su 70 anni di movimenti comunisti. Gorbaciov però resta lo straordinario iniziatore di una nuova fase nella vita europea e di svolta verso il disarmo.<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,0890_01_1991_0318_0004_12455480/ ''Craxi: la nostra bandiera rossa resta''], ''La Stampa'', 27 dicembre 1991</ref>
===2002===
*Di [[Francesco De Martino|De Martino]], personalità eminente della cultura e della vita pubblica italiana, desidero ricordare soprattutto la passione e l'impegno di socialista e di meridionalista.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/online/politica/demartino/cordoglio/cordoglio.html Il cordoglio dell'Italia politica "De Martino, politico nobile"]'', ''la Repubblica'', 18 novembre 2002</ref>
===2003===
*La figura di [[Nilde Iotti]] è già nella storia del Parlamento italiano come prima donna eletta Presidente della Camera dei deputati, e come Presidente rimasto per più lungo tempo alla guida dell'Assemblea. [...] Sarebbe però riduttivo e fuorviante ridurre la figura di Nilde lotti in Parlamento all'esercizio della sua funzione presidenziale. Ella fu protagonista della vita parlamentare anche prima e dopo le tre legislature vissute in qualità di Presidente della Camera.<ref>Dalla prefazione a ''[http://biblioteca.camera.it/application/xmanager/projects/biblioteca/file/Discorsi_parlamentari_On_Iotti/volume_01.pdf Nilde Iotti. Discorsi parlamentari (1946-1983)]'', ''Camera dei deputati'', Roma, 2003, pp. XIX-XX</ref>
===2006===
*La mia riflessione autocritica sulle posizioni prese dal [[Partito Comunista Italiano|Pci]], e da me condivise, nel 1956, e il suo pubblico riconoscimento da parte mia ad Antonio Giolitti "di aver avuto ragione" valgono anche come pieno e doloroso riconoscimento della validità dei giudizi e delle scelte di [[Pietro Nenni]] e di gran parte del [[Partito Socialista Italiano|Psi]], in quel cruciale momento.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/politica/presidente/napolitano-ungheria/napolitano-ungheria.html Napolitano: "Sui fatti d'Ungheria aveva ragione Pietro Nenni"]'', ''la Repubblica'', 29 agosto 2006 ; Fabrizio Roncone, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2006/agosto/30/autocritica_Napolitano_Ungheria_Nenni_aveva_co_9_060830125.shtml L' autocritica di Napolitano: Ungheria, Nenni aveva ragione]'', ''Corriere della Sera'', 30 agosto 2006.</ref>
*{{NDR|Su [[Giacinto Facchetti]]}} Resta di esempio per le nuove generazioni l'attaccamento ai valori di lealtà e di agonismo che hanno fatto di lui un grande campione e manager. Simbolo dello sport italiano, ha saputo dimostrare nel corso della sua lunga carriera non soltanto le doti tecniche di calciatore ma anche la correttezza, la compostezza e la professionalità come dirigente.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/sport/calcio/morto-facchetti-reazioni/morto-facchetti-reazioni/morto-facchetti-reazioni.html Mazzola: "Compagno meraviglioso sempre pronto a lottare"]'', ''la Repubblica'', 4 settembre 2006.</ref>
*Scompare con [[Oriana Fallaci]] una giornalista di fama mondiale, autrice di grandi successi editoriali, appassionata protagonista di vivaci battaglie culturali, ammirevole nella strenua lotta contro il male che l'aveva colpita.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/09_Settembre/15/reazioni_oriana.shtml Le reazioni alla scomparsa della grande scrittrice]'', ''Corriere della sera'', 15 settembre 2006.</ref>
===2007===
*{{NDR|Sui [[massacri delle foibe]]}} Fu una barbarie basata su un disegno annessionistico slavo che assunse i sinistri connotati di una pulizia etnica.<ref>Dichiarazione del 10 febbraio 2007. Citato in ''[https://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er:assemblealegislativa:attoindirizzoapprovato:9;2305 Legislatura IX - Atto di indirizzo politico approvato ogg. n. 2305 - Risoluzione]'', ''regione.emilia-romagna.it''.</ref>
*La realtà del lavoro operaio, con i suoi problemi, e anche – diciamo – nella sua configurazione umana, ha rappresentato una parte importante della mia vita. E non lo dimentico.<ref> Citato in ''[http://www.quirinale.it/Discorsi/Discorso.asp?id=32719 Intervento nel corso della visita alla Ducati Moto]'', ''Quirinale.it'', 16 marzo 2007.</ref>
*[[Giacomo Mancini]] è stato una delle più forti personalità politiche dell'Italia democratica nei decenni successivi alla Liberazione dal fascismo. Così l'ho conosciuto e l'ho seguito nel suo molteplice impegno di partito, parlamentare e di governo, intrattenendo con lui per un lungo periodo il più schietto rapporto di dialogo e di amicizia. Desidero perciò esprimere il mio vivo apprezzamento per l'impegno volto a conservare e valorizzare i materiali di archivio relativi all'attività di Giacomo Mancini e per l'odierna celebrazione del quinto anniversario della sua scomparsa.<ref>''[https://archivio.quirinale.it/aspr/comunicati/PRESSRELEASE-001-011105/presidente/giorgio-napolitano/messaggio-del-presidente-napolitano-occasione-del-convegno-giacomo-mancini Messaggio del Presidente Napolitano in occasione del convegno su Giacomo Mancini]'', ''archivio.quirinale.it'', 12 aprile 2007.</ref>
*Se il [[giornalista]] è cieco vede solo le ombre. Se il giornalista non è cieco vedrà anche le luci.<ref>Da ''la Repubblica'', 14 dicembre 2007.</ref>
*I temi e gli obbiettivi sia di modifiche della seconda parte della Costituzione – che si congiungano con quelle già operanti del Titolo V – sia di nuovi meccanismi per l'elezione del Parlamento, sia di revisioni da affrontare nella stessa ottica in campo legislativo e regolamentare, sono stati identificati e delimitati; non spetta a me suggerire soluzioni, ma solo insistere sulle gravi conseguenze che avrebbe un nuovo nulla di fatto e sull'urgenza di giungere a scelte largamente condivise.<ref>Citato in ''[http://www.quirinale.it/Discorsi/Discorso.asp?id=34672 Discorso in occasione della cerimonia per lo scambio degli auguri con le Alte Magistrature della Repubblica]'', ''Quirinale.it'', 20 dicembre 2007.</ref>
===2008===
*La [[Resistenza italiana|Resistenza]] è stata bellissima. Anche se io non l'ho fatta, perché all'epoca militavo nei Gruppi Universitari Fascisti.<ref>Da ''Dal Pci al socialismo europeo: un'autobiografia politica'', Editori Laterza, 2008; citato in ''[http://www.larisaccamensiletrapanese.it/wp/?p=1641 I “G.U.F.”: il vivaio fascista della classe dirigente antifascista]'', ''larisaccamensiletrapanese.it''.</ref>
*Vogliamo accogliere nuovi cittadini consapevoli, che siano riconosciuti e si affermino come tali. Ma il punto di partenza non può non essere una presa di coscienza collettiva del carattere non temporaneo che ha assunto il fenomeno dell'[[immigrazione]] in Italia, e dunque della necessità di trarne le naturali conseguenze sul piano dello sviluppo delle politiche d'integrazione e anche sul piano delle norme e delle prassi per il conferimento della cittadinanza. È essenziale che a tale presa di coscienza giungano non solo le istituzioni, ma l'intera collettività nazionale, l'insieme degli uomini e delle donne storicamente italiani, cittadini italiani da innumerevoli generazioni, cittadini italiani per discendenza, per antiche radici. Debbono cadere vecchi pregiudizi: occorre un clima di apertura e apprezzamento verso gli [[straniero|stranieri]] che si fanno italiani – lavoratori, studenti e ricercatori, imprenditori, sportivi, manager. È in un clima siffatto che possono avere successo le politiche volte a stabilire regole e a rendere possibile non solo la più feconda e pacifica convivenza con gli stranieri ma anche l'accoglimento di un numero crescente di nuovi cittadini.<ref>Dall'[http://www.quirinale.it/Discorsi/Discorso.asp?id=37307 intervento in occasione dell'incontro con i "nuovi cittadini"], 13 novembre 2008.</ref>
===2009===
*{{NDR|A Racalmuto}} Mi ha portato qui il ricordo personale di [[Leonardo Sciascia|Leonardo]], che ho grandemente amato come scrittore europeo non meno che italiano. L'ho sempre ascoltato con attenzione e grande rispetto, come grande coscienza e voce civile dell'[[Italia]]. <ref>Citato in ''Il Mattino'', 25 maggio 2009.</ref>
*Fine intellettuale che, lungo un appassionato percorso, è stata protagonista della cultura italiana. Sensibile sostenitrice delle relazioni con la letteratura straniera e segnatamente di quella americana, [[Fernanda Pivano]] ha dato un contributo straordinario alla capacità della cultura italiana di tessere e coltivare rapporti che hanno arricchito il nostro patrimonio e favorito intensi scambi letterari con il resto del mondo.<ref>Citato in ''[https://www.corriere.it/cultura/09_agosto_18/pivano_reazioni_852cae6e-8c2e-11de-a273-00144f02aabc.shtml Napolitano ricorda Fernanda Pivano]'', ''Corriere.it'', 18 agosto 2009.</ref>
*{{NDR|Su [[Giustino Fortunato]]}} Non vi fu assertore più alto delle ragioni dell'unità d'Italia e insieme delle ragioni del Mezzogiorno, di Giustino Fortunato. Il suo pensiero e la sua battaglia politica, quali si espressero in decenni di partecipazione appassionata all'attività parlamentare e alla vita pubblica, restano ancor oggi un punto di riferimento illuminante per cogliere aspetti e nessi essenziali del discorso che siamo chiamati ad affrontare nel centocinquantesimo anniversario della fondazione del nostro Stato nazionale.<ref>Citato in [http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&Key=1649 Presidenza della Repubblica], 3 ottobre 2009.</ref>
*L'impegno della [[Chiesa cattolica|Chiesa]] è fondamentale per la società. [...] Tante volte la [[religione]] è un fatto pubblico e l'impegno della Chiesa nella vita sociale è essenziale anche da un punto di vista della società civile.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/cronache/09_dicembre_08/bertone-tettamanzi-grande-pastore_c8e325ce-e3e1-11de-8eb6-00144f02aabc.shtml Corriere della sera]'', 8 dicembre 2009.</ref>
===2010===
*{{NDR|Su [[Beniamino Placido]]}} Giornalista di profonda cultura e di fine e originale stile letterario, egli seppe indagare e far conoscere con spirito critico e visione lungimirante il fenomeno della televisione di massa e la sua influenza sull'evoluzione del costume sociale.<ref>Citato in ''[http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=9560 Presidenza della Repubblica]'', ''Quirinale.it'', 6 gennaio 2010.</ref>
*{{NDR|Alla celebrazione delle vittime della Shoah}} I diritti dei popoli sono inalienabili e tra questi ci sono quelli del popolo ebraico e dello Stato di Israele a vivere in sicurezza: un impegno riconosciuto da tutti.<ref>Da ''la Repubblica'', 27 gennaio 2010.</ref>
*Trasformare l'anniversario dei 150 anni dell'[[Unità d'Italia|Unità]] in un nuovo innamoramento del nostro essere italiani... incitare noi stessi ad avere un po' più di orgoglio nazionale.<ref>Citato in ''Corriere della sera'', 5 maggio 2010.</ref>
*{{NDR|Durante la visita di Napolitano in [[Siria ba'thista]]}} Esprimo apprezzamento per l'esempio di laicità e apertura che la Siria offre in Medioriente e per la tutela della libertà assicurate alle antiche comunità cristiane qui residenti.<ref>Dichiarazione del 18 marzo 2010. Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/11/siria-quando-napolitano-elogiava-assad-esempio-di-laicita-e-difensore-della-liberta/3154892/ Siria, quando Napolitano elogiava Assad]'', ''il Fatto Quotidiano.it'', 11 settembre 2013.</ref>
*Celebrare il 150° Anniversario dell'[[Unità d'Italia]] significa diverse cose: significa verificare da dove veniamo, ma anche dove siamo arrivati e dove andiamo. E quando si visita l'Ansaldo si vede che di strada ne abbiamo fatta tanta. <ref>Citato in ''Il secolo XIX'', 4 maggio 2010.</ref>
*{{NDR|Su [[Vittorio Grevi]]}} Ne ricordiamo l'appassionato impegno a promuovere – anche con la sua intensa attività pubblicistica – il confronto più rigoroso e aperto sui temi relativi alla riforma del sistema giudiziario.<ref>Citato in [http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=11066 ''Presidenza della Repubblica''], comunicato del 04 dicembre 2010.</ref>
===2011===
*Il mondo di oggi è contrassegnato da opportunità e sfide, i prossimi anni non saranno facili per facili per nessuno, ed in particolare per l’[[Italia]]. Ma oggi ho il grande piacere che le celebrazioni per il nostro 150esimo anniversario hanno visto emergere un rinnovato spirito nazionale. Questo il nuovo spirito di orgoglio e fiducia, la rinnovata volontà di rafforzare la nostra unità e coesione nazionale sono le condizioni per superare le difficoltà che sono davanti a noi. Sì, we shall overcome.<ref>Durante un incontro con la comunità italoamericana a Manhattan. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/03/28/napolitano-negli-stati-uniti-we-shall-overcome/ Napolitano negli Stati Uniti: «We shall overcome»]'', ''ilpost.it'', 28 marzo 2011.</ref>
*Il funzionamento della [[democrazia]] richiede un governo forte e stabile, ma anche una [[Opposizione (politica)|opposizione]] forte. Io non ci posso fare nulla se a volte l'opposizione non è abbastanza forte.<ref name="Repubblica30mar2011">Da ''[https://www.repubblica.it/politica/2011/03/30/news/napolitano_guerriglia-14252842 Napolitano: "In Italia guerriglia continua In politica basta tensioni, creano sfiducia"]'', ''repubblica.it'', 30 marzo 2011.</ref>
*Per troppi paesi europei, forse per tutti, l'[[Unione europea|Unione]] è solo un caprio espiatorio. Per i problemi che non sanno risolvere i singoli paesi accusano l'Europa.<ref name="Repubblica30mar2011"/>
*La valorizzazione dello [[referendum|strumento referendario]] come elemento di democrazia diretta e la grande attenzione da te sempre prestata alle regole che presiedono alla partecipazione elettorale dei cittadini, sono il segno di una costante preoccupazione per la necessità di un consapevole e attivo coinvolgimento dell'opinione pubblica e dei cittadini nella vita politica del paese e della volontà di contrastare e combattere fenomeni di distacco e disinteresse verso la vita pubblica.<ref>Dalla dichiarazione del 23 giugno 2011; citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/14/referendum-trivelle-napolitano-legittimo-astenersi-nel-2011-diceva-io-elettore-che-fa-sempre-il-suo-dovere/2635720/ Referendum Trivelle, Napolitano: "Legittimo astenersi". Nel 2011 diceva: "Io elettore che fa sempre il suo dovere"]'', ''il Fatto Quotidiano.it'', 14 aprile 2016.</ref>
*I magistrati siano inappuntabili per evitare attacchi inammissibili.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/22/napolitano-i-magistrati-siano-inappuntabili-per-evitare-attacchi-inammissibili/147059/ Il Fatto Quotidiano]'', 22 luglio 2011.</ref>
*{{NDR|Intervenendo all'Università di Napoli su ''Secessione''}} Non esiste un popolo padano, parlare di Stato lombardo-veneto è grottesco, non si può cambiare il corso della storia.<ref>[http://tg24.sky.it/tg24/politica/2011/09/30/giorgio_napolitano_secessione_lega_nord_legge_elettorale.html In risposta all'intervento a Venezia di Umberto Bossi: "Ma come si fa a stare in un Paese che sta addirittura perdendo democrazia? Il fascismo è ritornato con altri nomi e facce: "Secessione] 30 settembre 2011.</ref>
===2012===
*{{NDR|[[Oscar Luigi Scalfaro]]}} È stato un protagonista della vita politica democratica nei decenni dell'Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale.<ref>Citato in ''[https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-29/napolitano-scalfaro-esempio-coerenza-153438_PRN.shtml Napolitano: Scalfaro esempio di coerenza e integrità. Il Papa: statista cattolico per il bene comune]'', ''ilsole24ore.com'', 29 gennaio 2012.</ref>
*{{NDR|Sui [[Finanziamento pubblico ai partiti|finanziamenti pubblici ai partiti]] politici italiani}} Ferma restando l'autonomia dei procedimenti giudiziari in corso, e nel rispetto dei diritti sia degli indagati sia di tutti i soggetti interessati, è doveroso rilevare che sono venuti emergendo casi diversi di notevole gravità relativi alla gestione dei fondi attribuiti dalla legge ai partiti. Ne scaturisce l'esigenza – cui non possono non essere sensibili nella loro responsabilità le forze politiche – di adeguate iniziative in sede parlamentare volte a sancire per legge regole di democraticità e trasparenza nella vita dei partiti, ai sensi dell'art. 49 della Costituzione, e meccanismi corretti e misurati di [[Finanziamento pubblico ai partiti|finanziamento dell'attività dei partiti]] stessi, sempre essenziale in quanto finalizzata a «concorrere a determinare la politica nazionale».<ref>Citato in ''[http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=13256 Presidenza della Repubblica Italiana - Dichiarazione del Presidente Napolitano]'', ''Quirinale.it'', 4 aprile 2012.</ref>
*Guardo in questo momento con rinnovata fiducia a [[Napoli]] e ai napoletani, alla loro capacità di cogliere i frutti del riconoscimento rappresentato dalla competizione che oggi si inaugura {{NDR|l'America's cup}}, e di esprimere, in generale, lo slancio necessario per la valorizzazione delle preziose risorse e potenzialità di cui è ricca la nostra grande, storica città.<ref>Citato in ''[http://www.ilmattino.it/articolo_app.php?id=47240 Il videomessaggio di Napolitano: «Rinnovata fiducia in Napoli»]'', ''Il Mattino.it'', 9 aprile 2012.</ref>
*La [[Crisi economica del 2008-2014|crisi finanziaria]] vede l'Eurozona al suo epicentro e non ha risparmiato l'[[Italia]], con il suo fardello di indebitamento pubblico. Lo [[spread]], parola anch'essa di uso oramai comune, fluttua penalizzando i titoli italiani per ragioni che ben poco hanno a che vedere con i fondamentali della nostra economia, ma finisce con l'elevare oltre misura il costo della gestione e della riduzione stessa del nostro debito, e anche quindi con il limitare severamente l'accesso al credito da parte delle imprese. Le conseguenze socio-economiche dello tsunami finanziario innescatosi oltre oceano colpiscono in special modo i giovani, all'angosciosa ricerca, troppi di loro, di un posto di lavoro senza il quale è difficile fare progetti e nutrire speranze nel futuro.<ref name = "Nueva economia">Dall'[http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=3&key=2526 intervento del Presidente Napolitano in occasione della cerimonia di conferimento del Premio "Nueva Economia Forum 2012"]. Madrid, 2 ottobre 2012.</ref>
*Le vicissitudini della [[Crisi economica del 2008-2014|crisi finanziaria]] – al di là di incertezze e ritardi nelle reazioni delle istituzioni europee – hanno rivelato impietosamente quello che mancava sia sotto il profilo istituzionale che decisionale. Da una parte la crisi denunciava un bisogno di [[Unione europea|Europa]], dall'altra un'insufficienza di Europa. Concludere, come molti di noi hanno fatto, che ci vuole "più Europa" significa semplicemente trarne in modo serio le conseguenze. E, se questa sarà la lezione finalmente appresa, tensioni e sacrifici non saranno stati invano.<ref name = "Nueva economia" />
*{{NDR|Durante la [[guerra civile siriana]]}} La [[Siria ba'thista|Siria]] rappresenta oggi la pagina più dolorosa. Le atrocità di [[Bashar al-Assad|Assad]] hanno portato il paese alla guerra civile con conseguenze umanitarie devastanti. La comunità internazionale è stata finora incapace di arrestarla. Lo scenario è aggravato dai rischi di instabilità regionale e di contagio dei paesi vicini – penso in particolare al [[Libano]], dove anche l'Italia è attivamente partecipe in una missione internazionale di stabilizzazione e di pace.<ref name = "Nueva economia" />
*Per quello che riguarda la prospettiva europea della [[Serbia]], ho ascoltato con grande piacere dal Presidente [[Tomislav Nicolić|Nikolić]] la serietà del suo impegno a portare avanti il processo iniziato negli scorsi anni col precedente governo e con il precedente Presidente, sfociato nel riconoscimento alla Serbia, da parte del [[Consiglio europeo]], dello status di Paese candidato. L'[[Italia]] ha molto contribuito anche nell'ultima fase, quando si profilava il rischio di un rinvio di quella decisione, perché la decisione fosse assunta senza ulteriori remore; adesso si apre una nuova fase: quella dei negoziati, come sempre complessi, per trasformare il Paese da candidato in Stato membro dell'Unione.<ref>[http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=2534&printPDF=yes Dichiarazioni e risposte alla stampa del Presidente Napolitano al termine dei colloqui con il Presidente della Repubblica di Serbia Tomislav Nicolić]. Roma, Palazzo del Quirinale, 9 ottobre 2012.</ref>
*{{NDR|Rivolgendosi a [[Beatrice dei Paesi Bassi]]}} Nella notte del [[31 gennaio]] [[1953]], la "[[Grande Alluvione]]" (''Watersnoodramp'') colpì questa terra. Mi ricordo bene la coraggiosa reazione della [[Paesi Bassi|Nazione olandese]] – e Lei fu tra i primi, Maestà, allora una giovane e intrepida Principessa Beatrice, a visitare le aree allagate. Il disastro unì nazioni e popoli che solo pochi anni prima erano in lotta tra loro. Un nuovo spirito di solidarietà comune era nato in Europa e sull'altra sponda dell'Atlantico.<ref name ="Brindisi">''[http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=2542&printPDF=yes Brindisi del Presidente Napolitano in occasione del Pranzo di Stato offerto da Sua Maestà la Regina Beatrix]'', L'Aja, 23 ottobre 2012.</ref>
*La [[legalità]] e il [[diritto]] sono le pietre fondanti della [[pace internazionale]] e della stabilità.<ref name ="Brindisi" />
===2013===
*Certe campagne, che si vorrebbero moralizzatrici, in realtà si rivelano nel loro fanatismo negatrici e distruttive della politica.<ref>Dall'[http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/08/napolitano-campagne-moralizzatrici-distruttive-ed-evoca-larghe-intese/ intervento] al Senato l'8 aprile 2013 in commemorazione di [[Gerardo Chiaromonte]].</ref>
*{{NDR|Sul decesso di [[Margherita Hack]]}} Apprendo con commozione la triste notizia. È stata una personalità di grande rilievo del mondo della cultura scientifica, che con i suoi studi e il suo impegno di docente ha costantemente servito e onorato l'Italia anche in campo internazionale. Ha rappresentato nello stesso tempo un forte esempio di passione civile, lasciando una nobile impronta nel dibattito pubblico e nel dialogo con i cittadini. Partecipo con sinceri sentimenti di vicinanza al cordoglio di tutte le persone che l'hanno avuta cara.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/29/morta-margherita-hack-trieste-astrofisica-aveva-91-anni/641222/ Margherita Hack morta a 91 anni: l’astrofisica tra ricerca e diritti civili]'', ''Il Fatto Quotidiano'', 29 giugno 2013.</ref>
*Con l'ingresso della [[Croazia]] nell'[[Unione Europea]] i popoli croato e italiano condividono un futuro comune nell'Europa unita. Radici profonde uniscono i nostri popoli e ci assegnano anche il dovere di ricordare le tragedie e le divisioni causate dalle ideologie totalitarie e dal più cieco [[nazionalismo]] nel secolo scorso.<ref>Citato in Giorgio Napolitano, ''[http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2013/06/30/news/napolitano-evento-storico-e-trieste-ritorna-crocevia-1.7341541 Napolitano: «Evento storico e Trieste ritorna crocevia»]'', ''il Piccolo'', 30 giugno 2013.</ref>
*Proprio nei momenti di difficoltà economica come quelli che stiamo attraversando si impone una particolare attenzione alla condizione e ai diritti delle persone con [[disabilità]], così da evitare che il disagio sociale si traduca in emergenza, come purtroppo in troppi casi sta avvenendo.<ref>Citato in ''[http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=15348 Messaggio del Presidente Napolitano in occasione della IV Conferenza sulle politiche della disabilità]'', ''quirinale.it'', Roma, 12 luglio 2013.</ref>
*La strada maestra da seguire è sempre stata quella della fiducia e del rispetto verso la [[magistratura]], che è chiamata a indagare e giudicare in piena autonomia e indipendenza alla luce di principi costituzionali e secondo le procedure di legge.<ref>Citato in [http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&key=38015&printPDF=yes Dichiarazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano], ''Quirinale.it'', 2 agosto 2013.</ref>
*Il ruolo così fortemente ed efficacemente svolto da [[Nello Ajello|Ajello]] si è collocato al confine tra giornalismo, cultura e politica. Le sue analisi critiche sulle politiche culturali, anche e in particolare del Pci, hanno lasciato il segno per la loro accuratezza e acutezza.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/11/morto-a-roma-nello-ajello-firma-storica-del-giornalismo-italiano/682431/ Morto a Roma Nello Ajello, firma storica del giornalismo italiano]'', ''Il Fatto Quotidiano'', 11 agosto 2013.</ref>
*Quelli che, come i grillini, mi accusano di volere un'amnistia pro-Berlusconi sono persone che fanno pensare a una sola cosa, hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese. E non sanno quale tragedia sia quelle carceri. Non ho altro da aggiungere.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/politica/13_ottobre_08/carceri-messaggio-napolitano-camere-c44b5c30-3003-11e3-8faf-8c5138a2071d.shtml Carceri, monito di Napolitano. Letta: «Il governo è pronto»]'', ''Corriere.it'', 8 ottobre 2013.</ref>
===2014===
*Il [[Bandiera d'Italia|Tricolore]], che ha accompagnato le complesse e travagliate vicende della storia del nostro Paese, ci ricorda come il popolo italiano ha saputo superare prove drammatiche e ricorrenti tensioni. Rappresenta un patrimonio comune e un punto di riferimento essenziale per far fronte con robuste radici e spirito innovatore alle sfide attuali.<ref>Citato in ''[http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&key=40077 Comunicati Dichiarazione del Presidente Napolitano]'', ''Quirinale.it'', 9 gennaio 2014.</ref>
*L'[[Italia]] ha sempre garantito – e continuerà a farlo – un deciso sostegno al percorso di avvicinamento dell'[[Albania]] all'Europa. L'adesione di [[Tirana]] alla [[NATO]], cinque anni fa, e la liberalizzazione dei visti Schengen nel 2010 costituiscono successi di cui potete – e possiamo – essere fieri, in attesa di raggiungere il decisivo traguardo del riconoscimento all'Albania dello status di Paese candidato all'ingresso nell'[[Unione Europea]]. È chiaro a tutti che il posto dell'Albania è in Europa, per storia, cultura, valori.<ref name="Albania">Citato in [http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=2840 Intervento del Presidente Napolitano all'Assemblea Parlamentare della Repubblica di Albania], ''Quirinale.it'', 5 marzo 2014.</ref>
*Nel corso della sua storia recente, ed in particolare dopo il 1992, l'Albania ha affrontato un percorso di crescita che ha portato alla ricostruzione delle fondamenta stesse dello Stato ed alla creazione di istituzioni responsabili e impegnate nella difesa dei valori democratici posti a base della civiltà europea. Abbiamo assistito, e attivamente contribuito con spirito di sincera fratellanza, al graduale miglioramento delle condizioni di vita della popolazione albanese, alla nascita di una imprenditorialità moderna e dinamica – simboleggiata dall'operosità di migliaia di piccole e medie imprese – al progressivo rafforzamento dei diversi corpi sociali, che costituiscono oggi l'ossatura di una società ed un Paese che prospera, pur nel confronto con le sfide del mercato globale e con le difficoltà imposte dalla crisi economica internazionale.<ref name="Albania"></ref>
===2015===
*Siamo arrivati al dunque, ad un momento che mai si era vissuto dal 1989: occorre riflettere sull'assoluta esigenza su cosa possa essere un nuovo, più giusto e sostenibile ordine mondiale.<ref>Citato in [https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/22/immigrazione-napolitano-i-governi-abbiano-coraggio-dire-verita/1613746/ ''Migranti, Napolitano: "Governi dicano verità. Riflettere su nuovo ordine mondiale"''], ''ilfattoquotidiano.it'', 22 aprile 2015.</ref>
===2017===
*Quella di [[Emmanuel Macron|Macron]] non è stata la vittoria di un uomo solo. È stata la vittoria in Francia dello spirito repubblicano e di un comune fondamento europeo. Sono stati premiati valori essenziali scarsamente difesi, contro il populismo anti-élite, anche dalla sinistra: la formazione culturale e tecnica, la competenza, l’apertura a energie giovani e a visioni riformiste non ancorate a vecchi schemi.<ref>Dall'intervista di Marzio Breda, ''[http://www.corriere.it/politica/17_maggio_09/c-chi-scopre-presidente-francese-7b3da2a4-3424-11e7-8367-3ab733a34736.shtml# Napolitano: «Ora si scopre Macron dopo aver inseguito Lega e M5S»]'', ''Corriere.it'', 5 maggio 2017.</ref>
*{{NDR|Sull'[[intervento militare internazionale in Libia del 2011]]}} Dire che il governo {{NDR|Berlusconi IV}} fosse contrario e che cedette alle pressioni del capo dello Stato in asse con [[Nicolas Sarkozy|Sarkozy]], non corrisponde alla realtà. I miei rapporti con l'allora presidente francese erano di certo poco intensi e tutt'altro che basati su posizioni concordanti in un campo così controverso. E non soltanto io trovai fondate le considerazioni del Consigliere Archi,<ref>Bruno Archi era il consigliere diplomatico della Presidenza del Consiglio dei Ministri che era in contatto diretto con New York mentre veniva approvata la risoluzione dell'ONU che autorizzò l'inervento militare in Libia.</ref> ma concordarono con esse anche autorevoli membri presenti del governo, come il Ministro della Difesa La Russa. L'Italia era interessata a che il da farsi sul piano internazionale in difesa dei diritti umani e del movimento della primavera in Libia non rimanesse oggetto di una sortita francese fuori di ogni regola comune, ma si collocasse nel quadro delle direttive dell'Onu e nell'ambito di una gestione Nato.<ref>Dall'intervista di Claudio Tito, ''[http://www.repubblica.it/politica/2017/08/03/news/napolitano_le_bombe_contro_gheddafi_basta_distorsioni_ridicole_decise_berlusconi_non_io_-172226178/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1 Napolitano: “Le bombe contro Gheddafi. Basta distorsioni ridicole: decise Berlusconi non io"]'', ''Repubblica.it'', 3 agosto 2017.</ref>
===2018===
*{{NDR|Prima delle elezioni politiche del 4 marzo 2018}} Da quando in una legge elettorale è comparsa l’indicazione del capo del partito o della coalizione si è lasciato credere che il presidente del Consiglio sia eletto dal popolo invece che dal Parlamento, e tale ambiguità viene alimentata nell’opinione pubblica anche in questa campagna.<ref name=":0">Dalla intervista di Antonio Polito, ''«I candidati premier? Una mistificazione»'', ''Corriere della Sera'', 28 gennaio 2018, p. 4.</ref>
*Mentre in Europa risorgono i nazionalismi, l’amministrazione Trump rilancia il protezionismo. Nazionalismo e [[protezionismo]] sono nemici mortali della democrazia liberale e riformista. Mi ha confortato sentire la signora [[Angela Merkel|Merkel]], di recente a Davos, mettere in guardia l’Occidente da questi pericoli.<ref name=":0" />
*Ormai c'è una sola sovranità a cui rispondere ed è la '''sovranità europea''' - sovranità europea naturalmente nell'interesse dei singoli stati membri - ma bisogna sapere che non c'è più spazio per delle sovranità nazionali chiuse in se stesse<ref>[https://youtu.be/1VoGr-j36X0?t=687 intervista sulla Rai a "Che tempo che fa" (minuto 11:27)], 22 aprile 2018</ref>
===2021===
*Non potendo essere presente al dibattito sulla fiducia per ragioni di salute, desidero esprimere il mio convinto sostegno alla scelta del Presidente Mattarella per un [[Governo Draghi|governo presieduto da Mario Draghi]], e sostenuto con intento unitario da un ampio arco di forze politiche. Il Presidente Draghi ritengo saprà affrontare i complessi compiti che lo attendono, forte del consenso del paese che di certo verrà confermato in Parlamento. Lo stretto legame con l'Europa e l'alta considerazione internazionale consentiranno al nuovo governo di gestire al meglio la lotta alla pandemia, con una efficace campagna vaccinale, e di dare impiego proficuo alle risorse europee per programmi e investimenti in grado di affrontare i gravi problemi dell’Italia, in quel percorso di crescita economica e di progresso sociale e civile che tutti auspichiamo.<ref>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/governo-draghi-napolitano-non-saro-in-aula-sostengo-scelta-mattarella_5Fj1OkuNdAv65DDKjjMwVk Governo Draghi, Napolitano: "Non sarò in aula, sostengo scelta Mattarella" ]'', ''adnkornos.com'', 16 febbraio 2021.</ref>
===Citazioni non datate===
*Gli italiani sono consapevoli dell'impegno e della straordinaria dedizione che [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] offrì, in anni difficili, alla nascita delle istituzioni della Repubblica, al consolidamento della democrazia dopo il ventennio fascista, al recupero del prestigio e della dignità della Nazione nella comunità internazionale.<ref>Dalla presentazione a ''Alcide De Gasperi. Un europeo venuto dal futuro'', a cura di Maria Romana De Gasperi e Pier Luigi Ballini, Rubbettino.</ref>
===Citazioni tratte da interviste===
{{Intestazione| Dalla trasmissione "I giovani e la patria" del 1961<ref>[https://youtu.be/Beg0q9Z4oJQ?t=1955 Video integrale "I giovani e la patria", citazioni dal min 32:25]</ref>}}
*Ma come stanno in realtà le cose? Nel 1959 sono stati costretti a emigrare 394mila italiani, pare che nel 1960 siano di più, in gran parte giovani ai quali la politica del governo della Democrazia Cristiana non ha saputo assicurare un lavoro in Italia. Ebbene può l'Italia apparire a questi giovani come una patria giusta? Noi diciamo che la politica delle classi dirigenti e del governo allontana, respinge, questi giovani dalla patria
*Infine io ritengo che il vero patriota sia colui il quale non solo si batte se necessario per la libertà e l'indipendenza del proprio paese, ma comprende e appoggia la lotta di quei popoli che ancora non sono usciti da uno stato secolare di dominazione straniera, ancora non hanno conquistato la libertà e l'indipendenza. Parlo dei popoli coloniali: ad esempio degli algerini che da anni lottano eroicamente contro i colonialisti francesi; dei negri dell'Angola bruciati vivi, come abbiamo letto nei giorni scorsi sui giornali, nei loro villaggi con le bombe al napalm dai soldati portoghesi. Ebbene per coltivare sentimenti di libertà e di vero patriottismo nell'animo dei giovani, il governo italiano avrebbe dovuto esprimere la piena solidarietà del nostro popolo con questi popoli in lotta.
*Questi ideali - che sono gli ideali di libertà e di indipendenza, della pace, di solidarietà internazionale, di progresso del nostro paese - furono gli ideali della resistenza, per i quali si battevano fra il 1943 e il 1945 oltre 200mila italiani nella guerra di liberazione contro il tedesco - che onorevole Nicosia era l'invasore e il nemico della nostra patria - e contro il fascismo. E io ritengo che grandi masse di giovani comprendano che il problema loro sia quello di difendere e portare avanti, nella situazione nuova, gli ideali della resistenza.
*Il nostro internazionalismo è fratellanza di popoli e solidarietà fra le nazioni. E si basa anche e in particolar modo sull'amore di ciascun popolo per la propria patria. E come i comunisti abbiano amato la propria patria e abbiano dimostrato di sapersi battere per essa, lo dimostra una sola cosa, lo dimostra una sola cifra: i 42mila comunisti che sono caduti combattendo nella guerra partigiana per la libertà e l'indipendenza della patria italiana.
{{Intestazione|Citato in Nicola Cecere, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/luglio/10/vittoria_dell_Italia_leale__ga_10_060710002.shtml «È la vittoria dell'Italia leale»]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 10 luglio 2006}}
*Il fatto che proprio a [[Fabio Cannavaro|Cannavaro]] sia toccato l'onore di alzare al cielo questa coppa del mondo aumenta la mia [[felicità]].
*La prendo come un buon auspicio affinché l'[[Italia]] vinca campionati molto difficili per la competitività e il sistema Paese.
*Quando vanno in campo i nostri colori, c'è sempre un sentimento patriottico.
{{Intestazione|''Dichiarazione del Presidente Napolitano'', 13 agosto 2013<ref>Citato in Comunicati [http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=15438&printPDF=yes Dichiarazione del Presidente Napolitano], quirinale.it, 13 agosto 2013.</ref>}}
*La preoccupazione fondamentale, comune alla stragrande maggioranza degli italiani, è lo sviluppo di un'azione di governo che, con l'attivo e qualificato sostegno del Parlamento, guidi il paese sulla via di un deciso rilancio dell'economia e dell'occupazione.
*Non mi nascondo, naturalmente, i rischi che possono nascere dalle tensioni politiche insorte a seguito della sentenza definitiva di condanna pronunciata dalla Corte di Cassazione nei confronti di [[Silvio Berlusconi]]. Mi riferisco, in particolare, alla tendenza ad agitare, in contrapposizione a quella sentenza, ipotesi arbitrarie e impraticabili di scioglimento delle Camere. Di qualsiasi sentenza definitiva, e del conseguente obbligo di applicarla, non può che prendersi atto. Ciò vale dunque nel caso oggi al centro dell'attenzione pubblica come in ogni altro. In questo momento è legittimo che si manifestino riserve e dissensi rispetto alle conclusioni cui è giunta la Corte di Cassazione nella scia delle valutazioni già prevalse nei due precedenti gradi di giudizio; ed è comprensibile che emergano – soprattutto nell'area del PdL – turbamento e preoccupazione per la condanna a una pena detentiva di personalità che ha guidato il governo (fatto peraltro già accaduto in un non lontano passato<ref>Il riferimento è alla condanna a due anni e quattro mesi ricevuta nel 1998 da [[Arnaldo Forlani]] nel processo per le tangenti Enimont.</ref>) e che è per di più rimasto leader incontrastato di una formazione politica di innegabile importanza. Ma nell'esercizio della libertà di opinione e del diritto di critica, non deve mai violarsi il limite del riconoscimento del principio della divisione dei poteri e della funzione essenziale di controllo della legalità che spetta alla magistratura nella sua indipendenza. Né è accettabile che vengano ventilate forme di ritorsione ai danni del funzionamento delle istituzioni democratiche.
*In quanto ad attese alimentate nei miei confronti, va chiarito che nessuna domanda mi è stata indirizzata cui dovessi dare risposta. L'articolo 681 del Codice di Procedura Penale, volto a regolare i provvedimenti di clemenza che ai sensi della Costituzione il Presidente della Repubblica può concedere, indica le modalità di presentazione della relativa domanda. La grazia o la commutazione della pena può essere concessa dal Presidente della Repubblica anche in assenza di domanda. Ma nell'esercizio di quel potere, di cui la Corte costituzionale con sentenza del 2006 gli ha confermato l'esclusiva titolarità, il Capo dello Stato non può prescindere da specifiche norme di legge, né dalla giurisprudenza e dalle consuetudini costituzionali nonché dalla prassi seguita in precedenza. E negli ultimi anni, nel considerare, accogliere o lasciar cadere sollecitazioni per provvedimenti di grazia, si è sempre ritenuta essenziale la presentazione di una domanda quale prevista dal già citato articolo del C.p.p.. Ad ogni domanda in tal senso, tocca al Presidente della Repubblica far corrispondere un esame obbiettivo e rigoroso – sulla base dell'istruttoria condotta dal Ministro della Giustizia – per verificare se emergano valutazioni e sussistano condizioni che senza toccare la sostanza e la legittimità della sentenza passata in giudicato, possono motivare un eventuale atto di clemenza individuale che incida sull'esecuzione della pena principale.
==''Intervista sul PCI''==
===[[Incipit]]===
Penso di rispondere non pretendendo di enunciare sempre le posizioni del partito; cercherò, naturalmente, di tener conto di tutto quello che abbiamo collettivamente elaborato, ma tenderò a rispondere alle tue domande soprattutto ''sulla base di un'esperienza'': quella che ha vissuto, nel [[Partito Comunista Italiano|Partito]], la mia generazione.
===Citazioni===
*Un impulso e un aiuto formidabili a lavorare su questo terreno – della [[storia]] d'[[Italia]], della storia del Mezzogiorno, della tradizione culturale italiana – ci vennero dalla pubblicazione delle ''Lettere'' e poi, via via, dai ''Quaderni del carcere'' di [[Antonio Gramsci|Gramsci]]. (p. 7)
*Non c'era nessuno che mettesse in dubbio, tra i giovani che come me in quegli anni aderirono al [[Partito Comunista Italiano|Partito comunista]], che l'obiettivo finale dovesse essere quello del [[socialismo]], di una trasformazione in senso socialista della [[società]]. (p. 9)
*Ancora oggi la Costituzione rappresenta una base importante per lo sviluppo ulteriore della [[Guerra|battaglia]] di rinnovamento della [[società]]; nella Carta costituzionale sono sanciti princìpi democratici estremamente avanzati, anche per quel che riguarda l'organizzazione democratica dello [[Stato]], princìpi tali che ad essi ci si può validamente riferire per le battaglie di riforma tuttora da vincere. (p. 23)
==Citazioni su Giorgio Napolitano==
*O sarebbe come credere, mi consenta presidente, chiudo il ragionamento, come credere che il presidente della camera, onorevole Giorgio Napolitano, che è stato per molti anni ministro degli esteri del partito comunista, e che aveva rapporti con tutte le nomenclature comuniste dell'est a partire da quella sovietica, non si fosse mai accorto del grande traffico che avveniva sotto di lui, tra i vari rappresentanti, amministratori del partito comunista e i paesi dell'est, non se n'è mai accorto! cosa non credibile. ([[Bettino Craxi]])
*Ho detestato [[Oscar Luigi Scalfaro|Scalfaro]], non mi è piaciuto [[Carlo Azeglio Ciampi|Ciampi]]; ora Napolitano sta facendo bene. ([[Fedele Confalonieri]])
*Il boia Napolitano sta avallando una serie di azioni per cucire la bocca all'opposizione e tagliarci la testa. Ha messo una tagliola sulle opposizioni. ([[Girgis Giorgio Sorial]])
*[...] l'affiliazione latomistica di Giorgio Napolitano si concretizzò solo alcuni lustri più tardi, su suolo statunitense, e precisamente a Washington, dopo una sorta di preiniziazione esperita nelle vicinanze della Yale University, a New Haven, Connecticut. Tale affiliazione avvenne nello stesso anno, il 1978, nel quale divenne apprendista muratore [[Silvio Berlusconi]]. E mentre Berlusconi venne iniziato a Roma in seno alla «[[P2]]» guidata da [[Licio Gelli]] nel gennaio, Napolitano fu cooptato dalla prestigiosa Ur-Lodge sovranazionale denominata «Three Architects» o «Three Eyes» appunto nell'aprile del 1978, nel corso del suo primo viaggio negli Stati Uniti. ([[Gioele Magaldi]])
*Mi verrebbe da dire, “meno male che Giorgio c’è”, perché il [[Presidente della Repubblica Italiana|Capo dello Stato]], in questo momento di palude della vita politica, è un grande punto di riferimento. ([[Matteo Renzi]])
*Quando lo abbiamo incontrato al Quirinale, Napolitano ci ha detto che ha iniziato la sua carriera nel lontano 1953. Io tra me e me ho pensato che sono 60 anni che grava sulle spalle dei contribuenti italiani. ([[Nicola Morra (politico)|Nicola Morra]])
*Spaccai la commedia {{NDR|''L'isola purpurea'' di [[Michail Afanas'evič Bulgakov|Bulgakov]]}} in cinque punti con degli interventi e alla fine feci cadere dall'alto dei volantini in cui si diceva che la macchina di [[Lenin]] non funzionava più. Del Pci mi difese solo Napolitano. ([[Giuliano Scabia]])
*Trovo che sia il peggiore presidente della Repubblica di sempre. Non ha mantenuto la parola sulla pacificazione nazionale. Ha abolito la democrazia, ha tramato prima con Fini per far cadere il governo Berlusconi, poi ha tramato per mettere Monti a Palazzo Chigi e poi ha tramato con Alfano per sostenere il governo Letta provocando così la scissione nel nostro partito. Ha avuto tre fallimenti. E come capo del Csm ha permesso che facessero cane da porco di Silvio Berlusconi. Prima se ne va e meglio è. ([[Daniela Santanchè]])
===[[Beppe Grillo]]===
*Napolitano ci ha provato. Lui voleva, vuole, lo ''status quo'', la stabilità politica. Ha creduto che un governo delle larghe intese potesse impedire il crollo del Paese. Invece ha ottenuto l'effetto contrario. È stato un doppio azzardo voler rimanere per un altro settennato e accettare un governo condizionato da [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] imputato in più processi che, fosse solo per la statistica, poteva diventare un pregiudicato in breve tempo. Napolitano deve prendere atto che in entrambi i casi queste sue decisioni si sono rivelate un rischio maldestramente calcolato. Non voglio, né mi interessa, mettere in discussione la buona fede del presidente della Repubblica, ma le sue decisioni hanno consegnato il Paese all'immobilità per mesi mentre l'economia franava.
*Napolitano è un signore che fa politica dal dopoguerra, in Parlamento dal 1953, conosce deputati, senatori, ministri come un anziano maestro di scuola conoscerebbe ad uno ad uno i suoi ex allievi. È l'ultimo dei politici della Prima Repubblica ancora sulla scena, dopo la scomparsa di [[Giulio Andreotti|Andreotti]], [[Francesco Cossiga|Cossiga]] e di tanti altri. È, che lo voglia o meno, il vero punto di riferimento di un Governo di nani {{NDR|il [[Governo Letta]]}}. Un'alternanza al Quirinale avrebbe prodotto un cambiamento, un'uscita da una situazione cristallizzata, così non è stato.
*Napolitano lo pensavo un saggio, invece è cattivo, è un uomo che ha violentato la Costituzione.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Giorgio Napolitano, ''Intervista sul PCI'', a cura di Eric J. Hobsbawm, Laterza, Bari 1976.
==Voci correlate==
*[[Clio Maria Bittoni]], moglie
==Altri progetti==
{{Interprogetto|n=Categoria:Giorgio Napolitano}}
{{Presidenti della Repubblica Italiana}}
{{DEFAULTSORT:Napolitano, Giorgio}}
[[Categoria:Politici italiani]]
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Danyele
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[[Immagine:Presidente Napolitano.jpg|thumb|right|Giorgio Napolitano nel 2006]]
'''Giorgio Napolitano''' (1925 – 2023), politico italiano, 11º Presidente della Repubblica Italiana.
==Citazioni di Giorgio Napolitano==
{{Cronologico}}
===1956===
*Il compagno [[Antonio Giolitti|Giolitti]] ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, ma io ho quello di aspramente combattere le sue posizioni. L'intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione ma alla pace nel mondo.<ref>1956: citato in [[Gian Antonio Stella]], ''«Principe rosso», violò il tabù del Viminale'', ''Corriere della Sera'', 8 maggio 2006.</ref>
*[...] l'intervento sovietico in [[Ungheria]], evitando che nel cuore d'Europa si creasse un focolaio di provocazioni e permettendo all'Urss di intervenire con decisione e con forza per fermare la aggressione imperialista nel Medio Oriente abbia contribuito, oltre che ad impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, abbia contribuito in misura decisiva, non già a difendere solo gli interessi militari e strategici dell'Urss ma a salvare la pace nel mondo.<ref>Citato in ''l'Unità'', novembre 1956.</ref>
===1978===
*Desidero sottolineare che nulla ci è stato detto per confutare analisi come quella citata dal collega Spaventa secondo cui, di fronte ad una tendenza alla rapida svalutazione della [[lira italiana|lira]] rispetto al marco, che discende dallo scarto attualmente così forte tra tasso di inflazione italiano e tedesco, le regole dello SME ci possano portare ad intaccare le nostre riserve e a perdere di competitività, ovvero a richiedere di frequente una modifica del cambio, una svalutazione ufficiale e brusca della lira fino a trovarci nella necessità di adottare drastiche politiche restrittive.<ref name=sed0383>Dall'intervento alla ''[http://web.archive.org/web/20121017005414/http://www.camera.it/_dati/leg07/lavori/stenografici/sed0383/sed0383.pdf Camera dei Deputati, Seduta di mercoledì 13 dicembre 1978]'', p. 51 del supporto digitale, p. 24995 del supporto cartaceo.</ref>
*È così venuto alla luce un equivoco di fondo, di cui le enunciazioni del consiglio di Brema sembravano promettere lo scioglimento in senso positivo e di cui, invece, l'accordo di Bruxelles ha ribadito la gravità: se cioè il nuovo sistema monetario {{NDR|lo [[Sistema monetario europeo|SME]]}} debba contribuire a garantire un più intenso sviluppo dei paesi più deboli della Comunità, delle economie europee e dell'economia mondiale, o debba servire a garantire il paese a moneta più forte, ferma restando la politica non espansiva della Germania federale e spingendosi un paese come l'Italia alla deflazione.<ref name=sed0383/>
===1991===
*Non si può confondere il giudizio su [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]] con la valutazione storica dell'intera esperienza sovietica. La morte dell'Urss avviene in modo drammatico e convulso ma nello stesso tempo suggerisce ulteriori e più ripensamenti su 70 anni di movimenti comunisti. Gorbaciov però resta lo straordinario iniziatore di una nuova fase nella vita europea e di svolta verso il disarmo.<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,0890_01_1991_0318_0004_12455480/ ''Craxi: la nostra bandiera rossa resta''], ''La Stampa'', 27 dicembre 1991</ref>
===2002===
*Di [[Francesco De Martino|De Martino]], personalità eminente della cultura e della vita pubblica italiana, desidero ricordare soprattutto la passione e l'impegno di socialista e di meridionalista.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/online/politica/demartino/cordoglio/cordoglio.html Il cordoglio dell'Italia politica "De Martino, politico nobile"]'', ''la Repubblica'', 18 novembre 2002</ref>
===2003===
*La figura di [[Nilde Iotti]] è già nella storia del Parlamento italiano come prima donna eletta Presidente della Camera dei deputati, e come Presidente rimasto per più lungo tempo alla guida dell'Assemblea. [...] Sarebbe però riduttivo e fuorviante ridurre la figura di Nilde lotti in Parlamento all'esercizio della sua funzione presidenziale. Ella fu protagonista della vita parlamentare anche prima e dopo le tre legislature vissute in qualità di Presidente della Camera.<ref>Dalla prefazione a ''[http://biblioteca.camera.it/application/xmanager/projects/biblioteca/file/Discorsi_parlamentari_On_Iotti/volume_01.pdf Nilde Iotti. Discorsi parlamentari (1946-1983)]'', ''Camera dei deputati'', Roma, 2003, pp. XIX-XX</ref>
===2006===
*La mia riflessione autocritica sulle posizioni prese dal [[Partito Comunista Italiano|Pci]], e da me condivise, nel 1956, e il suo pubblico riconoscimento da parte mia ad Antonio Giolitti "di aver avuto ragione" valgono anche come pieno e doloroso riconoscimento della validità dei giudizi e delle scelte di [[Pietro Nenni]] e di gran parte del [[Partito Socialista Italiano|Psi]], in quel cruciale momento.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/politica/presidente/napolitano-ungheria/napolitano-ungheria.html Napolitano: "Sui fatti d'Ungheria aveva ragione Pietro Nenni"]'', ''la Repubblica'', 29 agosto 2006 ; Fabrizio Roncone, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2006/agosto/30/autocritica_Napolitano_Ungheria_Nenni_aveva_co_9_060830125.shtml L' autocritica di Napolitano: Ungheria, Nenni aveva ragione]'', ''Corriere della Sera'', 30 agosto 2006.</ref>
*{{NDR|Su [[Giacinto Facchetti]]}} Resta di esempio per le nuove generazioni l'attaccamento ai valori di lealtà e di agonismo che hanno fatto di lui un grande campione e manager. Simbolo dello sport italiano, ha saputo dimostrare nel corso della sua lunga carriera non soltanto le doti tecniche di calciatore ma anche la correttezza, la compostezza e la professionalità come dirigente.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/sport/calcio/morto-facchetti-reazioni/morto-facchetti-reazioni/morto-facchetti-reazioni.html Mazzola: "Compagno meraviglioso sempre pronto a lottare"]'', ''la Repubblica'', 4 settembre 2006.</ref>
*Scompare con [[Oriana Fallaci]] una giornalista di fama mondiale, autrice di grandi successi editoriali, appassionata protagonista di vivaci battaglie culturali, ammirevole nella strenua lotta contro il male che l'aveva colpita.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/09_Settembre/15/reazioni_oriana.shtml Le reazioni alla scomparsa della grande scrittrice]'', ''Corriere della sera'', 15 settembre 2006.</ref>
===2007===
*{{NDR|Sui [[massacri delle foibe]]}} Fu una barbarie basata su un disegno annessionistico slavo che assunse i sinistri connotati di una pulizia etnica.<ref>Dichiarazione del 10 febbraio 2007. Citato in ''[https://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er:assemblealegislativa:attoindirizzoapprovato:9;2305 Legislatura IX - Atto di indirizzo politico approvato ogg. n. 2305 - Risoluzione]'', ''regione.emilia-romagna.it''.</ref>
*La realtà del lavoro operaio, con i suoi problemi, e anche – diciamo – nella sua configurazione umana, ha rappresentato una parte importante della mia vita. E non lo dimentico.<ref> Citato in ''[http://www.quirinale.it/Discorsi/Discorso.asp?id=32719 Intervento nel corso della visita alla Ducati Moto]'', ''Quirinale.it'', 16 marzo 2007.</ref>
*[[Giacomo Mancini]] è stato una delle più forti personalità politiche dell'Italia democratica nei decenni successivi alla Liberazione dal fascismo. Così l'ho conosciuto e l'ho seguito nel suo molteplice impegno di partito, parlamentare e di governo, intrattenendo con lui per un lungo periodo il più schietto rapporto di dialogo e di amicizia. Desidero perciò esprimere il mio vivo apprezzamento per l'impegno volto a conservare e valorizzare i materiali di archivio relativi all'attività di Giacomo Mancini e per l'odierna celebrazione del quinto anniversario della sua scomparsa.<ref>''[https://archivio.quirinale.it/aspr/comunicati/PRESSRELEASE-001-011105/presidente/giorgio-napolitano/messaggio-del-presidente-napolitano-occasione-del-convegno-giacomo-mancini Messaggio del Presidente Napolitano in occasione del convegno su Giacomo Mancini]'', ''archivio.quirinale.it'', 12 aprile 2007.</ref>
*Se il [[giornalista]] è cieco vede solo le ombre. Se il giornalista non è cieco vedrà anche le luci.<ref>Da ''la Repubblica'', 14 dicembre 2007.</ref>
*I temi e gli obbiettivi sia di modifiche della seconda parte della Costituzione – che si congiungano con quelle già operanti del Titolo V – sia di nuovi meccanismi per l'elezione del Parlamento, sia di revisioni da affrontare nella stessa ottica in campo legislativo e regolamentare, sono stati identificati e delimitati; non spetta a me suggerire soluzioni, ma solo insistere sulle gravi conseguenze che avrebbe un nuovo nulla di fatto e sull'urgenza di giungere a scelte largamente condivise.<ref>Citato in ''[http://www.quirinale.it/Discorsi/Discorso.asp?id=34672 Discorso in occasione della cerimonia per lo scambio degli auguri con le Alte Magistrature della Repubblica]'', ''Quirinale.it'', 20 dicembre 2007.</ref>
===2008===
*La [[Resistenza italiana|Resistenza]] è stata bellissima. Anche se io non l'ho fatta, perché all'epoca militavo nei Gruppi Universitari Fascisti.<ref>Da ''Dal Pci al socialismo europeo: un'autobiografia politica'', Editori Laterza, 2008; citato in ''[http://www.larisaccamensiletrapanese.it/wp/?p=1641 I “G.U.F.”: il vivaio fascista della classe dirigente antifascista]'', ''larisaccamensiletrapanese.it''.</ref>
*Vogliamo accogliere nuovi cittadini consapevoli, che siano riconosciuti e si affermino come tali. Ma il punto di partenza non può non essere una presa di coscienza collettiva del carattere non temporaneo che ha assunto il fenomeno dell'[[immigrazione]] in Italia, e dunque della necessità di trarne le naturali conseguenze sul piano dello sviluppo delle politiche d'integrazione e anche sul piano delle norme e delle prassi per il conferimento della [[Cittadinanza italiana|cittadinanza]]. È essenziale che a tale presa di coscienza giungano non solo le istituzioni, ma l'intera collettività nazionale, l'insieme degli uomini e delle donne storicamente italiani, cittadini italiani da innumerevoli generazioni, cittadini italiani per discendenza, per antiche radici. Debbono cadere vecchi pregiudizi: occorre un clima di apertura e apprezzamento verso gli [[straniero|stranieri]] che si fanno italiani – lavoratori, studenti e ricercatori, imprenditori, sportivi, manager. È in un clima siffatto che possono avere successo le politiche volte a stabilire regole e a rendere possibile non solo la più feconda e pacifica convivenza con gli stranieri ma anche l'accoglimento di un numero crescente di nuovi cittadini.<ref>Dall'[http://www.quirinale.it/Discorsi/Discorso.asp?id=37307 intervento in occasione dell'incontro con i "nuovi cittadini"], 13 novembre 2008.</ref>
===2009===
*{{NDR|A Racalmuto}} Mi ha portato qui il ricordo personale di [[Leonardo Sciascia|Leonardo]], che ho grandemente amato come scrittore europeo non meno che italiano. L'ho sempre ascoltato con attenzione e grande rispetto, come grande coscienza e voce civile dell'[[Italia]]. <ref>Citato in ''Il Mattino'', 25 maggio 2009.</ref>
*Fine intellettuale che, lungo un appassionato percorso, è stata protagonista della cultura italiana. Sensibile sostenitrice delle relazioni con la letteratura straniera e segnatamente di quella americana, [[Fernanda Pivano]] ha dato un contributo straordinario alla capacità della cultura italiana di tessere e coltivare rapporti che hanno arricchito il nostro patrimonio e favorito intensi scambi letterari con il resto del mondo.<ref>Citato in ''[https://www.corriere.it/cultura/09_agosto_18/pivano_reazioni_852cae6e-8c2e-11de-a273-00144f02aabc.shtml Napolitano ricorda Fernanda Pivano]'', ''Corriere.it'', 18 agosto 2009.</ref>
*{{NDR|Su [[Giustino Fortunato]]}} Non vi fu assertore più alto delle ragioni dell'unità d'Italia e insieme delle ragioni del Mezzogiorno, di Giustino Fortunato. Il suo pensiero e la sua battaglia politica, quali si espressero in decenni di partecipazione appassionata all'attività parlamentare e alla vita pubblica, restano ancor oggi un punto di riferimento illuminante per cogliere aspetti e nessi essenziali del discorso che siamo chiamati ad affrontare nel centocinquantesimo anniversario della fondazione del nostro Stato nazionale.<ref>Citato in [http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&Key=1649 Presidenza della Repubblica], 3 ottobre 2009.</ref>
*L'impegno della [[Chiesa cattolica|Chiesa]] è fondamentale per la società. [...] Tante volte la [[religione]] è un fatto pubblico e l'impegno della Chiesa nella vita sociale è essenziale anche da un punto di vista della società civile.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/cronache/09_dicembre_08/bertone-tettamanzi-grande-pastore_c8e325ce-e3e1-11de-8eb6-00144f02aabc.shtml Corriere della sera]'', 8 dicembre 2009.</ref>
===2010===
*{{NDR|Su [[Beniamino Placido]]}} Giornalista di profonda cultura e di fine e originale stile letterario, egli seppe indagare e far conoscere con spirito critico e visione lungimirante il fenomeno della televisione di massa e la sua influenza sull'evoluzione del costume sociale.<ref>Citato in ''[http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=9560 Presidenza della Repubblica]'', ''Quirinale.it'', 6 gennaio 2010.</ref>
*{{NDR|Alla celebrazione delle vittime della Shoah}} I diritti dei popoli sono inalienabili e tra questi ci sono quelli del popolo ebraico e dello Stato di Israele a vivere in sicurezza: un impegno riconosciuto da tutti.<ref>Da ''la Repubblica'', 27 gennaio 2010.</ref>
*Trasformare l'anniversario dei 150 anni dell'[[Unità d'Italia|Unità]] in un nuovo innamoramento del nostro essere italiani... incitare noi stessi ad avere un po' più di orgoglio nazionale.<ref>Citato in ''Corriere della sera'', 5 maggio 2010.</ref>
*{{NDR|Durante la visita di Napolitano in [[Siria ba'thista]]}} Esprimo apprezzamento per l'esempio di laicità e apertura che la Siria offre in Medioriente e per la tutela della libertà assicurate alle antiche comunità cristiane qui residenti.<ref>Dichiarazione del 18 marzo 2010. Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/11/siria-quando-napolitano-elogiava-assad-esempio-di-laicita-e-difensore-della-liberta/3154892/ Siria, quando Napolitano elogiava Assad]'', ''il Fatto Quotidiano.it'', 11 settembre 2013.</ref>
*Celebrare il 150° Anniversario dell'[[Unità d'Italia]] significa diverse cose: significa verificare da dove veniamo, ma anche dove siamo arrivati e dove andiamo. E quando si visita l'Ansaldo si vede che di strada ne abbiamo fatta tanta. <ref>Citato in ''Il secolo XIX'', 4 maggio 2010.</ref>
*{{NDR|Su [[Vittorio Grevi]]}} Ne ricordiamo l'appassionato impegno a promuovere – anche con la sua intensa attività pubblicistica – il confronto più rigoroso e aperto sui temi relativi alla riforma del sistema giudiziario.<ref>Citato in [http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=11066 ''Presidenza della Repubblica''], comunicato del 04 dicembre 2010.</ref>
===2011===
*Il mondo di oggi è contrassegnato da opportunità e sfide, i prossimi anni non saranno facili per facili per nessuno, ed in particolare per l’[[Italia]]. Ma oggi ho il grande piacere che le celebrazioni per il nostro 150esimo anniversario hanno visto emergere un rinnovato spirito nazionale. Questo il nuovo spirito di orgoglio e fiducia, la rinnovata volontà di rafforzare la nostra unità e coesione nazionale sono le condizioni per superare le difficoltà che sono davanti a noi. Sì, we shall overcome.<ref>Durante un incontro con la comunità italoamericana a Manhattan. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/03/28/napolitano-negli-stati-uniti-we-shall-overcome/ Napolitano negli Stati Uniti: «We shall overcome»]'', ''ilpost.it'', 28 marzo 2011.</ref>
*Il funzionamento della [[democrazia]] richiede un governo forte e stabile, ma anche una [[Opposizione (politica)|opposizione]] forte. Io non ci posso fare nulla se a volte l'opposizione non è abbastanza forte.<ref name="Repubblica30mar2011">Da ''[https://www.repubblica.it/politica/2011/03/30/news/napolitano_guerriglia-14252842 Napolitano: "In Italia guerriglia continua In politica basta tensioni, creano sfiducia"]'', ''repubblica.it'', 30 marzo 2011.</ref>
*Per troppi paesi europei, forse per tutti, l'[[Unione europea|Unione]] è solo un caprio espiatorio. Per i problemi che non sanno risolvere i singoli paesi accusano l'Europa.<ref name="Repubblica30mar2011"/>
*La valorizzazione dello [[referendum|strumento referendario]] come elemento di democrazia diretta e la grande attenzione da te sempre prestata alle regole che presiedono alla partecipazione elettorale dei cittadini, sono il segno di una costante preoccupazione per la necessità di un consapevole e attivo coinvolgimento dell'opinione pubblica e dei cittadini nella vita politica del paese e della volontà di contrastare e combattere fenomeni di distacco e disinteresse verso la vita pubblica.<ref>Dalla dichiarazione del 23 giugno 2011; citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/14/referendum-trivelle-napolitano-legittimo-astenersi-nel-2011-diceva-io-elettore-che-fa-sempre-il-suo-dovere/2635720/ Referendum Trivelle, Napolitano: "Legittimo astenersi". Nel 2011 diceva: "Io elettore che fa sempre il suo dovere"]'', ''il Fatto Quotidiano.it'', 14 aprile 2016.</ref>
*I magistrati siano inappuntabili per evitare attacchi inammissibili.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/22/napolitano-i-magistrati-siano-inappuntabili-per-evitare-attacchi-inammissibili/147059/ Il Fatto Quotidiano]'', 22 luglio 2011.</ref>
*{{NDR|Intervenendo all'Università di Napoli su ''Secessione''}} Non esiste un popolo padano, parlare di Stato lombardo-veneto è grottesco, non si può cambiare il corso della storia.<ref>[http://tg24.sky.it/tg24/politica/2011/09/30/giorgio_napolitano_secessione_lega_nord_legge_elettorale.html In risposta all'intervento a Venezia di Umberto Bossi: "Ma come si fa a stare in un Paese che sta addirittura perdendo democrazia? Il fascismo è ritornato con altri nomi e facce: "Secessione] 30 settembre 2011.</ref>
===2012===
*{{NDR|[[Oscar Luigi Scalfaro]]}} È stato un protagonista della vita politica democratica nei decenni dell'Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale.<ref>Citato in ''[https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-29/napolitano-scalfaro-esempio-coerenza-153438_PRN.shtml Napolitano: Scalfaro esempio di coerenza e integrità. Il Papa: statista cattolico per il bene comune]'', ''ilsole24ore.com'', 29 gennaio 2012.</ref>
*{{NDR|Sui [[Finanziamento pubblico ai partiti|finanziamenti pubblici ai partiti]] politici italiani}} Ferma restando l'autonomia dei procedimenti giudiziari in corso, e nel rispetto dei diritti sia degli indagati sia di tutti i soggetti interessati, è doveroso rilevare che sono venuti emergendo casi diversi di notevole gravità relativi alla gestione dei fondi attribuiti dalla legge ai partiti. Ne scaturisce l'esigenza – cui non possono non essere sensibili nella loro responsabilità le forze politiche – di adeguate iniziative in sede parlamentare volte a sancire per legge regole di democraticità e trasparenza nella vita dei partiti, ai sensi dell'art. 49 della Costituzione, e meccanismi corretti e misurati di [[Finanziamento pubblico ai partiti|finanziamento dell'attività dei partiti]] stessi, sempre essenziale in quanto finalizzata a «concorrere a determinare la politica nazionale».<ref>Citato in ''[http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=13256 Presidenza della Repubblica Italiana - Dichiarazione del Presidente Napolitano]'', ''Quirinale.it'', 4 aprile 2012.</ref>
*Guardo in questo momento con rinnovata fiducia a [[Napoli]] e ai napoletani, alla loro capacità di cogliere i frutti del riconoscimento rappresentato dalla competizione che oggi si inaugura {{NDR|l'America's cup}}, e di esprimere, in generale, lo slancio necessario per la valorizzazione delle preziose risorse e potenzialità di cui è ricca la nostra grande, storica città.<ref>Citato in ''[http://www.ilmattino.it/articolo_app.php?id=47240 Il videomessaggio di Napolitano: «Rinnovata fiducia in Napoli»]'', ''Il Mattino.it'', 9 aprile 2012.</ref>
*La [[Crisi economica del 2008-2014|crisi finanziaria]] vede l'Eurozona al suo epicentro e non ha risparmiato l'[[Italia]], con il suo fardello di indebitamento pubblico. Lo [[spread]], parola anch'essa di uso oramai comune, fluttua penalizzando i titoli italiani per ragioni che ben poco hanno a che vedere con i fondamentali della nostra economia, ma finisce con l'elevare oltre misura il costo della gestione e della riduzione stessa del nostro debito, e anche quindi con il limitare severamente l'accesso al credito da parte delle imprese. Le conseguenze socio-economiche dello tsunami finanziario innescatosi oltre oceano colpiscono in special modo i giovani, all'angosciosa ricerca, troppi di loro, di un posto di lavoro senza il quale è difficile fare progetti e nutrire speranze nel futuro.<ref name = "Nueva economia">Dall'[http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=3&key=2526 intervento del Presidente Napolitano in occasione della cerimonia di conferimento del Premio "Nueva Economia Forum 2012"]. Madrid, 2 ottobre 2012.</ref>
*Le vicissitudini della [[Crisi economica del 2008-2014|crisi finanziaria]] – al di là di incertezze e ritardi nelle reazioni delle istituzioni europee – hanno rivelato impietosamente quello che mancava sia sotto il profilo istituzionale che decisionale. Da una parte la crisi denunciava un bisogno di [[Unione europea|Europa]], dall'altra un'insufficienza di Europa. Concludere, come molti di noi hanno fatto, che ci vuole "più Europa" significa semplicemente trarne in modo serio le conseguenze. E, se questa sarà la lezione finalmente appresa, tensioni e sacrifici non saranno stati invano.<ref name = "Nueva economia" />
*{{NDR|Durante la [[guerra civile siriana]]}} La [[Siria ba'thista|Siria]] rappresenta oggi la pagina più dolorosa. Le atrocità di [[Bashar al-Assad|Assad]] hanno portato il paese alla guerra civile con conseguenze umanitarie devastanti. La comunità internazionale è stata finora incapace di arrestarla. Lo scenario è aggravato dai rischi di instabilità regionale e di contagio dei paesi vicini – penso in particolare al [[Libano]], dove anche l'Italia è attivamente partecipe in una missione internazionale di stabilizzazione e di pace.<ref name = "Nueva economia" />
*Per quello che riguarda la prospettiva europea della [[Serbia]], ho ascoltato con grande piacere dal Presidente [[Tomislav Nicolić|Nikolić]] la serietà del suo impegno a portare avanti il processo iniziato negli scorsi anni col precedente governo e con il precedente Presidente, sfociato nel riconoscimento alla Serbia, da parte del [[Consiglio europeo]], dello status di Paese candidato. L'[[Italia]] ha molto contribuito anche nell'ultima fase, quando si profilava il rischio di un rinvio di quella decisione, perché la decisione fosse assunta senza ulteriori remore; adesso si apre una nuova fase: quella dei negoziati, come sempre complessi, per trasformare il Paese da candidato in Stato membro dell'Unione.<ref>[http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=2534&printPDF=yes Dichiarazioni e risposte alla stampa del Presidente Napolitano al termine dei colloqui con il Presidente della Repubblica di Serbia Tomislav Nicolić]. Roma, Palazzo del Quirinale, 9 ottobre 2012.</ref>
*{{NDR|Rivolgendosi a [[Beatrice dei Paesi Bassi]]}} Nella notte del [[31 gennaio]] [[1953]], la "[[Grande Alluvione]]" (''Watersnoodramp'') colpì questa terra. Mi ricordo bene la coraggiosa reazione della [[Paesi Bassi|Nazione olandese]] – e Lei fu tra i primi, Maestà, allora una giovane e intrepida Principessa Beatrice, a visitare le aree allagate. Il disastro unì nazioni e popoli che solo pochi anni prima erano in lotta tra loro. Un nuovo spirito di solidarietà comune era nato in Europa e sull'altra sponda dell'Atlantico.<ref name ="Brindisi">''[http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=2542&printPDF=yes Brindisi del Presidente Napolitano in occasione del Pranzo di Stato offerto da Sua Maestà la Regina Beatrix]'', L'Aja, 23 ottobre 2012.</ref>
*La [[legalità]] e il [[diritto]] sono le pietre fondanti della [[pace internazionale]] e della stabilità.<ref name ="Brindisi" />
===2013===
*Certe campagne, che si vorrebbero moralizzatrici, in realtà si rivelano nel loro fanatismo negatrici e distruttive della politica.<ref>Dall'[http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/08/napolitano-campagne-moralizzatrici-distruttive-ed-evoca-larghe-intese/ intervento] al Senato l'8 aprile 2013 in commemorazione di [[Gerardo Chiaromonte]].</ref>
*{{NDR|Sul decesso di [[Margherita Hack]]}} Apprendo con commozione la triste notizia. È stata una personalità di grande rilievo del mondo della cultura scientifica, che con i suoi studi e il suo impegno di docente ha costantemente servito e onorato l'Italia anche in campo internazionale. Ha rappresentato nello stesso tempo un forte esempio di passione civile, lasciando una nobile impronta nel dibattito pubblico e nel dialogo con i cittadini. Partecipo con sinceri sentimenti di vicinanza al cordoglio di tutte le persone che l'hanno avuta cara.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/29/morta-margherita-hack-trieste-astrofisica-aveva-91-anni/641222/ Margherita Hack morta a 91 anni: l’astrofisica tra ricerca e diritti civili]'', ''Il Fatto Quotidiano'', 29 giugno 2013.</ref>
*Con l'ingresso della [[Croazia]] nell'[[Unione Europea]] i popoli croato e italiano condividono un futuro comune nell'Europa unita. Radici profonde uniscono i nostri popoli e ci assegnano anche il dovere di ricordare le tragedie e le divisioni causate dalle ideologie totalitarie e dal più cieco [[nazionalismo]] nel secolo scorso.<ref>Citato in Giorgio Napolitano, ''[http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2013/06/30/news/napolitano-evento-storico-e-trieste-ritorna-crocevia-1.7341541 Napolitano: «Evento storico e Trieste ritorna crocevia»]'', ''il Piccolo'', 30 giugno 2013.</ref>
*Proprio nei momenti di difficoltà economica come quelli che stiamo attraversando si impone una particolare attenzione alla condizione e ai diritti delle persone con [[disabilità]], così da evitare che il disagio sociale si traduca in emergenza, come purtroppo in troppi casi sta avvenendo.<ref>Citato in ''[http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=15348 Messaggio del Presidente Napolitano in occasione della IV Conferenza sulle politiche della disabilità]'', ''quirinale.it'', Roma, 12 luglio 2013.</ref>
*La strada maestra da seguire è sempre stata quella della fiducia e del rispetto verso la [[magistratura]], che è chiamata a indagare e giudicare in piena autonomia e indipendenza alla luce di principi costituzionali e secondo le procedure di legge.<ref>Citato in [http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&key=38015&printPDF=yes Dichiarazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano], ''Quirinale.it'', 2 agosto 2013.</ref>
*Il ruolo così fortemente ed efficacemente svolto da [[Nello Ajello|Ajello]] si è collocato al confine tra giornalismo, cultura e politica. Le sue analisi critiche sulle politiche culturali, anche e in particolare del Pci, hanno lasciato il segno per la loro accuratezza e acutezza.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/11/morto-a-roma-nello-ajello-firma-storica-del-giornalismo-italiano/682431/ Morto a Roma Nello Ajello, firma storica del giornalismo italiano]'', ''Il Fatto Quotidiano'', 11 agosto 2013.</ref>
*Quelli che, come i grillini, mi accusano di volere un'amnistia pro-Berlusconi sono persone che fanno pensare a una sola cosa, hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese. E non sanno quale tragedia sia quelle carceri. Non ho altro da aggiungere.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/politica/13_ottobre_08/carceri-messaggio-napolitano-camere-c44b5c30-3003-11e3-8faf-8c5138a2071d.shtml Carceri, monito di Napolitano. Letta: «Il governo è pronto»]'', ''Corriere.it'', 8 ottobre 2013.</ref>
===2014===
*Il [[Bandiera d'Italia|Tricolore]], che ha accompagnato le complesse e travagliate vicende della storia del nostro Paese, ci ricorda come il popolo italiano ha saputo superare prove drammatiche e ricorrenti tensioni. Rappresenta un patrimonio comune e un punto di riferimento essenziale per far fronte con robuste radici e spirito innovatore alle sfide attuali.<ref>Citato in ''[http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&key=40077 Comunicati Dichiarazione del Presidente Napolitano]'', ''Quirinale.it'', 9 gennaio 2014.</ref>
*L'[[Italia]] ha sempre garantito – e continuerà a farlo – un deciso sostegno al percorso di avvicinamento dell'[[Albania]] all'Europa. L'adesione di [[Tirana]] alla [[NATO]], cinque anni fa, e la liberalizzazione dei visti Schengen nel 2010 costituiscono successi di cui potete – e possiamo – essere fieri, in attesa di raggiungere il decisivo traguardo del riconoscimento all'Albania dello status di Paese candidato all'ingresso nell'[[Unione Europea]]. È chiaro a tutti che il posto dell'Albania è in Europa, per storia, cultura, valori.<ref name="Albania">Citato in [http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=2840 Intervento del Presidente Napolitano all'Assemblea Parlamentare della Repubblica di Albania], ''Quirinale.it'', 5 marzo 2014.</ref>
*Nel corso della sua storia recente, ed in particolare dopo il 1992, l'Albania ha affrontato un percorso di crescita che ha portato alla ricostruzione delle fondamenta stesse dello Stato ed alla creazione di istituzioni responsabili e impegnate nella difesa dei valori democratici posti a base della civiltà europea. Abbiamo assistito, e attivamente contribuito con spirito di sincera fratellanza, al graduale miglioramento delle condizioni di vita della popolazione albanese, alla nascita di una imprenditorialità moderna e dinamica – simboleggiata dall'operosità di migliaia di piccole e medie imprese – al progressivo rafforzamento dei diversi corpi sociali, che costituiscono oggi l'ossatura di una società ed un Paese che prospera, pur nel confronto con le sfide del mercato globale e con le difficoltà imposte dalla crisi economica internazionale.<ref name="Albania"></ref>
===2015===
*Siamo arrivati al dunque, ad un momento che mai si era vissuto dal 1989: occorre riflettere sull'assoluta esigenza su cosa possa essere un nuovo, più giusto e sostenibile ordine mondiale.<ref>Citato in [https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/22/immigrazione-napolitano-i-governi-abbiano-coraggio-dire-verita/1613746/ ''Migranti, Napolitano: "Governi dicano verità. Riflettere su nuovo ordine mondiale"''], ''ilfattoquotidiano.it'', 22 aprile 2015.</ref>
===2017===
*Quella di [[Emmanuel Macron|Macron]] non è stata la vittoria di un uomo solo. È stata la vittoria in Francia dello spirito repubblicano e di un comune fondamento europeo. Sono stati premiati valori essenziali scarsamente difesi, contro il populismo anti-élite, anche dalla sinistra: la formazione culturale e tecnica, la competenza, l’apertura a energie giovani e a visioni riformiste non ancorate a vecchi schemi.<ref>Dall'intervista di Marzio Breda, ''[http://www.corriere.it/politica/17_maggio_09/c-chi-scopre-presidente-francese-7b3da2a4-3424-11e7-8367-3ab733a34736.shtml# Napolitano: «Ora si scopre Macron dopo aver inseguito Lega e M5S»]'', ''Corriere.it'', 5 maggio 2017.</ref>
*{{NDR|Sull'[[intervento militare internazionale in Libia del 2011]]}} Dire che il governo {{NDR|Berlusconi IV}} fosse contrario e che cedette alle pressioni del capo dello Stato in asse con [[Nicolas Sarkozy|Sarkozy]], non corrisponde alla realtà. I miei rapporti con l'allora presidente francese erano di certo poco intensi e tutt'altro che basati su posizioni concordanti in un campo così controverso. E non soltanto io trovai fondate le considerazioni del Consigliere Archi,<ref>Bruno Archi era il consigliere diplomatico della Presidenza del Consiglio dei Ministri che era in contatto diretto con New York mentre veniva approvata la risoluzione dell'ONU che autorizzò l'inervento militare in Libia.</ref> ma concordarono con esse anche autorevoli membri presenti del governo, come il Ministro della Difesa La Russa. L'Italia era interessata a che il da farsi sul piano internazionale in difesa dei diritti umani e del movimento della primavera in Libia non rimanesse oggetto di una sortita francese fuori di ogni regola comune, ma si collocasse nel quadro delle direttive dell'Onu e nell'ambito di una gestione Nato.<ref>Dall'intervista di Claudio Tito, ''[http://www.repubblica.it/politica/2017/08/03/news/napolitano_le_bombe_contro_gheddafi_basta_distorsioni_ridicole_decise_berlusconi_non_io_-172226178/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1 Napolitano: “Le bombe contro Gheddafi. Basta distorsioni ridicole: decise Berlusconi non io"]'', ''Repubblica.it'', 3 agosto 2017.</ref>
===2018===
*{{NDR|Prima delle elezioni politiche del 4 marzo 2018}} Da quando in una legge elettorale è comparsa l’indicazione del capo del partito o della coalizione si è lasciato credere che il presidente del Consiglio sia eletto dal popolo invece che dal Parlamento, e tale ambiguità viene alimentata nell’opinione pubblica anche in questa campagna.<ref name=":0">Dalla intervista di Antonio Polito, ''«I candidati premier? Una mistificazione»'', ''Corriere della Sera'', 28 gennaio 2018, p. 4.</ref>
*Mentre in Europa risorgono i nazionalismi, l’amministrazione Trump rilancia il protezionismo. Nazionalismo e [[protezionismo]] sono nemici mortali della democrazia liberale e riformista. Mi ha confortato sentire la signora [[Angela Merkel|Merkel]], di recente a Davos, mettere in guardia l’Occidente da questi pericoli.<ref name=":0" />
*Ormai c'è una sola sovranità a cui rispondere ed è la '''sovranità europea''' - sovranità europea naturalmente nell'interesse dei singoli stati membri - ma bisogna sapere che non c'è più spazio per delle sovranità nazionali chiuse in se stesse<ref>[https://youtu.be/1VoGr-j36X0?t=687 intervista sulla Rai a "Che tempo che fa" (minuto 11:27)], 22 aprile 2018</ref>
===2021===
*Non potendo essere presente al dibattito sulla fiducia per ragioni di salute, desidero esprimere il mio convinto sostegno alla scelta del Presidente Mattarella per un [[Governo Draghi|governo presieduto da Mario Draghi]], e sostenuto con intento unitario da un ampio arco di forze politiche. Il Presidente Draghi ritengo saprà affrontare i complessi compiti che lo attendono, forte del consenso del paese che di certo verrà confermato in Parlamento. Lo stretto legame con l'Europa e l'alta considerazione internazionale consentiranno al nuovo governo di gestire al meglio la lotta alla pandemia, con una efficace campagna vaccinale, e di dare impiego proficuo alle risorse europee per programmi e investimenti in grado di affrontare i gravi problemi dell’Italia, in quel percorso di crescita economica e di progresso sociale e civile che tutti auspichiamo.<ref>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/governo-draghi-napolitano-non-saro-in-aula-sostengo-scelta-mattarella_5Fj1OkuNdAv65DDKjjMwVk Governo Draghi, Napolitano: "Non sarò in aula, sostengo scelta Mattarella" ]'', ''adnkornos.com'', 16 febbraio 2021.</ref>
===Citazioni non datate===
*Gli italiani sono consapevoli dell'impegno e della straordinaria dedizione che [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]] offrì, in anni difficili, alla nascita delle istituzioni della Repubblica, al consolidamento della democrazia dopo il ventennio fascista, al recupero del prestigio e della dignità della Nazione nella comunità internazionale.<ref>Dalla presentazione a ''Alcide De Gasperi. Un europeo venuto dal futuro'', a cura di Maria Romana De Gasperi e Pier Luigi Ballini, Rubbettino.</ref>
===Citazioni tratte da interviste===
{{Intestazione| Dalla trasmissione "I giovani e la patria" del 1961<ref>[https://youtu.be/Beg0q9Z4oJQ?t=1955 Video integrale "I giovani e la patria", citazioni dal min 32:25]</ref>}}
*Ma come stanno in realtà le cose? Nel 1959 sono stati costretti a emigrare 394mila italiani, pare che nel 1960 siano di più, in gran parte giovani ai quali la politica del governo della Democrazia Cristiana non ha saputo assicurare un lavoro in Italia. Ebbene può l'Italia apparire a questi giovani come una patria giusta? Noi diciamo che la politica delle classi dirigenti e del governo allontana, respinge, questi giovani dalla patria
*Infine io ritengo che il vero patriota sia colui il quale non solo si batte se necessario per la libertà e l'indipendenza del proprio paese, ma comprende e appoggia la lotta di quei popoli che ancora non sono usciti da uno stato secolare di dominazione straniera, ancora non hanno conquistato la libertà e l'indipendenza. Parlo dei popoli coloniali: ad esempio degli algerini che da anni lottano eroicamente contro i colonialisti francesi; dei negri dell'Angola bruciati vivi, come abbiamo letto nei giorni scorsi sui giornali, nei loro villaggi con le bombe al napalm dai soldati portoghesi. Ebbene per coltivare sentimenti di libertà e di vero patriottismo nell'animo dei giovani, il governo italiano avrebbe dovuto esprimere la piena solidarietà del nostro popolo con questi popoli in lotta.
*Questi ideali - che sono gli ideali di libertà e di indipendenza, della pace, di solidarietà internazionale, di progresso del nostro paese - furono gli ideali della resistenza, per i quali si battevano fra il 1943 e il 1945 oltre 200mila italiani nella guerra di liberazione contro il tedesco - che onorevole Nicosia era l'invasore e il nemico della nostra patria - e contro il fascismo. E io ritengo che grandi masse di giovani comprendano che il problema loro sia quello di difendere e portare avanti, nella situazione nuova, gli ideali della resistenza.
*Il nostro internazionalismo è fratellanza di popoli e solidarietà fra le nazioni. E si basa anche e in particolar modo sull'amore di ciascun popolo per la propria patria. E come i comunisti abbiano amato la propria patria e abbiano dimostrato di sapersi battere per essa, lo dimostra una sola cosa, lo dimostra una sola cifra: i 42mila comunisti che sono caduti combattendo nella guerra partigiana per la libertà e l'indipendenza della patria italiana.
{{Intestazione|Citato in Nicola Cecere, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/luglio/10/vittoria_dell_Italia_leale__ga_10_060710002.shtml «È la vittoria dell'Italia leale»]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 10 luglio 2006}}
*Il fatto che proprio a [[Fabio Cannavaro|Cannavaro]] sia toccato l'onore di alzare al cielo questa coppa del mondo aumenta la mia [[felicità]].
*La prendo come un buon auspicio affinché l'[[Italia]] vinca campionati molto difficili per la competitività e il sistema Paese.
*Quando vanno in campo i nostri colori, c'è sempre un sentimento patriottico.
{{Intestazione|''Dichiarazione del Presidente Napolitano'', 13 agosto 2013<ref>Citato in Comunicati [http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=15438&printPDF=yes Dichiarazione del Presidente Napolitano], quirinale.it, 13 agosto 2013.</ref>}}
*La preoccupazione fondamentale, comune alla stragrande maggioranza degli italiani, è lo sviluppo di un'azione di governo che, con l'attivo e qualificato sostegno del Parlamento, guidi il paese sulla via di un deciso rilancio dell'economia e dell'occupazione.
*Non mi nascondo, naturalmente, i rischi che possono nascere dalle tensioni politiche insorte a seguito della sentenza definitiva di condanna pronunciata dalla Corte di Cassazione nei confronti di [[Silvio Berlusconi]]. Mi riferisco, in particolare, alla tendenza ad agitare, in contrapposizione a quella sentenza, ipotesi arbitrarie e impraticabili di scioglimento delle Camere. Di qualsiasi sentenza definitiva, e del conseguente obbligo di applicarla, non può che prendersi atto. Ciò vale dunque nel caso oggi al centro dell'attenzione pubblica come in ogni altro. In questo momento è legittimo che si manifestino riserve e dissensi rispetto alle conclusioni cui è giunta la Corte di Cassazione nella scia delle valutazioni già prevalse nei due precedenti gradi di giudizio; ed è comprensibile che emergano – soprattutto nell'area del PdL – turbamento e preoccupazione per la condanna a una pena detentiva di personalità che ha guidato il governo (fatto peraltro già accaduto in un non lontano passato<ref>Il riferimento è alla condanna a due anni e quattro mesi ricevuta nel 1998 da [[Arnaldo Forlani]] nel processo per le tangenti Enimont.</ref>) e che è per di più rimasto leader incontrastato di una formazione politica di innegabile importanza. Ma nell'esercizio della libertà di opinione e del diritto di critica, non deve mai violarsi il limite del riconoscimento del principio della divisione dei poteri e della funzione essenziale di controllo della legalità che spetta alla magistratura nella sua indipendenza. Né è accettabile che vengano ventilate forme di ritorsione ai danni del funzionamento delle istituzioni democratiche.
*In quanto ad attese alimentate nei miei confronti, va chiarito che nessuna domanda mi è stata indirizzata cui dovessi dare risposta. L'articolo 681 del Codice di Procedura Penale, volto a regolare i provvedimenti di clemenza che ai sensi della Costituzione il Presidente della Repubblica può concedere, indica le modalità di presentazione della relativa domanda. La grazia o la commutazione della pena può essere concessa dal Presidente della Repubblica anche in assenza di domanda. Ma nell'esercizio di quel potere, di cui la Corte costituzionale con sentenza del 2006 gli ha confermato l'esclusiva titolarità, il Capo dello Stato non può prescindere da specifiche norme di legge, né dalla giurisprudenza e dalle consuetudini costituzionali nonché dalla prassi seguita in precedenza. E negli ultimi anni, nel considerare, accogliere o lasciar cadere sollecitazioni per provvedimenti di grazia, si è sempre ritenuta essenziale la presentazione di una domanda quale prevista dal già citato articolo del C.p.p.. Ad ogni domanda in tal senso, tocca al Presidente della Repubblica far corrispondere un esame obbiettivo e rigoroso – sulla base dell'istruttoria condotta dal Ministro della Giustizia – per verificare se emergano valutazioni e sussistano condizioni che senza toccare la sostanza e la legittimità della sentenza passata in giudicato, possono motivare un eventuale atto di clemenza individuale che incida sull'esecuzione della pena principale.
==''Intervista sul PCI''==
===[[Incipit]]===
Penso di rispondere non pretendendo di enunciare sempre le posizioni del partito; cercherò, naturalmente, di tener conto di tutto quello che abbiamo collettivamente elaborato, ma tenderò a rispondere alle tue domande soprattutto ''sulla base di un'esperienza'': quella che ha vissuto, nel [[Partito Comunista Italiano|Partito]], la mia generazione.
===Citazioni===
*Un impulso e un aiuto formidabili a lavorare su questo terreno – della [[storia]] d'[[Italia]], della storia del Mezzogiorno, della tradizione culturale italiana – ci vennero dalla pubblicazione delle ''Lettere'' e poi, via via, dai ''Quaderni del carcere'' di [[Antonio Gramsci|Gramsci]]. (p. 7)
*Non c'era nessuno che mettesse in dubbio, tra i giovani che come me in quegli anni aderirono al [[Partito Comunista Italiano|Partito comunista]], che l'obiettivo finale dovesse essere quello del [[socialismo]], di una trasformazione in senso socialista della [[società]]. (p. 9)
*Ancora oggi la Costituzione rappresenta una base importante per lo sviluppo ulteriore della [[Guerra|battaglia]] di rinnovamento della [[società]]; nella Carta costituzionale sono sanciti princìpi democratici estremamente avanzati, anche per quel che riguarda l'organizzazione democratica dello [[Stato]], princìpi tali che ad essi ci si può validamente riferire per le battaglie di riforma tuttora da vincere. (p. 23)
==Citazioni su Giorgio Napolitano==
*O sarebbe come credere, mi consenta presidente, chiudo il ragionamento, come credere che il presidente della camera, onorevole Giorgio Napolitano, che è stato per molti anni ministro degli esteri del partito comunista, e che aveva rapporti con tutte le nomenclature comuniste dell'est a partire da quella sovietica, non si fosse mai accorto del grande traffico che avveniva sotto di lui, tra i vari rappresentanti, amministratori del partito comunista e i paesi dell'est, non se n'è mai accorto! cosa non credibile. ([[Bettino Craxi]])
*Ho detestato [[Oscar Luigi Scalfaro|Scalfaro]], non mi è piaciuto [[Carlo Azeglio Ciampi|Ciampi]]; ora Napolitano sta facendo bene. ([[Fedele Confalonieri]])
*Il boia Napolitano sta avallando una serie di azioni per cucire la bocca all'opposizione e tagliarci la testa. Ha messo una tagliola sulle opposizioni. ([[Girgis Giorgio Sorial]])
*[...] l'affiliazione latomistica di Giorgio Napolitano si concretizzò solo alcuni lustri più tardi, su suolo statunitense, e precisamente a Washington, dopo una sorta di preiniziazione esperita nelle vicinanze della Yale University, a New Haven, Connecticut. Tale affiliazione avvenne nello stesso anno, il 1978, nel quale divenne apprendista muratore [[Silvio Berlusconi]]. E mentre Berlusconi venne iniziato a Roma in seno alla «[[P2]]» guidata da [[Licio Gelli]] nel gennaio, Napolitano fu cooptato dalla prestigiosa Ur-Lodge sovranazionale denominata «Three Architects» o «Three Eyes» appunto nell'aprile del 1978, nel corso del suo primo viaggio negli Stati Uniti. ([[Gioele Magaldi]])
*Mi verrebbe da dire, “meno male che Giorgio c’è”, perché il [[Presidente della Repubblica Italiana|Capo dello Stato]], in questo momento di palude della vita politica, è un grande punto di riferimento. ([[Matteo Renzi]])
*Quando lo abbiamo incontrato al Quirinale, Napolitano ci ha detto che ha iniziato la sua carriera nel lontano 1953. Io tra me e me ho pensato che sono 60 anni che grava sulle spalle dei contribuenti italiani. ([[Nicola Morra (politico)|Nicola Morra]])
*Spaccai la commedia {{NDR|''L'isola purpurea'' di [[Michail Afanas'evič Bulgakov|Bulgakov]]}} in cinque punti con degli interventi e alla fine feci cadere dall'alto dei volantini in cui si diceva che la macchina di [[Lenin]] non funzionava più. Del Pci mi difese solo Napolitano. ([[Giuliano Scabia]])
*Trovo che sia il peggiore presidente della Repubblica di sempre. Non ha mantenuto la parola sulla pacificazione nazionale. Ha abolito la democrazia, ha tramato prima con Fini per far cadere il governo Berlusconi, poi ha tramato per mettere Monti a Palazzo Chigi e poi ha tramato con Alfano per sostenere il governo Letta provocando così la scissione nel nostro partito. Ha avuto tre fallimenti. E come capo del Csm ha permesso che facessero cane da porco di Silvio Berlusconi. Prima se ne va e meglio è. ([[Daniela Santanchè]])
===[[Beppe Grillo]]===
*Napolitano ci ha provato. Lui voleva, vuole, lo ''status quo'', la stabilità politica. Ha creduto che un governo delle larghe intese potesse impedire il crollo del Paese. Invece ha ottenuto l'effetto contrario. È stato un doppio azzardo voler rimanere per un altro settennato e accettare un governo condizionato da [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] imputato in più processi che, fosse solo per la statistica, poteva diventare un pregiudicato in breve tempo. Napolitano deve prendere atto che in entrambi i casi queste sue decisioni si sono rivelate un rischio maldestramente calcolato. Non voglio, né mi interessa, mettere in discussione la buona fede del presidente della Repubblica, ma le sue decisioni hanno consegnato il Paese all'immobilità per mesi mentre l'economia franava.
*Napolitano è un signore che fa politica dal dopoguerra, in Parlamento dal 1953, conosce deputati, senatori, ministri come un anziano maestro di scuola conoscerebbe ad uno ad uno i suoi ex allievi. È l'ultimo dei politici della Prima Repubblica ancora sulla scena, dopo la scomparsa di [[Giulio Andreotti|Andreotti]], [[Francesco Cossiga|Cossiga]] e di tanti altri. È, che lo voglia o meno, il vero punto di riferimento di un Governo di nani {{NDR|il [[Governo Letta]]}}. Un'alternanza al Quirinale avrebbe prodotto un cambiamento, un'uscita da una situazione cristallizzata, così non è stato.
*Napolitano lo pensavo un saggio, invece è cattivo, è un uomo che ha violentato la Costituzione.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Giorgio Napolitano, ''Intervista sul PCI'', a cura di Eric J. Hobsbawm, Laterza, Bari 1976.
==Voci correlate==
*[[Clio Maria Bittoni]], moglie
==Altri progetti==
{{Interprogetto|n=Categoria:Giorgio Napolitano}}
{{Presidenti della Repubblica Italiana}}
{{DEFAULTSORT:Napolitano, Giorgio}}
[[Categoria:Politici italiani]]
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Gem Boy
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/* Cautelatevi */
1428882
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:GemBOY live 20030435.jpg|thumb|Gem Boy, 2003]]
{{indicedx}}
'''Gem Boy''', gruppo rock demenziale italiano composto da Carlo "CarlettoFX" (Carlo Sagradini, voce e testi), Max (Max Vicinelli, tastiera), Matteo (Matteo Monti, batteria), Denis (Denis Valentini, basso), Alessandro "J.J. Muscolo" (Alessandro Ronconi, chitarra) e Michele "Sdrushi" (Michele Romagnoli, fonico).
==''Amici fidati''==
1992, autoprodotto
*''E se per caso l'hai trovato non ti preoccupare, è un amico fidato.'' (da ''Madda amico fidato'', n. 1)
*''Dimmi perché fumi | una Camel Light | e perché non mangi | [[soldi]] non ne hai...'' (da ''Dimmi perché fumi'', n. 2)
*''William non sei sincero scendi dal pero non ti credo più.'' (da ''WilliamTwist'', n. 3)
*''Giorgio [[Giorgio Gaber]] | Giorgio Giorgio Gaber.'' (sulle note di ''We will rock you'') (da ''Giorgio Gaber'', n. 8)
*''Ma se sei un amico fidato lo puoi chiamare handicappato.'' (da ''Arci Tripoli'', n. 12)
==''Sappiamo noi''==
1993, autoprodotto
*''Gibbo | cuor di banana | Gibbo | afferra la liana | faccia di un ragazzo che | simile a una scimmia sempre resterà.'' (da ''Gibbo cuor di banana'', n. 1)
*''Ma di questi vecchietti ce n'è tanti | perché non schiattano tutti quanti?'' (da ''Brum brum'', n. 3)
*''Girano in minigonna quasi a tutte le ore ma han due gambe da calciatore...'' (da ''Bar2M'', n. 7)
*''Con i pattini diventa alta | è protetta da chiappe termiche...'' (da ''Babila-ba'', n. 8)
*''Lo vendo | il culo che non ho''. (da ''Lo vendo'', n. 9)
*''Mi ritengo fortunato perché da quando sono nato ho un gioiello in mezzo alle gambe lo tengo nelle mutande''. (da ''C'ho il pissellone'', n. 12)
==''Cautelatevi''==
1994, autoprodotto
*''Son sieropositivo perché son vivo''. (da ''Siero positivo'', n. 2)
*''Una quotidiana guerra | con la mia sessualità | ma va bene anche se serve | a farmi rincoglionire''. (da ''Come mai non è la RAI'', n. 7)
*''Bevi, non ti fermare, anche quando ormai non capisci niente''. (da ''Ubriacone'', n. 10)
*''L'allenatore però non sa che quello ha il [[piede]] a banana''. (da ''Ugo Mentana e il panchinaro'', n. 11)
==''Sfigbusters''==
1995, autoprodotto
*''Amore con te non basta il dottore | con te ci vuole il Vinavil''. (da ''L'amore impossibile'', n. 2)
*''Mentre lo stereo cantava | mentre passa una puttana | io mi fumo un po di marijuana yeah''. (da ''Marijuana'', n. 3)
*''Ma che palle 'oculista | ma che troia la barista''. (da ''La mia donna è un estetista'', n. 5)
*''L'apro e trovo una bolletta da trenta milioni''. (da ''Uno quattro quattro'', n. 13)
==''Orgia Cartoon!!''==
1996, autoprodotto
*''E Remì altro che poverello | si inchiappetta Miss Pony che gestisce un bordello''. (da ''Orgia cartoon'', n. 1)
*''Prendi una donna | trattala male | buttala giù dalle scale''. (da ''Teorema'', n. 2)
*''Mi ricordo ai bei tempi | stava sempre all'insù | consumavo in un mese tonnellate di Hatu''. (da ''Se non succhi non sale'', n. 5)
==''Gem Boy''==
1997, autoprodotto
*''Pollon Pollon combinaguai, su nell'olimpo felice tu stai, la rompi balle di tutti gli Dei sei tu!'' (da ''Feccia cartoon'', n. 1)
*''[[Holly e Benji|Holly]] si allena tirando rigoni | [[Holly e Benji|Benjy]] si allena tirando cannoni | [[Diego Armando Maradona|Maradona]] in confronto è un astinente | ora capisco perché vincono sempre! '' (da ''Feccia cartoon'', n. 1)
*''Georgie che corre felice sul prato | nel suo bel mondo che pare fatato | cade e ad un tratto non è più bambina | ma si rialza sieropositiva!'' (da ''Feccia cartoon'', n. 1)
*''Dissero a mia madre che non ero normale.'' (da ''Dritto, Moscio, X'', n. 3)
*''Sul treno gnocca straniera dove vai tutta sola?'' (da ''Pubblimania'', n. 4)
*''Con i tuoi capelli che | hanno quella puzza di incenso e di cadavere.'' (da ''La regola del becchino'', n. 11)
==''Il triangolo nei bermuda''==
'''Etichetta''': Edizioni From The Air, 1998, prodotto da Harmony Sound.
*''E così cappuccetto rotto | imparò la morale | che per sfondare nella vita | devi farti sfondare''. (da ''Cappuccetto Rotto'', n. 6)
*''Questo qui ora dove lo ficco''. (da ''Cotton Fiock'', n. 12)
==''Fans Italiani Gnocca Amica''==
1999
*''Fuma meno | fuma sano | solo pakistano.'' (da ''Il grande prato'', n. 1)
*''Ma se la sera tu vedrai la [[Valeria Marini|Marini]] intelligente | [[Adriano Celentano|Celentano]] colto | allora vuole dire che | hai fumato troppo''. (da ''Il grande prato'', n. 1)
*''Del [[panda]] sai non mene frega niente | per me [[Piero Angela]] è un deficiente''. (da ''W.W.F.'', n. 4)
*''Ci piace tanto la F.I.G.A. | I want to fuck your sister''. (da ''F.I.G.A'', n. 8)
*''La Donna del Monte ha detto sì''. (da ''La Donna del Monte'', n. 9)
==''The Gemboy's Bitch Project''==
2000
*''Nel presepio tu | potresti fare solo la caverna''. (da ''Tostapane'', n. 2)
*''Con un pezzo della vacca ci sto tutta una sera''. (da ''La bistieca'', n. 5)
*''Ne hai mai trombate dentro una [[Fiat Panda|Panda]] | non fai mai centro se le metti a 90'' (da ''Panda Special'', n. 7)
==''...plagéz?''==
2001
*''Domani ho un esame e non ho proprio voglia di studiare voglio uscire a cazzeggiare''. (da ''Just my imagination'', n. 1)
*''Cos'è successo sei scappata | Non ti far impressionare | la patata, la patata | si dilata credi a me!'' (da ''Qualcosa di grande'', n. 2)
*''Ci sei tu | tra i feriti | e io mi agito, cosa ci facevi lì?'' (da ''Maxitamponamento'', n. 4)
*''Strilla strilla la bidella, strilla che le faccio male''. (da ''Luciano'', n. 6)
*''Mica ci potevi mandare tua madre lì | che fino a ieri ti comprava le Zigulì''. (da ''La potenza è nulla senza il Control'', n. 12)
==''Internettezza urbana''==
'''Etichetta''': 2002, prodotto da Lucente.
*''La donna è come un computer | appena nuovo ce l'hai | ci passi le serate | e con gli amici non esci mai''. (da ''Donna PC'', n. 1)
*''Lo sapevate che l'orgasmo di un maiale dura 30 minuti''. (da ''Quark'', n. 2)
*''Ma in [[Holly e Benji]] tutto è normale | anche il Giappone vince il mondiale | Ma in Holly e Benji nessuno è mai stanco | ma quanto cazzo è lungo sto campo?'' (da ''Holly e Benji'', n. 3)
*''Fallo, nerchia, minchia, fava, organo, randello, membro, pene, mazza, canna, verga e uccello. Sventrapapere, spaventapassere. Siamo peggio di Cicciolina: l'abbiamo in bocca da sera a mattina!'' (da ''La canzone del cazzo'', n. 6)
*''Se le tue gambe si chiamassero Pasqua e Natale io nutrirei delle speranze di passare un bel periodo tra le vacanze''. (da ''Latin Lover'', n. 10)
==''Sbollata''==
'''Etichetta''': Edizioni Frocius, 2004, prodotto da Alternative produzioni.
*''Forse non lo sai ma questo è un 2 di picche "Devo studiare" questo è un 2 di picche "Lavarmi i capelli" questo è un 2 di picche " Ho un forte mal di testa" anche questo è un 2 di picche. La nonna che sta male, i fratello da badare, ospiti a cena, un piede in cancrena.'' (da ''2 di picche'', n. 2)
*''Sento odore di caciocappella tu mi dici ho "fatto un rutto!"! BURP! "Scusa!"'' (da ''Candy Intasata'', n. 4)
*''"GemBoyTEL, informazione gratuita, il cliente da lei chiamato non è più raggiungibile, la invitiamo a NON riprovare più tardi. Grazie! GemBoyTEL, free message, the customer you have dialed is not available at the moment, please DON'T try again later. Thank you!"'' (da ''Drin Drin'', n. 13)
*''Carlo incontra Licia e così | nel profondo dei tuoi occhi ho voglia di | tuffarmici dentro, tolgono il respiro | "Che palle! smetti di sparar cazzate e portami a fare un giro!" | Viva l'amore mistero divino | i gesti d'affetto come il Bocc... accio sognava sempre la sua amata''. (da ''Carlo e Licia'' n. 3)
==''Ginecology''==
'''Etichetta''': CArmax e Many Edizioni, 2006, prodotto da Alternative produzioni.
*''E [[Bruno Vespa|Vespa]] farebbe ancora Porta a Porta, ma con il Folletto''. (da ''Senza la Tv'', n. 2)
*''Ma tu hai nella cartella | un quaderno a righe | una squadra e una riga | un tubo che irriga''. (da ''Lapolverino'', n. 4)
*''Il babbo disse questo bimbo già mi intriga | è stupefacente voglio che diriga''. (da ''Balla coi Lapi'', n. 5)
*''Lei toglie la guepière intanto che dice "Oui" | rispondo io "Merci è stato trés facile"'' (da ''Dur de France'', n. 9)
*''Niente acqua per me | rischio i corto circuiti di mille valvole anche se | ho gli scudi termici | per antipasto mi può portare un libro di cibernetica arrosto | che dopo sprinto lesto | Ma non c'è, ma non c'è!'' (da [[UFO Robot Goldrake|Goldrake]] al ristorante n. 6)
*''Nemici della Terra tremate perché | un nuovo difensore alla moda c'è | non arriva dal Giappone vi sembrerà strano | finalmente un robot tutto italiano''. (da ''Giambel V'' n. 13)
==''Inediti studio e live 1992-2002''==
*''Verrei, verrei, ma tu abiti così distante, verrei, verrei, ma non farmi fare un viaggio per niente, perciò, lo sai, vengo solo se ho la certezza che me la dai.'' (da ''Verrei'')
*''Adesso credo nei miracoli | in questa notte di mondiali di calcio | l'Italia che è sconfitta dalla Corea | ho avuto un attacco di diarrea | Liquid shit, baby!'' (da ''Schiatta Moreno'')
*''Lunedì sera a vedere i GemBOY | Martedì sera a vedere i GemBOY | Mercoledì dolori mestruali ma mi sono recata a vedere i GemBOY'' (da ''A vedere i GemBOY'')
*''Dormi appoggiato su un tavolino non è un criceto non è un canarino lui se ne sta su dei fogli riposti | vicino a mille pastelli rossi | ti spediron in guerra a pedate | ti insegnaron a lanciar le granate | ma tu contavi troppo piano | dopo il 4 c'è il sett.. | e te ne esplose una in mano.'' (da ''La guerra di Piero'')
== Voci correlate ==
*''[[Star Whores]]''
== Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sui|w|commons=Category:Gem Boy}}
[[Categoria:Gruppi musicali italiani]]
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/* Cautelatevi */
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:GemBOY live 20030435.jpg|thumb|Gem Boy, 2003]]
{{indicedx}}
'''Gem Boy''', gruppo rock demenziale italiano composto da Carlo "CarlettoFX" (Carlo Sagradini, voce e testi), Max (Max Vicinelli, tastiera), Matteo (Matteo Monti, batteria), Denis (Denis Valentini, basso), Alessandro "J.J. Muscolo" (Alessandro Ronconi, chitarra) e Michele "Sdrushi" (Michele Romagnoli, fonico).
==''Amici fidati''==
1992, autoprodotto
*''E se per caso l'hai trovato non ti preoccupare, è un amico fidato.'' (da ''Madda amico fidato'', n. 1)
*''Dimmi perché fumi | una Camel Light | e perché non mangi | [[soldi]] non ne hai...'' (da ''Dimmi perché fumi'', n. 2)
*''William non sei sincero scendi dal pero non ti credo più.'' (da ''WilliamTwist'', n. 3)
*''Giorgio [[Giorgio Gaber]] | Giorgio Giorgio Gaber.'' (sulle note di ''We will rock you'') (da ''Giorgio Gaber'', n. 8)
*''Ma se sei un amico fidato lo puoi chiamare handicappato.'' (da ''Arci Tripoli'', n. 12)
==''Sappiamo noi''==
1993, autoprodotto
*''Gibbo | cuor di banana | Gibbo | afferra la liana | faccia di un ragazzo che | simile a una scimmia sempre resterà.'' (da ''Gibbo cuor di banana'', n. 1)
*''Ma di questi vecchietti ce n'è tanti | perché non schiattano tutti quanti?'' (da ''Brum brum'', n. 3)
*''Girano in minigonna quasi a tutte le ore ma han due gambe da calciatore...'' (da ''Bar2M'', n. 7)
*''Con i pattini diventa alta | è protetta da chiappe termiche...'' (da ''Babila-ba'', n. 8)
*''Lo vendo | il culo che non ho''. (da ''Lo vendo'', n. 9)
*''Mi ritengo fortunato perché da quando sono nato ho un gioiello in mezzo alle gambe lo tengo nelle mutande''. (da ''C'ho il pissellone'', n. 12)
==''Cautelatevi''==
1994, autoprodotto
*''Son sieropositivo perché son vivo, perché son vivo''. (da ''Siero positivo'', n. 2)
*''Una quotidiana guerra | con la mia sessualità | ma va bene purché serva | a farmi divertire''. (da ''Come mai non è la RAI'', n. 7)
*''Bevi, non ti fermare, anche quando ormai non capisci niente''. (da ''Ubriacone'', n. 10)
*''L'allenatore però non sa che quello ha il [[piede]] a banana''. (da ''Ugo Mentana e il panchinaro'', n. 11)
==''Sfigbusters''==
1995, autoprodotto
*''Amore con te non basta il dottore | con te ci vuole il Vinavil''. (da ''L'amore impossibile'', n. 2)
*''Mentre lo stereo cantava | mentre passa una puttana | io mi fumo un po di marijuana yeah''. (da ''Marijuana'', n. 3)
*''Ma che palle 'oculista | ma che troia la barista''. (da ''La mia donna è un estetista'', n. 5)
*''L'apro e trovo una bolletta da trenta milioni''. (da ''Uno quattro quattro'', n. 13)
==''Orgia Cartoon!!''==
1996, autoprodotto
*''E Remì altro che poverello | si inchiappetta Miss Pony che gestisce un bordello''. (da ''Orgia cartoon'', n. 1)
*''Prendi una donna | trattala male | buttala giù dalle scale''. (da ''Teorema'', n. 2)
*''Mi ricordo ai bei tempi | stava sempre all'insù | consumavo in un mese tonnellate di Hatu''. (da ''Se non succhi non sale'', n. 5)
==''Gem Boy''==
1997, autoprodotto
*''Pollon Pollon combinaguai, su nell'olimpo felice tu stai, la rompi balle di tutti gli Dei sei tu!'' (da ''Feccia cartoon'', n. 1)
*''[[Holly e Benji|Holly]] si allena tirando rigoni | [[Holly e Benji|Benjy]] si allena tirando cannoni | [[Diego Armando Maradona|Maradona]] in confronto è un astinente | ora capisco perché vincono sempre! '' (da ''Feccia cartoon'', n. 1)
*''Georgie che corre felice sul prato | nel suo bel mondo che pare fatato | cade e ad un tratto non è più bambina | ma si rialza sieropositiva!'' (da ''Feccia cartoon'', n. 1)
*''Dissero a mia madre che non ero normale.'' (da ''Dritto, Moscio, X'', n. 3)
*''Sul treno gnocca straniera dove vai tutta sola?'' (da ''Pubblimania'', n. 4)
*''Con i tuoi capelli che | hanno quella puzza di incenso e di cadavere.'' (da ''La regola del becchino'', n. 11)
==''Il triangolo nei bermuda''==
'''Etichetta''': Edizioni From The Air, 1998, prodotto da Harmony Sound.
*''E così cappuccetto rotto | imparò la morale | che per sfondare nella vita | devi farti sfondare''. (da ''Cappuccetto Rotto'', n. 6)
*''Questo qui ora dove lo ficco''. (da ''Cotton Fiock'', n. 12)
==''Fans Italiani Gnocca Amica''==
1999
*''Fuma meno | fuma sano | solo pakistano.'' (da ''Il grande prato'', n. 1)
*''Ma se la sera tu vedrai la [[Valeria Marini|Marini]] intelligente | [[Adriano Celentano|Celentano]] colto | allora vuole dire che | hai fumato troppo''. (da ''Il grande prato'', n. 1)
*''Del [[panda]] sai non mene frega niente | per me [[Piero Angela]] è un deficiente''. (da ''W.W.F.'', n. 4)
*''Ci piace tanto la F.I.G.A. | I want to fuck your sister''. (da ''F.I.G.A'', n. 8)
*''La Donna del Monte ha detto sì''. (da ''La Donna del Monte'', n. 9)
==''The Gemboy's Bitch Project''==
2000
*''Nel presepio tu | potresti fare solo la caverna''. (da ''Tostapane'', n. 2)
*''Con un pezzo della vacca ci sto tutta una sera''. (da ''La bistieca'', n. 5)
*''Ne hai mai trombate dentro una [[Fiat Panda|Panda]] | non fai mai centro se le metti a 90'' (da ''Panda Special'', n. 7)
==''...plagéz?''==
2001
*''Domani ho un esame e non ho proprio voglia di studiare voglio uscire a cazzeggiare''. (da ''Just my imagination'', n. 1)
*''Cos'è successo sei scappata | Non ti far impressionare | la patata, la patata | si dilata credi a me!'' (da ''Qualcosa di grande'', n. 2)
*''Ci sei tu | tra i feriti | e io mi agito, cosa ci facevi lì?'' (da ''Maxitamponamento'', n. 4)
*''Strilla strilla la bidella, strilla che le faccio male''. (da ''Luciano'', n. 6)
*''Mica ci potevi mandare tua madre lì | che fino a ieri ti comprava le Zigulì''. (da ''La potenza è nulla senza il Control'', n. 12)
==''Internettezza urbana''==
'''Etichetta''': 2002, prodotto da Lucente.
*''La donna è come un computer | appena nuovo ce l'hai | ci passi le serate | e con gli amici non esci mai''. (da ''Donna PC'', n. 1)
*''Lo sapevate che l'orgasmo di un maiale dura 30 minuti''. (da ''Quark'', n. 2)
*''Ma in [[Holly e Benji]] tutto è normale | anche il Giappone vince il mondiale | Ma in Holly e Benji nessuno è mai stanco | ma quanto cazzo è lungo sto campo?'' (da ''Holly e Benji'', n. 3)
*''Fallo, nerchia, minchia, fava, organo, randello, membro, pene, mazza, canna, verga e uccello. Sventrapapere, spaventapassere. Siamo peggio di Cicciolina: l'abbiamo in bocca da sera a mattina!'' (da ''La canzone del cazzo'', n. 6)
*''Se le tue gambe si chiamassero Pasqua e Natale io nutrirei delle speranze di passare un bel periodo tra le vacanze''. (da ''Latin Lover'', n. 10)
==''Sbollata''==
'''Etichetta''': Edizioni Frocius, 2004, prodotto da Alternative produzioni.
*''Forse non lo sai ma questo è un 2 di picche "Devo studiare" questo è un 2 di picche "Lavarmi i capelli" questo è un 2 di picche " Ho un forte mal di testa" anche questo è un 2 di picche. La nonna che sta male, i fratello da badare, ospiti a cena, un piede in cancrena.'' (da ''2 di picche'', n. 2)
*''Sento odore di caciocappella tu mi dici ho "fatto un rutto!"! BURP! "Scusa!"'' (da ''Candy Intasata'', n. 4)
*''"GemBoyTEL, informazione gratuita, il cliente da lei chiamato non è più raggiungibile, la invitiamo a NON riprovare più tardi. Grazie! GemBoyTEL, free message, the customer you have dialed is not available at the moment, please DON'T try again later. Thank you!"'' (da ''Drin Drin'', n. 13)
*''Carlo incontra Licia e così | nel profondo dei tuoi occhi ho voglia di | tuffarmici dentro, tolgono il respiro | "Che palle! smetti di sparar cazzate e portami a fare un giro!" | Viva l'amore mistero divino | i gesti d'affetto come il Bocc... accio sognava sempre la sua amata''. (da ''Carlo e Licia'' n. 3)
==''Ginecology''==
'''Etichetta''': CArmax e Many Edizioni, 2006, prodotto da Alternative produzioni.
*''E [[Bruno Vespa|Vespa]] farebbe ancora Porta a Porta, ma con il Folletto''. (da ''Senza la Tv'', n. 2)
*''Ma tu hai nella cartella | un quaderno a righe | una squadra e una riga | un tubo che irriga''. (da ''Lapolverino'', n. 4)
*''Il babbo disse questo bimbo già mi intriga | è stupefacente voglio che diriga''. (da ''Balla coi Lapi'', n. 5)
*''Lei toglie la guepière intanto che dice "Oui" | rispondo io "Merci è stato trés facile"'' (da ''Dur de France'', n. 9)
*''Niente acqua per me | rischio i corto circuiti di mille valvole anche se | ho gli scudi termici | per antipasto mi può portare un libro di cibernetica arrosto | che dopo sprinto lesto | Ma non c'è, ma non c'è!'' (da [[UFO Robot Goldrake|Goldrake]] al ristorante n. 6)
*''Nemici della Terra tremate perché | un nuovo difensore alla moda c'è | non arriva dal Giappone vi sembrerà strano | finalmente un robot tutto italiano''. (da ''Giambel V'' n. 13)
==''Inediti studio e live 1992-2002''==
*''Verrei, verrei, ma tu abiti così distante, verrei, verrei, ma non farmi fare un viaggio per niente, perciò, lo sai, vengo solo se ho la certezza che me la dai.'' (da ''Verrei'')
*''Adesso credo nei miracoli | in questa notte di mondiali di calcio | l'Italia che è sconfitta dalla Corea | ho avuto un attacco di diarrea | Liquid shit, baby!'' (da ''Schiatta Moreno'')
*''Lunedì sera a vedere i GemBOY | Martedì sera a vedere i GemBOY | Mercoledì dolori mestruali ma mi sono recata a vedere i GemBOY'' (da ''A vedere i GemBOY'')
*''Dormi appoggiato su un tavolino non è un criceto non è un canarino lui se ne sta su dei fogli riposti | vicino a mille pastelli rossi | ti spediron in guerra a pedate | ti insegnaron a lanciar le granate | ma tu contavi troppo piano | dopo il 4 c'è il sett.. | e te ne esplose una in mano.'' (da ''La guerra di Piero'')
== Voci correlate ==
*''[[Star Whores]]''
== Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sui|w|commons=Category:Gem Boy}}
[[Categoria:Gruppi musicali italiani]]
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/* Orgia Cartoon!! */
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text/x-wiki
[[Immagine:GemBOY live 20030435.jpg|thumb|Gem Boy, 2003]]
{{indicedx}}
'''Gem Boy''', gruppo rock demenziale italiano composto da Carlo "CarlettoFX" (Carlo Sagradini, voce e testi), Max (Max Vicinelli, tastiera), Matteo (Matteo Monti, batteria), Denis (Denis Valentini, basso), Alessandro "J.J. Muscolo" (Alessandro Ronconi, chitarra) e Michele "Sdrushi" (Michele Romagnoli, fonico).
==''Amici fidati''==
1992, autoprodotto
*''E se per caso l'hai trovato non ti preoccupare, è un amico fidato.'' (da ''Madda amico fidato'', n. 1)
*''Dimmi perché fumi | una Camel Light | e perché non mangi | [[soldi]] non ne hai...'' (da ''Dimmi perché fumi'', n. 2)
*''William non sei sincero scendi dal pero non ti credo più.'' (da ''WilliamTwist'', n. 3)
*''Giorgio [[Giorgio Gaber]] | Giorgio Giorgio Gaber.'' (sulle note di ''We will rock you'') (da ''Giorgio Gaber'', n. 8)
*''Ma se sei un amico fidato lo puoi chiamare handicappato.'' (da ''Arci Tripoli'', n. 12)
==''Sappiamo noi''==
1993, autoprodotto
*''Gibbo | cuor di banana | Gibbo | afferra la liana | faccia di un ragazzo che | simile a una scimmia sempre resterà.'' (da ''Gibbo cuor di banana'', n. 1)
*''Ma di questi vecchietti ce n'è tanti | perché non schiattano tutti quanti?'' (da ''Brum brum'', n. 3)
*''Girano in minigonna quasi a tutte le ore ma han due gambe da calciatore...'' (da ''Bar2M'', n. 7)
*''Con i pattini diventa alta | è protetta da chiappe termiche...'' (da ''Babila-ba'', n. 8)
*''Lo vendo | il culo che non ho''. (da ''Lo vendo'', n. 9)
*''Mi ritengo fortunato perché da quando sono nato ho un gioiello in mezzo alle gambe lo tengo nelle mutande''. (da ''C'ho il pissellone'', n. 12)
==''Cautelatevi''==
1994, autoprodotto
*''Son sieropositivo perché son vivo, perché son vivo''. (da ''Siero positivo'', n. 2)
*''Una quotidiana guerra | con la mia sessualità | ma va bene purché serva | a farmi divertire''. (da ''Come mai non è la RAI'', n. 7)
*''Bevi, non ti fermare, anche quando ormai non capisci niente''. (da ''Ubriacone'', n. 10)
*''L'allenatore però non sa che quello ha il [[piede]] a banana''. (da ''Ugo Mentana e il panchinaro'', n. 11)
==''Sfigbusters''==
1995, autoprodotto
*''Amore con te non basta il dottore | con te ci vuole il Vinavil''. (da ''L'amore impossibile'', n. 2)
*''Mentre lo stereo cantava | mentre passa una puttana | io mi fumo un po di marijuana yeah''. (da ''Marijuana'', n. 3)
*''Ma che palle 'oculista | ma che troia la barista''. (da ''La mia donna è un estetista'', n. 5)
*''L'apro e trovo una bolletta da trenta milioni''. (da ''Uno quattro quattro'', n. 13)
==''Orgia Cartoon!!''==
1996, autoprodotto
*''E Remì altro che poverello | si inchiappetta Miss Pony che gestisce un bordello''. (da ''Orgia cartoon'', n. 1)
*''Prendi una donna | trattala male | buttala giù dalle scale''. (da ''Teorema'', n. 2)
*''Mi ricordo ai bei tempi | stava sempre all'insù | consumavo in un mese tonnellate di Hatu''. (da ''Se non succhi non sale'', n. 5)
*''Ecco arriva [[Alberto Tomba|Albertone]] | con la tuta di [[Sergio Tacchini|Tacchini]] | attillata fa due cosce | che fa invidia alla [[Valeria Marini|Marini]]''. (da ''Albertone'', n. 10)
==''Gem Boy''==
1997, autoprodotto
*''Pollon Pollon combinaguai, su nell'olimpo felice tu stai, la rompi balle di tutti gli Dei sei tu!'' (da ''Feccia cartoon'', n. 1)
*''[[Holly e Benji|Holly]] si allena tirando rigoni | [[Holly e Benji|Benjy]] si allena tirando cannoni | [[Diego Armando Maradona|Maradona]] in confronto è un astinente | ora capisco perché vincono sempre! '' (da ''Feccia cartoon'', n. 1)
*''Georgie che corre felice sul prato | nel suo bel mondo che pare fatato | cade e ad un tratto non è più bambina | ma si rialza sieropositiva!'' (da ''Feccia cartoon'', n. 1)
*''Dissero a mia madre che non ero normale.'' (da ''Dritto, Moscio, X'', n. 3)
*''Sul treno gnocca straniera dove vai tutta sola?'' (da ''Pubblimania'', n. 4)
*''Con i tuoi capelli che | hanno quella puzza di incenso e di cadavere.'' (da ''La regola del becchino'', n. 11)
==''Il triangolo nei bermuda''==
'''Etichetta''': Edizioni From The Air, 1998, prodotto da Harmony Sound.
*''E così cappuccetto rotto | imparò la morale | che per sfondare nella vita | devi farti sfondare''. (da ''Cappuccetto Rotto'', n. 6)
*''Questo qui ora dove lo ficco''. (da ''Cotton Fiock'', n. 12)
==''Fans Italiani Gnocca Amica''==
1999
*''Fuma meno | fuma sano | solo pakistano.'' (da ''Il grande prato'', n. 1)
*''Ma se la sera tu vedrai la [[Valeria Marini|Marini]] intelligente | [[Adriano Celentano|Celentano]] colto | allora vuole dire che | hai fumato troppo''. (da ''Il grande prato'', n. 1)
*''Del [[panda]] sai non mene frega niente | per me [[Piero Angela]] è un deficiente''. (da ''W.W.F.'', n. 4)
*''Ci piace tanto la F.I.G.A. | I want to fuck your sister''. (da ''F.I.G.A'', n. 8)
*''La Donna del Monte ha detto sì''. (da ''La Donna del Monte'', n. 9)
==''The Gemboy's Bitch Project''==
2000
*''Nel presepio tu | potresti fare solo la caverna''. (da ''Tostapane'', n. 2)
*''Con un pezzo della vacca ci sto tutta una sera''. (da ''La bistieca'', n. 5)
*''Ne hai mai trombate dentro una [[Fiat Panda|Panda]] | non fai mai centro se le metti a 90'' (da ''Panda Special'', n. 7)
==''...plagéz?''==
2001
*''Domani ho un esame e non ho proprio voglia di studiare voglio uscire a cazzeggiare''. (da ''Just my imagination'', n. 1)
*''Cos'è successo sei scappata | Non ti far impressionare | la patata, la patata | si dilata credi a me!'' (da ''Qualcosa di grande'', n. 2)
*''Ci sei tu | tra i feriti | e io mi agito, cosa ci facevi lì?'' (da ''Maxitamponamento'', n. 4)
*''Strilla strilla la bidella, strilla che le faccio male''. (da ''Luciano'', n. 6)
*''Mica ci potevi mandare tua madre lì | che fino a ieri ti comprava le Zigulì''. (da ''La potenza è nulla senza il Control'', n. 12)
==''Internettezza urbana''==
'''Etichetta''': 2002, prodotto da Lucente.
*''La donna è come un computer | appena nuovo ce l'hai | ci passi le serate | e con gli amici non esci mai''. (da ''Donna PC'', n. 1)
*''Lo sapevate che l'orgasmo di un maiale dura 30 minuti''. (da ''Quark'', n. 2)
*''Ma in [[Holly e Benji]] tutto è normale | anche il Giappone vince il mondiale | Ma in Holly e Benji nessuno è mai stanco | ma quanto cazzo è lungo sto campo?'' (da ''Holly e Benji'', n. 3)
*''Fallo, nerchia, minchia, fava, organo, randello, membro, pene, mazza, canna, verga e uccello. Sventrapapere, spaventapassere. Siamo peggio di Cicciolina: l'abbiamo in bocca da sera a mattina!'' (da ''La canzone del cazzo'', n. 6)
*''Se le tue gambe si chiamassero Pasqua e Natale io nutrirei delle speranze di passare un bel periodo tra le vacanze''. (da ''Latin Lover'', n. 10)
==''Sbollata''==
'''Etichetta''': Edizioni Frocius, 2004, prodotto da Alternative produzioni.
*''Forse non lo sai ma questo è un 2 di picche "Devo studiare" questo è un 2 di picche "Lavarmi i capelli" questo è un 2 di picche " Ho un forte mal di testa" anche questo è un 2 di picche. La nonna che sta male, i fratello da badare, ospiti a cena, un piede in cancrena.'' (da ''2 di picche'', n. 2)
*''Sento odore di caciocappella tu mi dici ho "fatto un rutto!"! BURP! "Scusa!"'' (da ''Candy Intasata'', n. 4)
*''"GemBoyTEL, informazione gratuita, il cliente da lei chiamato non è più raggiungibile, la invitiamo a NON riprovare più tardi. Grazie! GemBoyTEL, free message, the customer you have dialed is not available at the moment, please DON'T try again later. Thank you!"'' (da ''Drin Drin'', n. 13)
*''Carlo incontra Licia e così | nel profondo dei tuoi occhi ho voglia di | tuffarmici dentro, tolgono il respiro | "Che palle! smetti di sparar cazzate e portami a fare un giro!" | Viva l'amore mistero divino | i gesti d'affetto come il Bocc... accio sognava sempre la sua amata''. (da ''Carlo e Licia'' n. 3)
==''Ginecology''==
'''Etichetta''': CArmax e Many Edizioni, 2006, prodotto da Alternative produzioni.
*''E [[Bruno Vespa|Vespa]] farebbe ancora Porta a Porta, ma con il Folletto''. (da ''Senza la Tv'', n. 2)
*''Ma tu hai nella cartella | un quaderno a righe | una squadra e una riga | un tubo che irriga''. (da ''Lapolverino'', n. 4)
*''Il babbo disse questo bimbo già mi intriga | è stupefacente voglio che diriga''. (da ''Balla coi Lapi'', n. 5)
*''Lei toglie la guepière intanto che dice "Oui" | rispondo io "Merci è stato trés facile"'' (da ''Dur de France'', n. 9)
*''Niente acqua per me | rischio i corto circuiti di mille valvole anche se | ho gli scudi termici | per antipasto mi può portare un libro di cibernetica arrosto | che dopo sprinto lesto | Ma non c'è, ma non c'è!'' (da [[UFO Robot Goldrake|Goldrake]] al ristorante n. 6)
*''Nemici della Terra tremate perché | un nuovo difensore alla moda c'è | non arriva dal Giappone vi sembrerà strano | finalmente un robot tutto italiano''. (da ''Giambel V'' n. 13)
==''Inediti studio e live 1992-2002''==
*''Verrei, verrei, ma tu abiti così distante, verrei, verrei, ma non farmi fare un viaggio per niente, perciò, lo sai, vengo solo se ho la certezza che me la dai.'' (da ''Verrei'')
*''Adesso credo nei miracoli | in questa notte di mondiali di calcio | l'Italia che è sconfitta dalla Corea | ho avuto un attacco di diarrea | Liquid shit, baby!'' (da ''Schiatta Moreno'')
*''Lunedì sera a vedere i GemBOY | Martedì sera a vedere i GemBOY | Mercoledì dolori mestruali ma mi sono recata a vedere i GemBOY'' (da ''A vedere i GemBOY'')
*''Dormi appoggiato su un tavolino non è un criceto non è un canarino lui se ne sta su dei fogli riposti | vicino a mille pastelli rossi | ti spediron in guerra a pedate | ti insegnaron a lanciar le granate | ma tu contavi troppo piano | dopo il 4 c'è il sett.. | e te ne esplose una in mano.'' (da ''La guerra di Piero'')
== Voci correlate ==
*''[[Star Whores]]''
== Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sui|w|commons=Category:Gem Boy}}
[[Categoria:Gruppi musicali italiani]]
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/* Orgia Cartoon!! */
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text/x-wiki
[[Immagine:GemBOY live 20030435.jpg|thumb|Gem Boy, 2003]]
{{indicedx}}
'''Gem Boy''', gruppo rock demenziale italiano composto da Carlo "CarlettoFX" (Carlo Sagradini, voce e testi), Max (Max Vicinelli, tastiera), Matteo (Matteo Monti, batteria), Denis (Denis Valentini, basso), Alessandro "J.J. Muscolo" (Alessandro Ronconi, chitarra) e Michele "Sdrushi" (Michele Romagnoli, fonico).
==''Amici fidati''==
1992, autoprodotto
*''E se per caso l'hai trovato non ti preoccupare, è un amico fidato.'' (da ''Madda amico fidato'', n. 1)
*''Dimmi perché fumi | una Camel Light | e perché non mangi | [[soldi]] non ne hai...'' (da ''Dimmi perché fumi'', n. 2)
*''William non sei sincero scendi dal pero non ti credo più.'' (da ''WilliamTwist'', n. 3)
*''Giorgio [[Giorgio Gaber]] | Giorgio Giorgio Gaber.'' (sulle note di ''We will rock you'') (da ''Giorgio Gaber'', n. 8)
*''Ma se sei un amico fidato lo puoi chiamare handicappato.'' (da ''Arci Tripoli'', n. 12)
==''Sappiamo noi''==
1993, autoprodotto
*''Gibbo | cuor di banana | Gibbo | afferra la liana | faccia di un ragazzo che | simile a una scimmia sempre resterà.'' (da ''Gibbo cuor di banana'', n. 1)
*''Ma di questi vecchietti ce n'è tanti | perché non schiattano tutti quanti?'' (da ''Brum brum'', n. 3)
*''Girano in minigonna quasi a tutte le ore ma han due gambe da calciatore...'' (da ''Bar2M'', n. 7)
*''Con i pattini diventa alta | è protetta da chiappe termiche...'' (da ''Babila-ba'', n. 8)
*''Lo vendo | il culo che non ho''. (da ''Lo vendo'', n. 9)
*''Mi ritengo fortunato perché da quando sono nato ho un gioiello in mezzo alle gambe lo tengo nelle mutande''. (da ''C'ho il pissellone'', n. 12)
==''Cautelatevi''==
1994, autoprodotto
*''Son sieropositivo perché son vivo, perché son vivo''. (da ''Siero positivo'', n. 2)
*''Una quotidiana guerra | con la mia sessualità | ma va bene purché serva | a farmi divertire''. (da ''Come mai non è la RAI'', n. 7)
*''Bevi, non ti fermare, anche quando ormai non capisci niente''. (da ''Ubriacone'', n. 10)
*''L'allenatore però non sa che quello ha il [[piede]] a banana''. (da ''Ugo Mentana e il panchinaro'', n. 11)
==''Sfigbusters''==
1995, autoprodotto
*''Amore con te non basta il dottore | con te ci vuole il Vinavil''. (da ''L'amore impossibile'', n. 2)
*''Mentre lo stereo cantava | mentre passa una puttana | io mi fumo un po di marijuana yeah''. (da ''Marijuana'', n. 3)
*''Ma che palle 'oculista | ma che troia la barista''. (da ''La mia donna è un estetista'', n. 5)
*''L'apro e trovo una bolletta da trenta milioni''. (da ''Uno quattro quattro'', n. 13)
==''Orgia Cartoon!!''==
1996, autoprodotto
*''E Remì altro che poverello | si inchiappetta Miss Pony che gestisce un bordello''. (da ''Orgia cartoon'', n. 1)
*''Prendi una donna | trattala male | buttala giù dalle scale''. (da ''Teorema'', n. 2)
*''Mi ricordo ai bei tempi | stava sempre all'insù | consumavo in un mese tonnellate di Hatu''. (da ''Se non succhi non sale'', n. 5)
*''Fai ciuf-ciuf | fai ciuf-ciuf | fai ciuf-ciuf con me'' (da ''Il trenino'', n. 7)
*''Ecco arriva [[Alberto Tomba|Albertone]] | con la tuta di Tacchini | attillata fa due cosce | che fa invidia alla [[Valeria Marini|Marini]]''. (da ''Albertone'', n. 10)
*''Ecco arriva il maresciallo | che vuol diventar tenente | ma poi quando parla | non si capisce un accidente''. (da ''Albertone'', n. 10)
==''Gem Boy''==
1997, autoprodotto
*''Pollon Pollon combinaguai, su nell'olimpo felice tu stai, la rompi balle di tutti gli Dei sei tu!'' (da ''Feccia cartoon'', n. 1)
*''[[Holly e Benji|Holly]] si allena tirando rigoni | [[Holly e Benji|Benjy]] si allena tirando cannoni | [[Diego Armando Maradona|Maradona]] in confronto è un astinente | ora capisco perché vincono sempre! '' (da ''Feccia cartoon'', n. 1)
*''Georgie che corre felice sul prato | nel suo bel mondo che pare fatato | cade e ad un tratto non è più bambina | ma si rialza sieropositiva!'' (da ''Feccia cartoon'', n. 1)
*''Dissero a mia madre che non ero normale.'' (da ''Dritto, Moscio, X'', n. 3)
*''Sul treno gnocca straniera dove vai tutta sola?'' (da ''Pubblimania'', n. 4)
*''Con i tuoi capelli che | hanno quella puzza di incenso e di cadavere.'' (da ''La regola del becchino'', n. 11)
==''Il triangolo nei bermuda''==
'''Etichetta''': Edizioni From The Air, 1998, prodotto da Harmony Sound.
*''E così cappuccetto rotto | imparò la morale | che per sfondare nella vita | devi farti sfondare''. (da ''Cappuccetto Rotto'', n. 6)
*''Questo qui ora dove lo ficco''. (da ''Cotton Fiock'', n. 12)
==''Fans Italiani Gnocca Amica''==
1999
*''Fuma meno | fuma sano | solo pakistano.'' (da ''Il grande prato'', n. 1)
*''Ma se la sera tu vedrai la [[Valeria Marini|Marini]] intelligente | [[Adriano Celentano|Celentano]] colto | allora vuole dire che | hai fumato troppo''. (da ''Il grande prato'', n. 1)
*''Del [[panda]] sai non mene frega niente | per me [[Piero Angela]] è un deficiente''. (da ''W.W.F.'', n. 4)
*''Ci piace tanto la F.I.G.A. | I want to fuck your sister''. (da ''F.I.G.A'', n. 8)
*''La Donna del Monte ha detto sì''. (da ''La Donna del Monte'', n. 9)
==''The Gemboy's Bitch Project''==
2000
*''Nel presepio tu | potresti fare solo la caverna''. (da ''Tostapane'', n. 2)
*''Con un pezzo della vacca ci sto tutta una sera''. (da ''La bistieca'', n. 5)
*''Ne hai mai trombate dentro una [[Fiat Panda|Panda]] | non fai mai centro se le metti a 90'' (da ''Panda Special'', n. 7)
==''...plagéz?''==
2001
*''Domani ho un esame e non ho proprio voglia di studiare voglio uscire a cazzeggiare''. (da ''Just my imagination'', n. 1)
*''Cos'è successo sei scappata | Non ti far impressionare | la patata, la patata | si dilata credi a me!'' (da ''Qualcosa di grande'', n. 2)
*''Ci sei tu | tra i feriti | e io mi agito, cosa ci facevi lì?'' (da ''Maxitamponamento'', n. 4)
*''Strilla strilla la bidella, strilla che le faccio male''. (da ''Luciano'', n. 6)
*''Mica ci potevi mandare tua madre lì | che fino a ieri ti comprava le Zigulì''. (da ''La potenza è nulla senza il Control'', n. 12)
==''Internettezza urbana''==
'''Etichetta''': 2002, prodotto da Lucente.
*''La donna è come un computer | appena nuovo ce l'hai | ci passi le serate | e con gli amici non esci mai''. (da ''Donna PC'', n. 1)
*''Lo sapevate che l'orgasmo di un maiale dura 30 minuti''. (da ''Quark'', n. 2)
*''Ma in [[Holly e Benji]] tutto è normale | anche il Giappone vince il mondiale | Ma in Holly e Benji nessuno è mai stanco | ma quanto cazzo è lungo sto campo?'' (da ''Holly e Benji'', n. 3)
*''Fallo, nerchia, minchia, fava, organo, randello, membro, pene, mazza, canna, verga e uccello. Sventrapapere, spaventapassere. Siamo peggio di Cicciolina: l'abbiamo in bocca da sera a mattina!'' (da ''La canzone del cazzo'', n. 6)
*''Se le tue gambe si chiamassero Pasqua e Natale io nutrirei delle speranze di passare un bel periodo tra le vacanze''. (da ''Latin Lover'', n. 10)
==''Sbollata''==
'''Etichetta''': Edizioni Frocius, 2004, prodotto da Alternative produzioni.
*''Forse non lo sai ma questo è un 2 di picche "Devo studiare" questo è un 2 di picche "Lavarmi i capelli" questo è un 2 di picche " Ho un forte mal di testa" anche questo è un 2 di picche. La nonna che sta male, i fratello da badare, ospiti a cena, un piede in cancrena.'' (da ''2 di picche'', n. 2)
*''Sento odore di caciocappella tu mi dici ho "fatto un rutto!"! BURP! "Scusa!"'' (da ''Candy Intasata'', n. 4)
*''"GemBoyTEL, informazione gratuita, il cliente da lei chiamato non è più raggiungibile, la invitiamo a NON riprovare più tardi. Grazie! GemBoyTEL, free message, the customer you have dialed is not available at the moment, please DON'T try again later. Thank you!"'' (da ''Drin Drin'', n. 13)
*''Carlo incontra Licia e così | nel profondo dei tuoi occhi ho voglia di | tuffarmici dentro, tolgono il respiro | "Che palle! smetti di sparar cazzate e portami a fare un giro!" | Viva l'amore mistero divino | i gesti d'affetto come il Bocc... accio sognava sempre la sua amata''. (da ''Carlo e Licia'' n. 3)
==''Ginecology''==
'''Etichetta''': CArmax e Many Edizioni, 2006, prodotto da Alternative produzioni.
*''E [[Bruno Vespa|Vespa]] farebbe ancora Porta a Porta, ma con il Folletto''. (da ''Senza la Tv'', n. 2)
*''Ma tu hai nella cartella | un quaderno a righe | una squadra e una riga | un tubo che irriga''. (da ''Lapolverino'', n. 4)
*''Il babbo disse questo bimbo già mi intriga | è stupefacente voglio che diriga''. (da ''Balla coi Lapi'', n. 5)
*''Lei toglie la guepière intanto che dice "Oui" | rispondo io "Merci è stato trés facile"'' (da ''Dur de France'', n. 9)
*''Niente acqua per me | rischio i corto circuiti di mille valvole anche se | ho gli scudi termici | per antipasto mi può portare un libro di cibernetica arrosto | che dopo sprinto lesto | Ma non c'è, ma non c'è!'' (da [[UFO Robot Goldrake|Goldrake]] al ristorante n. 6)
*''Nemici della Terra tremate perché | un nuovo difensore alla moda c'è | non arriva dal Giappone vi sembrerà strano | finalmente un robot tutto italiano''. (da ''Giambel V'' n. 13)
==''Inediti studio e live 1992-2002''==
*''Verrei, verrei, ma tu abiti così distante, verrei, verrei, ma non farmi fare un viaggio per niente, perciò, lo sai, vengo solo se ho la certezza che me la dai.'' (da ''Verrei'')
*''Adesso credo nei miracoli | in questa notte di mondiali di calcio | l'Italia che è sconfitta dalla Corea | ho avuto un attacco di diarrea | Liquid shit, baby!'' (da ''Schiatta Moreno'')
*''Lunedì sera a vedere i GemBOY | Martedì sera a vedere i GemBOY | Mercoledì dolori mestruali ma mi sono recata a vedere i GemBOY'' (da ''A vedere i GemBOY'')
*''Dormi appoggiato su un tavolino non è un criceto non è un canarino lui se ne sta su dei fogli riposti | vicino a mille pastelli rossi | ti spediron in guerra a pedate | ti insegnaron a lanciar le granate | ma tu contavi troppo piano | dopo il 4 c'è il sett.. | e te ne esplose una in mano.'' (da ''La guerra di Piero'')
== Voci correlate ==
*''[[Star Whores]]''
== Altri progetti==
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[[Categoria:Gruppi musicali italiani]]
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Anplagghed al cinema
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Anplagghed al cinema
|titolooriginale= Anplagghed al cinema
|paese= Italia
|anno= 2006
|genere= cabaret – spettacolo
|regista= [[Rinaldo Gaspari]]
|sceneggiatore= [[Aldo, Giovanni e Giacomo]]
|attori=
*[[Aldo Baglio]]: se stesso
*[[Giovanni Storti]]: se stesso
*[[Giacomo Poretti]]: se stesso
*[[Silvana Fallisi]]: se stessa
}}
'''''Anplagghed al cinema''''', film del 2006 diretto da [[Rinaldo Gaspari]], basato sullo spettacolo teatrale di [[Aldo, Giovanni e Giacomo]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Anno 2006. Pianeta Terra. La percentuale di monossido di carbonio è cresciuta in maniera esponenziale. La sopravvivenza della specie umana è a rischio. Si stanno studiando piani per l'evacuazione. Un equipaggio di selezionatissimi esploratori interstellari è stato incaricato di portare a termine una missione di vitale importanza: individuare un pianeta ospitale su cui trasferire l'intero genere umano, ormai a rischio di estinzione. Il nostro futuro... è nelle mani di questi intrepidi astronauti! ('''Voce maschile fuori campo''')
Attenzione, Enterprise. Rilevata presenza pianeta sconosciuto. Inizio sequenza scongelamento equipaggio umanoide. Assistenti di volo, disarmare e attivare robottino. L'auto-pilota vi informa che abbiamo iniziato la discesa verso il pianeta. Da questo momento è vietato l'uso a bordo di telefoni cellulari, computer, compact-disc e qualsiasi dispositivo elettronico. Grazie per la cortese attenzione. ('''Voce femminile fuori campo''')
==Prima scena (Sbarco spaziale)==
*'''Aldo''': {{NDR|parlando via radio}} Primo ufficiale Enterprise, abbiamo informazioni rilevanti dal [[pianeta]] sconosciuto. <br /> '''Giacomo''': L'aria è respirabile, ma i livelli di monossido di carbonio sono sopra i livelli di guardia! <br /> '''Aldo''': Beh?! Sono io che devo comunicare con Enterprise! Ti ricordo che tu sei solo un robot, uno stupido robot! Mentre io sono un umanoide! Li vedi i gradi? Ti ho progettato io! Sono ingegnere positronico laureato al Cepu!<br />'''Giacomo''': Sette anni fuori corso!<br />'''Aldo''': Ma che cavolo di umorismo ti ho impiantato? Guarda che posso spegnerti quando voglio, hai capito? Se solo mi ricordassi dove gli ho messo l'interruttore... {{NDR|via radio}} L'aria è respirabile, anche se... <br /> '''Giacomo''': Inoltre abbiamo rilevato tracce di acqua, muschi, licheni e batteri, questo significa che siamo in presenza di forme di vita! <br /> '''Aldo''': Ah, sì, bene! Bravo! Ora sta' a vedere che la creatura è più intelligente del creatore! <br /> '''Giacomo''': Talvolta! <br /> '''Aldo''': Talvolta?! <br /> '''Giacomo''': In questo caso è certo! <br /> '''Aldo''': Guarda che ti smonto e ti rimonto a immagine e somiglianza di un frullatore! E adesso che ti guardo bene, ci guadagni!
*'''Aldo''': {{NDR|via radio}} Rientriamo alla base per analizzare meglio i dati. Testa di latta {{NDR|A Giacomo}}, mettiti qua. {{NDR|via radio}} Mandate pure il raggio teletrasportatore. {{NDR|Il raggio appare in una posizione sbagliata, alla loro destra.}}<br />'''Giacomo''': Ha progettato lei anche quello?<br />'''Aldo''': {{NDR|via radio}} Avete sbagliato di poco, ma avete sbagliato! Rimandate il raggio... {{NDR|Il raggio si sposta ma finisce ancora in un posto sbagliato, questa volta alla loro sinistra.}}<br />'''Giacomo''': Ci dev'essere suo fratello gemello al puntatore.<br />'''Aldo''': Non è che per caso hai sbagliato tu le coordinate?<br />'''Giacomo''': Di sicuro la cacata l'ha fatta lui.<br />'''Aldo''': Aaaah, ma perché parla tanto? {{NDR|via radio}} Avete sbagliato di nuovo ma lasciate il raggio lì dov'è, che ci saltiamo dentro noi... sennò facciamo notte, in inglese fahrenheit!
*{{NDR|Giovanni entra in scena affaticato spingendo un'enorme palla, la "biosfera"}} <br />'''Giovanni''': {{NDR|Col fiatone}} Sembravo uno stercorario con la pallina, sembravo... <br />'''Aldo''': Comandante, ma come mai non è dentro la biosfera? <br />'''Giovanni''': Perché l'aria è irrespirabile dentro la mia biosfera! Chi è entrato per ultimo? Eh? Flander! {{NDR|Giacomo alza le mani, come per voler dire di essere innocente}} <br />'''Aldo''': Comandante... sono entrato per fare meditazione dopo aver mangiato cavoletti di Bruxelles geneticamente modificati. Mi perdoni... <br />'''Giovanni''': Ho avuto un mezzo ictus lì dentro! Se non mi facevo una pera di eroi... di Roiptidanol ci lasciavo le penne!! <br />'''Aldo''': Comandante, sono molto costernato... <br />'''Giovanni''': Eh, sono costernato, non basta dire ''sono costernato''! Ci vuole una manifestazione concreta di costernazione! {{NDR|Aldo cerca di essere più dispiaciuto possibile, facendo una faccia triste}} Da domani solo riso in bianco, eh? Almeno per un mese! {{NDR|A Giacomo}} Flander, porti al macero la mia biosfera. Purtroppo è irrecuperabile. <br />'''Giacomo''': Sarà un piacere prendere a calci questa palla di merda! {{NDR|Prende a calci la biosfera dietro le quinte}}
*'''Giovanni''': Primo ufficiale, com'è questo pianeta? Ditemi. <br/> '''Aldo''': Comandante, questo pianeta è inutile e parsimonioso. <br/> '''Giacomo''': Invece secondo me ci sono interessanti forme di vita che andrebbero analizzate! <br/> '''Giovanni''': Ma sì, ma la vita l'abbiam trovata dappertutto, muschi, licheni, ragnetti, bruchi, vermini, quelle robe lì fastidiose... <br/> '''Aldo''': Organismi monocellulari, brodo primordiale... e anche se si ''evolgono'' più in là della muffetta non vanno...
*'''Giacomo''': {{NDR|Il robot individua delle forme di vita, puntando un rivelatore verso il pubblico}} Comandante, il rivelatore positronico mi sta segnalando che le forme vitali qui davanti a noi si stanno muovendo! Sono numerosissime! <br />'''Giovanni''': Non mettete mano alle armi... <br />'''Irina''': {{NDR|Con accento russo}} No preoccupe, no armi, lasciate Enterprise! <br />'''Giovanni''': {{NDR|Drammatico}} Ecco, più deficiente di quello che pensassi! Non si può neanche sparare ai bruchi, quelle robe lì... <br />'''Giacomo''': Comandante, non si allarmi, non sono ostili! Sono solo molto curiosi!<br />'''Giovanni''': Ma... c'è dell'intelligenza?<br />'''Giacomo''': Adesso non esageriamo, comandante! {{NDR|Puntando il rilevatore verso il pubblico e spostandolo continuamente.}} Tracce di intelligenza! Sì... un po' di più... molto meno... no... così così... potrebbe dare di più ma non si impegna... {{NDR|Lo punta verso Aldo}} È scomparso il segnale!!<br />'''Giovanni''': Eh per forza, lo sta puntando verso il primo ufficiale! Non è che possiam pretendere!
*'''Giovanni''': {{NDR|Fermando il robot ed Irina che simulano un rapporto sessuale, alzando ed abbassando rispettivamente una gamba}} Urina! Eh... Irina! <br />'''Irina''': Da, da... <br />'''Giovanni''': {{NDR|Gesticolando}} Eh "da, da"! "Dà", imperativo presente! "Dà", non "Darà"!! <br />'''Aldo''': Futuro anteriore. {{NDR|In realtà è futuro semplice}} <br />'''Giacomo''': Comandante, tenterei di stabilire un contatto con queste forme aliene. Potrebbero darci una mano a risalire sull'Enterprise. <br/> '''Giovanni''': Ci penso io! Mostrerò loro il nostro elevatissimo grado di scienza, tecnologia e cultura! Li stupiremo! {{NDR|al pubblico}} Forme di vita semintelligenti, ditemi, l'uccellino è vivo o morto? Eh?<br />'''Irina''' {{NDR|Con accento russo}}: Eh, nel suo caso è morto, eh comandante!
*'''Giacomo''': Comandante, muschi e licheni chiedono di parlare con l'interlocutore più qualificato.<br />'''Giovanni''': Ci vorrebbe un volontario.<br />'''Aldo''': Comandante, vorrei essere io il volontario.<br />'''Giovanni''': Siamo spacciati.<br />'''Aldo''': Comandante, le ricordo che io sono metà vesuviano e metà terrestre.<br />'''Giacomo''': Avrei detto metà demente! <br/> '''Aldo''': Ed ho insita in me la capacità di comunicare telepaticamente. <br/> '''Giovanni''': Ma se deambula che è un miracolo, primo ufficiale! <br />'''Aldo''': Ora pregherei lor signori di allontanarsi, perché fra poco espanderò la mia "cappa aurea". <br />'''Giovanni''': {{NDR|Invitando gli altri ad indietreggiare rapidamente}} L'ho già sperimentata nella biosfera, per cui... <br />'''Giacomo''': {{NDR|Indietreggiando}} Molto volentieri!
*'''Giovanni''': {{NDR|Parlando di Aldo che sembra aver perso i sensi dopo aver espanso la sua ''cappa aurea''.}} È andato in trance... o è ''diventato'' un trans, adesso bisogna verificarlo... <br />'''Aldo''': Comandante... <br />'''Giovanni''': Si? <br />'''Aldo''': Sono in contatto con loro... <br />'''Giovanni''': Bene! <br />'''Aldo''': {{NDR|Alza una mano, parlando al pubblico}} Veniamo in pace. {{NDR|Anche il robot ed Irina tengono una mano alzata}} <br />'''Giovanni''': Questo ero capace anch'io eh! Senza bisogno di...
*'''Giacomo''': Comandante, io suggerirei di aprire un varco spazio-temporale, e mostrare loro con delle immagini da dove proveniamo. <br/> '''Giovanni''': Bravo! <br/> '''Giacomo''': Mentre richiamo lo schermo olografico {{NDR|lo fa apparire sullo sfondo}}, lei spieghi a questi alieni chi siamo, comandante! <br/> '''Giovanni''': Noi siamo terrestri! Uomo {{NDR|indicando sé stesso}}, donna {{NDR|indicando Irina}}, robot {{NDR|indicando Giacomo}}, terrone {{NDR|indicando Aldo}}!
==Seconda scena (Al bancomat)==
*'''Giacomo''': {{NDR|Spazientito da Aldo che non riesce a prelevare dal bancomat.}} Scusi, scusi, ha dei problemi alle mani? Tipo gravi impedimenti motori agli arti superiori? No, perché sono venticinque minuti che digita inutilmente su quella tastiera, suppongo nel vano tentativo di prelevare denaro senza riuscirci. Ce la farà entro Natale? Glielo auguro io e tutta la fila, grazie e buon lavoro!<br />'''Silvana''': Va be', scusi eh! Stia tranquillo, ci sono prima io davanti, quindi...<br />'''Giacomo''': Quindi se lei non ha un cazzo da fare è un'altra questione, ha capito? Non è che possiamo star qua tutta la mattina ad aspettare uno che deve fare un prelevamento!<br />'''Aldo''': Per favore cortesemente, glielo dico cortesemente, eh? Può... andare un passo dietro la linea gialla? Eh? E non starci sopra? E non schiacciare la schiena alla linea gialla, eh? Perché la linea gialla soffre! Perché la linea gialla è un punto di, di, di fermo, non un punto di sovraccarico, ha capito? Non le sto chiedendo chissà che cosa! Voglio dire, è inutile che mi guarda con questi occhi da cernia! Forse perché mi vuole cernire il codice segreto? È per questo che va un passo avanti, eh? Questo... allunga questo collo a brontosauro perché mi vuole cernire il codice segreto? Eh? Eh? Cosa vive lei ancora nel giurassico signora? Guardi stiamo facendo una una cosa di di proprietà privata questa è una stanza non è un cantieeereeee! E non è quest e non mi guardi questa oassessa, uh, ah! <br />'''Giacomo''': Signora non faccia gli occhi da cernia e il collo da brontosauro con uno che ha dei problemi motori alle mani e soprattutto, ormai è acclarato, siamo di fronte a un individuo che non sa ne intendere e ne volere, capisce? Se no siamo qua fino alla prossima olimpiade. <br />'''Silvana''': Ma guardi che è diventato tutto rosso eh, prende le malattie, sa... Lei deve assorbire tutte le energie benefiche della luna, eh! Apra tutti i suoi chakra!<br />'''Giacomo''': Glieli aprò io i chakra, adesso!<br />'''Aldo''': No! Ho sbagliato! Ho sbagliato, è la seconda volta che sbaglio, ora se sbaglio anche la terza volta mi mangia la tessera del bancomat, io sono un uomo finito.<br />'''Giacomo'''. Magari così si leva dalle palle e preleviamo noi.<br />'''Aldo''': Telefono a casa. <br />'''Giacomo''': Telefono a casa?<br />'''Aldo''': Ma tanto è inutile non ci sarà nessuno adesso... <br />'''Giacomo''': Ma porca di quella...<br />'''Aldo''': Graziella sei a casa? Mamma mia, mi stai salvando la vita, non sai quanto ti sono grato che tu sei a casa in questo momento, Graziella ascolta eee è Graziella, mia suocera, è a casa. <br />'''Giacomo''': {{NDR|Sarcastico}} Ce la saluti molto calorosamente. <br />'''Aldo''': Ti saluta... lei è?<br />'''Giacomo''': Giorgio Stramaroni. <br />'''Aldo''': Giorgio Stramaroni una persona molto in. Ascolta Graziella dovresti andare in camera di Gaetano, hai presente capitan orsetto, quello che lui ci gioca sempre che parla sempre con lui che per parlare con me parla attraverso di lui, capitan orsetto quello che ci dorme tutte le notti... ce l'hai in mano? Squartalo! Dentro ci deve essere il numero di codice del bancomat! Tira via la paglia, l'hai trovato? Eh, dimmi... cinque, quattro... sette... No!! No, Graziella no! 5-4 è il numero di codice segreto per vedere i porno su Sky! {{NDR|Guarda Giacomo, imbarazzato}} Guardi che lo faccio di lavoro... cioè, che mi frega a me? <br />'''Giacomo''': E che lavoro fa?<br />'''Aldo''': Falegname.... allora Graziella vai in camera di Caterina, {{NDR|Di nuovo, a Giacomo}} Caterina è mia figlia, la femmina. Mamma mia quanto è grande. <br />'''Giacomo''': Scusi, quanti figli ha?<br />'''Aldo''': Sette! <br />'''Giacomo''': {{NDR|A Silvana, sapendo come andrà a finire}} Stiamo qua fino alla prossima Olimpiade, glielo dico io... <br />'''Aldo''': Allora Graziella, sei in camera di Caterina? Ok allora, davanti all'armadio c'è la sua collezione di Barbie, ok, prendi "Barbie Baldracca"... Non quella con le calze a rete rotte, quella è "Barbie Alcolista", "Barbie Baldracca" è quella con la minigonna vertiginosa, c'ha il tatuaggio della farfalla sul gluteo, e sotto l'ombelico c'è il codice... l'hai trovato? Dimmi! 1, 2, Vai piano che non ti seguo... 2 me lo metto qua... 3 me lo metto qui... {{NDR|indicando varie zone della testa}} <br />'''Giacomo''': Scommetto che è 4 e 5. <br />'''Aldo''': 4 me lo metto qui e 5 me lo metto qua sotto il cervelletto. Ciao, vado se no mi dimentico i numeri, ciao! <br />'''Giacomo''': {{NDR|A Silvana, dopo aver sentito il codice, considerato il tempo perso da Aldo per indovinarlo}} Una famiglia di geni!! I più famosi criptologi dell'Altitalia!! Che cazzo parlo a fare con lei... <br />'''Aldo''': {{NDR|Comincia a tastarsi i punti della testa dove ha "salvato" i numeri, ma li digita lentamente}} Allora, il primo è... 1... e poi... 2, 2... {{NDR|Si sforza, tastandosi la testa}} Mii! E l'altro numero dove l'ho messo? L'ho già perso... <br />'''Giacomo''': {{NDR|A gran voce, per incitarlo a muoversi}} Minchia... 3!!! Provi col 4, e tentiamo il 5! <br />'''Silvana''': Ma scusi lei, eh, ma come faceva a saperlo?<br />'''Giacomo''': {{NDR|Sarcastico}} Piacere, mago Merlino! <br />'''Silvana''': Ma va? <br />'''Giacomo''': Vuol vedere la bacchetta magica?
*'''Giovanni''': Tipo, ce li hai dieci euro? Sai... per i cani... <br />'''Giacomo''': {{NDR|Indicando il bancomat.}} Appena riesco a prelevare! <br />'''Giovanni''': Grazie... Senti, vuoi che ti faccia un tatuaggio? {{NDR|Ripete col megafono}} Un tatuaggio?? <br />'''Giacomo''': No, grazie, fallo a tua sorella il tatuaggio! <br />'''Giovanni''': {{NDR|Sempre col megafono}} E un piercing??? <br />'''Giacomo''': {{NDR|Minaccioso.}} Se non ti levi ti faccio il clistere, capito?? {{NDR|Giovanni brontola}} <br />'''Silvana''': {{NDR|Parlando dei cani di Giovanni.}} Ma che belli che sono, eh? <br/>'''Giovanni''': Eh sì, sono cani. <br/> '''Silvana''': Sì, lo so! <br/>'''Giacomo''': Perché non ne porta a casa due?<br />'''Silvana''': Eh no, eh, perché non ho il giardino...<br />'''Giacomo''': Che sfiga...<br />'''Giovanni''': {{NDR|Col megafono}} Vuoi un roipnoil? Eh?<br />'''Silvana''': Eh no, eh, perché non ho il giardino...<br />'''Giacomo''': Ma voi due vi siete conosciuti a San Patrignano? Eh?
*'''Silvana''': Senta lei, scusi se mi permetto, ma lo sa che non si danno calci ai cani?<br />'''Giacomo''': Chiedo scusa, la prossima volta li darò a lei.<br />'''Silvana''': Eh no, eh, perché non ho il giardino...<br />'''Giacomo''': {{NDR|Al pubblico}} Adesso mi compro una dose di eroina e mi ammazzo! Qui la venderanno, eh... <br/>'''Silvana''': {{NDR|Parlando dei cani di Giovanni}} Ma che belli... <br />'''Giovanni''': {{NDR|Col megafono}} Ti piacciono?? <br />'''Silvana''': Scusi, ma io ci sento, eh! <br />'''Giovanni''': Brava! <br /> '''Giacomo''': Una cosa che funziona lì dentro... <br/>'''Silvana''': Eh no, eh, perché non ho il giardino... <br />'''Giacomo''': Che cazzo sarà? Le polveri sottili... cosa sarà?
*'''Giacomo''': {{NDR|A Giovanni che barcollando, stava rischiando di cadere e viene sorretto da Silvana appena in tempo}} Senta, ma lei è a digiuno o a pieno regime così?
*'''Giacomo''': {{NDR|Ad Aldo che non si muove a prelevare i soldi.}} Senta! Lei sta scrivendo "''Guerra e pace''"? Eh?
*'''Aldo''': Oh, dovreste farmi tutti un favore! Scusate, lì dietro... Allora, dovremmo fare tutti una cosa insieme. Siccome qui c'è una gazza ladra addestrata a portare via i soldi al malcapitato... ed è capitato. Allora, per evitare che questa qui plana, agitiamo tutti le mani, così questa qui si spaventa e non plana. Avanti, facciamolo, dai! Forza, tutti insieme. Agitiamo le mani. {{NDR|Silvana e Giovanni lo fanno, mentre Giacomo sta con le braccia incrociate.}}<br />'''Silvana''': Senta, scusi, ma agiti le braccia, che cosa le costa?<br />'''Giacomo''': {{NDR|Le agita con malavoglia}} Tanto la mattina è andata a puttane!
*'''Giacomo''': {{NDR|Aldo ha finalmente prelevato, ma i soldi gli escono come un rotolo}} Ma cosa glieli danno, "a rotoloni" i soldi? <br />'''Aldo''': Questo è il servizio "Fai da te". <br />'''Giacomo''': E cioé? <br />'''Aldo''': Se li taglia a casa. <br />'''Silvana''': E conviene, scusi? <br />'''Aldo''': Conviene, perché paga meno in committenza, essendoci un impiegato in meno che fa questo lavoro.
*'''Silvana''': {{NDR|Accorgendosi che Giacomo è passato davanti al bancomat.}} Scusi eh, forse non si ricorda, ma c'ero prima io davanti a lei!<br />'''Giacomo''': Ha ragione, ma... incameri l'energia di Nettuno e Plutone, faccia un soffritto ayurvedico, liberi due o tre chakra e si tolga dalle palle! Va bene? {{NDR|Preleva i soldi, mentre da sopra il bancomat spunta la gazza ladra}} Quanto ci ho impiegato? Quindici secondi? Eh? Non è che possiamo stare qua tutta la mattina per prelevare del denaro!!
==Terza scena (Galleria d'arte)==
*{{NDR|Giovanni e Giacomo parlano dietro le quinte, mentre Aldo compare in scena e osserva un quadro}} <br />'''Giacomo''': Allora Giovanni, appena entri in questo museo, ti accoglie subito un capolavoro. <br />'''Giovanni''': Questo qua? <br />'''Giacomo''': Questo è un quadro di Braque... <br />'''Giovanni''': Braque? <br />'''Giacomo''': Siamo agli inizi del secolo scorso... ah, una particolarità: questo quadro va visto da lontano... {{NDR|Aldo indietreggia}} <br />'''Giovanni''': Ma dai? <br />'''Giacomo''': Sì si... no, ma non così, veramente lontano. Vai, allontanati! {{NDR|Aldo si allontana}} <br />'''Giovanni''': Ancora di più? <br />'''Giacomo''': Perché l'artista ha lavorato sulle linee, sulle forme e sui volumi, creando una specie d'illusione ottica... e vuole che tu stia veramente lontano! Vai, vai, arretra! {{NDR|Aldo si allontana ancora di più}} <br />'''Giovanni''': Va bene, arretro! <br />'''Giacomo''': Quando sei nella giusta posizione, che fai? Apri e chiudi gli occhi fino a quando l'essenza del quadro stesso non ti compare dentro la pupilla, come se fosse un flash, una sorpresa! <br /> '''Giovanni''': Ah, una sorpresa! {{NDR|Aldo comincia ad aprire e chiudere gli occhi, facendolo nei modi più bizzarri}} <br />'''Giacomo''': E questo è un po' ciò che sta alla base del Cubismo... perché questo è un quadro cubista. Poi, l'altra particolarità è che l'artista ha lavorato pressoché con un colore solo, quindi...? <br />'''Giovanni''': È monocromatico! <br />'''Giacomo''': Bravo! Stai imparando le parole dell'arte! Quindi Cubismo e Monocromatismo. L'artista è Braque, il quale, insieme a Picasso, all'inizio del secolo scorso, ha aperto tutte le porte all'arte moderna che da lì in poi... si sarebbe succeduta... {{NDR|Lui e Giovanni entrano in scena ed osservano il quadro che stava guardando Aldo}} <br />'''Giovanni''': Ma và? <br /> '''Giacomo''': Oh, qui ci troviamo di fronte a tutt'altro stile pittorico. C'è da dire una cosa in maniera preliminare, che questo quadro va visto...? <br /> '''Giovanni''': Beh, da vicino! <br />'''Giacomo''': Perché soltanto un cretino si allontanerebbe per vedere questo quadro! {{NDR|Aldo si riavvicina al quadro}} E questo è un quadro che va visto nella sua giusta distanza... ecco, qual è la prima cosa che ti viene in mente, osservando questo quadro? <br />'''Aldo''': Che è monocromatico...
*'''Giacomo''': {{NDR|Vedendo Giovanni sedersi su una sedia, che si rompe}} Ma sei scemo, Giovanni?! Sei cretino?! Hai rovinato una scultura di Fistalloni! Questa è una scultura di Fistalloni!<br/>'''Giovanni''': Non lo sapevo! {{NDR|Rivolto ad Aldo, scandalizzatosi}} Ma se non sai neanche chi è!<br/>'''Giacomo''': Ma scusa, ma questo è il maestro del distrutturalismo!<br/>'''Giovanni''': Eh, mia nonna ne ha a casa due uguali, pensavo che fosse...<br/>'''Giacomo''': Ma Giovanni! Ma questa non è una sedia comune!<br/>'''Giovanni''': No?<br/>'''Giacomo''': Questo è il concetto di sedialità, che il maestro Fistalloni ha voluto rappresentare estrapolando una sedia dal contesto abituale in cui solitamente sta, in una misera cucina, ed elevandola ad universale! Fistalloni!<br/>'''Aldo''': Fistalloni! Eh, ti sei seduto sul concetto di Fistalloni!<br/>'''Giovanni''': A parte che Fistalloni pensavo fosse uno della Lega...<br/>'''Aldo''': Ma che Lega! Fistalloni, insieme a Jocelyn, Gogard... la – la – la corrente del "distrullarismo"!<br/>'''Giovanni''': Sì, la corrente alternata...
*'''Giacomo''': Questo è un estintore... punto. <br />'''Giovanni''': Cioè quella lì non è una sedia, e questo è un estintore?<br/>'''Giacomo''': Mi stupisco che tu non colga la differenza tra oggetto e sua rappresentazione, tra realtà e opera d'arte, tra immanenza e trascendenza. Ci sono voluti secoli di dibattito metafisico e ontologico attorno al concetto di rappresentabilità che l'uomo oramai ha introiettato, e superato. Perdonami caro.<br />'''Giovanni''': Ma vaffanculo! {{NDR|Tirando un calcio all'estintore vero che credeva essere la rappresentazione di un estintore, poi Aldo, allontanatosi, si riavvicina all'estintore e ci sputa sopra.}} <br />'''Giacomo''': Venite... Venite qua... Mettetevi di fianco a questo quadro, che è considerato il capolavoro del museo. Osservatelo bene, dopodiché: che cosa ne dite?<br />'''Giovanni''': Eh, che qualche deficiente l'ha rovinato con un taglierino! Si vede, porca va... Ha fatto tre sbreghi... È chiaro, non c'è controllo.<br />'''Aldo''': Poi m'indigno, ci sarà un motivo perché mi indigno? Fanno entrare chiunque, si riempiono le tasche di taglierini, fanno quello che vogliono e noi non facciamo niente.<br />'''Giacomo''': Posso urlare al mondo la mia indignazione? Posso farlo? Quanta ignoranza!<br />'''Giovanni''': Bravo! Quanta ignoranza ci vuole per fare una roba del genere, dai! Un minimo di testa...<br />'''Aldo''': Ma io non capisco... se tu sei ignorante, rimani nella tua ignoranza, rimani nella tua mediocrità! Ma invece sei invidioso, geloso, e vieni qua dove ci sono persone che comunque si vogliono evolgere...<br />'''Giovanni''': Da che lato? A destra o a sinistra si vogliono ''evolgere''?<br />'''Giacomo''': Ma ditemi dove sbaglio? Ditemi dove sbaglio! E che cosa posso fare!<br />'''Giovanni''': Ma niente Giacomo, ma tu anzi, cavolo, tu sei bravissimo, sai un sacco di cose, le spieghi... avercene!<br />'''Aldo''': Ma... Giacomino, esistono i cretini... esistono i cretini, giusto? Purtroppo sì, e sono anche molto vicini a noi.<br />'''Giacomo''': Molto più di quanto non si creda!<br />'''Aldo''': Più di quanto non si creda, bravo. Tu non ti sottovalutare mai, perché tu sei un diadema di questa società. È grazie a te che il mondo va avanti. È grazie a te che io oggi so qualcosa!<br />'''Giovanni''': Niente, però questo è un altro discorso.<br />'''Giacomo''': Ditemi almeno chi l'ha fatto.<br />'''Giovanni''': Eh, saperlo, vedi che calci nel culo gli davamo, se lo beccavamo mentre lo faceva! <br />'''Aldo''': Mica è la prima volta che prendiamo a calci nel culo... <br />'''Giovanni''': Oh, abbiamo beccato una volta uno che rigava una macchina. <br />'''Aldo''': Senti questa storia. <br />'''Giovanni''': Lui l'ha preso al volo, io da dietro ''pam, pam''!<br />'''Aldo''': Tre isolati a calci nel culo, prova a chiedergli a quello lì se ha ancora intenzione di rigar le macchine! Non lo fa più! Perché queste cose servono! Si, ogni tanto servono! Non sempre, però ogni tanto servono.<br />'''Giacomo''': Lucio Fontana.<br />'''Giovanni''': Ah, si sa chi è! Ah, l'han beccato. Ah bè meno male, almeno uno, una volta...<br />'''Aldo''': Allora la giustizia funziona! Dieci anni, gli devono dare. Prendere uno, per prenderne cento. Cioè prenderne uno, prenderne cento. Prenderne uno, ''per'' prendere cento. Cioè, voglio dire, ci sono questi cento che camminano a stormo, adesso... voglio dire... fra cretini si ritrovano e camminano tutti così, tutti a stormo così... come, ogni tanto, come gli stormi, proprio... che si allargano, si stringono, camminando. E danno anche fastidio da vedere. Poi c'è qualcuno che è al centro dello stormo, non riesce a respirare, ha bisogno di aria, allora si fa strada fino a che arriva nella zona limitrofa dello stormo e spinge quello che è già lì. Questo qui si perde dal gruppo e viene preso. Quindi prenderne uno, per non prenderne novantanove!<br />'''Giovanni''': Non credo che fosse così, però...<br />'''Giacomo''': È nato nel 1906 {{NDR|In realtà il vero anno di nascita è il 1899}} .<br />'''Giovanni''': Un vecchio! Eccolo lì! Ma porca vacca! Ma lasciali lì a guardare gli scavi in strada, che son contenti! Stan lì: "E va la ruspa, che la tira su la roba! Li tubi che van lì" e lì passano il tempo e son contenti. Ma perché li devi far venire qui che non c'han più la testa.<br />'''Aldo''': Ma io non lo so, se tu sei un vecchio perché sei un tenero, hai bisogno di... No, voglio dire, se tu sei stato un cretino da bambino, sarai un cretino anche da vecchio! {{NDR|Indicando Giovanni}}<br/>'''Giovanni''': Eh, non indicare però...<br/>'''Aldo''': Se tu nasci torto, Giacomino, muori torto! {{NDR|Indicando nuovamente Giovanni}}<br/>'''Giovanni''': Ancora?!? <br/>'''Aldo''': Se tu nasci dritto... non è detto che muori dritto... puoi anche morire torto. Secondo le... Ma se nasci torto non puoi morire dritto! E non lo dico io, lo dice un greco... ''Lapalissian'', un greco... ma, del, proprio della Grecia.<br />'''Giacomo''': È nato a Rosario, in Argentina.<br />'''Giovanni''': Un extra-comunitario! Ma porca vacca! Ma tu li accogli qua e loro se ne fregano delle regole. Non gli interessa nie... A casa loro fai una roba del genere? Ti taglian la mani e vai in giro così! E invece qua puoi far quello che vuoi, perché? Perché nessuno rispetta più le regole, è chiaro. E quindi, prendono esempio.<br />'''Aldo''': Ma non solo! Perché glielo si lascia fare! Vedi, noi siamo stati immigrati a nostra volta, ma quando siamo andati a casa di queste persone ci siamo comportati in ben altro modo, e abbiamo ''fatto delle offerte che non potevano rifiutare''.<br />'''Giacomo''': È morto nel 1968. Dopo aver regalato al nostro paese capolavori di inestimabile bellezza esposti nei musei più importanti del mondo, dopo aver inventato lo spazialismo e i famosissimi tagli nelle tele. E voi due siete due bestie. {{NDR|Ad Aldo.}} Tu poi, sei nato torto e morirai testa di cazzo!<br />'''Giovanni''': È un'aggravante, eh.<br/>'''Aldo''': Tu devi stare solo zitto, perché ti sei seduto anche sul concetto di Fistalloni!<br/>'''Giovanni''': Ma se hai guardato un quadro normale da 3 chilometri?<br />'''Aldo''': Ha parlato quello che non sbaglia mai... mi fai una rabbia, guarda...<br />'''Giovanni''': Sì, ma... {{NDR|Per allacciarsi una scarpa, schiaccia accidentalmente uno sgabello}}<br />'''Aldo''': {{NDR|Sottovoce}} Lo vedi che sei un cretino? Questa è la dimostrazione che sei un cretino! {{NDR|Giovanni toglie il piede, e lo sgabello rimbalza all'improvviso. Aldo fa in tempo a prenderlo al volo}}<br />'''Giovanni''': {{NDR|Sottovoce}} È saltato! Hai visto? Saltato per aria... cos'era?<br />'''Aldo''': Non cercare scuse!
*{{NDR|Davanti a una cornice vuota, in cui Giovanni infila la mano}}<br/>'''Giacomo''': Cosa tocchi? Cosa tocchi?!<br/>'''Giovanni''': Non c'è niente!<br/>'''Giacomo''': Ma come non c'è niente?!? {{NDR|con enfasi}} È un'opera d'arte...<br/>'''Giovanni''': L'han ciulata...?<br/>'''Giacomo''': Non l'hanno ciulata! Sei di fronte a un capolavoro... di Jean Fofon!<br/>'''Giovanni''': Ah, il francese!<br/>'''Giacomo''': Belga, bestia! Questo è il maestro del coinvolgismo: l'artista ha messo a disposizione il suo spazio vuoto perché vuole che sia tu, fruitore, a riempirlo.<br/>'''Giovanni''': Cioè lui non ha fatto un cazzo, ha detto "tanto la gente poi ci vede quello che vuole e io me ne lavo le mani..."? <br />'''Giacomo''': Possibile che non capisci che sei di fronte ad un esempio di democrazia creativa? È come se l'artista "colui che sa", dicesse a te "colui che non sa": Giovanni, dimmi cosa vedi? <br />'''Giovanni''': Aldo! {{NDR|Lo indica dall'altra parte della cornice, che lo saluta}} <br />'''Giacomo''': No... l'arte non è solo "pura immediatezza"! L'arte... bisogna che ci sia una riflessione intellettuale.
*{{NDR|Davanti alla cornice vuota}}<br/>'''Aldo''': Ma questo va visto da vicino o da lontano?
*{{NDR|Aldo si è incastrato in una statua e prova ad attirare l'attenzione di Giovanni e Giacomo}} <br /> '''Giacomo''': Ehi! Ehi! Ehi, vieni via di qua! Vieni via di qua! Questa è una scultura? Questa è una scultura di Tanguely, vieni via di qua, hai capito?! {{NDR|Gli schiaffeggia il libretto della guida in testa}} <br />'''Aldo''': Ahia... <br />'''Giacomo''': Ma cosa fai qua dentro?! <br />'''Aldo''': {{NDR|piangendo}} Eh sono incastrato non riesco ad uscire! <br /> '''Giacomo''': Ma come cazzo fai a incastrarti in una scultura?! <br /> '''Aldo''': Ma che ne so! Ero qui tranquillo, mi hanno spinto! <br />'''Giacomo''': Ma chi ti ha spinto? <br />'''Aldo''': Eh, non so, ho sentito quattro... {{NDR|Giacomo gli schiaffeggia il libretto della guida in testa}} Ahia! <br />'''Giacomo''': La tua idiozia ti ha spinto!
*'''Giacomo''': {{NDR|Su tutte le furie, riguardo ad Aldo, incastrato in una scultura}} Guarda, ti ammazzerei di botte, ti ammazzerei! <br />'''Aldo''': {{NDR|Fa per andarsene con la scultura, girando una ruota montata su di essa come volante}} Vabbè, parcheggio e ci mettiamo d'accordo... <br />'''Giacomo''': Guarda che l'arte merita {{NDR|Gli schiaffeggia ripetutamente il libretto della guida in testa, ad ogni sillaba}} ri-spet-to! Hai capito? <br /> '''Aldo''': Ma perché te la prendi con me, sono scivolato su una buccia di banana! <br /> '''Giovanni''': Ma prima avevi detto che ti avevano spinto! <br />'''Giacomo''': Signore, perché non lo incenerisci, perché?! <br />'''Giovanni''': Io ho capito cos'è successo: cioé, lui, avendo la testa molle, quando si mette in questa posizione, le endorfine gli gonfiano la testa e non può più uscire... <br />'''Giacomo''': Non ha endorfine, ha letame nella testa quello lì! <br />'''Giovanni''': Il letame fermenta e non può... eh vabbé non lo so, cosa facciamo? <br />'''Giacomo''': Cosa facciamo? Dai prova a tirarlo. <br />'''Giovanni''': E lo tiro... <br />'''Aldo''': Piano, eh. <br />'''Giacomo''': Cretino che non sei altro, guarda! {{NDR|Giacomo tiene la statua, mentre Giovanni cerca di tirare fuori Aldo}} <br />'''Giovanni''': E vieni, dai! <br />'''Giacomo''': Ma Giovanni! Ma dai, ma che modi rozzi e trinariciuti! Dai!
*'''Giovanni''': Ma sei sce... Ma dove guardavi, hai fatto la puntura a me! <br/> '''Giacomo''': Ma tu scusa, ti metti lì davanti, scusa! <br /> '''Giovanni''': Ma non distingui il culo? <br /> '''Giacomo''': Ma Giovanni, il culo è culo. <br/>'''Giovanni''': E no, c'è culo e culo: pensa a [[Dolce & Gabbana|Dolce e Gabbana]]!
*Siete convinti di quello che avete fatto? Non vi morde la coscienza un pochettino, dico "Forse non abbiamo fatto il nostro dovere fino in fondo"? La testa deve uscire, non l'anello!!! Mi hai preso l'anello, ma sei cretino?? Ma mica mi dava fastidio l'anello a me! ('''Aldo''') {{NDR|A Giovanni, che con la schiuma da barba ha estratto l'anello invece della sua testa dalla statua}}
==Quarta scena (La truffa a Zia Caterina)==
*'''Aldo''': Pronto? <br />'''Giacomo {{NDR|Vestito da prete}}''': È la Parrocchia di Santi Martiri? <br />'''Aldo''': Vaffaculo, va! E che è? {{NDR|Riattacca il telefono}} <br />'''Giacomo''': {{NDR|Sarcastico}} E con il tuo spirito!
*'''Aldo''': Pronto? <br />'''Giacomo''': Sono Padre Alfredo! <br />'''Aldo''': {{NDR|Scocciato}} Potete lasciare questa linea libera che sto aspettando una chiamata per una truffa urgente, grazie??
*'''Zia Caterina''': {{NDR|Credendo di parlare col parroco Luigi, che Giacomo afferma sia diventato vescovo}} Sua Eminenza! <br />'''Aldo''': Buongiorno signora, può attendere un attimo? Perché mi stanno facendo cardinale or ora. <br />'''Zia Caterina''': Oh perbacco! <br />'''Aldo''': {{NDR|Fingendo di parlare col papa}} Ratzinger, può continuare! {{NDR|Inizia a parlare una lingua sconosciuta, fingendo di fare la messa}} <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Confusa}} Ma... non la fanno più in latino la messa? <br />'''Giacomo''': No, adesso la fanno in... <br />'''Aldo''': {{NDR|Suggerisce a Giacomo}} Serbo-croato! <br />'''Giacomo''': Esperanto serbo-croato. <br />'''Aldo''': {{NDR|Fingendo di parlare col papa}} Grazie, Ratzinger! Ci vediamo per un "teino" dopo? <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Incredula}} Un "teino" con Ratzinger? <br />'''Aldo''': Eccomi signora, sono da lei! Ha visto com'è stata veloce la funzione signora? <br />'''Zia Caterina''': Certo! Mi dica! <br />'''Aldo''': Sono diventato cardinale or ora. <br />'''Zia Caterina''': Perbacco. <br />'''Aldo''': Senta signora, purtroppo devo darle una brutta notizia... In casa sua, mi dispiace dirglielo si annida... nientepopodimeno che il [[Diavolo|Demonio]]! <br /> '''Zia Caterina''': Cosa si annida? <br /> '''Aldo''': Il Demonio si annida quasi sempre nel sifone... <br /> '''Zia Caterina''': Nel sifone, il Demonio?! <br /> '''Aldo''': Nel sifone sotto il lavandino. Oppure nel water nel caso lei non abbia tirato l'acqua, ma lei ha tirato l'acqua...? <br />'''Zia Caterina''': Io tiro sempre l'acqua! Certo! <br /> '''Aldo''': Eh, allora è sicuramente nel sifone signora. <br />'''Zia Caterina''': Nel sifone? E cosa devo fare? <br />'''Aldo''': Signora, parliamoci in maniera papale papale. Dovrebbe far entrare il mio ''adepto'', che è un esorcista della curia di [[Milano]] e le stanerà dalla posizione sifonile il Demonio. <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Capisce che è tutta una truffa}} Ah si? Senta, ma il suo adepto mi ha appena ''depto'' che era qui per la benedizione natalizia. <br />'''Aldo''': A [[Pasqua]]? <br /> '''Zia Caterina''': Eh! <br /> '''Aldo''': Le ha detto una cacata... {{NDR|Inizia a preoccuparsi}}<br />'''Zia Caterina''': Senta, vuole che le passi l'esorcista o l'idraulico? Eh? <br /> '''Aldo''': Mi passi tutt'e due, per favore? <br />'''Zia Caterina''': Certo!
*'''Giacomo''': {{NDR|Travestito da poliziotto, entra in casa di Zia Caterina, a lato della porta}} Signora! Abbiamo motivo di credere che una banda di malviventi si stia approfittando di taluni pensionati! Lei oggi è stata al solito ufficio postale a ritirare la pensione? <br />'''Zia Caterina''': Si si... sono venuti anche due delinquenti anche qua, si... <br />'''Giacomo''': Malviventi disgraziati... <br />'''Zia Caterina''': Certo! <br />'''Giacomo''': È molto probabile che lei abbia ritirato un assegno falso, signora, dobbiamo procedere alla verifica. <br />'''Zia Caterina''': Oh perbacco, ce l'ho qua! {{NDR|Tira fuori un assegno dal taschino del grembiule}} <br />'''Giacomo''': Quanto ha incassato oggi di pensione, signora? <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Mentendo}} 242 euro... <br />'''Giacomo''': Sicura? <br />'''Zia Caterina''': 6 e 80... <br />'''Giacomo''': Signora, ci risulta che oggi pagavano anche la [[tredicesima]]. <br />'''Zia Caterina''': 9 e 20... <br />'''Giacomo''': {{NDR|Severo}} Signora, le ricordo che bisogna collaborare con le Forze dell'Ordine, eh? <br />'''Zia Caterina''': Ha ragione, mille 3 e 40. <br />'''Giacomo''': Ecco! Allora, verifichiamo l'assegno... l'assegno e stato emesso da... {{NDR|Sbircia l'assegno}} [[UniCredit]]? <br />'''Zia Caterina''': Si. UniCredit... <br />'''Giacomo''': Porca miseria... speriamo che l'assegno, non abbia il numero incriminato! <br />'''Zia Caterina''': Eh speriamo! Che numero è? <br />'''Giacomo''': Il numero è... {{NDR|Sbircia nuovamente l'assegno}} il 14-21-18? <br />'''Zia Caterina''': 14-21-18! <br />'''Giacomo''': Figli di puttana! <br />'''Zia Caterina''': Oh porca tro- eh volevo dire "acciderbolina"!! <br />'''Giacomo''': No, lo dica pure signora! Esterni la sua rabbia, ma io le assicuro che quei malviventi verranno assicurati alla giustizia e li faremo un mazzo così!! <br />'''Zia Caterina''': Bravo! Giusto! <br />'''Giacomo''': Signora {{NDR|Le strappa via l'assegno}}, questo assegno falso che indegnamente sta nelle sue mani, lo ririterò io e questi malviventi verranno assicurati alla giustizia. Nel giro di tre giorni lei potrà passare in questura a ritirare... l'assegno, quello vero... <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Non fidandosi, riprende l'assegno}} Eh magari passo io fra tre giorni, eh? E poi ci mettiamo d'accordo. <br />'''Giacomo''': Signora, {{NDR|Le strappa via l'assegno}} non consentiremo MAI che un povero vecchio viva tre giorni, senza i soldi per sostentarsi... <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Si riprende l'assegno}} A parte che sono una donna, primo! E secondo, via qualcosina e non si preoccupi. Ce la faccio benissimo a sostentarmi! Vede? {{NDR|Rimette in tasca l'assegno}} <br />'''Giacomo''': Io capisco la sua... incertezza, signora, ma io sa cosa faccio? Perché lei mi è simpatica. <br />'''Zia Caterina''': Ah si? <br />'''Giacomo''': Tutti i deboli e i maltrattati mi sono simpatici... <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Provocante, fa per alzarsi il grembiule}} Vuole approfittare? <br />'''Giacomo''': No signora! Non questo! <br />'''Zia Caterina''': No, visto che... <br />'''Giacomo''': Mi basta... no! Signora... non equivochi... mi basta rimanerle amico! <br />'''Zia Caterina''': Ah ah! Anche ai tempi me lo dicevano... <br />'''Giacomo''': {{NDR|Sarcastico}} Eehh... comprendo! {{NDR|Tira fuori il cellulare}} Sa cosa farò, signora? <br />'''Zia Caterina''': Cosa farà? <br />'''Giacomo''': Io chiamerò direttamente il capitano responsabile del rimborso assegni. <br />'''Zia Caterina''': Bravo! Bravo! {{NDR|Giacomo emette dei "tiki tiki tiki" mentre digita il numero. Zia Caterina s'insospettisce}} È un GPRS? <br />'''Giacomo''': Si! {{NDR|Fa il suono dello squillo del telefono}} <br />'''Zia Caterina''': A comando vocale? <br />'''Giacomo''': Brava, signora! Lei è informatizzata! <br />'''Zia Caterina''': {{NDR|Sarcastica}} Ce ne sono in giro un casino!
*'''Zia Caterina''': {{NDR|Parla al telefono con Aldo}} Pronto? <br />'''Aldo''': Pronto signora, sono il Generale di Corpo d'Armata di Brigata con... ambasciator non porta bene, Principato... di Monaco e Premio Nobel per la Pace. Signora, lei è ancora in linea?
*'''Zia Caterina''': Ma guardi, mio marito lavorava col parruccone e i pattini in strada... si, ed è stato investito dal 14, il tram. <br />'''Aldo''': Ah mi dispiace molto, signora... ma dove è stato investito? <br />'''Zia Caterina''': Eh, dieci anni fa a Milano in Viale Bligny. <br />'''Aldo''': Signora, ma Viale Bligny, angolo Via Ripamonti? <br />'''Zia Caterina''': Si, esatto! <br />'''Aldo''': {{NDR|Confuso}} Signora, suo marito si chiamava per caso Galbusera? <br />'''Zia Caterina''': Si, era Galbusera! <br />'''Aldo''': Signora, lei è la moglie del Mago G.? <br />'''Zia Caterina''': Ero la moglie del Mago G., certo! <br />'''Aldo''': {{NDR|Sconvolto}} Io sono il nipote del Mago G.! <br />'''Zia Caterina''': Come, sei Aldo?? <br />'''Aldo''': Zia Caterina, sei tu? <br />'''Zia Caterina''': Ti han fatto "Generale di Corpo d'Armata"?
==Quinta scena (In strada col motorino)==
*'''Giovanni''': {{NDR|Mentre Aldo cerca di rubargli il motorino}} Ué, nino, cosa stai facendo? Ué! Vieni giù dalla moto! Allora! Ma porca vacca, stavi cercando di rubar la moto, eh? <br /> '''Aldo''': Sono un collezionista. <br />'''Giovanni''': Eh, so io che cosa collezioni tu, va là!
*'''Giacomo''': Allora, Mozambico? <br />'''Aldo''': Sono un collezionista. <br />'''Giacomo''': Cosa collezioni, avvisi di garanzia?
*'''Giacomo''': Scusi, cosa vorrebbe dire che ci sono cittadini serie A, e cittadini serie B secondo lei?<br/>'''Giovanni''': Mah, se lo guardiamo bene in faccia, lì siamo C2 zona retrocessione!<br/>'''Giacomo''': Ahhh, un razzista!
*'''Aldo''': Meno male che forse sono italiano! Sono di [[Gela]].<br />'''Giovanni''': Di Gela...{{NDR|ride}}: Ah di Gela! Ma dai, Gela, profondo sud, l'han chiamata Gela! Ma chiamala in Scandinavia Gela! Profondo sud chiamala Caloria, per dire... per dire la gente che c'è in quel posto lì... Lei mi insegna.. città di baluba, sicuro!<br /> '''Giacomo''': Mia mamma è di Gela! <br /> '''Giovanni''': Io faccio sempre due settimane di vacanze a Gela. <br />'''Giacomo''': Caro il mio bel furbino a Gela non si fanno vacanze! A Gela si lavora e ci si rompe i coglioni ha capito? <br />'''Giovanni''': Infatti un po' tutte e due mi ricordo. <br />'''Giacomo''': È sua questa moto? <br />'''Giovanni''': Ehm... sì, è mia! <br />'''Giacomo''': Questa moto in divieto di sosta è sua? Sono 140 euro di contravvenzione! Perché certo il suo scarsissimo senso civico le suggerirà che i marciapiedi sono fatti per farci cagare i cani e dimenticare le moto in divieto di sosta. Complimenti! 140 euro di contravvenzione! <br />'''Giovanni''': No... ero impossibilitato... Ma guarda te!
* Ma che infame! Ma va che... Cioè, si sta ribaltando la situazione!! ('''Giovanni''')
* Senti, Costa D'Avorio, mi hai rotto i coglioni adesso! Vuoi fare il vigile fai il concorso, non è che mi ciuli il lavoro! E che cazzo! Dai! Su! Camminare Dai! ('''Giacomo''') {{NDR|ad Aldo che gli sta indicando le gomme usurate del motorino di Giovanni}}
*'''Giovanni''': Soffro di formicolio estremo.
*'''Giacomo''': Cosa.
*'''Giovanni''': Cioè faccio il riposino pomeridiano e mi si addormentano le gambe per un paio d'ore. Presente quando dormi col braccio sotto il cuscino e il braccio perde di sensibilità? Tu ti svegli, c'hai lì il braccio e fai: {{NDR|urla}} Oddio, chi è questo qua? Chi è un pervertito? Oddio! Odi... '''Giovanni''': "piano piano e poi prende sensibilità e capisci che è il tuo? Ecco, questo mi succede alle gambe. Potrei camminare eh, solo che... faccio... un po' fatica. {{NDR|Si alza e trottola per arrivare alla moto per poi ritornare sulla sedia a rotelle}} Se rimango fermo è meglio insomma! Non è che si addormentano a caso eh! È che mi dorme il gatto proprio qui in questa posizione, mi schiaccia le arterie femorali, eh così... Non è un gatto normale eh pesa 74 chili eh! Da quando l'abbiam castrato s'è scionfato fuori in una maniera esagerata! ('''Giovanni''') {{NDR|Descrivendo la sua disabilità}}
*'''Giacomo''': {{NDR|Giovanni ha dato una lieve botta sulla spalla ad Aldo, che si accascia a terra dolorante}} Storti! Storti! <br />'''Giovanni''': Ma gli ho dato un colpettino. <br />'''Giacomo''': La violenza mai, eh! Mai, perché qui si passa dal "civile" al "penale" in un attimo! <br />'''Giovanni''': Ma non gli ho fatto niente! <br />'''Giacomo''': Neanche la Cirielli la tira fuori a lei! <br />'''Giovanni''': Ma non gli ho fatto niente... <br />'''Giacomo''': {{NDR|Cercando di recuperare Aldo che si lamenta dal dolore}} Ehi, Ruanda! {{NDR|Giovanni, semplicemente sollevando una gamba, cerca di pestarlo}} Ehi, allora! Ehi, Madagascar! Allora! <br />'''Aldo''' {{NDR|piangendo}}: Non ci vedo più! <br/>'''Giovanni''': "E non ci vedo più"? Gli ho dato un colpo qua, cosa c'ha il nervo ottico sulla spalla? <br/>'''Giacomo''': Lo sa che ci sono delle ripercussioni gravissime?? E allora, Eritrea! Dai! <br/>'''Aldo''': Ho preso anche il colpo di frusta!<br/>'''Giacomo''': Il colpo di frusta ha preso anche! <br />'''Giovanni''': Sì, ti porto al circo allora col colpo di frusta!<br/>'''Aldo''': Non vedo più niente! <br />'''Giacomo''': Dai, Congo! <br />'''Aldo''': Vedo solo puntini!! <br/>'''Giovanni''':{{NDR|ride}} Si, vedo solo puntini... ecco bravo uniscili i puntini, e viene fuori quello che sei: ''S-t-r-o-n-z-o'' {{NDR|Indietreggia perché Giacomo si avvicina minaccioso}} <br/>'''Giacomo''': Storti... Lei si sta mettendo in una brutta situazione ha capito? Abbiamo fatto la revisione di questo motociclo?<br/>'''Giovanni''': Certo!<br/>'''Giacomo''': Eh, "certo"! Non ne sarei così sicuro, non vedo il bollino blu!<br/>'''Giovanni''': Ma non è mica una banana! <br />'''Giacomo''': {{NDR|Spazientito e sarcastico}} Complimenti! Sa che lei fa molto ridere? Lei è un tipo "ilare"!! E la sua ironia sa dove se la deve ficcare, no? Nel frattempo mi dia le chiavi, perché ci sono gli estremi per il sequestro della moto, dai! Fare andare le manine dai!
*'''Giacomo''': {{NDR|Guarda inorridito le chiavi della moto di Giovanni}} Non mi dica che queste...<br/>'''Giovanni''': Sì, son le palle del gatto... le ho fatte mummificare perché c'ero affezionato... Deve vedere il gatto, se le lecca ancora! Fa... {{NDR|Imita il gatto}} poi si accorge che non ci sono e fa una faccia tutta... sto pensando di riattaccargliele per dargli fiducia! {{NDR|Nel frattempo ha preso le chiavi del motorino di Giovanni}} <br />'''Giacomo''': Sto pensando invece che lei avrà bisogno di un ottimo avvocato, per tirarla fuori dai guai dove si è cacciato. <br />'''Giovanni''': Ma non ho fatto niente! <br />'''Giacomo''': No, perché lei non rispetta, le regole, e in più pretende... {{NDR|Aldo mette in moto e scappa}} <br />'''Giovanni''': Ecco, ha visto! {{NDR|Si alza dalla sedia a rotelle e prova inutilmente ad inseguirlo}} <br />'''Giacomo''': Ehi!! Ehi!! Ruanda, il casco!! Il casco!! Non si porta in giro così ti devo dar la multa ehi!! Ma! <br />'''Giovanni''': {{NDR|Ritorna alla sedia a rotelle}} Ma che multa! Mi ha fregato la moto!! {{NDR|Mette in moto la sedie a rotelle come fosse un motoscafo}} Andiamo, andiamo!! Di là. {{NDR|Parte l'inseguimento}}
==Sesta scena (bungee jumping)==
*'''Aldo''': Ah, senti che aria pulita! Respira a pieni polmoni.<br/>'''Giovanni''': Che vista che c'è, eh! Siamo in alto.<br/>'''Aldo''': Altissimo, altroché.<br/>'''Giovanni''': Senti, ma... quello là è il Duomo di Milano?<br/>'''Aldo''': Pensa che l'aria è così pulita che quello è il Duomo di Pavia.<br/>'''Giovanni''': Ma dai! Quindi quella là dietro non è la montagnetta di San Siro?<br/>'''Aldo''': No, è l'Etna! <br/> '''Giovanni''': L'Etna! Che tersitudine che c'è oggi!
*'''Giovanni''': Trenta piani quanto sono in misura?<br/>'''Aldo''': Eh... trenta piani sono cento ''foot''.<br/>'''Giovanni''': Cento ''foot''? E cento ''foot'' quanto sono più o meno?<br/>'''Aldo''': Cento ''foot'' sono più o meno venti ''yard''.<br/>'''Giovanni''': Venti ''yard''. E in metri non si può misurare? <br/>'''Aldo''': Se facevamo la staffetta 4x4, misuravamo in metri, siccome stiamo facendo jumping si misura in ''foot'', massimo in ''yard''!
*'''Giacomo''': {{NDR|Col fiatone}} Ho fatto trenta piani a piedi... <br />'''Giovanni''': È dura, eh? <br />'''Giacomo''': È dura... porca troia se è dura! Ma perché non mettete l'ascensore? <br />'''Giovanni''': Eh, non sono l'amministratore di condominio! <br />'''Giacomo''': Ah, non sei tu l'amministratore...? Federico! {{NDR|È l'unico nome con cui riconosce Giovanni}} <br />'''Giovanni''': Giovanni! Devi stare a casa! <br />'''Giacomo''': Ho capito, ma a casa mi annoiavo... <br />'''Giovanni''': Ma c'era tutto quello che ti serviva! <br />'''Giacomo''': C'era tutto, ho finito il vino e son venuto via... <br />'''Giovanni''': Ma se ti ho lasciato tre bottiglioni! <br />'''Giacomo''': Tre bottiglioni in una giornata van via, eh! Eh, la noia è dura da combattere... Federico! <br />'''Giovanni''': Giovanni! {{NDR|Ad Aldo, che si è scandalizzato della presenza di Peppino}} Figa... schiuma come un lupo! Questo qua è il nonno che mi han dato in affido. <br />'''Aldo''': Nonno in affido? <br /> '''Giovanni''': Eh sì, ho firmato a un banchetto, pensavo per le primarie, invece era per avere il nonno in affido. <br /> '''Aldo''': Ma dà fastidio? Ci si può fidare o...? <br /> '''Giovanni''': No... no... è bravo... mangia, beve come un lupo, scoreggia come una locomotiva... e... e poi cosa c'ha, c'ha una punta d'[[Malattia di Alzheimer|Alzheimer]] e un'altra malattia che non mi ricordo, boh... {{NDR|Vede Peppino che si sporge dal palazzo}} Nonno, attenzione, è pericoloso! Non c'é il parapetto! Son trenta piani! <br/> '''Giacomo''': È bello profondo, eh! Porca troia, saran cento ''foot''!
*'''Aldo''': Peppino! Come la va la famiglia? {{NDR|Peppino comincia a piangere}} <br/>'''Giovanni''': Ma se è in affido non ce l'ha la famiglia, no?! Ma sei deficiente?!
*'''Aldo''': Peppino! Chissà quante ne hai da raccontare ai tuoi nipoti... {{NDR|Peppino piange}} <br/>'''Giovanni''': Ma allora sei deficiente! Se non ha la famiglia, non ha i nipoti! Cambia argomento! Un altro argomento, dai! <br/>'''Aldo''': {{NDR|Abbraccia Peppino}} Peppino! Non fare così ti prego! Scusami! Se vuoi... che squadra tieni?? {{NDR|Peppino piange disperatamente}} <br/>'''Giovanni''': Ma tiene all'Inter! <br/>'''Aldo''': E che ne so io!!!
*'''Giacomo''': Eran quattro Fenici di merda che se li incontro... BAM! <br/>'''Aldo''': {{NDR|Ironico}} Fenicità! No... dico... "Fenicità" cioè... è Napo-Napo-Napo-Napoletano... <br/>'''Giacomo''': Ma le spieghi anche le cagate che dici?!
*'''Aldo''': Ascoltami... quella è la capanna dello zio Tom. e qui, tra il Tigri e l'Eufrate devi stare attento che non entri nessuno. Se per caso entra qualcuno, chiedi la parola d'ordine... <br/> '''Giacomo''': Password. <br/> '''Aldo''': No, la decidiamo insieme, non è che devi decidere da solo. Per esempio "La parola d'ordine..." <br/> '''Giacomo''': Password! <br/> '''Aldo''': La parola d'ordine è... <br/> '''Giacomo''': Password! <br/> '''Aldo''': Ahh, "vaffanculo"! La decido io, e basta, e che è, la deve decidere lui?!
*'''Aldo''': {{NDR|Preoccupato perché gli sembra che Peppino gli abbia infilato il tappino del bastone nel sedere toccandolo}} Peppino... c'era il tappino prima nel bastone? <br/> '''Giacomo''': Certamente! <br/> '''Aldo''': Ho paura a chiederlo... e che fine ha fatto? <br/> '''Giacomo''': Inside your body! <br/> '''Aldo''': {{NDR|Guarda Giovanni}} Non so l'inglese, ma credo di aver capito... Se mi muovo con cautela non lo sento, ma se mi muovo shakerando lo sento...
*'''Giacomo''': {{NDR|Alla caduta di Aldo dal tetto del palazzo}} Uno di meno!
*'''Aldo''': {{NDR|Giovanni si prepara a saltare giù, e Aldo fa il conto alla rovescia}} Allora.. UNO... sgombra la mente... DUE... sgombra la mente... TRE... {{NDR|Si ferma all'improvviso}} EH OH! FERMATI!!! <br/> '''Giovanni''': Cosa c'è?! <br/> '''Aldo''': Santo Iddio! {{NDR|Lega la corda a cui era fissato Giovanni}} <br />'''Giovanni''': {{NDR|Guarda Giacomo, scandalizzato}} Ma non aveva messo la corda!? <br /> '''Giacomo''': È un Ugonotto! Non fidarti! <br /> '''Giovanni''': Ma che Ugonotto! {{NDR|Ad Aldo}} Ma non avevi messo la corda!? <br /> '''Aldo''': E vabbé... non è successo niente! Perché mi guardi con quegli occhi? <br /> '''Giovanni''': Eh... no, un miracolo è successo! <br /> '''Aldo''': Appunto, avevamo bisogno di un miracolo, l'abbiamo avuto! <br /> '''Giovanni''': Eh se ne abbiam bisogno due son spacciato! <br /> '''Aldo''': Uno ce ne serviva!! <br />'''Giovanni''': Speriamo... ma poi l'hai mai fatto? <br />'''Aldo''': L'ho visto fare migliaia di volte! <br />'''Giovanni''': {{NDR|A Giacomo, terrorizzato}} L'ha visto fare, non l'ha mai fatto!
*'''Aldo''': {{NDR|Peppino non torna su e Aldo tira la corda a sé}} È molle! <br /> '''Giovanni''': È molle? <br/> '''Aldo''': È leggero... <br/> '''Giovanni''': Adesso quando arriva il messo cosa gli do io, il bambolotto!? <br /> '''Aldo''': {{NDR|Urla dopo aver tirato su la corda e aver visto legata ad essa solo una gamba di Peppino}} AHH!! AHH!! AHH!! Ma che cosa abbiamo combinato?? <br /> '''Giovanni''': {{NDR|Guarda la gamba di Peppino e si ricorda}} Ecco qual era l'altra malattia che non mi ricordavo! [[Osteoporosi]]!
==Settima scena (Passaggio di mano)==
*'''Giacomo''' {{NDR|Sergente Galbiati}}: Ehi, giovane! Giovane... per modo di dire! Giovane della terza età! Ignazio La Trota! <br />'''Giovanni''' {{NDR|Ignazio La Trota}}: Sergente Galbiati... <br />'''Giacomo''': Non mi piacciono i drogatelli nel mio quartiere! <br />'''Giovanni''': Non sono un drogatello. <br />'''Giacomo''': Con quella faccia? <br />'''Giovanni''': È la mia faccia! <br />'''Giacomo''': Hai quella faccia senza drogarti? Preoccupati! Cosa stai combinando, fancazzista? <br />'''Giovanni''': Facevo due tiri a pallacanestro... {{NDR|Ha usato un cestino attaccato ad un cartello di divieto di transito a cui è rimasta appiccicata una pallina}} <br />'''Giacomo''': {{NDR|Se ne va ridacchiando}} Eh pallacanestro... cosa saresti, un [[playmaker]] nano? <br />'''Giovanni''': Ha parlato il figlio di Michael Jordan...
*È la prima regola. ('''Aldo''')
*Cocaina! Cocaina pura!! ('''Aldo''')
*'''Giovanni''': Allora ripeti, sei venuto da me per...? <br />'''Aldo''': Perché sei il migliore! <br />'''Giovanni''' {{NDR|Pavoneggiandosi}}: Sai come mi chiamano? <br />'''Aldo''': Lo so! Ignazio, lo sanno tutti! <br />'''Giovanni''': Macché Ignazio! Il "surname"! <br />'''Aldo''' {{NDR|Crede che "surname" sia il soprannome di Giovanni}}: Non lo sapevo, ma fa paura solo a sentirlo! <br />'''Giovanni''': Che cosa? Cos'è che fa paura? <br />'''Aldo''': E i bambini non ci dormono! <br />'''Giovanni''': Cosa? <br />'''Aldo''': {{NDR|Con tono cavernoso}} "Guarda che se non dormi chiamo "'''Ignazio, il Surname'''"!" <br />'''Giovanni''': "Surname" è "soprannome"! Mi chiamano Ignazio... {{NDR|Indicando una mano e il polso}} <br />'''Aldo''': Pellagra. <br />'''Giovanni''': Macché Pellagra! Ignazio... {{NDR|Indicando una gamba}} <br />'''Aldo''': Piede di porco. <br />'''Giovanni''': Ma no!! Ignazio... {{NDR|Indicando la faccia}} <br />'''Aldo''': Faccia di topo! <br />'''Giovanni''': No!! Mani di velluto!! <br />'''Aldo''': E dì "Mani di velluto"!!
*'''Aldo''': Ma come mai con tutti questi tessuti pregiati, c'hai la faccia da Canavazzo? <br />'''Giovanni''': {{NDR|Mostrando i palmi delle mani}} Vuoi toccare la pelle di daino? Eh? <br />'''Aldo''': Più tardi, forse...
*'''Giacomo''': {{NDR|Dopo che Aldo ha fatto due volte la ruota per nascondere la cocaina}} Non è che a voi due vi ha colpito l'aviaria e non ve ne siete accorti?? {{NDR|Ad Aldo}} Hai avuto di recente rapporti con cigni, cani e gatti? <br />'''Aldo''': Anatroccoli valgono? <br />'''Giovanni''': ...chiurli? <br />'''Giacomo''': Hai detto qualcosa? <br />'''Giovanni''': No. <br />'''Aldo''': Io non ho sentito niente... <br />'''Giacomo''': Andiamo a dormire o comincio... a farti la pulizia del tartaro?
*Vai a casa a rimboccare le coperte al chiurlo, tu! Vai! ('''Giacomo''')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film commedia]]
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Luciano Canfora
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Danyele
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[[File:Convegno AICC Luciano Canfora (cropped).jpeg|thumb|Luciano Canfora (2017)]]
'''Luciano Canfora''' (1942 – vivente), filologo classico, storico e saggista italiano.
==Citazioni di Luciano Canfora==
{{cronologico}}
*{{NDR|Sulla decisione di [[Boris Nikolaevič El'cin]] di spostare il corpo di [[Lenin]] dal suo mausoleo}} È come se [[Salvatore Riina|Totò Riina]] giungesse al potere in Italia e decidesse, magari d'intesa con Poggiolini, [[Francesco De Lorenzo|De Lorenzo]] e [[Salvatore Citaristi|Citaristi]], di sfrattare [[Antonio Gramsci|Gramsci]] dal cimitero degli inglesi o [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]] dallo Staglieno.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,6/articleid,0807_01_1993_0282_0006_11324214/ «Eltsin? È come Totò Riina»]'', ''La Stampa'', 16 ottobre 1993.</ref>
*A [[Ponzio Pilato|Pilato]] si attribuisce a torto la condanna di Gesù. Gli si dà un rango che non gli spetta: era prefetto e, di conseguenza, sulla sua testa c'era il governatore della Siria, la vera autorità politica che dialogava con i poteri locali.<ref group="fonte" name="Pilato">Citato in ''Corriere della sera'', 19 ottobre 2006.</ref>
*{{NDR|[[Ponzio Pilato]]}} Fu un perplesso che si trovò nella stessa situazione in cui si troverebbe oggi un occidentale – non necessariamente uno statunitense occupante – dinanzi allo scannamento reciproco di sciiti e sunniti. Mentre gli americani hanno scelto di favorire cinicamente gli uni contro gli altri, Pilato aveva da una parte gli ebrei ortodossi e dall'altra Gesù. E ha scelto che se la vedessero tra loro, donde la condanna.<ref group="fonte" name="Pilato"/>
*Noi abbiamo un'idea riduttiva dell'[[Odissea|epos di Omero]], come mero ricettacolo di racconti leggendari. Ma la storicità della vicenda, dall'assedio di Troia alla figura di Agamennone, la spedizione dei principi greci e i loro tormentatissimi ritorni, non sono discutibili. L'[[archeologia]] cerca qualcosa che forse c'è stato, pur tra colpi di fortuna ed equivoci. Non è come cercare la Sindone. E [[Omero]] non è un poeta. Lui ci offre un racconto storico scritto in esametri, perché quella era l'unica forma di comunicazione.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.corriere.it/cultura/10_agosto_24/reggia-ulisse_b1e84e76-af51-11df-bad8-00144f02aabe.shtml Trovata la reggia di Ulisse. Omero aveva ragione]'', ''corriere.it'', 24 agosto 2010.</ref>
*Con [[Gaio Giulio Cesare|Cesare]] Roma diventa tutta l'Italia, compresa la Cisalpina. Roma cioè, in quanto concetto giuridico e politico, si identifica – grazie all'estensione della cittadinanza – con l'intera Italia.<ref group="fonte">Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/settembre/28/Cesare_poi_con_quella_sigla_co_8_100928015.shtml Corriere della sera]'', 28 settembre 2010</ref>
*Nella guerra tremenda, cominciata nel 1939 e finita 1945, la Russia ha perso 20 milioni di uomini e la nostra libertà comincia da [[Battaglia di Stalingrado|Stalingrado]].<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Agora'', Rai3, 25 aprile 2019. [https://www.raiplay.it/video/2019/04/Agora-8f95a8e8-eab9-4476-8a30-0ca733788f98.html Video] disponibile su ''raiplay.it''.</ref>
*La vicenda degli spostamenti delle masse coincide con la storia dell'uomo. È puerile volervi porre freno a mano armata.<ref group="fonte">Citato in Maria Vittoria Adami, ''[https://www.larena.it/home/cultura/livore-e-razzismo-si-combattono-dicendo-la-verit%C3%A0-1.7823447 «Livore e razzismo si combattono dicendo la verità»]'', ''L'Arena'', 8 dicembre 2019.</ref>
*{{NDR|Parlando della [[Caduta di Kabul (2021)|caduta di Kabul del 2021]]}} Le lancette del tempo non vanno riportate indietro di vent'anni. Ma di altri venti ancora. Quando gli [[Stati Uniti]] pur di eliminare un governo liberamente eletto dagli afghani ma che aveva la "colpa" di essere vicino all'[[Unione Sovietica]], decisero di finanziare, addestrare, armare i [[Mujaheddin|miliziani fondamentalisti]] di [[Osama bin Laden]]. Quarant'anni dopo, l'America fa i conti con la rivincita della Storia, molto più di un fallimento politico e militare.<ref>{{Cita web|url=https://www.ilriformista.it/gli-usa-finanziarono-la-jihad-e-oggi-vivono-la-nemesi-della-storia-intervista-allo-storico-luciano-canfora-243796/|titolo=“Gli Usa finanziarono la Jihad e oggi vivono la nemesi della storia”, intervista allo storico Luciano Canfora|sito=ilriformista.it|data=2021-08-28}}</ref>
*Spartaco, grandissimo personaggio della storia romana, 73 a.C., durò tre anni. L'Unione Sovietica ha durato settant'anni; la prossima volta durerà di più. Ma va detto ai cultori dell'eternità del capitale che nella storia nulla è eterno.<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Quante storie'', Rai 3, 2 febbraio 2022. Video disponibile su ''[https://www.raiplay.it/video/2022/01/Quante-storie-84201212-ed1b-4bdd-bef0-99ce5e885fb7.html raiplay.com]'', min. 23:57 – 24:23.</ref>
{{int|Da ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/novembre/08/Quando_Gladiatore_era_Insulto_co_8_101108079.shtml Quando Gladiatore era un Insulto]''|''Corriere della Sera'', 8 novembre 2010.}}
*In politica [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]] apostrofò così {{NDR|[[Gladiatore]]}} [[Lucio Sergio Catilina|Catilina]] in Senato e lo stesso fece vent'anni dopo con il triumviro [[Marco Antonio|Antonio]].<br />Un crollo della «Casa dei Gladiatori» sarebbe stato salutato da loro medesimi con uno scatto di entusiasmo. Essi erano infatti schiavi due volte: schiavi come condizione giuridica, e schiavi di quelle armi. Questo stato di cose ne faceva un gruppo a parte, nell'ambito della massa schiavile: una élite alla rovescia.
*[[Karl Marx|Marx]], nei primi mesi del 1861, forse irritato da quella che era parsa la capitolazione di [[Teano]], scrivendo in privato a [[Friedrich Engels|Engels]] commentava: «[[Spartaco]] fu un vero grande generale, non un [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]]!».
*[[Spartaco]], il gladiatore-generale, fu per [[Roma]] un incubo di lunga durata. [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]], che aveva una trentina d'anni al tempo della rivolta, quando fu console, dieci anni dopo, e schiacciò con la forza i congiurati intorno a [[Lucio Sergio Catilina|Catilina]], chiamò Catilina, in Senato, «codesto gladiatore» (e Catilina era un senatore appartenente a una antica e nobile famiglia).
{{Int|Da ''[https://www.corriere.it/cultura/18_aprile_24/morto-armando-petrucci-07393ed6-47b0-11e8-80f7-0314029e9b8f.shtml Morto Armando Petrucci. La scrittura come civiltà]''|''corriere.it'', 24 aprile 2018.}}
*Era [[Armando Petrucci]], scomparso il 24 aprile a Pisa all’età di 86 anni, non soltanto uno dei maggiori storici della civiltà scrittoria, ma anche una coscienza civile di rara coerenza. Virtù in estinzione. Riconosciuto come uno dei maggiori medievalisti e paleografi nel panorama mondiale, prendeva in tal modo le distanze da un ambiente, quello statunitense, che suole considerarsi largitore insindacabile di riconoscimenti di per sé gratificanti e perciò compratore a buon mercato di coscienze ambiziose.
*Petrucci, che è stato per eccellenza «uomo del libro», aveva incominciato ventitreenne, nel 1955, come archivista di Stato, poi bibliotecario-conservatore dei manoscritti alla Corsiniana, quindi docente a Roma con breve parentesi a Salerno e dal 1991 alla Scuola Normale pisana.
*Nel celebre saggio ''Paleografia quale scienza dello spirito'' [[Giorgio Pasquali]] impresse una svolta epocale ad una disciplina, la paleografia, soffocata dal tecnicismo. [...] Petrucci, uomo non incompiuto o a sviluppo parziale come tanti accademici pur capaci, uomo in cui studio (e di quale livello) e intelligenza storica (e perciò politica) si fondevano e alimentavano a vicenda, andò molto più avanti. Per lui, storia del libro, storia della scrittura e della diffusione contrastata e problematica di quello strumento che continua a rivoluzionare il mondo, divennero storia sociale in senso completo: storia dell’analfabetismo e lotta per le biblioteche da ultimo inselvatichite da nuove tecnologie escludenti e banalizzanti (fu strenuo difensore dei cataloghi a scheda, beni culturali essi stessi).
{{Int|Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2019/03/24/news/luciano_canfora_in_italia_il_fascismo_non_muore_mai_-222416267/ Luciano Canfora: "In Italia il fascismo non muore mai"]''|Intervista di Simonetta Fiori, ''Repubblica.it'', 25 marzo 2019, p. 22.}}
* La discussione sul [[fascismo]] mai morto non è cominciata avantieri, ma dura da quando [[Benito Mussolini|Mussolini]] è stato appeso a Piazzale Loreto. Nel suo ''Golia'', tradotto in Italia nel 1946, [[Giuseppe Antonio Borgese]] volle dare un messaggio chiaro: il fascismo è caduto, ma dipenderà da noi la sua definitiva scomparsa.
* L'elemento comune ai diversi movimenti e alle diverse personalità è il sentimento razzistico del rifiuto del diverso. Un principio efficacemente espresso da [[Benito Mussolini|Mussolini]] a Bologna nel 1921, prima della Marcia su Roma: dobbiamo difendere la stirpe ariana e mediterranea. È questo il fondamento del [[fascismo]], il tratto essenziale del suo Dna.
* La paura del diverso viene alimentata da [[Matteo Salvini|Salvini]] con un argomento che sul popolo impoverito ha grande presa: il migrante ti porta via il lavoro. Se sei disoccupato, la colpa è di quelli là. Ecco, ci siamo: è questo il fascismo nascente. Oggi non c’è più bisogno di fez, di manganelli e di olio di ricino per instaurare forme fascistiche.
* La [[Democrazia Cristiana]] era un partito complesso: le sue classi dirigenti erano antifasciste, ma la base includeva gran parte del Paese che era stato fascista. Tutta la condotta della Dc è stato un navigare a vista.
{{Int|Da ''[https://ilmanifesto.it/canfora-serve-una-vera-socialdemocrazia-solo-cosi-la-sinistra-tornera-rivoluzionaria/ Canfora: «Serve una vera socialdemocrazia, solo così la sinistra tornerà rivoluzionaria»]''|Intervista di Daniela Preziosi, ''ilmanifesto.it'', 2 agosto 2019.}}
*{{NDR|Sul Governo Conte I}} Non stanno governando per nulla. Un fallimento.
*La politica sociale di [[Luigi Di Maio|Di Maio]] è stato un bluff, conati rovinosi.
*[...] quel termine [[socialdemocrazia]], che invece io uso con tanto rispetto [...] da noi {{NDR|in Italia}} è legato a [[Giuseppe Saragat|Saragat]], al tradimento, a Palazzo Barberini<ref>In riferimento alla cosiddetta «[[scissione di Palazzo Barberini]]», cioè quando nel gennaio 1947, in occasione del XXV Congresso del [[Partito Socialista Italiano]] (PSI) – all'epoca denominato Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP) – presso Palazzo Barberini a Roma, la componente riformista e socialdemocratica guidata da Giuseppe Saragat decise di abbandonare il PSIUP e di fondare un nuovo partito, il Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (PSLI), poi diventato [[Partito Socialista Democratico Italiano]] (PSDI). {{Cfr}} ''[https://www.treccani.it/enciclopedia/partito-socialista-democratico-italiano_(Dizionario-di-Storia) Partito socialista democratico italiano]'' e ''[https://www.treccani.it/enciclopedia/partito-socialista-italiano_(Dizionario-di-Storia)/ Partito socialista italiano § Il PSI nell’Italia repubblicana.]'', in ''Dizionario di Storia'', Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2011.</ref>. Ricordo sempre che il partito di cui [[Lenin]] fu il capo si chiamava partito socialdemocratico russo. E quello di cui [[Friedrich Engels|Engels]] fu padre nobile era la socialdemocrazia tedesca. È inutile avere paura delle parole per colpa di Saragat, [[Mario Tanassi|Tanassi]] e [[Antonio Cariglia|Cariglia]].
*Sono sempre stato un [[Internazionalismo|internazionalista]]. E non è che se uno non è [[Europeismo|europeista]] è un [[Sovranismo|sovranista]].
{{Int|Da ''[https://www.huffingtonpost.it/entry/luciano-canfora-lultima-metamorfosi-del-pd-portaborse-di-draghi_it_604a371ac5b636ed3378c8a9 Luciano Canfora: "L'ultima metamorfosi del Pd: portaborse di Draghi"]''|Intervista di Alessandro De Angelis, ''HuffPost Italia'', 11 marzo 2021.}}
*Il Pd {{NDR|[[Partito Democratico]]}} è diventato un oggetto subalterno a qualunque interlocutore lo porti al governo. […] Non è più un partito di sinistra. Ha sostituito al bagaglio intellettuale e pratico suo caratteristico, una parola priva di senso che diventa un Santo Graal discriminante: l'[[europeismo]]. Mi chiedo cosa significhi. Siamo tutti europeisti, ma stai con i lavoratori o con i detentori del capitale? Con gli sfruttati o con chi trae profitto dal lavoro dipendente? Un continente non è un'idea politica, magari lo era nella testa di [[Altiero Spinelli]] che diceva «l'Europa, se ci sarà, dovrà essere [[socialismo|socialista]]». Citano Spinelli ma non hanno letto il [[Manifesto di Ventotene]].
*[[Sovranismo]] è una parola inventata e priva di contenuto. Dire che la [[sovranità]] nazionale è un disvalore è una stupidaggine. Se una cosa è giusta, anche se la dice un uomo di [[destra]], non cessa di essere giusta. Ad esempio, la difesa della sovranità nazionale di fronte al [[Capitale (economia)|capitale finanziario]] non è sbagliata.
* Credo che il Pd non abbia sezioni, una struttura territoriale degna di questo nome. Ed è la ragione per cui è passata l’idea demenziale che il segretario del partito lo eleggono i passanti attraverso il rituale comico delle primarie. Uno passa e vota…
* Il Pd è il portaborse di [[Mario Draghi|Draghi]]. […] Ripeto: portaborse.
* {{NDR|Sul Governo Conte II}} Non penso che fosse un governo di [[sinistra]]. A me è parso il meno peggio.
*La vera subalternità è quella di tutta la stampa italiana di fronte all’attuale premier {{NDR|[[Mario Draghi]]}}. Mi viene in mente un articolo della Stampa di Torino del 2 dicembre 34: “Il Duce pratica ogni giorno a Villa Torlonia uno sport: il lunedì marcia ad andatura rapida e cadenzata, il martedì nuota…. E così via”..
*Qualche mese fa forse avrei detto: forse {{NDR|il Partito Democratico}} è ancora riformabile. Ora lo penso molto meno.
{{Int|Da ''[https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/arte_e_cultura/21_aprile_20/quel-giacobino-draghi-luciano-canfora-rivoluzione-francese-confusione-presente-047fa31c-a1fb-11eb-bd1a-f0ee6f25d7cf.shtml «Quel giacobino di Draghi» Luciano Canfora, la rivoluzione francese e la confusione presente]''|Intervista di Michele Cozzi, ''corrieredelmezzogiorno.corriere.it'', 20 aprile 2021.}}
*[[Autocrazia|Autocrate]] è il potere assoluto. È [[Diocleziano]], è lo [[Zar|zar di Russia]]. È colui che non deve dare conto a nessuno. Il [[Totalitarismo|totalitario]], invece, è un aggettivo inventato da [[Benito Mussolini|Mussolini]] e poi usato da una serie di ignoranti che pensano che con la parola totalitario si possono descrivere tutti i regimi a partito unico.
*[...] occorre ricordare che già [[Benedetto Croce|Croce]] diceva che è una bestemmia mettere insieme [[liberalismo]] e [[democrazia]]. Un bell'esempio di [[democrazia liberale]] sono gli [[Stati Uniti d'America]] dove si ammazza un nero ogni settimana, e i poliziotti che lo fanno la fanno franca o pagano la multa di un dollaro.
*[[Karl Popper|Popper]] non se lo fila più nessuno. Ha fatto il tempo suo, ha detto sciocchezze che hanno abbagliato un po’ di persone, ma poi è finito. Esistono i testi, se uno legge [[Platone]], c’è l’esatto contrario. Quando uno è ignorante è ignorante.<ref>Rispondendo alla domanda dell'intervistatore: «Karl Popper, nel suo saggio principale “La società aperta e i suoi nemici” pone Platone, [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]] e [[Karl Marx|Marx]] nel filone culturale del [[totalitarismo]] e delle società chiuse. Cosa pensa di questa interpretazione?».</ref>
*Sarò contento quando incontrerò una persona istruita che mi spiegherà il [[populismo]].
*[...] la parola [[sovranismo]] non significa nulla, dal momento che la [[sovranità]] non è un crimine. Tant'è vero che la Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo {{NDR|riferendosi all'incipit della [[Costituzione della Repubblica Italiana]]}}.
*Il più forte giacobino, detto con molta serietà, è [[Mario Draghi|Draghi]]. Che se ne infischia e fa quello che gli pare.
{{Int|Da ''[https://www.ilriformista.it/nel-paese-di-gramsci-non-ce-piu-la-sinistra-che-tragedia-intervista-a-luciano-canfora-214259/ "Nel Paese di Gramsci non c’è più la sinistra, che tragedia"]''|Intervista di Umberto De Giovannangeli, ''ilriformista.it'', 28 aprile 2021.}}
*Il [[Partito Democratico|Pd]]? La sinistra non abita più lì. È un partito di centro che con la socialdemocrazia non ha nulla a che vedere.
*{{NDR|Sulla definizione di [[totalitarismo]]}} Una parola che voleva abbracciare talmente tante esperienze da risultare vacua. Mettici dentro Garibaldi dittatore a Napoli, Saint Just a Parigi, Cromwell, Mussolini, Stalin... alla fine ci manca soltanto Confucio. Totalitarismo è un concetto inutile.
*[...] io preferisco alla parola molto generica riforma, [[riformismo]], la parola [[socialdemocrazia]]. Sia perché è il partito di Marx, di Engels, di Kautsky, di Lenin stesso prima di chiamarsi bolscevico. La grande corrente nella quale il movimento operaio è nato e si è sviluppato è la socialdemocrazia.
*[...] la sinistra, nel senso di socialdemocrazia nelle sue varie declinazioni, esiste in Germania, ancora un po’, anche se alquanto ammaccata in Francia. In Italia non c’è più. Il Paese che ha dato Gramsci, cioè uno dei cervelli maggiori del pensiero comunista mondiale, non ha più la sinistra.
{{Int|Da ''"Pensiero critico: nessuno è più intollerante dei liberali"''|Intervista di Silvia Truzzi, ''Il Fatto Quotidiano'', anno 14, n. 61, 3 marzo 2022, p. 9.}}
*[...] quella in corso {{NDR|l'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|invasione russa dell'Ucraina]]}} è una guerra tra potenze. Le guerre tra potenze sono ideologiche. Le persone dotate di pensiero critico hanno il diritto di farsi delle domande. E chiedersi se una potenza ha provocato l'altra. [...] dire questo non significa schierarsi, significa fare un'analisi. Solo gli stupidi dicono che gli ex comunisti, o i tuttora comunisti, sono automaticamente filorussi o antiamericani. È un pensiero da gallina, se le galline non si offendono dato che oggi si offendono tutti. Quello che rivendico è la possibilità di osservare e analizzare lucidamente i fatti per come si sono succeduti. Da quando è caduta l'Urss il metodo dell'Occidente è stato demolire tutto il blocco ex sovietico, pezzo per pezzo, facendo [[Allargamento dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|avanzare minacciosamente il confine della Nato]] fin sotto Pietroburgo. Questo è accaduto perché la Russia è l'unica altra potenza che ha un deterrente atomico pari a quello americano. Aggiungo che in Siberia c'è uno dei giacimenti di terre rare – cioè minerali preziosi e, appunti, rari – più importanti del mondo e quindi ovviamente fa gola.
*Nessuno è più intollerante dei cosiddetti [[liberali]]. A questo proposito mi torna in mente una felice battuta di Gabriel García Márquez che una volta parlò di "fondamentalismo democratico". Sembra un ossimoro, eppure è ciò con cui confrontiamo ogni giorno.
*Della [[prima guerra mondiale|guerra del 1914]] ebbero responsabilità tutti, ma nei Paesi che poi furono vincitori si accusarono gli imperi centrali: perché persero. Fu anche quella una guerra in cui tutti ebbero colpa, a partire dall'Inghilterra che la volle fortissimamente (come recita il titolo di un celebre libro) e infatti la ebbe.
*Nel momento in cui si entra in guerra, arriva sempre (sempre!) il momento in cui si denuncia solo il "nemico interno". Ricordiamo il "taci, il nemico ti ascolta"<ref>Slogan coniato da [[Leo Longanesi]] contestualmente alla seconda guerra mondiale.</ref>, collocato persino nei bar: i fascisti non inventarono nulla.
*[...] a proposito di ossimori, l'intolleranza, quando è supportata dal pensiero liberale, è ancora più intollerante.
==''1914''==
*Queste parole<ref>Di [[Guglielmo II di Germania]], che escludeva la possibilità di una guerra alla Serbia dopo la sua risposta all'ultimatum austriaco.</ref> sono indubbiamente pesanti, per lo storico come per il politico, perché rivelano come non ci sia mai, anche all'ultimo minuto prima di sparare, una situazione di inevitabilità. E tuttavia sono anche rattristanti perché ci dimostrano come qualche forza più forte dei vertici stessi del potere conduca per mano verso la catastrofe, verso esiti che sono probabilmente voluti così fortemente da forze capaci di imporre la propria volontà, da travalicare persino quei limiti che l'autorità massima dovrebbe segnare. (p. 82)
*Per essere sintetici, si può dire che i regimi che crollano sono quelli dei quali si può fare meglio la [[storia]], perché, essendo crollati, non possono difendere, tutelare nessun segreto; mentre i regimi che sopravvivono, che durano, possono meglio dosare la verità. (p. 85)
*La [[propaganda]], della quale si può dire tutto il male possibile ma che è indispensabile per influenzare l'opinione pubblica e dare della propria parte la voluta immagine, ricorre ''necessariamente'' a dei falsi. (p. 122)
*I [[socialismo|socialisti]] europei ebbero nel luglio-agosto del '14 il loro grande momento, il momento in cui avrebbero potuto fare la scelta giusta e decisiva, e invece fecero la scelta sbagliata. E la cosa tragica, l'elemento tragico, è che tutti pagarono questo sbaglio, non soltanto i militanti, ma tutti i cittadini delle varie nazioni in guerra: perché quella scelta agevolò enormemente lo scoppio del conflitto, il consolidarsi del [[Prima guerra mondiale|conflitto]]. (p. 144)
==''Esportare la libertà''==
===[[Incipit]]===
Per entrare in argomento: libertà per Pio IX<br>
Nel giugno del 1849 la II Repubblica francese intervenne militarmente contro una Repubblica «sorella», la Repubblica romana di Mazzini, per riportare sul trono Pio IX. Fu il trionfo della Real-politik. Anche allora, s'intende, fu adoperata la parola «libertà»: la libertà del Papato, conculcata, come scrisse Pio IX nel ''Motu proprio'' con cui annunciava, il 1º gennaio 1849, la sua fuga da Roma, dalle trame dei «nemici di ogni ordine», di ogni legge, d'ogni diritto, d'ogni «vera libertà», cioè Mazzini, Garibaldi ed i loro seguaci.
===Citazioni===
*Le [[rivoluzione|rivoluzioni]] saranno anche le «locomotive della storia», ma immancabilmente, e magari impercettibilmente, giunge il momento in cui quelle «locomotive» si scoprono terribilmente indietro rispetto ad una storia che continua a procedere, e che intanto ha macinato, sotto la sua mole, uomini, vite, idee. (cap. II, p. 31)
*Quello che ai protagonisti non fu chiaro, per lo meno non a tutti, fu che procedure di esportazione ''manu militari'' di un modello politico-sociale (considerato irrinunciabile e perciò meritevole persino di un disastroso crollo d'immagine) ''non si possono ripetere più volte''. O si determina la scelta di strade nuove, cioè un mutamento più lungo e diluito nel tempo ma pur sempre un mutamento, o, altrimenti, la replica del meccanismo «repressione/ripristino puro e semplice dell'ordine» diventa la premessa per la fine. Com'è infatti accaduto, un decennio più tardi, con l'abbattimento di Dubček. (cap. III, p. 45)
*Il mondo islamico dispone di un fattore di mobilitazione ridivenuto irresistibile: il fanatismo religioso; o meglio il collante religioso come alimento della contrapposizione e resistenza contro l'Occidente. <br>Se oggi esso è, al di là degli eccessi retorici con cui se ne parla, il principale «pericolo» per la ''pax americana'', ciò dipende, in ultima analisi, dalla scelta – perseguita per mezzo secolo – di ''far fallire comunque la diffusione del «modello sovietico» nel mondo arabo-islamico'', di impedire la sua espansione oltre i confini dell'ormai laicizzata «Asia sovietica». (cap. V, 7, p. 77)
==''La natura del potere''==
===[[Incipit]]===
L'idea che "il potere" stia, da qualche parte, remoto, invisibile, inattingibile ma influentissimo, e quella, opposta, secondo cui esso è, invece, incarnato dai quotidianamente visibili e imperversanti "potenti" (che ogni giorno ci ricordano, o forse ci rinfacciano, di averli eletti) hanno, ancorché contrastanti, entrambe larga diffusione. E curiosamente vengono fatte proprie, non di rado, dalle medesime persone, magari in momenti diversi ma neanche tanto distanti. Curiosa ma indicativa oscillazione tra diagnosi opposte, eppur credute entrambe vere.
===Citazioni===
* Il problema vero è che il ''[[tiranno]]'' è una invenzione, una creazione politico-letteraria. (p. 52)
* È una necessità fondamentale, per {{NDR|i sistemi democratici}}, la esteriorità o "macchina della [[politica]]": perché la forza risiede altrove ma deve restare il più possibile retroscenica; e ciò riesce meglio soprattutto se la "macchina" che è sulla scena mobilita al massimo l'attenzione e le passioni. (p. 61)
* […] il più forte dei retroscenici [[poteri forti]] si è rivelato quello – visibilissimo – che plasma la ''forma mentis'' (e la parola stessa) dei cittadini. Un potere che, nonostante si serva di strumenti concreti e tangibili e per il possesso dei quali talvolta si versa sangue, è nel suo esplicarsi impalpabile; penetra dovunque come il gas, e crea (questo sì!) "l'uomo nuovo": cioè il suddito-[[consumatore]]-arrampicatore frustrato, invano proteso a desiderare e a mirare modelli di vita inarrivabili, che finiscono col costituire la totalità delle sue aspirazioni. È lì la forma "sublime", e quasi inaffondabile, di ''potere''; ma anche – conviene non dimenticarlo – la limitazione massima della parola nell'età che a tutti promette il massimo di libertà di parola. (p. 62 sg.)
* Ormai la parola pubblica è morta, sostituita da un potentissimo [[Televisione|elettrodomestico]]. Chi lo possiede – per dirla con De Gasperi – «vince le elezioni». (p. 73)
* La [[pubblicità]] è […] la più politica e la più ideologica e in assoluto la più efficace mediatrice di "valori". (p. 78)
* Nota [[Eric Hobsbawm|Hobsbawm]] – e questo gli sembra l'argomento principale –, «l'unica cosa assolutamente certa» è che anche l'impero americano «sarà transitorio come tutti gli altri imperi».<ref>[[Eric Hobsbawm|E.J.Hobsbawm]], ''Imperialismi'', Rizzoli, Milano, 2007, pp.60 e 62. ISBN 9788817015998</ref> A sostegno di questa profezia, lo storico inglese adduce l'argomento già adoperato da [[Giovanni Paolo II]] nel giorno stesso in cui scattava l'attacco all'Iraq (aprile 2003), ma censurato da tutta la stampa e dai notiziari di maggiore ascolto, in Italia e all'estero: che cioè «tutti gli imperi precedenti sono caduti». La censura [è] inflitta a un pontefice un tempo prediletto in Occidente, e a giudicare dal libro di [[Carl Bernstein]] (''Sua Santità''), interlocutore diretto della Cia al tempo di Solidarność.<ref>[[Carl Bernstein|Bernstein]], [[Marco Politi|Politi]], ''Sua Santità'', Rizzoli, Milano, 1996, cit. pp. 266-303, specie 278-280. ISBN 9788817330251</ref> (p. 91 sg.)
* [G]iunto davanti al Colosseo – simbolo omicida dell'imperialismo dell'antica Roma – [[Giovanni Paolo II]] si fermò, e parlò col consueto vigore profetico potenziato dal suo esotico italiano, e disse additando l'orribile edificio: «Anche l'impero romano alla fine cadde!». Da poche ore le bombe "intelligenti" di Bush avevano incominciato a devastare Bagdad. L'allusione era inequivocabile. E l'imbarazzo fu tale che soltanto un notiziario radio alquanto antelucano diede conto di queste parole, laddove i giornali – grandi, meno grandi, piccoli – cancellarono la frase. (p. 92)
* Emblematica la nullità, sul piano militare, dell'11 settembre, e significativa al contrario la capacità dimostrata dagli Usa di sfruttare politicamente il panico derivatone. (p. 94)
===[[Explicit]]===
Quando si spegnerà il "fondamentalismo occidentalista" che oggi domina la parte più forte e aggressiva dell'Occidente si ricomincerà a comprendere che le differenti parti del pianeta potranno convivere solo se sarà loro consentito di vivere ''iuxta propria principia''.<ref>Presente anche nell'articolo di Luciano Canfora, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2007/marzo/22/ultimo_Impero_co_9_070322065.shtml L'ultimo Impero]'', ''Corriere della Sera'', 22 marzo 2007, p. 51</ref>
== ''La metamorfosi'' ==
=== [[Incipit]] ===
Perché la [[destra]] non decampa dai suoi caposaldi e li rivendica e, appena può, li mette in pratica, mentre la «[[sinistra]]» (esitante ormai persino a definirsi tale) non solo ha archiviato tutto il suo «bagaglio» ma è ridotta ad attestarsi – quale nuova «linea del Piave» – sul binomio [[liberismo]]-[[europeismo]]? Luciano Gallino dava una risposta semplice e convincente: perché le classi possidenti hanno vinto la battaglia (e forse la guerra) nella «lotta tra le classi».<br />L'attuale semi-sinistra sa bene che l'europeismo, brandito con retorica e fastidiosa insistenza, non è che la figurazione romantica di una realtà intrinsecamente e prosaicamente ''iperliberista''. Il suo fondamento, il cardine del Trattato costitutivo dell’UE, è ''il divieto degli aiuti di Stato alle aziende nazionali''. È cioè la negazione perentoria, e di fatto ricattatoria, di tutta una linea di condotta economica che vedeva nella «partecipazione statale» e nell'«economia mista» la via da seguire. (Via che si propone, anzi si impone, nelle ricorrenti crisi, divenute più devastanti nell’attuale età di predominio del capitale finanziario sul capitale "produttivo".)
=== Citazioni ===
*I [[partito politico|partiti politici]] non sono, né possono essere, formazioni "eterne": sono organismi viventi, e perciò in costante trasformazione, come del resto le chiese, che però procedono a ritmi di gran lunga più lenti. (cap. I, ¶2, p. 7)
*[...] quanto più un [[partito politico]] si richiama ad un pensiero filosofico o comunque ad un «sistema di pensiero», e dichiara di fondarsi su di esso e di ispirarsi ad esso, tanto più è esposto al deperimento, o, per meglio dire, al progressivo distaccarsi, nel suo agire concreto, dalle sue premesse ideali. Il che equivale ad una progressiva mutazione e trasformazione, e alla fine "trasfigurazione".<br />Perciò partiti totalmente (o quasi) svincolati da presupposti ideologici o filosofici possono vivere (apparentemente) uguali a se stessi in modo particolarmente longevo. [...] ciò si vede nei partiti del mondo anglosassone (Inghilterra e Stati Uniti d'America), la cui "eternità" è garantita dalla totale risoluzione del loro agire nell'empirìa. (cap. II, p. 10)
*Quando nell'Inghilterra assuefatta ad una quasi indolore alternanza tra liberali e conservatori si è fatta strada nel mondo subalterno (''working class'') la spinta a dar vita a formazioni aspiranti a contare politicamente ([[Partito Laburista (Regno Unito)|Labour Party]]), queste sono apparse come la proiezione delle organizzazioni sindacalistiche, non come autonome promotrici di programmi politici. Per tutto il secolo XX, del resto (e ancora oggi), il «Labour Party» è la proiezione politica delle «Trade Unions»: l'esatto contrario del rapporto, sul continente, tra sindacato e partito. (cap. II, p. 11)
* Perché, nel '44-45, [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] ripete in modo ossessivo – e collegando strettamente le due cose –: ''a'') che bisogna sradicare il [[fascismo]] dall’Italia, ''b'') che il [[Partito Comunista Italiano|Pci]] dev’essere «nuovo» e «nazionale»?<ref>Riferendosi in particolare al discorso pronunciato da Palmiro Togliatti il 24 settembre 1944 alla conferenza della Federazione romana del Pci.</ref> Non è retorica. Togliatti collega strettamente le due cose perché cerca di far capire al corpo dei militanti (convinti acriticamente e "sentimentalmente" che la [[Resistenza italiana|Resistenza]] potrebbe costituire l’antefatto del progetto di [[rivoluzione]] socialista sulla cui base il Partito era nato) ''che non è così''. (cap. IV, p. 17)
* È vuota e autoingannevole ideologia l'«europeismo» assunto come articolo di «fede» dall'attuale [[Partito Democratico|Pd]]: unica sua «fede», i cui contenuti concreti non vengono mai definiti se non con genericità («Erasmus» per i «giovani»). Un tale «europeismo» – la cui faccia vergognosa è il Trattato di Dublino – vorrebbe essere la nuova forma dell'[[internazionalismo]], quasi un intellettualistico ritorno 'alle origini'... Ma nella realtà effettuale è piuttosto l'internazionalismo dei benestanti. Il suo epicentro è finanziario, con effetti, se del caso, vessatori. (cap. VIII, p. 47)
=== [[Explicit]] ===
Oggi non è più tempo di recriminazioni o di puntualizzazioni storiografiche. La domanda è solo una: potrà la odierna [[socialdemocrazia]] (fenomeno in prevalenza europeo), scoordinata com’è e frastornata, reggere alla prova della vittoria planetaria del [[Capitale (economia)|capitale]] finanziario?
==Citazioni su Luciano Canfora==
*Abbandonati i suoi eccellenti studi storici si è lanciato nel sostegno di Putin e nella cinica inumana sottovalutazione degli eroismi del popolo ucraino. ([[Domenico Cacopardo]])
*Ai miei tempi, quand'ero giovane, gli anziani dicevano che a 18 anni si era rivoluzionari, a 50 benpensanti e a 70 conservatori. [...] Il prof. Luciano Canfora invece alla sua bella età (inferiore alla mia) è tornato al comunismo puro e duro, quello che aveva il becco di ferro di sostenere che nell'Unione sovietica vigeva la libertà e che il capitalismo (con il corollario del liberalismo e del liberismo) era la sciagura del mondo. ([[Domenico Cacopardo]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Luciano Canfora, ''1914'', Sellerio editore, 2006. ISBN 9788838920493
*Luciano Canfora, ''Esportare la libertà. Il mito che ha fallito'', Mondadori, 2007. ISBN 978-88-04-56321-1
*Luciano Canfora, ''La natura del potere'', Laterza, Roma-Bari, 2009. ISBN 978-88-420-8910-0
*Luciano Canfora, ''La metamorfosi'', Laterza, Roma-Bari, 2021. ISBN 978-88-581-4307-0
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Canfora, Luciano}}
[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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Maurizio Crosetti
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Danyele
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'''Maurizio Crosetti''' (1962 – vivente), giornalista e scrittore italiano
==Citazioni di Maurizio Crosetti==
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20140210033839/http://www.ju29ro.com/interviste/4335-crosetti-risponde-al-team Crosetti risponde al Team]''|Intervista a ''ju29ro.com'', 13 settembre 2012.}}
*[...] io rispondo solo di quello che scrivo e mi basta e avanza: è il bello del [[giornalismo]]. Uno sport individuale, anche se sembra un gioco di squadra.
*[...] stuzzicare il fuocherello con la benzina garantisce l'incendio, ma non è questo il giornalismo in cui mi riconosco.
*[[Oliviero Beha]] è molto bravo, ma fa da sempre il bastian contrario: uno schema fisso.
*{{NDR|Parlando di Calciopoli}} Non ho mai seguito direttamente il processo, nel senso dell'inchiesta giudiziaria. Ho scritto qualche commento, certo. E ho sempre sostenuto, carta canta, che [[Serie A 2005-2006|quello scudetto]] non dovesse essere assegnato. Non restituito alla Juventus, ma non assegnato.
*Esiste un solo Crosetti, che [...] da ragazzino era più juventino di Andrea Agnelli. Poi, il mestiere cancella il tifo, altrimenti si resta giornalisti ultrà con la sciarpa, come dite giustamente voi. Purtroppo, il tifoso lettore pensa che il giornalista sia amico quando dice o scrive cose che anche lui pensa, e immediatamente nemico quando critica.
==Citazioni tratte da articoli==
===''Guerin Sportivo''===
*{{NDR|Su [[Michael Laudrup]]}} È nato in una notte di tempesta e chiede scusa se non somiglia a quei fulmini; mica è una colpa. Non si fa violenza e si accetta così, preferisce le inquietudini e le nevrosi di Woody Allen agli incanti molto mediterranei di Fellini. Non crede più alle favole, neppure a quelle di Andersen, danese dall'animo gentile: perché non è mica vero che il brutto anatroccolo poi diventa sempre un cigno.<ref name="Laudrup"/>
*Michael Laudrup non poteva che nascere a Copenaghen, la città di Kierkegaard, il filosofo della disperazione e del dubbio, personaggio che si sentiva sospeso tra il tutto e il nulla e interpretava la vita come alternativa drammatica tra opposte possibilità. Un «essere o non essere» molto amletico (toh, ancora la Danimarca) che il campione della Juve deve accettare, ma non sa risolvere. A 23 anni è già stato più volte promosso, bocciato, accusato, assolto in appello, rinviato a giudizio e di nuovo condannato.<ref name="Laudrup">Da ''In ginocchio da re'', ''Guerin Sportivo'' n. 6 (680), 10-16 febbraio 1988, pp. 20-24.</ref>
*Una squadra. Cioè l'idea che ha guidato l'[[Nazionale maschile di calcio dei Paesi Bassi|Olanda]] verso una storia difficile e avara, però bella come un mondo che cambia.<ref>Da ''Olanda, cicli e ricicli'', ''Guerin Sportivo'' n. 27 (1203), 2-9 luglio 1998, pp. 16-17.</ref>
===''la Repubblica''===
{{cronologico}}
*Nell'alfabeto miliardario del calcio esiste una singolare sequenza di lettere: la A di Agnelli è seguita dalla B di Berlusconi e dalla C di Cragnotti [...]. Fin qui tutto bene. Ma da qualche mese si passa direttamente alla G, quella di [[Luciano Gaucci|Gaucci Luciano]]. "Luciano uragano", come lo acclamano i tifosi del Perugia da lui avvolto di nuova e fresca ricchezza. Gaucci compra, investe, programma, promette. E spende, spende cifre da lussuosa serie A: contratti pluriennali [...], movimenti di mercato a nove zeri, nomi e cognomi illustri. [...] I suoi nemici, pare in numero crescente, continuano però a chiamarlo il "sor ramazza". E lui, re delle imprese di pulizia e dei cavalli da corsa, invece di offendersi la ramazza la usa. E spazza via gli avversari.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/06/24/meglio-pagare-caro-come-con-cavalli.html "Meglio pagare caro, come con i cavalli"]'', ''la Repubblica'', 24 giugno 1992.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1993-1994]]}} Uova marce sull'ambizione di grandezza, sulla presunzione di nobiltà. Insulti e schiaffi a quel che resta della Juventus, cioè un gruppo di calciatori sbandati, un allenatore in congedo, una società che non esiste. [...] una cinquantina di ultrà hanno offerto l'esatta misura della distanza che ormai separa la gente e la Juve, la gente arrabbiata dalla Juve finita e svuotata. [...] Il tutto mentre cresce il malessere pacifico e amaro di dieci milioni di tifosi stufi di chiacchiere e sconfitte, sprechi miliardari e pseudo rivoluzioni. [...] La Juventus di Boniperti non c'è più, quella di Bettega non c'è ancora: insieme, unite nella sconfitta come nell'incertezza, rimediano una figuraccia storica.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/03/20/violenza-all-allenamento.html Violenza all'allenamento]'', ''la Repubblica'', 20 marzo 1994.</ref>
*[...] una squadra di controbalzo. La [[Juventus Football Club|Juve]] addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/04/22/sono-arrivati-fino-meno-poi-magia-nedved.html Sono arrivati fino a meno 5 poi magia Nedved]'', ''la Repubblica'', 22 aprile 2002.</ref>
*Basta con questo vecchiume, basta con questi nomi ammuffiti e totalmente privi di appeal. Ha ragione [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]: per un futuro più glamour, occorre ribattezzare il mondo. Non solo la Fiat Stilo dovrebbe chiamarsi Young Ferrari o Ferrari Woman, ma tutta [[Torino]] avrebbe bisogno di un bel restyling che parta dal vocabolario.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/12/05/berlusconi-ha-ragione-quanti-nomi-da-cambiare.html Berlusconi ha ragione. Quanti nomi da cambiare]'', ''la Repubblica'', 5 dicembre 2002.</ref>
*Prendete Beckham, immaginate tutto il contrario (umano, tecnico, ambientale, morale) e avrete [[Gianfranco Zola]].<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/07/03/bentornato-piccolo-grande-10-il-richiamo-della.html Bentornato, piccolo grande 10. Il richiamo della mia terra]'', ''la Repubblica'', 3 luglio 2003.</ref>
*"[[Luciano Moggi|Moggi]] si rivolge a Cristo con umiltà, con desiderio di ricostruire: è un uomo che nella vita ha dato il suo contributo". E non solo agli arbitri. Finalmente anche la Chiesa, nella persona del vescovo [[Domenico Sigalini]], ha capito quello che in Italia ormai sapevano tutti: cioè che Lucianone è un perseguitato, un martire, uno che dava fastidio e per questo l'hanno incastrato. Altro che buon ladrone o figliol prodigo: la parabola vivente è lui, l'evangelico Moggi, appena tornato da Lourdes dove, al solito, non si è fatto notare. San Giovanni Rotondo, Lourdes, la Madonna del Divino Amore: sono posti miei. Al termine di una simile Champions League della fede, bisognerebbe farlo santo subito.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/09/04/santo-subito.html Santo subito]'', ''la Repubblica'', 4 settembre 2007, p. 51.</ref>
*{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica.<ref>Da ''[http://torino.repubblica.it/dettaglio/La-Juventus-È-un¿opera-d¿arte-Compleanno-con-Pinturicchio/1380529 La Juventus? È un'opera d'arte. Compleanno con Pinturicchio]'', ''torino.repubblica.it'', 23 ottobre 2007, p. 60.</ref>
*{{NDR|Sull'[[equipaggiamento calcistico]]}} La maglia è una bandiera, e l'hanno sporcata. La divisa della nostra squadra di calcio è una casa dove tornare, uno specchio dove vedere riflessa la passione di tanti anni, un ricordo d'infanzia, un segno di appartenenza tribale, è un colore dell'anima che non può sbiadire. Ma se arriva lo stilista e la pennella di fucsia o verde pisello, se insieme allo stilista c'è l'esperto di marketing che cancella simboli, tinte, riferimenti [...]. Li chiamavano "colori sociali": sono diventati una tavolozza confusa e griffata, un carnevale, un delirio creativo che spesso crea solo imbarazzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/2009/07/sport/calcio/maglie-pallone/maglie-pallone/maglie-pallone.html Se il calcio cambia colori. Le maglie nel pallone]'', ''repubblica.it'', 11 luglio 2009.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 2009-2010]]}} ...l'incompetenza, il senso di abbandono e di addio che ormai circonda i bianconeri. Perché la Juve, prima, poteva essere qualcosa da combattere e al limite da odiare, oppure da tifare e amare, ma sempre qualcosa. Adesso è diventata niente.<ref>Da ''la Repubblica'', 11 gennaio 2010; citato in ''[https://web.archive.org/web/20140818090342/http://www.ju29ro.com/terzo-anello/1663-maurizio-crosetti-qla-juve-e-nienteq Maurizio Crosetti: "La Juve è niente"]'', ''ju29ro.com'', 12 gennaio 2010.</ref>
*Ora, anche se non si capisce bene cosa c'entrassero con Calciopoli i pranzi e le cene a casa Mou, qui si fa pacatamente notare quanto segue: nella stagione sportiva 2003-2004, il Porto allenato da [[José Mourinho]] fu coinvolto nell' inchiesta "apito dourado" (fischietto dorato) per un tentato illecito sportivo e tentata corruzione. Risultato: 6 punti di penalizzazione e due anni di squalifica al presidente. Chi è senza peccato scagli il primo fischietto.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/26/calciopoli-in-portoghese.html Calciopoli in portoghese]'', ''la Repubblica'', 26 febbraio 2010, p. 65.</ref>
*Dalla [[Tifoseria dell'ACF Fiorentina|curva Fiesole]] s'alza quello che potremmo chiamare un coro di repertorio, perché appartiene a decenni di vergogna. Riesumato, come una carcassa putrescente [...]. È una canzone terribile: inneggia alla [[strage dell'Heysel]]. Fa il tifo per gli assassini. [...] Per chi l'avesse dimenticato, la sera del 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles, prima di Juventus-Liverpool, morirono 39 persone [...]. Decine di famiglie ancora piangono. Tifare per chi ha ucciso è come essere complici, significa uccidere ancora un po' la memoria, la pietà, il ricordo, e quel poco di umanità che resta.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/12/06/news/crosetti_heysel-9875776/ Quelli che esaltano l'Heysel e che nessuno vuole punire]'', ''repubblica.it'', 6 dicembre 2010.</ref>
*{{NDR|Su [[Calciopoli]]}} Non erano balordi di provincia, non erano un fruttivendolo, un dentista, un ex centravanti malato di scommesse. Erano l'amministratore delegato e il direttore generale della Juventus, e il vice presidente della Federcalcio. Erano il massimo del potere possibile. Erano un enorme nucleo di pressioni, complicità, clientele. Erano i piloti occulti di arbitri e arbitraggi. Erano un'associazione a delinquere [...]. Erano: e non saranno mai più. [...] Se non eri loro amico, diventavi un nemico. Se non accettavi favori e resistevi alle intimidazioni, eri fuori dal gioco. Perché volevano giocare solo loro, truccando le carte. [...] Eppure la Juve rivuole indietro uno degli scudetti di questa banda: serve del coraggio anche solo per chiederlo.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/06/16/ci-vuole-coraggio-chiedere-indietro-quello-scudetto.html Ci vuole coraggio a chiedere indietro quello scudetto]'', ''la Repubblica'', 16 giugno 2011.</ref>
*{{NDR|Sull'equipaggiamento calcistico}} Quando il mondo, del calcio e non, era più semplice [...] vigeva una regoletta elementare: la squadra di casa mantiene la prima divisa, e quella che gioca in trasferta la cambia se la prima ha tinte più o meno simili a quelle dell'avversario [...]. Ancora non esisteva la tirannia del marketing, né lo strapotere della grafica che tanti danni ha provocato non solo nello sport: trattasi di forma che si sovrappone al contenuto e lo confonde, lo indebolisce anziché potenziarlo. E quando non si ha nulla da dire, lo si disegna. Poi è arrivata la stagione dello sponsor tecnico che impone prima, seconda e terza casacca, e bisogna – per contratto – indossarle a rotazione, altrimenti non si vendono. E il tifoso, poveretto, è stato preso nella trappola delle nuove collezioni neanche fosse un cliente di Prada, ogni campionato nuovi campionari, disegni, sfumature, colorazioni, e chi non sta al passo è un poveraccio. Mica come quando si comprava una maglia della propria squadra, la si indossava per anni, e più era stinta e infeltrita più testimoniava fedeltà alla causa. Ora, invece, è tutto sintetico come i tessuti di queste casacche da carnevale [...]. Poi, forse, c'è anche un senso nascosto in tutto questo sport di terital: e cioè il calcio si è talmente impoverito di identità, che ripudiare i colori della propria storia è quasi un atto di involontaria coerenza. Insomma, bisognerebbe essere degni di certe tinte, bisognerebbe meritarle [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2011/10/26/news/magliette_crosetti-23888032/ La Juventus "pantera rosa", quando il marketing fa danni]'', ''repubblica.it'', 26 ottobre 2011.</ref>
*E poi c'era anche lui. Con quella tuta celeste che pareva un pigiama, a bersi tutta l'ombra che le leggende si lasciano dietro, una corrente che porta via ogni cosa. Perché il prezzo della gloria lo paga sempre la gente comune. La luce abbagliante di [[Dino Zoff]] gli cadde addosso come un sacco, e [[Massimo Piloni]] ci restò dentro per anni. Era il portiere di riserva, ma Zoff avrebbe giocato anche da moribondo, anche nel sonno, anche a briscola. Non gli serviva a niente, una riserva.<ref name="Piloni">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/27/piloni-eterna-riserva-io-per-lui.html Piloni, l'eterna riserva: "Io per lui non esistevo"]'', ''la Repubblica'', 27 febbraio 2012.</ref>
*{{NDR|Su Massimo Piloni}} Non più un giocatore di pallone ma una metafora, forse una vittima, più probabilmente un eroe della resistenza, della cieca fiducia, perché domani sia migliore. Non lo è quasi mai.<ref name="Piloni"/>
*Tutto il calcio possibile sta chiuso dentro [[El Clásico|Barcellona-Real Madrid]] [...]. E forse non solo il calcio. Perché queste meraviglie spagnole non sono soltanto due formidabili squadre, ma due autentiche visioni del mondo. La tradizione un po' algida del Real Madrid, da sempre espressione del potere centralista (era la squadra amata da Franco e vicina ai sovrani) contro gli indipendentisti catalani, puro talento e un po' di anarchia. Il Real dei colossi atletici, il Barcellona dei piccoletti geniali.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2012/04/20/news/e_tu_sei_barcellona_o_real_-33641338/ E tu sei Barcellona o Real? Proviamo a giocare anche noi]'', ''repubblica.it'', 20 aprile 2012.</ref>
*Aveva occhi un po tristi e un'aria da persona sola, chiusa. Come molti introversi, non gli apparteneva la preoccupazione di piacere a tutti. Però ogni suo gesto, dentro e fuori lo sport, è stato di orgogliosa sostanza. Campione inarrivabile, velocista "nero" d'Europa, figlio del profondo sud italiano vissuto sapendo che i luoghi comuni si possono combattere e vincere con la forza interiore, con una spinta anche morale. In questo, anche in questo, [[Pietro Mennea]] è stato un esempio.<ref name="Mennea">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/vari/2013/03/21/news/mennea_un_fenomeno_magnetico_e_cocciuto-55044204/ Mennea, un fenomeno magnetico e cocciuto]'', ''repubblica.it'', 21 marzo 2013.</ref>
*{{NDR|Su Pietro Mennea}} Sembrava in eterna lotta col mondo e in parte lo era. Ha rappresentato molto, non solo nello sport e nell'atletica. La possibilità di riscatto per chi non nasce al centro dell'universo e non ha predestinazione, ne santi in paradiso. Era magnetico, cocciuto, emanava una forza contagiosa e a volte imbarazzante, difficile da reggere e guardare negli occhi. Non sembrava neanche italiano, eppure era il meglio di tante cose che misteriosamente, magicamente il nostro paese ogni tanto sa proporre.<ref name="Mennea"/>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 2013-2014]]}} Dietro ogni numero c'è sempre una storia, un racconto da interpretare. Chi parla di freddezza delle cifre non le conosce e non le ama. E questo cubitale 102 bianconero ha il fascino misterioso di una creatura mai vista, è un meteorite precipitato sulla Terra: se ne parlerà per decenni, forse finché la gente avrà voglia di giocare a pallone, finché esisteranno campionati e squadre. È l'Everest: più in alto non si va. Qui siamo molto oltre la statistica e i record: 102 punti rappresentano infatti la sostanza di una squadra formidabile, irraggiungibile, la sua continuità e il suo codice genetico. Ma sono anche la dimensione di una voragine, la profondità dell'abisso: perché tra la Juventus e gli altri c'è il nulla, o quasi. [...] Non si vincono 33 partite su 38, e 19 su 19 in casa, se molti tra gli avversari non sono friabili o smarriti.<ref>Da ''Juve, un'impresa immensa sulle macerie del calcio'', ''la Repubblica'', 19 maggio 2014, p. 61.</ref>
*Questa è anche una storia araldica, in perfetta sintonia con il gusto tutto italiano per stemmi e scudi, probabile retaggio cavalleresco e medievale. Nessuno al mondo [...] possiede ad esempio lo [[Scudetto (sport)|scudetto]]: lo inventò nientemeno che Gabriele D'Annunzio nel 1924, perché fosse apposto sulla divisa della selezione del Comando Militare Italiano per una partita amichevole. Il triangolo tricolore piacque, e dalla stagione successiva sarebbe rimasto sul petto dei campioni d'Italia. Siccome la Juventus fu il primo club a vincerne dieci, nel 1958 venne premiata dal Coni con la stella al merito sportivo: l'allora presidente Umberto Agnelli [...] propose alla Lega di poter cucire quella stellina sulla maglia, e il Consiglio federale – con delibera 3 maggio 1958 – diede il permesso e avviò la consuetudine.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/01/20/la-stella-dargento.html La stella d'argento]'', ''la Repubblica'', 20 gennaio 2014.</ref>
*È stato un gran centravanti, [[Michele Padovano]]. Scaltro, brevilineo, cattivo. Cresciuto in una barriera operaia tenuta sempre dentro, nel profondo. I giocatori della Juve al campo d'allenamento potevano parcheggiare solo automobili Fiat? Ok, lui fermava la sua Bmw più distante e arrivava a piedi. Un tipo così.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/05/29/ho-alzato-la-coppa-ma-adesso-nessuno-mi-risponde-al-telefono40.html "Ho alzato la Coppa ma adesso nessuno mi risponde al telefono"]'', ''la Repubblica'', 29 maggio 2017.</ref>
*Agricola, 71 anni, rappresenta dunque il più clamoroso dei ritorni in bianconero e forse non il più opportuno. Perché ai giocatori [[Juventus Football Club|juventini]], giovani e sanissimi, venivano somministrati psicofarmaci? Perché il sangue di alcuni di loro era denso come marmellata? Sono alcune tra le molte domande che tre gradi di giudizio non hanno mai del tutto chiarito. Se poi la giustizia ha fatto i conti con i consueti tempi biblici, e se quell’ombra di prescrizione non si è mai davvero dissolta, era proprio il caso di insistere riproponendo il dottor Agricola? Una scelta ai limiti della provocazione o della sfida, non si capisce bene a chi. Oppure, semplicemente, la categoria dei medici sportivi negli ultimi dieci anni non ha prodotto nulla più di questa vecchia gloria. [...] Si ha un bel dire che esiste un accanimento mediatico contro quella lunga stagione bianconera, tra legittimi trionfi sportivi, processi per doping, scudetti cancellati, schede telefoniche e retrocessione in B, ma è la stessa Juventus a non incoraggiare un oblio che in parte le gioverebbe.<ref>Da ''Il ritorno inopportuno di Agricola'', ''la Repubblica'', 18 giugno 2017.</ref>
*[...] la Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione.<ref>Da ''repubblica.it''; citato in ''[https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/crosetti-repubblica-la-juve-sa-reagire-dalle-sue-morti-i-bianconeri-non-rubano-sono-feroci-mezza-italia-dovrebbe-imitarli-419599 Crosetti (Repubblica): "La Juve sa reagire dalle sue morti, i bianconeri non rubano, sono feroci. Mezza Italia dovrebbe imitarli"]'', ''tuttojuve.com'', 29 aprile 2018.</ref>
*Rimbalzano le parole dei comunicati e le frasi sulle condizioni ancora peggiorate, lui che “non potrà riprendere l’attività lavorativa”, i ringraziamenti, il commiato inevitabile ormai: tutti frammenti che dall’Italia precipitano fin quassù {{NDR|Ospedale Universitario di Zurigo}}, dove erano partite. Scorrono insieme alle immagini dell’ultima uscita pubblica di [[Sergio Marchionne]], il 26 giugno, lui un po’ gonfio che respira a fatica mentre consegna la nuova Jeep alla sua amata [[Arma dei Carabinieri]]. Un altro segno del destino. Così dice addio il figlio del maresciallo maggiore Concezio, in fondo siamo figli per sempre, e insieme dice ciao papà.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/07/21/news/marchionne_prima_dell_operazione_diceva_staro_via_poco_poi_le_speranze_sono_svanite-202386537/ Marchionne prima dell'operazione diceva: “Starò via poco?”, poi le speranze sono svanite]'', ''rep.repubblica.it'', 21 luglio 2018.</ref>
*La gioventù scavalca i muri, non si cura delle pietre lungo la strada e vola. Così un ragazzo toscano, [[Alberto Bettiol]], va a vincere quella che i malati di ciclismo conoscono come la più grande corsa al mondo, più della Roubaix, più del Lombardia e della Sanremo: il Giro delle Fiandre che nell’epoca dei patriarchi venne conquistato per tre volte di fila da [[Fiorenzo Magni]], diventato per questo “il leone delle Fiandre”. Ieri {{NDR|7 aprile 2019}}, sulla stessa via abbiamo finalmente trovato un leoncino.<ref>Da ''Alberto e Marta una doppietta nella corsa più grande'', ''la Repubblica'', 8 aprile 2019, p. 35.</ref>
*Il signor Sonaglia era un uomo grosso, ed era il proto. Il proto, lo dice il nome, è il primo, è il re della tipografia. Papà era linotipista. Si stimavano. [...] Un giorno, non saprei dire come, il signor Sonaglia riuscì a procurarsi tre biglietti per Juventus-Atletico Bilbao, [[Finale della Coppa UEFA 1976-1977|finale d'andata della Coppa Uefa 1977]]: uno per sé, uno per papà e uno per me. Erano i primi di maggio, il giorno 4. [...] Avevo quindici anni. [...] Il bello delle partite è aspettarle. Si andò [...] allo stadio [...] con il tram numero 10. Quei corpi stretti, quella gente che già cantava. Noi, tutti maschi e tutti insieme. Noi, tutti adulti, anche i ragazzini. Noi, in qualche modo, la Juve. I biglietti erano di un settore inaudito: i Distinti. Vale a dire la tribuna di fronte a quella centrale, luogo che forse nella realtà neppure esisteva, ma anche i Distinti segnavano una lontananza assoluta. Ben che andasse, a quei tempi, la partita si guardava in curva Filadelfia, naturalmente tutti in piedi. Chissà quanto avrà speso, papà, per portarmi lì. La partita non arrivava mai [...]. Ecco le squadre in campo. Gli altri, vestiti di blu. Io quella formazione la ricordo a memoria: Zoff Gentile Cuccureddu (pausa), Furino Morini Scirea (pausa), Causio Tardelli Boninsegna Benetti Bettega (fine). La Juve segna presto, nella porta di destra rispetto a noi che guardiamo. C'è un cross di Scirea, e Tardelli colpisce la palla di testa ma di più con la spalla, si torce in un modo strano e ne vien fuori una parabola bizzarra, imparabile. Uno a zero. Sarà anche il risultato finale. La Juve attacca ma non segna più, dunque in Spagna sarà dura. Come poi sarebbe andata, alla Juventus e a me, conta poco. La Juventus vincerà la Coppa Uefa con un gol di Bettega in tuffo di testa al San Mamés, i baschi segneranno due volte ma non abbastanza. [...] Juve-Atletico Bilbao fu un sogno, un regalo enorme. Papà mi dava la mano per non perdermi tra la folla. Dopo una quarantina d'anni, la pelle d'oca allo stadio quando stanno per entrare le squadre la sento ancora, e mi piace quando la gente grida. Poi mi volto a cercare papà.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/dossier/sport/la-partita-della-vita/2019/09/10/news/_indimenticabile_juve-atletico_bilbao_allo_stadio_per_mano_con_mio_padre_-235681324/ "Indimenticabile Juve-Atletico Bilbao, allo stadio per mano con mio padre"]'', ''repubblica.it'', 10 settembre 2019.</ref>
*{{NDR|Su [[Dejan Kulusevski]]}} Centrocampista d'attacco rock [...] è un gigante di quasi un metro e novanta che corre come un matto, pressa, recupera, passa la palla, talvolta segna e sempre spacca il campo.<ref>Da ''[https://parma.bologna.repubblica.it/sport/2019/11/24/news/kulusevski_non_lascio_il_parma_a_gennao_ho-241842367/ Kulusevski: "Non lascio il Parma a gennaio. Ho bisogno di crescere qui"]'', ''parma.bologna.repubblica.it'', 24 novembre 2019.</ref>
*Erano piene di nebbia, a quel tempo, le mattine d'inverno a Torino, ed era dura rimettersi a battere la lastra nel reparto presse della Fiat. Ma c'erano giorni diversi, c'erano i magici lunedì in cui l'operaio "[[Terrone|terùn]]", naturalmente [[Tifoseria della Juventus Football Club|juventino]], poteva dimenticare ogni gelo nella strada e nel cuore, ogni amarezza, ogni sporca fatica della vita grama. Perché la domenica la Goeba aveva vinto. E al centro dell'attacco di quella squadra c'era lui, [[Pietro Anastasi]] da [[Catania]], Pietruzzu, Pietro 'u turco.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/2020/01/18/news/pietruzzu_la_fiat_e_la_juve_con_i_gol_fece_saltare_le_divisioni_sociali-246056076/ Pietruzzu, la Fiat e la Juve. Con i gol fece saltare le divisioni sociali]'', ''repubblica.it'', 18 gennaio 2020.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2001-2002]]}} Cinque maggio: prima [[5 maggio|era solo Manzoni]], poi sarebbe stato [[Ronaldo]] il fenomeno. Il brasiliano, non Cristiano. Il dentone, che in quel 5 maggio 2002 pianse tutte le lacrime che gli erano rimaste, dentro uno stadio che già lo aveva fatto gridare di dolore due anni prima, e per un motivo ancora più serio: quel tremendo infortunio al ginocchio, quell'urlo straziante in Lazio-Inter di Coppa Italia. [...] Sarebbe ritornato il più forte al mondo, dopo quel ginocchio saltato? Certo che sarebbe tornato, anche se in quel 5 maggio 2002 non riuscì e non fu in grado di aiutare l'Inter in alcun modo. Eppure lo scudetto, solo un mese prima, sembrava ormai nerazzurro dopo tredici anni. L'Inter volava, la Juventus no. E la Roma teneva il passo a fatica. Insomma, la storia pareva già segnata. Ma il mese di aprile non fu propizio per l'Inter [...] mentre la Juve quasi inabissata riemerse a Piacenza grazie a Pavel Nedved [...]. Sarebbe bastato, ai torinesi? In pochi ci credevano, quasi nessuno. E quando Inter e Juve, con la Roma appena alle spalle, andarono a giocarsi lo scudetto in quel pomeriggio fatale, la classifica diceva: Inter 69, Juventus 68, Roma 67. Il paradosso fu che i tifosi della Lazio avrebbero preferito che l'Inter battesse la squadra del cuore davanti ai loro stessi occhi, pur di evitare il rischio che lo scudetto finisse alla Roma. Non accadde né l'una né l'altra cosa. La Juve di Lippi, squadra mai doma e mai morta, vinse 2-0 a Udine in un sole scintillante, gol di Trezeguet e Del Piero: poi, certo, sarebbe servita anche una vittoria della Lazio. E così andò. Fu un'ecatombe nerazzurra: 4-2 per i laziali, con un crudelissimo gol del "cholo" Simeone, quello del 3-2: un vecchio cuore nerazzurro condannava la sua ex squadra.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2020/05/05/news/le_lacrime_di_ronaldo_e_quel_5_maggio_2002_che_l_inter_non_dimentica-255740413/ Le lacrime di Ronaldo e quel 5 maggio 2002 che l'Inter non dimentica]'', ''repubblica.it'', 5 maggio 2020.</ref>
*Mai visto un simile maestro di calcio. Mai conosciuto un tale costruttore di giocatori, talenti e uomini. [[Sergio Vatta]] era un allenatore di persone, un tattico evoluto e raffinato, un padre, un nonno. [...] La sua casa era il [[Stadio Filadelfia|campo Filadelfia]], dove Vatta ha scovato, allevato e consegnato al football personaggi che si chiamano Lentini, Cravero, Fuser, Vieri, Mandorlini, Cois, Pancaro, Rambaudi, Dino Baggio e ne dimentichiamo moltissimi. Calciatori che hanno dato anima e corpo all'idea del Toro ancor prima che ai risultati in campo [...]. Il senso di appartenenza della tradizione granata venne modernizzato da Vatta, e reso più attuale senza che mai si perdesse il filo del racconto e dell'avventura, con la forza evocativa di un luogo fisico, il vecchio stadio di Valentino Mazzola, Gabetto e Maroso, che quasi per magia entrava nel sangue dei ragazzini [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/torino/2020/07/23/news/torino_si_e_spento_sergio_vatta_il_mago_delle_giovanili_granata-262688635/ Torino, è morto Sergio Vatta, il mago delle giovanili granata. Fu lui a scoprire Vieri]'', ''repubblica.it'', 23 luglio 2020.</ref>
*[[Jenő Károly|Jeno Károly]] era stato un grande giocatore, un "medio/centro" come si diceva allora, capitano addirittura dell'Ungheria. [...] fu tra i migliori centrocampisti europei prima della Grande Guerra, e dopo diventò allenatore, guidando tra l'altro la trionfale M.T.K. Budapest [...] prima che Edoardo Agnelli e il barone Mazzonis decidessero nel 1923 di affidare a Jeno la Juventus tutta intera: le operazioni sul campo ma anche il mercato. Nacque così il primo allenatore professionista della Juve, un general manager all'inglese. Fu una svolta epocale. Le rare ma intense cronache dell'epoca raccontano un uomo severo ma giusto, cordiale con tutti ma fermissimo, pieno di stile, magnetico e ancora in grado [...] di fare meglio col pallone di non pochi suoi giovani calciatori. Era il trainer della Belle Époque juventina, amore e ginnastica e naturalmente vittorie. Jeno Károly le costruiva con applicazione maniacale, la stessa che pretendeva dalla squadra. Uno stakanovista ossessivo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2020/11/23/news/karoly_il_manager_ungherese_che_regalo_il_primo_scudetto_agli_agnelli-275501026/ Karoly, il manager ungherese che regalò il primo scudetto agli Agnelli]'', ''repubblica.it'', 23 novembre 2020.</ref>
{{Int|''[https://torino.repubblica.it/dettaglio/ruspe-in-azione-al-delle-alpi-demolito-lo-stadio-di-italia-90/1555795 Ruspe in azione al Delle Alpi, demolito lo stadio di Italia '90]''|''torino.repubblica.it'', 2 dicembre 2008.|h=4}}
{{NDR|Sullo [[stadio delle Alpi]]}}
*C'è tutta la terribilità di una demolizione, nella morte dello stadio Delle Alpi [...]. La sera dell'inaugurazione, nella primavera del 1990 c'era tanto di quel traffico da diventare matti. Mista di Juve/Toro contro il Porto. I mondiali a un passo, e la città orgogliosa di un catino per il calcio finalmente grandioso. E ne sarebbero successe di cose, qui dentro, fino alle ruspe di ieri: chiamate ad abbattere cemento, ma anche errori. Perché se una città si disfa di un ciclope del genere dopo neppure vent'anni, vuol dire che qualcuno ha sbagliato. E che sono stati demoliti anche tanti, tanti soldi. [...] L'astronave viene fatta a pezzi: via i seggiolini della tribuna, anche se gli ultrà seppero a suo tempo fare di meglio, cioè di peggio. Via l'erba di Del Piero e Zidane, ma anche quella di ToroAjax, antica finale di Coppa Uefa. [...] Oppure quell'altra volta: una festa scudetto per la Juve di Vialli e Ravanelli, quando i tifosi smontarono il campo quasi come ieri. Resterà indelebile, per chi c'era, la scena del tifoso bianconero che uscì con una traversa sottobraccio.
*[...] l'astronave aveva un sacco di spazio vuoto: quando le si camminava nella pancia, i passi rimbombavano forte e non si finiva mai di passeggiare. Stanzoni, corridoi, scale: un labirinto, un posto perfetto per quei sogni terribili dove si scappa e non si esce.
*Si ritorna con la memoria alle "notti magiche" di [[Campionato mondiale di calcio 1990|Italia 90]], a tutti i ruderi che sono stati poi abbandonati [...]. Quella colossale occasione sciupata, la cascata di denaro pubblico e privato ingoiata dall'Evento: eppure, dopo neanche vent'anni abbiamo gli stadi più vecchi d'Europa, scomodi, pericolosi.
*[...] qui la Juve vinse un bel po' di cose, ma sempre sentendosi ospite in casa d'altri, dentro lo stadio troppo grande, troppo freddo (in ogni senso: ambientale e climatico, perché d'inverno si moriva di freddo, c'erano correnti dappertutto) e troppo vuoto. Perché il Delle Alpi è stato affossato anche dalla crisi del calcio, da un modello televisivo sempre più invadente (ma anche più comodo, economico e sicuro) e dalla grandiosità diventata inutile. Torino non è Milano, e il pienone si è verificato ben poche volte: l'ultimo ad esserci riuscito, non è Del Piero ma Vasco Rossi.
*Povero e neanche vecchio Delle Alpi: meglio sarebbe stato non averti mai costruito, con quella pista d'atletica che servì una volta sola, per il Grand Prix. Una volta sola, dal 1990 a ieri. Insieme al tuo corpo, al tuo scheletro e alle tue carni di cemento, cade anche quel ridicolo nome più adatto a una pensione in Val di Lanzo. Delle Alpi.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/11/08/news/dietro_il_giornalista_c_un_tifoso-46203217/ Dietro un giornalista c'è un tifoso?]''|''repubblica.it'', 8 novembre 2012.|h=4}}
*A volte succede che la vera curva sia la tribuna, nel senso di tribuna stampa: non dovrebbe accadere, ma tant'è. Se tu non fossi stato tifoso da ragazzino, difficilmente avresti deciso di dedicarti poi al giornalismo sportivo perché, come il calcio, anche lo scrivere di sport nasce dalla passione e non è materiale freddo. Lo diventa, nel tempo, quando al tifo si sovrappone il mestiere [...]. Quando non succede, sono possibili pericolosi e antipatici cortocircuiti.
*Accadde che dopo la [[Finale della Coppa dei Campioni 1982-1983|finale di Coppa dei Campioni]] persa dalla Juventus ad Atene nel 1983 contro ogni pronostico, un gruppetto di giornalisti non proprio filo-bianconeri pensasse di premiare l'autore della rete decisiva, cioè l'occhialuto Felix Magath, con una medaglia ricordo. La cerimonia ebbe luogo qualche tempo più tardi di fronte a un Magath invero assai sorpreso, probabilmente incapace di comprendere il senso dell'evento. Senso che non sfuggì a Boniperti: il presidente ci mise del tempo, usò tutte le sue doti di 007 e alla fine venne a capo di nomi e cognomi. Ogni colpevole fu scritto per sempre sulla lista nera.
*Nella storia del giornalismo sportivo non mancano casi di firme illustri che hanno sempre saputo tenere separate passione (sportiva) e professione. [...] All'epoca dello storico [[90º minuto|Novantesimo Minuto]] condotto da Paolo Valenti (amava la Fiorentina) e Maurizio Barendson (lui era del Napoli), molti corrispondenti non nascondevano le loro passioni, dal napoletano Luigi Necco all'ascolano Tonino Carino, però sempre con eleganza: nessuno di loro avrebbe mai esultato contro qualcuno.
*[...] oggi va di moda la telecronaca del "giornalista tifoso" come opzione per il telespettatore: in parte è un gioco, in parte se ne potrebbe discutere, quando il telecronista è anche un cronista. Ben altra cosa è l'esibizione delle caricature dei giornalisti-tifosi nelle molte, e per lo più inguardabili, trasmissioni televisive sul calcio di piccole emittenti o bizzarre catene nazionali: lì ci sono "opinionisti" che recitano apposta la parte della macchietta, dando vita a teatrini che non sono proprio il vanto della categoria, però fanno audience.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/cronaca/2020/03/21/news/le_parole_piu_belle_di_tutti-251867145/ Le parole più belle di tutti]''|''repubblica.it'', 21 marzo 2020.|h=4}}
{{NDR|Su [[Gianni Mura]]}}
*Prima le persone e poi le parole, e lui le parole le aveva bellissime, le più belle di tutti. E andare, andare sempre a guardare. Parlare con gli altri, osservare i dettagli, gli oggetti, le forme e le tinte delle cose. Scrivere, quello viene dopo. [...] Gianni Mura mi ha insegnato che scrivere è prima di tutto leggere, ed è ascoltare una canzone. È curiosità degli altri, altrimenti cosa scrivi a fare. Scrivere è ricordare, certo, ma anche immaginare.
*Da Gianni ho imparato che la cosa degli aggettivi da togliere è una scemenza. Bisogna metterli, invece, ma solo quelli giusti, Ma vale per tutto, i nomi, i predicati, i complementi, le virgole, i punti. Solo il punto e virgola non gli garbava: è come il vino rosé, diceva. E il vino o è rosso o e bianco, meglio naturalmente il rosso.
*Da Gianni ho imparato che le parole sono un gioco. Nella loro forma più intima, corporea, le assonanze, le sillabe, lo sposalizio tra vocali e consonanti, la rima, il ritmo, c'è già il loro destino nel mondo. Scivoleranno nella frase proprio dal modo in cui sono fatte. C'è chi la chiama poesia, io lo chiamo Gianni Mura. Lui le parole le conosceva tutte, amando di più quelle francesi così come amava il Tour quasi più di ogni cosa.
*Da Gianni ho imparato che le cose si dicono e si scrivono, costi quel che costi. E che la tenerezza è la migliore forma di forza. Lui era un mite duro, un romantico con la faccia da romanzo. Il bicchiere, diceva Gianni, sempre mezzo pieno. E il pezzo, sempre dieci righe in più che in meno [...]
{{Int|''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2020/05/29/news/il_tramonto_che_nessuno_dimentica_35_anni_fa_all_heysel_il_calcio_perse_l_innocenza-257898835/ Il tramonto che nessuno dimentica, 35 anni fa all'Heysel il calcio perse l'innocenza]''|''repubblica.it'', 29 maggio 2020.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[strage dell'Heysel]]}}
*Prima che il sole calasse, tra i raggi di un tramonto che durava a lungo e adesso era di un rosso scuro, rosso sangue, la curva a sinistra cominciò a ondeggiare. Gli inglesi si stavano spostando come una migrazione barbara. Spingevano e cantavano. Dalla tribuna, tuttavia, sembrava solo un movimento di massa un po' più vivace, una coreografia. Osservammo meglio: qualcosa non andava. Era come se la gente vestita di rosso, spostandosi verso il settore attiguo, il famigerato "Z", diviso solo da una specie di rete da pollaio, si fondesse con la gente vestita di bianco e nero. Uno schiacciamento, ma ancora vago. A occhio nudo non si vedeva bene. Un collega seduto accanto a noi aveva il binocolo. «Ma questi dove vanno? Sono matti?», domandò. Era come guardare un documentario sui maremoti. L'onda umana si alzava e si abbatteva su quanto trovava sul suo cammino, eppure l'esatta percezione del dramma che si stava consumando non fu immediata. Capimmo meglio, quando la gente invase il campo. Quella più fortunata era riuscita a non farsi travolgere. Arrivare sul prato era come raggiungere la salvezza dopo essere stati chiusi in una damigiana, e avere infine fatto saltare il tappo. In tanti non ci erano riusciti, ma ancora non si sapeva. Ci sono dei feriti, disse qualcuno. E subito corremmo fuori, uscendo nello spiazzo di fronte alla tribuna dove stavano portando i primi corpi. E allora vedemmo, e capimmo.
*Che poi si dovette giocare per forza lo sanno tutti. La voce di Gaetano Scirea ancora risuona nell'aria mentre dice «state calmi, giochiamo per voi». Fuori, intanto, stavano portando via i morti, e alla fine ne contarono 39. C'era un tappeto di sciarpe e maglie bianconere, e scarpe, tante, anche di bambino. Fu tutto assurdo, forse necessario. Non giocando, probabilmente, il bilancio sarebbe diventato anche più atroce. Vinse la Juventus grazie a un rigore conquistato da Boniek, fuori area, e trasformato da Platini. I bianconeri ritirarono la Coppa e festeggiarono, lo fecero per la loro gente e per uno sfogo nervoso.
*Si ripete una frase, da trentacinque anni esatti: quella sera il calcio perse l'innocenza. Forse. O forse, invece, diventò solo realista, prendendo atto della ferocia che a volte domina le masse, e del dilettantismo sciagurato che può guidare la mano dell'autorità. Fu insipienza più che fatalità, e leggerezza assassina: la polizia e il governo del Belgio non ci avevano capito niente. Nessuno perse l'innocenza, quella sera, perché non l'aveva mai avuta. Se non quei poveri tifosi, quella gente attesa da un ritorno che non ci sarebbe mai stato.
==''X/Twitter – profilo ufficiale''==
*A volte la gente, purtroppo, ha ragione a pensare di noi quello che pensa di noi. Di noi [[Giornalista|giornalisti]], intendo.<ref>Da un [https://x.com/m_crosetti/status/2079888977801187532 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 22 luglio 2026.</ref>
*Ci odiano, noi [[Baby boomer|boomer]], perché siamo stati più felici di loro.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1723300857528156546 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 11 novembre 2023.</ref>
*L'educazione, la gentilezza, la competenza, il giornalismo di [[Gianfranco De Laurentiis]]. Non era meglio perché è passato, era meglio perché era meglio.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1316309841753899008 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 14 ottobre 2020.</ref>
*[...] l'Italia è quella cosa che perde tempo con [[Marco Travaglio]].<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1419619232468201476 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 26 luglio 2021.</ref>
*La [[Resistenza italiana|Resistenza]] non è una pagina controversa della nostra storia: c'era una parte giusta e c'era una parte sbagliata, e oggi siamo qui e siamo così perché ha vinto la parte giusta.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1216730671080787969 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 13 gennaio 2020.</ref>
*Mi piace la storia del [[Benito Mussolini|Duce]], perché finisce bene.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1253975486692196352 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 25 aprile 2020.</ref>
*Quando una squadra rinuncia a [[Mario Mandžukić]] [...] comincia a essere un po' meno squadra. La mia idea di calcio: Marione più altri dieci.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1209915889438597120 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 25 dicembre 2019.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Crosetti, Maurizio}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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'''Maurizio Crosetti''' (1962 – vivente), giornalista e scrittore italiano
==Citazioni di Maurizio Crosetti==
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20140210033839/http://www.ju29ro.com/interviste/4335-crosetti-risponde-al-team Crosetti risponde al Team]''|Intervista a ''ju29ro.com'', 13 settembre 2012.}}
*[...] io rispondo solo di quello che scrivo e mi basta e avanza: è il bello del [[giornalismo]]. Uno sport individuale, anche se sembra un gioco di squadra.
*[...] stuzzicare il fuocherello con la benzina garantisce l'incendio, ma non è questo il giornalismo in cui mi riconosco.
*[[Oliviero Beha]] è molto bravo, ma fa da sempre il bastian contrario: uno schema fisso.
*{{NDR|Parlando di Calciopoli}} Non ho mai seguito direttamente il processo, nel senso dell'inchiesta giudiziaria. Ho scritto qualche commento, certo. E ho sempre sostenuto, carta canta, che [[Serie A 2005-2006|quello scudetto]] non dovesse essere assegnato. Non restituito alla Juventus, ma non assegnato.
*Esiste un solo Crosetti, che [...] da ragazzino era più juventino di Andrea Agnelli. Poi, il mestiere cancella il tifo, altrimenti si resta giornalisti ultrà con la sciarpa, come dite giustamente voi. Purtroppo, il tifoso lettore pensa che il giornalista sia amico quando dice o scrive cose che anche lui pensa, e immediatamente nemico quando critica.
==Citazioni tratte da articoli==
===''Guerin Sportivo''===
*{{NDR|Su [[Michael Laudrup]]}} È nato in una notte di tempesta e chiede scusa se non somiglia a quei fulmini; mica è una colpa. Non si fa violenza e si accetta così, preferisce le inquietudini e le nevrosi di Woody Allen agli incanti molto mediterranei di Fellini. Non crede più alle favole, neppure a quelle di Andersen, danese dall'animo gentile: perché non è mica vero che il brutto anatroccolo poi diventa sempre un cigno.<ref name="Laudrup"/>
*Michael Laudrup non poteva che nascere a Copenaghen, la città di Kierkegaard, il filosofo della disperazione e del dubbio, personaggio che si sentiva sospeso tra il tutto e il nulla e interpretava la vita come alternativa drammatica tra opposte possibilità. Un «essere o non essere» molto amletico (toh, ancora la Danimarca) che il campione della Juve deve accettare, ma non sa risolvere. A 23 anni è già stato più volte promosso, bocciato, accusato, assolto in appello, rinviato a giudizio e di nuovo condannato.<ref name="Laudrup">Da ''In ginocchio da re'', ''Guerin Sportivo'' n. 6 (680), 10-16 febbraio 1988, pp. 20-24.</ref>
*Una squadra. Cioè l'idea che ha guidato l'[[Nazionale maschile di calcio dei Paesi Bassi|Olanda]] verso una storia difficile e avara, però bella come un mondo che cambia.<ref>Da ''Olanda, cicli e ricicli'', ''Guerin Sportivo'' n. 27 (1203), 2-9 luglio 1998, pp. 16-17.</ref>
===''la Repubblica''===
{{cronologico}}
*Nell'alfabeto miliardario del calcio esiste una singolare sequenza di lettere: la A di Agnelli è seguita dalla B di Berlusconi e dalla C di Cragnotti [...]. Fin qui tutto bene. Ma da qualche mese si passa direttamente alla G, quella di [[Luciano Gaucci|Gaucci Luciano]]. "Luciano uragano", come lo acclamano i tifosi del Perugia da lui avvolto di nuova e fresca ricchezza. Gaucci compra, investe, programma, promette. E spende, spende cifre da lussuosa serie A: contratti pluriennali [...], movimenti di mercato a nove zeri, nomi e cognomi illustri. [...] I suoi nemici, pare in numero crescente, continuano però a chiamarlo il "sor ramazza". E lui, re delle imprese di pulizia e dei cavalli da corsa, invece di offendersi la ramazza la usa. E spazza via gli avversari.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/06/24/meglio-pagare-caro-come-con-cavalli.html "Meglio pagare caro, come con i cavalli"]'', ''la Repubblica'', 24 giugno 1992.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1993-1994]]}} Uova marce sull'ambizione di grandezza, sulla presunzione di nobiltà. Insulti e schiaffi a quel che resta della Juventus, cioè un gruppo di calciatori sbandati, un allenatore in congedo, una società che non esiste. [...] una cinquantina di ultrà hanno offerto l'esatta misura della distanza che ormai separa la gente e la Juve, la gente arrabbiata dalla Juve finita e svuotata. [...] Il tutto mentre cresce il malessere pacifico e amaro di dieci milioni di tifosi stufi di chiacchiere e sconfitte, sprechi miliardari e pseudo rivoluzioni. [...] La Juventus di Boniperti non c'è più, quella di Bettega non c'è ancora: insieme, unite nella sconfitta come nell'incertezza, rimediano una figuraccia storica.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/03/20/violenza-all-allenamento.html Violenza all'allenamento]'', ''la Repubblica'', 20 marzo 1994.</ref>
*[...] una squadra di controbalzo. La [[Juventus Football Club|Juve]] addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/04/22/sono-arrivati-fino-meno-poi-magia-nedved.html Sono arrivati fino a meno 5 poi magia Nedved]'', ''la Repubblica'', 22 aprile 2002.</ref>
*Basta con questo vecchiume, basta con questi nomi ammuffiti e totalmente privi di appeal. Ha ragione [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]: per un futuro più glamour, occorre ribattezzare il mondo. Non solo la Fiat Stilo dovrebbe chiamarsi Young Ferrari o Ferrari Woman, ma tutta [[Torino]] avrebbe bisogno di un bel restyling che parta dal vocabolario.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/12/05/berlusconi-ha-ragione-quanti-nomi-da-cambiare.html Berlusconi ha ragione. Quanti nomi da cambiare]'', ''la Repubblica'', 5 dicembre 2002.</ref>
*Prendete Beckham, immaginate tutto il contrario (umano, tecnico, ambientale, morale) e avrete [[Gianfranco Zola]].<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/07/03/bentornato-piccolo-grande-10-il-richiamo-della.html Bentornato, piccolo grande 10. Il richiamo della mia terra]'', ''la Repubblica'', 3 luglio 2003.</ref>
*"[[Luciano Moggi|Moggi]] si rivolge a Cristo con umiltà, con desiderio di ricostruire: è un uomo che nella vita ha dato il suo contributo". E non solo agli arbitri. Finalmente anche la Chiesa, nella persona del vescovo [[Domenico Sigalini]], ha capito quello che in Italia ormai sapevano tutti: cioè che Lucianone è un perseguitato, un martire, uno che dava fastidio e per questo l'hanno incastrato. Altro che buon ladrone o figliol prodigo: la parabola vivente è lui, l'evangelico Moggi, appena tornato da Lourdes dove, al solito, non si è fatto notare. San Giovanni Rotondo, Lourdes, la Madonna del Divino Amore: sono posti miei. Al termine di una simile Champions League della fede, bisognerebbe farlo santo subito.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/09/04/santo-subito.html Santo subito]'', ''la Repubblica'', 4 settembre 2007, p. 51.</ref>
*{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica.<ref>Da ''[http://torino.repubblica.it/dettaglio/La-Juventus-È-un¿opera-d¿arte-Compleanno-con-Pinturicchio/1380529 La Juventus? È un'opera d'arte. Compleanno con Pinturicchio]'', ''torino.repubblica.it'', 23 ottobre 2007, p. 60.</ref>
*{{NDR|Sull'[[equipaggiamento calcistico]]}} La maglia è una bandiera, e l'hanno sporcata. La divisa della nostra squadra di calcio è una casa dove tornare, uno specchio dove vedere riflessa la passione di tanti anni, un ricordo d'infanzia, un segno di appartenenza tribale, è un colore dell'anima che non può sbiadire. Ma se arriva lo stilista e la pennella di fucsia o verde pisello, se insieme allo stilista c'è l'esperto di marketing che cancella simboli, tinte, riferimenti [...]. Li chiamavano "colori sociali": sono diventati una tavolozza confusa e griffata, un carnevale, un delirio creativo che spesso crea solo imbarazzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/2009/07/sport/calcio/maglie-pallone/maglie-pallone/maglie-pallone.html Se il calcio cambia colori. Le maglie nel pallone]'', ''repubblica.it'', 11 luglio 2009.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 2009-2010]]}} ...l'incompetenza, il senso di abbandono e di addio che ormai circonda i bianconeri. Perché la Juve, prima, poteva essere qualcosa da combattere e al limite da odiare, oppure da tifare e amare, ma sempre qualcosa. Adesso è diventata niente.<ref>Da ''la Repubblica'', 11 gennaio 2010; citato in ''[https://web.archive.org/web/20140818090342/http://www.ju29ro.com/terzo-anello/1663-maurizio-crosetti-qla-juve-e-nienteq Maurizio Crosetti: "La Juve è niente"]'', ''ju29ro.com'', 12 gennaio 2010.</ref>
*Ora, anche se non si capisce bene cosa c'entrassero con Calciopoli i pranzi e le cene a casa Mou, qui si fa pacatamente notare quanto segue: nella stagione sportiva 2003-2004, il Porto allenato da [[José Mourinho]] fu coinvolto nell' inchiesta "apito dourado" (fischietto dorato) per un tentato illecito sportivo e tentata corruzione. Risultato: 6 punti di penalizzazione e due anni di squalifica al presidente. Chi è senza peccato scagli il primo fischietto.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/26/calciopoli-in-portoghese.html Calciopoli in portoghese]'', ''la Repubblica'', 26 febbraio 2010, p. 65.</ref>
*Dalla [[Tifoseria dell'ACF Fiorentina|curva Fiesole]] s'alza quello che potremmo chiamare un coro di repertorio, perché appartiene a decenni di vergogna. Riesumato, come una carcassa putrescente [...]. È una canzone terribile: inneggia alla [[strage dell'Heysel]]. Fa il tifo per gli assassini. [...] Per chi l'avesse dimenticato, la sera del 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles, prima di Juventus-Liverpool, morirono 39 persone [...]. Decine di famiglie ancora piangono. Tifare per chi ha ucciso è come essere complici, significa uccidere ancora un po' la memoria, la pietà, il ricordo, e quel poco di umanità che resta.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/12/06/news/crosetti_heysel-9875776/ Quelli che esaltano l'Heysel e che nessuno vuole punire]'', ''repubblica.it'', 6 dicembre 2010.</ref>
*{{NDR|Su [[Calciopoli]]}} Non erano balordi di provincia, non erano un fruttivendolo, un dentista, un ex centravanti malato di scommesse. Erano l'amministratore delegato e il direttore generale della Juventus, e il vice presidente della Federcalcio. Erano il massimo del potere possibile. Erano un enorme nucleo di pressioni, complicità, clientele. Erano i piloti occulti di arbitri e arbitraggi. Erano un'associazione a delinquere [...]. Erano: e non saranno mai più. [...] Se non eri loro amico, diventavi un nemico. Se non accettavi favori e resistevi alle intimidazioni, eri fuori dal gioco. Perché volevano giocare solo loro, truccando le carte. [...] Eppure la Juve rivuole indietro uno degli scudetti di questa banda: serve del coraggio anche solo per chiederlo.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/06/16/ci-vuole-coraggio-chiedere-indietro-quello-scudetto.html Ci vuole coraggio a chiedere indietro quello scudetto]'', ''la Repubblica'', 16 giugno 2011.</ref>
*{{NDR|Sull'equipaggiamento calcistico}} Quando il mondo, del calcio e non, era più semplice [...] vigeva una regoletta elementare: la squadra di casa mantiene la prima divisa, e quella che gioca in trasferta la cambia se la prima ha tinte più o meno simili a quelle dell'avversario [...]. Ancora non esisteva la tirannia del marketing, né lo strapotere della grafica che tanti danni ha provocato non solo nello sport: trattasi di forma che si sovrappone al contenuto e lo confonde, lo indebolisce anziché potenziarlo. E quando non si ha nulla da dire, lo si disegna. Poi è arrivata la stagione dello sponsor tecnico che impone prima, seconda e terza casacca, e bisogna – per contratto – indossarle a rotazione, altrimenti non si vendono. E il tifoso, poveretto, è stato preso nella trappola delle nuove collezioni neanche fosse un cliente di Prada, ogni campionato nuovi campionari, disegni, sfumature, colorazioni, e chi non sta al passo è un poveraccio. Mica come quando si comprava una maglia della propria squadra, la si indossava per anni, e più era stinta e infeltrita più testimoniava fedeltà alla causa. Ora, invece, è tutto sintetico come i tessuti di queste casacche da carnevale [...]. Poi, forse, c'è anche un senso nascosto in tutto questo sport di terital: e cioè il calcio si è talmente impoverito di identità, che ripudiare i colori della propria storia è quasi un atto di involontaria coerenza. Insomma, bisognerebbe essere degni di certe tinte, bisognerebbe meritarle [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2011/10/26/news/magliette_crosetti-23888032/ La Juventus "pantera rosa", quando il marketing fa danni]'', ''repubblica.it'', 26 ottobre 2011.</ref>
*E poi c'era anche lui. Con quella tuta celeste che pareva un pigiama, a bersi tutta l'ombra che le leggende si lasciano dietro, una corrente che porta via ogni cosa. Perché il prezzo della gloria lo paga sempre la gente comune. La luce abbagliante di [[Dino Zoff]] gli cadde addosso come un sacco, e [[Massimo Piloni]] ci restò dentro per anni. Era il portiere di riserva, ma Zoff avrebbe giocato anche da moribondo, anche nel sonno, anche a briscola. Non gli serviva a niente, una riserva.<ref name="Piloni">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/27/piloni-eterna-riserva-io-per-lui.html Piloni, l'eterna riserva: "Io per lui non esistevo"]'', ''la Repubblica'', 27 febbraio 2012.</ref>
*{{NDR|Su Massimo Piloni}} Non più un giocatore di pallone ma una metafora, forse una vittima, più probabilmente un eroe della resistenza, della cieca fiducia, perché domani sia migliore. Non lo è quasi mai.<ref name="Piloni"/>
*Tutto il calcio possibile sta chiuso dentro [[El Clásico|Barcellona-Real Madrid]] [...]. E forse non solo il calcio. Perché queste meraviglie spagnole non sono soltanto due formidabili squadre, ma due autentiche visioni del mondo. La tradizione un po' algida del Real Madrid, da sempre espressione del potere centralista (era la squadra amata da Franco e vicina ai sovrani) contro gli indipendentisti catalani, puro talento e un po' di anarchia. Il Real dei colossi atletici, il Barcellona dei piccoletti geniali.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2012/04/20/news/e_tu_sei_barcellona_o_real_-33641338/ E tu sei Barcellona o Real? Proviamo a giocare anche noi]'', ''repubblica.it'', 20 aprile 2012.</ref>
*Aveva occhi un po tristi e un'aria da persona sola, chiusa. Come molti introversi, non gli apparteneva la preoccupazione di piacere a tutti. Però ogni suo gesto, dentro e fuori lo sport, è stato di orgogliosa sostanza. Campione inarrivabile, velocista "nero" d'Europa, figlio del profondo sud italiano vissuto sapendo che i luoghi comuni si possono combattere e vincere con la forza interiore, con una spinta anche morale. In questo, anche in questo, [[Pietro Mennea]] è stato un esempio.<ref name="Mennea">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/vari/2013/03/21/news/mennea_un_fenomeno_magnetico_e_cocciuto-55044204/ Mennea, un fenomeno magnetico e cocciuto]'', ''repubblica.it'', 21 marzo 2013.</ref>
*{{NDR|Su Pietro Mennea}} Sembrava in eterna lotta col mondo e in parte lo era. Ha rappresentato molto, non solo nello sport e nell'atletica. La possibilità di riscatto per chi non nasce al centro dell'universo e non ha predestinazione, ne santi in paradiso. Era magnetico, cocciuto, emanava una forza contagiosa e a volte imbarazzante, difficile da reggere e guardare negli occhi. Non sembrava neanche italiano, eppure era il meglio di tante cose che misteriosamente, magicamente il nostro paese ogni tanto sa proporre.<ref name="Mennea"/>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 2013-2014]]}} Dietro ogni numero c'è sempre una storia, un racconto da interpretare. Chi parla di freddezza delle cifre non le conosce e non le ama. E questo cubitale 102 bianconero ha il fascino misterioso di una creatura mai vista, è un meteorite precipitato sulla Terra: se ne parlerà per decenni, forse finché la gente avrà voglia di giocare a pallone, finché esisteranno campionati e squadre. È l'Everest: più in alto non si va. Qui siamo molto oltre la statistica e i record: 102 punti rappresentano infatti la sostanza di una squadra formidabile, irraggiungibile, la sua continuità e il suo codice genetico. Ma sono anche la dimensione di una voragine, la profondità dell'abisso: perché tra la Juventus e gli altri c'è il nulla, o quasi. [...] Non si vincono 33 partite su 38, e 19 su 19 in casa, se molti tra gli avversari non sono friabili o smarriti.<ref>Da ''Juve, un'impresa immensa sulle macerie del calcio'', ''la Repubblica'', 19 maggio 2014, p. 61.</ref>
*Questa è anche una storia araldica, in perfetta sintonia con il gusto tutto italiano per stemmi e scudi, probabile retaggio cavalleresco e medievale. Nessuno al mondo [...] possiede ad esempio lo [[Scudetto (sport)|scudetto]]: lo inventò nientemeno che Gabriele D'Annunzio nel 1924, perché fosse apposto sulla divisa della selezione del Comando Militare Italiano per una partita amichevole. Il triangolo tricolore piacque, e dalla stagione successiva sarebbe rimasto sul petto dei campioni d'Italia. Siccome la Juventus fu il primo club a vincerne dieci, nel 1958 venne premiata dal Coni con la stella al merito sportivo: l'allora presidente Umberto Agnelli [...] propose alla Lega di poter cucire quella stellina sulla maglia, e il Consiglio federale – con delibera 3 maggio 1958 – diede il permesso e avviò la consuetudine.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/01/20/la-stella-dargento.html La stella d'argento]'', ''la Repubblica'', 20 gennaio 2014.</ref>
*È stato un gran centravanti, [[Michele Padovano]]. Scaltro, brevilineo, cattivo. Cresciuto in una barriera operaia tenuta sempre dentro, nel profondo. I giocatori della Juve al campo d'allenamento potevano parcheggiare solo automobili Fiat? Ok, lui fermava la sua Bmw più distante e arrivava a piedi. Un tipo così.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/05/29/ho-alzato-la-coppa-ma-adesso-nessuno-mi-risponde-al-telefono40.html "Ho alzato la Coppa ma adesso nessuno mi risponde al telefono"]'', ''la Repubblica'', 29 maggio 2017.</ref>
*Agricola, 71 anni, rappresenta dunque il più clamoroso dei ritorni in bianconero e forse non il più opportuno. Perché ai giocatori [[Juventus Football Club|juventini]], giovani e sanissimi, venivano somministrati psicofarmaci? Perché il sangue di alcuni di loro era denso come marmellata? Sono alcune tra le molte domande che tre gradi di giudizio non hanno mai del tutto chiarito. Se poi la giustizia ha fatto i conti con i consueti tempi biblici, e se quell’ombra di prescrizione non si è mai davvero dissolta, era proprio il caso di insistere riproponendo il dottor Agricola? Una scelta ai limiti della provocazione o della sfida, non si capisce bene a chi. Oppure, semplicemente, la categoria dei medici sportivi negli ultimi dieci anni non ha prodotto nulla più di questa vecchia gloria. [...] Si ha un bel dire che esiste un accanimento mediatico contro quella lunga stagione bianconera, tra legittimi trionfi sportivi, processi per doping, scudetti cancellati, schede telefoniche e retrocessione in B, ma è la stessa Juventus a non incoraggiare un oblio che in parte le gioverebbe.<ref>Da ''Il ritorno inopportuno di Agricola'', ''la Repubblica'', 18 giugno 2017.</ref>
*[...] la Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione.<ref>Da ''repubblica.it''; citato in ''[https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/crosetti-repubblica-la-juve-sa-reagire-dalle-sue-morti-i-bianconeri-non-rubano-sono-feroci-mezza-italia-dovrebbe-imitarli-419599 Crosetti (Repubblica): "La Juve sa reagire dalle sue morti, i bianconeri non rubano, sono feroci. Mezza Italia dovrebbe imitarli"]'', ''tuttojuve.com'', 29 aprile 2018.</ref>
*Rimbalzano le parole dei comunicati e le frasi sulle condizioni ancora peggiorate, lui che “non potrà riprendere l’attività lavorativa”, i ringraziamenti, il commiato inevitabile ormai: tutti frammenti che dall’Italia precipitano fin quassù {{NDR|Ospedale Universitario di Zurigo}}, dove erano partite. Scorrono insieme alle immagini dell’ultima uscita pubblica di [[Sergio Marchionne]], il 26 giugno, lui un po’ gonfio che respira a fatica mentre consegna la nuova Jeep alla sua amata [[Arma dei Carabinieri]]. Un altro segno del destino. Così dice addio il figlio del maresciallo maggiore Concezio, in fondo siamo figli per sempre, e insieme dice ciao papà.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/07/21/news/marchionne_prima_dell_operazione_diceva_staro_via_poco_poi_le_speranze_sono_svanite-202386537/ Marchionne prima dell'operazione diceva: “Starò via poco?”, poi le speranze sono svanite]'', ''rep.repubblica.it'', 21 luglio 2018.</ref>
*La gioventù scavalca i muri, non si cura delle pietre lungo la strada e vola. Così un ragazzo toscano, [[Alberto Bettiol]], va a vincere quella che i malati di ciclismo conoscono come la più grande corsa al mondo, più della Roubaix, più del Lombardia e della Sanremo: il Giro delle Fiandre che nell’epoca dei patriarchi venne conquistato per tre volte di fila da [[Fiorenzo Magni]], diventato per questo “il leone delle Fiandre”. Ieri {{NDR|7 aprile 2019}}, sulla stessa via abbiamo finalmente trovato un leoncino.<ref>Da ''Alberto e Marta una doppietta nella corsa più grande'', ''la Repubblica'', 8 aprile 2019, p. 35.</ref>
*Il signor Sonaglia era un uomo grosso, ed era il proto. Il proto, lo dice il nome, è il primo, è il re della tipografia. Papà era linotipista. Si stimavano. [...] Un giorno, non saprei dire come, il signor Sonaglia riuscì a procurarsi tre biglietti per Juventus-Atletico Bilbao, [[Finale della Coppa UEFA 1976-1977|finale d'andata della Coppa Uefa 1977]]: uno per sé, uno per papà e uno per me. Erano i primi di maggio, il giorno 4. [...] Avevo quindici anni. [...] Il bello delle partite è aspettarle. Si andò [...] allo stadio [...] con il tram numero 10. Quei corpi stretti, quella gente che già cantava. Noi, tutti maschi e tutti insieme. Noi, tutti adulti, anche i ragazzini. Noi, in qualche modo, la Juve. I biglietti erano di un settore inaudito: i Distinti. Vale a dire la tribuna di fronte a quella centrale, luogo che forse nella realtà neppure esisteva, ma anche i Distinti segnavano una lontananza assoluta. Ben che andasse, a quei tempi, la partita si guardava in curva Filadelfia, naturalmente tutti in piedi. Chissà quanto avrà speso, papà, per portarmi lì. La partita non arrivava mai [...]. Ecco le squadre in campo. Gli altri, vestiti di blu. Io quella formazione la ricordo a memoria: Zoff Gentile Cuccureddu (pausa), Furino Morini Scirea (pausa), Causio Tardelli Boninsegna Benetti Bettega (fine). La Juve segna presto, nella porta di destra rispetto a noi che guardiamo. C'è un cross di Scirea, e Tardelli colpisce la palla di testa ma di più con la spalla, si torce in un modo strano e ne vien fuori una parabola bizzarra, imparabile. Uno a zero. Sarà anche il risultato finale. La Juve attacca ma non segna più, dunque in Spagna sarà dura. Come poi sarebbe andata, alla Juventus e a me, conta poco. La Juventus vincerà la Coppa Uefa con un gol di Bettega in tuffo di testa al San Mamés, i baschi segneranno due volte ma non abbastanza. [...] Juve-Atletico Bilbao fu un sogno, un regalo enorme. Papà mi dava la mano per non perdermi tra la folla. Dopo una quarantina d'anni, la pelle d'oca allo stadio quando stanno per entrare le squadre la sento ancora, e mi piace quando la gente grida. Poi mi volto a cercare papà.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/dossier/sport/la-partita-della-vita/2019/09/10/news/_indimenticabile_juve-atletico_bilbao_allo_stadio_per_mano_con_mio_padre_-235681324/ "Indimenticabile Juve-Atletico Bilbao, allo stadio per mano con mio padre"]'', ''repubblica.it'', 10 settembre 2019.</ref>
*{{NDR|Su [[Dejan Kulusevski]]}} Centrocampista d'attacco rock [...] è un gigante di quasi un metro e novanta che corre come un matto, pressa, recupera, passa la palla, talvolta segna e sempre spacca il campo.<ref>Da ''[https://parma.bologna.repubblica.it/sport/2019/11/24/news/kulusevski_non_lascio_il_parma_a_gennao_ho-241842367/ Kulusevski: "Non lascio il Parma a gennaio. Ho bisogno di crescere qui"]'', ''parma.bologna.repubblica.it'', 24 novembre 2019.</ref>
*Erano piene di nebbia, a quel tempo, le mattine d'inverno a Torino, ed era dura rimettersi a battere la lastra nel reparto presse della Fiat. Ma c'erano giorni diversi, c'erano i magici lunedì in cui l'operaio "[[Terrone|terùn]]", naturalmente [[Tifoseria della Juventus Football Club|juventino]], poteva dimenticare ogni gelo nella strada e nel cuore, ogni amarezza, ogni sporca fatica della vita grama. Perché la domenica la Goeba aveva vinto. E al centro dell'attacco di quella squadra c'era lui, [[Pietro Anastasi]] da [[Catania]], Pietruzzu, Pietro 'u turco.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/2020/01/18/news/pietruzzu_la_fiat_e_la_juve_con_i_gol_fece_saltare_le_divisioni_sociali-246056076/ Pietruzzu, la Fiat e la Juve. Con i gol fece saltare le divisioni sociali]'', ''repubblica.it'', 18 gennaio 2020.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2001-2002]]}} Cinque maggio: prima [[5 maggio|era solo Manzoni]], poi sarebbe stato [[Ronaldo]] il fenomeno. Il brasiliano, non Cristiano. Il dentone, che in quel 5 maggio 2002 pianse tutte le lacrime che gli erano rimaste, dentro uno stadio che già lo aveva fatto gridare di dolore due anni prima, e per un motivo ancora più serio: quel tremendo infortunio al ginocchio, quell'urlo straziante in Lazio-Inter di Coppa Italia. [...] Sarebbe ritornato il più forte al mondo, dopo quel ginocchio saltato? Certo che sarebbe tornato, anche se in quel 5 maggio 2002 non riuscì e non fu in grado di aiutare l'Inter in alcun modo. Eppure lo scudetto, solo un mese prima, sembrava ormai nerazzurro dopo tredici anni. L'Inter volava, la Juventus no. E la Roma teneva il passo a fatica. Insomma, la storia pareva già segnata. Ma il mese di aprile non fu propizio per l'Inter [...] mentre la Juve quasi inabissata riemerse a Piacenza grazie a Pavel Nedved [...]. Sarebbe bastato, ai torinesi? In pochi ci credevano, quasi nessuno. E quando Inter e Juve, con la Roma appena alle spalle, andarono a giocarsi lo scudetto in quel pomeriggio fatale, la classifica diceva: Inter 69, Juventus 68, Roma 67. Il paradosso fu che i tifosi della Lazio avrebbero preferito che l'Inter battesse la squadra del cuore davanti ai loro stessi occhi, pur di evitare il rischio che lo scudetto finisse alla Roma. Non accadde né l'una né l'altra cosa. La Juve di Lippi, squadra mai doma e mai morta, vinse 2-0 a Udine in un sole scintillante, gol di Trezeguet e Del Piero: poi, certo, sarebbe servita anche una vittoria della Lazio. E così andò. Fu un'ecatombe nerazzurra: 4-2 per i laziali, con un crudelissimo gol del "cholo" Simeone, quello del 3-2: un vecchio cuore nerazzurro condannava la sua ex squadra.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2020/05/05/news/le_lacrime_di_ronaldo_e_quel_5_maggio_2002_che_l_inter_non_dimentica-255740413/ Le lacrime di Ronaldo e quel 5 maggio 2002 che l'Inter non dimentica]'', ''repubblica.it'', 5 maggio 2020.</ref>
*Mai visto un simile maestro di calcio. Mai conosciuto un tale costruttore di giocatori, talenti e uomini. [[Sergio Vatta]] era un allenatore di persone, un tattico evoluto e raffinato, un padre, un nonno. [...] La sua casa era il [[Stadio Filadelfia|campo Filadelfia]], dove Vatta ha scovato, allevato e consegnato al football personaggi che si chiamano Lentini, Cravero, Fuser, Vieri, Mandorlini, Cois, Pancaro, Rambaudi, Dino Baggio e ne dimentichiamo moltissimi. Calciatori che hanno dato anima e corpo all'idea del Toro ancor prima che ai risultati in campo [...]. Il senso di appartenenza della tradizione granata venne modernizzato da Vatta, e reso più attuale senza che mai si perdesse il filo del racconto e dell'avventura, con la forza evocativa di un luogo fisico, il vecchio stadio di Valentino Mazzola, Gabetto e Maroso, che quasi per magia entrava nel sangue dei ragazzini [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/torino/2020/07/23/news/torino_si_e_spento_sergio_vatta_il_mago_delle_giovanili_granata-262688635/ Torino, è morto Sergio Vatta, il mago delle giovanili granata. Fu lui a scoprire Vieri]'', ''repubblica.it'', 23 luglio 2020.</ref>
*[[Jenő Károly|Jeno Károly]] era stato un grande giocatore, un "medio/centro" come si diceva allora, capitano addirittura dell'Ungheria. [...] fu tra i migliori centrocampisti europei prima della Grande Guerra, e dopo diventò allenatore, guidando tra l'altro la trionfale M.T.K. Budapest [...] prima che Edoardo Agnelli e il barone Mazzonis decidessero nel 1923 di affidare a Jeno la Juventus tutta intera: le operazioni sul campo ma anche il mercato. Nacque così il primo allenatore professionista della Juve, un general manager all'inglese. Fu una svolta epocale. Le rare ma intense cronache dell'epoca raccontano un uomo severo ma giusto, cordiale con tutti ma fermissimo, pieno di stile, magnetico e ancora in grado [...] di fare meglio col pallone di non pochi suoi giovani calciatori. Era il trainer della Belle Époque juventina, amore e ginnastica e naturalmente vittorie. Jeno Károly le costruiva con applicazione maniacale, la stessa che pretendeva dalla squadra. Uno stakanovista ossessivo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2020/11/23/news/karoly_il_manager_ungherese_che_regalo_il_primo_scudetto_agli_agnelli-275501026/ Karoly, il manager ungherese che regalò il primo scudetto agli Agnelli]'', ''repubblica.it'', 23 novembre 2020.</ref>
{{Int|''[https://torino.repubblica.it/dettaglio/ruspe-in-azione-al-delle-alpi-demolito-lo-stadio-di-italia-90/1555795 Ruspe in azione al Delle Alpi, demolito lo stadio di Italia '90]''|''torino.repubblica.it'', 2 dicembre 2008.|h=4}}
{{NDR|Sullo [[stadio delle Alpi]]}}
*C'è tutta la terribilità di una demolizione, nella morte dello stadio Delle Alpi [...]. La sera dell'inaugurazione, nella primavera del 1990 c'era tanto di quel traffico da diventare matti. Mista di Juve/Toro contro il Porto. I mondiali a un passo, e la città orgogliosa di un catino per il calcio finalmente grandioso. E ne sarebbero successe di cose, qui dentro, fino alle ruspe di ieri: chiamate ad abbattere cemento, ma anche errori. Perché se una città si disfa di un ciclope del genere dopo neppure vent'anni, vuol dire che qualcuno ha sbagliato. E che sono stati demoliti anche tanti, tanti soldi. [...] L'astronave viene fatta a pezzi: via i seggiolini della tribuna, anche se gli ultrà seppero a suo tempo fare di meglio, cioè di peggio. Via l'erba di Del Piero e Zidane, ma anche quella di ToroAjax, antica finale di Coppa Uefa. [...] Oppure quell'altra volta: una festa scudetto per la Juve di Vialli e Ravanelli, quando i tifosi smontarono il campo quasi come ieri. Resterà indelebile, per chi c'era, la scena del tifoso bianconero che uscì con una traversa sottobraccio.
*[...] l'astronave aveva un sacco di spazio vuoto: quando le si camminava nella pancia, i passi rimbombavano forte e non si finiva mai di passeggiare. Stanzoni, corridoi, scale: un labirinto, un posto perfetto per quei sogni terribili dove si scappa e non si esce.
*Si ritorna con la memoria alle "notti magiche" di [[Campionato mondiale di calcio 1990|Italia 90]], a tutti i ruderi che sono stati poi abbandonati [...]. Quella colossale occasione sciupata, la cascata di denaro pubblico e privato ingoiata dall'Evento: eppure, dopo neanche vent'anni abbiamo gli stadi più vecchi d'Europa, scomodi, pericolosi.
*[...] qui la Juve vinse un bel po' di cose, ma sempre sentendosi ospite in casa d'altri, dentro lo stadio troppo grande, troppo freddo (in ogni senso: ambientale e climatico, perché d'inverno si moriva di freddo, c'erano correnti dappertutto) e troppo vuoto. Perché il Delle Alpi è stato affossato anche dalla crisi del calcio, da un modello televisivo sempre più invadente (ma anche più comodo, economico e sicuro) e dalla grandiosità diventata inutile. Torino non è Milano, e il pienone si è verificato ben poche volte: l'ultimo ad esserci riuscito, non è Del Piero ma Vasco Rossi.
*Povero e neanche vecchio Delle Alpi: meglio sarebbe stato non averti mai costruito, con quella pista d'atletica che servì una volta sola, per il Grand Prix. Una volta sola, dal 1990 a ieri. Insieme al tuo corpo, al tuo scheletro e alle tue carni di cemento, cade anche quel ridicolo nome più adatto a una pensione in Val di Lanzo. Delle Alpi.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/11/08/news/dietro_il_giornalista_c_un_tifoso-46203217/ Dietro un giornalista c'è un tifoso?]''|''repubblica.it'', 8 novembre 2012.|h=4}}
*A volte succede che la vera curva sia la tribuna, nel senso di tribuna stampa: non dovrebbe accadere, ma tant'è. Se tu non fossi stato tifoso da ragazzino, difficilmente avresti deciso di dedicarti poi al giornalismo sportivo perché, come il calcio, anche lo scrivere di sport nasce dalla passione e non è materiale freddo. Lo diventa, nel tempo, quando al tifo si sovrappone il mestiere [...]. Quando non succede, sono possibili pericolosi e antipatici cortocircuiti.
*Accadde che dopo la [[Finale della Coppa dei Campioni 1982-1983|finale di Coppa dei Campioni]] persa dalla Juventus ad Atene nel 1983 contro ogni pronostico, un gruppetto di giornalisti non proprio filo-bianconeri pensasse di premiare l'autore della rete decisiva, cioè l'occhialuto Felix Magath, con una medaglia ricordo. La cerimonia ebbe luogo qualche tempo più tardi di fronte a un Magath invero assai sorpreso, probabilmente incapace di comprendere il senso dell'evento. Senso che non sfuggì a Boniperti: il presidente ci mise del tempo, usò tutte le sue doti di 007 e alla fine venne a capo di nomi e cognomi. Ogni colpevole fu scritto per sempre sulla lista nera.
*Nella storia del giornalismo sportivo non mancano casi di firme illustri che hanno sempre saputo tenere separate passione (sportiva) e professione. [...] All'epoca dello storico [[90º minuto|Novantesimo Minuto]] condotto da Paolo Valenti (amava la Fiorentina) e Maurizio Barendson (lui era del Napoli), molti corrispondenti non nascondevano le loro passioni, dal napoletano Luigi Necco all'ascolano Tonino Carino, però sempre con eleganza: nessuno di loro avrebbe mai esultato contro qualcuno.
*[...] oggi va di moda la telecronaca del "giornalista tifoso" come opzione per il telespettatore: in parte è un gioco, in parte se ne potrebbe discutere, quando il telecronista è anche un cronista. Ben altra cosa è l'esibizione delle caricature dei giornalisti-tifosi nelle molte, e per lo più inguardabili, trasmissioni televisive sul calcio di piccole emittenti o bizzarre catene nazionali: lì ci sono "opinionisti" che recitano apposta la parte della macchietta, dando vita a teatrini che non sono proprio il vanto della categoria, però fanno audience.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/cronaca/2020/03/21/news/le_parole_piu_belle_di_tutti-251867145/ Le parole più belle di tutti]''|''repubblica.it'', 21 marzo 2020.|h=4}}
{{NDR|Su [[Gianni Mura]]}}
*Prima le persone e poi le parole, e lui le parole le aveva bellissime, le più belle di tutti. E andare, andare sempre a guardare. Parlare con gli altri, osservare i dettagli, gli oggetti, le forme e le tinte delle cose. Scrivere, quello viene dopo. [...] Gianni Mura mi ha insegnato che scrivere è prima di tutto leggere, ed è ascoltare una canzone. È curiosità degli altri, altrimenti cosa scrivi a fare. Scrivere è ricordare, certo, ma anche immaginare.
*Da Gianni ho imparato che la cosa degli aggettivi da togliere è una scemenza. Bisogna metterli, invece, ma solo quelli giusti, Ma vale per tutto, i nomi, i predicati, i complementi, le virgole, i punti. Solo il punto e virgola non gli garbava: è come il vino rosé, diceva. E il vino o è rosso o e bianco, meglio naturalmente il rosso.
*Da Gianni ho imparato che le parole sono un gioco. Nella loro forma più intima, corporea, le assonanze, le sillabe, lo sposalizio tra vocali e consonanti, la rima, il ritmo, c'è già il loro destino nel mondo. Scivoleranno nella frase proprio dal modo in cui sono fatte. C'è chi la chiama poesia, io lo chiamo Gianni Mura. Lui le parole le conosceva tutte, amando di più quelle francesi così come amava il Tour quasi più di ogni cosa.
*Da Gianni ho imparato che le cose si dicono e si scrivono, costi quel che costi. E che la tenerezza è la migliore forma di forza. Lui era un mite duro, un romantico con la faccia da romanzo. Il bicchiere, diceva Gianni, sempre mezzo pieno. E il pezzo, sempre dieci righe in più che in meno [...]
{{Int|''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2020/05/29/news/il_tramonto_che_nessuno_dimentica_35_anni_fa_all_heysel_il_calcio_perse_l_innocenza-257898835/ Il tramonto che nessuno dimentica, 35 anni fa all'Heysel il calcio perse l'innocenza]''|''repubblica.it'', 29 maggio 2020.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[strage dell'Heysel]]}}
*Prima che il sole calasse, tra i raggi di un tramonto che durava a lungo e adesso era di un rosso scuro, rosso sangue, la curva a sinistra cominciò a ondeggiare. Gli inglesi si stavano spostando come una migrazione barbara. Spingevano e cantavano. Dalla tribuna, tuttavia, sembrava solo un movimento di massa un po' più vivace, una coreografia. Osservammo meglio: qualcosa non andava. Era come se la gente vestita di rosso, spostandosi verso il settore attiguo, il famigerato "Z", diviso solo da una specie di rete da pollaio, si fondesse con la gente vestita di bianco e nero. Uno schiacciamento, ma ancora vago. A occhio nudo non si vedeva bene. Un collega seduto accanto a noi aveva il binocolo. «Ma questi dove vanno? Sono matti?», domandò. Era come guardare un documentario sui maremoti. L'onda umana si alzava e si abbatteva su quanto trovava sul suo cammino, eppure l'esatta percezione del dramma che si stava consumando non fu immediata. Capimmo meglio, quando la gente invase il campo. Quella più fortunata era riuscita a non farsi travolgere. Arrivare sul prato era come raggiungere la salvezza dopo essere stati chiusi in una damigiana, e avere infine fatto saltare il tappo. In tanti non ci erano riusciti, ma ancora non si sapeva. Ci sono dei feriti, disse qualcuno. E subito corremmo fuori, uscendo nello spiazzo di fronte alla tribuna dove stavano portando i primi corpi. E allora vedemmo, e capimmo.
*Che poi si dovette giocare per forza lo sanno tutti. La voce di Gaetano Scirea ancora risuona nell'aria mentre dice «state calmi, giochiamo per voi». Fuori, intanto, stavano portando via i morti, e alla fine ne contarono 39. C'era un tappeto di sciarpe e maglie bianconere, e scarpe, tante, anche di bambino. Fu tutto assurdo, forse necessario. Non giocando, probabilmente, il bilancio sarebbe diventato anche più atroce. Vinse la Juventus grazie a un rigore conquistato da Boniek, fuori area, e trasformato da Platini. I bianconeri ritirarono la Coppa e festeggiarono, lo fecero per la loro gente e per uno sfogo nervoso.
*Si ripete una frase, da trentacinque anni esatti: quella sera il calcio perse l'innocenza. Forse. O forse, invece, diventò solo realista, prendendo atto della ferocia che a volte domina le masse, e del dilettantismo sciagurato che può guidare la mano dell'autorità. Fu insipienza più che fatalità, e leggerezza assassina: la polizia e il governo del Belgio non ci avevano capito niente. Nessuno perse l'innocenza, quella sera, perché non l'aveva mai avuta. Se non quei poveri tifosi, quella gente attesa da un ritorno che non ci sarebbe mai stato.
==''X/Twitter – profilo ufficiale''==
*A volte la gente, purtroppo, ha ragione a pensare di noi quello che pensa di noi. Di noi [[Giornalista|giornalisti]], intendo.<ref>Da un [https://x.com/m_crosetti/status/2079888977801187532 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 22 luglio 2026.</ref>
*Ci odiano, noi [[Baby boomer|boomer]], perché siamo stati più felici di loro.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1723300857528156546 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 11 novembre 2023.</ref>
*L'educazione, la gentilezza, la competenza, il giornalismo di [[Gianfranco De Laurentiis]]. Non era meglio perché è passato, era meglio perché era meglio.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1316309841753899008 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 14 ottobre 2020.</ref>
*[...] l'Italia è quella cosa che perde tempo con [[Marco Travaglio]].<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1419619232468201476 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 26 luglio 2021.</ref>
*La [[Resistenza italiana|Resistenza]] non è una pagina controversa della nostra storia: c'era una parte giusta e c'era una parte sbagliata, e oggi siamo qui e siamo così perché ha vinto la parte giusta.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1216730671080787969 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 13 gennaio 2020.</ref>
*Mi piace la storia del [[Benito Mussolini|Duce]], perché finisce bene.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1253975486692196352 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 25 aprile 2020.</ref>
*Quando una squadra rinuncia a [[Mario Mandžukić]] [...] comincia a essere un po' meno squadra. La mia idea di calcio: Marione più altri dieci.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1209915889438597120 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 25 dicembre 2019.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Crosetti, Maurizio}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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1428865
2026-10-08T17:02:20Z
Danyele
19198
/* la Repubblica */ fix
1428880
wikitext
text/x-wiki
'''Maurizio Crosetti''' (1962 – vivente), giornalista e scrittore italiano
==Citazioni di Maurizio Crosetti==
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20140210033839/http://www.ju29ro.com/interviste/4335-crosetti-risponde-al-team Crosetti risponde al Team]''|Intervista a ''ju29ro.com'', 13 settembre 2012.}}
*[...] io rispondo solo di quello che scrivo e mi basta e avanza: è il bello del [[giornalismo]]. Uno sport individuale, anche se sembra un gioco di squadra.
*[...] stuzzicare il fuocherello con la benzina garantisce l'incendio, ma non è questo il giornalismo in cui mi riconosco.
*[[Oliviero Beha]] è molto bravo, ma fa da sempre il bastian contrario: uno schema fisso.
*{{NDR|Parlando di Calciopoli}} Non ho mai seguito direttamente il processo, nel senso dell'inchiesta giudiziaria. Ho scritto qualche commento, certo. E ho sempre sostenuto, carta canta, che [[Serie A 2005-2006|quello scudetto]] non dovesse essere assegnato. Non restituito alla Juventus, ma non assegnato.
*Esiste un solo Crosetti, che [...] da ragazzino era più juventino di Andrea Agnelli. Poi, il mestiere cancella il tifo, altrimenti si resta giornalisti ultrà con la sciarpa, come dite giustamente voi. Purtroppo, il tifoso lettore pensa che il giornalista sia amico quando dice o scrive cose che anche lui pensa, e immediatamente nemico quando critica.
==Citazioni tratte da articoli==
===''Guerin Sportivo''===
*{{NDR|Su [[Michael Laudrup]]}} È nato in una notte di tempesta e chiede scusa se non somiglia a quei fulmini; mica è una colpa. Non si fa violenza e si accetta così, preferisce le inquietudini e le nevrosi di Woody Allen agli incanti molto mediterranei di Fellini. Non crede più alle favole, neppure a quelle di Andersen, danese dall'animo gentile: perché non è mica vero che il brutto anatroccolo poi diventa sempre un cigno.<ref name="Laudrup"/>
*Michael Laudrup non poteva che nascere a Copenaghen, la città di Kierkegaard, il filosofo della disperazione e del dubbio, personaggio che si sentiva sospeso tra il tutto e il nulla e interpretava la vita come alternativa drammatica tra opposte possibilità. Un «essere o non essere» molto amletico (toh, ancora la Danimarca) che il campione della Juve deve accettare, ma non sa risolvere. A 23 anni è già stato più volte promosso, bocciato, accusato, assolto in appello, rinviato a giudizio e di nuovo condannato.<ref name="Laudrup">Da ''In ginocchio da re'', ''Guerin Sportivo'' n. 6 (680), 10-16 febbraio 1988, pp. 20-24.</ref>
*Una squadra. Cioè l'idea che ha guidato l'[[Nazionale maschile di calcio dei Paesi Bassi|Olanda]] verso una storia difficile e avara, però bella come un mondo che cambia.<ref>Da ''Olanda, cicli e ricicli'', ''Guerin Sportivo'' n. 27 (1203), 2-9 luglio 1998, pp. 16-17.</ref>
===''la Repubblica''===
{{cronologico}}
*Nell'alfabeto miliardario del calcio esiste una singolare sequenza di lettere: la A di Agnelli è seguita dalla B di Berlusconi e dalla C di Cragnotti [...]. Fin qui tutto bene. Ma da qualche mese si passa direttamente alla G, quella di [[Luciano Gaucci|Gaucci Luciano]]. "Luciano uragano", come lo acclamano i tifosi del Perugia da lui avvolto di nuova e fresca ricchezza. Gaucci compra, investe, programma, promette. E spende, spende cifre da lussuosa serie A: contratti pluriennali [...], movimenti di mercato a nove zeri, nomi e cognomi illustri. [...] I suoi nemici, pare in numero crescente, continuano però a chiamarlo il "sor ramazza". E lui, re delle imprese di pulizia e dei cavalli da corsa, invece di offendersi la ramazza la usa. E spazza via gli avversari.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/06/24/meglio-pagare-caro-come-con-cavalli.html "Meglio pagare caro, come con i cavalli"]'', ''la Repubblica'', 24 giugno 1992.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1993-1994]]}} Uova marce sull'ambizione di grandezza, sulla presunzione di nobiltà. Insulti e schiaffi a quel che resta della Juventus, cioè un gruppo di calciatori sbandati, un allenatore in congedo, una società che non esiste. [...] una cinquantina di ultrà hanno offerto l'esatta misura della distanza che ormai separa la gente e la Juve, la gente arrabbiata dalla Juve finita e svuotata. [...] Il tutto mentre cresce il malessere pacifico e amaro di dieci milioni di tifosi stufi di chiacchiere e sconfitte, sprechi miliardari e pseudo rivoluzioni. [...] La Juventus di Boniperti non c'è più, quella di Bettega non c'è ancora: insieme, unite nella sconfitta come nell'incertezza, rimediano una figuraccia storica.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/03/20/violenza-all-allenamento.html Violenza all'allenamento]'', ''la Repubblica'', 20 marzo 1994.</ref>
*[...] una squadra di controbalzo. La [[Juventus Football Club|Juve]] addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/04/22/sono-arrivati-fino-meno-poi-magia-nedved.html Sono arrivati fino a meno 5 poi magia Nedved]'', ''la Repubblica'', 22 aprile 2002.</ref>
*Basta con questo vecchiume, basta con questi nomi ammuffiti e totalmente privi di appeal. Ha ragione [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]: per un futuro più glamour, occorre ribattezzare il mondo. Non solo la Fiat Stilo dovrebbe chiamarsi Young Ferrari o Ferrari Woman, ma tutta [[Torino]] avrebbe bisogno di un bel restyling che parta dal vocabolario.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/12/05/berlusconi-ha-ragione-quanti-nomi-da-cambiare.html Berlusconi ha ragione. Quanti nomi da cambiare]'', ''la Repubblica'', 5 dicembre 2002.</ref>
*Prendete Beckham, immaginate tutto il contrario (umano, tecnico, ambientale, morale) e avrete [[Gianfranco Zola]].<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/07/03/bentornato-piccolo-grande-10-il-richiamo-della.html Bentornato, piccolo grande 10. Il richiamo della mia terra]'', ''la Repubblica'', 3 luglio 2003.</ref>
*"[[Luciano Moggi|Moggi]] si rivolge a Cristo con umiltà, con desiderio di ricostruire: è un uomo che nella vita ha dato il suo contributo". E non solo agli arbitri. Finalmente anche la Chiesa, nella persona del vescovo [[Domenico Sigalini]], ha capito quello che in Italia ormai sapevano tutti: cioè che Lucianone è un perseguitato, un martire, uno che dava fastidio e per questo l'hanno incastrato. Altro che buon ladrone o figliol prodigo: la parabola vivente è lui, l'evangelico Moggi, appena tornato da Lourdes dove, al solito, non si è fatto notare. San Giovanni Rotondo, Lourdes, la Madonna del Divino Amore: sono posti miei. Al termine di una simile Champions League della fede, bisognerebbe farlo santo subito.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/09/04/santo-subito.html Santo subito]'', ''la Repubblica'', 4 settembre 2007, p. 51.</ref>
*{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica.<ref>Da ''[http://torino.repubblica.it/dettaglio/La-Juventus-È-un¿opera-d¿arte-Compleanno-con-Pinturicchio/1380529 La Juventus? È un'opera d'arte. Compleanno con Pinturicchio]'', ''torino.repubblica.it'', 23 ottobre 2007, p. 60.</ref>
*{{NDR|Sull'[[equipaggiamento calcistico]]}} La maglia è una bandiera, e l'hanno sporcata. La divisa della nostra squadra di calcio è una casa dove tornare, uno specchio dove vedere riflessa la passione di tanti anni, un ricordo d'infanzia, un segno di appartenenza tribale, è un colore dell'anima che non può sbiadire. Ma se arriva lo stilista e la pennella di fucsia o verde pisello, se insieme allo stilista c'è l'esperto di marketing che cancella simboli, tinte, riferimenti [...]. Li chiamavano "colori sociali": sono diventati una tavolozza confusa e griffata, un carnevale, un delirio creativo che spesso crea solo imbarazzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/2009/07/sport/calcio/maglie-pallone/maglie-pallone/maglie-pallone.html Se il calcio cambia colori. Le maglie nel pallone]'', ''repubblica.it'', 11 luglio 2009.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 2009-2010]]}} ...l'incompetenza, il senso di abbandono e di addio che ormai circonda i bianconeri. Perché la Juve, prima, poteva essere qualcosa da combattere e al limite da odiare, oppure da tifare e amare, ma sempre qualcosa. Adesso è diventata niente.<ref>Da ''la Repubblica'', 11 gennaio 2010; citato in ''[https://web.archive.org/web/20140818090342/http://www.ju29ro.com/terzo-anello/1663-maurizio-crosetti-qla-juve-e-nienteq Maurizio Crosetti: "La Juve è niente"]'', ''ju29ro.com'', 12 gennaio 2010.</ref>
*Ora, anche se non si capisce bene cosa c'entrassero con Calciopoli i pranzi e le cene a casa Mou, qui si fa pacatamente notare quanto segue: nella stagione sportiva 2003-2004, il Porto allenato da [[José Mourinho]] fu coinvolto nell' inchiesta "apito dourado" (fischietto dorato) per un tentato illecito sportivo e tentata corruzione. Risultato: 6 punti di penalizzazione e due anni di squalifica al presidente. Chi è senza peccato scagli il primo fischietto.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/26/calciopoli-in-portoghese.html Calciopoli in portoghese]'', ''la Repubblica'', 26 febbraio 2010, p. 65.</ref>
*Dalla [[Tifoseria dell'ACF Fiorentina|curva Fiesole]] s'alza quello che potremmo chiamare un coro di repertorio, perché appartiene a decenni di vergogna. Riesumato, come una carcassa putrescente [...]. È una canzone terribile: inneggia alla [[strage dell'Heysel]]. Fa il tifo per gli assassini. [...] Per chi l'avesse dimenticato, la sera del 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles, prima di Juventus-Liverpool, morirono 39 persone [...]. Decine di famiglie ancora piangono. Tifare per chi ha ucciso è come essere complici, significa uccidere ancora un po' la memoria, la pietà, il ricordo, e quel poco di umanità che resta.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/12/06/news/crosetti_heysel-9875776/ Quelli che esaltano l'Heysel e che nessuno vuole punire]'', ''repubblica.it'', 6 dicembre 2010.</ref>
*{{NDR|Su [[Calciopoli]]}} Non erano balordi di provincia, non erano un fruttivendolo, un dentista, un ex centravanti malato di scommesse. Erano l'amministratore delegato e il direttore generale della Juventus, e il vice presidente della Federcalcio. Erano il massimo del potere possibile. Erano un enorme nucleo di pressioni, complicità, clientele. Erano i piloti occulti di arbitri e arbitraggi. Erano un'associazione a delinquere [...]. Erano: e non saranno mai più. [...] Se non eri loro amico, diventavi un nemico. Se non accettavi favori e resistevi alle intimidazioni, eri fuori dal gioco. Perché volevano giocare solo loro, truccando le carte. [...] Eppure la Juve rivuole indietro uno degli scudetti di questa banda: serve del coraggio anche solo per chiederlo.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/06/16/ci-vuole-coraggio-chiedere-indietro-quello-scudetto.html Ci vuole coraggio a chiedere indietro quello scudetto]'', ''la Repubblica'', 16 giugno 2011.</ref>
*{{NDR|Sull'equipaggiamento calcistico}} Quando il mondo, del calcio e non, era più semplice [...] vigeva una regoletta elementare: la squadra di casa mantiene la prima divisa, e quella che gioca in trasferta la cambia se la prima ha tinte più o meno simili a quelle dell'avversario [...]. Ancora non esisteva la tirannia del marketing, né lo strapotere della grafica che tanti danni ha provocato non solo nello sport: trattasi di forma che si sovrappone al contenuto e lo confonde, lo indebolisce anziché potenziarlo. E quando non si ha nulla da dire, lo si disegna. Poi è arrivata la stagione dello sponsor tecnico che impone prima, seconda e terza casacca, e bisogna – per contratto – indossarle a rotazione, altrimenti non si vendono. E il tifoso, poveretto, è stato preso nella trappola delle nuove collezioni neanche fosse un cliente di Prada, ogni campionato nuovi campionari, disegni, sfumature, colorazioni, e chi non sta al passo è un poveraccio. Mica come quando si comprava una maglia della propria squadra, la si indossava per anni, e più era stinta e infeltrita più testimoniava fedeltà alla causa. Ora, invece, è tutto sintetico come i tessuti di queste casacche da carnevale [...]. Poi, forse, c'è anche un senso nascosto in tutto questo sport di terital: e cioè il calcio si è talmente impoverito di identità, che ripudiare i colori della propria storia è quasi un atto di involontaria coerenza. Insomma, bisognerebbe essere degni di certe tinte, bisognerebbe meritarle [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2011/10/26/news/magliette_crosetti-23888032/ La Juventus "pantera rosa", quando il marketing fa danni]'', ''repubblica.it'', 26 ottobre 2011.</ref>
*E poi c'era anche lui. Con quella tuta celeste che pareva un pigiama, a bersi tutta l'ombra che le leggende si lasciano dietro, una corrente che porta via ogni cosa. Perché il prezzo della gloria lo paga sempre la gente comune. La luce abbagliante di [[Dino Zoff]] gli cadde addosso come un sacco, e [[Massimo Piloni]] ci restò dentro per anni. Era il portiere di riserva, ma Zoff avrebbe giocato anche da moribondo, anche nel sonno, anche a briscola. Non gli serviva a niente, una riserva.<ref name="Piloni">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/27/piloni-eterna-riserva-io-per-lui.html Piloni, l'eterna riserva: "Io per lui non esistevo"]'', ''la Repubblica'', 27 febbraio 2012.</ref>
*{{NDR|Su Massimo Piloni}} Non più un giocatore di pallone ma una metafora, forse una vittima, più probabilmente un eroe della resistenza, della cieca fiducia, perché domani sia migliore. Non lo è quasi mai.<ref name="Piloni"/>
*Tutto il calcio possibile sta chiuso dentro [[El Clásico|Barcellona-Real Madrid]] [...]. E forse non solo il calcio. Perché queste meraviglie spagnole non sono soltanto due formidabili squadre, ma due autentiche visioni del mondo. La tradizione un po' algida del Real Madrid, da sempre espressione del potere centralista (era la squadra amata da Franco e vicina ai sovrani) contro gli indipendentisti catalani, puro talento e un po' di anarchia. Il Real dei colossi atletici, il Barcellona dei piccoletti geniali.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2012/04/20/news/e_tu_sei_barcellona_o_real_-33641338/ E tu sei Barcellona o Real? Proviamo a giocare anche noi]'', ''repubblica.it'', 20 aprile 2012.</ref>
*Aveva occhi un po tristi e un'aria da persona sola, chiusa. Come molti introversi, non gli apparteneva la preoccupazione di piacere a tutti. Però ogni suo gesto, dentro e fuori lo sport, è stato di orgogliosa sostanza. Campione inarrivabile, velocista "nero" d'Europa, figlio del profondo sud italiano vissuto sapendo che i luoghi comuni si possono combattere e vincere con la forza interiore, con una spinta anche morale. In questo, anche in questo, [[Pietro Mennea]] è stato un esempio.<ref name="Mennea">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/vari/2013/03/21/news/mennea_un_fenomeno_magnetico_e_cocciuto-55044204/ Mennea, un fenomeno magnetico e cocciuto]'', ''repubblica.it'', 21 marzo 2013.</ref>
*{{NDR|Su Pietro Mennea}} Sembrava in eterna lotta col mondo e in parte lo era. Ha rappresentato molto, non solo nello sport e nell'atletica. La possibilità di riscatto per chi non nasce al centro dell'universo e non ha predestinazione, ne santi in paradiso. Era magnetico, cocciuto, emanava una forza contagiosa e a volte imbarazzante, difficile da reggere e guardare negli occhi. Non sembrava neanche italiano, eppure era il meglio di tante cose che misteriosamente, magicamente il nostro paese ogni tanto sa proporre.<ref name="Mennea"/>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 2013-2014]]}} Dietro ogni numero c'è sempre una storia, un racconto da interpretare. Chi parla di freddezza delle cifre non le conosce e non le ama. E questo cubitale 102 bianconero ha il fascino misterioso di una creatura mai vista, è un meteorite precipitato sulla Terra: se ne parlerà per decenni, forse finché la gente avrà voglia di giocare a pallone, finché esisteranno campionati e squadre. È l'Everest: più in alto non si va. Qui siamo molto oltre la statistica e i record: 102 punti rappresentano infatti la sostanza di una squadra formidabile, irraggiungibile, la sua continuità e il suo codice genetico. Ma sono anche la dimensione di una voragine, la profondità dell'abisso: perché tra la Juventus e gli altri c'è il nulla, o quasi. [...] Non si vincono 33 partite su 38, e 19 su 19 in casa, se molti tra gli avversari non sono friabili o smarriti.<ref>Da ''Juve, un'impresa immensa sulle macerie del calcio'', ''la Repubblica'', 19 maggio 2014, p. 61.</ref>
*Questa è anche una storia araldica, in perfetta sintonia con il gusto tutto italiano per stemmi e scudi, probabile retaggio cavalleresco e medievale. Nessuno al mondo [...] possiede ad esempio lo [[Scudetto (sport)|scudetto]]: lo inventò nientemeno che Gabriele D'Annunzio nel 1924, perché fosse apposto sulla divisa della selezione del Comando Militare Italiano per una partita amichevole. Il triangolo tricolore piacque, e dalla stagione successiva sarebbe rimasto sul petto dei campioni d'Italia. Siccome la Juventus fu il primo club a vincerne dieci, nel 1958 venne premiata dal Coni con la stella al merito sportivo: l'allora presidente Umberto Agnelli [...] propose alla Lega di poter cucire quella stellina sulla maglia, e il Consiglio federale – con delibera 3 maggio 1958 – diede il permesso e avviò la consuetudine.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/01/20/la-stella-dargento.html La stella d'argento]'', ''la Repubblica'', 20 gennaio 2014.</ref>
*È stato un gran centravanti, [[Michele Padovano]]. Scaltro, brevilineo, cattivo. Cresciuto in una barriera operaia tenuta sempre dentro, nel profondo. I giocatori della Juve al campo d'allenamento potevano parcheggiare solo automobili Fiat? Ok, lui fermava la sua Bmw più distante e arrivava a piedi. Un tipo così.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/05/29/ho-alzato-la-coppa-ma-adesso-nessuno-mi-risponde-al-telefono40.html "Ho alzato la Coppa ma adesso nessuno mi risponde al telefono"]'', ''la Repubblica'', 29 maggio 2017.</ref>
*Agricola, 71 anni, rappresenta dunque il più clamoroso dei ritorni in bianconero e forse non il più opportuno. Perché ai giocatori [[Juventus Football Club|juventini]], giovani e sanissimi, venivano somministrati psicofarmaci? Perché il sangue di alcuni di loro era denso come marmellata? Sono alcune tra le molte domande che tre gradi di giudizio non hanno mai del tutto chiarito. Se poi la giustizia ha fatto i conti con i consueti tempi biblici, e se quell’ombra di prescrizione non si è mai davvero dissolta, era proprio il caso di insistere riproponendo il dottor Agricola? Una scelta ai limiti della provocazione o della sfida, non si capisce bene a chi. Oppure, semplicemente, la categoria dei medici sportivi negli ultimi dieci anni non ha prodotto nulla più di questa vecchia gloria. [...] Si ha un bel dire che esiste un accanimento mediatico contro quella lunga stagione bianconera, tra legittimi trionfi sportivi, processi per doping, scudetti cancellati, schede telefoniche e retrocessione in B, ma è la stessa Juventus a non incoraggiare un oblio che in parte le gioverebbe.<ref>Da ''Il ritorno inopportuno di Agricola'', ''la Repubblica'', 18 giugno 2017.</ref>
*[...] la Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione.<ref>Da ''repubblica.it''; citato in ''[https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/crosetti-repubblica-la-juve-sa-reagire-dalle-sue-morti-i-bianconeri-non-rubano-sono-feroci-mezza-italia-dovrebbe-imitarli-419599 Crosetti (Repubblica): "La Juve sa reagire dalle sue morti, i bianconeri non rubano, sono feroci. Mezza Italia dovrebbe imitarli"]'', ''tuttojuve.com'', 29 aprile 2018.</ref>
*Rimbalzano le parole dei comunicati e le frasi sulle condizioni ancora peggiorate, lui che “non potrà riprendere l’attività lavorativa”, i ringraziamenti, il commiato inevitabile ormai: tutti frammenti che dall’Italia precipitano fin quassù {{NDR|Ospedale Universitario di Zurigo}}, dove erano partite. Scorrono insieme alle immagini dell’ultima uscita pubblica di [[Sergio Marchionne]], il 26 giugno, lui un po’ gonfio che respira a fatica mentre consegna la nuova Jeep alla sua amata [[Arma dei Carabinieri]]. Un altro segno del destino. Così dice addio il figlio del maresciallo maggiore Concezio, in fondo siamo figli per sempre, e insieme dice ciao papà.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/07/21/news/marchionne_prima_dell_operazione_diceva_staro_via_poco_poi_le_speranze_sono_svanite-202386537/ Marchionne prima dell'operazione diceva: “Starò via poco?”, poi le speranze sono svanite]'', ''rep.repubblica.it'', 21 luglio 2018.</ref>
*La gioventù scavalca i muri, non si cura delle pietre lungo la strada e vola. Così un ragazzo toscano, [[Alberto Bettiol]], va a vincere quella che i malati di ciclismo conoscono come la più grande corsa al mondo, più della Roubaix, più del Lombardia e della Sanremo: il [[Giro delle Fiandre]] che nell'epoca dei patriarchi venne conquistato per tre volte di fila da [[Fiorenzo Magni]], diventato per questo "il leone delle Fiandre". Ieri {{NDR|7 aprile 2019}}, sulla stessa via abbiamo finalmente trovato un leoncino.<ref>Da ''Alberto e Marta una doppietta nella corsa più grande'', ''la Repubblica'', 8 aprile 2019, p. 35.</ref>
*Il signor Sonaglia era un uomo grosso, ed era il proto. Il proto, lo dice il nome, è il primo, è il re della tipografia. Papà era linotipista. Si stimavano. [...] Un giorno, non saprei dire come, il signor Sonaglia riuscì a procurarsi tre biglietti per Juventus-Atletico Bilbao, [[Finale della Coppa UEFA 1976-1977|finale d'andata della Coppa Uefa 1977]]: uno per sé, uno per papà e uno per me. Erano i primi di maggio, il giorno 4. [...] Avevo quindici anni. [...] Il bello delle partite è aspettarle. Si andò [...] allo stadio [...] con il tram numero 10. Quei corpi stretti, quella gente che già cantava. Noi, tutti maschi e tutti insieme. Noi, tutti adulti, anche i ragazzini. Noi, in qualche modo, la Juve. I biglietti erano di un settore inaudito: i Distinti. Vale a dire la tribuna di fronte a quella centrale, luogo che forse nella realtà neppure esisteva, ma anche i Distinti segnavano una lontananza assoluta. Ben che andasse, a quei tempi, la partita si guardava in curva Filadelfia, naturalmente tutti in piedi. Chissà quanto avrà speso, papà, per portarmi lì. La partita non arrivava mai [...]. Ecco le squadre in campo. Gli altri, vestiti di blu. Io quella formazione la ricordo a memoria: Zoff Gentile Cuccureddu (pausa), Furino Morini Scirea (pausa), Causio Tardelli Boninsegna Benetti Bettega (fine). La Juve segna presto, nella porta di destra rispetto a noi che guardiamo. C'è un cross di Scirea, e Tardelli colpisce la palla di testa ma di più con la spalla, si torce in un modo strano e ne vien fuori una parabola bizzarra, imparabile. Uno a zero. Sarà anche il risultato finale. La Juve attacca ma non segna più, dunque in Spagna sarà dura. Come poi sarebbe andata, alla Juventus e a me, conta poco. La Juventus vincerà la Coppa Uefa con un gol di Bettega in tuffo di testa al San Mamés, i baschi segneranno due volte ma non abbastanza. [...] Juve-Atletico Bilbao fu un sogno, un regalo enorme. Papà mi dava la mano per non perdermi tra la folla. Dopo una quarantina d'anni, la pelle d'oca allo stadio quando stanno per entrare le squadre la sento ancora, e mi piace quando la gente grida. Poi mi volto a cercare papà.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/dossier/sport/la-partita-della-vita/2019/09/10/news/_indimenticabile_juve-atletico_bilbao_allo_stadio_per_mano_con_mio_padre_-235681324/ "Indimenticabile Juve-Atletico Bilbao, allo stadio per mano con mio padre"]'', ''repubblica.it'', 10 settembre 2019.</ref>
*{{NDR|Su [[Dejan Kulusevski]]}} Centrocampista d'attacco rock [...] è un gigante di quasi un metro e novanta che corre come un matto, pressa, recupera, passa la palla, talvolta segna e sempre spacca il campo.<ref>Da ''[https://parma.bologna.repubblica.it/sport/2019/11/24/news/kulusevski_non_lascio_il_parma_a_gennao_ho-241842367/ Kulusevski: "Non lascio il Parma a gennaio. Ho bisogno di crescere qui"]'', ''parma.bologna.repubblica.it'', 24 novembre 2019.</ref>
*Erano piene di nebbia, a quel tempo, le mattine d'inverno a Torino, ed era dura rimettersi a battere la lastra nel reparto presse della Fiat. Ma c'erano giorni diversi, c'erano i magici lunedì in cui l'operaio "[[Terrone|terùn]]", naturalmente [[Tifoseria della Juventus Football Club|juventino]], poteva dimenticare ogni gelo nella strada e nel cuore, ogni amarezza, ogni sporca fatica della vita grama. Perché la domenica la Goeba aveva vinto. E al centro dell'attacco di quella squadra c'era lui, [[Pietro Anastasi]] da [[Catania]], Pietruzzu, Pietro 'u turco.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/2020/01/18/news/pietruzzu_la_fiat_e_la_juve_con_i_gol_fece_saltare_le_divisioni_sociali-246056076/ Pietruzzu, la Fiat e la Juve. Con i gol fece saltare le divisioni sociali]'', ''repubblica.it'', 18 gennaio 2020.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2001-2002]]}} Cinque maggio: prima [[5 maggio|era solo Manzoni]], poi sarebbe stato [[Ronaldo]] il fenomeno. Il brasiliano, non Cristiano. Il dentone, che in quel 5 maggio 2002 pianse tutte le lacrime che gli erano rimaste, dentro uno stadio che già lo aveva fatto gridare di dolore due anni prima, e per un motivo ancora più serio: quel tremendo infortunio al ginocchio, quell'urlo straziante in Lazio-Inter di Coppa Italia. [...] Sarebbe ritornato il più forte al mondo, dopo quel ginocchio saltato? Certo che sarebbe tornato, anche se in quel 5 maggio 2002 non riuscì e non fu in grado di aiutare l'Inter in alcun modo. Eppure lo scudetto, solo un mese prima, sembrava ormai nerazzurro dopo tredici anni. L'Inter volava, la Juventus no. E la Roma teneva il passo a fatica. Insomma, la storia pareva già segnata. Ma il mese di aprile non fu propizio per l'Inter [...] mentre la Juve quasi inabissata riemerse a Piacenza grazie a Pavel Nedved [...]. Sarebbe bastato, ai torinesi? In pochi ci credevano, quasi nessuno. E quando Inter e Juve, con la Roma appena alle spalle, andarono a giocarsi lo scudetto in quel pomeriggio fatale, la classifica diceva: Inter 69, Juventus 68, Roma 67. Il paradosso fu che i tifosi della Lazio avrebbero preferito che l'Inter battesse la squadra del cuore davanti ai loro stessi occhi, pur di evitare il rischio che lo scudetto finisse alla Roma. Non accadde né l'una né l'altra cosa. La Juve di Lippi, squadra mai doma e mai morta, vinse 2-0 a Udine in un sole scintillante, gol di Trezeguet e Del Piero: poi, certo, sarebbe servita anche una vittoria della Lazio. E così andò. Fu un'ecatombe nerazzurra: 4-2 per i laziali, con un crudelissimo gol del "cholo" Simeone, quello del 3-2: un vecchio cuore nerazzurro condannava la sua ex squadra.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2020/05/05/news/le_lacrime_di_ronaldo_e_quel_5_maggio_2002_che_l_inter_non_dimentica-255740413/ Le lacrime di Ronaldo e quel 5 maggio 2002 che l'Inter non dimentica]'', ''repubblica.it'', 5 maggio 2020.</ref>
*Mai visto un simile maestro di calcio. Mai conosciuto un tale costruttore di giocatori, talenti e uomini. [[Sergio Vatta]] era un allenatore di persone, un tattico evoluto e raffinato, un padre, un nonno. [...] La sua casa era il [[Stadio Filadelfia|campo Filadelfia]], dove Vatta ha scovato, allevato e consegnato al football personaggi che si chiamano Lentini, Cravero, Fuser, Vieri, Mandorlini, Cois, Pancaro, Rambaudi, Dino Baggio e ne dimentichiamo moltissimi. Calciatori che hanno dato anima e corpo all'idea del Toro ancor prima che ai risultati in campo [...]. Il senso di appartenenza della tradizione granata venne modernizzato da Vatta, e reso più attuale senza che mai si perdesse il filo del racconto e dell'avventura, con la forza evocativa di un luogo fisico, il vecchio stadio di Valentino Mazzola, Gabetto e Maroso, che quasi per magia entrava nel sangue dei ragazzini [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/torino/2020/07/23/news/torino_si_e_spento_sergio_vatta_il_mago_delle_giovanili_granata-262688635/ Torino, è morto Sergio Vatta, il mago delle giovanili granata. Fu lui a scoprire Vieri]'', ''repubblica.it'', 23 luglio 2020.</ref>
*[[Jenő Károly|Jeno Károly]] era stato un grande giocatore, un "medio/centro" come si diceva allora, capitano addirittura dell'Ungheria. [...] fu tra i migliori centrocampisti europei prima della Grande Guerra, e dopo diventò allenatore, guidando tra l'altro la trionfale M.T.K. Budapest [...] prima che Edoardo Agnelli e il barone Mazzonis decidessero nel 1923 di affidare a Jeno la Juventus tutta intera: le operazioni sul campo ma anche il mercato. Nacque così il primo allenatore professionista della Juve, un general manager all'inglese. Fu una svolta epocale. Le rare ma intense cronache dell'epoca raccontano un uomo severo ma giusto, cordiale con tutti ma fermissimo, pieno di stile, magnetico e ancora in grado [...] di fare meglio col pallone di non pochi suoi giovani calciatori. Era il trainer della Belle Époque juventina, amore e ginnastica e naturalmente vittorie. Jeno Károly le costruiva con applicazione maniacale, la stessa che pretendeva dalla squadra. Uno stakanovista ossessivo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2020/11/23/news/karoly_il_manager_ungherese_che_regalo_il_primo_scudetto_agli_agnelli-275501026/ Karoly, il manager ungherese che regalò il primo scudetto agli Agnelli]'', ''repubblica.it'', 23 novembre 2020.</ref>
{{Int|''[https://torino.repubblica.it/dettaglio/ruspe-in-azione-al-delle-alpi-demolito-lo-stadio-di-italia-90/1555795 Ruspe in azione al Delle Alpi, demolito lo stadio di Italia '90]''|''torino.repubblica.it'', 2 dicembre 2008.|h=4}}
{{NDR|Sullo [[stadio delle Alpi]]}}
*C'è tutta la terribilità di una demolizione, nella morte dello stadio Delle Alpi [...]. La sera dell'inaugurazione, nella primavera del 1990 c'era tanto di quel traffico da diventare matti. Mista di Juve/Toro contro il Porto. I mondiali a un passo, e la città orgogliosa di un catino per il calcio finalmente grandioso. E ne sarebbero successe di cose, qui dentro, fino alle ruspe di ieri: chiamate ad abbattere cemento, ma anche errori. Perché se una città si disfa di un ciclope del genere dopo neppure vent'anni, vuol dire che qualcuno ha sbagliato. E che sono stati demoliti anche tanti, tanti soldi. [...] L'astronave viene fatta a pezzi: via i seggiolini della tribuna, anche se gli ultrà seppero a suo tempo fare di meglio, cioè di peggio. Via l'erba di Del Piero e Zidane, ma anche quella di ToroAjax, antica finale di Coppa Uefa. [...] Oppure quell'altra volta: una festa scudetto per la Juve di Vialli e Ravanelli, quando i tifosi smontarono il campo quasi come ieri. Resterà indelebile, per chi c'era, la scena del tifoso bianconero che uscì con una traversa sottobraccio.
*[...] l'astronave aveva un sacco di spazio vuoto: quando le si camminava nella pancia, i passi rimbombavano forte e non si finiva mai di passeggiare. Stanzoni, corridoi, scale: un labirinto, un posto perfetto per quei sogni terribili dove si scappa e non si esce.
*Si ritorna con la memoria alle "notti magiche" di [[Campionato mondiale di calcio 1990|Italia 90]], a tutti i ruderi che sono stati poi abbandonati [...]. Quella colossale occasione sciupata, la cascata di denaro pubblico e privato ingoiata dall'Evento: eppure, dopo neanche vent'anni abbiamo gli stadi più vecchi d'Europa, scomodi, pericolosi.
*[...] qui la Juve vinse un bel po' di cose, ma sempre sentendosi ospite in casa d'altri, dentro lo stadio troppo grande, troppo freddo (in ogni senso: ambientale e climatico, perché d'inverno si moriva di freddo, c'erano correnti dappertutto) e troppo vuoto. Perché il Delle Alpi è stato affossato anche dalla crisi del calcio, da un modello televisivo sempre più invadente (ma anche più comodo, economico e sicuro) e dalla grandiosità diventata inutile. Torino non è Milano, e il pienone si è verificato ben poche volte: l'ultimo ad esserci riuscito, non è Del Piero ma Vasco Rossi.
*Povero e neanche vecchio Delle Alpi: meglio sarebbe stato non averti mai costruito, con quella pista d'atletica che servì una volta sola, per il Grand Prix. Una volta sola, dal 1990 a ieri. Insieme al tuo corpo, al tuo scheletro e alle tue carni di cemento, cade anche quel ridicolo nome più adatto a una pensione in Val di Lanzo. Delle Alpi.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/11/08/news/dietro_il_giornalista_c_un_tifoso-46203217/ Dietro un giornalista c'è un tifoso?]''|''repubblica.it'', 8 novembre 2012.|h=4}}
*A volte succede che la vera curva sia la tribuna, nel senso di tribuna stampa: non dovrebbe accadere, ma tant'è. Se tu non fossi stato tifoso da ragazzino, difficilmente avresti deciso di dedicarti poi al giornalismo sportivo perché, come il calcio, anche lo scrivere di sport nasce dalla passione e non è materiale freddo. Lo diventa, nel tempo, quando al tifo si sovrappone il mestiere [...]. Quando non succede, sono possibili pericolosi e antipatici cortocircuiti.
*Accadde che dopo la [[Finale della Coppa dei Campioni 1982-1983|finale di Coppa dei Campioni]] persa dalla Juventus ad Atene nel 1983 contro ogni pronostico, un gruppetto di giornalisti non proprio filo-bianconeri pensasse di premiare l'autore della rete decisiva, cioè l'occhialuto Felix Magath, con una medaglia ricordo. La cerimonia ebbe luogo qualche tempo più tardi di fronte a un Magath invero assai sorpreso, probabilmente incapace di comprendere il senso dell'evento. Senso che non sfuggì a Boniperti: il presidente ci mise del tempo, usò tutte le sue doti di 007 e alla fine venne a capo di nomi e cognomi. Ogni colpevole fu scritto per sempre sulla lista nera.
*Nella storia del giornalismo sportivo non mancano casi di firme illustri che hanno sempre saputo tenere separate passione (sportiva) e professione. [...] All'epoca dello storico [[90º minuto|Novantesimo Minuto]] condotto da Paolo Valenti (amava la Fiorentina) e Maurizio Barendson (lui era del Napoli), molti corrispondenti non nascondevano le loro passioni, dal napoletano Luigi Necco all'ascolano Tonino Carino, però sempre con eleganza: nessuno di loro avrebbe mai esultato contro qualcuno.
*[...] oggi va di moda la telecronaca del "giornalista tifoso" come opzione per il telespettatore: in parte è un gioco, in parte se ne potrebbe discutere, quando il telecronista è anche un cronista. Ben altra cosa è l'esibizione delle caricature dei giornalisti-tifosi nelle molte, e per lo più inguardabili, trasmissioni televisive sul calcio di piccole emittenti o bizzarre catene nazionali: lì ci sono "opinionisti" che recitano apposta la parte della macchietta, dando vita a teatrini che non sono proprio il vanto della categoria, però fanno audience.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/cronaca/2020/03/21/news/le_parole_piu_belle_di_tutti-251867145/ Le parole più belle di tutti]''|''repubblica.it'', 21 marzo 2020.|h=4}}
{{NDR|Su [[Gianni Mura]]}}
*Prima le persone e poi le parole, e lui le parole le aveva bellissime, le più belle di tutti. E andare, andare sempre a guardare. Parlare con gli altri, osservare i dettagli, gli oggetti, le forme e le tinte delle cose. Scrivere, quello viene dopo. [...] Gianni Mura mi ha insegnato che scrivere è prima di tutto leggere, ed è ascoltare una canzone. È curiosità degli altri, altrimenti cosa scrivi a fare. Scrivere è ricordare, certo, ma anche immaginare.
*Da Gianni ho imparato che la cosa degli aggettivi da togliere è una scemenza. Bisogna metterli, invece, ma solo quelli giusti, Ma vale per tutto, i nomi, i predicati, i complementi, le virgole, i punti. Solo il punto e virgola non gli garbava: è come il vino rosé, diceva. E il vino o è rosso o e bianco, meglio naturalmente il rosso.
*Da Gianni ho imparato che le parole sono un gioco. Nella loro forma più intima, corporea, le assonanze, le sillabe, lo sposalizio tra vocali e consonanti, la rima, il ritmo, c'è già il loro destino nel mondo. Scivoleranno nella frase proprio dal modo in cui sono fatte. C'è chi la chiama poesia, io lo chiamo Gianni Mura. Lui le parole le conosceva tutte, amando di più quelle francesi così come amava il Tour quasi più di ogni cosa.
*Da Gianni ho imparato che le cose si dicono e si scrivono, costi quel che costi. E che la tenerezza è la migliore forma di forza. Lui era un mite duro, un romantico con la faccia da romanzo. Il bicchiere, diceva Gianni, sempre mezzo pieno. E il pezzo, sempre dieci righe in più che in meno [...]
{{Int|''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2020/05/29/news/il_tramonto_che_nessuno_dimentica_35_anni_fa_all_heysel_il_calcio_perse_l_innocenza-257898835/ Il tramonto che nessuno dimentica, 35 anni fa all'Heysel il calcio perse l'innocenza]''|''repubblica.it'', 29 maggio 2020.|h=4}}
{{NDR|Sulla [[strage dell'Heysel]]}}
*Prima che il sole calasse, tra i raggi di un tramonto che durava a lungo e adesso era di un rosso scuro, rosso sangue, la curva a sinistra cominciò a ondeggiare. Gli inglesi si stavano spostando come una migrazione barbara. Spingevano e cantavano. Dalla tribuna, tuttavia, sembrava solo un movimento di massa un po' più vivace, una coreografia. Osservammo meglio: qualcosa non andava. Era come se la gente vestita di rosso, spostandosi verso il settore attiguo, il famigerato "Z", diviso solo da una specie di rete da pollaio, si fondesse con la gente vestita di bianco e nero. Uno schiacciamento, ma ancora vago. A occhio nudo non si vedeva bene. Un collega seduto accanto a noi aveva il binocolo. «Ma questi dove vanno? Sono matti?», domandò. Era come guardare un documentario sui maremoti. L'onda umana si alzava e si abbatteva su quanto trovava sul suo cammino, eppure l'esatta percezione del dramma che si stava consumando non fu immediata. Capimmo meglio, quando la gente invase il campo. Quella più fortunata era riuscita a non farsi travolgere. Arrivare sul prato era come raggiungere la salvezza dopo essere stati chiusi in una damigiana, e avere infine fatto saltare il tappo. In tanti non ci erano riusciti, ma ancora non si sapeva. Ci sono dei feriti, disse qualcuno. E subito corremmo fuori, uscendo nello spiazzo di fronte alla tribuna dove stavano portando i primi corpi. E allora vedemmo, e capimmo.
*Che poi si dovette giocare per forza lo sanno tutti. La voce di Gaetano Scirea ancora risuona nell'aria mentre dice «state calmi, giochiamo per voi». Fuori, intanto, stavano portando via i morti, e alla fine ne contarono 39. C'era un tappeto di sciarpe e maglie bianconere, e scarpe, tante, anche di bambino. Fu tutto assurdo, forse necessario. Non giocando, probabilmente, il bilancio sarebbe diventato anche più atroce. Vinse la Juventus grazie a un rigore conquistato da Boniek, fuori area, e trasformato da Platini. I bianconeri ritirarono la Coppa e festeggiarono, lo fecero per la loro gente e per uno sfogo nervoso.
*Si ripete una frase, da trentacinque anni esatti: quella sera il calcio perse l'innocenza. Forse. O forse, invece, diventò solo realista, prendendo atto della ferocia che a volte domina le masse, e del dilettantismo sciagurato che può guidare la mano dell'autorità. Fu insipienza più che fatalità, e leggerezza assassina: la polizia e il governo del Belgio non ci avevano capito niente. Nessuno perse l'innocenza, quella sera, perché non l'aveva mai avuta. Se non quei poveri tifosi, quella gente attesa da un ritorno che non ci sarebbe mai stato.
==''X/Twitter – profilo ufficiale''==
*A volte la gente, purtroppo, ha ragione a pensare di noi quello che pensa di noi. Di noi [[Giornalista|giornalisti]], intendo.<ref>Da un [https://x.com/m_crosetti/status/2079888977801187532 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 22 luglio 2026.</ref>
*Ci odiano, noi [[Baby boomer|boomer]], perché siamo stati più felici di loro.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1723300857528156546 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 11 novembre 2023.</ref>
*L'educazione, la gentilezza, la competenza, il giornalismo di [[Gianfranco De Laurentiis]]. Non era meglio perché è passato, era meglio perché era meglio.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1316309841753899008 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 14 ottobre 2020.</ref>
*[...] l'Italia è quella cosa che perde tempo con [[Marco Travaglio]].<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1419619232468201476 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 26 luglio 2021.</ref>
*La [[Resistenza italiana|Resistenza]] non è una pagina controversa della nostra storia: c'era una parte giusta e c'era una parte sbagliata, e oggi siamo qui e siamo così perché ha vinto la parte giusta.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1216730671080787969 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 13 gennaio 2020.</ref>
*Mi piace la storia del [[Benito Mussolini|Duce]], perché finisce bene.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1253975486692196352 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 25 aprile 2020.</ref>
*Quando una squadra rinuncia a [[Mario Mandžukić]] [...] comincia a essere un po' meno squadra. La mia idea di calcio: Marione più altri dieci.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1209915889438597120 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 25 dicembre 2019.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Crosetti, Maurizio}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Giro d'Italia
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Danyele
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{{voce tematica}}
[[File:Giro d'Italia - Logo 2018.svg|thumb|Logo]]
Citazioni sul '''Giro d'Italia''', corsa ciclistica su strada a tappe.
==Citazioni ==
*È stato concepito un giro più umano, quindi senza alibi. ([[Carlo Verdelli]])
*I principi sono credibilità, qualità e internazionalità. Solo chi avrà queste tre prerogative sarà invitato. ([[Angelo Zomegnan]])
*Il Giro d'Italia non è soltanto una corsa in bicicletta, tutti sanno cos'è il Giro e in molti lo guardano pur non essendo appassionati di ciclismo. ([[Fabiana Luperini]])
*Il Giro d'Italia parla milanese, anche se poi, a vincerlo, è qualche toscano o qualche romagnolo. ([[Indro Montanelli]])
*Il Giro è [[follia]]: solo una lucida pazzia può infatti spingerti a cento e più all'ora in discesa sotto la [[pioggia]], o a scalare una [[montagna]] sui pedali sotto la [[neve]], o a sprintare in mezzo ad altri dieci che ondeggiano, ti stringono, ti tagliano la strada. ([[Fabio Genovesi]])
*Nella mia mente [...] rimangono i suoni che anticipano l'arrivo del gruppo. Ecco, quel mix di sirene, clacson, pale di elicottero e urla degli spettatori è la cosa che più mi ha colpito del Giro d'Italia. Rumori sovrapposti che diventano una sola, caratteristica sonorità. Un momento unico! ([[Pupi Avati]])
*Non c'era nessun sportivo nella mia famiglia e nessuno mi ha avvicinato alla bici: è arrivata casualmente, quando è passato il Giro d'Italia sotto casa mia. ([[Gianni Bugno]])
*''Quando a primavera per le strade | passa il "Giro" gridan tutti ai corridor: | dai, dai, dai, dai, dai, dai! | Dai, dai, dai, dai, dai, dai!'' ([[Silvana Pampanini]])
*Quando parte il Giro d'Italia dentro di me succede sempre qualcosa di particolare. ([[Eddy Merckx]])
===[[Ivan Gotti]]===
*Il Giro è così, ti resta dentro.
*Per un corridore italiano è una corsa unica.
*Volevo diventare professionista e vincere il Giro: i miei obiettivi erano questi.
==Voci correlate==
*[[Grande Giro]]
*''[[Totò al giro d'Italia]]''
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ciclismo]]
[[Categoria:Giro d'Italia]]
[[Categoria:Sport in Italia]]
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Bruno Tabacci
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[[File:Bruno Tabacci daticamera 2013.jpg|miniatura|Bruno Tabacci]]
'''Bruno Tabacci''' (1946 – vivente), politico italiano.
==Citazioni di Bruno Tabacci==
{{cronologico}}
*Il [[bipolarismo]] non ha sortito i risultati sperati e ha prodotto solo due tifoserie capaci di sciorinare slogan e indossare magliette logore senza risolvere i problemi strutturali del Paese.<ref>Dall'intervista a ''Il Mattino'', 5 dicembre 2007.</ref>
*Si sostiene, sposando la tesi dell'onorevole [[Maurizio Paniz|Paniz]], che è necessario restituire gli atti alla procura di Milano perché essa non è competente, e non sarebbe competente perché il Presidente del Consiglio {{NDR|[[Silvio Berlusconi]]}} credeva che Ruby fosse davvero la nipote di [[Hosni Mubarak|Mubarak]] e quindi, nell'atto di compiere pressioni sulla questura di Milano, intendeva tutelare le relazioni internazionali dell'[[Italia]], in questo caso rispetto all'[[Egitto]]. Per questo, l'eventuale reato commesso sarebbe ministeriale e rientrerebbe nell'ambito dell'articolo 96 della Costituzione. Ora, è bene che i cittadini sappiano che li si vuole prendere in giro e questo lo si vuol fare deliberatamente. Non credo che gli italiani ci provino gusto. Questa tesi non merita neppure di essere confutata.<ref name = "seduta 429">Citato in ''Camera dei Deputati della Repubblica Italiana – XVI Legislatura – Resoconto stenografico dell'Assemblea – [http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenografici/framedinam.asp?sedpag=sed429/pdfel.htm Seduta n. 429 del 3 febbraio 2011] – Discussione di una domanda di autorizzazione ad eseguire perquisizioni domiciliari.'' Camera dei Deputati, 3 febbraio 2011.</ref>
*[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è tutt'altro che uno sprovveduto: non può avere creduto di avere frequentato per mesi la nipote di [[Hosni Mubarak|Mubarak]]. Sapeva benissimo chi era, ma si era spinto così avanti da vedersi costretto a compiere atti palesemente contrari ai suoi doveri. Il Presidente del Consiglio Berlusconi ha tenuto un comportamento assolutamente irresponsabile e il nostro Paese, pur così mal ridotto, non merita di essere trascinato in un buco così nero, oggetto del più assoluto ridicolo, dall'opinione pubblica di tutto il mondo.<ref name = "seduta 429"></ref>
*L'onorevole [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] sbaglia ad intralciare le indagini. Trascina anche le istituzioni in uno scontro tra poteri che rischia di minare il nostro equilibrio democratico. Siamo ben oltre il clima drammatico di «mani pulite». Di tutto questo lei, onorevole Berlusconi, porta per intero la responsabilità. Non passerà certo alla storia per il più grande Presidente che l'Italia abbia avuto nei centocinquanta anni, ma per avere interpretato una delle pagine meno nobili e più opache della nostra storia civile e politica.<ref name = "seduta 429"></ref>
*{{NDR|Sul possibile primo ministro legato alle elezioni per la XVIII legislatura}} Mi auguro che sia [[Paolo Gentiloni]] ma temo che sarà [[Gianni Letta]], il che vorrebbe dire che vince [[Silvio Berlusconi]].<ref>Citato in ''[http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13266536/bruno-tabacci-gianni-letta-prossimo-premier.html Bruno Tabacci: "Il prossimo premier sarà Gianni Letta"]'', ''LiberoQuotidiano.it'', 20 ottobre 2017.</ref>
*[[Enrico Mattei]] era membro del Cln dell'Alta Italia, capo dei partigiani cattolici, il 26 aprile 1945 era tra i sette in testa al corteo di Milano liberata. Con lui in seconda fila c'era il mio maestro politico: Giovanni Marcora, nome di battaglia Albertino.<ref name=":0">Da intervista di Carmine Saviano, ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/03/25/news/bruno_tabacci_vita_politica_meloni-393279359/?ref=RHVS-BG-I383319435-P1-S6-T1 Bruno Tabacci, una vita in politica: "Meloni? Troppo rabbiosa"]'', ''Repubblica.it'', 25 marzo 2023.</ref>
*Da casa dovevo raggiungere [[Mantova]] tutte le mattine. Bisognava attraversare il Po, non c'erano ponti e spesso la strada non era praticabile. Per non farmi perdere giorni di scuola, i miei decisero per il collegio. Fui eletto quasi subito rappresentante degli studenti. Mi appassionai.<ref name=":0" />
*Quando cominciai a fare politica, nella [[Democrazia Cristiana|Dc]], al mio paese, Quistello, c'erano più comunisti che democristiani, ma io a 23 anni ero già vicesindaco. Facevo 250 serate all'anno nelle sezioni: nel Mantovano c'erano centoventi sezioni dc, io le visitavo due volte all'anno, ascoltavo, prendevo appunti, c'erano contadini intelligentissimi che ti davano il polso della situazione. Ogni sezione aveva un referente di mia fiducia. Finiva sempre a pane e salame.<ref name=":1">Dall'intervista di Concetto Vecchio, ''[https://bologna.repubblica.it/cronaca/2026/10/07/news/bustina_minerva_eco_fake_ciro_ascione-425632908/?ref=RHLF-BG-P12-S1-T1-s2033 Gli 80 anni di Tabacci, il salva partiti: "Porto Ruffini in Parlamento con un miracolo"]'', ''repubblica.it'', 8 ottobre 2026.</ref>
*Conoscevo il papà, [[Attilio Ruffini|Attilio]], e lo zio, il cardinale di Palermo, [[Ernesto Ruffini|Ernesto]], la loro famiglia è di San Benedetto Po, vicino al mio paese. {{NDR|[[Ernesto Maria Ruffini|Ernesto Maria]]}} Ruffini ha grandi qualità.<ref name=":1" />
*Era il 16 agosto 1977, e lui ci aveva convocati nella sua casa di Bellamonte, in Trentino, eravamo dieci giovani di belle speranze, voleva conoscerci, quel giorno però il nazista Kappler fuggì dal Celio, uno scandalo enorme, ma [[Aldo Moro|Moro]] rimase lì con noi, per tutto il pomeriggio, mantenendo fede a quell'impegno preso.<ref name=":1" />
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Tabacci, Bruno}}
[[Categoria:Politici italiani]]
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[[File:Bruno Tabacci daticamera 2013.jpg|miniatura|Bruno Tabacci]]
'''Bruno Tabacci''' (1946 – vivente), politico italiano.
==Citazioni di Bruno Tabacci==
{{cronologico}}
*Il [[bipolarismo]] non ha sortito i risultati sperati e ha prodotto solo due tifoserie capaci di sciorinare slogan e indossare magliette logore senza risolvere i problemi strutturali del Paese.<ref>Dall'intervista a ''Il Mattino'', 5 dicembre 2007.</ref>
*Si sostiene, sposando la tesi dell'onorevole [[Maurizio Paniz|Paniz]], che è necessario restituire gli atti alla procura di Milano perché essa non è competente, e non sarebbe competente perché il Presidente del Consiglio {{NDR|[[Silvio Berlusconi]]}} credeva che Ruby fosse davvero la nipote di [[Hosni Mubarak|Mubarak]] e quindi, nell'atto di compiere pressioni sulla questura di Milano, intendeva tutelare le relazioni internazionali dell'[[Italia]], in questo caso rispetto all'[[Egitto]]. Per questo, l'eventuale reato commesso sarebbe ministeriale e rientrerebbe nell'ambito dell'articolo 96 della Costituzione. Ora, è bene che i cittadini sappiano che li si vuole prendere in giro e questo lo si vuol fare deliberatamente. Non credo che gli italiani ci provino gusto. Questa tesi non merita neppure di essere confutata.<ref name = "seduta 429">Citato in ''Camera dei Deputati della Repubblica Italiana – XVI Legislatura – Resoconto stenografico dell'Assemblea – [http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenografici/framedinam.asp?sedpag=sed429/pdfel.htm Seduta n. 429 del 3 febbraio 2011] – Discussione di una domanda di autorizzazione ad eseguire perquisizioni domiciliari.'' Camera dei Deputati, 3 febbraio 2011.</ref>
*[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è tutt'altro che uno sprovveduto: non può avere creduto di avere frequentato per mesi la nipote di [[Hosni Mubarak|Mubarak]]. Sapeva benissimo chi era, ma si era spinto così avanti da vedersi costretto a compiere atti palesemente contrari ai suoi doveri. Il Presidente del Consiglio Berlusconi ha tenuto un comportamento assolutamente irresponsabile e il nostro Paese, pur così mal ridotto, non merita di essere trascinato in un buco così nero, oggetto del più assoluto ridicolo, dall'opinione pubblica di tutto il mondo.<ref name = "seduta 429"></ref>
*L'onorevole [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] sbaglia ad intralciare le indagini. Trascina anche le istituzioni in uno scontro tra poteri che rischia di minare il nostro equilibrio democratico. Siamo ben oltre il clima drammatico di «mani pulite». Di tutto questo lei, onorevole Berlusconi, porta per intero la responsabilità. Non passerà certo alla storia per il più grande Presidente che l'Italia abbia avuto nei centocinquanta anni, ma per avere interpretato una delle pagine meno nobili e più opache della nostra storia civile e politica.<ref name = "seduta 429"></ref>
*{{NDR|Sul possibile primo ministro legato alle elezioni per la XVIII legislatura}} Mi auguro che sia [[Paolo Gentiloni]] ma temo che sarà [[Gianni Letta]], il che vorrebbe dire che vince [[Silvio Berlusconi]].<ref>Citato in ''[http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13266536/bruno-tabacci-gianni-letta-prossimo-premier.html Bruno Tabacci: "Il prossimo premier sarà Gianni Letta"]'', ''liberoquotidiano.it'', 20 ottobre 2017.</ref>
*[[Enrico Mattei]] era membro del Cln dell'Alta Italia, capo dei partigiani cattolici, il 26 aprile 1945 era tra i sette in testa al corteo di Milano liberata. Con lui in seconda fila c'era il mio maestro politico: Giovanni Marcora, nome di battaglia Albertino.<ref name=":0">Dall'intervista di Carmine Saviano, ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/03/25/news/bruno_tabacci_vita_politica_meloni-393279359/ Bruno Tabacci, una vita in politica: "Meloni? Troppo rabbiosa"]'', ''repubblica.it'', 25 marzo 2023.</ref>
*Da casa dovevo raggiungere [[Mantova]] tutte le mattine. Bisognava attraversare il Po, non c'erano ponti e spesso la strada non era praticabile. Per non farmi perdere giorni di scuola, i miei decisero per il collegio. Fui eletto quasi subito rappresentante degli studenti. Mi appassionai.<ref name=":0" />
*Quando cominciai a fare politica, nella [[Democrazia Cristiana|Dc]], al mio paese, Quistello, c'erano più comunisti che democristiani, ma io a 23 anni ero già vicesindaco. Facevo 250 serate all'anno nelle sezioni: nel Mantovano c'erano centoventi sezioni dc, io le visitavo due volte all'anno, ascoltavo, prendevo appunti, c'erano contadini intelligentissimi che ti davano il polso della situazione. Ogni sezione aveva un referente di mia fiducia. Finiva sempre a pane e salame.<ref name=":1">Dall'intervista di Concetto Vecchio, ''[https://bologna.repubblica.it/cronaca/2026/10/07/news/bustina_minerva_eco_fake_ciro_ascione-425632908/ Gli 80 anni di Tabacci, il salva partiti: "Porto Ruffini in Parlamento con un miracolo"]'', ''repubblica.it'', 8 ottobre 2026.</ref>
*Conoscevo il papà, [[Attilio Ruffini|Attilio]], e lo zio, il cardinale di Palermo, [[Ernesto Ruffini|Ernesto]], la loro famiglia è di San Benedetto Po, vicino al mio paese. {{NDR|[[Ernesto Maria Ruffini|Ernesto Maria]]}} Ruffini ha grandi qualità.<ref name=":1" />
*Era il 16 agosto 1977, e lui ci aveva convocati nella sua casa di Bellamonte, in Trentino, eravamo dieci giovani di belle speranze, voleva conoscerci, quel giorno però il nazista Kappler fuggì dal Celio, uno scandalo enorme, ma [[Aldo Moro|Moro]] rimase lì con noi, per tutto il pomeriggio, mantenendo fede a quell'impegno preso.<ref name=":1" />
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Tabacci, Bruno}}
[[Categoria:Politici italiani]]
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Politico
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Danyele
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{{voce tematica}}
[[File:Sala del Consiglio dei Ministri (Palazzo Chigi, Roma).jpg|thumb|La sala del Consiglio dei Ministri (Palazzo Chigi)]]
Citazioni sul '''politico'''.
==Citazioni==
*''A te che odi i politici imbrillantinati | che minimizzano i loro reati, | disposti a mandare tutto a puttana | pur di salvare la dignità mondana, | a te che non ami i servi di partito | che ti chiedono il voto, un voto pulito.'' ([[Rino Gaetano]])
*A un politico si può perdonare tutto ma non l'[[alcolismo]]. ([[Jean-Claude Juncker]])
*A volte ho l'impressione che la maggior parte dei politici non abbia ancora capito quanto essi siano già oggi sotto il controllo dei mercati finanziari, e siano persino dominati da questi. ([[Hans Tietmeyer]])
*Amo questo Paese e non sopporto il fatto che non ci sia una classe dirigente capace di farlo diventare un Paese moderno, che abbia un futuro, o che semplicemente prometta un futuro. Adesso i politici non sono capaci di promettere un futuro neanche nelle loro campagne elettorali. ([[Luciano Ligabue]])
*Anche tra i politici, inoltre, {{NDR|[[Pitagora]]}} impose a coloro che dettavano le leggi di astenersi dal mangiare carne di animali, poiché era necessario che quelli che intendevano fare giustizia al più alto livello mai fossero ingiusti con gli animali che sono nostri simili. ([[Giamblico]])
*C'è sempre da preoccuparsi quando i politici dicono che stanno realizzando la volontà di Dio. ([[Norman Solomon (giornalista)|Norman Solomon]])
*– Che tipo d'uomo è [[Ponzio Pilato]]? Tu conosci qual è il suo lato debole?<br>– Quello di ogni politico: la vanità! (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'')
*Chi denuncia i limiti intellettuali dei politici dimentica che tali limiti sono la causa dei loro successi. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Con una mano il politico fa assumere precari, raccomandati, stabilizzati, amici, parenti, elettori, portaborse e reggipanza senza un concorso serio da decenni e senza che neppure i più scadenti o almeno i ladri e i corrotti vengano buttati fuori. E con l'altra mano distribuisce all'esterno lavori profumatamente pagati sostenendo che nessuno tra i dipendenti è all'altezza di farli. Un circolo vizioso micidiale. ([[La casta|Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, ''La casta'']])
*Dimmi con chi tratti e ti dirò chi sei; si potrebbe aggiungere: dimmi chi t'ha fatto e chi ti può disfare, ed io ti dirò come operi. Un paese falsato non può che dare rappresentanti posti sempre in una falsa posizione. ([[Nicola Santamaria]])
*È nostra esperienza che i politici sono soliti realizzare il contrario di quello che dicono. ([[Abba Eban]])
*Era uno di quegli uomini politici senza un suo volto preciso, senza convinzioni proprie, senza grandi mezzi, senza ardimento e senza una seria preparazione, un avvocatuccio di provincia, un simpatico figurino nella sua cittaduzza, un furbacchiotto che sapeva barcamenarsi fra i partiti estremisti, una specie di gesuita repubblicano e di fungo liberale di dubbia commestibilità, come ne spuntano a bizzeffe sul letamaio popolare del suffragio universale. ([[Guy de Maupassant]])
*È un uomo politico! Conosciamo la morale di quella gente: è un gradino più giù di quelli che si inchiappettano i bambini. (''[[Io e Annie]]'')
*Gli uomini politici italiani, in generale, sono mediocri. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Gli uomini politici sono uguali dappertutto. Promettono di costruire ponti anche dove non ci sono fiumi. ([[Nikita Sergeevič Chruščëv]])
*I politicanti sono i camerieri dei banchieri. ([[Ezra Pound]])
*I politici con le visioni dovrebbero andare dal medico ([[Helmut Schmidt]])
*I politici hanno inventato una strana filosofia per la quale si può sottrarre la ricchezza a chi la produce senza neanche esserne incolpati. Anzi provando a far ritenere agli altri tutto questo come un atto meritorio e di giustizia. ([[Sergio Ricossa]])
*I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale. ([[Woody Allen]])
*I politici italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. ([[Francesco Saverio Nitti]])
*Il giudice conosceva bene la regola dei politicanti: se non puoi battere il nemico, diventane il capo. (''[[La leggenda di Bagger Vance]]'')
*Il politico è come la donna frigida: per piacere deve fingere. ([[Roberto Gervaso]])
*Il politico ha diritto di mentire. E di ignorare, o fare finta di ignorare, di mentire. ([[Luciano Sardelli]])
*Il politico, in una democrazia, si muta in buffone del popolo sovrano. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Il realismo è il tratto obbligatorio di ogni politico. ([[Michail Gorbačëv]])
*Io continuo a insegnare, c'è un ruolo nella società che è quello che sto facendo adesso. I ruoli politici li ho ricoperti quando me la sentivo, ho vinto due volte le elezioni, per due volte il governo si è interrotto. Ora è giusto che altri facciano questo mestiere diretto, io continuo in altro modo.<br>Ho un'enorme fiducia nei giovani, vedrete che qualcuno salta fuori, non si devono trovare, devono saltare fuori, non bisogna fargli spazio, se lo devono fare da soli. Il politico di mestiere non può farsi da parte, deve essere cacciato a calci, funziona così in tutto il mondo. Non ho mai condiviso l'idea che siamo noi a dover pescare i giovani, vedo piuttosto una banda di ragazzotti che si organizza e si fa spazio, sarebbe un godimento…. Chi mai ha lasciato il posto, non è nemmeno giusto: quando lo fece [[Papa Celestino V|Celestino V]], [[Dante Alighieri|Dante]] gli disse che fu per viltà. ([[Romano Prodi]])
*Io sono un uomo politico; e questo vuol dire bugiardo e truffatore, e quando mi chino a baciare i bambini rubo loro le caramelle. Ma vuol dire anche che mi lascio tutte le porte aperte... (''[[Caccia a Ottobre Rosso]]'')
*L'[[arroganza]] rampante di una certa categoria di politici e finanzieri è come un'infezione di una ferita: se non si cura rapidamente (magari con mezzi drastici) si allarga e infetta l'intero organismo sociale. ([[Enzo Di Frenna]])
*L'uomo è per natura un animale politico... tanto è vero che spesso l'uomo politico è una bestia. ([[Alfredo Chiappori]])
*L'uomo politico ideale deve avere tutte quelle qualità per cui, se le avesse davvero e tutti fossero convinti di questo, non troverebbe nemmeno un paralitico portato a braccio disposto a dargli un voto. ([[Aldo Busi]])
*La generale caduta di stile politico – del piacione di turno che ambisce a guadagnare consensi mescolando il piano pubblico con quello privato, salvo poi invocare la privacy – fa rimpiangere i tempi in cui un sano pudore (ipocrita finché volete) impediva almeno alle maggiori cariche di oltrepassare i limiti del bon ton. Senza arrivare all' anacronismo bacchettone dei «pofferbacco» o dei «maramaldo». Ma ci sarà pure una via di mezzo tra il bizantinismo forense da Prima Repubblica e l'intemperanza da bar, tra l'allusività in punta di fioretto e lo svacco. ([[Paolo Di Stefano]])
*La maggior prova d'incapacità pratica che possa dare un politico si è quella di proporre al conseguimento di un fine certi mezzi più ardui del fine medesimo. ([[Vincenzo Gioberti]])
*La politica è una strana cosa. Le regole che si possono enunciare per gli altri mestieri sembra che non si applichino alla politica. Un uomo politico può cominciare da giovane come accalappiacani, e in pochissimo tempo riuscire a farlo dimenticare. Ecco ciò che rende la carriera politica quella che è. ([[Erskine Preston Caldwell]])
*La politica mi è sempre interessata molto. Sono un politico nato: ho opinioni su tutto, non mi tiro indietro, dico sempre quello che penso. Ma odio parlare delle cose e non farle, e i politici sono campioni del mondo di chiacchiere a vuoto. ([[Boris Becker]])
*La sintesi è già chiara: la Casta politica, una volta che sei dentro, ti permette quasi sempre di campare tutta la vita. Un po' in [[Parlamento]], un po' nei consigli di amministrazione, un po' ai vertici delle municipalizzate, un po' nelle segreterie. Basta un po' di elasticità. ([[La casta|Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, ''La casta'']])
*Lo slogan «Vi seppelliremo con una risata» è stata la più incauta delle profezie; ci vuol altro per far piangere un politico! ([[Enzo Sermasi]])
*''Ma un politico onesto | è solo una contraddizione in termini.'' ([[Roger Meddows-Taylor]])
*Ma vedo che l'importante oggi è rassicurare. I nostri politici di mestiere fanno i rassicuratori. ([[Pupi Avati]])
*Mio padre era uno scrittore, ti sarebbe piaciuto. Diceva sempre che gli [[artista|artisti]] usano le [[bugia|bugie]] per dire la verità, mentre i politici le usano per coprire la verità. (''[[V per Vendetta]]'')
*Nell'uomo politico si incarna lo stato medio di una società – i vizi, le mediocrità, i difetti – come se egli ne assorbisse i mali alla maniera dei vecchi stregoni che succiano la ferita purulenta succhiandone anche il maleficio. Così i loro vizi, le turpitudini, il malaffare, sanno di qualcosa di diverso. È come se essi imbrigliassero tutto ciò che di turpe vi è in una convivenza e ne liberassero gli altri. ([[Manlio Sgalambro]])
*Nessuna istanza, nessun problema è troppo piccolo. Questo implica che un politico non deve porsi al di sopra dei cittadini, neppure con il proprio stipendio. [...] Perché non si può promettere alle persone un mondo migliore; bisogna adoperarsi per i cittadini ogni giorno. ([[Elke Kahr]])
*Non ci possiamo accontentare di politici onesti, devono anche essere efficaci. ([[Luigi Abete]])
*{{NDR|I politici italiani}} Non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto. Dicono cose tipo: "Con i nostri soldi facciamo quello che ci pare". Ma non sono soldi loro; sono dei contribuenti. ([[Piercamillo Davigo]])
*Non sono un politico e non penso di entrare in politica. Ma potete voi escludere la possibilità di vestirvi domani da donna? Tutto è possibile! ([[Antonio Di Pietro]])
*Nulla è più pregiudizievole in una persona pubblica che il dar mostra di una qualsiasi benché piccola debolezza. ([[Mateo Alemán]])
*Ogni professione ha il suo gergo. I politici lo hanno imposto ai popoli. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Per me i politici sono come amministratori condominiali. Rispetto a loro mi sento un diverso come lo sono nel sesso, in letteratura e nella ricerca del divino. ([[Carlo Coccioli]])
*Politico (''agg. sost.''). (uomo politico). Anguilla che striscia nel fango su cui riposa la struttura dell'organizzazione statale. Quando si contorce, scambia i movimenti della sua coda per terremoti o minacce alla stabilità dell'edificio. In confronto allo [[statista]], presenta il considerevole svantaggio di essere vivo. ([[Ambrose Bierce]])
*Purtroppo i nostri politici sono o incompetenti o corrotti. A volte tutt'e due nello stesso giorno. ([[Woody Allen]])
*Quando un uomo è candidato al parlamento, per lui tu sei un amico; quando è stato eletto sei un suo elettore; e quando è nel pieno delle sue funzioni sei solo un contribuente. ([[Anonimo]])
*Se non esistessero i politici uno non avrebbe un termine di paragone per distinguere i ''veri statisti''. ([[William Peter Blatty]])
*Serviamo la [[pace]] [...] se stimiamo i politici solo quando si dimostrano veri uomini in tutte le situazioni e non banali rappresentanti del nostro egoismo e quando sospettiamo dei politici che ci danno troppo ragione, confermando la nostra opinione. ([[Karl Rahner]])
*Troppo spesso chiediamo ai politici di darci le risposte ma a volte è prima necessario trovare le domande giuste. ([[Ada Colau]])
*Un politico? È tutto tuo, fatti pagare un tanto a bugia e nuoterai nell'oro. (''[[Lie to Me (prima stagione)|Lie to me]]'')
*Un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alla prossima generazione. Un politico pensa al successo del suo partito; lo statista a quello del suo paese. ([[James Freeman Clarke]])
*Un uomo politico può dire il contrario di quello che pensa, perché la finalità del discorso è accedere al potere. Ma un [[intellettuale]] non può farlo, perché la sua opera è la sola che resterà di lui. ([[Alain de Benoist]])
===[[Francis Urquhart]]===
*È sempre una buona idea, per un politico, avere una visione. Già, questa storia della "visione" funziona sempre. è una cosa molto utile, non trovate? Tant'è che, nelle giornate limpide, la maggior parte dei politici riesce a vedere fino a... be', ne conosco certi che riescono a vedere fino a Battersea. ([[Michael Dobbs]])
*Gli eventi sono i peggiori nemici di noi politici. Pianifichi tutto fino allo spasimo e poi succede qualcosa. Gli eventi ci sorprendono. (''[[House of Cards (miniserie televisiva)#Seconda stagione|House of Cards]]'')
*Un politico ha bisogno di una moglie e di altre persone, purtroppo. Un uomo di stato ha bisogno di folletti e di elfi che lo assistano. E anche di pedine inconsapevoli che non sanno per chi si prodigano. (''[[House of Cards (miniserie televisiva)#Prima stagione|House of Cards]]'')
*Un politico non ha amici. ([[Michael Dobbs]])
==[[Proverbi italiani]]==
*Il politico bacia con la bocca, e tira calci con i piedi.
*L'uomo politico accende una candela a Dio e un'altra al diavolo.
==Voci correlate==
*[[Politica]]
*[[Statista]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Professioni della politica]]
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Fabrizio De André
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Marco Ciaramella
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Spostamento della citazione nella sezione principale, come da convenzione della pagina.
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wikitext
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{{Nota disambigua||[[De André (disambigua)]]|De André}}
[[File:Fabrizio De Andrè.jpg|miniatura|Fabrizio De André]]
'''Fabrizio Cristiano De André''' (1940 – 1999), cantautore italiano.
==Citazioni di Fabrizio De André==
*A cantare solo con la chitarra proverei la stessa sensazione che a mettermi alla pecorina nella fontana di De Ferrari a mezzogiorno.<ref group="fonte">Citato in ''Genova è mia moglie'', p. 23</ref>
*[[Benedetto Croce]] diceva che fino all'età dei diciotto anni tutti scrivono poesie. Dai diciotto anni in poi, rimangono a scriverle due categorie di persone: i poeti e i cretini. E quindi io precauzionalmente preferirei considerarmi un cantautore.<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''La storia siamo noi'', puntata ''Fabrizio De André – In direzione ostinata e contraria''. [http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/fabrizio-de-andre/560/default.aspx Video] disponibile su ''Rai.it'' (00:50).</ref>
* Toglietemi la protesta e non farò più una canzone. Ma la protesta deve essere due cose, innanzitutto autentica, poi meditata. E poi agganciata alla vita, alle esperienze che abbiamo vissuto e che ci hanno lasciato la bocca amara. (a cura di Guido Harari, ''E poi, il futuro'', Mondadori, 2001, ISBN 88-04-49708-4, p. 59)
*C'è chi è toccato dalla fede e chi si limita a coltivare la virtù della speranza [...], il Dio in cui, nonostante tutto, continuo a sperare, è un'entità al di sopra delle parti, delle fazioni.<ref group="fonte">Citato in Ettore Cannas, ''La dimensione religiosa nelle canzoni di Fabrizio De André'', ed. Segno.</ref>
*Cantavo imitando [[Domenico Modugno|Modugno]] e d'altronde come si poteva non subire la sua influenza?<ref group="fonte">Da un'intervista a ''Il Giornale'', 8 agosto 1994.</ref>
*Caro [[Andrea Gallo|Andrea]], ti sono amico perché sei l'unico prete che non mi vuole mandare in paradiso per forza.<ref group="fonte">Citato in Don Andrea Gallo, ''Sopra ogni cosa'', Piemme, Milano, 2014, p. 8. ISBN 88-566-2458-8</ref>
*Dal punto di vista della qualità, a parte il devastante spettacolo delle aree suburbane, la vita in [[Sardegna]] è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso. I sardi a mio parere deciderebbero meglio se fossero indipendenti all'interno di una comunità europea e mediterranea.<ref group="fonte">Citato in un articolo di giornale de ''Il Secolo XIX'', 2009 e in Luigi Berlinguer e Antonello Mattone, ''La Sardegna'', Einaudi, 1998, p. 909. ISBN 88-06-14334-4</ref>
*Dopo che ci si prende a [[schiaffo|schiaffi]] per dieci anni o si diventa [[amicizia|amici]] o ci si ammazza.<ref group="fonte" name="tempiduri">Dall'intervista di [[Gianni Minà]] in merito alla band [[Tempi Duri]], nel programma televisivo ''Blitz'', RaiDue, 1982.</ref>
*Durante il rapimento mi aiutò la fede negli uomini, proprio dove latitava la fede in [[Dio]]. Ho sempre detto che Dio è un'invenzione dell'uomo, qualcosa di utilitaristico, una toppa sulla nostra fragilità... Ma, tuttavia, col sequestro qualcosa si è smosso. Non che abbia cambiato idea ma è certo che [[bestemmia]]re oggi come minimo mi imbarazza.<ref group="fonte">Citato in ''L'amore sacro, l'amor profano – omaggio a Fabrizio De André'', a cura di Piero Ameli, BURsenzafiltro, Bergamo, 2006. Allegato al DVD ''Omaggio a Fabrizio De André'', concerto tributo registrato il 10 luglio 2005 all'Anfiteatro Romano di Cagliari. ISBN 88-17-01296-3</ref>
*Durante la guerra ero sfollato in Piemonte e per me Genova era un mito, qualcosa di straordinario. Quando a cinque anni la vidi per la prima volta me ne innamorai subito, tremendamente e alla prima partita della mia vita, [[Genoa Cricket and Football Club|Genoa]]-Sampierdarenese, sposai subito la squadra che portava il nome della mia città. Un amore che non ho mai tradito, il più solido della mia vita fatta di contraddizioni continue.<ref group="fonte">Da un'intervista a Gigi Speroni, ''De André s'arrabbia con Gaber'', ''Domenica del Corriere'', 6 gennaio 1974, p. 33</ref>
*E poi a un tratto l'[[amore]] scoppiò dappertutto.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.huffingtonpost.it/2012/12/01/primarie-pd-dori-ghezzi-bersani-verso-inedito-de-andre_n_2223859.html Primarie Pd, Dori Ghezzi regala a Bersani un verso inedito di De André: "E poi a un tratto l'amore scoppiò dappertutto"]'', ''HuffingtonPost.it'', 1º dicembre 2012.</ref>
*{{NDR|[[Genova]]}} [...] è sempre stata così {{NDR|multirazziale}} fin dal Medioevo. Vorrei dire come Sarajevo. Già cinque secoli fa nessuno faceva caso se qualcuno portava il turbante. Genova è nata e cresciuta nel rispetto delle varie religioni. Non c'è mai stato un ghetto. La Chiesa ha avuto poco potere e anche l'Inquisizione. Non è mai esistita una sala della tortura a Palazzo Ducale. Non credo che fosse tanto una vocazione illuministica, quanto la necessità di aprirsi a tutti per interessi commerciali. I carugi son pieni di marocchini? Per Genova non è una novità.<ref group="fonte" name="multirazziale">Da un'intervista a Mario Luzzatto Fegiz, ''«Questa città multirazziale, come Sarajevo»'', ''Corriere della Sera'', 18 novembre 1997, p. 17</ref>
*[[Genova]] è anche gli amici vivi che da lontano ti vedono crescere e invecchiare, per esempio i ''pescuèi'' che, proprio come ne ''Il pescatore'', hanno la faccia solcata da rughe che sembrano sorrisi e qualsiasi cosa tu gli confidi, l'hanno già saputa dal mare.<ref group="fonte">Citato in ''Genova è mia moglie'', p. 143</ref>
*[[Genova]] è bella, ti accorgi che è bella quando sei lontano.<ref group="fonte">Citato in Roberto Paravagna, ''Note genovesi'', Il Piviere, 2013, p. 128</ref>
*[[Genova]] è una città a vocazione democratica e liberale. È tollerante perché da sempre fa affari con tutti senza badare alla lingua, ai costumi, all'abbigliamento o al colore della pelle.<ref group="fonte" name="multirazziale" />
*Genova per me è come una madre. È dove ho imparato a vivere. Mi ha partorito e allevato fino al compimento del trentacinquesimo anno di età: e non è poco, anzi, forse è quasi tutto. Oggi a me pare che Genova abbia la faccia di tutti i poveri diavoli che ho conosciuto nei suo carruggi, gli esclusi che avrei poi ritrovato in Sardegna, le "graziose" di via del Campo.<!--I fiori che sbocciano dal letame. I senzadio per i quali chissà che Dio non abbia un piccolo ghetto ben protetto, nel suo paradiso, sempre pronto a accoglierli. / CONCLUSIONE CHE NELLA FONTE NON E' RIPORTATA MA PARE ESISTERE, V. http://leceramichedimarta.blogspot.it/2012/05/genova-per-me.html --><ref group="fonte">Citato in Raffaele Niri, ''[http://genova.repubblica.it/dettaglio/dori:-video-e-fotografie-mandateci-il-vostro-faber/1571395 Dori: "Video e fotografie mandateci il vostro Faber"]'', ''Repubblica.it'', 7 gennaio 2009.</ref>
*[[Gesù|Gesù di Nazareth]] [...] secondo me è stato ed è rimasto il più grande rivoluzionario di tutti i tempi.<ref group="fonte">Dal discorso sulla canzone ''Buona novella'' in un concerto del 1998. [http://www.youtube.com/watch?v=fpmO1JuNwW4 Video] disponibile su ''Youtube.com'' (01:25).</ref>
*I [[genovesi]], si può dire da secoli, hanno avuto un rapporto speciale con la cultura francese, sia nella musica, ed è il caso degli chansonnier, sia nell'ebanisteria, con il barocchetto genovese.<ref group="fonte">Da un'intervista telefonica a Milano, 14 giugno 1992; citato in ''Non per un dio ma nemmeno per gioco'', p. 111</ref>
*Io ho tentato in tutti i modi di poter essere un uomo. Avrei potuto esprimermi per esempio attraverso la coltivazione dei fiori se fossi vissuto ad Albenga, oppure attraverso l'allevamento delle vacche se non mi avessero venduto di soppiatto una fattoria che avevano i miei nel '54. Mi è accaduto di fare il cantautore. Il fatto di diventare un [[artista]], in qualche maniera, ti impedisce di diventare uomo in maniera normale. Quindi credo che ad un certo punto della tua vita tu devi recuperare il tempo che hai perduto per fare l'artista per cercare di diventare un uomo.<ref group="fonte" name="tempiduri" />
*{{NDR|''Preghiera in gennaio''}} L’ho dedicata a [[Luigi Tenco|Tenco]]. Scritta, o meglio pensata nel ritorno da [[Sanremo]] dove c’eravamo precipitati io, la mia ex moglie Enrica Rignon e la Anna Paoli. Dopo aver visto Luigi disteso in quell’obitorio (fuori Sanremo peraltro, perché non ce l’avevano voluto) tornando poi a Genova in attesa del funerale che si sarebbe svolto due giorni dopo a Cassine, mi pare, m’era venuta questa composizione.<ref group="fonte">Citato in Andrea Coclite & Dario Falcini, ''[https://www.rollingstone.it/classifiche/classifiche-musica/fabrizio-de-andre-un-artista-eterno-in-10-canzoni/440982/#uno Fabrizio De André, un artista eterno in 10 canzoni], rollingstone.it'', 11 gennaio 2022.</ref>
*{{NDR|[[Paolo Villaggio]]}} L'ho incontrato per la prima volta a Pocol, sopra Cortina; io ero un ragazzino incazzato che parlava sporco; gli piacevo perché ero tormentato, inquieto ed egli lo era altrettanto, solo che era più controllato, forse perché era più grande di me e allora subito si investì della parte del fratello maggiore e mi diceva: "Guarda, tu le [[parolaccia|parolacce]] non le devi dire, tu dici le parolacce per essere al centro dell'attenzione, sei uno stronzo".<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.ilpost.it/2017/07/03/paolo-villaggio-morto/ È morto Paolo Villaggio]'', ''il Post.it'', 3 luglio 2017.</ref>
*La [[fedeltà]] in fondo che cos'è? Non è altro che un grosso prurito con il divieto assoluto di grattarsi.<ref group="fonte">Da un discorso in concerto; visibile in ''Dentro Faber'', vol. 1, ''L'Amore'', RAI Trade per RCS, 2011.</ref>
*Mai visto un musicista comunicare col pubblico come sa fare [[Luciano Ligabue|Luciano]].<ref group="fonte">Dopo aver assistito ad un concerto di Ligabue nel giugno 1997 a San Siro; citato in Aldo Vitali, ''[https://web.archive.org/web/20090714230439/http://archivio.sorrisi.com/sorrisi/personaggi/art023001006431.jsp L'intervista "incriminata"]'', ''Sorrisi.com'', 26 novembre 2003.</ref>
*[[Riccardo Mannerini|Mannerini]] mi ha insegnato che essere [[intelligenza|intelligenti]] non significa tanto accumulare nozioni, quanto selezionarle una volta accumulate, cercando di separare quelle utili da quelle disutili. [...] Questa capacità di analisi, di osservazione, praticamente l'ho imparata da lui. Mi ha anche influenzato a livello politico, rafforzando delle idee che già avevo. Sicuramente è stata una delle figure più importanti della mia vita.<ref group="fonte">Citato in Antonio Oleari, ''Un viaggio lungo 40 anni'', Aereostella, Milano, 2008, p. 20. Citato anche in Francesco De Nicola, ''Il sogno e l'avventura: la vita e la poesia di Riccardo Mannerini'' in [[Riccardo Mannerini]], ''Il sogno e l'avventura. Poesie 1955 – 1980'', a cura di Francesco De Nicola e Maria Teresa Caprile, Liberodiscrivere edizioni, Genova, 2009, p. 13. ISBN 978-88-7388-236-7</ref>
*Non ho dubbi sul carattere totale che la lotta per l'indipendenza della [[Sardegna]] può assumere se si lavora in modo correttamente rivoluzionario. Perché la lotta di liberazione anticoloniale di un popolo ha carattere esemplare per tutti i colonizzati, anzi per tutti gli sfruttati del mondo... A Nuoro è cominciato un lavoro importante, mi pare, perché può incidere nel sociale... I segnali non sono da sottovalutare, perché una nuova realtà si muove oggi in Sardegna con l'esigenza di sprigionare le masse e dare a esse un respiro nazionale e internazionale. Poiché non posso fare a meno di dire che sono contro i piccoli e i grandi giochi di potere, contro le strozzature e i ritardi manovrati ad arte, sono fermamente convinto che la matassa Sardegna non si dipanerà certamente con i metodi semplici e imperturbabili del ricambio della presidenza del Palazzo. Occorre ben altro! Occorre che sia il popolo a modificare le cose. La Sardegna con una sua lingua una sua storia un suo territorio ha diritto a essere riconosciuta [[nazione]].<ref group="fonte">Da ''Deve essere il popolo a modificare le cose'', ''Sa Repubblica Sarda'', Alfa Editrice, Quartu Sant'Elena, anno IV, N° 5, 12 novembre 1982.</ref>
*Non posso scrivere del [[Genoa Cricket and Football Club|Genoa]] perché sono troppo coinvolto. L'inno non lo faccio perché non amo le marce e perché niente può superare i cori della Gradinata Nord. Semmai al Genoa avrei scritto una canzone d'amore, ma non lo faccio perché per fare canzoni bisogna conservare un certo distacco verso quello che scrivi, invece il Genoa mi coinvolge troppo.<ref group="fonte">Citato in Tonino Cagnucci, ''Il grifone fragile'', Lìmina, Storie e miti, 2013, p. 19. ISBN 88-6041-149-1. Citato in ''[http://ilgrifonefragile.blogspot.it/2013/03/non-posso-scrivere-del-genoa-perche.html Non posso scrivere del Genoa]'', 27 marzo 2013.</ref>
*Non sei cattivo {{NDR|[[Cristiano De André]]}}, sei proprio scemo!<ref group="fonte">Da ''Un talento perseguitato dalla fama del padre'', ''Corriere della Sera'', 10 luglio 2006.</ref>
*Per me [[Genova]] è come la madre, è dove ho imparato a vivere.<ref group="fonte">Da un'intervista di Marinella Venegoni, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,21/articleid,1013_01_1984_0053_0021_14380099/ De André: «Canto il Mediterraneo contro la moda anglo-americana»]'', ''La Stampa'', 3 marzo 1984, p. 21</ref>
*Quando vado in pubblico ho molta paura di essere criticato. Controllare per esempio la muscolatura facciale, che dovrebbe essere il mestiere di un attore, è un fatto specifico, è un fatto di mestiere, preciso. Mettere la faccia davanti alle mie canzoni prima di tutto mi seccava perché mi sembrava che le mie canzoni rimanessero dietro la mia faccia, di cui non riuscivo a controllare la muscolatura, e in secondo luogo il fatto di non riuscire a controllarla mi dava anche questa preoccupazione. Nel senso che io non mi consideravo assolutamente un attore, cioè una persona adatta a fare vedere la faccia in una determinata maniera. Magari io dico "dormi sepolto in un campo di grano" e sto ridendo, ma non me ne accorgo, perché non sono abituato ad atteggiarmi a quello che sto dicendo. Perché io l'ho scritta quella canzone lì, non la dovevo recitare. Io non sono capace a recitare. Mi considero in qualche maniera uno che riesce a fare anche della musica per accompagnarsi i testi. Mi considero un suonatore di chitarra. Al di là di questo non vado. Non credo di essere l'interprete ideale delle mie canzoni. Perché per essere interprete bisogna essere qualche cosa di diverso. Io non credo di essere un interprete, perché bisognerebbe sempre avere la faccia del momento in cui si è scritto il verso. Del momento in cui lo sentivi. E non è che io scriva i versi davanti allo specchio. Anzi, io non mi piaccio mica tanto.<ref group="fonte">Dall'intervista pubblicata nel programma televisivo ''Fabrizio De André'', Sarzana, 29 agosto 1981, sede RAI dell'Emilia Romagna, regia di Vittorio Lusvardi. [https://www.youtube.com/watch?v=bdG5OK1_9QU Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Quello che mi ha colpito del mondo dei [[Caruggi di Genova|carruggi]] è stata l'abitudine alla sofferenza e quindi la solidarietà. Erano solidali in qualsiasi occasione, perché si trattava di sottoproletariato, quindi neanche di una classe precisa, agguantabile da quelli che erano i partiti politici tradizionali, era un mondo che in qualche misura si difendeva dallo stato e quindi io ci ho sguazzato dentro. Avevo già delle idee politiche precise, ricavate da Brassens che ascoltavo dalla mattina alla sera, grazie ai dischi che mio padre mi portava dalla Francia, e lui descriveva questo mondo, questi personaggi emarginati che poi io ho ritrovato a [[Genova]].<ref group="fonte">Da un'intervista a L'Agnata, Tempio Pausania, 17-18 agosto 1992; citato in ''Non per un dio ma nemmeno per gioco'', p. 64</ref>
*Quello che io penso sia utile è di avere il governo il più vicino possibile a me e lo stato, se proprio non se ne può fare a meno, il più lontano possibile dai coglioni.<ref group="fonte" name="Senzapatria">Da un'intervista a ''Senzapatria'', 14 agosto 1991.</ref>
*Questa è una canzone che risale al 1962, dove dimostro di avere sempre avuto, sia da giovane che da anziano, pochissime idee ma in compenso fisse. Nel senso che in questa canzone esprimo quello che ho sempre pensato: che ci sia ben poco merito nella virtù e ben poca colpa nell'errore. Anche perché non sono ancora riuscito a capire bene, malgrado i miei cinquantotto anni, cosa esattamente sia la virtù e cosa esattamente sia l'errore, perché basta spostarci di latitudine e vediamo come i valori diventano disvalori e viceversa. Non parliamo poi dello spostarci nel tempo: c'erano morali, nel Medioevo, nel Rinascimento, che oggi non sono più assolutamente riconosciute. Oggi noi ci lamentiamo: vedo che c'è un gran tormento sulla perdita dei valori. Bisogna aspettare di storicizzarli. Io penso che non è che i giovani d'oggi non abbiano valori; hanno sicuramente dei valori che noi non siamo ancora riusciti a capir bene, perché siamo troppo affezionati ai nostri.<ref group="fonte">Dal commento introduttivo a ''La città vecchia'', Teatro Brancaccio di Roma, 14 febbraio 1998.</ref>
*Questo nostro mondo è diviso in vincitori e vinti, dove i primi sono tre e i secondi tre miliardi. Come si può essere ottimisti?<ref group="fonte" name="Senzapatria"/>
*[[Riccardo Mannerini]] era un altro mio grande amico. Era quasi cieco perché quando navigava su una nave dei Costa una caldaia gli era esplosa in faccia. È morto suicida, molti anni dopo, senza mai ricevere alcun indennizzo. Ha avuto brutte storie con la giustizia perché era un autentico libertario, e così quando qualche ricercato bussava alla sua porta lui lo nascondeva in casa sua. E magari gli curava le ferite e gli estraeva i proiettili che aveva in corpo. Abbiamo scritto insieme il Cantico dei Drogati, che per me, che ero totalmente dipendente dall'[[alcolismo|alcool]], ebbe un valore liberatorio, catartico. Però il testo non mi spaventava, anzi, ne ero compiaciuto. È una reazione frequente tra i drogati quella di compiacersi del fatto di drogarsi. Io mi compiacevo di bere, anche perché grazie all'[[Bevanda alcolica|alcool]] la fantasia viaggiava sbrigliatissima.<ref group="fonte">Da ''Come un'anomalia: tutte le canzoni'', a cura di Roberto Cotroneo e Vincenzo Mollica, Einaudi, 1999, pp. 59-60. ISBN 88-06-15306-4. Citato in ''[http://web.archive.org/web/20060222211214/http://riccardomannerini.it/indexw.php?pg=_deandre_1&l=i&b=home RiccardoMannerini.it]''.</ref>
*[...] se io sono il liceo classico lui {{NDR|[[Francesco De Gregori]]}} è l'università.<ref group="fonte">De André presentò con queste parole il giovane cantautore a [[Nanni Ricordi]], produttore discografico. Citato in Enrico Deregibus, ''Francesco De Gregori. {{small|Quello che non so, lo so cantare}}'', Giunti, 2002, [https://books.google.it/books?id=e_CbaroItG8C&pg=PA45 p. 45]. ISBN 978-88-09-75626-7</ref>
*{{NDR|Sul [[Festival della Canzone Italiana di Sanremo|Festival di Sanremo]]}} Se si trattasse ancora di una gara di ugole, [...] si trattasse cioè di un fatto di corde vocali, la si potrebbe ancora considerare una competizione quasi sportiva, perché le corde vocali sono pure sempre dei muscoli. Nel caso mio, dovrei andare ad esprimere i miei sentimenti, o la tecnica attraverso i quali io riesco ad esprimerli, e credo che questo non possa essere argomento di competizione.<ref group="fonte">Dall'intervista di [[Enzo Biagi]] nel programma televisivo ''Linea Diretta'', Rai, 1985; in ''Dentro Faber'', Vol. 8, ''Poesia In Forma Di Canzone'', RAI Trade per RCS, 2011.</ref>
*Se una voce miracolosa non avesse interpretato nel 1967 La canzone di Marinella, con tutta probabilità avrei terminato gli studi in legge per dedicarmi all'avvocatura. Ringrazio [[Mina (cantante)|Mina]] per aver truccato le carte a mio favore e soprattutto a vantaggio dei miei virtuali assistiti.<ref group="fonte">Dalle note di ringraziamento dell'album ''Mi innamoravo di tutto'', 1997.</ref>
*Si lamentano degli [[zingari]]? Guardateli come vanno in giro a supplicare l'elemosina di un voto: ma non ci vanno a piedi, hanno autobus che sembrano astronavi, treni, aerei: e guardateli quando si fermano a pranzo o a cena: sanno mangiare con coltello e forchetta, e con coltello e forchetta si mangeranno i vostri risparmi. L'Italia appartiene a cento uomini, siamo sicuri che questi cento uomini appartengano all'Italia?<ref group="fonte">{{cfr}} ''[http://www.fondazionedeandre.it/zingari.htm Fondazione Fabrizio De André]'' e ''[https://twitter.com/DeAndreFabrizio/statuses/290492911664128000 Twitter.com]''.</ref>
*Tutte le sere quando finisco un concerto desidererei rivolgermi alla gente e dire loro: "tutto quello che avete ascoltato fino adesso è assolutamente falso, così come sono assolutamente veri gli ideali e i sentimenti che mi hanno portato a scrivere queste cose e a cantarle". Ma con gli ideali e con i sentimenti si costruiscono delle realtà sognate. La realtà, quella vera, è quella che ci aspetta fuori dalle porte del teatro. E per modificarla, se vogliamo modificarla, c'è bisogno di gesti concreti, reali.<ref group="fonte">Da un'intervista; visibile in ''Dentro Faber'', vol. 4, ''L'uomo, il potere, la guerra'', RAI Trade per RCS, 2011.</ref>
*Vengo da Amburgo, vengo da Francoforte, vengo dalla Sardegna ma vengo soprattutto da [[Genova]]. Genova, che tutte le volte che ti ci trovi fuori ti rendi conto che è una città soprattutto da rimpiangere. Nel senso che ci nasci e ci vivi fino a vent'anni – dove un nostro amico poeta diceva che si arde di inconsapevolezza – poi a vent'anni cerchi di trovare lavoro e [...] ti rendi conto che è difficile lavorarci. Allora te ne vai. E dopo che te ne sei andato cominci a rimpiangerla.<ref group="fonte">In ''Dentro Faber'', Vol. 5, ''Genova E Il Mediterraneo'', RAI Trade per RCS, 2011.</ref>
{{Int|Da un'intervista su ''Mixer'', Rai due, 1 marzo 1984|[http://www.youtube.com/watch?v=PUIdM8svXB0 Video] disponibile su ''YouTube.com''.}}
*{{NDR|Parlando del suo album ''Creuza de mä''}} Certe volte mi sentivo inorgoglito, altre volte deluso. Ma sempre in ogni caso un po' vergognoso a vedermi quasi costretto a sfogliare le riviste specializzate, per scrutare con un occhio quasi da lumaca, fuori dalle orbite, quale posizione avesse ottenuto in classifica il mio ultimo, cosiddetto, prodotto discografico. Perché questo voleva dire che il disco in quanto funzione oggettiva di consumo, aveva assunto un'importanza superiore a quella delle canzoni per le quali viveva, e nelle quali sinceramente mi sentivo di avere vissuto.
*Il [[canto]] ha infatti ancora oggi, in alcune etnie cosiddette primitive, il compito fondamentale di liberare dalla sofferenza, di alleviare il dolore, di esorcizzare il male.
*Era necessario adattare ai suoni che tali strumenti riproducevano, una lingua che ci scivolasse sopra, che evocasse attraverso fonemi cantati, indipendentemente quindi dalla loro immediata comprensibilità, le stesse atmosfere che gli strumenti evocavano. A noi la lingua più adatta è sembrata fosse il genovese, con i suoi dittonghi, i suoi iati, la sua ricchezza di sostantivi ed aggettivi tronchi che li puoi accorciare o allungare quasi come il grido di un gabbiano.
{{Int|Da ''Cantico per i diversi''|Intervista di Roberto Cappelli, ''Mucchio selvaggio'' n. 176, settembre 1992.}}
*La [[scuola genovese]], di cui tanto si parla, come movimento unitario non esisteva. Certo, ci si conosceva tutti, perché Genova è una città poi non tanto grande. Ci si incontrava, per esempio, al bar di Corso d'Italia. Non c'era coordinamento, ma c'era la voglia di emulare. Una delle prime canzoni che scrissi fu ''Il testamento''e ricordo che la feci sentire per primo a Gino Paoli, a casa sua. La ascoltò in silenzio e alla fine mi disse: 'è bellissima, ma dopo una canzone come questa, uno cosa può scrivere ancora?'. (p. 32)
*Anche secondo me ''Il testamento di Tito'', assieme all'''Amico fragile'', è la mia miglior canzone. Dà un'idea di come potrebbero cambiare le leggi se fossero scritte da chi il potere non ce l'ha. È un'altra della canzoni scritte con il cuore, senza paura di apparire retorico, e riesco a continuare a cantarla, ancora oggi, senza stanchezza. (p. 35)
*Mi sono nascosto dietro il [[Lingua ligure|dialetto genovese]] perché certe parole, che in italiano hanno un significato fortemente volgare, in genovese perdono questa connotazione. A Genova "[[Belìn|belin]]", che individua l'organo genitale maschile, è un lubrificante del linguaggio, del tutto privo di valenza negativa. La stessa cosa per "[[Mussa (linguistica)|mussa]]", che invece indica l'organo genitale femminile e, per traslato, vuol dire balla. Forse perché Genova è piccola, ha imparato ad usare tutti i propri vecchi vocaboli. (p. 40)
*Quello [[Lingua ligure|genovese]] per me non è un dialetto, ma una lingua; del resto i dialetti assurgono a dignità di lingua per motivi politici e militari. [...] Il genovese ha come minimo 2.500 vocaboli di importazione araba: ciò dimostra come i contatti con gli arabi siano stati molto intensi. Del resto Genova, dal punto di vista commerciale, a parte i rapporti con l'Europa (Inghilterra e Olanda) che erano piuttosto saltuari, ha dovuto focalizzare i propri commerci sull'Africa, perché dall'altra parte c'era Venezia, e ogni volta che le navi genovesi si provavano ad affacciarsi oltre Creta erano botte da orbi. Ma a quei tempi il genovese ed il veneziano erano i linguaggi internazionali, come oggi il francese e l'inglese. (p. 40)
{{Int|Da un'intervista di [[Vincenzo Mollica]], ''Speciale TG1''|[http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7640fa16-6517-49e0-ab00-4a3ab2d40a08.html Video] disponibile su ''Rai.it''.}}
*{{NDR|«Di cosa ha paura oggi Fabrizio De André?»}} Sicuramente della morte. Non tanto la mia che in ogni caso, quando arriverà, se mi darà il tempo di accorgermene, mi farà provare la mia buona dose di paura, quanto la morte che ci sta intorno, lo scarso attaccamento alla vita che noto in molti nostri simili che [[suicidio|si ammazzano]] per dei motivi sicuramente molto più futili di quanto non sia il valore della vita. Io ho paura di quello che non capisco, e questo proprio non mi riesce di capirlo.
*{{NDR|«Qual è il desiderio che vorresti realizzare?»}} [...] sicuramente, in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento, rincontrare mio padre.
*{{NDR|«Che valore hanno per te l'utopia, il sogno?»}} Io penso che un [[uomo]] senza utopia, senza sogno, senza ideali, vale a dire senza passioni e senza slanci sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio, una specie di cinghiale laureato in matematica pura.
*{{NDR|«Che cos'è per te oggi, nel fondo del fondo, la canzone?»}} La [[canzone]] è una vecchia fidanzata con cui passerei ancora molto volentieri buona parte della mia vita, sempre e soltanto nel caso di essere ben accetto.
==Citazioni tratte da canzoni==
{{autori testi}}
=== ''Tutto Fabrizio De André'' ===
'''Etichetta''': Karim, 1966.
*''E mentre il sangue lento usciva | e ormai cambiava il suo colore, | la [[vanità]], fredda, gioiva: | un uomo s'era ucciso per il suo amore.'' (da ''La ballata dell'amore cieco'', n. 1)
*''Quei giorni perduti a rincorrere il vento, | a chiederci un bacio e volerne altri cento''. (da ''Amore che vieni, amore che vai'', n. 2)
*''Io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai; | amore che vieni, amore che vai''. (da ''Amore che vieni, amore che vai'', n. 2)
*''Tu lo seguisti senza una ragione | come un ragazzo segue l'[[aquilone]].'' (da ''La canzone di Marinella'', n. 4)
*''E c'era il sole e avevi gli occhi belli | lui ti baciò le labbra ed i capelli, | c'era la luna e avevi gli occhi stanchi | lui pose le sue mani sui tuoi fianchi''. (da ''La canzone di Marinella'', n. 4)
*''Furono baci e furono sorrisi | poi furono soltanto i fiordalisi | che videro con gli occhi delle stelle | fremere al vento e ai baci la tua pelle''. (da ''La canzone di Marinella'', n. 4)
:''Prima con una carezza ed un bacino, | poi si passò decisi sul [[fellatio|pompino]] | e sotto la minaccia del rasoio | fosti costretta al biascico e all'ingoio.'' (strofa censurata<ref group="fonte">{{cfr}} ''[http://www.viadelcampo.com/A379-Pandin.indd.pdf I concerti di Fabrizio]'', a cura di Marco Pandin, ''Viadelcampo.com''.</ref> di ''La canzone di Marinella'', n. 4)
*''Questa è la tua canzone, [[Marinella]] | che sei volata in cielo su una stella | e come tutte le più belle cose | vivesti solo un giorno come le rose''. (da ''La canzone di Marinella'', n. 4)
*''Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi''<ref>Riferito ai [[caruggi di Genova]]. {{cfr}} Luigi Viva, ''Non per un dio ma nemmeno per gioco'', Feltrinelli, Milano, 2004, p. 65. ISBN 88-07-81580-X</ref>'' – | ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi – | una bimba canta la [[Canzoni dalle canzoni|canzone]] antica della donnaccia: | «quel che ancor non sai tu lo imparerai solo qui fra le mie braccia».'' (da ''La città vecchia'', n. 6)
*''Ci sarà allegria anche in agonia col [[vino]] forte: | porterà sul viso l'ombra d'un sorriso tra le braccia della morte.'' (da ''La città vecchia'', n. 6)
*''Vecchio professore, cosa vai cercando in quel portone | forse quella che sola ti può dare una lezione. | Quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie, | quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.'' (da ''La città vecchia'', n. 6)
: ''Vecchio professore, cosa vai cercando in quel portone | forse quella che sola ti può dare una lezione. | Quella che di giorno chiami con disprezzo specie di troia, | quella che di notte stabilisce il prezzo alla tua gioia.'' (versione censurata de ''La città vecchia'')
*''Tu la cercherai, tu la invocherai più d'una notte, | ti alzerai disfatto, rimandando tutto al [[27 (giorno del mese)|ventisette]] | quando incasserai, delapiderai mezza pensione, | diecimila lire per sentirti dire "micio bello" e "bamboccione".'' (da ''La città vecchia'', n. 6)
*''Se ti inoltrerai lungo le calate dei [[Porto di Genova|vecchi moli]] | in quell'aria spessa, carica di sale, gonfia di odori | lì ci troverai i ladri, gli assassini e il tipo strano | quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano. || Se tu penserai e giudicherai da buon borghese | li condannerai a cinquemila anni più le spese. | Ma se capirai, se li cercherai fino in fondo | se non sono gigli son pur sempre figli, | vittime di questo mondo.'' (da ''La città vecchia'', n. 6)
*''Dormi sepolto in un campo di grano | non è la rosa non è il [[tulipano]] | che ti fan veglia dall'ombra dei fossi | ma sono mille [[papavero|papaveri]] rossi.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9)
*''Lungo le sponde del mio torrente | voglio che scendano i [[luccio|lucci]] argentati, | non più i cadaveri dei soldati | portati in braccio dalla corrente.'' (Piero: da ''La guerra di Piero'', n. 9)
*''Fermati [[Piero]], fermati adesso | lascia che il vento ti passi un po' addosso, | dei morti in battaglia ti porti la voce, | chi diede la vita ebbe in cambio una croce.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9)
*''E mentre marciavi con l'anima in spalle | vedesti un uomo in fondo alla valle | che aveva il tuo stesso identico umore | ma la divisa di un altro colore.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9)
*''Sparagli [[Piero]], sparagli ora | e dopo un colpo sparagli ancora | fino a che tu non lo vedrai esangue | cadere in terra a coprire il suo sangue.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9)
*''Ninetta mia, crepare di maggio | ci vuole tanto, troppo coraggio. | Ninetta bella, dritto all'inferno | avrei preferito andarci in inverno.'' (Piero: da ''La guerra di Piero'', n. 9) {{NDR|[[ultime parole dalle canzoni|ultime parole]] di Piero}}
*''E mentre il grano ti stava a sentire | dentro alle mani stringevi il fucile, | dentro alla bocca stringevi parole | troppo gelate per sciogliersi al sole.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9)
*''Cari fratelli dell'altra sponda | cantammo in coro giù sulla terra, | amammo in cento l'identica donna, | partimmo in mille per la stessa guerra, | questo ricordo non vi consoli, | quando si muore, si [[morte|muore]] soli.'' (da ''Il testamento'', n. 10)
=== ''Volume I'' ===
'''Etichetta''': Bluebell Records, 1967, prodotto da Gian Piero Reverberi, Andrea Malcotti.
*''Lascia che sia fiorito, | Signore, il suo sentiero | quando a Te la sua anima | e al mondo la sua pelle | dovrà riconsegnare | quando verrà al Tuo cielo | là dove in pieno giorno | risplendono le stelle.'' (da ''Preghiera in gennaio''<ref name=tenco>Il brano è dedicato a [[Luigi Tenco]]. {{Cfr}} [[Preghiere dalle canzoni]].</ref>, n. 1)
*''Quando attraverserà | l'ultimo vecchio ponte | ai [[suicidio|suicidi]] dirà | baciandoli alla fronte: | «Venite in Paradiso | là dove vado anch'io | perché non c'è l'[[inferno]] | nel mondo del buon Dio».'' (da ''Preghiera in gennaio''<ref name=tenco/>, n. 1)
*''Dio di misericordia, il Tuo bel [[Paradiso]] | lo hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso | per quelli che han vissuto con la coscienza pura; | l'inferno esiste solo per chi ne ha paura.'' (da ''Preghiera in gennaio''<ref name=tenco/>, n. 1)
*''Ma inumano è pur sempre l'amore | di chi rantola senza rancore | perdonando con l'ultima voce | chi lo uccide fra le braccia di una croce.'' (da ''Si chiamava Gesù'', n. 4)
*''Lei sa che ogni letto di sposa | è fatto di ortica e mimosa''. (da ''La canzone di Barbara'', n. 5)
*''[[Via del Campo]] c'è una [[Prostituzione|puttana]] | gli occhi grandi color di foglia | se di amarla ti vien la voglia | basta prenderla per la mano.'' (da ''Via del Campo'', n. 6)
*''Via del Campo ci va un illuso | a pregarla di maritare | a vederla salir le scale | fino a quando il balcone ha chiuso.'' (da ''Via del Campo'', n. 6)
*''Ama e ridi se amor risponde | piangi forte se non ti sente | dai [[diamanti]] non nasce niente | dal [[letame]] nascono i fior.'' (da ''Via del Campo'', n. 6)
*''Passa il tempo sopra il tempo | ma non devi aver paura | sembra correre come il vento | però il tempo non ha premura.'' (da ''La stagione del tuo amore'', n. 7)
*''C'è chi [[fare l'amore|l'amore lo fa]] per noia | chi se lo sceglie per professione | Bocca di Rosa né l'uno né l'altro | lei lo faceva per passione.'' (da ''Bocca di Rosa'', n. 8)
*''Il cuore tenero non è una dote di cui siano colmi i [[Arma dei Carabinieri|carabinieri]] | ma quella volta a prendere il treno l'accompagnarono malvolentieri.'' (da ''Bocca di Rosa'', n. 8)
: ''Spesso gli sbirri e i carabinieri al proprio dovere vengono meno | ma non quando sono in alta uniforme e l'accompagnarono al primo treno.'' (versione originale di ''Bocca di Rosa'')
*''Si sa che la gente dà buoni consigli | sentendosi come Gesù nel tempio | si sa che la gente dà buoni consigli | se non può più dare il cattivo esempio.''<ref>{{Cfr}} [[François de La Rochefoucauld]]: «I vecchi amano dare buoni consigli per consolarsi di non poter più dare cattivi esempi».</ref> (da ''Bocca di Rosa'', n. 8)
*''C'era un cartello giallo | con una scritta nera | diceva: «Addio Bocca di Rosa | con te se ne parte la primavera».'' (da ''Bocca di Rosa'', n. 8)
*''Ma una [[notizia]] un po' originale | non ha bisogno di alcun giornale | come una freccia dall'arco scocca | vola veloce di bocca in bocca.'' (da ''Bocca di Rosa'', n. 8)
*''La [[morte]] verrà all'improvviso | avrà le tue labbra e i tuoi occhi | ti coprirà di un velo bianco | addormentandosi al tuo fianco.'' (da ''La morte'', n. 9)
*''Chi ben condusse sua [[vita]] | male sopporterà sua morte.'' (da ''La morte'', n. 9)
*''Il sangue del Principe e del Moro | arrossano il cimiero di identico color''. (da ''Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers''<ref name=villaggio>Testo di Fabrizio De André e [[Paolo Villaggio]].</ref>, n. 10)
*''Se ansia di gloria, sete d'onore | spegne la guerra al vincitore, | non ti concede un momento per fare all'amore.'' (Carlo Martello: da ''Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers''<ref name=villaggio/>, n. 10)
*''È mai possibile, oh porco di un cane, | che le avventure in codesto reame | debban risolversi tutte con grandi puttane.'' (Carlo Martello: da ''Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers''<ref name=villaggio/>, n. 10)
==== Citazioni su ''Volume I'' ====
*''Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poiters'' nacque in modo curioso. In una stanza Mauro De André fratello maggiore di Fabrizio preparava l'esame di procedura civile, in quella accanto [[Paolo Villaggio]] e Fabrizio si aiutavano a vicenda per l'esame di Diritto privato. Dopo un mese Mauro superò a pieni voti l'esame, tappa di un percorso che lo portò a diventare insigne avvocato. Fabrizio e Villaggio invece composero il brano, ameno e goliardico su Carlo Martello, e un altro intitolato ''Il fannullone''. Non dettero l'esame e non si laurearono mai. ([[Mario Luzzatto Fegiz]])
*''Volume I'' si apre con una canzone di struggente bellezza ''Preghiera in gennaio'' scritta la notte prima dei funerali di [[Luigi Tenco|Tenco]], morto al [[Festival della Canzone Italiana di Sanremo|fesival di Sanremo]]: nel brano campeggia la figura di un Dio finalmente vicino al dolore degli uomini che accoglie anche i suicidi «perché non c'è l'inferno nel regno del buon Dio». ([[Mario Luzzatto Fegiz]])
=== ''Tutti morimmo a stento'' ===
'''Etichetta''': Bluebell Records, 1968, prodotto da Gian Piero Reverberi, Andrea Malcotti.
*''Come potrò dire a mia madre che ho paura?'' (da ''Cantico dei drogati''<ref name=manne>Testo ricavato dalla poesia ''Eroina'' di [[Riccardo Mannerini]].</ref>, n. 1)
*''Perché non hanno fatto | delle grandi pattumiere | per i giorni già usati | per queste ed altre sere.'' (da ''Cantico dei drogati''<ref name=manne/>, n. 1)
*''Quando scadrà l'affitto | di questo corpo idiota | allora avrò il mio premio | come una buona nota. | Mi citeran di monito | a chi crede sia bello | giocherellare a palla | con il proprio cervello | cercando di lanciarlo | oltre il confine stabilito | che qualcuno ha tracciato | ai bordi dell'infinito.''<ref>Nella poesia di Mannerini, ''Eroina'', questo passo è leggermente diverso: «''Solo quando | scadrà l'affitto | di questo corpo idiota | avrò un premio. | Sarò citato | di monito a coloro | che credono sia divertente | giocare a palla | col proprio cervello | riuscendo a lanciarlo | oltre la riga | che qualcuno ha tracciato | ai bordi dell'infinito.''».</ref> (da ''Cantico dei drogati''<ref name=manne/>, n. 1)
*''Tu che m'ascolti insegnami | un alfabeto che sia | differente da quello | della mia vigliaccheria.''<ref>Nella poesia di Mannerini, ''Eroina'', questo passo è leggermente diverso: «''Insegnami, | tu che mi ascolti, | un alfabeto diverso | da quello della mia vigliaccheria.''».</ref> (da ''Cantico dei drogati''<ref name=manne/>, n. 1)
*''Gli arcobaleni d'altri mondi | hanno colori che non so. | Lungo i ruscelli d'altri mondi | nascono fiori che non ho.'' (da ''Primo intermezzo'', n. 2)
*''Sopra le tombe d'altri mondi | nascono fiori che non so. | Ma tra i capelli d'altri amori | muoiono fiori che non ho.'' (da ''Secondo intermezzo'', n. 4)
*''Tutti morimmo a stento | ingoiando l'ultima voce | tirando calci al vento | vedemmo sfumar la luce.'' (da ''Ballata degli impiccati''<ref name=bentivoglio>Testo di Fabrizio De André e [[Giuseppe Bentivoglio]].</ref>, n. 5)
*''Coltiviamo per tutti un rancore | che ha l'odore del sangue rappreso | ciò che allora chiamammo dolore | è soltanto un discorso sospeso.'' (da ''Ballata degli impiccati''<ref name=bentivoglio/>, n. 5)
*''Sale la nebbia sui prati bianchi | come un [[cipresso]] nei camposanti, | un campanile che non sembra vero | segna il confine fra la terra e il cielo.'' (da ''Inverno'', n. 6)
*''Ma tu che vai, ma tu rimani | vedrai la neve se ne andrà domani | rifioriranno le gioie passate | col vento caldo di un'altra estate.'' (da ''Inverno'', n. 6)
*''Anche la luce sembra morire | nell'ombra incerta di un [[divenire]]''. (da ''Inverno'', n. 6)
*''Ma tu che stai, perché rimani? | Un altro inverno tornerà domani | cadrà altra neve a consolare i campi | cadrà altra neve sui camposanti.'' (da ''Inverno'', n. 6)
*''Ci aiuterà il buon Dio, Marcondiro'ndera | ci aiuterà il buon Dio, lui ci salverà. | Buon Dio è già scappato, dove non si sa | buon Dio se n'è andato, chissà quando ritornerà.'' (da ''Girotondo'', n. 7)
*''L'autunno negli occhi, l'estate nel cuore, | la voglia di dare, l'istinto di avere, | e tu... tu lo chiami amore e non sai che cos'è, | e tu... tu lo chiami amore e non ti spieghi il perché''. (da ''Terzo intermezzo'', n. 8)
*''Che la [[pietà]] non vi sia di vergogna.'' (da ''Recitativo'', n. 9)
*''Quanto giusta pensate che sia | una sentenza che decreta morte?'' (da ''Recitativo'', n. 9)
*''Sappiate che la [[morte]] vi sorveglia, | gioir nei prati o fra i muri di calce, | come crescere il gran guarda il villano | finché non sia maturo per la falce.'' (da ''Recitativo'', n. 9)
=== ''Volume III'' ===
'''Etichetta''': Bluebell Records, 1968.
*''Se qualcuno di voi dovesse, | costretto con le spalle al muro, | violare un giudice od una vecchia | della sua scelta sarei sicuro | ma si dà il caso che il [[gorilla]], | considerato un grandioso fusto | da chi l'ha provato, però non brilla | né per lo spirito né per il gusto.'' (da ''Il gorilla''<ref name=brassens>Testo in lingua originale di [[Georges Brassens]].</ref>, n. 2)
*''Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno | non si guardò neppure intorno | ma versò il vino, spezzò il pane | per chi diceva ho sete e ho fame.'' (da ''Il pescatore'', presente nella ristampa del 1970)
=== ''La buona novella'' ===
'''Etichetta''': Produttori Associati, 1970, prodotto da Roberto Dané.
*''E quando i sacerdoti ti rifiutarono alloggio | avevi dodici anni e nessuna colpa addosso; | ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio, | la tua verginità che si tingeva di rosso.'' (da ''L'infanzia di [[Maria]]'', n. 2)
*''E si vuol dar marito a chi non lo voleva, | si batte la campagna, si fruga la via. | – Popolo senza moglie, uomini d'ogni leva, | del corpo di una vergine si fa lotteria. –'' (da ''L'infanzia di Maria'', n. 2)
*''E lei volò fra le tue braccia | come una rondine, | e le sue dita come lacrime, | dal tuo ciglio alla gola, | suggerivano al viso | una volta ignorato | la tenerezza d'un sorriso, | un affetto quasi implorato.'' (da ''Il ritorno di Giuseppe'', n. 3)
*''Poi, d'improvviso, mi sciolse le mani | e le mie braccia divennero ali, | quando mi chiese: «Conosci l'estate?» | io, per un giorno, per un momento, | corsi a vedere il colore del vento.'' (Maria: da ''Il sogno di Maria'', n. 4)
*''Con le ali di prima pensai di scappare | ma il braccio era nudo e non seppe volare''. (Maria: da ''Il sogno di Maria'', n. 4)
*''Poi vidi l'angelo mutarsi in cometa e i volti severi divennero pietra. Le loro braccia profili di rami, nei gesti immobili d'un altra vita, foglie le mani, spine le dita.'' (Maria: da ''Il sogno di Maria'', n. 4)
*''«Lo chiameranno figlio di Dio» | parole confuse nella mia mente, | svanite in un sogno, ma impresse nel ventre.'' (Maria: da ''Il sogno di Maria'', n. 4)
*''E tu, piano, posasti le dita | all'orlo della sua fronte: | i [[senilità|vecchi]] quando [[carezza|accarezzano]] | hanno il timore di far troppo forte.'' (da ''Il sogno di Maria'', n. 4)
*''Sai che fra un'ora forse piangerai | poi la tua mano nasconderà un sorriso: | gioia e dolore hanno il confine incerto | nella stagione che illumina il viso.'' (da ''Ave Maria'', n. 5)
*''Ave Maria, adesso che sei donna, | ave alle [[donna|donne]] come te, Maria, | femmine un giorno per un nuovo amore | povero o ricco, umile o Messia. | Femmine un giorno e poi madri per sempre | nella stagione che stagioni non sente.'' (da ''Ave Maria'', n. 5)
*''Mio martello non colpisce, | pialla mia non taglia | per foggiare gambe nuove | a chi le offrì in battaglia, | ma tre croci, due per chi | disertò per rubare, | [[croce cristiana|la più grande]] per chi guerra | insegnò a disertare.'' (il falegname: da ''Maria nella bottega d'un falegname'', n. 6)
*''Questi ceppi che han portato | perché il mio sudore | li trasformi nell'immagine | di tre dolori, | vedran lacrime di Dimaco | e di Tito al ciglio | il più grande che tu guardi | abbraccerà tuo figlio.'' (il falegname: da ''Maria nella bottega d'un falegname'', n. 6)
*''Poterti smembrare coi denti e le mani, | sapere i tuoi occhi bevuti dai cani, | di morire in croce puoi essere grato | a un brav'uomo di nome Pilato.'' (da ''Via della croce'', n. 7)
*''Il potere vestito d'umana sembianza | ormai ti considera morto abbastanza | e già volge lo sguardo a spiar le intenzioni | degli umili, degli straccioni.'' (da ''Via della croce'', n. 7)
*''Con troppe lacrime piangi, Maria, | solo l'immagine di un'agonia; | sai che alla vita, nel terzo giorno, | il figlio tuo farà ritorno. | Lascia noi piangere, un po' più forte, | chi non risorgerà più dalla morte.'' (una madre: da ''Tre madri'', n. 8)
*''Nella fatica del tuo [[sorriso]] | cerca un ritaglio di Paradiso.'' (Maria: da ''Tre madri'', n. 8)
*''Come nel grembo, e adesso in croce, | ti chiama amore questa mia voce.'' (Maria: da ''Tre madri'', n. 8)
*''Non fossi stato figlio di Dio | t'avrei ancora per figlio mio.'' (Maria: da ''Tre madri'', n. 8)
*''Onora il padre, onora la madre | e onora anche il loro bastone, | bacia la mano che ruppe il tuo naso | perché le chiedevi un boccone.''<ref>{{Cfr}} [[Regole dalle canzoni]].</ref> (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9)
*''Feconda una donna ogni volta che l'ami | così sarai uomo di fede: | poi la voglia svanisce e il figlio rimane | e tanti ne uccide la fame.'' (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9)
*''L'[[invidia]] di ieri non è già finita: | stasera vi invidio la vita.'' (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9)
*''Ma adesso che viene la sera ed il buio | mi toglie il dolore dagli occhi | e scivola il sole al di là delle dune | a violentare altre notti''. (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9)
*''Io, nel vedere [[Gesù|quest'uomo]] che muore, | madre, io provo dolore. | Nella pietà che non cede al rancore, | madre, ho imparato l'amore.'' (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9) {{NDR|[[ultime parole dalle canzoni|ultime parole]] di Tito}}
*''Non voglio pensarti figlio di Dio | ma figlio dell'uomo, | fratello anche mio.'' (da ''Laudate hominem'', n. 10)
=== ''Non al denaro, non all'amore né al cielo'' ===
'''Etichetta''': Produttori Associati, 1971, prodotto da Roberto Dané, Sergio Bardotti. Testi di Fabrizio De André e [[Giuseppe Bentivoglio]].
*''Dove sono i [[generale|generali]] | che si fregiarono nelle battaglie | con cimiteri di croci sul petto? | Dove i figli della [[guerra]] | partiti per un ideale, | per una truffa, per un amore finito male? | Hanno rimandato a casa | le loro spoglie nelle bandiere | legate strette perché sembrassero intere.'' (da ''La collina'', n. 1)
*''Dov'è Jones il suonatore | che fu sorpreso dai suoi [[novantenne|novant'anni]] | e con la vita avrebbe ancora giocato. | Lui che offrì la faccia al vento, | la gola al vino e mai un pensiero | non al denaro, non all'amore né al cielo.'' (da ''La collina'', n. 1)
*''Sembra di sentirlo ancora | dire al mercante di [[liquore]]: | «Tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?»'' (da ''La collina'', n. 1)
*''Tu prova ad avere un mondo nel cuore | e non riesci ad esprimerlo con le parole.'' (da ''Un matto'', n. 2)
*''E se anche tu andresti a cercare | le parole sicure per farti ascoltare | per stupire mezz'ora basta un libro di storia, | io cercai di imparare la Treccani a memoria | e dopo maiale, [[Vladimir Vladimirovič Majakovskij|Majakowskij]], malfatto | continuarono gli altri fino a leggermi matto.'' (da ''Un matto'', n. 2)
*''Cosa vuol dire avere | un metro e mezzo di statura, | ve lo rivelan gli occhi | e le battute della gente, | o la curiosità | di una ragazza irriverente | che vi avvicina solo | per un suo dubbio impertinente: | vuole scoprir se è vero | quanto si dice intorno ai [[nano|nani]], | che siano i più forniti | della virtù meno apparente, | fra tutte le virtù | la più indecente.'' (da ''Un giudice'', n. 3)
*''Passano gli anni, i mesi, | e se li conti anche i minuti, | è triste trovarsi adulti | senza essere cresciuti; | la maldicenza insiste, | batte la lingua sul tamburo | fino a dire che un nano | è una carogna di sicuro | perché ha il cuore troppo, | troppo vicino al [[buco del culo]].'' (da ''Un giudice'', n. 3)
*''[[Giudice]] finalmente, | arbitro in terra del bene e del male.'' (da ''Un giudice'', n. 3)
*''Mai più mi chinai e nemmeno su un [[rima fiore-amore|fiore]], | più non arrossii nel rubare l'[[rima fiore-amore|amore]] | dal momento che Inverno mi convinse che Dio | non sarebbe arrossito rubandomi il mio.'' (da ''Un blasfemo'', n. 4)
*''Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino, | non avevano leggi per punire un [[bestemmia|blasfemo]], | non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte, | mi cercarono l'anima a forza di botte.'' (da ''Un blasfemo'', n. 4)
*''Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo, | lo costrinse a viaggiare una vita da scemo, | nel [[Giardino dell'Eden|giardino incantato]] lo costrinse a sognare, | a ignorare che al mondo c'è il bene e c'è il male.'' (da ''Un blasfemo'', n. 4)
*''E se furon due guardie a fermarmi la vita, | è proprio qui sulla terra la mela proibita, | e non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato, | ci costringe a sognare in un giardino incantato.'' (da ''Un blasfemo'', n. 4)
*''Cominciai a sognare anch'io insieme a loro | poi l'anima d'improvviso prese il volo.'' (da ''Un malato di cuore'', n. 5)
*''E mai poter bere alla coppa d'un fiato | ma a piccoli sorsi interrotti...'' (da ''Un malato di cuore'', n. 5)
*''Non credo che chiesi promesse al suo sguardo, | non mi sembra che scelsi il silenzio o la voce, | quando il cuore stordì e ora no, non ricordo | se fu troppo sgomento o troppo felice, | e il cuore impazzì e ora no, non ricordo, | da quale orizzonte sfumasse la luce.'' (da ''Un malato di cuore'', n. 5)
*''Da bambino volevo guarire i [[ciliegio|ciliegi]] | quando rossi di frutti li credevo feriti | la salute per me li aveva lasciati | coi fiori di neve che avevan perduti.'' (da ''Un medico'', n. 6)
*''Un sogno, fu un sogno ma non durò poco | per questo giurai che avrei fatto il dottore | e non per un dio ma nemmeno per gioco: | perché i ciliegi tornassero in fiore.'' (da ''Un medico'', n. 6)
*''Ma gli uomini mai mi riuscì di capire | perché si combinassero attraverso l'amore. | Affidando ad un gioco la gioia e il dolore.'' (da ''Un chimico'', n. 7)
*''Guardate il sorriso, guardate il colore | come giocan sul viso di chi cerca l'[[amore]]! | Ma lo stesso sorriso, lo stesso colore | dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore?'' (da ''Un chimico'', n. 7)
*''[[Primavera]] non bussa, lei entra sicura, | come il fumo lei penetra in ogni fessura, | ha le labbra di carne, i capelli di grano, | che paura, che voglia che ti prenda per mano. | Che paura, che voglia che ti porti lontano.'' (da ''Un chimico'', n. 7)
*''Guardate l'idrogeno tacere nel mare | guardate l'ossigeno al suo fianco dormire''. (da ''Un chimico'', n. 7)
*''Son morto in un esperimento sbagliato | proprio come gli idioti che muoion d'amore. | E qualcuno dirà che c'è un modo migliore.'' (da ''Un chimico'', n. 7)
*''Non più ottico ma spacciatore di lenti | per improvvisare occhi contenti, | perché le pupille abituate a copiare | inventino i mondi sui quali guardare.'' (da ''Un ottico'', n. 8)
*''Vedo che salgo a rubare il [[sole]] | per non aver più notti, | perché non cada in reti di tramonti, | l'ho chiuso nei miei occhi, | e chi avrà freddo | lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.'' (da ''Un ottico'', n. 8)
*''In un vortice di polvere | gli altri vedevan siccità, | a me ricordava | la gonna di Jenny | in un ballo di tanti anni fa.''<ref>{{Cfr}} [[Edgar Lee Masters]]: «''Per Cooney Potter una colonna di polvere | o un turbinio di foglie significavano rovinosa siccità; | a me sembrava di vedere Red-Head Sammy | quando ballava ''Toor-a-Loor'' da par suo''».</ref> (da ''Il suonatore Jones'', n. 9)
*''[[Libertà]] l'ho vista dormire | nei campi coltivati | a cielo e denaro, | a cielo ed amore, | protetta da un filo spinato. | Libertà l'ho vista svegliarsi | ogni volta che ho suonato | per un fruscio di ragazze | a un ballo, | per un compagno ubriaco.'' (da ''Il suonatore Jones'', n. 9)
*''E poi se la gente sa, | e la gente lo sa che [[musicista|sai suonare]], | suonare ti tocca | per tutta la vita | e ti piace lasciarti ascoltare.''<ref>{{Cfr}} Edgar Lee Masters: «''E se la gente vede che sai suonare, | be', ti tocca suonare, per tutta la vita''».</ref> (da ''Il suonatore Jones'', n. 9)
=== ''Storia di un impiegato'' ===
'''Etichetta''': Produttori Associati, 1973, prodotto da Roberto Dané.
*''Se avete preso per buone | le «verità» della televisione, | anche se allora vi siete assolti | siete lo stesso coinvolti.'' (da ''Canzone del maggio''<ref name=bentivoglio/>, n. 2)
*''Chissà cosa si prova a liberare | la fiducia nelle proprie tentazioni, | allontanare gli intrusi | dalle nostre emozioni, | allontanarli in tempo | e prima di trovarti solo | con la paura di non tornare al lavoro.'' (da ''La bomba in testa''<ref name=bentivoglio/>, n. 3)
*''[[Dante Alighieri|Dante]] alla porta di [[Paolo e Francesca]] | spia chi fa meglio di lui: | lì dietro si racconta un amore normale | ma lui saprà poi renderlo tanto geniale. | E il viaggio all'inferno ora fallo da solo | con l'ultima invidia lasciata là sotto un lenzuolo''. (da ''Al ballo mascherato''<ref name=bentivoglio/>, n. 4)
*''Qualcuno ha lasciato la luna nel bagno | accesa soltanto a metà, | quel poco che mi basta per contare i caduti, | stupirmi della loro fragilità''. (da ''Al ballo mascherato''<ref name=bentivoglio/>, n. 4)
*''Imputato, | il dito più lungo della tua mano | è il [[medio]], | quello della mia | è l'[[Indice (dito)|indice]]''. (il giudice: da ''Sogno numero due''<ref>Testo di Fabrizio De André e [[Roberto Dané]].</ref>, n. 5)
*''Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi | solo i sogni che non fanno svegliare''? (il giudice: da ''Canzone del padre''<ref name=bentivoglio/>, n. 6)
*''Si fermò un attimo per suggerire a Dio | di continuare a farsi i fatti suoi. | E scappò via con la paura di arrugginire, | il giornale di ieri lo dà morto arrugginito: | i becchini ne raccolgono spesso | fra la gente che si lascia piovere addosso''. (da ''Canzone del padre''<ref name=bentivoglio/>, n. 6)
*''Vostro Onore, sei un figlio di troia, | mi sveglio ancora e mi sveglio sudato, | ora aspettami fuori dal sogno, | ci vedremo davvero, | io ricomincio da capo.'' (da ''Canzone del padre''<ref name=bentivoglio/>, n. 6)
*''Chi va dicendo in giro | che odio il mio lavoro | non sa con quanto amore | mi dedico al tritolo''. (da ''Il bombarolo''<ref name=bentivoglio/>, n. 7)
*''Per strada tante facce | non hanno un bel colore: | qui chi non terrorizza | si ammala di [[terrore]]. | C'è chi aspetta la [[pioggia]] | per non piangere da solo, | io son d'un altro avviso, | son bombarolo.'' (da ''Il bombarolo''<ref name=bentivoglio/>, n. 7)
*''[[Intellettuale|Intellettuali]] d'oggi, | idioti di domani, | ridatemi il cervello | che basta alle mie mani. | Profeti molto acrobati | della rivoluzione, | oggi farò da me | senza lezione.'' (da ''Il bombarolo''<ref name=bentivoglio/>, n. 7)
*''Farai l'amore per amore | o per avercelo garantito''. (da ''Verranno a chiederti del nostro amore''<ref name=bentivoglio/>, n. 8)
*''Continuerai a farti scegliere | o finalmente sceglierai''. (da ''Verranno a chiederti del nostro amore''<ref name=bentivoglio/>, n. 8)
*''Di respirare la stessa aria | d'un [[secondino]] non mi va | perciò ho deciso di rinunciare | alla mia ora di libertà''. (da ''Nella mia ora di libertà''<ref name=bentivoglio/>, n. 9)
*''Certo bisogna farne di strada | da una ginnastica d'obbedienza | fino ad un gesto molto più umano | che ti dia il senso della violenza, | però bisogna farne altrettanta | per diventare così coglioni | da non riuscire più a capire | che non ci sono [[Potere|poteri]] buoni.'' (da ''Nella mia ora di libertà''<ref name=bentivoglio/>, n. 9)
*''Ci hanno insegnato la meraviglia | verso la gente che ruba il pane, | ora sappiamo che è un delitto | il non rubare quando si ha fame.'' (da ''Nella mia ora di libertà''<ref name=bentivoglio/>, n. 9)
=== ''Canzoni'' ===
'''Etichetta''': Produttori Associati, 1974, prodotto da Roberto Dané.
*''[[Albert Einstein|Einstein]] travestito da ubriacone | ha nascosto i suoi appunti in un baule | è passato di qui un'ora fa | diretto verso l'ultima Thule, | sembrava così timido e impaurito | quando ha chiesto di fermarsi un po' qui | ma poi ha cominciato a fumare | e a recitare l'A B C | ed a vederlo tu non lo diresti mai | ma era famoso qualche tempo fa | per suonare il violino elettrico | in via della Povertà.'' (da ''Via della Povertà''<ref name=pover>Testo in lingua originale di [[Bob Dylan]]. Testo italiano di Fabrizio De André e [[Francesco De Gregori]].</ref>, n. 1)
*''A mezzanotte in punto i [[polizia|poliziotti]] | fanno il loro solito lavoro | metton le [[manette]] intorno ai polsi | a quelli che ne sanno più di loro.'' (da ''Via della Povertà''<ref name=pover/>, n. 1)
*''Io dedico questa canzone | ad ogni donna pensata come amore | in un attimo di libertà | a quella conosciuta appena | non c'era tempo e valeva la pena | di perderci un secolo in più.'' (da ''Le passanti''<ref name=pol>Testo in lingua originale di [[Antoine Pol]].</ref>, n. 2)
*''A quella quasi da immaginare | tanto di fretta l'hai vista passare |'' [...] ''| e ti piace ricordarne il sorriso | che non ti ha fatto e che tu le hai deciso.'' (da ''Le passanti''<ref name=pol/>, n. 2)
*''Alla compagna di viaggio | i suoi [[occhio|occhi]] il più bel paesaggio | fan sembrare più corto il cammino.'' (da ''Le passanti'', n. 2)
*''E Gesù fu [[marinaio]] | finché camminò sull'acqua''. (da ''Suzanne''<ref name=cohen>Testo in lingua originale di [[Leonard Cohen]].</ref>, n. 5)
*''E lui stesso fu spezzato | ma più umano, abbandonato | nella nostra mente lui non naufragò. | E tu vuoi viaggiargli insieme | vuoi viaggiargli insieme ciecamente | forse avrai fiducia in lui | perché ti ha toccato il corpo con la mente.'' (da ''Suzanne''<ref name=cohen/>, n. 5)
*''Morire per delle idee, l'idea è affascinante | per poco io morivo senza averla mai avuta, | perché chi ce l'aveva, una folla di gente, | gridando: «Viva la morte» proprio addosso mi è caduta.'' (da ''Morire per delle idee''<ref name=brassens/>, n. 6)
*''Moriamo per delle [[idea|idee]], va be', ma di morte lenta''. (da ''Morire per delle idee''<ref name=brassens/>, n. 6)
*''Tanto più che la carogna è già abbastanza attenta | non c'è nessun bisogno di reggerle la falce | basta con le garrote in nome della pace''. (da ''Morire per delle idee''<ref name=brassens/>, n. 6)
*''«E se tu sei il fuoco raffreddati un poco | le tue mani ora avranno da tenere qualcosa» | e tacendo gli si arrampicò dentro | ad offrirgli il suo modo migliore di essere sposa.'' (da ''Giovanna d'Arco''<ref name=cohen/>, n. 9)
*''Ma non ti servirà il ricordo | non ti servirà | che per piangere il tuo rifiuto, | del mio amore che non tornerà.'' (da ''Valzer per un amore'', n. 11)
*''Vola il tempo, lo sai che vola e va | forse non ce ne accorgiamo | ma più ancora del tempo che non ha età | siamo noi che ce ne andiamo.'' (da ''Valzer per un amore'', n. 11)
*''E per questo ti dico amore, amor | io t'attenderò ogni sera, | ma tu vieni non aspettare ancor, | vieni adesso finché è primavera.'' (da ''Valzer per un amore'', n. 11)
=== ''Volume 8'' ===
'''Etichetta''': Produttori Associati, 1975, prodotto da Roberto Dané.
*''E quando poi sparì del tutto | a chi diceva «È stato un male» | a chi diceva «È stato un bene» | raccomandò «Non vi conviene | venir con me dovunque vada. | Ma c'è amore un po' per tutti | e tutti quanti hanno un amore | sulla cattiva strada».'' (da ''La cattiva strada''<ref name=degregori>Testo di Fabrizio De André e [[Francesco De Gregori]].</ref>, n. 1)
*''Un po' di tempo fa | eravamo distratti | lei portava calze verdi | e dormiva con tutti. | «Ma cosa fai domani» | non lo chiese mai a nessuno | s'innamorò di tutti noi | non proprio di qualcuno''. (da ''Nancy'', n. 3)
*''E un po' di tempo fa | col telefono rotto | cercò dal terzo piano | la sua serenità''. (da ''Nancy'', n. 3)
*''E nel vuoto della notte | quando hai freddo e sei perduto | è ancora [[Nancy (nome)|Nancy]] che ti dice | «Amore, sono contenta che sei venuto».'' (da ''Nancy'', n. 3)
*''E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa | nell'imbuto di un polsino slacciato.'' (da ''Giugno '73'', n. 5)
*''Io mi dico: è stato meglio [[Separazione|lasciarci]] | che non esserci mai incontrati.'' (da ''Giugno '73'', n. 5)
*''Perché già dalla prima [[trincea]] | ero più curioso di voi, | ero molto più curioso di voi.'' (da ''Amico fragile'', n. 8)
*''«Lo sa che io ho perduto due figli». | «Signora lei è una donna piuttosto distratta».''<ref>{{Cfr}} [[Barzellette dalle canzoni]].</ref> (da ''Amico fragile'', n. 8)
*''Pensavo è bello che dove finiscono le mie dita | debba in qualche modo incominciare una [[chitarra]].'' (da ''Amico fragile'', n. 8)
*''Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta | fino a vederle spalancarsi la bocca.'' (da ''Amico fragile'', n. 8)
*''Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane | il mio è un po' di tempo che si chiama [[Libero (nome)|Libero]].'' (da ''Amico fragile'', n. 8)
*''Potevo attraversare litri e litri di corallo | per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.'' (da ''Amico fragile'', n. 8)
*''E mai che mi sia venuto in mente | di essere più ubriaco di voi, | di essere molto più ubriaco di voi.'' (da ''Amico fragile'', n. 8)
=== ''Rimini'' ===
'''Etichetta''': Dischi Ricordi, 1978. Testi di Fabrizio De André e [[Massimo Bubola]] (tranne traccia n. 5).
*''[[Teresa]] ha gli occhi secchi | guarda verso il mare | per lei figlia di pirati | penso che sia normale.'' (da ''Rimini'', n. 1)
*''E due errori ho commesso | due errori di saggezza | abortire l'America | e poi guardarla con dolcezza.'' (Colombo: da ''Rimini'', n. 1)
*''Ma voi che siete uomini | sotto il vento e le vele | non regalate terre promesse | a chi non le mantiene.'' (Colombo: da ''Rimini'', n. 1)
*''E un errore ho commesso – dice – | un errore di saggezza | [[aborto|abortire]] il figlio del bagnino | e poi guardarlo con dolcezza.'' (Teresa: da ''Rimini'', n. 1)
*''Ma voi che siete a [[Rimini]] | tra i gelati e le bandiere | non fate più scommesse | sulla figlia del droghiere.'' (Teresa: da ''Rimini'', n. 1)
*''Chiama i [[ricordo|ricordi]] col loro nome | volta la carta e finisce in gloria.'' (da ''Volta la carta'', n. 2)
*''Quando ero piccolo m'innamoravo di tutto | correvo dietro ai cani''. (da ''Coda di lupo'', n. 3)
*''Capelli corti generale ci parlò all'Università | dei fratelli tute blu che seppellirono le asce | ma non fumammo con lui non era venuto in pace | e a un dio fatti il culo non credere mai.'' (da ''Coda di lupo'', n. 3)
*''E a un dio senza fiato non credere mai.'' (da ''Coda di lupo'', n. 3)
*''E [[Andrea]] l'ha perso, ha perso l'amore, la perla più rara | e Andrea ha in bocca un dolore, la perla più scura.'' (da ''Andrea'', n. 4)
*''Il secchio gli disse: «Signore il [[pozzo]] è profondo | più fondo del fondo degli occhi della Notte del Pianto» | lui disse: «Mi basta, mi basta che sia più profondo di me».'' (da ''Andrea'', n. 4) {{NDR|[[ultime parole dalle canzoni|ultime parole]] di Andrea}}
*''Mia madre mi disse: «Non devi giocare | con gli zingari nel [[bosco]]» | ma il bosco era scuro, l'erba già verde, | lì venne [[Sally (nome)|Sally]] con un tamburello. | Ma il bosco era scuro, l'erba già alta, | dite a mia madre che non tornerò.'' (da ''Sally'', n. 7)
*''Con due gocce d'[[eroina]] s'addormentava il cuore.'' (da ''Sally'', n. 7)
*''Mi svegliai sulla quercia, l'[[assassino]] era fuggito, | dite al pesciolino che non tornerò. | Mi guardai nello stagno, l'assassino si era già lavato, | dite a mia madre che non tornerò.'' (da ''Sally'', n. 7)
=== ''Fabrizio De André (L'indiano)'' ===
'''Etichetta''': Dischi Ricordi, 1981. Testi di Fabrizio De André e [[Massimo Bubola]] (tranne traccia n. 4).
*''Quello che non ho sono le tue pistole | per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole.'' (da ''Quello che non ho'', n. 1)
*''Quello che non ho è quel che non mi manca''. (da ''Quello che non ho'', n. 1)
*''Quello che non ho sei tu dalla mia parte.'' (da ''Quello che non ho'', n. 1)
*''[[Notte]] sola sola come il mio fuoco | piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco.'' (da ''Canto del servo pastore'', n. 2)
*''Fu un generale di vent'anni | occhi turchini e giacca uguale | fu un generale di vent'anni | figlio d'un temporale.'' (da ''Fiume Sand Creek'', n. 3)
*''Chiusi gli occhi per tre volte | mi ritrovai ancora lì | chiesi a mio nonno è solo un sogno | mio nonno disse sì.'' (da ''Fiume Sand Creek'', n. 3)
*''Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso | il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso''. (da ''Fiume Sand Creek'', n. 3)
*''E se vai all'Hotel [[Supramonte]] e guardi il cielo | tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo.'' (da ''Hotel Supramonte'', n. 5)
*''Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile, | grazie a te ho una barca da scrivere, ho un treno da perdere | e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve | sul tuo corpo così dolce di fame, così dolce di sete. | Passerà anche questa stazione senza far male | passerà questa pioggia sottile come passa il dolore''. (da ''Hotel Supramonte'', n. 5)
*''Ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano | cosa importa se sono caduto se sono lontano | perché domani sarà un giorno lungo e senza parole | perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole''. (da ''Hotel Supramonte'', n. 5)
*''Hanno detto che [[Franziska (nome)|Franziska]] | è stanca di posare | per un uomo che dipinge | e non la può guardare.'' (da ''Franziska'' n. 6)
*''Filo filo del mio cuore che dagli occhi porti al mare | c'è una lacrima nascosta che nessuno mi sa disegnare.'' (da ''Franziska'' n. 6)
*''Se ti tagliassero a pezzetti | il vento li raccoglierebbe | il regno dei ragni cucirebbe la pelle | e la luna tesserebbe i capelli e il viso | e il polline di Dio | di Dio il sorriso.'' (da ''Se ti tagliassero a pezzetti'', n. 7)
*''Ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso | ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.'' (da ''Se ti tagliassero a pezzetti'', n. 7)
*''E adesso aspetterò domani | per avere nostalgia | signora [[libertà]] signorina fantasia | così preziosa come il vino così gratis come la tristezza | con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.'' (da ''Se ti tagliassero a pezzetti'', n. 7)
: ''Signora libertà signorina [[anarchia]].'' (variante presente nell'album ''Ed avevamo gli occhi troppo belli'', 2001)
*''E ora non piangere perché | presto la notte finirà | con le sue perle stelle e strisce | in fondo al cielo | e ora sorridimi perché | presto la notte se ne andrà | con le sue stelle arrugginite | in fondo al mare.'' (da ''Verdi pascoli'', n. 8)
=== ''Crêuza de mä'' ===
'''Etichetta''': Dischi Ricordi, 1984, prodotto da Mauro Pagani, Fabrizio De André. Testi di Fabrizio De André e [[Mauro Pagani]].
*''«Ombre di facce, facce di [[Marinaio|marinai]], | da dove venite, dov'è che andate?». | «Da un posto dove la luna si mostra nuda | e la notte ci ha puntato il coltello alla gola».''
:''«Umbre de muri, muri de mainé, | dunde ne vegni, duve l'è ch'ané?». | «Da 'n scitu duve a l'ûn-a a se mustra nûa | e a neutte a n'à puntou u cutellu ä gua».'' (da ''Crêuza de mä'', n. 1)
*''Gente di [[Lugano]]: facce da tagliaborse, | quelli che della spigola preferiscon l'ala. | Ragazze di famiglia: odore di buono, | che le puoi guardare senza il condom.''
:''Gente de Lûgan: facce da mandillä, | qui che du luassu preferiscian l'ä. | Figge de famiggia: udú de bun, | che ti peu ammiàle senza u gundum.'' (da ''Crêuza de mä'', n. 1)
*''Dove c'è [[pelo]] c'è amore.''
:''Duve gh'è pei gh'è amù.'' (da ''Jamin-a'', n. 2)
*''Amore, mio bell'amore, | la [[sfortuna]] è un avvoltoio | che gira intorno alla testa dell'imbecille. | Amore, mio bell'amore, | la sfortuna è un pisello | che vola intorno al sedere più vicino.''
:''Amü, me bell'amü, | a sfortûn-a a l'è 'n grifun | ch'u gia 'ngiu ä testa du belinun. | Amü, me bell'amü, | a sfortûn-a a l'è 'n belin | ch'ù xeua 'ngiu au cû ciû vixin.'' (da ''Sinàn Capudàn Pascià'', n. 4)
*''A [[Pianderlino]] succhia cazzi, | alla [[Foce (Genova)|Foce]] cosce da schiaccianoci, | in [[Carignano (Genova)|Carignano]] fiche di terza mano | e a [[Ponticello (Genova)|Ponticello]] gli mostrano l'uccello.''
:''A Ciamberlin sûssa belin, | ä Fuxe cheusce de sciaccanuxe, | in Caignàn musse de tersa man | e in Puntexellu ghe mustran l'öxellu.'' (da ''A dumenega'', n. 6)
*''E in un berretto nero | la tua foto da ragazza | per poter baciare ancora [[Genova]] | sulla tua bocca in naftalina.''
:''E 'nte 'na beretta neigra | a teu fotu da fantinn-a | pe puèi baxâ ancún Zena | 'nscià teu bucca in naftalin-a.'' (da ''D'ä mæ riva'', n. 7)
=== ''Le nuvole'' ===
'''Etichetta''': Dischi Ricordi/Fonit Cetra, 1990, prodotto da Mauro Pagani, Fabrizio De André.
*''Vanno | vengono | per una vera | mille sono finte | e si mettono lì tra noi e il cielo | per lasciarci soltanto | una voglia di pioggia.'' (da ''Le [[nuvole]]'', n. 1)
*''Ah che bell' 'o [[caffè|cafè]] | pure in carcere 'o sanno fâ | co' â ricetta ch'a Ciccirinella | compagno di cella | ci ha dato mammà.'' (da ''Don Raffae'''<ref name=bubola>Testo di Fabrizio De André e [[Massimo Bubola]].</ref>, n. 3)
*''Prima pagina venti notizie | ventun'ingiustizie e lo [[Stato]] che fa? | Si costerna, s'indigna, s'impegna | poi getta la spugna con gran dignità''. (da ''Don Raffae'''<ref name=bubola/>, n. 3)
*''Con rispetto s'è fatto le [[tre di pomeriggio|tre]], | volite 'a spremuta o volite 'o cafè.'' (da ''Don Raffae'''<ref name=bubola/>, n. 3)
*''Qui non c'è più decoro, le [[prigione|carceri]] d'oro | ma chi l'ha mai viste, chissà? | Chiste so' fatiscienti, pe' chisto i fetienti | se tengono l'[[Immunità (diritto)|immunità]].'' (da ''Don Raffae'''<ref name=bubola/>, n. 3)
*''Il ministro dei temporali | in un tripudio di tromboni | auspicava democrazia | con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni''. (da ''La domenica delle salme'', n. 4)
*''«Voglio vivere in una città | dove all'ora dell'[[aperitivo]] | non ci siano spargimenti di sangue | o di detersivo».'' (da ''La domenica delle salme'', n. 4)
*''A tarda sera io e il mio illustre cugino [[Oswald de Andrade|De Andrade]] | eravamo gli ultimi cittadini liberi | di questa famosa città civile | perché avevamo un cannone nel cortile.''<ref>{{cfr}} [[Oswald de Andrade]], ''Serafino Ponte Grande'', traduzione di Daniela Ferioli, Einaudi, 1976, p. 46: «Ma io sono l'unico libero cittadino di questa famosa città, perché ho un cannone nel cortile».</ref> (da ''La domenica delle salme'', n. 4)
*''La domenica delle salme | nessuno si fece male, | tutti a seguire il [[bara|feretro]] | del defunto ideale, | la domenica delle salme | si sentiva [[Canzoni dalle canzoni|cantare]] | «quant'è bella giovinezza | non vogliamo più invecchiare».'' (da ''La domenica delle salme'', n. 4)
*''«Voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio | coi pianoforti a tracolla vestiti da Pinocchio | voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti | per l'Amazzonia e per la pecunia | nei palastilisti | e dai padri Maristi | voi avevate voci potenti | lingue allenate a battere il tamburo | voi avevate voci potenti | adatte per il vaffanculo».'' (da ''La domenica delle salme'', n. 4)
*''La domenica delle salme | gli addetti alla nostalgia | accompagnarono tra i flauti | il cadavere di [[Utopia]]''. (da ''La domenica delle salme'', n. 4)
*''Mentre il cuore d'Italia | da Palermo ad Aosta | si gonfiava in un coro | «di vibrante protesta».'' (da ''La domenica delle salme'', n. 4)
*''Metterai la scopa dritta in un angolo | che se dalla cappa scivola in cucina la strega | a forza di contare le paglie che ci sono | la [[Cima alla genovese|cima]] è già piena, è già cucita.''
:''Ti mettiàe ou brùgu rèdennu'nte 'n cantùn | che se d'à cappa a sgùggia 'n cuxin-a stria | a xeùa de cuntà 'e pàgge che ghe sùn | 'a cimma a l'è za pinn-a, a l'è za cùxia.'' (da '''Â çímma''<ref name=fossati>Testo di Fabrizio De André e [[Ivano Fossati]].</ref>, n. 7)
*{{NDR|Sulla [[Cima alla genovese|cima]]}} ''Bel guanciale, materasso di ogni ben di Dio | prima di battezzarla nel preboggion | con due aghi dritti in punta di piedi | da sopra a sotto svelto la pungerai.''
:''Bell'oueggè, strapunta de tùttu bun | prima de battezàlu 'ntou prebuggiun | cun dui aguggiuìn dritu 'n pùnta de pè | da sùrvia 'n zù fitu ti 'a punziggè.'' (da '''Â çímma''<ref name=fossati/>, n. 7)
*''[[Mangiare|Mangiate]], mangiate, | non sapete chi vi mangerà''.
:''Mangè, mangè, | nu séi chi ve mangià.'' (da '''Â çímma''<ref name=fossati/>, n. 7)
*''E nel nome di Maria | tutti i diavoli da questa pentola | vadano via''.
:''E 'nt'ou núme de Maria | tûtti diài da sta pûgnatta | anène via.'' (da '''Â çímma''<ref name=fossati/>, n. 7)
*''Oh bello mio, | gli occhi mi bruci. | Il bello mio | carnevale di baci. | Oh bello mio, | il cuore mi cuci.''
:''Oh beddu meu, | l'occhi mi bruxi. | Lu beddu meu | carrasciale di baxi. | Oh beddu meu, | lu core mi cuxi.'' (l'asina: da ''Monti di Mola'', n. 8)
*''Ma nulla si può fare, nulla | in [[Gallura]] | che non lo vengano a sapere | in un'ora.''
:''Ma nudda si po' fâ, nudda | in Gaddura | che no lu énini a sapi | int'un'ora.'' (da ''Monti di Mola'', n. 8)
=== ''Anime salve'' ===
'''Etichetta''': BMG Ricordi, 1996, prodotto da Fabrizio De André, Piero Milesi. Testi di Fabrizio De André e [[Ivano Fossati]].
*''Nel dormiveglia della corriera | lascio l'infanzia contadina | corro all'incanto dei desideri | vado a correggere la fortuna.'' (da ''Prinçesa'', n. 1)
*''E allora il bisturi per seni e fianchi | una vertigine di anestesia | finché il mio corpo mi rassomigli | sui lungomare di Bahia.'' (da ''Prinçesa'', n. 1)
*''Dove tra ingorghi di desideri | alle mie natiche un maschio s'appende | nella mia carne tra le mie labbra | un uomo scivola l'altro si arrende.'' (da ''Prinçesa'', n. 1)
*''Il cuore rallenta la testa cammina | in quel pozzo di piscio e cemento | a quel campo strappato dal vento | a forza di essere vento.'' (da ''Khorakhané'', n. 2)
*''Per la stessa ragione del viaggio viaggiare.'' (da ''Khorakhané'', n. 2)
*''Saper leggere il libro del mondo | con parole cangianti e nessuna scrittura | nei sentieri costretti in un palmo di mano | i segreti che fanno paura | finché un uomo ti incontra e non si riconosce | e ogni terra si accende e si arrende la pace.'' (da ''Khorakhané'', n. 2)
*''I figli cadevano dal calendario | Iugoslavia Polonia Ungheria | i soldati prendevano tutti | e tutti buttavano via.'' (da ''Khorakhané'', n. 2)
*''E un sollievo di [[lacrime]] a invadere gli occhi | e dagli occhi cadere.'' (da ''Khorakhané'', n. 2)
*''Ora alzatevi spose bambine | che è venuto il tempo di andare | con le vene celesti dei polsi | anche oggi si va a caritare | E se questo vuol dire rubare | questo filo di pane tra miseria e fortuna | allo specchio di questa kampina | ai miei occhi limpidi come un addio | lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca | il punto di vista di Dio.'' (da ''Khorakhané'', n. 2)
*''Mille anni al mondo mille ancora | che bell'inganno sei anima mia | e che bello il mio tempo, che bella compagnia.'' (da ''Anime salve'', n. 3)
*''Sono state giornate furibonde | senza atti d'amore | senza calma di vento | solo passaggi e passaggi | passaggi di tempo.'' (da ''Anime salve'', n. 3)
*''Ore infinite come costellazioni e onde | spietate come gli occhi della memoria''. (da ''Anime salve'', n. 3)
*''Mi sono spiato illudermi e fallire | abortire i figli come i sogni | mi sono guardato piangere in uno specchio di neve | mi sono visto che ridevo | mi sono visto di spalle che partivo.'' (da ''Anime salve'', n. 3)
*''Nera di malasorte | che ammazza e passa oltre | nera come la sfortuna | che si fa la tana dove non c'è luna | nera di falde amare | che passano le bare.'' (da ''Dolcenera'', n.4)
*''E l'amore ha l'amore come solo argomento | e il tumulto del cielo ha sbagliato momento.'' (da ''Dolcenera'', n. 4)
*''Acqua che non s'aspetta | altro che benedetta | acqua che porta male | sale dalle scale | sale senza sale | acqua che spacca il monte | che affonda terra e ponte.'' (da ''Dolcenera'', n.4)
*''Come fa questo amore che dall'ansia di perdersi | ha avuto in un giorno la certezza di aversi.'' (da ''Dolcenera'', n. 4)
*''Così fu quell'amore dal mancato finale | così splendido e vero da potervi ingannare.'' (da '' Dolcenera'', n. 4)
*''E la moglie di Anselmo sta sognando del mare | quando ingorga gli anfratti | si ritira e risale | e il lenzuolo si gonfia sul capo dell'onda | e la lotta si fa scivolosa e profonda.'' (da ''Dolcenera'', n. 4)
*''Le [[acciuga|acciughe]] fanno il pallone | che sotto c'è l'[[alalunga]] | se non butti la rete | non te ne lascia una || alla riva sbarcherò | alla riva verrà la gente | questi pesci sorpresi | li venderò per niente''. (da ''Le acciughe fanno il pallone'', n. 5)
*''Se sbarcherò alla [[Foce (Genova)|foce]] | e alla foce non c'è nessuno | la faccia mi laverò | nell'acqua del torrente''. (da ''Le acciughe fanno il pallone'', n. 5)
*''Ogni tre ami | c'è una [[stella marina]] | amo per amo | c'è una stella che trema | ogni tre lacrime | batte la campana''. (da ''Le acciughe fanno il pallone'', n. 5)
*''E per tutti il [[dolore]] degli altri | è dolore a metà.'' (da ''Disamistade'', n. 6)
*''Si accontenta di cause leggere | la guerra del [[cuore]]''. (da ''Disamistade'', n. 6)
*''Che ci fanno queste figlie | a ricamare e cucire | queste macchie di lutto | rinunciate all'amore. | Fra di loro si nasconde | una speranza smarrita | che il nemico la vuole | che la vuol restituita''. (da ''Disamistade'', n. 6)
*''Luce luce lontana | più bassa delle stelle | sarà la stessa mano | che ti accende e ti spegne.'' (da ''Ho visto Nina volare'', n. 8)
*''Ho visto [[Nina (nome)|Nina]] volare | tra le corde dell'altalena | un giorno la prenderò | come fa il vento alla schiena.'' (da ''Ho visto Nina volare'', n. 8)
*''Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria | col suo marchio speciale di speciale disperazione | e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi | per consegnare alla morte una goccia di splendore | di umanità di verità.'' (da ''Smisurata preghiera'', n. 9)
*''Ricorda Signore questi servi disobbedienti | alle leggi del branco | non dimenticare il loro volto | che dopo tanto sbandare | è appena giusto che la fortuna li aiuti | come una svista | come un'anomalia | come una distrazione | come un dovere...'' (da ''Smisurata preghiera'', n. 9)
=== Non incluse negli album ===
*''Senza pretesa di voler strafare | io dormo al giorno quattordici ore | anche per questo nel mio rione | godo la fama di fannullone.'' (da ''Il Fannullone''<ref name=villaggio/>, 1963)
*''Ma tu dicevi: "Il cielo | è la mia unica fortuna | e l'acqua dei piatti | non rispecchia la luna.'' (da ''Il Fannullone''<ref name=villaggio/>, 1963)
*''Non sono poi quel cagnaccio malvagio | senza morale straccione e malvagio | che si accontenta di un osso bucato | con affettuoso disprezzo gettato.'' (da ''Il Fannullone''<ref name=villaggio/>, 1963)
*''Pensasti al matrimonio | come al giro di una danza | amasti la tua donna | come un giorno di vacanza.'' (da ''Il Fannullone''<ref name=villaggio/>, 1963)
*''Impiccheranno Geordie con una corda d'oro, | è un privilegio raro. | Rubò sei cervi nel parco del re | vendendoli per denaro.'' (da ''Geordie''<ref name=geordie>Testo tradizionale inglese riadattato in italiano da Fabrizio De André.</ref>, 1966)
*''Né il cuore degli inglesi né lo scettro del re | Geordie potran salvare, | anche se piangeranno con te | la legge non può cambiare.'' (da ''Geordie''<ref name=geordie/>, 1966)
*''[[Titti (nome)|Titti]] aveva due amori | uno in terra uno in cielo | insomma di segno contrario | uno buono uno vero.'' (da ''Titti''<ref name=bubola/>, 1980)
*''Per il segno che c'è rimasto | non ripeterci quanto ti spiace | non ci chiedere più come è andata | tanto lo sai che è una storia sbagliata.'' (da ''Una storia sbagliata''<ref name=bubola/><ref>Il testo del brano è dedicato a [[Pier Paolo Pasolini]].</ref>, 1980)
*''La bella che è addormentata, | lalalà, lalalà, lalalà, | ha un nome che fa paura: | libertà, libertà, libertà.''<ref>[https://www.youtube.com/watch?v=2a_7vjhYHc8 Audio] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> (da ''Ed avevamo gli occhi troppo belli'', 2001)
==''Amico fragile. {{small|Fabrizio De André}}''==
*[[Genova]]. Che cosa significa, per me? Ho avuto la fortuna di nascere in questa etnia, in questo piccolo mondo dove si parla una lingua diversa, che faceva parte di uno stato molto più grande ma con un idioma, una cucina, una cultura autonomi. Questo ti fa sentire così vicino a queste persone che condividono la tua diversità, ti senti a tua volta differente dal resto del mondo, sei membro di una grande famiglia di settecentomila persone che ha usi e costumi tutti suoi. E se arrivi a Milano, ci arrivi come un immigrato dal Sud. (pp. 8-9)
*Da dove viene la nostalgia che tutti noi abbiamo di Genova? Tu dici, e hai ragione, che la nostra tradizione musicale è piena di emigranti che rimpiangono la loro città e sognano di tornarvi, il che si ritrova anche nella canzone napoletana e in quelle di altre città di mare, mentre non succede a Milano o a Torino. Ma forse questo dipende dal fatto che i milanesi sono nati ricchi, e i loro affari li hanno sulla terraferma, mentre i genovesi sono nati poveri, e i loro commerci hanno dovuto farli via mare, lontano da casa. (p. 9)
*[...] Genova è anche il profumo e il sapore della [[Cucina genovese|sua cucina]]. Come quelli del [[pesto]], che facciamo a Milano o in Gallura, io e Dori, mettendoci dentro tante noci perché non sappia di menta: come capita quando il pesto lo fai lontano da Genova. Perché solo il [[basilico]] di Genova "non ne sa". (p. 10)
*Mi ricordo che un giorno presi mia madre e le diedi uno spintone mandandola contro una finestra, tanto che si tagliò dappertutto, e [[Giuseppe De André|mio padre]] decise di darmi una lezione. Mi diede tante cinghiate da farmi lievitare il culo come un pandolce, poi mi chiese: «Hai niente da dire alla mamma?» Io risposi di no. Lui, per rappresaglia, prese i miei album di figurine – ne avevo cinque o sei – e me li bruciò tutti in mezzo alla stanza. Io rimasi impassibile. Lui afferrò una scarpa e mi picchiò in testa col tacco. Poi ripeté: «Hai niente da dire alla mamma?» «No», risposi. Se ne andò, avevo vinto io. (p. 20)
*Usavo plettri di gomma per scimmiottare lo stile di [[Jim Hall|Jimmy Hall]], un chitarrista che produceva un suono soffice come la neve. (p. 42)
*In [[Georges Brassens|Brassens]] si intrecciavano tre culture: quella mitteleuropea, col valzer, quella francese, con la giava, e quella napoletana, con la tarantella [...]. Ecco perché le mie prime canzoni vivevano su quei ritmi e su quella atmosfera. Poi mi intrigava il fatto che trattasse temi scabrosi, di grande rilevanza sociale, buttandoli via, cantandoli con una nonchalance da teatrante inglese, più che francese: perché il teatrante francese è enfatico, declamatorio, quello inglese dice cose terrificanti con una specie di indifferenza glaciale. Brassens, insomma, fu il mio grande modello anche se, avendone avuta l'occasione, ho sempre evitato di conoscerlo di persona: mi serviva troppo tenermelo come mito; se questo mito, conoscendolo, fosse crollato mi sarebbe crollato il mondo. Sicché, ho preferito immaginarmelo soltanto attraverso le sue canzoni. (p. 43)
*{{NDR|Su [[Luigi Tenco]]}} Lasciamolo in pace, smettiamo di disseppellirlo. (p. 57)
*{{NDR|Sui suoi carcerieri}} [...] non posso dire che mi facessero paura. Sono più portato a scrutare la vita altrui di quanto non faccia con la mia, mi attirano i perdenti, mi sentivo un soggetto osservatore, più che una vittima. Pensavo che i veri sequestrati fossero loro, che vivevano le stesse nostre scomodità per un compenso davvero misero [...]. Alle mie canzoni, a parte le più vecchie come ''Il pescatore'' o ''Bocca di rosa'', preferivano quelle di [[Francesco Guccini|Guccini]]. Una volta pregarono Dori, invano, di cantare qualche cosa per loro. Brani che scrissi dopo nacquero dalle loro riflessioni, come ''Quello che non ho'', o da storie vere che mi raccontarono, come ''Franziska''. (p. 115)
*Scrivere canzoni in italiano è difficile tecnicamente, perché le esigenze della metrica ti rendono necessaria una gran quantità di parole tronche, che in italiano non ci sono, o comunque non abbondano. A questo punto ti vedi costretto, per garantire la qualità estetica del verso, a cambiare addirittura il senso di quello che vuoi dire. Invece il genovese è una lingua agile, è possibile trovare un sinonimo tronco che abbia lo stesso senso della traccia in prosa che tu hai buttato giù per poi tradurla in versi, visto che difficilmente le idee ti nascono già organizzate metricamente. È un problema che abbiamo noi italiani, mentre inglesi e francesi non l'hanno, dato che la loro lingua è molto più ricca di vocaboli tronchi, e che, scrivendo in genovese, è stato assai più facile risolvere. (p. 136)
*Aspetterò domani, dopodomani e magari cent'anni ancora finché la signora Libertà e la signorina [[Anarchia]] verranno considerate dalla maggioranza dei miei simili come la migliore forma possibile di convivenza civile, non dimenticando che in Europa, ancora verso la metà del Settecento, le istituzioni [[repubblicanesimo|repubblicane]] erano considerate utopie. E ricordandomi con orgoglio e rammarico la felice e così breve esperienza libertaria di [[Rivolta di Kronštadt|Kronstadt]], un episodio di fratellanza e di egalitarismo repentinamente preso a cannonate dal signor [[Lev Trockij|Trotzkij]]. (p. 157)
*{{NDR|Sull'[[emarginazione]]}} Ti sottrae al potere e quindi al fango. Ti avvicina al punto di vista di Dio. (p. 159)
==''Sotto le ciglia chissà - I diari''==
*Per quel poco che so, una lingua decade a livello di dialetto (o un dialetto assurge a dignità di lingua), soltanto per motivi storico-politici e non per motivi intrinsechi all'idioma stesso. Questo italiano, questo dialetto fiorentino che è partito come volgare, è diventato lingua aulica, bacchettona, borghesona e bigotta, attraverso la quale non si possono esprimere neanche tutti i termini del vocabolario: se dici fica, già ti espellono dall'albergo. A Genova, chiunque dica ''mussa'' e dica ''belín'' non provoca alcun scandalo. Se lo dici in italiano casca il mondo. (p. 39)
*[[Genova]] ha avuto un ruolo fondamentale. Perché Genova è una città ipercritica. Se non fai ridere o non fai piangere, è meglio che smetti di fare quei mestieri lì. È una città severissima e in questo senso trovo che somigli parecchio alla Sardegna. (p. 43)
*Alle 13 imbocchiamo il canale di Idra: è un'altra di quelle giornate in cui gli alberi corrono dietro ai cani. Tornare indietro è un atteggiamento che per carattere mi dà una repulsione fisica: rivedere questi cazzi di paesini è come ritornare con una donna già scopata e di cui non ti è mai fregato un cazzo (la famosa ribollita). Tornare a [[Genova]] è diverso, a Genova ritornerò volentieri perché Genova è mia moglie. (pp. 43-44)
*''Che ne sai tu del mare | [[Genova|genovese]] di sto cazzo | sempre appeso alle tue tasche. | Invece il [[mare]] è femmina | e non la puoi tradire | con le sue curve azzurre | a sfruculiare le terre... | e non lo puoi capire.'' (p. 58)
*I [[Dialetto|dialetti]] sono idiomi non imposti dall'autorità, ma inventati dalle etnie che hanno avuto l'urgenza di comunicare: dico l'urgenza ma in effetti hanno avuto miracoli di tempo a disposizione per inventare, per impegnarsi nell'affinare linguaggi che sempre più rassomigliassero a loro e al loro circostante. Forse non è azzardato dire che le lingue locali assomigliano un po' ai posti dove vengono parlate: così certe asperità che riscontro nell'aostano e che sembrano rispondere, fare da eco, alla durezza delle rocce delle montagne che le circondano, si addolciscono nel piemontese della grande pianura, che suona dolce come dolce suona la lingua della vicina Francia.<br>Allo stesso modo la vischiosità del [[Lingua ligure|ligure]], del genovese in particolare, non è poi tanto lontano dal ''lepego'', dalla scivolosità dei ponti delle barche e dei moli. (p. 65)
*Quando un [[marinaio|navigante]] abbandona la banchina del porto della città in cui vive, arriva il momento del distacco dalla sicurezza, dalla certezza, sotto specie magari di una moglie, custode appunto del talamo nuziale, agitante un fazzoletto chiaro e lacrimato dalla riva, il distacco dal pezzetto di giardino, dall'albero del limone e, se il navigante parte da [[Genova]], sicuramente dal vaso di basilico piantato lì sul balcone, a far venire appetito agli altri, a quelli che restano, ai disertori del mare. (p. 78)
*Parafrasando [[Gustave Flaubert|Flaubert]], si può dire che mentre il Padreterno a [[Genova]] ha dato il sole ed il mare, ai [[Milano|milanesi]] ha lasciato la pioggia perché avessero un argomento di conversazione, poi ci ha ripensato e gli ha dato anche la nebbia, in modo che di argomenti di conversazione ancora oggi ne abbiano due.<br>Eppure, in mezzo a questo sole e a questo azzurrissimo (si fa per dire) mare, sono capitate terribili tragedie, fra cui il relativamente recente naufragio della London Valour. (p. 80)
*Era la solita madre generosa nella spettacolarità dei paesaggi obliqui e cangianti, mamma affettuosa nell'elargizione di un clima da Shangri-La, genitrice estremamente severa nei confronti di chi si fosse lasciato cogliere addormentato al ritmo del suo respiro mediterraneo, sempre tiepido.<br>Quella era la [[Genova]] da cui mi dividevo per incidente d'amore e finimmo per disparentarci. Due soggetti diversi: lei a cullare i figli rimasti a casa, i prediletti parrocchiani del lungomare domenicale o i ruvidi altercanti vestiti da principi camalli e da imprenditori porporati: io a coltivare fumose Lombardie di sconfinata femminilità. Un ex figlio stronzo e dimenticato io per lei, e lei per me un grembiulone azzurro e profumato di cui ricordare ogni tanto l'odore di maggiorana: insomma una città da rimpiangere. (pp. 83-84)
*{{NDR|Su [[Cristoforo Colombo]]}} Mi pare che a [[Genova]] sia piuttosto diffuso un generale atteggiamento di stupita rassegnazione, un atteggiamento di disprezzo tipico di noi genovesi che, malgrado i luoghi comuni, siamo molto più sensibili alle critiche di ordine morale di quanto non lo siamo al luccichio delle monete. [...] Tutto ciò ha fatto ricadere sull'incolpevole e meravigliata Genova quasi l'onta di avere dato i natali ad un genio della navigazione, un uomo tendenzialmente mite che compì, negli anni della sua maturità, il grave errore di anteporre il desiderio di gloria e ricchezza a quei principî etici cui nessun uomo veramente grande dovrebbe mai venir meno, indipendentemente dal periodo storico in cui è vissuto. (pp. 97-98)
*A [[Milano]] camminano tutti come topi, utilizzando in tempi brevissimi spazi ridottissimi; a [[Tempio Pausania|Tempio]] succede l'esatto contrario: abbiamo tutti un passo da grandi distanze e da scarse preoccupazioni; gli spazi sono ancora enormi ed i tempi di realizzazione di molti progetti possono considerarsi addirittura «tempi geologici». [[Genova]], da questo punto di vista, rappresenta un'invidiabile via di mezzo. (p. 131)
*[[Genova]] sta a [[Milano]] come grossomodo l'Italia sta alla Germania. Le popolazioni infreddolite hanno sempre fatto di tutto per venire a pisciare nei nostri mari le loro nebbie invernali. (p. 132) {{NDR|[[proporzioni|proporzione]]}}
*[[Genova]] è stata una palestra in cui mi sono esercitato a vivere e quindi, grazie anche alle culture limitrofe, a pensare, a scrivere e a suonare. (p. 135)
*''E sulla tua [[Genova]] sepolta | non una manciata di terra ma | una cascata di foglie secche | con la faccia di Marx. | Nella tua solitudine piena di facce | di bambini e soldati | ti sei mai chiesto | perché sfidare il mare?'' (p. 136)
*Indipendentemente dal gioco e dal risultato difficilmente direi che la partita ha tutte le caratteristiche della vecchia lotta di classe: un Genoa proletario contro un Milan plutocrate e pluridecorato. (p. 212)
*Il [[Lingua ligure|genovese]] sembra la lingua creata per le canzoni come l'[[Lingua ebraica|ebraico]] quella delle profezie. (p. 234)
==''Una goccia di splendore''==
*Sono le persone che creano i problemi che non cambiano.
*Se i cosiddetti "migliori" di noi avessero il coraggio di sottovalutarsi almeno un po' vivremmo in un mondo infinitamente migliore.
*Le vere domande e le vere risposte non sono fatte di parole: sono fatte di azioni, di gesti, di atti, di opere in cui possono anche essere compresse le parole. Eppure ogni cosa fatta in qualche modo la si paga in ansia, in insuccesso e, se tutto va bene, in nostalgia.
*È molto più difficile essere capiti facendo del [[bene e male|bene]] che del [[bene e male|male]].
*La [[sinistra]] non deve dare ai vecchi un "passato", ma un futuro.
*Il capitalismo non può essere democratico.
*[[Anarchia|Anarchismo]] possibile in un nuovo sistema dei bisogni, finalmente liberato dalla necessità. Purtroppo le necessità esistono ancora.
*Agli estorsori di consensi convengono i [[disagio|disagi]] sociali degli uomini: gli uomini disagiati, senza lavoro, senza soldi, sono facilmente orientabili, sono facilissime fonti di consensi (anche elettorali).
*{{NDR|Alla domanda "''Il denaro la attrae, signor De André?''" di un giornalista}} Sì, sono io che non sono mai riuscito ad attrarre lui.
*Cosa farò dei soldi di questo disco? Non so se spenderli nel farmi tirare la faccia per sembrare più giovane, o se usarli per concedermi il tempo di scrivere qualcosa di serio, per sembrare più vecchio.
*La storia la scrive chi vince.
*Non è mai stata scritta una storia della pace.
*Perché non c'è mai stato uno [[scrittore]] come ministro della cultura?
*La [[televisione]] è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce.
*Certe volte mi chiedo se noi che cantiamo insieme al pubblico non siamo rimasti per caso un "club" di signorine romantiche che giocano a "palla a mano" fra le mura di un giardino di melograni mentre fuori la gente si sbrana.
*Non chiedete a uno [[scrittore]] di canzoni che cosa ha pensato, che cosa ha sentito prima dell'opera: è proprio per non volervelo dire che si è messo a scrivere. La risposta è nell'opera.
*Perché [[scrittura|scrivo]]? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O Anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile.
*La musica non è simbolica. La musica rappresenta se stessa. È un fenomeno protomentale, anticipa la ragione. Evoca, ma non simbolicamente.
*Nel trasformare in musica cantata una poesia non esiste un'antinomia radicale. Esiste, semmai, l'esigenza formale di volgarizzare quella poesia, nel senso di modificarne il lessico interpolandolo con un linguaggio volgare, che possa raggiungere sentimento e ragione di un uditorio più vasto. Tutto ciò con l'aiuto della magia della musica, che rimane l'unico linguaggio universale che io conosca.
*Gli [[artista|artisti]], maledizione! Un intellettuale integrato, poverino, io lo capisco: è uno che legge dentro le righe e capisce quello che succede molto più degli altri. Capisco che se non è artista, se non riesce a trasformare quello che capisce in qualcosa d'altro che arriva ancora meglio, deve integrarsi: l'artista è un anticorpo che la società si crea contro il potere. Se si integrano gli artisti, ce l'abbiamo nel culo!
*Il cuore del [[marinaio]] è sempre all'asciutto, a scaldarsi intorno al fuoco. Il marinaio non ama il mare: ci lavora e lo teme. Sogna di avere sempre la terra sotto i piedi, ricorda gli aromi, i volti e i sapori di casa.
*Mi comperai la vita con i canti e i sorrisi.
*Non essendo padrone che di una piccola arte spesso dovetti cambiarla con il cibo.
*Noi {{NDR|artisti}} siamo dei venditori. Bisogna vedere se siamo abbastanza onesti da vendere carne fresca oppure carne marcia.
*Raramente un artista è stato un eroe. Più spesso vive isolato e come timidissimo coniglio.
*Non aver casa vuol dire avere la cultura della strada, per capire il cielo e le nuvole, per conoscere le erbe e i frutti, per guidare il carretto o la macchina, per farsi obbedire dal cavallo ed evitare i poliziotti. Scrivere comporta tempo, anche per le chiacchiere di un concerto. Ma è meglio non scrivere una frase intera piuttosto che togliere una sola parola che dia il senso a una frase.
*[[Gli uomini si dividono in due categorie]]: quelli che [[pensare|pensano]] e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare.
*I finali eclatanti a strappare l'applauso di solito me li riservo per le canzoni.
*Quando non hai nessuna possibilità di decidere del tuo destino, ti metti nelle mani di qualcuno che, in quel momento, speri che esista. E così ti arrendi alla tentazione della preghiera: non una preghiera tua, che forse non ne sei capace, ma una di quelle che ti hanno insegnato da bambino e che, magari, ti ricordi ancora a memoria.
*La cosa peggiore quando stai per morire è sapere che hai una possibilità di salvarti.
*Non mi sento responsabile d'essere migliore degli altri. Ciò che non sopporto è di provare piacere nel dimostrarlo.
*La [[solitudine]] (il [[silenzio]], suo stretto parente, bisogna imparare ad ascoltarlo. Il silenzio non esiste) non esiste; nel senso che la solitudine non consiste nello stare soli, ma piuttosto nel non sapersi tenere compagnia. Chi non sa tenersi compagnia difficilmente la sa tenere ad altri. Ecco perché si può essere soli in mezzo a mille persone, ecco anche perché ci si può trovare in compagnia di se stessi ed essere felici (per esempio ascoltando il silenzio, stretto parente della solitudine). Ma il silenzio vero non esiste, come non esiste la vera solitudine. Basta abbandonarsi alle voci dell'[[Universo]].
*Attraverso l'esercizio della solitudine si coltiva la [[dignità]]: trovo estremamente più dignitoso chiedere l'[[elemosina]] che fare le scarpe al proprio collega in ufficio.
*Il cancro e l'[[AIDS]] sono bestie educate: mangiano una ben misera razione di carne rispetto a quella che hai mangiato tu e non ti lasciano solo come tu tenti di fare con loro.
*Se credessi in Dio, crederei che la vita ci prometta un celestiale [[dessert]] dopo un orribile [[pasto]].
==Citazioni su Fabrizio De André==
*Aveva appena scritto ''Preghiera in gennaio'', in una notte. Volevo sapere come gli veniva l'ispirazione, mi raccontò che di giorno dormiva e di notte usciva e ascoltava i rumori della campagna. ([[Luigi Riva]])
*Ci siamo conosciuti perché era reciproca la curiosità. Capitò a Bologna, sarà stato il '66 [...] Addirittura avevamo pensato di fare, se non una tournée, un concerto assieme. Sarebbe stato "epocale" (si fa per dire, insomma). E poi per vari motivi non se n'è mai fatto niente. Lui disse anche: «...Sì, mi piacerebbe moltissimo eccetera, ma poi tu parli tanto, io invece non dico mai niente, non vorrei fare brutta figura...» Lui non diceva mai niente durante gli spettacoli. ([[Francesco Guccini]])
*Come diceva Fabrizio, una canzone può anche non servire, ma conviene sempre scriverla. ([[Cristiano De André]])
*Cosa ricordo più di mio padre? La sua ostinazione cui si contrapponeva la mia voglia di fargli dispetto. Avevamo solo ventitré anni di differenza. ([[Cristiano De André]])
*Doveva essere un bel "cazzaro". Te lo immagini a cena con il suo amico [[Paolo Villaggio|Villaggio]]? Non so cosa avrei dato per esserci. ([[Fiorello]])
*È stato un incontro devastante. Ho sentito per la prima volta a 16 anni ''Tutti morimmo a stento'' e rimasi folgorata, mi fece entrare nell'età adulta. De Andrè mi ha cambiato la vita, mi ha mostrato l'altra faccia della medaglia che io non conoscevo. Con lui ho scoperto che esistevano i diseredati, gli esclusi, la droga e le prostitute. Tutto quello che c'è dall'altra parte della luna. Mi ha insegnato che tutti possiamo sbagliare nella vita. Possiamo essere Bocca di rosa e Marinella. Non dobbiamo metterci sul pulpito e giudicare nessuno. È stato un maestro. ([[Fiorella Mannoia]])
*Fabrizio è tra i grandi poeti del rock, anzi per me è un santo. ([[Wim Wenders]])
*Fabrizio De André è uno chansonnier, e lo è nel senso più vero: il senso in cui la poesia, il testo letterario e la musica convivono necessariamente. ([[Mario Luzi]])
*Fabrizio è di tutti. ([[Dori Ghezzi]])
*Fabrizio era un uomo generoso e bellicoso, facile da amare e difficilissimo da andarci d'accordo. Uno dei ricordi più belli che conservo di lui è quando andammo all'Idroscalo di Milano sulle montagne russe del Luna Park, insieme a Dori: scendemmo felici e ubriachi con lo stomaco in bocca e andammo a finire la serata chissà dove. ([[Francesco De Gregori]])
*Fabrizio lo conoscevo bene, ci siamo sempre stimati, anche se frequentavamo ambienti molto diversi. Lui era figlio di uno degli uomini più ricchi di Genova, io di uno dei più poveri. Non c'è mai stato modo di fare qualcosa insieme. [...] Anche se musicalmente c'è troppo Brassens per chi Brassens lo conosce, credo che ''La buona novella'' sia il disco più bello mai fatto in Italia. ([[Angelo Branduardi]])
*Giornate intere di bonaccia, calma quasi piatta, e poi improvvise scosse elettriche con rincorse verso l'alto o verso il basso. In alto lo spirito filosofico e in basso il fondo dei garbugli umani. Secondo l'umore, secondo la giornata. Troppo terribilmente intelligente per definirlo un buono. Ma quest'ultimo era il Fabrizio che preferivo. ([[Ivano Fossati]])
*I miei vangeli sono cinque: Matteo, Marco, Luca, Giovanni e... Fabrizio.<br />Oltre ai quattro testi "canonici", ho da sempre un quinto evangelo, quello secondo De André. È la mia Buona Novella laica. Scandalizza i benpensanti, ma è l'eco delle parole dell'uomo di Nazareth che, ne sono certo, affascinò il mio amico Fabrizio. ([[Andrea Gallo]])
*[I]o associo la voce di Fabrizio a un vuoto che gli si fa intorno: lui chiede spazio e chiede tempo, prima di tutto col timbro della voce, con il modo con il quale scandisce le parole. Non si poteva ascoltarlo se non mettendo quella voce su una specie di ara, attorno alla quale non potevi far altro che dare un ascolto totale alle sue parole. ([[Michele Serra]])
*La forza dei veri artisti si vede anche dalla fortuna di dare piacere e fare compagnia anche dopo che se ne sono andati. In Italia è accaduto solo per De André e [[Giorgio Gaber|Gaber]], attorno ai quali ci si ritrova in tanti, senza mai meravigliarsi che nel novero degli amici ci siano persone estremamente difformi per idee politiche e calibro culturale, senza nessuna necessità di dover giustificare differenti punti di partenza. ([[Michele Serra]])
*La memoria di Fabrizio ha diritto oggi a qualcosa di diverso, ne sono più che convinto. Merita più delle agiografie, delle biografie, delle scontate raccolte di canzoni rimasterizzate e reimpacchettate. Merita soprattutto di sfuggire all'aneddotica prêt à porter cui vengono fatalmente adattate le figure dei grandi artisti quando non sono più in grado di confutare o di precisare. Quando gli amici, i compagni di strada, quelli che sanno, che hanno visto, quelli che c'erano, si moltiplicano a dismisura. ([[Ivano Fossati]])
*Nel corso della mia carriera mi sono confrontato sin dall'inizio con i repertori altrui. Perché trovo ci sia molto da imparare, specie da maestri del calibro di Fabrizio De André e Giorgio Gaber. Rileggere le loro opere non significa solo condividere qualcosa che si trova esteticamente valido, ma anche dell'arte che si considera fondamentale da un punto di vista etico. [...] Perché parliamo di autori che hanno messo spessore in quanto hanno fatto, hanno speso idee, hanno formulato proposte interessanti anche politicamente, ideologicamente, filosoficamente. ([[Morgan (cantante)|Morgan]])
*Oggigiorno la superficialità globalizzata tocca anche l'arte e la musica. Uno come Fabrizio De André, secondo questa logica, diventa un simbolo più da esporre che da capire. ([[Marco Rizzo]])
*Questo è il punto: lui era l'unico poeta della canzone d'autore. Gli altri, me compreso, con l'eccezione forse di [[Francesco Guccini|Guccini]], sono bravi, non poeti. E i suoi testi sono gli unici che reggono anche senza musica. [...] Non è assolutamente per tutti. Il suo era un elitarismo culturale. Aveva il fisico e la testa del [[poeta]]. Non aveva bisogno di mettersi in una torre d'avorio: in quella torre ci era nato. ([[Roberto Vecchioni]])
*Se non avessi conosciuto le canzoni di Fabrizio, non avrei mai cominciato a scrivere le mie. ([[Francesco De Gregori]])
*Si dice che Fabrizio sia il [[Bob Dylan|Dylan]] italiano, perché non dire che Dylan è il Fabrizio americano? ([[Fernanda Pivano]])
*{{NDR|Confrontando De André con Giorgio Gaber}} Si sente insomma che Gaber era attore: viveva quanto cantava mettendo in gioco una carica emotiva che in De André non c'è. De André rimane neutrale, racconta, quasi non interpreta. Dipende molto anche dalle diverse dinamiche del loro canto: quella di Fabrizio era monocorde, e questo implica che ascoltarlo sia quasi come leggere un testo scritto. Quanto lui canta ti arriva in sé: come se - paradossalmente - non ci fosse chi te lo sta passando. Gaber invece è il contrario. Si avverte quanto egli metta in gioco il suo essere umano. Prende il tema e lo racconta dal suo punto di vista, ti dà una vera interpretazione. Però avevano in comune una caratteristica bellissima: non hanno mai sposato una parte politica. Hanno costruito un pensiero libero, da anarchici libertari, direi. Che poi declinavano musicalmente in modo, anche qui, diversissimo: De André con i due riferimenti della canzone medievale, all'inizio della carriera, e poi della canzone etnica; Gaber in modo molto più ampio. [...] Confrontarsi con loro è insomma interessante da ogni punto di vista, oltre che necessario. Il problema è che se mi chiedete quale eredità hanno lasciato ai cantautori di oggi, io temo di dover rispondere che gli artisti della mia generazione non hanno imparato niente da loro. ([[Morgan]])
*Una delle grandi qualità di Fabrizio è che non è mai stato moralista, non ha mai apprezzato il perbenismo e ha sempre cercato di capire le debolezze umane. E poi la pietas umana, che era per lui un elemento essenziale per conoscere il prossimo, e che è sempre stata al centro della sua poetica. Fabrizio è anche stato sempre molto coerente. ([[Dori Ghezzi]])
==Note==
<references/>
===Fonti===
<references group="fonte"/>
==Bibliografia==
*Fabrizio De André, ''Sotto le ciglia chissà. I diari'', Mondadori, Milano, 2016. ISBN 978-88-04-65821-4
*Fabrizio De André, ''Una goccia di splendore. {{small|Un'autobiografia per parole e immagini}}'', a cura di [[Guido Harari]], Rizzoli, 2007. ISBN 978-88-17-01166-2
*[[Roberto Cotroneo]] (a cura di), ''Come un'anomalia'', in ''Parole e canzoni'', Einaudi, Torino, 1999. ISBN 88-06-15306-4
*Cesare G. Romana (a cura di), ''Amico fragile. {{small|Fabrizio De André}}'', Sperling & Kupfer, 1999. ISBN 88-200-1214-6
*Patrizia Traverso e Stefano Tettamanti, ''Genova è mia moglie. La città di Fabrizio De André'', Rizzoli, Milano, 2017. ISBN 978-88-17-09802-1
*Luigi Viva, ''Non per un dio ma nemmeno per gioco. Vita di Fabrizio De André'', Feltrinelli, Milano, 2004. ISBN 88-07-81580-X
==Voci correlate==
*[[Cristiano De André]]
*[[Dori Ghezzi]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Tutto Fabrizio De André||(1966)}}
{{Pedia|Volume I (Fabrizio De André)|''Volume I''|(1967)}}
{{Pedia|Tutti morimmo a stento||(1968)}}
{{Pedia|Volume III||(1968)}}
{{Pedia|La buona novella||(1970)}}
{{Pedia|Non al denaro non all'amore né al cielo||(1971)}}
{{Pedia|Storia di un impiegato||(1973)}}
{{Pedia|Canzoni (Fabrizio De André)|''Canzoni''|(1974)}}
{{Pedia|Volume 8||(1975)}}
{{Pedia|Rimini (Fabrizio De André)|''Rimini''|(1978)}}
{{Pedia|Fabrizio De André (1981)|''Fabrizio De André''|(1981)}}
{{Pedia|Crêuza de mä||(1984)}}
{{Pedia|Le nuvole (album)|''Le nuvole''|(1990)}}
{{Pedia|Anime salve||(1996)}}
{{vetrina|13|febbraio|2011|cantautori}}
{{DEFAULTSORT:De André, Fabrizio}}
[[Categoria:Anarchici italiani]]
[[Categoria:Cantautori italiani]]
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Fabian Cancellara
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[[Immagine:Fabian Cancellara (Tour de France 2007 - stage 7).jpg|thumb|Fabian Cancellara al Tour de France 2007]]
'''Fabian Cancellara''' (1981 – vivente), ciclista svizzero.
==Citazioni di Fabian Cancellara ==
{{cronologico}}
*{{NDR|Dopo la vittoria al Giro delle Fiandre 2010}} Ho corso pensando di scrivere la storia. Non ho solo vinto, l'ho fatto in modo speciale. Sapevo che conquistare il Fiandre era un colpo. Un domani racconterò ai miei nipoti e ai giovani corridori di quella volta che ho vinto staccando Boonen, il re dei belgi.<ref>Da ''La Gazzetta dello Sport'', 6 aprile 2010.</ref>
*Quando gareggi al [[Giro delle Fiandre]], è come entrare in un altro mondo.<ref>Citato in Michele Pelacci, ''[https://www.ilpost.it/2026/04/05/giro-delle-fiandre-ciclismo Le Fiandre, il ciclismo e il Giro delle Fiandre]'', ''ilpost.it.it'', 5 aprile 2026.</ref>
{{Int|''La Gazzetta dello Sport'', 12 aprile 2010}}
*Battere i belgi due volte nella "settimana santa" è speciale.
*Non ho guardato gli avversari, ho pensato "Andiamo a Roubaix".
*Sono orgoglioso. Avevo l'occasione di fare qualcosa che restasse negli almanacchi: la doppietta Fiandre-Roubaix è stata la mia grande motivazione.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|commons=Category:Fabian Cancellara}}
{{interprogetto/notizia|Tour de France 2009: prima tappa|4 luglio 2009}}
[[Categoria:Ciclisti|Cancellara, Fabian]]
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{{FictionTV
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*[[Terence Hill]]: [[Don Matteo (personaggio)|don Matteo Bondini]]
*[[Nino Frassica]]: Nino Cecchini
*[[Flavio Insinna]]: Flavio Anceschi
*[[Simone Montedoro]]: Giulio Tommasi
*[[Maria Chiara Giannetta]]: Anna Olivieri
*[[Nathalie Guetta]]: Natalina Diotallevi
*[[Francesco Scali]]: Pippo Gimignani-Zarfati
*[[Pietro Pulcini]]: Pietro Ghisoni
*[[Caterina Sylos Labini]]: Caterina Pappamozzi in Cecchini
*[[Pamela Saino]]: Patrizia Cecchini in Tommasi
*[[Simona Di Bella]]: Assuntina Cecchini
*[[Claudio Ricci]]: Nerino Bertolacci
*[[Evelina Vermigli]]: nonna Elide
*[[Gastone Moschin]]: vescovo Guido
*[[Renato Carpentieri]]: vescovo Secondo
*[[Milena Miconi]]: Laura Respighi in Anceschi
*[[Andrea Cereatti]]: appuntato Linetti
*[[Sara Santostasi]]: Camilla
*[[Steven Manetto]]: Tommaso
*[[Shukri Said]]: Jamila
*[[Astra Lanz]]: Suor Maria
*[[Giuseppe Sulfaro]]: Severino Cecchini
*[[Ilaria Spada]]: Amanda Patriarchi
*[[Simona Marchini]]: Clara Tommasi
*[[Sydne Rome]]: Susi Dallara
*[[Andrea Pittorino]]: Agostino
*[[Laura Glavan]]: Laura Belvedere
*[[Eleonora Sergio]]: Andrea Conti
*[[Bruno Cabrerizo]]: Fernando
*[[Nadir Caselli]]: Rosalia "Lia" Cecchini
*[[Giorgia Surina]]: Bianca Venezia
*[[Andrés Gil]]: Tomás Martinez
*[[Sara Zanier]]: Margherita Colognese
*[[Dario Cassini]]: Gualtiero Ferri
*[[Dalila Pasquariello]]: Sabrina Esposito
*[[Maurizio Lastrico]]: Marco Nardi
*[[Francesco Castiglione]]: Gianni Barba
*[[Domenico Pinelli (attore)|Domenico Pinelli]]: Romeo Zappavigna
*[[Maria Sole Pollio]]: Sofia Gagliardi
*[[Federico Russo (attore)|Federico Russo]]: Sebastiano
*[[Federico Ielapi]]: Cosimo Farina
*[[Cristiano Caccamo]]: Giovanni Santucci
*[[Teresa Romagnoli]]: Chiara Olivieri
*[[Pamela Villoresi]]: Elisa Olivieri
*[[Serena Iansiti]]: Sara Santonastasi
*[[Dario Aita]]: Sergio La Cava
*[[Pasquale Di Nuzzo]]: Jordi Ferrazzoli
*[[Aurora Menenti]]: Ines La Cava
|note=
}}
'''''Don Matteo''''', serie televisiva prodotta da Lux Vide per Rai Fiction.
==Stagione 1==
===Episodio 2, ''Una banale operazione''===
*{{NDR|A Natalina}} Dicono che la distrazione sia una virtù comune ai santi e ai geni. ('''Don Matteo''')
*{{NDR|Riferendosi a Don Matteo}} Sei prete, fai er prete. ('''Capitano Anceschi''')
*'''Capitano Anceschi''': Non credo esistano omicidi meritati ed altri immeritati.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Questa frase l'avrebbe detta anche Don Matteo.<br />
*Alcune volte è più difficile trovare le cose che non sono nascoste. ('''Don Matteo''')
*{{NDR|A Don Matteo}} Senti prete, io ti copro ma se tu ti incolpi da solo allora sei scemo. ('''Nerino''')
*{{NDR|Riferendosi a Don Matteo}} Me stavo a preoccupà! Ma chi è, Zorro? ('''Capitano Anceschi''')
*'''Moglie di Mario Ricci''' {{NDR|a Mario Ricci}}: E tu chiamalo miracolo, scemo.<br />'''Don Matteo''': Ecco, appunto.<br />
===Episodio 3, ''Il coraggio di parlare''===
*'''Vicario Giovanni Della Valle''': Quando vede passare una giovine e bella ragazza, cosa pensa?<br />'''Don Matteo''': Ringrazio il Signore per avere messo al mondo una meravigliosa creatura.<br />'''Vescovo Guido''': E se la ragazza è brutta?<br />'''Don Matteo''': Ringrazio il Signore per avermi fatto prete.
*'''Don Matteo''' {{NDR|provando a riparare l'auto di Lenka}}: È che i motori spesso si comportano come noi, basta un qualcosa che vanno in tilt. Ma noi abbiamo una marcia in più, abbiamo la parola. Loro fanno rumore, ma noi parliamo e quando parliamo riusciamo a toglierci un peso dal cuore e stiamo meglio. Non è così?<br />'''Lenka Rizzato''': Io non posso parlare, padre.<br />'''Don Matteo''': Ah, vediamo un po' come sta lo spinterogeno.
*Matteo, per la gente, quella qualunque, due più due purtroppo fa soltanto quattro. ('''Vescovo Guido''')
*Questi strozzini non è che ti fanno un documento dove tu metti bianco su nero. ('''Maresciallo Cecchini''')
*{{NDR|A Don Matteo}} Noi invece cerchiamo il pesce grosso, la balena, anzi no, lo squalo. Perché la balena è grossa, è lo squalo che è cattivo. ('''Maresciallo Cecchini''')
*Sai, tante volte la paura si vince facendo quello che dentro di noi sappiamo è giusto fare. ('''Don Matteo''')
*Le favole ci aiutano a capire. ('''Don Matteo''')
*'''Gino Rizzato''': Dia retta a me, don Matteo: torni in chiesa, al suo lavoro.<br />'''Don Matteo''': Io lavoro soprattutto intorno alla chiesa, Gino. Ci vediamo.
*{{NDR|A Lenka}} Certo che ti perdono, Lenka, ma ricordati che abbiamo sempre un'altra scelta. Ciao. ('''Don Matteo''')
*{{NDR|Rivolgendosi a Dio}} Uno come me non deve mai dimenticare che il fine non giustifica i mezzi, vero? ('''Don Matteo''')
===Episodio 4, ''Anna''===
*{{NDR|Rivolgendosi a Dio}} Signore, tu mi hai fatto il dono dell'intuito ed io cerco di metterlo al tuo servizio ma, ti prego, fa che non diventi la mia presunzione e che non mi dimentichi di essere umile. ('''Don Matteo''')
*'''Don Matteo''': Voi vi amate?<br />'''Francesco Morelli''': Sì.<br />'''Don Matteo''' {{NDR|rivolgendosi ad Anna}}: E allora sposatevi, così tu avrai la [[cittadinanza italiana]] e nessuno ti manda via.
*{{NDR|Rivolgendosi ad Angelo}} Se hai bisogno di parlare con qualcuno vieni da me. Io non sarò carino come quelle ragazze ma come ascoltatore me la cavo. ('''Don Matteo''')
*'''Capitano Anceschi''': Padre ma perché non s'arruola nei carabinieri? Tanto è più il tempo che passa qua in caserma che in parrocchia.<br />'''Don Matteo''': È un consiglio?<br />'''Capitano Anceschi''': No, è un ultimatum.
*{{NDR|Al Maresciallo Cecchini}} Non mi lusinghi, maresciallo, ho fatto voto di umiltà. ('''Don Matteo''')
*{{NDR|A Francesco Morelli}} Io non penso che tu sia un ladro. Io penso che tu abbia rubato, che è diverso. ('''Don Matteo''')
===Episodio 5 ''La strategia dello scorpione''===
*{{NDR|A Don Matteo}} Don Matteo, le dovesse servire un avvocato tenga presente il maresciallo Cecchini. ('''Capitano Anceschi''')
===Episodio 6 ''Questione di fiuto''===
*La lavanda gastrica ai cani la fanno come la fanno agli uomini? ('''Maresciallo Cecchini''')
*{{NDR|Al Maresciallo Cecchini}} È vero, maresciallo, ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergorgnare i sapienti. ('''Don Matteo''')
*'''Don Matteo''': Buongiorno Natalina.<br />'''Natalina''': Buongiorno padre, a quest'ora?<br />'''Don Matteo''': Eh sì, mi son fatto tutte le discoteche della provincia.<br />
*A volte è meglio fermarsi alla prima osteria. ('''Maresciallo Cecchini''')
*'''Aldo Baraldi''': L'anno scorso la vendita di tartufi mi aveva fruttato bene.<br />'''Capitano Anceschi''': Eh lo credo, con quello che lo fate pagare 'sto tartufo bianco.<br />'''Maresciallo Cecchini''': E poi lo vendete in nero.
*{{NDR|Al Maresciallo Cecchini}} Maresciallo da quando in qua lei legge? ('''Capitano Anceschi''')
===Episodio 7 ''La rosa antica''===
*'''Don Matteo''': Due uomini cadono in un camino. Uno esce fuori con la faccia sporca di fuliggine; l'altro pulito. Chi dei due va a lavarsi?<br />'''Signor Cotroneo''': Quello con la faccia sporca!<br />'''Don Matteo''': Sbagliato: va a lavarsi quello con la faccia pulita. Quando escono dal camino i due si guardano. Quello sporco guarda l'altro e pensa: che fortuna essere usciti puliti dal camino. Mentre quello pulito pensa: come siamo ridotti!! Corro subito a lavarmi! Prima di decidere come stanno le cose: è meglio darsi un'occhiata allo specchio. Il perdono è un grandissimo atto di coraggio.
*'''Don Matteo''': Due uomini cadono in un camino. Uno esce fuori con la faccia sporca di fuliggine; l'altro pulito. Chi dei due va a lavarsi?<br />'''Signor Cotroneo''': Quello con la faccia pulita! <br />'''Don Matteo''': Sbagliato: va a lavarsi quello con la faccia sporca ! Ad una stessa domanda possiamo dare due risposte diverse. Dipende da come guardiamo le cose. I due non solo si guardano in faccia. si guardano anche le mani. Quello pulito non vede niente di cui preoccuparsi. Quell'altro, che ha le mani piene di fuliggine, capisce di essere sporco e va a lavarsi!
*'''Capitano Anceschi''': Don Matteo me spiega una cosa? Lei come fa? Li guarda in faccia e già capisce.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Perché c'ha occhio.
*{{NDR|Al Capitano Anceschi}} '''Maresciallo Cecchini''': Sa che lei sta facendo un ragionamento alla don Matteo?<br />'''Capitano Anceschi''': Lo sa che io faccio finta di non aver sentito?<br />
*Io sono un prete: rispetto le leggi degli uomini, anche se non sono quelle che portano alla salvezza. ('''Don Matteo''')
*'''Don Matteo''': D'altronde quelli bravi diventano tutti carabinieri.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Non tutti, qualcuno diventa prete.<br />
===Episodio 8 ''Il piccolo angelo''===
*{{NDR|Al Maresciallo Cecchini}} Senta, io ho il massimo rispetto per don Matteo ma lei qua dentro deve convincere me. ('''Capitano Anceschi''')
*'''Maresciallo Cecchini''': Padre, lei non sa cosa vuol dire essere padre.<br />'''Don Matteo''': Uh?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Nel senso di papà.<br />
*In questo nostro lavoro tutto è utile, anche le cose inutili. ('''Maresciallo Cecchini''')
*'''Vescovo Guido''': Ah ma non vorrai mica ricominciare con le tue investigazioni? Eh ricordati che porti la tonaca, non la divisa.<br />'''Don Matteo''': Come posso scordarmelo, ci inciampo sempre.<br />
*Sembrava una brava persona anche se...faceva l'ostetrico. ('''Maresciallo Cecchini''')
===Episodio 9 ''In attesa di giudizio''===
*{{NDR|A Don Matteo}} Come le dicevo, padre, a me dispiace molto per quello che è successo, ma se lei se ne stesse un po' di più in parrocchia come fanno tutti i preti, senza andare in giro a ficcare il naso negli affari degli altri noi staremmo molto più tranquilli ma soprattutto lei, padre, non finirebbe nei guai. ('''Capitano Anceschi''')
*'''Vescovo Guido''': Certo che tu per i guai sei proprio una calamita.<br />'''Don Matteo''': No, non sono io che attraggo i guai, sono loro che mi saltano addosso, anzi, alle spalle.<br />
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|a Ghisoni e Lauro}}: Ragazzi, scusate, forse ho perso l'accendino dentro la macchina. Potete controllare un attimo?<br />'''Antonio Lauro''': Ma lei non fuma, maresciallo.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Non è il mio accendino, è quello di mia moglie. Lei fuma.<br />
===Episodio 10 ''Il ricatto''===
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al Capitano Anceschi}}: Sa come diciamo noi in Sicilia? Fatta la legge trovato l'inganno.<br />'''Capitano Anceschi''': Veramente se dice così in tutta Italia.<br />
*'''Don Matteo''': Del resto, come si dice? Dio li fa e poi...<br />'''Capitano Anceschi''': Io li accoppo.
*Se ci pensa bene, l'ambizione non è un valore assoluto. ('''Don Matteo''')
*Non si può forzare nessuno a scegliere il bene. ('''Don Matteo''')
===Episodio 11 ''L'attore''===
*La pena per l'omicidio è l'ergastolo. ('''Don Matteo''')
*Gli occhi di chi ama sono miopi. ('''Don Matteo''')
*'''Don Matteo''': I sospetti mi sono mi sono venuti non per quello che Lucia mi ha detto ma per quello che non mi ha detto.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sì, sì perché quando uno non dice, è è quello che dice che... scusi eh, scusi, scusi.
*{{NDR|Al Capitano Anceschi}} Vede capitano, quando una persona cara ci lascia improvvisamente noi veniamo presi dal rimorso per quello che non abbiamo detto o fatto mentre questa persona era ancora in vita. In questi casi il nostro compito è di far capire che questi sensi di colpa sono una cosa naturale, comprensibile. ('''Don Matteo''')
*{{NDR|A Don Matteo}} Mi piacerebbe qualche volta arrivare a risolvere un caso con la mia intelligenza, con la mia intuizione. Andare dal capitano, io, da maresciallo dal capitano: "Tot più tot fa tot. Ho risolto il caso con la mia intelligenza". Invece mica lo sapevo 'sto fatto che l'attore era pieno di debiti. E' come se lei dice la messa...non mi viene l'esempio su di lei. ('''Maresciallo Cecchini''')
*{{NDR|Al Maresciallo Cecchini}} Maresciallo, lei è un genio. ('''Don Matteo''')
===Episodio 12 ''Stato di ebbrezza''===
*'''Don Matteo''': In dubbio pro reo.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Come dice la Bibbia.<br />'''Capitano Anceschi''': No, questo è diritto romano, maresciallo.<br />
*{{NDR|Al Vescovo Guido e al Vicario Giovanni Della Valle}} Vedete, quando io dico che mi sono già fatto un'idea precisa io voglio dire che... come, come posso spiegarmi... ah ah! Voi sapete come sono fatti certi tappeti, se li guardiamo dal didietro quello che vediamo è soltanto un groviglio di fili colorati ma basta girarlo e quel groviglio di fili colorati in realtà forma un disegno preciso e bellissimo. Capito? ('''Don Matteo''')
*Nel giudicare gli altri condanni te stesso. ('''Don Matteo''')
*{{NDR|Al Maresciallo Cecchini}} '''Capitano Anceschi''': No, volevo dirle che ho notato che lei oltre a fare il suo dovere, vorrebbe anche redimere. Non è che Don Matteo lo frequenta un po' troppo?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Quel tanto.<br />
===Episodio 13 ''Delitto accademico''===
*{{NDR|A Don Matteo}} Padre ma è possibile? Ogni volta che c'è un guaio c'è pure lei. ('''Capitano Anceschi''')
*'''Don Matteo''': Maresciallo, io non so come dirglielo ma se c'è una cosa che...che proprio non riesco a digerire è pagare le multe.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sì, ma io...<br />'''Don Matteo''': Maresciallo, non è che può fare qualcosa?<br />
*{{NDR|Al Maresciallo Cecchini}} Io non lo so veramente, io prima pensavo di essere un buon carabiniere. Non un genio, ma un buon carabiniere. Da quando è arrivato 'sto prete in paese, senza le sue intuizioni non riesco più a fare neanche una multa pe' divieto de sosta. ('''Capitano Anceschi''')
*'''Maresciallo Cecchini''': Hanno rubato come i...come i...come i ladri.<br />'''Capitano Anceschi''': Embè?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Non mi veniva un'altra definizione.<br />
*{{NDR|Al Capitano Anceschi}} '''Maresciallo Cecchini''': Non sia precipitoso, abbia fede.<br />'''Capitano Anceschi''': Abbia fede? Cioè ora parla proprio come er prete?<br />
===Episodio 14 ''Amore senza età''===
*{{NDR|Al dottor Alberti}} All'ospizio c'era poco personale perché lei cercava di speculare su tutto. Vogliamo parlare del traffico che faceva con i farmaci oppure della mensa? Quella roba che je dava manco er gatto se 'a mangia. ('''Capitano Anceschi''')
===Episodio 15 ''Il fuoco della passione''===
*Il fatto è che noi siamo capaci di ricevere il perdono e la comprensione solo quando ci rendiamo conto di quello che stiamo facendo e abbiamo il desiderio di cambiare. A volte un po' di saggezza ci dà una mano. ('''Don Matteo''')
*È proprio vero: il fuoco della passione arriva quando meno te l'aspetti. ('''Don Matteo''')
===Episodio 16 ''La mela marcia''===
*Un buon caffè non si rifiuta mai. ('''Maresciallo Cecchini''')
*Meglio non mischiare minestra col caffè. ('''Maresciallo Cecchini''')
*'''Maresciallo Cecchini''': Sì, perché se lei mi aiuta io ce la faccio.<br />'''Don Matteo''': Me lo chiede come prete o come amico?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Anche come sorella. Per ridere l'ho detto ma non c'è niente da ridere. Come prete, come amico, faccia lei.
*'''Maresciallo Cecchini''': Che cosa vuoi tu?<br />'''Benvenuti''': Comandi, maresciallo.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sei di leva?<br />'''Benvenuti''': Sì.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Tu sei di leva, levati, dopo, dopo.
*{{NDR|A Don Matteo}} Il capitano Ancheschi per me è come per lei, che ne so, il vescovo, il Papa. ('''Maresciallo Cecchini''')
*'''Maresciallo Cecchini''': No, no, no, no, mangio solo questo. Padre, ieri sera ho mangiato una peperonata che ha fatto mia moglie, c'ho lo stomaco fa su e giù, su e giù.<br />'''Don Matteo''': Eh la peperonata lo fa.
*'''Maresciallo Cecchini''': Eccola qua, l'ho trovata stamattina.<br />'''Don Matteo''': Complimenti, maresciallo.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Questa era in caserma, nascosta qui, in uno dei bagni comuni l'ho trovata.<br />'''Don Matteo''': Ora dovrebbe subito rimetterla dove l'ha trovata.<br />'''Maresciallo Cecchini''': E perché?<br />'''Don Matteo''': Sarà l'esca che farà abboccare il nostro pesce.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Il pesce talpa.
*'''Maresciallo Cecchini''': Buongiorno signor capitano.<br />'''Capitano Anceschi''': Buongiorno, buongiorno Don Matteo.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Come mai è arrivato così presto?.<br />'''Capitano Anceschi''': Non mi aspettava? Tanto per cambiare vedo che avete fatto comunella.
==Stagione 2==
===Episodio 1 ''La mela avvelenata''===
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al Capitano Anceschi}}: Oh ma rubano di tutto.<br />'''Capitano Anceschi''': Eh perché maresciallo, si ricorda quando rubavano i nani di cemento nei giardini?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Mio cugino c'aveva una villa, gli hanno rubato i sette nani due volte. Sette per due: quattordici nani di gesso.
*'''Luisa Di Giacomo''': Maresciallo, la bambina a chi la lascio? Non posso portarla con me, è troppo piccola. Noi siamo soli qui.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Eh lo so che è piccola.<br />'''Martina Di Giacomo''': Io non sono piccola, ho sei anni.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Però sei anni non bastano, per venire in caserma ci vogliono sette anni almeno. Va bene?
*'''Luisa Di Giacomo''': Op..oplà! Tesoro, amore mio, hai visto, tesoro, non ci hanno messo in prigione.<br />'''Martina Di Giacomo''' {{NDR|riferendosi a Don Matteo}}: Lo sai che lui è un cavallo?<br />'''Luisa Di Giacomo''': Davvero?<br />'''Don Matteo''': Come, non si vede?
*'''Don Matteo''': Certo che mandare avanti un'azienda agricola, soprattutto biologica, non è una cosa facile.<br />'''Stefano Di Giacomo''': Mica ci vuole una laurea.
*'''Don Matteo''': In una cosa sono d'accordo con te, Stefano: che l'agricoltura biologica fra un po' sarà considerata quella normale.<br />'''Stefano Di Giacomo''': Lei è un po' troppo ottimista, padre.
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|a Don Matteo}}: Sa come diciamo noi in Sicilia? Gallina che canta ha fatto l'uovo.<br />'''Don Matteo''': Veramente lo dicono in tutta Italia.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Però in Sicilia lo sottolineiamo di più.
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|a Ghisoni}}: Senti, Ghisoni, da quanto tempo ci conosciamo noi?<br />'''Ghisoni''': Mah, saranno...<br />'''Maresciallo Cecchini''': Non m'interessa.
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|a Don Matteo}}: Ma allora chi è il colpevole?<br />'''Don Matteo''': Eh non lo so, però bisogna trovare il colpevole giusto.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sì, mica bisogna trovare quello sbagliato, lo so.
*'''Capitano Anceschi''': Don Matteo, buongiorno.<br />'''Don Matteo''': Buongiorno, capitano.<br />'''Capitano Anceschi''': Lei mi ci ha mai trovato nel suo confessionale?<br />'''Don Matteo''': Beh...quando vuole può venirsi a fare un giro.
*'''Don Matteo''': Eccellenza, essere tuo amico è un grande piacere.<br />'''Vescovo Guido''': E invece essere amico tuo è una grande scocciatura, una bega continua che non auguro a nessuno. Poi...poi, certo, ci sono dei momenti in cui ne sono quasi orgoglioso. Ma sono davvero casi rarissimi.<br />'''Don Matteo''': Grazie, Eccellenza.
*'''Stefano Di Giacomo''': Io credo davvero nell'agricoltura biologica, eh.<br />'''Don Matteo''': Sì, ma i grandi ideali valgono poco se non mettiamo attenzione nelle cose più piccole. E poi fare il contadino è difficilissimo. Un mio amico contadino, si chiama Nicola, diceva: 'È un mestiere che va rispettato, è un mestiere che va imparato con la stessa serietà di quella di un medico. Non si improvvisa'.
===Episodio 2 ''Il marchio sulla pelle''===
*{{NDR|A Don Matteo}} Certo, è stupefacente la capacità dei tuoi parrocchiani di cacciarsi nei guai. ('''Vescovo Guido''')
*'''Maresciallo Cecchini''': Don Matteo, è un sacco di tempo che non giochiamo a scacchi. Mi piacerebbe fare una partita.<br />'''Don Matteo''': Sì, ma poi lei perde.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Perché perde? Ma voi preti non dovreste essere umili?<br />'''Don Matteo''': Eh, ha ragione, però non dobbiamo nemmeno dire il falso.
*{{NDR|Rivolgendosi a Dio, mentre si trova a pesca}} Signore, è un tuo dipendente, fai che non venga qui, eh? ('''Capitano Anceschi''')
*'''Don Matteo''': Il fatto è che Michele Di Fusco non c'entra niente con questa storia.<br />'''Capitano Anceschi''': Don Matteo, ma è sempre la stessa storia! Per lei sono tutti innocenti anche se c'hanno mille reati sul groppone?
*'''Capitano Anceschi''': C'ha ragione Don Matteo. Certo che quel prete è veram...<br />'''Maresciallo Cecchini''': Fortissimo, è fortissimo.
*{{NDR|A Don Matteo}} Con un buon avvocato anche questo non sarebbe bastato a incastrarlo. Poi lui è incensurato. Invece appena è salito in macchina ha confessato tutto. Ma lei come fa con gli indiziati? Diciamo che...la confessione è il suo mestiere... ('''Maresciallo Cecchini''')
*Che amore è quello che si basa sulla maldicenza? ('''Don Matteo''')
*'''Don Matteo''' {{NDR|a Emilio, in confessione}}: Tu a Marisa le vuoi bene, vero?<br />'''Emilio''': Sì.<br />'''Don Matteo''': Sposerà Michele.<br />'''Emilio''': Sarà dura ma sono contento per lei.<br />'''Don Matteo''': Se sei contento allora il tuo amore è diventato grande. Ti assolvo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
*'''Don Matteo''' {{NDR|al maresciallo Cecchini, al negozio di tatuaggi}}: Ma lei cosa ci fa qui?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Oggi è il compleanno di mia moglie.<br />'''Don Matteo''': Ah, auguri.<br />'''Caterina Cecchini''': Grazie.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Oggi mia moglie compie...vabbè non la diciamo l'età va', non la diciamo.<br />'''Caterina Cecchini''': Ma che dici!<br />'''Maresciallo Cecchini''': Non la diciamo.<br />'''Marisa Belli''': Auguri, signora.<br />'''Caterina Cecchini''': Grazie. Allora, Marisa, io ho deciso, siccome gli anelli me li perdo sempre allora mio marito mi ha regalato questo, che dall'ombellico è difficile perderlo.<br />'''Don Matteo''' {{NDR|al maresciallo Cecchini}}: Allora a lei piace il piercing!<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|scuotendo la testa, non visto dalla moglie}}: Sì, mi fa un poco di impressione.<br />'''Caterina Cecchini''': Mio marito è moderno.
===Episodio 3 ''Cuore di ghiaccio''===
*'''Nerino''' {{NDR|a Don Matteo, al cimitero}}: Ti posso fare una domanda?<br />'''Don Matteo''': Certo.<br />'''Nerino''': Alle persone normali, di funerali ne capita uno ogni tanto. Tu invece te li devi fare tutti. Ma come fai? Ti ci sei abituato?<br />'''Don Matteo''': No, non ci si abitua mai. Però al momento giusto c'è qualcuno che mi dà la forza per sostenere chi ha perduto una persona cara. Anche perché io sono certo che un giorno ci ritroveremo tutti. E quel giorno io vengo con la mia bicicletta. E tu? Che ne dici?<br />'''Nerino''': Meno male, pensavo che non venivi.
*Non c'è microscopio che possa indagare l'animo umano. ('''Don Matteo''')
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|a Don Matteo, al bar}}: Vuole un caffè?<br />'''Don Matteo''': No, grazie<br />'''Capitano Anceschi''': Al posto del maresciallo mi comporterei nella stessa maniera. Le regole...ho dedicato vent'anni all'arma. Poi me tolgono un caso e finisco di notte in un baretto a confidarmi con un prete. Non la vedevo dai tempi della scuola. Giulia l'ho incontrata per caso, per strada. Però non aveva più quella luce, l'ho visto subito. Era triste, sola e in crisi col marito. Sì ma io e lei non...noi due non saremmo mai...<br />'''Don Matteo''': Ma lei cosa sente per Giulia?<br />'''Capitano Anceschi''': Non lo so. Eravamo ragazzi e già pensavo a lei. La sa una cosa? Sul muro di fronte casa le avevo scritto 'Giulia ti amo' scritto grande, enorme però non m'ero firmato. Ma avevo lasciato lo spazio, sotto c'era uno spazio e...e però lei non m'ha mai risposto. Poi ho imparato a rispettare le sue scelte, il suo matrimonio e adesso il suo dolore.<br />'''Don Matteo''': Ti si è freddato il caffé.
*'''Professor Giancarlo Antonioli''' {{NDR|a Don Matteo, in clinica}}: Buongiorno.<br />'''Don Matteo''': È bello qui...tutte queste mamme...è come stare tra alberi in fiore.
*'''Professor Giancarlo Antonioli''': I figli sono il dono più grande.<br />'''Don Matteo''': Ha ragione, i figli sono un grande dono. Però non la pensava male mio nonno quando mi diceva: 'Un dono va accettato, non preteso'.
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|a Giulia Chimenti}}: Senti...di tutto questo periodo io, insomma avrei da dirti delle cose...vabbè dai tempi della scuola veramente.<br />'''Giulia Chimenti''': Sai, ho imparato a leggere la tua calligrafia, anche sui muri. Solo che, beh, io ti voglio bene sai ma i nostri tempi non coincidono mai.<br />'''Capitano Anceschi''': Neanche adesso? Senti, un'altra cosa: la perizia medica esclude che sia stato Nico Caronna: i problemi circolatori che ha non gli avrebbero permesso di fare...però le indagini adesso ricominceranno. I miei uomini faranno di tutto per trovare...<br />'''Giulia Chimenti''': Grazie.<br />'''Domestica''' {{NDR|rivolgendosi a Giulia Chimenti, indicando un oggetto}}: Signora, dove le faccio mettere?<br />'''Giulia Chimenti''' {{NDR|rivolgendosi alla domestica}}: Sì, arrivo. {{NDR|rivolgendosi al capitano Anceschi}} Grazie.<br />'''Capitano Anceschi''': Il mio telefono è sempre acceso.
===Episodio 4 ''Il mago''===
*Non importa chi siamo, importa quello che sappiamo fare. E poi il resto è nelle mani del destino. ('''Mago Kaspar''')
*'''Maresciallo Cecchini''': Come si dice? Il diavolo fa le pentole con i coperchi.<br />'''Capitano Anceschi''': E non.
*'''Don Matteo''' {{NDR|a Monica Tini}}: Io credo di poter capire come ti senti.<br />'''Monica Tini''': No, no, lei non lo sa.<br />'''Don Matteo''': È come...è come quando da bambini ci si sveglia al buio. Ti alzi dal letto, sbatti contro i mobili, non trovi l'interruttore della luce. A me succedeva spesso. Ma una notte ho incontrato le braccia di mia madre che mi hanno tirato su e mi hanno stretto forte. Da allora non ho più avuto paura del buio. Monica, anche tu non sei sola. L'amore di Dio, quello sarà sempre con te. Anche lui ti stringerà forte, ti darà il coraggio e la salvezza.<br />'''Monica Tini''': Grazie. Mi lasci riposare adesso.
*'''Natalina''' {{NDR|a Don Matteo}}: Don Matteo?<br />'''Don Matteo''': Sì? Che c'è?<br />'''Natalina''': No, niente. Le volevo dire, era una curiosità però deve essere sincero. Secondo lei lo...lo trovo qualcuno che si innamora di me?<br />'''Don Matteo''': Ma certo che lo trovi. Lo sai cosa diceva Madre Teresa? Che noi siamo stati creati per cose più grandi, per amare e per essere amati.<br />'''Natalina''': Essere amati?<br />'''Don Matteo''': Però non devi stare su lì a pensarci un po' troppo perché l'amore...<br />'''Natalina''': Arriva quando meno te lo aspetti.<br />'''Don Matteo''': Sì.<br />'''Natalina''': Era questo che mi voleva dire?<br />'''Don Matteo''': Sì, più o meno.<br />'''Natalina''' {{NDR|mandando a quel paese Don Matteo}}: Grazie.
*'''Vicario''': Questa faccenda sta prendendo delle dimensioni esagerate. Ormai non si parla d'altro.<br />'''Vescovo Guido''': Sì, lo so.<br />'''Vicario''': Quell'uomo vuole solo farsi pubblicità. E che pubblicità. C'è già chi parla di miracolo.<br />'''Vescovo Guido''': Ha ragione, ha ragione.<br />'''Vicario''': Qui si rischia il pericolo di suggestione collettiva. Bisogna agire nel modo giusto e con la persona adatta. Sì, perché la questione è delicata.<br />'''Vescovo Guido''': Certo.<br />'''Vicario''': Non a caso tutto ciò accade nella parrocchia di Don Matteo.<br />'''Vescovo Guido''': Per fortuna, vorrà dire. Sì, è proprio come dice lei: la questione è delicata e ci vuole la persona adatta.
*'''Mago Kaspar''' {{NDR|a Don Matteo}}: Noi due in fondo qualcosa in comune l'abbiamo: lavoriamo tutti e due per il bene degli altri.<br />'''Don Matteo''': Lei ed io abbiamo un concetto del bene un po' diverso.
*'''Mago Kaspar''' {{NDR|a Don Matteo}}: Davvero non me lo vuole dire, padre, di che segno è?<br />'''Don Matteo''': Dell'unico che conosco: il segno della croce.
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al Capitano Anceschi}}: Ma signor capitano, quattordici milioni, sedici milioni, trenta milioni, cioè, cinquanta milioni nel giro di una settimana, eh?<br />'''Capitano Anceschi''': A parte che quattordici più sedici più trenta fa sessanta. E comunque lasciamo perde', va.
*'''Monica Tini''' {{NDR|a Don Matteo}}: Io sono proprio una stupida.<br />'''Don Matteo''': Monica, non è vero. A volte le cose che potrebbero distruggerci invece ci migliorano.<br />'''Monica Tini''': Oddio mi scusi, mi scusi. Grazie.<br />'''Don Matteo''' {{NDR|ammiccando}}: Ci vediamo domani.
*{{NDR|Al vicario}} Ha visto? Gliel'avevo detto che era una fortuna. ('''Vescovo Guido''')
*'''Natalina''' {{NDR|a Don Matteo}}: Oh...Don Matteo, le vo...Don Matteo, le volevo dire mi dispiace tanto per l'altro giorno ma io...ma io da quel mago ci volevo andare sul serio. Madò mi vergogno da morire. Perché io mi vorrei tanto innamorare. Che ne dice se vado a Padova? Mi hanno che Sant'Antonio è il protettore delle zitelle.<br />'''Don Matteo''': Natalina, si dice single.<br />'''Natalina''': Vabbè è la stessa cosa. Ma protettore nel senso che protegge o che trova un marito?<br />'''Don Matteo''': Natalina, tu hai tanto amore da dare. Prima o poi lo trovi chi lo riceve.<br />'''Natalina''': Speriamo che sia vero.
===Episodio 5 ''Cinque astici''===
*'''Commensale alla mensa dei poveri''' {{NDR|a Don Matteo}}: Don Matteo, che cos'è il brodo d'anatra?<br />'''Don Matteo''': Ti ricordi il brodo di pollo?<br />'''Commensale alla mensa dei poveri''': Sì.<br />'''Don Matteo''': Più o meno stessa cosa.
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al Capitano Anceschi}}: Dispiace che è morto, che era suo maestro di cucina ma era...non era normale eh.<br />'''Capitano Anceschi''': Perché?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Rebecchini? Invece di segnare appunti faceva disegnini: padelle, aragoste.<br />'''Capitano Anceschi''': Sono astici.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Si può chiamare in tutti e due i modi.<br />'''Capitano Anceschi''': No, marescia', mi dispiace, l'astice è l'astice.<br />'''Maresciallo Cecchini''': E l'aragosta è aragosta.<br />'''Capitano Anceschi''': No, questa...sì, non era questo quello...<br />'''Maresciallo Cecchini''': Ha ragione, ha ragione lei.
*'''Don Matteo''' {{NDR|a Natalina}}: M'hanno detto che qui vicino c'è un pezzetto di terra che andrebbe bene per la nuova mensa.<br />'''Natalina''': Ah sì? E i soldi dove li troviamo?<br />'''Don Matteo''': Tu non ti preoccupare: se una cosa la vuoi veramente, succede.
*'''Don Matteo''': Anche a casa vostra dovete rispettare le persone.<br />'''Fratello Bagnetti''': Chi l'ha detto? Il Vaticano?
*{{NDR|Al Maresciallo Cecchini}} Questa è una grande idea, maresciallo. È tutta sua o ha parlato co' Zorro? ('''Capitano Anceschi''')
*'''Don Matteo''': I carabinieri magari ci mettono un po' di tempo ma prima o poi arrivano alla verità.<br />'''Tiziana Mordelli''': Sì ma io mi fido più della giustizia divina che di quella degli uomini.
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al Capitano Anceschi}}: Oh, guarda chi c'è, Don Matteo!<br />'''Capitano Anceschi''': Ah, è contento?<br />'''Maresciallo Cecchini''': È un mio amico, perché non dovrei essere contento!<br />'''Capitano Anceschi''': Amico suo.
*'''Gerolamo''' {{NDR|al Vescovo Guido}}: Io voglio parlare solo con lei.<br />'''Vescovo Guido''': E infatti abbiamo parlato. Ma ora voglio che ripeta a lui quello che ha detto a me.<br />'''Gerolamo''' {{NDR|indicando Don Matteo}}: Lui è amico dei carabinieri.<br />'''Vescovo Guido''': No...ma è più amico mio.
*'''Don Matteo''' {{NDR|al Vescovo Guido}}: Ti faccio preoccupare, vero?<br />'''Vescovo Guido''': A volte, ma spesso sono fiero di te.
*{{NDR|A Tiziana Mordelli}} Tiziana, non devi avere paura. Pensa…pensa al ladrone: il Signore l'ha fatto entrare in paradiso alla fine di una vita fatta di errori. Se il tuo pentimento è sincero anche tu puoi sperare, devi sperare. ('''Don Matteo''')
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|a Don Matteo, che aveva rifiutato un piatto cucinato dal Capitano Anceschi}}: Don Matteo, proprio lei mi tradisce?<br />'''Don Matteo''': Mi dispiace, capitano, ma quando vedo i fagioli non resisto.
===Episodio 6 ''Un uomo onesto''===
*'''Caterina Cecchini''' {{NDR|Al risveglio mattutino del marito}}: Nino! Ma che c'è?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Ho fatto uno strano sogno. Ero una giacca tutta colorata, su un palcoscenico. Una luce che mi illuminava tutto. M'arriva una marea di scarpe in faccia!<br />'''Caterina Cecchini''': Per caso stavi cantando? {{NDR|Il maresciallo Cecchini annuisce}} E per forza, stonato come sei!
*{{NDR|Al marito}} Senti, per piacere, non girare nudo per casa che ci sono gli operai. ('''Caterina Cecchini''')
*'''Maresciallo Cecchini''': Sono a una svolta, sarà l'età pure. Ho compiuto quarantasei anni.<br />'''Don Matteo''': Mica lo sapevo che c'era la svolta dei quarantesei anni. Non sarà che tutte le età sono una svolta?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Può darsi.
===Episodio 7 ''Il torpedone''===
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|A Don Matteo}}: Quindi lei adesso, Don Matteo, è l'unico testimone oculare dell'omicidio.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Eh...mica è colpa sua.<br />'''Capitano Anceschi''': Ho detto questo?
*'''Don Matteo''' {{NDR|al Capitano Anceschi, parlando di Costantino Pallotta}}: Annarita Cepponi era sua zia.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sì.<br />'''Capitano Anceschi''': Sì.<br />'''Don Matteo''': Ma perché avrebbe dovuto ucciderla?<br />'''Capitano Anceschi''': No, no, no, padre. Lei è il testimone oculare e io sono il capitano dei carabinieri e le domande le faccio io, va bene?<br />'''Don Matteo''': Ha ragione, capitano.
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|a Don Matteo}}: Don Matteo non dica niente, aspetti, eh, ecco! Lo sento: lei è convinto che Pallotta sia innocente. Eh?<br />'''Don Matteo''': Veramente io non ho detto niente.<br />'''Capitano Anceschi''': Vabbè, su, Don Matteo da quanto tempo ci conosciamo io e lei?<br />'''Don Matteo''': Molto.<br />'''Capitano Anceschi''': Mh...quindi?<br />'''Don Matteo''': Quindi...non ho detto ma lo ho pensato.<br />'''Capitano Anceschi''': Ecco, ha visto?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Lei legge il pensiero. Un mago!<br />'''Capitano Anceschi''': Eh?<br />'''Maresciallo Cecchini''': È un mago! Legge il pensiero.<br />'''Capitano Anceschi''' {{NDR|lusingato}}: Vabbè, mago...
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|adirato perché Bartolo Ferri sta suonando il campanello della reception dell'hotel}}: Non si può suonare, no, no, non si può suo..non si può suonare, per favore! Che cosa ha bisogno lei?<br />'''Bartolo Ferri''': No, no, io non ho bisogno di niente. Volevo solo dirle una cosa. Senta, giovanotto, io avrei bisogno di un po' di compagnia per stanotte, eh?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Ghisoni!<br />'''Ghisoni''': Comandi.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Questa notte dormi col signore.<br />'''Bartolo Ferri''': Ma io dormo da solo e senza cuscino.
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|a Don Matteo}}: No eh, no, guardi, Don Matteo, io accetto tutto da lei ma che addirittura venga qui a insegnarci il mestiere no, eh.<br />'''Don Matteo''': Mi scusi, mi scusi capitano.
*{{NDR|A Nerino}} Se uno ha qualche problema e non ne parla con un amico, con chi ne parla? '''Don Matteo'''
*{{NDR|A Nerino}} È che...è che con le ragazze devi avere un po' di pazienza. A loro piace essere corteggiate. '''Don Matteo'''
*'''Turista anziana''' {{NDR|al Maresciallo Cecchini, in hotel}}: L'avete presa 'a farina?<br />'''Maresciallo Cecchini''': No, no.<br />'''Turista anziana''': Non avete preso 'a farina?<br />'''Maresciallo Cecchini''': No.<br />'''Turista anziana''': Uh mamma! E io come faccio 'i gnocchi?<br />'''Maresciallo Cecchini''': La legge alberghiera italiana proibisce di fare gli gnocchi in camera. No, no, non si possono fare.<br />'''Turista anziana''': Ma io ne faccio pochi. Poca farina e fatti bene.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Io ci metto l'uovo.<br />'''Turista anziana''': Ci mette l'uovo?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Vengono tenerissimi.
*'''Nerino''' {{NDR|al Maresciallo Cecchini, consegnando un anello}}: Ma se uno trova una cosa poi non è sua?<br />'''Maresciallo Cecchini''': No, ha il 10% del diritto per averlo trovato ma...ma questo qua siamo sicuri che c'entra con la vittima?<br />'''Don Matteo''': Legga dentro.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Ma ci sono dei graffi, non si vede niente.<br />'''Don Matteo''': È scritto molto piccolo.<br />'''Maresciallo Cecchini''': 'Acquavite solo a te ti pago'. Chi è, un ubriacone? Chi è sta cosa?<br />'''Nerino''': No, c'è scritto 'Annarita sol di te m'appago'.
===Episodio 8 ''Peso massimo''===
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al Capitano Anceschi}}: Io non gioco mai, io sono sfortunatissimo al gioco però sono fortunato in amo...lei dovrebbe giocare!<br />'''Capitano Anceschi''': Sì? Perché?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Si dice, no? Fortunato al gioco, sfortunato...<br />'''Capitano Anceschi''': Vada!<br />'''Maresciallo Cecchini''': Vado.
*{{NDR|A Marta, madre del pugile morto}} Ci sono dolori che non passano mai, Marta. Ma vedrai, la tua ferita verrà riempita dalla grazia. '''Don Matteo'''
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|al Maresciallo Cecchini}}: C'è il prete. Mare...non si giri! C'è il prete. Io non ci sono. Ha capito? Vada!<br />'''Don Matteo''' {{NDR|al Maresciallo Cecchini}}: Buongiorno maresciallo.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Il capitano non c'è.<br />'''Don Matteo''': Sì, lo so, l'ho visto.
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|al Maresciallo Cecchini}}: Ha fatto un buon lavoro, maresciallo. Bravo. Come l'ha trovata 'sta videocassetta?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Mi sono mosso.<br />'''Capitano Anceschi''': E l'intuizione sul colpo?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Indagine.<br />'''Capitano Anceschi''': Da solo?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Indagine, eh, signor capitano.<br />'''Capitano Anceschi''': Me sa che 'st'indagini c'hanno gli occhi azzurri...e pure 'a tonaca, mh?
*'''Don Matteo''' {{NDR|a Marco Baldini}}: Cattiveria! Se vuoi te ne compro un po' in farmacia. Vincere è un punto di arrivo ma il percorso che fai per arrivarci è altrettanto importante. Devi trovare...dei trovare armonia se vuoi esprimere in pieno il tuo grande talento. Ma se tu cominci a pensare soltanto a quella meta sei come una casa senza fondamenta.<br />'''Marco Baldini''': Le prediche le faccia ai suoi parrocchiani, io non ne ho bisogno. Abbiamo finito.
*{{NDR|A Luciano Vitri}} Luciano, ci sono cose che non capiamo e non capiremo mai. Non ti scordare che sei solo un uomo e devi trovare la forza di accettare. Ti aspetto in palestra. '''Don Matteo'''
*'''Marco Baldini''': Sono sceso di mezzo kg.<br />'''Don Matteo''': Ah bene. Però io credo che tu ti dovresti alleggerire ancora un po'.<br />'''Marco Baldini''': Investigatore, l'allenatore, il prete...ma non si stanca mai lei?
*{{NDR|Al signor La Rosa}} L'uomo non è mai un signor nessuno. '''Don Matteo'''
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al Capitano Anceschi}}: Ma lei lo comprerebbe per la sua fidanzata un gioiello da due milioni e ottocentomila Lire? Vabbè che lei...<br />'''Capitano Anceschi''': Dipende.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Vabbè lei non c'ha la fidanzata, non c'ha la donna, non...non l'ho mai vista.<br />'''Capitano Anceschi''': Non l'ho mai vista. Mo' la devo presentà a lei. Domani la porto in caserma.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Ah, si è fidanzato?<br />'''Capitano Anceschi''': No, è un modo di dire. Non si preoccupi, marescià, appena mi fidanzo metto i manifesti pe' tutta Gubbio. Lei sarà il primo a saperlo. Facciamo venì pure la banda.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Mi dispiace.<br />'''Capitano Anceschi''': Ma mi dispiace che? Mica me so' ammalato!
*'''Capitano Anceschi''': Se fossi sposato e mia moglie si facesse massaggiare da un uomo sarei geloso pure io.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Lei di rapporto marito-moglie non se ne intende, mi dispiace.
*{{NDR|A Marco Baldini}} Hai fatto un bel combattimento, contro te stesso. Adesso hai una bella strada davanti a te, farai il professionista. Certo, avrai bisogno di un grande allenatore. Uno che pensi solo al tuo bene. '''Don Matteo'''
===Episodio 9 ''Mossa d'azzardo''===
*'''Don Matteo''' {{NDR|al Vescovo Guido che ha l'auto in panne}}: Eccellenza, io sto andando proprio lì e vado a prendere del cibo per la mensa della parrocchia. Se vuole le posso dare un passaggio.<br />'''Vescovo Guido''': Volentieri, andiamo.<br />'''Vicario del Vescovo''' {{NDR|al Vescovo Guido}}: Ma, Eccellenza, un mezzo così per...<br />'''Vescovo Guido''' {{NDR|al vicario}}: Il fine giustifica il mezzo, almeno per questa volta. Lei intanto chiami il carro attrezzi.
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|al Maresciallo Cecchini}}: Maresciallo, c'è stato un rapimento. Lei viene con me.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Dove?<br />'''Capitano Anceschi''': In elicottero.<br />'''Maresciallo Cecchini''': E qui chi rimane?<br />'''Capitano Anceschi''': Maresciallo, ma che è? Un negozio? Su, ce metta il cartello 'Torno subito' se je va.
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|riferendosi alla persona che aveva preso la valigetta da Don Matteo}}: Ma che entra al ristorante?<br />'''Ghisoni''': C'avra fame.<br />'''Capitano Anceschi''': A Ghisò, ma te con mezzo miliardo dentro una valigetta entreresti a farti du' spaghetti alla carbonara?
*'''Natalina''' {{NDR|entra nella stanza insieme a Pippo e nonna Elide}}: Buongiorno.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Eh, che è? Il Quartetto Cetra formato tre!
*Il pulito che vorrei me lo dà soltanto Allday. ('''Natalina, Pippo e nonna Elide in coro''')
*'''Don Matteo''' {{NDR|al Vescovo Guido}}: Eccellenza, come mai da queste parti?<br />'''Vescovo Guido''': Ho seguito il tuo interessamento nella vicenda del rapimento Maffei. Proprio non riesci a resistere alla tentazione di stare in prima linea, eh!
*{{NDR|A Don Matteo}} Se non vuoi che sostituisca Natalina cerca almeno di imparare a stirarti meglio le camicie, eh, guarda lì che roba. ('''Vescovo Guido''')
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|al Maresciallo Cecchini}}: Lei ci va dal barbiere?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Caspita!<br />'''Capitano Anceschi''': Quando è andato l'ultima volta?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Ieri e avant'ieri.<br />'''Capitano Anceschi''': Due giorni di seguito!<br />'''Maresciallo Cecchini''': Per sicurezza.
*'''Nonna Elide''' {{NDR|a un gruppo di anziane al quale sta facendo la dimostrazione del prodotto}}: Allora signore, guardate, questo è un prodotto meraviglioso, è una novità. Bastano due tappini per pulire la vostra casa, e verrà lucida, bella come mai è stata.<br />'''Pippo''' {{NDR|cantando il jingle}}: Se Allday tu userai più felice tu sarai.<br />'''Don Matteo''' {{NDR|a Natalina}}: Qualcuno ha scoperto la sua vera vocazione. Meglio tardi che mai!
===Episodio 10 ''Moglie e buoi dei paesi tuoi''===
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|al Maresciallo Cecchini, guardando il video della telecamera di sorveglianza}}: Maresciallo, guardi la macchina che va via. Facciamo un ingrandimento, eh, della targa.<br />'''Maresciallo Cecchini''': È piccolo.<br />'''Capitano Anceschi''': Per quello facciamo l'ingradimento, no?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Scusi.
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|al Maresciallo Cecchini}}: Certo che alle volte deve essere difficile fare il padre.<br />'''Maresciallo Cecchini''': E lei?<br />'''Capitano Anceschi''': Che?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Lei non ci pensa a fare un figlio? Ormai c'ha la sua bella età. Cioè...<br />'''Capitano Anceschi''': La ringrazio.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Un uomo può avere figli pure quando è anziano. No, no...no, ma no ma il piacere di avere un...un figlio in casa, un capitanetto, che gira come a...come un...un paloggio.<br />'''Capitano Anceschi''': Che?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Come una trottola, che gioca...non le...l'idea non le piace?<br />'''Capitano Anceschi''': E sì, maresciallo, mi piacerebbe pure, però lei trascura un dettaglio. Per fare 'sto capitanetto ci vuole una?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Moglie. E beh, che problema c'è? Usciamo.<br />'''Capitano Anceschi''': Chi?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Lei. Va in giro. Deve pensare sempre al lavoro? Sempre al lavoro? Eh un po' esce, si divaga un po', va. Signor capitano, conosca!<br />'''Capitano Anceschi''': Conosca?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Conosca. Faccia amicizia femminile. Non è che voglio dire...così, una cosa tira l'altra.<br />'''Capitano Anceschi''': E quindi?<br />'''Maresciallo Cecchini''': La mela va colta in quell'attimo!<br />'''Capitano Anceschi''': Quale?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Uno solo ce ne è, quell'attimo. Si dice così, è una cosa che si dice, antica.<br />'''Capitano Anceschi''': Capito.
*'''Signora Scotti''' {{NDR|al Maresciallo Cecchini}}: Mio marito cantava lirica e pesava centodieci kg.<br />'''Ghisoni''': Bello grosso.<br />'''Maresciallo Cecchini''': È che più spazio c'è, più la voce esce meglio. Apposta 'sti cantanti sono tutti grossi.<br />'''Signora Scotti''' {{NDR|compiaciuta}}: Era baritono.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Ah, mi dispiace.
*'''Signora Scotti''' {{NDR|al Maresciallo Cecchini}}: Eh, un tempo i miei occhi...<br />'''Maresciallo Cecchini''': Eh, si vede.<br />'''Signora Scotti''': Gli uomini facevano pazzie. Dicevano che sembravano {{NDR|indica gli occhi}} pie...<br />'''Maresciallo Cecchini''': Piedi.<br />'''Signora Scotti''' {{NDR|risentita}}: Pietre preziose.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Pietre preziose, pietre preziose, pietre preziose. Sì, sì, sì, mi son sbagliato. Pietre preziose.
*{{NDR|Al maresciallo Cecchini}} La diversità fa paura, maresciallo. ('''Don Matteo''')
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al Capitano Anceschi}}: Capitano, le presento la signora Scotti {{NDR|alla signora Scotti}} il capitano Anceschi.<br />'''Capitano Anceschi''': Molto onorato.<br />'''Signora Scotti''' {{NDR|al Capitano Anceschi}}: Oh, che bella mano. Lei ha il temperamento artistico.<br />'''Capitano Anceschi''' {{NDR|ritraendo la mano}}: Sì.<br />'''Signora Scotti''': Violinista?<br />'''Capitano Anceschi''': Veramente no. Comunque la ringrazio.
*'''Signora Scotti''' {{NDR|al Capitano Anceschi}}: Capitano, lei è un uomo veramente affascinante.<br />'''Capitano Anceschi''' {{NDR|imbarazzato}}: Sì, grazie.<br />'''Signora Scotti''': E un po' mi ricorda il caro Gabriele.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Gabriele D'Annunzio, sì. C'ha i capelli un po'...<br />'''Capitano Anceschi''': Maresciallo!<br />'''Signora Scotti''': No, mio marito.<br />'''Capitano Anceschi''': Ah, un onore!<br />'''Maresciallo Cecchini''': Suo marito è cantante lirico. Signora, sa che lui ama molto la musica lirica? Moltissimo.<br />'''Capitano Anceschi''': Diciamo che ascolto nel tempo libero, metto su qualche disco.
*'''Tarek Achir''' {{NDR|a Don Matteo}}: Avrei fatto qualsiasi cosa per loro. Perché mi hanno mentito?<br />'''Don Matteo''': Avevano paura di deluderti.<br />'''Tarek Achir''': Per me è difficile rinunciare alle mie tradizioni.<br />'''Don Matteo''': Non è male essere diversi, anzi è una ricchezza. Pensa che noia se fossimo stati creati tutti uguali. Sarebbe come...come se ci guardassimo sempre allo specchio. No, tu non devi rinunciare alle tue radici ma lascia che i tuoi figli scelgano le loro.<br />'''Tarek Achir''': Forse ha ragione. Grazie, Don Matteo. Arrivederci.
*{{NDR|A Natalina}} Natalina, bisogna incoraggiare il desiderio di conoscenza. ('''Don Matteo''')
*{{NDR|Tra sè, riferendosi al Capitano Anceschi}} Questo non se lo piglia nessuno. Questo resterà zitello per tutta la vita. ('''Maresciallo Cecchini''')
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|a Nerino, alla festa da Don Matteo, scocciato dalla musica}}: 'Sta musica è bella, però a lungo andare...però è bella. Questa è una chitarra con il manico storto, capito? Con il manico piegato. Per questo fa questa musica blem.<br />'''Nerino''': Chitarra? È un liuto.<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|ad Amina}}: È un liuto?<br />'''Amina''': Sì.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Un liuto però a chitarra.
===Episodio 11 ''La banda''===
*{{NDR|Ad Angela Sabini}} Angela, tu devi andare avanti. Sai, spesso noi ci facciamo scudo con le nostre tragedie per paura di affrontare la vita. ('''Don Matteo''')
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|a don Matteo}}: Buongiorno don Matteo.<br />'''Don Matteo''': Maresciallo. La volevo ringraziare per avermi informato su quello che è successo ad Angela.<br />'''Maresciallo Cecchini''': E beh, pensavo che lei poteva aiutarla. Ho fatto la mia buona azione.<br />'''Capitano Anceschi''' {{NDR|sopraggiungendo}}: La sua buona azione preferita.
*'''Don Matteo''' {{NDR|al capitano Anceschi}}: Sa, capitano, quando avevo 6 anni andavo spesso a trovare una tabaccaia. Tra le penne che vendeva ce ne era una così lucida, non ho resistito. Gliel'ho rubata.<br />'''Capitano Anceschi''': Io invece ero uno specialista nei negozi di articoli da pesca: ami, galleggianti, piombi, una volta pure il mulinello per la canna. I soldi pochi, allora, come dire...mi arrangiavo. Padre, secondo me, la cosa importante è che poi uno cresce e cambia, insomma capisce, no?<br />'''Don Matteo''': Sì, sì, c'è sempre tempo per prendere la strada buona.
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al bar a Don Matteo, dopo avergli dato scacco matto}}: Scacco matto!<br />'''Don Matteo''': Bravo maresciallo.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Macché bravo, m'ha fatto vincere lei, l'ha fatto apposta.
*{{NDR|Al maresciallo Cecchini, che pensa di aver fallito come padre}} Quelli che non sono veri criminali, come me e come lei, quando sanno di avere sbagliato e nessuno se ne accorge è terribile. La sa una cosa? In India all'ingresso delle prigioni scrivono: 'Condanna il crimine, non il criminale', l'ha detto Gandhi. Lo dice anche il Vangelo: 'Guarda al peccato, non al peccatore'. Forse Patrizia la sta mettendo alla prova: vuol vedere se lei condanna il furto oppure la persona, sua figlia. Vuol capire se è davvero senza condizioni l'amore di un papà, anche di un papà carabiniere. ('''Don Matteo''')
*{{NDR|A Tilde Mazzotta}} Tu non sei fatta male. Tu sei come tutti noi. Tutti noi, almeno una volta, abbiamo desiderato che una persona sparisse. La debolezza fa parte di noi, di noi esseri umani. È proprio per questo che siamo tutti uguali. Io mi rendo che...che forse quello che ti sto dicendo tu già lo sai, ma ora lo devi credere. Sarà il tuo primo passo per guarire, per volerti bene. ('''Don Matteo''')
===Episodio 12 ''Il morso del serpente''===
*'''Nerino''' {{NDR|a Natalina}}: Ma come fa uno a diventare santo?<br />'''Natalina''': Deve soffrire molto.<br />'''Nerino''': Perché?<br />'''Natalina''': Perché è così: prima soffre tanto e poi lo fanno santo.<br />'''Nerino''': Allora non mi piace.
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|al maresciallo Cecchini, parlando di don Matteo}}: Cecchini, 'st'omo è tanto bravo però se nun si impiccia proprio è più forte de lui.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Macché si impiccia...macché si impiccia, non è che si impiccia, gli viene. Come....<br />'''Capitano Anceschi''': Cosa gli vie...che gli viene?<br />'''Maresciallo Cecchini''': È come una cosa del suo dovere. Lui gli viene. Come se uno vede la palla, gli viene di tirare un tiro. Se uno sente la musica alla radio, gli viene di...di...di canticchiare.<br />'''Capitano Anceschi''': Li ha finiti gli esempi, maresciallo?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Per dire.<br />'''Capitano Anceschi''': Allora gliela dico io una cosa: lei a me mica me difenderebbe come difende sempre 'sto prete, eh!<br />'''Maresciallo Cecchini''': Eh...se c'è il caso di...la difenderei! Però lei non ha bisogno di essere difeso, né da me, né da nessuno.<br />'''Capitano Anceschi''': Vabbè, lasciamo perdere.
*'''Natalina''' {{NDR|al maresciallo Cecchini}}: L'avete trovato il serpente?<br />'''Maresciallo Cecchini''': No, non l'abbiamo trovato. Qua è come cercare un serpente nel pagliaio.
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|al maresciallo Cecchini, parlando di don Matteo}}: Marescià, guardi, lasciamo perdere perché tanto quando c'è de mezzo Don Matteo lei lo sappiamo, no?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Intanto lui ha trovato il serpente.<br />'''Capitano Anceschi''' {{NDR| sarcastico}}: E facciamoje er monumento in piazza allora!
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|a Don Matteo, sorpreso}}: Lei è pure esperto de serpenti!<br />'''Don Matteo''': Eh, è che io sono stato in missione nelle Filippine e lì sono molto diffusi.<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR| ostentando sicurezza}}: Lì è pieno.<br />'''Capitano Anceschi''': E c'è stato?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sì, sì, ci sono...non ci sono stato però si sa.<br />'''Capitano Anceschi''': Ma che se sa, maresciallo, per favore!
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|a Don Matteo, nell'ascensore dell'ospedale}}: Le fa ancora male.<br />'''Don Matteo''': Ma no.<br />'''Capitano Anceschi''' {{NDR|sorridendo}}: I rischi del mestiere {{NDR|tornando serio}} Prego, don Matteo.<br />'''Don Matteo''': Grazie.<br />'''Capitano Anceschi''': Vada a casa che ha preso una bella botta eh.<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|a Don Matteo}}: Arrivederci. Poi la informerò di tutto.<br />'''Capitano Anceschi''': Che cosa? Che informa?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Chi?<br />'''Capitano Anceschi''': Che informa?<br />'''Maresciallo Cecchini''': No, io non...non mi sono spiegato bene.
*'''Nerino''' {{NDR|a don Matteo}}: Senti, tu sicuramente lo sai.<br />'''Don Matteo''': Che cosa?<br />'''Nerino''': Come si fa a diventare santi?<br />'''Don Matteo''': Ci vuole coraggio.<br />'''Nerino''': Ma tu diventi santo?<br />'''Don Matteo''': No.<br />'''Nerino''' {{NDR|sollevato}}: Per fortuna.
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|a Don Matteo, uscendo dall'ufficio del capitano Anceschi}}: Don Matteo, che ci fa qua?<br />'''Don Matteo''': Vorrei parlare col capitano.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Non può, in questo momento non...<br />'''Don Matteo''': Mi faccia entrare.<br />'''Maresciallo Cecchini''': No, no, per favore, no, in questo momento...<br />'''Don Matteo''': Ma lei non può impedire a un cittadino di stare qui.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Lei non è un cittadino, lei è un prete.<br />'''Don Matteo''': Sarò un prete ma sono anche un cittadino.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Lei è un cittadino-prete però soprattutto lei è don Matteo. Per favore, abbia pietà di me. Guarda, quello mi fa trasferire in...in...in Antartide.<br />'''Don Matteo''': Che c'entra l'Antartide?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sì, c'è una spedizione scientifica dove mandano pure i carabinieri. Per fav...parli con me.<br />'''Don Matteo''' {{NDR|rassegnato}}: E va bene.
*'''Don Matteo''' {{NDR|al Maresciallo Cecchini}}: Avrei proprio bisogno di parlare con Charlie.<br />'''Maresciallo Cecchini''': No, don Matteo.<br />'''Don Matteo''': Maresciallo!<br />'''Maresciallo Cecchini''': Allora lei mi vuole mandare in Antartide, ho capito.<br />'''Don Matteo''': Beh, in fondo, potrebbe essere un'esperienza positiva per lei. Le si potrebbe allargare l'orizzonte.<br />'''Maresciallo Cecchini''': A me l'orizzonte non mi piace largo, a me mi piace piccolo piccolo.
*{{NDR|A Francis}} Forse Lippi non è un bravo cristiano. Ma chi di noi lo è veramente? Allora dovremmo essere tutti uccisi. ('''Don Matteo''')
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|a Don Matteo, arrivando adirato al pianerottolo di Bruno Lippi}}: Che ci fa qui?<br />'''Don Matteo''': Ha ragione, ha ragione.<br />'''Capitano Anceschi''': Guardi che siamo arrivati prima noi.<br />'''Don Matteo''': Ma come? Sono arrivato prima io!<br />'''Capitano Anceschi''' {{NDR|sempre più adirato}}: No, noi!
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|a Don Matteo, durante la perquisizione in casa di Bruno Lippi}}: L'Antartide è piena di ghiaccio. Fa un freddo in Antartide...<br />'''Don Matteo''': Non si preoccupi, mi seggo qui buono buono.
*{{NDR|A Don Matteo}} Quando lei si mette in testa che qualcuno è innocente proprio fino alla fine...lei non dovrebbe fare il prete, anzi no, dovrebbe farlo il prete, lo fa bene, però dovrebbe fare pure il carabiniere. ('''Maresciallo Cecchini''')
*{{NDR|A Don Matteo}} Eh...gli emigrati. Gli emigrati mi fanno venire in mente sai quelle formichine che portano pesi enormi? Faticano, faticano, ma testardamente vanno sempre avanti. La prima generazione è come se si bruciasse in questo sforzo ma poi quel calore servirà a scaldare quelli che vengono dopo: i figli, i nipoti. Senti, raccontami, chi è l'innocente da salvare? ('''Vescovo Guido''')
*'''Don Matteo''' {{NDR|al maresciallo Cecchini, che sta arrivando}}: Maresciallo buongiorno.<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al Vescovo Guido}}: Ossequi, Santità.<br />'''Vescovo Guido''' {{NDR|stupito}}: Guardi che non sono mica Papa, eh.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Non si sa mai, glielo auguro.<br />'''Vescovo Guido''' {{NDR|lusingato}}: Grazie.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sono il maresciallo Cecchini.<br />'''Vescovo Guido''': Ah mi ricordo di lei, maresciallo.<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|farfugliando}}: Sì, sì, si ricorda la cresima di mia figlia Patrizia.<br />'''Vescovo Guido''': Come ha detto?<br />'''Maresciallo Cecchini''': La cresima di mia figlia Patizia.<br />'''Vescovo Guido''': Come no! Certo, certo!
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al Capitano Anceschi}}: Signor capitano.<br />'''Capitano Anceschi''': Che c'è?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Le devo parlare.<br />'''Capitano Anceschi''': Allora?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Ci sono delle novità.<br />'''Capitano Anceschi''': Nun me dica che 'ste novità saltano fuori dal cilindro de don Matteo.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Perché don Matteo che c'ha, il cilindro?
*{{NDR|Rivolgendosi a Dio}} Signore, parla con questo tuo figli e fagli capire che non troverà mai la pace con la vendetta ma solo, come tu ci hai insegnato, con il perdono. Fa' che ascolti la sua coscienza e salvi la vita di Lippi. ('''Don Matteo''')
*'''Maresciallo Cecchini''': È scomparso 'sto filippino, non si trova. Si è volatizzato.<br />'''Capitano Anceschi''': Tili.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Eh?<br />'''Capitano Anceschi''': Volatilizzato.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sì, non si trova, si è vola...scomparso.
*{{NDR|A Don Matteo}} Lei ha questa fede incrollabile nella coscienza della gente...sa che le dico? La invidio. ('''Capitano Anceschi''')
*{{NDR|A Francis}} Il cuore degli uomini inaridisce senza amore ma il tuo è vivo grazie all'amore della tua Rosy. ('''Don Matteo''')
===Episodio 13 ''Questione di fegato''===
*'''Mario Canzana''': Il futuro è internet. Io, da quando sono in rete, la mia acqua la vendo in tutto il mondo. In Argentina, in Croazia...<br />'''Don Matteo''': Già: comunicazione nuova, mercati nuovi.<br />'''Mario Canzana''': Guardi, qua la cosa veramente importante sono i soldi.
*'''Don Matteo''' {{NDR|a Nerino}}: Sai che ore sono? Non vorrai mica fare tardi al tuo primo lavoro!<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|a Nerino}}: Come primo lavoro? Perché...perché...lavori?<br />'''Nerino''': Boh, dicono che non studio abbastanza, allora...
*'''Dottoressa Luppichini''' {{NDR|scandisce leggendo l'incisione}}: V-E-LI-A.<br />'''Maresciallo Cecchini''': A-I-LE-V...è scritto...leggi mancino dal...dall'in...dalla fine all'in...<br />'''Don Matteo''': No, gli etruschi leggevano da destra a sinistra, come gli arabi.
*{{NDR|Al maresciallo Cecchini, bisbigliando per non farsi ascoltare da don Matteo}} Maresciallo, io in questa storia non ce lo voglio il prete in mezzo. Sempre il prete, il prete...basta! ('''Capitano Anceschi''')
*{{NDR|A don Matteo, riferendosi alla tomba di Velia}} Dai dai l'hanno trovata! E te stai zitto...eh, l'hanno trovata, maremma tombarola! ('''Eugenio Lanza''')
*'''Don Matteo''' {{NDR|a Eugenio Lanza, sopraggiungendo in motocarro suonando il clacson a Lanza che procede a piedi}}: Ehi, Lanza!<br />'''Eugenio Lanza''': Oh ma lei non c'ha nulla da fare stamattina!<br />'''Don Matteo''': No. Perché non sali?<br />'''Eugenio Lanza''': Sì, sali e tabacchi.<br />'''Don Matteo''': Ma guarda che c'è ancora un bel po'.<br />'''Eugenio Lanza''': Maremma trottola, questo prete con tutto questo nero mi fa venire un caldo, mi sembra un tafano!<br />'''Don Matteo''': Purtroppo non ho le ali. Forza, sali!<br />'''Eugenio Lanza''': Oh ma lei non si arrende mai, eh!
*{{NDR|A don Matteo}} Io sono un etrusco, l'ultimo degli etruschi. Un popolo immenso. ('''Eugenio Lanza''')
*'''Nerino''': Ma tu non te l'allacci?<br />'''Mario Canzana''': La cintura? Io m'allaccio solo la cinta dei pantaloni. Guagliò, io credo al destino, no alla cintura.<br />'''Nerino''': E passi pure col rosso.<br />'''Don Matteo''' {{NDR|ride}}: Ma il rosso è un suggerimento, mica è un obbligo. Il rosso è per gli stupidi che si fermano.
*'''Dottoressa Luppichini''' {{NDR|parlando del reperto trovato}}: È un pezzo fantastico, finora ne era stato trovato solo un altro, a Piacenza.<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al capitano Anceschi}}: In Lombardia è, vero?<br />'''Dottoressa Luppichini''': Vedete, ci sono delle caselle e su ogni casella è inciso il nome di una divinità. Per loro ogni malformazione o qualcosa di strano voleva dire qualcosa.<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al capitano Anceschi}}: Posso parlare? Scusi.<br />'''Capitano Anceschi''': E chi glielo impedisce.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Allora, vediamo se ho capito: cioè, se io per esempio faccio 13 al Totcalcio, difficile, oppure mi rompo una gamba tutto questo è scritto sul...sul fegato?<br />'''Dottoressa Luppichini''' {{NDR|al maresciallo Cecchini}}: Non capisco cosa vuole dire.<br />'''Capitano Anceschi''' {{NDR|alla dottoressa Luppichini}}: Neanche io.
*'''Nerino''': Ma mi spieghi perché tu che sei tanto intelligente sei diventato solo prete?<br />'''Don Matteo''': Forse...forse perché preferisco andare in bicicletta.
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|al maresciallo Cecchini che parla al telefono in caserma}}: Maresciallo!<br />'''Maresciallo Cecchini''': No, niente, è mia moglie. Siccome abbiamo invitati a casa...<br />'''Capitano Anceschi''': Che problema c'è?<br />'''Maresciallo Cecchini''': No...dice che vuole che passi a comprare il gelato. Ma se già abbiamo il dolce! Se lei si mangia il dolce che vuole, pure il gelato?<br />'''Capitano Anceschi''': Se è buono sì.
*{{NDR|A don Matteo, parlando di Nerino}} È sveglio questo ragazzo, è un grande etrusco! ('''Eugenio Lanza''')
*{{NDR|A don Matteo, porgendogli del formaggio}} In pecorino veritas. ('''Eugenio Lanza''')
*'''Vescovo Guido''': Nerino, e così mi hanno detto che hai ripreso a studiare.<br />'''Nerino''': Per forza! Hanno arrestato il datore di lavoro prima che prendessi il primo stipendio.
===Episodio 14 ''Scherzare col fuoco''===
*{{NDR|A don Matteo}} Mi fanno uscire pazzo le mie figlie. Padre meno male che lei non è padre, nel senso di genitore. ('''Maresciallo Cecchini''')
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|mentre buttano via il televisore}}: Poi arriva mia moglie: "Fammi vedere la telenovela, Mollichina".<br />'''Don Matteo''': Mollichina chi è, sua figlia piccola?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Mollichina sarei io. Mi chiama così da quando l'ho conosciuta a un ristorante la prima volta, le lanciavo le mollichine nelle orecchie.<br />'''Don Matteo''': E l'ha colpita!<br />'''Maresciallo Cecchini''': C'ho una buona mira.<br />'''Don Matteo''' {{NDR|ridendo}}: E bravo Mollichina!
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al capitano Anceschi, arrivando in ritardo nel bosco}}: Signor capitano! Signor capitano!<br />'''Capitano Anceschi''': Ah, maresciallo, finalmente!<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|balbettando}}: Ah scusi.<br />'''Capitano Anceschi''': Ma che è succe...?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Eh abbiamo fatto tardi che abbiamo fatto l'altra strada.<br />'''Capitano Anceschi''': Ma come abbiamo? Ma che vuol dire? {{NDR|riferendosi a don Matteo}} Che ci fa qui lui?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Qui lui chi? Don Matteo?<br />'''Capitano Anceschi''': Eh.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Dovevo buttare il televisore, mi ha dato una mano.<br />'''Capitano Anceschi''': Eh almeno lui è venuto in divisa.<br />'''Maresciallo Cecchini''': E che per buttare il televisore mi devo mettere la divisa? Ora vado a casa...<br />'''Capitano Anceschi''': Eh vabbè, almeno stia attento a non sporcarsi il cappottino nuovo, almeno {{NDR|rivolgendosi all'ispettore}} ispettore, le presento il maresciallo Cecchini, in borghese.
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|al Maresciallo Cecchini, riferendosi a don Matteo}}: Adesso che facciamo, ce lo portiamo noi?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Gli ho dato un passaggio {{NDR|farfuglia altre parole incomprensibili}}<br />'''Don Matteo''' {{NDR|al capitano Anceschi}}: Quanti kilometri sono da qui in città?<br />'''Capitano Anceschi''': Non molti, non molti.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Una quindicina.<br />'''Don Matteo''': Ah, perfetto. Arrivo giusto per la cena. {{NDR|si incammina}}<br />'''Capitano Anceschi''': Buona passeggiata, Don Matteo.<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al capitano Anceschi}}: Che fa? Lo fa andare?<br />'''Capitano Anceschi''': Guardi, guardi come è atletico e forte il prete podista!<br />'''Maresciallo Cecchini''': Se fa la strada di qua altro che quindici, saranno trenta, trentacinque, quaranta kilometri.<br />'''Capitano Anceschi''': Cento kilometri!<br />'''Maresciallo Cecchini''': Vabbè, dai...<br />'''Capitano Anceschi''': Giusto perché è lei... {{NDR|urla}} Don Matteo!<br />'''Don Matteo''' {{NDR|da lontano}}: Vengo con voi, capitano?<br />'''Capitano Anceschi''': Eh sì. Può venire con noi in macchina. Però me deve promettere una cosa. Adesso lei, quando arriviamo dai proprietari, non si intromette, non fa domande, sta zitto. Me lo prometta?<br />'''Don Matteo''': Grazie, capitano.<br />'''Capitano Anceschi''': Andiamo.
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|al maresciallo Cecchini che attira la sua attenzione battendogli sul braccio}}: Che c'è?<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|allungando una confezione di mentine}}: Ne vuole una?<br />'''Capitano Anceschi''': Maresciallo...<br />'''Maresciallo Cecchini''': Aiuta.<br />'''Capitano Anceschi''': Aiuta che?<br />'''Maresciallo Cecchini''': No perché c'è troppa...allora...<br />'''Capitano Anceschi''': Cioè lei copre l'odore delle mucche con la mentina?
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al capitano Anceschi, riferendosi alla signora Merlo}}: Ma ha visto che tipo è quella? Quella non è una donna, quella è un carabiniere. Non l'ho detto negativamente...<br />'''Capitano Anceschi''': Ah l'ha detto positivamente?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sì.<br />'''Capitano Anceschi''': Non dica niente che è meglio, marescià.
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|a don Matteo, in caserma}}: No, padre, veramente, adesso non può più restare. E non dica che non sono paziente perché c'è venuto appresso tutto er giorno, eh!<br />'''Don Matteo''': Se è stato veramente quel ragazzo a dare fuoco al bosco vorrei capire perché l'ha fatto. La mia è, come dire, una collaborazione pastorale.
*{{NDR|A don Matteo}} Oh, il prete dei caramba! ('''Fabio Savini''')
*'''Don Matteo''': Allora, come ti senti a diventare famoso?<br />'''Fabio Savini''': Non ho bisogno di prediche.<br />'''Don Matteo''': Ma...forse una chiacchierata tra amici sì.<br />'''Fabio Savini''': No, ce li ho già gli amici.<br />'''Don Matteo''': A loro gliel'hai detto del tuo nascondiglio nel bosco?<br />'''Fabio Savini''': Non c'è, non esiste. Quel posto me lo sono inventato. Senti, e poi io e te non abbiamo niente da dirci.<br />'''Don Matteo''': Chissà.<br />'''Fabio Savini''': No, no, forse non hai capito: io e te altro pianeta, altra galassia. Ma io, che ci faccio co' uno senza donne, senza soldi, uno sfigato.<br />'''Don Matteo''' {{NDR|ridendo}}: E allora ti sto proprio antipatico.<br />'''Fabio Savini''': Ecco, bravo. Vattene, va'.<br />'''Don Matteo''': Ci vediamo.
*'''Don Matteo''' {{NDR|dubbioso}}: Senta maresciallo, lei cosa pensa della vita che faccio?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Non ho capito. In che senso?<br />'''Don Matteo''': Sa, pochi soldi, niente famiglia.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Perché dice così? Guardi che lei...inta...intanto i soldi, mi insegna, non servono a niente e poi la famiglia ce l'ha: c'ha i parrocchiani, ci siamo noi, c'è...la moglie oh, quello, non po...non potete per cose di...poi, guardi, che la vita coniugale non è tutta rose e fiori. Ci sono le rose e ci sono i fiori quindi...chissà magari che pensa lei.<br />'''Don Matteo''': Grazie maresciallo.<br />'''Maresciallo Cecchini''': E certo, ci sono le rose e le spine. Don Matteo! Mi sono confuso: volevo dire che ci...
*'''Maresciallo Cecchini''': Senta, signor capitano, io non capisco una cosa: come mai facciamo quest'indagine se già si sa chi è il colpevole?<br />'''Capitano Anceschi''': Mi meraviglio de lei, maresciallo, che tutti i giorni gioca a scacchi col re degli investigatori!<br />'''Maresciallo Cecchini''': Tutti i giorni...<br />'''Capitano Anceschi''': Tutti i giorni, tutti i giorni. E perde.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Che cosa, che cosa...no...<br />'''Capitano Anceschi''': Perde. Ho chiesto in giro: lei perde, maresciallo. Vabbè, a parte questo...<br />'''Maresciallo Cecchini''': Qualche volta.
*{{NDR|A Fabio Savini}} Non c'è niente di male a volere essere apprezzati per aver fatto qualcosa di buono. ('''Don Matteo''')
*'''Don Matteo''' {{NDR|al maresciallo Cecchini, davanti alla vetrina di un negozio}}: Maresciallo, la stavo cercando.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Oh! No, stavo guardando i prezzi dei tostapane. Adesso conviene, c'è lo sconto del tostapane. È periodo degli sconti.<br />'''Don Matteo''': Non è che si vuol comprare una televisione nuova?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Io no. Per le mie figlie.<br />'''Don Matteo''': Ah.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Eh, che a me la televisione non mi piace. Io vedo solo i tg, i film, le partite, i telefilm, le fiction, i varietà e basta.
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|a casa di Marisa Morante}}: Allora signora Merlo e signor Calzi, siamo qui riuniti. Siete d'accordo? Se qualcuno ha qualcosa da dire la dica adesso altrimenti...<br />'''Capitano Anceschi''': Taccia per sempre. Marescià ma mica se sposano, se devono mette' d'accordo pe' 'n pezzo de tera. Su, stringa!
*'''Don Matteo''': Sa cosa stavo pensando, capitano?<br />'''Capitano Anceschi''': Che?<br />'''Don Matteo''': Che se vuoi avere successo devi sembrare uno che ha già vinto.
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|rispondendo a una telefonata in caserma}}: È per lei.<br />'''Capitano Anceschi''': Dia qua.<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|indicando don Matteo}}: È per lui.<br />'''Capitano Anceschi''': Sta a casa sua. Se la ricorda la canzone, maresciallo?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Quale?<br />'''Capitano Anceschi''': 'E io, tra di voi'.
*{{NDR|A don Matteo, a casa di Marisa Morante}} Salve don Matteo. È incredibile ma molto spesso abbiamo le stesse idee. ('''Capitano Anceschi''')
*'''Don Matteo''': Marisa, con un peso così grande sarà difficile ricominciare.<br />'''Marisa Morante''': Ma quale peso, quale peso?<br />'''Don Matteo''': Quello che ti porterai appresso se mandi in galera un ragazzo innocente.
*'''Maresciallo Cecchini''': Una giornata mica male, oggi, eh?<br />'''Don Matteo''' {{NDR|sospirando}}: Eh...<br />'''Maresciallo Cecchini''': Che ne dice di una partita?<br />'''Don Matteo''': A scacchi?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Lazio-Juve.<br />'''Don Matteo''': Ah.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Alle 20:30. C'ho il televisore nuovo: schermo piatto, stereo, 32 pollici. Si vede una bellezza.<br />'''Don Matteo''': E allora vengo.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Poi mia moglie ci prepara due filetti di pasta, una carbonarina, eh, una frittatella, due salsicciotti e un po' di formaggio.<br />'''Don Matteo''': La birra però la porto io.<br />'''Maresciallo Cecchini''': No, la birra mi fa ingrassare.
===Episodio 15 ''Fuori gioco''===
*'''Don Matteo''' {{NDR|in chiesa}}: Ciao Elena.<br />'''Elena Marcucci''': Mi scusi per l'ora, padre, però avevo bisogno di parlarle.<br />'''Don Matteo''': Non ti preoccupare, qui siamo come al supermercato: sempre aperti.
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|al telefono}}: Ma scusi, maresciallo, la ragazza prima non voleva parlare, adesso vuole rilasciare una dichiarazione? Eh. Sì, sì, mi sa che ho capito io perché. Va bene, me tenga informato. Arrivederci {{NDR|bussano alla porta}} Ah...don Matteo, stavo in pensiero!<br />'''Don Matteo''' {{NDR|entrando}}: Buongiorno capitano. Non ho trovato il maresciallo e allora...<br />'''Capitano Anceschi''': E allora ha pensato bene di venire da me per parlarmi eh...dei suoi dubbi a proposito della colpevolezza di Liliana Cosmi. Oh, naturalmente dopo esserla andata a trovare in carcere, giusto? Dico bene?<br />'''Don Matteo''': Dice bene.
*'''Compagno di squadra di Nerino''': Ma allora è vero che don Matteo difende le detenute!<br />'''Nerino''': Sì, perché? Non c'è mica niente di male: è normale che quando uno sbaglia finisce in panchina.
*{{NDR|Al maresciallo Cecchini}} Maresciallo, veramente, io penso che stiamo esagerando adesso. Ci mettiamo ad accompagnare il prete a fare shopping? ('''Capitano Anceschi''')
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|a don Matteo}}: Va bene, don Matteo, allora siamo d'accordo. Speriamo che la sua idea funzioni.<br />'''Don Matteo''' {{NDR|partendo in bicicletta}}: A dopo, capitano.<br />'''Capitano Anceschi''': A dopo.<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|al capitano Anceschi}}: Certo che è bello lavorare insieme come un team.<br />'''Capitano Anceschi''': Chi?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Lei, io e don Matteo.<br />'''Capitano Anceschi''': Un team?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Questa volta.<br />'''Capitano Anceschi''': Ah.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Mica sempre.<br />'''Capitano Anceschi''': Andiamo, va'.
*{{NDR|Al signor Marcucci}} Viviana è in prigione. Rischia di rimanerci per molti anni per un omicidio che non ha commesso. Ce la farai a sopportare questo peso per tutta la vita? ('''Don Matteo''')
===Episodio 16 ''La confessione''===
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|a Natalina, in caserma}}: Natalina, venga. Natalina! Venga. Le faccio vedere una cosa {{NDR|apre le tendine}} si affacci. Le faremo vedere degli uomini. Se fra questi lei riconoscerà quello che scappava da casa Raggi ce lo dovrà indicare.<br />'''Natalina''': A chi?<br />'''Capitano Anceschi''': A noi, Natalina.<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|a Natalina}}: Ma che, ha paura?<br />'''Natalina''': No.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Ma noi di questi casi ne facciamo ogni giorno decine, centinaia, migliaia.<br />'''Capitano Anceschi''': Maresciallo...<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|a Natalina}}: Non avere paura, dai.<br />'''Capitano Anceschi''' {{NDR|al maresciallo Cecchini}}: Mi dica una cosa: s'è rotta de nuovo l'aria condizionata?<br />'''Maresciallo Cecchini''': È ciclico: ogni tre settimane si...<br />'''Capitano Anceschi''': Eh ho capito, facciamola riparare una volta pe' tutte.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Eh io ho chiamato Tommaso, quello è partito: ha vinto un viaggio col detersivo.<br />'''Capitano Anceschi''': Cor detersivo?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sì. Aveva la cartolina, è stato estratto.<br />'''Capitano Anceschi''': Eh a Gubbio c'è solo Tommaso che ripara i condizionatori?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Ci sarebbe pure mio cugino però non l'ho voluto chiamare...<br />'''Capitano Anceschi''': Perché?<br />'''Maresciallo Cecchini''': E beh mio cugino, dice ah chiama il parente...<br />'''Capitano Anceschi''': Beh?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Mi sembrava...<br />'''Capitano Anceschi''': No, no, no, no, no, guardi davanti a 'sto caldo, maresciallo, non ci sono conflitti di interessi. Lo chiami!<br />'''Maresciallo Cecchini''': Lui di primo mestiere fa l'imbianchino però è bra...è bravo.<br />'''Capitano Anceschi''': Eh, chiamiamo er cugino imbianchino.
*'''Capitano Anceschi''': Maresciallo {{NDR|indica l'auto di Alessio Leoni}} ha visto? Questo è un fuoristrada come quello identificato da Natalina.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Eh Alessio Leoni può avere avuto pure lui un valido movente per uccidere, no?<br />'''Capitano Anceschi''': Mh...lei sta pensando a un omicidio per gelosia?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Eh capitano per gelosia si può anche...non perché io sono siciliano, ma la vittima c'aveva un altro.<br />'''Capitano Anceschi''': Vabbè, andiamo a fa' due chiacchiere co' 'sto signore, va'.
*La passione fa brutti scherzi. ('''Don Matteo''')
*{{NDR|A don Matteo}} Lei quando fa la faccia così si vede che...che c'ha in mente il colpevole. ('''Maresciallo Cecchini''')
*{{NDR|A Daniela Danzi}} Sai Daniela, in Alaska ho conosciuto un indiano che aveva avuto un passato terribile e continua a ripetermi una poesia che faceva più o meno così: "Io ho sognato di avere un alveare dentro il mio cuore. Le api dorate facevano bianche celle e dolce miele con i miei passati errori". ('''Don Matteo''')
==Stagione 3==
===Episodio 1, ''I segreti del cuore''===
*'''Capitano Anceschi''': Maresciallo!<br />'''Maresciallo Cecchini''': Si..si...si...signor capitano, comandi.<br />'''Capitano Anceschi''': Che fa?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Eh?<br />'''Capitano Anceschi''': Che fa?<br />'''Maresciallo Cecchini''': No, niente. Eh stavo segnando i numeri della lotteria siccome mia moglie le piace giocare, c'ha, così, diciamo, ogni tanto gioca, è meridionale.<br />'''Capitano Anceschi''': Certo, lei è di Trento, non segue...
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|nel bagno della caserma}}: Maresciallo!<br />'''Maresciallo Cecchini''': Comandi, signor capitano.<br />'''Capitano Anceschi''': Che ha fatto, maresciallo, sta piangendo?<br />'''Maresciallo Cecchini''': No, no.<br />'''Capitano Anceschi''': Come no, c'ha le lacrime.<br />'''Maresciallo Cecchini''': No.<br />'''Capitano Anceschi''': Che ha fatto?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Mi bruciano gli occhi e m'è andata la polvere negli occhi.<br />'''Capitano Anceschi''': Qui al bagno?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sì, c'è tutto un...<br />'''Capitano Anceschi''': Si sente bene?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Dobbiamo fare pulire.
*'''Maresciallo Cecchini''': Io non capisco i ricchi: invece di essere contenti...<br />'''Capitano Anceschi''': Maresciallo, secondo lei, se uno diventa ricco per forza diventa pure... {{NDR|fa una smorfia}}<br />'''Maresciallo Cecchini''': No, perché? Anzi...<br />'''Capitano Anceschi''': Ah ecco! No, perché sa, dicono 'sta cosa dice la ricchezza, i soldi non fanno la felicità.<br />'''Maresciallo Cecchini''': La dà, la dà. Cioè...<br />'''Capitano Anceschi''': Lei che ne sa?<br />'''Maresciallo Cecchini''': No, me lo immagino.<br />'''Capitano Anceschi''': Ah.
*'''Don Matteo''' {{NDR|riferendosi a Maria Grazia Ontani}}: Tu l'ami ancora?<br />'''Luigi Ontani''': Don Matteo, io non so più che cos'è...l'amore. Giuro che non lo so.<br />'''Don Matteo''': E allora io non capisco. Perché non lasci che si ubriachi? Perché continui a cercare di salvarla?
*'''Capitano Anceschi''': Maresciallo, lei...lei ci crede al colpo di fortuna? Cioè quella fortuna che cambia la vita, da un giorno all'altro, così.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sì, ci credo, perché?<br />'''Capitano Anceschi''': Perché c'è un mio amico, è un collega, è un capitano, a Napoli eh...insomma lui alla lotteria ha vinto un milione di Euro.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Pure lui!<br />'''Capitano Anceschi''': Pure lui oltre chi?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Cioè...pure lui.<br />'''Capitano Anceschi''': Lei ha detto pure lui.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sì, dico oltre ai tanti vincitori che ci sono.
*'''Maresciallo Cecchini''': Prima cosa estinguo il mutuo della casa, poi faccio un bel corredo alle mie due figlie, poi mi faccio un viaggio a Parigi, torre Eiffel, Moulin Rouge. Io un vero viaggio di nozze con mia moglie non l'ho potuto fare: non c'avevamo una lira. Allora lei voleva andare a Parigi, io l'ho portata a Cefalù dai miei cugini. Che dovevo fare?<br />'''Don Matteo''' {{NDR|riferendosi alla vittoria alla lotteria}}: Allora a sua moglie gliel'ha detto?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Non ancora, glielo voglio dire con stile. Poi sa che faccio, don Matteo? Faccio domanda di prepensionamento, smetto di lavorare.<br />'''Don Matteo''' {{NDR|allibito}}: C...come smetti di lavorare? E noi cittadini? Con tutti questi criminali che ci sono, come facciamo?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Mi sta prendendo in giro?<br />'''Don Matteo''': No...però prima che si metta in casa a contare i soldi almeno deve risolvere il caso del cementificio.
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|alle figlie, al ristorante}}: Andiamo in pizzeria.<br />'''Patrizia Cecchini''': Papà, ma la mamma sta posteggiando<br />'''Maresciallo Cecchini''': Sposteggia!<br />'''Patrizia Cecchini''': E lo champagne francese?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Siamo italiani, quindi...
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|annusando i due bicchierini trovati per terra}}: Sembra odore di marzapane, però più amaro.<br />'''Don Matteo''': È cianuro.
*{{NDR|A don Matteo}} Don Matteo, lei certe volte è così intelligente che...che dice fesserie. ('''Maresciallo Cecchini''')
*'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|fuori dall'ospedale}}: Don Matteo, io adesso qui metto un piantone però non ho capito se là dentro c'è una vittima o un colpevole.<br />'''Don Matteo''': Io mica sempre la so la differenza.
*'''Don Matteo''': Tu non hai ucciso nessuno.<br />'''Antonio Anania''': Ma l'ho desiderato.<br />'''Don Matteo''': C'è una certa differenza. Il male è come una pianta: ha bisogno di terreno fertile. Si vede che su di te non ha attecchito. Adesso non stare lì a concimarlo con i pensieri di quello che forse, magari, avresti potuto fare. Lascialo morire quel seme. C'è tanto altro da fare in una vita.
*'''Don Matteo''' {{NDR|parcheggiando una Porsche in piazza, urlando}}: Maresciallo! {{NDR|esce dalla macchina}} Scusi per il ritardo.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Don Matteo, ma è bellissima! Ma 'sta macchina è sua?<br />'''Don Matteo''': Ah...sì. Mi ero stancato della bicicletta: troppe salite.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Chissà quanto costa!<br />'''Don Matteo''': Eh...certo che vincere la lotteria è un guaio...<br />'''Filippo Braschi''': Don Matteo, sono qui!<br />'''Don Matteo''' {{NDR|lanciando le chiavi dell'auto a Filippo Braschi}}: Filippo.<br />'''Don Matteo''': Ti compri la Porsche e poi tutti ci vogliono fare un giro.
===Episodio 2, ''In amore non è mai troppo tardi''===
*'''Maresciallo Cecchini''': Chissà com'è vivere sempre in mezzo ai cavalli.<br />'''Capitano Anceschi''': Non lo so. Gli unici animali che frequento sono le trote, maresciallo. Loro abboccano, io le mangio.
*'''Sara Giuliani''' {{NDR|parlando del figlio Simone}}: La verità è che...è che è molto difficile fargli da madre e anche da padre.<br />'''Don Matteo''': Non puoi.<br />'''Sara Giuliani''': Perché?<br />'''Don Matteo''': Perché tu sei sua madre, non suo padre.
*{{NDR|A Sara Giuliani}} A volte i ragazzini non ci prendono sul serio, soprattutto quando siamo bugiardi. ('''Don Matteo''')
*{{NDR|Seduto da solo davanti alla scacchiera, parlando tra sé, riferendosi a Don Matteo}} Stavolta vinco io! Appena viene...gli faccio vedere. Ma quand'è che arriva? Ha detto che veniva, mi fa aspettare. Muovo il cavallo...no, no, no, la torre...il r...il r...la regina...gli... {{NDR|gesticola}} gli...gli...forse. Che fa, non viene? Se non viene non perdo! ('''Maresciallo Cecchini''')
*{{NDR|Ad Anna}} Se fai una deposizione volontaria, tu puoi chiedere di mantenerla segreta. Solo se si arriva a un processo tu dovrai testimoniare in pubblico e il che non avverrà se tu scagioni Silvio subito. ('''Don Matteo''')
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|dopo uno starnuto di Ghisoni}}: Ghisoni non sta bene! Maresciallo, questo c'attacca quarcosa a tutti, eh!<br />'''Maresciallo Cecchini''': Questo è un incosciente, si veste leggero!<br />'''Capitano Anceschi''': La divisa questa è.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Ma quando è in borghese si mette 'ste camicette leggere leggere...
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|indicando un biberon}}: Ma che c'ha lì?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Chi?<br />'''Capitano Anceschi''': Lei.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Eh...no, siccome ho un po' di fame mi...mi bevo un po' di latte.
*'''Don Matteo''' {{NDR|durante una partita a scacchi}}: Perché al telefono mi ha chiamato amore?<br />'''Maresciallo Cecchini''': Io? No!<br />'''Don Matteo''': Sì!<br />'''Maresciallo Cecchini''': No.<br />'''Don Matteo''': Lei mi ha chiamato amore!<br />'''Maresciallo Cecchini''': No, no, no, no, no. Senta, due gattini le interessano?<br />'''Don Matteo''' Non posso, ho già un papero.
*{{NDR|A don Matteo}} Lei sta ruminando qualcosa. Lei quando rumina c'ha in testa chissà che cosa. ('''Maresciallo Cecchini''')
*'''Capitano Anceschi''' {{NDR|affacciato a una finestra della caserma}}: Ah, senta maresciallo lei sa che nell'Arma abbiamo i carabinieri a cavallo, il gruppo cinofilo...<br />'''Maresciallo Cecchini''': I cani.<br />'''Capitano Anceschi''': Sì. Invece il maresciallo gattaro è una figura ancora non riconosciuta.<br />'''Maresciallo Cecchini''' {{NDR|sorpreso}}: No!<br />'''Capitano Anceschi''': Questo significa che i suoi gatti qua dentro non ci saranno più.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Signor capitano, ma che ha fatto?<br />'''Capitano Anceschi''': Li ho portati a casa mia. So' forti eh! 'Mazza! Ancora non ubbidiscono molto, però...oh...c'è quello nero...guardi un po', oh, guardi là! {{NDR|guarda la piazza}}<br />'''Maresciallo Cecchini''': Silvio Patti e la signora. In amore non è mai troppo tardi.<br />'''Capitano Anceschi''': È proprio vero.<br />'''Maresciallo Cecchini''': Lo dicevo per lei.<br />'''Capitano Anceschi''': Non dica niente...
===Episodio 3, "Scandalo in città"===
*'''Maresciallo Cecchini''': Senta Signor Capitano, noi queste cassette le abbiamo sequestrate, però la prima, quella dove c'è la Signora Pancrazi, quella chi gliel'ha data? '''Capitano Anceschi''': Sono un carabiniere, maresciallo. Ho i miei canali, mi muovo, mi do da fare e soprattutto, scusi, perché me lo chiede? '''Maresciallo Cecchini''': É una domanda. Siccome pure lei a me mi chiede i miei canali... '''Capitano Anceschi''': Io sono il comandante qua dentro fino a prova contraria. Sono il comandante, ho il diritto e soprattutto il dovere di sapere tutto quello che succede dentro e fuori da questa caserma... e la cassetta me l'ha data don Matteo '''Maresciallo Cecchini''': Don Matteo don Matteo? '''Capitano Anceschi''': Don Matteo '''Maresciallo Cecchini''': A lei? '''Capitano Anceschi''': Eh '''Maresciallo Cecchini''': Ah!
===Episodio 6, "Paura in palcoscenico"===
*'''Ghisoni''': Signor Capitano, Signor Capitano '''Capitano Anceschi''': Che c'è? '''Ghisoni''': É arrivato il rapporto della carrucola che reggeva la locomotiva '''Capitano Anceschi''': L'hai letto tu? Si? E allora ripeti dai, nun me fa legge' '''Ghisoni''': Le viti non si sono allentate da sole. Qualcuno le ha svitate con il mezzo apposito '''Capitano Anceschi''': Il servo muto '''Ghisoni''': Che? '''Capitano Anceschi''': Si chiama così Ghiso', servo muto, dai vai avanti '''Ghisoni''': Comunque sì, il tipo di solco non lascia dubbi '''Capitano Anceschi''': Quindi? Questo vuol dire? '''Ghisoni''': Che... '''Capitano Anceschi''': Che non è stato...? '''Ghisoni''': Che non è stato un incidente '''Capitano Anceschi''': Bravo! Te faccio fa sempre er turno de notte '''Ghisoni''': Perché? '''Capitano Anceschi''': Sei più arzillo che de giorno. Ciao!
===Episodio 12, "Natalina innamorata"===
*'''Maresciallo Nino Cecchini''': In cucina c'è una fila interminabile di formiche!
'''Capitano Flavio Anceschi''' Eh vabbè
'''Maresciallo Nino Cecchini''': Sa come si dice? " FORMICA CHIAMA FORMICA"
'''Capitano Flavio Anceschi''': Ma chi l'ha mai detta sta cosa!?!?
'''Maresciallo Nino Cecchini''': Ma non ce l'ha un prodotto apposito per l'uccisione delle formiche?
'''Capitano Flavio Anceschi''': No marescia, le arresti!
==Stagione 4==
===Episodio 22, "Vacche grasse e vacche magre"===
*'''Capitano Flavio Anceschi''': Don Matteo! Ma a lei glie piacerebbe se ogni domenica venissi in chiesa a dirle come celebrare la messa?
*'''Linetti''':[interrompendo il discorso tra il maresciallo e il capitano] hanno trovato '''Capitano Anceschi''':Che sei diventato generale? '''Linetti''': No '''Capitano Anceschi''': Sei sempre? '''Linetti''': Appuntato '''Capitano Anceschi''': Quindi? '''Linetti''': Buongiorno capitano, buongiorno maresciallo, auguro a tutti e due una splendida giornata e sono costernato ma vi devo disturbare per comunicarvi una notiz '''Capitano Anceschi''':no queste so smancerie. Vabbe dai parla '''Maresciallo''': che sei diventato presentatore televisivo? '''Linetti''': Hanno trovato una vacca malata di brufolosi '''Maresciallo''': c'ha l'acne giovanile. Ma che dici? Brucellosi si dice!
==Stagione 5==
===Episodio 1, "I conti col passato"===
*'''Capitano Anceschi''': Senti bambino, chi sarebbe questo tuo amico? '''Tommaso''': È un uomo che ha un vestito nero, una bicicletta e una gonna '''Capitano Anceschi''': ...è Don Matteo! '''Maresciallo Cecchini''': che solo lui c'ha la bicicletta? '''Capitano Anceschi''': St'amico tuo c'ha gli occhioni azzurri? '''Tommaso''': SI! '''Capitano Anceschi''' È Don Matteo! Come si chiamava scusa? '''Tommaso''': Si chiamava Matteo! '''Capitano Anceschi''': È Don Matteo, chiamiamo Don Matteo!
===Episodio 9, "Ultima preda"===
*'''Cecchini''': Signor capitano io c'ho un'idea mia. Secondo me dovremmo seguire la pista del bracconaggio, perchè tra gli oggetti ritrovati ce ne sono alcuni che un ochhio esperto, diciamo così, potrebbe riconoscerli come strumenti di bracconieri.
'''Anceschi''': E quest'occhio esperto è il suo o quello ceruleo de Don Matteo?
===Episodio 10, "Una domenica tranquilla"===
*'''Capitano dei carabinieri di Perugia''': Cosa fa quel prete vicino alla fidanzata del capitano?
'''Cecchini''': Quale prete?
'''Capitano dei carabinieri di Perugia''': Quello.
'''Cecchini''': Non lo conosco, è la prima volta che lo vedo.
===Episodio 13, "Il ballo delle debuttanti"===
*'''Capitano Anceschi''': Ah tesoro! Ma te l'ho già detto che sei bellissima con questo vestito?
'''Laura''': Sì amore, almeno settantasette (77) volte!
'''Capitano Anceschi''': Ah settant...
'''Laura''': Cosa?
'''Capitano Anceschi''': No pensavo fossero ventotto (28)!
===Episodio 14, "Acque avvelenate"===
*'''Don Matteo''': Le nozze d'argento? Che bello, ma certo che vengo! '''Maresciallo Cecchini''': Viene che cosa? Le deve celebrare lei! '''Don Matteo''': [stupito] Celebrare io? Non me l'aspettavo...! '''Maresciallo Cecchini''': Ma sta scherzando? Sennò chi le celebra. Farò una sorpresa a Caterina! Sono andato in lavanderia a prendere questo vestito. Questo è il vestito che ho indossato quando mi sono sposato, 25 anni fa! '''Capitano Anceschi''': 25 kg fa!
*'''Capitano Anceschi''': Com'è andata la pesata stamattina? '''Maresciallo Cecchini''': [indica il tre(3) sulla mano] '''Capitano Anceschi''' 3 kg? '''Maresciallo Cecchini''': 3 etti '''Capitano Anceschi''': Non si scoraggi perchè anche perdere 3 etti... '''Maresciallo Cecchini''': Li ho presi!
===Episodio 18,"Panni sporchi"===
*'''Capitano Anceschi''': [riferendosi alla sposa Sofia] Sta sposa è in ritardo come te '''Laura''': Le spose arrivano sempre in ritardo '''Capitano Anceschi''': Le fidanzate no però!
===Episodio 21, "Giudizio universale"===
*'''Laura''': [riferendosi all'opera di un telefono] ma non è geniale? '''Capitano Anceschi''': É un telefono, ...un telefono geniale '''Laura''': Dai sarebbe carino a casa mia, lì all'entrata vicino alla porta? '''Capitano Anceschi''': Se te piace '''Proprietaria del museo''': Salve, siete interessati? '''Laura''': [riferendosi sempre al telefono] Sì. volevamo sapere il prezzo '''Proprietaria del museo''': 2000€ (euro), è un pezzo stupendo '''Capitano Anceschi''': Un prezzo stupendo!
===Episodio 23, "La posta in gioco"===
*'''Lucilla, mamma di Laura''': Ah a proposito di invitati, avete pensato a qualche celebrità, artisti, politici, il sindaco! '''Laura''': Mamma ma sono io il sindaco!
==Stagione 6==
===Episodio 18, ''Incontri ravvicinati''===
*'''Tommasi''': Ma quanti anni ha sua figlia?. <br> '''Cecchini''': Minorenne è. <br> '''Tommasi''': Ma come minorenne? Se deve andare all'università? <br> '''Cecchini''': Sì, ma è stata minorenne fino a poco tempo fa.
*{{NDR|Al Capitano Tommasi}} Signor Capitano, come si dice? Sveglia la figlia, sveglia tutta la famiglia. ('''Maresciallo Cecchini''')
==Stagione 7==
===Episodio 12, ''Chi ha ucciso Toro Seduto?''===
*{{NDR|Al Capitano Tommasi}} Signor Capitano, ne sono certo al cento per cento, anzi no, al mille per mille. ('''Maresciallo Cecchini''')
===Episodio 16, "Corsa contro il tempo"===
'''Colonnello Enrico Maria di Giovanni''': [guardando Natalina che protesta] Quindi noi qui avremmo un prete che indaga, un frate che testimonia e a far sobillare la folla in piazza la la la perpetua! [indicando Pippo] E maresciallo invece il piccoletto vicino la perpetua? '''Maresciallo Cecchini''': il sagrestano '''Colonnello Enrico Maria di Giovanni''': Ah il sagrestano!
===Episodio 18, ''Un'amabile chiacchierata''===
*{{NDR|A Patrizia mentre prova la dichiarazione per Amanda, ma palesemente indirizzata a lei}} Amore mio tu sei la donna che io ho sempre aspettato, che ho sempre desiderato. La tua semplicità, la tua dolcezza, mi fanno sentire un uomo migliore... più forte, più felice! Quando sto con te può crollarmi il mondo addosso, ma a me basta guardare il tuo sorriso e i tuoi occhi, e tutto passa! È per questo che non posso pensare ad una vita senza di te! Amore... vuoi sposarmi... ('''Capitano Giulio Tommasi''') {{NDR|[[Proposte di matrimonio dalle serie televisive|proposta di matrimonio]]}}
===Episodio 23, ''Una margherita per Natalina''===
*Non fidarsi è bene, fidarsi è molto meglio. ('''Don Matteo''')
==Stagione 8==
===Episodio 24, ''Don Matteo sotto accusa''===
*Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse l'angoscia, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.<ref>{{Cfr}} [[Paolo di Tarso]], ''Lettera ai Romani'', [http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PX5.HTM 8, 35-39].</ref> ('''Don Matteo''')
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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Israele
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Danyele
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[[Immagine:Flag of Israel.svg|right|thumb|Bandiera israeliana]]
Citazioni su '''Israele''' e gli '''israeliani'''.
==Citazioni su Israele==
*Chi ritiene di boicottare Israele non si rende conto di boicottare se stesso, di tradire il proprio futuro. ([[Matteo Renzi]])
*Come ha affermato l'Imam {{NDR|[[Ruhollah Khomeyni]]}}, Israele deve essere cancellato. Il regime sionista rappresenta una minaccia incontrastata per il mondo islamico. Germania e Austria fatevi avanti e concedete due vostre province o quelle che volete al regime sionista in modo che possano creare uno stato sostenuto dall'intera Europa e il problema sarà risolto alla radice. È una minaccia per il mondo islamico. È un albero marcio, rinsecchito che sarà annientato da un'unica tempesta. ([[Mahmud Ahmadinejad]])
*Da molti anni Israele ha il record degli attentati. Nessun paese ha avuto tanti civili morti per atti terroristici, nemmeno la Colombia, nemmeno l'Ulster. Per dare un'idea in rapporto alla popolazione, è come se l'[[Italia]] avesse subìto una strage di piazza Fontana alla settimana. Quanti stati, in quelle condizioni, sarebbero riusciti a mantenere intatte istituzioni e garanzie democratiche, in una regione dove la democrazia è quasi una bestemmia? Israele, pur con errori, eccessi e contraddizioni, ci è riuscito. ([[Marco Travaglio]])
*Gli israeliani sono gli unici che nel Medio Oriente pratichino la democrazia e rispettino in condizioni di normalità le libertà civili. ([[Marco Pannella]])
*Il primo effetto della colonizzazione ebraica fu quello d'ingentilire il panorama. I primi villaggi sionisti non erano mai ricchi, ma avevano un loro fascino rustico, e creavano un'atmosfera di stabilità e tranquillità. I sionisti di tutto il mondo cominciarono ad avere l'ossessione degli alberi, che venivano prenotati, acquistati e infine piantati in tale profusione che negli anni Trenta il confine tra una zona araba e una ebraica si poteva distinguere dal colore: era semplicemente una linea che divideva il verde dal giallo. ([[Abba Eban]])
*In Israele vige questa strana situazione in cui gli extracomunitari legiferano e fanno leggi razziali contro la popolazione autoctona che adesso è rappresentata dal 20% degli arabi. ([[Vittorio Arrigoni]])
*Io sono convinto che Israele va difeso, credo nella dolorosa necessità di un esercito efficiente. Ma sono convinto che anche al governo israeliano faccia bene confrontarsi con un nostro appoggio sempre condizionato. ([[Primo Levi]])
*Israele è un Paese che nasce dai sogni e dalla speranza. ([[Amos Oz]])
*Israele è uno degli importanti avamposti della democrazia nel mondo, è un meraviglioso esempio di come una terra arida può essere trasformata in un'oasi di fratellanza e di democrazia. Pace per Israele significa sicurezza, e la sicurezza deve essere reale. ''(erroneamente attribuita a [[Martin Luther King]])''
*Israele non è uno Stato di tutti i suoi cittadini. [...] Israele è lo Stato-Nazione del popolo ebraico, e di nessun altro. ([[Benjamin Netanyahu]])
*Israele non ha una costituzione, non ha mai dichiarato i propri confini e non cerca la pace. ([[Moni Ovadia]])
*Israele possiede le bombe, possiede armi di distruzione di massa. Non ha aderito al [[Trattato di non proliferazione nucleare]]. Nel corso della sua vergognosa storia, non ha mai consentito una sola ispezione. Eppure, viene ricompensato fornendogli tutti i mezzi necessari per bombardare a piacimento qualsiasi capitale della regione. ([[Masoud Pezeshkian]])
*Israele si sta deliberatamente trasformando in uno dei paesi più odiati del mondo e sta inoltre perdendo le simpatie della popolazione occidentale, anche tra i giovani ebrei americani, difficilmente disposti a tollerare ancora per molto i suoi terribili crimini ostinati. Decenni fa ho scritto che quelli che si definiscono «sostenitori di Israele» sono in realtà i sostenitori della sua degenerazione morale e della sua probabile distruzione definitiva. Malauguratamente quel giudizio appare sempre più plausibile. ([[Noam Chomsky]])
*L'approvazione della risoluzione costituiva un successo politico di enorme risonanza, e il merito principale ne spettava a Ben-Guiron. Ma, sottesa alla nostra gioia, era un'emozione ben più profonda, che avvertivo in quanto ebreo, e che mi faceva sentire più che mai tale. Esultavo, con ogni fibra del mio corpo, per la vittoria del giudaismo che durante i duemila anni d'esilio dalla Terra di Israele aveva resistito alle persecuzioni, all'Inquisizione spagnola, a pogrom, a legislazioni antiebraiche, a restrizioni d'ogni sorta e, per quanto riguardava la nostra generazione, al genocidio perpetrato dai nazisti, e che aveva conosciuto la realizzazione delle sue secolari aspirazioni, il ritorno a una Sion libera e indipendente. ([[Moshe Dayan]])
*La decisione della Nazioni Unite, che riconosceva il diritto di Israele di esistere come stato, era d'importanza storica. L'approvazione della risoluzione costituiva un successo politico di enorme risonanza, e il merito principale ne spettava a Ben-Guiron. Ma, sottesa alla nostra gioia, era un'emozione ben più profonda, che avvertivo in quanto ebreo, e che mi faceva sentire più che mai tale. Esultavo, con ogni fibra del mio corpo, per la vittoria del giudaismo che durante i duemila anni d'esilio dalla Terra di Israele aveva resistito alle persecuzioni, all'Inquisizione spagnola, a pogrom, a legislazioni antiebraiche, a restrizioni d'ogni sorta e, per quanto riguardava la nostra generazione, al genocidio perpetrato dai nazisti, e che aveva conosciuto la realizzazione delle sue secolari aspirazioni, il ritorno a una Sion libera e indipendente. ([[Moshe Dayan]])
*La nazione israeliana nasce con lo Stato di Israele, e preceduta da una grande operazione culturale che fu il sionismo, e ha come condizione preliminare l'olocausto. ([[Eugenio Scalfari]])
*La peggior minaccia per Israele non proviene dagli arabi, ma dai dissidi interni fra gli ebrei stessi... ([[Sebastian Faulks]])
*La realtà è che la società israeliana sta cambiando: [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]], Smotrich e Ben Gvir stanno portando avanti il loro golpe giudiziario sotto la coperta di Gaza. Comunque vada a finire questa guerra, questa nazione sarà sempre più religiosa e estremista. ([[Omer Bartov]])
*Lo Stato d'Israele sarà aperto per l'immigrazione ebraica e per la riunione degli esuli, incrementerà lo sviluppo del paese per il bene di tutti i suoi abitanti, sarà fondato sulla libertà, sulla giustizia e sulla pace come predetto dai profeti d'Israele, assicurerà completa uguaglianza di diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti senza distinzione di religione, razza o sesso, garantirà libertà di religione, di coscienza, di lingua, di istruzione e di cultura, preserverà i luoghi santi di tutte le religioni e sarà fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite. Lo Stato d'Israele sarà pronto a collaborare con le agenzie e le rappresentanze delle Nazioni Unite per l'applicazione della risoluzione dell'Assemblea Generale del 29 novembre 1947 e compirà passi per realizzare l'unità economica di tutte le parti di Eretz Israel. (''[http://digilander.libero.it/thatsthequestion/indipendenza.htm Dichiarazione della Fondazione dello Stato d'Israele]'')
*Ma proprio, direi, guardi, che è il momento di fare le Brigate Internazionali come in [[Spagna]], eh! E certo, perché lì c'è un regime fascista che sta distruggendo un popolo intero. In Spagna non era niente in confronto a questo: questo è un genocidio in atto, nazista, razzista, colonialista, imperialista, e qui ci vuole una resistenza [...]. Contro gli Israeliani, che bombardano ospedali, cliniche private, bambini eccetera eccetera sparerei, certo; purtroppo non sono capace, ché non ho fatto il servizio militare, essendo figlio unico di madre vedova, però imparerei volentieri [...]. Vado lì e combatto contro questi bastardi di Israeliani sionisti, che non hanno niente a che fare con gli Ebrei [...]. Io sono a favore della libertà dei [[Stato di Palestina|Palestinesi]], che sono stati cacciati dalla loro terra e vengono distrutti, distrutti, genocizzati da questi qui con la scusa dell'[[Olocausto]] [...]. Stanno facendo l'Olocausto al rovescio e stanno sterminando i Palestinesi, in tutti i modi [...]. {{NDR|Israele}} È uno stato razzista dove c'è una minoranza perseguitata, maltrattata, tenuta senz'acqua, espropriata, murata via via, altro che democrazia, belli miei! ([[Gianni Vattimo]])
*Non chiedetemi d'intrattenere relazioni diplomatiche con ... [Israele]. Mai. Mai ([[Anwar al-Sadat]])
*Oggi Israele potrebbe avere sicurezza, normalizzazione dei rapporti e integrazione nella regione, e invece preferisce assai chiaramente l'espansione illegale, il conflitto e l'esercizio ripetuto della violenza, azioni che non sono soltanto criminali, mortali e distruttive, perché a lungo andare ne intaccano anche la sicurezza. ([[Noam Chomsky]])
*Orbene, appare evidente che solo all'epoca di Davide e Salomone Israele era una «grande nazione», né prima né dopo, e ciò chiaramente nel senso politico dell'espressione, anche se, nuovamente, nulla esclude una rilettura posteriore di questi concetti in chiave per es. escatologico-messianica, quando il popolo viveva della speranza che il regno davidico sarebbe stato ristabilito se non come grandezza terrena, almeno come regno celeste, escatologico. ([[Alberto Soggin]])
*Per fortuna, Israele non sono gli ebrei. ([[Ada Colau]])
*Se gli israeliani vogliono rimanere colonialisti e annessionisti, allora ci sarà la guerra. ([[Habib Bourghiba]])
*Te l'immagini avere Israele al posto della [[Svizzera]]? ([[Marcello Marchesi]])
*Un aforisma ebraico paragona Israele «alle stelle del cielo e alla polvere della terra». È una nazione di netti contrasti, di volta in volta innalzata e abbassata dagli elementi della sua propria natura. Il passaggio degli uomini da una nobile elevatezza alla decadenza occupa gran parte della storia, della letteratura e, soprattutto, del dramma. Non vi è molto da temere che Israele diventi l'ultima delle nazioni, per vitalità e forza creativa. Ma riuscirà ad andare oltre e a realizzare le più nobili speranze dei suoi fondatori? Il punto interrogativo riguarda tre problemi: i suoi rapporti con i paesi vicini, la natura della sua società democratica e il grado di fedeltà ai valori ebraici. ([[Abba Eban]])
*Voglio che sia chiaro che sono fiero di far parte di uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino. ([[Ehud Olmert]])
*Voglio urlare ad Israele: vai e colpisci ovunque essi siano, vai e fai quello che un occidente mentitore e senza spina dorsale non ha il coraggio di fare. [...] Io voglio gridare, io voglio esaltare la guerra di Israele. [...] Oh Israele se solo potessi marciare nella tua guerra, se potessi vegliare nei tuoi campi in attesa, se potessi fare l'autostop per raggiungere la mia unità, se potessi lasciare il mio kibbutz o villaggio o città biblica con i capelli sotto il berretto, il fucile in spalla, l'abito da guerra di Israele e la sua bandiera. Oh Israele se soltanto potessi non essere solidale ma esserci, non scrivere ma combattere, come vorrei Israele essere alla guida di un carro con due materassi legati fuori, insieme a giovani con la chitarra come quelli che incontrai in Libano un quarto di secolo fa e parlare con loro di cinema e sparare e di poesia e sparare e di musica e correre e far tuonare il corto cannone che non sbaglia mentre il cielo viene tagliato a lama di coltello dai nostri jet. Oh Israele. ([[Paolo Guzzanti]])
===[[Yasser Arafat]]===
*{{NDR|Sugli israeliani}} Bisogna ammettere che alcune delle loro tattiche di guerra sono rispettabili, intelligenti. Ma come persone, no: perché si comportano sempre da barbari, in essi non c'è mai un goccio di umanità.
*Ciò che lei chiama Israele è casa mia.
*Continueremo a far guerra a Israele da soli, finché non riavremo la Palestina. La fine di Israele è lo scopo della nostra lotta, ed essa non ammette né compromessi né mediazioni.
*{{NDR|Sugli israeliani}} Corpo a corpo, faccia a faccia, non sono neanche soldati. Hanno troppa paura di morire, non dimostrano alcun coraggio.
*I civili sono i primi complici della banda che governa Israele. Perché se i civili non approvano i sistemi della banda al potere, non hanno che dimostrarlo.
*È sempre la solita storia con gli israeliani: attaccano bene con gli aerei perché sanno che non abbiamo aerei, coi carri armati perché sanno che non abbiamo carri armati, ma quando trovano una resistenza faccia a faccia non rischiano più. Scappano. E cosa vale un soldato che non rischia, che scappa?
*La pace per noi significa distruzione di Israele e nient'altro.
*{{NDR|Sugli israeliani}} Non si muovono mai se non sono certi che andrà tutto benissimo e, se li cogli di sorpresa, non s'impegnano mai fino in fondo. Tutte le volte che hanno attaccato in forze i fedayn, gli israeliani sono stati sconfitti. Con noi i loro commandos non passano.
===[[Ayaan Hirsi Ali]]===
*Dalla mia esperienza superficiale, il paese deve affrontare il problema dei fondamentalisti. Gli ultra-ortodossi saranno all'origine di un problema demografico perché questi fanatici hanno più bambini dei laici e dagli altri ortodossi.
*Ho visitato Israele alcuni anni fa, innanzitutto per capire come gestisce così bene tanti immigranti di tante origini diverse. La mia impressione principale è stata che Israele è una democrazia liberale. Nei luoghi che ho visitato, tra i quali Gerusalemme, Tel Aviv e le sue spiagge, ho notato l'uguaglianza tra uomini e donne. Non si può sapere cosa succede in privato, ma questo è quanto capisce un turista. Le tante donne in armi sono ugualmente molto visibili.<br>Capisco che un elemento cruciale di successo è un fattore unificante tra gli immigranti in Israele. C'è chi arriva dall'Etiopia o dalla Russia o ha il nonno che è giunto dall'Europa, ciò che li unisce è l'essere ebrei. Questo legame manca in Olanda. La storia dei nostri immigrati è diversa anche da quella dell'Olanda, incluso la religione.
*Israele è ritenuto di un livello morale eccezionalmente elevato. Gli israeliani, tuttavia, faranno sempre bene perché loro stessi applicano standard morali molto elevati nel loro agire.<br>Il livello morale che ci si attende dai palestinesi è, invece, molto basso.
===[[Saddam Hussein]]===
*Dal momento che "Israele" possiede la bomba atomica, tutti i popoli pacifici dovrebbero aiutare gli arabi ad acquisire una tale arma per amore della pace, indipendentemente alle intenzioni e dalle risorse di costoro. Questo aiuto compenserà lo squilibrio che esiste ora tra il possesso di "Israele" della bomba atomica e la mancanza di qualunque arma simile per gli arabi. Ciò farà sì che "Israele" esiti ad utilizzarla contro di loro.
*È diventato praticamente chiaro per tutti gli arabi, inclusi gli iracheni, che Israele non è una compagine di ebrei, siano essi palestinesi o d'altre origini, che cerca rifugio in seguito alle persecuzioni subite sotto i nazisti. Si tratta invece di un'entità che non esita ad intraprendere atti d'aggressione contro la nazione araba ogni volta che disponga dell'abilità tecnica.
*Sapete che 'Israele' attaccò Baghdad, anche se Iraq non ne è collegato militarmente o geograficamente. Ovviamente, questo significa che 'Israele' è infatti psicologicamente preparato a lanciare l'aggressione contro di noi in qualsiasi momento.
===[[Golda Meir]]===
[[File:Golda Meir2.jpg|thumb|[[Golda Meir]]]]
*Io pensavo che in uno Stato ebreo non vi sarebbero stati i mali che affliggono le altre società. I furti, gli assassini!, la prostituzione... Lo pensavo perché ci eravamo avviati bene: quindici anni fa in Israele non c'erano quasi furti, e non c'erano assassini!, non c'era prostituzione. Ora invece abbiamo tutto, tutto... Ed è una cosa che fa male al cuore: ferisce più che scoprire di non avere ancora fatto una società più giusta, più uguale.
*Noi, in Israele, abbiamo assorbito circa un milione e quattrocentomila ebrei arabi: dall'Iraq, dallo Yemen, dall'Egitto, dalla Siria, dai paesi nordafricani come il Marocco. Gente che arrivando qui era piena di malattie e non sapeva far nulla. Tra i settantamila ebrei giunti dallo Yemen, per esempio, non c'era un solo medico ne una sola infermiera: ed eran quasi tutti ammalati di tubercolosi. Eppure li prendemmo, e costruimmo ospedali per loro, e li curammo, li educammo, li mettemmo in case pulite e li trasformammo in agricoltori, medici, ingegneri, insegnanti... Tra i centocinquantamila ebrei che vennero dall'Iraq v'era un piccolissimo gruppo di intellettuali; eppure i loro figli, oggi, frequentano le università. Certo abbiamo problemi con loro, non è tutto oro quello che luccica, ma resta il fatto che li abbiamo accettati e aiutati. Gli arabi invece non fanno mai nulla per la propria gente. Se ne servono e basta.
*Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità.
*Se dobbiamo parlare di profughi io le rammento che per secoli gli ebrei furono i profughi per eccellenza! Sparpagliati in paesi dove non si parlava la loro lingua, non si osservava la loro religione, non si conoscevano i loro costumi... Russia, Cecoslovacchia, Polonia, Germania, Francia, Italia, Inghilterra, Arabia, Africa... Chiusi nei ghetti, perseguitati, sterminati. Eppure sopravvissero, e non smisero mai d'essere un popolo, e si ritrovarono per fondare una nazione...
*Senta, anche noi durante la guerra di Indipendenza avevamo i nostri gruppi terroristici: lo Stem, la Irgun. E io li avversavo, li avversai sempre. Però nessuno di loro si macchiò mai delle infamie di cui gli arabi si macchiano con noi. Nessuno di loro mise mai bombe nei supermarket, o dinamite negli autobus dei bambini. Nessuno di loro provocò mai tragedie come quella di Monaco o di Lidda.
===[[Mohammad Reza Pahlavi]]===
*Abbiamo detto a Israele: potete fare un'altra guerra, ma dove vi ritroverete infine? Ci sono cento milioni di arabi, e col passar del tempo, impareranno a combattere.
*Ovviamente Israele esiste come Stato, e non si può sterminare un popolo; il desiderio manifestato da certe persone di sterminare la razza ebraica non può avverarsi.
*Saremo certo lieti di vedere Israele mettere gli arabi nel loro posto, ma abbiamo ripetutamente condannato la loro occupazione del territorio arabo.
===[[Ilan Pappé]]===
*A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro.
*Anche tra gli israeliani più liberali è poco diffusa la comprensione della portata dei crimini commessi dal loro Stato, e in molti casi da loro stessi, e ancor meno di come quei crimini vengano percepiti nel mondo.
*Ciò che importa non è tanto se gli attuali ebrei in Israele siano i discendenti autentici di coloro che vissero in epoca romana, ma piuttosto la pretesa di Israele di rappresentare tutti gli ebrei del mondo, da cui discende la convinzione che qualsiasi azione, anche la più spregevole, possa essere giustificata.
*Finché Israele conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]].
*Il problema di Israele non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi.
*Implicito nell'esistenza di Israele come stato coloniale è il tentativo di nascondere le prove dei suoi atti di eliminazione, in particolare in un'epoca che guarda con disapprovazione al colonialismo e nel contesto di un paese che pretende di essere «l'unica democrazia del Medio Oriente» e «uno stato ebraico e democratico». La pulizia etnica della Palestina nel 1948 e il tentativo di cancellarne la memoria sono parte integrante della stessa strategia di eliminazione.
*{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a Israele fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo.
*Israele fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica.
*L'identità di Israele come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario.
*La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-Israele si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore.
*Più ancora mi ha sconcertato e scandalizzato l'abuso [[Sionismo|sionista]] e poi israeliano della memoria dell'Olocausto per giustificare la espropriazione della Palestina. Questo abuso è evidente, eppure sono ancora in molti a non vederlo. È stato proprio questo punto di partenza umano ed ebraico a spingere recentemente tanti ebrei a opporsi ai crimini e alle politiche attuate in nome dello Stato di Israele. In nome dello stesso retaggio, ebrei hanno avuto un ruolo attivo contro l'apartheid in Sudafrica, il razzismo negli Stati Uniti, le dittature in Sud America, l'imperialismo nel sud-est asiatico e il neocolonialismo in Africa. Israele non sarebbe diventato un paese ''sui generis'' se lo stesso punto di partenza etico e morale sotteso a queste proteste avesse guidato la sua condotta rispetto a sé stesso.
*Quando Israele divenne realtà storica, nel 1948, si trasformò in un incubo palestinese altrettanto reale.
*Se la cartina al tornasole di ogni democrazia è il livello di tolleranza verso le proprie minoranze, Israele è ben lungi dal poter essere considerato uno stato democratico.
===[[Ariel Sharon]]===
*Abbiamo tante cose da fare, oltre che combattere. Ad esempio sviluppare la nostra educazione, la nostra cultura, la nostra agricoltura, la nostra industria, la nostra scienza. Ad esempio assorbire gli ebrei che arrivano continuamente da più di settanta paesi, fare una nazione con loro. E non partecipiamo a nessuna corsa alle armi: stiamo solo tentando di migliorare le nostre capacità di difesa per essere pronti a reagire quando ce n'è bisogno.
*Israele potrà anche avere il diritto di processare altri, ma certamente nessuno ha il diritto di portare il popolo ebraico e lo Stato di Israele davanti a un tribunale internazionale.
*Non ci servono i protettori. Così non dico che si possa ignorare l'opinione dei nostri alleati, però dichiaro che non prendiamo ordini da nessuno.
*Non dimentichi che abbiamo uno degli eserciti migliori del mondo, che da trentacinque anni non facciamo che combattere, che siamo stati in guerra con tutti i paesi arabi, che abbiamo moltissima esperienza.
*Quando si tratta della nostra sicurezza siamo uniti, non c'è dubbio. Non ci sono né falchi né colombe ma ebrei. Né Partito laburista né Partito Likud ma ebrei.
*Sebbene la simpatia del mondo ci interessi, quando si tratta della nostra sicurezza e della nostra esistenza possiamo farne benissimo a meno.
===[[Avi Shlaim]]===
*Come israeliano, mi sento in colpa per l'occupazione della Palestina dal 1967 e per aver negato ai palestinesi i loro diritti umani.
*Israele è l'unico paese che conosco che cerca di assassinare le persone con cui dovrebbe negoziare.
*Israele non ha mai voluto davvero appartenere al Medio Oriente. Si considera un paese dell'Europa occidentale.
*Nessuna nazione ha il 'diritto di esistere' secondo il diritto internazionale e Israele non fa eccezione. Il 'diritto di esistere' di Israele non è un diritto legale, ma uno slogan ideologico e carico di emotività.
*Oggi Israele fa affidamento esclusivamente sulla forza militare e sostiene che chiunque lo critichi è antisemita. Il governo riflette la società e quindi la società ne è responsabile. La società israeliana oggi non ha alcuna inibizione nell'esprimere il razzismo. Ciò che prima era nascosto sotto la superficie ora viene espresso con orgoglio, dai vertici fino alla base.
===[[Leo Valiani]]===
*Certo, farebbe bene a evacuare i territori occupati con la guerra del 1967, fatta eccezione per Gerusalemme, che è un caso a parte. Ma non si può pretenderlo, se in questi territori s'installa un'organizzazione che pratica il terrorismo contro Israele e la cui finalità è la distruzione di quello Stato. Il suicidio non può essere chiesto a nessuno.
*Sono il primo a criticare la politica israeliana in Cisgiordania, gli insediamenti, le limitazioni alle libertà democratiche, tutto ciò che c'è di reazionario, di repressivo. Critico la permanenza stessa di Israele in quei territori. Ma non pretendo il suo suicidio.
*Israele non è l'Austria che teneva sotto il tallone il Lombardo-Veneto. È come l'Austria ormai costituzionale del 1867 che aveva aperto il proprio Parlamento anche alle minoranze, agli italiani di Trento, di Trieste, di Pola. Nessuno nega ai palestinesi che vivono nei territori occupati il diritto all'irredentismo. Lo riconosco in pieno. Ma sotto quell'Austria, gli irredentisti italiani avrebbero fatto bene a ricorrere al terrorismo? Anche a Trieste, molti presero le distanze dal progetto di regicidio di Oberdan. Il suo tentativo avrebbe avuto conseguenze drammatiche, se fosse stato portato a termine.
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Ebrei]]
*[[Regno di Giuda]]
*[[Regno di Israele]]
*[[Regno Unito di Israele]]
*[[Rifugiati palestinesi]]
*[[Sionismo]]
*[[Stato di Palestina]]
*[[Terra Santa]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Luoghi di Israele| ]]
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Marco Pastonesi
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'''Marco Pastonesi''' (1954 – vivente), giornalista sportivo italiano.
==Citazioni di Marco Pastonesi==
*{{NDR|Sulla [[palla a sfratto]]}} A sentir parlare di vibrata, la prima cosa che viene in mente non è legata allo sport. Se si specifica palla vibrata, più o meno siamo sempre lì. Eppure cento anni fa doppi e tripli sensi non esistevano, almeno nel caso di questo "attrezzo ginnastico" [...] costituito da un pallone pesante munito di impugnatura. Il senso era lanciarlo lontano, il più lontano possibile, vinceva chi lo lanciava più lontano. Diciamo: un antenato del martello. Tant'è che, per lanciarlo, si facevano le stesse mosse: un'oscillazione semplice per i principianti, un mezzo otto (che non è un quattro), ma un giro su se stessi per i più esperti, o un otto intero, cioè due giri, per i più dinamici. Il tutto a base di torsioni e distensioni del busto, infine la spallata, la bracciata, la manata. Chissà se urlavano, già allora. Chissà se si bombavano, già allora.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2005/luglio/02/Quando_palla_era_vibrata_sw_0_050702315.shtml Quando la palla era vibrata]'', ''SportWeek'', 2 luglio 2005.</ref>
*Quell'anno, il 1990, al [[Giro d'Italia 1990|Giro d'Italia]] ci fu molta più lotta in fondo al gruppo che non davanti, molta più sfida per l'ultimo posto che non per il primo, insomma, molta più rivalità fra Alessio Di Basco e Stefano Allocchio che non fra Gianni Bugno e il francese Charly Mottet. Perché Bugno [...] tenne la maglia rosa dominando dal primo all'ultimo giorno, invece Di Basco si dovette conquistare quella nera (virtuale) a forza di stratagemmi e sotterfugi.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2017/05/09/news/giro_ultimi_di_basco-164990936/ Il Giro degli ultimi: Di Basco e quei duelli a perdere con Allocchio]'', ''repubblica.it'', 9 maggio 2017.</ref>
==''Il Foglio''==
{{cronologico}}
*Il primo giorno il dio del rugby creò i [[Pilone (rugby)|piloni]]. Li creò per tenere separata la luce dalle tenebre, poi il cielo dalla terra. Li plasmò solidi, li forgiò resistenti, li modellò duri. Poi vide quanto aveva fatto ed ecco, era cosa molto buona. Piloni. Le due colonne della prima linea. Base, fusto e capitello, anche in gerarchia di valori, in ordine di importanza. Se la mischia fosse una casa a tre piani, e lo è, i piloni sono le fondamenta e il pianterreno. Affondano, abitano, campano – insomma: vivono – nella zona caldaia, cantina, taverna. È lì che tengono separata la luce dalle tenebre, il cielo dalla terra. Il loro rugby è tutte le voci del verbo spingere. Le prime sono recitate, come in una messa cantata, dall'arbitro: da "crouch, touch, pausa, engage" (bassi, tocco, pausa, ingaggio) a "crouch, touch, set" (bassi, tocco, via) fino a "crouch, bind, set" (bassi, legati, via), perché anche la messa si aggiorna, si semplifica. I due piloni, e il tallonatore crocefisso fra di loro, si caricano la squadra sulle proprie spalle come il titano Atlante si genufletteva per sollevare il mondo. E poi spingono. Una battaglia rimasta ai tempi delle trincee e nel tempo delle trincee. Così che c'è da capire quell'allenatore che ai suoi piloni non mostrava solo gli spezzoni con il francese Paparemborde o l'inglese Leonard, ma anche i film ''All'ovest niente di nuovo'' e ''La grande guerra''.<ref name="Cuttitta">Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2021/04/12/news/addio-a-massimo-cuttitta-padre-costituenti-della-repubblica-italiana-del-rugby-2182897/ Addio a Massimo Cuttitta, padre costituente della Repubblica italiana del rugby]'', ''ilfoglio.it'', 12 aprile 2021.</ref>
*I piloni – sostengono in Galles – vanno tutti in paradiso. Perché qui sulla terra, e sotto terra, hanno già patito le pene dell'inferno.<ref name="Cuttitta"/>
*{{NDR|Su [[David Campese]]}} Neanche tanto alto (1,80) e neanche tanto grosso (89) se misurato con le attuali dimensioni dei colleghi (trequarti ala), ma più alto e più grosso se confrontato con i colleghi di allora (tipi agili, svelti, rapidi), Campo [...] faceva doppia attività: l'inverno in Italia e l'estate (inverno nell'altro emisfero) in Australia, e così non smetteva mai di giocare e di segnare. Perché andare in meta era il suo compito, la sua missione, la sua specialità.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2022/11/11/news/quando-il-migliore-al-mondo-giocava-in-italia-il-rugby-di-david-campese-4650647/ Quando il migliore al mondo giocava in Italia. Il rugby di David Campese]'', ''ilfoglio.it'', 11 novembre 2022.</ref>
*L'Irlanda sta al rugby come le Fiandre al ciclismo e l'Ungheria alla pallanuoto, come gli afroamericani al basket e i kenyani alla maratona. Un istinto, una scuola, una tradizione, una vocazione. L’Irlanda che, nella nazionale di rugby, unisce la Repubblica d'Irlanda e l'Irlanda del Nord nella stessa maglia, verde, e lo stesso stemma, il trifoglio. L'Irlanda che, da sempre, si riconosce nel ''fighting spirit'', quello della lotta e del combattimento [...]<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2023/02/25/news/il-fighting-spirit-dell-irlanda-del-rugby-4992987/ Il fighting spirit dell'Irlanda del rugby]'', ''ilfoglio.it'', 25 febbraio 2023.</ref>
*Il [[Rugby a 15 femminile|rugby femminile]] viene da lontano, nel tempo e nello spazio. Nel giugno 1891 Nita Webbe, un'imprenditrice neozelandese, radunò 30 donne ad Auckland per dare vita alla prima partita della storia. Per reclutare le candidate mise un annuncio sui maggiori quotidiani del paese. Le aspiranti rugbiste dovevano presentarsi con il permesso dei genitori e con una divisa di gioco composta da tuta da ginnastica, maglia, pantaloni alla zuava e gonna. Erano ammessi anche i cappelli. E le spese della trasferta ad Auckland erano a carico delle future rugbiste. Nei piani di Webbe, dopo la partita inaugurale le due squadre avrebbero potuto intraprendere una tournée dimostrativa in Australia per poi proseguirla negli altri paesi dell'Impero Britannico. Ma l'iniziativa di Nita Webbe non ebbe successo. Alcune donne arrivarono, si dice che si allenarono, ma la partita – ingresso a pagamento – venne cancellata e non si disputò. Centrotrentatrè anni dopo (ma tutto si è costruito negli ultimi 40): il Sei Nazioni donne.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2024/03/23/news/-il-professionismo-e-indispensabile-per-continuare-a-essere-competitivi-parla-sofia-stefan-6358839/ "Il professionismo è indispensabile per continuare a essere competitivi nel rugby". Parla Sofia Stefan]'', ''ilfoglio.it'', 23 marzo 2024.</ref>
*[[Antoine Dupont]] è l'Asterix del rugby. [...] Perché è il piccolo capo degli energumeni della mischia. Perché è stratega ed esecutore. Perché non divide con il mediano di apertura la responsabilità del gioco della squadra, lui per il pacchetto di maschia, l'altro per la linea dei trequarti, ma si assume potere e responsabilità di impostare tutte le azioni a seconda della sua ispirazione, visione, istinto, anche del suo fiuto e improvvisazione. Tant'è che non ha mai soltanto due soluzioni, giocare alla mano (aprendo) o giocare al piede (rilanciando), ma infinite. Occhi dovunque, mani e piedi coordinati e allo stesso tempo dissociati, una rapidità di pensiero-e-azione a volte addirittura imprevedibile e incomprensibile per i suoi stessi compagni. Che devono essere sempre pronti a tutto.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2025/02/22/news/c-e-antoine-dupont-l-asterix-del-rugby-sulla-strada-dell-italia-al-sei-nazioni-7445727/ C'è Antoine Dupont, l'Asterix del rugby, sulla strada dell'Italia al Sei Nazioni]'', ''ilfoglio.it'', 22 febbraio 2025.</ref>
*{{NDR|Su [[Maro Itoje]]}} Adolescente allampanato, sportivo incuriosito dal calcio e dal basket, promettente in atletica sui 200 metri. A 11 anni il rugby. Una folgorazione. Accadde a scuola [...]. Rispetto agli altri, Maro mostrava coordinazione e armonia, ma mancava di fondamentali. E prima di cominciare e dopo aver finito le lezioni, si rivolgeva agli allenatori pregandoli di insegnargli l'abc del rugby, come si passa, come si placca, come si salta, come si sostiene, come si spinge, come ci si lega, come si entra. Il suo impegno, ricordano oggi gli istruttori, era straordinario. La sua determinazione, sbandierano oggi gli allenatori, fece la differenza.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2025/03/08/news/supermaro-il-rugby-come-stile-di-vita-7496143/ SuperMaro, il rugby come stile di vita]'', ''ilfoglio.it'', 8 marzo 2025.</ref>
*{{NDR|Sul [[mediano d'apertura]]}} Dura la vita da numero 10. E bella. Anzi: durissima e bellissima. Il regista della squadra. Mani, per passare il pallone e aprire il gioco. Piedi, per spostare l'azione, lanciare la squadra, esplorare il campo, sciogliere la pressione, liberare la fantasia. Ma anche grandi responsabilità. E se la squadra non gira e perde, fuori.<ref name="apertura">Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2025/03/15/news/la-vita-pulita-dei-numeri-10-nel-rugby-7516940/ La vita "pulita" dei numeri 10 nel rugby]'', ''ilfoglio.it'', 15 marzo 2025.</ref>
*Onori e oneri. In eguale misura. Perché quando il mediano di apertura apre ai trequarti (i cavalieri), forse penalizza gli avanti (i fanti). Quando invece gioca per gli avanti, forse trattiene i trequarti. Perché quando il mediano di apertura calcia direttamente per l'ala, forse non si fida dei centri. Quando invece passa ai centri, forse cade nella banalità.<ref name="apertura"/>
*È una salita, che è diventata un traguardo, è un traguardo che si è impossessato di una corsa, è una corsa che si è impadronita di un borgo. Capodarco, anzi, il [[Gran Premio Capodarco|Gran premio di Capodarco]].<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2026/05/16/news/quello-di-capodarco-e-un-muro-che-non-perdona--398969 Quello di Capodarco è un muro che non perdona]'', ''ilfoglio.it'', 16 maggio 2026.</ref>
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2019/11/01/news/piloni-si-nasce-a-volte-si-diventa-chi-sono-le-fondamenta-del-rugby-284271/ Piloni si nasce, a volte si diventa. Chi sono le fondamenta del rugby]''|''ilfoglio.it'', 1º novembre 2019.}}
{{NDR|Sul [[Pilone (rugby)|pilone]] del rugby}}
*Se fossero una casa, quelli bravi sarebbero le fondamenta, quelli scarsi la cantina. Se fossero un albero, tutti – bravi e scarsi – sarebbero le radici, poi dipenderebbe dal tipo di albero, e fra quercia e cipresso c'è una bella differenza. Se fossero una guerra, sarebbero comunque una guerra di trincea, combattuta da fanti, nel fango. Perché se fossero o terra o acqua o aria o fuoco, nessun dubbio, sarebbero soltanto terra. Se fossero una bicicletta, povere biciclette, ma se fossero una moto, da grossa cilindrata e probabilmente smarmittata. Se fossero un pallone, sarebbero ovviamente un pallone ovale (come si racconta: i palloni erano tutti rotondi fino al momento in cui proprio loro non ci si sono seduti sopra). Se fossero una birra, non sarebbero pinte, medie, stivali, colonne, ma botti. Se fossero una pizza, allora quelle a metro, o alla pala, o mangia-tutto-quello-che-puoi (e loro possono). Se fossero un gesto, sarebbero un poderoso abbraccio. Se fossero una parola, un pesante silenzio. Se fossero un suono, meglio lasciar perdere. Se fossero un mese, sarebbero agosto, perché agosto è il mese in cui si suda anche stando fermi, è il mese in cui anche il sudore suda, e loro sudano di brutto. Se fossero un orecchio, avete presente quelli a cavolfiore? Piloni, il massimo del rugby. Piloni, i pesi massimi del rugby. I numeri 1 e 3 di ogni squadra, perché la numerazione (da 1 a 15, obbligatoriamente) li gratifica, li privilegia, li favorisce.
*Piloni, quelli che hanno il collo più largo della mascella, quelli che dimostrano dieci o vent'anni più di quanto dichiarato sulla carta d'identità, quelli che correndo rimbalzano e che rimbalzando corrono, quelli che se in una squadra c'è chi suona il piano e chi lo sposta, loro lo spostano. Perché è gente da Gondrand, da Tir, da tram, da bassa manovalanza, da puro bracciantato. Gente che veniva reclutata fra gli scaricatori di porto, fra gli idraulici delle cooperative, o rubando spudoratamente spalle all'agricoltura, prima che il professionismo [...] riuscisse a riprodurre tanta sana ignoranza (nel senso buono del termine: nel rugby l'ignoranza è un valore, un traguardo, anzi, una meta) sollevando artificiosi pesi in palestra.
*I piloni incassano e restituiscono, secondo leggi non scritte e regolamenti tramandati. I piloni sopportano e supportano. E come tutti i rugbisti, sostengono (il rugby è lo sport del pronto e del mutuo soccorso). Ma se gli altri giocatori sostengono di corsa, i piloni sostengono da fermi. In tempi amatoriali i piloni erano lentigradi se non pachidermici, giganteggiavano nelle mischie chiuse e poi assistevano al resto della partita, sorprendendosi le rare volte in cui si ritrovavano il pallone fra le mani, spesso non sapendo neanche che cosa farsene, invece oggi i piloni hanno acquisito non solo mobilità, ma anche velocità, e non solo forza, ma anche sensibilità [...]
*Piloni si nasce: per – appunto – ignoranza. Piloni si diventa: un fenomeno raro, ma succede. Piloni si slitta: a tallonatori, sempre in prima linea, una forma di evoluzione darwiniana. Piloni si cresce: in larghezza e in altezza che, dato il particolare tipo di gioco spesso orizzontale, significa lunghezza.
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2022/02/26/news/i-muri-nel-ciclismo-uniscono-sono-la-poesia-della-fatica--146950 I muri nel ciclismo uniscono, sono la poesia della fatica]''|''ilfoglio.it'', 26 febbraio 2022.}}
*Muri e sterrati sono le più recenti, e allo stesso tempo antiche, tentazioni del ciclismo. Non c'è corsa che non ceda alla voglia di inserirli nei tracciati: una vecchia novità, un futuro passato, un pionierismo all'avanguardia. Il muro più storico è quello di [[Muro di Huy|Huy]]. Si trova in Belgio, è il simbolo della Freccia Vallone. Un calvario che sposa le rituali preghiere dei pellegrini con le tradizionali invocazioni dei tifosi. Ufficialmente è lo Chemin des chapelles, il cammino delle cappelle, un sentiero punteggiato dalle stazioni con le edicole, ci si impenna da 83 a 204 metri in altezza, 1.300 metri in lunghezza al 9,3 per cento, di cui 900 metri all'11,6, con punte del 19. A occhio, anche a piedi, sembra di più. I corridori sprintano in piedi sui pedali, tentando di ignorare l'acido lattico e dimenticare l'apnea.
*La corsa dei muri è il [[Giro delle Fiandre]]. E il muro per eccellenza è suo: [[Muro di Grammont|Muur van Geraardsbergen]] [...], mille metri di lunghezza, 90 metri di dislivello, significa una pendenza media del 9 per cento, e massima del 20, il tutto amplificato dalle urla dei tifosi e ingigantito dalla tradizione della corsa e santificato dalla presenza della cappella, molti lo chiamano Kapelmuur o solo Muur, come se gli altri fossero volgari imitazioni. La superficie è un pavé scabroso, viscido anche quando non piove, chi si ferma è perduto e poi sale a piedi, all'odore di fritto e di birra ci si abitua, alle emozioni trasmesse dal passaggio dei corridori sulla stradina mai. Se nella vita si dovesse scegliere una sola corsa, allora il Fiandre. E in quella corsa, il Muur. Preparatevi, organizzatevi, fate in fretta: c'è già la coda.
*{{NDR|Sul [[muro di Sormano]]}} [...] una parete nord anche se molto al sud delle classiche del nord. [...] Lo esplorò e lo lanciò Vincenzo Torriani, il più visionario e provocatore dei direttori di corsa della "Gazzetta dello Sport". Era il 1960. Torriani cercava un titolo da prima pagina. [[Bruno Raschi]] gli regalò la definizione di "corrida". Una mulattiera, una scorciatoia, ma verticale, da capre o da camosci, non da corridori e neanche da scalatori, fra Sormano e Pian del Tivano, nel Triangolo Lariano, 2.400 metri con una pendenza media del 12 per cento e massima del 24 con una pugnalata del 27 [...]. Proprio quell'anno [...] svettò – e fu forse l'unico a non mettere i piedi a terra – Imerio Massignan, detto Gambasecca, uno sherpa vicentino, che un anno più tardi sarebbe stato il primo uomo anche sul Passo del Gavia. Tre anni durò il Muro, poi neppure Torriani si sentì di difenderlo: i tifosi avevano solidarizzato con i corridori e organizzato compagnie della spinta. Tanto che nel 1962 il migliore tempo era stato stabilito da [[Ercole Baldini]], "l'elettrotreno di Forlì" che a forza di bracciate era come se fosse salito in seggiovia.
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2022/12/02/news/il-viaggio-dell-elettrotreno-di-forli-e-terminato-l-addio-a-ercole-baldini-4726314/ Il viaggio dell'Elettrotreno di Forlì è terminato. L'addio a Ercole Baldini]''|''ilfoglio.it'', 2 dicembre 2022.}}
{{NDR|Su [[Ercole Baldini]]}}
*[...] Ercole Baldini, l'Elettrotreno di Forlì, così ribattezzato quando la sua andatura in pianura, il suo ritmo a cronometro, la sua energia sul passo, la sua esplosività in corsa lo promossero immediatamente a erede di Fausto Coppi. Il Campionissimo c'era ancora [...] ma si cominciavano a intravedere le luci del tramonto. E l'Italia non voleva perdere il primato nel ciclismo, lo sport più popolare, dunque più sociale, più stradale, dunque più teatrale, più giornalistico, dunque anche più letterario.
*Il nome Ercole profetizzava imprese eroiche, il cognome Baldini sarebbe rimasto l'unico diminutivo di una vita, in bici e poi giù dalla bici, esplorata e consumata alla grande. Lui, campione anche in modestia, avrebbe poi confidato che la sua traiettoria agonistica è stata quella di una meteora. In tre anni conquistò il record dell'ora al Vigorelli e il titolo olimpico su strada ai Giochi di Melbourne nel 1956, il Giro d'Italia e il Mondiale nel 1958, nonché campionati italiani su strada e su pista, in tutto una quarantina di vittorie in otto anni di professionismo. E così da Elettrotreno fu promosso a Diretto, Direttissimo, Espresso [...]. Il massimo, per il suo motore umanamente romagnolo, era un percorso piatto come una tavola di biliardo e diritto come quello dell'Orient Express. A queste due condizioni, era irresistibile, perfino per uno specialista di classe ed eleganza cone Jacques Anquetil. A tradirlo, forse, anche, il vagone ristorante: a tavola, spesso, non sapeva tirarsi indietro. E ogni grammo, in salita, si moltiplica fino a diventare un chilo.
*Accompagnò Coppi, il suo idolo giovanile, in un trionfale Trofeo Baracchi, quello del 1957, la cronocoppie che chiudeva le stagioni e consacrava i vincitori. Meno affettuoso il rapporto con la Dama Bianca, impaurita dell'ombra con cui Ercole avrebbe potuto oscurare il suo Fausto (o farne dimagrire gli ingaggi). Per tutti gli altri corridori Baldini sarebbe stato compagno, amico, mentore, guida, maestro, esempio, modello, soccorritore, punto di riferimento. Prima da corridore, poi da direttore sportivo, quindi sempre nel ciclismo procurando contatti e contratti, sponsor e finanziamenti, e ancora ricordi e testimonianze. La sua generosità era proverbiale.
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2023/03/15/news/massimo-cuttitta-e-ancora-una-presenza-nel-mondo-del-rugby-5063369/ Massimo Cuttitta è ancora una presenza nel mondo del rugby]''|''ilfoglio.it'', 15 marzo 2023.}}
{{NDR|Su [[Massimo Cuttitta]]}}
*I [[Pilone (rugby)|piloni]] – mischia, prima linea, uno a destra, l'altro a sinistra, in mezzo c'è il tallonatore – sono le fondamenta di una casa, i fanti in trincea della Grande Guerra, il leggere e lo scrivere in prima elementare. Senza, crolla tutto. Hanno soprannomi da animali ("Os", bue, per il sudafricano Jocobus Petrus Du Randt), o legati alle dimensioni dei capoccioni ("Watermelon", anguria, per il gallese Gethin Jenkins), o riferiti alla superficie base per altezza ("Bus" per l'inglese Jason Leonard, anzi, "Fun Bus" per riconoscerne la vena umoristica). A Massimo Cuttitta fu regalato un soprannome che non sembra avere nulla a che fare con la sua stazza, la sua forza, la sua possanza: "Mouse", topolino. Ma la dedica risale a quando era un bambino e sul campo si muoveva rapido, scattante, imprendibile.
*"Mouse" era speciale. Davvero. Sul campo sprigionava solidità e veemenza, come se con la maglia numero 1 indossasse anche un'armatura, e una tempra, metalmeccanica. Fuori dal campo era di una timidezza, di una riservatezza, anche di un pudore sorprendenti. Gli amici confidano come fosse sufficiente la presenza di una donna, senza neppure il barlume di un vago corteggiamento, perché Massimo tradisse la sua sensibilità e in viso diventasse rosso.
*L'educazione sudafricana contribuì a forgiarne il carattere e rivelarne il talento. Per Massimo un programma degno dei Marines: su e giù per le colline, scatti e accelerazioni a zig zag sui prati, infine – e qui "Mouse" ci mise del suo – sollevando pesi nel cortile. Un'arte elaborata studiando le posizioni statiche e le linee di forza per non disperdere energie. Non basta mettere le fondamenta per edificare una casa: la casa deve essere resa antisismica. E ogni mischia, si sa, equivale a un terremoto.
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2023/06/13/news/il-rugby-vincente-di-berlusconi-e-la-fine-degli-amatori-milano-5381598/ Il rugby vincente di Berlusconi e la fine dell'Amatori Milano]''|''ilfoglio.it'', 13 giugno 2023.}}
*Il [[rugby]] non era (e non è) [...] la somma di quindici giocatori [...]. Il rugby era (ed è) quindici uomini (e quindici donne, adesso) stretti e uniti, coesi e coerenti, legati e mischiati, sostenibili e sostenuti [...]. Una squadra. Lo sport di squadra. Che non si misura sul più forte, ma sul più debole. Che gioca sulla tecnica quanto sui sentimenti, sulla strategia quanto sullo spirito, sulla forza di gambe e braccia quanto su quella dell'animo, che è sempre pronto e mutuo soccorso. Quattordici uomini (e donne) che spingono, saltano, lottano, corrono, si aiutano per dare al quindicesimo un metro, mezzo metro, una spanna o uno spiffero di vantaggio. E poi vedere l'effetto che fa.
*Quel [[David Campese|Campese]], un fenomeno. Per una decina di anni, doppie stagioni, in Australia e in Italia, prima nel Petrarca di Padova, poi a Milano. E il suo celebre passo dell'oca, una finta irresistibile e una corsa implaccabile.
*[[Serie A1 1993-1994 (rugby a 15)|23 aprile 1994]], al Plebiscito di Padova. Davide (L'Aquila) contro Golia (il Milan). La squadra di una città, di una civiltà, di una cultura ovale (L'Aquila) contro la squadra di un progetto, di un Fininvestimento, di un'industria a tutto tondo (il Milan). Il rugby ignorante delle contrade (L'Aquila) contro quello sberluccicante dei condomini e dei residence (il Milan). I dilettanti (L'Aquila) contro i professionisti (il Milan, anche se ufficialmente il professionismo sarebbe stato ammesso solo un anno dopo). E la tigna ebbe ragione sull'eleganza. Finale: 23-14 per i neroverdi aquilani. E anche per tutti quelli che sostenevano l'idea di un gioco di squadra, villaggio, paese, provincia, comunità. Dove è indispensabile avere fame, voglia, fuoco. Dentro.
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2024/02/06/news/in-morte-di-barry-john-il-re-del-rugby-6185530/ In morte di Barry John, il Re del rugby]''|''ilfoglio.it'', 6 febbraio 2024.}}
{{NDR|Su [[Barry John]]}}
*Barry di nome, John di cognome, Galles di passaporto, 10 di numero. Era lui il Re del rugby.
*Per capire Barry John, tre storie. La prima. Un appassionato gallese di rugby: "Guarda, c’è Barry John". Un appassionato inglese di rugby: "E allora, non è mica l'Onnipotente". L'appassionato gallese di rugby: "No, ma è ancora giovane". La seconda. Barry John era richiestissimo per giocare nelle partite di esibizione, celebrative, amichevoli. Prima di una partita c'era questo cartellone: "Ingresso due sterline. Se Barry John gioca, dieci". La terza. Anche se il suo soprannome era ''the King'', i dirigenti gallesi cercavano di evitare che Barry John si montasse la testa. Quando John Dawes si ritirò da capitano del Galles, il nome di Barry fu fatto in lungo e in largo. Chi meglio di lui, chi più di lui, finché fu scritto che "questo è il giorno dell'incoronazione del vero Re". Barry telefonò a Clive Rowlands, a quel tempo manager del Galles, per confessargli le sue preoccupazioni, e Rowlands esagerò: "Non preoccuparti, non ti abbiamo neppure preso in considerazione".
*[...] era divino, anzi, più che divino. I fedeli predicavano e distinguevano: Cristo camminava sulle acque, Barry John ci corre. Finché un giorno, all'inaugurazione di una banca, un'impiegata s’inginocchiò davanti a lui, forse si fece anche il segno della croce. Troppo. Troppe aspettative, troppe pressioni, troppe responsabilità. E il Re abdicò. Aveva 27 anni.
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2024/08/03/news/il-rugby-a-7-e-come-l-asado-senza-carne-6813251/ Il rugby a 7 è come l'asado senza carne]''|''ilfoglio.it'', 3 agosto 2024.}}
{{NDR|Sul [[rugby a 7]]}}
*Un po' come il calcetto rispetto al calcio, un po' come il tie-break rispetto al meglio dei cinque set, un po' come il beach volley rispetto alla pallavolo. Il rugby a sette è la versione "light", "smart", "turbo" [...] del rugby tradizionale, quello a 15. [...] Era il 1883 – questa la genesi più credibile – quando un club scozzese, al verde, decise di organizzare un torneo a inviti per fare cassa. Si narra che l'idea brillò a un giocatore, calciatore pentito, rugbista convinto, macellaio di professione: Ned Haig, per rendere più veloce la competizione, suggerì di accorciare i tempi di gioco, non due frazioni da 40 minuti ma due da 15, e soprattutto di dimezzare i componenti delle squadre, da 15 a sette. Morale: un trionfo.
*Troppo conservatore, il mondo del rugby, per convertirsi allo spettacolo del Seven (così, in gergo ovale). Troppo religioso, anche. [...] O di qua o di là. Di qua i puri, i dilettanti, i fedeli del rugby a 15; di là i mercenari, i professionisti, i dissidenti del rugby a 13. E quelli del Seven relegati ai tornei di fine stagione, metà feste e metà sagre, per divertimento e per beneficenza.
*Il rugby a sette prevede tre uomini dentro e quattro fuori: tre per le mischie e le touche, tutti e sette per il resto, cioè corsa a perdifiato. La filosofia è impadronirsi del pallone, mantenerne il possesso e, al primo spiffero, creare un buco e tagliare, infilare, trapassare la difesa avversaria. Quindi grande gioco di mani e grandissimo gioco di gambe. Quindi niente sportellate e sfondamenti ma dribbling e slalom, cambi di passo e direzione, finte e controfinte.
==''La Gazzetta dello Sport''==
*Bisogna conoscerlo, [[Romeo Venturelli|Venturelli]]: [...] è modenese di montagna, che poi montagna non è, ma collina, Appennino, è nato a Sassostorno di Lama Mocogno, quattro case, più pecore che umani, e forse anche per questo l'etichetta di pastorello non gliela toglierà più nessuno.<ref>Da ''[https://www.gazzetta.it/Ciclismo/06-10-2009/venturelli-eredita-coppi-501529272067.shtml Venturelli, l'eredità Coppi e la beffa ad Anquetil]'', ''gazzetta.it'', 6 ottobre 2009.</ref>
*[...] [[Candido Cannavò]] si arrabbiava come una bestia, una furia, per un pezzo passato di fretta, lui diceva "con sciatteria", bellissima parola ormai dimenticata, e quando Cannavò si arrabbiava come una bestia, tutti si azzittivano, ammutolivano, si rimpicciolivano, desideravano essere invisibili o, almeno, altrove, e la fortuna era che, dopo cinque minuti, Cannavò ci passava sopra, ma senza mai dimenticare.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20150619035253/http://paneegazzetta.gazzetta.it/2015/06/15/per-il-mio-ultimo-giorno-alla-gazzetta/ Per il mio ultimo giorno alla "Gazzetta"]'', ''paneegazzetta.gazzetta.it'', 15 giugno 2015.</ref>
*Il [[Passo del Mortirolo|Mortirolo]] è il Maracanà del ciclismo.<ref>Da ''[https://www.gazzetta.it/Speciali/Tourdefrance/2006/it/Primo_Piano/2006/07_Luglio/17/pastoalpe.shtml Chiamatela Alpe regina]'', ''gazzetta.it'', 17 luglio 2006.</ref>
*{{NDR|Sul passo del Mortirolo}} Il nome promette sangue, sudore e lacrime, e non garantisce mai il lieto fine.<ref>Da ''La Gazzetta Sportiva'', 25 ottobre 2009.</ref>
*Nell'aula di una scuola elementare, nell'ufficio di un municipio, nella sala da pranzo di un albergo, alla scrivania in redazione. Davanti, la sua Olivetti Lettera 32, tenuta insieme con gli elastici. Si accendeva la sigaretta, americana: e tirava, come se l'inizio del pezzo fosse lì, in quello sbriciolamento di foglie di tabacco che lui mandava in fumo. Poi attaccava. Ezio Graziani, l'autista della Gazzetta che lo portava in giro, e al Giro, non la chiamava macchina per scrivere, ma «pianola». Perché [[Bruno Raschi]] non batteva ma componeva, non pigiava ma accarezzava, non scriveva ma suonava.<ref name="Raschi">Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2003/maggio/01/Raschi_anni_nostalgia_per_Divino_ga_0_030501121.shtml Raschi, 20 anni di nostalgia per il «Divino»]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 1º maggio 2003.</ref>
*Raschi, con quella voce da attore, calda e suadente. Raschi, con quella giacca e cravatta, anche sotto un sole così. Raschi, che dava del lei a tutti, corridori e giornalisti. Raschi, 30 Giri d'Italia e 18 Tour, quasi 24 anni di Gazzetta, da una parte la vita in redazione, da redattore a caporedattore fino a vicedirettore, dall'altra la strada, i tornanti, le fontane, cioè le storie, le avventure e la letteratura.<ref name="Raschi"/>
*Sapete perché la gente ama lo [[sport]]? Perché nello sport c'è giustizia. Perché nello sport, prima o poi, trionfa la giustizia. Perché nello sport, prima o poi, i conti tornano, arrivano i nostri, vincono i buoni. [[Cadel Evans]] vince il [[Tour de France]]. E con lui vince il ciclismo, e con lui vince lo sport, e con lui vince la giustizia.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2011/luglio/24/hai_fatta_Storico_Evans_straccia_ga_10_110724101.shtml Ce l'hai fatta! Storico Evans: straccia Schleck e dopo 2 secondi posti il Tour è suo]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 24 luglio 2011.</ref>
{{Int|''[http://www.gazzetta.it/Calcio/17-10-2012/calloni-juary-mal-testa-beppe-viola-non-invecchia-mai-912932320729.shtml Calloni, Juary e i mal di testa. Beppe Viola non invecchia mai]''|''gazzetta.it'', 17 ottobre 2012.}}
{{NDR|Su [[Beppe Viola]]}}
*Non è invecchiato, Beppeviola. Sono trent'anni che ha quella faccia lì, che al massimo sorride ma ti fa crepare dal ridere, che ti guarda di trequarti e non sai se prende in giro anche te o soltanto il resto del mondo, che si accende una sigaretta dimenticando di averne già una che si sta consumando morendo – lei, la sigaretta – di solitudine, che continua a scrivere di getto e a battere a macchina, che salta dal calcio all'ippica, da San Siro alla Bovisa, dalla pelota al biliardo, dal Derby ai derby.
*Non è invecchiato, Beppeviola. Era in vantaggio sul gruppo, un uomo solo al comando, quasi un'altra corsa, o un'altra cosa, e non è più raggiungibile, neanche da quelli che hanno provato a mettersi nella sua scia, da Jannacci in poi, in giù, inoltre.
*Non è invecchiato, Beppeviola, morto il 17 ottobre 1982, dopo una telecronaca, infarto o ictus o giù di lì, non che facesse proprio una vita da atleta e neanche da santo, tra svapore e boeri, bianchini e scommesse, Rai e marchettificio, caffè e ammazzacaffè, nonché moglie e quattro figlie che poi ricordano quei quarti d'ora, quegli accompagnamenti, quelle carezze, quegli "ossignùr" da farti venire i brividi per tanto smisurato amore. Beppeviola campava come giornalista, se diciamo sportivo è solo per dare un valore a questo mestiere che non è lavoro, ma intanto scriveva canzoni, sceneggiature, rubriche, libri, testi per cabaret e per il futuro, buoni sempre, anche adesso, anche fra un secolo.
*Quello che alla fine dell'anno scolastico si stupiva di essere stato respinto perché, dato il numero record di assenze, pretendeva di essere dato per disperso. Quello che correva allegramente il rischio di trasformare il fegato in una bottiglieria. Quello che diceva che i giardinetti di viale Argonne servivano a tenere insieme la nebbia fino all'alba e anche più in là.
==''tuttoBICI''==
*Non è questione di santificare o beatificare, sublimare o divinizzare. [[Marco Pantani|Marco]] non era santo, non era beato, non era divino [...]. Però Marco in bicicletta aveva saputo regalarci emozioni, brividi, sentimenti, e di questo gli saremo sempre grati. Era un uomo di quei tempi, bui, gli anni di piombo del ciclismo, e questo bisogna considerarlo, non come una giustificazione, ma come una realtà.<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/1707815459 L'ora del Pasto. La mappa del Pirata, per ritrovare quell'eterno bambino]'', ''tuttobiciweb.it'', 14 febbraio 2024.</ref>
*Novi Ligure, via Castello, civico 4. Una casetta bassa, il pianterreno, il primo piano. Dentro, un cortiletto. Sembra strano, adesso, immaginare che, allora, era l'università del ciclismo. [...] era la casa e bottega, anche la casa e chiesa di [[Biagio Cavanna|Giuseppe Cavanna, per tutti Biagio]] [...]. L'Omone era un personaggio ingombrante. Grande e grosso (da qui il maggiorativo), era nato settimino (da qui il credito dei suoi poteri magici), da corridore era diventato massaggiatore, allenatore, direttore, titolare di questa università [...] in cui accoglieva i corridori, mangiare bere ma quasi mai dormire (aveva pur sempre una moglie e due figlie), prepararsi allenarsi lavarsi (un mastello nel cortile), apprendere regole, rispettare gerarchie, appropriarsi di senso di appartenenza. [...] Cavanna che vedeva più con le mani che non con gli occhi. [...] Cavanna che aveva un vocione e quel vocione tuonava, rimbombava, echeggiava, intimoriva. Cavanna e quel profumo forte di minestrone che accoglieva, corridori e non [...]. Cavanna con gli occhiali scuri e il basco, la giacca e i pantaloni con il risvolto, il bastone a portata di mano, seduto ai piedi della scala del cortile. Cavanna che cominciò con Girardengo e finì con Coppi, i due Campionissimi. Cavanna che per giudicare un corridore – la qualità del legno – toccava i muscoli del collo e sentiva i calli sulle mani. [...] Cavanna, il suo collegio e i suoi collegiali, vita dura, vita del corridore [...]<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/1779279588 L'ora del Pasto. Novi Ligure, Biagio Cavanna e l'università del ciclismo]'', ''tuttobiciweb.it'', 21 maggio 2026.</ref>
{{Int|''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2023/04/02/1680378818/ora-pasto-elio-trifari L'ora del Pasto. Elio Trifari, l'ExtraTerrestre del giornalismo]''|''tuttobiciweb.it'', 2 aprile 2023.}}
{{NDR|Su [[Elio Trifari]]}}
*Avrebbe desiderato iscriversi a Lettere. Si laureò in Ingegneria elettronica. Il giorno in cui guadagnò papiro e alloro, consegnò tutto ai genitori e cominciò finalmente a seguire quello che, a sussurri, gli urlava il cuore. Sport. Da scrivere. Che significa studiare, seguire, approfondire. Che significa andare, venire, vedere. Che significa consultare, telefonare, viaggiare. Che significa domandare, ascoltare, capire. E finalmente scrivere.
*Un giornalista di quelli che, a prescindere dalle iniziali di nome e cognome, per la sua scienza e anche per la sua modestia, già appare come un ExtraTerrestre.
*[...] Trifari era il nostro punto di riferimento: per le conoscenze, per la saggezza, per l'equilibrio, per l'ironia, per la competenza. Capace di passare da Astylos a Giovanni Roccotelli, da Fidippide a Franco Bitossi, da Alfonsina Strada a Sara Simeoni, senza sbagliare una misura, senza confondere un anno e senza dover ricorrere a una cancellatura.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pastonesi, Marco}}
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Ted
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/* Frasi */
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wikitext
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{{Film
|titoloitaliano=Ted
|titolooriginale=Ted
|paese= USA
|anno= 2012
|genere= commedia
|regista=[[Seth MacFarlane]]
|sceneggiatore=[[Seth MacFarlane]], [[Alec Sulkin]], [[Wellesley Wild]]
|attori=
*[[Mark Wahlberg]]: John Bennett
*[[Mila Kunis]]: Lori Collins
*[[Giovanni Ribisi]]: Donny
*[[Patrick Warburton]]: Guy
*[[Joel McHale]]: Rex
*[[Jessica Barth]]: Tami-Lynn
*[[Jessica Stroup]]: Tracy
*[[Laura Vandervoort]]: Tanya Terry
*[[Ralph Garman]]: Steve Bennett
*[[Alex Borstein]]: Helen Bennett
*[[Sam J. Jones]]: se stesso
*[[Norah Jones]]: se stessa
*[[Tom Skerritt]]: se stesso
*[[Ray Romano]]: se stesso
*[[Ted Danson]]: se stesso
*[[Ryan Reynolds]]: Jared
|doppiatorioriginali =
*[[Seth MacFarlane]]: Ted
*[[Zane Cowans]]: Ted da giovane
*[[Patrick Stewart]]: narratore
|doppiatoriitaliani =
*[[Massimiliano Manfredi]]: John Bennett
*[[Tito Marteddu]]: John Bennett da giovane
*[[Domitilla D'Amico]]: Lori Collins
*[[Mino Caprio]]: Ted
*[[Marco Guadagno]]: Donny
*[[Roberto Draghetti]]: Guy
*[[Alessio Cigliano]]: Rex
*[[Federica De Bortoli]]: Tami-Lynn
*[[Gerolamo Alchieri]]: Thomas
*[[Andrea Di Maggio]]: Robert
*[[Gino La Monica]]: Sam J. Jones
*[[Massimo Corvo]]: narratore
|note=
}}
'''''Ted''''', film statunitense del 2012 con [[Mark Wahlberg]] e [[Mila Kunis]], scritto e diretto da [[Seth MacFarlane]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
È stato detto che la magia è svanita dal nostro mondo molto tempo fa e che l'umanità non possa più realizzare i propri sogni attraverso il potere dei desideri. Per chi ha perso la visione incantevole degli occhi dell'infanzia, ecco qui la storia di un bambino e un magico desiderio di Natale che cambiò la sua vita... per sempre. Tutto iniziò nel 1985 in una cittadina appena fuori Boston. Era la vigilia di Natale e tutti i bambini erano eccitati. Era il momento speciale dell'anno, quando i bambini di Boston si riuniscono e picchiano i bambini ebrei. Ma c'era un bambino che non era così eccitato: il piccolo John Bennett, il solito ragazzino in ogni quartiere che ha difficoltà a fare amicizia. [...] John desiderava con tutto il cuore qualcuno da poter considerare il suo vero amico e sapeva che semmai lui avesse trovato quell'amico, non lo avrebbe mai lasciato andar via. Bene! Come tutti gli anni finalmente arrivò la mattina di Natale. Tutti i bambini aprivano i regali gioiosamente. E per il piccolo John Bennet il giorno di Natale portò qualcosa di molto speciale. [...] John si affezionò immediatamente a Teddy, c'era qualcosa di particolare in quell'orsetto che dava a John la sensazione di avere finalmente un amico con cui condividere i suoi segreti più profondi. [...] Ora, se c'è una cosa di cui si può essere certi è che non c'è nulla di più potente del desiderio di un bambino... a parte un [[Boeing AH-64 Apache|elicottero Apache]]. Un elicottero Apache è dotato di cannone automatico e missili, è un insieme di armamenti incredibilmente straordinari, un'assoluta macchina della morte! Comunque sia, John aveva scelto la notte perfetta per esprimere un desiderio. ('''Narratore''')
==Frasi==
{{cronologico}}
*Allora, dove sono John e Teddy oggi? Be', mettiamola così: per quanto tu possa fare colpo in questo mondo, che tu sia una star televisiva, un enfant prodige, [[Justin Bieber]] o un orsacchiotto parlante, in fondo... a nessuno gliene frega un cazzo. ('''Narratore''')
*Sai, non so se gli [[spacciatore|spacciatori]] abbiano l'ufficio reclami. ('''John''') {{NDR|a Ted}}
*Ehi ragazzi, conoscete un bel [[ristorante]], uno dove offrono [[gomma da masticare|gomme da masticare]] nei bagni? ('''John''')
*Ecco, la fantasia americana è tutta qui: un giocatore di football professionista che viene chiamato a salvare il mondo. ('''John''') {{NDR|riferito a [[Flash Gordon]]}}
*''Quando arriva il [[temporale]], io l'aspetto qui! | Ripeto le parole del mio rimbombamico: "Vaffanculo! Fammi un bel pippon!" | [[Tuono]], io lo so, sei una scoreggia del ciel! Prr!'' {{NDR|riproducendo il suono di un peto}} ('''John e Ted''') {{NDR|[[Canzoni dai film|cantando]] insieme}}
*Ehi Lori, puoi mettere la sveglia alle [[undici di mattina|undici]]? Ho un sacco di cose da fare domani. ('''Ted''')
*{{NDR|Guardando un acquario}} Ci sono dei [[I Pesci|pesci]] così assurdi lì dentro. {{NDR|indicando un esemplare di [[pesce angelo grigio]]}} Guarda quello con la faccia da uomo di ceto medio. {{NDR|imitando la voce del pesce}} «Ho sposato la donna sbagliata e ora me ne pento amaramente!» Oh, oh, e guarda quello lì {{NDR|indicando un esemplare di [[pargo gallo]] e poi imitandone la voce}}: «Sono andato a New York nel 1981 e non mi sentivo per niente al sicuro.» ('''Ted''') {{NDR|a John}}
*{{NDR|A John}} Oh, [[Hai una pistola in tasca o sei semplicemente felice di vedermi?|è la pistola di Flash Gordon oppure sei contento di vedermi?]] ('''Lori''') {{NDR|John tira fuori la pistola laser di Flash Gordon}}
*La compagnia compie [[ventenne|vent'anni]]; allora puoi trombarla, ma non può ubriacarsi! ('''Ted''')
*John, [[Flash Gordon]] è colui che ha influito maggiormente nella nostra formazione. Ci ha insegnato il giusto e lo sbagliato, il bene e il male, e che la parola "[[recitazione|recitare]]" ha una definizione estremamente ampia. Flash Gordon è il simbolo della nostra amicizia, John! ('''Ted''')
*Per le canzoni anni Novanta, bastano solo le vocali! ('''Ted''')
*Visto? Ho vinto, gli occhi di [[Garfield]] sembrano un paio di tette! ('''Ted''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Papà di John''' {{NDR|vedendo Ted che parla e cammina}}: Helen, la pistola!!! <br /> '''John bambino''': Papà, no! <br /> '''Ted''': Una pistola per gli abbracci?
*'''John''': Voglio farti una domanda: non è che devo fare qualcosa di particolare, vero?<br />'''Ted''': Tipo sesso anale? <br /> '''John''': No, tipo una cazzo di cosa d'oro rotonda al dito...<br /> '''Ted''': Vaffanculo! Sono... sono solo quattro anni Jonny... Tu e io stiamo insieme da ventisette... Dov'è il mio anello? Eh, dov'è il mio anello? {{NDR|fingendo di prenderlo a pugni}} Stronzo! Dai, figlio di puttana! [...] Lo voglio sul mio dito peluchiato, cazzone! Dai, dammelo!
*'''John''': No, aspetta un secondo, mi è caduto il cellulare sotto il sedile... Puoi chiamarmi? <br /> '''Lori''': Certo. {{NDR|Lori fa il numero del cellulare di John e si sente la suoneria ''La marcia imperiale'' di ''[[Guerre Stellari]]''}} È questa la mia suoneria?<br /> '''John''' {{NDR|imbarazzato}}: Ah, sì.<br /> '''Lori''': Che cos'è? Ha un che di negativo.<br /> '''John''': No, è tratta da ''[[Le pagine della nostra vita]]''! <br /> '''Lori''': Ah...
*'''Lori''' {{NDR|entra nel suo appartamento e trova Ted seduto sul divano insieme a quattro prostitute}}: Oh... <br /> '''Ted''': Lori, sei tornata presto!<br /> '''Lori''': Che diavolo succede?!<br /> '''Ted''': Ah, le signore e io stavamo guardando ''Jack e Jill''; [[Adam Sandler]] interpreta un uomo e sua sorella e fa... veramente pena, è inguardabile, ma loro sono escort, perciò ok!<br /> '''Lori''': Questo posto è un disastro! Chi sono queste ragazze?<br /> '''Ted''': Oh, accidenti scusa, sono un cafone! Lori, loro sono Angelique, Heavenly, Charene, e Sauvignon Blanc. Che spettacolo! In giro da qualche parte ci sono quattro pessimi padri che vorrei ringraziare per la magnifica serata!<br /> '''Lori''' {{NDR|guardando per terra}}: Cos'è quella?!<br /> '''Ted''': Q-quella cosa?<br /> '''Lori''': C'è... della merda sul pavimento! Là sotto c'è della merda!<br /> '''Ted''': Oh, sì, eh, stavamo giocando a "Vero o Falso" e Charene ha pagato penitenza!<br /> '''Lori''': C'è della merda sul pavimento!!!<br /> '''Ted''': Be', oppure, oppure il pavimento è sotto la merda. Così direbbe [[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]]!<br /> '''John''' {{NDR|usando un'aragosta come una pistola}}: "Rwaarghh"! {{NDR|Ted ride}} "Chi c'è qui?! Divorerò chiunque abita qui dentro! O l'acquario o la vita!"<br /> '''Ted''': Ahaha! Quello è il mio amico Johnny! Non l'aragosta, quello che la muove.<br /> '''John''' {{NDR|entra nell'appartamento}}: Ho trovato il cellulare... Che succede? {{NDR|guarda per terra}} Quella è merda?
*'''John''' {{NDR|a Ted}}: Il mio rapporto è a un punto molto delicato. Lo capisci? Lori e io abbiamo bisogno di un po' di spazio. E poi quella escort che ha cagato nel nostro appartamento...<br /> {{NDR|Flashback. Lori è chinata per terra e deve raccogliere la merda}}<br /> '''Lori''': Oddio!<br /> '''John''': Aahh! Cos'è?!<br /> '''Lori''': Mi viene da vomitare! <br /> '''John''': Non me lo dire, l'hai presa?!<br /> '''Lori''': Oddio! No, non l'ho presa ancora!! <br /> '''John''': Dimmelo quando la prendi!!<br /> '''Lori''': Aah, che schifo! C'ho messo il pollice dentro!!<br /> '''John''': Noo!!!<br /> '''Lori''': Invece sì!<br /> '''John''': Non potrai più cucinare con quella mano, dovrai usare la sinistra!!!<br /> '''Lori''': Che schifo! Che schifo!! È la cosa più disgustosa che mi sia mai capitata!<br /> '''John''': Non ti avvicinare!
*{{NDR|John sta accompagnando Ted al colloquio di lavoro}}<br />'''Ted''': Sembro uno stupido!<br/>'''John''': Ma no, sei elegante!<br/>'''Ted''': Macché, sembro il rappresentante di un ammorbidente.<br/>'''John''': Dai, non stai male!<br/>'''Ted''': Sembro un regalo per i bambini quando gli dici che è morta la nonna.
*'''Capo''': Allora, credi di avere i requisiti?<br/>'''Ted''': Sai che cosa ho? L'odore della topa di tua moglie.<br/>'''Capo''': Nessuno ha mai potuto parlarmi in questo modo!<br/>'''Ted''': Perché avevano tutti la bocca piena della topa di tua moglie.<br/>'''Capo''': Sei assunto. <br/>'''Ted''': Cazzo!
*'''Ted''': Ho conosciuto una ragazza, fa la cassiera.<br /> '''John''': Non mi dire, è bellissimo! Dovremmo organizzare una serata a quattro: tu, io, Lori e... come si chiama?<br /> '''Ted''': Nome da truzzettina. Indovina.<br /> '''John''': Mandy.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Marilyn.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Brittany?<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Tiffany.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Candace.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Non prendermi per il culo! Sono esperto!<br /> '''Ted''': Ti sembra che ti prenda per il culo? Sono serio.<br /> '''John''': Ti faccio un elenco, sparo i nomi e quando lo becco premi il pulsante, va bene? D'accordo?<br /> '''Ted''': Sì.<br /> '''John''': ''Alright'', Brandy, Heather, Channing, Brianna, Amber, Serena, Melody, Dakota, Sierra, Bambi, Crystal, Samantha, Autumn, Ruby, Taylor, Tara, Tammy, Lauren, Charlene, Chantelle, Courtney, Misty, Jenny, Krista, Mindy, Noel, Shelby, Trina, Reba, Cassandra, Nikki, Kelsey, Shawna, Jolene, Urleen, Claudia, Savannah, Casey, Dolly, Kendra, Kylie, Chloe, Devon, Emmalou, cazzo Becky?<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Aspetta, non è per caso uno di quei nomi che c'è "Lynn" alla fine?<br /> '''Ted''': Sì.<br /> '''John''': Ah, t'ho fregato figlio di puttana! T'ho fregato! {{NDR|Ted ride}} Va bene. Brandi-Lynn, Heather-Lynn...<br /> '''Ted''': Tami-Lynn.<br /> '''John''': Cazzo!!!
*'''Capo''': Hai avuto un rapporto sessuale con una tua collega sopra prodotti alimentari che noi vendiamo al pubblico?<br/>'''Ted''': La settimana scorsa l'ho trombata con una zucchina e poi l'ho venduta a una famiglia con quattro bambini piccoli.<br/>'''Capo''': Ci vuole fegato. A noi occorre fegato, perciò ti promuovo!<br/>'''Ted''': Tu hai un sacco di problemi, lo sai?
*'''[[Sam J. Jones]]''': Voi due siete piuttosto fichi, facciamo baldoria? {{NDR|facendo il gesto di sniffare}}<br />'''Ted''' {{NDR|sorpreso}}: Co... Eh? [[Cocaina]], giusto?<br />'''Sam J. Jones''': Andiamo dai, non ditemi che non avete mai sniffato...<br />'''John''': Be', no... non di recente!<br />'''Ted''': Credevo si facesse solamente in Florida!
*'''Sam J. Jones''': Ci divertiremo come negli [[anni 1980|anni Ottanta]]!<br />'''Ted''': Dicci come Flash!<br />'''Sam J. Jones''': Facile, dobbiamo trombare tante ragazze di nome Stephanie!
*'''John''' {{NDR|imitando Ted}}: «Ehi, Johnny, ho un'idea strepitosa! Andiamo a vomitare sulle macchine dal cavalcavia!»<br /> '''Ted''': Oh, dai! Ma io mica ho la voce come quella di [[Peter Griffin]]!
*'''Affittacamere asiatico''': Voi lompere mio mulo!?! Questa è mia casa! Voi lompele mio mulo, blutti bastaldi!!!<br /> '''John''': Scusa, è stato un incidente, ok?<br /> '''Affittacamere asiatico''': Volevo cucinale anatla, ola calcinacci dappeltutto!<br /> '''John''': Sta' calmo, senti, parliamone! Come ti chiami, io sono John!<br /> '''Affittacamere asiatico''': Mi chiamo Quan Ming!<br />'''Sam J. Jones''': "Ming"?! {{NDR|sotto l'effetto delle droghe, vede l'affittacamere con le sembianze dell'imperatore Ming, nemico di Flash Gordon}}<br /> '''Affittacamere asiatico''': Voi pagale molti dollali per mulo! Sono labbioso! Sono molto labbioso!!!<br />'''Sam J. Jones''': Morte a Ming!! {{NDR|si scaglia su di lui}}
*'''John''': Senti, sparisci!<br /> '''Ted''': Tu, tu sei proprio un cazzone, lo sai, vero?<br /> '''John''': Cosa? Io sarei un cazzone?!<br /> '''Ted''': Sì, lo sei! Ora smetti di sputare mango e ascoltami!<br /> '''John''': Eh?<br /> '''Ted''': Sputare mango? Cosa? Aspetta, non è così... Com'è? Forse "fango", è così? Sputare... No! Forse "Rango"... Perché «''Mi chiamano Rango perché sono Rango Tango!''» Sì, questo era [[Johnny Depp]]! Senti, il punto è che stai incolpando me di quello che non riesci a fare tu. Lori aveva ragione, non ti prendi la responsabilità delle cose che ti accadono nella vita.<br /> '''John''': Tu sì, invece?<br /> '''Ted''': Io non devo farlo, sono un orsetto di peluche! Senti, io non ti ho legato mani e piedi e trascinato a quella festa, ok? Volevo che venissi perché pensavo fossi il mio migliore amico.<br /> '''John''': Perché non ammetti che consideravi Lori una minaccia per la nostra amicizia? Mi pare che per te fosse il massimo quando eravamo strafatti sul divano alle [[nove di mattina|nove del mattino]]!<br /> '''Ted''': Ma ti ascolti? Chi sono, l'imperatore Ming che controlla la tua mente? È una tua scelta John. E se dai la colpa a me, ti comporti da femminuccia immatura!<br /> '''John''': Sai, se ripenso a quella mattina di Natale quando avevo otto anni vorrei aver ricevuto un Teddy Ruxpin!<br /> '''Ted''': Che cosa vuoi intendere?<br /> '''John''': Intendo che come orso fai pena!! {{NDR|Ted si scaglia furiosamente addosso a John e i due si picchiano per terra, finché non cade il televisore sopra le zone basse di John che piange per il dolore}}<br /> '''Ted''': Perché piangi?<br /> '''John''': La TV mi ha rotto le palle!
*'''[[Norah Jones]]''': Non eri niente male per un maschio senza pene.<br />'''Ted''': Già, ho scritto un sacco di lettere di reclamo alla fabbrica di giocattoli!
*'''John''': Ted!<br />'''Ted''' {{NDR|con la faccia contorta e la voce profonda}}: Sono vivo, Johnny!<br /> '''John''': Non è possibile!<br /> '''Ted''': Sono vivo! Il tuo desiderio si è esaudito!<br /> '''John''': S-Sei tornato, io..!<br /> '''Ted''': Sì, quando mi avete cucito avete messo male l'imbottitura, perciò sono un po' scombussolato, ma tu vuoi ancora prenderti cura di me per sempre? {{NDR|John è sconvolto}} Haha, scherzo! Volevo vedere come reagivi se fossi stato ritardato!<br /> '''John''' {{NDR|felice}}: Sei uno stronzo!!!<br /> '''Ted''': Vieni qui, coglione! {{NDR|si abbracciano}}
*'''Lori''': Bentornato, Ted.<br /> '''John''': Sei stata tu... L'hai fatto tu!<br /> '''Ted''': Che mascalzona, hai desiderato che tornassi in vita!<br /> '''Lori''': No, no-no. Che tornasse la mia, di vita! {{NDR|John la raggiunge e si baciano}} Ti amo, John.<br /> '''John''': Anch'io ti amo... Voglio dirti una cosa. Dopo ieri sera... non voglio perdere mai più chiunque mi stia a cuore. Non voglio più aspettare a cominciare la mia vita. Lori... vuoi sposarmi?<br /> '''Lori''': Non ho mai desiderato altri che te, John Bennett. {{NDR|si baciano}}
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
E così John, Lori e Ted vissero per sempre felici e contenti avendo finalmente scoperto che l'unica cosa di cui avevano bisogno era stare insieme. John e Lori furono sposati a Cambridge da un giudice di pace molto speciale. {{NDR|Sam J. Jones}} [...] E questa è la storia di come un desiderio cambiò per sempre la vita di tre amici molto speciali. Ted e Tami-Lynn continuarono il loro focoso rapporto per diverso tempo, un pomeriggio Ted fu sorpreso dietro il bancone degli affettati a mangiare insalata di patate sulle natiche di Tami-Lynn. Fu promosso all'istante direttore del negozio. Sam Jones tornò a vivere a Hollywood per riavviare la sua carriera cinematografica. Attualmente vive a Burbank, dove condivide un monolocale con il suo coinquilino Brandon Routh. Vi ricordate Brandon Routh, che interpretò quell'orribile film, ''[[Superman Returns]]''? Mamma mia, tutte quelle aspettative per poi vedere quell'enorme cagata! Rex fu costretto a smettere di corteggiare Lori, poco dopo cadde in una profonda depressione e morì affetto dal [[sclerosi laterale amiotrofica|morbo di Gehrig]]. Donny fu arrestato dalla polizia di Boston e accusato di rapimento di un peluche. L'accusa fu ritirata quando tutti si resero conto di quanto fosse assurda. Robert ha assunto un personal trainer, ha perso parecchio peso ed è diventato Taylor Lautner. ('''Narratore''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film comici]]
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I Simpson (settima stagione)
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2026-10-08T22:28:42Z
Danyele
19198
/* Episodio 23, Tanto Apu per niente */ correzione termine errato
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wikitext
text/x-wiki
{{torna a|I Simpson}}
'''''[[I Simpson]]''''', settima stagione.
==Episodio 1, ''Chi ha sparato al signor Burns? (seconda parte)''==
{{cronologico}}
*Non protesterò contro la soluzione quando la conoscerò. ('''Frase alla lavagna''')
*Ogni giorno a Springfield vengono uccise una dozzina di persone, ma finora nessuna era importante. ('''Kent Brockman''')
*'''Smithers''': Signore, non le hanno sparato! È stato un brutto sogno!<br />'''Burns''': Proprio così, l'anno è il 1965 e noi siamo detective in incognito in un circuito di [[Formula 1]]. Ora, sgommiamo bello mio!
*'''Smithers''': Questo senso di colpa mi fa impazzire! Devo dirlo a qualcuno! {{NDR|entra nel confessionale della "Cattedrale di Downtown"}} Padre, io non sono cattolico, ma...be', ho provato a marciare nella parata della [[festa di san Patrizio]]. Comunque, ho un peccato piuttosto grave da confessare...Sono stato io a sparare al signor Burns!<br>'''Winchester''' {{NDR|puntandogli addosso una pistola}}: E questo è proprio quello che volevo sentire!<br>{{NDR|[[Confessioni dalle serie televisive]]}}
*E quando {{NDR|Burns}} tentò di rubare la luce del sole oltrepassò il limite tra la villania dei tutti giorni e la supervillania dei [[cartone animato|cartoni animati]]. ('''Smithers''')
*'''Brockman''': Sono Kent Brockman, TG6. Come ti senti ad essere accusato del tentato omicidio del tuo capo e mentore?<br />'''Smithers''': Come [[Madonna (cantante)|Madonna]], quando scoprì che il convegno sulla molestia sessuale era pura teoria.
*'''Lisa''': Comunque, secondo me, nessuno di noi è capace di commettere un omicidio.<br />'''Abe''': Ah, non si può mai dire cosa si è capaci di fare. Non avrei mai creduto di potere abbattere un aereo tedesco, ma l'anno scorso mi sono ricreduto.
*'''Eddie''': Lei aveva rancore verso Burns?<br />'''Boe''': No. {{NDR|La macchina della verità si illumina di rosso}} E va bene, forse sì. Ma io non gli ho sparato. {{NDR|La macchina della verità si illumina di verde}}<br />'''Eddie''': Tutto regolare. Ok, signore, vada pure.<br />'''Boe''': Bene, perché stasera ho un incontro focoso. {{NDR|la macchina della verità si illumina di rosso}} Un appuntamento. {{NDR|la macchina della verità si illumina di rosso}} Cena con amici. {{NDR|la macchina della verità si illumina di rosso}} Cena da solo. {{NDR|la macchina della verità si illumina di rosso}} Guarderò la tv da solo. {{NDR|la macchina della verità si illumina di rosso}} Resterò seduto a casa ad attizzarmi col catalogo di biancheria intima femminile, uffa. {{NDR|la macchina della verità si illumina di rosso}} Quello di elettrodomestici. {{NDR|la macchina della verità si illumina di verde}} Ora le dispiace togliermi questo coso. Non mi merito un trattamento così meschino. {{NDR|la macchina della verità si illumina di rosso}}
*Voi qui mi accusate di tutto: "chi ha messo le pantofole nella lavastoviglie?", "chi ha tirato un bastone contro il televisore?", "chi è caduto nella credenza?" ('''Abraham Simpson''')
*'''Winchester''': E mo me faccio 'na tazzurella de cafè... uh è fernuto 'u cafè... vabbuò, mo me consolo col latte...
*'''Winchester''': Ci serve un test del DNA.<br />'''Ricercatore''': Oh, ehi, occorrono dalle dieci alle otto settimane {{NDR|Winchester porge al ricercatore una stecca di sigarette}} Ho detto settimane? Volevo dire secondi.<br />'''Winchester''': Ma che tenete il DNA di tutti gli abitanti?<br />'''Ricercatore''': Ah, se hai maneggiato un penny il governo ha il tuo DNA. Altrimenti perché, secondo lei, li tengono ancora in circolazione?
*'''Winchester''': Homer Simpsons, lei è in arresto per tentato omicidio.<br />'''Homer''': D'oh!<br />'''Winchester''': Già, questo è quello che dicono tutti. Tutti dicono ''D'oh!''
*'''Marge''': La polizia ha prove di ferro contro Homer: il Signor Burns lo ha accusato e hanno il suo DNA.<br>'''Lisa''': Hanno il DNA Simpson. Potrebbe provenire da chiunque di noi, eccetto te, perché sei una Bouvier.<br>'''Marge''': No, no, no, no! Quando ho preso il nome di vostro padre ho preso tutto quanto, incluso il DNA!
*Dobbiamo rimanere uniti se vogliamo avere una minima speranza di consegnare quell'orribile Homer alla giustizia. ('''Nonno Abe''')
*Col mio ultimo grammo di forza ho ingoiato le mie otturazioni in oro: quei paramedici hanno le dita calamitate! ('''Burns''')
*Non esiste [[giuria]] al mondo che condannerebbe una bambina. Forse nel Texas. ('''Commissario Winchester''')
==Episodio 2, ''L'uomo radioattivo''==
{{cronologico}}
*"Fatturare" non è una pratica del satanismo. ('''Frase alla lavagna''')
*Marge, hai altri uomini in questa casa? Uomini radioattivi? ('''Homer''')
*'''Barney''': Wow! Vuoi dire che tu eri una delle [[Simpatiche canaglie|Piccole canaglie]]?<br>'''Boe''': Sì!<br>'''Homer''': Tu qual'eri? Quello brutto? {{NDR|Boe lo guarda male}} Eri quello brutto.<br>'''Boe''': No! Ero il bulletto di nome Smelly. Il mio pezzo forte era guardare in un tubo di scappamento e riempirmi la faccia di nero fumo. Ah, nessuno lo faceva come me! Era difficile inventarsi dei motivi per guardare in quel tubo di scappamento ogni volta. C'erano dei bravi sceneggiatori. [[William Faulkner|Faulkner]] riesce a scrivere una gag con un tubo di scappamento da farti meditare.
*Cogli l'atomo fuggente! ('''[[Gridi di battaglia dalle serie televisive|Frase]] dell'Uomo Radioattivo''')
*{{NDR|I bambini vedono dei membri dello staff del film dipingere dei cavalli a macchie nere}}<br>'''Martin''': Signore, ma perché non usa delle mucche vere?<br>'''Membro dello staff''': Le mucche non sembrano mucche sulla pellicola. Bisogna usare cavalli.<br>'''Ralph''': E allora cosa fate se vi serve qualcosa che assomiglia un cavallo?<br>'''Membro dello staff''': Di solito leghiamo insieme un mucchio di gatti.
*'''Milhouse''': Fare film è così orribilmente ripetitivo. Ho ripetuto "Per picchio picchernacolo" tante di quelle volte che le parole ha perso ogni significato.<br />'''Regista''': Milhouse, dobbiamo ripetere la scena di "Per picchio picchernacolo".<br />'''Milhouse''': Ma l'abbiamo già fatta. Ci abbiamo messo sette ore, ma l'abbiamo fatta. L'abbiamo fatta.<br />'''Regista''': Sì, ma dobbiamo riprenderla da angolazioni diverse. Ancora e ancora. E ancora e ancora e ancora.
*'''Milhouse''': Io non torno, non sono tagliato per essere una star.<br />'''Bart''': Ma Milhouse, essere una star è il sogno di ogni americano patriottico!<br />'''Milhouse''': Non il mio, Bart! È un imbroglio! Appari su quello schermo fingendo di essere un eroe, ma non lo sei. I veri eroi stanno lì fuori sgobbando giorno e notte per cose molto, molto più importanti.<br />'''Bart''': La televisione.<br />'''Milhouse''': No, curando i disturbi cardiaci ed eliminando la fame nel mondo!<br />'''Bart''': Ma Milhouse, non hanno curato un bel niente! I disturbi cardiaci e la fame nel mondo sono ancora rampanti! Questi cosiddetti altruisti non sono che una massa di pietosi perdenti dal primo all'ultimo! Vuoi i risultati? Allora devi andare dagli [[Arnold Schwarzenegger|Schwarzenegger]], dagli [[Sylvester Stallone|Stallone]] e in minor misura dai [[Jean-Claude Van Damme|Van Damme]].
*'''Regista''': Basta, chiudiamo la produzione.<br />'''Produttore''': Già tanto ci rimanevano solo mille dollari.<br />'''Sindaco Quimby''': Ehm, c'è una tassa partenza di mille dollari.
==Episodio 3, ''Casa dolce casettina-uccia-ina-ina''==
{{cronologico}}
*Nessuno vuole sentire le mie ascelle. ('''Frase alla lavagna''')
*{{NDR|A Bart}} Oggi c'è la foto di classe, niente canini da [[Dracula]]! ('''Marge''')
*[[Imprecazioni dalle serie televisive|Per tutti gli dei dell'Olimpo]], qualcosa non quadra in casa Simpson! {{NDR|Chiama gli assistenti sociali che arrivano su un furgoncino accompagnati dalla sigla di [[Batman]]}} ('''Skinner''')
*Squallido buco infernale, carta igienica appesa impropriamente dall'alto in basso, cani che si accoppiqno sul tavolo in salotto?! ('''Marge''') {{NDR|Leggendo il rapporto degli assistenti sociali in merito alle condizioni della sua casa}}
*Io non giudico né Homer né Marge... questo è compito di un Dio vendicativo. ('''Maude''')
*'''Homer''': Noi ti lasciamo i bambini per tre ore e la contea ce li porta via?!<br>'''Nonno Abe''': Oh, lagne, lagne!
*{{NDR|A casa Flanders}} Qui tutto ha un'aria bigotta e ipocrita. ('''Lisa''')
*Permettevo ai miei figli di vedere ''Giardinaggio e Culinaria'', ma li agitava troppo prima di andare a dormire! ('''Ned''')
*{{NDR|Homer e Marge cercano di vedere dalla finestra i loro figli ospitati dalla famiglia Flanders}}<br>'''Marge''': Riesci a vederli?<br />'''Homer''': Vedo Lisa. Ma potrebbe anche essere una stella marina! Debbo telefonare! Debbo telefonare! {{NDR|Compone il numero}}<br>'''Voce registrata''': Il numero da lei composto non può essere raggiunto dal suo apparecchio. Brutto mostro negligente!
*{{NDR|Ned Flanders e Maggie giocano a "Bubu Settete"}}<br>'''Bart''': Io non ho mai sentito Maggie ridere così.<br />'''Lisa''': E quando è stata l'ultima volta che papà le ha dato tanta attenzione?<br />'''Bart''': Be', quando inghiottì quella moneta passò tutto il giorno con lei.
*'''Ned''': Avanti musi lunghi, chi gradisce una bella scodella di latte-gelato scremato?<br>'''Todd''': Per me al gusto di tè!<br>'''Maude''': E per me senza gusto!
*'''Lisa''': Sai, Maggie non è stata una Simpson tanto quanto noi. Credo che stia cominciando a dimenticare mamma e papà.<br>'''Bart''': Ti ricordi come mamma microondava le nostre mutandine nei giorni freddi?<br>'''Homer''': Oppure come papà telefonava finte notizie sul traffico...<br>{{NDR|Scoppiano a ridere e poi sospirano nostalgicamente}}<br>'''Lisa''': Sono a tre metri da noi e non possiamo neanche parlare con loro. Vorrei tanto potergli dire quanto mi mancano...
*'''Ned''': Bene ragazzi, è sabato sera. Che ne dite di metterci comodi e giocare a [[Quiz dalle serie televisive|quiz-quizzone]]...<br>'''Bart e Lisa''': Evviva!<br>'''Ned''': ...con domande sulla [[Bibbia]]? {{NDR|Bart e Lisa rimangono delusi}}<br>'''Rod e Todd''': Evviva!<br>'''Ned''': Quale versione volete?<br>'''Todd''': Re Giacomo!<br>'''Rod''': La Vulgata di [[San Girolamo]]!<br>'''Ned''': E Vulgata sia.<br>'''Todd''': {{NDR|Deluso}} Oh...<br>'''Ned''': Ok. Per una stellina d'oro: quale re persiano esonerò i leviti dalle tasse?<br>'''Rod''': [[Artaserse I di Persia|Artaserse]]!<br>'''Ned''': Giusto giustino! {{NDR|Gli attacca una stellina sulla fronte}}<br>{{NDR|Più tardi si vedono Rod e Todd coperti di stelline, Maggie con una stella, Maude con due}}<br>'''Ned''': Allora...?<br>'''Rod''': Lo so io! Io!<br>'''Ned''': No, figliolo! Dobbiamo farli vincere almeno una volta! {{NDR|Rivolto a Bart e Lisa}} Avanti ragazzi, questa è facile!<br>{{NDR|Bart e Lisa si lanciano uno sguardo}}<br>'''Lisa''': Ci arrendiamo.<br>'''Ned''': Tirate a indovinare! Il [[Apocalisse di Giovanni|Libro della Rivelazione]], una testa di leone sputafuoco con la coda fatta di serpenti... avanti! Chi potrebbe essere?<br>'''Bart''': Ehm...[[Gesù]]?<br>'''Ned''': {{NDR|Indignato}} Gesù?! Gesù...! Awww... È possibile che non sappiate niente? Il serpente di [[Roboamo|Rehaboam]]? Il pozzo di Zohassadar? La festa nuziale di Beth Chedruharazzeb? {{NDR|Bart e Lisa hanno uno sguardo assente}}<br>'''Maude''': Ma queste sono cose che si imparano sin dal [[battesimo]]!<br>'''Lisa''': Eh, sì, a dire il vero... vedete, noi... {{NDR|Si schiarisce la gola}}...non siamo mai stati battezzati.<br>{{NDR|Musichetta di tensione. Maude rimane sconvolta, Ned sviene. Maude gli fa annusare i sali per farlo rinvenire.}}<br>'''Maude''': Oh, Neddy! Neddy! Neddy!<br>'''Ned''': No, i sali non bastano. {{NDR|Sviene di nuovo}}
*La sola cosa che mi inebria è l'amore per mio figlio e le mie figliuole! È l'unico sballo di cui ho bisogno! ('''Marge''')
*'''Ned''': [[Imprecazioni dalle serie televisive|Per Diana e tutte le ninfe]], è meglio che chiami il Reverendo!<br>{{NDR|Schiaccia il pulsante "Rev. Lovejoy" sul suo telefono fisso}}<br>{{NDR|Il reverendo Lovejoy sta giocando con il suo modellino di treno}}<br>'''Helen Lovejoy''': C'è Ned Flanders al telefono.<br>'''Reverendo''': Salve, Ned.<br>'''Ned''': Reverendo! Emergenza! I ragazzi Simpson! Niente... Battesimo! [[Imprecazioni dalle serie televisive|Per dindo... dindolina]]!<br>'''Reverendo''': Ned, hai mai contemplato un'altra delle principali religioni? Sono all'incirca tutte simili. {{NDR|Attacca il telefono, intanto il suo trenino si sfascia}} Dannato Flanders.<br>'''Ned''': Pare che sarò costretto a battezzarvi io stesso!<br>{{NDR|Va verso l'"Emergency Baptism kit" ("Kit Pronto Battesimo"), rompe il vetro ed estrae una trombetta che suona la melodia di "Aleluja" tratta dal ''[[:w:Messiah|Messiah]]'' di [[Georg Friedrich Händel]]}}
*'''Marge''': Aaah! Vogliono battezzare i nostri figli!<br>'''Homer''': Nooo! Agli occhi di Dio saranno dei Flanders!
*Papà-paparinolo! ('''Maggie''')
==Episodio 4, ''Bart si vende l'anima''==
*Non sono una misera macchina smilza e sputacchiante. ('''Frase alla lavagna''')
*'''Homer''': Ehi, Bart! Non hai mangiato i tuoi spaghetti con le polpette!<br />'''Cervello''': ''Silenzio, stolto! Pappiamocele noi!''<br />'''Homer''': {{NDR|Tra un boccone e l'altro}} Corri ragazzo, corri per il tuo bene!
*'''Bart''': Brutto spifferone! Come hai potuto fare la spia?<br />'''Milhouse''': Non volevo che degli uccelli affamati beccassero la mia anima per sempre.<br />'''Bart''': [[Anima]]? Ma dai Milhouse l'anima non esiste affatto. È solo una cosa inventata per spaventare i bambini. Come l'uomo nero o [[Michael Jackson]].<br />'''Milhouse''': Ma tutte le religioni dicono che l'anima esiste, Bart. Perché mentirebbero? Cosa avrebbero da guadagnarci?<br />{{NDR|Intanto il Reverendo Lovejoy smista le monete delle offerte ricevute durante la messa}}<br />'''Lovejoy''': Io non sento strofinare! {{NDR|Bart e Milhouse devono pulire le canne dell'organo della chiesa per punizione}}<br />'''Bart''': Be', se l'anima esiste, dov'è?<br />'''Milhouse''': È pressapoco qui. {{NDR|Indica il petto}} E quando si starnutisce quella è la tua anima che cerca di scappare! Dicendo salute la si respinge dentro. E quando muori guizza fuori e vola via.<br />'''Bart''': E se muori in un sottomarino in fondo all'oceano?<br />'''Milhouse''': Oh, lei sa nuotare. Ha anche le ruote chiodate. Nel caso si morisse sul ghiaccio lei ci arriva comunque al cimitero.<br />'''Bart''': Oh, ma come può uno con gli occhiali così spessi essere così stupido?! Senti, tu non hai un'anima. Io non ho un'anima. L'anima non esiste affatto!<br />'''Milhouse''': Benissimo. Se tu sei così sicuro di quello che dici, perché non mi vendi la tua anima?<br />'''Bart''': Quanti soldi hai?<br />'''Milhouse''': Cinque dollari.<br />'''Bart''': Affare fatto.
*'''Lisa''': Bart, la tua anima è la sola parte di te che dura per sempre, con 5 dollari Milhouse si è impossessato di te per stramilioni di anni!<br>'''Bart''': Be', se credi che lui abbia fatto un affare ti vendo la mia coscienza per 45 dollari! Ti aggiungo anche il mio senso di decenza. È una vendita colossale! Liquido tutto!
*''Bart ha venduto l'anima | voleva esser moderno | andrà dritto all'inferno | ci resterà in eterno!'' ('''Sherry e Terry''')
*{{NDR|Mentre Bart, disperato, sta pregando che gli venga restituita la sua anima, il foglio con su scritto "Bart's Soul" ("Anima di Bart") cade sul suo letto, Bart lo riprende subito e si nota che è stata Lisa a ridarglielo}}<br/>'''Bart''': Lisa... L'hai comprata tu?<br/>'''Lisa''': Con gli spiccioli nel mio salvadanaio. <br/>'''Bart''': Non ci sono spiccioli nel tuo salvadanaio...<br/>'''Lisa''': Non in quello che conosci tu. <br/>'''Bart''': {{NDR|Commosso per ciò che gli ha fatto Lisa}} Oh, Lisa, grazie! {{NDR|le dà un bacio}}
==Episodio 5, ''Lisa la vegetariana''==
{{cronologico}}
*La [[stanza da bagno|toilette]] dei maschi non è un acquapark. ('''Frase alla lavagna''')
*'''Nonno Abe''': Siamo già arrivati?<br />'''Homer''': No.<br />'''Nonno Abe''': Siamo già arrivati?<br />'''Homer''': No.<br />'''Nonno Abe''': Siamo già arrivati?<br />'''Homer''': No.<br />'''Nonno Abe''': Dove stiamo andando?<br />'''Lisa''': Stiamo andando al villaggio delle fiabe, nonno. È un parco di divertimento per piccini.<br />'''Nonno Abe''': Ouh... Lasciatemi qui con il finestrino un po' aperto.<br />'''Homer''': Era questa la nostra intenzione.
*'''Homer''': Ehi, Flanders!<br />'''Famiglia Flanders''': {{NDR|In coro}} Salve salvino, vicino vicino!<br />'''Homer''': State zitti!<br />'''Famiglia Flanders''': {{NDR|In coro}} Certo certosino!<br />'''Homer''': Ned, hai organizzato una riunione di famiglia e non hai invitato me?!<br />'''Ned Flanders''': Per dindirindina, Homer, questo è un raduno strettamente flanderiano; ho qui raccolto familiari da tutto il mondo. Questo è José Flanders.<br />'''José Flanders''': Buenas dindinondandasdias, señor!<br />'''Ned Flanders''': E questo è Lord Thistlewick Flanders.<br />'''Lord Thistlewick Flanders''': Incantato. {{NDR|Ned gli dà una gomitata}} Ehm... can... tatino, cantatino.
*'''Homer''': Questo [[grigliata|barbeque]] richiederà un lavoro duro, ingrato, ma sono certo che tu ne sarai all'altezza.<br />'''Marge''': Be', può essere un'ottima occasione per conoscere i vicini anche fuori dal tribunale.
*{{NDR|Nella fantasia di Lisa le costolette di agnello si trasformano nell'agnellino a cui si è affezionata}} Ti prego, Lisa: pensavo che mi volessi beeeene! Molto beeeene! ('''Agnellino''')
*'''Homer''': Lisa, tesoro, stai dicendo che non mangerai più un animale? È così? E la pancetta?<br />'''Lisa''': No.<br />'''Homer''': Prosciutto?<br />'''Lisa''': No.<br />'''Homer''': Braciole di maiale?<br />'''Lisa''': Papà, è tutta roba che proviene dallo stesso animale.<br />'''Homer''': De hi hi ho, sì è vero, Lisa, un meraviglioso animale magico!
*'''Signorina Hoover''': Ok, ragazzi, è il momento di sezionare i nostri vermi. {{NDR|Ne distribuisce uno a ogni alunno}} Prima di tutto fissateli, in modo che non vi saltino negli occhi. <br />'''Ralph''': Signorina Hoover?<br />'''Signorina Hoover''': Sì, Ralph? Cosa c'è?<br />'''Ralph''': Il mio verme mi è saltato in bocca e l'ho mandato giù. Posso averne un altro?<br />'''Signorina Hoover''': No, Ralph, non ce ne sono più. Tu cerca di dormire mentre gli altri imparano.<br />'''Ralph''': Oh, Morfeo! Dormire! In questo sono un [[vichingo]]!<br />'''Lombrico''': Liiisa, che cosa ti ho fatto di maaale?<br>'''Lisa''': Perché parla come un agnello? {{NDR|Cerca di vivisezionarlo, ma fallisce}} Signorina Hoover, non penso di poter sezionare un animale. Credo sia sbagliato.<br />'''Signorina Hoover''': Ok, Lisa, rispetto la tua obiezione di coscienza. {{NDR|Intanto preme il pulsante "Allarme pensiero indipendente" (''Indipendent thought alarm'') posto sotto la cattedra}}
*'''Skinner''': Oh, no! Due allarmi di "pensiero indipendente" in un solo giorno! Gli studenti sono troppo stimolati. Willie, rimuovi i gessetti colorati dalle aule!<br />'''Willie''': Gliel'avevo detto! Non gliel'avevo detto?! Quei gessetti colorati da [[Lucifero]] in persona sono stati creati!
*I [[cartone animato|cartoni]] non hanno messaggi, Lisa. Sono solo robetta esilarante, sai, come la gente che si fa male, eccetera, cose del genere... {{NDR|Homer gli apre la porta in faccia}} ('''Bart''')
*'''Lisa''' {{NDR|leggendo l'invito al barbeque di Homer}}: «Vieni alla grande aBBBuffata di Homer. La "[[B]]" extra sta per BBibite a tuo carico.»<br>'''Bart''': E la "B" extra di "BBibite"?<br>'''Homer''': È un errore di stampa.
*''Niente amici con l'insalata!'' {{NDR|cantando e ballando facendo un trenino per dire a Lisa che a un barbeque si serve la carne, non le verdure}} ('''Bart, Homer, Marge''')
*'''Skinner''': Buon giorno a tutti, ragazzi. Un elemento perturbatore - per rispetto alla privacy lo chiameremo Lisa S... no, questo è troppo ovvio. Diciamo L. Simpson... {{NDR|tutti si girano verso un'imbarazzata Lisa}} ha sollevato dubbi su alcuni aspetti della politica scolastica. Perciò, allo scopo di creare un dialogo aperto guardate il filmato in silenzio.<br />{{NDR|Parte il filmato ''Meat and You: Partners in Freedom'' presentato dal Meat Council}}<br />'''Troy McClure''': Non c'è niente di meglio di una passeggiata nel paese dei bovini. {{NDR|Sta camminando sul dorso di una mandria di bovini}} Salve, sono Troy Mclure. Forse vi ricordate di me per alcuni filmati istruttivi come ''2-3=divertimento negativo'' e ''Petardo: il killer silenzioso''.<br />'''Jimmy''': Signor McClure!<br />'''Troy McClure''': Oh, ciao Bobby!<br />'''Jimmy''': Jimmy. Sono curioso di sapere come la carne arrivi dall'allevatore al mio stomaco.<br />'''Troy McClure''': Frena, frena, frena, rallenta, Jimmy! Hai chiesto un quintale di roba! Tutto inizia qui: nel recinto "Mangiatoia ad alta densità". Poi, quando il bestiame è al punto giusto, arriva per loro il momento di "laurearsi" all'università bovina.<br />{{NDR|Le mucche vengono condotte al macello tramite un nastro trasportatore}}<br />'''Troy McClure''': Vieni, Jimmy, ora diamo un'occhiata al piano macellazione.<br />'''Jimmy''': Ah!<br />'''Troy McClure''': Non farti ingannare dal nome, non è un vero e proprio piano. È una specie di rampa d'acciaio che permette al materiale di essere raccolto, trattato ed esportato.<br />{{NDR|I due entrano nel macello. Intanto dall'esterno si sentono i lamenti dei bovini. Jimmy esce impallidito.}}<br />'''Troy McClure''': Hai fame, Jimmy?<br />'''Jimmy''': Ehm, signor McClure, io ho un amico che dice che è sbagliato mangiare carne. Secondo me è fuori di testa. Vero?<br />'''Troy McClure''': No, solo ignorante. Vedi, il tuo amico fuori di testa non ha mai sentito parlare della catena alimentare. {{NDR|Viene mostrata l'immagine di una catena alimentare in cui l'uomo è predatore apicale di tutti gli animali<ref>Tra di essi sono visibili: un barboncino, un pipistrello, una scimmia, un bovino, una lumaca, uno scoiattolo, un coccodrillo, un serpente, un volatile, un cammello, un ornitorinco e un tacchino.</ref>}} Basta chiedere allo scienziologo!<br />{{NDR|Viene mostrato per un solo secondo uno scienziato al miscroscopio}}<br />'''"Scienziologo"''': Ehm...<br />'''Troy McClure''': Lui ti dirà che la catena alimentare prevede che una creatura ne mangi immancabilmente un'altra.<br />{{NDR|Vengono mostrate alcune scene di predatori che mangiano prede<ref>Vengono mostrati: un leone che cattura un'antilope, un uccello rapace che si porta via con gli artigli una pecora, un cane che afferra un frisbee e uno squalo che mangia un gorilla mentre questo sta raccogliendo una banana</ref>}}<br />'''Troy McClure''': Non farti illusioni, Jimmy. Se una mucca avesse l'opportunità mangerebbe te e tutti quelli che ti stanno a cuore.<br />{{NDR|Zoom sullo sguardo indifferente di una mucca}}<br />'''Jimmy''': Wow, signor MClure! Ero un deficiente di prima scelta a farmi tutte quelle domande sulla carne.<br />'''Troy McClure''': Ah ah ah ah! Sì, lo eri, Jimmy! Sì, lo eri! {{NDR|Gli scompiglia i capelli}}<br />'''Jimmy''': Ahi, mi sta facendo male!<br />{{NDR|Viene mostrato la parte posteriore di un bovino sulla quale vengono marchiate a fuoco le parole "The End"}}<br />'''Lisa''': Non crederanno di intripparci con certe baggianate?!<br />'''Skinner''': Ora una chicca speciale offertaci dall'ispettorato carni. Gustatevi questa bella trippa!<br />'''Bambini''': {{NDR|In coro}} Evviva!<br />'''Lisa''': Fermi, fermi! Ma non capite che siete appena stati plagiati dalla propaganda?<br />'''Janey Powell''': Pare che la mia amica fuori di testa non conosca la catena alimentare!<br />'''Ham''': Sì, Lisa è proprio una deficiente di prima scelta! Eh!<br />'''Ralph''': Quando sarò grande io andrò all'università bovina!
*'''Barney''': Ciao, Homer, grazie per avermi invitato al tuo barbeque.<br />'''Homer''': Mitico, Barney, hai portato un'intera botte di birra!<br />'''Barney''': Sì. Dove posso riempirla?
*{{NDR|Homer sta per grigliare la carne}}<br />'''Lisa''': Aspetta, papà! Buone notizie, gente! Non dovete mangiare carne! Ho preparato [[gazpacho]] per tutti! {{NDR|Tiene in mano una terrina piena di gazpacho}}<br />'''Invitati''': E che cos'è il gazpacho, eh?<br />'''Lisa''': È crema di pomodoro da gustare gelata.<br />{{NDR|Gli invitati si mettono a ridere}}<br />'''Barney''': Tornatene in Russia!
*Non solo si abbuffano di carne, ma te la sbattono quasi in faccia! {{NDR|Le atterra sulla faccia un hamburger}} ('''Lisa''')
*{{NDR|Lisa sta trasportando via il maiale per il barbeque}}<br />'''Marge''': Bart, no!<br />'''Bart''': Che c'è?<br />'''Marge''': Scusa, è l'abitudine.<br />'''Marge''': Lisa, no!
*'''Burns''': Sai, Smithers? Credo che donerò un milione di dollari all'orfanotrofio... quando voleranno i maiali.<br />{{NDR|Mentre ridono il maiale che Homer doveva cucinare per il barbeque passa davanti alla finestra dell'ufficio di Burns}}<br />'''Burns''': Cosa... ?!<br />'''Smithers''': Donerà quel milione di dollari, signore?<br />'''Burns''': No, ci ho ripensato. Preferisco di no.
*{{NDR|I Simpson sono a colazione, l'atmosfera è tesa dopo che Lisa ha rovinato il barbecue di Homer}}<br />'''Homer''': Marge, siccome non rivolgo la parola a Lisa, ti dispiace chiederle di passarmi la salsa, per favore?<br />'''Marge''': Per favore, Lisa, passa la salsa a tuo padre.<br />'''Lisa''': Bart, di' a papà che gliela passerò solo se non verrà usata su un prodotto di carne.<br />'''Bart''': Inzupperai le tue salsicce in quella salsa, cumpà?<br />'''Homer''': Marge, di' a Bart che voglio solo bermi un bel bicchiere di salsa come faccio tutte le mattine.<br />'''Marge''': Diglielo tu. Stai ignorando Lisa, non Bart!<br />'''Homer''': Bart, ringrazia tua madre per aver puntualizzato.<br />'''Marge''': Homer, non stai non-parlando con me! E ho sentito quello che hai detto!<br />'''Homer''': Lisa, di' a tua madre di non scassarmi i timpani!<br />'''Bart''': Papà, tu con Lisa non ci parli!<br />'''Homer''': Bart, va' in camera tua!
*Ti sposerai con una carota, Lisa? ('''Janey Powell''')
*{{NDR|Il frigorifero delle birre analcoliche del Jet Market porta in realtà al terrazzo}}<br>'''Lisa''': Wow, una scala segreta! Ma cosa fai se qualcuno chiede una birra non alcolica?<br>'''Apu''': Be', questo non capita mai.
*'''[[Linda McCartney]]''': Non eravamo soddisfatti delle altre linee [[vegetarianismo|vegetariane]], ti meraviglieresti se sapessi in quante puoi trovare un tocco di maiale.<br />'''[[Paul McCartney]]''': Linda e io ci battiamo per i diritti degli animali. Infatti se ascolti certe nostre canzoni alla rovescia potrai sentire ogni possibile variante della zuppa di lenticchie!<ref>{{Cfr}} [[:w:Backmasking|Backmasking]]</ref><br />'''Lisa''': Quand'è che tutti quegli sciocchi impareranno che si può essere perfettamente sani semplicemente mangiando vegetali, frutta, farinacei e formaggio?<br />'''Apu''': Hew, formaggio!<br />'''Lisa''': Non mangi formaggio, Apu?<br />'''Apu''': No. No di no! Non mangio nessuno cibo che viene da un animale!<br />'''Lisa''': Ah, allora penserai che io sono un mostro.<br />'''Apu''': Sì, che sei mostro lo penso, ma... tempo fa ho imparato che sopporto gli altri invece che impongo loro mio credo. Sai, si può fare influenza su gente senza che ossessioni lei. È come canzone di Paul: ''Vivi e lascia vivere''.<br />'''Paul McCartney''': Il titolo era ''Vivi e lascia morire''.<ref>{{Cfr}} ''[[:w:Live and Let Die (brano musicale)|Live and Let Die]]''</ref><br />'''Apu''': {{sic|Suvoliamo, suvoliamo, aveva bello ritmo!}}
==Episodio 6, ''La paura fa novanta VI''==
{{cronologico}}
*La catena che ti accende la miccia e ti aumenta la ciccia! ('''Homer''') {{NDR|entre si reca in un negozio Lard Lad Donuts}}
*Non ti stanchi mai di avere sempre torto? ('''Homer''') {{NDR|a Marge}}
*Be', vedi, la [[pubblicità]] è una cosa strana. Se la gente la smette di prestarle attenzione dopo poco sparisce. ('''Pubblicitario''')
*'''Lisa''': Ehi, Springfield! Che c'è? Soffrite di un attacco acuto di... mostrillite? Allora ecco un consiglio di Paul Anka!<br>'''[[Paul Anka]]''' {{NDR|[[canzoni dalle serie televisive|cantando]]}}: ''Per fermare i mostri, un due tre | Qui c'è un fresco nuovo modo senza guai | da Paul Anka garantito''<br>'''Lisa''': ''Garanzia non valida in Tennessee''<br>'''Paul Anka e Lisa''': ''Basta non guardare! Basta non guardare! | Basta non guardare! Basta non guardare! | Basta non guardare! Basta non guardare!''
:''– Hey, Springfield! Are you suffering from the heartbreak of... monster-itis? Then take a tip from Mr. Paul Anka!<br>– To stop those monsters, one-two-three, | here's a fresh new way that's trouble-free, | it's got Paul Anka's guarantee.''<br>– ''Guarantee void in Tennessee.''<br>– ''Just don't look! Just don't look! | Just don't look! Just don't look! | Just don't look! Just don't look!''
*Ricordate, ragazzi: peggio andrete in questo test e più fondi riceverà la scuola. Non ammazzatevi di fatica, avete tre ore. ('''Edna''')
*Io sono il magnifico mago del latino, sono un derbista della declinazione, uno scongiuratore della coniugazione con un milione di punti a Flipper e massimo carisma! ('''Martin Prince''')
*Figlioli, è ora che vi racconti la vera storia in modo da porre fine alla vostra paura. È una storia di omicidio e vendetta dall'oltretomba. Tutto ebbe inizio la tredicesima ora del tredicesimo giorno del tredicesimo mese... Eravamo lì per discutere degli errori di stampa dei [[Calendario|calendari]] acquistati dalla scuola. ('''Marge''')
*'''Lisa''': Bart, ti rendi conto? La prossima volta che ci addormentiamo potremmo anche morire!<br />'''Nonno Abe''': Benvenuti nel mio mondo {{NDR|si addormenta seduto}}
*{{NDR|Trovando un varco dimensionale}} Che strano. Sembra... Sembra una cosa uscita da quelle serie... uno... due... x... ''[[X-Files]]''... ('''Homer''')
:''It's like something out of that twilighty show about that zone.''<ref>Riferimento alla serie televisiva ''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959)|Ai confini della realtà]]''. Il segmento prende ispirazione dall'episodio ''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (terza stagione)#Episodio 26, La bambina perduta|La bambina perduta]]''.</ref>
*{{NDR|In un'altra dimensione}}<br>'''Cervello di Homer''': ''Oh, gloria delle glorie... Oh, testamento celestiale della maestosità eterna della creazione di Dio!''<br>'''Homer''': Santi [[maccheroni]]!
*{{NDR|Guardando dei [[pesce|pesci]] in uno stagno}} Bastoncini di pesce ancora non lavorati... {{NDR|sbava con un'espressione di pura libidine}} ('''Homer''')
*{{NDR|Mentre Homer è intrappolato in un'altra dimensione}}<br>'''Dr. Hibbert''': Puoi dirci com'è lì dentro?<br>'''Homer''': È come... Qualcuno di voi ha visto il film ''[[Tron (film)|Tron]]''?<br>'''Dr. Hibbert''': No!<br>'''Lisa''': No!<br>'''Winchester''': No!<br>'''Marge''': No!<br>'''Bart''': No!<br>'''Patty''': No!<br>'''Winchester''': No!<br>'''Ned''': No!<br>'''Selma''': No!<br>'''Prof. Frink''': No!<br>'''Reverendo Lovejoy''': No!<br>'''Winchester''': Sì! Ma com'era? Aggio sbagliato... no!
*'''Prof. Frink''': Be', sarebbe ovvio anche per l'individuo più scriteriato, laureato e con specializzazione in topologia iperbolica che tuo Homer Simpson è piombato... {{NDR|si spengono improvvisamente le luci e Frink assume un aspetto dramamtico}} nella terza dimensione!<br>'''Lisa''' {{NDR|accorgendosi di aver urtato l'interruttore della luce}}: Oh, scusate!
*'''Prof. Frink''' {{NDR|disegnando sulla lavagna}}: Ecco un comunissimo quadrato...<br>'''Winchester''': Ehi, rallenta, cap' 'e provolo!<br>'''Prof. Frink''': Ma supponiamo di estendere il quadrato oltre le due dimensioni del nostro universo lungo l'ipotetica asse z qui. {{NDR|alla vista del cubo disegnato da Frink tutti rimangono stupiti}} Così si ottiene un oggetto tridimensionale noto come "[[cubo]]", o meglio Frinkaedro, in onore dello scopritore! {{NDR|ride gongolante}}
*Oh, ci sono talmente tante cose che non so dell'astrofisica. Magari avessi letto quel libro di quello scienziato da premio Nobel. ('''Homer''')
:''There's so much I don't know about astrophysics. I wish I read that book by that wheelchair guy.''<ref>Riferimento a [[Stephen Hawking]]. Lo scienziato appare negli episodi ''[[I Simpson (decima stagione)#Episodio 22, Springfield utopia delle utopie|Springfield utopia delle utopie]]'', ''[[I Simpson (undicesima stagione)#Episodio 4, La paura fa novanta X|La paura fa novanta X]]'', ''[[I Simpson (undicesima stagione)#Episodio 22, Dietro la risata|Dietro la risata]]'', ''[[I Simpson (sedicesima stagione)#Episodio 16, Homer fra tetti e Tettone|Homer fra tetti e Tettone]]'', ''[[I Simpson (diciottesima stagione)#Episodio 20, Fermati o il cane spara!|Fermati o il cane spara!]]'' e ''[[I Simpson (ventiduesima stagione)#Episodio 1, Elementary School Musical|Elementary School Musical]]''.</ref>
*Abbiamo avuto un piccolo intoppo quando l'universo è crollato su sé stesso, ma papà è sembrato cautamente ottimista. ('''Bart''')
*Uh! Torte osè! ('''Homer''') {{NDR|nel mondo reale, osservando la vetrina di una pasticceria specializzata in torte erotiche}}
==Episodio 7, ''Maxi Homer''==
{{cronologico}}
*Le bruciature indiane non sono un nostro retaggio culturale. ('''Frase alla lavagna''')
*Voglio vedere più [[Theodore Roosevelt|Teddy Roosvelt]] e meno [[Franklin Delano Roosevelt|Franklin Roosvelt]]! ('''Burns''') {{NDR|mentre fa fare ginnastica ai dipendenti della centrale nucleare}}
*{{NDR|Homer fa i piegamenti}}<br>'''Homer''' {{NDR|con grandissimo sforzo}}: E... due!<br>'''Lenny''': Ah, a dire il vero, Homer, quello è solo "uno". Vedi, ogni flessione include "uno", alzarsi, e "due", abbassarsi.
*[[Infortunio sul lavoro|Si è fatto male sul lavoro]] e lo pagano per stare a casa. È come una lotteria che premia la stupidità! ('''Lenny''')
*Per tutta la vita sono stato un [[sovrappeso|uomo obeso]] intrappolato nel corpo di un uomo grasso. ('''Homer''')
*'''Dr. Hibbert''': Mio Dio! Ma è mostruoso! Mai udito nulla di più autodistruttivo! E io non voglio averci niente a che fare!<br>'''Homer''': Può consigliarmi un dottore che lo farebbe?<br>'''Dr. Hibbert''': Certo.
*{{NDR|Homer chide aiuto al dottor Nick Riviera per ingrassare e ottenere l'invalidità}}<br>'''Dr. Riviera''': Allora, ci sono varie opzioni disponibili per individui pericolosamente sottopeso come lei, Simpson. Nel suo caso consiglio vivamente un ingozzamento lento e costante unito all'orizzontologia chiappale.<br>'''Homer''': Certamente.<br>'''Dr. Riviera''': Dovrà concentrarsi sulle categorie di cibo di solito evitate tipo la categoria pannosa, quella colesterolica e quella ciocco-eccezionale!<br>'''Homer''': Come posso fare per accelerare il tutto, dottore?<br>'''Dr. Riviera''': Un po' di fantasia! Invece di preparare panini con pane usi strati di millefoglie! Invece di masticare la gomma, mastichi pancetta!<br>'''Bart''': Potresti lavarti i denti col frullato!<br>'''Dr. Riviera''': Ehi, hai frequentato la facoltà di medicina all'Università di Hollywood alta tu? E ricordi, se non è sicuro di qualcosa la strofini contro un pezzo di carta, se la carta diventa trasparente l'alimento è adatto allo scopo!
*Ogni secondo che passo fuori dal letto sono preziose calorie che bruciano! ('''Homer''')
*'''Burns''': Sono lieto di offrire questo terminale per lavoro a distanza. Il nostro ispettore alla sicurezza potrà compiere il proprio dovere da casa. Perciò, sempre più in alto signor... signor... {{NDR|sussurrando a Smithers}} Come si chiama questo gasteropode?<br>'''Smithers''': Simpson: umidificasedie del settore 7G, signore.<br>'''Burns''': Già, Simpson!<br/>{{NDR|i dipendenti in casa Simpson fanno un applauso a Burns}}<br/>'''Homer''': {{NDR|A Burns}} La ringrazio per la pietà
*Be', di solito le idee bislacche di vostro padre vanno a monte non appena trova qualcosa di bello in tv. Ma in questo periodo, eh... ('''Marge''')
*Burns sopravvive all'incontro con obeso recluso! ('''Titolo in prima pagina dell' Employee Newsletter''')
:''Burns survivees brush with snut-in!''
*{{NDR|In un negozio d'abbigliamento specializzato in taglie forti}}<br>'''Homer''': Sto cercando qualcosa di ampio e vaporoso, qualcosa di comodo pe ril mio primo giorno di lavoro.<br>'''Commesso''': Lavoro, eh? Mi lasci indovinare... Programmatore di computer? Cronista di riviste di computer? Qualcosa che concerne i computer?<br>'''Homer''': Be', uso un computer.<br>'''Commesso''': Già, ecco la relazione: vita sedentaria e spuntini...
*Mi fanno pena quei poveri gonzi sulla superstrada! Gas-frena-clacson! Gas-frena-clacson! Clacson-clacson-pugno! Gas-gas-gas! ('''Homer''')
*8 e 58... è la prima volta che sono in anticipo al lavoro. Tranne quando si rimetteva l'[[ora legale]]. ('''Homer''')
*{{NDR|Sullo schermo del computer appare la scritta "To Start Press [[Any Key]]"}} "Per iniziare premere un tasto qualunque" Dov'è il "tasto qualunque"? Io vedo "Esc", "Ctrl", "PgUp"... ('''Homer''')
*L'uomo Del Monte mi segherà le gambe! ('''Contadino''')
*'''Bart''': Quando sarò grande voglio essere un lardoso mantenuto dalla cassa invalidi come il mio papone!<br>{{NDR|Nella fantasia di Bart nel futuro diventerà un obeso costretto a letto}}<br>'''Bart adulto''': Mi lavo con uno straccio su un bastone!
*'''Lisa''': Ehi, mamma, tutta questa storia fa venire i brividi! Sei sicura di non voler parlare a papà?<br>'''Marge''': Mmm, io vorrei farlo, tesoro, ma non so come. Tuo padre è molto sensibile. Ricordi quando ho riso del suo cappello alla [[Sherlock Holmes]]? Ha tenuto il broncio per giorni e poi ha chiuso l'agenzia investigativa.
*{{NDR|In merito all'essere [[sovrappeso|obeso]]}} Pro: sono resistente alla [[carestia]] e alla [[siccità]]. ('''Homer''')
*Marge, questo è tutto ciò che ho sempre sognato, proprio qui! {{NDR|agita la pancia}} E nessuno me lo porterà via! Tu non hai mai avuto fiducia in me, ma lascia che ti dica: il magro allampanato Homer che tu conoscevi è morto! Ora io sono un grosso cicciabomba! ('''Homer''')
*'''Secco Jones''' {{NDR|guardando Homer}}: Con quelle chiappone la cosa che gli riesce meglio è stare seduto!<br>'''Lisa''': Ehi, lasciate in pace mio padre! Solo perché è in sovrappeso non significa che è cattivo! È un uomo dolce e ha dei veri sentimenti.
*Il dito usato per comporre il numero è troppo grasso. Per ricevere una speciale bacchetta per digitare si prega di schiacciare l'intera tastiera col palmo della mano. ('''Voce telefonica registrata''') {{NDR|[[segreterie telefoniche dalle serie televisive|segreteria telefonica]]}}
*'''Ralph''': Ho sentito dire che tuo padre è andato in un ristorante e che ha mangiato tutto quello che c'era nel ristorante e hanno dovuto chiudere il ristorante.<ref>È accaduto nell'episodio ''[[I Simpson (quarta stagione)#Episodio 8, La nuova ragazza del quartiere|La nuova ragazza del quartiere]]''.</ref><br>'''Lisa''': Ehi, mio padre può anche aver messo su peso, ma non è una specie di maniaco divoracibo!<br> {{NDR|Intanto passa Homer su un furgoncino dei gelati mentre divora un gelato}}
*{{NDR|Homer, dopo essere diventato particolarmente obeso, ha bloccato una fuoriuscita di gas tossico ostruendo il canale con la sua massa di grasso}}<br>'''Lisa''': Non è ironico che papà abbia salvato la situazione mentre un uomo più smilzo sarebbe caduto in braccio alla morte?<br>'''Bart''': È ironico che per una volta le chiappe di papà abbiano bloccato l'uscita di gas tossico!
==Episodio 8, ''Mamma Simpson''==
===Frasi===
*Hai le nostre più sentite condogliandolindondanze! ('''Ned Flanders''')
*Homer, quando ti ho chiesto se quel pupazzo era per simulare la tua morte mi hai risposto di no! Domattina andrai dritto giù in città e sistemerai questa faccenda! ('''Marge''')
*Ehi, sbrigati! Questo furgone elettrico ha solo altri 20 minuti di autonomia! ('''Un hippie''')
*Homer J. Simpson. "Siamo più ricchi avendolo perso".
:''Homer J. Simpson. "We are richer for having lost him".'' ('''[[Epitaffi dalle serie televisive|Epitaffio]]''')
===Dialoghi===
*'''Mona''': Oh, il mio orsettino Homi. È ora della nanna.<br />'''Homer da piccolo''': Cantami la [[ninne nanne dalle serie televisive|ninna-nannina-ina-ina]].<br />'''Mona''': Dolce, cremoso, morbido e gustoso dentro. Tenero, adorato, soffice, fatato fuori. Avvolgi il dentro con i fuori. È buono? È il tenerello alla cioccolata. Sono queste le parole magiche.
*'''Giornalista''': {{NDR|In televisione}} [[Joe Willie Namath]] si pavoneggia sul campo Le sue basette l'apogeo della chiccheria statuaria. I frivoli follicoli pionieristici di [[Ambrose Burnside]], 1865.<br />{{NDR|Parte ''Sunshine of Your Love'' dei [[Cream]] e sullo sfondo si anima una grafica psichedelica}}<br />'''Mona''': I suoi selvaggi, indomabili capelli rivelavano un mondo di ribellione di cambiamento un mondo dove le porte erano aperte a donne come me. Ma Abrahm era inchiodato al suo plastico scenario di Madison Avenue.<br />'''Abrahm''': Ma tu guarda che basette! Sembra un femmina! Ecco [[Johnny Unitas]]. Quella sì che è una pettinatura su cui fare affidamento.
*'''Joe Agente F.B.I.''': È questa la donna che ha visto all'ufficio postale?<br />'''Sig. Burns''': Assolutamente! Chi potrebbe dimenticare un volto così mostruoso! Ha il cranio bombato tipico del criminale in carriera!<br />'''Smithers''': Signore, la [[frenologia]] è considerata da centosessantanni ciarlataneria.<br />'''Sig. Burns''': Lo puoi sostenere solo tu. Tu! Che hai la capacità cerebrale di un fermacarte!
*'''Mona e Lisa''': {{NDR|cantando ''Blowin' in the Wind'' di [[Bob Dylan]]}} How many roads must a man walk down, before you can call him a man?<br />'''Homer''': Sette!<br />'''Lisa''': No papà, è una domanda retorica. <br />'''Homer''': Retorica, eh? Otto! <br />'''Lisa''': Papà, lo sai che significa retorico?<br />'''Homer''': Se io so il significato di retorico?!
*'''Mona''' {{NDR|arrabbiata con il marito Abraham}}: Oh Abraham, sei invecchiato terribilmente!<br/>'''Abraham''': E che ti aspettavi?? Mi hai lasciato solo a crescere il ragazzo! {{NDR|Homer}}<br/>'''Mona''': Dovevo andar via, ma non occorreva dire a Homer che ero morta!<br/>'''Abraham''': Be', o gli dicevo così o gli dicevo che sua madre era una criminale ricercata! Sei stata una pessima moglie, e non te lo perdonerò mai!!!
*{{NDR|Burns si presenta a bordo di un carroarmato davanti a casa Simpson}}<br />'''Burns''': Finalmente! È da venticinque anni che aspetto questo momento.<br />{{NDR|Inserisce un'audiocassetta nell'autoradio del carroarmato. Parte la ''Cavalcata delle Valchirie'' di [[Richard Wagner|Wagner]] ma improvvisamente viene interrotta da ''Waterloo'' degli [[ABBA]]}}<br />'''Smithers''': Mi spiace signore, devo averci registrato sopra.
*{{NDR|Patty, Selma, Smithers, il Commissario Winchester e l'agente F.B.I. alzano le tazze dalla lapide e si nota la scritta "Homer J. Simpson"}}<br/>'''Smithers''' Buon Dio!<br/>'''Commissario Winchester''': Emanate un ordine di cattura per ''uosdwiS F. jewoH''... Sì sì, cominciamo dal quartiere greco. <br />'''Agente F.B.I.''': È Homer J. Simpson, commissario. L'ha letto sottosopra.<br />'''Commissario Winchester''' {{NDR|sempre parlando in quella che sembra una radiolina}}: Ordine annullato... Però ''sient'ammé'', fateci portare un bel secchio di olive...<br />'''Agente F.B.I.''': Commissario, sta parlando nel suo portafogli!
*{{NDR|Gli agenti F.B.I. che hanno fatto irruzione in casa Simpson in cerca di Mona}}<br>'''Agente F.B.I.''': F.B.I., fermi tutti, è finita la pacchia!<br/>'''Abraham''': E va bene, lo ammetto, sono il figlio di Lindbergh!<ref>{{Cfr}} [[:w:Rapimento Lindbergh|Rapimento Lindbergh]].</ref> Gua-gua! Gu-gu!, mi manca il mio vola vola!<br>'''Agente F.B.I.''': Cerca di temporeggiare o è arteriosclerotico?<br>'''Abraham''': Un pochino dell'uno e un pochino dell'altro!
==Episodio 9, ''L'ultimo sfavillio di Telespalla Bob''==
*'''Lisa''': Mamma, mamma! Ho sventato il piano di Telespalla Bob, mi è caduto un dirigibile addosso, ho assistito ad una esplosione nucleare ma sto bene!<br>'''Homer''': Se è per questo anche io oggi ho sfondato un cancello, ma non per questo mi vanto!
{{cronologico}}
*Le mutandate non sono salutari né per i bambini né per altre cose viventi. ('''Frase alla lavagna''')
*{{NDR|Telespalla Bob esprime il proprio odio per la [[televisione]]}} Come aborro quella scatola! Quella unidirezionale pompa spara-feccia che ronza e rutta! ('''Telespalla Bob''')
*{{NDR|Facendo finta di sparare}} Beccati questo, mamma! Beccati questo, papà! Avete voluto mandarmi da uno psichiatra, eh? Beccati questo, dottoressa Sally Waxler! ('''Milhouse''')
*'''Telespalla Bob''': {{NDR|Apparendo nel maxischermo}} Salve, Springfield! Mi dispiace distogliere la vostra attenzione da tutti i frastuoni e i luccichii, ma ultimamente c'è qualcosa che mi turba: la televisione. Non sarebbe più ricca la nostra vita se la televisione fosse tolta di mezzo?<br>'''Boe''': Cosa?<br>'''Dr. Hibert''': Sicuramente non sta parlando di quella via cavo!<br>'''Telespalla Bob''': {{NDR|Nel maxischermo}} Possiamo far rivivere l'arte ormai perduta della conversazione! E dell'intaglio! Perciò vi propongo di abolire per sempre la televisione!<br>'''Homer''': Tornatene nel Massachusetts, roscio!<br>'''Telespalla Bob''': {{NDR|Nel maxischermo}} Oh, ancora una cosa. Ho rubato un ordigno nucleare! Se entro due ore non liberate l'etere da quella volgare immondizia lo farò detonare! E ora addio! {{NDR|Il maxischermo si spegne. Poi si riaccende}} Mi rendo conto dell'ironia di biasimare la TV apparendo in essa, perciò non occorre altra puntualizzazione.
*{{NDR|Leggendo sulla bomba}} "Usare entro novembre 1959". Dannazione, Bob! C'era una pletora di bombe nuovissime ma tu non hai resistito al fascino anni cinquanta! ('''Telespalla Bob''')
*Beati i tempi in cui l'aviazione era uno svago per gentiluomini! Ben prima che un bipede qualsiasi si infilasse dietro un vassoio porta pranzo per zoomare da [[New York]] al New Jersey! ('''Telespalla Bob''')
*Quale ironia! La mia crociata contro la televisione è finita in maniera così scontata... che sarebbe potuta scaturire dal computer dello [[sceneggiatore]] più imbranato di Hollywood! ('''Telespalla Bob''')
==Episodio 10, ''Il 138º episodio spettacolare''==
*Farò questa cosa soltanto una volta l'anno. ('''Frase alla lavagna''')
*Salve sono Troy McClure, forse vi ricordate di me per alcuni special della Fox come ''[[Alien]] plastica nasale'' e ''Cinque favolose settimane al Chevy Chase Show''. ('''Troy McClure''')
*{{NDR|Dopo aver visto un corto dei Simpson del Tracy Ullman Show}} Ahahah, non sono cambiati di una virgola vero? ('''Troy McClure''')
*Trivia Simpson: Cosa appare sul registratore di cassa quando Maggie viene prezzata? Sul registratore di cassa appare la sigla dell'Associazione Pro-Armi Per Sempre. Questo è solo uno delle centinaia di messaggi dell'ala destra radicale inseriti in scena dall'ideatore Matt Groening! ('''Voce narrante''')
*Trivia Simpson: Quali popolari personaggi dei simpson sono deceduti in questo ultimo anno? Se avete detto Gengivite Murphy e il Dottor Marvin Monroe, avete sbagliato. Loro non sono mai stati popolari. ('''Voce narrante''')
*I Simpson hanno fatto molta strada da quando un vecchio ubriacone per pagare i suoi debiti di gioco li ha disegnati per la prima volta. Chissà quali altre avventure vivranno. Da ora in poi fino a quando il loro show diventerà infruttifero. Io sono Troy McClure e vi lascio con quello che tutti noi stavamo aspettando: gli spezzoni a luci rosse! ('''Troy McClure''')
*Che cos'è la [[mente]]? Non-materia. Cosa fa la [[materia]]? Non mente.<ref>Questa citazione è tratta dal cortometraggio ''[[w:Cortometraggi de I Simpson|Good Night]]'', mostrato brevemente in questo episodio.</ref>
*Smithers, per aver tentato di uccidermi ti ridurrò lo stipendio del 5%!<ref>Dal finale alternativo di ''[[#Episodio 1, Chi ha sparato al signor Burns? (seconda parte)|Chi ha sparato al signor Burns?]]''</ref> ('''Burns''')
==Episodio 11, ''Marge non essere orgogliosa''==
===Frasi===
*La smetterò di parlare del pianista alto trenta centimetri. ('''Frase alla lavagna''')
*È la cuccagna natalizia di Krusty! Offertavi da ILG a cui potete vendere gli elementi chimici del vostro corpo dopo morti. E da "Le delizie della piccola dolce Chicca", una succursale della ILG. ('''Annuncio televisivo''')
*Ehi, [[Helmut Newton]], muoviamoci, fa la foto! ('''Bart''')
*Caspiterina, avevo sempre creduto di conoscere il mio ometto ma forse lungo il cammino la sua manina dev'essere scivolata dalla mia. Non è più il mio pupetto, forse l'ho coccolato troppo. ('''Marge''')
*Rubare! Come hai potuto? Non hai imparato niente da quello lì che fa i sermoni in chiesa? Capitano... come cavolo si chiama?! Noi viviamo in una società di leggi. Perché credi che ti ho portato a vedere tutti quei film di ''[[Scuola di polizia]]'', per divertirti?! Be', io non ho sentito ridere nessuno! E tu?! ...eccetto quello lì che faceva il rumorista ...dove ero rimasto?! Ah già, sta alla larga dalla mia birra! ('''Homer''')
===Dialoghi===
*'''Lisa''': Credevo che Krusty fosse ebreo.<br />'''Bart''': Il [[Natale]] è un momento in cui la gente di tutte le religioni si riunisce per adorare Gesù bambino.
*'''Spot pubblicitario''': Perciò dite ai vostri genitori: "Comprami tempesta d'ossa o va all'inferno!"<br />{{NDR|Bart corre subito dai suoi genitori in cucina}}<br />'''Bart''': Comprami tempesta d'ossa o va all'inferno!
*'''Marge''': Rimbocca coperte! Tutti a bordo sul trenino della ninna verso sogni d'oro Bart riposa il sederino caro e dolce mio tesoro.<br />'''Bart''': Mamma, non sono più un pupetto! Rimboccare le coperte è giurassico!<br />'''Marge''': Be', se amare i miei figli è giurassico vorrà dire che io sono una gran giurassica!<br />'''Bart''': Mamma, è giurassico essere fieri di essere giurassici. <br />'''Marge''': Be', la vita è come una scatola di cioccolatini...<br />'''Bart''': Mamma, no! Mamma!<br />'''Marge''':...non si sa mai...<br />{{NDR|Bart si è messo un secchio in testa e lo colpisce ripetutamente con una pantofola per non sentire la fine della frase ma...}}<br />'''Marge''':...quale ti tocca.
*'''Bart''': Voglio comprare una copia di tempesta d'ossa. Ecco 99 centesimi.<br />'''Uomo Fumetto''':{{NDR|Sospira}} Permettimi di riassumere la transazione proposta. Tu desideri acquistare tempesta d'ossa per soli 99 centesimi: il mio guadagno netto meno 59 dollari. {{NDR|Apre il registratore di cassa}} Oh, ti prego prendi i miei 59 dollari, non li voglio, sono tuoi. {{NDR|Bart tende una mano verso i soldi}} Eh, eh. Pare che il sarcasmo non ti sia familiare.
==Episodio 12, ''Squadra Homer''==
===Frasi===
*Non sono autorizzato a rimuovere l'amianto. ('''Frase alla lavagna''')
*Skinner, come mai dei ragazzi mi stanno camminando sulla testa? ('''Sovrintendente Chalmers''')
*Skinner, come mai queste divise scoloriscono? ('''Sovrintendente Chalmers''')
*Homer, tu sei qualcuno, se non riesci tu non ci riesce nessuno. ('''Boe, Apu e Otto''')
*Era il 1968, ero in ricognizione sul delta fumante del Mekong, un soldato accaldato si tolse il giubbotto sfoggiando una maglietta con l'adesivo della rivista "Mad" sulle minigonne; ci fu una gran risata, anche se io non ho mai capito il perché, ma quella momentanea perdita di concentrazione ci rese facile preda del nemico. Ho trascorso tre anni in un campo di prigionia; ero costretto a nutrirmi di una brodaglia di pesce, vegetali, gamberetti, latte di cocco e quattro tipi di riso. Ho rischiato la pazzia cercando quella brodaglia negli Stati Uniti, ma qui non riescono a farmela con le stesse spezie! ('''Skinner''')
===Dialoghi===
*'''Krusty''': Ehi, belle "uniformi".<br />'''Kent Brockman''': Ultime notizie: in testa alla classifica dei peggior vestiti, quelli lì.<br />'''Tutti''': Ahahahahah.
*'''Bart''': Questa divisa fa schifo!.<br />'''Marge''': Bart! Dove hai imparato parole come questa?<br /> '''Homer''' {{NDR|al telefono}}: Altroché Boe, quella squadra ha fatto proprio schifo ieri sera, che più schifo non si può! Ho visto squadre fare schifo, ma loro sono i giocatori più schifosi degli schifosi che abbiano mai fatto schifo!
*'''Homer''': Yuhuuuu, abbiamo vinto, abbiamo vinto.<br />'''Burns''': Direi ho vinto io.
==Episodio 13, ''Due pessimi vicini di casa''==
*'''Bart''': Bè, mitico.<br />'''George Bush''': Mitico un corno. Adesso farò una cosa che tuo padre avrebbe dovuto fare molto tempo fa.
*{{NDR|Vedendo il cane che scappa per rincorrere Bush che fa jogging circondato da leccapiedi}}<br />'''Homer''': Ma sì! Vai anche tu, tanto tra cani grossi grossi non si mordono!<br />'''Cervello''': ''Bravo Homer, la cosa più intelligente che tu abbia mai detto e nessuno l'ha sentita!''<br />'''Homer''': D'oh!
*{{NDR|[[George H. W. Bush]] si sta vendicando rovinando il prato di Homer}} Il Presidente Bush sta guidando sul nostro prato. Dev'essersi perso. ('''Marge''')
*'''Bart''': I tuoi scagnozzi della CIA hanno mai pestato qualcuno, George?<br>'''[[George H. W. Bush]]''': Sai, ai miei tempi, i ragazzini non chiamavano per nome quelli più grandi di loro!<br>'''Bart''': Sì?! Beh, benvenuto nel ventesimo secolo George!
==Episodio 14, ''Scene di lotta di classe a Springfield''==
{{cronologico}}
*{{NDR|Parlando di un tailleur di [[Coco Chanel|Chanel]]}}<br>'''Lisa''': Compralo e basta, non devi razionalizzare ogni cosa!<br>'''Marge''': Va bene, lo compro! ...gioverà all'economia!
*A che serve uscire? Tanto alla fine torniamo sempre qua! ('''Homer''')
*Mi scusi oggi io no parlare sua lingua! ('''Apu''')
*'''Eveline''': Marge Bouvier del liceo?!<br>'''Marge''': Sì...Ciao Eveline.<br>'''Eveline''': Ma guarda un po', Marge, stai benissimo! Pensare che avevo sentito che eri sposato Homer Simpson!<br>'''Marge''': L'ho sposato, infatti.
*{{NDR|Dentro Marge, mentre gioca a carte}}<br />'''Cervello''': Oh! Abbiamo una mano vincente, possiamo vincere la partita!<br />'''Cervello, più in alto''': Lo scopo di questo gioco è farsi degli amici, non si fanno amici vincendo!<br />'''Cervello, ancora più in alto''': Che c'è di più popolare di una graziosa vincitrice?<br />'''Cervello, ulteriormente in alto''': Non chiederlo a me, sono solo capelli! La tua testa è terminata 45 centimetri fa!
*{{NDR|Cavalcando}} Mamma, guarda ho trovato qualcosa di più divertente che lamentarmi! ('''Lisa''')
*'''Burns''': Chiacchiera pure Simpson, il tuo vantarti vanaglorioso darà più sapore al mio inevitabile trionfo!<br>'''Homer''': {{NDR|perplesso}} Sì...
*'''Homer''': D'Oh!<br>'''Burns''': Sei in grossi "d'oh" adesso!
*{{NDR|Dopo che la pallina da golf di Homer è finita in una buca}} '''Burns''': Smettila di cogitare, Socrate! Piuttosto usa una mazza larga: una sand wedge.<br />'''Homer''': {{NDR|Parlando a sé stesso}} Mmm... un largo sandwich!
*Vieni qui Maggie. Ah, Papi mi piace il tuo parlare papale-papale. Mi piace come Lisa difende le sue idee. Mi piace quando Bart... mi piace Bart! ('''Marge''')
==Episodio 15, ''Bart la spia''==
{{cronologico}}
*'''Notaio''': Vorrei farvi le mie condoglianze per la recente perdita della vostra prozia Ortensia. In qualità di unici eredi, tutti i suoi beni spettano di diritto a voi. [...] L'unica condizione richiesta è che trascorriate una notte in una casa infestata da fantasmi.<br>'''Marge''': Oh. Non è alquanto insolito?<br>'''Notaio''': No, è una clausola standard.
*Oh, ma guarda un po', il vero nome di Secco è Spillo! ('''Bart''')
*Mi dispiace ma non posso divulgare informazioni sul conto illegale segreto del nostro cliente. ('''Bancario delle Isole Caiman''')
*{{NDR|Euforico}} Signore e signori... Krusty il clown! {{NDR|serio}} È stato arrestato oggi per ripetuta frode fiscale. ('''Kent Brockman''')
*'''Voce fuori campo''': L'ufficio delle impronte presenta: Lo show d'intrattenimento semi-clownesco di Hershel Krustowsky!<br>'''Krusty''': Ehi-ehi, ragazzi! Ora che ho solo federali a dare le direttive questo show deve rientrare in un budget più ristretto. Perciò abbiamo dovuto tagliare i fronzoli come il set, la scenografia, i costumi e Telespalla Mel. Ma questo non significa che non possiamo divertirci!
*{{NDR|Il Krusty Burger è diventato IRS Burger (Fisco Burger)}}<br>'''Homer''': Vorrei quattro tasse Burger, un fisco sandwich, detrai la lattuga, tre bibite a carico ed un caffè senza aliquota.<br>'''Adolescente brufoloso''': Compili il modulo B. Dovrebbe ricevere i suoi hamburger fra sei o otto settimane.
*A che serve il rispetto senza la grana che gli faccia da sostegno? ('''Krusty''')
*Salve, io sono Troy McLure! Forse vi ricordate di me per alcuni funerali dello show business come "[[Spencer Tracy]]: indovina chi viene alle esequie" e "[[Dean Martin]]: facciamoci il bicchierino della staffa".
:''Hi, I'm Troy McClure! You may remember me from other show business funerals such as "[[Andre the Giant]]: We Hardly Knew Ye", and "[[Shemp Howard]]: Today We Mourn a Stooge"!''
*Nonostante io abbia iniziato la mia carriera diversi anni prima di Krusty e quindi non abbia potuto imparare niente direttamente da lui, ritengo che in un certo modo molto significativo...io...eh, tutti noi abbiamo imparato da lui. E questo perché lui è stato un clown della tv per...per tantissimi anni. Anche se, ehm, anche se molti di noi non hanno visto il suo show. Grazie a tutti. ('''[[Bob Newhart]]''')
*{{NDR|Tentando di consolare Bart per la morte di Krusty}} Non farti abbattere dalla scomparsa di Krusty, figliolozzo. La gente muore tutti i giorni senza preavviso. Insomma, potresti svegliarti domani ed essere morto! ('''Homer''')
*{{NDR|Bart ha dato una mancia a Pete il bello}} Venticinque centesimi?! Arr! Ballerà per ore! ('''Capitano McAllister''')
==Episodio 16, ''Lisa l'iconoclasta''==
{{cronologico}}
*{{NDR|Facendo vedere ai bambini della scuola elementare un film su Jebediah Springfield interpretato da Troy McLure}}<br>'''Troy McLure/Jebediah Springfield''': Uno spirito nobile titaneggia anche nel più piccolo degli uomini.<br>'''Edna Caprapall''': "Titaneggia"? Mai sentita questa parola prima di venire a Springfield.<br>'''Signorina Hoover''': Non so perché ma è una parola che calza a meraviglia.
:''— A noble spirit embiggens the smallest man.''<br>''— "Embiggens"? I never heard that word before I moved to Springfield.''<br>''— I don't know why; it's a perfectly cromulent word.''<ref name="Embiggen and cromulent">L'aggettivo ''cromulent'' e il verbo ''to embiggen'' sono neologismi coniati appositamente per l'episodio; {{cfr}} [[:w:en:Lisa the Iconoclast#Embiggen and cromulent|Embiggen and cromulent]]. Si noti che nell'originale il verbo ''embiggen'' è transitivo, a differenza di quanto accade nella traduzione italiana del motto di Springfield, che in caso contrario avrebbe potuto essere reso come «Uno spirito nobile ''ingrandeggia'' il più piccolo degli uomini». Viceversa, più avanti il preside Skinner afferma che Homer «ha titaneggiato il ruolo». Infine, si noti che nel doppiaggio italiano si è deciso di omettere ''cromulent'' in entrambe le attestazioni, rinunciando a tradurlo e ricorrendo a perifrasi.</ref>
*'''Skinner''': Come sapete manca una settimana al duecentesimo compleanno di Springfield. Tutte le classi faranno la loro parte per rendere il bicentenario locale tanto memorabile quanto il nostro bicentenario nazionale. Ovviamente voi ragazzi siete troppo giovani per ricordare. Con la possibile eccezione di Patata.<br>'''Patata''' {{NDR|mentre si fa la barba con un rasoio elettrico}}: Quei velieri usati per i festeggiamenti sì che hanno elevato lo spirito dopo il [[Scandalo Watergate|Watergate]].
*{{NDR|Appena nominato banditore della parata del bicentenario della città}} Grazie graziosino, sindaco! Non vi deluderò! Udite udite! Mi dichiaro gongolo gongolante per il bicentelinantesfarzolantestoricantentenario di Springfield! ('''Ned Flanders''')
*{{NDR|Dopo aver sentito Homer fare il banditore}} Ha titaneggiato il ruolo con una performance meravigliosa! ('''Skinner''')
:''He's embiggened that role with his cromulent performance''.<ref name="Embiggen and cromulent"/>
*{{NDR|Al museo Springfield Historical Society}} Questa vetrina contiene la nostra esposizione più preziosa: oggetti che sono stati usati da Jebediah. Ecco il suo piffero, col quale suonò dolcissime note di libertà, la sua accetta con la quale falciò le catene dell'oppressione e il suo... Ehm, ehm... Vaso da notte. ('''Hollis Hurlbut''', curatore del museo)
*Chi legge questo sappia che nella mia vita c'è molto più di quanto registrò la storia. Innanzitutto non ho domato il leggendario bufalo. Era già domato. Io gli ho solo sparato. Secondariamente, è un nome che mi sono inventato quello di Jebediah Springfield. Fino al 1796 ero Hans Sprungfeld, pirata pluriomicida. Ma i babbei di questa città non conosceranno mai la verità! Ahahahahahah! Scrivo questa confessione per far si che la mia infamia sopravviva al disfacimento del mio corpo annientato dalla difterite. ('''Le [[confessioni dalle serie televisive|confessioni]] segrete di Jebediah Springfield''')
*'''Hollis Hurlbut''' {{NDR|scherzoso}}: A quanto pare sei stata colpita da un caso grave di Jebedite!<br>'''Lisa''' {{NDR|risatina}}: Proprio quando stavo per superare la mia [[Chester Arthur|Chester A. Arthurite]]!<br>'''Hollis Hurlbut''': Ahahah! {{NDR|serio}} Hai avuto l'artrite?
*{{NDR|Homer nel suo ruolo di banditore}}<br>'''Homer''': Udite udite! Che c'è per colazion?<br>'''Marge''': Toast.<br>'''Homer''': Non comprendo tal tua favella, gentil donzella!<br>'''Marge''': Un vetusto toast!<br>'''Homer''': Miticuzzo!
*'''Betsy Ross'''<ref>{{Cfr}} [[:w:Betsy Ross|Betsy Ross]]</ref> {{NDR|tenendo in mano la [[bandiera degli Stati Uniti d'America]] che ha appena finito di cucire}}: Ho messo le stelle bianche che voleva, ma non sono riuscita a trovare i cuori rossi, le lune gialle o i trifogli verdi.<br>'''[[George Washington]]''': Va bene, la userò. Ma non intendo pagare!
*{{NDR|A Lisa}} [...] quando la mia famiglia arrivò in questo stato doveva scegliere se vivere a Springfield o a Puzzaburg. Sai perché scelse Springfield? {{NDR|Pausa}} Perché tutti sapevano che Jebediah Springfield era un vero eroe! Fine della storia! ('''Marge''')
*{{NDR|A Lisa}} Sono le donne come te che impediscono a quelle come noi di rimediar marito! ('''Maestra Hoover''')
*'''Lisa''': {{NDR|Piangendo}} La signorina Hoover dice che ho inventato tutto! Mi ha dato dell'ostruzionista!<br />'''Homer''': Anch'io sono stato definito uno struzzo egoista, e certe ferite non si rimarginano. Perciò sai che facciamo? Ci ricopriamo di piume, andiamo lì e sfasciamo tutto con una mazza da baseball!
*{{NDR|Dopo aver letto "Le confessioni segrete di Jebediah Springfield}} Temo Lisa che tu sia stata ingannata da un falso lapalissiano. Sfortunatamente la ricerca storica è infestata da questo genere di imbrogli. Questa cossiddetta confessione è falsa tanto quanto il testamento di [[Howard Hughes]],<ref>{{Cfr}} [[:w:en:Melvin Dummar|Melvin Dummar]]</ref> i diari di [[Hitler]]<ref>{{Cfr}} [[:w:it:Diari di Hitler|Diari di Hitler]]</ref> e la ritrattazione dell'emancipazione.<ref>Questo documento è inventato. Non esiste alcuna ritrattazione del [[:w:it:Proclama di emancipazione|proclama di emancipazione]].</ref> ('''Hollis Hurlbut''', curatore del museo)
*{{NDR|A Lisa}} Fuori! Sei espulsa da questa galleria della storia! Tu e i tuoi figli e i figli dei tuoi figli! Per tre mesi. ('''Hollis Hurlbut, curatore del museo''')
*Mi rifiuto di credere che qualcuno rifiuti di credere la verità! ('''Lisa''')
*Il macinino della fotocopie<br>Abbiamo provato a rendere le fotocopie divertenti. ('''Insegna della copisteria''')
:''The Copy Jalopy''<br>''We tried to make copying fun''
*{{NDR|In copisteria}}<br>'''Lisa''': Vorrei venticinque copie su acrta dorata...<br>'''Raphael''': Ok.<br>'''Lisa''': Ehm, venticinque su canarino...<br>'''Raphael''': Canarino...<br>'''Lisa''': Venticinque su zafferano...<br>'''Raphael''': Mh-mh.<br>'''Lisa''': ...e venticinque alla milanese.<br>'''Raphael''': Ok, cento gialle.
*{{NDR|A Lisa}} Ho sempre creduto nell'aiutare i piccoli e tu sei la più piccola che io conosca. ('''Homer''')
*{{NDR|Alla copisteria}}<br>'''Uomo dei fumetti''': Domanda: lei si chiama [[Ridley Scott]] o [[James Cameron]]?<br>'''Homer''': No. Sono Homer.<br>'''Uomo dei fumetti''': Allora la prego di smetterla di sbirciare la mia sceneggiatura, Homer! Se vedrò un film dove i computer minacciano la nostra libertà saprò che è stato lei a rubarmi l'idea!<br>'''Homer''': Sto solo aspettando mia figlia!<ref>Nel doppiaggio italiano non presente la frase che si sente pronunciare dal cervello di Homer «''Mental note: steal his idea!''»</ref>
*{{NDR|A Lisa}} Come immigrante semiclandestino tuo poster potrebbe implicare me in situazione di piccante come patatine alla paprika! ('''Apu''')
*'''Boe''': Homer, sai bene che io appoggio qualunque pregiudizio possibile, ma questa vostra eroefobia mi dà il volta stomaco! Tu e tua figlia non siete più i benvenuti! {{NDR|rivolto a Barney}} Accompagnali all'uscita!<br />'''Barney''': Esiste un'uscita?!
*Non potremmo fare una sola riunione che non termini con l'[[estumulazione|esumazione]] di un cadavere?! ('''Sindaco Quimby''')
*''Son tutt'osso, eccomi qua | Du-da, du-da | Pure a voi toccherà | Du-da du-da'' ('''Winchester''') {{NDR|canticchiando e usando come marionetta il cranio di Jebediah Springfield}}
*{{NDR|Vedendo Lisa parlare nel sonno}} "Voglio essere io ad aiutarla, [[George Washington]]"? Tzé, persino i tuoi sogni sono pizzosi! ('''Bart''')
*{{NDR|Alla maestra Hoover}} Puoi aprirmi il latte, mammina? ('''Ralph''')
*''Aggioga la pariglia, Jebediah Springfield, | sferza i cavalli, fa' avanzare i carri, | Che un popolo possa titaneggiare sull'America, | che un uomo possa titaneggiare il suo spirito! | Il suo spirito! | Il suo spirito!'' ('''Canzone finale ''The Ballad of Jebediah Springfield''''')
:''Hitch that team up, Jebediah Springfield, | Whip them horses, let them wagons roll, | That a people might embiggen America, | That a man might embiggen his soul. | His soul! | His soul!''
==Episodio 17, ''Homer lo Smithers''==
{{cronologico}}
*'''Annunciatore sportivo''': Benvenuti! Benvenuti! Benvenuti! ...a una serata di eccitanti imprese su una pista di un quarto di miglio! La nostra prima corsa è a favore dello spericolato Lance Murdock! Murdock! Murdock! ...ricoverato in ospedale per [[cirrosi epatica]]! Epatica! Epatica!<br>'''Homer''': Yee! Viva la cirrosi!
*'''Burns''': {{NDR|Imboccato da Smithers con un cucchiaino}} Smithers, questa birra non fa effetto. Non mi sento ringalluzzito come credevo.<br>'''Smithers''': Passo al cucchiaio da minestra, signore?
*{{NDR|Dopo la corsa automobilistica, rivolto a Smithers}} Questo gadget a forma di manona è ridicolmente fuori misura! Va a cambiarlo con uno più piccolo! ('''Burns''')
*Buongiorno signore, per emendarmi dalla colpa di ieri sera ho alfabetizzato la sua [[colazione]]: può cominciare con il toast e procedere sino allo zabaione. ('''Smithers''')
*{{NDR|A Burns}} No, non mi mandi in vacanza! Senza di lei appassirò e perirò! ('''Smithers''')
*Devo trovare un sostituto che non mi scalzi. Mi conviene cercare tra gli impiegati classificati sotto la voce "incompetente". {{NDR|Cerca sul database del computer. Appaiono 714 risultati.}} 714 nomi?! Mh, meglio essere più specifici. "pigro, maldestro, inetto, mostruosamente brutto" {{NDR|Appaiono di nuovo 714 risultati}} Ah, con Homer Simpson vado sul sicuro! ('''Smithers''')
*Credo che Smithers abbia scelto me per le mie capacità stimolanti. Tutti dicono che devono lavorare il doppio quando ci sono io! ('''Homer''')
*Prendersi cura del signor Burns sembra un gran lavoro, ma in realtà si tratta solo di 2800 piccoli lavori. ('''Smithers''')
*'''Smithers''': I tuoi compiti includeranno: rispondere al telefono del signor Burns, inumidirgli le palle degli occhi, assisterlo mentre mastica e mentre ingoia, mentire al [[Congresso degli Stati Uniti d'America|Congresso]] e un po' di dattilografia. {{NDR|Squilla il telefono, Smithers risponde}} Ufficio di Montgomery Burns. Oh, salve signora Burns. Ora vedo se suo figlio è disponibile.<br>'''Homer''': Il signor Burns ha ancora la mamma?! Avrà di sicuro cento milioni di anni!<br>'''Smithers''': {{NDR|A Homer}} Le sue capacità sono limitate. La sola cosa che sa fare è telefonare e urlare. {{NDR|Alla mamma di Burns}} Mi dispiace, in questo momento Monty non può venire al telefono, è in una riunione importante. Non può essere disturbato. {{NDR|Intanto si vede Burns che si sta addormentando sulla sedia}} Ah-ah, riferirò il suo messaggio, signora. {{NDR|Attacca il telefono}} Il signor Burns non sopporta di parlare con sua madre. Non le ha mai perdonato quella relazione con il generale [[George Washington|Washington]].<br>'''Homer''': De hi hi ho! Washington, vecchio galletto!
*Homer Simpson, una delle sue banche organi del settore 7G. ('''Smithers''')
*'''Burns''': Santo Dio, Smithers, hai un aspetto atroce! Ti avevo detto di prenderti una vacanza!<br>'''Homer''': Smithers è già andato via, signore. Io sono il suo sostituto, Homer Simpson.<br>'''Burns''': Ah, sì. Simpson. Puoi portarmi il pranzo ora: un unico fiocco d'avena, del toast al vapore e un uovo di Dodo.<br>'''Homer''': Ma temo che il Dodo si sia estin...<br>'''Burns''': Muoviti! Rispondi a quei telefoni! Attiva il computer e fa ruotare il mio ufficio in modo che la finestra guardi le colline!<br>'''Homer''': Ah-ah. Ok. Be'.. Ehm-be'-be'... Ok... Ehm-be'... Può ripetere quella parte riguardo a quella roba di cui ha detto quelle cose... Ehm-be'-be'... Ehm... le cose?
*{{NDR|Troppo assonnato per infilarsi i pantaloni}} '''Homer''': Maledetti calzoni a due gambe...<br>'''Marge''': Oh Papi, sono le 4:30 del mattino, piccole canaglie va in onda alle 6!<br>'''Homer''': Lo so, lo registro. Voglio arrivare a casa del signor Burns di buon'ora per preparargli la colazione.<br>
*'''Burns''': Ciambelle?! Ti ho detto che non mi piace in cibo etnico! Tieni, dimmi come sono andate le mie azioni ieri.<br> '''Homer''': Eeehm... hanno vinto tutte.<br> '''Burns''': Mh. E le mie opzioni?<br> '''Homer''': Eeehm.. può alzarsi oppure può rimettersi a dormire.<br> '''Burns''': Mmmh... credo che mi alzerò!<br>
*'''Burns''': Simpson, hai preso quel rapporto sul settore [[contabilità]]?<br> '''Homer''': Sissignore l'ho preso. Il settore contabilità si trova al terzo piano. Il suo orario va dalle nove alle diciassette. Il capo di questo settore è un certo signor Johnson o John Stone.
*'''Homer''' {{NDR|al Signor Burns}}: Ecco i suoi messaggi: "Ha trenta minuti per rimuovere la sua auto." "Ha dieci minuti..." e... "La sua auto è stata rimossa." "La sua auto è stata demolita e ridotta in un cubo." "Ha trenta minuti per rimuovere il suo cubo." {{NDR|suona il telefono}} Pronto? Ufficio del signor Burns.<br>'''Burns''': Riguarda il mio cubo?
*{{NDR|Al telefono con Burns}} Ho un bel po' di tempo libero. Se mi manda la sua posta tramite corriere sarò ben lieto di aprirgliela e rispedirgliela. ('''Smithers''')
*'''Burns''': SIMPSON! il telefono sta suonando da un bel po' di tempo. Rispondi.<br> '''Homer''': Pronto?... è per lei.<br> '''Smithers''': Signor Burns, 48 squilli, sta bene? Cosa le ha fatto Simpson?<br> '''Burns''': Ahh nient'altro che condurmi alla saturazione con le sue incompetenti asinerie; è una schiappa in tutto, un vero deficiente! Ma adesso non sono del tutto libero di parlare...{{NDR|Homer è a trenta centimetri e sente tutto}}
*{{NDR|Sequenza in cui Burns commenta il lavoro di assistente di Homer}} Ah! Sessanta watt! Cosa credi che sia questo posto, un solarium?! [...] Ti avevo chiesto di inamidarmi leggermente il mio copricapo! [...] Lo chiami orzo<ref>Nel doppiaggio originale Burns fa riferimento al [[:w:en:Postum|Postum]].</ref> questo?! [...] Lo chiami modulo delle tasse questo?! [...] {{NDR|Prendendo a bastonate un supercomputer Cray}} Lo chiami super computer questo?! [...] Sei la parodia della presa in giro di un assistente! ('''Signor Burns''')
*'''Burns''': Debbo chiamare Smithers, lui mi proteggerà da questa belva. Ho visto gente attivare questo aggeggio {{NDR|Il telefono}} migliaia di volte. Non mi sembra che ci siano trucchi. Allora... Smithers... {{NDR|Schiacciando i rispettivi tasti sulla tastiera del telefono}} S-M-I-T-H-E-R-S... Evviva sta suonando!<br />{{NDR|Dall'altro capo della cornetta}}<br />'''Boe''': Bar Boe.<br />'''Burns''': Sto cercando un certo Signor Smithers. Nome di battesimo: Waylon.<br />'''Smithers''': {{NDR|Pensando di aver trovato Bart, che gli fa sempre scherzi telefonici}} Aaah... allora lei sta cercando un certo Signor Smithers, eh? Che fa di nome Waylon, eh, giusto? {{NDR|Urlando}} Stammi a sentire: quando ti acchiappo ti cavo gli occhi e te li infilo giù per i pantaloni così vedrai come ti prendo a calci nel sedere! Ok? Poi ti strappo la lingua e ci dipingo la barca!
*'''Burns''': Smithers, se potessi sentirmi...<br />{{NDR|A molti chilometri di distanza}}<br />'''Smithers''': Oh! Qualcosa mi dice che il Signor Burns ha bisogno di me!
*{{NDR|Con l'ufficio pieno di chicchi di caffè sparsi ovunque}} Il caffè è pronto. Li ho calpestati io stesso i chicchi. ('''Burns''')
*'''Burns''': {{NDR|Guidando in modo spericolato e scontrandosi con vari oggetti}} Non posso crederci! Per tutta la vita ho evitato di fare le cose da solo, ma ora ci trovo persino gusto! Per di più sto segnando tempi da record! {{NDR|Suona il clacson per far allontanare la folla}} Bip! Bip! Levatevi di mezzo, sono un automobilista!<br>'''Winchester''': Gran bella guida pericolosa, signor B.!
*{{NDR|A Homer}} Hai già fatto più di chiunque altro per me. La tua aggressione mi ha obbligato a provvedere a me stesso. Ora mi rendo conto che essere serviti e riveriti va bene per un uomo comune, ma non per me. Voglio ringraziarti. ('''Burns''')
*'''Homer''': Mi sento in colpa per aver fatto [[licenziamento|licenziare]] il signor Smithers. Quel lavoro era tutto quello che aveva. Pensa come ti sentiresti tu, Marge, se venissi licenziata da quelle... Quelle... Quelle... Quelle cose che tu fai.<br>'''Bart''': Presto, mamma! Fa' una torta per papà prima che ti licenzi!
*'''Smithers''': Salve, ho visto il cartello "Cercasi aiuto".<br />'''Boe''': Sì, mi serve qualcuno che mi aiuti nello scarico della birra a mezzanotte. Il suo compito è distrarre Barney finché l'avremmo scaricata e messa al sicuro.<br />'''Smithers''': Aspetterò sul retro fino a quel momento.<br />'''Barney''': Non vedo l'ora di lavorare con lei!
*'''Smithers''': Il signor Burns saprà anche assolvere 2799 dei miei 2800 doveri, ma scommetto cento dollari che non sa gestire una telefonata di sua madre!<br>'''Homer''': Ci sto!
*Quello sconsiderato svampito! Sempre troppo occupato a vantarsi della sua fabbrica di atomi per telefonare a sua madre! ('''Madre del Signor Burns''')
*'''Homer''': {{NDR|Imitando la mamma di Burns al telefono}} Pronto, signor Burns! Sono tua mamma!<br>'''Burns''': Ewww! Oh, pronto mamma... Eh... Scusa se ho staccato la spina al tuo polmone artificiale, chi avrebbe mai immaginato che avessi vissuto per altre cinque decadi... Oh, come sto arrossendo.<br>'''Smithers''': {{NDR|A Homer}} La signora Burns ha 122 anni, perciò cerca di sembrare più stagionato! E lei suo figlio non lo chiama "signor Burns"!<br>'''Homer''': Figlio, sono la signor Burns!
*{{NDR|Imboccando Burns con un cucchiaio}} Ecco il condor in via di estinzione che finisce tra i fili elettrici! ('''Smithers''')
==Episodio 18, ''Il giorno che morì la violenza''==
*{{NDR|Dopo aver visto ''Grattachecca e Fichetto''}} '''Bart''': Lisa, se un giorno dovessi smettere di amare la violenza sparami pure.<br />'''Lisa''': Senz'altro!
*'''Marge''': Non permetto ai miei figli di stare tutta la notte soli, al freddo in una strada pericolosa... Homer, va con loro!<br />'''Homer''': Aww, non potrebbero portarsi la pistola?
*Mamma, dalla cantina proviene una puzza strana e un sacco di parolacce, ma papà è di sopra! ('''Lisa''')
*'''Lionel Hutz''': Ora, signor Lampwick, quando Roger Meyers rubò il suo personaggio...<br>'''Avvocato dai capelli blu''': Obiezione!<br>'''Giudice Snyder''': Accolta!<br>'''Lionel Hutz''': Se oggi sento ancora le parole "obiezione" e "accolta" mi metterò ad urlare!<br>'''Avvocato dai capelli blu''': Obiezione!<br>'''Giudice Snyder''': Accolta!<br>'''Lionel Hutz''': Aaaaaaaaaaaaaaaah!
==Episodio 19, ''Un pesce di nome Selma''==
{{cronologico}}
*Per la serie "Film in sostituzione di una partita annullata per pioggia" {{NDR|"Movie for a rained-out ballgame presents"}}...[[Dyan Cannon]], Troy McLure e i [[Muppets]] nel film del 1977 ''I Muppets nel medioevo'' {{NDR|''The Muppets Go Medieval''}} ('''Annunciatore televisivo''')
*{{NDR|A Winchester}} Salve, sono Troy McLure, forse si ricorda di me per film come ''La più grande storia mai lambada'' e ''La rosolia del sabato sera''. ('''Troy McLure''')
*Io straccerò questa multa...ma sono costretto a chiederle una mazzetta. ('''Winchester''')
*'''Troy McLure''': Uno sbirro mi ha detto che dovrei portare questi occhiali.<br>'''Selma''': Lei? {{NDR|Risatina}} Sciocchezze! Lei è Troy McLure, la ricordo per quei film come ''Ombre rosa'' e ''Quattordicesimo potere'', gli occhiali non servono.
*Ultimamente ho letto molte [[sceneggiatura|sceneggiature]]... sa, è molto meno costoso che andare al cinema... ('''Troy McLure''')
*Pronto, Selma Bouvier? Sono Troy McLure, ti ricorderai di me per degli appuntamenti come quello di ieri sera a cena. ('''Troy McLure''')
*Oh, mio Dio! È come fumare cinque sigarette insieme! ('''Selma''')
*{{NDR|Troy McLure fa una [[Proposte di matrimonio dalle serie televisive|proposta di matrimonio]] a Selma}} Non posso più celare il mio amore, mia colombina arruffata. Oh, mia bella damigella, vuoi concedermi il tuo zampone in matrimonio? ('''Troy McLure''')
*Possiamo ricordare Troy per film come ''Il verdetto è truccato'' e ''Lebbrosi all'ultima meta''. ('''Giornalista''')
*'''Mc Arthur Parker''': Hai sentito de ''[[Il pianeta delle scimmie]]''?<br>'''Troy McLure''': Ehm...il film...oppure il pianeta?
*{{NDR|Dal musical ''Stop the Planet of the Apes, I Want to Get Off!''}}<br>'''Scimmia''': Aiuto, l'umano sta per fuggire!<br>'''Troy''': Levatemi le zampe di dosso, sporchi scimmioni!<br>'''Scimmia''': Sa parlare!<br>'''Scimmie''': {{NDR|In coro}} Sa parlare! Sa parlare! Sa parlare! Sa parlare! Sa parlare! Sa parlare!<br>'''Troy''': ''E cantaaaaaar!''<br>'''Scimmia infermiera''': Oh, mi aiuti Dr. Zaius!<br>{{NDR|Parte la musica, simile a ''[[:w:it:Rock Me Amadeus|Rock Me Amadeus]]''}}<br>'''Scimmie''': {{NDR|In coro}} ''Dr. Zaius, Dr. Zaius | Dr. Zaius, Dr. Zaius | Dr. Zaius, Dr. Zaius | Oh... Dr. Zaius''<br>'''Scimmia''': ''Dr. Zaius, Dr. Zaius.''<br>'''Troy''': ''Cos'ho che non va?''<br>'''Dr. Zaius''': ''Credo che tu sia matto!''<br>'''Troy''': ''Voglio un secondo parere.''<br>'''Dr. Zaius''': ''Sei anche mentecatto.''<br>'''Scimmie''': {{NDR|In coro}} ''Dr. Zaius, Dr. Zaius | Dr. Zaius, Dr. Zaius | Dr. Zaius, Dr. Zaius | Oh... Dr. Zaius''<br>'''Scimmia''': ''Dr. Zaius, Dr. Zaius.''<br>'''Troy''': ''Il pianoforte, lo posso suonare?''<br>'''Dr. Zaius''': ''Certo che puoi.''<br>'''Troy''': ''Prima non lo sapevo fare!''<br>{{NDR|Appare un pianoforte e Troy comincia a suonare}}<ref>Traduzione in italiano dai sottotitoli ufficiali. Nel doppiaggio originale:<br>'''Ape''': Help, the human's about to escape!<br>'''Troy''': Get your paws off me, you dirty ape.<br>'''Ape''': He can talk!<br>'''Apes''': {{NDR|In unison, rythmed}} He can talk! He can talk! He can talk! He can talk! He can talk! He can talk!<br>'''Troy''': {{NDR|Singing}} ''I can siiiiiing!''<br>{{NDR|The beat ''[[:en:Rock Me Amadeus|Rock Me Amadeus]]'' starts}}<br>'''Female Nurse Ape''': Ooh, help me Dr. Zaius!<br>'''Apes''': {{NDR|In unison, rythmed}} ''Dr. Zaius, Dr. Zaius | Dr. Zaius, Dr. Zaius | Dr. Zaius, Dr. Zaius | Oh... Dr. Zaius''<br>'''Ape''': ''Dr. Zaius, Dr. Zaius.''<br>'''Troy''': What's wrong with me?<br>'''Dr. Zaius''': I think you're crazy.<br>'''Troy''': Want a second opinion.<br>'''Dr. Zaius''': You're also lazy.<br>'''Apes''': {{NDR|In unison, rythmed}} ''Dr. Zaius, Dr. Zaius | Dr. Zaius, Dr. Zaius | Dr. Zaius, Dr. Zaius | Oh... Dr. Zaius''<br>{{NDR|One Ape starts breakdancing}}<br>'''Ape''': ''Dr. Zaius, Dr. Zaius.''<br>'''Troy''': Can I play the piano anymore?<br>'''Dr. Zaius''': Of course you can.<br>'''Troy''': Well I couldn't before!</ref>
*{{NDR|''You'll Never Make a Monkey Out of Me'' dal musical ''Stop the Planet of the Apes, I Want to Get Off!''}}<br>'''Troy''': ''Odio tutte le scimmie dall'alfa all'omega | No, non mi farete mai diventare una scimmia | Oh, mio Dio! Mi ero sbagliato | da sempre sulla Terra sono stato | Avete finalmente fatto di me una scimmia''<br>'''Scimmie''': {{NDR|In coro}} ''Sì, abbiamo finalmente fatto di te una scimmia...''<br>'''Troy''': ''Sì, avete...''<br>'''Tutti''': {{NDR|In coro}} ''...finalmente fatto di me una scimmia''<br>'''Troy''': Ti voglio bene, Dottor Zaius!<ref>Traduzione in italiano dai sottotitoli ufficiali. Nel doppiaggio originale:<br>{{NDR|''You'll Never Make a Monkey Out of Me'' from the musical ''Stop the Planet of the Apes, I Want to Get Off!''}}<br>'''Troy''': {{NDR|Singing and playing piano}} ''I hate every ape I see | From chimpan-A to chimpan-Z | No, you'll never make a monkey out of me | Oh my God, I was wrong | It was Earth all along | You've finally made a monkey''<br>'''Apes''': ''Yes, we've finally made a monkey...''<br>'''Troy''': ''Yes, you've...''<br>'''Everyone''': ''...finally made a monkey out of me''<br>'''Apes''': ''Yes, we've finally made a monkey out of you!''<br>'''Troy''': I love you, Dr. Zaius!</ref>
*'''Troy McLure''': Salve, sono Troy McLure, il vostro futuro zio!<br>'''Lisa''': Salve! Mi ricordo di te per film come ''Lotta d'asciugamani nello spogliatoio: l'accecamento di Larry Driscoll''.<br>'''Troy McLure''': Sì, è vero. Era un film di denuncia contro certi scherzi villani.
*{{NDR|Parlando con Troy McLure}} Perché un uomo eccezionale come te vuole sposare un ''uomo'' come Selma? ('''Homer''')
* Troy, caro, vieni a letto. Voglio vedere il Troy McLure che ricordo in certi film come ''Il gigolò elettrico'' e ''Il re pomicione del Montana''! ('''Selma''')
*Certo che ti amo. Come amo l'orzata. Non ti basta questo? La sola differenza tra il nostro matrimonio e quello di chiunche altro è che noi sappiamo che è una messa in scena. ('''Troy McLure''')
*{{NDR|Troy e Selma hanno intenzione di avere un figlio}}<br>'''Cameriere''': Sigaretta, signora McLure?<br>'''Troy McLure''': Altroché! Da ora in avanti dovrà fumare per due!
==Episodio 20, ''Bart girandolone''==
{{cronologico}}
*'''Homer''': Ciambella?<br>'''Lisa''': No, grazie. Non hai della frutta?<br>'''Homer''': Questa ha della roba viola dentro. Il [[viola (colore)|viola]] è un frutto.
*{{NDR|Dopo aver visto ''[[Il pasto nudo]]'' (''Naked Lunch'') al cinema con Bart e Milhouse}} Posso dire che in questo titolo ci sono almeno due cose sbagliate. ('''Nelson''')
*'''Nelson''': Ma che razza di posto è questo?!<br>'''Bart''': [[Branson (Missouri)|Branson]], Missouri. Papà dice che sembra una [[Las Vegas]]... gestita da Ned Flanders.
*'''Homer''': Pronto, vorrei parlare con la signora Caccola, di nome fa... Sei una.<br />'''Boe''': Sei una caccola!?<br />'''Homer''': D'oh! Ma come ti permetti! Se scopro chi sei, ti cucio quella boccaccia e ti faccio fare la maschiotta alle [[Olimpiadi]]! Hai capito?!
*'''Martin''': Ho speso gli ultimi dieci dollari per comprare il bambolotto di [[Al Gore]].<br>'''Bambolotto di [[Al Gore]]''': State udendo la mia voce.<br>'''Nelson''': Io odio questo posto.<br />'''Bart''': Siamo senza macchina.<br />'''Martin''': Siamo senza soldi.<br />'''Milhouse''': E non sa nessuno che siamo qui.<br />'''Tutti''': Siamo rovinati.<br />'''Milhouse''': Huhuhu.<br />'''Nelson''': Ma una cosa positiva c'è: ho buttato giù la sfera solare! Ah-ah!
==Episodio 21, ''22 cortometraggi di Springfield''==
{{cronologico}}
*Non me la sono mai spassata con tanto spasso! ('''Apu''')
*Tu ti sei preso quattro minuti della mia vita e io li rivoglio indietro! Oh, tanto li avrei solo sprecati... ('''Hans Uomo Talpa''')
*'''Dottore''': Dottor Nick, alla commissione per la negligenza professionale sono giunte varie accuse nei suoi riguardi. Tra le 160 più gravi le più seccanti sono: aver eseguito operazioni con coltello e forchetta presi in una trattoria...<br>'''Dott. Nick Riviera''': Sì, ma li ho puliti col tovagliolo prima!<br>'''Dottore''': ...uso scorretto di cadaveri...<br>'''Dott. Nick Riviera''': Arrivi in anticipo se usi la corsia preferenziale per auto con passeggeri!
*I sintomi da lei descritti indicano l'''eruptium osseum''. È una patologia terribile dove lo scheletro tenta di schizzare fuori dalla bocca e fuggirsene dal corpo! ('''Dr. Nick Riviera''')
*'''Dr. Nick Riviera''': {{NDR|Esultando}} Plastica nasale per tutti! {{NDR|Inorridito}} Oh, lei per primo!<br>'''Jasper''': Me lo faccia alla [[John Wayne]].
*'''Boe''': Ricordi quando ho detto che avrei spedito il tuo conto del bar alla [[NASA]] perché lo calcolassero?<br>'''Barney''': Ahahah! Oh, sì! Ci siamo fatti tutti una gran bella risata, Boe!<br>'''Boe''': Oggi sono arrivati i risultati. {{NDR|Appoggia sul bancone una pila di fogli}} Tu mi devi 70 miliardi di dollari. No, aspetta aspetta aspetta. Questi sono per la navetta spaziale Voyager<ref>{{Cfr}} [[:w:it:Voyager 1|Voyager 1]].</ref>...Il tuo conto è di 14 miliardi.
*''Skinner, con le sue pazze spiegazioni | al sovrintendente serviranno le medicazioni | Quando di Skinner sente le fiacche esagerazioni | stasera in città ci saranno agitazioni''<ref>Traduzione dai sottotitoli ufficiali. Nel doppiaggio originale: «Seymour Skinner with his crazy explanations, | The superintendent's gonna need his medication! | When he hears Skinner's lame exaggerations, | There'll be trouble in town tonight!»</ref> ('''Sigla di "Skinner & The Superintendent"''')
*'''Sov. Chalmers''': Santo cielo! Ma che succede là dentro? {{NDR|La cucina sta andando a fuoco}}<br />'''Skinner''': Aurora boreale!<br />'''Sov. Chalmers''': Eh? Aurora boreale? In questo periodo dell'anno? A quest'ora del giorno? In questa zona del Paese? Localizzata interamente dentro la sua cucina?<br />'''Skinner''': Sì!<br />'''Sov. Chalmers''': Posso vederla?<br />'''Skinner''': Ehm... no.<br />'''Agnes Skinner''': Seymour! La casa va a fuoco!<br />'''Skinner''': No, mammina! È l'aurora boreale!
*'''Lou''': Sai, venerdì sera sono andato al [[McDonald]] a Shelbyville.<br>'''Winchester''': Al Mc-che?<br>'''Lou''': Ristorante McDonald. Neanch'io ne avevo mai sentito parlare, ma ci sono più di duemila esercizi solo in questo stato.<br>'''Eddy''': È spuntato da un giorno all'altro.<br>'''Lou''': Sai qual è la cosa più buffa? Sono le piccole differenze.<br>'''Winchester''': Com'? Com'?<br>'''Lou''': Be', da McDonald puoi comprare un Krusty Burger con formaggio, giusto? Ma non lo chiamano Krusty Burger con formaggio.<br>'''Winchester''': Ma vattenne! E comm'è che 'o chiammano?<br>'''Lou''': Un quarto di libbra col formaggio.<ref>Parodia di un dialogo tra Vincent Vega e Jules Winnfield dal film ''[[Pulp Fiction]]''.</ref>
*{{NDR|Gridando, mentre attraversa la strada con un pacco di dolci}} Mi magno 'e ciambelle! Mi magno 'e ciambelle! ('''Winchester''')
*''Certa plebe non mangerebbe mai una [[puzzola]] | Però certa plebe non è | Cletus il bifolco allocco [...] Certa plebe non si perderebbe mai un alluce | Però certa plebe non è | Cletus il bifolco allocco''<ref>Traduzione dai sottotitoli ufficiali. Nel doppiaggio originale: «''Some folk will never eat a skunk, | But then again, some folk'll | Like Cletus the Slack-Jawed Yokel! [...] Most folk will never lose a toe, | But then again, some folk'll | Like Cletus the Slack-Jawed Yokel!''»</ref> ('''Sigla di "Cletus The Slack-Jawed Yokel!"''')
*{{NDR|Dal parrucchiere, che le cambia l'acconciatura}} Finalmente sembro una persona vera! ('''Lisa''')
*{{NDR|Nelson viene costretto a camminare in mezzo alla strada con i pantaloni abbassati}}<br>'''Tizio spilungone''': Ehi, gente! Lo riconoscete? È quel ragazzo che ride di tutti! Ora ridiamo di lui!<br>'''Cittadini di Springfield''': Ah-ah!
*'''Bart''': A quanto pare Milhouse, ai cittadini di Springfield accadono delle cose davvero interessanti!<br>'''Milhouse''': Certo! Ognuno in città ha la sua storia da raccontare!<br>'''Bart''': Solo che non c'è abbastanza tempo per ascoltarle tutte.<br>'''Prof. Frink''': Ehi! Ehi! Scusate il ritardo! {{NDR|Mostra un cartello con la scritta "The Tomfoolery of Professor John Frink" (Baggianate del professor John Frink)}} C'erano dei guai in laboratorio: tutti che correvano, l'esplosione, le grida, una delle scimmie mi ha anche fregato gli occhiali! {{NDR|Iniziano i titoli di coda}} No, aspettate! Vi prego! Vi scongiuro! Ho una bella storia se mi state ad ascoltare! Ho anche la sigla! Ehi! Ehi! {{NDR|Comincia a canticchiare}} ''Il professor Frink, il professor Frink | vi farà sbudellar | vi farà pensar | gli piace correre e giocar | E spassarsela...''<ref>Nel doppiaggio originale: «''Professor Frink, Professor Frink. | He'll make you laugh, he'll make you think. | He likes to run and then the thing with the.. person...''»</ref> Capperi! Gliela farò pagare a quella scimmia!
==Episodio 22, ''L'infuriato Abe Simpson e suo nipote brontolone in "La maledizione del pescediavolo battagliero"''==
{{cronologico}}
*La storia comincia nell'anno millenovecento-ambarabà-due, dovevamo dire ambarabà perché il Kaiser ci aveva derubato della parola "venti". Ho dato la caccia a quella canaglia per riprenderla, ma mi sono arreso dopo ambarabà-sei miglia. ('''Nonno Abe''')
*'''Nonno Abe''': E ora... potrei anche farvi una piccola digressione e parlarvi di quella volta in cui inventai il Waterloo...<br>'''Edna''': Waterloo? Ah ah ah...! {{NDR|tutta la classe e gli altri nonni ospiti ridono.}}<br>'''Nonno Abe''': Che avete da ridere?! Ci ho passato tre anni su quel Waterloo! {{NDR|Continuano a ridere}}
*{{NDR|Rispondendo a Lisa sul fatto che gli anziani sono considerati cittadini di seconda classe}} Seconda classe?! E che dire della previdenza sociale, lo sconto sull'autobus, la gioielleria sanitaria, i mega pannoloni, i pantaloni che arrivano fin sotto le ascelle e tutti quegli altri privilegi? Oh, secondo me per i vecchi è tutta una pacchia! ('''Homer''')
*'''Burns''': Oh, Simpson, non puoi stare cinque secondi senza umiliarti?!<br>{{NDR|Ad Abraham cadono i pantaloni}}<br>'''Nonno Abe''': Quanti secondi sono passati?
*Io potrei comprarmi l'ingresso {{NDR|Rutta}} nell'alta società! ('''Barney''')
*Ehi Signor Burns, posso venire con lei a prendere il tesoro? Non mangio molto e non conosco la differenza tra il bene e il male! ('''Bart''')
*'''Bart''': Ehi, nonno, avrei potuto far parte de "Pescediavolo battagliero"?<br>'''Nonno Abe''': Hai fegato da vendere, un comportamento inqualificabile e un'istruzione da quarta elementare. Potevi anche diventare Sergente.
*{{NDR|Dopo che Bart si è salvato per un pelo dall'annegamento e il Signor Burns se ne è scappato con i quadri}}<br> Ragazzo, non fa niente per la fortuna, l'importante è che tu stia bene. Ora andiamo a riprenderci quella fortuna! ('''Nonno Abe''')
*{{NDR|Ai due funzionari del Dipartimento di Stato che gli riconsegnano i quadri appena recuperati da Nonno Simpson, prima di sgommare via sulla propria Mercedes SL con in sottofondo "Mind Control" by D.J. Keoki }}<br>Ja, ja, ja. Mach schnell mit der opere d'arte, ja? Devo tornare in tempo al PalaDiscoMusic di Stuttgart per vedere i [[Kraftwerk]]... ehi, dummkopf! Attento al caricatore CD nel portabagagli! Idiota! ('''Barone Von Herzenberger''')
==Episodio 23, ''Tanto Apu per niente''==
{{cronologico}}
*Stiamo tutti calmi, andrà tutto per il meglio. Basta che io abbia la mia birra. {{NDR|controlla il frigo: è vuoto}} E va bene, ora basta! Se devo rimanere intrappolato in casa devo uscire per comprarmi la birra! ('''Homer''') {{NDR|mentre la casa è assediata da un orso}}
*Arrestali, Lou! Uno con l'accusa di essere un orso, l'altro con l'accusa di essere complice di quello che è un orso! ('''Winchester''') {{NDR|facendo arrestare un orso e Barney}}
*'''Homer''': Sono stufo di questi continui attacchi di orsi! È come una maledetta fiera di orsi da queste parti!<br>'''Ned''': Be', per essere realisti, Homer, io vivo qui da una trentina d'anni ormai, e questo è il primo ed unico orso che io abbia mai visto.<br>'''Homer''': Ehi, se tu vuoi che gli orsi selvatici divorino i tuoi figli e facciano scappare i tuoi salmoni, questi sono affari tuoi! Ma io non ci sto!
*Siamo stufi, siamo stanchi, queste belve sono spine nei fianchi! ('''Folla''') {{NDR|in coro, protestando}}
*'''Segretario''': Signore, c'è una folla agitata che vuole vederla.<br>'''Sindaco Quimby''': Ce l'ha l'appuntamento?
*Pensate ai bambini!<ref name="Think of the children">Frase ricorrente in più varianti. {{Cfr}} [[I Simpson#"Think of the children!"|"Think of the children!"]]</ref> ('''Helen Lovejoy''')
:''Think of the children!''
*'''Homer''': Ah, neanche un orso in vista: la "pattuglia orsi" sta funzionando alla meraviglia!<br>'''Lisa''': Questo è un ragionamento capzioso, papà.<br>'''Homer''' {{NDR|pensando sia un complimento}}: Grazie, tesoro.<br>'''Lisa''': Secondo la tua logica, questo sasso potrebbe tenere lontano le tigri.<br>'''Homer''': Oh! E come funziona?<br>'''Lisa''': Non funziona. È solo uno stupido sasso, comunque non vedo nessuna tigre, e tu?<br>'''Homer''': Lisa, voglio comprare il tuo sasso!<ref>{{Cfr}} [[:w:en:Correlation does not imply causation|Correlation does not imply causation]].</ref>
*Quand'è che penserete ai bambini?!<ref name="Think of the children"/> ('''Helen Lovejoy''')
:''Won't you think of the children?''
*Oh, ma non c'è nessuno che pensa ai bambini?!<ref name="Think of the children"/> ('''Helen Lovejoy''')
:''Oh! Won't somebody please think of the children?''
*Ehi, germanese, tornatene in Tedeschia! ('''Nelson''') {{NDR|prendendo in giro Üter Zörker, il bambino tedesco}}
*Volete punzecchiare gli immigrati?! Allora punzecchiate Willie! ('''Willie''') {{NDR|con fare minaccioso}}
*[...] l'[[immigrazione]] è il fulcro dell'America. Anche la famiglia Simpson è immigrata in America. ('''Lisa''')
*'''Homer''': Sai, quando questi immigrati saranno espulsi ci sarà molto più spazio per la gente comune come me e te, caro Apu.<br>'''Apu''': Signor Simpson, forse può stupire lei sapere che io sono un immigrato.<br>'''Homer''': Tu?! Non ci credo!
*Ti voglio... fuori!
:''I want you out!'' ('''Manifesta contro l'immigrazione''')
*{{sic|'''Boe''': Sai cosa mi manda su di giri di questi immingrati? Che vogliono tutti i vantaggi del vivere a Springfield, ma non si sognano nemmeno per sogno di imparare a loro stessi medesimi la lingua!<br>'''Homer''': Già, questo è il mio steso medesimo parerede!<br>{{NDR|Barney biascica qualcosa di incomprensibile}}<br>'''Boe''': Sì, puoi dirlo forte, Barney!}}
*{{sic|Io viene qui subito dopo presa la laurea alla Caltech: tecnico istituto di [[Calcutta]].<ref>La Caltech è il nome con cui è conosciuto il [[:w:it:California Institute of Technology|California Institute of Technology]].</ref> Poiché io è primo di mia classe su sette milioni di studenti, io è ammesso a specializzazione in Stati Uniti d'America. [...] Io iscrive me a Istituto di tecnologia di Springfield sotto tutela di illustre professore John Frink.}} ('''Apu''')
*Io prevedo che fra cento anni i computer saranno due volte più potenti e diecimila volte più grandi e perciò talmente costosi che solo i cinque re più facoltosi d'Europa potranno permetterseli! ('''Prof. Frink''') {{NDR|negli anni 70}}
*{{sic|Nove gloriosi anni dopo io completa mia tesi di dottorato: duecentomila schede perforate in preciso preciso ordine che compone primissimo programma di mondo di gioco di oca.}} ('''Apu''')
*'''Marge''': Apu, perché non sei tornato in India quando è scaduto il tuo visto da studente?<br>'''Apu''': Io dicevo che onesto non è partire senza che prima ripago prestito scolastico. Così io trova lavoro a Jet Market. Quando miei debiti sono tutti pagati io è pronto ad andare. Ma a quel punto là io ho già tanti miei amici qua.<br>'''Marge''': Quello che stai dicendo per me è comprensibilissimo. In realtà il tuo solo crimine è stato quello di violare la legge.
*Ehm, buonasera giovanotto, il mio nome è Charles Norwood. In aggiunta a questa birra vorrei anche tre dei suoi migliori sigari economici. Ecco la mia patente che conferma la mia {{sic|adultività}}. ('''Patata''') {{NDR|fingendo di essere un adulto per comprare birra e sigari}}
*Umili e sentitissimi ringraziamenti! ('''Apu''')
*A chi può mai servire l'infinita pietà di [[Ganesh]] quando posso avere [[Tom Cruise]] e [[Nicole Kidman]] che mi fissano con i loro occhi smorti dalla copertina di ''Mondo spettacolo''? ('''Apu''')
*Vergogna su me! Io ha tradito mio retaggio indiano, signore! ('''Apu''')
*Mitico, devi amare questo paese molto più di quanto io non ami una birra fresca in una calda mattina di Natale. ('''Homer''') {{NDR|a Apu}}
*'''Homer''': Che ne diresti di sposare Apu così non verrebbe espulso?<br>'''Selma''': Preferisco ingogiare veleno. Il mio nome è Selma Bouvier Terwilliger McLure! Ed è già abbastanza lungo così senza aggiungere Nahasapepatapelata-come-cavolo si chiama quello lì! D'ora in poi mi sposerò soltanto per amore!
*{{NDR|Homer aiuta Apu a prepararsi per il test per ottenere la cittadinanza statunitense}}<br>'''Homer''': Ora, loro ti potrebbero chiedere di localizzare la tua città sulla mappa degli Stati Uniti, perciò proviamo a farlo... Springfield... Springfield... {{NDR|muove il dito sulla mappa}} ...eccola qui! {{NDR|indica [[Chicago]]}}<br>'''Lisa''': Papà, non sei neanche nelle vicinanze! Sprigfield si trova qui, Apu! {{NDR|Lisa e la mappa vengono coperti dalla testa di Bart che in quel momento stava passando di lì}}
*Gli Stati Uniti d'America: 131 anni senza una guerra civile.
:''The United States 131 years without a civil war.'' ('''Insegna''') {{NDR|fuori dall'ufficio immigrazione}}
*{{NDR|Apu fa il test per ottenere la cittadinanza statunitense}}<br>'''Esaminatore''': Bene, ecco l'ultima domanda. Quale fu la causa della [[guerra di secessione americana|guerra di secessione]]?<br>'''Apu''': A dire verità cause erano molte. A partire da ovvia divisione tra abolizionisti e antiabolizionisti e poi fattori economici sia domestici che internazionali...<br>'''Esaminatore''': Ehi, ehi...<br>'''Apu''': Sì.<br>'''Esaminatore''': Dica "schiavitù" e basta.<br>'''Apu''': E sia schiavitù, signore. {{NDR|l'esaminatore timbra la richiesta}} Evviva, sono un cittadino! Ora, mi dica, dov'è ufficio assistenza sociale?<br>'''Esaminatore''': Cosa?!<br>'''Apu''': Sto scherzando, sto scherzando!
*'''Lisa''': [...] in un certo senso tutti gli americani sono [[immigrazione|immigrati]]. Tranne i [[nativi americani]].<br>'''Homer''': Già, nativi americani come me.<br>'''Lisa''': No, intendo gli indiani americani.<br>'''Apu''': Come me!<br>'''Lisa''': No...
*Salve a tutti, se potessi dire solo due parole... sarei un ottimo oratore! {{NDR|Bart ride}} Ora che siete tutti rilassati... {{NDR|si schiarisce la gola}} La maggior parte di noi è nata in America e consideriamo questo paese come una cosa dovuta, ma non è così per gli [[immigrati]] come Apu. Mentre noi ci sbronziamo a tutta birra, loro guidano taxi che ci portano a casa sani e salvi, loro scrivono le opere che ci intrattengono tutti i giorni, addestrano le nostre tigri e ci fanno fare punti nel football. Questa gente è la colla che tiene unito l'ingranaggio della nostra cara cara società. Se votiamo per la Proposta 24 perderemo alcuni dei più autentici americani che ci siano! ('''Homer''') {{NDR|facendo un discorso a favore dell'immigrazione}}
*Quand'è che la gente imparerà? La [[democrazia]] così non funziona! ('''Homer''') {{NDR|dopo aver saputo che la Proposta 24 ha vinto con il 95% dei voti}}
*{{NDR|Apu, appena diventato cittadino americano, riceve una lettera con la richiesta di fare il giurato}} Devo fare giurato! {{NDR|commosso}} Oggi io è cittadino americano e tutti gli effetti! {{NDR|butta la lettera nella spazzatura}} ('''Apu''')
==Episodio 24, ''Homerpalooza''==
*{{NDR|A Hullapalooza.}}<br />'''Bart''': Ehi, cos'è questo odore?<br />'''Lisa''': Sembra il gilet di Otto!
==Episodio 25, ''Un mare di amici''==
{{cronologico}}
*La scuola è finita! Va a quel paese Caprapall! ('''Milhouse''')
*'''Maestra Hoover''': E così quella sera [[Abramo Lincoln]] era in un palco del teatro Ford. Entrò [[John Wilkes Booth]], estrasse la pistola e... {{NDR|la maestra viene interrotta dal suono della campanella}} È finita, buone vacanze a tutti.<br>{{NDR|Tutti i bambini corrono all'uscita tranne Ralph e un altro bambino}}<br>'''Bambino''': Ma poi com'è andata a finire signorina?<br>'''Ralph''': Il presidente Lincoln se l'è cavata?<br>'''Maestra Hoover''': A meraviglia. Vai a casa Ralph!
*Non riesco a capire. Tutti dieci e lode, nessuna assenza, armadietto in ordine...dovrei essere la ragazza più popolare della scuola! ('''Lisa''')
*'''Lisa''': Amiche? Ah! Sono questi i miei unici amici: secchioni adulti come [[Gore Vidal]]! Persino lui ha baciato più ragazzi di quanti ne bacerò io!<br>'''Marge''': ''Ragazze'', Lisa. I ragazzi baciano le ''ragazze''.
*Tu non puoi controllare i gabbiani. Un giorno potrai. Ma non ora. ('''Lisa''')
*'''Ragazzina''': Mi piace il tuo berretto!<br>'''Lisa''': Un complimento!<br>'''Cervello di Lisa''': ''Cercare probabile sarcasmo. Non c'è! Vai!''<br>'''Lisa''': Grazie!
*{{NDR|Milhouse è rimasto senza occhiali e accarezza un [[limulo]]}} Ciao, che bel cagnolino che sei! ('''Milhouse''')
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Simpson}}
{{DEFAULTSORT:I Simpson, 07}}
[[Categoria:Stagioni de I Simpson]]
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Angelo Zomegnan
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2026-10-08T16:13:11Z
Danyele
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[[File:Angelo Zomegnan 2009.jpg|thumb|Angelo Zomegnan nel 2009]]
'''Angelo Zomegnan''' (1955 – vivente), giornalista e dirigente sportivo italiano.
==Citazioni di Angelo Zomegnan==
*{{NDR|Sul [[Giro d'Italia]]}} I principi sono credibilità, qualità e internazionalità. Solo chi avrà queste tre prerogative sarà invitato.<ref>Da ''La Gazzetta Sportiva'', 2 dicembre 2007.</ref>
*Il [[Tenbosse]] non ha certo il fascino del Kwaremont o del [[Muro di Grammont|Grammont]]: è un muro corollario e non fondamentale del Fiandre. Ma è da sempre tra le reliquie di [[Johan Museeuw|Museeuw]] per questa classica esigente per le gambe e per la testa [...]. Lì, sul Tenbosse, Museeuw ha messo [...] le ali per laurearsi [...] imperatore della «Ronde».<ref>Da ''Il leone solitario e maestoso e l'onestà del «dream team»'', ''La Gazzetta dello Sport'', 6 aprile 1998, p. 36.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{S}}
{{DEFAULTSORT:Zomegnan, Angelo}}
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Danyele
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/* Citazioni di Angelo Zomegnan */ +wikilink
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text/x-wiki
[[File:Angelo Zomegnan 2009.jpg|thumb|Angelo Zomegnan nel 2009]]
'''Angelo Zomegnan''' (1955 – vivente), giornalista e dirigente sportivo italiano.
==Citazioni di Angelo Zomegnan==
*{{NDR|Sul [[Giro d'Italia]]}} I principi sono credibilità, qualità e internazionalità. Solo chi avrà queste tre prerogative sarà invitato.<ref>Da ''La Gazzetta Sportiva'', 2 dicembre 2007.</ref>
*Il [[Tenbosse]] non ha certo il fascino del Kwaremont o del [[Muro di Grammont|Grammont]]: è un muro corollario e non fondamentale del [[Giro delle Fiandre|Fiandre]]. Ma è da sempre tra le reliquie di [[Johan Museeuw|Museeuw]] per questa classica esigente per le gambe e per la testa [...]. Lì, sul Tenbosse, Museeuw ha messo [...] le ali per laurearsi [...] imperatore della «Ronde».<ref>Da ''Il leone solitario e maestoso e l'onestà del «dream team»'', ''La Gazzetta dello Sport'', 6 aprile 1998, p. 36.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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{{DEFAULTSORT:Zomegnan, Angelo}}
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Discussioni utente:Marco Ciaramella
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2026-10-08T21:24:57Z
Marco Ciaramella
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/* Fabrizio De André */ Risposta
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{{Benvenuto2|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:55, 20 mag 2014 (CEST)}}
== Citazioni da romanzi ==
Ciao e grazie per i contributi su Wikiquote :-) riguardo [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Alessandro_Barbero&diff=1005938&oldid=980721&diffmode=source questo], ti segnalo solo che la citazioni da romanzi vanno nella sezione "Citazioni di ..." insieme alle altre (a meno che non siano almeno 3, in quel caso si mettono in una sezione apposita per il romanzo). Inoltre, potresti inserire la pagina o il capitolo da cui è tratta quella citazione? Grazie, ciao. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 08:22, 10 lug 2020 (CEST)
:{{ping|Superchilum}} Grazie mille delle indicazioni :-) Mi trovi d'accordo. Ho aggiunto la pagina in calce alla citazione. --[[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 08:28, 10 lug 2020 (CEST)
::Grazie :-) [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Alessandro_Barbero&type=revision&diff=1083179&oldid=1083177&diffmode=source ho aggiustato] in base alle convenzioni. Buona giornata! --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 08:37, 10 lug 2020 (CEST)
== Ordine alfabetico ==
{{abc}} '''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 10:32, 1 ago 2022 (CEST)
:Rinnovo l'invito di cui sopra, cfr. [[speciale:diff/1262582|qui]]. Ciao. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:53, 8 mar 2023 (CET)
::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Grazie, pardon! [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 07:57, 8 mar 2023 (CET)
:::Non c'è bisogno di scusarsi, lo so che non lo hai fatto a posta. È solo un promemoria. Buon proseguimento. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:04, 8 mar 2023 (CET)
== Ospedale San Giacomo di Roma ==
Ciao, la voce te l'ho spostata in una tua sandbox così da lavorarci un po' su. Dunque per le voci tematiche le citazioni e le fonti devo stare nella voce del soggetto (vedi [[WQ:Voce tematica]]. Poi potresti chiarire meglio di quale ospedale si tratta ([[:it:w:Categoria:Ospedali storici di Roma]])? Se è presente su Wikipedia ancora meglio. --[[Discussioni utente:GryffindorD|<span style="color:#007FFF">'''GryffindorD'''</span>]] 10:30, 16 ago 2023 (CEST)
:Come non detto, almeno una fonte è adeguata agli standard. Per favore occupati anche delle altre due e chiarisci meglio di quale ospedale si tratta. Ciao :) --[[Discussioni utente:GryffindorD|<span style="color:#007FFF">'''GryffindorD'''</span>]] 10:40, 16 ago 2023 (CEST)
::Lo faccio asap! Grazie dei feedback, sono sempre apprezzati (anche perché su wikiquote sono meno esperto rispetto ad altri progetti). Ciao [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 10:43, 16 ago 2023 (CEST)
:::@[[Utente:GryffindorD|GryffindorD]] Adesso credo sia ok, ma una controllata in più da parte tua o di altri è sempre bene accetta :-) Grazie, ciao [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 10:56, 16 ago 2023 (CEST)
::::Grazie a te! :D [[Discussioni utente:GryffindorD|<span style="color:#007FFF">'''GryffindorD'''</span>]] 12:14, 16 ago 2023 (CEST)
:::::Come accennato da {{ping|GryffindorD}} le fonti di due citazioni però non sono precise: in [[Papa Leone X]] non basta indicare il titolo dell'opera in latino, occorre anche una traduzione fontata o almeno un'edizione verificabile del testo latino in cui poter verificare la presenza della frase; per il momento ho sistemato aggiungendo una fonte secondaria che riporta quella traduzione (ma che non cita la bolla, quindi non è il massimo). Anche in [[Augusto Murri]] occorrerebbe una fonte verificabile. Sono cose che, quando hai modo, sarebbe importante sistemare, altrimenti soprattutto la citazione di Murri rischia di essere cancellata. Grazie. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:05, 17 ago 2023 (CEST)
::::::@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Grazie della precisazione! Provvedo subito, oggi o al più tardi stasera. [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 09:27, 17 ago 2023 (CEST)
::::::@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Ciao, allora: 1. La citazione più corretta della bolla è da un Bullarium (anche a detta di archivisti esperti con cui ho parlato): per fortuna ne esiste una versione anche leggibile in open access e adesso l'ho riportata. 2. La citazione di Murri: al momento, un po' alla veloce, ho trovato riportato la versione spagnola in un libro in quella lingua di una accreditata giornalista (si legge anche la sua bio in 6 versioni linguistiche wiki). Forse è meglio anche cercarla in Italiano in fonti altrettanto buone: lo faccio stasera. [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 09:59, 17 ago 2023 (CEST)
:::::::Secondo la fonte che hai aggiunto in Leone X la frase latina credo dovrebbe trovarsi in [https://books.google.it/books?id=s_mIHw0OH7AC&pg=PA610 questa pagina] ma non la trovo, potresti trascrivere la citazione anche nell'originale latino, per poter verificare se la traduzione è corretta, o riportare un link corretto alla pagina che la contiene? Per Murri: [https://books.google.it/books?id=1Lc_AwAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q=murri la fonte] la cita come sua frase ma non vedo riferimenti a un'iscrizione o a un ospedale. Se non si trovasse una fonte che la associa all'Ospedale, andrebbe al limite bene una foto dell'iscrizione. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:23, 17 ago 2023 (CEST)
::::::::@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Nel 1. Ho corretto l'errore: la pagina corretta era 640, pardon. 2. La preview è ahimé parziale, ma qui c'è un indizio in più: https://books.google.it/books?id=1Lc_AwAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=snippet&q=giacomo&f=false [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 10:32, 17 ago 2023 (CEST)
:::::::::Bene, [https://books.google.it/books?id=s_mIHw0OH7AC&pg=PA640 la 640] sembra essere la pagina giusta, anche se il testo mi sembra un pochetto diverso dalla traduzione riportata (ma immagino che tu non sappia così bene il latino da voler proporre una tua traduzione più fedele, quindi dovremo accontentarci). Bene anche il riscontro in più sull'altra fonte, se riuscirai a trovarne una in italiano sarà comunque ben meglio. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:40, 17 ago 2023 (CEST)
::::::::::@[[Utente:GryffindorD|GryffindorD]] 1. In realtà so il latino, anche se scolastico, ma mi sono attenuto alla fonte che avevo riportato a suo tempo. Sono d'accordo che posso provare a cercarne qualcun'altra eventualmente migliore. 2. Sono d'accordo di provare a cercare anche fonti affidabili in Italiano. Comunque, già mi pare un primo tamponamento alle maggiori criticità. [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 10:53, 17 ago 2023 (CEST)
:::::::::::Ok, ma non ricordi qual è la fonte che avevi riportato a suo tempo, cioè quella in cui avevi trovato la traduzione italiana di Leone X? Tutto è nato perché hai citato come fonte solo il titolo latino della bolla; se ti eri attenuto a una fonte secondaria e citavi anche quella non c'era problema. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:02, 17 ago 2023 (CEST)
::::::::::::@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Le ho citate entrambe: la citazione tradotta che avevo trovato riportata è la prima e l'ho indicata così: "Dalla bolla Salvatoris Nostri Domini Jesu Christi, 1515; citato in Irene Ranaldi, Memoria e futuro della salute in città: passeggiate nei luoghi della sanità a Roma, Tab, Roma, 2021, p 101." [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 11:15, 17 ago 2023 (CEST)
:::::::::::::Irene Ranaldi l'ho aggiunta io dopo una ricerca su Google Libri, non l'avevi messa tu. Allora è la stessa da cui tu avevi preso la traduzione italiana? Non pensavo fosse la stessa perché Irene Ranaldi non parla di bolla papale, per questo ti chiedevo come facevi a sapere che la fonte primaria è una bolla papale. Solo per capire, eh. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:21, 17 ago 2023 (CEST)
::::::::::::::@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Scusa la fretta nelle risposte. Controllo meglio stasera e cercherò di essere più chiaro. [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 13:54, 17 ago 2023 (CEST)
::::::::::::::@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Ciao! Con più calma ho messo la citazione che avevo trovato in origine (e per fortuna è in open access! :-) ). Mi sembra accettabile. [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 22:02, 17 ago 2023 (CEST)
== [[Giovannino_Guareschi#Mondo_piccolo]] ==
Ciao, qual è la fonte della citazione che hai aggiunto? Servono i dati relativi a casa editrice, anno, capitolo e numero di pagina (quest'ultimo è meno urgente, il resto è indefettibile). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:34, 29 mag 2024 (CEST)
:@[[Utente:Udiki|Udiki]] Vero! Grazie della nota. Ho aggiunto adesso il riferimento. [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 16:09, 29 mag 2024 (CEST)
== Oliva Salviati ==
Salve, cos'è che rende la signora [[w:WP:Enciclopedicità|enciclopedica]]? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:09, 24 lug 2024 (CEST)
:Ciao @[[Utente:Udiki|Udiki]]! Non so se Wikiquote necessita dell'enciclopedicità dell'autore delle citazioni. Ma in tal caso, non c'è problema a togliere. Secondo me diventerà anche enciclopedica, per le sue attività culturali, ma forse è una discussione ulteriore. [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 16:16, 24 lug 2024 (CEST)
::Sì, su Wikiquote vale l'enciclopedicità esattamente come su Wikipedia. Io ho cercato su Google ma non ho trovato nulla che la giustifichi. Se hai qualche notizia in più va bene, sennò è giocoforza cancellare la voce, perché non basta una (supposta) enciclopedicità futura. Al momento non ho neppure capito cosa faccia nella vita, anche se ha condotto una benemerita battaglia legale che però è di portata locale. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:33, 24 lug 2024 (CEST)
:::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Ok grazie della precisazione :-) Allora, la definirei socialité, cioé un personaggio noto nel jet set, nipote di Franca Florio, che è rimasta famosa con i vari serial e libri. Il suo titolo nobiliare è comunque elevato: Duchessa. Nella vita poi fa la produttrice (https://www.imdb.com/name/nm3780701/ vedo che ha coprodotto 8 film), l'esperta d'arte e l'imprenditrice agraria (è sua delle tenute più grandi d'Italia, Migliarino in Toscana). Quella battaglia legale ha avuto riscontro anche nazionale (https://www.lastampa.it/cronaca/2023/04/11/news/lospedale_del_cardinale_la_battaglia_legale_sul_san_giacomo_di_roma-12747212/). Comunque, tornando al punto che mi chiedevi, se enciclopedicià deve essere, opterei per produttrice, perché è la entry più giustificabile da una digital library. [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 16:43, 24 lug 2024 (CEST)
::::Grazie. Ho aperto la procedura '''[[Wikiquote:Pagine_da_cancellare#Oliva_Salviati|qui]]''' così si esprimono anche altri. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:32, 24 lug 2024 (CEST)
== Maurice Dumarest ==
Ciao, le pagine composte da sole citazioni in lingua straniera sono da cancellare immediatamente ([[Wikiquote:Cancellazioni_immediate#Criteri_di_cancellazione_immediata|terzo criterio]]). Ti do un po' di tempo, se ti va, per aggiungere la traduzione purché essa non sia l'esclusivo prodotto di un traduttore automatico, cioè nel caso devi garantire, se ne hai le competenze, che sia tutto a posto. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:12, 20 giu 2025 (CEST)
:@[[Utente:Udiki|Udiki]] ok, grazie. Allora aggiungo asap una mia traduzione accanto all'originale. [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 22:30, 20 giu 2025 (CEST)
:@[[Utente:Udiki|Udiki]] Ok, fatto. [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 22:49, 20 giu 2025 (CEST)
== Fabrizio De André ==
Buongiorno, grazie per il [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Fabrizio_De_Andr%C3%A9&diff=1428620&oldid=1413571 contributo] ma mancherebbero tutti i riferimenti bibliografici (editore, anno, pagina, isbn, ecc), inoltre la sezione apposita si può creare solo se le citazioni sono almeno tre, se resta solo una la citazione va spostata in "Citazioni di Fabrizio DE André). Grazie [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:11, 8 ott 2026 (CEST)
:@[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] Grazie! Ok! Provvedo più tardi. Ciao, [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 08:01, 8 ott 2026 (CEST)
:@[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] Ciao, ho aggiunto i dati mancanti come hai giustamente richiesto. Temo manchi la standardizzazione del formato bibliografico della fonte. Ora però non ne ho il tempo, appena posso guardo. Ciao [[Utente:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[Discussioni utente:Marco Ciaramella|scrivimi]]) 23:24, 8 ott 2026 (CEST)
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Utente:Skekzilla
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Skekzilla
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/* Citazioni su Odissea */
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text/x-wiki
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 con [[Matt Damon]], [[Anne Hathaway]], [[Tom Holland]] e [[Robert Pattinson]], sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
<center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center>
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*{{NDR|Su [[Eumeo]]}} My dad’s most loyal worker. He can’t see much any more... But that doesn’t stop him beating travelers to death in exchange for lies about my father. ('''Telemaco''') p. 9
*You don’t need eyes to hear a hasty combination. ('''Eumeo''') p. 9
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*The Gods help those who help themselves. ('''Ulisse''')
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our [[Collasso dell'Età del Bronzo|age of bronze is collapsing]]. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Credo che [...] il successo di [[Christopher Nolan|Nolan]] {{NDR|può essere ricondotta}} a questa forma perenne del mito classico, che è un tipo di racconto che ha lo straordinario merito, ai nostri occhi, di essere lì da oltre due mila anni: è profondamente tradizionalizzato nella nostra cultura, è una sorta di codice comune in qualche modo. ([[Maurizio Bettini]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Anne Hathaway]]===
*È stato davvero interessante cercare di trasporre il mondo in cui vivo e la mia idea di essere una madre amorevole in un contesto di 3.000 anni fa [...] Nell'antica Grecia non esisteva il concetto di genitorialità dolce, la posta in gioco era altissima e a volte era necessario che lei spaventasse Telemaco per tenerlo al sicuro. Questo mi ha fatto sentire grata di avere ora a disposizione più strumenti, anche se non so nemmeno io cosa significhi crescere un adolescente. I miei figli sono ancora molto piccoli, o almeno si sentono tali.
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni.
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo.
===[[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]===
[[File:TomHolland-byPhilipRomano7 (cropped).jpg|thumb|Tom Holland alla ''première'' del film a New York City]]
*Posso dirvi che è un capolavoro assoluto, e non metto in discussione questa mia affermazione. Il film di Chris Nolan è fantastico. È diverso da qualsiasi cosa io abbia mai visto prima. Credo che, dopo averlo visto, mi sia posto una domanda che non mi ponevo da tempo riguardo a un film: "Come hai fatto?" Penso che con la CGI e cose del genere, ci siamo abituati a vedere queste cose incredibili sullo schermo e diamo per scontato che persone molto intelligenti e dal grande talento artistico siano in grado di realizzare qualunque cosa al computer. Ma Chris sta chiaramente cercando di fare tutto nel modo più pratico possibile direttamente in fase di ripresa. E ci sono state alcune sequenze nel film che, mentre le guardavo, pensavo: "Come diavolo ha fatto? Dev'essere computer grafica". E finito il film gli ho chiesto: "Scusa, ma era sicuramente computer grafica, vero?" E lui mi ha risposto: "No, no, no, è tutto effetti speciali realizzati in fase di ripresa. Tutto pianificato e preparato nei minimi dettagli" [...] Quindi penso che i fan rimarranno davvero sbalorditi dalle scenografie e dalle sequenze del film, perché anche io, che ero presente sul set e ho partecipato alle riprese, sono rimasto assolutamente sbalordito dalla portata, dall'ampiezza e dalla sua capacità di gestire una storia così complessa e toccante all'interno di questo folle film d'azione.
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico".
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Daniel Mendelsohn]]===
*A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero.
*L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso.
*Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici.
*Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee.
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*Il punto di partenza di tutto questo progetto, la premessa da cui ci siamo mossi, era la possibilità di far risuonare l'antichità nella modernità. Questo punto cardinale si ritrova in tutte le scelte che abbiamo fatto, dalla nazionalità degli attori all'accento con cui li sentite parlare. Gli attori non recitano con un accento particolare, qualcosa che sembrasse un incrocio fra l'inglese e il greco antico, anche perché non troverebbe equivalenti. Se fai un film nel 2026 non puoi costringerci l'antichità di un testo che risale a millenni prima. Tutti gli attori parlano in americano moderno e grazie a quel patto di sospensione dell'incredulità che sempre guida lo spettatore nella scoperta di una storia, è come se parlassero in greco antico. Devi stabilire i termini di quel patto e costruire il tuo mondo come se stessi realizzando un film di fantascienza. Devi scegliere un approccio. E il mio approccio è stato scegliere un linguaggio il più possibile accessibile e immediato al pubblico contemporaneo, che possa parlargli all'orecchio come un sistema di traduzione simultanea.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Inizialmente, avevamo discusso con [[Ludwig Göransson|Ludwig]] della possibilità di adottare un approccio orchestrale, ma abbiamo capito che cercare di riprodurre quel tipo di tradizione romantica orchestrale, tipica dei grandi film in costume del '900, sarebbe risultato artificiale tanto quanto far parlare gli attori con un accento particolare. Così abbiamo abbandonato quell'idea e lui ha adottato un approccio davvero unico, molto personale. Ludwig sa donare moltissima energia alle scene action e alla suspense, ma al contempo è in grado di farti emozionare nel profondo. È davvero un piacere lavorare con qualcuno che è il top di gamma nel suo campo.
*L'armatura di Agamennone è in bronzo annerito, una tecnica di lavorazione del bronzo di cui erano sicuramente a conoscenza. E questo lo sappiamo perché se vai a Micene trovi schiere di daghe e pugnali realizzati in bronzo ossidato. Non siamo ancora riusciti a sviluppare dei test capaci di dirci come riuscissero ad annerire il bronzo, magari analisi future potranno mostrarci nel pratico come riuscissero a ottenerla. Ma sappiamo che erano in possesso di quella conoscenza tecnica, la teoria è che basti prendere il bronzo, aggiungere più oro e argento e poi usare lo zolfo. Quindi quello che abbiamo fatto con Agamennone è stato immaginare un'armatura in bronzo oscurato che riuscisse a comunicare l'importanza e l'investitura del personaggio, ma siamo comunque partiti da un dato reale. È un'estrapolazione a partire dalla Storia e i suoi simboli eterni. L'elmo a forma di teschio, la criniera a ricordare le ossa di una spina dorsale: sono simboli di guerra volti a incutere terrore. E puoi star certo che non sono stato io né alcun regista prima di me ad aver inventato l'idea che le ossa siano un simbolo di minaccia e territorialità: è un simbolo vecchio quanto l'umanità stessa.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Robert Pattinson]]===
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante.
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati".
*Sono arrivato sul set di ''Odissea'' subito dopo le riprese di ''[[Primetime (film)|Primetime]]'' e mi sembrava di sentire la voce di [[Chris Hansen|Hansen]] in quella di Antinoo. Mi riferisco solo alla parlata però: Nolan chiedeva a tutti noi di parlare con lo stesso accento e ho dovuto lavorare con un coach per liberarmi di quello di Hansen per tornare all'americano medio.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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/* Per Vera Politkovskaja */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo = Odissea
|titolo originale = The Odyssey
|immagine = Odissea.png
|didascalia =
|lingua originale = Inglese
|paese = Stati Uniti d'America, Regno Unito
|anno uscita = 2026
|genere = epico, fantastico, avventura, azione
|regista = [[Christopher Nolan]]
|soggetto = dal poema ''[[Odissea]]'' di [[Omero]]
|sceneggiatore = Christopher Nolan
|produttore = [[Emma Thomas]], Christopher Nolan
|produttore esecutivo = [[Thomas Hayslip]]
|attori =
* [[Matt Damon]]: [[Ulisse]]
* [[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]: [[Telemaco]]
* [[Anne Hathaway]]: [[Penelope]]
* [[Robert Pattinson]]: [[Antinoo]]
* [[Lupita Nyong'o]]: [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]]; [[Clitennestra]]
* [[Samantha Morton]]: [[Circe]]
* [[John Leguizamo]]: [[Eumeo]]
* [[Zendaya]]: [[Atena]]
* [[Charlize Theron]]: [[Calipso]]
* [[Jon Bernthal]]: [[Menelao]]
* [[Himesh Patel]]: [[Euriloco]]
* [[Bill Irwin]]: [[Polifemo]]
* [[Elliot Page]]: [[Sinone]]
* [[Benny Safdie]]: [[Agamennone]]
|doppiatori italiani =
* [[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Ulisse
* [[Alex Polidori]]: Telemaco
* [[Domitilla D'Amico]]: Penelope
* [[Stefano Crescentini]]: Antinoo
* [[Chiara Gioncardi]]: Elena di Troia; Clitennestra
* [[Ilaria Stagni]]: Circe
* [[Stefano Thermes]]: Eumeo
* [[Lucrezia Marricchi]]: Atena
* [[Claudia Catani]]: Calipso
* [[Simone D'Andrea]]: Menelao
* [[Gabriele Sabatini]]: Euriloco
* [[Gabriele Patriarca (doppiatore)|Gabriele Patriarca]]: Sinone
* [[Jacopo Venturiero]]: Agamennone
|note= *Musiche: [[Ludwig Göransson]]
}}
'''''Odissea''''', film del 2026 con [[Matt Damon]], [[Anne Hathaway]], [[Tom Holland]] e [[Robert Pattinson]], sceneggiato, diretto e co-prodotto da [[Christopher Nolan]].
{{tagline|Sfida gli dei}}
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
<center>{{maiuscoletto|A time of apparent magic...}}</center>
==Frasi==
{{cronologico}}
*A face. A fleet. A war. A man. A thought. A trick. A trick to break the walls of Troy. And burn it screaming to the ground. ('''Bardo''')
*[[Xenia (antica Grecia)|Zeus’s law]] tells us to treat strangers as we’d be treated because they might be Gods in disguise. I think we’ve established you’re not a God, Antinous. ('''Telemaco''') p. 7
*{{NDR|Su [[Eumeo]]}} My dad’s most loyal worker. He can’t see much any more... But that doesn’t stop him beating travelers to death in exchange for lies about my father. ('''Telemaco''') p. 9
*You don’t need eyes to hear a hasty combination. ('''Eumeo''') p. 9
*After years of war no one could stand between my men and home. Not even me. ('''Ulisse''') p. 32
*The Gods help those who help themselves. ('''Ulisse''')
*I didn’t turn your men into anything! This is who they are. Look at them. Base. Disgusting, primal urges you value in battle. They’ve raped and pillaged across the world for you –- you think that’s against their nature? You think they only did those things because you ordered them to? A true commander thinks his men’s savagery is actually discipline. You don’t seem that deluded. But you sent them to me, here, on my own. A gang of filthy soldiers with empty bellies and hot blood. You thought they’d respect me and my home? Look at them. Know your own men. ('''Circe''') p. 67
*Don’t make my mistake. Don’t walk in the front door expecting garlands and praise. ('''Agamemnone''') p. 77
*Past the Sirens you choose between the whirlpool Charybdis and the monster Scylla. The whirlpool in the sea would take all your lives, the monster in the cliffs only six. But your determination to sacrifice no more lives kills all of them. ('''Tiresia''') p. 77
*Slaves have no choice but to be loyal to the future. This is a household waiting for a master, just as Ithaca’s a kingdom waiting for a king. ('''Antinoo''') p. 81
*He was always the smartest. The only one Agamemnon ever listened to. He should’ve listened harder. ('''Menelao''') p. 86
*You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon, take your punishment. Zeus won’t let him kill you. Give up the fight. Give up control. And live. It’s a leap of faith you’ve never yet made, Odysseus. ('''Calipso''') p. 102
*Beautiful, wise Penelope. Held hostage by the worst men. Soon to be forced into marriage. What can she do without even her son? ('''Eumeo''') p. 107
*Don’t look for Gods in men –- you’ll always be disappointed. ('''Ulisse''') p. 115
*The clearest view of a person is from below. ('''Ulisse''') p. 116
*For years, while my husband’s been gone, you’ve commandeered this palace for your feasting. Your excuse was that you wanted to win my hand in marriage. As I’ve listened to you party and fight, corrupt my servants and disrespect my home, I’ve wanted nothing more than for Odysseus to return and see all this for himself. But last night I realized that if he’s not here now... he never will be. So I stand ready to marry anyone here who can string this hunting bow and shoot an arrow through those twelve axes. Step up and show me who you are. ('''Penelope''') p. 136
*My Queen’s made her point. We can’t replace Odysseus. Some of us have always known that. Some of us would’ve followed that great man to Troy, if he’d let us. But he never came back, so choose the best of us here. Who’ve all failed your test. ('''Antinoo''') p. 138
*When you see Sinon in Hades... Tell him I’ll head west to honour my men. And that I gave you back your shame. ('''Ulisse''') p. 144
*We broke the fragile bonds between men. And for centuries of darkness to follow, the stories of Troy will only be sung. ('''Ulisse''') p. 144
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:OdysseyPremiereHorse-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Replica del cavallo di Troia utilizzato nel film]]
*'''Troiano n. 1''': {{NDR|Sul [[cavallo di Troia]]}} What does it mean?<br/>'''Sinone''': A gift. For Athena.<br/>'''Troiano n. 2''': Common Gods. Respect their offering. Save it from the waves. Take it to Athena’s temple. The war’s over.
*'''Penelope''': I don’t want Odysseus’s song. I want Odysseus.<br/>'''Telemaco''': Then why do you entertain suitors in his house? Night after night?<br/>'''Penelope''': In this world a man does what he chooses. I do what I can.<br/>'''Telemaco''': I’m a man, now, Mom.<br/>'''Penelope''': So throw them out. Break Zeus’s law, and see what they do to you if you give them that excuse. I’ve already lost a husband, I don’t want to lose a son.<br/>'''Telemaco''': Dad’s coming back.<br/>'''Penelope''': Then where is he? Eight years since Troy fell. Almost twenty since he left us. Where is he?
*'''Antinoo''': Odysseus is dead.<br/>'''Telemaco''': What do you know about my dad?<br/>'''Antinoo''': I know he kept stringy cattle and bad wine.<br/>'''Telemaco''': You had the best of it the first two seasons.<br/>'''Antinoo''': And I know he never came home.<br/>'''Telemaco''': Not yet.<br/>'''Antinoo''': Pining for a daddy you didn’t even know like some sniveling bastard.<br/>'''Telemaco''': None of us can really know who our fathers are. Not even you. So don’t claim to know mine.
*'''Eumeo''': Why do you always pluck your bow?<br/>'''Ulisse''': To test the tension. [...]<br/>'''Eumeo''': To warn your prey?<br/>'''Ulisse''': To fight with honour.<br/>'''Eumeo''': You weren’t fighting. You were hunting.<br/>'''Ulisse''': Hunting’s just fighting by stealth.<br/>'''Eumeo''': Clever. But your cleverness will get you in trouble.
*'''Eumeo''': You can’t win with a perfect defence. Draw the attack.<br/>'''Telemaco''': How?<br/>'''Eumeo''': Hesitation. Open your belly to your opponent’s blade. Their attack becomes your chance.<br/>'''Telemaco''': Did you teach my father that?<br/>'''Eumeo''': No, he taught me. He said you’re not always going to be the strongest or the fastest. So be the smartest.
*'''Telemaco''': Eumaeus, is he ever coming back?<br/>'''Eumeo''': Argus thinks so. I’ve never known a dog reach twenty...
*'''Penelope''': The Elders decreed that when I finish your grandfather’s burial shroud it’ll be time to remarry.<br/>'''Telemaco''': Why?<br/>'''Penelope''': Ithaca’s been without a king for too long. They want security.<br/>'''Telemaco''': From what?<br/>'''Penelope''': The people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Travellers’ tales.<br/>'''Penelope''': All we know of the world is travellers’ tales! That’s how we heard Troy had fallen. Now they all tell stories of attacks by people from the sea.<br/>'''Telemaco''': Who are?<br/>'''Penelope''': Nobody knows. But the Elders want Ithaca to be prepared.<br/>'''Telemaco''': Prepared? We’re part of the greatest civilization ever known.<br/>'''Penelope''': Look at this great house. Stones as old as knowledge. At the mercy of some greedy unwanted guests. Half the servants answer to them now. The structure’s nothing without people’s respect for its meaning.<br/>'''Telemaco''': Zeus’s law.<br/>'''Penelope''': Treat others as you’d be treated. When they abuse it, they destroy everything.
[[File:OdysseyPremiereSoldier2-byPhilipRomano.jpg|thumb|Attore vestito da soldato troiano, come rappresentato nel film]]
*'''Ulisse''': Agamemnon is our king. The Trojans took his brother’s wife.<br/>'''Penelope''': Or she ran away with them.<br/>'''Ulisse''': Either way, the Trojans will never give Helen up. And the walls of Troy are said to be impregnable. We’ll sit outside that great city trying to draw them into battle. As years go by, and Telemachus grows, and you learn life without me.<br/>'''Penelope''': Don’t. I’ll raise our boy and manage our kingdom until you return. Menelaus will give up on Helen.<br/>'''Ulisse''': This is Agamemnon’s excuse to break Troy’s control of the trading routes. He won’t let it pass. Ever.<br/>'''Penelope''': What if you refuse?<br/>'''Ulisse''': He’ll take our son.<br/>'''Penelope''': He would never -- !<br/>'''Ulisse''': He sacrificed his own daughter for favourable winds.<br/>'''Penelope''': Why would the Gods want his daughter’s life?<br/>'''Ulisse''': The power of a sacrifice is in the cost to the person making it.
*'''Ulisse''': Promise me. If I’m not back by the time Telemachus comes of age –- promise you’ll take another husband. Enough sacrifices. Promise me.<br/>'''Penelope''': Love isn’t a sacrifice.<br/>'''Ulisse''': Of course it is. And I don’t want you to make it.<br/>'''Penelope''': That’s not up to you.<br/>'''Ulisse''': Promise me.<br/>'''Penelope''': No. Promise me you’ll come back.<br/>'''Ulisse''': What if I can’t?<br/>'''Penelope''': Then your memory won’t be making my decisions. Take my pin. Wear it. Always. Athena will bring you back.<br/>'''Ulisse''': I’m not sure it suits me.<br/>'''Penelope''': When travellers claim to have seen you, I’ll ask them what you were wearing... And I’ll know if they’re lying.
*'''Telemaco''': You don’t want me to claim the throne myself. You want to keep me in my place. So you can stay Queen of Ithaca.<br/>'''Penelope''': I’ve had enough of being Queen of Ithaca without my King.<br/>'''Telemaco''': Without your king... or without a king?<br/>'''Penelope''': And you think you’re ready to take your father’s place. You’re a child.
*'''Telemaco''': That’s my father’s dog! He’s only living to see Odysseus return.<br/>'''Antinoo''': Fine. I’ll put him on the dung heap out front so he can greet his master a little sooner.
*'''Mentore''': Where are we going?<br/>'''Telemaco''': To find my dad. He’s alive. I feel it in the wind, in the waves... he’s out there somewhere. Wandering. Injured. Imprisoned, I don’t know... but alive.
*'''Ulisse''': Why can’t Gods speak in ways we understand?<br/>'''Atena''': Who doesn’t understand thunder? Or fire? A child’s smile? Or a good harvest?<br/>'''Ulisse''': But you hide yourselves from us.
*'''Calipso''': What we have here can last forever.<br/>'''Ulisse''': Forever is for Gods. Are you a God?<br/>'''Calipso''': Would you stay if I were?<br/>'''Ulisse''': No.<br/>'''Calipso''': You want to remember. But what if remembering destroys your happiness?<br/>'''Ulisse''': Then it wasn’t real. Or earned.
*'''Euriloco''': We should leave. We’ve brought nothing to trade with.<br/>'''Ulisse''': Zeus’s law.<br/>'''Euriloco''': I don’t know if whoever lives here’s heard of Zeus’s law. Or Zeus, for that matter.<br/>'''Ulisse''': Everyone knows Zeus’s law.
*'''Anchialo''': What about his body?<br>'''Ulisse''': What about it?<br>'''Anchialo''': We just leave him here to rot? As food for that thing?<br>'''Femio''': We honour our dead, Odysseus.<br>'''Ulisse''': He died helping us escape. Honour him by escaping.
*'''Polifemo''': MMMMPOSEIDON, FFFATHER, THEY BBBBBBBBLINDED ME. VVVENGEANCE, FFATHER. VVVVVENGEANCE... FOR PPPPPPPAIN...<br>'''Polite''': It can talk. Why didn’t it talk before?<br>'''Ulisse''': Do you talk to ants?<br>'''Polite''': Should we reason with it?<br>'''Ulisse''': I think that time has passed.
*'''Ulisse''': We lost good soldiers to that beast.<br>'''Pelimede''': That beast was Poseidon’s son.<br>'''Euriloco''': What?<br>'''Perimede''': When we put its eye out... I heard it cry his name.<br>'''Ulisse''': That thing was a monster.<br>'''Polite''': I heard it, too.<br>'''Euriloco''': Now the sea’s against us.<br>'''Polite''': And the wind.<br>'''Euriloco''': How do we get home with Poseidon against us?<br>'''Ulisse''': You can’t live by omens and sacrifices.
*'''Telemaco''': I don’t know how to speak to a king.<br>'''Mentore''': You’ll do fine. Keep your mouth shut. Never ask unless you’re asked to ask.
*'''Menelao''': I’m Menelaus, brother of Agamemnon. Husband of Helen. Perhaps you’ve heard of Helen? The face that launched a thousand ships. Now maybe just five hundred. A lot of good men left on the battlefields of Troy for this face.<br>'''Elena''': And your brother’s ambition. [...]<br>'''Menelao''': Ajax, Patrochlus... Achilles... all left under Trojan sand. But I don’t miss any of them as much as I miss one particular warrior. The smartest of us all. Ten years we rotted on that beach. Deadlocked. Fighting amongst ourselves. Until one man saw a way. Odysseus. You’ve heard the story of the Horse? But have you heard it from the inside... ? We were in there for days... We’d squeezed in there before our ships even left... we lay silent in our own piss and shit. During the first two tides some drowned. Odysseus knew that not even Sinon, the soldier left behind, could know we were inside. [...] Odysseus kept us calm. Even as our dead began to smell. [...] But you know the rest.
*'''Menelao''': The Gods gave us our righteous victory...<br>'''Elena''': Righteous?<br>'''Menelao''': Our righteous victory, but didn’t bless our voyages. It took me years to get home. And many didn’t.<br>'''Elena''': Some did and wished they hadn’t.
*'''Circe''': You like my meat?<br>'''Euriloco''': Why –- do –- have –- so –- much –-?<br>'''Circe''': You never know when strangers will come. [...] Men. With their appetites. Too much is never enough.
*'''Circe''': You’re questioning me? You? A traveller who’s clearly starving, but hasn’t touched the food in front of him. Who claims to be a sailor but wears a Greek warrior’s armour. Who breaks Zeus’s law by bringing a dagger into his hostess’s house.<br>'''Ulisse''': You’ve got sharp eyes.<br>'''Circe''': Sharpened by the Gods.<br>'''Ulisse''': They grant you insights?<br>'''Circe''': Truths. Sometimes.
*'''Ulisse''': Nobody sails into hell and comes back.<br>'''Circe''': You will.
*'''Circe''': Your men don’t want you to defy the Gods. But the Gods say only you make it home.<br>'''Ulisse''': Then I defy the Gods.
*'''Sinone''': You didn’t trust me with the truth? After all those years? I was a boy when I came with you to Troy. You knew I’d die for you.<br>'''Ulisse''': Dying men tell the truth. I needed you to believe.<br>'''Sinone''': I died for your lie on that beach.<br>'''Ulisse''': I know. I was there with you. I heard you repeat my lie with your dying breath. Winning us the war. I was right there. Inches from you. Smelling your blood.<br>'''Sinone''': What comfort could that give me? Not knowing you were inside that Horse until the dead told me.<br>'''Ulisse''': Which dead?<br>'''Sinone''': A lot of veterans of your campaigns walk these shores. The dead meet to lament the living and greet the newly dead. My father was the first Shade to find me.<br>'''Ulisse''': To comfort you?<br>'''Sinone''': Shades don’t comfort. They want word of the living who wronged them.
*'''Ulisse''': How are you here? We won the war, you headed for home.<br/>'''Agamemnone''': Odysseus. Most brilliant of all my generals. You would never be snared as I was.<br/>'''Ulisse''': Were you cast adrift like us?<br/>'''Agamemnone''': No. My misfortune was to make it home, to be welcomed by my beautiful wife, bathed, anointed, made soft. To learn the hardest lesson. I’d left poison in her heart years before... The good part of her heart had gone to another. Leaving me the blackened, rotten remains...
*'''Penelope''': Why would you want to marry someone who loves somebody else?<br/>'''Antinoo''': Your loyalty to Odysseus is one of your finest qualities. I love you. I want you to choose me, and end all this. Don’t tell me you’re not tired. The waiting, the uncertainty. You’ve done your duty year after year after year. It’s time to think of yourself. It’s time to live again... it’s what Odysseus would’ve wanted. I’ll take care of all your needs, my Queen.<br/>'''Penelope''': And my son?<br/>'''Antinoo''': The throne is his. He’s the heir. Unless we have a child of our own.
*'''Menelao''': It’s a bad time for an empty throne. You’ve heard stories of the people from the sea?<br>'''Telemaco''': Have you been raided?<br>'''Menelao''': Not yet. But the attacks seem to be getting closer. Sparta’s ready. How will Ithaca raise an army to defend itself?<br>'''Telemaco''': Someone has to take the throne.<br>'''Menelao''': Then the battle’s there, not here. You’ve run away from the problem. And you’ve left your mother at the mercy of those suitors.<br>'''Telemaco''': Should I hire mercenaries? Go back and kill them all?<br>'''Menelao''': Murder the rich and powerful guests in your house? You’d be exiled.<br>'''Telemaco''': What, then?<br>'''Menelao''': You have to evict them without violating Zeus’s law.
*'''Ulisse''': Tie me to the mast.<br>'''Euriloco''': Why?<br>'''Ulisse''': I want to hear the Sirens’ song.<br>'''Euriloco''': This is a bad idea. No one’s heard the song and lived.<br>'''Ulisse''': That’s why it’s a good idea –- I’ll be the first.
*'''Euriloco''': What was the Sirens’ song?<br>'''Ulisse''': All the things you’d want it to be. Then all things you wish you never wished for. It was the delicious itch you go to scratch, but find it’s under the skin, and can’t be reached. So the delicious itch becomes unbearable. It told you what you most want is what you most can’t have, and what you most can’t have is what you already had and lost. It was the song of all the promises I’ve failed to keep and it told me I don’t really want to go home.
*'''Ulisse''': Your Gods don’t speak in ways we understand!<br>'''Atena''': Who doesn’t understand pain?! Or blood?! Or death?! When you watch your men die do you see chance? Or do you see consequence?<br>'''Ulisse''': I see consequence. I see my failure.<br>'''Atena''': What if their deaths aren’t your failing but theirs?<br>'''Ulisse''': I lead them. I led them here.<br>'''Atena''': And who led you? Why do you put yourself above the Gods? Why do you claim responsibility? Why don’t you want to go home?
*'''Calipso''': I rebuilt your body. But I couldn’t bring myself to rebuild your mind. And you’ve been happy. But your heart was always elsewhere, your mind was bound to follow eventually.<br>'''Ulisse''': How could you?<br>'''Calipso''': The lotus clouds the mind and saps the will – but it doesn’t change who you are. You weren’t ready to go home, for whatever reason.<br>'''Ulisse''': I am now.
*'''Ulisse''': What’s happened to Ithaca?<br>'''Eumeo''': Darkness. Zeus’s law smashed to pieces. A kingdom without a king since my master died.
*'''Eumeo''': Why are you helping?<br>'''Ulisse''': If I tell you, don’t be angry. I served under Odysseus at Troy.<br>'''Eumeo''': Really?<br>'''Ulisse''': Yes. He was a harsh taskmaster.<br>'''Eumeo''': But fair. And worthy of following.<br>'''Ulisse''': You loved him.<br>'''Eumeo''': Like a son.<br>'''Ulisse''': Well, he is not dead.<br>'''Eumeo''': Is he coming home?<br>'''Ulisse''': Soon.<br>'''Eumeo''': Bringing vengeance?<br>'''Ulisse''': Bringing it all.
*'''Telemaco''': Everybody in Sparta’s talking about a coming catastrophe, an age of darkness brought on by people from the sea violating Zeus’s law.<br>'''Penelope''': So the stories are true. Our civilization is collapsing.
*'''Penelope''': Telemachus, you think if I remarry life goes back to the way it was? That world is gone, and in this one they’re not giving up power to you. Or Odysseus. If he returned he’d have to kill them. Like you will.<br>'''Telemaco''': If I kill the Suitors their families will demand revenge – I’ll be exiled. And without me the throne will be lost.<br>'''Penelope''': Because only a man can sit on it. ‘Empty throne’ –- I’ve been sitting on that empty throne for twenty years. My knowledge, my years of experience -– that’s all nothing compared with the bristles on your chin.<br>'''Telemaco''': Do you want peace, or do you want revenge?<br>'''Penelope''': I want Odysseus.
*'''Telemaco''': You’re Odysseus. You’re my father.<br>'''Ulisse''': I’m a beggar, and you... you’re the worthy, beautiful son of Odysseus, of whom, when you do finally meet, he will be so proud.
*'''Antinoo''': You don’t have enough guests, so you have to invite some filthy old plate licker to dinner?<br>'''Telemaco''': What’s one more beggar at this feast?
*'''Antinoo''': Where did you get this?!<br>'''Ulisse''': Where you’ll soon be.<br>'''Antinoo''': Where’s that?<br>'''Ulisse''': Hades.
*'''Penelope''': You know of Odysseus, my husband?<br>'''Ulisse''': Of course.<br>'''Penelope''': From the songs?<br>'''Ulisse''': I was at Troy, ma’am.<br>'''Penelope''': Then the songs probably seem silly.<br>'''Ulisse''': They make me cry.<br>'''Penelope''': Why?<br>'''Ulisse''': For what was lost.<br>'''Penelope''': The lives?<br>'''Ulisse''': And the years. Everything.
*'''Penelope''': The Odysseus I knew would’ve found or fought his way back to me no matter what.<br>'''Ulisse''': What if the Odysseus you knew lost his way? What if, one night in a strange city, he saw things that made him think the home he knew couldn’t possibly be there any more? What if when he left the belly of the Horse. And opened the gates of Troy. He saw ten years of rage pour into that city in one night. We left them a gift. An offering of peace that they took into their home. We violated all that’s ever sacred between people. And turned a fight into a hunt. To burn the walls of Troy was to burn the world entire. Including his home. What if he knew, that very night...? As he walked through fires of anarchy and pain. And in the days of sweaty celebrations to follow. What if he knew exactly what he’d done?<br>'''Penelope''': What all of you had done.<br>'''Ulisse''': One man’s idea. One man’s trick to break Zeus’s law forever. We lived in a world of palaces and trade and language... blind to its beauty until we broke it.<br>'''Penelope''': You are the people from the sea..<br>'''Ulisse''': The breaking of Zeus’s law is spreading like cancer. Our [[Collasso dell'Età del Bronzo|age of bronze is collapsing]]. And maybe he couldn’t bear to see the ruins of what he’d done, anywhere. Least of all his home.
*'''Antinoo''': The trial’s over.<br>'''Ulisse''': I want to try.<br>'''Leode''': Give it a rest, old man.<br>'''Antinoo''': I told you to get him out of here.<br>'''Eumeo''': He has the right to try.<br>'''Telemaco''': If you won’t, he may as well.<br>'''Antinoo''': You’re making a mockery of your mother’s wishes.<br>'''Telemaco''': My mother’s wishes are for you all to burn.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Penelope''': {{NDR|Sul [[collasso dell'Età del Bronzo]]}} Why will the stories only be sung?<br>'''Ulisse''': Because songs will be all they have to remember those of us who could write.<br>'''Penelope''': Civilization will rise again.<br>'''Ulisse''': A new dawn will break over the darkened world. And our mistakes will once again be forgotten.
==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''==
*Credo che [...] il successo di [[Christopher Nolan|Nolan]] {{NDR|può essere ricondotta}} a questa forma perenne del mito classico, che è un tipo di racconto che ha lo straordinario merito, ai nostri occhi, di essere lì da oltre due mila anni: è profondamente tradizionalizzato nella nostra cultura, è una sorta di codice comune in qualche modo. ([[Maurizio Bettini]])
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]])
*La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]])
*Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]])
*Operazioni cinematografiche come queste vanno accolte con favore perché stimolano la voglia di indagare sulle origini e suscitano rinnovata curiosità per quel mondo, i suoi eroi, i suoi miti. Non a caso proprio in occasione dell'uscita del film si è avuta un'impennata nell'acquisto dell'Odissea formato audiolibro specialmente da parte dei più giovani. Andando oltre ogni tipo di sterile polemica, del resto scontata quando un classico viene adattato al cinema, sostengo la bontà di progetti simili e dico a chi storce il naso che il suo è un organo di senso dal fiuto molto limitato. ([[Umberto Broccoli]])
*Più che limitarmi a guardare lo schermo, mi sono sentito come se fossi lì dall'inizio alla fine. È stato più che guardare, è stato un'esperienza vissuta in prima persona. [...] Per me, è stata un'Odissea diversa da qualsiasi altra avessi mai vissuto. Nonostante l'enorme schermo in formato 1.43:1, la fotografia di Christopher Nolan e Hoyte van Hoytema ci porta incredibilmente vicini ai volti degli attori. Grazie a una profondità di campo eccezionalmente ridotta e a eleganti inquadrature con messa a fuoco a strappo che spostano la nostra attenzione sui minimi dettagli, seguono incessantemente l'angoscia e il destino dei personaggi. Il cast offre interpretazioni così potenti da reggere l'intera, straordinaria risoluzione. Anche la narrazione tipica di Nolan, con le sue linee temporali meticolosamente intrecciate, è ben presente. Insieme, questi elementi elevano uno dei kolossal classici più famosi al mondo in un dramma umano intimo e profondo. È stato magnifico. ([[Hideo Kojima]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]])
*Sfida gli dei<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Cristina Battocletti]]===
*Da ''[[Il cavaliere oscuro]]'', passando per ''[[Interstellar]]'' o ''[[Inception]]'', Nolan ha sempre radicato le sue storie nella realtà e con l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ha messo sé stesso e la troupe in una condizione di fatica fisica che potesse emulare il nostos di Ulisse e ha creato, dopo i tentennamenti del 3D, l'esperienza immersiva più forte di sempre, con una profondità e dettaglio mai sperimentati prima. Spingendo la tecnica cinematografica un poco più in là, ha fatto un regalo al cinema e ai registi di domani, perché le sale Imax sono meno di mille nel mondo e in Italia solo tre (Orio al Serio, Sesto San Giovanni e Roma) e non del tutto adatte al formato dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Chi scrive l'ha vista in un cinema "normale", ma, anche senza Imax, si è calata con Ulisse dal cavallo con cui ha ingannato i troiani, ha sentito il terrore davanti al corpo latteo del Ciclope, si è riempita di stupore sotto la neve sull'isola dei terribili lestrigoni, è inorridita all'allungamento delle ossa con cui Circe ha trasformato i soldati in animali, ha subito le dita di Scilla, mentre prelevavano nel mucchio le vittime, senza alcun criterio, secondo l'ingiustizia del fato che piomba nella nostra quotidianità appena apriamo certe pagine di cronaca. Ha provato la nausea nel mare in tempesta, avvertendo il freddo dell'acqua sulla pelle, ha sentito il rimorso degli errori passati, quando Tiresia è emerso dalla sabbia e ha scatenato la rabbia dei compagni morti per le strategie dell'egotico comandante.
*Inutile il dibattito sulle armature rispetto all'epoca, i peplum d'antan si sono ispirati per costumi e scenografie all'arte romantica e la spina dorsale esposta sul retro dell'elmo di Agamennone è un sublime simbolo di fragilità. Le spiagge in cui approda Ulisse sono fredde come quelle di Dunkirk, una metafora delle carneficine di guerra, impossibile non pensare alla Normandia, all'Ucraina, a Gaza, al Sudan, all'Iran e a tutte le altre guerre in corso. Il mare è nero, salvo rarissime inquadrature, la Grecia è buia, la furbizia di Ulisse non è benemerita: non vince con onore, infrange la legge della Xenia, una mossa lesiva anche sul piano economico perché per i greci l'ospitalità era un modo per oliare e far fiorire le rotte commerciali. La via della diplomazia è abdicata in favore della guerra, il logos calpestato: lo sa Polifemo, cui non è stata data la possibilità di essere ascoltato. Gli esseri umani sono per lo più avidi, narcisi e imbroglioni e le donne non sono migliori, nemmeno la bravissima Anne Hathaway (Penelope), che tratta Tom Holland (Telemaco), come un poppante, mentre un ventenne nell'età del Bronzo era più che adulto.
*Nolan ha tolto i canti i cui protagonisti sono dativi e positivi per lasciare spazio a una civiltà senza speranza, come ci appare ora la nostra.
*Nolan non pensa solo agli intrighi, porta anche doni: riempie i cinema a luglio e fa discutere la gente di una guerra iniziata tremila anni fa, dimenticando le nuove diramazioni di oggi. Ma, soprattutto, il regista con l'Odissea porta avanti una tecnologia che permette di vivere un'esperienza nuova e offre una chance alle sale di uscire dalla palude di ancelle delle piattaforme.
===[[Peter Bradshaw]]===
{{cronologico}}
*Racconta il dolore generazionale legato al disturbo da stress post-traumatico (PTSD): molti soldati fanno fisicamente ritorno a casa in tempi brevi dopo la guerra, ma ritrovare il proprio equilibrio emotivo o spirituale di un tempo può richiedere anni o decenni, se non rivelarsi addirittura impossibile. Questa odissea invisibile di angoscia è costellata di flashback, allucinazioni e scontri con le divinità arbitrarie del disagio; nel frattempo, coniugi e figli restano bloccati, incapaci di andare avanti con le proprie vite.
*È un film caratterizzato da ambizione travolgente, audacia, serietà, generosità e stile. Certo, nei dialoghi non mancano tratti un po' grossolani, ma anche questi sono resi con vigore e impeto. Offre paesaggi di solitudine di dimensioni imponenti – da visione IMAX – capaci di togliere il fiato, immortalati dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema (il quale, per inciso, evita le tonalità cromatiche convenzionali solitamente associate al mare), oltre a sequenze di battaglia e combattimenti frenetici, scanditi dal ritmo pulsante e vibrante dei tamburi.
*Il punto è che la guerra, i suoi presunti obiettivi, il suo celebrato successo strategico e il suo esito ipotizzato sono tutti irrilevanti rispetto al lungo, bizzarro caos del dopoguerra – quell'enorme effetto tossico che segue la causa ormai dimenticata, avvilente quanto una ritirata che fa seguito a una catastrofe.
*Il risultato è un miraggio gigantesco e scintillante, una misteriosa visione di tre ore fatta di episodi folli che non offre saggezza né appagamento, ma solo la cupa determinazione a proseguire la lotta, a dare un senso a vite distrutte, a tornare sul campo di battaglia bruciato della perdita.
===[[Matt Damon]]===
[[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon alla ''première'' del film a New York City]]
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Manohla Dargis]]===
{{cronologico}}
*L'aspetto più sorprendente di questo film, oltre al fatto di essere il primo lungometraggio girato interamente in IMAX, è la sua stessa esistenza. Si tratta di un prodotto di intrattenimento anomalo per una grande casa di produzione: Nolan lo ha popolato di star — Matt Damon è Odisseo! Zendaya è Atena! — e lo ha rifinito con estrema cura, trasformando un poema di tremila anni fa in un film intelligente e profondo, dotato del fascino della vecchia Hollywood. È un'opera che guarda al passato pur restando ancorata al presente, anche nel modo in cui valuta il prezzo della guerra (chi ne trae vantaggio e chi ne paga le conseguenze?). Il protagonista è, in una certa misura, l'astuto e complesso Odisseo che balza fuori dalle pagine del poema, ma è stato reso più benevolo e psicologicamente più accessibile alla sensibilità contemporanea; è inoltre interpretato da un attore carismatico, capace di elevare la figura dell'uomo comune.
*Va da sé che questa è, a tutti gli effetti, una storia al maschile, incentrata essenzialmente sul duplice viaggio – interiore ed esteriore – di ritorno a casa del protagonista. Nolan ha firmato la sceneggiatura mantenendo in gran parte l'articolato arco narrativo del poema; ha condensato alcune sezioni, ne ha eliminate altre e ha tagliato numerosi personaggi – una scelta obbligata, data la ricchezza di eventi dell'opera originale che, nelle traduzioni inglesi, supera abbondantemente le 500 pagine.
*Le interpretazioni sono complessivamente valide, sebbene l'Odisseo di Damon appaia sottotono e privo di carisma, quasi fosse vuoto quanto l'inganno di legno. Nell'ottica di un film d'azione e avventura si tratta di una scelta controintuitiva, anche se funzionale agli intenti più complessi e tutt'altro che trionfalistici di Nolan. Una conseguenza, tuttavia, è che pochi attori – Damon compreso – riescono a coinvolgere lo spettatore con la stessa forza emotiva della regia di Nolan. Sia Holland che, soprattutto, Hathaway offrono momenti di grande intensità, ma il personaggio di lui ha scarsa presenza scenica, mentre quello di lei resta avvolto nel mistero: un aspetto che Nolan rende visivamente inquadrandola dietro una grata o tra i fili del telaio. Madre e figlio risultano figure empatiche, ma vengono regolarmente oscurati dal pretendente interpretato da Pattinson: un personaggio spassosissimo, ritratto nell'ansia febbrile del fallimento, la cui fine si attende con impazienza.
*Rivedendo ''Odissea'', mi è tornata in mente un'osservazione fatta un tempo da Martin Scorsese a proposito di un altro film: "L'emozione è l'emulsione". Il talento di Nolan è sotto gli occhi di tutti: anche quando i suoi personaggi non riescono a coinvolgere emotivamente, è il suo modo di fare cinema a farlo. Tra le altre doti, possiede quella di non creare mai un'immagine brutta; questo film, in particolare, è intriso di una bellezza folgorante. Nolan impiega la bellezza in modo strategico, usandola per catturare lo spettatore e trascinarlo in storie che ad alcuni possono apparire inutilmente complesse — soprattutto rispetto ai modesti standard del cinema commerciale — e più affini al cinema d'autore che ai multiplex. Nolan ci invita a sognare in grande. La sua ''Odissea'' è un classico a tutti gli effetti: un'opera di puro cinema capace di trasportare lo spettatore e di celebrare l'arte cinematografica.
===[[Nicola Gardini]]===
*Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione.
*Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza?
*Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi.
*L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica.
*Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore...
*Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato.
*Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa.
===[[Marco Giusti]]===
*Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà.
*Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro.
*Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro.
*Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile.
*Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Anne Hathaway]]===
*È stato davvero interessante cercare di trasporre il mondo in cui vivo e la mia idea di essere una madre amorevole in un contesto di 3.000 anni fa [...] Nell'antica Grecia non esisteva il concetto di genitorialità dolce, la posta in gioco era altissima e a volte era necessario che lei spaventasse Telemaco per tenerlo al sicuro. Questo mi ha fatto sentire grata di avere ora a disposizione più strumenti, anche se non so nemmeno io cosa significhi crescere un adolescente. I miei figli sono ancora molto piccoli, o almeno si sentono tali.
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni.
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo.
===[[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]===
[[File:TomHolland-byPhilipRomano7 (cropped).jpg|thumb|Tom Holland alla ''première'' del film a New York City]]
*Posso dirvi che è un capolavoro assoluto, e non metto in discussione questa mia affermazione. Il film di Chris Nolan è fantastico. È diverso da qualsiasi cosa io abbia mai visto prima. Credo che, dopo averlo visto, mi sia posto una domanda che non mi ponevo da tempo riguardo a un film: "Come hai fatto?" Penso che con la CGI e cose del genere, ci siamo abituati a vedere queste cose incredibili sullo schermo e diamo per scontato che persone molto intelligenti e dal grande talento artistico siano in grado di realizzare qualunque cosa al computer. Ma Chris sta chiaramente cercando di fare tutto nel modo più pratico possibile direttamente in fase di ripresa. E ci sono state alcune sequenze nel film che, mentre le guardavo, pensavo: "Come diavolo ha fatto? Dev'essere computer grafica". E finito il film gli ho chiesto: "Scusa, ma era sicuramente computer grafica, vero?" E lui mi ha risposto: "No, no, no, è tutto effetti speciali realizzati in fase di ripresa. Tutto pianificato e preparato nei minimi dettagli" [...] Quindi penso che i fan rimarranno davvero sbalorditi dalle scenografie e dalle sequenze del film, perché anche io, che ero presente sul set e ho partecipato alle riprese, sono rimasto assolutamente sbalordito dalla portata, dall'ampiezza e dalla sua capacità di gestire una storia così complessa e toccante all'interno di questo folle film d'azione.
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico".
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Daniel Mendelsohn]]===
*A fronte della grande ricchezza tematica del poema [...], il film si concentra praticamente su un unico messaggio: l'orrore della guerra, una realtà totalmente esecrabile, terribile. Una posizione questa, oggi pienamente condivisibile ma che gli eroi di Omero, che esultano in battaglia, avrebbero trovato quanto meno strana. L'altro tema che emerge, la violazione delle norme civili — simboleggiate nel film dalla "legge di Zeus" (come Nolan definisce la ''xenia'', la legge dell'ospitalità greca) — ci dice che tale violazione porta inevitabilmente alla fine della civiltà stessa. Ora, sono certamente d'accordo con queste idee e penso che il film, a modo suo, sia una esplorazione convincente di questi temi, anche se, ripeto, il protagonista che ci presenta e il messaggio che ci ripete in modo così incessante hanno ben poco a che vedere con il poema di Omero.
*L'Odisseo di Nolan non ha praticamente nessuna somiglianza con quello di Omero: il personaggio di Omero è astuto, ingegnoso, affascinante, seducente, divertente e manipolatore; chi ha letto l'Odissea noterà che Nolan taglia quasi ogni scena che mostra queste qualità del suo eroe. L'immagine che Nolan dà di Odisseo, di fatto, è quella di un personaggio molto più simile all'[[Enea]] di [[Virgilio]] di qualsiasi altro personaggio di Omero: tormentato dal suo dovere divinamente decretato, distrutto dal senso di colpa, vittima di una sorta di disturbo post-traumatico da stress, e tristemente privo di senso dell'umorismo. Secondo me è una vera perdita: gran parte del divertimento nel poema di Omero è vedere con quanto ingegno Odisseo riesca continuamente a tirarsi fuori dai pericoli usando il suo straordinario ingegno. Il personaggio di Matt Damon a confronto è troppo tormentato, al punto di diventare noioso.
*Le vendite del poema omerico, in tutte le traduzioni, sono andate alle stelle in tutto il mondo [...], Il mio editore mi dice che negli Stati Uniti le vendite sono aumentate dell'80 percento rispetto allo scorso anno. E non solo l'Odissea, ma anche qualsiasi libro collegato al poema (ad esempio Circe di Madeline Miller, o il mio libro autobiografico ''Un'Odissea'' [...]) ha visto una grande crescita nelle vendite. È una notizia fantastica. Qualunque merito possa avere il film, ha suscitato uno straordinario nuovo interesse per Omero. So che porterà tanti giovani verso i classici.
*Si può dire che il film fallisce come adattamento del testo di Omero, dall'altra riesce come interessante commento sulla politica e sulla società contemporanee.
===[[Giulio Meotti]]===
*Anche chi non ha letto Omero conosce l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' per sentito dire: Calipso, che nutre il suo uomo con i fiori di loto per avere un amante smemorato; Circe, la strega che odia gli uomini e li trasforma in porci; Tiresia, che insegna agli umani la lezione degli inferi; le sirene, che trasformano il più valoroso dei guerrieri in un burattino.<br>Ma Ulisse come eroe muscoloso coi sensi di colpa per la guerra è un po' ridicolo.<br>Calipso, da ninfa seduttrice e carceriera innamorata, diventa una sort di terapeuta ''woke''. Circe è una donna ferita dalla sopraffazione maschile stile ''Metoo''. Atena è una amica immaginaria, più proiezione del rimorso e della coscienza di Ulisse che dea protettrice.
*Noi europei non abbiamo imparato molto da Omero. L<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' ci dice da tremila anni che la minaccia non arriva sempre con le spade sguainate, ma sotto forma di dono che lusinga la generosità e la superbia del nemico.<br>E ora abbiamo di fronte un gigantesco nuovo cavallo di Troia, non arenato in una spiaggia marocchina ma dentro le nostre città. Non è fatto di legno ma di mattoni, alleanze e silenzi complici.
*Pur avendo amato ''Interstellar'' e ''Oppenheimer'' di Christopher Nolan, ''Odissea'' non è stato all'altezza del mio entusiasmo... Il film mostra in tutto il suo splendore ciò che gli americani sanno fare meglio: suoni e immagini in un deserto intellettuale.
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica [[Elizabeth Taylor]] una [[Cleopatra (film 1963)|regina egiziana]]?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
[[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan alla ''première'' del film a New York City]]
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*Il punto di partenza di tutto questo progetto, la premessa da cui ci siamo mossi, era la possibilità di far risuonare l'antichità nella modernità. Questo punto cardinale si ritrova in tutte le scelte che abbiamo fatto, dalla nazionalità degli attori all'accento con cui li sentite parlare. Gli attori non recitano con un accento particolare, qualcosa che sembrasse un incrocio fra l'inglese e il greco antico, anche perché non troverebbe equivalenti. Se fai un film nel 2026 non puoi costringerci l'antichità di un testo che risale a millenni prima. Tutti gli attori parlano in americano moderno e grazie a quel patto di sospensione dell'incredulità che sempre guida lo spettatore nella scoperta di una storia, è come se parlassero in greco antico. Devi stabilire i termini di quel patto e costruire il tuo mondo come se stessi realizzando un film di fantascienza. Devi scegliere un approccio. E il mio approccio è stato scegliere un linguaggio il più possibile accessibile e immediato al pubblico contemporaneo, che possa parlargli all'orecchio come un sistema di traduzione simultanea.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Inizialmente, avevamo discusso con [[Ludwig Göransson|Ludwig]] della possibilità di adottare un approccio orchestrale, ma abbiamo capito che cercare di riprodurre quel tipo di tradizione romantica orchestrale, tipica dei grandi film in costume del '900, sarebbe risultato artificiale tanto quanto far parlare gli attori con un accento particolare. Così abbiamo abbandonato quell'idea e lui ha adottato un approccio davvero unico, molto personale. Ludwig sa donare moltissima energia alle scene action e alla suspense, ma al contempo è in grado di farti emozionare nel profondo. È davvero un piacere lavorare con qualcuno che è il top di gamma nel suo campo.
*L'armatura di Agamennone è in bronzo annerito, una tecnica di lavorazione del bronzo di cui erano sicuramente a conoscenza. E questo lo sappiamo perché se vai a Micene trovi schiere di daghe e pugnali realizzati in bronzo ossidato. Non siamo ancora riusciti a sviluppare dei test capaci di dirci come riuscissero ad annerire il bronzo, magari analisi future potranno mostrarci nel pratico come riuscissero a ottenerla. Ma sappiamo che erano in possesso di quella conoscenza tecnica, la teoria è che basti prendere il bronzo, aggiungere più oro e argento e poi usare lo zolfo. Quindi quello che abbiamo fatto con Agamennone è stato immaginare un'armatura in bronzo oscurato che riuscisse a comunicare l'importanza e l'investitura del personaggio, ma siamo comunque partiti da un dato reale. È un'estrapolazione a partire dalla Storia e i suoi simboli eterni. L'elmo a forma di teschio, la criniera a ricordare le ossa di una spina dorsale: sono simboli di guerra volti a incutere terrore. E puoi star certo che non sono stato io né alcun regista prima di me ad aver inventato l'idea che le ossa siano un simbolo di minaccia e territorialità: è un simbolo vecchio quanto l'umanità stessa.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Matteo Nucci]]===
*È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini.
*Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore.
*Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Elliot Page]]===
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.
*Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.
*{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.
===[[Robert Pattinson]]===
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante.
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati".
*Sono arrivato sul set di ''Odissea'' subito dopo le riprese di ''[[Primetime (film)|Primetime]]'' e mi sembrava di sentire la voce di [[Chris Hansen|Hansen]] in quella di Antinoo. Mi riferisco solo alla parlata però: Nolan chiedeva a tutti noi di parlare con lo stesso accento e ho dovuto lavorare con un coach per liberarmi di quello di Hansen per tornare all'americano medio.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Massimiliano Smeriglio]]===
{{cronologico}}
*La forza del film sta nell'aver sottratto Troia all'epica della vittoria per restituirla alla tragedia della storia. La caduta della città non è soltanto la sconfitta di Priamo. È il tramonto di una civiltà, il crepuscolo dell'età del bronzo. Ed è, soprattutto, la metamorfosi dei vincitori.
*L'intuizione più potente del film è suggerire che i Popoli del mare siano gli stessi Achei trasfigurati dalla guerra. Più che una ricostruzione storica, una verità simbolica. Il barbaro non arriva da fuori. Nasce dentro la civiltà quando questa smarrisce il senso del limite. Da qui il saccheggio, lo stupro di guerra, il bottino, la convinzione che comandino lo scudo e la spada.
*È questa, forse, la vera domanda che ci lascia il film di Nolan. Quale ordine nascerà dopo la fine della nostra età del bronzo? Quale mondo sorgerà se consumeremo, una dopo l'altra, le regole che abbiamo costruito sulle macerie del Novecento?<br>Ogni civiltà può morire ripetutamente. Quando cadono le sue città. E quando smette di credere nei limiti che aveva imposto alla propria forza.<br>Forse il ritorno degli Achei è questo.<br>Chi calpesta la sacralità del limite uccide una parte di sé, oltre a sfregiare l'identità dell'altro.<br>Gli Achei non sono il passato, ma la possibilità che una civiltà, nel momento stesso in cui si convince di difendere se stessa con il solo rumore del piombo e con la ferocia, finisca per assomigliare inevitabilmente al proprio mostruoso doppio.<br>I Popoli del mare sono sbarcati e non hanno nulla di epico, non somigliano al mito, prendono piuttosto le sembianze delle bande neofasciste che a Sofia, in Bulgaria, hanno intimorito e assediato i ragazzi della Comunità ebraica romana al grido di «Sieg Heil». O quelle dei cosiddetti coloni escursionisti in West Bank.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Claudio Strinati]]===
*A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla!
*Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi.
*Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
===[[Emily Wilson]]===
{{cronologico}}
*La versione cinematografica d'azione da 250 milioni di dollari che Christopher Nolan ha tratto dall'antico poema greco di Omero è un modo divertente per ripararsi per qualche ora dalle alte temperature.
*Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo verso nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma The Odyssey presenta la sua consueta combinazione di grandiosità e superficialità.
*Gli dèi non esistono, e tuttavia i naufragi e la morte vengono presentati come l'inevitabile conseguenza dell'accecamento del figlio di Poseidone e dell'aver divorato le Vacche del Sole. La legge di Zeus viene descritta come di importanza cruciale, eppure Zeus non c'è. La visione del mondo di Nolan non è abbastanza ampia da contenere né dèi reali né persone reali che potrebbero essere diverse da noi.
*Mancano alcune sequenze importanti dell'epica: il film salta l'isola di Scheria, patria della premurosa principessa Nausicaa, dove l'Ulisse di Omero racconta le sue mirabolanti avventure agli ospitali Feaci. In questo film massimalista non c'è spazio per qualcosa di tanto piacevolmente quotidiano e su piccola scala quanto il bucato di Nausicaa e le sue fantasie da ragazzina su un futuro marito. L'Ulisse brizzolato di Damon non è né un grande narratore né un seduttore. Più sostanzialmente, l'inclusione di un luogo straniero amichevole, ricco e culturalmente evoluto avrebbe aggiunto ulteriore confusione alla premessa già confusa del film: che questa versione hollywoodiana della Grecia micenea sia l'unica “civiltà” esistente al mondo, l'unico luogo che ricordi ancora, almeno vagamente, che gli estranei e i mendicanti devono essere accolti secondo la legge di Zeus.
*Nonostante l'indignazione artificiosamente alimentata online, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel tentativo del film di avvicinarsi all'americano contemporaneo. Quando non si intende comporre una sceneggiatura in greco omerico, o neppure in versi metrici inglesi, tanto vale usare qualcosa di simile all'inglese americano colloquiale. Ma scrivere dialoghi non è uno dei talenti di Nolan. Il linguaggio è implacabilmente didascalico, privo di umorismo e piatto.
*Come si dice durante le cerimonie di premiazione, ho appreso con umiltà che Nolan ha letto almeno il primo verso della mia traduzione dell'Odissea in pentametri giambici. In almeno un'intervista ha citato la mia versione del primo verso del poema: "Raccontami di un uomo complicato". Ma mi vergognerei di aver scritto una qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Purtroppo, l'Ulisse di Damon non è complicato, né scaltro, né ingegnoso.
*Il principale arco emotivo del film riguarda la tardiva presa di coscienza di Ulisse: egli comprende di essere complice dello sfruttamento di Sinone perché non gli ha detto la verità sul piano del Cavallo di Troia. [...] Questa sottotrama confusa viene imposta al film per consentire a Nolan di esprimere un messaggio implacabilmente didascalico sul mondo anglofono contemporaneo: le menzogne e la xenofobia della guerra al terrorismo e della Brexit avrebbero avviato un declino culturale che ora sta distruggendo i valori ai quali "noi" teniamo di più.
*[[Tom Holland|Holland]] è bravo a interpretare un giovanotto svampito di vent'anni che ne dimostra dodici.
*All'Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, dei suoi compagni, dei suoi amici e dei suoi vicini. È priva di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è orrenda. Nessuno dei personaggi possiede motivazioni credibili per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile.
*Nonostante tutto questo, l'uscita di The Odyssey resta un evento da festeggiare. In quella che ci viene descritta come l'epoca dello streaming, quest'epica sta riportando il pubblico nelle sale. In quella che ci viene descritta come un'epoca di diminuzione dell'alfabetizzazione e di "morte delle discipline umanistiche", le traduzioni dell'Odissea, compresa la mia, stanno andando a ruba. [...] Forse il film convincerà qualche amministratore universitario a non tagliare i dipartimenti di letteratura, lingue e storia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l'omicidio di Navalny è solo l'ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L'oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un'occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell'altro, sono complici e, qualora il caso relativo all'omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all'esecuzione di Navalny. Con l'aiuto delle forze dell'ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell'oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po', esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l'accesso delle donne all'istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l'impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l'inizio della guerra con l'Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall'estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall'estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un'immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell'immaginario collettivo russo il campo d'azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all'epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell'onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull'operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l'apparato repressivo all'interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/10/07/news/vera_politkovskaja_mia_madre_anna_russia_ucraina_putin-425630673/ Vera Politkovskaja: "Se mia madre fosse viva oggi sarebbe in galera in Russia"]''|Intervista di Fabio Tonacci, ''Repubblica.it'', 7 ottobre 2026.}}
*{{NDR|«Come ha raccontato a sua figlia Anna la nonna che non ha mai conosciuto?»}} Vedeva che il 7 ottobre di ogni anno succedeva qualcosa di strano in famiglia, a 8 anni mi chiese perché. Non è che mi sono messa lì a fare un monologo, le ho spiegato un po' di cose. Oggi sa tutto quello che le serve sapere sui suoi parenti, anche sul carattere della nonna, peraltro molto simile al suo.
*{{NDR|«Per sua madre era più doloroso lottare da sola contro il potere o non essere creduta?»}} Senza dubbio la seconda. Diceva sempre che lavorava per la gente comune, non per il potere. Quando investi tutto te stesso in ciò che fai ma gli altri non ti credono, provi una grande tristezza.
*Quando cominciò a occuparsi del sequestro e della strage al teatro Dubrovka, dell'utilizzo del gas e quant'altro, le dissero che voleva fare carriera sulle ossa dei morti. Durante la guerra in Cecenia, i russi non volevano credere a quanto scriveva, le dicevano "sei tu che esageri", "stai trascendendo", "sono stati fatti errori ma non è tutto così nero come lo dipingi tu"... Più di vent'anni dopo, è assodato che non stava esagerando.
*{{NDR|«Oggi sarebbe in Russia o avrebbe scelto di emigrare all'estero?»}} Se fosse stata viva quando è iniziata la guerra in Ucraina, avrebbe di sicuro trovato un modo per andare là per raccontarla. Se poi fosse tornata sana e salva a casa, l'avrebbero messa in carcere.
*{{NDR|«Quanto è responsabile la società russa per ciò che è diventato il sistema di Putin?»}} Una quota di responsabilità i russi ce l'hanno. Rattrista vedere che le persone per cui lei aveva lavorato una vita intera, a distanza di così tanti anni dalla sua morte, la stiano dimenticando e continuino a vivere secondo lo stesso canovaccio.
*Non vivo nella paura, almeno cerco di non farlo. Perché anche qui in Europa i servizi segreti russi si muovono come se fossero a casa loro e svolgono tranquillamente le loro operazioni speciali. Se scavaste bene nelle loro attività trovereste tante sorprese. Di conseguenza una persona come me, con la mia storia e con le mie radici, non si può sentire sicura in nessun luogo del mondo. Perché sono consapevole che se vorranno farmi qualcosa di male, saranno in grado di trovarmi ovunque io sia. Anche qui, in Europa.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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Guerra asimmetrica
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2026-10-09T01:15:33Z
Danyele
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Citazioni sulla '''guerra asimmetrica'''.
*Le guerre asimmetriche, ossia le guerre nelle quali eserciti convenzionali si scontrano con movimenti di [[guerriglia]] che possono contare sul consenso di una parte della popolazione, sono difficilissime da vincere. Quando la vittoria appare tutt'altro che certa, le opinioni pubbliche democratiche si ritraggono, cercano una via di fuga. ([[Angelo Panebianco]])
==Voci correlate==
*[[Guerra]]
*[[Lawfare]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Tipi di guerra]]
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Attentati del 13 novembre 2015 a Parigi
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Danyele
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[[File:Montage2-attentats-13-11-15-France.JPG|thumb|Attentati del 13 novembre 2015 a Parigi]]
Citazioni sugli '''attentati del 13 novembre 2015 a Parigi'''.
==Citazioni==
*{{NDR|Hanno}} le leggi più severe al mondo sulle armi a Parigi – nessuno era armato, eccetto i cattivi. Nessuno. Nessuno aveva delle armi. E {{NDR|i cattivi}} hanno sparato loro ad uno a uno. [...] Potete dire quello che volete, ma se la nostra gente avesse avuto delle armi, se fosse stato permesso loro di portarle, la situazione sarebbe stata molto, molto diversa. ([[Donald Trump]])
*Non dovremmo aver paura della paura, dovremmo cercare di mantenere la quotidianità come l'avevamo programmata. È chiaro che sono situazioni veramente molto particolari, perché son convinto che noi non potremmo risolvere questo problema, saranno gli stessi responsabili che dovranno dare una risposta a tutto questo. Quindi il mondo dell'Islam probabilmente saranno protagonisti in questo: come noi abbiamo avuto i nostri problemi negli anni settanta, ci siamo compattati in quel periodo e abbiamo sconfitto il terrorismo che c'era in Italia. La risposta che ho dato è che poteva succedere in tutte le città europee, quindi non dobbiamo modificare tutto quello che in questo momento ti fa paura: perché avrebbero vinto, perché non ci sarebbe più la possibilità di sognare un nostro futuro, quindi bisogna continuare ad andare allo stadio. ([[Cesare Prandelli]])
*Se qualcosa accade a Parigi, giustamente, ci sentiamo tutti coinvolti, se accade sul Sinai meno,<ref>{{Cfr}} [[:w:Volo Metrojet 9268|Volo Metrojet 9268]].</ref> a Beirut quasi nulla.<ref>{{Cfr}} [[:w:Attentati del 12 novembre 2015 a Beirut|attentati del 12 novembre 2015 a Beirut]].</ref> [...] Quanto deve essere vicina una barbarie perché ci colpisca come esseri umani? Piangiamo solo le città di cui abbiamo un souvenir attaccato sul frigo? ([[Maurizio Crozza]])
*Si vede nel massacro di Parigi il frutto della «profezia di [[Oriana Fallaci|Oriana]]». ([[Pierluigi Battista]])
*Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l'amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. (Antoine Leiris, marito di una vittima dell'attentato)
:''Vendredi soir vous avez volé la vie d'un être d'exception, l'amour de ma vie, la mère de mon fils mais vous n'aurez pas ma haine. Je ne sais pas qui vous êtes et je ne veux pas le savoir, vous êtes des âmes mortes. Si ce Dieu pour lequel vous tuez aveuglément nous a fait à son image, chaque balle dans le corps de ma femme aura été une blessure dans son coeur [...].''<ref>Da un post su ''Facebook''; citato in ''[http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/antoine_leris_non_avrete_il_mio_odio_parigi/notizie/1685181.shtml "Non avrete il mio odio": sua moglie uccisa a Parigi, lui emoziona con una lettera]'', ''Leggo.it'', 17 novembre 2015.</ref>
===[[Emmanuel Carrère]]===
*Ho cercato di pensare: ci stanno prendendo in ostaggio, facciamo quel che ci chiedono e andrà tutto bene, e invece no, è chiaro che sono qui per ucciderci e ho pensato: è assurdo, morirò a un concerto di [[Eagles of Death Metal|''rednecks'' californiani]] che mi è costato trenta euro e settanta (Clarisse). {{NDR|riportando la testimonianza di una delle sopravvissute agli attentati}}
*«Potete ringraziare il vostro presidente [[François Hollande]]. È colpa sua se vi uccidiamo, è stato lui a cominciare sganciando bombe sulle nostre mogli e sui nostri figli.» {{NDR|riportando le parole degli attentatatori del Bataclan così come registrate nell'audio diffuso in tribunale}}
*Sollecitato dal presidente, {{NDR|Sofien}} Ayari acconsente a dire che condanna gli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi|attentati]], a condizione però che li si condanni da entrambe le parti, [[François Hollande]] quanto [[Abu Bakr al-Baghdadi]]. I suoi compagni hanno ucciso degli innocenti in Francia, d'accordo, ma in Iraq e in Siria gli occidentali ne hanno uccisi molti di più, e molto più vigliaccamente. Fra sganciare bombe da un aereo senza correre alcun pericolo e raggiungere nella morte le persone che abbiamo ucciso, da che parte sta il coraggio? Ammette di aver preso decisioni sbagliate, che non rinnega. «Il contesto non favoriva la lucidità. Non sempre intenzioni e azioni sono conciliabili. Ma non sta a me giudicare». Io ho sintetizzato, la sua deposizione è stata molto più lunga, ma tutti sono rimasti colpiti da questa confessione che non era quella di un fanatico squilibrato.
==Voci correlate==
*[[Stato Islamico]]
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attentati terroristici]]
[[Categoria:Eventi degli anni 2010]]
[[Categoria:Storia della Francia]]
[[Categoria:Terrorismo islamista]]
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Natascha Lusenti
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'''Natascha Lusenti''' (1971 – vivente), giornalista, conduttrice televisiva e autrice televisiva svizzera naturalizzata italiana.
==Citazioni di Natascha Lusenti==
*Questa mattina mi sono svegliata. Sono la stessa persona che ero dieci giorni fa, ma non sono la stessa persona. Sono diventata [[cittadina italiana]] [...] e mi chiedevo se per caso non stessi nascendo una seconda volta. [...] Mio nonno paterno nacque in Svizzera da straniero: era figlio di un italiano emigrato. Uno dei miei zii dice: che strano, tutta quella fatica e tu sei tornata indietro. È una storia lunga. Che bello, oggi sono anche italiana.<ref>Da un [https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1537604921741350&id=100064755696422 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 3 ottobre 2026.</ref>
*Sa che [[Matteo Renzi|Renzi]] probabilmente direbbe: "[[Emiliano Brancaccio|Brancaccio]] chi?".<ref>Dall'intervista a [[Emiliano Brancaccio]] nel programma televisivo ''Taxipopuli'', La3, 3 ottobre 2014; video disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=mFKVgcLyMio#t=1147 youtube.com]''. {{collegamento interrotto}}</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Autori televisivi italiani]]
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
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'''Natascha Lusenti''' (1971 – vivente), giornalista, conduttrice televisiva e autrice televisiva svizzera naturalizzata italiana.
==Citazioni di Natascha Lusenti==
*Questa mattina mi sono svegliata. Sono la stessa persona che ero dieci giorni fa, ma non sono la stessa persona. Sono diventata [[Cittadinanza italiana|cittadina italiana]] [...] e mi chiedevo se per caso non stessi nascendo una seconda volta. [...] Mio nonno paterno nacque in Svizzera da straniero: era figlio di un italiano emigrato. Uno dei miei zii dice: che strano, tutta quella fatica e tu sei tornata indietro. È una storia lunga. Che bello, oggi sono anche italiana.<ref>Da un [https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1537604921741350&id=100064755696422 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 3 ottobre 2026.</ref>
*Sa che [[Matteo Renzi|Renzi]] probabilmente direbbe: "[[Emiliano Brancaccio|Brancaccio]] chi?".<ref>Dall'intervista a [[Emiliano Brancaccio]] nel programma televisivo ''Taxipopuli'', La3, 3 ottobre 2014; video disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=mFKVgcLyMio#t=1147 youtube.com]''. {{collegamento interrotto}}</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Autori televisivi italiani]]
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti svizzeri]]
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Attentato alla sede di Charlie Hebdo
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[[File:Charlie-Hebdo-2015-1.JPG|thumb|Furgoni della polizia francese sul luogo dell'attentato, 7 gennaio 2015]]
Citazioni sull{{'}}'''attentato alla sede di Charlie Hebdo'''.
*Il diritto di sbeffeggiare e bestemmiare e di mettere in ridicolo religioni, politici, e benpensati: era questo che stava a cuore a Charlie Hebdo, ed è per questo che i suoi vignettisti sono stati uccisi; e sminuiremmo il loro sacrificio se accogliessimo le loro azioni sotto il mantello di un altro genere di devozione e le facessimo apparire troppo nobili, quando quello che loro ricercavano era l'allegria dell'ignobiltà. ([[Adam Gopnik]])
*L'attentato a "Charlie Hebdo" mi ha messo di fronte alla necessità di controllare il desiderio di vendetta che mi scoppia, irrefrenabile, nel cuore in casi come questi. La vendetta non mi piace e non mi appartiene. Non la frequento. Non voglio che la mia natura si modifichi. Non voglio venire peggiorata da alcunché. Ce la metto tutta perché non succeda, ma è durissima. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Le reazioni delle opinioni pubbliche e dei governi democratici all'attentato contro la redazione di un giornale satirico francese hanno dato l'impressione che l'Occidente consideri la libertà d'espressione alla stregua di un valore assoluto e intoccabile, da difendere sempre e comunque, indipendentemente da ogni altra considerazione. Non è vero, naturalmente. Non vi è Paese, fra quelli rappresentati in prima fila alla grande manifestazione di Parigi, che non abbia leggi in cui vengono fissati confini e paletti. ([[Sergio Romano]])
*Penso che diamo sempre per scontata la libertà, ovunque, anche in America. Quindi penso che ciò che è accaduto a Parigi sia stata davvero una sveglia, ci ha svegliato tutti, non solo perché ci ha resi più consapevoli della libertà che diamo per scontata, ma anche perché ci ha fatto capire che dobbiamo diventare più tolleranti gli uni nei confronti degli altri, dobbiamo cercare davvero di capire gli altri e le differenze che ci sono tra di noi. ([[Madonna (cantante)|Madonna)]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attentati terroristici]]
[[Categoria:Eventi degli anni 2010]]
[[Categoria:Storia della Francia]]
[[Categoria:Terrorismo islamista]]
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Danyele
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[[File:Charlie-Hebdo-2015-1.JPG|thumb|Furgoni della polizia francese sul luogo dell'attentato, 7 gennaio 2015]]
Citazioni sull{{'}}'''attentato alla sede di Charlie Hebdo'''.
*Il diritto di sbeffeggiare e bestemmiare e di mettere in ridicolo religioni, politici, e benpensati: era questo che stava a cuore a Charlie Hebdo, ed è per questo che i suoi vignettisti sono stati uccisi; e sminuiremmo il loro sacrificio se accogliessimo le loro azioni sotto il mantello di un altro genere di devozione e le facessimo apparire troppo nobili, quando quello che loro ricercavano era l'allegria dell'ignobiltà. ([[Adam Gopnik]])
*L'attentato a "Charlie Hebdo" mi ha messo di fronte alla necessità di controllare il desiderio di vendetta che mi scoppia, irrefrenabile, nel cuore in casi come questi. La vendetta non mi piace e non mi appartiene. Non la frequento. Non voglio che la mia natura si modifichi. Non voglio venire peggiorata da alcunché. Ce la metto tutta perché non succeda, ma è durissima. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Le reazioni delle opinioni pubbliche e dei governi democratici all'attentato contro la redazione di un giornale satirico francese hanno dato l'impressione che l'Occidente consideri la libertà d'espressione alla stregua di un valore assoluto e intoccabile, da difendere sempre e comunque, indipendentemente da ogni altra considerazione. Non è vero, naturalmente. Non vi è Paese, fra quelli rappresentati in prima fila alla grande manifestazione di Parigi, che non abbia leggi in cui vengono fissati confini e paletti. ([[Sergio Romano]])
*Penso che diamo sempre per scontata la libertà, ovunque, anche in America. Quindi penso che ciò che è accaduto a Parigi sia stata davvero una sveglia, ci ha svegliato tutti, non solo perché ci ha resi più consapevoli della libertà che diamo per scontata, ma anche perché ci ha fatto capire che dobbiamo diventare più tolleranti gli uni nei confronti degli altri, dobbiamo cercare davvero di capire gli altri e le differenze che ci sono tra di noi. ([[Madonna (cantante)|Madonna)]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attentati terroristici]]
[[Categoria:Eventi degli anni 2010]]
[[Categoria:Storia della Francia]]
[[Categoria:Terrorismo islamista]]
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Vincent Candela
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Franco Marino
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/* Citazioni su Vincent Candela */
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[[File:Vincent Candela.jpeg|thumb|Vincent Candela nel 2011]]
'''Vincent Candela''' (1973 – vivente), ex calciatore francese.
==Citazioni di Vincent Candela==
*{{NDR|[[Ultime parole famose]] alla vigilia di Portogallo-Francia, finale del Campionato europeo 2016}} [...] finirà 3-1 con gol di Griezmann e Pogba [...]. E poi tutti sotto la Tour Eiffel a festeggiare. Come nel '98, come nel 2000. Ricordo bene come si fa.<ref>Dall'intervista di Lorenzo Vendemiale, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07/10/portogallo-francia-candela-vinceremo-3-a-1-ma-la-mia-era-una-nazionale-di-campioni-questa-e-solo-una-buona-squadra/2894557/ Portogallo-Francia, Candela: "Vinceremo 3 a 1. Ma la mia era una nazionale di campioni, questa è solo una buona squadra"]'', ''IlFattoQuotidiano.it'', 10 luglio 2016.</ref>
==Citazioni su Vincent Candela==
*''Candela, voilà doppio passo e se ne va, poi torna in difesa a da 'na mano a Zebina.'' ([[Brusco]])
*''Io so' Candela e gioco sulla fascia e quando crosso al centro c'è er Pupo che fa gol gol gol'' ([[Coro dei tifosi della Roma]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Candela, Vincent}}
[[Categoria:Calciatori francesi]]
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Sindaco
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Danyele
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{{Voce tematica}}
[[File:Fascia sindaco.jpg|thumb|Sindaco italiano con la fascia tricolore]]
Citazioni sul '''sindaco'''.
*Da sindaca ho visto che nonostante le difficoltà, le contraddizioni, gli ostacoli, vale la pena sporcarsi le mani. ([[Ada Colau]])
*È l'attività che dà maggiori soddisfazioni perché si è a contatto con i cittadini, si lavora nella propria città e si vedono i risultati di quello che si fa. Quando ero sindaco, ogni giorno scendevo per strada e parlando con la gente percepivo subito se stavo facendo bene o male. ([[Salvatore Lombardo]])
*È un'esperienza totalizzante che non lascia spazio alla vita privata. Pensi che trovo dei cittadini che mi aspettano la mattina alle 6 e mezzo [...] quando passeggio col mio cane. [...] Freud diceva che il mestiere dello psicanalista è impossibile, io, dopo quello, ne ho trovato un secondo ancora più impossibile, ma è bello e mi stimola. Questo non vuol dire che non ci siano anche difficoltà e frustrazioni. [...] Ciò che mi fa più soffrire è la lungaggine dei procedimenti per riuscire a realizzare le nostre idee [...]. Ci sono parti del diritto amministrativo che sono scritte in modo ambiguo e che diventano un intralcio. Credo di essere dotata di un'intelligenza media, ma quando mi viene spiegato perchè una cosa non si può fare, spesso non riesco a comprenderne le ragioni. [...] Alcune lungaggini sono insopprimibili perchè legate alle garanzie democratiche, dobbiamo però trovare un modo per rendere l'ammistrazione più trasparente, più veloce ed efficiente. Altrimenti si diffonde fra i cittadini l'idea che non stiamo facendo niente. E, mi creda, non è così. Passi avanti anche piccoli richiedono un grande lavoro. La mia frustrazione più grande nasce dalla contraddizione fra il dovere della coerenza con le proposte che ho fatto e la lentezza con cui si riesce a realizzarle. Il bagno di realtà nella macchina pubblica rende evidente questa strozzatura. ([[Vittoria Ferdinandi]])
*I Sindaci vengono elevati alla loro carica affinché pronuncino discorsi e indirizzi: macchine belliche che, intrepidamente, sparano pallottole e granate contro la Grammatica Inglese. ([[Charles Dickens]])
*Il lavoro di una sindaca non si misura dal numero dei comunicati stampa o delle polemiche. Si misura nella capacità di costruire soluzioni, spesso lontano dai riflettori. ([[Vittoria Ferdinandi]])
*Il sindaco deve assumersi le proprie responsabilità ma, in un Paese ove la potestà fiscale è in capo allo Stato, lo Stato deve garantire al sindaco le risorse necessarie per far fronte agli interventi atti a mitigare il rischio per le proprie popolazioni. In caso contrario, la responsabilità va cercata altrove. ([[Gianangelo Bof]])
*Io, da sindaco, mi sono sempre dovuto prendere le mie responsabilità e, molto spesso, anche quelle non mie. La responsabilità, generalmente, è individuale; se un pubblico ufficiale ne ravvisa l'omissione, vi è l'obbligo da parte dello stesso di notiziarlo all'autorità giudiziaria in modo puntuale. Pertanto, non può mai essere declinata come concetto generico. Il giudice [[Giovanni Falcone|Falcone]] citò una celebre frase: “La mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere”. In molte circostanze dobbiamo garantire a chi è solo sul territorio la vicinanza e la presenza dello [[Stato]] nell'adempimento delle proprie funzioni. ([[Gianangelo Bof]])
*Ma in realtà passeggiando per le strade di Firenze mi rendo conto che non solo i capolavori universali, ma ogni luogo della città mi dice qualcosa: un campo sportivo dove ho giocato, un giardino dove ho pianto, persino una fermata dell'autobus dove ho aspettato qualcosa o forse qualcuno. Ogni angolo della città deve scatenare un sentimento in chi vuol fare il sindaco. Altrimenti ha sbagliato mestiere. Potrà ragionare di culture politiche, discutere sulle grandi riforme. Magari sarà il più colto dei deputati o il più elegante tra i senatori. Ma non potrà mai fare il sindaco. Può provare a fare il primo cittadino solo chi crede che amministrare sia davvero un'estensione del verbo amare. L'etimologia della parola ci porterebbe altrove. Dovremmo dire infatti che amministrare significa servire. E il tema del servizio civico, della cosa pubblica è uno degli aspetti più intriganti della politica fatta con passione. Nell'abisso di solitudini che caratterizza il nostro tempo, c'è proprio bisogno di costruire una comunità, di incrociare sogni, di stabilire legami. Evitare l'individualismo dedicando del tempo al servizio del bene comune è già una suggestiva scelta controcorrente. Ma questo vale per ogni tipo di impegno politico. La peculiarità dell'esperienza come sindaco – o come candidato sindaco – sta proprio nel legame intimo e inebriante con la propria città. ([[Matteo Renzi]])
*No [...] non possono infatti arrestare il sindaco. Il sindaco è un'idea concepita da uomini liberi. Essa sfugge a ogni arresto. ([[John Steinbeck]])
*So per esperienza diretta quali sono le difficoltà e le scelte anche dolorose che derivano dall'essere a capo di un'amministrazione comunale e so che cosa significa essere il terminale finale della filiera istituzionale su cui si scaricano le criticità, le aspettative e i bisogni di un'intera comunità. ([[Annarita Patriarca]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Cariche politiche]]
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Funzionario
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Danyele
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{{voce tematica}}
Citazioni sui '''funzionari'''.
*Al mondo tutto ha una sua funzione, probabilmente quindi anche i funzionari. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*I depositari del potere esecutivo non sono i padroni del popolo, bensì i suoi funzionari [...]; esso può nominarli o destituirli quando gli piaccia. ([[Jean-Jacques Rousseau]])
*I politici passano, i funzionari restano. ([[Ada Colau]])
*Il motivo per cui abbiamo eletto dei funzionari è per non stare sempre a dover pensare! (''[[I Simpson (sesta stagione)|I Simpson]]'')
*La pianificazione [[comunismo|comunista]] incentiva i funzionari non a produrre di più, ma a sottovalutare ufficialmente il potenziale produttivo, in modo che poi non si possa rimproverare loro di non essere riusciti a raggiungere gli obiettivi prefissati. ([[Henry Kissinger]])
*Non hai denaro? allora diventa funzionario, disse il buffone di corte al suo principe. ([[Proverbi tedeschi|proverbio tedesco]])
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il|wikt}}
[[Categoria:Diritto amministrativo]]
[[Categoria:Diritto del lavoro]]
[[Categoria:Professioni]]
[[Categoria:Pubblica amministrazione]]
[[Categoria:Teoria del diritto]]
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Antonio Canova
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/* Citazioni su Antonio Canova */ Celso Costantini
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text/x-wiki
[[File:Antonio Canova Selfportrait 1792.jpg|thumb|Canova, ''Autoritratto'' (1792)]]
'''Antonio Canova''' (1757 – 1822), scultore e pittore italiano.
==Citazioni di Antonio Canova==
*Ciò che mi rende più impaziente è vedere l'effetto che l'opera produrrà sulle anime del pubblico.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'arte'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 220. ISBN 9788858018330</ref>
*La [[scultura|forma plastica]] non rappresenta la figura, ma la sublima, ne trasforma l'essenza, [...] la cala e la isola nello spazio reale e, isolandola, la idealizza [...]: forma-oggetto che risolve in sé ogni relazione spaziale, si racchiude in un involucro impenetrabile, si pone come presenza altamente problematica dell'ideale nel reale, dell'assoluto nel relativo. [...].<ref>Da ''Conghiettura sopra l'aggruppamento de' Colossi di Monte Cavallo'', 1802; citato in Piero Adorno, ''L'arte italiana, {{small|Le sue radici medio-orientali e greco-romane, Il suo sviluppo nella cultura europea}}'', volume III, tomo I, ''Dall'Illuminismo alle correnti artistiche europee dell'Ottocento'', Casa Editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, 1998, p. 191.</ref>
==Citazioni su Antonio Canova==
*A ventiquattro anni ebbe la fortunata occasione di eseguire il monumento di Papa Ganganelli<ref>Papa Clemente XIV, al secolo Giovanni Vincenzo Antonio Ganganelli (1705–1774).</ref>, nella cui opera si mostrò affatto innovatore. Al solito stile berniniano egli sostituì un fare più semplice, tanto nelle linee architettoniche, quanto negli atteggiamenti delle figure, e abbenché nell'aspetto generale quel monumento paresse cosa fredda, nulladimeno destò meraviglia, essendo come un ribellarsi al predominio dello stile barocco. ([[Guglielmo De Sanctis]])
*Antonio Canova è il nume dell'arte italiana nel primo ventennio del secolo XIX. Fu salutato «principe della scultura e riformatore dell'arte in Italia». E qualunque sia il giudizio che gli artisti odierni fanno di lui, resta e resterà sempre ch'ei si avvantaggiò assai sui predecessori nello stile e nell'esecuzione. I suoi monumenti a papa Rezzonico (Clemente XIII) e a papa Ganganelli (Clemente XIV) fecero un'impressione tale da segnare una nuova êra artistica. ([[Salomon Reinach]])
*Il Canova seguì ne' suoi concepimenti lo spirito del tempo, {{sic|intieramente}} pagano, e fondò una scuola incapace d'infondere nelle opere quello spiritualismo, che è proprio dell'arte cristiana, alla quale poi tornarono il Thorwaldsen ed il Tenerani<ref>Scultori neoclassici, coevi del Canova.</ref>. ([[Guglielmo De Sanctis]])
*Fu uomo religioso, mite, caritatevolissimo. La sua vita scritta dal suo capo-studio d'Este è edificante, il che non avviene spesso per le biografie degli artisti. Quando egli fu chiamato a prestare fedeltà al governo repubblicano di Francia, che aveva fatto prigioniero Pio VI, e gli fu ingiunto di ''giurare odio alla superstizione'' ecc., rispose fieramente: – ''Mi no odio nissun'' – e sì ritirò sdegnato. ([[Celso Costantini]])
*Salito presto in alta fama, fu l'ultimo raggio di gloriosa luce che la cadente Repubblica {{NDR|di Venezia}}, prima della morte<ref>Il 12 maggio 1797, il Maggior Consiglio abdicò e dichiarò decaduta la Repubblica.</ref>, mandò. Per lui la scultura si rialzò dall'avvilimento, nel quale giaceva dopo i tempi del Buonarroti, rinfrancata soltanto da qualche tratto di genio, nei grandiosi monumenti del Bernini. Ricondottala all'ufficio d'imitare le bellezze della natura dove si trovavano, seppe in ogni maniera di soggetti esprimere i sentimenti più svariati e più nobili dell'animo umano, in stile or severo ora mesto; e nella grande composizione distinguersi per l'altezza dei pensieri. ([[Enrico Poggi]])
*Se non avessimo avuto il Canova, grandissimo dinanzi ad ogni scuola, male sapremmo dire chi avrebbe potuto sostenere la riputazione artistica dell'Italia nel primo ventennio del secolo presente<ref>L'Ottocento.</ref>. ([[Marco Tabarrini]])
*{{NDR|Sulla ''Tomba di Maria Cristina d'Austria''}} Un lamento toccante e allo stesso tempo stoico per la mortalità di tutta l'umanità. ([[Hugh Honour]])
===[[David Silvagni]]===
*Aveva carrozza e cavalli, e vestiva elegantemente con calze di seta, brache di velluto, abito di velluto o seta, sparato della camicia con merletti di Burano, panciotto a ricami, orologio a ripetizione, scatola d'oro con la miniatura di Napoleone. Il suo viso era scarno, senza barba, ovale, con la bocca grande e grandi occhi, naso lungo pronunziato, {{sic|sopracciglie}} folte nere, occhiaie profonde, fronte amplissima e calvo, e nascondeva la calvizie con un parrucchino molto ben fatto.
*Il Canova artista cristiano, con le divinità del suo Olimpo, con le sue ninfe, con le sue eterne nudità sino al punto di effigiar nudo Napoleone, con le sue forme ispirate al modello dello scalpello greco, appare nei suoi lavori piuttosto uno scultore del tempo di Pericle, che un artista del tempo di Pio VI e VII, e piuttosto adoratore del Giove eleusino che del redentore Gesù. Infatti egli non effigiò neppure un solo santo; scolpì una Maddalena perché si prestava al bello e al nudo, e fece una ''Pietà'' per il suo Possagno<ref>Comune natale del Canova, in provincia di Treviso.</ref> con l'unico scopo di eseguire un Cristo nudo; e della nudità era così appassionato cultore che invitato con lettera da monsignor maggiordomo Frosini a nome di Papa Pio VII a coprire i Geni del sepolcro degli Stuardi, vi si rifiutò seccamente.
*L'invidia degli artisti sobillati dal Laboreur, dal Pacetti, dal Marchionni, dal Battoni, non lasciò in pace il Canova, che essi motteggiavano con modi scurrili e indecenti, e giuocando sul suo nome lo dicevano ''Sor-ca-nova'', ovvero ''cacatanova'', e quando si scoprì il mausoleo del Ganganelli<ref>Monumento funebre di papa Clemente XIV, eseguito dal Canova e posto nella chiesa romana dei Santi XII Apostoli.</ref>, in cui sono le statue della Fortezza e della Temperanza, fu divulgata una satira affissa al caffè a Piazza di Pietra che diceva: «Chi avesse trovato la gamba della Temperanza, la porti nella sagrestia dei {{sic|Ss}}. Apostoli che gli sarà data conveniente mancia».
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Canova, Antonio}}
[[Categoria:Pittori italiani]]
[[Categoria:Scultori italiani]]
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/* Citazioni su Antonio Canova */ wlink
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[[File:Antonio Canova Selfportrait 1792.jpg|thumb|Canova, ''Autoritratto'' (1792)]]
'''Antonio Canova''' (1757 – 1822), scultore e pittore italiano.
==Citazioni di Antonio Canova==
*Ciò che mi rende più impaziente è vedere l'effetto che l'opera produrrà sulle anime del pubblico.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'arte'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 220. ISBN 9788858018330</ref>
*La [[scultura|forma plastica]] non rappresenta la figura, ma la sublima, ne trasforma l'essenza, [...] la cala e la isola nello spazio reale e, isolandola, la idealizza [...]: forma-oggetto che risolve in sé ogni relazione spaziale, si racchiude in un involucro impenetrabile, si pone come presenza altamente problematica dell'ideale nel reale, dell'assoluto nel relativo. [...].<ref>Da ''Conghiettura sopra l'aggruppamento de' Colossi di Monte Cavallo'', 1802; citato in Piero Adorno, ''L'arte italiana, {{small|Le sue radici medio-orientali e greco-romane, Il suo sviluppo nella cultura europea}}'', volume III, tomo I, ''Dall'Illuminismo alle correnti artistiche europee dell'Ottocento'', Casa Editrice G. D'Anna, Messina-Firenze, 1998, p. 191.</ref>
==Citazioni su Antonio Canova==
*A ventiquattro anni ebbe la fortunata occasione di eseguire il monumento di Papa Ganganelli<ref>Papa Clemente XIV, al secolo Giovanni Vincenzo Antonio Ganganelli (1705–1774).</ref>, nella cui opera si mostrò affatto innovatore. Al solito stile berniniano egli sostituì un fare più semplice, tanto nelle linee architettoniche, quanto negli atteggiamenti delle figure, e abbenché nell'aspetto generale quel monumento paresse cosa fredda, nulladimeno destò meraviglia, essendo come un ribellarsi al predominio dello stile barocco. ([[Guglielmo De Sanctis]])
*Antonio Canova è il nume dell'arte italiana nel primo ventennio del secolo XIX. Fu salutato «principe della scultura e riformatore dell'arte in Italia». E qualunque sia il giudizio che gli artisti odierni fanno di lui, resta e resterà sempre ch'ei si avvantaggiò assai sui predecessori nello stile e nell'esecuzione. I suoi monumenti a papa Rezzonico (Clemente XIII) e a papa Ganganelli (Clemente XIV) fecero un'impressione tale da segnare una nuova êra artistica. ([[Salomon Reinach]])
*Il Canova seguì ne' suoi concepimenti lo spirito del tempo, {{sic|intieramente}} pagano, e fondò una scuola incapace d'infondere nelle opere quello spiritualismo, che è proprio dell'arte cristiana, alla quale poi tornarono il Thorwaldsen ed il Tenerani<ref>Scultori neoclassici, coevi del Canova.</ref>. ([[Guglielmo De Sanctis]])
*Fu uomo religioso, mite, caritatevolissimo. La sua vita scritta dal suo capo-studio d'Este è edificante, il che non avviene spesso per le biografie degli artisti. Quando egli fu chiamato a prestare fedeltà al governo repubblicano di Francia, che aveva fatto prigioniero [[Papa Pio VI|Pio VI]], e gli fu ingiunto di ''giurare odio alla superstizione'' ecc., rispose fieramente: – ''Mi no odio nissun'' – e sì ritirò sdegnato. ([[Celso Costantini]])
*Salito presto in alta fama, fu l'ultimo raggio di gloriosa luce che la cadente Repubblica {{NDR|di Venezia}}, prima della morte<ref>Il 12 maggio 1797, il Maggior Consiglio abdicò e dichiarò decaduta la Repubblica.</ref>, mandò. Per lui la scultura si rialzò dall'avvilimento, nel quale giaceva dopo i tempi del Buonarroti, rinfrancata soltanto da qualche tratto di genio, nei grandiosi monumenti del Bernini. Ricondottala all'ufficio d'imitare le bellezze della natura dove si trovavano, seppe in ogni maniera di soggetti esprimere i sentimenti più svariati e più nobili dell'animo umano, in stile or severo ora mesto; e nella grande composizione distinguersi per l'altezza dei pensieri. ([[Enrico Poggi]])
*Se non avessimo avuto il Canova, grandissimo dinanzi ad ogni scuola, male sapremmo dire chi avrebbe potuto sostenere la riputazione artistica dell'Italia nel primo ventennio del secolo presente<ref>L'Ottocento.</ref>. ([[Marco Tabarrini]])
*{{NDR|Sulla ''Tomba di Maria Cristina d'Austria''}} Un lamento toccante e allo stesso tempo stoico per la mortalità di tutta l'umanità. ([[Hugh Honour]])
===[[David Silvagni]]===
*Aveva carrozza e cavalli, e vestiva elegantemente con calze di seta, brache di velluto, abito di velluto o seta, sparato della camicia con merletti di Burano, panciotto a ricami, orologio a ripetizione, scatola d'oro con la miniatura di Napoleone. Il suo viso era scarno, senza barba, ovale, con la bocca grande e grandi occhi, naso lungo pronunziato, {{sic|sopracciglie}} folte nere, occhiaie profonde, fronte amplissima e calvo, e nascondeva la calvizie con un parrucchino molto ben fatto.
*Il Canova artista cristiano, con le divinità del suo Olimpo, con le sue ninfe, con le sue eterne nudità sino al punto di effigiar nudo Napoleone, con le sue forme ispirate al modello dello scalpello greco, appare nei suoi lavori piuttosto uno scultore del tempo di Pericle, che un artista del tempo di Pio VI e VII, e piuttosto adoratore del Giove eleusino che del redentore Gesù. Infatti egli non effigiò neppure un solo santo; scolpì una Maddalena perché si prestava al bello e al nudo, e fece una ''Pietà'' per il suo Possagno<ref>Comune natale del Canova, in provincia di Treviso.</ref> con l'unico scopo di eseguire un Cristo nudo; e della nudità era così appassionato cultore che invitato con lettera da monsignor maggiordomo Frosini a nome di Papa Pio VII a coprire i Geni del sepolcro degli Stuardi, vi si rifiutò seccamente.
*L'invidia degli artisti sobillati dal Laboreur, dal Pacetti, dal Marchionni, dal Battoni, non lasciò in pace il Canova, che essi motteggiavano con modi scurrili e indecenti, e giuocando sul suo nome lo dicevano ''Sor-ca-nova'', ovvero ''cacatanova'', e quando si scoprì il mausoleo del Ganganelli<ref>Monumento funebre di papa Clemente XIV, eseguito dal Canova e posto nella chiesa romana dei Santi XII Apostoli.</ref>, in cui sono le statue della Fortezza e della Temperanza, fu divulgata una satira affissa al caffè a Piazza di Pietra che diceva: «Chi avesse trovato la gamba della Temperanza, la porti nella sagrestia dei {{sic|Ss}}. Apostoli che gli sarà data conveniente mancia».
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Canova, Antonio}}
[[Categoria:Pittori italiani]]
[[Categoria:Scultori italiani]]
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Dante Bonfim Costa Santos
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[[File:Dante_2013.jpg|thumb|Dante nel 2013]]
'''Dante Bonfim Costa Santos''', meglio conosciuto come '''Dante''' (1983 – vivente), ex calciatore brasiliano.
*Lui non parla con i suoi giocatori, non ha rapporto. Ci sono degli allenatori che a livello tattico sono bravissimi, ma che umanamente hanno qualche mancanza. Ecco, [[Josep Guardiola|Guardiola]] è uno di questi.<ref name=fox>Da un'intervista rilasciata a ''SportBild''; citato in ''[http://www.foxsports.it/2016/08/31/dante-stoccata-guardiola-bene-tattica-meno-lato-umano/ Dante, stoccata a Guardiola: "Bene la tattica, meno il lato umano"]'', ''FoxSports.it'', 31 agosto 2016.</ref>
*Il [[Fußball-Club Bayern München|Bayern]] non vince per caso, ma perché dal personale che si occupa della pulizia al conducente dell'autobus, tutti sono dei professionisti di livello assoluto. Una volta che viene vinto il campionato non c'è il rischio di essere appagati, perché si riparte da zero e tutto viene rimesso in discussione per restare sempre concentrati al massimo.<ref name=fox/>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:calciatori brasiliani]]
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Jhumpa Lahiri
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Danyele
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[[File:Jhumpa Lahiri (2015).png|thumb|Jhumpa Lahiri (2015)]]
'''Jhumpa Lahiri''' (1967 – vivente), scrittrice statunitense.
== Citazioni di Jhumpa Lahiri ==
* C’è una canzone di [[Bob Dylan|Dylan]] in particolare che ogni volta mi commuove e il cui senso mi sfugge sempre un po’. S’intitola ''Isis''. Dylan l’ha scritta con Jacques Levy nel 1975, e l’ha inserita nel suo album ''Desire'', pubblicato un anno più tardi. Parla — attraverso un io narrante — di un matrimonio e (subito) di una separazione; il marito fugge via (o è lei che lo ha cacciato?) e insieme a un tipo un po’ misterioso va alla ricerca di un tesoro, ma le cose si mettono male: ci sono una morte, una sepoltura, molti rimpianti, e poi un ritorno e una riconciliazione.<ref>Da ''Le lacune di Dante e Dylan esaltano il «non detto»'', ''La Lettura'', suppl. del ''Corriere della Sera'', 13 agosto 2017, pp. 46-47.</ref>
*Chi non appartiene a nessun posto specifico non può tornare, in realtà, da nessuna parte.<ref>Da ''Il secondo esilio'', ''Internazionale'' n. 1053, 30 maggio 2014, p. 99.</ref>
*Il silenzio attorno allo [[Ius soli]] va squarciato. È cruciale riprendere il discorso e conferire, alla seconda generazione, la [[cittadinanza italiana]]. Saranno loro a rinnovare l'Italia, a spingere il Paese verso il futuro. Saranno loro a costruire quel ponte. Con il silenzio, invece, questi ragazzi, lasciati fuori da un'identità nazionale, corrono il rischio di avvertire un senso di estraneità continua e pericolosa. Sprovvisti di cittadinanza, si sentiranno trascurati, vulnerabili. Anche silenziati.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2018/10/03/news/immigrazione_il_silenzio_sullo_ius_soli-208087355/ Il silenzio sullo Ius soli]'', ''rep.repubblica.it'', 3 ottobre 2018.</ref>
*In un certo senso la [[scrittura]] è un omaggio prolungato all'imperfezione.<ref>Da ''L'imperfetto'', ''Internazionale'' n. 1051, 16 maggio 2014, p. 93.</ref>
*Più vado avanti più mi torna in mente l'immagine che usava mia madre, bengalese trapiantata negli Stati Uniti: stare con un piede in una barca e l'altro piede nell'altra. Sotto, però c'è l'acqua e devi tenerti in equilibrio. Più vado avanti, più mi accorgo di replicare quella metafora. Che forse è anche una postura di vita.<ref>Dall'intervista di Conchita Sannino, ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/12/19/news/jumpa_lahiri_ferrante-214664807/ Jhumpa Lahiri: "Vorrei potere dire che la Ferrante sono io"]'', ''rep.repubblica.it'', 19 dicembre 2018.</ref>
==''In altre parole''==
===[[Incipit]]===
Voglio attraversare un piccolo lago. È veramente piccolo, eppure l’altra sponda mi sembra troppo distante, oltre le mie capacità. So che il lago è molto profondo nel mezzo, e anche se so nuotare ho paura di trovarmi nell’acqua da sola, senza nessun sostegno.
===Citazioni===
*Sulla prima pagina, a un certo punto, scrivo: «provare a = cercare di».<br>Questo frammento casuale, questa equazione grammaticale, può essere una metafora dell'amore che provo per l'italiano. Una cosa che, alla fine, non è altro che un ostinato tentativo, una prova continua. (p. 18)
*L'italiano sembra già dentro di me e, al tempo stesso, del tutto esterno. (p. 22)
*Non avrei un vero bisogno di conoscere questa lingua. Non vivo in Italia, non ho amici italiani. Ho solo il desiderio. Ma alla fine un desiderio non è altro che un bisogno folle. Come in tanti rapporti passionali, la mia infatuazione diventerà una devozione, un’ossessione. Ci sarà sempre qualcosa di squilibrato, di non corrisposto. Mi sono innamorata, ma ciò che amo resta indifferente. La lingua non avrà mai bisogno di me. (p. 23)
==[[Incipit]] di ''La moglie''==
A est del Tolly Club, dopo che Deshapran Sashmal Road si biforca, c'è una piccola moschea.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Jhumpa Lahiri, ''In altre parole'', Guanda, 2016. ISBN 978-8823513457
== Altri progetti ==
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{{DEFAULTSORT:Lahiri, Jhumpa}}
[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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Pericle Ducati
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Gaux
18878
La ceramica in Atene
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[[File:Pericle Ducati.JPG|thumb|upright=0.8|Pericle Ducati]]
'''Pericle Ducati''' (1880 – 1944), archeologo ed etruscologo italiano.
==Citazioni di Pericle Ducati==
*L'[[olio]] ed il [[vino]] erano le due ricchezze maggiori del suolo dell'Attica e ad esse era in parte dovuta la magnifica floridezza, che ebbe per sì lungo spazio di tempo la [[ceramica]] in Atene. Frequenti, come si è visto, sono le allusioni al vino nei vasi attici dipinti, destinati a conviti gioiosi, a sfrenate gozzoviglie ed il dio Dioniso è spesso magnificato con il suo allegro corteggio di Sileni e di Menadi ; ma accanto a lui è glorificata la saggia dea Athena, colei che diede alla città sua prediletta il dono preziosissimo dell'olivo.<ref>Da ''Storia della ceramica greca'', p. 254.</ref>
==''L'arte classica''==
===[[Incipit]]===
Le origini dell'arte nelle regioni in cui fiorì la cultura denominata classica, sono assai modeste, assai umili. Le primitive popolazioni delle due penisole, ellenica ed italica, e delle isole circonvicine selvaggiamente conducendo una grama esistenza, dapprima, e ciò si avverte negli albori di vita di tutto il genere umano, usarono armi ed utensili di pietra, e nel lungo periodo, detto [[neolitico]], in cui questi oggetti di pietra furono lavorati e levigati, talora con mirabile virtuosità tecnica, si ebbe una rudimentale arte decorativa applicata al rozzo vasellame, ai rozzi arnesi di uso domestico. Si esplicò altresì questa attività dei neolitici ad esprimere, ma non dappertutto, plasticamente e in modo assai rudimentale la figura umana.<!--(Periodo primo, ''Le origini'', p. 11)-->
===Citazioni===
*Solo se si pensa che per lo studio di edifizi dobbiamo rivolgersi quasi sempre a ruderi, spesso più che scheletrici, se si pensa che per la visione dell'attività di uno scultore ellenico dobbiamo ricorrere in modo quasi esclusivo a tarde copie dell'età romana imperiale e se si pensa che la grande pittura è per sempre andata perduta e che, per aver una idea dello stile e della composizione del grande [[Polignoto di Taso]] dobbiamo fondare la nostra indagine principale su pitture vascolari al famoso affreschista contemporanee, mentre come fantasmi evanescenti ci appariscono le figure di altri pittori come {{sic|Zeussi}}, Parrasio, Apelle<ref>Celebri pittori dell'antica Grecia del V-IV secolo a.C.</ref>, non può davvero sembrare esagerata l'affermazione che a rovina terribile è stata soggetta l'arte della civiltà classica. (Prefazione, p. VII-VIII)
*Come il Partenone per il secolo V, così il [[Mausoleo di Alicarnasso]] è la creazione artistico-plastica più importante del secolo IV. [...] L'{{sic|edifizio}}, considerato come una delle meraviglie architettoniche del mondo antico, era in sufficiente stato di conservazione nel secolo XIII, nel qual tempo fu sconquassato ed abbattuto da terremoti. (Periodo quarto, fase terza, p. 453)
*Il temperamento passionale di [[Skopas|Scopa]] ci si rivela in pari modo in un'altra opera più insigne che è, per fortuna, un originale nel vero senso della parola: una testa femminile dal {{sic|pendìo}} meridionale dell'acropoli di Atene. Probabilmente rappresenta essa Arianna, a cui conviene la benda attorno al capo ed a cui pure convengono i caratteri di così forte agitazione, di così eccitata sensualità, quali irradiano dal volto magnifico, in cui le peculiarità stilistiche della testa di Tegea si sono affinate, perfezionate. Perciò nella testa dell'acropoli dobbiamo riconoscere la impronta dell'arte scopadea nel suo pieno fulgore. (Periodo quarto, fase terza, pp. 466-467)
*{{NDR|Commentando la ''Menade'' di Scopa}} Magnificamente espresso è il delirio sacro, accentuato dalla forte piegatura del capo, ovvia nelle creazioni di Scopa, con lo sguardo natante nella ebbrezza e perdentesi nel vuoto. È un ritmo audace di linee in fortissima torsione, degno, per questa fase di arte, di un artista così innovatore come Scopa; da questo schema agitatissimo del corpo, in cui pare che la carne abbia fremiti, emana quel trasporto impetuoso, quella follia mistica che gli antichi esaltavano nella creazione scopadea. (Periodo quarto, fase terza, p. 468)
*{{NDR|Dopo aver illustrato le caratteristiche dell'arte di Scopa}} Dalla mano di [[Prassitele]] escono invece figure calme, graziose, sorridenti di divinità: Afrodite benigna e voluttuosa, Eros giovinetto; Apollo pure adolescente o efebico, le Muse, Dioniso barbuto, con Satiri ragazzi, Hercules intento alle cure del fratellino Dioniso ed altre ed altre soavi figure che sono come fiori dalle tinte delicate, dal grato profumo, i quali si uniscono e si fondono in un solo assieme di una sola intonazione di colori e di odori. (Periodo quarto, fase terza, p. 472)
*{{NDR|Nel Satiro giovinetto a riposo}} Si ha lo schema prettamente prassitelico, per cui s'innalza la funzione statica dell'appoggio laterale della figura a funzione necessaria, e pel concetto e per la forma dell'opera creata; così viene a costituirsi quella linea flessuosa del corpo, quel molle abbandono che, unitamente alla dolce espressione del volto, tanto ci attrae nelle soavi creazioni prassiteliche. (Periodo quarto, fase terza, p. 474)
*{{NDR|Commentando l'''[[Afrodite cnidia]]'', di Prassitele}} La dea è raffigurata in un fuggevole istante; pronta a scendere nel bagno, sta per deporre il vestito, che or ora si è tolto, sul vaso che le sta vicino; ma in questo istante un pensiero istintivo di pudore per la sua completa nudità le fa curvare un po' il corpo, stringere le ginocchia ed abbassare la mano destra. Ma neppure un'ombra d'inquietudine offusca il suo bel volto; la dea sa di non essere veduta da alcuno sguardo profano, e però il suo gesto, pieno di naturalezza e di castità, è esclusivamente dovuto ad un intimo senso di pudicizia. (Periodo quarto, fase terza, p. 479)
*{{NDR|Commentando l'''[[Apollo del Belvedere]]'', copia di un originale di Leocare}} Il dio, di giovanile, elegante bellezza, è rappresentato nell'istante posteriore al gettito di una delle sue infallibili {{sic|freccie}}; la figura è nello schema successivo alla totale tensione del corpo e dello spirito nel colpire con l'arco. Trionfante è lo sguardo dalle ciglia un po' corrugate; leggermente gonfie di sdegno sono le narici; dalla bocca leggermente schiusa si avverte l'accelerato respiro; vi è un movimento un po' turbato dell'animo, raffrenato tuttavia dalla essenza soprannaturale del dio. Ed il braccio sinistro è ancora disteso, ma si è già leggermente ripiegato, ed Apollo, pur indirizzando lo sguardo sul nemico già raggiunto dalla freccia, si reca altrove verso altri avversari, implacabile nella sua ira, ammantato da calma apparente. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*È innegabile che l'Apollo del Belvedere produca in noi una assai vivida impressione come di una teofania, cioè di una improvvisa apparizione di un dio tra i mortali; [...]. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*{{NDR|Commentando l'''Apoxyómenos'' di Lisippo}} [...] [[Lisippo]] impicciolisce la testa, ma dona nel tempo stesso a tutta la figura proporzioni alte, slanciate. E la mossa è priva di ricercatezza, tutto è disinvolto e spigliato, e dall'assieme emana una signorile eleganza: è un atleta di nobile nascita, di raffinata educazione, di elevata coscienza, di pronta, lucida intellettualità. (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*Posato è l'atteggiamento dell'''[[apoxyómenos]]'', col corpo sostenuto dalla gamba sinistra e con la destra distesa leggermente all'indietro; eppure tutta la figura è percorsa da un palpito nervoso di movimento, poiché si prova la impressione vivissima che, pur con la semplice azione del tergersi con lo strigile, l'atleta cambi continuamente nell'appoggio della gamba destra a quello della sinistra e così via. E scaturisce anche la impressione di movimentata vivacità delle braccia. Tutto in questa elasticità nervosa è fluttuante, mosso, agitato; eppure la figura è in riposo! (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*{{NDR|Commentando il drappeggio della [[Nike di Samotracia]]}} Il vento, la fresca brezza marina, che eccita, esalta ed {{sic|inebbria}}, sferza la trionfale, orgogliosa figura della dea e, facendo modellare il chitone sul corpo, ne raccoglie ed agita i lembi mentre distacca, o gonfiando in alto, o abbattendo a terra, lo ''himation''. E mezzo efficacissimo pel raggiungimento di un effetto grandioso è il gonfiare dello ''himation'' tra gamba e gamba che, arricchendo di assai la parte inferiore della figura e donandole una solida base, prepara acconciamente il passaggio al torso, al petto, alle ali ampiamente distese. Tutto in questa scultura pare che ci renda sensibile la capricciosa brezza del mare, sicché sembra quasi di aspirare il, salso odore dell'ampia superficie delle acque. (Periodo quinto, p. 572)
*Una idea chiarissima della differenza che esiste tra l'arte del secolo IV e quella ellenistica ci è offerta anche dal confronto tra l'[[Afrodite cnidia|Afrodite Cnidia]] di [[Prassitele]] e l'Afrodite marmorea di provenienza romana, nota col nome di [[Venere de' Medici|Venere dei Medici]]. Concettualmente e formalmente quest'ultima opera si riallaccia alla prima: è la stessa corrente prassitelica, che tuttavia nell'opera ellenistica non mostra più la primitiva limpidezza. La Venere dei Medici sta per scendere in mare, ma l'atteggiamento suo palesa un senso di timore non più inconsapevole, ma cosciente. Il volto della dea guarda in lontananza come nella Cnidia, ma non vi è più lo sguardo sognatore; invece negli occhi e nel sorriso vi è l'intimo compiacimento delle proprie forme divine, commisto alla timidezza prodotta dalla totale nudità. E con gesto più accentuato di [[pudicizia]] la dea si scopre il petto e le parti vergognose. Così la soavità infinita della Cnidia si è trasformata in raffinatezza, in eleganza ricercata e civettuola; il motivo realistico del bagno è più accentuato, e per la pudicizia e la voluttà commiste insieme, più non si ha l'impressione di avere dinnanzi agli occhi la bellissima tra le dee, ma una mortale di bellezza divina. (Periodo quinto, pp. 576-577)
*È ben noto quanta ammirazione suscitasse questo [[Torso del Belvedere|torso {{NDR|del Belvedere}}]] in [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], il quale del resto trovava in esso piena corrispondenza con quell'ideale di arte grandiosa, che caratterizza le opere del sommo scultore del nostro rinascimento. E la entusiastica ammirazione a questo torso fu tributata attraverso i secoli, raggiungendo il culmine con G. G. Winckelmann<ref>[[Johann Joachim Winckelmann]].</ref>, mentre di poi, anche in questo caso, le scoperte archeologiche del secolo XIX hanno contribuito a smorzare, e con ragione, l'incondizionato, fervoroso applauso. (Periodo sesto, fase prima, p. 660)
*{{NDR|Il torso del Belvedere}} È un torso di forme atletiche, dalla possente muscolatura; pur essendo il personaggio rappresentato seduto, la posa sua implica un movimento assai forte del torace, il quale in tal modo viene esibito assai ripiegato con magnifico effetto di nudo. E nel trattamento di questo nudo si esplica una virtuosità nel rendere i più minuti particolari, che contrasta con la vigorosa imponenza dell'assieme. (Periodo sesto, fase prima, pp. 660-661)
*In questo [[Mausoleo di Augusto|mausoleo {{NDR|di Augusto}}]], che fu innalzato nel 28 a. C. tra il Pincio e il Tevere in mezzo a un parco, venivano a fondersi forme desunte dal mondo ellenistico (si ricordo l'Arsinoeion di Samotracia) ed il tipo di sepolcro a tumulo di carattere etrusco. Consisteva esso di una costruzione cilindrica del diametro di 95 metri, che aveva anteriormente un porticato e che era sormontata o da un tumulo conico di terra piantata a cipressi o da una terrazza e con in cima la statua dell'imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 670)
*[...] nell'11 a. C., fu inaugurato il [[teatro di Marcello]]. Era trascorso quasi mezzo secolo dalla dedica del primo teatro in pietra di Roma, quello di Pompeo (55 a. C.); il teatro di Marcello fu il secondo che pure in pietra si costruì a Roma, certo con quella maggiore eleganza e signorilità che caratterizzano i monumenti augustei. Nel tempo stesso questo teatro di Marcello fu il primo edifizio romano, in cui venne adoperato il brillante travertino di Tivoli. (Periodo sesto, fase prima, pp. 677)
*Vi è nei festoni dell'''[[Ara Pacis]]'' una grande varietà accoppiata ad un grande naturalismo: grappoli di uva, spighe di grano, pomi, pere, fichi, pigne, olive, bacche di alloro ed altro compongono questi festoni simboleggianti, nella festività della pompa augustea, l'abbondanza delle terre benedette dal lavoro umano. E se si pensa alla originaria policromia, che doveva rendere vieppiù consimili questi festoni alle corone di frutti delle terrecotte robbiane<ref>Luca della Robbia (1399/1400 circa-1482), scultore, ceramista e orafo italiano.</ref>, si deve senza esitazione alcuna riconoscere in essi uno degli esempi migliori di arte di natura morta. (Periodo sesto, fase prima, pp. 684-685)
*{{NDR|Sul [[ritratto di Paquio Proculo]] rinvenuto a Pompei}} Curioso è il modo con cui questo fornaio, che pure riuscì ad essere nominato duumviro giurisdicente nella sua città, volle far ritrarre sé stesso e sua moglie; non pare invero di avere dinnanzi a sé una coppia borghese della classe benemerita, ma certo non provvista di raffinata cultura, dei negozianti; eppure Paquio Proculo e sua moglie ci appaiono come persone di lettere, che la loro principale occupazione ripongono nello studio. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*{{NDR|Sul ritratto di Paquio Proculo}} Eppure questo volto {{NDR|dell'uomo}}, come quello della compagna, denotano quella compostezza veramente borghese di posa voluta, e dobbiamo credere che Paquio Proculo, e questo è un fenomeno non infrequente ai nostri giorni in circostanze analoghe, provasse intimo compiacimento che il pittore lo ritraesse insieme con la moglie, in un noto schema, in cui tutto accentuasse una raffinata intellettualità. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*Il [[Foro di Traiano]] fu ritenuto, e con ragione, un vero prodigio architettonico e come tale fu luogo prediletto della popolazione romana; invero fu assai frequentato nei secoli di decadenza questo ricco luogo, che rammentava il sempre compianto principe, per grandezza emulo di Cesare, per bontà a lui superiore. (Periodo sesto, fase prima, p. 732)
*Fu il Foro di Traiano centro di vita sociale ed importanti avvenimenti si compirono dentro le sue mura ed i suoi colonnati, e la presenza delle sue biblioteche attrasse sempre eruditi e filosofi e le loro schiere di discepoli. Sebbene spogliato di alcune statue e forse di alcuni rilievi all'epoca di Costantino che, per eternare le sue imprese, non poté sempre servirsi della decaduta ed intirizzita arte aulica del suo tempo, il Foro Traiano rimase presso a poco intatto sino ai tempi tristi della caduta dell'impero di occidente, anzi nelle sue parti architettoniche, si può dire sino alla fine del sec. VIII. [...]. I peggiori guasti, che quasi totalmente rovinarono questo unico insieme di costruzioni, avvennero nel sec. XVI, specialmente sotto il fatale pontificato di Sisto V. (Periodo sesto, fase prima, pp. 732-733)
*La colonna {{NDR|[[Colonna Traiana|Traiana]]}} è l'unico monumento del Foro non rovinato o distrutto; anzi è pervenuto sino a noi quasi immune dalle devastazioni barbariche e dalle turbolenze e dalla ignoranza del medio-evo. [...]<br>La causa di tale rispetto si dovette principalmente all'aureola di bontà che circondò il capo di Traiano, la quale suscitò, secondo la pia leggenda, la ''viva speme'' di Gregorio Magno a chiedere a Dio la salvezza dell'''anima gloriosa'' del pagano imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 733)
*[...] ben con ragione fu detto che la colonna Traiana è per la conoscenza della vita militare dei Romani ciò che è Pompei per la conoscenza della loro vita civile. (Periodo sesto, fase prima, p. 735)
*{{NDR|[[Tropaeum Traiani]]}} L'assieme del monumento è veramente degno di ammirazione, tanto che non vi è mancato chi abbia ascritto il disegno generale allo stesso [[Apollodoro di Damasco]]; eppure quale contrasto con la decorazione figurata a rilievo! Nella parte superiore del grande basamento circolare corre come un fregio dorico con riquadri a rilievo (metope) tra pilastri pure a rilievo (triglifi), mentre al disopra e al di sotto sono due {{sic|fascie}} continue di decorazioni; così ciascun merlo è decorato a rilievo dalla figura di un prigioniero. Nei rilevi del fregio sono scene militari ed allusioni alle guerre daciche; pel contenuto adunque essi si ricollegano a quanto è espresso lungo il fusto della [[Colonna Traiana|colonna di Traiano]]; ma quale enorme differenza di espressione artistica! (Periodo sesto, fase prima, p. 745)
*Senza dubbio la decorazione figurata del monumento {{NDR|Tropaeum Traiani}} di Adam-Klissi è dovuta a legionari romani, la cui arte inabile assai ci è nota da stele funerarie delle regioni renana e danubiana, oppure, e ciò sembra più probabile, è dovuta a scalpellini del luogo, lavoranti secondo quella corrente di arte barbarica, di cui alcuni esempi, specialmente stele funerarie, ci sono pervenuti dal suolo della Tracia. (Periodo sesto, fase prima, p. 746)
*[...] i rilievi di Adam-Klissi costituiscono una curiosa e non poco preziosa testimonianza di arte provinciale, encorica, in un tempo in cui l'arte ufficiale dell'impero romano poté e seppe dimostrare quanto era capace di esprimere nella glorificazione delle altissime imprese dell'ottimo imperatore {{NDR|[[Traiano]]}}. (Periodo sesto, fase prima, p. 747)
*Il [[Pantheon (Roma)|Pantheon]] è a noi pervenuto depredato del suo rivestimento di marmi, ma, per fortuna, in causa della sua trasformazione in chiesa cristiana nel 609, è nel suo insieme intatto, segnando, lungo il cammino percorso dall'arte edilizia nella espressione della volta, una delle tappe più gloriose come monumento intermedio tra il tesoro di Atreo a Micene di arte pre-ellenica e la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli di arte bizantina. (Periodo sesto, fase seconda, p. 755)
*Col nome del bieco tiranno [[Caracalla]] (211-217) sono connesse le famose [[Terme di Caracalla|Terme]] innalzate su di un terrazzo a sud-est dell'Aventino lungo la via Appia. I ruderi di queste Terme costituiscono ora accanto al [[Colosseo]] la testimonianza più grandiosa, più gigantesca dell'arte edilizia romana. (Periodo sesto, fase seconda, p. 801)
*Con la grandiosità di questa sorprendente costruzione {{NDR|le [[Terme di Caracalla]]}} si accompagnava la ricchezza della decorazione interna, con le pareti rivestite a marmi di svariate e rare qualità, con colonne di marmo, di granito, di porfido, con insigni statue (il Toro Farnese proviene, per esempio, da queste Terme) e rilievi, con pavimentazione a {{sic|musaici}}, con stucchi ed ornati nei soffitti.<br>Tutto è ora ridotto ad un nudo scheletro con alcune parti abbattute al suolo, con altre distrutte; ma pur così mutile, in questa desolata parte della città eterna, ove un tempo si addensava la folla ed il lusso faceva fastosa pompa di sé, le brune muraglie, che ancora sembrano innalzarsi quasi ad ardua sfida nella dolce melanconia della plaga solitaria, dicono al visitatore che sappia interrogarle la gloria della città che visse e vivrà nei secoli. (Periodo sesto, fase seconda, pp. 802-803)
*{{NDR|Sulla decorazione dell'[[arco di Costantino]]}} [...] gran parte, e la migliore, di questa decorazione proviene da monumenti imperiali anteriori, sicché non a torto quest'arco merita la designazione di cornacchia di Esopo che gli fu {{sic|dato}} dal Milizia<ref>[[Francesco Milizia]] (1725-1798), teorico dell'architettura, storico dell'arte e critico d'arte italiano</ref>. Ed invero questo primo monumento consacrante il trionfo del Cristianesimo può iniziare la lagrimevole serie delle numerose distruzioni o dissoluzioni di edifizi di Roma antica. (Periodo sesto, fase terza, p. 836)
*Certo in [[Mausoleo di Santa Costanza|Santa Costanza]] per l'armonia delle parti, per la sapiente ripartizione dei pesi e delle spinte dei muri, arditamente per gran parte sostenuti dalle colonne, pel contrasto ammirevole di luci e di ombre producenti un pittoresco effetto, è una prova ulteriore della grande vitalità che l'architettura conservò nel periodo costantiniano col mantenimento delle pure tradizioni del passato classico e con la espressione nel tempo stesso di nuovi aspetti precursori di ciò che poi apparisce nelle costruzioni bizantine. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*Santa Costanza, [...] è il primo edifizio cristiano che incontriamo, nel quale si osserva una larga, monumentale applicazione del {{sic|musaico}} al soffitto. Purtroppo alla fine del secolo XVI uno scempio crudele privò Santa Costanza dei musaici che adornavano la cupola, i quali furono malauguratamente distrutti, intatta per compenso è rimasta la decorazione musiva della volta anulare. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*La distruzione di opere d'arte classica, e precisamente di contenuto e significato pagano, iniziatasi nell'epoca costantiniana, andò sempre più aumentando nei secoli di barbarie. Contribuirono a tale distruzione non solo i torbidi, le incursioni barbariche, le guerre, l'ignoranza sempre crescente, il fanatismo religioso, ma anche atti ufficiali emanati dal supremo potere imperiale. Teodoro II, imperatore di oriente, per esempio, decretò nel 426 la distruzione dei templi pagani; l'editto imperiale per fortuna non venne applicato rigorosamente; anzi per gli {{sic|edifizi}} sacri dell'acropoli di Atene vi fu la protezione provvidenziale di Atenaide, moglie dello stesso imperatore. (Appendice prima, p. 901)
==Citazioni su Pericle Ducati==
*A leggere il libro del Ducati<ref>Pericle Ducati, ''Etruria antica'', Torino, G. B. Paravia e C., 1926. {{NDR|N.d.A.}}</ref> là dove tratta delle origini, della lingua, della religione, della vita, della storia degli [[etruschi]], si è colpiti dalla vastità d'una dottrina acquistata con un metodo scrupoloso d'indagine. In ciò il metodo archeologico ha qualche cosa di prodigioso. Nulla sfugge all'indagatore: i ritrovamenti minimi come i massimi sono incatenati da un sistema di nessi che presuppone una larga conoscenza del mondo antico, delle fonti storiche, delle correnti etniche, delle condizioni geografiche, geologiche, politiche, magari psicologiche di quei tempi. ([[Roberto Papini]])
*Il moderno tormento estetico non turba le serene esperienze da laboratorio che il Ducati compie sull'arte degli etruschi come le compirebbe il chimico sui fenomeni del mondo inorganico. Egli è il tipico rappresentante della mentalità archeologica pura che si impone l'insensibilità, e quasi il disprezzo, verso i problemi dell'estetica, quasi che mancassero di serietà e di determinazione. ([[Roberto Papini]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/larteclassic00duca/mode/1up L'arte classica]'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Milano - Napoli - Roma, 1920.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Ducati, Pericle}}
[[Categoria:Archeologi italiani]]
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[[File:Pericle Ducati.JPG|thumb|upright=0.8|Pericle Ducati]]
'''Pericle Ducati''' (1880 – 1944), archeologo ed etruscologo italiano.
==Citazioni di Pericle Ducati==
*L'[[olio]] ed il [[vino]] erano le due ricchezze maggiori del suolo dell'Attica e ad esse era in parte dovuta la magnifica floridezza, che ebbe per sì lungo spazio di tempo la [[ceramica]] in [[Atene]]. Frequenti, come si è visto, sono le allusioni al vino nei vasi attici dipinti, destinati a conviti gioiosi, a sfrenate gozzoviglie ed il dio [[Dioniso]] è spesso magnificato con il suo allegro corteggio di Sileni e di Menadi ; ma accanto a lui è glorificata la saggia dea [[Atena|Athena]], colei che diede alla città sua prediletta il dono preziosissimo dell'olivo.<ref>Da ''Storia della ceramica greca'', p. 254.</ref>
==''L'arte classica''==
===[[Incipit]]===
Le origini dell'arte nelle regioni in cui fiorì la cultura denominata classica, sono assai modeste, assai umili. Le primitive popolazioni delle due penisole, ellenica ed italica, e delle isole circonvicine selvaggiamente conducendo una grama esistenza, dapprima, e ciò si avverte negli albori di vita di tutto il genere umano, usarono armi ed utensili di pietra, e nel lungo periodo, detto [[neolitico]], in cui questi oggetti di pietra furono lavorati e levigati, talora con mirabile virtuosità tecnica, si ebbe una rudimentale arte decorativa applicata al rozzo vasellame, ai rozzi arnesi di uso domestico. Si esplicò altresì questa attività dei neolitici ad esprimere, ma non dappertutto, plasticamente e in modo assai rudimentale la figura umana.<!--(Periodo primo, ''Le origini'', p. 11)-->
===Citazioni===
*Solo se si pensa che per lo studio di edifizi dobbiamo rivolgersi quasi sempre a ruderi, spesso più che scheletrici, se si pensa che per la visione dell'attività di uno scultore ellenico dobbiamo ricorrere in modo quasi esclusivo a tarde copie dell'età romana imperiale e se si pensa che la grande pittura è per sempre andata perduta e che, per aver una idea dello stile e della composizione del grande [[Polignoto di Taso]] dobbiamo fondare la nostra indagine principale su pitture vascolari al famoso affreschista contemporanee, mentre come fantasmi evanescenti ci appariscono le figure di altri pittori come {{sic|Zeussi}}, Parrasio, Apelle<ref>Celebri pittori dell'antica Grecia del V-IV secolo a.C.</ref>, non può davvero sembrare esagerata l'affermazione che a rovina terribile è stata soggetta l'arte della civiltà classica. (Prefazione, p. VII-VIII)
*Come il Partenone per il secolo V, così il [[Mausoleo di Alicarnasso]] è la creazione artistico-plastica più importante del secolo IV. [...] L'{{sic|edifizio}}, considerato come una delle meraviglie architettoniche del mondo antico, era in sufficiente stato di conservazione nel secolo XIII, nel qual tempo fu sconquassato ed abbattuto da terremoti. (Periodo quarto, fase terza, p. 453)
*Il temperamento passionale di [[Skopas|Scopa]] ci si rivela in pari modo in un'altra opera più insigne che è, per fortuna, un originale nel vero senso della parola: una testa femminile dal {{sic|pendìo}} meridionale dell'acropoli di Atene. Probabilmente rappresenta essa Arianna, a cui conviene la benda attorno al capo ed a cui pure convengono i caratteri di così forte agitazione, di così eccitata sensualità, quali irradiano dal volto magnifico, in cui le peculiarità stilistiche della testa di Tegea si sono affinate, perfezionate. Perciò nella testa dell'acropoli dobbiamo riconoscere la impronta dell'arte scopadea nel suo pieno fulgore. (Periodo quarto, fase terza, pp. 466-467)
*{{NDR|Commentando la ''Menade'' di Scopa}} Magnificamente espresso è il delirio sacro, accentuato dalla forte piegatura del capo, ovvia nelle creazioni di Scopa, con lo sguardo natante nella ebbrezza e perdentesi nel vuoto. È un ritmo audace di linee in fortissima torsione, degno, per questa fase di arte, di un artista così innovatore come Scopa; da questo schema agitatissimo del corpo, in cui pare che la carne abbia fremiti, emana quel trasporto impetuoso, quella follia mistica che gli antichi esaltavano nella creazione scopadea. (Periodo quarto, fase terza, p. 468)
*{{NDR|Dopo aver illustrato le caratteristiche dell'arte di Scopa}} Dalla mano di [[Prassitele]] escono invece figure calme, graziose, sorridenti di divinità: Afrodite benigna e voluttuosa, Eros giovinetto; Apollo pure adolescente o efebico, le Muse, Dioniso barbuto, con Satiri ragazzi, Hercules intento alle cure del fratellino Dioniso ed altre ed altre soavi figure che sono come fiori dalle tinte delicate, dal grato profumo, i quali si uniscono e si fondono in un solo assieme di una sola intonazione di colori e di odori. (Periodo quarto, fase terza, p. 472)
*{{NDR|Nel Satiro giovinetto a riposo}} Si ha lo schema prettamente prassitelico, per cui s'innalza la funzione statica dell'appoggio laterale della figura a funzione necessaria, e pel concetto e per la forma dell'opera creata; così viene a costituirsi quella linea flessuosa del corpo, quel molle abbandono che, unitamente alla dolce espressione del volto, tanto ci attrae nelle soavi creazioni prassiteliche. (Periodo quarto, fase terza, p. 474)
*{{NDR|Commentando l'''[[Afrodite cnidia]]'', di Prassitele}} La dea è raffigurata in un fuggevole istante; pronta a scendere nel bagno, sta per deporre il vestito, che or ora si è tolto, sul vaso che le sta vicino; ma in questo istante un pensiero istintivo di pudore per la sua completa nudità le fa curvare un po' il corpo, stringere le ginocchia ed abbassare la mano destra. Ma neppure un'ombra d'inquietudine offusca il suo bel volto; la dea sa di non essere veduta da alcuno sguardo profano, e però il suo gesto, pieno di naturalezza e di castità, è esclusivamente dovuto ad un intimo senso di pudicizia. (Periodo quarto, fase terza, p. 479)
*{{NDR|Commentando l'''[[Apollo del Belvedere]]'', copia di un originale di Leocare}} Il dio, di giovanile, elegante bellezza, è rappresentato nell'istante posteriore al gettito di una delle sue infallibili {{sic|freccie}}; la figura è nello schema successivo alla totale tensione del corpo e dello spirito nel colpire con l'arco. Trionfante è lo sguardo dalle ciglia un po' corrugate; leggermente gonfie di sdegno sono le narici; dalla bocca leggermente schiusa si avverte l'accelerato respiro; vi è un movimento un po' turbato dell'animo, raffrenato tuttavia dalla essenza soprannaturale del dio. Ed il braccio sinistro è ancora disteso, ma si è già leggermente ripiegato, ed Apollo, pur indirizzando lo sguardo sul nemico già raggiunto dalla freccia, si reca altrove verso altri avversari, implacabile nella sua ira, ammantato da calma apparente. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*È innegabile che l'Apollo del Belvedere produca in noi una assai vivida impressione come di una teofania, cioè di una improvvisa apparizione di un dio tra i mortali; [...]. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*{{NDR|Commentando l'''Apoxyómenos'' di Lisippo}} [...] [[Lisippo]] impicciolisce la testa, ma dona nel tempo stesso a tutta la figura proporzioni alte, slanciate. E la mossa è priva di ricercatezza, tutto è disinvolto e spigliato, e dall'assieme emana una signorile eleganza: è un atleta di nobile nascita, di raffinata educazione, di elevata coscienza, di pronta, lucida intellettualità. (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*Posato è l'atteggiamento dell'''[[apoxyómenos]]'', col corpo sostenuto dalla gamba sinistra e con la destra distesa leggermente all'indietro; eppure tutta la figura è percorsa da un palpito nervoso di movimento, poiché si prova la impressione vivissima che, pur con la semplice azione del tergersi con lo strigile, l'atleta cambi continuamente nell'appoggio della gamba destra a quello della sinistra e così via. E scaturisce anche la impressione di movimentata vivacità delle braccia. Tutto in questa elasticità nervosa è fluttuante, mosso, agitato; eppure la figura è in riposo! (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*{{NDR|Commentando il drappeggio della [[Nike di Samotracia]]}} Il vento, la fresca brezza marina, che eccita, esalta ed {{sic|inebbria}}, sferza la trionfale, orgogliosa figura della dea e, facendo modellare il chitone sul corpo, ne raccoglie ed agita i lembi mentre distacca, o gonfiando in alto, o abbattendo a terra, lo ''himation''. E mezzo efficacissimo pel raggiungimento di un effetto grandioso è il gonfiare dello ''himation'' tra gamba e gamba che, arricchendo di assai la parte inferiore della figura e donandole una solida base, prepara acconciamente il passaggio al torso, al petto, alle ali ampiamente distese. Tutto in questa scultura pare che ci renda sensibile la capricciosa brezza del mare, sicché sembra quasi di aspirare il, salso odore dell'ampia superficie delle acque. (Periodo quinto, p. 572)
*Una idea chiarissima della differenza che esiste tra l'arte del secolo IV e quella ellenistica ci è offerta anche dal confronto tra l'[[Afrodite cnidia|Afrodite Cnidia]] di [[Prassitele]] e l'Afrodite marmorea di provenienza romana, nota col nome di [[Venere de' Medici|Venere dei Medici]]. Concettualmente e formalmente quest'ultima opera si riallaccia alla prima: è la stessa corrente prassitelica, che tuttavia nell'opera ellenistica non mostra più la primitiva limpidezza. La Venere dei Medici sta per scendere in mare, ma l'atteggiamento suo palesa un senso di timore non più inconsapevole, ma cosciente. Il volto della dea guarda in lontananza come nella Cnidia, ma non vi è più lo sguardo sognatore; invece negli occhi e nel sorriso vi è l'intimo compiacimento delle proprie forme divine, commisto alla timidezza prodotta dalla totale nudità. E con gesto più accentuato di [[pudicizia]] la dea si scopre il petto e le parti vergognose. Così la soavità infinita della Cnidia si è trasformata in raffinatezza, in eleganza ricercata e civettuola; il motivo realistico del bagno è più accentuato, e per la pudicizia e la voluttà commiste insieme, più non si ha l'impressione di avere dinnanzi agli occhi la bellissima tra le dee, ma una mortale di bellezza divina. (Periodo quinto, pp. 576-577)
*È ben noto quanta ammirazione suscitasse questo [[Torso del Belvedere|torso {{NDR|del Belvedere}}]] in [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], il quale del resto trovava in esso piena corrispondenza con quell'ideale di arte grandiosa, che caratterizza le opere del sommo scultore del nostro rinascimento. E la entusiastica ammirazione a questo torso fu tributata attraverso i secoli, raggiungendo il culmine con G. G. Winckelmann<ref>[[Johann Joachim Winckelmann]].</ref>, mentre di poi, anche in questo caso, le scoperte archeologiche del secolo XIX hanno contribuito a smorzare, e con ragione, l'incondizionato, fervoroso applauso. (Periodo sesto, fase prima, p. 660)
*{{NDR|Il torso del Belvedere}} È un torso di forme atletiche, dalla possente muscolatura; pur essendo il personaggio rappresentato seduto, la posa sua implica un movimento assai forte del torace, il quale in tal modo viene esibito assai ripiegato con magnifico effetto di nudo. E nel trattamento di questo nudo si esplica una virtuosità nel rendere i più minuti particolari, che contrasta con la vigorosa imponenza dell'assieme. (Periodo sesto, fase prima, pp. 660-661)
*In questo [[Mausoleo di Augusto|mausoleo {{NDR|di Augusto}}]], che fu innalzato nel 28 a. C. tra il Pincio e il Tevere in mezzo a un parco, venivano a fondersi forme desunte dal mondo ellenistico (si ricordo l'Arsinoeion di Samotracia) ed il tipo di sepolcro a tumulo di carattere etrusco. Consisteva esso di una costruzione cilindrica del diametro di 95 metri, che aveva anteriormente un porticato e che era sormontata o da un tumulo conico di terra piantata a cipressi o da una terrazza e con in cima la statua dell'imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 670)
*[...] nell'11 a. C., fu inaugurato il [[teatro di Marcello]]. Era trascorso quasi mezzo secolo dalla dedica del primo teatro in pietra di Roma, quello di Pompeo (55 a. C.); il teatro di Marcello fu il secondo che pure in pietra si costruì a Roma, certo con quella maggiore eleganza e signorilità che caratterizzano i monumenti augustei. Nel tempo stesso questo teatro di Marcello fu il primo edifizio romano, in cui venne adoperato il brillante travertino di Tivoli. (Periodo sesto, fase prima, pp. 677)
*Vi è nei festoni dell'''[[Ara Pacis]]'' una grande varietà accoppiata ad un grande naturalismo: grappoli di uva, spighe di grano, pomi, pere, fichi, pigne, olive, bacche di alloro ed altro compongono questi festoni simboleggianti, nella festività della pompa augustea, l'abbondanza delle terre benedette dal lavoro umano. E se si pensa alla originaria policromia, che doveva rendere vieppiù consimili questi festoni alle corone di frutti delle terrecotte robbiane<ref>Luca della Robbia (1399/1400 circa-1482), scultore, ceramista e orafo italiano.</ref>, si deve senza esitazione alcuna riconoscere in essi uno degli esempi migliori di arte di natura morta. (Periodo sesto, fase prima, pp. 684-685)
*{{NDR|Sul [[ritratto di Paquio Proculo]] rinvenuto a Pompei}} Curioso è il modo con cui questo fornaio, che pure riuscì ad essere nominato duumviro giurisdicente nella sua città, volle far ritrarre sé stesso e sua moglie; non pare invero di avere dinnanzi a sé una coppia borghese della classe benemerita, ma certo non provvista di raffinata cultura, dei negozianti; eppure Paquio Proculo e sua moglie ci appaiono come persone di lettere, che la loro principale occupazione ripongono nello studio. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*{{NDR|Sul ritratto di Paquio Proculo}} Eppure questo volto {{NDR|dell'uomo}}, come quello della compagna, denotano quella compostezza veramente borghese di posa voluta, e dobbiamo credere che Paquio Proculo, e questo è un fenomeno non infrequente ai nostri giorni in circostanze analoghe, provasse intimo compiacimento che il pittore lo ritraesse insieme con la moglie, in un noto schema, in cui tutto accentuasse una raffinata intellettualità. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*Il [[Foro di Traiano]] fu ritenuto, e con ragione, un vero prodigio architettonico e come tale fu luogo prediletto della popolazione romana; invero fu assai frequentato nei secoli di decadenza questo ricco luogo, che rammentava il sempre compianto principe, per grandezza emulo di Cesare, per bontà a lui superiore. (Periodo sesto, fase prima, p. 732)
*Fu il Foro di Traiano centro di vita sociale ed importanti avvenimenti si compirono dentro le sue mura ed i suoi colonnati, e la presenza delle sue biblioteche attrasse sempre eruditi e filosofi e le loro schiere di discepoli. Sebbene spogliato di alcune statue e forse di alcuni rilievi all'epoca di Costantino che, per eternare le sue imprese, non poté sempre servirsi della decaduta ed intirizzita arte aulica del suo tempo, il Foro Traiano rimase presso a poco intatto sino ai tempi tristi della caduta dell'impero di occidente, anzi nelle sue parti architettoniche, si può dire sino alla fine del sec. VIII. [...]. I peggiori guasti, che quasi totalmente rovinarono questo unico insieme di costruzioni, avvennero nel sec. XVI, specialmente sotto il fatale pontificato di Sisto V. (Periodo sesto, fase prima, pp. 732-733)
*La colonna {{NDR|[[Colonna Traiana|Traiana]]}} è l'unico monumento del Foro non rovinato o distrutto; anzi è pervenuto sino a noi quasi immune dalle devastazioni barbariche e dalle turbolenze e dalla ignoranza del medio-evo. [...]<br>La causa di tale rispetto si dovette principalmente all'aureola di bontà che circondò il capo di Traiano, la quale suscitò, secondo la pia leggenda, la ''viva speme'' di Gregorio Magno a chiedere a Dio la salvezza dell'''anima gloriosa'' del pagano imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 733)
*[...] ben con ragione fu detto che la colonna Traiana è per la conoscenza della vita militare dei Romani ciò che è Pompei per la conoscenza della loro vita civile. (Periodo sesto, fase prima, p. 735)
*{{NDR|[[Tropaeum Traiani]]}} L'assieme del monumento è veramente degno di ammirazione, tanto che non vi è mancato chi abbia ascritto il disegno generale allo stesso [[Apollodoro di Damasco]]; eppure quale contrasto con la decorazione figurata a rilievo! Nella parte superiore del grande basamento circolare corre come un fregio dorico con riquadri a rilievo (metope) tra pilastri pure a rilievo (triglifi), mentre al disopra e al di sotto sono due {{sic|fascie}} continue di decorazioni; così ciascun merlo è decorato a rilievo dalla figura di un prigioniero. Nei rilevi del fregio sono scene militari ed allusioni alle guerre daciche; pel contenuto adunque essi si ricollegano a quanto è espresso lungo il fusto della [[Colonna Traiana|colonna di Traiano]]; ma quale enorme differenza di espressione artistica! (Periodo sesto, fase prima, p. 745)
*Senza dubbio la decorazione figurata del monumento {{NDR|Tropaeum Traiani}} di Adam-Klissi è dovuta a legionari romani, la cui arte inabile assai ci è nota da stele funerarie delle regioni renana e danubiana, oppure, e ciò sembra più probabile, è dovuta a scalpellini del luogo, lavoranti secondo quella corrente di arte barbarica, di cui alcuni esempi, specialmente stele funerarie, ci sono pervenuti dal suolo della Tracia. (Periodo sesto, fase prima, p. 746)
*[...] i rilievi di Adam-Klissi costituiscono una curiosa e non poco preziosa testimonianza di arte provinciale, encorica, in un tempo in cui l'arte ufficiale dell'impero romano poté e seppe dimostrare quanto era capace di esprimere nella glorificazione delle altissime imprese dell'ottimo imperatore {{NDR|[[Traiano]]}}. (Periodo sesto, fase prima, p. 747)
*Il [[Pantheon (Roma)|Pantheon]] è a noi pervenuto depredato del suo rivestimento di marmi, ma, per fortuna, in causa della sua trasformazione in chiesa cristiana nel 609, è nel suo insieme intatto, segnando, lungo il cammino percorso dall'arte edilizia nella espressione della volta, una delle tappe più gloriose come monumento intermedio tra il tesoro di Atreo a Micene di arte pre-ellenica e la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli di arte bizantina. (Periodo sesto, fase seconda, p. 755)
*Col nome del bieco tiranno [[Caracalla]] (211-217) sono connesse le famose [[Terme di Caracalla|Terme]] innalzate su di un terrazzo a sud-est dell'Aventino lungo la via Appia. I ruderi di queste Terme costituiscono ora accanto al [[Colosseo]] la testimonianza più grandiosa, più gigantesca dell'arte edilizia romana. (Periodo sesto, fase seconda, p. 801)
*Con la grandiosità di questa sorprendente costruzione {{NDR|le [[Terme di Caracalla]]}} si accompagnava la ricchezza della decorazione interna, con le pareti rivestite a marmi di svariate e rare qualità, con colonne di marmo, di granito, di porfido, con insigni statue (il Toro Farnese proviene, per esempio, da queste Terme) e rilievi, con pavimentazione a {{sic|musaici}}, con stucchi ed ornati nei soffitti.<br>Tutto è ora ridotto ad un nudo scheletro con alcune parti abbattute al suolo, con altre distrutte; ma pur così mutile, in questa desolata parte della città eterna, ove un tempo si addensava la folla ed il lusso faceva fastosa pompa di sé, le brune muraglie, che ancora sembrano innalzarsi quasi ad ardua sfida nella dolce melanconia della plaga solitaria, dicono al visitatore che sappia interrogarle la gloria della città che visse e vivrà nei secoli. (Periodo sesto, fase seconda, pp. 802-803)
*{{NDR|Sulla decorazione dell'[[arco di Costantino]]}} [...] gran parte, e la migliore, di questa decorazione proviene da monumenti imperiali anteriori, sicché non a torto quest'arco merita la designazione di cornacchia di Esopo che gli fu {{sic|dato}} dal Milizia<ref>[[Francesco Milizia]] (1725-1798), teorico dell'architettura, storico dell'arte e critico d'arte italiano</ref>. Ed invero questo primo monumento consacrante il trionfo del Cristianesimo può iniziare la lagrimevole serie delle numerose distruzioni o dissoluzioni di edifizi di Roma antica. (Periodo sesto, fase terza, p. 836)
*Certo in [[Mausoleo di Santa Costanza|Santa Costanza]] per l'armonia delle parti, per la sapiente ripartizione dei pesi e delle spinte dei muri, arditamente per gran parte sostenuti dalle colonne, pel contrasto ammirevole di luci e di ombre producenti un pittoresco effetto, è una prova ulteriore della grande vitalità che l'architettura conservò nel periodo costantiniano col mantenimento delle pure tradizioni del passato classico e con la espressione nel tempo stesso di nuovi aspetti precursori di ciò che poi apparisce nelle costruzioni bizantine. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*Santa Costanza, [...] è il primo edifizio cristiano che incontriamo, nel quale si osserva una larga, monumentale applicazione del {{sic|musaico}} al soffitto. Purtroppo alla fine del secolo XVI uno scempio crudele privò Santa Costanza dei musaici che adornavano la cupola, i quali furono malauguratamente distrutti, intatta per compenso è rimasta la decorazione musiva della volta anulare. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*La distruzione di opere d'arte classica, e precisamente di contenuto e significato pagano, iniziatasi nell'epoca costantiniana, andò sempre più aumentando nei secoli di barbarie. Contribuirono a tale distruzione non solo i torbidi, le incursioni barbariche, le guerre, l'ignoranza sempre crescente, il fanatismo religioso, ma anche atti ufficiali emanati dal supremo potere imperiale. Teodoro II, imperatore di oriente, per esempio, decretò nel 426 la distruzione dei templi pagani; l'editto imperiale per fortuna non venne applicato rigorosamente; anzi per gli {{sic|edifizi}} sacri dell'acropoli di Atene vi fu la protezione provvidenziale di Atenaide, moglie dello stesso imperatore. (Appendice prima, p. 901)
==Citazioni su Pericle Ducati==
*A leggere il libro del Ducati<ref>Pericle Ducati, ''Etruria antica'', Torino, G. B. Paravia e C., 1926. {{NDR|N.d.A.}}</ref> là dove tratta delle origini, della lingua, della religione, della vita, della storia degli [[etruschi]], si è colpiti dalla vastità d'una dottrina acquistata con un metodo scrupoloso d'indagine. In ciò il metodo archeologico ha qualche cosa di prodigioso. Nulla sfugge all'indagatore: i ritrovamenti minimi come i massimi sono incatenati da un sistema di nessi che presuppone una larga conoscenza del mondo antico, delle fonti storiche, delle correnti etniche, delle condizioni geografiche, geologiche, politiche, magari psicologiche di quei tempi. ([[Roberto Papini]])
*Il moderno tormento estetico non turba le serene esperienze da laboratorio che il Ducati compie sull'arte degli etruschi come le compirebbe il chimico sui fenomeni del mondo inorganico. Egli è il tipico rappresentante della mentalità archeologica pura che si impone l'insensibilità, e quasi il disprezzo, verso i problemi dell'estetica, quasi che mancassero di serietà e di determinazione. ([[Roberto Papini]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/larteclassic00duca/mode/1up L'arte classica]'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Milano - Napoli - Roma, 1920.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ducati, Pericle}}
[[Categoria:Archeologi italiani]]
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2026-10-08T14:04:41Z
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'''Pericle Ducati''' (1880 – 1944), archeologo ed etruscologo italiano.
==Citazioni di Pericle Ducati==
*L'[[olio]] ed il [[vino]] erano le due ricchezze maggiori del suolo dell'Attica e ad esse era in parte dovuta la magnifica floridezza, che ebbe per sì lungo spazio di tempo la [[ceramica]] in [[Atene]]. Frequenti, come si è visto, sono le allusioni al vino nei vasi attici dipinti, destinati a conviti gioiosi, a sfrenate gozzoviglie ed il dio [[Dioniso]] è spesso magnificato con il suo allegro corteggio di Sileni e di Menadi ; ma accanto a lui è glorificata la saggia dea [[Atena|Athena]], colei che diede alla città sua prediletta il dono preziosissimo dell'olivo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiadellaceram01duca/page/n4/mode/1up Storia della ceramica greca]'', Fratelli Alinari, Firenze, 1922, p. 254.</ref>
==''L'arte classica''==
===[[Incipit]]===
Le origini dell'arte nelle regioni in cui fiorì la cultura denominata classica, sono assai modeste, assai umili. Le primitive popolazioni delle due penisole, ellenica ed italica, e delle isole circonvicine selvaggiamente conducendo una grama esistenza, dapprima, e ciò si avverte negli albori di vita di tutto il genere umano, usarono armi ed utensili di pietra, e nel lungo periodo, detto [[neolitico]], in cui questi oggetti di pietra furono lavorati e levigati, talora con mirabile virtuosità tecnica, si ebbe una rudimentale arte decorativa applicata al rozzo vasellame, ai rozzi arnesi di uso domestico. Si esplicò altresì questa attività dei neolitici ad esprimere, ma non dappertutto, plasticamente e in modo assai rudimentale la figura umana.<!--(Periodo primo, ''Le origini'', p. 11)-->
===Citazioni===
*Solo se si pensa che per lo studio di edifizi dobbiamo rivolgersi quasi sempre a ruderi, spesso più che scheletrici, se si pensa che per la visione dell'attività di uno scultore ellenico dobbiamo ricorrere in modo quasi esclusivo a tarde copie dell'età romana imperiale e se si pensa che la grande pittura è per sempre andata perduta e che, per aver una idea dello stile e della composizione del grande [[Polignoto di Taso]] dobbiamo fondare la nostra indagine principale su pitture vascolari al famoso affreschista contemporanee, mentre come fantasmi evanescenti ci appariscono le figure di altri pittori come {{sic|Zeussi}}, Parrasio, Apelle<ref>Celebri pittori dell'antica Grecia del V-IV secolo a.C.</ref>, non può davvero sembrare esagerata l'affermazione che a rovina terribile è stata soggetta l'arte della civiltà classica. (Prefazione, p. VII-VIII)
*Come il Partenone per il secolo V, così il [[Mausoleo di Alicarnasso]] è la creazione artistico-plastica più importante del secolo IV. [...] L'{{sic|edifizio}}, considerato come una delle meraviglie architettoniche del mondo antico, era in sufficiente stato di conservazione nel secolo XIII, nel qual tempo fu sconquassato ed abbattuto da terremoti. (Periodo quarto, fase terza, p. 453)
*Il temperamento passionale di [[Skopas|Scopa]] ci si rivela in pari modo in un'altra opera più insigne che è, per fortuna, un originale nel vero senso della parola: una testa femminile dal {{sic|pendìo}} meridionale dell'acropoli di Atene. Probabilmente rappresenta essa Arianna, a cui conviene la benda attorno al capo ed a cui pure convengono i caratteri di così forte agitazione, di così eccitata sensualità, quali irradiano dal volto magnifico, in cui le peculiarità stilistiche della testa di Tegea si sono affinate, perfezionate. Perciò nella testa dell'acropoli dobbiamo riconoscere la impronta dell'arte scopadea nel suo pieno fulgore. (Periodo quarto, fase terza, pp. 466-467)
*{{NDR|Commentando la ''Menade'' di Scopa}} Magnificamente espresso è il delirio sacro, accentuato dalla forte piegatura del capo, ovvia nelle creazioni di Scopa, con lo sguardo natante nella ebbrezza e perdentesi nel vuoto. È un ritmo audace di linee in fortissima torsione, degno, per questa fase di arte, di un artista così innovatore come Scopa; da questo schema agitatissimo del corpo, in cui pare che la carne abbia fremiti, emana quel trasporto impetuoso, quella follia mistica che gli antichi esaltavano nella creazione scopadea. (Periodo quarto, fase terza, p. 468)
*{{NDR|Dopo aver illustrato le caratteristiche dell'arte di Scopa}} Dalla mano di [[Prassitele]] escono invece figure calme, graziose, sorridenti di divinità: Afrodite benigna e voluttuosa, Eros giovinetto; Apollo pure adolescente o efebico, le Muse, Dioniso barbuto, con Satiri ragazzi, Hercules intento alle cure del fratellino Dioniso ed altre ed altre soavi figure che sono come fiori dalle tinte delicate, dal grato profumo, i quali si uniscono e si fondono in un solo assieme di una sola intonazione di colori e di odori. (Periodo quarto, fase terza, p. 472)
*{{NDR|Nel Satiro giovinetto a riposo}} Si ha lo schema prettamente prassitelico, per cui s'innalza la funzione statica dell'appoggio laterale della figura a funzione necessaria, e pel concetto e per la forma dell'opera creata; così viene a costituirsi quella linea flessuosa del corpo, quel molle abbandono che, unitamente alla dolce espressione del volto, tanto ci attrae nelle soavi creazioni prassiteliche. (Periodo quarto, fase terza, p. 474)
*{{NDR|Commentando l'''[[Afrodite cnidia]]'', di Prassitele}} La dea è raffigurata in un fuggevole istante; pronta a scendere nel bagno, sta per deporre il vestito, che or ora si è tolto, sul vaso che le sta vicino; ma in questo istante un pensiero istintivo di pudore per la sua completa nudità le fa curvare un po' il corpo, stringere le ginocchia ed abbassare la mano destra. Ma neppure un'ombra d'inquietudine offusca il suo bel volto; la dea sa di non essere veduta da alcuno sguardo profano, e però il suo gesto, pieno di naturalezza e di castità, è esclusivamente dovuto ad un intimo senso di pudicizia. (Periodo quarto, fase terza, p. 479)
*{{NDR|Commentando l'''[[Apollo del Belvedere]]'', copia di un originale di Leocare}} Il dio, di giovanile, elegante bellezza, è rappresentato nell'istante posteriore al gettito di una delle sue infallibili {{sic|freccie}}; la figura è nello schema successivo alla totale tensione del corpo e dello spirito nel colpire con l'arco. Trionfante è lo sguardo dalle ciglia un po' corrugate; leggermente gonfie di sdegno sono le narici; dalla bocca leggermente schiusa si avverte l'accelerato respiro; vi è un movimento un po' turbato dell'animo, raffrenato tuttavia dalla essenza soprannaturale del dio. Ed il braccio sinistro è ancora disteso, ma si è già leggermente ripiegato, ed Apollo, pur indirizzando lo sguardo sul nemico già raggiunto dalla freccia, si reca altrove verso altri avversari, implacabile nella sua ira, ammantato da calma apparente. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*È innegabile che l'Apollo del Belvedere produca in noi una assai vivida impressione come di una teofania, cioè di una improvvisa apparizione di un dio tra i mortali; [...]. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*{{NDR|Commentando l'''Apoxyómenos'' di Lisippo}} [...] [[Lisippo]] impicciolisce la testa, ma dona nel tempo stesso a tutta la figura proporzioni alte, slanciate. E la mossa è priva di ricercatezza, tutto è disinvolto e spigliato, e dall'assieme emana una signorile eleganza: è un atleta di nobile nascita, di raffinata educazione, di elevata coscienza, di pronta, lucida intellettualità. (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*Posato è l'atteggiamento dell'''[[apoxyómenos]]'', col corpo sostenuto dalla gamba sinistra e con la destra distesa leggermente all'indietro; eppure tutta la figura è percorsa da un palpito nervoso di movimento, poiché si prova la impressione vivissima che, pur con la semplice azione del tergersi con lo strigile, l'atleta cambi continuamente nell'appoggio della gamba destra a quello della sinistra e così via. E scaturisce anche la impressione di movimentata vivacità delle braccia. Tutto in questa elasticità nervosa è fluttuante, mosso, agitato; eppure la figura è in riposo! (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*{{NDR|Commentando il drappeggio della [[Nike di Samotracia]]}} Il vento, la fresca brezza marina, che eccita, esalta ed {{sic|inebbria}}, sferza la trionfale, orgogliosa figura della dea e, facendo modellare il chitone sul corpo, ne raccoglie ed agita i lembi mentre distacca, o gonfiando in alto, o abbattendo a terra, lo ''himation''. E mezzo efficacissimo pel raggiungimento di un effetto grandioso è il gonfiare dello ''himation'' tra gamba e gamba che, arricchendo di assai la parte inferiore della figura e donandole una solida base, prepara acconciamente il passaggio al torso, al petto, alle ali ampiamente distese. Tutto in questa scultura pare che ci renda sensibile la capricciosa brezza del mare, sicché sembra quasi di aspirare il, salso odore dell'ampia superficie delle acque. (Periodo quinto, p. 572)
*Una idea chiarissima della differenza che esiste tra l'arte del secolo IV e quella ellenistica ci è offerta anche dal confronto tra l'[[Afrodite cnidia|Afrodite Cnidia]] di [[Prassitele]] e l'Afrodite marmorea di provenienza romana, nota col nome di [[Venere de' Medici|Venere dei Medici]]. Concettualmente e formalmente quest'ultima opera si riallaccia alla prima: è la stessa corrente prassitelica, che tuttavia nell'opera ellenistica non mostra più la primitiva limpidezza. La Venere dei Medici sta per scendere in mare, ma l'atteggiamento suo palesa un senso di timore non più inconsapevole, ma cosciente. Il volto della dea guarda in lontananza come nella Cnidia, ma non vi è più lo sguardo sognatore; invece negli occhi e nel sorriso vi è l'intimo compiacimento delle proprie forme divine, commisto alla timidezza prodotta dalla totale nudità. E con gesto più accentuato di [[pudicizia]] la dea si scopre il petto e le parti vergognose. Così la soavità infinita della Cnidia si è trasformata in raffinatezza, in eleganza ricercata e civettuola; il motivo realistico del bagno è più accentuato, e per la pudicizia e la voluttà commiste insieme, più non si ha l'impressione di avere dinnanzi agli occhi la bellissima tra le dee, ma una mortale di bellezza divina. (Periodo quinto, pp. 576-577)
*È ben noto quanta ammirazione suscitasse questo [[Torso del Belvedere|torso {{NDR|del Belvedere}}]] in [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], il quale del resto trovava in esso piena corrispondenza con quell'ideale di arte grandiosa, che caratterizza le opere del sommo scultore del nostro rinascimento. E la entusiastica ammirazione a questo torso fu tributata attraverso i secoli, raggiungendo il culmine con G. G. Winckelmann<ref>[[Johann Joachim Winckelmann]].</ref>, mentre di poi, anche in questo caso, le scoperte archeologiche del secolo XIX hanno contribuito a smorzare, e con ragione, l'incondizionato, fervoroso applauso. (Periodo sesto, fase prima, p. 660)
*{{NDR|Il torso del Belvedere}} È un torso di forme atletiche, dalla possente muscolatura; pur essendo il personaggio rappresentato seduto, la posa sua implica un movimento assai forte del torace, il quale in tal modo viene esibito assai ripiegato con magnifico effetto di nudo. E nel trattamento di questo nudo si esplica una virtuosità nel rendere i più minuti particolari, che contrasta con la vigorosa imponenza dell'assieme. (Periodo sesto, fase prima, pp. 660-661)
*In questo [[Mausoleo di Augusto|mausoleo {{NDR|di Augusto}}]], che fu innalzato nel 28 a. C. tra il Pincio e il Tevere in mezzo a un parco, venivano a fondersi forme desunte dal mondo ellenistico (si ricordo l'Arsinoeion di Samotracia) ed il tipo di sepolcro a tumulo di carattere etrusco. Consisteva esso di una costruzione cilindrica del diametro di 95 metri, che aveva anteriormente un porticato e che era sormontata o da un tumulo conico di terra piantata a cipressi o da una terrazza e con in cima la statua dell'imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 670)
*[...] nell'11 a. C., fu inaugurato il [[teatro di Marcello]]. Era trascorso quasi mezzo secolo dalla dedica del primo teatro in pietra di Roma, quello di Pompeo (55 a. C.); il teatro di Marcello fu il secondo che pure in pietra si costruì a Roma, certo con quella maggiore eleganza e signorilità che caratterizzano i monumenti augustei. Nel tempo stesso questo teatro di Marcello fu il primo edifizio romano, in cui venne adoperato il brillante travertino di Tivoli. (Periodo sesto, fase prima, pp. 677)
*Vi è nei festoni dell'''[[Ara Pacis]]'' una grande varietà accoppiata ad un grande naturalismo: grappoli di uva, spighe di grano, pomi, pere, fichi, pigne, olive, bacche di alloro ed altro compongono questi festoni simboleggianti, nella festività della pompa augustea, l'abbondanza delle terre benedette dal lavoro umano. E se si pensa alla originaria policromia, che doveva rendere vieppiù consimili questi festoni alle corone di frutti delle terrecotte robbiane<ref>Luca della Robbia (1399/1400 circa-1482), scultore, ceramista e orafo italiano.</ref>, si deve senza esitazione alcuna riconoscere in essi uno degli esempi migliori di arte di natura morta. (Periodo sesto, fase prima, pp. 684-685)
*{{NDR|Sul [[ritratto di Paquio Proculo]] rinvenuto a Pompei}} Curioso è il modo con cui questo fornaio, che pure riuscì ad essere nominato duumviro giurisdicente nella sua città, volle far ritrarre sé stesso e sua moglie; non pare invero di avere dinnanzi a sé una coppia borghese della classe benemerita, ma certo non provvista di raffinata cultura, dei negozianti; eppure Paquio Proculo e sua moglie ci appaiono come persone di lettere, che la loro principale occupazione ripongono nello studio. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*{{NDR|Sul ritratto di Paquio Proculo}} Eppure questo volto {{NDR|dell'uomo}}, come quello della compagna, denotano quella compostezza veramente borghese di posa voluta, e dobbiamo credere che Paquio Proculo, e questo è un fenomeno non infrequente ai nostri giorni in circostanze analoghe, provasse intimo compiacimento che il pittore lo ritraesse insieme con la moglie, in un noto schema, in cui tutto accentuasse una raffinata intellettualità. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*Il [[Foro di Traiano]] fu ritenuto, e con ragione, un vero prodigio architettonico e come tale fu luogo prediletto della popolazione romana; invero fu assai frequentato nei secoli di decadenza questo ricco luogo, che rammentava il sempre compianto principe, per grandezza emulo di Cesare, per bontà a lui superiore. (Periodo sesto, fase prima, p. 732)
*Fu il Foro di Traiano centro di vita sociale ed importanti avvenimenti si compirono dentro le sue mura ed i suoi colonnati, e la presenza delle sue biblioteche attrasse sempre eruditi e filosofi e le loro schiere di discepoli. Sebbene spogliato di alcune statue e forse di alcuni rilievi all'epoca di Costantino che, per eternare le sue imprese, non poté sempre servirsi della decaduta ed intirizzita arte aulica del suo tempo, il Foro Traiano rimase presso a poco intatto sino ai tempi tristi della caduta dell'impero di occidente, anzi nelle sue parti architettoniche, si può dire sino alla fine del sec. VIII. [...]. I peggiori guasti, che quasi totalmente rovinarono questo unico insieme di costruzioni, avvennero nel sec. XVI, specialmente sotto il fatale pontificato di Sisto V. (Periodo sesto, fase prima, pp. 732-733)
*La colonna {{NDR|[[Colonna Traiana|Traiana]]}} è l'unico monumento del Foro non rovinato o distrutto; anzi è pervenuto sino a noi quasi immune dalle devastazioni barbariche e dalle turbolenze e dalla ignoranza del medio-evo. [...]<br>La causa di tale rispetto si dovette principalmente all'aureola di bontà che circondò il capo di Traiano, la quale suscitò, secondo la pia leggenda, la ''viva speme'' di Gregorio Magno a chiedere a Dio la salvezza dell'''anima gloriosa'' del pagano imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 733)
*[...] ben con ragione fu detto che la colonna Traiana è per la conoscenza della vita militare dei Romani ciò che è Pompei per la conoscenza della loro vita civile. (Periodo sesto, fase prima, p. 735)
*{{NDR|[[Tropaeum Traiani]]}} L'assieme del monumento è veramente degno di ammirazione, tanto che non vi è mancato chi abbia ascritto il disegno generale allo stesso [[Apollodoro di Damasco]]; eppure quale contrasto con la decorazione figurata a rilievo! Nella parte superiore del grande basamento circolare corre come un fregio dorico con riquadri a rilievo (metope) tra pilastri pure a rilievo (triglifi), mentre al disopra e al di sotto sono due {{sic|fascie}} continue di decorazioni; così ciascun merlo è decorato a rilievo dalla figura di un prigioniero. Nei rilevi del fregio sono scene militari ed allusioni alle guerre daciche; pel contenuto adunque essi si ricollegano a quanto è espresso lungo il fusto della [[Colonna Traiana|colonna di Traiano]]; ma quale enorme differenza di espressione artistica! (Periodo sesto, fase prima, p. 745)
*Senza dubbio la decorazione figurata del monumento {{NDR|Tropaeum Traiani}} di Adam-Klissi è dovuta a legionari romani, la cui arte inabile assai ci è nota da stele funerarie delle regioni renana e danubiana, oppure, e ciò sembra più probabile, è dovuta a scalpellini del luogo, lavoranti secondo quella corrente di arte barbarica, di cui alcuni esempi, specialmente stele funerarie, ci sono pervenuti dal suolo della Tracia. (Periodo sesto, fase prima, p. 746)
*[...] i rilievi di Adam-Klissi costituiscono una curiosa e non poco preziosa testimonianza di arte provinciale, encorica, in un tempo in cui l'arte ufficiale dell'impero romano poté e seppe dimostrare quanto era capace di esprimere nella glorificazione delle altissime imprese dell'ottimo imperatore {{NDR|[[Traiano]]}}. (Periodo sesto, fase prima, p. 747)
*Il [[Pantheon (Roma)|Pantheon]] è a noi pervenuto depredato del suo rivestimento di marmi, ma, per fortuna, in causa della sua trasformazione in chiesa cristiana nel 609, è nel suo insieme intatto, segnando, lungo il cammino percorso dall'arte edilizia nella espressione della volta, una delle tappe più gloriose come monumento intermedio tra il tesoro di Atreo a Micene di arte pre-ellenica e la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli di arte bizantina. (Periodo sesto, fase seconda, p. 755)
*Col nome del bieco tiranno [[Caracalla]] (211-217) sono connesse le famose [[Terme di Caracalla|Terme]] innalzate su di un terrazzo a sud-est dell'Aventino lungo la via Appia. I ruderi di queste Terme costituiscono ora accanto al [[Colosseo]] la testimonianza più grandiosa, più gigantesca dell'arte edilizia romana. (Periodo sesto, fase seconda, p. 801)
*Con la grandiosità di questa sorprendente costruzione {{NDR|le [[Terme di Caracalla]]}} si accompagnava la ricchezza della decorazione interna, con le pareti rivestite a marmi di svariate e rare qualità, con colonne di marmo, di granito, di porfido, con insigni statue (il Toro Farnese proviene, per esempio, da queste Terme) e rilievi, con pavimentazione a {{sic|musaici}}, con stucchi ed ornati nei soffitti.<br>Tutto è ora ridotto ad un nudo scheletro con alcune parti abbattute al suolo, con altre distrutte; ma pur così mutile, in questa desolata parte della città eterna, ove un tempo si addensava la folla ed il lusso faceva fastosa pompa di sé, le brune muraglie, che ancora sembrano innalzarsi quasi ad ardua sfida nella dolce melanconia della plaga solitaria, dicono al visitatore che sappia interrogarle la gloria della città che visse e vivrà nei secoli. (Periodo sesto, fase seconda, pp. 802-803)
*{{NDR|Sulla decorazione dell'[[arco di Costantino]]}} [...] gran parte, e la migliore, di questa decorazione proviene da monumenti imperiali anteriori, sicché non a torto quest'arco merita la designazione di cornacchia di Esopo che gli fu {{sic|dato}} dal Milizia<ref>[[Francesco Milizia]] (1725-1798), teorico dell'architettura, storico dell'arte e critico d'arte italiano</ref>. Ed invero questo primo monumento consacrante il trionfo del Cristianesimo può iniziare la lagrimevole serie delle numerose distruzioni o dissoluzioni di edifizi di Roma antica. (Periodo sesto, fase terza, p. 836)
*Certo in [[Mausoleo di Santa Costanza|Santa Costanza]] per l'armonia delle parti, per la sapiente ripartizione dei pesi e delle spinte dei muri, arditamente per gran parte sostenuti dalle colonne, pel contrasto ammirevole di luci e di ombre producenti un pittoresco effetto, è una prova ulteriore della grande vitalità che l'architettura conservò nel periodo costantiniano col mantenimento delle pure tradizioni del passato classico e con la espressione nel tempo stesso di nuovi aspetti precursori di ciò che poi apparisce nelle costruzioni bizantine. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*Santa Costanza, [...] è il primo edifizio cristiano che incontriamo, nel quale si osserva una larga, monumentale applicazione del {{sic|musaico}} al soffitto. Purtroppo alla fine del secolo XVI uno scempio crudele privò Santa Costanza dei musaici che adornavano la cupola, i quali furono malauguratamente distrutti, intatta per compenso è rimasta la decorazione musiva della volta anulare. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*La distruzione di opere d'arte classica, e precisamente di contenuto e significato pagano, iniziatasi nell'epoca costantiniana, andò sempre più aumentando nei secoli di barbarie. Contribuirono a tale distruzione non solo i torbidi, le incursioni barbariche, le guerre, l'ignoranza sempre crescente, il fanatismo religioso, ma anche atti ufficiali emanati dal supremo potere imperiale. Teodoro II, imperatore di oriente, per esempio, decretò nel 426 la distruzione dei templi pagani; l'editto imperiale per fortuna non venne applicato rigorosamente; anzi per gli {{sic|edifizi}} sacri dell'acropoli di Atene vi fu la protezione provvidenziale di Atenaide, moglie dello stesso imperatore. (Appendice prima, p. 901)
==Citazioni su Pericle Ducati==
*A leggere il libro del Ducati<ref>Pericle Ducati, ''Etruria antica'', Torino, G. B. Paravia e C., 1926. {{NDR|N.d.A.}}</ref> là dove tratta delle origini, della lingua, della religione, della vita, della storia degli [[etruschi]], si è colpiti dalla vastità d'una dottrina acquistata con un metodo scrupoloso d'indagine. In ciò il metodo archeologico ha qualche cosa di prodigioso. Nulla sfugge all'indagatore: i ritrovamenti minimi come i massimi sono incatenati da un sistema di nessi che presuppone una larga conoscenza del mondo antico, delle fonti storiche, delle correnti etniche, delle condizioni geografiche, geologiche, politiche, magari psicologiche di quei tempi. ([[Roberto Papini]])
*Il moderno tormento estetico non turba le serene esperienze da laboratorio che il Ducati compie sull'arte degli etruschi come le compirebbe il chimico sui fenomeni del mondo inorganico. Egli è il tipico rappresentante della mentalità archeologica pura che si impone l'insensibilità, e quasi il disprezzo, verso i problemi dell'estetica, quasi che mancassero di serietà e di determinazione. ([[Roberto Papini]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/larteclassic00duca/mode/1up L'arte classica]'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Milano - Napoli - Roma, 1920.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Archeologi italiani]]
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Gaux
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/* Citazioni di Pericle Ducati */ Incipit di Storia della ceramica greca
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[[File:Pericle Ducati.JPG|thumb|upright=0.8|Pericle Ducati]]
'''Pericle Ducati''' (1880 – 1944), archeologo ed etruscologo italiano.
==''Storia della ceramica greca''==
===[[Incipit]]===
*Quando e dove s'inizia nella regione ellenica l'uso di dipingere vasi fittili? Per rispondere a tale quesito la mente nostra deve rivolgersi all'isola di [[Creta]], la quale fin dai primi tempi della secolare civiltà pre-ellenica si mantenne nel più stretto contatto con le già progredite culture dell’oriente ed in cui venne a costituirsi, prima che in altre parti della Grecia, un' arte, una vigorosa e lussureggiante arte, indice di supremazia civile, economica e militare, di cui in massimo grado non sono che mere derivazioni le altre manifestazioni artistiche del mondo pre-ellenico. E da Creta adunque che dobbiamo prendere le mosse in questo lungo cammino attraverso secoli e secoli; ma, pervenuti ad un determinato momento dello sviluppo della ceramica dipinta cretese, dovremo indirizzarci ad altre regioni, che più o meno subirono o che per parecchio tempo non subirono affatto l'influsso dell'arte cretese, e dovremo rifare il cammino dalle origini sino a quando l'influsso di quest'arte diventa così forte ed immanente da sembrare quasi un'arte trapiantata dal tronco originario. E l'arte che si designa col nome di micenea, nome di carattere convenzionale, originato dalle grandi scoperte archeologiche avvenute a Micene, a cui indissolubilmente è legata la fama dello scopritore Enrico Schliemann.
===Citazioni===
*L'[[olio]] ed il [[vino]] erano le due ricchezze maggiori del suolo dell'Attica e ad esse era in parte dovuta la magnifica floridezza, che ebbe per sì lungo spazio di tempo la [[ceramica]] in [[Atene]]. Frequenti, come si è visto, sono le allusioni al vino nei vasi attici dipinti, destinati a conviti gioiosi, a sfrenate gozzoviglie ed il dio [[Dioniso]] è spesso magnificato con il suo allegro corteggio di Sileni e di Menadi ; ma accanto a lui è glorificata la saggia dea [[Atena|Athena]], colei che diede alla città sua prediletta il dono preziosissimo dell'olivo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiadellaceram01duca/page/n4/mode/1up Storia della ceramica greca]'', Fratelli Alinari, Firenze, 1922, p. 254.</ref>
==''L'arte classica''==
===[[Incipit]]===
Le origini dell'arte nelle regioni in cui fiorì la cultura denominata classica, sono assai modeste, assai umili. Le primitive popolazioni delle due penisole, ellenica ed italica, e delle isole circonvicine selvaggiamente conducendo una grama esistenza, dapprima, e ciò si avverte negli albori di vita di tutto il genere umano, usarono armi ed utensili di pietra, e nel lungo periodo, detto [[neolitico]], in cui questi oggetti di pietra furono lavorati e levigati, talora con mirabile virtuosità tecnica, si ebbe una rudimentale arte decorativa applicata al rozzo vasellame, ai rozzi arnesi di uso domestico. Si esplicò altresì questa attività dei neolitici ad esprimere, ma non dappertutto, plasticamente e in modo assai rudimentale la figura umana.<!--(Periodo primo, ''Le origini'', p. 11)-->
===Citazioni===
*Solo se si pensa che per lo studio di edifizi dobbiamo rivolgersi quasi sempre a ruderi, spesso più che scheletrici, se si pensa che per la visione dell'attività di uno scultore ellenico dobbiamo ricorrere in modo quasi esclusivo a tarde copie dell'età romana imperiale e se si pensa che la grande pittura è per sempre andata perduta e che, per aver una idea dello stile e della composizione del grande [[Polignoto di Taso]] dobbiamo fondare la nostra indagine principale su pitture vascolari al famoso affreschista contemporanee, mentre come fantasmi evanescenti ci appariscono le figure di altri pittori come {{sic|Zeussi}}, Parrasio, Apelle<ref>Celebri pittori dell'antica Grecia del V-IV secolo a.C.</ref>, non può davvero sembrare esagerata l'affermazione che a rovina terribile è stata soggetta l'arte della civiltà classica. (Prefazione, p. VII-VIII)
*Come il Partenone per il secolo V, così il [[Mausoleo di Alicarnasso]] è la creazione artistico-plastica più importante del secolo IV. [...] L'{{sic|edifizio}}, considerato come una delle meraviglie architettoniche del mondo antico, era in sufficiente stato di conservazione nel secolo XIII, nel qual tempo fu sconquassato ed abbattuto da terremoti. (Periodo quarto, fase terza, p. 453)
*Il temperamento passionale di [[Skopas|Scopa]] ci si rivela in pari modo in un'altra opera più insigne che è, per fortuna, un originale nel vero senso della parola: una testa femminile dal {{sic|pendìo}} meridionale dell'acropoli di Atene. Probabilmente rappresenta essa Arianna, a cui conviene la benda attorno al capo ed a cui pure convengono i caratteri di così forte agitazione, di così eccitata sensualità, quali irradiano dal volto magnifico, in cui le peculiarità stilistiche della testa di Tegea si sono affinate, perfezionate. Perciò nella testa dell'acropoli dobbiamo riconoscere la impronta dell'arte scopadea nel suo pieno fulgore. (Periodo quarto, fase terza, pp. 466-467)
*{{NDR|Commentando la ''Menade'' di Scopa}} Magnificamente espresso è il delirio sacro, accentuato dalla forte piegatura del capo, ovvia nelle creazioni di Scopa, con lo sguardo natante nella ebbrezza e perdentesi nel vuoto. È un ritmo audace di linee in fortissima torsione, degno, per questa fase di arte, di un artista così innovatore come Scopa; da questo schema agitatissimo del corpo, in cui pare che la carne abbia fremiti, emana quel trasporto impetuoso, quella follia mistica che gli antichi esaltavano nella creazione scopadea. (Periodo quarto, fase terza, p. 468)
*{{NDR|Dopo aver illustrato le caratteristiche dell'arte di Scopa}} Dalla mano di [[Prassitele]] escono invece figure calme, graziose, sorridenti di divinità: Afrodite benigna e voluttuosa, Eros giovinetto; Apollo pure adolescente o efebico, le Muse, Dioniso barbuto, con Satiri ragazzi, Hercules intento alle cure del fratellino Dioniso ed altre ed altre soavi figure che sono come fiori dalle tinte delicate, dal grato profumo, i quali si uniscono e si fondono in un solo assieme di una sola intonazione di colori e di odori. (Periodo quarto, fase terza, p. 472)
*{{NDR|Nel Satiro giovinetto a riposo}} Si ha lo schema prettamente prassitelico, per cui s'innalza la funzione statica dell'appoggio laterale della figura a funzione necessaria, e pel concetto e per la forma dell'opera creata; così viene a costituirsi quella linea flessuosa del corpo, quel molle abbandono che, unitamente alla dolce espressione del volto, tanto ci attrae nelle soavi creazioni prassiteliche. (Periodo quarto, fase terza, p. 474)
*{{NDR|Commentando l'''[[Afrodite cnidia]]'', di Prassitele}} La dea è raffigurata in un fuggevole istante; pronta a scendere nel bagno, sta per deporre il vestito, che or ora si è tolto, sul vaso che le sta vicino; ma in questo istante un pensiero istintivo di pudore per la sua completa nudità le fa curvare un po' il corpo, stringere le ginocchia ed abbassare la mano destra. Ma neppure un'ombra d'inquietudine offusca il suo bel volto; la dea sa di non essere veduta da alcuno sguardo profano, e però il suo gesto, pieno di naturalezza e di castità, è esclusivamente dovuto ad un intimo senso di pudicizia. (Periodo quarto, fase terza, p. 479)
*{{NDR|Commentando l'''[[Apollo del Belvedere]]'', copia di un originale di Leocare}} Il dio, di giovanile, elegante bellezza, è rappresentato nell'istante posteriore al gettito di una delle sue infallibili {{sic|freccie}}; la figura è nello schema successivo alla totale tensione del corpo e dello spirito nel colpire con l'arco. Trionfante è lo sguardo dalle ciglia un po' corrugate; leggermente gonfie di sdegno sono le narici; dalla bocca leggermente schiusa si avverte l'accelerato respiro; vi è un movimento un po' turbato dell'animo, raffrenato tuttavia dalla essenza soprannaturale del dio. Ed il braccio sinistro è ancora disteso, ma si è già leggermente ripiegato, ed Apollo, pur indirizzando lo sguardo sul nemico già raggiunto dalla freccia, si reca altrove verso altri avversari, implacabile nella sua ira, ammantato da calma apparente. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*È innegabile che l'Apollo del Belvedere produca in noi una assai vivida impressione come di una teofania, cioè di una improvvisa apparizione di un dio tra i mortali; [...]. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*{{NDR|Commentando l'''Apoxyómenos'' di Lisippo}} [...] [[Lisippo]] impicciolisce la testa, ma dona nel tempo stesso a tutta la figura proporzioni alte, slanciate. E la mossa è priva di ricercatezza, tutto è disinvolto e spigliato, e dall'assieme emana una signorile eleganza: è un atleta di nobile nascita, di raffinata educazione, di elevata coscienza, di pronta, lucida intellettualità. (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*Posato è l'atteggiamento dell'''[[apoxyómenos]]'', col corpo sostenuto dalla gamba sinistra e con la destra distesa leggermente all'indietro; eppure tutta la figura è percorsa da un palpito nervoso di movimento, poiché si prova la impressione vivissima che, pur con la semplice azione del tergersi con lo strigile, l'atleta cambi continuamente nell'appoggio della gamba destra a quello della sinistra e così via. E scaturisce anche la impressione di movimentata vivacità delle braccia. Tutto in questa elasticità nervosa è fluttuante, mosso, agitato; eppure la figura è in riposo! (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*{{NDR|Commentando il drappeggio della [[Nike di Samotracia]]}} Il vento, la fresca brezza marina, che eccita, esalta ed {{sic|inebbria}}, sferza la trionfale, orgogliosa figura della dea e, facendo modellare il chitone sul corpo, ne raccoglie ed agita i lembi mentre distacca, o gonfiando in alto, o abbattendo a terra, lo ''himation''. E mezzo efficacissimo pel raggiungimento di un effetto grandioso è il gonfiare dello ''himation'' tra gamba e gamba che, arricchendo di assai la parte inferiore della figura e donandole una solida base, prepara acconciamente il passaggio al torso, al petto, alle ali ampiamente distese. Tutto in questa scultura pare che ci renda sensibile la capricciosa brezza del mare, sicché sembra quasi di aspirare il, salso odore dell'ampia superficie delle acque. (Periodo quinto, p. 572)
*Una idea chiarissima della differenza che esiste tra l'arte del secolo IV e quella ellenistica ci è offerta anche dal confronto tra l'[[Afrodite cnidia|Afrodite Cnidia]] di [[Prassitele]] e l'Afrodite marmorea di provenienza romana, nota col nome di [[Venere de' Medici|Venere dei Medici]]. Concettualmente e formalmente quest'ultima opera si riallaccia alla prima: è la stessa corrente prassitelica, che tuttavia nell'opera ellenistica non mostra più la primitiva limpidezza. La Venere dei Medici sta per scendere in mare, ma l'atteggiamento suo palesa un senso di timore non più inconsapevole, ma cosciente. Il volto della dea guarda in lontananza come nella Cnidia, ma non vi è più lo sguardo sognatore; invece negli occhi e nel sorriso vi è l'intimo compiacimento delle proprie forme divine, commisto alla timidezza prodotta dalla totale nudità. E con gesto più accentuato di [[pudicizia]] la dea si scopre il petto e le parti vergognose. Così la soavità infinita della Cnidia si è trasformata in raffinatezza, in eleganza ricercata e civettuola; il motivo realistico del bagno è più accentuato, e per la pudicizia e la voluttà commiste insieme, più non si ha l'impressione di avere dinnanzi agli occhi la bellissima tra le dee, ma una mortale di bellezza divina. (Periodo quinto, pp. 576-577)
*È ben noto quanta ammirazione suscitasse questo [[Torso del Belvedere|torso {{NDR|del Belvedere}}]] in [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], il quale del resto trovava in esso piena corrispondenza con quell'ideale di arte grandiosa, che caratterizza le opere del sommo scultore del nostro rinascimento. E la entusiastica ammirazione a questo torso fu tributata attraverso i secoli, raggiungendo il culmine con G. G. Winckelmann<ref>[[Johann Joachim Winckelmann]].</ref>, mentre di poi, anche in questo caso, le scoperte archeologiche del secolo XIX hanno contribuito a smorzare, e con ragione, l'incondizionato, fervoroso applauso. (Periodo sesto, fase prima, p. 660)
*{{NDR|Il torso del Belvedere}} È un torso di forme atletiche, dalla possente muscolatura; pur essendo il personaggio rappresentato seduto, la posa sua implica un movimento assai forte del torace, il quale in tal modo viene esibito assai ripiegato con magnifico effetto di nudo. E nel trattamento di questo nudo si esplica una virtuosità nel rendere i più minuti particolari, che contrasta con la vigorosa imponenza dell'assieme. (Periodo sesto, fase prima, pp. 660-661)
*In questo [[Mausoleo di Augusto|mausoleo {{NDR|di Augusto}}]], che fu innalzato nel 28 a. C. tra il Pincio e il Tevere in mezzo a un parco, venivano a fondersi forme desunte dal mondo ellenistico (si ricordo l'Arsinoeion di Samotracia) ed il tipo di sepolcro a tumulo di carattere etrusco. Consisteva esso di una costruzione cilindrica del diametro di 95 metri, che aveva anteriormente un porticato e che era sormontata o da un tumulo conico di terra piantata a cipressi o da una terrazza e con in cima la statua dell'imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 670)
*[...] nell'11 a. C., fu inaugurato il [[teatro di Marcello]]. Era trascorso quasi mezzo secolo dalla dedica del primo teatro in pietra di Roma, quello di Pompeo (55 a. C.); il teatro di Marcello fu il secondo che pure in pietra si costruì a Roma, certo con quella maggiore eleganza e signorilità che caratterizzano i monumenti augustei. Nel tempo stesso questo teatro di Marcello fu il primo edifizio romano, in cui venne adoperato il brillante travertino di Tivoli. (Periodo sesto, fase prima, pp. 677)
*Vi è nei festoni dell'''[[Ara Pacis]]'' una grande varietà accoppiata ad un grande naturalismo: grappoli di uva, spighe di grano, pomi, pere, fichi, pigne, olive, bacche di alloro ed altro compongono questi festoni simboleggianti, nella festività della pompa augustea, l'abbondanza delle terre benedette dal lavoro umano. E se si pensa alla originaria policromia, che doveva rendere vieppiù consimili questi festoni alle corone di frutti delle terrecotte robbiane<ref>Luca della Robbia (1399/1400 circa-1482), scultore, ceramista e orafo italiano.</ref>, si deve senza esitazione alcuna riconoscere in essi uno degli esempi migliori di arte di natura morta. (Periodo sesto, fase prima, pp. 684-685)
*{{NDR|Sul [[ritratto di Paquio Proculo]] rinvenuto a Pompei}} Curioso è il modo con cui questo fornaio, che pure riuscì ad essere nominato duumviro giurisdicente nella sua città, volle far ritrarre sé stesso e sua moglie; non pare invero di avere dinnanzi a sé una coppia borghese della classe benemerita, ma certo non provvista di raffinata cultura, dei negozianti; eppure Paquio Proculo e sua moglie ci appaiono come persone di lettere, che la loro principale occupazione ripongono nello studio. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*{{NDR|Sul ritratto di Paquio Proculo}} Eppure questo volto {{NDR|dell'uomo}}, come quello della compagna, denotano quella compostezza veramente borghese di posa voluta, e dobbiamo credere che Paquio Proculo, e questo è un fenomeno non infrequente ai nostri giorni in circostanze analoghe, provasse intimo compiacimento che il pittore lo ritraesse insieme con la moglie, in un noto schema, in cui tutto accentuasse una raffinata intellettualità. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*Il [[Foro di Traiano]] fu ritenuto, e con ragione, un vero prodigio architettonico e come tale fu luogo prediletto della popolazione romana; invero fu assai frequentato nei secoli di decadenza questo ricco luogo, che rammentava il sempre compianto principe, per grandezza emulo di Cesare, per bontà a lui superiore. (Periodo sesto, fase prima, p. 732)
*Fu il Foro di Traiano centro di vita sociale ed importanti avvenimenti si compirono dentro le sue mura ed i suoi colonnati, e la presenza delle sue biblioteche attrasse sempre eruditi e filosofi e le loro schiere di discepoli. Sebbene spogliato di alcune statue e forse di alcuni rilievi all'epoca di Costantino che, per eternare le sue imprese, non poté sempre servirsi della decaduta ed intirizzita arte aulica del suo tempo, il Foro Traiano rimase presso a poco intatto sino ai tempi tristi della caduta dell'impero di occidente, anzi nelle sue parti architettoniche, si può dire sino alla fine del sec. VIII. [...]. I peggiori guasti, che quasi totalmente rovinarono questo unico insieme di costruzioni, avvennero nel sec. XVI, specialmente sotto il fatale pontificato di Sisto V. (Periodo sesto, fase prima, pp. 732-733)
*La colonna {{NDR|[[Colonna Traiana|Traiana]]}} è l'unico monumento del Foro non rovinato o distrutto; anzi è pervenuto sino a noi quasi immune dalle devastazioni barbariche e dalle turbolenze e dalla ignoranza del medio-evo. [...]<br>La causa di tale rispetto si dovette principalmente all'aureola di bontà che circondò il capo di Traiano, la quale suscitò, secondo la pia leggenda, la ''viva speme'' di Gregorio Magno a chiedere a Dio la salvezza dell'''anima gloriosa'' del pagano imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 733)
*[...] ben con ragione fu detto che la colonna Traiana è per la conoscenza della vita militare dei Romani ciò che è Pompei per la conoscenza della loro vita civile. (Periodo sesto, fase prima, p. 735)
*{{NDR|[[Tropaeum Traiani]]}} L'assieme del monumento è veramente degno di ammirazione, tanto che non vi è mancato chi abbia ascritto il disegno generale allo stesso [[Apollodoro di Damasco]]; eppure quale contrasto con la decorazione figurata a rilievo! Nella parte superiore del grande basamento circolare corre come un fregio dorico con riquadri a rilievo (metope) tra pilastri pure a rilievo (triglifi), mentre al disopra e al di sotto sono due {{sic|fascie}} continue di decorazioni; così ciascun merlo è decorato a rilievo dalla figura di un prigioniero. Nei rilevi del fregio sono scene militari ed allusioni alle guerre daciche; pel contenuto adunque essi si ricollegano a quanto è espresso lungo il fusto della [[Colonna Traiana|colonna di Traiano]]; ma quale enorme differenza di espressione artistica! (Periodo sesto, fase prima, p. 745)
*Senza dubbio la decorazione figurata del monumento {{NDR|Tropaeum Traiani}} di Adam-Klissi è dovuta a legionari romani, la cui arte inabile assai ci è nota da stele funerarie delle regioni renana e danubiana, oppure, e ciò sembra più probabile, è dovuta a scalpellini del luogo, lavoranti secondo quella corrente di arte barbarica, di cui alcuni esempi, specialmente stele funerarie, ci sono pervenuti dal suolo della Tracia. (Periodo sesto, fase prima, p. 746)
*[...] i rilievi di Adam-Klissi costituiscono una curiosa e non poco preziosa testimonianza di arte provinciale, encorica, in un tempo in cui l'arte ufficiale dell'impero romano poté e seppe dimostrare quanto era capace di esprimere nella glorificazione delle altissime imprese dell'ottimo imperatore {{NDR|[[Traiano]]}}. (Periodo sesto, fase prima, p. 747)
*Il [[Pantheon (Roma)|Pantheon]] è a noi pervenuto depredato del suo rivestimento di marmi, ma, per fortuna, in causa della sua trasformazione in chiesa cristiana nel 609, è nel suo insieme intatto, segnando, lungo il cammino percorso dall'arte edilizia nella espressione della volta, una delle tappe più gloriose come monumento intermedio tra il tesoro di Atreo a Micene di arte pre-ellenica e la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli di arte bizantina. (Periodo sesto, fase seconda, p. 755)
*Col nome del bieco tiranno [[Caracalla]] (211-217) sono connesse le famose [[Terme di Caracalla|Terme]] innalzate su di un terrazzo a sud-est dell'Aventino lungo la via Appia. I ruderi di queste Terme costituiscono ora accanto al [[Colosseo]] la testimonianza più grandiosa, più gigantesca dell'arte edilizia romana. (Periodo sesto, fase seconda, p. 801)
*Con la grandiosità di questa sorprendente costruzione {{NDR|le [[Terme di Caracalla]]}} si accompagnava la ricchezza della decorazione interna, con le pareti rivestite a marmi di svariate e rare qualità, con colonne di marmo, di granito, di porfido, con insigni statue (il Toro Farnese proviene, per esempio, da queste Terme) e rilievi, con pavimentazione a {{sic|musaici}}, con stucchi ed ornati nei soffitti.<br>Tutto è ora ridotto ad un nudo scheletro con alcune parti abbattute al suolo, con altre distrutte; ma pur così mutile, in questa desolata parte della città eterna, ove un tempo si addensava la folla ed il lusso faceva fastosa pompa di sé, le brune muraglie, che ancora sembrano innalzarsi quasi ad ardua sfida nella dolce melanconia della plaga solitaria, dicono al visitatore che sappia interrogarle la gloria della città che visse e vivrà nei secoli. (Periodo sesto, fase seconda, pp. 802-803)
*{{NDR|Sulla decorazione dell'[[arco di Costantino]]}} [...] gran parte, e la migliore, di questa decorazione proviene da monumenti imperiali anteriori, sicché non a torto quest'arco merita la designazione di cornacchia di Esopo che gli fu {{sic|dato}} dal Milizia<ref>[[Francesco Milizia]] (1725-1798), teorico dell'architettura, storico dell'arte e critico d'arte italiano</ref>. Ed invero questo primo monumento consacrante il trionfo del Cristianesimo può iniziare la lagrimevole serie delle numerose distruzioni o dissoluzioni di edifizi di Roma antica. (Periodo sesto, fase terza, p. 836)
*Certo in [[Mausoleo di Santa Costanza|Santa Costanza]] per l'armonia delle parti, per la sapiente ripartizione dei pesi e delle spinte dei muri, arditamente per gran parte sostenuti dalle colonne, pel contrasto ammirevole di luci e di ombre producenti un pittoresco effetto, è una prova ulteriore della grande vitalità che l'architettura conservò nel periodo costantiniano col mantenimento delle pure tradizioni del passato classico e con la espressione nel tempo stesso di nuovi aspetti precursori di ciò che poi apparisce nelle costruzioni bizantine. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*Santa Costanza, [...] è il primo edifizio cristiano che incontriamo, nel quale si osserva una larga, monumentale applicazione del {{sic|musaico}} al soffitto. Purtroppo alla fine del secolo XVI uno scempio crudele privò Santa Costanza dei musaici che adornavano la cupola, i quali furono malauguratamente distrutti, intatta per compenso è rimasta la decorazione musiva della volta anulare. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*La distruzione di opere d'arte classica, e precisamente di contenuto e significato pagano, iniziatasi nell'epoca costantiniana, andò sempre più aumentando nei secoli di barbarie. Contribuirono a tale distruzione non solo i torbidi, le incursioni barbariche, le guerre, l'ignoranza sempre crescente, il fanatismo religioso, ma anche atti ufficiali emanati dal supremo potere imperiale. Teodoro II, imperatore di oriente, per esempio, decretò nel 426 la distruzione dei templi pagani; l'editto imperiale per fortuna non venne applicato rigorosamente; anzi per gli {{sic|edifizi}} sacri dell'acropoli di Atene vi fu la protezione provvidenziale di Atenaide, moglie dello stesso imperatore. (Appendice prima, p. 901)
==Citazioni su Pericle Ducati==
*A leggere il libro del Ducati<ref>Pericle Ducati, ''Etruria antica'', Torino, G. B. Paravia e C., 1926. {{NDR|N.d.A.}}</ref> là dove tratta delle origini, della lingua, della religione, della vita, della storia degli [[etruschi]], si è colpiti dalla vastità d'una dottrina acquistata con un metodo scrupoloso d'indagine. In ciò il metodo archeologico ha qualche cosa di prodigioso. Nulla sfugge all'indagatore: i ritrovamenti minimi come i massimi sono incatenati da un sistema di nessi che presuppone una larga conoscenza del mondo antico, delle fonti storiche, delle correnti etniche, delle condizioni geografiche, geologiche, politiche, magari psicologiche di quei tempi. ([[Roberto Papini]])
*Il moderno tormento estetico non turba le serene esperienze da laboratorio che il Ducati compie sull'arte degli etruschi come le compirebbe il chimico sui fenomeni del mondo inorganico. Egli è il tipico rappresentante della mentalità archeologica pura che si impone l'insensibilità, e quasi il disprezzo, verso i problemi dell'estetica, quasi che mancassero di serietà e di determinazione. ([[Roberto Papini]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/larteclassic00duca/mode/1up L'arte classica]'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Milano - Napoli - Roma, 1920.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Archeologi italiani]]
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[[File:Pericle Ducati.JPG|thumb|upright=0.8|Pericle Ducati]]
'''Pericle Ducati''' (1880 – 1944), archeologo ed etruscologo italiano.
==''L'arte classica''==
===[[Incipit]]===
Le origini dell'arte nelle regioni in cui fiorì la cultura denominata classica, sono assai modeste, assai umili. Le primitive popolazioni delle due penisole, ellenica ed italica, e delle isole circonvicine selvaggiamente conducendo una grama esistenza, dapprima, e ciò si avverte negli albori di vita di tutto il genere umano, usarono armi ed utensili di pietra, e nel lungo periodo, detto [[neolitico]], in cui questi oggetti di pietra furono lavorati e levigati, talora con mirabile virtuosità tecnica, si ebbe una rudimentale arte decorativa applicata al rozzo vasellame, ai rozzi arnesi di uso domestico. Si esplicò altresì questa attività dei neolitici ad esprimere, ma non dappertutto, plasticamente e in modo assai rudimentale la figura umana.<!--(Periodo primo, ''Le origini'', p. 11)-->
===Citazioni===
*Solo se si pensa che per lo studio di edifizi dobbiamo rivolgersi quasi sempre a ruderi, spesso più che scheletrici, se si pensa che per la visione dell'attività di uno scultore ellenico dobbiamo ricorrere in modo quasi esclusivo a tarde copie dell'età romana imperiale e se si pensa che la grande pittura è per sempre andata perduta e che, per aver una idea dello stile e della composizione del grande [[Polignoto di Taso]] dobbiamo fondare la nostra indagine principale su pitture vascolari al famoso affreschista contemporanee, mentre come fantasmi evanescenti ci appariscono le figure di altri pittori come {{sic|Zeussi}}, Parrasio, Apelle<ref>Celebri pittori dell'antica Grecia del V-IV secolo a.C.</ref>, non può davvero sembrare esagerata l'affermazione che a rovina terribile è stata soggetta l'arte della civiltà classica. (Prefazione, p. VII-VIII)
*Come il Partenone per il secolo V, così il [[Mausoleo di Alicarnasso]] è la creazione artistico-plastica più importante del secolo IV. [...] L'{{sic|edifizio}}, considerato come una delle meraviglie architettoniche del mondo antico, era in sufficiente stato di conservazione nel secolo XIII, nel qual tempo fu sconquassato ed abbattuto da terremoti. (Periodo quarto, fase terza, p. 453)
*Il temperamento passionale di [[Skopas|Scopa]] ci si rivela in pari modo in un'altra opera più insigne che è, per fortuna, un originale nel vero senso della parola: una testa femminile dal {{sic|pendìo}} meridionale dell'acropoli di Atene. Probabilmente rappresenta essa Arianna, a cui conviene la benda attorno al capo ed a cui pure convengono i caratteri di così forte agitazione, di così eccitata sensualità, quali irradiano dal volto magnifico, in cui le peculiarità stilistiche della testa di Tegea si sono affinate, perfezionate. Perciò nella testa dell'acropoli dobbiamo riconoscere la impronta dell'arte scopadea nel suo pieno fulgore. (Periodo quarto, fase terza, pp. 466-467)
*{{NDR|Commentando la ''Menade'' di Scopa}} Magnificamente espresso è il delirio sacro, accentuato dalla forte piegatura del capo, ovvia nelle creazioni di Scopa, con lo sguardo natante nella ebbrezza e perdentesi nel vuoto. È un ritmo audace di linee in fortissima torsione, degno, per questa fase di arte, di un artista così innovatore come Scopa; da questo schema agitatissimo del corpo, in cui pare che la carne abbia fremiti, emana quel trasporto impetuoso, quella follia mistica che gli antichi esaltavano nella creazione scopadea. (Periodo quarto, fase terza, p. 468)
*{{NDR|Dopo aver illustrato le caratteristiche dell'arte di Scopa}} Dalla mano di [[Prassitele]] escono invece figure calme, graziose, sorridenti di divinità: Afrodite benigna e voluttuosa, Eros giovinetto; Apollo pure adolescente o efebico, le Muse, Dioniso barbuto, con Satiri ragazzi, Hercules intento alle cure del fratellino Dioniso ed altre ed altre soavi figure che sono come fiori dalle tinte delicate, dal grato profumo, i quali si uniscono e si fondono in un solo assieme di una sola intonazione di colori e di odori. (Periodo quarto, fase terza, p. 472)
*{{NDR|Nel Satiro giovinetto a riposo}} Si ha lo schema prettamente prassitelico, per cui s'innalza la funzione statica dell'appoggio laterale della figura a funzione necessaria, e pel concetto e per la forma dell'opera creata; così viene a costituirsi quella linea flessuosa del corpo, quel molle abbandono che, unitamente alla dolce espressione del volto, tanto ci attrae nelle soavi creazioni prassiteliche. (Periodo quarto, fase terza, p. 474)
*{{NDR|Commentando l'''[[Afrodite cnidia]]'', di Prassitele}} La dea è raffigurata in un fuggevole istante; pronta a scendere nel bagno, sta per deporre il vestito, che or ora si è tolto, sul vaso che le sta vicino; ma in questo istante un pensiero istintivo di pudore per la sua completa nudità le fa curvare un po' il corpo, stringere le ginocchia ed abbassare la mano destra. Ma neppure un'ombra d'inquietudine offusca il suo bel volto; la dea sa di non essere veduta da alcuno sguardo profano, e però il suo gesto, pieno di naturalezza e di castità, è esclusivamente dovuto ad un intimo senso di pudicizia. (Periodo quarto, fase terza, p. 479)
*{{NDR|Commentando l'''[[Apollo del Belvedere]]'', copia di un originale di Leocare}} Il dio, di giovanile, elegante bellezza, è rappresentato nell'istante posteriore al gettito di una delle sue infallibili {{sic|freccie}}; la figura è nello schema successivo alla totale tensione del corpo e dello spirito nel colpire con l'arco. Trionfante è lo sguardo dalle ciglia un po' corrugate; leggermente gonfie di sdegno sono le narici; dalla bocca leggermente schiusa si avverte l'accelerato respiro; vi è un movimento un po' turbato dell'animo, raffrenato tuttavia dalla essenza soprannaturale del dio. Ed il braccio sinistro è ancora disteso, ma si è già leggermente ripiegato, ed Apollo, pur indirizzando lo sguardo sul nemico già raggiunto dalla freccia, si reca altrove verso altri avversari, implacabile nella sua ira, ammantato da calma apparente. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*È innegabile che l'Apollo del Belvedere produca in noi una assai vivida impressione come di una teofania, cioè di una improvvisa apparizione di un dio tra i mortali; [...]. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*{{NDR|Commentando l'''Apoxyómenos'' di Lisippo}} [...] [[Lisippo]] impicciolisce la testa, ma dona nel tempo stesso a tutta la figura proporzioni alte, slanciate. E la mossa è priva di ricercatezza, tutto è disinvolto e spigliato, e dall'assieme emana una signorile eleganza: è un atleta di nobile nascita, di raffinata educazione, di elevata coscienza, di pronta, lucida intellettualità. (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*Posato è l'atteggiamento dell'''[[apoxyómenos]]'', col corpo sostenuto dalla gamba sinistra e con la destra distesa leggermente all'indietro; eppure tutta la figura è percorsa da un palpito nervoso di movimento, poiché si prova la impressione vivissima che, pur con la semplice azione del tergersi con lo strigile, l'atleta cambi continuamente nell'appoggio della gamba destra a quello della sinistra e così via. E scaturisce anche la impressione di movimentata vivacità delle braccia. Tutto in questa elasticità nervosa è fluttuante, mosso, agitato; eppure la figura è in riposo! (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*{{NDR|Commentando il drappeggio della [[Nike di Samotracia]]}} Il vento, la fresca brezza marina, che eccita, esalta ed {{sic|inebbria}}, sferza la trionfale, orgogliosa figura della dea e, facendo modellare il chitone sul corpo, ne raccoglie ed agita i lembi mentre distacca, o gonfiando in alto, o abbattendo a terra, lo ''himation''. E mezzo efficacissimo pel raggiungimento di un effetto grandioso è il gonfiare dello ''himation'' tra gamba e gamba che, arricchendo di assai la parte inferiore della figura e donandole una solida base, prepara acconciamente il passaggio al torso, al petto, alle ali ampiamente distese. Tutto in questa scultura pare che ci renda sensibile la capricciosa brezza del mare, sicché sembra quasi di aspirare il, salso odore dell'ampia superficie delle acque. (Periodo quinto, p. 572)
*Una idea chiarissima della differenza che esiste tra l'arte del secolo IV e quella ellenistica ci è offerta anche dal confronto tra l'[[Afrodite cnidia|Afrodite Cnidia]] di [[Prassitele]] e l'Afrodite marmorea di provenienza romana, nota col nome di [[Venere de' Medici|Venere dei Medici]]. Concettualmente e formalmente quest'ultima opera si riallaccia alla prima: è la stessa corrente prassitelica, che tuttavia nell'opera ellenistica non mostra più la primitiva limpidezza. La Venere dei Medici sta per scendere in mare, ma l'atteggiamento suo palesa un senso di timore non più inconsapevole, ma cosciente. Il volto della dea guarda in lontananza come nella Cnidia, ma non vi è più lo sguardo sognatore; invece negli occhi e nel sorriso vi è l'intimo compiacimento delle proprie forme divine, commisto alla timidezza prodotta dalla totale nudità. E con gesto più accentuato di [[pudicizia]] la dea si scopre il petto e le parti vergognose. Così la soavità infinita della Cnidia si è trasformata in raffinatezza, in eleganza ricercata e civettuola; il motivo realistico del bagno è più accentuato, e per la pudicizia e la voluttà commiste insieme, più non si ha l'impressione di avere dinnanzi agli occhi la bellissima tra le dee, ma una mortale di bellezza divina. (Periodo quinto, pp. 576-577)
*È ben noto quanta ammirazione suscitasse questo [[Torso del Belvedere|torso {{NDR|del Belvedere}}]] in [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], il quale del resto trovava in esso piena corrispondenza con quell'ideale di arte grandiosa, che caratterizza le opere del sommo scultore del nostro rinascimento. E la entusiastica ammirazione a questo torso fu tributata attraverso i secoli, raggiungendo il culmine con G. G. Winckelmann<ref>[[Johann Joachim Winckelmann]].</ref>, mentre di poi, anche in questo caso, le scoperte archeologiche del secolo XIX hanno contribuito a smorzare, e con ragione, l'incondizionato, fervoroso applauso. (Periodo sesto, fase prima, p. 660)
*{{NDR|Il torso del Belvedere}} È un torso di forme atletiche, dalla possente muscolatura; pur essendo il personaggio rappresentato seduto, la posa sua implica un movimento assai forte del torace, il quale in tal modo viene esibito assai ripiegato con magnifico effetto di nudo. E nel trattamento di questo nudo si esplica una virtuosità nel rendere i più minuti particolari, che contrasta con la vigorosa imponenza dell'assieme. (Periodo sesto, fase prima, pp. 660-661)
*In questo [[Mausoleo di Augusto|mausoleo {{NDR|di Augusto}}]], che fu innalzato nel 28 a. C. tra il Pincio e il Tevere in mezzo a un parco, venivano a fondersi forme desunte dal mondo ellenistico (si ricordo l'Arsinoeion di Samotracia) ed il tipo di sepolcro a tumulo di carattere etrusco. Consisteva esso di una costruzione cilindrica del diametro di 95 metri, che aveva anteriormente un porticato e che era sormontata o da un tumulo conico di terra piantata a cipressi o da una terrazza e con in cima la statua dell'imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 670)
*[...] nell'11 a. C., fu inaugurato il [[teatro di Marcello]]. Era trascorso quasi mezzo secolo dalla dedica del primo teatro in pietra di Roma, quello di Pompeo (55 a. C.); il teatro di Marcello fu il secondo che pure in pietra si costruì a Roma, certo con quella maggiore eleganza e signorilità che caratterizzano i monumenti augustei. Nel tempo stesso questo teatro di Marcello fu il primo edifizio romano, in cui venne adoperato il brillante travertino di Tivoli. (Periodo sesto, fase prima, pp. 677)
*Vi è nei festoni dell'''[[Ara Pacis]]'' una grande varietà accoppiata ad un grande naturalismo: grappoli di uva, spighe di grano, pomi, pere, fichi, pigne, olive, bacche di alloro ed altro compongono questi festoni simboleggianti, nella festività della pompa augustea, l'abbondanza delle terre benedette dal lavoro umano. E se si pensa alla originaria policromia, che doveva rendere vieppiù consimili questi festoni alle corone di frutti delle terrecotte robbiane<ref>Luca della Robbia (1399/1400 circa-1482), scultore, ceramista e orafo italiano.</ref>, si deve senza esitazione alcuna riconoscere in essi uno degli esempi migliori di arte di natura morta. (Periodo sesto, fase prima, pp. 684-685)
*{{NDR|Sul [[ritratto di Paquio Proculo]] rinvenuto a Pompei}} Curioso è il modo con cui questo fornaio, che pure riuscì ad essere nominato duumviro giurisdicente nella sua città, volle far ritrarre sé stesso e sua moglie; non pare invero di avere dinnanzi a sé una coppia borghese della classe benemerita, ma certo non provvista di raffinata cultura, dei negozianti; eppure Paquio Proculo e sua moglie ci appaiono come persone di lettere, che la loro principale occupazione ripongono nello studio. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*{{NDR|Sul ritratto di Paquio Proculo}} Eppure questo volto {{NDR|dell'uomo}}, come quello della compagna, denotano quella compostezza veramente borghese di posa voluta, e dobbiamo credere che Paquio Proculo, e questo è un fenomeno non infrequente ai nostri giorni in circostanze analoghe, provasse intimo compiacimento che il pittore lo ritraesse insieme con la moglie, in un noto schema, in cui tutto accentuasse una raffinata intellettualità. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*Il [[Foro di Traiano]] fu ritenuto, e con ragione, un vero prodigio architettonico e come tale fu luogo prediletto della popolazione romana; invero fu assai frequentato nei secoli di decadenza questo ricco luogo, che rammentava il sempre compianto principe, per grandezza emulo di Cesare, per bontà a lui superiore. (Periodo sesto, fase prima, p. 732)
*Fu il Foro di Traiano centro di vita sociale ed importanti avvenimenti si compirono dentro le sue mura ed i suoi colonnati, e la presenza delle sue biblioteche attrasse sempre eruditi e filosofi e le loro schiere di discepoli. Sebbene spogliato di alcune statue e forse di alcuni rilievi all'epoca di Costantino che, per eternare le sue imprese, non poté sempre servirsi della decaduta ed intirizzita arte aulica del suo tempo, il Foro Traiano rimase presso a poco intatto sino ai tempi tristi della caduta dell'impero di occidente, anzi nelle sue parti architettoniche, si può dire sino alla fine del sec. VIII. [...]. I peggiori guasti, che quasi totalmente rovinarono questo unico insieme di costruzioni, avvennero nel sec. XVI, specialmente sotto il fatale pontificato di Sisto V. (Periodo sesto, fase prima, pp. 732-733)
*La colonna {{NDR|[[Colonna Traiana|Traiana]]}} è l'unico monumento del Foro non rovinato o distrutto; anzi è pervenuto sino a noi quasi immune dalle devastazioni barbariche e dalle turbolenze e dalla ignoranza del medio-evo. [...]<br>La causa di tale rispetto si dovette principalmente all'aureola di bontà che circondò il capo di Traiano, la quale suscitò, secondo la pia leggenda, la ''viva speme'' di Gregorio Magno a chiedere a Dio la salvezza dell'''anima gloriosa'' del pagano imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 733)
*[...] ben con ragione fu detto che la colonna Traiana è per la conoscenza della vita militare dei Romani ciò che è Pompei per la conoscenza della loro vita civile. (Periodo sesto, fase prima, p. 735)
*{{NDR|[[Tropaeum Traiani]]}} L'assieme del monumento è veramente degno di ammirazione, tanto che non vi è mancato chi abbia ascritto il disegno generale allo stesso [[Apollodoro di Damasco]]; eppure quale contrasto con la decorazione figurata a rilievo! Nella parte superiore del grande basamento circolare corre come un fregio dorico con riquadri a rilievo (metope) tra pilastri pure a rilievo (triglifi), mentre al disopra e al di sotto sono due {{sic|fascie}} continue di decorazioni; così ciascun merlo è decorato a rilievo dalla figura di un prigioniero. Nei rilevi del fregio sono scene militari ed allusioni alle guerre daciche; pel contenuto adunque essi si ricollegano a quanto è espresso lungo il fusto della [[Colonna Traiana|colonna di Traiano]]; ma quale enorme differenza di espressione artistica! (Periodo sesto, fase prima, p. 745)
*Senza dubbio la decorazione figurata del monumento {{NDR|Tropaeum Traiani}} di Adam-Klissi è dovuta a legionari romani, la cui arte inabile assai ci è nota da stele funerarie delle regioni renana e danubiana, oppure, e ciò sembra più probabile, è dovuta a scalpellini del luogo, lavoranti secondo quella corrente di arte barbarica, di cui alcuni esempi, specialmente stele funerarie, ci sono pervenuti dal suolo della Tracia. (Periodo sesto, fase prima, p. 746)
*[...] i rilievi di Adam-Klissi costituiscono una curiosa e non poco preziosa testimonianza di arte provinciale, encorica, in un tempo in cui l'arte ufficiale dell'impero romano poté e seppe dimostrare quanto era capace di esprimere nella glorificazione delle altissime imprese dell'ottimo imperatore {{NDR|[[Traiano]]}}. (Periodo sesto, fase prima, p. 747)
*Il [[Pantheon (Roma)|Pantheon]] è a noi pervenuto depredato del suo rivestimento di marmi, ma, per fortuna, in causa della sua trasformazione in chiesa cristiana nel 609, è nel suo insieme intatto, segnando, lungo il cammino percorso dall'arte edilizia nella espressione della volta, una delle tappe più gloriose come monumento intermedio tra il tesoro di Atreo a Micene di arte pre-ellenica e la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli di arte bizantina. (Periodo sesto, fase seconda, p. 755)
*Col nome del bieco tiranno [[Caracalla]] (211-217) sono connesse le famose [[Terme di Caracalla|Terme]] innalzate su di un terrazzo a sud-est dell'Aventino lungo la via Appia. I ruderi di queste Terme costituiscono ora accanto al [[Colosseo]] la testimonianza più grandiosa, più gigantesca dell'arte edilizia romana. (Periodo sesto, fase seconda, p. 801)
*Con la grandiosità di questa sorprendente costruzione {{NDR|le [[Terme di Caracalla]]}} si accompagnava la ricchezza della decorazione interna, con le pareti rivestite a marmi di svariate e rare qualità, con colonne di marmo, di granito, di porfido, con insigni statue (il Toro Farnese proviene, per esempio, da queste Terme) e rilievi, con pavimentazione a {{sic|musaici}}, con stucchi ed ornati nei soffitti.<br>Tutto è ora ridotto ad un nudo scheletro con alcune parti abbattute al suolo, con altre distrutte; ma pur così mutile, in questa desolata parte della città eterna, ove un tempo si addensava la folla ed il lusso faceva fastosa pompa di sé, le brune muraglie, che ancora sembrano innalzarsi quasi ad ardua sfida nella dolce melanconia della plaga solitaria, dicono al visitatore che sappia interrogarle la gloria della città che visse e vivrà nei secoli. (Periodo sesto, fase seconda, pp. 802-803)
*{{NDR|Sulla decorazione dell'[[arco di Costantino]]}} [...] gran parte, e la migliore, di questa decorazione proviene da monumenti imperiali anteriori, sicché non a torto quest'arco merita la designazione di cornacchia di Esopo che gli fu {{sic|dato}} dal Milizia<ref>[[Francesco Milizia]] (1725-1798), teorico dell'architettura, storico dell'arte e critico d'arte italiano</ref>. Ed invero questo primo monumento consacrante il trionfo del Cristianesimo può iniziare la lagrimevole serie delle numerose distruzioni o dissoluzioni di edifizi di Roma antica. (Periodo sesto, fase terza, p. 836)
*Certo in [[Mausoleo di Santa Costanza|Santa Costanza]] per l'armonia delle parti, per la sapiente ripartizione dei pesi e delle spinte dei muri, arditamente per gran parte sostenuti dalle colonne, pel contrasto ammirevole di luci e di ombre producenti un pittoresco effetto, è una prova ulteriore della grande vitalità che l'architettura conservò nel periodo costantiniano col mantenimento delle pure tradizioni del passato classico e con la espressione nel tempo stesso di nuovi aspetti precursori di ciò che poi apparisce nelle costruzioni bizantine. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*Santa Costanza, [...] è il primo edifizio cristiano che incontriamo, nel quale si osserva una larga, monumentale applicazione del {{sic|musaico}} al soffitto. Purtroppo alla fine del secolo XVI uno scempio crudele privò Santa Costanza dei musaici che adornavano la cupola, i quali furono malauguratamente distrutti, intatta per compenso è rimasta la decorazione musiva della volta anulare. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*La distruzione di opere d'arte classica, e precisamente di contenuto e significato pagano, iniziatasi nell'epoca costantiniana, andò sempre più aumentando nei secoli di barbarie. Contribuirono a tale distruzione non solo i torbidi, le incursioni barbariche, le guerre, l'ignoranza sempre crescente, il fanatismo religioso, ma anche atti ufficiali emanati dal supremo potere imperiale. Teodoro II, imperatore di oriente, per esempio, decretò nel 426 la distruzione dei templi pagani; l'editto imperiale per fortuna non venne applicato rigorosamente; anzi per gli {{sic|edifizi}} sacri dell'acropoli di Atene vi fu la protezione provvidenziale di Atenaide, moglie dello stesso imperatore. (Appendice prima, p. 901)
==''Storia della ceramica greca''==
===[[Incipit]]===
*Quando e dove s'inizia nella regione ellenica l'uso di dipingere vasi fittili? Per rispondere a tale quesito la mente nostra deve rivolgersi all'isola di [[Creta]], la quale fin dai primi tempi della secolare civiltà pre-ellenica si mantenne nel più stretto contatto con le già progredite culture dell’oriente ed in cui venne a costituirsi, prima che in altre parti della Grecia, un' arte, una vigorosa e lussureggiante arte, indice di supremazia civile, economica e militare, di cui in massimo grado non sono che mere derivazioni le altre manifestazioni artistiche del mondo pre-ellenico. E da Creta adunque che dobbiamo prendere le mosse in questo lungo cammino attraverso secoli e secoli; ma, pervenuti ad un determinato momento dello sviluppo della ceramica dipinta cretese, dovremo indirizzarci ad altre regioni, che più o meno subirono o che per parecchio tempo non subirono affatto l'influsso dell'arte cretese, e dovremo rifare il cammino dalle origini sino a quando l'influsso di quest'arte diventa così forte ed immanente da sembrare quasi un'arte trapiantata dal tronco originario. E l'arte che si designa col nome di micenea, nome di carattere convenzionale, originato dalle grandi scoperte archeologiche avvenute a Micene, a cui indissolubilmente è legata la fama dello scopritore Enrico Schliemann.
===Citazioni===
*L'[[olio]] ed il [[vino]] erano le due ricchezze maggiori del suolo dell'Attica e ad esse era in parte dovuta la magnifica floridezza, che ebbe per sì lungo spazio di tempo la [[ceramica]] in [[Atene]]. Frequenti, come si è visto, sono le allusioni al vino nei vasi attici dipinti, destinati a conviti gioiosi, a sfrenate gozzoviglie ed il dio [[Dioniso]] è spesso magnificato con il suo allegro corteggio di Sileni e di Menadi ; ma accanto a lui è glorificata la saggia dea [[Atena|Athena]], colei che diede alla città sua prediletta il dono preziosissimo dell'olivo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/storiadellaceram01duca/page/n4/mode/1up Storia della ceramica greca]'', Fratelli Alinari, Firenze, 1922, p. 254.</ref>
==Citazioni su Pericle Ducati==
*A leggere il libro del Ducati<ref>Pericle Ducati, ''Etruria antica'', Torino, G. B. Paravia e C., 1926. {{NDR|N.d.A.}}</ref> là dove tratta delle origini, della lingua, della religione, della vita, della storia degli [[etruschi]], si è colpiti dalla vastità d'una dottrina acquistata con un metodo scrupoloso d'indagine. In ciò il metodo archeologico ha qualche cosa di prodigioso. Nulla sfugge all'indagatore: i ritrovamenti minimi come i massimi sono incatenati da un sistema di nessi che presuppone una larga conoscenza del mondo antico, delle fonti storiche, delle correnti etniche, delle condizioni geografiche, geologiche, politiche, magari psicologiche di quei tempi. ([[Roberto Papini]])
*Il moderno tormento estetico non turba le serene esperienze da laboratorio che il Ducati compie sull'arte degli etruschi come le compirebbe il chimico sui fenomeni del mondo inorganico. Egli è il tipico rappresentante della mentalità archeologica pura che si impone l'insensibilità, e quasi il disprezzo, verso i problemi dell'estetica, quasi che mancassero di serietà e di determinazione. ([[Roberto Papini]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/larteclassic00duca/mode/1up L'arte classica]'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Milano - Napoli - Roma, 1920.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Archeologi italiani]]
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[[File:Pericle Ducati.JPG|thumb|upright=0.8|Pericle Ducati]]
'''Pericle Ducati''' (1880 – 1944), archeologo ed etruscologo italiano.
==''L'arte classica''==
===[[Incipit]]===
Le origini dell'arte nelle regioni in cui fiorì la cultura denominata classica, sono assai modeste, assai umili. Le primitive popolazioni delle due penisole, ellenica ed italica, e delle isole circonvicine selvaggiamente conducendo una grama esistenza, dapprima, e ciò si avverte negli albori di vita di tutto il genere umano, usarono armi ed utensili di pietra, e nel lungo periodo, detto [[neolitico]], in cui questi oggetti di pietra furono lavorati e levigati, talora con mirabile virtuosità tecnica, si ebbe una rudimentale arte decorativa applicata al rozzo vasellame, ai rozzi arnesi di uso domestico. Si esplicò altresì questa attività dei neolitici ad esprimere, ma non dappertutto, plasticamente e in modo assai rudimentale la figura umana.<!--(Periodo primo, ''Le origini'', p. 11)-->
===Citazioni===
*Solo se si pensa che per lo studio di edifizi dobbiamo rivolgersi quasi sempre a ruderi, spesso più che scheletrici, se si pensa che per la visione dell'attività di uno scultore ellenico dobbiamo ricorrere in modo quasi esclusivo a tarde copie dell'età romana imperiale e se si pensa che la grande pittura è per sempre andata perduta e che, per aver una idea dello stile e della composizione del grande [[Polignoto di Taso]] dobbiamo fondare la nostra indagine principale su pitture vascolari al famoso affreschista contemporanee, mentre come fantasmi evanescenti ci appariscono le figure di altri pittori come {{sic|Zeussi}}, Parrasio, Apelle<ref>Celebri pittori dell'antica Grecia del V-IV secolo a.C.</ref>, non può davvero sembrare esagerata l'affermazione che a rovina terribile è stata soggetta l'arte della civiltà classica. (Prefazione, p. VII-VIII)
*Come il Partenone per il secolo V, così il [[Mausoleo di Alicarnasso]] è la creazione artistico-plastica più importante del secolo IV. [...] L'{{sic|edifizio}}, considerato come una delle meraviglie architettoniche del mondo antico, era in sufficiente stato di conservazione nel secolo XIII, nel qual tempo fu sconquassato ed abbattuto da terremoti. (Periodo quarto, fase terza, p. 453)
*Il temperamento passionale di [[Skopas|Scopa]] ci si rivela in pari modo in un'altra opera più insigne che è, per fortuna, un originale nel vero senso della parola: una testa femminile dal {{sic|pendìo}} meridionale dell'acropoli di Atene. Probabilmente rappresenta essa Arianna, a cui conviene la benda attorno al capo ed a cui pure convengono i caratteri di così forte agitazione, di così eccitata sensualità, quali irradiano dal volto magnifico, in cui le peculiarità stilistiche della testa di Tegea si sono affinate, perfezionate. Perciò nella testa dell'acropoli dobbiamo riconoscere la impronta dell'arte scopadea nel suo pieno fulgore. (Periodo quarto, fase terza, pp. 466-467)
*{{NDR|Commentando la ''Menade'' di Scopa}} Magnificamente espresso è il delirio sacro, accentuato dalla forte piegatura del capo, ovvia nelle creazioni di Scopa, con lo sguardo natante nella ebbrezza e perdentesi nel vuoto. È un ritmo audace di linee in fortissima torsione, degno, per questa fase di arte, di un artista così innovatore come Scopa; da questo schema agitatissimo del corpo, in cui pare che la carne abbia fremiti, emana quel trasporto impetuoso, quella follia mistica che gli antichi esaltavano nella creazione scopadea. (Periodo quarto, fase terza, p. 468)
*{{NDR|Dopo aver illustrato le caratteristiche dell'arte di Scopa}} Dalla mano di [[Prassitele]] escono invece figure calme, graziose, sorridenti di divinità: Afrodite benigna e voluttuosa, Eros giovinetto; Apollo pure adolescente o efebico, le Muse, Dioniso barbuto, con Satiri ragazzi, Hercules intento alle cure del fratellino Dioniso ed altre ed altre soavi figure che sono come fiori dalle tinte delicate, dal grato profumo, i quali si uniscono e si fondono in un solo assieme di una sola intonazione di colori e di odori. (Periodo quarto, fase terza, p. 472)
*{{NDR|Nel Satiro giovinetto a riposo}} Si ha lo schema prettamente prassitelico, per cui s'innalza la funzione statica dell'appoggio laterale della figura a funzione necessaria, e pel concetto e per la forma dell'opera creata; così viene a costituirsi quella linea flessuosa del corpo, quel molle abbandono che, unitamente alla dolce espressione del volto, tanto ci attrae nelle soavi creazioni prassiteliche. (Periodo quarto, fase terza, p. 474)
*{{NDR|Commentando l'''[[Afrodite cnidia]]'', di Prassitele}} La dea è raffigurata in un fuggevole istante; pronta a scendere nel bagno, sta per deporre il vestito, che or ora si è tolto, sul vaso che le sta vicino; ma in questo istante un pensiero istintivo di pudore per la sua completa nudità le fa curvare un po' il corpo, stringere le ginocchia ed abbassare la mano destra. Ma neppure un'ombra d'inquietudine offusca il suo bel volto; la dea sa di non essere veduta da alcuno sguardo profano, e però il suo gesto, pieno di naturalezza e di castità, è esclusivamente dovuto ad un intimo senso di pudicizia. (Periodo quarto, fase terza, p. 479)
*{{NDR|Commentando l'''[[Apollo del Belvedere]]'', copia di un originale di Leocare}} Il dio, di giovanile, elegante bellezza, è rappresentato nell'istante posteriore al gettito di una delle sue infallibili {{sic|freccie}}; la figura è nello schema successivo alla totale tensione del corpo e dello spirito nel colpire con l'arco. Trionfante è lo sguardo dalle ciglia un po' corrugate; leggermente gonfie di sdegno sono le narici; dalla bocca leggermente schiusa si avverte l'accelerato respiro; vi è un movimento un po' turbato dell'animo, raffrenato tuttavia dalla essenza soprannaturale del dio. Ed il braccio sinistro è ancora disteso, ma si è già leggermente ripiegato, ed Apollo, pur indirizzando lo sguardo sul nemico già raggiunto dalla freccia, si reca altrove verso altri avversari, implacabile nella sua ira, ammantato da calma apparente. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*È innegabile che l'Apollo del Belvedere produca in noi una assai vivida impressione come di una teofania, cioè di una improvvisa apparizione di un dio tra i mortali; [...]. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*{{NDR|Commentando l'''Apoxyómenos'' di Lisippo}} [...] [[Lisippo]] impicciolisce la testa, ma dona nel tempo stesso a tutta la figura proporzioni alte, slanciate. E la mossa è priva di ricercatezza, tutto è disinvolto e spigliato, e dall'assieme emana una signorile eleganza: è un atleta di nobile nascita, di raffinata educazione, di elevata coscienza, di pronta, lucida intellettualità. (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*Posato è l'atteggiamento dell'''[[apoxyómenos]]'', col corpo sostenuto dalla gamba sinistra e con la destra distesa leggermente all'indietro; eppure tutta la figura è percorsa da un palpito nervoso di movimento, poiché si prova la impressione vivissima che, pur con la semplice azione del tergersi con lo strigile, l'atleta cambi continuamente nell'appoggio della gamba destra a quello della sinistra e così via. E scaturisce anche la impressione di movimentata vivacità delle braccia. Tutto in questa elasticità nervosa è fluttuante, mosso, agitato; eppure la figura è in riposo! (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*{{NDR|Commentando il drappeggio della [[Nike di Samotracia]]}} Il vento, la fresca brezza marina, che eccita, esalta ed {{sic|inebbria}}, sferza la trionfale, orgogliosa figura della dea e, facendo modellare il chitone sul corpo, ne raccoglie ed agita i lembi mentre distacca, o gonfiando in alto, o abbattendo a terra, lo ''himation''. E mezzo efficacissimo pel raggiungimento di un effetto grandioso è il gonfiare dello ''himation'' tra gamba e gamba che, arricchendo di assai la parte inferiore della figura e donandole una solida base, prepara acconciamente il passaggio al torso, al petto, alle ali ampiamente distese. Tutto in questa scultura pare che ci renda sensibile la capricciosa brezza del mare, sicché sembra quasi di aspirare il, salso odore dell'ampia superficie delle acque. (Periodo quinto, p. 572)
*Una idea chiarissima della differenza che esiste tra l'arte del secolo IV e quella ellenistica ci è offerta anche dal confronto tra l'[[Afrodite cnidia|Afrodite Cnidia]] di [[Prassitele]] e l'Afrodite marmorea di provenienza romana, nota col nome di [[Venere de' Medici|Venere dei Medici]]. Concettualmente e formalmente quest'ultima opera si riallaccia alla prima: è la stessa corrente prassitelica, che tuttavia nell'opera ellenistica non mostra più la primitiva limpidezza. La Venere dei Medici sta per scendere in mare, ma l'atteggiamento suo palesa un senso di timore non più inconsapevole, ma cosciente. Il volto della dea guarda in lontananza come nella Cnidia, ma non vi è più lo sguardo sognatore; invece negli occhi e nel sorriso vi è l'intimo compiacimento delle proprie forme divine, commisto alla timidezza prodotta dalla totale nudità. E con gesto più accentuato di [[pudicizia]] la dea si scopre il petto e le parti vergognose. Così la soavità infinita della Cnidia si è trasformata in raffinatezza, in eleganza ricercata e civettuola; il motivo realistico del bagno è più accentuato, e per la pudicizia e la voluttà commiste insieme, più non si ha l'impressione di avere dinnanzi agli occhi la bellissima tra le dee, ma una mortale di bellezza divina. (Periodo quinto, pp. 576-577)
*È ben noto quanta ammirazione suscitasse questo [[Torso del Belvedere|torso {{NDR|del Belvedere}}]] in [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], il quale del resto trovava in esso piena corrispondenza con quell'ideale di arte grandiosa, che caratterizza le opere del sommo scultore del nostro rinascimento. E la entusiastica ammirazione a questo torso fu tributata attraverso i secoli, raggiungendo il culmine con G. G. Winckelmann<ref>[[Johann Joachim Winckelmann]].</ref>, mentre di poi, anche in questo caso, le scoperte archeologiche del secolo XIX hanno contribuito a smorzare, e con ragione, l'incondizionato, fervoroso applauso. (Periodo sesto, fase prima, p. 660)
*{{NDR|Il torso del Belvedere}} È un torso di forme atletiche, dalla possente muscolatura; pur essendo il personaggio rappresentato seduto, la posa sua implica un movimento assai forte del torace, il quale in tal modo viene esibito assai ripiegato con magnifico effetto di nudo. E nel trattamento di questo nudo si esplica una virtuosità nel rendere i più minuti particolari, che contrasta con la vigorosa imponenza dell'assieme. (Periodo sesto, fase prima, pp. 660-661)
*In questo [[Mausoleo di Augusto|mausoleo {{NDR|di Augusto}}]], che fu innalzato nel 28 a. C. tra il Pincio e il Tevere in mezzo a un parco, venivano a fondersi forme desunte dal mondo ellenistico (si ricordo l'Arsinoeion di Samotracia) ed il tipo di sepolcro a tumulo di carattere etrusco. Consisteva esso di una costruzione cilindrica del diametro di 95 metri, che aveva anteriormente un porticato e che era sormontata o da un tumulo conico di terra piantata a cipressi o da una terrazza e con in cima la statua dell'imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 670)
*[...] nell'11 a. C., fu inaugurato il [[teatro di Marcello]]. Era trascorso quasi mezzo secolo dalla dedica del primo teatro in pietra di Roma, quello di Pompeo (55 a. C.); il teatro di Marcello fu il secondo che pure in pietra si costruì a Roma, certo con quella maggiore eleganza e signorilità che caratterizzano i monumenti augustei. Nel tempo stesso questo teatro di Marcello fu il primo edifizio romano, in cui venne adoperato il brillante travertino di Tivoli. (Periodo sesto, fase prima, pp. 677)
*Vi è nei festoni dell'''[[Ara Pacis]]'' una grande varietà accoppiata ad un grande naturalismo: grappoli di uva, spighe di grano, pomi, pere, fichi, pigne, olive, bacche di alloro ed altro compongono questi festoni simboleggianti, nella festività della pompa augustea, l'abbondanza delle terre benedette dal lavoro umano. E se si pensa alla originaria policromia, che doveva rendere vieppiù consimili questi festoni alle corone di frutti delle terrecotte robbiane<ref>Luca della Robbia (1399/1400 circa-1482), scultore, ceramista e orafo italiano.</ref>, si deve senza esitazione alcuna riconoscere in essi uno degli esempi migliori di arte di natura morta. (Periodo sesto, fase prima, pp. 684-685)
*{{NDR|Sul [[ritratto di Paquio Proculo]] rinvenuto a Pompei}} Curioso è il modo con cui questo fornaio, che pure riuscì ad essere nominato duumviro giurisdicente nella sua città, volle far ritrarre sé stesso e sua moglie; non pare invero di avere dinnanzi a sé una coppia borghese della classe benemerita, ma certo non provvista di raffinata cultura, dei negozianti; eppure Paquio Proculo e sua moglie ci appaiono come persone di lettere, che la loro principale occupazione ripongono nello studio. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*{{NDR|Sul ritratto di Paquio Proculo}} Eppure questo volto {{NDR|dell'uomo}}, come quello della compagna, denotano quella compostezza veramente borghese di posa voluta, e dobbiamo credere che Paquio Proculo, e questo è un fenomeno non infrequente ai nostri giorni in circostanze analoghe, provasse intimo compiacimento che il pittore lo ritraesse insieme con la moglie, in un noto schema, in cui tutto accentuasse una raffinata intellettualità. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*Il [[Foro di Traiano]] fu ritenuto, e con ragione, un vero prodigio architettonico e come tale fu luogo prediletto della popolazione romana; invero fu assai frequentato nei secoli di decadenza questo ricco luogo, che rammentava il sempre compianto principe, per grandezza emulo di Cesare, per bontà a lui superiore. (Periodo sesto, fase prima, p. 732)
*Fu il Foro di Traiano centro di vita sociale ed importanti avvenimenti si compirono dentro le sue mura ed i suoi colonnati, e la presenza delle sue biblioteche attrasse sempre eruditi e filosofi e le loro schiere di discepoli. Sebbene spogliato di alcune statue e forse di alcuni rilievi all'epoca di Costantino che, per eternare le sue imprese, non poté sempre servirsi della decaduta ed intirizzita arte aulica del suo tempo, il Foro Traiano rimase presso a poco intatto sino ai tempi tristi della caduta dell'impero di occidente, anzi nelle sue parti architettoniche, si può dire sino alla fine del sec. VIII. [...]. I peggiori guasti, che quasi totalmente rovinarono questo unico insieme di costruzioni, avvennero nel sec. XVI, specialmente sotto il fatale pontificato di Sisto V. (Periodo sesto, fase prima, pp. 732-733)
*La colonna {{NDR|[[Colonna Traiana|Traiana]]}} è l'unico monumento del Foro non rovinato o distrutto; anzi è pervenuto sino a noi quasi immune dalle devastazioni barbariche e dalle turbolenze e dalla ignoranza del medio-evo. [...]<br>La causa di tale rispetto si dovette principalmente all'aureola di bontà che circondò il capo di Traiano, la quale suscitò, secondo la pia leggenda, la ''viva speme'' di Gregorio Magno a chiedere a Dio la salvezza dell'''anima gloriosa'' del pagano imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 733)
*[...] ben con ragione fu detto che la colonna Traiana è per la conoscenza della vita militare dei Romani ciò che è Pompei per la conoscenza della loro vita civile. (Periodo sesto, fase prima, p. 735)
*{{NDR|[[Tropaeum Traiani]]}} L'assieme del monumento è veramente degno di ammirazione, tanto che non vi è mancato chi abbia ascritto il disegno generale allo stesso [[Apollodoro di Damasco]]; eppure quale contrasto con la decorazione figurata a rilievo! Nella parte superiore del grande basamento circolare corre come un fregio dorico con riquadri a rilievo (metope) tra pilastri pure a rilievo (triglifi), mentre al disopra e al di sotto sono due {{sic|fascie}} continue di decorazioni; così ciascun merlo è decorato a rilievo dalla figura di un prigioniero. Nei rilevi del fregio sono scene militari ed allusioni alle guerre daciche; pel contenuto adunque essi si ricollegano a quanto è espresso lungo il fusto della [[Colonna Traiana|colonna di Traiano]]; ma quale enorme differenza di espressione artistica! (Periodo sesto, fase prima, p. 745)
*Senza dubbio la decorazione figurata del monumento {{NDR|Tropaeum Traiani}} di Adam-Klissi è dovuta a legionari romani, la cui arte inabile assai ci è nota da stele funerarie delle regioni renana e danubiana, oppure, e ciò sembra più probabile, è dovuta a scalpellini del luogo, lavoranti secondo quella corrente di arte barbarica, di cui alcuni esempi, specialmente stele funerarie, ci sono pervenuti dal suolo della Tracia. (Periodo sesto, fase prima, p. 746)
*[...] i rilievi di Adam-Klissi costituiscono una curiosa e non poco preziosa testimonianza di arte provinciale, encorica, in un tempo in cui l'arte ufficiale dell'impero romano poté e seppe dimostrare quanto era capace di esprimere nella glorificazione delle altissime imprese dell'ottimo imperatore {{NDR|[[Traiano]]}}. (Periodo sesto, fase prima, p. 747)
*Il [[Pantheon (Roma)|Pantheon]] è a noi pervenuto depredato del suo rivestimento di marmi, ma, per fortuna, in causa della sua trasformazione in chiesa cristiana nel 609, è nel suo insieme intatto, segnando, lungo il cammino percorso dall'arte edilizia nella espressione della volta, una delle tappe più gloriose come monumento intermedio tra il tesoro di Atreo a Micene di arte pre-ellenica e la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli di arte bizantina. (Periodo sesto, fase seconda, p. 755)
*Col nome del bieco tiranno [[Caracalla]] (211-217) sono connesse le famose [[Terme di Caracalla|Terme]] innalzate su di un terrazzo a sud-est dell'Aventino lungo la via Appia. I ruderi di queste Terme costituiscono ora accanto al [[Colosseo]] la testimonianza più grandiosa, più gigantesca dell'arte edilizia romana. (Periodo sesto, fase seconda, p. 801)
*Con la grandiosità di questa sorprendente costruzione {{NDR|le [[Terme di Caracalla]]}} si accompagnava la ricchezza della decorazione interna, con le pareti rivestite a marmi di svariate e rare qualità, con colonne di marmo, di granito, di porfido, con insigni statue (il Toro Farnese proviene, per esempio, da queste Terme) e rilievi, con pavimentazione a {{sic|musaici}}, con stucchi ed ornati nei soffitti.<br>Tutto è ora ridotto ad un nudo scheletro con alcune parti abbattute al suolo, con altre distrutte; ma pur così mutile, in questa desolata parte della città eterna, ove un tempo si addensava la folla ed il lusso faceva fastosa pompa di sé, le brune muraglie, che ancora sembrano innalzarsi quasi ad ardua sfida nella dolce melanconia della plaga solitaria, dicono al visitatore che sappia interrogarle la gloria della città che visse e vivrà nei secoli. (Periodo sesto, fase seconda, pp. 802-803)
*{{NDR|Sulla decorazione dell'[[arco di Costantino]]}} [...] gran parte, e la migliore, di questa decorazione proviene da monumenti imperiali anteriori, sicché non a torto quest'arco merita la designazione di cornacchia di Esopo che gli fu {{sic|dato}} dal Milizia<ref>[[Francesco Milizia]] (1725-1798), teorico dell'architettura, storico dell'arte e critico d'arte italiano</ref>. Ed invero questo primo monumento consacrante il trionfo del Cristianesimo può iniziare la lagrimevole serie delle numerose distruzioni o dissoluzioni di edifizi di Roma antica. (Periodo sesto, fase terza, p. 836)
*Certo in [[Mausoleo di Santa Costanza|Santa Costanza]] per l'armonia delle parti, per la sapiente ripartizione dei pesi e delle spinte dei muri, arditamente per gran parte sostenuti dalle colonne, pel contrasto ammirevole di luci e di ombre producenti un pittoresco effetto, è una prova ulteriore della grande vitalità che l'architettura conservò nel periodo costantiniano col mantenimento delle pure tradizioni del passato classico e con la espressione nel tempo stesso di nuovi aspetti precursori di ciò che poi apparisce nelle costruzioni bizantine. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*Santa Costanza, [...] è il primo edifizio cristiano che incontriamo, nel quale si osserva una larga, monumentale applicazione del {{sic|musaico}} al soffitto. Purtroppo alla fine del secolo XVI uno scempio crudele privò Santa Costanza dei musaici che adornavano la cupola, i quali furono malauguratamente distrutti, intatta per compenso è rimasta la decorazione musiva della volta anulare. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*La distruzione di opere d'arte classica, e precisamente di contenuto e significato pagano, iniziatasi nell'epoca costantiniana, andò sempre più aumentando nei secoli di barbarie. Contribuirono a tale distruzione non solo i torbidi, le incursioni barbariche, le guerre, l'ignoranza sempre crescente, il fanatismo religioso, ma anche atti ufficiali emanati dal supremo potere imperiale. Teodoro II, imperatore di oriente, per esempio, decretò nel 426 la distruzione dei templi pagani; l'editto imperiale per fortuna non venne applicato rigorosamente; anzi per gli {{sic|edifizi}} sacri dell'acropoli di Atene vi fu la protezione provvidenziale di Atenaide, moglie dello stesso imperatore. (Appendice prima, p. 901)
==''Storia della ceramica greca''==
===[[Incipit]]===
*Quando e dove s'inizia nella regione ellenica l'uso di dipingere [[vaso|vasi]] fittili? Per rispondere a tale quesito la mente nostra deve rivolgersi all'isola di [[Creta]], la quale fin dai primi tempi della secolare civiltà pre-ellenica si mantenne nel più stretto contatto con le già progredite culture dell'oriente ed in cui venne a costituirsi, prima che in altre parti della [[Grecia]], un'arte, una vigorosa e lussureggiante arte, indice di supremazia civile, economica e militare, di cui in massimo grado non sono che mere derivazioni le altre manifestazioni artistiche del mondo pre-ellenico. E da Creta adunque che dobbiamo prendere le mosse in questo lungo cammino attraverso secoli e secoli; ma, pervenuti ad un determinato momento dello sviluppo della [[ceramica]] dipinta cretese, dovremo indirizzarci ad altre regioni, che più o meno subirono o che per parecchio tempo non subirono affatto l'influsso dell'arte cretese, e dovremo rifare il cammino dalle origini sino a quando l'influsso di quest'arte diventa così forte ed immanente da sembrare quasi un'arte trapiantata dal tronco originario. E l'arte che si designa col nome di [[Micene (città antica)|micenea]], nome di carattere convenzionale, originato dalle grandi scoperte archeologiche avvenute a Micene, a cui indissolubilmente è legata la fama dello scopritore [[Heinrich Schliemann|Enrico Schliemann]].<!-- (cap. I, p. 3) -->
===Citazioni===
*L'[[olio]] ed il [[vino]] erano le due ricchezze maggiori del suolo dell'Attica e ad esse era in parte dovuta la magnifica floridezza, che ebbe per sì lungo spazio di tempo la [[ceramica]] in [[Atene]]. Frequenti, come si è visto, sono le allusioni al vino nei vasi attici dipinti, destinati a conviti gioiosi, a sfrenate gozzoviglie ed il dio [[Dioniso]] è spesso magnificato con il suo allegro corteggio di Sileni e di Menadi ; ma accanto a lui è glorificata la saggia dea [[Atena|Athena]], colei che diede alla città sua prediletta il dono preziosissimo dell'olivo. (p. 254)
==Citazioni su Pericle Ducati==
*A leggere il libro del Ducati<ref>Pericle Ducati, ''Etruria antica'', Torino, G. B. Paravia e C., 1926. {{NDR|N.d.A.}}</ref> là dove tratta delle origini, della lingua, della religione, della vita, della storia degli [[etruschi]], si è colpiti dalla vastità d'una dottrina acquistata con un metodo scrupoloso d'indagine. In ciò il metodo archeologico ha qualche cosa di prodigioso. Nulla sfugge all'indagatore: i ritrovamenti minimi come i massimi sono incatenati da un sistema di nessi che presuppone una larga conoscenza del mondo antico, delle fonti storiche, delle correnti etniche, delle condizioni geografiche, geologiche, politiche, magari psicologiche di quei tempi. ([[Roberto Papini]])
*Il moderno tormento estetico non turba le serene esperienze da laboratorio che il Ducati compie sull'arte degli etruschi come le compirebbe il chimico sui fenomeni del mondo inorganico. Egli è il tipico rappresentante della mentalità archeologica pura che si impone l'insensibilità, e quasi il disprezzo, verso i problemi dell'estetica, quasi che mancassero di serietà e di determinazione. ([[Roberto Papini]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/larteclassic00duca/mode/1up L'arte classica]'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Milano - Napoli - Roma, 1920.
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/storiadellaceram01duca/page/n4/mode/1up Storia della ceramica greca]'', Fratelli Alinari, Firenze, 1922.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ducati, Pericle}}
[[Categoria:Archeologi italiani]]
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[[File:Pericle Ducati.JPG|thumb|upright=0.8|Pericle Ducati]]
'''Pericle Ducati''' (1880 – 1944), archeologo ed etruscologo italiano.
==''L'arte classica''==
===[[Incipit]]===
Le origini dell'arte nelle regioni in cui fiorì la cultura denominata classica, sono assai modeste, assai umili. Le primitive popolazioni delle due penisole, ellenica ed italica, e delle isole circonvicine selvaggiamente conducendo una grama esistenza, dapprima, e ciò si avverte negli albori di vita di tutto il genere umano, usarono armi ed utensili di pietra, e nel lungo periodo, detto [[neolitico]], in cui questi oggetti di pietra furono lavorati e levigati, talora con mirabile virtuosità tecnica, si ebbe una rudimentale arte decorativa applicata al rozzo vasellame, ai rozzi arnesi di uso domestico. Si esplicò altresì questa attività dei neolitici ad esprimere, ma non dappertutto, plasticamente e in modo assai rudimentale la figura umana.<!--(Periodo primo, ''Le origini'', p. 11)-->
===Citazioni===
*Solo se si pensa che per lo studio di edifizi dobbiamo rivolgersi quasi sempre a ruderi, spesso più che scheletrici, se si pensa che per la visione dell'attività di uno scultore ellenico dobbiamo ricorrere in modo quasi esclusivo a tarde copie dell'età romana imperiale e se si pensa che la grande pittura è per sempre andata perduta e che, per aver una idea dello stile e della composizione del grande [[Polignoto di Taso]] dobbiamo fondare la nostra indagine principale su pitture vascolari al famoso affreschista contemporanee, mentre come fantasmi evanescenti ci appariscono le figure di altri pittori come {{sic|Zeussi}}, Parrasio, Apelle<ref>Celebri pittori dell'antica Grecia del V-IV secolo a.C.</ref>, non può davvero sembrare esagerata l'affermazione che a rovina terribile è stata soggetta l'arte della civiltà classica. (Prefazione, p. VII-VIII)
*Come il Partenone per il secolo V, così il [[Mausoleo di Alicarnasso]] è la creazione artistico-plastica più importante del secolo IV. [...] L'{{sic|edifizio}}, considerato come una delle meraviglie architettoniche del mondo antico, era in sufficiente stato di conservazione nel secolo XIII, nel qual tempo fu sconquassato ed abbattuto da terremoti. (Periodo quarto, fase terza, p. 453)
*Il temperamento passionale di [[Skopas|Scopa]] ci si rivela in pari modo in un'altra opera più insigne che è, per fortuna, un originale nel vero senso della parola: una testa femminile dal {{sic|pendìo}} meridionale dell'acropoli di Atene. Probabilmente rappresenta essa Arianna, a cui conviene la benda attorno al capo ed a cui pure convengono i caratteri di così forte agitazione, di così eccitata sensualità, quali irradiano dal volto magnifico, in cui le peculiarità stilistiche della testa di Tegea si sono affinate, perfezionate. Perciò nella testa dell'acropoli dobbiamo riconoscere la impronta dell'arte scopadea nel suo pieno fulgore. (Periodo quarto, fase terza, pp. 466-467)
*{{NDR|Commentando la ''Menade'' di Scopa}} Magnificamente espresso è il delirio sacro, accentuato dalla forte piegatura del capo, ovvia nelle creazioni di Scopa, con lo sguardo natante nella ebbrezza e perdentesi nel vuoto. È un ritmo audace di linee in fortissima torsione, degno, per questa fase di arte, di un artista così innovatore come Scopa; da questo schema agitatissimo del corpo, in cui pare che la carne abbia fremiti, emana quel trasporto impetuoso, quella follia mistica che gli antichi esaltavano nella creazione scopadea. (Periodo quarto, fase terza, p. 468)
*{{NDR|Dopo aver illustrato le caratteristiche dell'arte di Scopa}} Dalla mano di [[Prassitele]] escono invece figure calme, graziose, sorridenti di divinità: Afrodite benigna e voluttuosa, Eros giovinetto; Apollo pure adolescente o efebico, le Muse, Dioniso barbuto, con Satiri ragazzi, Hercules intento alle cure del fratellino Dioniso ed altre ed altre soavi figure che sono come fiori dalle tinte delicate, dal grato profumo, i quali si uniscono e si fondono in un solo assieme di una sola intonazione di colori e di odori. (Periodo quarto, fase terza, p. 472)
*{{NDR|Nel Satiro giovinetto a riposo}} Si ha lo schema prettamente prassitelico, per cui s'innalza la funzione statica dell'appoggio laterale della figura a funzione necessaria, e pel concetto e per la forma dell'opera creata; così viene a costituirsi quella linea flessuosa del corpo, quel molle abbandono che, unitamente alla dolce espressione del volto, tanto ci attrae nelle soavi creazioni prassiteliche. (Periodo quarto, fase terza, p. 474)
*{{NDR|Commentando l'''[[Afrodite cnidia]]'', di Prassitele}} La dea è raffigurata in un fuggevole istante; pronta a scendere nel bagno, sta per deporre il vestito, che or ora si è tolto, sul vaso che le sta vicino; ma in questo istante un pensiero istintivo di pudore per la sua completa nudità le fa curvare un po' il corpo, stringere le ginocchia ed abbassare la mano destra. Ma neppure un'ombra d'inquietudine offusca il suo bel volto; la dea sa di non essere veduta da alcuno sguardo profano, e però il suo gesto, pieno di naturalezza e di castità, è esclusivamente dovuto ad un intimo senso di pudicizia. (Periodo quarto, fase terza, p. 479)
*{{NDR|Commentando l'''[[Apollo del Belvedere]]'', copia di un originale di Leocare}} Il dio, di giovanile, elegante bellezza, è rappresentato nell'istante posteriore al gettito di una delle sue infallibili {{sic|freccie}}; la figura è nello schema successivo alla totale tensione del corpo e dello spirito nel colpire con l'arco. Trionfante è lo sguardo dalle ciglia un po' corrugate; leggermente gonfie di sdegno sono le narici; dalla bocca leggermente schiusa si avverte l'accelerato respiro; vi è un movimento un po' turbato dell'animo, raffrenato tuttavia dalla essenza soprannaturale del dio. Ed il braccio sinistro è ancora disteso, ma si è già leggermente ripiegato, ed Apollo, pur indirizzando lo sguardo sul nemico già raggiunto dalla freccia, si reca altrove verso altri avversari, implacabile nella sua ira, ammantato da calma apparente. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*È innegabile che l'Apollo del Belvedere produca in noi una assai vivida impressione come di una teofania, cioè di una improvvisa apparizione di un dio tra i mortali; [...]. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*{{NDR|Commentando l'''Apoxyómenos'' di Lisippo}} [...] [[Lisippo]] impicciolisce la testa, ma dona nel tempo stesso a tutta la figura proporzioni alte, slanciate. E la mossa è priva di ricercatezza, tutto è disinvolto e spigliato, e dall'assieme emana una signorile eleganza: è un atleta di nobile nascita, di raffinata educazione, di elevata coscienza, di pronta, lucida intellettualità. (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*Posato è l'atteggiamento dell'''[[apoxyómenos]]'', col corpo sostenuto dalla gamba sinistra e con la destra distesa leggermente all'indietro; eppure tutta la figura è percorsa da un palpito nervoso di movimento, poiché si prova la impressione vivissima che, pur con la semplice azione del tergersi con lo strigile, l'atleta cambi continuamente nell'appoggio della gamba destra a quello della sinistra e così via. E scaturisce anche la impressione di movimentata vivacità delle braccia. Tutto in questa elasticità nervosa è fluttuante, mosso, agitato; eppure la figura è in riposo! (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*{{NDR|Commentando il drappeggio della [[Nike di Samotracia]]}} Il vento, la fresca brezza marina, che eccita, esalta ed {{sic|inebbria}}, sferza la trionfale, orgogliosa figura della dea e, facendo modellare il chitone sul corpo, ne raccoglie ed agita i lembi mentre distacca, o gonfiando in alto, o abbattendo a terra, lo ''himation''. E mezzo efficacissimo pel raggiungimento di un effetto grandioso è il gonfiare dello ''himation'' tra gamba e gamba che, arricchendo di assai la parte inferiore della figura e donandole una solida base, prepara acconciamente il passaggio al torso, al petto, alle ali ampiamente distese. Tutto in questa scultura pare che ci renda sensibile la capricciosa brezza del mare, sicché sembra quasi di aspirare il, salso odore dell'ampia superficie delle acque. (Periodo quinto, p. 572)
*Una idea chiarissima della differenza che esiste tra l'arte del secolo IV e quella ellenistica ci è offerta anche dal confronto tra l'[[Afrodite cnidia|Afrodite Cnidia]] di [[Prassitele]] e l'Afrodite marmorea di provenienza romana, nota col nome di [[Venere de' Medici|Venere dei Medici]]. Concettualmente e formalmente quest'ultima opera si riallaccia alla prima: è la stessa corrente prassitelica, che tuttavia nell'opera ellenistica non mostra più la primitiva limpidezza. La Venere dei Medici sta per scendere in mare, ma l'atteggiamento suo palesa un senso di timore non più inconsapevole, ma cosciente. Il volto della dea guarda in lontananza come nella Cnidia, ma non vi è più lo sguardo sognatore; invece negli occhi e nel sorriso vi è l'intimo compiacimento delle proprie forme divine, commisto alla timidezza prodotta dalla totale nudità. E con gesto più accentuato di [[pudicizia]] la dea si scopre il petto e le parti vergognose. Così la soavità infinita della Cnidia si è trasformata in raffinatezza, in eleganza ricercata e civettuola; il motivo realistico del bagno è più accentuato, e per la pudicizia e la voluttà commiste insieme, più non si ha l'impressione di avere dinnanzi agli occhi la bellissima tra le dee, ma una mortale di bellezza divina. (Periodo quinto, pp. 576-577)
*È ben noto quanta ammirazione suscitasse questo [[Torso del Belvedere|torso {{NDR|del Belvedere}}]] in [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], il quale del resto trovava in esso piena corrispondenza con quell'ideale di arte grandiosa, che caratterizza le opere del sommo scultore del nostro rinascimento. E la entusiastica ammirazione a questo torso fu tributata attraverso i secoli, raggiungendo il culmine con G. G. Winckelmann<ref>[[Johann Joachim Winckelmann]].</ref>, mentre di poi, anche in questo caso, le scoperte archeologiche del secolo XIX hanno contribuito a smorzare, e con ragione, l'incondizionato, fervoroso applauso. (Periodo sesto, fase prima, p. 660)
*{{NDR|Il torso del Belvedere}} È un torso di forme atletiche, dalla possente muscolatura; pur essendo il personaggio rappresentato seduto, la posa sua implica un movimento assai forte del torace, il quale in tal modo viene esibito assai ripiegato con magnifico effetto di nudo. E nel trattamento di questo nudo si esplica una virtuosità nel rendere i più minuti particolari, che contrasta con la vigorosa imponenza dell'assieme. (Periodo sesto, fase prima, pp. 660-661)
*In questo [[Mausoleo di Augusto|mausoleo {{NDR|di Augusto}}]], che fu innalzato nel 28 a. C. tra il Pincio e il Tevere in mezzo a un parco, venivano a fondersi forme desunte dal mondo ellenistico (si ricordo l'Arsinoeion di Samotracia) ed il tipo di sepolcro a tumulo di carattere etrusco. Consisteva esso di una costruzione cilindrica del diametro di 95 metri, che aveva anteriormente un porticato e che era sormontata o da un tumulo conico di terra piantata a cipressi o da una terrazza e con in cima la statua dell'imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 670)
*[...] nell'11 a. C., fu inaugurato il [[teatro di Marcello]]. Era trascorso quasi mezzo secolo dalla dedica del primo teatro in pietra di Roma, quello di Pompeo (55 a. C.); il teatro di Marcello fu il secondo che pure in pietra si costruì a Roma, certo con quella maggiore eleganza e signorilità che caratterizzano i monumenti augustei. Nel tempo stesso questo teatro di Marcello fu il primo edifizio romano, in cui venne adoperato il brillante travertino di Tivoli. (Periodo sesto, fase prima, pp. 677)
*Vi è nei festoni dell'''[[Ara Pacis]]'' una grande varietà accoppiata ad un grande naturalismo: grappoli di uva, spighe di grano, pomi, pere, fichi, pigne, olive, bacche di alloro ed altro compongono questi festoni simboleggianti, nella festività della pompa augustea, l'abbondanza delle terre benedette dal lavoro umano. E se si pensa alla originaria policromia, che doveva rendere vieppiù consimili questi festoni alle corone di frutti delle terrecotte robbiane<ref>Luca della Robbia (1399/1400 circa-1482), scultore, ceramista e orafo italiano.</ref>, si deve senza esitazione alcuna riconoscere in essi uno degli esempi migliori di arte di natura morta. (Periodo sesto, fase prima, pp. 684-685)
*{{NDR|Sul [[ritratto di Paquio Proculo]] rinvenuto a Pompei}} Curioso è il modo con cui questo fornaio, che pure riuscì ad essere nominato duumviro giurisdicente nella sua città, volle far ritrarre sé stesso e sua moglie; non pare invero di avere dinnanzi a sé una coppia borghese della classe benemerita, ma certo non provvista di raffinata cultura, dei negozianti; eppure Paquio Proculo e sua moglie ci appaiono come persone di lettere, che la loro principale occupazione ripongono nello studio. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*{{NDR|Sul ritratto di Paquio Proculo}} Eppure questo volto {{NDR|dell'uomo}}, come quello della compagna, denotano quella compostezza veramente borghese di posa voluta, e dobbiamo credere che Paquio Proculo, e questo è un fenomeno non infrequente ai nostri giorni in circostanze analoghe, provasse intimo compiacimento che il pittore lo ritraesse insieme con la moglie, in un noto schema, in cui tutto accentuasse una raffinata intellettualità. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*Il [[Foro di Traiano]] fu ritenuto, e con ragione, un vero prodigio architettonico e come tale fu luogo prediletto della popolazione romana; invero fu assai frequentato nei secoli di decadenza questo ricco luogo, che rammentava il sempre compianto principe, per grandezza emulo di Cesare, per bontà a lui superiore. (Periodo sesto, fase prima, p. 732)
*Fu il Foro di Traiano centro di vita sociale ed importanti avvenimenti si compirono dentro le sue mura ed i suoi colonnati, e la presenza delle sue biblioteche attrasse sempre eruditi e filosofi e le loro schiere di discepoli. Sebbene spogliato di alcune statue e forse di alcuni rilievi all'epoca di Costantino che, per eternare le sue imprese, non poté sempre servirsi della decaduta ed intirizzita arte aulica del suo tempo, il Foro Traiano rimase presso a poco intatto sino ai tempi tristi della caduta dell'impero di occidente, anzi nelle sue parti architettoniche, si può dire sino alla fine del sec. VIII. [...]. I peggiori guasti, che quasi totalmente rovinarono questo unico insieme di costruzioni, avvennero nel sec. XVI, specialmente sotto il fatale pontificato di Sisto V. (Periodo sesto, fase prima, pp. 732-733)
*La colonna {{NDR|[[Colonna Traiana|Traiana]]}} è l'unico monumento del Foro non rovinato o distrutto; anzi è pervenuto sino a noi quasi immune dalle devastazioni barbariche e dalle turbolenze e dalla ignoranza del medio-evo. [...]<br>La causa di tale rispetto si dovette principalmente all'aureola di bontà che circondò il capo di Traiano, la quale suscitò, secondo la pia leggenda, la ''viva speme'' di Gregorio Magno a chiedere a Dio la salvezza dell'''anima gloriosa'' del pagano imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 733)
*[...] ben con ragione fu detto che la colonna Traiana è per la conoscenza della vita militare dei Romani ciò che è Pompei per la conoscenza della loro vita civile. (Periodo sesto, fase prima, p. 735)
*{{NDR|[[Tropaeum Traiani]]}} L'assieme del monumento è veramente degno di ammirazione, tanto che non vi è mancato chi abbia ascritto il disegno generale allo stesso [[Apollodoro di Damasco]]; eppure quale contrasto con la decorazione figurata a rilievo! Nella parte superiore del grande basamento circolare corre come un fregio dorico con riquadri a rilievo (metope) tra pilastri pure a rilievo (triglifi), mentre al disopra e al di sotto sono due {{sic|fascie}} continue di decorazioni; così ciascun merlo è decorato a rilievo dalla figura di un prigioniero. Nei rilevi del fregio sono scene militari ed allusioni alle guerre daciche; pel contenuto adunque essi si ricollegano a quanto è espresso lungo il fusto della [[Colonna Traiana|colonna di Traiano]]; ma quale enorme differenza di espressione artistica! (Periodo sesto, fase prima, p. 745)
*Senza dubbio la decorazione figurata del monumento {{NDR|Tropaeum Traiani}} di Adam-Klissi è dovuta a legionari romani, la cui arte inabile assai ci è nota da stele funerarie delle regioni renana e danubiana, oppure, e ciò sembra più probabile, è dovuta a scalpellini del luogo, lavoranti secondo quella corrente di arte barbarica, di cui alcuni esempi, specialmente stele funerarie, ci sono pervenuti dal suolo della Tracia. (Periodo sesto, fase prima, p. 746)
*[...] i rilievi di Adam-Klissi costituiscono una curiosa e non poco preziosa testimonianza di arte provinciale, encorica, in un tempo in cui l'arte ufficiale dell'impero romano poté e seppe dimostrare quanto era capace di esprimere nella glorificazione delle altissime imprese dell'ottimo imperatore {{NDR|[[Traiano]]}}. (Periodo sesto, fase prima, p. 747)
*Il [[Pantheon (Roma)|Pantheon]] è a noi pervenuto depredato del suo rivestimento di marmi, ma, per fortuna, in causa della sua trasformazione in chiesa cristiana nel 609, è nel suo insieme intatto, segnando, lungo il cammino percorso dall'arte edilizia nella espressione della volta, una delle tappe più gloriose come monumento intermedio tra il tesoro di Atreo a Micene di arte pre-ellenica e la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli di arte bizantina. (Periodo sesto, fase seconda, p. 755)
*Col nome del bieco tiranno [[Caracalla]] (211-217) sono connesse le famose [[Terme di Caracalla|Terme]] innalzate su di un terrazzo a sud-est dell'Aventino lungo la via Appia. I ruderi di queste Terme costituiscono ora accanto al [[Colosseo]] la testimonianza più grandiosa, più gigantesca dell'arte edilizia romana. (Periodo sesto, fase seconda, p. 801)
*Con la grandiosità di questa sorprendente costruzione {{NDR|le [[Terme di Caracalla]]}} si accompagnava la ricchezza della decorazione interna, con le pareti rivestite a marmi di svariate e rare qualità, con colonne di marmo, di granito, di porfido, con insigni statue (il Toro Farnese proviene, per esempio, da queste Terme) e rilievi, con pavimentazione a {{sic|musaici}}, con stucchi ed ornati nei soffitti.<br>Tutto è ora ridotto ad un nudo scheletro con alcune parti abbattute al suolo, con altre distrutte; ma pur così mutile, in questa desolata parte della città eterna, ove un tempo si addensava la folla ed il lusso faceva fastosa pompa di sé, le brune muraglie, che ancora sembrano innalzarsi quasi ad ardua sfida nella dolce melanconia della plaga solitaria, dicono al visitatore che sappia interrogarle la gloria della città che visse e vivrà nei secoli. (Periodo sesto, fase seconda, pp. 802-803)
*{{NDR|Sulla decorazione dell'[[arco di Costantino]]}} [...] gran parte, e la migliore, di questa decorazione proviene da monumenti imperiali anteriori, sicché non a torto quest'arco merita la designazione di cornacchia di Esopo che gli fu {{sic|dato}} dal Milizia<ref>[[Francesco Milizia]] (1725-1798), teorico dell'architettura, storico dell'arte e critico d'arte italiano</ref>. Ed invero questo primo monumento consacrante il trionfo del Cristianesimo può iniziare la lagrimevole serie delle numerose distruzioni o dissoluzioni di edifizi di Roma antica. (Periodo sesto, fase terza, p. 836)
*Certo in [[Mausoleo di Santa Costanza|Santa Costanza]] per l'armonia delle parti, per la sapiente ripartizione dei pesi e delle spinte dei muri, arditamente per gran parte sostenuti dalle colonne, pel contrasto ammirevole di luci e di ombre producenti un pittoresco effetto, è una prova ulteriore della grande vitalità che l'architettura conservò nel periodo costantiniano col mantenimento delle pure tradizioni del passato classico e con la espressione nel tempo stesso di nuovi aspetti precursori di ciò che poi apparisce nelle costruzioni bizantine. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*Santa Costanza, [...] è il primo edifizio cristiano che incontriamo, nel quale si osserva una larga, monumentale applicazione del {{sic|musaico}} al soffitto. Purtroppo alla fine del secolo XVI uno scempio crudele privò Santa Costanza dei musaici che adornavano la cupola, i quali furono malauguratamente distrutti, intatta per compenso è rimasta la decorazione musiva della volta anulare. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*La distruzione di opere d'arte classica, e precisamente di contenuto e significato pagano, iniziatasi nell'epoca costantiniana, andò sempre più aumentando nei secoli di barbarie. Contribuirono a tale distruzione non solo i torbidi, le incursioni barbariche, le guerre, l'ignoranza sempre crescente, il fanatismo religioso, ma anche atti ufficiali emanati dal supremo potere imperiale. Teodoro II, imperatore di oriente, per esempio, decretò nel 426 la distruzione dei templi pagani; l'editto imperiale per fortuna non venne applicato rigorosamente; anzi per gli {{sic|edifizi}} sacri dell'acropoli di Atene vi fu la protezione provvidenziale di Atenaide, moglie dello stesso imperatore. (Appendice prima, p. 901)
==''Storia della ceramica greca''==
===[[Incipit]]===
*Quando e dove s'inizia nella regione ellenica l'uso di dipingere [[vaso|vasi]] fittili? Per rispondere a tale quesito la mente nostra deve rivolgersi all'isola di [[Creta]], la quale fin dai primi tempi della secolare civiltà pre-ellenica si mantenne nel più stretto contatto con le già progredite culture dell'oriente ed in cui venne a costituirsi, prima che in altre parti della [[Grecia]], un'arte, una vigorosa e lussureggiante arte, indice di supremazia civile, economica e militare, di cui in massimo grado non sono che mere derivazioni le altre manifestazioni artistiche del mondo pre-ellenico. E da Creta adunque che dobbiamo prendere le mosse in questo lungo cammino attraverso secoli e secoli; ma, pervenuti ad un determinato momento dello sviluppo della [[ceramica]] dipinta cretese, dovremo indirizzarci ad altre regioni, che più o meno subirono o che per parecchio tempo non subirono affatto l'influsso dell'arte cretese, e dovremo rifare il cammino dalle origini sino a quando l'influsso di quest'arte diventa così forte ed immanente da sembrare quasi un'arte trapiantata dal tronco originario. E l'arte che si designa col nome di [[Civiltà micenea|micenea]], nome di carattere convenzionale, originato dalle grandi scoperte archeologiche avvenute a Micene, a cui indissolubilmente è legata la fama dello scopritore [[Heinrich Schliemann|Enrico Schliemann]].<!-- (cap. I, p. 3) -->
===Citazioni===
*L'[[olio]] ed il [[vino]] erano le due ricchezze maggiori del suolo dell'Attica e ad esse era in parte dovuta la magnifica floridezza, che ebbe per sì lungo spazio di tempo la [[ceramica]] in [[Atene]]. Frequenti, come si è visto, sono le allusioni al vino nei vasi attici dipinti, destinati a conviti gioiosi, a sfrenate gozzoviglie ed il dio [[Dioniso]] è spesso magnificato con il suo allegro corteggio di Sileni e di Menadi ; ma accanto a lui è glorificata la saggia dea [[Atena|Athena]], colei che diede alla città sua prediletta il dono preziosissimo dell'olivo. (p. 254)
==Citazioni su Pericle Ducati==
*A leggere il libro del Ducati<ref>Pericle Ducati, ''Etruria antica'', Torino, G. B. Paravia e C., 1926. {{NDR|N.d.A.}}</ref> là dove tratta delle origini, della lingua, della religione, della vita, della storia degli [[etruschi]], si è colpiti dalla vastità d'una dottrina acquistata con un metodo scrupoloso d'indagine. In ciò il metodo archeologico ha qualche cosa di prodigioso. Nulla sfugge all'indagatore: i ritrovamenti minimi come i massimi sono incatenati da un sistema di nessi che presuppone una larga conoscenza del mondo antico, delle fonti storiche, delle correnti etniche, delle condizioni geografiche, geologiche, politiche, magari psicologiche di quei tempi. ([[Roberto Papini]])
*Il moderno tormento estetico non turba le serene esperienze da laboratorio che il Ducati compie sull'arte degli etruschi come le compirebbe il chimico sui fenomeni del mondo inorganico. Egli è il tipico rappresentante della mentalità archeologica pura che si impone l'insensibilità, e quasi il disprezzo, verso i problemi dell'estetica, quasi che mancassero di serietà e di determinazione. ([[Roberto Papini]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/larteclassic00duca/mode/1up L'arte classica]'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Milano - Napoli - Roma, 1920.
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/storiadellaceram01duca/page/n4/mode/1up Storia della ceramica greca]'', Fratelli Alinari, Firenze, 1922.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Archeologi italiani]]
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[[File:Pericle Ducati.JPG|thumb|upright=0.8|Pericle Ducati]]
'''Pericle Ducati''' (1880 – 1944), archeologo ed etruscologo italiano.
==''L'arte classica''==
===[[Incipit]]===
Le origini dell'arte nelle regioni in cui fiorì la cultura denominata classica, sono assai modeste, assai umili. Le primitive popolazioni delle due penisole, ellenica ed italica, e delle isole circonvicine selvaggiamente conducendo una grama esistenza, dapprima, e ciò si avverte negli albori di vita di tutto il genere umano, usarono armi ed utensili di pietra, e nel lungo periodo, detto [[neolitico]], in cui questi oggetti di pietra furono lavorati e levigati, talora con mirabile virtuosità tecnica, si ebbe una rudimentale arte decorativa applicata al rozzo vasellame, ai rozzi arnesi di uso domestico. Si esplicò altresì questa attività dei neolitici ad esprimere, ma non dappertutto, plasticamente e in modo assai rudimentale la figura umana.<!--(Periodo primo, ''Le origini'', p. 11)-->
===Citazioni===
*Solo se si pensa che per lo studio di edifizi dobbiamo rivolgersi quasi sempre a ruderi, spesso più che scheletrici, se si pensa che per la visione dell'attività di uno scultore ellenico dobbiamo ricorrere in modo quasi esclusivo a tarde copie dell'età romana imperiale e se si pensa che la grande pittura è per sempre andata perduta e che, per aver una idea dello stile e della composizione del grande [[Polignoto di Taso]] dobbiamo fondare la nostra indagine principale su pitture vascolari al famoso affreschista contemporanee, mentre come fantasmi evanescenti ci appariscono le figure di altri pittori come {{sic|Zeussi}}, Parrasio, Apelle<ref>Celebri pittori dell'antica Grecia del V-IV secolo a.C.</ref>, non può davvero sembrare esagerata l'affermazione che a rovina terribile è stata soggetta l'arte della civiltà classica. (Prefazione, p. VII-VIII)
*Come il Partenone per il secolo V, così il [[Mausoleo di Alicarnasso]] è la creazione artistico-plastica più importante del secolo IV. [...] L'{{sic|edifizio}}, considerato come una delle meraviglie architettoniche del mondo antico, era in sufficiente stato di conservazione nel secolo XIII, nel qual tempo fu sconquassato ed abbattuto da terremoti. (Periodo quarto, fase terza, p. 453)
*Il temperamento passionale di [[Skopas|Scopa]] ci si rivela in pari modo in un'altra opera più insigne che è, per fortuna, un originale nel vero senso della parola: una testa femminile dal {{sic|pendìo}} meridionale dell'acropoli di Atene. Probabilmente rappresenta essa Arianna, a cui conviene la benda attorno al capo ed a cui pure convengono i caratteri di così forte agitazione, di così eccitata sensualità, quali irradiano dal volto magnifico, in cui le peculiarità stilistiche della testa di Tegea si sono affinate, perfezionate. Perciò nella testa dell'acropoli dobbiamo riconoscere la impronta dell'arte scopadea nel suo pieno fulgore. (Periodo quarto, fase terza, pp. 466-467)
*{{NDR|Commentando la ''Menade'' di Scopa}} Magnificamente espresso è il delirio sacro, accentuato dalla forte piegatura del capo, ovvia nelle creazioni di Scopa, con lo sguardo natante nella ebbrezza e perdentesi nel vuoto. È un ritmo audace di linee in fortissima torsione, degno, per questa fase di arte, di un artista così innovatore come Scopa; da questo schema agitatissimo del corpo, in cui pare che la carne abbia fremiti, emana quel trasporto impetuoso, quella follia mistica che gli antichi esaltavano nella creazione scopadea. (Periodo quarto, fase terza, p. 468)
*{{NDR|Dopo aver illustrato le caratteristiche dell'arte di Scopa}} Dalla mano di [[Prassitele]] escono invece figure calme, graziose, sorridenti di divinità: Afrodite benigna e voluttuosa, Eros giovinetto; Apollo pure adolescente o efebico, le Muse, Dioniso barbuto, con Satiri ragazzi, Hercules intento alle cure del fratellino Dioniso ed altre ed altre soavi figure che sono come fiori dalle tinte delicate, dal grato profumo, i quali si uniscono e si fondono in un solo assieme di una sola intonazione di colori e di odori. (Periodo quarto, fase terza, p. 472)
*{{NDR|Nel Satiro giovinetto a riposo}} Si ha lo schema prettamente prassitelico, per cui s'innalza la funzione statica dell'appoggio laterale della figura a funzione necessaria, e pel concetto e per la forma dell'opera creata; così viene a costituirsi quella linea flessuosa del corpo, quel molle abbandono che, unitamente alla dolce espressione del volto, tanto ci attrae nelle soavi creazioni prassiteliche. (Periodo quarto, fase terza, p. 474)
*{{NDR|Commentando l'''[[Afrodite cnidia]]'', di Prassitele}} La dea è raffigurata in un fuggevole istante; pronta a scendere nel bagno, sta per deporre il vestito, che or ora si è tolto, sul vaso che le sta vicino; ma in questo istante un pensiero istintivo di pudore per la sua completa nudità le fa curvare un po' il corpo, stringere le ginocchia ed abbassare la mano destra. Ma neppure un'ombra d'inquietudine offusca il suo bel volto; la dea sa di non essere veduta da alcuno sguardo profano, e però il suo gesto, pieno di naturalezza e di castità, è esclusivamente dovuto ad un intimo senso di pudicizia. (Periodo quarto, fase terza, p. 479)
*{{NDR|Commentando l'''[[Apollo del Belvedere]]'', copia di un originale di Leocare}} Il dio, di giovanile, elegante bellezza, è rappresentato nell'istante posteriore al gettito di una delle sue infallibili {{sic|freccie}}; la figura è nello schema successivo alla totale tensione del corpo e dello spirito nel colpire con l'arco. Trionfante è lo sguardo dalle ciglia un po' corrugate; leggermente gonfie di sdegno sono le narici; dalla bocca leggermente schiusa si avverte l'accelerato respiro; vi è un movimento un po' turbato dell'animo, raffrenato tuttavia dalla essenza soprannaturale del dio. Ed il braccio sinistro è ancora disteso, ma si è già leggermente ripiegato, ed Apollo, pur indirizzando lo sguardo sul nemico già raggiunto dalla freccia, si reca altrove verso altri avversari, implacabile nella sua ira, ammantato da calma apparente. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*È innegabile che l'Apollo del Belvedere produca in noi una assai vivida impressione come di una teofania, cioè di una improvvisa apparizione di un dio tra i mortali; [...]. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*{{NDR|Commentando l'''Apoxyómenos'' di Lisippo}} [...] [[Lisippo]] impicciolisce la testa, ma dona nel tempo stesso a tutta la figura proporzioni alte, slanciate. E la mossa è priva di ricercatezza, tutto è disinvolto e spigliato, e dall'assieme emana una signorile eleganza: è un atleta di nobile nascita, di raffinata educazione, di elevata coscienza, di pronta, lucida intellettualità. (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*Posato è l'atteggiamento dell'''[[apoxyómenos]]'', col corpo sostenuto dalla gamba sinistra e con la destra distesa leggermente all'indietro; eppure tutta la figura è percorsa da un palpito nervoso di movimento, poiché si prova la impressione vivissima che, pur con la semplice azione del tergersi con lo strigile, l'atleta cambi continuamente nell'appoggio della gamba destra a quello della sinistra e così via. E scaturisce anche la impressione di movimentata vivacità delle braccia. Tutto in questa elasticità nervosa è fluttuante, mosso, agitato; eppure la figura è in riposo! (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*{{NDR|Commentando il drappeggio della [[Nike di Samotracia]]}} Il vento, la fresca brezza marina, che eccita, esalta ed {{sic|inebbria}}, sferza la trionfale, orgogliosa figura della dea e, facendo modellare il chitone sul corpo, ne raccoglie ed agita i lembi mentre distacca, o gonfiando in alto, o abbattendo a terra, lo ''himation''. E mezzo efficacissimo pel raggiungimento di un effetto grandioso è il gonfiare dello ''himation'' tra gamba e gamba che, arricchendo di assai la parte inferiore della figura e donandole una solida base, prepara acconciamente il passaggio al torso, al petto, alle ali ampiamente distese. Tutto in questa scultura pare che ci renda sensibile la capricciosa brezza del mare, sicché sembra quasi di aspirare il, salso odore dell'ampia superficie delle acque. (Periodo quinto, p. 572)
*Una idea chiarissima della differenza che esiste tra l'arte del secolo IV e quella ellenistica ci è offerta anche dal confronto tra l'[[Afrodite cnidia|Afrodite Cnidia]] di [[Prassitele]] e l'Afrodite marmorea di provenienza romana, nota col nome di [[Venere de' Medici|Venere dei Medici]]. Concettualmente e formalmente quest'ultima opera si riallaccia alla prima: è la stessa corrente prassitelica, che tuttavia nell'opera ellenistica non mostra più la primitiva limpidezza. La Venere dei Medici sta per scendere in mare, ma l'atteggiamento suo palesa un senso di timore non più inconsapevole, ma cosciente. Il volto della dea guarda in lontananza come nella Cnidia, ma non vi è più lo sguardo sognatore; invece negli occhi e nel sorriso vi è l'intimo compiacimento delle proprie forme divine, commisto alla timidezza prodotta dalla totale nudità. E con gesto più accentuato di [[pudicizia]] la dea si scopre il petto e le parti vergognose. Così la soavità infinita della Cnidia si è trasformata in raffinatezza, in eleganza ricercata e civettuola; il motivo realistico del bagno è più accentuato, e per la pudicizia e la voluttà commiste insieme, più non si ha l'impressione di avere dinnanzi agli occhi la bellissima tra le dee, ma una mortale di bellezza divina. (Periodo quinto, pp. 576-577)
*È ben noto quanta ammirazione suscitasse questo [[Torso del Belvedere|torso {{NDR|del Belvedere}}]] in [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], il quale del resto trovava in esso piena corrispondenza con quell'ideale di arte grandiosa, che caratterizza le opere del sommo scultore del nostro rinascimento. E la entusiastica ammirazione a questo torso fu tributata attraverso i secoli, raggiungendo il culmine con G. G. Winckelmann<ref>[[Johann Joachim Winckelmann]].</ref>, mentre di poi, anche in questo caso, le scoperte archeologiche del secolo XIX hanno contribuito a smorzare, e con ragione, l'incondizionato, fervoroso applauso. (Periodo sesto, fase prima, p. 660)
*{{NDR|Il torso del Belvedere}} È un torso di forme atletiche, dalla possente muscolatura; pur essendo il personaggio rappresentato seduto, la posa sua implica un movimento assai forte del torace, il quale in tal modo viene esibito assai ripiegato con magnifico effetto di nudo. E nel trattamento di questo nudo si esplica una virtuosità nel rendere i più minuti particolari, che contrasta con la vigorosa imponenza dell'assieme. (Periodo sesto, fase prima, pp. 660-661)
*In questo [[Mausoleo di Augusto|mausoleo {{NDR|di Augusto}}]], che fu innalzato nel 28 a. C. tra il Pincio e il Tevere in mezzo a un parco, venivano a fondersi forme desunte dal mondo ellenistico (si ricordo l'Arsinoeion di Samotracia) ed il tipo di sepolcro a tumulo di carattere etrusco. Consisteva esso di una costruzione cilindrica del diametro di 95 metri, che aveva anteriormente un porticato e che era sormontata o da un tumulo conico di terra piantata a cipressi o da una terrazza e con in cima la statua dell'imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 670)
*[...] nell'11 a. C., fu inaugurato il [[teatro di Marcello]]. Era trascorso quasi mezzo secolo dalla dedica del primo teatro in pietra di Roma, quello di Pompeo (55 a. C.); il teatro di Marcello fu il secondo che pure in pietra si costruì a Roma, certo con quella maggiore eleganza e signorilità che caratterizzano i monumenti augustei. Nel tempo stesso questo teatro di Marcello fu il primo edifizio romano, in cui venne adoperato il brillante travertino di Tivoli. (Periodo sesto, fase prima, pp. 677)
*Vi è nei festoni dell'''[[Ara Pacis]]'' una grande varietà accoppiata ad un grande naturalismo: grappoli di uva, spighe di grano, pomi, pere, fichi, pigne, olive, bacche di alloro ed altro compongono questi festoni simboleggianti, nella festività della pompa augustea, l'abbondanza delle terre benedette dal lavoro umano. E se si pensa alla originaria policromia, che doveva rendere vieppiù consimili questi festoni alle corone di frutti delle terrecotte robbiane<ref>Luca della Robbia (1399/1400 circa-1482), scultore, ceramista e orafo italiano.</ref>, si deve senza esitazione alcuna riconoscere in essi uno degli esempi migliori di arte di natura morta. (Periodo sesto, fase prima, pp. 684-685)
*{{NDR|Sul [[ritratto di Paquio Proculo]] rinvenuto a Pompei}} Curioso è il modo con cui questo fornaio, che pure riuscì ad essere nominato duumviro giurisdicente nella sua città, volle far ritrarre sé stesso e sua moglie; non pare invero di avere dinnanzi a sé una coppia borghese della classe benemerita, ma certo non provvista di raffinata cultura, dei negozianti; eppure Paquio Proculo e sua moglie ci appaiono come persone di lettere, che la loro principale occupazione ripongono nello studio. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*{{NDR|Sul ritratto di Paquio Proculo}} Eppure questo volto {{NDR|dell'uomo}}, come quello della compagna, denotano quella compostezza veramente borghese di posa voluta, e dobbiamo credere che Paquio Proculo, e questo è un fenomeno non infrequente ai nostri giorni in circostanze analoghe, provasse intimo compiacimento che il pittore lo ritraesse insieme con la moglie, in un noto schema, in cui tutto accentuasse una raffinata intellettualità. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*Il [[Foro di Traiano]] fu ritenuto, e con ragione, un vero prodigio architettonico e come tale fu luogo prediletto della popolazione romana; invero fu assai frequentato nei secoli di decadenza questo ricco luogo, che rammentava il sempre compianto principe, per grandezza emulo di Cesare, per bontà a lui superiore. (Periodo sesto, fase prima, p. 732)
*Fu il Foro di Traiano centro di vita sociale ed importanti avvenimenti si compirono dentro le sue mura ed i suoi colonnati, e la presenza delle sue biblioteche attrasse sempre eruditi e filosofi e le loro schiere di discepoli. Sebbene spogliato di alcune statue e forse di alcuni rilievi all'epoca di Costantino che, per eternare le sue imprese, non poté sempre servirsi della decaduta ed intirizzita arte aulica del suo tempo, il Foro Traiano rimase presso a poco intatto sino ai tempi tristi della caduta dell'impero di occidente, anzi nelle sue parti architettoniche, si può dire sino alla fine del sec. VIII. [...]. I peggiori guasti, che quasi totalmente rovinarono questo unico insieme di costruzioni, avvennero nel sec. XVI, specialmente sotto il fatale pontificato di Sisto V. (Periodo sesto, fase prima, pp. 732-733)
*La colonna {{NDR|[[Colonna Traiana|Traiana]]}} è l'unico monumento del Foro non rovinato o distrutto; anzi è pervenuto sino a noi quasi immune dalle devastazioni barbariche e dalle turbolenze e dalla ignoranza del medio-evo. [...]<br>La causa di tale rispetto si dovette principalmente all'aureola di bontà che circondò il capo di Traiano, la quale suscitò, secondo la pia leggenda, la ''viva speme'' di Gregorio Magno a chiedere a Dio la salvezza dell'''anima gloriosa'' del pagano imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 733)
*[...] ben con ragione fu detto che la colonna Traiana è per la conoscenza della vita militare dei Romani ciò che è Pompei per la conoscenza della loro vita civile. (Periodo sesto, fase prima, p. 735)
*{{NDR|[[Tropaeum Traiani]]}} L'assieme del monumento è veramente degno di ammirazione, tanto che non vi è mancato chi abbia ascritto il disegno generale allo stesso [[Apollodoro di Damasco]]; eppure quale contrasto con la decorazione figurata a rilievo! Nella parte superiore del grande basamento circolare corre come un fregio dorico con riquadri a rilievo (metope) tra pilastri pure a rilievo (triglifi), mentre al disopra e al di sotto sono due {{sic|fascie}} continue di decorazioni; così ciascun merlo è decorato a rilievo dalla figura di un prigioniero. Nei rilevi del fregio sono scene militari ed allusioni alle guerre daciche; pel contenuto adunque essi si ricollegano a quanto è espresso lungo il fusto della [[Colonna Traiana|colonna di Traiano]]; ma quale enorme differenza di espressione artistica! (Periodo sesto, fase prima, p. 745)
*Senza dubbio la decorazione figurata del monumento {{NDR|Tropaeum Traiani}} di Adam-Klissi è dovuta a legionari romani, la cui arte inabile assai ci è nota da stele funerarie delle regioni renana e danubiana, oppure, e ciò sembra più probabile, è dovuta a scalpellini del luogo, lavoranti secondo quella corrente di arte barbarica, di cui alcuni esempi, specialmente stele funerarie, ci sono pervenuti dal suolo della Tracia. (Periodo sesto, fase prima, p. 746)
*[...] i rilievi di Adam-Klissi costituiscono una curiosa e non poco preziosa testimonianza di arte provinciale, encorica, in un tempo in cui l'arte ufficiale dell'impero romano poté e seppe dimostrare quanto era capace di esprimere nella glorificazione delle altissime imprese dell'ottimo imperatore {{NDR|[[Traiano]]}}. (Periodo sesto, fase prima, p. 747)
*Il [[Pantheon (Roma)|Pantheon]] è a noi pervenuto depredato del suo rivestimento di marmi, ma, per fortuna, in causa della sua trasformazione in chiesa cristiana nel 609, è nel suo insieme intatto, segnando, lungo il cammino percorso dall'arte edilizia nella espressione della volta, una delle tappe più gloriose come monumento intermedio tra il tesoro di Atreo a Micene di arte pre-ellenica e la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli di arte bizantina. (Periodo sesto, fase seconda, p. 755)
*Col nome del bieco tiranno [[Caracalla]] (211-217) sono connesse le famose [[Terme di Caracalla|Terme]] innalzate su di un terrazzo a sud-est dell'Aventino lungo la via Appia. I ruderi di queste Terme costituiscono ora accanto al [[Colosseo]] la testimonianza più grandiosa, più gigantesca dell'arte edilizia romana. (Periodo sesto, fase seconda, p. 801)
*Con la grandiosità di questa sorprendente costruzione {{NDR|le [[Terme di Caracalla]]}} si accompagnava la ricchezza della decorazione interna, con le pareti rivestite a marmi di svariate e rare qualità, con colonne di marmo, di granito, di porfido, con insigni statue (il Toro Farnese proviene, per esempio, da queste Terme) e rilievi, con pavimentazione a {{sic|musaici}}, con stucchi ed ornati nei soffitti.<br>Tutto è ora ridotto ad un nudo scheletro con alcune parti abbattute al suolo, con altre distrutte; ma pur così mutile, in questa desolata parte della città eterna, ove un tempo si addensava la folla ed il lusso faceva fastosa pompa di sé, le brune muraglie, che ancora sembrano innalzarsi quasi ad ardua sfida nella dolce melanconia della plaga solitaria, dicono al visitatore che sappia interrogarle la gloria della città che visse e vivrà nei secoli. (Periodo sesto, fase seconda, pp. 802-803)
*{{NDR|Sulla decorazione dell'[[arco di Costantino]]}} [...] gran parte, e la migliore, di questa decorazione proviene da monumenti imperiali anteriori, sicché non a torto quest'arco merita la designazione di cornacchia di Esopo che gli fu {{sic|dato}} dal Milizia<ref>[[Francesco Milizia]] (1725-1798), teorico dell'architettura, storico dell'arte e critico d'arte italiano</ref>. Ed invero questo primo monumento consacrante il trionfo del Cristianesimo può iniziare la lagrimevole serie delle numerose distruzioni o dissoluzioni di edifizi di Roma antica. (Periodo sesto, fase terza, p. 836)
*Certo in [[Mausoleo di Santa Costanza|Santa Costanza]] per l'armonia delle parti, per la sapiente ripartizione dei pesi e delle spinte dei muri, arditamente per gran parte sostenuti dalle colonne, pel contrasto ammirevole di luci e di ombre producenti un pittoresco effetto, è una prova ulteriore della grande vitalità che l'architettura conservò nel periodo costantiniano col mantenimento delle pure tradizioni del passato classico e con la espressione nel tempo stesso di nuovi aspetti precursori di ciò che poi apparisce nelle costruzioni bizantine. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*Santa Costanza, [...] è il primo edifizio cristiano che incontriamo, nel quale si osserva una larga, monumentale applicazione del {{sic|musaico}} al soffitto. Purtroppo alla fine del secolo XVI uno scempio crudele privò Santa Costanza dei musaici che adornavano la cupola, i quali furono malauguratamente distrutti, intatta per compenso è rimasta la decorazione musiva della volta anulare. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*La distruzione di opere d'arte classica, e precisamente di contenuto e significato pagano, iniziatasi nell'epoca costantiniana, andò sempre più aumentando nei secoli di barbarie. Contribuirono a tale distruzione non solo i torbidi, le incursioni barbariche, le guerre, l'ignoranza sempre crescente, il fanatismo religioso, ma anche atti ufficiali emanati dal supremo potere imperiale. Teodoro II, imperatore di oriente, per esempio, decretò nel 426 la distruzione dei templi pagani; l'editto imperiale per fortuna non venne applicato rigorosamente; anzi per gli {{sic|edifizi}} sacri dell'acropoli di Atene vi fu la protezione provvidenziale di Atenaide, moglie dello stesso imperatore. (Appendice prima, p. 901)
==''Storia della ceramica greca''==
===[[Incipit]]===
*Quando e dove s'inizia nella regione ellenica l'uso di dipingere [[vaso|vasi]] fittili? Per rispondere a tale quesito la mente nostra deve rivolgersi all'isola di [[Creta]], la quale fin dai primi tempi della secolare civiltà pre-ellenica si mantenne nel più stretto contatto con le già progredite culture dell'oriente ed in cui venne a costituirsi, prima che in altre parti della [[Grecia]], un'arte, una vigorosa e lussureggiante arte, indice di supremazia civile, economica e militare, di cui in massimo grado non sono che mere derivazioni le altre manifestazioni artistiche del mondo pre-ellenico. E da Creta adunque che dobbiamo prendere le mosse in questo lungo cammino attraverso secoli e secoli; ma, pervenuti ad un determinato momento dello sviluppo della [[ceramica]] dipinta cretese, dovremo indirizzarci ad altre regioni, che più o meno subirono o che per parecchio tempo non subirono affatto l'influsso dell'arte cretese, e dovremo rifare il cammino dalle origini sino a quando l'influsso di quest'arte diventa così forte ed immanente da sembrare quasi un'arte trapiantata dal tronco originario. E l'arte che si designa col nome di [[Civiltà micenea|micenea]], nome di carattere convenzionale, originato dalle grandi scoperte archeologiche avvenute a Micene, a cui indissolubilmente è legata la fama dello scopritore [[Heinrich Schliemann|Enrico Schliemann]].<!-- (cap. I, p. 3) -->
===Citazioni===
*L'[[olio]] ed il [[vino]] erano le due ricchezze maggiori del suolo dell'Attica e ad esse era in parte dovuta la magnifica floridezza, che ebbe per sì lungo spazio di tempo la ceramica in [[Atene]]. Frequenti, come si è visto, sono le allusioni al vino nei vasi attici dipinti, destinati a conviti gioiosi, a sfrenate gozzoviglie ed il dio [[Dioniso]] è spesso magnificato con il suo allegro corteggio di Sileni e di Menadi; ma accanto a lui è glorificata la saggia dea [[Atena|Athena]], colei che diede alla città sua prediletta il dono preziosissimo dell'olivo. (p. 254)
==Citazioni su Pericle Ducati==
*A leggere il libro del Ducati<ref>Pericle Ducati, ''Etruria antica'', Torino, G. B. Paravia e C., 1926. {{NDR|N.d.A.}}</ref> là dove tratta delle origini, della lingua, della religione, della vita, della storia degli [[etruschi]], si è colpiti dalla vastità d'una dottrina acquistata con un metodo scrupoloso d'indagine. In ciò il metodo archeologico ha qualche cosa di prodigioso. Nulla sfugge all'indagatore: i ritrovamenti minimi come i massimi sono incatenati da un sistema di nessi che presuppone una larga conoscenza del mondo antico, delle fonti storiche, delle correnti etniche, delle condizioni geografiche, geologiche, politiche, magari psicologiche di quei tempi. ([[Roberto Papini]])
*Il moderno tormento estetico non turba le serene esperienze da laboratorio che il Ducati compie sull'arte degli etruschi come le compirebbe il chimico sui fenomeni del mondo inorganico. Egli è il tipico rappresentante della mentalità archeologica pura che si impone l'insensibilità, e quasi il disprezzo, verso i problemi dell'estetica, quasi che mancassero di serietà e di determinazione. ([[Roberto Papini]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/larteclassic00duca/mode/1up L'arte classica]'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Milano - Napoli - Roma, 1920.
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/storiadellaceram01duca/page/n4/mode/1up Storia della ceramica greca]'', Fratelli Alinari, Firenze, 1922.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ducati, Pericle}}
[[Categoria:Archeologi italiani]]
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18878
/* Storia della ceramica greca */ stoviglie dipinte a Creta
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[[File:Pericle Ducati.JPG|thumb|upright=0.8|Pericle Ducati]]
'''Pericle Ducati''' (1880 – 1944), archeologo ed etruscologo italiano.
==''L'arte classica''==
===[[Incipit]]===
Le origini dell'arte nelle regioni in cui fiorì la cultura denominata classica, sono assai modeste, assai umili. Le primitive popolazioni delle due penisole, ellenica ed italica, e delle isole circonvicine selvaggiamente conducendo una grama esistenza, dapprima, e ciò si avverte negli albori di vita di tutto il genere umano, usarono armi ed utensili di pietra, e nel lungo periodo, detto [[neolitico]], in cui questi oggetti di pietra furono lavorati e levigati, talora con mirabile virtuosità tecnica, si ebbe una rudimentale arte decorativa applicata al rozzo vasellame, ai rozzi arnesi di uso domestico. Si esplicò altresì questa attività dei neolitici ad esprimere, ma non dappertutto, plasticamente e in modo assai rudimentale la figura umana.<!--(Periodo primo, ''Le origini'', p. 11)-->
===Citazioni===
*Solo se si pensa che per lo studio di edifizi dobbiamo rivolgersi quasi sempre a ruderi, spesso più che scheletrici, se si pensa che per la visione dell'attività di uno scultore ellenico dobbiamo ricorrere in modo quasi esclusivo a tarde copie dell'età romana imperiale e se si pensa che la grande pittura è per sempre andata perduta e che, per aver una idea dello stile e della composizione del grande [[Polignoto di Taso]] dobbiamo fondare la nostra indagine principale su pitture vascolari al famoso affreschista contemporanee, mentre come fantasmi evanescenti ci appariscono le figure di altri pittori come {{sic|Zeussi}}, Parrasio, Apelle<ref>Celebri pittori dell'antica Grecia del V-IV secolo a.C.</ref>, non può davvero sembrare esagerata l'affermazione che a rovina terribile è stata soggetta l'arte della civiltà classica. (Prefazione, p. VII-VIII)
*Come il Partenone per il secolo V, così il [[Mausoleo di Alicarnasso]] è la creazione artistico-plastica più importante del secolo IV. [...] L'{{sic|edifizio}}, considerato come una delle meraviglie architettoniche del mondo antico, era in sufficiente stato di conservazione nel secolo XIII, nel qual tempo fu sconquassato ed abbattuto da terremoti. (Periodo quarto, fase terza, p. 453)
*Il temperamento passionale di [[Skopas|Scopa]] ci si rivela in pari modo in un'altra opera più insigne che è, per fortuna, un originale nel vero senso della parola: una testa femminile dal {{sic|pendìo}} meridionale dell'acropoli di Atene. Probabilmente rappresenta essa Arianna, a cui conviene la benda attorno al capo ed a cui pure convengono i caratteri di così forte agitazione, di così eccitata sensualità, quali irradiano dal volto magnifico, in cui le peculiarità stilistiche della testa di Tegea si sono affinate, perfezionate. Perciò nella testa dell'acropoli dobbiamo riconoscere la impronta dell'arte scopadea nel suo pieno fulgore. (Periodo quarto, fase terza, pp. 466-467)
*{{NDR|Commentando la ''Menade'' di Scopa}} Magnificamente espresso è il delirio sacro, accentuato dalla forte piegatura del capo, ovvia nelle creazioni di Scopa, con lo sguardo natante nella ebbrezza e perdentesi nel vuoto. È un ritmo audace di linee in fortissima torsione, degno, per questa fase di arte, di un artista così innovatore come Scopa; da questo schema agitatissimo del corpo, in cui pare che la carne abbia fremiti, emana quel trasporto impetuoso, quella follia mistica che gli antichi esaltavano nella creazione scopadea. (Periodo quarto, fase terza, p. 468)
*{{NDR|Dopo aver illustrato le caratteristiche dell'arte di Scopa}} Dalla mano di [[Prassitele]] escono invece figure calme, graziose, sorridenti di divinità: Afrodite benigna e voluttuosa, Eros giovinetto; Apollo pure adolescente o efebico, le Muse, Dioniso barbuto, con Satiri ragazzi, Hercules intento alle cure del fratellino Dioniso ed altre ed altre soavi figure che sono come fiori dalle tinte delicate, dal grato profumo, i quali si uniscono e si fondono in un solo assieme di una sola intonazione di colori e di odori. (Periodo quarto, fase terza, p. 472)
*{{NDR|Nel Satiro giovinetto a riposo}} Si ha lo schema prettamente prassitelico, per cui s'innalza la funzione statica dell'appoggio laterale della figura a funzione necessaria, e pel concetto e per la forma dell'opera creata; così viene a costituirsi quella linea flessuosa del corpo, quel molle abbandono che, unitamente alla dolce espressione del volto, tanto ci attrae nelle soavi creazioni prassiteliche. (Periodo quarto, fase terza, p. 474)
*{{NDR|Commentando l'''[[Afrodite cnidia]]'', di Prassitele}} La dea è raffigurata in un fuggevole istante; pronta a scendere nel bagno, sta per deporre il vestito, che or ora si è tolto, sul vaso che le sta vicino; ma in questo istante un pensiero istintivo di pudore per la sua completa nudità le fa curvare un po' il corpo, stringere le ginocchia ed abbassare la mano destra. Ma neppure un'ombra d'inquietudine offusca il suo bel volto; la dea sa di non essere veduta da alcuno sguardo profano, e però il suo gesto, pieno di naturalezza e di castità, è esclusivamente dovuto ad un intimo senso di pudicizia. (Periodo quarto, fase terza, p. 479)
*{{NDR|Commentando l'''[[Apollo del Belvedere]]'', copia di un originale di Leocare}} Il dio, di giovanile, elegante bellezza, è rappresentato nell'istante posteriore al gettito di una delle sue infallibili {{sic|freccie}}; la figura è nello schema successivo alla totale tensione del corpo e dello spirito nel colpire con l'arco. Trionfante è lo sguardo dalle ciglia un po' corrugate; leggermente gonfie di sdegno sono le narici; dalla bocca leggermente schiusa si avverte l'accelerato respiro; vi è un movimento un po' turbato dell'animo, raffrenato tuttavia dalla essenza soprannaturale del dio. Ed il braccio sinistro è ancora disteso, ma si è già leggermente ripiegato, ed Apollo, pur indirizzando lo sguardo sul nemico già raggiunto dalla freccia, si reca altrove verso altri avversari, implacabile nella sua ira, ammantato da calma apparente. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*È innegabile che l'Apollo del Belvedere produca in noi una assai vivida impressione come di una teofania, cioè di una improvvisa apparizione di un dio tra i mortali; [...]. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*{{NDR|Commentando l'''Apoxyómenos'' di Lisippo}} [...] [[Lisippo]] impicciolisce la testa, ma dona nel tempo stesso a tutta la figura proporzioni alte, slanciate. E la mossa è priva di ricercatezza, tutto è disinvolto e spigliato, e dall'assieme emana una signorile eleganza: è un atleta di nobile nascita, di raffinata educazione, di elevata coscienza, di pronta, lucida intellettualità. (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*Posato è l'atteggiamento dell'''[[apoxyómenos]]'', col corpo sostenuto dalla gamba sinistra e con la destra distesa leggermente all'indietro; eppure tutta la figura è percorsa da un palpito nervoso di movimento, poiché si prova la impressione vivissima che, pur con la semplice azione del tergersi con lo strigile, l'atleta cambi continuamente nell'appoggio della gamba destra a quello della sinistra e così via. E scaturisce anche la impressione di movimentata vivacità delle braccia. Tutto in questa elasticità nervosa è fluttuante, mosso, agitato; eppure la figura è in riposo! (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*{{NDR|Commentando il drappeggio della [[Nike di Samotracia]]}} Il vento, la fresca brezza marina, che eccita, esalta ed {{sic|inebbria}}, sferza la trionfale, orgogliosa figura della dea e, facendo modellare il chitone sul corpo, ne raccoglie ed agita i lembi mentre distacca, o gonfiando in alto, o abbattendo a terra, lo ''himation''. E mezzo efficacissimo pel raggiungimento di un effetto grandioso è il gonfiare dello ''himation'' tra gamba e gamba che, arricchendo di assai la parte inferiore della figura e donandole una solida base, prepara acconciamente il passaggio al torso, al petto, alle ali ampiamente distese. Tutto in questa scultura pare che ci renda sensibile la capricciosa brezza del mare, sicché sembra quasi di aspirare il, salso odore dell'ampia superficie delle acque. (Periodo quinto, p. 572)
*Una idea chiarissima della differenza che esiste tra l'arte del secolo IV e quella ellenistica ci è offerta anche dal confronto tra l'[[Afrodite cnidia|Afrodite Cnidia]] di [[Prassitele]] e l'Afrodite marmorea di provenienza romana, nota col nome di [[Venere de' Medici|Venere dei Medici]]. Concettualmente e formalmente quest'ultima opera si riallaccia alla prima: è la stessa corrente prassitelica, che tuttavia nell'opera ellenistica non mostra più la primitiva limpidezza. La Venere dei Medici sta per scendere in mare, ma l'atteggiamento suo palesa un senso di timore non più inconsapevole, ma cosciente. Il volto della dea guarda in lontananza come nella Cnidia, ma non vi è più lo sguardo sognatore; invece negli occhi e nel sorriso vi è l'intimo compiacimento delle proprie forme divine, commisto alla timidezza prodotta dalla totale nudità. E con gesto più accentuato di [[pudicizia]] la dea si scopre il petto e le parti vergognose. Così la soavità infinita della Cnidia si è trasformata in raffinatezza, in eleganza ricercata e civettuola; il motivo realistico del bagno è più accentuato, e per la pudicizia e la voluttà commiste insieme, più non si ha l'impressione di avere dinnanzi agli occhi la bellissima tra le dee, ma una mortale di bellezza divina. (Periodo quinto, pp. 576-577)
*È ben noto quanta ammirazione suscitasse questo [[Torso del Belvedere|torso {{NDR|del Belvedere}}]] in [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], il quale del resto trovava in esso piena corrispondenza con quell'ideale di arte grandiosa, che caratterizza le opere del sommo scultore del nostro rinascimento. E la entusiastica ammirazione a questo torso fu tributata attraverso i secoli, raggiungendo il culmine con G. G. Winckelmann<ref>[[Johann Joachim Winckelmann]].</ref>, mentre di poi, anche in questo caso, le scoperte archeologiche del secolo XIX hanno contribuito a smorzare, e con ragione, l'incondizionato, fervoroso applauso. (Periodo sesto, fase prima, p. 660)
*{{NDR|Il torso del Belvedere}} È un torso di forme atletiche, dalla possente muscolatura; pur essendo il personaggio rappresentato seduto, la posa sua implica un movimento assai forte del torace, il quale in tal modo viene esibito assai ripiegato con magnifico effetto di nudo. E nel trattamento di questo nudo si esplica una virtuosità nel rendere i più minuti particolari, che contrasta con la vigorosa imponenza dell'assieme. (Periodo sesto, fase prima, pp. 660-661)
*In questo [[Mausoleo di Augusto|mausoleo {{NDR|di Augusto}}]], che fu innalzato nel 28 a. C. tra il Pincio e il Tevere in mezzo a un parco, venivano a fondersi forme desunte dal mondo ellenistico (si ricordo l'Arsinoeion di Samotracia) ed il tipo di sepolcro a tumulo di carattere etrusco. Consisteva esso di una costruzione cilindrica del diametro di 95 metri, che aveva anteriormente un porticato e che era sormontata o da un tumulo conico di terra piantata a cipressi o da una terrazza e con in cima la statua dell'imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 670)
*[...] nell'11 a. C., fu inaugurato il [[teatro di Marcello]]. Era trascorso quasi mezzo secolo dalla dedica del primo teatro in pietra di Roma, quello di Pompeo (55 a. C.); il teatro di Marcello fu il secondo che pure in pietra si costruì a Roma, certo con quella maggiore eleganza e signorilità che caratterizzano i monumenti augustei. Nel tempo stesso questo teatro di Marcello fu il primo edifizio romano, in cui venne adoperato il brillante travertino di Tivoli. (Periodo sesto, fase prima, pp. 677)
*Vi è nei festoni dell'''[[Ara Pacis]]'' una grande varietà accoppiata ad un grande naturalismo: grappoli di uva, spighe di grano, pomi, pere, fichi, pigne, olive, bacche di alloro ed altro compongono questi festoni simboleggianti, nella festività della pompa augustea, l'abbondanza delle terre benedette dal lavoro umano. E se si pensa alla originaria policromia, che doveva rendere vieppiù consimili questi festoni alle corone di frutti delle terrecotte robbiane<ref>Luca della Robbia (1399/1400 circa-1482), scultore, ceramista e orafo italiano.</ref>, si deve senza esitazione alcuna riconoscere in essi uno degli esempi migliori di arte di natura morta. (Periodo sesto, fase prima, pp. 684-685)
*{{NDR|Sul [[ritratto di Paquio Proculo]] rinvenuto a Pompei}} Curioso è il modo con cui questo fornaio, che pure riuscì ad essere nominato duumviro giurisdicente nella sua città, volle far ritrarre sé stesso e sua moglie; non pare invero di avere dinnanzi a sé una coppia borghese della classe benemerita, ma certo non provvista di raffinata cultura, dei negozianti; eppure Paquio Proculo e sua moglie ci appaiono come persone di lettere, che la loro principale occupazione ripongono nello studio. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*{{NDR|Sul ritratto di Paquio Proculo}} Eppure questo volto {{NDR|dell'uomo}}, come quello della compagna, denotano quella compostezza veramente borghese di posa voluta, e dobbiamo credere che Paquio Proculo, e questo è un fenomeno non infrequente ai nostri giorni in circostanze analoghe, provasse intimo compiacimento che il pittore lo ritraesse insieme con la moglie, in un noto schema, in cui tutto accentuasse una raffinata intellettualità. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*Il [[Foro di Traiano]] fu ritenuto, e con ragione, un vero prodigio architettonico e come tale fu luogo prediletto della popolazione romana; invero fu assai frequentato nei secoli di decadenza questo ricco luogo, che rammentava il sempre compianto principe, per grandezza emulo di Cesare, per bontà a lui superiore. (Periodo sesto, fase prima, p. 732)
*Fu il Foro di Traiano centro di vita sociale ed importanti avvenimenti si compirono dentro le sue mura ed i suoi colonnati, e la presenza delle sue biblioteche attrasse sempre eruditi e filosofi e le loro schiere di discepoli. Sebbene spogliato di alcune statue e forse di alcuni rilievi all'epoca di Costantino che, per eternare le sue imprese, non poté sempre servirsi della decaduta ed intirizzita arte aulica del suo tempo, il Foro Traiano rimase presso a poco intatto sino ai tempi tristi della caduta dell'impero di occidente, anzi nelle sue parti architettoniche, si può dire sino alla fine del sec. VIII. [...]. I peggiori guasti, che quasi totalmente rovinarono questo unico insieme di costruzioni, avvennero nel sec. XVI, specialmente sotto il fatale pontificato di Sisto V. (Periodo sesto, fase prima, pp. 732-733)
*La colonna {{NDR|[[Colonna Traiana|Traiana]]}} è l'unico monumento del Foro non rovinato o distrutto; anzi è pervenuto sino a noi quasi immune dalle devastazioni barbariche e dalle turbolenze e dalla ignoranza del medio-evo. [...]<br>La causa di tale rispetto si dovette principalmente all'aureola di bontà che circondò il capo di Traiano, la quale suscitò, secondo la pia leggenda, la ''viva speme'' di Gregorio Magno a chiedere a Dio la salvezza dell'''anima gloriosa'' del pagano imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 733)
*[...] ben con ragione fu detto che la colonna Traiana è per la conoscenza della vita militare dei Romani ciò che è Pompei per la conoscenza della loro vita civile. (Periodo sesto, fase prima, p. 735)
*{{NDR|[[Tropaeum Traiani]]}} L'assieme del monumento è veramente degno di ammirazione, tanto che non vi è mancato chi abbia ascritto il disegno generale allo stesso [[Apollodoro di Damasco]]; eppure quale contrasto con la decorazione figurata a rilievo! Nella parte superiore del grande basamento circolare corre come un fregio dorico con riquadri a rilievo (metope) tra pilastri pure a rilievo (triglifi), mentre al disopra e al di sotto sono due {{sic|fascie}} continue di decorazioni; così ciascun merlo è decorato a rilievo dalla figura di un prigioniero. Nei rilevi del fregio sono scene militari ed allusioni alle guerre daciche; pel contenuto adunque essi si ricollegano a quanto è espresso lungo il fusto della [[Colonna Traiana|colonna di Traiano]]; ma quale enorme differenza di espressione artistica! (Periodo sesto, fase prima, p. 745)
*Senza dubbio la decorazione figurata del monumento {{NDR|Tropaeum Traiani}} di Adam-Klissi è dovuta a legionari romani, la cui arte inabile assai ci è nota da stele funerarie delle regioni renana e danubiana, oppure, e ciò sembra più probabile, è dovuta a scalpellini del luogo, lavoranti secondo quella corrente di arte barbarica, di cui alcuni esempi, specialmente stele funerarie, ci sono pervenuti dal suolo della Tracia. (Periodo sesto, fase prima, p. 746)
*[...] i rilievi di Adam-Klissi costituiscono una curiosa e non poco preziosa testimonianza di arte provinciale, encorica, in un tempo in cui l'arte ufficiale dell'impero romano poté e seppe dimostrare quanto era capace di esprimere nella glorificazione delle altissime imprese dell'ottimo imperatore {{NDR|[[Traiano]]}}. (Periodo sesto, fase prima, p. 747)
*Il [[Pantheon (Roma)|Pantheon]] è a noi pervenuto depredato del suo rivestimento di marmi, ma, per fortuna, in causa della sua trasformazione in chiesa cristiana nel 609, è nel suo insieme intatto, segnando, lungo il cammino percorso dall'arte edilizia nella espressione della volta, una delle tappe più gloriose come monumento intermedio tra il tesoro di Atreo a Micene di arte pre-ellenica e la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli di arte bizantina. (Periodo sesto, fase seconda, p. 755)
*Col nome del bieco tiranno [[Caracalla]] (211-217) sono connesse le famose [[Terme di Caracalla|Terme]] innalzate su di un terrazzo a sud-est dell'Aventino lungo la via Appia. I ruderi di queste Terme costituiscono ora accanto al [[Colosseo]] la testimonianza più grandiosa, più gigantesca dell'arte edilizia romana. (Periodo sesto, fase seconda, p. 801)
*Con la grandiosità di questa sorprendente costruzione {{NDR|le [[Terme di Caracalla]]}} si accompagnava la ricchezza della decorazione interna, con le pareti rivestite a marmi di svariate e rare qualità, con colonne di marmo, di granito, di porfido, con insigni statue (il Toro Farnese proviene, per esempio, da queste Terme) e rilievi, con pavimentazione a {{sic|musaici}}, con stucchi ed ornati nei soffitti.<br>Tutto è ora ridotto ad un nudo scheletro con alcune parti abbattute al suolo, con altre distrutte; ma pur così mutile, in questa desolata parte della città eterna, ove un tempo si addensava la folla ed il lusso faceva fastosa pompa di sé, le brune muraglie, che ancora sembrano innalzarsi quasi ad ardua sfida nella dolce melanconia della plaga solitaria, dicono al visitatore che sappia interrogarle la gloria della città che visse e vivrà nei secoli. (Periodo sesto, fase seconda, pp. 802-803)
*{{NDR|Sulla decorazione dell'[[arco di Costantino]]}} [...] gran parte, e la migliore, di questa decorazione proviene da monumenti imperiali anteriori, sicché non a torto quest'arco merita la designazione di cornacchia di Esopo che gli fu {{sic|dato}} dal Milizia<ref>[[Francesco Milizia]] (1725-1798), teorico dell'architettura, storico dell'arte e critico d'arte italiano</ref>. Ed invero questo primo monumento consacrante il trionfo del Cristianesimo può iniziare la lagrimevole serie delle numerose distruzioni o dissoluzioni di edifizi di Roma antica. (Periodo sesto, fase terza, p. 836)
*Certo in [[Mausoleo di Santa Costanza|Santa Costanza]] per l'armonia delle parti, per la sapiente ripartizione dei pesi e delle spinte dei muri, arditamente per gran parte sostenuti dalle colonne, pel contrasto ammirevole di luci e di ombre producenti un pittoresco effetto, è una prova ulteriore della grande vitalità che l'architettura conservò nel periodo costantiniano col mantenimento delle pure tradizioni del passato classico e con la espressione nel tempo stesso di nuovi aspetti precursori di ciò che poi apparisce nelle costruzioni bizantine. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*Santa Costanza, [...] è il primo edifizio cristiano che incontriamo, nel quale si osserva una larga, monumentale applicazione del {{sic|musaico}} al soffitto. Purtroppo alla fine del secolo XVI uno scempio crudele privò Santa Costanza dei musaici che adornavano la cupola, i quali furono malauguratamente distrutti, intatta per compenso è rimasta la decorazione musiva della volta anulare. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*La distruzione di opere d'arte classica, e precisamente di contenuto e significato pagano, iniziatasi nell'epoca costantiniana, andò sempre più aumentando nei secoli di barbarie. Contribuirono a tale distruzione non solo i torbidi, le incursioni barbariche, le guerre, l'ignoranza sempre crescente, il fanatismo religioso, ma anche atti ufficiali emanati dal supremo potere imperiale. Teodoro II, imperatore di oriente, per esempio, decretò nel 426 la distruzione dei templi pagani; l'editto imperiale per fortuna non venne applicato rigorosamente; anzi per gli {{sic|edifizi}} sacri dell'acropoli di Atene vi fu la protezione provvidenziale di Atenaide, moglie dello stesso imperatore. (Appendice prima, p. 901)
==''Storia della ceramica greca''==
===[[Incipit]]===
*Quando e dove s'inizia nella regione ellenica l'uso di dipingere [[vaso|vasi]] fittili? Per rispondere a tale quesito la mente nostra deve rivolgersi all'isola di [[Creta]], la quale fin dai primi tempi della secolare civiltà pre-ellenica si mantenne nel più stretto contatto con le già progredite culture dell'oriente ed in cui venne a costituirsi, prima che in altre parti della [[Grecia]], un'arte, una vigorosa e lussureggiante arte, indice di supremazia civile, economica e militare, di cui in massimo grado non sono che mere derivazioni le altre manifestazioni artistiche del mondo pre-ellenico. E da Creta adunque che dobbiamo prendere le mosse in questo lungo cammino attraverso secoli e secoli; ma, pervenuti ad un determinato momento dello sviluppo della [[ceramica]] dipinta cretese, dovremo indirizzarci ad altre regioni, che più o meno subirono o che per parecchio tempo non subirono affatto l'influsso dell'arte cretese, e dovremo rifare il cammino dalle origini sino a quando l'influsso di quest'arte diventa così forte ed immanente da sembrare quasi un'arte trapiantata dal tronco originario. E l'arte che si designa col nome di [[Civiltà micenea|micenea]], nome di carattere convenzionale, originato dalle grandi scoperte archeologiche avvenute a Micene, a cui indissolubilmente è legata la fama dello scopritore [[Heinrich Schliemann|Enrico Schliemann]].<!-- (cap. I, p. 3) -->
===Citazioni===
*A Creta stoviglie dipinte cominciano ad apparire quando la [[Neolitico|civiltà neolitica]] o della pura età della pietra si trasforma in [[Età del rame|civiltà eneolitica]] o della età dell'uso promiscuo della pietra e del rame. Lo strato archeologico neolitico a Creta è assai potente; a Cnosso e a Festo, nei due centri maggiori di ricerca nell'isola, uno strato alto alcuni metri, dai sette agli otto metri a
Cnosso, meno di cinque metri a Festo, contiene esclusivamente residui di una pura civiltà neolitica, documentando in tal modo per questa civiltà la vita di un lunghissimo ciclo di anni (pp. 3-4)
*L'[[olio]] ed il [[vino]] erano le due ricchezze maggiori del suolo dell'Attica e ad esse era in parte dovuta la magnifica floridezza, che ebbe per sì lungo spazio di tempo la ceramica in [[Atene]]. Frequenti, come si è visto, sono le allusioni al vino nei vasi attici dipinti, destinati a conviti gioiosi, a sfrenate gozzoviglie ed il dio [[Dioniso]] è spesso magnificato con il suo allegro corteggio di Sileni e di Menadi; ma accanto a lui è glorificata la saggia dea [[Atena|Athena]], colei che diede alla città sua prediletta il dono preziosissimo dell'olivo. (p. 254)
==Citazioni su Pericle Ducati==
*A leggere il libro del Ducati<ref>Pericle Ducati, ''Etruria antica'', Torino, G. B. Paravia e C., 1926. {{NDR|N.d.A.}}</ref> là dove tratta delle origini, della lingua, della religione, della vita, della storia degli [[etruschi]], si è colpiti dalla vastità d'una dottrina acquistata con un metodo scrupoloso d'indagine. In ciò il metodo archeologico ha qualche cosa di prodigioso. Nulla sfugge all'indagatore: i ritrovamenti minimi come i massimi sono incatenati da un sistema di nessi che presuppone una larga conoscenza del mondo antico, delle fonti storiche, delle correnti etniche, delle condizioni geografiche, geologiche, politiche, magari psicologiche di quei tempi. ([[Roberto Papini]])
*Il moderno tormento estetico non turba le serene esperienze da laboratorio che il Ducati compie sull'arte degli etruschi come le compirebbe il chimico sui fenomeni del mondo inorganico. Egli è il tipico rappresentante della mentalità archeologica pura che si impone l'insensibilità, e quasi il disprezzo, verso i problemi dell'estetica, quasi che mancassero di serietà e di determinazione. ([[Roberto Papini]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/larteclassic00duca/mode/1up L'arte classica]'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Milano - Napoli - Roma, 1920.
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/storiadellaceram01duca/page/n4/mode/1up Storia della ceramica greca]'', Fratelli Alinari, Firenze, 1922.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Archeologi italiani]]
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'''Pericle Ducati''' (1880 – 1944), archeologo ed etruscologo italiano.
==''L'arte classica''==
===[[Incipit]]===
Le origini dell'arte nelle regioni in cui fiorì la cultura denominata classica, sono assai modeste, assai umili. Le primitive popolazioni delle due penisole, ellenica ed italica, e delle isole circonvicine selvaggiamente conducendo una grama esistenza, dapprima, e ciò si avverte negli albori di vita di tutto il genere umano, usarono armi ed utensili di pietra, e nel lungo periodo, detto [[neolitico]], in cui questi oggetti di pietra furono lavorati e levigati, talora con mirabile virtuosità tecnica, si ebbe una rudimentale arte decorativa applicata al rozzo vasellame, ai rozzi arnesi di uso domestico. Si esplicò altresì questa attività dei neolitici ad esprimere, ma non dappertutto, plasticamente e in modo assai rudimentale la figura umana.<!--(Periodo primo, ''Le origini'', p. 11)-->
===Citazioni===
*Solo se si pensa che per lo studio di edifizi dobbiamo rivolgersi quasi sempre a ruderi, spesso più che scheletrici, se si pensa che per la visione dell'attività di uno scultore ellenico dobbiamo ricorrere in modo quasi esclusivo a tarde copie dell'età romana imperiale e se si pensa che la grande pittura è per sempre andata perduta e che, per aver una idea dello stile e della composizione del grande [[Polignoto di Taso]] dobbiamo fondare la nostra indagine principale su pitture vascolari al famoso affreschista contemporanee, mentre come fantasmi evanescenti ci appariscono le figure di altri pittori come {{sic|Zeussi}}, Parrasio, Apelle<ref>Celebri pittori dell'antica Grecia del V-IV secolo a.C.</ref>, non può davvero sembrare esagerata l'affermazione che a rovina terribile è stata soggetta l'arte della civiltà classica. (Prefazione, p. VII-VIII)
*Come il Partenone per il secolo V, così il [[Mausoleo di Alicarnasso]] è la creazione artistico-plastica più importante del secolo IV. [...] L'{{sic|edifizio}}, considerato come una delle meraviglie architettoniche del mondo antico, era in sufficiente stato di conservazione nel secolo XIII, nel qual tempo fu sconquassato ed abbattuto da terremoti. (Periodo quarto, fase terza, p. 453)
*Il temperamento passionale di [[Skopas|Scopa]] ci si rivela in pari modo in un'altra opera più insigne che è, per fortuna, un originale nel vero senso della parola: una testa femminile dal {{sic|pendìo}} meridionale dell'acropoli di Atene. Probabilmente rappresenta essa Arianna, a cui conviene la benda attorno al capo ed a cui pure convengono i caratteri di così forte agitazione, di così eccitata sensualità, quali irradiano dal volto magnifico, in cui le peculiarità stilistiche della testa di Tegea si sono affinate, perfezionate. Perciò nella testa dell'acropoli dobbiamo riconoscere la impronta dell'arte scopadea nel suo pieno fulgore. (Periodo quarto, fase terza, pp. 466-467)
*{{NDR|Commentando la ''Menade'' di Scopa}} Magnificamente espresso è il delirio sacro, accentuato dalla forte piegatura del capo, ovvia nelle creazioni di Scopa, con lo sguardo natante nella ebbrezza e perdentesi nel vuoto. È un ritmo audace di linee in fortissima torsione, degno, per questa fase di arte, di un artista così innovatore come Scopa; da questo schema agitatissimo del corpo, in cui pare che la carne abbia fremiti, emana quel trasporto impetuoso, quella follia mistica che gli antichi esaltavano nella creazione scopadea. (Periodo quarto, fase terza, p. 468)
*{{NDR|Dopo aver illustrato le caratteristiche dell'arte di Scopa}} Dalla mano di [[Prassitele]] escono invece figure calme, graziose, sorridenti di divinità: Afrodite benigna e voluttuosa, Eros giovinetto; Apollo pure adolescente o efebico, le Muse, Dioniso barbuto, con Satiri ragazzi, Hercules intento alle cure del fratellino Dioniso ed altre ed altre soavi figure che sono come fiori dalle tinte delicate, dal grato profumo, i quali si uniscono e si fondono in un solo assieme di una sola intonazione di colori e di odori. (Periodo quarto, fase terza, p. 472)
*{{NDR|Nel Satiro giovinetto a riposo}} Si ha lo schema prettamente prassitelico, per cui s'innalza la funzione statica dell'appoggio laterale della figura a funzione necessaria, e pel concetto e per la forma dell'opera creata; così viene a costituirsi quella linea flessuosa del corpo, quel molle abbandono che, unitamente alla dolce espressione del volto, tanto ci attrae nelle soavi creazioni prassiteliche. (Periodo quarto, fase terza, p. 474)
*{{NDR|Commentando l'''[[Afrodite cnidia]]'', di Prassitele}} La dea è raffigurata in un fuggevole istante; pronta a scendere nel bagno, sta per deporre il vestito, che or ora si è tolto, sul vaso che le sta vicino; ma in questo istante un pensiero istintivo di pudore per la sua completa nudità le fa curvare un po' il corpo, stringere le ginocchia ed abbassare la mano destra. Ma neppure un'ombra d'inquietudine offusca il suo bel volto; la dea sa di non essere veduta da alcuno sguardo profano, e però il suo gesto, pieno di naturalezza e di castità, è esclusivamente dovuto ad un intimo senso di pudicizia. (Periodo quarto, fase terza, p. 479)
*{{NDR|Commentando l'''[[Apollo del Belvedere]]'', copia di un originale di Leocare}} Il dio, di giovanile, elegante bellezza, è rappresentato nell'istante posteriore al gettito di una delle sue infallibili {{sic|freccie}}; la figura è nello schema successivo alla totale tensione del corpo e dello spirito nel colpire con l'arco. Trionfante è lo sguardo dalle ciglia un po' corrugate; leggermente gonfie di sdegno sono le narici; dalla bocca leggermente schiusa si avverte l'accelerato respiro; vi è un movimento un po' turbato dell'animo, raffrenato tuttavia dalla essenza soprannaturale del dio. Ed il braccio sinistro è ancora disteso, ma si è già leggermente ripiegato, ed Apollo, pur indirizzando lo sguardo sul nemico già raggiunto dalla freccia, si reca altrove verso altri avversari, implacabile nella sua ira, ammantato da calma apparente. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*È innegabile che l'Apollo del Belvedere produca in noi una assai vivida impressione come di una teofania, cioè di una improvvisa apparizione di un dio tra i mortali; [...]. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*{{NDR|Commentando l'''Apoxyómenos'' di Lisippo}} [...] [[Lisippo]] impicciolisce la testa, ma dona nel tempo stesso a tutta la figura proporzioni alte, slanciate. E la mossa è priva di ricercatezza, tutto è disinvolto e spigliato, e dall'assieme emana una signorile eleganza: è un atleta di nobile nascita, di raffinata educazione, di elevata coscienza, di pronta, lucida intellettualità. (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*Posato è l'atteggiamento dell'''[[apoxyómenos]]'', col corpo sostenuto dalla gamba sinistra e con la destra distesa leggermente all'indietro; eppure tutta la figura è percorsa da un palpito nervoso di movimento, poiché si prova la impressione vivissima che, pur con la semplice azione del tergersi con lo strigile, l'atleta cambi continuamente nell'appoggio della gamba destra a quello della sinistra e così via. E scaturisce anche la impressione di movimentata vivacità delle braccia. Tutto in questa elasticità nervosa è fluttuante, mosso, agitato; eppure la figura è in riposo! (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*{{NDR|Commentando il drappeggio della [[Nike di Samotracia]]}} Il vento, la fresca brezza marina, che eccita, esalta ed {{sic|inebbria}}, sferza la trionfale, orgogliosa figura della dea e, facendo modellare il chitone sul corpo, ne raccoglie ed agita i lembi mentre distacca, o gonfiando in alto, o abbattendo a terra, lo ''himation''. E mezzo efficacissimo pel raggiungimento di un effetto grandioso è il gonfiare dello ''himation'' tra gamba e gamba che, arricchendo di assai la parte inferiore della figura e donandole una solida base, prepara acconciamente il passaggio al torso, al petto, alle ali ampiamente distese. Tutto in questa scultura pare che ci renda sensibile la capricciosa brezza del mare, sicché sembra quasi di aspirare il, salso odore dell'ampia superficie delle acque. (Periodo quinto, p. 572)
*Una idea chiarissima della differenza che esiste tra l'arte del secolo IV e quella ellenistica ci è offerta anche dal confronto tra l'[[Afrodite cnidia|Afrodite Cnidia]] di [[Prassitele]] e l'Afrodite marmorea di provenienza romana, nota col nome di [[Venere de' Medici|Venere dei Medici]]. Concettualmente e formalmente quest'ultima opera si riallaccia alla prima: è la stessa corrente prassitelica, che tuttavia nell'opera ellenistica non mostra più la primitiva limpidezza. La Venere dei Medici sta per scendere in mare, ma l'atteggiamento suo palesa un senso di timore non più inconsapevole, ma cosciente. Il volto della dea guarda in lontananza come nella Cnidia, ma non vi è più lo sguardo sognatore; invece negli occhi e nel sorriso vi è l'intimo compiacimento delle proprie forme divine, commisto alla timidezza prodotta dalla totale nudità. E con gesto più accentuato di [[pudicizia]] la dea si scopre il petto e le parti vergognose. Così la soavità infinita della Cnidia si è trasformata in raffinatezza, in eleganza ricercata e civettuola; il motivo realistico del bagno è più accentuato, e per la pudicizia e la voluttà commiste insieme, più non si ha l'impressione di avere dinnanzi agli occhi la bellissima tra le dee, ma una mortale di bellezza divina. (Periodo quinto, pp. 576-577)
*È ben noto quanta ammirazione suscitasse questo [[Torso del Belvedere|torso {{NDR|del Belvedere}}]] in [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], il quale del resto trovava in esso piena corrispondenza con quell'ideale di arte grandiosa, che caratterizza le opere del sommo scultore del nostro rinascimento. E la entusiastica ammirazione a questo torso fu tributata attraverso i secoli, raggiungendo il culmine con G. G. Winckelmann<ref>[[Johann Joachim Winckelmann]].</ref>, mentre di poi, anche in questo caso, le scoperte archeologiche del secolo XIX hanno contribuito a smorzare, e con ragione, l'incondizionato, fervoroso applauso. (Periodo sesto, fase prima, p. 660)
*{{NDR|Il torso del Belvedere}} È un torso di forme atletiche, dalla possente muscolatura; pur essendo il personaggio rappresentato seduto, la posa sua implica un movimento assai forte del torace, il quale in tal modo viene esibito assai ripiegato con magnifico effetto di nudo. E nel trattamento di questo nudo si esplica una virtuosità nel rendere i più minuti particolari, che contrasta con la vigorosa imponenza dell'assieme. (Periodo sesto, fase prima, pp. 660-661)
*In questo [[Mausoleo di Augusto|mausoleo {{NDR|di Augusto}}]], che fu innalzato nel 28 a. C. tra il Pincio e il Tevere in mezzo a un parco, venivano a fondersi forme desunte dal mondo ellenistico (si ricordo l'Arsinoeion di Samotracia) ed il tipo di sepolcro a tumulo di carattere etrusco. Consisteva esso di una costruzione cilindrica del diametro di 95 metri, che aveva anteriormente un porticato e che era sormontata o da un tumulo conico di terra piantata a cipressi o da una terrazza e con in cima la statua dell'imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 670)
*[...] nell'11 a. C., fu inaugurato il [[teatro di Marcello]]. Era trascorso quasi mezzo secolo dalla dedica del primo teatro in pietra di Roma, quello di Pompeo (55 a. C.); il teatro di Marcello fu il secondo che pure in pietra si costruì a Roma, certo con quella maggiore eleganza e signorilità che caratterizzano i monumenti augustei. Nel tempo stesso questo teatro di Marcello fu il primo edifizio romano, in cui venne adoperato il brillante travertino di Tivoli. (Periodo sesto, fase prima, pp. 677)
*Vi è nei festoni dell'''[[Ara Pacis]]'' una grande varietà accoppiata ad un grande naturalismo: grappoli di uva, spighe di grano, pomi, pere, fichi, pigne, olive, bacche di alloro ed altro compongono questi festoni simboleggianti, nella festività della pompa augustea, l'abbondanza delle terre benedette dal lavoro umano. E se si pensa alla originaria policromia, che doveva rendere vieppiù consimili questi festoni alle corone di frutti delle terrecotte robbiane<ref>Luca della Robbia (1399/1400 circa-1482), scultore, ceramista e orafo italiano.</ref>, si deve senza esitazione alcuna riconoscere in essi uno degli esempi migliori di arte di natura morta. (Periodo sesto, fase prima, pp. 684-685)
*{{NDR|Sul [[ritratto di Paquio Proculo]] rinvenuto a Pompei}} Curioso è il modo con cui questo fornaio, che pure riuscì ad essere nominato duumviro giurisdicente nella sua città, volle far ritrarre sé stesso e sua moglie; non pare invero di avere dinnanzi a sé una coppia borghese della classe benemerita, ma certo non provvista di raffinata cultura, dei negozianti; eppure Paquio Proculo e sua moglie ci appaiono come persone di lettere, che la loro principale occupazione ripongono nello studio. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*{{NDR|Sul ritratto di Paquio Proculo}} Eppure questo volto {{NDR|dell'uomo}}, come quello della compagna, denotano quella compostezza veramente borghese di posa voluta, e dobbiamo credere che Paquio Proculo, e questo è un fenomeno non infrequente ai nostri giorni in circostanze analoghe, provasse intimo compiacimento che il pittore lo ritraesse insieme con la moglie, in un noto schema, in cui tutto accentuasse una raffinata intellettualità. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*Il [[Foro di Traiano]] fu ritenuto, e con ragione, un vero prodigio architettonico e come tale fu luogo prediletto della popolazione romana; invero fu assai frequentato nei secoli di decadenza questo ricco luogo, che rammentava il sempre compianto principe, per grandezza emulo di Cesare, per bontà a lui superiore. (Periodo sesto, fase prima, p. 732)
*Fu il Foro di Traiano centro di vita sociale ed importanti avvenimenti si compirono dentro le sue mura ed i suoi colonnati, e la presenza delle sue biblioteche attrasse sempre eruditi e filosofi e le loro schiere di discepoli. Sebbene spogliato di alcune statue e forse di alcuni rilievi all'epoca di Costantino che, per eternare le sue imprese, non poté sempre servirsi della decaduta ed intirizzita arte aulica del suo tempo, il Foro Traiano rimase presso a poco intatto sino ai tempi tristi della caduta dell'impero di occidente, anzi nelle sue parti architettoniche, si può dire sino alla fine del sec. VIII. [...]. I peggiori guasti, che quasi totalmente rovinarono questo unico insieme di costruzioni, avvennero nel sec. XVI, specialmente sotto il fatale pontificato di Sisto V. (Periodo sesto, fase prima, pp. 732-733)
*La colonna {{NDR|[[Colonna Traiana|Traiana]]}} è l'unico monumento del Foro non rovinato o distrutto; anzi è pervenuto sino a noi quasi immune dalle devastazioni barbariche e dalle turbolenze e dalla ignoranza del medio-evo. [...]<br>La causa di tale rispetto si dovette principalmente all'aureola di bontà che circondò il capo di Traiano, la quale suscitò, secondo la pia leggenda, la ''viva speme'' di Gregorio Magno a chiedere a Dio la salvezza dell'''anima gloriosa'' del pagano imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 733)
*[...] ben con ragione fu detto che la colonna Traiana è per la conoscenza della vita militare dei Romani ciò che è Pompei per la conoscenza della loro vita civile. (Periodo sesto, fase prima, p. 735)
*{{NDR|[[Tropaeum Traiani]]}} L'assieme del monumento è veramente degno di ammirazione, tanto che non vi è mancato chi abbia ascritto il disegno generale allo stesso [[Apollodoro di Damasco]]; eppure quale contrasto con la decorazione figurata a rilievo! Nella parte superiore del grande basamento circolare corre come un fregio dorico con riquadri a rilievo (metope) tra pilastri pure a rilievo (triglifi), mentre al disopra e al di sotto sono due {{sic|fascie}} continue di decorazioni; così ciascun merlo è decorato a rilievo dalla figura di un prigioniero. Nei rilevi del fregio sono scene militari ed allusioni alle guerre daciche; pel contenuto adunque essi si ricollegano a quanto è espresso lungo il fusto della [[Colonna Traiana|colonna di Traiano]]; ma quale enorme differenza di espressione artistica! (Periodo sesto, fase prima, p. 745)
*Senza dubbio la decorazione figurata del monumento {{NDR|Tropaeum Traiani}} di Adam-Klissi è dovuta a legionari romani, la cui arte inabile assai ci è nota da stele funerarie delle regioni renana e danubiana, oppure, e ciò sembra più probabile, è dovuta a scalpellini del luogo, lavoranti secondo quella corrente di arte barbarica, di cui alcuni esempi, specialmente stele funerarie, ci sono pervenuti dal suolo della Tracia. (Periodo sesto, fase prima, p. 746)
*[...] i rilievi di Adam-Klissi costituiscono una curiosa e non poco preziosa testimonianza di arte provinciale, encorica, in un tempo in cui l'arte ufficiale dell'impero romano poté e seppe dimostrare quanto era capace di esprimere nella glorificazione delle altissime imprese dell'ottimo imperatore {{NDR|[[Traiano]]}}. (Periodo sesto, fase prima, p. 747)
*Il [[Pantheon (Roma)|Pantheon]] è a noi pervenuto depredato del suo rivestimento di marmi, ma, per fortuna, in causa della sua trasformazione in chiesa cristiana nel 609, è nel suo insieme intatto, segnando, lungo il cammino percorso dall'arte edilizia nella espressione della volta, una delle tappe più gloriose come monumento intermedio tra il tesoro di Atreo a Micene di arte pre-ellenica e la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli di arte bizantina. (Periodo sesto, fase seconda, p. 755)
*Col nome del bieco tiranno [[Caracalla]] (211-217) sono connesse le famose [[Terme di Caracalla|Terme]] innalzate su di un terrazzo a sud-est dell'Aventino lungo la via Appia. I ruderi di queste Terme costituiscono ora accanto al [[Colosseo]] la testimonianza più grandiosa, più gigantesca dell'arte edilizia romana. (Periodo sesto, fase seconda, p. 801)
*Con la grandiosità di questa sorprendente costruzione {{NDR|le [[Terme di Caracalla]]}} si accompagnava la ricchezza della decorazione interna, con le pareti rivestite a marmi di svariate e rare qualità, con colonne di marmo, di granito, di porfido, con insigni statue (il Toro Farnese proviene, per esempio, da queste Terme) e rilievi, con pavimentazione a {{sic|musaici}}, con stucchi ed ornati nei soffitti.<br>Tutto è ora ridotto ad un nudo scheletro con alcune parti abbattute al suolo, con altre distrutte; ma pur così mutile, in questa desolata parte della città eterna, ove un tempo si addensava la folla ed il lusso faceva fastosa pompa di sé, le brune muraglie, che ancora sembrano innalzarsi quasi ad ardua sfida nella dolce melanconia della plaga solitaria, dicono al visitatore che sappia interrogarle la gloria della città che visse e vivrà nei secoli. (Periodo sesto, fase seconda, pp. 802-803)
*{{NDR|Sulla decorazione dell'[[arco di Costantino]]}} [...] gran parte, e la migliore, di questa decorazione proviene da monumenti imperiali anteriori, sicché non a torto quest'arco merita la designazione di cornacchia di Esopo che gli fu {{sic|dato}} dal Milizia<ref>[[Francesco Milizia]] (1725-1798), teorico dell'architettura, storico dell'arte e critico d'arte italiano</ref>. Ed invero questo primo monumento consacrante il trionfo del Cristianesimo può iniziare la lagrimevole serie delle numerose distruzioni o dissoluzioni di edifizi di Roma antica. (Periodo sesto, fase terza, p. 836)
*Certo in [[Mausoleo di Santa Costanza|Santa Costanza]] per l'armonia delle parti, per la sapiente ripartizione dei pesi e delle spinte dei muri, arditamente per gran parte sostenuti dalle colonne, pel contrasto ammirevole di luci e di ombre producenti un pittoresco effetto, è una prova ulteriore della grande vitalità che l'architettura conservò nel periodo costantiniano col mantenimento delle pure tradizioni del passato classico e con la espressione nel tempo stesso di nuovi aspetti precursori di ciò che poi apparisce nelle costruzioni bizantine. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*Santa Costanza, [...] è il primo edifizio cristiano che incontriamo, nel quale si osserva una larga, monumentale applicazione del {{sic|musaico}} al soffitto. Purtroppo alla fine del secolo XVI uno scempio crudele privò Santa Costanza dei musaici che adornavano la cupola, i quali furono malauguratamente distrutti, intatta per compenso è rimasta la decorazione musiva della volta anulare. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*La distruzione di opere d'arte classica, e precisamente di contenuto e significato pagano, iniziatasi nell'epoca costantiniana, andò sempre più aumentando nei secoli di barbarie. Contribuirono a tale distruzione non solo i torbidi, le incursioni barbariche, le guerre, l'ignoranza sempre crescente, il fanatismo religioso, ma anche atti ufficiali emanati dal supremo potere imperiale. Teodoro II, imperatore di oriente, per esempio, decretò nel 426 la distruzione dei templi pagani; l'editto imperiale per fortuna non venne applicato rigorosamente; anzi per gli {{sic|edifizi}} sacri dell'acropoli di Atene vi fu la protezione provvidenziale di Atenaide, moglie dello stesso imperatore. (Appendice prima, p. 901)
==''Storia della ceramica greca''==
===[[Incipit]]===
*Quando e dove s'inizia nella regione ellenica l'uso di dipingere [[vaso|vasi]] fittili? Per rispondere a tale quesito la mente nostra deve rivolgersi all'isola di [[Creta]], la quale fin dai primi tempi della secolare civiltà pre-ellenica si mantenne nel più stretto contatto con le già progredite culture dell'oriente ed in cui venne a costituirsi, prima che in altre parti della [[Grecia]], un'arte, una vigorosa e lussureggiante arte, indice di supremazia civile, economica e militare, di cui in massimo grado non sono che mere derivazioni le altre manifestazioni artistiche del mondo pre-ellenico. E da Creta adunque che dobbiamo prendere le mosse in questo lungo cammino attraverso secoli e secoli; ma, pervenuti ad un determinato momento dello sviluppo della [[ceramica]] dipinta cretese, dovremo indirizzarci ad altre regioni, che più o meno subirono o che per parecchio tempo non subirono affatto l'influsso dell'arte cretese, e dovremo rifare il cammino dalle origini sino a quando l'influsso di quest'arte diventa così forte ed immanente da sembrare quasi un'arte trapiantata dal tronco originario. E l'arte che si designa col nome di [[Civiltà micenea|micenea]], nome di carattere convenzionale, originato dalle grandi scoperte archeologiche avvenute a Micene, a cui indissolubilmente è legata la fama dello scopritore [[Heinrich Schliemann|Enrico Schliemann]].<!-- (cap. I, p. 3) -->
===Citazioni===
*A Creta stoviglie dipinte cominciano ad apparire quando la [[Neolitico|civiltà neolitica]] o della pura età della pietra si trasforma in [[Età del rame|civiltà eneolitica]] o della età dell'uso promiscuo della pietra e del rame. Lo strato archeologico neolitico a Creta è assai potente; a Cnosso e a Festo, nei due centri maggiori di ricerca nell'isola, uno strato alto alcuni metri, dai sette agli otto metri a Cnosso, meno di cinque metri a Festo, contiene esclusivamente residui di una pura civiltà neolitica, documentando in tal modo per questa civiltà la vita di un lunghissimo ciclo di anni (pp. 3-4)
*L'[[olio]] ed il [[vino]] erano le due ricchezze maggiori del suolo dell'Attica e ad esse era in parte dovuta la magnifica floridezza, che ebbe per sì lungo spazio di tempo la ceramica in [[Atene]]. Frequenti, come si è visto, sono le allusioni al vino nei vasi attici dipinti, destinati a conviti gioiosi, a sfrenate gozzoviglie ed il dio [[Dioniso]] è spesso magnificato con il suo allegro corteggio di Sileni e di Menadi; ma accanto a lui è glorificata la saggia dea [[Atena|Athena]], colei che diede alla città sua prediletta il dono preziosissimo dell'olivo. (p. 254)
==Citazioni su Pericle Ducati==
*A leggere il libro del Ducati<ref>Pericle Ducati, ''Etruria antica'', Torino, G. B. Paravia e C., 1926. {{NDR|N.d.A.}}</ref> là dove tratta delle origini, della lingua, della religione, della vita, della storia degli [[etruschi]], si è colpiti dalla vastità d'una dottrina acquistata con un metodo scrupoloso d'indagine. In ciò il metodo archeologico ha qualche cosa di prodigioso. Nulla sfugge all'indagatore: i ritrovamenti minimi come i massimi sono incatenati da un sistema di nessi che presuppone una larga conoscenza del mondo antico, delle fonti storiche, delle correnti etniche, delle condizioni geografiche, geologiche, politiche, magari psicologiche di quei tempi. ([[Roberto Papini]])
*Il moderno tormento estetico non turba le serene esperienze da laboratorio che il Ducati compie sull'arte degli etruschi come le compirebbe il chimico sui fenomeni del mondo inorganico. Egli è il tipico rappresentante della mentalità archeologica pura che si impone l'insensibilità, e quasi il disprezzo, verso i problemi dell'estetica, quasi che mancassero di serietà e di determinazione. ([[Roberto Papini]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/larteclassic00duca/mode/1up L'arte classica]'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Milano - Napoli - Roma, 1920.
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/storiadellaceram01duca/page/n4/mode/1up Storia della ceramica greca]'', Fratelli Alinari, Firenze, 1922.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ducati, Pericle}}
[[Categoria:Archeologi italiani]]
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2026-10-08T14:50:15Z
Gaux
18878
/* Bibliografia */ primo volume
1428863
wikitext
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[[File:Pericle Ducati.JPG|thumb|upright=0.8|Pericle Ducati]]
'''Pericle Ducati''' (1880 – 1944), archeologo ed etruscologo italiano.
==''L'arte classica''==
===[[Incipit]]===
Le origini dell'arte nelle regioni in cui fiorì la cultura denominata classica, sono assai modeste, assai umili. Le primitive popolazioni delle due penisole, ellenica ed italica, e delle isole circonvicine selvaggiamente conducendo una grama esistenza, dapprima, e ciò si avverte negli albori di vita di tutto il genere umano, usarono armi ed utensili di pietra, e nel lungo periodo, detto [[neolitico]], in cui questi oggetti di pietra furono lavorati e levigati, talora con mirabile virtuosità tecnica, si ebbe una rudimentale arte decorativa applicata al rozzo vasellame, ai rozzi arnesi di uso domestico. Si esplicò altresì questa attività dei neolitici ad esprimere, ma non dappertutto, plasticamente e in modo assai rudimentale la figura umana.<!--(Periodo primo, ''Le origini'', p. 11)-->
===Citazioni===
*Solo se si pensa che per lo studio di edifizi dobbiamo rivolgersi quasi sempre a ruderi, spesso più che scheletrici, se si pensa che per la visione dell'attività di uno scultore ellenico dobbiamo ricorrere in modo quasi esclusivo a tarde copie dell'età romana imperiale e se si pensa che la grande pittura è per sempre andata perduta e che, per aver una idea dello stile e della composizione del grande [[Polignoto di Taso]] dobbiamo fondare la nostra indagine principale su pitture vascolari al famoso affreschista contemporanee, mentre come fantasmi evanescenti ci appariscono le figure di altri pittori come {{sic|Zeussi}}, Parrasio, Apelle<ref>Celebri pittori dell'antica Grecia del V-IV secolo a.C.</ref>, non può davvero sembrare esagerata l'affermazione che a rovina terribile è stata soggetta l'arte della civiltà classica. (Prefazione, p. VII-VIII)
*Come il Partenone per il secolo V, così il [[Mausoleo di Alicarnasso]] è la creazione artistico-plastica più importante del secolo IV. [...] L'{{sic|edifizio}}, considerato come una delle meraviglie architettoniche del mondo antico, era in sufficiente stato di conservazione nel secolo XIII, nel qual tempo fu sconquassato ed abbattuto da terremoti. (Periodo quarto, fase terza, p. 453)
*Il temperamento passionale di [[Skopas|Scopa]] ci si rivela in pari modo in un'altra opera più insigne che è, per fortuna, un originale nel vero senso della parola: una testa femminile dal {{sic|pendìo}} meridionale dell'acropoli di Atene. Probabilmente rappresenta essa Arianna, a cui conviene la benda attorno al capo ed a cui pure convengono i caratteri di così forte agitazione, di così eccitata sensualità, quali irradiano dal volto magnifico, in cui le peculiarità stilistiche della testa di Tegea si sono affinate, perfezionate. Perciò nella testa dell'acropoli dobbiamo riconoscere la impronta dell'arte scopadea nel suo pieno fulgore. (Periodo quarto, fase terza, pp. 466-467)
*{{NDR|Commentando la ''Menade'' di Scopa}} Magnificamente espresso è il delirio sacro, accentuato dalla forte piegatura del capo, ovvia nelle creazioni di Scopa, con lo sguardo natante nella ebbrezza e perdentesi nel vuoto. È un ritmo audace di linee in fortissima torsione, degno, per questa fase di arte, di un artista così innovatore come Scopa; da questo schema agitatissimo del corpo, in cui pare che la carne abbia fremiti, emana quel trasporto impetuoso, quella follia mistica che gli antichi esaltavano nella creazione scopadea. (Periodo quarto, fase terza, p. 468)
*{{NDR|Dopo aver illustrato le caratteristiche dell'arte di Scopa}} Dalla mano di [[Prassitele]] escono invece figure calme, graziose, sorridenti di divinità: Afrodite benigna e voluttuosa, Eros giovinetto; Apollo pure adolescente o efebico, le Muse, Dioniso barbuto, con Satiri ragazzi, Hercules intento alle cure del fratellino Dioniso ed altre ed altre soavi figure che sono come fiori dalle tinte delicate, dal grato profumo, i quali si uniscono e si fondono in un solo assieme di una sola intonazione di colori e di odori. (Periodo quarto, fase terza, p. 472)
*{{NDR|Nel Satiro giovinetto a riposo}} Si ha lo schema prettamente prassitelico, per cui s'innalza la funzione statica dell'appoggio laterale della figura a funzione necessaria, e pel concetto e per la forma dell'opera creata; così viene a costituirsi quella linea flessuosa del corpo, quel molle abbandono che, unitamente alla dolce espressione del volto, tanto ci attrae nelle soavi creazioni prassiteliche. (Periodo quarto, fase terza, p. 474)
*{{NDR|Commentando l'''[[Afrodite cnidia]]'', di Prassitele}} La dea è raffigurata in un fuggevole istante; pronta a scendere nel bagno, sta per deporre il vestito, che or ora si è tolto, sul vaso che le sta vicino; ma in questo istante un pensiero istintivo di pudore per la sua completa nudità le fa curvare un po' il corpo, stringere le ginocchia ed abbassare la mano destra. Ma neppure un'ombra d'inquietudine offusca il suo bel volto; la dea sa di non essere veduta da alcuno sguardo profano, e però il suo gesto, pieno di naturalezza e di castità, è esclusivamente dovuto ad un intimo senso di pudicizia. (Periodo quarto, fase terza, p. 479)
*{{NDR|Commentando l'''[[Apollo del Belvedere]]'', copia di un originale di Leocare}} Il dio, di giovanile, elegante bellezza, è rappresentato nell'istante posteriore al gettito di una delle sue infallibili {{sic|freccie}}; la figura è nello schema successivo alla totale tensione del corpo e dello spirito nel colpire con l'arco. Trionfante è lo sguardo dalle ciglia un po' corrugate; leggermente gonfie di sdegno sono le narici; dalla bocca leggermente schiusa si avverte l'accelerato respiro; vi è un movimento un po' turbato dell'animo, raffrenato tuttavia dalla essenza soprannaturale del dio. Ed il braccio sinistro è ancora disteso, ma si è già leggermente ripiegato, ed Apollo, pur indirizzando lo sguardo sul nemico già raggiunto dalla freccia, si reca altrove verso altri avversari, implacabile nella sua ira, ammantato da calma apparente. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*È innegabile che l'Apollo del Belvedere produca in noi una assai vivida impressione come di una teofania, cioè di una improvvisa apparizione di un dio tra i mortali; [...]. (Periodo quarto, fase terza, p. 500)
*{{NDR|Commentando l'''Apoxyómenos'' di Lisippo}} [...] [[Lisippo]] impicciolisce la testa, ma dona nel tempo stesso a tutta la figura proporzioni alte, slanciate. E la mossa è priva di ricercatezza, tutto è disinvolto e spigliato, e dall'assieme emana una signorile eleganza: è un atleta di nobile nascita, di raffinata educazione, di elevata coscienza, di pronta, lucida intellettualità. (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*Posato è l'atteggiamento dell'''[[apoxyómenos]]'', col corpo sostenuto dalla gamba sinistra e con la destra distesa leggermente all'indietro; eppure tutta la figura è percorsa da un palpito nervoso di movimento, poiché si prova la impressione vivissima che, pur con la semplice azione del tergersi con lo strigile, l'atleta cambi continuamente nell'appoggio della gamba destra a quello della sinistra e così via. E scaturisce anche la impressione di movimentata vivacità delle braccia. Tutto in questa elasticità nervosa è fluttuante, mosso, agitato; eppure la figura è in riposo! (Periodo quarto, fase terza, p. 505)
*{{NDR|Commentando il drappeggio della [[Nike di Samotracia]]}} Il vento, la fresca brezza marina, che eccita, esalta ed {{sic|inebbria}}, sferza la trionfale, orgogliosa figura della dea e, facendo modellare il chitone sul corpo, ne raccoglie ed agita i lembi mentre distacca, o gonfiando in alto, o abbattendo a terra, lo ''himation''. E mezzo efficacissimo pel raggiungimento di un effetto grandioso è il gonfiare dello ''himation'' tra gamba e gamba che, arricchendo di assai la parte inferiore della figura e donandole una solida base, prepara acconciamente il passaggio al torso, al petto, alle ali ampiamente distese. Tutto in questa scultura pare che ci renda sensibile la capricciosa brezza del mare, sicché sembra quasi di aspirare il, salso odore dell'ampia superficie delle acque. (Periodo quinto, p. 572)
*Una idea chiarissima della differenza che esiste tra l'arte del secolo IV e quella ellenistica ci è offerta anche dal confronto tra l'[[Afrodite cnidia|Afrodite Cnidia]] di [[Prassitele]] e l'Afrodite marmorea di provenienza romana, nota col nome di [[Venere de' Medici|Venere dei Medici]]. Concettualmente e formalmente quest'ultima opera si riallaccia alla prima: è la stessa corrente prassitelica, che tuttavia nell'opera ellenistica non mostra più la primitiva limpidezza. La Venere dei Medici sta per scendere in mare, ma l'atteggiamento suo palesa un senso di timore non più inconsapevole, ma cosciente. Il volto della dea guarda in lontananza come nella Cnidia, ma non vi è più lo sguardo sognatore; invece negli occhi e nel sorriso vi è l'intimo compiacimento delle proprie forme divine, commisto alla timidezza prodotta dalla totale nudità. E con gesto più accentuato di [[pudicizia]] la dea si scopre il petto e le parti vergognose. Così la soavità infinita della Cnidia si è trasformata in raffinatezza, in eleganza ricercata e civettuola; il motivo realistico del bagno è più accentuato, e per la pudicizia e la voluttà commiste insieme, più non si ha l'impressione di avere dinnanzi agli occhi la bellissima tra le dee, ma una mortale di bellezza divina. (Periodo quinto, pp. 576-577)
*È ben noto quanta ammirazione suscitasse questo [[Torso del Belvedere|torso {{NDR|del Belvedere}}]] in [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], il quale del resto trovava in esso piena corrispondenza con quell'ideale di arte grandiosa, che caratterizza le opere del sommo scultore del nostro rinascimento. E la entusiastica ammirazione a questo torso fu tributata attraverso i secoli, raggiungendo il culmine con G. G. Winckelmann<ref>[[Johann Joachim Winckelmann]].</ref>, mentre di poi, anche in questo caso, le scoperte archeologiche del secolo XIX hanno contribuito a smorzare, e con ragione, l'incondizionato, fervoroso applauso. (Periodo sesto, fase prima, p. 660)
*{{NDR|Il torso del Belvedere}} È un torso di forme atletiche, dalla possente muscolatura; pur essendo il personaggio rappresentato seduto, la posa sua implica un movimento assai forte del torace, il quale in tal modo viene esibito assai ripiegato con magnifico effetto di nudo. E nel trattamento di questo nudo si esplica una virtuosità nel rendere i più minuti particolari, che contrasta con la vigorosa imponenza dell'assieme. (Periodo sesto, fase prima, pp. 660-661)
*In questo [[Mausoleo di Augusto|mausoleo {{NDR|di Augusto}}]], che fu innalzato nel 28 a. C. tra il Pincio e il Tevere in mezzo a un parco, venivano a fondersi forme desunte dal mondo ellenistico (si ricordo l'Arsinoeion di Samotracia) ed il tipo di sepolcro a tumulo di carattere etrusco. Consisteva esso di una costruzione cilindrica del diametro di 95 metri, che aveva anteriormente un porticato e che era sormontata o da un tumulo conico di terra piantata a cipressi o da una terrazza e con in cima la statua dell'imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 670)
*[...] nell'11 a. C., fu inaugurato il [[teatro di Marcello]]. Era trascorso quasi mezzo secolo dalla dedica del primo teatro in pietra di Roma, quello di Pompeo (55 a. C.); il teatro di Marcello fu il secondo che pure in pietra si costruì a Roma, certo con quella maggiore eleganza e signorilità che caratterizzano i monumenti augustei. Nel tempo stesso questo teatro di Marcello fu il primo edifizio romano, in cui venne adoperato il brillante travertino di Tivoli. (Periodo sesto, fase prima, pp. 677)
*Vi è nei festoni dell'''[[Ara Pacis]]'' una grande varietà accoppiata ad un grande naturalismo: grappoli di uva, spighe di grano, pomi, pere, fichi, pigne, olive, bacche di alloro ed altro compongono questi festoni simboleggianti, nella festività della pompa augustea, l'abbondanza delle terre benedette dal lavoro umano. E se si pensa alla originaria policromia, che doveva rendere vieppiù consimili questi festoni alle corone di frutti delle terrecotte robbiane<ref>Luca della Robbia (1399/1400 circa-1482), scultore, ceramista e orafo italiano.</ref>, si deve senza esitazione alcuna riconoscere in essi uno degli esempi migliori di arte di natura morta. (Periodo sesto, fase prima, pp. 684-685)
*{{NDR|Sul [[ritratto di Paquio Proculo]] rinvenuto a Pompei}} Curioso è il modo con cui questo fornaio, che pure riuscì ad essere nominato duumviro giurisdicente nella sua città, volle far ritrarre sé stesso e sua moglie; non pare invero di avere dinnanzi a sé una coppia borghese della classe benemerita, ma certo non provvista di raffinata cultura, dei negozianti; eppure Paquio Proculo e sua moglie ci appaiono come persone di lettere, che la loro principale occupazione ripongono nello studio. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*{{NDR|Sul ritratto di Paquio Proculo}} Eppure questo volto {{NDR|dell'uomo}}, come quello della compagna, denotano quella compostezza veramente borghese di posa voluta, e dobbiamo credere che Paquio Proculo, e questo è un fenomeno non infrequente ai nostri giorni in circostanze analoghe, provasse intimo compiacimento che il pittore lo ritraesse insieme con la moglie, in un noto schema, in cui tutto accentuasse una raffinata intellettualità. (Periodo sesto, fase prima, p. 717)
*Il [[Foro di Traiano]] fu ritenuto, e con ragione, un vero prodigio architettonico e come tale fu luogo prediletto della popolazione romana; invero fu assai frequentato nei secoli di decadenza questo ricco luogo, che rammentava il sempre compianto principe, per grandezza emulo di Cesare, per bontà a lui superiore. (Periodo sesto, fase prima, p. 732)
*Fu il Foro di Traiano centro di vita sociale ed importanti avvenimenti si compirono dentro le sue mura ed i suoi colonnati, e la presenza delle sue biblioteche attrasse sempre eruditi e filosofi e le loro schiere di discepoli. Sebbene spogliato di alcune statue e forse di alcuni rilievi all'epoca di Costantino che, per eternare le sue imprese, non poté sempre servirsi della decaduta ed intirizzita arte aulica del suo tempo, il Foro Traiano rimase presso a poco intatto sino ai tempi tristi della caduta dell'impero di occidente, anzi nelle sue parti architettoniche, si può dire sino alla fine del sec. VIII. [...]. I peggiori guasti, che quasi totalmente rovinarono questo unico insieme di costruzioni, avvennero nel sec. XVI, specialmente sotto il fatale pontificato di Sisto V. (Periodo sesto, fase prima, pp. 732-733)
*La colonna {{NDR|[[Colonna Traiana|Traiana]]}} è l'unico monumento del Foro non rovinato o distrutto; anzi è pervenuto sino a noi quasi immune dalle devastazioni barbariche e dalle turbolenze e dalla ignoranza del medio-evo. [...]<br>La causa di tale rispetto si dovette principalmente all'aureola di bontà che circondò il capo di Traiano, la quale suscitò, secondo la pia leggenda, la ''viva speme'' di Gregorio Magno a chiedere a Dio la salvezza dell'''anima gloriosa'' del pagano imperatore. (Periodo sesto, fase prima, p. 733)
*[...] ben con ragione fu detto che la colonna Traiana è per la conoscenza della vita militare dei Romani ciò che è Pompei per la conoscenza della loro vita civile. (Periodo sesto, fase prima, p. 735)
*{{NDR|[[Tropaeum Traiani]]}} L'assieme del monumento è veramente degno di ammirazione, tanto che non vi è mancato chi abbia ascritto il disegno generale allo stesso [[Apollodoro di Damasco]]; eppure quale contrasto con la decorazione figurata a rilievo! Nella parte superiore del grande basamento circolare corre come un fregio dorico con riquadri a rilievo (metope) tra pilastri pure a rilievo (triglifi), mentre al disopra e al di sotto sono due {{sic|fascie}} continue di decorazioni; così ciascun merlo è decorato a rilievo dalla figura di un prigioniero. Nei rilevi del fregio sono scene militari ed allusioni alle guerre daciche; pel contenuto adunque essi si ricollegano a quanto è espresso lungo il fusto della [[Colonna Traiana|colonna di Traiano]]; ma quale enorme differenza di espressione artistica! (Periodo sesto, fase prima, p. 745)
*Senza dubbio la decorazione figurata del monumento {{NDR|Tropaeum Traiani}} di Adam-Klissi è dovuta a legionari romani, la cui arte inabile assai ci è nota da stele funerarie delle regioni renana e danubiana, oppure, e ciò sembra più probabile, è dovuta a scalpellini del luogo, lavoranti secondo quella corrente di arte barbarica, di cui alcuni esempi, specialmente stele funerarie, ci sono pervenuti dal suolo della Tracia. (Periodo sesto, fase prima, p. 746)
*[...] i rilievi di Adam-Klissi costituiscono una curiosa e non poco preziosa testimonianza di arte provinciale, encorica, in un tempo in cui l'arte ufficiale dell'impero romano poté e seppe dimostrare quanto era capace di esprimere nella glorificazione delle altissime imprese dell'ottimo imperatore {{NDR|[[Traiano]]}}. (Periodo sesto, fase prima, p. 747)
*Il [[Pantheon (Roma)|Pantheon]] è a noi pervenuto depredato del suo rivestimento di marmi, ma, per fortuna, in causa della sua trasformazione in chiesa cristiana nel 609, è nel suo insieme intatto, segnando, lungo il cammino percorso dall'arte edilizia nella espressione della volta, una delle tappe più gloriose come monumento intermedio tra il tesoro di Atreo a Micene di arte pre-ellenica e la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli di arte bizantina. (Periodo sesto, fase seconda, p. 755)
*Col nome del bieco tiranno [[Caracalla]] (211-217) sono connesse le famose [[Terme di Caracalla|Terme]] innalzate su di un terrazzo a sud-est dell'Aventino lungo la via Appia. I ruderi di queste Terme costituiscono ora accanto al [[Colosseo]] la testimonianza più grandiosa, più gigantesca dell'arte edilizia romana. (Periodo sesto, fase seconda, p. 801)
*Con la grandiosità di questa sorprendente costruzione {{NDR|le [[Terme di Caracalla]]}} si accompagnava la ricchezza della decorazione interna, con le pareti rivestite a marmi di svariate e rare qualità, con colonne di marmo, di granito, di porfido, con insigni statue (il Toro Farnese proviene, per esempio, da queste Terme) e rilievi, con pavimentazione a {{sic|musaici}}, con stucchi ed ornati nei soffitti.<br>Tutto è ora ridotto ad un nudo scheletro con alcune parti abbattute al suolo, con altre distrutte; ma pur così mutile, in questa desolata parte della città eterna, ove un tempo si addensava la folla ed il lusso faceva fastosa pompa di sé, le brune muraglie, che ancora sembrano innalzarsi quasi ad ardua sfida nella dolce melanconia della plaga solitaria, dicono al visitatore che sappia interrogarle la gloria della città che visse e vivrà nei secoli. (Periodo sesto, fase seconda, pp. 802-803)
*{{NDR|Sulla decorazione dell'[[arco di Costantino]]}} [...] gran parte, e la migliore, di questa decorazione proviene da monumenti imperiali anteriori, sicché non a torto quest'arco merita la designazione di cornacchia di Esopo che gli fu {{sic|dato}} dal Milizia<ref>[[Francesco Milizia]] (1725-1798), teorico dell'architettura, storico dell'arte e critico d'arte italiano</ref>. Ed invero questo primo monumento consacrante il trionfo del Cristianesimo può iniziare la lagrimevole serie delle numerose distruzioni o dissoluzioni di edifizi di Roma antica. (Periodo sesto, fase terza, p. 836)
*Certo in [[Mausoleo di Santa Costanza|Santa Costanza]] per l'armonia delle parti, per la sapiente ripartizione dei pesi e delle spinte dei muri, arditamente per gran parte sostenuti dalle colonne, pel contrasto ammirevole di luci e di ombre producenti un pittoresco effetto, è una prova ulteriore della grande vitalità che l'architettura conservò nel periodo costantiniano col mantenimento delle pure tradizioni del passato classico e con la espressione nel tempo stesso di nuovi aspetti precursori di ciò che poi apparisce nelle costruzioni bizantine. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*Santa Costanza, [...] è il primo edifizio cristiano che incontriamo, nel quale si osserva una larga, monumentale applicazione del {{sic|musaico}} al soffitto. Purtroppo alla fine del secolo XVI uno scempio crudele privò Santa Costanza dei musaici che adornavano la cupola, i quali furono malauguratamente distrutti, intatta per compenso è rimasta la decorazione musiva della volta anulare. (Periodo sesto, fase terza, p. 846)
*La distruzione di opere d'arte classica, e precisamente di contenuto e significato pagano, iniziatasi nell'epoca costantiniana, andò sempre più aumentando nei secoli di barbarie. Contribuirono a tale distruzione non solo i torbidi, le incursioni barbariche, le guerre, l'ignoranza sempre crescente, il fanatismo religioso, ma anche atti ufficiali emanati dal supremo potere imperiale. Teodoro II, imperatore di oriente, per esempio, decretò nel 426 la distruzione dei templi pagani; l'editto imperiale per fortuna non venne applicato rigorosamente; anzi per gli {{sic|edifizi}} sacri dell'acropoli di Atene vi fu la protezione provvidenziale di Atenaide, moglie dello stesso imperatore. (Appendice prima, p. 901)
==''Storia della ceramica greca''==
===[[Incipit]]===
*Quando e dove s'inizia nella regione ellenica l'uso di dipingere [[vaso|vasi]] fittili? Per rispondere a tale quesito la mente nostra deve rivolgersi all'isola di [[Creta]], la quale fin dai primi tempi della secolare civiltà pre-ellenica si mantenne nel più stretto contatto con le già progredite culture dell'oriente ed in cui venne a costituirsi, prima che in altre parti della [[Grecia]], un'arte, una vigorosa e lussureggiante arte, indice di supremazia civile, economica e militare, di cui in massimo grado non sono che mere derivazioni le altre manifestazioni artistiche del mondo pre-ellenico. E da Creta adunque che dobbiamo prendere le mosse in questo lungo cammino attraverso secoli e secoli; ma, pervenuti ad un determinato momento dello sviluppo della [[ceramica]] dipinta cretese, dovremo indirizzarci ad altre regioni, che più o meno subirono o che per parecchio tempo non subirono affatto l'influsso dell'arte cretese, e dovremo rifare il cammino dalle origini sino a quando l'influsso di quest'arte diventa così forte ed immanente da sembrare quasi un'arte trapiantata dal tronco originario. E l'arte che si designa col nome di [[Civiltà micenea|micenea]], nome di carattere convenzionale, originato dalle grandi scoperte archeologiche avvenute a Micene, a cui indissolubilmente è legata la fama dello scopritore [[Heinrich Schliemann|Enrico Schliemann]].<!-- (cap. I, p. 3) -->
===Citazioni===
*A Creta stoviglie dipinte cominciano ad apparire quando la [[Neolitico|civiltà neolitica]] o della pura età della pietra si trasforma in [[Età del rame|civiltà eneolitica]] o della età dell'uso promiscuo della pietra e del rame. Lo strato archeologico neolitico a Creta è assai potente; a Cnosso e a Festo, nei due centri maggiori di ricerca nell'isola, uno strato alto alcuni metri, dai sette agli otto metri a Cnosso, meno di cinque metri a Festo, contiene esclusivamente residui di una pura civiltà neolitica, documentando in tal modo per questa civiltà la vita di un lunghissimo ciclo di anni (pp. 3-4)
*L'[[olio]] ed il [[vino]] erano le due ricchezze maggiori del suolo dell'Attica e ad esse era in parte dovuta la magnifica floridezza, che ebbe per sì lungo spazio di tempo la ceramica in [[Atene]]. Frequenti, come si è visto, sono le allusioni al vino nei vasi attici dipinti, destinati a conviti gioiosi, a sfrenate gozzoviglie ed il dio [[Dioniso]] è spesso magnificato con il suo allegro corteggio di Sileni e di Menadi; ma accanto a lui è glorificata la saggia dea [[Atena|Athena]], colei che diede alla città sua prediletta il dono preziosissimo dell'olivo. (p. 254)
==Citazioni su Pericle Ducati==
*A leggere il libro del Ducati<ref>Pericle Ducati, ''Etruria antica'', Torino, G. B. Paravia e C., 1926. {{NDR|N.d.A.}}</ref> là dove tratta delle origini, della lingua, della religione, della vita, della storia degli [[etruschi]], si è colpiti dalla vastità d'una dottrina acquistata con un metodo scrupoloso d'indagine. In ciò il metodo archeologico ha qualche cosa di prodigioso. Nulla sfugge all'indagatore: i ritrovamenti minimi come i massimi sono incatenati da un sistema di nessi che presuppone una larga conoscenza del mondo antico, delle fonti storiche, delle correnti etniche, delle condizioni geografiche, geologiche, politiche, magari psicologiche di quei tempi. ([[Roberto Papini]])
*Il moderno tormento estetico non turba le serene esperienze da laboratorio che il Ducati compie sull'arte degli etruschi come le compirebbe il chimico sui fenomeni del mondo inorganico. Egli è il tipico rappresentante della mentalità archeologica pura che si impone l'insensibilità, e quasi il disprezzo, verso i problemi dell'estetica, quasi che mancassero di serietà e di determinazione. ([[Roberto Papini]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/larteclassic00duca/mode/1up L'arte classica]'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Milano - Napoli - Roma, 1920.
*Pericle Ducati, ''[https://archive.org/details/storiadellaceram01duca/page/n4/mode/1up Storia della ceramica greca]'', Fratelli Alinari, Firenze, 1922, vol. I.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Archeologi italiani]]
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'''Domenico Lucano''' detto '''Mimmo''' (1958 – vivente), politico e attivista italiano.
==Citazioni di Mimmo Lucano==
*Aundi mangianu milli mangianu milli e centu.<ref>Tiziana Barillà, ''Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace'', p. 95</ref>
*Con Riace vince l'Italia che resiste.<ref>''[https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2018/08/30/news/il_sindaco_lucano_con_riace_vince_l_italia_che_resiste_-205285890/ Il sindaco Domenico Lucano: “Con Riace vince l’Italia che resiste”]'', ''rep.repubblica.it'', 30 agosto 2018.</ref>
*Credo nella strategia di far conoscere per non essere soli, che fa paura alle mafie perché sul piano della legittimità quando accadono queste cose loro perdono consenso e quando perdono consenso vuol dire che quella è una strategia negativa per loro.<ref>Tiziana Barillà, ''Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace'', p. 70.</ref>
*È questo che mette in crisi il sistema. Semplicemente Riace indica un'altra via, una direzione altra dice che è possibile. Certo, in una terrada dove si emigra ancora non abbiamo risolto i problemi nè di chi è nato qui nè di chi è arrivato, e se devo essere sincero anche i miei problemi mica li ho risolti... anzi li ho peggiorati!<ref>Tiziana Barillà, ''Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace'', p. 78.</ref>
*È vero che appartengo alla classe degli ultimi, praticamente zero. In tutti questi anni abbiamo unito le nostre debolezze con tanti altri disperati di ogni parte del mondo. Abbiamo condiviso un sogno di una nuova umanità libera dalle mafie, dal razzismo, dal fascismo e da tutte le ingiustizie.<ref>''[http://www.repubblica.it/cronaca/2018/06/02/news/migranti_botta_risposta_salvini_sindaco_riace-198004716/ Migranti, Salvini attacca il sindaco di Riace: "Sei uno zero". E lui risponde: "Orgoglioso di aiutare gli ultimi"]'', ''la Repubblica'', 2 giugno 2018.</ref>
*Grazie ai migranti il mio paese {{NDR|[[Riace]]}} è rinato. (Nel 2016 dopo essere entrato nella Lista Fortune dei 50 leader più influenti al mondo)<ref name=:1>''[https://www.repubblica.it/cronaca/2016/03/30/news/il_sindaco_calabrese_tra_i_potenti_della_terra-136548526/ Il sindaco calabrese tra i potenti della Terra]'', ''la Repubblica'', 30 marzo 2016.</ref>
*La mia è una comunità felice, perché l'inclusione conviene a tutti. Ne godono i residenti, qui riaprono scuole e ristoranti. La natalità supera la mortalità. Ne gioiscono i rifugiati che trovano case e botteghe. Tessono, ricamano, lavorano il vetro, il legno, il cioccolato. Così è rinato il centro storico. E io sono felice di sentirmi utile: non voglio poltrone, ma solo fare il bene della mia gente.<ref name=:2/>
*Non ci sono ricette, misure, programmi definiti. Non so nemmeno se quello che ho fatto è replicabile altrove. Forse è tutto una casualità, un'avventura umana di cui all'inizio non conoscevo i rischi e nemmeno i limiti. È stata l'occasione che mi ha guidato.<ref name=:2>''[https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-04-02/migranti-sindaco-riace-classifica-50-leader-piu-influenti-mondo-fortune--163752.shtml?uuid=ACysmwzC Migranti, il sindaco di Riace nella classifica dei 50 leader più influenti al mondo di Fortune]'', ''Il Sole 24 Ore'', 2 aprile 2016.</ref>
*Non so neanche chi mi abbia candidato. Forse una studentessa statunitense che ha lavorato su Riace, o una tv che si è occupata di noi. Io l'ho saputo da chi mi chiamava per farmi i complimenti, ma per me non è cambiato niente. Sono solo un sindaco che ci mette l'anima. Nonostante le difficoltà di un territorio condizionato dalle mafie, da problemi economici, dalla disoccupazione e dall'isolamento istituzionale, è un lavoro appassionante.<ref name=:1/>
*Qui a Riace non esistono linee di demarcazione , fili spinati, gabbie. C'è semplicemente una integrazione diffusa dove aborriamo ogni forma di nazionalismo che è alla base dei fallimenti dell'Europa in tema di processi migratori. Pochi credevano che un borgo semideserto si potesse davvero rianimare che le botteghe artigiane della tessitura della ginestra o della lavorazione della ceramica potessero davvero riaprire, che a Riace si potessero davvero organizzare asili e scuole multilingue per far crescere i figli dei migranti senza bandiere e barriere nazionali, etniche o religiose.<ref>Tiziana Barillà, ''Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace'', p. 94.</ref>
==''Il fuorilegge'' ==
*La politica non può ridursi a una selezione tra chi può e chi non può entrare, perché in questo modo rinuncia a se stessa. (p. 9)
*[...] la politica che si trasforma in un puro esercizio di potere dimentica il sogno di [[emancipazione]] collettiva al quale il nostro diritto alla [[libertà]] ci chiama. (p.9)
*Siamo [[libertà|liberi]] solo se siamo capaci di tenere assieme la [[responsabilità]] individuale e quella collettiva. (p. 11)
*Il turismo solidale, l'economia sostenibile, il recupero delle tradizioni si mescolano e si integrano con il progetto di accoglienza che vedeva le donne riacesi al fianco di donne curde, afghane, africane, ognuna con la propria arte e il proprio bagaglio di tradizioni. Il lavoro artigianale dunque diventava anche lavoro etnografico, proiettato verso l’interno e verso l’esterno, nonché risorsa e fonte di reddito. (p. 87)
*Riace era diventata un'[[utopia]] reale e affascinante, da ammirare e studiare. Addirittura, da esportare. Qualcuno lo ha chiamato "modello", ma si tratta semplicemente di un insieme di buone pratiche, basate su quanto permesso dalle leggi vigenti, con l'orizzonte ultimo di una società sostenibile. Nel nome della pace, della solidarietà, dell’antimafia, dell’antifascismo e dell’antirazzismo. (p. 93)
*Non ci può essere una differenza tra i cosiddetti "migranti economici" e quelli che fuggono da un conflitto, semplicemente perché, se c'è una guerra, c'è povertà e le problematiche economiche sono inevitabili. La differenza, così come l'odiosa espressione "migrante economico", è stata un'invenzione di qualcuno che non ha mai avuto contatti reali con gli immigrati, altrimenti si sarebbe accorto che questa differenza non esiste. (p. 106)
*Ogni volta che un uomo viene cacciato dal proprio paese, ogni volta che qualcuno rischia la vita per cercare una [[dignità]] che non ha prezzo, i suoi diritti vengono annientati insieme alla sua persona. (p. 107)
*Credo che negli ultimi periodi della nostra vita stiamo assistendo a una degenerazione delle coscienze collettive verso una deriva anitumana. È come se stessimo sprofondando oltre il baratro della barbarie, un abbrutimento interiore che fa smarrire la dimensione umana. È il delirio della paura, un disturbo del comportamento. La soluzione potrebbe essere nella "rivoluzione della normalità", la stessa ricerca di pace e convivenza che abbiamo messo in atto a Riace. (p. 108)
*È questo che significa essere di [[sinistra]]: è una sofferenza esistenziale che abita l'anima e che ti porti dentro, non è il legame con un partito politico ma con un'idea che nessuno può sopprimere. (p. 139)
*Riace ha costruito la sua storia partendo dalla materia più nobile: l'[[accoglienza]] e l'integrazione. Vanno insieme, l'accoglienza non può esaurirsi in [[ospitalità]], una comunità per crescere ha bisogno di abitare il suo territorio, di interagire con ogni aspetto di esso, di costruire dinamiche vitali, durature. (p. 163)
*La luce del [[sole]] è l'unica barriera possibile tra un mondo che spinge alla deriva e un altro che coraggiosamente resiste e risplende. (p. 164)
*Alla [[legalità]] non corrisponde per forza la [[giustizia]]. Senza [[uguaglianza]] non ci potrà mai essere giustizia. (p. 180)
*Riace era la punta più avanzata di un'idea dell'inclusione e della [[solidarietà]] che sfidava lo Stato repressivo, dell'ordine, della sicurezza, della protezione dei confini, della chiusura dei porti. L'accoglienza è stato un vento che ha oltrepassato le barriere generando un’evoluzione antropologica del concetto di [[comunità]], rendendo permeabili i confini, includendo i migranti non come rifugiati o profughi ma come autentici e preziosi [[cittadino|cittadini]]. (p. 180)
==Citazioni su Mimmo Lucano==
*Considero necessario qualunque riconoscimento che si possa dare a Lucano perché la storia di Riace dimostra che, dal basso e con poche risorse, si possono realizzare cose importantissime se c'è onestà e si prende la decisione etica e politica di restare umani, senza piegarsi alla disumanizzazione imperante. Per questo [[Matteo Salvini|Salvini]] ha convertito Lucano nel suo nemico numero uno, perché riconosce la potenza delle sue azioni. ([[Ada Colau]])
*È raro che il sindaco di un piccolissimo paese lontano delle grandi metropoli del mondo metta in imbarazzo i dirigenti di nazioni più forti. Domenico Lucano l’ha fatto, definendo come unico criterio per l’accoglienza dei rifugiati la compassione per il prossimo. Domenico Lucano ha fatto questo, rendendo l’umanità l’unico metro nel trattare con i rifugiati. Mentre altrove vengono costruite recinzioni e si mercanteggiano quote di ammissione, Riace da 18 anni accoglie a braccia aperte le persone fuggite da guerra e povertà, salvando con sguardo reciproco i cittadini migranti e il piccolo villaggio calabrese che è stato a rischio di estinzione. Così si realizza in Calabria quello che Domenico Lucano chiama l’utopia della normalità. In un mondo dove sempre più numerose sono le persone costrette a lasciare le loro case, non abbiamo bisogno di paura del diverso, non più odio ma più coraggio, molte più Riace e molte più persone come Domenico Lucano (Premio Dresda per la pace 2017)<ref>''[http://www.reportageonline.it/il-sindaco-di-riace-domenico-lucano-ottiene-il-premio-internazionale-dresda-per-la-pace-2017/ Il sindaco di Riace Domenico Lucano ottiene il Premio internazionale Dresda per la pace 2017]'', ''reportageonline.it'', 7 febbraio 2017.</ref>
*Il lavoro incredibile, titanico, bellissimo e prezioso fatto in questi anni per accogliere chi ha bisogno e per salvare noi stessi. ([[Roberto Saviano]])
*Il riconoscimento tributato dalla rivista "Fortune" a Mimmo Lucano è una notizia che dovrebbe inorgoglire i calabresi. Certo, quell'aggettivo potente, ai giorni nostri in genere fa riferimento a un certo tipo di potere. In Calabria, invece, può significare altro: soprattutto la capacità di accogliere chi viene da lontano povero, malnutrito e soprattutto inatteso. In tale attitudine, che eredita dalle nostre antichissime radici, Mimmo Lucano è veramente potente. ([[Agazio Loiero]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
* Mimmo Lucano, ''Il fuorilegge: {{small|la lunga battaglia di un uomo solo}}'', Feltrinelli, Milano, 2020. ISBN 978-88-07-17381-3
* Tiziana Barillà, ''Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace'', Rubbettino Editore, 2017. ISBN 9788860445056
==Voci correlate==
*[[Riace]]
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Lucano, Domenico}}
[[Categoria:Attivisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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Istituzione
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Danyele
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[[File:Abu Ghraib cell block.jpg|thumb|In sociologia le prigioni sono istituzioni totali]]
Citazioni sull''''istituzione'''.
*Il modo più sicuro per far morire un albero è quello di scalzarlo e di metterne allo scoperto le radici. Lo stesso vale per le istituzioni. Non dobbiamo dissotterrare troppo l'origine delle istituzioni che vogliamo conservare. Qualsiasi inizio è piccolo. ([[Joseph Joubert]])
*L'uomo nei rapporti col suo Creatore è sublime, e la sua azione è creatrice: all'opposto, dacché si separa da Iddio e che agisce solo, non cessa di essere potente , perchè è un privilegio della sua natura; ma la sua azione è negativa, e non ha per risultato che la distruzione.<br> Non havvi nell'istoria di tutti i secoli un fatto solo che contraddica queste massime. Alcuna instituzione umana non può durare se non è sostenuta dalla mano che tutto sostiene; vale a dire se non l'è specialmente consacrata nella sua origine. Più ella sarà penetrata dal principio divino, più ella sarà permanente. ([[Joseph de Maistre]])
*Le istituzioni hanno sempre mirato e mirano tutte, sotto appellativi e modalità diverse, ad assicurare l'interesse di alcuni individui, a detrimento dell'interesse generale. ([[Henri Barbusse]])
*Le istituzioni non dovrebbero lasciare vuoti, quelli che lasciano vuoti sono gli uomini che occupano le istituzioni e le utilizzano non per fare gli interessi collettivi. ([[Gianni Barbacetto]])
*Non c'è istituzione, per quanto cattiva, che non sia resa tollerabile dai buoni costumi, e non ce n'è una tanto buona, che non rimanga guasta dai cattivi. ([[Aristide Gabelli]])
*Ogni essere, ogni credo, ogni istituzione ha le sue facce, tre o più: la faccia sublime, la faccia ridicola, la faccia odiosa.
:''Chaque être, chaque croyance, chaque institution a ses treis faces, trois ou davantage: la face sublime, la face ridicule, la face odieuse.'' ([[Henry de Montherlant]])
*Ogni istituzione crea soltanto inutile violenza, e compra il suo potere, e vende l'ignoranza. Ogni istituzione vive sulle spalle della gente, cammina sulle teste di chi non dice niente. ([[Skruigners]])
*Per me non è giusto pensare "dentro o fuori dalle istituzioni" come fosse un'alternativa. L'attivismo e il governo sono due fasi imprescindibili. ([[Ada Colau]])
*Quando mi si chiede perché lotto per la democrazia in Birmania, la risposta sta nella mia convinzione che le istituzioni e la pratica della democrazia siano necessarie per garantire i diritti umani. ([[Aung San Suu Kyi]])
*Si dice che la visione che le persone hanno della natura determini tutte le loro istituzioni. ([[Ralph Waldo Emerson]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Diritto costituzionale]]
[[Categoria:Sociologia politica]]
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Coco
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/* Dialoghi */
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text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = Coco
|genere = animazione/fantastico
|regista = [[Lee Unkrich]]
|soggetto = Lee Unkrich, [[Adrian Molina]], [[Jason Katz]] e [[Matthew Aldrich]]
|sceneggiatore = Adrian Molina e Matthew Aldrich
|produttore = [[Darla K. Anderson]] e [[John Lasseter]]
|doppiatori originali =
*[[Anthony Gonzalez]]: Miguel Rivera
*[[Gael García Bernal]]: Héctor Rivera
*[[Benjamin Bratt]]: Ernesto De La Cruz (dialoghi e canzone ''Ricordami'')
*[[Antonio Sol]]: Ernesto De La Cruz (canto)
*[[Renee Victor]]: Elena Rivera
*[[Ana Ofelia Murguia]]: Mamá Coco Rivera
*[[Edward James Olmos]]: Chicharrón
*[[Jaime Camil]]: Papá Enrique Rivera
*[[Sofía Espinosa]]: Mamá Luisa Rivera
*[[Luis Valdez]]: Tío Berto Rivera
*[[Lombardo Boyar]]: Plaza Mariachi
*[[Alanna Ubach]]: Mamá Imelda Rivera
*[[Selene Luna]]: Tía Rosita Rivera
*[[Alfonso Arau]]: Papá Julio Rivera
*[[Herbet Siguenza]]: Tío Felipe Rivera
*[[Zayne]]: Tío Oscar Rivera
*[[Carla Medina]]: Tía Victoria Rivera
*[[John Ratzenberger]]: Juan Ortodoncia
*[[Blanca Araceli]]: Emcee
|doppiatori italiani =
*[[Luca Tesei]]: Miguel Rivera (dialoghi)
*[[Simone Iuè]]: Miguel Rivera (canto)
*[[Emiliano Coltorti]]: Héctor Rivera
*[[Fabrizio Russotto]]: Ernesto De La Cruz
*[[Doriana Chierici]]: Elena Rivera
*[[Mara Maionchi]]: Mamá Coco Rivera (dialoghi)
*[[Giò Giò Rapattoni]]: Mamá Coco Rivera (canto)
*[[Saverio Moriones]]: Chicharrón
*[[Mauro Gravina]]: Papá Enrique Rivera
*[[Valentina Lodovini]]: Mamá Luisa Rivera
*[[Gianluca Machelli]]: Tío Berto Rivera
*[[Luigi Rosa]]: Plaza Mariachi
*[[Franca D'Amato]]: Mamá Imelda Rivera
*[[Lorenza Biella]]: Tía Rosita Rivera
*[[Carlo Reali]]: Papá Julio Rivera
*[[Oliviero Dinelli]]: Tío Felipe Rivera e Tío Oscar Rivera
*[[Matilda De Angelis]]: Tía Victoria Rivera
*[[Renato Cecchetto]]: Juan Ortodoncia
*[[Stella Musy]]: Emcee
|note=
*Vincitore di 2 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]]''' (2018):
**Miglior film d'animazione
**Miglior canzone (''Remember Me'')
}}
'''''Coco''''', film d'animazione statunitense del 2017, regia di [[Lee Unkrich]].
== [[Incipit]] ==
{{incipit film}}
Mi sento vittima di un sortilegio, un castigo che risale a prima che io nascessi: ecco, tanto tempo fa c'era una famiglia. Il papà era un musicista, tutti insieme cantavano, ballavano, la vita gli sorrideva. Ma egli aveva un sogno: suonare in tutto il mondo, così un giorno partì con la sua chitarra e non torno più. E la mamá non aveva tempo per piangere quel musicista giramondo. Dopo aver bandito tutta la musica dalla sua vita trovò il modo di mantenere sua figlia. Si rimboccò le maniche e imparò a fabbricare scarpe. avrebbe potuto creare dolciumi, o fuochi d'artificio, o costumi da lottatore luccicanti, ma no, lei scelse le scarpe. Poi insegnò il mestiere a sua figlia e in seguito anche al suo genero e finì per coinvolgere i nipoti, e più cresceva la famiglia più crescevano gli affari, la musica aveva lacerato la mia famiglia ma le scarpe l'avevano unita, ecco, quella donna era la mia trisnonna, mamá Imelda, morì molto prima che io nascessi, ma la sua storia viene tramandata ogni anno durante il "Dia de los Muertos", il giorno delle anime, e quella bambina è la mia bisnonna, mamá Coco. ('''Miguel''') {{NDR|voce fuori campo}}
== Dialoghi ==
*'''Elena''' {{NDR|al papà di Miguel}}: Ho trovato tuo figlio in Mariachi plaza.<br/>'''Enrique''': Miguel, sai bene che ad Abuelita la plaza non piace.<br/>'''Miguel''': Ma io lustravo [[Scarpa|scarpe]].<br/>'''Tio Berto''': Scarpe di musicista.<br/>'''Enrique''': Ma la plaza è piena di clienti.<br/>'''Luisa''': Se Abuelita non vuole che tu vai alla plaza, tu non vai alla plaza.<br/>'''Miguel''': Ma nemmeno stasera.<br/>'''Enrique''': Che c'è stasera?<br/>'''Miguel''': Beh, ci sarebbe un talent show e io pensavo di...<br/>'''Luisa''': ...Esibirti?<br/>'''Miguel''': Più o meno.
*'''Elena''' {{NDR|dopo aver scoperto il segreto di Miguel}}: Cos'è questa roba? Nascondi segreti alla tua famiglia?!<br/>'''Tio Berto''': Tutta colpa di quel tempo che passa alla plaza.<br/>'''Elena''' {{NDR|a Miguel}}: Hai la testa piena di assurde fantasie.<br/>'''Miguel''': Non sono fantasie, quest'uomo era Ernesto de la Cruz, il più grande musicista di sempre. {{NDR|dà a suo papà la foto ritraente de la Cruz}}<br/>'''Enrique''': È la prima volta che ne sento parlare, ma chiunque fosse resta il fatto che ha abbandonato la sua famiglia, e tu non seguirai le sue orme.<br/>'''Miguel''': Ma tu dicevi che sarebbe stata la famiglia a guidarmi, beh de la Cruz è la mia famiglia e la musica è nel mio destino.<br/>'''Elena''': No!! La sua musica era maledetta, io non te l'ho permetterò mai!<br/>'''Miguel''': Se solo mi lasciaste...<br/>'''Enrique''': Miguel, farai come dice la tua famiglia: niente più musica!<br/>'''Miguel''': Almeno sentite come suono.<br/>'''Enrique''': Non te lo ripeto più! {{NDR|Miguel comincia a suonare, ma Abuelita li estrae la chitarra}}<br/>'''Elena''': Vuoi finire come quell'uomo?! Dimenticato?! Escluso dall'offrenda di famiglia?!<br/>'''Miguel''': Non mi interessa una stupida offrenda!! {{NDR|Abuelita, offesa, si appresta a distruggere la chitarra}} No!!!<br/>'''Enrique''': Mama! {{NDR|Abuelita distrugge la chitarra}}<br/>'''Elena''': Ecco: niente chitarra {{NDR|facendosi il segno della croce}}, niente musica! {{NDR|Miguel comincia a piangere}} Andiamo, starai meglio dopo una bella cenetta in famiglia.<br/>'''Miguel''': Non la voglio più questa famiglia!!! {{NDR|si riprende la foto e corre via}}<br/>'''Enrique''': Miguel! Miguel!
*'''Clerk''' {{NDR|a Miguel}}: Beh, sei maledetto.<br/>'''Miguel''': Cosa?!<br/>'''Clerk''': Nel "Dios de Muertos" si offrono dono ai defunti e tu hai rubato a un defunto.<br/>'''Miguel''': Ma l'avrei riportata la chitarra.<br/>'''Mamá Imelda''': Chitarra?!<br/>'''Miguel''': Si, era del mio trisnonno, me l'avrebbe data volentieri.<br/>'''Mamá Imelda''': Non voglio che si parli di quel musicista {{NDR|de la Cruz}}, è morto per questa famiglia.<br/>'''Miguel''': Siete tutti morti.<br/>'''Clerk''': Perdonatemi eh, di chi è quell'alegripe?<br>'''Rosita''': Non sembra affatto un alegripe.<br>'''Felipe''': A me sembra solo un cane.<br>'''Oscar''': O una salsiccia che ha quattro zampe.<br>'''Clerk''': Qualunque cosa sia ne sono terribilmente allergico. '''Miguel''': Ma Dante non ha i peli. '''Clerk''': E io non ho un naso eppure eccoci qua. <br>'''Mamá Imelda''': Ma non ho ancora capito perché non posso attraversare il ponte. {{NDR|Miguel tira fuori dalla sua tasca la foto dell'offrenda ritraente Imelda e la mostra a tutti}} Tu hai tolto la mia foto dall'offrenda?!<br/>'''Miguel''': È stato un incidente...<br/>'''Mamá Imelda''' {{NDR|a Clerk}}: Come lo rimando indietro?<br/>'''Clerk''': Visto che è un affare di famiglia, per annullare una maledizione di famiglia, bisogna ottenere una benedizione di famiglia.<br/>'''Miguel''': Tutto qua?<br/>'''Clerk''': Ottieni una benedizione di famiglia, e tutto si si dovrebbe rimettere a posto. {{NDR|prende un petalo arancione del ponte, e poi si rivolge a Imelda}} Ora guardi il vivente e dica il suo nome.<br/>'''Mamá Imelda''': Miguel.<br/>'''Clerk''': Molto bene, ora gli dica "ti do la mia benedizione".<br/>'''Mamá Imelda''': Ti do la mia benedizione per tornare a casa, rimettere la mia foto sull'offrenda e non suonare mai più!!<br/>'''Miguel''': Cosa?! non può farlo!<br/>'''Mamá Imelda''': Non complicare le cose, amico: farai le cose a modo mio!<br/>'''Miguel''': Davvero odi così tanto la musica?<br/>'''Mamá Imelda''' {{NDR|riferendosi a de la Cruz}}: Non prenderai la sua stessa strada, scordatelo!<br/>'''Miguel''': La sua stessa strada?<br/>'''Tia Victoria''': Ascolta mamá Imelda.<br/>'''Tio Felipe''': Ti sta solo proteggendo.<br/>'''Tia Rosita''': Sii ragionevole.<br/>'''Miguel''': Con permesso, io dovrei scappare in bagno. Torno subito.<br/>'''Clerk''': Chi gli dice che non ci sono bagni nella terra delle anime?
*'''Hector''' {{NDR|dopo aver scoperto che Miguel ha una famiglia}}: Frena frena frena: dicevi che de la Cruz è il tuo solo parente, l'unico che può darti la benedizione.<br/>'''Miguel''': Ho anche altri parenti...<br/>'''Hector''': Potevi tornare indietro con la mia foto fin dall'inizio.<br/>'''Miguel''': Loro odiano la musica, mi serve la benedizione di un musicista.<br/>'''Hector''': Tu mi hai mentito.<br/>'''Miguel''': Senti chi parla.<br/>'''Hector''': Guarda sto per essere dimenticato, non so neanche se supererò la notte, non perderò la mia unica occasione di attraversare il ponte solo per tenere viva la tua stupida fantasia da musicista!<br/>'''Miguel''': Non è stupida!<br/>'''Hector''' {{NDR|prendendo per il braccio Miguel}}: Ora ti porto dai tuoi familiari.<br/>'''Miguel''': Lasciami andare!<br/>'''Hector''': Poi mi ringrazierai.<br/>'''Miguel''' {{NDR|liberandosi}}: Tu non vuoi aiutarmi, lo fai solo per te, ecco la tua stupida foto. {{NDR|la lancia via}}<br/>'''Hector''': No. {{NDR|si riprende la foto, mentre Miguel comincia ad allontanarsi}}
*'''Ernesto de la Cruz''' {{NDR|vedendo Miguel giù di morale}}: Che succede? Troppe emozioni, sembri provato.<br/>'''Miguel''': No, va tutto alla grande.<br/>'''Ernesto de la Cruz''': Ma...<br/>'''Miguel''': È solo... ho passato tutta la vita ammirandoti, tu sei quello che ce l'ha fatta davvero. Hai mai rimpianto di aver scelto la musica invece di tutto il resto?<br/>'''Ernesto de la Cruz''': È stata dura: lasciare per sempre la mia città, andarmene via da solo.<br/>'''Miguel''': E lasciare la tua famiglia?<br/>'''Ernesto de la Cruz''': Sì. Ma non potevo fare altrimenti: uno non può negare ciò che è veramente, e tu mio pro pro nipote devi diventare un musicista.
*{{NDR|Nel flashback}}<br/>'''Ernesto de la Cruz''': Vuoi mollare proprio adesso che siamo vicini a realizzare il nostro sogno?!<br/>'''Héctor''': Questo era il tuo sogno, Ernesto.<br/>'''Ernesto de la Cruz''': Ma non posso farcela senza le tue canzoni, Héctor!<br/>'''Héctor''': Voglio tornare a casa. Odiami pure se vuoi, ma ormai ho deciso.<br/>'''Ernesto de la Cruz''' {{NDR|trattiene la rabbia}}: Non potrei mai odiarti, Héctor. Se devi partire, facciamo un brindisi d'addio. {{NDR|versa due bicchieri}} Alla nostra amicizia! Sposterei cielo e terra per te, mio amigo! Salud! {{NDR|Héctor ed Ernesto [[Brindisi dai film|brindano]]}}
*'''Mamá Imelda''': Miguel, ti dò la la mia benedizione per tornare a casa, esporre le nostre foto e non devi...<br/>'''Miguel''': Non devo suonare mai più.<br/>'''Mamá Imelda''': Tu non devi mai scordare quanto la tua famiglia ti vuole bene.<br/>'''Hector''': Tornerai a casa. {{NDR|Miguel si appresta a toccare il petalo arancione, ma subito prima che possa farlo Ernesto lo prende rabbiosamente per il colletto della giacca}}<br/>'''Ernesto de la Cruz''': Non andrai da nessuna parte!! {{NDR|rivolto ai familiari di Miguel}} Indietro! Indietro!! Tutti voi, indietro! Non un passo in più!<br/>'''Hector''': Ernesto, fermo! Lascia in pace il ragazzo!<br/>'''Ernesto de la Cruz''': Ho lavorato troppo duramente Hector, troppo duramente per lasciare che distrugga tutto!<br/>'''Hector''': È un bambino vivente, Ernesto!<br/>'''Ernesto de la Cruz''': Lui è una minaccia!! Credi che lo lascerò tornare nella terra dei vivi con la tua foto per mantenere in vita il tuo ricordo?! No!<br/>'''Miguel''': Sei un codardo!<br/>'''Ernesto de la Cruz''': Io sono Ernesto de la Cruz, il più grande musicista di sempre!<br/>'''Miguel''': Hector è il vero musicista! Tu sei quello che l'ha ucciso e gli ha rubato le canzoni!<br/>'''Ernesto de la Cruz''' {{NDR|lo afferra per la canottiera}}: Io sono quello che è disposto a fare il necessario per cogliere l'attimo! {{NDR|con sguardo minaccioso}} A qualunque costo! {{NDR|lancia via Miguel}}<br/>'''Hector''': No!!!<br/>'''Mamá Imelda''': Miguel!!<br/>'''Tio Oscar''': Miguel!!<br/>'''Ernesto de la Cruz''' {{NDR|rivolto beffardamente a Hector}}: Scusa vecchio amico, ma lo spettacolo deve continuare.
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Coco''}}
{{Pixar}}
[[Categoria:Film d'animazione]]
[[Categoria:Film fantastici]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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Fondamentalismo islamico
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Danyele
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Citazioni sul '''fondamentalismo islamico'''.
==Citazioni==
*Al centro di questa storia ci sono due gruppi: i neoconservatori americani e i fondamentalisti islamici. Entrambi questi gruppi sono formati da idealisti delusi dal fallimento del sogno liberale di un mondo migliore. Entrambi inoltre danno una spiegazione molto simile del motivo che ha causato questo fallimento. Questi due gruppi hanno cambiato il mondo, ma in modo assai diverso da quello che loro stessi pensavano, eppure hanno contribuito alla creazione di un incubo, quello di un'organizzazione segreta che minaccia il mondo intero, un mito che i politici hanno immediatamente sfruttato per ritrovare quell'autorità e quel potere che avevano perduto. E peggiore è la paura, maggiore è il potere. (''[[The Power of Nightmares]]'')
*C'è una scarsa connessione tra il terrorismo suicida e il fondamentalismo islamico, o qualsiasi altra religione del mondo. ([[Robert Pape]])
*Essere musulmani ok, ma islamici no. Ho amici musulmani che però non mandano in giro le figlie vestite come dei rospetti neri. ([[Stefano Bandecchi]])
*Essi<ref>Qui l'intervistatore precisa: «''Islamist radicals or, as Hitchens calls them, Islamo-fascists''».</ref> non ci danno pace e neppure noi dobbiamo dargliene. Non possiamo vivere sullo stesso pianeta, e sono contento, perché io non voglio viverci. Non voglio respirare la stessa aria di quegli psicopatici assassini, stupratori, torturatori, e abusatori di minori. È questione di "o io o loro". Sono veramente felice di questo, perché so che saranno loro. È un obbligo e una responsabilità sconfiggerli, ma è anche un piacere. Non lo vedo affatto come un lavoro sporco. ([[Christopher Hitchens]])
*Il nucleo dell'interventismo [[cattolicesimo|cattolico]] non è in linea di principio troppo diverso dal cosiddetto fondamentalismo islamico (anche se personalmente non amo questa locuzione). In entrambi i casi, la nostra risposta dev'essere una sola: ''non passeranno!'' ([[Giulio Giorello]])
*L'ascesa di quello che viene chiamato "fondamentalismo islamico", è in larga misura un effetto del crollo delle alternative nazionaliste laiche che sono state screditate e distrutte. ([[Noam Chomsky]])
*Oggi estremismo e terrorismo rappresentano la prima emergenza internazionale e la più grave minaccia alla sicurezza nazionale. Ma penso che l'estremismo si alimenti di una sostanziale ambiguità insita nel Corano e nell'azione concreta svolta da Maometto. ([[Magdi Allam]])
*Perché loro {{NDR|i fondamentalisti islamici}} hanno qualche cosa che noi non abbiamo ed è la passione. Hanno la fede e la passione. Nel male, in negativo, ma l'hanno. Noi non l'abbiamo più, l'abbiamo persa, la nostra forma di società ha inaridito l'animo, ha inaridito il [[cuore]] della gente. Perfino nei rapporti amorosi c'è meno passione. In quanto alla fede, nel nostro mondo è una parola quasi sconosciuta. Loro sono più stupidi di noi ma sono profondamente appassionati, dunque più vitali. Perfino la guerra, che è un atto di passione – passione in negativo, la ferocia, il sangue –, è diventata sterile, pulita. Questa mancanza di passione si riflette nella nostra vita quotidiana perché, al posto della passione, abbiamo il benessere, la comodità, il raziocinio. Tutto quello che siamo è frutto di raziocinio, non di passione. ([[Oriana Fallaci]])
*Ricondurre tutti i problemi del mondo musulmano – siano essi politici, economici, sociali o culturali – all'Islam è ciò che io definisco una teologizzazione delle questioni secolari. È questa teologizzazione a rafforzare la rivendicazione fondamentalista. Secondo i fondamentalisti il ritorno all'Islam e alla sua età dell'oro risolverebbe qualsiasi problema. Gli intellettuali laici, al contrario, vogliono identificare cause e ragioni specifiche in cerca di soluzioni. Non va dimenticato, inoltre, che il mondo musulmano non è un'entità monolitica. Le accuse mosse contro l'Islam si fondano sull'assunto secondo cui esso rappresenterebbe un sistema definito, privo di storia e di quella molteplicità di sfaccettature che, invece, lo caratterizzano. ([[Nasr Hamid Abu Zayd]])
===[[Boualem Sansal]]===
*{{NDR|Nel 2017}} Il fondamentalismo islamico è una novità nel campo europeo e già contamina e corrompe i suoi valori, dimostrando come sia estremamente pericoloso.
*L'islam è un'idea, la parola di Dio per i musulmani, che il sistema religioso ha socializzato attraverso la moschea, la scuola coranica e un codice giuridico (la sharia) fortemente vincolante. Spinta all'estremo, una tale organizzazione può diventare abominevole, ed è così che dinanzi all'islam moderato che non vuole forzare le coscienze si è sviluppato l'islamismo che impone senza alcuna discussione, col pretesto che Dio non tratta con le sue creature...
*Nella sua guerra totale contro il mondo moderno, l'islam radicale ha dovuto adattare i suoi metodi all'ambiente, ha approfondito tutti i sistemi totalitari che sono esistiti nel XX secolo: lo stalinismo, il fascismo, il nazismo. L'islam radicale riduce a zero la capacità degli uomini di pensare, di decidere, di inventare. E li uccide nella loro responsabilità, nella loro famiglia, nella loro cultura, ne fa dei meri esecutori.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Corano]]
*[[Fondamentalismo]]
*[[Islam]]
*[[Jihādismo]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}}
[[Categoria:Islam]]
[[Categoria:Religione e politica]]
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Beppe Conti
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Danyele
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categoria più precisa
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text/x-wiki
[[File:Beppe Conti.png|thumb|Beppe Conti (2014)]]
'''Beppe Conti''' (1951 – vivente), giornalista e scrittore italiano.
==Citazioni di Beppe Conti==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Roberto Bettega]]}} La sua signorilità è ormai fuori discussione. È forse il bianconero più simpatico ai giornalisti poiché regala sempre delle battute o delle frasi intelligenti, perché non rifiuta mai il dialogo, neppure quando la Juve perde malamente.<ref>Da ''Juventus: Campionato 1974-75'', Torino, SARGRAF, 1975.</ref>
*È il fascino sottile di una classica che tutti i ciclisti sognano fin da quando, ragazzini, salgono in sella a una bicicletta. La [[Milano-Sanremo]] appartiene alla leggenda delle due ruote come un punto fermo che ha subìto nel tempo differenti connotazioni. Ma il fascino ha saputo resistere immutato e immutabile [...]. È la corsa della primavera e del sole, d'una nuova stagione che comincia e che guarda all'estate. Rappresenta la via di nuove sfide incontro al futuro, pedalando su strade suggestive e fantasiose.<ref>Da ''Sfida alla leggenda'', ''Guerin Sportivo'' nº 11 (685), 16-22 marzo 1988, pp. 108-111.</ref>
*{{NDR|Sul [[Giro d'Italia 1994]]}} La storia e la leggenda del Giro d'Italia hanno accolto l'uomo nuovo, il russo di San Pietroburgo Eugenio Berzin. Ha vinto il Giro dominandolo fin dai primi giorni, ha contribuito ad allargare la geografia del ciclismo. Mancava un russo nell'albo d'oro. C'era un americano [...], c'erano svizzeri e lussemburghesi, francesi e belgi, uno svedese, un irlandese, [...] uno spagnolo [...]. Adesso si allargano davvero i confini d'uno sport uscito definitivamente dal proprio alveo tradizionale. Nessuna intenzione di smitizzare i trionfi di Coppi e Bartali. Restano personaggi immortali nella storia del Giro e del ciclismo. Però a quei tempi si lottava contro francesi e belgi, qualche spagnolo, svizzeri e lussemburghesi. E poco più. Adesso abbiamo un russo in maglia rosa, un texano in maglia iridata. È il nuovo ciclismo.<ref>Da ''Rosa incondizionata'', ''Guerin Sportivo'' nº 24 (1000), 15-21 giugno 1994, pp. 106-108.</ref>
*[[Fausto Coppi|Coppi]] il più grande per la portata delle sue vittorie, interminabili chilometri di fughe ad esaltare l'uomo solo al comando che scala le montagne. L'essenza del ciclismo. Coppi il più grande per l'epoca storica vissuta, le tragedie della Seconda guerra mondiale, i grandi drammi... E poi la completezza dei trionfi, battendo gli scalatori in montagna (Merckx a volte era anche costretto a difendersi) ed i pistard nei velodromi. E infine – ma in maniera speciale – le emozioni e la commozione offerte agli italiani, ma anche ai francesi, a chi seguiva lo sport in quell'epoca non facile.<ref>Da ''Fausto Coppi: il primo dei più grandi'', Torino, Graphot, 2018; citato in [[Marco Pastonesi]], ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2019/01/14/1547396660/l-ora-del-pasto-beppe-conti-posso-allargare-la-top-ten-fausto-coppi-il-primo-dei-piu-grandi-marco-pastonesi-tuttobiciweb L'ora del Pasto. Beppe, posso allargare la top ten?]'', ''tuttobiciweb.it'', 14 gennaio 2019.</ref>
{{Int|''[https://www.suiveur.it/interviste/una-vita-al-servizio-del-ciclismo-intervista-a-beppe-conti/ Una vita al servizio del ciclismo: intervista a Beppe Conti]''|Stefano Zago, ''suiveur.it'', 8 maggio 2019.}}
*{{NDR|«Quanto è cambiato il [[ciclismo]] dai tuoi inizi ad oggi?»}} Il rapporto giornalista-campione, ad esempio, è diverso: e questo in tutti gli sport. Anzi, se pensiamo al calcio dobbiamo trarre la conclusione che il ciclismo è comunque lo sport che più di ogni altro è rimasto accessibile. Col campione di ciclismo si riesce ancora ad avere un rapporto abbastanza stretto. Col calciatore no. Io ho avuto la fortuna e il privilegio di seguire il Torino e la Juventus a metà degli anni '70. In quel periodo, se per esempio voler buttar giù un'inchiesta sul perché il Torino non segnasse più di testa, non dovevo fare altro che andare allo stadio e fermare Pulici e Graziani fuori dal Filadelfia e chiedere. Lo stesso potevo fare con i difensori. Le inchieste si facevano così. Oggi è la società a scegliere: ti mettono a disposizione un calciatore e devi parlare con quello, anche se magari non è quello che ti interessa. [...] Anche il ciclismo, però, è cambiato con la presentazione degli uffici stampa. Inoltre, il ciclismo ha quasi completato il processo di globalizzazione. [...] Allora non c'erano tutte le nazioni di oggi: quando arrivò Greg LeMond, americano, sembrava un marziano. Adesso [...] si ritrovano i colombiani, che arrivano dai tremila metri ed in salita vanno alla grande; e poi il sudafricano bianco, l'australiano, il neozelandese, gli inglesi. È diventato un ciclismo molto più complesso: all'epoca di Gimondi le nazioni principali nel ciclismo erano quattro.
*{{NDR|Su [[Vincenzo Nibali]]}} Il problema è che non è un personaggio mediatico. Glielo dico sempre. Un campione così dovrebbe essere il leader di tutto lo sport italiano di oggi. Invece è troppo modesto, timido, riservato, quasi al limite dell'introverso. In realtà non lo è, ma l'impressione che arriva è quella. Dove lo troviamo un corridore così? Lui ha vinto due volte il Giro d'Italia, una volta il Tour de France, la Vuelta a España, la Milano-Sanremo e due volte il Giro di Lombardia. L'ultimo corridore ad aver vinto Milano-Sanremo, Giro di Lombardia e grandi giri è Eddy Merckx. L'ultimo ad aver vinto Tour de France e Milano-Sanremo, due corse così diverse, è Laurent Fignon. Nibali ha un palmarès unico. Purtroppo non è molto amato, anche tanti italiani non lo apprezzano fino in fondo. Molti rammentano, ad esempio, che lui ha vinto il Tour de France perché Contador e Froome sono caduti. Anche Merckx, però, vinse la Grande Boucle perché Ocaña cadde sui Pirenei, altrimenti avrebbe interrotto la serie. Questo, però, nessuno lo ricorda. È sempre successo così: anche Nencini vinse il Tour de France perché Roger Rivière cadde in un burrone.
*{{NDR|«Perché il Tour de France è, da sempre, la corsa più importante al mondo?»}} La spiegazione va ritrovata nell'edizione del 1930. Quell'anno, al Tour de France si sfidarono le rappresentative nazionali. Fu un vero colpo di genio. Oggi, purtroppo, non è più fattibile perché gli sponsor sono troppo importanti, ma il salto di qualità della corsa francese viene proprio da lì. Immaginiamo il periodo in cui c'erano Coppi e Bartali in maglia tricolore e Binda in ammiraglia. I francesi sono i più bravi del mondo a vendere i loro prodotti, penso anche ai formaggi e ai vini. Il Tour de France è anche l'evento ciclistico più seguito del pianeta. Non c'è niente da fare: è la corsa principale. Vincere il Tour de France cambia la vita; lo stesso non si può dire del Giro d'Italia.
{{Int|''[https://www.gazzettadiparma.it/sport/altri-sport/ciclismo/2020/05/15/news/_il_mio_ciclismo_e_i_miei_campioni_mezzo_secolo_a_caccia_di_scoop_-3395843/ «Il mio ciclismo e i miei campioni: mezzo secolo a caccia di scoop»]''|Intervista di Claudio Rinaldi, ''gazzettadiparma.it'', 15 maggio 2020.}}
*{{NDR|Su [[Bruno Raschi]]}} Era un mito. In ''Gazzetta'' lo chiamavano il Divino. Era unico, il fascino fatto persona. Ricordo ancora il titolo, bellissimo, che fece Maurizio Mosca quando Raschi morì: "Addio Bruno, com'era bello leggerti e sentirti parlare". Centratissimo: perché affascinava quando scriveva così quando parlava. A cena, quando prendeva la parola lui, non si sentiva volare una mosca, era rispettato da tutti. [...] {{NDR|«Tra tante grandi firme, è stato davvero il migliore?»}} La mia classifica personale, per il ciclismo, è questa: primo Raschi, secondo Brera, terzo Mura. Poi, Brera e Mura hanno scritto cose meravigliose di calcio e di tante altre cose. Ma nel ciclismo Bruno è stato il numero uno.
*{{NDR|«Come mai il [[ciclismo]] ha ispirato tante belle penne? Da Alfonso Gatto a Dino Buzzati, da Orio Vergani a Indro Montanelli»}} Perché nessuno sport si presta come il ciclismo al racconto. Nel calcio – che pure è popolarissimo in tutto il mondo – si corre dietro a una palla. Negli anni di quei fuoriclasse della scrittura i corridori scalavano montagne sullo sterrato, facevano imprese eroiche. E, particolare non da poco, non c'era la televisione. La gente "vedeva" le imprese dei campioni attraverso il racconto di quegli scrittori. E poi il ciclismo era di gran lunga lo sport più popolare. Ti faccio un esempio: Fiorenzo Magni aveva appeso una prima pagina della ''Gazzetta dello Sport'', nel suo ufficio. Un grande titolo d'apertura, che occupava quasi tutta la pagina, su una sua vittoria di tappa. Sotto, di taglio basso, il titolo sul Milan che, battendo l'Inter nel derby, aveva vinto lo scudetto. Ti rendi conto?
*{{NDR|«Cos'è per te il giornalismo?»}} La passione di una vita. Prima di tutto, per me, è sempre venuta la notizia. Per tutta la carriera ho inseguito gli scoop. {{NDR|«Ne hai messo a segno tanti?»}} Altroché. Per anni ho anticipato su ''Tuttosport'' il percorso del Giro, facendo bruciare molto i colleghi della ''Gazzetta dello Sport''. Una volta, addirittura, ho fatto perdere il Giro a Pantani. {{NDR|«E come?»}} Era il [[Giro d'Italia 1994|'94]], ho pubblicato il percorso tre giorni prima della presentazione ufficiale. Il direttore del Giro, Castellano, si è talmente arrabbiato che ha cambiato il percorso, cancellando la cronoscalata Trento-Bondone, durissima, sostituita con la Lavagna-Passo del Bocco, e anticipando il Mortirolo, per "addolcire" l'ultima settimana. Ha vinto Berzin. E Pantani, ridendo, ha dato la colpa a me.
*{{NDR|Su [[Francesco Moser]]}} Anche se andava piano, se non era la tappa giusta, era sempre lui a "fare" la corsa, imporre la tattica. E mi dava da scrivere pagine e pagine. Quando perdeva, non era mai per colpa sua. Di Saronni, o dell'organizzatore, o del gregario che non lo aveva aiutato abbastanza.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Conti, Beppe}}
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Nicolai Lilin
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Danyele
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[[File:Nicolai Lilin.jpg|thumb|Lilin nel 2011]]
'''Nicolai Lilin''' (1980 – vivente), pseudonimo di '''Nicolai Verjbitkii''', scrittore italiano di origine moldava.
==Citazioni di Nicolai Lilin==
===2009===
*Non capisco il motivo {{NDR|di rifiutare un invito a presentare ''Educazione siberiana'' in CasaPound Italia}}. Rifiutare e negare alla gente partecipazione alla manifestazione culturale [...] è come negare a un umano soccorso medico, perché lui politicamente non è corretto. Un simile comportamento è contro la mia etica e la mia morale.<ref group="fonte" name="casapound">Citato in ''[https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=27767 Nicolai Lilin a CasaPound]'', ''ariannaeditrice.it'', 11 settembre 2009.</ref>
*Ho amici di destra e sinistra [...]. Mi trovo bene con loro, perché non li vedo come dichiarati politicamente, ma come persone, come gente che pensa e condivide alcune idee con me. Ricordo anche che è impossibile essere tutti uguali, io da bambino ho vissuto l'alba dell'impero che cercava di far diventare tutti uguali. E vi posso dire in tutta sincerità che l'unica cosa che faceva diventare tutti uguali nell'Urss era solo il colore del sangue con il quale hanno sporcato la coscienza sociale.<ref group="fonte" name="casapound"/>
*Cazzo, te lo dico io, amico mio [...]. Tutti quei maledetti soldi provengono dagli ebrei ricchi, cazzo. Te lo dico, cazzo, questa è un fottuto complotto. E la [[seconda guerra mondiale]] è stata iniziata dai ricchi, fottuti ebrei, non lo sapevi? Te lo dico esattamente, quelle puttane non hanno risparmiato la loro tribù, e solo per diventare ancora più ricche! [...] Hai sentito parlare di questo club Bilderberg, eh? Porca miseria, il mio amico mi ha spiegato tutto di loro. Amico mio, conosci forse [[Licio Gelli|Licio, cazzo, Gelli]], [[P2]]? Non lo conosci? [...] Quando sono arrivato, ero un ignorante, ma lui mi ha aperto gli occhi.
:''Я, друг, тебе точно, нах, говорю'' [...]. ''Все, бля, деньги, нах, у богатых жидов. Я тебе говорю, нах, это, бля, заговор. И Вторую мировую богатые, бля, жиды развязали, ты не знал? Точно говорю, они, суки, своего племени не пожалели, только чтоб еще богаче стать!'' [...] ''Ты вот слыхал про такой Бильдербергский клуб, а? Во-во. Мне друг мой пиздато все про них объяснил. Друг мой, знаешь, может, Личо, бля, Джелли, пи-два, ты не в курсе?'' [...] ''Я, когда приехал, был на этот счет дурак дураком, но он мне глаза-то приоткрыл.''<ref group="fonte">Citato in [[Aleksandr Garros]], ''[https://snob.ru/selected/entry/7841/ Непереводимая игра слов]'', ''Snob.ru'', 20 ottobre 2009.</ref>
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/saviano-siberia/saviano-siberia/saviano-siberia.html Il ragazzo guerriero della mafia siberiana]''|Intervista di Roberto Saviano, ''La Repubblica'', 3 aprile 2009.|h=4}}
*Volevo raccontare storie che rischiavano di perdersi, che conoscono in pochi, e renderle storie di molti. Le storie della mia gente, distrutta dal capitalismo di oggi, gente che aveva regole sacre, che viveva con dei valori.
*Mio nonno in tutta la sua vita non ha mai portato soldi addosso, li tenevano in posti lontani dai luoghi della vita. I soldi sono sempre stati considerati sporchi.
*Quando ero piccolo e uscii dalla Moldavia con mia madre, alla dogana un ufficiale vide che ero nato in Transnistria e, seppure fossi un bambino, mi fissò negli occhi e disse, "Delinquente!!!". Bastava venire da lì.
*Mi hanno insegnato a dire la verità sempre. Spesso i poliziotti russi quando arrestavano degli Urka li riprendevano mentre li interrogavano. Quando dicevano sei un criminale loro dovevano rispondere si, se rispondevano no era una condanna a morte tra tutti gli Urka. Un Urka non mente mai.
*Sono un criminale onesto [...]. Nelle mie zone tutti chiedono il pizzo, per qualsiasi cosa bisogna pagare. È lecito aspettarsi una richiesta di tangente per documenti, viaggi, permessi, per tutto ciò che nel mondo occidentale, in un mondo che si dice civile, dovrebbe essere dovuto.
*In Russia e in Moldavia tutto è corruzione, politica, burocrazia, tanta prostituzione, racket, droga. Paesi marci. Mio nonno diceva spesso: credo che non esista né inferno né paradiso, semplicemente se ti comporti male rinasci in Russia.
*Una volta mio nonno mi ha raccontato che fu arrestato un pedofilo, uno di quelli a cui piacevano molto le bambine piccole e anche i bambini. Gli Urka quando fu arrestato lo trattarono con rispetto. Andarono da lui, gli diedero una corda fatta con le lenzuola e gli dissero: "Hai cinque ore per impiccarti, se non lo fai ognuno di noi prenderà un pezzo di te e lo strapperà".
*Raccontare i tatuaggi è disonesto. I tatuaggi sono un linguaggio muto, ci si tatua proprio per evitare di parlare. Solo un siberiano può capire. Chi racconta uccide la tradizione, e rischia di essere ucciso.
*Il film di Cronenberg {{NDR|''[[La promessa dell'assassino]]''}} è tutta una farsa. Il tatuaggio siberiano è morto con i siberiani. È una menzogna, dal film sembra quasi che tutti gli affiliati russi si tatuino, ma non è così. Quei tatuaggi li hanno solo alcuni, come per esempio Seme Nero.
*Io ho ucciso Roberto, ho ucciso un bel po' di persone. Ma non sento dolore, o meglio sento che ero costretto a farlo, ero un militare in Cecenia, e dovevo sparare. Ho ucciso e ho sentito la morte tante volte vicina a me. Ma anche su questo la mia gente mi ha insegnato a capire la morte, a conoscerla e a non sentirla come qualcosa di strano. Qui nessuno vuole morire. Io se voglio la vita so che devo volere anche la morte.
{{Int|Da ''[https://cafebabel.com/it/article/leducazione-siberiana-di-nicolai-lilin-5ae00581f723b35a145dea97/ L'educazione siberiana di Nicolai Lilin]''|Intervista di Giacomo Rosso, ''Cafebabel.com'', 7 luglio 2009.|h=4}}
*[...] la comunità siberiana in cui sono cresciuto proveniva da una molto più antica che aveva già sviluppato un sistema di autocontrollo e che si opponeva a qualsiasi forma di potere. Non soltanto al socialismo, si opposero al regime dello Zar e alla sua schiavitù. [...] Alla fine degli anni Ottanta già sapevo che la comunità stava morendo. Quando ho iniziato a scrivere mi sono reso conto che la tradizione li ha aiutati a sopravvivere, ma non ha potuto salvarli.
*Non esiste più nessuna comunità {{NDR|siberiana}}. Sono io, mio fratello, e forse qualcun altro. Il problema è che anche in Siberia non è rimasto niente. Il nucleo di questa comunità è stato deportato in Transnistria e lì non è sopravvissuto. La comunità che descrivo nel libro era composta da 40 famiglie. Si può dire che la tradizione è stata un appoggio, ma in certe situazioni è impossibile per una comunità sradicata sopravvivere.
*L'unica cosa certa sulla [[Russia]] è che sarà sempre immersa nel caos. È normale. Questo è il suo stato storico. In Russia non esiste, e non ci sarà mai, un governo democratico. Solo una dittatura può riuscire a gestire un territorio simile e tutte le popolazioni che lo abitano.
*Veramente ora mi considero italiano a tutti gli effetti. Ho la cittadinanza italiana, sarebbe sbagliato e scorretto definirmi russo. Anche se ultimamente ho ricevuto parecchi attacchi da parte dei miei ex concittadini russi.
*Ho molti amici bulgari e conosco la situazione bulgara abbastanza bene. Fa piacere vedere come l'Ue dia la possibilità di svilupparsi negli anni futuri. Ho parlato con i giovani bulgari, e la loro mentalità è diversa dai giovani russi. Loro non pensano soltanto a guadagnare il più possibile, ma a contribuire alla società e allo sviluppo della democrazia perché viaggiano, vedono il mondo e l'Europa occidentale. Loro vedono cosa significano i diritti per i giovani, che cosa significa Erasmus e vedono come le persone possono tranquillamente integrarsi in altri paesi e studiare e lavorare.
{{Int|Da ''[https://canali.kataweb.it/ilmiolibro-articoli-e-recensioni/2009/07/13/nicolai-lilin-il-linguaggio-del-corpo/?hɢ Nicolai Lilin, il linguaggio del corpo]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Ilmiolibro.it'', 13 luglio 2009.|h=4}}
*Io volevo solo raccontare in un romanzo la Russia di mia madre, che ha lavorato tanto e alla fine è dovuta fuggire da casa, in Italia [...]. E il mondo di mio padre, che è vivo per miracolo e non ha più niente. Una delle tante vittime dello sporco gioco di potere che si è svolto in Transnistria. Oggi sta ad Atene, fa mille lavori, il macellaio o il cameriere, è un uomo solo, che ha lasciato alle sue spalle un intero mondo perduto.
*C'è chi dice che sono balle, che è tutto inventato, che in Transnistria non è mai stato deportato nessun siberiano. A me non interessa. Io non sono uno storico, non ho fatto ricerche d'archivio. Ho scritto un romanzo, con quello che ho visto e che so. Gli urca non furono deportati? La mia bisnonna, che a 23 anni rimase sola con sette figlioli, ricordava che li avevano portati via tutti insieme col treno fino alla frontiera. Furono costretti ad attraversare il fiume e fu detto loro : "Le armi sono pronte, chi torna indietro è morto". A casa lo raccontava sempre. Ma fuori aveva paura. Quando io ero piccolo, lavorava in ospedale, faceva l'infermiera. E si faceva passare per ebrea, per non dire chi era. Questa è la nostra storia.
*Non ho filtrato il ricordo attraverso il mio spirito critico di oggi. Ho voluto riprodurre la realtà così come è arrivata a me, attraverso la mia percezione di bambino, prima, e di ragazzo di sedici, diciotto anni, poi. Piccole storie di uomini e donne che non si trovano nelle enciclopedie. Mia madre, leggendo il libro, ogni tanto diceva: "Nicolai, ma guarda che qui hai sbagliato, la cosa non era esattamente così...". Io la bloccavo subito : "Mamma, io la ricordo come l'ho scritta".
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/12/16/lilin-vita-blindata-faccio-il-tatuatore-in.html Lilin, vita blindata Faccio il tatuatore in clandestinità]''|Intervista di Maurizio Crosetti, ''La Repubblica'', 16 dicembre 2009.|h=4}}
*Io scrivo della resistenza del popolo siberiano deportato e quasi sterminato dai comunisti. Sono apolitico, racconto solo quello che ho visto e vissuto, ma qualcuno che ancora sogna il comunismo nero mi preferirebbe morto. E se fossi rimasto al paese, già lo sarei. Ecco perché io, mia moglie e mia figlia di quattro anni dormiamo con il kalashnikov accanto al cuscino.
*Il tatuatore, da noi, è una specie di sacerdote e conosce la vita di tutti, i segreti, le cose più profonde.
*I Carabinieri sono molto preoccupati, e la mia famiglia di più. Su Facebook mi hanno scritto cose tremende, alcune assurde - un tizio che assicura di avere pagato sicari della mafia russa per eliminarmi - altre più credibili.
*Uso le bacchette, come si fa in Siberia. La tradizione è fondamentale, tatuare è un rito.
*La storia di un uomo si legge in senso circolare, cominciando dalle mani, come un antico geroglifico. La pelle parla. E non si deve mai chiedere a voce cosa c'è scritto, in Siberia è ritenuta un'offesa grave. Solo chi conosce il nostro alfabeto può saperlo, e sempre meno persone sono in grado di farlo perché anche da noi la tradizione si sta perdendo, tutto è minacciato dal consumismo, i ragazzi si rimbambiscono di videogiochi che invece andrebbero vietati per legge.
*Mai studiato {{NDR|l'italiano}}, l'ho imparato a contatto con la gente, leggendo libri per bambini e guardando i cartoni animati. Ma ora riesco persino ad affrontare Dante.
{{Int|Da ''[https://lespresso.it/c/idee/2009/12/28/il-coltello-e-la-penna/15875 Il coltello e la penna]''|''Lespresso.it'', 29 dicembre 2009.|h=4}}
*Sono nato in Transnistria, un posto lontano dalla Siberia, la terra che da bambino ho imparato ad amare più di ogni cosa, perché mi insegnavano che quella era la mia vera Patria. Il fatto di avere un sentimento profondo per qualcosa che non ho mai visto mi ha spinto a creare un mondo tutto mio, nel quale la Siberia era il paese dei sogni. Un immenso tappeto dei boschi selvaggi e ricchi, fiumi larghi e potenti, uomini puri e giusti, che vivono nell'armonia con la natura, seguendo le antiche regole donate loro da Dio in persona. Quando all'età di dieci anni ho fatto il primo viaggio in Siberia, accompagnato da mio zio Vitalii, ho scoperto che creare mondi immaginari basati sui racconti degli adulti non rende felici. Il "magnifico bosco siberiano" era pieno di moscerini che ci mangiavano vivi, gli spazi erano talmente vasti che per raggiungere la casetta del fratello maggiore di mio nonno dovevamo attraversare quasi mille chilometri, muovendoci a nord della stazione più vicina della Transiberiana. I fiumi erano belli, ma l'acqua era gelida e faceva paura per come correva veloce. Abbiamo incontrato tanti cacciatori locali, la vera gente del posto, che si rivolgevano a noi da cinquanta metri di distanza, urlando poche frasi: non gli piaceva avvicinarsi di più agli sconosciuti, avevano un'idea dello spazio privato molto dilatata e questo loro spazio era troppo grande per me. Alla fine, quando siamo arrivati alla casa del nonno (noi in Russia chiamiamo tutti i vecchi della famiglia "nonni"), quello ci ha salutati e non ci ha nemmeno invitato ad entrare. Ci sono volute due notti - che abbiamo trascorso in una specie di magazzino della legna - perché si decidesse a farci entrare in casa sua. In quel momento ho capito che ogni essere umano, con ogni nuova esperienza della vita, è sempre costretto a cambiare qualcosa dentro se stesso. Abbandonare certe idee, rifiutare qualche piacere, imparare nuove cose, insomma, cercare di essere attivo e pronto per realizzarsi nella nuova realtà. Partendo dalla mia infanzia, dal mio viaggio in Siberia, ho dovuto adattarmi a tante situazioni diverse e, mio malgrado, spesso estreme.
*Mi muovevo per l'Europa, fermandomi in luoghi dei quali avevo solo sentito vaghi racconti, e scoprivo che erano abitati da persone come me, gente semplice con le loro tradizioni e abitudini. Ho incontrato gente buona, persone oneste e semplici, ma ho avuto a che fare anche con la malvagità, con uomini distrutti dentro. In Olanda quando non sapevo dove dormire sono stato accolto da un gruppo di studenti; in Danimarca ho vissuto con due lesbiche, imparando a disegnare ritratti da una di loro; in Germania mi sono fidanzato con una nazista, una ragazza bellissima, che era fiera di essere nipote di un ufficiale delle SS e dalla quale sono dovuto scappare dopo qualche mese di convivenza. In Inghilterra la sera del mio arrivo sono finito in mezzo a una rissa: ne ho prese ma ne ho anche date. A un certo punto nella mischia è sbucato un coltello e io l'ho usato. Ma ho capito che dovevo andarmene immediatamente, per non sfidare il destino era meglio lasciare il regno della pioggia e degli hooligans. In Irlanda sono finito prima a Derry, poi più al nord, in un borgo dove c'erano solo un pub, uno spaccio, due magazzini di pesce e l'oceano freddo e agitato. Mi sono fidanzato con una ragazza del posto, e presto ho scoperto che nella sua famiglia c'era un'antica tradizione di resistenza al regime inglese: due cugini uccisi nel Bloody Sunday, un fratello maggiore morto in un carcere britannico perché era terrorista e ogni tanto sparava contro i militari nei posti di blocco; padre e madre con un passato turbolento nell'Ira, e nelle serate al pub mi ha insegnato a cantare "The rifles of the Ira".
*Quando i miei amici mi hanno consigliato di cominciare a scrivere, ho preso quel suggerimento con impegno. Mi sono detto: "Se non avrò una fortuna, almeno mi divertirò". Così, per puro divertimento ho scritto "L'educazione siberiana". Per ricordare le cose passate, per rivivere momenti della mia infanzia, che io, nonostante la mia giovane età, spesso vedo molto lontana. Così oggi spesso sento che mi chiamano "lo scrittore". E sorrido, perché penso che nel gergo criminale russo si chiama così chi è molto abile con il coltello. Sorrido perché ormai sono lontano da quegli anni, da quel mondo, dal carcere e dalla guerra. Sorrido perché ho il mio impegno di scrivere per raccontare la vita che cambia attraverso mille storie. Qualche volta scrivo con la rabbia, altre addolcito dall'amore, qualche volta sono ipnotizzato dalla calma, un'altra agitato dal caos. Ma il risultato finale sono le parole che trasmettono a tante persone i miei sentimenti, ciò che vivo e i ricordi di quello che sono stato.
===2010===
{{Int|Da ''[https://ilmiolibro.kataweb.it/articolo/news/1065/nicolai-lilinla-guerra-di-un-cecchinocome-nessuno-ve-la-racconta/ Nicolai Lilin. La guerra di un cecchino come nessuno ve la racconta]''|Intervista di [[Fiammetta Cucurnia]], ''ilmiolibro.kataweb.it'', 23 aprile 2010.|h=4}}
*{{NDR|Su ''[[Caduta libera (romanzo)|Caduta libera]]''}} Ho cambiato nomi, riferimenti ai battaglioni e ai luoghi, ma in quelle pagine c'è solo ciò che ho vissuto. Ho scritto quello che più mi ha colpito, concentrandolo nel racconto. E mi hanno colpito cose molto brutte.
*Io, quando sono arrivato a un tot di vittime, mi sono fermato: non voglio più sapere quanti obiettivi colpiti ho sulla coscienza. Non voglio che questa cosa mi domini, e diventi un azzardo. Sapevo di essere un professionista, magari non geniale, comunque di buon livello. Ma non uccidevo per collezionare vittime. Volevo fare bene il mio lavoro. Proteggevo al meglio la vita mia e dei miei compagni. E ne avevo in cambio il loro rispetto.
*Non stiamo parlando di sniper, quelli che in Bosnia colpivano i civili, nelle case, in città. Io non l'ho mai fatto. Non mi è nemmeno mai capitato: io andavo in prima linea e cercavo di eliminare il nemico che stava per ucciderci.
*Per noi i nemici erano tutti arabi. Il che non significa che lo fossero davvero. Magari erano afgani, o cinesi, o del Baltico. O, forse, ceceni. C'era un reparto della marina che chiamava i nemici ''Teletubbies''. E lo scriveva perfino nei rapporti. Il fatto è che nella prima guerra, i ceceni si battevano per l'indipendenza. Nella seconda guerra le cose erano diverse. Caos. Nessuno pensava più al motivo per cui ci trovavamo lì. C'erano perfino formazioni militari composte da soli ceceni che combattevano dalla nostra parte, il famoso battaglione Est, usato contro il terrorismo. E poi, i mercenari. Di tutti i tipi, arabi, cinesi, somali, dall'Europa dell'Est. Quando c'è una guerra, questa gente, seguendo propri canali ormai rodati, si raduna. Alcuni, come gli afgani, erano ignoranti. Altri, erano superpreparati e superarmati, come gli arabi. Professionisti capaci, con formazione militare di stampo americano. Parlare con i prigionieri era proibito, ma qualche volta mi è capitato...
*Il capitano Nosov veniva dall'Afghanistan, da troppi anni aveva conosciuto solo guerra. Io lo ringrazierò sempre, perché gli devo la vita. Ma non era più un civile. E tollerava come naturali tutte le violenze della guerra, anche quelle del nemico.
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100609092737/http://www.nicolaililin.com/?p La pace è una bugia che vogliamo sentirci dire]''|Intervista di Francesca Fradelloni, ''nicolaililin.com'', 10 maggio 2010.|h=4}}
*[[Anna Stepanovna Politkovskaja|Anna Politkovskaja]] è un caso. La Russia non è mai andata contro corrente. È un Paese degradato, invivibile, antidemocratico. E la colpa non è di Putin. La responsabilità è di noi russi. Non siamo abituati a vivere liberi, siamo contenti se c'è chi decide per noi, non ci curiamo della corruzione dei potenti perché se potessimo faremmo lo stesso. I russi proteggono questa oligarchia organizzata.
*Non sono un pacifista, non credo nella pace, non esiste. Se ti guardi intorno vedi solo conflitti e ingiustizie. Non parlatemi di pace, ho raccolto pezzi di ragazzi da terra, non parlate di pace al palestinese a cui hanno fatto saltare la casa con i suoi figli dentro o alla donna afgana. Dopo la seconda guerra siamo entrati a far parte di una battaglia continua e globale. La parola pace è uno straccio.
*È criminale uno Stato che non è capace di difendere i cittadini. Siamo criminali noi cittadini quando sosteniamo un sistema che non tutela più i più deboli.
{{Int|Da ''[https://storiedikatia.blogspot.com/2010/06/nicolai-lilin-una-scrittura-al-di-la.html Nicolai Lilin, al di là del bene e del male]''|Intervista di Katia Ippaso, ''storiedikatia.blogspot.com'', 4 giugno 2010.|h=4}}
*Quando mio zio è andato in galera, sono andato a casa sua che era piena di libri. In realtà cercavo libri di storia, invece ho incontrato i romanzi di Bulgakov. In una notte ho letto Il maestro e Margherita... avevo dieci anni. Ecco, da allora ogni anno rileggo ritualmente tutte le opere di Bulgakov. Da quattro anni le rileggo in italiano. È un modo per conoscere le sfumature e il pensiero che c'è dietro la lingua italiana. Sono anche un appassionato di Dante Alighieri. Quando ho mal di testa, metto su un disco d'opera lirica (in genere il Don Giovanni o Il barbiere di Siviglia) poi smonto le armi e mi metto sulla poltrona a leggere Dante.
*Io rispetto solo le persone oneste. Se poi queste persone sono etero, gay, donne, uomini, fascisti, comunisti, non importa. La cosa che conta è che abbiano rispetto di se stessi e degli altri.
*Io non credo che esistano il bene e il male: sono stati inventati per spaventare la gente. Come esseri umani abbiamo tutti i sentimenti dentro di noi e scegliamo ogni volta la possibilità del bene e del male. Anche il nazista più efferato magari prima di compiere un'atrocità ha accarezzato un bambino o fatto l'amore.
*Non avrei mai pensato di arrivare in Italia, anche perché nella mia fantasia l'Italia era un paese d'arte e bellezza, ed io che ero sporco e ignorante non avrei mai potuto viverci... Ci sono arrivato nel 2003, per raggiungere mia madre che, come tutte le madri russe (e come ogni madre meridionale) si era inventata una malattia solo per vedermi. A quel punto ho capito che questa sarebbe stata la mia terra. Ho costruito la mia casa mattone per mattone. Mi sono sposato. Ho fatto una figlia. Sono cittadino italiano. Se scoppia una guerra, andò a morire per questo paese. È l'unico posto in cui mi sento a casa. Credo che l'Italia e gli italiani mi abbiano dato quello che non mi aveva mai dato nessuno finora, nemmeno la mia famiglia.
*Ho un editor che lavora sulla correzione grammaticale. Vede, io racconto le storie come se la raccontassi ad un mio caro amico. Le scrivo senza fermarmi, senza rispettare le strutture sintattiche e grammaticali (non ho mai frequentato non solo la scuola, ma neanche la scuola Holden, che fra l'altro continua a snobbarmi). Quando ho finito di scrivere la storia che ho in mente, non rileggo neanche una pagina e spedisco tutto in casa editrice.
*Io vivo una vita abbastanza tranquilla rispetto a molte altre, ma ho il sostegno dell'esercito e dei carabinieri. Giro con la mia pistola . E a casa ho delle armi. Ma non è vero, come hanno scritto, che dormo con la pistola. Io dormo con mia figlia. Preferisco comunque non approfondire la questione.
*{{NDR|«Scatenando un certo clamore (silenzioso), lei è andato di recente a fare una visita a Casa Pound. Che impressione ne ha ricavato?»}} Sono stato molto criticato per questo mio gesto, sia dal mio editore che da mia moglie... Io cerco sempre di capire l'altro. Mi considero apolitico (semplicemente perché in quanto scrittore non reputo di dovermi occupare di politica), ma naturalmente ho le mie idee sull'Italia e la politica. Non riesco a capire perché qualcuno mi abbia dato del fascista. Sono andato dieci volte in centri sociali, nove volte erano centri sociali di sinistra e nessuno ha detto niente. L'ultima volta sono andato a Casa Pound e la cosa è stata giudicata scandalosa... Ho ascoltato i loro discorsi e mi è sembrato che esprimessero bisogni simili a quelli di tanti ragazzi di sinistra.
{{Int|Da ''[https://www.dn.pt/arquivo/diario-de-noticias/o-adeus-as-armas-de-nicolai-lilin-escritor.html O adeus às armas de Nicolai Lilin escritor]''|Intervista di ''dn.pt'', 22 giugno 2010.|h=4}}
*Non mi piace che la gente sia troppo gentile, non ci credo.
:''Não gosto de demasiada bondade nas pessoas, não acredito nisso.''
*La storia di mio nonno e di questi uomini e donne espulsi dalla loro terra non è una storia finita, è una lezione di vita che mi accompagna. Il passato non è qualcosa da buttare via, è lì che troviamo l'essenza di ciò che siamo oggi.
:''A história do meu avô e destes homens e mulheres expulsos da sua terra não é uma história acabada, é uma lição de vida, que permanece em mim. O passado não é uma coisa para deitar fora, é lá que vamos buscar o essencial do que somos hoje.''
*{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (romanzo)|Educazione siberiana]]''}} È la mia storia, non ho inventato niente, non so inventare. Il mio libro ha avuto successo, ma questo non fa di me uno scrittore.
:''É a minha história, não inventei nada, não sei inventar. O meu livro teve sucesso, mas isso não faz de mim um escritor.''
{{Int|Da ''[https://www.publico.pt/2010/06/23/culturaipsilon/noticia/o-sobrevivente-da-gomorra-siberiana-259651 O sobrevivente da Gomorra siberiana]''|Intervista di Raquel Ribeiro, ''publico.pt'', 23 giugno 2010.|h=4}}
*{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (romanzo)|Educazione siberiana]]''}} È un romanzo basato su eventi reali, sulle mie esperienze personali e su quelle degli amici. Né è un libro di attualità o sulla mafia. Non denuncio nulla, uso semplicemente i miei ricordi per raccontare agli amici, in modo ironico o persino molto violento, com'è stato crescere in questa situazione.
:''É um romance baseado em factos reais, nas minhas experiências pessoais e nas experiências de amigos. Também não é um livro sobre a actualidade, ou sobre a máfia. Não denuncio nada, apenas uso as minhas memórias para contar aos meus amigos, de maneira irónica ou até mesmo muito violenta, como foi crescer nesta situação.''
*Gli Urca non rispettano il denaro né i potenti; combattono solo per la libertà. Sono estremamente violenti. La violenza è nel loro sangue. Provenivano da una comunità di cacciatori in Siberia e per loro uccidere una persona è come fumare una sigaretta. Ma non ucciderebbero mai qualcuno senza una vera ragione. Lo capisco quando parlo con loro. Questi codici morali erano molto importanti perché riflettevano i loro valori: rispettavano solo le persone, non i potenti; rispettavano solo la libertà. Non commettevano mai un crimine contro una singola persona, ma contro lo Stato. E non diranno mai di commettere crimini, ma di essere resistenza politica. Queste persone cercavano di sopravvivere lottando contro il comunismo, commettendo crimini contro il sistema. Rapinando banche, ad esempio, perché nell'Unione Sovietica le banche erano di proprietà dello Stato.
:''Os Urcas não respeitam o dinheiro nem os poderosos, lutam apenas pela liberdade. São de uma violência extrema. A violência têm-na no sangue. Vinham de uma comunidade de caçadores da Sibéria e, para eles, matar uma pessoa é como fumar um cigarro. Mas nunca matariam alguém sem que tivessem um verdadeiro motivo. Percebo-o quando falo com eles. Estes códigos morais eram muito importantes porque reflectem os seus valores: respeitam apenas as pessoas, não os poderosos, respeitam apenas a liberdade. Nunca cometem um crime contra uma pessoa só, mas contra o Estado. E nunca dirão que cometem crimes, mas que fazem resistência política. Estas pessoas tentavam sobreviver lutando contra o comunismo, cometendo crimes contra o sistema. Roubando bancos, por exemplo, porque na União Soviética os bancos eram propriedade do Estado.''
*Il sogno americano ha distrutto tutto. E, in fondo, è una bugia: non è possibile costruire il sogno americano in Russia. La gente dice: il capitalismo sta finalmente arrivando. Ma non è vero, perché non viviamo in un sistema democratico, il capitalismo ha bisogno di una base democratica per essere equo. Qui non c'è capitalismo, c'è un nuovo feudalesimo, come volete chiamarlo. È un feudalesimo con nuove tecnologie.
:''O sonho americano destruiu tudo. E, no fundo, é uma mentira: não é possível construir o sonho americano na Rússia. As pessoas dizem: finalmente vem o capitalismo. Mas não é verdade, porque não vivemos num sistema democrático, o capitalismo precisa de uma base democrática para ser justo. Aqui não há capitalismo, há um novo feudalismo, como lhe quiser chamar. É um feudalismo com novas tecnologias.''
*{{NDR|Sulla [[guerra di Transnistria]]}} Mi resi conto subito che nel mio Paese la guerra era stata organizzata per creare opportunità per le forze russe di entrare e controllare il Paese, perché non volevano perdere il controllo del territorio. I veri nemici non erano i moldavi, ma i russi, perché avevano organizzato questa guerra e avevano preso il controllo del territorio.
:''Rapidamente percebi que, no meu país, a guerra era organizada para criar possibilidades de as forças russas entrarem e controlarem o país, porque não queriam perder o controlo do território. Os verdadeiros inimigos não eram os moldavos, mas os russos porque eles organizaram esta guerra e vieram controlar a terra.''
*Non ho mai partecipato ai crimini, né ho fatto parte di una società criminale.
:''Nunca participei nos crimes, nem pertenci a uma sociedade criminal.''
{{Int|Da ''[https://ilnichilista.wordpress.com/2010/08/08/lilin-il-vero-nemico-siamo-noi-stessi/ Lilin: "Il vero nemico siamo noi stessi"]''|Intervista di Fabio Chiusi, ''ilnichilista.wordpress.com'', 8 agosto 2010.|h=4}}
*In qualche modo ho sconfitto l'odio ideologico contro tutta la comunità islamica che veniva imposta dall'esercito. È così che ho capito che da parte islamica non c'era alcuna ideologia: quelli con cui abbiamo combattuto erano tutti mercenari. Al punto di barattare la possibilità di uscire dalle montagne in cui erano asserragliati in cambio di loro stessi camerati. Per me tradire un camerata russo con cui ho fatto spalla a spalla anni di guerra equivale al suicidio. Per loro invece era normale, perché credevano solo nel denaro.
*Io portavo l'uniforme militare anche dopo il congedo per distinguermi dai tanti giovani che volevano vivere il sogno americano, consumare a ogni costo, senza rendersi conto che non significa nulla. Per me portare vestiti civili era sporcarmi il corpo.
*Nosov, come mio nonno durante l'infanzia, rimane ancora oggi un riferimento importantissimo, anche se è caduto: era un militare di grandissimo valore, grazie al quale siamo sopravvissuti noi stupidi ragazzi di 18 anni. Per noi rappresentava una saggezza totale. E poi ci ha trasmesso uno spirito di cameratismo unico, indispensabile. [...] Nosov era nostro padre, la nostra famiglia. Lui stesso rifiutava la sua famiglia.
*Il carcere, forse perché avevo 12 anni o perché ero ben protetto, l'ho accettato come parte del gioco. Quindi non l'ho patito tanto, anche perché non ho subito abusi. Quello che mi ha spaventato è stato scoprire quanto violento, stupido e brutale può essere un uomo, soprattutto con se stesso – perché per me un adulto che violenta un ragazzino fa innanzitutto un crimine contro la sua stessa anima, si cancella dagli occhi di Dio per sempre.
*La guerra per me è stato il primo confronto con la vita reale. È lì che ho iniziato a interessarmi di politica. Prima mi limitavo a fidarmi di mio nonno: «Chi fa politica è maledetto da Dio». Quando poi l'esperienza è finita è stato difficile tornare al punto di partenza, perché ormai ero un'altra persona, vedevo il mondo con occhi diversi.
*{{NDR|«Hai ricevuto anche minacce di morte?»}} Sì, ma ricevo anche un grande sostegno dei servizi di sicurezza italiani. E poi non riusciranno a impaurirmi, perché per me è un discorso di dignità, aprire gli occhi ai miei concittadini italiani su ciò che accade nei paesi dell'Est e sulla minaccia che da lì potrebbe provenire per l'Italia. Bisogna essere pronti anche moralmente di fronte a queste situazioni, imparare a non sottovalutarle.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/08/12/la-guerra-infinita-di-nicolai-lilin.fi_006la.html La guerra infinita di Nicolai Lilin]''|Intervista di Fulvio Paloscia, ''La Repubblica'', 12 agosto 2010.|h=4}}
*In guerra mi facevano più impressione i vivi dei morti. [...] La guerra ti fa accettare tutto, si pensa solo a non pensare, a far sopravvivere il corpo senza valutare cosa accadrà domani. La società in cui vivo si comporta nello stesso modo, senza l'attenuante del conflitto. Mi sembrano zombie. Allora meglio morti del tutto, che morti viventi.
*Io non vivo la pace, non so cosa sia. Sono sempre in guerra, dietro ogni cosa che mi circonda vedo il tentativo di gente disonesta che vuole sfruttare e sottomettere il prossimo
*L'eroismo è un gesto normalissimo che, nella società di oggi, diventa rivendicazione estrema dell'esistere. Sono eroi i lavoratori che cercano di sfamare le loro famiglie senza tutele del governo, il napoletano che non cade negli artigli della camorra ma sceglie la fatica dell'onestà. La donna che cresce un figlio da sola.
*Uno stato, la politica non possono imporre una morale. La morale comune non è un sistema stabilito dai potenti, ma nasce dal contributo dato da ogni singolo uomo. Per questo non esiste più.
*Il pentimento c'è se uccido una persona investendola con l'auto perché sono ubriaco, i miei genitori mi coprono e io mi sento in colpa. Da cecchino, dovevo assolvere ai miei compiti. Liquidare terroristi internazionali, i mercenari. Era la morte dei civili ad addolorarmi. Ma io non ho mai colpito civili.
*Ho paura della pace che oggi abbiamo a condizioni più pesanti della guerra. Sarebbe tutto più facile se ci ammazzassimo tra di noi e ricominciassimo da zero. La nostra pace ci costa molta più vita e risorse di qualsiasi guerra che sia mai stata fatta.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/07/quella-verita-dietro-la-guerra-che-non.html Quella verità dietro la guerra che non si riesce a comprendere]''|''La Repubblica'', 12 agosto 2010.|h=4}}
*Trattando il tema della guerra di solito siamo abituati a difendere una delle parti partecipanti. [...] Questa forma di visione della guerra ci porta lontano dalla realtà, ci rende deboli davanti ai numerosi tentativi di strumentalizzazione e ci lascia senza un approccio vero e cosciente con il resto del mondo, con la storia.
*Mi ricordo, fin dai tempi dell'Unione Sovietica, la macchina della propaganda comunista, i libri di storia, i film che raccontavano le eroiche imprese dell'Armata Rossa sui fronti della Seconda Guerra Mondiale, lo spirito d'acciaio e la convinzione di essere dalla parte giusta, che apparteneva alla maggior parte dei cittadini lobotomizzati e il confronto con i racconti di mio nonno Nicolai, che la guerra l'aveva fatta a piedi da Stalingrado fino a Berlino, racconti strappati nei momenti di riflessione, condivisi per la necessità di liberare qualche fantasma del passato, pieni di contraddizioni e drammaticità, ma anche di semplici e pure osservazioni di un uomo che aveva vissuto oltre la follia e non aveva più nessun interesse ideologico. Nei racconti di mio nonno i nazisti non apparivano come demoni arrivati dall'inferno, ma come semplici uomini, soldati costretti a combattere per i potenti del loro paese, con i quali spesso si poteva anche fare uno scambio di cibo, e verso i quali si provava un senso di pena, anche se erano dalla parte del nemico.
*Quando la guerra in Cecenia era finita, non sono mancate le solite speculazioni e strumentalizzazioni cresciute attorno a quell'evento triste e drammatico, distruggendo le società coinvolte nel conflitto come il cancro che distrugge una vita. Si parlava molto sulle questioni fasulle, inventate per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dai veri problemi. Ho visto eroi inventati al momento e i loro avversari, altrettanto frutto di fantasie, mandare avanti un teatrino geopolitico conveniente per molti potenti della situazione. Pochi si sono interessati alla verità, perché non era cosi bella e comoda, non era facile da digerire, non portava profitti.
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100906092215/http://www.lemonde.fr/idees/article/2010/09/03/nicolai-lilin-les-russes-ont-un-probleme-avec-la-liberte_1406335_3232.html Nicolaï Lilin : "Les Russes ont un problème avec la liberté"]''|Intervista di Josyane Savigneau, ''Lemonde.fr'', 3 settembre 2010.|h=4}}
*{{NDR|«Chi sono gli urca?»}}<br />Non lo so esattamente. Mio nonno mi ha detto che era una nazione, sono nato in Transnistria. Sono cresciuto tra queste persone che furono esiliate durante il periodo stalinista, dalla Siberia alla Transnistria. Ho provato a ricreare tutto questo, ma non so se è tutto vero, perché non sono riuscito a trovare un archivio. "Urca" è quasi un insulto oggi in Russia, significa subito criminale comune, di bassa classe.
:''{{NDR|«Qui sont les Urkas ?»}}''<br />''Je ne le sais pas exactement. Mon grand-père me disait que c'était une nation, je suis né en Transnistrie. J'ai grandi parmi ces gens qui ont été exilés pendant la période stalinienne, de Sibérie en Transnistrie. J'ai essayé de recréer tout cela, mais je ne sais pas si tout est vrai, car je n'ai pas trouvé d'archives. "Urkas" est presque une insulte aujourd'hui en Russie, cela signifie immédiatement criminel de droit commun, de bas étage.''
*{{NDR|«Perché hai scritto in italiano, rifiutando la tua lingua madre?»}}<br />[...] ho deciso di scrivere in italiano, perché amo l'Italia, la sua cultura, da ora in poi è il mio Paese. Non credo che avrei potuto spiegare certe cose in russo. In italiano mi sento più libero. Ed è la lingua in cui sogno, quindi sono italiano.
:''{{NDR|«Pourquoi avoir écrit en italien ? Par refus de votre langue maternelle ?»}}''<br />[...]''j'ai décidé d'écrire en italien, parce que j'aime l'Italie, sa culture, c'est mon pays désormais. Je crois que je n'aurais pas pu expliquer certaines choses en russe. En italien, je me sens plus libre. Et c'est la langue dans laquelle je rêve, donc je suis italien.''
*Le persone di cui parlo erano anche combattenti della resistenza politica, a loro non piaceva il comunismo e ne hanno pagato il prezzo. Mio nonno è stato ucciso da un agente del KGB, anche uno dei miei zii. Certamente erano delinquenti. Ad esempio, hanno rapinato una banca. Ma mai crimini contro le persone.
:''Les gens dont je parle étaient aussi des résistants politiques, ils n'aimaient pas le communisme et ils en ont payé le prix. Mon grand-père a été tué par un agent du KGB, un de mes oncles aussi. Certes, ils ont été délinquants. Par exemple, ils ont braqué une banque. Mais jamais des crimes contre des personnes.''
*Sono stato condannato una volta, a 12 anni, a un anno e mezzo di prigione, ma ci sono rimasto solo nove mesi. Era un centro per minori dai 12 ai 17 anni. Sì, è stato difficile. Ma questa è un'altra cosa banale. A quel tempo, in Transnistria, tutti andavano in prigione.
:''J'ai été condamné une fois, à 12 ans, à un an et demi de prison, mais je ne suis resté que neuf mois. C'était un centre pour mineurs âgé de 12 à 17 ans. Oui, c'était dur. Mais voilà encore une chose banale. A cette époque, en Transnistrie, tout le monde allait en prison.''
*Non parlo delle ragazze {{NDR|in ''Educazione siberiana''}} ma non parlo nemmeno della scuola. Ciò non significa che non esistesse, ma non era il mio argomento. E ho scritto ciò che mi è rimasto nella memoria. Non c'erano ragazze, litigavamo tra di noi e pensavamo che se ci fossero state ragazze sarebbe stato ancora peggio, avrebbero seminato discordia.
:''Je ne parle pas des filles mais je ne parle pas non plus de l'école. Cela ne signifie pas que tout cela n'existait pas, mais ce n'était pas mon sujet. Et j'ai écrit ce qui était resté dans ma mémoire. Il n'y avait pas de filles, on se battait entre nous et on pensait que s'il y avait des filles, ce serait encore pire, elles sèmeraient la zizanie.''
*{{NDR|«Come vedi la Russia oggi?»}}<br />Come un grande paese. Tuttavia, non credo che il problema principale della Russia fosse il comunismo. Il problema della Russia è la mentalità delle persone, è la Russia stessa. La Russia è sempre stata un Paese problematico, difficile da governare, qualunque sia il governo. La corruzione c'è sempre stata. I russi sono molto egoisti.<br />Anche oggi ci sono schiavi in questo paese. I russi hanno, nella loro mente, un problema con la libertà. La società post-comunista produce gente ricca, come si vede qui in Francia, ma è una percentuale minima. E alcuni sono criminali. Gli uomini d'affari, gli oligarchi, sono una vera preoccupazione in questa nuova società.
:''{{NDR|«Comment voyez-vous la Russie aujourd'hui ?»}}''<br />''Comme un grand pays. Toutefois, je ne crois pas que le grand problème de la Russie ait été le communisme. Le problème de la Russie c'est la mentalité des gens, c'est la Russie. La Russie a toujours été un pays à problèmes, difficile à gouverner. Quel que soit le gouvernement. La corruption a toujours été là. Les Russes sont très égoïstes.<br />Encore aujourd'hui, il y a des esclaves dans ce pays. Les Russes ont, dans leur tête, un problème avec la liberté. La société postcommuniste produit des riches, que vous voyez ici, en France, mais c'est un pourcentage minime. Et certains sont des criminels. Les hommes d'affaires, les oligarques, sont un réel souci dans cette nouvelle société.''
{{Int|Da ''[https://www.milanonera.com/interviste-nicolai-lilin/ Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Francesca Colletti, ''Milanonera.com'', 20 settembre 2010.|h=4}}
*{{NDR|Su ''[[Caduta libera (romanzo)|Caduta libera]]''}} Volevo raccontare come ci si sente a vivere una guerra, a fare la guerra, a subirla, a studiarla, a goderla, insomma a provare tutte le emozioni che ogni essere umano prova stando nel bel mezzo di un conflitto armato. Ero molto deluso da come nel nostro mondo viene presentata e raccontata la guerra; a volte attraverso il velo di ideologie, interessi, strumentalizzazioni, e alla fine viene vista dalla gente sempre come qualcosa di grottesco, al di fuori della società umana, un evento che molti credono essere creato e mandato avanti da qualche forza estranea a noi, lontana dalla visione abitudinaria dell'etica e della morale. Invece bisogna capire che la guerra è necessariamente organizzata e fatta da uomini in carne e ossa, umani come tutti gli altri.
*Non sono mai stato sulla scena del [[Prima guerra cecena|primo conflitto Ceceno]], ma è stato un conflitto molto contraddittorio, studiato a tavolino da imprenditori, oligarchi e politici corrotti e pieno di intrighi, corruzioni, interessi economici che andavano al di là di quelli politici, territoriali, religiosi o nazionali. Molti militari che ho conosciuto, che avevano partecipato al primo conflitto, lo chiamavano "il teatrino".
*{{NDR|Sulla [[seconda guerra cecena]]}} Il secondo conflitto è stato un fulmine senza pietà scaricato sul terrorismo islamico internazionale. Siamo entrati ufficialmente in guerra alla fine di agosto nel territorio occupato dalle formazioni terroristiche e l'abbiamo preso sotto controllo totale a dicembre, liberando una difficile regione che si estende tra le montagne del Caucaso. A quel punto gli scontri diretti sono finiti e il nostro lavoro era limitato ad operazioni preventive e di routine di mantenimento dell'ordine e legalità della Federazione Russa sul territorio.
*[[Anna Stepanovna Politkovskaja|Politkovskaya]], pace all'anima sua, era una brava giornalista, ma tendeva ad imputare troppe colpe alle persone che non meritano di portare tutto il peso della guerra sulle loro spalle.
*I militari sono esseri umani che fanno il loro duro e ingrato lavoro, vivendo situazioni estreme, nelle quali spesso il cervello umano cede, e a quel punto chiunque, anche il più devoto moralista e pacifista, diventa capace di compiere le atrocità più incomprensibili che esistano.
*In guerra, nelle situazioni estreme, l'animo umano passa attraverso una sorta di purificazione, impara ad essere vero e semplice, per questo noi veterani abbiamo problemi a convivere con il mondo per il quale abbiamo sacrificato i nostri anni migliori, le nostre forze e molti di noi anche le proprie vite.
*Trovo che sarebbe più onesto se gli umani di oggi facessero finta che la guerra non esistesse, la ignorassero completamente, continuando tranquillamente a divertirsi, a godere dei diritti, a studiare e a lavorare, anziché partecipare alle manifestazioni inutili a sostegno della cosiddetta "pace" – termine che ha perso senso oggi, nella situazione attuale in cui si trova il mondo.
*Io ho partecipato all'operazione antiterroristica e perciò combattevo contro i terroristi islamici. Per me una persona nel momento esatto in cui diventa terrorista perde ogni possibilità di essere trattato come un essere umano, non ha appartenenze razziali o religiose, lui è un nemico pericoloso e deve essere liquidato fisicamente il più presto possibile. Mio nonno, che ha fatto la seconda guerra mondiale ed era un cacciatore siberiano con una grande esperienza, una volta parlando con me del fatto di uccidere, ha detto: "Se ti capita di uccidere un essere umano, fai attenzione a non diventare dipendente, perché la caccia all'uomo è tra le più belle che esistano".
*Non lo nego, ho lavorato nelle agenzie di sicurezza privata per qualche anno, perché a diciotto anni ho imparato fare il mestiere di soldato e non avevo tante alternative nel mondo civile, che una volta tornato dalla guerra mi ha chiuso in faccia tutte le porte. Spesso il lavoro di contractor viene molto malvisto nella società pacifica, per me sono persone che fanno un impegno utile e legale, non mi sento di parlarne male.
*{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Sì, ho partecipato alla scrittura della sceneggiatura, ma non l'abbiamo ancora finita. Io sono molto tranquillo per il destino del mio film, perché è nelle mani di Gabriele Salvatores e della casa produttrice Cattleya, persone sensibili e cari amici, con i quali abbiamo stabilito un bel modo di lavorare. Credo che sarà un bel film, fedele alla storia originale.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/20/inizio-di-un-periodo-caldo.html È l'inizio di un periodo caldo, il Paese è pronto ad esplodere]''|Intervista di Pietro Del Re, ''La Repubblica'', 20 ottobre 2010.|h=4}}
*{{NDR|Sull'[[attentato al parlamento ceceno del 2010]]}} Non so se quanto accaduto a Grozny sia un vile atto di terrorismo o piuttosto una valorosa operazione della resistenza antirussa [...]. Ma di una cosa sono certo: l'attacco al Parlamento è la prova della disperazione dei ceceni e l'inizio di una nuova fase di caos.
*{{NDR|Sulla [[Cecenia]]}} Diciamo che la sfortuna di quella terra è il suo valore geopolitico, quindi economico e strategico, sia per il passaggio degli oleodotti sia perché rappresenta un punto di frattura tra Islam e mondo cristiano. La Cecenia è perciò ambita da tutte le nazioni potenti che la circondano. In primo luogo, dalla Russia.
*[...] da generazioni i ceceni nascono in guerra, ricevono un'educazione di guerra e muoiono in guerra. Ciò ha reso quel popolo disabituato al vivere civile e democratico. Oggi, come già otto secoli fa, i ceceni sono governati con metodi disumani, con la guerra e con il terrore.
*Chi crede che [[Ramzan Kadyrov|Kadyrov]] abbia raggiunto la pace si sbaglia. I ceceni sono stanchi di essere oppressi dai russi tramite quel fantoccio. Pochi mesi fa, una decina persone imbottite di esplosivo s'è fatta saltare in aria nella casa natale di Kadyrov, per manifestare l'odio contro di lui. Quello che sta accadendo adesso mi ricorda una fase di pre-conflitto.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/21/favoreuna-legge-necessaria.html A favore/Una legge è necessaria]''|''La Repubblica'', 21 ottobre 2010.|h=4}}
*{{NDR|Sul [[negazionismo dell'Olocausto]]}} Negare l'esistenza dell'Olocausto è un crimine, così come lo è stato lo stesso sterminio. Chi cerca di nascondere la storia delle vite umane perse nelle barbarie dei regimi totalitari, non fa nient'altro che uccidere per la seconda volta. Non possiamo permettere queste offese contro la storia, contro la memoria, contro la dignità delle persone morte, persone che non potranno mai rispondere, usate come monete di scambio gettate con disprezzo sul bancone della politica.
*Con grande tristezza ricordo come in Unione Sovietica si taceva sui crimini che accadevano nei Gulag, dove i boia del comunismo totalitario, proprio come i loro rivali nazisti, eliminavano un'intera classe sociale, politica, culturale ed intellettuale, semplicemente perché non abbracciava le idee del partito. La negazione di ogni crimine contro la libertà di ogni essere umano è nient'altro che la morte della democrazia, l'uccisione del pensiero libero, della cultura.
*Negando la Shoah diamo la possibilità a futuri tiranni, speculatori della politica e della propaganda, di avere potere sulla nostra libertà e di privare della speranza del domani le generazioni future. Oggi noi dobbiamo essere forti e decisi, dobbiamo fermare chi impugna le armi dell'infamia e dell'inganno e sostenere la legge contro il negazionismo.
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20110821165808/http://www.nicolaililin.com/?p Se vuoi la pace comprendi la guerra]''|Intervista di Marco Crosetto per Wu Magazine, ''nicolaililin.com'', novembre 2010.|h=4}}
*Mio nonno mi raccontava una storia secondo cui i lupi siberiani a volte cadevano in momenti di pazzia collettiva. Per assenza di cibo o per ingrandimento eccessivo del branco, gli animali cominciavano a uccidere i propri genitori e fratelli. A quel punto arrivava un lupo dagli occhi verdi che, guardando il branco, riusciva a far tornare la ragione. Credo che anche tra gli uomini succeda la stessa cosa, e [[Roberto Saviano|Roberto]] è come il lupo della favola di mio nonno. Ti aiuta a non impazzire, per ragionare sulla direzione giusta della vita. Io rispetto il suo impegno. Però tra me e Saviano esiste una grande differenza: lui denuncia l'attualità, io invece scrivo romanzi basati sulle mie memorie personali.
*In Cecenia, mi capitava spesso di dividere l'ultimo pacchetto di razione con i civili in fuga. Per noi era normale.
*Non ho commesso atti criminali, non ho ucciso nessuno per capriccio o per interesse personale. Ero un cecchino di un'unità operativa e le azioni che intraprendevo non erano riconducibili alla semplice voglia di sopravvivere. Noi contribuivamo alla protezione della società dal terrorismo islamico. Ti sbagli se pensi che per due anni tra montagne e città occupate da mercenari e terroristi agivamo spinti solo dalla voglia di sopravvivere. Ognuno di noi credeva in quello che faceva. Non è stato semplice, perché sapevamo che la guerra era sporca e piena di contrarietà, che c'erano in ballo interessi economici e comandanti corrotti. Ma allo stesso tempo sapevamo che dietro tutto c'era una società pacifica fatta di persone.
*Accusare me e i miei libri di assenza di verità, per il solo fatto che si tratta di romanzi, è assolutamente inutile. Ho scritto una storia usando come base narrativa le mie esperienze, e trovo che sia molto maleducato chiedermi di precisare cosa c'è di vero e cosa no.
*[...] molti russi, ucraini, moldavi, rumeni e persone dell'est mi sostengono e mi ringraziano per aver scritto storie che, nei paesi dell'ex bocci sovietico, solitamente non si raccontano.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/11/09/giornalisti-massacrati-nel-silenzio-della-russia.html I giornalisti massacrati nel silenzio della Russia - Il regime colpisce i giornalisti ma i russi guardano altrove]''|''La Repubblica'', 9 novembre 2010.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Oleg Kašin]]}} A Mosca un altro giornalista è caduto vittima del potere politico corrotto e repressivo, a causa della sua devozione per la giustizia e libertà, per le sue idee moderate e democratiche. Altro sangue, altra rabbia, un'altra giovane vita frantumata, consumata dall'ignoranza e dalla mancanza del coraggio dell'opinione pubblica russa, che purtroppo con sempre maggiore evidenza si trasforma nella folla obbediente ed esaltata davanti agli spettacoli offerti in abbondanza dall'attuale regime politico corrotto e repressivo, che mette in evidenza sempre di più la sua terribile matrice dittatoriale, formata nei tempi della tirannia sovietica. Manca solo che riprendano le esecuzioni sulle piazze, così amate dai cittadini nei tempi passati.
*Quando mi è giunta la notizia dell'aggressione che Oleg Kashin ha ha subìto sotto casa, della brutalità e cattiveria con cui è stato assalito, mi sono sentito un'altra volta indignato, offeso, umiliato. Proprio così come mi ero sentito quando, quasi dieci anni fa, nella sua redazione a Mosca è saltato in aria, colpito da un pacco-bomba, il giovane giornalista Dimitri Holodov, che stava conducendo un'inchiesta sulla corruzione del governo. O come quando è stata assassinata nell'ascensore di casa sua Anna Politkovskaja, per le sue indagini che riguardavano la corruzione nell'esercito russo e gli abusi sui civili nell'operazione antiterroristica in Cecenia.
*Questa triste e terribile lista di morti nel nome della verità e libertà della parola può continuare ancora a lungo, perché sono molti i casi di giornalisti assassinati, minacciati, perseguitati dal regime condotto dai personaggi che risalgono ai vertici dei servizi segreti dei tempi dell'Urss. In questo delirio di prepotenza e ingiustizia operata dalla politica e dall'amministrazione, che somigliano sempre più ad un'associazione a delinquere, senza onore né regole comportamentali, quello che colpisce di più è la completa assenza della voce del popolo russo, la mancanza di sostegno dell'opinione pubblica per chi ogni giorno affronta il pericolo e rischia la vita per il diritto del popolo di essere informato.
===2011===
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/01/25/dinamica-strana-dubbi-sulla-pista-caucasica.html Dinamica strana, dubbi sulla pista caucasica]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''La Repubblica'', 25 gennaio 2011.|h=4}}
*{{NDR|Sull'[[attentato terroristico all'aeroporto Domodedovo del 2011]]}} I ceceni hanno gran dimestichezza con gli esplosivi. Quando preparano un ordigno, usano cariche potenti per provocare il più alto numero di vittime possibile. Solo così possono scuotere l'opinione pubblica. È successo a Beslan come al teatro Dubrovka. Non è accaduto invece né a marzo, quando non è stata neppure danneggiata la struttura della metro, né stavolta. Anche se è brutto dirlo visto che ci sono stati comunque oltre 30 morti.
*{{NDR|«Se non il terrorismo ceceno, chi ci sarebbe dietro a questi attentati?»}} Terzi che vogliono provocare instabilità in Russia magari fomentando gli stessi esponenti del mondo islamico. [...] Potrebbe trattarsi ad esempio di esponenti dell'oligarchia russa che si trovano all'estero. Terminato il servizio militare, ho lavorato come guardia di sicurezza privata per un oligarca all'opposizione che non faceva mistero di avere rapporti con i terroristi ceceni.
*{{NDR|Su Vladimir Putin}} È [...] possibile che dietro agli attentati ci sia lui o persone vicine a lui. {{NDR|«Che interesse avrebbe?»}} Dimostrare all'opinione pubblica che Medvedev è incapace di garantire la sicurezza per ripresentarsi come l'uomo forte.
{{Int|Da ''[https://artslife.com/2011/03/01/intervista-a-nicolai-lilin/ Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Dejanira Bada, ''Artslife.com'', 1 marzo 2011.|h=4}}
*Sono nato in un paese molto degradato. Quando ero piccolo non avevamo neanche il bagno in casa e dovevamo andare fuori anche a -20. Le persone da noi apprezzavano cose come il gas e la luce, quello era il lusso. Ma non perché la comunità fosse povera, era una decisione degli anziani che influenzava la nostra vita. I nostri vecchi vivevano in un modo scettico, e la povertà veniva portata come una bandiera, una cosa di cui andare fieri. Per esempio ricordo un episodio in cui, a casa della mia famiglia, irruppe la polizia. Iniziarono a rompere tutto e ad un certo punto, spaccando il muro, trovarono dei lingotti d'oro da mezzo chilo, ed erano talmente tanti che mia madre si mise a piangere incredula, perché nostro papà li aveva messi lì dentro senza dire niente. Probabilmente aveva svaligiato un furgone, ma queste cose non si raccontavano in casa. Insomma, potevamo permetterci di stare meglio ma era una scelta apparire così, una sorta di onestà.
*Da piccolo passavo tanto tempo con un anziano, un vecchio medico molto educato che è stato in carcere trent'anni durante la dittatura di Stalin soltanto per aver nascosto una famiglia ebrea. Lui mi ha insegnato ad ascoltare l'opera, a leggere poesie e romanzi, ad ascoltare la [[lingua italiana]]. Lui leggeva la Divina Commedia in lingua originale e grazie a lui l'Italia mi è entrata nel cuore, perché l'ho sempre vista come culla della cultura internazionale.
*Sono nato in un posto dove c'erano tantissime persone tatuate, ma da piccolo non capivo questa importanza, anche perché la tradizione del tatuaggio siberiano esclude la parola, è una cosa che esiste ma non si spiega il perché e che cosa voglia dire. Da piccolo andavo a sbattere contro mio padre, mio nonno, i miei zii che erano tutti tatuati, ma se chiedevi spiegazioni prendevi le sberle, perché per loro era un'offesa chiedere. Poi ho tentato di entrare in questo mondo chiedendo spiegazioni ai vecchi ai quali facevo piccoli favori. Pensa che ad oggi, quando torno al mio paese, vengo deriso, perché sono tatuato e perché è tutto cambiato. Per loro, oramai, sono un pagliaccio, uno stupido che vive in occidente ma che fa finta di essere ancora legato al passato dei nostri vecchi, coloro che, secondo i giovani d'oggi, ci hanno fatto vivere e vedere la povertà come valore. Insomma, sta arrivando la globalizzazione anche da noi ed è una cosa brutta. Io da piccolo invece ho iniziato a studiare questa tradizione dei tatuaggi ed ho capito che era una cosa molto importante.
*A me la politica non interessa, davvero, però non posso sopportare le persone che diventano cattive e che vogliono il potere a tutti i costi, perché solo Dio ha il potere del mondo, un Dio che ognuno può interpretare come vuole, invece noi umani dobbiamo stare al nostro posto, non rompere le palle agli altri e controllare bene quello che abbiamo sotto i piedi. Questa più o meno è la mia idea politica o esistenziale.
*Da dove vengo io questo mi hanno insegnato, rimanere sempre degno di me stesso e coerente. Si può anche cambiare idea, magari perché ci si è informati meglio, allora si può cambiare opinione. Anche ammettere i propri sbagli è una questione di dignità. Molte persone invece la dignità non ce l'hanno, oppure è stata levata loro dal consumismo e sostituita con telefoni, auto, cellulari, con beni che li portano a considerare la cosa più importante non tanto la propria vita, quanto la possibilità di consumare all'interno della propria vita. La gente non teme di morire, ma di non poter andare più al cinema!
*Una volta mi hanno sparato dritto al cuore – ho ancora una cicatrice orribile anche se avevo il giubbotto antiproiettile – con un fucile AK-47. Mi è andata bene perché il ragazzo che mi ha sparato aveva finito le cartucce, se mi avesse scaricato addosso il caricatore non sarei qui ora. Lì ho visto la fine, sicuro che sarei morto, i miei ultimi pensieri prima di svenire sono stati: "Ok è andata, è finita, pazienza" e mi sono steso contro il muro. Poi però mi sono risvegliato e una volta sveglio mi sono sentito davvero rinato, è stato come nascere per la seconda volta.
*Un'altra volta invece, sempre durante la guerra in Cecenia, ci hanno colpito con un lanciagranate ed hanno fatto rovesciare il convoglio in cui mi trovavo. In quel momento stavo dormendo e il colpo è stato talmente violento che due dei nostri autisti sono subito morti. Io invece sono solo diventato sordo dall'orecchio sinistro. Ricordo che quando c'è stata l'esplosione ero in uno stato di dormiveglia in cui ho pensato di nuovo: "Ok, stavolta è finita davvero" e invece no, sono svenuto e sono rinato di nuovo!
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20110806033111/http://www.nicolaililin.com:80/?p A Grozny io ho combattuto, c'è ancora dolore nell'anima]''|''Nicolaililin.com'', 30 marzo 2011.|h=4}}
*La prima volta che entrai nella città di Grozny era il settembre del 1999. [...] Io a quel tempo ero all'inizio del secondo anno del mio servizio militare obbligatorio che svolgevo nel reparto speciale di ricognizione e sabotaggio presso il Direttorato Principale d'Esplorazione (GRU in russo). La guerra che dovevo combattere era brutta e difficile, come lo è ogni guerra in questo mondo. I terroristi, per giustificare l'impegno di enormi somme di denaro provenienti dai paesi arabi, combattevano senza risparmiarsi, in gioco c'erano troppi soldi, troppi poteri e tutto il mondo del fondamentalismo islamico aveva tante aspettative su di loro per l'interesse strategico nel controllo della regione della Cecenia per le sue risorse naturali e per il passaggio verso il territorio del Caucaso. I terroristi erano ben organizzati e perfettamente preparati sia per la difesa che per azioni di guerra partigiana. Noi gli davamo la caccia tra le montagne e nelle città, in una lotta molto crudele, perché nessuna delle due parti era intenzionata a mollare.
*Dopo due anni e tre mesi di servizio sono stato congedato e tornando a casa ho lasciato un paese in fiamme, oltre qualsiasi immaginabile soglia di povertà, senza infrastrutture fondamentali necessarie per l'esistenza di qualsiasi società umana. [...] Tutto questo accadeva per via della totale assenza di impegno da parte dell'amministrazione della Federazione Russa, interessata solamente a soddisfare le proprie ambizioni politiche e territoriali.
*Sono contento che il paese a cui mi legano ricordi forti e contraddittori finalmente ha ripreso la sua vita, anche se tra mille difficoltà. Sebbene sia ancora lontano dallo standard di uno stato democratico, voglio pensare che il primo passo verso una vita pacifica e un futuro degno e onesto sia stato fatto.
{{Int|Da ''[https://www.gliamantideilibri.it/intervista-a-nicolai-lilin/ A tu per tu con... Nicolai Lilin]''|Intervista di Serena Langini, ''gliamantideilibri.it'', 8 aprile 2011.|h=4}}
*La società dove sono nato io aveva tante diverse particolarità; era una società di resistenti politici, quindi persone che colpivano atti illegali per motivi ideologici. Quindi erano diffamati, chiamati criminali dagli altri e in alcuni momenti sono anche stati costretti a comportarsi come tali. Però all'interno esistevano ovviamente le loro regole. Ad esempio, nella mia comunità non si facevano i crimini contro un individuo, non si rubava, non si scippava, non si spacciava la droga, non si gestiva la prostituzione. Tutti i crimini si compivano contro il potere; il che voleva dire che si uccidevano persone al servizio del potere: poliziotti, militari... sovietici. E dall'altra parte eseguivano rapine alle banche e dei furgoni portavalori perché nell'Unione Sovietica tutto questo era proprietà dello Stato, il privato non esisteva nell'Unione Sovietica. Tant'è vero che quando è crollata l'Unione Sovietica, la nostra comunità ha smesso di esistere.
*Il concetto di criminale nasce con lo Stato, che può essere uno stato giusto, come il nostro italiano, una democrazia. Però qui la criminalità è diversa, sono degli stronzi, che a volte sono in contatto col nostro governo, sono mafiosi e fanno crimini contro di noi per guadagnare soldi, non hanno un movente ideologico, gli interessano solo i soldi. Questa gente andrebbe eliminata, perché chi commette crimini contro il proprio popolo avendo come movente i soldi non cambierà mai idea. Come con Hitler, o costretti al suicidio o eliminati, perché vogliono solo il potere.
*Adesso anche in Russia è pieno di questi tatuaggi. All'inizio del secolo, quando i comunisti hanno avvicinato al loro giro i criminali più "moderni", hanno creato caste, come la più grande, Seme Nero, creata dal kgb. Questi sfruttano i loro tatuaggi, hanno una grande tradizione di cui parlano tutti, i giornalisti americani vanno e li filmano nelle carceri, ma in realtà dietro non c'è nessun significato, lo usano come una divisa militare coi gradi e le medagliette.
*Qua in Italia, i nostri 18enni, oltre a spacciare cocaina a Napoli, oltre a fare cazzate in Sicilia, lavorare dai loro genitori e allevare maiali in Piemonte, non sanno fare. Si ammazzano in macchina, fanno casino, sono contro tutto, sono individualisti, consumatori come nessuno in Europa. Consumiamo in modo vergognoso noi. [...] Il problema principale in Italia è che ci sono troppe lobby dei vecchi; in Italia è tutto gestito dai vecchi, anche la cultura, l'arte, il cinema, la tv...e un giovane, anche se bravo e creativo, non entra...
*L'educazione militare, di questi tempi, è molto importante, è come un movimento che unisce. Voi immaginate un'unica categoria di persone che al Nord non fanno parte della Lega sono gli Alpini. Perché gli Alpini, quando hanno fatto il militare, erano tutti insieme, hanno imparato il cameratismo, condividevano con ragazzi di Trapani, di Roma, della Puglia, e quindi hanno rispetto e lo sanno che l'unione fa la forza. Invece chi vuole dividere gioca sull'ignoranza delle persone e sulla mancanza di momenti che ci uniscono.
*[...] ho visto 5 conflitti, son stato nei servizi privati. Faccio consulenze alla polizia e ai carabinieri.
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20111127134323/http://www.nicolaililin.com/?p Scritto col sangue]''|Intervista di Raffaele Panizza per ''Panorama'', ''nicolaililin.com'', 18 maggio 2011.|h=4}}
*{{NDR|«Alcuni detrattori ritengono inverosimile che lei, cittadino moldavo, sia stato chiamato alla leva dalla Russia.»}}<br />La cosa è semplice: mio nonno era siberiano e io avevo il doppio passaporto. Per molti ragazzi, poi, l'esercito era un'opportunità. A bender, la mia città, c'era un ufficio della 14ma armata. Chi sostiene il contrario dimostra ignoranza.
*Avevo un arsenale. Durante la guerra in Cecenia il mio reparto era autorizzato a sequestrare tutte le armi che trovava. Mi ero organizzato con i corrieri e facevo spedire tutto a casa. Al ritorno ho trovato un capitale: fucili svizzeri che valevano più di una Mercedes, cannocchiali militari che gli arabi erano disposti a pagare una fortuna. Dopo ho lavorato per una società di sicurezza privata, finché sono stato chiamato da un'agenzia israeliana. Mi occupavo di logistica: se un cliente doveva attraversare una zona pericolosa dell'Afghanistan, io andavo sul posto e parlavo coi capitribù, spiegando perché era conveniente per loro non ammazzare il mio cliente. Se non si convincevano, li pagavo. Sono stato in tutto il Medio Oriente.
*Io mi occupavo del satanismo inconsapevole, di gente che agisce per conto del male senza saperlo. Persone manovrate da adoratori del demonio. Una realtà enorme e sconosciuta, alla quale il Vaticano dedica grande attenzione.
*Da piccolo, ogni volta che dimostravo un segno di debolezza, mio padre mi picchiava.
*Sono cresciuto in una società dove Cristianesimo e omicidio erano tenuti assieme senza contraddizioni. Mi sento male se dico una bugia, ma per le vite che ho portato via no, sono in pace. È il complesso dei templari: ammazzavano la gente, ma dentro un codice. L'ho fatto anch'io, ma dentro uno scontro di civiltà.
{{Int|Da ''[https://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2011/05/20/PR_47_01.html Nicolai Lilin racconta la sua sporca guerra combattuta in Cecenia]''|Intervista di Alessandro Mezzena Lona, ''Il piccolo'', 20 maggio 2011.|h=4}}
*{{NDR|Su ''Il respiro del buio''}} Questa volta ho deciso di comportarmi da vero romanziere: mescolerò alla realtà che ho vissuto più finzione, più letteratura. Così smetteranno di criticarmi. Di dirmi che non posso aver vissuto storie così estreme.
*[...] quando sono uscito dall'esercito russo mi sono trovato senza una storia, senza documenti. Ovviamente, sul foglio di congedo non potevano scrivere che in Cecenia facevamo la guerra illegale. Che ci comportavamo come i terroristi. In Russia queste cose non le sanno, non le dice nessuno. Meno che meno i giornalisti. E così mi sono trovato a dovermi inventare un futuro.
*{{NDR|«In Italia si è occupato anche dei satanisti?»}} Siccome mi sono sempre occupato di sicurezza, una società privata di volontariato legata al Vaticano mi ha infiltrato per due anni all'interno di alcuni gruppi satanisti. In quell'ambiente ho scoperto un grande traffico pedofilo tra la Russia e l'Europa. Ho fatto denunce contro parecchie persone, ma il problema è che sono molto coperti. [...] Posso dire che ho denunciato l'esistenza di una rete pedofila a Monaco di Baviera. La denuncia non ha mai avuto seguito. Del resto, un film porno con la partecipazione di un minore, girato in poche copie, può costare da 50 a 70 mila euro. Ho scoperto cose davvero schifose.<br />{{NDR|«Perché ne parla solo adesso?»}}<br />Mi sentivo vulnerabile. E poi, speravo di continuare a lavorare in questo ambiente. Ma dopo l'uscita dei due romanzi la mia faccia è davvero troppo riconoscibile. In più, adesso ho una figlia di cinque anni. Però non smetterò mai di raccontare a tutti che i pedofili sono ricchi e potenti. Non solo in Italia: in Belgio ci sono associazioni pro-pedofili che li aiutano a nascondersi.
{{Int|Da ''[https://www.independent.co.uk/arts-entertainment/books/features/when-does-a-soldier-s-memoir-count-as-fact-and-when-as-fiction-2335945.html When does a soldier's "memoir" count as fact, and when as fiction?]''|Intervista di Oliver Bullough su ''[[Caduta libera (romanzo)|Caduta libera]]'', ''independent.co.uk'', 12 agosto 2011.|h=4}}
*Questa non è la mia storia. Questa è la storia di un mio compagno che ha combattuto con me [...]. Ho scritto la storia di un compagno che purtroppo è stato ucciso in guerra. Mi ha detto che è andata così e la cosa mi ha interessato. Veniva da una famiglia povera, era un ragazzo di villaggio, e la sua storia mi piaceva molto.
:''That is not my story. That is the story of one of my comrades who fought with me'' [...]. ''I wrote the story of a comrade who was sadly killed in the war. He told me that that was how it happened and it interested me. He was from a poor family, a village boy, and I liked his story very much.''
*Quando ho scritto il libro non volevo che fosse considerato storico. Primo perché non potrei scrivere un libro di [[memorie (genere letterario|memorie]], perché non sono importante o qualcosa del genere. Se fossi Mozart o la Regina Elisabetta, potrebbero scrivere un libro di memorie, ma non sono nessuno [...] Non so come chiamarlo. Non è un libro di memorie. È un romanzo basato su eventi realmente accaduti.
:''When I wrote the book I did not want it to be considered as historical. First because I could not write a memoir, because I am not important or something. If I was Mozart or Queen Elizabeth, they could write a memoir, but I am no one'' [...]. ''I do not know what to call it. It is not a memoir. It is a novel based on real events.''
*Tutti gli eventi nelle città, beh, personalmente ho combattuto molto poco nelle città, a dire il vero. Per esperienza personale, sono stato molto poco in città. Ero a Groznyj quando è stato ripreso ma ci hanno rimandati via molto presto.
:''All the events in towns, well, I personally fought very little in towns, to be honest. From my own experience, I was very little in towns. I was in Grozny when it was taken back but they sent us out again very quickly.''
*Ho usato molte storie per creare alcuni fatti nel mio libro, alcuni racconti di guerra in città. Forse in alcune di queste storie che ho scritto le ho colorate un po', forse ho esagerato, ma questo era appositamente per mostrare l'orrore della guerra urbana. Onestamente per quanto riguarda il fatto dei 13 colonnelli {{NDR|caduti in una battaglia urbana}}, non ricordo.
:''I used a lot of stories to create a few facts in my book, a few tales of war in the city. Maybe in some of these stories I wrote I coloured them up a bit, maybe I exaggerated, but this was specially to show the horror of urban war. Honestly as far as the fact about 13 colonels, I do not remember.''
*{{NDR|«Quindi quanto del libro è effettivamente vero?»}} È difficile da dire. Le storie più importanti, in particolare quando scrivo di come si sente una persona in guerra, questa è la mia esperienza. Poi ci sono un sacco di storie di soldati che potrebbero essere, non so, vere o meno perché in guerra non controlli quello che ti dice il tuo compagno.
:''{{NDR|«So how much of the book actually is true?»}} It is hard to say. The most important stories, particularly when I write about how a person feels in war, that is my experience. Then there are a lot of stories from soldiers that could be, I don't know, true or otherwise because in a war, you don't check what your comrade tells you.''
{{Int|Da ''[https://ojs.unito.it/index.php/spaziofilosofico/article/view/8694 Nicolai Lilin: Violenza utile?]''|Intervista di Giorgio Cattaneo, ''Spazio filosofico'', vol. I, 3, pp. 305-309, 30 settembre 2011.|h=4}}
*Mia figlia ha solo cinque anni e ha già imparato a smontare e rimontare la pistola: gliel'ho insegnato perché penso che potrebbe sempre esserle utile, un giorno.
*Non avessi avuto alle mie spalle la "scuola" di Bender probabilmente nel mattatoio del Caucaso non sarei sopravvissuto: se non sei addestrato fin da piccolo al dolore, a dare e ricevere dolore, di fronte a una mattanza come quella cecena il tuo cervello scoppia. Anche il mio ci è andato vicinissimo: ero cecchino, tiratore scelto, e avevo il "privilegio" di guardare negli occhi, col mirino ottico, i nemici a cui avrei sparato. Nei primi mesi li contavo. Quando sono arrivato a cinquanta, ho smesso: per non impazzire.
*Stalin mandava in Siberia dissidenti e intere popolazioni, ma Mosca trovò utile sradicare i ribelli siberiani spedendoli nel caldo torrido dell'estremo sud, a due passi da Odessa e dal Mar Nero
*A Bender, da piccolo, tra i miei amici ero l'unico a dar retta alle vecchie storie degli anziani [...]. Mi piaceva il mondo di cui parlavano, duro e spietato, ma con un'etica. Mai colpire donne e bambini, mai fare del male a qualcuno senza un valido motivo. E addirittura, venerazione per i disabili: li chiamavano "voluti da Dio", erano considerati medium inconsapevoli, ambasciatori dell'invisibile.
*{{NDR|Sulla presenza di immagini religiose sui suoi tatuaggi}} È un retaggio culturale che risale agli Efei, antico popolo pre-russo: volevano avvicinare i pellegrini per derubarli; non disponendo di croci e altri monili religiosi, cominciarono a tatuarseli sulla pelle.
*Quando sono tornato a Bender dopo la guerra ci sono rimasto pochissimo [...], perché non c'era quasi più nessuno: tutti morti, o in galera o scappati chissà dove.
*A un certo punto per salvarmi sono praticamente scappato: in Siberia, dal fratello di mio nonno. Un vecchio che si era ritirato nella foresta e viveva di caccia sulle rive del fiume Lena perché del mondo non ne voleva più sapere. Immaginavo che solo lui mi avrebbe potuto aiutare a ritrovare un po' di pace,e così è stato. Aveva combattuto nella Seconda Guerra Mondiale, a Stalingrado. Vedendomi ridotto a uno straccio, mi ha detto: anch'io ero conciato così e allora pensavo che non mi sarei mai più ripreso, invece ho imparato che il tempo pian piano ci guarisce. E poi, ha aggiunto, domandati perché sei sopravvissuto: un motivo c'è sicuramente e un giorno lo scoprirai.
*Da piccolo ho lottato, ho ferito coetanei a coltellate. Era "giusto", perché ero stato provocato. Poi ho imparato a tatuare: disegnavo e tatuavo pistole e coltelli, sulla pelle di uomini che avevano ucciso e volevano ricordarlo, a se stessi e agli altri. Ormai anch'io giravo sempre armato, a Bender. Ma tutto questo non è niente, rispetto alla violenza della guerra: ti prendono, ti caricano su un camion e poi ti mandano in prima linea. Per prima cosa ti fanno raccogliere i morti del giorno prima e ti obbligano a pranzare in mezzo ai cadaveri massacrati. Poi tocca a te. Devi prepararti a sparare, a uccidere: per non essere ucciso. E questa, di gran lunga, è la peggiore delle violenze: la costrizione. Devi mettere a tacere la tua voce interiore, altrimenti finisci al manicomio. Diventi una macchina di morte. Dopo due anni di Cecenia, ero conciato così male che, al momento del congedo, un ufficiale mi ha chiesto di restare nelle forze speciali: mi ha detto che, dopo quello che mi era toccato vivere, non sarei mai più riuscito a tornare alla vita di prima, tra le cosiddette persone normali. Bruciato per sempre. Si sbagliava, ma ad uscire da quel tunnel ho impiegato anni.
*[...] di guerriglieri ceceni ne abbiamo incontrati davvero pochissimi: era pieno di afghani, sauditi e giordani, mercenari. Di giorno i generali di Eltsin ci mandavano al macello a Grozny, mentre la notte trafficavano con la benzina alle nostre spalle. E molti dei nemici abbattuti erano dotati del migliore armamento russo. Un imbroglio sanguinoso e colossale, per far sparire una montagna di soldi e arricchire gli oligarchi decisi a svendere la Russia agli americani. E noi in prima linea, a farci ammazzare. E a sparare ai "terroristi", mirando alla testa.
{{Int|Da ''[https://www.kommersant.ru/doc/1781738 "Мои рассказы такие дерзкие"]''|Intervista di [[Elena Černenko (giornalista)|Elena Černenko]], ''Kommersant.ru'', 3 ottobre 2011.|h=4}}
*I miei racconti sono arrivati al direttore dell'associazione letteraria e quando mi ha chiamato alle due del mattino piangeva. Ha detto: le mie storie sono così audaci e lo hanno toccato così tanto che vorrebbe mostrarle a un editore serio. Due settimane dopo ho ricevuto una telefonata dalla più grande casa editrice italiana, Einaudi.
:''Мои рассказы попали к директору литературной ассоциации, и когда он позвонил мне в два часа ночи, он плакал. Он сказал: мои рассказы такие дерзкие и они так сильно его затронули, что он хотел бы показать их серьезному издателю. через две недели мне позвонили из самого большого издательства в Италии Einaudi.''
*{{NDR|Sul ruolo di Kuzja in ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Abbiamo considerato due possibili attori per questo ruolo. Il secondo è Anthony Hopkins. Ma penso che Malkovich sia più adatto. Hopkins ha un aspetto e un temperamento più occidentali. E quello di Malkovich è più orientale. E a questo particolare livello mi ricorda di più il nonno Kuzja.
:''Мы рассматривали двух возможных актеров на эту роль. Второй — Энтони Хопкинс. Но мне кажется, что Малкович лучше подходит. У Хопкинса более западная внешность и темперамент. А у Малковича — более восточная. И на таком частном уровне он мне больше напоминает дедушку Кузю.''
*{{NDR|«Qui ho tra le mani la versione tedesca del libro, e qui sulla copertina c'è scritto: "Nicolai Lilin, urca siberiano ereditario..."»}} Purtroppo non ho alcuna influenza su come viene presentato il mio libro. In Italia scrivono la stessa cosa in copertina, perché devono in qualche modo vendere questo libro e in qualche modo farmi conoscere alla gente. Ma questa non è un'autobiografia. Anche se questo libro si basa sulla mia esperienza, su ciò che io stesso ho vissuto.<br />Sono cresciuto in una famiglia povera e problematica. Gli anziani si sentirono espulsi dalla Siberia. Quando ero piccolo, pensavo, che razza di sciocco esilierebbe la gente dalla Siberia al sud?
:''{{NDR|«Вот у меня в руках немецкая версия книги, и тут на обложке написано: "Николай Лилин, потомственный сибирский урка...»}} К сожалению, я не влияю на то, как представляют мою книгу. В Италии на обложке пишут примерно то же самое, они ведь должны как-то эту книгу продавать и как-то представлять меня людям. Но это не автобиография. Хотя эта книга базируется на моем опыте, на том, что я сам пережил.''
*{{NDR|«Ma come poteva Stalin mandare qualcuno a Bendery negli anni '30, se a quel tempo era territorio rumeno?»}} Non è chiaro cosa ci fosse. Questa parte del libro, che è collegata al reinsediamento... o, diciamo, al "presunto reinsediamento", l'ho scritta o, per meglio dire, ricreata questa storia, utilizzando alcuni ricordi degli anziani. Alcuni furono espulsi, altri fuggirono lì a causa delle persecuzioni dei comunisti. E l'editore ha scritto che questa è un'autobiografia.
:''{{NDR|«Но все же, как мог Сталин в 30-е выслать кого-то в Бендеры, если в то время это была румынская территория?»}} Непонятно, что там было. Эту часть книги, которая связана с переселением... или, скажем, с "якобы переселением", я написал или, лучше сказать, воссоздал эту историю, используя некоторые воспоминания стариков. Кого-то выслали, кто-то сам туда бежал от преследования коммунистов. А издатель написал, что это автобиография.''
*{{NDR|«È vero che sei stato in prigione più volte?»}} No, anche questa è una sciocchezza. I traduttori non capiscono cosa siano la detenzione, l'indagine e il processo. Glielo ho spiegato più tardi, ma purtroppo l'hanno già scritto nel libro. Ho avuto un articolo solo una volta, in Transnistria, quando ero minorenne, ho passato nove mesi in prigione. Una volta sono stato indagato in Russia.
:''{{NDR|«То, что ты несколько раз в тюрьме сидел, это правда?»}} Нет, это тоже ерунда. Переводчики не понимают, что такое задержание, следствие и суд. Я им потом объяснил, но, к сожалению, они уже это в книжке написали. У меня только один раз была статья, в Приднестровье, по малолетке, я девять месяцев провел в тюрьме. Еще в России один раз был под следствием.''
*In Israele, ho lavorato sotto contratto in un servizio di sicurezza privato. In Occidente, le società di sicurezza private assumono professionisti. Diciamo che un gruppo di specialisti israeliani viene in Afghanistan e, per una certa somma di denaro da parte dell'ONU o del governo americano, effettua una certa operazione militare. L'ho fatto finché la mia gamba destra non è stata strappata da una mina in Iraq. {{NDR|«Oh, quindi sei stato anche in Iraq e Afghanistan?»}} Sì, ma non ne parlo, mica sono scemo.
:''В Израиле я работал по контракту в службе частной безопасности. На Западе частные охранные предприятия берут на службу профессионалов. Скажем, в Афганистан приезжает группа израильских специалистов и за определенную сумму денег от ООН или американского правительства совершает определенную военную операцию. Я этим и занимался, пока мне в Ираке миной не разорвало правую ногу. {{NDR|«А, так ты еще в Ираке и Афганистане был?»}} Да, но я об этом не буду рассказывать, я что, дурак, что ли.''
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20160402192813/http://www.unmercoledidascrittori.it/?p Intervista con Nicolai Lilin]''|Intervista di Paolo Ciampi, ''unmercoledidascrittori.it'', 12 ottobre 2011.|h=4}}
*[...] noi eravamo i bambini di quarta generazione di immigrati, immigrati non per loro volontà, perché erano stati deportati dalla Siberia alla Transnistria. Siamo cresciuti in un posto che non era casa nostra, un posto ostile che non era la nostra patria, assolutamente.
*La Siberia [...] era un paradiso, un posto di cui ci raccontavano da piccoli, dove c'erano boschi enormi. Ogni bambino aveva a casa i nonni che raccontavano di questi boschi e dei fiumi. Ma ci sono tante cose che non quadrano tra la mia Siberia immaginaria e quella reale. Nel mio libro parlo solo di una parte, quella dove viveva lo zio di mio padre, a Nord Ovest della Jacuzia.
*Questo nome l'ho scelto proprio per definire la confusione in cui sono cresciuto. L'"educazione siberiana" in realtà è qualcosa che non è mai esistito perché ognuno vedeva le cose a suo modo. I miei vecchi la vedevano al loro modo, io la vivevo in un'altra maniera, poi c'era la gente che vedeva tutto questo da lontano e ci prendeva in giro perché per il resto della città noi eravamo un branco di tradizionalisti ignoranti, e per alcuni versi avevano ragione.
*I vecchi che ho conosciuto mi raccontavano che la nostra stirpe derivava da un antico popolo che abitava nel sud della Siberia. A quel tempo c'erano tantissimi popoli nomadi e questi popoli avevano una mentalità molto tribale che molti di noi sentono ancora come propria. Assaltavano tutte le carovane commerciali che passavano non tanto per arricchirsi ma perché a loro dava fastidio il commercio, dava fastidio il denaro. Credevano che ognuno fosse legato alla terra dov'era nato e che dovesse vivere lì, comportarsi onestamente, rispettare gli altri e se stessi, e vivere con quello che gli dà Dio: boschi, fiumi, animali.<br />Si sono scontrati con i primi sistemi governativi; non erano solo anti-comunisti, prima erano stati contro lo zar. Dava loro fastidio qualsiasi sistema politico perché il sistema politico tende a portare il suo diritto, il suo modo di vedere e di gestire le cose e a loro non piaceva perché loro non avevano bisogno di niente.
*I nostri nonni, i nostri siberiani dicevano "noi siamo criminali perché il governo ci ha definiti criminali, perché al governo non piace quello che facciamo, però noi siamo diversi da tutti gli altri criminali. Noi non derubiamo la gente per strada, noi non violentiamo le donne; contro le singole persone noi non facciamo niente. Perché la libertà di una persona singola per noi è una cosa sacra. Noi rapiniamo banche perché le banche sono proprietà del governo e ammazziamo i poliziotti, perché loro sono i cani del governo. Ma questo per noi non è un atto criminale, Questo è un dovere di ogni persona libera. Se loro vogliono definirci criminali noi lo accettiamo. Ma aggiungiamo che noi siamo criminali onesti perché abbiamo il nostro codice, il nostro comportamento, la nostra morale".
*Avere delle regole è normale, umano. Questa comunità però ne aveva alcune molto estreme, proprio perché era consapevole di essere estremista. Non passava giorni senza che mio nonno mi dicesse che loro erano gente cattiva, che erano degli assassini. A volte mi accarezzava e mi diceva che con quella mano poteva amare me e uccidere un'altra persona.
*Quando sono stato congedato dall'esercito mi ricordo che nel primo mese mi spostavo dalla sala alla cucina con il kalashnikov. Ho provato a lasciarlo in cucina e andare in sala ma senza di lui mi sentivo male. Ovviamente è una forma di malattia.
*Sono cresciuto con un nonno che aveva una stanza piena di fucili, pistole e altro e all'età di 13 anni andavamo a pesca con le bombe a mano. Questa era la nostra realtà, qua i bambini giocano con il Lego, noi giocavamo con le bombe a mano.
*Il tatuaggio tradizionale siberiano è un codice segreto, nato in epoca pre-russa e pre-cristiana. I primi briganti nomadi della foresta, si tatuavano per potersi riconoscere, lungo le grandi strade della Siberia dove assaltavano i convogli provenienti dalla Cina e dall'India. I tatuaggi quindi erano un modo per non farsi assalire da "colleghi", e un modo muto per rendersi fratelli. Quando si diffuse il Cristianesimo, il tatuaggio criminale siberiano adottò i simboli della nuova religione.
*La tradizione del tatuaggio è nata proprio per evitare di usare le parole: tra siberiani era ritenuto disonesto parlare. Tutto è legato al concetto di umiltà perché parlare di sé equivale a vantarsi, quindi per raccontare le proprie storie si usavano i tatuaggi, che sono quindi una sorta di alfabeto da decodificare. Non si chiede però a qualcuno di spiegarci cosa vogliono dire i suoi tatuaggi; non si racconta il significato dei tatuaggi.
*In Russia ci sono tante società criminali, alcune moderne, altre che hanno una storia di qualche secolo. Seme Nero attualmente è la comunità più grande e più potente nel mondo criminale russo, è stata creata dai comunisti all'inizio del secolo scorso per controllare i detenuti nelle prigioni. Oggi fa parte del sistema di controllo e potere in Russia chiamato 'Santa Trinità'. In esso rientrano elementi del governo corrotto, la parte vecchia dei servizi segreti russi, ex Kgb e criminali che rappresentano Seme Nero.
*Nel 2003 mia madre era in Italia e io in Russia. Lei mi fece credere di essere molto malata, così io arrivai di corsa, ma al mio arrivo ho scoperto che invece aveva inventato tutto per farmi venire, solo per vedermi.<br />A quel punto ho capito che questa sarebbe stata la mia terra. Ho costruito la mia casa mattone per mattone. Mi sono sposato. Ho fatto una figlia. Sono cittadino italiano. Se scoppia una guerra, andrò a morire per questo paese. L'Italia è la mia patria, la rispetto e l'adoro.
*Ho imparato l'italiano nella strada, vivendo la vita, non sono mai andato ad una scuola di lingua.<br />Ma la mia relazione con la lingua italiana risale già alla mia infanzia. Quando ero piccolo, un medico, amico di famiglia, un rappresentante dell'intellighenzia, mi leggeva Dante in italiano, io non capivo nulla però mi ricordo che mi emozionava.
*{{NDR|«La decisione di andare, lo scorso settembre, a presentare il tuo libro a Casa Pound, un centro sociale di estrema destra a Roma, ti ha esposto alle critiche di molti. Perché ci sei andato?»}} Perché mi hanno invitato.<br />Sono stato molto criticato per questo mio gesto, sia dal mio editore che da mia moglie, ma io cerco sempre di capire l'altro. Mi considero apolitico perché in quanto scrittore non reputo di dovermi occupare di politica, ma naturalmente ho le mie idee sull'Italia e la politica.
*Non riesco a capire perché qualcuno mi abbia dato del fascista. Sono andato dieci volte in centri sociali, nove volte erano centri sociali di sinistra e nessuno ha detto niente. L'ultima volta sono andato a Casa Pound e la cosa è stata giudicata scandalosa. Ho ascoltato i loro discorsi e mi è sembrato che esprimessero bisogni simili a quelli di tanti ragazzi di sinistra. Ho visto la stessa strumentalizzazione da parte di chi sa come usarli. Ragazzi che non sanno comunicare e si fanno la guerra tra loro quando dovrebbero fare la guerra al consumismo.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/dal-quotidiano/reportage/2011/12/12/news/cos_la_generazione_internet_ha_risvegliato_il_popolo_russo-26456891/ Così la Generazione Internet ha risvegliato il popolo russo]''|Sulle [[proteste in Russia del 2011-2013]], ''repubblica.it'', 12 dicembre 2011.|h=4}}
*Negli undici anni del potere totalitario esercitato da Vladimir Putin le recenti notizie che arrivano dalla Russia sono forse le più importanti e positive sia per la vita interna socio-politica del paese, sia per la sua immagine nel quadro internazionale. La reazione immediata del popolo ai brogli elettorali esercitati dal potere corrotto del Cremlino. [...] L'accaduto a Mosca segna un nuovo percorso etico e morale della società post sovietica: finalmente i cittadini si sono indignati e hanno avuto il coraggio e la capacità di organizzarsi e rivendicare il proprio diritto al voto.
*In Occidente pochi capiscono fino in fondo che la Russia nel corso di tutta la sua storia ha vissuto in un clima di schiavitù e terrore: prima quello della monarchia, poi quello comunista, poi il recente pseudo-democratico, il risultato è stato sempre lo stesso: generazioni di schiavi, prigionieri, militari contro la propria volontà, tantissimi esuli ed emigranti. Gente costretta a combattere le guerre, trasformata dalla propria classe dirigente in una massa di ladri e bugiardi, e se qualcuno mostrava di essere all'altezza di un ragionamento intellettuale, veniva soppresso, come gli intellettuali anti monarchici impiccati nel 1825 a seguito della Rivolta di Dicembre. E come moltissimi altri intellettuali divenuti prigionieri del Gulag ai tempi di Stalin e perseguitati fino all'ultimo anno di Urss. Persone coraggiose e oneste come Anna Politkovskaya, uccise dai boia del regime putiniano negli anni della loro tirannia.
*L'importanza di questo periodo storico è troppo evidente e sulla scena sono apparsi i rappresentanti di una classe di cittadini che prima sembravano invisibili: trentenni che hanno avuto la possibilità di "temprare" le proprie convinzioni politiche negli scenari apocalittici del crollo dell'Urss, paese in cui sono nati e cresciuti, allevati dall'ideologia sovietica che ai loro tempi ormai sembrava rappresentare l'ombra di un impero cadavere. Hanno passato l'adolescenza costretti ad inserirsi in una società corrotta, criminalizzata alla maniera hollywoodiana, hanno conosciuto le guerre civili post sovietiche, e ora hanno raggiunto l'età in cui si tirano le prime somme del proprio vissuto, in cui gli uomini si prendono la responsabilità per qualcosa che supera il limite etico di un singolo individuo. Scoprendo sulla propria pelle l'importanza di un cambiamento, questi nuovi cittadini russi usano una nuova forma d'informazione, sono popolo del web, sono in collegamento tra loro mediante la rete, non si fanno imbrogliare dalla propaganda governativa, usano i canali alternativi per informarsi e non ci mettono molto ad organizzarsi. Loro senza dubbio costituiscono il blocco più forte e importante della massa che ha manifestato la denuncia al sistema governativo, alla corruzione politica, alle ingiustizie e prepotenze dello Stato.
{{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2011/12/12/page_032.pdf L'aria nuova di Mosca]''|Intervista di Marina Mastroluca sulle [[proteste in Russia del 2011-2013]], ''L'Unità'', 12 dicembre 2011.|h=4}}
*Il solo fatto che Putin abbia perso le elezioni - e dico perso tra virgolette, perché ha sempre intorno al 50% - mi riempie di gioia. Perché la Russia è un Paese basato sulla corruzione e sul controllo dei servizi segreti, dove i cittadini sono trattati come schiavi. E ora qualcosa si sta muovendo.
*In Russia la gente ha creduto per anni alle favole che sentiva raccontare. Ha creduto al pericolo del terrorismo, ha creduto che i ceceni fossero criminali e che questo piccolo uomo fosse in grado da solo di garantire sicurezza, salvare le città, mantenere l'ordine. Putin in realtà non è che il risultato di un compromesso tra servizi segreti e oligarchi, per evitare una guerra civile e spartirsi quello che c'era da spartire.
*È un piccolo uomo, uno che ha sempre bisogno di dimostrare il contrario e per questo si fa fotografare con le tigri, o a torso nudo o con un fucile da cecchino. Non è nemmeno il meglio che possano esprimere i servizi segreti, è semmai un loro fallimento.
*{{NDR|Le proteste}} vogliono dire che il popolo russo ha ripreso coscienza, le persone non hanno più paura perché sono disperate. Attenzione però a dire che Putin è l'obiettivo, perché non è così. È il sistema di potere nel suo insieme: i russi hanno capito che vivono in un Paese corrotto e vogliono seguire invece una via democratica.
*Quello che temo è un ritorno del terrorismo. Putin ha in mano la parte peggiore dei servizi segreti, la più corrotta, l'[[Fsb]], che è stato il vero braccio armato degli oligarchi. Ci ricordiamo tutti come Putin è arrivato al potere, con le [[Bombe nei palazzi in Russia|bombe nei condomini delle città russe]]. Sono loro i veri terroristi. Temo quindi nuovi attentati. Poi si darà la colpa ad altri, forse si farà una nuova guerra. Non in Cecenia, stavolta magari in Inguscezia o Daghestan.
*Questo non è un movimento pilotato dagli Usa. Il nastro {{NDR|bianco}} è solo un modo per riconoscersi, come facevo anch'io con i miei compagni durante le operazioni di combattimento in guerra, per evitare il fuoco amico.
===2012===
*Vi porterò nel luogo in cui ogni assurdità fa tendenza: Absurdistan, come si potrebbe ribattezzare la Russia post sovietica dove povertà e ricchezza convivono in un modo isterico, senza badare all'etica.<br />Qui i cittadini nati e cresciuti in un paese chiuso al mondo e bombardati dalla propaganda totalitaria, sono stati travolti dall'onda del consumismo occidentale. Il crollo dell'impero sovietico ha generato molta povertà, ha tolto quella stabilità sociale della quale nel bene e nel male i cittadini disponevano, e trasformato la Russia in un grande bazar in cui si poteva comprare e vendere di tutto, spesso senza badare alle leggi. Su questo sfondo crescevano parallelamente nuove realtà, i cosiddetti "[[Nuovi russi]]", gente arricchita grazie a qualche affare illegale, spesso figli della vecchia dirigenza politica. Si sa che l'accumulo di denaro non si accompagna necessariamente con l'educazione e la cultura necessaria per inserirsi nell'alta società.<ref group="fonte" name="granbazar">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/i-nuovi-incredibili-russi-che-abitano-in-un-gran-bazar/262/ I nuovi, incredibili, russi che abitano in un gran bazar]'', ''xl.repubblica.it'', 3 marzo 2012.</ref>
*{{NDR|Sui [[nuovi russi]]}} Nonostante le disperate rincorse alla barca più lunga, gli acquisti di squadre sportive, i fidanzamenti con star del cinema questi personaggi non sono riusciti a cancellare lo stampo "Made in URSS" che gli è rimasto inciso sulla fronte per sempre, identificandoli come una massa rozza di barbari.<ref group="fonte" name="granbazar"/>
*Subito dopo il crollo dell'URSS la crisi e l'inflazione hanno colpito il Paese, mettendo in ginocchio le sue infrastrutture. Tra i più umiliati ci sono gli esponenti dell'esercito. La leggendaria Armata Rossa si è trasformata in un'enorme organizzazione a delinquere. Gli ufficiali si dedicano a traffico di armi e droga, estorsioni e sequestri di persona. Molti vendono sul mercato illegale anche carri armati, cannoni e missili.<ref group="fonte">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/nella-russia-disastrata-i-bombardieri-vanno-a-pesca/267/ Nella Russia disastrata i bombardieri vanno a pesca]'', ''xl.repubblica.it'', 3 aprile 2012.</ref>
*Nei giorni successivi al crollo del muro che divideva Berlino, i cittadini dell'Urss, con impazienza e un vago senso di agitazione, si impegnarono ad affrontare le prime ondate di democrazia e libertà che arrivavano dall'Occidente capitalista sotto forma di film porno in VHS, giornali pubblicitari in cui venivano messi in bella mostra i prodotti dei grandi supermercati simbolo dell'abbondanza di cui godevano i paesi della NATO e talk show della tv americana anni Settanta tradotti in russo e trasmessi in loop giorno e notte sui canali locali, come una sorta di corso accelerato per chi volesse comprendere il senso della cultura dei Paesi che solo qualche anno prima i sovietici minacciavano con l'apocalisse nucleare.<ref group="fonte">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/armata-rossa-e-popolo-uniti-in-nome-della-lotta-no-della-soap/283/ Armata rossa e popolo, uniti in nome della lotta? No, della soap]'', ''xl.repubblica.it'', 3 maggio 2012.</ref>
*Nella nostra città c'erano quattro persone che possedevano quest'auto . Uno di questi era il capo della polizia, corrotto fino al midollo, per i soldi sarebbe stato capace di liberare Jack lo Squartatore o di incarcerare Cenerentola. Il secondo era il colonnello della base militare, che aveva un traffico di armi con l'Ovest molto ben avviato. Poi c'era il "padrino" del mondo criminale, che aveva fatto fuori una buona parte dei concorrenti per il monopolio nel traffico di droga. L'ultimo ma non meno illustre possessore della Bmw 750 era il presidente dell'associazione culturale ebraica, che commerciava in oro nero e diamanti.<ref group="fonte">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/lo-status-symbol-non-serve-che-funzioni-basta-lapparenza/292/ Lo status symbol? Non serve che funzioni. Basta l'apparenza]'', ''xl.repubblica.it'', 3 giugno 2012.</ref>
*Nella lontana Yakuzia, la regione più vasta della Siberia centrale, abitano diverse tribù che principalmente si occupano della caccia e dell'allevamento delle renne. Queste tribù hanno mantenuto le loro usanze pagane e credono negli spiriti. Prima di entrare nell'acqua del fiume, prima di accendere il fuoco, prima di partire per un lungo viaggio oppure prima di cacciare un animale, si rivolgono allo spirito più indicato per la situazione: anche in quei posti gli umani sembrano essere dipendenti da una sorta di burocrazia.<ref group="fonte">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/quando-i-sex-pistols-diventarono-sciamani-della-siberia-profonda/329/ Quando i Sex Pistols diventarono sciamani della Siberia profonda]'', ''xl.repubblica.it'', 3 ottobre 2012.</ref>
*Nei lontani anni Novanta, subito dopo il crollo del regime sovietico, i cittadini di quell'enorme Paese hanno finalmente la possibilità di respirare una boccata d'aria al gusto di libertà e democrazia. Nessuno dà troppo peso a qualche deviazione estremista dei detentori del potere, che in alcune regioni si esprime con guerre civili e veri e propri genocidi. Con l'arrivo della tv via cavo, la maggioranza del Paese è impegnata a seguire i serial televisivi messicani di giorno e i programmi per adulti dopo le undici di sera, che per lo più sono riproduzioni dei film pornografici tedeschi risalenti agli anni dell'attività della Rote Armee Fraktion. La disoccupazione cresce a dismisura, le poche ma concrete sicurezze del sistema sociale sovietico spariscono come un terreno fantasma sotto i piedi dei lavoratori, ma la gente è troppo abbagliata dalle possibilità del consumismo.<ref group="fonte" name="venezia">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/quanto-e-bella-venezia-somiglia-tanto-a-san-pietroburgo/396/ Quanto è bella Venezia: somiglia tanto a San Pietroburgo...]'', ''xl.repubblica.it'', 3 novembre 2012.</ref>
*La classifica delle fissazioni neocapitalistiche dei russi in quel periodo è composta da cinque cose che ogni cittadino ritiene indispensabili per poter raggiungere la serenità personale: 1. Un'automobile straniera, grossa, con l'autoradio estraibile e i vetri elettrici, preferibilmente Mercedes (alcuni sognano anche solo l'autoradio da portare in giro come se avessero appena parcheggiato). 2. Un televisore con videoproiettore incorporato, preferibilmente di marca giapponese. 3. Una catena d'oro massiccio da portare sopra gli abiti (i più ricchi ed eleganti aggiungono anche una croce d'oro da cinque chili che penzola fino a toccare l'ombelico). 4. Un paio di scarpe Adidas. 5. Un viaggio turistico in Occidente, per poter dimostrare a quei pivelli capitalisti tutta la grandezza dell'animo russo (questo accade ad esempio quando davanti alla Cappella Sistina vi capita di sentire un turista russo che dice con orgoglio alla moglie «Ma guarda che miseria, la Piazza Rossa è cento volte più grande!»).<br />L'ultimo dei desideri nella lista dei russi è forse quello meno importante, ma di certo il più difficile da realizzare. Anche se la "Cortina di ferro" sovietica è crollata, i russi continuano ad avere molte difficoltà per ottenere i visti turistici per i Paesi occidentali.<ref group="fonte" name="venezia"/>
*All'inizio degli anni Novanta, dopo il crollo della cortina di ferro che divideva l'URSS dal resto del mondo, la società sovietica, con una serie di manovre politiche ed economiche, intraprendeva la strada del libero mercato. Il popolo russo, temprato da quasi un secolo di dittatura comunista, accoglieva questa novità con entusiasmo, studiando con passione maniacale i valori della società occidentale attraverso i film hollywoodiani e i prodotti dell'industria pornografica. La diretta conseguenza fu che tutti cominciarono a parlare uno slang stranissimo: era un miscuglio di espressioni da gangster dei tempi della Grande Depressione, giocatori di borsa e kolossal americani.<ref group="fonte" name="università">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/devi-andare-in-carcere-prima-passa-dalluniversita/406/ Devi andare in carcere? Prima passa dall'università...]'', ''xl.repubblica.it'', 3 dicembre 2012.</ref>
*Erano gli anni in cui alla domanda "Cosa vuoi fare da grande?" i bambini rispondevano "L'uomo d'affari" o "L'autorità criminale". La criminalità diventò parte integrante della società. Ogni casalinga sapeva tutto su ciò che accadeva nel mondo criminale locale. Il programma più popolare si chiamava La Russia Criminale, una sorta di notiziario del mondo dei fuorilegge, con interviste ai delinquenti, foto e video dei loro scontri e scene di vita dal carcere. Quest'ultima era di estremo interesse negli anni Novanta: con l'avvento del libero mercato le carceri cominciarono a popolarsi di uomini d'affari, poco avvezzi alla vita dei delinquenti comuni, ma costretti a condividere con loro gli spazi stretti e a sottostare alle regole di quello spietato mondo.<ref group="fonte" name="università"/>
{{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2012/03/03/page_033.pdf «Qui ci vorrebbe un Gramsci russo»]''|Intervista di Marina Mastroluca sulle [[elezioni presidenziali in Russia del 2012]], ''L'Unità'', 3 marzo 2012.|h=4}}
*Non credo in un grande cambiamento. È impensabile che un apparato corrotto come è quello attuale lasci uno spazio aperto ad una politica diversa. Sarà solo peggio.
*Il popolo russo è povero, messo in ginocchio da un potere corrotto che finge la democrazia, ma pratica la dittatura. E quella post-sovietica è una dittatura neo-capitalista. I russi hanno paura della loro ombra: sceglieranno l'uomo forte, che garantisce sicurezza. Visto quante allusioni sessuali nella campagna elettorale? L'idea è che il popolo-mucca segua il leader-toro.
*{{NDR|Sulle [[proteste in Russia del 2011-2013]]}} Le proteste sono state grandi. Ma ho visto, tra tanta gente per bene, anche chi non avrei voluto vedere. Gruppi neonazisti, ultrà sportivi, organizzazioni estremistiche di sinistra. E anche personaggi pubblici alla Nemtsov o persino Kassianov, ex premier di Putin, che hanno sfruttato le proteste ma che non hanno lo spessore per promuovere un vero cambiamento.
*Il sistema dei brogli è talmente forte che anche chi lo gestisce non potrà più fermarlo. Le sole elezioni vere in Russia ci sono state con Gorbaciov, l'unica persona che potrebbe ancora cambiare la Russia.
*Ci servirebbe un Gramsci russo. E invece le nuove generazioni sono state rovinate dalla cultura hollywoodiana, cresciute con i film in cui i russi erano sempre i cattivi. Abbiamo interiorizzato una mancanza di dignità.
{{Int|Da ''[https://www.barbadillo.it/803-nicolai-lilin-la-russia-oltre-il-paradigma-democratico-e-occidentalista/ Nicolai Lilin, la Russia oltre il "paradigma democratico" e occidentalista]''|Intervista di Antonio Rapisarda, ''Barbadillo.it'', 30 maggio 2012.|h=4}}
*{{NDR|Sulle [[proteste in Russia del 2011-2013]]}} Io l'ho detto e scritto più volte, che tutto in Russia rimane così com'è. Nonostante la stampa, il giornalismo internazionale cerchino di accendere i riflettori, più di quello che meritano, sulle manifestazioni di dissenso. Sono state poche, e quasi tutte insignificanti. Perché San Pietroburgo e Mosca, che sono le città dove si manifesta di più il sentimento critico a Putin, non rappresentano di certo la Russia. È vero, sono città importanti, ma non danno il senso del grosso del paese.
*Gli anni del comunismo non hanno fatto per nulla bene: la socializzazione forzata non ha funzionato. Ha trasformato il popolo in un branco di ladri e bugiardi.
*{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} A me lui non piace. Non fosse altro perché ha lavorato per il Kgb, che ritengo la più importante tra le organizzazioni a delinquere. E quindi avere una persona del genere in un paese che rappresenta la sesta parte del mondo a me non suscita nessun tipo di entusiasmo. Però, dall'altro lato, sono consapevole, facendo poche approfondite analisi, che lui è l'unica persona, l'unico politico che può oggi condurre il paese.
*{{NDR|Sulla [[corruzione in Russia]]}} Sono abituati alla corruzione. Ecco, come facciamo a spiegare che la corruzione è un male a una popolazione abituata a pagare l'infermiere di un ospedale per avere una prestazione? Lì sono abituati a pagare per gli attestati scolastici del proprio figlio, per farlo entrare all'università, oppure per non fargli fare il servizio militare: che è uno dei fondamenti di un paese civile, sviluppa nei cittadini il senso di appartenenza al proprio paese. Ecco, quando i cittadini di una nazione pagano per "non contribuire" al servizio di un paese è il massimo: io a persone del genere toglierei il passaporto, toglierei i diritti.
*La cosa che mi stupisce oggi [...] è vedere come – rispettivamente – sia cresciuto il neonazismo e una forma di nostalgia del comunismo in un paese che ha subito l'invasione nazista e la dittatura comunista. Insomma, è un paese caotico, con grandi problemi, che non ha ancora imparato a gestire
*Speravo nei giovani. Sono un interessante terreno politico da coltivare. Anche perché molti di questi sono persone che hanno visto i prodotti del comunismo, ma anche l'incapacità dei vecchi sistemi di inserire le regole del capitalismo e della globalizzazione. Queste persone sono consapevoli che c'è un'alternativa: ma – è questo il loro problema – nessuno di loro ha la possibilità di un sviluppare un discorso con l'attuale classe dirigente in modo così da arrivare a un accordo, a una tregua. Anche se a noi non piacciono queste espressioni perché sembrano l'anticamera di un complotto, di un segreto, in Russia le persone devono fare questo: cercare un interlocutore e definire il futuro. Anche perché Putin non potrà fare lo zar della Russia per sempre.
*Io, per fortuna, non ho mai lottato contro l'imperialismo. Però sono cresciuto con la base educativa, con le suggestioni culturali, di persone che l'hanno affrontato. Mio nonno era anticomunista e nella mia famiglia ci sono stati anche dei martiri che hanno combattuto contro l'imperialismo sovietico.
*Noi non possiamo trattare tutti con la categoria che rappresenta noi stessi. A me, ad esempio, il modello americano non piace: mangiano male, non sono ben formati. L'unica cosa positiva che hanno? La libertà di possedere le armi. Solo che non la sanno utilizzare e si ammazzano come cani.
*In Irlanda fino a qualche tempo non si poteva portare nemmeno un coltello con la punta. Una legge, questa, che proveniva direttamente dall'imperialismo britannico. Ma che cosa hanno da insegnare i britannici? I loro giovani sono quasi tutti alcolizzati, non sanno come sfogarsi, hanno aperto le porte al terrorismo islamico, sono coinvolti in tutte le guerre. E che fanno? Intervengono con leggi razziste arrivando a vietare anche i coltelli da cucina.
{{Int|Da ''[https://www.panorama.it/cultura/nicolai-lilin-una-dose-di-saggezza-siberiana-per-guardare-la-crisi Nicolai Lilin, una dose di saggezza siberiana per guardare la crisi]''|Intervista di Tommaso della Longa, ''Panorama.it'', 19 giugno 2012.|h=4}}
*Io so che non si possono mettere a paragone periodi storici così diversi, ma quello che vedo oggi in Italia mi ricorda drammaticamente la falsità e il declino dell'Unione sovietica.
*Hanno visto nella Russia una facile preda: nel popolo c'era una sorta di inquietudine creata ad arte, i russi sono andati da questi Savonarola di turno come Eltsin, magari pagati da qualcuno all'esterno del Paese, e la gente si accorgeva improvvisamente di vivere male. Da lì il passo verso la distruzione è stata breve.
*La classe politica è la proiezione di quello che gli permettiamo di fare. Io sono preoccupato perché ho già vissuto sulla mia pelle momenti molto simili a quello che viviamo oggi ed è finita molto male. Ero nelle strade della mia città a raccogliere munizioni dai corpi dei morti. Non lo dimenticherò mai e non voglio che succeda più una cosa del genere.
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20130202124053/http://www.nicolaililin.com/?p򕏈 La legge bavaglio in Russia]''|''nicolaililin.com'', 14 luglio 2012.|h=4}}
*Il 10 luglio 2012, la "Duma", il parlamento russo, ha approvato la legge sull'informazione, che tra le altre funzionalità dovrebbe dare semaforo verde agli specialisti degli "organi competenti" per bloccare i siti internet che non corrispondono agli standard della censura statale. Il cavallo di battaglia del Cremlino è l'improvvisa voglia dei politici russi di combattere contro la pedofilia (con la quale molti di loro hanno guadagnato patrimoni cominciando dal lontano 1991, quando per via delle tangenti ricevute hanno abbassato da 16 fino a 12 l'età in cui il cittadino russo veniva considerato responsabile per la propria vita sessuale, dando così il via alla corsa di produzione di materiali di carattere pedofilo venduti in occidente).
*[...] ricordiamo che la rete era l'ultimo mezzo in cui si poteva comunicare liberamente e reperire informazioni senza essere condizionati, in quanto tutte le agenzie d'informazione che agiscono in Russia sono pilotate da diverse forze politiche e per questo non possono essere considerate affidabili, quindi il pluralismo giornalistico in Russia non è mai esistito [...].
*{{NDR|Su [[Arkadij Babčenko]]}} È attivista delle manifestazioni anti-regime, combattente per la Russia nei due conflitti Ceceni, uno dei pochi uomini onesti nonché tra i migliori giornalisti di guerra mai esistito in Russia, e per via della sua estrema trasparenza ha deciso di lasciare il suo lavoro in uno dei quotidiani "oppositori" di punta (quello per cui scriveva la defunta e celeberrima Politkovskaya) per passare all'informazione sul web, motivando questa scelta con il fatto che anche nell'ambito di opposizione il giornalismo non è trasparente.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/11/30/tatuaggi-siberiani.html Tatuaggi Siberiani]''|Intervista di Fulvio Paloscia, ''repubblica.it'', 30 novembre 2012.|h=4}}
*{{NDR|Su ''Storie sulla pelle''}} Qui il tatuaggio è la metafora dell'evoluzione del mondo moderno che ha condizionato le azioni degli umani privandole della loro unicità. Da carta di identità attraverso una complessa simbologia che può essere interpretata solo da eletti, è diventato un'espressione consumistica. Il problema è che abbiamo accettato questa trasformazione come la conseguenza di passaggi culturali inevitabili
*Ogni persona che tatuo diventa come un familiare, perché nella tradizione del mio popolo il tatuaggio è un codice di comunicazione privata in cui riconoscersi totalmente.
*In realtà la mia storia è un inganno. Uso il mio vissuto come un pretesto per costruire un universo umano. Anzi, credo proprio che la particolarità della mia scrittura sia quella di osservare la vita e raccontarla senza prendere posizioni. Come faceva mio nonno nelle sue narrazioni, e sulla cui oralità ho modellato la mia scrittura semplice e diretta
===2013===
*Quando nel 1987 [[Disastro di Černobyl'|esplose la centrale nucleare a Chernobyl]], tutta l'Unione Sovietica per diversi giorni rimase ignara dell'accaduto. Come spesso accadeva sotto il regime comunista, le autorità cercavano di nascondere gli avvenimenti che ritenevano a rischio di ribellione da parte dei cittadini. Nel frattempo la tragedia registrava risvolti sempre più terribili. Le notizie arrivavano attraverso il passaparola, abbastanza confuse e arricchite dalla fantasia popolare. Alcuni dicevano che la stazione nucleare era stata attaccata da un missile atomico della NATO e che eravamo entrati in fase di guerra aperta contro l'Occidente capitalista. Altri raccontavano invece che ad esplodere erano stati i magazzini in cui erano custoditi gli ordigni nucleari e che le autorità avevano inventato la storia della centrale per nascondere la verità dal resto del mondo. Poi c'erano quelli che sostenevano che l'esplosione della centrale era stata provocata dagli extraterrestri.<ref group="fonte" name="chernobyl">Da ''[https://xl.repubblica.it/articoli/la-strega-cattiva-che-vendeva-le-squisite-mele-di-chernobyl/435/ La strega cattiva che vendeva le squisite mele di Chernobyl]'', ''xl.repubblica.it'', 3 febbraio 2013.</ref>
*Proprio in quei tempi al mercato della nostra città era apparso un banchetto molto particolare. Lo gestiva una vecchia che somigliava al personaggio delle fiabe russe Baba Yaga, una specie di vecchia strega, malconcia e ripugnante, che vive nel bosco, pratica il cannibalismo e cerca sempre di combinare qualche guaio alla gente. Questa donna vendeva le mele al mercato, sopra questi frutti apparentemente belli e profumati, spiccava un cartello: "Eccellenti mele provenienti da Chernobyl". La gente che passava indietreggiava dallo spavento e scappava via a gambe levate, come se avesse incontrato l'ombra del diavolo. Ma la vecchietta non sembrava affatto dispiaciuta, al contrario, la sua faccia ricoperta di rughe si allargava in un mistico e cattivo ghigno, evidenziando la fila di denti d'oro.<br />Dopo qualche giorno una notizia legata al caso delle mele di Chernobyl scosse la città: la vecchia fu arrestata dalla polizia con l'accusa di favoreggiamento e incitazione all'omicidio, perché tra i suoi clienti c'erano persone che volevano fare i conti con famigliari, vicini, debitori o amanti rifiutati, sperando di realizzare la propria vendetta avvelenandoli con le mele radioattive. Nell'articolo c'era un virgolettato, una frase che aveva detto la venditrice di veleno al giudice: «Io non mi reputo colpevole, perché avvertivo le persone della provenienza delle mele, non ho avvelenato nessuno per mio volere. Se i miei clienti davano le mele da mangiare a qualcuno non è affare mio, una volta pesata e venduta, la merce non mi appartiene più». Per qualche settimana nella nostra città ci fu l'incubo delle mele radioattive.<ref group="fonte" name="chernobyl"/>
*La Russia ha fatto un altro salto indietro: la legge antigay. Ora manca quella razziale e Putin potrà farsi crescere i baffi da Hitler.<ref group="fonte">Da un [https://web.archive.org/web/20130703102337/https://twitter.com/nicolai_lilin Tweet] del 2 luglio 2013.</ref>
{{Int|Da ''[https://www.panorama.it/lifestyle/nicolai-lilin-paranoie-format Nicolai Lilin: "Le mie paranoie, un format di successo]''|Intervista di Raffaele Panizza, ''panorama.it'', 19 gennaio 2013.|h=4}}
*Io possiedo due licenze per il porto d'armi e alcuni fucili, e da frequentatore del poligono m'è capitato di dovere disarmare gente inetta: ricordo un tizio cui s'era inceppata la pistola e tentava di sbloccarla rivolgendola verso di me, col colpo in canna.
*Avevo una fidanzata in Texas, il cui padre possedeva 30 fucili d'assalto. Sa dove li teneva? In giardino, nella casetta degli attrezzi. Qualsiasi pazzo avrebbe potuto prenderli e uccidere. Ecco perché succedono le stragi.
*Nel 2003, in Afghanistan, ho arrestato un terrorista islamico con 8 chili di esplosivo nello zaino.
*{{NDR|«Il suo ricordo più terribile di quegli anni?»}} In Iraq, dove agivano contractor assoldati da un colosso americano delle costruzioni, specializzato in impianti petroliferi. Erano nazisti, con le svastiche appiccicate alle uniformi. Scendevano in città e sparavano ai civili, falciandoli con la mitragliatrice.
*{{NDR|«Le capita ancora di vivere paranoie da vita militare?»}} Sempre. Per scendere o salire dall'auto uso modalità operative. Camminando per strada scruto i tetti, in cerca di canne di fucile. Gli psicologi, purtroppo, non sono riusciti a guarirmi.
*{{NDR|«Le è mai capitato di spaventarsi e assalire qualcuno?»}} È successo dopo l'uscita di ''Educazione siberiana''. M'ero appena comprato una casa in campagna e mi stavo rilassando sul divano, quando vedo due tizi avvicinarsi alla porta e infilare le chiavi nella serratura. Mi alzo, prendo la pistola e spingo forte la porta, facendoli cadere a terra. Chi siete? Dove sono le armi? Urlo, puntandogli l'arma in faccia. Erano due agenti di Tecnocasa convinti che la villa fosse ancora vuota.
{{Int|Da ''[https://www.oggi.it/people/vip-e-star/2013/01/25/nicolai-lilin-perche-ho-detto-si-a-salvatores/ Nicolai Lilin: «Perché ho detto sì a Salvatores»]''|Intervista di ''oggi.it'', 25 gennaio 2013.|h=4}}
*{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} All'inizio ero scettico e non credevo possibile ridurre il libro in un film. Certo che il libro fosse appetibile per il cinema se ne accorsero molto presto, già un mese prima che uscisse nelle librerie. Da quel momento ho ricevuto otto proposte da parte di altrettanti registi, ma a tutte ho detto di no, trattavo il mio libro come qualcosa di inviolabile, di sacrale. Con il tempo ho cambiato prospettiva e quando si è fatto avanti Salvatores ho accettato. Apprezzo il suo stile asciutto, la capacità di raccontare storie semplici e umane, senza per forza eccedere in virtuosismi inutili o trovate fini a se stesse.
*{{NDR|Su [[Gabriele Salvatores]]}} È stato uno dei pochi a capire che il libro non è basato su una banale storia di criminali, ma al centro c'è la scomparsa di un vecchio mondo, sotto l'onda impetuosa e distruttiva di un nuovo mondo. Il resto sono solo circostanze, avvenimenti, che fanno da sostegno alla storia. I lettori del libro ci si ritroveranno molto.
*Ho avuto modo di apprezzare il lavoro della scenografa Rita Ribassini, che ha lavorato duramente con una squadra di professionisti che hanno messo l'anima in questo progetto. Il risultato è stato davvero incredibile. E per essere precisi, non è stata ricostruita la Transnistria, ma è stato costruito una specie di non-luogo funzionale al racconto, anche se poi al suo interno ci sono parecchie immagini che rimandano a quel tempo.
*Vivo talmente dentro il mio mondo chiuso che a volte mi sembra di non essere connesso alla realtà che mi circonda.
{{Int|Da ''[https://www.huffingtonpost.it/2013/02/02/intervista-a-nicolai-lilin-ho-vissuto-il-male-delleducazione-siberiana-e-nella-costituzione-italiana-ho-trovato-il-bene-_n_2606526.html Intervista a Nicolai Lilin: "Ho vissuto il male dell'educazione siberiana e nella Costituzione italiana ho trovato il bene"]''|Intervista di Luca Ferrari, ''huffingtonpost.it'', 9 febbraio 2013.|h=4}}
*{{NDR|Sulla [[Lega Nord]]}} Secondo me da queste persone, attraverso il sistema legale, deve essere ritirata la cittadinanza italiana per tutta la vita.
*Per la bandiera italiana, per la questione italiana, per i miei cittadini italiani, io ammazzerò chiunque e farò la guerra fino alla vittoria o fino alla morte.
*Io ho preso la pistola nella mia mano quando avevo cinque anni.
*{{NDR|«Sei d'accordo al matrimonio tra due persone dello stesso sesso?»}} Certo. Secondo me dovevamo andare verso questa direzione già tanto tempo fa. Cittadino è un'entità che lavora e contribuisce e crede nei valori. Se un omosessuale, una persona che crede nella bandiera italiana, crede nei valori di questo paese, crede nella Costituzione e contribuisce, è mio fratello e ha il diritto di fare tutto quello che hanno il diritto di fare tutti i cittadini di questo paese.
*{{NDR|«Tra Monti, Bersani, Ingroia, Grillo e Berlusconi, chi secondo te potrebbe governare al meglio questo paese?»}} Io politicamente non sostengo nessuna di queste persone. [...] Non mi da fiducia nessuno. [...] Io sogno per l'Italia un uomo onesto, intellettuale e un grande conoscitore del proprio popolo. Mi piacerebbe avere una persona simile a quello che era in Unione Sovietica Gorbačëv. Io vorrei un leader politico come lui oggi in Italia, ma non c'è.
*Io il signor [[Gérard Depardieu|Depardieu]] lo rispetto molto per le sue esibizioni artistiche e per quello che lui ha fatto per cinematografo, però quello che lui adesso ha fatto, operazione che lui ha fatto con la Russia, è un operazione infame, perché è impossibile che una persona oggi nel 2013 sfrutta un paese dittatoriale dove milioni di persone vivono sottomessi da un potere militare, dove in Cecenia gente continua a morire ogni giorno ammazzati dalle forze di polizia corrotti, trafficanti, criminali, assassini dove il capo del paese è un ex agente della KGB e che ha le mani sporche di sangue fino ai gomiti che si chiama Putin ovviamente, lo sappiamo tutti chi è, e noi adesso abbiamo questo qua, questo pagliaccio Depardieu che vuole far vedere a tutto il mondo che la Russia è un paese giusto.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Transnistria/Educazione-siberiana-in-uscita-il-film-130358 Educazione siberiana, in uscita il film]''|Intervista di Bernardo Venturi, ''balcanicaucaso.org'', 11 febbraio 2013.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Michail Gorbačëv]]}} Lui è stato il migliore, ma molti russi non l'hanno capito.
*In Transnistria ho ancora una piccola parte della famiglia, sono rimasti solo due anziani. La parte attiva della mia famiglia è migrata in diverse parti del mondo. Io, mia madre e mio fratello siamo qua, mio padre ha avuto tre attentati in Transnistria ed è scappato in Grecia; un'altra parte della famiglia è vicino a Mosca. Con il regime della Transnistria non ho mai avuto buone relazioni. Ho fatto una serie di attività di monitoraggio su traffici e corruzione della polizia e non mi vogliono più.
*Il regime {{NDR|transnistriano}} è corrotto e autoritario, non potrà mai cambiare davvero ed essere democratico finché ci sarà la presenza della XIV Armata, l'esercito di occupazione russo.
*Sono arrivato in Cecenia nel 1998, un anno prima dell'inizio della seconda guerra cecena. In quel periodo il nostro rapporto con la popolazione cecena era molto buono. Ci vedevano come un limite al terrorismo e alla presenza dell'estremismo jihadista. Poi con la guerra è tutto cambiato. I russi hanno usato metodi assurdi, come rastrellamenti e bombardamenti. Chiunque in quel periodo aveva un'arma in casa e questo non voleva dire che fosse un terrorista. Bombardare le montagne poi è strategicamente inutile. Chi, bombardando e per uccidere un terrorista, uccide 120 civili è lui stesso un terrorista. Se fossi stato ceceno in quegli anni sarei salito anch'io in montagna per combattere.
*Oggi mi impegno su alcune cose, come la lotta alla pedofilia... ci sono dei traffici internazionali, anche dalla Russia, molto preoccupanti. Però è molto diverso dalla guerra. Oggi non combatterei mai una guerra offensiva. Se vivessi durante la seconda guerra mondiale, non sosterrei l'espansionismo fascista, andrei sulle montagne a combattere con i partigiani.
*{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Ho rifiutato varie proposte, alcune da Hollywood, per esempio da Scorsese, prima di accettare di lavorare con Cattleya. Ho deciso di lavorare con loro perché mi volevano coinvolgere nella realizzazione del film, ritenevano la mia presenza sul set indispensabile. Ho chiesto di lavorare con Salvatores perché lo ritengo il migliore. Gabriele ha accettato, gli è piaciuto moltissimo il libro.
*Il consumismo post-sovietico era una cosa impressionante. Ha cambiato anche la criminalità, togliendoci l'etica, rendendola più feroce e spietata. I modelli occidentali si sono mostrati come inganni e questo ha portato disillusione e violenza.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/02/28/lilin-salvatores.html Lilin & Salvatores]''|''repubblica.it'', 28 febbraio 2013.|h=4}}
*Secondo me il successo di Educazione siberiana è legato al fatto che l'ho scritto senza prendere le parti di nessuno, ma semplicemente utilizzando la voce di un ragazzo. Questo raccontare una realtà attraverso i sentimenti, senza tecnicismi, ha aiutato le persone a sentirla sulla propria pelle. E per me questa è una cosa davvero rivoluzionaria. Nella comunicazione letteraria è importante stare dalla parte dei sentimenti e non da quella dei meccanismi, altrimenti diventi scrittore politico. E quando in mezzo c'è la politica sporchi tutto. Io per esempio sono stato sempre colpito da giovane dagli autori di fantascienza americani degli anni Cinquanta, da Asimova Bradbury, perché è attraverso queste letture non dichiaratamente politiche - allora vietate nel mio Paese - che ho scoperto cosa accadeva nel mondo, a cominciare dalla guerra nel Vietnam. Grazie a questi libri, che in Russia si chiamavano "stracci", ed erano vietati, capimmo che il capitalismo non era tutto cattivo e che, di là dalla Cortina di ferro, c'erano persone che condividevano i nostri stessi valori. Su questo ho costruito la mia comunicazione letteraria. Poi, se c'è qualcuno che vede qualcosa di politico in quello che scrivo ben venga, ma il mio primo obiettivo è comunicare. Se vogliamo dire che ogni comunicazione è politica va bene, ma io non voglio assolutamente essere politico. E in questo momento sono anche apartitico.
*Il film {{NDR|''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} comunque finisce con il personaggio che lascia la Transnistria e spiega alla madre la sua voglia di cambiamento, cosa che a mia madre io non sono mai riuscito a spiegare. Ma questo perché veramente conservo un bambino dentro di me, che non mi abbandona. Il film è stato costruito usando il libro come base, ma la linea narrativa è completamente diversa. Ha una sua vita, e chi ha letto il libro riconoscerà molti personaggi, molte situazioni ma inseriti in una storia parallela e indipendente. Certo, quando mi è stato consegnata la prima stesura del soggetto, mi sono sentito smarrito. Per me, digiuno di cinema, è stata una sorta di sindrome delle prime nozze, quando la sposina non si toglieva i vestiti perché si vergognava di fronte al marito sconosciuto. Io mi sono spaventato non per il contenuto, ma perché mi sono reso conto della grandezza di quanto mi stava accadendo
*Io ero uno dei pochi che, parlando russo, potevo comunicare con loro, e a un certo punto mi avvicinano questi due personaggi, dall'aspetto chiaramente delinquenziale, e mi chiedono "Sei tu che hai scritto il libro? Grazie a te ci hanno trasferito in un albergo bellissimo dove ci danno anche la colazione la mattina. Speriamo duri tanto".
{{Int|Da ''[https://archivio.teatrostabiletorino.it/archivi/media/collectiveaccess/images/3/6/9/8951_ca_object_representations_media_36917_original.pdf Nicolai Lilin. Leggetemi come Asimov, scoprirete un altro mondo]''|Intervista di Michele Segreto, ''teatrostabiletorino.it'', marzo-aprile 2013.|h=4}}
*In gioventù ho letto molti romanzi su mondi lontani, inventati e fantascientifici e, forse perché si costruivano su ambientazioni palesemente inesistenti, mi risultava semplice capire le metafore a cui alludevano. Il mio consiglio quindi è di leggere i miei romanzi come leggereste Asimov, per andare oltre la superficialità e capire il significato che volevo trasmettere quando li ho scritti.
*Facevo parte di un'associazione culturale piemontese e scrivevo i miei racconti su un blog letto da una piccola nicchia di pubblico, e molte persone con cui lavoravo si complimentavano con me per le storie di cui parlavo e il tipo di narrazione. Ma se non fosse stato per un amico, che mi chiese se poteva far leggere i miei racconti a un editore, tutto sarebbe rimasto circoscritto al mio piccolo ambiente. Successivamente mi è giunta una telefonata del capo del settore della narrativa di Einaudi che mi faceva presente che per la casa editrice i miei testi avevano un grande interesse letterario. Così ho cominciato a scrivere per l'editoria. [...] Einaudi infatti aveva attuato una strategia particolare, spedendo cinquemila bozze rilegate del mio romanzo in giro per il mondo prima della pubblicazione. Per questo già un mese prima dell'uscita del libro alcune persone lo avevano letto e ne parlavano. Il caso più noto è stato quello di Roberto Saviano, che mi intervistò per La "Repubblica". Questa operazione mi portò quasi subito otto proposte cinematografiche. Pur sentendomi lusingato da tutte queste attenzioni, ero in una fase in cui non avevo nemmeno certezze su come sarebbe stata accolta la pubblicazione dalla critica e le rifiutai tutte, per il mio impulso a rimanere con i piedi per terra. Si può dire che avevo seguito il proverbio russo "è meglio avere poco, ma in pugno".
*{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Riflettendoci su, avevo capito che i miei timori erano legati soprattutto alle tematiche trattate nel libro, che sono facilmente fraintendibili senza una giusta chiave di lettura. Questa mia sensazione si è poi rivelata spesso veritiera, dato che molti hanno estrapolato di me solo l'immagine di un ex criminale siberiano capace di uccidere. Finché c'era il rischio di questo fraintendimento nulla poteva smuovermi dal blocco e per questo motivo sono arrivato a rifiutare anche le offerte delle grandi industrie cinematografiche statunitensi. Nemmeno l'interessamento di un grande regista come Martin Scorsese è riuscito a smuovermi, nonostante fossi personalmente certo che i suoi film sono sempre dei capolavori. Superai l'impasse con la decisione che avrei accettato di trasporre il libro su pellicola solo con chi sarebbe stato disposto a coinvolgermi direttamente nella messa in opera. Ho espresso la mia richiesta direttamente alla casa editrice, che si è occupata di contattare le industrie cinematografiche. Cattleya, oltre ad assicurarmi la collaborazione sinergica nel film, mi ha dato la possibilità di scegliere il regista con cui mi sentivo più in sintonia. Da lì è nata la mia proposta di coinvolgere Gabriele Salvatores.
*{{NDR|Su [[Gabriele Salvatores]]}} Grazie alla formazione di Salvatores negli ambienti di sinistra e le sue dirette esperienze nei paesi dell'Est, lui ha capito esattamente la prospettiva degli antieroi che si trovano nel passaggio tra due sistemi, tra la distruzione dei valori passati e l'assenza di appigli per costruire il futuro. Con lui è stato più semplice lavorare in sintonia, mentre molti altri registi continuavano a vedere Educazione Siberiana solo come una violenta epopea sulla mafia criminale russa, confondendo le circostanze in cui i racconti avvenivano con l'anima della storia.
*{{NDR|Su [[John Malkovich]]}} Quando si lavora con una persona come lui si capisce cosa vuol dire essere un attore professionista. La sua serietà, la curiosità e il coinvolgimento per le storie che deve interpretare danno il vero valore aggiunto alla scena.
*Lo spettacolo teatrale è un'altra avventura in cui sono stato catapultato per caso, coinvolto da persone a cui era molto piaciuto il mio romanzo. Ho scritto la drammaturgia direttamente con il regista e anche in questo caso abbiamo creato una storia parallela ispirata alle situazioni del libro. Come nel film poi, ho partecipato attivamente sia nella ricostruzione degli elementi e delle armi che menziono in Educazione Siberiana, sia nei costumi e nei movimenti più adatti alle scene. Questa esperienza mi ha insegnato una tipologia narrativa ancora differente sia dal film che dal libro.
{{Int|Da ''[https://inchiostroindelebile.wordpress.com/2013/03/07/nicolai-lilin-educazione-e-tatuaggi/ Nicolai Lilin: educazione e tatuaggi]''|Intervista di Sara Bauducco, ''inchiostroindelebile.wordpress.com'', 7 marzo 2013.|h=4}}
*In quest'ultimo libro ho usato il tatuaggio come filo conduttore per creare una serie di racconti e parlare di alcuni personaggi. In ogni caso ''Storie sulla pelle'' può esser letto anche da chi non ha letto ''Educazione siberiana'', è un libro più letterario, costruito e ricercato.
*Anche se l'uomo si è evoluto continua a voler rappresentare ciò che vive perché l'immagine dia l'illusione che il momento resti eterno. Ma anche le icone che sembrano vivere più a lungo possono distruggersi domani perché nulla è eterno. Questa volontà di fregare la morte mi ha incuriosito molto fin da piccolo. Sacro e profano si fondono, molti criminali – intendo per il modo di pensare – hanno cercato di avvicinarsi a quello che è l'eterno. Per me, che conosco le leggi della fisica quantistica, l'eterno è l'assoluto; per mio nonno l'assoluto era Dio creatore e lui chiedeva a persone che facevano icone di rappresentarlo.
*Stavo scrivendo 6 progetti poi ho capito che era troppo, così ho indicato ognuno su un bigliettino e ho tirato a sorte per sapere quale continuare: ora mi sto concentrando su quello. Sono un narratore e i temi non mi mancano. Non ho mai scritto un libro di cui non sono soddisfatto. Per me un libro è una storia conclusa, che rileggo sempre prima di consegnare al mio editore. Solo il primo libro non l'ho riletto ma perché ce l'avevo dentro. Poi, quando lo consegno passo ad altro.
{{Int|Da ''[https://www.panorama.it/cultura/nicolai-lilin-educazione-siberiana-intervista Nicolai Lilin: "Educazione Siberiana ha il pathos universale di una tragedia greca"]''|Intervista di Michele De Feudis, ''panorama.it'', 13 marzo 2013.|h=4}}
*La definizione di "criminale onesto" è un ossimoro, incarna la visione del mondo di un cittadino orgoglioso, che non accetta le malversazioni dai prepotenti nascosti sotto le vesti legalitarie dello Stato o con la maschera dei politici corrotti.
*La comunità che ho descritto non esiste più. I vecchi Urka sono morti, i giovani sono stati ammansiti dal sogno occidentale, dalle mollezze di costumi estranei alla loro cultura.
*{{NDR|Sulla Russia}} È un paese difficile da governare perché sterminato territorialmente. E c'è un netto distacco tra intellettuali e popolo.
*{{NDR|Su [[Ėduard Limonov]]}} È un estremista. Ha fondato un movimento fascio-comunista, il partito nazionalbolscevico. Le sue idee sono pazzesche e purtroppo molti intellettuali lo seguono.
{{Int|Da ''[https://www.targatocn.it/2013/04/05/sommario/agricoltura/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/lilin-autore-di-educazione-siberiana-si-rivela-a-targatocn-litalia-un-paese-di-compromessi-c.html Lilin, autore di "Educazione siberiana", si rivela a TargatoCn: "L'Italia? Un paese di compromessi che ha perso il contatto con la realtà"]''|Intervista di Nicolò Bo, ''targatocn.it'', 5 aprile 2013.|h=4}}
*La mia esperienza in Italia è molto semplice: sono arrivato in qualità di extracomunitario come tanti altri per ricongiungermi a mia madre e poi sono dovuto rimanere. Il mio trasferimento in Italia non è stato programmato.
*Se qualcuno vuole pensare che dietro a chi ha scritto il libro {{NDR|''Educazione siberiana''}} ci sia un ghostwriter, che lo pensi pure. A me importa, piuttosto, che costui abbia comprato il libro.
*[...] io pago le tasse, mentre vedo, invece, che ci sono molti italiani che si sottraggono a questo dovere. Non riesco proprio a concepirlo: se la società decide che per il suo bene sono necessari determinati sacrifici, bisogna farli, tutti insieme.
*{{NDR|«Perché la scelta della Lituania (con molti attori lituani!) per rappresentare la sua Transnistria [in ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]'']?»}} Primo, perché ci è stato vietato di girare in Transnistria, essendo un paese molto chiuso e compromesso. Hanno letteralmente paura dell'Occidente. È un paese dove regna l'illegalità. Ho provato a mettermi in contatto con il Ministero della Cultura, ma da lì non si degnano nemmeno di risponderti. È come chiedere di fare un film in Venezuela o Cuba. La Lituania è invece un paese europeo che alletta per le abbondanti sovvenzioni e poi, da una parte è ancora riconoscibile lo stampo sovietico, dall'altra è già nel cuore dell'Europa. Comunque è la produzione che ha deciso, io non avevo voce in capitolo. Le voci per cui "Nicolai Lilin ha vietato di girare in Russia" sono fantasie dei giornalisti per creare un fantomatico scoop.
*L'Italia è un paese di compromessi. Tutti si mettono d'accordo con tutti e tutto apparentemente va bene. Ma in realtà ci sono tantissimi problemi. Ci riteniamo democratici e poi creiamo campi di concentramento in Sicilia, dove stipiamo ragazzi africani e li facciamo morire come topi. Come li consideriamo, quindi? Umani? Criceti? Come dobbiamo trattarli? Poi abbiamo la politica, da mani nei capelli: da una parte mummie, dall'altra il circo bulgaro, senza nessuna coerenza. Serve qualcuno che veda chiaro e che racconti le cose come stanno realmente. Gli italiani hanno perso il contatto con la realtà. Pensano di vivere nei film di Hollywood: case da sogno, attori bellissimi. Non è questa la vera faccia della quotidianità. Andate a vedere le situazioni ai margini. Non è tutto Sanremo, qui. Purtroppo l'italiano medio non ha voglia di aprire gli occhi davanti a questi problemi macroscopici. La colpa sarà in parte anche dei politici, ma principalmente è degli elettori.
{{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/interni/adesso-i-tatuaggi-ve-li-disegno-sulle-magliette-925509.html "Adesso i tatuaggi ve li disegno sulle magliette"]''|Intervista di Daniela Fedi, ''ilgiornale.it'', 10 giugno 2013.|h=4}}
*In generale penso che nella moda ci sia tantissimo spazio per le storie e la fantasia. In quella italiana, poi, c'è più ricerca e rigore che in qualsiasi altra. Non è la prima volta che mi chiedono di realizzare qualcosa nel settore, ma stavolta ho capito di poter fare di più. Ho preparato tre storie universali valide sia per le donne che per gli uomini: l'amore, il viaggio, l'opposizione a tutte le dittature. Ciascuno le interpreterà a modo suo traducendo i simboli come meglio crede, ma tutti noi viviamo queste situazioni: siamo uniti dai nostri destini diversi. Quel che ci rende umani, una grande specie dominante, è proprio l'essere uguali nella diversità.
*{{NDR|«Qualcuno dirà che l'ha fatto per soldi, non pensa?»}} Si accomodino, non è la prima e non sarà l'ultima volta che mi attiro delle critiche. Sono stati molto coraggiosi i titolari di Happiness perché fare questo progetto è come fare una dichiarazione pubblica di libertà mentale.
*Il mio Paese è governato da militari e questo genera sempre intolleranza e squilibrio. È la cosa che temo di più perché in Cecenia e in molte altre situazioni della mia vita ho visto a cosa può portare la mancanza di equilibrio, un orrore senza fine.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/06/18/larte-del-tatuaggio-sul-tessuto-per-le.html L'arte del tatuaggio sul tessuto per le mie grandi storie universali]''|''repubblica.it'', 18 giugno 2013.|h=4}}
*Quando realizzo un tatuaggio per una persona reale, non ho la possibilità di usare la fantasia, devo rimanere fedele alle storie della vita di ogni singolo individuo e questo mi spinge a cercare supporti alternativi, che permettano l'uso dell'immaginazione.
*Ho scelto tre concetti che personalmente trovo profondamente intimi per ogni singolo umano, ma allo stesso tempo presenti in ognuno di noi. Uno è l'amore: siamo tutti innamorati di qualcuno o di qualcosa, siamo animati dalla passione e questo trasforma la nostra realtà quotidiana, modula la nostra vita.<br />Un altro concetto è il viaggio, siamo tutti sempre alla ricerca di qualcosa, spinti dalla curiosità, viaggiamo dentro noi stessi, esplorando attraverso la nostra natura quella dell'universo, ci misuriamo con il mondo. Il terzo concetto è la resistenza a tutte le forme di dittatura, prima di tutto all'ignoranza e all'intolleranza che ci circondano, su questi pilasti si basano tutte le forme di estremismi e di dittature che esistono. Quest'ultimo è il tema che mi interessa di più, in particolare in questo momento di cambiamenti globali, in cui l'importanza dell'integrità umana e l'apertura mentale di ogni individuo coinvolto nel percorso della storia universale rappresenta un elemento indispensabile del meccanismo esistenziale.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/07/11/lilin-si-da-tv-cinema-dopo-mankind.html Lilin si dà a tv e cinema. Dopo Mankind farò un film]''|''repubblica.it'', 11 luglio 2013.|h=4}}
*Rulli e Petraglia sono stati per me due maestri: mi hanno introdotto alla magia e ai meccanismi del cinema. Sarei arrogante se dicessi che so già scrivere una sceneggiatura, ma sto lavorando in gruppo su alcuni progetti, per fine anno spero che maturi l'ossatura di un film.
*{{NDR|Su ''Mankind''}} Per non fare i soliti "lanci" nel vuoto, spesso adottati in tv, la rete mi ha chiesto di approfondire alcuni temi legati all'attualità. Il documentario è spezzato da alcuni interventi, ci riferiamo a situazioni che viviamo oggi. Non ci sono veri e propri ospiti, ma nella puntata in cui parliamo dell'evoluzione delle armi, diamo la parola a un esperto di addestramento militare. Forse Mankind risente di un'impostazione americana, dove c'è il mito delle armi (tutti le tengono in casa), mentre in Italia l'approccio è diverso.
*{{NDR|Su ''Mankind''}} Si parte dalla nascita dell'uomo. Si vede come sia riuscito a progredire, passando dalla caccia all'agricoltura. Si pone grande attenzione allo sviluppo economico, al commercio e alla geopolitica. Si parla delle rivoluzioni, ma non delle guerre mondiali, già abbondantemente trattate. Più che sulle ideologie e i capi di Stato ci si sofferma su persone comuni che hanno fatto grandi scoperte che si sono battute per i diritti umani.
{{Int|Da ''[https://www.stefanoguerriniarchivio.it/nicolai-lilin-e-la-sua-capsule-collection-di-t-shirt-per-happiness-la-mia-intervista-allautore-di-educazione-siberiana/ Nicolai Lilin e la sua Capsule Collection di T-shirt per Happiness. La mia intervista all'autore di "Educazione siberiana"]''|Intervista di Stefano Guerrini, ''stefanoguerriniarchivio.it'', 31 luglio 2013.|h=4}}
*Da tempo il mondo della moda mi proponeva collaborazioni, ma fino ad oggi nessuna mi aveva convinto. Poi un giorno è arrivata la proposta di Yuri Scarpellini, fondatore di Happiness, con cui ci siamo intesi da subito poiché era sinceramente affascinato dall'idea del significato celato nei simboli e nei tatuaggi della mia tradizione. Non mi ha mai chiesto il significato dei disegni, così come vuole l'etica della mia tradizione, e mi ha lasciato totalmente libero di sviluppare il progetto come volevo.
*Ho pensato ai giovani. Ho modo di dialogare spesso con loro, anche tramite i social network. Mi sembrano una generazione intelligente, curiosa, attenta e combattiva e ho voluto raccontarli attraverso questi disegni.
*Come sa io ho un passato da militare, dove la moda non esiste perché tutto è uniformato. I capi di abbigliamento che prediligo sono quelli pratici, ma da quando vivo in Italia ho avuto modo di avvicinarmi al mondo della moda e di apprezzare lo stile classico degli abiti da uomo. Recentemente ho anche vissuto un'esperienza televisiva con lunghe prove abiti a cui non mi ero mai sottoposto. Poi, beh, nel mio guardaroba personale l'accessorio di punta rimane sempre la fondina.
{{Int|Da ''[https://www.metropolitano.it/la-pelle-che-parla/ La pelle che parla]''|Intervista di ''metropolitano.it'', 10 settembre 2013.|h=4}}
*La cultura criminale siberiana era già in decadenza quando ero bambino: era una mentalità chiusa, legata regole rigide che però portavano anche una serie di valori positivi come la correttezza, il rispetto dei deboli, delle autorità (criminali, ovviamente), la religione, la discrezione e l'educazione. Dall'altro lato, vi era l'odio profondo contro la polizia, contro il regime comunista e contro i diversi. Erano soprattutto i nostri anziani a tramandare le nostre leggi e i nostri costumi, mentre già la generazione di mio padre se ne stava allontanando.
*La cultura di mio nonno si è estinta perché era imperfetta, estremamente rigida anche nei confronti di sé stessa. Era un mondo in cui l'intolleranza era portata all'estremo, quasi alla superstizione: basti pensare che mio nonno era terrorizzato dai gay, perché era credeva che l'omosessualità potesse essere trasmessa attraverso lo sguardo.
*Cresciuti sotto il regime, i nostri anziani vivevano per sopravvivere. Con la fine del comunismo però è finita anche la cultura criminale siberiana: i valori dei nostri nonni non potevano vincere contro il consumismo moderno.
*Il nostro tatuaggio non è mai stato geloso: anche al tempo dei nostri vecchi, nessuna regola proibiva di dare i nostri segni a chi non era siberiano, a patto che ad eseguire il tatuaggio fosse un kol'sik. Ad ogni modo, le antiche regole sono quasi dimenticate e non c'è nessuno che le faccia rispettare. Con il mio lavoro cerco di far sopravvivere la nostra arte alla dispersione della nostra cultura.
*{{NDR|«È vero che hai ricevuto delle minacce, a seguito della pubblicazione dei tuoi romanzi?»}} Sì, ma non da parte di Seme Nero: magari non gli starò simpatico per quello che ho scritto nei miei romanzi, ma di fatto non hanno motivo di odiarmi al punto da farmi del male. Non sono uno di loro e non ho mai fatto finta di esserlo. Piuttosto, ho avuto problemi con alcuni mitomani italiani, nostalgici della vecchia Unione Sovietica, che mi hanno minacciato per la mia condanna del regime comunista.
{{Int|Da ''[https://www.today.it/cronaca/nicolai-lilin-negozio-tatuaggi-solesino-padova.html Educazione siberiana sulla pelle: Nicolai Lilin e il "marchiaturificio"]''|Intervista di François Turatto, ''today.it'', 9 ottobre 2013.|h=4}}
*[...] io sono molto legato al Veneto, mi sento anche un po' Veneto in quanto ho gli stessi modi. Una somiglianza di etica e di morale. Provengo da un posto molto povero, dove la gente si rimboccava le maniche e lavorava sodo e aveva la mentalità molto simile ai veneti, quindi mi trovo molto bene qua.
*Quello che vogliamo fare nel nostro laboratorio non è ripristinare la cultura siberiana – che si è quasi estinta – ma è influenzare la tendenza dei tatuaggi moderni con le regole del tatuaggio antico. Portare un po' di senso e di significato in una cultura moderna che ormai è troppo estetica.
*[...] il tatuatore non è importante perché tatua fisicamente il corpo, ma perché conosce e interpreta i simboli.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/10/15/gang-latinos-tatuaggi-codici.html Gang - Latinos - Tatuaggi , codici e omicidi così gli affiliati scalano il potere]''|''repubblica.it'', 15 ottobre 2013.|h=4}}
*Otto anni fa mi sono trovato coinvolto in un progetto di monitoraggio delle sette sataniche a Torino. Uno dei miei incarichi era quello di analizzare i graffiti della città. Nei pressi della prefettura mi sono imbattuto in una serie di scritte con l'acronimo "Ms13", accompagnate da disegni di mani che facevano il segno delle corna. Ipotizzando un collegamento col tema del satanismo ho approfondito attraverso i miei contatti. Mi rispose un agente dell'Fbi che aveva passato più di dieci anni sotto copertura nelle gang di Los Angeles, con: «Complimenti, la Mara Salvatrucha è arrivata anche da voi».
*Quando si parla di Ms13 bisogna essere consapevoli che rappresentano il corpo armato dei trafficanti messicani e che oltre a commettere omicidi e atti di violenza per conto dei boss della "Eme", la loro funzionalità è quella di "colonizzatori" di nuovi territori, che i criminali messicani invadono con lo spaccio di droga.
*La gang Ms13 ha un rigido codice di comportamento, una gestione gerarchica, un sofisticato sistema di riconoscimento e una serie di linguaggi nascosti che spaziano tra tatuaggi, capi di abbigliamento, uso del linguaggio dei gesti, modi di tagliare i capelli, sagomare le sopracciglia, creare cicatrici di forme particolari in punti visibili del corpo. Ogni iniziato ha dei tatuaggi specifici, come i tre punti che rappresentano le tappe della vita di un mara: l'ospedale in cui si nasce, il carcere in cui si finisce e il cimitero in cui si va dopo la morte. Altri tatuaggi tipici sono le lettere MS in carattere gotico abbinate al numero 13.
*La progressiva crescita in Italia delle gang di Ms13 è un segnale preoccupante. Può significare che stiano testando il nostro territorio per conto della criminalità messicana. Una volta inseriti nell'ambiente criminale locale e stabiliti sul territorio, potrebbero essere potenziati da chi è esperto nel traffico e dalle cellule violente dei killer. Il passo successivo è quello di organizzare il traffico diretto di armi e droga senza rendere conto alle comunità criminali locali. Questo è il modo in cui hanno agito durante la loro migrazione sul territorio degli Stati Uniti. Per una città come Milano, dove il traffico di stupefacenti è controllato dalle famiglie di origine calabrese, questo può significare una guerra tra fazioni criminali. Guerra che, come tutte le guerre, non porterà niente di buono né a coloro che la faranno né a coloro che saranno costretti a subirla.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/10/30/lilin-passeggiando-tra-maestri-russi-ora-serve.html Lilin, passeggiando tra i maestri russi Ora serve una rivoluzione delle idee]''|Intervista di Fulvio Paloscia, ''repubblica.it'', 30 ottobre 2013.|h=4}}
*[...] sono rammaricato per come stanno andando le cose con Putin, le sue leggi omofobe, la censura, la pedofilia come sistema criminale per guadagnare denaro. La corruzione di stampo occidentale ha preso il sopravvento, per questo Berlusconi e Putin sono così amici, e si somigliano pure: ambedue oggetto di plastiche facciali per sembrare sempre giovani, ma solo Satana non invecchia mai. Sono demoni.
*Non ho più fegato per vivere in un Paese così, dove l'unica soluzione ormai è il suicidio. Non amo essere sottomesso ad un Re. Sia Putin o Berlusconi.
*Ci vuole una nuova rivoluzione. Non armata, ma delle idee. Un risveglio degli intellettuali che ribalti tutto attraverso la cultura.
{{Int|Da ''[http://www.corrierespettacolo.it/educazione-siberiana-intervista-a-nicolai-lilin/ "Educazione siberiana": intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Mariagiovanna Grifi, ''Corrierespettacolo.it'', 16 novembre 2013.|h=4}}
*{{NDR|Su ''Educazione siberiana''}} Io ho scritto un romanzo, non un saggio storico, anche se ho fatto riferimento a un momento epocale della storia. Non è facile, e neanche opportuno, cercare di distinguere la realtà dal romanzo. Chi cerca di esaltare o di negare la verità del mio libro è comunque un "maleducato". Sta a me scrittore affermare se quello che ho scritto è fondato sull'esperienza vissuta o meno.
*In Italia tutto deve essere uguale a qualcosa di più grande e importante, è la legge del conformismo: nel mondo consumistico vendere idee diverse è difficile, c'è bisogno di fondarle su un sottosuolo di base uguale ad altri.
*{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Ho avuto molte proposte, anche più importanti di Salvatores, e magari avrei potuto guadagnare più soldi, ma avrebbero sicuramente stravolto il mio libro, lo avrebbero trasformato in uno ''splatter'' pieno di sangue e criminali russi. Ho preferito una persona sensibile, con cui poter lavorare anche di persona (fondamentale il fatto che Salvatores era a Milano, vicino a me).
{{Int|Da ''[https://www.cafeboheme.cz/nicolai-lilin-tra-linchiostro-della-penna-e-quello-dei-tatuaggi/ Nicolai Lilin, tra l'inchiostro della penna e quello dei tatuaggi]''|Intervista di Mauro Ruggiero, ''Cafeboheme.cz'', 18 dicembre 2013.|h=4}}
*Ho visto che in Italia la guerra viene considerata o come una cosa completamente da condannare, ma da condannare in modo generico, anche molto ipocrita, perché si condanna una cosa che non si conosce, oppure, dall'altra parte, molti la considerano invece un show, un divertimento, grazie ai film dove quando si uccide si ride, si scherza, oppure ai videogiochi dove dalla mattina alla sera ci si ammazza. Tra l'altro videogiochi molto realistici, che fanno paura... Si fa tutto questo, però, senza il dolore vero, senza vedere cosa accade dopo, perché quando nel videogioco si spara, il nemico cade a terra poi scompare, ma nella vita poi vedi anche la gente che arriva, la madre che piange... Per questo volevo raccontare la guerra così com'è veramente, per condividere questa esperienza con le persone che non conosco.
*Non voglio certo difenderlo, sarei l'ultima persona a poter difendere il regime in Unione Sovietica, sarei un ipocrita, visto che nella mia famiglia sono morte 17 persone per mano dei sovietici... Però quando succedeva questo casino, quando è arrivata questa libertà e c'erano manifestazioni, carrarmati in piazza, gente... Io vedevo mio nonno che era triste e preoccupato. Allora io andai da lui e gli dissi: "Nonno, tu che li hai odiati per tutta la vita i comunisti, adesso che stanno crollando, che è questione di settimane e saranno finiti, come mai non sei contento?" E lui mi ha detto: "Nicolai io sono triste per te e per le generazioni che verranno dopo, perché non si distrugge una casa prima di averne costruita un'altra nuova". Diceva che anche se loro erano i nostri nemici e se noi non eravamo d'accordo con loro politicamente, non era giusto distruggere quello che avevano creato, il sistema sociale che loro hanno creato, senza avere almeno un'alternativa o un'ipotesi di alternativa. E io lì ho capito che comunque vada le regole servono, anche se a volte non ci piacciono.
*È molto difficile per me parlare della Russia in termini analitici perché è il mio paese. È come se a te chiedessero se tua mamma è buona o cattiva... Nessuno risponderebbe che sua mamma è cattiva, assolutamente, anzi, risponderebbe che sua mamma è la migliore di tutte. Io adoro questo paese. Ovviamente sono molto preoccupato per le situazioni che ha vissuto in passato e che ancora dovrà vivere perché, come hai detto tu, la Russia è un paese enorme. Quando noi diciamo che la Russia è grande non lo diciamo tanto per dirlo, la Russia è veramente un paese grande: né Hitler né Napoleone sono riusciti a conquistarla e si sono resi conto di questa grandezza. Ci sono una serie di situazioni che questo paese sta attraversando oggi, a cui dobbiamo unire la sua complessità storica... Penso ad esempio alla corruzione, anche se questa non è solo una specificità russa, sulla corruzione italiana, ad esempio, si potrebbero scrivere saggi; è una cosa che colpisce a livello globale tutte le nazioni.
*La Russia è un paese che, secondo me, potrebbe funzionare molto bene se la classe media, intellettuale, la borghesia che c'è -poca ma c'è- troverà un equilibrato accordo ed una unione con il popolo. Altrimenti ci saranno sempre questi sbalzi che poi portano a disastri com'è stata la Rivoluzione di Ottobre che è stata la rivoluzione del popolo e però poi il popolo ha sterminato tutte le altre persone. La borghesia russa, quella che si è salvata, lo ha fatto grazie agli ebrei che hanno organizzato le navi per l'America per quelli che sono riusciti a scappare. Poi ci sono stati questi 70 anni di oblio totale; generazioni di umani che hanno sofferto e soffriranno ancora. Perciò io credo che la Russia debba necessariamente trovare un equilibrio sociale.
*[...] io sono apolitico totalmente. Mi è capitato spesso, anche per un'azione che feci, quando tempo fa andai a presentare un libro a Casa Pound a Roma – al tempo non sapevo neanche bene cosa fosse Casa Pound- di essere considerato di destra. Ma io andai lì perché ci andarono anche altri intellettuali, anche di sinistra, c'era un ex brigatista... Però si vede che loro hanno un po' manipolato la mia partecipazione e quindi in rete per un po' di tempo mi davano del fascista, che per me è una cosa stranissima. Io ho origini ebraiche e quindi non posso proprio essere di destra, anche perché avevo una bisnonna ebrea che è stata nei campi. Anche se volessi essere un nazista non potrei per la memoria di mia nonna a cui volevo tantissimo bene. Mi piacciono le idee del tradizionalismo, ma non di quello estremo. Mi piacciono le regole, ma non regole per le quali una persona debba per forza morire. Se le regole devono essere intese come quelle applicate nel Terzo Reich, allora meglio nessuna regola. Non scherziamo!
*Io sono nato nel 1980, avevo 7 anni quando nel 1987 cominciarono i primi turbamenti di pre-caduta sovietica, erano tempi a dir poco violenti, soprattutto dove io sono nato, un posto molto problematico. Arrivò l'eroina, cominciarono i primi tossicodipendenti, interi quartieri di periferia cadevano nella tossicodipendenza, vedevi questi zombie camminare per strada, io poi all'epoca ero un ragazzo e, come del resto anche adesso, mi piaceva farmi trasportare dalla fantasia e lasciarmi impressionare dalle cose, leggevo molti libri di fantascienza e quando vedevo questi tossici pensavo che fossero veramente degli zombie, dei morti viventi. Molti dei miei amici, dopo la caduta del comunismo, hanno iniziato ad avvicinarsi a nove dieci anni a quelli che spacciavano la droga, portavano loro i messaggi, allora quelli in cambio gli davano qualcosa, gli facevano sniffare l'eroina... È la morte questa!
*Ricordo che con i miei amici andavamo in discoteca, ma non per ballare. Ci andavamo per picchiare quelli che ballavano. Eravamo ignoranti, tutti indottrinati con queste regole di strada secondo cui chi va in discoteca e balla è un bastardo, finocchio, omosessuale. C'era questo odio insensato nei confronti degli omosessuali che io ancora oggi non riesco a capire, però c'era, ed era terribile. Poi, stranamente, veri omosessuali in quel posto lì non ce n'erano neanche, non li abbiamo mai visti, li inventavamo! Era una cosa veramente allucinante, eravamo una generazione turbata. Noi andavamo in discoteca per picchiare quelli che ballavano, il nostro divertimento era aspettare chi si divertiva, aspettavamo lì sotto un muro quattro ore, fino all'una di notte la gente che ballava e ci riempivamo di odio ascoltando quella musica... Poi in realtà tutti avremmo voluto andare dentro a ballare, però nessuno voleva ammetterlo, altrimenti sarebbe stato considerato "ricchione". Io volevo ballare... si vede che ero un "ricchione"... che ne so! Quando poi all'una di notte la gente usciva, in pochi minuti gli saltavamo addosso, li picchiavamo e poi scappavamo a casa ridendo, e questo era il nostro metodo di liberazione: correre all'una di notte per strada, tirando le pietre e sperando che gli sbirri non ci prendessero. Poi, ad un certo punto, io ho iniziato a tirare fuori le regole che avevo imparato dai vecchi, e ho capito che stavamo facendo delle cose non giuste e fui allontanato da alcuni miei amici perché mi dicevano che ero come un vecchio che gli stava rovinando il "bellissimo divertimento!".
*Io ho un fratello più piccolo, che è musulmano, è diventato musulmano, si è convertito un anno e mezzo fa, ha sposato una ragazza del Dagestan, quindi io in famiglia ho una ragazza imparentata con i ceceni, ma la religione quando è vera e sincera è un bene perché è un aiuto in più, ma quando diventa uno strumento trasforma gli uomini e li distruggi, per questo io credo servano equilibrio, ma soprattutto serva intelligenza personale.
*Sono stato sposato una volta con un'italiana, adesso convivo con un'altra che sta aspettando un'altra bambina e quindi diventerò per la seconda volta papà. Sono veramente per le italiane, soprattutto le donne meridionali, le donne del Sud, così passionali, gelose... Hanno un carattere particolarissimo, profondo, che deriva credo dalle donne romane, da come erano le donne nell'antica Roma.
*Per me è molto importante vivere in una società che non abbia nel suo passato dei buchi neri, e invece in Italia ci son ancora troppi buchi neri: la strage di Piazza Fontana, Ustica.... Tutto questo genera classi politiche che continuano ad avere una necessità di nascondere e che quindi, per quanto possano essere onesti questi politici, per quanto appaiano buoni, quando arrivano poi lì continuano a comportarsi come i loro predecessori. Da italiano io voto perché devo dare il mio voto, so che votare è una necessità, il cittadino deve votare così come il soldato deve combattere, perché se non combatti allora ti ammazzano, un cittadino deve esprimerne il proprio voto e perciò non è giusto quando qualcuno dice che non bisogna votare e che è meglio stare a casa, però io voto piangendo, te lo giuro! Mi vengono veramente le lacrime, io so che andando a votare sto andando a divorare il futuro dei miei figli perché non ho una persona che mi rappresenti veramente, perché tutti loro, i politici, comunque sono dei ladri, bugiardi, speculatori, qualcuno di più qualcuno meno, qualcuno più simpatico qualche altro più antipatico, qualcuno tende di più ai fascisti qualche altro ai comunisti, comunque sono tutti bugiardi e questa è una parte dell'Italia che mi turba.
*Guarda: a quelli che dicono che gli italiani sono razzisti io gli spaccherei la faccia, gli farei ingoiare i denti a forza di botte! Io sono arrivato in Italia ed ero un perfetto nessuno. Ero un extracomunitario come tanti. Sono riuscito a realizzarmi, a scrivere i libri solo perché la gente non è indifferente, perché la gente ha comprato il libro, ha detto: "Ma chi è quello lì? Andiamo a leggere... Ma guarda che storia interessante!" Nessuno mi ha mai detto:" Schifoso negro, ebreo, comunista, russo..." Io ho incontrato sempre gente buona che mi ha aiutato. In Italia non ho mai trovato nessuno che mi rinfacciasse qualcosa. Certo, ci sono delle pecore nere... Ma guarda a Lampedusa cosa succede: la gente aiuta i rifugiati, è commovente. Vorrei davvero vedere se gli austriaci o i tedeschi sarebbero in grado di accogliere così, in quel modo. A Lampedusa la gente, nonostante la carenza di strutture si porta questi rifugiati a casa, gli dà da mangiare, li riscalda. Questa è l'umanità vera. Io sono felice per questo di far parte di questo popolo, gli italiani. È per questo che non sono andato via. Se fosse invece solo per la situazione politica sarei già emigrato.
*La Russia è un paese dove la gente è buona, infatti somigliamo molto agli italiani, è per questo che mi sono trovato bene qui. In Russia non ti lasciano solo, senza un piatto caldo. I russi per natura sono molto ospitali, l'ospite è sacro.
*In assoluto il mio autore preferito, di cui rileggo sempre tutti i suoi libri ogni anno, come un rito, una ritualità spirituale, è Bulgakov. Poi: Turgenev, Čechov, Tolstoj che per me sta vicino a Dio e a Dante. Mi piace immaginarli tutti e tre lì insieme da qualche parte. Secondo me Dio è stato un po' Dante e un po' Tolstoj. Li ha illuminati da lassù e ne ha fatto un po' la presenza divina sulla terra. Un po' come Buddha, Krishna... E poi tra i poeti mi piacciono Esenin, Mandel'štam, Blok e tanti, tanti altri.
===2014===
*A 18 anni sono stato richiamato sotto le armi. Come tiratore scelto nelle forze speciali. Ho fatto due anni di guerra in Cecenia. È stata una guerra con 200mila morti, anche se le autorità la chiamavano operazione antiterrorismo [...]. Lì ho scoperto per la prima volta il marcio su cui si reggeva tutto quel mondo. Ufficiali corrotti dai miliziani islamici per mandare in perlustrazione soldatini di leva da rapire e scambiare con altri prigionieri o per chiedere il riscatto alle famiglie. Miliziani wahabiti che di giorno ci sparavano addosso e la notte scendevano dalle montagne per segnalarci con le torce elettriche la posizione dei loro compagni. Li chiamavamo "infami" e non passava notte senza vederne qualcuno. Agenti del Fsb (ex Kgb) che vendevano la loro squadra al nemico per macchinazioni chiare solo a loro. A me è successo due volte.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.magzine.it/nicolai-lilin-il-caucaso-e-la-terra-dei-serpenti/ Nicolai Lilin, il Caucaso è la terra dei serpenti]'', ''magzine.it'', 28 maggio 2014.</ref>
*La guerra in Cecenia è stata brutta, ma necessaria. Dopo la fine del governo di Boris El'cin, la Cecenia è diventata un buco nero nel Caucaso. Molti interessi oscuri, guidati dall'avidità, si sono incrociati lì. Banchieri occidentali, compagnie petrolifere private, gruppi terroristici, criminali e altri si sono radunati attorno ad essa. La Cecenia è strategicamente importante, perché chiunque la controlli, insieme al Caucaso, controlla le ricchezze del Mar Caspio, gas e petrolio. Con le guerre nel Caucaso, condotte dai servizi segreti occidentali, soprattutto americani, su richiesta delle compagnie petrolifere occidentali, si voleva negare ai russi l'accesso a questa sponda del Mar Caspio.
:''Vojna v Čečeniji je bila slaba, vendar nujna. Po koncu vladavine Borisa Jelcina je Čečenija postala črna luknja na Kavkazu. Tam se je križalo mnogo temačnih interesov, ki jih je poganjal pohlep. Nad njo so se zgrnili zahodni bankirji, zasebne naftne družbe, teroristične skupine, kriminalci in drugi. Čečenija je strateško pomebna, saj tisti, ki jo obvladuje skupaj s Kavkazom, nadzoruje bogastva Kaspijskega morja, plin in nafto. Z vojnami na Kavkazu, ki so jih po naročilu zahodnih naftnih družb izvedle zahodne, predvsem ameriške tajne službe, so hoteli Rusom onemogočiti dostop do te strani Kaspijskega morja.''<ref group="fonte">Citato in ''[https://old.delo.si/kultura/knjizevni-listi/nikolaj-lilin-ne-vem-koliko-tetovaz-imam-in-koliko-ljudi-sem-ubil.html Nikolaj Lilin: Ne vem, koliko tetovaž imam in koliko ljudi sem ubil]'', ''Old.delo.si'', 16 giugno 2014.</ref>
*Il nuovo "democratico" governo ucraino sta preparando dei campi di concentramento in cui intende rinchiudere tutti i cittadini del Sud-Est che verranno individuati come terroristi. Spaventa la modalità di selezione di tali criminali, poiché secondo le affermazioni rilasciate alla stampa dal ministro della difesa ucraino Michail Koval, gli abitanti del Donbass saranno "raccolti" in questi "campi di filtraggio" dove, dopo aver separato le donne, gli uomini e i bambini, alcuni "specialisti" dell'esercito ucraino decideranno chi di loro è un terrorista e chi no. Non si parla però di processo. Le basi legali e i metodi con cui intendono operare i militari in queste strutture fanno venire in mente i tristemente famosi campi di sterminio nazisti o i GULAG sovietici.<ref group="fonte">Da ''[https://web.archive.org/web/20140716082839/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/06/29/ucraina-campi-di-concentramento-finanziati-dallue/ Ucraina: campi di concentramento finanziati dall'UE]'', ''Espresso.repubblica.it'', 29 giugno 2014.</ref>
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/02/25/il-giusto-il-ribelle.html Il giusto & il ribelle]''|''La Repubblica'', 25 febbraio 2014.|h=4}}
*[[Roberto Saviano|Roberto]] è stato tra i più entusiasti sostenitori del mio romanzo, molte cose che ho raggiunto nella vita le devo a lui, mi ha aperto tante porte, dal giornalismo al teatro.
*Giuseppe lesse il libro su suo suggerimento, e mi chiese i diritti. Accettai, a patto di creare insieme una storia nuova, indipendente dal romanzo, ma che ne rispettasse i valori. Soprattutto il rapporto tra giovani e anziani. Oggi la società se ne disfa, li mette in casa di riposo, invece la condivisione delle loro esperienze è il dono più importante che un giovane può avere. Io sono cresciuto con gli anziani del mio villaggio, e quello che mi spaventa di più per le mie due figlie, Elena e Ada, appena nata, è che oggi mancano i maestri, buoni o cattivi che siano. I ragazzi sono lasciati soli.
*A scuola ci preparavano a un mondo sovietico, a casa trovavamo il consumismo e il capitalismo post- sovietico, marcio e corrotto. Una giungla che ha spazzato via le leggi dei nostri nonni, i "criminali onesti".
*Quando sono arrivato in Italia ero molto ingenuo, non conoscevo le dinamiche del mondo letterario. Diedi l'esclusiva del romanzo a Saviano perché fu il primo a interessarsene, si scatenarono invidie e ripicche. Un noto giornalista, che non nominerò, commissionò a una collega russa un articolo per screditarmi, e tutti a citarlo, senza verificare. Sa perché adesso le polemiche sono finite? Marco Deambrogio, lo scrittore viaggiatore, è andato in Transnistria dai miei nonni, e lo ha raccontato in un suo libro. Tutto qui.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/03/24/quella-scheggia-di-terra-orfana-dellurss-dove.html Quella scheggia di terra orfana dell'Urss dove si compravano le atomiche sottocosto]''|''La Repubblica'', 24 marzo 2014.|h=4}}
*Molti russi di nazionalità si sono ritrovati cittadini di nuovi paesi appena formati, separati con nuova frontiera da quella che da sempre consideravano la loro patria. In alcuni casi i cittadini di nazionalità russa si sono rifiutati di aderire alla vita politico-sociale dei nuovi Stati, proclamando l'indipendenza e rimanendo fedeli al potere e alla struttura statale di Mosca. La Transnistria rientra tra questi Stati.
*{{NDR|Sulla [[Transnistria]]}} Questo paese da anni è un buco nero di operazioni illecite. Proprio in Transnistria dopo la guerra di separazione dalla Moldavia nel 1992 si è creato uno dei più grandi mercati di armi di tutta l'ex Urss, e non si tratta solo di qualche pistola come abbiamo visto in una delle allegre inchieste delle Iene di qualche anno fa. In quel piccolo lembo di terra chiunque può comprare armi di distruzione di massa spendendo somme ridicole.
*La culla del traffico delle armi è la 14ma armata russa, stanzia- ta in Transnistria dall'epoca sovietica, quando era destinata ad essere il magazzino e la fabbrica di armi per un'ipotetica guerra contro l'Occidente. Ma la guerra non c'è stata e le armi si sono accumulate nei numerosi magazzini se non addirittura a cielo aperto. L'Unione Sovietica è morta in decadenza, nella regione è scoppiata una sanguinosa guerra civile e quell'enorme potenziale bellico è finito nelle mani dei militari russi, sottopagati e con poche prospettive per il futuro.
*Il riconoscimento da parte della Russia dell'indipendenza della Transnistria o anche la sua unione con la Moldova porterebbe ad una pace che i suoi cittadini aspettano da anni. Ma entrambe le opzioni sono compromesse. La colpa è dei potenti personaggi politici che si trovano in costante contatto con il mondo illegale. L'indipendenza della Transnistria l'immediata applicazione di leggi che non possono andare in conflitto con quelle internazionali, significa la possibilità di aprirsi al mondo, di avviare le relazioni con altri paesi. Questo spaventa solo chi opera contro la legge, contro la trasparenza e l'apertura tra i paesi, chi guadagna armando i poteri oscuri, chi fa affari con il terrorismo.
{{Int|Da ''[https://old.delo.si/zgodbe/sobotnapriloga/ne-netim-vojn-ne-hodim-po-svetu-in-ubijam-ljudi-po-ulicah.html Ne netim vojn, ne hodim po svetu in ubijam ljudi po ulicah]''|Intervista di Patricija Maličev, ''Old.delo.si'', 27 giugno 2014.|h=4}}
*{{NDR|«Perché hai deciso di raccontare la tua storia in forma letteraria?»}}<br />È successo per caso. Una sera eravamo a Torino con degli amici con cui organizzavamo spettacoli teatrali, mostre e altri eventi culturali. Ero giovane e stupido, quindi ho speso la maggior parte dei soldi che avevo risparmiato per finanziare questi eventi. Sai per cosa sono conosciuto a Torino? Per essere l'idiota a cui l'ex sindaco {{NDR|Sergio}} Chiamparino deve 140.000 euro di fondi che mi aveva promesso per il mio investimento, che era molto più grande... Mi è chiaro che non li vedrò mai.
:''{{NDR|«Zakaj ste se odločili, da boste svojo zgodbo povedali v literarizirani obliki?»}}<br />Zgodilo se je po naključju. Nekega večera smo v Torinu sedeli s prijatelji, s katerimi smo sicer organizirali gledališke predstave, razstave in druge kulturne prireditve. Bil sem mlad in neumen, zato sem večino privarčevanega denarja zapravil za financiranje teh dogodkov. Veste, po čem me poznajo v Torinu? Po tem, da sem tisti kreten, kateremu je nekdanji župan {{NDR|Sergio}} Chiamparino dolžan 140.000 evrov sredstev, ki mi jih je obljubil za moj vložek, ki je bil veliko večji ... Jasno mi je, da jih nikdar ne bom videl.''
*Dopo una delle nostre prime, ero seduto con un amico, un drammaturgo, avevamo già bevuto molto, ci raccontavamo cose che avevamo vissuto, e poi Giorgio si è chinato e mi ha detto: quello che mi hai appena detto, dovrei scriverlo. Non l'ho preso sul serio. Ma la mattina dopo mi ha chiamato al telefono e mi ha detto che faceva sul serio nel suggerirmi di scrivere dei racconti e che li avrebbe pubblicati sul suo blog letterario. E così una domenica, quando ero libero, all'epoca lavoravo in uno dei servizi di sicurezza di Torino, mi sono seduto davvero al computer e ho scritto velocemente due racconti. Glieli ho mandati.<br />Mi ha chiamato di notte e mi ha detto che non li avrebbe pubblicati sul blog. Certo, ho risposto, perché sapevo che non sarebbero serviti a niente. No, no, ha detto, vorrei mostrarli a uno degli editor che conosco... E così glieli ho dati, gli ho detto che non volevo più averci niente a che fare. I miei amici mi facevano spesso scherzi. Una volta mi hanno rubato di nascosto il quaderno, che avevo sempre con me, su cui annotavo i miei pensieri e questo li ha innervositi, e l'hanno incollato così forte che non sono più riuscito ad aprirlo. Ecco perché non ho preso sul serio Giorgio e le sue fantasticherie sul successo dei miei racconti... Ho pensato: mi fregheranno di nuovo, ora qualcuno mi chiamerà, presentandosi come rappresentante di una grande casa editrice e dicendomi che i miei racconti saranno un bestseller. [...] Una settimana dopo, squilla il telefono e una donna dall'altra parte si presenta come editor della casa editrice Einaudi, responsabile del dipartimento narrativa, e si chiama Dalia Oggero... Ho iniziato a sudare freddo. Un attimo dopo, mi ha detto che avrebbero voluto incontrarmi in casa editrice e firmare un contratto per me per scrivere un libro che sarebbe stato pubblicato da loro... [...] Sono andata nel loro ufficio e ho firmato un contratto con loro per dieci anni.
:''Po eni od naših premier sva sedela s prijateljem, dramaturgom, precej sva že spila, pripovedujeva si stvari, ki sva jih doživela, nakar se Giorgio nagne k meni in mi reče: to, kar si mi pravkar povedal, bi moral zapisati. Nisem ga jemal resno. Zjutraj pa me pokliče po telefonu in mi pove, da je s predlogom resno mislil, naj napišem nekaj kratkih zgodb, on pa jih bo objavil na svojem literarnem blogu. In tako sem neke nedelje, ko sem bil prost, takrat sem delal v eni od torinskih varnostnih služb, res sedel za računalnik in na hitro spisal dve zgodbi. Poslal sem mu jih.<br />Ponoči me je poklical in mi povedal, da jih ne bo objavil na blogu. Seveda, sem odvrnil, saj sem vedel, da ne bodo kaj prida. Ne, ne, mi je rekel, rad bi jih pokazal kateremu od knjižnih urednikov, ki jih poznam ... In tako sem mu jih podaril, rekel sem, da nočem z njimi imeti nič več. Prijatelji so se namreč velikokrat pošalili z menoj. Nekoč so mi zvezek, imel sem ga vedno pri sebi, vanj sem zapisoval misli in to jim je šlo na živce, na skrivaj sunili in ga tako zlepili, da ga nikoli več nisem mogel odpreti. Zato nisem jemal resno Giorgia in njegove sanjarije o uspehu mojih kratkih zgodb ... Mislil sem si, spet mi jo bodo zagodli, zdaj me bo poklical nekdo, ki se bo predstavil kot predstavnik velike založbe in rekel, da bodo moje zgodbe uspešnica.'' [...] ''Čez teden dni zazvoni telefon in na drugi strani se ženska predstavi, da je urednica na založbi Einaudi, da je vodja oddelka za leposlovje in da ji je ime Dalia Oggero ... Oblil me je mrzel pot. V naslednji minuti mi je rekla, da bi se radi na založbi srečali z menoj in podpisali pogodbo, da napišem knjigo, ki bi izšla pri njih ...'' [...] ''Oglasil sem se v njihovi pisarni in podpisal pogodbo z njimi za deset let.''
*{{NDR|«Si ricorda il volto del primo uomo che hai ucciso?»}}<br />No, ma ricordo il volto dell'uomo a cui ho trafitto il fegato... Vendeva droga ai minorenni del nostro quartiere a Bender, e chi non voleva comprarla la raccoglieva. Così un giorno, poiché mi opponevo a qualcuno che voleva dargli dei soldi - e questo miserabile ha cercato di rompermi una bottiglia di champagne in testa, la bottiglia non si è rotta, ma il cranio non era più lo stesso - l'ho inseguito con un coltello. Lo hanno portato via in ambulanza e spero che sia morto tra il dolore. [...] Fui arrestato per tentato omicidio e condannato a cinque anni in un centro di detenzione minorile. La prigione era come la descrivo nel libro, ci mettevano lì come animali. Eravamo 150 in una stanza di settanta metri quadrati, dormivamo su letti a castello a quattro piani, c'erano insetti ovunque. Se volevi usare il bagno, dovevi registrarti il giorno prima. Ogni attività era controllata da diversi clan e bande. Credo di aver visto cose più crudeli e bestiali in quella prigione di quante ne avrei viste in seguito sui campi di battaglia da soldato professionista. Questi ragazzi, il più grande dei quali aveva sedici anni, hanno fatto cose terribili. C'è molto romanticismo nei miei libri, ma le informazioni e gli eventi di quella prigione sono reali, vissuti.
:''{{NDR|«Se spomnite obraza prvega človeka, ki ste ga ubili?»}}<br />Ne, spomnim pa se obraza človeka, ki sem mu zaril nož globoko in jetra ... Poi naši četrti in Benderju je mladoletnim otrokom prodajal drogo, tisti, ki je niso hoteli kupiti, so jo skupili. Quindi sem nekega dne, ker sem se upiral nekomu, da bi mu dal denar - ta bednik pa je skušal razbiti steklenico šampanjca na moji glavi, steklenica ni hotela počiti, z lobanjo pa je bilo drugače -, šel nadenj z nožem. Odpeljali so ga z rešilcem in upam, da je umrl v bolečinah.'' [...] ''Zaradi poskusa uboja sem bil aretiran in obsojen na pet let zapora za mladoletnike. V zaporu je bilo tako, kot opisujem v knjigi, vanj so nas odlagali kot zveri. V sobi, ki je merila sedemdeset kvadratnih metrov, nas je bivalo 150, spali smo na pogradih s štirimi nadstropji, povsod so bile žuželke. Če si hotel na stranišče, si se moral prijaviti dan poprej. Vsako dejavnost so nadzorovali različni klani in bande. Mislim, da sem v tem zaporu videl bolj krute in zverinske stvari, kot sem jih kasneje, kot profesionalni vojak, doživel na bojiščih. Ti dečki in fantje, najstarejši so imeli šestnajst let, so počenjali grozovite stvari. V mojih knjigah je precej romanesknega, a podatki in dogodki iz tega zapora so resnični, doživeti.''
*Un giorno, i miei amici andarono al ruscello a fumare, avevo undici anni. Mi unii a loro. Fumai mezza sigaretta e la testa cominciò a girare. Non in modo spiacevole. Ah, mi dissi, è per questo che i ragazzi fumano...<br />Tornai a casa al tramonto e mio padre, che ovviamente non aveva mai fumato, mi sentì subito. Mi mise 25 rubli in mano e mi mandò a prendere un pacchetto di sigarette Temp. Quando tornai a casa, mi fece sedere al tavolo, mi diede del tossicodipendente e mi costrinse a fumare sigarette, una alla volta. Ogni volta che dicevo di no, mi schiaffeggiava. Rispettavo molto mio padre, un po' meno i suoi principi educativi. Quel giorno mangiai tre pacchetti di sigarette. Naturalmente, tra una cosa e l'altra barai, vomitai qualcosa sotto il tavolo. Gli chiesi se potevo bere un bicchiere d'acqua. Fu allora che mi colpì come un adulto colpisce un adulto. Sbattei contro un muro e mi sdraiai sul pavimento. Quando ripresi i sensi, c'erano uomini in bianco tutt'intorno a me, non riuscivo a muovere la testa, mi faceva male tutto, ero stordito...<br />Sapete cosa successe? Spararono contro i vicini, arrivarono la polizia e i paramedici e mia zia li trascinò a casa nostra, dicendo che il bambino era svenuto. Mi lavarono lo stomaco sei volte, che era pieno di questo tabacco, ma l'avvelenamento fu così grave che rimasi lì sdraiato e dormii per una settimana. Per i successivi anni, se qualcuno fumava nelle mie immediate vicinanze, iniziavo subito a vomitare. Per molto tempo non riuscii nemmeno a sentire il sapore dell'alcol. Fu così che conobbi la "droga".
:''Nekega dne so se moji prijatelji spustili k potoku, da bi kadili, imel sem enajst let. Pridružil sem se jim. Pokadil sem pol cigarete in začelo se mi je vrteti v glavi. Ne na neprijeten način. Aha, sem si rekel, zato fantje kadijo ...<br />Ob mraku sem se vrnil domov in oče, ki ni nikoli kadil, me je seveda takoj zavohal. V roke mi je potisnil 25 rubljev in me poslal po šteko cigaret Temp. Ko sem prišel domov, me je posedel za mizo, me ozmerjal z mamilašem in me silil, naj pojem cigarete, eno po eno. Vsakokrat, ko sem rekel, da ne, me je oklofutal. Očeta sem zelo spoštoval, njegove principe vzgoje malce manj. Tistega dne sem pojedel tri zavojčke cigaret. Seveda sem vmes sleparil, nekaj bljuval pod mizo. Vprašal sem ga, ali smem popiti kozarec vode. Takrat me je tako udaril, kot udari odrasel moški odraslega moškega. Odletel sem v zid in obležal na tleh. Ko sem prišel k sebi, so bili okrog mene možje v belem, nisem mogel premikati glave, vse me je bolelo, vrtelo se mi je ...<br />Veste, kaj se je zgodilo – pri sosedovih so se streljali, prišli so policija in reševalci, pa jih je moja teta zvlekla še k nam, češ da se je otrok onesvestil. Šestkrat so mi izpirali želodec, ki je bil poln tega tobaka, toda zastrupitev je bila tako huda, da sem teden dni samo ležal in spal. Naslednjih nekaj let sem, če je kdo kadil v moji neposredni bližini, takoj začel bruhati. Tudi alkohola dolgo po tistem nisem mogel poskusiti. Takšne so moje izkušnje z »drogami«.''
*Come cecchino, i miei compagni erano molto protettivi nei miei confronti. Ero il loro asso nella manica. Durante le operazioni, quando di solito c'era un caos pazzesco durante il fuoco aperto, potevo individuare il cecchino avversario da una posizione nascosta ed eliminarlo. Li proteggevo e loro sapevano apprezzarlo. Ecco perché, al ritorno dalla campagna, ero l'unico soldato che poteva appisolarsi all'interno del veicolo. E i prigionieri erano con me. Diedi loro qualcosa da bere, presi loro una sigaretta. Poi si aprirono con me, come si apre una persona di fronte a un improvviso colpo di fortuna. Mi raccontarono delle loro vite, delle loro famiglie povere, di come fossero stati promessi loro grandi profitti se si fossero arruolati nell'esercito, qualunque fosse la loro situazione. Molti di loro, ragazzini, furono semplicemente venduti dalle loro famiglie ai terroristi...
:''Kot ostrostrelca so me soborci zelo čuvali. Bil sem njihov adut. Med operacijami, ko navadno med odprtim ognjem vlada nori kaos, sem lahko s skritega položaja odkril nasprotnega ostrostrelca in ga odstranil. Ščitil sem jih in znali so to ceniti. Zato sem bil ob povratkih z akcije edini vojak, ki je lahko v notranjosti vozila zadremal. In ob meni ujetniki. Dajal sem jim piti, jim priskrbel kakšno cigareto. Takrat so se mi odprli, kot se človek odpre pri nenadnem zasuku usode. Pripovedovali so mi o svojem življenju, revnih družinah, o tem, kako so jim, če se pridružijo vojski, kakršnikoli že v njihovem primeru, obljubljali mastne zaslužke. Mnoge med njimi, mlade fante, so družine enostavno prodale teroristom ...''
*Fin da piccolo, la mia vita è stata legata alla caccia, andavo nella foresta con mio nonno a cacciare, sapevo maneggiare armi da fuoco più semplici già all'età di quattro anni. Per la mia famiglia allargata, le armi erano solo un mezzo di sopravvivenza. In Siberia, dove sono cresciuti i miei antenati, usare un'arma significava sopravvivere, sparare agli animali per procurarsi il cibo. Rispetto la natura, la morte, ciò che la natura ci offre.
:''Od majhnega je bilo moje življenje povezano z lovom, z dedkom sem hodil v gozd na lov, z enostavnejšim strelnim orožjem sem znal ravnati že pri štirih letih. Za mojo širšo družino je bilo orožje samo sredstvo, da so lahko preživeli. V Sibiriji, kjer so odraščali moji predniki, je uporaba orožja pomenila preživetje, z njim so streljali živali za hrano. Spoštujem naravo, smrt, to, kar nam daje narava.''
*No, non giro il mondo con un'arma. Solo in Italia, e ho un porto d'armi. Non sono Rambo. Nell'ultimo mese, io e la mia famiglia abbiamo ricevuto diverse minacce di morte, presumiamo da estremisti ucraini residenti in Italia, quindi la polizia italiana è venuta in mio aiuto. Sono probabilmente uno dei pochi ex criminali protetti dalla polizia. Per quanto riguarda l'Ucraina, l'Occidente è completamente disinformato, la CIA e l'FBI pagano molto bene le agenzie di stampa...
:''Ne, ne hodim z orožjem po svetu. Samo v Italiji in za to imam dovoljenje. Nisem Rambo. V zadnjem mesecu smo jaz in moja družina dejansko prejeli nekaj groženj s smrtjo, domnevamo, da s strani ukrajinskih skrajnežev, ki živijo v Italiji, zato mi je na pomoč priskočila italijanska policija. Verjetno sem eden redkih nekdanjih kriminalcev, ki ga ščiti policija. Kar se tiče Ukrajine, je Zahod popolnoma neobveščen, Cia in FBI zelo dobro plačujeta tiskovnim agencijam ...''
*Nel libro "Educazione siberiana", descrivo gli ultimi sussulti degli Urca siberiani, che furono esiliati dalla Siberia in Transnistria dal regime dopo la Prima Guerra Mondiale. Quindi sono la terza generazione che non è cresciuta in Siberia - e oggi Urka è praticamente scomparsa.
:''V knjigi Sibirska vzgoja opisujem še zadnje vzdihljaje sibirskih Urk, ki jih je režim po prvi svetovni vojni pregnal iz Sibirije v Pridnestrje. Jaz sem torej že tretja generacija, ki ni odrasla v Sibiriji – in danes Urk tako rekoč ni več.''
*Come mi sono ritrovato nell'esercito russo? La legge russa stabilisce che chiunque abbia parenti stretti nati in Russia può richiedere la cittadinanza russa. È così che ho ottenuto un passaporto russo, lo volevo perché ci vedevo il mio futuro. Ma a quel tempo non pensavo che avrei dovuto anche svolgere il servizio militare obbligatorio. E ho iniziato a svolgerlo proprio quando è scoppiata la guerra in Cecenia.
:''Kako sem se znašel v ruski vojski? V Rusiji velja zakon, da lahko za rusko državljanstvo zaprosi vsak, čigar ožji sorodniki so se rodili v Rusiji. Tako sem dobil ruski potni list, želel sem si ga, ker sem v njej videl svojo prihodnost. A takrat nisem razmišljal, da bom moral odslužiti tudi obvezno vojaščino. In služiti sem jo začel ravno v času, ko je izbruhnila vojna v Čečeniji.''
*Dovresti sapere qualcosa di noi russi. Portiamo la guerra dentro di noi. Non perché siamo costantemente in guerra, ma perché altri ci hanno sempre imposto la guerra...
:''Nekaj morate vedeti o nas, Rusih. Mi nosimo vojno v sebi. Ne zato, da bi se neprenehoma vojskovali, ampak zato, ker so nam vedno drugi vsiljevali vojno ...''
*So cosa è stato presentato al mondo durante la guerra in Cecenia, ovvero che i russi stanno uccidendo i ceceni. Sono favole che solo il mondo occidentale può capire. Ma la verità deve essere detta, e lo farò: 250.000 persone innocenti sono morte nelle operazioni militari antiterrorismo in Cecenia. È certamente uno dei capitoli più drammatici e tragici della storia russa. La colpa ricade su coloro che sostengono e finanziano il terrorismo internazionale, su coloro che hanno inventato Al Qaeda, e non sui russi, ma sugli americani.
:''Vem, kaj je bilo servirano svetu ob vojni v Čečeniji, da Rusi pobijajo Čečene. To so pravljice, ki jih lahko razume samo zahodni svet. A treba je povedati resnico, jo pač bom: v vojaških protiterorističnih operacijah v Čečeniji je umrlo 250.000 nedolžnih ljudi. Gotovo gre za enega najbolj dramatičnih in tragičnih poglavij ruske zgodovine. Krivdo za to nosijo tisti, ki podpirajo, financirajo mednarodni terorizem, tisti, ki so si izmislili Al Kaido, in to niso bili Rusi, temveč Američani.''
*Noi russi siamo colpevoli di una cosa: di aver avuto un tempo un idiota come Boris El'cin come presidente, che ha creato una sorta di buco nero geopolitico in cui infuriavano le guerre. Il suo successore, Vladimir Putin, di cui posso solo dire che è un eccellente ufficiale e soldato del KGB, conosce solo un tipo di strategia, ed è quella militare. Facendo marciare l'esercito russo in Cecenia, voleva proteggere la popolazione. Ma ovunque e ogni volta che l'esercito marcia, ci sono morti. Morti innocenti.
:''Rusi smo krivi ene sami stvari: da smo v nekem obdobju imeli za predsednika idiota, kot je Boris Jelcin, ki je ustvaril nekakšno črno geopolitično luknjo, v kateri so plamtele vojne. Njegov naslednik, Vladimir Putin, o katerem lahko rečem samo to, da je izvrsten kagebejevec in vojak, pozna samo eno vrsto strategije, to je vojaško. Z vkorakanjem ruske vojske v Čečenijo je hotel zaščititi prebivalce. Toda kjerkoli in kadarkoli vkoraka vojska, so mrtvi. Nedolžni mrtvi.''
*Ho vissuto cinque guerre nella mia vita, prima la guerra civile in Moldavia, quando la regione della Transnistria si è separata, seguita da Cecenia, Gaza, Afghanistan e Iraq. Da ragazzo, ho aiutato mio padre a bruciare i carri armati moldavi. Il resto l'ha letto nei miei libri.
:''V življenju sem doživel pet vojn, najprej državljansko vojno v Moldaviji, ko se je odcepila pokrajina Pridnestrje, sledile so Čečenija, Gaza, Afganistan in Irak. Še kot deček sem pomagal očetu zažigati moldavske vojaške tanke. Ostalo ste tako prebrali v mojih knjigah.''
*Non ho mai fatto parte dei servizi segreti, anche se un tempo, nella mia arroganza giovanile, avrei potuto anche desiderarlo. Lavoravo nel fango e non ai vertici della gerarchia militare o di polizia. Mi nascondevo in montagna, di solito eravamo in sette in un gruppo, ora ti racconto della Cecenia, fingendo di essere uno dei terroristi islamici e dando loro la caccia. Tutto qui. L'ho fatto per due anni e tre mesi. Raccoglievo informazioni e le passavo ai miei superiori. Non sono mai stato una spia.<br />{{NDR|«Ma in seguito sei stato un informatore per uno dei servizi segreti israeliani...»}}<br />Sì, ma lì era diverso... I servizi segreti americani funzionano in modo diverso da quelli russi, hanno metodologie e meccanismi diversi. Anche la messa in scena delle operazioni è strutturata in modo diverso. In Russia, operano ancora secondo gli stessi principi della Guerra Fredda...
:''Nikoli nisem bil del tajnih služb, čeprav sem si nekoč v mladostniški aroganci tega morda celo želel. Jaz sem deloval v blatu in ne pri vrhovih vojaške ali policijske hierarhične lestvice. Skrival sem se po gorovjih, v skupini nas je bilo navadno sedem, zdaj vam govorim o Čečeniji, se pretvarjal, da sem eden od islamskih teroristov in jih lovil. To je bilo to. To sem počel dve leti in tri mesece. Zbiral sem informacije in jih posredoval nadrejenim. Nikoli nisem bil vohun.''
*{{NDR|«Mi hai detto che aiuti gli esperti del Vaticano, insieme al Nucleo di Intervento Speciale dei Carabinieri (GIS), a "dare la caccia" ai satanisti in tutta Italia. Come funziona?»}}<br />Tramite amici che ho nella polizia, anche loro in questo reparto speciale, sono stato chiamato anni fa, per via della mia conoscenza e della mia esperienza in fatto di tatuaggi, per vedere se potevo aiutarli a leggere i tatuaggi trovati sul corpo di un uomo trovato morto in un'auto non lontano da dove si era svolto un enorme rave party la sera prima, nella periferia di Torino... Ho accettato la sfida. L'uomo morto per overdose aveva il corpo dipinto con antichi motivi egizi. Conoscevo bene il loro simbolismo. Spiriti maligni. Aveva un braccialetto con simboli satanici al polso.<br />{{NDR|«Cosa hai fatto allora?»}}<br />Abbiamo iniziato a indagare sulla questione. All'inizio non si sapeva nulla degli organizzatori, ma in qualche modo ho scoperto che un DJ della zona di Gorizia suonava. L'ho rintracciato e sono andato a trovarlo. Un bravo ragazzo. Mi ha detto che alcune persone lo avevano chiamato mesi prima, chiedendogli di suonare e pagandolo un sacco di soldi. Chi non avrebbe accettato? Allo stesso tempo, gli avevano dato l'attrezzatura musicale più moderna. Gli ho chiesto che genere di musica suonasse e mi ha mostrato i CD, niente di speciale. Musica dance. Gli ho chiesto se pensava che ci fosse qualcosa di insolito in questo evento, e ha detto di no.<br />Poi si è ricordato che verso le tre del mattino un uomo si era avvicinato a lui e gli aveva chiesto se poteva suonare un CD di quindici minuti. E lo aveva fatto. E l'uomo non è mai tornato a prenderlo. Il DJ lo aveva quando sono andato a trovarlo a casa sua, nascosto tra gli altri CD. L'ho portato alla polizia e gli esperti hanno scoperto che conteneva messaggi satanici molto forti registrati durante la musica... Il DJ mi ha anche detto che il pubblico ha recepito bene la musica e l'ha ballata. Più tardi, quando abbiamo ristretto il cerchio e siamo arrivati agli organizzatori, abbiamo scoperto che volevano onorare, "invitare" con questo evento il capo supremo di una setta satanica che vive in Svizzera. Questo organizzatore ha detto che il potere dell'energia spirituale dei membri della loro setta raggiunge centinaia di chilometri di distanza, e l'energia fisica del corpo umano durante il ballo può essere percepita a quattro chilometri di distanza. In breve, l'uomo in macchina non voleva sottomettersi agli spiriti maligni evocati dalla collana che ha ricevuto al suo ingresso alla festa. E si è suicidato in agonia.
:''{{NDR|«Povedali ste mi, da vatikanskim strokovnjakom skupaj s posebno enoto za intervencije italijanskih karabinjerjev (GIS) pomagate »loviti« sataniste po Italiji. Kako to gre?»}}<br />Prek prijateljev, ki jih imam pri policiji, tudi v tej posebni enoti, so me, zaradi mojega znanja in zgodovine tetovaž, pred leti poklicali, ali bi jim lahko pomagal prebrati tetovaže, ki so jih našli na telesu moškega, ki so ga našli mrtvega v avtomobilu nedaleč stran, kjer se je noč poprej odvijal ogromen rave party, v torinskem predmestju ... Sprejel sem izziv. Moški, ki je umrl za posledicami prevelikega odmerka droge, je imel telo porisano s staroegipčanskimi motivi. Dobro sem poznal njihovo simboliko. Zli duhovi. Okoli zapestja je imel zapestnico s satanističnimi simboli.<br />{{NDR|«Kaj ste storili potem?»}}<br />Stvar smo začeli raziskovati. O organizatorjih sprva ni bilo ne duha ne sluha, nekako pa sem izvedel, da je glasbo vrtel didžej iz okolice Gorice. Izbrskal sem ga in obiskal. Prijeten fant. Povedal mi je, da so ga pred meseci poklicali neki ljudje, ga prosili, če bi vrtel glasbo, in mu mastno plačali. Kdo ne bi sprejel. Obenem so mu dali na voljo najmodernejšo glasbeno opremo. Spraševal sem ga, kakšno glasbo je predvajal, pa mi je pokazal cedeje, nič posebnega. Plesna glasba. Vrtal sem vanj, ali se mu je zdelo na tem dogodku karkoli nenavadnega, pa je odvrnil, da ne.<br />Potem se je spomnil, da je nekje okrog tretje ure zjutraj do njega pristopil moški in ga prosil, če lahko zavrti petnajstminutni cede. In ga je. In moški se nikoli ni vrnil ponj. Didžej ga je imel, ko sem ga obiskal na njegovem domu, spravljenega med ostalimi cedeji. Odnesel sem ga na policijo in poznavalci so ugotovili, da so bila na njem med glasbo posneta zelo močna satanistična sporočila ... Didžej mi je še rekel, da je občinstvo to glasbo dobro sprejelo in so plesali nanjo. Kasneje, ko smo skrčili krog, prišli do organizatorjev, smo ugotovili, da so hoteli s tem dogodkom počastiti, »priklicati« vrhovnega vodjo satanistične sekte, ki živi v Švici. Ta organizator je povedal, da moč duhovne energije pripadnikov njihove sekte sega na stotine kilometrov daleč, fizično energijo človeškega telesa med plesom pa je mogoče čutiti štiri kilometre daleč. Skratka, moški v avtu se ni hotel podrediti zlim duhovom, katere je invocirala verižica, ki jo je dobil ob vstopu na zabavo. In od muke je storil samomor.''
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20150705122420/http://www.nicolaililin.it/it/maidan-lultimo-golpe-degli-usa-in-fallimento/ Maidan, «l'ultimo golpe degli Usa in fallimento»]''|Intervista di Giovanni Mari, ''Il Secolo XIX'', 28 giugno 2014.|h=4}}
*{{NDR|Sul [[conflitto russo-ucraino]]}} È un conflitto tra potenze mondiali. Il primo esercito in campo, invisibile, è quello degli Stati Uniti. Una potenza in fase di fallimento che si sta muovendo da anni su decine di fronti per mascherare e per cercare di placare la sua inesorabile crisi economica. Ovviamente, quella americana non è una guerra militare, ma del tutto politica. Il problema, per loro, è che non ne potranno più uscire vincitori.
*Dico ciò che so e ciò che so è sicuro. Io sono stato coinvolto in cinque guerre, in prima linea, nonostante abbia appena 34 anni. Quando voi ragazzi occidentali ancora vi dilettavate con qualche ragazza sui sedili posteriori di un'auto io ero già in Cecenia a uccidere i terroristi.
*La storia degli Stati Uniti è stata la storia di una serie di interventi e di aggressioni militari, diretti o indiretti, guerre vere o fasulle. Tutto per favorire gli interessi privati di gruppi economici privati. Un tipico stile anglosassone, per altro, non hanno inventato nulla. Conquistano territori, intervengono nei fatti altrui, solo per accaparrarsi soldi, alleati, affari.
*Ogni volta che sento qualcuno che parla di rivoluzione, di primavere, di riscatti... io lo metterei in carcere. Cosa c'è di più legale e onesto di un governo legittimo in un mondo assediato dalle multinazionali globali? Non avete visto come sono finite le primavere arabe e le operazioni per la libertà in Iraq? Gli americani stanno perdendo ovunque, i popoli stanno rialzando la testa.
*{{NDR|«Chi c'era dietro quelle barricate?»}} C'erano delle falangi ben organizzate, addestrate in due campi in Polonia, in un campo in Ungheria e un altro in Germania. Sostenuti dall'esercito di Kiev post-golpe, che ha bombardato i civili, dato fuoco a villaggi. Tutto per seguire il disegno degli Usa di rompere il nascente asse tra la Russia e l'Europa, tra il popolo russo e il popolo europeo.
*Subito dopo il crollo del Muro, gruppi fuori controllo, organizzati da spie americane lo hanno abbattuto e hanno insediato il fantoccio Eltsin, che ha smantellato lo Stato per regalarlo ai nuovi oligarchi complici del sistema occidentale. E non potevano fare altro, gli americani, visto che già era chiaro l'imminente crollo del dollaro. Da quel momento hanno avuto paura dell'asse russo-europeo, hanno cominciato a temere la Cina. E si sono attrezzati per muovere le loro solite guerre invisibili. Pensate se questo vasto continente dall'Europa alla Russia al Kazakistan all'India alla Cina si potesse unire. Pensate l'Italia che boom potrebbe avere, venderemmo la nostra moda, i nostri prodotti, i nostri libri. Potremmo fare a meno degli americani e gli americani non possono sopportarlo. Così hanno cominciato brutali operazioni, le stesse che oggi, però, non sono più in grado di gestire. Stanno perdendo ovunque, anche qui.
*Lo sviluppo è qui, la Russia sta crescendo e l'Europa ha tutto l'interesse a fare un patto con loro, liberandosi dal giogo delle multinazionali private americane. Io parlo da cittadino italiano, da patriota italiano. La nostra economia, quella vera, non ha bisogno di questo sistema ormai al fallimento. Deve liberarsi dalla morsa americana e di Bruxelles.
{{Int|Da ''[https://www.casadelsole.org/file/Intervista_Nicolai_Lilin_anteprima_Raccontami_N_60.pdf Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di ''Casadelsole.org'', luglio 2014.|h=4}}
*{{NDR|Sulla [[Transnistria]]}} Oggi è un protettorato russo la cui indipendenza non sarà mai riconosciuta. Non saprei dire se questo sia giusto o no. Ufficialmente dovrebbe far parte della Moldavia però il problema è che oggi ci sono molte persone in ambito russo soprattutto politico interessate a mantenere il potere su queste terre.
*In Occidente il tatuatore è un signore che sta in un negozio e realizza tatuaggi per le persone che desiderano averne sulla pelle. Io non faccio questo tipo di attività. Per me il tatuaggio è una cosa ben diversa. Per i miei antenati essere un tatuatore era paragonabile ad essere un sacerdote, un prete; quindi tutta un'altra cosa. Io continuo a svolgere la mia attività in forma privata senza mischiare la mia arte e la mia tradizione con quello che è il tatuaggio moderno.
*[...] sono cresciuto in un posto dove c'erano parecchie persone con diverse forme di disabilità, anche se da noi la parola disabile non è ben vista, perché si crede che le persone che qui in Occidente vengono definite disabili, abbiamo alcune abilità che noi non abbiamo. Quindi le consideriamo persone scelte da Dio per portare dentro i loro corpi il concentrato del loro spirito che gli permette di essere più vicine a Dio. E questa forma di convivenza con queste persone ovviamente cambiava l'approccio con quello che era il loro stato fisico o mentale. Per cui cerco di non usare la parola disabile proprio perché credo profondamente che in realtà siamo più disabili noi rispetto a quello che portano dentro questi umani.
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220053846/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/04/estremismo-inutile/#more-80 L'estremismo ucraino di casa nostra]''|''Espresso.repubblica.it'', 4 luglio 2014.|h=4}}
*Ho cercato un filo logico tra i messaggi pieni di odio, di ignoranza geopolitica, di ottusa propaganda, di violenza e di guerra. È stato inquietante prendere consapevolezza che dietro quelle parole xenofobe e violente non ci sono soltanto ucraini manipolati e accecati dalla propaganda razzista, ma soprattutto cittadini italiani, gente nata e cresciuta in un Paese che non vede la guerra da quasi settant'anni. Il Paese la cui Costituzione ripudia la guerra come metodo politico.
*Ho trovato diversi messaggi di richieste di aiuti finanziari da parte delle organizzazioni paramilitari di estremisti ucraini e anche alcune foto di documenti che confermavano la spedizione dei soldi dall'Italia all'Ucraina, con tanto di lettere di ringraziamento da parte delle "centurie", bande armate che da mesi tengono nel terrore l'Ucraina. Ho trovato dei video nei quali i giornalisti russi sono ripresi mentre i razzisti ucraini li torturano e massacrano. Sono commentati con frasi di odio e violenza. In uno dei messaggi c'è una fotocomposizione con due giornalisti russi e l'invito ad agire contro di loro. Non posso credere che questo livello di odio e di assurda esaltazione di estremismo sia possibile oggi in Italia.
*Ormai mi sto abituando al fatto che gli unici argomenti con cui operano gli estremisti ucraini e i loro sostenitori sono le offese, le diffamazioni e le minacce. Evidentemente il violento golpe che ha distrutto l'Ucraina e al quale hanno partecipato diversi concittadini italiani ha contagiato con una febbre di onnipotenza le menti di molte persone. Però qui in Italia non abbiamo bisogno di rivolte che getterebbero il paese in una guerra fratricida. Non abbiamo bisogno di altri pretesti per seminare odio, intolleranza, xenofobia e razzismo. Abbiamo bisogno di pace e di ripresa economica, di uomini onesti nella politica e nell'economia. Per questo trovo che l'attività di una banda di esaltati estremisti ucraini qui in Italia sia semplicemente fuori luogo. E completamente inutile.
{{Int|Da ''[https://www.barbadillo.it/25746-intervista-nicolai-lilin-ucraina-tradizione-comunita/ L'intervista. Nicolai Lilin: "In Ucraina c'è stato un golpe. Ripartire da tradizione e comunità"]''|Intervista di Mario De Fazio sulla [[rivoluzione ucraina del 2014]], ''Barbadillo.it'', 5 luglio 2014.|h=4}}
*Ciò che dico viene sostenuto da larga parte della sesta parte del mondo, la Russia. Cose che vengono taciute dai nostri media occidentali, in gran parte corrotti e strumentalizzati. In Ucraina è avvenuto un colpo di Stato, illegale, violento, organizzato da forze esterne. Non rappresenta assolutamente la volontà del popolo ucraino. Se tutto il popolo fosse stato d'accordo non ci sarebbe stata la secessione della Crimea e la guerra civile che c'è adesso.
*Non dubito che tanti ragazzi di [[Maidan]] volevano il bene della loro patria. Ma sono stati strumentalizzati: Lenin chiamava persone del genere "utili idioti". Possono avere tutte i buoni propositi che vogliono ma ammazzano persone civili e partecipano a uno scempio sulla propria terra. Combattono cittadini della loro stessa terra ed è la cosa peggiore che c'è. Un uomo, un guerriero, deve difendere la propria terra dagli esterni, loro si sono messi insieme a gente venuta da fuori, da Washington, per insegnare i nuovi valori, e si sono fatti strumentalizzare e uccidono i loro fratelli, gente che crede nello stesso Dio. Lavorando, in questo modo, per chi crede in McDonald's e Shell.
*L'Ucraina aveva già la possibilità di essere indipendente, con Janukovyc. È vero che era costretto ad accettare alcune posizioni russe, e bisogna dire che era un oligarca. Ma rispecchiava bene il popolo ucraino. Ciò che è avvenuto adesso, la rivoluzioni populista, è dovuto al lavoro di agenzie esterne, che hanno strumentalizzato il populismo creando una guerra.
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141219205756/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/05/simboli-nazisti-ufficializzati-in-ucraina-a-livello-statale/#more-108 Simboli nazisti ufficializzati in Ucraina a livello statale]''|''Espresso.repubblica.it'', 5 luglio 2014.|h=4}}
*Gli uomini del potere di Kiev [...] si abbandonano di gusto alla nostalgia per i tempi in cui i loro antenati "patrioti" e "difensori dell'integrità nazionale" collaboravano con Hitler, sterminando centinaia di migliaia di civili ebrei, ucraini, russi, polacchi, bielorussi. La propaganda del nazismo è diventata l'apoteosi del nuovo regime portato al potere con il golpe di Maidan.
*Lo stemma del battaglione Azov riporta fedelmente un simbolo germanico che si chiama Wosfsangel, che sarebbe "dente di lupo". Questo simbolo ha le origine runiche ed era adottato da numerose unità militari della Germania nazista. E nonostante i crimini compiuti dal nazismo condannato da tutta l'umanità, nessuno qui da noi, nell'Europa moderna, si scandalizza se nell'Ucraina golpista vengono usati i simboli nazisti, prima dai delinquenti violenti di Maidan e poi un'unità dell'esercito regolare. Qual è la prossima tappa? Lo sterminio dei propri cittadini che non acconsentono al potere del golpe, la censura, gli assassini dei giornalisti? O, scusate, che distratto, sta già accadendo! Persino il nostro connazionale, il giornalista Andrea Rochelli e il suo collega russo sono stati barbaramente uccisi dai nazisti dell'esercito di Kiev. E nessuno qui ha dato spazio a questa tragedia, nessuno ha raccontato la storia di Andrea, nessuno ha parlato della sua famiglia, nessuno ha condiviso con la sua nazione il momento dell'addio, dei suoi funerali. Che vergogna...
*Giocando con l'ideologia nazista gli ucraini e i loro sostenitori europei e americani non si rendono contro che stanno giocando con il fuoco. Contagiati dalla febbre della nostalgia, i politici e molti cittadini ucraini dimenticano che si tratta di un sentimento molto pericoloso, che a volte può fare dei brutti scherzi, può portare verso le situazioni che si ritorcono contro.
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220053836/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/09/quando-la-democrazia-si-sposa-con-il-nazismo/#more-125 Quando la democrazia si sposa con il nazismo]''|''Espresso.repubblica.it'', 9 luglio 2014.|h=4}}
*Oggi a Milano ho incontrato un amico. Ci siamo fermati a chiacchierare del più e del meno e tra i vari argomenti siamo finiti a parlare di ciò che accade in Ucraina. Essendo omosessuale il mio amico mi ha detto di essere contento del golpe di Stato, perché secondo lui ora con il nuovo governo nel Paese ci sarà più libertà per gli omosessuali e in generale per l'individuo, valore che da sempre costituisce il cavallo di battaglia del mondo occidentale. [...] Parlando con lui ho capito il motivo per cui gran parte dei politici europei spiegano all'opinione pubblica dei nostri paesi perché approvano il colpo di stato in Ucraina avvenuto lo scorso inverno. Si tratta dello stesso motivo per cui dopo la Seconda Guerra Mondiale la società occidentale ha giustificato ogni passo compiuto verso l'espansionismo militare ed economico, ovvero, la necessità di portare democrazia e libertà in quei paesi che, secondo la visione degli occidentali, soffrono per la mancanza di questi diritti fondamentali. Ovviamente la democrazia è solo un pretesto.
*{{NDR|Su [[Petro Oleksijovyč Porošenko]]}} Al posto del presidente oligarca è arrivato un oligarca peggiore, di cui si sa che negli anni della sua carriera politica spiava per conto degli americani.
*[...] per spiegare al mio amico che la condizione di vita degli omosessuali ucraini non è migliorata, ma probabilmente peggiorata con l'arrivo al potere dei neonazisti, gli ho mostrato un video di qualche giorno fa, in cui una di queste bande di neonazisti ucraini assalta un night club di Kiev, gestito e frequentato prevalentemente da omosessuali. Alcuni sono stati feriti, bruciati con una serie di ordigni esplosivi fatti in casa e lanciati all'interno del locale dai "portatori della democrazia" ucraini.
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220053909/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/18/limpero-delle-balle/#more-137 L'Impero delle Balle]''|''Espresso.repubblica.it'', 18 luglio 2014.|h=4}}
*Accusare qualcuno di abbattere un Boeing a colpi di fionda è possibile: oggi tutto lo è nell'Ucraina "democratica" e "libera" nata dopo Maidan. Per farlo, basta seguire gli interessi delle lobby americane controllate dall'intelligence statunitense. Se gli Stati Uniti sono riusciti a rifilare al mondo intero, cittadini americani compresi, le storielle delle Torri Gemelle abbattute dagli arabi e del Pentagono colpito da un aereo di linea – che avrebbe lasciato un buco di soli cinque metri -, perché i nazisti ucraini non possono attribuire l'abbattimento di un Boeing ai minatori e ai contadini del Donbas in rivolta contro il governo golpista di Kiev?
*[...] diverse agenzie di stampa occidentali hanno divulgato alla velocità della luce un'informazione approssimativa, non verificata e hanno accusato prontamente dell'abbattimento del velivolo quei ribelli filorussi che tentano solo di difendere la popolazione civile del Donbas dall'aggressione del governo anticostituzionale di Kiev. Trovo vergognosa la reazione di molti giornalisti occidentali che ormai senza alcuna etica professionale fabbricano "notizie" a suon di frusta dei loro padroni, tutti azionisti privati.
*La responsabilità dell'abbattimento di un aereo di linea che viaggia a 10.000 metri non può essere attribuita a qualcuno sulla base di una fantomatica registrazione vocale apparsa in rete, una registrazione che perfino un adolescente alla tastiera sarebbe capace di fabbricare.
*[...] non escludo che dell'abbattimento siano colpevoli proprio gli uomini di Kiev, visto che in questo momento sono spalleggiati dalle stesse strutture che hanno organizzato il disastro datato 11 settembre. Allora raccontavano a tutto il mondo favole sui terroristi arabi, speculavano sulle immagini delle torri che crollavano giù con dinamiche che assomigliavano a quelle di una demolizione controllata: quelle teorie che non si reggevano in piedi già allora sono state smentite poi dai migliori specialisti del settore.
*Oggi gli esperti di bugie e complotti che siedono in poltrona a Washington fanno di tutto per dipingere la Russia come un mostro, fanno di tutto per scatenare una guerra terribile tra Ucraina e Russia, e questo non solo per fare soldi, ma anche per spaccare l'asse nascente dell'economia euroasiatica. Gli Stati Uniti, con un tale debito pubblico, non possono far altro per salvare la pelle e cercare di mantenere il loro dominio economico e militare sull'Europa. La politica fallimentare americana, che minaccia di cancellare tradizioni e radici di molte nazioni, che priva miliardi di persone della loro identità trasformandole in schiavi indifesi del neo feudalesimo, sta diffondendo nel mondo, sotto bandiera a stelle e strisce, un devastante neoliberismo a suon di bombe.
*Per evitare altre morti e spegnere il fuoco di questa guerra civile, l'Ucraina deve smettere di esistere come Stato. Il governo, le forze dell'ordine e l'esercito che si sono macchiati di crimini contro l'umanità devono essere arrestati e processati in quanto responsabili. La NATO dovrebbe essere sciolta immediatamente, visto che il blocco dei paesi del Patto di Varsavia non esiste da più di due decenni. Servirebbe un intervento militare dell'ONU per disarmare le due parti coinvolte in questa guerra. I criminali nazisti di Kiev, i loro collaboratori e consiglieri di Washington dovrebbero essere portati davanti al tribunale internazionale dell'Aja ed essere giudicati con tutta la severità che la legge consente. Solo così e solo allora da quel paese martoriato cominceranno ad arrivare notizie vere, coerenti: solo allora il mondo potrà respirare liberamente.
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220054039/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/23/chi-ha-abbattuto-laereo-malese/#more-143 Chi ha abbattuto l'aereo malese?]''|''Espresso.repubblica.it'', 23 luglio 2014.|h=4}}
*Secondo le informazioni ormai pubbliche e autorevolmente affermate, l'aereo può essere stato colpito sia dagli ucraini che da ribelli filo-russi.
*[...] è possibile che il missile sia stato scagliato contro un aereo militare ucraino, molto più piccolo: un jet che ha usato il Boeing come una sorta di scudo – come fa intendere Mosca – o che più semplicemente si trovava in zona senza essersi accorto di volare sulla rotta percorsa dagli aerei di linea.
*[...] se la degenerazione del conflitto civile diventasse il pretesto per un intervento americano, con o senza il cappello della Nato, rischieremmo di vedere trasformare un territorio nel cuore dell'Europa in uno scempio bellico senza più speranza di pace, come è già accaduto in Iraq, Libia e Afghanistan.
{{Int|Da ''[https://www.criticaletteraria.org/2014/07/nicolai-lilin-einaudi-incontro.html #Scrittori in Ascolto - Con Nicolai Lilin]''|Intervista con Marco Caneschi, ''Criticaletteraria.org'', 26 luglio 2014.|h=4}}
*Non sono stato in prima linea in Cecenia ma oltre la linea, andavo a caccia dei terroristi internazionali. Avevo 18 anni, in questo modo ho trascorso i due successivi, non capivo molto della vita ma ho dovuto imparare in fretta, soprattutto quello che è la geopolitica. Ero in Caucaso, questa terra dai paesaggi imponenti, i miti antichi, i luoghi magici. Ma sai qual è la sua più grande bellezza? I popoli che lo abitano, popoli fieri, dalle tradizioni consolidate. E io ero lì per difendere un popolo fratello: i ceceni. Sono un popolo degno, con un forte nucleo educativo e uno spiccato senso di comunità. Nei villaggi vivono come 300 anni fa, in un'unica grande famiglia ed è per questo che i guerrafondai americani non hanno vinto: perché si sono scontrati con questa tenacia e orgoglio.
*{{NDR|«La guerra non era tra russi e ceceni?»}}<br />No di certo, la guerra è stata causata dall'America che ha cercato di arrivare a dominare il mar Caspio, questa riserva energetica straordinaria, punto geografico nevralgico per controllare tutte le repubbliche ex sovietiche e l'Iran, dove corrono i viadotti che trasportano petrolio e gas. Per farlo, sapevano benissimo quale era lo strumento migliore: destabilizzare Cecenia e Daghestan. La guerra in Cecenia è partita sulla base di questo presupposto geopolitico, il tentativo degli Stati Uniti si tenere sotto scacco la repubblica islamica dell'Iran e sottrarre alla Russia i suoi territori storici. Le forze in campo allora erano i russi, compresi i ceceni, e i terroristi infiltrati dalla Cia grazie a uno Stato svendutosi agli americani: la Georgia.
*Mio fratello si è convertito all'islam ma rimane mio fratello, la soluzione di tutto quanto sarebbe vedere la diversità come un valore. Lui adesso rispetta il ramadan e io con lui ho seguito nell'ultimo ramadan i precetti di questa ricorrenza per tre giorni. [...]. il mondo islamico non è una bestia pronta a sbranarci come i vostri giornalisti occidentali dipingono, aumentando la tensione e divenendone così responsabili.
*[...] la sinistra è diventata succube di questo sistema capitalistico. Gli unici diritti che ritiene di difendere sono quelli astratti, ad esempio degli omosessuali. Va benissimo, io ho amici omosessuali e dentro casa propria ognuno fa ciò che vuole ma prima, a un omosessuale così come a chiunque, devi garantire i diritti sociali, le cure, un'anzianità serena con la pensione adeguata. Lo scontro è ancora tra capitalismo e socialismo.
*Un potere costituzionale in Ucraina è stato abbattuto con un colpo di mano di neonazisti addestrati in campi speciali dagli americani. Adesso i neonazisti possono agire indisturbati e seminare il terrore bruciando vive le persone e assaltando i centri ebraici che ancora esistono in quella terra. Questo non lo leggete da nessuna parte, se non forse nei miei interventi sull'Espresso o sulla mia pagina facebook. E non provate a nominare Putin sull'Ucraina che non c'entra nulla.
*[...] ogni paese dovrebbe essere fiero di avere un presidente come Putin, uno che fa gli interesse della sua patria.
*È un bene che Italia e Russia siano alleate. In Russia non esiste paese al mondo amato come l'Italia, i giovani russi vogliono venire in Italia attratti dalla sua bellezza. Ecco su quali basi dovrebbe crescere questa alleanza: in una scambio proficuo tra bellezza, di cui voi siete i primi produttori al mondo, e materie prime. Io stesso sono cittadino italiano ormai, mi dovete sopportare, scrivo i miei libri in italiano e sono cresciuto con due miti, guarda caso Antonio Gramsci e Niccolò Paganini.
{{Int|Da ''[https://www.sulromanzo.it/blog/intervista-a-nicolai-lilin-il-serpente-di-dio-e-il-potere-della-lettura-e-della-diversita Intervista a Nicolai Lilin: "Il serpente di Dio" e il potere della lettura e della diversità]''|Intervista di Matteo Bolzonella, ''Sulromanzo.it'', 4 agosto 2014.|h=4}}
*{{NDR|Su ''Il serpente di Dio''}} Il romanzo nasce qui in Italia, meno di un anno fa: è una sorta di mia reazione alla situazione geopolitica che si sta vivendo. Vivo con dolore il fatto che oggi le diversità vengano sfruttate da diverse fazioni politiche o geopolitiche come delle armi per manipolare le società. Quella diversità che dovrebbe essere la nostra ricchezza, una delle poche cose che aiuta a conoscere veramente il mondo e a rispecchiarsi in esso, oggi viene riproposta spesso, anche da parte dei mass media, come un elemento di cui dobbiamo avere per forza paura e che dobbiamo fronteggiare con molta attenzione, quasi con sospetto: "Se uno è diverso da me, è uno di cui io non devo e non posso fidarmi"; ecco, questo non va bene. Io sono nato in [[Unione Sovietica]] e ho il ricordo di un Paese bellissimo, con 183 etnie che vivevano in pace e armonia, senza mai aver avuto sospetti di questo tipo. In modo particolare non sentivamo questa inevitabile divisione tra mondo islamico e mondo cristiano che oggi viviamo, di cui mi dispiace molto. Il mio fratello minore, Dimitri, si è convertito all'Islam e si è sposato con una bellissima ragazza di Daghestan, paese russo con una maggioranza di etnie di religione musulmana. La mia famiglia vive con molta serenità questa situazione ma spesso dall'esterno, anche da alcuni miei amici, questa differenza è stata vista male: tantissimi vedono la scelta di mio fratello come una cosa molto estrema. Il mio romanzo si basa sul valore della diversità nella religione: i protagonisti sono due ragazzi, uno cristiano e uno musulmano che, nonostante la differenza culturale e religiosa, riescono a sviluppare un rapporto fraterno, come viene suggerito dalla loro stessa comunità, quella caucasica. E il [[Caucaso]] è storicamente luogo di una convivenza tra comunità non solo pacifica, ma anche fraterna.
*In Russia una cosa che mi ha aiutato moltissimo e che forma la base della mia espressione narrativa è la narrazione orale, su cui si è formata la cultura siberiana nella quale io sono cresciuto. Mio nonno mi raccontava tantissime fiabe e questo per me è stato fondamentale. D'altra parte ho avuto anche un'educazione sovietica: nelle scuole russe si leggeva molto, moltissimo, tanti classici, russi e stranieri e questo mi ha aiutato ovviamente a elaborare una forma espressiva tutta mia ma che si basa sui libri che ho letto.
*{{NDR|Su [[Gabriele Salvatores]]}} Io amo quest'uomo, a mio avviso è uno dei più importanti e talentuosi registi italiani che hanno fatto la storia del cinema italiano.
*{{NDR|Su ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Il film è sicuramente bellissimo ma già dall'inizio si capisce di trovarsi davanti a una storia parallela: non è un tentativo di ripetere il libro sullo schermo, ma ricrearne la storia prendendone spunto.
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20141220054041/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/08/12/quando-il-male-sorride/#more-162 Quando il male sorride]''|''Espresso.repubblica.it'', 12 agosto 2014.|h=4}}
*{{NDR|Sulla seconda guerra cecena}} [...] a quei tempi {{NDR|i ceceni possedevano}} apparecchiature di rilevamento molto efficaci fornite dall'esercito americano, fornite tramite i loro alleati georgiani che alimentavano il terrorismo wahhabita in Caucaso.
*Una volta, nel corso di una missione particolarmente dura, la squadra della quale io facevo parte non e'riuscita a ritornare al punto di evacuazione per il tempo stabilito e per questo abbiamo dovuto fare ritorno alla base a piedi. Ci abbiamo messo due giorni per aggirare vari gruppi dei wahhabiti, eravamo nel bel mezzo di un territorio controllato da loro. All'arrivo ci siamo seduti tutti insieme con il nostro comandante e con il nostro maresciallo, bevendo zuppa calda, abbiamo raccontato nei particolari la nostra avventura. Alla fine il nostro vice capo gruppo, un giovane sergente maggiore, si è lamentato di come le circostanze operative diventassero sempre più difficili, di come i wahhabiti si accorgessero della nostra presenza sempre più spesso, della loro accuratezza negli spostamenti, di come avessero imparato ad evitare le nostre trappole. Leonid Vladimirovich aveva risposto con una frase che io non dimenticherò mai: "Quando la guerra si fa dura e vi pare sentire la risata del diavolo, dovete rispondergli con una risata più forte".
*La guerra che il governo golpista Ucraino compie contro il proprio popolo non ha alcun senso e tutte le sue vittime sono sulla coscienza di quegli oligarchi criminali ed estremisti, che con l'aiuto di USA e UE, si sono improvvisati politici dopo aver rovesciato un governo legittimo, facendo sprofondare il Paese in un conflitto sanguinario, la cui fine, ho paura, non vedremo molto presto. Tutti sono vittime dell'attuale amministrazione che illegalmente occupa incarichi governativi in Ucraina ed agisce in maniera anticostituzionale. I civili innocenti massacrati nel corso dei bombardamenti ad opera dell'esercito ucraino o durante le rappresaglie degli squadristi neonazisti, armati e pagati da oligarchi corrotti, i ribelli che difendono la popolazione del Sud-Est ucraino, i sostenitori estremisti di Kiev giustiziati nelle azioni di rappresaglia improvvisate da ribelli, i soldati dell'esercito regolare ucraino, i volontari esaltati della guardia nazionale, i neonazisti dei vari "battaglioni" che di militare non hanno niente e somigliano a bande di criminali strutturate attorno a uomini di potere corrotti: tutto questo graverà sulla coscienza di chi alimenta politiche espansionistiche e su quella di chi si offre come servo al padrone e che opera con metodi da grilletto facile.
*Sono passati circa tre mesi da quando l'esercito regolare ucraino ha cominciato a compiere massacri quotidiani contro i civili del Donbass utilizzando aviazione e artiglieria. In questo modo il governo golpista di Kiev sperava terrorizzare la popolazione e placare la resistenza di chi rimaneva fedele alla Costituzione e alla Legalità, stuprate e dissacrate dopo il colpo di stato armato avvenuto per mano delle falangi estremiste a Maidan. La resistenza non ha mollato. Allora i "democratici" di Kiev, incitati dai "consulenti" della NATO, sono passati all'utilizzo di armi ancora più terrificanti: fosforo bianco, proiettili dalle testate termobariche, missili non guidati Grad, bombe a grappolo. Questo aumento della brutalità bellica ha incrementato il numero di vittime soprattutto ed esclusivamente tra i civili. Ma la popolazione del Donbass, martoriata e terrorizzata, non smette di sostenere i suoi ribelli.
*L'abbattimento dell'aereo malese è stato una manna dal cielo per il governo golpista. Ma non sono riusciti a sfruttare adeguatamente nemmeno questo drammatico episodio, perché non hanno il totale controllo del paese, perché la loro propaganda è debole e inefficiente, in quanto sfrutta un bacino di pubblico in gran parte poco preparato e malinformato, e opera con materiali considerati incoerenti, che vengono divulgati con dei modi persistenti e violenti per qualsiasi persona normale di cultura media. Incolpare la Russia dell'abbattimento dell'aereo è stato un fallimento totale. Non è servito a capire chi ha abbattuto realmente quell'aereo, ma soprattutto ha insospettito tutto il mondo. Non sono serviti nemmeno gli interventi dei politici statunitensi e del presidente Obama che strillava come un indemoniato incolpando i russi, con prove che avrebbe potuto fabbricare qualsiasi ragazzino abile con Photoshop. Per ora i russi sono stati gli unici a fornire le prove che riguardano quella tragedia e gli Stati Uniti si sono chiusi in un imbarazzante silenzio. Quindi nemmeno l'abbattimento del Boeing malese è riuscito a risanare la situazione dei golpisti e giustificare a livello internazionale l'intervento della NATO, che non vede l'ora di invadere l'Ucraina e alimentare un lungo conflitto contro la Russia. Questo dovrebbe distruggere per sempre la prospettiva della creazione di un asse economico euro-asiatico, una degna e logica alternativa al dominio statunitense, che sprofonda sempre di più nella crisi e costringe gli europei ad allontanarsi dai diritti civili, come quelli per la casa, per il lavoro, per la sanità.
*Il fascino della propaganda dell'Impero di fast-food è molto forte. Molti ucraini hanno perso la testa abbagliati dalle promesse americane, pensando che li aspetti una vita come quella delle serie TV statunitensi. Non gli importa che gli USA non sono certo un esempio di paradiso sociale: cinquanta milioni di americani non hanno diritto alla sanità, senza parlare degli analfabeti, della criminalità e del sistema giudiziario che diventa un modo per togliere dalla circolazione quella classe di cittadini che non rientra nello schema di vita degli ultra liberisti. L'esaltazione degli ucraini per il sistema americano mi appare come la metafora di uno schiavo che scappa da un padrone e si nasconde nella casa dell'altro, motivando il suo gesto con il fatto che il vecchio padrone lo picchiava con un bastone di legno e quello nuovo lo farà con un bastone d'oro. Proprio per questo gli ucraini pro golpisti si spingono verso crimini sempre peggiori contro i propri concittadini che non condividono la loro visione socio-politica.
*Sono d'accordo con la volontà di un popolo di auto determinarsi e liberarsi dalle influenze geo-politiche non desiderate e se la stragrande maggioranza degli ucraini veramente non vuole più avere a che fare con Russia, comprendo e approvo tale decisione. Ma come fanno a non accorgersi che in questa situazione il loro sentimento anti russo è stato manipolato e sfruttato da un potere altrettanto corrotto, che distrugge il loro paese trasformandolo in una pedina, in un campo di battaglia? Stanno strappando legami storici, stravolgendo l'identità nazionale, riportano in vita dall'abisso dei secoli mostri che si erano macchiati dei crimini peggiori. Non capisco come possano ancora quegli ignoranti sostenitori del colpo di Stato di Maidan esaltare la morte delle donne e dei bambini della loro stessa nazione, commentando con dei motti pieni di insulti il presidente di un altro paese. È come se un mio vicino che mi odia, e non può fare niente di concreto contro di me, passasse il suo tempo a massacrare di botte i suoi figli e sua moglie sotto le finestre di casa mia, urlando per tutta la via che io sono un mostro, un violento, aggressore e dittatore.
{{Int|Da ''[https://messaggeroveneto.gelocal.it/tempo-libero/2014/09/02/news/nicolai-lilin-la-casta-fa-politica-criminale-1.9858294 Nicolai Lilin: «La casta? Fa politica criminale»]''|Intervista di ''messaggeroveneto.gelocal.it'', 2 settembre 2014.|h=4}}
*Siamo romanzieri, non teniamo diari. E quando ci accusano d'inventarci stralci di esistenze, straparlano. È un paradosso. Avremo o no la licenza di fantasticare?
*Guardi, avendo dato l'esclusiva dell'uscita a Roberto Saviano e a ''Repubblica'', un altro quotidiano nazionale, ''La Stampa'', si è vendicato inventandosi un pezzo vergognoso pieno di falsità. Un riuscitissimo esperimento di disinformazione. Un blogger sconosciuto, ed ecco il secondo caso, per farsi un po' di nome in giro usò la stessa tattica. Terza corsa su ''Il Fatto'', che tra l'altro mi offrì una collaborazione dopo aver pubblicato le solite allucinazioni. Per quanto mi riguarda è un giornaletto scolastico. Mia madre mi chiamò offrendosi addirittura di rilasciare un'intervista per confermare con foto e prove quanto raccontai nel libro. Le dissi di lasciar perdere. La faccia io ce l'ho messa. Anche al ''Chiambretti Night''. Facile incontrare invidie e russofobi, mica tanto strano. Il razzismo proprio dei liberisti di sinistra, cresciuto nella Gran Bretagna coloniale, è una piaga diffusa. Se la coscienza è pulita vai avanti e non ti curi
*{{NDR|Sull'Italia}} Un Paese in difficoltà. E disgregato, seppure unito soltanto 150 anni fa. La politica ha un atteggiamento criminale. Non soltanto ruba a man bassa, ma non si preoccupa minimamente di guarire 'sta terra malandata. A far lievitare i danni ci si mette pure l'atteggiamento filo-americano. Fuori gli States con le loro basi e i loro missili e su le maniche per lavorare seriamente.
*Impariamo dalla Russia, un groviglio di svariate declinazioni di cristianesimo, islamismo, buddhismo, paganesimo, persino. Eppure, nessun contrasto violento; si è stabilizzato un sentimento di pacifica convivenza, ognuno nel rispetto dell'altro.
{{Int|Da ''[https://www.giornalelavoce.it/news/dai-comuni/93332/ivrea-nicolai-lilin-educazione-siberiana-alla-festa-dell-unita-una-militante-pd-lo-attacca.html IVREA. Nicolai Lilin ("Educazione siberiana") alla Festa dell'Unità. Una militante Pd lo attacca]''|Intervento durante la Festa dell'Unità, ''giornalelavoce.it'', 22 settembre 2014.|h=4}}
*[...] l'Ucraina è Russia, e non a caso la prima capitale dell'Unione Sovietica fu proprio Kiev.
*[...] voi non sapete niente, voi votate e basta. L'Ucraina è solo una pedina, anche insignificante, dell'America, la quale teme che l'Europa si giri verso la Russia, canale anche verso la Cina, paesi in espansione.
*Sono cresciuto in Unione Sovietica. Eravamo poveri, ma non avevamo i pidocchi a scuola. Qui ho mandato mia figlia, purtroppo, in una scuola statale, e per tre mesi mi ha portato i pidocchi. Questa è la vostra democrazia. La vostra democrazia è mettere gli anziani negli ospizi. La democrazia schiavizza. Voi dovete ascoltare i vostri anziani (tranne Napolitano), la loro saggezza. Il Nazionalismo vero, come diceva mio nonno che era siberiano, significa amare il proprio paese, e rispettare gli altri.
*A 12 anni ho vissuto la guerra civile. Nell'89 sono iniziate le tensioni. Si diceva che fossero causate dal Nazionalismo moldavo. Poi si è scoperto che era gente rumena, mercenari. Voi non avete ancora imparato. Perché quello che fa Renzi con Obama (fare sanzioni, bombardamenti di cui nessuno parla, pagare neonazisti per uccidere gente che non viene messa in tv come il giornalista americano) è un atto criminale. Voi votate dei criminali.
{{Int|Da ''[https://www.gqitalia.it/news/2014/12/11/lilin-e-la-disinformazione-te-lo-spiego-io-cosa-succede-in-ucraina Lilin e la disinformazione: "Te lo spiego io cosa succede in Ucraina"]''|Intervista di Angelo Pannofino, ''gqitalia.it'', 11 dicembre 2014.|h=4}}
*I giornali italiani dicono che l'esercito russo ha invaso l'Ucraina, ma dove? Non c'è un solo soldato con la divisa dell'esercito russo. Dalla Russia sono sicuramente arrivati dei volontari, ma ci mancherebbe: noi russi andiamo ad aiutare i nostri fratelli in qualunque parte del mondo, ma lo facciamo da privati. Da privati.
*Putin ha un pessima reputazione perché gli italiani hanno sempre avuto della Russia una visione creata da persone che sostengono il blocco atlantista.
*[...] quando parliamo di disinformazione la [[Anna Stepanovna Politkovskaja|Politkovskaja]] è un esempio perfetto: lei è diventata una sorta di martire della libertà che gli occidentali spingono di brutto. Spesso qui leggo una frase stupida: "Putin ha ucciso la Politkovskaja". Punto. Come si fa a essere credibili se si scrivono cose del genere? Putin non ha ucciso nessuno. E il KGB non ha ucciso nessuno. Anche perché non esiste più il KGB ma altre strutture, come l'FSB, che è solo un'ala dell'ex KGB, quella politica: considera che solo l'FSB conta tre milioni e cinquecentomila agenti effettivi. Sai cosa vuol dire una cifra del genere? Vuol dire che non c'è niente che possa fermarli, né la CIA né il Mossad. Come si fa a pensare che una struttura così possa mandare due agenti a sparare in pancia alla Politkovskaja mentre sale a casa sua con i sacchi della spesa? Neanche i criminali ormai fanno cose del genere in Russia: hanno più gusto e più pietà
*{{NDR|«[...] qual è la tua idea sull'omicidio della Politkovskaja?»}} Non è un'idea, è un fatto documentato: ci sono due delinquenti wahabiti (perché in Caucaso tutto viene dal wahhabismo), terroristi pagati dagli americani, che lo hanno fatto perché lei indagava sul legame tra alcuni militari russi e alcune fazioni wahabite. Il problema principale della Politkovskaja è che lei è comparsa sulla scena mediatica grazie al signor Berezovsky, che l'ha fatta diventare la "sua" giornalista: in poche parole l'ha comprata. [...] è questo il problema della Politkovskaja: i suoi legami con Berezovsky. La sua visione era molto facile: la guerra cecena? La colpa è dei russi. Ma io l'ho fatta la guerra in Cecenia, e non è affatto così.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/12/28/traduco-confessioni-in-una-lingua-misteriosa32.html Traduco confessioni in una lingua misteriosa]''|''La Repubblica'', 28 dicembre 2014.|h=4}}
*Ho a mia disposizione una vasta gamma di simboli, paragonabile a una sorta di alfabeto. Ogni simbolo, così come ogni lettera dell'alfabeto, non ha nessun significato singolarmente, ma può assumerne diversi a seconda di come viene inserito nel disegno completo e posizionato rispetto agli altri simboli e anche a seconda della parte del corpo in cui viene tatuato, proprio come le lettere dell'alfabeto, che compongono parole diverse a seconda dell'ordine in cui sono disposte, parole che poi diventano frasi, che a loro volta si trasformano in storie. La parte più importante nel processo è quella legata al passaggio dell'informazione dalla persona che intende tatuarsi al tatuatore. Si crea qualcosa che sta a metà tra una confessione sacra e una complicità quasi intima.
*Spesso le storie che mi affidano sono così personali e profonde che mi rendo conto di essere l'unico a conoscerle, molti non raccontano le loro esperienze più estreme nemmeno ai propri cari. In alcuni casi le persone fanno fatica persino a trasformare le proprie memorie in parole, ci mettono molto a dare forma linguistica alle proprie paure, agli incubi del passato.
*Iniettare l'inchiostro sotto la pelle è un processo che richiede una certa abilità e conoscenza della materia, ma io la vedo come una semplice conclusione di qualcosa di molto più profondo, faticoso ed emozionante. Per questo, mentre tatuo una storia provo già nostalgia per quei simboli, per i particolari di quella vita che ho conosciuto e interpretato nel tatuaggio che vado eseguendo, e dentro di me sento il bisogno di affrontare nuovi segreti.
===2015===
{{Int|Da ''[https://lespresso.it/c/archivio/2015/1/5/nicolai-lilin-non-cediamo-alla-tentazione-della-vendetta/41887 Nicolai Lilin: "Non cediamo alla tentazione della vendetta"]''|''Lespresso.it'', 5 gennaio 2015.|h=4}}
*[...] il 1989 è stato segnato da due eventi che hanno condizionato la mia esistenza: la nascita del mio adorato fratello Dimitri e l'entrata nella mia collezione di un pezzo importantissimo, una Luger P08 prodotta nel lontano 1917. Nelle strade del mio quartiere, tra i ragazzini giravano molte armi da fuoco, soprattutto modelli storici tirati fuori dai nascondigli dei nonni: venivano barattate in cambio di colombi, cuccioli di cane o qualche piccolo oggetto di gioielleria sottratto ai genitori. A nove anni possedevo una discreta collezione di pistole. Avevo due rivoltelle tipo Nagant, di cui una rarissima di produzione svedese dalle munizioni introvabili; una Mauser C96 - quella che usa Corto Maltese nei fumetti di Hugo Pratt - che non funzionava per qualche guasto meccanico mai scoperto; diverse Tokarev, una delle quali recuperata sul terreno di una battaglia della seconda guerra mondiale e semicorrosa dalla ruggine. C'era pure una Walther P38 tedesca, con il nome del militare che l'aveva usata durante il conflitto inciso sul carrello.
*Di giorno portavo la pistola ovunque: a scuola e persino al fiume, il luogo dei nostri giochi. La sera, prima di andare a dormire, la smontavo e pulivo con cura, accarezzando la struttura metallica con il panno bagnato d'olio. Con quella Luger riuscivo a sparare molto preciso. Era facile da controllare, un vantaggio perché io ero più piccolo e più magro dei miei amici e quindi faticavo a colpire i bersagli con le altre pistole. Ora invece era tutto cambiato: staccavo il collo delle bottiglie a dieci metri di distanza. Anche i ragazzi più grandi avevano notato la mia abilità, alcuni autorevoli delinquentelli del quartiere si erano complimentati e ciò rappresentava una sorta di promozione nella gerarchia della strada. Credevo di essere diventato qualcuno grazie a quel pezzo di ferro. Non mi rendevo conto che gli amici mi consideravano insopportabile, perché sembravo ubriaco di onnipotenza e facevo di tutto per provocare il destino. E il destino non si è fatto attendere.
*Ero da poco tornato da scuola e sono andato nel fondo del giardino per tirare due colpi con la mia Luger. Tra uno sparo e l'altro sono stato distratto dalla sarabanda che proveniva dal cortile. Era un misto tra il lamento di un bambino, il ruggito di un leone, il bramito di orso e il ringhio del cane. Un verso incredibilmente lungo e potente, tanto da apparire irreale. Sono corso verso casa e mi sono trovato davanti una scena incredibile: tutto era coperto di piume, con brandelli di cuscini che volavano in aria e in mezzo a questa nuvola bianca c'era Buyan che stava sbranando l'ultimo pezzo di stoffa. Ho guardato quel cane e dentro di me si è scatenata l'ira. Anche lui mi ha fissato, come per studiarmi, poi è scattato. Senza rendermene conto ho puntato la Luger e premuto il grilletto. L'animale nello stesso istante si è accasciato, come se un essere invisibile gli avesse inferto una botta sul capo. Mi sono avvicinato al corpo ancora caldo, sentivo le ginocchia tremare. Ho osservato immobile quello che avevo provocato, poi ho messo la sicura alla Luger, ma non ho fatto in tempo a infilarla in tasca perché è apparso mio nonno Boris. Teneva tra le mani uno dei giovani colombi che addestrava. Mi ha fissato con disapprovazione: «Perché hai sparato a quell'animale?»
{{Int|Da ''[https://www.vita.it/nicolai-lilin-islam-la-convivenza-si-impara-sul-caucaso/ Nicolai Lilin: «Islam? La convivenza si impara sul Caucaso»]''|Intervista di Elena Bagalà, ''vita.it'', 16 gennaio 2015.|h=4}}
*{{NDR|Sul [[Caucaso]]}} Sono zone in cui la vita ha altri ritmi rispetto alla società moderna come noi la intendiamo, la gente è ancora molto legata alla natura e porta avanti gli antichi valori che gli sono stati tramandati [...]. La comunità cristiana consegna un oggetto, affinché venga custodito, alla comunità musulmana e viceversa. È uno scambio di oggetti tra comunità, un sigillo che celebra il patto di lealtà che al giorno d'oggi è ancora ritenuto estremamente importante.
*{{NDR|Su ''Il serpente di Dio''}} Un elemento fondamentale nel mio libro, non a caso, è il grande sentimento di amicizia che lega i due protagonisti, due ragazzi, uno cristiano e l'altro musulmano.
*La società moderna è affetta da due grandi mali, l'individualismo e la massificazione, sono due derive che rendono l'uomo un possibile schiavo di ideologie false, ci fanno credere che per sopravvivere l'unica via sia quella tracciata dall'odio e dall'intolleranza quando invece l'uomo, mosso dalla curiosità, scopre che esiste anche la via della conoscenza, la base su cui poi si instaurano le relazioni tra le persone.
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20151015022849/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/01/16/la-chiesa-dellodio/ La chiesa dell'odio]''|''Espresso.repubblica.it'', 16 gennaio 2015.|h=4}}
*Oggi, seguendo i media ucraini si percepisce un'atmosfera simile a quella che dominava la società cristiana cattolica ai tempi delle crociate. C'è un obiettivo universale, prostrato, non definito, che viene imposto alle masse come una missione sacra che ogni patriota e uomo onesto è obbligato a compiere. Ovviamente questo obiettivo è la guerra che in questo caso dimostra una chiara declinazione masochista, perché anche se nella propaganda si parla sempre di guerra contro la Russia, in realtà la si fa contro il proprio popolo nel Donbass.
*A Firenze e a Prato, nelle chiese ucraine i parroci hanno organizzato una colletta per acquistare una termocamera che permette di individuare, in condizioni di bassa visibilità, soprattutto di notte, gli obiettivi vivi che emanano il calore corporeo. Sul volantino distribuito in chiesa è disegnata la scena del videogioco di guerra che si chiama "Battelfield", si nota un soldato in fiamme che avanza con uno sguardo severo, accompagnato da un carro armato. Questi sono i valori cristiani dei neo nazisti ucraini: la violenza, la guerra, la distruzione. I parroci e la comunità ucraina in Italia non hanno dato nessuna spiegazione, non hanno espresso le loro scuse agli italiani e ai credenti che hanno chiesto spiegazioni per un comportamento così offensivo nei confronti di chiunque reputi la religione un rifugio per lo spirito e non una piattaforma di guerra.
*Se le autorità italiane, se i nostri politici, se l'opinione pubblica nazionale continuano con il loro tacito consenso al dilagare della propaganda dell'odio e del neo nazismo ucraino qui in Italia, non mi sorprende che un giorno questo odio si realizzerà con delle azioni violente. Azioni di cui non ne abbiamo nessun bisogno qui in Italia, specialmente dopo quel sangue che abbiamo visto scorrere a Parigi.
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20150918164302/http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/02/03/laltra-faccia-della-democrazia-ucraina-il-terrorismo-ceceno-made-in-usa/ L'altra faccia della democrazia ucraina: il terrorismo Ceceno made in USA]''|''Espresso.repubblica.it'', 3 febbraio 2015.|h=4}}
*Per favi capire meglio chi era Isa Munaev, ricordo solo che era ricercato in Russia per aver commesso crimini contro l'umanità durante la guerra in Cecenia. Aveva trovato rifugio in Europa, così come altri membri di Al-Qaeda, protetti e mantenuti dalle strutture non governative al soldo di oligarchi ultra-liberisti come George Soros.
*Quando nei miei libri dedicati alla guerra in Cecenia spiegavo che gli Stati Uniti hanno creato il terrorismo islamico nel Caucaso per destabilizzare la Russia, alcuni esponenti della politica atlantista "democraticamente" mi avevano accusato di, per dirla in modo pacato, non essere credibile. Oggi, a distanza di pochi anni dall'uscita del mio libro "[[Caduta libera (romanzo)|Caduta Libera]]" che parla della guerra in Cecenia, tutti noi assistiamo ad una guerra molto simile, che si svolge nel cuore dell'Europa. Di nuovo di fronte a noi si apre uno spettacolo osceno: la morte, la disperazione, il dolore e tanta, tantissima rabbia.
*I neonazisti di vari paesi europei, i terroristi wahhabiti ceceni che si trovano da anni in esilio in Occidente, gli Stati Uniti d'America con il premio Nobel per la pace in testa e tra gli altri anche il nostro premier Renzi con il suo fedele PD (loro governano l'Italia, sono quindi responsabili di aver mandato in Ucraina i veicoli da guerra con i quali i terroristi atlantisti ammazzeranno sempre più civili) conducono il genocidio del popolo ucraino, cercando di coinvolgere la Russia nella guerra e con questo salvare dall'inevitabile crollo l'ormai da decenni marcia e speculativa economia statunitense. Tutto come è avvenuto in Cecenia: una parte del popolo per mezzo di propaganda e i soldi rivolta contro i propri fratelli, con provocazioni e terrorismo scatena una guerra feroce e dietro a questo terribile conflitto si stanno svolgendo le trattative commerciali tra le più significative sul pianeta.
{{Int|Da ''[https://genova.repubblica.it/cronaca/2015/12/04/news/lilin_-128800198/ Lilin, il Terribile: "E' il momento di fermarsi a casa. E ammettere la guerra"]''|Intervista di Matteo Macor, ''repubblica.it'', 4 dicembre 2015.|h=4}}
*{{NDR|«[Un tappeto di boschi selvaggi] è un'autobiografia, un diario, un libro fotografico?»}} Non so, è tante cose. Me lo chiedevano da tanto tempo, ma nasce comunque da una mia esigenza. Mi piaceva l'idea di lasciare qualcosa ai miei figli, qualche particolare punto di vista sulle loro origini, storie che potranno leggere per scoprire come vivevano e chi erano i loro antenati. [...] Non lo chiamerei autobiografia, però: non è del genere, mancano tante storie. È come se avesse raccolto alcune facce del caleidoscopio della mia vita. Un modo di vedere quello che sono, i miei punti di vista. [...] L'abbiamo fatto in tre, quattro, insieme agli editor dell'ufficio della casa editrice. Io ci ho messo la mia vita, le mie foto, la mia famiglia, loro la professionalità, le idee, mi hanno aiutato a dare la forma giusta alla cosa. Fare un loro del genere è molto più difficile che fare un libro di pura narrazione.
*Per me sparare è come tornare a quando ero bambino, tornare alla mia infanzia, dentro quel guscio sicuro che ha un bambino quando sta nel suo ambiente familiare. E lo stesso vale per i tatuaggi: è una specie di ritorno alle origini. Sono cresciuto in un ambiente in cui tutti avevano tatuaggi, io all'inizio mi sentivo anche un po' in difetto. Sono queste le cose che mi hanno formato per come sono oggi.
*Quando io mi guardo attorno, e osservo il mondo moderno, il caro vecchio Occidente, la sensazione è che non sappia minimamente in che situazione si trova. Da anni vive in guerra, anni. E noi ce ne accorgiamo solo perché le stragi arrivano nel cuore d'Europa, a Parigi. Eppure sono anni che i nostri politici la travestono da missioni di pace, inventano nomi nuovi e intanto bombardano e uccidono. Questo avviene quando le persone non vogliono aprire gli occhi, cercano una pace che non c'è e accettano di vivere in una situazione come la nostra, inesistente, surreale. Più che la guerra, a me spaventano le persone che non hanno capito di essere nel pieno del conflitto. Mi fanno sentire sempre meno sicuro.
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20240523143217/https://www.paesesera.toscana.it/17144-2/ Un cuore siberiano, intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Barbara Caputo, ''paesesera.toscana.it'', 19 dicembre 2015.|h=4}}
*Prima di essere operativo nell'esercito russo, abbiamo eseguito una serie di passaggi, allenandoci nelle montagne, e imparando a comportarci come i terroristi ceceni. Abbiamo anche compiuto la pulizia dei luoghi di attentati terroristici. Ho capito poi che era utile a comprendere che queste persone non erano umane ed era facile annientarle. Quando ho assistito al mio primo attentato a un asilo, uno degli ordigni per fortuna non è esploso. Mi hanno portato la testa di un terrorista, tutta bianca e con gli occhi neri. Ho capito il pericolo delle idee che può trasformare un giovane in questo. Ho visto anche persone che impazzivano davanti ai miei occhi, come un padre a cui hanno spiegato che la moglie e il bambino erano stati ammazzati. Gran parte dei quadri Isis sono reduci ceceni. Considerando i fatti tristi accaduti a Parigi non ho dormito la notte. Quello che mi ha stupito è che non una tra tutto queste persone abbia resistito sparando. Io non riesco a vivere come un bersaglio mobile. L'unica cosa che mi può salvare è una pistola allacciata a una cintura.
*Il primo ricordo forte che ho di mia nonna è che nella borsa portava una Luger P08. Era un calibro difficile da trovare. Mia nonna era gobba, ebrea. Mio nonno era cristiano ortodosso e non voleva che diventassi ebreo. La nonna era finita nel campo di sterminio e 13-14 anni, le avevano sterminato la famiglie. Era finita in un reparto in cui le ragazze erano usate come donne di piacere, e un tedesco la vestiva da bambola e le diceva di non muoversi. Mia nonna sapeva accontentarlo e lui ha cominciato a fidarsi di lei e a farla uscire dal campo. Ma lei seguendo le istruzioni che le aveva dato un uomo lo ha colpito con un punteruolo e ucciso. È stata ritrovata da un polacco, è stata sua amante per un certo periodo e poi ha ucciso anche lui. In seguito ha incontrato mio nonno, che era un delinquente, in un lager sovietico. Mia nonna rubava al mercato, per lei era una sorta di vendetta delle ingiustizie della vita. Era critica verso il sionismo ma mandava terreno fertile nei kibbutz.
===2016===
{{Int|Da ''[https://www.mangialibri.com/interviste/intervista-nicolai-lilin Intervista di Nicolai Lilin]''|Intervista di Alessandra Farinola, ''Mangialibri.com'', 2016.|h=4}}
*Io con le bambine ho un rapporto abbastanza diretto e credo che ai bambini non bisogna raccontare le bugie. In qualche modo cerco sempre di raccontare la verità, la realtà, quando è necessario magari la abbellisco con qualche giro di parole, soprattutto per aiutarle a crearsi da subito una opinione vera su quello che è il mondo, sulle loro radici. Quando racconto di mio nonno, il loro bisnonno, uso termini abbastanza semplici, spiego che si tratta di persone che erano banditi, criminali, che agivano contro la legalità. Poi cerco di spiegare anche le condizioni, le circostanze politiche e sociali. Perché spesso una persona diventa un criminale non per cattiveria ma perché cerca di difendere la propria libertà, la propria visone della politica, della società, dell'economia, cerca di difendere la propria famiglia. Nelle varie dittature che susseguirono nella storia della Russia molti russi son dovuti diventare fuorilegge per resistere. Le bambine sanno benissimo che il loro bisnonno era un criminale, e che anche il loro nonno, mio padre, che è ancora vivo e ogni tanto ci viene a trovare, è stato in carcere, lo sanno che anche lui ha un passato. Anche io quando parlo della guerra racconto in modo diretto che cosa è la guerra e cerco di spiegare perché il loro papà è stato in guerra. Cerco di essere più onesto possibile perché ho visto con la mia esperienza, osservando il mondo e le persone, che ai bambini non bisogna raccontare cose che li portano troppo lontani dalla realtà.
*Ho smesso di tatuarmi perché non c'è nessun tatuatore che io conosca qui in Occidente che avrebbe potuto farlo. Per me. La possibilità e la capacità di eseguire tecnicamente un tatuaggio nella visione del tatuaggio siberiano, nella nostra visione, è la parte meno significativa perché saper tatuare fisicamente, saper incidere sulla pelle è una cosa tecnica che non ha molta rilevanza. La cosa più importante è saper interpretare i simboli, creare la narrazione simbolica, quindi conoscere molto bene la tradizione siberiana legata ai simboli, saper trasmettere le parole e saperle trasformare in immagini che codificano la vita delle persone, nell'informazione che in qualche modo ha a che fare con la vita di qualcuno. Purtroppo in questi anni i vecchi sono morti, quelli dai quali ancora si poteva andare a tatuarsi abitano in Russia. I giovani sono sempre meno interessati a seguire la tradizione dei vecchi perché la tradizione è anche una disciplina e quindi durante il periodo di studi, quando un giovane apprendista impara quello che il vecchio maestro deve trasmettere, uno deve anche seguire una serie di regole legate alla disciplina e non tanti giovani sono disposti a farlo. Per questo quelli che conoscono come me la tradizione sono pochissimi.
*Del significato dei simboli non si parla perché la tradizione nostra è chiusa a chi non è stato abilitato dai maestri. Proprio perché il segreto dei simboli viene conservato per evitare che le persone non addette all'interpretazione del tatuaggio siberiano si impossessino del significato.
*In Siberia abbiamo una delle mummie tatuate più antiche trovate al mondo. Si chiama Principessa di Altai o Ukoka, una giovane donna di circa ventisei anni, non una vera principessa ma apparteneva ad una famiglia nobile, ad un grande clan siberiano. È stata trovata nella sua tomba perfettamente conservata. Ha addosso tatuaggi molto importanti e risale a circa 3000 anni fa. Gli studiosi dibattono ancora sulla datazione precisa, di fatto è un importante simbolo dell'antichità della nostra tradizione che poi si è evoluta, arricchita, si è adattata in certo modo ai cambiamenti storici, ai domini di diversi sistemi politici, alle dittature, diventando addirittura quasi fuorilegge, anche se spesso è condivisa non solo da fuorilegge.
*Le cose più importanti le apprendiamo durante i primi tre anni di vita, ormai lo dicono tutti gli studi, ma anche mio nonno e mia nonna, senza essere studiosi ma semplici cacciatori e contadini siberiani, dicevano che l'uomo diventa quello che è durante i primi tre anni e per questo era importante raccontare le fiabe ai bambini anche se sembrano non capire, perché nelle fiabe ci sono le basi, gli insegnamenti che poi formano una persona.
*Io sono rimasto per una serie di motivi, uno dei quali familiare. In Italia da molti anni c'era mia madre che era stata costretta a fuggire dal nostro Paese perché era sposata con un uomo, mio padre, al quale il nuovo regime dava la caccia. Perché ai tempi in cui arrivarono i trafficanti di droga e i rappresentanti della nuova criminalità che ha preso il potere con l'arrivo del consumismo, l'apertura delle frontiere e il crollo dell'Unione Sovietica, mio padre era tra quelli rimasti fedeli alle vecchie regole sociali anche dei fuorilegge, era uno di quelli che non accettarono la criminalità e gli affari criminali che erano concentrati sull'arricchimento di una sola persona, quindi droga, sequestro di persona, crimini che nel nuovo mondo erano diventati modi semplici per guadagnare soldi in fretta. Ha combattuto diverse volte contro queste cose, contro i trafficanti di droga, io stesso ho fatto parte di quella generazione di giovani che sono rimasti accanto ai vecchi.
*La prima persona che ho ucciso era un trentenne zingaro che spacciava eroina nel mio quartiere. Io avevo quattordici anni, ho cercato di contrastarlo e fargli lasciare il quartiere ma lui mi ha picchiato. Allora sono andato da mio nonno e gli ho raccontato tutto; lui mi ha caricato un revolver, me lo ha dato e mi ha detto di sparargli alle ginocchia. Il primo colpo l'ho sparato alle ginocchia ma il secondo è andato male e gli ho preso il fegato e lui è morto. Era una guerra e mio padre faceva cose ben peggiori. Faceva parte di quelli che facevano rappresaglie, ha subito tre attentati pesantissimi, in uno c'ero anch'io in macchina quando ci hanno sparato addosso. Una vera e propria guerra. Poi mio padre è dovuto andar via dal paese perché la guerra è stata persa, la corruzione e il potere dei trafficanti e della droga ha vinto. Infatti si è unito alla polizia, alla politica, al potere corrotto e il nostro paese è stato occupato da questa gente. Mia madre trovandosi in questa situazione, sposata ad un uomo che per anni si è opposto a questo sistema, è dovuta fuggire perché troppo spesso venivano poliziotti corrotti per le perquisizioni, a minacciarci per sapere dove mio padre si nascondeva, dove erano i suoi soldi. Io stesso più volte sono stato portato nel bosco, mi hanno puntato una pistola alla testa per cercare di avere informazioni. Poi sono andato via anch'io e ho fatto le mie esperienze. Alla fine degli anni '90 il paese era una festa di avvoltoi, io sono andato via a combattere nell'esercito e il pericolo della guerra cecena mi ha salvato da quel pericolo. Quando son tornato dalla guerra ho cercato di ricostruirmi una vita. Sono venuto a trovare mia madre in Italia e mi sono accorto che lei aveva bisogno di riformare la famiglia. Le donne russe sono così e in questo sono molto simili agli italiani, hanno un legame tradizionale. Sono rimasto accanto a lei ma se non mi fosse piaciuta l'Italia non sarei rimasto.
*Quando vivevo in Siberia c'erano i lupi che sono straordinari, mio nonno era cacciatore e mi ha insegnato tanto su di loro. Sono organizzati in branco in modo da proteggere i più piccoli e i vecchi. I primi che sono il futuro, che procureranno cibo agli anziani, e gli altri perché lo hanno meritato e trasmettono esperienze, per esempio insegnano a combattere e a cacciare ai più giovani.
*Scrivo romanzi, non ho l'arroganza di scrivere una autobiografia perché non sono nessuno, non sono un grande che ha cambiato il mondo e che ha meritato di diffondere le sue esperienze. Io scrivo romanzi che restano tali. Per essere onesto con i miei lettori nelle interviste e negli incontri con loro spiego che quello che scrivo non è frutto di fantasia ma di esperienza vissute. Lo faccio per far capire soprattutto che non sono un genio perché per scrivere un romanzo come Educazione siberiana e inventarsi un mondo come quello che racconto dovrei esserlo e aver vinto almeno un Pulitzer! Queste accuse sono nate in una sola occasione, all'epoca di quel romanzo. Una tale giornalista [[Anna Zafesova]] de "La Stampa" ha scritto un articolo nel quale diceva che era stata in Transnistria e non ha trovato né la mafia siberiana né il mio quartiere, quello di cui parlo. Ma ha trovato qualcuno che mi conosce e le ha detto che tutto quello che avevo detto non era vero, addirittura che io ero un poliziotto. L'allerta me l'ha data mia madre che aveva letto l'articolo e mi ha avvisato. Io allora ho scritto un articolo in risposta nel quale ho spiegato cose sul mio conto, ho ribadito che il mio quartiere esiste. Probabilmente lei ha scritto un articolo senza uscire di casa, magari mettendosi in contatto con qualcuno o facendo qualche googlata. [...] Lei ha scritto un articolo per screditarmi ma c'era anche un motivo di invidia editoriale. Quando sono uscito con Educazione siberiana per Einaudi l'esclusiva era stata data a "la Repubblica". Allora a "La Stampa" c'era tale [[Cesare Martinetti]] che credeva di essere un grande esperto di Russia perché ci aveva vissuto a lungo come inviato, lui è rimasto male che l'esclusiva fosse andata ad un rivale. Mi ha anche fatto una intervista a sorpresa, era una chiacchierata e non mi aveva detto che l'avrebbe pubblicata, scrivendo anche cose non corrette e mettendo anche a rischio l'esclusiva stabilita. Il libro però ha venduto moltissimo e lui non era soddisfatto della piccola vendetta così ha incaricato la sua giornalista e amica di scrivere l'articolo. Pensavano di danneggiare me e il mio libro ma io ho continuato ad avere successo, perché non possono impedire a me di scrivere e ai miei lettori di apprezzare i miei libri.
{{Int|Da ''[https://www.linkiesta.it/2016/03/nicolai-lilin-ogni-religione-e-una-burocrazia-che-uccide-la-virtu/ Nicolai Lilin: "Ogni religione è una burocrazia che uccide la virtù"]''|Intervista di Dario Ronzoni, ''Linkiesta.it'', 26 marzo 2016.|h=4}}
*{{NDR|«Capiamoci subito. Lei è credente?»}} Sì. Nel senso che non sono religioso, ma credente. La religione è un sistema creato sulla fede, una burocrazia, un ufficio. La fede ha a che vedere con lo spirito, che è in ogni uomo, una forza interiore, un mistero che agisce sempre, che trova e dà spiegazione a tutto.
*L'ateismo è una religione. Affermare di non credere a niente è come dire di credere a qualcosa. In questo, sono un gruppo, una setta. Il problema è quando non c'è la fede: perché i riti, il culto, la religione non contano granché se manca la speranza, cioè la consapevolezza che esiste qualcosa che collega l'uomo a un mistero più grande.
*Quando ero in Cecenia per il servizio militare obbligatorio mi capitava di sentire spesso bisogno di ritrovarmi, di raccogliermi tra me e me. Avevo bisogno di un luogo sacro dove pregare, e allora, una volta, una moschea. Era mezza distrutta. Quando entrai, arrivò il funzionario. Mi scusai, non sono musulmano, ma lui sorrise. Meglio uno che ha vera fede che migliaia di musulmani che vengono per senso del dovere, rispose. Chi ha fede si riconosce. Dovrebbe essere così.
{{Int|Da ''[https://www.rsi.ch/news/mondo/cronaca/Lilin-Transnistria-un-non-luogo-398197.html Lilin: "Transnistria, un non luogo"]''|Intervista di Joe Pieracci, ''Rsi.ch'', 26 luglio 2016.|h=4}}
*In questi giorni sono sommerso di richieste da parte dei quotidiani italiani, mi chiedono di scrivere sulla [[Transnistria]]; ma per me è molto difficile rispondere. [...] Io sono scappato, oggi sono un occidentale. E preferisco non prendere posizione
*Non è vero che la Russia minaccia la Transnistria perché, questo paese, esiste grazie alla presenza delle truppe della Federazione russa... dai tempi dell'Unione sovietica non se ne sono mai andati. [...] Semmai, ad essere minacciate, sono la Moldavia o l'Ucraina occidentale.
*{{NDR|La [[Transnistria]]}} è una regione trasformata da alcuni generali russi in un non luogo, dove poter trafficare e guadagnare.
*Mi auguro che questa splendida terra non finisca travolta da una sanguinosa guerra fratricida, ma ho paura che i russi facciano lo sbaglio di mettere sotto assedio militare l'intera Ucraina. E a quel punto la Transnistria sparirà. Sarà un'altra Beirut.
*Siamo tutti fratelli in quella zona e io non saprei come sparare ad un moldavo perché gli voglio bene: è mio fratello.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/08/17/tattoo-al-sole-uno-spot-sulla-pelle30.html Tattoo al sole uno spot sulla pelle]''|''repubblica.it'', 26 luglio 2016.|h=4}}
*Ogni estate italiani e turisti mettono in mostra i propri corpi, inconsapevolmente tessendo un complicato e a volte assurdo ornamento socio-culturale direttamente sulle spiagge. Molto spesso è come trasformarsi in una pagina di Facebook, cercando di impressionare con colori e disegni. La pelle dell'uomo moderno non comunica con un senso logico. E più la discesa nella spirale di questo consumismo delle immagini diventa violenta, più caos trasmettono i corpi.
*Cinquemila anni fa i miei antenati siberiani per raccontare il destino di una persona usavano un complicato codice simbolico che infondeva nei tatuaggi l'esperienza vissuta. Gli antichi egizi mescolavano inchiostro e polvere d'oro per tracciare sui corpi dei nobili i segni del potere divino che avrebbero dovuto proteggere loro nel regno dei morti. Vichinghi e altri popoli nordeuropei sfoggiavano incisioni complesse che contenevano più informazioni di un codice a barre. Allora regnava la logica, seppur primordiale; oggi domina l'estetica. Meno abbiamo da dire, meno cultura rappresentiamo, più diventiamo neutri e omogenizzati, più cerchiamo di rappresentarci attraverso marchi prevedibili, vuoti ma quasi sempre giganteschi. È un'epoca delle cose macro, dove la grandezza spesso determina la qualità. La macchina più grossa, la barca più lunga, il tatuaggio più ampio e possibilmente colorato nel modo più chiassoso: il ricercato simbolismo della scienza araldica si è così trasformato in una brutta imitazione della iconografia pubblicitaria.
*Solo Bob Marley sembra resistere alle stagioni e alle generazioni. Invece mi imbatto sempre più spesso nei tatuaggi che chiamo "pavonici": disegni enormi, più o meno tribali, che a volte si sviluppano su intere parti del corpo. Sono ornamenti, che non comunicano nulla, ma vogliono solo impressionare gli spettatori: sono spot. Ci sono quelli giapponesi, utilizzati senza avere la minima idea dei significati originali. Geishe accanto al Buddha, demoni che cercano di azzannare capre sacre. Ma si tratta di peccati veniali.
{{Int|Da ''[https://www.periscopionline.it/in-esclusiva-quattro-chiacchiere-con-nicolai-lilin-autore-di-educazione-siberiana-oggi-il-male-si-chiama-consumismo-103924.html Intervista a Nicolai Lilin. L'autore di "Educazione siberiana": "Oggi il male si chiama consumismo"]''|Intervista di Liliana Cerqueni, ''Periscopionline.it'', 26 settembre 2016.|h=4}}
*{{NDR|Sulla [[Siberia]]}} È un Paese molto grande e c'è tutto. È conosciuto purtroppo in Occidente attraverso "I Racconti di Kolyma" di Verlam Tichonovič Šalamov e "Arcipelago Gulag" di Aleksandr Solženicyn, però è una terra molto ricca di tradizioni dure, un grande territorio dove si incontrano Oriente e Occidente e quindi questo ci dà una capacità di prospettiva molto ampia. In Siberia c'è tutto, soprattutto una natura che domina l'uomo. A tutto ciò sono legate le tradizioni sciamaniche e anche la visione della vita dei siberiani stessi.
*L'Italia oggi è un Paese multiculturale e trovo che la cosa bella sia l'apertura delle persone e la semplicità con cui la gente ti viene incontro. Penso che la mia esperienza letteraria ne sia un esempio in questo senso, perché la curiosità degli italiani nei confronti di un russo che racconta storie legate a ciò che è accaduto in Unione Sovietica e alle tradizioni ancestrali che stanno nelle radici di quel Paese è stato possibile solo perché le persone sono aperte alla curiosità nei confronti di questi temi. La curiosità è un atteggiamento molto positivo perché permette agli individui di scoprire il mondo, di viaggiare anche semplicemente con la fantasia, con la mente.
*Nel nostro mondo moderno, quello che stiamo vivendo è il fenomeno della globalizzazione e quindi spesso le antiche tradizioni, gli antichi modi di vivere il mondo e di misurarsi con esso come era per i nostri antenati stanno sbiadendo o scomparendo. Questo è un male e la colpa sta nella forza che la globalizzazione esercita sulle nostre vite, sta soprattutto nel consumismo.
*Nel mio ultimo libro {{NDR|''Spy story love story''}} ho voluto raccontare gli anni Novanta in Russia, il crollo dell'Unione Sovietica e quello che è successo dopo di esso. Ho voluto raccontare questa realtà attraverso le storie umane, storie semplici; ho voluto esplorare storie diverse, entrare nelle dinamiche umane più profonde per poterle rappresentare meglio. Ci sono anche gli aspetti sentimentali che forse i miei lettori non si attendevano, ma hanno reagito bene, stanno accogliendo molto bene anche questo libro.
===2017===
*Un'altro nostro concittadino massacrato dai terroristi islamici, amici della Boldrini, sostenuti dalla sinistra Italiana. (da un Tweet del 19 agosto 2017)<ref group="fonte">Citato in ''[https://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2017/21-agosto-2017/sono-amici-boldrini-tweet-nicolai-lilin-scatena-social-2401933157187.shtml «Colpa degli amici della Boldrini». Il tweet di Lilin scatena i social]'', ''corriere.it'', 21 agosto 2017.</ref>
{{Int|Dalla prefazione di ''Putinfobia''|[[Giulietto Chiesa]], Casale Monferrato, Piemme, 2016, pp. 8-12, ISBN 978-88-566-5453-0|h=4}}
*All'epoca dell'URSS tutta questa moltitudine di culture, religioni, idee, abitudini e colori conviveva fianco a fianco senza particolari problemi. Non c'erano frontiere, confini fisici, mentali o geografici che ci dividessero, l'unione era siglata anche all'interno delle famiglie. La mia famiglia è un classico esempio della cellula sociale transnistriana. Ci sono russi provenienti da diverse parti, tra cui siberiani, quelli della Russia centrale e anche un bisnonno katzap. Polacchi, tedeschi, ebrei, moldavi, un bisnonno generale nell'esercito cosacco e un altro mercante cinese (probabilmente il motivo per cui mio fratello minore Dimitri ha gli occhi a mandorla come un cinese).
*La politica dell'Occidente, che con tutte le forze cercava di frantumare il multiculturalismo ereditato dal regime sovietico per poter manovrare meglio le piccole regioni staccate dal grande polo legato al Cremlino, da subito ha sfruttato la propaganda russofoba come l'elemento principale su cui poter costruire i nazionalismi locali. Così, da un giorno all'altro, alcuni dei nostri vicini moldavi hanno cominciato a odiarci.
*Tutte le malefatte del regime sovietico, tutte le sue eredità negative, i democratici e i nazionalisti moldavi le attribuivano apertamente alla razza russa e a tutti i non moldavi che "occupavano" la loro terra. In alcune zone della Moldavia vennero oscurati i canali radio e televisivi russi, i principali giornali del Paese gareggiavano nel delirio nazionalista, gli intellettuali si abbandonavano alle vergognose performance xenofobiche, le masse di persone affamate e confuse, ex cittadini sovietici che avevano perso tutto con il crollo dell'URSS, si radunavano nelle piazze, abbindolati dalla propaganda nazionalista che indicava la via per sfogare la loro rabbia: odiare i russi.
*Io, un dodicenne, ero per strada con i miei amici, a girare con le nostre biciclette, con i kalashnikov appesi al collo, a schivare i colpi dei cecchini, raccogliendo le munizioni dai cadaveri, sfilando loro le armi e altro materiale che poteva servire ai vivi per combattere. Cercavamo di aiutare i nostri padri a resistere contro gli invasori. La mia vicina Tania, una ragazza ventunenne che era al settimo mese di gravidanza, è stata uccisa nel cortile di casa sua, colpita da un'altra ragazza, una venticinquenne cecchina mercenaria proveniente dall'Estonia, che fu catturata da alcuni nostri miliziani e gettata dal tetto del palazzo dove aveva organizzato la sua posizione di tiro.
*Attualmente la propaganda della fobia ha subito una notevole evoluzione. Per poter odiare russi, serbi, siriani, iracheni, cristiani o musulmani non serve più essere soltanto le vittime del disagio sociale, l'eredità di qualche regime demolito. Le nuove carte da giocare sono legate al conflitto dell'identità, ai contrasti dei valori, all'interpretazione sempre più astratta del concetto della democrazia. Oggi non sono importanti soltanto le piazze. Per sentirsi addosso il brivido della giustizia universale, per strizzare nella mano la propria verità preconfezionata basta essere collegati a internet, basta seguire i principali canali d'informazione, basta avere un cellulare intelligente con delle giuste applicazioni e la vostra opinione sarà presa con cura e trasformata in una pesante e spietata palla di metallo con cui gli interessati potranno demolire le strutture che gli impediscono di modulare il mondo a loro piacimento. È il mondo dei politici corrotti, degli oligarchi della sporca finanza, degli avventurieri della democrazia di distruzione di massa, delle lobby delle armi, dei farmaci, delle costruzioni, dell'energia.
{{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/mondo/attentato-san-pietroburgo-versione-nicolai-lilin-1382542.html San Pietroburgo, Lilin: "Il perbenismo occidentale crea immagini false dell'islamismo"]''|Intervista di Elena Barlozzari, ''Ilgiornale.it'', 4 aprile 2017.|h=4}}
*{{NDR|Sull'[[attentato di San Pietroburgo del 2017]]}} [...] è stato confermato che si tratta di una pista collegata allo Stato islamico. Bisogna tenere presente che, dalla Federazione Russa, numerosi foreign fighter sono partiti per combattere tra le file dell'organizzazione guidata da al Baghdadi. Questi personaggi, quando fanno ritorno ai propri paesi d'origine, continuano a portare avanti la jihad. Ma la Russia è un paese pronto ad affrontare queste realtà con cui, ormai, si confronta da più di 20 anni.
*I servizi russi lavorano molto bene. Non mi riferisco solo al campo del monitoraggio, ma anche e soprattutto all'attività di infiltrazione. Grazie alla loro natura multinazionale, infatti, gli agenti riescono a smantellare le cellule islamiste dal di dentro.
*Basta con la solita marchetta al perbenismo occidentale che vuole creare un'immagine falsa del terrorismo islamico. Non esistono lupi solitari, le persone sono sempre collegate a livello ideologico, fanno riferimento a dei modelli precisi e sono motivate dalla comunità di riferimento.
*La strategia della tensione è un metodo usato nei paesi con una forte connotazione democratica. La Russia contemporanea, invece, è un paese autoritario, imperiale, non ha nessun bisogno di usare il terrorismo. Escludo questa pista anche perché, attualmente, i sondaggi dicono chiaramente che l'81% dei russi si fida di Putin e le proteste degli ultimi giorni, a differenza della raffigurazione fatta dalla stampa occidentale, hanno in realtà coinvolto ben pochi manifestanti. A Mosca, ad esempio, su 15milioni di abitanti effettivi più qualche milione di abitanti illegali, sono scese in piazza qualche centinaia di persone.
*Di sicuro, però, l'attività di Navalny è ben vista dai terroristi del Califfato caucasico che hanno sempre garantito una sorta di "immunità" a chi affronta Putin in piazza.
{{Int|Da ''[https://www.linkiesta.it/2017/05/nicolai-lilin-e-in-mezzo-allinferno-che-ho-imparato-lonesta-oggi-nient/ Nicolai Lilin: "È in mezzo all'Inferno che ho imparato l'onestà, oggi niente viene preso sul serio"]''|Intervista di Grazia Sambruna, ''Linkiesta.it'', 18 maggio 2017.|h=4}}
*Dopo aver vissuto tutto questo, potrei dire che la cosa più negativa che possa esistere per un essere umano sia l'assenza di libertà, l'inconsapevole tortura di condurre un'esistenza basata sullo schiavismo o su ideologie schiaviste. Dal punto di vista etico, culturale ed economico non ne siamo certo privi nella nostra società attuale. Pensa ai giovani, oggi, schiavi di sostanze, videogiochi o delle realtà estremiste. Fa tutto parte dello stesso vuoto.
*A 12 anni sono entrato in un carcere minorile di massima sicurezza. {{NDR|«Cosa avevi fatto?»}} Tentato omicidio. Una banale rissa per strada. Ai tempi giravamo sempre con armi da taglio ed è andata a finire che ho accoltellato una persona. {{NDR|«Chi era?»}} Un tossico molto più grande di me che voleva far pagare il pizzo a me e ai miei amici per aver attraversato il parco dove lui si bucava. Noi non avevamo intenzione di dargli dei soldi per questo. Lui ha cominciato a picchiarci con la bottiglia di champagne che aveva in mano. Sai, le bottiglie si spaccano solo nei film. Nella vita reale è il tuo cranio che si rompe, non il vetro. Dopo una serie di bottigliate in testa l'ho accoltellato, dovevo difendermi.
*Facevo parte del corpo antiterrorismo presso i servizi segreti, la GRU. Ho fatto due anni e tre mesi di guerra cecena.
*La prima volta che mi hanno sparato ero nel mio quartiere. Avevo quasi 15 anni. [...] In Transistria, dove abitavo con la mia famiglia, dopo la guerra civile era iniziata una specie di lotta per il potere tra criminali. Mio padre si era guadagnato un ruolo in quell'ambiente perché lui rapinava le banche. Era specializzato in furgoni portavalori. Aveva un'etica, però: non si mischiava con il narcotraffico e non uccideva persone durante le rapine. Lui e i suoi erano contro i nuovi criminali, collusi con stato e polizia, quelli che avevano portato la droga da noi. Per questo motivo ha subito tre attentati, a uno ho assistito anche io ed è stato lì che mi hanno sparato per la prima volta. A quel punto, per evitare ulteriori minacce alla famiglia, mio padre si è rifugiato in Grecia, mia madre in Italia. Io sono rimasto coi miei nonni.
*Credo che la Blue Whale sia una di quelle storture che possono sciaguratamente nascere nei grandi Paesi come la Russia o gli Stati Uniti. In generale, si tratta di un fenomeno legato alla mancanza di cultura. Non è una frase fatta o una risposta semplicistica: questi ragazzi hanno un buco nero dentro e non sanno come riempirlo.
*La vita di strada ti inquadra, ti insegna come stare al mondo in modo onesto. Anche perché se non sei onesto, ti fanno a pezzi. Oggi sembra che nulla venga preso sul serio, i ragazzi bestemmiano e insultano le propri madri per scherzo, come fossero cose divertenti. Lo stesso bullismo è un'altra brutta espressione dei nostri tempi.
*Nel nostro Paese era praticamente impossibile essere bulli. C'era un pezzo di merda che ha indotto un ragazzo a suicidarsi perché si pensava fosse gay e probabilmente lo era. Con un mio amico abbiamo aspettato questo tizio sotto casa, di sera. Gli ho rotto gambe e braccia a bastonate. Da noi potevi provare a fare il bullo, certo. Solo che non duravi tanto.
*Attualmente ne vige {{NDR|una legge in Russia}} che vieta la diffusione e la propaganda di materiali pornografici, sia di natura etero che omosessuale, ai minori di 14 anni. All'estero questa legge viene spesso travisata, la stampa tende a prendere i casi singoli per mostrare una situazione piuttosto lontana dalla realtà.
*Immaginare un gay pride in Russia non è possibile, ora come ora. C'è un terribile retaggio storico che è durato settant'anni, come ti dicevo, basato sul rifiuto e sulla paura. Verrà il tempo, di certo la Russia ha bisogno di compiere il proprio ciclo evolutivo ma non è questo il momento. Sarà un processo lungo, magari anche un secolo, ma di certo non può e non deve essere forzato. Semplicemente perché sarebbe controproducente.
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/07/16/fiabe-e-tatuaggi-larte-di-scrivere-per-nicolai-lilin-e-psicanalisiBari10.html Fiabe e tatuaggi l'arte di scrivere per Nicolai Lilin "È psicanalisi"]''|Intervista di Antonella Gaeta, ''repubblica.it'', 16 luglio 2017.|h=4}}
*A otto anni mi sono tatuato da solo, un primo esperimento su me stesso come fanno tanti. [...] Non posso svelarlo, è sulle gambe comunque. Dopo questa prima volta ho cominciato a frequentare un vecchio tatuatore. Per i primi anni non ti insegnano a tatuare ma a stare al mondo, ti osservano e non ti passano la tradizione se non sei degno di portarla con onore, è una selezione naturale. [...] Avevo vent'anni l'ultima volta che mi sono tatuato, ora ne ho 37, da 17 anni non lo faccio più.
*Nel '92 abbiamo avuto la guerra civile per l'indipendenza della Transnistria, ci ripenso come a un momento divertente: avevo 12 anni e per la prima volta potevo imbracciare un'arma, gli adulti ci usavano come baby intelligence, ci trattavano da grandi, quindi rivivo tutto come un'avventura.
*Ho tanti clienti psicologi che mi dicono che quello che faccio lo faceva Freud, solo che lui non tatuava.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/cultura/2017/07/27/news/nicolai_lilin_ora_vi_educhero_io_con_i_tatuaggi_siberiani_-171306178/ Nicolai Lilin: "Ora vi educo con i tatuaggi siberiani"]''|Intervista di Giulia Santerini, ''repubblica.it'', 27 luglio 2017.|h=4}}
*Questo serpente al braccio è il demonio che devo domare ogni giorno. Me l'ha tatuato a forza il mio maestro quando avevo 14 anni. Avevo accoltellato un ragazzo alle spalle. Lui è rimasto paralizzato tutta la vita, a me è restato il demone tatuato con la bacchetta, quasi in rilievo, per farmi più male. Una macchia che mi ricorda il più grosso errore della mia vita.
*Cos'è un criminale? Uno che va contro la giustizia? Ma quale giustizia? I partigiani e chi ha lottato contro i regimi comunisti non erano dei fuorilegge? Per gli Urca anche Gesù era un criminale onesto, a loro piace quando il vangelo dice che era venuto per portare la spada. Era un rivoluzionario.
*Ogni vita può essere interessante. Per me un operaio che viene sfruttato da un padrone e vuole più libertà e giustizia è un criminale onesto.
*Se un tatuaggio non ha un senso per te è ovvio che col tempo può stufare, diventare pesante. E lo cancelli: è un'offesa a Dio.
*Vedi molti calciatori con la tartaruga maori al braccio. Ma è un simbolo di fertilità femminile! [...] Non li tatuerò mai. È inaccettabile che ci siano 22 miliardari in campo pagati per giocare a calcio mentre altri fanno la fame. Da noi era un gioco per bambini in piazza.
*[...] a Sparta avevano il culto del corpo, utilizzavano una tunica speciale per evitare le cicatrici dopo gli scontri col coltello, figurati se si sarebbero mai fatti tatuare
*C'è chi si tatua la lacrima e non sa che è nata a Marsiglia, dove gli uomini erano così poveri che facevano prostituire le loro donne per sfamare i bambini. E le piangevano. In Sud America poi la lacrima è usata per gli assassini. Ma cosa c'entrano queste storie con ragazzi di una società benestante?!
*{{NDR|Un'allievo}} Aveva addosso la frase di Escobar "O argento o piombo". Io vengo dalla delinquenza di strada e ho fatto il carcere, ma chi vende droga lo combattevamo, sapevamo che ci voleva schiavi della sua schifezza. Il primo uomo che ho ammazzato con la pistola è stato uno spacciatore zingaro. Che senso ha che uno studente si tatui quella roba?!
{{Int|Da ''[http://www.futurodaunavita.sm/intervista-nicolai-lilin/ Spie, tatuaggi, armi e poesia – Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Angela Venturini, ''Futurodaunavita.sm'', 2 agosto 2017.|h=4}}
*Nella nostra cultura della [[caccia]] è così: si uccide solo per poter mangiare. Si uccide ma la bestia va rispettata, non la uccidi per divertimento ma perché sai che lei ti da la vita. È molto diverso da quello che oggi è la caccia... andavano più uomini insieme, ammazzavano un animale, poi dicevano la preghiera e la lavoravano al momento, ne lasciavano una parte al bosco e una parte se la portavano addosso perché una delle regole regole più importanti è che non bisogna cacciare più di quello che puoi portare addosso. Se uccidi un [[alce]] ma sei da solo sei una persona stupida: non riuscirai a portare a casa niente e la mangeranno i [[Lupo|lupi]] e questo creerà uno squilibrio nel bosco, perché un lupo che mangia un alce ammazzata da te non uccide poi un animale malato e quindi si rovina l'ambiente naturale. Questa era la nostra educazione.
*Ricordo il momento in cui mio nonno regalandomi il [[coltello]] mi disse: "L'armatura rende un uomo cavaliere del re, ma il semplice coltello rende un uomo cavaliere del popolo." Mi emozionò molto perché sentii di appartenere ad un mondo di persone degne, che avevano un loro codice, non come i delinquenti comuni, quelli che facevano male alla gente semplice, derubando i poveri pari a sé stessi.
*Quella siberiana è una delle tradizioni più antiche al mondo: la più antica mummia tatuata mai ritrovata ce l'abbiamo noi, ha cinquemila anni, si chiama Principessa Ukok e ha addosso simboli molto complessi che parlano di una cultura già molto antica e molto ricca. Poi questa tradizione si è evoluta. Anche Gengis Khan, che proveniva da dal nord della Mongolia che in realtà era la Siberia, aveva addosso il simbolo del suo clan, il pesce, e questo ci fa capire come il tatuaggio fosse un segno di riconoscimento essenziale, una specie di carta d'identità, che poi piano piano si è trasformato in un linguaggio capace di nascondere tutto quello che riguarda la persona, sia il vissuto che gli aspetti più intimi.
*Dell'utilizzo di mine provenienti da San Marino sono venuto a conoscenza proprio mentre combattevo in Cecenia, tramite un nostro ufficiale di collegamento dei servizi russi, che come altre persone legate al reparto analitico aveva molte informazioni. Negli anni successivi ho approfondito la questione ed scoperto da ex agenti dei servizi italiani che aziende di San Marino facevano da intermediari nella vendita, quindi non le producevano direttamente.
*Ogni popolo ha una propria concezione dell'[[amore]]. Voi italiani e sammarinesi siete bellissimi, avete una visione dell'amore molto romantica e legata alla passione. Noi in Russia abbiamo una visione un po' diversa, più drammatica: la nostra storia d'amore non deve per forza andare bene e lo vediamo anche nei nostri grandi classici come Dostoevskij, Tolstoj ecc . Da noi l'amore è soprattutto quel sentimento che arriva da Dio, è un dono che l'uomo riceve in un certo particolare momento della propria vita e gli può fare bene o gli può fare male.
*L'ultima volta ci sono stato nel 2009. L'Ho trovata cambiata e quel che ho visto non mi è piaciuto. Amo il mio paese, amo le mie persone, i vicini, gli amici, anche gli sconosciuti ma credo che l'arrivo della globalizzazione non ci abbia fatto bene... ne abbiamo preso solo il peggio, forse perché eravamo un po' ingenui e forse perché un po' ci conveniva. E non posso non criticare il fatto che dopo 15 anni il mio paese è governato ancora da una persona che proviene dall'ambito militare. Ho un grande rispetto per Putin però si poteva cercare uno sbocco diverso, ma ho capito che culturalmente non siamo ancora pronti.
*[...] qui in Italia ho ricevuto minacce da integralisti islamici che mi hanno messo anche una bomba – fatta male, ma comunque una bomba – sotto la macchina, a Torino, e quindi fino a poco tempo fa giravo armato. Stava diventando una sorta di malattia psicologica da cui adesso cerco di liberarmi.
{{Int|Da ''[https://giocopulito.it/russia-esclusa-dalle-olimpiadi-nicolai-lilin-uno-schiaffo-alla-democrazia-vendetta-dei-potenti/ Russia esclusa dalle Olimpiadi, Nicolai Lilin: "Uno schiaffo alla Democrazia, una vendetta dei potenti"]''|Intervista di ''giocopulito.it'', 11 dicembre 2017.|h=4}}
*{{NDR|Sull'esclusione della Russia nei [[XXIII Giochi olimpici invernali]]}} La Russia corrisponde a un sesto delle terre emerse, è stata messa in atto un'azione castrante nei confronti delle Olimpiadi perché i giochi olimpici senza la Russia saranno una barzelletta. Ma ancora di più saranno uno schiaffo alla democrazia, al pluralismo e all'unità di tutti i popoli che si ritrovano nello spirito olimpico.
*Questo è un pretesto per far apparire la Russia, davanti a tutto il mondo civile, come un Paese canaglia, risvegliando i fantasmi della Guerra fredda. È un modo per umiliare la Russia e i suoi cittadini. Tra l'altro non capisco ancora su quali prove reali di basi questa fandonia. A me sembra una presa di posizione, le argomentazioni mi sembrano deboli e non abbiamo ancora visto prove incontrovertibili.
*Il mondo occidentale dimostra che non vuole la Russia come partner ma vuole la Russia come schiava.
*{{NDR|«E chi sarebbe, secondo te, il grande burattinaio?»}} È molto semplice, sai. [...] Parliamo di oligarchi veri e propri. Il campione di questo club di oligarchi è Soros che organizza rivoluzioni e spinge progetti globali. In Italia l'abbiamo accolto con tutti gli onori ma forse sarebbe stato meglio trattarlo come un criminale quale è. Ecco persone come lui sicuramente hanno agganci con il CIO e hanno tutti gli strumenti per manipolare queste persone.
*Io da parte mia, così come altri intellettuali e amici, sono disgustato da questa operazione di russofobia e boicotterò i giochi. Io non le guarderò e non le farò guardare ai miei figli.
*La Russia, grazie a Dio, non è più l'Unione sovietica e quindi non impone a nessuno comportamenti contrari alla propria volontà.
*[...] in Italia non c'è un Governo indipendente, l'Italia è un Paese politicamente e militarmente occupato da "terroristi" della moneta unica, del pensiero unico e del globalismo.
===2018===
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2018/02/13/news/nicolai_lilin-188735406/ "Il marchio ribelle" di Nicolai Lilin: "Le nuove generazioni di criminali senza regole"]''|Intervista di Luca Valtorta, ''Repubblica.it'', 13 febbraio 2018.|h=4}}
*{{NDR|Su [[John Malkovich]] in ''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} Ho lavorato con lui. L'ho tatuato... per finta. Io sul set ho diretto anche tutto il lavoro di riproduzione dei tatuaggi. Volevo fossero il più credibili possibile per cui per ogni personaggio ne ho creato di originali: circa trecento. Tutti i giorni in cui John recitava ci svegliavamo alle cinque del mattino perché bisognava mettere in atto il processo di riportare sul suo corpo i finti tatuaggi con una pellicola particolare che veniva applicata e poi lavorata. Così abbiamo parlato molto: lui mi chiedeva di mio nonno per cercare di entrare nel ruolo.
*{{NDR|Su John Malkovich in ''Educazione siberiana''}} Lui odia il trucco e non vuole essere truccato ma nel film il nonno a un certo punto doveva apparire molto invecchiato e tutti erano preoccupati e si chiedevano come avrebbe fatto. Lui a un certo punto si ammalò: aveva la febbre altissima. Quel giorno si fece portare sul set dal suo manager che doveva sostenerlo perché non riusciva a camminare, andò da Gabriele e disse: 'Mi volevi vecchio, sono diventato vecchio: gira! Sembrava avere trent'anni di più!'".
*[[Roberto Saviano|Roberto]] si occupa di una realtà molto concreta e contemporanea, infatti è costretto ad andare in giro con la scorta. Io di un mondo che non c'è più: quello dei vecchi criminali che avevano una loro etica.
*[...] il mio libro sulla Cecenia {{NDR|''[[Caduta libera (romanzo)|Caduta libera]]''}} è molto più romanzato rispetto agli altri per il semplice motivo che non volevo che si potessero scoprire i nomi dei reparti, dei soldati con cui combattevo: alcuni dei miei commilitoni sono ancora oggi in servizio. In Russia su queste cose non si scherza e io non vorrei far loro qualche torto: abbiamo firmato tutti le dichiarazioni di non divulgazione dei particolari delle azioni in cui ci siamo trovati. Non è che abbia paura di essere avvelenato col plutonio, non sono così importante e non ho grandi segreti da rivelare, voglio però essere coerente.
*Io sono rimasto colpito molto negativamente dalla guerra. L'avevo già vista in Transnitria. Una prova che ha preceduto tutti gli altri conflitti di quella regione, orchestrata per mandare via i russi che abitavano lì da sei generazioni. E non era l'esercito moldavo che ci attaccava ma mercenari assassini reclutati da tutte le parti del mondo. Poi sono andato con l'esercito russo in Cecenia. Me ne sono andato perché ho sentito dentro di me il male: paura, morte, sangue, sporco per due anni.
*Sarò ingenuo ma consideravo il lavoro dell'agenzia di sicurezza un modo per emendarmi dalla guerra. Un lavoro di mediazione: devi trovare il leader di un gruppo armato locale, convincerlo che bisogna sedersi al tavolo delle trattative o negoziare la liberazione di un ostaggio. Dopo l'Iraq però queste agenzie sono diventate incontrollabili e hanno fatto un danno peggiore di quanto facesse l'esercito: vedi Blackwater e altre agenzie che si sono comportate in maniera vergognosa. Io in Israele ho fatto tre contratti e non ho visto niente di brutto, gli israeliani cercavano sempre di portare la situazione verso una soluzione pacifica, la forza veniva usata solo come ultima istanza.
*Un effettivo americano vicino a me è saltato su una mina e una scheggia mi ha colpito alla gamba destra. Devo ringraziare l'efficienza israeliana perché se mi avessero operato gli americani probabilmente non avrei più la gamba: hanno personale medico eccezionale.
*[...] mi sembra che l'accoglienza non valga per tutti: sulla Russia per esempio, spesso e volentieri c'è chiusura totale. Però la signora Laura Boldrini ha incontrato in veste istituzionale un individuo che si chiama Andrij Parubij che è stato il capo dell'SNPU, l'organizzazione paramilitare neonazista più potente d'Ucraina e poi presidente del Parlamento. Non si tratta di neonazisti come quelli che conosciamo noi in Europa, estremisti pericolosi sì ma in maniera limitata: fanno scaramucce con i Centri Sociali, con gli immigrati, cose così. Qui stiamo parlando di un'organizzazione di persone armate fino ai denti che programma uno sterminio sistematico di quelli che considerano nemici politici.
*Quando è avvenuto l'attentato in Spagna dell'Isis ho ribattuto a un tweet di [[Laura Boldrini]] che ritenevo ipocrita perché l'Isis è alleato con questi neonazisti ucraini: c'è un battaglione dell'Isis composto da terroristi ceceni che dal 2015 si è spostato dalla Siria in Ucraina ed è integrato nell'esercito ucraino che opera nel Donbass insieme a battaglioni neonazisti finanziati dagli oligarchi: succedono cose terribili lì di cui non parla nessuno qui. Hanno appena trovato una nuova fossa comune... Un mio carissimo amico scrittore che si chiamava Oles Buzina, assieme ad Arkadij Babchenko, un giornalista di Novaya Gazeta che ha anche collaborato con Anna Politkovskaja autore di Memorie di un soldato, già nel 2010 mi raccontavano di questa rinascita del neonazismo. Adesso Oles è stato ucciso dai neonazisti. Per questo mi sono arrabbiato con Laura Boldrini. Le ho anche scritto tre lettere a cui non ha mai risposto.
*Io vorrei un politico che fosse un umanista o comunque chiunque ma non un militare perché il militare è estrema ratio. Però molti russi hanno paura di tornare negli anni Novanta e la presenza di una figura forte come Putin è un'ancora di salvezza. E io li capisco. Hanno paura dell'arrivo di un intellettuale come Mikhail Gorbaciov che per loro è colui che ha lasciato distruggere il paese. Anche se io invece penso che lui sia stato uno dei nostri più grandi leader. La sua unica colpa è stata di essere un visionario della politica mentre la gente voleva tutto in fretta e non l'ha più supportato.
*[[Ėduard Limonov|Limonov]] per me è un personaggio che rappresenta il caos del crollo dell'Unione Sovietica: è autocelebrativo e contraddittorio. Ha creato questa cosa dei nazionalbolscevichi: io non li posso vedere. Recluta estremisti che cercano la soluzione facile a problemi difficili dando la colpa di tutto a una categoria, gli omosessuali, gli immigrati, gli ebrei. [...] Dai suoi si fa chiamare "duce", "vost". Ho anche due amici che lo seguono: dei veri imbecilli. Punta sul nazionalismo russo: è il peggior conservatorismo tinto da un patriottismo che neanche loro riescono a spiegare.
{{Int|Da ''[https://www.labottegadihamlin.it/2018/12/29/intervista-a-nicolai-lilin/ Un siberiano a Milano: intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Steve Fortunato, ''Labottegadihamlin.it'', 29 dicembre 2018.|h=4}}
*Ho capito che la guerra è un fallimento. È il simbolo del fallimento umano. Terminato il servizio militare ho sentito il bisogno di tornare in Siberia, alla vita povera.
*La presenza divina agisce attraverso tante forme e mezzi diversi, anche attraverso persone che commettono delle atrocità. Dio nei suoi scenari investe anche sui mostri.
*[[Multiculturalismo]] significa rispettare il nostro prossimo senza chiedersi perché.
*Sono convinto che se ci fosse l'[[anarchia]] totale le persone sarebbero organizzate meglio di quanto lo siano in uno Stato.
*Vengo da una famiglia di criminali e lo spirito di contrabbandiere mi appartiene per formazione mentale. E in letteratura questa propensione trova uno sbocco naturale e si realizza facilmente.
*Sicuramente quanto ho vissuto in guerra mi ha reso più consapevole verso i meccanismi che regolano il mondo, meno ingenuo, meno idealista, più anarchico.
*Ho partecipato alla [[Guerra di Transnistria|guerra nel '92]] che mi ha cambiato, mi ha fatto sentire adulto, con nuove responsabilità ma al tempo stesso è stata una liberazione.
*Ancora oggi sono rimasto quello che guarda dritto negli occhi gli altri. La gente rimane imbarazzata, ma per me parlare senza guardare negli occhi le persone significa mancanza di rispetto.
*Mantengo l'impostazione classica russa nel descrivere approfonditamente scene e particolari che costituiscono i pilastri della letteratura russa. Una impostazione che è attuale ed è presente anche tuttora, addirittura nelle comunicazioni private quotidiane. Le e-mail che mi mandano miei amici russi, sono lunghissime, ricche di particolari, sono dei veri e propri racconti, delle piccole storie. È un modo di raccontare di chi vive in un paese di grandi dimensioni e grandi distanze, dove governa la nostalgia per non poter vedere più spesso persone lontane. La [[lingua italiana]] mi ha insegnato ad approfondire concetti che in russo sono decori linguistici, senza importanza. Mi ha dato modo di inserire elementi espressivi, dando una forma di ossimori.
*Gli individui si ricoprono il corpo di disegni senza conoscerne il significato. Tra i calciatori c'è la moda di farsi tatuare la Tartaruga [[Māori|Maori]], senza sapere che si portano addosso il simbolo della fertilità femminile che veniva tatuato sul corpo delle ragazze Maori alla prima mestruazione. A questo proposito mi viene in mente un proverbio siberiano che dice "Quando il cervello non pensa il corpo soffre".
===2019===
{{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/cronache/i-fondi-russi-lega-lilin-russofobia-atto-1725870.html I fondi russi per la Lega, Lilin: "Russofobia in atto"]''|Intervista di ''Adnkronos'', citato in ''Ilgiornale.it'', 13 luglio 2019.|h=4}}
*{{NDR|Sui presunti fondi russi alla Lega}} Mi sembra che non ci sia nulla di sostanzioso, nessun fondamento serio. L'ennesimo scandalo costruito ad arte da politica e media.
*La sinistra accusa la Lega di prendere i soldi da Mosca, e quando era il Partito Comunista ad incassare?
*{{NDR|Su [[Gianluca Savoini]]}} Una persona corretta [...], aperta, di ampie vedute politiche ed interessato a rafforzare il dialogo tra Italia-Russia. Ho partecipato ad eventi culturali con lui e abbiamo solo parlato di cultura, niente politica.
*Per me è sempre doloroso leggere notizie in cui i russi escono dipinti come il male [...]: prima lo eravamo perché comunisti, oggi perché competitor nello scenario geopolitico: c'è una russofobia in atto. Viviamo come gli ebrei nella Germania nazista prima che scoppiasse un vero e proprio odio razziale. Viviamo l'inizio di questo odio. Ed è veramente triste.
{{Int|Da ''[https://themillennial.it/news/nicolai-lilin-intervista/ Intervista fiume a Nicolai Lilin: dal Russiagate a Licio Gelli al carabiniere ucciso a Roma]''|Intervista di Ray Banhoff, ''Themillennial.it'', 31 luglio 2019.|h=4}}
*Salvini è solo l'ennesimo politico. Io sono uno scrittore, un uomo di cultura, apro ponti. La politica invece apre casini. Mio nonno viveva in una parte di foresta talmente selvaggia che dovevi possedere un branco di cani, almeno 35, per sopravvivere ai lupi. A quindici anni mi azzardai a parlargli di politica e mi disse: Nicolai, i politici sono come questi cani, dipendono tutti da un bastone.. il mio!
*{{NDR|Su [[Licio Gelli]]}} Lui aveva letto ''Educazione siberiana'' e ha voluto incontrarmi. Io, da scrittore, tendo la mano a ogni mio lettore. Lui è stato un tipo che di sicuro ha combinato dei grossi casini, ma le chiacchierate che mi ha concesso mi hanno spalancato un mondo. [...] mi ha raccontato ad esempio di quando tornava dagli Usa con dei voli privati carichi di dollari in contanti per combattere il comunismo e li dava alla Democrazia Cristiana.
*{{NDR|Su [[Russiagate]]}} Io ci sono andato, a cercarli, gli hacker che avrebbero influenzato le elezioni americane, sono stato nelle aziende citate negli articoli e non ho trovato un bel niente. Non c'è nessun hacker russo a mio avviso. Chi sta dietro queste storie credo sia semplicemente poco informato.
*Io [[Gianluca Savoini|Savoini]] lo conosco, lo descrivano come un orco nero e quando ho letto mi son chiesto: ma è lo stesso Savoini che conosco io? Mi pare tutto esagerato.
*Uccidere con il coltello è molto più semplice di quello che si pensa. Sono cresciuto in strada, ho visto gente morire per il coltello quando avevo solo 11 anni. So quello che dico.
*Ho ucciso delle persone e oggi ti dico chiaramente che se dovessi scegliere tra farmi derubare o sparare, mi farei derubare. Se proprio la vita dei miei figli fosse in pericolo prendo un coltello da cucina e sgozzo il malcapitato. Non farei nemmeno in tempo a prendere le pistole dalle casseforti. Qui siamo mica negli USA dove danno il porto d'armi a chiunque e la gente tiene le armi a cazzo. Ho mezza famiglia laggiù e ti assicuro che nel sud ho visto armi semi automatiche tenute a fianco degli attrezzi da giardino. Chiunque può rompere un lucchettino del genere e fare una strage.
*{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Cazzo, è il primo presidente che va in Korea! Ma ti rendi conto che passo diplomatico enorme? E tutti a trattarlo come uno scemo. Lui lo sa che il mondo è cambiato e che il dollaro non è più quello di una volta. Ora ci sono i cinesi e tutto è più complesso.
*L'idea sulla Cina me la sono fatta a un meeting, c'era la presentazione di un tè cinese, tutto molto minimale, nel loro stile. C'erano degli inglesi. Quando qualcuno osò chiedere al cinese qualcosa sulla sua azienda, lui rispose: la nostra azienda ha migliaia di anni. E fu il silenzio. Si cagarono tutti sotto. Sono un popolo antichissimo: questo dà loro una statura enorme.
*Mia figlia è venuta da me preoccupata per la faccenda della Russia chiedendomi: papà ma siamo cattivi noi Russi? Come quando si parlava di Igor il Russo, che poi non era russo e non si chiamava Igor, ma è stato descritto così. Vige ancora l'immaginario da guerra fredda del russo con la mascella quadrata che beve e ammazza tutti.
{{Int|Da ''[https://www.teleambiente.it/incendisiberia_nicolai_lilin_non_ancora_finita/ Incendi in Siberia, Nicolai Lilin: "Non è ancora finita"]''|Intervista di Gianluca Vergine sugli [[incendi in Siberia del 2019]], ''Labottegadihamlin.it'', 17 settembre 2019.|h=4}}
*Il problema principale è appunto il disboscamento selvaggio irregolare e spesso anche illegale delle zone boschive. A questo si aggiunge anche il cambiamento climatico che non aiuta, come i venti irregolari e il clima molto secco. C'è stata poca acqua, poche piogge in questo mese; si è arrivati così alla tragedia, alla catastrofe ambientale delle dimensioni che abbiamo visto quest'estate.
*Nella più grande regione della Siberia, quella di Krasnoyarsk, che tra l'altro è la stessa regione da cui proviene la mia famiglia, abbiamo un personaggio come Alexander Uss. Quest'uomo è diventato famoso in Russia per la sua frase "spegnere il fuoco nelle foreste è inutile così come inutile lottare contro la neve d'inverno" aggiungendo inoltre che spegnere il fuoco nelle foreste è "economicamente sconveniente". Questa seconda frase è ancora più criminale e pericolosa.
*Cosa fanno queste persone: loro arrivano d'inverno, tagliano gli alberi, li puliscono sul posto con grandi macchinari mobili capaci di separare il tronco dai rami direttamente in loco; poi verso primavera, ai primi di maggio, danno fuoco a tutto, lasciando che la zona bruci. Tutto questo per coprire le tracce, in modo da poter dire in seguito che la foresta non è stata disboscata ma bruciata.
*Io stesso ho pubblicato dei video con orsi e volpi che fermano le macchine lungo le strade chiedendo cibo agli autisti: è una cosa veramente allucinante, bisogna non avere un cuore per non commuoversi davanti a queste immagini. Ecco, il governatore Uss e persone simili a lui delle amministrazioni locali siberiane hanno deciso di risolvere questo problema sterminando questi animali, con squadre apposite di cacciatori.
*La foresta della Siberia è andata in fumo per via di speculazioni esagerate e criminali, speculazioni sul bosco e sulla natura, create dall'uomo ma dovute al sistema consumistico in cui viviamo. Quando noi andiamo a comprare un mobile che costa 90 centesimi siamo contenti dell'esistenza di un negozio del genere che ci fa risparmiare dei soldi, ma dobbiamo capire che noi in questa maniera stiamo sostenendo questo sistema consumistico, che stiamo distruggendo il nostro pianeta.
*Dobbiamo scegliere cosa è più importante: consumare ora o sopravvivere e regalare ai nostri figli un futuro migliore?
*Fino a quando ci sarà il consumismo l'Africa sarà messa a fuoco dalle compagnie private, dalle multinazionali, l'Amazzonia e la Siberia saranno devastate da chi taglia i boschi illegalmente e noi ci avvicineremo sempre di più all'Apocalisse.
===2020===
{{Int|Da ''[https://www.writerofficina.com/NicolaiLilin.asp Nicolai Lilin, L'Autore di Educazione Siberiana]''|Intervista di Abel Wakaam, ''Writerofficina.com'', 2020.|h=4}}
*Mio nonno ha passato complessivamente nelle carceri quarantacinque anni, l'ultima sua condanna la stava scontando quando sono nato negli anni ottanta del secolo scorso.
*La storia d'amore che si vede nel film {{NDR|''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''}} non c'era nel libro ed è stata totalmente inventata dagli sceneggiatori per dare alla pellicola una dinamicità più spinta rispetto a quella del libro, che era difficile da adattare alla necessità visive. Nella vita reale non c'era quindi mai stato nessun amore romantico. Però la ragazza che nel film si chiama Ksenia esisteva veramente, era una ragazzina autistica alla quale tutti noi, ragazzi del quartiere, volevamo bene e la trattavamo come se fosse la nostra sorellina. Alla fine è stata violentata da alcuni estranei, subendo traumi psichici e fisici che la portarono verso la morte. Nel libro ho descritto questa storia in modo abbastanza fedele alla realtà, mentre nel film è stata modificata per poterla adattare al linguaggio cinematografico.
*In fondo {{NDR|gli urca}} erano i seguaci delle idee di Cristo, anche se, essendo improntate sulla violenza, non erano così allineate con i Suoi insegnamenti. Erano gli ortodossi della criminalità e, così facendo, fermavano il progresso; per questo sono scomparsi.
*{{NDR|«Se potessi cambiare qualcosa nella tua adolescenza, cosa cambieresti?»}} Io non cambierei niente, perché non sarei diventato quello che sono oggi.
{{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/mondo/intervista-lilin-putin-1896673.html Nicolai Lilin: "Ecco perché i russi vogliono uno zar"]''|Intervista di Matteo Carnieletto, ''Ilgiornale.it'', 16 ottobre 2020.|h=4}}
*Ancora oggi, [[Grigorij Efimovič Rasputin|Rasputin]] viene considerato la parte sincera - nera, ma allo stesso tempo più vicina a Dio - della Russia. È l'anima contradditoria e ambigua dello spirito russo: di umili origini, riuscì ad entrare nel palazzo dello zar. Senza dubbio era ambiguo. Ma era un vero russo.
*{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} Da giovane, e anche nei primi anni della sua presidenza, parlava spesso di portare in Russia il modello di democrazia occidentale. Un progetto che ha presto accantonato perché, da vero russo, ha sentito quella corda intima che c'è nella nostra cultura: la richiesta di autoritarismo. [...] Abbiamo ereditato dai bizantini l'idea che siamo la terza Roma e che non ce ne sarà una quarta. Il popolo vuole lo zar e Putin lo ha capito.
*I servizi segreti, nel suo percorso politico, non sono stati decisivi, ma indispensabili. Putin non è stato scelto da Sobčak perché era del [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|Kgb]], ma perché era uno del Kgb con certe peculiarità. Aveva un'incredibile capacità nel creare contatti.
*Putin parla con gli [[Oligarchi russi|oligarchi]] e non può fare altrimenti. In Russia, si può arrivare al potere solo in due modi: ottenendo l'appoggio delle famiglie degli oligarchi oppure facendo come i comunisti, massacrando, giustamente o ingiustamente, milioni di persone.
*È come se gli oligarchi avessero preso in affitto il Paese: a loro non interessa la politica estera o interna della Russia. A loro interessano solamente gli affari.
*Alcuni ritengono che Putin voglia ricostruire l'Unione sovietica, ma non è così. Lui non è un sognatore come Gorbačëv (che infatti si è fatto abbindolare da tutti). Putin non è un sognatore, è molto freddo e logico. La sua visione geopolitica si rifà soprattutto agli interessi del sistema economico che lui mantiene e dal quale è mantenuto.
*Putin ha sbagliato nel condurre una politica interna che ha allontanato la Russia dal binario della democrazia del modello occidentale. Ha scelto la via dell'impero e abbiamo visto com'è finita. Da una parte c'è una setta di ortodossi che l'ha proclamato santo e dipinge icone con la faccia di Putin. Credono infatti che sia stato mandato dal cielo per combattere l'Anticristo. Dall'altra ci sono quelli che dicono che ha rovinato tutto. Io non credo a nessuno dei due. Io ritengo che all'epoca in cui Putin è diventato presidente si dovesse prendere una decisione. Era un momento difficile però lui l'ha fatto.
*Putin è una cartuccia sparata, non cambierà più. L'unico modo per la Russia di salvarsi, se lui davvero la ama, è quello di cominciare a preparare qualche sostituto, più giovane e più energico. E, soprattutto, meno legato agli oligarchi.
*Solženitsyn è molto criticato dai sostenitori di Putin perché vedono in lui un traditore della patria che lavorava per gli americani. In Russia, infatti, molti negano ancora il sistema gulag. Per me però è facile parlare dei gulag perché mio nonno li ha vissuti e mi ha raccontato com'era vivere lì dentro.
*Solženitsyn è una figura emblematica, facile sia da appoggiare sia da odiare. Ha poche sfumature perché scriveva cose concrete. Reali. Chi sostiene il regime comunista lo odia, chi invece ama la democrazia lo rispetta.
{{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/cultura/coronavirus-nicolai-lilin-cos-hanno-generato-terrore-nel-1896674.html#google_vignette Coronavirus, Nicolai Lilin: "Così hanno generato il terrore nel popolo"]''|Intervista di Andrea Indini, ''Ilgiornale.it'', 19 ottobre 2020.|h=4}}
*Diversi anni fa, a margine di una trasmissione di Michele Santoro durante la quale si parlava dell'acquisto degli F35, un politico di sinistra mi aveva confidato che aveva promosso la riduzione dei fondi al sistema sanitario perché lo reputava obsoleto, inutile e dannoso. Si era addirittura vantato di aver tolto al sistema sanitario nazionale una grande quantità di soldi. Oggi paghiamo gli effetti di una politica del genere.
*L'emergenza è stata gestita in modo sbagliato soprattutto dal punto di vista etico. Non ricordo altre situazioni in cui il terrore sia stato diffuso in modo così ampio. In tv vediamo politici esprimersi in modo sguaiato contro gli stessi cittadini che li mantengono. In una democrazia non dovrebbero pronunciare parole che generano panico e che offendono. In una situazione del genere come fai ad osservare la normalità di certi processi? È impossibile: tutto diventa selvaggio, tutto è permesso. È normale chiudere le persone nelle case ed è normale fare le multe. Un governo serio avrebbe piuttosto azzerato le tasse. No, loro fanno le multe... e tutto questo è giocare sul terrore.
*Quando ho fatto il servizio militare nelle squadre di sabotaggio e catturavo i terroristi islamici, adottavamo una pratica di preparazione agli interrogatori che mi ha sempre turbato. [...] Prima di tutto gli toglievamo i pantaloni e le mutande. Poi con le sue calze faceva una sorta di tappo che gli infilavamo in bocca. [...] All'inizio non riuscivo a capirne il senso. Poi lo ho chiesto al nostro capitano. [...] Mi ha spiegato che questa pratica era stato studiata da alcuni psicologi e che serviva a privare il prigioniero della propria dignità e, quindi, azzerarlo. Così, quando lo portavamo davanti a chi lo avrebbe interrogato, il terrorista si metteva subito a parlare. Non bisognava più far tanta fatica a cavargli fuori le informazioni.
===2021===
{{Int|Da ''[https://mowmag.com/culture/nicolai-lilin-putin-un-dittatore-ma-ce-ne-sono-in-tutti-i-paesi Nicolai Lilin: "Putin? Un dittatore, ma ce ne sono in tutti i Paesi"]''|Intervista di Marco Ciotola, ''Mowmag.com'', 25 gennaio 2021.|h=4}}
*{{NDR|«[...] se dovessi rispondere alla domanda secca: [Putin] è un dittatore o no, cosa diresti?»}} Sicuramente lo è secondo il concetto di dittatura all'interno della visione della politica moderna. Ma noi oggi viviamo, in tutti i Paesi, dei sistemi dittatoriali. In Italia viviamo una dittatura; adesso abbiamo un sistema politico apparentemente democratico, ma in realtà siamo sotto la dittatura di sistemi economici e finanziari, che sono sistemi molto complessi. Io credo che da nessuna parte, nel mondo civile, la società incida sulle decisioni politiche dei propri Paesi. Le masse sono tagliate fuori, ora governano le oligarchie, in alcuni Paesi mascherate meglio in altri meno, in alcuni Paesi con un'organizzazione migliore, in altri peggiore; in ogni caso, la politica umana si è esaurita. Dopo una serie di giri e di conquiste sociali nel passato, alla fine siamo tornati tutti alle dittature: quindi sì, Putin fa parte della politica moderna, e come tutti i politici moderni è un dittatore.
*Navalny ha cominciato la sua carriera attaccando duramente la corruzione del sistema amministrativo russo, cosa che sa fare molto bene. Ma mentre all'inizio non si poneva come un politico, raggiunto un certo successo ha cominciato a tirar fuori il discorso elezioni. Per me resta comunque un blogger, una voce libera, che attacca duramente la corruzione. Ma a livello politico lo vedo molto debole, e soprattutto vedo possibilità che sia una pedina manovrata da qualcuno che noi non vediamo, e questo rappresenta l'aspetto più preoccupante. Perché in Russia – dove c'è già un leader circondato da oligarchie nascoste nell'ombra, che sfruttano il Paese da tantissimi anni, portano via i soldi, hanno rovinato l'ambiente e fatto enormi danni – noi sappiamo che l'arrivo di un altro modello simile non conviene. Quindi di Navalny non sono per niente entusiasta come politico, non lo metto affatto sul piedistallo come fanno molti altri. Ma, soprattutto, di Navalny ricordo le prime apparizioni politiche nell'ambito del neonazismo, e questa è un elemento che non potrò mai dimenticare e che mi distanzia molto da lui.
*{{NDR|Sull'avvelenamento di Naval'nyj}} Ma guarda, in tutta sincerità ti dico che la Russia è un Paese dove la vita umana vale purtroppo molto poco, quindi uccidere un avversario non è complicato e lo si fa a tutti i livelli e in tutti gli ambiti, a partire dalle liti familiari. Capita molto più spesso che altrove che, alla morte dei genitori, uno degli eredi assoldi un killer per uccidere i suoi fratelli...
*Io non credo nel giornalismo occidentale: in Occidente c'è una grave crisi del giornalismo, perché molti giornalisti sono venduti o persone che lavorano solo per i soldi. Giornalisti onesti in Italia ne abbiamo pochissimi, gli altri o non hanno la possibilità di dire quello che pensano o agiscono sulla base di un accordo, un "patto con il diavolo", e diffondono notizie false.
*Secondo me dobbiamo sviluppare una nuova forma di gestione della società, diversa dalla politica di oggi. È per questo che io... come dire... credo alla fantascienza: sono utopista, anarchico, ma di certo non mi affido a questi orticelli, a questi fortini che finiscono sempre per incularsi tra loro.
*Ma sai che il nostro Paese, tra i più ricchi di risorse naturali al mondo, è tra i più poveri a livello sociale? L'unica bella città è Mosca, tutto il resto della Russia fa schifo; il 40% delle case non ha ancora l'acqua calda, i bagni sono fuori casa. Riusciamo a capire cosa vuol dire andare in un bagno all'esterno a dicembre, con meno 20 o meno 30 gradi? Se tu vedi come oggi vivono i villaggi siberiani, tipo uno di quelli da cui proviene la mia famiglia, capirai che è come si viveva in Italia nell'800. È questa la verità; e noi abbiamo un leader che si permette di dichiarare pubblicamente che sta lavorando alla conquista di Marte... ma chi cazzo se ne frega di Marte?! Fai vivere bene la gente in Siberia, costruisci nuove case, smettila di mandare gas in Europa e concedilo ai tuoi cittadini...
{{Int|Da ''[https://ilmanifesto.it/educazione-siberiana-e-socialista-2 Educazione siberiana e socialista]''|Intervista di Fabrizio Rostelli, ''ilmanifesto.it'', 13 aprile 2021.|h=4}}
*L'Unione Sovietica fu unificata attraverso il sacrificio ed il sangue, sono morti milioni di persone. Mio nonno, anche se era anticomunista, diceva sempre che la più grande impresa compiuta dai comunisti fu quella di aver unito l'Unione Sovietica e che bisognava tenerla unita perché era il nostro Paese. Era bello stare tutti insieme, avere una valuta, una costituzione, potersi muovere liberamente...perché un ragazzino che nasceva in un villaggio di montagna del Daghestan ma voleva diventare un ingegnere aeronautico, poteva andare a Mosca, il governo gli dava questa possibilità e lui poteva diventare un ingegnere, magari un nuovo Mikojan. Quando tutto crollò, la Transnistria divenne quel pezzo che tutti vogliono, il profitto era talmente grande che faceva gola a tutti. In questo modo, nel 1992, la guerra arrivò da noi.
*Se leggi Wikipedia sembra che i moldavi tentarono di riannettere la Transnistria che nel frattempo si era proclamata indipendente. È una mezza verità. I moldavi prima di tutto non volevano uscire dall'Unione Sovietica, uscirono perché alcuni politici corrotti, pagati dagli oligarchi occidentali, sfasciarono l'URSS. Da noi arrivò un esercito di mercenari a pagamento provenienti da tutto il mondo: ungheresi, tedeschi, gente dei Paesi baltici. Se la guerra durò solo due mesi è proprio perché la gran parte del popolo moldavo era contraria e non voleva invaderci. Il numero più grande di vittime ci fu durante i primi giorni, quando la gente fu semplicemente massacrata mentre, spaventata, cercava di tornare a casa. La prima resistenza, quella più consistente, fu popolare. Noi ragazzini percorrevamo le strade con le biciclette e raccoglievamo munizioni, toglievamo ai morti le armi e altre cose utili. Seguivamo i movimenti dei mezzi militari e li comunicavamo ai grandi. Capitava anche di sparare con il kalashnikov in conflitti a fuoco. In quel periodo la gente del mio palazzo abitava a casa mia perché avevamo l'acqua del pozzo e diverse scorte di cibi in scatola. Negli appartamenti non c'era luce, né gas, staccarono anche l'acqua in tutta la città perché i mercenari avevano cercato di avvelenarla. C'erano poi diversi anziani che avevano bisogno di medicine; nel nostro cortile avevamo un piccolo lagher di rifugiati.
*In Cecenia ho fatto fuori un po' di persone che avevano passaporti americani.
*La mia era una famiglia criminale, mio nonno rapinava le banche e mio padre i furgoni blindati ed entrambi hanno avuto una discreta esperienza carceraria. In guerra mio nonno era stato un cecchino, come quasi tutti i cacciatori siberiani; era nello stesso convoglio che aveva portato il grande Vasilij Zajcev a Stalingrado.
*{{NDR|Sulla [[seconda guerra cecena]]}} Un giorno riuscimmo ad uccidere un cecchino nemico molto abile; utilizzava un fucile austriaco fatto a mano e cartucce svizzere. Quando mi misi a calcolare quanti soldi costava un operatore del genere, capii che servivano 100mila euro solo di armi e munizioni. Capisci che il terrorismo islamico non è un movimento rivoluzionario che si basa sulla fede, è una mafia. Le grandi famiglie saudite pagarono e crearono dei gruppi terroristici chiamandoli con il proprio nome, per vantarsi di fronte ai loro simili sostenendo di aver fatto qualcosa di importante per l'Islam nel mondo. Questi mercenari guadagnavano per loro l'onore, come ai tempi delle crociate.
*{{NDR|«Hai letto dei neonazisti che hanno manifestato contro Poroschenko?»}} Sì ma queste sono operazioni che si pagano, lo fa anche Putin in Russia. Pagano le manifestazioni degli oppositori per pulirsi la faccia di fronte all'Occidente, come per dire: i nazisti sono contro di me, quindi io non sono nazista.
*Sono un internazionalista e voglio abbattere i confini, non capisco per quale motivo il continente euroasiatico non debba essere unito. Questo muro lo vuole chi considera l'Europa come suddita e consumatrice dei propri prodotti, cioè gli Stati Uniti. Se la Lega agisce da ariete per abbattere questa barriera sono disposto a votarla. Una volta che non c'è più il muro, posso soffermarmi a guardare tutte le questioni etiche. Che altro posso fare?
*Di giorno ci raccontavano quanto era grande il nostro Paese e di sera guardavi i film e ti rendevi conto di far parte di un popolo di antieroi perché quel simpatico Rambo ammazzava i tuoi connazionali, tutti ubriachi e con i denti storti. La mia generazione è stata decimata da questa bomba culturale.
{{Int|Da ''[https://mowmag.com/sport/lilin-educazione-siberiana-tra-calcio-e-politica-grazie-allo-sheriff-il-mondo-ha-conosciuto-la-transnistria Ma cos'è lo Sheriff e che storia ha? Lo scrittore Nicolai Lilin racconta questa strana terra (e squadra) moldava]''|Intervista di Filippo Ciapini, ''Mowmag.com'', 19 ottobre 2021.|h=4}}
*Siamo un paese che vive sotto un pesante embargo da molto tempo, la comunità internazionale fa finta di non vederci e ci tratta come pericolosi terroristi.
*Non rientriamo nel programma geopolitico degli Stati Uniti. La Transnistria non è voluta da loro e veniamo trattati come gli ultimi. Noi siamo indipendenti, abbiamo una frontiera fisica, c'è l'esercito, ci sono le strutture, il governo, il popolo, hanno la loro moneta e pagano le tasse. È una cosa oscena perché poi sento la gente dire che dobbiamo aiutare gli africani e chi per loro...
*L'occidente ha un'ideologia profondamente marcia e ipocrita. Opera con doppi standard. Perché l'africano sì e altri no? Peraltro questi ultimi non chiedono nessun tipo di aiuto, vogliono soltanto essere indipendenti. Mia figlia non può visitare la Transnistria e le nostre origini perché dobbiamo ottenere mille permessi nemmeno fossimo in guerra.
*La Transnistria è in Europa, è molto prima della Russia, confina con la Romania che fa parte dell'Unione Europea. Questa è la tragedia. Adesso finalmente si inizia a parlare senza termini dispregiativi. Poi sento di dire che il governo laggiù è corrotto, dove non lo è? Parliamoci chiaro, i politici di oggi sono dei pezzi di merda. Il popolo non è cattivo, la cultura esiste.
*C'è stata una feroce guerra con i moldavi dove, pur perdendola, hanno massacrato due intere città. Intervenne la 14esima armata russa che separò le fazioni e fece il garante di pace e tuttora lo è. Quando nel 1992 la Transnistria è rimasta tagliata fuori da tutto hanno dovuto ricreare un paese da zero. La Sheriff erano tutti rappresentanti di forza (esercito, kgb e militari) e come modello hanno fatto una simbiosi simile a quello cinese, dove c'è un partito che controlla il mercato libero. Era un holding che agiva sugli interessi della Nazione. Quando dicono "ahhh ma questi sono dei mafiosi" è totalmente sbagliato. Questi sono al potere perché all'epoca non c'era nessuna alternativa. Questo era un paese in fiamme e anno dopo anno hanno costruito il loro impero, le strutture, hanno ridato la vita a una situazione drammatica.
*Il popolo moldavo sono fratelli, ho un sacco di amici, amo i poeti e la letteratura, l'arte. Noi abbiamo molti punti in comune che ci legano e quei pochi che ci hanno visti separati nel 1992 non meritano di esistere.
*Vorrei solo che un giorno la Transnistria torni a unirsi alla Moldavia, rimanendo un paese con le proprie regole.
*I moldavi sani di mente capiscono che la Transnistria è un entità legata anche alla loro cultura.
*{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19 in Italia]]}} Sono di un pensiero abbastanza rispettoso nei confronti del vaccino, nella mia famiglia qualcuno se lo è fatto, però io non sono per l'obbligo. Se una persona non si sente di iniettarsi qualcosa che non è ancora stato sperimentato, ha diritto a non farlo.
*{{NDR|Sul [[Green Pass]]}} Ovviamente totalmente contrario. Non ha niente a che fare con la gestione della malattia. È un modo velato di imporre i limiti dei cittadini sfruttando l'emergenza. Noi sappiamo che anche le persone vaccinate possono ammalarsi e trasmettere il Covid. Hanno diviso la società in due parti e hanno limitato la mia vita da cittadino. Se mi sono vaccinato posso andare alla Scala altrimenti no. Non va bene, anche se ho il Green Pass posso infettare le altre persone. Questo è un dato di fatto, è una vergogna dei politici che stanno giocando su queste cose. Siamo di fronte a un cambiamento del rapporto sociale. È una cazzata.
{{Int|Da ''[https://mowmag.com/lifestyle/nicolai-lilin-il-colore-dei-tatuaggi-era-il-nero-della-fuliggine-fuoco-sottopelle-ora-l-estetica-conta-piu-del-senso Nicolai Lilin: "Il colore dei tatuaggi era il nero della fuliggine, fuoco sottopelle. Ora l'estetica conta più del senso"]''|Intervista di Cosimo Curatola, ''Mowmag.com'', 18 dicembre 2021.|h=4}}
*Il [[tatuaggio]] moderno è commerciale, non c'entra niente con quello che faccio io. Io faccio un rituale sciamanico, il tatuaggio è nato dal fatto che gli uomini primitivi cercavano di inserire sottopelle i residui del fuoco, ovvero la fuliggine, perché credevano che il fuoco conservasse un potere magico. All'epoca il fuoco era il massimo della tecnologia, una rappresentazione divina. La fuliggine si trasformava in inchiostro e veniva messo sottopelle, a volte dove una persona aveva qualche dolore. I tatuaggi erano anche curativi.
*Io detesto le ''tattoo convention'' e tutte queste situazioni in cui il tatuaggio diventa merce. Per me è rituale, religione, un rito ancestrale molto importante. Chi viene a tatuarsi da me viene per questo. E sa che nessun altro può farlo così.
*La brutalità dei nostri tempi, la pochezza dei nostri tempi, è che l'estetica ha preso il sopravvento sul senso. Tanta gente si ricopre di cose belle esteticamente ma non saprà mai spiegarne il significato.
*Tanti tatuatori che fanno bianco e nero usano il colore bianco per la gamma dei grigi. Io sono molto rigido su questo, utilizzo solo nero. Quando ho bisogno di diluire ed avere una scala di grigi scelgo l'acqua di rose che è quella più adatta, anche se la verità è che si potrebbe fare con un'acqua qualunque. Basta evitare quella del rubinetto perché può contenere calcare e non va bene durante la guarigione.
*Io tatuo tutti purché mi raccontino le loro storie. Io tatuo chi è disposto ad aprirsi con me, mi racconti la tua storia e io in base alla storia creo un disegno. Funziona così.
*Io in realtà non la voglio neanche la tomba. Mi piace sapere che ci sono persone che vengono sepolte sotto un albero, vorrei una roba del genere. Poi magari i nipoti si arrampicheranno sull'albero, ci pisceranno sopra e si ricorderanno del nonno.
===2022===
{{Int|Da ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/02/24/nicolai-lilin-la-colpa-e-di-tutti-biden-un-guerrafondaio_00a31605-e6c0-4983-8d86-7c7990e6ca0f.html Nicolai Lilin, la colpa è di tutti, Biden un guerrafondaio]''|Intervista di Mauretta Capuano sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Ansa.it'', 25 febbraio 2022.|h=4}}
*La colpa è di tutti, degli Stati Uniti d'America, di Biden in primis che è un guerrafondaio, una persona veramente sgradevole, un politico poco lungimirante e provocatorio.
*Spero che non duri a lungo, ma da come si muove l'esercito russo, hanno già circondato l'Ucraina, i punti nevralgici vengono presi abbastanza in fretta, dovrebbe essere così. Per fortuna non trovano la resistenza perché per la gran parte degli ucraini combattere per questo governo e politicanti non è importante. I militari si arrendono in massa, i civili stanno nelle case e aspettano la fine.
*Noi dobbiamo liberarci dall'influenza statunitense. L'America deve capire che la sua egemonia è finita. Adesso c'è il dragone cinese, i russi e la vecchia Europa deve essere lasciata in pace.
{{Int|Da ''[https://www.teleambiente.it/nicolai_lilin_russia_ucraina_intervista/ Guerra in Ucraina, Nicolai Lilin: "Putin sbaglia, ma l'Occidente deve cambiare visione"]''|Intervista di Enrico Chillè sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Teleambiente.it'', 4 marzo 2022.|h=4}}
*L'Occidente ha la colpa di interpretare il mondo con una superiorità ingiustificata, noi occidentali ci crediamo superiori e ci rapportiamo agli altri in modo errato. Poi usiamo i doppi standard: siamo capaci di manifestare vicinanza ai bambini colpiti in un Paese e ignoriamo altri bambini colpiti dalla guerra in un altro Paese, solo perché lì la guerra la facciamo noi o i nostri partner.
*Quando parliamo di Putin, dobbiamo essere chiari: è un dittatore autoritario che da oltre 20 anni è al potere, è lontano dall'ideale politico occidentale. Per lui, e per chi lo sostiene, un cambio di presidenza ogni quattro anni è un segno di debolezza politica.
*Voglio ricordare un mio caro amico, intellettuale ucraino: Oles Buzina, grande antropologo e patriota, una persona libera che non era d'accordo con alcuni meccanismi poco democratici che vide dopo il 2014. I neonazisti, vicini a Poroshenko, gli hanno sparato in testa sulla porta di casa. E ci sono battaglioni neonazisti che sono stati integrati nell'esercito ucraino come se niente fosse, hanno ancora le mostrine delle divisioni delle SS.
*I russi temono l'Occidente, hanno visto cosa ha fatto in Iraq, in Afghanistan, in Siria e nel Nord Africa e sanno che gli Stati Uniti sono il Paese che ha bombardato più Paesi al mondo dalla Seconda guerra mondiale a oggi. Purtroppo, questa differenza di posizioni viene sfruttata dalla politica, che gioca sui contrasti ideologici e sulla paura.
*La Russia è uno dei Paesi più corrotti al mondo ed è sotto gli occhi di tutti. Il flusso di denaro dalla Russia ha fatto comodo a lungo all'Occidente, ora le sanzioni hanno stravolto il mercato tra l'Europa e la Russia. La situazione attuale fa comodo soprattutto agli Stati Uniti, che stanno realizzando il loro progetto di mantenere l'egemonia economica e militare in Europa. Per loro la Russia è un pericolo, non è un partner e lo vorrebbero come un vassallo. George Bush Sr. ed Helmut Kohl dettavano la linea a Gorbaciov, loro vorrebbero tornare a quella epoca. Vladimir Putin invece non vuole essere un vassallo e questo a loro non va bene. Anche qui, se pensiamo che gli oligarchi possano rovesciare Putin, sbagliamo la nostra visione: da occidentali, pensiamo erroneamente che la Russia sia un Paese europeo. La simbologia è tutto, l'aquila bicefala rappresenta la natura della Russia, che da un lato guarda all'Occidente e dall'altro guarda all'Asia.
*Per come la vedo io, l'Italia dovrebbe allontanarsi dalla Nato e sviluppare una autonomia energetica investendo nell'eolico e nel fotovoltaico, per fortuna vento e sole qui non mancano. Poi dovremo anche ripensare la nostra tendenza al consumo sfrenato. Se non compreremo più il gas russo, ci sarà un contraccolpo per Mosca, ma ci sono già Paesi come la Cina che lo stanno facendo al posto nostro.
{{Int|Da ''[https://themillennial.it/news/opinioni/intervista-nicolai-lilin-guerra-russia-ucraina/ Putin, Russia, Ucraina e russofobia. Intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Giacomo Zamboni sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Themillennial.it'', 6 marzo 2022.|h=4}}
*Il conflitto attuale ha il suo inizio dai massacri che l'esercito ucraino con l'aiuto delle milizie nazionalistiche ha compiuto verso le popolazioni filorusse delle regioni del Donbass, territori industriali, dove c'è da sempre una forte identità del movimento operaio. Secondo l'Osce questi eventi hanno provocato tra i 14mila e 16mila morti. La Russia si è sentita isolata e minacciata, nel colpevole silenzio dell'Occidente, fino ad arrivare al tragico momento attuale.
*In [[Siberia]] ancora oggi ci sono persone che vivono senza gas nelle case. È una società più brutale, primitiva, sono quindi molto più influenzabili dalla propaganda. I discorsi di Putin hanno un linguaggio diretto alle persone delle periferie, usa spesso lo slang di strada e il gergo criminale. Sono riferimenti culturali che vengono dall'infanzia vissuta nell'allora Lenigrado in mezzo alla criminalità giovanile. La sua vera forza deriva dalla Russia profonda.
*Nella comunità russa italiana c'è forte preoccupazione, paura di esser licenziati perché russi, paura per i bambini che vengono discriminati, paura per le proprie attività lavorative perché boicottate. Vi sembra normale che mia figlia tornata a casa da scuola mi chieda preoccupata se è vero che "noi russi siamo cattivi?". Mia figlia non sa neanche chi sia Putin.
*I miei pensieri sono tutti per i civili che stanno soffrendo per una guerra crudele; se mi chiedi però di fare una valutazione geopolitica non posso non notare che è da qualche anno che il mondo va sempre di più verso oriente, verso la Cina. Gli Stati Uniti non hanno più l'egemonia di un tempo, credo sia poco saggio forzare la mano con la Russia di Putin. Siamo a un cambio totale della politica mondiale, l'Ucraina è purtroppo una moneta di scambio.
{{Int|Da ''[https://www.cdt.ch/news/mondo/putin-pazzo-e-estremamente-lucido-questa-e-la-tragedia-276152 Guerra in Ucraina. «Putin pazzo? È estremamente lucido, questa è la tragedia»]''|Intervista di Michele Montanari sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Cdt.ch'', 14 marzo 2022.|h=4}}
*Putin è complicato. È un ex funzionario del KGB e già solo questo ci spinge a pensare subito alla Guerra Fredda. Facciamo fatica a capire la sua mentalità e i suoi obiettivi. Non riusciamo assolutamente a decifrare il suo linguaggio: i russi usano molte parole quando parlano e ricorrono a metafore complesse. Putin le usa di frequente per rivolgersi anche alla popolazione che vive nelle zone periferiche del Paese. Gli analisti occidentali non riescono a dargli una collocazione. Per quanto riguarda una sua presunta pazzia, la storia ci insegna che liquidare qualsiasi problematica geopolitica incolpando di follia, di pazzia o di ferocia un solo personaggio, di solito è una tattica di chi vuole scaricare le proprie responsabilità. Così è stato per Hitler, che tutta l'Europa all'unisono ha dichiarato pazzo e violento, quando in realtà è stato sostenuto da molti, anche da enormi gruppi bancari e industriali. Se leggiamo la storia a livello puramente scolastico, scopriamo che Hitler era semplicemente un folle. Queste sono banalità. Putin non è pazzo, la tragedia sta nel fatto che è estremamente lucido. È un politico che ha i propri interessi e non li nasconde. Se noi avessimo guardato con attenzione a quello che stava succedendo ad Est, e se avessimo avuto la capacità di interpretare ciò che avveniva, avremmo potuto evitare questa guerra. È giusto incolpare Putin, ma è altrettanto giusto accettare le nostre responsabilità.
*Sono sempre più convinto che Mosca non voglia conquistare l'Ucraina. Dal punto di vista strategico questa è una guerra stranissima. Io ho visto l'esercito russo in Cecenia e me lo ricordo bene, so di cosa sto parlando. Certo, è un esercito che ha una serie di problematiche, come la sua composizione, in cui emerge un enorme distacco tra gli alti ufficiali e i soldati. Inoltre c'è molta corruzione nelle forze armate. Però sono passate più di due settimane e ancora, ad esempio, non abbiamo visto un vero e proprio "carpet bombing", la strategia usata dagli americani per radere al suolo l'Iraq. Un bombardamento a tappeto di questo tipo avrebbe fatto decine di migliaia di morti in pochi giorni. I russi stanno facendo proprio il contrario e credo che se avessero voluto conquistare l'Ucraina, sarebbero arrivati alla frontiera con la Polonia in meno di una settimana.
*Stiamo parlando della Russia. Lì il prezzo della vita umana, soprattutto dei soldati, non viene considerato da nessuno. Suona brutale, ma è così: la Russia è abituata a perdere i militari. È una forma di sacrificio che fa parte dello spirito nazionale. Questa è un'altra cosa che noi occidentali non potremo mai capire.
*Il presidente ucraino a livello politico è una nullità e Putin questo lo sa bene. Sa che il presidente ucraino non deciderà niente: lui è un attore, non un politico come Putin. È questa la realtà sciagurata dell'Ucraina.
*Zelensky fa una propaganda molto pericolosa, perché sta dicendo a molti giovani di combattere, di armarsi e persino di affrontare i carri armati con le molotov. Sì, in questo c'è un grande patriottismo, ma ci sono anche tanti uomini che moriranno. Io non direi mai a mio figlio di andare a combattere, in nessuna situazione. E non lo direi neanche ad un estraneo, perché ho vissuta la guerra e so che non c'è niente di peggio. Se dovessi trovarmi in queste condizioni, farei di tutto per arrivare ad una conclusione con il dialogo. Quando hai un aggressore del genere, è chiaro che la resistenza sarà soltanto un bagno di sangue. Il presidente ucraino sta trascinando tutto l'Occidente in questo massacro. Perché dovremmo sostenere una persona del genere, che inneggia alla guerra attraverso l'uso dei social media?
*Il patriarca Kirill è un decerebrato, lui sì che un malato di mente. È un personaggio avido e rovinato da una ideologia confusa di patriarcato, religione cristiana e comunismo. Mi fa orrore la propaganda russa che arriva in questi giorni. Il patriarca e alcuni preti dovrebbero diffondere il messaggio di amore di Cristo e invece giustificano la guerra. Se Cristo dovesse scendere dalla croce li prenderebbe a schiaffi.
*I russi che vivono in Occidente sono in gran parte persone fuggite perché non volevano avere niente a che fare con il regime di Mosca. Qua io non conosco sostenitori di Putin, anzi, quelli che lo apprezzano sono più gli italiani. [...] "Vogliamo Putin, è meglio dei nostri politici". Ognuno è libero di pensare quello che vuole, però io vorrei che prima di parlare, la gente capisse chi è veramente Putin. I russi sono fuggiti da quel modo di pensare e incolparli per ciò che avviene in Ucraina è un'idiozia totale.
{{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/politica/reclute-spedite-guerra-cieca-me-2021052.html Lilin: "Reclute spedite in guerra alla cieca, come me"]''|Intervista di Matteo Sacchi sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Ilgiornale.it'', 26 marzo 2022.|h=4}}
*Questo conflitto è anche un modo di addestrare a prezzo di altissime perdite un gran numero di personale. Alla fine hanno fatto così anche con la Cecenia. Mandano i giovani con una percentuale di soldati esperti che gli insegnino il mestiere... Spietato ma funzionale.
*{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} Il modello a cui si rifà è un modello imperiale, messianico, il suo modello è [[Alessandro III di Russia|Alessandro III]]. Forse all'inizio ha pensato di avvicinarsi alle democrazie occidentali, non certo a un vero Stato liberale, ma si muoveva in quel senso. Poi ha prevalso l'idea di tornare all'Impero, si è trasformato quasi in un personaggio shakespeariano
*Sono moltissimi quelli che non la penseranno come Putin. E i più dovranno pernsarlo in silenzio. Ma non si può pensare che Putin cada per una rivoluzione, i russi hanno già provato le rivoluzioni e temono più di tutto il caos. Se ci sarà un cambiamento partirà all'interno del sistema.
*{{NDR|Sugli [[oligarchi russi]]}} Non sono come i capitalisti occidentali, Non sono come [[Elon Musk]] che è per molti versi un oligarca ma deve i soldi a se stesso. Putin li usa come portafogli per mettere dei soldi. Il portafoglio si rompe? Tu lo cambi.
{{Int|Da ''[https://www.lavocedinewyork.com/arts/libri/2022/03/28/parla-lo-scrittore-russo-nicolai-lilin-autore-di-putin-lultimo-zar/ Parla lo scrittore russo Nicolai Lilin, autore di "Putin, l'ultimo zar"]''|Intervista di Federica Sabiu, ''Lavocedinewyork.com'', 28 marzo 2022.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} In lui c'è stato un cambiamento incline anche verso il male, il potere non ha migliorato quest'uomo, sicuramente lo ha danneggiato dal punto di vista umano.
*Diciamo che sono diventato in maniera accidentale uno scrittore, anche se non avevo, a dire il vero, l'ambizione di fare questo lavoro.
*{{NDR|«Quali autori ti hanno formato maggiormente?»}} Sono figlio della letteratura russa, quindi comincerei con Tolstòj, Tolstoyevski, Pasternak ecc. , sono gli autori che per me sono stati illuminanti, quelli che hanno formato il mio modo di pensare, il mio modo di esprimermi, in qualche modo hanno influenzato anche la mia scrittura.
*A me personalmente non piacciono i premi letterari perché non si può definire un libro meglio dell'altro, tutti i libri sono diversi in quanto sono i prodotti delle idee e delle espressioni di persone differenti e non si può dire che una persona si esprima meglio dell'altra.
*Sicuramente lo scrittore che mi ha formato come narratore e Nikolaj Gogol, il grande scrittore russo che ha creato il vero romanzo russo, la novella russa.<br />Lui per me è stato fondamentale perché ha plasmato la mia espressione umana e letteraria, il suo libro più bello a mio avviso si intitola "le anime morte".
*Noi in [[Siberia]] abbiamo una delle più antiche tradizioni di tatuaggi al mondo dove in poche parole il tatuaggio è un modo codificato di raccontare l'esperienza di vita di una persona, una specie di curriculum che le viene scritto sulla pelle.
{{Int|Da ''[https://www.ilbullone.org/2022/04/22/nicolai-lilin-educazione-alla-guerra-in-ucraina/ Nicolai Lilin educazione alla guerra in Ucraina]''|Intervista di Paolo Massimo Guerzoni, ''Ilbullone'', 22 aprile 2022.|h=4}}
*Quando qualcuno ci dice che dobbiamo odiare una persona in base alla sua appartenenza, è solo perché è interessato a sfruttare, manipolare una situazione e poi dopo ci distruggerà.
*Fin dall'asilo la propaganda ti inculca l'idea che un uomo deve servire la propria patria, e così inizi inconsciamente a identificarti come un difensore del Paese. Esiste anche una festività, il 23 febbraio, in cui questo ruolo viene celebrato. A scuola studiavamo un manuale per imparare le tecniche militari. Allo stesso modo, già in addestramento non credevo a quello che ci raccontavano. Conosco bene l'Islam, mio fratello è musulmano, ma loro strumentalizzavano il racconto, per portarci a odiare, a giustificare la guerra.
*{{NDR|Su [[Gino Strada]]}} Lui era contro la guerra, perché l'ha vissuta. E anche io sono così.
*Il problema è che ci sono persone che pensano ancora che la guerra risolva le cose. La guerra è una cattiva madre. Ci sono persone che ci guadagnano con la guerra. Ho vissuto 5 conflitti e posso dire che le guerre finiscono tutte con un accordo. Per evitare i massacri usiamo la diplomazia, non le armi!
*Siamo in guerra ora, ma questo va avanti da anni. Perché non abbiamo iniziato a muoverci prima a livello diplomatico? Perché ci vuole volontà e la capacità di applicare potere su scala internazionale. La tragedia dell'Europa è che non abbiamo politici forti, né indipendenza. Non parlo solo della dipendenza energetica dalla Russia, ma anche culturale, dall'egemonia statunitense. Siamo tra incudine e martello.
{{Int|Da ''[https://archive.org/details/Piccolo_2022-09-17/page/30/mode/2up?q#61nicolai+lilin Nicolai Lilin: «Vi dico io chi è Vladimir Putin male necessario dei russi»]''|Intervista di Gabriele Giuga, ''Il piccolo'', 17 settembre 2022.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Omar Monestier]]}} Ci legava un rapporto fraterno [...] era una persona che condivideva con me le intimità della sua vita, in base alle quali io creavo i suoi tatuaggi.
*Era chiaro a tutti gli analisti che la Nato, spingendo sull'Ucraina sia con finanziamenti che con ideologie e armi avrebbe provocato un'aggressione militare della Russia con l'obiettivo di Stati Uniti e Gran Bretagna di dividere l'Ucraina dalla Russia, esercitare la propria egemonia militare e finanziaria in Europa, con l'unico risultato però, di spingere la Russia verso la Cina, un grandissimo errore.
*[...] i russi seguono l'idea di un revanscismo russo, e in molti sono spaventati dal pericolo di ritornare al crollo dell'immoralità della Russia di Yeltsin degli anni '90. Quindi per loro Putin è sì un male, ma necessario.
*Se [...] al posto di Putin andasse quel folle di Medvedev, non avrebbe scrupoli a radere al suolo l'intera Ucraina, o a usare l'atomica.
*I ceceni [...] hanno dei conti in sospeso con gli ucraini che risalgono alla prima guerra cecena del 1991. Soprattutto con l'organizzazione Una-Unso, gruppo di nazionalisti nazisti ucraini, integrati nel sistema di governo ucraino, glorificati per le loro crudeltà, stupri, torture come se fossero eroi. I ceceni di Kadyrov hanno sete di vendetta per quei crimini. Lo stesso Kadyrov ha perso per mano degli ucraini il padre e molti parenti e tra i ceceni vige la legge del clan, quando qualcuno muore si giura vendetta fino alla 13esima generazione.
{{Int|Da ''[https://mowmag.com/attualita/nicolai-lilin-l-ucraina-un-paese-nazista-peggio-della-russa-ne-ho-parlato-dopo-una-fake-news-di-saviano Nicolai Lilin: "L'Ucraina? Un Paese nazista peggio della Russia. Ne ho parlato dopo una fake news di Saviano"]''|Intervista di Riccardo Canaletti, ''Mowmag.com'', 24 novembre 2022.|h=4}}
*Sai qual è il problema del nostro mainstream? Così come nella mentalità nazista – perché in Ucraina ci sono i nazisti, è questo il problema – se tu non la pensi come loro automaticamente accetti il punto di vista dei loro rivali. E i rivali dei nazisti sono sempre stati i russi. Quindi chi sostiene il nazismo, come alcuni giornalisti o il PD, foraggiandolo in Ucraina, poi diffonde russofobia.
*Io non sono filorusso, io sono russo. Sono russo etnicamente. Come cazzo fai a dare del filorusso a un russo? Questi sono degli imbecilli totali, capisci? Anche accusando le persone non sono coerenti. Come fa un russo a essere filorusso? È chiaro. Uno può essere filoputiniano magari, questo è un altro discorso, ma non filorusso.
*Io ho sempre aiutato le persone. Ho cominciato a casa mia già nel 2014, quando per la prima volta sono andato in Donbass. Avrei dato una mano a chiunque fosse arrivato, ma non è un motivo di vanto. Per me è una cosa normalissima e io non ne parlo mai. Queste persone vengono da diverse situazioni, aiuto sia quelli che vengono dal Donbass che quelli che vengono dall'Ucraina occidentale, indipendentemente dalle idee politiche.
*L'Occidente è la culla dei fottuti colonialisti anglosassoni, degli speculatori e banchieri, dei guerrafondai. Ormai il mondo non crede più alle balle della democrazia occidentale. Il mondo intero è contro l'Occidente ormai.
*{{NDR|Su [[Adriano Sofri]]}} Guarda, è un segno del fallimento della cultura di un Paese quando un terrorista fa il processo a uno scrittore. Poi Sofri saprà tutto delle vicende dei suoi anni di attivismo in Italia, ma cosa vuole saperne di Ucraina? [...] Io sono sicuro che una persona come quel Sofri non può avere alcuna certezza, perché quella persona dubito fortemente sia mai stata in Ucraina.
*Per quanto autoritario possa essere, il regime di Putin è meno peggio di quello ucraino, è una certezza storiografica. Nella Russia di Putin gli oppositori non vengono bruciati vivi nelle case dei sindacati. In Russia in un anno non uccidono 75 persone tra oppositori e giornalisti, come avvenuto nel 2014 in Ucraina. In Russia non sono vietati i partiti politici. Persino Navalny comunque esiste, anche se poi va in galera, il suo partito, come altri, c'è. In Russia non c'è questa tendenza a massacrare interi gruppi.
*[...] Boris Nemtsov è stato ucciso con un colpo di pistola perché amava andare a donne. Era un malato di figa e ha avuto la sfortuna di andare a letto con la moglie giovane e bella di un uomo d'affari georgiano molto legato alla criminalità organizzata di Mosca. Fai uno più uno e capisci che è strano siano stati i servizi segreti.
*Il Commedy Club, KVN, che sarebbe il "club dei goliardi studenti", è da dove viene Zelensky, e lì sanno tutti che l'attuale presidente è un ragazzo che adora la cocaina. È stato messo lì perché facilmente ricattabile, tutto qui.
*[...] i polacchi hanno creato l'identità ucraina. Sono state due le fasi che hanno trasformato i territori diversi in un unico Paese. La base era il popolo malorosso, ma era un modo di chiamare diverse minoranze che abitavano la zona. I polacchi hanno trasformato la visione identitaria di questi malorossi convincendoli di essere più vicini ai valori austroungarici che non a quelli russi. Che in parte era anche vero, perché era un popolo complesso che abitava ai confini dell'Impero e subiva molte pressioni. L'identitarismo ucraino è nato da questo impegno degli intellettuali polacchi per creare degli alleati in quei territori. Questa è stata la prima fase, che non si è conclusa bene per i polacchi, visto che già nella Seconda Guerra Mondiale gli ucraini massacravano i polacchi. Ovviamente, direi. Se crei un mostro, prima o poi il mostro ti uccide. È la base della cultura umana.
*Prima di questa data {{NDR|1917}} nel lessico non esisteva l'Ucraina come concetto geopolitico. Questo concetto è stato introdotto e sviluppato da Lenin, Stalin e Kaganovič, tre personaggi che unirono dei territori presi dall'Impero austroungarico come la Galicja, la Polonia, e la Bucovina dalla Romania (devi sapere che c'è una parte di popolazione che abita in Ucraina che in realtà è rumena; quando la Romania dice di voler riprendere quei territori, ha ragione). L'obiettivo comunista era di inglobare nell'Unione dei territori il più possibile in modo unitario. L'Ucraina è stato un progetto sovietico e per questo motivo, quando è crollata l'URSS, la prima cosa che è successa è stata la totale crisi identitaria. Il Paese si è spaccato tra tutti i popoli diversi, tra i nazisti e nazionalisti, gli ucraini russofoni, gli ucraini della zona vicina alla Romania, quelli che stavano vicino ai confini con la Polonia che si son sentiti sempre più polacchi che non ucraini.
===2023===
*La figuraccia più esplicita rimane quella della "lesbica da combattimento" messa dagli anglosassoni al posto del presidente moldavo, la odiosissima [[Maia Sandu]], colei che governa uno dei più poveri paesi d'Europa avendo la cittadinanza statunitense e possedendo la villa sull'oceano a California, dove si reca ogni fine settimana con uno jet privato per passare il tempo con la sua fidanzata. Questa figura costruita "ad hoc" per portare la Moldova nella guerra contro la Russia, trasformando il paese nel cimitero, seguendo il modello ucraino, non ha permesso al Primo Ministro ungherese Viktor Orban di baciarle la mano durante il vertice di Chisinau.<br />Insomma, una figura politica senza alcun valore e una persona priva di educazione di base. Uno schifo.<ref group="fonte">Da ''[https://t.me/nicolaililin/5834 Telegram]'', 5 giugno 2023.</ref>
{{Int|Da ''[https://mowmag.com/attualita/lo-scrittore-lilin-la-guerra-in-ucraina-finira-quando-lo-decideranno-gli-stati-uniti Lo scrittore Lilin: "La guerra in Ucraina finirà quando lo decideranno gli Stati Uniti"]''|Intervista di Alessio Mannino, ''mowmag.com'', 22 febbraio 2023.|h=4}}
*L'Occidente, soprattutto quello anglosassone, ha avuto ed ha una propulsione politica violenta e predatoria nei confronti del resto del mondo: colonizzare, imporre le proprie regole, fomentare rivoluzioni, spodestare leader sgraditi. In Russia invece l'impulso politico fondamentale è all'autosufficienza, non essere dipendenti da nessuno, ed essere in grado di difendere la propria indipendenza.
*Per noi, giustamente, l'Ucraina è un Paese come gli altri. Per i russi, invece, è una parte della Russia. L'Ucraina è diventata Ucraina grazie ai comunisti che nel 1917, con Lenin, Stalin e Kaganovic, in quattro e quattr'otto hanno creato questa entità prima inesistente, mettendo insieme diverse regioni dell'Impero Russo, chiamandola così e promuovendo un'identità ucraina perché a loro serviva come una vetrina per il mondo, soprattutto occidentale. Volevano dimostrare, in particolare Lenin, grande teorico della rivoluzione internazionale, che per convincere i compagni degli altri Paesi ad appoggiare e unirsi all'Unione Sovietica, bisognava creare realtà nazionali attorno alla Russia. Il messaggio era: avete visto? Sono Stati indipendenti ma sono con noi, perché sono comunisti. È questo il senso storico dell'esistenza dell'Ucraina. Da quando però non c'è più il comunismo e non c'è più l'Urss, i russi si chiedono: e mo' quando ce la riportiamo a casa?
*Putin è sicuramente un conservatore. Ma un conservatore non liberale, anzi anti-liberale. Ciò che rappresenta il movimento liberale, o neo-liberale, è respinto dalla gran parte dei russi, e non piace neanche a molti qui in Europa. Quando parla di degenerazione e crisi spirituale europea parla di fenomeni dei quali l'apice è, per stare all'Italia, il Festival di Sanremo, o in generale ai meccanismi di potere che hanno perso il legame con la vita reale del popolo. Per questo il grave problema occidentale è la totale assenza di identità. Noi non abbiamo più crisi d'identità, quella l'abbiamo già passata. Noi un'identità non ce l'abbiamo proprio, ci siamo trasformati in stomaci ambulanti. Siamo solo dei consumatori, e ci meritiamo politici come la nostra premier che, dopo essersi insediata da soli pochi mesi, si permette di definire "propaganda" le parole di un leader di Stato che è al potere da più di vent'anni.
*La Meloni ha tradito completamente i suoi elettori. Lei inizialmente sosteneva Putin, poi è arrivata al potere e ha dovuto fare una giravolta a 360 gradi, e direi anche a 90 gradi di fronte all'America, e così ora abbiamo una che svolge il suo incarico negli interessi dei poteri forti.
{{Int|Da ''[https://www.liberoquotidiano.it/news/piulibero/35733494/nicolai-lilin-attentato-prilepin-patriota-no-chi-davvero.amp Nicolai Lilin, attentato a Prilepin: "Patriota? No, chi è davvero"]''|''liberoquotidiano.it'', 9 maggio 2023.|h=4}}
*[...] molti cittadini russi, specie quelli da sempre saldamente schierati con la politica di Putin, vedono in [[Zachar Prilepin|Prilepin]] l’ennesimo pseudo intellettuale e opportunista che abilmente sfrutta le tematiche populiste.
*Negli anni di carriera da giornalista, scrittore e politico, Prilepin ha dimostrato la sua natura camaleontica, spostandosi da un lato all’altro delle forze politiche con l’arroganza di chi pretende di assumere il ruolo del nuovo grande filosofo della Patria, un’altro Dostoevskij per intenderci. Militando prima tra le fila del partito “Nazional-bolscevico” di estremisti rosso-bruni di Eduard Limonov (noto al pubblico occidentale come il protagonista del bellissimo romanzo di Carrère), esperienza per la quale è stato definito dall’ex capo dei difensori del Donbass Igor “Strelkov” Girkin «un clown al servizio dei pederasti», è passato verso una linea politica attuale talmente neutra che la sua sostanza, tradotta nel linguaggio volgare, può essere paragonata soltanto a un profilattico.
*Prilepin è parte di quella melma, perla quale il nazionalismo sostituisce la coscienza, nella quale si sono conficcate le schegge impazzite, generate dall’esplosione dell’Urss (come lo stesso Limonov).
{{Int|Da ''[https://www.2duerighe.com/duetti/155374-ucraina-russia-intervista-nicola-lilin.html L'Ucraina al microscopio: intervista a Nicolai Lilin]''|Intervista di Lorenzo Bruno e Damiano Rossi, ''2duerighe.com'', 22 maggio 2023.|h=4}}
*L'identità ucraina in quanto tale si è affermata solo nel momento in cui la Polonia [...] è arrivato alla propria conclusione per colpa delle tensioni interne. [...] In quel momento, per volontà dei polacchi che cercavano di instaurare dei presupposti per contrastare la Russia, è stato avviato un forte processo ideologico in un'area nuova che era russofona, slava, con l'obiettivo di essere più occidentali dei russi. E lì che nasce, in una situazione totalmente lontana dalle dinamiche odierne, quella che era l'identità ucraina, perché prima nasce l'identità culturale, poi l'identità geopolitica.
*La nascita dell'Ucraina come entità geopolitica, cioè un Paese con i propri confini risale invece al 1917 ed è totalmente attribuibile ai bolscevichi. I grandi creatori dell'Ucraina sono stati Lenin, Kaganovič e Stalin, poi dopo i bolscevichi in Ucraina. Serviva per i loro interessi, per la loro visione anti-imperiale russa, mentre a Stalin per le sue mire geopolitiche perché a ognuno che costruisce grande impero servono sempre territori molto vasti di frontiera. Un territorio di frontiera ti permette una serie di manovre strategiche sia nel caso di una politica aggressiva che offensiva. Quindi l'Ucraina serviva a Stalin.
*La classe dirigente ucraina era talmente potente che con la morte di Stalin, gran parte della storia sovietica è stata guidata, dominata da leader provenienti dal partito comunista ucraino.<br />Il primo russo che è arrivato al potere, dopo questi lunghi decenni del dominio della classe dirigente ucraina è stato Andropov, lui tra l'altro è arrivato cercando di riparare enormi danni che hanno causato questi regimi corrotti dei rappresentanti del Partito comunista ucraino. Prima Kruscev e dopo Breznev il cui regime ha addirittura fatto l'invasione dell'Afghanistan. E quindi Andropov fu il primo russo che arrivato al potere cercò di risolvere la situazione poi non è riuscito perché alla fine ormai tutto era un disastro.
*Uno dei motori della identità ucraina è quella di contrapporsi a Mosca e spesso odiare Mosca. Questo processo ha inoltre comportato l'aggiunta a questo nucleo territoriale occidentale della Malorussia che potremmo definire il corpo centrale dell'Ucraina, una terra popolata dei cosacchi di Zaporižžja che prima hanno stretto rapporti con i russi e lo zar poi hanno strizzato l'occhio ai polacchi. Infine c'è stata la conquista turca e il potere ottomano.
*Il problema dell'Ucraina è stata la creazione di un grande Paese composto da realtà differenti però costretti tutti ad assumere un unico volto, un'unica identità e questo è stato un grande sbaglio. Il partito comunista ha attuato questa politica in quanto avevano un enorme Paese composto da realtà composite e dunque avevano necessità di sostenere una visione unitaria e meno articolata etnicamente.
*Doveva essere gestita in modo tale da poter rispettare la differenza dei cittadini, rispettare i loro diritti all'interno di un'unica Costituzione. L'Ucraina poteva essere veramente, tranquillamente la Svizzera dell'Est Europa. Potevano vivere solo grazie alla gestione dei rapporti tra grandi imperi; invece, è mancata la lungimiranza della politica ucraina.
*Quelli che sono arrivati nel '91 a governare l'Ucraina erano in realtà membri del partito comunista ucraino, questa è la grande presa in giro. L'Ucraina credeva di essersi liberata dell'Unione Sovietica, ma se guardate nomi e cognomi della classe dirigente dell'Ucraina del 1991, sono gli stessi del partito comunista.
*L'unica cosa per ora chiara è che la guerra è lunga e sarà lunga perché così come vengono adesso attuate le strategie militari si capisce che questa non è una guerra per una vittoria veloce. Non è la blitzkrieg del quale stavamo parlando prima. Questa è una tipica guerra dove il territorio viene sfruttato da entrambi i paesi come un territorio di scontro per misurare la capacità produttiva, la capacità economica dei rispettivi Paesi, delle rispettive strutture. Quindi stanno misurando la capacità delle alleanze, chi degli alleati rimane con chi e chi dimostrerà più debolezze. La Russia è sempre più vicina alla Cina. Recentemente hanno dichiarato che con la Russia hanno firmato persino accordi militari per eventuali rifornimenti di armi.
*Per quanto la sua posizione sembra abbastanza libera, noi sappiamo che Wagner è la parte illegale e clandestina dei servizi segreti militari russi. La storia del gruppo Wagner. Chi sono stati i suoi fondatori, come loro agiscono, il loro rapporto con il governo russo, i loro interessi, il loro modo di operare, ma soprattutto gli elementi principali, la loro provenienza, tutto indica il fatto che questa unità privata militare fa parte della struttura clandestina dei servizi.
*In Russia non c'è oligarchia. In Russia ci sono uomini vergognosamente ricchi ai quali l'unica autorità del Paese che Vladimir Putin permette di gestire sono alcuni settori ed affari.
*In Russia gli oligarchi non ci sono, in Russia gli oligarchi sono stati ammazzati fisicamente oppure costretti attraverso torture, prigioni e altri metodi poco democratici da Vladimir Putin e dal suo potere ad abbandonare il territorio di quel paese. In Russia, ad esempio, c'era l'oligarca [[Boris Abramovič Berezovskij|Berezovsky]], che ha organizzato la prima guerra cecena che ha portato il terrorismo nel Caucaso, che gestiva traffico di droga, traffico di esseri umani, che gestiva un enorme patrimonio speculativo in Russia. Lui voleva diventare presidente. Questa era la sua ambizione. Lui lo scriveva nei suoi diari. Lui pensava nel 2002 diventare presidente russo. Però poi è arrivato questo giovane del KGB, Putin, che nessuno conosceva e lo ha fatto fuori.
*Quando hanno trovato il corpo di Berezovsky a Londra, sul suo cadavere c'erano i segni di due corde e la gente ancora oggi si domanda come ci si può impiccare per ben due volte. È chiaro che lo avevano impiccato i servizi segreti e nemmeno la MI6, i servizi inglesi sono riusciti a proteggerlo. Per questo motivo gli oligarchi in Russia non ci sono. In Russia c'è un regime autoritario.
{{Int|Da ''[https://mowmag.com/attualita/lilin-su-gaza-e-palestina-israele-vincera-contro-hamas-ma-perdera-la-guerra-col-mondo-arabo-e-ha-lasciato-che-gli-attentati-accadessero-come-l-11-settembre Lilin su Gaza e Palestina: "Israele vincerà contro Hamas, ma perderà la guerra col mondo arabo. E ha lasciato che gli attentati accadessero, come l'11 settembre"]''|Intervista di Roberto Vivaldelli, ''mowmag.com'', 11 ottobre 2023.|h=4}}
*Il 7 ottobre in Israele è una sorta di 11 settembre.
*{{NDR|Sugli [[attentati dell'11 settembre 2001]]}} Ciò che io ho notato all'epoca di strano è che negli Usa era emersa una voluta mancata di connessioni tra i servizi di sicurezza del Paese, proprio in quel momento. Possiamo ipotizzare che fu fatto di proposito per mettere in atto il Patriot Act e inaugurare la Guerra al Terrore, oppure possiamo pensare a una negligenza. Possiamo fare più ipotesi, ma è chiaro ed evidente che sono mancate le connessioni tra i servizi del Paese. Negli Stati Uniti qualcuno ha voluto questo, ne sono convinto.
*Un servizio così efficiente come Mossad, che è uno dei servizi con più connessioni a livello mondiale, che ha occhi e orecchie ovunque, non avrebbe preso sul serio le comunicazioni ufficiali da parte dei colleghi egiziani? Suvvia. Ma secondo voi non hanno fatto almeno un approfondimento? Secondo me sono balle. Quando gli egiziani hanno comunicato la possibilità di un imminente attacco di Hamas, questa comunicazione è stata "bloccata" da qualcuno.
*A mio avviso c'è stato lo zampino di qualcuno, molto legato alle oligarchie anglosassoni, che in questo momento sono disperate, e hanno bisogno per forza di accendere una serie di focolai a livello internazionale.
*Adesso loro vinceranno la guerra, distruggeranno Hamas e riprenderanno quei territori. Ma a lungo andare sarà una sconfitta per Israele e il mondo vedrà la brutalità degli israeliani, e non solo quella dei palestinesi. Arriverà il momento nel quale Israele avrà un confronto diretto con il mondo arabo. È già così, perché sul confine con il Libano si spara. Ma se tutti i Paesi circostanti inizieranno ad avere un atteggiamento di ostilità, per Israele sarà la fine e non supererà il 2030.
===2024===
*A quanto pare nella nostra società occidentale non si può più nemmeno nominare i gay senza il loro consenso e approvazione, che sono diventati una specie di ubermensch intoccabili e superiori ai comuni mortali.<ref group="fonte" name="insta.22.01.2024">''[https://www.instagram.com/nicolaililin/p/C2aadY8L2Ax/?img_index=1 Instagram.com]'', 22 gennaio 2024.</ref>
*I rappresentanti del movimento LGBT qui in Occidente predicano la pace, la libertà, la tolleranza, l'inclusività e il multiculturalismo, tutti i valori che personalmente sostengo, apprezzo e rispetto. Ma allo stesso tempo sempre i membri del movimento LGBT occidentale sostengono il nazismo in Ucraina, sostengono la NATO, un'organizzazione criminale e guerrafondaia, hanno formato un intero battaglione dei nazisti gay che combattano in Ucraina, si chiamano "Unicorn", hanno persino una toppa da riconoscimento e usano i colori della bandiera simbolo LGBT.<ref group="fonte" name="insta.22.01.2024"/>
*{{NDR|Sull'[[attentato al Crocus City Hall]]}} Una cosa molto strana è che [...] le ambasciate statunitense e britannica l'otto marzo hanno condiviso un avvertimento ai loro cittadini che si trovavano in Russia, dicendo di non frequentare luoghi pubblici per probabile pericolo di terrorismo. Quindi ora si parla di un probabile coinvolgimento della Cia, di oligarchia anglosassone e per questo attentato terroristico si dice che è molto probabile che dietro ci siano le solite forze che cercano di mettere in difficoltà la Russia.<ref group="fonte">Citato in ''[https://mowmag.com/attualita/attentato-a-mosca-lilin-rivela-isis-c-entra-la-cia-e-dice-chi-sono-i-veri-nemici-della-russia Attentato a Mosca, Lilin rivela: "Isis? C'entra la Cia...". E dice chi sono i veri nemici della Russia]'', ''mowmag.com'', 23 marzo 2024.</ref>
*Io non voglio augurare assolutamente nessun male, io spero che queste persone {{NDR|Stefania Battistini e Simone Traini}} vivranno per la vita fino alla vecchiaia. Spero che questa gente potrà anche riflettere sugli errori che sono stati fatti, però io so benissimo come funziona in Russia, so benissimo chi sono i russi e come loro agiscono quando si arrabbiano, quando vengono colpiti, diciamo, nel cuore loro, reagiscono abbastanza duramente. E quindi, il mio sincero augurio a questi giornalisti italiani che hanno fatto questo lavoro di propaganda filo nazista è di stare molto attenti, stare molto attenti. Non accettate il tè dalla gente sconosciuta. Fate attenzione al bar. Fate attenzione dove mangiate. Fate attenzione alle nuove amicizie, perché può darsi che contro di voi stanno già lavorando gli agenti operativi del GRU, che sono i servizi segreti militari, e se loro veramente hanno preso un incarico, state certi che in un anno, due anni, tre anni, cinque anni, comunque vi troveranno e vi faranno a pezzi.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.open.online/2024/08/18/nicolai-lilin-giornalisti-rai-battistini-traini-polonio-te-video/ L'avvertimento di Nicolai Lilin ai giornalisti Rai Battistini e Traini: «Vi siete scavati la fossa da soli». E cita il polonio nel tè]'', ''open.online'', 18 agosto 2024.</ref>
{{Int|Da ''[https://mowmag.com/attualita/lilin-navalny-nazista-xenofobo-l-intervista-a-putin-di-carlson-ha-cambiato-il-mondo-e-la-guerra-in-ucraina-non-finira-finche-la-russia-e-lo-scrittore-ne-ha-anche-per-renzi-di-maio-biden-e-berlusconi Lilin: "Navalny? Nazista xenofobo. L'intervista a Putin di Carlson? Ha cambiato il mondo.]''|Intervista di Diana Mihaylova, ''mowmag.com'', 16 febbraio 2024.|h=4}}
*{{NDR|«Accidenti, quindi tu consideri il crollo dell'Occidente come un dato certo?»}} Sì, al 100%. Ormai sta già avvenendo, solo che ci stiamo abituando e quindi trasformiamo in normalità quelli che sono in realtà gravi segnali di collasso. Io vivo nel mondo arabo ora.
*Il giornalismo e la stampa italiana [...] sono tutti delle puttane del regime, mi spiace ma è così. [...] quando parliamo dei giornali italiani, parliamo di carta straccia. Un lavoro intellettuale in Italia non esiste più, non esiste più coerenza. Quando leggi qualcosa sulla stampa italiana, questa non può essere credibile, punto e basta. E chi in Italia, fra gli analisti e i giornalisti, dice che Tucker Carlson è uno burattino del Cremlino, è un idiota totale.
*Tu sai qual è il motivo per il quale l'Occidente odia Putin? [...] L'Occidente è un sistema oligarchico, un potere dei pochi. [...] L'oligarchia è quando una persona estremamente ricca usa i suoi soldi per modificare la politica in base ai propri interessi fino a creare la degenerazione di uno Stato: questo è l'Occidente di oggi. Oggi il governo italiano, quello francese, quello tedesco – Orban è l'unico che si salva – e tutto il resto dei Paesi d'Europa sono zerbini degli oligarchi e fanno solo gli interessi delle élite, che trasformano le masse in consumatori, in una nuova forma più grave del capitalismo. Invece Putin è la rappresentazione più pura di un sistema autoritario, ma è una persona che arriva al potere sostenuto dalla maggioranza assoluta dei cittadini: dall'87%. Non esiste un altro Paese con una percentuale simile.
*Io lavoro con le notizie, sul mio canale Telegram privato; quindi, ho della gente che mi paga per essere informata. Se la gente paga per avere delle notizie coerenti, vuol dire che molti cittadini non sono d'accordo con quello che i media italiani raccontano e non c'è da sorprendersi, perché la stampa italiana racconta un sacco di balle; continua a farlo. La stampa russa è sempre basata su una linea propagandistica. Non dobbiamo pensare che in Italia sono propagandisti e in Russia raccontino tutta la verità. Anche lì c'è propaganda, ma c'è una differenza: i giornalisti russi non si allontanano dalla verità oggettiva, quello che invece gli occidentali hanno iniziato a fare un bel po' di tempo fa.
*[...] questa guerra ha già ricevuto un sacco di armi, un sacco di aiuti commerciali, ma comunque, l'Occidente non vincerà mai, perché la Russia ha infinite risorse. Ciò che sta facendo l'Occidente in Ucraina è solo prolungare un'agonia perché su di essa, dal punto di vista economico e geopolitico, un piccolo ristretto gruppo di persone in Occidente, guadagna un sacco di soldi.
*Quando vediamo le manifestazioni in Russia, sono tutte cavolate. Io sono andato a verificare personalmente e tutti questi movimenti antiputiniani è sono fuffa creata dall'Occidente. {{NDR|«Quindi secondo te nella popolazione non è presente alcun malcontento?»}} Ma quale malcontento, sono contentissimi! La maggioranza dei russi è contenta e anzi, vogliono sostenere di più questa politica. Quando parliamo di manifestazioni dei russi che non vogliono fare la guerra, sono tutte balle. I russi vogliono fare la guerra e vogliono sconfiggere il nazismo.
*L'Occidente ha trasformato Alexei Navalny nell'ennesimo simbolo di libertà, come fosse un "Santo protettore" dei valori democratici, schiacciato da Vladimir Putin; ma per me Navalny rimane sempre quello che era sin dagli inizi della sua carriera: un nazista, xenofobo e genio della comunicazione, che per anni ha lavorato per gli oligarchi russi. Per me lui non era un politico, ma un prodotto mediatico in grado di offrirsi al miglior offerente.
*[...] si è mai visto la Russia fare guerre coloniali o per allargare il proprio territorio? [...] I russi non vogliono invadere nessuno. L'unica cosa per cui sono capaci di fare la guerra è per assicurare la sicurezza sui propri confini. Per questo motivo Putin ha mosso l'esercito in Ucraina, perché dal 1998 in Ucraina si svolgono attività militari della NATO che minacciano i confini della Russia. È un'idiozia dire che Putin vuole invadere Polonia e Paesi Baltici. Putin vuole stare tranquillo, non vuole avere la pistola puntata in faccia dalla NATO.
*Berlusconi non era uno statista, era un uomo d'affari. In effetti in Russia era molto rispettato perché lui rappresentava gli interessi non degli Stati Uniti d'America, ma i suoi interessi personali.
*[...] la guerra non sarà breve, sarà lunga, ma la vittoria sarà della Russia per un semplice motivo: siamo nel pieno del cambiamento dell'ordine mondiale. L'Occidente non potrà più estendere il proprio dominio e la propria supremazia su una parte del mondo.
*L'Occidente ha una bellezza, un enorme bagaglio culturale, una grandissima potenzialità, però deve liberarsi dall'egemonia anglosassone.
{{Int|Da ''[https://www.huffingtonpost.it/dossier/elezioni-europee-2024/2024/05/02/news/putin_ha_le_sue_ragioni_gli_oligarchi_filoatlantisti_sostengono_il_nazismo_ucraino_cronache_dal_mondo_di_nicolai_lilin_-15783478/ "Putin ha le sue ragioni, gli oligarchi filoatlantisti sostengono il nazismo ucraino". Cronache dal mondo di Nicolai Lilin, candidato di Santoro]''|Intervista di Alfonso Raimo, ''huffingtonpost.it'', 2 maggio 2024.|h=4}}
*Il mio unico impegno è bloccare ogni tipo di sostegno alla guerra. Non ho altro interessi politici. Non sono mai stato interessato seriamente a nessun tipo di programma politico. Anche se durante la mia vita sono stato avvicinato da tanti partiti. Qualcuno è arrivato a offrirmi anche dei soldi.
*I miei valori sono di sinistra, ma non come si definisce in Italia la sinistra. Non sono uno che si rispecchia in una ideologia all'interno del sistema italiano. So bene che in Italia qualcuno dice che io sia fascista, perché citano qualche frase decontestualizzata, o qualche mia vecchia posizione. Ma la verità è che io sono il prodotto del sistema sovietico, nel bene e nel male.
*Secondo me Putin è il crocevia di due spinte epocali: il regime sovietico nella sua fase esaltata e in dissoluzione e l'occidente corrotto e capitalista. Dopo di che Putin ha le sue ragioni.
*{{NDR|«La principale ragione addotta da Putin è l'espansione della Nato oltre le zone tradizionali di influenza.»}} Ed ha ragione. È la realtà oggettiva di quello che ha vissuto l'ex Urss dopo il suo crollo. Ho incontrato 4 volte Gorbacev e posso testimoniare che era un suo grande cruccio. Lui diceva: "So di essere odiato dai russi e di essere amato dagli occidentali", perché non era riuscito a garantire che la Nato allungasse le sue mire. Era mortificato, si sentiva responsabile.
*A dire il vero da parte russa hanno dato segnali di disponibilità a negoziare, siamo noi occidentali che non abbiamo voluto coglierli. [...] Perché noi europei seguiamo la linea guerrafondaia degli oligarchi anglosassoni, filoatlantisti. Sono fanatici della guerra, gente che se ne frega della vita delle altre persone e sostenitori del nazismo.
*I massacri li ho visti io coi miei occhi. I nazisti ucraini sono sostenuti dall'occidente, anche dai nostri rappresentanti politici, dal Pd, e dalla destra. Non ha importanza il potere politico. Sono sottomessi agli interessi degli oligarchi anglosassoni.
*{{NDR|Su [[Volodymyr Zelens'kyj]]}} Nonostante il fatto che sia di famiglia ebraica, e che il nonno abbia servito nell'esercito sovietico, sostiene il nazismo per soldi, per motivi economici.
*{{NDR|Sull'[[attentato al Crocus City Hall]]}} È stato l'Isis in collaborazione con i nazisti ucraini. [...] Ma la regia è della Cia.
*È il bello del Pd: sostengono i nazisti in Ucraina, ma danno a me del fascista perché sono andato a Casapound.
*Boldrini mi ha denunciato. Io la accusai di aver ricevuto a Montecitorio [[Andrij Parubij|Andri Parubi]]. E lo rifarei. Quando avevo 12 anni, Andri Parubi entrò nella mia città a Bender in Transnistria, a capo di alcune bande naziste che uccisero tra gli altri mio zio e la mia cuginetta Tatiana. Negli anni successivi Parubi fondò anche un'organizzazione che si chiamava Partito nazionalsocialista ucraino. A Boldrini ho semplicemente detto che è ipocrita inneggiare all'Anpi, al 25 aprile e al primo maggio, se poi ospiti Andri Paurbi. Ma lei invece di rispondere alle mie lettere per chiarirci in un incontro, mi ha denunciato.
{{Int|Da ''[https://www.ticinolive.ch/2024/06/11/nicolai-lilin-le-favole-fuorilegge-educare-popoli-rialzare-la-testa/ Russia, Europa, Politica, Cultura: Nicolai Lilin e L'Educazione dei Fuorilegge]''|Intervista di Chantal Fantuzzi, ''ticinolive.ch'', 11 giugno 2024.|h=4}}
*I giovani della destra italiana [...] hanno compiuto uno sviluppo positivo, sono stati in grado di capire il senso dei macchinari di potere di propugnare l'uscita dell'Italia dall'UE e l'indipendenza dell'Italia stessa e, a differenza dei giovani della sinistra, non sono vittime di una vuota retorica. Sono stati capaci di vedere gli effetti negativi della globalizzazione. Molti di loro hanno compreso l'azione invasiva della NATO e auspicano l'uscita dell'Italia dalla NATO stessa, comprendendone il danno che questa sta apportando ai paesi poveri.
*Xenia {{NDR|in ''Educazione siberiana''}} è un personaggio reale al 95%, per la quale mi sono ispirato a una persona che ho realmente conosciuto, dalla quale ero molto affascinato e alla quale ero legato sin dall'infanzia. Come tutte le persone prive di stabilità mentale, lei era pura.
*La Russia è una demente splendida. Bella, aperta, sincera, ma incapace di realizzare la propria partecipazione a un mondo moderno, è fuori da qualsiasi contesto in cui possa esistere, poiché nessun contesto sarebbe compatibile con la lealtà e l'onestà della Russia stessa.
===2025===
*L'Occidente ha pagato una tizia bielorussa che si chiama [[Svjatlana Cichanoŭskaja|Tikhanovskaya]] per usarla come oppositrice in Bielorussia. Lei anni fa è stata mandata via dal Paese e da quell'ora vive in Germania, dove ha creato un governo bielorusso in esilio, un gruppo dei fantocci pagati da Soros che non hanno alcun legame con il popolo bielorusso e con il Paese, che vivono in Germania, vano in giro per il mondo occidentale presentandosi come il governo bielorusso in esilio e fanno il solito teatrino da finti dissidenti che amano così tanto i liberali occidentali e vari democratici lobotomizzati.<br />Adesso Tikhanovskaya ha creato una nuova provocazione che le serve anche per portare qualche soldo in tasca: ha dichiarato il rilascio per chi desidera del "Passaporto della Nuova Bielorussia", un documento che non vale da nessuna parte e non serve a niente, ma che costa 97 euro.<ref group="fonte">[https://www.instagram.com/nicolaililin/p/DE0CJbvMPtL/ ''Instagram.com''], 14 gennaio 2025</ref>
*{{NDR|Su uno sketch<ref>''La copertina di Luca e Paolo del 25/02/2025'', [https://youtu.be/6wE4W3BrD1k?si=14GnM4Os8wl0R3F7&t=120 video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> di [[Luca e Paolo]]}} Io non guardo la tv italiana. Io ho lavorato nella tv italiana, per questo non la guardo. Io questo porcile schifoso veramente lo brucerei col lanciafiamme. [...] Vincenzo mi ha mandato uno spezzone di questi due, non so come chiamarli, che non fanno né ridere né piangere. Sono dei personaggi patetici. Luca e Paolo si chiamano questi due ignoranti. Hanno preso in giro quello che ha fatto Vincenzo, la raccolta firme, tra l'altro in maniera molto limitante e stupida. Ripeto, io comprendo tutto, scherzi, satira, è bellissimo, io spesso prendo in giro anche sui miei social, soprattutto i potenti di questo mondo, ma quando io vedo due annoiati, inutili, dal punto di vista intellettuale limitanti personaggi, strapagati, estremamente pagati rispetto all'impegno che loro realmente fanno, questi personaggi deridono una persona che riporta le informazioni reali della guerra. Io quando vedo queste cose non so, mi è venuta la voglia di sfondare il cranio a uno e all'altro. Io lo dico onestamente, sono una persona che è nata per strada, ho vissuto per strada, ho fatto le visse, quindi ancora oggi, anche se ho promesso a mia mamma di non ammazzare più nessuno, comunque ancora oggi ho del sangue che mi va in testa quando vedo certe cose, dico "Cristo Santo lo troverei davanti, gli sfonderei il cranio e gli farei ingoiare i denti a questo qua". Proprio perché è proprio la mancanza di dignità, sapete cosa vuol dire? Persone indegne, persone che affrontano delle questioni in maniera qualunquista. Questo è il male della nostra Italia. Il male dell'Italia è che abbiamo poche persone come Vincenzo e Andrea e abbiamo troppi nulla facenti, profumatamente pagati come quei due idioti nei quali avevo appena parlato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.open.online/2025/03/11/filorusso-nicolai-lilin-contro-comici-luca-paolo-sfonderei-cranio-farei-ingoiare-denti-video/ Il filorusso Nicolai Lilin contro i comici Luca e Paolo: «Gli sfonderei il cranio e gli farei ingoiare i denti»]'', ''open.online'', 11 marzo 2025.</ref>
*I nazisti sono sempre stati i luridi servi dei ricchi sionisti. Nel passato massacravano gli ebrei in Europa perché i sionisti avevano bisogno di spostare le masse degli ebrei in Palestina, per creare lo stato sionista. Hitler ha fatto un grande servizio ai sionisti, massacrando qualche milione degli ebrei nei campi di sterminio: ha terrorizzato le masse ebree che si sono spostate in Palestina (l'unica ad accogliere gli ebrei fuggiti dall'Europa nazista, persino gli USA hanno rifiutato di accoglierli), e ha fornito ai sionisti la carta vincente di vittimismo, che loro usano abilmente sempre e ovunque. Anche oggi i nazisti moderni, quei degenerati che si riconoscono con i valori dell'UE, fanno il lavoro sporco per i criminali sionisti, massacrando i sostenitori dei palestinesi. Alla faccia di libertà d'espressione. Se fosse accaduto in Russia, tutti i media occidentali avrebbero già sputato schiuma di rabbia, denunciando le brutalità del regime russo. Però quando a massacrare i cittadini sono i degenerati dell'UE, tutto va bene, questo rientra nei parametri della "democrazia".<ref group="fonte">''[https://www.instagram.com/reel/DLvUaIqsWw3/ Instagram.com]'', 5 luglio 2025</ref>
*L'Ucraina é stata creata dagli austroungarici e dai polacchi, sostenuta con i soldi dei francesi e britannici, per essere un arma degli occidentali contro la Russia. L'Ucraina non ha alcuna idea nazionale, nessuna storia assestante, nessuna indipendente prospettiva geopolitica. É una cloaca terroristica creata per disturbare la Russia.<ref group="fonte">''[https://www.instagram.com/reel/DNX86XOsvHN/ Instagram.com]'', 16 agosto 2025</ref>
*{{NDR|Su [[Volodymyr Zelens'kyj]]}} È curioso ascoltare come un discendente dei ladri, assassini, pedofili, pederasti e stupratori delle capre, che da tre mila anni rompono le scatole al mondo intero con la storia di come il buon Dio ha innalzato loro al di sopra di tutti i popoli della Terra, sta blaterando sull'identità europea. Ed è veramente allucinante che il governo italiano butta i nostri soldi nelle tasche di questo subumano e dei suoi simili. Sovranisti un paio di palle.<ref group="fonte">''[https://www.threads.com/@nicolaililin/post/DOf7CjkCXpJ Threads.com]'', 12 settembre 2025</ref>
===2026===
*{{NDR|Sull'[[uccisione di Renée Good]]}} I nazisti yankee ammazzano una scrittrice a pistolettate in faccia. Sono curioso, i nostri pseudo intellettuali, che criticano la Russia in ogni occasione con o senza motivo, criticheranno gli USA per questo omicidio?<ref group="fonte">''[https://www.instagram.com/reel/DTQVdVHjI4_/ Instagram.com]'', 8 gennaio 2026</ref>
*In Germania, durante il Ramadan, McDonald's ha rimosso le immagini di cibo dai suoi cartelloni pubblicitari. [...] Tutto è corretto, visto che l'Europa Occidentale è ormai dominata dall'Islam, è giusto rispettare le regole del Ramadan.<ref group="fonte">''[https://www.instagram.com/p/DVNl9GGDLyO/ Instagram.com]'', 26 febbraio 2026</ref>
==''Educazione siberiana''==
{{Vedi anche|Educazione siberiana (romanzo)}}
==''Caduta libera''==
{{Vedi anche|Caduta libera (romanzo)}}
==''Putin – L'ultimo zar''==
===Incipit===
Sta accadendo per davvero: la guerra è tornata prepotentemente e insopportabilmente vicino a noi. Dentro l'Europa? Appena fuori dall'Europa, sotto il naso di un paese che sogna gli antichi fasti? È proprio questo uno dei motivi del contendere. Stavolta, la guerra, non è più un'idea da salotto. Non una possibilità, o una minaccia velata; è una realtà che entra nelle nostre case, nelle immagini strazianti che arrivano: missili che colpiscono palazzi in cui vivono uomini, donne e bambini. Sparatorie in strada, esplosioni nelle città, abitanti che al suono delle sirene si riversano, come formiche impazzite, nelle cantine, nei rifugi improvvisati, nelle fermate della metropolitana, nei vagoni fermi. Centinaia di morti, non solo tra i soldati, sangue sulle strade, code ai confini con la Polonia per grandi esodi di massa. Professionisti, operai, universitari che corrono ad arruolarsi per difendere il loro paese. File di carri armati, file di molotov pronte, file di trincee fisiche e immaginarie, file di persone davanti ai negozi, file di volontari pronti a dare il sangue per i feriti. Poi il coprifuoco e il silenzio totale. Il silenzio della paura. Il rumore della guerra. La guerra della Russia di Putin contro l'Ucraina di Zelenskij.
===Citazioni===
*Putin è un serpente, è un meditativo, non si fida delle persone, prende le sue decisioni da solo. Prende le informazioni che gli servono da chi gli è attorno. Ma ultimamente, a causa del sistema obsoleto della burocrazia che gli è vicina, l'informazione viene filtrata in modo ambiguo. (p. 6)
*{{NDR|Sulla [[guerra del Donbass]]}} Da otto anni non si affrontano le questioni di fondo della vita delle persone oppresse nel Donbass (circa 14.000 morti), che sono a maggioranza russa. L'Occidente si comporta in maniera ipocrita, mostrando le immagini dei civili morti per l'attacco russo all'Ucraina. Negli anni precedenti, però, è stato miope e inattivo nella guerra nel Donbass. (p. 8)
*Le mancanze del governo ucraino appaiono evidenti. Dopo l'indipendenza non c'è stato un rinnovamento della classe politica. La nomenklatura ha cambiato semplicemente abito. È passata dal comunismo a uno status di neo-oligarchia che ha approfittato delle ricchezze ucraine senza preoccuparsi del benessere del paese. (p. 9)
*''Con il suo nome, in Russia, è designato uno dei più lunghi e dinamici periodi della storia contemporanea. Putin è santificato da milioni che vedono in lui il messia sceso in Terra con il compito di portare rimedio ai mali del mondo, mentre altri milioni lo detestano e lo temono come se fosse un tizzone d'inferno. Di certo, è stato il primo uomo politico dopo Stalin a meritare, presso il popolo russo, la nomea di "zar". E quando ti chiamano in questo modo nel paese più vasto del mondo, dove l'intera dinastia regnante è stata affogata nel sangue e che per settant'anni è stato poi dominato dalla rigida dottrina comunista bolscevica, questa semplice parola di tre lettere assume una tale dimensione mastodontica, che solo a pensarla viene un capogiro.'' (p. 15)
*In quasi tutti i suoi discorsi pubblici, parlando ai russi con quella sua aria familiare, con quel suo lessico intriso del gergo di strada che arriva dritto al cuore di ogni cittadino, Putin espone infaticabilmente la propria visione della democrazia; oppure, da abile oratore, dipinge per i propri interlocutori magnifiche visioni di quella forma di democrazia alla quale, secondo lui, si ispira la Russia moderna nel proprio percorso storico. Ciò che conta per Putin è chiamarla sempre e comunque "democrazia": che poi nei fatti si tratti di una sua versione piuttosto autoritaria... be', non è detto che questo dispiaccia ai suoi cittadini. (p. 19)
*Ovviamente, nell'[[Unione Sovietica|URSS]] non esistevano ufficialmente i ceti sociali, perché il comunismo non ne riconosceva soltanto uno: il proletariato. Ma nella realtà quotidiana le cose andavano diversamente: qualcuno stava meglio degli altri, i più ricchi cercavano la compagnia dei propri simili, frequentavano i locali più cari e raffinati, si potevano permettere anche una certa apertura culturale, mentre i lavoratori semplici, quelli che sgobbavano nelle fabbriche per uno stipendio medio, vivevano nel loro mondo. Nonostante l'ideologia, insomma, anche durante il periodo sovietico il reddito era uno dei criteri che definivano la posizione dell'individuo nella società. Tuttavia, se non altro, lo stato cercava di organizzare la vita dei cittadini in modo da evitare la formazione di ghetti, perciò era normale che nello stesso stabile abitassero il direttore della fabbrica e i suoi lavoratori. (pp. 21-22)
*Putin non è una persona finita per caso ai vertici della politica, non è un miracolo da [[Boris Nikolaevič El'cin|Eltzin]], da [[Boris Abramovič Berezovskij|Berezovskij]] o da altri oligarchi. È arrivato alla sua posizione facendosi strada con i denti, i pugni e i gomiti, passando sulle teste e calpestando senza pietà gli avversari sconfitti, rispettando negli altri la forza e la lealtà, disprezzando la debolezza e il tradimento, come può fare solo chi ha imparato egregiamente gli insegnamenti che offre la strada. (p. 46)
*Ma se le discipline di lotta tradizionali, e specialmente le arti marziali provenienti dall'Oriente, si fondano su una solida integrazione tra l'aspetto comportamentale, la filosofia, l'etica e la morale, il [[sambo]] sotto questi aspetti era decisamente carente e non poteva nemmeno rifarsi a qualche nobile tradizione, a radici affondate in qualche cultura millenaria e che rimandassero a correnti religiose, artistiche, letterarie o filosofiche. Si trattava di uno sport bello e molto efficace, certo, ma gli mancava quell'elemento ancestrale e romantico che tanta presa ha sui giovani e sui loro animi sensibili e affamati di scoperte. Diciamo che praticando il sambo i ragazzi potevano acquisire una preparazione atletica e un orientamento che risultavano preziosi a chi poi (o contemporaneamente) si dedicava a un'arte più ricercata come appunto il [[judo]]. (p. 54)
*Bisogna sapere che all'epoca di Eltzin, uomo debole fisicamente quanto moralmente, per ottenere una concessione di vendita di una fabbrica statale, o il permesso di aprire una nuova miniera sul territorio nazionale o di svendere sottobanco le centinaia di migliaia di tonnellate di petrolio, metalli preziosi e altre ricchezze accumulate dall'URSS nel corso di decenni, era sufficiente presentarsi armati di racchetta da tennis a uno dei suoi appuntamenti sportivi e lasciarsi sconfiggere da quel lento e scoordinato individuo che per qualche motivo credeva di essere un tennista talentuoso. Tra gli oligarchi circolava la battuta secondo cui, per avere successo negli affari in Russia, la cosa più difficile era perdere a tennis con "l'alcolizzato", come era soprannominato (da tutto il paese!) il presidente. (p. 55)
*Mentre circa il settanta per cento delle abitazioni era carente di acqua potabile, i sovietici si concentravano sulla conquista dello spazio e inviavano la più grande nave rompighiaccio al mondo a propulsione nucleare a esplorare l'Artico. Nella zona degli Urali e in quella dell'immensa Siberia non esistevano strade decenti, ma enormi quantità di denaro pubblico venivano spese in ricerche e tecnologiche finalizzate allo sbarco sulla Luna. Il novantacinque per cento del budget del paese era destinato all'industria bellica, tecnologie nucleari comprese. Tutte le grandi opere, a cominciare dalle grandi autostrade che tra enormi difficoltà verso la metà degli anni Settanta collegarono decentemente le regioni di quell'enorme territorio, per finire con le centrali idroelettriche, termoelettriche e nucleari, furono realizzate in larga misura grazie all'impiego di forza lavoro gratuita: quella dei militari, degli studenti volontari e dei detenuti nelle strutture di rieducazione. (pp. 59-60)
*{{NDR|Sulla [[dissoluzione dell'Unione Sovietica]]}} Improvvisamente la componente ideologica era svanita, come se non fosse mai esistita, e le masse si trovarono non solo senza leader capaci di indicare una strada e garantire i più basilari diritti sociali, ma anche, e d'improvviso, senza l'intero sistema che per tutti aveva rappresentato l'unico modello di vita possibile. La corsa al modello occidentale, interpretato, copiato e applicato con frenesia senza comprenderne la complessità, come se si trattasse semplicemente di cambiare il colore alle pareti di casa, creò i presupposti per una crisi tale da far pesare le sue conseguenze negative ancora oggi, a distanza di trent'anni. Il senso d'idiozia che scosse il paese socialista si racchiude benissimo nella metafora che circolava tra le masse, una sorta di perfetto slogan del suicidio collettivo in atto: «L'acqua della fontanella sovietica è gratuita e di tutti, però la Coca-Cola ha lo zucchero e le bollicine». (pp. 91-92)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} In quei giorni, le emittenti televisive e radiofoniche smisero di dare notizie. Tutti i canali trasmettevano solo programmi culturali: in tv mandavano in loop il balletto, in radio si ascoltavano opere e musica classica. «Ha vinto Chaikovskij!» scherzava la gente... (p. 103)
*{{NDR|Sulla [[guerra di Transnistria]]}} La guerra civile nella mia [[Transnistria]], nel 1992, fu il primo conflitto armato su scala militare, il cui obiettivo era una vera e propria pulizia etnica ai danni dei russi, di chi culturalmente apparteneva al mondo russo e di tutti coloro che erano rimasti fedeli alle idee del mondo sovietico. Anch'io vidi montare quell'odio. I miei ricordi d'infanzia sono quelli di una scuola (e di una comunità) multietnica; noi bambini non avremmo mai chiesto a un nostro compagno: «Di che razza sei?». Non ci passava proprio per la mente. Anzi: avere amici di altre etnie, tanto più se di altre religioni, era un valore aggiunto, perché alle tue feste comandate si aggiungevano le loro, e quindi c'erano più occasioni per fare baldoria. Per i ragazzi era divertente. Poi cominciarono i pregiudizi antirussi e in Moldavia prese piede un partito nazionalista, ben sovvenzionato dall'Occidente. Volevano entrare nella NATO, pensavano che con l'aiuto degli Stati Uniti il paese sarebbe diventato una specie di paradiso fiscale: fantasie del genere. Ma soprattutto tanti moldavi, giustamente stanchi della vita condotta negli ultimi anni sotto il regime sovietico, davano la colpa delle loro miserie ai russi. Successe la stessa cosa in diverse piccole repubbliche e regioni etniche (Cecenia, Kazakistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Ossezia, Armenia...): l'odio nei confronti del "sistema" si trasformò in nazionalismo, sfogo naturale per coloro che così potevano dare una spiegazione al disastro che stavano attraversando. (pp. 121-122)
*{{NDR|Sul [[disastro di Černobyl']]}} Il popolo sovietico per generazioni ha sgobbato disperatamente, vivendo la sua misera vita escluso dal resto del mondo, mentre il Comitato centrale destinava quote enormi del bilancio alle spese militari. La retorica comunista spiegava ai cittadini che dovevano stringere i denti, lavorare sodo e resistere nelle difficoltà perché avevamo bisogno di costruire sistemi sofisticati per difenderci dai missili statunitensi ed evitare l'apocalisse nucleare sul nostro territorio, ma alla fine l'apocalisse l'ha causata un gruppo di imbecilli altolocati. (p. 124)
*Eltzin era arrivato al potere sull'onda dell'euforia che accompagnava il crollo dell'URSS, e i cittadini si attendevano da lui il benessere e la miracolosa trasformazione della società in qualcosa di simile al modello occidentale. Ma il brusco crollo dell'economia aveva spazzato via quella classe media sovietica che nonostante tutto conduceva una vita relativamente agiata, e trasformato la maggior parte dei cittadini in miserabili, esposti alle minacce del nuovo mondo, privi delle sicurezze sociali alle quali l'URSS li aveva abituati, indifesi di fronte alle speculazioni delle nuove élite politiche ed economiche che razziavano il paese. Il contrasto tra la miseria delle masse e l'osceno arricchimento degli oligarchi che si comportavano come feudatari medievali, abbassò drasticamente la popolarità del presidente Eltzin, dei suoi programmi politici e del suo concetto di democrazia. Il popolo voleva un cambiamento, e in varie parti del paese pericolose tendenze estremiste mandavano segnali preoccupanti. (pp. 134-135)
*{{NDR|Sulla [[seconda guerra cecena]]}} A differenza della [[prima guerra cecena]] di pochi anni precedente, poco popolare e spesso duramente criticata dai russi, il secondo conflitto godette di un grande consenso. La lotta contro il terrorismo fu, lo si può dire con certezza, il primo progetto a livello nazionale a dare a Putin un'incredibile popolarità, trasformandolo in un idolo di fronte alla schiacciante maggioranza degli elettori. (p. 141)
*Putin non era un grande riformatore, non lo è mai stato. Sfruttò con abilità quel che nel paese era già stato fatto prima di lui, creando però una nuova (e, dal punto di vista politico, curiosa e contraddittoria) simbiosi tra il capitalismo, l'economia liberale d'ispirazione occidentale, e l'impronta autoritaria dello "stato forte". I mali del paese, dunque, migrarono semplicemente nel nuovo secolo: in primis l'oligarchia con le sue ovvie conseguenze quali la corruzione, il cinismo delle élite finanziarie che distruggevano la morale (e il morale del popolo), l'assenza di libertà primarie come quella di parola, schiacciata sotto il peso dei mass media soggiogati alle regole del mercato. Certo, non si può incolpare Putin per non aver cambiato il sistema: sarebbe come pretendere che una persona cambi lo sgabello sul quale sta in piedi, con le mani legate e la corda al collo. Putin, per quanto autoritario e forte possa apparire, è pur sempre legato a un certo tipo di economia che non potrà mai rivoluzionare, perché ciò metterebbe in difficoltà lui e il potere che rappresenta. (p. 161)
*Un'altra grave mancanza è che Putin non ha mai davvero provato a risolvere il problema della [[Corruzione in Russia|corruzione]]. Durante il primo periodo della sua presidenza era ovvio che le priorità fossero diverse: bisognava sconfiggere il terrorismo in Cecenia, impostare il lavoro del governo per realizzare i programmi di politica interna ed estera, affrontare i problemi ereditati dal precedente governo, che in meno di dieci anni aveva sepolto il paese. Però, con il passare degli anni, mentre i problemi interni venivano risolti e sembrava che nulla più impedisse al presidente di iniziare un programma di lotta contro i politici e gli amministratori corrotti, Putin aveva sempre qualcosa di più importante da fare. Forse le ragioni di questa "distrazione" sono nascoste nel suo passato, o forse il presidente teme di svegliare un vespaio pericoloso persino per lui. (p. 164)
*La corruzione, indubbiamente, sarà tra i fattori principali con cui gli storici futuri descriveranno il periodo del "[[putinismo]]". I nostri discendenti ci ricorderanno come una società soggiogata da una lobby di oligarchi e governata da politici in simbiosi con la finanza corrotta. La cosa più preoccupante è che ormai tutto ciò viene percepito come normale. (p. 166)
*La [[prima guerra cecena]] fu una dura prova, e la dimostrazione che la macchina bellica del grande paese non era in grado di risolvere nemmeno una situazione locale. Una struttura ingombrante, mal organizzata, con enormi problemi logistici e corrotta fino al midollo: così si presentava l'esercito russo in quei primi anni Novanta. (p. 168)
*La [[Chiesa ortodossa russa]] ha una lunga storia di rapporti con lo stato repressivo sovietico, tanto che i rappresentanti di altre Chiese ortodosse la considerano una deviazione infamante. (p. 172)
*Il patriarca [[Cirillo I|Kirill]], persona di grande cultura, con la spiritualità cristiana ha poco a che fare, tant'è vero che nel giro di pochi anni dalla nomina cominciò a comportarsi pubblicamente come uno degli oligarchi della cerchia del presidente, spesso mostrando con piacere ai giornalisti i suoi lussuosi orologi e lasciandosi fotografare mentre scorrazza in mare sulla sua barca di lusso. Comunque, i rapporti tra lui e Putin negli ultimi anni sono peggiorati, in parte perché appunto Kirill non si comporta come un "papa russo" e in parte perché i suoi appetiti sono aumentati eccessivamente, e le sue continue richieste di ogni genere al governo hanno talmente infastidito i "piani alti" che persino uno dei più fidati uomini di Putin, Dmitrij Medvedev, quando era ancora premier, proibì ai propri collaboratori di rispondere alle sue telefonate. (p. 173)
*L'unica cosa importante che le élite al governo in Russia sembrano non capire è che non si può proporre per due decenni lo stesso identico programma solo perché questo, vent'anni fa, era popolare. Sembra che il tempo non scorra, all'interno delle prestigiose mura del Cremlino: le persone che lavorano in quel luogo sembrano non cambiare, non evolvere, non accorgersi che il paese che governano (così come il resto del mondo) è mutato radicalmente. Le masse sono stanche dei rendiconti in stile nordcoreano che arrivano dalle faraoniche riunioni del partito Russia Unita, non ne possono più dei notiziari impostati sulla linea editoriale "lui, sempre lui". La gente non riesce a capire perché di nuovo, come durante gli anni dell'URSS, si debba vivere sotto la costante pressione ideologica che insegna che il resto del mondo è nemico, che tutti ci odiano perché siamo il paese più ricco e più bello al mondo – stranamente, però, pur esportando gas a migliaia di chilometri di distanza, abbiamo ancora il settanta per cento delle case e delle infrastrutture in Siberia (patria di quel gas) che si scaldano con la legna. (p. 179)
*Amata da tutto il paese, negli ultimi anni [[Valentina Tereškova|Tereshkova]] si è avvicinata al partito di Putin, Russia Unita, con il quale è stata eletta a deputato. In realtà, la sua attività è pari a zero: è solo una delle figure storiche dell'URSS "acquistate" dal potere per essere impiegate nella propaganda. Prima del suo discorso alla Duma, l'unica volta in cui l'ex cosmonauta si era esposta pubblicamente fu all'inaugurazione di un ponte nei pressi della città di Yaroslavl', peraltro crollato miseramente dopo pochi mesi. (p. 183)
*Il fatto è che, a differenza degli oppositori del passato, come [[Boris Nemcov|Boris Nemtzov]], che aveva tutte le doti del politico, [[Aleksej Naval'nyj|Aleksey Navalny]] è invece un uomo lontano dalla politica seriamente strutturata e non è in grado di rappresentare un modello alternativo al governo in carica. È senz'altro un bravo comunicatore, che abilmente sfrutta la rete e denuncia coraggiosamente alcuni scandalosi casi di corruzione all'interno dell'apparato governativo. A volte riesce a stuzzicare qualche pezzo grosso, suscitandone l'ira, ma il suo lessico politico è costruito in gran parte su concetti fondamentalmente populisti, riduttivi dal punto di vista intellettuale, limitati soprattutto per quello che riguarda le implicazioni relative agli aspetti amministrativi. La sua visione è poi totalmente carente di linee guida nella politica estera, nemmeno un accenno. E la politica estera, per un paese come la Russia, specialmente nell'attuale situazione geopolitica, è di importanza vitale, per non dire assoluta. (p. 195)
===Explicit===
''Siamo entrati nel nuovo secolo ancora troppo giovani, ma già con un enorme bagaglio di esperienze alle spalle. L'inizio della presidenza di Vladimir Putin per molti di noi ha coinciso con il momento in cui dovevamo decidere cosa fare della nostra vita. La sua figura e la sua retorica politica per molti di noi rappresentavano l'unico reale modello di comportamento politico, l'unica speranza per un futuro migliore. Negli anni abbiamo imparato a rispettarlo, abbiamo cercato di capirlo e soprattutto abbiamo creduto ciecamente nella sua visione del futuro, nella sua voglia di migliorare la vita della nostra patria.<br />Però. Però sono passati vent'anni, oggi siamo quarantenni, abbiamo famiglie, viviamo le nostre quotidianità spesso banali, a volte complicate, e la linea politica di Putin rimane sempre la stessa, immutabile, disperatamente stagnante mentre il mondo attorno cambia drasticamente, ogni giorno sempre di più.<br />E a volte, quando guardo i notiziari della tv russa, mentre la conduttrice con voce angelica racconta dell'ennesimo missile nucleare che abbiamo costruito, ancora una volta più potente e più distruttivo di quelli degli altri paesi, ennesima dimostrazione della nostra supremazia, i miei occhi leggono il testo del messaggio che scorre nella striscia in basso sullo schermo: dice che un bambino in qualche regione sperduta della nostra grande patria sta morendo di una terribile malattia che la nostra medicina non è in grado di affrontare, quindi viene richiesto un aiuto, un sms, per portare quel bambino negli Stati Uniti, oppure in Germania, dove potrà essere curato. E allora sento qualcosa rompersi dentro di me, come se in quel momento, e ogni volta, prendessi coscienza di appartenere a una generazione di persone usate, derise e tradite dai rappresentanti del potere che governa la loro patria.''
==Citazioni su Nicolai Lilin==
*Abbiamo pensato a lungo se denunciarlo o meno. Ma in realtà la cosa che più mi ha fatto impressione di quella storia è che nessun politico ha mostrato solidarietà nei nostri confronti, né in pubblico né in privato. Come se perfino in quel momento ci volesse chissà quale forza o coraggio. L'episodio ci ha spinto anche a interrogarci sul nostro lavoro, perché non capisci bene. Ma quando stai così sulle balle, credo voglia dire che hai fatto quello che andava fatto. ([[Luca Bizzarri]])
*Cosa hanno in comune [[Cecilia Parodi|Parodi]] e Lilin? Hanno scritto libri [...], hanno dimestichezza e conoscenza del peso delle parole, hanno usato espressioni con gratuita cattiveria e irreparabile serietà.<br />A prima vista, Parodi e Lilin sono aggressivi e turpiloquenti ma non sembrano appartenere alla schiera degli squadristi da tastiera, dei persecutori anonimi [...]. Gli insulti rappresentano un fenomeno deplorevole e maleodorante, ma sono convinto che i peggiori siano proprio quelli di coloro che si credono «scrittori»: intrisi di odio nutrito dalla loro immaginazione e dal loro ego, vengono scelti con insospettabile volgarità e pronunciati con cognizione di causa. ([[Aldo Grasso]])
*Di errori Nicolai Lilin ne ha collezionato parecchi. Nel 2014 aveva pubblicato un lungo articolo che partiva dalla fotografia di una bandiera ucraina con a fianco una bandiera nazista. In breve tempo si scoprì che quell'immagine era un frame di un film. Sempre nel 2014 lo scrittore era convinto di avere trovato una confessione eccezionale: un pilota ucraino avrebbe dichiarato di avere sparato sul Boeing della Malaysia Airlines abbattuto sull'Ucraina. Solo che la fonte di Lilin era un articolo di un giornale satirico. Nelle ultime settimane Lilin ha scritto molto anche sulla vedova dell'oppositore di Putin, Navalny, lasciando intendere una vedovanza "allegra" sulla linea della propaganda di Putin. ([[Giulio Cavalli]])
*Gli scrittori russi contemporanei sono periferici rispetto all'interesse del lettore occidentale. A dire il vero, è la Russia a essere percepita come una noiosa periferia, anche se molto estesa. Emblematico è il fenomeno dello scrittore Nikolaj Lilin, le cui opere sono accolte trionfalmente in Occidente. Ma la Cecenia e le galere siberiane che racconta mi ricordano le avventure del [[barone di Münchhausen]], capace di mirabolanti frottole: ma tutti, o quasi tutti, gli credono. [...] Ma siamo impazziti? La Russia sarà pure un Paese selvaggio, ma da noi è impossibile immaginare il romanzo di uno scrittore contemporaneo tedesco che racconti di come, nei boschi presso Berlino, si nasconda un reparto di ex SS, che insieme ai figli e ai nipoti, sulle note di Wagner e battendo il tamburo, rapinano i treni in transito. Ed è altrettanto impossibile immaginare che i lettori russi ci caschino e gli editori scrivano in copertina: «Ecco i figli del lupo della steppa, è più forte del Faust di Goethe». Oppure proviamo a immaginare che in Russia arrivi uno scrittore francese di 22 anni e cominci a raccontare di essere stato tiratore scelto in Algeria o guastatore in Iraq, dove è riuscito a catturare uno dei figli di Saddam, e adesso scrive un libro in cui i commandos francesi mangiano rane e compiono prodezze straordinarie. E che gli pubblichino le sue storie dicendo «Finalmente un autore degno di Dumas e di Saint-Exupéry». ([[Zachar Prilepin]])
*Il mio obiettivo non era smascherare un abile personaggio che ha capito molto rapidamente cosa chiedeva il pubblico, ma parlare di noi. Del nostro establishment culturale e mediatico, della superficialità e dell'ignoranza, che rendono anche l'intelligenzia facile preda di fake news (termine all'epoca ancora sconosciuto). ([[Anna Zafesova]])
*Le parole di Nicolai Lilin in cui nella pratica si trova a minacciare di nostri i nostri giornalisti, tra l'altro con modi e toni mafiosi, sono a dir poco vergognose. [...] Ma vergognoso è anche il fatto che questo personaggio sia stato invitato per anni in importanti salotti televisivi a parlare della guerra russa in Ucraina, e che abbia avuto così tanto spazio per inquinare il dibattito pubblico nel nostro Paese. ([[Federica Onori]])
*Lilin [...] non è solo uno scrittore. Nicolai Lilin, infatti, è candidato alle Europee 2024 nella lista Pace Terra Dignità di Michele Santoro. Forse questo è il danno più grave: prestare il fianco con falsità a chi da tempo si sforza di tratteggiare come macchiettistici coloro che credono nella pace come obiettivo politico. Così Lilin alla fine riesce a essere il migliore alleato di coloro che Santoro vorrebbe (politicamente) combattere. ([[Giulio Cavalli]])
===[[Paolo Bianchi]]===
*Come dire: la mafia è una schifezza, ma se è siberiana e te la racconta un muscoloso e scaltro giovanotto tatuato, è un po' meno schifezza.<br />E poi dicono che il crimine non paga.
*«Io non parlo più in russo con nessuno, a parte mia madre e i miei amici intimi», dichiara Lilin, come a voler prendere le distanze da una parte delle sue radici. «Noi combattevamo contro il comunismo e i suoi residui, e contro una polizia corrotta, in uno stato marcio e corrotto». Quel «noi» si riferisce alla sua comunità, dominata da leggi tutte proprie, ancestrali degni di uno studio etnologico, se non altro perché di studi etnico-geografici sulla Transnistria non ce ne sono.
*Se dobbiamo credere a Nicolai, abbiamo di fronte, in lui, un pluriomicida e una belva assetata di sangue, però, per virtù antropologica e per provenienza etnica, «onesta» e perciò buona e degna di vendere molte copie del suo libro.
*Se ho dato dello "sbudellatore" a Lilin è solo perché, avendo letto il suo libro, venduto come autobiografico, ci ho trovato delle scene in cui lui accoltella con violenza i suoi avversari. Se non è vero, allora il libro non è autobiografico. Tertium non datur. [...] dovrebbe forse comportarsi in modo meno strafottente. In una democrazia, alla quale lui evidentemente non è abituato, si accetta civilmente il contraddittorio.
*Se Nico avesse commesso tutto quello che racconta, sarebbe un soggetto ad alta pericolosità sociale, invece oggi è un cittadino italiano, vive a Cuneo ed esercita l'inquietante professione di tatuatore. Ma guai a dubitare della sua parola.
*Venendo al dunque, cioè alle critiche che gli abbiamo sommessamente rivolto, il tatuatore siberiano (che però è cresciuto a tremila chilometri dalla Siberia) si è reso conto che la sua credibilità di delinquente rischiava d'indebolirsi e ha assunto quello che nelle intenzioni forse voleva essere un atteggiamento da criminale incallito, ma che è sembrato più lo scatto di nervi di un teppistello colto sul fatto.
===[[Sandrone Dazieri]]===
{{cronologico}}
*Nicolai Lilin è scappato dall'Italia perché, dice lui, accusato di essere una spia di Putin. Considerando le balle che ha raccontato da quando è arrivato in Italia, probabilmente non è vero niente, a parte la fuga. Se sei una spia, non ti ritirano il passaporto, ti portano via. Ma chissà.
*Lilin lo conobbi anni fa dopo la pubblicazione di ''Educazione Siberiana'', mi raccontò di essere amico di [[Licio Gelli]] e di andare in giro armato perché aveva tanti nemici. Il libro era molto interessante, ma conteneva una serie di balle evidenti sia sulla storia della Russia, sia sulla sua vita. Metà della mia famiglia è russa e quindi ho fonti dirette, ma ero stupefatto che tutti gli credessero. Poco dopo scrisse un pezzo per l'Espresso, dove spiegava di essere un ex cecchino e di aver ricevuto offerte da gruppi mercenari di alto livello per andare a combattere da qualche parte. Era talmente una vaccata che mi aspettavo gli tirassero le uova. No. Il mondo della cultura cominciò ad acclamarlo con un eroe, un pensatore, un filosofo. Guardate con chi faceva dibattiti, chi lo presentava, chi lo incensava. Era come vivere in un mondo parallelo dove, soprattutto, chi lo amava di più era la sinistra. Partecipava a dibattiti sulla democrazia, sulla guerra, sul mondo intero, faceva mostre di tatuaggi "siberiani" con le sponsorizzazioni istituzionali. Ogni volta che parlavo di lui venivo accusato di spargere merda su "uno più famoso di te" oppure di essermi fatto abbindolare da amici e parenti russi, che evidentemente ce l'avevano con uno che diceva la verità sul regime putiniano.
*Con il tempo i suoi libri cominciarono a vendere meno e divenne un propagandista delle peggior balle pro Putin. Pensavo che qualcuno che gli aveva dato lustro e visibilità avrebbe fatto autocritica. Invece no. Persone di sinistra che conoscevo molto bene decisero di candidarsi con lui perché "pacifista" e ancora una volta mi sembrò assurdo. Come una puntata di ''Black Mirror''. Ma come era possibile che si alleassero con uno che pubblicava fotomontaggi con il presidente ucraino che tirava cocaina, in cui scriveva che la moglie di Navalny si divertiva con gli amanti mentre lui moriva? Che insultava gli omosessuali nascosti nell'esercito ucraino? Non lo so, non riesco a capirlo nemmeno ora. Va bè, la storia non è finita, visto che sono di oggi le sue velate minacce al polonio per i giornalisti che parlano male dello Zar. Spero solo che, adesso che è latitante, non se ne faccia un martire del libero pensiero. E spero anche chi lo incensava adesso non lo insulti. Eh no, certe cose vanno fatte quando è difficile, non quando conviene. Ma siamo in Italia. Chi la spara più grossa vince sempre.
===[[Aleksandr Garros]]===
*Giovane, con la testa rasata da skinhead e la barba elegante da festaiolo di Montparnasse, con occhi acuti e vispi, abbondantemente ricoperto di tatuaggi (alle sue dita ci sono tatuaggi di precedenti penali assortiti che basterebbero per tutti gli scagnozzi del [[Aslan Usojan|Nonno Hassan]]), sul suo collo c'è un libro aperto sullo sfondo di una croce con lo slogan "Non aver paura, non chiedere, non credere". [...] E poi una svolta sconcertante nella giungla delle teorie del complotto, nel cuore del dietro le quinte del mondo: a [[Licio Gelli]], il leggendario capo della loggia massonica P-2, di cui è presumibilmente amico, al Gruppo Bilderberg, in cui c'è tutto il male del mondo e allo stesso tempo tutti i suoi colpi di scena irreali in ogni senso della biografia.
*Innanzitutto so tutto quello che gli è successo, o meglio, quello che non gli è successo. Perché bisogna essere un vero somaro siberiano per non riconoscere subito questo tipo: Chlestakov,<ref name=chlestakov/> Chlestakov-upgrade.
*Intercetta qualsiasi gruppo di celebrità come un missile terra-aria che segue una traccia termica. È pervasivo ed efficace, come un Terminator liquido. [...] Non capisco molto degli ultimi modelli di Chlestakov,<ref name=chlestakov>In riferimento al protagonista de ''[[Nikolaj Vasil'evič Gogol'#L'ispettore generale|L'ispettore generale]]'' di [[Nikolaj Vasil'evič Gogol']].</ref> ma lo so: dicono sempre ciò di cui il pubblico ha bisogno. Sono camaleonti ideali: non assumono il colore del loro ambiente, ma la forma delle paure e dei sogni segreti...
*La biografia di Lilin contiene il quadruplo degli eventi che dovrebbe contenere. Da bambino toglieva i giubbotti antiproiettile ai moldavi uccisi in Transnistria. Si è offerto volontario per partecipare alla seconda guerra cecena. Andò in carcere per la prima volta a tredici anni. Viene dalla Siberia, e tutti i suoi antenati maschi erano ragazzacci, al confronto dei quali Al Capone era un boy scout, e la Camorra e Cosa Nostra dovrebbero, dice lui, succhiarglielo senza chinarsi.
*Mi piacerebbe leggere il suo libro di racconti autobiografici, ma è un peccato che esista solo in italiano. È un personaggio meraviglioso e familiare. Lui, ovviamente, è Chlestakov,<ref name=chlestakov/> Chlestakov-upgrade, un figlio della nuova Russia - con i suoi tempi duri, con la sua guerra e il suo carcere, con il suo amico Licio Gelli e con le minacce degli islamisti, a causa delle quali, si scopre, non gira per l'Italia disarmato.
*Un'affascinante menzogna che risale al [[Falso Dmitrij]] e ai figli del [[Pëtr Petrovič Šmidt|tenente Schmidt]], che erano disponibili a raccontare agli editori e ai critici europei sulla Russia tutto ciò che era piccante, scioccante e terribilmente eccitante, tutto ciò che segretamente desideravano, ma che non osavano sperare.
===[[Antti Rautiainen]]===
*È facile intuire perché Nicolai abbia deciso di scrivere sulla cultura criminale underground russa. Lavorando come tatuatore, è impossibile non imbattersi nell'epica reputazione che la cultura carceraria russa e i tatuaggi ad essa essenzialmente correlati hanno acquisito nel mondo dei tatuaggi, ad esempio grazie al documentario cult ''The Mark of Cain''.
*I libri di Lilin non sono stati tradotti in russo, e gli abitanti dell'ex Unione Sovietica ne traggono per lo più una bella risata. Ma i russi stessi vengono nutriti quotidianamente con la stessa assurda zuppa sulla cultura carceraria, e su tutto ciò che costituisce il mito della russità in Occidente, e ne ingoiano gran parte da soli.
*Lo stesso Lilin-Veržbitskij non è nemmeno una persona molto interessante: le fiabe sono state presentate come biografie molto prima che venissero scritte delle vere e proprie biografie, quindi non c'è motivo di arrabbiarsi
==Note==
<references/>
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Nicolai Lilin, ''Caduta libera'', Einaudi, 2010. ISBN 978-88-06-20788-5
*Nicolai Lilin, ''Educazione siberiana'', Einaudi, 2009. ISBN 978-88-06-20256-9
*Nicolai Lilin, ''Putin – L'ultimo zar. {{small|Da San Pietroburgo all'Ucraina}}'', Piemme, 2022. ISBN 978-88-5544-733-1
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Lilin, Nicolai}}
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Oleg Tinkov
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Danyele
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[[File:Oleg Tinkov (office).jpeg|thumb|Oleg Tinkov nel 2015]]
'''Oleg Jur'evič Tinkov''' (1981 – vivente), oligarca e imprenditore russo.
==Citazioni di Oleg Tinkov==
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Non vedo NESSUN beneficiario di questa folle guerra! Muoiono persone innocenti e soldati. I generali russi, svegliandosi con i postumi di una sbornia, si sono resi conto di avere un [[Forze terrestri russe|esercito di merda]]. Ma come può essere buono un esercito se tutto il resto nel paese è una merda, nel pantano del nepotismo e del servilismo? I funzionari del Cremlino sono scioccati dal fatto che non solo loro, ma anche i loro figli non andranno nel Mediterraneo quest’estate. Gli uomini d’affari stanno cercando di salvare quello che rimane delle loro proprietà. Certo, ci sono idioti che disegnano “Z”, ma gli idioti in qualsiasi paese sono il 10%. Il 90% dei russi è CONTRO questa guerra! Caro “Occidente tutto insieme”, per favore, concedi al signor Putin una via d’uscita per salvarsi la faccia e fermare questo massacro. Per favore, siate più razionali e umanitari
:''Я не вижу ни ОДНОГО бенефициара этой безумной войны! Гибнут невинные люди и солдаты. Генералы проснувшись с похмелья, поняли, что у них гавно-армия. А откуда армия будет хорошая, если все остальное в стране гавно и погрязло в ниппотизме, холуйсте и чинопочитании? Кремлевские чиновники в шоке, что не только они, но и их дети теперь летом не поедут на Средиземное море. Бизнесмены пытаются спасать остатки имущества.. конечно есть дебилы, рисующие Z , но дебилов в любой стране 10%. 90% россиян ПРОТИВ этой войны! Dear “collective West” please give Mr.Putin a clear exit to save his face and stop this massacre. Please be more rational and humanitarian''<ref>Da un [https://www.instagram.com/p/CciExous6w9 post] sul profilo ufficiale ''instagram.com''; tradotto e citato in ''[https://www.ilpost.it/2022/04/20/oleg-tinkov-russia-ucraina-critca-guerra/ L'oligarca russo Oleg Tinkov contro la guerra in Ucraina]'', ''ilpost.it'', 20 aprile 2022.</ref>
*{{NDR|Sulla rinuncia della cittadinanza russa}} Non posso e non voglio essere associato a un Paese fascista che ha iniziato un conflitto contro il suo vicino pacifico e uccide ogni giorno persone innocenti. [...] Spero che altri importanti uomini d'affari russi seguano il mio esempio al fine di indebolire il regime di Vladimir Putin e la sua economia e alla fine sconfiggerlo.<ref>Citato in [https://www.repubblica.it/esteri/2022/11/01/news/russia_miliardari_cittadinanza_tinkov_storonskij-372487519/ ''Russia, il miliardario Tinkov rinuncia alla cittadinanza per protesta contro il conflitto in Ucraina''], ''repubblica.it'', 1º novembre 2022.</ref>
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20220406051259/https://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2022/04/06/news/sono-russo-ma-non-un-oligarca-il-regno-unito-mi-ha-intrappolato-oleg-tinkov-il-miliardario-contro-la-guerra-1.41354103 «Sono russo, ma non un oligarca. Il Regno Unito mi ha intrappolato». Oleg Tinkov, il miliardario contro la guerra]''|Intervista di Melania Carnevali, ''iltirreno.gelocal.it'', 5 aprile 2022.}}
{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}}
*Purtroppo, l’associazione imprenditore russo uguale [[Oligarchi russi|oligarca]] è facile e semplicistica. Ci sono decine e decine di imprenditori che come me non hanno mai avuto a che fare con il Cremlino e a cui non piace essere definiti oligarchi. Sono un imprenditore che si è fatto da sé, senza sponde politiche.
*Non ho mai avuto alcun legame con Putin, né sono mai stato in relazioni con il governo. Ho iniziato la mia carriera imprenditoriale di successo ai tempi in cui Michail Gorbaciov era presidente e ho continuato con Boris Eltsin, quindi ben prima di Putin.
*Ho costruito un grande marchio dentro e fuori la Russia e non ho mai avuto alcuna esitazione a mettere il mio nome sulle mie attività perché le ho costruite con denaro pulito, frutto del mio lavoro e dei risultati della quotazione pubblica alla Borsa londinese. Ma sembra quasi che il successo sia diventato la mia trappola solo perché il governo britannico vuole aggiungere un altro nome, anzi, forse un marchio russo noto e riconoscibile, nella lista dei sanzionati. Li capisco, sono russo e in questo momento i russi subiscono provvedimenti ingiusti chiunque essi siano e tanto gli è bastato. Ma si tratta di un provvedimento ingiusto e inappropriato.
*Non mi schiero contro la guerra per salvare il mio patrimonio: come mi piace dire, non voglio essere l’uomo più ricco del cimitero. Credo che vada scritta la parola fine a questa guerra per la quale stanno soffrendo e morendo tante persone, uomini, donne e bambini innocenti
*{{NDR|«Crede che le sanzioni siano lo strumento giusto per fermare Putin?»}} Certamente creano un danno a tantissimi imprenditori italiani e russi che non c’entrano con la sua scelta di invadere l’Ucraina.
*Non vedo una differenza di giudizio su questa guerra tra i russi che vivono in Europa e gli europei: siamo tutti contrari e la speranza è che finisca al più presto.
*Per una serie di ragioni storiche note a tutti la società russa è almeno un secolo indietro a quella europea mentre noi pensiamo, quando diciamo Russia, solo a chi abita le grandi città che costituiscono meno del 20% della popolazione totale. Non comprendiamo che quella società per larga parte ha esigenze diverse dalle nostre e da coloro che abitano le grandi città, le reazioni non sono quindi quelle che ci potremmo aspettare.
*Gli Stati dovrebbero spendere soldi per curare le persone, per la ricerca per sconfiggere il cancro, non per farsi la guerra.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Imprenditori russi]]
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| Persone 2985 | | 2017 141 | 2017 89 | 2017 230 |
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| Doc, libri, op non temat 19 | | 2019 335 | 2019 98 | 2019 433 |
| Disambigue 101 | | 2020 372 | 2020 103 | 2020 475 |
| Totale voci nuove 4050 | | 2021 501 | 2021 92 | 2021 593 |
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| | | 2024 272 | 2024 101 | 2024 373 |
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Fabio Ravezzani
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'''Fabio Ravezzani''' (1960 – vivente), giornalista e conduttore televisivo italiano.
==Citazioni di Fabio Ravezzani==
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 2014}} Il governo del calcio rappresenta in peggio (il che è tutto dire) i limiti di chi governa l'Italia da anni.<ref name="Landi">Da Jacopo Landi, ''[https://www.sportellate.it/2014/05/22/intervista-fabio-ravezzani/ Intervista a Fabio Ravezzani]'', ''sportellate.it'', 22 maggio 2014.</ref>
*Vorrei vedere prima o poi in Italia una squadra che fallisce un obiettivo senza subire processi (ma poi rischio di perdere il lavoro...)<ref name="Landi"/>
*{{NDR|«Perché in Italia c'è la tendenza a non aspettare troppo il lavoro di un allenatore?»}} Rientra un po' nella mentalità del nostro paese, dove si vuole più tutto e subito e non si ha la pazienza di aspettare, come succede ad esempio in Inghilterra. Chi arriva secondo passa per un cretino e così pensando è più facile arrivare all'esonero, anche se questo può anche essere un vantaggio per i nostri allenatori. Diciamo che non c'è proprio tolleranza per chi sbaglia. {{NDR|«Forse la colpa è soprattutto dei presidenti, che si sentono onnipotenti?»}} Non credo che ci sia una categoria colpevole in particolare, il problema è una mancanza di una cultura, di una mentalità che cerchi anche di accettare la sconfitta. Questo è un aspetto tipicamente anglosassone, che dovremmo assimilare anche noi.<ref>Dall'intervista di Franco Vittadini, ''[https://www.ilsussidiario.net/news/calcio-e-altri-sport/2014/9/29/serie-a-ravezzani-la-tristezza-di-benitez-il-dualismo-di-mazzarri-e-il-modulo-di-inzaghi-esclusiva/534990/ Serie A/ Ravezzani: la tristezza di Benitez, il dualismo di Mazzarri e il modulo di Inzaghi...]'', ''ilsussidiario.net'', 29 settembre 2014.</ref>
*{{NDR|Lionel Messi}} [...] lui era l'uomo spogliatoio, era il punto di riferimento, era veramente il giocatore capace di aggregare intorno alla sua grande classe anche altri campioni. Era un direttore d'orchestra che ogni tanto facevi degli assolo straordinari, Cristiano Ronaldo è stato un grandissimo tenore, ma poi l'orchestra suonava e lui se ne andava via.<ref>[https://www.youtube.com/watch?v=vmNAMH8Ef8A video] disponibile su ''youtube.com'', min 1:05.</ref>
*[[[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|CR7 e Messi]] sono stati uno più bravo dell'altro fino ai trent'anni ed era difficile scegliere chi fosse il migliore dei due. Dai trenta e quaranta ha vinto Messi alla stragrande.<ref>[https://www.youtube.com/watch?v=vmNAMH8Ef8A video] disponibile su ''youtube.com'', min 10:29.</ref>
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20100109033453/http://infointer.splinder.com/post/17432388 Intervista esclusiva a Fabio Ravezzani Direttore di Telelombardia: Una riflessione sui rapporti tra Stampa ed Inter]''|''infointer.splinder.com'', 11 giugno 2008.}}
*L'Inter rappresenta per le televisioni lombarde il club più importante insieme con il Milan e come tale viene trattato. Ci sono 2 modi per occuparsi di un club che catalizza l'attenzione e le emozioni di un pubblico così vasto. Uno è essere subalterni e sempre succubi. L'altro è fare un lavoro il più possibile onesto: criticare quando sbaglia ed elogiare quando si muove bene. Il discrimine nel giudicare è sempre minimo. Certo, con il metro del tifoso, saranno sempre sbagliate le critiche e sempre troppo pochi gli elogi. Il discorso vale per qualsiasi squadra e, ovviamente, anche per l'Inter. Certamente il fatto che prima la Juve e poi il Milan abbiano fatto (e facciano tutt'ora) parte di aziende con televisioni e giornali a disposizione, ha creato una diffidenza nell'interista medio verso i media. Una diffidenza che a volte però diventa facile vittimismo. Parlar male dell'Inter, comunque, non alza gli indici d'ascolto, perché una fetta cospicua dei nostri telespettatori e degli acquirenti dei giornali è nerazzurra e non mi risulta che gli interisti siano talmente masochisti da comprare i giornali o vedere le tv solo perché parlan male dell'Inter.
*{{NDR|«Le vedove di [[Luciano Moggi|Moggi]] esistono?»}} Esistono certamente le vedove di Moggi, come quelle di Sacchi, Mancini, Giraudo e di qualsiasi personaggio che abbia avuto amici per anni nel calcio.
*{{NDR|«Lei ha invitato Moggi a Telelombardia, la cosa ha disturbato parecchio i tifosi dell'Inter [...]»}} Moggi è stato invitato perché era il personaggio del momento {{NDR|nel post-Calciopoli}} e perché ho sempre pensato che fosse lecito farlo intervenire a condizione che fosse costantemente incalzato quando esponeva le sue tesi difensive. La cosa da noi è puntualmente accaduta e i risultati d'ascolto dimostrano che la gente ha gradito. Peraltro, se non si dovessero più invitare dirigenti coinvolti in illeciti sportivi, ne sparirebbero parecchi, di molte squadre. Uno anche dell'Inter. Io invece ritengo che una trasmissione che parla di calcio abbia il dovere di fare informazione, non di emettere giudizi che spettano ai tribunali. Ma ovviamente capisco altri la pensino diversamente. Vorrei che su questi argomenti ci si potesse confrontare. Non accetto invece chi decide di tappare la bocca a me perché non vuole che parli quell'altro.
*{{NDR|Su Calciopoli}} A me sembra che il tentativo sia stato quello di far passare la Juve come causa di tutti i mali e le altre squadre coinvolte come semplici corresponsabili.
*Le televisioni private sono ormai de-private (scusi il gioco di parole) delle immagini. Parlare di tattica avendo pochissime immagini di partita, è quasi impossibile. Senza contare che 4 ore di discorsi tattici stroncherebbero un elefante. Noi cerchiamo un mix capace di essere interessante e divertente. Non sempre ci riusciamo, lo so. Ma almeno ci proviamo con grande entusiasmo e grande onestà.
{{Int|''[http://pinofrisoli.blogspot.com/2008/08/lintervista-fabio-ravezzani.html L'intervista a Fabio Ravezzani]''|Pino Frisoli, ''pinofrisoli.blogspot.com'', 18 agosto 2008.}}
*{{NDR|«Qual è stata la soddisfazione professionale più bella?»}} La trasmissione in diretta e in esclusiva di Inter-Sporting Lisbona, ritorno del terzo turno preliminare di Champions League nell'agosto del 2002. È stata l'unica volta nella quale Rai e Mediaset sono state superate negli ascolti da un'altra emittente secondo i dati Auditel. La Rai tergiversava nell'acquisto dei diritti, così ci siamo inseriti noi {{NDR|di Telelombardia}}. Ci è andata bene perché all'andata finì 0-0 e questo ha reso più interessante la partita, vinta 2-0 dall'Inter. Siamo riusciti a creare un prodotto giornalistico di alto livello, al punto da ricevere i complimenti di Aldo Grasso e di Michele Santoro, che mi ha anche mandato un fax che conservo con grande piacere.
*{{NDR|Su [[Aldo Biscardi]]}} [...] un vero "animale" di Tv.
*Oltre il numero 7 del telecomando, quello delle emittenti nazionali, la gente si aspetta un linguaggio diverso, più spontaneità, allegria, trasmissioni più vivaci, ma sempre evitando l'aggressività. La trasmissione deve restare entro certi argini, ricordando sempre che stiamo parlando di un gioco {{NDR|il calcio}}.
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20140308151124/http://www.daringtodo.com/lang/it/2012/10/26/lintervista-fabio-ravezzani-il-calcio-e-tv/ L'intervista: Fabio Ravezzani, il calcio è tv]''|Matteo Trucco, ''daringtodo.com'', 26 ottobre 2012.}}
*{{NDR|«[...] il fenomeno mediatico delle trasmissioni sportive di Telelombardia, nello specifico ''QSVS'', ha rivoluzionato il modo di fare giornalismo sportivo in TV. Com'è nata questa rivoluzione?»}} Il mio è un punto di vista limitato sulla vicenda. Quando approdai a Telelombardia, nel 1998, c'era poca tv criptata e anche per quel che riguardava le pay-per-view il ruolo era assunto principalmente da Tele+. All'inizio si è trattato di adeguarci alla realtà dei talk show sportivi già presenti, trasmessi sulle reti Rai e Mediaset. [...] molti di questi programmi sulle principali reti nazionali non esistono più, il che conferma che non hanno più funzionato e soprattutto non hanno più fatto presa sul grande pubblico. Noi siamo stati più bravi ad evolverci, adattandoci di volta in volta ai cambiamenti che si sono succeduti, senza mai perdere di vista il nostro obiettivo, ossia soddisfare i gusti e le aspettative degli sportivi e degli appassionati di calcio. Siamo ben consapevoli di non essere uguali ad altri modelli e non vogliamo nemmeno esserlo.
*Sia [[Maurizio Mosca|Mosca]] che Biscardi hanno rappresentato una delle poche ed autentiche innovazioni per ciò che concerne i dibattiti sportivi in televisione. Sono stati dei precursori del genere.
*[...] è bene ricordare che, negli anni Settanta, la stessa ''Gazzetta dello Sport'', grazie ad un giornalista del calibro di Gino Palumbo, si fece portavoce di un'istanza di cambiamento che diede l'impulso per una rivoluzione del [[Giornalismo sportivo|linguaggio dello sport]] in televisione: le notizie calcistiche abbondavano ma erano limitate al commento tecnico dei risultati e delle partite. Si svilupparono allora la critica e la notizia che andava oltre il dato meramente tecnico, che fossero in grado di coinvolgere gli addetti ai lavori e gli appassionati in una discussione più ampia ed interessante. Come si può scorgere bene [...] si trattò un'innovazione che nacque dall'esperienza di un giornale sportivo.
*{{NDR|«Pensa che il ''modus operandi'' del giornalismo politico in televisione abbia in qualche modo preso spunto dalle vostre trasmissioni?»}} Sinceramente sono più propenso a pensare che sia avvenuto il contrario, ossia che lo sport abbia preso spunto dai dibattiti politici, dove spesso si verificano scambi di opinioni vivaci, molte volte polemici, in cui però la gente tende ad immedesimarsi, a seconda ovviamente dell'idea politica. Nelle trasmissioni calcistiche è avvenuta la stessa cosa. In precedenza c'erano giornalisti che si limitavano a parlare della partita, e delle singole squadre. I cosiddetti "faziosi" sono arrivati dopo. Biscardi per primo, ad esempio, ha mischiato persone secondo un principio legato alla territorialità, che vedeva contrapposti giornalisti ed opinionisti di Roma, di Torino e di Milano. Noi abbiamo proposto giornalisti ed opinionisti dichiaratamente tifosi, schierati apertamente ed in maniera manifesta con Milan, Inter e Juve. Questa è stata la nostra grande innovazione, nella quale si possono identificare i telespettatori-tifosi.
{{Int|''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/09/kitikaka-ravezzani-racconta-il-suo-calcio-sulla-tv-locale-tanti-miei-colleghi-se-la-tirano-sono-cretini-come-me-come-tutti/5829390/ Kitikaka – Ravezzani racconta il suo calcio sulla tv 'locale': "Tanti miei colleghi se la tirano, sono cretini come me, come tutti"]''|Intervista di Davide Turrini, ''ilfattoquotidiano.it'', 9 giugno 2020.}}
*{{NDR|«Un ricordo di Aldo Biscardi»}} Una bella persona. Lavorai un paio d'anni con lui ed iniziai in maniera stranissima. A un certo punto Maurizio Mosca dall'oggi al domani lo molla e va a Mediaset. Mosca era il suo cavallo di razza. Aldo allora mi chiama. [Ravezzani imita magnificamente Biscardi, ''ndr'']. "Fabio, mi ha parlato di te Jacobelli, vuoi fare le bombe {{NDR|di calciomercato}} al posto di Mosca?". Io rispondo che non è il mio genere, ma lui mi invita subito in un hotel del centro di Milano. Prendo la macchina, entro nell'hotel e c'è Aldo che sta facendo la conferenza stampa della nuova stagione del ''Processo'' senza dirmi un cazzo. "Fabbio Fabbio vieni qui". E davanti a tutti: "Ravezzani farà le bombe al posto di Maurizio Mosca". Unico neo di Aldo è stato l'errore di andar avanti ad oltranza. Spero di applicarlo presto a me stesso: a un certo punto uno se può deve andarsene.
*Sono convinto che facciamo un mestiere del tutto irrilevante come dimostra la storia del giornalismo sportivo italiano. Oggi ci siamo, domani se non ci sono io c'è un altro. Non abbiamo salvato vite umane, costruito grattacieli, vinto cause che hanno migliorato destini dell'umanità. Parliamo di minchiate, dai. Tanti miei colleghi che se la tirano, sono cretini come me, come tutti. Non esiste una persona competente nel giornalismo sportivo più di un appassionato di sport che segua con attenzione gli eventi. [...] Viviamo sull'equivoco di essere persone competenti e con un prestigio che non vedo in me stesso e nemmeno negli altri.
*[...] sono l'unico giornalista aggredito per aver condannato il razzismo. Ricordate il giocatore del Messina Zoro che di fronte ai cori di "buuu" prese il pallone e tentò di uscire dal campo? A San Siro al ritorno la curva dell'Inter appese uno striscione: "Per il negro infame noccioline e banane". A quel punto feci un intervento durissimo. La sera successiva si presentarono in quattro sotto casa mia lanciandomi bottiglie mentre ero in auto. Era un gruppo neonazista.
{{Int|''[https://www.tuttojuve.com/primo-piano/la-bomba-di-ravezzani-su-calciopoli-ultimo-atto-scoprirete-una-verita-diversa-da-quella-raccontata-juve-vittima-di-una-clamorosa-congiura-interna-754440 La bomba di Ravezzani su "Calciopoli - Ultimo Atto": "Scoprirete una verità diversa da quella raccontata, Juve vittima di una clamorosa congiura interna"]''|Intervista di Mirko Di Natale, ''tuttojuve.com'', 3 novembre 2025.}}
{{NDR|Su [[Calciopoli]]}}
*La Juve è stata vittima di una clamorosa congiura interna. A fronte di violazioni non così diverse da altri club la morte di Umberto Agnelli ha consentito un regolamento di conti che è costato al club la retrocessione per mancata volontà di difesa, a differenza di quello che è successo ad altre società. L'inchiesta penale è stata miope perché interessava colpire e perseguire soprattutto il club più importante e questo accade spesso nelle indagini. Le intercettazioni compromettenti sono state inoltrate alla magistratura sportiva solo in ambito Juve. Ma c'erano comunque i margini per una difesa che evitasse addirittura la retrocessione.
*Certamente a livello sportivo la conoscenza di tutte le nuove intercettazioni che abbiamo trovato avrebbe dato un quadro diverso dell'insieme. Non solo la Juve che si muoveva intorno alla classe arbitrale in modo spregiudicato, ma tutti i grandi club che telefonavano, chiedevano arbitri graditi o segnalavano quelli sgraditi. Se anche possiamo riconoscere che le tessere telefoniche svizzere restano una pagina oscura, l'enorme disparità di condanne tra i club resta un'ingiustizia enorme.
*Non c'è dubbio che alla fine della nostra inchiesta qualsiasi persona obiettiva tragga la conclusione che le sentenze sportive sono state frutto di enormi pressioni dei gruppi più potenti a livello economico e politico che hanno indirizzato i giudici. La Juve in quel momento non è stata difesa e ha finito per pagare per tutti. Non tanto per colpa di John Elkann, troppo giovane, ma per la scelta dei grandi vecchi che manovravano nel regime transitorio.
*La sentenza sportiva è stata un obbrobrio giuridico. Il fatto che la stragrande maggioranza delle intercettazioni sugli altri club sia stata omessa o consegnata a termini scaduti resta il vero scandalo di Calciopoli.
==''X/Twitter – profilo ufficiale''==
{{cronologico}}
*[[Giorgio Chiellini|Chiellini]] ricorre sempre allo stesso espediente quando contrasta un avversario nella sua o altrui area: saltare, cacciare un urlo, e cadere rovinosamente. Lo trovo molto antisportivo e piuttosto deprimente. Però spesso funziona.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1393696204882595840 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 16 maggio 2021.</ref>
*Sarà solo un caso, ma dopo [[Calciopoli]] [...] il calcio italiano è precipitato negli abissi.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1507154968377233409 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 25 marzo 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022, sarcasticamente}} Le scelte giornalistiche sono sempre opinabili. Ma il nuovo corso di ''[[Tuttosport]]'' che apre il giornale con un'intervista a Frattesi che rivela di avere una nonna juventina è davvero innovativo.<ref>Da un [https://twitter.com/fabravezzani/status/1517830037801689088 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 23 aprile 2022.</ref>
*Una volta il grande Paolo Valenti mi disse: L'aggettivazione in una telecronaca deve essere come l'olio nell'insalata. Mai metterne troppo perché la rovina. Ecco: [[Daniele Adani|Adani]] è come se ne rovesciasse un barile in una insalatiera.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1596603245950275589 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 26 novembre 2022.</ref>
*[...] mi sono chiesto perché durante Calciopoli giornali concorrenti avessero le stesse intercettazioni diffuse un po' alla volta per far montare un clima forcaiolo. Mi hanno dato una spiegazione impubblicabile.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1598961031556272129 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 3 dicembre 2022.</ref>
*[[Antonio Conte|Conte]] è bravo, ma quanti danni fa ai suoi club quando perde...<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1633759781952299008 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 9 marzo 2023.</ref>
*Se [[Twitter]] ha avuto un merito è stato rivelare la vera indole di giornalisti che si spacciavano (spesso senza riuscirci) come obiettivi.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1638445493884801027 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 22 marzo 2023.</ref>
*Che l'inchiesta Calciopoli sia stata strana, piena di omissioni, intercettazioni nascoste e foto inquinate (vedi sorteggi arbitri) si sapeva da tempo. Il fatto più grave però restano stesse intercettazioni passate ad arte giorno dopo giorno a tutti i giornali per creare clamore.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1647150872387010560 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 15 aprile 2023.</ref>
*Molti anni fa, un personaggio direttamente coinvolto in Calciopoli mi disse: Moggi e Giraudo avevano contro metà della famiglia Agnelli che voleva farli fuori, più Tronchetti e Berlusconi che vedevano la Juve vincere ai loro danni. Non avevano nessuna speranza in quell'inchiesta.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1647176497940029441 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 15 aprile 2023.</ref>
*{{NDR|Sulla stagione 2024-2025 della Juventus}} L'approccio al gruppo in un grande club è la priorità. Prima della tattica. [[Thiago Motta|Motta]] è entrato nella Juve con superbia. Ha tolto i ruoli, cambiato i capitani, eliminato giocatori vincenti. Risultato: una squadra senza riferimenti e senz'anima.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1899393502678503840 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 11 marzo 2025.</ref>
*Devo dire che [[Guia Soncini]] è deliziosa in quanto instancabile dispensatrice di vaffanculi in modo molto democratico e puntuale. Fa un duro lavoro per tutti noi che quasi sempre leggiamo e passiamo oltre per pigrizia o ignavia.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1904519144051003497 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 25 marzo 2025.</ref>
*Il vero punto di riferimento nel valutare un grande portiere non sono le super parate che fa (quelle sono nel repertorio di tutti i bravi) ma gli errori che non commette. Ecco perché [[Gianluigi Donnarumma|Donnarumma]] sarà sempre un ottimo portiere, ma non un grandissimo.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1904440174982869388 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 25 marzo 2025.</ref>
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} Oggettivamente non era un modello di simpatia, ma giocava da Dio, mica faceva il comico.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1904808505573294434 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 26 marzo 2025.</ref>
*Gli [[Arbitro|arbitri]] sbagliano? Sí, a volte. I [[Video Assistant Referee|varisti]] prendono topiche? Succede raramente, ma può accadere: sono umani. L'indegno coro di sdegnati a corrente alternata verso la classe arbitrale è frutto solo di disonestà intellettuale e barbarie culturale. Questo, è uccidere il calcio.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/2009212529583837505 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 8 gennaio 2026.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ravezzani, Fabio}}
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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/* Citazioni di Fabio Ravezzani */
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text/x-wiki
'''Fabio Ravezzani''' (1960 – vivente), giornalista e conduttore televisivo italiano.
==Citazioni di Fabio Ravezzani==
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 2014}} Il governo del calcio rappresenta in peggio (il che è tutto dire) i limiti di chi governa l'Italia da anni.<ref name="Landi">Da Jacopo Landi, ''[https://www.sportellate.it/2014/05/22/intervista-fabio-ravezzani/ Intervista a Fabio Ravezzani]'', ''sportellate.it'', 22 maggio 2014.</ref>
*Vorrei vedere prima o poi in Italia una squadra che fallisce un obiettivo senza subire processi (ma poi rischio di perdere il lavoro...)<ref name="Landi"/>
*{{NDR|«Perché in Italia c'è la tendenza a non aspettare troppo il lavoro di un allenatore?»}} Rientra un po' nella mentalità del nostro paese, dove si vuole più tutto e subito e non si ha la pazienza di aspettare, come succede ad esempio in Inghilterra. Chi arriva secondo passa per un cretino e così pensando è più facile arrivare all'esonero, anche se questo può anche essere un vantaggio per i nostri allenatori. Diciamo che non c'è proprio tolleranza per chi sbaglia. {{NDR|«Forse la colpa è soprattutto dei presidenti, che si sentono onnipotenti?»}} Non credo che ci sia una categoria colpevole in particolare, il problema è una mancanza di una cultura, di una mentalità che cerchi anche di accettare la sconfitta. Questo è un aspetto tipicamente anglosassone, che dovremmo assimilare anche noi.<ref>Dall'intervista di Franco Vittadini, ''[https://www.ilsussidiario.net/news/calcio-e-altri-sport/2014/9/29/serie-a-ravezzani-la-tristezza-di-benitez-il-dualismo-di-mazzarri-e-il-modulo-di-inzaghi-esclusiva/534990/ Serie A/ Ravezzani: la tristezza di Benitez, il dualismo di Mazzarri e il modulo di Inzaghi...]'', ''ilsussidiario.net'', 29 settembre 2014.</ref>
*{{NDR|Lionel Messi}} [...] lui era l'uomo spogliatoio, era il punto di riferimento, era veramente il giocatore capace di aggregare intorno alla sua grande classe anche altri campioni. Era un direttore d'orchestra che ogni tanto facevi degli assolo straordinari, Cristiano Ronaldo è stato un grandissimo tenore, ma poi l'orchestra suonava e lui se ne andava via.<ref>[https://www.youtube.com/watch?v=vmNAMH8Ef8A video] disponibile su ''youtube.com'', min 1:05.</ref>
*[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|CR7 e Messi]] sono stati uno più bravo dell'altro fino ai trent'anni ed era difficile scegliere chi fosse il migliore dei due. Dai trenta e quaranta ha vinto Messi alla stragrande.<ref>[https://www.youtube.com/watch?v=vmNAMH8Ef8A video] disponibile su ''youtube.com'', min 10:29.</ref>
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20100109033453/http://infointer.splinder.com/post/17432388 Intervista esclusiva a Fabio Ravezzani Direttore di Telelombardia: Una riflessione sui rapporti tra Stampa ed Inter]''|''infointer.splinder.com'', 11 giugno 2008.}}
*L'Inter rappresenta per le televisioni lombarde il club più importante insieme con il Milan e come tale viene trattato. Ci sono 2 modi per occuparsi di un club che catalizza l'attenzione e le emozioni di un pubblico così vasto. Uno è essere subalterni e sempre succubi. L'altro è fare un lavoro il più possibile onesto: criticare quando sbaglia ed elogiare quando si muove bene. Il discrimine nel giudicare è sempre minimo. Certo, con il metro del tifoso, saranno sempre sbagliate le critiche e sempre troppo pochi gli elogi. Il discorso vale per qualsiasi squadra e, ovviamente, anche per l'Inter. Certamente il fatto che prima la Juve e poi il Milan abbiano fatto (e facciano tutt'ora) parte di aziende con televisioni e giornali a disposizione, ha creato una diffidenza nell'interista medio verso i media. Una diffidenza che a volte però diventa facile vittimismo. Parlar male dell'Inter, comunque, non alza gli indici d'ascolto, perché una fetta cospicua dei nostri telespettatori e degli acquirenti dei giornali è nerazzurra e non mi risulta che gli interisti siano talmente masochisti da comprare i giornali o vedere le tv solo perché parlan male dell'Inter.
*{{NDR|«Le vedove di [[Luciano Moggi|Moggi]] esistono?»}} Esistono certamente le vedove di Moggi, come quelle di Sacchi, Mancini, Giraudo e di qualsiasi personaggio che abbia avuto amici per anni nel calcio.
*{{NDR|«Lei ha invitato Moggi a Telelombardia, la cosa ha disturbato parecchio i tifosi dell'Inter [...]»}} Moggi è stato invitato perché era il personaggio del momento {{NDR|nel post-Calciopoli}} e perché ho sempre pensato che fosse lecito farlo intervenire a condizione che fosse costantemente incalzato quando esponeva le sue tesi difensive. La cosa da noi è puntualmente accaduta e i risultati d'ascolto dimostrano che la gente ha gradito. Peraltro, se non si dovessero più invitare dirigenti coinvolti in illeciti sportivi, ne sparirebbero parecchi, di molte squadre. Uno anche dell'Inter. Io invece ritengo che una trasmissione che parla di calcio abbia il dovere di fare informazione, non di emettere giudizi che spettano ai tribunali. Ma ovviamente capisco altri la pensino diversamente. Vorrei che su questi argomenti ci si potesse confrontare. Non accetto invece chi decide di tappare la bocca a me perché non vuole che parli quell'altro.
*{{NDR|Su Calciopoli}} A me sembra che il tentativo sia stato quello di far passare la Juve come causa di tutti i mali e le altre squadre coinvolte come semplici corresponsabili.
*Le televisioni private sono ormai de-private (scusi il gioco di parole) delle immagini. Parlare di tattica avendo pochissime immagini di partita, è quasi impossibile. Senza contare che 4 ore di discorsi tattici stroncherebbero un elefante. Noi cerchiamo un mix capace di essere interessante e divertente. Non sempre ci riusciamo, lo so. Ma almeno ci proviamo con grande entusiasmo e grande onestà.
{{Int|''[http://pinofrisoli.blogspot.com/2008/08/lintervista-fabio-ravezzani.html L'intervista a Fabio Ravezzani]''|Pino Frisoli, ''pinofrisoli.blogspot.com'', 18 agosto 2008.}}
*{{NDR|«Qual è stata la soddisfazione professionale più bella?»}} La trasmissione in diretta e in esclusiva di Inter-Sporting Lisbona, ritorno del terzo turno preliminare di Champions League nell'agosto del 2002. È stata l'unica volta nella quale Rai e Mediaset sono state superate negli ascolti da un'altra emittente secondo i dati Auditel. La Rai tergiversava nell'acquisto dei diritti, così ci siamo inseriti noi {{NDR|di Telelombardia}}. Ci è andata bene perché all'andata finì 0-0 e questo ha reso più interessante la partita, vinta 2-0 dall'Inter. Siamo riusciti a creare un prodotto giornalistico di alto livello, al punto da ricevere i complimenti di Aldo Grasso e di Michele Santoro, che mi ha anche mandato un fax che conservo con grande piacere.
*{{NDR|Su [[Aldo Biscardi]]}} [...] un vero "animale" di Tv.
*Oltre il numero 7 del telecomando, quello delle emittenti nazionali, la gente si aspetta un linguaggio diverso, più spontaneità, allegria, trasmissioni più vivaci, ma sempre evitando l'aggressività. La trasmissione deve restare entro certi argini, ricordando sempre che stiamo parlando di un gioco {{NDR|il calcio}}.
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20140308151124/http://www.daringtodo.com/lang/it/2012/10/26/lintervista-fabio-ravezzani-il-calcio-e-tv/ L'intervista: Fabio Ravezzani, il calcio è tv]''|Matteo Trucco, ''daringtodo.com'', 26 ottobre 2012.}}
*{{NDR|«[...] il fenomeno mediatico delle trasmissioni sportive di Telelombardia, nello specifico ''QSVS'', ha rivoluzionato il modo di fare giornalismo sportivo in TV. Com'è nata questa rivoluzione?»}} Il mio è un punto di vista limitato sulla vicenda. Quando approdai a Telelombardia, nel 1998, c'era poca tv criptata e anche per quel che riguardava le pay-per-view il ruolo era assunto principalmente da Tele+. All'inizio si è trattato di adeguarci alla realtà dei talk show sportivi già presenti, trasmessi sulle reti Rai e Mediaset. [...] molti di questi programmi sulle principali reti nazionali non esistono più, il che conferma che non hanno più funzionato e soprattutto non hanno più fatto presa sul grande pubblico. Noi siamo stati più bravi ad evolverci, adattandoci di volta in volta ai cambiamenti che si sono succeduti, senza mai perdere di vista il nostro obiettivo, ossia soddisfare i gusti e le aspettative degli sportivi e degli appassionati di calcio. Siamo ben consapevoli di non essere uguali ad altri modelli e non vogliamo nemmeno esserlo.
*Sia [[Maurizio Mosca|Mosca]] che Biscardi hanno rappresentato una delle poche ed autentiche innovazioni per ciò che concerne i dibattiti sportivi in televisione. Sono stati dei precursori del genere.
*[...] è bene ricordare che, negli anni Settanta, la stessa ''Gazzetta dello Sport'', grazie ad un giornalista del calibro di Gino Palumbo, si fece portavoce di un'istanza di cambiamento che diede l'impulso per una rivoluzione del [[Giornalismo sportivo|linguaggio dello sport]] in televisione: le notizie calcistiche abbondavano ma erano limitate al commento tecnico dei risultati e delle partite. Si svilupparono allora la critica e la notizia che andava oltre il dato meramente tecnico, che fossero in grado di coinvolgere gli addetti ai lavori e gli appassionati in una discussione più ampia ed interessante. Come si può scorgere bene [...] si trattò un'innovazione che nacque dall'esperienza di un giornale sportivo.
*{{NDR|«Pensa che il ''modus operandi'' del giornalismo politico in televisione abbia in qualche modo preso spunto dalle vostre trasmissioni?»}} Sinceramente sono più propenso a pensare che sia avvenuto il contrario, ossia che lo sport abbia preso spunto dai dibattiti politici, dove spesso si verificano scambi di opinioni vivaci, molte volte polemici, in cui però la gente tende ad immedesimarsi, a seconda ovviamente dell'idea politica. Nelle trasmissioni calcistiche è avvenuta la stessa cosa. In precedenza c'erano giornalisti che si limitavano a parlare della partita, e delle singole squadre. I cosiddetti "faziosi" sono arrivati dopo. Biscardi per primo, ad esempio, ha mischiato persone secondo un principio legato alla territorialità, che vedeva contrapposti giornalisti ed opinionisti di Roma, di Torino e di Milano. Noi abbiamo proposto giornalisti ed opinionisti dichiaratamente tifosi, schierati apertamente ed in maniera manifesta con Milan, Inter e Juve. Questa è stata la nostra grande innovazione, nella quale si possono identificare i telespettatori-tifosi.
{{Int|''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/09/kitikaka-ravezzani-racconta-il-suo-calcio-sulla-tv-locale-tanti-miei-colleghi-se-la-tirano-sono-cretini-come-me-come-tutti/5829390/ Kitikaka – Ravezzani racconta il suo calcio sulla tv 'locale': "Tanti miei colleghi se la tirano, sono cretini come me, come tutti"]''|Intervista di Davide Turrini, ''ilfattoquotidiano.it'', 9 giugno 2020.}}
*{{NDR|«Un ricordo di Aldo Biscardi»}} Una bella persona. Lavorai un paio d'anni con lui ed iniziai in maniera stranissima. A un certo punto Maurizio Mosca dall'oggi al domani lo molla e va a Mediaset. Mosca era il suo cavallo di razza. Aldo allora mi chiama. [Ravezzani imita magnificamente Biscardi, ''ndr'']. "Fabio, mi ha parlato di te Jacobelli, vuoi fare le bombe {{NDR|di calciomercato}} al posto di Mosca?". Io rispondo che non è il mio genere, ma lui mi invita subito in un hotel del centro di Milano. Prendo la macchina, entro nell'hotel e c'è Aldo che sta facendo la conferenza stampa della nuova stagione del ''Processo'' senza dirmi un cazzo. "Fabbio Fabbio vieni qui". E davanti a tutti: "Ravezzani farà le bombe al posto di Maurizio Mosca". Unico neo di Aldo è stato l'errore di andar avanti ad oltranza. Spero di applicarlo presto a me stesso: a un certo punto uno se può deve andarsene.
*Sono convinto che facciamo un mestiere del tutto irrilevante come dimostra la storia del giornalismo sportivo italiano. Oggi ci siamo, domani se non ci sono io c'è un altro. Non abbiamo salvato vite umane, costruito grattacieli, vinto cause che hanno migliorato destini dell'umanità. Parliamo di minchiate, dai. Tanti miei colleghi che se la tirano, sono cretini come me, come tutti. Non esiste una persona competente nel giornalismo sportivo più di un appassionato di sport che segua con attenzione gli eventi. [...] Viviamo sull'equivoco di essere persone competenti e con un prestigio che non vedo in me stesso e nemmeno negli altri.
*[...] sono l'unico giornalista aggredito per aver condannato il razzismo. Ricordate il giocatore del Messina Zoro che di fronte ai cori di "buuu" prese il pallone e tentò di uscire dal campo? A San Siro al ritorno la curva dell'Inter appese uno striscione: "Per il negro infame noccioline e banane". A quel punto feci un intervento durissimo. La sera successiva si presentarono in quattro sotto casa mia lanciandomi bottiglie mentre ero in auto. Era un gruppo neonazista.
{{Int|''[https://www.tuttojuve.com/primo-piano/la-bomba-di-ravezzani-su-calciopoli-ultimo-atto-scoprirete-una-verita-diversa-da-quella-raccontata-juve-vittima-di-una-clamorosa-congiura-interna-754440 La bomba di Ravezzani su "Calciopoli - Ultimo Atto": "Scoprirete una verità diversa da quella raccontata, Juve vittima di una clamorosa congiura interna"]''|Intervista di Mirko Di Natale, ''tuttojuve.com'', 3 novembre 2025.}}
{{NDR|Su [[Calciopoli]]}}
*La Juve è stata vittima di una clamorosa congiura interna. A fronte di violazioni non così diverse da altri club la morte di Umberto Agnelli ha consentito un regolamento di conti che è costato al club la retrocessione per mancata volontà di difesa, a differenza di quello che è successo ad altre società. L'inchiesta penale è stata miope perché interessava colpire e perseguire soprattutto il club più importante e questo accade spesso nelle indagini. Le intercettazioni compromettenti sono state inoltrate alla magistratura sportiva solo in ambito Juve. Ma c'erano comunque i margini per una difesa che evitasse addirittura la retrocessione.
*Certamente a livello sportivo la conoscenza di tutte le nuove intercettazioni che abbiamo trovato avrebbe dato un quadro diverso dell'insieme. Non solo la Juve che si muoveva intorno alla classe arbitrale in modo spregiudicato, ma tutti i grandi club che telefonavano, chiedevano arbitri graditi o segnalavano quelli sgraditi. Se anche possiamo riconoscere che le tessere telefoniche svizzere restano una pagina oscura, l'enorme disparità di condanne tra i club resta un'ingiustizia enorme.
*Non c'è dubbio che alla fine della nostra inchiesta qualsiasi persona obiettiva tragga la conclusione che le sentenze sportive sono state frutto di enormi pressioni dei gruppi più potenti a livello economico e politico che hanno indirizzato i giudici. La Juve in quel momento non è stata difesa e ha finito per pagare per tutti. Non tanto per colpa di John Elkann, troppo giovane, ma per la scelta dei grandi vecchi che manovravano nel regime transitorio.
*La sentenza sportiva è stata un obbrobrio giuridico. Il fatto che la stragrande maggioranza delle intercettazioni sugli altri club sia stata omessa o consegnata a termini scaduti resta il vero scandalo di Calciopoli.
==''X/Twitter – profilo ufficiale''==
{{cronologico}}
*[[Giorgio Chiellini|Chiellini]] ricorre sempre allo stesso espediente quando contrasta un avversario nella sua o altrui area: saltare, cacciare un urlo, e cadere rovinosamente. Lo trovo molto antisportivo e piuttosto deprimente. Però spesso funziona.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1393696204882595840 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 16 maggio 2021.</ref>
*Sarà solo un caso, ma dopo [[Calciopoli]] [...] il calcio italiano è precipitato negli abissi.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1507154968377233409 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 25 marzo 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022, sarcasticamente}} Le scelte giornalistiche sono sempre opinabili. Ma il nuovo corso di ''[[Tuttosport]]'' che apre il giornale con un'intervista a Frattesi che rivela di avere una nonna juventina è davvero innovativo.<ref>Da un [https://twitter.com/fabravezzani/status/1517830037801689088 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 23 aprile 2022.</ref>
*Una volta il grande Paolo Valenti mi disse: L'aggettivazione in una telecronaca deve essere come l'olio nell'insalata. Mai metterne troppo perché la rovina. Ecco: [[Daniele Adani|Adani]] è come se ne rovesciasse un barile in una insalatiera.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1596603245950275589 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 26 novembre 2022.</ref>
*[...] mi sono chiesto perché durante Calciopoli giornali concorrenti avessero le stesse intercettazioni diffuse un po' alla volta per far montare un clima forcaiolo. Mi hanno dato una spiegazione impubblicabile.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1598961031556272129 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 3 dicembre 2022.</ref>
*[[Antonio Conte|Conte]] è bravo, ma quanti danni fa ai suoi club quando perde...<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1633759781952299008 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 9 marzo 2023.</ref>
*Se [[Twitter]] ha avuto un merito è stato rivelare la vera indole di giornalisti che si spacciavano (spesso senza riuscirci) come obiettivi.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1638445493884801027 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 22 marzo 2023.</ref>
*Che l'inchiesta Calciopoli sia stata strana, piena di omissioni, intercettazioni nascoste e foto inquinate (vedi sorteggi arbitri) si sapeva da tempo. Il fatto più grave però restano stesse intercettazioni passate ad arte giorno dopo giorno a tutti i giornali per creare clamore.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1647150872387010560 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 15 aprile 2023.</ref>
*Molti anni fa, un personaggio direttamente coinvolto in Calciopoli mi disse: Moggi e Giraudo avevano contro metà della famiglia Agnelli che voleva farli fuori, più Tronchetti e Berlusconi che vedevano la Juve vincere ai loro danni. Non avevano nessuna speranza in quell'inchiesta.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1647176497940029441 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 15 aprile 2023.</ref>
*{{NDR|Sulla stagione 2024-2025 della Juventus}} L'approccio al gruppo in un grande club è la priorità. Prima della tattica. [[Thiago Motta|Motta]] è entrato nella Juve con superbia. Ha tolto i ruoli, cambiato i capitani, eliminato giocatori vincenti. Risultato: una squadra senza riferimenti e senz'anima.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1899393502678503840 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 11 marzo 2025.</ref>
*Devo dire che [[Guia Soncini]] è deliziosa in quanto instancabile dispensatrice di vaffanculi in modo molto democratico e puntuale. Fa un duro lavoro per tutti noi che quasi sempre leggiamo e passiamo oltre per pigrizia o ignavia.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1904519144051003497 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 25 marzo 2025.</ref>
*Il vero punto di riferimento nel valutare un grande portiere non sono le super parate che fa (quelle sono nel repertorio di tutti i bravi) ma gli errori che non commette. Ecco perché [[Gianluigi Donnarumma|Donnarumma]] sarà sempre un ottimo portiere, ma non un grandissimo.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1904440174982869388 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 25 marzo 2025.</ref>
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} Oggettivamente non era un modello di simpatia, ma giocava da Dio, mica faceva il comico.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1904808505573294434 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 26 marzo 2025.</ref>
*Gli [[Arbitro|arbitri]] sbagliano? Sí, a volte. I [[Video Assistant Referee|varisti]] prendono topiche? Succede raramente, ma può accadere: sono umani. L'indegno coro di sdegnati a corrente alternata verso la classe arbitrale è frutto solo di disonestà intellettuale e barbarie culturale. Questo, è uccidere il calcio.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/2009212529583837505 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 8 gennaio 2026.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ravezzani, Fabio}}
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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/* Citazioni di Fabio Ravezzani */
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'''Fabio Ravezzani''' (1960 – vivente), giornalista e conduttore televisivo italiano.
==Citazioni di Fabio Ravezzani==
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 2014}} Il governo del calcio rappresenta in peggio (il che è tutto dire) i limiti di chi governa l'Italia da anni.<ref name="Landi">Da Jacopo Landi, ''[https://www.sportellate.it/2014/05/22/intervista-fabio-ravezzani/ Intervista a Fabio Ravezzani]'', ''sportellate.it'', 22 maggio 2014.</ref>
*Vorrei vedere prima o poi in Italia una squadra che fallisce un obiettivo senza subire processi (ma poi rischio di perdere il lavoro...)<ref name="Landi"/>
*{{NDR|«Perché in Italia c'è la tendenza a non aspettare troppo il lavoro di un allenatore?»}} Rientra un po' nella mentalità del nostro paese, dove si vuole più tutto e subito e non si ha la pazienza di aspettare, come succede ad esempio in Inghilterra. Chi arriva secondo passa per un cretino e così pensando è più facile arrivare all'esonero, anche se questo può anche essere un vantaggio per i nostri allenatori. Diciamo che non c'è proprio tolleranza per chi sbaglia. {{NDR|«Forse la colpa è soprattutto dei presidenti, che si sentono onnipotenti?»}} Non credo che ci sia una categoria colpevole in particolare, il problema è una mancanza di una cultura, di una mentalità che cerchi anche di accettare la sconfitta. Questo è un aspetto tipicamente anglosassone, che dovremmo assimilare anche noi.<ref>Dall'intervista di Franco Vittadini, ''[https://www.ilsussidiario.net/news/calcio-e-altri-sport/2014/9/29/serie-a-ravezzani-la-tristezza-di-benitez-il-dualismo-di-mazzarri-e-il-modulo-di-inzaghi-esclusiva/534990/ Serie A/ Ravezzani: la tristezza di Benitez, il dualismo di Mazzarri e il modulo di Inzaghi...]'', ''ilsussidiario.net'', 29 settembre 2014.</ref>
*{{NDR|[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Lionel Messi]]}} [...] lui era l'uomo spogliatoio, era il punto di riferimento, era veramente il giocatore capace di aggregare intorno alla sua grande classe anche altri campioni. Era un direttore d'orchestra che ogni tanto facevi degli assolo straordinari, Cristiano Ronaldo è stato un grandissimo tenore, ma poi l'orchestra suonava e lui se ne andava via.<ref>[https://www.youtube.com/watch?v=vmNAMH8Ef8A video] disponibile su ''youtube.com'', min 1:05.</ref>
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20100109033453/http://infointer.splinder.com/post/17432388 Intervista esclusiva a Fabio Ravezzani Direttore di Telelombardia: Una riflessione sui rapporti tra Stampa ed Inter]''|''infointer.splinder.com'', 11 giugno 2008.}}
*L'Inter rappresenta per le televisioni lombarde il club più importante insieme con il Milan e come tale viene trattato. Ci sono 2 modi per occuparsi di un club che catalizza l'attenzione e le emozioni di un pubblico così vasto. Uno è essere subalterni e sempre succubi. L'altro è fare un lavoro il più possibile onesto: criticare quando sbaglia ed elogiare quando si muove bene. Il discrimine nel giudicare è sempre minimo. Certo, con il metro del tifoso, saranno sempre sbagliate le critiche e sempre troppo pochi gli elogi. Il discorso vale per qualsiasi squadra e, ovviamente, anche per l'Inter. Certamente il fatto che prima la Juve e poi il Milan abbiano fatto (e facciano tutt'ora) parte di aziende con televisioni e giornali a disposizione, ha creato una diffidenza nell'interista medio verso i media. Una diffidenza che a volte però diventa facile vittimismo. Parlar male dell'Inter, comunque, non alza gli indici d'ascolto, perché una fetta cospicua dei nostri telespettatori e degli acquirenti dei giornali è nerazzurra e non mi risulta che gli interisti siano talmente masochisti da comprare i giornali o vedere le tv solo perché parlan male dell'Inter.
*{{NDR|«Le vedove di [[Luciano Moggi|Moggi]] esistono?»}} Esistono certamente le vedove di Moggi, come quelle di Sacchi, Mancini, Giraudo e di qualsiasi personaggio che abbia avuto amici per anni nel calcio.
*{{NDR|«Lei ha invitato Moggi a Telelombardia, la cosa ha disturbato parecchio i tifosi dell'Inter [...]»}} Moggi è stato invitato perché era il personaggio del momento {{NDR|nel post-Calciopoli}} e perché ho sempre pensato che fosse lecito farlo intervenire a condizione che fosse costantemente incalzato quando esponeva le sue tesi difensive. La cosa da noi è puntualmente accaduta e i risultati d'ascolto dimostrano che la gente ha gradito. Peraltro, se non si dovessero più invitare dirigenti coinvolti in illeciti sportivi, ne sparirebbero parecchi, di molte squadre. Uno anche dell'Inter. Io invece ritengo che una trasmissione che parla di calcio abbia il dovere di fare informazione, non di emettere giudizi che spettano ai tribunali. Ma ovviamente capisco altri la pensino diversamente. Vorrei che su questi argomenti ci si potesse confrontare. Non accetto invece chi decide di tappare la bocca a me perché non vuole che parli quell'altro.
*{{NDR|Su Calciopoli}} A me sembra che il tentativo sia stato quello di far passare la Juve come causa di tutti i mali e le altre squadre coinvolte come semplici corresponsabili.
*Le televisioni private sono ormai de-private (scusi il gioco di parole) delle immagini. Parlare di tattica avendo pochissime immagini di partita, è quasi impossibile. Senza contare che 4 ore di discorsi tattici stroncherebbero un elefante. Noi cerchiamo un mix capace di essere interessante e divertente. Non sempre ci riusciamo, lo so. Ma almeno ci proviamo con grande entusiasmo e grande onestà.
{{Int|''[http://pinofrisoli.blogspot.com/2008/08/lintervista-fabio-ravezzani.html L'intervista a Fabio Ravezzani]''|Pino Frisoli, ''pinofrisoli.blogspot.com'', 18 agosto 2008.}}
*{{NDR|«Qual è stata la soddisfazione professionale più bella?»}} La trasmissione in diretta e in esclusiva di Inter-Sporting Lisbona, ritorno del terzo turno preliminare di Champions League nell'agosto del 2002. È stata l'unica volta nella quale Rai e Mediaset sono state superate negli ascolti da un'altra emittente secondo i dati Auditel. La Rai tergiversava nell'acquisto dei diritti, così ci siamo inseriti noi {{NDR|di Telelombardia}}. Ci è andata bene perché all'andata finì 0-0 e questo ha reso più interessante la partita, vinta 2-0 dall'Inter. Siamo riusciti a creare un prodotto giornalistico di alto livello, al punto da ricevere i complimenti di Aldo Grasso e di Michele Santoro, che mi ha anche mandato un fax che conservo con grande piacere.
*{{NDR|Su [[Aldo Biscardi]]}} [...] un vero "animale" di Tv.
*Oltre il numero 7 del telecomando, quello delle emittenti nazionali, la gente si aspetta un linguaggio diverso, più spontaneità, allegria, trasmissioni più vivaci, ma sempre evitando l'aggressività. La trasmissione deve restare entro certi argini, ricordando sempre che stiamo parlando di un gioco {{NDR|il calcio}}.
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20140308151124/http://www.daringtodo.com/lang/it/2012/10/26/lintervista-fabio-ravezzani-il-calcio-e-tv/ L'intervista: Fabio Ravezzani, il calcio è tv]''|Matteo Trucco, ''daringtodo.com'', 26 ottobre 2012.}}
*{{NDR|«[...] il fenomeno mediatico delle trasmissioni sportive di Telelombardia, nello specifico ''QSVS'', ha rivoluzionato il modo di fare giornalismo sportivo in TV. Com'è nata questa rivoluzione?»}} Il mio è un punto di vista limitato sulla vicenda. Quando approdai a Telelombardia, nel 1998, c'era poca tv criptata e anche per quel che riguardava le pay-per-view il ruolo era assunto principalmente da Tele+. All'inizio si è trattato di adeguarci alla realtà dei talk show sportivi già presenti, trasmessi sulle reti Rai e Mediaset. [...] molti di questi programmi sulle principali reti nazionali non esistono più, il che conferma che non hanno più funzionato e soprattutto non hanno più fatto presa sul grande pubblico. Noi siamo stati più bravi ad evolverci, adattandoci di volta in volta ai cambiamenti che si sono succeduti, senza mai perdere di vista il nostro obiettivo, ossia soddisfare i gusti e le aspettative degli sportivi e degli appassionati di calcio. Siamo ben consapevoli di non essere uguali ad altri modelli e non vogliamo nemmeno esserlo.
*Sia [[Maurizio Mosca|Mosca]] che Biscardi hanno rappresentato una delle poche ed autentiche innovazioni per ciò che concerne i dibattiti sportivi in televisione. Sono stati dei precursori del genere.
*[...] è bene ricordare che, negli anni Settanta, la stessa ''Gazzetta dello Sport'', grazie ad un giornalista del calibro di Gino Palumbo, si fece portavoce di un'istanza di cambiamento che diede l'impulso per una rivoluzione del [[Giornalismo sportivo|linguaggio dello sport]] in televisione: le notizie calcistiche abbondavano ma erano limitate al commento tecnico dei risultati e delle partite. Si svilupparono allora la critica e la notizia che andava oltre il dato meramente tecnico, che fossero in grado di coinvolgere gli addetti ai lavori e gli appassionati in una discussione più ampia ed interessante. Come si può scorgere bene [...] si trattò un'innovazione che nacque dall'esperienza di un giornale sportivo.
*{{NDR|«Pensa che il ''modus operandi'' del giornalismo politico in televisione abbia in qualche modo preso spunto dalle vostre trasmissioni?»}} Sinceramente sono più propenso a pensare che sia avvenuto il contrario, ossia che lo sport abbia preso spunto dai dibattiti politici, dove spesso si verificano scambi di opinioni vivaci, molte volte polemici, in cui però la gente tende ad immedesimarsi, a seconda ovviamente dell'idea politica. Nelle trasmissioni calcistiche è avvenuta la stessa cosa. In precedenza c'erano giornalisti che si limitavano a parlare della partita, e delle singole squadre. I cosiddetti "faziosi" sono arrivati dopo. Biscardi per primo, ad esempio, ha mischiato persone secondo un principio legato alla territorialità, che vedeva contrapposti giornalisti ed opinionisti di Roma, di Torino e di Milano. Noi abbiamo proposto giornalisti ed opinionisti dichiaratamente tifosi, schierati apertamente ed in maniera manifesta con Milan, Inter e Juve. Questa è stata la nostra grande innovazione, nella quale si possono identificare i telespettatori-tifosi.
{{Int|''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/09/kitikaka-ravezzani-racconta-il-suo-calcio-sulla-tv-locale-tanti-miei-colleghi-se-la-tirano-sono-cretini-come-me-come-tutti/5829390/ Kitikaka – Ravezzani racconta il suo calcio sulla tv 'locale': "Tanti miei colleghi se la tirano, sono cretini come me, come tutti"]''|Intervista di Davide Turrini, ''ilfattoquotidiano.it'', 9 giugno 2020.}}
*{{NDR|«Un ricordo di Aldo Biscardi»}} Una bella persona. Lavorai un paio d'anni con lui ed iniziai in maniera stranissima. A un certo punto Maurizio Mosca dall'oggi al domani lo molla e va a Mediaset. Mosca era il suo cavallo di razza. Aldo allora mi chiama. [Ravezzani imita magnificamente Biscardi, ''ndr'']. "Fabio, mi ha parlato di te Jacobelli, vuoi fare le bombe {{NDR|di calciomercato}} al posto di Mosca?". Io rispondo che non è il mio genere, ma lui mi invita subito in un hotel del centro di Milano. Prendo la macchina, entro nell'hotel e c'è Aldo che sta facendo la conferenza stampa della nuova stagione del ''Processo'' senza dirmi un cazzo. "Fabbio Fabbio vieni qui". E davanti a tutti: "Ravezzani farà le bombe al posto di Maurizio Mosca". Unico neo di Aldo è stato l'errore di andar avanti ad oltranza. Spero di applicarlo presto a me stesso: a un certo punto uno se può deve andarsene.
*Sono convinto che facciamo un mestiere del tutto irrilevante come dimostra la storia del giornalismo sportivo italiano. Oggi ci siamo, domani se non ci sono io c'è un altro. Non abbiamo salvato vite umane, costruito grattacieli, vinto cause che hanno migliorato destini dell'umanità. Parliamo di minchiate, dai. Tanti miei colleghi che se la tirano, sono cretini come me, come tutti. Non esiste una persona competente nel giornalismo sportivo più di un appassionato di sport che segua con attenzione gli eventi. [...] Viviamo sull'equivoco di essere persone competenti e con un prestigio che non vedo in me stesso e nemmeno negli altri.
*[...] sono l'unico giornalista aggredito per aver condannato il razzismo. Ricordate il giocatore del Messina Zoro che di fronte ai cori di "buuu" prese il pallone e tentò di uscire dal campo? A San Siro al ritorno la curva dell'Inter appese uno striscione: "Per il negro infame noccioline e banane". A quel punto feci un intervento durissimo. La sera successiva si presentarono in quattro sotto casa mia lanciandomi bottiglie mentre ero in auto. Era un gruppo neonazista.
{{Int|''[https://www.tuttojuve.com/primo-piano/la-bomba-di-ravezzani-su-calciopoli-ultimo-atto-scoprirete-una-verita-diversa-da-quella-raccontata-juve-vittima-di-una-clamorosa-congiura-interna-754440 La bomba di Ravezzani su "Calciopoli - Ultimo Atto": "Scoprirete una verità diversa da quella raccontata, Juve vittima di una clamorosa congiura interna"]''|Intervista di Mirko Di Natale, ''tuttojuve.com'', 3 novembre 2025.}}
{{NDR|Su [[Calciopoli]]}}
*La Juve è stata vittima di una clamorosa congiura interna. A fronte di violazioni non così diverse da altri club la morte di Umberto Agnelli ha consentito un regolamento di conti che è costato al club la retrocessione per mancata volontà di difesa, a differenza di quello che è successo ad altre società. L'inchiesta penale è stata miope perché interessava colpire e perseguire soprattutto il club più importante e questo accade spesso nelle indagini. Le intercettazioni compromettenti sono state inoltrate alla magistratura sportiva solo in ambito Juve. Ma c'erano comunque i margini per una difesa che evitasse addirittura la retrocessione.
*Certamente a livello sportivo la conoscenza di tutte le nuove intercettazioni che abbiamo trovato avrebbe dato un quadro diverso dell'insieme. Non solo la Juve che si muoveva intorno alla classe arbitrale in modo spregiudicato, ma tutti i grandi club che telefonavano, chiedevano arbitri graditi o segnalavano quelli sgraditi. Se anche possiamo riconoscere che le tessere telefoniche svizzere restano una pagina oscura, l'enorme disparità di condanne tra i club resta un'ingiustizia enorme.
*Non c'è dubbio che alla fine della nostra inchiesta qualsiasi persona obiettiva tragga la conclusione che le sentenze sportive sono state frutto di enormi pressioni dei gruppi più potenti a livello economico e politico che hanno indirizzato i giudici. La Juve in quel momento non è stata difesa e ha finito per pagare per tutti. Non tanto per colpa di John Elkann, troppo giovane, ma per la scelta dei grandi vecchi che manovravano nel regime transitorio.
*La sentenza sportiva è stata un obbrobrio giuridico. Il fatto che la stragrande maggioranza delle intercettazioni sugli altri club sia stata omessa o consegnata a termini scaduti resta il vero scandalo di Calciopoli.
==''X/Twitter – profilo ufficiale''==
{{cronologico}}
*[[Giorgio Chiellini|Chiellini]] ricorre sempre allo stesso espediente quando contrasta un avversario nella sua o altrui area: saltare, cacciare un urlo, e cadere rovinosamente. Lo trovo molto antisportivo e piuttosto deprimente. Però spesso funziona.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1393696204882595840 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 16 maggio 2021.</ref>
*Sarà solo un caso, ma dopo [[Calciopoli]] [...] il calcio italiano è precipitato negli abissi.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1507154968377233409 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 25 marzo 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022, sarcasticamente}} Le scelte giornalistiche sono sempre opinabili. Ma il nuovo corso di ''[[Tuttosport]]'' che apre il giornale con un'intervista a Frattesi che rivela di avere una nonna juventina è davvero innovativo.<ref>Da un [https://twitter.com/fabravezzani/status/1517830037801689088 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 23 aprile 2022.</ref>
*Una volta il grande Paolo Valenti mi disse: L'aggettivazione in una telecronaca deve essere come l'olio nell'insalata. Mai metterne troppo perché la rovina. Ecco: [[Daniele Adani|Adani]] è come se ne rovesciasse un barile in una insalatiera.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1596603245950275589 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 26 novembre 2022.</ref>
*[...] mi sono chiesto perché durante Calciopoli giornali concorrenti avessero le stesse intercettazioni diffuse un po' alla volta per far montare un clima forcaiolo. Mi hanno dato una spiegazione impubblicabile.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1598961031556272129 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 3 dicembre 2022.</ref>
*[[Antonio Conte|Conte]] è bravo, ma quanti danni fa ai suoi club quando perde...<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1633759781952299008 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 9 marzo 2023.</ref>
*Se [[Twitter]] ha avuto un merito è stato rivelare la vera indole di giornalisti che si spacciavano (spesso senza riuscirci) come obiettivi.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1638445493884801027 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 22 marzo 2023.</ref>
*Che l'inchiesta Calciopoli sia stata strana, piena di omissioni, intercettazioni nascoste e foto inquinate (vedi sorteggi arbitri) si sapeva da tempo. Il fatto più grave però restano stesse intercettazioni passate ad arte giorno dopo giorno a tutti i giornali per creare clamore.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1647150872387010560 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 15 aprile 2023.</ref>
*Molti anni fa, un personaggio direttamente coinvolto in Calciopoli mi disse: Moggi e Giraudo avevano contro metà della famiglia Agnelli che voleva farli fuori, più Tronchetti e Berlusconi che vedevano la Juve vincere ai loro danni. Non avevano nessuna speranza in quell'inchiesta.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1647176497940029441 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 15 aprile 2023.</ref>
*{{NDR|Sulla stagione 2024-2025 della Juventus}} L'approccio al gruppo in un grande club è la priorità. Prima della tattica. [[Thiago Motta|Motta]] è entrato nella Juve con superbia. Ha tolto i ruoli, cambiato i capitani, eliminato giocatori vincenti. Risultato: una squadra senza riferimenti e senz'anima.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1899393502678503840 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 11 marzo 2025.</ref>
*Devo dire che [[Guia Soncini]] è deliziosa in quanto instancabile dispensatrice di vaffanculi in modo molto democratico e puntuale. Fa un duro lavoro per tutti noi che quasi sempre leggiamo e passiamo oltre per pigrizia o ignavia.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1904519144051003497 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 25 marzo 2025.</ref>
*Il vero punto di riferimento nel valutare un grande portiere non sono le super parate che fa (quelle sono nel repertorio di tutti i bravi) ma gli errori che non commette. Ecco perché [[Gianluigi Donnarumma|Donnarumma]] sarà sempre un ottimo portiere, ma non un grandissimo.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1904440174982869388 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 25 marzo 2025.</ref>
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} Oggettivamente non era un modello di simpatia, ma giocava da Dio, mica faceva il comico.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1904808505573294434 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 26 marzo 2025.</ref>
*Gli [[Arbitro|arbitri]] sbagliano? Sí, a volte. I [[Video Assistant Referee|varisti]] prendono topiche? Succede raramente, ma può accadere: sono umani. L'indegno coro di sdegnati a corrente alternata verso la classe arbitrale è frutto solo di disonestà intellettuale e barbarie culturale. Questo, è uccidere il calcio.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/2009212529583837505 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 8 gennaio 2026.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ravezzani, Fabio}}
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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2026-10-08T18:22:42Z
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/* Citazioni di Fabio Ravezzani */
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wikitext
text/x-wiki
'''Fabio Ravezzani''' (1960 – vivente), giornalista e conduttore televisivo italiano.
==Citazioni di Fabio Ravezzani==
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 2014}} Il governo del calcio rappresenta in peggio (il che è tutto dire) i limiti di chi governa l'Italia da anni.<ref name="Landi">Da Jacopo Landi, ''[https://www.sportellate.it/2014/05/22/intervista-fabio-ravezzani/ Intervista a Fabio Ravezzani]'', ''sportellate.it'', 22 maggio 2014.</ref>
*Vorrei vedere prima o poi in Italia una squadra che fallisce un obiettivo senza subire processi (ma poi rischio di perdere il lavoro...)<ref name="Landi"/>
*{{NDR|«Perché in Italia c'è la tendenza a non aspettare troppo il lavoro di un allenatore?»}} Rientra un po' nella mentalità del nostro paese, dove si vuole più tutto e subito e non si ha la pazienza di aspettare, come succede ad esempio in Inghilterra. Chi arriva secondo passa per un cretino e così pensando è più facile arrivare all'esonero, anche se questo può anche essere un vantaggio per i nostri allenatori. Diciamo che non c'è proprio tolleranza per chi sbaglia. {{NDR|«Forse la colpa è soprattutto dei presidenti, che si sentono onnipotenti?»}} Non credo che ci sia una categoria colpevole in particolare, il problema è una mancanza di una cultura, di una mentalità che cerchi anche di accettare la sconfitta. Questo è un aspetto tipicamente anglosassone, che dovremmo assimilare anche noi.<ref>Dall'intervista di Franco Vittadini, ''[https://www.ilsussidiario.net/news/calcio-e-altri-sport/2014/9/29/serie-a-ravezzani-la-tristezza-di-benitez-il-dualismo-di-mazzarri-e-il-modulo-di-inzaghi-esclusiva/534990/ Serie A/ Ravezzani: la tristezza di Benitez, il dualismo di Mazzarri e il modulo di Inzaghi...]'', ''ilsussidiario.net'', 29 settembre 2014.</ref>
*{{NDR|[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Lionel Messi]]}} [...] lui era l'uomo spogliatoio, era il punto di riferimento, era veramente il giocatore capace di aggregare intorno alla sua grande classe anche altri campioni. Era un direttore d'orchestra che ogni tanto facevi degli assolo straordinari, Cristiano Ronaldo è stato un grandissimo tenore, ma poi l'orchestra suonava e lui se ne andava via.<ref>[https://www.youtube.com/watch?v=vmNAMH8Ef8A Video] disponibile su ''youtube.com'', min 1:05.</ref>
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20100109033453/http://infointer.splinder.com/post/17432388 Intervista esclusiva a Fabio Ravezzani Direttore di Telelombardia: Una riflessione sui rapporti tra Stampa ed Inter]''|''infointer.splinder.com'', 11 giugno 2008.}}
*L'Inter rappresenta per le televisioni lombarde il club più importante insieme con il Milan e come tale viene trattato. Ci sono 2 modi per occuparsi di un club che catalizza l'attenzione e le emozioni di un pubblico così vasto. Uno è essere subalterni e sempre succubi. L'altro è fare un lavoro il più possibile onesto: criticare quando sbaglia ed elogiare quando si muove bene. Il discrimine nel giudicare è sempre minimo. Certo, con il metro del tifoso, saranno sempre sbagliate le critiche e sempre troppo pochi gli elogi. Il discorso vale per qualsiasi squadra e, ovviamente, anche per l'Inter. Certamente il fatto che prima la Juve e poi il Milan abbiano fatto (e facciano tutt'ora) parte di aziende con televisioni e giornali a disposizione, ha creato una diffidenza nell'interista medio verso i media. Una diffidenza che a volte però diventa facile vittimismo. Parlar male dell'Inter, comunque, non alza gli indici d'ascolto, perché una fetta cospicua dei nostri telespettatori e degli acquirenti dei giornali è nerazzurra e non mi risulta che gli interisti siano talmente masochisti da comprare i giornali o vedere le tv solo perché parlan male dell'Inter.
*{{NDR|«Le vedove di [[Luciano Moggi|Moggi]] esistono?»}} Esistono certamente le vedove di Moggi, come quelle di Sacchi, Mancini, Giraudo e di qualsiasi personaggio che abbia avuto amici per anni nel calcio.
*{{NDR|«Lei ha invitato Moggi a Telelombardia, la cosa ha disturbato parecchio i tifosi dell'Inter [...]»}} Moggi è stato invitato perché era il personaggio del momento {{NDR|nel post-Calciopoli}} e perché ho sempre pensato che fosse lecito farlo intervenire a condizione che fosse costantemente incalzato quando esponeva le sue tesi difensive. La cosa da noi è puntualmente accaduta e i risultati d'ascolto dimostrano che la gente ha gradito. Peraltro, se non si dovessero più invitare dirigenti coinvolti in illeciti sportivi, ne sparirebbero parecchi, di molte squadre. Uno anche dell'Inter. Io invece ritengo che una trasmissione che parla di calcio abbia il dovere di fare informazione, non di emettere giudizi che spettano ai tribunali. Ma ovviamente capisco altri la pensino diversamente. Vorrei che su questi argomenti ci si potesse confrontare. Non accetto invece chi decide di tappare la bocca a me perché non vuole che parli quell'altro.
*{{NDR|Su Calciopoli}} A me sembra che il tentativo sia stato quello di far passare la Juve come causa di tutti i mali e le altre squadre coinvolte come semplici corresponsabili.
*Le televisioni private sono ormai de-private (scusi il gioco di parole) delle immagini. Parlare di tattica avendo pochissime immagini di partita, è quasi impossibile. Senza contare che 4 ore di discorsi tattici stroncherebbero un elefante. Noi cerchiamo un mix capace di essere interessante e divertente. Non sempre ci riusciamo, lo so. Ma almeno ci proviamo con grande entusiasmo e grande onestà.
{{Int|''[http://pinofrisoli.blogspot.com/2008/08/lintervista-fabio-ravezzani.html L'intervista a Fabio Ravezzani]''|Pino Frisoli, ''pinofrisoli.blogspot.com'', 18 agosto 2008.}}
*{{NDR|«Qual è stata la soddisfazione professionale più bella?»}} La trasmissione in diretta e in esclusiva di Inter-Sporting Lisbona, ritorno del terzo turno preliminare di Champions League nell'agosto del 2002. È stata l'unica volta nella quale Rai e Mediaset sono state superate negli ascolti da un'altra emittente secondo i dati Auditel. La Rai tergiversava nell'acquisto dei diritti, così ci siamo inseriti noi {{NDR|di Telelombardia}}. Ci è andata bene perché all'andata finì 0-0 e questo ha reso più interessante la partita, vinta 2-0 dall'Inter. Siamo riusciti a creare un prodotto giornalistico di alto livello, al punto da ricevere i complimenti di Aldo Grasso e di Michele Santoro, che mi ha anche mandato un fax che conservo con grande piacere.
*{{NDR|Su [[Aldo Biscardi]]}} [...] un vero "animale" di Tv.
*Oltre il numero 7 del telecomando, quello delle emittenti nazionali, la gente si aspetta un linguaggio diverso, più spontaneità, allegria, trasmissioni più vivaci, ma sempre evitando l'aggressività. La trasmissione deve restare entro certi argini, ricordando sempre che stiamo parlando di un gioco {{NDR|il calcio}}.
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20140308151124/http://www.daringtodo.com/lang/it/2012/10/26/lintervista-fabio-ravezzani-il-calcio-e-tv/ L'intervista: Fabio Ravezzani, il calcio è tv]''|Matteo Trucco, ''daringtodo.com'', 26 ottobre 2012.}}
*{{NDR|«[...] il fenomeno mediatico delle trasmissioni sportive di Telelombardia, nello specifico ''QSVS'', ha rivoluzionato il modo di fare giornalismo sportivo in TV. Com'è nata questa rivoluzione?»}} Il mio è un punto di vista limitato sulla vicenda. Quando approdai a Telelombardia, nel 1998, c'era poca tv criptata e anche per quel che riguardava le pay-per-view il ruolo era assunto principalmente da Tele+. All'inizio si è trattato di adeguarci alla realtà dei talk show sportivi già presenti, trasmessi sulle reti Rai e Mediaset. [...] molti di questi programmi sulle principali reti nazionali non esistono più, il che conferma che non hanno più funzionato e soprattutto non hanno più fatto presa sul grande pubblico. Noi siamo stati più bravi ad evolverci, adattandoci di volta in volta ai cambiamenti che si sono succeduti, senza mai perdere di vista il nostro obiettivo, ossia soddisfare i gusti e le aspettative degli sportivi e degli appassionati di calcio. Siamo ben consapevoli di non essere uguali ad altri modelli e non vogliamo nemmeno esserlo.
*Sia [[Maurizio Mosca|Mosca]] che Biscardi hanno rappresentato una delle poche ed autentiche innovazioni per ciò che concerne i dibattiti sportivi in televisione. Sono stati dei precursori del genere.
*[...] è bene ricordare che, negli anni Settanta, la stessa ''Gazzetta dello Sport'', grazie ad un giornalista del calibro di Gino Palumbo, si fece portavoce di un'istanza di cambiamento che diede l'impulso per una rivoluzione del [[Giornalismo sportivo|linguaggio dello sport]] in televisione: le notizie calcistiche abbondavano ma erano limitate al commento tecnico dei risultati e delle partite. Si svilupparono allora la critica e la notizia che andava oltre il dato meramente tecnico, che fossero in grado di coinvolgere gli addetti ai lavori e gli appassionati in una discussione più ampia ed interessante. Come si può scorgere bene [...] si trattò un'innovazione che nacque dall'esperienza di un giornale sportivo.
*{{NDR|«Pensa che il ''modus operandi'' del giornalismo politico in televisione abbia in qualche modo preso spunto dalle vostre trasmissioni?»}} Sinceramente sono più propenso a pensare che sia avvenuto il contrario, ossia che lo sport abbia preso spunto dai dibattiti politici, dove spesso si verificano scambi di opinioni vivaci, molte volte polemici, in cui però la gente tende ad immedesimarsi, a seconda ovviamente dell'idea politica. Nelle trasmissioni calcistiche è avvenuta la stessa cosa. In precedenza c'erano giornalisti che si limitavano a parlare della partita, e delle singole squadre. I cosiddetti "faziosi" sono arrivati dopo. Biscardi per primo, ad esempio, ha mischiato persone secondo un principio legato alla territorialità, che vedeva contrapposti giornalisti ed opinionisti di Roma, di Torino e di Milano. Noi abbiamo proposto giornalisti ed opinionisti dichiaratamente tifosi, schierati apertamente ed in maniera manifesta con Milan, Inter e Juve. Questa è stata la nostra grande innovazione, nella quale si possono identificare i telespettatori-tifosi.
{{Int|''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/09/kitikaka-ravezzani-racconta-il-suo-calcio-sulla-tv-locale-tanti-miei-colleghi-se-la-tirano-sono-cretini-come-me-come-tutti/5829390/ Kitikaka – Ravezzani racconta il suo calcio sulla tv 'locale': "Tanti miei colleghi se la tirano, sono cretini come me, come tutti"]''|Intervista di Davide Turrini, ''ilfattoquotidiano.it'', 9 giugno 2020.}}
*{{NDR|«Un ricordo di Aldo Biscardi»}} Una bella persona. Lavorai un paio d'anni con lui ed iniziai in maniera stranissima. A un certo punto Maurizio Mosca dall'oggi al domani lo molla e va a Mediaset. Mosca era il suo cavallo di razza. Aldo allora mi chiama. [Ravezzani imita magnificamente Biscardi, ''ndr'']. "Fabio, mi ha parlato di te Jacobelli, vuoi fare le bombe {{NDR|di calciomercato}} al posto di Mosca?". Io rispondo che non è il mio genere, ma lui mi invita subito in un hotel del centro di Milano. Prendo la macchina, entro nell'hotel e c'è Aldo che sta facendo la conferenza stampa della nuova stagione del ''Processo'' senza dirmi un cazzo. "Fabbio Fabbio vieni qui". E davanti a tutti: "Ravezzani farà le bombe al posto di Maurizio Mosca". Unico neo di Aldo è stato l'errore di andar avanti ad oltranza. Spero di applicarlo presto a me stesso: a un certo punto uno se può deve andarsene.
*Sono convinto che facciamo un mestiere del tutto irrilevante come dimostra la storia del giornalismo sportivo italiano. Oggi ci siamo, domani se non ci sono io c'è un altro. Non abbiamo salvato vite umane, costruito grattacieli, vinto cause che hanno migliorato destini dell'umanità. Parliamo di minchiate, dai. Tanti miei colleghi che se la tirano, sono cretini come me, come tutti. Non esiste una persona competente nel giornalismo sportivo più di un appassionato di sport che segua con attenzione gli eventi. [...] Viviamo sull'equivoco di essere persone competenti e con un prestigio che non vedo in me stesso e nemmeno negli altri.
*[...] sono l'unico giornalista aggredito per aver condannato il razzismo. Ricordate il giocatore del Messina Zoro che di fronte ai cori di "buuu" prese il pallone e tentò di uscire dal campo? A San Siro al ritorno la curva dell'Inter appese uno striscione: "Per il negro infame noccioline e banane". A quel punto feci un intervento durissimo. La sera successiva si presentarono in quattro sotto casa mia lanciandomi bottiglie mentre ero in auto. Era un gruppo neonazista.
{{Int|''[https://www.tuttojuve.com/primo-piano/la-bomba-di-ravezzani-su-calciopoli-ultimo-atto-scoprirete-una-verita-diversa-da-quella-raccontata-juve-vittima-di-una-clamorosa-congiura-interna-754440 La bomba di Ravezzani su "Calciopoli - Ultimo Atto": "Scoprirete una verità diversa da quella raccontata, Juve vittima di una clamorosa congiura interna"]''|Intervista di Mirko Di Natale, ''tuttojuve.com'', 3 novembre 2025.}}
{{NDR|Su [[Calciopoli]]}}
*La Juve è stata vittima di una clamorosa congiura interna. A fronte di violazioni non così diverse da altri club la morte di Umberto Agnelli ha consentito un regolamento di conti che è costato al club la retrocessione per mancata volontà di difesa, a differenza di quello che è successo ad altre società. L'inchiesta penale è stata miope perché interessava colpire e perseguire soprattutto il club più importante e questo accade spesso nelle indagini. Le intercettazioni compromettenti sono state inoltrate alla magistratura sportiva solo in ambito Juve. Ma c'erano comunque i margini per una difesa che evitasse addirittura la retrocessione.
*Certamente a livello sportivo la conoscenza di tutte le nuove intercettazioni che abbiamo trovato avrebbe dato un quadro diverso dell'insieme. Non solo la Juve che si muoveva intorno alla classe arbitrale in modo spregiudicato, ma tutti i grandi club che telefonavano, chiedevano arbitri graditi o segnalavano quelli sgraditi. Se anche possiamo riconoscere che le tessere telefoniche svizzere restano una pagina oscura, l'enorme disparità di condanne tra i club resta un'ingiustizia enorme.
*Non c'è dubbio che alla fine della nostra inchiesta qualsiasi persona obiettiva tragga la conclusione che le sentenze sportive sono state frutto di enormi pressioni dei gruppi più potenti a livello economico e politico che hanno indirizzato i giudici. La Juve in quel momento non è stata difesa e ha finito per pagare per tutti. Non tanto per colpa di John Elkann, troppo giovane, ma per la scelta dei grandi vecchi che manovravano nel regime transitorio.
*La sentenza sportiva è stata un obbrobrio giuridico. Il fatto che la stragrande maggioranza delle intercettazioni sugli altri club sia stata omessa o consegnata a termini scaduti resta il vero scandalo di Calciopoli.
==''X/Twitter – profilo ufficiale''==
{{cronologico}}
*[[Giorgio Chiellini|Chiellini]] ricorre sempre allo stesso espediente quando contrasta un avversario nella sua o altrui area: saltare, cacciare un urlo, e cadere rovinosamente. Lo trovo molto antisportivo e piuttosto deprimente. Però spesso funziona.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1393696204882595840 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 16 maggio 2021.</ref>
*Sarà solo un caso, ma dopo [[Calciopoli]] [...] il calcio italiano è precipitato negli abissi.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1507154968377233409 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 25 marzo 2022.</ref>
*{{NDR|Nel 2022, sarcasticamente}} Le scelte giornalistiche sono sempre opinabili. Ma il nuovo corso di ''[[Tuttosport]]'' che apre il giornale con un'intervista a Frattesi che rivela di avere una nonna juventina è davvero innovativo.<ref>Da un [https://twitter.com/fabravezzani/status/1517830037801689088 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 23 aprile 2022.</ref>
*Una volta il grande Paolo Valenti mi disse: L'aggettivazione in una telecronaca deve essere come l'olio nell'insalata. Mai metterne troppo perché la rovina. Ecco: [[Daniele Adani|Adani]] è come se ne rovesciasse un barile in una insalatiera.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1596603245950275589 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 26 novembre 2022.</ref>
*[...] mi sono chiesto perché durante Calciopoli giornali concorrenti avessero le stesse intercettazioni diffuse un po' alla volta per far montare un clima forcaiolo. Mi hanno dato una spiegazione impubblicabile.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1598961031556272129 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 3 dicembre 2022.</ref>
*[[Antonio Conte|Conte]] è bravo, ma quanti danni fa ai suoi club quando perde...<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1633759781952299008 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 9 marzo 2023.</ref>
*Se [[Twitter]] ha avuto un merito è stato rivelare la vera indole di giornalisti che si spacciavano (spesso senza riuscirci) come obiettivi.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1638445493884801027 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 22 marzo 2023.</ref>
*Che l'inchiesta Calciopoli sia stata strana, piena di omissioni, intercettazioni nascoste e foto inquinate (vedi sorteggi arbitri) si sapeva da tempo. Il fatto più grave però restano stesse intercettazioni passate ad arte giorno dopo giorno a tutti i giornali per creare clamore.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1647150872387010560 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 15 aprile 2023.</ref>
*Molti anni fa, un personaggio direttamente coinvolto in Calciopoli mi disse: Moggi e Giraudo avevano contro metà della famiglia Agnelli che voleva farli fuori, più Tronchetti e Berlusconi che vedevano la Juve vincere ai loro danni. Non avevano nessuna speranza in quell'inchiesta.<ref>Da un [https://twitter.com/FabRavezzani/status/1647176497940029441 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 15 aprile 2023.</ref>
*{{NDR|Sulla stagione 2024-2025 della Juventus}} L'approccio al gruppo in un grande club è la priorità. Prima della tattica. [[Thiago Motta|Motta]] è entrato nella Juve con superbia. Ha tolto i ruoli, cambiato i capitani, eliminato giocatori vincenti. Risultato: una squadra senza riferimenti e senz'anima.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1899393502678503840 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 11 marzo 2025.</ref>
*Devo dire che [[Guia Soncini]] è deliziosa in quanto instancabile dispensatrice di vaffanculi in modo molto democratico e puntuale. Fa un duro lavoro per tutti noi che quasi sempre leggiamo e passiamo oltre per pigrizia o ignavia.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1904519144051003497 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 25 marzo 2025.</ref>
*Il vero punto di riferimento nel valutare un grande portiere non sono le super parate che fa (quelle sono nel repertorio di tutti i bravi) ma gli errori che non commette. Ecco perché [[Gianluigi Donnarumma|Donnarumma]] sarà sempre un ottimo portiere, ma non un grandissimo.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1904440174982869388 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 25 marzo 2025.</ref>
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} Oggettivamente non era un modello di simpatia, ma giocava da Dio, mica faceva il comico.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/1904808505573294434 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 26 marzo 2025.</ref>
*Gli [[Arbitro|arbitri]] sbagliano? Sí, a volte. I [[Video Assistant Referee|varisti]] prendono topiche? Succede raramente, ma può accadere: sono umani. L'indegno coro di sdegnati a corrente alternata verso la classe arbitrale è frutto solo di disonestà intellettuale e barbarie culturale. Questo, è uccidere il calcio.<ref>Da un [https://x.com/FabRavezzani/status/2009212529583837505 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 8 gennaio 2026.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ravezzani, Fabio}}
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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Tamara Vidali
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'''Tamara Vidali''' (1966 – vivente), pilota automobilistica italiana.
==Citazioni di Tamara Vidali==
*{{NDR|«Per quale motivo una donna arriva a cimentarsi nelle corse?»}} La motivazione è la stessa che spinge gli uomini: la passione.<ref name="Ravaioli"/>
*Personalmente non mi sento donna quando sono al volante, penso solo ad andare più veloce che posso e a divertirmi. La femminilità la esprimo fuori dalla macchina. Il problema è che molti piloti non riescono a dimenticare che sono una ragazza e il loro orgoglio di maschio ne risente se sto loro davanti in gara.<ref name="Ravaioli">Dall'intervista di Fabio Ravaioli, ''Regina del turismo'', ''Autosprint'' n. 36, 1º-7 settembre 1992, p. 94.</ref>
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20110410190727/http://www.laurastradaroli.it/giornalismo_img/DalPodioAlCantiere.pdf Dal podio al cantiere: un architetto con la passione della velocità]''|Intervista di Laura Stradaroli, ''Tetto & Pareti'', dicembre 2006, pp. 116-120; disponibile su ''laurastradaroli.it''.}}
*L'[[automobilismo]], insieme alla vela ed all'equitazione, è uno dei rari sport che non separi in due categorie uomini e donne. Le classifiche le stila il cronometro, che non fa distinzioni tra il sesso di chi arriva primo o secondo.
*{{NDR|«Cosa le ha insegnato la disciplina sportiva? Le è stata di aiuto nella professione di progettista?»}} Sì, l'attività agonistica ovviamente pone l'accento sulla competizione, insegna cosa vuol dire comandare, stare davanti oppure no, e come si conquista il rispetto di quelli con cui ci si confronta o con cui si collabora per ottenere un risultato.
*{{NDR|«Come si rapportano con lei gli addetti in cantiere?»}} Mi snobbavano! Come nei circuiti anche nei cantieri, ho dovuto dimostrare le capacità, perché il titolo non era sufficiente. In effetti ancora adesso non è raro che parte dello staff delle imprese che operano in un cantiere sia convinto di avere in mano le chiavi della professione in esclusiva, mentre un architetto, specialmente se non è un uomo, sia una presenza definibile come male necessario.
*{{NDR|«Se avesse gli strumenti giusti cosa cambierebbe del nostro sistema politico?»}} Più rispetto per le maggioranze e meno poteri di interdizione per le minoranze. Oggi come oggi la pandemia iniziata negli anni '90 con la ''political correttness'' ha, da un lato finito per ingessare la politica e, dall'altro, sta sempre più rendendo impossibile la vita ai comuni cittadini. Se qualcuno proponesse oggi di tagliare la parte sinistra della "pala Pesaro" di Tiziano che ritrae i prigionieri turchi per non offendere la sensibilità di qualcuno sono certa che tutti senza esclusione si direbbero indignati per l'intenzione di fare a brandelli un capolavoro. Ma se si tratta invece di fare a brandelli la possibilità dei cittadini italiani di condurre una vita normale secondo la sensibilità e la storia della propria comunità non c'è altrettanto rispetto ed unanimità nel difendere i loro diritti. Se nel 1526 c'erano dei conflitti nessuno li nascondeva, oggi si tende a nasconderli sotto il tappeto. Non è un modo per togliere lo sporco, lo si toglie dalla vista e basta.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto|w=Tamara Vidali|w_site=de}}
{{DEFAULTSORT:Vidali, Tamara}}
[[Categoria:Piloti automobilistici italiani]]
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Discussioni utente:Doxas917
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Classiche del pavé
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{{voce tematica}}
[[File:Museeuw Flandres 1998.jpg|thumb|Johan Museeuw nel 1998 al Giro delle Fiandre, una delle più note classiche del pavé.]]
Citazioni sulle '''classiche del pavé''', altresì dette '''classiche fiamminghe''' o anche '''classiche del nord''' di ciclismo su strada.
*Mi piacciono molto le gare del Nord, l'atmosfera è sempre bellissima, è come essere in uno stadio di calcio, quindi hai una motivazione in più [...] Ricordo il mio primo Fiandre, e davvero sui Muri sembrava di essere in uno stadio, essere al centro dell'attenzione, sono cose che ti danno una marcia in più che può solo aiutarti. ([[Chiara Consonni]])
==Voci correlate==
*[[Belgio]]
*[[Classiche]]
*[[Francia]]
*[[Giro delle Fiandre]]
*[[Parigi-Roubaix]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Sport in Belgio]]
[[Categoria:Sport in Francia]]
[[Categoria:Terminologia ciclistica]]
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{{voce tematica}}
[[File:2012 Paris-Roubaix, Tom Boonen (6919099474).jpg|thumb|il belga Tom Boonen, plurivincitore delle classiche del pavé con 10 successi totali, qui affronta il selciato della Parigi-Roubaix 2008]]
Citazioni sulle '''classiche del pavé''', altresì dette '''classiche fiamminghe''' o anche '''classiche del nord''' di ciclismo su strada.
*Mi piacciono molto le gare del Nord, l'atmosfera è sempre bellissima, è come essere in uno stadio di calcio, quindi hai una motivazione in più [...] Ricordo il mio primo Fiandre, e davvero sui Muri sembrava di essere in uno stadio, essere al centro dell'attenzione, sono cose che ti danno una marcia in più che può solo aiutarti. ([[Chiara Consonni]])
==Voci correlate==
*[[Belgio]]
*[[Classiche]]
*[[Francia]]
*[[Giro delle Fiandre]]
*[[Parigi-Roubaix]]
==Altri progetti==
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{{S}}
[[Categoria:Sport in Belgio]]
[[Categoria:Sport in Francia]]
[[Categoria:Terminologia ciclistica]]
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Pier Augusto Stagi
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[[File:Pier Augusto Stagi.jpg|thumb|Pier Augusto Stagi nel 2017]]
'''Pier Augusto Stagi''' (1962 – vivente), giornalista sportivo italiano.
==''Avvenire''==
*Il [[ciclismo]] è sport di memoria: tutto si ricorda, tutto si racconta.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/agora/sport/ciclismo-torna-il-giro-di-sardegna-che-esalto-merckx_105002 Ciclismo: torna il Giro di Sardegna che esaltò Merckx]'', ''avvenire.it'', 25 febbraio 2026.</ref>
*{{NDR|Su [[Tadej Pogačar]]}} Oltre che essere un fenomeno [...] sembra una macchina del tempo umana, nel senso che ha già scomodato e scomoda parallelismi con il passato che sembravano fino a poco tempo fa impossibili.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/agora/pagine/pogacar-giro-d-italia-intervista Pogacar: «La mia prima volta al Giro d'Italia. Pantani? Paragone impossibile»]'', ''avvenire.it'', 3 maggio 2024.</ref>
{{Int|''[https://www.avvenire.it/agora/sport/i-cinque-uomini-che-hanno-scritto-la-storia-del-tour-de-france_29051 I cinque uomini che hanno scritto la storia del Tour de France]''|''avvenire.it'', 1º luglio 2017.}}
*{{NDR|Su [[Maurice Garin]]}} È il primo a scrivere nel 1903 il proprio nome nell'albo d'oro di una corsa [[Tour de France|che è subito leggenda]]. Appartiene alla "chanson de geste" del ciclismo, fatta di sterrati e biciclette da 16 chili, di corse notturne e soste tormentate.
*{{NDR|Su [[Ottavio Bottecchia]]}} Il primo italiano a vestire la [[Classifica generale (Tour de France)|maglia gialla]], anche perché quando due connazionali che di nome facevano Borgarello e Micheletto, avrebbero potuta vestirla la maglia di quel colore ancora non esisteva.
*{{NDR|Su [[Lance Armstrong]]}} Se [[Fausto Coppi|Coppi]] è stato l'uomo che ha proiettato il ciclismo nella modernità, e [[Francesco Moser]] nel futuro, il texano l'ha condotto nello spazio prima di finire all'inferno.
==''il Giornale''==
{{cronologico}}
*{{NDR|Sul [[Giro delle Fiandre]]}} [...] per i fiamminghi è molto più di una gara ciclistica. Per questo popolo, che ha nel proprio Dna la bicicletta, è una sorta di rito laico, di festa nazionale di gente orgogliosa della propria identità.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/re-sanremo-ritorna-gregario.html Il re di Sanremo ritorna gregario]'', ''ilgiornale.it'', 1º aprile 2006.</ref>
*È «[[Parigi-Roubaix|l'inferno del nord]]», con quei poveri diavoli che tra pavé, polvere e fango, vanno alla ricerca di un pugno di gloria. «Non c'è grandezza senza dolore», ha detto [[Sofocle]]. Se è per questo, la Roubaix rende i corridori grandissimi: il primo come l'ultimo.<ref name="Roubaix">Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/roubaix-ritorna-nella-foresta-moser-vero-inferno-proprio-l.html La Roubaix ritorna nella Foresta. Moser: «Il vero inferno è proprio lì»]'', ''ilgiornale.it'', 9 aprile 2006.</ref>
*Due gli elementi de «L'enfer du Nord»: «la boue» e «le pavé», per dirla con i francesi. Il fango e la pietra. Di pietre ce ne sono tantissime [...]. Corsa piatta, difficile da scalare. Ci vuole coraggio e cuore, intelligenza e incoscienza: per questo non tutti l'hanno amata; per questo e per altro oggi non tutti la amano. Da [[Costante Girardengo|Girardengo]] ad [[Jacques Anquetil|Anquetil]], per arrivare a Hinault o Freire, questa corsa l'hanno odiata. Il bretone, uno dei più forti corridori di tutti i tempi, l'ha sempre considerata una «cochonnerie», una porcheria. L'ha corsa, l'ha pure vinta una volta, e alla fine ha pure sentenziato: «Mai più!».<ref name="Roubaix"/>
*[...] si porta dietro quella riservatezza che lo protegge come un'armatura dal mondo. Pacato e riflessivo, [[Ivan Gotti]] è davvero il manifesto dell'antipersonaggio che ha sempre preferito l'essere all'apparire. Il fare alle parole. [...] quel suo tono schietto da persona della Valle che preferisce il silenzio, fin quando non gli si porge una domanda perché, se lo solleciti, Ivan risponde sempre, con franchezza e senza tanti giri di parole, a costo di apparire ruvido e insensibile, cosa che non è affatto.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/io-lamicizia-pantani-e-giro-1999-che-non-posso-sentire-mio-1670092.html "Io, l'amicizia con Pantani e quel Giro del 1999 che non posso sentire mio"]'', ''ilgiornale.it'', 28 marzo 2019.</ref>
*È stato campione di ciclismo suo malgrado, perché ad una corsa su strada, dove è stato un fenomeno assoluto, ha sempre preferito la mountain-bike o il motocross, sport più vivi e adrenalinici, più brevi e intensi. Per il campione slovacco il ciclismo è sempre stato troppo noioso e nel suo piccolo ha provato a renderlo meno ingessato con le sue uscite, le sue improvvisazioni, le sue saganate. [...] Irriverente ed esuberante, a [[Peter Sagan|Peter]] non interessava la gerarchia del gruppo, lui era Sagan.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/sagan-due-ruote-dicono-addio-ciclista-forza-2110065.html Sagan, le due ruote dicono addio al ciclista per forza]'', ''ilgiornale.it'', 28 gennaio 2023.</ref>
*È sempre stata di poche parole, riservata e schiva, [[Fabiana Luperini]]. Ha sempre preferito far parlare i risultati quando correva in quegli anni, tra i Novanta e Duemila e lei, in materia, è sempre stata piuttosto chiacchierona, vincendo [...] un'infinità di corse. È stata la Pantanina, in quegli Anni magici del Pirata che infiammava le strade del mondo e Fabiana alzava ancora di un po' l'asticella del ciclismo femminile italiano, che in quelle stagioni era ancora troppo bassa.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/ho-vinto-donne-ora-guido-uomini-2110581.html "Ho vinto tra le donne. Ora guido gli uomini"]'', ''ilgiornale.it'', 30 gennaio 2023.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Liegi-Bastogne-Liegi]]}} È la decana, la signora delle Classiche, la più anziana e desiderata [...]<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/i-ragazzi-terribili-e-signora-delle-classiche-2141576.html I ragazzi terribili e la Signora delle classiche]'', ''ilgiornale.it'', 23 aprile 2023.</ref>
*{{NDR|Su [[Gianbattista Baronchelli]]}} Perse un Giro per soli 12 secondi, lo stesso tempo che dedicava alle interviste, tanto era timido e schivo.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/ciclismo/baronchelli-70-anni-scorrazzando-apecar-sono-uomo-felice-2206114.html Baronchelli: "70 anni scorrazzando in Apecar. Sono un uomo felice anche se Merckx per 12" mi portò via un Giro"]'', ''ilgiornale.it'', 6 settembre 2023.</ref>
*La professione del [[Velocista (ciclismo)|velocista]] è particolare, anche perché sei costantemente al limite, non delle forze, ma della tua abilità di guida. Su biciclette sempre più performanti e rispondenti, sprigioni watt per raggiungere velocità sempre più estreme: fare una volata oltre i 70 chilometri orari oggi non è più né impossibile né tantomeno un modo di dire.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/vittorie-si-contano-si-devono-pure-pesare-2342501.html Le vittorie si contano ma si devono pure pesare]'', ''ilgiornale.it'', 4 luglio 2024.</ref>
{{Int|''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/ventanni-fa-finiva-modo-drammatico-vita-campione-diventato-2282724.html Il Pirata vive dentro di noi]''|''ilgiornale.it'', 12 febbraio 2024.}}
{{NDR|Su [[Marco Pantani]]}}
*Si alzava sui pedali e via di scatto ad abbreviare l'agonia di una fatica eterna alla ricerca di un traguardo infinito, con quell'incedere progressivo e ossessivo che sembrava per noi danza e armonia, per i suoi avversari sofferenza e dolore.
*Marco conquistò tutti, anche chi di ciclismo aveva poca contezza. La sua forza è stata questa: catturare la vista e i cuori di tutti, con il suo modo di intendere il ciclismo e le corse, portando lo sport del pedale fuori dai propri confini. Era magnetico e persino ieratico in sella alla sua bicicletta, anche se lui da ragazzo di mare che amava le montagne si è sempre sentito un brutto anatroccolo, anche quando è diventato cigno. Era un centauro, metà uomo e metà bicicletta: solo su quell'arnese trovava il suo equilibrio. Pace e gioia. Solo in salita sentiva di avvicinarsi a Dio, puntando verso il cielo, con foga e compostezza. Con ferocia e leggerezza. Con rabbia e sublime bellezza. Per noi è stato tanto se non tutto in quel momento della nostra vita di sconcertante bellezza e di assoluta gratitudine sfociata in adorazione.
*Una sorta di supereroe assoluto, capace di scalare le montagne come i più grandi campioni del passato, come i Coppi e i Bartali, i Gaul e i Bahamontes. Ha fatto capire a noi boomer [...] cosa devono essere stati quegli anni ruggenti, quell'euforia contagiosa e delirante di un'Italia unita per il ciclismo che si divideva tra Coppi e Bartali. Perché Marco è stato esattamente quella roba lì. Nessuno, dopo di lui, è stato in grado di incatenare i cuori allo stesso modo. Perché parlate solo di lui?, si lamentavano in tanti. Perché aveva un dono che si chiama carisma. Aveva una capacità innata di fascinazione che nessuno poteva vantare. Anch'io ho vinto un Giro, dicevano. Ma lui vinceva in un altro modo, portandoci in altri mondi, perché sulla scena bisognava avere quella cosa invisibile che ti fa vedere rispetto agli altri. Difficile da descrivere, facile da riconoscere.
*Pensatela come volete, ma Marco Pantani in salita è stato di un altro pianeta. Faceva cose con una teatralità assoluta e tragica, seguendo un copione che pareva studiato a tavolino, ma era pura improvvisazione istintiva che noi tutti abbiamo imparato a conoscere e a riconoscere. Sapevamo perfettamente quando sarebbe stato il giorno, quale tappa, su quale montagna e in che punto avrebbe scatenato l'inferno. Con i suoi gesti ci aveva educato a riconoscerlo. Ora scatta. Ora parte. Si è tolto gli occhiali, tra poco getta via la bandana. Si spogliava come a liberarsi di un peso, prima di librarsi in cielo, prima di dare inizio alla sua danza carica di rilanci nell'atto di raggiungere una sublime solitudine che si sarebbe trasformata come d'incanto in estasi e in sommo godimento.
{{Int|''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/pogacar-giro-merckx-e-pantani-2326562.html Pogacar, un Giro alla Merckx e Pantani]''|''ilgiornale.it'', 27 maggio 2024.}}
{{NDR|Sul [[Giro d'Italia 2024]]}}
*Alla fine è andata come si pensava all'inizio: Pogacar avrebbe vinto passeggiando per manifesta superiorità, alla Eddy Merckx. Contro il numero uno del ciclismo mondiale si lottava solo per le posizioni di rincalzo. Unico vero problema: gli accidenti. Non quelli che gli avrebbero tirato gli avversari ogni qual volta attaccava, ma quello che il 25enne sloveno avrebbe potuto prendere. Un raffreddore, un'allergia, una bronchite o un meteorite sulla testa: solo questo avrebbe rallentato o fermato la scontata cavalcata di questo talento del ciclismo mondiale.
*È stato un Giro previsto e prevedibile [...], nel quale davvero c'è stato un solo uomo al comando. Gli sportivi italiani non se lo sono fatto sfuggire, l'hanno seguito e inseguito (la scena del bimbo che ricorre la maglia rosa che poi gli porge la borraccia è sublime: scena madre [...]). Era dai tempi di Marco Pantani che non si aveva un corridore capace di catalizzare in questo modo l'attenzione degli sportivi. Con lui si va sul sicuro: oggi attacca e lui attaccava. In questo ha ricordato davvero il Pirata, che gli bastava lanciare via la bandana, per far capire le proprie intenzioni. Taddeo non ha gesti di riferimento, perché lo sloveno è più imprevedibile, ma basta mettergli un numero sulla schiena, per vederlo all'opera, anche in volata.
*Pogacar non ha battuto quindi nessuno? No, questo no, ha fatto una sfida con sé stesso e si è superato.
{{Int|''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/tadej-vittoria-giro-tour-pirata-e-cannibale-cinque-tappe-non-2349089.html Pogacar oltre Merckx e Pantani]''|''ilgiornale.it'', 21 luglio 2024.}}
*{{NDR|Sul [[Tour de France 2024]]}} Forse ha ragione chi ha scritto qua e là lungo i tornanti di queste ultime tappe alpine pas normal, non è normale. Chiaro che chi l'ha scritto non tifa per [[Tadej Pogačar|Pogacar]] [...]. Ma anche Eddy Merckx andava come nessuno, anche Coppi e Bartali erano mostruosi, gli stessi Hinault e Gimondi erano un concentrato di forza e determinazione. Andate a prendere i loro curriculum, anche questi facevano parte della ristretta schiera dei fuori norma: ma fuoriclasse. Da oggi probabilmente è anche giusto smetterla di fare i paragoni, come giustamente dice di continuo l'interessato in maglia gialla: «Io sono io», ma a differenza del Marchese del Grillo chiosa con un sorriso, sottolineando che lui appartiene ad un'altra epoca e soprattutto appartiene alla categoria dei fenomeni dello sport, al pari di Usain Bolt e Michael Phelps e Alberto Tomba. Il pas normal di chi avanza dubbi e sospetti su questo prodigioso corridore sloveno per un predominio eccessivo [...] lascia il tempo che trova. [...] Tadej Pogacar è Tadej Pogacar. È unità di misura e riferimento: esempio. Vorace come pochi, vincente come nessuno [...]
*Raggiunge Pantani, ricordando Merckx, si dice. Di Pantani non ha nulla, se non questa doppietta {{NDR|Giro – Tour}} che li accomunerà per sempre. Di Merckx ha la voglia di vincere e uno spiccato senso dell'agonismo. Del Cannibale ha i numeri, da fuoriclasse assoluto e senza tempo.
*[...] per dirla con i francesi, Tadej è hors categorie.
==''Linkiesta''==
*Funambolo, istrione, fenomeno, trascinatore, autentico talento del ciclismo. Fa cose mostruose, con la facilità dei predestinati. Vince, perché gli riesce semplice. Perché per [[Peter Sagan|Peter Pan Sagan]] è molto più facile accelerare che frenare.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2012/07/sagan-il-valentino-della-bici-che-spopola-al-tour-del-france/ Sagan, il Valentino della bici che spopola al Tour del France]'', ''linkiesta.it'', 7 luglio 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Felice Gimondi]]}} Ha vinto tutto, nonostante ci fosse quello là, [[Eddy Merckx]], che ha vinto tutto e anche più.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2012/09/felice-gimondi-compie-70-anni-il-momento-piu-triste-la-morte-di-pantan/ Felice Gimondi compie 70 anni: "Il momento più triste? La morte di Pantani"]'', ''linkiesta.it'', 29 settenbre 2012.</ref>
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2012/05/cera-una-volta-la-maglia-verde-al-giro-ditalia-poi-e-arrivata-mediolan/ C'era una volta la maglia verde al Giro d'Italia, poi è arrivata Mediolanum]''|''linkiesta.it'', 18 maggio 2012.}}
*Maglie, tante maglie, di tutti i colori. Giallo, rosa, rosso, con i colori dell'arcobaleno, per dirla con i francesi «arc en ciel». Maglie, tante maglie, da inseguire, rincorrere e prendere. Il [[ciclismo]] è uno sport fatto di maglie. Pelle, colori e anima di uno sport. Simbolo, appartenenza e sogno. Per un corridore sono una seconda pelle, il proprio biglietto da visita, la propria divisa, ma anche e soprattutto il premio più desiderato e agognato. È un segno identificativo. La maglia iridata di campione del mondo, la maglia gialla del [[Tour de France]], la maglia rosa del [[Giro d'Italia]] [...]. Maglia verde, bianca e a «pois» rossi: tante maglie, tanti colori, tanti motivi per darsi battaglia, per inseguire un sogno e un segno: distintivo.
*{{NDR|Sulla [[maglia rosa]]}} [...] il suo inizio non fu dei più felici. Nasce nel 1931, nell'[[Italia fascista]] [...] dove impera l'orgoglio nazionale e dove la propaganda del regime passa anche [[Sport e fascismo|attraverso lo sport]]. [...] contraddistinguerà il capoclassifica di ogni tappa e naturalmente il vincitore finale. Non è una novità. Come spesso accade i primi sono i cugini francesi. Henri Desgrange, "patron" indiscusso della corsa francese, lancia la [[Classifica generale (Tour de France)|maglia gialla]] nel 1919, prendendo spunto dal colore con cui si stampa il suo giornale, ''L'Auto''. Nel 1931 anche ''[[La Gazzetta dello Sport]]'' dà alla sua creatura più prestigiosa il simbolo del primato, scegliendo inevitabilmente il rosa, colore del giornale organizzatore. Il rosa però non piace: sembra poco adatto, troppo femminile, per niente virile agli occhi dei tifosi e soprattutto del Regime Fascista. Il [[Benito Mussolini|Duce]] giudica "una trovata poco fortunata" la novità della Gazzetta, non perdendo l'occasione per criticare uno sport che non ama particolarmente. [...] Per questo la maglia rosa non piace tantissimo nemmeno ai corridori e ai loro patron: «maglia che porta sfiga», dicono. Virile o no, "sfigata" o meno, la maglia rosa è [...] la preda più ambita da ogni corridore. Il simbolo di una corsa che racconta non solo storie di sport, ma anche di un Paese.
*{{NDR|Su sport e fascismo}} Mussolini ritiene [...] il ciclismo "troppo plebeo e povero", "poco moderno" e caratterizzato da attori "poco significativi", soprattutto se confrontati con gli altri grandi sportivi ed esploratori di quel periodo: il Generale [[Umberto Nobile]] (che sorvola il Polo con il dirigibile Norge), [[Tazio Nuvolari]] e [[Achille Varzi]] (piloti automobilistici che mietono successi a ripetizione), [[Primo Carnera]] (gigantesco pugile friulano avviato a conquistare il prestigiosissimo titolo mondiale dei "massimi"), trasvolatori impavidi come Francesco De Pinedo e [[Italo Balbo]]. Non è un segreto che il Duce indirizzi le sue simpatie verso altri sport: sono numerose, infatti, le foto che lo ritraggono giocare a tennis, al volante di un'auto sportiva o nella cabina di guida di un aereo, nuotare con stile un po' "balneare", atteggiarsi a provetto schermitore o ad agguerrito boxeur.
==''tuttoBICI''==
===Citazioni tratte da articoli===
*C'è un [[Fabio Casartelli|Casartelli]] campione olimpico a Barcellona e promessa del ciclismo [...], ma soprattutto c'è Fabio, un figlio e un marito che sa da poco di diventare padre e che finisce la sua vita terrena sull'asfalto incandescente del Tour de France. Un tratto di strada in discesa, veloce come la vita di un ragazzo di talento che finisce la sua corsa contro un paracarro in cemento. [...] Fabio rimane lì, rannicchiato in posizione fetale, come un bimbo che sta per nascere e invece sta andando incontro alla morte.<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2020/07/18/1595004720/fabio-casartelli-25-anni-fa-portet-d-aspet-tour-de-france Quel ragazzo che portiamo nel cuore]'', ''tuttobiciweb.it'', 18 luglio 2020.</ref>
*Odiato e amato, deriso e glorificato, emarginato e preso ad esempio: [[Sandro Donati]] piace o non piace. O si è con lui o contro di lui. O lo si considera uno dei più rigorosi esperti nella lotta al doping o un fanatico integralista alla ricerca ossessiva di una verità che non può essere necessariamente bianco o nero, ma ricca di sfumature di grigio. Per il mondo scientifico è sicuramente una delle personalità più considerate. Uno degli italiani migliori. Non c'è convegno o simposio sul doping al quale lui non sia chiamato a presenziare come relatore, come testimone, come ricercatore accreditato e sapiente. Per il mondo è credibile come pochi, documentato come nessuno. [...] Pensatela come volete, ma Sandro Donati, [...] una vita trascorsa nelle stanze e anche nelle cantine del Coni [...], fra polemiche e incarichi prestigiosi, discriminazioni e attestati di stima, è il personaggio più rilevante nella storia dello sport in materia di doping.<ref>Dall'intervista a ''tuttoBICI'' n. 3, marzo 2013; ripubblicato in ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/57537 Donati: «Il ciclismo ha fatto tanto, ora serve uniformità»]'', ''tuttobiciweb.it'', 2 aprile 2013.</ref>
*{{NDR|Su [[Tadej Pogačar]]}} Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo: quando c'è, bisogna inseguirlo.<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2025/03/22/1742665240/ciclismo-milano-sanremo-van-der-poel I voti di Stagi. MVDP è un ciclope di devastante bellezza, Ganna ormai è sempre là davanti, Pogacar esplosivo come nessuno]'', ''tuttobiciweb.it'', 22 marzo 2025.</ref>
*[...] tutti i suoi cimeli sono nelle mani dei tanti appassionati, di persone che hanno avuto a che fare con questo fantastico atleta, che se solo avesse avuto un po' di cattiveria agonistica in più chissà quello che avrebbe potuto vincere. Ma a noi piace così. A noi [[Gianni Bugno]] è sempre piaciuto proprio perché era fatto in questo modo, nel suo genere era assolutamente unico, un Pogacar timido e generoso. Tadej vince e sorride? Gianni vinceva e si scusava. Tadej vince e regala borracce ai bimbi? Gianni regala ciò che vince. Lo sloveno si autoalimenta vincendo corse a raffica? Gianni doveva essere spronato, perché per lui in partenza erano tutti più forti. Poco importa che abbia vinto una coppa del mondo e due mondiali consecutivi, un Giro d'Italia vestendo la maglia rosa dalla prima all'ultima tappa. Un Giro delle Fiandre e una Sanremo. Due titoli italiani e per due volte sul podio del Tour de France. In totale 72 corse, mica poche. Lui si è sempre sentito inadeguato, ma nella vita non si può avere tutto: in bicicletta Gianni era dotato di classe purissima. Talento da autentico fuoriclasse, però non chiedetegli mai chi è stato Gianni Bugno. È il meno indicato a darvi una risposta.<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2024/10/04/1728053388/gianni-bugno-hall-of-fame-giro-italia-trofeo-senza-fine... Gianni Bugno nella Hall of Fame del Giro e quella domanda sul Trofeo Senza Fine...]'', ''tuttobiciweb.it'', 4 ottobre 2024.</ref>
*Vinse il Giro d'Italia indossando la maglia rosa dalla prima all'ultima tappa. Da Bari a Milano, dove quel [[Giro d'Italia 1990|Giro 1990]] si concluse. Cose da Alfredo Binda ed Eddy Merckx, e in questo caso cose da Gianni Bugno, il terzo incomodo che [...] si accomodò nel salotto buono, quello riservato alle leggende.<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2020/02/14/1581688089/gianni-bugno-bugia-giro-1990 Gianni Bugno. Una «bugia» per celebrare i 30 dall'impresa del Giro 1990]'', ''tuttobiciweb.it'', 14 febbraio 2020.</ref>
===Editoriali===
{{cronologico}}
*Condanno il sistema più dell'uomo. [...] La [[Caso doping di Lance Armstrong|vicenda Armstrong]] dice chiaramente questo. Dice che si può essere controllati fin quanto si vuole ma la si può fare franca fin quando il sistema non va in cortocircuito. Fin quando un organo terzo (la USADA) non si mette ad indagare, a ricercare, a fare luce dove di solito è buio pesto. Dice che non solo l'Armstrong del dopo malattia – e quindi vicino all'allora presidente Uci Hein Verbruggen –, può fare quello che vuole, ma anche il secondo, quello del ritorno alle competizioni [...], qualche imbarazzo l'ha creato e lo crea anche all'attuale [...], Pat McQuaid [...]. Il numero uno del ciclismo mondiale, anziché gongolarsi per aver cancellato fuori tempo massimo il texano miracolato, dovrebbe per lo meno, se non ammettere le proprie colpe, rispondere alle [...] accuse mosse [...] da un suo ex "perito" di parte, Michael Ashenden, medico specializzato in antidoping. «[...] credo che a nessun "esperto" sia mai stato chiesto di analizzare i file del texano, anche perché a occhio erano visibili almeno due variazioni anomale che in altri casi sono state sufficienti per condannare un atleta». Ci sono poi le parole dell'ex direttore della Wada Richard Pound [...]: «Non è credibile pensare che non sapessero quello che accadeva. [...] Quella squadra aveva sempre i controlli per ultima, erano avvisati, avevano tutto il tempo che volevano a loro disposizione». E lo stesso pensa l'attuale direttore, John Fahey: «C'è stato un periodo durante il quale la cultura nel ciclismo voleva che tutti si dopassero. Non c'è alcun dubbio su questo [...]». E qui sta il punto. Non possiamo pensare e francamente tollerare, che il nuovo ciclismo riparta da qui e in questo modo. Come gli atleti, che per riabilitarsi devono perlomeno fare ammenda pubblica e ammettere i propri sbagli, lo stesso devono fare lorsignori. Riconoscere i propri limiti e magari passare la mano. [...] Il ciclismo non è cambiato e non può cambiare fin quando non si cambiano dirigenti e regole. Non è sufficiente che certe persone, per apparire migliori, si limitino ad imbiancare i sepolcri. Vanno chiamati altri imbianchini.<ref>''[https://web.archive.org/web/20121226214613/http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=rivista&cmd=artdet&id=3710 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 11, novembre 2012.</ref>
*Del [[Museo del ciclismo Madonna del Ghisallo|Ghisallo]] ho sempre parlato poco volentieri per una pura e semplice questione di rispetto nei confronti di Fiorenzo Magni, che in questo progetto ha creduto come nessun altro, tanto da arrivare a versare di tasca propria cifre importanti fino a pochi giorni prima di lasciarci. [...] Ho sempre sostenuto, anche con il diretto interessato [...] che la location del Museo in cima a Magreglio non fosse particolarmente felice, se non altro per la difficoltà di accesso. Apparentemente è vicino a Milano, ma le strade, sempre trafficatissime, rendono il viaggio tutt'altro che agevole. Lassù c'è la storica chiesetta del ciclista: piccolina, che raccoglie in maniera semplice oggetti semplici donati con gesti altrettanto semplici. Ma pensare che qualcuno, anche solo da Milano, possa mettersi in moto per andare lassù a vedere il Museo è pura utopia. Chi va su in bicicletta, scala il mitico Ghisallo e si guarda bene dal fermarsi sudato per fare una visita al museo. Ad andarci di proposito è una sparuta minoranza. Potreste dirmi: bravo, potevi anche dirlo prima. L'ho sempre detto, tanto è vero che a Fiorenzo il mio pensiero non è mai andato giù.<ref>''[https://web.archive.org/web/20140110170148/http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=rivista&cmd=artdet&id=4001 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 12, dicembre 2013.</ref>
*[...] in quel ciclismo Marco {{NDR|[[Marco Pantani|Pantani]]}} svettava per personalità e imprevedibilità. Era un artista e faceva cose che per altri erano improponibili e non per quello che alcuni di voi – maliziosamente – potrebbero pensare. Aveva talento, su questo non si discute. Era un ciclismo diverso con un protagonista atipico. Difficilmente catalogabile e riproducibile.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1548965872?article=0 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 2, febbraio 2019.</ref>
*Ho avuto una grande fortuna: aver conosciuto [[Felice Gimondi]]. Aver guadagnato la sua stima, amicizia e fiducia. E questo mi basta. È stato il mio campione, il primo eroe a pedali che ho seguito con trepidante passione. L'uomo senza macchia e senza paura che lottava contro l'Invincibile Eddy Merckx. Non mi piaceva vincere facile, ma con Felice si vinceva, eccome se si vinceva. E di soddisfazioni ce ne siamo tolte tante. Uso il plurale perché i campioni e i tifosi sono un'unica cosa. Pedalano assieme, sognano assieme e i tifosi di Felice erano un'unica cosa: una famiglia, una religione, una fede.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1567276802?article=0 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 9, settembre 2019.</ref>
*Per [[Gianni Mura]] il primo giorno di primavera è stato l'ultimo. Niente fiori, niente mare di Ischia e vino gelido con le pesche. Fine della corsa per un grandissimo giornalista che ha amato lo sport del pedale più di ogni altra cosa. Ha amato il ciclismo di memoria, più che di cronaca, nonostante fosse sempre sul pezzo, sempre sulla notizia, come pochi altri.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1585681370?article=1 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 5, maggio 2020.</ref>
*Come un leone in gabbia, che non ha pace e non riesce a trovarla. [...] e dire che passava per essere uno dei più intelligenti del gruppo e, francamente, tonto non lo è mai stato. [...] [[Lance Armstrong]] è arrivato [...] a chiedersi [...] perché mai Ivan Basso si è rifatto una vita, vive bene, lavora tantissimo ed è stimato, «avendo fatto cose simili a quelle che ho fatto io». È chiaro che Armstrong fatica a ricordare quello che ha fatto. Non si è limitato a gonfiarsi le vene. Non ha barato come centinaia di atleti hanno provato a fare nella loro carriera sportiva, ma lui dal suo sport è stato protetto, avendo comprato il silenzio sia dell'Uci [...] che quello del Tour de France. Lance fatica a ricordare che è finito nei pasticci per la giustizia ordinaria americana: questa sì l'ha messo in croce. Il ciclismo l'aveva semplicemente eletto a semidio, a qualcosa di unico e intoccabile [...]. Basso, Di Luca, Riccò, Santambrogio, Petacchi e via elencando hanno invece provato a fare i furbi, sono stati presi con le mani nel sacco e per questo puniti. Il ciclismo, il mondo dello sport, non ha mai torto un capello al texano, ne ha solo preso atto: dopo. Molto dopo. A partita finita. Non è un reo confesso, ma un Re che ha confessato a scoppio ritardato, dopo aver costruito un sistema criminoso degno di un "padrino". Un sistema che l'ha protetto nel suo castello dorato prima che questo crollasse, miseramente, come quelli costruiti con la sabbia. Lance, però, non capisce, si considera un dopato come tanti, ma anche in questo è il più grande e unico. Nessuno hai mai fatto quello che ha fatto lui. Nel bene e soprattutto nel male.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1590940209?article=2 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 6, giugno 2020.</ref>
*È una questione di cuore e di passione, che non si compra di certo al mercato, che non puoi ingannare, raggirare o prendere in giro, anche perché in questo caso prenderesti per il naso solo te stesso. Tanti i corridori di alto livello che, ricoperti di soldi, finiscono per essere schiacciati da facili palanche e responsabilità, aspettative altissime e attività pubbliche. Poi ci sono il cuore e la passione, che se vengono meno o non ti hanno mai sorretto, perché per tanti anni ti sei trovato a fare il corridore solo perché ti riusciva facile, beh, allora son dolori. Non è il caso di [[Tom Dumoulin]], che la passione l'aveva, ma è venuta meno quando la pressione ha preso il sopravvento su tutto. Aveva due strade: far finta di nulla e nell'infelicità più totale portare avanti la bicicletta pensando solo al portafoglio che ha nelle vicinanze del cuore, o affidarsi al buon senso. Ha scelto il cuore.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1612125550?article=4 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 2, febbraio 2021.</ref>
*Il nostro Giro è bello, ma manca la partecipazione corale dei migliori interpreti del mondo, e non solo e soltanto perché il Giro viene prima e si corre a primavera, mentre il [[Tour de France|Tour]] in estate: sul finire degli Anni Ottanta la nostra corsa era di pari livello, se non addirittura superiore a quella transalpina. È vero, c'era la Vuelta ad aprile ad anticipare la "corsa rosa", ma basta [...] sentire i racconti sull'allora patron del Tour Jean Marie Leblanc che piombava da noi a implorare i nostri team di varcare il confine. Per convincerli, mille attenzioni, non ultimo far trovare loro le ammiraglie già brendizzate al di là del confine. C'era però da pagare, perché i cugini monetizzavano anche la partecipazione dei team con circa 100 milioni di vecchie lire a squadra, e anche per questo molti club di casa nostra ci pensavano tre volte prima di oltrepassare il confine. Era chiaramente un altro ciclismo, con un calendario nazionale ricco e intenso, soprattutto seguito e proposto adeguatamente bene sia dalla tivù che dalla carta stampata. Però Leblanc non si perse d'animo e riuscì a far comprendere ai nostri team manager che il Tour era il Tour e Stanga, da presidente internazionale dei gruppi sportivi, ben presto riuscì a far capire al gran capo francese [...] che era necessario cassare quella fastidiosa e anacronistica "gabella". Insomma, sul finire degli Anni Ottanta il Tour non era appetibile e i cugini hanno incominciato una lenta ma inesorabile rincorsa, che ha riportato in pochi anni la Grande Boucle al centro del mondo. Come? Rendendo il loro evento planetario, appetibile e prelibato a sponsor che cominciavano ad essere multinazionali. Il Tour ha compreso, anticipato e accompagnato la globalizzazione, vendendo il prodotto alle televisioni del pianeta, interessate a irradiare un evento che aveva tutti i più forti interpreti del mondo. A noi cosa manca? I più forti interpreti. Solo questo.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1659294139?article=1 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 8, agosto 2022.</ref>
*Il Tour de France {{NDR|[[Tour de France 2024|2024]]}} in Italia? Una vergogna! Sono in tanti che hanno storto il naso, perché non si danno i soldi ai francesi, perché abbiamo il nostro Giro e le nostre corse, perché non si sperperano così i soldi pubblici, perché Firenze nel mondo è già abbondantemente conosciuta e non necessità di queste ardite iniziative: perché perché perché... Una tiritera senza fine. Priva di visione. [...] con questa logica perché ospitare la finale di Champions League? Tanto abbiamo il nostro campionato. Perché chiedere gli europei e i mondiali? Il nostro Paese possiamo promuoverlo lo stesso. Perché organizzare le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina? [...] Forse crea interesse? Forse crea nuovi flussi di turismo, nuove opportunità o no? Forse il Tour, che è e resta il terzo evento sportivo al mondo, secondo solo ai Mondiali di calcio e alle Olimpiadi che si svolgono però ogni quattro anni, ci può portare turisti e visibilità planetaria, non trovate? Forse è una bellissima cosa anche per noi italiani, che questo grande evento abbiamo visto e imparato a conoscere solo in televisione e per la prima volta ce lo troveremo lì davanti a casa o quasi. Forse, e lo credo per davvero, il Tour può fare bene anche al Giro. Può risvegliare passioni e attenzioni pubblicitarie. Il Tour ha forza, il Giro si può rinforzare.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1672528783?article=7 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' n. 1, gennaio 2023.</ref>
{{Int|''[https://www.tuttobiciweb.it/article/65654 L'oretta di Moser, il silenzio su Pantani]''|''tuttoBICI'' n. 2, febbraio 2014; ripubblicato in ''tuttobiciweb.it'', 27 febbraio 2014.|h=4}}
*[...] 30 anni dal record di Francesco Moser, quello che ha di fatto proiettato lo sport e non solo il ciclismo, in una nuova dimensione. Uno sport fatto di ricerca, di preparazione, ripetute e computer (all'epoca Olivetti, il Mac era nato proprio in quei giorni), di lenticolari, carbonio e manubri a corna di bue, di telai ad asse variabile e gallerie del vento, cardiofrequenzimentri e acido lattico: insomma un ciclismo e uno sport che di fatto in quei giorni ha lasciato l'empirismo per entrare direttamente nella scienza grazie agli scienziati. [...] abbiamo celebrato, chi più chi meno, Francesco Moser e l'equipe medica della Enervit. Comunque la si voglia pensare, quel record ha qualcosa di grande e dietro a questa immane impresa c'è la figura ingombrante e discussa di [[Francesco Conconi]], che [...] è stato in pratica ignorato, di fatto cancellato. [...] Di lui non se ne parla, si fa finta che neanche sia passato dal maso di Francesco per brindare a quel fantastico record. C'è qualcosa di irritante in tutto questo. Si racconta una storia parziale perché Conconi imbarazza, quindi si fa finta di nulla: senza imbarazzo. Come se Conconi in tutto quel lungo periodo di allenamenti test e valutazioni, ricerche e prove, sia passato di lì per caso, per salutare: solo per un'oretta.
*Quello che mi sconcerta e fatico a comprendere è questo "disturbo bipolare" di cui soffre il giornalismo italiano. Pantani Dio o mostro? Eroe da idolatrare o simbolo del male? In questi anni abbiamo visto e ascoltato di tutto. Ma se è giusto che ognuno abbia la propria opinione, che può anche subire delle sensibili modificazioni nell'arco del tempo, lascia perlomeno basiti la disinvoltura che molti miei colleghi mostrano sull'argomento da una settimana all'altra. La commissione del Senato francese per la salute pubblica che ha indagato sui controlli del Tour del '98 rivela che Pantani era carico di Epo? Giù a massacrare il Pirata che non c'è più. C'è da celebrarlo perché in questi giorni cade il decennale della sua morte? Nessun problema: si celebra. Se è per far cassetta diciamo anche che è stato una vittima. Che l'hanno ammazzato. Anzi, alimentiamo il dubbio così ognuno di noi ha un buon motivo per indagare e scrivere altri libri. Magari strombazzando incredibili rivelazioni [...]: rilanciare una tesi o una notizia è sempre buona cosa, ma farlo sulla pelle di un ragazzo che non c'è più e sulla sua storia tragica non ci sembra assolutamente un bel modo di ricordarlo.
*Io [...] voglio ricordarlo come il corridore che più di ogni altro mi ha esaltato. Mi ha fatto sognare. So razionalmente che probabilmente il suo sangue era "arricchito", ma so anche che non era il solo, ma è il solo che ha pagato un prezzo altissimo, spropositato, perché anche nella sconfitta lui era diverso dagli altri. Il suo orgoglio era smisurato e la sua forza era anche la sua debolezza.
*[...] in questa terribile storia ci sono troppe verità. E le più vere vengono allegramente dimenticate. Non raccontate. Si vuole raccontare tutta un'altra storia, che ha responsabilità ben precise, nomi e cognomi, compreso quello di Marco Pantani, che cocciutamente si è consegnato e affidato alle persone sbagliate. Marco avrebbe voluto che i suoi colleghi parlassero, raccontassero con nomi e cognomi come funzionava il ciclismo in quel periodo. Non voleva essere la sola vittima sacrificale. Non voleva pagare il conto per tutti. I suoi colleghi decisero di tacere, Marco ha deciso di inseguire con orgogliosa determinazione il silenzio eterno. Una brutta storia, a tratti aspra e cattiva, che ha una sola verità. Tutto il resto sono speculazioni e prove di vanità sulla pelle del povero Marco, che avrebbe bisogno solo di rispetto. E di silenzio.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Stefano Bandecchi
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Danyele
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[[File:Sindaco-Stefano-Bandecchi (cropped).png|thumb|Stefano Bandecchi nel 2024]]
'''Stefano Bandecchi''' (1961 – vivente), politico, imprenditore e dirigente sportivo italiano.
==Citazioni di Stefano Bandecchi==
*Da giovane sarei morto dalla parte sbagliata. Sarei stato un fascista. Ma oggi ringrazio quanti erano [[Resistenza italiana|dalla parte giusta]] e ci hanno dato la libertà. Sono un liberale, e se la storia non fosse andata così, oggi saremmo qui senza poter discutere su chi aveva torto o ragione, indossando tutti lo stesso colore e pensandola tutti allo stesso modo. Le dittature, di qualunque colore siano, sono il male.<ref>Citato in ''[https://www.umbria24.it/politica/25-aprile-bandecchi-sarei-morto-dalla-parte-sbagliata-grazie-a-chi-aveva-ragione/ 25 Aprile, Bandecchi: «Sarei morto dalla parte sbagliata, grazie a chi aveva ragione»]'', ''umbria24.it'', 25 aprile 2024.</ref>
*[...] essere italiani ha un significato diverso, rispetto a non esserlo. [...] in ogni anima [...], di destra e sinistra, c'è l'idea di essere italiani. [...] la nostra italianità [...] è un elemento fondamentale per creare tutto ciò che abbiamo creato. [...] È vero, ci siamo mescolati nei millenni con tutte le persone per bene che qua sono arrivate, ma ho detto le persone per bene. [...] se tu stai qua da venti anni e mi chiedi di diventare [[Cittadinanza italiana|cittadino italiano]] e poi mi chiedi di portare tua moglie, i figli e i parenti, tu sei un elemento fondamentale che deve garantire a questa Nazione, che tu la pensi da italiano. [...] Pretendo che conoscano la lingua italiana, [...] i valori. [...] perchè se poi dopo qui ci devi portare i tuoi figli che mi rompono i coglioni ricordandomi che la loro origine è importante, allora la situazione non è più normale.<ref>Citato in Maria Giulia Pensosi, ''[https://www.umbria24.it/politica/terni-bandecchi-non-daro-piu-la-cittadinanza-italiana-a-chi-non-la-merita-rigidita-ferrea/ Terni, Bandecchi: «Non darò più la cittadinanza italiana a chi non la merita. Rigidità ferrea»]'', ''umbria24.it'', 6 ottobre 2026.</ref>
*Essere [[Islam|musulmani]] ok, ma [[Fondamentalismo islamico|islamici]] no. Ho amici musulmani che però non mandano in giro le figlie vestite come dei rospetti neri [...]<ref>Citato in Marta Rosati, ''[https://www.umbria24.it/terni/moschea-a-terni-bandecchi-no-non-mi-fido-di-islamici-che-vestono-le-figlie-come-rospetti-neri/ Moschea a Terni, Bandecchi: «No, non mi fido di islamici che vestono le figlie come rospetti neri»]'', ''umbria24.it'', 28 settembre 2026.</ref>
*Il [[Movimento 5 Stelle|movimento cinque "pappine" detto anche stelle]] [...]. Come movimento al massimo potete essere paragonati a quello intestinale per le cose che dite, pensate e non fate.<ref>Citato in ''[https://www.umbria24.it/politica/terni-tra-sindaco-e-m5s-e-scontro-senza-fine-bandecchi-siete-movimento-intestinale/ Terni, tra sindaco e M5s è scontro senza fine. Bandecchi: «Siete Movimento intestinale»]'', ''umbria24.it'', 28 agosto 2026.</ref>
*Io sono di [[Livorno]], per natura fumantino.<ref name="Florio"/>
*Mio padre era un camionista comunista, mia mamma una massaia, io oggi mi sento centrista, riformista, radicale e anche un po' liberale.<ref name="Florio">Citato in Felice Florio, ''[https://www.open.online/2023/05/29/elezioni-comunali-terni-stefano-bandecchi-sindaco/ Chi è Stefano Bandecchi, il neosindaco di Terni che non si accontenta: «Ora mi prendo l'Umbria, poi Roma»]'', ''open.online'', 29 maggio 2023.</ref>
*Se non tradisci una donna prima o poi l'ammazzi.<ref>Citato in Gabriella Mecucci, ''[https://passaggimagazine.it/bandecchi-storia-e-gesta-del-trumpismo-de-noaltri/ Bandecchi: storia e gesta del "trumpismo de noantri"]'', ''passaggimagazine.it'', 16 febbraio 2026.</ref>
*Se ogni 5 anni dobbiamo avere un Duce allora voglio essere io.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/02/09/terni-bandecchi-formalizza-le-sue-dimissioni-da-sindaco-saranno-effettive-dal-28-febbraio-ora-le-elezioni-europee/7440426/ Terni, Bandecchi formalizza le sue dimissioni da sindaco: "Saranno effettive dal 28 febbraio, ora le elezioni europee"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 9 febbraio 2024.</ref>
==Citazioni su Stefano Bandecchi==
*Incredibile che ci sia qualcuno che può rivestire quel ruolo e permettersi tutto quello che lui si permette. Dalle aggressioni fisiche allo sputo, è proprio il primordio. ([[Vittoria Ferdinandi]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
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Genocidio nella Striscia di Gaza
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[[File:A 4-year-old Palestinian girl, lost her life due to malnutrition and lack of treatment due to the war on Gaza.jpg|thumb|Bambina quattrenne di Gaza morendo di inedia]]
Citazioni sul '''genocidio nella Striscia di Gaza'''.
==Citazioni==
*All'inizio ho esitato a usare la parola 'genocidio'. È una parola forte. Ma poi Israele ha rifiutato di consentire gli aiuti umanitari ai civili e ha usato la fame come arma di guerra. Se questo non è genocidio, non so cosa lo sia. Non esito più a usare quella parola per descrivere ciò che Israele sta facendo a Gaza, in modo sistematico. Non è una questione di numeri, ma di intenzioni. In Israele, il genocidio è associato solo all'Olocausto. Ma l'Olocausto è stata una forma di genocidio, non l'unica. ([[Avi Shlaim]])
* Ho vissuto da sindaca l'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|invasione della Russia sull'Ucraina]]. In quel caso c'è stata una risposta immediata di tutta l'Unione Europea. Abbiamo rifiutato l'invasione e rotto tutti i rapporti politici ed economici, isolando la Russia in pochissimi giorni. Ora, invece, veniamo da [...] anni di genocidio e l'Unione Europea continua a guardare dall'altra parte, perché? Perché sono poveri? Perché gli israeliani hanno il sostegno degli Stati Uniti? [...] È un'ipocrisia inaccettabile. [...] O si difendono i diritti umani per tutti o si finirà per non difendere quelli di nessuno. ([[Ada Colau]])
*Il genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023, pur teletrasmesso e ampiamente documentato, non è bastato a indurre i governi occidentali a far qualcosa per fermarlo. Una simile indifferenza non è una novità. Le condizioni terribili della Striscia già prima del genocidio non avevano innescato reazioni significative da parte di quei governi. È oltremodo esasperante, tuttavia, che l'inerzia si stia protraendo per l'intera durata del genocidio e che le poche iniziative intraprese siano state revocate dopo la firma del presunto cessate il fuoco, nell'ottobre 2025. ([[Ilan Pappé]])
*Israele oggi rappresenta la fine di un'era in cui l'umanità ha tentato di costruire una legalità internazionale basata sui diritti umani. Il genocidio a Gaza e tutta l'impunità che lo circonda e, per giunta, il fatto di fare affari sul genocidio con l'Occidente, è il volto più crudo e brutale del neoliberismo guerrafondaio: business e guerra, il tutto a scapito del diritto internazionale. La posta in gioco non è solo la popolazione palestinese [...]. È l'intera umanità. ([[Ada Colau]])
*Israele sta commettendo un genocidio, e questo è dimostrato non solo dalle azioni e dai massacri, ma forse soprattutto dagli intenti dichiarati e dall'incitamento di molti leader politici israeliani. Il governo israeliano sta scrivendo una delle pagine più nere e luride della storia contemporanea: sta utilizzando il genocidio del popolo palestinese come mezzo per raggiungere un fine politico dichiarato, quello della creazione di una Grande Israele come Stato ebraico senza palestinesi al suo interno, siano essi arabi o cristiani. Tutto questo sta avvenendo in diretta sui cellulari dei cittadini di tutto il mondo, mentre i leader occidentali continuano a giustificarlo parlando di diritto all'autodifesa. ([[Francesca Albanese]])
*La guerra come temevamo dopo l'attentato terroristico di Hamas ha avuto un'estensione drammatica. Biden quando è andato in Israele aveva suggerito al governo israeliano di non ripetere gli errori fatti dagli americani dopo l'attacco alle Torri Gemelle ma quel suggerimento non è stato accolto. Abbiamo davanti scene di un vero e proprio genocidio. ([[Vincenzo De Luca]])
*Nell'ultimo anno, il mondo è stato testimone della vera natura del regime israeliano. Ha visto come questo regime compie atrocità a Gaza e in undici mesi ha ucciso a sangue freddo più di 41.000 persone innocenti, soprattutto donne e bambini;<br>I suoi leader etichettano questo genocidio, l'uccisione di bambini, i crimini di guerra e il terrorismo di Stato come "legittima autodifesa";<br>Etichettano ospedali, asili e scuole come "obiettivi militari legittimi";<br>Etichettano come "antisemite" le persone coraggiose e amanti della libertà che in tutto il mondo protestano contro il loro genocidio;<br>Etichettano come "terroristi" un popolo oppresso che si è opposto a sette decenni di occupazione e umiliazione.<br>È Israele che ha assassinato i nostri scienziati, i diplomatici e persino gli ospiti sul nostro territorio; e che ha sostenuto - sia in modo occulto che palese - gruppi terroristici come l'ISIS.<br>L'Iran, al contrario, ha sostenuto i movimenti di liberazione popolare dei popoli vittime da quattro generazioni dei crimini e del colonialismo del regime israeliano.<br>Ci siamo schierati al fianco della popolazione di tutto il mondo, che si è riversata nelle strade in segno di indignazione contro le atrocità israeliane; condanniamo i crimini israeliani contro l'umanità. ([[Masoud Pezeshkian]])
*Non sono sicuro che «guerra» sia il termine giusto per descrivere ciò che è accaduto nei vari attacchi israeliani sulla [[Striscia di Gaza|Striscia]] a partire dal 2006. Dopo l'inizio dell'operazione «[[Operazione piombo fuso|Piombo fuso]]», nel 2009, ho deciso di definire la politica israeliana un genocidio incrementale. Ho avuto alcune esitazioni prima di usare questo termine altamente controverso, eppure non riesco a trovarne un altro che spieghi con altrettanta precisione cos'è successo in quel lembo di terra. Dal momento che i riscontri che ho ricevuto, tra cui anche quelli di alcuni importanti attivisti per i diritti umani, indicavano un certo disagio nell'utilizzo di questa definizione, sono stato propenso a rivalutare questa scelta per un po', ma sono tornato a utilizzarla di recente con voce ancora più forte: è l'unico modo appropriato per descrivere ciò che l'esercito israeliano ha fatto nella Striscia di Gaza dal 2006. ([[Ilan Pappé]])
*Per anni ho rifiutato di utilizzare questa parola: “genocidio”. Ma adesso non posso trattenermi dall’usarla, dopo quello che ho letto sui giornali, dopo le immagini che ho visto e dopo aver parlato con persone che sono state lì. ([[David Grossman]])
*Per molto tempo mi sono detta che sul genocidio bisognava aspettare si pronunciasse il Tribunale internazionale, ora credo sia arrivato il momento di avere il coraggio di usare quella parola. [...] Per un ebreo israeliano solo evocare quella possibilità è terribile, spalanca la porta a fantasmi del passato. E se sei un soldato ti fa interrogare su quello che stai facendo. Deve essere una cosa tremenda dover rispondere a ordini disumani come sparare sulla folla di civili. ([[Anna Foa]])
*Quello che sta accadendo nella Striscia di Gaza non è una guerra, ma un genocidio... Ciò che sta accadendo al popolo palestinese nella Striscia di Gaza non è esistito in nessun altro momento storico. In effetti, esisteva. Quando [[Adolf Hitler|Hitler]] decise di uccidere gli ebrei ([[Luiz Inácio Lula da Silva]])
*Se in Israele il problema è quello di arrestarsi sull’orlo dell’abisso, qui in Europa il problema è duplice: aiutare israeliani e palestinesi che in quell’abisso rischiano di sprofondare, ma al tempo stesso non far dilagare qui la barbarie culturale che un acritico arruolamento su uno o sull’altro dei due fronti più estremi sta producendo. Per questo mi sono sempre opposta e continuo ad oppormi a un uso del termine genocidio che non ha nulla di analitico, ma ha molto di vendicativo. È uno scrollarsi di dosso la responsabilità storica dell’Europa, inventando una sorta di contrappasso senza senso, un ribaltare sulle vittime del nazismo le colpe dell’Israele di oggi dipinto come nuovo nazismo. ([[Liliana Segre]])
*Sono andata ad incontrare le famiglie palestinesi in fuga. Ad ogni bambina o ragazzina che ho incontrato, era stato ucciso o ferito un membro della famiglia, spesso davanti ai loro occhi. Sono traumi che noi non riusciamo nemmeno a immaginare. Non abbiamo fatto abbastanza contro questo genocidio. Doveva essere fermato prima. E bisognerà fare sempre più pressione su Israele, che dovrà pagare per le sue azioni. I leader mondiali hanno per troppo tempo abbandonato i palestinesi. In Egitto ho incontrato una bambina che cercava di disegnare qualcosa con la mano sinistra, perché non potrà più utilizzare quella destra che è stata gravemente ferita durante i bombardamenti. Però i bambini alla fine trovano sempre un modo per continuare a vivere. Nonostante tutto. ([[Malala Yousafzai]])
*Sono centinaia di fatti che ci fanno capire cosa stia succedendo dentro Israele, dove si è instaurato qualcosa di simile a un totalitarismo razzista e suprematista in cui il disprezzo della vita degli altri, l'assassinio sistematico delle famiglie, dei bambini, tutto questo non è casuale, è un target della guerra di Netanyahu. ([[Massimo D'Alema]])
*Un bambino, una bambina, una donna, un uomo non sono più esseri umani, ma potenziali terroristi. Dunque qualsivoglia intervento preventivo diviene legittimo al di là della colpa. Il palestinese diventa una categoria. Una statistica. Un effetto collaterale. Peggio ancora, viene assorbito nella figura del nemico, non più l'umano in cui riconoscersi, ma scarto sacrificabile alla ragione di Stato, alla sicurezza nazionale, all'integrità religiosa che sta trasformando la Cisgiordania in terra di mattanza e caccia all'arabo, perché per i coloni i palestinesi non hanno diritto neanche a nominarsi come tali. ([[Massimiliano Smeriglio]])
*Voglio parlare come una persona che ha fatto tutto quello che poteva per non arrivare a chiamare Israele uno Stato genocida. E ora, con immenso dolore e con il cuore spezzato, devo constatare che sta accadendo di fronte ai miei occhi. “Genocidio”. È una parola valanga: una volta che la pronunci, non fa che crescere, come una valanga appunto. E porta ancora più distruzione e più sofferenza. ([[David Grossman]])
===[[Josep Borrell]]===
{{cronologico}}
*Per tutti coloro che hanno orecchie per sentire e occhi per vedere, non c'è più alcun dubbio: è proprio un genocidio quello che il governo israeliano sta compiendo a Gaza, massacrando e affamando i civili dopo aver sistematicamente distrutto tutte le infrastrutture dell'enclave.
*Coloro che non agiscono per porre fine a questo genocidio e a queste violazioni del diritto internazionale, pur avendo la possibilità di farlo, se ne rendono complici. È purtroppo il caso degli attuali leader dell'Unione Europea e dei suoi Stati membri che rifiutano di sanzionare Israele, nonostante l'Unione Europea abbia l'obbligo giuridico di farlo.
*La palese differenza tra la reazione decisa delle istituzioni europee all'aggressione russa contro l'Ucraina e la loro passività di fronte alla guerra a Gaza è stata ampiamente sfruttata dalla propaganda di Vladimir Putin contro l'UE. E con successo, come si è visto in particolare nel Sahel. Questo doppio standard europeo ha anche indebolito notevolmente il sostegno all'Ucraina in molti paesi in via di sviluppo.
*I leader dell'Unione Europea e dei suoi Stati membri saranno probabilmente chiamati in futuro a rispondere della loro complicità nei crimini contro l'umanità commessi dal governo di Benjamin Netanyahu. E, con il senno di poi, gli europei giudicheranno sicuramente con severità la loro cecità di fronte al genocidio in corso. È tuttavia urgente limitare i danni fin da ora. L'Unione Europea e i suoi Stati membri devono finalmente decidere di sanzionare Israele senza ulteriori indugi. È l'unico linguaggio che può indurre i leader israeliani a porre fine ai loro crimini contro l'umanità.
===[[Navanethem Pillay]]===
{{cronologico}}
*Ieri {{NDR|16 settembre 2025}} la Commissione delle Nazioni Unite di cui sono a capo ha pubblicato la sua analisi legale del comportamento di Israele nella Striscia di Gaza. La conclusione a cui siamo giunti è chiara: Israele ha commesso genocidio contro i palestinesi a Gaza. Questa conclusione si basa su indagini e numerose prove relative al periodo compreso tra il 7 ottobre 2023, quando è iniziata la guerra, e il 31 luglio 2025; è corroborata da molteplici fonti ed è definita da un rigoroso quadro giuridico della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio del 1948, a cui Israele aderisce.
*La portata della distruzione è devastante. Secondo le autorità sanitarie gazawe, sono stati uccisi più di 64mila palestinesi, tra cui 18mila bambini e quasi diecimila donne. L'aspettativa di vita stimata a Gaza è precipitata da 75 anni ad appena 40 in soli dodici mesi: si tratta di uno dei crolli più bruschi e rilevanti mai registrato. Ospedali, scuole, chiese, moschee e interi quartieri sono stati rasi al suolo. Dalla nostra analisi è emerso che l'affamamento è stato usato come un'arma di guerra e che il sistema medico-sanitario è stato distrutto di proposito. L'assistenza sanitaria alla maternità è stata gravemente compromessa. I bambini sono morti di fame, sono stati uccisi e sepolti sotto le macerie. Secondo l'Unicef, a Gaza ogni ora è morto un bambino. Questi non sono incidenti di guerra. Sono azioni premeditate finalizzate alla distruzione di un popolo.
*Per determinare un genocidio non è fondamentale soltanto l'azione, ma altresì l'intento. Anche in questo caso, le prove sono evidenti. Leader israeliani di spicco, incluso il presidente, hanno disumanizzato i palestinesi. Yoav Gallant, il ministro della Difesa all'epoca degli attacchi del 7 ottobre, ha detto: "Abbiamo a che fare con bestie umane", mentre il presidente Isaac Herzog ha affermato che l'intera nazione palestinese era responsabile. Alle loro parole si sono accompagnati gli atti: bombardamenti indiscriminati che hanno reso Gaza inabitabile, blocco degli aiuti umanitari, violenza di genere e violenza sessuale e un assedio che secondo noi è stato studiato per affamare a morte la popolazione. Tutti insieme, questi atti delineano uno schema che dimostra l'intento genocidario.
*Alcuni sostengono che il termine "genocidio" è troppo forte per essere usato mentre prosegue la guerra di Israele. La legge, tuttavia, parla chiaro: l'obbligo di prevenire un genocidio c'è nel momento stesso in cui si rende evidente un serio pericolo che si verifichi. In questa guerra, questa soglia è stata superata molto tempo fa.
*Riconosco il dolore degli israeliani che hanno perso i loro cari negli efferati attacchi di Hamas del 7 ottobre, che hanno provocato la morte di 1.200 persone, e la sofferenza delle famiglie dei circa 50 ostaggi tuttora prigionieri, 20 dei quali ritenuti ancora in vita. La nostra Commissione ha documentato i crimini perpetrati da Hamas. In ogni caso, nessun crimine, per quanto grave, giustifica il genocidio. Rispondere a un'efferatezza con un'efferatezza significa abdicare ai valori garantiti dal diritto internazionale fin dalla sua creazione.
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Guerra Israele-Hamas]]
*[[Striscia di Gaza]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Eventi degli anni 2020]]
[[Categoria:Genocidi]]
[[Categoria:Palestina]]
[[Categoria:Storia di Israele]]
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[[File:A 4-year-old Palestinian girl, lost her life due to malnutrition and lack of treatment due to the war on Gaza.jpg|thumb|Bambina quattrenne di Gaza morente di inedia, 14 agosto 2024]]
Citazioni sul '''genocidio nella Striscia di Gaza'''.
==Citazioni==
*All'inizio ho esitato a usare la parola 'genocidio'. È una parola forte. Ma poi Israele ha rifiutato di consentire gli aiuti umanitari ai civili e ha usato la fame come arma di guerra. Se questo non è genocidio, non so cosa lo sia. Non esito più a usare quella parola per descrivere ciò che Israele sta facendo a Gaza, in modo sistematico. Non è una questione di numeri, ma di intenzioni. In Israele, il genocidio è associato solo all'Olocausto. Ma l'Olocausto è stata una forma di genocidio, non l'unica. ([[Avi Shlaim]])
* Ho vissuto da sindaca l'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|invasione della Russia sull'Ucraina]]. In quel caso c'è stata una risposta immediata di tutta l'Unione Europea. Abbiamo rifiutato l'invasione e rotto tutti i rapporti politici ed economici, isolando la Russia in pochissimi giorni. Ora, invece, veniamo da [...] anni di genocidio e l'Unione Europea continua a guardare dall'altra parte, perché? Perché sono poveri? Perché gli israeliani hanno il sostegno degli Stati Uniti? [...] È un'ipocrisia inaccettabile. [...] O si difendono i diritti umani per tutti o si finirà per non difendere quelli di nessuno. ([[Ada Colau]])
*Il genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023, pur teletrasmesso e ampiamente documentato, non è bastato a indurre i governi occidentali a far qualcosa per fermarlo. Una simile indifferenza non è una novità. Le condizioni terribili della Striscia già prima del genocidio non avevano innescato reazioni significative da parte di quei governi. È oltremodo esasperante, tuttavia, che l'inerzia si stia protraendo per l'intera durata del genocidio e che le poche iniziative intraprese siano state revocate dopo la firma del presunto cessate il fuoco, nell'ottobre 2025. ([[Ilan Pappé]])
*Israele oggi rappresenta la fine di un'era in cui l'umanità ha tentato di costruire una legalità internazionale basata sui diritti umani. Il genocidio a Gaza e tutta l'impunità che lo circonda e, per giunta, il fatto di fare affari sul genocidio con l'Occidente, è il volto più crudo e brutale del neoliberismo guerrafondaio: business e guerra, il tutto a scapito del diritto internazionale. La posta in gioco non è solo la popolazione palestinese [...]. È l'intera umanità. ([[Ada Colau]])
*Israele sta commettendo un genocidio, e questo è dimostrato non solo dalle azioni e dai massacri, ma forse soprattutto dagli intenti dichiarati e dall'incitamento di molti leader politici israeliani. Il governo israeliano sta scrivendo una delle pagine più nere e luride della storia contemporanea: sta utilizzando il genocidio del popolo palestinese come mezzo per raggiungere un fine politico dichiarato, quello della creazione di una Grande Israele come Stato ebraico senza palestinesi al suo interno, siano essi arabi o cristiani. Tutto questo sta avvenendo in diretta sui cellulari dei cittadini di tutto il mondo, mentre i leader occidentali continuano a giustificarlo parlando di diritto all'autodifesa. ([[Francesca Albanese]])
*La guerra come temevamo dopo l'attentato terroristico di Hamas ha avuto un'estensione drammatica. Biden quando è andato in Israele aveva suggerito al governo israeliano di non ripetere gli errori fatti dagli americani dopo l'attacco alle Torri Gemelle ma quel suggerimento non è stato accolto. Abbiamo davanti scene di un vero e proprio genocidio. ([[Vincenzo De Luca]])
*Nell'ultimo anno, il mondo è stato testimone della vera natura del regime israeliano. Ha visto come questo regime compie atrocità a Gaza e in undici mesi ha ucciso a sangue freddo più di 41.000 persone innocenti, soprattutto donne e bambini;<br>I suoi leader etichettano questo genocidio, l'uccisione di bambini, i crimini di guerra e il terrorismo di Stato come "legittima autodifesa";<br>Etichettano ospedali, asili e scuole come "obiettivi militari legittimi";<br>Etichettano come "antisemite" le persone coraggiose e amanti della libertà che in tutto il mondo protestano contro il loro genocidio;<br>Etichettano come "terroristi" un popolo oppresso che si è opposto a sette decenni di occupazione e umiliazione.<br>È Israele che ha assassinato i nostri scienziati, i diplomatici e persino gli ospiti sul nostro territorio; e che ha sostenuto - sia in modo occulto che palese - gruppi terroristici come l'ISIS.<br>L'Iran, al contrario, ha sostenuto i movimenti di liberazione popolare dei popoli vittime da quattro generazioni dei crimini e del colonialismo del regime israeliano.<br>Ci siamo schierati al fianco della popolazione di tutto il mondo, che si è riversata nelle strade in segno di indignazione contro le atrocità israeliane; condanniamo i crimini israeliani contro l'umanità. ([[Masoud Pezeshkian]])
*Non sono sicuro che «guerra» sia il termine giusto per descrivere ciò che è accaduto nei vari attacchi israeliani sulla [[Striscia di Gaza|Striscia]] a partire dal 2006. Dopo l'inizio dell'operazione «[[Operazione piombo fuso|Piombo fuso]]», nel 2009, ho deciso di definire la politica israeliana un genocidio incrementale. Ho avuto alcune esitazioni prima di usare questo termine altamente controverso, eppure non riesco a trovarne un altro che spieghi con altrettanta precisione cos'è successo in quel lembo di terra. Dal momento che i riscontri che ho ricevuto, tra cui anche quelli di alcuni importanti attivisti per i diritti umani, indicavano un certo disagio nell'utilizzo di questa definizione, sono stato propenso a rivalutare questa scelta per un po', ma sono tornato a utilizzarla di recente con voce ancora più forte: è l'unico modo appropriato per descrivere ciò che l'esercito israeliano ha fatto nella Striscia di Gaza dal 2006. ([[Ilan Pappé]])
*Per anni ho rifiutato di utilizzare questa parola: “genocidio”. Ma adesso non posso trattenermi dall’usarla, dopo quello che ho letto sui giornali, dopo le immagini che ho visto e dopo aver parlato con persone che sono state lì. ([[David Grossman]])
*Per molto tempo mi sono detta che sul genocidio bisognava aspettare si pronunciasse il Tribunale internazionale, ora credo sia arrivato il momento di avere il coraggio di usare quella parola. [...] Per un ebreo israeliano solo evocare quella possibilità è terribile, spalanca la porta a fantasmi del passato. E se sei un soldato ti fa interrogare su quello che stai facendo. Deve essere una cosa tremenda dover rispondere a ordini disumani come sparare sulla folla di civili. ([[Anna Foa]])
*Quello che sta accadendo nella Striscia di Gaza non è una guerra, ma un genocidio... Ciò che sta accadendo al popolo palestinese nella Striscia di Gaza non è esistito in nessun altro momento storico. In effetti, esisteva. Quando [[Adolf Hitler|Hitler]] decise di uccidere gli ebrei ([[Luiz Inácio Lula da Silva]])
*Se in Israele il problema è quello di arrestarsi sull’orlo dell’abisso, qui in Europa il problema è duplice: aiutare israeliani e palestinesi che in quell’abisso rischiano di sprofondare, ma al tempo stesso non far dilagare qui la barbarie culturale che un acritico arruolamento su uno o sull’altro dei due fronti più estremi sta producendo. Per questo mi sono sempre opposta e continuo ad oppormi a un uso del termine genocidio che non ha nulla di analitico, ma ha molto di vendicativo. È uno scrollarsi di dosso la responsabilità storica dell’Europa, inventando una sorta di contrappasso senza senso, un ribaltare sulle vittime del nazismo le colpe dell’Israele di oggi dipinto come nuovo nazismo. ([[Liliana Segre]])
*Sono andata ad incontrare le famiglie palestinesi in fuga. Ad ogni bambina o ragazzina che ho incontrato, era stato ucciso o ferito un membro della famiglia, spesso davanti ai loro occhi. Sono traumi che noi non riusciamo nemmeno a immaginare. Non abbiamo fatto abbastanza contro questo genocidio. Doveva essere fermato prima. E bisognerà fare sempre più pressione su Israele, che dovrà pagare per le sue azioni. I leader mondiali hanno per troppo tempo abbandonato i palestinesi. In Egitto ho incontrato una bambina che cercava di disegnare qualcosa con la mano sinistra, perché non potrà più utilizzare quella destra che è stata gravemente ferita durante i bombardamenti. Però i bambini alla fine trovano sempre un modo per continuare a vivere. Nonostante tutto. ([[Malala Yousafzai]])
*Sono centinaia di fatti che ci fanno capire cosa stia succedendo dentro Israele, dove si è instaurato qualcosa di simile a un totalitarismo razzista e suprematista in cui il disprezzo della vita degli altri, l'assassinio sistematico delle famiglie, dei bambini, tutto questo non è casuale, è un target della guerra di Netanyahu. ([[Massimo D'Alema]])
*Un bambino, una bambina, una donna, un uomo non sono più esseri umani, ma potenziali terroristi. Dunque qualsivoglia intervento preventivo diviene legittimo al di là della colpa. Il palestinese diventa una categoria. Una statistica. Un effetto collaterale. Peggio ancora, viene assorbito nella figura del nemico, non più l'umano in cui riconoscersi, ma scarto sacrificabile alla ragione di Stato, alla sicurezza nazionale, all'integrità religiosa che sta trasformando la Cisgiordania in terra di mattanza e caccia all'arabo, perché per i coloni i palestinesi non hanno diritto neanche a nominarsi come tali. ([[Massimiliano Smeriglio]])
*Voglio parlare come una persona che ha fatto tutto quello che poteva per non arrivare a chiamare Israele uno Stato genocida. E ora, con immenso dolore e con il cuore spezzato, devo constatare che sta accadendo di fronte ai miei occhi. “Genocidio”. È una parola valanga: una volta che la pronunci, non fa che crescere, come una valanga appunto. E porta ancora più distruzione e più sofferenza. ([[David Grossman]])
===[[Josep Borrell]]===
{{cronologico}}
*Per tutti coloro che hanno orecchie per sentire e occhi per vedere, non c'è più alcun dubbio: è proprio un genocidio quello che il governo israeliano sta compiendo a Gaza, massacrando e affamando i civili dopo aver sistematicamente distrutto tutte le infrastrutture dell'enclave.
*Coloro che non agiscono per porre fine a questo genocidio e a queste violazioni del diritto internazionale, pur avendo la possibilità di farlo, se ne rendono complici. È purtroppo il caso degli attuali leader dell'Unione Europea e dei suoi Stati membri che rifiutano di sanzionare Israele, nonostante l'Unione Europea abbia l'obbligo giuridico di farlo.
*La palese differenza tra la reazione decisa delle istituzioni europee all'aggressione russa contro l'Ucraina e la loro passività di fronte alla guerra a Gaza è stata ampiamente sfruttata dalla propaganda di Vladimir Putin contro l'UE. E con successo, come si è visto in particolare nel Sahel. Questo doppio standard europeo ha anche indebolito notevolmente il sostegno all'Ucraina in molti paesi in via di sviluppo.
*I leader dell'Unione Europea e dei suoi Stati membri saranno probabilmente chiamati in futuro a rispondere della loro complicità nei crimini contro l'umanità commessi dal governo di Benjamin Netanyahu. E, con il senno di poi, gli europei giudicheranno sicuramente con severità la loro cecità di fronte al genocidio in corso. È tuttavia urgente limitare i danni fin da ora. L'Unione Europea e i suoi Stati membri devono finalmente decidere di sanzionare Israele senza ulteriori indugi. È l'unico linguaggio che può indurre i leader israeliani a porre fine ai loro crimini contro l'umanità.
===[[Navanethem Pillay]]===
{{cronologico}}
*Ieri {{NDR|16 settembre 2025}} la Commissione delle Nazioni Unite di cui sono a capo ha pubblicato la sua analisi legale del comportamento di Israele nella Striscia di Gaza. La conclusione a cui siamo giunti è chiara: Israele ha commesso genocidio contro i palestinesi a Gaza. Questa conclusione si basa su indagini e numerose prove relative al periodo compreso tra il 7 ottobre 2023, quando è iniziata la guerra, e il 31 luglio 2025; è corroborata da molteplici fonti ed è definita da un rigoroso quadro giuridico della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio del 1948, a cui Israele aderisce.
*La portata della distruzione è devastante. Secondo le autorità sanitarie gazawe, sono stati uccisi più di 64mila palestinesi, tra cui 18mila bambini e quasi diecimila donne. L'aspettativa di vita stimata a Gaza è precipitata da 75 anni ad appena 40 in soli dodici mesi: si tratta di uno dei crolli più bruschi e rilevanti mai registrato. Ospedali, scuole, chiese, moschee e interi quartieri sono stati rasi al suolo. Dalla nostra analisi è emerso che l'affamamento è stato usato come un'arma di guerra e che il sistema medico-sanitario è stato distrutto di proposito. L'assistenza sanitaria alla maternità è stata gravemente compromessa. I bambini sono morti di fame, sono stati uccisi e sepolti sotto le macerie. Secondo l'Unicef, a Gaza ogni ora è morto un bambino. Questi non sono incidenti di guerra. Sono azioni premeditate finalizzate alla distruzione di un popolo.
*Per determinare un genocidio non è fondamentale soltanto l'azione, ma altresì l'intento. Anche in questo caso, le prove sono evidenti. Leader israeliani di spicco, incluso il presidente, hanno disumanizzato i palestinesi. Yoav Gallant, il ministro della Difesa all'epoca degli attacchi del 7 ottobre, ha detto: "Abbiamo a che fare con bestie umane", mentre il presidente Isaac Herzog ha affermato che l'intera nazione palestinese era responsabile. Alle loro parole si sono accompagnati gli atti: bombardamenti indiscriminati che hanno reso Gaza inabitabile, blocco degli aiuti umanitari, violenza di genere e violenza sessuale e un assedio che secondo noi è stato studiato per affamare a morte la popolazione. Tutti insieme, questi atti delineano uno schema che dimostra l'intento genocidario.
*Alcuni sostengono che il termine "genocidio" è troppo forte per essere usato mentre prosegue la guerra di Israele. La legge, tuttavia, parla chiaro: l'obbligo di prevenire un genocidio c'è nel momento stesso in cui si rende evidente un serio pericolo che si verifichi. In questa guerra, questa soglia è stata superata molto tempo fa.
*Riconosco il dolore degli israeliani che hanno perso i loro cari negli efferati attacchi di Hamas del 7 ottobre, che hanno provocato la morte di 1.200 persone, e la sofferenza delle famiglie dei circa 50 ostaggi tuttora prigionieri, 20 dei quali ritenuti ancora in vita. La nostra Commissione ha documentato i crimini perpetrati da Hamas. In ogni caso, nessun crimine, per quanto grave, giustifica il genocidio. Rispondere a un'efferatezza con un'efferatezza significa abdicare ai valori garantiti dal diritto internazionale fin dalla sua creazione.
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Guerra Israele-Hamas]]
*[[Striscia di Gaza]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante il}}
[[Categoria:Eventi degli anni 2020]]
[[Categoria:Genocidi]]
[[Categoria:Palestina]]
[[Categoria:Storia di Israele]]
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Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo
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[[File:Cristiano Ronaldo and Lionel Messi - Portugal vs Argentina, 9th February 2011.jpg|thumb|Cristiano Ronaldo e Lionel Messi prima di un'amichevole tra le nazionali di Portogallo e Argentina nel 2011]]
Citazioni sulla '''rivalità calcistica tra [[Lionel Messi|Messi]] e [[Cristiano Ronaldo]]'''.
==Citazioni==
*A livello sportivo è stata una lotta molto positiva, ci siamo cibati reciprocamente di questa rivalità perché siamo due tipi molto competitivi, vogliamo vincere tutto e sempre, è stato bello per noi stare ai vertici per tantissimi anni perché non è facile farlo, ma è stato bello anche per i tifosi e gli appassionati che ci hanno seguito in tutti questi anni. ([[Lionel Messi]])
*Amo Messi non in contrapposizione a Cristiano, ma perché per me è il più grande della storia, perché l'emozione che riesce a darmi è unica [...]. A me piace da matti il tennis. Ecco, Cristiano è come Nadal, un atleta fantastico, costruito sul talento ma anche grazie al lavoro, alla volontà. Federer invece è Messi. È classe pura, artistica. Sono due fenomeni diversi e ovviamente si può preferire o tifare per l'uno o per l'altro, ci mancherebbe. Io sto con Messi, perché è uno che potrebbe fare la differenza anche da fermo, che non ha quasi bisogno del fisico. Ho anche chiamato il mio secondo figlio col suo nome. ([[Antonio Cassano]])
*{{NDR|Nel 2020}} C'è molto equilibrio ma mi sembra che oggi Cristiano Ronaldo sia il più stabile, ormai da dieci anni è ad altissimi livelli, si mantiene stabilmente al top. Non è tanto talentuoso quanto Neymar sul piano tecnico, ma è più abile in tutte le altre qualità che fanno un grande giocatore. Penso che il portoghese sia il migliore perché è più continuo, anche se non si può dimenticare Messi, ovviamente. Però il numero 10 del Barcellona non è un attaccante. ([[Pelé]])
*Cristiano è la tecnica applicata alla perfezione atletica, raggiunta con grandi sacrifici. Ronaldo è una macchina costruita per essere la migliore. Lui vuole essere il più forte, il più ricco, il più vincente. Ma io tra i due scelgo Messi. Mai visto uno come lui. Oggi molti dicono che passeggia tra le linee aspettando il momento. Non è vero. Lui lo crea il momento. Sa sempre dove stare, come e quando accelerare. Nessuno vince le partite da solo, ma Messi in forma può fare tre gol da solo. E allora è difficile che poi le perdi. ([[Thiago Motta]])
*Cristiano Ronaldo è un grande realizzatore ma non ha il genio di Messi [...]. Messi era un genio già a 17-18 anni, Cristiano era invece un buon giocatore che si è costruito attraverso il duro lavoro diventando poi un crack. Il portoghese è un ottimo giocatore, ha tutto il mio rispetto, tuttavia non ha nel suo repertorio la giocata geniale, impossibile, quella che gli altri non possono immaginare. La differenza è lì, Messi è un talento innato, Cristiano è diventato un campione con il passare del tempo. ([[Fabio Capello]])
*{{NDR|Nel 2015}} Cristiano è un predatore davanti alla porta. Non puoi permettergli di tirare da nessuna parte nella metà campo avversaria. I portieri hanno paura di lui. Bisogna essere onesti, i portieri hanno paura di Cristiano. Non hanno poi così tanta paura di Messi da quel punto di vista, perché non ha la stessa potenza di Cristiano. Cristiano è un professionista incredibile. Credo che in questo momento sia allo stesso livello di Messi. Non è che Messi sia migliore di Ronaldo o che Ronaldo sia migliore di Messi. Penso che siano allo stesso livello. ([[Diego Armando Maradona]])
*Cristiano Ronaldo? Lui gioca da solo, corre, ha fisico e segna. Messi, per essere Messi, ha bisogno di una squadra. Se mettete Messi nel Portogallo farebbe numeri pazzeschi in contropiede. ([[Hernán Crespo]])
*Essere Cristiano Ronaldo è molto più difficile che essere Messi. Il mio attaccante non è mai stato tutelato fisicamente, non è mai protetto da niente o da nessuno. ([[José Mourinho]])
*La mia scelta ricade su Messi, anche se non posso ammirare Ronaldo più di quanto già faccia. La mia spiegazione per questo è la seguente. Abbiamo giocato contro entrambi ed è quasi impossibile difendere contro questi due. Ma Messi ha meno qualità fisiche dalla nascita. Se dovessi pescare un giocatore perfetto, avrebbe l'altezza, la velocità e la potenza di salto di Ronaldo [...]. Queste qualità fisiche includono anche il suo atteggiamento totale, che è perfetto e professionale. Difficilmente potrebbe fare meglio. D'altra parte, c'è il 'piccolo' Messi, che fa sembrare tutto così semplice. Ecco perché penso che potrebbe essere un po' meglio. Ma anche Cristiano è assolutamente un grande giocatore. È una scelta molto difficile, ma hanno una cosa in comune: hanno lasciato la loro impronta nel calcio per così tanto tempo. Ci sono molti giovani giocatori che hanno un potenziale simile, ma è un risultato incredibile fare qualcosa del genere per un periodo di tempo così lungo. ([[Jürgen Klopp]])
*La velocità mentale e fisica di Messi è insuperabile. Cristiano Ronaldo ha raggiunto un livello straordinario, ma ha avuto la sfortuna di capitare nella stessa epoca di Messi. Non c'è paragone tra i due, è chiaro a tutto il mondo. A meno che tu non sia del Real Madrid... ([[Xavi]])
*{{NDR|Dopo un gol segnato su punizione al Liverpool nella semifinale di andata della UEFA Champions League 2018-2019}} Leo Messi fenomeno. Per il bene del calcio, per favore non paragonatelo più al 7 della Juve.<ref>All'epoca Cristiano Ronaldo giocava con la Juventus.</ref> ([[Mario Balotelli]])
*{{NDR|Riferendosi a Messi}} Lui era l'uomo spogliatoio, era il punto di riferimento, era veramente il giocatore capace di aggregare intorno alla sua grande classe anche altri campioni. Era un direttore d'orchestra che ogni tanto facevi degli assolo straordinari, Cristiano Ronaldo è stato un grandissimo tenore, ma poi l'orchestra suonava e lui se ne andava via. ([[Fabio Ravezzani]])
*Messi è cresciuto nella squadra in cui gioca e i suoi compagni con lui. Ronaldo invece è arrivato dall'Inghilterra, si è affermato in un ambiente a lui sconosciuto, entrando a far parte di un team al tempo perdente. ([[José Mourinho]])
*Messi è invece l'accelerazione e l'accensione, il portatore di superiorità numerica oltre che un finalizzatore come al mondo ce n'è soltanto un altro, Ronaldo. ([[Ivan Zazzaroni]])
*{{NDR|«Chi è il più forte calciatore del mondo tra Cristiano Ronaldo e Messi?»}} Messi, perché rappresenta la poesia del calcio. Vederlo in azione è un inno alla gioia e alla bellezza. Appartiene alla categoria dei Pelé, dei Maradona, dei Neymar. Ronaldo è potenza, folgore, uno che fisicamente non conosce rivali, mi sembra di rivedere Eusebio e Batistuta. Ma non è un poeta. Per questo, io amante dei versi sciolti sul prato verde, preferisco il fuoriclasse argentino. ([[José Altafini]])
*Messi talento puro e Ronaldo solo duro lavoro? Dimmi che Cristiano non ha talento o che Messi non è un lavoratore instancabile. Solo chi non ha mai giocato può dire una cosa del genere. È molto semplice. ([[Kylian Mbappé]])
*Mi piace più di Messi, questo sì. [...] Messi è Messi, per carità. È nato così, nessuno gli ha insegnato niente, anzi è lui che insegna a noi. Ronaldo si è fatto col tempo, è un maniaco della perfezione, ogni giorno chiede di più a se stesso: mi ci riconosco. ([[Federico Bernardeschi]])
*Non c'è astio tra loro due, sono entrambi i migliori giocatori del mondo. Ci saranno sempre grandi giocatori. Come negli anni '60 con Alfredo Di Stefano, Ferenc Puskas ed Eusebio. Negli anni '70 c'erano Johan Cruyff e Franz Beckenbauer e poi negli anni '80 Marco van Basten. Penso che quello che stiamo vedendo in questo momento è che Messi è un giocatore eccezionale di questo decennio, insieme a Cristiano. Non credo che la rivalità tra loro li infastidisca. Credo che abbiano il loro orgoglio personale e vogliano essere i migliori, almeno per quanto riguarda Cristiano, perché ha giocato qui allo United per sei anni. ([[Alex Ferguson]])
*Nonostante la mia amicizia con Cristiano, sto con Messi. Leo è differente. Se Ronaldo è implacabile e assassino in area di rigore, Messi ti tortura prima di ucciderti. ([[Wayne Rooney]])
*Per me è sicuramente più forte di Cristiano Ronaldo, tanto più che io sono abituato a vedere anche l'uomo, non solo il calciatore: Messi, per come si comporta in campo, è un esempio per i ragazzi. ([[Paolo Maldini]])
*{{NDR|Nel 2023}} Quando non ci saranno più, ci renderemo conto di quanto ci hanno dato entrambi. Mi rifiuto sempre di fare una gerarchia perché sono due giocatori diversi. Giocatori completamente diversi, ma eccezionali che da 15 anni dimostrano al mondo quanto può essere grandioso il calcio. ([[Arsène Wenger]])
*Quando smetteranno di giocare Ronaldo e Messi, prenderò la tv, la butterò dalla finestra e me ne andrò al cinema per divertirmi. ([[Christian Vieri]])
*{{NDR|[[Ultime parole famose]] nel 2019}} Ronaldo è riuscito in qualcosa che a Messi invece è sempre mancato: vincere un titolo importante con la maglia della sua Nazionale. ([[Massimo Marianella]])
*Ronaldo è un grande giocatore. Ma chi sostiene che sia più forte di Messi non capisce di calcio oppure è in malafede. Messi è unico. Inimitabile e irripetibile. Come lui, uno ogni cinquant'anni. Da bambino è caduto nella pentola del genio calcistico. ([[Marco van Basten]])
*{{NDR|Nel 2012}} Ronaldo ha segnato e vinto tanto sia in Premier che in Liga. Magari fa il bello e la gente lo fischia. C'è un sacco di gente che lo odia, e lui replica con i gol. A me piacciono i personaggi così, di carattere ma anche generosi, che danno tutto. Messi ovunque va è apprezzato. Ma poi non so se farebbe altrettanto bene altrove: la prova è che in Champions League non ha mai segnato in Inghilterra. ([[Adel Taarabt]])
*Sono stelle totalmente diverse. Lionel Messi è un bravo ragazzo che ogni padre e ogni madre vorrebbero portare a casa. È un brav'uomo, è molto veloce, e non è esuberante, gioca bene, balla. È un uomo gentile, un bravo ragazzo. Questo è ciò che lo rende così popolare e, naturalmente, otterrà sempre molti voti perché gioca bene e segna gol. L'altro è un'altra cosa. È come un comandante sul campo di gioco. Questo è l'altro lato del calcio ed è bene avere dei comandanti sul campo. Non hanno lo stesso atteggiamento e questo aggiunge brio al calcio. Uno ha più spese per il parrucchiere rispetto all'altro, ma questo non ha importanza. Non posso dire chi sia il migliore [...]. Mi piacciono entrambi, ma preferisco Messi. ([[Joseph Blatter]])
*Spesso sentiamo parlare del confronto tra Messi e Cristiano, tuttavia l'argentino andrebbe paragonato solo a gente come Pelè, Maradona e Cruyff, i simboli della storia del calcio mondiale. C'è una differenza tra i due ed è grande. Uno è un Dio, l'altro ci sono giorni nei quali può fare qualcosa... ([[Hristo Stoičkov]])
* Stiamo parlando di due che toccano il massimo livello di intelligenza calcistica. Ognuno si è reinventato a modo suo. Cristiano gioca più avanzato, perché è sempre stato ossessionato dai gol. Leo, al contrario, ha arretrato la sua posizione, quella da falso nove ed è diventato il giocatore attraverso il quale si esprime tutta la creatività della squadra. ([[Jorge Valdano]])
===[[Fabio Licari]]===
*{{NDR|Messi}} È in vantaggio anche nei Palloni d'oro: 8-5. Ronaldo non può competere, anche se con lui, oltre al famoso palleggio e al bel gioco, i portoghesi saranno ricordati per un Europeo, due Nations League, la semifinale mondiale. C'è un Portogallo prima CR7 e dopo CR7, Messi ha semplicemente ricevuto l'eredità di Diego.
*I due fenomeni non sono la stessa cosa. Il portoghese merita applausi speciali: non ha ricevuto da madre natura gli stessi doni del rivale, ma si è costruito con un'abnegazione che ha del disumano e che potrebbe avere a che far con i file sugli Ufo desecretati da Trump. Ci starebbe un bel paragone tra l'eleganza e la naturalezza dei colpi di Alcaraz e il carattere e la forza di migliorarsi di Sinner, ma i due fenomeni del tennis sembrano più vicini tra loro di quelli del pallone. Quando Messi fa il Messi, e in Qatar più o meno è successo, è come quando sul ring si muoveva Mohammed Ali, o sul campo calciava Maradona. Non ce n'è per nessuno. Sollevando la coppa a Doha, Messi ha definitivamente staccato CR7.
*Mai visto un dominio così prepotente, complice anche un apparato social-mediatico di cui Di Stefano, Cruijff, Pelé, Maradona e Platini non potevano certo disporre [...]. Messi e CR7 sono così superiori al resto del mondo che il discorso del contesto più o meno "allenante" non li riguarda.
===[[Cristiano Ronaldo]]===
{{cronologico}}
[[File:Widawa Messi Ronaldo.jpg|thumb|Un cestino di sigarette in Polonia recante la scritta "Chi è il giocatore migliore?", nel tentativo di stabilire una preferenza tra le persone.]]
*Penso che siamo stati da stimolo l'uno con l'altro ed è anche per questo che la competizione è a livelli altissimi e perché Real e Barça sono le squadre migliori al mondo.
*{{NDR|Riferendosi ai paragoni tra loro}} Questa storia comincia a stancarmi e credo valga anche per lui. Non si può paragonare una Ferrari a una Porsche perché i motori sono diversi. Lui fa del suo meglio per il Barça, io per il Real.
*È un ragazzo e un giocatore fantastico. È nella storia del calcio, credo che dovrò vincere altri sei, sette o otto Palloni d'Oro per essere sopra di lui. Non siamo amici, ma abbiamo condiviso questo palcoscenico per 15 anni. Abbiamo un buon rapporto. So che mi ha spinto a diventare un giocatore migliore, così come io ho spinto lui a diventare un giocatore migliore.
*La nostra rivalità c'era ma era un'ottima cosa. Ai tifosi piaceva. Ma anche adesso, chi ama Cristiano Ronaldo non deve odiare Messi, e viceversa [...]. Siamo due buoni, o molto buoni, calciatori. Abbiamo caratterizzato la storia del calcio, e continuiamo a farlo, siamo rispettati in tutto il mondo e questo è molto importante. Io faccio la mia strada, e lui la sua [...]. Abbiamo condiviso i maggiori palcoscenici per 15 anni e abbiamo finito per essere non dico amici, perché non siamo mai andati a cena insieme, ma molto rispettosi uno dell'altro.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto|w=Messi–Ronaldo rivalry|w_site=en|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}}
==Voci correlate==
*[[Lionel Messi]]
*[[Cristiano Ronaldo]]
[[Categoria:Rivalità calcistiche]]
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Maurizio Bettini
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'''Maurizio Bettini''' (1947 – vivente), filologo classico, latinista e antropologo italiano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/cultura/2026/10/08/news/maurizio_bettini_il_nobel_a_carson_dopo_l_odissea_di_nolan_vince_di_nuovo_la_potenza_del_mito-425634720/ Maurizio Bettini: "Il Nobel a Carson? Dopo l’Odissea di Nolan, vince di nuovo la potenza del mito"]''|Intervista di Lara Crinò, ''repubblica.it'', 8 ottobre 2026.}}
*Credo che sia il successo {{NDR|dell<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} di [[Christopher Nolan|Nolan]], che la decisione dell'Accademia di Svezia di premiare [[Anne Carson|Carson]], possano tutto sommato essere ricondotti a questa forma perenne del mito classico, che è un tipo di racconto che ha lo straordinario merito, ai nostri occhi, di essere lì da oltre due mila anni: è profondamente tradizionalizzato nella nostra cultura, è una sorta di codice comune in qualche modo.
*Il [[mito]] è libero per eccellenza anche perché non esiste, dico, una sola versione del mito. Questa è la grande differenza rispetto a un grande classico dell'epoca successiva. [...] Il mito nasce dall'inizio come un fascio di versioni: si possono avere versioni anche contrastate, possono mutare personaggi, gli eventi, la risoluzione, le ragioni iniziali. Quindi è una struttura aperta, perfetta per altre riscritture.
*Come sappiamo, il rapporto tra il mito e la cultura femminile contemporanea è molto forte. Ritorna [[Medea]], Medea ha avuto centinaia e centinaia di scritture. Ritorna [[Clitemnnestra]], ritorna [[Antigone]], perché sono le grandi eroine che pongono il mondo maschile di fronte a degli interrogativi. Clitemnestra è un'assassina sì, ma uccide per vendicare la figlia uccisa da un padre prepotente. Ci pone di fronte a un interrogativo sul ruolo e la posizione della donna. Lo stesso vale per Antigone, così cara a Carson: Antigone è la ragazza che si oppone niente meno che al potere in nome di una legge che lei dice ci viene dagli dèi, una legge non scritta. Lei è l'unica che ha il coraggio di opporsi al potere, a quello che noi chiameremmo la legge positiva. Un grande figura femminile ci pone di fronte a un problema: niente meno che il contrasto tra i doveri morali, la giustizia, e la legge. È una donna che lo fa, è così per Medea, è così per tante altre. Quindi credo che sia soprattutto questo anche uno dei motivi che riporta il mito continuamente all'attenzione: parla di donne in una maniera problematica come prima non si faceva.
==''Le orecchie di Hermes''==
*Si può essere costretti a imparare il latino a quattro anni, per di più a bacchettate, e poi sviluppare un grande amore per i classici? Normalmente no, e Samuel Butler non fece eccezione alla regola. Sottoposto a questo precoce trattamento, i classici li detestò per sempre. Naturalmente non era questo lo scopo che suo padre, il reverendo Thomas Butler, si era prefisso quando decise di insegnargli così per tempo la lingua di Cicerone e di Virgilio. Né a questo risultato aspiravano le lezioni che il ragazzo Samuel ricevette in seguito dal dr. Kennedy, celebre professore di lingue classiche a Shrewsbury: la scuola in cui il reverendo Thomas aveva mandato il figlio con tanta fiducia («un luogo in cui da ogni parte ti senti circondato dalla menzogna», annoterà lo scolaro). Ma le cose andarono proprio così. Samuel Butler imparò per sempre a odiare i classici – con l'esclusione di Omero – tanto quanto imparò a detestare Tennyson: che suo nonno, l'autorevole vescovo Butler, ovviamente venerava. (prefazione)
*Non c'è dubbio che Butler, parlando di «linguaggio ipotetico», intendesse in realtà riferirsi al latino, la lingua che suo padre gli aveva insegnato a quattro anni con l'aiuto di una bacchetta. Il tono è ironico, e sicuramente Butler avrebbe preferito che «gli abitanti di [[Samuel Butler#Erewhon|Erewhon]]» dedicassero gli anni migliori dei loro ragazzi non al «linguaggio ipotetico» ma a qualcosa di più consistente. Facile immaginare infine quale fosse l'opinione dell'autore riguardo all'opportunità di «pagare stipendi», e per tutta la vita, a coloro che «che abbiano raggiunto un considerevole livello» nello studio del linguaggio ipotetico: come nel caso del dr. Kennedy di Shrewsbury. A volte, però, l'odio è miglior consigliere dell'amore. Ecco perché invitiamo il lettore a non prendere sotto gamba questa invenzione metaforica di Butler: i classici come «''hypothetics''», i classici come un modo per aprire gli occhi del ragazzo su tutte le possibilità che si possono incontrare nell'universo, anche quelle che non si vedono qui e ora. A nostro parere, infatti, Butler, odiando, ci aveva indovinato. (prefazione)
*In quanto dio della comunicazione, a [[Ermes|Hermes]] era poi specificamente consacrata una parte del corpo molto significativa da questo punto di vista, la lingua. Come diceva il filosofo Cornuto, Hermes «viene chiamato ''diáktoros'' («messaggero») poiché [...] conduce (''diágein'') i nostri pensieri alle anime (''psychaí'') di coloro che ci sono vicini: per questo motivo usano consacrare a lui la lingua». Questo esplicito legame religioso fra Hermes e l'organo della fonazione sposta decisamente il dio dalla parte di uno degli aspetti fondamentali della comunicazione umana, quello ''linguistico''. (parte I, capitolo I)
==Bibliografia==
*Maurizio Bettini, ''Le orecchie di Hermes: {{small|Studi di antropologia e letterature classiche}}'', Einaudi, 2015. ISBN 8858418859
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Bettini, Maurizio}}
[[Categoria:Antropologi italiani]]
[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Latinisti italiani]]
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Muro di Grammont
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Danyele
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+voci correlate
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[[File:Muurgeraardsbergenrvvvrouwen.jpg|thumb|Un passaggio sul muro di Grammont (Belgio) durante il Giro delle Fiandre femminile 2006]]
Citazioni sul '''muro di Grammont''', noto anche come ''Muur van Geraardsbergen'', ''Muur-Kapelmuur'' o semplicemente ''Muur''.
*La corsa dei muri è il [[Giro delle Fiandre]]. E il muro per eccellenza è suo: Muur van Geraardsbergen [...], mille metri di lunghezza, 90 metri di dislivello, significa una pendenza media del 9 per cento, e massima del 20, il tutto amplificato dalle urla dei tifosi e ingigantito dalla tradizione della corsa e santificato dalla presenza della cappella, molti lo chiamano Kapelmuur o solo Muur, come se gli altri fossero volgari imitazioni. La superficie è un pavé scabroso, viscido anche quando non piove, chi si ferma è perduto e poi sale a piedi, all'odore di fritto e di birra ci si abitua, alle emozioni trasmesse dal passaggio dei corridori sulla stradina mai. Se nella vita si dovesse scegliere una sola corsa, allora il Fiandre. E in quella corsa, il Muur. Preparatevi, organizzatevi, fate in fretta: c'è già la coda. ([[Marco Pastonesi]])
==Voci correlate==
*[[Giro delle Fiandre]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}}
{{S}}
[[Categoria:Ciclismo]]
[[Categoria:Luoghi del Belgio]]
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Global Sumud Flotilla
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Danyele
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{{voce tematica}}
[[File:Logo Global Sumud Flotilla.svg|thumb|Logo]]
Citazioni sulla '''Global Sumud Flotilla'''.
*Assieme alle manifestazioni di solidarietà con i palestinesi, che in tutto il mondo hanno portato in piazza milioni di persone, la Global Sumud Flotilla è stata la più forte indicazione del rifiuto universale del silenzio, di fronte a un [[Genocidio nella Striscia di Gaza|genocidio]] trasmesso in tv. ([[Ilan Pappé]])
*È ovvio che un po' di paura ci sia, ma mi fa ancora più paura non fare nulla per fermare questo genocidio e essere costretta a dire ai miei bambini che in futuro non si rispetteranno più i diritti umani e nessuno sarà al sicuro su questo pianeta. [...] siamo qui per difendere non solo la sicurezza della Palestina, ma quella di tutta l'umanità, dei nostri bambini. Questa flotilla è storica perché per la prima volta ci saranno tante navi. La tendenza dev'essere questa: essere sempre di più. Solo così, alla fine, potremo farcela. ([[Ada Colau]])
*Il messaggio che la Global Sumud Flotilla invia ai governi di tutto il mondo, in particolare occidentali, è che non c'è bisogno di mediazioni esterne tra le due parti in causa, ma piuttosto di interventi a difesa dei palestinesi. Finché i governi non se ne incaricheranno, la società civile ha il dovere di dar voce a questa posizione, e proprio questo è il significato della Global Sumud Flotilla. ([[Ilan Pappé]])
*Purtroppo più volte Israele non ha permesso alle imbarcazioni o a chiunque cercasse di portare aiuti, di arrivare a destinazione e sicuramente sarà così anche questa volta e la popolazione civile di Gaza continuerà a soffrire come prima. ([[Oleg Orlov]])
*Trump, Netanyahu e tutti i signori della guerra vogliono farci perdere la speranza e questa flottiglia è tutto il contrario perché dice a Gaza e ai palestinesi che non sono soli, che non ci dimentichiamo di loro, che loro non si arrendono e noi neanche. ([[Ada Colau]])
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Genocidio nella Striscia di Gaza]]
*[[Stato di Palestina]]
*[[Striscia di Gaza]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}}
[[Categoria:Mezzi di trasporto nell'acqua]]
[[Categoria:Organizzazioni]]
[[Categoria:Palestina]]
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Wikiquote:SheSaid 2026
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Danyele
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[[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]]
<div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;">
<br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce!
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[[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]]
La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''.
A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia.
== Partecipanti==
# --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST)
# --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST)
# -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST)
# --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST)
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== Voci scritte ==
=== Nuove ===
{{div col | 3}}
# [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}}
# [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}}
# [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}}
# [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}}
# [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}}
# [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}}
# [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}}
# [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}}
# [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}}
# [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}}
# [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}}
# [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}}
# [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}}
# [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}}
# [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Laura]] {{fatto|Superchilum}}
# [[Vasti]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Giannetta de' Vacchi]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Moglie di Noè]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Anastasia Bartoli]] {{fatto|IppolitoN}}
# [[Cornelia Sale Mocenigo Codemo]] {{fatto|Udiki}}
# [[Maria Pezzé Pascolato]] {{fatto|Udiki}}
# [[Katharina Kasper]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Amy Hunt]] {{fatto|Danyele}}
# [[Maria Josefa Sancho de Guerra]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Katharine Mary Drexel]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Léonie Aviat]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Paula Montal Fornés]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Maria Crescentia Höss]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Edwige Pezzulli]] {{fatto|Danyele}}
# [[Maria Angela Truszkowska]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Caterina Labouré]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Katie Zelem]] {{fatto|Danyele}}
# [[Nanea]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Kareena Kapoor]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Kaley Cuoco]] {{fatto|Danyele}}
# [[Marisa Bulgheroni]] {{fatto|Udiki}}
# [[Rebecca Piva]] {{fatto|Danyele}}
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# [[Alexa Gray]] {{fatto|Danyele}}
# [[Karolína Muchová]] {{fatto|Danyele}}
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# [[Mirra Andreeva]] {{fatto|Danyele}}
# [[Antonia Salzano]] {{fatto|Spinoziano}}
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# [[Agnes Miegel]] {{fatto|Spinoziano}}
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# [[Demi Vollering]] {{fatto|Danyele}}
# [[Katarzyna Niewiadoma]] {{fatto|Danyele}}
# [[Donna con sette figli]] {{fatto|Spinoziano}}
# [[Sass Jordan]] {{fatto|Danyele}}
# [[Ada Colau]] {{fatto|Danyele}}
{{div col end}}
=== Migliorate ===
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# [[Cecilia Zandalasini]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
# [[Matilde Villa]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni, sistemazioni
# [[Martina Bestagno]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni
# [[Sarah Fahr]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub
# [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
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# [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione
# [[Laura Zuccheri]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Ester (personaggio biblico)]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, de-stub
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# [[Kathryn Hahn]] {{fatto|Danyele}} + 4 citazioni, sistemazioni
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# [[Renée Simonsen]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni
# [[Gabriela Guimarães]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione
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# [[Gertrud von Le Fort]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione
# [[Eleonora Goldoni]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni
# [[Sara Simeoni]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni
# [[Stefania Casini]] {{fatto|Danyele}} + 11 citazioni, sistemazioni
# [[Natascha Lusenti]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
# [[Ejae]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni
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== Risultati ==
TBD
== Risorse ==
* [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube
* [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women)
* [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons)
== Edizioni precedenti ==
* [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]]
** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]
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** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]]
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** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]]
==Altri progetti==
* [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta]
== Dashboard ==
* [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività
== Rassegna stampa ==
* [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023.
* [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023.
* [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne.
[[Categoria:Campagna SheSaid]]
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Discussioni utente:SasooXD
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Tenbosse
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[[File:Tenbosse 03.jpg|thumb|Il Tenbosse]]
Citazioni sul '''Tenbosse'''.
*Il Tenbosse non ha certo il fascino del Kwaremont o del [[Muro di Grammont|Grammont]]: è un muro corollario e non fondamentale del Fiandre. Ma è da sempre tra le reliquie di [[Johan Museeuw|Museeuw]] per questa classica esigente per le gambe e per la testa [...]. Lì, sul Tenbosse, Museeuw ha messo [...] le ali per laurearsi [...] imperatore della «Ronde». ([[Angelo Zomegnan]])
==Altri progetti==
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Citazioni sul '''Tenbosse'''.
*Il Tenbosse non ha certo il fascino del Kwaremont o del [[Muro di Grammont|Grammont]]: è un muro corollario e non fondamentale del [[Giro delle Fiandre|Fiandre]]. Ma è da sempre tra le reliquie di [[Johan Museeuw|Museeuw]] per questa classica esigente per le gambe e per la testa [...]. Lì, sul Tenbosse, Museeuw ha messo [...] le ali per laurearsi [...] imperatore della «Ronde». ([[Angelo Zomegnan]])
==Voci correlate==
*[[Giro delle Fiandre]]
==Altri progetti==
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Giro delle Fiandre
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Roger de Vlaeminck.jpg|thumb|Roger de Vlaeminck affronta il pavé del Giro delle Fiandre in un passaggio dell'edizione 1978]] Citazioni sul '''Giro delle Fiandre'''. *Per i fiamminghi è molto più di una gara ciclistica. Per questo popolo, che ha nel proprio Dna la bicicletta, è una sorta di rito laico, di festa nazionale di gente orgogliosa della propria identità. ([[Pier Augusto Stagi]]) *Quando gareggi al Giro delle Fiandre, è come entrar..."
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[[File:Roger de Vlaeminck.jpg|thumb|Roger de Vlaeminck affronta il pavé del Giro delle Fiandre in un passaggio dell'edizione 1978]]
Citazioni sul '''Giro delle Fiandre'''.
*Per i fiamminghi è molto più di una gara ciclistica. Per questo popolo, che ha nel proprio Dna la bicicletta, è una sorta di rito laico, di festa nazionale di gente orgogliosa della propria identità. ([[Pier Augusto Stagi]])
*Quando gareggi al Giro delle Fiandre, è come entrare in un altro mondo. ([[Fabian Cancellara]])
*Se nella vita si dovesse scegliere una sola corsa, allora il Fiandre. ([[Marco Pastonesi]])
==Voci correlate==
*[[Belgio]]
*[[Classiche del pavé]]
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Sport in Belgio]]
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[[File:Roger de Vlaeminck.jpg|thumb|Roger de Vlaeminck affronta il pavé del Giro delle Fiandre in un passaggio dell'edizione 1978]]
Citazioni sul '''Giro delle Fiandre'''.
*Per i fiamminghi è molto più di una gara ciclistica. Per questo popolo, che ha nel proprio Dna la bicicletta, è una sorta di rito laico, di festa nazionale di gente orgogliosa della propria identità. ([[Pier Augusto Stagi]])
*Quando gareggi al Giro delle Fiandre, è come entrare in un altro mondo. ([[Fabian Cancellara]])
*Se nella vita si dovesse scegliere una sola corsa, allora il Fiandre. ([[Marco Pastonesi]])
==Voci correlate==
*[[Belgio]]
*[[Classiche del pavé]]
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==Altri progetti==
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[[File:Roger de Vlaeminck.jpg|thumb|Roger de Vlaeminck affronta il pavé del Giro delle Fiandre in un passaggio dell'edizione 1978]]
Citazioni sul '''Giro delle Fiandre'''.
*Classica esigente per le gambe e per la testa. ([[Angelo Zomegnan]])
*Per i fiamminghi è molto più di una gara ciclistica. Per questo popolo, che ha nel proprio Dna la bicicletta, è una sorta di rito laico, di festa nazionale di gente orgogliosa della propria identità. ([[Pier Augusto Stagi]])
*Quando gareggi al Giro delle Fiandre, è come entrare in un altro mondo. ([[Fabian Cancellara]])
*Quella che i malati di ciclismo conoscono come la più grande corsa al mondo, più della Roubaix, più del Lombardia e della Sanremo: il Giro delle Fiandre. ([[Maurizio Crosetti]])
*Se nella vita si dovesse scegliere una sola corsa, allora il Fiandre. ([[Marco Pastonesi]])
==Voci correlate==
*[[Belgio]]
*[[Classiche del pavé]]
*[[Muro di Grammont]]
*[[Tenbosse]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ciclismo]]
[[Categoria:Sport in Belgio]]
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Cittadinanza italiana
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Danyele
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Italian Passport.jpg|thumb|Passaporto italiano]] Citazioni sulla '''cittadinanza italiana'''. *Come cittadino italiano dubito di meritare la mia cittadinanza rispetto a ragazzi che chiedono di studiare, di lavorare, di votare, di farsi una posizione. Diritti riconosciuti dalla Costituzione: la nostra, non di qualcun altro. ([[Alessandro Bergonzoni]]) *È cruciale [...] conferire, alla seconda generazione, la cittadinanza italiana. Saranno loro a..."
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[[File:Italian Passport.jpg|thumb|Passaporto italiano]]
Citazioni sulla '''cittadinanza italiana'''.
*Come cittadino italiano dubito di meritare la mia cittadinanza rispetto a ragazzi che chiedono di studiare, di lavorare, di votare, di farsi una posizione. Diritti riconosciuti dalla Costituzione: la nostra, non di qualcun altro. ([[Alessandro Bergonzoni]])
*È cruciale [...] conferire, alla seconda generazione, la cittadinanza italiana. Saranno loro a rinnovare l'Italia, a spingere il Paese verso il futuro. Saranno loro a costruire quel ponte. Con il silenzio, invece, questi ragazzi, lasciati fuori da un'identità nazionale, corrono il rischio di avvertire un senso di estraneità continua e pericolosa. Sprovvisti di cittadinanza, si sentiranno trascurati, vulnerabili. Anche silenziati. ([[Jhumpa Lahiri]])
*È motivo di particolare orgoglio per me l'aver abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica. Io non mi sento legato all'Italia come alla Patria, ma mi considero cittadino del mondo, di quel mondo che noi vogliamo unito a Mosca agli ordini del compagno Stalin. È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte di più del migliore cittadino italiano. ([[Palmiro Togliatti]])
*Essere italiani ha un significato diverso, rispetto a non esserlo. [...] in ogni anima [...], di destra e sinistra, c'è l'idea di essere italiani. [...] la nostra italianità [...] è un elemento fondamentale per creare tutto ciò che abbiamo creato. [...] È vero, ci siamo mescolati nei millenni con tutte le persone per bene che qua sono arrivate, ma ho detto le persone per bene. [...] se tu stai qua da venti anni e mi chiedi di diventare cittadino italiano e poi mi chiedi di portare tua moglie, i figli e i parenti, tu sei un elemento fondamentale che deve garantire a questa Nazione, che tu la pensi da italiano. [...] Pretendo che conoscano la lingua italiana, [...] i valori. [...] perchè se poi dopo qui ci devi portare i tuoi figli che mi rompono i coglioni ricordandomi che la loro origine è importante, allora la situazione non è più normale. ([[Stefano Bandecchi]])
*La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall'altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della "liberalizzazione" delle nascite. ([[Beppe Grillo]])
*Questa mattina mi sono svegliata. Sono la stessa persona che ero dieci giorni fa, ma non sono la stessa persona. Sono diventata cittadina italiana [...] e mi chiedevo se per caso non stessi nascendo una seconda volta. [...] Mio nonno paterno nacque in Svizzera da straniero: era figlio di un italiano emigrato. Uno dei miei zii dice: che strano, tutta quella fatica e tu sei tornata indietro. ([[Natascha Lusenti]])
*Vogliamo accogliere nuovi cittadini consapevoli, che siano riconosciuti e si affermino come tali. Ma il punto di partenza non può non essere una presa di coscienza collettiva del carattere non temporaneo che ha assunto il fenomeno dell'immigrazione in Italia, e dunque della necessità di trarne le naturali conseguenze sul piano dello sviluppo delle politiche d'integrazione e anche sul piano delle norme e delle prassi per il conferimento della cittadinanza. È essenziale che a tale presa di coscienza giungano non solo le istituzioni, ma l'intera collettività nazionale, l'insieme degli uomini e delle donne storicamente italiani, cittadini italiani da innumerevoli generazioni, cittadini italiani per discendenza, per antiche radici. Debbono cadere vecchi pregiudizi: occorre un clima di apertura e apprezzamento verso gli stranieri che si fanno italiani – lavoratori, studenti e ricercatori, imprenditori, sportivi, manager. È in un clima siffatto che possono avere successo le politiche volte a stabilire regole e a rendere possibile non solo la più feconda e pacifica convivenza con gli stranieri ma anche l'accoglimento di un numero crescente di nuovi cittadini. ([[Giorgio Napolitano]])
*– Voi vi amate?<br />– Sì.<br />– E allora sposatevi, così tu avrai la cittadinanza italiana e nessuno ti manda via. (''[[Don_Matteo#Episodio_4,_Anna|Don Matteo]]'')
==Voci correlate==
*[[Costituzione della Repubblica Italiana]]
*[[Italia]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Diritto costituzionale]]
[[Categoria:Diritto internazionale]]
[[Categoria:Italia]]
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[[File:Italian Passport.jpg|thumb|Passaporto italiano]]
Citazioni sulla '''cittadinanza italiana'''.
*Come cittadino italiano dubito di meritare la mia cittadinanza rispetto a ragazzi che chiedono di studiare, di lavorare, di votare, di farsi una posizione. Diritti riconosciuti dalla Costituzione: la nostra, non di qualcun altro. ([[Alessandro Bergonzoni]])
*È cruciale [...] conferire, alla seconda generazione, la cittadinanza italiana. Saranno loro a rinnovare l'Italia, a spingere il Paese verso il futuro. Saranno loro a costruire quel ponte. Con il silenzio, invece, questi ragazzi, lasciati fuori da un'identità nazionale, corrono il rischio di avvertire un senso di estraneità continua e pericolosa. Sprovvisti di cittadinanza, si sentiranno trascurati, vulnerabili. Anche silenziati. ([[Jhumpa Lahiri]])
*È motivo di particolare orgoglio per me l'aver abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica. Io non mi sento legato all'Italia come alla Patria, ma mi considero cittadino del mondo, di quel mondo che noi vogliamo unito a Mosca agli ordini del compagno Stalin. È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte di più del migliore cittadino italiano. ([[Palmiro Togliatti]])
*Essere italiani ha un significato diverso, rispetto a non esserlo. [...] in ogni anima [...], di destra e sinistra, c'è l'idea di essere italiani. [...] la nostra italianità [...] è un elemento fondamentale per creare tutto ciò che abbiamo creato. [...] È vero, ci siamo mescolati nei millenni con tutte le persone per bene che qua sono arrivate, ma ho detto le persone per bene. [...] se tu stai qua da venti anni e mi chiedi di diventare cittadino italiano e poi mi chiedi di portare tua moglie, i figli e i parenti, tu sei un elemento fondamentale che deve garantire a questa Nazione, che tu la pensi da italiano. [...] Pretendo che conoscano la lingua italiana, [...] i valori. [...] perchè se poi dopo qui ci devi portare i tuoi figli che mi rompono i coglioni ricordandomi che la loro origine è importante, allora la situazione non è più normale. ([[Stefano Bandecchi]])
*La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall'altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della "liberalizzazione" delle nascite. ([[Beppe Grillo]])
*Questa mattina mi sono svegliata. Sono la stessa persona che ero dieci giorni fa, ma non sono la stessa persona. Sono diventata cittadina italiana [...] e mi chiedevo se per caso non stessi nascendo una seconda volta. [...] Mio nonno paterno nacque in Svizzera da straniero: era figlio di un italiano emigrato. Uno dei miei zii dice: che strano, tutta quella fatica e tu sei tornata indietro. ([[Natascha Lusenti]])
*Vogliamo accogliere nuovi cittadini consapevoli, che siano riconosciuti e si affermino come tali. Ma il punto di partenza non può non essere una presa di coscienza collettiva del carattere non temporaneo che ha assunto il fenomeno dell'immigrazione in Italia, e dunque della necessità di trarne le naturali conseguenze sul piano dello sviluppo delle politiche d'integrazione e anche sul piano delle norme e delle prassi per il conferimento della cittadinanza. È essenziale che a tale presa di coscienza giungano non solo le istituzioni, ma l'intera collettività nazionale, l'insieme degli uomini e delle donne storicamente italiani, cittadini italiani da innumerevoli generazioni, cittadini italiani per discendenza, per antiche radici. Debbono cadere vecchi pregiudizi: occorre un clima di apertura e apprezzamento verso gli stranieri che si fanno italiani – lavoratori, studenti e ricercatori, imprenditori, sportivi, manager. È in un clima siffatto che possono avere successo le politiche volte a stabilire regole e a rendere possibile non solo la più feconda e pacifica convivenza con gli stranieri ma anche l'accoglimento di un numero crescente di nuovi cittadini. ([[Giorgio Napolitano]])
*– Voi vi amate?<br />– Sì.<br />– E allora sposatevi, così tu avrai la cittadinanza italiana e nessuno ti manda via. (''[[Don_Matteo#Episodio_4,_Anna|Don Matteo]]'')
==Voci correlate==
*[[Costituzione della Repubblica Italiana]]
*[[Italia]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}}
[[Categoria:Diritto costituzionale]]
[[Categoria:Diritto internazionale]]
[[Categoria:Italia]]
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Ada Colau
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Danyele
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Creata pagina con "[[File:Ada Colau 2022 cropped.jpg|thumb|Ada Colau nel 2022]] '''Inmaculada Colau i Ballano''' detta '''Ada''' (1974 – vivente), attivista e politica spagnola. ==Citazioni di Ada Colau== {{cronologico}} *Il municipalismo è la chiave di svolta perché è dalla prossimità che si possono realizzare processi di cambiamento in base a obiettivi comuni: è dall'esperienza reale, non dal confronto retorico, che si smontano i discorsi dell'[[estrema destra]].<ref name="Left">..."
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[[File:Ada Colau 2022 cropped.jpg|thumb|Ada Colau nel 2022]]
'''Inmaculada Colau i Ballano''' detta '''Ada''' (1974 – vivente), attivista e politica spagnola.
==Citazioni di Ada Colau==
{{cronologico}}
*Il municipalismo è la chiave di svolta perché è dalla prossimità che si possono realizzare processi di cambiamento in base a obiettivi comuni: è dall'esperienza reale, non dal confronto retorico, che si smontano i discorsi dell'[[estrema destra]].<ref name="Left">Dall'intervista di Steven Forti e Giacomo Russo Spena a ''Left'', 21 dicembre 2018; citato in ''[https://left.it/2018/12/21/ada-colau-rifondiamo-leuropa-dalle-citta/ Ada Colau: Rifondiamo l'Europa dalle città]'', ''left.it''.</ref>
*Considero necessario qualunque riconoscimento che si possa dare a [[Mimmo Lucano|Lucano]] perché la storia di Riace dimostra che, dal basso e con poche risorse, si possono realizzare cose importantissime se c'è onestà e si prende la decisione etica e politica di restare umani, senza piegarsi alla disumanizzazione imperante. Per questo [[Matteo Salvini|Salvini]] ha convertito Lucano nel suo nemico numero uno, perché riconosce la potenza delle sue azioni.<ref name="Left"/>
*[[Israele]] oggi rappresenta la fine di un'era in cui l'umanità ha tentato di costruire una legalità internazionale basata sui diritti umani. Il [[Genocidio nella Striscia di Gaza|genocidio a Gaza]] e tutta l'impunità che lo circonda e, per giunta, il fatto di fare affari sul genocidio con l'Occidente, è il volto più crudo e brutale del neoliberismo guerrafondaio: business e guerra, il tutto a scapito del diritto internazionale. La posta in gioco non è solo la popolazione palestinese [...]. È l'intera umanità.<ref name="Barone">Dall'intervista di Luca Tancredi Barone, ''[https://ilmanifesto.it/spagna-ipocrita-fa-troppo-poco-parola-di-ada-colau «Spagna ipocrita, fa troppo poco»: parola di Ada Colau]'', ''ilmanifesto.it'', 6 giugno 2025.</ref>
*Per fortuna, Israele non sono gli ebrei.<ref name="Barone"/>
{{Int|''[https://www.corriere.it/sette/esteri/21_giugno_01/ada-colau-caso-barcellona-la-trasparenza-ci-ha-reso-forti-874f9ff6-bebe-11eb-ba33-0cbbda981d05.shtml Ada Colau e il caso Barcellona: «La trasparenza ci ha reso forti»]''|Dall'intervista di Andrea Nicastro a ''Sette''; ripubblicato in ''corriere.it'', 1º giugno 2021.}}
*Da [[Sindaco|sindaca]] ho visto che nonostante le difficoltà, le contraddizioni, gli ostacoli, vale la pena sporcarsi le mani.
*Per me non è giusto pensare "dentro o fuori dalle istituzioni" come fosse un'alternativa. L'[[attivismo]] e il [[governo]] sono due fasi imprescindibili. Perché una [[democrazia]] funzioni ci vuole una cittadinanza capace di criticare qualsiasi potere, ma ci vogliono anche politici onesti.
*I politici passano, i [[Funzionario|funzionari]] restano.
*Perché non contestare la legittimità dei fondi dati a Caritas, Croce Rossa, Banco alimentare? No, vengono contestate solo le Ong che mettono a rischio i profitti delle grandi società. È una tendenza di questi tempi. Quando i poteri forti non riescono a avere partiti amici nella stanza dei bottoni, usano denaro, influenza, uffici legali per fermare chi ci è entrato con il voto democratico. È la [[lawfare]] [...]
*{{NDR|«[[Matteo Salvini|Salvini]] le ha dato della "buonista"»}} Detto da lui è un complimento.
*Non sono arrivata al potere per me. Sono l'esito della mobilitazione di moltissima gente in difesa della sanità pubblica, nel diritto alla casa, della cultura. Dopo di me ci sarà qualcun altro.
*[...] oggi la [[politica]] è un lavoro ad alto rischio, costantemente sorvegliato dalla magistratura, con crisi permanenti e per di più disprezzato dalla gente per la corruzione del passato. È appassionante, è un privilegio incontrare molta gente meravigliosa, ma comodo non è.
{{Int|''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/11/23/turismo-sindaca-barcellona-colau-intervista-video/7766438/ Turismo di massa, l'ex sindaca di Barcellona Colau: "Così abbiamo imposto le regole a Airbnb. Servono limiti o le nostre città si svuoteranno"]''|Dall'intervento al Social Forum dell'Abitare di Genova; citato in Pietro Barabino, ''ilfattoquotidiano.it'', 23 novembre 2024.}}
{{NDR|Sull'[[iperturismo]]}}
*[...] garantire la vivibilità dei centri storici è anche salvaguardia dei visitatori, perché il turismo di massa, senza limiti, consuma le città
*Perché dovrebbe essere il cittadino a trasferirsi in periferia, e non il turista? Il diritto all'abitare è un diritto fondamentale, non si può dire altrettanto rispetto al "diritto" a visitare una città alloggiando in massa nel suo centro storico.
*[...] se una città non è vissuta dai suoi abitanti perde la sua autenticità e smette di essere un luogo interessante da visitare.
{{Int|''[https://www.pandorarivista.it/articoli/la-citta-come-laboratorio-di-democrazia-e-coesione-sociale-intervista-a-ada-colau/ La città come laboratorio di democrazia e coesione sociale. Intervista a Ada Colau]''|Raffaele Danna e Daniele Molteni, ''pandorarivista.it'', 16 gennaio 2025.}}
*Troppo spesso chiediamo ai politici di darci le risposte ma a volte è prima necessario trovare le domande giuste.
*[[Città]] non significa strade, piazze, musei, o infrastrutture, che certamente sono molto importanti, ma soprattutto persone, senza le quali una città non può esistere. La definizione di città, dai tempi della Grecia antica, è quella di un luogo di condivisione di idee, sogni, desideri e prospettive di futuro, legato alla nascita della democrazia. I ranking internazionali sulle città riguardano però le più belle o le più visitate, ed è diffusa un'idea di città di successo legata agli interessi dei fondi di investimento, al turismo, alla tecnologia [...]. Una città di successo è dove si può vivere bene insieme, dove i bambini giocano in strada senza pericoli, si può passeggiare, fermarsi, chiacchierare con i vicini e trovare l'essenziale per la vita quotidiana. Al contrario, non lo è una città invasa da automobili, turisti e inquinamento, dove non si vedono bambini giocare o non è possibile comprare quello di cui si ha bisogno senza spostarsi per chilometri.
*Ciò che davvero trasforma una città – e il modo in cui viene percepita – sono le esperienze concrete. Dopo il momento critico dell'[[Attentato di Barcellona del 17 agosto 2017|attentato terroristico sulla Rambla a Barcellona]], invece di cedere alla paura e militarizzare la città abbiamo risposto in modo diverso dichiarando dal primo giorno che il problema non era legato alla religione, alla cultura o all'immigrazione, ma al fanatismo. La città ha risposto unita con migliaia di persone che sono scese in piazza a dimostrare di non avere paura e sono stati organizzati eventi con tutte le comunità religiose e culturali per ribadire i valori di pace e inclusione. Questa risposta ha rafforzato il senso di sicurezza collettiva, molto più di quanto avrebbe fatto la presenza dell'esercito.
*Quando i cittadini si uniscono e credono nella possibilità di cambiare le cose il loro potenziale diventa enorme. Le città possono essere spazi di sperimentazione di nuove politiche, [...] hanno il potere di proporre visioni innovative e di guidare il cambiamento, dal locale al globale [...]
{{Int|''[https://www.repubblica.it/cronaca/2025/09/01/news/l_ex_sindaca_di_barcellona_contro_la_vergogna_ue_noi_difendiamo_i_diritti_di_tutti-424819543/ L'ex sindaca di Barcellona: "Contro la vergogna Ue noi difendiamo i diritti di tutti"]''|Intervista di Raffaele R. Riverso, ''repubblica.it'', 1º settembre 2025.}}
*{{NDR|Sulla [[Global Sumud Flotilla]]}} [...] è ovvio che un po' di paura ci sia, ma mi fa ancora più paura non fare nulla per fermare questo genocidio e essere costretta a dire ai miei bambini che in futuro non si rispetteranno più i diritti umani e nessuno sarà al sicuro su questo pianeta. [...] siamo qui per difendere non solo la sicurezza della Palestina, ma quella di tutta l'umanità, dei nostri bambini. Questa flotilla è storica perché per la prima volta ci saranno tante navi. La tendenza dev'essere questa: essere sempre di più. Solo così, alla fine, potremo farcela.
*[...] Trump, Netanyahu e tutti i signori della guerra vogliono farci perdere la speranza e questa flottiglia è tutto il contrario perché dice a Gaza e ai palestinesi che non sono soli, che non ci dimentichiamo di loro, che loro non si arrendono e noi neanche.
*{{NDR|Sul [[genocidio nella Striscia di Gaza]]}} Ho vissuto da sindaca l'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|invasione della Russia sull'Ucraina]]. In quel caso c'è stata una risposta immediata di tutta l'Unione Europea. Abbiamo rifiutato l'invasione e rotto tutti i rapporti politici ed economici, isolando la Russia in pochissimi giorni. Ora, invece, veniamo da [...] anni di genocidio e l'Unione Europea continua a guardare dall'altra parte, perché? Perché sono poveri? Perché gli israeliani hanno il sostegno degli Stati Uniti? [...] È un'ipocrisia inaccettabile. [...] O si difendono i diritti umani per tutti o si finirà per non difendere quelli di nessuno.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Colau, Ada}}
[[Categoria:Attivisti spagnoli]]
[[Categoria:Politici spagnoli]]
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[[File:Ada Colau 2022 cropped.jpg|thumb|Ada Colau nel 2022]]
'''Inmaculada Colau i Ballano''' detta '''Ada''' (1974 – vivente), attivista e politica spagnola.
==Citazioni di Ada Colau==
{{cronologico}}
*Il municipalismo è la chiave di svolta perché è dalla prossimità che si possono realizzare processi di cambiamento in base a obiettivi comuni: è dall'esperienza reale, non dal confronto retorico, che si smontano i discorsi dell'[[estrema destra]].<ref name="Left">Dall'intervista di Steven Forti e Giacomo Russo Spena a ''Left'', 21 dicembre 2018; citato in ''[https://left.it/2018/12/21/ada-colau-rifondiamo-leuropa-dalle-citta/ Ada Colau: Rifondiamo l'Europa dalle città]'', ''left.it''.</ref>
*Considero necessario qualunque riconoscimento che si possa dare a [[Mimmo Lucano|Lucano]] perché la storia di Riace dimostra che, dal basso e con poche risorse, si possono realizzare cose importantissime se c'è onestà e si prende la decisione etica e politica di restare umani, senza piegarsi alla disumanizzazione imperante. Per questo [[Matteo Salvini|Salvini]] ha convertito Lucano nel suo nemico numero uno, perché riconosce la potenza delle sue azioni.<ref name="Left"/>
*[[Israele]] oggi rappresenta la fine di un'era in cui l'umanità ha tentato di costruire una legalità internazionale basata sui diritti umani. Il [[Genocidio nella Striscia di Gaza|genocidio a Gaza]] e tutta l'impunità che lo circonda e, per giunta, il fatto di fare affari sul genocidio con l'Occidente, è il volto più crudo e brutale del neoliberismo guerrafondaio: business e guerra, il tutto a scapito del diritto internazionale. La posta in gioco non è solo la popolazione palestinese [...]. È l'intera umanità.<ref name="Barone">Dall'intervista di Luca Tancredi Barone, ''[https://ilmanifesto.it/spagna-ipocrita-fa-troppo-poco-parola-di-ada-colau «Spagna ipocrita, fa troppo poco»: parola di Ada Colau]'', ''ilmanifesto.it'', 6 giugno 2025.</ref>
*Per fortuna, Israele non sono gli ebrei.<ref name="Barone"/>
{{Int|''[https://www.corriere.it/sette/esteri/21_giugno_01/ada-colau-caso-barcellona-la-trasparenza-ci-ha-reso-forti-874f9ff6-bebe-11eb-ba33-0cbbda981d05.shtml Ada Colau e il caso Barcellona: «La trasparenza ci ha reso forti»]''|Dall'intervista di Andrea Nicastro a ''Sette''; ripubblicato in ''corriere.it'', 1º giugno 2021.}}
*Da [[Sindaco|sindaca]] ho visto che nonostante le difficoltà, le contraddizioni, gli ostacoli, vale la pena sporcarsi le mani.
*Per me non è giusto pensare "dentro o fuori dalle [[Istituzione|istituzioni]]" come fosse un'alternativa. L'[[attivismo]] e il [[governo]] sono due fasi imprescindibili. Perché una [[democrazia]] funzioni ci vuole una cittadinanza capace di criticare qualsiasi potere, ma ci vogliono anche politici onesti.
*I politici passano, i [[Funzionario|funzionari]] restano.
*Perché non contestare la legittimità dei fondi dati a Caritas, Croce Rossa, Banco alimentare? No, vengono contestate solo le Ong che mettono a rischio i profitti delle grandi società. È una tendenza di questi tempi. Quando i poteri forti non riescono a avere partiti amici nella stanza dei bottoni, usano denaro, influenza, uffici legali per fermare chi ci è entrato con il voto democratico. È la [[lawfare]] [...]
*{{NDR|«[[Matteo Salvini|Salvini]] le ha dato della "buonista"»}} Detto da lui è un complimento.
*Non sono arrivata al potere per me. Sono l'esito della mobilitazione di moltissima gente in difesa della sanità pubblica, nel diritto alla casa, della cultura. Dopo di me ci sarà qualcun altro.
*[...] oggi la [[politica]] è un lavoro ad alto rischio, costantemente sorvegliato dalla magistratura, con crisi permanenti e per di più disprezzato dalla gente per la corruzione del passato. È appassionante, è un privilegio incontrare molta gente meravigliosa, ma comodo non è.
{{Int|''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/11/23/turismo-sindaca-barcellona-colau-intervista-video/7766438/ Turismo di massa, l'ex sindaca di Barcellona Colau: "Così abbiamo imposto le regole a Airbnb. Servono limiti o le nostre città si svuoteranno"]''|Dall'intervento al Social Forum dell'Abitare di Genova; citato in Pietro Barabino, ''ilfattoquotidiano.it'', 23 novembre 2024.}}
{{NDR|Sull'[[iperturismo]]}}
*[...] garantire la vivibilità dei centri storici è anche salvaguardia dei visitatori, perché il turismo di massa, senza limiti, consuma le città
*Perché dovrebbe essere il cittadino a trasferirsi in periferia, e non il turista? Il diritto all'abitare è un diritto fondamentale, non si può dire altrettanto rispetto al "diritto" a visitare una città alloggiando in massa nel suo centro storico.
*[...] se una città non è vissuta dai suoi abitanti perde la sua autenticità e smette di essere un luogo interessante da visitare.
{{Int|''[https://www.pandorarivista.it/articoli/la-citta-come-laboratorio-di-democrazia-e-coesione-sociale-intervista-a-ada-colau/ La città come laboratorio di democrazia e coesione sociale. Intervista a Ada Colau]''|Raffaele Danna e Daniele Molteni, ''pandorarivista.it'', 16 gennaio 2025.}}
*Troppo spesso chiediamo ai politici di darci le risposte ma a volte è prima necessario trovare le domande giuste.
*[[Città]] non significa strade, piazze, musei, o infrastrutture, che certamente sono molto importanti, ma soprattutto persone, senza le quali una città non può esistere. La definizione di città, dai tempi della Grecia antica, è quella di un luogo di condivisione di idee, sogni, desideri e prospettive di futuro, legato alla nascita della democrazia. I ranking internazionali sulle città riguardano però le più belle o le più visitate, ed è diffusa un'idea di città di successo legata agli interessi dei fondi di investimento, al turismo, alla tecnologia [...]. Una città di successo è dove si può vivere bene insieme, dove i bambini giocano in strada senza pericoli, si può passeggiare, fermarsi, chiacchierare con i vicini e trovare l'essenziale per la vita quotidiana. Al contrario, non lo è una città invasa da automobili, turisti e inquinamento, dove non si vedono bambini giocare o non è possibile comprare quello di cui si ha bisogno senza spostarsi per chilometri.
*Ciò che davvero trasforma una città – e il modo in cui viene percepita – sono le esperienze concrete. Dopo il momento critico dell'[[Attentato di Barcellona del 17 agosto 2017|attentato terroristico sulla Rambla a Barcellona]], invece di cedere alla paura e militarizzare la città abbiamo risposto in modo diverso dichiarando dal primo giorno che il problema non era legato alla religione, alla cultura o all'immigrazione, ma al fanatismo. La città ha risposto unita con migliaia di persone che sono scese in piazza a dimostrare di non avere paura e sono stati organizzati eventi con tutte le comunità religiose e culturali per ribadire i valori di pace e inclusione. Questa risposta ha rafforzato il senso di sicurezza collettiva, molto più di quanto avrebbe fatto la presenza dell'esercito.
*Quando i cittadini si uniscono e credono nella possibilità di cambiare le cose il loro potenziale diventa enorme. Le città possono essere spazi di sperimentazione di nuove politiche, [...] hanno il potere di proporre visioni innovative e di guidare il cambiamento, dal locale al globale [...]
{{Int|''[https://www.repubblica.it/cronaca/2025/09/01/news/l_ex_sindaca_di_barcellona_contro_la_vergogna_ue_noi_difendiamo_i_diritti_di_tutti-424819543/ L'ex sindaca di Barcellona: "Contro la vergogna Ue noi difendiamo i diritti di tutti"]''|Intervista di Raffaele R. Riverso, ''repubblica.it'', 1º settembre 2025.}}
*{{NDR|Sulla [[Global Sumud Flotilla]]}} [...] è ovvio che un po' di paura ci sia, ma mi fa ancora più paura non fare nulla per fermare questo genocidio e essere costretta a dire ai miei bambini che in futuro non si rispetteranno più i diritti umani e nessuno sarà al sicuro su questo pianeta. [...] siamo qui per difendere non solo la sicurezza della Palestina, ma quella di tutta l'umanità, dei nostri bambini. Questa flotilla è storica perché per la prima volta ci saranno tante navi. La tendenza dev'essere questa: essere sempre di più. Solo così, alla fine, potremo farcela.
*[...] Trump, Netanyahu e tutti i signori della guerra vogliono farci perdere la speranza e questa flottiglia è tutto il contrario perché dice a Gaza e ai palestinesi che non sono soli, che non ci dimentichiamo di loro, che loro non si arrendono e noi neanche.
*{{NDR|Sul [[genocidio nella Striscia di Gaza]]}} Ho vissuto da sindaca l'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|invasione della Russia sull'Ucraina]]. In quel caso c'è stata una risposta immediata di tutta l'Unione Europea. Abbiamo rifiutato l'invasione e rotto tutti i rapporti politici ed economici, isolando la Russia in pochissimi giorni. Ora, invece, veniamo da [...] anni di genocidio e l'Unione Europea continua a guardare dall'altra parte, perché? Perché sono poveri? Perché gli israeliani hanno il sostegno degli Stati Uniti? [...] È un'ipocrisia inaccettabile. [...] O si difendono i diritti umani per tutti o si finirà per non difendere quelli di nessuno.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Colau, Ada}}
[[Categoria:Attivisti spagnoli]]
[[Categoria:Politici spagnoli]]
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[[File:Ada Colau 2022 cropped.jpg|thumb|Ada Colau nel 2022]]
'''Inmaculada Colau i Ballano''' detta '''Ada''' (1974 – vivente), attivista e politica spagnola.
==Citazioni di Ada Colau==
{{cronologico}}
*Il municipalismo è la chiave di svolta perché è dalla prossimità che si possono realizzare processi di cambiamento in base a obiettivi comuni: è dall'esperienza reale, non dal confronto retorico, che si smontano i discorsi dell'[[estrema destra]].<ref name="Left">Dall'intervista di Steven Forti e Giacomo Russo Spena a ''Left'', 21 dicembre 2018; citato in ''[https://left.it/2018/12/21/ada-colau-rifondiamo-leuropa-dalle-citta/ Ada Colau: Rifondiamo l'Europa dalle città]'', ''left.it''.</ref>
*Considero necessario qualunque riconoscimento che si possa dare a [[Mimmo Lucano|Lucano]] perché la storia di Riace dimostra che, dal basso e con poche risorse, si possono realizzare cose importantissime se c'è onestà e si prende la decisione etica e politica di restare umani, senza piegarsi alla disumanizzazione imperante. Per questo [[Matteo Salvini|Salvini]] ha convertito Lucano nel suo nemico numero uno, perché riconosce la potenza delle sue azioni.<ref name="Left"/>
*[[Israele]] oggi rappresenta la fine di un'era in cui l'umanità ha tentato di costruire una legalità internazionale basata sui diritti umani. Il [[Genocidio nella Striscia di Gaza|genocidio a Gaza]] e tutta l'impunità che lo circonda e, per giunta, il fatto di fare affari sul genocidio con l'Occidente, è il volto più crudo e brutale del neoliberismo guerrafondaio: business e guerra, il tutto a scapito del diritto internazionale. La posta in gioco non è solo la popolazione palestinese [...]. È l'intera umanità.<ref name="Barone">Dall'intervista di Luca Tancredi Barone, ''[https://ilmanifesto.it/spagna-ipocrita-fa-troppo-poco-parola-di-ada-colau «Spagna ipocrita, fa troppo poco»: parola di Ada Colau]'', ''ilmanifesto.it'', 6 giugno 2025.</ref>
*Per fortuna, Israele non sono gli ebrei.<ref name="Barone"/>
{{Int|''[https://www.corriere.it/sette/esteri/21_giugno_01/ada-colau-caso-barcellona-la-trasparenza-ci-ha-reso-forti-874f9ff6-bebe-11eb-ba33-0cbbda981d05.shtml Ada Colau e il caso Barcellona: «La trasparenza ci ha reso forti»]''|Dall'intervista di Andrea Nicastro a ''Sette''; ripubblicato in ''corriere.it'', 1º giugno 2021.}}
*Da [[Sindaco|sindaca]] ho visto che nonostante le difficoltà, le contraddizioni, gli ostacoli, vale la pena sporcarsi le mani.
*Per me non è giusto pensare "dentro o fuori dalle [[Istituzione|istituzioni]]" come fosse un'alternativa. L'[[attivismo]] e il [[governo]] sono due fasi imprescindibili. Perché una [[democrazia]] funzioni ci vuole una cittadinanza capace di criticare qualsiasi potere, ma ci vogliono anche politici onesti.
*I politici passano, i [[Funzionario|funzionari]] restano.
*Perché non contestare la legittimità dei fondi dati a Caritas, Croce Rossa, Banco alimentare? No, vengono contestate solo le Ong che mettono a rischio i profitti delle grandi società. È una tendenza di questi tempi. Quando i poteri forti non riescono a avere partiti amici nella stanza dei bottoni, usano denaro, influenza, uffici legali per fermare chi ci è entrato con il voto democratico. È la [[lawfare]] [...]
*{{NDR|«[[Matteo Salvini|Salvini]] le ha dato della "buonista"»}} Detto da lui è un complimento.
*Non sono arrivata al potere per me. Sono l'esito della mobilitazione di moltissima gente in difesa della sanità pubblica, nel diritto alla casa, della cultura. Dopo di me ci sarà qualcun altro.
*[...] oggi la [[politica]] è un lavoro ad alto rischio, costantemente sorvegliato dalla magistratura, con crisi permanenti e per di più disprezzato dalla gente per la corruzione del passato. È appassionante, è un privilegio incontrare molta gente meravigliosa, ma comodo non è.
{{Int|''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/11/23/turismo-sindaca-barcellona-colau-intervista-video/7766438/ Turismo di massa, l'ex sindaca di Barcellona Colau: "Così abbiamo imposto le regole a Airbnb. Servono limiti o le nostre città si svuoteranno"]''|Dall'intervento al Social Forum dell'Abitare di Genova; citato in Pietro Barabino, ''ilfattoquotidiano.it'', 23 novembre 2024.}}
{{NDR|Sull'[[iperturismo]]}}
*[...] garantire la vivibilità dei centri storici è anche salvaguardia dei visitatori, perché il turismo di massa, senza limiti, consuma le città
*Perché dovrebbe essere il cittadino a trasferirsi in periferia, e non il turista? Il diritto all'abitare è un diritto fondamentale, non si può dire altrettanto rispetto al "diritto" a visitare una città alloggiando in massa nel suo centro storico.
*[...] se una città non è vissuta dai suoi abitanti perde la sua autenticità e smette di essere un luogo interessante da visitare.
{{Int|''[https://www.pandorarivista.it/articoli/la-citta-come-laboratorio-di-democrazia-e-coesione-sociale-intervista-a-ada-colau/ La città come laboratorio di democrazia e coesione sociale. Intervista a Ada Colau]''|Raffaele Danna e Daniele Molteni, ''pandorarivista.it'', 16 gennaio 2025.}}
*Troppo spesso chiediamo ai [[Politici|politici]] di darci le risposte ma a volte è prima necessario trovare le domande giuste.
*[[Città]] non significa strade, piazze, musei, o infrastrutture, che certamente sono molto importanti, ma soprattutto persone, senza le quali una città non può esistere. La definizione di città, dai tempi della Grecia antica, è quella di un luogo di condivisione di idee, sogni, desideri e prospettive di futuro, legato alla nascita della democrazia. I ranking internazionali sulle città riguardano però le più belle o le più visitate, ed è diffusa un'idea di città di successo legata agli interessi dei fondi di investimento, al turismo, alla tecnologia [...]. Una città di successo è dove si può vivere bene insieme, dove i bambini giocano in strada senza pericoli, si può passeggiare, fermarsi, chiacchierare con i vicini e trovare l'essenziale per la vita quotidiana. Al contrario, non lo è una città invasa da automobili, turisti e inquinamento, dove non si vedono bambini giocare o non è possibile comprare quello di cui si ha bisogno senza spostarsi per chilometri.
*Ciò che davvero trasforma una città – e il modo in cui viene percepita – sono le esperienze concrete. Dopo il momento critico dell'[[Attentato di Barcellona del 17 agosto 2017|attentato terroristico sulla Rambla a Barcellona]], invece di cedere alla paura e militarizzare la città abbiamo risposto in modo diverso dichiarando dal primo giorno che il problema non era legato alla religione, alla cultura o all'immigrazione, ma al fanatismo. La città ha risposto unita con migliaia di persone che sono scese in piazza a dimostrare di non avere paura e sono stati organizzati eventi con tutte le comunità religiose e culturali per ribadire i valori di pace e inclusione. Questa risposta ha rafforzato il senso di sicurezza collettiva, molto più di quanto avrebbe fatto la presenza dell'esercito.
*Quando i cittadini si uniscono e credono nella possibilità di cambiare le cose il loro potenziale diventa enorme. Le città possono essere spazi di sperimentazione di nuove politiche, [...] hanno il potere di proporre visioni innovative e di guidare il cambiamento, dal locale al globale [...]
{{Int|''[https://www.repubblica.it/cronaca/2025/09/01/news/l_ex_sindaca_di_barcellona_contro_la_vergogna_ue_noi_difendiamo_i_diritti_di_tutti-424819543/ L'ex sindaca di Barcellona: "Contro la vergogna Ue noi difendiamo i diritti di tutti"]''|Intervista di Raffaele R. Riverso, ''repubblica.it'', 1º settembre 2025.}}
*{{NDR|Sulla [[Global Sumud Flotilla]]}} [...] è ovvio che un po' di paura ci sia, ma mi fa ancora più paura non fare nulla per fermare questo genocidio e essere costretta a dire ai miei bambini che in futuro non si rispetteranno più i diritti umani e nessuno sarà al sicuro su questo pianeta. [...] siamo qui per difendere non solo la sicurezza della Palestina, ma quella di tutta l'umanità, dei nostri bambini. Questa flotilla è storica perché per la prima volta ci saranno tante navi. La tendenza dev'essere questa: essere sempre di più. Solo così, alla fine, potremo farcela.
*[...] Trump, Netanyahu e tutti i signori della guerra vogliono farci perdere la speranza e questa flottiglia è tutto il contrario perché dice a Gaza e ai palestinesi che non sono soli, che non ci dimentichiamo di loro, che loro non si arrendono e noi neanche.
*{{NDR|Sul [[genocidio nella Striscia di Gaza]]}} Ho vissuto da sindaca l'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|invasione della Russia sull'Ucraina]]. In quel caso c'è stata una risposta immediata di tutta l'Unione Europea. Abbiamo rifiutato l'invasione e rotto tutti i rapporti politici ed economici, isolando la Russia in pochissimi giorni. Ora, invece, veniamo da [...] anni di genocidio e l'Unione Europea continua a guardare dall'altra parte, perché? Perché sono poveri? Perché gli israeliani hanno il sostegno degli Stati Uniti? [...] È un'ipocrisia inaccettabile. [...] O si difendono i diritti umani per tutti o si finirà per non difendere quelli di nessuno.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Colau, Ada}}
[[Categoria:Attivisti spagnoli]]
[[Categoria:Politici spagnoli]]
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Lawfare
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Creata pagina con "{{voce tematica}} Citazioni sulla '''''lawfare'''''. *Perché non contestare la legittimità dei fondi dati a Caritas, Croce Rossa, Banco alimentare? No, vengono contestate solo le Ong che mettono a rischio i profitti delle grandi società. È una tendenza di questi tempi. Quando i poteri forti non riescono a avere partiti amici nella stanza dei bottoni, usano denaro, influenza, uffici legali per fermare chi ci è entrato con il voto democratico. È la lawfare. (Ada C..."
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
Citazioni sulla '''''lawfare'''''.
*Perché non contestare la legittimità dei fondi dati a Caritas, Croce Rossa, Banco alimentare? No, vengono contestate solo le Ong che mettono a rischio i profitti delle grandi società. È una tendenza di questi tempi. Quando i poteri forti non riescono a avere partiti amici nella stanza dei bottoni, usano denaro, influenza, uffici legali per fermare chi ci è entrato con il voto democratico. È la lawfare. ([[Ada Colau]])
==Voci correlate==
*[[Guerra asimmetrica]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}}
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[[Categoria:Diritto]]
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Trevi fountain with crowds.jpg|thumb|Folla di turisti davanti alla [[Fontana di Trevi]] a Roma]] Citazioni sull{{'}}'''iperturismo'''. ===[[Ada Colau]]=== *Garantire la vivibilità dei centri storici è anche salvaguardia dei visitatori, perché il turismo di massa, senza limiti, consuma le città *Perché dovrebbe essere il cittadino a trasferirsi in periferia, e non il turista? Il diritto all'abitare è un diritto fondamentale, non si può dir..."
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[[File:Trevi fountain with crowds.jpg|thumb|Folla di turisti davanti alla [[Fontana di Trevi]] a Roma]]
Citazioni sull{{'}}'''iperturismo'''.
===[[Ada Colau]]===
*Garantire la vivibilità dei centri storici è anche salvaguardia dei visitatori, perché il turismo di massa, senza limiti, consuma le città
*Perché dovrebbe essere il cittadino a trasferirsi in periferia, e non il turista? Il diritto all'abitare è un diritto fondamentale, non si può dire altrettanto rispetto al "diritto" a visitare una città alloggiando in massa nel suo centro storico.
*Se una città non è vissuta dai suoi abitanti perde la sua autenticità e smette di essere un luogo interessante da visitare.
==Voci correlate==
*[[Turismo]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Turismo]]
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Attentato di Barcellona del 17 agosto 2017
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Danyele
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[[File:On 17.08.2017, day of Barcelona Terrorist Attack - 170817-0938-jikatu.jpg|thumb|Mezzi di forze dell'ordine e soccorritori in Plaça de Catalunya poco dopo l'attentato, 17 agosto 2017]]
Citazioni sull{{'}}'''attentato di Barcellona del 17 agosto 2017'''.
*Ciò che davvero trasforma una città – e il modo in cui viene percepita – sono le esperienze concrete. Dopo il momento critico dell'attentato terroristico sulla Rambla a Barcellona, invece di cedere alla paura e militarizzare la città abbiamo risposto in modo diverso dichiarando dal primo giorno che il problema non era legato alla religione, alla cultura o all'immigrazione, ma al fanatismo. La città ha risposto unita con migliaia di persone che sono scese in piazza a dimostrare di non avere paura e sono stati organizzati eventi con tutte le comunità religiose e culturali per ribadire i valori di pace e inclusione. Questa risposta ha rafforzato il senso di sicurezza collettiva, molto più di quanto avrebbe fatto la presenza dell'esercito. ([[Ada Colau]])
==Voci correlate==
*[[Barcellona]]
*[[Stato Islamico]]
*[[Terrorismo islamista]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Eventi degli anni 2010]]
[[Categoria:Storia della Spagna]]
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Celso Costantini
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Celso Costantini
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'''Celso Costantini''' (1876 – 1958), cardinale, arcivescovo cattolico e autore italiano.
==Citazioni di Celso Costantini==
*{{NDR|[[Antonio Canova]]}} Fu uomo religioso, mite, caritatevolissimo. La sua vita scritta dal suo capo-studio d'Este è edificante, il che non avviene spesso per le biografie degli artisti. Quando egli fu chiamato a prestare fedeltà al governo repubblicano di Francia, che aveva fatto prigioniero Pio VI, e gli fu ingiunto di ''giurare odio alla superstizione'' ecc., rispose fieramente: – ''Mi no odio nissun'' – e sì ritirò sdegnato.<ref> Da ''Athena'', Parte terza, p. 342.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[File:CardCostantini.jpg|thumb|Celso Costantini]]
'''Celso Costantini''' (1876 – 1958), cardinale, arcivescovo cattolico e autore italiano.
==Citazioni di Celso Costantini==
*{{NDR|[[Antonio Canova]]}} Fu uomo religioso, mite, caritatevolissimo. La sua vita scritta dal suo capo-studio d'Este è edificante, il che non avviene spesso per le biografie degli artisti. Quando egli fu chiamato a prestare fedeltà al governo repubblicano di Francia, che aveva fatto prigioniero Pio VI, e gli fu ingiunto di ''giurare odio alla superstizione'' ecc., rispose fieramente: – ''Mi no odio nissun'' – e sì ritirò sdegnato.<ref> Da ''Athena'', Parte terza, p. 342.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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riferimenti bibliografici
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[[File:CardCostantini.jpg|thumb|Celso Costantini]]
'''Celso Costantini''' (1876 – 1958), cardinale, arcivescovo cattolico e autore italiano.
==Citazioni di Celso Costantini==
*{{NDR|[[Antonio Canova]]}} Fu uomo religioso, mite, caritatevolissimo. La sua vita scritta dal suo capo-studio d'Este è edificante, il che non avviene spesso per le biografie degli artisti. Quando egli fu chiamato a prestare fedeltà al governo repubblicano di Francia, che aveva fatto prigioniero Pio VI, e gli fu ingiunto di ''giurare odio alla superstizione'' ecc., rispose fieramente: – ''Mi no odio nissun'' – e sì ritirò sdegnato.<ref> Da ''[https://archive.org/details/costantini-athena/mode/1up Athena]'', Libreria editrice salesiana, Firenze, 1922<sup>3</sup>, Parte terza, p. 342.</ref>
==Note==
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[[File:CardCostantini.jpg|thumb|Celso Costantini]]
'''Celso Costantini''' (1876 – 1958), cardinale, arcivescovo cattolico e autore italiano.
==Citazioni di Celso Costantini==
*{{NDR|[[Antonio Canova]]}} Fu uomo religioso, mite, caritatevolissimo. La sua vita scritta dal suo capo-studio d'Este è edificante, il che non avviene spesso per le biografie degli artisti. Quando egli fu chiamato a prestare fedeltà al governo repubblicano di Francia, che aveva fatto prigioniero [[Papa Pio VI|Pio VI]], e gli fu ingiunto di ''giurare odio alla superstizione'' ecc., rispose fieramente: – ''Mi no odio nissun'' – e sì ritirò sdegnato.<ref> Da ''[https://archive.org/details/costantini-athena/mode/1up Athena]'', Libreria editrice salesiana, Firenze, 1922<sup>3</sup>, Parte terza, p. 342.</ref>
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/* Citazioni di Celso Costantini */ Lorenzo Bartolini
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[[File:CardCostantini.jpg|thumb|Celso Costantini]]
'''Celso Costantini''' (1876 – 1958), cardinale, arcivescovo cattolico e autore italiano.
==Citazioni di Celso Costantini==
*{{NDR|[[Antonio Canova]]}} Fu uomo religioso, mite, caritatevolissimo. La sua vita scritta dal suo capo-studio d'Este è edificante, il che non avviene spesso per le biografie degli artisti. Quando egli fu chiamato a prestare fedeltà al governo repubblicano di Francia, che aveva fatto prigioniero [[Papa Pio VI|Pio VI]], e gli fu ingiunto di ''giurare odio alla superstizione'' ecc., rispose fieramente: – ''Mi no odio nissun'' – e sì ritirò sdegnato.<ref> Da ''[https://archive.org/details/costantini-athena/mode/1up Athena]'', Libreria editrice salesiana, Firenze, 1922<sup>3</sup>, Parte terza, p. 342.</ref>
*Lo scultore [[Lorenzo Bartolini|Bartolini]] è il grande innovatore e suscita un grido d'orrore nelle accademie infeudate ancora all'arte antica, quando nel 1860, nella sua scuola a Firenze, pianta un gobbo per modello.<ref> Da ''[https://archive.org/details/costantini-athena/mode/1up Athena]'', Libreria editrice salesiana, Firenze, 1922<sup>3</sup>, cap. XII, p. 344.</ref>
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/* Citazioni di Celso Costantini */ riferimenti
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[[File:CardCostantini.jpg|thumb|Celso Costantini]]
'''Celso Costantini''' (1876 – 1958), cardinale, arcivescovo cattolico e autore italiano.
==Citazioni di Celso Costantini==
*{{NDR|[[Antonio Canova]]}} Fu uomo religioso, mite, caritatevolissimo. La sua vita scritta dal suo capo-studio d'Este è edificante, il che non avviene spesso per le biografie degli artisti. Quando egli fu chiamato a prestare fedeltà al governo repubblicano di Francia, che aveva fatto prigioniero [[Papa Pio VI|Pio VI]], e gli fu ingiunto di ''giurare odio alla superstizione'' ecc., rispose fieramente: – ''Mi no odio nissun'' – e sì ritirò sdegnato.<ref> Da ''[https://archive.org/details/costantini-athena/mode/1up Athena]'', Libreria editrice salesiana, Firenze, 1922<sup>3</sup>, Parte terza, cap. XI, p. 342.</ref>
*Lo scultore [[Lorenzo Bartolini|Bartolini]] è il grande innovatore e suscita un grido d'orrore nelle accademie infeudate ancora all'arte antica, quando nel 1860, nella sua scuola a Firenze, pianta un gobbo per modello.<ref> Da ''[https://archive.org/details/costantini-athena/mode/1up Athena]'', Libreria editrice salesiana, Firenze, 1922<sup>3</sup>, Parte terza, cap. XII, p. 344.</ref>
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/* Citazioni di Celso Costantini */ l'architettura dell'Ottocento
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[[File:CardCostantini.jpg|thumb|Celso Costantini]]
'''Celso Costantini''' (1876 – 1958), cardinale, arcivescovo cattolico e autore italiano.
==Citazioni di Celso Costantini==
*{{NDR|[[Antonio Canova]]}} Fu uomo religioso, mite, caritatevolissimo. La sua vita scritta dal suo capo-studio d'Este è edificante, il che non avviene spesso per le biografie degli artisti. Quando egli fu chiamato a prestare fedeltà al governo repubblicano di Francia, che aveva fatto prigioniero [[Papa Pio VI|Pio VI]], e gli fu ingiunto di ''giurare odio alla superstizione'' ecc., rispose fieramente: – ''Mi no odio nissun'' – e sì ritirò sdegnato.<ref> Da ''[https://archive.org/details/costantini-athena/mode/1up Athena]'', Libreria editrice salesiana, Firenze, 1922<sup>3</sup>, Parte terza, cap. XI, p. 342.</ref>
*Lo scultore [[Lorenzo Bartolini|Bartolini]] è il grande innovatore e suscita un grido d'orrore nelle accademie infeudate ancora all'arte antica, quando nel 1860, nella sua scuola a Firenze, pianta un gobbo per modello.<ref> Da ''[https://archive.org/details/costantini-athena/mode/1up Athena]'', Libreria editrice salesiana, Firenze, 1922<sup>3</sup>, Parte terza, cap. XII, p. 344.</ref>
*Quanto all'[[architettura dell'Ottocento|architettura dell'ottocento]], il neo-classicismo tramontò ben presto per dar luogo a quelle costruzioni babeliche, che terminano con lo ''style liberty'', ''secessionista'', ''modern style'', in cui regna veramente la confusione più deplorevole di ogni linguaggio e senso architettonico.<br>Che cos'è questo stile? Chi lo può definire? Esso non ha una natura determinata, dei caratteri e delle differenze specifiche: è una confusione di diversi elementi, enormi e minuti, orientali e nordici, antichi e nuovissimi, è una ribellione alle pure ordinanze classiche, una guerra a ogni consuetudine costruttiva. Ama dei motivi ornamentali ad arzigogoli, che – secondo la frase d'un critico – sembrano ispirati all'evoluzione dell'intestino.<ref> Da ''[https://archive.org/details/costantini-athena/mode/1up Athena]'', Libreria editrice salesiana, Firenze, 1922<sup>3</sup>, Parte terza, cap. XII, p. 351.</ref>
==Note==
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Cardinali italiani]]
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[[File:CardCostantini.jpg|thumb|Celso Costantini]]
'''Celso Costantini''' (1876 – 1958), cardinale, arcivescovo cattolico e autore italiano.
==''Athena''==
*{{NDR|[[Antonio Canova]]}} Fu uomo religioso, mite, caritatevolissimo. La sua vita scritta dal suo capo-studio d'Este è edificante, il che non avviene spesso per le biografie degli artisti. Quando egli fu chiamato a prestare fedeltà al governo repubblicano di Francia, che aveva fatto prigioniero [[Papa Pio VI|Pio VI]], e gli fu ingiunto di ''giurare odio alla superstizione'' ecc., rispose fieramente: – ''Mi no odio nissun'' – e sì ritirò sdegnato. (Parte terza, cap. XI, p. 342)
*Lo scultore [[Lorenzo Bartolini|Bartolini]] è il grande innovatore e suscita un grido d'orrore nelle accademie infeudate ancora all'arte antica, quando nel 1860, nella sua scuola a Firenze, pianta un gobbo per modello. (Parte terza, cap. XII, p. 344)
*Quanto all'[[architettura dell'Ottocento|architettura dell'ottocento]], il neo-classicismo tramontò ben presto per dar luogo a quelle costruzioni babeliche, che terminano con lo ''style liberty'', ''secessionista'', ''modern style'', in cui regna veramente la confusione più deplorevole di ogni linguaggio e senso architettonico.<br>Che cos'è questo stile? Chi lo può definire? Esso non ha una natura determinata, dei caratteri e delle differenze specifiche: è una confusione di diversi elementi, enormi e minuti, orientali e nordici, antichi e nuovissimi, è una ribellione alle pure ordinanze classiche, una guerra a ogni consuetudine costruttiva. Ama dei motivi ornamentali ad arzigogoli, che – secondo la frase d'un critico – sembrano ispirati all'evoluzione dell'intestino. (Parte terza, cap. XII, p. 351)
==Bibliografia==
*Celso Costantini, ''[https://archive.org/details/costantini-athena/mode/1up Athena]'', Libreria editrice salesiana, Firenze, 1922<sup>3</sup>.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Cardinali italiani]]
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/* Bibliografia */ sottotitolo
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[[File:CardCostantini.jpg|thumb|Celso Costantini]]
'''Celso Costantini''' (1876 – 1958), cardinale, arcivescovo cattolico e autore italiano.
==''Athena''==
*{{NDR|[[Antonio Canova]]}} Fu uomo religioso, mite, caritatevolissimo. La sua vita scritta dal suo capo-studio d'Este è edificante, il che non avviene spesso per le biografie degli artisti. Quando egli fu chiamato a prestare fedeltà al governo repubblicano di Francia, che aveva fatto prigioniero [[Papa Pio VI|Pio VI]], e gli fu ingiunto di ''giurare odio alla superstizione'' ecc., rispose fieramente: – ''Mi no odio nissun'' – e sì ritirò sdegnato. (Parte terza, cap. XI, p. 342)
*Lo scultore [[Lorenzo Bartolini|Bartolini]] è il grande innovatore e suscita un grido d'orrore nelle accademie infeudate ancora all'arte antica, quando nel 1860, nella sua scuola a Firenze, pianta un gobbo per modello. (Parte terza, cap. XII, p. 344)
*Quanto all'[[architettura dell'Ottocento|architettura dell'ottocento]], il neo-classicismo tramontò ben presto per dar luogo a quelle costruzioni babeliche, che terminano con lo ''style liberty'', ''secessionista'', ''modern style'', in cui regna veramente la confusione più deplorevole di ogni linguaggio e senso architettonico.<br>Che cos'è questo stile? Chi lo può definire? Esso non ha una natura determinata, dei caratteri e delle differenze specifiche: è una confusione di diversi elementi, enormi e minuti, orientali e nordici, antichi e nuovissimi, è una ribellione alle pure ordinanze classiche, una guerra a ogni consuetudine costruttiva. Ama dei motivi ornamentali ad arzigogoli, che – secondo la frase d'un critico – sembrano ispirati all'evoluzione dell'intestino. (Parte terza, cap. XII, p. 351)
==Bibliografia==
*Celso Costantini, ''[https://archive.org/details/costantini-athena/mode/1up Athena. {{small|Compendio di storia dell'arte}}]'', Libreria editrice salesiana, Firenze, 1922<sup>3</sup>.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Arcivescovi italiani]]
[[Categoria:Cardinali italiani]]
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Architettura dell'Ottocento
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Architettura dell'Ottocento: voce tematica
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Citazioni sull''''architettura dell'Ottocento'''.
*Quanto all'architettura dell'ottocento, il neo-classicismo tramontò ben presto per dar luogo a quelle costruzioni babeliche, che terminano con lo ''style liberty'', ''secessionista'', ''modern style'', in cui regna veramente la confusione più deplorevole di ogni linguaggio e senso architettonico.<br>Che cos'è questo stile? Chi lo può definire? Esso non ha una natura determinata, dei caratteri e delle differenze specifiche: è una confusione di diversi elementi, enormi e minuti, orientali e nordici, antichi e nuovissimi, è una ribellione alle pure ordinanze classiche, una guerra a ogni consuetudine costruttiva. Ama dei motivi ornamentali ad arzigogoli, che – secondo la frase d'un critico – sembrano ispirati all'evoluzione dell'intestino. ([[Celso Costantini]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Architettura]]
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Citazioni sull''''architettura dell'Ottocento'''.
*Quanto all'architettura dell'ottocento, il neo-classicismo tramontò ben presto per dar luogo a quelle costruzioni babeliche, che terminano con lo ''style liberty'', ''secessionista'', ''modern style'', in cui regna veramente la confusione più deplorevole di ogni linguaggio e senso architettonico.<br>Che cos'è questo stile? Chi lo può definire? Esso non ha una natura determinata, dei caratteri e delle differenze specifiche: è una confusione di diversi elementi, enormi e minuti, orientali e nordici, antichi e nuovissimi, è una ribellione alle pure ordinanze classiche, una guerra a ogni consuetudine costruttiva. Ama dei motivi ornamentali ad arzigogoli, che – secondo la frase d'un critico – sembrano ispirati all'evoluzione dell'intestino. ([[Celso Costantini]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Architettura]]
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[[File:Mole Antonelliana in Turin.jpg|thumb|Mole Antonelliana di Torino]]
Citazioni sull''''architettura dell'Ottocento'''.
*Quanto all'architettura dell'ottocento, il [[Neoclassicismo|neo-classicismo]] tramontò ben presto per dar luogo a quelle costruzioni babeliche, che terminano con lo ''style liberty'', ''secessionista'', ''modern style'', in cui regna veramente la confusione più deplorevole di ogni linguaggio e senso architettonico.<br>Che cos'è questo stile? Chi lo può definire? Esso non ha una natura determinata, dei caratteri e delle differenze specifiche: è una confusione di diversi elementi, enormi e minuti, orientali e nordici, antichi e nuovissimi, è una ribellione alle pure ordinanze classiche, una guerra a ogni consuetudine costruttiva. Ama dei motivi ornamentali ad arzigogoli, che – secondo la frase d'un critico – sembrano ispirati all'evoluzione dell'intestino. ([[Celso Costantini]])
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[[Categoria:Architettura]]
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[[File:Mole Antonelliana in Turin.jpg|thumb|Mole Antonelliana di Torino (1863-1889)]]
Citazioni sull''''architettura dell'Ottocento'''.
*Quanto all'architettura dell'ottocento, il [[Neoclassicismo|neo-classicismo]] tramontò ben presto per dar luogo a quelle costruzioni babeliche, che terminano con lo ''style liberty'', ''secessionista'', ''modern style'', in cui regna veramente la confusione più deplorevole di ogni linguaggio e senso architettonico.<br>Che cos'è questo stile? Chi lo può definire? Esso non ha una natura determinata, dei caratteri e delle differenze specifiche: è una confusione di diversi elementi, enormi e minuti, orientali e nordici, antichi e nuovissimi, è una ribellione alle pure ordinanze classiche, una guerra a ogni consuetudine costruttiva. Ama dei motivi ornamentali ad arzigogoli, che – secondo la frase d'un critico – sembrano ispirati all'evoluzione dell'intestino. ([[Celso Costantini]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Architettura]]
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