Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.24 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Shrek 0 1582 1429404 1429349 2026-10-13T12:38:37Z Udiki 86035 Annullate le modifiche di [[Special:Contributions/~2026-54070-43|~2026-54070-43]] ([[User talk:~2026-54070-43|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]] 1429112 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua|altri significati|[[Shrek (disambigua)]]}} {{Film |dimensioneimmagine= 200 |immagine= Happy Shrek (cropped).jpg |didascalia= |titoloitaliano = Shrek |titolooriginale = Shrek |paese = Stati Uniti d'America |anno = 2001 |genere = Animazione |regista = [[Andrew Adamson]] / [[Vicky Jenson]] |sceneggiatore = [[Ted Elliott]], [[Terry Rossio]], [[Roger Schulman]], [[Joe Stillman]] |doppiatorioriginali = *[[Mike Myers]]: Shrek/Topolino Cieco/Narratore *[[Eddie Murphy]]: Ciuchino *[[Cameron Diaz]]: Principessa Fiona *[[John Lithgow]]: Lord Farquaad di Duloc *[[Vincent Cassel]]: Monsieur Hood *[[Peter Dennis]]: cacciatore di orchi *[[Clive Pearse]]: cacciatore di orchi *[[Jim Cummings]]: capitano delle guardie *[[Bobby Block]]: cucciolo di orso *[[Chris Miller]]: Geppetto/Specchio Magico *[[Cody Cameron]]: Pinocchio/Tre Porcellini *[[Michael Galasso]]: Peter Pan *[[Christopher Knights]]: Topolino Cieco/Thelonious *[[Simon J. Smith]]: Topolino Cieco *[[Conrad Vernon]]: Uomo Focaccina |doppiatoriitaliani= *[[Renato Cecchetto]]: Shrek *[[Nanni Baldini]]: Ciuchino *[[Selvaggia Quattrini]]: Principessa Fiona *[[Oreste Rizzini]]: Lord Farquaad *[[Massimiliano Manfredi]]: Monsieur Hood *[[Pino Insegno]]: Specchio magico *[[Fabrizio Mazzotta]]: Tre Porcellini |note = *'''Soggetto''': [[William Steig]] *'''[[:Categoria:Film premi Oscar|Premio Oscar]] (2002)''' come miglior film d'animazione }} '''''Shrek''''', film d'animazione statunitense del 2001, tratta dal [[romanzo]] omonimo del 1990 di [[William Steig]], regia di [[Andrew Adamson]] e [[Vicky Jenson]]. ==[[Incipit]]{{Incipit film}}== {{NDR|Viene mostrato un libro di fiabe che si apre e volta le pagine}} C'era una volta una principessa bellissima, vittima però di un tremendo incantesimo che poteva essere spezzato solo dal primo bacio d'amore. Era rinchiusa in un castello, sorvegliato da un terribile drago sputafuoco. Molti cavalieri coraggiosi avevano tentato di liberarla da quella prigione ma senza successo. Ella attendeva nella fortezza del dragone e nella stanza più remota della torre più alta il suo vero amore e il primo bacio di vero amore. {{NDR|strappa una pagina del libro}} Sì, eheheh! Certo! Aspetta e spera! Che bella ca... {{NDR|rumore dello sciacquone, dopodiché Shrek esce dalla latrina}} ('''Shrek''') == Frasi == {{cronologico}} *Sarà uno spasso, faremo notte fonda, ci scambieremo storielle da uomini e quando sarà mattina cucinerò ciambelle! ('''Ciuchino''') *{{NDR|Rivolto al Lupo Cattivo}} Io vivo in una palude, ho messo i cartelli, sono un [[Orco (folclore)|orco]] spaventoso! Che devo fare per avere un po' di intimità?! ('''Shrek''') *{{NDR|[[Canzoni dai film|Canzone]]}} ''Ora sei a Duloc, la perfetta città <br/>qualche regola c'è, certo servirà <br/>Stare calmi e stare in coda qui va molto di moda <br/>Duloc è il paradisoo <br/>Ehi amico tu e il mulo su pulitevi il… viso! <br/>Duloc èè <br/>Duloc èè <br/>Duloc è il paaaraaadisoooooo!'' ('''Coro di marionette''') *Alcuni potranno morire, ma è un sacrificio che sono pronto a fare. ('''Lord Farquaad''') *Ciuchino, due cose, chiaro? Stai... zitto! ('''Shrek''') *{{NDR|Rivolto alla Draghessa}} Nonononono, nooo. Oh, che denti lunghi che hai. {{NDR|la Draghessa gli ruggisce}} Vo-vo-vo-voglio dire, che denti abbaglianti. Eh, lo so, te lo diranno tutti quelli che ti mangi, ma sicuramente te li sbianchi perché non ho mai visto un sorriso così sfavillante... e... non è che sento una freschezza… alla menta? E... coff! Sai un'altra cosa? Sai un'altra cosa? Sei... sei... un drago femmina! Oh, cielo! Volevo dire, oh ceerto che sei un drago femmina, perché... perché tu trasudi bellezza femminile e... ohm.. Che c'è? Hai qualcosa in un occhio? {{NDR|la Draghessa gli fa un fumo davanti a forma di cuore}} Eh, oh oh... bella, vorrei restare, ma sai, sono... {{NDR|tossisce}} sono asmatico, e non credo che tra noi funzionerebbe nel caso tu facessi cerchi di fumo... Shrek!! ('''Ciuchino''') *{{NDR|Rivolto alla Draghessa}} Vacci, vacci, vacci piano. No, ti prego! Senti, credi che sia salutare imparare a conoscerci per un luungo periodo di tempo...? Di' pure che sono all'antica se vuoi. Sì, non voglio tuffarmi in un, eh... rapporto fisico. Vedi, non sono... emotivamente pronto per... un impegno di tale... rilevanza! È questa la parola che cercavo, rilevanza! Ah... ehi! Questo è contatto fisico non desiderato! Ehi, co-cosa fai? Va bene, va bene, facciamo, facciamo marcia indietro e affrontiamo la cosa un passo alla volta, insomma... prima dobbiamo cercare di conoscerci, intendo come amici, magari ci scriviamo, ecco. Io viaggio parecchio, ma mi piace un sacco ricevere cartoline, perciò... ehi, senti, io io vo-vorrei tanto restare, ma davvero... ehi! Ehi! Non farlo, è la mia coda! La mia personale coda! Così me la stacchi! Non ti do il permesso di... Eoh... eoooh... E che ci vuoi fare con quello? Oh oh, neanche per sogno, neanche per sogno, io no! No! Nooo! Auuuu! ('''Ciuchino''') *A volte le cose sono molto di più di quello che appaiono. ('''Shrek''') *{{NDR|A Shrek, riferendosi alle sue arti marziali}} Quando vivi da sola, devi impararle certe cose, nel caso tu hai... {{NDR|sconvolta}} Hai una freccia nel didietro! ('''Fiona''') *Oh, accidenti, le dita non me le sento più... io le dita non ce le ho!! Ho bisogno di coccole... ('''Ciuchino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]] rivolto a Shrek e Fiona, prima di essere divorato dalla Draghessa}} Sono il re! Esigerò l'ordine! Esigerò la perfezione! Esigerò... ('''Lord Farquaad''') == Dialoghi == {{cronologico}} *'''Ciuchino''': Ehi, io volo! <br/>'''Peter Pan''': Lui vola! <br />'''Tre porcellini''': Lui vola! <br />'''Capitano delle guardie''': Lui parla?!<br/>'''Ciuchino''': Ah-ah, proprio così, idiota! Ora sono un mulo parlante volante. Avrai visto un tappeto volante, magari anche un disco volante, ma scommetto che non hai mai visto un mulo volante! *'''Shrek''': Perché continui a seguirmi?!<br/>'''Ciuchino''': Te lo spiego io. {{NDR|[[Canzoni dai film|Canticchiando]]}} ''Perché son tutto solo, | e non ho nessuno accanto... | i guai han preso il volo, | mi sfottono soltanto... | ma ci sono gli amici...'' <br/>'''Shrek''': Smettila di cantare! Non mi meraviglia che non hai nessun amico. <br/>'''Ciuchino''': Caspita, solo un vero amico è così sincero. *'''Ciuchino''': Amico, mi piaci. Come ti chiami?<br/>'''Shrek''': Ehh... Shrek.<br/>'''Ciuchino''': Shrek? Sai cosa mi piace di te, Shrek? Hai quell'aria "non mi importa cosa gli altri pensano di me". Mi piace, ti rispetto, Shrek, sei in gamba! Bleah, guarda là... chi vorrebbe vivere in un posto come quello?<br/>'''Shrek''': Quello è il posto in cui vivo. <br/>'''Ciuchino''': Oh, ma è delizioso! Una meraviglia! Sai, sei un grande arredatore, stupefacente date le tue modeste finanze. Ma che bel masso! Un vero pezzo d'epoca! *'''Shrek''': Chi è che sa dirmi questo Farquaad dove si trova? <br>'''Ciuchino''': Oh, io! Io lo so dov'è! <br>'''Shrek''': Non è che qualcun altro sa dove trovarlo? Nessuno nessuno? <br>'''Ciuchino''': Io, io! <br>'''Shrek''': Nessuno? <br>'''Ciuchino''': Oh! Oh! Scegli me! Oh! Io lo so! Lo so io! Io! *'''Shrek''' {{NDR|afferrando una cipolla}}: Gli orchi sono... come le [[cipolla|cipolle]]. <br/>'''Ciuchino''' {{NDR|la annusa}}: Puzzano? <br/>'''Shrek''': Sì... no! <br/>'''Ciuchino''': Ah, ti fanno piangere? <br/>'''Shrek''': No! <br/>'''Ciuchino''': Ah, li lasci al sole, diventano marroni e poi spuntano i peletti bianchi? <br/>'''Shrek''': No! Strati! Le cipolle hanno gli strati. Gli orchi hanno gli strati. Le cipolle hanno gli strati. Capito?! Tutti e due abbiamo gli strati! <br/>'''Ciuchino''': Aah, tutti e due avete gli strati? {{NDR|Riannusa la cipolla}} Bleah... Sai, non a tutti piacciono le cipolle... Torte! A tutti piacciono le torte, le torte hanno gli strati. <br/>'''Shrek''': Non mi interessa che cosa piace a tutti! Gli orchi non sono come le [[Torta|torte]]! <br/>'''Ciuchino''': Sai cos'altro piace a tutti? Le [[lasagne]]. Hai mai conosciuto qualcuno a cui dici: "Ehi, prendiamo le lasagne" e lui risponde: "Non mi piacciono le lasagne". Le lasagne sono squisite. <br/>'''Shrek''': No! Ottusa e irritante bestia da soma in miniatura! Gli orchi sono come le cipolle! Fine della storia! Baci, baci! Ci vediamo. <br/>'''Ciuchino''': Mh... le lasagne sono forse la cosa più deliziosa di questo accidenti di mondo. <br/>'''Shrek''': Sai... ti preferivo quando canticchiavi. <br/>'''Ciuchino''': Hai un fazzoletto, anche di carta? Sto facendo un macello. Basta la parola "lasagne" per farmi sbavare. *'''Ciuchino''': Pfff... uh, Shrek, sei stato tu? Amico, dovresti avvertire prima di spararne una, avevo la bocca aperta qui dietro. <br>'''Shrek''': Credimi, Ciuchino, se fossi stato io, saresti morto. Questo è [[zolfo]]. Dobbiamo esserci quasi. <br>'''Ciuchino''': Sì, come no, zolfo... non te ne uscire con lo zolfo! So io che cosa ho sentito, e non era certo zolfo, e non veniva neanche dalle rocce... *'''Ciuchino''': Dov'è questa rottura di scatole dall'alito di fuoco?<br>'''Shrek''': Dentro, attende che noi la salviamo eh eh eh...<br>'''Ciuchino''': Parlavo del drago, Shrek... *'''Shrek''': Ora va' di là e vedi se trovi le scale.<br>'''Ciuchino''': Scale? Non cercavamo la principessa?<br>'''Shrek''': La principessa sarà in cima alle scale, nella stanza più remota della torre più alta.<br>'''Ciuchino''': Come fai ad esserne sicuro?<br>'''Shrek''': L'ho letto in un libro una volta.<br>'''Ciuchino''': Ci sto! Tu pensa al drago, io penso alle scale. Ah, le trovo quelle scale. Gli faccio il sederino rosso, eh sì, dopo non sapranno più dove portano... le riduco a chiocciola... si sa, la vita è fatta a scale, c'è chi scende e c'è chi sale... io le ho sempre salite... vorrei avere un gradino, proprio qui, ora, ci salirei sopra! {{NDR|involontariamente sveglia il drago}}<br/>'''Shrek''': Beh, almeno sappiamo dov'è la principessa. Ma dov'è il...?<br>'''Ciuchino''': Dragoooo! *'''Fiona''': Non avete ucciso il drago?<br>'''Shrek''': Ce l'ho sulla lista delle cose da fare. Andiamo.<br>'''Fiona''': Ma non è la procedura? Dovete andare alla carica, spada sguainata e vessillo al vento! Così hanno fatto gli altri cavalieri!<br>'''Shrek''': Già, poco prima di essere inceneriti!<br>'''Fiona''': Scusate, non è questo il punto! Cosa...?! Fermo, dove andate? L'uscita è da quella parte! <br />'''Shrek''': Be', devo salvare il mio asino. <br />'''Fiona''': Ma... che genere di cavaliere siete voi?! <br />'''Shrek''': Unico nel suo genere. *'''Ciuchino''': Salve, principessa! <br />'''Fiona''': Lui parla!<br />'''Shrek''': Sì, il difficile è farlo stare zitto. *'''Fiona''': Ma se non vi togliete l'elmo... come farete a baciarmi? <br>'''Shrek''': Cosa?... Non c'era nel programma di lavoro...<br>'''Ciuchino''': Forse è una gratifica. *'''Fiona''' {{NDR|dopo che Shrek si è tolto l'elmo, rilevando il suo volto}}: Sei... un orco... <br />'''Shrek''': Oohh ti aspettavi il principe azzurro, vero? <br />'''Fiona''': Beh... sì a dirla tutta... oh no, è tutto sbagliato! Tu non dovresti essere un orco! <br />'''Shrek''': Principessa, sono stato mandato a salvarti da Lord Farquaad, chiaro? È lui quello che vuole sposarti! <br />'''Fiona''': E perché non è venuto lui a salvarmi? <br />'''Shrek''': Ottima domanda! Dovresti chiederglielo quando arriviamo lì! <br />'''Fiona''': Ma io devo essere salvata dal mio vero amore! Non da un orco e... il suo animaletto! <br />'''Ciuchino''': E tanti cari saluti al "Nobile destriero"... <br />'''Shrek''': Senti, principessa, mi stai complicando il lavoro. <br />'''Fiona''': Mi rincresce, ma il tuo lavoro non è un mio problema! Puoi dire a Lord Farquaad che se egli vuole salvarmi come si deve, attenderò il suo arrivo seduta qui! <br />'''Shrek''': Ehi! Io non porto i messaggi a nessuno, capito? Io faccio le consegne e basta! <br />'''Fiona''': Non oseresti... {{NDR|Shrek se la carica sulle spalle}} Ah! No, mettimi giù! <br />'''Shrek''' {{NDR|a Ciuchino}}: Tu vieni, Ciuchino?<br />'''Ciuchino''': Si, ti sto dietro! <br />'''Fiona''' {{NDR|si dimena}}: Mettimi subito giù o ne pagherai le conseguenze! Non è dignitoso! Mettimi giù!! Aaahhh!! *'''Fiona''': Prima arriviamo a Duloc e meglio sarà...<br>'''Ciuchino''': Ah, sì! Ti piacerà, principessa, è bellissima!<br>'''Fiona''': E il mio futuro sposo, Lord Farquaad, come è fatto?<br>'''Shrek''': Beh, mettiamola così, principessa: di uomini della statura di Farquaad si è... a corto, ormai! Ah! Ah! Ah!<br>'''Ciuchino''': Non lo so, Shrek, c'è chi ha di lui una... bassa opinione! Ah! Ah! Ah! *'''Ciuchino''' {{NDR|a Shrek}}: Cosa faremo quando torneremo nella nostra palude?<br />'''Shrek''': La nostra palude??<br />'''Ciuchino''': Sì, quando noi avremo finito con la principessa e tutto il resto.<br />'''Shrek''': Noi?? Ciuchino, non c'è nessun noi, nessun nostra! Ci sono solo io e la mia palude, capito? E la prima cosa che farò è costruire una muraglia intorno alla mia terra.<br />'''Ciuchino''': È una pugnalata questa. Una pugnalata dritta al cuore. {{NDR|sospettoso}} Lo sai cosa credo io? Io credo che questa storia della muraglia è solo per tenere qualcuno fuori!<br />'''Shrek''' {{NDR|ironico}}: No, tu credi?<br />'''Ciuchino''': Mi nascondi qualcosa?<br />'''Shrek''': Non ci pensare, Ciuchino.<br />'''Ciuchino''': Ah, questa è come la cosa delle cipolle, vero?<br />'''Shrek''' {{NDR|innervosendosi}}: No, questa è la cosa del: "Molla e non sfinire più le persone"!<br />'''Ciuchino''': Perché non ne vuoi parlare?<br />'''Shrek''': E perché tu ne vuoi parlare ad ogni costo?!<br />'''Ciuchino''': Perché questo blocco??<br />'''Shrek''': Io non ho un blocco!<br />'''Ciuchino''': Oh sì, invece!<br />'''Shrek''': Ciuchino, ti avverto!!<br />'''Ciuchino''': Chi vuoi allontanare?? Dimmi solo questo: chi??<br />'''Shrek''' {{NDR|perdendo le staffe}}: Tutti quanti!! Chiaro?!?!<br />'''Ciuchino''': Oh, adesso sì che ci siamo!<br />'''Shrek''': Oh, santo piripillo!!! {{NDR|a loro insaputa Fiona origlia la conversazione}}<br />'''Ciuchino''': Qual è il tuo problema, Shrek?! Ma perché ce l'hai col mondo intero, eh?!<br />'''Shrek''': Senti, non sono io che ho un problema, capito? È il mondo che sembra avere un problema con me! Le persone mi guardano in faccia e fanno: "Aaah, aiuto! Scappate! Un grosso, stupido, orrendo orco!" {{NDR|rattristandosi}} Mi giudicano prima ancora di conoscermi. Perciò mi trovo meglio da solo.<br />'''Ciuchino''': Sai una cosa? Quando ti ho visto, non ti ho trovato un grosso, stupido, orrendo orco.<br />'''Shrek''' {{NDR|sentendosi meglio}}: Sì, lo so. *{{NDR|Shrek emette un [[rutto]] dopo aver mangiato la colazione che gli ha preparato Fiona}}<br />'''Ciuchino''': Shrek! <br />'''Shrek''': È un complimento per la cuoca. Meglio fuori che dentro, dico io. <br />'''Ciuchino''': Ma non è il modo davanti a una principessa. {{NDR|Fiona emette un rutto più forte}} <br />'''Fiona''': Grazie.<br />'''Ciuchino''': Neanche lei ci scherza. *'''Robin''': ''Io rubo al ricco per dare a chi non ha.''<br>'''Coro''': ''Con un piccolo guadagno...''<br>'''Robin''': ''...ma chi non lo fa? | Io salvo damigelle belle. Vero raga?''<br>'''Coro''': ''Che ragazzo, Monsieur Hood!''<br>'''Robin''': Balliamo?!<br>'''Robin''': ''Donne e duelli e sono appagato.''<br>'''Coro''': ''In realtà lui vuole solo essere... PAGATO! E poi...''<br>'''Robin''': ''Se a una donna fa paura un orco dentro la radura.''<br>'''Coro''': ''È male, è male, è male.''<br>'''Robin''': ''Se la piglia quella bestia io divento un criminale.''<br>'''Coro''': ''È proprio un criminale!''<br>'''Robin''': ''Il suo cuore con la spada vado a trapassar, | tutti attenti a me che sto per cominciaaaar...'' {{NDR|Fiona lo interrompe mettendolo K.O.}} *'''Fiona''': Shrek è ferito.<br>'''Ciuchino''': Shrek è ferito? Shrek è ferito? Oh no, Shrek morirà!<br>'''Shrek''': Ciuchino, sto bene.<br>'''Ciuchino''': Non puoi farmi questo, sono troppo giovane perché tu muoia! Solleva le gambe, gira la testa e tossisci, chi conosce la bocca a bocca?<br>'''Fiona''': Ciuchino! Calmati adesso! Se vuoi aiutare Shrek corri nel bosco e trovami un fiore blu con le spine rosse.<br>'''Ciuchino''': Fiore blu, spine rosse. D'accordo, vado! Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse. Non morire, Shrek. E se vedi un lungo tunnel, sta' lontano dalla luce!<br>'''Shrek e Fiona''': Ciuchino!<br>'''Ciuchino''': Ah sì, giusto. Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse.<br>'''Shrek''': E i fiori a che servono?<br>'''Fiona''': A disfarsi di Ciuchino.<br>'''Ciuchino''': [...] Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse... sarebbe tutto molto più facile se non fossi daltonico! Fiore blu, spine rosse, fiore blu, spine rosse... *'''Ciuchino''': Altolà, ora capisco qual è la questione... hai paura del buio non è vero?<br>'''Fiona''': Eh... sì... sì è così! Sono terrorizzata, io, io... meglio che vada dentro!<br>'''Ciuchino''': Ma non ci pensare, principessa, anch'io avevo paura del buio, finché... ehi, no, un momento! Ho ancora paura del buio! *'''Fiona''' {{NDR|come un'orchessa}}: Ciuchino, shh, shh, sono io... in questo corpo.<br />'''Ciuchino''': Oh mio Dio! Ti sei pappata la principessa! *'''Ciuchino''' {{NDR|parlando di Fiona}}: Shrek, ma che fai?? La stai lasciando andare via?<br />'''Shrek''': Sì. E con questo? <br />'''Ciuchino''': Shrek, c'è una cosa di lei che tu non sai! Senti, ho... ho parlato con lei ieri sera e...<br />'''Shrek''' {{NDR|interrompendolo, con tono arrabbiato e deluso}}: Sì, so che hai parlato con lei ieri sera! Siete grandi amici, non è vero?! Ora visto che siete così buoni amici, perché non segui lei a casa?!<br />'''Ciuchino''': Ma Shrek, io voglio venire con te...<br />'''Shrek''': Ehi, te l'avevo detto, vero?! Tu a casa non ci torni con me! Io vivo da solo! la mia palude! Io! Nessun altro! Hai capito?! Nessuno! Soprattutto inutili, patetici, fastidiosi muli parlanti!!!<br />'''Ciuchino''' {{NDR|rattristato}}: Ma, credevo...<br />'''Shrek''': Già, sai.. sai una cosa?! Hai preso un granchio!<br />'''Ciuchino''': Shrek... *'''Ciuchino''': La ami questa donna, vero?<br />'''Shrek''': Sì.<br />'''Ciuchino''': La vuoi abbracciare?<br />'''Shrek''': Sì.<br />'''Ciuchino''': Compiacere?! <br />'''Shrek''': Sì! <br />'''Ciuchino''' {{NDR|cantando}}: ''E allora dacci dacci dentro, con la tenerezza!'' *'''Ciuchino''': Cassiopea, l'ha già detta!<br />'''Shrek''': Oh, [[Imprecazioni dai film|santo piripillo]]! *'''Shrek''': Ehm, Fiona...<br />'''Fiona''': Sì, Shrek?<br />'''Shrek''': Io... io ti amo.<br />'''Fiona''': Davvero?<br />'''Shrek''': Davvero davvero.<br />'''Fiona''': Ti amo anch'io. {{NDR|si baciano e l'incantesimo di Fiona si spezza, facendola restare orchessa}}<br />'''Shrek''': Fiona? Fiona? Stai bene?<br>'''Fiona''': Ecco, sì... ma non riesco a capire; dovrei essere bellissima.<br />'''Shrek''': Ma tu sei bellissima!<br />'''Ciuchino''': Lo aspettavo da tanto questo lieto fine! ==[[Explicit]]{{Explicit film}}== {{NDR|Mentre il libro di fiabe si chiude}} E vissero per sempre orrendi e contenti! Fine! ('''Shrek''') ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Shrek}} [[Categoria:Film d'animazione]] [[Categoria:Film di Shrek]] [[Categoria:Film premi Oscar]] 43pn4dmaw1ubmw39g62s2nto5rdisyp Template:SelezioneNuove 10 4465 1429485 1429368 2026-10-14T10:13:07Z Spinoziano 2297 + 1429485 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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Atwal]]: Sati *[[Daniel Bernhardt]]: Agente Johnson *[[Ian Bliss]]: Bane *[[Collin Chou]]: Seraph *[[Nathaniel Lees]]: Mifune *[[Jada Pinkett Smith]]: Niobe *[[Harold Perrineau Jr.]]: Link *[[Bruce Spence]]: L'Uomo del Treno *[[Nona Gaye]]: Zee *[[Harry J. Lennix]]: Lock *[[Clayton Watson]]: Kid *[[Bernard White]]: Rama Kandra *[[Adrian Rayment]]: Gemello Uno *[[Neil Rayment]]: Gemello Due *[[Anthony Zerbe]]: Consigliere Hammann *[[Cornel West]]: Consigliere West |doppiatoriitaliani= *[[Luca Ward]]: Thomas Anderson/Neo *[[Massimo Corvo]]: Morpheus *[[Emanuela Rossi]]: Trinity *[[Ennio Coltorti]]: Smith *[[Sonia Scotti]]: Oracolo *[[Mariano Rigillo]]: Architetto *[[Massimo Lodolo]]: Il Merovingio *[[Monica Bellucci]]: Persefone *[[Daria Giacomini]]: Sati *[[Carlo Scipioni]]: Bane *[[Francesco Meoni]]: Seraph *[[Sergio Di Giulio]]: Mifune *[[Chiara Colizzi]]: Niobe *[[Pino Insegno]]: Link *[[Luciano Roffi]]: L'Uomo del Treno *[[Barbara De Bortoli]]: Zee *[[Fabio Boccanera]]: Lock *[[Massimiliano Alto]]: Kid *[[Massimo Rossi (doppiatore)| Massimo Rossi]]: Rama Kandra *[[Gianni Bonagura]]: Consigliere Hammann }} '''''Matrix Revolutions''''', film statunitense del 2003 con [[Keanu Reeves]], regia di [[Andy Wachowski]] e [[Larry Wachowski]]. . {{tagline|Tutto quello che ha un inizio ha anche una fine.}} ==Frasi== *È sorprendente quanto il modello comportamentale dell'[[amore]] sia simile a quello della [[demenza]]. ('''Il Merovingio''') *A questo mondo tutto quello che ha un [[inizio e fine|inizio]] ha anche una [[inizio e fine|fine]]. ('''L'Oracolo''') *Neo fa quello che crede sia il suo [[dovere]]. Non so cosa stia facendo adesso, non so se arriverà alla città delle macchine, e una volta lì cosa potrà fare per salvarci. Ma sono certo che, finché il [[cuore]] seguiterà a battergli in petto, Neo non si fermerà... Sta a noi imitarlo. ('''Morpheus''') *Mmh, adoro questo profumo, so già che mi mancherà. ('''L'Oracolo''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Non è ancora finita, signor Anderson! Non è ancora finita! ('''Bane''') *Ci siamo. È giunta l'ora. Mi conoscete tutti, perciò ve lo dirò in modo molto semplice e chiaro. Se siamo destinati alla morte e al destino, non ci si ribella. Io vi chiedo soltanto, se dovremmo immolare per quei bastardi la nostra vita... di fargliela pagare, e che il conto sia salato!!! ('''Mifune''') *Per Zion!!! ('''Mifune''') *Neo, io credo fermamente. ('''Kid''') *Neo... se devi fare qualcosa, falla in fretta. ('''Link''') *Sente la fine, signor Anderson, la sta già incalzando? Oh, io la sento. In realtà dovrei ringraziarla per tutto questo, in fondo è stata la sua vita ad insegnarmi qual è il vero scopo della vita: Lo scopo della vita è di finire. ('''Smith''') *{{NDR|Rivolto a Neo}} Questo è il mio mondo!!! Il mio mondo!!! ('''Smith''') *E questa è la fine? {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}} Oh, no, no, no, no! Non vale così! ('''Smith''') *{{NDR|Dopo l'annientamento di Smith da parte di Neo}} È compiuto. ('''Deus Ex Machina''') *Zion! Zion! Zion, è finita! È finita! La guerra è finita!! La guerra è finita!!! {{NDR|tutta la gente di Zion scoppiano di esultanza di gioia}} ('''Kid''') == Dialoghi == *'''Neo''': Chi è l'uomo del treno?<br />'''Rama''': È uno che lavora per il francese.<br />'''Neo''': Chissà perché non mi meraviglia.'''<br />Rama''': Il francese è uno che non dimentica ed è uno che non perdona.<br />'''Neo''': Lo conosce?<br />'''Rama''': Conosco solo quello che devo sapere, so che se uno vuole portare qualcosa dal nostro mondo al vostro contravvenendo alle regole, costui deve rivolgersi al francese.<br />'''Neo''': E lei sta facendo questo?<br />'''Moglie di Rama''': Rama, ti prego.<br />'''Rama''' {{NDR|rivolgendosi alla moglie}}: Non voglio essere scortese. {{NDR|a Neo}} La risposta è semplice: voglio molto bene a mia figlia, trovo che sia la cosa più bella che abbia mai visto in vita mia, ma nel posto da cui veniamo non è sufficiente, ogni programma che viene creato deve avere uno scopo e se non ce l'ha viene cancellato. Sono andato dal francese per salvare mia figlia. Cos'è, non ne è convinto?<br />'''Neo''': No, è che non avevo mai...<br />'''Rama''': Sentito un programma parlare d'amore?<br />'''Neo''': Sì, è un'[[emozione]] umana.<br />'''Rama''': No, è una [[parola]]. L'importante è l'interazione che la parola comporta. Vedo che lei è innamorato, sa dirmi cosa darebbe pur di mantenere viva tale interazione?<br />'''Neo''': Darei tutto.<br />'''Rama''': Allora forse la ragione per cui lei è qui non è molto diversa dalla mia. *'''Neo''': Crede che questo ritardo dipenda da me?<br />'''Rama''': Non saprei dirle, chi le sa queste cose, solo l'Oracolo.<br />'''Neo''': Conosce l'Oracolo?<br />'''Rama''': Tutti conoscono l'Oracolo. L'ho consultato prima di rivolgermi al Francese, mi ha promesso di occuparsi di Satìn dopo il nostro addio.<br />'''Neo''': Addio? Non restate con lei?<br />'''Rama''': Non è possibile. Il nostro accordo col Francese è per nostra figlia solamente, mia moglie e io torneremo nel nostro mondo.<br />'''Neo''': Perché?<br />'''Rama''': È il nostro [[karma]].<br />'''Neo''': Lei crede nel karma?<br />'''Rama''': Karma è una parola, come amore, un modo di dire. Che cosa ci sto a fare qui? Io non ce l'ho col mio karma, gli sono grato, anzi grato per la mia meravigliosa moglie e la mia bellissima figlia, sono doni e io per onorarli farò il possibile. *'''Oracolo''': Ecco fatto, il segreto è questo: bisogna usare le mani.<br />'''Sati''': Perché?<br />'''Oracolo''': I [[biscotto|biscotti]], come ogni cosa, richiedono amore. *'''Oracolo''': Ti ricordi com'eri la prima volta che hai varcato la mia porta? Teso come una corda di violino. E adesso guardati. Sei riuscito a sorprendermi, Neo, e continui a farlo.<br />'''Neo''': Mi hai fatto qualche sorpresa anche tu.<br />'''Oracolo''': Mi auguro di averti aiutato.<br />'''Neo''': Mi hai aiutato ad arrivare fin qui, ma la mia domanda è perché? L'obiettivo qual è? E quando finirà? <br />'''Oracolo''': Non lo so.<br />'''Neo''': Non lo sai o non vuoi dirmelo?<br />'''Oracolo''': Te l'ho già spiegato. Nessuno riesce a vedere al di là di una scelta che non gli è chiara, e intendo proprio nessuno.<br />'''Neo''': Quale scelta?<br />'''Oracolo''': Non ha importanza, è una mia scelta, io ho da operare le mie come tu hai le tue.<br />'''Neo''': E questo comprende quali cose dirmi e quali non dirmi?<br />'''Oracolo''': Assolutamente no.<br />'''Neo''': Allora perché non mi hai parlato dell'Architetto? Perché non mi hai detto delle altre Zion e degli eletti prima di me? Perché non mi hai detto la verità?<br />'''Oracolo''': Non era il momento di dirtela.<br />'''Neo''': E chi ha deciso che non era il momento?<br />'''Oracolo''': Lo sai chi. {{NDR|indica la scritta "Conosci te stesso" al di sopra della porta dietro Neo}}<br />'''Neo''': L'ho deciso io. *'''Neo''': A sentire l'Architetto se io non tornassi alla sorgente Zion stanotte verrebbe distrutta.<br />'''Oracolo''': Per favore... Sicuramente tu e io non vediamo al di là delle nostre scelte ma quell'uomo non vede al di là di nessuna scelta.<br />'''Neo''': Perché no?<br />'''Oracolo''': Perché non è in grado di comprenderle, gli sono estranee. Per lui sono soltanto variabili di un'equazione. Una alla volta, ciascuna variabile va calcolata, quindi riconteggiata. Questo è il suo scopo: bilanciare l'equazione.<br />'''Neo''': E il tuo scopo qual è? <br />'''Oracolo''': Io la devo sbilanciare.<br />'''Neo''': Perché? Che cosa vuoi?<br />'''Oracolo''': Io voglio la stessa cosa che vuoi tu, Neo. E per ottenerla sono pronta a qualsiasi sacrificio.<br />'''Neo''': La fine della guerra. {{NDR|L'Oracolo annuisce}} Un giorno allora finirà?<br />'''Oracolo''': In un modo o nell'altro avrà termine.<br />'''Neo''': E Zion potrà essere salvata?<br />'''Oracolo''': Mi dispiace, io non ho la risposta a questa domanda ma... se la risposta esiste, c'è solo un posto in cui potrai averla.<br />'''Neo''': Dove?<br />'''Oracolo''': Tu sai dove. Se però non riuscirai a trovarla, allora ho paura che non ci sarà un domani per nessuno di noi.<br />'''Neo''': Che cosa significa?<br />'''Oracolo''': Al mondo tutto quello che ha un inizio ha anche una fine. Vedo avvicinarsi la fine. Vedo scendere l'oscurità. Vedo la morte. E tu sei l'unico che può contrastarlo.<br />'''Neo''': Smith!<br />'''Oracolo''': Molto presto egli avrà potere sufficiente per distruggere il mondo e temo che non si fermerà lì. Non ha freno. Non si fermerà finché non ci sarà rimasto niente. <br />'''Neo''': Ma lui chi è? <br />'''Oracolo''': Lui è te. È il tuo opposto, il tuo negativo, il risultato dell'equazione che tenta di bilanciare se stessa.<br />'''Neo''': E se non riuscissi a fermarlo?<br />'''Oracolo''': In un modo o nell'altro, Neo, questa guerra è destinata a cessare. Stanotte il futuro di entrambi i mondi sarà nelle tue mani, se fallirai sarà nelle sue. *'''Kid''': Signore, non ho finito l'addestramento.<br />'''Cap. Mifune''': Neanch'io. *'''Neo''': Chiedo solo di poter parlare, dopodiché fai quello che vuoi, io non cercherò di fermarti.<br />'''Deus Ex Machina''': Parla.<br/>'''Neo''': Il programma Smith è sfuggito al vostro controllo. Presto si diffonderà in questa città come ha fatto in Matrix, voi non lo potete fermare, ma io si.<br />'''Deus Ex Machina''': Non abbiamo bisogno di te! Di niente e nessuno!<br />'''Neo''': Se è vero quello che dici, ho commesso un errore e dovresti uccidermi, ora.<br />'''Deus Ex Machina''': Che cosa vuoi?<br />'''Neo''': Pace. *'''Deus Ex Machina''': E se dovessi fallire?<br />'''Neo''': Non fallirò. *'''Smith''': Signor Anderson! Bentornato, abbiamo sentito la sua mancanza. Le piace quello che ho preparato?<br />'''Neo''': Finirà stasera.<br />'''Smith''': So che finirà stasera, ho già visto l'esito, per questo gli altri Me stanno venendo qui a godersi lo spettacolo, perché noi tutti siamo consapevoli che sarò io a batterla! {{NDR|inizia il combattimento finale}} *'''Smith''': Perché, signor Anderson, perché? Perché? Perché lo fa? Perché si rialza? Perché continua a battersi? Pensa veramente di lottare per qualcosa a parte la sua [[sopravvivenza]]!? Sa dirmi di che si tratta, ammesso che ne abbia coscienza!? È la [[libertà]]!? È la [[verità]]!? O magari la [[pace]]... Non mi dica che è l'amore! [[Illusione|Illusioni]], signor Anderson, capricci della percezione, temporanei costrutti del debole intelletto umano, che cerca disperatamente di giustificare un'esistenza priva del minimo [[Senso della vita|significato e scopo]]! Ogni costrutto è artificiale quanto Matrix stessa, anche se devo dire che solo la mente umana poteva inventare una scialba illusione come l'amore! Ormai dovrebbe aver capito, signor Anderson, a quest'ora le sarà chiaro, lei non vincerà, combattere è inutile! Perché, signor Anderson!? Perché!? Perché persiste!?<br/>'''Neo''': Perché così ho scelto. *'''Smith''': Aspetti. L'ho già visto, questo. Questa è la fine. È giunta. Sì. Lei giaceva a terra, tutto coincide. E io... E io... Io ero qui, dove sono ora, e a questo punto dovrei dire qualcosa. Dovrei dire: "Tutto quello che ha un inizio ha una fine, Neo". {{NDR|Neo si rialza di nuovo}} Cosa? Che cosa ho detto? No, no. Questo non è corretto. Non può esserlo. Stia lontano da me!<br/>'''Neo''': Di che cosa ha paura?<br/>'''Smith''': È un trucco!<br/>'''Neo''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Aveva ragione, Smith. Lei ha sempre ragione. Era inevitabile! *'''Morpheus''': Ho aspettato questo momento... così a lungo. Accade davvero?<br />'''Niobe''' {{NDR|abbraccia Morpheus, piangendo dall'emozione}}: Neo, ovunque tu sia... grazie! *'''Oracolo''': Ma guarda un po', se questa non è una sorpresa.<br />'''Architetto''': Hai giocato una partita pericolosa.<br />'''Oracolo''': I cambiamenti lo sono, sempre.<br />'''Architetto''': Quanto a lungo ritieni che questa pace possa durare?<br />'''Oracolo''': Durerà finché durerà. Che ne sarà degli altri?<br />'''Architetto''': Quali altri?<br />'''Oracolo''': Quelli che vorranno uscire.<br />'''Architetto''': Ovviamente saranno liberati.<br />'''Oracolo''': Ho la tua parola?<br />'''Architetto''': Scusa, per chi mi hai preso? Per un umano? ==[[Explicit]]== {{explicit film}} '''Sati''': Oracolo! Avevamo tanta paura di non trovarti. <br />'''Oracolo''': Adesso è tutto risolto. <br /> '''Sati''': Guarda, guarda! {{NDR|al sole}} <br />'''Oracolo''': Hai ragione, guarda là. È bellissimo. Lo hai fatto tu? <br /> '''Sati''': Per Neo. <br />'''Oracolo''': È straordinario. Sono certa che a lui piacerebbe. <br />'''Sati''': Tu che pensi? Lo rivedremo un giorno? <br />'''Oracolo''': Io suppongo di sì. Un domani. <br />'''Seraph''': Lei ha sempre saputo? <br />'''Oracolo''': Oh no, no al contrario... Ma ho molto creduto. Ho molto creduto... ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Matrix}} [[Categoria:Film d'azione]] [[Categoria:Film di fantascienza]] 80pdo45thy2iyuwdni5pf4ye9pnnnh0 Rocky III 0 6560 1429492 1383767 2026-10-14T10:57:04Z ~2026-50809-01 108446 /* Dialoghi */ 1429492 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloalfabetico= Rocky 3 |titoloitaliano= Rocky III |titolooriginale= Rocky III |paese= Usa |anno= 1982 |genere= drammatico, sportivo |regista= [[Sylvester Stallone]] |soggetto= [[Sylvester Stallone]] |sceneggiatore= [[Sylvester Stallone]] |attori= *[[Sylvester Stallone]]: Rocky Balboa *[[Talia Shire]]: Adriana Balboa *[[Burt Young]]: Paulie *[[Carl Weathers]]: Apollo Creed *[[Burgess Meredith]]: Mickey Goldmill *[[Tony Burton]]: Duke *[[Mr. T]]: Clubber Lang *[[Hulk Hogan]]: Labbra Tonanti *[[Ian Fried]]: Rocky Junior |doppiatori italiani = *[[Ferruccio Amendola]]: Rocky Balboa *[[Vittoria Febbi]]: Adriana Balboa *[[Alessandro Sperlì]]: Paulie *[[Vittorio Di Prima]]: Apollo Creed *[[Sergio Fiorentini]]: Mickey Goldmill *[[Piero Tiberi]]: Duke *[[Glauco Onorato]]: Clubber Lang *[[Renato Mori]]: Labbra Tonanti }} '''''Rocky III''''', film statunitense del 1982 diretto e interpretato da [[Sylvester Stallone]]. ==Frasi== *Voglio sfidarlo per il titolo, se ha il fegato di incontrarmi sul ring o dovunque voglia lui! Tutta la mia vita l'ho dedicata alla conquista del titolo, a questo e nient'altro! Io vivo da solo, mi alleno da solo e vincerò il titolo da solo! Non può evitarmi sempre, non può continuare a nascondersi! ('''Clubber''') {{NDR|Ai giornalisti, riferendosi a Rocky}} *Ancora non ho capito che cavolo hai in testa, ce l'hai ancora una rotella che funziona? ('''Mickey''') {{NDR|a Rocky, prima dell'esibizione per beneficenza con Labbra Tonanti}} *Il ''non plus ultra'' del maschio, contro il ''non plus ultra'' delle polpette! ('''Labbra Tonanti''') {{NDR|riferendosi a Rocky}} *Qualche volta fare la beneficenza fa male. ('''Rocky''') *Vedi, tre anni fa tu eri soprannaturale, eri un duro e avevi grinta, e avevi una mascella di ferro. Poi, è capitata la cosa peggiore che possa capitare a qualsiasi [[pugilato|pugile]]: ti sei civilizzato! [...] Si ritirano i presidenti, si ritirano i generali, si ritirano i cavalli. [...] È questo quello che dovresti fare tu: ritirarti... ('''Mickey''') {{NDR|Cercando di convincere Rocky a non affrontare Clubber}} *Questo incontro lo voglio fare. Solo uno e poi basta. ('''Rocky''') {{NDR|Parlando con Mickey}} *Carne morta! ('''Clubber''') {{NDR|a Rocky, prima che inizi il primo incontro}} *Ti voglio bene, Rocky... Ti voglio bene... Oh, mi sento male...! ('''Mickey Goldmill''') {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} *In amorevole memoria. Mickey Goldmill. 7 Aprile 1905 – 15 Agosto 1981 :''In lovely memory. Mickey Goldmill. April 7, 1905 – August 15, 1981'' ::('''[[Epitaffi dai film|Epitaffio]] di Mickey Goldmill''') *Non fa male! Non fa male! Mia madre me le dava più forte! ('''Rocky''') {{NDR|Combattendo con Clubber}} *Non esiste domani! ('''Apollo Creed''') *Senti amico, quando tu hai battuto me io ero ferito, dentro e fuori, e non volevo saperne di niente e di nessuno, neanche dei miei figli. Noi pugili lo sappiamo che dopo si sta male e stiamo anche peggio se ci portiamo dentro questo dolore, perciò prendi la rivincita con te stesso se non vuoi vivere con questo rimpianto. Noi abbiamo avuto il più grande titolo di tutto il mondo, amico mio. Tu hai perduto quell'incontro, Rocky, quando potevi vincerlo, ti sono crollati i nervi. Sì, certo, lo so, il tuo manager stava morendo e questo ti aveva scombussolato, ma la verità è che tu non eri arrabbiato. Quando combattevamo noi due, tu avevi gli occhi di una tigre, eri feroce, e devi farteli tornare quegli occhi, e per farteli tornare bisogna ricominciare da capo, capisci cosa voglio dire? E con me potresti anche riprenderti il titolo. Gli occhi da tigre, amico. ('''Apollo Creed''') {{NDR|a Rocky, dopo la sconfitta di questi nel primo incontro con Clubber}} *Ringrazia la campana! ('''Clubber''') {{NDR|a Rocky, dopo aver nettamente perso il primo round nel secondo incontro}} *Forza, forza, ci sta guardando tutto il mondo, mettimi knockout! ('''Rocky''') {{NDR|rivolto a Clubber mentre si affrontano nel secondo incontro}} ==Dialoghi== *'''Rocky''': Ma lo portano in braccio? <br/> '''Mickey''': No, cammina da solo. {{NDR|riferendosi a Labbra Tonanti}} *{{NDR|Durante la celebrazione in cui Rocky annuncia di volersi ritirare}}<br>'''Clubber''': Se quell'ometto non vuole venire da me, allora vi dico con due parole come stanno le cose: nella lista sono il numero 1! 1! Vuol dire che sono il migliore! Ma questo pagliaccio si fa gli incontri facili con altri pagliacci come lui! Io lo dico qui e lo dico a tutti quanti: sono pronto a battermi con lui dovunque, comunque, e gratis! Ma non potrete assistere a questo avvenimento perché lui si ritira! Lui non ci combatte con un uomo vero, lui combatte con le mezze cartucce! <br /> '''Rocky''': Cosa?! <br /> '''Mickey''': Tu sei una vergogna per questo sport! <br /> '''Clubber''': Sta' zitto, amico! Tu lo sai benissimo di cosa sto parlando! Balboa, la tua famiglia se la passa bene, no?! E tu dici di essere un pugile?! Dimostralo! Incontriamoci, dammi la possibilità! Tu mi hai sempre evitato e questa è una vergogna! Se non è un vigliacco, perché non si batte con me! <br /> '''Rocky''': Adesso basta con queste chiacchiere! Quando vuoi tu... <br /> '''Mickey''' {{NDR|a Clubber}}: Non mi frega niente di come sei classificato! Non ce l'avrai mai questa occasione, te lo posso garantire! <br /> '''Clubber''' {{NDR|al pubblico}}: Ecco! Avete sentito tutti? Questo non è giusto! Mi sono allenato tutta la vita per questo! <br /> '''Rocky''': Ma che stai dicendo? Io ci voglio combattere. <br /> '''Mickey''': Beh, allora combattici! Ma ti avverto che combatterai senza di me! <br /> '''Rocky''': Ma che stai dicendo? <br /> '''Mickey''': Io ho chiuso. Sì, io ho chiuso! Non ne voglio più sapere, non ne voglio più sapere, è finita, è finita, sono stato chiaro?! Finita, è tutto finito! {{NDR|se ne va}} <br /> '''Clubber''' {{NDR|ad Adriana}}: Ehi, donna! Donna, sta' a sentire: visto che tuo marito non è un uomo, ti piacerebbe andare con un uomo vero? Scommetto che la notte stai sveglia e sogni di andarci, non è così? Sai che ti dico? Mettiti in ghingheri e fatti vedere a casa mia stasera, vedrai come ti farò divertire! <br /> '''Rocky''' {{NDR|trattenuto dalle guardie}}: Se cercavi rogna l'hai trovata!!! <br /> '''Clubber''' {{NDR|trattenuto dalle guardie}}: Avanti, avanti! Ti sei scaldato finalmente?! Ti faccio secco io! <br /> '''Rocky''': Sei un buffone, un vigliacco! Ci vediamo sul ring, ti accontento io!! *{{NDR|dopo lo scontro pubblico con Clubber}}<br>'''Rocky''': Perché te ne sei andato? Perché ti sei squagliato così? <br /> '''Mickey''': La vita è troppo breve, bello. <br /> '''Rocky''': Dove vai? <br /> '''Mickey''': Dove? Vado in pensione e ci rimango. <br /> '''Rocky''': Ma di che parli? Abbiamo ancora un incontro. <br /> '''Mickey''': Non "abbiamo", ''tu'' ce l'hai. <br /> '''Rocky''': Perché mi fai questo? {{NDR|Mickey non risponde, allora Rocky si avvicina e gli chiude la valigia}} Ho detto, perché mi fai questo!? <br /> '''Mickey''': Perché non puoi vincere, Rocky! Quel tizio ti fa secco nel giro di tre round! <br /> '''Rocky''': Tu sei pazzo... <br /> '''Mickey''': Ah, sì?! E perché? <br /> '''Rocky''': È un pugile come gli altri. <br /> '''Mickey''': No, quello non è un pugile come gli altri! Quello lì è una specie di bulldozer e ha fame! E tu non hai avuto più fame da quando hai vinto quella cintura! <br /> '''Rocky''': Ma che vai dicendo? Ho difeso il titolo dieci volte! <br /> '''Mickey''': Tutta roba facile. <br /> '''Rocky''': Come sarebbe "facile"? <br /> '''Mickey''': Quelli erano incontri su misura! <br /> '''Rocky''': Combinati? <br /> '''Mickey''': Ma no, non erano combinati! Erano dei buoni pugili ma non erano dei killer come quello lì! Quello ti stende e ti lascia secco, Rocky. *{{NDR|prima che inizi il primo incontro tra Rocky e Clubber}}<br>'''Telecronista''': Ma lei crede veramente che il campione sia un picchiatore così forte? <br/> '''Apollo Creed''': E perché crede che io starei seduto qui con lei... *'''Apollo''': Io ho un [[Piani dai film|piano]]: torna nella mischia! <br> '''Rocky''': Vediamo se mi convinci! <br> '''Apollo''': Ti ho già convinto, Rocky! *{{NDR|al mare, dopo un allenamento con Apollo}}<br>'''Adriana''': Ti posso parlare? Ti voglio chiedere una cosa importante, voglio che tu mi dica la verità. <br/> '''Rocky''': Cosa? <br/> '''Adriana''': Perché sei venuto qui? <br/> '''Rocky''': Non ne voglio più sapere. <br/> '''Adriana''': Be' se è finita perché tu vuoi che sia finita io sono contenta. <br/> '''Rocky''': È così... <br/> '''Adriana''': È solo che tu non ti sei mai tirato indietro da niente da quando ti conosco. <br/> '''Rocky''': Che cosa vorresti che dicessi? Insomma, io mi chiedo, com'è possibile che tutto quello che era bello è diventato così brutto? <br/> '''Adriana''': Ma che c'è di così brutto? Dimmelo! Che cosa? <br/> '''Rocky''': Ho rovinato tutto quanto per non aver ragionato col mio cervello. Insomma, io dico, Mickey non me lo poteva dire dal principio come stavano le cose? Non doveva illudermi così, mentirmi e farmi pensare che ero meglio di quello che ero in realtà, se non è vero. <br/> '''Adriana''': Non ti ha mai mentito!<br/> '''Rocky''': Quegli incontri erano fasulli, è così Adriane, non ho mai combattuto contro i migliori! Era... era tutto fatto in modo che io potessi conservare il titolo più a lungo di quanto avrei dovuto. Insomma lo capisci cosa sto cercando di spiegarti? <br/> '''Adriana''': Sì, certo, ma anche tu devi capire che lui ti voleva bene e che era il suo lavoro quello di proteggerti! <br/> '''Rocky''': Tutta quella protezione non serve a niente! Serve solo a peggiorare le cose. Tu ti svegli dopo dieci anni credendo di essere un vincitore e invece no, sei solo un perdente. E va bene, non avrei tenuto il titolo per tanto tempo, e con questo! Almeno sarebbe stato vero, Adriane! <br/> '''Adriana''': Ma non lo capisci che è stato vero! <br/> '''Rocky''': Niente è vero se tu non puoi credere in quello che sei! E in me stesso io non ci credo più, lo vuoi capire? E se un [[Pugilato|pugile]] non crede in se stesso è finito, è chiuso, è andato! <br/> '''Adriana''': E invece non è così! <br/> '''Rocky''': Sì che è così! <br/> '''Adriana''': Ma perché non vuoi dirmi la verità?!? <br/> '''Rocky''': Ma perché mi vuoi costringere a dirlo, Adriane?!? Vuoi sapere la verità? La verità è che non voglio perdere quello che ho! In principio non mi importava niente dei pericoli: salivo sul ring, mi facevo pestare, non mi interessava! Ma adesso ci sei tu, c'è il bambino e io non voglio perdere quello che ho! <br/> '''Adriana''': Ma cos'è che abbiamo a cui non possiamo rinunciare, cos'è? Una casa, abbiamo le macchine, abbiamo un mucchio di soldi, abbiamo tutto tranne la verità! Ma qual è la verità, per la miseria?!? <br/> '''Rocky''': Io ho paura, sei contenta? La volevi la verità, mi volevi umiliare? E va bene, ho paura! Per la prima volta in vita mia ho paura! <br/> '''Adriana''': Ho paura anch'io! Non c'è niente di male ad aver paura! <br/> '''Rocky''': Ah no?!? Be' per me invece sì! <br/> '''Adriana''': E perché, non sei un essere umano? <br/> '''Rocky''': Io so solo una cosa: che sono un bugiardo. E che per questo Mickey non è più qui. <br/> '''Adriana''': Tu non l'hai obbligato a far niente, Rocky. Lui era un uomo, e ha fatto quello che ha deciso di fare. E tu non hai nessun diritto di sentirti colpevole per quello che gli è capitato. Tu sei un campione e hai fatto quello che lui si aspettava da te, hai fatto quello che io e tutti gli altri pensavamo che tu dovessi fare. E vorresti dirmi che quegli incontri non erano veri, che sei stato agevolato. Beh io non ci credo. Ma non ha importanza quello che credo io, perché sei tu quello che si porta dentro quella paura, il terrore che tutti quanti... che tutti quanti ti derubino, il terrore di venire ricordato come un vigliacco, che tu non sia più un uomo. Beh tutto questo non è vero, ma non ha importanza se te lo dico io, non ha importanza perché sei tu che devi superare questa cosa... liberatene, perché quando tutto il fumo si sarà dilatato, e la gente avrà finito di gridare il tuo nome, noi due resteremo soli! E tu non puoi vivere così, noi non possiamo vivere così, con questo tormento per il resto della vita... guarda come ti fa vivere già adesso. Apollo è convinto che ce la farai, e lo sono anch'io. Ma tu devi convincerti per delle vere ragioni. Non perché ti senti in colpa per Mickey, non per la gente, né per il titolo, né per i soldi, né per me, ma per te. Solo per te, soltanto per te stesso. <br/>'''Rocky''': E se poi perdo? <br/> '''Adriana''': E allora pazienza. Ma se non altro perderai senza scuse, senza il terrore! E lo accetteresti serenamente. <br/> '''Rocky''': Dove l'hai trovata tutta questa grinta? <br/> '''Adriana''': Ho sposato un pugile. <br/> '''Rocky''': Ti amo, Adrian. *{{NDR|prima di salire sul ring del secondo incontro}}<br>'''Giornalista''': Qual è il pronostico dell'incontro? <br>'''Clubber''': Pronostico?<br>'''Giornalista''': Sì, pronostico.<br>'''Clubber''': Gli farò male! *{{NDR|sul ring, prima che inizi il secondo incontro}}<br>'''Clubber''': Ti spacco in due! <br/> '''Rocky''': Provaci! *{{NDR|durante il secondo incontro}}<br>'''Clubber''': Io a te ti ammazzo!! <br /> '''Rocky''': Non devi venire a cercarmi, io sto qui!! *{{NDR|durante il secondo incontro}}<br>'''Clubber''': Tu sei matto!! Sei matto!!! <br /> '''Rocky''': Sì, sono matto!! Ma tu c'hai il fiatone!! Tu c'hai il fiatone!!! ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Rocky''': Ma scusa, io…<br>'''Apollo''': Dai, dai, i patti erano questi…<br>'''Rocky''': Ah, lo so, ma… è pazzesco!<br>'''Apollo''': Ma sì, potrebbe anche sembrare pazzesco.<br>'''Rocky''': Eh, sì.<br>'''Apollo''': E invece è una cosa sensatissima. Mi devi un favore.<br>'''Rocky''': Ah sì, lo so… ma quando ti è venuta l’idea?<br>'''Apollo''': Circa tre anni fa.<br>'''Rocky''': Ah ah… Però è pazzesco, Apollo!<br>'''Apollo''': Senti, Stallone. Vedi, quando hai vinto quell’incontro, hai vinto per un secondo, mi hai battuto per un solo secondo. È una cosa difficile da ingoiare per un uomo come me.<br>'''Rocky''': Va bene, ma non avevi detto che dopo che ti avevo battuto ti eri rassegnato all’idea?<br>'''Apollo''': Era una bugia.<br>'''Rocky''': Ah… era una bugia!<br>'''Apollo''': Ahahahahah!<br>'''Rocky''': Quindi adesso devi dimostrare a te stesso che sei più forte, eh?<br>'''Apollo''': Sì, solo a me stesso, niente TV, niente giornali, soltanto tu ed io. Niente, solo te e me, la tecnica contro la potenza. Mettila come vuoi.<br>'''Rocky''': D’accordo. Sei tu che l’hai voluto, eh…<br>'''Apollo''': Ok.<br>'''Rocky''': Però dammi retta, Apollo, è meglio che ci vai piano, perché non sei più un ragazzino, lo sai, no?<br>'''Apollo''': Sono abbastanza giovane da darti una bella strapazzata!<br>'''Rocky''': Ah, sì? E come fai a vincere, mi hai insegnato tutti i trucchi che conosci!<br>'''Apollo''': Non tutti, quasi tutti! Devi ricordarti… che tu sei un grande combattente, ma io sono un grande pugile!<br>'''Rocky''': Ah!<br>'''Apollo''': Sei pronto?<br>'''Rocky''': Certo, come no.<br>'''Apollo''': ...Lo sai, Rocky? È un peccato che dobbiamo invecchiare, non credi? Eheheheh!<br>'''Rocky''': Dai, dai, vieni sotto, Apollo! …Suona la campana, dai!<br>'''Apollo''': Va bene… Ding ding! …forza, stallone! Forza, forza!<br>'''Rocky''': Però, ti muovi bene per essere un nonnetto, eh?<br>'''Apollo''': Aah, sei in ottima forma! Ti ho allenato proprio bene!<br>'''Rocky''': Io credo che mi hai allenato troppo bene! Che fai, scappi?<br>'''Apollo''': No no, vieni qui! Io non scappo, ti aspetto! Su! Forza!<br>'''Rocky''': …Ho paura di farti male…!<br>'''Apollo''': Non ti preoccupare, tu comincia, coraggio! ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Rocky}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film sul pugilato]] 8egzhvy1elr0v9dw2haosdya4nbi8i4 Nico Cereghini 0 7501 1429425 1410790 2026-10-13T19:22:19Z Danyele 19198 /* Moto.it */ +10 1429425 wikitext text/x-wiki [[File:Nico Cereghini 2011.JPG|thumb|upright=1.2|Nico Cereghini nel 2011]] '''Enrico Cereghini''', detto '''Nico''' (1948 – vivente), giornalista e pilota motociclistico italiano. ==Citazioni di Nico Cereghini== *Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno, e prudenza. Sempre!<ref>Da ''Grand Prix'', Italia 1, ricorrente; citato in ''[http://www.nicocereghini.it/pillole-dal-libro-p2.html Casco ben allacciato]'', ''nicocereghini.it''.</ref> *{{NDR|«[...] cosa manca alla narrazione di oggi rispetto ai tempi in cui tu raccontavi le corse?»}} È cambiata la tecnica ed è cambiato il linguaggio, le immagini erano meno ricche e la voce era centrale, senza necessità di alzare i toni in maniera particolare. Oggi invece funziona una cosa diversa ed è così in tutti i settori, dai titoli di giornale fino alle telecronache... se non strilli non ti sentono. Probabilmente è inevitabile che sia così, eppure secondo me al tempo era più facile. Io ho sempre pensato che la radio fosse più affascinante della televisione, penso ad esempio alla Parigi-Dakar: quando c'era solo la voce, senza immagini, era più facile sognare. Con le immagini si è capita di più la difficoltà, a volte il dramma e la fatica, però tutto questo ha un po' svilito la cosa. {{NDR|«Che intendi?»}} Penso a Franco Picco ad esempio, quando correva la Dakar. Ricordo che era secondo in gara quando si prese una botta terribile al ginocchio e fu costretto al ritiro. Lo sponsor – che era suo, ma anche nostro – pretendeva che facesse una diretta nella stanza d'albergo, pieno di polvere, afflitto e distrutto ma col cappellino lindo della Chersterfield. Queste cose in televisione succedono e sono brutte, distruggono un po' il fascino che c'è in una corsa. Alla fine, quando Poltronieri faceva le telecronache negli anni Sessanta, c'erano due telecamere [...], il resto te lo immaginavi. Era ancora più carico di pathos, perché quando li vedevi passare e pensavi a chissà che cavolo sarebbe successo passata la telecamera. Poi è chiaro che la direzione è giusta e inevitabile, ma un po' di magia se n'è andata e non tornerà più.<ref>Dall'intervista di Cosimo Curatola, ''[https://mowmag.com/sport/nico-cereghini-racconta-a-mow-il-suo-libro-su-valentino-rossi-oggi-non-si-puo-dire-piu-niente-sarei-politicamente-scorretto Nico Cereghini racconta a MOW il suo libro su Valentino Rossi: "Oggi non si può dire più niente, sarei politicamente scorretto"]'', ''mowmag.com'', 29 maggio 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Massimo Tamburini]]}} [La] figura più amata e rappresentativa della moto Made in Italy [...]<ref>Citato in Cosimo Curatola, ''[https://mowmag.com/motorcycle/il-bell-omaggio-di-nico-cereghini-a-massimo-tamburini-vero-genio-del-nostro-motociclismo Nico Cereghini racconta Tamburini proprio nei giorni dell'Eicma: il suo ricordo è strepitoso e i social volano]'', ''mowmag.com'', 12 novembre 2022.</ref> {{Int|''[https://mowmag.com/motorcycle/centenario-moto-guzzi-il-mito-secondo-nico-cereghini Centenario Moto Guzzi: il mito, secondo Nico Cereghini]''|Intervista di Emanuele Pieroni, ''mowmag.com'', 15 marzo 2021.}} *Avevo più o meno nove anni quando [[Moto Guzzi|Guzzi]] si ritirò dalle corse nel 1957 e si chiuse, quindi, la prima parte di quella grande storia che aveva contato anche le vittorie al Tourist Trophy come prima moto non inglese a trionfare sul Mountain. Una storia che era stata anche capacità di scrivere il futuro delle due ruote anche dal punto di vista dell'innovazione tecnologica. Vincevano nelle corse e, contestualmente, facevano moto per tutti che hanno accompagnato un Paese sia durante gli anni bui della guerra, sia in quelli di rinascita del Dopoguerra. [...] Poi, dopo un periodo difficile, l'aquila è tornata a volare. Moto bellissime, con la particolarità straordinaria di richiamarsi ai nomi degli uccelli. La Lodola, il Cardellino, Lo Stornello, il Falcone, bellissimi. Dai rapaci a quelli più piccoli e innocui, una grande idea di libertà, tipica delle moto, che attraverso quei nomi riusciva anche a sostanziarsi. [...] Erano bellissime, e diverse profondamente tra di loro. C'era la moto per andare a lavorare e quella che invece trionfava nelle corse. Il Falcone della Polizia dava l'idea di essere qualcosa di indistruttibile. Moto Guzzi è stata, in qualche modo, simbolo di un Paese, conservando sempre una particolarità rara: mantenere una sorta di taglio artigianale nonostante la capacità di essere pionieri nell'innovazione e nei progressi tecnologici. *[...] quando si dice Moto Guzzi si pensa ad un luogo preciso, a Mandello e a quei monti che, pur non avendo le caratteristiche di aree più industrializzate, hanno saputo generare futuro e liberare opportunità. *{{NDR|Sulla [[Moto Guzzi V7 Sport]]}} Quando le moto grosse stavano diventando un mercato importante, la Guzzi era partita con il piede sbagliato, poi ha recuperato tirando fuori questa moto che era straordinaria, soprattutto per quanto riguarda la ciclistica. ==''Moto.it''== {{cronologico}} *Sentite, le [[Classe 500|500]] erano spettacolari ed aggressive, in quel periodo erano anche vicine tra loro nelle prestazioni. Però erano difficilissime da guidare e certamente molto pericolose. Schwantz ha chiuso la carriera in anticipo per le troppe fratture, Doohan ha rischiato di perdere una gamba e purtroppo Rainey è sulla sedia a rotelle. Gli high side erano brutali e terribili, non sapevi se il pilota si sarebbe rialzato oppure no. Questa è la verità. Oggi non tutto è bello e perfetto. E l'elettronica ha invaso anche troppo il terreno dove si esprime il talento del pilota. Però è dieci volte meglio di allora. Questa almeno è la mia opinione.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/nico-cereghini-classe-500-era-meravigliosa-mica-tanto.html Nico Cereghini: "La classe 500 era meravigliosa? Mica tanto"]'', ''moto.it'', 31 maggio 2011.</ref> *[[Claudio Castiglioni]] era un artista, uno che riusciva a vedere come sarebbe stata la "sua" moto prima ancora di iniziare il lavoro con i progettisti. Una specie di Michelangelo Buonarroti, che dicono fosse capace di vedere la sua opera finita ancor prima di toccare con lo scalpello il blocco del marmo bianco di Carrara. Travolgente Claudio, esuberante, qualche volta anche sopra le righe ma sempre generoso, sincero, contagioso nel suo naturale ottimismo. Uno di quelli che "se una cosa la vuoi veramente allora puoi ottenerla". Le moto più belle, quelle che fanno ancora venire i brividi a molti di noi, sono quelle che ha fatto lui [...]. Moto perfette, che parlano direttamente al cuore dei motociclisti.<ref>Citato in ''[https://www.moto.it/news/e-morto-nella-notte-claudio-castiglioni.html L'ultimo saluto dei motociclisti a Claudio Castiglioni]'', ''moto.it'', 17 agosto 2011.</ref> *{{NDR|Sul [[Gran Premio motociclistico di Gran Bretagna 1979]]}} Mi spinsi fin lassù con il camper e un paio di amici, apposta per vedere l'annunciato e storico trionfo della Honda; invece assistetti allo storico tonfo. Era il 1979, Roberts vinse la volata con Sheene, e la favolosa [[Honda NR]] 500 non finì nemmeno il primo giro. Dopo il ritiro alla fine del '67 – tutte le classi dominate, tranne la 500 per un pelo, in sette favolose stagioni – la Honda era sparita. In tutti gli anni Settanta non trovi una Honda nei libri FIM del mondiale velocità, ogni energia era concentrata sulla crescente e sempre più valida produzione stradale. Per il ritorno ai GP si decise di investire una cifra mai vista prima. Si parlò di dieci miliardi di lire dell'epoca, per una quattro cilindri che funzionava come un otto. Dal '75 erano le due tempi a dominare la scena, in 500 Suzuki e Yamaha. Honda volle umiliare la concorrenza: un centinaio di ingegneri coinvolti nel progetto, fedeltà assoluta al quattro tempi, mezzi e tecnologia senza uguali, telaio monoscocca in lamiera sottile e soprattutto un motore pazzesco che girava, si disse, fino a 22.000 giri. Con i pistoni ovali, due bielle, due candele, otto valvole e due carburatori per ogni cilindro. Il regolamento limitava a quattro i cilindri, HRC trovò una soluzione che pareva vincente. Piloti: Takazumi Katayama e Mick Grant. L'esordio venerdì 10 agosto, appunto, a Silverstone. In prova, Katayama è tra gli ultimi e Grant fuori dai tempi di qualificazione. Poi domenica 12, i primi sette piloti esclusi rinunciano gentilmente a partire per motivi vari, chi il mal di gola chi la moto rotta, e l'inglese è ammesso all'ultima casella. Partenza a spinta sotto un bel sole caldo: sfiga, un motore così non è facile da avviare a spinta, e i due hondisti partono in grave ritardo sul gruppo. In tribuna, alla Stowe, noi non vedremo passare nemmeno una Honda. Grant è caduto alla prima curva, dicono per un fotografo che ha attraversato la pista convinto che non ci fosse più nessuno da aspettare; Katayama è andato a fuoco la curva dopo. Un naufragio mai visto, sui giornali si fece il paragone con il Titanic. [...] Oggi si fatica a capire come la dominatrice Honda [...] possa aver fatto una figura del genere.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/nico-cereghini-quando-la-honda-sbaglio-tutto.html "Quando la Honda sbagliò tutto"]'', ''moto.it'', 2 settembre 2014.</ref> *A Barcellona c'era una prova del campionato mondiale anche negli anni Settanta, fino al '76 per essere precisi; ma non esisteva un autodromo, si girava nelle stradine del parco del Montjuich, [...] una delle principali attrattive turistiche della città catalana, su una "[[Circuito del Montjuïc|pista]]" di quasi quattro chilometri. Era bello e caliente correre da quelle parti, ma del tutto folle. Immaginatevi saliscendi, tre tornanti tipo strada di montagna e un paio di curvoni veloci tra gli alberi e i palazzi storici. Una specie di piccolo TT. [...] Il Gran Premio al Montjuich fu abolito per l'eccessiva pericolosità, le 500 e i sidecar già da anni non ci correvano, e tristemente famosa è rimasta l'edizione del [[Gran Premio motociclistico di Spagna 1974|1974]]: il giapponese Takazumi Katayama, a metà gara della 250, investì un pompiere che tentava di attraversare la strada per rimuovere i detriti di una caduta precedente. Con gli spazi così ridotti, le ambulanze non potevano raggiungere il luogo dell'incidente senza occupare la pista e creare maggiori pericoli, e così il pilota e il pompiere rimasero venti minuti senza assistenza medica. Quando la gara fu finalmente interrotta, per l'investito era già tardi mentre il pilota giapponese sopravvisse per miracolo, con gravissime fatture.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/nico-cereghini-barcellona-delle-battaglie.html "Barcellona delle battaglie"]'', ''moto.it'', 8 giugno 2017.</ref> *[[Circuito di Silverstone|Silverstone]] è un pezzo di storia [...] proprio a Silverstone si svolse la prima gara mondiale della F1, maggio 1950. Ripetutamente modificata [...] È una pista velocissima, una delle più veloci del mondiale [...] Le curve dai nomi leggendari – Copse, Stowe, Brooklands – sono state rallentate nel tempo, non sono esattamente quelle degli anni ruggenti, ma la storia è lì, su quell'altopiano spazzato dai venti dove si passa rapidamente dal sole alla pioggia. [...] Questa è una pista che piace a tutti i piloti e che si presta alle battaglie furibonde.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/nico-cereghini-silverstone-l-attesa-sale.html "Silverstone, l'attesa sale"]'', ''moto.it'', 24 agosto 2017.</ref> *[...] nasce la 750 SS del 1973 che è la prima vera supersportiva della Ducati. Ed è con una evoluzione di questo modello, portato a 900 e preparato dalla NCR di Bologna, che il mitico Mike Hailwood, da sempre affezionato alla Ducati, trionfa nella F1 al TT del 1978. La [[Ducati 900 SS|900 SS]], l'isola di Man, il nove volte iridato già trentottenne e che aveva lasciato il motomondiale dieci anni prima: una delle più belle imprese del motociclismo.<ref name="Ducati">Da ''[https://www.moto.it/superbike/ducati-le-bicilindriche-della-leggenda-superbike.html Ducati: le bicilindriche della leggenda Superbike]'', ''moto.it'', 9 febbraio 2019.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ducati 999]]}} Discussa dal pubblico, ma vincente nel mondiale prima con Hodgson e poi anche con Toseland, e di nuovo, a fine carriera, con Bayliss. Veloce e vincente anche nelle mani di Haga e McCoy, che corrono da privati ma con moto altrettanto efficaci.<ref name="Ducati"/> *Era la stagione 1993, Cadalora aveva appena conquistato due titoli mondiali in dueemmezzo con la Honda di Kanemoto e passava in 500 nel team Roberts, sulle Yamaha ufficiali di fianco a Rainey. Luca scoprì immediatamente che la [[Yamaha YZR 500|YZR]], perfetta per lo stile di guida di Wayne, per lui era semplicemente inguidabile. Allora un pilota dei nostri non poteva nemmeno concepire che una moto si potesse guidare con la derapata del posteriore: per noi della scuola europea era la ruota davanti, erano la precisione e il feeling con l'anteriore che contavano. Luca chiese delle modifiche alla geometria della moto, Kenny Roberts gli rispose "non se ne parla", quella moto vinceva il titolo dal 1990 e non si sarebbe toccata. [...] Cadalora aveva trent'anni, tre titoli in tasca, esperienza, grande passione per la tecnica e molta ambizione. Fu dura per lui prendere paga in 500 e non potersi difendere. Fino a che, a metà stagione, ebbe l'occasione di confrontarsi con Warren Willing, ingegnere australiano ed ex pilota che in quel 1993 guidava per Kenny il team sviluppo. Warren [...] trovò intelligenti le osservazioni di Luca e disse a Roberts che valeva la pena di provarci e lavorare sulla 500. In pochi GP tutto cambiò: Cadalora vinse a Donington, poi a Misano, e si prese altri due podi in quel finale di stagione.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-lorenzo-e-disperato-come-lo-era-cadalora.html "Lorenzo è disperato, come lo era Cadalora"]'', ''moto.it'', 13 agosto 2019.</ref> ===2009=== {{Int|''[https://www.moto.it/news/come-lui-nessuno-chissa-dove-arrivera.html Nico Cereghini: "Piloti e passione"]''|''moto.it'', 9 dicembre 2009.|h=4}} *{{NDR|Su [[Mike Hailwood]]}} [...] ha fatto delle cose talmente belle che per me rappresenta la passione allo stato puro per tutto ciò che ha un motore: le cose gli venivano bene, anche in F1 era fortissimo e in F2 ha vinto il titolo europeo, poi è tornato sulla moto, la Ducati, e ha vinto al TT quando aveva 38 anni. Per pura passione. *{{NDR|Su [[Giacomo Agostini]]}} [...] il più grande in assoluto nel numero delle vittorie e certamente è stato il primo professionista della moto. Lui si è inventato il mestiere del pilota moderno: preparato, meticoloso, concentrato, durevole. Prima di Ago erano tutti meravigliosi dilettanti. [...] Era molto veloce, però non era acceso dal sacro fuoco dei motori. Era piuttosto appassionato di successi, di donne e di denaro. Mica poco, mica stupido, non dico di no, dico solo che Ago non dava la sensazione di mettere i motori davanti a tutto. *{{NDR|Su [[Max Biaggi]]}} [...] è stato un fuoriclasse della 250, guida pulitissima e intelligente, ma a me sembrava più attratto dal diventare famoso. A 17 anni sognava di fare il calciatore, mica il pilota. ===2010=== *Ho corso sui 14 km del vecchio circuito di Francorchamps – dove Cecotto girava nel '78 a 222,36 di media – prima che fosse accorciato per sicurezza; ho girato sul velocissimo budello di Salisburgo, fasciato di guard-rail; ho fatto in tempo a correre a Monza senza le varianti, con il curvone da impostare in pieno, con una 750 da 230 all'ora, se volevi fare il tempo. Piste pericolosissime, fortunatamente corrette o cancellate del tutto; ma devo confessarvi una cosa: guidare su quelle piste era molto ma molto più bello che altrove. Era il massimo, anche se avevi paura perché molti piloti ci erano morti, spesso sotto i tuoi occhi. Ma la verità è che la [[velocità]] ha un gran fascino, la velocità è come una droga.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-velocita-una-droga.html Nico Cereghini: "La velocità è una droga?"]'', ''moto.it'', 23 novembre 2010.</ref> *{{NDR|Sulla [[Suzuki GSX-R750]]}} Che moto era! Piuttosto tozza, vista con gli occhi di oggi, ma eccezionale allora: la prima vera supersport, la "moto da gara con i fari", come dicevano quelli della Suzuki. Andava oltre la concorrenza di allora: quasi 100 cavalli per il quattro cilindri raffreddato ad aria ed olio, 179 chili a secco e gran bella guida con il leggero telaio d'alluminio in tubi a sezione quadrata. Fin dalla prima stagione, questa meraviglia conquistò il primo e il secondo posto alla 24 Ore di Le Mans. E in seguito proprio la GSX-R sarebbe diventata la regina dell'Endurance. La sigla [...] è diventata una leggenda.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-racconta-storia-suzuki-gsxr.html Nico Cereghini racconta la storia della Suzuki GSX-R]'', ''moto.it'', 9 dicembre 2010.</ref> {{Int|''[https://www.moto.it/news/le-5-moto-che-ho-amato-di-piu.html Nico Cereghini: "Le 5 moto che ho amato di più"]''|''moto.it'', 13 gennaio 2010.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Kawasaki GPZ 900R]]}} È la prima supersportiva completa della storia (quattro cilindri, 115 cavalli, 245 all'ora), fu anche la prima giapponese veramente a posto nella ciclistica, e quando ci misi il sedere sopra, nella presentazione internazionale a Laguna Seca, mi parve addirittura perfetta. Sulle nostre strade era magnifica. *{{NDR|Sulla [[Honda VFR 750F]]}} Il suo motore V4, con la distribuzione a cascata di ingranaggi, resta per me una meraviglia della tecnica e un riferimento assoluto per la qualità della erogazione. E per il sound. Era una moto completa, ottima per il turismo ma anche nella guida sportiva. Per me, la miglior Honda di sempre. *{{NDR|Sulla [[Ducati 1198]]}} [...] un simbolo della nostra creatività, una meraviglia che [...] mi ha impressionato su strada e anche in circuito. [...] E la 1198 (magari la S) supera, almeno nel mio personale giudizio, tutti i "pomponi" bicilindrici che l'hanno preceduta. *{{NDR|Sulla [[BMW R1100 GS]]}} [...] subito mi sembrò bruttina e invece oggi è bella ed era uno spettacolo da guidare su tutte le strade. *{{NDR|Sulla [[Yamaha YZF-R1]]}} La prima edizione [...] mi eccitò per la sua tremenda esuberanza, una bomba da guidare; quella del 2009 invece per la sua assoluta originalità tecnica: la prima supersportiva di serie con gli scoppi irregolari come sulle MotoGP. ===2013=== *Le [[Motocicletta|moto]] di una volta avevano tutto in vista. Motore, telaio, ammortizzatori, fanale, parafanghi. Mica erano tutte belle, c'erano naturalmente anche le brutte. Quando ti capitava sotto gli occhi quella giusta, allora restavi a bocca aperta sul dettaglio spettacolare – che fosse la forma del serbatoio o la potenza della testata o la purezza della linea del carter – e lo trovavi ben inserito nell'equilibrio generale. Noi, che siamo quelli oltre i cinquanta, così abbiamo formato il nostro gusto: sull'armonia di elementi nettamente separati e molto diversi tra loro. Oggi tutto è cambiato [...]<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-la-moto-bella-la-moto-brutta.html Nico Cereghini: "La moto bella e la moto brutta"]'', ''moto.it'', 19 febbraio 2013.</ref> *Una volta ho giudicato inguardabile la [[BMW K1]] e addio, non potevo immaginare che persino quell'esercizio stilistico molto tedesco, che a Milano chiamavamo il "suppostone", avesse in realtà diversi estimatori. Certo era di importanza storica, era la prima BMW con le 16 valvole, con l'elettronica delle auto e l'ABS; ma quando apparve a Colonia nell'88, e la casa parlò di design rivoluzionario, io fui tra gli increduli. Ho saputo addirittura che qualcuno si è sentito danneggiato economicamente e meditava di chiedermi i danni: aveva conservato il suo K1 e temeva che i giudizi negativi facessero perdere valore al suo capitale.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-belle-brutte-2-argomento-appassionante.html Nico Cereghini: "Belle e brutte 2, argomento appassionante"]'', ''moto.it'', 26 febbraio 2013.</ref> *{{NDR|Su [[Jarno Saarinen]]}} Guidava fortissimo ogni cilindrata, anche sul bagnato, lavorava personalmente sulla sua moto, era per di più simpatico e comunicativo.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/nico-cereghini-saarinen-spencer-biaggi-marquez-che-poker.html "Saarinen, Spencer, Biaggi e Marquez. Che poker!"]'', ''moto.it'', 23 aprile 2013.</ref> *{{NDR|Sul [[Gran Premio motociclistico delle Nazioni 1973]]}} La gara delle 250 vede in pole il finlandese Jarno Saarinen, campione del mondo in carica della 250 e vice campione nella 350 sempre nel 1972, mentre Renzo Pasolini, che nel 1972 è stato secondo nel mondiale 250 e terzo nella classe 350, porta al debutto la H-D raffreddata ad acqua. Una manciata di secondi e il dramma si consuma alla prima curva dopo il via. La moto di Pasolini perde aderenza all'ingresso della Curva Grande, il Curvone appunto, il campione romagnolo cade e nella carambola che ne segue cadono altri tredici piloti. Ad averne la peggio sono lo stesso Pasolini, 34 anni, e Jarno Saarinen, 27. Su che cosa provocò la caduta di Paolini si sono fatte diverse ipotesi: olio in pista non segnalato, grippaggio del motore H-D di Pasolini, contatto fra piloti, asfalto rovinato. La perizia richiesta dal tribunale di Monza [...] rivelerà il grippaggio dei pistoni Yamaha nei cilindri H-D; cilindri che furono modificati dal raffreddamento ad aria a quello ad acqua. Sarà il grippaggio l'innesco della caduta secondo l'inchiesta della Magistratura. Di sicuro la gravità del bilancio è da attribuirsi all'inesistente spazio di fuga e alla presenza del guard rail, all'epoca vicinissimo alla pista.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-quarant-anni-fa-morivano-pasolini-saarinen.html "Pasolini e Saarinen morirono così"]'', ''moto.it'', 16 maggio 2013.</ref> *Era veloce, era molto competitivo, non mollava mai anche se la fortuna lo guardava spesso di traverso. Mai stato tanto fortunato, [[Doriano Romboni|Doriano]], e tutto quello che ha ottenuto gli è costato un prezzo alto. Il suo limite è stato molto personale: io credo che non credesse abbastanza in se stesso, aveva le motivazioni giuste, ma raramente si sentiva a posto.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/doriano-romboni-fortuna-guardava-spesso-di-traverso.html Doriano Romboni, la fortuna lo guardava spesso di traverso]'', ''moto.it'', 30 novembre 2013.</ref> {{Int|''[https://www.moto.it/sport/nico-cereghini-piloti-paesi-italia.html Piloti e Paesi: Italia]''|''moto.it'', 16 marzo 2013.|h=4}} *[[Omobono Tenni]] fu il primo "straniero" a vincere il Tourist Trophy, nel '37, naturalmente con la Guzzi, 250. Tenni era un fenomeno che parlava poco e andava fortissimo, il suo coraggio e il suo stile di guida erano famosi; morì a Berna [...] il 1º luglio 1948. Mai più circuiti in Svizzera, dopo quella immensa tragedia; il pilota della Guzzi toccò l'asfalto con una pedana, high-side e si ruppe la testa contro un albero. *{{NDR|Su [[Tazio Nuvolari]]}} [...] il "mantovano volante", che iniziò a vincere nel 1921 con la moto e smise nel 1950 sulle auto, quando già aveva 58 anni. Nel 1925, in un test con l'Alfa P2 sulla pista di Monza, andò a sbattere, si ferì gravemente, e dodici giorni dopo (issato a forza, tutto imbottito di feltro e fasciato, sulla sua Bianchi 350 Freccia Celeste) vinceva il GP delle Nazioni. Imprese così lo hanno reso leggendario. *La [[Gilera Saturno|Saturno 500]] del '46, la più bella monocilindrica Gilera: dotata di forcella telescopica nel '51, fu costruita in 6.000 esemplari tra Turismo, Sport, Competizione, Cross e addirittura Regolarità. Alla fine arrivò anche una versione per i piloti privati, bialbero e leggerissima, la splendida "Piuma". *La raffinata [[Moto Guzzi Gambalunga|Gambalunga]] della Guzzi, la monocilindrica 500 da competizione costruita dal '46 al '51 per i piloti ufficiali come Lorenzetti e gli assistiti; il motore era un corsa-lunga famoso per la sua coppia, la forcella era originalissima, tanti componenti in lega di magnesio. Un gioiello. *[...] la regina: la [[MV Agusta tre cilindri|MV Agusta 500 tre cilindri]], la preferita di Agostini, quella con cui Mino vinse 7 titoli su 8. Esordì come 350 nel '65 vincendo subito, e dal '66 salì gradualmente di cilindrata fino al mezzo litro. Sostituiva la più pesante 4 cilindri, era la moto ideale per esaltare le doti del fine Agostini. Una meraviglia da 118 chili a secco e 270 all'ora. ===2015=== *{{NDR|Sul [[Gran Premio motociclistico di San Marino 1993]]}} Di tutte le edizioni, resta fotografata nella mia memoria quella del '93 al Mugello. [...] In 250 Capirex con la Honda bruciò in volata Reggiani con l'Aprilia; e lì qualcuno del suo team, chissà chi..., alla San Donato mise in mano a Loris per il giro d'onore un bandierone della Marlboro. Non era una prima assoluta, già ad Assen Schwantz aveva festeggiato con doppia bandiera: USA e Lucky Strike sulla stessa asta. Diciamo che le compagnie del tabacco erano ricche ma piuttosto invadenti, e se le avessero lasciate fare avrebbero messo le stecche di sigarette sul podio al posto delle coppe. Ero il telecronista di Telepiù, osai commentare che quel bandierone del tabaccaio era un brutto vedere. Avevo ragione? Direi di sì, tanto che la FIM provvide subito con un divieto bello chiaro, niente più bandiere dello sponsor nel giro d'onore. Ma li ebbi addosso tutti: team Pileri, Philip Morris, Telepiù. Che tempi!<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/nico-cereghini-il-mio-san-marino-dei-tempi-bui.html Nico Cereghini: "Il mio San Marino dei tempi bui"]'', ''moto.it'', 8 settembre 2015.</ref> {{Int|''[https://www.moto.it/sport/nico-cereghini-le-500-a-due-tempi-non-erano-cosi-difficili.html Nico Cereghini: "Le 500 a due tempi non erano così difficili"]''|''moto.it'', 25 agosto 2015.|h=4}} *Intendiamoci, tutte le moto sono impegnative quando si tratta di portarle al limite: togliere l'ultimo secondo é sempre, in assoluto, un mestiere difficile e riservato a pochi abili. Ma la mia [[Suzuki RG 500|RG]] del '76 era una quattro cilindri da 100 cavalli che chiunque poteva portare a spasso dentro un circuito. Bastava usare il gas con dolcezza, a Monza feci girare degli amici che non erano mai entrati in pista in vita loro [...] *La RG 500 è passata alla storia non per la sua difficoltà di guida, ma perché rilanciò una classe che era regina soltanto di nome: pochi piloti ufficiali da una parte e tanti privati dall'altra con le bicilindriche Yamaha 350 maggiorate o con varie realizzazioni artigianali, doppiati regolarmente sul traguardo di uno o due giri. Poi il miracolo del '76, sessanta esemplari che replicavano la moto ufficiale di Barry Sheene. Un giornalista-collaudatore come ero io [...] si poteva permettere di arrivare alla prima prova del mondiale, GP di Francia a Le Mans, e qualificarsi in seconda fila di fianco al campione del mondo Phil Read sulla stessa moto. *La Suzuki ufficiale di Sheene aveva il cambio estraibile, noi privati potevamo soltanto agire sulla trasmissione finale, pignone e corona. La forcella non aveva regolazioni e per la coppia degli ammortizzatori posteriori soltanto tre tacche di precarico molla. Non c'era che da concentrarsi sulla guida, e litigare con l'unico problema: la spiccata tendenza ad impennare fuori dalle curve da prima e da seconda. Divertimento massimo, difficoltà media, affidabilità purtroppo vicina allo zero. ===2018=== *Stagione [[Motomondiale 1998|1998]], una delle più incredibili della storia del motociclismo e certamente la più tosta per Capirossi e Biaggi: Loris che nell'ultima gara dell'anno conquista il suo contestato titolo della duemmezzo, Max che vince all'esordio in 500 come aveva fatto soltanto Saarinen, eppure non gli basta. [...] A quell'epoca [...] i piloti spagnoli contavano poco e l'Aprilia dominava due classi: Valentino Rossi aveva già vinto il titolo della 125, e conquistò all'esordio in 250 cinque successi come Harada; mentre [[Kazuto Sakata|Sakata]] ("Kazuto di nome e di fatto" specificai nella telecronaca) tra le piccole suonava con l'Aprilia un nugolo di Honda. Katoh (Honda) vinse la 250 in Giappone [...], poi l'Aprilia si prese tutte le gare: con i tre ufficiali (Harada, Rossi e Capirossi), e al Mugello con il mitico collaudatore Marcellino Lucchi. Si arrivò all'ultima prova in Argentina con Capirossi a quota 204 e Harada a 200. Loris iniziò in testa l'ultimo giro, ma fece due errori e fu passato sia da Valentino (che vinse) sia da Tetsuya. Speronò o non speronò volontariamente il giapponese a due curve dall'arrivo? Per Harada sì, per l'Aprilia pure, per la FIM prima sì e poi no. Ma alla fine il campione del 1998 fu Capirex: licenziato dall'Aprilia [...], riabilitato da un tribunale, indennizzato con un mucchio di soldi, un gran casino che a distanza di tempo è giusto definitivamente archiviare, considerando che Loris [...] è comunque tra i grandi. Perfino Harada ha messo una pietra su tutto e gli è amico, dunque faccenda chiusa. Resta invece ancora aperta la ferita di Biaggi in 500 (su V4 Honda del team Kanemoto), che a Barcellona, terzultima gara della stagione [...], si presentava con quattro punti più di Doohan [...]. In quel GP di Catalunya Max era secondo nella scia di Barros, quando in fondo al dritto spuntò una bandiera gialla che il romano non poteva vedere. Barros rallentò, Biaggi lo sorpassò sullo slancio, Barros passò di nuovo e la direzione gara ordinò un ride through ad entrambi; Max non obbedì, allora uscì anche la bandiera nera ma lui niente: pur squalificato, chiuse davanti a Doohan. Difficile accettare che un campionato magnifico come quello, col titolo ancora tutto da giocare, finisse così male; e allora si parlò di complotto [...], e certo la penalità era sproporzionata all'infrazione, ma il regolamento era quello. Le ultime due gare furono vinte da Mick Doohan, campione per la quinta volta consecutiva; Max fu vice-campione [...]<ref>Da ''[https://www.moto.it/sport/nico-cereghini-biaggi-capirex-e-sembra-ieri.html "Biaggi, Capirex e sembra ieri"]'', ''moto.it'', 9 gennaio 2018.</ref> {{Int|''[https://www.moto.it/news/non-sapevamo-niente.html Non sapevamo niente]''|''moto.it'', 22 giugno 2018.|h=4}} *Le prove di [[Motociclismo (rivista)|Motociclismo]] (a firma Patrignani, Perelli, Colombo) io le imparavo a memoria [...] *{{NDR|Sul [[Sessantotto]]}} C'erano tanti ragazzi come me, senza una appartenenza politica ma pieni di una nuova energia, che volevano cambiare la società, e c'erano le ragazze che volevano il ruolo paritario della donna. Sarebbe cambiato molto il costume, quasi niente la politica, e all'inizio si mossero tutti i giovani, a sinistra come a destra; poi negli anni successivi le forme di opposizione si sarebbero trasformate per alcuni in qualcosa di molto più estremo, fino al terrorismo. Ma nel 68 a muoverci era soltanto il nuovo spirito del tempo, controculturale e anticonformista. E si respirava una magnifica aria di libertà. *Dormivo con due poster sopra il letto, due meravigliosi soggetti inglesi: la modella [[Jean Shrimpton]] e la [[BSA Spitfire|BSA Spitfire MK II]] [...] *{{NDR|Sul [[Gran Premio motociclistico delle Nazioni 1968]]}} [...] Hailwood – che era pagato dalla Honda per stare fermo – volle fare la sua ultima gara a Monza, il 15 settembre. Pioveva [...]. La MV, spinta dagli organizzatori, aveva deciso di prestargli una 500 per le prove, poi forse Mike si rifiutò di fare il secondo a Mino e andò a cercare alla Benelli un muletto di Pasolini e il riminese accettò. Hailwood partì male, ma a Lesmo era già in testa superando nel curvone sia Agostini sia il Paso: sul bagnato una marcia in più, me lo avrebbe detto Renzo Pasolini in persona qualche anno dopo. Ma dopo un paio di giri Mike the bike cadde alla Parabolica quando era in scia ad Ago: in frenata gli partì la ruota davanti, scivolò via a tutta velocità e non si fermava più. Finì sotto la tribuna, si rialzò tutto coperto di fango e noi lo applaudimmo a lungo. ===2020=== *{{NDR|Su [[John Kocinski]]}} Benché abbia dovuto confrontarsi con i giganti degli anni Novanta, soprattutto con i suoi connazionali e con gli australiani, nel motociclismo ha lasciato un segno profondo. Sulla moto era un gatto [...]. Giù dalla moto però era difficile da gestire.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/le-storie-di-nico-john-kocinski-sembrava-un-po-matto.html Le storie di Nico: John Kocinski sembrava un po' matto]'', ''moto.it'', 25 marzo 2020.</ref> *[[Barry Sheene|Barry]] è nell'albo d'oro per i suoi due titoli mondiali della classe 500 con la Suzuki, 1976 e '77, ma ha conquistato vittorie in tutte le cilindrate, dalla 50 (Kreidler, 1971) fino alla 750: è stato il primo vincitore della Formula 750 nel '73. Un grande innovatore in tante cose: il numero fisso (tenne il suo 7 anche se si era conquistato l'1), le tute colorate, il paraschiena, l'opposizione al TT per la sua pericolosità quando era nel calendario del mondiale. Sheene è stato anche un maestro di leggerezza, a lui si è ispirato Valentino. Alcune cadute rovinose, come a Daytona a 280 all'ora, e le troppe fatture lo hanno piegato nel fisico, ma certamente non nel carattere, guascone e irriverente. Indimenticabili la sua allegria, le sue battute e gli scherzi.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/le-storie-di-nico-barry-sheene-scherzava-anche-in-gara.html Le storie di Nico: Barry Sheene scherzava anche in gara]'', ''moto.it'', 30 marzo 2020.</ref> *Lui spigolava le linee e tirava delle gran staccate puntando alla corda: un po' alla Freddie Spencer, il primo spigolatore della 500, ma ancora più estremo. La Suzuki non era particolarmente maneggevole, ma la guida acrobatica del texano la rendeva anche svelta. [[Kevin Schwantz|Schwantz]], il mitico 34, ha corso [...] sempre sulla Suzuki 500, campione di fedeltà alla marca giapponese. Ha vinto venticinque GP e il titolo mondiale della mezzo litro nel '93. Aveva esordito nel cross, da ragazzino, e si portava dietro uno stile di guida inconfondibile. Se soltanto fosse caduto un po' meno...<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/le-storie-di-nico-kevin-schwantz-e-i-segreti-della-sua-guida.html Le storie di Nico: Kevin Schwantz e i segreti della sua guida]'', ''moto.it'', 15 aprile 2020.</ref> *{{NDR|Sul [[Rally Dakar 1987]]}} Hubert Auriol con la Cagiva aveva già vinto quattro speciali e ormai era fatta: l'ultima tappa del giorno dopo, quella fino al lago Rosa, sarebbe stata poco più di una formalità. E invece a 20 km dall'arrivo centrò una radice sporgente. All'arrivo Cyril Neveu, che era secondo, guardava l'orologio e Auriol non arrivava mai. Quando finalmente la Cagiva comparve, il pilota urlava dal dolore; e quando lo tirarono giù di sella e gli sfilarono gli stivali da cross, vidi con i miei occhi pezzi di radice infilati nella carne... pazzesco!<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/le-storie-di-nico-auriol-la-cagiva-il-dramma-alla-dakar-dell-87.html Le storie di Nico: Auriol, la Cagiva, il dramma alla Dakar dell'87]'', ''moto.it'', 25 aprile 2020.</ref> *{{NDR|Su [[Santiago Herrero (motociclista)|Santiago Herrero]]}} Era velocissimo e coraggioso, il migliore pilota spagnolo del momento. Ed era simpatico, sempre sorridente, una faccia da cinema. Aveva l'esafoglio bianco dipinto come portafortuna sul casco Cromwell rosso, e le sue imprese con la monocilindrica Ossa già entravano nella leggenda. [...] Un tipo rock, un grande talento, anche Agostini lo adorava, morto troppo giovane al TT del 1970 [...], nel pieno del successo.<ref name="Herrero">Da ''[https://www.moto.it/news/santiago-herrero-era-in-testa-al-mondiale-cadde-al-tt.html Santiago Herrero: era in testa al mondiale, cadde al TT]'', ''moto.it'', 8 maggio 2020.</ref> *Nel motociclismo spagnolo degli anni Sessanta le risorse erano davvero limitate e le corse un lusso. La [[OSSA|Ossa]] era una piccola Casa catalana con sede a Girona (e ai tempi famosa più in campo trialistico ed enduristico che per la gare in pista) che non aveva alcuna intenzione di partecipare al mondiale. Ma sulla sua strada incontrò Santiago Herrero, e la storia cominciò.<ref name="Herrero"/> ===2021=== {{Int|''[https://www.moto.it/MotoGP/motogp-mugello-che-meraviglia-storia-del-gp.html MotoGP. Mugello, che meraviglia! Storia del GP]''|''moto.it'', 27 maggio 2021.|h=4}} *{{NDR|Sul [[Gran Premio motociclistico d'Italia 2000]]}} Loris Capirossi, Valentino Rossi e Max Biaggi furono i protagonisti di una delle più belle gare viste sul circuito toscano. Molti la ricorderanno. Il terzetto fece il vuoto in 500 e diede vita a una serie di sorpassi e controsorpassi da antologia. Fino a che, all'ultimo giro, Valentino che era secondo tentò di passare Capirex ma volò nell'area di fuga, quasi subito imitato da Max. Per Loris fu una delle più sofferte ma gratificanti vittorie in carriera [...] *Per vincere al [[Autodromo internazionale del Mugello|Mugello]] occorre sentirsi perfettamente bene con la propria moto. È una pista tecnica, dove si può fare la differenza, ma ci sono le staccate sull'angolo, le uscite di curva che non si vedono e le contropendenze: bisogna essere a posto con il mezzo e conoscere altrettanto bene dove mettere le ruote. *{{NDR|Sul [[Gran Premio motociclistico d'Italia 1998]]}} [...] Marcellino Lucchi, lo storico collaudatore dell'Aprilia anni Novanta [...] nel maggio del '98 [...] si prese la grande soddisfazione di vincere la 250 mondiale davanti ai piloti ufficiali di Noale. Dopo la pole di Tetsuya Harada, mise dietro (e a distanza) Valentino, il giapponese e Capirossi stabilendo anche il giro più veloce. Sul podio della duemmezzo Marcellino ci saliva regolarmente dal '95, per i collaudi della bicilindrica di Witteveen lui avrà fatto cinquantamila chilometri sul circuito toscano, ma quel giorno del suo unico successo iridato aveva già quarantun anni e [...] Rossi, diciannove anni appena, tanto felice non era. ===2022=== *{{NDR|Su John Kocinski}} [...] aveva delle palesi stranezze caratteriali, fu licenziato a metà stagione dalla Suzuki nel '93 dopo aver rotto apposta un motore per stizza, era terrorizzato dalla polvere e dal fumo delle sigarette, guai a sfiorarlo anche soltanto per sbaglio. Rainey raccontava che nel motorhome di John, parcheggiato nel paddock vicino al suo, non era raro sentir ronzare l'aspirapolvere alle tre o alle quattro del mattino. Maniaco della pulizia, Kocinski lasciava fuori dal suo supercamper le valigie che avevano viaggiato nella stiva dell'aereo, perché potevano essere contaminate...<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/john-kocinski-immobiliarista-di-successo.html John Kocinski, immobiliarista di successo ]'', ''moto.it'', 20 gennaio 2022.</ref> *[[Gregg Hansford|Gregg]] era un ragazzone biondissimo, forse troppo pesante per la moto [...]. Ricordo che [...] aveva un magnifico motorhome, uno dei primi apparsi nel paddock: credo fosse un Winnebago, dieci centimetri di moquette sul pavimento, 8.000 di cilindrata e tre chilometri con un litro, un'astronave per noi europei. Gregg era certamente il più bel ragazzo del mondiale, volto aperto e sorridente, faceva quello che gli piaceva.<ref name="Gregg-Jack">Da ''[https://www.moto.it/news/storia-gregg-il-canguro-e-jumping-jack-middelburg.html Storia. Gregg il canguro e Jumping Jack Middelburg]'', ''moto.it'', 30 marzo 2022.</ref> *L'Olanda aveva tre bei campioni in 500, alla fine degli anni Settanta: l'elegantone Will Hartog [...], Boet van Dulmen con quella faccia da pugile [...] e il nostro [[Jack Middelburg]], lungo e magro [...]. Lo chiamavano Jumping Jack come il famoso brano dei Rolling Stones, era rude e molto coraggioso.<ref name="Gregg-Jack"/> *Era un grande pilota e dotato di un stile stupendo, [[Phil Read|Phil]]. Era un osso duro, molto motivato e ostico per tutti i suoi compagni di squadra [...]<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/e-morto-phil-read-il-grande-campione-britannico.html È morto Phil Read, il grande campione britannico]'', ''moto.it'', 6 ottobre 2022.</ref> *[[Doriano Romboni|Doriano]] è stato un grande protagonista dei primi anni Novanta. [...] Era veloce, motivato, generoso. Un ragazzo di animo buono, amato da tutti. In carriera si è trovato spesso tra due rivali molto scomodi come Max Biaggi e Loris Capirossi, piloti ruvidi che non facevano sconti. E una cosa si può certamente dire: quando Doriano ha vinto non ha fatto arrabbiare nessuno. La sua guida era aggressiva, ma sempre pulita.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/doriano-romboni-oggi-avrebbe-54-anni.html Doriano Romboni oggi avrebbe 54 anni]'', ''moto.it'', 8 dicembre 2022.</ref> {{Int|''[https://www.moto.it/MotoGP/storia-vent-anni-fa-nasceva-la-motogp.html Storia. Vent'anni fa nasceva la MotoGP]''|''moto.it'', 27 marzo 2022.|h=4}} *[...] a fine marzo [[Motomondiale 2002|2002]], il motociclismo cambiava radicalmente: dopo ben cinquantatré stagioni con la cilindrata ferma a 500 centimetri cubi (dal 1949!), la classe regina prendeva il nome di [[MotoGP]] e sperimentava una formula inedita: cilindrata 990, ciclo a quattro tempi, sei cilindri al massimo, pesi diversi secondo il frazionamento. Per la prima stagione, tuttavia, le 500 a due tempi sarebbero sopravvissute: senza di loro griglia miserrima. Lo scenario. La Honda schiera Valentino Rossi e Toru Ukawa sulle RC211V, le formidabili cinque cilindri a V; la Yamaha affida a Max Biaggi e Carlos Checa la nuova M1 quattro cilindri in linea (con cilindrata limitata a 900...); la Suzuki prepara la V4 XRE0 per Kenny Roberts jr e Sete Gibernau, l'Aprilia la RS Cube tre cilindri per Regis Laconi. Le altre moto sulla griglia sono tutte 500. *[...] il campionato mondiale scatta ufficialmente a [[Gran Premio motociclistico del Giappone 2002|Suzuka, GP del Giappone, 7 aprile]]. Quella prima gara del 2002 resta nella storia per tante ragioni. Intanto, nella 250 vince una wild card: Osamu Miyazaki con una Yamaha TZ standard. C'era stato un solo precedente nel '98: Daijiro Kato sulla Honda. [...] E la MotoGP va subito a Valentino, che precede il giapponese Ryo sulla Suzuki e Checa con la Yamaha. Un motore a quattro tempi non vinceva dal 29 agosto del 1976, quando Ago aveva portato la MV Agusta all'ultimo successo del Nurburging, con il bagnato, davanti alle 500 due tempi. Dunque sono i due grandi piloti italiani a passarsi il testimone. Da notare che la Honda è la casa che con i motori a quattro tempi aveva già vinto nel mondiale negli anni Sessanta. La superiorità tecnologica della prima marca motociclistica del mondo è sotto i riflettori. La prima 500 due tempi al traguardo di Suzuka 2002 è quella di Nori Abe, quinta e staccata di 20 secondi. *Tante le curiosità che ricordo di quella stagione [...]. A Jerez Jorge Lorenzo, ufficiale Derbi, salta i primi due turni di prove: ha meno di 15 anni, in gara è il più giovane pilota della storia. In quel primo GP di Spagna Biaggi è squalificato per non aver ubbidito alla richiesta dello stop and go dopo la partenza anticipata. Le bandiere nere lo perseguitano. Al Mugello la Ducati presenta la bellissima Desmosedici di Filippo Preziosi [...] che scenderà in pista nel 2003, Melandri vince in 250 con la moto di Spiderman, Rossi conquista la quarta MotoGP dell'anno dopo un gran duello con Max mentre Poggiali trionfa in 125: questo è il primo dei nostri quattro ''en plein'' (con Barcellona, poi Brno e Australia). Ancora, ad Assen la prima vittoria del giovane Dani Pedrosa in 125, a Donington centesima gara di Vale che vince (per la 46esima volta!) nonostante un pollice rotto in una caduta in prova. Al Sachsenring Melandri porta a casa il successo della 250 dopo... una caduta: la gara per sua fortuna è sospesa subito dopo, causa temporale. *Dopo Rio, dove Valentino è campione con quattro gare di anticipo, c'è il GP del Pacifico a Motegi e ad Alex Barros (team Pons) viene affidata l'unica V5 concessa alla squadra. Perché al brasiliano e non a Capirossi? Perché Loris andrà in Ducati l'anno successivo. E si scatena il cosiddetto mondialino: Rossi contro Barros che con la 500 aveva fatto un paio di podi. Ebbene, a Motegi (pole di Kato) vince Barros e Rossi è secondo a 1"6, con Capirossi terzo e staccato. Poi la Malesia a Sepang, dove vince Max Biaggi in volata su Rossi e terzo è Barros a 1"6. In Australia, a Philip Island, domina Valentino che precede proprio Barros di quasi dieci secondi. Infine, nell'ultima gara di Valencia, è Barros che vince in volata su Rossi con Biaggi terzo e staccato. Per un punto, 86 a 85 in quattro gare, Alex Barros si aggiudica quello che passa alla storia come il mondialino. Gli appassionati lo ricordano ancora perché accese il finale di una stagione piuttosto scontata – la superiorità della Honda e di Rossi era stata subito schiacciante – mentre a Valentino deve bruciare ancora "abbastanza", come direbbe lui stesso. Probabilmente la conquista del primo titolo della storia in MotoGP lo aveva appagato, ma la motivazione c'era. {{Int|''[https://www.moto.it/superbike/la-frode-di-aegerter-e-gli-altri-precedenti-nel-motorsport.html La frode di Aegerter e gli altri precedenti nel motorsport]''|''moto.it'', 1º agosto 2022.|h=4}} *[...] a [[Gran Premio motociclistico di Gran Bretagna 1979|Silverstone nel 1979]], all'esordio della NR500 quattro tempi, molto probabilmente Honda barò. Accadde che le due moto di Grant e Katayama, in grave ritardo di preparazione, mancarono la qualificazione. Sui fogli dei tempi le due NR a pistoni ovali erano fuori di quattro o cinque posti, oltre la trentacinquesima posizione. Però, misteriosamente, quei quattro o cinque piloti che le precedevano diedero forfait la domenica mattina. Chi per un guasto tecnico chi per il mal di testa. Le Honda presero il via per fermarsi quasi subito. *[...] nel '61 [...] la Suzuki [...] offrì molti soldi al tedesco dell'Est [[Ernst Degner|Degner]] per trafugare le informazioni essenziali della dominante [[Motorradwerk Zschopau|MZ]] e scappare in Occidente. Una vera ''spy story''. In quegli anni la casa motociclistica della Germania Est aveva sviluppato un rivoluzionario motore a due tempi capace di arrivare ai 200 cv/litro. La squadra otteneva vittorie a raffica contro case più grandi e più ricche nelle classi 50, 125 e 250, in particolare con Ernst Degner. Che accettò di tradire e fuggì con la famiglia e i disegni, concedendo a Suzuki e Yamaha di sviluppare finalmente dei motori due tempi efficienti. *[...] non posso tacere dei sospetti che tuttora circondano il primo titolo mondiale della classe 500. [[Motomondiale 1949|1949]]: è Leslie Graham (AJS) il leader finale, per un solo punto precede in classifica Nello Pagani con la Gilera. Prima degli scarti la situazione vedeva Nello primo: 40 a 31. Dopo gli scarti c'era perfetta parità come per le vittorie, due a due; ma per un cavillo regolamentare, "scoperto" successivamente dalla FIM e mai chiarito del tutto, il campionato andò all'inglese. ===2023=== *Lo sapevate che la legge sul [[Casco da moto|casco obbligatorio per la moto]], qui in Italia, arrivò sulla spinta di Maurizio Costanzo? [...] Fino alla metà degli anni Ottanta – gli anzianotti come me lo ricordano bene – l'obbligo ancora non c'era. Ultimi in Europa, ci saremmo arrivati soltanto nell'86: quando i minorenni dovettero forzatamente indossarlo per la nuova legge [...]. E fu proprio Costanzo ad agitare le acque: ospitò nel suo show un professionista genovese, mi pare fosse un medico, che da poco aveva drammaticamente perso la figlia quindicenne in un incidente stradale. La ragazza era senza casco alla guida di un cinquantino, fu travolta da un'auto. Quell'ospite si vide più di una volta e la sua sofferenza colpì: chiedeva che si pensasse ai più giovani, che il casco diventasse un obbligo almeno per loro. Furono gli spettatori e poi l'opinione pubblica a spingere la politica verso l'obbligo del casco. Arrivammo ultimi in Europa per le resistenze dei costruttori, naturalmente, che temevano un calo delle vendite se fosse passato l'obbligo. Una miopia colpevole, ma i tempi erano quelli: invece di mandare un messaggio sulla bellezza del casco, invece di regalarne uno coloratissimo a chi comprava la Vespa 50, la Piaggio aveva commissionato a non so più quale Politecnico uno studio sulla pericolosità del casco: che riduce la visibilità laterale e toglie i suoni dalle orecchie. Molti di noi già allora espressero qualche perplessità. Io naturalmente non so se Maurizio Costanzo volesse fare servizio pubblico, oppure se inseguisse soltanto la visibilità, o il potere, o magari tutte e tre le cose insieme. Ma posso facilmente immaginare che, all'epoca, qualche pressione perché si fermasse ci sia stata. E forte. Non ho mai conosciuto Costanzo, ma di questa sua battaglia gli sono sempre stato grato.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-il-casco-divento-obbligatorio-grazie-a-maurizio-costanzo.html "Il casco diventò obbligatorio grazie a Maurizio Costanzo"]'', ''moto.it'', 28 febbraio 2023.</ref> *È bello rivivere e condividere pezzetti del proprio passato. [...] Ma c'è chi travisa e per esaltare il passato getta fango sul presente. La tesi di molti è: "I piloti di ieri erano dei veri eroi, in loro vedevi passione e talento, quelli di oggi sono soltanto divi". Io comprendo come il passato possa apparire bellissimo e la nostalgia della nostra giovinezza possa esaltare i ricordi. Ma vorrei chiarire che dalle imprese di miti come Hailwood o Saarinen è passato più di mezzo secolo: allora il professionismo quasi non esisteva, in pista c'erano pochi piloti "veri" e tanti appassionati di meccanica. E poi delle moto parlavano pochi media, si andava in tribuna a Imola o a Monza senza conoscere la maggioranza di quei piloti, erano semplicemente altri tempi. È facile vedere la passione nelle foto di Jarno Saarinen con Soili sorridente in bikini che gli mostra il cartello dai box, o in quelle dei meccanici giapponesi della Honda che smontano impavidi i motori sul prato. Ma che senso ha concludere che hanno meno passione per la moto Bagnaia o Bastianini soltanto perché li vedi spesso in tivù, o i meccanici dell'Aprilia soltanto perché sono vestiti tutti uguali in un box tirato a lucido? E il talento. Vorrei ricordare che i piloti di oggi hanno iniziato a correre in moto da bambini e per salire di categoria hanno superato una selezione fortissima: quelli con poco talento sono rimasti esclusi insieme a quelli (purtroppo) che avevano pochi mezzi. Se proprio volete si può magari discutere di giustizia sociale [...] ma non si può certo discutere del talento: tutti i piloti di oggi, ripeto tutti, sono dotati di un talento straordinario.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-piloti-veri-e-di-talento-altro-che-divi.html "Piloti veri e di talento, altro che divi!"]'', ''moto.it'', 20 marzo 2023.</ref> *Oggi la televisione spesso si sofferma, indugia, insiste non sulle emozioni – che pure nel nostro sport sono tante – ma piuttosto sulla loro rappresentazione. Sono in tanti che lo avvertono: forse per il timore di perdere pathos lo si a va costruire, spostando sempre di più la cronaca verso il reality. È un trend generale, non è colpa della televisione. Si chiama spettacolarizzazione. Ma quelle esagerate manifestazioni di gioia che quasi tutte le domeniche vediamo rappresentate nel garage della squadra che ha vinto il GP. E i sorrisi, le urla, i canti, le docce di prosecco che neanche avessero vinto lì per lì il campionato mondiale inseguito da vent'anni: alla lunga queste scene perdono la loro carica emotiva, stancano, sanno di teatro costruito a tavolino.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-quella-carezza-di-davide-tardozzi-rimette-a-posto-le-cose.html Nico Cereghini: "Quella carezza di Davide Tardozzi rimette a posto le cose"]'', ''moto.it'', 4 settembre 2023.</ref> *[[Sito Pons|Sito]] è sempre stato un personaggio molto calmo e signorile, anche da giovane. Posato, imperturbabile, apparentemente freddo. E [...] gli facemmo uno scherzo memorabile. Era la fine dell'89, Pons aveva appena conquistato il secondo titolo mondiale consecutivo della classe 250 e annunciato il passaggio in 500 [...]. Naturalmente nessun pilota spagnolo aveva vinto il titolo della mezzo litro, il primo sarebbe stato Alex Crivillè dieci anni dopo. Non era un momento così favorevole, nella top class: Pons avrebbe trovato piloti del calibro di Lawson, Rainey, Schwantz, Gardner, Doohan, Mamola, Barros, Sarron... C'era poco da essere ottimisti e una cosa era sicura: Sito, per vincere, avrebbe dovuto avere in particolare una qualità, molta ma molta pazienza... Si trattava di verificare quanta pazienza avesse e preparammo la trappola. Intervista: Pons ed io su due seggioline, Gigi Soldano accucciato con la Betacam in spalla. Partii con una domanda interminabile, una di quelle con lunghissima premessa, un primo inciso, poi un secondo e un terzo e dopo tre o quattro minuti non si capisce ancora dove si va a parare... Lo spagnolo serio, in attesa, e all'improvviso Soldano che si blocca, appoggia la telecamera a terra e dice "batteria!". Cambio di batteria e si ricomincia dall'inizio: domanda infinita, minuti che passano, Sito sempre paziente e Gigi che si blocca ancora, "cassetta!". Cambio di cassetta, Pons un po' meno calmo ma ancora serio e si riparte con la tiritera. "scusate, ancora la batteria!". Soltanto a quel punto Sito Pons perse la calma e rosso in viso disse soltanto "voi me schersate!".<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/sito-pons-un-ritratto-inedito-di-nico.html Sito Pons, un ritratto inedito di Nico]'', ''moto.it'', 6 settembre 2023.</ref> ===2024=== *È stata l'evoluzione delle GP a determinare nuove tecniche di guida: prima i pneumatici sempre più larghi hanno richiesto gli spostamenti sulla sella con le 500, poi il peso elevato delle [...] 1000 e il baricentro alto hanno preteso di più: oggi il pilota deve sporgersi moltissimo all'interno della curva. [...] In parte anche lo stile di alcuni piloti (come Spencer, Schwantz, Pedrosa, Marquez) ha aperto nuove "scuole" e i costruttori si sono adeguati. Ma è chiaro che il passaggio dai 115 chili e 160 cavalli delle 500 due tempi anni Novanta ai 160 chili e 300 cavalli delle [...] MotoGP ha cambiato tutto. È vero, oggi il pilota ha le assistenze elettroniche ed è meno impegnato nel controllo della moto, ma deve essere un vero atleta ed è chiamato a un lavoro mentale senza precedenti.<ref>Da ''[https://www.moto.it/premium/come-cambia-la-tecnica-di-guida-dalla-500-alla-motogp-con-l-ing-bernardelle-e-nico-cereghini-video.html Come cambia la tecnica di guida dalla 500 alla MotoGP? Con l'Ing Bernardelle e Nico Cereghini]'', ''moto.it'', 13 maggio 2024.</ref> {{Int|''[https://www.moto.it/news/motociclismo-chiude-il-mensile-che-ha-formato-generazioni-di-noi.html Motociclismo: chiude il mensile che ha formato generazioni di noi]''|''moto.it'', 22 novembre 2024.|h=4}} *[...] sono tra i pochi che hanno conosciuto la Edisport degli anni Sessanta, che stava in centro a Milano a due passi da piazza Missori; quella di Arturo Coerezza, Carlo Perelli, Mario Colombo, Roberto Patrignani e tutti gli altri. [...] A diciassette anni Adalberto Falletta e io, amici e autodidatti sulle 125, avevamo un dubbio: in quale punto della curva si riapre il gas, alla corda o quando vedi l'uscita? Ci presentammo in corso Italia 8, primo piano, convinti di trovare Patrignani che era un pilota e quindi guru di riferimento. Roberto non c'era, non era redattore fisso, e avvertito dal centralino arrivò il notissimo Carlo Perelli al quale, con un po' di soggezione, gli presentammo il quesito. Perelli era un tipo da ''basco'' piuttosto che da casco; imperturbabile decretò: "alla corda" e per noi bastò. Quello fu il primo contatto diretto con la redazione di [[Motociclismo (rivista)|Motociclismo]]. *[[Roberto Patrignani]] era un mito: aveva una facilità di scrivere unica e la sua penna ci ha incantato per anni, ma a me interessava soprattutto il Patrignani pilota: convinsi Perelli {{NDR|Carlo, direttore di ''Motociclismo''}} a portarmi in pista come aiutante di campo e il battesimo avvenne in occasione della Mototemporada, non ricordo se a Rimini o Riccione, anno 1970. Portavo la borsa delle macchine fotografiche del capo [...]. Ebbene, fu una grande delusione perché poco prima del via della gara venne già uno scroscio di pioggia, il mio eroe prese regolarmente la partenza perché era un tipo pragmatico (se non partivi niente diaria dell'organizzatore), ma dopo il primo giro si fermò. Pensavo avesse rotto la moto, invece lui mi disse con candore: con la pioggia non corro, non sono mica matto. *{{NDR|Su ''Motociclismo''}} Tante ore passate in redazione (per lo più in allegria), tanti sabati alla famosa pista Pirelli di Vizzola Ticino. Si andava una volta al mese, con tutti i collaboratori disponibili e tante moto. Prima Carlo Perelli faceva tutta la serie delle foto da fermo con il campanile sullo sfondo, poi per noi i rilevamenti alle fotocellule e le foto "in movimento". Qualche volta si faceva in tempo ad andare a pranzo in trattoria. Per fare il record sui 400 metri da fermo si provava a rubacchiare qualche centimetro alla prima fotocellula, ma al direttore della pista, che non a caso si chiamava Pier Diddìo, non scappava niente. ===2025=== *In tutti gli sport c'è chi vince, poi chi compete per vincere e infine chi è semplicemente felice di partecipare alla gara dando tutto se stesso. Cosa lo spinge? La passione e tanto gli basta. Naturalmente quando il livello della [[Competizione sportiva|competizione]] sale, allora si riduce lo spazio disponibile per i semplici appassionati, che non hanno alcuna possibilità contro i professionisti. [...] Ma la passione è sempre quella, è la molla, è la base di tutto. [...] Non vinceranno? [...] Meritano il massimo rispetto degli appassionati: senza di loro le gare varrebbero poco [...]<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-e-la-passione-che-li-spinge-a-correre-tutti.html Nico Cereghini: "È la passione che li spinge a correre. Tutti"]'', ''moto.it'', 24 febbraio 2025.</ref> *La prima volta che girai al [[Autodromo internazionale del Mugello|Mugello]] era la primavera del 1975 [...]. Che pista! Dico la verità, per uno come me [...] c'era da perdersi. Conoscevamo le piste italiane: Monza, Modena, Misano, Vallelunga [...] ma qui c’era la lunghezza della Stradale di Monza, quasi sei chilometri (!) con un numero di curve... spropositato per uno che non le aveva mai viste! Quelle Esse che si assomigliavano così tanto, la Casanova-Savelli che ti spingeva fuori, l'Arrabbiata 2 con l'uscita cieca, difficilissimo memorizzare i passaggi. Da rimanere disorientati.<ref name="Mugello">Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/cinquant-anni-fa-il-mugello-ci-disoriento-e-subito-vinse-una-ducati.html Cinquant'anni fa il Mugello ci disorientò, e subito vinse una Ducati]'', ''moto.it'', 18 giugno 2025.</ref> *La cosa bella del Mugello è la soddisfazione che ti viene quando hai imparato a raccordare tutte quelle curve. Sono quindici, alla fine, e tutte di raggio diverso (certe volte di poco, ma diverso) e quando trovi la linea tra tutti quei saliscendi è uno sballo. Perché di frenate toste ce ne sono soltanto tre: la San Donato, il Correntaio e la Bucine; per il resto è tutto un dipingere traiettorie morbide, accarezzando i freni, quasi senza variare i carichi della moto, giocando con il gas e spostandosi in sella ad alta velocità. Chi ama la bella guida non può non amare il Mugello.<ref name="Mugello"/> *[[Andrea de Adamich|Andrea]] era una persona rigorosa e carismatica, lavorare di fianco a lui non era facilissimo: occorreva essere documentati e precisi quasi quanto lo era lui. Aveva modi signorili ma non faceva sconti.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/e-morto-andrea-de-adamich-ex-pilota-e-volto-di-grand-prix.html È morto Andrea De Adamich, ex pilota e volto di Grand Prix]'', ''moto.it'', 5 novembre 2025.</ref> ===2026=== *La [[Laverda 750 SFC|750 Laverda]] [...] l'ho sempre amata, ma vibrava talmente tanto che, quando la scaldavi sul cavalletto centrale, ad ogni sgasata si spostava sul pavimento.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-quali-vibrazioni-vi-passa-la-vostra-moto.html Nico Cereghini: "Quali vibrazioni vi passa la vostra moto?"]'', ''moto.it'', 5 gennaio 2026.</ref> *[...] i veri [[Campione|campioni]] sono convinti di poter vincere sempre, anche con un braccio solo o con una gamba sola. E per vincere sono disposti a tutto, persino a sacrificare la loro stessa vita, la loro salute, l'integrità del loro corpo. Questa è la differenza.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-i-veri-campioni-vogliono-vincere-sempre.html Nico Cereghini: "I veri campioni vogliono vincere sempre"]'', ''moto.it'', 16 febbraio 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Jan Thiel]]}} [...] già negli anni Sessanta, dopo aver tentato di correre in moto senza poter dimostrare le sue qualità, si era dedicato alla progettazione e alla elaborazione dei motori, naturalmente due tempi. Non era laureato, eppure la sua competenza e le sue intuizioni hanno animato i reparti corse di mezza Europa. [...] Jan Thiel era una specie di asceta della moto, era capace di trafficare su motori e utensili per intere giornate senza bere né mangiare. Quasi sempre a torso nudo. Di poche parole, molto intelligente e pronto, possedeva una sottile ironia.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/addio-a-jan-thiel.html Addio a Jan Thiel]'', ''moto.it'', 23 marzo 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Mike Hailwood]]}} Era quello che si dice un figlio di papà, perché era stato il padre, ricco commerciante della moto, a spingerlo alle corse fin da ragazzino. Eppure restò umile e il suo talento era autentico, tutti lo hanno riconosciuto. Era appassionato, coraggioso, vincente con tutte le moto [...]<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/mike-hailwood-45-anni-fa-la-morte.html Mike Hailwood, 45 anni fa la morte]'', 24 marzo 2026.</ref> *{{NDR|Sulla [[MotoGP]]}} Al posto delle 500 due tempi, ecco i prototipi a quattro tempi [...]. Le tesi ecologiche stavano mettendo fuorigioco i motori a due tempi e la Federazione internazionale seguì l'impulso della Honda, strenua sostenitrice del quattro tempi [...]. Però per avere una griglia dignitosa, in quella prima stagione [...] furono ammesse anche le storiche 500 a due tempi, che per numero superarono i prototipi.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/il-7-aprile-del-2002-nasceva-la-classe-motogp.html Il 7 aprile del 2002 nasceva la classe MotoGP]'', ''moto.it'', 7 aprile 2026.</ref> *{{NDR|Sulla [[Honda VFR 750F]]}} [...] era una meraviglia. La VFR doveva rappresentare la risposta alle supersportive della concorrenza, ma di fatto era una granturismo di enorme classe. Andava forte, si parlava già di 245 chilometri orari. Il suo V4 raffreddato a liquido, con la cascata di ingranaggi della distribuzione a 16 valvole, valeva 105 cavalli a 10.500 giri con una erogazione piena e un sound unico che cambiava voce sopra i 6.000 giri. Una bomba. E il telaio: un doppio trave di alluminio, annunciato per 14 chili soltanto, con forcellone bibraccio d'alluminio, sospensioni efficienti, il Pro-link dietro, tre dischi freni molto potenti...<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/motogp-il-circuito-di-jerez-compie-40-anni-e-noi-lo-scoprimmo-allora-con-la-magnifica-honda-vfr-750.html MotoGP. Il circuito di Jerez compie 40 anni e noi lo scoprimmo allora con la magnifica Honda VFR 750]'', ''moto.it'', 13 aprile 2026.</ref> *[[Carlo Guzzi]], classe 1889 e milanese di origine, è stato il cofondatore della [[Moto Guzzi]] insieme alla famiglia genovese Parodi. Con la sua guida tecnica la casa di Mandello conobbe un'inarrestabile espansione [...]. Della leggenda dell'aquila Carlo Guzzi fu un grande protagonista: un innovatore che sviluppò moto di ogni tipo, intuì con gli ingegneri soluzioni inedite, per primo volle una galleria del vento dentro la fabbrica per lo studio aerodinamico delle motociclette da corsa che hanno raggiunto traguardi e successi incredibili. Era una persona vivace e molto amata.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/a-mandello-si-lavora-per-aggiustare-il-monumento-a-carlo-guzzi.html A Mandello si lavora per aggiustare il monumento a Carlo Guzzi]'', ''moto.it'', 16 aprile 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Umberto Masetti]]}} Nella storia del motociclismo occupa un posto di assoluto rilievo: è stato il primo italiano a conquistare il titolo mondiale della classe 500 nel 1950 con la Gilera [...], è stato protagonista di un duello epico con un altro grande come Goff Duke ed era un gran casanova, finito anche sulle cronache rosa della sua epoca per una presunta storia con [[Moira Orfei]]. Un fenomeno [...]. Era un pilota che non si risparmiava, amava guidare spericolatamente ed ebbe diversi incidenti dai quali uscì senza gravi danni. Allora la stampa esagerava un pochino nei racconti e immagini ce n’erano poche: si raccontò che una volta a Imola finì fuori pista e si rialzò addirittura nel greto del Santerno, ma chissà.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/oggi-umberto-masetti-compirebbe-100-anni.html Oggi Umberto Masetti compirebbe 100 anni]'', ''moto.it'', 4 maggio 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Carlos Lavado]]}} [...] come tanti altri della sua generazione è arrivato tardi al mondiale: nel 1978, quando il Venezuela ospitò la prima gara della stagione a San Carlos, era già noto in patria come la freccia di Caracas [...], quindi dal 1980 fu tra gli specialisti più forti in assoluto nelle due medie cilindrate. Lavado è stato l'erede di [[Johnny Cecotto]]: è il secondo pilota venezuelano capace di arrivare al titolo del motociclismo. [...] In quegli anni Ottanta Lavado spiccava per la personalità, la comunicativa, la classe, la grinta. Era indistruttibile, cadeva, si rialzava, vinceva, pareva di gomma. E andava maledettamente forte. Pensare che avrebbe dovuto diventare ingegnere: lasciò l'università al secondo anno per scappare in Europa e correre il mondiale, facendo arrabbiare il papà.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/carlos-lavado-70-anni-oggi-per-la-freccia-di-caracas.html Carlos Lavado, 70 anni oggi per la freccia di Caracas]'', ''moto.it'', 25 maggio 2026.</ref> *{{NDR|Sulla [[Honda RC181]]}} Quella fu la prima pietra della casa giapponese nella mezzolitro motomondiale. E anche se la 181 sfiorò soltanto, ma non riuscì a conquistare, il titolo piloti più prestigioso [...], ugualmente colpì gli appassionati per il livello tecnologico esibito. [...] Di quella RC181 [[Mike Hailwood|Mike]] non era soddisfatto: il motore dava tanta potenza sì [...] e anche una bella erogazione, però consumava tanto e, soprattutto, la moto mancava a livello ciclistico. [...] Non funzionavano gli ammortizzatori ed era un disastro il telaio, al punto che il campione cercò di far realizzare in Europa telai alternativi. In Italia si rivolse a Giuseppe Pattoni, che aveva ben conosciuto in gioventù ai tempi della Mondial, e il tecnico costruì con Belletti un telaio adeguato. Ma Honda si arrabbiò con Mike, [[Sōichirō Honda|Soichiro]] non avrebbe accettato quella umiliazione: quel telaio non si vide mai in pista. Perché poi quella RC181, nonostante fosse molto impegnativa da guidare, vinse subito, fin dal primo Gran Premio disputato [...]. Erano anni mitici per la Honda, che voleva farsi conoscere nel mondo con la forza della sua tecnologia. Centrato l'obiettivo, la Honda si ritirò dal mondiale alla fine del 1967 per concentrarsi sulla F1.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/motogp-2026-la-honda-rc181-500-di-mike-hailwood-del-1966-rivive-a-motegi.html MotoGP 2026, la Honda RC181 500 di Mike Hailwood del 1966 rivive a Motegi]'', ''moto.it'', 2 ottobre 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Luigi Dall'Igna]]}} Com'è? In una parola, è pragmatico. Per lui conta il risultato, tutto il resto è secondario. Dall'Igna cura con il massimo impegno tutto ciò che porta al risultato: esige efficienza dalla sua organizzazione e mantiene confronti costanti con gli elementi della sua squadra, con i quali è molto deciso ma anche riconoscente quando è il caso. Chi non collabora, chi rallenta, chi critica non gli interessa più. Il capo è così. E come fanno i politici – il suo ruolo è tecnico e politico insieme – quando qualcuno si mette contro lui non ci discute nemmeno: lo ignora e passa oltre. Pragmatico, appunto. A Gigi non interessa risultare simpatico all'esterno. Ma non è freddo. [...] È molto gradevole ed anche espansivo ma [...] sul lavoro ha altre priorità. E i risultati dicono che il suo metodo è vincente.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/motogp-gigi-dalligna-dei-100-successi-pragmatico-ma-appassionato.html MotoGP, Gigi Dall'Igna dei 100 successi: pragmatico, ma appassionato]'', ''moto.it'', 8 ottobre 2026.</ref> ==Citazioni su Nico Cereghini== *Non sapevo come chiamare la mia prima figlia. Nico Cereghini mi disse: "Con tutto quello che hai vinto, chiamala Vittoria". E così ho fatto. Quando stava arrivando il secondo ho chiesto sempre consiglio a Nico, e lui, scherzando, mi fa: "Adesso chiamalo Presuntuoso". Be' l'ho chiamato come me, alla fine gli ho dato retta lo stesso! ([[Giacomo Agostini]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Nico Cereghini, ''Casco ben allacciato. Da Ago a Valentino – Storie di moto e segreti di guida'', Xenia, 2011. ISBN 9788872737255 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cereghini, Nico}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Piloti motociclistici italiani]] 6zmvoln124qkinr3drb408ur5kpgi2j 1429430 1429425 2026-10-13T19:32:26Z Danyele 19198 /* 2026 */ typo 1429430 wikitext text/x-wiki [[File:Nico Cereghini 2011.JPG|thumb|upright=1.2|Nico Cereghini nel 2011]] '''Enrico Cereghini''', detto '''Nico''' (1948 – vivente), giornalista e pilota motociclistico italiano. ==Citazioni di Nico Cereghini== *Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno, e prudenza. Sempre!<ref>Da ''Grand Prix'', Italia 1, ricorrente; citato in ''[http://www.nicocereghini.it/pillole-dal-libro-p2.html Casco ben allacciato]'', ''nicocereghini.it''.</ref> *{{NDR|«[...] cosa manca alla narrazione di oggi rispetto ai tempi in cui tu raccontavi le corse?»}} È cambiata la tecnica ed è cambiato il linguaggio, le immagini erano meno ricche e la voce era centrale, senza necessità di alzare i toni in maniera particolare. Oggi invece funziona una cosa diversa ed è così in tutti i settori, dai titoli di giornale fino alle telecronache... se non strilli non ti sentono. Probabilmente è inevitabile che sia così, eppure secondo me al tempo era più facile. Io ho sempre pensato che la radio fosse più affascinante della televisione, penso ad esempio alla Parigi-Dakar: quando c'era solo la voce, senza immagini, era più facile sognare. Con le immagini si è capita di più la difficoltà, a volte il dramma e la fatica, però tutto questo ha un po' svilito la cosa. {{NDR|«Che intendi?»}} Penso a Franco Picco ad esempio, quando correva la Dakar. Ricordo che era secondo in gara quando si prese una botta terribile al ginocchio e fu costretto al ritiro. Lo sponsor – che era suo, ma anche nostro – pretendeva che facesse una diretta nella stanza d'albergo, pieno di polvere, afflitto e distrutto ma col cappellino lindo della Chersterfield. Queste cose in televisione succedono e sono brutte, distruggono un po' il fascino che c'è in una corsa. Alla fine, quando Poltronieri faceva le telecronache negli anni Sessanta, c'erano due telecamere [...], il resto te lo immaginavi. Era ancora più carico di pathos, perché quando li vedevi passare e pensavi a chissà che cavolo sarebbe successo passata la telecamera. Poi è chiaro che la direzione è giusta e inevitabile, ma un po' di magia se n'è andata e non tornerà più.<ref>Dall'intervista di Cosimo Curatola, ''[https://mowmag.com/sport/nico-cereghini-racconta-a-mow-il-suo-libro-su-valentino-rossi-oggi-non-si-puo-dire-piu-niente-sarei-politicamente-scorretto Nico Cereghini racconta a MOW il suo libro su Valentino Rossi: "Oggi non si può dire più niente, sarei politicamente scorretto"]'', ''mowmag.com'', 29 maggio 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Massimo Tamburini]]}} [La] figura più amata e rappresentativa della moto Made in Italy [...]<ref>Citato in Cosimo Curatola, ''[https://mowmag.com/motorcycle/il-bell-omaggio-di-nico-cereghini-a-massimo-tamburini-vero-genio-del-nostro-motociclismo Nico Cereghini racconta Tamburini proprio nei giorni dell'Eicma: il suo ricordo è strepitoso e i social volano]'', ''mowmag.com'', 12 novembre 2022.</ref> {{Int|''[https://mowmag.com/motorcycle/centenario-moto-guzzi-il-mito-secondo-nico-cereghini Centenario Moto Guzzi: il mito, secondo Nico Cereghini]''|Intervista di Emanuele Pieroni, ''mowmag.com'', 15 marzo 2021.}} *Avevo più o meno nove anni quando [[Moto Guzzi|Guzzi]] si ritirò dalle corse nel 1957 e si chiuse, quindi, la prima parte di quella grande storia che aveva contato anche le vittorie al Tourist Trophy come prima moto non inglese a trionfare sul Mountain. Una storia che era stata anche capacità di scrivere il futuro delle due ruote anche dal punto di vista dell'innovazione tecnologica. Vincevano nelle corse e, contestualmente, facevano moto per tutti che hanno accompagnato un Paese sia durante gli anni bui della guerra, sia in quelli di rinascita del Dopoguerra. [...] Poi, dopo un periodo difficile, l'aquila è tornata a volare. Moto bellissime, con la particolarità straordinaria di richiamarsi ai nomi degli uccelli. La Lodola, il Cardellino, Lo Stornello, il Falcone, bellissimi. Dai rapaci a quelli più piccoli e innocui, una grande idea di libertà, tipica delle moto, che attraverso quei nomi riusciva anche a sostanziarsi. [...] Erano bellissime, e diverse profondamente tra di loro. C'era la moto per andare a lavorare e quella che invece trionfava nelle corse. Il Falcone della Polizia dava l'idea di essere qualcosa di indistruttibile. Moto Guzzi è stata, in qualche modo, simbolo di un Paese, conservando sempre una particolarità rara: mantenere una sorta di taglio artigianale nonostante la capacità di essere pionieri nell'innovazione e nei progressi tecnologici. *[...] quando si dice Moto Guzzi si pensa ad un luogo preciso, a Mandello e a quei monti che, pur non avendo le caratteristiche di aree più industrializzate, hanno saputo generare futuro e liberare opportunità. *{{NDR|Sulla [[Moto Guzzi V7 Sport]]}} Quando le moto grosse stavano diventando un mercato importante, la Guzzi era partita con il piede sbagliato, poi ha recuperato tirando fuori questa moto che era straordinaria, soprattutto per quanto riguarda la ciclistica. ==''Moto.it''== {{cronologico}} *Sentite, le [[Classe 500|500]] erano spettacolari ed aggressive, in quel periodo erano anche vicine tra loro nelle prestazioni. Però erano difficilissime da guidare e certamente molto pericolose. Schwantz ha chiuso la carriera in anticipo per le troppe fratture, Doohan ha rischiato di perdere una gamba e purtroppo Rainey è sulla sedia a rotelle. Gli high side erano brutali e terribili, non sapevi se il pilota si sarebbe rialzato oppure no. Questa è la verità. Oggi non tutto è bello e perfetto. E l'elettronica ha invaso anche troppo il terreno dove si esprime il talento del pilota. Però è dieci volte meglio di allora. Questa almeno è la mia opinione.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/nico-cereghini-classe-500-era-meravigliosa-mica-tanto.html Nico Cereghini: "La classe 500 era meravigliosa? Mica tanto"]'', ''moto.it'', 31 maggio 2011.</ref> *[[Claudio Castiglioni]] era un artista, uno che riusciva a vedere come sarebbe stata la "sua" moto prima ancora di iniziare il lavoro con i progettisti. Una specie di Michelangelo Buonarroti, che dicono fosse capace di vedere la sua opera finita ancor prima di toccare con lo scalpello il blocco del marmo bianco di Carrara. Travolgente Claudio, esuberante, qualche volta anche sopra le righe ma sempre generoso, sincero, contagioso nel suo naturale ottimismo. Uno di quelli che "se una cosa la vuoi veramente allora puoi ottenerla". Le moto più belle, quelle che fanno ancora venire i brividi a molti di noi, sono quelle che ha fatto lui [...]. Moto perfette, che parlano direttamente al cuore dei motociclisti.<ref>Citato in ''[https://www.moto.it/news/e-morto-nella-notte-claudio-castiglioni.html L'ultimo saluto dei motociclisti a Claudio Castiglioni]'', ''moto.it'', 17 agosto 2011.</ref> *{{NDR|Sul [[Gran Premio motociclistico di Gran Bretagna 1979]]}} Mi spinsi fin lassù con il camper e un paio di amici, apposta per vedere l'annunciato e storico trionfo della Honda; invece assistetti allo storico tonfo. Era il 1979, Roberts vinse la volata con Sheene, e la favolosa [[Honda NR]] 500 non finì nemmeno il primo giro. Dopo il ritiro alla fine del '67 – tutte le classi dominate, tranne la 500 per un pelo, in sette favolose stagioni – la Honda era sparita. In tutti gli anni Settanta non trovi una Honda nei libri FIM del mondiale velocità, ogni energia era concentrata sulla crescente e sempre più valida produzione stradale. Per il ritorno ai GP si decise di investire una cifra mai vista prima. Si parlò di dieci miliardi di lire dell'epoca, per una quattro cilindri che funzionava come un otto. Dal '75 erano le due tempi a dominare la scena, in 500 Suzuki e Yamaha. Honda volle umiliare la concorrenza: un centinaio di ingegneri coinvolti nel progetto, fedeltà assoluta al quattro tempi, mezzi e tecnologia senza uguali, telaio monoscocca in lamiera sottile e soprattutto un motore pazzesco che girava, si disse, fino a 22.000 giri. Con i pistoni ovali, due bielle, due candele, otto valvole e due carburatori per ogni cilindro. Il regolamento limitava a quattro i cilindri, HRC trovò una soluzione che pareva vincente. Piloti: Takazumi Katayama e Mick Grant. L'esordio venerdì 10 agosto, appunto, a Silverstone. In prova, Katayama è tra gli ultimi e Grant fuori dai tempi di qualificazione. Poi domenica 12, i primi sette piloti esclusi rinunciano gentilmente a partire per motivi vari, chi il mal di gola chi la moto rotta, e l'inglese è ammesso all'ultima casella. Partenza a spinta sotto un bel sole caldo: sfiga, un motore così non è facile da avviare a spinta, e i due hondisti partono in grave ritardo sul gruppo. In tribuna, alla Stowe, noi non vedremo passare nemmeno una Honda. Grant è caduto alla prima curva, dicono per un fotografo che ha attraversato la pista convinto che non ci fosse più nessuno da aspettare; Katayama è andato a fuoco la curva dopo. Un naufragio mai visto, sui giornali si fece il paragone con il Titanic. [...] Oggi si fatica a capire come la dominatrice Honda [...] possa aver fatto una figura del genere.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/nico-cereghini-quando-la-honda-sbaglio-tutto.html "Quando la Honda sbagliò tutto"]'', ''moto.it'', 2 settembre 2014.</ref> *A Barcellona c'era una prova del campionato mondiale anche negli anni Settanta, fino al '76 per essere precisi; ma non esisteva un autodromo, si girava nelle stradine del parco del Montjuich, [...] una delle principali attrattive turistiche della città catalana, su una "[[Circuito del Montjuïc|pista]]" di quasi quattro chilometri. Era bello e caliente correre da quelle parti, ma del tutto folle. Immaginatevi saliscendi, tre tornanti tipo strada di montagna e un paio di curvoni veloci tra gli alberi e i palazzi storici. Una specie di piccolo TT. [...] Il Gran Premio al Montjuich fu abolito per l'eccessiva pericolosità, le 500 e i sidecar già da anni non ci correvano, e tristemente famosa è rimasta l'edizione del [[Gran Premio motociclistico di Spagna 1974|1974]]: il giapponese Takazumi Katayama, a metà gara della 250, investì un pompiere che tentava di attraversare la strada per rimuovere i detriti di una caduta precedente. Con gli spazi così ridotti, le ambulanze non potevano raggiungere il luogo dell'incidente senza occupare la pista e creare maggiori pericoli, e così il pilota e il pompiere rimasero venti minuti senza assistenza medica. Quando la gara fu finalmente interrotta, per l'investito era già tardi mentre il pilota giapponese sopravvisse per miracolo, con gravissime fatture.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/nico-cereghini-barcellona-delle-battaglie.html "Barcellona delle battaglie"]'', ''moto.it'', 8 giugno 2017.</ref> *[[Circuito di Silverstone|Silverstone]] è un pezzo di storia [...] proprio a Silverstone si svolse la prima gara mondiale della F1, maggio 1950. Ripetutamente modificata [...] È una pista velocissima, una delle più veloci del mondiale [...] Le curve dai nomi leggendari – Copse, Stowe, Brooklands – sono state rallentate nel tempo, non sono esattamente quelle degli anni ruggenti, ma la storia è lì, su quell'altopiano spazzato dai venti dove si passa rapidamente dal sole alla pioggia. [...] Questa è una pista che piace a tutti i piloti e che si presta alle battaglie furibonde.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/nico-cereghini-silverstone-l-attesa-sale.html "Silverstone, l'attesa sale"]'', ''moto.it'', 24 agosto 2017.</ref> *[...] nasce la 750 SS del 1973 che è la prima vera supersportiva della Ducati. Ed è con una evoluzione di questo modello, portato a 900 e preparato dalla NCR di Bologna, che il mitico Mike Hailwood, da sempre affezionato alla Ducati, trionfa nella F1 al TT del 1978. La [[Ducati 900 SS|900 SS]], l'isola di Man, il nove volte iridato già trentottenne e che aveva lasciato il motomondiale dieci anni prima: una delle più belle imprese del motociclismo.<ref name="Ducati">Da ''[https://www.moto.it/superbike/ducati-le-bicilindriche-della-leggenda-superbike.html Ducati: le bicilindriche della leggenda Superbike]'', ''moto.it'', 9 febbraio 2019.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ducati 999]]}} Discussa dal pubblico, ma vincente nel mondiale prima con Hodgson e poi anche con Toseland, e di nuovo, a fine carriera, con Bayliss. Veloce e vincente anche nelle mani di Haga e McCoy, che corrono da privati ma con moto altrettanto efficaci.<ref name="Ducati"/> *Era la stagione 1993, Cadalora aveva appena conquistato due titoli mondiali in dueemmezzo con la Honda di Kanemoto e passava in 500 nel team Roberts, sulle Yamaha ufficiali di fianco a Rainey. Luca scoprì immediatamente che la [[Yamaha YZR 500|YZR]], perfetta per lo stile di guida di Wayne, per lui era semplicemente inguidabile. Allora un pilota dei nostri non poteva nemmeno concepire che una moto si potesse guidare con la derapata del posteriore: per noi della scuola europea era la ruota davanti, erano la precisione e il feeling con l'anteriore che contavano. Luca chiese delle modifiche alla geometria della moto, Kenny Roberts gli rispose "non se ne parla", quella moto vinceva il titolo dal 1990 e non si sarebbe toccata. [...] Cadalora aveva trent'anni, tre titoli in tasca, esperienza, grande passione per la tecnica e molta ambizione. Fu dura per lui prendere paga in 500 e non potersi difendere. Fino a che, a metà stagione, ebbe l'occasione di confrontarsi con Warren Willing, ingegnere australiano ed ex pilota che in quel 1993 guidava per Kenny il team sviluppo. Warren [...] trovò intelligenti le osservazioni di Luca e disse a Roberts che valeva la pena di provarci e lavorare sulla 500. In pochi GP tutto cambiò: Cadalora vinse a Donington, poi a Misano, e si prese altri due podi in quel finale di stagione.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-lorenzo-e-disperato-come-lo-era-cadalora.html "Lorenzo è disperato, come lo era Cadalora"]'', ''moto.it'', 13 agosto 2019.</ref> ===2009=== {{Int|''[https://www.moto.it/news/come-lui-nessuno-chissa-dove-arrivera.html Nico Cereghini: "Piloti e passione"]''|''moto.it'', 9 dicembre 2009.|h=4}} *{{NDR|Su [[Mike Hailwood]]}} [...] ha fatto delle cose talmente belle che per me rappresenta la passione allo stato puro per tutto ciò che ha un motore: le cose gli venivano bene, anche in F1 era fortissimo e in F2 ha vinto il titolo europeo, poi è tornato sulla moto, la Ducati, e ha vinto al TT quando aveva 38 anni. Per pura passione. *{{NDR|Su [[Giacomo Agostini]]}} [...] il più grande in assoluto nel numero delle vittorie e certamente è stato il primo professionista della moto. Lui si è inventato il mestiere del pilota moderno: preparato, meticoloso, concentrato, durevole. Prima di Ago erano tutti meravigliosi dilettanti. [...] Era molto veloce, però non era acceso dal sacro fuoco dei motori. Era piuttosto appassionato di successi, di donne e di denaro. Mica poco, mica stupido, non dico di no, dico solo che Ago non dava la sensazione di mettere i motori davanti a tutto. *{{NDR|Su [[Max Biaggi]]}} [...] è stato un fuoriclasse della 250, guida pulitissima e intelligente, ma a me sembrava più attratto dal diventare famoso. A 17 anni sognava di fare il calciatore, mica il pilota. ===2010=== *Ho corso sui 14 km del vecchio circuito di Francorchamps – dove Cecotto girava nel '78 a 222,36 di media – prima che fosse accorciato per sicurezza; ho girato sul velocissimo budello di Salisburgo, fasciato di guard-rail; ho fatto in tempo a correre a Monza senza le varianti, con il curvone da impostare in pieno, con una 750 da 230 all'ora, se volevi fare il tempo. Piste pericolosissime, fortunatamente corrette o cancellate del tutto; ma devo confessarvi una cosa: guidare su quelle piste era molto ma molto più bello che altrove. Era il massimo, anche se avevi paura perché molti piloti ci erano morti, spesso sotto i tuoi occhi. Ma la verità è che la [[velocità]] ha un gran fascino, la velocità è come una droga.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-velocita-una-droga.html Nico Cereghini: "La velocità è una droga?"]'', ''moto.it'', 23 novembre 2010.</ref> *{{NDR|Sulla [[Suzuki GSX-R750]]}} Che moto era! Piuttosto tozza, vista con gli occhi di oggi, ma eccezionale allora: la prima vera supersport, la "moto da gara con i fari", come dicevano quelli della Suzuki. Andava oltre la concorrenza di allora: quasi 100 cavalli per il quattro cilindri raffreddato ad aria ed olio, 179 chili a secco e gran bella guida con il leggero telaio d'alluminio in tubi a sezione quadrata. Fin dalla prima stagione, questa meraviglia conquistò il primo e il secondo posto alla 24 Ore di Le Mans. E in seguito proprio la GSX-R sarebbe diventata la regina dell'Endurance. La sigla [...] è diventata una leggenda.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-racconta-storia-suzuki-gsxr.html Nico Cereghini racconta la storia della Suzuki GSX-R]'', ''moto.it'', 9 dicembre 2010.</ref> {{Int|''[https://www.moto.it/news/le-5-moto-che-ho-amato-di-piu.html Nico Cereghini: "Le 5 moto che ho amato di più"]''|''moto.it'', 13 gennaio 2010.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Kawasaki GPZ 900R]]}} È la prima supersportiva completa della storia (quattro cilindri, 115 cavalli, 245 all'ora), fu anche la prima giapponese veramente a posto nella ciclistica, e quando ci misi il sedere sopra, nella presentazione internazionale a Laguna Seca, mi parve addirittura perfetta. Sulle nostre strade era magnifica. *{{NDR|Sulla [[Honda VFR 750F]]}} Il suo motore V4, con la distribuzione a cascata di ingranaggi, resta per me una meraviglia della tecnica e un riferimento assoluto per la qualità della erogazione. E per il sound. Era una moto completa, ottima per il turismo ma anche nella guida sportiva. Per me, la miglior Honda di sempre. *{{NDR|Sulla [[Ducati 1198]]}} [...] un simbolo della nostra creatività, una meraviglia che [...] mi ha impressionato su strada e anche in circuito. [...] E la 1198 (magari la S) supera, almeno nel mio personale giudizio, tutti i "pomponi" bicilindrici che l'hanno preceduta. *{{NDR|Sulla [[BMW R1100 GS]]}} [...] subito mi sembrò bruttina e invece oggi è bella ed era uno spettacolo da guidare su tutte le strade. *{{NDR|Sulla [[Yamaha YZF-R1]]}} La prima edizione [...] mi eccitò per la sua tremenda esuberanza, una bomba da guidare; quella del 2009 invece per la sua assoluta originalità tecnica: la prima supersportiva di serie con gli scoppi irregolari come sulle MotoGP. ===2013=== *Le [[Motocicletta|moto]] di una volta avevano tutto in vista. Motore, telaio, ammortizzatori, fanale, parafanghi. Mica erano tutte belle, c'erano naturalmente anche le brutte. Quando ti capitava sotto gli occhi quella giusta, allora restavi a bocca aperta sul dettaglio spettacolare – che fosse la forma del serbatoio o la potenza della testata o la purezza della linea del carter – e lo trovavi ben inserito nell'equilibrio generale. Noi, che siamo quelli oltre i cinquanta, così abbiamo formato il nostro gusto: sull'armonia di elementi nettamente separati e molto diversi tra loro. Oggi tutto è cambiato [...]<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-la-moto-bella-la-moto-brutta.html Nico Cereghini: "La moto bella e la moto brutta"]'', ''moto.it'', 19 febbraio 2013.</ref> *Una volta ho giudicato inguardabile la [[BMW K1]] e addio, non potevo immaginare che persino quell'esercizio stilistico molto tedesco, che a Milano chiamavamo il "suppostone", avesse in realtà diversi estimatori. Certo era di importanza storica, era la prima BMW con le 16 valvole, con l'elettronica delle auto e l'ABS; ma quando apparve a Colonia nell'88, e la casa parlò di design rivoluzionario, io fui tra gli increduli. Ho saputo addirittura che qualcuno si è sentito danneggiato economicamente e meditava di chiedermi i danni: aveva conservato il suo K1 e temeva che i giudizi negativi facessero perdere valore al suo capitale.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-belle-brutte-2-argomento-appassionante.html Nico Cereghini: "Belle e brutte 2, argomento appassionante"]'', ''moto.it'', 26 febbraio 2013.</ref> *{{NDR|Su [[Jarno Saarinen]]}} Guidava fortissimo ogni cilindrata, anche sul bagnato, lavorava personalmente sulla sua moto, era per di più simpatico e comunicativo.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/nico-cereghini-saarinen-spencer-biaggi-marquez-che-poker.html "Saarinen, Spencer, Biaggi e Marquez. Che poker!"]'', ''moto.it'', 23 aprile 2013.</ref> *{{NDR|Sul [[Gran Premio motociclistico delle Nazioni 1973]]}} La gara delle 250 vede in pole il finlandese Jarno Saarinen, campione del mondo in carica della 250 e vice campione nella 350 sempre nel 1972, mentre Renzo Pasolini, che nel 1972 è stato secondo nel mondiale 250 e terzo nella classe 350, porta al debutto la H-D raffreddata ad acqua. Una manciata di secondi e il dramma si consuma alla prima curva dopo il via. La moto di Pasolini perde aderenza all'ingresso della Curva Grande, il Curvone appunto, il campione romagnolo cade e nella carambola che ne segue cadono altri tredici piloti. Ad averne la peggio sono lo stesso Pasolini, 34 anni, e Jarno Saarinen, 27. Su che cosa provocò la caduta di Paolini si sono fatte diverse ipotesi: olio in pista non segnalato, grippaggio del motore H-D di Pasolini, contatto fra piloti, asfalto rovinato. La perizia richiesta dal tribunale di Monza [...] rivelerà il grippaggio dei pistoni Yamaha nei cilindri H-D; cilindri che furono modificati dal raffreddamento ad aria a quello ad acqua. Sarà il grippaggio l'innesco della caduta secondo l'inchiesta della Magistratura. Di sicuro la gravità del bilancio è da attribuirsi all'inesistente spazio di fuga e alla presenza del guard rail, all'epoca vicinissimo alla pista.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-quarant-anni-fa-morivano-pasolini-saarinen.html "Pasolini e Saarinen morirono così"]'', ''moto.it'', 16 maggio 2013.</ref> *Era veloce, era molto competitivo, non mollava mai anche se la fortuna lo guardava spesso di traverso. Mai stato tanto fortunato, [[Doriano Romboni|Doriano]], e tutto quello che ha ottenuto gli è costato un prezzo alto. Il suo limite è stato molto personale: io credo che non credesse abbastanza in se stesso, aveva le motivazioni giuste, ma raramente si sentiva a posto.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/doriano-romboni-fortuna-guardava-spesso-di-traverso.html Doriano Romboni, la fortuna lo guardava spesso di traverso]'', ''moto.it'', 30 novembre 2013.</ref> {{Int|''[https://www.moto.it/sport/nico-cereghini-piloti-paesi-italia.html Piloti e Paesi: Italia]''|''moto.it'', 16 marzo 2013.|h=4}} *[[Omobono Tenni]] fu il primo "straniero" a vincere il Tourist Trophy, nel '37, naturalmente con la Guzzi, 250. Tenni era un fenomeno che parlava poco e andava fortissimo, il suo coraggio e il suo stile di guida erano famosi; morì a Berna [...] il 1º luglio 1948. Mai più circuiti in Svizzera, dopo quella immensa tragedia; il pilota della Guzzi toccò l'asfalto con una pedana, high-side e si ruppe la testa contro un albero. *{{NDR|Su [[Tazio Nuvolari]]}} [...] il "mantovano volante", che iniziò a vincere nel 1921 con la moto e smise nel 1950 sulle auto, quando già aveva 58 anni. Nel 1925, in un test con l'Alfa P2 sulla pista di Monza, andò a sbattere, si ferì gravemente, e dodici giorni dopo (issato a forza, tutto imbottito di feltro e fasciato, sulla sua Bianchi 350 Freccia Celeste) vinceva il GP delle Nazioni. Imprese così lo hanno reso leggendario. *La [[Gilera Saturno|Saturno 500]] del '46, la più bella monocilindrica Gilera: dotata di forcella telescopica nel '51, fu costruita in 6.000 esemplari tra Turismo, Sport, Competizione, Cross e addirittura Regolarità. Alla fine arrivò anche una versione per i piloti privati, bialbero e leggerissima, la splendida "Piuma". *La raffinata [[Moto Guzzi Gambalunga|Gambalunga]] della Guzzi, la monocilindrica 500 da competizione costruita dal '46 al '51 per i piloti ufficiali come Lorenzetti e gli assistiti; il motore era un corsa-lunga famoso per la sua coppia, la forcella era originalissima, tanti componenti in lega di magnesio. Un gioiello. *[...] la regina: la [[MV Agusta tre cilindri|MV Agusta 500 tre cilindri]], la preferita di Agostini, quella con cui Mino vinse 7 titoli su 8. Esordì come 350 nel '65 vincendo subito, e dal '66 salì gradualmente di cilindrata fino al mezzo litro. Sostituiva la più pesante 4 cilindri, era la moto ideale per esaltare le doti del fine Agostini. Una meraviglia da 118 chili a secco e 270 all'ora. ===2015=== *{{NDR|Sul [[Gran Premio motociclistico di San Marino 1993]]}} Di tutte le edizioni, resta fotografata nella mia memoria quella del '93 al Mugello. [...] In 250 Capirex con la Honda bruciò in volata Reggiani con l'Aprilia; e lì qualcuno del suo team, chissà chi..., alla San Donato mise in mano a Loris per il giro d'onore un bandierone della Marlboro. Non era una prima assoluta, già ad Assen Schwantz aveva festeggiato con doppia bandiera: USA e Lucky Strike sulla stessa asta. Diciamo che le compagnie del tabacco erano ricche ma piuttosto invadenti, e se le avessero lasciate fare avrebbero messo le stecche di sigarette sul podio al posto delle coppe. Ero il telecronista di Telepiù, osai commentare che quel bandierone del tabaccaio era un brutto vedere. Avevo ragione? Direi di sì, tanto che la FIM provvide subito con un divieto bello chiaro, niente più bandiere dello sponsor nel giro d'onore. Ma li ebbi addosso tutti: team Pileri, Philip Morris, Telepiù. Che tempi!<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/nico-cereghini-il-mio-san-marino-dei-tempi-bui.html Nico Cereghini: "Il mio San Marino dei tempi bui"]'', ''moto.it'', 8 settembre 2015.</ref> {{Int|''[https://www.moto.it/sport/nico-cereghini-le-500-a-due-tempi-non-erano-cosi-difficili.html Nico Cereghini: "Le 500 a due tempi non erano così difficili"]''|''moto.it'', 25 agosto 2015.|h=4}} *Intendiamoci, tutte le moto sono impegnative quando si tratta di portarle al limite: togliere l'ultimo secondo é sempre, in assoluto, un mestiere difficile e riservato a pochi abili. Ma la mia [[Suzuki RG 500|RG]] del '76 era una quattro cilindri da 100 cavalli che chiunque poteva portare a spasso dentro un circuito. Bastava usare il gas con dolcezza, a Monza feci girare degli amici che non erano mai entrati in pista in vita loro [...] *La RG 500 è passata alla storia non per la sua difficoltà di guida, ma perché rilanciò una classe che era regina soltanto di nome: pochi piloti ufficiali da una parte e tanti privati dall'altra con le bicilindriche Yamaha 350 maggiorate o con varie realizzazioni artigianali, doppiati regolarmente sul traguardo di uno o due giri. Poi il miracolo del '76, sessanta esemplari che replicavano la moto ufficiale di Barry Sheene. Un giornalista-collaudatore come ero io [...] si poteva permettere di arrivare alla prima prova del mondiale, GP di Francia a Le Mans, e qualificarsi in seconda fila di fianco al campione del mondo Phil Read sulla stessa moto. *La Suzuki ufficiale di Sheene aveva il cambio estraibile, noi privati potevamo soltanto agire sulla trasmissione finale, pignone e corona. La forcella non aveva regolazioni e per la coppia degli ammortizzatori posteriori soltanto tre tacche di precarico molla. Non c'era che da concentrarsi sulla guida, e litigare con l'unico problema: la spiccata tendenza ad impennare fuori dalle curve da prima e da seconda. Divertimento massimo, difficoltà media, affidabilità purtroppo vicina allo zero. ===2018=== *Stagione [[Motomondiale 1998|1998]], una delle più incredibili della storia del motociclismo e certamente la più tosta per Capirossi e Biaggi: Loris che nell'ultima gara dell'anno conquista il suo contestato titolo della duemmezzo, Max che vince all'esordio in 500 come aveva fatto soltanto Saarinen, eppure non gli basta. [...] A quell'epoca [...] i piloti spagnoli contavano poco e l'Aprilia dominava due classi: Valentino Rossi aveva già vinto il titolo della 125, e conquistò all'esordio in 250 cinque successi come Harada; mentre [[Kazuto Sakata|Sakata]] ("Kazuto di nome e di fatto" specificai nella telecronaca) tra le piccole suonava con l'Aprilia un nugolo di Honda. Katoh (Honda) vinse la 250 in Giappone [...], poi l'Aprilia si prese tutte le gare: con i tre ufficiali (Harada, Rossi e Capirossi), e al Mugello con il mitico collaudatore Marcellino Lucchi. Si arrivò all'ultima prova in Argentina con Capirossi a quota 204 e Harada a 200. Loris iniziò in testa l'ultimo giro, ma fece due errori e fu passato sia da Valentino (che vinse) sia da Tetsuya. Speronò o non speronò volontariamente il giapponese a due curve dall'arrivo? Per Harada sì, per l'Aprilia pure, per la FIM prima sì e poi no. Ma alla fine il campione del 1998 fu Capirex: licenziato dall'Aprilia [...], riabilitato da un tribunale, indennizzato con un mucchio di soldi, un gran casino che a distanza di tempo è giusto definitivamente archiviare, considerando che Loris [...] è comunque tra i grandi. Perfino Harada ha messo una pietra su tutto e gli è amico, dunque faccenda chiusa. Resta invece ancora aperta la ferita di Biaggi in 500 (su V4 Honda del team Kanemoto), che a Barcellona, terzultima gara della stagione [...], si presentava con quattro punti più di Doohan [...]. In quel GP di Catalunya Max era secondo nella scia di Barros, quando in fondo al dritto spuntò una bandiera gialla che il romano non poteva vedere. Barros rallentò, Biaggi lo sorpassò sullo slancio, Barros passò di nuovo e la direzione gara ordinò un ride through ad entrambi; Max non obbedì, allora uscì anche la bandiera nera ma lui niente: pur squalificato, chiuse davanti a Doohan. Difficile accettare che un campionato magnifico come quello, col titolo ancora tutto da giocare, finisse così male; e allora si parlò di complotto [...], e certo la penalità era sproporzionata all'infrazione, ma il regolamento era quello. Le ultime due gare furono vinte da Mick Doohan, campione per la quinta volta consecutiva; Max fu vice-campione [...]<ref>Da ''[https://www.moto.it/sport/nico-cereghini-biaggi-capirex-e-sembra-ieri.html "Biaggi, Capirex e sembra ieri"]'', ''moto.it'', 9 gennaio 2018.</ref> {{Int|''[https://www.moto.it/news/non-sapevamo-niente.html Non sapevamo niente]''|''moto.it'', 22 giugno 2018.|h=4}} *Le prove di [[Motociclismo (rivista)|Motociclismo]] (a firma Patrignani, Perelli, Colombo) io le imparavo a memoria [...] *{{NDR|Sul [[Sessantotto]]}} C'erano tanti ragazzi come me, senza una appartenenza politica ma pieni di una nuova energia, che volevano cambiare la società, e c'erano le ragazze che volevano il ruolo paritario della donna. Sarebbe cambiato molto il costume, quasi niente la politica, e all'inizio si mossero tutti i giovani, a sinistra come a destra; poi negli anni successivi le forme di opposizione si sarebbero trasformate per alcuni in qualcosa di molto più estremo, fino al terrorismo. Ma nel 68 a muoverci era soltanto il nuovo spirito del tempo, controculturale e anticonformista. E si respirava una magnifica aria di libertà. *Dormivo con due poster sopra il letto, due meravigliosi soggetti inglesi: la modella [[Jean Shrimpton]] e la [[BSA Spitfire|BSA Spitfire MK II]] [...] *{{NDR|Sul [[Gran Premio motociclistico delle Nazioni 1968]]}} [...] Hailwood – che era pagato dalla Honda per stare fermo – volle fare la sua ultima gara a Monza, il 15 settembre. Pioveva [...]. La MV, spinta dagli organizzatori, aveva deciso di prestargli una 500 per le prove, poi forse Mike si rifiutò di fare il secondo a Mino e andò a cercare alla Benelli un muletto di Pasolini e il riminese accettò. Hailwood partì male, ma a Lesmo era già in testa superando nel curvone sia Agostini sia il Paso: sul bagnato una marcia in più, me lo avrebbe detto Renzo Pasolini in persona qualche anno dopo. Ma dopo un paio di giri Mike the bike cadde alla Parabolica quando era in scia ad Ago: in frenata gli partì la ruota davanti, scivolò via a tutta velocità e non si fermava più. Finì sotto la tribuna, si rialzò tutto coperto di fango e noi lo applaudimmo a lungo. ===2020=== *{{NDR|Su [[John Kocinski]]}} Benché abbia dovuto confrontarsi con i giganti degli anni Novanta, soprattutto con i suoi connazionali e con gli australiani, nel motociclismo ha lasciato un segno profondo. Sulla moto era un gatto [...]. Giù dalla moto però era difficile da gestire.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/le-storie-di-nico-john-kocinski-sembrava-un-po-matto.html Le storie di Nico: John Kocinski sembrava un po' matto]'', ''moto.it'', 25 marzo 2020.</ref> *[[Barry Sheene|Barry]] è nell'albo d'oro per i suoi due titoli mondiali della classe 500 con la Suzuki, 1976 e '77, ma ha conquistato vittorie in tutte le cilindrate, dalla 50 (Kreidler, 1971) fino alla 750: è stato il primo vincitore della Formula 750 nel '73. Un grande innovatore in tante cose: il numero fisso (tenne il suo 7 anche se si era conquistato l'1), le tute colorate, il paraschiena, l'opposizione al TT per la sua pericolosità quando era nel calendario del mondiale. Sheene è stato anche un maestro di leggerezza, a lui si è ispirato Valentino. Alcune cadute rovinose, come a Daytona a 280 all'ora, e le troppe fatture lo hanno piegato nel fisico, ma certamente non nel carattere, guascone e irriverente. Indimenticabili la sua allegria, le sue battute e gli scherzi.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/le-storie-di-nico-barry-sheene-scherzava-anche-in-gara.html Le storie di Nico: Barry Sheene scherzava anche in gara]'', ''moto.it'', 30 marzo 2020.</ref> *Lui spigolava le linee e tirava delle gran staccate puntando alla corda: un po' alla Freddie Spencer, il primo spigolatore della 500, ma ancora più estremo. La Suzuki non era particolarmente maneggevole, ma la guida acrobatica del texano la rendeva anche svelta. [[Kevin Schwantz|Schwantz]], il mitico 34, ha corso [...] sempre sulla Suzuki 500, campione di fedeltà alla marca giapponese. Ha vinto venticinque GP e il titolo mondiale della mezzo litro nel '93. Aveva esordito nel cross, da ragazzino, e si portava dietro uno stile di guida inconfondibile. Se soltanto fosse caduto un po' meno...<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/le-storie-di-nico-kevin-schwantz-e-i-segreti-della-sua-guida.html Le storie di Nico: Kevin Schwantz e i segreti della sua guida]'', ''moto.it'', 15 aprile 2020.</ref> *{{NDR|Sul [[Rally Dakar 1987]]}} Hubert Auriol con la Cagiva aveva già vinto quattro speciali e ormai era fatta: l'ultima tappa del giorno dopo, quella fino al lago Rosa, sarebbe stata poco più di una formalità. E invece a 20 km dall'arrivo centrò una radice sporgente. All'arrivo Cyril Neveu, che era secondo, guardava l'orologio e Auriol non arrivava mai. Quando finalmente la Cagiva comparve, il pilota urlava dal dolore; e quando lo tirarono giù di sella e gli sfilarono gli stivali da cross, vidi con i miei occhi pezzi di radice infilati nella carne... pazzesco!<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/le-storie-di-nico-auriol-la-cagiva-il-dramma-alla-dakar-dell-87.html Le storie di Nico: Auriol, la Cagiva, il dramma alla Dakar dell'87]'', ''moto.it'', 25 aprile 2020.</ref> *{{NDR|Su [[Santiago Herrero (motociclista)|Santiago Herrero]]}} Era velocissimo e coraggioso, il migliore pilota spagnolo del momento. Ed era simpatico, sempre sorridente, una faccia da cinema. Aveva l'esafoglio bianco dipinto come portafortuna sul casco Cromwell rosso, e le sue imprese con la monocilindrica Ossa già entravano nella leggenda. [...] Un tipo rock, un grande talento, anche Agostini lo adorava, morto troppo giovane al TT del 1970 [...], nel pieno del successo.<ref name="Herrero">Da ''[https://www.moto.it/news/santiago-herrero-era-in-testa-al-mondiale-cadde-al-tt.html Santiago Herrero: era in testa al mondiale, cadde al TT]'', ''moto.it'', 8 maggio 2020.</ref> *Nel motociclismo spagnolo degli anni Sessanta le risorse erano davvero limitate e le corse un lusso. La [[OSSA|Ossa]] era una piccola Casa catalana con sede a Girona (e ai tempi famosa più in campo trialistico ed enduristico che per la gare in pista) che non aveva alcuna intenzione di partecipare al mondiale. Ma sulla sua strada incontrò Santiago Herrero, e la storia cominciò.<ref name="Herrero"/> ===2021=== {{Int|''[https://www.moto.it/MotoGP/motogp-mugello-che-meraviglia-storia-del-gp.html MotoGP. Mugello, che meraviglia! Storia del GP]''|''moto.it'', 27 maggio 2021.|h=4}} *{{NDR|Sul [[Gran Premio motociclistico d'Italia 2000]]}} Loris Capirossi, Valentino Rossi e Max Biaggi furono i protagonisti di una delle più belle gare viste sul circuito toscano. Molti la ricorderanno. Il terzetto fece il vuoto in 500 e diede vita a una serie di sorpassi e controsorpassi da antologia. Fino a che, all'ultimo giro, Valentino che era secondo tentò di passare Capirex ma volò nell'area di fuga, quasi subito imitato da Max. Per Loris fu una delle più sofferte ma gratificanti vittorie in carriera [...] *Per vincere al [[Autodromo internazionale del Mugello|Mugello]] occorre sentirsi perfettamente bene con la propria moto. È una pista tecnica, dove si può fare la differenza, ma ci sono le staccate sull'angolo, le uscite di curva che non si vedono e le contropendenze: bisogna essere a posto con il mezzo e conoscere altrettanto bene dove mettere le ruote. *{{NDR|Sul [[Gran Premio motociclistico d'Italia 1998]]}} [...] Marcellino Lucchi, lo storico collaudatore dell'Aprilia anni Novanta [...] nel maggio del '98 [...] si prese la grande soddisfazione di vincere la 250 mondiale davanti ai piloti ufficiali di Noale. Dopo la pole di Tetsuya Harada, mise dietro (e a distanza) Valentino, il giapponese e Capirossi stabilendo anche il giro più veloce. Sul podio della duemmezzo Marcellino ci saliva regolarmente dal '95, per i collaudi della bicilindrica di Witteveen lui avrà fatto cinquantamila chilometri sul circuito toscano, ma quel giorno del suo unico successo iridato aveva già quarantun anni e [...] Rossi, diciannove anni appena, tanto felice non era. ===2022=== *{{NDR|Su John Kocinski}} [...] aveva delle palesi stranezze caratteriali, fu licenziato a metà stagione dalla Suzuki nel '93 dopo aver rotto apposta un motore per stizza, era terrorizzato dalla polvere e dal fumo delle sigarette, guai a sfiorarlo anche soltanto per sbaglio. Rainey raccontava che nel motorhome di John, parcheggiato nel paddock vicino al suo, non era raro sentir ronzare l'aspirapolvere alle tre o alle quattro del mattino. Maniaco della pulizia, Kocinski lasciava fuori dal suo supercamper le valigie che avevano viaggiato nella stiva dell'aereo, perché potevano essere contaminate...<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/john-kocinski-immobiliarista-di-successo.html John Kocinski, immobiliarista di successo ]'', ''moto.it'', 20 gennaio 2022.</ref> *[[Gregg Hansford|Gregg]] era un ragazzone biondissimo, forse troppo pesante per la moto [...]. Ricordo che [...] aveva un magnifico motorhome, uno dei primi apparsi nel paddock: credo fosse un Winnebago, dieci centimetri di moquette sul pavimento, 8.000 di cilindrata e tre chilometri con un litro, un'astronave per noi europei. Gregg era certamente il più bel ragazzo del mondiale, volto aperto e sorridente, faceva quello che gli piaceva.<ref name="Gregg-Jack">Da ''[https://www.moto.it/news/storia-gregg-il-canguro-e-jumping-jack-middelburg.html Storia. Gregg il canguro e Jumping Jack Middelburg]'', ''moto.it'', 30 marzo 2022.</ref> *L'Olanda aveva tre bei campioni in 500, alla fine degli anni Settanta: l'elegantone Will Hartog [...], Boet van Dulmen con quella faccia da pugile [...] e il nostro [[Jack Middelburg]], lungo e magro [...]. Lo chiamavano Jumping Jack come il famoso brano dei Rolling Stones, era rude e molto coraggioso.<ref name="Gregg-Jack"/> *Era un grande pilota e dotato di un stile stupendo, [[Phil Read|Phil]]. Era un osso duro, molto motivato e ostico per tutti i suoi compagni di squadra [...]<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/e-morto-phil-read-il-grande-campione-britannico.html È morto Phil Read, il grande campione britannico]'', ''moto.it'', 6 ottobre 2022.</ref> *[[Doriano Romboni|Doriano]] è stato un grande protagonista dei primi anni Novanta. [...] Era veloce, motivato, generoso. Un ragazzo di animo buono, amato da tutti. In carriera si è trovato spesso tra due rivali molto scomodi come Max Biaggi e Loris Capirossi, piloti ruvidi che non facevano sconti. E una cosa si può certamente dire: quando Doriano ha vinto non ha fatto arrabbiare nessuno. La sua guida era aggressiva, ma sempre pulita.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/doriano-romboni-oggi-avrebbe-54-anni.html Doriano Romboni oggi avrebbe 54 anni]'', ''moto.it'', 8 dicembre 2022.</ref> {{Int|''[https://www.moto.it/MotoGP/storia-vent-anni-fa-nasceva-la-motogp.html Storia. Vent'anni fa nasceva la MotoGP]''|''moto.it'', 27 marzo 2022.|h=4}} *[...] a fine marzo [[Motomondiale 2002|2002]], il motociclismo cambiava radicalmente: dopo ben cinquantatré stagioni con la cilindrata ferma a 500 centimetri cubi (dal 1949!), la classe regina prendeva il nome di [[MotoGP]] e sperimentava una formula inedita: cilindrata 990, ciclo a quattro tempi, sei cilindri al massimo, pesi diversi secondo il frazionamento. Per la prima stagione, tuttavia, le 500 a due tempi sarebbero sopravvissute: senza di loro griglia miserrima. Lo scenario. La Honda schiera Valentino Rossi e Toru Ukawa sulle RC211V, le formidabili cinque cilindri a V; la Yamaha affida a Max Biaggi e Carlos Checa la nuova M1 quattro cilindri in linea (con cilindrata limitata a 900...); la Suzuki prepara la V4 XRE0 per Kenny Roberts jr e Sete Gibernau, l'Aprilia la RS Cube tre cilindri per Regis Laconi. Le altre moto sulla griglia sono tutte 500. *[...] il campionato mondiale scatta ufficialmente a [[Gran Premio motociclistico del Giappone 2002|Suzuka, GP del Giappone, 7 aprile]]. Quella prima gara del 2002 resta nella storia per tante ragioni. Intanto, nella 250 vince una wild card: Osamu Miyazaki con una Yamaha TZ standard. C'era stato un solo precedente nel '98: Daijiro Kato sulla Honda. [...] E la MotoGP va subito a Valentino, che precede il giapponese Ryo sulla Suzuki e Checa con la Yamaha. Un motore a quattro tempi non vinceva dal 29 agosto del 1976, quando Ago aveva portato la MV Agusta all'ultimo successo del Nurburging, con il bagnato, davanti alle 500 due tempi. Dunque sono i due grandi piloti italiani a passarsi il testimone. Da notare che la Honda è la casa che con i motori a quattro tempi aveva già vinto nel mondiale negli anni Sessanta. La superiorità tecnologica della prima marca motociclistica del mondo è sotto i riflettori. La prima 500 due tempi al traguardo di Suzuka 2002 è quella di Nori Abe, quinta e staccata di 20 secondi. *Tante le curiosità che ricordo di quella stagione [...]. A Jerez Jorge Lorenzo, ufficiale Derbi, salta i primi due turni di prove: ha meno di 15 anni, in gara è il più giovane pilota della storia. In quel primo GP di Spagna Biaggi è squalificato per non aver ubbidito alla richiesta dello stop and go dopo la partenza anticipata. Le bandiere nere lo perseguitano. Al Mugello la Ducati presenta la bellissima Desmosedici di Filippo Preziosi [...] che scenderà in pista nel 2003, Melandri vince in 250 con la moto di Spiderman, Rossi conquista la quarta MotoGP dell'anno dopo un gran duello con Max mentre Poggiali trionfa in 125: questo è il primo dei nostri quattro ''en plein'' (con Barcellona, poi Brno e Australia). Ancora, ad Assen la prima vittoria del giovane Dani Pedrosa in 125, a Donington centesima gara di Vale che vince (per la 46esima volta!) nonostante un pollice rotto in una caduta in prova. Al Sachsenring Melandri porta a casa il successo della 250 dopo... una caduta: la gara per sua fortuna è sospesa subito dopo, causa temporale. *Dopo Rio, dove Valentino è campione con quattro gare di anticipo, c'è il GP del Pacifico a Motegi e ad Alex Barros (team Pons) viene affidata l'unica V5 concessa alla squadra. Perché al brasiliano e non a Capirossi? Perché Loris andrà in Ducati l'anno successivo. E si scatena il cosiddetto mondialino: Rossi contro Barros che con la 500 aveva fatto un paio di podi. Ebbene, a Motegi (pole di Kato) vince Barros e Rossi è secondo a 1"6, con Capirossi terzo e staccato. Poi la Malesia a Sepang, dove vince Max Biaggi in volata su Rossi e terzo è Barros a 1"6. In Australia, a Philip Island, domina Valentino che precede proprio Barros di quasi dieci secondi. Infine, nell'ultima gara di Valencia, è Barros che vince in volata su Rossi con Biaggi terzo e staccato. Per un punto, 86 a 85 in quattro gare, Alex Barros si aggiudica quello che passa alla storia come il mondialino. Gli appassionati lo ricordano ancora perché accese il finale di una stagione piuttosto scontata – la superiorità della Honda e di Rossi era stata subito schiacciante – mentre a Valentino deve bruciare ancora "abbastanza", come direbbe lui stesso. Probabilmente la conquista del primo titolo della storia in MotoGP lo aveva appagato, ma la motivazione c'era. {{Int|''[https://www.moto.it/superbike/la-frode-di-aegerter-e-gli-altri-precedenti-nel-motorsport.html La frode di Aegerter e gli altri precedenti nel motorsport]''|''moto.it'', 1º agosto 2022.|h=4}} *[...] a [[Gran Premio motociclistico di Gran Bretagna 1979|Silverstone nel 1979]], all'esordio della NR500 quattro tempi, molto probabilmente Honda barò. Accadde che le due moto di Grant e Katayama, in grave ritardo di preparazione, mancarono la qualificazione. Sui fogli dei tempi le due NR a pistoni ovali erano fuori di quattro o cinque posti, oltre la trentacinquesima posizione. Però, misteriosamente, quei quattro o cinque piloti che le precedevano diedero forfait la domenica mattina. Chi per un guasto tecnico chi per il mal di testa. Le Honda presero il via per fermarsi quasi subito. *[...] nel '61 [...] la Suzuki [...] offrì molti soldi al tedesco dell'Est [[Ernst Degner|Degner]] per trafugare le informazioni essenziali della dominante [[Motorradwerk Zschopau|MZ]] e scappare in Occidente. Una vera ''spy story''. In quegli anni la casa motociclistica della Germania Est aveva sviluppato un rivoluzionario motore a due tempi capace di arrivare ai 200 cv/litro. La squadra otteneva vittorie a raffica contro case più grandi e più ricche nelle classi 50, 125 e 250, in particolare con Ernst Degner. Che accettò di tradire e fuggì con la famiglia e i disegni, concedendo a Suzuki e Yamaha di sviluppare finalmente dei motori due tempi efficienti. *[...] non posso tacere dei sospetti che tuttora circondano il primo titolo mondiale della classe 500. [[Motomondiale 1949|1949]]: è Leslie Graham (AJS) il leader finale, per un solo punto precede in classifica Nello Pagani con la Gilera. Prima degli scarti la situazione vedeva Nello primo: 40 a 31. Dopo gli scarti c'era perfetta parità come per le vittorie, due a due; ma per un cavillo regolamentare, "scoperto" successivamente dalla FIM e mai chiarito del tutto, il campionato andò all'inglese. ===2023=== *Lo sapevate che la legge sul [[Casco da moto|casco obbligatorio per la moto]], qui in Italia, arrivò sulla spinta di Maurizio Costanzo? [...] Fino alla metà degli anni Ottanta – gli anzianotti come me lo ricordano bene – l'obbligo ancora non c'era. Ultimi in Europa, ci saremmo arrivati soltanto nell'86: quando i minorenni dovettero forzatamente indossarlo per la nuova legge [...]. E fu proprio Costanzo ad agitare le acque: ospitò nel suo show un professionista genovese, mi pare fosse un medico, che da poco aveva drammaticamente perso la figlia quindicenne in un incidente stradale. La ragazza era senza casco alla guida di un cinquantino, fu travolta da un'auto. Quell'ospite si vide più di una volta e la sua sofferenza colpì: chiedeva che si pensasse ai più giovani, che il casco diventasse un obbligo almeno per loro. Furono gli spettatori e poi l'opinione pubblica a spingere la politica verso l'obbligo del casco. Arrivammo ultimi in Europa per le resistenze dei costruttori, naturalmente, che temevano un calo delle vendite se fosse passato l'obbligo. Una miopia colpevole, ma i tempi erano quelli: invece di mandare un messaggio sulla bellezza del casco, invece di regalarne uno coloratissimo a chi comprava la Vespa 50, la Piaggio aveva commissionato a non so più quale Politecnico uno studio sulla pericolosità del casco: che riduce la visibilità laterale e toglie i suoni dalle orecchie. Molti di noi già allora espressero qualche perplessità. Io naturalmente non so se Maurizio Costanzo volesse fare servizio pubblico, oppure se inseguisse soltanto la visibilità, o il potere, o magari tutte e tre le cose insieme. Ma posso facilmente immaginare che, all'epoca, qualche pressione perché si fermasse ci sia stata. E forte. Non ho mai conosciuto Costanzo, ma di questa sua battaglia gli sono sempre stato grato.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-il-casco-divento-obbligatorio-grazie-a-maurizio-costanzo.html "Il casco diventò obbligatorio grazie a Maurizio Costanzo"]'', ''moto.it'', 28 febbraio 2023.</ref> *È bello rivivere e condividere pezzetti del proprio passato. [...] Ma c'è chi travisa e per esaltare il passato getta fango sul presente. La tesi di molti è: "I piloti di ieri erano dei veri eroi, in loro vedevi passione e talento, quelli di oggi sono soltanto divi". Io comprendo come il passato possa apparire bellissimo e la nostalgia della nostra giovinezza possa esaltare i ricordi. Ma vorrei chiarire che dalle imprese di miti come Hailwood o Saarinen è passato più di mezzo secolo: allora il professionismo quasi non esisteva, in pista c'erano pochi piloti "veri" e tanti appassionati di meccanica. E poi delle moto parlavano pochi media, si andava in tribuna a Imola o a Monza senza conoscere la maggioranza di quei piloti, erano semplicemente altri tempi. È facile vedere la passione nelle foto di Jarno Saarinen con Soili sorridente in bikini che gli mostra il cartello dai box, o in quelle dei meccanici giapponesi della Honda che smontano impavidi i motori sul prato. Ma che senso ha concludere che hanno meno passione per la moto Bagnaia o Bastianini soltanto perché li vedi spesso in tivù, o i meccanici dell'Aprilia soltanto perché sono vestiti tutti uguali in un box tirato a lucido? E il talento. Vorrei ricordare che i piloti di oggi hanno iniziato a correre in moto da bambini e per salire di categoria hanno superato una selezione fortissima: quelli con poco talento sono rimasti esclusi insieme a quelli (purtroppo) che avevano pochi mezzi. Se proprio volete si può magari discutere di giustizia sociale [...] ma non si può certo discutere del talento: tutti i piloti di oggi, ripeto tutti, sono dotati di un talento straordinario.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-piloti-veri-e-di-talento-altro-che-divi.html "Piloti veri e di talento, altro che divi!"]'', ''moto.it'', 20 marzo 2023.</ref> *Oggi la televisione spesso si sofferma, indugia, insiste non sulle emozioni – che pure nel nostro sport sono tante – ma piuttosto sulla loro rappresentazione. Sono in tanti che lo avvertono: forse per il timore di perdere pathos lo si a va costruire, spostando sempre di più la cronaca verso il reality. È un trend generale, non è colpa della televisione. Si chiama spettacolarizzazione. Ma quelle esagerate manifestazioni di gioia che quasi tutte le domeniche vediamo rappresentate nel garage della squadra che ha vinto il GP. E i sorrisi, le urla, i canti, le docce di prosecco che neanche avessero vinto lì per lì il campionato mondiale inseguito da vent'anni: alla lunga queste scene perdono la loro carica emotiva, stancano, sanno di teatro costruito a tavolino.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-quella-carezza-di-davide-tardozzi-rimette-a-posto-le-cose.html Nico Cereghini: "Quella carezza di Davide Tardozzi rimette a posto le cose"]'', ''moto.it'', 4 settembre 2023.</ref> *[[Sito Pons|Sito]] è sempre stato un personaggio molto calmo e signorile, anche da giovane. Posato, imperturbabile, apparentemente freddo. E [...] gli facemmo uno scherzo memorabile. Era la fine dell'89, Pons aveva appena conquistato il secondo titolo mondiale consecutivo della classe 250 e annunciato il passaggio in 500 [...]. Naturalmente nessun pilota spagnolo aveva vinto il titolo della mezzo litro, il primo sarebbe stato Alex Crivillè dieci anni dopo. Non era un momento così favorevole, nella top class: Pons avrebbe trovato piloti del calibro di Lawson, Rainey, Schwantz, Gardner, Doohan, Mamola, Barros, Sarron... C'era poco da essere ottimisti e una cosa era sicura: Sito, per vincere, avrebbe dovuto avere in particolare una qualità, molta ma molta pazienza... Si trattava di verificare quanta pazienza avesse e preparammo la trappola. Intervista: Pons ed io su due seggioline, Gigi Soldano accucciato con la Betacam in spalla. Partii con una domanda interminabile, una di quelle con lunghissima premessa, un primo inciso, poi un secondo e un terzo e dopo tre o quattro minuti non si capisce ancora dove si va a parare... Lo spagnolo serio, in attesa, e all'improvviso Soldano che si blocca, appoggia la telecamera a terra e dice "batteria!". Cambio di batteria e si ricomincia dall'inizio: domanda infinita, minuti che passano, Sito sempre paziente e Gigi che si blocca ancora, "cassetta!". Cambio di cassetta, Pons un po' meno calmo ma ancora serio e si riparte con la tiritera. "scusate, ancora la batteria!". Soltanto a quel punto Sito Pons perse la calma e rosso in viso disse soltanto "voi me schersate!".<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/sito-pons-un-ritratto-inedito-di-nico.html Sito Pons, un ritratto inedito di Nico]'', ''moto.it'', 6 settembre 2023.</ref> ===2024=== *È stata l'evoluzione delle GP a determinare nuove tecniche di guida: prima i pneumatici sempre più larghi hanno richiesto gli spostamenti sulla sella con le 500, poi il peso elevato delle [...] 1000 e il baricentro alto hanno preteso di più: oggi il pilota deve sporgersi moltissimo all'interno della curva. [...] In parte anche lo stile di alcuni piloti (come Spencer, Schwantz, Pedrosa, Marquez) ha aperto nuove "scuole" e i costruttori si sono adeguati. Ma è chiaro che il passaggio dai 115 chili e 160 cavalli delle 500 due tempi anni Novanta ai 160 chili e 300 cavalli delle [...] MotoGP ha cambiato tutto. È vero, oggi il pilota ha le assistenze elettroniche ed è meno impegnato nel controllo della moto, ma deve essere un vero atleta ed è chiamato a un lavoro mentale senza precedenti.<ref>Da ''[https://www.moto.it/premium/come-cambia-la-tecnica-di-guida-dalla-500-alla-motogp-con-l-ing-bernardelle-e-nico-cereghini-video.html Come cambia la tecnica di guida dalla 500 alla MotoGP? Con l'Ing Bernardelle e Nico Cereghini]'', ''moto.it'', 13 maggio 2024.</ref> {{Int|''[https://www.moto.it/news/motociclismo-chiude-il-mensile-che-ha-formato-generazioni-di-noi.html Motociclismo: chiude il mensile che ha formato generazioni di noi]''|''moto.it'', 22 novembre 2024.|h=4}} *[...] sono tra i pochi che hanno conosciuto la Edisport degli anni Sessanta, che stava in centro a Milano a due passi da piazza Missori; quella di Arturo Coerezza, Carlo Perelli, Mario Colombo, Roberto Patrignani e tutti gli altri. [...] A diciassette anni Adalberto Falletta e io, amici e autodidatti sulle 125, avevamo un dubbio: in quale punto della curva si riapre il gas, alla corda o quando vedi l'uscita? Ci presentammo in corso Italia 8, primo piano, convinti di trovare Patrignani che era un pilota e quindi guru di riferimento. Roberto non c'era, non era redattore fisso, e avvertito dal centralino arrivò il notissimo Carlo Perelli al quale, con un po' di soggezione, gli presentammo il quesito. Perelli era un tipo da ''basco'' piuttosto che da casco; imperturbabile decretò: "alla corda" e per noi bastò. Quello fu il primo contatto diretto con la redazione di [[Motociclismo (rivista)|Motociclismo]]. *[[Roberto Patrignani]] era un mito: aveva una facilità di scrivere unica e la sua penna ci ha incantato per anni, ma a me interessava soprattutto il Patrignani pilota: convinsi Perelli {{NDR|Carlo, direttore di ''Motociclismo''}} a portarmi in pista come aiutante di campo e il battesimo avvenne in occasione della Mototemporada, non ricordo se a Rimini o Riccione, anno 1970. Portavo la borsa delle macchine fotografiche del capo [...]. Ebbene, fu una grande delusione perché poco prima del via della gara venne già uno scroscio di pioggia, il mio eroe prese regolarmente la partenza perché era un tipo pragmatico (se non partivi niente diaria dell'organizzatore), ma dopo il primo giro si fermò. Pensavo avesse rotto la moto, invece lui mi disse con candore: con la pioggia non corro, non sono mica matto. *{{NDR|Su ''Motociclismo''}} Tante ore passate in redazione (per lo più in allegria), tanti sabati alla famosa pista Pirelli di Vizzola Ticino. Si andava una volta al mese, con tutti i collaboratori disponibili e tante moto. Prima Carlo Perelli faceva tutta la serie delle foto da fermo con il campanile sullo sfondo, poi per noi i rilevamenti alle fotocellule e le foto "in movimento". Qualche volta si faceva in tempo ad andare a pranzo in trattoria. Per fare il record sui 400 metri da fermo si provava a rubacchiare qualche centimetro alla prima fotocellula, ma al direttore della pista, che non a caso si chiamava Pier Diddìo, non scappava niente. ===2025=== *In tutti gli sport c'è chi vince, poi chi compete per vincere e infine chi è semplicemente felice di partecipare alla gara dando tutto se stesso. Cosa lo spinge? La passione e tanto gli basta. Naturalmente quando il livello della [[Competizione sportiva|competizione]] sale, allora si riduce lo spazio disponibile per i semplici appassionati, che non hanno alcuna possibilità contro i professionisti. [...] Ma la passione è sempre quella, è la molla, è la base di tutto. [...] Non vinceranno? [...] Meritano il massimo rispetto degli appassionati: senza di loro le gare varrebbero poco [...]<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-e-la-passione-che-li-spinge-a-correre-tutti.html Nico Cereghini: "È la passione che li spinge a correre. Tutti"]'', ''moto.it'', 24 febbraio 2025.</ref> *La prima volta che girai al [[Autodromo internazionale del Mugello|Mugello]] era la primavera del 1975 [...]. Che pista! Dico la verità, per uno come me [...] c'era da perdersi. Conoscevamo le piste italiane: Monza, Modena, Misano, Vallelunga [...] ma qui c’era la lunghezza della Stradale di Monza, quasi sei chilometri (!) con un numero di curve... spropositato per uno che non le aveva mai viste! Quelle Esse che si assomigliavano così tanto, la Casanova-Savelli che ti spingeva fuori, l'Arrabbiata 2 con l'uscita cieca, difficilissimo memorizzare i passaggi. Da rimanere disorientati.<ref name="Mugello">Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/cinquant-anni-fa-il-mugello-ci-disoriento-e-subito-vinse-una-ducati.html Cinquant'anni fa il Mugello ci disorientò, e subito vinse una Ducati]'', ''moto.it'', 18 giugno 2025.</ref> *La cosa bella del Mugello è la soddisfazione che ti viene quando hai imparato a raccordare tutte quelle curve. Sono quindici, alla fine, e tutte di raggio diverso (certe volte di poco, ma diverso) e quando trovi la linea tra tutti quei saliscendi è uno sballo. Perché di frenate toste ce ne sono soltanto tre: la San Donato, il Correntaio e la Bucine; per il resto è tutto un dipingere traiettorie morbide, accarezzando i freni, quasi senza variare i carichi della moto, giocando con il gas e spostandosi in sella ad alta velocità. Chi ama la bella guida non può non amare il Mugello.<ref name="Mugello"/> *[[Andrea de Adamich|Andrea]] era una persona rigorosa e carismatica, lavorare di fianco a lui non era facilissimo: occorreva essere documentati e precisi quasi quanto lo era lui. Aveva modi signorili ma non faceva sconti.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/e-morto-andrea-de-adamich-ex-pilota-e-volto-di-grand-prix.html È morto Andrea De Adamich, ex pilota e volto di Grand Prix]'', ''moto.it'', 5 novembre 2025.</ref> ===2026=== *La [[Laverda 750 SFC|750 Laverda]] [...] l'ho sempre amata, ma vibrava talmente tanto che, quando la scaldavi sul cavalletto centrale, ad ogni sgasata si spostava sul pavimento.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-quali-vibrazioni-vi-passa-la-vostra-moto.html Nico Cereghini: "Quali vibrazioni vi passa la vostra moto?"]'', ''moto.it'', 5 gennaio 2026.</ref> *[...] i veri [[Campione|campioni]] sono convinti di poter vincere sempre, anche con un braccio solo o con una gamba sola. E per vincere sono disposti a tutto, persino a sacrificare la loro stessa vita, la loro salute, l'integrità del loro corpo. Questa è la differenza.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/nico-cereghini-i-veri-campioni-vogliono-vincere-sempre.html Nico Cereghini: "I veri campioni vogliono vincere sempre"]'', ''moto.it'', 16 febbraio 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Jan Thiel]]}} [...] già negli anni Sessanta, dopo aver tentato di correre in moto senza poter dimostrare le sue qualità, si era dedicato alla progettazione e alla elaborazione dei motori, naturalmente due tempi. Non era laureato, eppure la sua competenza e le sue intuizioni hanno animato i reparti corse di mezza Europa. [...] Jan Thiel era una specie di asceta della moto, era capace di trafficare su motori e utensili per intere giornate senza bere né mangiare. Quasi sempre a torso nudo. Di poche parole, molto intelligente e pronto, possedeva una sottile ironia.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/addio-a-jan-thiel.html Addio a Jan Thiel]'', ''moto.it'', 23 marzo 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Mike Hailwood]]}} Era quello che si dice un figlio di papà, perché era stato il padre, ricco commerciante della moto, a spingerlo alle corse fin da ragazzino. Eppure restò umile e il suo talento era autentico, tutti lo hanno riconosciuto. Era appassionato, coraggioso, vincente con tutte le moto [...]<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/mike-hailwood-45-anni-fa-la-morte.html Mike Hailwood, 45 anni fa la morte]'', 24 marzo 2026.</ref> *{{NDR|Sulla [[MotoGP]]}} Al posto delle 500 due tempi, ecco i prototipi a quattro tempi [...]. Le tesi ecologiche stavano mettendo fuorigioco i motori a due tempi e la Federazione internazionale seguì l'impulso della Honda, strenua sostenitrice del quattro tempi [...]. Però per avere una griglia dignitosa, in quella prima stagione [...] furono ammesse anche le storiche 500 a due tempi, che per numero superarono i prototipi.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/il-7-aprile-del-2002-nasceva-la-classe-motogp.html Il 7 aprile del 2002 nasceva la classe MotoGP]'', ''moto.it'', 7 aprile 2026.</ref> *{{NDR|Sulla [[Honda VFR 750F]]}} [...] era una meraviglia. La VFR doveva rappresentare la risposta alle supersportive della concorrenza, ma di fatto era una granturismo di enorme classe. Andava forte, si parlava già di 245 chilometri orari. Il suo V4 raffreddato a liquido, con la cascata di ingranaggi della distribuzione a 16 valvole, valeva 105 cavalli a 10.500 giri con una erogazione piena e un sound unico che cambiava voce sopra i 6.000 giri. Una bomba. E il telaio: un doppio trave di alluminio, annunciato per 14 chili soltanto, con forcellone bibraccio d'alluminio, sospensioni efficienti, il Pro-link dietro, tre dischi freni molto potenti...<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/motogp-il-circuito-di-jerez-compie-40-anni-e-noi-lo-scoprimmo-allora-con-la-magnifica-honda-vfr-750.html MotoGP. Il circuito di Jerez compie 40 anni e noi lo scoprimmo allora con la magnifica Honda VFR 750]'', ''moto.it'', 13 aprile 2026.</ref> *[[Carlo Guzzi]], classe 1889 e milanese di origine, è stato il cofondatore della [[Moto Guzzi]] insieme alla famiglia genovese Parodi. Con la sua guida tecnica la casa di Mandello conobbe un'inarrestabile espansione [...]. Della leggenda dell'aquila Carlo Guzzi fu un grande protagonista: un innovatore che sviluppò moto di ogni tipo, intuì con gli ingegneri soluzioni inedite, per primo volle una galleria del vento dentro la fabbrica per lo studio aerodinamico delle motociclette da corsa che hanno raggiunto traguardi e successi incredibili. Era una persona vivace e molto amata.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/a-mandello-si-lavora-per-aggiustare-il-monumento-a-carlo-guzzi.html A Mandello si lavora per aggiustare il monumento a Carlo Guzzi]'', ''moto.it'', 16 aprile 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Umberto Masetti]]}} Nella storia del motociclismo occupa un posto di assoluto rilievo: è stato il primo italiano a conquistare il titolo mondiale della classe 500 nel 1950 con la Gilera [...], è stato protagonista di un duello epico con un altro grande come Geoff Duke ed era un gran casanova, finito anche sulle cronache rosa della sua epoca per una presunta storia con [[Moira Orfei]]. Un fenomeno [...]. Era un pilota che non si risparmiava, amava guidare spericolatamente ed ebbe diversi incidenti dai quali uscì senza gravi danni. Allora la stampa esagerava un pochino nei racconti e immagini ce n’erano poche: si raccontò che una volta a Imola finì fuori pista e si rialzò addirittura nel greto del Santerno, ma chissà.<ref>Da ''[https://www.moto.it/news/oggi-umberto-masetti-compirebbe-100-anni.html Oggi Umberto Masetti compirebbe 100 anni]'', ''moto.it'', 4 maggio 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Carlos Lavado]]}} [...] come tanti altri della sua generazione è arrivato tardi al mondiale: nel 1978, quando il Venezuela ospitò la prima gara della stagione a San Carlos, era già noto in patria come la freccia di Caracas [...], quindi dal 1980 fu tra gli specialisti più forti in assoluto nelle due medie cilindrate. Lavado è stato l'erede di [[Johnny Cecotto]]: è il secondo pilota venezuelano capace di arrivare al titolo del motociclismo. [...] In quegli anni Ottanta Lavado spiccava per la personalità, la comunicativa, la classe, la grinta. Era indistruttibile, cadeva, si rialzava, vinceva, pareva di gomma. E andava maledettamente forte. Pensare che avrebbe dovuto diventare ingegnere: lasciò l'università al secondo anno per scappare in Europa e correre il mondiale, facendo arrabbiare il papà.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/carlos-lavado-70-anni-oggi-per-la-freccia-di-caracas.html Carlos Lavado, 70 anni oggi per la freccia di Caracas]'', ''moto.it'', 25 maggio 2026.</ref> *{{NDR|Sulla [[Honda RC181]]}} Quella fu la prima pietra della casa giapponese nella mezzolitro motomondiale. E anche se la 181 sfiorò soltanto, ma non riuscì a conquistare, il titolo piloti più prestigioso [...], ugualmente colpì gli appassionati per il livello tecnologico esibito. [...] Di quella RC181 [[Mike Hailwood|Mike]] non era soddisfatto: il motore dava tanta potenza sì [...] e anche una bella erogazione, però consumava tanto e, soprattutto, la moto mancava a livello ciclistico. [...] Non funzionavano gli ammortizzatori ed era un disastro il telaio, al punto che il campione cercò di far realizzare in Europa telai alternativi. In Italia si rivolse a Giuseppe Pattoni, che aveva ben conosciuto in gioventù ai tempi della Mondial, e il tecnico costruì con Belletti un telaio adeguato. Ma Honda si arrabbiò con Mike, [[Sōichirō Honda|Soichiro]] non avrebbe accettato quella umiliazione: quel telaio non si vide mai in pista. Perché poi quella RC181, nonostante fosse molto impegnativa da guidare, vinse subito, fin dal primo Gran Premio disputato [...]. Erano anni mitici per la Honda, che voleva farsi conoscere nel mondo con la forza della sua tecnologia. Centrato l'obiettivo, la Honda si ritirò dal mondiale alla fine del 1967 per concentrarsi sulla F1.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/motogp-2026-la-honda-rc181-500-di-mike-hailwood-del-1966-rivive-a-motegi.html MotoGP 2026, la Honda RC181 500 di Mike Hailwood del 1966 rivive a Motegi]'', ''moto.it'', 2 ottobre 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Luigi Dall'Igna]]}} Com'è? In una parola, è pragmatico. Per lui conta il risultato, tutto il resto è secondario. Dall'Igna cura con il massimo impegno tutto ciò che porta al risultato: esige efficienza dalla sua organizzazione e mantiene confronti costanti con gli elementi della sua squadra, con i quali è molto deciso ma anche riconoscente quando è il caso. Chi non collabora, chi rallenta, chi critica non gli interessa più. Il capo è così. E come fanno i politici – il suo ruolo è tecnico e politico insieme – quando qualcuno si mette contro lui non ci discute nemmeno: lo ignora e passa oltre. Pragmatico, appunto. A Gigi non interessa risultare simpatico all'esterno. Ma non è freddo. [...] È molto gradevole ed anche espansivo ma [...] sul lavoro ha altre priorità. E i risultati dicono che il suo metodo è vincente.<ref>Da ''[https://www.moto.it/MotoGP/motogp-gigi-dalligna-dei-100-successi-pragmatico-ma-appassionato.html MotoGP, Gigi Dall'Igna dei 100 successi: pragmatico, ma appassionato]'', ''moto.it'', 8 ottobre 2026.</ref> ==Citazioni su Nico Cereghini== *Non sapevo come chiamare la mia prima figlia. Nico Cereghini mi disse: "Con tutto quello che hai vinto, chiamala Vittoria". E così ho fatto. Quando stava arrivando il secondo ho chiesto sempre consiglio a Nico, e lui, scherzando, mi fa: "Adesso chiamalo Presuntuoso". Be' l'ho chiamato come me, alla fine gli ho dato retta lo stesso! ([[Giacomo Agostini]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Nico Cereghini, ''Casco ben allacciato. Da Ago a Valentino – Storie di moto e segreti di guida'', Xenia, 2011. ISBN 9788872737255 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cereghini, Nico}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Piloti motociclistici italiani]] r4zvy1i7ek68ni7awyn0gfx4hep9er0 Tu la conosci Claudia? 0 10823 1429405 1429402 2026-10-13T12:38:43Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-54070-43|~2026-54070-43]] ([[User talk:~2026-54070-43|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]] 1423615 wikitext text/x-wiki {{Film |titolooriginale=Tu la conosci Claudia? |paese=Italia |anno=2004 |genere=commedia |regista=[[Massimo Venier]] |soggetto = [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]] |sceneggiatore = [[Aldo, Giovanni & Giacomo]], [[Valerio Bariletti]], [[Walter Fontana]], [[Massimo Venier]] |attori = *[[Giovanni Storti]]: Giovanni *[[Aldo Baglio]]: Aldo *[[Giacomo Poretti]]: Giacomo *[[Paola Cortellesi]]: Claudia, moglie di Giovanni *[[Sandra Ceccarelli]]: Silvia, l'ex-moglie di Giacomo *[[Ottavia Piccolo]]: analista *[[Rossy de Palma]]: Claudia *[[Marco Messeri]]: Vanni Maceria, il meccanico *[[Daniela Cristofori]]: amica di Claudia *[[Silvana Fallisi]]: Luciana *[[Max Pisu]]: cliente del taxi |note= }} '''''Tu la conosci Claudia?''''', film italiano del 2004 con [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] e [[Paola Cortellesi]], regia di [[Massimo Venier]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} Sì, lo so cosa state per dire: "Che palle, la [[voce fuori campo]]!". Lo penso sempre anche io quando vado al cinema, ma c'è da dire che è comoda. Due frasettine in croce, e hai spiegato tutto quello che c'è da spiegare. Quindi facciamo così, decidete voi: mezz'ora di noia mortale e scene emblematiche che ti spiegano chi sono i personaggi, che lavoro fanno, che problemi hanno, oppure un minuto di voce fuori campo. Perfetto: voce fuori campo! ('''Claudia''') ==Frasi== *Allora... io mi chiamo Claudia. E questo è Giovanni, è mio marito. L'ho sposato sette anni fa, e non chiedetemi perché... non mi ricordo. Non abbiamo avuto figli. All'inizio non li voleva lui, poi non li volevo io, e adesso... insomma, diciamo che abbiamo smesso di parlarne. E... non solo di parlarne...! Una volta al mese, mio marito fa un esame di coscienza... così, giusto per vedere se è tutto a posto, se le cose tra noi vanno bene e se si può fare qualcosa per migliorarle. Uno... due... tre... quattro... cinque secondi. Eh, più del solito! Se c'è un filo di crisi nel nostro matrimonio... forse non è tutta colpa mia. Questo, invece, è Aldo... e Aldo... be', Aldo è un po' un caso a parte. Chi sia Aldo per me è un po' difficile da spiegare... non che mi vergogni, eh, per carità... non fraintendetemi. È che se dovessi spiegarvi come ci siamo conosciuti e come è andata a finire, e tutta una serie di dettagli che stanno in mezzo... insomma, giuro che non è colpa mia! È successo tutto per caso... eh, mi sono messa in un grande casino! ('''Claudia''') *Senta, io mi prendo le mie responsabilità, ma siamo sicuri che il chiosco non sia abusivo? ('''Aldo''') {{NDR|dopo aver investito una bancarella}} *E poi c'è Giacomino. Giacomo è facile: avete presente il luogo comune trito e ritrito dell'uomo che ha superato i [[quarantenne|40 anni]], e comincia a sentire lontano lontano l'odorino della morte? E allora si mette lì a fare un bilancio della sua vita di quello che ha, quello che non ha, di quello che ha fatto, di quello che non ha fatto, e di quello che gli resta da fare? Ecco, quel luogo comune lì... solo un po' più basso... è Giacomo. Ecco, adesso sta facendo una scommessa con se stesso. Ed è davvero convinto che se farà canestro, la sua vita cambierà. Vabbe'... sarà per un'altra volta! E per finire... eccomi qua. Questa sono io. Parlare di me mi ha sempre imbarazzata, divento tutta rossa, mi sudano le ascelle. È uno dei miei problemi, ma... ci sto lavorando. Dietro quella porta che sta per aprirsi, c'è il finale di questa storia. Facciamo così, decidete voi: restiamo qui altri dieci secondi aspettando che si apra, oppure arriva il buio, vi sorbite tutta la storia e ci rivediamo qui fra un'ora e mezza. Mi spiace, stavolta decido io: Buio! ('''Claudia''') *Lo sai che Giulia ha fatto una cura dimagrante a base di [[banana|banane]]? Veramente: è dimagrita? No! Però devi vedere come si arrampica! ('''Voce alla televisione''') {{NDR|[[Barzellette dai film|barzelletta]]}} *Ma proprio adesso che mi stavo innamorando, che ero deciso di fare il passo più lungo della gamba! Io lo so quando è crollato tutto: è stato quel maledetto momento in cui abbiamo visto insieme il marito! ('''Aldo''') *Aldo, quando una donna ti dice che ci deve pensare, vuol dire che ci ha giá pensato! Ti ha mollato! Finito! ('''Taribo''') *Claudia non esiste, suo marito non esiste! Claudia non esiste, suo marito non esiste! ('''Aldo e Taribo''') *Senti, "NonSoloTaxi", ma come guidi? Porca puttana, va' come hai conciato la macchina... Allora, di constatazione amichevole non ne parliamo neanche, eh, tanto nessun giudice ti darebbe ragione! ('''Giovanni''') {{NDR|dopo aver tamponato Aldo}} *C'è un posto dove posso vomitare un attimo? Un posto specifico per il [[vomito]], insomma: un vomituario, anche di modeste proporzioni. ('''Aldo''') *Se queste mura potessero parlare, si dovrebbero confessare! Fuochi! Fiamme! Sodoma! Gamarra! Eh? ('''Aldo''') *Miiii, che bello! Anplagghed! ('''Aldo''') *Se non la smette immediatamente, chiamo i carabinieri. E non sto scherzando. ('''Signorina del GPS''') *Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'[[ortica]], spesso il culo gli formica». ('''Vanni Maceria''') {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}} *Ma cosa volete stare a girare come la merda nei tubi?! E venite da me, no? Vi ospito io. Crostini toscani, vino toscano, cinghiale toscano, e poi per finire: botta di stornelli toscani improvvisati!! Tutta la notte si schianta dal ridere. Eh? ('''Vanni Maceria''') *Va beh: basta così! Quello che è successo dopo ve lo risparmio, ma se pensate che è stato facile prendere una decisione vi siete sbagliati. Con Aldo e Giacomo qualche volta ci siamo incontrati, e posso dire che siamo diventati quasi amici. Aldo, appena tornato, è andato a vivere con la sua Claudia. È stata una settimana bellissima. Poi, un sabato, si è accorto che non la sopportava più ed è scappato dalla finestra. Lei è ritornata da suo marito e pare che stia bene. Giacomo si è fatto dare un passaggio fino a casa di Silvia. Quello che aveva capito era che voleva rimettersi con la sua ex moglie. Quello che non aveva capito era che lei non ne aveva la minima intenzione. Dopo dieci giorni si sono lasciati di nuovo. Adesso, se non altro, Giacomo e Aldo sono diventati buoni amici, si divertono. Agosto, al mare, l'hanno passato insieme. Quanto a me e Giovanni le cose ora sono molto diverse: abbiamo ripreso a uscire tutte le sere, anche quando c'è la Champions League. Diciamo che per ora le cose vanno bene così. Poi... poi si vedrà... ('''Claudia''') *Allora lo vogliamo far smettere di piangere 'sto bambino o no, eh? Sono le tre di notte! Li vogliamo spendere 'sti due soldi per farlo visitare da uno specialista o no, eh? Ve ne consiglio uno: Dott. Sirchioli. 6832173! Cosa faccio, chiamo i carabinieri, eh??? ('''Giovanni''') ==Dialoghi== *'''Aldo''': Buongiorno! Dove andiamo di bello? <br/> '''Passeggero''': Piazza Wagner. <br/> '''Aldo''': Wagner, complimenti! Wagner! Il grande e irreprensibile Wagner! Compositore austriaco recentemente scomparso, autore del Lohengrin, opera che più o meno fa così... {{NDR|inizia a intonare una melodia}} <br/> '''Passeggero''': Senta... A parte che è il Bolero di Ravel, e poi ho una certa fretta: piazza Wagner, al ventisette. <br/> '''Aldo''': Ah! Questo è il Bolero?! Questo è il Bolero?! Vabbe'... Un attimo che impostiamo il navigatore, perché un conto è chi è Wagner e un conto è dov'è Wagner! Wagner si scrive con la [[G]] di Goethe? *'''Claudia''': Senti, ma perché stasera non andiamo a mangiare fuori? Una cosa semplice eh, una pizza. <br/> '''Giovanni''' {{NDR|guardando Passaparola in TV}}: Eh... Si boh... Dopo vediamo. Passaparola! <br/> '''Claudia''': Magari un cinemino! È tanto che non ci andiamo! <br/> '''Giovanni''': Sì... Magari... Mi son già tolto le scarpe... <br/> '''Claudia''': O sennò restiamo anche a casa... <br/> '''Giovanni''': Eh! <br/> '''Claudia''': Tranquilli... <br/> '''Giovanni''': Ma sì... <br/> '''Claudia''': Ma sì, infatti, stiamo a casa. <br/> '''Giovanni''': Dai! *'''Claudia''': Ma scusa, non guardi Passaparola? C'è la ruota finale... <br/> '''Giovanni''': Ma chi se ne frega di Passaparola! La sto registrando! *'''Giovanni''' {{NDR|dopo che Claudia chiude una chiamata}}: Chi cazzo era a quest'ora? <br/> '''Claudia''': Che ne so, uno che ha sbagliato. <br/> '''Giovanni''': Uno che ha sbagliato alle [[due di notte]]? <br/> '''Claudia''': Giovanni, non è che dopo le due di notte non si può sbagliare... <br/> '''Giovanni''': Sì ma io voglio sapere chi ha sbagliato...<br/>'''Claudia''': Senti: è tardi, sono stanca e non ne voglio parlare! Fammi dormire. Buonanotte. *'''Claudia''': Ma ti rendi conto che {{NDR|si riferisce a Giovanni}} è stronzo!? Io mi spacco la testa per cercare di salvare 'sto cazzo di matrimonio e lui cosa fa??? Che pezzo di merda...<br/>'''Luciana''': E tutte le belle cazzate che avete fatto ultimamente, anche quelle per salvare il matrimonio? Claudia, sono mesi che dici che sei stanca, che dici che sei confusa, che lo vuoi lasciare...<br/>'''Claudia''': Allora vuol dire che deve finire così... *'''Giovanni''': E allora sai cosa faccio? Adesso vado lì, e a questa domanda deve rispondere: o lui o me. Capito? <br /> '''Giacomo''': A parte che tecnicamente non sarebbe una domanda... Comunque, ho capito. *'''Aldo''': Allora com'è andata ieri notte?<br/> '''Giovanni''': Mah, niente.<br/> '''Aldo''': È andata male?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è andata bene o andata male...<br/> '''Aldo''': Insomma, dovete ancora... discutere?<br/> '''Giovanni''': Ma no, il discorso non è discutere...<br/> '''Aldo''': 'Mariiia, mi stai facendo venire l'herpes! Che cosa vi siete detti? Che è successo???<br/> '''Giovanni''': Se n'è andata, è finita!<br/> '''Aldo''' {{NDR|prima esulta e Giovanni lo squadra di colpo}}: No, niente. Mi è arrivato un SMS che aspettavo...<br/> '''Giovanni''': Solo che adesso cosa faccio, eh? Cosa faccio?<br/> '''Aldo''': Ma sì! Ma che vuoi fare? È la vita, dai! Oggi a te e domani a me, la ruota gira. Infelice tu, felice un altro.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|sarcastico}}: Grazie, eh! Sto già meglio!<br/> '''Aldo''': Mi sono spiegato male... E adesso lei dov'è?<br/> '''Giovanni''': Eh... Lei dov'è... Lo so io dov'è: è insieme a quel bastardo, ecco dov'è!<br/> '''Aldo''' {{NDR|si preoccupa}}: Quale bastardo?<br/> '''Giovanni''': Ma perché, non ti ha detto niente il tuo amico? *'''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantanove chilometri. {{NDR|passa un minuto}} Percorrere questa strada per settecentonovantotto chilometri.<br/> '''Giacomo''': Ma questo navigatore è proprio indispensabile? <br/> '''Aldo''': Metti che poi sbagliamo strada. <br/> '''Giovanni''': Ma siamo in autostrada, è sempre dritto! Come cazzo fai a sbagliar strada? <br/> '''Aldo''': Vabbe', non lo so spegnere, contento?! Lo so accendere ma non lo so spegnere. Si spegne solo quando si arriva, è concepito così! Qualche problema?! <br /> '''Giacomo''' {{NDR|sarcastico}}: ...Che bel clima. <br/> '''Giovanni''': Che poi voglio proprio vedere... Me lo deve dire in faccia che il nostro matrimonio è finito per colpa {{NDR|indicando Aldo}} di un tassista terrone e dislessico! <br/> '''Aldo''': Ti comunico che il terrone apoplettico... <br/> '''Giovanni''': Dislessico! <br/> '''Aldo''': Mmmmhhh, come preferisci! Comunque il suddetto terrone dislessico, in due mesi di frequentazione è riuscito a ridarle una voglia di vivere, a Claudia, che tu nemmeno se vivrai con lei diciotto secoli riuscirai a darle, va bene? E comunque se te lo vuoi sentir dire in faccia quanto sei noioso, tra settecentonovantotto km sarai servito. <br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per settecentonovantasette chilometri. <br/> '''Aldo''': Novantasette! <br/> '''Giovanni''': Che poi io, al limite, una sbandata per un tamarro come te sono anche disposto a capirla. Son quelle cose nella vita che devi fare per forza... Che poi però riponi nel cassetto "cazzate dell'esistenza", dove tu abiti tra l'altro. Ed è finita lì... Ma con questo qui dietro {{NDR|indicando Giacomo}}... Ma cosa cazzo mai ci avrà trovato? Cosa ci avrà visto in questo qua? Mi è inconcepibile! Non riesco a capirlo proprio! È una cosa al di là! Que... Cioè... "Onde del destino"... Ma vai... <br/> '''Giacomo''': Forse perché io riuscivo a farla parlare, eh? Perché se non te ne sei mai accorto, caro mio, le donne han bisogno di parlare... Ma non solo loro, proprio l'essere umano in se stesso è fatto di linguaggio, se non c'è la parola, tra gli esseri umani, la comunicazione, cioè è... {{NDR|vedendo che Aldo al suo discorso sbadiglia}} E vabbe'... <br/> '''Aldo''': Bravo Giacomino, bravo! Parla, parla! Ma dopo tutto quel gran parlare, una donna deve estrinsecare la sua femminilità selvaggia... E allora... <br/> '''Giovanni''': E allora cosa? <br/> '''Aldo''': E allora... <br/> '''Giovanni''': Hai detto allora! Allora cosa? <br/> '''Aldo''': Quando una donna... <br/> '''Giovanni''': No, non mi interessa quando, mi interessa allora! Hai lasciato allora coi puntini, riempili! <br/> '''Aldo''': Giovanni, non è che posso riempirli tutti io i puntini. Eh. Penso di averne già riempiti abbastanza... <br/> '''Giacomo''': Se posso dire... <br/> '''Giovanni''' {{NDR|gridando}}: Stai zitto! Tu devi stare zitto! Punto!<br/> '''Aldo''': Vuoi che ti riempia anche quello? Di puntino?<br/> {{NDR|Passa qualche ora e si fa notte}}<br/> '''Navigatore''': Percorrere questa strada per 455 chilometri.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vedendo Aldo con gli abbiocchi}}: Ohi! Ohi! Ohi! Vuoi che guidi io?<br/> '''Aldo''': Piuttosto che far guidare un altro mi ammazzo.<br/> '''Giovanni''': Allora se magari prima mi fai scendere...<br/> '''Aldo''': Vabbè... Visto che non c'hai il fisico ci fermiamo a dormire. Conosco un posto qui vicino.<br/> '''Giovanni''' {{NDR|vede ancora Aldo con gli abbiocchi}}: Ma allora! {{NDR|più tardi vede che si fermano in mezzo alla strada}} Ma sei scemo? Ma spiegami perché non possiamo andare in un albergo! <br/> '''Aldo''': [[Regole dai film|Regola]] numero quattro: il [[taxi]] non si abbandona mai, cascasse il mondo, piuttosto mi faccio ammazzare a testate! E comunque, se vuoi un alberghetto usi le tue gambette da rannocchietto gracile e cammini. Va bene?<br/> '''Giacomo''': Ho già bell'e capito come va a finire: si pernotta in un albergo a quattro stelle, servizio in camera... e anche la compagnia non è male, va. {{NDR|a Giovanni}} Dai ciccio, datti da fare!<br/> '''Giovanni''' {{NDR|ad Aldo}}: E tra l'altro, questa macchina di merda qua... Ma chi vuoi che te la ciuli? <br />'''Aldo''': Dicevi così anche di tua moglie. *'''Navigatore''': Tra cinquecento metri svoltare a destra. Tra quattrocento metri svolt...<br/>'''Aldo''' {{NDR|dopo averlo preso a pugni}}: Taci, zoccola! {{NDR|a Giovanni}} Complimenti per la scelta della casa, eh? Comoda! Sono due anni che siamo in giro e mancano ancora seimila chilometri. E poi come fai ad esser così sicuro che Claudia è al mare?<br/> '''Giovanni''': Ha preso le chiavi.<br/> '''Aldo''': Magari erano le chiavi del solaio.<br/> '''Giacomo''': Eh beh sì, magari è lì in solaio che riflette.<br/> '''Giovanni''': Ma no, è impossibile: non ce l'abbiamo il solaio. Cioè: ce l'abbiamo, però le chiavi ce le ha il vecchio inquilino e quindi... Oddio... Adesso mi fate venire un dubbio... *'''Giovanni''': Sì ma quando cacchio arriva 'sto carro attrezzi?<br/>'''Giacomo''': Eh, devi star calmo però: dopotutto son passate solo... tre ore.<br/>'''Giovanni''' {{NDR|sente il motore del carro attrezzi}}: Oahhh!<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | l'amore è una favola...''<br/>'''Giovanni''': Sì, però...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Su di noi | se tu vuoi volare | ti porto lontano | nei campi di grano | a fare l'amore con me''.<br>'''Giovanni''': Ho capito, però sono anche...<br/>'''Vanni Maceria''': ''Tu dimmi ti amo | e vieni nel grano | nel prato più bello che c'è''... Pupo! Pupone! La più grande ''rocchestarre'' italiana di tutti i tempi! L'eroe di Ponticino, deh!<br/>'''Giovanni''': Si ho capito, ma son tre ore e mezza che la stiamo aspettando!<br/>'''Vanni Maceria''': Oh scusate eh, bimbi... è alta stagione esagerata! È già un miracolo che sia arrivato qui io!<br/>'''Giacomo''': Botta di culo, eh? *'''Giovanni''': Diamo pugni alla macchina e poi queste son le conseguenze, eh.<br/> '''Aldo''': Se la casa al posto di averla presa in Sudafrica la prendevi in Mozambico eravamo già arrivati.<br/> '''Vanni Maceria''': Bimbi, c'ho una bella notizia per voi: avete spappolato il carburatore! È tutto "sgarganato"!<br/> '''Aldo''': Che ha detto?<br/> '''Giacomo''': Carburatore.<br/> '''Aldo''': Ha detto carburatore?<br/> '''Giovanni e Giacomo''': Carburatore, carburatore.<br/> '''Aldo''': Carburatore proprio? Le parole erano queste? {{NDR|si preoccupa}} Ma no! Il carburatore no! E gli volevo bene come a un figlio!<br/> '''Vanni Maceria''': Ma per te è Natale con le palle! Perché in mezzo alle palle ci sono io, il regalo: Vanni Maceria, il ''Brunelleschi dei Carburatori''!<br/> '''Giovanni''': Però è simpatico.<br/> '''Aldo''': Senta, signor ''Brunelleschi dei Carburatori'', e quando sarebbe pronta la macchina?<br/> '''Vanni Maceria''': ''Ar'' tocco è tutta pronta ''a modino''.<br/> '''Aldo e Giovanni''': Oh, grazie signor Maceria.<br/> '''Giacomo''': Ma che cazzo avete capito? Vuol dire che è pronta domani all'una!<br/> '''Giovanni''': Eh, no... Dottor Maceria, non possiamo aspettare il tocco a modino.<br/> '''Vanni Maceria''': Oh, {{NDR|indica l'orologio}} è alta stagione esagerata! Ma lo sapete come si dice dalle mie parti? «Chi per la fretta caca nell'ortica, spesso il culo gli formica!» {{NDR|[[Proverbi dai film|proverbio]]}} *'''Aldo''': Che ci faccio qui? Che ci faccio qui?? Che ci faccio qui? Che ci faccio qui, Giacomino?<br/> '''Giacomo''': Stai calmo, guardami. Allora, adesso tu bevi un bel bicchiere d'acqua e vedrai che ti rassereni completamente, dai, buttalo giù tutto.{{NDR|Aldo lo beve}} Va'... Oah! Hai visto? {{NDR|Aldo butta dietro il bicchiere riducendolo in mille pezzi}} Il bicchiere... Il bicchiere, del servizio buono!<br/> '''Aldo''': Che me ne frega a me del tuo servizio di cristallo di Boemia, Giacomino, non fare il piccolo borghese! Sto impazzendo! Ho buttato anche il telefonino nel naviglio... E chissà quante volte m'ha chiamato e non m'ha trovato...<br/> '''Giacomo''': Stai calmo. Stai calmo. Ascolta me. Adesso ripeti tutto, magari in italiano, e senza piangere. Guardami negli occhi. Allora: eravate al fast food tu e Claudia...<br/> '''Aldo''': Eravamo al fast food io e Claudia... Avevamo appena finito di fare l'amore. E tu, Giacomino, mi insegni che dopo aver fatto l'amore niente è meglio di un [[Big Mac]]... *'''Aldo''': Ah! Quasi dimenticavo... per la corsa sarebbero tremilaseicento euro.<br/> '''Giacomo''': Come tremilaseicento euro?!?<br/> '''Aldo''': Ah, gia: cappuccio e brioche... Quelli li offro io. Che vuoi? Sono fatto così. Chiamami scemo, chiamami "anplagghed", ma sono fatto così. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] 8mi5m43thhbodnengiwbeg4z1ki08l7 Kevin Schwantz 0 11195 1429445 1405751 2026-10-14T01:01:15Z Danyele 19198 +4 / fix di stile 1429445 wikitext text/x-wiki [[File:Kevin Schwantz in 2010 cropped.JPG|thumb|Kevin Schwantz nel 2010]] '''Kevin Schwantz''' (1964 – vivente), pilota motociclistico statunitense. ==Citazioni di Kevin Schwantz== {{cronologico}} *[[Daniel Pedrosa|Dani]] è come un bambino che non riesce a diventare adulto perché soffocato dalle scelte dei genitori {{NDR|in riferimento al manager Alberto Puig}} [...] Pedrosa in otto anni alla Honda, non è riuscito a vincere nulla, vorrei che potesse dimostrare il contrario, ma non credo proprio che possa succedere.<ref>Da un'intervista a ''L'Équipe''; citato in Fabio Gentile, ''[http://www.motomondiale.it/6449-kevin-schwantz-pedrosa-non-vincera-mai-la-motogp-ed-e-polemica/#sthash.NyJYSPfg.dpuf Kevin Schwantz "Pedrosa non vincerà mai la MotoGP" ed è polemica]'', ''motomondiale.it'', 30 aprile 2013.</ref> *{{NDR|«Che rapporti c'erano tra i piloti negli anni in cui hai corso?»}} Come oggi, l'ultima persona da cui volevi essere battuto era il tuo compagno di squadra. Ma se alla fine del weekend di gara le cose erano andate male ci si sedeva tutti intorno a un tavolo, entrambi i piloti compatti e i tecnici, e si discuteva su come migliorare, su cosa lavorare. Il lavoro di team era migliore. Credo che lo sviluppo tecnologico abbia cambiato il modo di lavorare [...]. Ai miei tempi era tutto più manuale: dovevi essere bravo a raccontare come funzionava la moto e cosa non andava nel dettaglio. Magari usando le mani, la voce, le espressioni del viso, facendo strani rumori con la bocca. Perché non c'erano dati da controllare: era il pilota che sentiva se c'era grip dietro, se riprendendo il gas in mano la gomma scappava, se bisognava lavorare sul bilanciamento della moto o sulla carburazione... Si lavorava tutto il fine settimana per risolvere problemi: nella mia carriera posso contare sulle dita di una mano le volte in cui sono arrivato alla domenica, all'ora della partenza, con una moto davvero a punto. Per il resto dovevamo guidare sempre sopra i problemi della moto. D'altronde il nostro lavoro era di guidare forte, non di togliere o dare precarico al mono o alla forcella.<ref name="Padovani">Da Andrea Padovani, ''[https://www.dueruote.it/sport/motogp/2017/07/20/l-intervista-kevin-schwantz-il-secondo-posto-per-me-non-esisteva.html L'intervista, Kevin Schwantz: "Il secondo posto per me non esisteva!"]'', ''dueruote.it'', 20 luglio 2017.</ref> *{{NDR|«Kevin, perché tutti ti considerano una leggenda?»}} Sinceramente non ne ho idea... forse perché spingevo al limite in ogni singola curva, ogni maledetto giro. Il secondo posto per me non esisteva...<ref name="Padovani"/> *{{NDR|«È vero che le moto di oggi sono più facili da guidare?»}} Più che facili, direi che perdonano di più gli errori. Merito dell'elettronica: il traction control spesso salva la prestazione ed evita ai piloti degli high-side paurosi. Dall'altro lato, però, i prototipi sono più potenti, pesanti e quindi più difficili da manovrare: adesso servono muscoli che io mi sognavo.<ref>Da Cristina Marinoni, ''[https://wheels.iconmagazine.it/sport/motogp/kevin-schwantz-intervista Kevin Schwantz, intervista al cowboy di Suzuki diventato leggenda del MotoGP]'', ''wheels.iconmagazine.it'', 4 maggio 2018.</ref> *{{NDR|«Qual era il tuo ultimo pensiero prima del semaforo verde?»}} Il mio era: dove cenerò stasera? Dove si festeggerà dopo la gara? In genere il mio approccio con le gare è sempre stato molto easy. Giusto concentrarsi e lavorare sodo, ma anche svagarsi e scherzare all'interno del paddock era il mio modo di fare. Altri piloti [...] non volevano essere avvicinati da nessuno e restavano concentrati tutto il weekend.<ref>Dall'intervista ''[https://www.motociclismo.it/kevin-schwantz-intervista-sugli-aneddoti-e-la-carriera-70383 "L'ultimo pensiero prima del semaforo verde era: dove cenerò stasera?"]'', ''motociclismo.it'', 27 luglio 2018.</ref> *{{NDR|«Credi che questa MotoGP sia ancora lo sport che tu hai amato ed in cui sei diventato un autentico mito?»}} È cambiato tutto, assolutamente. Di base, resta lo stesso sport in cui io ho corso, in cui sono cresciuto ed ho combattuto sempre amandolo alla follia. Ma tutto è cambiato, le moto, le tute, la sicurezza, tutto è cambiato e mi piace pensare in meglio. Ma credo che gurdare le gare di moto sia sempre meglio che guardare qualcuno seduto in una vettura che muove solo il volante. Le moto per me, restano quelle che amavo da bambino, adoro ancora andare in moto ogni volta che posso. In MotoGP tutto si evolve e cambia, a volte verso il meglio altre verso il peggio, ma è un po' come nella vita. A volte le cose vanno bene, altre meno.<ref name="Caregnato">Dall'intervista di Marco Caregnato, ''[https://www.gpone.com/it/2023/04/16/motogp/schwantz-oggi-sono-tutti-eroi-le-motogp-sono-piu-facili-delle-500.html MotoGP, Schwantz: "Oggi sono tutti eroi, le MotoGP sono più facili delle 500"]'', ''gpone.com'', 16 aprile 2023.</ref> *{{NDR|«Prima erano pochi i piloti a dominare, a poter diventare eroi come te, Rainey, Lawson. Oggi sembra che tutti possano vincere»}} Adesso puoi avere 22 eroi! Direi che è ovvio che le moto sono migliorate molto, come i piloti che si sono evoluti. Probabilmente sono più allenati e forti di quanto fossimo noi ai nostri tempi. Ma penso che le moto siano anche diventate talmente sofisticate, da richiedere solo di non fare errori mentre le guidi. Non voglio dire che sia facile, ma di certo è diventato più facile di quando correvo io. Per questo motivo all'epoca c'erano differenze di sei secondi al giro, mentre oggi tra il primo e l'ultimo spesso c'è un solo secondo. Ricordo che a volte io prendevo due secondi in qualifica, poi magari facevo qualche cambiamento alla moto indovinato alla mattina di domenica ed in gara riuscivo a vincere. Oggi non è possibile, se parti ultimo [...] è impossibile. Direi che lo sport dal di fuori sembra più bello che mai, ma da dentro non so.<ref name="Caregnato"/> *Penso che oggi i piloti compiano uno sforzo fisico superiore al nostro, ma allo stesso tempo le moto attuali "perdonano" molto più delle nostre. Oggi se sbagli la moto non ti lancia sulla luna come facevano le [[Classe 500|500]].<ref>Dall'intervista di Carlo Baldi, ''[https://www.moto.it/superbike/kevin-schwantz-toprak-puo-fare-qualsiasi-cosa-con-una-moto.html Kevin Schwantz: "Toprak può fare qualsiasi cosa con una moto"]'', ''moto.it'', 6 maggio 2025.</ref> {{Int|''[https://www.p300.it/intervista-a-kevin-schwantz-la-mia-vita-in-suzuki/ Intervista a Kevin Schwantz: "La mia vita in Suzuki"]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 19 giugno 2022.}} *La mia prima vittoria a [[Gran Premio motociclistico del Giappone 1988|Suzuka nel 1988]] è stata fantastica. Avevo appena vinto la Daytona 200, mi ero fatto male a un braccio durante le prove, quindi non ero sicuro che sarei stato al 100%; certamente non lo ero per la Daytona 200, ma per il Gran Premio in Giappone... Ero andato a fare dei test prima della Daytona 200 ed erano andati bene, quindi mi sentivo piuttosto sicuro di me. Aveva piovuto tutto il weekend e finalmente solo alla domenica era arrivato il sole, per cui avevamo avuto solo 20 minuti per fare il set-up alla moto, scegliendo quello con cui avevamo fatto i test, trovandoci a essere i più vicini a quello giusto. Gardner aveva fatto un errore verso la fine e per me vincere il mio primo Gran Premio è stato lasciare una grossa impronta nella mia prima stagione completa. Mi sono sentito molto sicuro di me poi per il resto della stagione [...] *Non c'è dubbio che nel [[Motomondiale 1989|1989]] avessimo la moto migliore, tuttavia abbiamo avuto qualche problema meccanico per ben tre volte e per tre volte ho avuto incidenti. Guardo al 1989 e dico che probabilmente con più esperienza avremmo vinto quella stagione, nonostante i problemi meccanici. È stata una stagione di apprendimento. [...] Sì, penso che lo avremmo vinto, se non avessimo avuto problemi e se avessimo avuto più esperienza tra team e piloti. *Quando guardi a [[Gran Premio motociclistico di Germania 1991|Hockenheim 1991]], quella è la gara di cui di solito si vuole parlare quando si parla di corse in moto, e si parla sempre di quel sorpasso. Entrambi stavamo facendo di tutto per vincere, io pensavo di aver fatto tutto quello che serviva mentre [[Wayne Rainey|Wayne]] aveva avuto la meglio su di me, e dovevo cercare di recuperare poco prima di entrare nella parte dello stadium e del rettilineo. È divertente da vedere in televisione: gli altri mi dicono sempre che alla fine è stata qualcosa da matti, decisamente Hockenheim 1991 è una di quelle cose per me memorabili. *{{NDR|«[...] qual è la prima cosa che ti viene in mente quando pensi al titolo vinto nel [[Motomondiale 1993|1993]]?»}} Dopo [...] anni, la prima cosa che mi viene in mente è l'incidente di Wayne {{NDR|Rainey, in cui perse l'uso delle gambe}}: avevamo avuto una gran stagione e tanta sfortuna a Donington, quando io, Mick [Doohan, ''ndr''] e Barros siamo caduti al primo giro. Senza di quello, avremmo vinto il mondiale un pochino più comodamente. Ma la prima cosa che mi viene in mente è proprio Wayne, sinceramente nel mondiale avrei preferito arrivare secondo, che vedere lui ferito così. {{NDR|«Com'è stato gestire le tue emozioni nel finale di stagione, dopo quanto successo a Wayne a Misano?»}} Alla fine della stagione volevo festeggiare, mi sarebbe piaciuto di più avere anche Wayne a festeggiare con il team, perché andavamo piuttosto d'accordo al di fuori delle corse, ci divertivamo insieme, ci prendevamo una birra dopo le corse. [...] Mi sarebbe piaciuto battere davvero Wayne e sarebbe stato molto più speciale. Ed era più speciale quando lo battevo in pista. *{{NDR|Su [[Alex Barros]]}} In alcuni momenti si vedeva la sua spaventosa velocità: forse non è stato così consistente come pilota, ma è stato sicuramente divertente come compagno di squadra da avere [...] *{{NDR|«Qual è la tua vittoria più bella in Suzuki?»}} Decisamente quella a [[Gran Premio motociclistico del Giappone 1991|Suzuka nel 1991]]: avevamo problemi con la Dunlop e con quella gomma facevamo fatica a fare tutto, era una situazione orribile. Alla fine ho vinto, non solo battagliando fino al traguardo con Wayne, ma anche con Doohan e altri piloti giapponesi. Per me è la migliore vittoria che abbia mai avuto su una Suzuki. *{{NDR|Sulla [[Suzuki RGV Γ 500]], «livrea Pepsi, o livrea Lucky Strike?»}} La livrea della Pepsi! È la moto dalla livrea più bella su cui sono mai stato... {{Int|''[https://www.moto.it/MotoGP/kevin-schwantz-con-le-500-da-115-chili-ci-facevamo-troppo-male.html Kevin Schwantz: "Con le 500 da 115 chili ci facevamo troppo male"]''|Dall'intervista di Andrea Migno al podcast ''Mig Babol''; citato in [[Nico Cereghini]], ''moto.it'', 12 giugno 2025.}} *Ai miei tempi a trent'anni smettevi e pensavi ad altro, facevi una squadra tua o cambiavi vita, perché tutti si facevano molto male, si cadeva tanto con quelle [[Classe 500|500]]. *Senza dubbio [[Wayne Rainey|Wayne]] è stato il rivale più forte per me. La domenica eravamo pronti alla battaglia, ma la rivalità svaniva dopo aver tagliato il traguardo e potevate vederci seduti a bere una birra e a commentare la gara e a ridere insieme. *[...] in genere c'era rispetto, tra i piloti. Tranne che con [[Wayne Gardner|Gardner]], con lui dovevi stare attento o ti saresti trovato con la vernice della sua Honda sulla tua carenatura. {{Int|''[https://www.moto.it/MotoGP/kevin-schwantz-la-mia-suzuki-era-estrema-e-difficile-da-guidare.html Kevin Schwantz: "La mia Suzuki era estrema e difficile da guidare"]''|Dal podcast di Taylor Mackenzie; citato in [[Nico Cereghini]], ''moto.it'', 3 settembre 2026.}} {{NDR|Sulla [[Suzuki RGV Γ 500]]}} *Il problema della Suzuki era che doveva essere al 98, 99 o 100 percento. La differenza tra avere la moto perfettamente a punto o meno poteva essere enorme. Se non era praticamente al limite della perfezione non era una moto vincente, non era nemmeno da podio. Si poteva arrivare facilmente quinti, sesti, settimi o ottavi. *La moto del 1993 ha un range di erogazione della potenza doppio rispetto a quella del 1989. Con quella del 1989 faccio fatica persino ad impennare. È come accendere un interruttore della luce. *Quando non era vicina al 100%, il che accadeva quasi sempre, era decisamente inguidabile. Bisognava rallentare. Bisognava imporsi "devo assolutamente arrivare alla fine della gara". Probabilmente avrei potuto arrivarci più velocemente, ma il rapporto rischio-beneficio non era sufficiente. *{{NDR|Su [[Wayne Rainey]]}} Lo odiavo, non mi piaceva, non volevo stargli vicino {{NDR|ammette ridendo}} e le nostre battaglie sono state molto dure: mi sono appoggiato a lui un paio di volte, ma mi sono allontanato abbastanza dalla mia moto da far sì che fosse il mio corpo contro la sua moto, non il mio manubrio contro le sue leve dei freni. Il più delle volte non riuscivo a fargli chiudere il gas. Anzi forse lo costringevo ad aprirlo. Rainey aveva una guida spettacolare. ===Citazioni non datate=== *{{NDR|«Com'è cambiato il paddock da quando quando gareggiavi a ora?»}} Non si vedono più i piloti uscire e far cose tra loro. Prima il paddock era un posto divertente, oggi che c'è più pubblico, più mediaticità e i piloti stanno chiusi nei loro motorhome o nello loro hospitality. Il paddock per noi è stato il luogo dove ci siamo divertiti di più: quando con le nostre bici facevamo il giro della pista, prima di andare a cena o la domenica dopo la gara a festeggiare. Poi guidavamo anche il nostro motorhome fino alla pista successiva. Ora quasi c'è la corsa a chi sale per primo sull'elicottero la domenica sera. Non c'è quello spirito che c'era ai nostri tempi, quel cameratismo da paddock che poi ti porta ad avere anche rispetto in pista. Oggi tra i piloti non c'è lo stesso rispetto che c'era tra noi, in gara noi spesso lasciavamo lo spazio per gli avversavi, oggi invece alcuni si appoggiano anche quando non c'è bisogno, con episodi ai limiti della correttezza. Il paddock non è più il posto divertente che era prima.<ref name="Motoemozione">Da ''[http://www.motoemozione.it/index.php?option=com_content&view=article&id=292:kevin&catid=16:interviste&Itemid=127 Intervista a Kevin Schwantz]'', ''motoemozione.it''.</ref> *Penso che il 2 tempi sia la vera moto da competizione. Se poi i piloti della mia generazione, quelli che le han guidate siamo più grandi questo è un argomento di lunga discussione. Comunque guidare una 125, 250 o una 500 quando tutto era al meglio, tutti avevano lavorato bene per metterla al meglio, quelle moto erano il massimo, niente di paragonabile ad oggi. Sicuramente non con una attuale MotoGP e tanto meno una Moto2.<ref name="Motoemozione"/> ==Citazioni su Kevin Schwantz== *Kevin era un pilota sensazionale, faceva cose straordinarie. Uno dei più talentuosi contro cui abbia corso. La sua filosofia era rischiare tutto, vincere o cadere, mentre io ero anche disposto ad accettare un secondo posto, o il miglior risultato possibile, perché pensavo che una stagione andasse affrontata così. Kevin era veloce, probabilmente il più coraggioso di tutti noi. Quando gli andava bene trionfava e festeggiava. Quando andava male, finiva con un ruzzolone. Ed è accaduto spesso. ([[Michael Doohan]]) *Lui spigolava le linee e tirava delle gran staccate puntando alla corda: un po' alla Freddie Spencer, il primo spigolatore della 500, ma ancora più estremo. La Suzuki non era particolarmente maneggevole, ma la guida acrobatica del texano la rendeva anche svelta. Schwantz, il mitico 34, ha corso [...] sempre sulla Suzuki 500, campione di fedeltà alla marca giapponese. Ha vinto venticinque GP e il titolo mondiale della mezzo litro nel '93. Aveva esordito nel cross, da ragazzino, e si portava dietro uno stile di guida inconfondibile. Se soltanto fosse caduto un po' meno... ([[Nico Cereghini]]) *Schwantz è stata la mia motivazione per vincere tutto quello che ho vinto. ([[Wayne Rainey]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Schwantz, Kevin}} [[Categoria:Piloti motociclistici statunitensi]] izqlcqeq47o7kfnpwtm2fvnj409tc0g Gli spietati 0 13820 1429407 1406192 2026-10-13T14:43:39Z ~2026-50809-01 108446 /* Dialoghi */ 1429407 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Gli spietati |titoloalfabetico= Spietati, Gli |genere=western |regista=[[Clint Eastwood]] |soggetto=[[David Webb Peoples]] |sceneggiatore=David Webb Peoples |attori= *[[Clint Eastwood]]: William "Bill" Munny *[[Gene Hackman]]: Little Bill Daggett *[[Morgan Freeman]]: Ned Logan *[[Richard Harris]]: English Bob *[[Jaimz Woolvett]]: Schofield Kid |doppiatoriitaliani= *[[Michele Kalamera]]: William "Will" Munny *[[Giancarlo Padoan]]: Little Bill Daggett *[[Goffredo Matassi]]: Ned Logan *[[Gianni Musy]]: English Bob *[[Fabio Boccanera]]: Schofield Kid |note= *Vincitore di 4 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]]''' (1993): **Miglior film **Miglior regia **Miglior attore non protagonista ([[Gene Hackman]]) **Miglior montaggio }} '''''Gli spietati''''', film statunitense del 1992 diretto e interpretato da [[Clint Eastwood]], con [[Gene Hackman]] e [[Morgan Freeman]]. == Frasi == *Non voglio morire per scarsa potenza di fuoco. ('''Clyde''') *Ti avverto, Bob, che se ti rivedo sparo per primo e poi invoco la [[legittima difesa]]. ('''Little Bill''') *Non c'è nessun falco, Kid. Tu non ci vedi un cazzo! ('''Ned''') *Oh Cristo! Will... Hai una faccia di merda! ('''Ned''') *Sto morendo di sete! Dammi un po' d'acqua, Slim, ti prego! Ti prego, Slim! Sto perdendo sangue, Slim! ('''Davey''') {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}} *No, No, No! ('''Slim''') {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}} *È una cosa grossa uccidere un uomo: gli levi tutto quello che ha... e tutto quello che sperava di avere. ('''William Munny''') *Io ho sempre avuto fortuna quando si tratta di ammazzare cristiani. ('''William Munny''') *Allora, sto uscendo. Se vedo qualcuno là fuori l'ammazzo. Se qualche figlio di puttana mi spara addosso non ammazzo soltanto lui, gli ammazzo anche la moglie e tutti i suoi amici. E poi gli brucio anche la casa. Meglio che nessuno spari. […] Voglio che facciate per Ned un bel funerale! E non azzardatevi più a sfregiare prostitute! Altrimenti torno e vi ammazzo tutti, figli di puttana. ('''William Munny''') == Dialoghi == {{cronologico}} *'''Little Bill''': Per cominciare, Corky non portò mai due pistole. Anche se avrebbe dovuto.<br/>'''Beauchamp''': Ma lui era... era chiamato Corcoran "Due pistole".<br/>'''Little Bill''': Sì, un sacco di gente lo chiamava "Due pistole", ma mica perché teneva nelle fondine due pistole. Era perché aveva un uccello enorme, più lungo della canna della Colt Walker che portava. E l'oltraggio consisteva nell'aver infilato quel suo volatile in una passera francese, per la quale Bob l'Inglese aveva un debole. Vede, la sera che Corky entrò al Blue Bottle Saloon prima che se ne rendesse conto il nostro Bob gli sparò addosso, e lo mancò perché era sbronzo. Il fischio della pallottola frastornò il vecchio Corky, il quale commise un grande errore: tirò fuori la pistola così in fretta che si sparò al ditone del piede. Nel frattempo il nostro Bob prende la mira con calma, tira piano il grilletto, ma lo manca perché è sempre sbronzo e colpisce lo specchio da {{formatnum:2000}} dollari sopra al bancone. Ma ora il baro della morte è bello che spacciato perché Corky si riprende. Lo mira bene con calma, senza fretta...<br/>'''Beauchamp''': E...?<br/>'''Little Bill''': Bang! La Colt Walker gli scoppia in mano. Accadeva spesso con quel modello. Se il vecchio Corky avesse avuto due pistole, invece di un uccello così grosso, avrebbe combattuto fino alla fine per difendersi.<br/>'''Beauchamp''': {{NDR|incredulo}} Aspetti, lei insinua che... Lei vuol dire che Bob l'Inglese lo uccise mentre era completamente indifeso?!<br/>'''Little Bill''': Non poteva mica aspettare che a Corky crescesse un'altra mano. No, lui gli si avvicinò a passi lenti lenti, perché era sbronzo, e gli trapassò il fegato. *'''Kid Schofield''': Credo che se la sono meritata. <br/>'''William Munny''': Tutti ce la meritiamo, Kid. *'''William Munny''':Chi è il padrone di questo cesso? Tu, ciccione, rispondi!<br/>'''Skinny Dubois''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Sono io il proprietario del locale. L'ho comprato da Grylle per... mille dollari.<br/>'''William Munny''' {{NDR|Indicando un avventore del locale dietro a Skinny}}: È meglio che ti levi di mezzo!<br/>'''Avventore del locale''' {{NDR|Spostandosi}}: Sissignore.<br/>{{NDR|Munny punta la pistola contro Skinny}}<br/>'''Little Bill''': Fermo lì, non ti muovere... Fermo! {{NDR|Munny uccide Skinny}} Amico, sei un vigliacco figlio di puttana! Hai sparato a un uomo disarmato! <br/>'''William Munny''': Avrebbe dovuto armarsi se voleva decorare il suo saloon con il sangue del mio amico.<br>'''Little Bill''': Tu sei William Munny del Missouri, hai ucciso donne e bambine. <br/>'''William Munny''': Esatto, ho ucciso donne e bambini, ho ucciso creature che camminano e strisciano in tempi lontani, e ora sono qui per uccidere te, Little Bill, per quello che hai fatto a Ned. *'''Little Bill''': Non me lo merito... di morire in questo modo... stavo costruendo una casa... <br/>'''William Munny''': I meriti non c'entrano in questa storia... <br/>'''Little Bill''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Ci vediamo all'inferno, William Munny.<br/>'''William Munny''': Già. {{NDR|lo fredda con un colpo di fucile}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film premi Oscar]] [[Categoria:Film western]] 65x1y357bc6owlxwzsgx5n84igor2d5 Katharine Hepburn 0 25313 1429487 1415923 2026-10-14T10:14:13Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1429487 wikitext text/x-wiki [[File:Katharine Hepburn publicity photograph.jpg|thumb|Katharine Hepburn nel 1941]] {{Premio|Oscar| '''[[Gloria del mattino]]''' *Miglior attrice (1934) '''[[Indovina chi viene a cena?]]''' *Miglior attrice (1968) '''[[Il leone d'inverno]]''' *Miglior attrice (1969) '''[[Sul lago dorato]]''' *Miglior attrice (1982) }} '''Katharine Houghton Hepburn''' (1907 – 2003), attrice cinematografica e teatrale statunitense. ==Citazioni di Katharine Hepburn== *{{NDR|A proposito di [[Montgomery Clift]]}} Era un debole, molto simpatico, accattivante, ma inguaribilmente debole.<ref name=Capua>Citato in Michelangelo Capua, ''Montgomery Clift. Vincitore e vinto'', Lindau, 2009. ISBN 9788871808086</ref> *Il momento giusto per giudicare qualcuno è mai!<ref>Da ''Scandalo a Filadelfia''; citato in Zadie Smith, ''La divina Kate'', ''Internazionale'', n. 498, 25 luglio 2003, p. 34.</ref> ==Citazioni su Katharine Hepburn== *Ci sono donne e donne – poi c'è Kate. Ci sono attrici e attrici – poi c'è Hepburn. ([[Frank Capra]]) *Kate voleva dirigersi da sola in ''[[Improvvisamente l'estate scorsa]]''. È una battaglia che non penso che un regista possa permettersi di perdere. ([[Joseph L. Mankiewicz]]) *L'attrice dilettante più esperta del mondo. ([[Joseph L. Mankiewicz]]) *L'audacia e il modo in cui i pantaloni a vita alta e camicie su misura parlavano della sua forza e indipendenza. ([[Eva Green]]) *Non sono mai stato un grande fan di Katharine Hepburn. Anche se è impressionante nel ''Lungo viaggio verso la notte'' e in ''Improvvisamente l'estate scorsa'', il suo film migliore, spesso la trovo molto artificiale. Piangere era la sua specialità. ([[Woody Allen]]) *{{NDR|Su Katharine Hepburn e [[James Stewart]]}} Sul set di ''"[[Scandalo a Filadelfia]]"'' la Hepburn lo ferma, e con la sua tipica dizione scandita gli dice: "Tu voli". "Beh sì...". Con la stessa cadenza militare la Hepburn gli comunica che lo aspetta la mattina seguente alle sette precise all'aeroporto. Mentre raccontava Jimmy quasi si mise sull'attenti; e aggiunse che la Hepburn lo terrorizzava. Certo, esagerava per potenziare l'effetto, ma era divertentissimo. ([[Peter Bogdanovich]]) ==Note== <references/> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]'' (1932) *''[[La falena d'argento]]'' (1933) *''[[Il diavolo è femmina]]'' (1935) *''[[Susanna!]]'' (1938) *''[[Scandalo a Filadelfia]]'' (1940) *''[[Il lungo viaggio verso la notte]]'' (1962) *''[[Indovina chi viene a cena?]]'' (1967) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Hepburn, Katharine}} [[Categoria:Attori statunitensi]] ks0ei7udnvbizwzfnjdp5ky4hqb61yf Utente:Spinoziano/Sandbox 2 64607 1429465 1429342 2026-10-14T06:56:08Z Spinoziano 2297 1429465 wikitext text/x-wiki https://it.wikipedia.org/wiki/Le_avventure_della_dolce_Kati ==Episodio 5, ''La partenza''== *Quando si ha qualcuno con cui parlare, le distanze si accorciano. ('''Kati''') {{NDR|a Martin che la accompagna per la strada}} ==Episodio 30, ''Come un bellissimo cigno''== *Lo so, Kati, vorresti essere un cigno anche tu, vero? ('''Lotte''') {{NDR|riferita a ''Il brutto anatroccolo'' che Kati ha smesso di leggere in lacrime}} ==Episodio 33, ''Gioia e dolore''== *La [[guerra]] non è come un temporale o una tempesta: la guerra è opera dell'uomo, ed è solo l'uomo che può mettervi fine. ('''Kati''') j6i64xazo3wxibf0odfgc609o4c6fpd Il Mereghetti 0 81416 1429479 1429363 2026-10-14T09:54:11Z Spinoziano 2297 /* F */ 1429479 wikitext text/x-wiki '''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film. ==Citazioni== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ===A=== [[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']] *Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16) *Ma slegata da ogni logica, la sceneggiatura [...] lascia libero sfogo alla genialità degli attori [...]. Su tutti, il bonario «masochismo» di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], specie di [[Oliver Hardy]] romanesco destinato a essere continuamente sconfitto. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2003, pp. 21-22) *Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22) *[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28) *Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30) *[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31) *''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54) *Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56) *Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56) *Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58) *Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58) *Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60) *Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64) *[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67) *Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112) *Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90) *Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91) *Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138) *Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98) *Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103) *[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106) *Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113) *Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144) *[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146) *Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146) *Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151) *Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153) *Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154) *[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155) *Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168) *Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179) *Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180) *Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187) *Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194) *Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285) *Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206) *[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206) *Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208) [[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']] *Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212) *Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305) *Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213) *Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214) *Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218) *Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218) *Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220) *[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229) *Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229) *Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230) ===B=== *Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233) *[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238) [[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']] *Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239) *[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239) *[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244) *Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244) *Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247) *L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248) *Tutto prevedibile, lacrime comprese. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2003, p. 250) *[...] una bella interpretazione di [[Lee Marvin|Marvin]] all'insegna dell{{'}}''understatement''. (''[[La banda di Harry Spikes]]''; 2003, p. 255) *Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256) *[...] la non disprezzabile risposta del produttore [[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da [[Richard Fleischer|Fleischer]] per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]''; 2003, p. 259) *Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261) *Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267) *Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277) *Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288) *[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292) *La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552) *Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308) *Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311) *Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313) *Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336) *Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345) ===C=== *Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363) *Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366) *[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366) *Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537) *Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380) *Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con [[Wallace Beery]] e [[Jackie Cooper]]). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo [[Rick Schroder|Schroder]] piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2003, p. 381) [[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']] *[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382) *[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395) *[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398) *[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410) *Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414) *Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690) *Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427) *Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428) *Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434) *Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442) *Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449) *Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451) *Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458) *Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462) *Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486) *[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486) *Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490) *Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493) *Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493) *L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495) [[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']] *Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501) *[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505) *Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513) *Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513) *Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515) *[...] western senza grandi idee [...]: tanti colpi di scena ma nessuno sfruttato a dovere, nemmeno la scoperta che il capo dei «comanceros» è un vecchio in carrozzella [...]. (''[[I comanceros]]''; 2003, p. 524) *[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528) *L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549) *Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550) *[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553) *Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554) *[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554) *Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581) *Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583) *Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587) *La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591) *Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597) *Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599) ===D=== *Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606) *Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607) *Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618) *Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619) *Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622) [[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']] *Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622) *Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622) *La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905) *Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635) *Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640) *Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640) *[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643) *Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653) *Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658) *Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658) [[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']] *La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664) *Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666) *[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666) *Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677) *Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678) *[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679) *Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990) *[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688) *[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689) *Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690) *Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693) *[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694) *Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006) *Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701) [[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']] *[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702) *Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711) *Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040) *''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729) *Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732) *Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732) *Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732) [[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']] *Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732) *Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732) *Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733) *Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733) *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733) *Western di impianto classico, raccontato con precisione meccanica ma incapace di allargarsi su una visione morale o sociale delle cose. (''[[Duello al Rio d'argento]]''; 2003, p. 746) *L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746) *Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749) *Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749) *La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754) *[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750) *La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761) ===E=== *La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766) *Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777) *La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785) *È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131) *Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793) *Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813) *[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816) *Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817) *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822) ===F=== *[...] un melodramma in bilico tra voglie di emancipazione femminista e inevitabile condanna moralistica. Da dimenticare l'interpretazione della [[Katharine Hepburn|Hepburn]]. (''[[La falena d'argento]]''; 2003, p. 830) *Una commedia piuttosto insulsa, sorretta solo dall'interpretazione della [[Ingrid Bergman|Bergman]] e della [[Susan Hayward|Hayward]] in un ruolo di giovanissima ninfomane. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2003, p. 834) *Un western cronachistico, attento al rigore filologico [...]. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2003, p. 836) [[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']] *Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850) *[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862) *Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865) *[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869) *[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872) *Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252) [[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']] *[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876) *[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884) *Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884) *Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887) *[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897) *Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897) *Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905) *[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906) *Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910) *Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914) *[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920) *[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921) *[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922) *Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318) *Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927) [[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']] *Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930) *Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938) *[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943) *Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944) *Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945) *Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958) *Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958) ===G=== *Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963) *Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965) *[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970) *Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970) *La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978) *[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986) *Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989) *Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990) *[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991) *Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993) *Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013) *Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019) *[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024) *[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027) *Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033) [[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]] *Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039) *Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043) *Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913) *Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050) *I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052) *Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055) *[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057) *Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058) *Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059) *[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061) *Nonostante la sceneggiatura di [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca ricordi un po' troppo ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', questo western è diretto con un bel gusto per l'azione e [[Robert Ryan|Ryan]] dà una bella caratterizzazione al suo personaggio di sceriffo incompreso con un passato non limpidissimo. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2003, p. 1061) *Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063) *[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063) *[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065) *[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067) *Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070) *Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070) *Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083) ===H=== *Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102) *La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103) *Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103) *Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103) *Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103) *[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108) *Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109) *[...] è un film cupo e diretto con talento, dominato dalla mole impressionante di [[John Wayne]] [...]. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2003, p. 1113) *Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116) [[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']] *Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121) ===I=== *Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135) *Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136) *Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144) *[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144) *Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}}) *Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168) *Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171) *Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185) *Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190) *[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194) *Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197) *[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200) ===J=== *Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228) *[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240) ===L=== *Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262) *Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264) *[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264) *Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267) *[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275) *Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290) *La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283) *Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283) *[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310) *Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315) *Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321) ===M=== *Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340) *[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346) *La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358) [[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']] *Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359) *Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362) *L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359) *Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364) *Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371) *[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375) *[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380) *[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385) *Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389) *Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396) *In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396) *Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398) [[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']] *[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401) *La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405) *Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406) *I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411) *La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415) *Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427) *Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433) *[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444) *Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449) *La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451) *Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089) *Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458) *È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753) *[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461) *[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461) *Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465) *[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465) *Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471) *Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473) *Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489) *Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490) [[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']] *Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494) *La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502) *Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506) *Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508) *Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511) *Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515) ===N=== *Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545) *[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548) *Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555) *Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556) *Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560) *Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562) *Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562) *Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576) *Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578) *Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592) *Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592) *Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600) *Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602) *L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606) ===O=== *Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622) *Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623) *Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625) *Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638) *Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639) *[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641) *Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643) *Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645) *Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645) *Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648) *Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650) *Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653) *Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656) *Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658) *Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661) *Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665) *Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671) ===P=== [[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']] *Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685) *Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687) *Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695) *[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200) *[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696) *Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704) *Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705) *Un western amaro e progressista (sceneggiato da Guy Trosper) che, assieme a ''[[L'amante indiana]]'', ribaltò i canoni hollywoodiani aprendo il ciclo dei film filoindiani con una radicale denuncia della violenza legale di leggi fatte dai bianchi a proprio uso e consumo. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2003, p. 1712) [[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']] *La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719) *[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725) *Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733) *Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754) *Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016) *Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347) *Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807) *La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807) *Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810) *Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821) *Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822) *Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826) *Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827) *Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830) *Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831) *Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839) *Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845) [[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']] *A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852) *[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855) *Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860) ===Q=== *Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874) *Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887) *[...] inno alla morale e al coraggio dei pionieri raccontato con passione e bel mestiere. (''[[I 4 figli di Katie Elder]]''; 2003, p. 1887) *Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889) *Un western piuttosto originale, appesantito da una regia senza invenzioni e piuttosto statico (l'azione è concentrata nei minuti finali): le cose migliori sono le notazioni sugli eccessi della folla. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2003, p. 1891) *[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892) *[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895) *[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901) ===R=== *Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925) *Western atipico senza violenza o pistolettate, calato in una (fin troppo) piacevole atmosfera bucolica. (''[[Rancho Bravo]]''; 2003, p. 1938) *Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943) *Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949) *[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954) *Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954) [[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']] *[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961) *[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961) *L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963) *[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963) *Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963) *[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966) *Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969) *Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700) *Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979) *Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979) *[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980) *Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982) *La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983) *Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997) *Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006) *[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008) *Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009) *Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014) *[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017) *Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021) *Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021) ===S=== *Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034) *Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049) *[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053) *Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054) *La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056) *Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057) *Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060) *Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956) *Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067) *Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068) *Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071) *Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074) *Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971) *La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077) *Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079) *Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082) *[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083) *[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086) [[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']] *[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088) *Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095) *[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099) *[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107) *Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127) [[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']] *Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127) *Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129) *Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131) *Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132) *Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137) *Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144) *Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145) *[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149) *Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151) *Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152) *Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156) *Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157) *Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162) *Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168) *Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174) *Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178) *L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182) *La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186) *Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186) *Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141) *Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199) *La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212) *La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212) *[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215) *Il migliore dei film rurali in voga nel cinema americano della metà degli anni Ottanta: [[Robert Benton|Benton]] si ispira a ricordi personali, evoca il mondo di [[William Faulkner]] e di [[Thornton Wilder]], non perde le fila dell'intreccio e sa bilanciare l'obbligatoria spettacolarità con notazioni toccanti che vanno al di là del bozzettismo. E sa rischiare nel finale mistico, dove vivi e morti, bianchi e neri, uccisi e uccisori si trovano in chiesa: di certo non quello che ci si aspetta da un film di consumo. (''[[Le stagioni del cuore (film)|Le stagioni del cuore]]''; 2003, p. 2233) *Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237) *I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237) *Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237) *L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237) *Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237) *Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238) *Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239) *[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239) *Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245) *Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246) *Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250) *Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257) *[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258) *Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258) *Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277) *Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282) *[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287) ===T=== *[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295) *Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295) *[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308) *[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310) *Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319) *Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320) *Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321) *Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322) *Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325) *[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327) [[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']] *Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331) *Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341) *Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355) *Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363) *Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368) *''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374) *[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384) *Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389) *Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391) *Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398) *Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401) *La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417) *Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494) ===U=== *Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438) *Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442) *[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442) *Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442) *Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445) *[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448) *[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449) *Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449) [[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']] *La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451) *Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453) *Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632) *[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463) *[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476) *Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479) *[...] uno degli ultimi western libertari, propaggine di un genere cinematografico destinato a scomparire, ma costruito con un ritmo inutilmente dilatato. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2003, pp. 2482-2483) *[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485) *Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487) *La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489) *Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495) *[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495) *Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499) *Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504) *[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506) ===V=== *Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518) *Western all'italiana, supervisionato da un grande vecchio americano: prevedibile, ma non del tutto banale. Convincente [[Charles Bronson|Bronson]] nei panni di un personaggio senza radici. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2003, p. 2519) *Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520) *Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521) *[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521) *Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523) *Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525) *Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528) *Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534) *Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536) *[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545) *[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546) *È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559) *Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561) *Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679) *«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567) *Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575) *[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580) *[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581) *Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584) *[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589) *Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744) ===W=== *Uno stanco e interminabile western nichilista, che fa del più famoso sceriffo del West [...] una sorta di giustiziere senza legge, più rassegnato e guidato dal Fato che eroico nelle imprese tramandate dal mito. All'origine della leggenda c'è una tragedia personale, il resto è puro accidente in un West ormai spogliato di qualsiasi appeal epico, sembra dire [[Lawrence Kasdan|Kasdan]]. Vien da chiedersi perché raccontarne ancora la storia e, soprattutto, perché in tre abbondantissime ore. [[Kevin Costner|Costner]] cambia raramente espressione, ma [[Dennis Quaid]] è probabilmente il miglior Doc Hollyday mai visto sullo schermo. Bella la livida fotografia di [[Owen Roizman]]. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2003, p. 2631) ===Z=== *Primo film di fiction prodotto dalla Disney, tra i migliori del suo genere e meno sdolcinato del solito. (''[[Zanna Gialla]]''; 2003, p. 2640) *Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640) ==Bibliografia== *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8 ==Voci correlate== *[[Il Farinotti]] *[[Il Morandini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]] ava2df1awsnraojx5pvi15f47x7h3cy Il Morandini 0 86658 1429477 1429360 2026-10-14T09:46:34Z Spinoziano 2297 /* F */ 1429477 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Antologia di barzellette e di aneddoti da settimanale umoristico (romano), cuciti insieme col filo conduttore di un secondino ([[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]) factotum dal cuore d'oro e i piedi piatti. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2000, p. 13) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Fosco western moderno in cui i personaggi contano più della storia e l'ambiente più dei personaggi. Fotografia fascinosa e insolita di [[Gordon Willis]]. (''[[Arriva un cavaliere libero e selvaggio]]''; 2000, p. 104) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127) *[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2000, p. 139) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Deliziosa rievocazione d'epoca, diretta con garbo e recitata con brio. [[William Faulkner|Faulkner]] ha avuto raramente altrettanta fortuna al cinema. (''[[Boon il saccheggiatore]]''; 2000, p. 177) *Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *[[John Ford|Fordiano]] nel tono, convenzionale, prolisso, ma piacevole. Vi campeggia a mo' di monumento l'anziano [[John Wayne|J. Wayne]] in una parte che gli è congeniale. (''[[Chisum]]''; 2000, p. 255) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ben saldo in sella. (''[[I comanceros]]''; 2000, p. 284) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *Uno dei 4 western di [[Don Siegel|Siegel]], basato su una storia di poco conto in cui il regista non credeva e che non poté modificare. Prologo ed epilogo appiccicati in fretta per allungare il brodo. (''[[Duello al Rio d'argento]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== *2º e poco soddisfacente film di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]], guidata da [[Dorothy Arzner|D. Arzner]], una delle rare donne registe di Hollywood, attiva tra il '27 e il '43. Tratto dal romanzo di [[Gilbert Frankau]], è un dramma goffo che solo qua e là riesce a essere interessante. (''[[La falena d'argento]]''; 2000, p. 454) [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *[...] uno strappalacrime modesto e ben recitato (con [[Susan Hayward|S. Hayward]] che fa la perfida) che ebbe molto successo e fece di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]], al suo 2º cimento hollywoodiano, una star. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2000, p. 456) *Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Consigliabile solo ai fan del grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ancora capace, nonostante le rughe dei suoi 64 anni, di sostenere un film sulle larghe spalle. Risvolti comici gradevoli in un racconto convenzionale. (''[[Il grande Jake]]''; 2000, p. 579) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) *Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) *Uno dei primi western adulti degli anni '50 sulla scia di ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]''. Un po' verboso, ma ben recitato con la [[Geraldine Page|Page]] esordiente che si meritò una nomination all'Oscar e soprattutto da un [[John Wayne|Wayne]] di intensa sobrietà – nel personaggio eponimo di un mezzo sangue che fu uno dei suoi preferiti. Da un romanzo (1953) di [[Louis L'Amour]], ben sceneggiato da [[James Edward Grant]] che accentuò il rispetto per i pellerossa. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2010, p. 687) [[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']] *La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *La felice riuscita del film – uno dei 3 che [[Raoul Walsh|R. Walsh]] fece con [[Clark Gable|Gable]] – è il risultato di una intelligente sceneggiatura di Sydney Boehm e Frank Nugent genero di [[John Ford]], da un romanzo di Clay Fisher di cui il regista sfrutta magnificamente l'afflato epico (anche nella 1ª parte innevata), gli intermezzi ora comici ora sentimentali, i dialoghi icastici, la pittoresca galleria dei personaggi, i grandi spazi esaltati dal Cinemascope di Leo Tover. È una delle ultime vette del western classico con uno dei personaggi più simpatici di [[Jane Russell|J. Russell]] che fa il bagno nella vasca, spara con la carabina, mostra le belle gambe, s'infila e si sfila gli stivali e continua a litigare amorosamente con C. Gable. (''[[Gli implacabili]]''; 2000, p. 623) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *Il dolce sapore della vendetta è il succo di questo robusto western violento. [...] la sceneggiatura convenzionale è migliorata da una regia competente e da una buona squadra di attori. (''[[Nevada Smith]]''; 2000, p. 868) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) [[File:Stagecoach-05 - Claire Trevor.jpg|miniatura|[[Claire Trevor]] in ''[[Ombre rosse]]'']] *[...] è forse – almeno in Italia per due generazioni di critici e di cinefili – il western più famoso e amato di tutti i tempi. Questo "Grand Hotel" su ruote, come fu definito sul ''New Yorker'', si presta a letture di ogni genere, come ogni classico. (''[[Ombre rosse]]''; 2000, p. 917) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Umano, straziante, lirico, è considerato da molti il 1° buon film del migliore dei [[Anthony Mann|Mann]]. Sottovalutato, soprattutto in Italia, questo film è meravigliosamente fotografato dal grande [[John Alton]] che – con ''[[L'amante indiana]]'' (1950) di [[Delmer Daves|D. Daves]] – inaugurò il filone filoindiano degli anni '50. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2000, p. 960) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Uno dei western memorabili degli anni '60, e uno dei migliori film "politici" di Hollywood in assoluto. [[Richard Brooks|Brooks]] (1912-92) ha fatto tutto lui, e l'ha fatto benissimo. Ritmo trascinante senza cadute. E uno splendido parco di attori. (''[[I professionisti]]''; 2000, p. 1041) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) *Pur avendo diretto una decina di onorevoli western, [[Henry Hathaway|Hathaway]] non ha lasciato nel genere un'impronta personale. Tra gli ultimi il più riuscito è ''The Sons of Katie Elder'', un po' grigio e senza sorprese nello sviluppo del tema della vendetta e del riscatto, ma esposto con efficacia. (''[[I 4 figli di Katie Elder]]''; 2000, p. 1066) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Lo spunto di partenza è divertente, ma non si può dire altrettanto del modo in cui è stato sviluppato in un film che oscilla tra dramma e commedia. C'è una certa freschezza di fondo che piace. (''[[Rancho Bravo]]''; 2000, pp. 1097-1098) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) [[File:San Giovanni decollato (1940) Totò imputato.png|miniatura|[[Totò]] in ''[[San Giovanni decollato]]'']] *Come gli capitò anche nei film postbellici, a [[Totò]] un impianto narrativo troppo rigido sta un po' stretto, ma ogni volta che può inventare a soggetto, sfruttando la sua genialità mimica (il canto muto, l'autodecapitazione), il film cambia marcia. (''[[San Giovanni decollato]]''; 2000, p. 1158) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Come sia riuscito [[John Sayles|J. Sayles]] (1950), cineasta indipendente nordamericano, a fare un film-fiaba così profondamente irlandese, anzi celtico, evitando il lezio, il facile folklore, l'oleografia, e portando con delicatezza lo spettatore a guardare le cose con gli occhi della sua piccola protagonista, ha del miracoloso. Hanno contribuito al risultato la splendida fotografia di [[Haskell Wexler]] che non scivola mai nel formalismo e gli addestratori delle foche. (''[[Il segreto dell'isola di Roan]]''; 2000, p. 1189) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Se si escludono i pellerossa, recupera quasi tutti i luoghi classici, e i tipi, del western classico con un lavoro di mimesi colta forse manieristica, ma riscattata dall'energia narrativa e da notevole capacità di stile. Costò 25 milioni di dollari, questo western di viaggio di magmatica complessità, e sono ben spesi anche se il successo commerciale fu appena discreto. (''[[Silverado]]''; 2000, p. 1226) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Prodotto dalla Walt Disney, è un robusto, edificante dramma contro l'ignoranza, l'intolleranza e i pregiudizi razziali, sostenuto da una sceneggiatura non priva di finezza e da una bella compagnia di attori. (''[[Smith, un cowboy per gli indiani]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *[...] [[Robert Benton|R. Benton]] [...] ha fatto un film autobiografico, raccontando la città natia del Texas, un piccolo mondo che ama e idealizza. Un po' leccato, ma la fotografia di [[Néstor Almendros|Nestor Almendros]] è stupenda. (''[[Le stagioni del cuore (film)|Le stagioni del cuore]]''; 2000, p. 1271) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Un western tradizionale e sermoneggiante costruito intorno al canonico personaggio del burbero tutore della legge che [[John Wayne|J. Wayne]] (1907-79) interpreta con la massiccia immobilità di chi ormai è diventato il monumento di sé stesso. (''[[La stella di latta]]''; 2000, p. 1277) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western di schema classico e topico: transumanza; spazi aperti, sinonimo di libertà, in procinto di diventare spazi di possesso; eroe con un passato che rimorde, ma teso verso un futuro e una vita nuova che s'incarnano in una donna/infermiera benefica; sparatoria finale (15 minuti circa non convenzionali). Da notare il passo lento, come quello di una mandria, della narrazione; la gentilezza di fondo e dei particolari (i fiori); la dialettica tra mito epico e la sua fine dolente; la coerenza con sé stesso di [[Kevin Costner|Costner]] attore/regista. È [...] un canto malinconico sull{{'}}''old american life style''. (''[[Terra di confine - Open Range|Terra di confine]]''; 2010, p. 1490) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Penultimo film di [[Steve McQueen|S. McQueen]] che morì a 50 anni nel 1980: era come il buon vino che, invecchiando, migliora. Semiwestern autunnale di atmosfera nostalgica, puntiglioso nell'ambientazione. Splendida fotografia di [[John A. Alonzo|John Alonso]]. (''[[Tom Horn (film)|Tom Horn]]''; 2000, p. 1349) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Il 1º dei 6 western di [[Robert Aldrich|Aldrich]] e, forse, il più bello, certamente il più vigoroso, quello in cui il discorso filoindiano è più esplicito. Ricco di invenzioni, con un [[Burt Lancaster|Lancaster]] solido come una roccia. Una delle più belle e significative carrellate del cinema hollywoodiano. (''[[L'ultimo Apache]]''; 2000, p. 1403) *Dopo l'orgia di violenza di ''[[Cane di paglia]]'', [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] torna alle sue origini di regista profondamente americano, tradizionalista e rurale. Bravo e credibile [[Steve McQueen|McQueen]]. Qualche momento di lirica malinconia in questa quieta storia su coloro che "devono tener fermi i cavalli". (''[[L'ultimo buscadero]]''; 2000, p. 1404) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *[...] un western che fatica a decollare prima di trovare il ritmo giusto. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2000, p. 1418) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634) *[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) *Molto dettagliato, prolisso, di impianto revisionista, l'opus n. 7 di [[Lawrence Kasdan|Kasdan]] è un western inetto. [[Kevin Costner|Costner]] recita come se Earp fosse un dirigente della ''middle-class'', surclassato dal Doc Holliday di [[Dennis Quaid|Quaid]]. La musica di [[James Newton Howard]] ridonda. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2010, p. 1693) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== *La Disney cominciò nel 1950 a produrre lungometraggi per ragazzi con attori. Questo è il 1º imperniato su un bambino e un cane. Tratto da un romanzo di Fred Gipson, è uno dei migliori e dei meno zuccherosi. (''[[Zanna Gialla]]''; 2000, p. 1509) *[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E un altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700) [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) *Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] f11guufnec42i4rtk1o5vzyvode07pp Discussioni utente:Paskovich666 3 92710 1429434 603110 2026-10-13T19:40:26Z Ontzak 61585 Ontzak ha spostato la pagina [[Discussioni utente:El passs]] a [[Discussioni utente:Paskovich666]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/El passs|El passs]]" a "[[Special:CentralAuth/Paskovich666|Paskovich666]]" 603110 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:25, 7 nov 2013 (CET)}} ey36u6wv2cew2v6wu1ueea0y7f6w0d8 La banda dei Babbi Natale 0 118032 1429481 1282336 2026-10-14T10:08:14Z ~2026-54915-83 108684 /* Dialoghi */ 1429481 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo= La banda dei Babbi Natale |titoloalfabetico= banda dei Babbi Natale, La |titolo originale= La banda dei Babbi Natale |paese= Italia |anno= 2010 |genere= commedia |regista= [[Paolo Genovese]] |sceneggiatore= [[Aldo, Giovanni & Giacomo]], [[Valerio Bariletti]], [[Morgan Bertacca]], [[Giordano Preda]] |attori= *[[Aldo Baglio]]: Aldo *[[Giovanni Storti]]: Giovanni *[[Giacomo Poretti]]: Giacomo *[[Angela Finocchiaro]]: Irene Bestetti *[[Giovanni Esposito]]: Benemerita *[[Sara D'Amario]]: Elisa *[[Silvana Fallisi]]: Monica *[[Antonia Liskova]]: Veronica *[[Lucia Ocone]]: Marta *[[Mara Maionchi]]: suocera di Giovanni *[[Giorgio Colangeli]]: padre di Veronica *[[Cochi Ponzoni]]: ragioniere Renzetti *[[Massimo Popolizio]]: Rigattiere *[[Remo Remotti]]: Barbone *[[Linda Caridi]]: figlia di Giovanni *[[Mohamed El Sayed]]: Scagnozzo di Gualtiero *[[Rufin Doh Zeyenouin]]: Said, vicino di casa di Aldo }} '''''La banda dei Babbi Natale''''', film italiano del 2010 con [[Aldo, Giovanni & Giacomo]], regia di [[Paolo Genovese]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Noi siamo una squadra. Ma che dico una squadra... Noi siamo la squadra per antonomasia! I ''Charlatans''! ('''Aldo''') *Ohhh ma che super-io spigoloso! ('''Elisa''') {{NDR|a Giacomo}} *Quando penso che un giorno tutto questo sarà di mia figlia... e quindi anche tuo... mi sale la bile al cervello! Mi girano troppo le palle! Mi hai fatto venire una voglia di sparare! ('''Padre di Veronica''') {{NDR|a Giovanni}} *Come diceva [[Winston Churchill]]: «Non c'è bisogno di inasprire le pene per [[bigamia]], un bigamo ha due suocere e come punizione mi pare che basti.<ref>La citazione viene spesso attribuita a Churchill ma fu in realtà [[Charles Russell (barone Russell di Killowen)|Charles Russell]] a rispondere per primo «Due suocere» alla domanda «Qual è la massima pena per la bigamia?»</ref>» ('''Irene''') {{NDR|voce fuori campo}} *Un'altra emergenza... Il pitone dei Galbiati si è mangiato il gatto... gli avevo detto di non farli giocare assieme... ('''Giovanni''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Irene''': C'è qualche terrone qui? {{NDR|Giovanni, Giacomo e Benemerita indicano Aldo}}<br />'''Aldo''': Effettivamente sono nato a Palermo... però come ben può vedere ho delle forti contaminazioni normanne... poi mio papà mi ha iscritto qui, a metà strada tra le due culture... <br /> '''Irene''': Ma che cazzo stai dicendo?!<br>'''Aldo''' {{NDR|in preda alla disperazione}}: La prego, dottoressa... c'è stato uno sbaglio: siamo innocenti!<br/>'''Irene''': Sei tu, sei tu che hai avuto la brillante idea di farvi beccare proprio stasera, eh?! Ma che razza di banda siete?? *'''Irene''': Comunque, qui abbiamo furto con scasso, appropriazione indebita, violazione di proprietà privata e possesso ingiustificato di strumenti atti all'effrazione. <br/>'''Benemerita''': Oltraggio a e resistenza a Pubblico Ufficiale... <br/>'''Aldo''': Ma quale oltraggio?!<br/>'''Benemerita''': Quello ve lo diamo noi in automatico, è una specie di omaggio che facciamo.<br/>'''Aldo''': Ah, grazie... *'''Aldo''' {{NDR|vestito con degli abiti africani, si rivolge alla suocera di Giovanni}}: Dunque signora, ha scelto l'[[acconciatura]] per il suo bambino? O vogliamo sfogliare il catalogo? <br /> '''Suocera di Giovanni''' {{NDR|rivolgendosi a Giovanni}}: Ma chi è 'sto Africa qua?<br />'''Aldo''': Veramente sono ''nato normanno in terra sicula''.<br />'''Suocera di Giovanni''' {{NDR|dando una forte bastonata ad Aldo}}: Ma vai a cagare!<br />'''Aldo''': Ahiahi! {{NDR|in preda al dolore, Aldo si tiene si accascia su una sedia mentre la suocera continua a inveire contro Giovanni}} *'''Giacomo''': T'ha cacciato a pedate nel culo? <br /> '''Aldo''': Ho avuto un misunderstanding! <br /> '''Giovanni''': Cosa?! <br /> '''Aldo''': Un pacato confronto tra persone adulte... *'''Gualtiero''': Certo che come giocatore sei proprio una merda! <br /> '''Aldo''': Ma se sei tu che mi hai suggerito il tris sicuro! Dicevi he Gazzaladra era più veloce di un Porsche e aveva l'argento vivo di un termosifone! Gualtiero... *'''Giacomo''': Ludmilla, una colonscopia al paziente 23! <br /> '''Paziente''': Ehhh che super-io spigoloso! <br /> '''Giacomo''': Vedrà che colonscopia spigolosa! ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] t3yet9gc24o6sruisq1h1o4oc6r3xln Billie Burke 0 128743 1429488 1263958 2026-10-14T10:14:55Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1429488 wikitext text/x-wiki [[File:Billie Burke 15826u.jpg|miniatura|Billie Burke]] '''Billie Burke''', nome completo '''Mary William Ethelbert Appleton Burke''' (1884 – 1970), attrice statunitense. ==Citazioni di Billie Burke== *L'[[età]] non ha importanza a meno che non siate un formaggio. (citato in ''Focus'', n. 115, p. 170) ==Filmografia== *''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]'' (1932) *''[[La falena d'argento]]'' (1933) *''[[Il mago di Oz (film 1939)|Il mago di Oz]]'' (1939) *''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Burke, Billie}} [[Categoria:Attori statunitensi]] 53cqgh760uiau8spc21a1i1n8e99sid Marito e moglie 0 142228 1429484 1387674 2026-10-14T10:12:39Z Spinoziano 2297 +1 1429484 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:George Henry Boughton - The Waning Honeymoon - Walters 37129.jpg|thumb|upright=1.45|''La luna di miele calante'' (G. H. Boughton, 1878)]] Citazioni sul rapporto tra '''marito e moglie'''. ==Citazioni== *A proposito di come dovessero trattare i loro mariti, [[Pitagora]] le invitava {{NDR|le mogli}} a pensare che anche i loro padri avevano permesso loro, considerando la loro natura di donne, di amare quelli che avevano sposato più di quelli che le avevano generate. Perciò era giusto che esse non si contrapponessero ai loro mariti, anzi pensassero di avere vinto solo quando avessero perso con loro. ([[Giamblico]]) *Allo stesso modo voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti, perché, anche se alcuni non credono alla [[Parola di Dio|Parola]], vengano riguadagnati dal comportamento delle mogli senza bisogno di discorsi, avendo davanti agli occhi la vostra condotta casta e rispettosa. Il vostro ornamento non sia quello esteriore – capelli intrecciati, collane d'oro, sfoggio di vestiti – ma piuttosto, nel profondo del vostro cuore, un'anima incorruttibile, piena di mitezza e di pace: ecco ciò che è prezioso davanti a Dio. [...] Così pure voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così le vostre preghiere non troveranno ostacolo. ([[Pietro apostolo]], ''[[Prima lettera di Pietro]]'') *Ha riflettuto a quanta poca felicità può esserci per la moglie anziana di un marito giovane? (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]'') *''La donna virtuosa è la corona del marito, | ma quella che fa vergogna gli è un tarlo nelle ossa.'' (''[[Libro dei Proverbi]]'') *La moglie obbediente è quella cui il marito ha ordinato di fare ciò che vuole lei e lei lo fa. ([[John Garland Pollard]]) *Lo sguardo di tacita, reciproca comprensione tra un marito ed una moglie che hanno confidenza l'uno nell'altro, è come il primo momento di riposo e di pace dopo una grande fatica o una grande pena. Non deve essere turbato da parole o azioni che possano offuscarne la benefica impressione di ristoro. ([[George Eliot]]) *– Mi domando che cosa ho fatto per meritarmi il miglior marito del mondo.<br>– Sei stata la migliore moglie del mondo. (''[[La falena d'argento]]'') *Non cercare di cambiare tuo marito: molti matrimoni falliscono per questo. Prima che si sia tolta il velo da sposa, la moglie già comincia a cambiare le abitudini del marito, i suoi pensieri, i suoi amici. Poi, dopo avergli fatto il lavaggio del cervello e trasformato completamente, si domanda cosa ne è stato dell'uomo di cui era affascinata. (''[[Il marito latino]]'') *Non so dire con quali mezzi e con quale gradazione certe mogli cercano d'abbassar la cresta di certi mariti, benché su questo argomento possa avere anch'io la mia opinione, e possa ritenere che nessun membro del Parlamento dovrebbe essere ammogliato, giacché tre deputati ammogliati su quattro debbono votare secondo la coscienza delle mogli (se una cosa simile esiste), e non secondo la loro. ([[Charles Dickens]]) *Non t'inquietare: è naturale che ogni marito desideri la morte della moglie. ([[Lucio Pomponio]]) *Ogni marito porta scritto sul volto il certificato di matrimonio: se cioè ha una moglie buona o cattiva. ([[Géza Gárdonyi]]) *Quando non c'è un amante di mezzo che faccia da diaframma, i raggi lucenti della moglie cadono diritto a illuminare il marito. ([[Gerolamo Rovetta]]) *Un marito che sospetta della propria moglie non è meno sciocco di quello che non la vigila mai. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]'') *Una moglie crede volentieri nell'innocenza del marito. ([[Heinrich von Kleist]]) ===[[Paolo di Tarso]]=== *Il marito dia alla moglie ciò che le è dovuto; ugualmente anche la moglie al marito. La moglie non è padrona del proprio corpo, ma lo è il marito; allo stesso modo anche il marito non è padrone del proprio corpo, ma lo è la moglie. Non rifiutatevi l'un l'altro, se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera. Poi tornate insieme, perché Satana non vi tenti mediante la vostra incontinenza. (''[[Prima lettera ai Corinzi]]'') *Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche [[Gesù|Cristo]] è capo della [[Chiesa (comunità)|Chiesa]], lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. (''[[Lettera agli Efesini]]'') *Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore. Voi, mariti, amate le vostre mogli e non inaspritevi con esse. (''[[Lettera ai Colossesi]]'') ===''[[I racconti di Canterbury]]''=== *A nessun marito venga in mente di sperimentare la pazienza di sua moglie, nella speranza di trovarla una Griselda: ché certamente resterebbe deluso. *Un marito non deve essere curioso dei segreti di Dio, né di quelli di sua moglie. *Una moglie nulla dovrebbe volere, se non come vuole il marito. ==[[Proverbio|Proverbi]]== *Il marito parla, la donna pensa; la parola è del marito, il pensiero della donna. ([[Proverbi mordvini|proverbio mordvino]]) ===[[Proverbi italiani]]=== *Ben dappoco è quel marito che è schiavo della moglie. *Buona moglie e gamba ammalata trattengono il marito in [[casa]]. *Da' moglie al tristo, da' marito alla dolente; fatto il [[contratto]] ognuno se ne pente. *Il marito che batte la moglie, batte e disonora se stesso. *Il marito deve acquistare, nutrire, procreare, la moglie deve conservare, partorire, allattare. *Il marito deve essere paziente, ma anche la moglie dev'essere ubbidiente. *Il marito deve guadagnare e la moglie deve conservare, se non vogliono ambedue mendicare. *Il marito può esser più vecchio di dieci anni della moglie, ma ella non deve esser più vecchia di lui di un anno solo. *Il marito stolto teme la moglie. *Il marito vecchio è una [[spina]] e il marito giovane una [[Rosa (fiore)|rosa]] per la giovane moglie. *La buona moglie fa il buon marito. *Marito e moglie d'accordo, matrimonio felice. *Marito e moglie della tua villa, compari e comari lontan cento miglia. *Marito pari, moglie pari: l'uguaglianza è il vincolo dell'amore coniugale. *Nel marito [[prudenza]], nella moglie [[pazienza]]. *Onora, o marito, la moglie che onorasti amante. *Poco vale quel marito che è schiavo della moglie. *Quando il marito è in collera, il tacer della moglie è la miglior risposta. *Quando il marito vive alle spalle della moglie, non si lagni se è il suo zimbello. *Quello è un marito disgraziato, la cui moglie non sa accendere il [[fuoco]]. *Se il marito parla bene e la moglie tace, la famiglia vive in pace. *Spesso il marito si lagna della moglie e la moglie del marito, ed hanno ambedue ragione. *Tra moglie e marito non mettere dito. *Un marito intelligente governa senza tiranneggiare la moglie sua. *Una moglie adorna distoglie il marito dall'amoreggiare con le altre. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Marito]] *[[Moglie]] *[[Matrimonio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=marito e moglie}} [[Categoria:Confronti]] [[Categoria:Matrimonio]] ouic6z9wvd97bxi4m61kpq0w370paci Template:Lingue/Dati 10 148341 1429439 1429323 2026-10-13T21:58:16Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1429439 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 72260 |lingua2 = it |voci2 = 56109 |lingua3 = pl |voci3 = 31891 |lingua4 = ru |voci4 = 18091 |lingua5 = cs |voci5 = 16873 |lingua6 = et |voci6 = 13706 |lingua7 = uk |voci7 = 12494 |lingua8 = pt |voci8 = 12088 }} 00xjwqcmzcyxvukyh8x15lvv6d4rrfd David O. Selznick 0 167355 1429486 1374680 2026-10-14T10:13:56Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1429486 wikitext text/x-wiki [[File:David O. Selznick NYWTS.jpg|thumb|David O. Selznick]] '''David O. Selznick''' (1902 – 1965), produttore cinematografico e sceneggiatore statunitense. ==Citazioni di David O. Selznick== *{{NDR|Al produttore Harry Rapf sul film ''[[La corazzata Potëmkin]]''}} Guardalo nello stesso modo in cui un gruppo di artisti potrebbe osservare e studiare un Rubens o un Raffaello.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dei film'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2020, p. 28. ISBN 9788858025864</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[A che prezzo Hollywood?]]'' (1932) *''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]'' (1932) *''[[Pericolosa partita]]'' (1932) *''[[La falena d'argento]]'' (1933) *''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]'' (1935) *''[[Il giardino di Allah]]'' (1936) *''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]'' (1939) *''[[Ritorna l'amore]]'' (1939) *''[[Via col vento]]'' (1939) *''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca, la prima moglie]]'' (1940) *''[[Io ti salverò]]'' (1945) *''[[Duello al sole]]'' (1946) *''[[Notorious - L'amante perduta]]'' (1946) *''[[Il caso Paradine]]'' (1947) *''[[Il ritratto di Jennie]]'' (1948) *''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]'' (1953) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Jennifer Jones]] – seconda moglie ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Stub}} {{DEFAULTSORT:Selznick, David O.}} [[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]] [[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]] i183kexiqumxsk99ja3di8q8hrn2ekx Cristiano (religione) 0 169085 1429456 1337711 2026-10-14T06:27:43Z Gaux 18878 /* Citazioni */ Orazio Marucchi 1429456 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Delaroche, Paul - A Christian Martyr Drowned in the Tiber During the Reign of Diocletian (1853, Hermitage).jpg|thumb|upright=1.4|''Un martire cristiano annegato nel Tevere durante il regno di Diocleziano'' (H. Delaroche, 1853)]] {{indicedx}} Citazioni sul '''cristiano'''. ==Citazioni== *A noi cristiani non bastano i riti, serve l'adesione del cuore e dell'intelletto. Non basta ripetere formule di cui non si sa il significato: chi prega deve capire ciò che dice, e in questo senso la riforma liturgica del Concilio Vaticano II è stata fondamentale per una fede più pensata, che non sia solo devozione. ([[Enzo Bianchi]]) *Alcuni pur non essendo cristiani vivono la medesima sorte di Cristo! ([[Maurizio di Gesù Bambino]]) *Barnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo e trovatolo lo condusse ad Antiochia. Rimasero insieme un anno intero in quella comunità e istruirono molta gente; ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati Cristiani. (''[[Atti degli Apostoli]]'') *[[Beatitudini dai libri|Beati]] i veri cristiani! Si buttano a' piedi di un [[confessione|confessore]], si accusano, si mortificano, e si rialzano di lì, e si spazzolano i calzoni insudiciati con una consolazione grandissima: perché, o vennero [[Assoluzione (religione)|assoluti]], o fu loro imposta una penitenza, che frutterà l'assoluzione. ([[Vittorio Imbriani]]) *Buona parte dei cristiani in generale si accontentano della brodaglia insipida di poche nozioni religiose condite con qualche pizzico di sentimentalismo, e hanno perduto completamente il gusto del cibo solido e sostanzioso, di alcune verità vitali che pure stanno alla base di tutta la costruzione dogmatica cristiana. ([[Carlo Gnocchi]]) *«Ci ha del sale in zucca, quel cane. Forse che non guarda storto certi giovinotti che ridono o cantano se è in compagnia?», continuò Dodger. «O non ringhia se sente suonare un violino? O non odia i cani di razza diversa dalla sua? Ah, no! Mica!».<br>«È un vero cristiano», fece Charley.<br>Ciò fu detto come semplice tributo alle qualità del cane, ma la frase era appropriata anche in un altro senso, pur rimanendone mastro Bates inconsapevole, poiché ci sono parecchie gentildonne e gentiluomini, cristiani professi, che hanno marcati e singolari punti di somiglianza col cane del signor Sikes. ([[Charles Dickens]]) *Ciò che vi è di più tragico, non è l'incredulo che bestemmia, non è l'uomo che cerca, che ha dei dubbi. La cosa più tragica è il cristiano che non fa più salti di gioia pensando che Dio lo ha cercato, come ha cercato la pecorella. Perché è questa, ancora una volta, la grande verità rivelata al cristiano. ([[Jacques Loew]]) *Come cristiani siamo tenuti a dare l'esempio del sacrificio e della dedizione. ([[Charles de Foucauld]]) *Così, invece di capire e seguire gli insegnamenti di Gesù, i cristiani disputarono e litigarono sulla natura della divinità di Gesù e sulla trinità. Si chiamarono reciprocamente eretici e si perseguitarono e decapitarono fra di loro. ([[Jawaharlal Nehru]]) *Cristiano (''s.m.''). Persona convinta che il Nuovo Testamento sia un libro ispirato da Dio e straordinariamente adatto alle esigenze spirituali del suo prossimo. Seguace degli insegnamenti di Cristo finché questi non contraddicano i peccati cui indulge più volentieri. ([[Ambrose Bierce]]) *Da cristiano ho anch'io una missione da assolvere nella vita. ([[Carlo Verdone]]) *Dal Gesù umiliato alle umiliazioni praticate in suo nome, la conversione è rapida, facile e la mania durevole presso i cristiani. ([[Michel Onfray]]) *Dal momento che il mondo odia il cristiano, perché ami chi ti odia e non segui piuttosto Cristo, che ti ha redento e ti ama? ([[Tascio Cecilio Cipriano]]) *Di tutte le religioni, quella cristiana è senza dubbio quella che dovrebbe ispirare più tolleranza, sebbene fino ad ora i cristiani siano stati i più intolleranti tra gli uomini. ([[Voltaire]]) *È meglio essere cristiano senza dirlo piuttosto che proclamarlo senza esserlo. ([[Ignazio di Antiochia]]) *È nella sconfitta che si diventa cristiani. ([[Ernest Hemingway]]) *E non pensare nemmeno male di Anselmo. Anselmo è un cristiano, qualcosa di molto raro nei paesi cattolici. ([[Ernest Hemingway]]) *''E penso a come cambia in fretta la Morale: | un tempo si uccidevano i cristiani e poi questi ultimi | con la scusa delle [[strega|streghe]] ammazzavano i pagani.'' ([[Franco Battiato]]) *Ecco perché un buon cristiano deve guardarsi non solo dagli astrologhi ma anche da qualsiasi indovino che usi mezzi contrari alla religione, soprattutto quando dicono il vero, per evitare che ingannino l'anima mettendola in rapporto con i demoni e la irretiscano in una specie di patto d'alleanza con loro. ([[Agostino d'Ippona]]) *Esser perfetti come Dio è la mèta a cui deve tendere il cristiano: la mèta è certamente irraggiungibile, ma è dovere del cristiano avvicinarsi sempre più ad essa. ([[Giuseppe Ricciotti]]) *Già, perché sono cristiano? [...] In breve: perché, nonostante ogni veemente obiezione contro ciò che è cristiano solo di nome, trovo tuttavia nel cristianesimo un orientamento di fondo nelle questioni circa il grande da-dove e verso-dove, perché e a-che-scopo dell'uomo e del mondo: un orientamento di fondo per la mia vita individuale e sociale! E con esso contemporaneamente una patria spirituale, cui vorrei tanto poco voltare le spalle quanto poco in ambito politico le vorrei voltare alla democrazia, di cui a suo modo non meno del cristianesimo si è fatto e si fa un uso indebito e vergognoso. ([[Hans Küng]]) *Gli ebrei cristiani costituiscono il segno fiducioso che un giorno l'intero popolo di Israele riconoscerà in Gesù Cristo il compimento della propria ardente speranza. ([[Rainer Riesner]]) *Gli Ebrei non volevano che la statua di Giove fosse a [[Gerusalemme]]; ma i cristiani non volevano che fosse in Campidoglio. ([[Voltaire]]) *Gli increduli d'Europa combattono i cristiani più come nemici politici che come avversari religiosi: essi odiano la [[fede]] più come l'opinione di un [[partito]] che come una erronea credenza; e nel sacerdote combattono assai più l'amico del potere che non il rappresentante di [[Dio]]. ([[Alexis de Tocqueville]]) *Gratta il cristiano e troverai il pagano – rovinato. ([[Israel Zangwill]]) *{{NDR|[[Ultime parole]]}} Guardate come può morire in pace un cristiano! ([[Joseph Addison]]) *Homer, sai perché sono cristiano? [...] Perché io sono convinto che ogni anima abbia la possibilità della salvezza. O almeno ne ero convinto fino adesso. Homer Simpson, tu non sei degno di essere salvato! (''[[I Simpson (ventunesima stagione)|I Simpson]]'') *I cristiani che non sono in piena comunione con l'insegnamento sulla salvezza e la costituzione apostolica ed episcopale della Chiesa cattolica, sono giustificati dalla fede e dal battesimo e incorporati integralmente nella Chiesa di Dio in quanto Corpo di Cristo. ([[Gerhard Ludwig Müller]]) *I Cristiani, confusi sul principio con i [[Ebraismo|Giudei]], approfittarono della libertà di cui questi godevano per l'esercizio del loro culto e vissero, come dice [[Tertulliano]], all'ombra della Sinagoga; ''quasi sub umbraculo insignissimae religionis certe licitae''. ([[Orazio Marucchi]]) *I cristiani devono essere continuamente chini sugli abissi. ([[Léon Bloy]]) *I cristiani hanno bruciato sul rogo altri cristiani, nella ferma convinzione che tutti gli apostoli avrebbero fatto altrettanto. ([[George Gordon Byron]]) *I cristiani non restano indietro quando si tratta di arruolare Dio per i loro misfatti. ([[Michel Onfray]]) *I cristiani non fanno gruppo a sé, perché il loro compito è di essere dentro l'umanità, come un fermento di speranza, una indicazione possibile, una anticipazione incredibile. ([[Ernesto Balducci]]) *I cristiani, se non sono [[accoglienza|accoglienti]], non dicano che sono cristiani. ([[Andrea Gallo]]) *I cristiani sono ammaestrati a farsi il segno della croce in certe occasioni, a inchinarsi e cosi via; del resto la religione è, in genere, il vero capolavoro dell'ammaestramento. ([[Arthur Schopenhauer]]) *I cristiani sono figli di una profezia attuata alla luce del Golgota; in forza di questo, reclamano giustamente la presenza di profeti come segni di un amore che sa arrivare fino al dono totale di sé. ([[Rino Fisichella]]) *I cristiani sono portatori nel mondo di una speranza temporale realista, non di un vano sogno utopico, anche quando testimoniano la propria fedeltà a valori assoluti come la vita. ([[Georges Cottier]]) *I cristiani sono stoici, eh sì, perché i cristiani che cosa vogliono? Vogliono la felicità eterna e come dicono i cristiani: siamo nati per soffrire. (''[[Così parlò Bellavista]]'') *I cristiani vivono la pace del cuore. Chi vive la pace del cuore vive un'inquietudine positiva. ([[Ernesto Olivero]]) *I cristiani volevano cristianizzare tutti, compresi i cosiddetti "selvaggi", quelli che non erano nemmeno considerati esseri umani, che abitavano nelle foreste... Popolazioni che i missionari consideravano come "scimmie" eppure volevano evangelizzarli lo stesso. Per farli diventare umani. ([[Boualem Sansal]]) *I pagani non conoscono Dio e amano soltanto la terra. Gli ebrei conoscono il vero Dio e amano soltanto la Terra. I cristiani conoscono il vero Dio e non amano affatto la terra. ([[Blaise Pascal]]) *Il cristiano attribuisce al Creatore tutte le caratteristiche di un mascalzone, e giunge poi alla conclusione che un mascalzone e un padre sono la stessa cosa! ([[Mark Twain]]) *Il cristiano che vota a sinistra si schiera dalla parte del peccato e del demonio. ([[Roberto Calderoli]]) *Il cristiano, come anche il pagano, non può non incominciare il lavoro del proprio perfezionamento partendo dall'inizio, ovverosia da quel medesimo punto da cui parte anche il pagano, e precisamente dalla [[temperanza]], proprio così come uno che vuol salire una scala non può non cominciare dal primo gradino. ([[Lev Tolstoj]]) *Il cristiano è libero di fronte allo stato perché non è mai solo un cittadino dello Stato. ([[Christoph Schönborn]]) *Il cristiano è portatore di una parola che è capace di raggiungere l'altro e di farlo progredire, di farlo andare avanti, ma dal punto in cui lui è realmente, non a partire dalle aspettative di colui che parla, dalle sue decisioni, dai suoi giudizi. ([[Sabino Chialà]]) *Il cristiano energumeno e razzista sogna la rivincita di Lepanto. ([[Michele Serra]]) *Il cristiano evade dal mondo per rifugiarsi nell'universo, il buddhista vuole evadere dall'universo ancora più che dal mondo. Uno vorrebbe annientarsi, l'altro vorrebbe tornare alla sua creazione: al suo Creatore. [...] C'è ben poco al mondo che si possa confrontare con queste due alternative quanto a completezza. E chi non si sentirà di scalare la montagna di Cristo, precipiterà fatalmente nel baratro di Buddha. ([[Gilbert Keith Chesterton]]) *Il cristiano moderno è divenuto certamente più tollerante, ma non per merito del cristianesimo. Questo addolcimento del costume è dovuto a generazioni di liberi pensatori che – dal Rinascimento ad oggi – hanno provocato nei cristiani un senso di sana vergogna per i loro tradizionali pregiudizi. ([[Bertrand Russell]]) *Il mestiere dei cristiani non è vendere il pane ma il lievito. ([[Miguel de Unamuno]]) *Il modo di funzionare del cervello umano è assolutamente peculiare. Il cristiano parte da questa affermazione diretta, precisa, inflessibile e intransigente: Dio sa tutto ed è onnipotente. ([[Mark Twain]]) *Il sangue (dei [[martirio|martiri]]) è il seme dei cristiani. ([[Tertulliano]]) *Il sussurro: «Saremo come [[dèi|dei]]», è per il marxista la sorgente e la realizzazione di tutte le sue ambizioni; per il cristiano è la peggiore tentazione diabolica e conduce inevitabilmente alla perdizione. ([[Donald Nicholl]]) *Il vero cristiano non appartiene a nessuna sètta particolare. Può partecipare alle cerimonie di qualsiasi sètta e non appartenere a nessuna. Egli possiede una sola scienza, che è Cristo entro di lui; ha un solo desiderio, fare il bene. ([[Jakob Böhme]]) *In quei quattro anni di guerra non avevo mai sparato contro un uomo: né contro un uomo vivo, né contro un uomo morto. Ero rimasto cristiano. Rimaner cristiano, in quegli anni, voleva dir tradire. Esser cristiano voleva dire essere un traditore, poiché quella sudicia guerra non era una guerra contro gli uomini, ma contro Cristo. Da quattro anni vedevo torme d'uomini armati andar cercando Cristo, come il cacciatore va cercando la selvaggina. In Polonia, in Serbia, in Ukraina, in Romania, in Italia, per tutta l'Europa, da quattro anni, vedevo torme d'uomini pallidi andar frugando nelle case, nei cespugli, nei boschi, sui monti, nelle valli, per stanare Cristo, per ammazzarlo come un cane arrabbiato. Ma ero rimasto cristiano. ([[Curzio Malaparte]]) *In tutta la mia vita non ho mai conosciuto un uomo che non fosse capace di sopportare le disgrazie di un altro da perfetto cristiano. ([[Aleaxnder Pope]]) *Io credo che se un giorno diventerò cristiano sul serio, dovrò vergognarmi soprattutto, non di non esserlo diventato prima, ma di aver tentato prima tutte le scappatoie. ([[Søren Kierkegaard]]) *L'operatore cristiano agisce a partire dalla sua fede, portando l'amore che Dio ha come padre, a ciascun uomo e ciascuna donna, di qualunque credo, e soprattutto a coloro che soffrono. ([[Paul Josef Cordes]]) *La maggioranza dei cristiani, ahimè, non è mai passata dal [[Gesù]] personaggio — cioè un insieme di dottrine, di dogmi — a Gesù persona viva; non è passata mai da «Gesù Egli» a «Gesù Tu». Per questo la [[fede]] di molti cristiani è come il sole invernale, che illumina ma non riscalda. ([[Raniero Cantalamessa]]) *La parola d'ordine dei primi cristiani era «[[gioia]]», e dunque continuiamo a servire il Signore con gioia. ([[Madre Teresa di Calcutta]]) *La solitudine a cui noi cristiani non siamo stati preparati, è quella della nostra condizione di credenti, fra masse nelle quali la nostra fede, di per sè, ci imponeva un deserto. ([[Madeleine Delbrêl]]) *La speranza dei cristiani di possedere un bene infinito è permeata di gioia reale e di timore; difatti per essi non è come per coloro che s'aspettassero un regno di cui intanto non possiedono nulla, essendo dei sudditi; i cristiani invece sperano la santità, la liberazione dall'ingiustizia e ne posseggono qualcosa. ([[Blaise Pascal]]) *La vita è una totalità: amarla, custodirla, diffonderla in tute le sue manifestazioni è il modo di esistere da cristiani nel mondo. ([[Ernesto Balducci]]) *Le nostre azioni, le nostre opere di cristiani dovranno essere contrassegnate dall'apertura di una assoluta gratuità: questa stabilirà un continuo flusso di bene e di grazia tra il cielo e noi. E ci libererà da tutte quelle solidificazioni create dall'ambizione vanitosa di porre una finalità alle nostre azioni, anche a quelle che riteniamo più conformi alle qualità cristiane. Amiamo «per», preghiamo «per», facciamo delle opere sociali «per»; motivare l'amore non è amare, avere una ragione per donare non è dono puro, avere una motivazione per pregare non è preghiera. ([[Giovanni Vannucci]]) *Lo spirito di Cristo è radicalismo per amore e ogni cristiano deve adoperarsi per questo spirito. ([[Richard Gutzwiller]]) *Meglio [[sonno|dormire]] con un [[cannibalismo|cannibale]] sobrio che con un cristiano ubriaco. ([[Herman Melville]]) *Mi hanno detto che i cristiani insegnano ad amare il prossimo. Vedendo cosa sono gli uomini, non posso, in fede mia, amare i miei simili. (''[[Quo vadis?]]'') *Nessun [[ebrei|ebreo]] fu mai abbastanza stupido da diventare cristiano senza essere un [[uomo]] intelligente. ([[Israel Zangwill]]) *Nessuno è propriamente un credente cristiano, finché non trova in Gesù di Nazareth, crocifisso e risorto, la ragione e il contenuto del suo credere; finché non accetta di misurare la propria mentalità su quella di Gesù, detto il Cristo; non ha imparato da Lui a conoscere chi è Dio e chi è l'uomo; non ha trovato «logico» costruire la propria vita come «memoria» della sua. Quando Gesù Cristo è talmente il punto di riferimento della vita di un uomo, allora quel credente si qualifica come cristiano. «Un cristiano non è un libero pensatore». Per lui, al principio, non sta l'uomo, il suo pensiero, la sua forza, le sue possibilità. Al principio non sta neppure un'idea. Sta la carità di Dio: cioè quel dimostrarsi di Dio nell'uomo Gesù, che dice a noi concretamente tutta la verità. Di fronte a ogni proposta, o ricerca, o cammino, la preoccupazione dominante di un credente cristiano sarà sempre quella di non perdere il riferimento a Cristo; di non giudicarlo o «svuotarlo» secondo le sollecitazioni del momento, per lasciarci invece sempre giudicare da Lui, assumendo la comunione con Lui come criterio irrinunciabile di verità e di azione. ([[Giovanni Moioli]]) *Noi cristiani lo sappiamo, o dovremmo saperlo: la nostra fede è all'insegna dell'et et, non dell'aut aut. Non siamo esclusivisti. Dio è uno e trino. È Padre e Figlio e Spirito Santo. Gesù è Dio e uomo, vero Dio e vero uomo. Per il cristiano, l'uomo è carne e spirito, corpo e anima. Al cristiano piace integrare, includere, non ergere barriere. Con l'incarnazione Dio si è fatto uomo. La chiesa stessa vive all'insegna dell'et et. È chiesa di preghiera e di azione, di grandi asceti e grandi lavoratori, di contemplazione e di missione. Ora et labora, non ora aut labora. La chiesa ha i predicatori e i confessori, i monaci e le monache di clausura e i preti di strada. La chiesa accoglie tutti: poveri e ricchi, colti e incolti, giovani e vecchi. ([[Aldo Maria Valli]]) *Noi cristiani non dobbiamo avere paura o scandalizzarci a torto dei risultati della ricerca scientifica. ([[Pierre Teilhard de Chardin]]) *Noi non abbiamo che un Padre, quello che è nei cieli. Il cristiano che aspiri a non demeritar troppo questa tremenda qualifica deve accostumarsi a non ritenere mai nulla di suo, in quel che egli fa, ma a scoprire, per tutto, l'azione provvida e incessante di chi lo regge e lo guida dal cielo. ([[Ernesto Buonaiuti]]) *Non ci sarebbero più pagani, se ci comportassimo da veri cristiani. ([[Giovanni Crisostomo]]) *Non ci sono belve tanto infeste agli uomini quanto i più dei cristiani sono esiziali a se stessi. ([[Ammiano Marcellino]]) *Non possiamo non essere cristiani, anche se non seguiamo più le pratiche del culto, perché il cristianesimo ha modellato il nostro modo di sentire e di pensare in guisa incancellabile; e la diversità profonda che c'è fra noi e gli antichi [...] è proprio dovuta a questo gran fatto, il maggior fatto senza dubbio della storia universale, cioè il verbo cristiano. ([[Benedetto Croce]]) *Non sarà cristiano in avvenire chi non porterà anche agli animali, alle piante, ai metalli, quell'amore cristiano che finora egli portava soltanto all'uomo. ([[Alberto Savinio]]) *Non saremmo cristiani fedeli, se non fossimo cristiani in continua fase di rinnovamento! ([[Papa Paolo VI]]) *Non sono un credente perché non credo nel dogma cristologico e in altri dogmi. Ma sono cristiano perché sono nato e vissuto in questa civiltà cristiana, e so quanta parte della mia formazione, direi di me stesso, debba a questa civiltà di cui sono figlio, e che, ahimè! volge al tramonto. Per capire che cosa sia stato [[Gesù]] per l'umanità, basta pensare che cosa saremmo noi se Egli non fosse esistito, la figura più sublime che sia apparsa nella storia di tutti i tempi e di tutti i popoli. ([[Augusto Guerriero]]) *Ogni cristiano è invitato da Dio a vivere di fede: vedere ciò che non si vede, contemplare la sapienza di Dio nell'assurdità apparente della storia. ([[Pavel Nikolaevič Evdokimov]]) *Ora, se esistevano già prima di [[Filone di Alessandria|Filone]] il Vangelo e gli scritti degli Apostoli, e se Filone viveva già da 25 a 30 anni allorché sarebbe nato Cristo, chi non vede che l'esistenza dei cristiani è anteriore a Cristo stesso? ([[Emilio Bossi]]) *Parlo di cristiani. Ma dove sono in realtà i cristiani? Tutt'intorno non vedo che pseudocristiani, che vivono allo stesso modo dei miscredenti. Mentre, essere cristiano significa vivere in maniera diversa. Significa seguire la strada di Cristo, [[imitazione|imitare]] Cristo. Significa rinunciare agli interessi personali, all'agiatezza e al potere, e volgere il viso ai poveri, ai semplici e ai sofferenti. Ma hanno forse fatto questo le Chiese? ([[Milan Kundera]]) *Per Cristo e per il cristiano, la grandezza sta in questo, che essendo sensibili alla sofferenza, la si accetta tuttavia per amore, appoggiandosi non solo sulla propria forza – è il secondo aspetto –, ma sulla forza di Dio, con la sicurezza che Dio non può permettere che noi soffriamo o siamo tentati oltre le nostre forze. ([[Jean Daniélou]]) *Per i cristiani trovarsi di fronte a una cosa incredibile è una bella occasione per credere. ([[Michel de Montaigne]]) *Per il cristiano, come per Gesù, si tratta di vivere, nel rendimento di grazie al Padre, le gioie umane che il Creatore gli dona. ([[Papa Paolo VI]]) *Per il cristiano è certa, reale soltanto l'esistenza del dio cristiano, per il pagano l'esistenza del dio pagano. ([[Ludwig Feuerbach]]) *Per ogni cristiano, la testimonianza della verità prende, in maniera visibile o oscura, la forma di una passione. ([[Jean-Marie Lustiger]]) *Per un cristiano, quella che chiamiamo vita è una preparazione a quello che chiamiamo l'[[aldilà]], l'altra vita. ([[Jean Guitton]]) *Pur possedendo chiese ed immagini della Madonna, nel santuario dell'anima, [[Maria]] è talvolta assente. Occorre il vitale spirito mariano, il vero spirito di umiltà, di soprannaturalità, di amore, di fiducia, che forma il cristiano. Occorre la vita interiore che feconda tutta l'attività e l'apostolato del cristiano. ([[Giacomo Alberione]]) *Qualunque sia la facilità o la difficoltà d'imparare la grammatica, provati a confrontare la rozza fede con la cultura. Un Cristiano ignorante saprà a stento che cosa [[credere]]. ([[Coluccio Salutati]]) *Quando si è cristiani di qualunque sesso si sia non è permesso esser vili. L'anima del cristianesimo, se si può dir così, è il disprezzo di questa vita e l'amore dell'altra. ([[Fénelon]]) *Quando si incontra Dio, la prima scoperta è l'insignificanza di tutte le cose che anche oggi i cristiani, esclusi ovviamente i santi, prendono così ridicolmente sul serio. ([[André Frossard]]) *Questo sono i cristiani. Un miracolo nel mondo della violenza: il perdono delle vittime ai carnefici. ([[Antonio Socci]]) *Rivoluzioni ordinate non esistono, e poi, i cristiani sono nati per soffrire, e non per combattere. ([[John Osborne]]) *Se è vero che per essere un buon cristiano bisogna porgere l'altra guancia, è pur vero che Gesù Cristo, con molta intelligenza, di guance ce ne ha date soltanto due. (''[[Il divo]]'') *Se i cristiani credessero effettivamente a Cristo farebbero il più delle volte il contrario di ciò che fanno e sarebbero l'opposto di quel che sono in quasi tutte le ore della vita cioè superbi, avidi, avari, vendicativi, violenti, carnali e bestiali. ([[Giovanni Papini]]) *Se nell'esser cristiani non vi è ogni momento, come al principio, assolutamente il più grande pericolo umano possibile, il Cristianesimo è abolito. ([[Søren Kierkegaard]]) *Se non abbiamo fatto qualche cosa nel mondo non è perché siamo cristiani, ma perché non lo siamo abbastanza. ([[Lia Varesio]]) *Se tu dici: – Io sono un Giudeo, – nessuno si preoccuperà. Se tu dici: – Io sono Romano, – nessuno si sentirà scosso. Se tu dici: – Io sono un Greco, un barbaro, uno schiavo, un libero, – nessuno si turberà. Se tu dici: – Io sono un cristiano, – tutti si agiteranno. (''[[Vangelo secondo Filippo]]'') *Si potrebbe dire che le beatitudini sono come il "clima spirituale" di tutta la nostra vita cristiana; quando le beatitudini diventano qualche cosa di totalmente estraneo, non siamo cristiani. ([[Marie-Dominique Philippe]]) *Siano, le anime dei cristiani, come altari sui quali si ripetano e si ravvivano le varie fasi del Sacrificio che immola il Sommo Sacerdote: i dolori, cioè, e le lacrime che lavano ed espiano i peccati; la preghiera a Dio rivolta che si eleva fino al cielo; la propria immolazione fatta con animo pronto, generoso e sollecito e, infine, l'intima unione con la quale abbandoniamo a Dio noi e le nostre cose e riposiamo in Lui. ([[Papa Pio XII]]) *Siate attenti alla oggettività del vero e del bello, del nuovo, dell'amoroso, che accompagna la presenza del cristiano del mondo, sempre. Se per un minimo l'uomo cristiano aderisce alla sua fede, porta realmente questa novità. Voi siete nelle condizioni ancora più privilegiate, perché siete stati chiamati a portare il contributo della vostra buona volontà, come aiuto ai vostri compagni e ai vostri amici. ([[Luigi Giussani]]) *''Siate, Cristiani, a muovervi più gravi: | non siate come penna ad ogne vento, | e non crediate ch'ogne acqua vi lavi. | Avete il novo e 'l vecchio Testamento, | e 'l pastor de la Chiesa che vi guida; | questo vi basti a vostro salvamento. | Se mala cupidigia altro vi grida, | uomini siate, e non pecore matte, | sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'') *{{NDR|Motivando il titolo del libro ''Memorie di un cristiano''}} So che per questo titolo mi condanneranno. Alcuni – i più – diranno: sarebbe ora che la smettesse con queste sciocchezze. Al giorno d'oggi lo capiscono tutti che la fede cristiana è una delle tante religioni. E tutte le religioni sono superstizioni, sono cioè quel materiale che più di ogni altra cosa intralcia l'evoluzione dell'umanità. Altri diranno: come, di un cristiano? Chi può dire di sé: io sono un cristiano? Il vero cristiano è innanzitutto umile e non osa definir sé stesso cristiano né tantomeno dichiararsi tale sulla carta stampata. Mi condannino pure, ma io metterò questo titolo. Non mi fa paura che mi si accusi di essere retrogrado perché non soltanto non ritengo che la religione sia una superstizione, ma, al contrario, ritengo che la verità religiosa sia l'unica verità accessibile all'uomo, e la dottrina cristiana io la ritengo una verità che – lo vogliano riconoscere gli uomini o no – si trova a fondamento di tutto il sapere umano, e non mi fa paura nemmeno mi si condanni perché ho l'orgoglio di chiamarmi cristiano, dato che le parole: io sono un cristiano, le intendo diversamente da come le si intende di solito. ([[Lev Tolstoj]]) *Solo di una cosa bisogna avere paura: di non essere cristiani, di essere, come diceva Gesù, un «sale senza sapore», una luce spenta o un lievito senza vita. ([[Andrea Santoro]]) *Sono cristiano, confesso di esserne orgoglioso e di lottare con ogni mezzo per essere riconosciuto come tale. ([[Giustino martire]]) *Tutti coloro, singoli o associati, che si gloriano del nome di cristiani, devono, se non dimenticano il proprio dovere, alimentare non le inimicizie e le rivalità tra le classi sociali, ma la pace e il mutuo amore. ([[Papa Pio X]]) *Un cristiano è perfettamente libero da tutti, soggetto a nessuno. Un cristiano è un servo di tutti, soggetto a tutti. ([[Martin Lutero]]) *Un cristiano è tale in quanto la sua vita dice qualcosa, non in quanto decide lui di essere cristiano. ([[Sabino Chialà]]) *Un cristiano ha eminentemente quelle qualità che un antico domanda a uno storico... ''un buon senso per le cose del mondo, una gradevole espressione'' ([[François-René de Chateaubriand]]) *Un cristiano non può considerare "giustificabili" l'[[odio]] o l'esecrazione in nessuna occasione e qualunque sia la tua opinione in merito non ci sono dubbi sulle conseguenze pratiche che la cosa avrebbe su di te. Potresti ingoiare una dose di acido prussico in due sorsi e pensare di proteggerti dicendo: «Questo è per Robespierre, quest'altro è per l'assassino di Bristol», ma sarà difficile avere dubbi su chi beneficerà del veleno. ([[Emmet Fox]]) *Una delle grandi fortune dell'essere cristiani sta anche in questa libertà di dialogo e di rapporto con tutti. ([[Ernesto Olivero]]) *Vergogna su quanti tra noi sono Cristiani e non seguono la via del Salvatore del mondo la cui vita fu piena di bontà, umiltà e martirio! Se avessimo vissuto secondo le leggi che Egli ci ha dato e se fossimo stati degni di essere chiamati Cristiani la pace avrebbe regnato su questa terra. Gli uomini furono concepiti per essere come gli angeli viventi che incessantemente cantano le lodi al Dio Eterno. Se fosse stato così, i popoli della terra non sarebbero stati divisi lungo linee di inimicizia. In verità non c'è ragione legittima né buona causa che possa giustificare la guerra. ([[Haile Selassie]]) *Vi spiegherò ''perché non sono cristiano''. E qui bisogna subito chiarire il significato della parola. Oggi molti la usano non sempre a proposito. Certuni definiscono cristiano la persona che cerca di condurre una vita retta. Esisterebbero allora cristiani in ogni setta e credo religiosi. Forse che tra i buddhisti, i confuciani, i maomettani non figurano persone ammodo? Certamente non è questo il vero significato della parola. Per venire a buon diritto chiamati cristiani, occorre molta fede, e ben definita. La parola, ora, non ha la stessa chiara applicazione dei tempi di sant'Agostino e di san Tommaso, quando dogmi precisi erano accettati con profonda convinzione. ([[Bertrand Russell]]) ===[[Angelo Bagnasco]]=== *Il cristiano vive riferito a Cristo. *La più grande sventura per un cristiano non è perdere la salute e la vita, ma il buon sapore di Cristo, la sua grazia. *Se la missione è attrazione, il cristiano dovrebbe vivere in modo tale da fare "invidia" ad altri che, sorpresi, si chiederanno il segreto di questo singolare modo di stare nel mondo. Il nostro segreto non è esclusivo, poiché Dio abita dove lo si fa entrare. *Se per nessuno è possibile l'assenteismo sociale, per i cristiani è un peccato di omissione. *Vivere da cristiani è bello, ma impegnativo, spesso difficile: chiede anche di andare contro corrente, di non pensare e agire secondo le mode del mondo. La preghiera è incontro con il Signore e scuola di vita. ===[[Hans Urs von Balthasar]]=== *Chi è il cristiano? Uno che impegna la propria vita per i fratelli, perché egli stesso è debitore della vita al crocifisso. Ma che cosa può dare seriamente ai fratelli? Non soltanto cose visibili; il suo dono – ciò che è stato dato a lui stesso – affonda nelle cose invisibili di Dio. *Il cristiano che, avendo nella preghiera dimestichezza con lo Spirito santo di Gesù che continuamente guida e comanda, è in grado di sentire di dover abbandonare l'intero suo progetto a favore del disegno di Dio: ecco il cristiano maturo! *Il cristiano che è interrogato e che interroga è più che mai isolato. *Il cristiano deve continuamente determinare il proprio posto, per poter rettamente pregare ed agire. *Il cristiano deve saper vedere tramonti attorno a sé, senza che per questo il suo sole scompaia; deve essere povero con i fratelli (spiritualmente) poveri e tuttavia non deve rinnegare la sua ricchezza. *Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l'unico «scudo della fede» e l'elmo della salvezza» e «la spada dello spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiera e di supplica» come armi di difesa e di offesa. *Il cristiano incontra Cristo nel [[prossimo]], non fuori di lui o al di là di lui. *Il cristiano si differenzia dagli altri uomini per il fatto che per lui il rapporto tra essere e dover essere si è rovesciato. *Il cristiano sta sulla soglia della vita, dove tutto si schiude, tutto promette, tutto subisce una trasfigurazione profonda, per nulla superficiale, vera e non verniciata. *Ogni cristiano deve essere missionariamente aperto anche al mondo non cristiano, anzi in modo più intenso di quanto lo possa essere la comunità ecclesiale in quanto tale. *Un cristiano deve sempre, che egli vegli o dorma, che preghi o che lavori, che taccia o che parli, stare a disposizione, poiché egli già da sempre è stato posto a disposizione. *Un cristiano non può essere tranquillo perché salvo, mentre un fratello è perduto, egli condivide i sentimenti e la preoccupazione del Buon Pastore. ===[[Papa Benedetto XVI]]=== *All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva. *Il cristiano non deve essere tiepido. L'Apocalisse ci dice che questo è il più grande pericolo del cristiano: che non dica di no, ma un sì molto tiepido. Questa tiepidezza proprio discredita il cristianesimo. La fede deve divenire in noi fiamma dell'amore, fiamma che realmente accende il mio essere, diventa grande passione del mio essere, e così accende il prossimo. Questo è il modo dell'[[evangelizzazione]]: «Accéndat ardor proximos», che la verità diventi in me carità e la carità accenda come fuoco anche l'altro. Solo in questo accendere l'altro attraverso la fiamma della nostra carità, cresce realmente l'evangelizzazione, la presenza del Vangelo, che non è più solo parola, ma realtà vissuta. *Non si può essere cristiani a spese dell'essere uomini; e per essere uomini si intende poi ciò che pare e piace a ciascuno. Esser cristiani è un optional gradito, ma non deve costare nulla... Cristo è salito sulla croce: un [[Gesù]] disponibile a tollerare tutto non sarebbe stato crocifisso. *Un cristiano non può essere mai triste perché ha incontrato Cristo, che ha dato la vita per lui. ===[[Carlo Carretto]]=== *I battimani sono una droga da cui i cristiani dovrebbero guardarsi con più attenzione. *Io non ho paura della civiltà moderna, se noi cristiani sapremo immettere negli uomini di oggi la verità e l'amore, e sapremo con i racconti su Gesù e sul Padre far sentire la nostalgia del cielo. *Per il cristiano, rendere conto della propria speranza significa rendere conto agli uomini della speranza che Dio pone in essi, della fiducia che accorda loro, con cui li ama. ===[[Celso (filosofo)|Celso]]=== *{{NDR|I cristiani}} Deridono coloro che adorano Zeus perché a Creta se ne mostra la tomba; ciò non di meno venerano colui che è risorto dalla tomba, senza sapere come né perché i Cretesi si comportano in questo modo. *I Cristiani sono impostori, ed evitano accuratamente le persone più sofisticate, perché poco disposte a lasciarsi ingannare; e adescano invece gli zotici. *I Cristiani stringono fra loro dei patti che violano le istituzioni tradizionali. I patti possono essere palesi, quando si fanno in conformità alle leggi, oppure occulti, quando vengono stipulati contro le istituzioni tradizionali. La cosiddetta agape dei Cristiani nasce dal pericolo comune, e vale assai più dei giuramenti. I patti fra Cristiani contravvengono alla legge comune. *La loro morale è banale, e in confronto a quella degli altri filosofi non insegna alcunché di straordinario o di nuovo. ===[[Emil Cioran]]=== *Che modestia negli Antichi! Epitteto dice della Provvidenza: «Non ha potuto fare di meglio». Quale teologo cristiano avrebbe avuto l'onestà di dire la stessa cosa del suo dio? *Disprezzo il cristiano perché è capace di amare i suoi simili ''da vicino''. A me, per riscoprire l'uomo ci vorrebbe il Sahara. *Gli asceti cristiani pensavano che solo il deserto fosse senza peccato, e lo paragonavano agli angeli. In altre parole, non c'è purezza se non là dove non nasce nulla. *L'idea che ho potuto – come tutti – essere sinceramente cristiano, fosse anche per un solo secondo, mi getta nello smarrimento. Il Salvatore mi annoia. Sogno un universo immune da intossicazioni celesti, un universo senza croce né fede. ===[[Papa Francesco]]=== *Il corrotto è fisso in uno stato di sufficienza, non sa cosa sia l'umiltà. Gesù, a questi corrotti, diceva: "La bellezza di essere sepolcri imbiancati", che appaiono belli, all'esterno, ma dentro sono pieni di ossa morte e di putredine. E un cristiano che si vanta di essere cristiano, ma non fa vita da cristiano, è uno di questi corrotti. *Noi cristiani forse abbiamo perso un po' il senso della adorazione, e pensiamo: ''andiamo al Tempio, ci raduniamo come fratelli'' – quello è buono, è bello! – ma il centro è lì dove è Dio. E noi adoriamo Dio. *Noi cristiani non vogliamo adorare niente e nessuno in questo mondo se non Gesù Cristo, che è presente nella santa Eucaristia. Forse non sempre ci rendiamo conto fino in fondo di ciò che significa questo, di quali conseguenze ha, o dovrebbe avere questa nostra professione di fede. Questa nostra fede nella presenza reale di Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, nel pane e nel vino consacrati, è autentica se noi ci impegniamo a camminare dietro a Lui e con Lui. *Non siate mai uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo! *Non siate sciocchi, ricordate, un cristiano non può permettersi il lusso di essere sciocco. ===[[Papa Giovanni Paolo II]]=== *Dobbiamo ammettere realisticamente e con profonda sofferenza, che i Cristiani oggigiorno si sentono smarriti, confusi, perplessi ed anche delusi; vengono diffuse tante idee che si oppongono alla verità come è stata rivelata e insegnata da sempre; vere e proprie eresie si sono diffuse nelle aree del dogma e della morale, creando dubbi, confusioni e ribellioni; la liturgia è stata alterata; immersi in un relativismo intellettuale e morale e quindi nel permissivismo, i Cristiani sono tentati dall'ateismo, dall'agnosticismo, da un illuminismo vagamente morale e da una cristianità sociologica priva di dogmi o di una moralità obbiettiva. *Fissare gli occhi sul volto di Cristo, riconoscerne il mistero nel cammino ordinario e doloroso della sua umanità, fino a coglierne il fulgore divino definitivamente manifestato nel Risorto glorificato alla destra del Padre, è il compito di ogni discepolo di Cristo; è quindi anche compito nostro. Contemplando questo volto ci apriamo ad accogliere il mistero della vita trinitaria, per sperimentare sempre nuovamente l'amore del Padre e godere della gioia dello Spirito Santo. *Per noi cristiani ogni giorno può e deve essere [[Avvento]]; può e deve essere Natale! Perché, quanto più purificheremo le nostre anime, quanto più faremo spazio all'amore di Dio nel nostro cuore, tanto più Cristo potrà ''venire e nascere'' in noi. ===[[Nicolás Gómez Dávila]]=== *Chiunque non confidi nell'uomo è, in fondo, un cristiano. *Essere cristiani è trovarsi di fronte a colui cui non possiamo nasconderci, di fronte a cui non possiamo mascherarci. È assumersi il peso di dire la verità anche quando offende. *Il cristiano moderno sente l'obbligo professionale di mostrarsi affabile e allegro, di sfoggiare un benevolo sorriso a trentadue denti, di ostentare cordialità ossequiosa per convincere il miscredente che il cristianesimo non è religione «ombrosa», dottrina «pessimista», morale «ascetica». Il cristiano progressista ci stringe forte la mano con ampio sorriso elettorale. ===[[Bill Hicks]]=== *Cristiani che uccidono, ah! Siamo a corto di idee su questo pianeta, non è vero? *Ho fatto questo spettacolo in Alabama e questi tre bifolchi mi incontrarono dopo lo spettacolo. "Signor tipo divertente, vieni qui. Ehi amico, siamo cristiani, non ci piace quello che hai detto!". Ho risposto: "Allora perdonatemi". *Molti cristiani portano croci attorno al collo. Pensate che quando [[Gesù]] tornerà, vorrà vedere una fottuta croce? È come andare da [[Jacqueline Kennedy Onassis|Jackie Onassis]] con su un ciondolo a fucile. ===[[Chiara Lubich]]=== *La gioia del cristiano è come un raggio di sole che brilla da una lacrima, una rosa fiorita su una macchia di sangue, essenza d'amore distillata dal dolore, [...] per questo ha la forza [[apostoli|apostolica]] di uno squarcio di [[Paradiso]]. *Non c'è cristiano senza la [[croce cristiana|croce]]. Se non portiamo la nostra croce non possiamo seguire Gesù che sale al Calvario portando la sua croce. La [[croce cristiana|croce]] è la radice della carità. Con essa abbiamo una vita solida, ben piantata, protetta contro le tempeste. Con essa si cammina sicuri. Due grandi amori deve possedere il nostro cuore: Maria come punto d'arrivo e la croce come mezzo per essere un'altra lei nel mondo, e adempiere i disegni di Dio. *Occorre, per essere cristiani, amare questo prossimo ora. Quindi non un amore platonico, non un amore ideale: amore fattivo. *Per [[amore|amare]], il cristiano deve fare come Dio: non attendersi di essere amato, ma amare «per primo». ===[[Primo Mazzolari]]=== *È finito il tempo di fare da spettatore sotto il pretesto che si è onesti e cristiani. Troppi ancora hanno le mani pulite perché non hanno mai fatto niente. Un cristiano che non accetta il rischio di perdersi per mantenersi fedele a un impegno di salvezza, non è degno d'impegnarsi col Cristo. *Il cristiano che si ferma e si chiude invece di camminare rischia di smarrire la coscienza della cattolicità. *Il cristiano è l'uomo finalmente promosso a uomo. *Il cristiano è un "uomo di pace", non un "uomo in pace": fare la pace è la sua vocazione. *Il cristiano non può rifiutare che il male, per comporre cattolicamente ogni cosa buona. *L'uomo che manca all'uomo è ingiusto; il cristiano che manca al cristiano è sacrilego. *Nessuno è più viandante di un cristiano. Un altro può sostare ove gli piace, poiché davanti ad ogni sorgente l'attende una sete. Il cristiano, ha la sete di tutte le cose visibili e invisibili; la sete che non si può frazionare in piccole avventure, saldato com'è a Qualcuno, che pur non conoscendo ancora bene, pur non sapendo con qual nome chiamarlo, sa di dover cercare in un'Avventura che gli impone il ritorno qualora la strada non cammini. *Quanti cristiani, per assicurarsi un diritto all'odio, si tramutano in farisei che non vedono fratelli, ma pubblicani, ma samaritani, ma pagani. *Un cristiano deve fare la pace anche quando venissero meno "le ragioni di pace". ===[[Henry de Montherlant]]=== *Quest'uomo che si considera cristiano, si è tirato un colpo di revolver perché non era più d'accordo col mondo che è stato creato. Ha fatto un segno di croce sul revolver, l'ha baciato e se n'è andato. *Se fossi stato cristiano credente, mi sarei fatto prete. E sarei stato un santo. Perché o un credente è santo o non è un credente. *Vorrei essere cristiano solo per pochi istanti, così da poter pregare per l'anima di Pompeo e per quella di Malatesta, come Dante fece pregare papa Gregorio per l'anima dell'imperatore Traiano. L'idea di Dante, idea sublime: questo è il cristianesimo. Ebbi questo pensiero molto giovane, probabilmente bambino. Ma pensavo a Scipione e non a Malatesta, di cui ignoravo l'esistenza. ===[[John Henry Newman]]=== *È compito specifico del cristiano opporsi al mondo. *I veri cristiani sono vigilanti, e i cristiani incoerenti non lo sono. *Per i cristiani, una visione poetica delle cose è un dovere: siamo tenuti a colorire tutte le cose con le tinte della fede, a riconoscere in ogni evento un divino significato e una tendenza soprannaturale. ===[[Friedrich Nietzsche]]=== *Come appariva [...] un tale Germano «migliorato», sedotto al chiostro? Come una caricatura d'uomo, come un aborto: era diventato «peccatore», stava in una gabbia, lo si era rinserrato tra idee semplicemente terribili... Ora se ne stava lì, malato, meschino, incattivito contro se stesso: pieno di odio verso gli impulsi alla vita, pieno di sospetto per tutto quanto fosse ancora forte e felice. Insomma, un «cristiano»... *L'elemento criminale nell'essere cristiani aumenta nella misura in cui ci si avvicina alla scienza. Il criminale dei criminali è perciò il ''filosofo''. *La decisione del cristiano di trovare brutto e malvagio il [[mondo]] ha reso il mondo brutto e malvagio. *Non già il loro amore per il prossimo, bensì l'impotenza del loro amore per il prossimo impedisce agli attuali cristiani di metterci [...] sul rogo. ===[[Camillo Prampolini]]=== *Il "[[regno di Dio]]" voluto da Gesù, non fu ancora attuato. Passati i pericoli dei primi anni del cristianesimo, molti vollero dirsi cristiani, ma quasi nessuno si ricordò de' principii di Cristo. *Voi potete anche andare in [[chiesa (architettura)|chiesa]] ogni giorno; voi potete ogni giorno confessarvi e comunicarvi; voi potete recitare quante preghiere volete; ma se assistete indifferenti alle miserie e alle ingiustizie che vi circondano, se nulla fate perché esse debbano scomparire, voi non avete nulla di comune con [[Cristo]] e i suoi seguaci, voi non avete capito nulla delle loro dottrine, voi non avete il diritto di chiamarvi cristiani... *Voi vi dite cristiani, perché recitate le preghiere che vi insegnarono i vostri parenti; perché andate alla messa e alla benedizione; perché infine vi confessate, vi comunicate e osservate tutte le altre pratiche del culto cattolico. Ma credete voi che questo basti per chiamarsi cristiani? ===[[Karl Rahner]]=== *Con tutto il suo impegno per la felicità terrena, la giustizia e il superamento dell'egoismo sociale, il cristiano attende la vita eterna con Dio, sapendo naturalmente che la può conseguire, e con essa la redenzione promessa dal Signore, soltanto attraverso l'atteggiamento di un amore incondizionato verso il [[prossimo]]. *Il cristiano deve, in ultima analisi, prendere la propria decisione davanti alla [[croce cristiana|croce di Cristo]]. Qui sta la sua salvezza, qui appare con chiarezza ai suoi occhi il senso della sua esistenza. Ma sulla croce, come dice San Paolo, Dio vince mediante l'impotenza e la follia di Colui che vi muore sopra, benché Paolo fosse incrollabilmente convinto che con il Crocefisso è giunto il regno definitivo di Dio. Il cristiano deve prendere le sue decisioni secondo i criteri proclamati da Gesù nel discorso della montagna. Deve abbracciare la follia della croce, che è richiesta come vera sapienza del cristiano. *Ma certamente in molti casi possiamo trovarci d'accordo con i [[Marxismo|marxisti]]. Che i poveri debbano essere trattati in maniera più decente; che non sia lecito opprimere i deboli; che in America Latina vi siano tremende ingiustizie sociali: su questi e simili dati, cristiani e marxisti possono benissimo trovarsi d'accordo. Là dove la povera gente viene sfruttata, il marxista e il cristiano devono lottare insieme per l'eliminazione di un simile sfruttamento. ===[[Andrea Riccardi]]=== *In un mondo che conosce nuove divisioni, ma non meno radicali di quelle di ieri, i cristiani rappresentano umilmente una comunità che testimonia la familiarità tra i popoli e l'amicizia con i poveri. *La forza "umile" del cristiano può andare incontro a insuccessi, ma resta animata da una fiducia che non ha la sua misura nel risultato immediato. *Nei varchi delle divisioni tra cristiani, si insinua il grande male della guerra. ===[[Antonio Rosmini]]=== *Il Cristiano può dubitare circa qualunque cosa particolare, se Iddio voglia o in questo o in quel modo farla strumento della sua gloria; ma riguardo a tutta la Chiesa di Gesù Cristo, egli non può dubitare, perciocché è certo che essa è stabilita sì come il grande strumento e il gran mezzo onde Egli sia glorificato innanzi a tutte le creature intelligenti. *Il vero Cristiano che desidera di rivolgersi a quella perfezione a cui è chiamato, dee proporsi di seguire, in tutte le operazioni della sua vita, sempre ciò che crede più caro al suo Dio, di sua maggior gloria e volontà. *Non può adunque il Cristiano giammai [[errore|sbagliare]], quando si propone tutta la santa Chiesa per oggetto de' suoi affetti, de' suoi pensieri, de' suoi desideri e delle sue azioni; perciocché egli sa di certo che la volontà di Dio è questa, che la Chiesa di [[Gesù Cristo]] sia il gran mezzo, pel quale venga pienamente glorificato il suo nome. *Non bisogna già che si smarrisca il Cristiano né punto né poco, o che s'arresti, se le cose esterne fanno la loro impressione sopra di lui. *Tutti i Cristiani, cioè i discepoli di Gesù Cristo, in qualunque stato e condizione si trovino, sono chiamati alla perfezione; conciossiaché tutti sono chiamati al Vangelo, che è la legge di perfezione; e a tutti egualmente fu detto dal divino Maestro: «Siate perfetti, siccome il Padre vostro celeste è perfetto» (Mt 5, 48). ===[[Ignazio Silone]]=== *È difficile che un buon cristiano possa estraniarsi dalla sorte dei suoi simili. Il [[fratello maggiore]] non può disinteressarsi dei fratelli minori. Anche Cristo andò nel deserto, ma per un tempo limitato. *È scandaloso che un cristiano ponga l'ubbidienza prima della verità. [...] Se, ad esempio, il capo della Chiesa predica l'odio e benedice le armi, cioè il contrario di quello che Cristo ha insegnato, i cristiani devono continuare a ubbidirgli? *Non lasciate avvelenare il vostro cuore dall'odio verso i falsi cristiani che ci perseguitano. Quei disgraziati che fanno commercio di Cristo, meritano soltanto la nostra pietà. Malgrado l'oro che essi ammucchiano, sono dei poveretti da commiserare. Malgrado le armi, la servitù in livrea, le vesti di seta, il cerimoniale faraonico di cui si attorniano, quelli di essi che vi trovano piacere, sono degli incoscienti, gli altri, degli infelici. ===[[Giovanni Maria Vianney]]=== *Il tesoro del cristiano non è sulla terra, ma in cielo. Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov'è il nostro tesoro. *Figli miei, penso spesso che la maggior parte dei cristiani che si dannano, si dannano a causa della loro [[ignoranza]]. *Il demonio lascia in pace i [[cattiveria|cattivi]] cristiani: nessuno se ne occupa. *Molti sono i cristiani, figli miei, che non sanno assolutamente perché sono al mondo. ===[[Gore Vidal]]=== *Anche un bambino può vedere la discrepanza tra quello che i galilei {{NDR|termine derogatorio per i cristiani}} dicono di credere e quello che effettivamente credono: ci sono le loro azioni a rivelarlo. Una religione di fratellanza e di amore che ogni giorno miete vittime fra quelli che non sono d'accordo con la sua dottrina si può giudicare soltanto ipocrita, se non peggio. *I cristiani, molto abilmente, hanno indotto nei loro riti quasi tutti gli elementi popolari dei culti di Mitra, di Demetria e di Dioniso. Il cristianesimo moderno è un'enciclopedia della superstizione tradizionale. *{{NDR|Sui cristiani}} I loro giorni di splendore sono finiti. Non solo ho proibito che perseguitino gli ellenisti, ho anche proibito che si perseguitino fra loro. E loro mi giudicano insopportabilmente crudele! *Nulla al mondo eguaglia in ferocia un vescovo a caccia di "eresie", come i cristiani chiamano le opinioni diverse dalle loro. E sono particolarmente sicuri di sé, su un argomento che ignorano completamente, come tutto il resto dell'umanità. Intendo la morte. *Una setta che mira solo a distruggere una civiltà nata al suono della lira del cieco Omero. ===[[Adrienne von Speyr]]=== *Come strada per arrivare alla natura di Dio, come strumento per spiegare il suo essere noi dobbiamo usare proprio ciò che noi, come cristiani, sperimentiamo di Dio. Se volessimo rinunciarvi, ci chiuderemmo nel nostro mondo terreno. *L'inizio è la forma della vita cristiana. Essere cristiano è un'eterna promessa, che non è mai del tutto attuata sulla terra, è un tendere, cercare, lottare, bussare e anelare a qualcosa che si apre sempre senza essere mai del tutto aperto, che è perennemente in germe. *Un cristiano che rifiutasse di morire dopo essersi confessato sarebbe indegno della vita. ===[[Maurice Zundel]]=== *Essere cristiano è far sbocciare tutti i fiori nella certezza che l'amore avrà l'ultima parola. *Molti cristiani vedono la [[Chiesa (comunità)|Chiesa]] come una società di [[assicurazione]] dove basta versare il premio alla scadenza giusta per assicurarsi la salvezza eterna. *Noi cristiani non abbiamo ragione contro nessuno: noi abbiamo ragione per tutti. ==Voci correlate== *[[Cristianesimo]] *[[Croce cristiana]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt=cristiano|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Cristianesimo]] [[Categoria:Fedi, tradizioni e movimenti religiosi]] 2tz34e0icqp9ulm5pf83fhup4cwd68z 1429457 1429456 2026-10-14T06:31:48Z Gaux 18878 didascalia: è chiaramente una donna. Anche nella descrizione dell'immagine si fa riferimento a "una" martire 1429457 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Delaroche, Paul - A Christian Martyr Drowned in the Tiber During the Reign of Diocletian (1853, Hermitage).jpg|thumb|upright=1.4|''Una martire cristiana annegata nel Tevere durante il regno di Diocleziano'' (H. Delaroche, 1853)]] {{indicedx}} Citazioni sul '''cristiano'''. ==Citazioni== *A noi cristiani non bastano i riti, serve l'adesione del cuore e dell'intelletto. Non basta ripetere formule di cui non si sa il significato: chi prega deve capire ciò che dice, e in questo senso la riforma liturgica del Concilio Vaticano II è stata fondamentale per una fede più pensata, che non sia solo devozione. ([[Enzo Bianchi]]) *Alcuni pur non essendo cristiani vivono la medesima sorte di Cristo! ([[Maurizio di Gesù Bambino]]) *Barnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo e trovatolo lo condusse ad Antiochia. Rimasero insieme un anno intero in quella comunità e istruirono molta gente; ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati Cristiani. (''[[Atti degli Apostoli]]'') *[[Beatitudini dai libri|Beati]] i veri cristiani! Si buttano a' piedi di un [[confessione|confessore]], si accusano, si mortificano, e si rialzano di lì, e si spazzolano i calzoni insudiciati con una consolazione grandissima: perché, o vennero [[Assoluzione (religione)|assoluti]], o fu loro imposta una penitenza, che frutterà l'assoluzione. ([[Vittorio Imbriani]]) *Buona parte dei cristiani in generale si accontentano della brodaglia insipida di poche nozioni religiose condite con qualche pizzico di sentimentalismo, e hanno perduto completamente il gusto del cibo solido e sostanzioso, di alcune verità vitali che pure stanno alla base di tutta la costruzione dogmatica cristiana. ([[Carlo Gnocchi]]) *«Ci ha del sale in zucca, quel cane. Forse che non guarda storto certi giovinotti che ridono o cantano se è in compagnia?», continuò Dodger. «O non ringhia se sente suonare un violino? O non odia i cani di razza diversa dalla sua? Ah, no! Mica!».<br>«È un vero cristiano», fece Charley.<br>Ciò fu detto come semplice tributo alle qualità del cane, ma la frase era appropriata anche in un altro senso, pur rimanendone mastro Bates inconsapevole, poiché ci sono parecchie gentildonne e gentiluomini, cristiani professi, che hanno marcati e singolari punti di somiglianza col cane del signor Sikes. ([[Charles Dickens]]) *Ciò che vi è di più tragico, non è l'incredulo che bestemmia, non è l'uomo che cerca, che ha dei dubbi. La cosa più tragica è il cristiano che non fa più salti di gioia pensando che Dio lo ha cercato, come ha cercato la pecorella. Perché è questa, ancora una volta, la grande verità rivelata al cristiano. ([[Jacques Loew]]) *Come cristiani siamo tenuti a dare l'esempio del sacrificio e della dedizione. ([[Charles de Foucauld]]) *Così, invece di capire e seguire gli insegnamenti di Gesù, i cristiani disputarono e litigarono sulla natura della divinità di Gesù e sulla trinità. Si chiamarono reciprocamente eretici e si perseguitarono e decapitarono fra di loro. ([[Jawaharlal Nehru]]) *Cristiano (''s.m.''). Persona convinta che il Nuovo Testamento sia un libro ispirato da Dio e straordinariamente adatto alle esigenze spirituali del suo prossimo. Seguace degli insegnamenti di Cristo finché questi non contraddicano i peccati cui indulge più volentieri. ([[Ambrose Bierce]]) *Da cristiano ho anch'io una missione da assolvere nella vita. ([[Carlo Verdone]]) *Dal Gesù umiliato alle umiliazioni praticate in suo nome, la conversione è rapida, facile e la mania durevole presso i cristiani. ([[Michel Onfray]]) *Dal momento che il mondo odia il cristiano, perché ami chi ti odia e non segui piuttosto Cristo, che ti ha redento e ti ama? ([[Tascio Cecilio Cipriano]]) *Di tutte le religioni, quella cristiana è senza dubbio quella che dovrebbe ispirare più tolleranza, sebbene fino ad ora i cristiani siano stati i più intolleranti tra gli uomini. ([[Voltaire]]) *È meglio essere cristiano senza dirlo piuttosto che proclamarlo senza esserlo. ([[Ignazio di Antiochia]]) *È nella sconfitta che si diventa cristiani. ([[Ernest Hemingway]]) *E non pensare nemmeno male di Anselmo. Anselmo è un cristiano, qualcosa di molto raro nei paesi cattolici. ([[Ernest Hemingway]]) *''E penso a come cambia in fretta la Morale: | un tempo si uccidevano i cristiani e poi questi ultimi | con la scusa delle [[strega|streghe]] ammazzavano i pagani.'' ([[Franco Battiato]]) *Ecco perché un buon cristiano deve guardarsi non solo dagli astrologhi ma anche da qualsiasi indovino che usi mezzi contrari alla religione, soprattutto quando dicono il vero, per evitare che ingannino l'anima mettendola in rapporto con i demoni e la irretiscano in una specie di patto d'alleanza con loro. ([[Agostino d'Ippona]]) *Esser perfetti come Dio è la mèta a cui deve tendere il cristiano: la mèta è certamente irraggiungibile, ma è dovere del cristiano avvicinarsi sempre più ad essa. ([[Giuseppe Ricciotti]]) *Già, perché sono cristiano? [...] In breve: perché, nonostante ogni veemente obiezione contro ciò che è cristiano solo di nome, trovo tuttavia nel cristianesimo un orientamento di fondo nelle questioni circa il grande da-dove e verso-dove, perché e a-che-scopo dell'uomo e del mondo: un orientamento di fondo per la mia vita individuale e sociale! E con esso contemporaneamente una patria spirituale, cui vorrei tanto poco voltare le spalle quanto poco in ambito politico le vorrei voltare alla democrazia, di cui a suo modo non meno del cristianesimo si è fatto e si fa un uso indebito e vergognoso. ([[Hans Küng]]) *Gli ebrei cristiani costituiscono il segno fiducioso che un giorno l'intero popolo di Israele riconoscerà in Gesù Cristo il compimento della propria ardente speranza. ([[Rainer Riesner]]) *Gli Ebrei non volevano che la statua di Giove fosse a [[Gerusalemme]]; ma i cristiani non volevano che fosse in Campidoglio. ([[Voltaire]]) *Gli increduli d'Europa combattono i cristiani più come nemici politici che come avversari religiosi: essi odiano la [[fede]] più come l'opinione di un [[partito]] che come una erronea credenza; e nel sacerdote combattono assai più l'amico del potere che non il rappresentante di [[Dio]]. ([[Alexis de Tocqueville]]) *Gratta il cristiano e troverai il pagano – rovinato. ([[Israel Zangwill]]) *{{NDR|[[Ultime parole]]}} Guardate come può morire in pace un cristiano! ([[Joseph Addison]]) *Homer, sai perché sono cristiano? [...] Perché io sono convinto che ogni anima abbia la possibilità della salvezza. O almeno ne ero convinto fino adesso. Homer Simpson, tu non sei degno di essere salvato! (''[[I Simpson (ventunesima stagione)|I Simpson]]'') *I cristiani che non sono in piena comunione con l'insegnamento sulla salvezza e la costituzione apostolica ed episcopale della Chiesa cattolica, sono giustificati dalla fede e dal battesimo e incorporati integralmente nella Chiesa di Dio in quanto Corpo di Cristo. ([[Gerhard Ludwig Müller]]) *I Cristiani, confusi sul principio con i [[Ebraismo|Giudei]], approfittarono della libertà di cui questi godevano per l'esercizio del loro culto e vissero, come dice [[Tertulliano]], all'ombra della Sinagoga; ''quasi sub umbraculo insignissimae religionis certe licitae''. ([[Orazio Marucchi]]) *I cristiani devono essere continuamente chini sugli abissi. ([[Léon Bloy]]) *I cristiani hanno bruciato sul rogo altri cristiani, nella ferma convinzione che tutti gli apostoli avrebbero fatto altrettanto. ([[George Gordon Byron]]) *I cristiani non restano indietro quando si tratta di arruolare Dio per i loro misfatti. ([[Michel Onfray]]) *I cristiani non fanno gruppo a sé, perché il loro compito è di essere dentro l'umanità, come un fermento di speranza, una indicazione possibile, una anticipazione incredibile. ([[Ernesto Balducci]]) *I cristiani, se non sono [[accoglienza|accoglienti]], non dicano che sono cristiani. ([[Andrea Gallo]]) *I cristiani sono ammaestrati a farsi il segno della croce in certe occasioni, a inchinarsi e cosi via; del resto la religione è, in genere, il vero capolavoro dell'ammaestramento. ([[Arthur Schopenhauer]]) *I cristiani sono figli di una profezia attuata alla luce del Golgota; in forza di questo, reclamano giustamente la presenza di profeti come segni di un amore che sa arrivare fino al dono totale di sé. ([[Rino Fisichella]]) *I cristiani sono portatori nel mondo di una speranza temporale realista, non di un vano sogno utopico, anche quando testimoniano la propria fedeltà a valori assoluti come la vita. ([[Georges Cottier]]) *I cristiani sono stoici, eh sì, perché i cristiani che cosa vogliono? Vogliono la felicità eterna e come dicono i cristiani: siamo nati per soffrire. (''[[Così parlò Bellavista]]'') *I cristiani vivono la pace del cuore. Chi vive la pace del cuore vive un'inquietudine positiva. ([[Ernesto Olivero]]) *I cristiani volevano cristianizzare tutti, compresi i cosiddetti "selvaggi", quelli che non erano nemmeno considerati esseri umani, che abitavano nelle foreste... Popolazioni che i missionari consideravano come "scimmie" eppure volevano evangelizzarli lo stesso. Per farli diventare umani. ([[Boualem Sansal]]) *I pagani non conoscono Dio e amano soltanto la terra. Gli ebrei conoscono il vero Dio e amano soltanto la Terra. I cristiani conoscono il vero Dio e non amano affatto la terra. ([[Blaise Pascal]]) *Il cristiano attribuisce al Creatore tutte le caratteristiche di un mascalzone, e giunge poi alla conclusione che un mascalzone e un padre sono la stessa cosa! ([[Mark Twain]]) *Il cristiano che vota a sinistra si schiera dalla parte del peccato e del demonio. ([[Roberto Calderoli]]) *Il cristiano, come anche il pagano, non può non incominciare il lavoro del proprio perfezionamento partendo dall'inizio, ovverosia da quel medesimo punto da cui parte anche il pagano, e precisamente dalla [[temperanza]], proprio così come uno che vuol salire una scala non può non cominciare dal primo gradino. ([[Lev Tolstoj]]) *Il cristiano è libero di fronte allo stato perché non è mai solo un cittadino dello Stato. ([[Christoph Schönborn]]) *Il cristiano è portatore di una parola che è capace di raggiungere l'altro e di farlo progredire, di farlo andare avanti, ma dal punto in cui lui è realmente, non a partire dalle aspettative di colui che parla, dalle sue decisioni, dai suoi giudizi. ([[Sabino Chialà]]) *Il cristiano energumeno e razzista sogna la rivincita di Lepanto. ([[Michele Serra]]) *Il cristiano evade dal mondo per rifugiarsi nell'universo, il buddhista vuole evadere dall'universo ancora più che dal mondo. Uno vorrebbe annientarsi, l'altro vorrebbe tornare alla sua creazione: al suo Creatore. [...] C'è ben poco al mondo che si possa confrontare con queste due alternative quanto a completezza. E chi non si sentirà di scalare la montagna di Cristo, precipiterà fatalmente nel baratro di Buddha. ([[Gilbert Keith Chesterton]]) *Il cristiano moderno è divenuto certamente più tollerante, ma non per merito del cristianesimo. Questo addolcimento del costume è dovuto a generazioni di liberi pensatori che – dal Rinascimento ad oggi – hanno provocato nei cristiani un senso di sana vergogna per i loro tradizionali pregiudizi. ([[Bertrand Russell]]) *Il mestiere dei cristiani non è vendere il pane ma il lievito. ([[Miguel de Unamuno]]) *Il modo di funzionare del cervello umano è assolutamente peculiare. Il cristiano parte da questa affermazione diretta, precisa, inflessibile e intransigente: Dio sa tutto ed è onnipotente. ([[Mark Twain]]) *Il sangue (dei [[martirio|martiri]]) è il seme dei cristiani. ([[Tertulliano]]) *Il sussurro: «Saremo come [[dèi|dei]]», è per il marxista la sorgente e la realizzazione di tutte le sue ambizioni; per il cristiano è la peggiore tentazione diabolica e conduce inevitabilmente alla perdizione. ([[Donald Nicholl]]) *Il vero cristiano non appartiene a nessuna sètta particolare. Può partecipare alle cerimonie di qualsiasi sètta e non appartenere a nessuna. Egli possiede una sola scienza, che è Cristo entro di lui; ha un solo desiderio, fare il bene. ([[Jakob Böhme]]) *In quei quattro anni di guerra non avevo mai sparato contro un uomo: né contro un uomo vivo, né contro un uomo morto. Ero rimasto cristiano. Rimaner cristiano, in quegli anni, voleva dir tradire. Esser cristiano voleva dire essere un traditore, poiché quella sudicia guerra non era una guerra contro gli uomini, ma contro Cristo. Da quattro anni vedevo torme d'uomini armati andar cercando Cristo, come il cacciatore va cercando la selvaggina. In Polonia, in Serbia, in Ukraina, in Romania, in Italia, per tutta l'Europa, da quattro anni, vedevo torme d'uomini pallidi andar frugando nelle case, nei cespugli, nei boschi, sui monti, nelle valli, per stanare Cristo, per ammazzarlo come un cane arrabbiato. Ma ero rimasto cristiano. ([[Curzio Malaparte]]) *In tutta la mia vita non ho mai conosciuto un uomo che non fosse capace di sopportare le disgrazie di un altro da perfetto cristiano. ([[Aleaxnder Pope]]) *Io credo che se un giorno diventerò cristiano sul serio, dovrò vergognarmi soprattutto, non di non esserlo diventato prima, ma di aver tentato prima tutte le scappatoie. ([[Søren Kierkegaard]]) *L'operatore cristiano agisce a partire dalla sua fede, portando l'amore che Dio ha come padre, a ciascun uomo e ciascuna donna, di qualunque credo, e soprattutto a coloro che soffrono. ([[Paul Josef Cordes]]) *La maggioranza dei cristiani, ahimè, non è mai passata dal [[Gesù]] personaggio — cioè un insieme di dottrine, di dogmi — a Gesù persona viva; non è passata mai da «Gesù Egli» a «Gesù Tu». Per questo la [[fede]] di molti cristiani è come il sole invernale, che illumina ma non riscalda. ([[Raniero Cantalamessa]]) *La parola d'ordine dei primi cristiani era «[[gioia]]», e dunque continuiamo a servire il Signore con gioia. ([[Madre Teresa di Calcutta]]) *La solitudine a cui noi cristiani non siamo stati preparati, è quella della nostra condizione di credenti, fra masse nelle quali la nostra fede, di per sè, ci imponeva un deserto. ([[Madeleine Delbrêl]]) *La speranza dei cristiani di possedere un bene infinito è permeata di gioia reale e di timore; difatti per essi non è come per coloro che s'aspettassero un regno di cui intanto non possiedono nulla, essendo dei sudditi; i cristiani invece sperano la santità, la liberazione dall'ingiustizia e ne posseggono qualcosa. ([[Blaise Pascal]]) *La vita è una totalità: amarla, custodirla, diffonderla in tute le sue manifestazioni è il modo di esistere da cristiani nel mondo. ([[Ernesto Balducci]]) *Le nostre azioni, le nostre opere di cristiani dovranno essere contrassegnate dall'apertura di una assoluta gratuità: questa stabilirà un continuo flusso di bene e di grazia tra il cielo e noi. E ci libererà da tutte quelle solidificazioni create dall'ambizione vanitosa di porre una finalità alle nostre azioni, anche a quelle che riteniamo più conformi alle qualità cristiane. Amiamo «per», preghiamo «per», facciamo delle opere sociali «per»; motivare l'amore non è amare, avere una ragione per donare non è dono puro, avere una motivazione per pregare non è preghiera. ([[Giovanni Vannucci]]) *Lo spirito di Cristo è radicalismo per amore e ogni cristiano deve adoperarsi per questo spirito. ([[Richard Gutzwiller]]) *Meglio [[sonno|dormire]] con un [[cannibalismo|cannibale]] sobrio che con un cristiano ubriaco. ([[Herman Melville]]) *Mi hanno detto che i cristiani insegnano ad amare il prossimo. Vedendo cosa sono gli uomini, non posso, in fede mia, amare i miei simili. (''[[Quo vadis?]]'') *Nessun [[ebrei|ebreo]] fu mai abbastanza stupido da diventare cristiano senza essere un [[uomo]] intelligente. ([[Israel Zangwill]]) *Nessuno è propriamente un credente cristiano, finché non trova in Gesù di Nazareth, crocifisso e risorto, la ragione e il contenuto del suo credere; finché non accetta di misurare la propria mentalità su quella di Gesù, detto il Cristo; non ha imparato da Lui a conoscere chi è Dio e chi è l'uomo; non ha trovato «logico» costruire la propria vita come «memoria» della sua. Quando Gesù Cristo è talmente il punto di riferimento della vita di un uomo, allora quel credente si qualifica come cristiano. «Un cristiano non è un libero pensatore». Per lui, al principio, non sta l'uomo, il suo pensiero, la sua forza, le sue possibilità. Al principio non sta neppure un'idea. Sta la carità di Dio: cioè quel dimostrarsi di Dio nell'uomo Gesù, che dice a noi concretamente tutta la verità. Di fronte a ogni proposta, o ricerca, o cammino, la preoccupazione dominante di un credente cristiano sarà sempre quella di non perdere il riferimento a Cristo; di non giudicarlo o «svuotarlo» secondo le sollecitazioni del momento, per lasciarci invece sempre giudicare da Lui, assumendo la comunione con Lui come criterio irrinunciabile di verità e di azione. ([[Giovanni Moioli]]) *Noi cristiani lo sappiamo, o dovremmo saperlo: la nostra fede è all'insegna dell'et et, non dell'aut aut. Non siamo esclusivisti. Dio è uno e trino. È Padre e Figlio e Spirito Santo. Gesù è Dio e uomo, vero Dio e vero uomo. Per il cristiano, l'uomo è carne e spirito, corpo e anima. Al cristiano piace integrare, includere, non ergere barriere. Con l'incarnazione Dio si è fatto uomo. La chiesa stessa vive all'insegna dell'et et. È chiesa di preghiera e di azione, di grandi asceti e grandi lavoratori, di contemplazione e di missione. Ora et labora, non ora aut labora. La chiesa ha i predicatori e i confessori, i monaci e le monache di clausura e i preti di strada. La chiesa accoglie tutti: poveri e ricchi, colti e incolti, giovani e vecchi. ([[Aldo Maria Valli]]) *Noi cristiani non dobbiamo avere paura o scandalizzarci a torto dei risultati della ricerca scientifica. ([[Pierre Teilhard de Chardin]]) *Noi non abbiamo che un Padre, quello che è nei cieli. Il cristiano che aspiri a non demeritar troppo questa tremenda qualifica deve accostumarsi a non ritenere mai nulla di suo, in quel che egli fa, ma a scoprire, per tutto, l'azione provvida e incessante di chi lo regge e lo guida dal cielo. ([[Ernesto Buonaiuti]]) *Non ci sarebbero più pagani, se ci comportassimo da veri cristiani. ([[Giovanni Crisostomo]]) *Non ci sono belve tanto infeste agli uomini quanto i più dei cristiani sono esiziali a se stessi. ([[Ammiano Marcellino]]) *Non possiamo non essere cristiani, anche se non seguiamo più le pratiche del culto, perché il cristianesimo ha modellato il nostro modo di sentire e di pensare in guisa incancellabile; e la diversità profonda che c'è fra noi e gli antichi [...] è proprio dovuta a questo gran fatto, il maggior fatto senza dubbio della storia universale, cioè il verbo cristiano. ([[Benedetto Croce]]) *Non sarà cristiano in avvenire chi non porterà anche agli animali, alle piante, ai metalli, quell'amore cristiano che finora egli portava soltanto all'uomo. ([[Alberto Savinio]]) *Non saremmo cristiani fedeli, se non fossimo cristiani in continua fase di rinnovamento! ([[Papa Paolo VI]]) *Non sono un credente perché non credo nel dogma cristologico e in altri dogmi. Ma sono cristiano perché sono nato e vissuto in questa civiltà cristiana, e so quanta parte della mia formazione, direi di me stesso, debba a questa civiltà di cui sono figlio, e che, ahimè! volge al tramonto. Per capire che cosa sia stato [[Gesù]] per l'umanità, basta pensare che cosa saremmo noi se Egli non fosse esistito, la figura più sublime che sia apparsa nella storia di tutti i tempi e di tutti i popoli. ([[Augusto Guerriero]]) *Ogni cristiano è invitato da Dio a vivere di fede: vedere ciò che non si vede, contemplare la sapienza di Dio nell'assurdità apparente della storia. ([[Pavel Nikolaevič Evdokimov]]) *Ora, se esistevano già prima di [[Filone di Alessandria|Filone]] il Vangelo e gli scritti degli Apostoli, e se Filone viveva già da 25 a 30 anni allorché sarebbe nato Cristo, chi non vede che l'esistenza dei cristiani è anteriore a Cristo stesso? ([[Emilio Bossi]]) *Parlo di cristiani. Ma dove sono in realtà i cristiani? Tutt'intorno non vedo che pseudocristiani, che vivono allo stesso modo dei miscredenti. Mentre, essere cristiano significa vivere in maniera diversa. Significa seguire la strada di Cristo, [[imitazione|imitare]] Cristo. Significa rinunciare agli interessi personali, all'agiatezza e al potere, e volgere il viso ai poveri, ai semplici e ai sofferenti. Ma hanno forse fatto questo le Chiese? ([[Milan Kundera]]) *Per Cristo e per il cristiano, la grandezza sta in questo, che essendo sensibili alla sofferenza, la si accetta tuttavia per amore, appoggiandosi non solo sulla propria forza – è il secondo aspetto –, ma sulla forza di Dio, con la sicurezza che Dio non può permettere che noi soffriamo o siamo tentati oltre le nostre forze. ([[Jean Daniélou]]) *Per i cristiani trovarsi di fronte a una cosa incredibile è una bella occasione per credere. ([[Michel de Montaigne]]) *Per il cristiano, come per Gesù, si tratta di vivere, nel rendimento di grazie al Padre, le gioie umane che il Creatore gli dona. ([[Papa Paolo VI]]) *Per il cristiano è certa, reale soltanto l'esistenza del dio cristiano, per il pagano l'esistenza del dio pagano. ([[Ludwig Feuerbach]]) *Per ogni cristiano, la testimonianza della verità prende, in maniera visibile o oscura, la forma di una passione. ([[Jean-Marie Lustiger]]) *Per un cristiano, quella che chiamiamo vita è una preparazione a quello che chiamiamo l'[[aldilà]], l'altra vita. ([[Jean Guitton]]) *Pur possedendo chiese ed immagini della Madonna, nel santuario dell'anima, [[Maria]] è talvolta assente. Occorre il vitale spirito mariano, il vero spirito di umiltà, di soprannaturalità, di amore, di fiducia, che forma il cristiano. Occorre la vita interiore che feconda tutta l'attività e l'apostolato del cristiano. ([[Giacomo Alberione]]) *Qualunque sia la facilità o la difficoltà d'imparare la grammatica, provati a confrontare la rozza fede con la cultura. Un Cristiano ignorante saprà a stento che cosa [[credere]]. ([[Coluccio Salutati]]) *Quando si è cristiani di qualunque sesso si sia non è permesso esser vili. L'anima del cristianesimo, se si può dir così, è il disprezzo di questa vita e l'amore dell'altra. ([[Fénelon]]) *Quando si incontra Dio, la prima scoperta è l'insignificanza di tutte le cose che anche oggi i cristiani, esclusi ovviamente i santi, prendono così ridicolmente sul serio. ([[André Frossard]]) *Questo sono i cristiani. Un miracolo nel mondo della violenza: il perdono delle vittime ai carnefici. ([[Antonio Socci]]) *Rivoluzioni ordinate non esistono, e poi, i cristiani sono nati per soffrire, e non per combattere. ([[John Osborne]]) *Se è vero che per essere un buon cristiano bisogna porgere l'altra guancia, è pur vero che Gesù Cristo, con molta intelligenza, di guance ce ne ha date soltanto due. (''[[Il divo]]'') *Se i cristiani credessero effettivamente a Cristo farebbero il più delle volte il contrario di ciò che fanno e sarebbero l'opposto di quel che sono in quasi tutte le ore della vita cioè superbi, avidi, avari, vendicativi, violenti, carnali e bestiali. ([[Giovanni Papini]]) *Se nell'esser cristiani non vi è ogni momento, come al principio, assolutamente il più grande pericolo umano possibile, il Cristianesimo è abolito. ([[Søren Kierkegaard]]) *Se non abbiamo fatto qualche cosa nel mondo non è perché siamo cristiani, ma perché non lo siamo abbastanza. ([[Lia Varesio]]) *Se tu dici: – Io sono un Giudeo, – nessuno si preoccuperà. Se tu dici: – Io sono Romano, – nessuno si sentirà scosso. Se tu dici: – Io sono un Greco, un barbaro, uno schiavo, un libero, – nessuno si turberà. Se tu dici: – Io sono un cristiano, – tutti si agiteranno. (''[[Vangelo secondo Filippo]]'') *Si potrebbe dire che le beatitudini sono come il "clima spirituale" di tutta la nostra vita cristiana; quando le beatitudini diventano qualche cosa di totalmente estraneo, non siamo cristiani. ([[Marie-Dominique Philippe]]) *Siano, le anime dei cristiani, come altari sui quali si ripetano e si ravvivano le varie fasi del Sacrificio che immola il Sommo Sacerdote: i dolori, cioè, e le lacrime che lavano ed espiano i peccati; la preghiera a Dio rivolta che si eleva fino al cielo; la propria immolazione fatta con animo pronto, generoso e sollecito e, infine, l'intima unione con la quale abbandoniamo a Dio noi e le nostre cose e riposiamo in Lui. ([[Papa Pio XII]]) *Siate attenti alla oggettività del vero e del bello, del nuovo, dell'amoroso, che accompagna la presenza del cristiano del mondo, sempre. Se per un minimo l'uomo cristiano aderisce alla sua fede, porta realmente questa novità. Voi siete nelle condizioni ancora più privilegiate, perché siete stati chiamati a portare il contributo della vostra buona volontà, come aiuto ai vostri compagni e ai vostri amici. ([[Luigi Giussani]]) *''Siate, Cristiani, a muovervi più gravi: | non siate come penna ad ogne vento, | e non crediate ch'ogne acqua vi lavi. | Avete il novo e 'l vecchio Testamento, | e 'l pastor de la Chiesa che vi guida; | questo vi basti a vostro salvamento. | Se mala cupidigia altro vi grida, | uomini siate, e non pecore matte, | sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'') *{{NDR|Motivando il titolo del libro ''Memorie di un cristiano''}} So che per questo titolo mi condanneranno. Alcuni – i più – diranno: sarebbe ora che la smettesse con queste sciocchezze. Al giorno d'oggi lo capiscono tutti che la fede cristiana è una delle tante religioni. E tutte le religioni sono superstizioni, sono cioè quel materiale che più di ogni altra cosa intralcia l'evoluzione dell'umanità. Altri diranno: come, di un cristiano? Chi può dire di sé: io sono un cristiano? Il vero cristiano è innanzitutto umile e non osa definir sé stesso cristiano né tantomeno dichiararsi tale sulla carta stampata. Mi condannino pure, ma io metterò questo titolo. Non mi fa paura che mi si accusi di essere retrogrado perché non soltanto non ritengo che la religione sia una superstizione, ma, al contrario, ritengo che la verità religiosa sia l'unica verità accessibile all'uomo, e la dottrina cristiana io la ritengo una verità che – lo vogliano riconoscere gli uomini o no – si trova a fondamento di tutto il sapere umano, e non mi fa paura nemmeno mi si condanni perché ho l'orgoglio di chiamarmi cristiano, dato che le parole: io sono un cristiano, le intendo diversamente da come le si intende di solito. ([[Lev Tolstoj]]) *Solo di una cosa bisogna avere paura: di non essere cristiani, di essere, come diceva Gesù, un «sale senza sapore», una luce spenta o un lievito senza vita. ([[Andrea Santoro]]) *Sono cristiano, confesso di esserne orgoglioso e di lottare con ogni mezzo per essere riconosciuto come tale. ([[Giustino martire]]) *Tutti coloro, singoli o associati, che si gloriano del nome di cristiani, devono, se non dimenticano il proprio dovere, alimentare non le inimicizie e le rivalità tra le classi sociali, ma la pace e il mutuo amore. ([[Papa Pio X]]) *Un cristiano è perfettamente libero da tutti, soggetto a nessuno. Un cristiano è un servo di tutti, soggetto a tutti. ([[Martin Lutero]]) *Un cristiano è tale in quanto la sua vita dice qualcosa, non in quanto decide lui di essere cristiano. ([[Sabino Chialà]]) *Un cristiano ha eminentemente quelle qualità che un antico domanda a uno storico... ''un buon senso per le cose del mondo, una gradevole espressione'' ([[François-René de Chateaubriand]]) *Un cristiano non può considerare "giustificabili" l'[[odio]] o l'esecrazione in nessuna occasione e qualunque sia la tua opinione in merito non ci sono dubbi sulle conseguenze pratiche che la cosa avrebbe su di te. Potresti ingoiare una dose di acido prussico in due sorsi e pensare di proteggerti dicendo: «Questo è per Robespierre, quest'altro è per l'assassino di Bristol», ma sarà difficile avere dubbi su chi beneficerà del veleno. ([[Emmet Fox]]) *Una delle grandi fortune dell'essere cristiani sta anche in questa libertà di dialogo e di rapporto con tutti. ([[Ernesto Olivero]]) *Vergogna su quanti tra noi sono Cristiani e non seguono la via del Salvatore del mondo la cui vita fu piena di bontà, umiltà e martirio! Se avessimo vissuto secondo le leggi che Egli ci ha dato e se fossimo stati degni di essere chiamati Cristiani la pace avrebbe regnato su questa terra. Gli uomini furono concepiti per essere come gli angeli viventi che incessantemente cantano le lodi al Dio Eterno. Se fosse stato così, i popoli della terra non sarebbero stati divisi lungo linee di inimicizia. In verità non c'è ragione legittima né buona causa che possa giustificare la guerra. ([[Haile Selassie]]) *Vi spiegherò ''perché non sono cristiano''. E qui bisogna subito chiarire il significato della parola. Oggi molti la usano non sempre a proposito. Certuni definiscono cristiano la persona che cerca di condurre una vita retta. Esisterebbero allora cristiani in ogni setta e credo religiosi. Forse che tra i buddhisti, i confuciani, i maomettani non figurano persone ammodo? Certamente non è questo il vero significato della parola. Per venire a buon diritto chiamati cristiani, occorre molta fede, e ben definita. La parola, ora, non ha la stessa chiara applicazione dei tempi di sant'Agostino e di san Tommaso, quando dogmi precisi erano accettati con profonda convinzione. ([[Bertrand Russell]]) ===[[Angelo Bagnasco]]=== *Il cristiano vive riferito a Cristo. *La più grande sventura per un cristiano non è perdere la salute e la vita, ma il buon sapore di Cristo, la sua grazia. *Se la missione è attrazione, il cristiano dovrebbe vivere in modo tale da fare "invidia" ad altri che, sorpresi, si chiederanno il segreto di questo singolare modo di stare nel mondo. Il nostro segreto non è esclusivo, poiché Dio abita dove lo si fa entrare. *Se per nessuno è possibile l'assenteismo sociale, per i cristiani è un peccato di omissione. *Vivere da cristiani è bello, ma impegnativo, spesso difficile: chiede anche di andare contro corrente, di non pensare e agire secondo le mode del mondo. La preghiera è incontro con il Signore e scuola di vita. ===[[Hans Urs von Balthasar]]=== *Chi è il cristiano? Uno che impegna la propria vita per i fratelli, perché egli stesso è debitore della vita al crocifisso. Ma che cosa può dare seriamente ai fratelli? Non soltanto cose visibili; il suo dono – ciò che è stato dato a lui stesso – affonda nelle cose invisibili di Dio. *Il cristiano che, avendo nella preghiera dimestichezza con lo Spirito santo di Gesù che continuamente guida e comanda, è in grado di sentire di dover abbandonare l'intero suo progetto a favore del disegno di Dio: ecco il cristiano maturo! *Il cristiano che è interrogato e che interroga è più che mai isolato. *Il cristiano deve continuamente determinare il proprio posto, per poter rettamente pregare ed agire. *Il cristiano deve saper vedere tramonti attorno a sé, senza che per questo il suo sole scompaia; deve essere povero con i fratelli (spiritualmente) poveri e tuttavia non deve rinnegare la sua ricchezza. *Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l'unico «scudo della fede» e l'elmo della salvezza» e «la spada dello spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiera e di supplica» come armi di difesa e di offesa. *Il cristiano incontra Cristo nel [[prossimo]], non fuori di lui o al di là di lui. *Il cristiano si differenzia dagli altri uomini per il fatto che per lui il rapporto tra essere e dover essere si è rovesciato. *Il cristiano sta sulla soglia della vita, dove tutto si schiude, tutto promette, tutto subisce una trasfigurazione profonda, per nulla superficiale, vera e non verniciata. *Ogni cristiano deve essere missionariamente aperto anche al mondo non cristiano, anzi in modo più intenso di quanto lo possa essere la comunità ecclesiale in quanto tale. *Un cristiano deve sempre, che egli vegli o dorma, che preghi o che lavori, che taccia o che parli, stare a disposizione, poiché egli già da sempre è stato posto a disposizione. *Un cristiano non può essere tranquillo perché salvo, mentre un fratello è perduto, egli condivide i sentimenti e la preoccupazione del Buon Pastore. ===[[Papa Benedetto XVI]]=== *All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva. *Il cristiano non deve essere tiepido. L'Apocalisse ci dice che questo è il più grande pericolo del cristiano: che non dica di no, ma un sì molto tiepido. Questa tiepidezza proprio discredita il cristianesimo. La fede deve divenire in noi fiamma dell'amore, fiamma che realmente accende il mio essere, diventa grande passione del mio essere, e così accende il prossimo. Questo è il modo dell'[[evangelizzazione]]: «Accéndat ardor proximos», che la verità diventi in me carità e la carità accenda come fuoco anche l'altro. Solo in questo accendere l'altro attraverso la fiamma della nostra carità, cresce realmente l'evangelizzazione, la presenza del Vangelo, che non è più solo parola, ma realtà vissuta. *Non si può essere cristiani a spese dell'essere uomini; e per essere uomini si intende poi ciò che pare e piace a ciascuno. Esser cristiani è un optional gradito, ma non deve costare nulla... Cristo è salito sulla croce: un [[Gesù]] disponibile a tollerare tutto non sarebbe stato crocifisso. *Un cristiano non può essere mai triste perché ha incontrato Cristo, che ha dato la vita per lui. ===[[Carlo Carretto]]=== *I battimani sono una droga da cui i cristiani dovrebbero guardarsi con più attenzione. *Io non ho paura della civiltà moderna, se noi cristiani sapremo immettere negli uomini di oggi la verità e l'amore, e sapremo con i racconti su Gesù e sul Padre far sentire la nostalgia del cielo. *Per il cristiano, rendere conto della propria speranza significa rendere conto agli uomini della speranza che Dio pone in essi, della fiducia che accorda loro, con cui li ama. ===[[Celso (filosofo)|Celso]]=== *{{NDR|I cristiani}} Deridono coloro che adorano Zeus perché a Creta se ne mostra la tomba; ciò non di meno venerano colui che è risorto dalla tomba, senza sapere come né perché i Cretesi si comportano in questo modo. *I Cristiani sono impostori, ed evitano accuratamente le persone più sofisticate, perché poco disposte a lasciarsi ingannare; e adescano invece gli zotici. *I Cristiani stringono fra loro dei patti che violano le istituzioni tradizionali. I patti possono essere palesi, quando si fanno in conformità alle leggi, oppure occulti, quando vengono stipulati contro le istituzioni tradizionali. La cosiddetta agape dei Cristiani nasce dal pericolo comune, e vale assai più dei giuramenti. I patti fra Cristiani contravvengono alla legge comune. *La loro morale è banale, e in confronto a quella degli altri filosofi non insegna alcunché di straordinario o di nuovo. ===[[Emil Cioran]]=== *Che modestia negli Antichi! Epitteto dice della Provvidenza: «Non ha potuto fare di meglio». Quale teologo cristiano avrebbe avuto l'onestà di dire la stessa cosa del suo dio? *Disprezzo il cristiano perché è capace di amare i suoi simili ''da vicino''. A me, per riscoprire l'uomo ci vorrebbe il Sahara. *Gli asceti cristiani pensavano che solo il deserto fosse senza peccato, e lo paragonavano agli angeli. In altre parole, non c'è purezza se non là dove non nasce nulla. *L'idea che ho potuto – come tutti – essere sinceramente cristiano, fosse anche per un solo secondo, mi getta nello smarrimento. Il Salvatore mi annoia. Sogno un universo immune da intossicazioni celesti, un universo senza croce né fede. ===[[Papa Francesco]]=== *Il corrotto è fisso in uno stato di sufficienza, non sa cosa sia l'umiltà. Gesù, a questi corrotti, diceva: "La bellezza di essere sepolcri imbiancati", che appaiono belli, all'esterno, ma dentro sono pieni di ossa morte e di putredine. E un cristiano che si vanta di essere cristiano, ma non fa vita da cristiano, è uno di questi corrotti. *Noi cristiani forse abbiamo perso un po' il senso della adorazione, e pensiamo: ''andiamo al Tempio, ci raduniamo come fratelli'' – quello è buono, è bello! – ma il centro è lì dove è Dio. E noi adoriamo Dio. *Noi cristiani non vogliamo adorare niente e nessuno in questo mondo se non Gesù Cristo, che è presente nella santa Eucaristia. Forse non sempre ci rendiamo conto fino in fondo di ciò che significa questo, di quali conseguenze ha, o dovrebbe avere questa nostra professione di fede. Questa nostra fede nella presenza reale di Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, nel pane e nel vino consacrati, è autentica se noi ci impegniamo a camminare dietro a Lui e con Lui. *Non siate mai uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo! *Non siate sciocchi, ricordate, un cristiano non può permettersi il lusso di essere sciocco. ===[[Papa Giovanni Paolo II]]=== *Dobbiamo ammettere realisticamente e con profonda sofferenza, che i Cristiani oggigiorno si sentono smarriti, confusi, perplessi ed anche delusi; vengono diffuse tante idee che si oppongono alla verità come è stata rivelata e insegnata da sempre; vere e proprie eresie si sono diffuse nelle aree del dogma e della morale, creando dubbi, confusioni e ribellioni; la liturgia è stata alterata; immersi in un relativismo intellettuale e morale e quindi nel permissivismo, i Cristiani sono tentati dall'ateismo, dall'agnosticismo, da un illuminismo vagamente morale e da una cristianità sociologica priva di dogmi o di una moralità obbiettiva. *Fissare gli occhi sul volto di Cristo, riconoscerne il mistero nel cammino ordinario e doloroso della sua umanità, fino a coglierne il fulgore divino definitivamente manifestato nel Risorto glorificato alla destra del Padre, è il compito di ogni discepolo di Cristo; è quindi anche compito nostro. Contemplando questo volto ci apriamo ad accogliere il mistero della vita trinitaria, per sperimentare sempre nuovamente l'amore del Padre e godere della gioia dello Spirito Santo. *Per noi cristiani ogni giorno può e deve essere [[Avvento]]; può e deve essere Natale! Perché, quanto più purificheremo le nostre anime, quanto più faremo spazio all'amore di Dio nel nostro cuore, tanto più Cristo potrà ''venire e nascere'' in noi. ===[[Nicolás Gómez Dávila]]=== *Chiunque non confidi nell'uomo è, in fondo, un cristiano. *Essere cristiani è trovarsi di fronte a colui cui non possiamo nasconderci, di fronte a cui non possiamo mascherarci. È assumersi il peso di dire la verità anche quando offende. *Il cristiano moderno sente l'obbligo professionale di mostrarsi affabile e allegro, di sfoggiare un benevolo sorriso a trentadue denti, di ostentare cordialità ossequiosa per convincere il miscredente che il cristianesimo non è religione «ombrosa», dottrina «pessimista», morale «ascetica». Il cristiano progressista ci stringe forte la mano con ampio sorriso elettorale. ===[[Bill Hicks]]=== *Cristiani che uccidono, ah! Siamo a corto di idee su questo pianeta, non è vero? *Ho fatto questo spettacolo in Alabama e questi tre bifolchi mi incontrarono dopo lo spettacolo. "Signor tipo divertente, vieni qui. Ehi amico, siamo cristiani, non ci piace quello che hai detto!". Ho risposto: "Allora perdonatemi". *Molti cristiani portano croci attorno al collo. Pensate che quando [[Gesù]] tornerà, vorrà vedere una fottuta croce? È come andare da [[Jacqueline Kennedy Onassis|Jackie Onassis]] con su un ciondolo a fucile. ===[[Chiara Lubich]]=== *La gioia del cristiano è come un raggio di sole che brilla da una lacrima, una rosa fiorita su una macchia di sangue, essenza d'amore distillata dal dolore, [...] per questo ha la forza [[apostoli|apostolica]] di uno squarcio di [[Paradiso]]. *Non c'è cristiano senza la [[croce cristiana|croce]]. Se non portiamo la nostra croce non possiamo seguire Gesù che sale al Calvario portando la sua croce. La [[croce cristiana|croce]] è la radice della carità. Con essa abbiamo una vita solida, ben piantata, protetta contro le tempeste. Con essa si cammina sicuri. Due grandi amori deve possedere il nostro cuore: Maria come punto d'arrivo e la croce come mezzo per essere un'altra lei nel mondo, e adempiere i disegni di Dio. *Occorre, per essere cristiani, amare questo prossimo ora. Quindi non un amore platonico, non un amore ideale: amore fattivo. *Per [[amore|amare]], il cristiano deve fare come Dio: non attendersi di essere amato, ma amare «per primo». ===[[Primo Mazzolari]]=== *È finito il tempo di fare da spettatore sotto il pretesto che si è onesti e cristiani. Troppi ancora hanno le mani pulite perché non hanno mai fatto niente. Un cristiano che non accetta il rischio di perdersi per mantenersi fedele a un impegno di salvezza, non è degno d'impegnarsi col Cristo. *Il cristiano che si ferma e si chiude invece di camminare rischia di smarrire la coscienza della cattolicità. *Il cristiano è l'uomo finalmente promosso a uomo. *Il cristiano è un "uomo di pace", non un "uomo in pace": fare la pace è la sua vocazione. *Il cristiano non può rifiutare che il male, per comporre cattolicamente ogni cosa buona. *L'uomo che manca all'uomo è ingiusto; il cristiano che manca al cristiano è sacrilego. *Nessuno è più viandante di un cristiano. Un altro può sostare ove gli piace, poiché davanti ad ogni sorgente l'attende una sete. Il cristiano, ha la sete di tutte le cose visibili e invisibili; la sete che non si può frazionare in piccole avventure, saldato com'è a Qualcuno, che pur non conoscendo ancora bene, pur non sapendo con qual nome chiamarlo, sa di dover cercare in un'Avventura che gli impone il ritorno qualora la strada non cammini. *Quanti cristiani, per assicurarsi un diritto all'odio, si tramutano in farisei che non vedono fratelli, ma pubblicani, ma samaritani, ma pagani. *Un cristiano deve fare la pace anche quando venissero meno "le ragioni di pace". ===[[Henry de Montherlant]]=== *Quest'uomo che si considera cristiano, si è tirato un colpo di revolver perché non era più d'accordo col mondo che è stato creato. Ha fatto un segno di croce sul revolver, l'ha baciato e se n'è andato. *Se fossi stato cristiano credente, mi sarei fatto prete. E sarei stato un santo. Perché o un credente è santo o non è un credente. *Vorrei essere cristiano solo per pochi istanti, così da poter pregare per l'anima di Pompeo e per quella di Malatesta, come Dante fece pregare papa Gregorio per l'anima dell'imperatore Traiano. L'idea di Dante, idea sublime: questo è il cristianesimo. Ebbi questo pensiero molto giovane, probabilmente bambino. Ma pensavo a Scipione e non a Malatesta, di cui ignoravo l'esistenza. ===[[John Henry Newman]]=== *È compito specifico del cristiano opporsi al mondo. *I veri cristiani sono vigilanti, e i cristiani incoerenti non lo sono. *Per i cristiani, una visione poetica delle cose è un dovere: siamo tenuti a colorire tutte le cose con le tinte della fede, a riconoscere in ogni evento un divino significato e una tendenza soprannaturale. ===[[Friedrich Nietzsche]]=== *Come appariva [...] un tale Germano «migliorato», sedotto al chiostro? Come una caricatura d'uomo, come un aborto: era diventato «peccatore», stava in una gabbia, lo si era rinserrato tra idee semplicemente terribili... Ora se ne stava lì, malato, meschino, incattivito contro se stesso: pieno di odio verso gli impulsi alla vita, pieno di sospetto per tutto quanto fosse ancora forte e felice. Insomma, un «cristiano»... *L'elemento criminale nell'essere cristiani aumenta nella misura in cui ci si avvicina alla scienza. Il criminale dei criminali è perciò il ''filosofo''. *La decisione del cristiano di trovare brutto e malvagio il [[mondo]] ha reso il mondo brutto e malvagio. *Non già il loro amore per il prossimo, bensì l'impotenza del loro amore per il prossimo impedisce agli attuali cristiani di metterci [...] sul rogo. ===[[Camillo Prampolini]]=== *Il "[[regno di Dio]]" voluto da Gesù, non fu ancora attuato. Passati i pericoli dei primi anni del cristianesimo, molti vollero dirsi cristiani, ma quasi nessuno si ricordò de' principii di Cristo. *Voi potete anche andare in [[chiesa (architettura)|chiesa]] ogni giorno; voi potete ogni giorno confessarvi e comunicarvi; voi potete recitare quante preghiere volete; ma se assistete indifferenti alle miserie e alle ingiustizie che vi circondano, se nulla fate perché esse debbano scomparire, voi non avete nulla di comune con [[Cristo]] e i suoi seguaci, voi non avete capito nulla delle loro dottrine, voi non avete il diritto di chiamarvi cristiani... *Voi vi dite cristiani, perché recitate le preghiere che vi insegnarono i vostri parenti; perché andate alla messa e alla benedizione; perché infine vi confessate, vi comunicate e osservate tutte le altre pratiche del culto cattolico. Ma credete voi che questo basti per chiamarsi cristiani? ===[[Karl Rahner]]=== *Con tutto il suo impegno per la felicità terrena, la giustizia e il superamento dell'egoismo sociale, il cristiano attende la vita eterna con Dio, sapendo naturalmente che la può conseguire, e con essa la redenzione promessa dal Signore, soltanto attraverso l'atteggiamento di un amore incondizionato verso il [[prossimo]]. *Il cristiano deve, in ultima analisi, prendere la propria decisione davanti alla [[croce cristiana|croce di Cristo]]. Qui sta la sua salvezza, qui appare con chiarezza ai suoi occhi il senso della sua esistenza. Ma sulla croce, come dice San Paolo, Dio vince mediante l'impotenza e la follia di Colui che vi muore sopra, benché Paolo fosse incrollabilmente convinto che con il Crocefisso è giunto il regno definitivo di Dio. Il cristiano deve prendere le sue decisioni secondo i criteri proclamati da Gesù nel discorso della montagna. Deve abbracciare la follia della croce, che è richiesta come vera sapienza del cristiano. *Ma certamente in molti casi possiamo trovarci d'accordo con i [[Marxismo|marxisti]]. Che i poveri debbano essere trattati in maniera più decente; che non sia lecito opprimere i deboli; che in America Latina vi siano tremende ingiustizie sociali: su questi e simili dati, cristiani e marxisti possono benissimo trovarsi d'accordo. Là dove la povera gente viene sfruttata, il marxista e il cristiano devono lottare insieme per l'eliminazione di un simile sfruttamento. ===[[Andrea Riccardi]]=== *In un mondo che conosce nuove divisioni, ma non meno radicali di quelle di ieri, i cristiani rappresentano umilmente una comunità che testimonia la familiarità tra i popoli e l'amicizia con i poveri. *La forza "umile" del cristiano può andare incontro a insuccessi, ma resta animata da una fiducia che non ha la sua misura nel risultato immediato. *Nei varchi delle divisioni tra cristiani, si insinua il grande male della guerra. ===[[Antonio Rosmini]]=== *Il Cristiano può dubitare circa qualunque cosa particolare, se Iddio voglia o in questo o in quel modo farla strumento della sua gloria; ma riguardo a tutta la Chiesa di Gesù Cristo, egli non può dubitare, perciocché è certo che essa è stabilita sì come il grande strumento e il gran mezzo onde Egli sia glorificato innanzi a tutte le creature intelligenti. *Il vero Cristiano che desidera di rivolgersi a quella perfezione a cui è chiamato, dee proporsi di seguire, in tutte le operazioni della sua vita, sempre ciò che crede più caro al suo Dio, di sua maggior gloria e volontà. *Non può adunque il Cristiano giammai [[errore|sbagliare]], quando si propone tutta la santa Chiesa per oggetto de' suoi affetti, de' suoi pensieri, de' suoi desideri e delle sue azioni; perciocché egli sa di certo che la volontà di Dio è questa, che la Chiesa di [[Gesù Cristo]] sia il gran mezzo, pel quale venga pienamente glorificato il suo nome. *Non bisogna già che si smarrisca il Cristiano né punto né poco, o che s'arresti, se le cose esterne fanno la loro impressione sopra di lui. *Tutti i Cristiani, cioè i discepoli di Gesù Cristo, in qualunque stato e condizione si trovino, sono chiamati alla perfezione; conciossiaché tutti sono chiamati al Vangelo, che è la legge di perfezione; e a tutti egualmente fu detto dal divino Maestro: «Siate perfetti, siccome il Padre vostro celeste è perfetto» (Mt 5, 48). ===[[Ignazio Silone]]=== *È difficile che un buon cristiano possa estraniarsi dalla sorte dei suoi simili. Il [[fratello maggiore]] non può disinteressarsi dei fratelli minori. Anche Cristo andò nel deserto, ma per un tempo limitato. *È scandaloso che un cristiano ponga l'ubbidienza prima della verità. [...] Se, ad esempio, il capo della Chiesa predica l'odio e benedice le armi, cioè il contrario di quello che Cristo ha insegnato, i cristiani devono continuare a ubbidirgli? *Non lasciate avvelenare il vostro cuore dall'odio verso i falsi cristiani che ci perseguitano. Quei disgraziati che fanno commercio di Cristo, meritano soltanto la nostra pietà. Malgrado l'oro che essi ammucchiano, sono dei poveretti da commiserare. Malgrado le armi, la servitù in livrea, le vesti di seta, il cerimoniale faraonico di cui si attorniano, quelli di essi che vi trovano piacere, sono degli incoscienti, gli altri, degli infelici. ===[[Giovanni Maria Vianney]]=== *Il tesoro del cristiano non è sulla terra, ma in cielo. Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov'è il nostro tesoro. *Figli miei, penso spesso che la maggior parte dei cristiani che si dannano, si dannano a causa della loro [[ignoranza]]. *Il demonio lascia in pace i [[cattiveria|cattivi]] cristiani: nessuno se ne occupa. *Molti sono i cristiani, figli miei, che non sanno assolutamente perché sono al mondo. ===[[Gore Vidal]]=== *Anche un bambino può vedere la discrepanza tra quello che i galilei {{NDR|termine derogatorio per i cristiani}} dicono di credere e quello che effettivamente credono: ci sono le loro azioni a rivelarlo. Una religione di fratellanza e di amore che ogni giorno miete vittime fra quelli che non sono d'accordo con la sua dottrina si può giudicare soltanto ipocrita, se non peggio. *I cristiani, molto abilmente, hanno indotto nei loro riti quasi tutti gli elementi popolari dei culti di Mitra, di Demetria e di Dioniso. Il cristianesimo moderno è un'enciclopedia della superstizione tradizionale. *{{NDR|Sui cristiani}} I loro giorni di splendore sono finiti. Non solo ho proibito che perseguitino gli ellenisti, ho anche proibito che si perseguitino fra loro. E loro mi giudicano insopportabilmente crudele! *Nulla al mondo eguaglia in ferocia un vescovo a caccia di "eresie", come i cristiani chiamano le opinioni diverse dalle loro. E sono particolarmente sicuri di sé, su un argomento che ignorano completamente, come tutto il resto dell'umanità. Intendo la morte. *Una setta che mira solo a distruggere una civiltà nata al suono della lira del cieco Omero. ===[[Adrienne von Speyr]]=== *Come strada per arrivare alla natura di Dio, come strumento per spiegare il suo essere noi dobbiamo usare proprio ciò che noi, come cristiani, sperimentiamo di Dio. Se volessimo rinunciarvi, ci chiuderemmo nel nostro mondo terreno. *L'inizio è la forma della vita cristiana. Essere cristiano è un'eterna promessa, che non è mai del tutto attuata sulla terra, è un tendere, cercare, lottare, bussare e anelare a qualcosa che si apre sempre senza essere mai del tutto aperto, che è perennemente in germe. *Un cristiano che rifiutasse di morire dopo essersi confessato sarebbe indegno della vita. ===[[Maurice Zundel]]=== *Essere cristiano è far sbocciare tutti i fiori nella certezza che l'amore avrà l'ultima parola. *Molti cristiani vedono la [[Chiesa (comunità)|Chiesa]] come una società di [[assicurazione]] dove basta versare il premio alla scadenza giusta per assicurarsi la salvezza eterna. *Noi cristiani non abbiamo ragione contro nessuno: noi abbiamo ragione per tutti. ==Voci correlate== *[[Cristianesimo]] *[[Croce cristiana]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt=cristiano|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Cristianesimo]] [[Categoria:Fedi, tradizioni e movimenti religiosi]] g1hzz2q38qkkvlbuduvgjesd6pw4mt3 Sceriffo 0 172015 1429462 1429369 2026-10-14T06:49:45Z Spinoziano 2297 cambio immagine; dettagli 1429462 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Sheriff Commodore Perry Owens.jpg|miniatura|Perry Owens, sceriffo del West, a Holbrook, Arizona]] Citazioni sullo '''sceriffo'''. *– Avrete una ragione per non voler bene agli sceriffi.<br>– Campano poco e non sono socievoli.<br>– Be', avrete incontrato degli sceriffi ammalati.<br>– Non lo credo affatto. (''[[Duello al Rio d'argento]]'') *C'è lo sceriffo: egli è un uomo onesto, e come tale non può aiutare disoccupati e madri povere. Sulle sue spalle posa la croce umana, l'imperativo di far sì che il disordine protratto e tenuto immobile appaia come ordine. ([[Giorgio Manganelli]]) *– Dicono che sei un vigliacco, come tutti gli sceriffi.<br>– Queste sono le apparenze, perché cerchiamo di evitare grane: ne abbiamo abbastanza senza essere noi a cominciare. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]'') *– Dite un po': perché un uomo si mette a fare lo sceriffo?<br>– Per pigrizia. Vedete, uno si stufa di lavorare per padroni diversi e decide di farlo per la legge. (''[[Un dollaro d'onore]]'') *Nella costituzione dello stato del Texas non sono indicati i requisiti per fare lo sceriffo. Neanche uno. E non esiste una legislazione della contea. Immaginatevi un mestiere dove uno ha pressappoco la stessa autorità di Dio e non deve possedere requisiti particolari e ha il compito di far rispettare leggi inesistenti, e ditemi se non vi sembra strano. Perché secondo me lo è. Funziona? Sì. Il novanta percento delle volte. Ci vuole molto poco per governare la gente perbene. Molto poco. E la gente cattiva non si può governare affatto. O perlomeno a me risulta che ci sia mai riuscito nessuno. ([[Cormac McCarthy]]) *Uno sceriffo non deve fare risse: il suo compito è quello di evitare che inizino. (''[[La signora del West]]'') ==Voci correlate== *[[West]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sullo|w_preposizione=riguardante lo}} [[Categoria:Polizia]] [[Categoria:Professioni]] nod1l5cjydgxqh0g9g90xg3sit6zo72 Sonia Scotti 0 173020 1429489 1358731 2026-10-14T10:16:21Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1429489 wikitext text/x-wiki [[File:Sfida al diavolo (1963) Sonia Scotti (cropped).png|miniatura|Sonia Scotti nel film ''[[Sfida al diavolo]]'' (1963)]] '''Sonia Scotti''' (1945 – vivente), doppiatrice e direttrice del doppiaggio italiana. ==Citazioni di Sonia Scotti== *{{NDR|Alla domanda se ci sono nuovi elementi di doppiatori interessanti}} Devo essere sincera, non ce ne sono tanti, forse più ragazze che ragazzi. Non so da cosa dipenda, forse è che vogliono tutto subito, non studiano, non hanno scuole, non hanno le basi. Ogni tanto ne spunta qualcuno dove pensi di poter puntare però poi come direttore non hai neanche il tempo di insegnargli le cose.<ref name=Brandi> Dall'intervista di Valerio Brandi, ''[http://darumaview.it/2018/sonia-scotti-intervista Sonia Scotti: intervista alla grande doppiatrice italiana]'', ''DarumaView.it'', 11 marzo 2018.</ref> *Purtroppo il Dio Denaro ha ammazzato questo mestiere. {{NDR|il doppiaggio}}<ref name=Brandi/> *{{NDR|Su [[Judi Dench]]}} È meraviglioso doppiarla perché è una grande attrice, quando sono bravissime è più facile doppiarle, perché ti appoggi su di loro, non devi inventare niente, le dai la tua anima e loro se la prendono tutta, quando sono brave è molto facile. Quando non lo sono, e capitano, credimi, soprattutto nelle serie tv, noi le nobilitiamo per quello che possiamo, però è una grande fatica.<ref name=Brandi/> ==Citazioni su Sonia Scotti== *Un giallo più giallo del giallo—Una Sonia che rallegra l'ambiente del vizio. (''[[Sfida al diavolo]]'', tagline) ==Note== <references/> ==Filmografia== ===Attrice=== *''[[Sfida al diavolo]]'' (1963) ===Doppiatrice=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[La falena d'argento]]'' (1933) *''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974) *''[[In compagnia dei lupi]]'' (1984) *''[[La signora in rosso]]'' (1984) *''[[Il bacio della donna ragno]]'' (1985) *''[[Aliens - Scontro finale]]'' (1986) *''[[Essi vivono]]'' (1988) *''[[Le relazioni pericolose]]'' (1988) *''[[Ghost - Fantasma]]'' (1990) *''[[Sister Act - Una svitata in abito da suora]]'' (1992) *''[[Storia di una capinera]]'' (1993) *''[[GoldenEye (film 1995)|GoldenEye]]'' (1995) *''[[Il domani non muore mai]]'' (1997) *''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997) *''[[Mezzanotte nel giardino del bene e del male]]'' (1997) *''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1999)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1999) *''[[Il domani non muore mai]]'' (1999) *''[[Tutto su mia madre]]'' (1999) *''[[Un tè con Mussolini]]'' (1999) *''[[L'altra metà dell'amore]]'' (2001) *''[[La morte può attendere]]'' (2002) *''[[Matrix Reloaded]]'' (2003) *''[[Matrix Revolutions]]'' (2003) *''[[La donna perfetta]]'' (2004) *''[[Ladykillers]]'' (2004) *''[[Sideways - In viaggio con Jack]]'' (2004) *''[[The Chronicles of Riddick]]'' (2004) *''[[Casino Royale (film)|Casino Royale]]'' (2006) *''[[La stessa luna]]'' (2007) *''[[Martyrs (film 2008)|Martyrs]]'' (2008) *''[[Quantum of Solace]]'' (2008) *''[[La papessa (film)|La papessa]]'' (2009) *''[[Orphan]]'' (2009) *''[[Appuntamento con l'amore]]'' (2010) *''[[Il mio angolo di paradiso]]'' (2011) *''[[Skyfall]]'' (2012) *''[[Storie pazzesche]]'' (2014) *''[[Spectre (film)|Spectre]]'' (2015) *''[[Lady Bird (film)|Lady Bird]]'' (2017) {{div col end}} ====Film d'animazione==== {{div col|strette}} *''[[Laputa - Castello nel cielo]]'' (1986) *''[[La sirenetta (film)|La sirenetta]]'' (1989) *''[[Tarzan (film 1999)|Tarzan]]'' (1999) *''[[La sirenetta II: ritorno agli abissi]]'' (2000) *''[[La città incantata]]'' (2001) *''[[I Simpson - Il film]]'' (2007) *''[[Toy Story 3 - La grande fuga]]'' (2010) {{div col end}} ====Serie animate==== *''[[Ergo Proxy]]'' (2006) *''[[Death Note]]'' (2006-2007) ====Serie televisive==== *''[[I segreti di Twin Peaks]]'' (1990-1991) *''[[Willy, il principe di Bel-Air]]'' (1990-1996) *''[[Everwood]]'' (2002-2006) ==Voci correlate== *[[Vittorio Amandola]], marito *[[Eugenio Marinelli]], fratello *[[Luca Marinelli]], nipote ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Scotti, Sonia}} [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] 5xfxo2cvlwlmfbm1tdel0awzg8e4450 Silvia Pepitoni 0 173566 1429490 1426522 2026-10-14T10:17:01Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1429490 wikitext text/x-wiki '''Silvia Pepitoni''' (1958 – vivente), doppiatrice, dialoghista e direttrice del doppiaggio italiana. ==Citazioni di Silvia Pepitoni== *Credo che si debba dare anche l'opportunità alle nuove generazioni {{NDR|di doppiatori}} mischiando con i colleghi che fanno questo lavoro dalla mattina alla sera. Si possono dare delle opportunità. Certamente vanno guidate, certamente vanno istruite. Certamente vanno accompagnate.<ref name= Bonardelli>Dall'intervista di Marco Bonardelli, ''Luci della ribalta'', 9 ottobre 2015. [https://www.youtube.com/watch?v=NDVk_QSYSUE Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Non credo che ci siano recinti dentro i quali, capito, qualcuno rinchiuso e nessuno deve entrare, nessuno deve uscire. Credo che ci siano dei vasi comunicanti tra giovani promesse, tra esperti di doppiaggio, tra talenti di doppiaggio e talenti che sono fuori. Cioè credo assolutamente che si possano mischiare le cose. E questo porterà solo... vivificherà questo mestiere.<ref name= Bonardelli/> *Non dobbiamo difendere roccaforti, dobbiamo difendere un mestiere {{NDR|Il [[doppiaggio]]}} in tutta la sua artisticità. E l'artisticità sta nell'individuare il vecchio e nell'individuare il nuovo. Il portare avanti il vecchio che merita e funziona, inserito nel nuovo.<ref name= Bonardelli/> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[A che prezzo Hollywood?]]'' (1932) *''[[La falena d'argento]]'' (1933) *''[[Amadeus]]'' (1984) *''[[In compagnia dei lupi]]'' (1984) *''[[Nightmare - Dal profondo della notte]]'' (1984) *''[[Il raggio verde (film)|Il raggio verde]]'' (1986) *''[[Superfantozzi]]'' (1986) *''[[Good Morning Babilonia]]'' (1987) *''[[Mystic Pizza]]'' (1988) *''[[Harry ti presento Sally]]'' (1989) *''[[Ore 10: calma piatta]]'' (1989) *''[[Giustizia a tutti i costi]]'' (1991) *''[[Robin Hood - Principe dei ladri]]'' (1991) *''[[Tartarughe Ninja II - Il segreto di Ooze]]'' (1991) *''[[Sister Act - Una svitata in abito da suora]]'' (1992) *''[[Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre]]'' (1993) *''[[Sister Act 2 - Più svitata che mai]]'' (1993) *''[[Tartarughe Ninja III]]'' (1993) *''[[Creature del cielo]]'' (1994) *''[[Batman Forever]]'' (1995) *''[[Nine Months - Imprevisti d'amore]]'' (1995) *''[[In the Bedroom]]'' (2001) *''[[Cinderella Story]]'' (2004) *''[[Kick-Ass (film)|Kick-Ass]]'' (2010) *''[[Bel Ami - Storia di un seduttore]]'' (2012) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[La bella e la bestia (film 1991)|La bella e la bestia]]'' (1991) *''[[Balto]]'' (1995) *''[[Anastasia (film 1997)|Anastasia]]'' (1997) *''[[Alla ricerca di Nemo]]'' (2003) ===Serie televisive=== *''[[Agente speciale (serie televisiva)|Agente speciale]]'' (1961-1969) *''[[Pappa e ciccia (serie televisiva)|Pappa e ciccia]]'' (1988-1997) *''[[Le avventure del giovane Indiana Jones]]'' (1992-1996) ===Serie animate=== *''[[Flo la piccola Robinson]]'' (1981) *''[[Darkwing Duck]]'' (1991-1992) *''[[Ecco Pippo!]]'' (1992) ==Voci correlate== *[[Virginia Brunetti]], figlia ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pepitoni, Silvia}} [[Categoria:Dialoghisti italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] r3kntl4gvrfr7gdfav2qzvrixpb91hg Discussioni utente:Renamed user 285ac9c09e61e012fd883e958834d28b 3 175457 1429452 1106194 2026-10-14T05:22:04Z Borhan 100025 Borhan ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Sparanoid]] a [[Discussioni utente:Renamed user 285ac9c09e61e012fd883e958834d28b]] senza lasciare redirect: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Sparanoid|Sparanoid]]" a "[[Special:CentralAuth/Renamed user 285ac9c09e61e012fd883e958834d28b|Renamed user 285ac9c09e61e012fd883e958834d28b]]" 1106194 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 18:40, 24 ott 2020 (CEST)}} cor480qbm7gdusow1ithjwempq3vccg Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci 4 185964 1429475 1429388 2026-10-14T08:12:42Z Spinoziano (BEIC) 86405 1429475 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''1098 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - <small>2021-10-11</small> #[[Giovanni Biagio Amico‎]] - <small>2021-10-11</small> #[[Stefano degli Angeli]] - <small>2021-10-12</small> #[[Benedetto degli Alessandri]] - <small>2021-10-14</small> #[[Angelo da Vallombrosa]] - <small>2021-10-14</small> #[[Domenico Benivieni]] - <small>2021-10-14</small> #[[Pietro di Fabrizio Accolti]] - <small>2021-10-15</small> #[[Antonio Adamucci]] - <small>2021-10-15</small> #[[Bernardino Baldi]] - <small>2021-10-15</small> #[[Cosimo Bartoli]] - <small>2021-10-15</small> #[[Giusto Bellavitis]] - <small>2021-10-15</small> #[[Silvio Belli]] - <small>2021-10-15</small> #[[Abū-Ṭālib Ḫān]] - <small>2021-10-15</small> #[[Antonio Maria Bordoni]] - <small>2021-10-18</small> #[[Francesco Saverio Brunetti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Filippo Calandri]] - <small>2021-10-18</small> #[[Stanislao Canovai]] - <small>2021-10-18</small> #[[Sigismondo Alberghetti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giuseppe Antonio Alberti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giuseppe Averani]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giovanni Maria Bonardo]] - <small>2021-10-18</small> #[[Lorenzo Camerano]] - <small>2021-10-19</small> #[[Giuseppe Campani]] - <small>2021-10-19</small> #[[Domenico Martinelli]] - <small>2021-10-20</small> #[[Luigi Ferdinando Marsili]] - <small>2021-10-20</small> #[[Angelo Marchetti]] - <small>2021-10-20</small> #[[Carlo Antonio Manzini]] - <small>2021-10-20</small> #[[Antonio Maria Lorgna]] - <small>2021-10-20</small> #[[Bernardo Pulci]] - <small>2021-10-21</small> #[[Gustavo Bucchia]] - <small>2021-10-22</small> #[[Serafino Calindri]] - <small>2021-10-22</small> #[[Roberto Valturio]] - <small>2021-10-22</small> #[[Niccolò da Osimo]] - <small>2021-10-22</small> #[[Alberto Pappiani]] - <small>2021-10-25</small> #[[Raimondo da Capua]] - <small>2021-10-25</small> #[[Giordano Ruffo]] - <small>2021-10-25</small> #[[Panfilo Sasso]] - <small>2021-10-25</small> #[[Schiavo di Bari]] - <small>2021-10-25</small> #[[Serafino de' Cimminelli]] - <small>2021-10-25</small> #[[Giorgio Summaripa]] - 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<small>2023-06-23</small> #[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small> #[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small> #[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small> #[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small> #[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small> #[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small> #[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small> #[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small> #[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small> #[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small> #[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small> #[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small> #[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small> #[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small> #[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small> #[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small> #[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small> #[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small> #[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small> #[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small> #[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small> #[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small> #[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small> #[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small> #[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small> #[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small> #[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small> #[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small> #[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small> #[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small> #[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small> #[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small> #[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small> #[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small> #[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small> #[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small> #[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small> #[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small> #[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small> #[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small> #[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small> #[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small> #[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small> #[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small> #[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small> #[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small> #[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small> #[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small> #[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small> #[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small> #[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small> #[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small> #[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small> #[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small> #[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small> #[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small> #[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small> #[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small> #[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small> #[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small> #[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small> #[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small> #[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small> #[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small> #[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small> #[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small> #[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small> #[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small> #[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small> #[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small> #[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small> #[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small> #[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small> #[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small> #[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small> #[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small> #[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small> #[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small> #[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small> #[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small> #[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small> #[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small> #[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small> #[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small> #[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small> #[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small> #[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small> #[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small> #[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> #[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small> #[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small> #[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small> #[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small> #[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small> #[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small> #[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small> #[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small> #[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small> #[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small> #[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small> #[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small> #[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small> #[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small> #[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small> #[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small> #[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small> #[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small> #[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small> #[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small> #[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small> #[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small> #[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small> #[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small> #[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small> #[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small> #[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small> #[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small> #[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small> #[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small> #[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small> #[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small> #[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small> #[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small> #[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small> #[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small> #[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small> #[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small> #[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small> #[[Sandro Spinsanti]] - <small>2026-06-23</small> #[[Tullio Seppilli]] - <small>2026-06-23</small> #[[Adriano Bompiani]] - <small>2026-06-23</small> #[[Jean-François Malherbe]] - <small>2026-06-23</small> #[[Loris Premuda]] - <small>2026-06-23</small> #[[Sebastiano Maffettone]] - <small>2026-06-24</small> #[[Gennaro Sasso]] - <small>2026-06-24</small> #[[Bernardo Colombo]] - <small>2026-06-24</small> #[[Christoph Wilhelm Hufeland]] - <small>2026-06-24</small> #[[Antoine Louis]] - <small>2026-06-24</small> #[[Noris Siliprandi]] - <small>2026-06-25</small> #[[Gabriele Falloppio]] - <small>2026-06-25</small> #[[Mariano Santo]] - <small>2026-06-25</small> #[[Giulio di Orta]] - <small>2026-06-26</small> #[[Giovanni Battista Manzini]] - <small>2026-06-29</small> #[[Salvatore Ventimiglia]] - <small>2026-07-07</small> #[[Urbano Tosetti]] - <small>2026-07-10</small> #[[Tolomeo da Lucca]] - <small>2026-07-10</small> #[[Sebastiano Ziani]] - <small>2026-07-10</small> #[[Raffaele Maffei]] - <small>2026-07-10</small> #[[Filippo Beroaldo il Vecchio]] - <small>2026-07-10</small> #[[Achille De Zigno]] - <small>2026-07-21</small> #[[Roberto de Visiani]] - <small>2026-07-21</small> #[[Lodovico Menin]] - <small>2026-07-21</small> #[[Angelo Minich]] - <small>2026-07-21</small> #[[Quirino Majorana]] - <small>2026-07-22</small> #[[Antonio Era]] - <small>2026-07-22</small> #[[Enselmino da Montebelluna]] - <small>2026-07-22</small> #[[Agostino Fapanni]] - <small>2026-07-29</small> #[[Emmanuele Antonio Cicogna]] - <small>2026-07-29</small> #[[Sara Copio]] - <small>2026-07-29</small> #[[Pietro Michiele]] - <small>2026-07-29</small> #[[Francesco Marzolo (chirurgo)]] - <small>2026-07-29</small> #[[Giuseppe Gola]] - <small>2026-07-30</small> #[[Luigi Marangoni (ingegnere)]] - <small>2026-07-30</small> #[[Davide Giordano]] - <small>2026-07-30</small> #[[Pietro Canal]] - <small>2026-07-30</small> #[[Sordello da Goito]] - <small>2026-07-30</small> #[[Giulio Andrea Pirona]] - <small>2026-07-30</small> #[[Franco Fornari]] - <small>2026-07-31</small> #[[Oskar Lange]] - <small>2026-07-31</small> #[[Joseph Lieutaud]] - <small>2026-08-21</small> #[[Nicolas Lémery]] - <small>2026-08-21</small> #[[Michel-Jean Borch]] - <small>2026-08-24</small> #[[Antoine Baumé]] - <small>2026-08-24</small> #[[Marin Cureau de La Chambre]] - <small>2026-08-24</small> #[[Lorenz Heister]] - <small>2026-08-25</small> #[[Gaetano Cantoni (agronomo)]] - <small>2026-09-02</small> #[[Alberto Fortis (scienziato)]] - <small>2026-09-02</small> #[[Giovanni Francesco Gemelli Careri]] - <small>2026-09-03</small> #[[Carlo Salvioni]] - <small>2026-09-03</small> #[[Giovanni Battista Angelini]] - <small>2026-09-03</small> #[[Vincenzo Auria]] - <small>2026-09-03</small> #[[Giuseppe Antonio Borgnis]] - <small>2026-09-10</small> #[[Francesco Rossi (egittologo)]] - <small>2026-09-10</small> #[[Carlo Vittadini]] - <small>2026-09-10</small> #[[Carlo Ottavio Castiglioni]] - <small>2026-09-10</small> #[[Vincenzo Cesati]] - <small>2026-09-10</small> #[[Giuseppe Moretti (botanico)]] - <small>2026-09-10</small> #[[Filosseno Luzzatto]] - <small>2026-09-10</small> #[[Marcello De Cecco]] - <small>2026-10-07</small> #[[Aldo Stella (storico)]] - <small>2026-10-07</small> #[[Giulio Cattin]] - <small>2026-10-07</small> #[[Zeffiro Ciuffoletti]] - <small>2026-10-07</small> #[[Ivan Petrov]] - <small>2026-10-14</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small> #[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small> #[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small> #[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small> #[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small> #[[Candia]] - <small>2025-09-02</small> #[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small> #[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small> #[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small> #[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small> #[[Flora]] - <small>2025-09-24</small> #[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small> #[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small> #[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small> #[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small> #[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small> #[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small> #[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small> #[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small> #[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small> #[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small> #[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small> #[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small> #[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small> #[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small> #[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small> #[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small> #[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small> #[[Modone]] - <small>2026-01-29</small> #[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small> #[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small> #[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small> #[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small> #[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small> #[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small> #[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small> #[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small> #[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small> #[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small> #[[Psara]] - <small>2026-02-24</small> #[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small> #[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small> #[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small> #[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small> #[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small> #[[Erice]] - <small>2026-03-16</small> #[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small> #[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small> #[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small> #[[Platani]] - <small>2026-03-19</small> #[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small> #[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small> #[[Livella]] - <small>2026-03-26</small> #[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small> #[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small> #[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small> #[[Licata]] - <small>2026-04-21</small> #[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small> #[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small> #[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small> #[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small> #[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small> #[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small> #[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small> #[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small> #[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small> #[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small> #[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small> #[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small> #[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small> #[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small> #[[Konjo]] - <small>2026-06-03</small> #[[Monte Speke]] - <small>2026-06-03</small> #[[Monte Baker (Uganda)]] - <small>2026-06-03</small> #[[Canale artificiale]] - <small>2026-06-05</small> #[[Senecio]] - <small>2026-06-08</small> #[[Masera]] - <small>2026-06-09</small> #[[Bagolino]] - <small>2026-06-09</small> #[[Ornavasso]] - <small>2026-06-09</small> #[[Toce]] - <small>2026-06-09</small> #[[Marmo di Candoglia]] - <small>2026-06-09</small> #[[Varallo]] - <small>2026-06-09</small> #[[Pallanza]] - <small>2026-06-09</small> #[[Val Divedro]] - <small>2026-06-09</small> #[[Valle Cannobina]] - <small>2026-06-09</small> #[[Valle Leventina]] - <small>2026-06-09</small> #[[Valle Antigorio]] - <small>2026-06-10</small> #[[Rift Albertino]] - <small>2026-06-10</small> #[[Abbazia di Novalesa]] - <small>2026-06-11</small> #[[Valle Antrona]] - <small>2026-06-11</small> #[[Formazza]] - <small>2026-06-11</small> #[[Naviglio Grande]] - <small>2026-06-11</small> #[[Valganna]] - <small>2026-06-11</small> #[[Cannero Riviera]] - <small>2026-06-11</small> #[[Massiccio del San Gottardo]] - <small>2026-06-11</small> #[[Bullicame]] - <small>2026-06-11</small> #[[Fitoliti]] - <small>2026-06-11</small> #[[Anfibolite]] - <small>2026-06-11</small> #[[Acquamarina (minerale)]] - <small>2026-06-11</small> #[[Alabastro]] - <small>2026-06-11</small> #[[Amianto]] - <small>2026-06-11</small> #[[Lazulite]] - <small>2026-06-11</small> #[[Lago Bujuku]] - <small>2026-06-16</small> #[[Belemnite]] - <small>2026-06-16</small> #[[Diaspro]] - <small>2026-06-16</small> #[[Quarzo]] - <small>2026-06-16</small> #[[Via Aurelia]] - <small>2026-06-16</small> #[[Isola Bisentina]] - <small>2026-06-16</small> #[[Cortona]] - <small>2026-06-16</small> #[[Narni]] - <small>2026-06-16</small> #[[Andro (Grecia)]] - <small>2026-06-18</small> #[[Albenga]] - <small>2026-06-18</small> #[[Damietta]] - <small>2026-06-18</small> #[[Quarzo rutilato]] - <small>2026-06-18</small> #[[Aleppo]] - <small>2026-06-23</small> #[[Ivrea]] - <small>2026-06-23</small> #[[Gozo]] - <small>2026-06-23</small> #[[Atacamite]] - <small>2026-06-23</small> #[[Istituto veneto di scienze, lettere ed arti]] - <small>2026-06-24</small> #[[Castello di Buccione]] - <small>2026-06-26</small> #[[Omegna]] - <small>2026-06-26</small> #[[Gravellona Toce]] - <small>2026-06-26</small> #[[Valle Strona]] - <small>2026-06-26</small> #[[Quarna Sotto]] - <small>2026-06-26</small> #[[Santuario della Madonna del Sasso (Madonna del Sasso)]] - <small>2026-06-26</small> #[[Ossido arsenioso]] - <small>2026-07-01</small> #[[Sciroppo]] - <small>2026-07-01</small> #[[Cinchona]] - <small>2026-07-01</small> #[[Cobalto]] - <small>2026-07-01</small> #[[Bismuto]] - 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<small>2026-10-14</small> ===Raccolte=== #[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small> #[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> #[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> ===Opere=== #[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small> #[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small> ===In altre lingue=== #[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small> #[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small> {{div col end}} cctogm6y573gqgarckxeh260m4pkx0c Giorgetto Giugiaro 0 188274 1429415 1421880 2026-10-13T16:10:51Z Danyele 19198 /* Interviste */ typo 1429415 wikitext text/x-wiki [[File:GiorgettoGiugiaro (cropped).jpg|thumb|upright=1.2|Giorgetto Giugiaro nel 2016]] '''Giorgetto Giugiaro''' (1938 – vivente), designer e imprenditore italiano. ==Citazioni di Giorgetto Giugiaro== {{cronologico}} *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Alfasud]]}} C'è una precisa filosofia in questo lavoro: prima si è guardato all'uomo, cioè agli spazi che lui chiedeva per sé e per i suoi bagagli, poi al motore che doveva trasportarlo. I maggiori ostacoli ce li hanno dati i problemi di aerodinamica. Se infatti dovessi ridisegnare l'Alfasud, vi aggiungerei tutte quelle cose che l'aerodinamica mi ha fatto togliere o modificare.<ref>Citato in Fulvio Cinti, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,21/articleid,0140_01_1971_0266_0021_4833019/ I carrozzieri sono realisti, non è più tempo di sogni]'', ''La Stampa'', 13 novembre 1971, p. 21.</ref> *{{NDR|Sulla [[Italdesign Machimoto]]}} Dell'automobile conserva la parte meccanica, il concetto di pavimento-pianale, la stabilità e la sicurezza; della moto utilizza il modo di seduta, a cavallo di lunghe selle, e le sensazioni di viaggiare all'aria aperta. Machimoto non è una frivolezza o un'idea per stupire, ma nasce da due considerazioni di fondo: la drastica riduzione del costo del petrolio e la ripresa economica ormai in atto nei paesi industrializzati riaprono uno spazio per veicoli destinati al tempo libero e al divertimento. [...] mi sono ispirato a prodotti tipo i Dune Buggy degli Anni 70 e ho cercato di attualizzarli rendendoli più socializzanti: invece di due soli posti o degli scomodi due più due, Machimoto può ospitare fino a nove passeggeri: un modo di viaggiare all'aria aperta insieme e spensieratamente.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,21/articleid,1350_02_1986_0107_0021_19516347/ Una macchina o una moto? Per Giugiaro è provocazione]'', ''Stampa Sera'', 22 aprile 1986, p. 21.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari GG50]]}} [...] una Ferrari deve essere sempre riconoscibile come una Ferrari. Dunque questa macchina non cambia i canoni di Maranello. Io ho lavorato molto sul frontale, sulla coda, sulle linee della fiancata, ma in fondo ho preso un po' qua e un po' là, tra le tante suggestioni che fanno parte del mito Ferrari. Forse deluderò chi si aspettava una Ferrari rivoluzionaria. Sono quelli, dico io, che non sanno ascoltare la musica, e confondono Bach con Beethoven.<ref>Citato in Sebastiano Messina, ''[https://www.repubblica.it/2005/j/motori/ottobre05/messinaferrari/messinaferrari.html Ecco la Ferrari GG50, "la Rossa che vorrei"]'', ''repubblica.it'', 18 ottobre 2005.</ref> *La cosa più bella? Vedere un tuo progetto che per la prima volta diventa realtà. Mi è successo a 22 anni con un'Alfa Romeo. La più brutta? Fare un modello che ti viene imposto, come è successo con la [[Fiat Duna|Duna]].<ref>Da un intervento al Museo dell'Automobile di Torino; citato in Daniele Pizzo, ''[https://www.automoto.it/news/giugiaro-l-auto-piu-brutta-la-duna-mi-venne-imposta.html Giugiaro: «L'auto più brutta? La Duna, mi venne imposta»]'', ''automoto.it'', 29 gennaio 2016.</ref> *{{NDR|Sulla [[Lancia Delta (1979)|Lancia Delta]]}} Come per tutte le mie creazioni optai per una forma semplice e, secondo la moda del tempo, molto squadrata, perché a parità d'ingombro un cubo sembra più grande di una sfera.<ref>Da un evento del Gruppo Dirigenti Fiat al Museo dell'Automobile di Torino, 14 novembre 2019; citato in Piero Bianco, ''[https://www.veloce.it/news/lancia-delta-quarantanni-da-star-97541 Lancia Delta, quarant'anni da star]'', ''veloce.it'', 27 dicembre 2019.</ref> *{{NDR|Sulla Lancia Delta}} Mi chiesero di pensare una vettura elegante e funzionale ma non un modello che avesse la vocazione di competere. Sono stati la straordinaria evoluzione della meccanica e l'abilità dei piloti a trasformarla negli anni in un bolide vincente. Io per disegnarla mi ero ispirato al successo della Golf e ai suoi spigoli che piacevano molto, per proporre una compatta spaziosa e versatile. [...] mi lasciarono grande libertà creativa, il modello finale non fu molto diverso dai primi bozzetti di stile.<ref>Da un evento del Gruppo Dirigenti Fiat al Museo dell'Automobile di Torino, 14 novembre 2019; citato in Piero Bianco, ''[https://autologia.net/dopo-quarantanni-la-lancia-delta-continua-a-regalare-emozion/ Dopo quarant'anni la Lancia Delta continua a regalare emozioni]'', ''autologia.net'', 27 novembre 2019.</ref> ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)|Fiat Panda]]}} Carlo De Benedetti mi aveva chiesto di dettare lo stile di un'auto innovativa, compatta ma spaziosa e che venisse a costare poco. Stavo partendo per le vacanze, era l'estate 1976, e la voleva subito. Lavorai giorno e notte, poi cercai De Benedetti ma non mi rispondeva al telefono. Tornai a Torino per scoprire che non faceva più parte della Fiat. Telefonai a Mantovani, dicendogli che avevamo lavorato a vuoto, per niente. {{NDR|«Ma il nuovo ad Tufarelli salvò il progetto, con la sola condizione di non pesare sui costi. Grande sfida...»}} Doveva essere essenziale e... rustica, utilitaria ma spaziosa, economica. Durante lo sviluppo i costi erano aumentati per diversi imprevisti esterni che mi avevano costretto a intervenire sul progetto. Come il lunotto da ingrandire, o la soluzione per i vetri piatti perché non c'erano più attrezzature adeguate per produrli, in particolare per il parabrezza, e di conseguenza servivano nuovi investimenti. [...] Interni funzionali, semplici, sedili ridotti, forma squadrata per avere più spazio interno, soluzioni particolari, per gli alzacristalli e altro, una vettura molto utile, con un peso leggero da rispettare...<ref name="Torre">Citato in Adriano Torre, ''[https://www.auto.it/news/attualita/2024/07/11-7375799/giorgetto_giugiaro_racconta_la_sua_panda_ho_disegnato_un_frigorifero_ Giorgetto Giugiaro racconta la sua Panda: "Ho disegnato un frigorifero"]'', ''auto.it'', 11 luglio 2024.</ref> *{{NDR|Sulla Fiat Panda}} Ho sempre detto di aver disegnato un... frigorifero, perché per ottenere il massimo dello spazio Panda era squadrata. [...] A guardarla sembra tutto semplice, ma non è così... Ho pensato più volte che fosse più semplice disegnare una Ferrari piuttosto di questa Panda viste le difficoltà e i tanti vincoli imposti...<ref name="Torre"/> *{{NDR|Sulla [[Bugatti EB 112]]}} Vantava una serie di elementi stilistici nostalgici che rimandavano ai famosi modelli del leggendario marchio francese della fine degli anni Trenta, ma presentati in un'auto dalla meccanica innovativa. Per molti aspetti era un'auto da sogno e anticipava quelli che oggi conosciamo come modelli fastback ad alte prestazioni. Ha combinato in modo impeccabile il design con caratteristiche tecnologiche e ingegneristiche che erano decisamente in anticipo sui tempi.<ref>Citato in Şafak Soysal (adattato da Filippo Einaudi), ''[https://it.motor1.com/news/502471/bugatti-eb112-concept-1993-berlina/ Bugatti EB112, un sogno che si è quasi avverato]'', ''motor1.com'', 8 agosto 2023.</ref> ==Interviste== {{cronologico}} [[File:2007 Alfa Romeo Brera V6 coupe (23416268426).jpg|thumb|upright=1.2|L'[[Alfa Romeo Brera]] disegnata da Giugiaro nel 2005: «è una sportiva a mio avviso molto "sexy" e avrei voluto battezzarla con un nome di donna. Abbiamo pensato [...] alle tante [...] belle creature "femminili" col marchio di Arese. Poi l'abbiamo chiamata Brera [...] per aumentarne ulteriormente il fascino: come fosse un saggio d'accademia».]] *{{NDR|Sulla [[Saab 9000]]}} Ho cominciato a lavorarci nel '78 [...]. Da allora ho cambiato molte idee, molti concetti. E poi disegnarla non è stato facile. In questo periodo la base meccanica sulla quale costruire la vettura è stata cambiata diverse volte e questo ha comportato modifiche al progetto. All'inizio, ad esempio, doveva essere più corta. [...] In questo progetto poi c'era la necessità di mantenere l'immagine Saab, che è richiamata nel frontale. Le novità più interessanti comunque sono nella portiera [...] e nella coda. La "9000" è una due volumi, ma vista di tre quarti sembra una tre volumi.<ref name="Sabadin">Dall'intervista di Vittorio Sabadin, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,1016_01_1984_0129_0015_14473423/ Giugiaro: «Com'è difficile progettare per il futuro»]'', ''La Stampa'', 1º giugno 1984, p. 15.</ref> *{{NDR|Sulla [[Lancia Thema]]}} Vista in fotografia [...] appare molto pesante, massiccia. In strada invece sembra più leggera e armoniosa.<ref name="Sabadin"/> *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Brera]]}} Questa è una sportiva a mio avviso molto "sexy" e avrei voluto battezzarla con un nome di donna. Abbiamo pensato alla Giulietta, alle tante altre belle creature "femminili" col marchio di Arese. Poi l'abbiamo chiamata Brera, dopo lunghe riflessioni [...], per aumentarne ulteriormente il fascino: come fosse un saggio d'accademia.<ref>Dall'intervista di Piero Bianco, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,0265_01_2002_0071_0073_2002623/ Il gioiello di Giugiaro «Brera è un'Alfa sexy che sa dare emozioni»]'', ''La Stampa'' sez. ''Speciale motori'', 14 marzo 2002, p. 15.</ref> *Tutta la storia della Casa milanese ruota intorno a quello [[Scudetto e trilobo Alfa Romeo|scudo]] che campeggia nella parte anteriore e che nella storia è stato visto in mille modi diversi.<ref name="Fenu">Dall'intervista di Michele Fenu, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,12/articleid,0162_01_2003_0152_0012_1093453/ Più bella che mai, si ispira alla Brera]'', ''La Stampa'', 4 giugno 2003, p. 12.</ref> *Per me le [[Alfa Romeo|Alfa]] hanno sempre rappresentato il simbolo dell'auto fascinosa, dalla meccanica fine e dalle prestazioni brillanti.<ref name="Fenu"/> *Alcuni hanno definito la [[Fiat Panda (1980)|Panda]] un oggetto-simbolo "inossidabile", un "mito" capace di conquistare generazioni di consumatori restando insensibile agli attacchi degli anni e degli imitatori. Certamente con la Panda siamo riusciti a centrare il prodotto ma io preferisco definirla una piccola auto intelligente, una ricerca di design e di engineering portata ai massimi livelli. Cioè, la Panda ha ribaltato il concetto tradizionale di vettura economica: non pretende di rendere in miniatura servizi e accessori di modelli più costosi e quindi offrire il massimo servizio nel minimo spazio. La Panda vuole offrire il massimo spazio abitabile in costi contenuti.<ref name="Panarella">Da Umberto Panarella, ''[http://www.archimagazine.com/dgiugiaro.htm Intervista a Giorgetto Giugiaro]'', ''archimagazine.com'', 8 ottobre 2004.</ref> *{{NDR|Sulla [[progettazione di automobili]]}} [...] nel processo di concezione, sempre più attento e volto al raggiungimento di un alto standard di qualità del prodotto, non si può trascurare la parte forse meno "nobile" di un'autovettura ma senza dubbio la parte anche più "visibile". Quando siamo incolonnati, bloccati nel traffico cittadino, è la linea del posteriore e non quella dell'anteriore dell'auto che abbiamo tempo e modo di valutare. Certo, al momento dell'acquisto continuano ad essere il segno grafico del "muso" e la marca ad avere una maggiore forza attraente, ma è giusto investire tempo, energie e risorse da dedicare a ricerche per la personalizzazione anche della parte retrostante in egual misura rispetto a quanto normalmente e tradizionalmente si faccia per il frontale.<ref name="Panarella"/> *"Pensare italiano" significa attingere a una cultura che è dentro di noi, nei difetti, nella sua originalità e nella sua storia. Pensare italiano significa anche tutta una serie di atteggiamenti molto diversi tra loro: come si mangia, come ci si comporta, un insieme di esperienze che costituiscono il modo di vivere e di relazionarsi. Certo, è un modo di vedere molto singolare, non percepibile in termini di massa: non si tratta di un comune pensare, ma una qualità distintiva, quasi egoista. Il nostro è un modo di vedere molto personale, sintesi di un dna che viene da lontano e che fa sì che quello che si produce sia caratterizzato da una connotazione particolare. Il prodotto italiano si apprezza per l'approfondimento che reca in sé, come espressione di un gusto raffinato, sia che si tratti di cibo, di abbigliamento oppure di arredamento. La voglia far bene, la voglia di andare a fondo al di là delle necessità, di trovare una connotazione un po' unica. Ecco che cosa rappresenta per me il modo di lavorare e pensare all'italiana.<ref>Dall'intervista di Silvia Nani a ''Casastile''; citato in ''[https://www.arketipomagazine.it/giugiaro-il-made-in-italy-e-tensione-verso-la-qualita/ Giugiaro: «Il made in Italy è tensione verso la qualità»]'', ''arketipomagazine.it'', 15 aprile 2008.</ref> *{{NDR|Nel 2019}} L'apparato Fiat non è mai stato determinato nei confronti di [[Lancia (azienda)|Lancia]], hanno sempre pensato di realizzare le vetture con un occhio di riguardo al portafoglio e adottando un atteggiamento sbrigativo sia nel [[design]] che nello sviluppo, soprattutto dalla Thema in poi. {{NDR|«Un marchio sfortunato...»}} La vera sfortuna della Lancia è essere finita nelle mani della famiglia Agnelli. Dico questo perché sembra che non abbiano mai avuto la percezione di quanto Lancia dovesse essere trattata con cura.<ref>Dall'intervista di Leonardo Di Paco, ''[https://web.archive.org/web/20211113235038/https://www.cronacaqui.it/la-sfortuna-lancia-stata-la-fiat-agnelli-alla-delta-preferiva-la-ritmo/ «La sfortuna di Lancia è stata la Fiat: Agnelli alla Delta preferiva la Ritmo»]'', ''cronacaqui.it'', 14 settembre 2019.</ref> *L'occasione della vita mi è arrivata quando uno dei miei professori di Belle Arti mi consigliò di fare un'esperienza in ambito industriale in attesa di dare l'esame per entrare in Accademia [...]. Così presentai alcuni lavori a una mostra studentesca nel 1955, dove venni notato dal direttore tecnico della Fiat, Dante Giacosa. Fui assunto in Fiat e tre mesi dopo entrai a far parte come illustratore del Dipartimento Studi Progettazione Veicoli Speciali per visualizzare in bozzetti le idee dei creativi. Rimasi in Fiat per quattro anni, un periodo che è stato la mia "università". Iniziai qui a disegnare le automobili, ma anche prodotti industriali come treni, pullman, e anche componenti come i sedili fino ai frigoriferi. Disegnavo su carta lucida e su carta Canson, utilizzavo come tecnica l'acquerello e la tempera per illustrare e rendevo "fotorealistici" i disegni. Fui notato subito dai miei capi anche perché ero velocissimo a disegnare, e con grande stupore dei colleghi mi affidarono molti progetti.<ref name="ANSA">Dall'intervista ''[https://www.ansa.it/canale_motori/notizie/mondo_motori/2024/07/11/fiat-dopo-il-1976-con-panda-e-uno-arriva-il-design-di-giugiaro_842ed35e-d941-424f-827e-a142a3e0e91a.html Fiat, dopo il 1976 con Panda e Uno arriva il design di Giugiaro]'', ''ansa.it'', 11 luglio 2024.</ref> *Quello della Panda è uno dei progetti a cui sono più legato perché seppur molto radicale e semplice è improntato all'utilità, all'essenzialità e alla versatilità e praticità. La Panda è risultata vincente perché è stata un'auto logica. Siamo partiti con un brief chiaro [...] dove si indicava che doveva essere un'auto alla francese, un'utilitaria per tutti, economica. Doveva pesare e costare poco, sia come produzione che come prezzo finale al pubblico. Ci imponemmo di rispettare i pesi e i costi della [[Fiat 126|126]] di allora e così [...] analizzammo tutte le vetture del medesimo segmento di mercato. Con l'obiettivo di migliorare le numeriche di spazio, abitabilità e capacità di carico. Impostammo uno schemino tecnico con il motore anteriore, che garantiva maggiore spazio per l'abitacolo, adottando vetri piatti, e pesi molto contenuti, la progettammo in meno di un mese. Il primo modello, al momento della presentazione in Fiat, rispecchiava tutte le aspettative. Anche gli interni erano volutamente essenziali, spartani ma estremamente funzionali e versatili. Poi in Fiat decisero di utilizzare anche un altro motore più grande (derivato dalla [[Fiat 127|127]]) e i pesi aumentarono un po'. Anche gli interni furono imborghesiti inficiando un po' la logica basic del progetto iniziale, ma la filosofia generale rimase la stessa. È sorprendente poi la longevità del progetto, ma il successo è perché ha sempre rispettato la logica di servizio con un'architettura semplice con le giuste proporzioni.<ref name="ANSA"/> *{{NDR|Sulla [[Fiat Grande Panda]]}} Il nome rimane ma la logica della Panda, che è la macchina più importante che ho fatto, non c'è più.<ref name="Mazzu">Da un'intervista a ''La Verità''; citato in Roberto Mazzu, ''[https://auto.everyeye.it/notizie/giugiaro-della-panda-non-rimasto-nulla-decidono-francesi-cina-morti-729179.html Giugiaro 'Della mia Panda non è rimasto nulla, ora decidono i francesi. Cina? Siamo morti']'', ''auto.everyeye.it'', 12 luglio 2024.</ref> *[...] l'[[Auto elettrica|elettrificazione del motore]], al di là di tutte le valutazioni pro e contro, è un passo importante di un prodotto in cui facilità di guida, silenzio e accelerazione hanno fatto un balzo in avanti incredibile. L'elettrico dà qualcosa di più, come prodotto. Il prodotto elettrico è un passo avanti enorme. La tecnologia è arrivata a soddisfare qualsiasi tipo di capriccio.<ref name="Mazzu"/> *Quello che è successo con la transizione all'elettrico è drammatico. Pensano di sostituire il motore termico, su cui abbiamo lavorato e investito per 150 anni, in pochi anni. L'auto elettrica è un gran prodotto, lo dico da utente [...]: 400 km di autonomia, silenziosa, ha una grande ripresa, non inquina. Ma crea problemi altrove, soprattutto a livello occupazionale. Non è possibile che [...] si siano prese decisioni così pesanti senza una reale pianificazione.<ref>Dall'intervista di Leonardo Di Paco, ''[https://www.lastampa.it/torino/2025/05/09/news/giugiaro_vendita_italdesign_volkswagen_elettrico_auto-15139400/ Giugiaro: "Che dolore vedere in vendita la mia Italdesign. C'è stata troppa fretta sull'elettrico"]'', ''lastampa.it'', 9 maggio 2025.</ref> {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,13/articleid,1059_01_1980_0026_0013_15064902/ «Con la Delta e la nuova Panda un modo diverso di vivere l'auto»]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 2 febbraio 1980, p. 13.}} *Non è l'uomo che si deve adattare alla vettura, ma la macchina. Tenendo ovviamente conto dei problemi tecnici, economici e commerciali, penso sia soprattutto importante considerare i movimenti strutturali dell'uomo: salire, scendere, sedersi. Vorrei [[Progettazione di automobili|cambiare]] le misure dell'auto, un oggetto la cui forma non è fissa ma in evoluzione. *La [[Lancia Delta (1979)|Delta]] rappresenta per me un traguardo, anche la chiusura di un certo periodo dell'automobile. La crisi petrolifera, i problemi economici stanno cambiando il modo di vivere, di vedere e usare le vetture. Direi che la Delta è un modello di lusso, i cui elementi di spicco, almeno dal mio punto di vista, sono l'ampio spazio concesso ai passeggeri, l'indovinato assetto di guida, la buona visibilità. *La [[Fiat Panda (1980)|Panda]] è come un paio di jeans, che sono poi un vestire semplice, pratico, senza fronzoli. L'ho vista come un mezzo di trasporto universale, un oggetto che nella sua essenzialità funzionale permette all'uomo di muoversi. Ho cercato di portare in questa auto lo spirito delle costruzioni militari, in particolare degli elicotteri, ossia di mezzi leggeri, razionali, nati per assolvere nel modo migliore a certi scopi. Per me la Panda è una vettura nata da dentro, uno spazio rivestito. In fondo, di mio come stilista c'è soltanto qualche tocco. È un modello che dimostra l'avvenuta maturazione del gusto, una mentalità più evoluta rispetto a qualche anno fa. Siamo a un punto di partenza: questo è solo un inizio. [...] Secondo me sarà la 500 degli Anni Ottanta, la continuazione logica, adeguata ai tempi, di un modello che è stato fondamentale per l'auto in Italia. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,1013_01_1984_0067_0027_22709211/ Giorgio Giugiaro. Se la casa fosse un'auto]''|Intervista di Simonetta Conti, ''La Stampa'' sez. ''Speciale casa'', 20 marzo 1984, p. I.}} *Genio è colui che si alza la mattina con un'idea brillante. A me non è mai capitato. Sono intuitivo, ma sul filo della razionalità. *È facile arredare un'abitazione dai grandi spazi: si fa scenografia. Ma in un alloggio di 45 metri quadri o poco più [...] si devono fare miracoli. È la differenza tra una Panda e una Rolls-Royce. Ad esempio, chi sta in cucina [...] non deve essere isolato dal salotto o dall'angolo tv; bisogna avere la possibilità di vedersi, di comunicare, di stare insieme. [...] Nelle camere da letto è il regno della privacy: un'anticamera-spogliatoio, un bagno, la stanza, non spazi "liberi". Se esco in mutande e c'è mio figlio che passa di fronte, nulla di male; ma se c'è anche la sua ragazza... Insomma, dove va a finire la riservatezza? *I soprammobili arricchiscono la casa, ma due o tre bei pezzi; il resto, tutte quelle cornicette con fotografie, quelle piccole collezioni, si dovrebbero buttare via. [...] Guardate i giapponesi; le loro case sono raffinatissime, moderne anche se antiche di 300 anni: non hanno niente di superfluo. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,1010_01_1985_0277_0013_14118493/ Come ti disegno un'ammiraglia]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 13 dicembre 1985, p. 15.}} [[File:Fiat Croma 1989 grey.jpg|thumb|upright=1.2|La [[Fiat Croma]] disegnata da Giugiaro nel 1985: «io, ovviamente, vedo le macchine sui tavoli da disegno o come modellini [...]. Bene, devo dire che ho trovato ancora più bella la "Croma" in strada, nel suo ambiente naturale. [...] appare per quel che è: una vettura dei nostri tempi, le cui forme possono essere istintivamente capite e apprezzate, il che non sempre capita».]] *{{NDR|Sul [[pianale Fiat Tipo 4]]}} Il progetto-base è legato alla "Thema". Poi, sono seguiti quelli della "9000" e della "Croma". Non tocca a me dirlo, ma ritengo che le tre vetture interpretino efficacemente gli obiettivi che Lancia, Saab e Fiat volevano perseguire. La "Thema" è una berlina a tre volumi di tipo classico. Una linea signorile, elegante, molto italiana. Una vettura grande ma non enorme, compatta, pulita, perfettamente coerente con lo spirito Lancia e raffinata nei dettagli. La "9000" è una due volumi piena di slancio, aggressiva, con un richiamo alla sportività. La "Croma" è una due volumi e mezzo. È ben proporzionata, moderna e giovanile. Un passo avanti notevole. *Da un punto di vista stilistico trovo che la parte posteriore della "[[Lancia Thema|Thema]]" sia estremamente valida. È innovativa, dà una sensazione di potenza e di classe, evoca immediatamente un'immagine di solidità e robustezza. Una bella coda, insomma. Sottolineo anche il raccordo tetto, vetri, fiancate. Non ci sono gradini, ma il tutto è armonico e omogeneo. *{{NDR|Sulla [[Saab 9000]]}} L'elemento dominante è il frontale: basso, discendente, aggressivo. E l'imponente lunotto "carica" l'insieme, contribuisce a dare un senso di spinta, di movimento. [...] la "9000" è stata [...] difficile da disegnare. Ci siamo arrivati per passi progressivi, sviluppando diverse soluzioni. *{{NDR|Sulla [[Fiat Croma]]}} È una berlina estremamente equilibrata. Non ci sono masse in dispersione, al colpo d'occhio si presenta come una vettura raccolta, proporzionata. Merito dello slancio del cofano anteriore e della compattezza di quello posteriore. C'è una sensazione di dinamicità. E lo sportellone fa subito intuire che questa è una vettura destinata al grandi viaggi, con una straordinaria capacità di carico. Io, ovviamente, vedo le macchine sui tavoli da disegno o come modellini o, in ogni caso, nelle presentazioni statiche. Bene, devo dire che ho trovato ancora più bella la "Croma" in strada, nel suo ambiente naturale. Ci si inserisce felicemente, appare per quel che è: una vettura dei nostri tempi, le cui forme possono essere istintivamente capite e apprezzate, il che non sempre capita. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,1352_02_1986_0168_0015_19529863/ Quei rigatoni disegnati come auto lussuose...]''|Intervista di Donata Gianeri, ''Stampa Sera'', 26 giugno 1986, p. 15.}} *Essere [[Cuneo|cuneese]] significa anche possedere una certa pragmaticità, una tendenza a smitizzarsi, a non prendersi mai troppo sul serio. *Ho messo la stessa serietà professionale nel disegnare la pasta che nel disegnare automobili. *[...] sono un drogato del lavoro: dieci, dodici ore al giorno, mai una pausa, mai un sabato libero. La mia vita è impostata in un modo che gli altri definiscono dissennato: per funzionare bene, debbo esser sempre sotto stress, come un aereo a reazione, che se non tocca i mille chilometri, precipita giù. A questo punto o si smette o si deve per forza tenere il ritmo: allora il tempo si accorcia via via, i minuti diventano secondi, i giorni diventano ore, l'anno scorso hai prodotto tre, quest'anno dieci e sai già che l'anno prossimo dovrai produrre quindici. [...] È una sfida a se stessi, un voler vedere sin dove siamo capaci di arrivare. D'altronde, come si fa a fermarsi? C'è sempre la concorrenza che incalza, che obbliga a gettarsi in avanti, a sperimentare il nuovo, a rischiare; sennò gli altri ti fanno mangiare la polvere. Il mio è un lavoro da matematici e da musicisti, cioè quello di cambiare armonicamente le proporzioni, che va fatto, però, con la velocità del caricaturista da quotidiano. Mezzo mondo lavora alle cose cui lavori tu e il giorno dopo è già troppo tardi. *[...] voglio arrivare al fascino dell'essenziale, dove la struttura è l'estetica. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,43/articleid,0342_01_2001_0276_0051_3011833/ Giugiaro, re della matita e incompreso di successo]''|Intervista di Stefania Miretti, ''La Stampa'' sez. ''Torino e provincia'', 7 ottobre 2001, p. 43.}} [[File:Fiat panda 1 v sst.jpg|thumb|upright=1.2|La [[Fiat Panda (1980)|Fiat Panda]] disegnata da Giugiaro nel 1980: «avevo due indicazioni, il peso e il costo: [...] fu progettata pensando a chi non ha possibilità economiche, fu invece apprezzata dal ceto medio-alto, da chi aveva già altre auto in garage. Le racconto questo per dire che a volte facciamo calcoli clamorosamente sbagliati».]] *Mai avuto interesse per le auto, da bambino. Sono figlio e nipote di decoratori, i miei affrescavano le case, qualche chiesa. Il primo ricordo è legato al nonno. Io guardavo mentre preparava i decori sulla carta, a volte per farmi stare bravo mi permetteva di bucherellare sulle linee: questo sì, mi piaceva. [...] terminate le medie mi iscrissi a un liceo artistico privato. Però mio padre mi impose di frequentare contemporaneamente un corso serale di disegno tecnico: voleva che fossi cosciente del fatto che esistevano più possibilità. Pensi che si iscrisse anche lui, per controllarmi meglio. Mi obbligava a fare un disegno al giorno: io qualche volta ne facevo tre in un pomeriggio, ero velocissimo, così mi restava tempo per giocare. [...] Oggi so che a volte, per salvare una tua idea estetica, devi diventare un tecnico. *Era il 59, c'era il salone dell'auto, volevo comprarmi un paio di sci e avevo bisogno di soldi, chiesi a un amico di presentarmi Bertone, nella speranza che mi commissionasse qualche lavoretto. Mi diede da progettare un coupé, e quando vide il disegno disse: "Bene, adesso bisogna svilupparlo"... Ero sbalordito: "Come faccio", risposi, "io sono alla Fiat, e poi devo fare il militare...". Il giorno dopo mi sono licenziato dalla Fiat, e sono andato a lavorare da Bertone: pensavo che mi sarei trovato all'interno di un team, invece ero solo, e lavoravo sempre, giorno e notte, sabato e domenica... {{NDR|«E il servizio militare?»}} Bertone aveva promesso che mi avrebbe fatto esonerare, invece dovetti partire. Però mi lasciarono vicino, a Bra; dove il mio datore di lavoro mi aveva affittato una stanza d'albergo. Durante le ore di permesso, andavo lì e disegnavo. Poi, siccome s'era sparsa la voce che disegnavo bene, venivano i marescialli a chiedermi di fare il ritratto alla moglie o alla madre, e questo mi fruttò un po' di tempo libero in più. Mi sbrigavo a fare il ritratto, e tornavo alle auto. *[...] quando ero in Fiat, tra i miei coetanei ce n'erano di veramente geniali. Però erano distratti da mille cose, e si sono persi. Io sono stato molto fortunato, avevo dalla mia la salute e la volontà, e ho lavorato più di altri. Magari, ho avuto meno svaghi, pochi divertimenti giovanili... *Avevo due indicazioni, il peso e il costo: la [[Fiat Panda (1980)|Panda]] fu progettata pensando a chi non ha possibilità economiche, fu invece apprezzata dal ceto medio-alto, da chi aveva già altre auto in garage. Le racconto questo per dire che a volte facciamo calcoli clamorosamente sbagliati. *Prendiamo la [[Smart Fortwo (W450)|Smart]]: non mi piace. Non amo un certo indirizzo frivolo e bambinesco [...] {{Int|''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/06/26/giugiaro-rivela-ispirazione-fu-la-fiat.html Giugiaro rivela: "L'ispirazione? Fu la Fiat 128"]''|Intervista di Vincenzo Borgomeo, ''la Repubblica'', 26 giugno 2002.}} [[File:1975 Volkswagen Golf L 1.1 Front.jpg|thumb|upright=1.2|La [[Volkswagen Golf I|Volkswagen Golf]] disegnata da Giugiaro nel 1974: «io avevo montato fari rettangolari, ma per problemi di costi alla fine li misero tondi. Mi opposi, protestai, dissi perfino che così [...] davanti somigliava troppo all'Alfa Romeo Giulia GT. Sapete che mi risposero? "Se somiglia a un'Alfa, è meglio così"».]] *Perché proprio io fui scelto per disegnare la [[Volkswagen Golf I|Golf]]? Facile: alla Volkswagen fecero un'indagine interna per stabilire quali erano le auto più belle nel 1970. Ne scelsero sei, e di queste quattro erano mie. [...] {{NDR|«E poi che accordi avete preso?»}} La storia è divertente: io avevo chiesto delle royalties per ogni esemplare prodotto, sarei diventato ricco, ma loro non potevano permetterselo. Così mi dissero che mi avrebbero messo una targhetta "Giugiaro" su ogni vettura. Lo faceva [[Pininfarina]] e per me andava bene. Fino a quando non mi chiesero gli stemmini da applicare sulle macchine: ne volevano 4000 al giorno. Sarei fallito per molto meno. *Arrivo in [[Germania]]. Centro ricerche Volkswagen. Era il gennaio del 1970. E al centro di un immenso stanzone trovo una [[Fiat 128]] tutta smontata e sezionata pezzo per pezzo. Chiedo spiegazioni e mi rispondono candidamente "non riusciremo mai fare una macchina con una meccanica così raffinata a questo prezzo, per questo la Golf deve essere più piccola". Insomma la 128 era la loro macchina di riferimento. *{{NDR|«E cos'è che invece non le è piaciuto della Golf?»}} Le confesso che il modello che avevo fatto io aveva il parabrezza più inclinato e il cofano più corto, ma allora la VW aveva paura di rispettare in pieno le norme [[USA]], per i riflessi, le prove di crash, eccetera. Poi io avevo montato fari rettangolari, ma per problemi di costi alla fine li misero tondi. Mi opposi, protestai, dissi perfino che così la Golf davanti somigliava troppo all'Alfa Romeo Giulia GT. Sapete che mi risposero? "Se somiglia a un'Alfa, è meglio così". {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,67/articleid,0192_01_2004_0138_0067_1349456/ Le seduzioni di Giugiaro «Edonismo e praticità per fare giocattoli belli»]''|Intervista di Piero Bianco, ''La Stampa'' sez. ''Speciale motori'', 20 maggio 2004, p. 3.}} {{NDR|Sulla [[progettazione di automobili]]}} *{{NDR|«Quanto incidono sul design le nuove leggi votate alla sicurezza?»}} Le norme [...] mirano, giustamente, a tutelare non soltanto gli occupanti della vettura, ma anche i pedoni, ciclisti e motociclisti. Si pretende massima sicurezza in caso d'impatto. Tutto questo incide ovviamente sul modo di concepire all'origine un modello: c'è la necessità di studiare frontali diversi, con paraurti alti e predisposti per assorbire il più possibile l'urto e soprattutto non proiettare il pedone contro il parabrezza. Non è difficile fare queste modifiche, però bisogna renderle belle: la difficoltà è proprio conservare l'equilibrio dell'armonia d'insieme. Del resto [...] le norme sulla sicurezza hanno già imposto altri mille vincoli agli stilisti. Bisogna adeguarsi, le vetture di oggi sono certamente molto più sicure. *Se si esagera nella ricerca di soluzioni avveniristiche, talvolta si perde la misura del buon gusto. Qualcuno può restarne incantato, ad altri può non piacere. L'avanguardismo esagerato divide. Quando presentai la [[Alfa Romeo Brera|Brera]], pensai a una vettura che non fosse "sconvolgente", però doveva essere un'idea gradevole e facilmente comprensibile. Una linea fresca e armonica, senza frenesia di eccessi stilistici. Nella musica si direbbe una bella canzone per tutti. *{{NDR|«Nelle sue vetture non c'è mai rinuncia alla seduzione»}} Certo, un pizzico di edonismo non guasta: l'[[Automobile|auto]] è il giocattolo dell'uomo, uno sfogo psicologico. Come una bella donna, deve piacere a prima vista, essere sexy. Se non ti conquista al primo impatto, difficilmente avrà successo. *I giapponesi e gli europei hanno stuzzicato la creatività degli statunitensi, che si sono evoluti sia come qualità sia come forme. Tuttavia nel gusto europeo c'è la storia, che deriva da una lontana attività artigianale. La cultura dominante, più calma e riflessiva, resta la nostra: trasmettere tecnologia con la forma. L'ideale è una miscela ben equilibrata. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,18/articleid,0225_01_2005_0108_0022_1563123/ Giugiaro: un'idea nata da un incontro con Agnelli]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 20 aprile 2005, p. 18.}} {{NDR|Sulla [[Fiat Croma (2005)]]}} *Qui abbiamo una nuova tipologia di auto, con caratteristiche proprie, sviluppata con particolare attenzione alle normative legate alla protezione del pedone in caso di incidente. Cofano allungato, un corpo vettura robusto, dalle ampie vetrature, linee morbide e dinamiche insieme, una calandra importante, a sviluppo orizzontale. [...] Amo chiamarla "comfort wagon". Non è una monovolume o una giardinetta, piuttosto un'evoluzione di una grande e comoda berlina due volumi. Filante e solida insieme. *Ho ricercato tre concetti: abitabilità, innovazione e tanta qualità. Questa Croma non voleva e non doveva essere un'auto edonistica o fascinosa [...]. Ispirandoci ai valori del marchio Fiat, volevamo un mezzo elegante e funzionale, una magnifica viaggiatrice che permettesse di spostarsi con grande comfort, offrendo uno spazio maggiore di quello di una berlina classica. Ho dedicato particolare cura all'impostazione aerodinamica, perchè volevo evitare consumi eccessivi e proporre un prodotto con un ottimo controvalore. *Nella mia attività di designer ho sempre pensato che in auto si deve privilegiare la comodità. [...] La Croma è nata intorno ai sedili posteriori. Un approccio, se volete, innovativo, ma è questa la sua forza. [...] Le sedute del divano sono più alte di quelle di una berlina, ma non tanto come quelle di un Suv o di un monovolume, dove ti devi arrampicare. Il passeggero non deve salire né scendere, ma accostarsi in orizzontale, favorito dall'abbassamento dell'ingombro del brancardo, che è quasi in linea con il pavimento. I piedi non rimangono infossati. Nello stesso tempo l'essere in una posizione sopraelevata rispetto alle poltrone anteriori permette di avere un'ampia visibilità. È uno studio ergonomico attento, che dà una sensazione di grande respiro. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0239_01_2005_0245_0007_1837328/ Giugiaro: una vettura sexy per emozionare]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 7 settembre 2005, p. 7.}} {{NDR|Sulla [[Fiat Grande Punto]]}} [[File:2006 Fiat Grande Punto Sporting T-J 1.4 Front.jpg|thumb|upright=1.2|La [[Fiat Grande Punto]] disegnata da Giugiaro nel 2005: «ho immaginato un'auto [...] ricca di dinamismo, formosa. Italianissima nel senso che, pur essendo un modello di larga diffusione, si ispira alla tradizione [...] dei carrozzieri che creavano vetture filanti, piene di grinta e di carattere. Mi piace pensare [...] a una bella donna, il cui corpo solido e sexy è posto in risalto da un abito elegante ed attillato».]] *{{NDR|«C'è qualche elemento che unisce Punto e Grande Punto?»}} Uno solo: lo spirito di rinnovamento. Da allora a oggi molte cose sono cambiate nel mondo dell'auto e nei gusti della gente. Sono comparsi tanti altri modelli in questa fascia di mercato, spesso ispirati alla Punto, le dimensioni delle vetture sono cresciute, le norme di sicurezza sono diventate più rigide, i clienti vogliono vetture capaci di emozionare. Ecco, la Grande Punto, e hanno fatto davvero bene in Fiat a definirla così, interpreta questi fattori con la stessa carica innovativa della Punto. *[...] ho immaginato un'auto italianissima, ricca di dinamismo, formosa. Italianissima nel senso che, pur essendo un modello di larga diffusione, si ispira alla tradizione di sportività dei carrozzieri che creavano vetture filanti, piene di grinta e di carattere. Mi piace pensare alla Grande Punto come a una bella donna, il cui corpo solido e sexy è posto in risalto da un abito elegante ed attillato. *È sempre impegnativo rivestire un modello destinato a un pubblico vastissimo. Direi che qui il lavoro è stato ancora più scientifico, perchè bisognava tener conto di uIteriori vincoli, in particolare quelli fissati dalle nuove leggi di protezione per il pedone. [...] Certo, l'inventiva e la creatività rimangono, eccome: la mia sfida era di arrivare a una forma emozionante e di vedere i vincoli non come ostacoli ma come spunti per nuove linee e soluzioni estetiche. [...] un frontale forte, importante, modellato secondo i canoni delle normative urto pedone, che prevedono volumi più gonfi, taglio cofano più largo e una struttura paraurti rastremata. [...] Se guardate la vettura dall'alto, il "muso" appare smussato ai lati e nella vista di tre quarti posteriori sembra cortissimo. Il parabrezza e il cofano hanno un movimento omogeneo, senza interruzioni marcate. E la calandra propone in modo netto la linea di bipartizione tra cofano e paraurti. [...] La linea a cuneo [...] regala un senso di potenza, la terza luce sulla fiancata [...] migliora la visibilità nelle manovre, gli specchietti aerodinamici, simili a quelli di una vettura da corsa, le ruote grandi con i passaggi ruote di dimensioni generose. Nella parte posteriore abbiamo continuato la tradizione della Punto con i fanali carenati a sviluppo verticale e integrati nei due montanti, però più piccoli. E l'insieme, con il paraurti situato a una altezza da terra più elevata, è assai più muscoloso. *Un'auto dalla funzionalità emozionante. Pratica ed edonistica. Per gente giovane o dallo spirito giovane. Non è un modello "solo" per trasportare la famiglia. E ben di più: un'auto per divertirsi. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,37/articleid,0243_01_2005_0286_0043_1870828/ Il designer: mi sono voluto premiare per i miei cinquant'anni di scarabocchi]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 20 ottobre 2005, p. 37.}} {{NDR|Sulla [[Ferrari GG50]]}} *[...] ho pensato [...] a una Ferrari da poter usare con la mia famiglia, diversa da quelle della splendida tradizione della Pininfarina. [...] Montezemolo [...] mi ha dato il via libera, proponendomi come base di questo mio esercizio la Scaglietti e consegnandomi un giusto avvertimento: "Si diverta liberamente, ma, mi raccomando, faccia una Ferrari e non una Giugiaro". *Ho pensato a un oggetto che mantenesse lo spirito e l'identità Ferrari, ma che fosse più sportivo, compatto e pratico. Ad esempio, io amo sciare e volevo poter trasportare comodamente un paio di sci all'interno. [...] Ho mantenuto il passo della Scaglietti [...] ma ho ridotto la lunghezza [...]. Davanti ho compiuto interventi minimi, accorciando lo sbalzo [...], ma ho rivisto radicalmente il layout della zona posteriore. In particolare, invece del serbatoio del carburante verticale, ho voluto un contenitore che rimanesse interamente al di sotto del piano di carico. Così quest'ultimo è piatto e, abbattendo gli schienali dei sedili, si ha una capacità di 500 litri. Inoltre, ho scelto di utilizzare un vero e proprio portellone posteriore, incernierato alla fine del tetto. *{{NDR|«Ci sembra una vettura compatta e aggressiva: perde il terzo volume della Scaglietti per una coda chiaramente fastback...»}} Volevo che desse un'impressione di grande dinamicità, pronta a mordere l'asfalto, capace di nascondere i sedili posteriori, tanto da poter essere percepita come una biposto. Ho arrotondato gli spigoli di muso e coda, il fianco è pulito, la linea di cintura si inarca in corrispondenza della ruota posteriore per sottolineare il muscolo del passaruota. *{{NDR|«Qual è l'elemento forte del design della GG5O?»}} La semplicità, di frontale e coda. Il muso si prolunga al centro, la tipica calandra Ferrari è molto bassa, i proiettori anteriori sono verticali, il cofano lungo, integrato con i parafanghi e solcato da una V solo accennata. Le linee scorrono naturali, dietro i doppi fari tondi sono asimmetrici. C'è l'accenno di un minispoiler, la presenza del portellone è quasi impercettibile. E il tetto in vetro fotocromatico crea una superficie continua con il parabrezza. {{Int|''[https://www.alvolante.it/news/tu-tu-giorgetto-giugiaro-308413 A tu per tu con Giorgetto Giugiaro]''|Intervista di ''alvolante.it'', 14 giugno 2013.}} *[...] le [[Ruota|ruote]] costituiscono un elemento fondamentale nella percezione dell'automobile. Una ruota di grandi dimensioni alleggerisce l'impatto visivo e rende più dinamica la carrozzeria. Troppo a lungo, nel progettarle abbiamo fatto i conti solo con esigenze funzionali e di costo. Se mi si passa il paragone, le ruote per un'auto sono un po' come gli occhi per una donna. Se sono grandi, e proporzionate, valorizzano l'insieme. *{{NDR|Nel 2013, «che cosa pensa dei giovani designer?»}} Escono dalle scuole con una gran voglia di cambiare a la realtà, anche a costo di rischiare degli scivoloni sul piano del buon gusto. E, infatti, guardando i loro progetti, se ne trovano alcuni davvero barocchi. I giovani sono molto creativi, ma non hanno la percezione di quanto un progetto sia concretamente attuabile. Ci arrivano dopo anni di lavoro nel mondo della progettazione. Quando escono dalle scuole non sanno neanche come si fa uno stampo, non sanno nulla di saldatura, assemblaggio, costo del prodotto. Entrano nelle aziende e la loro creatività si confronta con la cultura degli ingegneri che, invece, conoscono perfettamente i processi, ma tendono a non condividere questo loro patrimonio di conoscenze. In fondo è una questione di potere. Si è mai visto un designer al vertice di una casa automobilistica? Ci arrivano ingegneri, uomini di marketing e di finanza, economisti. Ma i designer no. {{NDR|«Chi decide, nelle case automobilistiche, preferisce lasciare ai designer la creatività...»}} Sì, i designer si preferisce lasciarli nel loro Olimpo, anziché farli avvicinare alla vera conoscenza tecnica. Immaginate, invece, un ingegnere gestito da un designer con una robusta base tecnica. Sarebbe costretto a trovare quelle soluzioni che spesso vengono bocciate. Che rivoluzione! Lo dico per esperienza, perché nella mia carriera ho dovuto tantissime volte trovarle io, le soluzioni che avrebbero garantito la fattibilità di un progetto, al punto che sono diventato più ingegnere degli ingegneri. Dovevo difendere le mie idee. *Il design richiede umiltà e precisione, per certi versi è un po' come fare il manovale. Non è facile trovare questo approccio in chi magari si è laureato in architettura, ha seguito dei corsi di design e si trova a immaginare un prodotto industriale complesso come l'automobile. Fare il designer in modo logico, cioè con cognizione di causa, costa fatica. Il design, del resto, non è soltanto stile, anche se il mondo della comunicazione oggi pone l'accento soprattutto su questo aspetto e chiede prodotti emozionanti. Il rischio, per chi non ha una cultura adeguata, è di disegnare dei prodotti brutti. {{Int|''[https://www.automotivespace.it/intervista-giorgetto-giugiaro/ Intervista a Giorgetto Giugiaro]''|Artemisa Bega, ''automotivespace.it'', 10 ottobre 2014.}} *Il design svolge una insostituibile funzione di mediazione tra l'uomo e gli oggetti e i servizi che fanno parte del quotidiano: la creatività "applicata" per il designer assolve il bisogno di partire dall'esistente per trasformarlo mediante interventi capaci di procurare un beneficio sostanziale e non soltanto una valenza estetica. *Io dico sempre che un bravo designer deve essere anche un po' ingegnere. Deve cioè possedere un bagaglio minimo di conoscenze che gli permetta di supportare, anche nel processo produttivo, le soluzioni estetiche e progettuali che ha in mente. È una conoscenza che ho potuto apprendere dalla mia esperienza in Fiat e che ho continuato a coltivare negli anni; mi ha consentito di vincere la resistenza di più di un ingegnere soprattutto verso soluzioni inedite, che però poi si sono rivelate vincenti e sono divenute uno standard di produzione. Se non avessi avuto la certezza che la mia idea poteva essere realizzata, probabilmente avrei dovuto abbandonarla e sarebbe stato un peccato. *Non sono particolarmente affezionato alle auto che ho disegnato in passato. Non amo legarmi ad un'auto anche perché in tutta la mia carriera ho imparato, una volta terminato un progetto, a guardare sempre a quello futuro. Quando mi capita di guardare "vecchie glorie" come Panda, Golf o Uno non posso fare a meno di soffermarmi su alcuni aspetti che, oggi, inevitabilmente, farei in modo completamente diverso. {{Int|''[https://www.esquire.com/it/lifestyle/auto-e-motori/a13117409/giugiaro-desiger-auto-futuro/ Giorgetto Giugiaro: «Vi aspetto nel futuro»]''|Intervista di Paolo Briscese, ''esquire.com'', 31 ottobre 2017.}} *Provengo da una famiglia di artisti, pittori e affrescatori. Ho respirato creatività e arte figurativa sin da bambino, mio padre però è stato lungimirante imponendomi dei corsi di studi più tecnici da affiancare alla pittura. Sono entrato in Fiat a 17 anni, è stata la mia "università": disegnavo componenti, particolari, frigoriferi... poi fui assunto alla carrozzeria [[Bertone]] e lì per la prima volta, ho approcciato l'universo delle auto. *{{NDR|«[[Progettazione di automobili|Come si progetta un'automobile]]?»}} È un processo graduale e articolato. Il punto di partenza è il posizionamento dell'auto: occorre comprendere e condividere l'architettura e il target a cui si riferisce, per poi analizzare tutti gli aspetti di packaging, abitabilità, telaio, ingombri meccanici. Lo spazio e la funzione vengono prima della forma e dello stile. *{{NDR|«Quanto contano la forma, il tatto e l'utilizzo dei materiali nella progettazione di una macchina?»}} La forma incide moltissimo nella scelta di un prodotto. L'elemento visivo è il più immediato e deve appagare attraverso proporzioni e linee che ne caratterizzano l'esterno. I materiali e quindi gli interni devono saper comunicare il più possibile i valori del brand o del modello: pensiamo per esempio alle pelli, ai tessuti, alle superfici in cui entriamo in relazione quando utilizziamo questo prodotto. *Ogni progetto ha un suo percorso nel momento storico in cui si è affrontato. Con il passare del tempo tutto si data, invecchia e si supera. Non sono un nostalgico e la mia indole mi impone di guardare sempre avanti. *{{NDR|«[Qual è la vettura] che avrebbe voluto disegnare»?}} Sicuramente la [[Citroën DS|Citroen DS19]], inimitabile, geniale, timeless... {{Int|''[http://motori.quotidiano.net/autoemotonews/giorgetto-giugiaro.htm Giorgetto Giugiaro, il padre nobile del design italiano]''|Intervista di Giuseppe Tassi, ''motori.quotidiano.net'', 3 aprile 2018.}} [[File:DeLorean DMC-12 Classic-Days 2022 DSC 0050.jpg|thumb|upright=1.2|La [[DeLorean DMC-12]] disegnata da Giugiaro nel 1981: «era dichiaratamente una vettura da sogno, qualcosa che si sposava bene all'idea di un viaggio nel tempo. [...] quelle porte ad ali di gabbiano e la carrozzeria in acciaio inossidabile sembravano proiettate in un'altra epoca. Fu divertente ritrovarla protagonista di un film di successo».]] *La mia estetica ha sempre tenuto conto delle tecnologie. Tutto quello che è solo design svincolato dal resto cozza contro esigenze pratiche e non può avere successo. *{{NDR|Sulla [[DeLorean DMC-12]]}} Era dichiaratamente una vettura da sogno, qualcosa che si sposava bene all'idea di un viaggio nel tempo. Eravamo nel 1981, ma quelle porte ad ali di gabbiano e la carrozzeria in acciaio inossidabile sembravano proiettate in un'altra epoca. Fu divertente ritrovarla protagonista di un [[Ritorno al futuro|film di successo]]. *{{NDR|«Nella sua carriera ha disegnato di tutto: automobili ma anche un pallone per la Nba, macchine fotografiche per Nikon, macchine da cucire per Necchi, orologi per Seiko»}} Il design non cambia da un campo a un altro, devi sempre creare qualcosa che facilita la vita, la rende più semplice. Il design è logico perché è funzionale [...]. Non bisogna disegnare per stupire. Oggi vedo coltelli inutilizzabili e cucchiai affilatissimi da cui cola il brodo. Da piccolo guardavo mia madre sarta, china sulla macchina da cucire. Quando progettai Logica per la Necchi pensai a lungo a lei e alle sue fatiche. Così la disegnai una macchina alta e fiera sul suo supporto, perché tutte le sarte non dovessero più lavorare a capo chino. {{Int|''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/08/07/giorgetto-giugiaro-compio-80-anni-senza-rimpianti-ho-dellautoTorino09.html Giorgetto Giugiaro: "Compio 80 anni senza rimpianti, ho disegnato la storia dell'auto"]''|Intervista di Stefano Parola, ''la Repubblica'', 7 agosto 2018.}} *Da bambino sono sempre stato immerso tra disegni e colori. I miei volevano che facessi il liceo artistico e poi l'accademia, invece mi sono ritrovato a fare uno stage in Fiat grazie a un professore che era lo zio di Giacosa [l'inventore della 500, ''ndr'']. Avevo fatto un corso di disegno tecnico e quando mi dissero che avevano bisogno di personale per un nuovo centro stile, accettai. Così sono rimasto intrappolato nell'industria. {{NDR|«Avrebbe preferito diventare un artista?»}} Non rimpiango nulla, perché l'auto mi ha dato in tempi piuttosto rapidi ciò che forse non avrei ottenuto con la pittura. *Se hai un Picasso in casa non lo vede nessuno, mentre l'auto sì. Anche il povero cristo, per la strada, può sentirsi come il dottore o l'industriale. Questo [[esibizionismo]] non tramonterà. *{{NDR|Su [[Sergio Marchionne]]}} È stato un uomo eccezionale, ma di finanza e non di prodotto. Ha salvato la Fiat, bisogna rendere onore al suo temperamento. {{Int|''[https://torino.corriere.it/cronaca/18_novembre_30/500-cosa-piu-vicina-all-uomo-giacosa-ha-fatto-spostare-l-italia-intera-d6cc9f96-f492-11e8-ab5f-9ee20dadd039.shtml «La 500 è la cosa più vicina all'uomo, Giacosa ha fatto spostare l'Italia intera»]''|Intervista di Andrea Rinaldi, ''torino.corriere.it'', 30 novembre 2018.}} *{{NDR|Su [[Dante Giacosa]]}} [...] non solo un ingegnere tout court, ma un uomo con una grande passione per il mondo artistico, che si divertiva a fare le caricature durante le riunioni. Ha realizzato prodotti che ancora oggi, dal punto di vista della logica, sono insuperabili: far stare 4 persone in una macchina e dare all'intero Paese l'opportunità di spostarsi... be' ci vuole una bravura unica. La bravura di chi sa fare le cose giuste in un contesto difficile, non dimentichiamoci che nel '57 eravamo poveri. [...] Pur essendo esperto di prodotti di una certa consistenza per i ricchi, Giacosa ha cercato di soddisfare i suoi operai e dargli l'opportunità di spostarsi come i più abbienti. *Sarà stata anche "una barzelletta che viaggia", come ci canzonavano gli americani, però con la [[Fiat Nuova 500|500]] ci siamo spostati in tutto il Paese con norme di sicurezza impensabili oggi. *Non ha cose inutili: la 500 è la cosa più vicina all'uomo. È un prodotto dell'intelligenza per muoversi senza sciupare spazi, pesi e costi e per mostrare il necessario, senza fare i superbi. {{Int|''[https://www.gazzettatorino.it/la-panda-di-giugiaro/ Panda, l'utilitaria dei tempi moderni raccontata da Giorgetto Giugiaro]''|Intervista di Matteo Comoglio, ''gazzettatorino.it'', 6 marzo 2020.}} {{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}} *Per ciò che riguarda l'interno [...] usai più un approccio da architetto, ispirandomi alle sedie come la chaise-longue che ha una struttura tubolare, per disegnare i sedili e, usando questa configurazione "a tubi" per l'intero abitacolo. Nella mia idea il sedile anteriore doveva essere più spartano di come poi è stato per la produzione in serie, mentre hanno mantenuto la "culla" per il sedile posteriore e per il grande vano portaoggetti anteriore. Per risparmiare peso anche il vetro discendente era stato inizialmente concepito da me con una semplice rotella che scorreva in una guida su e giù, ma poi si preferì optare per la classica manovella alzavetro. *Credo che la Panda, nonostante fosse una vettura estremamente semplice e sicuramente meno blasonata di tante altre che ho disegnato dopo, sia ancora oggi un buon esempio di utilitaria, con un unico difetto: è stata una vettura pensata con un approccio forse troppo da architetti che non da puristi del design. Inizialmente, infatti, nonostante molte soluzioni fossero all'avanguardia, soprattutto per gli interni, non venne compresa a fondo risultando troppo essenziale e spartana, soprattutto in Italia. *[...] in fondo la Panda, soprattutto nella sua prima serie è una vettura che ha un forte legame con l'architettura e non sfigurerebbe certo a fianco di molti altri oggetti che hanno fatto la storia del design. {{Int|''[https://www.automoto.it/news/ferrari-luce-giugiaro-parla-chiaro-hanno-avuto-un-coraggio-da-leone-la-ferrari-puo-permettersi-qualsiasi-cosa.html Ferrari Luce, Giugiaro parla chiaro: "Hanno avuto un coraggio da leone. La Ferrari può permettersi qualsiasi cosa"]''|Intervista di Emiliano Perucca Orfei, ''automoto.it'', 4 giugno 2026.}} *{{NDR|Sulla [[Ferrari Luce]]}} Ha sorpreso un po' tutti perché tutti si aspettano quella forma architettonica molto sportiva, molto aggressiva, con un contesto ovviamente di grande tecnologia. La maggioranza della gente ha un'aspettativa normale, abituata a vedere le Ferrari, vede questa vettura e rimane perplessa. *{{NDR|Sulla Ferrari Luce}} La Ferrari può permettersi qualsiasi cosa. [...] non deve vergognarsi di aver avuto questo coraggio. *Noi siamo partiti dal cavallo. Poi la carrozza, il motore a scoppio e via discorrendo. Ora siamo arrivati a Mazinga. ===Interviste non datate=== [[File:1974 Alfa Romeo Alfasud 4-door sedan (2015-07-15) 01.jpg|thumb|upright=1.2|L'[[Alfa Romeo Alfasud]] disegnata da Giugiaro nel 1972: «per alcune nasce prima la musica (che per noi sarebbe la meccanica) e poi si va dal carrozziere perché ci appicchi su le parole (la carrozzeria); per altre canzoni parole e musica nascono contemporaneamente. Quest'ultimo è il caso dell'Alfasud».]] *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Alfasud]]}} L'ingegner Hruska aveva stabilito precise misure per il bagagliaio e non ha "mollato" neppure di un centimetro. Ha sempre detto che l'Alfasud doveva essere pratica, pratica, pratica; ha voluto che nel baule ci stessero quattro valigie enormi, che forse non sono neppure in commercio tanto solo alte e larghe, e io ho dovuto condizionare la linea a questa esigenza. [...] La meccanica ha influito moltissimo, è chiaro, e non potrebbe essere altrimenti. Però con l'Alfasud c'è stato un modo diverso di lavorare. Mi spiego: solitamente il carrozziere prende una vettura già esistente e le mette addosso l'abito che preferisce. Questa volta, invece, l'auto non c'era ancora, essa era delineata da un capitolato derivante da un approfondito studio di mercato dell'[[Alfa Romeo]], e quindi meccanica e linea hanno proseguito di pari passo. Ho lavorato sotto la continua guida dell'ingegner Hruska e posso dire di non aver tracciato un segno con la matita senza la sua approvazione. Insomma, è un po' quello che succede con le canzoni. Per alcune nasce prima la musica (che per noi sarebbe la meccanica) e poi si va dal carrozziere perché ci appicchi su le parole (la carrozzeria); per altre canzoni parole e musica nascono contemporaneamente. Quest'ultimo è il caso dell'Alfasud. E devo dire che è un sistema di lavoro molto più esaltante, che dona maggiori soddisfazioni.<ref>Da un'intervista a ''Gente Motori''; citato in Samuele Prosino, ''[https://www.formulapassion.it/automoto/classiche/alfasud-secondo-giorgetto-giugiaro-alfa-romeo-racconto-hruska-prototipo-592940.html Alfasud, secondo Giugiaro]'', ''formulapassion.it'', 13 novembre 2021.</ref> ==Citazioni su Giorgetto Giugiaro== *Conosco persone che, non avendo alcuna specifica scolarità tecnica, sono comunque più preparate di molti neo ingegneri, architetti o studenti di scuole di design. Questo grazie alla loro passione e impegno come autodidatti. Giorgetto Giugiaro, il designer del secolo, è un autodidatta, ma purtroppo oggi, a causa della sua mancanza di scolarità specifica, non verrebbe assunto in nessun Centro Stile. Questa è una situazione triste, ma reale. ([[Enrico Fumia]]) *Era un ragazzo scanzonato, sorridente. Mi è piaciuta subito la sua semplicità – direi quasi ingenuità. Era un uomo genuino e quindi facilmente formabile. ([[Nuccio Bertone]]) *Giorgetto Giugiaro è il designer per tutti e di tutti. Non ha disegnato auto stravaganti o da sogno, ma le auto che gli italiani hanno parcheggiato sotto casa [...]. Questo lo rende un personaggio familiare, non solo per la celebrità del suo nome, ammirato e ascoltato nel mondo. Ci ha lasciato l'Alfasud e la Panda, la Uno e la Punto, ma anche l'Alfa Romeo Gt, che magari non avevamo ma desideravamo. È il genio della porta accanto. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Giugiaro, Giorgetto}} [[Categoria:Designer italiani]] [[Categoria:Imprenditori italiani]] a4u5u700j28hnv9msmhe8ma4eotr4aw Navanethem Pillay 0 189315 1429437 1429099 2026-10-13T20:13:56Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Navanethem Pillay */ 1429437 wikitext text/x-wiki [[File:Navi Pillay June 2014.jpg|thumb|Navanethem Pillay, giugno 2014]] {{Premio|Nobel|la pace '''(2026)'''}} '''Navanethem Pillay''', chiamata anche '''Navi Pillay''' (1941 ― vivente), magistrato sudafricano. ==Citazioni di Navanethem Pillay== *{{NDR|Sul genocidio in Ruanda}} Lo stupro non è più un trofeo di guerra.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della legge'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 211. ISBN 9788858029596</ref> {{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/09/17/news/commissione_onu_gaza_genocidio_israele-424852217/ Ecco perché la mia Commissione Onu ha stabilito che Israele sta commettendo un genocidio a Gaza]''|''repubblica.it'', 17 settembre 2025.}} {{NDR|Sul [[genocidio nella Striscia di Gaza]]}} *Ieri la Commissione delle Nazioni Unite di cui sono a capo ha pubblicato la sua analisi legale del comportamento di Israele nella Striscia di Gaza. La conclusione a cui siamo giunti è chiara: Israele ha commesso genocidio contro i palestinesi a Gaza. Questa conclusione si basa su indagini e numerose prove relative al periodo compreso tra il 7 ottobre 2023, quando è iniziata la guerra, e il 31 luglio 2025; è corroborata da molteplici fonti ed è definita da un rigoroso quadro giuridico della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio del 1948, a cui Israele aderisce. *La portata della distruzione è devastante. Secondo le autorità sanitarie gazawe, sono stati uccisi più di 64mila palestinesi, tra cui 18mila bambini e quasi diecimila donne. L'aspettativa di vita stimata a Gaza è precipitata da 75 anni ad appena 40 in soli dodici mesi: si tratta di uno dei crolli più bruschi e rilevanti mai registrato. Ospedali, scuole, chiese, moschee e interi quartieri sono stati rasi al suolo. Dalla nostra analisi è emerso che l'affamamento è stato usato come un'arma di guerra e che il sistema medico-sanitario è stato distrutto di proposito. L'assistenza sanitaria alla maternità è stata gravemente compromessa. I bambini sono morti di fame, sono stati uccisi e sepolti sotto le macerie. Secondo l'Unicef, a Gaza ogni ora è morto un bambino. Questi non sono incidenti di guerra. Sono azioni premeditate finalizzate alla distruzione di un popolo. *Per determinare un genocidio non è fondamentale soltanto l'azione, ma altresì l'intento. Anche in questo caso, le prove sono evidenti. Leader israeliani di spicco, incluso il presidente, hanno disumanizzato i palestinesi. Yoav Gallant, il ministro della Difesa all'epoca degli attacchi del 7 ottobre, ha detto: "Abbiamo a che fare con bestie umane", mentre il presidente Isaac Herzog ha affermato che l'intera nazione palestinese era responsabile. Alle loro parole si sono accompagnati gli atti: bombardamenti indiscriminati che hanno reso Gaza inabitabile, blocco degli aiuti umanitari, violenza di genere e violenza sessuale e un assedio che secondo noi è stato studiato per affamare a morte la popolazione. Tutti insieme, questi atti delineano uno schema che dimostra l'intento genocidario. *Alcuni sostengono che il termine "genocidio" è troppo forte per essere usato mentre prosegue la guerra di Israele. La legge, tuttavia, parla chiaro: l'obbligo di prevenire un genocidio c'è nel momento stesso in cui si rende evidente un serio pericolo che si verifichi. In questa guerra, questa soglia è stata superata molto tempo fa. *Riconosco il dolore degli israeliani che hanno perso i loro cari negli efferati [[Attacco di Hamas a Israele del 2023|attacchi di Hamas del 7 ottobre]], che hanno provocato la morte di 1.200 persone, e la sofferenza delle famiglie dei circa 50 ostaggi tuttora prigionieri, 20 dei quali ritenuti ancora in vita. La nostra Commissione ha documentato i crimini perpetrati da Hamas. In ogni caso, nessun crimine, per quanto grave, giustifica il genocidio. Rispondere a un'efferatezza con un'efferatezza significa abdicare ai valori garantiti dal diritto internazionale fin dalla sua creazione. *La [[Convenzione sul genocidio]] nacque dalle ceneri dell'Olocausto con una promessa solenne: "Mai più". Quella promessa è priva di significato, se si applica soltanto ad alcuni e non agli altri. {{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/10/13/news/navi_pillay_premio_nobel_pace_intervista_corte_penale_internazionale_sanzioni_usa_attacchi_israele-425644669/ La Nobel per la Pace Pillay: “Le sanzioni Usa alla Corte penale internazionale sono illegali”]''|Intervista di Fabio Tonacci, ''repubblica.it'', 13 ottobre 2026.}} *{{NDR|«Perché Paesi come Stati Uniti, Russia e Israele hanno così paura della giustizia internazionale?»}}<br/>Alla sua domanda ne aggiungerei un’altra: perché questi governi hanno paura delle persone che manifestano nelle strade? Perché hanno paura della società civile, delle persone che li hanno votati e portati al potere? Purtroppo, i politici hanno interessi e ambizioni personali e sfruttano le convinzioni degli elettori. Ai leader di quei Paesi direi una cosa semplice: applicate ai vostri amici gli stessi standard che applicate ai vostri nemici. *{{NDR|«Per ora gli Usa hanno applicato altre sanzioni contro la Corte penale internazionale (Cpi). Nel giorno del suo Nobel.»}}<br/>Sanzioni illegittime, negative e crudeli. Non è una coincidenza: conoscendo quanto Trump voglia il Nobel, è una ritorsione. *Gli americani hanno insegnato al mondo a liberare le donne e a rispettare l’uguaglianza dei loro diritti. Chi oggi guida quel Paese dovrebbe ricordare e rispettare tale eredità. *{{NDR|Sull'[[apartheid]]}} Per moltissimo tempo ho pensato di non meritare nulla. Se avevi la pelle scura, non eri una persona attraente. Se non potevi andare in spiaggia o salire sulle altalene riservate ai bianchi, finivi per pensare che fosse il tuo destino. *È doloroso e offensivo essere messa sullo stesso piano di Goebbels. Ho dedicato tutta la vita ai diritti umani. Parole immeritate, il ministro {{NDR|[[Gideon Sa'ar]]}} dovrebbe ritirarle e chiedere scusa. *[...] l’unico Paese a esprimere giudizi negativi {{NDR|verso la commissione indipendente d’inchiesta Onu}} è stato Israele. Gruppi di pressione finanziati ci accusano di non aver condannato Hamas, invece siamo stati i primi a farlo. È importante che quel rapporto sia rispettato. Abbiamo verificato ogni singola prova, non abbiamo inserito nulla senza verificarlo *Personalmente sono stata colpita dal bombardamento della clinica per la fertilità di Gaza a fine 2023. [...] È stato preso di mira. Il razzo ha centrato la parte dov’erano gli embrioni, non l’ospedale. Dopo i soldati non sono nemmeno entrati per controllare se ci fossero combattenti o armi di Hamas. Mi ha ricordato il Ruanda. [...] Gli assassini hutu squarciavano il ventre delle donne tutsi incinte perché non volevano che nascessero altri tutsi. Questo si avvicina moltissimo all’annientamento di un gruppo. In questo caso, i palestinesi. *Al Tribunale per il Ruanda ricevevamo molte visite, tra cui giudici militari degli Stati Uniti. Uno di loro mi consegnò un manuale ufficiale. È lì che lessi quelle indicazioni: la violenza sessuale non veniva considerata un crimine, ma una ricompensa per i soldati. È successo ormai trent’anni fa, immagino quelle idee siano cambiate. ==Citazioni su Navanethem Pillay== *Pochi hanno dedicato la propria vita alla giustizia, alla pace e alla dignità umana come ha fatto lei. Dalla violenza dell'apartheid in Sudafrica agli orrori del genocidio ruandese, ha affrontato alcuni dei capitoli più bui della storia dell'umanità. Ha guardato dritto negli occhi la brutalità dell'ingiustizia e non ha mai distolto lo sguardo [...]. È la paladina dei perseguitati, dei vulnerabili, di chi non ha voce e degli emarginati. È la paladina dello Stato di diritto contro il diritto della forza. In un mondo che ha bisogno di giustizia più che mai, il suo coraggio e la sua lucidità morale sono una bussola preziosa. ([[Ursula von der Leyen]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pillay, Navanethem}} [[Categoria:Magistrati]] [[Categoria:Sudafricani]] ils3szm30p13hp6ln87uajzjgy8blg9 1429438 1429437 2026-10-13T20:16:14Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Navanethem Pillay */ 1429438 wikitext text/x-wiki [[File:Navi Pillay June 2014.jpg|thumb|Navanethem Pillay, giugno 2014]] {{Premio|Nobel|la pace '''(2026)'''}} '''Navanethem Pillay''', chiamata anche '''Navi Pillay''' (1941 ― vivente), magistrato sudafricano. ==Citazioni di Navanethem Pillay== *{{NDR|Sul genocidio in Ruanda}} Lo stupro non è più un trofeo di guerra.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della legge'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 211. ISBN 9788858029596</ref> {{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/09/17/news/commissione_onu_gaza_genocidio_israele-424852217/ Ecco perché la mia Commissione Onu ha stabilito che Israele sta commettendo un genocidio a Gaza]''|''repubblica.it'', 17 settembre 2025.}} {{NDR|Sul [[genocidio nella Striscia di Gaza]]}} *Ieri la Commissione delle Nazioni Unite di cui sono a capo ha pubblicato la sua analisi legale del comportamento di Israele nella Striscia di Gaza. La conclusione a cui siamo giunti è chiara: Israele ha commesso genocidio contro i palestinesi a Gaza. Questa conclusione si basa su indagini e numerose prove relative al periodo compreso tra il 7 ottobre 2023, quando è iniziata la guerra, e il 31 luglio 2025; è corroborata da molteplici fonti ed è definita da un rigoroso quadro giuridico della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio del 1948, a cui Israele aderisce. *La portata della distruzione è devastante. Secondo le autorità sanitarie gazawe, sono stati uccisi più di 64mila palestinesi, tra cui 18mila bambini e quasi diecimila donne. L'aspettativa di vita stimata a Gaza è precipitata da 75 anni ad appena 40 in soli dodici mesi: si tratta di uno dei crolli più bruschi e rilevanti mai registrato. Ospedali, scuole, chiese, moschee e interi quartieri sono stati rasi al suolo. Dalla nostra analisi è emerso che l'affamamento è stato usato come un'arma di guerra e che il sistema medico-sanitario è stato distrutto di proposito. L'assistenza sanitaria alla maternità è stata gravemente compromessa. I bambini sono morti di fame, sono stati uccisi e sepolti sotto le macerie. Secondo l'Unicef, a Gaza ogni ora è morto un bambino. Questi non sono incidenti di guerra. Sono azioni premeditate finalizzate alla distruzione di un popolo. *Per determinare un genocidio non è fondamentale soltanto l'azione, ma altresì l'intento. Anche in questo caso, le prove sono evidenti. Leader israeliani di spicco, incluso il presidente, hanno disumanizzato i palestinesi. Yoav Gallant, il ministro della Difesa all'epoca degli attacchi del 7 ottobre, ha detto: "Abbiamo a che fare con bestie umane", mentre il presidente Isaac Herzog ha affermato che l'intera nazione palestinese era responsabile. Alle loro parole si sono accompagnati gli atti: bombardamenti indiscriminati che hanno reso Gaza inabitabile, blocco degli aiuti umanitari, violenza di genere e violenza sessuale e un assedio che secondo noi è stato studiato per affamare a morte la popolazione. Tutti insieme, questi atti delineano uno schema che dimostra l'intento genocidario. *Alcuni sostengono che il termine "genocidio" è troppo forte per essere usato mentre prosegue la guerra di Israele. La legge, tuttavia, parla chiaro: l'obbligo di prevenire un genocidio c'è nel momento stesso in cui si rende evidente un serio pericolo che si verifichi. In questa guerra, questa soglia è stata superata molto tempo fa. *Riconosco il dolore degli israeliani che hanno perso i loro cari negli efferati [[Attacco di Hamas a Israele del 2023|attacchi di Hamas del 7 ottobre]], che hanno provocato la morte di 1.200 persone, e la sofferenza delle famiglie dei circa 50 ostaggi tuttora prigionieri, 20 dei quali ritenuti ancora in vita. La nostra Commissione ha documentato i crimini perpetrati da Hamas. In ogni caso, nessun crimine, per quanto grave, giustifica il genocidio. Rispondere a un'efferatezza con un'efferatezza significa abdicare ai valori garantiti dal diritto internazionale fin dalla sua creazione. *La [[Convenzione sul genocidio]] nacque dalle ceneri dell'Olocausto con una promessa solenne: "[[Mai più]]". Quella promessa è priva di significato, se si applica soltanto ad alcuni e non agli altri. {{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/10/13/news/navi_pillay_premio_nobel_pace_intervista_corte_penale_internazionale_sanzioni_usa_attacchi_israele-425644669/ La Nobel per la Pace Pillay: “Le sanzioni Usa alla Corte penale internazionale sono illegali”]''|Intervista di Fabio Tonacci, ''repubblica.it'', 13 ottobre 2026.}} *{{NDR|«Perché Paesi come Stati Uniti, Russia e Israele hanno così paura della giustizia internazionale?»}}<br/>Alla sua domanda ne aggiungerei un’altra: perché questi governi hanno paura delle persone che manifestano nelle strade? Perché hanno paura della società civile, delle persone che li hanno votati e portati al potere? Purtroppo, i politici hanno interessi e ambizioni personali e sfruttano le convinzioni degli elettori. Ai leader di quei Paesi direi una cosa semplice: applicate ai vostri amici gli stessi standard che applicate ai vostri nemici. *{{NDR|«Per ora gli Usa hanno applicato altre sanzioni contro la Corte penale internazionale (Cpi). Nel giorno del suo Nobel.»}}<br/>Sanzioni illegittime, negative e crudeli. Non è una coincidenza: conoscendo quanto Trump voglia il Nobel, è una ritorsione. *Gli americani hanno insegnato al mondo a liberare le donne e a rispettare l’uguaglianza dei loro diritti. Chi oggi guida quel Paese dovrebbe ricordare e rispettare tale eredità. *{{NDR|Sull'[[apartheid]]}} Per moltissimo tempo ho pensato di non meritare nulla. Se avevi la pelle scura, non eri una persona attraente. Se non potevi andare in spiaggia o salire sulle altalene riservate ai bianchi, finivi per pensare che fosse il tuo destino. *È doloroso e offensivo essere messa sullo stesso piano di Goebbels. Ho dedicato tutta la vita ai diritti umani. Parole immeritate, il ministro {{NDR|[[Gideon Sa'ar]]}} dovrebbe ritirarle e chiedere scusa. *[...] l’unico Paese a esprimere giudizi negativi {{NDR|verso la commissione indipendente d’inchiesta Onu}} è stato Israele. Gruppi di pressione finanziati ci accusano di non aver condannato Hamas, invece siamo stati i primi a farlo. È importante che quel rapporto sia rispettato. Abbiamo verificato ogni singola prova, non abbiamo inserito nulla senza verificarlo *Personalmente sono stata colpita dal bombardamento della clinica per la fertilità di Gaza a fine 2023. [...] È stato preso di mira. Il razzo ha centrato la parte dov’erano gli embrioni, non l’ospedale. Dopo i soldati non sono nemmeno entrati per controllare se ci fossero combattenti o armi di Hamas. Mi ha ricordato il Ruanda. [...] Gli assassini hutu squarciavano il ventre delle donne tutsi incinte perché non volevano che nascessero altri tutsi. Questo si avvicina moltissimo all’annientamento di un gruppo. In questo caso, i palestinesi. *Al Tribunale per il Ruanda ricevevamo molte visite, tra cui giudici militari degli Stati Uniti. Uno di loro mi consegnò un manuale ufficiale. È lì che lessi quelle indicazioni: la violenza sessuale non veniva considerata un crimine, ma una ricompensa per i soldati. È successo ormai trent’anni fa, immagino quelle idee siano cambiate. ==Citazioni su Navanethem Pillay== *Pochi hanno dedicato la propria vita alla giustizia, alla pace e alla dignità umana come ha fatto lei. Dalla violenza dell'apartheid in Sudafrica agli orrori del genocidio ruandese, ha affrontato alcuni dei capitoli più bui della storia dell'umanità. Ha guardato dritto negli occhi la brutalità dell'ingiustizia e non ha mai distolto lo sguardo [...]. È la paladina dei perseguitati, dei vulnerabili, di chi non ha voce e degli emarginati. È la paladina dello Stato di diritto contro il diritto della forza. In un mondo che ha bisogno di giustizia più che mai, il suo coraggio e la sua lucidità morale sono una bussola preziosa. ([[Ursula von der Leyen]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pillay, Navanethem}} [[Categoria:Magistrati]] [[Categoria:Sudafricani]] h4ul20nml342vmoa4cfc2ugpylhc826 Carlos Lavado 0 194073 1429431 1324347 2026-10-13T19:35:16Z Danyele 19198 +1 1429431 wikitext text/x-wiki [[File:Carlos Lavado (cropped).jpg|thumb|Carlos Lavado nel 2013]] '''Carlos Alberto Lavado Jones''' (1956 – vivente), pilota motociclistico venezuelano. ==Citazioni di Carlos Lavado== {{cronologico}} {{Int|''[https://www.circuitospedaletti.org/intervista-a-carlos-lavado Intervista a Carlos Lavado]''|''circuitospedaletti.org'', 8 agosto 2016.}} *Ero pilota ufficiale, ma solo nell'86-88 ho avuto una Yamaha ufficiale. Prima mi davano la moto che, in realtà, poteva comprare anche un privato, con il kit. Posso dire che, in 15 anni di corse nel motomondiale, ho avuto solo una moto preparata direttamente dalla casa, per vincere il mondiale: la TZ 250 del 1986. Gli altri anni Honda e Kawasaki erano più veloci. Per vincere dovevo rischiare molto, difatti mi sono spesso ritrovato a terra... Ci volevano anche fortuna ed i meccanici giusti; quelli, per intenderci, che sapevano fare i buchi nei cilindri. Ad inizio carriera i cilindri me li sono lavorati anche da solo, poi lo hanno fatto i meccanici, ma io vivevo praticamente in simbiosi con loro. Guardavo cosa facevano e davo una mano, ad es. bilanciavo le gomme, così, poi, se non andavano, la colpa era mia... [...] Certo che non era facile guidare quelle moto, anche perché non frenavano bene, la ciclistica non aiutava e non esisteva l'elettronica. Oggi senza una moto ufficiale non vinci: le quattro tempi non si possono toccare: si fa il setup prima di uscire e se vuoi vincere (senza moto ufficiale) puoi solo sperare che piova e cadano i più veloci. Questo non vuol dire che guidare una moto di oggi sia più semplice: andar forte è sempre difficile, anche con i freni, le gomme e l'elettronica. Le moto di oggi hanno di più e camminano anche di più. Noi le pieghe al 60% potevamo solo sognarcele, anzi le facevamo quando eravamo ormai a terra; al massimo raggiungevo il 45%, affidandomi alla fortuna... *Spesso mi chiedevano come facevo a sorridere quando cadevo. Sono latino e so che non cambia niente se ti arrabbi. Nessuno, poi, ha visto le zuccate che tiravo nel muro, in albergo, quando ero primo e cadevo... Lo ripeto, se non rischiavi non vincevi e, per riuscirci, occorreva ti assistesse anche la fortuna. *La paura... Non è una variabile ammessa se vuoi correre. Se hai paura non fai il pilota. Certo, alcune cadute mi sono rimaste impresse, ma il primo pensiero, subito dopo, era quello di rialzarsi, correre a piedi al box e ripartire con la seconda moto. Quando cadi devi risalire in sella prima possibile, per continuare a correre e dimenticare i lividi con la passione. Quando fai questo mestiere – e percorri una curva ad oltre 200 km/h – non pensi che, se cadi, ti ammazzi. Se lo pensi è meglio che smetti. {{Int|''[https://www.repubblica.it/sport/2017/12/21/news/carlos_lavado_il_ciclone_di_caracas_che_volava_sulla_moto-300946517/ Carlos Lavado, il ciclone di Caracas che volava sulla moto]''|Intervista di Massimo Calandri, ''repubblica.it'', 21 dicembre 2017.}} *Studiavo da ingegnere, poi un altro venezuelano – Johnny Cecotto – è diventato campione, e ho deciso di fare come lui: mi sono presentato con la moto con cui andavo all'università al primo gp di "fuerza libre", una specie di Superbike. E ho vinto. *Mi piaceva correre e dopo fare festa. Grigliate, brindisi, ragazze. Non c'erano molti soldi – dopo l'arrivo ti dovevi mettere in fila, e ricevevi una busta con un po' di franchi svizzeri: se non finivi sul podio, ti davano l'equivalente di 50 euro –, ma la fine degli anni Settanta e gli Ottanta sono stati un vero paradiso. *Datemi una moto, anche se non è la migliore mi basta che non si rompa: e faccio primo, garantito. Oppure cado. Perché non mollavo mai il gas, neppure con 10" di vantaggio. *Forse potevo vincere di più, ma me la sono goduta. Ai miei tempi l'importante era divertirsi. Le gare erano battaglie, però dopo che serate. ==Citazioni su Carlos Lavado== *Come tanti altri della sua generazione è arrivato tardi al mondiale: nel 1978, quando il Venezuela ospitò la prima gara della stagione a San Carlos, era già noto in patria come la freccia di Caracas [...], quindi dal 1980 fu tra gli specialisti più forti in assoluto nelle due medie cilindrate. Lavado è stato l'erede di [[Johnny Cecotto]]: è il secondo pilota venezuelano capace di arrivare al titolo del motociclismo. [...] In quegli anni Ottanta Lavado spiccava per la personalità, la comunicativa, la classe, la grinta. Era indistruttibile, cadeva, si rialzava, vinceva, pareva di gomma. E andava maledettamente forte. Pensare che avrebbe dovuto diventare ingegnere: lasciò l'università al secondo anno per scappare in Europa e correre il mondiale, facendo arrabbiare il papà. ([[Nico Cereghini]]) *{{NDR|«Qual è stato l'avversario più forte nella quarto di litro?»}} Quando arrivai in 250, Lavado era il campione in carica ed era colui che aveva più talento in assoluto. Quando lo trovavo in prova pensavo: "Adesso vado a prenderlo" e magari passavano due giri e non riuscivo a guadagnare un metro. Invece con tutti gli altri, quando li volevo andare a prendere ce la facevo. Per me Lavado era davvero qualcosa di straordinario per la sua velocità. ([[Luca Cadalora]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Lavado, Carlos}} [[Categoria:Piloti motociclistici venezuelani]] e29b8k1sm1v5evfq676cyvodpzlc7af Luigi Dall'Igna 0 194084 1429433 1413261 2026-10-13T19:40:22Z Danyele 19198 /* Citazioni su Luigi Dall'Igna */ +1 1429433 wikitext text/x-wiki [[File:Gigi Dall'Igna GP Ungheria, Balaton (2025) (cropped).jpg|thumb|Luigi Dall'Igna nel 2025]] '''Luigi Dall'Igna''' (1966 – vivente), ingegnere italiano. ==Citazioni di Luigi Dall'Igna== {{cronologico}} *Un errore che si fa spesso è quello di buttare via il lavoro fatto da altri e credere che la propria idea sia l'unica giusta. In realtà non è mai così. Si può imparare tanto dall'esperienza degli altri se si ha la volontà e la pazienza.<ref name="Aglio-2014">Dall'intervista di Matteo Aglio, ''[https://www.gpone.com/it/2014083114609/DallIgna-copiare-le-jap-Ducati-%C3%A8-unica.html Dall'Igna: copiare le jap? Ducati è unica]'', ''gpone.com'', 31 agosto 2014.</ref> *Come sempre, se si copia è facile arrivare secondi.<ref name="Aglio-2014"/> *Il mio primo lavoro è stato alle Officine Michelotto di Padova. Giuliano era preparatore di Ferrari da competizione, la tesi in ingegneria meccanica l'ho fatta nella sua officina. Tema: calcolo di una scocca in carbonio di una Gruppo C. Sono rimasto un paio di anni, Michelotto seguiva per la Ferrari le F40 nel campionato Imsa, frequentavo spesso Maranello. Poi, quando il programma fu chiuso, cominciai a guardarmi intorno. E la mia fortuna fu incontrare [[Jan Witteveen|Jan]].<ref>Dall'intervista di Paolo Ianieri, ''[https://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/03-04-2015/motogp-dall-igna-rilancio-ducati-ferrari-110327795889.shtml Dall'Igna: "Rilancio la Ducati, ma potevo essere in Ferrari"]'', ''gazzetta.it'', 3 aprile 2015.</ref> *Essere [[Ducati Corse|ducatista]] va al di là del tifo, ti strega. Io ho vinto tanto con l'[[Aprilia Racing|Aprilia]], eppure non c'è paragone.<ref name="Ianieri">Citato in Paolo Ianieri, ''[https://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/16-08-2017/motogp-ducati-passione-rossa-quando-tifo-marchio-2101036576646.shtml Ducati, passione rossa: quando il tifo è per il marchio]'', ''gazzetta.it'', 16 agosto 2017.</ref> *Il giorno in cui comincerò un Mondiale non pensando di poterlo vincere, me ne starò a casa e andrò in giro in camper.<ref name="Ianieri"/> *Quando avrò vinto il titolo avrò raggiunto il mio ideale di moto.<ref>Dalla presentazione della Ducati Desmosedici GP19; citato in ''[https://www.insella.it/motogp/news/intervista-esclusiva-gigi-dalligna-la-mia-moto-ideale-e-quella-che-vincera-il-titolo MotoGP 2019 Gigi Dall'Igna: "La mia moto ideale è quella che vincerà il titolo"]'', ''insella.it'', 19 gennaio 2019.</ref> *Evidentemente ogni moto ha dei pro e dei contro, è impossibile concentrare su una moto solo i pro. Quando uno prepara un assetto per migliorare determinati aspetti per forza di cose ne penalizza degli altri. Sposto la coperta sul corpo e qualche volta scopro i piedi, altre volte la testa.<ref name="Gucci">Da Matteo Gucci, ''[https://www.cuoredesmo.com/luigi-dalligna-intervista-al-direttore-di-ducati-corse/ Luigi Dall'Igna, intervista al Direttore di Ducati Corse]'', ''cuoredesmo.com'', 3 giugno 2020.</ref> *Le ali sulle moto non le ho scoperte io [...]; dal mio punto di vista però ho ritenuto che in qualche modo l'aerodinamica sulle moto fosse stata sempre trascurata, per tanti motivi, quindi è stato uno dei settori sui quali ho voluto fare qualcosa di più.<ref name="Gucci"/> *Di sicuro non chiederò mai un cambio di regolamento per far abolire le innovazioni degli altri.<ref>Citato in ''[https://www.gpone.com/it/2022/11/06/motogp/dalligna-pensavo-di-vincere-prima-mai-chiedero-un-cambio-regolamento-contro-le MotoGP, Dall'Igna: "Pensavo di vincere prima, mai chiederò un cambio regolamento contro le innovazioni"]'', ''gpone.com'', 6 novembre 2022.</ref> *La maggior parte dei piloti in certi momenti si deprime, perde la bussola e difficilmente riescono a portare a casa qualcosa. Quelli che invece, anche con un mezzo inferiore, ci provano e ce la fanno [...] sono quelli che possono giocarsi i titoli.<ref name="Aglio-2022">Dall'intervista di Matteo Aglio, ''[https://www.gpone.com/it/2022/11/07/motogp/dalligna-cosera-mancato-a-ducati-per-vincere-un-pilota-come-bagnaia.html MotoGP, Dall'Igna: "Cos'era mancato a Ducati per vincere? Un pilota come Bagnaia"]'', ''gpone.com'', 7 novembre 2022.</ref> *Io voglio vincere e qualsiasi cosa che infastidisce il mio pilota dà fastidio anche a me.<ref name="Aglio-2022"/> *Sin dal mio arrivo {{NDR|in Ducati}} ho seguito una linea chiara: condividere le informazioni con tutti nel Reparto Corse. I nostri ingegneri più talentuosi ci lasciano? Ne formiamo gli altri. È la filosofia del nostro progetto: puntare sui giovani talenti e farli diventare campioni del mondo, a prescindere che siano piloti o ingegneri.<ref>Da un'intervista a ''speedweek.com''; citato in ''[https://www.gpone.com/it/2022/11/18/motogp/gigi-dalligna-perdere-i-migliori-ingegneri-e-il-prezzo-da-pagare.html MotoGP, Gigi Dall'Igna: "Perdere i migliori ingegneri è il prezzo da pagare"]'', ''gpone.com'', 18 novembre 2022.</ref> *Vedere i rivali copiare le nostre idee ci rende un po' orgogliosi, è la conferma della bontà delle nostre idee.<ref>Da un'intervista ai FIM Awards, Rimini, 3 dicembre 2022; citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/moto/gp-dalligna-ducati-vedere-i-rivali-che-ci-copiano-e-un-orgoglio Dall'Igna (Ducati): "Vedere i rivali che ci copiano è un orgoglio"]'', ''formulapassion.it'', 4 dicembre 2022.</ref> *Una delle persone che mi ha insegnato di più nell'arco della mia carriera è stato [[Jan Witteveen]]. Non solo mi ha dato insegnamenti dal punto di vista tecnico, ma anche nella gestione delle persone e della squadra. Un aspetto probabilmente ancora più determinante di quelli tecnici.<ref>Da un'intervista a ''Marca''; citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/moto/dalligna-ducati-il-divieto-dellabbassatore-sbagliato-e-antisportivo Dall'Igna (Ducati): "Il divieto dell'abbassatore sbagliato e antisportivo"]'', ''formulapassion.it'', 1º gennaio 2023.</ref> *I veri campioni hanno carisma. A volte un pilota commette l'errore che la sua squadra sia composta solo dai sette elementi che lavorano nel suo box, ma non è così. Il pilota è uno dei 100 dipendenti [...] e deve motivare tutti. Deve avere un atteggiamento positivo perché le persone ne hanno bisogno. Deve ricordarsi che lavorano tutti per lui.<ref name="Speedweek">Da un'intervista a ''speedweek.com''; citato in ''[https://www.gpone.com/it/2023/04/11/motogp/dalligna-un-vero-campione-ha-carisma-e-motiva-lintera-azienda.html MotoGP, Dall'Igna: "Un vero campione ha carisma e motiva l'intera azienda"]'', ''gpone.com'', 11 aprile 2023.</ref> *Non mi sono mai pentito di avere scelto un pilota perché ho imparato qualcosa da tutti.<ref name="Speedweek"/> *Paradossalmente quello che livella di più le prestazioni non sono i limiti dettati dal regolamento, ma la sua stabilità. Questo permette agli altri costruttori di copiare le soluzioni che funzionano. Sviluppare nuove idee diventa più difficile, non puoi inventarti qualcosa di nuovo tutti gli anni.<ref name="Ollanu">Dall'intervista di Matteo Aglio a ''La Stampa''; citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/motogp/dalligna-errore-honda-yamaha-seguire-solo-marquez-quartararo Dall'Igna: "L'errore di Honda e Yamaha? Seguire solo Marquez e Quartararo"]'', ''formulapassion.it'', 21 giugno 2023.</ref> *Spesso quello che ti dice il pilota di punta, il campione, non è la verità perché il suo talento copre i problemi di cui soffre la moto. Paradossalmente, per sviluppare bene un progetto bisogna stare ad ascoltare tutte le voci, tutti i piloti.<ref name="Ollanu"/> *Non ho mai considerato se conta di più il pilota o la moto. È la combinazione che vince. [...] Per me non è mai stato un problema che qualcuno vincesse il Campionato del Mondo con un prototipo dell'anno precedente. È già successo in passato con moto che ho gestito io. Gabor Talmacsi ha vinto il titolo della 125 su un'Aprilia di un anno più vecchia di quella di Hector Faubel, suo diretto rivale. Marco Simoncelli è stato incoronato campione della 250 [...] dopo aver iniziato l'anno con la moto dell'anno precedente, con la quale ha vinto delle gare. [...] Il mio obiettivo è vincere, e devo usare tutti i metodi possibili per riuscirci. Alla fine può succedere che il nuovo prototipo non migliori le prestazioni di quello vecchio: dov'è il problema?<ref>Citato in Oriol Puigdemont, ''[https://it.motorsport.com/motogp/news/motogp-dalligna-se-marc-vince-con-la-moto-2023-non-danneggia-limmagine-di-ducati/10566959/ MotoGP {{!}} Dall'Igna: "Se Marc vince con la moto 2023 non danneggia l'immagine di Ducati"]'', ''motorsport.com'', 18 gennaio 2024.</ref> *Il momento che ha cambiato la mia carriera è stato forse il progetto [[Aprilia RSV4|RSV4]] per Aprilia in Superbike. È stato importante e ha fatto sì che la casa di Noale divenisse importante nei motori a quattro tempi. E probabilmente mi ha aperto delle porte nel motorismo in generale.<ref name="Barretta">Da un'intervista a ''Motorcycle News''; citato in Valerio Barretta, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/motogp/dalligna-laprilia-rsv4-mi-ha-cambiato-la-carriera-e-ora-vorrei-una-laurea-in-fisica Dall'Igna: "L'Aprilia RSV4 mi ha cambiato la carriera. E ora vorrei una laurea in fisica"]'', ''formulapassion.it'', 25 febbraio 2024.</ref> *Mi avrebbe fatto piacere essere un fisico, piuttosto che un ingegnere, ma ho sempre pensato di non essere abbastanza intelligente, dunque ho preferito quest'altro percorso.<ref name="Barretta"/> *Le concessioni {{NDR|in MotoGP}} sono sempre una cosa particolare, è vero che danno la possibilità a chi è indietro di migliorare, ed è importante per il campionato che sia bello e ne gioiamo tutti. Dal punto di vista tecnico è però sicuramente ingiusto. Questo è l'unico campionato del motorsport in cui succedono queste cose: in F1 la Red Bull vince da tempo, e prima di lei lo ha fatto la Mercedes e nessuno si è mai sognato di introdurre questo sistema per riequilibrare i valori in campo. Va bene per lo show e siamo qui per lo show, ma dal punto di vista dello sport è sicuramente ingiusto.<ref>Dall'intervista di Sandro Donato Grosso a Sky; citato in Paolo Scalera, ''[https://www.gpone.com/it/2024/03/09/motogp/dalligna-in-f1-non-si-sarebbero-mai-sognati-di-penalizzare-red-bull-o-mercedes MotoGP, Dall'Igna: "in F1 non si sarebbero mai sognati di penalizzare Red Bull o Mercedes"]'', ''gpone.com'', 9 marzo 2024.</ref> *{{NDR|Su [[Marc Márquez]]}} [...] travolgente e, soprattutto, intelligente; sempre in grado di gestire le diverse situazioni e condizioni di gara, sia che si tratti di prendere la testa della corsa dal primo all'ultimo giro in assoluta padronanza [...], sia che si parta in modo più cauto, per poi accelerare al massimo a metà GP, tenendo tutti a distanza di sicurezza senza correre rischi [...]. Ottimizza ogni circostanza, sull'asciutto o sul bagnato, nei momenti cruciali tirando fuori il meglio dalla moto e da se stesso, unendo sagacia ed istinto, modulando l'esperienza di un Campione e l'inesauribile voglia di vittoria: sì, un Campione che, proprio per il fatto di esserlo, dimostra umiltà nella consapevolezza di dover ancora crescere e migliorare.<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''linkedin.com''; citato in Matteo Nugnes, ''[https://it.motorsport.com/motogp/news/motogp-dalligna-la-supremazia-di-marquez-va-oltre-le-semplici-vittorie/10744244/ MotoGP {{!}} Dall'Igna: "La supremazia di Marquez va oltre le semplici vittorie"]'', ''motorsport.com'', 22 luglio 2025.</ref> {{Int|''[https://motosprint.corrieredellosport.it/news/motomondiale/moto-gp/2021/08/11-4585263/motogp_gigi_dall_igna_io_non_mi_arrendo_ MotoGP, Gigi Dall'Igna: "Io non mi arrendo"]''|Intervista di Manuel Pecino, ''motosprint.corrieredellosport.it'', 11 agosto 2021.}} *{{NDR|«Quanto tempo "concedi" a un pilota per capire se è davvero forte?»}} Tre stagioni rappresentano un tempo ragionevole. Il primo anno è sempre complicato e ogni pilota è diverso: c'è chi, per istinto, esprime subito il potenziale. Altri, e non significa che siano meno forti, hanno bisogno di tempo per metabolizzare il salto in MotoGP [...]. È giusto che a un rookie venga concessa la possibilità di crescere, di avere tempo per esprimere le proprie capacità, poi è ovvio che prima o poi queste capacità dovranno emergere, altrimenti sarà un problema. *[...] è difficile andare forte in [[MotoGP]] senza aver vinto, o quantomeno aver dimostrato il proprio talento nelle altre classi. *{{NDR|«Come intendi il rapporto con un pilota? L'impressione è che non sia una relazione padre-figlio, ma un confronto professionale»}} Sì, perché se parli di tuo figlio, non puoi essere obiettivo. E invece con un pilota non essere imparziali è la cosa peggiore possibile. Poi è chiaro che siamo esseri umani, e bisogna dire le cose in modo che arrivino all'interlocutore, ma anche in modo che l'interlocutore le "digerisca": però certe cose vanno dette comunque. E poi c'è la parte motivazionale, che è sempre importante. Non c'è soltanto la tecnica, i piloti devono essere convinti e motivati. E ognuno di loro ha necessità differenti. *A volte il secondo posto è il miglior risultato possibile, e allora devi essere contento. Ma quando puoi vincere, anche se è difficile, arrivare secondi non può soddisfare. {{Int|''[https://www.slick-magazine.com/workroom/ducati-evoluzione-tecnica-2/ Quando ci giocammo tutto]''|Dall'intervista a ''SLICK'' nº 14, agosto 2021; citato in ''slick-magazine.com''.}} *Sono arrivato in Ducati alla fine del 2013, e in quel momento tutti mi vedevano come il principale nemico: perché venivo dall'Aprilia, dove lottavo contro la Ducati in Superbike. Ecco perché ho investito i primi 6 mesi non per lavorare ad un progetto ma per capire le persone, e per farmi capire da loro. Del resto è stupido partire, se non capisci chi sa fare questo e chi quell'altro... e se non sai di chi ti puoi fidare. *Le moto sono fatte dalle persone, e la prima cosa che deve fare chi approccia un reparto corse, con un progetto nuovo, è conoscere quelle persone. *Io, per vari motivi, voglio che le riunioni in cui pianifichiamo la progettazione di nuovi modelli siano il più allargate possibile. Perché la cultura è importante. Bisogna diffondere la cultura della moto in tutto il reparto corse, perciò anziché fare riunioni separate per il motore, per la ciclistica, per l'elettronica, io voglio che si discuta tutti insieme. Se hai riunioni allargate diffondi la cultura a 360 gradi, quindi chi fa il telaio comincia a sentire parlare anche di concetti motoristici, chi fa l'elettronica sente i problemi dei veicolisti, ecc... *Il mondo della moto è, se si può dire, un mondo relativamente povero, se confrontato ai nostri cugini delle auto. Per fare stare in piedi un Mondiale bisogna fare in maniera che i costi necessari a partecipare (per i Costruttori e i team) debbano essere ragionevoli per il nostro mondo; che non è quello dell'auto. Allora devi darti delle limitazioni tecniche, che sono anche arbitrarie ma servono a limitare i costi di sviluppo. {{Int|''[https://mowmag.com/sport/dall-igna-pecco-e-jack-meglio-del-dovi-la-rivincita-e-da-perdenti-che-tristezza-vedere-valentino-cosi Dall'Igna: "Pecco e Jack meglio del Dovi? La rivincita è da perdenti. Che tristezza vedere Valentino così"]''|Dall'intervista di Paolo Ianieri e Zoran Filicic a MotoG-Podcast; citato in Cosimo Curatola, ''mowmag.com'', 15 ottobre 2021.}} *Come dico spesso, non tutte le idee applicate sulla moto sono mie. Il mio compito non è quello di avere la migliore idea in assoluto, è quello di creare un clima nel Reparto Corse per far sì che ognuno possa esprimere la sua migliore idea. Sarebbe stupido pensare di avere sempre e solo noi l'idea migliore. *La velocità della moto che non è fatta solo di motore, ma anche di aerodinamica e grip al posteriore, è uno strumento che serve a rendere più facile la vita dei piloti. In tutta la mia carriera ho sempre cercato di dare ai miei piloti la moto più veloce possibile. Superare un pilota in curva è estremamente più complicato che passarlo in rettilineo. Per cui nella gestione della gara la velocità è un aspetto importante che molto spesso tecnici e piloti sottovalutano. *Onestamente le rivincite sanno un po' da perdente, non è una cosa che mi interessa. Quello che è stato è stato, le battaglie che ho perso le ho perse anche per colpa mia. Sono abituato ad archiviarle, guardo sempre avanti per ottenere il meglio da quello che ho. {{Int|''[https://www.gpone.com/it/2022/06/10/motogp/dalligna-petrucci-prima-il-motoamerica-e-poi-la-wild-card-in-sbk.html MotoGP, Dall'Igna: "Petrucci, prima il MotoAmerica e poi la wild card in SBK"]''|Dall'intervento a ''LIVE Bar Sport SBK alle 18:00 - Verso Misano con Gigi Dall'Igna'', GPOne, 9 giugno 2022; citato in Marco Caregnato, ''gpone.com'', 10 giugno 2022.}} *In tutti i campionati motoristici c'è un bilanciamento complessivo tra moto e pilota o tra auto e pilota. Gli unici dove questo non avviene sono proprio la SBK e la MotoGP e il peso è sempre una variabile fondamentale da tutti i punti di vista. È svantaggiato un pilota più pesante rispetto ad uno più leggero, e forse negli ultimi tempi è ancora più evidente questa cosa. Ma la fisica non mente, è così e basta. *{{NDR|«Ma a te piace lavorare di più sulla [[Campionato mondiale Superbike|SBK]] o sulla MotoGP?»}} Nell'elettronica, in SBK si può lavorare di più rispetto alla MotoGP e lì siamo liberi di sviluppare, di trovare soluzioni. Poi è vero che da altri punti di vista, la MotoGP è più libera ed è lì il nostro vero banco di prova, dove sviluppiamo tecnologia che poi travaseremo [...]. È vero che le SBK hanno delle limitazioni legate alle moto di serie da cui derivano, ma proprio per questo è importante sviluppare la moto di serie per renderla il più vicina possibile a quella che è la nostra MotoGP, così da utilizzare queste idee e soluzioni anche in SBK. *Ho spogliato di recente una [[Classe 250|250]] e lì vedi quanto semplici fossero quelle moto rispetto alle MotoGP attuali. Se togli una carena ad una MotoGP oggi non trovi nessuno spazio libero, non riesci ad infilarci un cablaggio, un sensore, niente! Su una 250 era tutto molto più semplice ed era anche più semplice lavorarci. Facevamo tanto in pista, il rodaggio dei motori lo facevamo in pista. Un altro mondo, impensabile oggi. Però un mondo che ha un fascino incredibile. Oggi quando sento una 250 accesa, mi scendono le lacrime, è un'emozione unica. *Quando si vince una gara, dopo si sente quasi il bisogno fisico di tornare a vincere perché è una cosa che da' un'emozione incredibile. Non solamente perché ha vinto una tua moto, ma perché vedi il tuo pilota e il tuo team che hanno fatto cose eccezionali. La vittoria è una cosa unica che rende unico questo lavoro. *Io ho un rapporto particolare con le mie moto. Prima che escano dal box per andare in griglia, le accarezzo ed è una cosa che mi imbarazza dire [...] Ad accarezzarle tutte e otto si farebbe fatica, quindi devo limitarmi alle due del Team Factory! {{Int|''[https://it.motorsport.com/motogp/news/motogp-dalligna-luscita-honda-sarebbe-stato-un-problema-per-tutti/10566239/ MotoGP {{!}} Dall'Igna: "L'uscita di Honda sarebbe stato un problema per tutti"]''|Intervista di Oriol Puigdemont, ''motorsport.com'', 16 gennaio 2024.}} *{{NDR|«Molti ti comparano ad Adrian Newey, leader del reparto tecnico Red Bull in Formula 1, per l'influenza che hai in MotoGP. Tuttavia, con la tua moto non vince solo un pilota, ma lo fanno in molti. Questo ti porta a un livello superiore?»}} Questo è impossibile. Newey è una legenda. Solo il fatto che qualcuno mi metta a confronto con lui mi dà soddisfazione. Ma le macchine e le moto sono due universi completamente diversi. *Il mio obiettivo è vincere, e devo fare in modo che Ducati lo faccia per quanto più tempo possibile. Questo è il fine ultimo del mio lavoro. Non sono un egocentrico in questo senso, non vedo solo la Ducati che vince, ma il pilota e il team che vincono insieme. Siamo una squadra. Non mi sono mai chiesto se fosse più importante il pilota o la moto. L'unica cosa che conta è che alla fine della stagione il pilota che vince il premio più ambito guidi una Ducati. *{{NDR|«Non sarebbe più facile se i piloti della stessa casa seguissero degli ordini stabiliti?»}} Questo è uno sport, significa che dobbiamo comportarci in maniera sportiva e non possiamo giocare sporco. Questa è la base della mia filosofia. Giocare sporco sarebbe limitare le prestazioni di una moto per evitare che un pilota possa vincere. *Tempo fa, la Formula 1 mi piaceva molto. Ora mi piace un po' meno. La seguo e mi interessa perché c'è molta tecnologia dietro e io sono molto curioso. Diciamo che non guardo più tutte le gare. [...] Dopo l'aeronautica, la Formula 1 è la massima espressione dell'aerodinamica. La MotoGP deve ancora fare molta strada per capirla totalmente. Penso che ci siano degli aspetti dell'aerodinamica in cui si deve migliorare tanto, non conosciamo ancora tutte le sfaccettature che possono avere influenza su una moto. ==Citazioni su Luigi Dall'Igna== * Com'è? In una parola, è pragmatico. Per lui conta il risultato, tutto il resto è secondario. Dall'Igna cura con il massimo impegno tutto ciò che porta al risultato: esige efficienza dalla sua organizzazione e mantiene confronti costanti con gli elementi della sua squadra, con i quali è molto deciso ma anche riconoscente quando è il caso. Chi non collabora, chi rallenta, chi critica non gli interessa più. Il capo è così. E come fanno i politici – il suo ruolo è tecnico e politico insieme – quando qualcuno si mette contro lui non ci discute nemmeno: lo ignora e passa oltre. Pragmatico, appunto. A Gigi non interessa risultare simpatico all'esterno. Ma non è freddo. [...] È molto gradevole ed anche espansivo ma [...] sul lavoro ha altre priorità. E i risultati dicono che il suo metodo è vincente. ([[Nico Cereghini]]) *Dall'Igna ha carattere, passione, intuizione, esperienza [...]. Io gli sono molto affezionato, avendo sempre visto in lui, oltre che un tecnico geniale, un ragazzo serio, posato e di parola, e ho sempre gioito delle sue affermazioni. ([[Ivano Beggio]]) *È l'ingegnere che ha trasformato in successo tutto quello che ha toccato. ([[Marc Márquez]]) *Gigi è un leader. All'inizio con lui mi sono scontrato, perché io volevo correre e lui invece voleva che facessi il collaudatore [...]. Negli anni ho poi capito che un leader capisce cosa devono fare le persone che lavorano con lui e così riesce ad ottenere il massimo. Fino a qualche anno fa io con lui ero incazzato nero, ma ora [...] come faccio a non dargli ragione? Io non ho mai fatto un anno o due interi di mondiale, ma a fare la moto migliore ci siamo riusciti senza dubbio. Questo grazie a quello che aveva in testa lui. ([[Michele Pirro]]) *Gigi è sempre stato severo ma leale. Ha una mentalità ingegneristica, bada al risultato. Gigi, come tutti i campioni, è spietato e se vede un'opportunità migliore la prende ed è giusto così. ([[Danilo Petrucci]]) *La sua dote più grande è che non vede solo i numeri, dato che ci abbina anche il commento dei piloti. Lui sa interpretare cosa diciamo noi piloti, senza seguire soltanto l'aritmetica e i numeri. Questo lo considero il suo vero valore. ([[Álvaro Bautista]]) *La testa di Dall'Igna è due passi avanti rispetto agli altri in termini di innovazione e tecnologia. ([[Jorge Lorenzo]]) *Quando Gigi Dall'Igna arrivò in Ducati nel 2014, erano nel loro punto più basso, dopo aver perso Stoner ed aver fallito con Rossi. Dall'Igna ha reso possibile per Ducati ritornare al top, facendo quello che ha fatto Newey in Formula 1. ([[Randy Mamola]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dall'Igna, Luigi}} [[Categoria:Ingegneri italiani]] 188gv3cq7bagmqbmkb3z0e2muhgetoi Umberto Masetti 0 195114 1429429 1330293 2026-10-13T19:32:13Z Danyele 19198 +1 / fix vari 1429429 wikitext text/x-wiki [[File:Umberto Masetti (1952).jpg|thumb|Umberto Masetti nel 1952]] '''Umberto Masetti''' (1926 – 2006), pilota motociclistico italiano. ==Citazioni su Umberto Masetti== *Lui era un pilota Gilera nell'anima. Aveva cominciato a correre a vent'anni – a quei tempi, non c'erano che centauri maturi e lui appariva giovanissimo – e, dopo le prime motoleggere concessegli dal padre, moto-concessionario, era subito passato in sella ad una grossa mezzo litro di Arcore, con la prima vittoria a ventitré anni. Lo ricordo nel 1949, con la mitica "Saturno", e mi chiedevo come potesse un ragazzo così esile (a Parma, lo chiamavano "Scarciole") dominare quella macchina, sui tortuosi circuiti dell'epoca. Aveva già la bocca piena di denti d'oro, in seguito ad incidenti. Fantastico, l'anno dopo era sulla quattro cilindri Gilera e diventava campione del mondo. Poche erano le gare, sei in tutto; bastavano due vittorie, Assen e Francorchamps, due corse tremende, per arrivare al titolo. ([[Enrico Benzing]]) *Nella storia del motociclismo occupa un posto di assoluto rilievo: è stato il primo italiano a conquistare il titolo mondiale della classe 500 nel 1950 con la Gilera [...], è stato protagonista di un duello epico con un altro grande come Geoff Duke ed era un gran casanova, finito anche sulle cronache rosa della sua epoca per una presunta storia con [[Moira Orfei]]. Un fenomeno [...]. Era un pilota che non si risparmiava, amava guidare spericolatamente ed ebbe diversi incidenti dai quali uscì senza gravi danni. Allora la stampa esagerava un pochino nei racconti e immagini ce n’erano poche: si raccontò che una volta a Imola finì fuori pista e si rialzò addirittura nel greto del Santerno, ma chissà. ([[Nico Cereghini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Masetti, Umberto}} [[Categoria:Piloti motociclistici italiani]] qrqw7r3znjmxyhbh3svhes14nxl75wk Mauro Berruto 0 196279 1429421 1413860 2026-10-13T17:41:09Z Danyele 19198 /* Avvenire */ fix 1429421 wikitext text/x-wiki [[File:Mauro Berruto Politico.jpg|thumb|Mauro Berruto nel 2023]] '''Mauro Berruto''' (1969 – vivente), allenatore di pallavolo e politico italiano. ==Citazioni di Mauro Berruto== *{{NDR|Su [[Antonio Conte]]}} A memoria non ricordo un impatto così determinante di un allenatore rispetto alla vittoria di uno Scudetto.<ref>Da un [https://www.facebook.com/mauroberruto1969/posts/pfbid02gWR4o3CNBzeEvradxQ5p1wYjfxFrpWNSzWgTF4Fs4TYEzvicibGheJqgfko4rrEzl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 23 maggio 2025.</ref> *{{NDR|Sulla vittoria dell'Italia al [[Pallavolo ai Giochi della XXXIII Olimpiade - Torneo femminile|torneo femminile di pallavolo ai Giochi della XXXIII Olimpiade]]}} Abbiamo assistito, nello sport più di squadra che esista a una meraviglia di una squadra con la S maiuscola, che è anche un modello di società che rappresenta il presente non il futuro, capace di essere d'esempio di multiculturalità, che è una ricchezza. Chi vuole decidere di avvitarsi su se stesso e chiudere gli occhi, può farlo, ma chi li tiene aperti si circonda di tutta la bellezza, la gioia che ieri sono state in grado di darci le nostre atlete.<ref>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/sport/parigi-2024-berruto-azzurre-volley-modello-societa-del-presente-si-discuta-di-ius-soli_4oIjL6QYqyg7DXn9SHIMxN Parigi 2024, Berruto: "Azzurre volley modello società del presente, si discuta di ius soli"]'', ''adnkronos.com'', 12 agosto 2024.</ref> *{{NDR|Sulla gestione di un gruppo}} Anche se spesso con opinioni molto diverse l'uno dall'altro... Diciamo che le discussioni fra noi sono all'ordine del giorno, c'è una dialettica piuttosto vivace. Il sistema metodologico è quello di dirci tutto, poi è chiaro che alla fine che si tirano le fila e si prende una decisione. Ma la decisione finale è sposata da tutti come se fosse la propria. Questa identità di obiettivi, identità di sentire, l'ho chiamata egoismo di gruppo. Qualcosa che ci unisce profondamente tutti [...] quanti siamo, i giocatori, lo staff.<ref>Citato in Gian Luca Pasini, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2011/novembre/27/segreto_egoismo_gruppo__ga_10_111127096.shtml «Il segreto è l'egoismo di gruppo»]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 27 novembre 2011.</ref> *{{NDR|Su [[Sammy Basso]]}} [...] grazie per i tuoi 28 anni di testimonianza, di lotta, di cultura, di divulgazione. Grazie per averci raccontato il tuo viaggio personale e i tuoi meravigliosi viaggi nel mondo [...], per la tua curiosità e intelligenza, per aver dimostrato che si può morire giovani, sembrando vecchi, ma avendo vissuto, nel senso più grande e nobile del termine, molto molto molto di più di tantissimi altri.<ref>Da un [https://www.instagram.com/mauroberruto/p/DAx9bCdMaua/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 6 ottobre 2024.</ref> *Risparmiatemi soltanto, vi prego, la frase: "lo [[sport]] deve stare fuori dalla [[politica]]". Lo sport è politica. Come lo è ogni nostra azione. Il problema è quando la politica non la facciamo.<ref>Da un [https://www.instagram.com/mauroberruto/p/DBHNBfeN75r/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 14 ottobre 2024.</ref> *Lo sport influenza un processo politico che può celebrare, esaltare, idealizzare o, viceversa, denigrare, svilire, disprezzare. Attraverso lo sport, la politica può dare o negare cittadinanze, definire confini e limiti, appartenenza ed esclusione. Lo sport orienta la politica e, simmetricamente, la politica orienta lo sport, oggi come nella notte dei tempi e ovunque nel mondo, senza eccezioni.<ref>Da ''Lo sport al potere. La cultura del movimento e il senso della politica'', Torino, Add Editore, 2025; citato in Umberto Zapelloni, ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2025/05/12/news/lo-sport-al-potere-l-ultima-fatica-letteraria-del-professor-berruto-7708137/ Lo sport al potere. L'ultima fatica letteraria del professor Berruto]'', ''ilfoglio.it'', 12 maggio 2025.</ref> ==Citazioni tratte da articoli== ===''Avvenire''=== {{cronologico}} *{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1978]]}} Il cronometro segna il minuto 45:10 del secondo tempo quando, sull'1-1, Krol batte una punizione geniale appena dietro la linea di centrocampo e con un lancio di una quarantina di metri mette la palla sul piede sinistro di Rob Rensenbrink, all'altezza dell'area piccola del portiere avversario, Fillol. La partita è 14 secondi oltre il tempo regolamentare, quando Rensenbrink tocca la palla che supera il portiere e rimbalza una volta a terra, a un metro dalla linea del goal. Bisognerebbe riuscire a fermare il tempo, congelare quell'istante, per poter guardare contemporaneamente una sequenza di volti. La faccia di Happel, il burbero allenatore dell'Olanda che aveva lasciato a casa Cruyff e si vedeva a un passo dalla vittoria del primo mondiale della storia degli arancioni. La faccia di Gonella, l'arbitro italiano con il fischietto già alla bocca, che stritolato dalle mille pressioni intorno a quella gara, non avrebbe avuto problemi a convalidare un goal perfettamente regolare. La faccia del gordo Muñoz, il telecronista della televisione di Stato, che si sentiva strozzato in gola il discorso preparato per la vittoria dell'Argentina, «Paese meraviglioso». La faccia di Jongbloed, il portiere olandese che, dall'altra parte del campo, aveva già alzato le braccia al cielo sentendosi campione del mondo e la faccia del Flaco Menotti, allenatore argentino, che stava per vedere materializzarsi la sconfitta più feroce che possa esistere: un Mondiale perso in casa e all'ultimo secondo. La faccia del colonnello Jorge Rafel Videla, in tribuna, circondato dai suoi oligarchi, che vedeva svanire nel nulla un lavoro perfetto. La faccia dei leader di Montoneros, l'associazione clandestina che aveva progettato di utilizzare l'eventuale sconfitta dell'Argentina per far esplodere il malcontento popolare e tentare una rivoluzione contro la dittatura. È difficile spiegare il silenzio che calò sull'Argentina fra il momento in cui la palla lasciò il piede sinistro di Rensembrink e quello in cui, alle spalle di Fillol, si sentì un rumore sordo, quello di una palla che colpisce il palo [...]. Toccherà al gordo Muñoz, trenta minuti più tardi, di urlare nel suo microfono: «Questo è un Paese meraviglioso! Questo è un Paese meraviglioso!».<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/il-segreto-della-vittoria-in-quei-pali-dipinti-di-nero-alla-base Il segreto della vittoria in quei pali dipinti di nero alla base]'', ''avvenire.it'', 12 luglio 2017.</ref> *[...] una pratica che ormai emerge in tutto il suo esplicito malaffare. Si chiama {{Sic|"[[Sportswashing|sportwashing]]"}}, neologismo che identifica quelle azioni che tendono a sfruttare lo sport per ripulire l'immagine di un Paese agli occhi del mondo. Il termine fu coniato da Rebecca Vincent, un’attivista americana per i diritti umani [...]. Per capire quell'intuizione bisogna riavvolgere il nastro non di qualche giorno, ma di [...] anni, quando Rebecca Vincent dopo una lunga esperienza sul campo a Baku, in Azerbaigian, denunciò apertamente come i Giochi Europei del 2015, la Formula 1 e perfino la pallavolo fossero stati funzionali allo scopo di costruire, grazie allo sport, una facciata presentabile per un Paese pieno di contraddizioni. Quella denuncia oggi suona come un inascoltato presagio e un disatteso preludio per necessarie e puntuali analisi sullo sport e sul calcio, non solo in Qatar, ma anche in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain.<ref name="Sportswashing">Da ''[https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/si-chiama-sportwashing-e-ci-chiede-occhi-aperti Si chiama {{Sic|sportwashing}} e ci chiede occhi aperti]'', ''avvenire.it'', 14 dicembre 2022.</ref> *{{NDR|Sul [[campionato mondiale di calcio 2022]]}} Questo Mondiale [...] finirà, le indagini sui «sacchi di denaro» (purtroppo non è una metafora) che sembrerebbero essere serviti a orientare certe scelte faranno il loro corso, le migliaia di lavoratori migranti uccisi dal mancato rispetto dei loro diritti, perché serviva costruire in fretta e furia teatri tanto belli quanto inquietanti per questa messa in scena, scompariranno dalla nostra memoria e in Qatar, probabilmente, il tema dei diritti civili, una volta che il circo avrà spostato il suo tendone, tornerà a essere un gigantesco buco nero. Una squadra [...] festeggerà la vittoria di un trofeo che, come poche altre volte nella storia del calcio, sarà enormemente pesante da sollevare. A noi resterà di decidere come, quanto e cosa siamo disposti a sopportare. Perché se c'è una cosa che non sarà più come prima [...], sarà quella di continuare a far finta di non sapere o di non vedere. Non che prima ci fossero dubbi, ma questo Mondiale ha definitivamente sancito il fatto che il calcio è politica. Può esserlo nel senso più bello del termine e può esserlo nel significato deteriore e squallido che, purtroppo, a questo termine viene sempre più spesso associato.<ref name="Sportswashing"/> *«Sotto la curva, venite sotto la curva». È un coro che spesso si alza dalla zona più passionale dello stadio, rivolto ai propri calciatori e protagonisti, nel bene o nel male, in campo. Quel coro, infatti, può avere una doppia interpretazione: quella di condividere la gioia di una vittoria, oppure di chiedere conto di una sconfitta. [...] Tutti lì, allenatore compreso, sull'attenti ad ascoltare chissà quale discorso motivazionale o reprimenda da parte dei tifosi. [...] Probabilmente è un metodo che mi sfugge, ma non mi sfugge il fatto che in una società sana (non mi riferisco a una società sportiva, ma proprio al patto sociale all'interno del quale ognuno di noi vive, studia o lavora) il rispetto dei ruoli e delle persone dovrebbe guidare ogni azione. Un singolo calciatore risponde ad un allenatore che è il responsabile delle prestazioni collettive di una squadra e che, a sua volta, risponde a una società, ovvero l'organizzazione chiamata a produrre uno spettacolo di cui possono godere tifosi e appassionati. Questi ultimi, certo, hanno il diritto di poter manifestare la propria gioia o il proprio disappunto. Possono creare un'atmosfera indimenticabile, possono seppellire di fischi i propri beniamini, possono acquistare il biglietto per andare allo stadio o smettere di farlo. Quello che non funziona è lo scavalcamento dei ruoli. Quello che non funziona è quando un Presidente vuol fare il tifoso o quando un tifoso vuol fare l'allenatore. Quello che non funziona è il mettere in scena, o l'accettare abbassando la testa, una pubblica umiliazione.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/la-curva-del-calcio-un-mondo-sottosopra La curva del calcio un mondo sottosopra]'', ''avvenire.it'', 17 maggio 2023.</ref> *[[Zlatan Ibrahimović|Ibra]] ben rappresenta la suddivisione in due macro-categorie che, semplificando, contiene i calciatori: i talenti puri (sempre meno) capitanati da Lionel Messi e coloro che si sono "costruiti" con un lavoro quotidiano e straordinario su fisico e mentalità, categoria Cristiano Ronaldo, per intenderci. Naturalmente Ibrahimovic si offenderebbe molto se lo mettessi in questo secondo gruppo facendolo rappresentare da qualcun altro e rivendicherebbe l'esistenza di una terza categoria, dove collocare solo se stesso.<ref name="Ibrahimovic">Da ''[https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/ibrahimovic-e-la-lezione-della-paura-che-arriva Ibrahimovic e la lezione della paura che arriva]'', ''avvenire.it'', 7 giugno 2023.</ref> *{{NDR|Su Zlatan Ibrahimović}} Un atleta straordinario a cui non ha mai fatto difetto un ego platealmente, potremmo dire scenograficamente, smisurato.<ref name="Ibrahimovic"/> *[...] nella mia carriera sportiva ho avuto la fortuna, la gioia, l'onore di partecipare due volte ai [[Giochi Olimpici]], ad Atene nel 2004 [...] e poi a Londra nel 2012. In entrambe queste occasioni ho avuto modo di constatare personalmente due evidenze. La prima è che i Giochi Olimpici sono un avvenimento planetario dalla fortissima connotazione politica, cosa che peraltro giudico in maniera del tutto positiva e che accade dalla prima edizione ad Olimpia, nel 776 a.C. La seconda è che quello che succede dentro al [[Villaggio olimpico|Villaggio Olimpico]] è la situazione che abbia mai sperimentato più vicina a un mondo ideale, in cui mi piacerebbe vivere, una specie di utopia in azione, perché ho visto davvero atleti americani e afghani in coda allo stesso ristorante, ho visto davvero atleti israeliani e palestinesi appendere le rispettive bandiere in edifici a pochi metri di distanza gli uni dagli altri, ho visto davvero atleti russi e ucraini brindare (anche troppo) alle rispettive vittorie. Insomma, ho visto un modello di società possibile, che funziona.<ref name="Giochi">Da ''[https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/i-giochi-sono-politici-ma-siano-per-la-pace I Giochi sono politici ma siano per la pace]'', ''avvenire.it'', 13 dicembre 2023.</ref> *{{NDR|Nel 2023, sui [[Giochi della XXXIII Olimpiade]]}} A Parigi ci aspettano Giochi difficili, forse i più difficili da quei terribili dodici anni che separarono Monaco 1972, con la strage di atleti e tecnici israeliani ad opera di Settembre Nero e che precedette la lunga stagione dei boicottaggi (Montreal 1976, 28 Paesi africani che boicottarono i Giochi per protesta contro l'apartheid in Sudafrica, poi Mosca 1980 e Los Angeles 1984 con i rispettivi boicottaggi del blocco prima occidentale e poi sovietico). In Francia, a partire dal prossimo 26 luglio, si sfideranno atleti russi, ucraini, arabi, israeliani e di tanti altri Paesi i cui popoli vivono in condizione di guerra, dittatura, discriminazione. Non voglio essere retorico, ma vivo nel costante dilemma che quei diciassette giorni della prossima estate possano essere un indicibile rischio di tensioni estreme e, allo stesso tempo, una gigantesca occasione per l'umanità. Tifo, con tutto il cuore, per questa seconda ipotesi.<ref name="Giochi"/> *[...] nell'aprile del 1971 [...] le squadre nazionali di tennis tavolo di Cina e Stati Uniti si trovavano a Nagoya, in Giappone, per il campionato del mondo. L'incontro tra le due delegazioni avvenne in modo inaspettato, quando il giocatore americano Glenn Cowan, a causa di un ritardo, chiese un passaggio sul pullman della squadra cinese. In quell'occasione, Cowan e il campione del mondo cinese Zhuang Zedong fraternizzarono e si scambiarono doni. Quel casuale e simbolico momento diventò storico: su iniziativa del presidente Mao, la squadra cinese estese un invito ufficiale alla delegazione americana di tennis tavolo per visitare la Cina. Quattro giorni dopo, i giocatori statunitensi diventarono i primi cittadini americani a mettere piede ufficialmente in Cina dal 1949. L'evento segnò l'inizio di un'epoca, e la «[[Diplomazia del ping pong|diplomazia del ping-pong]]» sarà l'episodio determinante per la visita ufficiale del presidente Nixon in Cina, nel febbraio 1972. [...] lo sport è uno strumento efficace di dialogo e risoluzione dei conflitti soltanto quando l'azione parte spontaneamente dal basso. Al contrario, se sono i potenti di turno ad accordarsi per usare lo sport [...] la storia è sempre, inevitabilmente, molto diversa. Il rischio, in questo secondo caso, è che lo sport passi dall'essere strumento di soft power a diventare {{Sic|sportwashing}} [...]<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/la-diplomazia-dell-hockey-una-questione-di-potere La diplomazia dell'hockey una questione di potere]'', ''avvenire.it'', 9 aprile 2025.</ref> *La [[pallavolo]] [...] è l'unico sport al mondo dove il passaggio della palla è obbligatorio per regolamento: non si può trattenere, non si può custodire per sé, dunque è impossibile vincere da soli. È un insegnamento straordinario, tanto più in un tempo in cui individualismo e protagonismo sembrano prevalere. [...] Nello sport, come nella vita, ce la si fa solo quando passare la palla, da obbligo, diventa gioia.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/pallavolo-campioni-berruto Il trionfo del volley italiano (e di uno sport dove vince chi passa palla)]'', ''avvenire.it'', 30 settembre 2025.</ref> ===''Il Foglio''=== {{cronologico}} *Se il calcio è letteratura, il [[Torino Football Club|Torino]] è poesia [...]<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/storie-di-storie/2019/05/04/video/prosa-e-poesia-granata-252714/ Prosa e poesia granata]'', ''ilfoglio.it'', 4 maggio 2019.</ref> *{{NDR|Sulla [[Generazione di fenomeni]]}} Era il clima, la cultura che si stava generando, la sensazione di essere di fronte a qualcosa di irripetibile, quel senso di grandezza e di volontà di andare a conquistare il mondo, quello che si respirava. [...] Velasco è stata la fortuna di quel gruppo di giocatori, esattamente come quel gruppo di giocatori è stata la fortuna di Velasco. Quel circolo virtuoso che si è innescato, forse irripetibile, ha generato un effetto che si potrebbe definire win-win-win. Ne hanno trovato giovamento i singoli, la squadra e lo sport italiano intero.<ref name="Velasco">Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2020/05/21/news/ho-imparato-guardando-i-piu-forti-319077/ Ho imparato guardando i più forti]'', ''ilfoglio.it'', 21 maggio 2020.</ref> *{{NDR|Su [[Julio Velasco]]}} [...] esiste un prima e un dopo rispetto all'arrivo dell'allenatore argentino in Italia e non è un tema cronologico. Il "prima" era fatto di tecnici e ottimi istruttori, persone in grado di trasmettere competenze. [...] certo c'era stata qualche figura atipica, soprattutto nel calcio. Penso ad allenatori come [[Helenio Herrera]], [[Nereo Rocco]], per i più romantici [[Manlio Scopigno]], ma l'arrivo di Velasco alla Nazionale italiana di pallavolo (e naturalmente i suoi successi, altrimenti tutto sarebbe rimasto come prima) ebbe due effetti collaterali: il primo fu quello di modificare completamente il ruolo dell'allenatore e il modo di essere inteso dai rispettivi presidenti di club o di Federazioni. A valle degli anni di Velasco in azzurro si iniziarono a vedere [...] coach capaci di occuparsi di programmazione in modo molto più ampio e trasversale, di organizzazione societaria, di costruire staff con professionalità molto specifiche, di gestire competenze non solo fisiche e tecniche, ma anche psicologiche e mentali dei propri atleti, di intervenire su argomenti e contesti non necessariamente relativi solo al campo di gioco, di esprimere opinioni perfino sulla gestione dei budget. Il secondo effetto post-Velasco fu una luce e un'attenzione mai vista prima su quegli sport, soprattutto di squadra, che tutti definivano "minori". Il basket, la pallanuoto, il rugby così come quelle figure di allenatori-pensanti come [[Gian Paolo Montali]], [[Ettore Messina]], Ratko Rudic, Sandro Campagna devono riconoscere a Julio Velasco di aver aperto una strada, scardinato un muro, cambiato un paradigma.<ref name="Velasco"/> *Lo [[sport]] insegna, soprattutto nei momenti complicati, che [[Sconfitta|perdere]] è parte naturale, fisiologica, necessaria del percorso di apprendimento e miglioramento. Verrebbe da estremizzare: lo sport è utile soprattutto perché insegna a perdere e a fare i conti con la necessità di analizzare i motivi di una sconfitta, capire cosa potevi fare meglio tu, cosa hanno fatto meglio i tuoi avversari, razionalizzare quali siano i punti di forza, ma anche i margini di miglioramento. Ve lo assicuro: tutto questo lavoro, quando si vince, lo si fa molto meno. Perdere, dunque, è necessario per poter vincere la volta successiva o almeno per prepararsi a farlo.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2020/11/13/news/a-che-serve-perdere-1428497/ A che serve perdere]'', ''ilfoglio.it'', 13 novembre 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[European Super League]]}} [...] abbiamo assistito a una dichiarazione di guerra dei ricchi, alla distruzione di un modello di sport che ha certamente bisogno di correttivi, ma non in questo modo. [...] Dodici club [...] possono decidere questa condanna a morte sulla base di un principio economico? Il mondo intero del calcio e dello sport è in ginocchio, la soluzione può passare attraverso la prosperità di un piccolo numero di club che detiene la stragrande maggioranza della ricchezza? [...] suona [...] come un'operazione da Ancien Régime [...]. A chi sostiene che ci sono esempi che dimostrerebbero l'efficacia di questa rivoluzione, rispondo che non si può applicare il modello [[National Basketball Association|Nba]] solo nella parte che piace. Lo si dovrebbe applicare tutto: sistemi di regole e contrappesi che garantiscono competitività, draft, vero fair play finanziario e salary cap, restituzione sui territori, sport nel sistema scolastico e universitario e magari anche tutela della possibilità per gli atleti di esprimersi sulle grandi battaglie per i diritti [...]. E, ancora, come valutare la possibilità delle franchigie? Perché un proprietario, proprio come accade nella Nba, non dovrebbe spostare il club in un'altra città o nazione, per ragioni fiscali, di interessi personali, per cercare un nuovo pubblico o perché non dispone di uno stadio di proprietà? Il calcio è pronto a tutto questo? Lo sport più bello e seguito del pianeta è pronto a un modello [...] in cui la guerra di classe la fanno e la vincono i ricchi? Se il vertice della piramide distrugge la base succede come in quelle patologie autoimmuni in cui le cellule aggrediscono il proprio organismo: bisogna trovare una cura, altrimenti si muore. Forse questa operazione è una di quelle rotture dove si chiede cento per ottenere dieci, non so. So che una riflessione va fatta, ma non in questo modo.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2021/04/20/news/l-economia-non-puo-condannare-a-morte-il-calcio-popolare-2269317/ L'economia non può condannare a morte il calcio popolare]'', ''ilfoglio.it'', 20 aprile 2021.</ref> *[...] nella testa dei grandi [[Atleta|atleti]] che ho allenato (davvero tutti) c'è sempre l'idea quasi ossessiva del voler perfezionare un gesto. Anzi, mi verrebbe da dire di innamorarsi di quel gesto, di volerlo migliorare in ogni istante a disposizione, magari anche solo di qualche centesimo di secondo o di qualche millimetro. È un pre-requisito che definirei essenziale per chiunque arrivi a praticare una disciplina sportiva al livello più alto. Tuttavia c'è una seconda caratteristica, che fa selezione: è la capacità di saper fare bene quel gesto assumendosene la totale responsabilità. Nel mondo dello sport (e non solo) non tutti hanno la capacità di restare fuori dal perimetro dell'alibi, che è la più veloce ed efficace via d'uscita di fronte all'insuccesso. Nella testa dei [[Campione|campioni]] ciò che fa la differenza è una terza qualità: saper fare bene una cosa, assumendosene la piena responsabilità... quando è difficile! Ho allenato e visto migliaia di atleti molto bravi quando era facile, ne ho visti infinitamente meno essere forti quando è difficile. Eccola, la caratteristica definitiva [...]<ref name="Goggia">Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2022/02/19/news/dentro-la-spaventosa-testa-di-sofia-goggia-3706748/ Dentro la spaventosa testa di Sofia Goggia]'', ''ilfoglio.it'', 19 febbraio 2022.</ref> *Il capolavoro non è nel [[successo]] in quanto tale, ma nello sforzo che serve per cercare quel successo.<ref name="Goggia"/> *{{NDR|Su [[Gianni Clerici]]}} Lo scriba era un poeta, un artista, un letterato. Poi, per la fortuna degli amanti dello sport e della sua narrazione, era capitato che avesse deciso di immolare la sua cultura smisurata sull'altare del tennis.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2022/06/10/news/omaggio-al-poeta-gianni-clerici-4095118/ Omaggio al poeta Gianni Clerici]'', ''ilfoglio.it'', 10 giugno 2022.</ref> *{{NDR|Sui [[colori e simboli del Torino Football Club]]}} [...] il [...] colore che ha intrappolato la mia anima, quello [...] granata. Le maniche della maglia di [[Valentino Mazzola]], tirate su come segnale per i propri compagni di squadra nel momento della difficoltà, il colore del Barbera, soprattutto il colore del fazzoletto rosso, diventato granata perché intriso di sangue, di un soldato ferito alla gola da un proiettile che riuscì a raggiungere il Duca Vittorio Amedeo di Savoia sulla collina di Superga (esatto, proprio dove si schianterà l'aereo del [[Grande Torino]]) annunciando, prima di cadere esanime, la vittoria contro francesi e spagnoli che da quattro mesi assediavano la città di Torino. Come si fa a non amare una maglia [...] così?<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2022/10/15/news/le-maglie-del-cuore-tutti-i-colori-dello-sport-4551436/ Le maglie del cuore. Tutti i colori dello sport]'', ''ilfoglio.it'', 15 ottobre 2022.</ref> {{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2019/11/16/news/poulidor-e-gli-altri-alle-spalle-dei-giganti-286999/ Poulidor e gli altri alle spalle dei giganti]''|''ilfoglio.it'', 16 novembre 2019.|h=4}} *Spesso grandi brand si sono sfidati, a suon di slogan, a duello come quello, leggendario negli anni Sessanta, fra due grandi agenzie di autonoleggio: [[Avis Rent a Car System|Avis]] ed Hertz. Il mercato di settore, in America, era dominato da Hertz, ma i rivali di Avis, nel 1963, si inventarono una geniale campagna pubblicitaria: il numeroduismo. Questo manifesto si fondava su un concetto: "We're only Nº2... We try harder!". Tesi semplice: "Siamo solo i numeri due: non possiamo permetterci posaceneri pieni, tergicristalli consumati, automobili sporche, climatizzatori che non climatizzano, sghiacciatori che non sghiacciano. Per tutte queste ragioni dovresti sceglierci!" e, come giusto che sia di fronte all'irrompere in scena della genialità, Avis guadagnò molte quote di mercato. *Insomma, se sei un [[Underdog (termine)|underdog]], dover lavorare più duro, impegnarti di più, è il tuo unico destino? Certamente bisogna essere felici se i propri avversari sono difficili da battere: la loro qualità è il tesoro sul quale si è seduti. *[[Alain Mimoun]], l'ombra di [[Emil Zátopek|Emil Zatopek]]. Destinato a vederne sempre la schiena, si riscattò ai Giochi Olimpici di Melbourne nel 1956 quando, finalmente, tagliò per primo la linea del traguardo più prestigioso. Fece una sola cosa, invece di esultare: aspettò Zatopek per 4'30" e quando la "locomotiva umana" arrivò, sfinito e al sesto posto, lo strinse in uno degli abbracci più commoventi della storia dello sport. ==Interviste== {{cronologico}} *{{NDR|«Come è possibile individuare in un'azienda o in un team (sportivo) i ragazzi con maggior talento e abilità creative?»}} Il primo aspetto che mi viene in mente è la capacità di mettersi in gioco. Un grande atleta che è diventato tale seguendo dei protocolli e un certo stile di vita, capita che sia restio, spesso, a cambiare ciò che gli ha permesso di arrivare lì. I campioni assoluti, che si differenziano dagli altri, sono atleti che ogni giorno, in ogni seduta di allenamento, hanno questa curiosità infinita di scoprire, magari modificando un piccolo gesto tecnico o un dettaglio, se quelle piccole differenze possono portare ad un miglioramento della performance. Nello sport uno arriva perché ha un talento fisico indubitabile: ci sono dei parametri oggettivi. Tra questi atleti c'è chi difende quello che ha fatto per essere lì, e c'è, invece, chi arriva nello stesso posto e attacca ogni centimetro che ha a disposizione, per sperimentare e migliorare.<ref>Da Giovanni Lucarelli, ''[https://www.wired.it/lifestyle/2015/01/30/coraggio-di-innovare-intervista-berruto/ Il coraggio di innovare: intervista con Mauro Berruto]'', ''wired.it'', 30 gennaio 2015.</ref> *{{NDR|Nel 2021}} Il primo elemento che mi viene da considerare è che l'errore delle 12 squadre che hanno auto-determinato la nascita della [[European Super League|Superleague]] sia stato di comunicazione. E aggiungo che quando si parla di sport, in particolare di calcio, si sta parlando di un tema profondamente connesso con degli aspetti culturali, non solo economici o finanziari. A un ipotetico tavolo di costruzione della Superleague sarebbe stato necessario invitare non solo esperti di finanza, ma anche sociologi, psicologi e antropologi. Detto questo, è evidente che il calcio ha un problema strutturale che nessuno, ad oggi, ha voluto davvero risolvere. Credo che ci sia un'azione che sta a fondamento di tutte le altre: il contenimento dei costi.<ref name="Cuoco">Da Antonluca Cuoco, ''[https://www.stradeonline.it/diritto-e-liberta/4449-sport-e-politica-nulla-tornera-come-prima-intervista-a-mauro-berruto-2 Sport e politica. Nulla tornerà come prima. Intervista a Mauro Berruto]'', ''stradeonline.it'', 19 maggio 2021.</ref> *La narrazione è uno strumento potentissimo, nel bene e nel male. È davvero incredibile come, nel momento della storia umana in cui più la scienza trova soluzioni e l'accessibilità al sapere è garantita come mai prima, siamo di fronte a vere e proprie sacche di "pensiero magico" drammaticamente pericolose per sé e per gli altri. 
L'uomo è un animale narrante nel senso che l'esistenza della razza umana, e la sua sopravvivenza, passa anche attraverso la capacità di raccontarsi storie. Lo storytelling è uno strumento di trasmissione della conoscenza sin dalla antichità; l'Iliade e l'Odissea erano modi di trasmettere ad altri umani delle tecniche (tecniche di costruzione navi, tecniche militari, tecniche su come si fa un funerale o una festa). Naturalmente se quelle tecniche non fossero state fuse in una storia avrebbero avuto una sopravvivenza più breve. L'idea del fondere concetti e saperi dentro delle storie è uno strumento potentissimo per trasmettere ad altri umani e può esser usato nel bene o nel male. Da questa [[Pandemia di COVID-19|pandemia]] ne usciamo anche consapevoli che la narrazione della realtà è parte stessa della realtà: il modo in cui noi raccontiamo le cose le fanno esistere o meno. Se impari tecniche di storytelling impari anche a difenderti dallo storytelling farlocco e dalle fake news.<ref name="Cuoco"/> *{{NDR|Sul [[Grande Torino]]}} Chi è nato a Torino, difficilmente ha in famiglia qualcuno che non abbia raccontato, indipendentemente dall'essere tifoso o meno, cosa rappresentasse il Torino a quel tempo. Era molto di più di una squadra di calcio, era il simbolo di un'Italia che si rialzava in quel momento con le ossa abbastanza rotte. Era un qualcosa che la città sentiva come proprio. I grandi campioni di quella squadra [...] erano a portata di mano delle persone. Il fatto che quella squadra se ne sia andata tutta insieme, in quella maniera così tragica, quando la sua storia non era finita, rende tutto ancora più struggente. Il Grande Torino ha veramente cambiato un paradigma, trasformando una "porzione" in qualcosa di trasversale e comune. Di questo, noi tifosi del Toro siamo ancora profondamente orgogliosi.<ref name="ES">Da un'[https://www.instagram.com/tv/COdZhbRKAol intervista] a Esperanto Sportivo, ''instagram.com'', 4 maggio 2021; citato in ''[https://www.sportellate.it/2021/06/18/mauro-berruto-per-esperanto-sportivo-che-guevara-era-torinista/ «Che Guevara era torinista»]'', ''sportellate.it'', 18 giugno 2021.</ref> *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1975-1976]]}} Avevo sette anni e non credo mi ricapiterà. In quel maggio del '76, quando vincemmo l'unico scudetto del dopo Superga, immediatamente, un "fiume umano" si incamminò verso Superga. Ho poi un altro ricordo che fa molto ridere, che è molto in linea con la fenomenologia del tifoso granata. Mio padre mi prese con la sua auto e andammo a festeggiare in Piazza Castello a Torino. Ai tempi intorno alla piazza si circolava tutto intorno. Al terzo giro la macchina si incendiò ed ero talmente felice di aver vinto lo scudetto che non sapevo ancora che non ne avremmo vinti altri. È una storia molto "granata" perché noi siamo sempre sospesi fra la gioia, che non è solo legata alla vittoria o al risultato sportivo, e questa vocazione al tragico. Un tifoso del [[Torino Football Club|Toro]] sa bene che se vuole la vittoria deve tifare qualche altra squadra.<ref name="ES"/> *[[José Mourinho|Mourinho]] è espressione di un'intelligenza superiore e non mi riferisco all'aspetto calcistico. È un uomo che ha dimostrato di interpretare la professione con la conoscenza e con le capacità tecniche che ha.<ref>Da Lamberto Rinaldi, ''[http://stampacritica.org/2021/07/15/sport-integrazione-e-politica-intervista-a-mauro-berruto/ Sport, integrazione e politica. Intervista a Mauro Berruto]'', ''stampacritica.org'', 15 luglio 2021.</ref> *{{NDR|Sullo ''[[ius soli]]''}} La verità è che lo sport anticipa i tempi. È già lì la fotografia della società che vorremmo, che uno lo desideri o meno. Dunque, la politica deve colmare un ritardo, accorciare la distanza con la realtà. Ben vengano le vittorie dei Giochi olimpici come accensione di un faro. Ma il tema prescinde dal talento. [...] Basta aprire una porta di palestra e accorgersi che ci sono poco più di un milione di ragazze e ragazzi che nei fatti sono italiani, ma dovranno aspettare i 18 anni per esserlo realmente.<ref>Da un'intervista al ''Corriere della Sera''; citato in ''[https://www.partitodemocratico.it/news/ius-soli-mauro-berruto-lo-sport-anticipa-i-tempi-la-politica-deve-accorciare-la-distanza-con-la-realta/ Ius Soli, Mauro Berruto: "Lo sport anticipa i tempi, la politica deve accorciare la distanza con la realtà"]'', ''partitodemocratico.it'', 11 agosto 2021.</ref> {{Int|''[https://www.suiveur.it/interviste/lo-sport-e-un-fatto-culturale-intervista-a-mauro-berruto/ Lo sport è un fatto culturale: intervista a Mauro Berruto]''|Davide Bernardini, ''suiveur.it'', 6 aprile 2020.}} *Al [[ciclismo]] in senso ampio [...] mi legano diverse cose. Prima di tutto, i suoi valori: quello che ha a che fare con la fatica mi entusiasma, e quindi da amante dello sport non posso non considerare il ciclismo come uno dei più importanti. E poi è uno degli sport più letterari, uno di quelli che si presta meglio al racconto; non sono io il primo a dirlo, insomma, è sufficiente ripensare alle penne che si sono cimentate nell'impresa di raccontarlo: penso a Dino Buzzati e alle sue pagine sul Giro d'Italia 1949 [...] *{{NDR|«Qualcosa dev'essere andato storto, se fino a qualche decennio fa il giornalismo italiano [[Giornalismo sportivo|raccontava lo sport]] in una certa maniera e oggi lo racconta in un'altra, tendenzialmente più rumorosa, sciatta e brutta»}} Credo che ci sia una iper-valutazione del risultato finale; cioè, il risultato finale è diventato l'unico metro di valutazione. Un aspetto che, almeno secondo me, va a braccetto col fenomeno delle scommesse sportive che negli ultimi anni ha generato un volume economico immenso, senza precedenti: se il risultato finale diventa così importante da spostare tali quantità di soldi, è chiaro che diventa l'unico argomento di cui vale la pena parlare; se non l'unico, quantomeno quello preponderante. Se il punto di vista è quello economico, non può che andare così; una sponda ideale, ovviamente, per la polemica, per il becero, per il chiacchiericcio. E invece a me piacerebbe conoscere la storia del secondo classificato, o di chi arriva a metà classifica o a metà gruppo; o la storia dell'ultimo, perché no: la bellezza, la grazia e l'armonia che le vicende dei vincitori a volte non possiedono. *Mi sono sempre piaciuti quelli sportivi che hanno qualcosa da dire, che non si chiudono in sé stessi, che hanno un'opinione e non temono d'esporla. Quegli sportivi, diciamo, che vivono nella realtà del loro tempo e hanno la consapevolezza di poterla cambiare. Dico Muhammad Ali per rendere l'idea, ma non è il solo: oltre a stimare la persona e il personaggio, faccio il suo nome quasi per identificare una categoria. Sportivi che lasciano un segno indelebile nella loro disciplina e uomini che riescono a rompere il muro dello sport, arrivando ad influenzare la società e il mondo. Al contrario, non mi piacciono gli sportivi che si limitano al loro ambito, che si chiudono in sé stessi, che danno l'impressione di non avere mai un'opinione o un punto di vista. Certo, non basta aprir bocca su un tema di dominio pubblico per passare alla storia. Tuttavia, chi ha qualcosa da dire al di là dello sport che pratica mi affascina molto. *{{NDR|«[...] cosa intende per cultura sportiva?»}} Sostanzialmente due cose. La prima: quella forma di intelligenza che contraddistingue i campioni dello sport, siano essi atleti o allenatori. Nelle esperienze che ho fatto non ho mai conosciuto uno sportivo di alto livello che fosse un ignorante. Il contrario della narrazione comune, se vogliamo, che per lungo tempo ha fatto passare l'idea del grande campione poco pensante. Io, al contrario, ho riscontrato una certa intelligenza e una certa curiosità che si avvicina molto al concetto di cultura. La seconda declinazione che io do alla cultura sportiva riguarda tutti: è la cultura del movimento, dell'attività fisica, del benessere personale, della prevenzione. Lo sport è la medicina più efficace per curare sé stessi. {{Int|''[https://www.open.online/2021/03/26/covid-19-mauro-berruto-sport-pandemia-intervista/ Mauro Berruto: «La pandemia ha cancellato lo sport. Si aiutino le associazioni sportive e la scuola per farlo rinascere» – L'intervista]''|Cristin Cappelletti, ''open.online'', 26 marzo 2021.}} *In Italia non abbiamo mai costruito una cultura sportiva. Negli ultimi settant'anni la scuola si è deliberatamente sottratta dall'occuparsi del tema. L'Italia è un Paese che ama lo sport, lo segue, lo tifa. Ma non abbiamo una cultura del movimento. Questa deve passare attraverso le due grandi agenzie educative che rimangono: la scuola e la famiglia. {{NDR|«Perché parla di una scuola assente?»}} Le istituzione scolastiche hanno deciso di non occuparsi della cultura sportiva e questo è un disastro. Abbiamo scelto un modello dove la pratica sportiva è stata delegata alla rete di associazioni che in Italia è gigantesca. Fanno un lavoro grandioso e meritorio e hanno lavorato da sempre duramente per colmare questo vuoto. Sono loro che vanno dentro le scuole, quando dovrebbero essere le scuole a indirizzare i ragazzi, a farli appassionare alla cultura del movimento, così come ci si appassiona a materie come l'inglese e la matematica. Se la scuola si riappropriasse di questo compito ci sarebbero molti più ragazzi desiderosi di fare attività sportiva. {{NDR|«E riguardo alla famiglia?»}} [...] Lo sport di base si fonda su denaro privato, che arriva parzialmente dai finanziatori, ma principalmente dalle famiglie che pagano le quote sociali affinché i loro figli possano fare attività sportiva. La grande preoccupazione è che oggi la capacità di spesa si è ridotta e se non hai costruito una cultura del movimento anche per le famiglie lo sport diventa un bene non essenziale. *La mancanza di una cultura sportiva ha un impatto sul servizio sanitario nazionale. Non è un caso che continuiamo a essere in cima alle classifiche dei Paesi con il più alto numero di adolescenti in forte sovrappeso che si portano poi dietro altre patologie. Se noi agiamo in maniera disattenta e non costruiamo una cultura del movimento ne pagheremo il conto. E questa è una certezza. *Per me il capolavoro è la piena trasformazione del potenziale in una prestazione. [...] Come allenatore si tratta della completa trasformazione del tuo talento, della tua capacità fisica e mentale. Qualche volta significa vincere medaglie, qualche volta significa arrivare 46esimo. E lo [[sport]] è forse uno degli ultimi ambienti rimasti che ti insegna come la piena trasformazione del tuo potenziale non passa da scorciatoie. C'è l'allenamento e il sudore. Viviamo in un mondo in cui ci insegnano a fare meno fatica possibile, qualunque strumento elettronico deve esser intuitivo, devi essere in grado di usarlo fin da subito senza un libretto di istruzioni. Abbiamo smarrito il senso della necessità di fare fatica per entrare nel rapporto tra potenziale e prestazione. {{Int|''[https://www.gazzetta.it/active/16-04-2022/mauro-berruto-libro-capolavori-intervista-ex-ct-volley-gestione-spogliatoio.shtml Mauro Berruto: "L'obiettivo è il carburante del singolo e il collante del gruppo"]''|Intervista di Pietro Razzini, ''gazzetta.it'', 16 aprile 2022.}} *[[Allenamento|Allenarsi]] è caratteristico di chiunque abbia in sé quella curiosità che spinge a migliorare, a prepararsi sempre di più, a formarsi costantemente. È di ispirazione anche per le persone che vedono un comportamento di questo tipo. *Ho lavorato con tantissimi buoni giocatori e con alcuni campioni. Di fuoriclasse ne ho trovati pochi. Per esserlo non basta l'ossessione positiva di fare bene un gesto (buon giocatore), in piena responsabilità (campione). Bisogna saperlo fare quando è difficile. *{{NDR|Sul concetto di [[Squadra (sport)|squadra]]}} L'obiettivo è il carburante del singolo e il collante del gruppo. Bisogna sempre identificare obiettivi individuali. Essi devono essere però funzionali a quello del gruppo. Solo così il singolo migliora e permette al gruppo di avvicinarsi al suo scopo. *La [[sconfitta]] è un processo necessario all'interno dello sport. È solo grazie a essa che si mettono in moto i meccanismi utili per rileggere il percorso e migliorare. Non dimentichiamo che si perde più spesso di quanto si vince. Prima o poi capita a tutti ma la differenza sta nella reazione: crogiolarsi o ripartire. *Una nazionale non è la somma dei migliori atleti ma di chi si mette a disposizione di un progetto. Si può essere decisivi segnando 30 punti, mantenendo positivo il morale dello spogliatoio o facendo anche solo una ricezione risolutiva. Servono persone disposte ad accettare il proprio ruolo all'interno del gruppo. ==Interventi alla [[Camera dei deputati|Camera dei Deputati]]== {{cronologico}} {{Int|Dall'intervento alla seduta del 10 novembre 2022|[https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0009/stenografico.pdf Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 9 di giovedì 10 novembre 2022]}} *Lo [[sport]] e la cultura del movimento sono un’agenzia educativa capace di insegnare valori come inclusione, solidarietà e rispetto e sono capaci di formare cittadini e cittadine più consapevoli, più rispettosi del proprio corpo, della propria salute e dell'ambiente. *[...] il mondo dello sport è un generatore di benessere, di senso civico, di qualità della vita e anche – sì! – di economia. *[...] non ho mai capito perché l'allora sottosegretaria con delega allo sport [[Valentina Vezzali]], nonostante le nostre sollecitazioni e forse a causa di un inadeguato confronto con il mondo sportivo e con le forze parlamentari, abbia potuto accettare che le risorse destinate allo sport del [[Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza|PNRR]] fossero circa lo 0,45 per cento del totale, a fronte di quell'1,37 per cento di impatto sul [[Prodotto interno lordo|PIL]] che ho citato. *In un momento storico che ha visto i nostri atleti e atlete azzurri trionfare in tantissime discipline, dai [[Giochi olimpici]] ai [[Giochi paralimpici]], dai Mondiali agli Europei, lo sport di base è nel momento più drammatico della sua storia. *Il numero di [[piscina|impianti natatori]] che stanno chiudendo è enorme e rappresenta un problema di priorità assoluta non solo per le società di gestione, che stanno portando i libri in tribunale, e per i loro lavoratori, ma anche per le casse dei comuni e delle città, che di quegli impianti sono quasi sempre proprietari. *L’importanza delle [[Funivia|aziende funiviarie]] [...] è proprio nel peso che hanno per la [[turismo|filiera turistica]] a loro collegata. Insomma, se gli impianti si spengono, si spegne l’intera economia della [[montagna]]. *Dopo la [[Pandemia di COVID-19 in Italia|pandemia]], l’impatto del caro energia ha determinato la frantumazione di un modello sportivo che oggi non esiste più: che si tratti di sport agonistico, di dilettantismo, di impianti sportivi outdoor o indoor, di palazzi del ghiaccio, di impianti natatori o di impianti di risalita, il modello di sport che abbiamo conosciuto per più di 70 anni, delegato dalla cosa pubblica e fondato sul contributo decisivo del denaro privato, principalmente delle famiglie, non esiste più. Quel modello si è polverizzato: nulla è più come prima e nulla sarà più come prima. *{{NDR|Sugli episodi di abuso nella Federazione Ginnastica d’Italia del 2022}} Le aberranti pressioni psicologiche, denunciate da alcune atlete, in riferimento all’alimentazione e alla loro composizione corporea, confermate ancora ieri da una campionessa come [[Vanessa Ferrari]], che ha dichiarato di avere vissuto sulla sua pelle quel problema, accende un enorme riflettore su un’altra altrettanto enorme responsabilità che i tecnici, soprattutto quelli che si occupano dei settori giovanili, hanno nei confronti dei loro giovani atleti. {{Int|Dall'intervento alla seduta del 5 dicembre 2022|[https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0019/stenografico.pdf Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 19 di lunedì 5 dicembre 2022]}} *Noi capiamo, ma non condividiamo, naturalmente, l'approccio muscolare che il [[Governo Meloni|Governo]] ha voluto dimostrare, ridefinendo il Ministero dell'istruzione e introducendo in maniera esplicita il concetto di [[merito]]. D'altronde viviamo in una società orientata alla ''performance'', una società dove chi più ha più deve avere; lo ha detto più volte, la signora, il signor Primo Ministro {{NDR|[[Giorgia Meloni]]}}, ed è una caratteristica della [[destra]]; la destra aspira alla [[disuguaglianza]] fra le persone, la sinistra all'[[uguaglianza]], non lo dico io, l'ha detto un mio illustre concittadino che si chiamava [[Norberto Bobbio]]. *Io ho avuto a che fare, nella mia carriera sportiva, con la ''performance'', ma nello [[sport]] c'è uno strumento oggettivo per definire il [[merito]]: un tempo, una prestazione o un risultato. Invece, Presidente, qual è lo strumento oggettivo per definire il merito, non solo, di uno [[studente]], ma per esempio di un docente? È realizzare il talento del suo miglior studente o far migliorare i tanti che quel talento magari non lo possiedono? Perché a noi quei tanti interessano. *Noi crediamo in una [[scuola pubblica]] che aiuti a identificare il talento e a creare quelle condizioni affinché tutti, indipendentemente dalle condizioni di partenza, dalle condizioni economiche, possano raggiungere il proprio potenziale. ==''X/Twitter – profilo ufficiale''== {{cronologico}} *Io, da contribuente, i soldi per la scorta di Roberto Saviano li pago senza battere ciglio e con orgoglio. Sono quelli che butto per pagare lo stipendio a un Ministro come Matteo Salvini che mi fanno impazzire!<ref>Da un [https://twitter.com/mauroberruto/status/1009852739596275712 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 21 giugno 2018.</ref> *A tutti coloro che si credono campioni, di qualunque sport, sia resa obbligatoria la visione della semifinale di Wimbledon {{NDR|2019}} tra Roger Federer e Rafa Nadal. Classe, rispetto, bellezza, forza, genialità, zero scuse, zero parole, moltissimi fatti. Ecco, questi sono i fuoriclasse.<ref>Da un [https://twitter.com/mauroberruto/status/1149753414496194560 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 12 luglio 2019.</ref> *Addio [[Michele Pasinato|Michele]]. In silenzio, come sempre. Da campione, come sempre.<ref>Da un [https://twitter.com/mauroberruto/status/1380148038463787011 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 8 aprile 2021.</ref> *{{NDR|Su [[Simone Giannelli]]}} Questo ragazzo è il palleggiatore più forte del pianeta. Perché ha un talento fuori scala e perché quando parla usa sempre il "noi". Simo, saresti diventato un campione in qualsiasi sport, ma tu sei la pallavolo.<ref>Da un [https://twitter.com/mauroberruto/status/1569074063322107906 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 11 settembre 2022.</ref> *Purtroppo quando, questa mattina, [[Giovanni Donzelli|Donzelli]] ha fatto il suo intervento in aula era vestito da Onorevole e non da Minnie. Sarebbe stato più credibile.<ref>Da un [https://twitter.com/mauroberruto/status/1620392461339361281 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 31 gennaio 2023.</ref> *Addio, [[Gianni Minà|Gianni]] con i pugni chiusi e sempre dalla parte degli ultimi.<ref>Da un [https://twitter.com/mauroberruto/status/1640455735627710465 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 27 marzo 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Novak Đoković]]}} Un tennista straordinario, capace di trionfare nell'era di Federer e Nadal. Quando la racchetta si ferma, però, viene fuori tutto il resto. [...] I campioni sono altro.<ref>Da un [https://twitter.com/mauroberruto/status/1680205402867113986 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 15 luglio 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Luca Vettori]]}} Un atleta pazzesco, ma prima di tutto un ragazzo di un'intelligenza difficile perfino da descrivere.<ref>Da un [https://x.com/mauroberruto/status/1688840352684183552 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 8 agosto 2023.</ref> *{{NDR|Su [[Gianpaolo Ormezzano]]}} Più granata di te, nessuno mai. Più granata di te, nessuno più.<ref>Da un [https://x.com/mauroberruto/status/1872649250171211843 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 27 dicembre 2024.</ref> *Che benedizione che ci fosse la voce di [[Bruno Pizzul]] a raccontare i rigori di Napoli '90, Pasadena '94, la tragedia dell'Heysel. Facile ricordare la voce che senti nei momenti di gioia, ma la differenza la fa chi riesce, con la voce, ad esserci nei momenti in cui è difficile. Bruno Pizzul ha saputo raccontare e regalarci, dello sport, le emozioni e, in qualche modo la nostalgia [...]. La sua frase ricorrente era "tutto molto bello" con la genuinità di chi dello sport vede caparbiamente la bellezza in virtù di una immensa cultura, umanità, garbo.<ref>Da un [https://x.com/mauroberruto/status/1897219440468746421 thread] sul profilo ufficiale ''x.com'', 5 marzo 2025.</ref> *L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla pallavolo.<ref>Da un [https://x.com/mauroberruto/status/1972275366338363794 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 28 settembre 2025.</ref> *{{NDR|Su [[Alex Zanardi]]}} Sei stato tutt'uno con la tua incontenibile voglia di pensare sempre in positivo, di guardare sempre alla soluzione, mai al problema.<ref>Da un [https://x.com/mauroberruto/status/2050607107318141422 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 2 maggio 2026.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Berruto, Mauro}} [[Categoria:Allenatori di pallavolo italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] 4eom5vz6gngvjdg87uoswwwtpw6kdnx Fausto Gresini 0 196586 1429417 1350734 2026-10-13T16:48:09Z Danyele 19198 immagine ritagliata 1429417 wikitext text/x-wiki [[File:Fausto Gresini 1992 Japanese GP (cropped).jpg|thumb|upright=1.2|Fausto Gresini nel 1992]] '''Fausto Gresini''' (1961 – 2021), pilota motociclistico e dirigente sportivo italiano. ==Citazioni di Fausto Gresini== {{cronologico}} *{{NDR|«Qual è il ricordo più bello che ha di [[Marco Simoncelli|Marco]]?»}} La sua voglia di vivere. Era una persona splendida, grazie al suo carattere, al suo temperamento che piaceva a tutte le persone che incontrava. Marco era veramente unico. [...] Lui era già un campione. Ma non importa cosa sarebbe diventato, io mi sono fermato a quel giorno in cui Marco ha perso la vita. Mi sono fermato a questa tragedia e voglio ricordare Marco per quello che veramente era, una persona eccezionale.<ref>Dall'intervista di Franco Vittadini, ''[https://www.ilsussidiario.net/news/calcio-e-altri-sport/moto-gp/2012/10/19/marco-simoncelli-gresini-lui-era-unico-il-mio-ricordo-di-una-persona-eccezionale-esclusiva/330140/ MARCO SIMONCELLI/ Gresini: lui era unico. Il mio ricordo di una persona eccezionale]'', ''ilsussidiario.net'', 19 ottobre 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Daijirō Katō]]}} Era un ragazzo molto simpatico, introverso, a volte difficile da prendere. Quando non aveva voglia di fare qualcosa, diceva che non sapeva la lingua, che parlava solo giapponese... In realtà era solo un modo per nascondere la sua timidezza [...]<ref name="Zamagni">Dall'intervista di Giovanni Zamagni, ''[https://www.moto.it/MotoGP/daijiro-kato-ricordo-a-dieci-anni-dalla-scomparsa.html Daijiro Kato, un ritratto a dieci anni dalla scomparsa]'', ''moto.it'', 19 aprile 2013.</ref> *{{NDR|Su Daijirō Katō}} Era un po' bizzarro: ogni tanto gli "tiravano" le orecchie anche i suoi capi della Honda, per esempio per il suo modo di colorarsi i capelli o per altre stravaganze. Mi ricordo il primo giorno che arrivò in Italia: ebbe subito un incidente in macchina, in mezzo alla nebbia. Non era ancora arrivato a Misano e aveva già picchiato con l'auto, all'una di notte: ho pensato 'cominciamo bene'. Un'altra volta mi ricordo che aveva sbagliato le dosi del detersivo dentro alla lavatrice: ci chiamò disperato, perché la camera si era riempita di schiuma. Gli piaceva divertirsi, ma era anche un vero professionista, molto preparato, con un gran fisico, sapeva bene quello che voleva.<ref name="Zamagni"/> *{{NDR|Su Daijirō Katō}} [...] lo vogliamo ricordare come lo abbiamo conosciuto, con il sorriso che ci regalava in quei momenti bellissimi quando vinceva ma anche nelle serate lontano dai Gran Premi. La sua semplicità ed il suo modo estroso di proporsi erano due straordinarie componenti del suo modo di essere.<ref>Citato in ''[https://www.motoblog.it/post/135433/daijiro-kato-dieci-anni-dopo Daijiro Kato dieci anni dopo]'', ''motoblog.it'', 20 aprile 2013.</ref> *{{NDR|«Come si lavora con piloti [...] giovani?»}} Vanno seguiti e indirizzati, il bello è che sono come delle spugne e, se dai loro le indicazioni giuste, vedi i miglioramenti in poco tempo. Fondamentale è che questi piloti abbiano tenacia e siano in grado di seguirti in questo percorso.<ref name="motociclismo">Dall'intervista ''[https://www.motociclismo.it/giovani-piloti-campioni-moto-vr46-gresini-66805 Gresini: "Non mi sento supportato dalla FMI"]'', ''motociclismo.it'', 13 dicembre 2016.</ref> *Sono abituato a essere solo [ride, ''ndr'']. Ogni giorno apro la mia piccola azienda, che dà lavoro a più di 60 persone in Italia e che cerca di fare rimanere il nostro motociclismo ad alti livelli. Devo ammettere che non mi sento considerato dalla nostra Federazione. Credo che, senza il nostro impegno, molti piloti che abbiamo fatto correre avrebbero fatto molta più fatica ad arrivare nel Mondiale.<ref name="motociclismo"/> *{{NDR|Nel 2020}} Per adesso penso che la [[MotoE]] sia complementare alla MotoGp. C'è ancora molto da fare ed è tutto possibile. Forse da fuori non si vede, ma questo è un mondo in continua evoluzione e tante soluzioni poi sono usate nelle tecnica di tutti i giorni.<ref>Da ''[https://www.settesere.it/it/notizie-romagna-motociclismo-intervista-a-fausto-gresini-aspettando-la-partenza-del-mondiale-per-la-prima-volta-da-quando-sono-team-manager-dovra2-guardare-le-gare-in-televisione-sul-divano-di-casa...-n23258.php Motociclismo, intervista a Fausto Gresini aspettando la partenza del Mondiale: "Per la prima volta da quando sono team manager dovrò guardare le gare in televisione sul divano di casa..."]'', ''settesere.it'', 6 marzo 2020.</ref> {{Int|''[https://www.motogp.com/it/notizie/2021/02/23/abbiamo-dedicato-tutte-le-nostre-giornate-al-motociclismo/361736 "Abbiamo dedicato tutte le nostre giornate al motociclismo"]''|Da un'intervista a ''motogp.com'', 2017; citato in ''motogp.com'', 23 febbraio 2021.}} *Sognavo un giorno di essere in pista, magari di arrivare ultimo ma volevo essere in pista *{{NDR|Sugli inizi}} Non avevo le possibilità economiche. Quindi la sera, insieme al mio capo di allora, ci mettevamo a lavorare sulla moto con cui disputavo le prime gare. *{{NDR|Dopo la morte del suo pilota Daijirō Katō al Gran Premio del Giappone 2003}} Quello fu un momento difficile. Ti chiedi fino a che punto ti piace davvero quel lavoro, se potevi fare qualcosa di diverso, t'interroghi su ogni azione che hai fatto per capire sei hai commesso qualche errore. [...] La mia fortuna è stata quella di essere stato un pilota e i piloti sanno qual è il rischio. Ho sempre pensato che lui ci avrebbe chiesto di continuare a correre. E alla gara successiva vinse il suo compagno di squadra, Sete Gibernau. Fu la nostra prima vittoria in classe regina come squadra. *Non pensi mai che sia l'ultima gara, insegui sempre un sogno e pensi sempre di vincere. Devi sempre avere le motivazioni per essere un vincente. La determinazione nel volere il risultato mi è servita anche quando ho iniziato a fare il team manager. {{Int|''[https://www.repubblica.it/sport/moto-gp/2021/02/23/news/intervista_gresini_novembre_pre_covid-288905306/ "Sono un uomo felice, voglio bene a tutti e questo affetto mi viene restituito": così Fausto Gresini si raccontava in un'intervista mai uscita]''|Da un'intervista inedita di Massimo Calandri, ''la Repubblica'', 2020; citato in ''repubblica.it'', 23 febbraio 2021.}} *In sella alla moto credo di aver fatto delle cose belle. O no? {{NDR|se la rideva. Due titoli mondiali in 125 cc}} E poi è arrivato un momento fondamentale, delicatissimo: ho dovuto scegliere se diventare un vecchio pilota, o un giovane manager. Ancora una volta è stata la passione, a decidere. Intorno al '97, eravamo 5 o 6 persone: con Fabrizio Cecchini, che mi ha seguito per tutta la carriera. Chi l'avrebbe detto, che alla fine avrei messo su un'azienda da 20 milioni di fatturato, con 70 dipendenti e 11 piloti? *Se non ho un problema, me lo vado comunque a cercare: mi ci butto dentro. Non mi sono mai tirato indietro, io. *Quattro figli, due maschi e due femmine: e dalla stessa moglie, attenzione. Roba da premio Nobel. [scherzava, ''ndr''] *Mia madre lavorava in una segheria, mio padre guidava le ruspe. A 13 o 14 anni ho capito che dovevo imparare un mestiere, sono andato in officina. Meccanico. Però appena c'era un attimo libero, correvo ai bordi del circuito di Imola: guardavo gli altri correre, e sognavo. {{NDR|«Cosa?»}} Di poter esserci un giorno anche io, e arrivare ultimo. Sì, ultimo al traguardo: ma in pista, come un pilota vero. ==Citazioni su Fausto Gresini== *Con Fausto avevo un bel rapporto. Lui era molto simile a me, ottimista e deciso nelle sue scelte. Mi ha fatto crescere, ma dovevi rigare dritto. Era come un secondo genitore nel paddock. Quando sono arrivato al Motomondiale, cazzeggiavo. Lui mi ha trasmesso l'etica del lavoro. Se mi distraevo mi riprendeva, ma quando c'era da scherzare non si tirava mai indietro. ([[Enea Bastianini]]) *Fausto è stato un grande, un grandissimo. Onestamente, è stato l'unico che è riuscito a creare un piccolo impero. La sua struttura, il suo reparto corse, tutti i progetti sportivi che è riuscito a portare avanti negli anni, i successi che ha avuto e quello che stava preparando per il futuro... è qualcosa di straordinario. Questo è merito di una capacità imprenditoriale al di sopra della media e di una forza incredibile ad affrontare la quotidianità lavorativa. E quello che mi porterò dentro da lui è proprio questa grandissima energia nel pensare in grande, nel buttarsi ad avviare dei progetti. [...] È sempre stato un punto di riferimento per me, per il modo in cui organizzava qualsiasi cosa relativa alla presentazione del suo box, della sua hospitality, il modo in cui si rapportava con i suoi clienti, il modo in cui era organizzato al reparto corse. Un grande imprenditore, un grande personaggio, con una forza di lavoro incredibile. Per mandare avanti tutti i suoi progetto, il suo impegno anche era mostruoso. Abbiamo cominciato tra il 1996 e il 1997. E se guardiamo quello che ha fatto lui, il numero di podi, di vittorie, di titoli mondiali che ha vinto [...], abbiamo perso un personaggio incredibile. È estremamente triste e doloroso pensare alla maniera ingiusta nella quale se n'è andato, una maniera così veloce, così repentina. ([[Lucio Cecchinello]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Gresini, Fausto}} [[Categoria:Piloti motociclistici italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] 7os3lkfnals619opgb9s55qo782cb5b 1429418 1429417 2026-10-13T16:52:35Z Danyele 19198 /* Citazioni di Fausto Gresini */ recupero dead link 1429418 wikitext text/x-wiki [[File:Fausto Gresini 1992 Japanese GP (cropped).jpg|thumb|upright=1.2|Fausto Gresini nel 1992]] '''Fausto Gresini''' (1961 – 2021), pilota motociclistico e dirigente sportivo italiano. ==Citazioni di Fausto Gresini== {{cronologico}} *{{NDR|«Qual è il ricordo più bello che ha di [[Marco Simoncelli|Marco]]?»}} La sua voglia di vivere. Era una persona splendida, grazie al suo carattere, al suo temperamento che piaceva a tutte le persone che incontrava. Marco era veramente unico. [...] Lui era già un campione. Ma non importa cosa sarebbe diventato, io mi sono fermato a quel giorno in cui Marco ha perso la vita. Mi sono fermato a questa tragedia e voglio ricordare Marco per quello che veramente era, una persona eccezionale.<ref>Dall'intervista di Franco Vittadini, ''[https://www.ilsussidiario.net/news/calcio-e-altri-sport/moto-gp/2012/10/19/marco-simoncelli-gresini-lui-era-unico-il-mio-ricordo-di-una-persona-eccezionale-esclusiva/330140/ MARCO SIMONCELLI/ Gresini: lui era unico. Il mio ricordo di una persona eccezionale]'', ''ilsussidiario.net'', 19 ottobre 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Daijirō Katō]]}} Era un ragazzo molto simpatico, introverso, a volte difficile da prendere. Quando non aveva voglia di fare qualcosa, diceva che non sapeva la lingua, che parlava solo giapponese... In realtà era solo un modo per nascondere la sua timidezza [...]<ref name="Zamagni">Dall'intervista di Giovanni Zamagni, ''[https://www.moto.it/MotoGP/daijiro-kato-ricordo-a-dieci-anni-dalla-scomparsa.html Daijiro Kato, un ritratto a dieci anni dalla scomparsa]'', ''moto.it'', 19 aprile 2013.</ref> *{{NDR|Su Daijirō Katō}} Era un po' bizzarro: ogni tanto gli "tiravano" le orecchie anche i suoi capi della Honda, per esempio per il suo modo di colorarsi i capelli o per altre stravaganze. Mi ricordo il primo giorno che arrivò in Italia: ebbe subito un incidente in macchina, in mezzo alla nebbia. Non era ancora arrivato a Misano e aveva già picchiato con l'auto, all'una di notte: ho pensato 'cominciamo bene'. Un'altra volta mi ricordo che aveva sbagliato le dosi del detersivo dentro alla lavatrice: ci chiamò disperato, perché la camera si era riempita di schiuma. Gli piaceva divertirsi, ma era anche un vero professionista, molto preparato, con un gran fisico, sapeva bene quello che voleva.<ref name="Zamagni"/> *{{NDR|Su Daijirō Katō}} [...] lo vogliamo ricordare come lo abbiamo conosciuto, con il sorriso che ci regalava in quei momenti bellissimi quando vinceva ma anche nelle serate lontano dai Gran Premi. La sua semplicità ed il suo modo estroso di proporsi erano due straordinarie componenti del suo modo di essere.<ref>Citato in ''[https://www.motoblog.it/post/135433/daijiro-kato-dieci-anni-dopo Daijiro Kato dieci anni dopo]'', ''motoblog.it'', 20 aprile 2013.</ref> *{{NDR|«Come si lavora con piloti [...] giovani?»}} Vanno seguiti e indirizzati, il bello è che sono come delle spugne e, se dai loro le indicazioni giuste, vedi i miglioramenti in poco tempo. Fondamentale è che questi piloti abbiano tenacia e siano in grado di seguirti in questo percorso.<ref name="motociclismo">Dall'intervista ''[https://web.archive.org/web/20170501105314/https://www.motociclismo.it/giovani-piloti-campioni-moto-vr46-gresini-66805 Gresini: "Non mi sento supportato dalla FMI"]'', ''motociclismo.it'', 13 dicembre 2016.</ref> *Sono abituato a essere solo [ride, ''ndr'']. Ogni giorno apro la mia piccola azienda, che dà lavoro a più di 60 persone in Italia e che cerca di fare rimanere il nostro motociclismo ad alti livelli. Devo ammettere che non mi sento considerato dalla nostra Federazione. Credo che, senza il nostro impegno, molti piloti che abbiamo fatto correre avrebbero fatto molta più fatica ad arrivare nel Mondiale.<ref name="motociclismo"/> *{{NDR|Nel 2020}} Per adesso penso che la [[MotoE]] sia complementare alla MotoGp. C'è ancora molto da fare ed è tutto possibile. Forse da fuori non si vede, ma questo è un mondo in continua evoluzione e tante soluzioni poi sono usate nelle tecnica di tutti i giorni.<ref>Da ''[https://www.settesere.it/it/notizie-romagna-motociclismo-intervista-a-fausto-gresini-aspettando-la-partenza-del-mondiale-per-la-prima-volta-da-quando-sono-team-manager-dovra2-guardare-le-gare-in-televisione-sul-divano-di-casa...-n23258.php Motociclismo, intervista a Fausto Gresini aspettando la partenza del Mondiale: "Per la prima volta da quando sono team manager dovrò guardare le gare in televisione sul divano di casa..."]'', ''settesere.it'', 6 marzo 2020.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20210223114241/https://www.motogp.com/it/notizie/2021/02/23/abbiamo-dedicato-tutte-le-nostre-giornate-al-motociclismo/361736 "Abbiamo dedicato tutte le nostre giornate al motociclismo"]''|Da un'intervista a ''motogp.com'', 2017; citato in ''motogp.com'', 23 febbraio 2021.}} *Sognavo un giorno di essere in pista, magari di arrivare ultimo ma volevo essere in pista *{{NDR|Sugli inizi}} Non avevo le possibilità economiche. Quindi la sera, insieme al mio capo di allora, ci mettevamo a lavorare sulla moto con cui disputavo le prime gare. *{{NDR|Dopo la morte del suo pilota Daijirō Katō al Gran Premio del Giappone 2003}} Quello fu un momento difficile. Ti chiedi fino a che punto ti piace davvero quel lavoro, se potevi fare qualcosa di diverso, t'interroghi su ogni azione che hai fatto per capire sei hai commesso qualche errore. [...] La mia fortuna è stata quella di essere stato un pilota e i piloti sanno qual è il rischio. Ho sempre pensato che lui ci avrebbe chiesto di continuare a correre. E alla gara successiva vinse il suo compagno di squadra, Sete Gibernau. Fu la nostra prima vittoria in classe regina come squadra. *Non pensi mai che sia l'ultima gara, insegui sempre un sogno e pensi sempre di vincere. Devi sempre avere le motivazioni per essere un vincente. La determinazione nel volere il risultato mi è servita anche quando ho iniziato a fare il team manager. {{Int|''[https://www.repubblica.it/sport/moto-gp/2021/02/23/news/intervista_gresini_novembre_pre_covid-288905306/ "Sono un uomo felice, voglio bene a tutti e questo affetto mi viene restituito": così Fausto Gresini si raccontava in un'intervista mai uscita]''|Da un'intervista inedita di Massimo Calandri, ''la Repubblica'', 2020; citato in ''repubblica.it'', 23 febbraio 2021.}} *In sella alla moto credo di aver fatto delle cose belle. O no? {{NDR|se la rideva. Due titoli mondiali in 125 cc}} E poi è arrivato un momento fondamentale, delicatissimo: ho dovuto scegliere se diventare un vecchio pilota, o un giovane manager. Ancora una volta è stata la passione, a decidere. Intorno al '97, eravamo 5 o 6 persone: con Fabrizio Cecchini, che mi ha seguito per tutta la carriera. Chi l'avrebbe detto, che alla fine avrei messo su un'azienda da 20 milioni di fatturato, con 70 dipendenti e 11 piloti? *Se non ho un problema, me lo vado comunque a cercare: mi ci butto dentro. Non mi sono mai tirato indietro, io. *Quattro figli, due maschi e due femmine: e dalla stessa moglie, attenzione. Roba da premio Nobel. [scherzava, ''ndr''] *Mia madre lavorava in una segheria, mio padre guidava le ruspe. A 13 o 14 anni ho capito che dovevo imparare un mestiere, sono andato in officina. Meccanico. Però appena c'era un attimo libero, correvo ai bordi del circuito di Imola: guardavo gli altri correre, e sognavo. {{NDR|«Cosa?»}} Di poter esserci un giorno anche io, e arrivare ultimo. Sì, ultimo al traguardo: ma in pista, come un pilota vero. ==Citazioni su Fausto Gresini== *Con Fausto avevo un bel rapporto. Lui era molto simile a me, ottimista e deciso nelle sue scelte. Mi ha fatto crescere, ma dovevi rigare dritto. Era come un secondo genitore nel paddock. Quando sono arrivato al Motomondiale, cazzeggiavo. Lui mi ha trasmesso l'etica del lavoro. Se mi distraevo mi riprendeva, ma quando c'era da scherzare non si tirava mai indietro. ([[Enea Bastianini]]) *Fausto è stato un grande, un grandissimo. Onestamente, è stato l'unico che è riuscito a creare un piccolo impero. La sua struttura, il suo reparto corse, tutti i progetti sportivi che è riuscito a portare avanti negli anni, i successi che ha avuto e quello che stava preparando per il futuro... è qualcosa di straordinario. Questo è merito di una capacità imprenditoriale al di sopra della media e di una forza incredibile ad affrontare la quotidianità lavorativa. E quello che mi porterò dentro da lui è proprio questa grandissima energia nel pensare in grande, nel buttarsi ad avviare dei progetti. [...] È sempre stato un punto di riferimento per me, per il modo in cui organizzava qualsiasi cosa relativa alla presentazione del suo box, della sua hospitality, il modo in cui si rapportava con i suoi clienti, il modo in cui era organizzato al reparto corse. Un grande imprenditore, un grande personaggio, con una forza di lavoro incredibile. Per mandare avanti tutti i suoi progetto, il suo impegno anche era mostruoso. Abbiamo cominciato tra il 1996 e il 1997. E se guardiamo quello che ha fatto lui, il numero di podi, di vittorie, di titoli mondiali che ha vinto [...], abbiamo perso un personaggio incredibile. È estremamente triste e doloroso pensare alla maniera ingiusta nella quale se n'è andato, una maniera così veloce, così repentina. ([[Lucio Cecchinello]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Gresini, Fausto}} [[Categoria:Piloti motociclistici italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] jqxeavvrz4almylq703ga1wg7z744cc Utente:Gaux/tabelle 2 198119 1429468 1429395 2026-10-14T07:05:57Z Gaux 18878 Voci nuove inserite + 1 tematica -> 4057 1429468 wikitext text/x-wiki +------------------------------------------------------------------------+ | Voci nuove inserite (ultimo aggiornamento 14/10/26) | +------------------------------+ +------------+------------+-------------+ | Tipologia | | Persone | Altre voci | Totali anno | | Persone 2989 | | 2017 141 | 2017 89 | 2017 230 | | Tematiche e affini 948 | | 2018 314 | 2018 96 | 2018 410 | | Doc, libri, op non temat 19 | | 2019 335 | 2019 98 | 2019 433 | | Disambigue 101 | | 2020 372 | 2020 103 | 2020 475 | | Totale voci nuove 4057 | | 2021 501 | 2021 92 | 2021 593 | | | | 2022 367 | 2022 105 | 2022 472 | | | | 2023 272 | 2023 133 | 2023 405 | | | | 2024 272 | 2024 101 | 2024 373 | | | | 2025 236 | 2025 143 | 2025 379 | | | | 2026 179 | 2026 108 | 2026 287 | | | |Totale 2989 |Totale 1068 | Totale 4057 | +------------------------------+ +------------+------------+-------------+ +------------------------------------------------------------------------+ | Campagne SheSaid | +------+-----------------------------------------------------------------+ | 2020 | 40 voci nuove e 19 migliorate (da 05/12/20 a 20/12/20) | +------+-----------------------------------------------------------------+ | 2021 | 83 voci nuove e 86 migliorate (da 21/10/21 a 20/12/21) | +------+-----------------------------------------------------------------+ | 2022 | 153 voci nuove e 82 migliorate (da 20/10/22 a 20/12/22) | +------+-----------------------------------------------------------------+ 252i5numt8fz3gdb8mb2chbk3fqczk6 Classe 500 0 200244 1429450 1405752 2026-10-14T01:48:47Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1429450 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Honda NSR500 2001.jpg|thumb|upright=1.5|Una [[Honda NSR 500]], ultima moto campione del mondo della classe 500 nel 2001.]] Citazioni sulla '''classe 500''', classe del motomondiale disputata dal 1949 al 2001. ==Citazioni== *Ai miei tempi a trent'anni smettevi e pensavi ad altro, facevi una squadra tua o cambiavi vita, perché tutti si facevano molto male, si cadeva tanto con quelle 500. ([[Kevin Schwantz]]) *Il mio primo approccio con la 500 in Australia fu un test preparato alla meno peggio, giusto per capire di che roba si trattava. Aveva una potenza pazzesca, il peso ridotto e provarla a Phillip Island, con quel rettilineo lungo, quando metti la terza e scollini sembra di decollare, perché andavano veramente forti. È vero che prima la gestione del tuo destino era più in mano al pilota, ma è pur vero che nei paddock della 500 trovavi più piloti ingessati o infortunati che sani in moto. Nella storia della 500, difficilmente un Top rider si faceva tutta una stagione senza un infortunio. ([[Max Biaggi]]) *Le 500 due tempi erano complicate da pilotare, [...] quando la moto scappava scappava. Serviva il polso dedicato. Te ne accorgevi perché in quel periodo i top rider erano tre o quattro ma quelli che appartenevano al resto dello schieramento li incontravi nel paddock chi con un gesso, chi con una clavicola rotta, chi con un bendaggio... ([[Max Biaggi]]) *Le 500 erano le moto più belle. Era il pilota a guidare la moto mentre oggi, con l'avvento dei quattro tempi e dell'elettronica, la moto ha iniziato a guidare il pilota. ([[Carlo Pernat]]) *Lo stile di guida è cambiato per i controlli elettronici che hanno le moto, il modo in cui limitano la coppia al massimo grado di piega. Con le 500 2 tempi il massimo angolo di piega era la fase più pericolosa, bastava aprire il gas dell'1% per sentire la ruota posteriore partire. ([[Wayne Rainey]]) *Penso che oggi i piloti compiano uno sforzo fisico superiore al nostro, ma allo stesso tempo le moto attuali "perdonano" molto più delle nostre. Oggi se sbagli la moto non ti lancia sulla luna come facevano le 500. ([[Kevin Schwantz]]) *Sentite, le 500 erano spettacolari ed aggressive, in quel periodo erano anche vicine tra loro nelle prestazioni. Però erano difficilissime da guidare e certamente molto pericolose. Schwantz ha chiuso la carriera in anticipo per le troppe fratture, Doohan ha rischiato di perdere una gamba e purtroppo Rainey è sulla sedia a rotelle. Gli high side erano brutali e terribili, non sapevi se il pilota si sarebbe rialzato oppure no. Questa è la verità. Oggi non tutto è bello e perfetto. E l'elettronica ha invaso anche troppo il terreno dove si esprime il talento del pilota. Però è dieci volte meglio di allora. Questa almeno è la mia opinione. ([[Nico Cereghini]]) *Sulla 500 dovevi lottare, era difficile stare in sella. ([[Kenny Roberts]]) ===[[Loris Capirossi]]=== *Altri tempi, allora non c'era né l'elettronica né tecnologia di oggi [...]. Le 500 erano difficilissime e l'errore era sempre dietro l'angolo. *La 500 due tempi era una categoria da veri uomini [...] ti perdonavano veramente poco, non c'era elettronica e il range di potenza del motore era di duemila giri... adesso puoi sfruttare da 6.000 a 18.000, una curva di utilizzo molto più ampia. *Quando passavi in 500... wow, ti trovavi una bestia che volava! ===[[Valentino Rossi]]=== *La 500 è una moto da trattare con delicatezza, altrimenti ti sbatte a terra in un attimo. Una moto che solo una decina di driver sono in grado di sfruttare appieno. *Oggi la 500 non c'è più, e con essa sono spariti sicuramente tanti problemi, ma anche una marea di emozioni. Perché nessuna moto al mondo ha il fascino di una 500 due tempi, quel carattere così violento che ti trasmetteva scariche di adrenalina a ogni cambio marcia. [...] Con la 500 è meglio che pensi solo a guidare, e me ne accorsi subito. [...] Credevo di essermi preparato, guardando i piloti in televisione oppure da bordo pista, ma non ci si prepara mai abbastanza alla 500. Va più del doppio di una 250, ed è soprattutto una moto molto rabbiosa. Incute terrore e pretende rispetto. In televisione vedevo sempre che i piloti della 500 dopo essere usciti dalla curva non andavano mai veramente dritti: si spostavano molto, a destra e a sinistra, e non capivo perché. [...] Con una 500 non si poteva uscire dalla curva e aprire il gas, così, come si fa con un'altra moto: la 500 non stava mai per terra con la ruota anteriore, e con la posteriore scalciava continuamente. Ho capito, quindi, che bisognava cercare di mantenerla inclinata, per impedirle di alzarsi troppo; ecco perché era obbligatorio usare quelle traiettorie così strane. Ho realizzato insomma che tenere la moto piegata era l'unico modo per farla andare dritta. [...] La 500 aveva una tale erogazione che se ruotavi la manopola del gas troppo in fretta non avevi nessun margine di recupero: non ti perdonava, volavi via! E spesso incappavi nella caduta che ti fa male, quella causata dall'accelerazione, quando la ruota posteriore scivola e poi riprende aderenza all'improvviso: la moto ti lancia in aria come se fossi spinto da una fionda. [...] La 500 completava l'apprendimento di un pilota. E non perdonava: o la guidavi come ti imponeva lei, o finivi per terra. [...] la 500 non ti permetteva di darle troppa confidenza. Dovevi stare sempre attentissimo. *Sono cresciuto sognando la 500. Le guardavo in televisione [...]: la prima in assoluto che ricordo è Assen 1986. Le 500 erano le moto dei piloti grandi, Schwantz, Doohan, Spencer, Rainey, erano il top. ==Voci correlate== *[[Motocicletta]] *[[MotoGP]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Competizioni sportive]] disih3c2y7qp9vrw9255zwhv1sybq37 1429451 1429450 2026-10-14T01:49:11Z Danyele 19198 fix di stile 1429451 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Honda NSR500 2001.jpg|thumb|upright=1.2|Una [[Honda NSR 500]], ultima moto campione del mondo della classe 500 nel 2001]] Citazioni sulla '''classe 500''', classe del motomondiale disputata dal 1949 al 2001. ==Citazioni== *Ai miei tempi a trent'anni smettevi e pensavi ad altro, facevi una squadra tua o cambiavi vita, perché tutti si facevano molto male, si cadeva tanto con quelle 500. ([[Kevin Schwantz]]) *Il mio primo approccio con la 500 in Australia fu un test preparato alla meno peggio, giusto per capire di che roba si trattava. Aveva una potenza pazzesca, il peso ridotto e provarla a Phillip Island, con quel rettilineo lungo, quando metti la terza e scollini sembra di decollare, perché andavano veramente forti. È vero che prima la gestione del tuo destino era più in mano al pilota, ma è pur vero che nei paddock della 500 trovavi più piloti ingessati o infortunati che sani in moto. Nella storia della 500, difficilmente un Top rider si faceva tutta una stagione senza un infortunio. ([[Max Biaggi]]) *Le 500 due tempi erano complicate da pilotare, [...] quando la moto scappava scappava. Serviva il polso dedicato. Te ne accorgevi perché in quel periodo i top rider erano tre o quattro ma quelli che appartenevano al resto dello schieramento li incontravi nel paddock chi con un gesso, chi con una clavicola rotta, chi con un bendaggio... ([[Max Biaggi]]) *Le 500 erano le moto più belle. Era il pilota a guidare la moto mentre oggi, con l'avvento dei quattro tempi e dell'elettronica, la moto ha iniziato a guidare il pilota. ([[Carlo Pernat]]) *Lo stile di guida è cambiato per i controlli elettronici che hanno le moto, il modo in cui limitano la coppia al massimo grado di piega. Con le 500 2 tempi il massimo angolo di piega era la fase più pericolosa, bastava aprire il gas dell'1% per sentire la ruota posteriore partire. ([[Wayne Rainey]]) *Penso che oggi i piloti compiano uno sforzo fisico superiore al nostro, ma allo stesso tempo le moto attuali "perdonano" molto più delle nostre. Oggi se sbagli la moto non ti lancia sulla luna come facevano le 500. ([[Kevin Schwantz]]) *Sentite, le 500 erano spettacolari ed aggressive, in quel periodo erano anche vicine tra loro nelle prestazioni. Però erano difficilissime da guidare e certamente molto pericolose. Schwantz ha chiuso la carriera in anticipo per le troppe fratture, Doohan ha rischiato di perdere una gamba e purtroppo Rainey è sulla sedia a rotelle. Gli high side erano brutali e terribili, non sapevi se il pilota si sarebbe rialzato oppure no. Questa è la verità. Oggi non tutto è bello e perfetto. E l'elettronica ha invaso anche troppo il terreno dove si esprime il talento del pilota. Però è dieci volte meglio di allora. Questa almeno è la mia opinione. ([[Nico Cereghini]]) *Sulla 500 dovevi lottare, era difficile stare in sella. ([[Kenny Roberts]]) ===[[Loris Capirossi]]=== *Altri tempi, allora non c'era né l'elettronica né tecnologia di oggi [...]. Le 500 erano difficilissime e l'errore era sempre dietro l'angolo. *La 500 due tempi era una categoria da veri uomini [...] ti perdonavano veramente poco, non c'era elettronica e il range di potenza del motore era di duemila giri... adesso puoi sfruttare da 6.000 a 18.000, una curva di utilizzo molto più ampia. *Quando passavi in 500... wow, ti trovavi una bestia che volava! ===[[Valentino Rossi]]=== *La 500 è una moto da trattare con delicatezza, altrimenti ti sbatte a terra in un attimo. Una moto che solo una decina di driver sono in grado di sfruttare appieno. *Oggi la 500 non c'è più, e con essa sono spariti sicuramente tanti problemi, ma anche una marea di emozioni. Perché nessuna moto al mondo ha il fascino di una 500 due tempi, quel carattere così violento che ti trasmetteva scariche di adrenalina a ogni cambio marcia. [...] Con la 500 è meglio che pensi solo a guidare, e me ne accorsi subito. [...] Credevo di essermi preparato, guardando i piloti in televisione oppure da bordo pista, ma non ci si prepara mai abbastanza alla 500. Va più del doppio di una 250, ed è soprattutto una moto molto rabbiosa. Incute terrore e pretende rispetto. In televisione vedevo sempre che i piloti della 500 dopo essere usciti dalla curva non andavano mai veramente dritti: si spostavano molto, a destra e a sinistra, e non capivo perché. [...] Con una 500 non si poteva uscire dalla curva e aprire il gas, così, come si fa con un'altra moto: la 500 non stava mai per terra con la ruota anteriore, e con la posteriore scalciava continuamente. Ho capito, quindi, che bisognava cercare di mantenerla inclinata, per impedirle di alzarsi troppo; ecco perché era obbligatorio usare quelle traiettorie così strane. Ho realizzato insomma che tenere la moto piegata era l'unico modo per farla andare dritta. [...] La 500 aveva una tale erogazione che se ruotavi la manopola del gas troppo in fretta non avevi nessun margine di recupero: non ti perdonava, volavi via! E spesso incappavi nella caduta che ti fa male, quella causata dall'accelerazione, quando la ruota posteriore scivola e poi riprende aderenza all'improvviso: la moto ti lancia in aria come se fossi spinto da una fionda. [...] La 500 completava l'apprendimento di un pilota. E non perdonava: o la guidavi come ti imponeva lei, o finivi per terra. [...] la 500 non ti permetteva di darle troppa confidenza. Dovevi stare sempre attentissimo. *Sono cresciuto sognando la 500. Le guardavo in televisione [...]: la prima in assoluto che ricordo è Assen 1986. Le 500 erano le moto dei piloti grandi, Schwantz, Doohan, Spencer, Rainey, erano il top. ==Voci correlate== *[[Motocicletta]] *[[MotoGP]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Competizioni sportive]] 9rlmowb1hg3msrdku3sw57ua8k0pewe MotoGP 0 200443 1429427 1405718 2026-10-13T19:27:51Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1429427 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Valentino Rossi 2002 Brno.jpeg|thumb|upright=1.5|[[Valentino Rossi]] su [[Honda RC211V]], i primi iridati nella storia della MotoGP (2002).]] Citazioni sulla '''MotoGP''', classe del motomondiale disputata dal 2002. ==Citazioni== *A fine marzo 2002, il motociclismo cambiava radicalmente: dopo ben cinquantatré stagioni con la cilindrata ferma a 500 centimetri cubi (dal 1949!), la classe regina prendeva il nome di MotoGP e sperimentava una formula inedita: cilindrata 990, ciclo a quattro tempi, sei cilindri al massimo, pesi diversi secondo il frazionamento. Per la prima stagione, tuttavia, le 500 a due tempi sarebbero sopravvissute: senza di loro griglia miserrima. ([[Nico Cereghini]]) *{{NDR|«Ha mai provato una MotoGP?»}} A me piacciono le cose che fanno paura e le moto attuali non mi fanno paura, sono gestite dall'elettronica. Io la chiamo elettronica anti-scemo. {{NDR|«Cioè?»}} D'accordo la sicurezza, ma i piloti sono troppo fighetti. Ormai si rischia più per strada che in pista, pensi che le MotoGP non impennano al cambio di marcia! E quanti drammi se la ruota dietro scivola un po'. Sa che diceva ai miei tempi il meccanico se mi lamentavo per la tenuta? {{NDR|«Cosa»}} "La moto è come una donna: per essere contenta e andar forte deve bere, fumare e muovere il culo". ([[Marco Lucchinelli]]) *Al posto delle 500 due tempi, ecco i prototipi a quattro tempi [...]. Le tesi ecologiche stavano mettendo fuorigioco i motori a due tempi e la Federazione internazionale seguì l'impulso della Honda, strenua sostenitrice del quattro tempi [...]. Però per avere una griglia dignitosa, in quella prima stagione [...] furono ammesse anche le storiche 500 a due tempi, che per numero superarono i prototipi. ([[Nico Cereghini]]) *Bisogna che ci chiediamo che cosa è, oggi, la MotoGP. Fino alla prima decade, il 2010, è stata uno strumento che la Casa costruttrice aveva a disposizione per studiare cose nuove, per sviluppare la tecnologia che nel medio termine si poteva pensare di usare per la produzione di serie; penso ai consumi, ad esempio. Poi, Dorna ha preso una strada diversa: oggi la MotoGP più che uno sport è uno spettacolo. [...] {{NDR|«Come si fa, oggi, a fare una moto che vada più forte delle altre?»}} Bisogna cercare dei vuoti nel Regolamento, e cercare di sfruttare il tuo vantaggio più che puoi; perché appena dimostri che la tua moto magari domina, e questo altera lo spettacolo, si interviene sul Regolamento Tecnico. [...] Oggi va così. La Dorna non vorrebbe più trovarsi nella situazione in cui un pilota parte, allunga, prende un vantaggio e va a dominare la gara. Perché diventa monotona, come spettacolo, mentre l'obiettivo di Dorna è creare lo spettacolo [...] L'obiettivo è quello: i piloti dovrebbero stare insieme per tutta la gara, per lottare nel finale. È la miglior situazione che può desiderare chi sta davanti alla TV. Ma anche in circuito. Poi, certo, non è sempre possibile [...]. Però il regolamento è fatto per provare ad evitarlo. ([[Jan Witteveen]]) *Fino a ora, in MotoGP abbiamo offerto 40 minuti spettacolari, ma a parte questo non c'è molto. In F1 vedi molta più preparazione: l'avvicinamento all'evento, la gara stessa in cui conta la strategia, che in MotoGP non c'è. ([[Massimo Rivola]]) *In questo mondo mega tecnologico, il miglior sensore che si può incorporare ad un moto è il pilota. Nulla ti può dare più informazioni. In MotoGP hai bisogno di un pilota che sia il più veloce, ma anche il più intelligente. ([[Filippo Preziosi]]) *Io sarei per previlegiare la MotoGP. Non si può pensare di fare sempre di più, bisogna fare meglio. La domenica solo MotoGP. {{NDR|«Sei l'unico della vecchia scuola, e tra i pochi in assoluto, a dire che la MotoGP dovrebbe prevalere sulle altre classi. Gli altri dicono che è il campionato mondiale, che tutte le gare sono ugualmente importanti»}} Sì, sono tutte importanti, ma io la domenica in televisione vorrei vedere soltanto la MotoGP, con tanto spazio per il pre-gara e poi tutto il post-gara. Le altre classi possono fare la loro gara il sabato, la domenica andrebbe riservata alla MotoGP con tutto lo spazio possibile. ([[Marco Lucchinelli]]) *Io sono fermamente convinto che i grandi campioni della MotoGP avrebbero vinto comunque, anche con le due tempi. Un fenomeno è tale sia con una MotoGP che con una 500. Magari gli sarebbe servito un po' più tempo per imparare... se mettessimo Marquez su una 500 avrebbe bisogno di due giorni per adattarsi, ma sarebbe comunque un vincente. È sicuramente vero che le MotoGP a quattro tempi sono più facili, il pilota con un po' meno talento riesce a stare più vicino ai più forti. Ma alla fine è sempre il talento a fare la differenza. Sarebbe bello vedere i piloti di oggi sulle moto di allora: secondo me non tutti potrebbero essere veloci, ma sarebbero in tanti ad andare forte comunque. ([[Loris Capirossi]]) *La MotoGP è allo stesso tempo più facile e più complicata. Non è una moto più facile da guidare, ma è più facile perché hai qualcuno che ti prepara casco e tuta pronta mentre io dovevo fare tutto da me. Quando ci sono 20 piloti in un secondo e mezzo non è facile, ricordo che fra noi in qualifica c'erano 7 secondi di differenza, se non di più. Inoltre le moto sono molto più esigenti dal punto di vista fisico. [...] Non penso che la MotoGP sia più facile da guidare, ma ora ci sono molti meno highside. ([[Kenny Roberts]]) *La MotoGP è il coronamento di tutti gli sforzi che fai come pilota. ([[Michele Pirro]]) *La MotoGP è una fossa dei leoni, ma io voglio starci dentro. ([[Franco Morbidelli]]) *La MotoGP ha un'identità [...] genuina, è uno sport di altissimo livello, adrenalinico, ma è per tutti e quel DNA, secondo me, non dovrebbe essere toccato. ([[Francesco Bagnaia]]) *La MotoGP in generale ha bisogno di spazi di fuga non necessariamente più grandi, ma fatti in maniera differente. [...] I piloti di MotoGP sono molto più esigenti dei piloti di Formula 1, perché loro cadono e si rompono le ossa. Hanno un modo di divertirsi nella pista differente: si inclinano, vanno da una parte all'altra, è molto diverso. ([[Jarno Zaffelli]]) *Le MotoGP adesso sono incredibili. La maggior parte delle persone pensano che sia facile guidarle, ma non sono assolutamente d'accordo. Ad oggi abbiamo all'arrivo 12 piloti in 8 secondi e per essere competitivi ogni dettaglio deve essere impeccabile. Ci vuole abilità e tanto coraggio. Tratto i piloti della classe regina col più dovuto rispetto. Davvero. ([[Steve Parrish]]) *Lì se ci arrivi è perché hai manico. ([[Alessandro Gramigni]]) *{{NDR|Sulla MotoGP degli anni Duemiladieci}} L'obiettivo di avere costi ridotti e prestazioni più livellate tra le varie moto è giusto, però, se questi vincoli durassero troppo a lungo, toglierebbero interesse alla Case. Le Case vogliono un campionato che promuova le loro moto e che consenta la crescita dei propri tecnici, quindi bisogna dar sfogo a queste esigenze. Altrimenti si organizza uno show con i team che fanno business, cercando un bilancio attivo, e non il massimo della competitività. ([[Filippo Preziosi]]) *Lo spettacolo offerto dalla MotoGP è palesemente molto più bello di quello offerto dalla F1. ([[Massimo Rivola]]) *{{NDR|Nel 2023}} Nell'attuale MotoGP hai a disposizione un anno, massimo due, per dimostrare quanto vali. Con questa mentalità sono dell'idea che molti giovani verranno sprecati. [...] Purtroppo la MotoGP di oggi è più che mai simile alla Formula 1, dove tutto dipende dal mezzo. Ovviamente il pilota ha ancora più influenza che in F1, infatti Lewis Hamilton non potrà vincere con una Williams. ([[Remy Gardner]]) *Nella MotoGP ogni pilota deve riuscire ad ottenere il meglio dal proprio "pacchetto", non esiste una moto perfetta. ([[Chris Vermeulen]]) *Non è l'organizzatore, non è lo spettacolo offerto è Valentino {{NDR|Rossi}} il fenomeno mondiale che ha trasformato la MotoGP da sport di nicchia a sport planetario. ([[Giovanni Di Pillo]]) *{{NDR|Nel 2023}} Ricordo la prima volta che salii su una MotoGP, era nel 2018, e all'epoca non c'erano né ali, né aiuti, niente! Guidare era più semplice. È stato più difficile perché dovevi stare molto attento all'anteriore in accelerazione. A parità di potenza oggi possiamo andare molto più veloci grazie all'aumento di grip e carico aerodinamico... Possiamo andare sempre più veloci, ma per le sensazioni che il pilota era abituato a provare, ho preferito la vecchia scuola. Perché alla fine lo sforzo fatto dal pilota è stato ripagato. Adesso è diverso. [...] Tutto è migliorato: la moto, il motore, il grip... Sulla maggior parte dei circuiti non ci sono problemi di ruota... Personalmente non mi piace. Oggi è completamente diverso. Ricordo che durante il mio primo anno in MotoGP andavo nel panico ad ogni uscita di curva. Non potevo prepararmi per il turno successivo, non avevo tempo. La ruota anteriore era ancora per aria, dovevo spingere tutto il corpo in avanti per cercare di tenere l'anteriore a terra, ma allo stesso tempo dovevi subito prepararti per la frenata successiva... Ora premi il pulsante e basta... resto seduto dove sono, non ho bisogno di muovermi... [...] È, come dire, troppo facile... La moto aiuta troppo! ([[Takaaki Nakagami]]) ===[[Pit Beirer]]=== *In MotoGP fallisci al 100% se un aspetto della moto non è abbastanza buono. Se qualcosa non è abbastanza buono per ottenere quegli ultimi due decimi, allora non passi dal podio al 7º posto, sei direttamente fuori dai punti: ecco quanto è stretta la forbice. La più piccola debolezza significa che devi attraversare una fase difficile. *{{NDR|Nel 2023}} Non è un segreto che siamo stati piuttosto critici per quanto concerne lo sviluppo, l'aerodinamica e i dispositivi per regolare l'altezza. Onestamente, per noi non sono non sono un bene per lo sport. Il motore, il telaio e le sospensioni delle MotoGP sono già delle opere d'arte. Ovviamente possiamo aggiungere elementi più strani o di alta tecnologia, ma dobbiamo prestare attenzione a quanto vanno a incidere sui costi e sul rendere lo sport più complicato, perché alla fine dobbiamo attrarre un vasto pubblico e il pubblico vuol vedere i piloti lottare e sfidarsi tra loro in pista, non la battaglia tecnologica tra le Case. *{{NDR|Nel 2023}} Se hai una buona base sulla moto e un pilota forte in altre discipline, sai già che finirai da qualche parte tra i primi cinque. Nella MotoGP, invece, al momento non è una cosa scontata. Un errore significa che devi lottare per gli ultimi punti. ===[[Davide Brivio (dirigente sportivo)|Davide Brivio]]=== *{{NDR|Sulla MotoGP degli anni Duemilaventi}} In un team vecchio stile, un pilota dice: "la nostra moto non ha la frenata della Ducati". E la squadra dice all’ingegnere giapponese: "dobbiamo migliorare la frenata". Bene, e poi? Cioè, loro non spiegano come bisogna fare, perciò l'ingegnere non riceve dei dati certi su cui lavorare. Deve cercare un pò da solo la natura del problema lasciando lavorare il Team nella sua routine del weekend. Ma è ben diverso, se si va dall'ingegnere e si dice: "Abbiamo fatto un confronto con la Ducati, in base ai nostri dati e alle nostre analisi abbiamo visto che frena (faccio un esempio, eh) mediamente 7 metri più in giù". E glielo dimostri col conforto dei dati. Quindi si può spiegare, per esempio: "noi riteniamo che probabilmente loro hanno questa differenza tecnica che abbiamo analizzato e che li aiuta, che noi dobbiamo compensare in qualche modo, ma se riusciamo a fare questo anche noi forse ci avvicinano a loro...". Voglio dire che parlando così, è più facile capire i problemi e risolverli. Ma per fare questi discorsi, serve il sostegno di un livello di analisi di alto livello ed ingegneri che li capiscano e sappiano come spiegarsi. {{NDR|«Quindi il commento del pilota, ritenuto un tempo sacro, non basta più?»}} Nella MotoGP di oggi, no. Il pilota va benissimo, perché è lui che guida, però il suo giudizio, la sua sensazione, va sostenuta da dati scientifici più precisi. Diventa solo lo stimolo ad avviare la ricerca. È una "denuncia" poi devono partire le indagini. È questa l'evoluzione. La MotoGP adesso è un ambiente molto più tecnologico, e le nuove tecnologie vanno usate. Perché i piloti dicono sempre le stesse cose: c'è poco grip, non c'è accelerazione, c'è poco feeling in ingresso curva... Ma bisogna capire perché, e oggi questo viene spiegato dall'analisi più seria e sofisticata dei dati. La MotoGP moderna impone che si faccia così, e le Case europee adesso fanno così. *{{NDR|Sulla MotoGP degli anni Duemilaventi}} Negli ultimi anni le Case italiane sono state più aggressive nella ricerca tecnologica e nello sviluppo di un metodo, mentre quelle giapponesi hanno considerato più che altro il cosiddetto "business standard" come si è sempre fatto storicamente: fare un buon telaio, un buon motore, lavorare sull'elettronica; quindi maneggevolezza, frenata, accelerazione. Invece gli altri, Ducati in testa, si sono spinti più avanti. [...] Le aziende italiane non sono mai contente, continuano a fare ricerca, a cercare nuove idee, a sperimentare, per capire dove si può trovare anche un decimo di secondo. A volte si corrono dei rischi ma ogni decimo di secondo al giro è importante, pensate sulla distanza di una gara! E questa appunto è la mentalità della Formula 1, dove studiano e investono anche per guadagnare mezzo decimo, per risparmiare qualche decina di grammi! {{NDR|«Quindi siamo entrati in una nuova era»}} Infatti il problema delle Case giapponesi è che non hanno perfettamente capito che questa MotoGP non ha nulla a che vedere con quella di venti anni fa. Fino a che i Gran Premi erano un affare tra di loro, cioè tra le aziende giapponesi, lo sviluppo delle moto avveniva secondo le regole delle aziende giapponesi: una lunga programmazione, il lavoro diluito nei mesi doveva portare a fine campionato senza scossoni. Ecco perché le novità arrivano sempre lentamente. Avevi bisogno di un telaio? Ci volevano tre mesi. Ci voleva un motore diverso? Se ne parlava per l'anno successivo. {{NDR|«Le italiane quindi hanno velocizzato questo processo»}} [...] parlerei di Case europee, non solo italiane: sono state sempre molto aggressive, ma in certi anni hanno anche fatto del casino secondo me: nel senso che a volte c'erano troppe novità non provate adeguatamente. A volte hanno sbagliato strada, oppure l'hanno persa, però hanno sempre mantenuto questo spirito aggressivo e una volta che hanno sistemato le cose gli è rimasto. E adesso è quella la mentalità vincente: introdurre novità in continuazione, anche piccole cose, per cercare di migliorare la moto continuamente. Ed è grazie a questa aggressività se sono arrivate a stravolgere gli equilibri. {{NDR|«Invece i giapponesi non hanno cambiato mentalità, giusto?»}} Eh sì. Su questo i giapponesi hanno avuto sempre un approccio conservativo, ed è rimasto: cioè si prova tutto bene e se non dà beneficio non si usa, se il test team non ha provato un pezzo il pilota ufficiale non lo vede mai... Per loro, oggi è come ieri: una volta fatta una moto, si fa una piccola evoluzione e poi il resto lo mettono sulla moto dell'anno dopo. Hanno sempre fatto così. Anche perché negli anni d'oro – da Doohan a Marquez, passando per Valentino – quella moto bastava per vincere: non c'era bisogno di fare evoluzioni frettolose, perciò quando venivano delle idee nuove le si metteva l'anno dopo. Ma adesso l'approccio alle corse impone un continuo sviluppo ed una costante evoluzione. *{{NDR|Sulla MotoGP degli anni Duemilaventi, «[...] ha ancora senso, oggi, fare la moto su misura per le esigenze di un pilota?»}} Non così tanto, infatti questo è un altro aspetto della MotoGP di oggi. I dati e la tecnologia impongono un lavoro molto diverso per arrivare a rendere efficace la moto, cioè in grado di sfruttare il grip delle gomme. Non è più il periodo in cui il problema si risolve con un telaio dedicato ad un pilota, oppure facendo la moto con le caratteristiche di un determinato pilota. {{NDR|«Appunto, come accade per le auto di F1»}} Sì, perché è sbagliato quello che c'è stato prima! Bisogna prima organizzare il lavoro a casa e in pista, poi coordinare tutto. Il lavoro inizia lì. ===[[Luigi Dall'Igna]]=== *È difficile andare forte in MotoGP senza aver vinto, o quantomeno aver dimostrato il proprio talento nelle altre classi. *La MotoGP è [...] il nostro vero banco di prova, dove sviluppiamo tecnologia che poi travaseremo. *Se togli una carena ad una MotoGP oggi non trovi nessuno spazio libero, non riesci ad infilarci un cablaggio, un sensore, niente! ===[[Danilo Petrucci]]=== *Arrivare in MotoGP dalla porta di servizio, con l'ultimissima delle moto è difficilissimo: mi chiedo ancora adesso come ho fatto a rimanere qui. Se mi chiedessero: lo rifaresti? Probabilmente no. Ce l'ho fatta, ma un sacco di volte ho pensato di smettere. [...] Non aveva senso continuare: non mi pagavano, venivo criticato, faccio figuracce in mondovisione e vedevo miei coetanei vincere in Moto3 o in Moto2. E io arrivavo sempre ultimo. *Il fatto è che nell'attuale MotoGP si potrebbe fare un film solo su quello che succede nel primo giro [...] In quella situazione si vede davvero la pazzia dei piloti, sembra che ormai sia diventato come era l'ultimo giro di gara una volta. *In MotoGP è impressionante, nessuno capisce come quei 45 minuti di gara vadano oltre le possibilità umane, per provare a vincere devi davvero superare il tuo limite, e quello lo puoi scoprire solo in corsa. *In MotoGP il tempo che vai in moto è niente rispetto a quello che spendi per fare il pilota. E intendo in generale, ma anche nel weekend di gara. Mi sono reso conto che passavo più tempo a guardare i dati che a guidare. Per analizzare un giro da un minuto e trenta magari stai dietro al computer per un'ora. *In MotoGP se segui l'istinto puoi andare forte un giro ma non sai perché, c'è sempre un metodo. La bravura del pilota è mettere il proprio talento al servizio della moto, capire come usarla. Magari vuoi entrare in una curva a dieci chilometri più forte, se però poi esci venti chilometri più piano è frustrante. C'è tanto metodo e poco istinto, ma quando scappi via da un leone non è che usi il metodo. Nel giro di qualifica deve venirti tutto naturale e a volte è un casino. *In MotoGP sei responsabile del miglior prodotto di una casa. Stai guidando un pezzo unico, la miglior tecnologia che un marchio può costruire. [...] Hai in mano il lavoro di un centinaio di persone, però a conti fatti ti resta davvero poco tempo per guidare. Mi divertivo di più a casa allenandomi con la moto da cross perché giri, fai... *Pensavo bastasse solo l'istinto, invece con le MotoGP devi essere metodico. L'istinto serve quando fai un sorpasso, quando dici: lì ci sto. Tutto il resto è metodo, tecnica. *Se la mia fidanzata mi chiedesse di lasciare la MotoGP? Io lascerei lei, mi sembra ovvio. ===[[Scott Redding]]=== *Con una MotoGP un attimo prima sei in sella un attimo dopo ti ritrovi per terra. *La MotoGP [...] è più focalizzata sulla perfezione, sui tempi, a mio parere un po' più noiosa: Se fai bene ai primi giri il grosso è fatto. *Per me è sempre stato bello vivere la pista e camminare per il paddock. [...] Invece quando vai in MotoGp tutti stanno nascosti, nessuno può entrare nel motorhome, alle 6 del pomeriggio è già tutto finito e tutti sono andati via. Si vive meno l'atmosfera tipica delle gare. E questo è un po' più triste perché è il bello delle corse: tu corri, la gente può prendere un aperitivo, c'è la musica, ti diverti ad andare a vedere una gara, invece adesso in MotoGP è tutto troppo serio. ===[[Valentino Rossi]]=== *C'è più pressione, più rischi, ma anche più soldi. *{{NDR|Nel 2024}} In MotoGP negli ultimi anni c'è stata molta spinta [...]. Adesso è come la Formula 1. Vediamo prototipi con molta aerodinamica, sempre più cavalli, un esercito di ingegneri sullo sfondo e molti soldi. Le moto sono davvero, davvero, davvero veloci. Le corse motociclistiche sono sempre pericolose, sì, ma la MotoGP deve riflettere attentamente su dove vuole arrivare. Non devi esagerare. Mi piace la MotoGP come la Formula 1 per moto. Ma oltre 360 chilometri orari in rettilineo? È troppo... *La MotoGP è brutale, è selvaggia. La potenza, l'accelerazione. Chiunque abbia mai guidato la MotoGP difficilmente troverà qualcosa di paragonabile. *Nel 2002 è iniziata l'era della MotoGP. È stato un cambio enorme, anzi radicale, rispetto all'epoca delle 500. È arrivata nuova tecnologia, si è cominciato a respirare un'aria diversa. C'era molto entusiasmo, perché si sono aperti nuovi orizzonti: la 500 era ormai in stallo, non aveva più uno sviluppo apprezzabile da diversi anni. Con l'arrivo dei motori a quattro tempi, invece, è stata attuata una vera e propria rivoluzione: sono aumentati notevolmente gli investimenti da parte delle Case, si è iniziato a vedere molti ingegneri nel box, si è spinto pesantemente sullo sviluppo tecnologico, i costruttori di gomme poi hanno fatti altri, enormi, investimenti; ha cominciato a dilagare l'elettronica, che si è messa al servizio dei motori, e nella competizione si sono buttate praticamente tutte le Case più importanti. Quindi, siamo entrati in un circolo vizioso, abbiamo provocato un'incontrollabile escalation: sempre più test, più investimenti, moto sempre più veloci, prestazioni sempre più alte. Tutto più forte, tutto di più, sempre di più. In modo vertiginoso. ===[[Casey Stoner]]=== *{{NDR|Nel 2023}} Farei dei cambiamenti nel format. Tutte le schifezze devono sparire: niente winglet, niente dispositivi di altezza di guida, niente controllo anti-wheelie, controllo di trazione ridotto al minimo. I costi devono diminuire e le regole devono durare dieci anni, in modo che i costruttori meno performanti possano recuperare. Al giorno d'oggi non ci sono più impennate. Il pilota ha pochi problemi a controllare la moto. Basta aprire il gas su una moto da 280 CV e non succede nulla. È frustrante. Ogni moto ha bisogno dei suoi punti di forza e di debolezza, in modo che la competizione sia equilibrata. Ma al momento tutti si limitano a copiare i migliori, il che fa sì che tutti si muovano nella stessa direzione. Per quanto ami le corse, questo sviluppo mi delude. Abbiamo più elettronica della Formula 1. Questo deve finire. [...] Mi piacciono le cose semplici: le marce corte, trovare la trazione con quello che hai. Mi piace trovare l'aderenza meccanica, trovare il passo, trovare il giusto equilibrio. L'unica cosa che possono fare in questi giorni i piloti è frenare più tardi, rischiare di più sull'anteriore e poi si verificano brutte cadute. Lasciate che la gente faccia errori in uscita dalle curve. Non vogliamo un campionato a moto unica, vogliamo differenze. *{{NDR|Nel 2023}} L'elettronica sta dominando la MotoGP attuale e questa è una delle più grandi ragioni che mi hanno spinto a lasciare. Io penso una cosa: è figo guidare queste moto, ma ora è tutto controllato. A questi piloti non stanno dando l'opportunità di crescere e capire cosa gli manchi nella guida, dato che tutto è compensato dai controlli. Dovrebbero togliere i controlli, sarebbe tutto più divertente e spettacolare, come lo è il DNA delle due ruote. Invece l'unica cosa che fa la differenza è la frenata e l'entrata in curva. Ormai questa MotoGP sta diventando come la Formula 1 se non peggio, dove a dominare è l'elettronica. Ma queste non sono macchine, bensì moto. Non abbiamo bisogno di muoverci verso quella direzione. *{{NDR|Nel 2024}} Senza nulla voler togliere ad alcuni piloti, credo che oggi le MotoGP siano molto facili da guidare. In Formula 1 vedi che le due auto di un team di solito sono molto vicine, giusto? Lo stesso accade in MotoGP. Hanno tutte le stesse cose, la stessa elettronica. I piloti non possono più fare la differenza. Adesso escono di curva e hanno tutti il controllo di trazione che lavora allo stesso modo. Non succede nulla, non ci sono errori. È molto facile guidare in questo modo. L'unica area in cui possono fare un po' di differenza è in frenata ed è per questo che vediamo così tanti errori e incidenti in quella fase. Hai le turbolenze create dall'aerodinamica, le gomme anteriori che si surriscaldano. È spiacevole perché non puoi vedere il vero talento. Ci sono piloti, non dirò chi, che riescono a essere davanti o comunque in buone posizioni secondo me non grazie al talento ma grazie a quanto le moto siano sicure e facili. Oggi devi piegare e aprire il gas, fine. ==Voci correlate== *[[Claiming Rule Team]] *[[Classe 500]] *[[Motocicletta]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Competizioni sportive]] ophiqy9vwhxsky8zo15jyagxntypd3c Mike Hailwood 0 202833 1429426 1330050 2026-10-13T19:27:01Z Danyele 19198 +1 1429426 wikitext text/x-wiki [[File:Mike Hailwood.jpg|thumb|Mike Hailwood nel 1967]] '''Stanley Michael Bailey Hailwood''' (1940 – 1981), pilota motociclistico e pilota automobilistico britannico. ==Citazioni di Mike Hailwood== *Correre non è un passatempo per tutti, prima di impegnarsi in una attività per la quale ci si potrebbe accorgere, troppo tardi, di non essere affatto tagliati o di non potersi permettere i mezzi per praticarla, inviterei ciascuno ad un esperimento di analisi introspettiva e ad un esame obiettivo sulle condizioni da raggiungere per poter riuscire. Tra i primi fattori da considerare, quello economico è tra i più importanti, in quanto, benchè non sia certo il denaro a fornire i requisiti fisici per correre, ove questi manchino, è da prendere in considerazione l'alternativa se uno abbia o meno la possibilità di diventare un buon corridore.<ref name="Falcioni">Citato in Massimo Falcioni, ''[https://www.motoblog.it/post/994337/hailwood-41-anni-fa-moriva-tragicamente-mike-the-bike-la-lezione-di-un-campione-in-pista-e-fuori Hailwood, 39 anni fa moriva tragicamente "Mike the bike". La lezione di un campione in pista e fuori]'', ''motoblog.it'', 23 marzo 2020.</ref> *In realtà grandi campioni si nasce, non si diventa, e senza un talento innato non è possibile raggiungere la vetta delle proprie aspirazioni. Ma anche un genio deve sforzarsi molto producendo sforzi intensi per sviluppare la sua abilità durante il lungo cammino che dovrà percorrere per raggiungere la fama.<ref name="Falcioni"/> ==Citazioni su Mike Hailwood== *Correre era pericoloso, ma, mi creda, ad avere Mike Hailwood di notte in giro per casa si rischiava molto più. ([[Chris Amon]]) *Era quello che si dice un figlio di papà, perché era stato il padre, ricco commerciante della moto, a spingerlo alle corse fin da ragazzino. Eppure restò umile e il suo talento era autentico, tutti lo hanno riconosciuto. Era appassionato, coraggioso, vincente con tutte le moto. ([[Nico Cereghini]]) *Ha fatto delle cose talmente belle che per me rappresenta la passione allo stato puro per tutto ciò che ha un motore: le cose gli venivano bene, anche in F1 era fortissimo e in F2 ha vinto il titolo europeo, poi è tornato sulla moto, la Ducati, e ha vinto al TT quando aveva 38 anni. Per pura passione. ([[Nico Cereghini]]) *Hailwood mi piaceva da matti, uno che si presenta al via con la parrucca non poteva che essere il mio idolo. ([[Marco Lucchinelli]]) ===[[Giacomo Agostini]]=== *Di solito, tra colleghi non c'è mai un grande amore e nemmeno con lui c’era. Però, c'era un grande rispetto e io avevo riconosciuto che lui era uno grande, uno che in moto ci sapeva fare. Quando penso a lui mi viene in mente tanto affetto e tanta simpatia, più che per gli altri, perché è stato il mio primo grande avversario, perché all'inizio della mia carriera quello da battere era lui, cosa per altro molto difficile... è stato il mio primo incontro con un grande: ecco cosa penso quando mi viene in mente Mike! *Hailwood correva con la Honda, e poi in Germania saliva su una MZ due tempi e vinceva. Se sei forte, se sei nato per andare in moto, la moto è quella. *Nel 1967, al TT dell'isola di Man, fummo protagonisti io ed Hailwood di un duello strepitoso. Vincere a casa di Mike, perchè il TT era casa di Mike, era un qualcosa di impensabile. Arrivai all'ultimo giro, alla montagna, la parte finale del circuito, con 8 secondi di vantaggio su Mike, che aveva perso tempo in un rifornimento poco fortunato. Pensavo dentro di me "è fatta", ma poco dopo la catena della mia moto si ruppe e Mike vinse quell'edizione del TT. Ero a pezzi psicologicamente, avevo lottato tra muretti e pali della luce a 250km/h contro l'avversario più duro della mia intera carriera per 2 ore di fila e mi dovetti ritirare per la rottura della catena. Lui salì sul podio, ma era giù di morale. Scese e mi disse: "andiamo a festeggiare insieme, perchè il vero vincitore oggi sei tu". ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Hailwood, Mike}} [[Categoria:Piloti di Formula 1 britannici]] [[Categoria:Piloti motociclistici britannici]] rawk74xcrcqouef3hhbgx6ojbch1i62 Honda VFR 750F 0 202836 1429428 1369225 2026-10-13T19:28:37Z Danyele 19198 +1 1429428 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Honda VFR750F in the Honda Collection Hall..JPG|thumb|Honda VFR 750F]] Citazioni sulla '''Honda VFR 750F'''. *Era una meraviglia. La VFR doveva rappresentare la risposta alle supersportive della concorrenza, ma di fatto era una granturismo di enorme classe. Andava forte, si parlava già di 245 chilometri orari. Il suo V4 raffreddato a liquido, con la cascata di ingranaggi della distribuzione a 16 valvole, valeva 105 cavalli a 10.500 giri con una erogazione piena e un sound unico che cambiava voce sopra i 6.000 giri. Una bomba. E il telaio: un doppio trave di alluminio, annunciato per 14 chili soltanto, con forcellone bibraccio d'alluminio, sospensioni efficienti, il Pro-link dietro, tre dischi freni molto potenti... ([[Nico Cereghini]]) *Il suo motore V4, con la distribuzione a cascata di ingranaggi, resta per me una meraviglia della tecnica e un riferimento assoluto per la qualità della erogazione. E per il sound. Era una moto completa, ottima per il turismo ma anche nella guida sportiva. Per me, la miglior Honda di sempre. ([[Nico Cereghini]]) ==Voci correlate== *[[Honda]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Motoveicoli]] p7dfmorq1m8obrun6x9nwtibs9c4p8m Honda RC181 0 202850 1429432 1265775 2026-10-13T19:39:13Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1429432 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Honda RC181.jpg|thumb|Honda RC181]] Citazioni sulla '''Honda RC181'''. ==Citazioni== *Partii e vi giuro che ci voleva un fegato così per andare a pieno gas sul rettilineo... con quella Honda ogni sensazione era amplificata. Sul dritto saltava da una parte all'altra. La moto di Hailwood mi aveva insegnato un paio di cose, una di queste era che solo [[Mike Hailwood|Mike]] poteva guidarla. ([[Luigi Taveri]]) *Quella fu la prima pietra della casa giapponese nella mezzolitro motomondiale. E anche se la 181 sfiorò soltanto, ma non riuscì a conquistare, il titolo piloti più prestigioso [...], ugualmente colpì gli appassionati per il livello tecnologico esibito. [...] Di quella RC181 Mike non era soddisfatto: il motore dava tanta potenza sì [...] e anche una bella erogazione, però consumava tanto e, soprattutto, la moto mancava a livello ciclistico. [...] Non funzionavano gli ammortizzatori ed era un disastro il telaio, al punto che il campione cercò di far realizzare in Europa telai alternativi. In Italia si rivolse a Giuseppe Pattoni, che aveva ben conosciuto in gioventù ai tempi della Mondial, e il tecnico costruì con Belletti un telaio adeguato. Ma Honda si arrabbiò con Mike, [[Sōichirō Honda|Soichiro]] non avrebbe accettato quella umiliazione: quel telaio non si vide mai in pista. Perché poi quella RC181, nonostante fosse molto impegnativa da guidare, vinse subito, fin dal primo Gran Premio disputato [...]. Erano anni mitici per la Honda, che voleva farsi conoscere nel mondo con la forza della sua tecnologia. Centrato l'obiettivo, la Honda si ritirò dal mondiale alla fine del 1967 per concentrarsi sulla F1. ([[Nico Cereghini]]) *{{NDR|Sulla RC181 di John Cooper}} Sul rettilineo la sua moto saltava da una parte all'altra della pista mentre cercava di domarla; non cadde ma credo che per tutta la settimana successiva il suo intestino non rimase completamente a posto. ([[Percy Tait]]) ===[[John Cooper (motorcyclist)|John Cooper]]=== *Quella moto era la peggior cosa che si potesse pensare di guidare. Come facesse Hailwood era un mistero. Tenere il manubrio mi fece gonfiare i polsi: era semplicemente impossibile da guidare. Arrivato alle curve scoprii che era letteralmente impossibile sterzare. *Quella moto era permanentemente fuori da ogni controllo. Fu incredibile, realmente incredibile quello che Mike fece al TT. Non potevo credere ai miei occhi nel vederlo guidare quella moto su quel tracciato. *Se quel diavolo di Hailwood guida questa dannata moto e vince, si merita la Croce della Vittoria. Non capisco come faccia. ==Voci correlate== *[[Classe 500]] *[[Honda]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla}} [[Categoria:Motoveicoli]] go2awscxvpwlz4tth89xw0ld0g86wyn Moto Guzzi 0 203065 1429443 1421440 2026-10-13T23:38:00Z Danyele 19198 +voci correlate 1429443 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Moto Guzzi EICMA 2024.jpg|thumb|upright=1.2|Lo stand di Moto Guzzi all'EICMA di Milano, 10 novembre 2024]] Citazioni su '''Moto Guzzi''', azienda motociclistica italiana. ==Citazioni== *Avevo più o meno nove anni quando Guzzi si ritirò dalle corse nel 1957 e si chiuse, quindi, la prima parte di quella grande storia che aveva contato anche le vittorie al Tourist Trophy come prima moto non inglese a trionfare sul Mountain. Una storia che era stata anche capacità di scrivere il futuro delle due ruote anche dal punto di vista dell'innovazione tecnologica. Vincevano nelle corse e, contestualmente, facevano moto per tutti che hanno accompagnato un Paese sia durante gli anni bui della guerra, sia in quelli di rinascita del Dopoguerra. [...] Poi, dopo un periodo difficile, l'aquila è tornata a volare. Moto bellissime, con la particolarità straordinaria di richiamarsi ai nomi degli uccelli. La Lodola, il Cardellino, Lo Stornello, il Falcone, bellissimi. Dai rapaci a quelli più piccoli e innocui, una grande idea di libertà, tipica delle moto, che attraverso quei nomi riusciva anche a sostanziarsi. [...] Erano bellissime, e diverse profondamente tra di loro. C'era la moto per andare a lavorare e quella che invece trionfava nelle corse. Il Falcone della Polizia dava l'idea di essere qualcosa di indistruttibile. Moto Guzzi è stata, in qualche modo, simbolo di un Paese, conservando sempre una particolarità rara: mantenere una sorta di taglio artigianale nonostante la capacità di essere pionieri nell'innovazione e nei progressi tecnologici. ([[Nico Cereghini]]) *Avevo sempre amato Moto Guzzi, fin da bambino ero rapito dalle sue creature, che giudicavo straordinarie e dotate di una anima diversa da tutte le altre moto. Come ben sapete, non ci sono ragioni razionali dietro un grande amore: per me Moto Guzzi era "la Moto", e desideravo essere il principe azzurro che l'avrebbe riportata ai grandi fasti del passato, quando le due ruote uscite dagli stabilimenti di Mandello del Lario erano ammirate in tutto il mondo e dominavano la scena sportiva [...]. Per me, era il sogno dei sogni. ([[Ivano Beggio]]) *Con Guzzi – che è il mito del nostro paese [...], il primo 8 cilindri, il primo 4 cilindri, il primo monoammortizzatore posteriore, il primo telaio monoscocca [...] – abbiamo conquistato un titolo nobiliare. Il suo acquisto è stata la cosa più bella che mi potesse capitare dopo la vittoria dei titoli mondiali. ([[Ivano Beggio]]) *{{NDR|Nel 2013}} Credo che uno dei motivi di successo di Guzzi sia la capacità di trasmettere, con i suoi prodotti, la cura di un lavoro artigianale. Basta farsi un giro a Mandello del Lario per rendersene conto. La fabbrica è immutata da 90 anni e questo fascino, in qualche maniera, viene tutt'ora trasmesso alle moto. ([[Miguel Galluzzi]]) *{{NDR|«Qual è l'aspetto che una Moto Guzzi avrà sempre?»}} La personalità, lo stile e il carattere delle moto made in Italy. ([[Miguel Galluzzi]]) *Quando si dice Moto Guzzi si pensa ad un luogo preciso, a Mandello e a quei monti che, pur non avendo le caratteristiche di aree più industrializzate, hanno saputo generare futuro e liberare opportunità. ([[Nico Cereghini]]) ===[[Luciano Marabese]]=== *In ogni Guzzi ci deve essere un filo conduttore... quello spirito... *Io ho avuto Kawasaki, ho avuto Honda, ho avuto Laverda, ma poi sono tornato alla [[Moto Guzzi Le Mans|Le Mans]]! [...] anche se ho fatto diverse cose, quello che rimane è l'anima [...]: l'anima guzzista. E sapete, uno o ce l'ha dentro o non ce l'ha proprio. *Se io penso alla moto sportiva italiana, penso a Moto Guzzi. *Solo a dirlo: Moto Guzzi, mi da già una garanzia. Non so, io sono italiano, per me Guzzi è la marca di moto italiana per eccellenza. È una storia d'amore, insomma, e come nei matrimoni, ci stanno pure i periodi di passione e quelli dove le cose vanno un po' a rilento. Ma la Moto Guzzi è un qualcosa di così affascinante... ==Voci correlate== *[[Carlo Guzzi]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Aziende italiane]] [[Categoria:Case motociclistiche]] kfezrcydvq6k518252iw2z09mzl90eg Greenwashing 0 203336 1429423 1376286 2026-10-13T17:43:47Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ typo 1429423 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Greenwashing (4157080569).jpg|thumb|Illustrazione di una strategia di comunicazione ''greenwashing'']] Citazioni sul '''''greenwashing''''', noto anche come '''ecologismo di facciata''' o '''ambientalismo di facciata'''. *Spesso si utilizza il ''greenwashing'' [...] ma nella pratica a volte si crede di fare un buona scelta senza pensare che in realtà non lo è. {{NDR|«Fa l'esempio della plastica e del vetro»}} Esatto. Sostituire la plastica con il vetro sembra una scelta davvero ecologica, è facile pensare che sia la migliore possibile. Trasportare vetro, però, costa di più, con un impatto ambientale non da poco. Ci sono cascata anche io quando [...] ho ordinato latte in vetro al posto di quello nel ''tetrapack'', pensando che fosse più ecologico, invece sul fronte ambientale è la scelta peggiore. Il problema fondamentale è che il consumatore tipo non ha strumenti per valutare la complessità di ciò che sta dietro a un prodotto, e di certo al supermercato nessuno si mette davanti allo scaffale a rimuginare sugli effetti di una scelta o di un'altra, dovremmo avere degli strumenti a monte di facile utilizzo che ci aiutino a capire come fare la nostra parte. ([[Beatrice Mautino]]) ==Voci correlate== *[[Sportswashing]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} {{S}} [[Categoria:Economia ambientale]] [[Categoria:Generi di pubblicità]] 3p2ne0wddtxmqn8nang7w8rgyzi26zb West 0 207498 1429464 1427618 2026-10-14T06:52:54Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1429464 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua}} {{Voce tematica}} [[File:Crossing the Mississippi on the Ice by C.C.A. Christensen.png|thumb|upright=1.3|''Attraversando il Mississippi sul ghiaccio'' (C. C. A. Christensen, 1878 ca.)]] Citazioni sul '''West''' o '''Far West'''. *Dicono che il West fu conquistato con la forza delle armi, ma non è così. Fu conquistato grazie al coraggio della povera gente che spinse i suoi carri sempre più ad Ovest attraverso centinaia di miglia di terre selvagge. Alcuni erano attratti dal miraggio dell'oro, ma la maggior parte dei pionieri era costituita da famiglie spinte dalla speranza di una vita migliore. (''[[Alla conquista del West]]'') *Huxley, qui non stiamo nel Far West, okay?! E poi il Far West era tutto una leggenda, non è mai divertente uccidere la gente! ...Be', qualche volta sì. (''[[Demolition Man]]'') *Il West è la storia di una conquista, di un travalicamento delle frontiere. Un'epopea di cambiamenti. Per questo ci affascina, perché è la metafora dell'uomo che si guadagna il suo spazio a dispetto della natura ostile e delle avversità. ([[Giancarlo Berardi]]) *L'Ovest americano conquistato dal sangue e dall'oro: in queste pianure e in queste montagne si riversarono avventurieri da tutti gli angoli della Terra. Erano uomini rudi e temerari, e dovevano esserlo: le terre selvagge non possono essere conquistate dai filosofi. Sia che un uomo viaggiasse solo o in carovana, aveva sempre una compagna che cavalcava al suo fianco: questa compagna era la morte. Le piste del vecchio Ovest erano cosparse delle sue vittime, ma per ogni uomo che cadeva ce n'erano migliaia pronti a tentar l'avventura, e dietro a loro mille e mille altri. (''[[I banditi della città fantasma]]'') *La gente dice che il West fu conquistato dalla ferrovia. Mio padre diceva che fu conquistato dal filo spinato. (''[[Bad Girls]]'') *Lei non è di queste parti, vero? Eh, è una terra promessa, caro lei. Diceva mio padre: "Il sole va verso l'Ovest come la fortuna". (''[[Gli amanti della città sepolta]]'') *– Non vuoi aprire il Far West alla civilizzazione?<br>– Vieni qui. Forse questo non lo capirai, ma per me il West è come una bella donna, la mia donna. Mi piace com'è, non la voglio diversa. Sono geloso, non la voglio dividere con nessun altro. Non vorrei vederla civilizzata. (''[[Il cacciatore di indiani]]'') *Qui nel West, Jim, ci si aspetta sempre che un uomo si difenda: se soltanto permette che sussista il dubbio è finito, per sempre. (''[[Il grande paese]]'') *– Sono cresciuta fra sparatorie, razzie, vendette, impiccagioni...<br>– Ah, sapete una cosa? Questa storia la ripetono in ogni parte del West. (''[[La legge del più forte]]'') ==Voci correlate== {{div col}} *[[Cowboy]] *[[Diligenza (carrozza)|Diligenza]] *[[Saloon]] *[[Sceriffo]] *[[Stati Uniti d'America]] *[[Western]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Luoghi degli Stati Uniti d'America]] [[Categoria:Regioni geografiche]] gzeg1riv6cts65enkmfrdhv96t1n4c4 Sportswashing 0 210332 1429419 1376283 2026-10-13T17:38:48Z Danyele 19198 Danyele ha spostato la pagina [[Sportwashing]] a [[Sportswashing]]: Allineamento a Wikipedia: typo 1376283 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Berliinin olympialaiset.jpg|thumb|La cerimonia di apertura dei Giochi della XI Olimpiade di [[Berlino]], nella [[Germania nazista]], riconosciuti tra i primi casi di ''sportwashing'' nella storia.]] Citazioni sullo '''''sportwashing'''''. *Lo sport è uno strumento efficace di dialogo e risoluzione dei conflitti soltanto quando l'azione parte spontaneamente dal basso. Al contrario, se sono i potenti di turno ad accordarsi per usare lo sport [...] la storia è sempre, inevitabilmente, molto diversa. Il rischio, in questo secondo caso, è che lo sport passi dall'essere strumento di soft power a diventare sportwashing. ([[Mauro Berruto]]) *Una pratica che ormai emerge in tutto il suo esplicito malaffare. Si chiama "sportwashing", neologismo che identifica quelle azioni che tendono a sfruttare lo sport per ripulire l'immagine di un Paese agli occhi del mondo. Il termine fu coniato da Rebecca Vincent, un’attivista americana per i diritti umani [...]. Per capire quell'intuizione bisogna riavvolgere il nastro non di qualche giorno, ma di [...] anni, quando Rebecca Vincent dopo una lunga esperienza sul campo a Baku, in Azerbaigian, denunciò apertamente come i Giochi Europei del 2015, la Formula 1 e perfino la pallavolo fossero stati funzionali allo scopo di costruire, grazie allo sport, una facciata presentabile per un Paese pieno di contraddizioni. Quella denuncia oggi suona come un inascoltato presagio e un disatteso preludio per necessarie e puntuali analisi sullo sport e sul calcio, non solo in Qatar, ma anche in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. ([[Mauro Berruto]]) ==Voci correlate== *[[Greenwashing]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo}} {{S}} [[Categoria:Diritti umani]] [[Categoria:Sport]] bpgsdaeopr5xmb8m8bs3icxcgsdzfpm 1429422 1429419 2026-10-13T17:41:53Z Danyele 19198 fix di conseguenza 1429422 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Berliinin olympialaiset.jpg|thumb|La cerimonia di apertura dei Giochi della XI Olimpiade di [[Berlino]], nella [[Germania nazista]], riconosciuti tra i primi casi di ''sportswashing'' nella storia.]] Citazioni sullo '''''sporstwashing'''''. *Lo sport è uno strumento efficace di dialogo e risoluzione dei conflitti soltanto quando l'azione parte spontaneamente dal basso. Al contrario, se sono i potenti di turno ad accordarsi per usare lo sport [...] la storia è sempre, inevitabilmente, molto diversa. Il rischio, in questo secondo caso, è che lo sport passi dall'essere strumento di soft power a diventare {{Sic|sportwashing}}. ([[Mauro Berruto]]) *Una pratica che ormai emerge in tutto il suo esplicito malaffare. Si chiama {{Sic|"sportwashing"}}, neologismo che identifica quelle azioni che tendono a sfruttare lo sport per ripulire l'immagine di un Paese agli occhi del mondo. Il termine fu coniato da Rebecca Vincent, un’attivista americana per i diritti umani [...]. Per capire quell'intuizione bisogna riavvolgere il nastro non di qualche giorno, ma di [...] anni, quando Rebecca Vincent dopo una lunga esperienza sul campo a Baku, in Azerbaigian, denunciò apertamente come i Giochi Europei del 2015, la Formula 1 e perfino la pallavolo fossero stati funzionali allo scopo di costruire, grazie allo sport, una facciata presentabile per un Paese pieno di contraddizioni. Quella denuncia oggi suona come un inascoltato presagio e un disatteso preludio per necessarie e puntuali analisi sullo sport e sul calcio, non solo in Qatar, ma anche in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. ([[Mauro Berruto]]) ==Voci correlate== *[[Greenwashing]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo}} {{S}} [[Categoria:Diritti umani]] [[Categoria:Sport]] pc8aih9b2l9505wgr5f7z78dd3m9s4q 1429424 1429422 2026-10-13T17:44:53Z Danyele 19198 typo 1429424 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Berliinin olympialaiset.jpg|thumb|La cerimonia di apertura dei Giochi della XI Olimpiade di [[Berlino]], nella [[Germania nazista]], riconosciuti tra i primi casi di ''sportswashing'' nella storia]] Citazioni sullo '''''sportswashing'''''. *Lo sport è uno strumento efficace di dialogo e risoluzione dei conflitti soltanto quando l'azione parte spontaneamente dal basso. Al contrario, se sono i potenti di turno ad accordarsi per usare lo sport [...] la storia è sempre, inevitabilmente, molto diversa. Il rischio, in questo secondo caso, è che lo sport passi dall'essere strumento di soft power a diventare {{Sic|sportwashing}}. ([[Mauro Berruto]]) *Una pratica che ormai emerge in tutto il suo esplicito malaffare. Si chiama {{Sic|"sportwashing"}}, neologismo che identifica quelle azioni che tendono a sfruttare lo sport per ripulire l'immagine di un Paese agli occhi del mondo. Il termine fu coniato da Rebecca Vincent, un’attivista americana per i diritti umani [...]. Per capire quell'intuizione bisogna riavvolgere il nastro non di qualche giorno, ma di [...] anni, quando Rebecca Vincent dopo una lunga esperienza sul campo a Baku, in Azerbaigian, denunciò apertamente come i Giochi Europei del 2015, la Formula 1 e perfino la pallavolo fossero stati funzionali allo scopo di costruire, grazie allo sport, una facciata presentabile per un Paese pieno di contraddizioni. Quella denuncia oggi suona come un inascoltato presagio e un disatteso preludio per necessarie e puntuali analisi sullo sport e sul calcio, non solo in Qatar, ma anche in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. ([[Mauro Berruto]]) ==Voci correlate== *[[Greenwashing]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo}} {{S}} [[Categoria:Diritti umani]] [[Categoria:Sport]] igldwou48ocvywecn56f45gpefczqbr Juventus Football Club 2011-2012 0 211142 1429410 1429397 2026-10-13T15:40:02Z Danyele 19198 non necessario, non essendoci sottoparagrafi 1429410 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Antonio Conte Dubai 2012.jpg|thumb|[[Antonio Conte]], allenatore della Juventus nella stagione 2011-2012]] Citazioni sulla stagione '''2011-2012''' della '''Juventus Football Club'''. *C'è un dato interessante, nella Juve di Conte. Ha sempre avuto un possesso di palla superiore agli avversari, piccoli e grandi. [...] Il lavoro di Conte è stato fondamentale, perché alla Juve non ha portato solo questo scudetto, che non è poco. Ha dato un gioco, che già pare più europeo che italiano. Ha dato o ridato orgoglio di appartenenza. [...] Conte aveva fatto giocar bene le sue squadre, ma in B. Innamorato del 4-2-4 l'ha mandato in soffitta quando ha capito che Pirlo non ci rientrava. Ha adottato spesso il 3-5-2, che protegge di più la difesa. Forse pensa al 4-3-3, ma sono dettagli. Non sono dettagli invece una squadra mai morta e molto aggressiva, in particolare all'inizio di ogni tempo, né la gran quantità di tiri in porta [...]. E nemmeno la disponibilità a fare il suo gioco e a non subire quello altrui. ([[Gianni Mura]]) *Con Conte è cambiato tutto, abbiamo vissuto l'evoluzione del calcio italiano, è stato lui a portarla sia a livello fisico che tattico perché noi ogni tre mesi cambiavamo modulo. In un anno abbiamo fatto 4-2-4, 4-3-3 e 3-5-2, quindi appena gli altri provavano a studiarci non facevano in tempo a capirci che già avevamo una soluzione diversa per metterli in difficoltà. [...] è arrivato anche Pirlo dal Milan che ci ha fatto questo bel regalo... E poi Lichtsteiner, Vucinic, tutti giocatori importanti che sono riusciti a esprimersi al massimo delle potenzialità. ([[Simone Pepe]]) *{{NDR|[[Ultime parole famose]], prima dell'inizio del campionato}} La Juventus è una squadra discreta, buona, che farà un discreto campionato ma che non può impensierire minimamente le prime due, può arrivare quarta o quinta. ([[Luciano Moggi]]) *Portiere a parte, la Juve non ha una difesa di grossi nomi, eppure è di gran lunga la meno battuta. Ha realizzato gli equilibri tra i reparti che sono una delle cose più utili e difficili da ottenere. Il centrocampo è forte, Marchisio nella prima metà del campionato e Vidal nella seconda si sono segnalati come incursori d'area oltre che nel recuperare palloni. Gli attaccanti, spesso alternati, non figurano nelle parte alta della classifica dei goleador. Il più prolifico, Matri, ha segnato meno della metà di Ibrahimovic. Però non è detto che nel gioco di Conte sia la punta centrale a dover fare la parte del leone. Altri dettagli: Vidal da oggetto misterioso a insostituibile, Vucinic più dinamico. Hanno risposto alle attese gli acquisti più illustri, ma anche quelli meno: Giaccherini, Caceres. È molto migliorato De Ceglie, Bonucci si distrae meno. È una squadra ringiovanita ma già matura. ([[Gianni Mura]]) *Prima ancora dell'esordio, il primo grande momento della stagione 2011-12 è stata l'inaugurazione dello stadio: ho ancora i video e le foto, è stata una cosa fantastica. Uno spettacolo: noi giocatori eravamo in tribuna perché poi dovevamo giocare l'amichevole contro il Notts County e siamo rimasti incantati tutto il tempo a guardare. Da quella frase "Benvenuti a casa" a tutta la coreografia, passando per Del Piero e Boniperti sulla panchina: è stato più emozionante della prima gara nel nuovo stadio. ([[Simone Pepe]]) ==Voci correlate== *[[Juventus Football Club]] *[[Serie A 2011-2012]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=riguardante la}} {{interprogetto/notizia|Calcio: la Juventus batte il Napoli 3-0|data=2 aprile 2012}} {{interprogetto/notizia|Calcio: la Juventus sconfigge la Lazio e torna al comando della classifica|data=11 aprile 2012}} {{interprogetto/notizia|Calcio: poker della Juventus contro la Roma|data=22 aprile 2012}} {{interprogetto/notizia|Calcio: il Cesena retrocede dopo la sconfitta con la Juventus|data=25 aprile 2012}} {{interprogetto/notizia|Calcio: trionfo della Juventus a Novara|data=29 aprile 2012}} {{interprogetto/notizia|Calcio: Juventus, pareggio inaspettato contro il Lecce|data=2 maggio 2012}} {{interprogetto/notizia|Calcio: la Juventus è campione d'Italia 2012|data=7 maggio 2012}} {{interprogetto/notizia|Il Napoli vince la Coppa Italia|data=21 maggio 2012}} {{Juventus FC}} [[Categoria:Juventus F.C.]] rj5609cinwzdid3egt35rqzcjn850xu Suzuki RGV Γ 500 0 211510 1429446 1375955 2026-10-14T01:07:20Z Danyele 19198 +3 / fix di stile 1429446 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Suzuki RGV502Γ in the Suzuki History Museum 3.JPG|thumb|upright=1.2|La Suzuki RGV Γ 500 di [[Kevin Schwantz]] per la stagione 1988, in livrea Pepsi]] Citazioni sulla '''Suzuki RGV Γ 500'''. ==Citazioni== ===[[Alex Barros]]=== {{cronologico}} *{{NDR|«Sei arrivato in Suzuki nel 1993 [...], come ricordi il tuo adattamento alla RGV?»}} Sono rimasto quasi sorpreso [...], la moto era buona e il compromesso tra motore e telaio era davvero equilibrato. [...] mancava solo di un po' di potenza. In staccata ed entrata curva, caratteristica storica della Suzuki, la moto era equilibrata e andava bene. *{{NDR|«Rispetto a Honda e Yamaha quali erano i vantaggi e gli svantaggi della RGV?»}} La Honda aveva un motore davvero forte e la Yamaha un'ottima ciclistica. La Suzuki [...] era molto equilibrata e specialmente in entrata curva eravamo anche superiori alla Yamaha. *{{NDR|«Nel 1994 ti aspettavi di ottenere qualcosa di più? Che tipo di moto era la versione 1994 della RGV?»}} Nel 1994 [[Kevin Schwantz|Kevin]] si era fatto male in mountain bike e quindi non aveva partecipato allo sviluppo della moto durante la pre-stagione. Io con gli ingegneri dicevo che la moto avesse dei problemi ma loro volevano aspettare il parere di Kevin. Il problema è che Kevin è rientrato per la prima gara e anche lui ha confermato che esistevano problemi di ciclistica, in particolare la moto non girava. È stata una stagione complicata per tutti. ===[[Kevin Schwantz]]=== {{cronologico}} *{{NDR|«Livrea Pepsi, o livrea Lucky Strike?»}} La livrea della Pepsi! È la moto dalla livrea più bella su cui sono mai stato... *Il problema della Suzuki era che doveva essere al 98, 99 o 100 percento. La differenza tra avere la moto perfettamente a punto o meno poteva essere enorme. Se non era praticamente al limite della perfezione non era una moto vincente, non era nemmeno da podio. Si poteva arrivare facilmente quinti, sesti, settimi o ottavi. *La moto del 1993 ha un range di erogazione della potenza doppio rispetto a quella del 1989. Con quella del 1989 faccio fatica persino ad impennare. È come accendere un interruttore della luce. *Quando non era vicina al 100%, il che accadeva quasi sempre, era decisamente inguidabile. Bisognava rallentare. Bisognava imporsi "devo assolutamente arrivare alla fine della gara". Probabilmente avrei potuto arrivarci più velocemente, ma il rapporto rischio-beneficio non era sufficiente. ==Voci correlate== *[[Classe 500]] *[[Suzuki RG 500]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Motoveicoli]] nfzubma2s38jncl2a1yactjau1vv9vx Wayne Rainey 0 211538 1429447 1405753 2026-10-14T01:16:20Z Danyele 19198 /* Citazioni su Wayne Rainey */ +1 1429447 wikitext text/x-wiki [[File:Wayne Rainey 1992 Japanese GP.jpg|thumb|Wayne Rainey (1992)]] '''Wayne Rainey''' (1960 – vivente), pilota motociclistico e dirigente sportivo statunitense. ==Citazioni di Wayne Rainey== {{cronologico}} *Quando i migliori hanno una giornata nera, al massimo arrivano secondi.<ref>Da un'intervista a ''motogp.com''; citato in Vittorio Bentivoglio, ''[https://www.formulapassion.it/moto/motogp-wayne-rainey-non-sono-sorpreso-dallexploit-di-rossi MotoGP {{!}} Wayne Rainey: "Non sono sorpreso dall'exploit di Rossi"]'', ''formulapassion.it'', 24 gennaio 2015.</ref> *[[Kevin Schwantz|Schwantz]] è stata la mia motivazione per vincere tutto quello che ho vinto.<ref>Da un'intervista al podcast MotoStarr; citato in Christian Caramia, ''[https://www.motosprint.it/news/english-version/motogp/2021/01/10-3807275/rainey_la_rivalita_con_schwantz_fu_la_mia_motivazione_ Rainey: "La rivalità con Schwantz fu la mia motivazione"]'', ''motosprint.it'', 10 gennaio 2021.</ref> {{Int|''[https://www.gpone.com/it/2019/07/20/motogp/rainey-il-gomito-a-terra-in-500-significava-essere-nella-ghiaia.html MotoGP, Rainey: "Il gomito a terra? In 500 significava essere nella ghiaia"]''|Intervista di Paolo Scalera, ''gpone.com'', 20 luglio 2019.}} *Sai, ci sono tanti che non avrebbero mai ritenuto possibile che io ottenessi il successo che sono riuscito ad ottenere in carriera. [...] Un pilota ha molti desideri, deve iniziare in un'età molto più giovane rispetto a quando iniziai io a correre. La cultura nel mondo è cambiata, le opportunità [...] arrivano per i ragazzi ad un'età molto inferiore. *[...] io credo che questa sia la tecnologia del futuro, anche se non avrei mai pensato che ci arrivassimo. Sai, nessuno credeva che si potesse passare dal due tempi al quattro tempi, mentre adesso la loro tecnologia è semplicemente incredibile. Magari un giorno le [[Motoveicolo elettrico|moto elettriche]] saranno in un certo modo in grado di far sembrare vecchie le nostre moto. *{{NDR|«Lo stile di guida usato dai piloti [...] è molto diverso da quello del passato, tu toccavi l'asfalto con il ginocchio e ora lo fanno con il gomito. Perché è cambiato così tanto?»}} Per la tecnologia, prendiamo le gomme: io toccavo il gomito quando cadevo, voleva dire essere già nella ghiaia. Lo stile di guida è cambiato per i controlli elettronici che hanno le moto, il modo in cui limitano la coppia al massimo grado di piega. Con le 500 2 tempi il massimo angolo di piega era la fase più pericolosa, bastava aprire il gas dell'1% per sentire la ruota posteriore partire, invece adesso accelerano come niente fosse. {{Int|''[https://www.p300.it/intervista-esclusiva-a-wayne-rainey-tra-carriera-motogp-e-usa/ Intervista esclusiva a Wayne Rainey: tra carriera, MotoGP e USA]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 24 gennaio 2021.}} *{{NDR|«Quale pensi che sia stato il miglior Wayne Rainey di sempre?»}} Credo quello del 1993, il mio ultimo anno. Avevo già vinto tre mondiali e tutti in maniera differente. In quell'anno non avevamo sempre il pacchetto migliore e dovetti passare anche attraverso qualche infortunio, ma riuscii a capire appieno di cosa avevo bisogno come pilota e di cosa avevo bisogno per tenermi sempre motivato e per essere il migliore. Ci sono state occasioni, in quegli anni, in cui sono rimasto lontano dai migliori o in cui non disponevo del pacchetto migliore e mi incitavo ad essere competitivo, a volte ad un livello tale che quasi riuscivo a percepire l’adrenalina, la assaporavo. Fu un'esperienza strana. *{{NDR|«Quanto era sentita la sfida tra Yamaha, Honda e Suzuki a quel tempo?»}} Tutte le Case, che vincessero o meno il campionato, erano in una fase continua di sviluppo in vista dell'anno successivo. A volte chi perde il campionato ha un vantaggio per la stagione dopo, perché chi vince ha una sorta di obiettivo sulla propria schiena e tutti lavorano duramente per togliergli il titolo. Vincere tre mondiali di fila significa avere un bersaglio molto grande sulla schiena. Questo ha portato le altre Case a lavorare sempre più duro e i risultati si sono visti. C'era una grande competitività, tutti volevano vincere. [...] La sostanza è che tutti lavoravano molto sodo ma noi siamo stati capaci di vincere costantemente in un'epoca in cui era difficile farlo. *{{NDR|«Quanto sei stato realmente vicino a firmare per Cagiva nel 1993?»}} Ho avuto una trattativa molto seria con Cagiva, ho visitato anche la loro fabbrica e ho avuto modo di osservare il loro lavoro e l'impegno che ci mettevano. Dettai loro le mie condizioni, dando una deadline. Per loro era dura, perché tutto questo implicava un impegno davvero grande, ma non rispettarono la scadenza e così io andai avanti con Roberts e Yamaha. Mi chiamarono il giorno successivo, ma era tardi. Risposi che avevo già firmato l'accordo con Kenny. Sì, arrivammo veramente vicini. ===Citazioni non datate=== *{{NDR|«È riuscito a vincere uno dei suoi 3 titoli con le Dunlop, ai tempi meno performanti delle Michelin. La spiegazione? Semplice»}} Se aspetto che Dunlop mi faccia la gomma anteriore che voglio perdo questo Mondiale e forse anche il prossimo, così cerco di guidare forte lo stesso.<ref>Citato in Paolo Beltramo, ''[https://sport.sky.it/motogp/2020/02/28/superbike-wayne-rainey-era-una-volta-l-americano C'era una volta l'america(no): Wayne Rainey]'', ''sport.sky.it'', 28 febbraio 2020.</ref> *{{NDR|Su [[John Kocinski]]}} Spero per lui che riesca sempre ad andare forte in moto, perché per il resto...<ref>Citato in Paolo Beltramo, ''[https://sport.sky.it/motogp/2020/01/23/motogp-john-kocinski-c-era-una-volta-l-americano-beltramo C'era una volta l'america(no): John Kocinski]'', ''sport.sky.it'', 23 gennaio 2020.</ref> ==Citazioni su Wayne Rainey== *Lo odiavo, non mi piaceva, non volevo stargli vicino {{NDR|ammette ridendo}} e le nostre battaglie sono state molto dure: mi sono appoggiato a lui un paio di volte, ma mi sono allontanato abbastanza dalla mia moto da far sì che fosse il mio corpo contro la sua moto, non il mio manubrio contro le sue leve dei freni. Il più delle volte non riuscivo a fargli chiudere il gas. Anzi forse lo costringevo ad aprirlo. Rainey aveva una guida spettacolare. ([[Kevin Schwantz]]) *Ricordo nel 1984 Wayne Rainey con una Yamaha 250 privata che andava come la mia Kawasaki: io però faticavo a qualificarmi e lui saliva sul podio, faceva cose disumane. ([[Loris Reggiani]]) *Senza dubbio Wayne è stato il rivale più forte per me. La domenica eravamo pronti alla battaglia, ma la rivalità svaniva dopo aver tagliato il traguardo e potevate vederci seduti a bere una birra e a commentare la gara e a ridere insieme. ([[Kevin Schwantz]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rainey, Wayne}} [[Categoria:Dirigenti sportivi statunitensi]] [[Categoria:Piloti motociclistici statunitensi]] 58yjlu2g6dmu020mw37shgr19veqjlc 1429448 1429447 2026-10-14T01:17:21Z Danyele 19198 fix di stile 1429448 wikitext text/x-wiki [[File:Wayne Rainey 1992 Japanese GP.jpg|thumb|upright=1.2|Wayne Rainey nel 1992]] '''Wayne Rainey''' (1960 – vivente), pilota motociclistico e dirigente sportivo statunitense. ==Citazioni di Wayne Rainey== {{cronologico}} *Quando i migliori hanno una giornata nera, al massimo arrivano secondi.<ref>Da un'intervista a ''motogp.com''; citato in Vittorio Bentivoglio, ''[https://www.formulapassion.it/moto/motogp-wayne-rainey-non-sono-sorpreso-dallexploit-di-rossi MotoGP {{!}} Wayne Rainey: "Non sono sorpreso dall'exploit di Rossi"]'', ''formulapassion.it'', 24 gennaio 2015.</ref> *[[Kevin Schwantz|Schwantz]] è stata la mia motivazione per vincere tutto quello che ho vinto.<ref>Da un'intervista al podcast MotoStarr; citato in Christian Caramia, ''[https://www.motosprint.it/news/english-version/motogp/2021/01/10-3807275/rainey_la_rivalita_con_schwantz_fu_la_mia_motivazione_ Rainey: "La rivalità con Schwantz fu la mia motivazione"]'', ''motosprint.it'', 10 gennaio 2021.</ref> {{Int|''[https://www.gpone.com/it/2019/07/20/motogp/rainey-il-gomito-a-terra-in-500-significava-essere-nella-ghiaia.html MotoGP, Rainey: "Il gomito a terra? In 500 significava essere nella ghiaia"]''|Intervista di Paolo Scalera, ''gpone.com'', 20 luglio 2019.}} *Sai, ci sono tanti che non avrebbero mai ritenuto possibile che io ottenessi il successo che sono riuscito ad ottenere in carriera. [...] Un pilota ha molti desideri, deve iniziare in un'età molto più giovane rispetto a quando iniziai io a correre. La cultura nel mondo è cambiata, le opportunità [...] arrivano per i ragazzi ad un'età molto inferiore. *[...] io credo che questa sia la tecnologia del futuro, anche se non avrei mai pensato che ci arrivassimo. Sai, nessuno credeva che si potesse passare dal due tempi al quattro tempi, mentre adesso la loro tecnologia è semplicemente incredibile. Magari un giorno le [[Motoveicolo elettrico|moto elettriche]] saranno in un certo modo in grado di far sembrare vecchie le nostre moto. *{{NDR|«Lo stile di guida usato dai piloti [...] è molto diverso da quello del passato, tu toccavi l'asfalto con il ginocchio e ora lo fanno con il gomito. Perché è cambiato così tanto?»}} Per la tecnologia, prendiamo le gomme: io toccavo il gomito quando cadevo, voleva dire essere già nella ghiaia. Lo stile di guida è cambiato per i controlli elettronici che hanno le moto, il modo in cui limitano la coppia al massimo grado di piega. Con le 500 2 tempi il massimo angolo di piega era la fase più pericolosa, bastava aprire il gas dell'1% per sentire la ruota posteriore partire, invece adesso accelerano come niente fosse. {{Int|''[https://www.p300.it/intervista-esclusiva-a-wayne-rainey-tra-carriera-motogp-e-usa/ Intervista esclusiva a Wayne Rainey: tra carriera, MotoGP e USA]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 24 gennaio 2021.}} *{{NDR|«Quale pensi che sia stato il miglior Wayne Rainey di sempre?»}} Credo quello del 1993, il mio ultimo anno. Avevo già vinto tre mondiali e tutti in maniera differente. In quell'anno non avevamo sempre il pacchetto migliore e dovetti passare anche attraverso qualche infortunio, ma riuscii a capire appieno di cosa avevo bisogno come pilota e di cosa avevo bisogno per tenermi sempre motivato e per essere il migliore. Ci sono state occasioni, in quegli anni, in cui sono rimasto lontano dai migliori o in cui non disponevo del pacchetto migliore e mi incitavo ad essere competitivo, a volte ad un livello tale che quasi riuscivo a percepire l’adrenalina, la assaporavo. Fu un'esperienza strana. *{{NDR|«Quanto era sentita la sfida tra Yamaha, Honda e Suzuki a quel tempo?»}} Tutte le Case, che vincessero o meno il campionato, erano in una fase continua di sviluppo in vista dell'anno successivo. A volte chi perde il campionato ha un vantaggio per la stagione dopo, perché chi vince ha una sorta di obiettivo sulla propria schiena e tutti lavorano duramente per togliergli il titolo. Vincere tre mondiali di fila significa avere un bersaglio molto grande sulla schiena. Questo ha portato le altre Case a lavorare sempre più duro e i risultati si sono visti. C'era una grande competitività, tutti volevano vincere. [...] La sostanza è che tutti lavoravano molto sodo ma noi siamo stati capaci di vincere costantemente in un'epoca in cui era difficile farlo. *{{NDR|«Quanto sei stato realmente vicino a firmare per Cagiva nel 1993?»}} Ho avuto una trattativa molto seria con Cagiva, ho visitato anche la loro fabbrica e ho avuto modo di osservare il loro lavoro e l'impegno che ci mettevano. Dettai loro le mie condizioni, dando una deadline. Per loro era dura, perché tutto questo implicava un impegno davvero grande, ma non rispettarono la scadenza e così io andai avanti con Roberts e Yamaha. Mi chiamarono il giorno successivo, ma era tardi. Risposi che avevo già firmato l'accordo con Kenny. Sì, arrivammo veramente vicini. ===Citazioni non datate=== *{{NDR|«È riuscito a vincere uno dei suoi 3 titoli con le Dunlop, ai tempi meno performanti delle Michelin. La spiegazione? Semplice»}} Se aspetto che Dunlop mi faccia la gomma anteriore che voglio perdo questo Mondiale e forse anche il prossimo, così cerco di guidare forte lo stesso.<ref>Citato in Paolo Beltramo, ''[https://sport.sky.it/motogp/2020/02/28/superbike-wayne-rainey-era-una-volta-l-americano C'era una volta l'america(no): Wayne Rainey]'', ''sport.sky.it'', 28 febbraio 2020.</ref> *{{NDR|Su [[John Kocinski]]}} Spero per lui che riesca sempre ad andare forte in moto, perché per il resto...<ref>Citato in Paolo Beltramo, ''[https://sport.sky.it/motogp/2020/01/23/motogp-john-kocinski-c-era-una-volta-l-americano-beltramo C'era una volta l'america(no): John Kocinski]'', ''sport.sky.it'', 23 gennaio 2020.</ref> ==Citazioni su Wayne Rainey== *Lo odiavo, non mi piaceva, non volevo stargli vicino {{NDR|ammette ridendo}} e le nostre battaglie sono state molto dure: mi sono appoggiato a lui un paio di volte, ma mi sono allontanato abbastanza dalla mia moto da far sì che fosse il mio corpo contro la sua moto, non il mio manubrio contro le sue leve dei freni. Il più delle volte non riuscivo a fargli chiudere il gas. Anzi forse lo costringevo ad aprirlo. Rainey aveva una guida spettacolare. ([[Kevin Schwantz]]) *Ricordo nel 1984 Wayne Rainey con una Yamaha 250 privata che andava come la mia Kawasaki: io però faticavo a qualificarmi e lui saliva sul podio, faceva cose disumane. ([[Loris Reggiani]]) *Senza dubbio Wayne è stato il rivale più forte per me. La domenica eravamo pronti alla battaglia, ma la rivalità svaniva dopo aver tagliato il traguardo e potevate vederci seduti a bere una birra e a commentare la gara e a ridere insieme. ([[Kevin Schwantz]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rainey, Wayne}} [[Categoria:Dirigenti sportivi statunitensi]] [[Categoria:Piloti motociclistici statunitensi]] 55dtlls96yu0figxi4cg0ufy7la6q5f 1429449 1429448 2026-10-14T01:47:00Z Danyele 19198 /* Citazioni di Wayne Rainey */ +wikilink 1429449 wikitext text/x-wiki [[File:Wayne Rainey 1992 Japanese GP.jpg|thumb|upright=1.2|Wayne Rainey nel 1992]] '''Wayne Rainey''' (1960 – vivente), pilota motociclistico e dirigente sportivo statunitense. ==Citazioni di Wayne Rainey== {{cronologico}} *Quando i migliori hanno una giornata nera, al massimo arrivano secondi.<ref>Da un'intervista a ''motogp.com''; citato in Vittorio Bentivoglio, ''[https://www.formulapassion.it/moto/motogp-wayne-rainey-non-sono-sorpreso-dallexploit-di-rossi MotoGP {{!}} Wayne Rainey: "Non sono sorpreso dall'exploit di Rossi"]'', ''formulapassion.it'', 24 gennaio 2015.</ref> *[[Kevin Schwantz|Schwantz]] è stata la mia motivazione per vincere tutto quello che ho vinto.<ref>Da un'intervista al podcast MotoStarr; citato in Christian Caramia, ''[https://www.motosprint.it/news/english-version/motogp/2021/01/10-3807275/rainey_la_rivalita_con_schwantz_fu_la_mia_motivazione_ Rainey: "La rivalità con Schwantz fu la mia motivazione"]'', ''motosprint.it'', 10 gennaio 2021.</ref> {{Int|''[https://www.gpone.com/it/2019/07/20/motogp/rainey-il-gomito-a-terra-in-500-significava-essere-nella-ghiaia.html MotoGP, Rainey: "Il gomito a terra? In 500 significava essere nella ghiaia"]''|Intervista di Paolo Scalera, ''gpone.com'', 20 luglio 2019.}} *Sai, ci sono tanti che non avrebbero mai ritenuto possibile che io ottenessi il successo che sono riuscito ad ottenere in carriera. [...] Un pilota ha molti desideri, deve iniziare in un'età molto più giovane rispetto a quando iniziai io a correre. La cultura nel mondo è cambiata, le opportunità [...] arrivano per i ragazzi ad un'età molto inferiore. *[...] io credo che questa sia la tecnologia del futuro, anche se non avrei mai pensato che ci arrivassimo. Sai, nessuno credeva che si potesse passare dal due tempi al quattro tempi, mentre adesso la loro tecnologia è semplicemente incredibile. Magari un giorno le [[Motoveicolo elettrico|moto elettriche]] saranno in un certo modo in grado di far sembrare vecchie le nostre moto. *{{NDR|«Lo stile di guida usato dai piloti [...] è molto diverso da quello del passato, tu toccavi l'asfalto con il ginocchio e ora lo fanno con il gomito. Perché è cambiato così tanto?»}} Per la tecnologia, prendiamo le gomme: io toccavo il gomito quando cadevo, voleva dire essere già nella ghiaia. Lo stile di guida è cambiato per i controlli elettronici che hanno le moto, il modo in cui limitano la coppia al massimo grado di piega. Con le [[Classe 500|500 2 tempi]] il massimo angolo di piega era la fase più pericolosa, bastava aprire il gas dell'1% per sentire la ruota posteriore partire, invece adesso accelerano come niente fosse. {{Int|''[https://www.p300.it/intervista-esclusiva-a-wayne-rainey-tra-carriera-motogp-e-usa/ Intervista esclusiva a Wayne Rainey: tra carriera, MotoGP e USA]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 24 gennaio 2021.}} *{{NDR|«Quale pensi che sia stato il miglior Wayne Rainey di sempre?»}} Credo quello del 1993, il mio ultimo anno. Avevo già vinto tre mondiali e tutti in maniera differente. In quell'anno non avevamo sempre il pacchetto migliore e dovetti passare anche attraverso qualche infortunio, ma riuscii a capire appieno di cosa avevo bisogno come pilota e di cosa avevo bisogno per tenermi sempre motivato e per essere il migliore. Ci sono state occasioni, in quegli anni, in cui sono rimasto lontano dai migliori o in cui non disponevo del pacchetto migliore e mi incitavo ad essere competitivo, a volte ad un livello tale che quasi riuscivo a percepire l’adrenalina, la assaporavo. Fu un'esperienza strana. *{{NDR|«Quanto era sentita la sfida tra Yamaha, Honda e Suzuki a quel tempo?»}} Tutte le Case, che vincessero o meno il campionato, erano in una fase continua di sviluppo in vista dell'anno successivo. A volte chi perde il campionato ha un vantaggio per la stagione dopo, perché chi vince ha una sorta di obiettivo sulla propria schiena e tutti lavorano duramente per togliergli il titolo. Vincere tre mondiali di fila significa avere un bersaglio molto grande sulla schiena. Questo ha portato le altre Case a lavorare sempre più duro e i risultati si sono visti. C'era una grande competitività, tutti volevano vincere. [...] La sostanza è che tutti lavoravano molto sodo ma noi siamo stati capaci di vincere costantemente in un'epoca in cui era difficile farlo. *{{NDR|«Quanto sei stato realmente vicino a firmare per Cagiva nel 1993?»}} Ho avuto una trattativa molto seria con Cagiva, ho visitato anche la loro fabbrica e ho avuto modo di osservare il loro lavoro e l'impegno che ci mettevano. Dettai loro le mie condizioni, dando una deadline. Per loro era dura, perché tutto questo implicava un impegno davvero grande, ma non rispettarono la scadenza e così io andai avanti con Roberts e Yamaha. Mi chiamarono il giorno successivo, ma era tardi. Risposi che avevo già firmato l'accordo con Kenny. Sì, arrivammo veramente vicini. ===Citazioni non datate=== *{{NDR|«È riuscito a vincere uno dei suoi 3 titoli con le Dunlop, ai tempi meno performanti delle Michelin. La spiegazione? Semplice»}} Se aspetto che Dunlop mi faccia la gomma anteriore che voglio perdo questo Mondiale e forse anche il prossimo, così cerco di guidare forte lo stesso.<ref>Citato in Paolo Beltramo, ''[https://sport.sky.it/motogp/2020/02/28/superbike-wayne-rainey-era-una-volta-l-americano C'era una volta l'america(no): Wayne Rainey]'', ''sport.sky.it'', 28 febbraio 2020.</ref> *{{NDR|Su [[John Kocinski]]}} Spero per lui che riesca sempre ad andare forte in moto, perché per il resto...<ref>Citato in Paolo Beltramo, ''[https://sport.sky.it/motogp/2020/01/23/motogp-john-kocinski-c-era-una-volta-l-americano-beltramo C'era una volta l'america(no): John Kocinski]'', ''sport.sky.it'', 23 gennaio 2020.</ref> ==Citazioni su Wayne Rainey== *Lo odiavo, non mi piaceva, non volevo stargli vicino {{NDR|ammette ridendo}} e le nostre battaglie sono state molto dure: mi sono appoggiato a lui un paio di volte, ma mi sono allontanato abbastanza dalla mia moto da far sì che fosse il mio corpo contro la sua moto, non il mio manubrio contro le sue leve dei freni. Il più delle volte non riuscivo a fargli chiudere il gas. Anzi forse lo costringevo ad aprirlo. Rainey aveva una guida spettacolare. ([[Kevin Schwantz]]) *Ricordo nel 1984 Wayne Rainey con una Yamaha 250 privata che andava come la mia Kawasaki: io però faticavo a qualificarmi e lui saliva sul podio, faceva cose disumane. ([[Loris Reggiani]]) *Senza dubbio Wayne è stato il rivale più forte per me. La domenica eravamo pronti alla battaglia, ma la rivalità svaniva dopo aver tagliato il traguardo e potevate vederci seduti a bere una birra e a commentare la gara e a ridere insieme. ([[Kevin Schwantz]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rainey, Wayne}} [[Categoria:Dirigenti sportivi statunitensi]] [[Categoria:Piloti motociclistici statunitensi]] 64yup97hqcmtvo61ytwqtixfjok249g Orazio Marucchi 0 216105 1429453 1429391 2026-10-14T06:16:34Z Gaux 18878 /* Manuale di archeologia cristiana */ riferimenti 1429453 wikitext text/x-wiki [[File:Orazio Marucchi.jpg|thumb|Orazio Marucchi (1917)]] '''Orazio Marucchi''' (1852 – 1931), archeologo italiano. ==''Gli obelischi egiziani di Roma''== *L'[[obelisco]] avea una stretta relazione con il [[Culto del Sole|culto del sole]]; giacché si considerava come una forma derivata dalla [[piramide]], la quale esprimeva appunto il fascio dei raggi solari che scendono a riscaldare e ad illuminare la terra. Ed il sole, come è notissimo, era per gli egiziani il simbolo più solenne della divinità, di cui nel grande astro vedevano espressi gli attributi benefici, l'eterna giovinezza e la vittoria sull'elemento malefico delle tenebre. Quindi tanto la piramide che l'obelisco erano due monumenti essenzialmente religiosi ed essenzialmente solari. (p. 3) *[...] gli obelischi si collocavano innanzi ai tempî del dio Rā (il sole) come simboli a lui sacri, ed anche avanti ai sepolcri come un augurio che i raggi solari avvolgessero le mummie là dentro deposte, essendo il viaggio nella barca del sole la sorte riserbata alle anime dei giusti. E così nei papiri funerari del ''Libro dei morti'', ove sopra i primi capitoli è rappresentata la tomba, essa si vede quasi sempre fiancheggiata da due obelischi, ai quali talvolta sono sostituite le piramidi; e questa sostituzione dimostra l'identità del significato simbolico dei due monumenti. E per esprimere più chiaramente il significato solare dell'obelisco, spesso se ne rivestiva la punta di metallo dorato, affinché i raggi luminosi scintillassero dall'alto di quelle moli di granito. (p. 4) *Degli obelischi di Roma alcuni sono primitivi, cioè dell'epoca Faraonica, altri si dicono di imitazione perché lavorati a tempo degli imperatori romani dopo la conquista dell'Egitto. I Cesari trasportarono gli obelischi dei Faraoni dalle sponde del Nilo a quelle del Tevere come spoglie e trofei di vittoria consacrandoli al Sole; ed infatti [[Augusto]] scrisse sui due maggiori da lui trasportati: AEGYPTO • IN • POTESTATEM • POPVLI • ROMANI • REDACTA • SOLI • DONVM • DEDIT. (p. 4) ==''Manuale di archeologia cristiana''== *Lo studio dell'[[Archeologia paleocristiana|archeologia cristiana]] ha avuto origine e si è svolto posteriormente a quello dell'[[archeologia classica]]; giacché nel primo rinascimento degli studi, durante il secolo XV, l'attenzione dei dotti era rivolta esclusivamente alla letteratura ed all'arte classica, e gli umanisti e gli artisti di quel tempo non solo trascuravano, ma disprezzavano come barbari i monumenti dell'antichità cristiana. (Parte prima, cap. II, p. 18) *Un primo impulso agli studi di archeologia cristiana ebbe origine dal desiderio dei dotti cattolici di opporre la testimonianza degli antichi monumenti cristiani alle accuse dei protestanti, i quali sostenevano che la [[Chiesa cattolica|Chiesa romana]] si era allontanata dalla fede e dalla disciplina dei primi secoli. (Parte prima, cap. II, p. 18) *In nessun'epoca le [[catacombe]] furono tanto devastate come nel secolo XVIII. Sotto il Boldetti<ref>Marcantonio Boldetti (1663-1749), filosofo e antiquario italiano, «custode delle reliquie e dei cimiteri».</ref> si tolsero molte iscrizioni per portarle nelle chiese di Roma; se ne vedono ancora a [[Basilica di Santa Maria in Trastevere|Santa Maria in Trastevere]] e in altre chiese; però moltissime sono state distrutte o impiegate come materiali, specialmente per i pavimenti. (Parte prima, cap. II, p. 20) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Orazio Marucchi, ''[https://archive.org/details/gliobelischiegi00marugoog/page/n7/mode/1up Gli obelischi egiziani di Roma]'', Ermanno Loescher, Roma, 1898. *Orazio Marucchi, ''[https://archive.org/details/ManualeDiArcheologiaCristiana/page/n8/mode/1up Manuale di archeologia cristiana]'', Desclée & C. Editori, Roma, 1908<sup>2</sup>. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Marucchi, Orazio}} [[Categoria:Archeologi italiani]] purkcthnqerr8cy0jokneiwdqwawi5n 1429454 1429453 2026-10-14T06:21:22Z Gaux 18878 /* Manuale di archeologia cristiana */ i cristiani confusi con i giudei 1429454 wikitext text/x-wiki [[File:Orazio Marucchi.jpg|thumb|Orazio Marucchi (1917)]] '''Orazio Marucchi''' (1852 – 1931), archeologo italiano. ==''Gli obelischi egiziani di Roma''== *L'[[obelisco]] avea una stretta relazione con il [[Culto del Sole|culto del sole]]; giacché si considerava come una forma derivata dalla [[piramide]], la quale esprimeva appunto il fascio dei raggi solari che scendono a riscaldare e ad illuminare la terra. Ed il sole, come è notissimo, era per gli egiziani il simbolo più solenne della divinità, di cui nel grande astro vedevano espressi gli attributi benefici, l'eterna giovinezza e la vittoria sull'elemento malefico delle tenebre. Quindi tanto la piramide che l'obelisco erano due monumenti essenzialmente religiosi ed essenzialmente solari. (p. 3) *[...] gli obelischi si collocavano innanzi ai tempî del dio Rā (il sole) come simboli a lui sacri, ed anche avanti ai sepolcri come un augurio che i raggi solari avvolgessero le mummie là dentro deposte, essendo il viaggio nella barca del sole la sorte riserbata alle anime dei giusti. E così nei papiri funerari del ''Libro dei morti'', ove sopra i primi capitoli è rappresentata la tomba, essa si vede quasi sempre fiancheggiata da due obelischi, ai quali talvolta sono sostituite le piramidi; e questa sostituzione dimostra l'identità del significato simbolico dei due monumenti. E per esprimere più chiaramente il significato solare dell'obelisco, spesso se ne rivestiva la punta di metallo dorato, affinché i raggi luminosi scintillassero dall'alto di quelle moli di granito. (p. 4) *Degli obelischi di Roma alcuni sono primitivi, cioè dell'epoca Faraonica, altri si dicono di imitazione perché lavorati a tempo degli imperatori romani dopo la conquista dell'Egitto. I Cesari trasportarono gli obelischi dei Faraoni dalle sponde del Nilo a quelle del Tevere come spoglie e trofei di vittoria consacrandoli al Sole; ed infatti [[Augusto]] scrisse sui due maggiori da lui trasportati: AEGYPTO • IN • POTESTATEM • POPVLI • ROMANI • REDACTA • SOLI • DONVM • DEDIT. (p. 4) ==''Manuale di archeologia cristiana''== *Lo studio dell'[[Archeologia paleocristiana|archeologia cristiana]] ha avuto origine e si è svolto posteriormente a quello dell'[[archeologia classica]]; giacché nel primo rinascimento degli studi, durante il secolo XV, l'attenzione dei dotti era rivolta esclusivamente alla letteratura ed all'arte classica, e gli umanisti e gli artisti di quel tempo non solo trascuravano, ma disprezzavano come barbari i monumenti dell'antichità cristiana. (Parte prima, cap. II, p. 18) *Un primo impulso agli studi di archeologia cristiana ebbe origine dal desiderio dei dotti cattolici di opporre la testimonianza degli antichi monumenti cristiani alle accuse dei protestanti, i quali sostenevano che la [[Chiesa cattolica|Chiesa romana]] si era allontanata dalla fede e dalla disciplina dei primi secoli. (Parte prima, cap. II, p. 18) *In nessun'epoca le [[catacombe]] furono tanto devastate come nel secolo XVIII. Sotto il Boldetti<ref>Marcantonio Boldetti (1663-1749), filosofo e antiquario italiano, «custode delle reliquie e dei cimiteri».</ref> si tolsero molte iscrizioni per portarle nelle chiese di Roma; se ne vedono ancora a [[Basilica di Santa Maria in Trastevere|Santa Maria in Trastevere]] e in altre chiese; però moltissime sono state distrutte o impiegate come materiali, specialmente per i pavimenti. (Parte prima, cap. II, p. 20) *I Cristiani, confusi sul principio con i Giudei, approfittarono della libertà di cui questi godevano per l’esercizio del loro culto e vissero, come dice Tertulliano, all’ombra della Sinagoga; ''quasi sub umbraculo insignissimae religionis certe licitae''. (Parte seconda, cap. I, p. 27) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Orazio Marucchi, ''[https://archive.org/details/gliobelischiegi00marugoog/page/n7/mode/1up Gli obelischi egiziani di Roma]'', Ermanno Loescher, Roma, 1898. *Orazio Marucchi, ''[https://archive.org/details/ManualeDiArcheologiaCristiana/page/n8/mode/1up Manuale di archeologia cristiana]'', Desclée & C. Editori, Roma, 1908<sup>2</sup>. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Marucchi, Orazio}} [[Categoria:Archeologi italiani]] snd70g31lo3e1levcnmnyd9t7o58l9b 1429455 1429454 2026-10-14T06:22:20Z Gaux 18878 /* Manuale di archeologia cristiana */ wlink 1429455 wikitext text/x-wiki [[File:Orazio Marucchi.jpg|thumb|Orazio Marucchi (1917)]] '''Orazio Marucchi''' (1852 – 1931), archeologo italiano. ==''Gli obelischi egiziani di Roma''== *L'[[obelisco]] avea una stretta relazione con il [[Culto del Sole|culto del sole]]; giacché si considerava come una forma derivata dalla [[piramide]], la quale esprimeva appunto il fascio dei raggi solari che scendono a riscaldare e ad illuminare la terra. Ed il sole, come è notissimo, era per gli egiziani il simbolo più solenne della divinità, di cui nel grande astro vedevano espressi gli attributi benefici, l'eterna giovinezza e la vittoria sull'elemento malefico delle tenebre. Quindi tanto la piramide che l'obelisco erano due monumenti essenzialmente religiosi ed essenzialmente solari. (p. 3) *[...] gli obelischi si collocavano innanzi ai tempî del dio Rā (il sole) come simboli a lui sacri, ed anche avanti ai sepolcri come un augurio che i raggi solari avvolgessero le mummie là dentro deposte, essendo il viaggio nella barca del sole la sorte riserbata alle anime dei giusti. E così nei papiri funerari del ''Libro dei morti'', ove sopra i primi capitoli è rappresentata la tomba, essa si vede quasi sempre fiancheggiata da due obelischi, ai quali talvolta sono sostituite le piramidi; e questa sostituzione dimostra l'identità del significato simbolico dei due monumenti. E per esprimere più chiaramente il significato solare dell'obelisco, spesso se ne rivestiva la punta di metallo dorato, affinché i raggi luminosi scintillassero dall'alto di quelle moli di granito. (p. 4) *Degli obelischi di Roma alcuni sono primitivi, cioè dell'epoca Faraonica, altri si dicono di imitazione perché lavorati a tempo degli imperatori romani dopo la conquista dell'Egitto. I Cesari trasportarono gli obelischi dei Faraoni dalle sponde del Nilo a quelle del Tevere come spoglie e trofei di vittoria consacrandoli al Sole; ed infatti [[Augusto]] scrisse sui due maggiori da lui trasportati: AEGYPTO • IN • POTESTATEM • POPVLI • ROMANI • REDACTA • SOLI • DONVM • DEDIT. (p. 4) ==''Manuale di archeologia cristiana''== *Lo studio dell'[[Archeologia paleocristiana|archeologia cristiana]] ha avuto origine e si è svolto posteriormente a quello dell'[[archeologia classica]]; giacché nel primo rinascimento degli studi, durante il secolo XV, l'attenzione dei dotti era rivolta esclusivamente alla letteratura ed all'arte classica, e gli umanisti e gli artisti di quel tempo non solo trascuravano, ma disprezzavano come barbari i monumenti dell'antichità cristiana. (Parte prima, cap. II, p. 18) *Un primo impulso agli studi di archeologia cristiana ebbe origine dal desiderio dei dotti cattolici di opporre la testimonianza degli antichi monumenti cristiani alle accuse dei protestanti, i quali sostenevano che la [[Chiesa cattolica|Chiesa romana]] si era allontanata dalla fede e dalla disciplina dei primi secoli. (Parte prima, cap. II, p. 18) *In nessun'epoca le [[catacombe]] furono tanto devastate come nel secolo XVIII. Sotto il Boldetti<ref>Marcantonio Boldetti (1663-1749), filosofo e antiquario italiano, «custode delle reliquie e dei cimiteri».</ref> si tolsero molte iscrizioni per portarle nelle chiese di Roma; se ne vedono ancora a [[Basilica di Santa Maria in Trastevere|Santa Maria in Trastevere]] e in altre chiese; però moltissime sono state distrutte o impiegate come materiali, specialmente per i pavimenti. (Parte prima, cap. II, p. 20) *I [[Cristiano (religione)|Cristiani]], confusi sul principio con i [[Ebraismo|Giudei]], approfittarono della libertà di cui questi godevano per l'esercizio del loro culto e vissero, come dice [[Tertulliano]], all’ombra della Sinagoga; ''quasi sub umbraculo insignissimae religionis certe licitae''. (Parte seconda, cap. I, p. 27) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Orazio Marucchi, ''[https://archive.org/details/gliobelischiegi00marugoog/page/n7/mode/1up Gli obelischi egiziani di Roma]'', Ermanno Loescher, Roma, 1898. *Orazio Marucchi, ''[https://archive.org/details/ManualeDiArcheologiaCristiana/page/n8/mode/1up Manuale di archeologia cristiana]'', Desclée & C. Editori, Roma, 1908<sup>2</sup>. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Marucchi, Orazio}} [[Categoria:Archeologi italiani]] mlmm6j0gsfra71ny4qjqjj172txsgic 1429459 1429455 2026-10-14T06:40:11Z Gaux 18878 /* Manuale di archeologia cristiana */ basilica di Santa Pudenziana 1429459 wikitext text/x-wiki [[File:Orazio Marucchi.jpg|thumb|Orazio Marucchi (1917)]] '''Orazio Marucchi''' (1852 – 1931), archeologo italiano. ==''Gli obelischi egiziani di Roma''== *L'[[obelisco]] avea una stretta relazione con il [[Culto del Sole|culto del sole]]; giacché si considerava come una forma derivata dalla [[piramide]], la quale esprimeva appunto il fascio dei raggi solari che scendono a riscaldare e ad illuminare la terra. Ed il sole, come è notissimo, era per gli egiziani il simbolo più solenne della divinità, di cui nel grande astro vedevano espressi gli attributi benefici, l'eterna giovinezza e la vittoria sull'elemento malefico delle tenebre. Quindi tanto la piramide che l'obelisco erano due monumenti essenzialmente religiosi ed essenzialmente solari. (p. 3) *[...] gli obelischi si collocavano innanzi ai tempî del dio Rā (il sole) come simboli a lui sacri, ed anche avanti ai sepolcri come un augurio che i raggi solari avvolgessero le mummie là dentro deposte, essendo il viaggio nella barca del sole la sorte riserbata alle anime dei giusti. E così nei papiri funerari del ''Libro dei morti'', ove sopra i primi capitoli è rappresentata la tomba, essa si vede quasi sempre fiancheggiata da due obelischi, ai quali talvolta sono sostituite le piramidi; e questa sostituzione dimostra l'identità del significato simbolico dei due monumenti. E per esprimere più chiaramente il significato solare dell'obelisco, spesso se ne rivestiva la punta di metallo dorato, affinché i raggi luminosi scintillassero dall'alto di quelle moli di granito. (p. 4) *Degli obelischi di Roma alcuni sono primitivi, cioè dell'epoca Faraonica, altri si dicono di imitazione perché lavorati a tempo degli imperatori romani dopo la conquista dell'Egitto. I Cesari trasportarono gli obelischi dei Faraoni dalle sponde del Nilo a quelle del Tevere come spoglie e trofei di vittoria consacrandoli al Sole; ed infatti [[Augusto]] scrisse sui due maggiori da lui trasportati: AEGYPTO • IN • POTESTATEM • POPVLI • ROMANI • REDACTA • SOLI • DONVM • DEDIT. (p. 4) ==''Manuale di archeologia cristiana''== *Lo studio dell'[[Archeologia paleocristiana|archeologia cristiana]] ha avuto origine e si è svolto posteriormente a quello dell'[[archeologia classica]]; giacché nel primo rinascimento degli studi, durante il secolo XV, l'attenzione dei dotti era rivolta esclusivamente alla letteratura ed all'arte classica, e gli umanisti e gli artisti di quel tempo non solo trascuravano, ma disprezzavano come barbari i monumenti dell'antichità cristiana. (Parte prima, cap. II, p. 18) *Un primo impulso agli studi di archeologia cristiana ebbe origine dal desiderio dei dotti cattolici di opporre la testimonianza degli antichi monumenti cristiani alle accuse dei protestanti, i quali sostenevano che la [[Chiesa cattolica|Chiesa romana]] si era allontanata dalla fede e dalla disciplina dei primi secoli. (Parte prima, cap. II, p. 18) *In nessun'epoca le [[catacombe]] furono tanto devastate come nel secolo XVIII. Sotto il Boldetti<ref>Marcantonio Boldetti (1663-1749), filosofo e antiquario italiano, «custode delle reliquie e dei cimiteri».</ref> si tolsero molte iscrizioni per portarle nelle chiese di Roma; se ne vedono ancora a [[Basilica di Santa Maria in Trastevere|Santa Maria in Trastevere]] e in altre chiese; però moltissime sono state distrutte o impiegate come materiali, specialmente per i pavimenti. (Parte prima, cap. II, p. 20) *I [[Cristiano (religione)|Cristiani]], confusi sul principio con i [[Ebraismo|Giudei]], approfittarono della libertà di cui questi godevano per l'esercizio del loro culto e vissero, come dice [[Tertulliano]], all'ombra della Sinagoga; ''quasi sub umbraculo insignissimae religionis certe licitae''. (Parte seconda, cap. I, p. 27) *[...] assai antica è la tradizione che san Pietro abbia riunito i Cristiani nella casa Pudente sul Viminale. Nella storia leggendaria che a noi resta di questo titolo, si deve riconoscere un fondo storico. Il nome della [[Basilica di Santa Pudenziana|Chiesa Pudenziana]] o di santa Pudenziana è molto antico, e parecchie scoperte hanno provato che v'erano realmente dei rapporti tra questo titolo e la casa d'Aquila e Prisca, due giudei convertiti, i quali, cacciati da Roma con san Pietro nel 49, vi erano tornati sotto Nerone. (Parte seconda, cap. I, p. 31) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Orazio Marucchi, ''[https://archive.org/details/gliobelischiegi00marugoog/page/n7/mode/1up Gli obelischi egiziani di Roma]'', Ermanno Loescher, Roma, 1898. *Orazio Marucchi, ''[https://archive.org/details/ManualeDiArcheologiaCristiana/page/n8/mode/1up Manuale di archeologia cristiana]'', Desclée & C. 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Quindi tanto la piramide che l'obelisco erano due monumenti essenzialmente religiosi ed essenzialmente solari. (p. 3) *[...] gli obelischi si collocavano innanzi ai tempî del dio Rā (il sole) come simboli a lui sacri, ed anche avanti ai sepolcri come un augurio che i raggi solari avvolgessero le mummie là dentro deposte, essendo il viaggio nella barca del sole la sorte riserbata alle anime dei giusti. E così nei papiri funerari del ''Libro dei morti'', ove sopra i primi capitoli è rappresentata la tomba, essa si vede quasi sempre fiancheggiata da due obelischi, ai quali talvolta sono sostituite le piramidi; e questa sostituzione dimostra l'identità del significato simbolico dei due monumenti. E per esprimere più chiaramente il significato solare dell'obelisco, spesso se ne rivestiva la punta di metallo dorato, affinché i raggi luminosi scintillassero dall'alto di quelle moli di granito. (p. 4) *Degli obelischi di Roma alcuni sono primitivi, cioè dell'epoca Faraonica, altri si dicono di imitazione perché lavorati a tempo degli imperatori romani dopo la conquista dell'Egitto. I Cesari trasportarono gli obelischi dei Faraoni dalle sponde del Nilo a quelle del Tevere come spoglie e trofei di vittoria consacrandoli al Sole; ed infatti [[Augusto]] scrisse sui due maggiori da lui trasportati: AEGYPTO • IN • POTESTATEM • POPVLI • ROMANI • REDACTA • SOLI • DONVM • DEDIT. (p. 4) ==''Manuale di archeologia cristiana''== *Lo studio dell'[[Archeologia paleocristiana|archeologia cristiana]] ha avuto origine e si è svolto posteriormente a quello dell'[[archeologia classica]]; giacché nel primo rinascimento degli studi, durante il secolo XV, l'attenzione dei dotti era rivolta esclusivamente alla letteratura ed all'arte classica, e gli umanisti e gli artisti di quel tempo non solo trascuravano, ma disprezzavano come barbari i monumenti dell'antichità cristiana. (Parte prima, cap. II, p. 18) *Un primo impulso agli studi di archeologia cristiana ebbe origine dal desiderio dei dotti cattolici di opporre la testimonianza degli antichi monumenti cristiani alle accuse dei protestanti, i quali sostenevano che la [[Chiesa cattolica|Chiesa romana]] si era allontanata dalla fede e dalla disciplina dei primi secoli. (Parte prima, cap. II, p. 18) *In nessun'epoca le [[catacombe]] furono tanto devastate come nel secolo XVIII. Sotto il Boldetti<ref>Marcantonio Boldetti (1663-1749), filosofo e antiquario italiano, «custode delle reliquie e dei cimiteri».</ref> si tolsero molte iscrizioni per portarle nelle chiese di Roma; se ne vedono ancora a [[Basilica di Santa Maria in Trastevere|Santa Maria in Trastevere]] e in altre chiese; però moltissime sono state distrutte o impiegate come materiali, specialmente per i pavimenti. (Parte prima, cap. II, p. 20) *I [[Cristiano (religione)|Cristiani]], confusi sul principio con i [[Ebraismo|Giudei]], approfittarono della libertà di cui questi godevano per l'esercizio del loro culto e vissero, come dice [[Tertulliano]], all'ombra della Sinagoga; ''quasi sub umbraculo insignissimae religionis certe licitae''. (Parte seconda, cap. I, p. 27) *[...] assai antica è la tradizione che [[Pietro apostolo|san Pietro]] abbia riunito i Cristiani nella casa Pudente sul Viminale. Nella storia leggendaria che a noi resta di questo titolo, si deve riconoscere un fondo storico. Il nome della [[Basilica di Santa Pudenziana|Chiesa Pudenziana]] o di santa Pudenziana è molto antico, e parecchie scoperte hanno provato che v'erano realmente dei rapporti tra questo titolo e la casa d'Aquila e Prisca, due giudei convertiti, i quali, cacciati da Roma con san Pietro nel 49, vi erano tornati sotto [[Nerone]]. (Parte seconda, cap. I, p. 31) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Orazio Marucchi, ''[https://archive.org/details/gliobelischiegi00marugoog/page/n7/mode/1up Gli obelischi egiziani di Roma]'', Ermanno Loescher, Roma, 1898. *Orazio Marucchi, ''[https://archive.org/details/ManualeDiArcheologiaCristiana/page/n8/mode/1up Manuale di archeologia cristiana]'', Desclée & C. 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Quindi tanto la piramide che l'obelisco erano due monumenti essenzialmente religiosi ed essenzialmente solari. (p. 3) *[...] gli obelischi si collocavano innanzi ai tempî del dio Rā (il sole) come simboli a lui sacri, ed anche avanti ai sepolcri come un augurio che i raggi solari avvolgessero le mummie là dentro deposte, essendo il viaggio nella barca del sole la sorte riserbata alle anime dei giusti. E così nei papiri funerari del ''Libro dei morti'', ove sopra i primi capitoli è rappresentata la tomba, essa si vede quasi sempre fiancheggiata da due obelischi, ai quali talvolta sono sostituite le piramidi; e questa sostituzione dimostra l'identità del significato simbolico dei due monumenti. E per esprimere più chiaramente il significato solare dell'obelisco, spesso se ne rivestiva la punta di metallo dorato, affinché i raggi luminosi scintillassero dall'alto di quelle moli di granito. (p. 4) *Degli obelischi di Roma alcuni sono primitivi, cioè dell'epoca Faraonica, altri si dicono di imitazione perché lavorati a tempo degli imperatori romani dopo la conquista dell'Egitto. I Cesari trasportarono gli obelischi dei Faraoni dalle sponde del Nilo a quelle del Tevere come spoglie e trofei di vittoria consacrandoli al Sole; ed infatti [[Augusto]] scrisse sui due maggiori da lui trasportati: AEGYPTO • IN • POTESTATEM • POPVLI • ROMANI • REDACTA • SOLI • DONVM • DEDIT. (p. 4) ==''Manuale di archeologia cristiana''== *Lo studio dell'[[Archeologia paleocristiana|archeologia cristiana]] ha avuto origine e si è svolto posteriormente a quello dell'[[archeologia classica]]; giacché nel primo rinascimento degli studi, durante il secolo XV, l'attenzione dei dotti era rivolta esclusivamente alla letteratura ed all'arte classica, e gli umanisti e gli artisti di quel tempo non solo trascuravano, ma disprezzavano come barbari i monumenti dell'antichità cristiana. (Parte prima, cap. II, p. 18) *Un primo impulso agli studi di archeologia cristiana ebbe origine dal desiderio dei dotti cattolici di opporre la testimonianza degli antichi monumenti cristiani alle accuse dei protestanti, i quali sostenevano che la [[Chiesa cattolica|Chiesa romana]] si era allontanata dalla fede e dalla disciplina dei primi secoli. (Parte prima, cap. II, p. 18) *In nessun'epoca le [[catacombe]] furono tanto devastate come nel secolo XVIII. Sotto il Boldetti<ref>Marcantonio Boldetti (1663-1749), filosofo e antiquario italiano, «custode delle reliquie e dei cimiteri».</ref> si tolsero molte iscrizioni per portarle nelle chiese di Roma; se ne vedono ancora a [[Basilica di Santa Maria in Trastevere|Santa Maria in Trastevere]] e in altre chiese; però moltissime sono state distrutte o impiegate come materiali, specialmente per i pavimenti. (Parte prima, cap. II, p. 20) *I [[Cristiano (religione)|Cristiani]], confusi sul principio con i [[Ebraismo|Giudei]], approfittarono della libertà di cui questi godevano per l'esercizio del loro culto e vissero, come dice [[Tertulliano]], all'ombra della Sinagoga; ''quasi sub umbraculo insignissimae religionis certe licitae''. (Parte seconda, cap. I, p. 27) *[...] assai antica è la tradizione che [[Pietro apostolo|san Pietro]] abbia riunito i Cristiani nella casa Pudente sul Viminale. Nella storia leggendaria che a noi resta di questo titolo, si deve riconoscere un fondo storico. Il nome della [[Basilica di Santa Pudenziana|Chiesa Pudenziana]] o di santa Pudenziana è molto antico, e parecchie scoperte hanno provato che v'erano realmente dei rapporti tra questo titolo e la casa d'Aquila e Prisca, due giudei convertiti, i quali, cacciati da Roma con san Pietro nel 49, vi erano tornati sotto [[Nerone]]<ref>San Paolo li saluta nella sua ''Epistola ad Romanos'', XVI, 3-5; egli era stato ospitato nella loro casa (''I Cor.'', XVI, 19). {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (Parte seconda, cap. I, p. 31) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Orazio Marucchi, ''[https://archive.org/details/gliobelischiegi00marugoog/page/n7/mode/1up Gli obelischi egiziani di Roma]'', Ermanno Loescher, Roma, 1898. *Orazio Marucchi, ''[https://archive.org/details/ManualeDiArcheologiaCristiana/page/n8/mode/1up Manuale di archeologia cristiana]'', Desclée & C. Editori, Roma, 1908<sup>2</sup>. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Marucchi, Orazio}} [[Categoria:Archeologi italiani]] pu3wq6e7ur1nl4wpyrnrmny4k3pix4j Ferrari GG50 0 218100 1429414 1370104 2026-10-13T16:07:56Z Danyele 19198 fix di stile 1429414 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Ferrari GG50 - Museo Ferrari (17515678863).jpg|thumb|upright=1.2|Ferrari GG50 (2005)]] Citazioni sulla '''Ferrari GG50'''. ===[[Giorgetto Giugiaro]]=== {{cronologico}} *Una Ferrari deve essere sempre riconoscibile come una Ferrari. Dunque questa macchina non cambia i canoni di Maranello. Io ho lavorato molto sul frontale, sulla coda, sulle linee della fiancata, ma in fondo ho preso un po' qua e un po' là, tra le tante suggestioni che fanno parte del mito Ferrari. Forse deluderò chi si aspettava una Ferrari rivoluzionaria. Sono quelli, dico io, che non sanno ascoltare la musica, e confondono Bach con Beethoven. *Ho pensato [...] a una Ferrari da poter usare con la mia famiglia, diversa da quelle della splendida tradizione della Pininfarina. [...] Montezemolo [...] mi ha dato il via libera, proponendomi come base di questo mio esercizio la Scaglietti e consegnandomi un giusto avvertimento: "Si diverta liberamente, ma, mi raccomando, faccia una Ferrari e non una Giugiaro". *Ho pensato a un oggetto che mantenesse lo spirito e l'identità Ferrari, ma che fosse più sportivo, compatto e pratico. Ad esempio, io amo sciare e volevo poter trasportare comodamente un paio di sci all'interno. [...] Ho mantenuto il passo della Scaglietti [...] ma ho ridotto la lunghezza [...]. Davanti ho compiuto interventi minimi, accorciando lo sbalzo [...], ma ho rivisto radicalmente il layout della zona posteriore. In particolare, invece del serbatoio del carburante verticale, ho voluto un contenitore che rimanesse interamente al di sotto del piano di carico. Così quest'ultimo è piatto e, abbattendo gli schienali dei sedili, si ha una capacità di 500 litri. Inoltre, ho scelto di utilizzare un vero e proprio portellone posteriore, incernierato alla fine del tetto. *{{NDR|«Ci sembra una vettura compatta e aggressiva: perde il terzo volume della Scaglietti per una coda chiaramente fastback...»}} Volevo che desse un'impressione di grande dinamicità, pronta a mordere l'asfalto, capace di nascondere i sedili posteriori, tanto da poter essere percepita come una biposto. Ho arrotondato gli spigoli di muso e coda, il fianco è pulito, la linea di cintura si inarca in corrispondenza della ruota posteriore per sottolineare il muscolo del passaruota. *{{NDR|«Qual è l'elemento forte del design della GG5O?»}} La semplicità, di frontale e coda. Il muso si prolunga al centro, la tipica calandra Ferrari è molto bassa, i proiettori anteriori sono verticali, il cofano lungo, integrato con i parafanghi e solcato da una V solo accennata. Le linee scorrono naturali, dietro i doppi fari tondi sono asimmetrici. C'è l'accenno di un minispoiler, la presenza del portellone è quasi impercettibile. E il tetto in vetro fotocromatico crea una superficie continua con il parabrezza. ==Voci correlate== *[[Ferrari]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] 6h6ek07f1ri8zdov2j0wqare4lwmv5s Erika Saraceni 0 222643 1429493 1398980 2026-10-14T11:44:49Z CommonsDelinker 1592 Rimuovo l'immagine "Erika_Saraceni.png", cancellata in Commons da [[commons:User:Gbawden|Gbawden]] perché per [[:c:Commons:Deletion requests/File:Erika Saraceni.png|]]. 1429493 wikitext text/x-wiki '''Erika Giorgia Anoeta Saraceni''' (2006 – vivente), triplista italiana. ==Citazioni di Erika Saraceni== *Ho tre nomi ma non sono nobile! Anoeta non mi chiama nessuno ma piaceva a mamma e papà perché avevano partecipato insieme a un Mondiale a San Sebastian, in uno stadio con quel nome. L'atletica era scritta nelle mie stelle.<ref name="Piccardi"/> *[...] le preoccupazioni che ho sono di non soddisfare me stessa, perché non mi interessa più di tanto di non soddisfare le aspettative degli altri. Le mie misure non le vedo come un ostacolo da superare, in gara penso solo alla pedana, da cui prendo slancio per provare a spiccare il mio miglior salto a ogni singolo tentativo. Il mio focus in gara non è superare il mio personal best ma superare i miei obiettivi che non si fermano alle misure.<ref>Dall'intervista di Ferdinando Savarese, ''[https://www.sportmediaset.mediaset.it/altrisport/atletica/erika-saraceni-continua-a-progredire-nel-triplo-ma-non-vuole-forzare-i-tempi-della-sua-crescita_93639361-202502k.shtml Erika Saraceni continua a progredire nel triplo ma non vuole forzare i tempi della sua crescita]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 18 febbraio 2025.</ref> *Mi piace andare in pedana curata: tengo molto al look. Le unghie lunghe sono una scaramanzia [...]. Lo chignon è obbligato: la coda mi va a prendere la sabbia più indietro, falsando la misura. Mascara e eyeliner sempre, fondotinta mai. E qualche lentiggine finta non guasta.<ref name="Piccardi">Dall'intervista di Gaia Piccardi, ''[https://www.corriere.it/sport/25_agosto_13/erika-saraceni-intervista-e0abe749-94f6-4c37-aba7-71e947ed7xlk.shtml Erika Saraceni: «Più attenzione a Doualla che a me? A 15 anni ha vinto i 100 metri: si merita tutto. Ed è più italiana di tutti noi»]'', ''corriere.it'', 13 agosto 2025.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Saraceni, Erika}} [[Categoria:Triplisti italiani]] 9q90c1vx3m2r3thumv04ylhkiis6gy6 Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1429436 1429316 2026-10-13T19:40:49Z Danyele 19198 +1 1429436 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). 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[...] Lo Stanley nota perciò con ragione che i vapori esalati dai piani acquitrinosi attorno ai monti, riscaldati dal sole tropicale, debbono togliere ogni trasparenza all'atmosfera, anche nei giorni sereni, per modo da rendere invisibile la catena. Talvolta una corrente di vento spazza via i vapori, ed allora compaiono alla vista, come per incantesimo, lontani paesaggi, che in brev'ora svaniscono di nuovo, lasciando lo spettatore dubbioso ed incerto.<br>Colla scoperta di questo importante sistema di monti nevosi, che versano le loro acque nei laghi dove sono talune delle prime scaturigini del [[Nilo]], la ricerca delle sorgenti del gran fiume, che forma da sola così gran parte della storia della esplorazione geografica, poteva dirsi compiuta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 2-3) *Nel 1861, lo [[John Hanning Speke|Speke]] credette di aver ritrovato i [[Monti della Luna]] nella catena vulcanica che si stende fra il lago Kivu e l'Alberto Edoardo, e specialmente nel più alto dei coni vulcanici, lo Nfumbiro. Nessuno di questi è però coperto di neve.<br>Molto migliori argomenti aveva lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] per credere di aver finalmente scoperto nel Ruwenzori i Monti della Luna di [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]]. Il solo Ruwenzori risponde infatti alle descrizioni degli antichi geografi in tutti i loro dati essenziali. Esso forma una vasta catena di monti, coperta di nevi e di ghiacci eterni, che appartiene per tutti i suoi versanti al bacino del Nilo; ed è tale imponente ed inatteso spettacolo, nel paese tropicale dove sorge, che deve aver colpito l'immaginazione dei primi che lo videro, assai più di qualunque altro particolare del paesaggio, imprimendosi nella memoria per modo, da non poter essere cancellato da nessuna vicenda od avventura del viaggio. (([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 4-5) *Buon naturalista, esploratore di prim'ordine e diligente osservatore, lo [[Franz Stuhlmann|Stuhlmann]] pel primo diede una descrizione accurata del succedersi delle varie forme di vegetazione alle differenti altezze, e dimostrò chiaramente che il Ruwenzori non è un singolo monte, ma una vera catena di montagne, distinguendovi quattro gruppi principali [...]. Poté fotografarne due dall'alta valle Butagu. Egli riconobbe anche che la catena non è affatto di natura vulcanica. Solo rimase in dubbio se vi fossero sulle sue pareti dei veri ghiacciai, o non piuttosto solo neve accumulata. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 9-10) *Allo Stuhlmann seguì nella esplorazione del Ruwenzori il naturalista [[George Francis Scott Elliot|G. F. Scott Elliot]], negli anni 1894 e 1895. [...] Lo Scott Elliot, febbricitante per malaria, senza mezzi di trasporto, diede prova di una tenacia ammirevole, ma non poté raccogliere nessun dato sulla regione alta, coperta dalle nevi. La sua osservazione più interessante riguarda segni di antica glaciazione nelle valli Mobuku, Nyamwamba e Butagu, i quali provano che esse erano state un tempo riempite da grandi ghiacciai. Anch'egli esclude assolutamente che i monti siano di origine vulcanica. I risultati più importanti della esplorazione dello Scott Elliot si riferiscono alla botanica. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], p. 10) *[[Mombasa]] è situata su un'isola con un'alta riva madreporica coperta di palmizi, incastrata in un'insenatura della costa, per modo che fra essa e la terra ferma sono due canali o bracci di mare; uno ad oriente dell'isola, angusto e di navigazione difficile, che è il Porto Mombasa, adatto solo a piccole navi di cabotaggio; l'altro ad occidente, capace e comodo, che è il Porto Kilindini, al quale fanno capo le linee postali di navigazione inglesi, francesi, tedesche ed austriache. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 28-29) *Mombasa, come le altre città della costa, è stata fondata verso l'anno 1000, da Arabi e da Persiani, dei quali si ritrovano monete, iscrizioni e frammenti architetturali.<br>L'isola su cui è situata la città si chiama in lingua indigena ''Kisiva mwita'', o «isola di guerra»; nome consono colla sua storia, tutta intessuta di vicende guerresche. Poiché Mombasa, il miglior porto di tutta la costa orientale dell'Africa, prezioso scalo sulla antica via delle Indie, prima del taglio dell'Istmo di Suez, è stato per secoli uno dei possedimenti più ambiti e più accanitamente disputati fra Arabi, Portoghesi e Turchi, che l'ebbero alternativamente in possesso. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 29-30) *Il treno continua a salire pendii graduali, dai quali, quando ci si passa di giorno, si scorgono a Sud i picchi nevosi del Kilimandjaro. Il paese è monotono e fatto deserto dalla [[Mosca tse-tse|mosca tsetse]]; ma un po' più in là, per ragioni sconosciute, il funesto insetto scompare, ed un vero Eden si apre agli occhi del viaggiatore. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 35-36) *[...] [[Nairobi]], cittadina fiorente, grazie al clima salubre ed alla fertilità del suolo. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 36-37) *[...] [[Masai]], nomadi e pastori, grandi allevatori di bestiame, arditi guerrieri, che un tempo hanno ostacolato il progresso di più d'un esploratore. È gente di belle proporzioni, d'aspetto fiero, di lineamenti piuttosto regolari, salvo le orecchie, irriconoscibili, sformate da assurdi e voluminosi ornamenti. Le donne portano anche pesanti e lunghe spirali di rame attorno al collo, alle braccia ed alle gambe. Vestono un mantello di stoffa o di pelli cucite assieme fissato su una spalla a guisa di toga, od attorno al petto, sotto le ascelle. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 37-38) *Mentre si trasbordano le merci sul piroscafo, v'è tempo di fare una breve visita al mercato di [[Kisumu]], dove convengono in gran numero i neri dai villaggi vicini, gruppi di capanne circondati da siepi. Sono indigeni della tribù [[Kavirondo]], che fu già una delle più potenti e più ricche attorno al lago Vittoria. Per la campagna piana giunge la folla di uomini e di donne, recando in capo panieri di erbe intrecciate con grande maestria. I giovani dei due sessi, prima del matrimonio, sono completamente nudi; dopo, portano un cencio di pelle di capra sulle anche, piuttosto simbolo dello stato coniugale, che vestimento. Con tutto ciò sono rinomati per la loro modestia ed il loro buon costume, che contrasta colla dissolutezza delle tribù vicine, malgrado l'apparenza di maggior verecondia conferita a queste dalle vesti. I Kavirondo sono sobrii, di carattere dolce, pacifico e socievole [...]. Pur troppo il costume va rapidamente scomparendo. Qui, come in tutti gli altri luoghi, la civiltà, intollerante d'ogni forma, foggia o tradizione di vita che non sia la propria, va rapidamente introducendo quella uniformità monotona, che tende a fare di tutto il mondo un paese; e non è da sperarsi che Kisumu, situato al termine d'una ferrovia, conservi un pezzo il suo aspetto caratteristico.<br>Sintomi non dubbi del rapido cambiamento sono già visibili oggi giorno. Frammisti agli indigeni nudi, ve ne sono molti mezzo vestiti, od interamente coperti con vestaglie di cotone bianco, o rigato, o stampato a fiorami di colori vivi, sulle quali indossano troppo spesso qualche brutto abito europeo, un panciotto, od una giacchetta, od un vestito a falda, inconsci dell'effetto goffo e ridicolo, a tutto scapito della loro dignità d'uomini. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 38-40) *È l'ora d'imbarcarsi sul «Winifred»: il piroscafo che, col gemello «Sybil», fa servizio regolare fra i porti del [[lago Vittoria]]. Il traffico aumenta così rapidamente, che un terzo vapore venne varato nel 1907, e se ne sta già costruendo un quarto.<br>Port Florence è situato nella piccola baia di Ugowe, all'estremità orientale del golfo Kavirondo, in faccia ed un poco più in alto di Kisumu, che è sull'altro lato della baia. Il golfo, lungo 70 chilometri, largo in qualche punto appena cinque, col suo sbocco nel lago ristretto e quasi chiuso da isole, è riempito d'acque giallastre, opache, quasi stagnanti, e non vi si fa sentire l'influenza di alcuna corrente. È cosparso di isole galleggianti, formate da ammassi di piante acquatiche aggrovigliate, sulle quali germinano e crescono papiri, ninfee ed altre specie vegetali, che albergano numerosi uccelli acquatici.<br>La costa settentrionale del golfo è una pianura piatta; invece, lungo la meridionale, si stende a breve distanza dall'acqua una serie di picchi vulcanici più o meno arrotondati, che si sollevano più oltre in una catena di monti selvaggi, terminati da una cresta irta di denti, dominata da un cono irregolare, alto 1200 metri sul lago.<br>La navigazione sul lago Vittoria non si fa, per ora, che di giorno, e, la sera del 6 Maggio, il «Winifred», che era partito alle due e mezzo pomeridiane da Kisumu, si ancorava presso l'isola Rusinga, allo sbocco del golfo di Kavirondo nel lago, per passarvi la notte. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 41-42) *Il piroscafo fu subito attorniato da numerose [[Piroga|piroghe]] indigene. Queste sono grandi imbarcazioni di forme slanciate, capaci di venti e più rematori, non rozzamente scavate in tronchi d'alberi, ma costrutte regolarmente dalla chiglia in su con asse, tenute assieme da corde di fibra, e calatafate con fibra e gomme resinose. La prora è armata d'una lunga punta aguzza, ricoperta in tempi ordinari della «prora di pace», che ha l'estremità rivolta verticalmente in alto, ed è spesso ornata di penne, corna d'animali, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 42) *Il lago Vittoria è infatti vinto in grandezza solo dal lago Superior, nell'America settentrionale, ed è così vasto, che si può navigare in lungo ed in largo per più di 300 chilometri senza veder terra. Al mare assomiglia anche per le improvvise e pericolose tempeste, che alzano onde alte come quelle dell'Oceano. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 46) *Ma il centro del lago è ancora in gran parte inesplorato, ed argomento d'un gran numero di leggende che corrono il paese. Raccontano di isole abitate da selvaggi cannibali, di navi inghiottite da vortici giganteschi, di mostri che abitano gli abissi inesplorati, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 47) *La [[Tripanosomiasi africana umana|malattia del sonno]] è causata da un parassita, un tripanosoma, scoperto dal Dott. Aldo Castellani nel cervello degli infettati. Questo è introdotto dalla puntura di una mosca tsetse, la ''glossina palpalis'' (Col. D. Bruce).<br>Il morbo talvolta scoppia con una mania acuta; più spesso si svolge lento ed insidioso, con leggero cambiamento nell'aspetto dei colpiti; poi compaiono vertigini, dolori di capo, gonfiore delle glandole linfatiche al collo. Alla fine tremito, sonnolenza, polso rapido, ed una apatia che aumenta fino al torpore (coma). Non si conosce alcun rimedio veramente sicuro. Diversi preparati arsenicali sembrarono efficaci, e con uno di essi, l'Atoxil, si sono avuti recentemente risultati più incoraggianti, ma è ancora incerto se possa dare una vera guarigione permanente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 50-51) *Avvicinandosi all'angolo Nord-Ovest del lago, il piroscafo entra nel canale fra le [[Isole Ssese|isole Sessè]] e la costa. L'arcipelago Sessè, dove sono stati concessi terreni da sfruttare a Società italiane, per la coltivazione del caffè e per la raccolta della gomma elastica, è la gemma del lago Vittoria. Le grandi isole, pittorescamente disposte, sono coperte da una ricchissima vegetazione, che scende fino alle rive a specchiarsi nelle limpide acque. Sembra un paradiso, eppure tutta quella natura ridente alberga una desolazione infinita, gli ultimi resti di un popolo decimato dalla malattia del sonno, che vive fra il pianto dei lutti quotidiani ed il terrore del fato imminente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 51-52) *[[Entebbe]], o Port Alice, fondata da Sir Gerald Portal or sono appena quindici anni, è la capitale politica ed amministrativa del Protettorato d'Uganda [...]. La città è situata su due colli, all'estremità di una penisola compresa fra due bracci del lago. È tutta ad ampie vie fiancheggiate dalle case degli Europei, costruite come si usa nei tropici, con tetti sporgenti su ampi loggiati, ed attorniate da giardini fioriti. Il sito è incantevole, in faccia all'immenso lago pieno di luce, cosparso di isole vaghe e dilettose; ma le reticelle apposte alle finestre, alle loggie ed alle porte, dicono la loro storia di malaria. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 55-56) *Una grande strada, molto bene mantenuta, conduce da Entebbe a Mengo, o [[Kampala]], la capitale indigena del Regno d'Uganda, distante circa 35 chilometri, costruita su un gruppo di colli, ognuno dei quali è sede di una diversa comunità. Così, Mengo è la collina Reale, Nakasero si chiama quella dove alloggiano i funzionari inglesi; sopra altri tre colli, Namirembe, Rubaga, Nsambya, sono gli edifizi e le chiese di tre diverse Missioni, una anglicana e due cattolico-romane, la francese e la inglese, rette ciascuna da un Vescovo [...]. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 57) *Dal sommo delle alture maggiori, il piano appare tutto ondeggiante di dossi arrotondati, fin dove giunge la vista, coperti dall'alta erba gialla; e fra essi spiccano le folte macchie d'alberi color verde scuro.<br>La parola ''erba'' non è veramente molto appropriata per una vegetazione che cresce alta dai tre ai sei metri, così fitta che è quasi impossibile scostarsi dal sentiero, piuttosto denso canneto che prateria. Gli Inglesi la chiamano «''[[erba elefante|elephant grass]]''» ed è invero pascolo proporzionato a simil mandra. In qualche tratto l{{'}}''elephant grass'' cede il posto ad una vegetazione erbacea di dimensioni più modeste, alta al più un metro, che si adorna di innumerevoli fiori. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 67-68) *[...] fra il fogliame dei cespugli più bassi, si trova quasi sempre una di quelle curiose costruzioni coniche che sono i nidi delle [[Termite|termiti]], caratteristica fattezza di tutti i paesaggi dell'Africa centrale; e sembra che si debba ammettere una ragion d'essere in questo aggruppamento. È possibile che le termiti, raccogliendo la terra in un punto, favoriscano lo sviluppo di una vegetazione che principia con una macchia di arbusti e piante rampicanti, la quale a sua volta protegge il primo crescere di qualche albero d'alto fusto, acacia, fico, od euforbia, finché abbia preso radice. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 69) *La carovana è composta in grande maggioranza di [[Baganda]], la vera razza indigena dell'Uganda, che ha però caratteri antropologici vari, così da sembrare il prodotto di un miscuglio di diversi elementi. Hanno alcuni tratti prettamente negroidi, come i capelli crespi, nerissimi, il naso infossato alla radice, schiacciato e largo, le grosse labbra sporgenti e le orecchie ad ansa; ma il prognatismo è poco pronunciato e la fronte è ampia e non sfuggente. Sono generalmente magri, con muscoli poco pronunciati, e l'aspetto non è di gente robusta.<br>Pei costumi, appaiono più progrediti di molte altre popolazioni africane. Non si tingono, non si ungono la pelle, non si deformano col tatuaggio, nè con cicatrici ornamentali, e, salvo i bambini e qualche donna, non si caricano di collane e di braccialetti.<br>Più di un viaggiatore è rimasto stupito del loro complesso ordinamento sociale, vera costituzione feudale, ed in certe leggende e tradizioni loro, nei disegni delle suppellettili domestiche fatte con erbe intrecciate, nella forma di certi strumenti musicali a corda, nei simboli astronomici intagliati su corni d'animali, ed in certi riti di sepoltura, si sono voluti vedere segni di relazioni e di contatti coll'antico Egitto.<br>I Baganda hanno conservato per pura tradizione verbale la storia della loro dinastia. Essa consta di trentasei nomi di re, e deve risalire al XIV od al XV secolo! ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 75-76) *[[Fort Portal]] fu costrutto nel 1891 dal [[Frederick Lugard|Lugard]], quand'ebbe spodestato Kabarega, alleato di Mwanga nella rivolta, ed insediato re al suo posto Kasagama, mettendo fine ad un'êra di terribili persecuzioni e di razzie, che avevano quasi spopolato il paese.<br>È situato in posizione assai salubre, a 1535 metri sul mare, entro una conca contornata ad occidente dalla catena del Ruwenzori, la quale scende con una lunga propaggine verso il lago Alberto e, ad oriente, dalle colline che separano il bacino del lago Alberto Edoardo da quello del lago Alberto. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 90) *A Fort Portal si vedono molti indigeni della razza [[Bahima]]. È una bella gente d'origine etiopica, di statura alta, corpo snello, arti bene proporzionati, di colorito più chiaro dei Baganda, con tratti regolari che rassomigliano a quelli del bianco. Sono tutti pastori, vestono un manto di pelle ed hanno un linguaggio proprio. I tipi puri si vanno facendo più rari per gli incroci colla razza Baganda. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 92) *[...] Fort Portal è situato sulle alture che separano il bacino del lago Alberto da quello dell'Alberto Edoardo. [...] La contrada, sebbene fertilissima, e ricca di acque irrigue, è poco coltivata, salvo nelle vicinanze di Fort Portal; ed è popolata da gente miserevole e di aspetto malaticcio. La via, ora sentiero, ora piuttosto ampia, è in gran parte vera strada di montagna, e sarebbe faticosissima ed anche difficile, se non fosse mantenuta con gran cura. S'incontrano ad ogni passo indigeni, specialmente donne e vecchi, che la raggiustano e la ripuliscono delle erbe. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 96-97) *Frattanto, ad Ovest, continuavano a sfilare le vette del Ruwenzori; a destra del doppio picco nevoso, e, separato da esso per un basso ed ampio colle, era apparso un altro [[Monte Speke|gruppo di vette]] che si prolungava verso Nord in una cresta nevosa orlata da una grossa cornice, sotto cui si stendeva un ghiacciaio.<br>Cosicché, man mano che la carovana era proceduta da Nord verso Sud, nello sfondo delle valli eran sfilate in senso inverso le vette della catena, da mezzogiorno a settentrione. S'erano così visti successivamente due picchi rocciosi, collegati per mezzo d'un ampio ghiacciaio a due vette gemelle, ricoperte di neve, formanti assieme quello che da Kaibo e da Butiti appariva come il gruppo centrale della catena; poi era intervenuta un'ampia depressione, dopo la quale la cresta si risollevava in altre due grandi punte di roccia e ghiaccio, collegate a Nord con una lunga cresta nevosa. Dalla valle Mobuku era visibile solo quest'ultimo gruppo, che era senza alcun dubbio il Duwoni di [[Harry Johnston (esploratore)|Sir Harry Johnston]]. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 102-103) *Si era in attesa dei viveri per i neri, che giunsero solo verso le 7, portati da 80 [[Konjo|Bakonjo]]. Questi sono uomini alti, dall'aspetto robusto, col viso piuttosto prognato, talvolta con un po' di barba, e capelli rasi, o disposti in acconciature bizzarre. La loro pelle conciata dal freddo, dall'acqua e dal sole, è dura e rugosa come cuoio. Sono appena coperti da un cencio pendente dagli inguini, con braccialetti di metallo o di corda alle braccia ed alle gambe, ed un sacchetto di pelliccia appeso al collo per la pipa ed il tabacco. Qualcuno ha sul dorso la spoglia d'un leopardo, od un manto fatto di pelli di coniglio (hyrax) cucite assieme. Non vi sono cristiani fra loro. Nella marcia si appoggiano a lunghi bastoni, servendosene nei tratti difficili con molta abilità. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 118) *I Bakonjo fanno prova di una agilità meravigliosa. Essi saltano da un tronco all'altro, si siedono e si inginocchiano per far passare i carichi sotto i rami più bassi, fanno miracoli d'equilibrio sui tronchi inclinati, camminando così veloci, che a stento si riesce a seguirli. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 124) *Il [[Monte Baker (Uganda)|Kiyanja]] appare come un'alta parete rocciosa, che termina in una punta aguzza. A sinistra di questa, al sommo della parete, v'è un ghiacciaio pianeggiante, dominato da una grossa vetta arrotondata; a destra si stende una cresta frastagliata, sotto la quale scende in basso un altro ghiacciaio, in parte nascosto dall'angolo che forma il lato sinistro della valle, dove essa piega verso Nord. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quinto|cap. V]], p. 132) *Malgrado le pessime condizioni della loro vita, i Bakonjo mostrarono sempre una pazienza ed una docilità ammirevoli. Accadde molto di raro che qualche portatore isolato rifiutasse di continuare la via col carico, sebbene avessero quasi sempre i piedi gonfi e feriti dai sassi. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quinto|cap. V]], p. 147) *Mentre [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] si disponeva a lasciar Bujongolo per esplorare il gruppo centrale della catena, il [[Umberto Cagni di Bu Meliana|Comandante Cagni]] si affrettava su per la valle Mobuku, ed aveva ormai quasi raggiunto i compagni, i quali lo credevano ancora a molti giorni di distanza.<br>Egli era partito da Entebbe, come s'è detto, il 5 Giugno, con 25 portatori, un ''rickshaw'' ed un cavallo. In poco tempo riguadagnò tanto delle sue forze, e si allenò così bene, che poté percorrere due, e fin quattro tappe al giorno. Approfittando della luna piena, partiva prima dell'alba, e protraeva le marcie fin tardi nella giornata, percorrendo 25-27 miglia alla volta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quinto|cap. V]], pp. 148-149) *A Nord del colle si innalza il crestone meridionale del Kiyanja, ampio ed arrotondato, coperto in alto da un ghiacciaio, che spiove a destra ed a sinistra nei due versanti, e che un tempo scendeva in basso fino a rivestire tutto il colle. Ne rimangono i segni nelle roccie levigate e striate. A Sud è il gruppo di creste e di punte rocciose che S. A. R. aveva già osservato dalla vetta del Kiyanja. Vi si scorgono due piccoli ghiacciai che riempiono due colli; fra essi è un terzo intaglio roccioso. Delimitano i colli quattro vette; la più occidentale e più lontana di esse sembra essere la più alta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo sesto|cap. VI]], pp. 153-154) *Avvicinandosi al fondo della valle, si è sorpresi di trovarvi un largo tratto di bosco di [[senecio|seneci]] coi tronchi e rami nudi, anneriti ed in parte carbonizzati da un incendio recente. Fra gli scheletri degli alberi morti sorgono già nuove piante giovani che, col tempo, ricostruiranno il bosco. Non v'è attorno nessun segno che indichi il passaggio dell'uomo, e non è neppure verosimile che gli abitanti delle valli si siano spinti fin quassù, senza alcuna ragione; deve quindi trattarsi di un incendio spontaneo o provocato da un fulmine. Lo spesso mantello di foglie morte, che pendono rovesciate in basso attorno ad ogni ramo dei seneci, sotto il ciuffo terminale di foglie verdi, al quale è in gran parte dovuto l'aspetto bizzarro di queste strane piante, forma un abbondante materiale facile ad accendersi, anche solo pel calore sviluppato nelle fermentazioni, particolarmente attive ed energiche in questi climi.<br>Ad ogni modo il fatto è interessante, perché prova che talvolta vi deve essere una sosta nelle pioggie abbastanza lunga da permettere ai detriti vegetali di asciugarsi, altrimenti, impregnati d'acqua come sono di solito, parrebbe impossibile che potessero diventare una sorgente d'incendio. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo sesto|cap. VI]], pp. 155-156) *La catena del [[Ruwenzori]] ha caratteri oroidrografici molto singolari. Mentre di solito i continenti salgono gradatamente dal mare fino alle propaggini di base dei sistemi di monti, il Ruwenzori sorge nella così detta «[[Rift Albertino|Depressione Albertina]]», una zona circa 300 metri più bassa del livello medio dell'Uganda, entro la quale sono situati i bacini dei laghi Alberto ed Alberto Edoardo, col suo prolungamento settentrionale, il lago Dweru o Ruisamba.<br>Questa depressione non è altro che parte del «Rift» Occidentale. I «rifts» (la parola inglese ''rift'' significa ''fessura''), forse il fenomeno geologico più interessante dell'Africa, sono due immense trincee larghe da 30 a 70 chilometri, quasi parallele, distanti 6° di long. una dall'altra, che tagliano il continente dal lago Nyassa verso Nord. L'orientale segue il 36° meridiano fin oltre il lago Rodolfo, dirigendosi poi al Mar Rosso; l'occidentale corre fra il 29° ed il 30° meridiano, e termina presso Gondokoro, nella valle dell'alto Nilo. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo settimo|cap. VII]], pp. 175-176) *Il Ruwenzori è così quasi interamente circondato dalla Depressione Albertina; e forma, insieme coi tre laghi, un sistema idrografico indipendente, completamente separato dal lago Vittoria.<br>Così avviene che la intiera catena di monti versa tutte le sue acque, ad Est, ad Ovest, a Sud ed a Nord, nello stesso bacino fluviale, alimentando quasi da sola i tre laghi ed il Semliki, che costituiscono assieme le sorgenti occidentali meridionali del Nilo. Ed inoltre, sebbene il Ruwenzori sia senza dubbio il gruppo più importante di monti nevosi dell'intero continente, e situato al centro di esso, ed in direzione del suo asse maggiore, esso non fa parte della grande linea spartiacque. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo settimo|cap. VII]], p. 177) *Lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] aveva inteso chiamare i monti dagli indigeni abitanti a Nord e ad Occidente di essi, coi nomi Ruwenzori, Ukonju, Bugombowa, Avuruka, Avirika, Ruwenzu-ru-ru, Ruwenjura, ecc. Gli sembrò che Ruwenzori fosse il nome più generalmente adoperato in lingua Bantù; e sarebbe da tradurre come «Re delle nuvole», od anche «Fabbricatore di pioggia». ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo settimo|cap. VII]], p. 177) *Dal piede del canalone, in brev'ora, attraversando la selva dei grotteschi seneci frammisti ad arbusti di semprevivi, interrotta in un punto da un breve tratto paludoso coperto di giunchi, arrivarono alle rive del [[lago Bujuku]], (3918 m.), un bellissimo e vasto bacino di acqua placida sulla quale errava qualche anatra. Lo spettacolo delle vette dello Stanley e del Baker sovrastante colle sue pareti orride ed a picco, è senza confronto più grandioso del quadro alpino che si ha nell'alta valle Mobuku. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo decimo|cap. X]], p. 245) ===[[Explicit]]=== Il 28 Agosto la Spedizione Italiana lasciava la terra d'Africa sul «Natal» delle Messaggerie Francesi.<br> Cinque mesi dopo, in una solenne adunanza della Società Geografica Italiana, [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] rendeva conto delle scoperte fatte; ed a pochi giorni di distanza, a Londra, dinanzi alla Reale Società Geografica Inglese, dimostrava realizzato il voto espresso alla stessa Società cinque anni prima da [[Henry Morton Stanley|Sir Henry M. Stanley]]: «che qualche persona devota al suo lavoro, qualche innamorato delle Alpi, prendesse come obbiettivo il Ruwenzori, e vi facesse un lavoro esauriente, esplorandolo da sommo ad imo, per tutte le sue ampie valli e le sue profonde gole».<br> Il grande esploratore, morto da due anni e mezzo, non poté vedere realizzato il suo desiderio. <!--([[s:Il Ruwenzori/Capitolo decimo|cap. X]], 261)--> ==''La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia''== ===[[Incipit]]=== In un capitolo di critica arguta e finissima del moderno [[alpinismo]], col quale [[Albert Frederick Mummery|A. F. Mummery]] chiude il racconto delle proprie imprese, è detto vero alpinista «colui che tenta nuove ascensioni». Così pensano certo tutti quelli che vanno ricercando diligentemente le poche vette delle nostre [[Alpi]] dimenticate, o trascurate dai primi esploratori, e le salgono una dopo l'altra, per modo che, fra breve, non rimarrà picco della superba catena, su cui l'uomo non abbia messo piede. <!--(p. IX)--> ===Citazioni=== *Situato a Nord di una imponente catena, il [[Monte Saint Elias|Sant'Elia]], alto 5500 metri e visibile dal mare a duecento miglia di distanza, aveva già richiamato su di sé l'attenzione dei primi navigatori che or fa un secolo e mezzo scoprivano le coste dell'Alaska. Il monte e la regione vicina erano poi rimasti completamente inesplorati fino a tempi recentissimi. La prima spedizione che tentò di raggiungere la vetta venne organizzata solo nel 1886; ad essa ne seguirono tre altre nel breve spazio di cinque anni. Nessuna era riuscita nell'intento; ma tutte avevano riportato una ricca messe di osservazioni sui caratteri eccezionali di quella regione, nella quale si svolgono fenomeni glaciali con proporzioni così grandiose, come non si trovano in nessun'altra parte del mondo, all'infuori dalle zone polari. Dopo il 1891 la prova non era stata più ritentata. (cap. I, p. 3) *[[San Francisco]] è una città graziosissima, pulita, con vie ampie, piene di luce e d'aria. Le opprimenti costruzioni gigantesche di Chicago e di New York sono qui meno frequenti; essendo un centro agricolo, è molto tranquilla, e manca della febbrile attività degli Stati industriali dell'Est. Le parti alte della città, dove la vista spazia sull'Oceano Pacifico e sulla pittoresca baja, sono occupate da centinaia di ville, per la maggior parte costrutte in legno; il che permette alla fantasia decorativa di sbizzarrirsi senza limiti in arabeschi ed intagli di tutte le forme e dimensioni. (cap. I, p. 10) *Sulla carta del primo viaggio di [[James Cook|Cook]] (1778) s'incontra per la prima volta il nome d'[[Alaska]], dall'aborigine Al-ak-shak, che vuol dire «grande continente». L'aveva scoperta Veit Bering nel 1741, e le sue coste èrano state estesamente esplorate da numerose spedizioni russe e spagnuole, attratte, queste dalla speranza di scoprire il famoso passaggio fra i due oceani, quelle dalla cupidigia di conquista. Rimasta sotto il dominio russo fino al 1867, l'Alaska venne in quell'anno venduta al governo degli Stati Uniti per sette milioni di dollari. Essa ha una superficie quasi cinque volte maggiore di quella dell'Italia (1 376 293 chilometri quadrati), ed un enorme sviluppo di coste (42 000 chilometri). Ad Ovest si estende nell'Oceano con una penisola, che, unita alla catena delle isole Aleutine, separa il mare di Bering dall'Oceano Pacifico, ed a Sud si prolunga in una stretta lingua di terra che orla la Columbia inglese per la lunghezza di 550 chilometri. (cap. II, p. 17) *Primeggia in tutte le foreste dell'arcipelago l'[[Peccio di Sitka|abete di Sitka]] (''Abies sitkensis''), col quale gli indigeni costruiscono le loro case, gli utensili domestici, i canotti, le slitte, adoperandone persino i rami come torcie nelle lunghe notti d'inverno. (cap. II, p. 24) *[...] [[Wrangell (Alaska)|Fort Wrangel]], situato sull'isola omonima, il primo centro importante d'Alaska. S'intende che l'importanza è relativa. Il paese ha poche centinaia di abitanti, in maggioranza indiani Thlinket che hanno le loro case disposte lungo la riva, accanto alle abitazioni migliori, a due piani, dei bianchi. Il paesetto è dominato da una palazzina, sede dell'autorità governativa.<br>Dietro le capanne indiane sono le tombe di qualche ''Schamán'' o stregone, guardate da tronchi alti venti o trenta metri, sormontati da figure simboliche di animali, rozzamente intagliate. Altre colonne simili si ergono dinanzi a qualche casa. Sono i ''Totem'', o colonne ancestrali, veri stemmi famigliari degli indiani. Dinanzi alla casa, sulla piroga e sugli abiti è raffigurato il ''totem'' del ''clan'' o famiglia a cui appartengono; e ne fanno pure ornamenti personali d'avorio o di corno intagliati, talvolta non privi di un certo garbo artistico. (cap. II, pp. 25-26) *La seconda città che tocca il piroscafo è [[Juneau]], fondata nel 1880 da un ''prospector'' (cercatore d'oro) arrivato in questa regione con alcuni compagni, attratti da campioni d'oro che erano stati raccolti nelle vicinanze da indiani. Ultima nata, è diventata rapidamente la città più popolosa d'Alaska (1253 abitanti nel 1890), ed è in via di rapido accrescimento. Le case, al solito, sono costrutte di legno, e le vie coperte da assiti, meno nella parte alta della città, in formazione, dove si vedono ancora sporgere dal suolo fra le case i tronchi degli alberi abbattuti. La città è illuminata a luce elettrica, e vi sono alberghi, bagni pubblici, teatri, tre chiese (russa, cattolica e protestante), un ospedale ed un giornale. Juneau deve la sua prosperità alla vicinanza della miniera d'oro ''Treadwell'', ed è il punto dove si equipaggiano i minatori diretti all'interno, nel bacino dell'Yukon. (cap. II, pp. 29-30) *A destra della catena del Fairweather, e nel fondo della baja, scende il [[Ghiacciaio Muir|ghiacciaio di Muir]], un enorme altipiano che termina bruscamente nel mare con una parete verticale di ghiaccio lunga 1600 metri ed alta 80, coronata da innumerevoli pinnacoli e guglie, colla base frastagliata, scavata di solchi e di caverne dall'onda che vi si infrange contro. Da questa fronte cadono a brevi intervalli masse di ghiaccio nel mare, sollevando sprazzi giganteschi, e formando lunghe onde che si rompono con violenza sulle rive della insenatura. Dietro la fronte, rotta e solcata in tutti i sensi da numerosi crepacci, il ghiacciaio si estende quasi piano fino ad un grande anfiteatro di 50-60 chilometri di diametro, dove riceve nove grandi affluenti e diciassette minori che scendono da vette di disegno non molto interessante. (cap. III, p. 37) *[[Sitka]] è situata sull'isola di Baranoff, in fondo ad una insenatura aperta sull'Oceano, piena di piccole isole e di scogli. La città è costrutta su un delta coperto di praterie, con uno sfondo pittoresco di ripide montagne rocciose; ha 1200 abitanti ed è ora sede del Governatore e della Corte distrettuale d'Alaska. Solo nel 1884 gli Stati Uniti stabilirono un governo regolare nell'Alaska; esso ha sede alternativamente a Sitka ed a Fort Wrangel. Sitka non ha altre risorse che la pesca del salmone e la conciatura di pelli; l'estate fresca e la posizione ridente della città attirano ogni anno un discreto numero di persone che vi passano la buona stagione. In faccia alla città, su una piccola isola che protegge la baja a Nord, sorge il monte Edgecumbe, vulcano spento alto 2450 metri sul mare. (cap. III, pp. 42-43) *Qui il Russell trovava un canotto indiano ed un deposito di viveri portati dal missionario, Rev. Hendricksen. Poté così compiere ancora l'esplorazione della [[Baia Disenchantment|baja Disenchantment]], nella quale nessuno s'era ancora inoltrato. Egli scoprì che essa si addentra profondamente nelle montagne, formando due angoli pronunciati nel piegarsi da Ovest ad Est, e da Nord a Sud. Tre grandi ghiacciai scendono in essa fino al mare, il Dalton, l'Hubbard ed il Nunatak, i quali, al tempo del Malaspina (1792), riempivano completamente il braccio orientale della baja, spingendosi fino all'isola Haenke. Il prolungamento meridionale della baja si estende in una grande vallata che era pure occupata in passato da un ghiacciaio defluente a mezzogiorno, il quale probabilmente dilagava sull'altipiano che sormonta la costa Est della baja di Yakutat, formandovi un grande ghiacciaio pedemontano, simile al Malaspina. (cap. IV, p. 66) *«Bertha», sempre seguìto a rimorchio dalla goletta «Aggie», era partito da Port Mulgrave alle due antimeridiane del 23 giugno.<br>Le difficoltà incontrate nello sbarco da tutti coloro che s'erano avviati alla costa del Pacifico, e la catastrofe che aveva funestato fin dal principio la seconda spedizione del Russell, insieme coll'incertezza intorno alle condizioni del mare e della risacca sulla spiaggia meridionale, avevano indotto [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] a seguire le indicazioni del Russell, che consigliava di approdare sulla costa Ovest della baja di Yakutat, sebbene essa disti dal Sant'Elia parecchi chilometri di più di quella del Pacifico. (cap. V, p. 69) *Le dimensioni di questo altipiano ghiacciato sono così grandi che i numeri non riescono forse a darne una imagine concreta. Esso si stende dalla baja di Yakutat verso Est per oltre 100 chilometri, ed è largo quasi 40; la sua superficie è quindi di oltre 4000 chilometri quadrati. Il Russell ha dimostrato che l'altipiano sul quale posa il ghiacciaio ha avuto un doppio modo di formazione: l'enorme quantità di sedimenti che le acque depositano sotto il ghiacciaio e dinanzi alla sua fronte, ed un lento sollevamento generale di tutta la regione, al quale prende parte anche la costa. L'altipiano si viene in questo modo estendendo di continuo: così è che la baja esistente a Est di Icy Cape un secolo fa, s'è oggi ridotta ad un lieve rientramento della costa.</br>Da parecchi indizii, concluse il Russell che il [[ghiacciaio Malaspina]] si va lentamente ritirando. Lo arguisce dalla immobilità della sua fronte, là dove essa è coperta di vegetazione, e dalla presenza di grandi estensioni di depositi morenici abbandonati dai ghiacci, sui quali è cresciuta fitta la foresta. (cap. V, p. 86) *Attraversato l'altipiano del Malaspina, eravamo giunti proprio ai piedi dei monti, e dovevamo ora inoltrarci fra essi, risalendo il [[ghiacciaio Seward]], che penetra profondamente fra le catene, a guisa d'una grande strada maestra, dividendo il gruppo del Cook da quello del Sant'Elia.<br>Il Seward è il più grande ghiacciaio di tipo alpino che si conosca, ed oltrepassa di molto in ampiezza i ghiacciai giganti della catena d'Imalaja, che si consideravano, fino a poco tempo fa, senza rivali. Esso è lungo più di 60 chilometri, largo da 5 a 10, e scorre maestoso in un letto poco inclinato, interrotto in due o tre punti da salti o bruschi cambiamenti di livello, dove la massa ghiacciata si frange disordinatamente in grandi blocchi irregolari. (cap. VI, p. 101) *Il 15 luglio, attraversammo l'[[Ghiacciaio Agassiz|Agassiz]], risalendo obliquamente verso l'estremità occidentale della cascata del Newton. La superficie del ghiacciaio è molto inuguale, e, nella sua metà sinistra (orientale), le depressioni sono riempite da laghetti e v'è qualche torrentello, sul quale improvvisiamo ponti per la slitta colle piccozze, come s'era fatto sul Malaspina. L'acqua è limpidissima, di color cobalto scuro al centro dei laghi, dove essa è più profonda, delicatamente sfumato alla periferia. Dove le pozze sono coperte da ponti di neve, il colore è riflesso da questa in toni digradanti finissimi. Vi sono ampie crepaccie, seracchi strani che formano voltoni ed acquedotti sull'acqua azzurra, e qua e là veri frammenti architettonici. (cap. VI, pp. 128-129) *Il ghiacciaio scorre in una profonda valle, chiusa in alto dalla ripida parete di ghiaccio che sale al colle fra il Sant'Elia ed il monte Newton, e limitata ai lati da due contrafforti derivanti dal Sant'Elia, che hanno una elevazione media di circa 3000 metri. Il più pittoresco è quello a settentrione: al [[Monte Newton (Yukon)|monte Newton]], tozzo ed appiattito, segue una lunga serie di svelte vette rocciose e di vertiginosi picchi di ghiaccio, che raggiungono altezze di 3500 a 4000 metri, collegati da creste taglienti, variamente incurvate e contorte, che digradano d'ogni lato con tutte le inclinazioni possibili, orlate da grandi cornici nevose. La catena si estende così fino al Bering, conservando sempre la stessa altezza. (cap. VII, pp. 133-134) *All'improvviso, vediamo il Petigax ed il Maquignaz, che camminano alla testa, tirarsi da parte, cedendo il passo al Principe. Il culmine estremo è dinanzi a loro, a pochi passi. S. A. R. si avanza fra essi e mette il piede, primo, sulla vetta del Sant'Elia, mentre noi accorriamo ansanti, trafelati, per unirci al suo grido di trionfo.<br>Urrà per l'Italia e per Savoia! (cap. VIII, p. 164) *La vetta del Sant'Elia è un grande altipiano leggermente inclinato, più lungo che largo, rivolto da Sud-Est a Nord-Ovest. Il punto più elevato è a Nord, e forma un piccolo dosso, largo una trentina di metri quadrati. La temperatura, al sole, era di 12° sotto lo zero; non v'era vento, ma una brezza che bastava a farci sentire acutamente il freddo, malgrado gli spessi abiti da alta montagna. Trovammo un po' di riparo a pochi metri di distanza dalla vetta, senza uscire dalla cupola terminale, e sedemmo per mangiare qualche boccone, cercando di vincere la ripugnanza al cibo causata dalla stanchezza e dal mal di montagna. (cap. VIII, p. 165) *In questa parte del ghiacciaio ritroviamo i caratteri notati all'altro estremo, presso i monti. Innumerevoli torrentelli dalle acque limpide e cristalline corrono veloci nei letti di ghiaccio trasparente, con un continuo mormorìo, e terminano precipitando in una crepaccia, o nei così detti ''[[Mulino glaciale|mulini glaciali]]'': pozzi profondissimi, colle pareti di un bellissimo colore azzurro cangiante, usurate e scavate di cavità e di solchi dall'acqua che vi batte contro con violenza, inabissandosi in cavità invisibili, dalle quali sale lo scroscio sonoro delle cascate. Qua e là s'incontra una galleria abbandonata dalle acque, che s'affonda obliquamente nel ghiacciaio; e taluna è così grande che v'entrerebbe un uomo. (cap. IX, pp. 180-181) *Passammo il pomeriggio piovoso nel porto, attorniati dai canotti pieni di indiani curiosi, e la mattina del 13 agosto uscimmo a vele spiegate dalla baja dove eravamo entrati cinquantatré giorni prima.<br>Il tempo era un incanto, e le superbe catene rifulgevano in una profusione di luce e di sole. (cap. IX, p. 185) *Gradatamente l'erba si va facendo più fitta e più verde, il bestiame più abbondante. Il deserto è finito; presto si è attorniati da immense distese coltivate a grano, e finalmente si arriva a [[Winnipeg]], che è il centro commerciale di tutta questa grande zona.<br>A Est di Winnipeg si entra nella regione dei laghi, tutta coperta di un basso bosco di conifere e di betulle, esili piantine con un rado fogliame, che crescono sul sottile strato di terreno dal quale traspaiono da per tutto i dossi lisci, arrotondati della roccia. Tra le piante, nei seni della roccia, in tutti i bacini naturali del terreno ondulato, sono disseminati innumerevoli laghetti. Tutto questo suolo porta ancora le impronte caratteristiche lasciatevi dal grande ghiacciaio continentale che copriva il Canadà all'epoca glaciale. (cap. X, p. 192) *A [[Fort William (Ontario)|Fort William]] si tocca la riva settentrionale del lago Superior, che si costeggia poi per lungo tratto. La distesa d'acqua è così grande che non s'arriva a vedere la riva opposta; le sponde sono basse, sempre coperte di bosco nano, e l'assieme non ha nulla di pittoresco. (cap. X, p. 192) ===[[Explicit]]=== La nostra carovana si sciolse a Londra, la mattina dell'11 settembre, dopo quattro mesi di vita comune, resa più intima dalle lotte combattute, dagli ostacoli vinti, dai disagi sopportati e dalla soddisfazione della meta raggiunta insieme.<br> Non dico, per timore di sciuparla colle parole, dell'emozione che provammo separandoci dal nostro Duce, né dei sentimenti di gratitudine e di ammirazione che alimentano nei nostri animi il ricordo di S. A. R. il Duca degli Abruzzi. ==Bibliografia== *Filippo De Filippi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7872886 La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia (Alaska) 1897]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1900. *Filippo De Filippi, ''Relazione'', in [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]], ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori: viaggio di esplorazione e prime ascensioni delle più alte vette nella catena nevosa situata fra i più grandi laghi equatoriali dell'Africa centrale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Filippi, Filippo}} [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Viaggiatori italiani]] mosqec3di9de620vvoh6kopnsec51dd Attacco di Hamas a Israele del 2023 0 227229 1429411 1429398 2026-10-13T15:42:23Z Danyele 19198 fix di stile 1429411 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Hamas gunmen storming kibbutz in southern Israel.jpg|thumb|upright=1.2|Irruzione di un combattente di Hamas in un kibbutz ripresa da una telecamera di sicurezza, 7 ottobre 2023]] Citazioni sull{{'}}'''attacco di Hamas a Israele del 2023'''. ==Citazioni== *Dire che nessun problema deve essere risolto principalmente con mezzi militari significa iniziare con la condanna di ciò che Hamas ha fatto il 7 ottobre in Israele. Quelle atrocità non possono essere giustificate da nulla, e comprendiamo che Israele debba difendersi da una simile violenza. ([[Petr Pavel]]) *Gli attacchi di Hamas non sono avvenuti nel vuoto. Il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione. ([[António Guterres]]) *Hamas ha commesso un atto orribile, ucciso 1200 innocenti e preso centinaia di ostaggi. Israele, aveva il diritto di difendersi. Ma quel che ha fatto, è stato scatenare una guerra totale contro uomini, donne e bambini di Gaza, violando il diritto internazionale. Oggi sempre più americani chiedono al governo di non spendere altri soldi per uccidere palestinesi. E io mi sto impegnando in tal senso. ([[Bernie Sanders]]) *Hamas ha commesso un crimine di guerra contro civili innocenti che non possiamo accettare; bisogna ora considerare il contesto, non per giustificare l’ingiustificabile, ma per capire e per far sì che quello che è accaduto non si ripeta. ([[Ofer Cassif]]) *Ho studiato la versione di Hamas riguardo all'attacco del 7 ottobre e alla guerra. Spiegare il comportamento di Hamas non significa giustificarlo. Uccidere civili è sbagliato, punto. Ma come sempre, il contesto è fondamentale. I palestinesi vivono sotto occupazione. Hanno il diritto di resistere, anche con la resistenza armata. I combattenti di Hamas hanno ricevuto istruzioni esplicite per l'attacco e c'erano obiettivi militari specifici. Inizialmente Hamas ha colpito basi militari e ucciso soldati, poliziotti e forze di sicurezza. Questo non è un crimine di guerra. In seguito la situazione è sfuggita di mano. ([[Avi Shlaim]]) *Il prezzo politico degli errori dell'apparato di sicurezza sarà enorme e lo pagheranno i vertici militari. Tuttavia, [[Benjamin Netanyahu]] e i suoi alleati di estrema destra non potranno sfuggire al disastro provocato dalle loro scelte ideologiche: sono stati loro a dividere Israele e a far salire alle stelle la tensione nei territori palestinesi. La loro leadership ha fallito. La stagione delle responsabilità si aprirà quando cesseranno i combattimenti. ([[Pierre Haski]]) *In Israele lo shock è enorme. Alcuni commentatori ritengono che si tratti del più grave trauma dall'indipendenza dello stato nel 1948. In nessun momento della storia soldati di paesi arabi hanno messo piede nel territorio israeliano su scala paragonabile a quanto successo il 7 ottobre. ([[Pierre Haski]]) *Israele ha diritto a difendersi come ovvio così come l'attacco terroristico di Hamas non ha nessuna giustificazione, è stato un attacco terroristico bestiale. Dopo quell'attacco bisognava capire come uscire da quella situazione. E invece America, Europa, Nato arrivano sempre in ritardo, sono arrivati in ritardo in Ucraina, dove da otto anni era in corso una guerra civile, sono arrivati tardi in Medio Oriente. ([[Vincenzo De Luca]]) *Molte delle persone uccise il 7 ottobre in Israele appartenevano a quello che qui chiamiamo “il campo della pace”. Gente che per una vita ha sostenuto il dialogo. Cosa hanno avuto in cambio? Questo non si può dimenticare. Come non si può dimenticare che Hamas ha fortificato Gaza incurante di essere in un’area densamente popolata. Il nostro esercito combatte in un terreno urbano che ha pochi precedenti nella Storia militare. ([[Yair Golan]]) *Molti nel mondo forse non ricordano il 7 ottobre come lo ricordiamo noi. Quel giorno Hamas ha perpetrato il peggior attacco contro gli ebrei dall'Olocausto: circa 1.200 civili uccisi, oltre 40 americani e cittadini di decine di Paesi. Con crudeltà inaudita hanno decapitato, violentato e bruciato vivi bambini. Più di 250 persone furono prese in ostaggio — tra loro sopravvissuti all'Olocausto, nonne, bambini. Finora abbiamo riportato a casa 207 ostaggi, ma 48 rimangono ancora nelle segrete di Gaza; tra questi, 20 sono vivi, affamati e torturati. ([[Benjamin Netanyahu]]) *Per comprendere questo evento, dobbiamo guardare a ciò che è accaduto in Israele negli ultimi quattro anni circa, una sorta di processo di autodistruzione. In un arco di tempo molto breve, siamo passati attraverso numerose elezioni e la formazione dell’attuale governo. Per la prima volta nella storia di Israele, gli elementi più estremi della società israeliana hanno fatto parte di un governo. Per la prima volta nella storia di Israele, un uomo sotto processo è stato eletto Primo Ministro. Questo non era mai accaduto prima e, in un certo senso, è ciò che sta alla base del terribile attacco del 7 ottobre. ([[Yair Golan]]) *Purtroppo, Hamas ha ripetutamente respinto offerte ragionevoli per fare la pace. Non possiamo dimenticare il 7 ottobre. Ora, come per incoraggiare il conflitto continuo, alcuni di questo corpo stanno cercando di riconoscere unilateralmente uno stato palestinese. Le ricompense sarebbero troppo grandi per i terroristi di Hamas per le loro atrocità. Invece di cedere alle richieste di riscatto di Hamas, coloro che vogliono la pace dovrebbero essere uniti con un unico messaggio: “Rilasciate gli ostaggi ora”. ([[Donald Trump]]) *Riconosco il dolore degli israeliani che hanno perso i loro cari negli efferati attacchi di Hamas del 7 ottobre, che hanno provocato la morte di 1.200 persone, e la sofferenza delle famiglie dei circa 50 ostaggi tuttora prigionieri, 20 dei quali ritenuti ancora in vita. La nostra Commissione ha documentato i crimini perpetrati da Hamas. In ogni caso, nessun crimine, per quanto grave, giustifica il genocidio. Rispondere a un'efferatezza con un'efferatezza significa abdicare ai valori garantiti dal diritto internazionale fin dalla sua creazione. ([[Navanethem Pillay]]) ===[[Joe Biden]]=== *È stato un atto di pura malvagità. Più di 1.000 civili massacrati – non solo uccisi, massacrati – in Israele. Tra questi, almeno 14 cittadini americani uccisi. Genitori massacrati mentre usavano i loro corpi per cercare di proteggere i propri figli. Rapporti che fanno rivoltare lo stomaco su bambini uccisi. Intere famiglie uccise. Giovani massacrati mentre partecipavano a un festival musicale per celebrare la pace. Donne stuprate, aggredite e fatte sfilare come trofei. *Ieri, quando ero in Israele, ho detto che quando l'America ha vissuto l'inferno dell'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11 settembre]], anche noi ci siamo sentiti infuriati. Pur avendo cercato e ottenuto giustizia, abbiamo commesso degli errori. Ho quindi ammonito il governo di Israele a non farsi accecare dalla rabbia. *La brutalità di Hamas, questa sete di sangue, ci ricorda il peggio: la peggiore furia dell'[[ISIS|Isis]]. ===[[Maša Gessen]]=== {{cronologico}} *Netanyahu ha paragonato gli omicidi di Hamas al festival musicale all'"Olocausto dei proiettili". Questo paragone, ripreso e fatto circolare dai leader mondiali, compreso il presidente Biden, serve a rafforzare le ragioni di Israele per infliggere una punizione collettiva ai residenti di Gaza. Allo stesso modo, quando Putin dice "nazista" o "fascista", intende dire che il governo ucraino è così pericoloso che la Russia è giustificata a bombardare a tappeto, assediare le città ucraine e uccidere i civili ucraini. Ci sono differenze significative, naturalmente: la Russia sostiene che l'Ucraina l'ha attaccata per prima e dipinge il governo ucraino come fascista, ma Hamas è una potenza tirannica che ha attaccato Israele e commesso atrocità che non possiamo ancora comprendere appieno. Ma queste differenze hanno importanza quando si tratta di uccidere dei bambini? *Così come gran parte della pretesa di impunità di Israele risiede nello status di vittima perpetua degli ebrei, molti critici del Paese hanno cercato di giustificare l'atto terroristico di Hamas come una risposta prevedibile all'oppressione di Israele sui palestinesi. Al contrario, agli occhi dei sostenitori di Israele, i palestinesi di Gaza non possono essere vittime perché Hamas ha attaccato Israele per primo. La lotta su una legittima rivendicazione di vittimismo si protrae all'infinito. *Nei due mesi successivi all'attacco di Hamas contro Israele, tutti i gazawi hanno sofferto per l'assalto appena interrotto delle forze israeliane. Migliaia di persone sono morte. In media, a Gaza viene ucciso un bambino ogni dieci minuti. Le bombe israeliane hanno colpito ospedali, reparti di maternità e ambulanze. Otto gazawi su dieci sono ormai senza casa, si spostano da un luogo all'altro, senza mai riuscire a mettersi in salvo. ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Genocidio nella Striscia di Gaza]] *[[Guerra Israele-Hamas]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante gli|preposizione=sugli}} [[Categoria:Attentati terroristici]] [[Categoria:Eventi degli anni 2020]] [[Categoria:Palestina]] [[Categoria:Storia di Israele]] 1dvbdtudmwfzaukhpkxepz32kasydh6 Duello al Rio d'argento 0 227233 1429458 1429366 2026-10-14T06:32:45Z Spinoziano 2297 1429458 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Duello al Rio d'argento |genere = western |regista = [[Don Siegel]] |soggetto = [[Gerald Drayson Adams]] |sceneggiatore = Gerald Drayson Adams, [[Joseph Hoffman]] |attori = *[[Audie Murphy]]: Luke Cromwell (''Silver Kid'') *[[Faith Domergue]]: Opal Lacy (''Occhi bruni'') *[[Stephen McNally]]: sceriffo Tyrone (''Lampo'') *[[Susan Cabot]]: Jane Fargo (''Zanzara'') *[[Gerald Mohr]]: Rod Lacy *[[Eugene Iglesias]]: Johnny Sombrero *[[James Anderson (attore)|Kyle James]]: ''Rat Face'' (''Carogna'') Blake *[[Walter Sande]]: Pete Fargo *[[Lee Marvin]]: ''Tinhorn'' (''Tincone'') Burgess *[[George Eldredge]]: Jim Ryan *[[Harry Harvey]]: signor Cromwell *[[Frank Wilcox]]: dottor Clayton *[[Steve Darrell]]: sceriffo Barton |doppiatori italiani = *[[Pino Locchi]]: Luke Cromwell (''Silver Kid'') *[[Tina Lattanzi]]: Opal Lacy (''Occhi bruni'') *[[Giorgio Capecchi]]: sceriffo Tyrone (''Lampo'') *[[Renata Marini]]: Jane Fargo (''Zanzara'') *[[Emilio Cigoli]]: Rod Lacy *[[Stefano Sibaldi]]: Johnny Sombrero *[[Bruno Persa]]: ''Rat Face'' (''Carogna'') Blake *[[Mario Besesti]]: Pete Fargo *[[Lauro Gazzolo]]: ''Tinhorn'' (''Tincone'') Burgess *[[Cesare Fantoni]]: Jim Ryan *[[Olinto Cristina]]: signor Cromwell *[[Manlio Busoni]]: dottor Clayton *[[Cesare Polacco]]: sceriffo Barton }} '''''Duello al Rio d'argento''''', film statunitense del 1952 con [[Audie Murphy]], regia di [[Don Siegel]]. ==Dialoghi== *'''Lampo''': Avrete una ragione per non voler bene agli [[sceriffo|sceriffi]].<br>'''Blake''': Campano poco e non sono socievoli.<br>'''Lampo''': Be', avrete incontrato degli sceriffi ammalati.<br>'''Blake''': Non lo credo affatto. ==Citazioni su ''Duello al Rio d'argento''== *Uno dei 4 western di [[Don Siegel|Siegel]], basato su una storia di poco conto in cui il regista non credeva e che non poté modificare. Prologo ed epilogo appiccicati in fretta per allungare il brodo. (''[[il Morandini]]'') *Western di impianto classico, raccontato con precisione meccanica ma incapace di allargarsi su una visione morale o sociale delle cose. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film western]] sxkjo79c7lji1bi0gx6wjwjzyuqknam Discussioni utente:L0rd W0rd 3 227239 1429406 2026-10-13T13:00:03Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429406 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 15:00, 13 ott 2026 (CEST)}} e6p9uftdx4rzl5iuvbsm9f13mdihcgx Discussioni utente:Iacopovettori 3 227240 1429408 2026-10-13T14:55:32Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429408 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:55, 13 ott 2026 (CEST)}} 450aunz7fcr398mjwcbrs8gm7g08mzz Discussioni utente:~2026-50809-01 3 227241 1429409 2026-10-13T15:05:05Z Udiki 86035 /* Convenzioni */ nuova sezione 1429409 wikitext text/x-wiki == Convenzioni == Nei dialoghi la Ndr va messa dopo il nome del personaggio e prima dei due punti, non dopo. Inoltre, siccome non si tratta di scrivere un copione, va messa solo quando strettamente necessario, quindi cose come "incredulo" ecc. sono inutili se dal contesto si capisce abbastanza. Infine, è preferibile loggarsi quando si dispone di un [[Speciale:Contributi/CoB|account]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:05, 13 ott 2026 (CEST) 60nqxegdo2ugwswhg79ngldk5utmc7s Discussioni utente:Lorenzo Grasso87 3 227242 1429412 2026-10-13T15:45:22Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429412 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:45, 13 ott 2026 (CEST)}} rj1q5vl7nmbjgdqzs4ywwhvcriq4x08 Discussioni utente:LorenzMan 3 227243 1429413 2026-10-13T15:50:20Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429413 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:50, 13 ott 2026 (CEST)}} 94cpmzkpuu7awe2kxdgl6a81qdle5lj 1429416 1429413 2026-10-13T16:25:14Z ~2026-55014-07 108672 /* */ Risposta 1429416 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:50, 13 ott 2026 (CEST)}} :Grazie! Il mio problema più grande è barcamenarsi tra le policy e i template, ma ce la faremo. :Un saluto. L. [[Speciale:Contributi/~2026-55014-07|~2026-55014-07]] ([[Discussioni utente:~2026-55014-07|discussione]]) 18:25, 13 ott 2026 (CEST) mynwrnl0jsbmebrkcwr9m23a0aj8jed Sportwashing 0 227244 1429420 2026-10-13T17:38:48Z Danyele 19198 Danyele ha spostato la pagina [[Sportwashing]] a [[Sportswashing]]: Allineamento a Wikipedia: typo 1429420 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Sportswashing]] cu5b1p2hl2h78j6tzo1iywm1yhzd4vd Discussioni utente:El passs 3 227245 1429435 2026-10-13T19:40:26Z Ontzak 61585 Ontzak ha spostato la pagina [[Discussioni utente:El passs]] a [[Discussioni utente:Paskovich666]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/El passs|El passs]]" a "[[Special:CentralAuth/Paskovich666|Paskovich666]]" 1429435 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:Paskovich666]] gmnfg1fos0oo061juyad1wh7sw0d2o2 Laverda 750 SFC 0 227246 1429440 2026-10-13T23:20:38Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{Voce tematica}} [[File:1972 Laverda 750 SFC 1st series noBG.jpg|thumb|Laverda 750 SFC (1972)]] Citazioni sulla '''Laverda 750 SFC'''. *La 750 Laverda [...] l'ho sempre amata, ma vibrava talmente tanto che, quando la scaldavi sul cavalletto centrale, ad ogni sgasata si spostava sul pavimento. ([[Nico Cereghini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Motoveicoli]]" 1429440 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:1972 Laverda 750 SFC 1st series noBG.jpg|thumb|Laverda 750 SFC (1972)]] Citazioni sulla '''Laverda 750 SFC'''. *La 750 Laverda [...] l'ho sempre amata, ma vibrava talmente tanto che, quando la scaldavi sul cavalletto centrale, ad ogni sgasata si spostava sul pavimento. ([[Nico Cereghini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Motoveicoli]] gzx3xswj6d9d4srk1oe2a4ngoolzjdg Jan Thiel 0 227247 1429441 2026-10-13T23:25:34Z Danyele 19198 Creata pagina con "'''Jan Thiel''' (1940 – 2026), progettista olandese. ==Citazioni su Jan Thiel== *Già negli anni Sessanta, dopo aver tentato di correre in moto senza poter dimostrare le sue qualità, si era dedicato alla progettazione e alla elaborazione dei motori, naturalmente due tempi. Non era laureato, eppure la sua competenza e le sue intuizioni hanno animato i reparti corse di mezza Europa. [...] Jan Thiel era una specie di asceta della moto, era capace di trafficare su motori..." 1429441 wikitext text/x-wiki '''Jan Thiel''' (1940 – 2026), progettista olandese. ==Citazioni su Jan Thiel== *Già negli anni Sessanta, dopo aver tentato di correre in moto senza poter dimostrare le sue qualità, si era dedicato alla progettazione e alla elaborazione dei motori, naturalmente due tempi. Non era laureato, eppure la sua competenza e le sue intuizioni hanno animato i reparti corse di mezza Europa. [...] Jan Thiel era una specie di asceta della moto, era capace di trafficare su motori e utensili per intere giornate senza bere né mangiare. Quasi sempre a torso nudo. Di poche parole, molto intelligente e pronto, possedeva una sottile ironia. ([[Nico Cereghini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Thiel, Jan}} [[Categoria:Olandesi]] tvl9iji1qfytrlitnz9zs2y8mwbgp25 Carlo Guzzi 0 227248 1429442 2026-10-13T23:36:58Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:Carlo guzzi.jpg|thumb|Carlo Guzzi]] '''Carlo Guzzi''' (1889 – 1964), progettista e imprenditore italiano. ==Citazioni su Carlo Guzzi== *Carlo Guzzi, classe 1889 e milanese di origine, è stato il cofondatore della [[Moto Guzzi]] insieme alla famiglia genovese Parodi. Con la sua guida tecnica la casa di Mandello conobbe un'inarrestabile espansione [...]. Della leggenda dell'aquila Carlo Guzzi fu un grande protagonista: un innovatore che sviluppò moto di ogni ti..." 1429442 wikitext text/x-wiki [[File:Carlo guzzi.jpg|thumb|Carlo Guzzi]] '''Carlo Guzzi''' (1889 – 1964), progettista e imprenditore italiano. ==Citazioni su Carlo Guzzi== *Carlo Guzzi, classe 1889 e milanese di origine, è stato il cofondatore della [[Moto Guzzi]] insieme alla famiglia genovese Parodi. Con la sua guida tecnica la casa di Mandello conobbe un'inarrestabile espansione [...]. Della leggenda dell'aquila Carlo Guzzi fu un grande protagonista: un innovatore che sviluppò moto di ogni tipo, intuì con gli ingegneri soluzioni inedite, per primo volle una galleria del vento dentro la fabbrica per lo studio aerodinamico delle motociclette da corsa che hanno raggiunto traguardi e successi incredibili. Era una persona vivace e molto amata. ([[Nico Cereghini]]) ==Voci correlate== *[[Moto Guzzi]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Guzzi, Carlo}} [[Categoria:Imprenditori italiani]] h90ahb9yy8ujaw46s6x1jg8e2hhfjx0 Basilica di Santa Pudenziana 0 227249 1429463 2026-10-14T06:51:22Z Gaux 18878 Basilica di Santa Pudenziana 1429463 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sulla '''basilica di Santa Pudenziana''' di Roma. *Assai antica è la tradizione che [[Pietro apostolo|san Pietro]] abbia riunito i Cristiani nella casa Pudente sul Viminale. Nella storia leggendaria che a noi resta di questo titolo, si deve riconoscere un fondo storico. Il nome della Chiesa Pudenziana o di santa Pudenziana è molto antico, e parecchie scoperte hanno provato che v'erano realmente dei rapporti tra questo titolo e la casa d'Aquila e Prisca, due giudei convertiti, i quali, cacciati da Roma con san Pietro nel 49, vi erano tornati sotto [[Nerone]]<ref>San Paolo li saluta nella sua ''Epistola ad Romanos'', XVI, 3-5; egli era stato ospitato nella loro casa (''I Cor.'', XVI, 19). {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Orazio Marucchi]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Chiese di Roma]] n2s8knzf417lk75w7p57mn45hok4f5y 1429466 1429463 2026-10-14T06:56:57Z Gaux 18878 immagine 1429466 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Santa Pudenziana (Rome).jpg|thumb|Basilica di Santa Pudenziana, rione Monti, Roma]] Citazioni sulla '''basilica di Santa Pudenziana''' di Roma. *Assai antica è la tradizione che [[Pietro apostolo|san Pietro]] abbia riunito i Cristiani nella casa Pudente sul Viminale. Nella storia leggendaria che a noi resta di questo titolo, si deve riconoscere un fondo storico. Il nome della Chiesa Pudenziana o di santa Pudenziana è molto antico, e parecchie scoperte hanno provato che v'erano realmente dei rapporti tra questo titolo e la casa d'Aquila e Prisca, due giudei convertiti, i quali, cacciati da Roma con san Pietro nel 49, vi erano tornati sotto [[Nerone]]<ref>San Paolo li saluta nella sua ''Epistola ad Romanos'', XVI, 3-5; egli era stato ospitato nella loro casa (''I Cor.'', XVI, 19). {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Orazio Marucchi]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Chiese di Roma]] pjqq4ctdkqg17i6g93b3qejt4h4jri2 1429467 1429466 2026-10-14T06:57:46Z Gaux 18878 wlink 1429467 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Santa Pudenziana (Rome).jpg|thumb|Basilica di Santa Pudenziana, rione Monti, Roma]] Citazioni sulla '''basilica di Santa Pudenziana''' di Roma. *Assai antica è la tradizione che [[Pietro apostolo|san Pietro]] abbia riunito i Cristiani nella casa Pudente sul Viminale. Nella storia leggendaria che a noi resta di questo titolo, si deve riconoscere un fondo storico. Il nome della Chiesa Pudenziana o di santa Pudenziana è molto antico, e parecchie scoperte hanno provato che v'erano realmente dei rapporti tra questo titolo e la casa d'Aquila e Prisca, due giudei convertiti, i quali, cacciati da Roma con [[Pietro apostolo|san Pietro]] nel 49, vi erano tornati sotto [[Nerone]]<ref>San Paolo li saluta nella sua ''Epistola ad Romanos'', XVI, 3-5; egli era stato ospitato nella loro casa (''I Cor.'', XVI, 19). {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Orazio Marucchi]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Chiese di Roma]] be0lhfx6vlodyo2nn82u6ahofzfwmw0 Ivan Petrov 0 227250 1429469 2026-10-14T07:36:45Z Spinoziano (BEIC) 86405 Creata pagina con "[[File:Ivan-Petroff-Bancroft-Library-250-px 1.jpg|thumb|Ivan Petrov]] '''Ivan Petrov''' (1842 – 1896), esploratore e scrittore russo. ==Citazioni di Ivan Petrov== *Vi ha un carattere di questa regione il quale, sebbene appaia di poca importanza, costituisce tuttavia pel viaggiatore una terribile e crudele afflizione. Intendo dire i nuvoli di [[zanzara|zanzare]] assetate di sangue, accompagnate da una feroce alleata, una piccola mosca nera velenosa, dinanzi alla cui pe..." 1429469 wikitext text/x-wiki [[File:Ivan-Petroff-Bancroft-Library-250-px 1.jpg|thumb|Ivan Petrov]] '''Ivan Petrov''' (1842 – 1896), esploratore e scrittore russo. ==Citazioni di Ivan Petrov== *Vi ha un carattere di questa regione il quale, sebbene appaia di poca importanza, costituisce tuttavia pel viaggiatore una terribile e crudele afflizione. Intendo dire i nuvoli di [[zanzara|zanzare]] assetate di sangue, accompagnate da una feroce alleata, una piccola mosca nera velenosa, dinanzi alla cui persecuzione, l'uomo più forte, dotato della più energica volontà, finisce per sentirsi esaurito, o per soccombere ad una lenta febbre. Esse prolungano la loro tortura dal primo apparire della vegetazione in maggio, fino ai geli del settembre. Nate nei vasti pantani ed acquitrini di cui è cosparsa l'[[Alaska]], esse si raccolgono attorno all'esploratore, tormentandolo nei campi e nelle marcie; e nessuna descrizione può dipingere le sofferenze che accompagnano la loro presenza. Ne sono tormentati anche gli indiani; ma un po' meno, perché si ungono il corpo con olio irrancidito, e grazie a certi effluvii ammoniacali fortemente repulsivi, che si sprigionano dai loro indumenti. Tuttavia anche gli indiani, quando viaggiano, si impadroniscono avidamente di ogni pezzetto di velo o di zanzariera che capiti loro in mano, e di solito nell'estate avanzata, si avviluppano il capo ed i polsi con panni o con pelli. Le zanzare torturano fino alla morte anche i cani, specialmente quando il loro pelo sia divenuto rado per la scabbia o per la vecchiaia, e spingono persino gli orsi ed i cervi a buttarsi nell'acqua per sfuggire alla loro persecuzione.<ref>Da ''Population, Industries and Resources of Alaska'', 1884; citato in [[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]], ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7872886 La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia (Alaska) 1897]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1900, pp. [[s:Pagina:Spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia, 1900 - BEIC IE7872886.djvu/327|237]]-[[s:Pagina:Spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia, 1900 - BEIC IE7872886.djvu/328|238]].</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Ivan Petrof|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Petrov, Ivan}} [[Categoria:Esploratori]] [[Categoria:Scrittori russi]] 7kwkcptni6cif7e3cs9d666b1xnxce6 1429470 1429469 2026-10-14T07:37:54Z Spinoziano (BEIC) 86405 /* Altri progetti */ 1429470 wikitext text/x-wiki [[File:Ivan-Petroff-Bancroft-Library-250-px 1.jpg|thumb|Ivan Petrov]] '''Ivan Petrov''' (1842 – 1896), esploratore e scrittore russo. ==Citazioni di Ivan Petrov== *Vi ha un carattere di questa regione il quale, sebbene appaia di poca importanza, costituisce tuttavia pel viaggiatore una terribile e crudele afflizione. Intendo dire i nuvoli di [[zanzara|zanzare]] assetate di sangue, accompagnate da una feroce alleata, una piccola mosca nera velenosa, dinanzi alla cui persecuzione, l'uomo più forte, dotato della più energica volontà, finisce per sentirsi esaurito, o per soccombere ad una lenta febbre. Esse prolungano la loro tortura dal primo apparire della vegetazione in maggio, fino ai geli del settembre. Nate nei vasti pantani ed acquitrini di cui è cosparsa l'[[Alaska]], esse si raccolgono attorno all'esploratore, tormentandolo nei campi e nelle marcie; e nessuna descrizione può dipingere le sofferenze che accompagnano la loro presenza. Ne sono tormentati anche gli indiani; ma un po' meno, perché si ungono il corpo con olio irrancidito, e grazie a certi effluvii ammoniacali fortemente repulsivi, che si sprigionano dai loro indumenti. Tuttavia anche gli indiani, quando viaggiano, si impadroniscono avidamente di ogni pezzetto di velo o di zanzariera che capiti loro in mano, e di solito nell'estate avanzata, si avviluppano il capo ed i polsi con panni o con pelli. Le zanzare torturano fino alla morte anche i cani, specialmente quando il loro pelo sia divenuto rado per la scabbia o per la vecchiaia, e spingono persino gli orsi ed i cervi a buttarsi nell'acqua per sfuggire alla loro persecuzione.<ref>Da ''Population, Industries and Resources of Alaska'', 1884; citato in [[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]], ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7872886 La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia (Alaska) 1897]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1900, pp. [[s:Pagina:Spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia, 1900 - BEIC IE7872886.djvu/327|237]]-[[s:Pagina:Spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia, 1900 - BEIC IE7872886.djvu/328|238]].</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Ivan Petrof|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Petrov, Ivan}} [[Categoria:Esploratori russi]] [[Categoria:Scrittori russi]] cg1x96luyp7269clbs00mxleyrui7wt Winnipeg 0 227251 1429472 2026-10-14T07:58:53Z Spinoziano (BEIC) 86405 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Winnipeg skyline (2025).jpg|miniatura|Winnipeg]] Citazioni su '''Winnipeg'''. *Gradatamente l'erba si va facendo più fitta e più verde, il bestiame più abbondante. Il deserto è finito; presto si è attorniati da immense distese coltivate a grano, e finalmente si arriva a Winnipeg, che è il centro commerciale di tutta questa grande zona.<br>A Est di Winnipeg si entra nella regione dei laghi, tutta coperta di un basso bosco di conifere e di b..." 1429472 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Winnipeg skyline (2025).jpg|miniatura|Winnipeg]] Citazioni su '''Winnipeg'''. *Gradatamente l'erba si va facendo più fitta e più verde, il bestiame più abbondante. Il deserto è finito; presto si è attorniati da immense distese coltivate a grano, e finalmente si arriva a Winnipeg, che è il centro commerciale di tutta questa grande zona.<br>A Est di Winnipeg si entra nella regione dei laghi, tutta coperta di un basso bosco di conifere e di betulle, esili piantine con un rado fogliame, che crescono sul sottile strato di terreno dal quale traspaiono da per tutto i dossi lisci, arrotondati della roccia. Tra le piante, nei seni della roccia, in tutti i bacini naturali del terreno ondulato, sono disseminati innumerevoli laghetti. Tutto questo suolo porta ancora le impronte caratteristiche lasciatevi dal grande ghiacciaio continentale che copriva il Canadà all'epoca glaciale. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Città del Canada]] ahpbnyenqthewzhrv3qj2yzy5tjcstl Categoria:Città del Canada 14 227252 1429473 2026-10-14T07:59:58Z Spinoziano (BEIC) 86405 Creata pagina con "{{NotaCategorie|Argomenti}} {{interprogetto}} [[Categoria:Città|Canada]] [[Categoria:Luoghi del Canada]]" 1429473 wikitext text/x-wiki {{NotaCategorie|Argomenti}} {{interprogetto}} [[Categoria:Città|Canada]] [[Categoria:Luoghi del Canada]] 3xju31ojjtpp9iqjl09zzh9svcr9ff9 Fort William (Ontario) 0 227253 1429474 2026-10-14T08:08:25Z Spinoziano (BEIC) 86405 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Fort William 1811.jpg|miniatura|Fort William (1811)]] Citazioni su '''Fort William'''. *A Fort William si tocca la riva settentrionale del lago Superior, che si costeggia poi per lungo tratto. La distesa d'acqua è così grande che non s'arriva a vedere la riva opposta; le sponde sono basse, sempre coperte di bosco nano, e l'assieme non ha nulla di pittoresco. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]]) ==Altri progetti== {{interpro..." 1429474 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Fort William 1811.jpg|miniatura|Fort William (1811)]] Citazioni su '''Fort William'''. *A Fort William si tocca la riva settentrionale del lago Superior, che si costeggia poi per lungo tratto. La distesa d'acqua è così grande che non s'arriva a vedere la riva opposta; le sponde sono basse, sempre coperte di bosco nano, e l'assieme non ha nulla di pittoresco. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Fort William, Ontario|w_site=en}} {{s}} [[Categoria:Luoghi del Canada]] o3mwxkyg4l1rmk0bzav26x3u9f7qgve Discussioni utente:ManniOtaro 3 227254 1429476 2026-10-14T09:36:00Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429476 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:36, 14 ott 2026 (CEST)}} m5w31s7vrsxss869vm4up4tot9peszl Discussioni utente:Alewikiy 3 227255 1429478 2026-10-14T09:50:52Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429478 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:50, 14 ott 2026 (CEST)}} ft6ag8a0vksnaj3eftpiyv3gj5r8q4g Discussioni utente:HomoIncognitus 3 227256 1429480 2026-10-14T10:04:27Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429480 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:04, 14 ott 2026 (CEST)}} 0zmekg7hmgpw2abqt1owl6xsry8s34d La falena d'argento 0 227257 1429482 2026-10-14T10:11:14Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = La falena d'argento |titolo alfabetico = Falena d'argento |immagine = Christopher Strong lobby card.JPG |genere = drammatico/sentimentale |regista = [[Dorothy Arzner]] |soggetto = [[Gilbert Frankau]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore = [[Zoë Akins]] |produttore = [[David O. 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Tratto dal romanzo di Gilbert Frankau, è un dramma goffo che solo qua e là riesce a essere interessante. (''[[il Morandini]]'') *Un melodramma in bilico tra voglie di emancipazione femminista e inevitabile condanna moralistica. Da dimenticare l'interpretazione della Hepburn. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film sentimentali]] t2djtbim3f6qjo9pegz1ycwtbx3vkb4 Christopher Strong 0 227258 1429483 2026-10-14T10:12:22Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[La falena d'argento]] 1429483 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[La falena d'argento]] bp9m1rm5esrmg7kjs8y62jhy9azfrlu Discussioni utente:Frafax2007 3 227259 1429491 2026-10-14T10:35:42Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429491 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:35, 14 ott 2026 (CEST)}} ahs9712rn9v4r73hv9twkaf1ur74ffr