Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.24 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Guerra 0 1579 1429521 1418682 2026-10-14T14:41:43Z Spinoziano 2297 +1 1429521 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:US Marine charges through Japanese machine gun fire on Okinawa.jpg|thumb|upright=1.3|Soldato in azione]] Citazioni sulla '''guerra'''. ==Citazioni== *'A guerra, Mari', nunn'a vince chi è cchiù forte, 'a vince chi è cchiù bravo a aspetta', e chisto nisciuno 'o ssape fa' meglio di noi femmine! (''[[Gomorra - La serie (prima stagione)|Gomorra - La serie]]'') *A volte penso che le [[ferita|ferite]] peggiori che ti infligge la guerra non siano quelle ricevute sui corpi, ma quelle che rimangono nelle menti. (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quarta stagione)|Ai confini della realtà]]'') *All'inizio di una guerra c'è una parte che ha ragione e una che ha torto ma poi arriva il vortice e non ci sono più buoni e cattivi. ([[Almerigo Grilz]]) *Alla prova delle armi, (prova sanguinosa e suprema), si giudica della virtù e solidità di un popolo, della sua serietà, della sua robustezza, del suo carattere, dei suoi ingegni. ([[Gian Giacomo Felissent]]) *Anche i grammatici hanno intuito la natura della guerra: alcuni sostengono che essa si chiama «bellum» per antitesi, perché non ha niente di buono né di bello; la guerra è «bellum» nello stesso senso in cui le Furie sono le «Eumènidi». Altri preferiscono far derivare la parola «bellum» da «bellua», belva: perché è da belve, non da uomini, impegnarsi in uno sterminio reciproco. ([[Erasmo da Rotterdam]]) *''Beata è la guerra, chi la fa e chi la decanta, | ma più beata ancora è la guerra quando è santa.'' ([[Rino Gaetano]]) *C'era la guerra, e tutti ne eravamo presi, e ormai sapevo che avrebbe deciso delle nostre vite. Della mia vita; e non sapevo come. ([[Italo Calvino]]) *Che cos'è la guerra? un omicidio collettivo, di gruppo, una forma di brigantaggio tanto più infame quanto più estesa. ([[Erasmo da Rotterdam]]) *Che la guerra possa per sempre essere bandita dal mondo è una speranza non solo assurda, ma anche profondamente immorale. Ciò porterebbe all'atrofia di molte forze essenziali e sublimi dell'anima umana. ([[Heinrich von Treitschke]]) *''Che le vie della guerra siano bandite dal mondo | Lascia che la giustizia getti ovunque il suo tappeto.'' (Táhirih) *Chi è che semina le guerre? Se tra uno o tra dieci anni una nuova guerra mondiale scoppierà, dove troveremo il responsabile? Nell'ultima guerra la identificazione parve facile: bastò il gesto di due folli che avevano in mano le leve dell'ordigno infernale, per decretare il sacrificio dei popoli innocenti. Ma oggi quelle dittature sono cadute: oggi le sorti della guerra e della pace sono rimesse al popolo. Questo vuol dire, infatti, democrazia: rendere ogni cittadino, anche il più umile, corresponsabile della guerra e della pace del mondo: toglier di mano queste fatali leve ai dittatori paranoici che mandano gli umili a morire, e lasciare agli umili, a coloro ai quali nelle guerre era riservato finora l'ufficio di morire, la scelta tra la morte e la vita.<br />Ma ecco, si vede con terrore che, anche cadute le dittature, nuove guerre si preparano, nuove armi si affilano, nuovi schieramenti si formano. Chi è il responsabile di questi preparativi? Si dice che gli uomini, che oggi sono al potere, sono stati scelti dal voto degli elettori: si deve dunque concludere che le anonime folle degli elettori sono anch'esse per le nuove carneficine?<br />Questa è oggi la terribile verità. La salvezza è solo nelle nostre mani; ma ognuno di noi, se la nuova guerra verrà, sarà colpevole per non averla impedita. [...]<br />Se domani la guerra verrà, ciascuno di noi l'avrà preparata. Non potremo nascondere la nostra innocenza dietro l'ombra dei dittatori: quando c'è la libertà, tutti sono responsabili, nessuno è innocente. ([[Piero Calamandrei]]) *[[Georges Clemenceau|Clemenceau]] aveva detto: «La guerra è una cosa troppo seria perché si possa lasciarla ai generali». L'esperienza dimostrò che era una cosa troppo seria anche per lasciarla gli uomini politici. ([[A. J. P. Taylor]]) *Con le guerre non si risolvono i problemi. Se ne creano dei nuovi. Tutte le guerre creano nuovi problemi, in particolare quelle grandi, quelle mondiali. E in fondo la guerra è ingiusta. Di solito sono leader incapaci e avventati a causare le guerre, ma poi sono le popolazioni civili e i soldati, per lo più innocenti, che le patiscono. ([[Sergio Mattarella]]) *Con una guerra in arrivo, cosa c'è di meglio che indire un elezione per contrarre i muscoli e far ribollire il sangue? ([[Francis Urquhart]], ''[[House of Cards (miniserie televisiva)#Seconda stagione|House of Cards]]'') *Cosa c'è di più immortale dell'[[amore]] e della guerra? ([[Gilbert Keith Chesterton]]) *– Che si fa domani sera?<br />– Non si possono fare progetti così lontani.<br />– Oh, peccato. Questo è il brutto della guerra. Oggi qui e domani chissà, nuovi posti, nuovi volti. Proprio quando uno comincia ad affezionarsi a...<br />– Io direi che questo è il bello della guerra, evita delusioni. (''[[Scuola di spie]]'') *Coloro che non conoscono la guerra sono per metà dei fanciulli. ([[Shôhei Ôoka]]) *Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell'era dei missili, a uccidere, prima delle [[arma|armi]], è il cuore dell'uomo. ([[Papa Giovanni Paolo II]]) *''D'ogni guerra, | non il motivo, l'esito si chiede.'' ([[Lucio Anneo Seneca]]) *''Dell'innocente | [[Sangue]] versato | In scellerata guerra | Conta il Cielo le stille, e le schernite | Lagrime tutte della stanca terra''. ([[Vincenzo Monti]]) *Dev'esserci qualcosa di sbagliato nel cervello di quelli che trovano gloriosa o eccitante la guerra. Non è nulla di glorioso, nulla di eccitante, è solo una sporca tragedia sulla quale non puoi che piangere. Piangi a quello cui negasti una sigaretta e non è tornato con la pattuglia; piangi su quello che hai rimproverato e ti s'è disintegrato davanti; piangi su lui che ha ammazzato i tuoi amici. ([[Oriana Fallaci]]) *Di tutti i mostruosi e irrazionali fenomeni dei tempi passati, la guerra era certamente il più insensato. In realtà era forse molto meno funesto di altri mali – quali, ad esempio, la generale adesione alla proprietà privata della terra – ma le sue disastrose conseguenze erano così evidenti, che persino in quei giorni di affannosa confusione si rimaneva stupiti. La guerra moderna non aveva alcun senso o motivo fondato. Eccettuato il macello e la mutilazione di una quantità di gente, la distruzione di un'immensa quantità di sostanze e lo spreco di innumerevoli complessi di energie, non approdava a nulla. Le antiche guerre di nazioni barbare e selvagge alla fine trasformavano l'umanità; alcuni si credevano una tribù superiore, sia fisicamente sia per la disciplina, e lo dimostravano attaccando i vicini. E se vincevano toglievano loro le terre e le donne, perpetuando e aumentando la loro superiorità. Le guerre moderne non cambiavano nient'altro che il colore delle carte geografiche, i disegni dei francobolli e i rapporti fra alcuni personaggi, per caso, importanti. ([[H. G. Wells]]) *Dopo che sei stato sul campo di battaglia, dopo che hai provato la tensione e l'esaltazione dello scontro, la guerra diventa parte di te. Una volta che hai risvegliato il guerriero che è in te, non puoi più scacciarlo. Cerchi in continuazione nuove emozioni, nuovi brividi. (''[[Metal Gear 2: Solid Snake]]'') *''Dove sono i generali | che si fregiarono nelle battaglie | con cimiteri di croci sul petto? | Dove i figli della guerra | partiti per un ideale, | per una truffa, per un amore finito male? | Hanno rimandato a casa | le loro spoglie nelle bandiere | legate strette perché sembrassero intere.'' ([[Fabrizio De André]]) *È certo assai più difficile perdere una guerra che vincerla. A vincere una guerra tutti son buoni, non tutti son capaci di perderla. ([[Curzio Malaparte]]) *È magnifico, ma non è guerra. ([[Pierre Joseph François Bosquet]]) *''E se la terra volesse la guerra? Come si spiega il fatto che Ares sia anche un antico dio dell'agricoltura? E che a Marte sia assegnato un suo appezzamento, in campagna, fuori le mura della città? A chi si sforza di comprendere la furia della guerra di secessione americana, e anche la composta, paziente sopportazione di quella guerra, che andò avanti per quattro anni, arrivando a toccare la Florida e il Nuovo Messico (oltre diecimila distinti scontri armati in cui rimasero uccisi oltre seicentomila uomini e ragazzi), le motivazioni di solito elencate non paiono all'altezza di tanta carneficina''.<ref name=corsivo/> ([[James Hillman]]) *Fa parte delle cose della guerra. Non avevamo terapeuti che ci giravano intorno ogni volta che qualcuno sparava con una pistola per chiedere: "Stai bene? Sei sicuro di non aver un problema terribile?". Semplicemente te ne fai una ragione e vai avanti! ([[Filippo di Edimburgo]]) *Fare la guerra è una cosa, uccidere un uomo è un'altra cosa. ([[Emilio Lussu]]) *Giunsi a concludere che ogni guerra, anche quella che avevamo chiamato buona e giusta per sconfiggere il fascismo, corrompe tutti coloro che vi partecipano, avvelena la mente e l'anima della gente su entrambi i fronti. Compresi che la guerra mette in atto un processo per cui io e tutti gli altri eravamo diventati inconsapevoli assassini di innocenti. Perché all'inizio del conflitto decidi che la tua parte è quella giusta e che gli altri sono i cattivi e una volta presa questa decisione smetti di pensare e qualunque cosa tu faccia, anche la più terribile, diviene accettabile. ([[Howard Zinn]]) *Gli uomini sono terrorizzati dal fatto che i loro cazzi siano inadeguati quindi devono entrare in competizione per sentirsi meglio con se stessi e visto che la guerra è la competizione definitiva, fondamentalmente gli uomini si uccidono l'un l'altro per incrementare la propria autostima. Non c'è bisogno di essere uno storico o un politologo per cogliere il funzionamento della politica estera del cazzo più lungo. Suona più o meno così: "Cosa?! Ce l'hanno più lungo?! Bombardiamoli!" E ovviamente bombe, razzi e pallottole sono tutti a forma di pene. È un bisogno inconscio di lanciare il pene negli affari altrui. Si chiama: "fottere la gente"! ([[George Carlin]]) *''Guarda la guerra che beffa, che scherzo puerile, | io che non mi ero mai spinto in un lungo cammino | ho visto quel poco di mondo da dietro a un fucile, | ho visto altra gente soltanto da dietro a un mirino...'' ([[Francesco Guccini]]) *Guerre e violenza costringono ogni giorno migliaia di famiglie ad abbandonare le proprie case e ad affrontare pericolosi viaggi alla ricerca di protezione, dignità e un futuro per i propri figli. Io credo che sia il momento di chiedere ai leader mondiali delle soluzioni concrete e di stare dalla parte dei più deboli. ([[Claudio Marchisio]]) *Guerra di tutti contro tutti. ([[Thomas Hobbes]]) *Guerra non fa nessuno grande. (''[[Guerre Stellari - L'Impero colpisce ancora]]'') *Ho superato i monti, guadato i fiumi, come la guerra li aveva superati e guadati in un urlo insano. Ho visto l'erba bruciata, i campi riarsi... perché tanta distruzione caduta sul mondo? E la luce mi illuminò i pensieri. Nessun pensiero umano può dare una risposta a un interrogativo inumano. Io non potevo che portare un poco di pietà laddove non era esistita che crudeltà. Quanti dovrebbero avere questa pietà! Allora non importerebbero la guerra, la sofferenza, la distruzione, la paura, se solo potessero da queste nascere alcune lacrime di carità umana. (''[[L'arpa birmana]]'') *I popoli della terra non hanno bisogno della guerra, viva la [[pace]], morte alla guerra. ([[Slogan comunisti|slogan comunista]]) *I sacrifici bellici causano un mutamento nei tempi. Questo mutamento porta a un altro conflitto, che a sua volta scatena la guerra successiva. Come in una reazione a catena, ogni guerra genera altre guerre, formando una spirale senza fine che continuerà per l'eternità. (''[[Metal Gear Solid 3: Snake Eater]]'') *Il generale [[Carl von Clausewitz|Clausewitz]], che di tutto si rendeva piena coscienza, inclinava a chiamar la guerra un'arte; ma infine conclude che la guerra non appartiene né al dominio dell'arte né a quello della scienza; ma al dominio della vita sociale. È un conflitto fra grandi interessi, il quale ha una soluzione sanguinosa; nel che si differenzia da qualunque altro conflitto. ([[Nicola Marselli]]) *Il mondo dipende dalla guerra, dall'indotto generato dalla guerra. Immagini cosa accadrebbe se la guerra sparisse da un giorno all'altro? (''[[Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots]]'') *Il principio organizzativo di ogni società, signor Garrison, è proprio la guerra. L'autorità che lo Stato ha sul popolo risiede nel suo potenziale bellico. (''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'') *''Il turbamento che ci prende quando sentiamo dire «la guerra è normale» deriva dalla confusione insita nell'uso di quell'aggettivo. «Normale» può essere inteso in due modi, che tendono a fondersi insieme ingenerando in noi l'impressione che ciò che è normale (medio) è anche standard e giusto, ovvero è il giusto parametro. […] Nella seconda accezione «normale» rimanda a «ideale». Vi si sente ancora la radice della parola: retto, corretto, esatto; ma adesso questi termini descrittivi, tecnici sono normalizzati in metafore. «Norma» oggi significa parametro, paradigma: un'immagine precostituita stabilisce la norma, il modello, la regola. […] Quando i due significati si fondono in riferimento alla guerra, allora la descrizione del combattimento diventa prescrizione del combattimento. Ciò che «dovrebbe» essere (ciò che è giusto che sia) diventa «ciò che fa la maggioranza»''. <ref name=corsivo>Corsivo nel testo</ref> ([[James Hillman]]) *In guerra l'uomo tende solo a sopravvivere. Come in amore. (''[[Vittoria amara]]'') *In guerra muoiono solo quelli che non vogliono morire perché sanno che devono morire. ([[Marcello Marchesi]]) *In guerra non conta avere un grosso esercito, ma le occasioni. (''[[Kiseiju - L'ospite indesiderato]]'') *''Intorno ai miei occhi | gelati dal ghiaccio | falcia ed urla | lo spettro della Guerra''. ([[Carlo Perasso]]) *Io sono vecchio, sire, e ne ho visto tante di guerre. Sembravano tutte così importanti. Adesso non ricordo neanche che guerre erano. Milioni di uomini morti, e non so perché. Nessuno lo sa. (''[[Nicola e Alessandra]]'') *Io ve lo dico, non trovo nel mangiare, nel bere e nel dormire quel piacere che invece mi prende quando sento gridare "All'assalto!" e vedo le due schiere avanzare e sento nitrire i cavalli privi di cavalieri fra gli alberi, e urlare "Aiuto, aiuto!", e quando vedo rotolare sull'erba dei fossati cavalieri e baroni, e quando vedo i morti che hanno ancora conficcati nei fianchi i monconi di aste con le loro insegne. Baroni, date in pegno castelli borgate e città, piuttosto che cessare di farvi la guerra l'un l'altro! ([[Bertran de Born]]) *L'abolizione della schiavitù e l'istruzione della donna sono due passi enormi nella via del progresso morale. I nostri pronipoti andranno più lontano: con una visione chiara, capace di penetrare attraverso tutti gli ostacoli, essi vedranno che la guerra è la peggiore delle nostre disavventure; che i conquistatori, impresari di battaglie e distruttori di nazioni, sono dei veri esecrabili flagelli, che delle strette di mano scambiate sono preferibili a dei colpi di fucile, che il popolo più felice non è quello possiede più cannoni, ma quello che lavora in pace e produce in abbondanza; che le gioie dell'esistenza non dipendono precisamente dalle frontiere, oltre le quali ti attendono le vessazioni del doganiere, che ti fruga le tasche e ti butta all'aria i bagagli. ([[Jean-Henri Fabre]]) *L'arte della guerra è un'arte piena di sottintesi e di seconde intenzioni. [...] La guerra è sempre volta a fini politici: essa non è che un aspetto della politica dello Stato. ([[Curzio Malaparte]]) *L'esito di una guerra dipende dalla capacità di collaborazione del supremo comando civile e del militare nell'inspirare fiducia e dare alla nazione e alle truppe il senso d'una direzione continua e vivificante. ([[Herbert Fisher]]) *L'idea più stravagante che possa nascere nella testa di un uomo politico è quella di credere che sia sufficiente per un popolo entrare a mano armata nel territorio di un popolo straniero per fargli adottare le sue leggi e la sua costituzione. Nessuno ama i missionari armati; il primo consiglio che danno la natura e la prudenza è quello di respingerli come nemici. ([[Maximilien de Robespierre]]) *L'inizio di ogni guerra è come aprire la porta su una stanza buia. Non si sa mai che cosa possa esserci nascosto nel buio. ([[Adolf Hitler]]) *L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizione di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la [[pace]] e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. (''Costituzione della Repubblica Italiana''; art. 11) *L'[[umanità]] deve porre [[Fine (termine)|fine]] alla guerra, o la guerra porrà fine all'umanità. ([[John Fitzgerald Kennedy]]) *L'uomo ammise di discendere dalla bestia, affrettandosi a provarlo immediatamente con una guerra bestiale. ([[Fulton J. Sheen]]) *La condizione ultima che dà origine a quei cozzi d'interessi economici nazionali, i quali conducono alla guerra internazionale, è l'esistenza delle sovranità nazionali indipendenti. ([[Lionel Robbins]]) *La forma assoluta della guerra non scoraggia i suoi profeti. Sembra, anzi, che esasperi la loro predicazione. ([[Roger Caillois]]) *La furia della [[battaglia]] provoca una dipendenza fortissima e spesso letale, perché la guerra è una droga. ([[Chris Hedges]]) *La gente raramente vince le guerre, i governi raramente le perdono. ([[Arundhati Roy]]) *La guerra, a considerarla bene, non è che una caccia enormemente costosa e distruttiva, per mancanza di idee migliori. La guerra finirà quando la noia finirà... ([[H. G. Wells]]) *La guerra, anzi, con le sue regole e i suoi limiti, costituisce un passo avanti rispetto alle lotte barbariche. Il nemico, nella guerra, rappresenta l'ostacolo al raggiungimento di un fine, non una bestia da sgozzare. Perciò permette e anzi favorisce la pietà per il ferito, la compassione per il vinto, una volta che l'ostacolo è superato. Conquistata la trincea, i nemici tornano uomini e fratelli. ([[Giuseppe Prezzolini]]) *La guerra, cammina cammina, dopo aver girato per l'Africa, i Balcani, la Russia, la Scandinavia, la Francia era arrivata anche in Friuli, e adesso Dio solo sapeva cosa sarebbe successo. La guerra era come la grandine, che girava a capriccio, e a chi toccava toccava. ([[Carlo Sgorlon]]) *''La guerra che verrà | non è la prima. Prima | ci sono state altre guerre. | Alla fine dell'ultima | c'erano vincitori e vinti. | Fra i vinti la povera gente | faceva la fame. Fra i vincitori | faceva la fame la povera gente egualmente''. ([[Bertolt Brecht]]) *La guerra, come la storia ci insegna, è un moltiplicatore economico di morte e di business: crea le premesse della ricostruzione perché distrugge. ([[Andrea Fumagalli]]) *La guerra distrugge tutto quello che Dio può dare: la religione, lo stato, il matrimonio, la proprietà, la reputazione, la scienza, ecc. ([[Martin Lutero]]) *La guerra è detestata dalle madri. ([[Orazio]]) *La guerra è il grande gioco sanguinoso dell'umanità che non riesce a uscire dalla sua preistoria. ([[Julien Green]]) *La guerra è la forma assunta dalla nostalgia quando gli uomini sono forzati a dire qualcosa di bene del proprio paese. ([[Don DeLillo]]) *La guerra è orribile non perché si è ammazzati, ma perché si ammazza. Non perché si ammazzano degli uomini, ma perché si ammazza la pietà. (''[[Requiescant]]'') *La guerra è per metà fatta di paura e per metà di noie. I giovani del mio paese non sono per la guerra. Non sono nemmeno per il servizio militare. Gli orfani di guerra, poi, la considerano il peggiore dei mali. ([[Günter Grass]]) *La guerra è raramente una scorciatoia per la prosperità. ([[Radosław Sikorski]]) *La guerra è sempre il principale [[desiderio]] di un governo potente, che vuole divenire ancor più potente. [...] È proprio durante la guerra che il potere esecutivo dispiega la sua terribile energia ed esercita una specie di dittatura, la quale atterrisce la libertà. È durante la guerra che il popolo dimentica le deliberazioni che riguardano i suoi diritti civili e politici. ([[Maximilien de Robespierre]]) *La guerra è sempre stata il principale divertimento dell'umanità. Gli altri divertimenti sono un surrogato della guerra. ([[Halldór Laxness]]) *La guerra è sempre stupida e causa solo morte e miseria. Ma anziché imparare dalla storia, l'uomo sembra compiacersi nell'uccidere i suoi simili. Altrimenti non si spiegherebbe come mai nella storia dell'umanità non ci sono mai state tante guerre come in questi ultimi anni. ([[Lenny Kravitz]]) *La guerra è – tutti lo sappiamo ormai – una cosa orribile, ed anche senza gloria. [...] Resta però il fatto che l'uomo non odia la guerra quanto dovrebbe. Almeno non odia – benché spesso se ne lamenti – il servizio militare. ([[Umberto Saba]]) *La guerra è un'attività che fa venire una gran sete. Non è d'accordo? ([[Gul Dukat]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine]]'') *La guerra è un'azione d'eserciti offendentisi in ogni guisa, il cui fine si è la vittoria. ([[Raimondo Montecuccoli]]) *La guerra è una di quegli ambiti in cui si riscoprono i suoni originari, come quello del vento che spira e volteggia al di sopra dei campi a folate sempre più sottili, sempre più oscure. Non c'è melodia più profonda. ([[Ernst Jünger]]) *La guerra è una fontana di gioventù per la forza morale dei popoli. ([[Heinrich von Treitschke]]) *La guerra è una lezione durissima per qualunque società. ([[Bashar Al-Assad]]) *La guerra è una sciagura così immane, il suo esito così incerto e le conseguenze, per un paese, così catastrofiche, che i sovrani non avranno mai riflettuto abbastanza prima di intraprenderla. ([[Federico II di Prussia|Federico il Grande]]) *La guerra è un filtro potente sulle anime, che trasforma ogni vizio in virtù! ([[Jean Carrère]]) *La guerra è una cosa troppo seria per lasciarla in mano ai militari. ([[Georges Clemenceau]]) *La guerra è un fatto come tanti altri in questo mondo; è enorme, ma è quello solo; accanto agli altri, che sono stati e che saranno: non vi aggiunge; non vi toglie nulla. Non cambia nulla, assolutamente nulla, nel mondo. Neanche la letteratura. ([[Renato Serra]]) *La guerra è un'ingiustizia, una condizione disumana. ... La guerra semina sempre distruzione, fa morire persone, distrugge abitati, ma lascia poi tracce pesanti sulla vita di ciascuno che è coinvolto nella guerra. ... Perché avviene? La risposta non è facile, perché la guerra è irrazionale, non c'è una ragione e, per quanto nei libri di storia ogni tanto si spieghino le ragioni delle guerre, non sono mai sufficienti. La verità è che nel mondo gli adulti sorgono delle barriere che non sono soltanto fisiche, sono anche mentali. Le barriere che nascono nella mente di alcune persone, dall'avversione verso altre, dai pregiudizi, dalla ostilità preconcetta nei confronti di altri, di altre persone, di altri popoli, di altre etnie sono una cosa priva di senso. Ma che avviene. ([[Sergio Mattarella]]) *La guerra fa risparmiare molto tempo, nel senso che ti fa accumulare esperienze. Ma a volte si può risparmiare tempo fino ad annullarlo, così che poi questa esperienza non la puoi più applicare in nessun caso. Perché non esisti più. ([[Zachar Prilepin]]) *La guerra ha la prerogativa di distinguere ciò che è veramente importante da ciò che non lo è. (''[[Downton Abbey]]'') *La guerra ha per natura molti privilegi ragionevoli a dispetto della ragione. ([[Michel de Montaigne]]) *La guerra ha sempre spaventato la gente [[Ricchezza|ricca]]; appena sorge il sospetto di un conflitto, gli abbienti fuggono per primi, spinti dal timore di perdere la vita: e il denaro, che li agevola in questi trasferimenti, li costringe anche a scappare al più presto. Non possono allontanarsi da soli; i loro piedi e le loro mani sono appesantiti dalla ricchezza. ([[Lao She]]) *La guerra in un primo momento è la speranza che a uno possa andar meglio, poi l'attesa che all'altro vada peggio, quindi la soddisfazione perché l'altro non sta per niente meglio e infine la sorpresa perché a tutti e due va peggio. ([[Karl Kraus]]) *La guerra, infine, giova all'agricoltura e alla modernità. I campi di battaglia rendono, per molti anni, assai più di prima senz'altra spesa di concio. Che bei cavoli mangeranno i francesi dove s'ammucchiarono i fanti tedeschi e che grasse patate si caveranno in Galizia quest'altro anno! E il fuoco degli scorridori e il dirutamento dei mortai fanno piazza pulita tra le vecchie case e le vecchie cose. Quei villaggi sudici che i soldatacci incendiarono saranno rifatti più igienici. E rimarranno anche troppe cattedrali gotiche e troppe chiese e troppe biblioteche e troppi castelli per gli abbrutimenti e i rapimenti e i rompimenti dei viaggiatori e dei professori. Dopo il passo dei barbari nasce un'arte nuova fra le rovine e ogni guerra di sterminio mette capo a una moda diversa. Ci sarà sempre da fare per tutti se la voglia di creare verrà, come sempre, eccitata e ringagliardita dalla distruzione.<br/>Amiamo la guerra e assaporiamola da buongustai finché dura, La guerra è spaventosa e appunto perché e spaventosa e tremenda e terribile e distruggitrice dobbiamo amarla con tutto il nostro cuore di maschi. ([[Giovanni Papini]]) *La guerra, la fiera campionaria delle multinazionali. (''[[Somalia94 - Il caso Ilaria Alpi]]'') *La guerra molte volte è scatenata dai ''leader'' ed è figlia di bugie, però sono i popoli a imporre la [[pace]]. ([[Arnaldo Lomuti]]) *La guerra non consiste solo in battaglie o in atti di combattimento, ma di un periodo di tempo, in cui la volontà di contendere in battaglia è abbastanza nota. ([[Thomas Hobbes]]) *La guerra non è che commercio. ([[Evelyn Waugh]]) *La guerra non è come un temporale o una tempesta: la guerra è opera dell'uomo, ed è solo l'uomo che può mettervi fine. (''[[Le avventure della dolce Kati]]'') *La guerra non è forse altro che la rivincita delle bestie che noi abbiamo ucciso. ([[Jules Renard]]) *La guerra non è solamente nostra madre, è anche nostro figlio. Se essa ci ha creati, noi l'abbiamo generata. Noi siamo dei pezzi forgiati, cesellati, ma siamo ugualmente quelli che brandiscono il martello e maneggiano lo scalpello, insieme fabbri e acciaio scintillante, operai della nostra sofferenza, martiri della nostra fede. ([[Ernst Jünger]]) *La guerra non è un luogo in cui si va per morire, è un posto in cui si va per uccidere delle persone! (''[[Lei, l'arma finale]]'') *La guerra non potrà essere evitata fino a quando non sarà rimossa la causa fisica del suo continuo ripetersi, rappresentata in ultima analisi dalla sconfinata estensione del pianeta su cui viviamo.<br />Solo attraverso l'eliminazione delle distanze in tutti i loro aspetti, cioè nella trasmissione di informazioni, nel trasporto di passeggeri, nell'alimentazione e nella libera trasmissione di energia, le condizioni per una migliore convivenza saranno apportate entro breve tempo, assicurando così stabili rapporti d'amicizia. ([[Nikola Tesla]]) *La guerra o la pace armata, ciò che torna a un dipresso alla stessa cosa, sono una minaccia costantemente sospesa sul benessere e sulla tranquillità dei popoli. Ogni soldato, oltre al denaro che costa allo Stato pel suo mantenimento quotidiano, rappresenta egli stésso una tal quale somma di capitale e di lavoro, che impiegata nei campi o negli opifizì arrecherebbe il suo contingente alla massa sociale, e che nello stato di pace armata è forzatamente condannata a rimanere improduttiva. ([[Edmond Potonié]]) *La guerra, per il capitalismo, non è un'opzione, è una necessità. (''[[n+1]]'') *La guerra per me, significava proiettili rombanti e schegge d'acciaio; soprattutto significava fango, pidocchi, [[fame]] e freddo. ([[George Orwell]]) *La guerra. Proprio io che ero ancora vergine. Vi immaginate farmi sparare nel culo per amore della storia prima ancora di sapere come era fatta una donna? O di possedere una macchina? E per proteggere chi? Qualcun altro, qualcuno a cui non sbatteva un cazzo di me. I morti in guerra non hanno mai fermato le guerre. ([[Charles Bukowski]]) *La guerra – sola igiene del mondo. ([[Filippo Tommaso Marinetti]]) *La guerra uccide dei corpi, ma crea delle anime! ([[Jean Carrère]]) *La guerra, una doppia violenza: non solo ci sforza a morire, ma addirittura a uccidere. ([[Gesualdo Bufalino]]) *La [[rabbia]], dopotutto, è il primo passo verso la guerra totale. E la guerra può essere una faccenda molto sgradevole. (''[[Marvel contro DC]]'') *La [[storia]] di insuccessi bellici può riassumersi in due parole: troppo tardi. Troppo tardi nel comprendere il proposito micidiale di un potenziale nemico; troppo tardi nell'accorgersi del pericolo mortale; troppo tardi nel prepararsi; troppo tardi nell'unire tutte le forze possibili per la resistenza; troppo tardi nello stabilire un'intesa con i propri amici ([[Douglas MacArthur]]) *La vera guerra è dentro di noi. La [[storia]] è un sintomo della nostra malattia. (''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'') *La vera guerra non la combattono gli uomini, ma i cuori delle madri. E se le sofferenze patite in guerra dalle madri si accumulassero in nuvole, la terra non sarebbe mai più toccata dalla luce del sole. ([[Ferenc Herczeg]]) *Le certezze giuridiche, l'obbiettività nelle procedure e nelle decisioni, la fiducia nel ricorso alla giustizia, le basilari previsioni normative sull'uguaglianza dei cittadini e sulle loro prerogative essenziali: tutto questo patrimonio viene messo in crisi e distrutto dagli eventi bellici. ([[Mario Morcone]]) *Le dottrine molteplici e varie intorno alla guerra possono raggrupparsi in due grandi categorie: le une la proclamano immanente ed universalmente benefica; le altre, senza punto esaltarne l'ufficio, la ritengono risultante di condizioni storiche e transeunti.<br/>Senza voler riferire nemmeno per sommi capi le vicende di questi indirizzi teorici ricordiamo come scrittori antichi e moderni concordino nel riguardare la guerra quale legge suprema del mondo ed espressione di volontà trascendente e provvidenziale. ([[Augusto Graziani (1865)|Augusto Graziani]]) *Le guerre fra popoli inciviliti non sono meno frequenti, né meno sanguinose di quelle fra tribù selvaggie; e il figlio della civiltà, con tutte le sue leggi e tutte le sue restrizioni alla libertà, non è al sicuro di un'arma micidiale del nemico più di quel che lo sia il figlio della barbarie, che non ha ancora il beneficio della tutela della polizia. Per trovare una differenza fra queste due condizioni, bisognerebbe essere di opinione che sia una ''morte minore'' l'essere ucciso in uniforme da un uomo pure in uniforme e che uccide per ordine ricevuto, piuttostoché l'essere ucciso da un guerriero tinto di rosso, che uccide con un'ascia di pietra e senza regolamenti militari. ([[Max Nordau]]) *Le guerre iniziano difficilmente, ma è molto più difficile farle finire. ([[Peter Maurer]]) *Le guerre nel mondo sono come le spine attorno al capo di Gesù. ([[Karekin I]]) *Le guerre non si fanno solo con armi da fuoco, con sassaiole e con grida: si preparano nelle scuole, si seminano nei libri di testo, nelle carte geografiche, nei manuali di storia e negli studi più eruditi dell'archeologia. ([[Antonio Muñoz Molina]]) *Le guerre non sono mai propizie al perseguimento dei piaceri dello spirito. ([[John Ronald Reuel Tolkien]]) *Le guerre si combattono perché l'uomo è un animale aggressivo; il più aggressivo, forse, della creazione. ([[Umberto Saba]]) *Le guerre si combattono una battaglia per volta... le battaglie si vincono una pallottola per volta. (''[[The Manchurian Candidate]]'') *Le guerre si fanno per amore della guerra. Finché non si ammetterà questo, non si riuscirà mai a combattere veramente contro le guerre. ([[Elias Canetti]]) *Le guerre si fanno per creare debiti. La guerra è il sabotaggio massimo, il sabotaggio più atroce. ([[Ezra Pound]]) *Le guerre sono difficili da prevedere. ([[Jens Stoltenberg]]) *Le guerre sono veramente inutili, ovunque siano. Alla fine si riduce tutto a una questione di [[orgoglio]]. (''[[Dennō Coil]]'') *Le guerre stellari sono una sorta di realtà parallela nell'immaginazione filmica, le guerre terrestri sono ancora oggi una dura realtà quotidiana. ([[Fausto Cercignani]]) *Le leggi tacciono in tempo di guerra. ([[Marco Tullio Cicerone]]) *Le nazioni non sguaineranno la spada contro altre nazioni, né impareranno ancora a fare guerra. ([[Antico Testamento]]) *Lo sai perché si fanno le guerre? Perché il mondo è cominciato senza l'uomo e senza l'uomo finirà. (''[[La tigre e la neve]]'') *Lo scopo della guerra non è morire per il proprio paese bensì fare in modo che l'altro bastardo muoia per il suo. ([[George Smith Patton]]) *Lo scoppio di una guerra è innanzitutto lo scoppio di due masse. […] L'entusiasmo con cui gli uomini accolgono una dichiarazione di tal fatta ha la sua radice nella vigliaccheria del singolo di fronte alla morte. […] Il peggio che possa capitare agli uomini in guerra – e cioè morire insieme – risparmia loro la morte individuale che essi temono più di tutto. ([[Elias Canetti]]) *''Lontano me ne andrò; | sul mare e sulla terra, | per dire no alla guerra | a quelli che vedrò. || E li convincerò | che c'è un nemico solo: | la fame che nel mondo | ha gente come noi. || Se c'è da versar sangue | versate solo il vostro; | signori, ecco il mio posto: | io non vi seguo più. || E se mi troverete, | con me non porto armi: | coraggio, su, gendarmi, | sparate su di me.'' ([[Boris Vian]]) *Ma la sorte, che ha grandissimo potere in generale, particolarmente lo ha in guerra: da cause banali produce mutamenti decisivi. ([[Gaio Giulio Cesare]]) *– Mandrake, ricorda che cosa diceva [[Georges Clemenceau|Clemenceau]] sulla guerra?<br/>– No, guardi, sul momento no, generale.<br/>– Che la guerra è troppo importante per farla fare ai generali. Quando diceva questo, cinquant'anni fa, avrà avuto ragione. Oggi invece è troppo importante per farla fare agli statisti, in quanto non hanno il tempo, né l'esperienza, né una naturale disposizione per la strategia. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'') *Molti son gli uomini che gridano "guerra, guerra!" che ben poco sanno a che la guerra possa ammontare. All'inizio la guerra ha così grande e così larga entrata, che ogni creatura può entrarvi quando gli piace, e trovar facilmente la guerra: ma non è certo facile di sapere qual che ne sia per essere la fine; perché in verità, una volta che la guerra sia cominciata, molti son i bimbi ancora non nati di madre, che per quella giovani morranno, o in lutto vivranno e morranno in miseria. (''[[I racconti di Canterbury]]'') *Morte. Distruzione. Malattie. Orrore. La guerra è tutto questo. Tutto ciò la rende una cosa da evitare. (''[[Star Trek (serie classica)|Star Trek]]'') *Nella guerra la crudeltà non si conta, non si soppesa mai. C'è. Di fatto. In partenza. ([[Giulio Questi]]) *{{NDR|Parlando dell'[[immigrazione]]}} Nella retorica della [[sinistra]] buonista c'è questa politica romantica del migrante; gli uomini non sono animali, che migrano, gli uomini vanno via se c'è la guerra oppure se muoiono di fame. E oggi c'è la guerra e si muore di fame perché c'è il [[capitalismo]]. ([[Marco Rizzo]]) *Nessuna controversia fra nazioni può mai giustificare una guerra nucleare. Non c'è difesa contro armi nucleari che non possono essere annullate aumentando la portata dell'attacco. Per le nazioni sarebbe contrario alla natura della guerra aderire ad accordi per combattere guerre "limitate", utilizzando solo armi nucleari "piccole" – anche le piccole guerre oggi sono pericolose, a causa della probabilità di svilupparsi in una catastrofe di portata mondiale.<br />Per il mondo l'unica politica assennata è quella di abolire la guerra. ([[Linus Pauling]]) *Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna. ([[Filippo Tommaso Marinetti]]) *Non c'è granché da raccontare su questa guerra. È come tutte le guerre: vincono soltanto i becchini. I politicanti fanno un gran parlare di gloria e via dicendo, i vecchi dicono che è una cosa necessaria, i soldati chiedono solo di tornare a casa. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'') *Non c'è niente di più di una guerra per raccontare il dolore e la crudeltà del genere umano. Nella guerra succede davvero di tutto, tutta la natura umana si rivela. Buona o cattiva che sia. ([[Ettore Mo]]) *Non è cosa che voglia tutta la diligenza dell' uomo e che meno patisca gli errori, etiandio piccoli, quanto fa la guerra. ([[Giovanni Francesco Lottini]]) *Non è vero che la guerra sia connaturata con la società umana. La guerra è insita nella società [[Capitalismo|capitalistica]], è l'[[imperialismo]] che genera inevitabilmente le guerre, ma questa inevitabilità delle guerre può essere anch'essa eliminata distruggendo l'imperialismo. ([[Pietro Secchia]]) *Non mi pongo il problema della pace o della guerra. Anzi dire che la guerra non ha senso è una cavolata. Ha senso, come la malattia ha senso. C'è un mondo che vive sulla malattia: togliamo tutti i malati e l'economia del mondo muore. Allo stesso modo anche la guerra fa parte della logica, non della vita, ma della società. La guerra segue un filo: quella del distruggere per poi costruire, di scavare un buco e poi riempirlo. ([[Andrea Pezzi]]) *''Non san misura l'armi; facilmente | né moderar si può né ritenere | d'alzata spada l'ira; il sangue piace, | piace alla guerra.'' ([[Lucio Anneo Seneca]]) *Non sappiamo quando la guerra finirà, e non possiamo proseguire il viaggio [...]. I combattimenti potranno durare per lungo tempo, forse per molti anni. Vi sono guerrieri forti e valorosi da entrambi i lati, e in entrambi gli eserciti è ben vivo l'onore di combattere. Non è una guerra fra buoni o cattivi: è una guerra tra forze che combattono per lo stesso potere. E quando inizia una battaglia di questo genere, si prolunga più delle altre, perché Allah è con tutte e due le parti. ([[Paulo Coelho]]) *Non si fanno le guerre per il beneficio dell'umanità, ma per interessi nazionali. ([[Henry Kissinger]]) *Non so se la guerra ci cambi. Credo che potremo capirlo solo quando sarà finita. È solo che la guerra ci mette in condizioni diverse. Diverse condizioni di esistenza. Condizioni in cui bisogna scegliere se rimanere umani o trasformarsi in bestie, terroristi, saccheggiatori, stupratori. ([[Volodymyr Zelens'kyj]]) *Non sono un pacifista. A chi mi desse uno schiaffo sulla guancia non porgerei mai l'altra, ma mi difenderei a denti stretti. La guerra è per metà fatta di paura e per metà di noie. I giovani del mio paese non sono per la guerra. Non sono nemmeno per il servizio militare. Gli orfani di guerra, poi, la considerano il peggiore dei mali. ([[Günter Grass]]) *''Nulla di più orrendo e lamentevole'': di due popoli che si scagliano l'uno contro l'altro a bandiera spiegata. ([[Arno Schmidt]]) *Orbene, poiché la guerra contraddice nel modo più stridente {{sic|a tutto}} l'atteggiamento psichico che ci è imposto dal processo civile, dobbiamo necessariamente ribellarci contro di essa: semplicemente non la sopportiamo più; non si tratta soltanto di un rifiuto intellettuale e affettivo, per noi pacifisti si tratta di un'intolleranza costituzionale, per così dire della massima idiosincrasia. E mi sembra che le degradazioni estetiche della guerra non abbiano nel nostro rifiuto una parte molto minore delle sue crudeltà. ([[Sigmund Freud]]) *Per distruggere l'inevitabilità delle guerre è necessario distruggere l'[[imperialismo]]. ([[Stalin]]) *Più che una fine della [[Seconda guerra mondiale|guerra]], vogliamo una fine dei principi di tutte le guerre. ([[Franklin Delano Roosevelt]]) *Per gli storici le guerre sono come sante: esse, simili a temporali utili o inevitabili, irrompono dalla sfera del sovrannaturale nell'ovvio e comprensibile corso del mondo. Io odio il rispetto degli storici dinanzi a una cosa solo per il fatto che è avvenuta, i loro criteri falsi, a posteriori, la loro impotenza che striscia dinanzi a ogni forma di potere. ([[Elias Canetti]]) *Personalmente non sono pregiudizialmente contro le guerre, purché le guerre abbiano una legalità internazionale, purché abbiano un obiettivo, venga verificato questo obiettivo, purché siano l'ultima ratio, e soprattutto purché non si giochi con le parole, cioè non si prenda in giro la gente. ([[Marco Travaglio]]) *Qual meraviglia... richiesto tal uno delle cose necessarie alla guerra, egli rispondesse, tre esser quelle: [[Danaro]], danaro, danaro! ([[Raimondo Montecuccoli]]) *Quando c'è la guerra, a due cose bisogna pensare prima di tutto: in primo luogo alle [[scarpa|scarpe]], in secondo alla roba da mangiare; e non viceversa, come ritiene il volgo: perché chi ha le scarpe può andare in giro a trovar da mangiare, mentre non vale l'inverso. – Ma la guerra è finita, – obiettai: e la pensavo finita, come molti in quei mesi di tregua, in un senso molto più universale di quanto si osi pensare oggi. – Guerra è sempre, – rispose memorabilmente Mordo Nahum. ([[Primo Levi]]) *Quando dico che la guerra è la fonte di tutte le arti: con ciò voglio dire che è la fonte di tutte le grandi virtù e di tutte le facoltà degli uomini; che tutte le nazioni hanno appreso in guerra la precisione dei termini del pensiero; che hanno tratto profitto durante la guerra e sono decadute durante la pace; che sono state istruite dalla guerra e tradite dalla pace; in una parola, che sono nate nella guerra e grazie alla guerra e che sono morte nella pace e a causa della pace. ([[John Ruskin]]) *Quando finisce una guerra, il primo sentimento è il sollievo. Il secondo, amaro disappunto. (''[[Downton Abbey]]'') *Quando si approfitta del proprio vantaggio senza pietà, allora si fa la guerra. ([[Robert Louis Stevenson]]) *Quando viene dichiarata una guerra, la prima vittima è la Verità. ([[Arthur Ponsonby]]) *Quasi niente quanto la guerra, e niente quanto una guerra ingiusta, frantuma la dignità dell'uomo. ([[Oriana Fallaci]]) *Quasi non ci sono personaggi, in questa storia, e quasi non ci sono confronti drammatici, perché la maggior parte degli individui che vi figurano sono malridotti, sono solo trastulli indifferenti in mano a forze immense. Uno dei principali effetti della guerra è, in fondo, che la gente è scoraggiata dal farsi personaggio. ([[Kurt Vonnegut]]) *Quasi tutte le miserie del mondo sono causate dalle guerre. E quando le guerre sono finite nessuno sa più perché sono scoppiate. (''[[Via col vento]]'') *Quello che ai protagonisti non fu chiaro, per lo meno non a tutti, fu che procedure di esportazione ''manu militari'' di un modello politico-sociale (considerato irrinunciabile e perciò meritevole persino di un disastroso crollo d'immagine) ''non si possono ripetere più volte''. O si determina la scelta di strade nuove, cioè un mutamento più lungo e diluito nel tempo ma pur sempre un mutamento, o, altrimenti, la replica del meccanismo «repressione/ripristino puro e semplice dell'ordine» diventa la premessa per la fine. ([[Luciano Canfora]]) *Questa cosa ingiustissima segue in ogni guerra, che tutti si arrogano il merito dei prosperi successi, e gli avversi ad un solo sono rimproverati. ([[Publio Cornelio Tacito]]) *Queste guerre sono lunghe e non hanno mai fine. Io dico al buon Dio dove una madre può trovare la pace in un mondo come questo. ([[Carlo Perasso]]) *Queste sono le ferite della guerra, che nessuno può guarire; bende e punti non possono ricostruire un essere umano con una memoria intatta e vera dentro le ossa. Soltanto la pelle guarisce. ([[Yvonne Vera]]) *Rispetto a una casa tetra e a una moglie odiata, meglio la guerra. ([[William Shakespeare]]) *"Sa cosa rispondo quando uno mi dice che sta scrivendo un libro contro la guerra?"<br/>"No. Cosa dice, Harrison Starr?"<br/>"Dico: perché non scrive un libro contro i ghiacciai, allora?"<br/>Quello che voleva dire, naturalmente, era che ci saranno sempre guerre, che impedire una guerra è facile come fermare un ghiacciaio. E lo credo anch'io.<br />E poi, anche se le guerre non fossero come i ghiacciai, ci sarebbe sempre la morte, la morte pura e semplice. ([[Kurt Vonnegut]]) *Se i canti erano veri, e suppongo che almeno un paio lo fossero, c'erano sempre state guerre e quello che avevo visto era stato solo un periodo di mutuo sfinimento. ([[John Gardner]]) *Se le dico che non andrò soldato per combattere a pro del Suo Francesco Giuseppe, dell'industria bellica francese, dello Zar, del Kaiser Guglielmo, non è che io tema per la mia vita, ma che la voglio conservare per una guerra migliore. Questa guerra io l'aspetterò in Svizzera. Sarà una guerra contro la società, contro le patrie, contro i poeti e i pittori che frequentano la Sua casa, contro le care famiglie, contro la falsa autorità dei padri e la falsa ubbidienza dei figli, contro il progresso e contro la Sua emancipazione, insomma contro la [[borghesia]]. ([[Joseph Roth]]) *Se tutti andassero in guerra solo in base alle proprie convinzioni, le guerre non ci sarebbero più. ([[Lev Tolstoj]], ''[[Guerra e pace]]'') *Si 'a guerra se perde l'ha perduta 'o popolo; e si se vence, l'hanno vinciuta 'e prufessure. ([[Eduardo De Filippo]]) *Si costruiscono fortezze, si fabbricano sottomarini, si minano intere regioni, e si fanno test sugli aeroplani per il loro uso in guerra. Tutto questo perché sembri che attaccare il proprio vicino sia una funzione inevitabile e la più importante di una Nazione. ([[Bertha von Suttner]]) [[File:Senso scenabattaglia 2.jpg|thumb|«Decine di migliaia di uomini pronti a uccidersi gli uni con gli altri senza ragione né scopo. La ragione non ha niente in comune con le guerre. Cos'è la guerra, in definitiva, se non un comodo metodo per obbligare gli uomini a pensare e ad agire nel modo più conveniente a chi li comanda?» (''[[Senso (film)|Senso]]'')]] *Sì, finché si tratta di brindare alle future vittorie siamo tutti pronti, ma non ci sentiamo di pagare quello che spesso costa la vittoria a cui brindiamo: la perdita di un braccio, una gamba tagliata alla coscia [...], un viso sfigurato in un modo da fare orrore e anche peggio! [...] E perché? La guerra: decine di migliaia di uomini pronti a uccidersi gli uni con gli altri senza ragione né scopo. La ragione non ha niente in comune con le guerre. Cos'è la guerra, in definitiva, se non un comodo metodo per obbligare gli uomini a pensare e ad agire nel modo più conveniente a chi li comanda? (''[[Senso (film)|Senso]]'') *Si firmerebbero poche dichiarazioni di guerra se chi le dichiara dovesse per legge firmarle col proprio sangue. ([[Gesualdo Bufalino]]) *Si può fare la guerra per ribellarsi alla guerra? Purtroppo secondo me si è costretti, non è che c'è molta scelta. L'altra scelta è quella di farsi ammazzare pacificamente. Non credo che sia una cosa logica è giusta. ([[Teresa Vergalli]]) *Sognare una guerra è come sognarle tutte. ([[Pinhead (personaggio)|Elliot Spencer]], ''[[Hellraiser III - Inferno sulla città]]'') *Solo i morti hanno visto la fine della guerra. ([[George Santayana]], erroneamente attribuita a [[Platone]]) *Sono molte le strade che ci portano al nostro [[destino]], ma nessuna strada è diretta come la guerra. ([[David Anthony Durham]]) *Spesso mi è venuta questa strana idea: e se una delle parti in lotta proponesse all'altra di congedare un soldato per ciascuna armata? Questo desiderio potrebbe sembrare strano, ma perché non realizzarlo? Poi congedare un secondo (da entrambe le parti), poi un terzo, un quarto e così via, finché non rimanga un solo soldato per ogni armata (supponendo che le armate abbiano la stessa forza e che la quantità sia compensabile con la qualità). Ed allora se delle questioni politiche realmente complesse fra rappresentanti ragionevoli di creature ragionevoli debbono venir risolte con la rissa, lasciamo che si azzuffino questi due soldati: uno assedierebbe la città, l'altro la difenderebbe.<br/>Questo ragionamento sembra soltanto un paradosso, eppure è giusto. Infatti, che differenza ci sarebbe tra un russo che combatte contro un rappresentante degli alleati, ed ottantamila russi che combattono contro ottantamila alleati? E perché non centotrentacinquemila contro centotrentacinquemila? Perché non ventimila contro ventimila? Perché non venti contro venti? Perché non uno contro uno? In nessun modo si potrà dimostrare che l'una cosa è più logica dell'altra. L'ultima, al contrario, è assai più logica perché più umana. Delle due l'una: o la guerra è una follia, o, se gli uomini compiono questa follia, non sono affatto delle creature ragionevoli, come, chissà perché, si è soliti considerarli. ([[Lev Tolstoj]]) *Tutta la guerra si basa sull'inganno. ([[Sunzi]]) *Tutte le guerre finiscono per essere ridotte a statistiche, strategie, discussioni sulle cause e sugli esiti. I dibattiti sulla guerra sono importanti, ma non come la storia umana di coloro che vi hanno combattuto. ([[Martin Gilbert]]) *Tutte le guerre governative sono ingiuste. ([[Murray N. Rothbard]]) *Una delle più orribili caratteristiche della guerra è che la [[propaganda]] bellica, tutte le vociferazioni, le [[Menzogna|menzogne]], l'[[odio]] provengono inevitabilmente da coloro che non combattono. ([[George Orwell]]) *Una guerra difensiva di chi ha ragione è buona; ma non può esistere se non colla condizione d'una guerra ingiusta; non si può applicare ad entrambe la qualificazione buono. ([[Alessandro Manzoni]]) *''Una guerra non si può evitare, può solo essere rimandata, a vantaggio del tuo nemico.'' (''[[Revolver (film 2005)|Revolver]]'') *Uno è vergine dell'Orrore come lo è della voluttà. Come me lo potevo immaginarmelo io 'sto orrore lasciando Place Clichy? Chi avrebbe potuto prevedere prima d'entrare davvero in guerra, tutto quel che conteneva la sporca [[anima]] eroica e fannullona degli uomini? Adesso, ero preso in questa fuga di massa, verso l'assassinio di gruppo, verso il fuoco... Veniva dal profondo ed era arrivato. ([[Louis-Ferdinand Céline]]) *Vi hanno due sorta di guerra: l'una è santa, quella che si fa per l'indipendenza, per la libertà, per la difesa della patria, dei penati, della famiglia... Ma vi ha un'altra guerra — la più odiosa, la più grottesca, la più criminosa, la più radicale tra le pazzie umane. —Questa ha per movente una vanità bestiale e feroce, che si è d'accordo di appellare l'amor della gloria... A codesti atti di rabbia insensata si dan nomi graziosi, campestri: quella gente va a raccogliere allori, a mietere palme, come le ragazze vanno nei campi a cogliere margherite, fiordalisi e papaveri. Vanno in realtà a raccogliere braccia e gambe, a fare fasci e mucchi di corpi morti. ([[Edmond Potonié]]) *Voglio che mio figlio non conosca la guerra. ([[Slogan comunisti|slogan comunista]]) ===[[Arkadij Babčenko]]=== *In generale, in guerra, sono tutti molto svelti a capire: persone, cani, alberi, sassi, fiumi. È come se avessero tutti un'anima. Quando scavi la trincea e attacchi con la pala l'argilla dura come pietra, ci parli come a un parente: «Dai, forza, piccola, ancora un po', ce la puoi fare...». E lei cede alle tue esortazioni, si concederà ancora un po', proteggendo il tuo corpo dentro di sé. Capiscono tutto, sono coscienti di tutto, sanno che destino li attende e cosa succederà. E hanno il diritto di scegliere da soli: dove crescere, dove scorrere, come morire. *In guerra le distanze si misurano in centimetri, il tempo si misura in secondi. Passano solo alcuni minuti, e sei già morto dieci volte, dieci volte sei risorto e altre dieci hai fatto in tempo a uccidere... *La guerra ha sempre lo stesso odore: diesel, polvere e un po' di angoscia. *Non c'è niente di paragonabile all'intensità della vita in tempo di guerra. In un'ora si attraversano così tanti eventi, così tanti eventi importanti per la vita. C'è solo la vita o la morte. La sopravvivenza: è l'unica cosa che hai davanti. Nient'altro ha senso... la vita perde il suo sapore, diventa noiosa. E in qualche modo hai bisogno di tirarti su di nuovo. Molte persone bevono, si drogano... la gente può vivere solo sull'orlo del baratro. *Non puoi spiegare che cos'è la guerra a chi non ha combattuto, così come non puoi trasmettere a un cieco la sensazione del verde, o a un uomo cosa vuol dire essere incinta e partorire. Perché sono privi degli organi sensoriali necessarie. La guerra non si può raccontare o capire, la si può solo provare. *Quando una persona torna dalla guerra [...] deve tirar fuori tutto ciò che ha dentro. Tutta quell'esperienza orribile... ha bisogno di sfogarsi. *Si dice che le guerre giuste generino poeti, mentre quelle ingiuste i pazienti degli ospedali psichiatrici. ===[[Gaston Bouthoul]]=== *Fino ad oggi gli uomini hanno sempre fatto sforzi prodigiosi per preparare la guerra, pochissimi per conoscerla. *I pretesti per scatenare la guerra non mancano mai. La storia è un vero magazzino di moventi bellici sempre disponibili. Ciascuna delle sue pagine fornisce un precedente e mette a nostra disposizione un rancore pronto a risorgere alla prima occasione. *Per poter iniziare una guerra bisogna disporre di eccedenze: eccedenza di capitali, eccedenza di uomini giovani che si possano sacrificare nei combattimenti senza troppi danni per la collettività. Un capo di stato o una classe dirigente che iniziano una guerra sottintendono di potersi permettere di far morire un certo numero di giovani per ottenere una soddisfazione di prestigio, di potenza o di arricchimento. ===[[Winston Churchill]]=== *Nessuno può garantire il [[successo]] in guerra, può solo meritarlo. *Non esisterà mai una guerra né piacevole, né veloce. *Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra. ===[[Paolo Ciani]]=== *La guerra è un ingranaggio che non controlla nemmeno chi l’ha iniziata. *Purtroppo, in questo tempo, abbiamo visto troppo normalizzare il demone della guerra. È aumentato un linguaggio bellicista, si è mostrata la guerra degli altri e raccontato l'uso delle armi, le strategie militari, la descrizione delle offensive e delle controffensive, come fossimo in un film.<br/>Ma la guerra non è un film. Lo sanno bene gli anziani italiani, che ancora raccontano la tragedia della guerra in casa nostra. Lo sapevano bene i padri costituenti, che nella Costituzione hanno inserito un articolo che recita - e non è mai inutile ricordarlo - che l'Italia ripudia la guerra. *Mai dobbiamo pensare al demone della guerra come a un compagno di strada normale della nostra storia. Oggi le guerre si eternizzano; lo sanno bene i popoli di tanti Paesi, troppo spesso dimenticati: la [[Somalia]], la [[Libia]], l'[[Afghanistan]], lo [[Yemen]], la [[Siria]], per citarne alcuni. ===[[Carl von Clausewitz]]=== *La guerra non è altro che un duello su vasta scala. *La guerra è un atto di forza che ha lo scopo di costringere l'avversario a sottomettersi alla nostra volontà. *La guerra non è mai un atto isolato. *La guerra è la prosecuzione della [[politica]] con altri mezzi. *La guerra è l'impiego illimitato della forza bruta. *Scopo dell'atto di guerra è disarmare l'avversario. ===[[Albert Einstein]]=== *Dal mio punto di vista, uccidere in guerra non è affatto meglio che commettere un banale assassinio. *Finché ci saranno gli uomini, ci saranno le guerre. *La domanda è: c'è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra? È ormai sufficientemente risaputo che, col progredire della tecnica moderna, rispondere a questa domanda è diventato una questione di vita o di morte per la civiltà da noi conosciuta; eppure, nonostante la massima buona volontà, tutti i tentativi di soluzione sono miseramente falliti. *La gente cerca di minimizzare il pericolo limitando gli armamenti e promulgando leggi restrittive per la conduzione della guerra. Ma la guerra non è un gioco di famiglia in cui i giocatori sono lealmente ligi alle regole. Dove sono in ballo la vita e la morte, obblighi e regole vengono meno. *La guerra mi pare qualcosa di meschino e spregevole: preferirei essere fatto a pezzi che partecipare a una faccenda così abominevole. ===[[Zlata Filipović]]=== *La gente deve sconfiggere la guerra, perché la guerra non ha niente a che vedere con l'umanità. La guerra è disumana. *La povertà capita agli altri, la fame capita agli altri, le malattie capitano agli altri. Così, anche la guerra accade ad altri, altrove. Anche quando la situazione si percepisce peggiorare di giorno in giorno, credi che la guerra succeda e rimanga lontano da te. *Le forze della guerra non sanno cosa siano l'amore e il desiderio di salvare qualcosa. Sanno solo distruggere, bruciare, saccheggiare. ===[[Giuseppe Garibaldi]]=== *Facciamo della guerra un anacronismo, e del [[lavoro]] un inno allo [[Dio|Eterno]]. *Io sono per l'arbitrato internazionale, cioè per l'assoluta abolizione della guerra fra nazioni e nazioni. *La maggior parte delle guerre, e le più sanguinose, furono, e sono fomentate dai preti. *Nemico della [[pena di morte]] ed amico della pace e della fratellanza umana, mi trovo a fare la guerra, che è l'antitesi de' miei principii. ===[[Francesco Guicciardini]]=== *Con disavvantaggio grande si fa la guerra con chi non ha che perdere. *E lasciate da canto le ragione generale che sono: che gli effetti delle guerre sono dubii; che spesso la vittoria è da chi pareva inferiore; che molte volte uno piccolo accidente, uno piccolo caso fa variazione ed effetti di momento grandissimo; che nessuno ha la fortuna in potestà, e che chi la ha avuto lungamente propizia e serena, non solo non si può promettere che l'abbia a continuare, ma ancora ha da temere più che gli altri della mutazione di quella. *È {{sic|uficio}} di chi governa le città fuggire le guerre quanto si può, ma appartiene anche alla sapienzia loro anticipare una guerra molesta e pericolosa per fuggirne una più molesta e più pericolosa. ===[[Ernest Hemingway]]=== *C'era qualcuno che diceva sempre, perché questo tale è così preoccupato e ossessionato dalla guerra, e ora dal 1933 forse è chiaro perché uno scrittore debba interessarsi al continuo, prepotente, criminale, sporco delitto che è la guerra. Siccome di guerre ne ho fatte troppe, sono certo di avere dei pregiudizi, e spero di avere molti pregiudizi. Ma è persuasione ponderata dello scrittore di questo libro che le guerre sono combattute dalla più bella gente che c'è, o diciamo pure soltanto dalla gente, per quanto, quanto più ci si avvicina a dove si combatte e tanto più bella è la gente che si incontra; ma sono fatte, provocate e iniziate da precise rivalità economiche e da maiali che sorgono a profittarne. *Scrissero un tempo che è dolce e meritevole morire per la patria. Ma in una guerra moderna non c'è niente di dolce né di meritevole, nella tua morte. Morirai come un cane e senza ragione. *Sono persuaso che tutta la gente che sorge a profittare della guerra e aiuta a provocarla dovrebbe essere fucilata il giorno stesso che incomincia a farlo da rappresentanti accreditati dei leali cittadini che la combatteranno. ===[[Antoine Henri Jomini]]=== *Avvi spesso del vantaggio a far la guerra d'invasione; ve ne ha spesso egualmente ad attendere lo invasore. *Di tutte le guerre che uno Stato possa intraprendere, la più conveniente, la più vantaggiosa è certamente la guerra d'intervento in una lotta {{sic|diggià}} impegnata. Sarà facile comprenderne la causa: lo Stato che interviene in tal modo mette nella bilancia tutto il peso della sua potenza in comune con quella per la quale interviene, vi entra quando vuole, ed allorché il momento è più opportuno per dare un'azion decisiva ai mezzi che apporta. *L'arte della guerra, tale qual s'intende generalmente, si divide in cinque branche puramente militari; ''la strategia'', ''la grande tattica'', ''la logistica'', ''l'arte dell'ingegnere'', e ''la tattica di dettaglio''; ma vi è una parte essenziale di essa che, male a proposito, se n'è esclusa sino al presente, cioè ''la politica della guerra''. Benché questa appartenga alla scienza dell'[[Statista|uomo di stato]] più particolarmente che a quella del guerriero, dopo che si è {{sic|imaginato}} di separare la toga dalla spada, non si può peraltro disconvenire che, se è inutile ad un generale subalterno, è indispensabile ad ogni generale comandante in capo un esercito: dessa entra in tutte le combinazioni che possono determinare una guerra, ed in quelle delle operazioni che potrebbero intraprendersi: quindi appartiene necessariamente alla scienza che trattiamo. *La celebre massima de' Romani, di non intraprendere cioè giammai due grandi guerre nel tempo stesso, è troppo conosciuta, troppo apprezzata perché faccia d'uopo sforzarsi a dimostrarne la saggezza. ===[[Aleksandr Ivanovič Lebed']]=== *Ho subito più della mia quota di guerra e sono arrivato alla conclusione che non risolve niente. Anche le guerre più lunghe, durate cento anni, finiscono comunque con accordi di pace. Quindi perché non parlare subito e saltare il passo dello scontro militare? *In ogni azione militare, come in ogni guerra, c'è sempre un primo e un ultimo uomo ucciso. Non puoi farci niente; è il destino. *La guerra è una cosa brutale, che non si ferma né con lo sterminio, né con il gesto di una mano. *Non importa come pianifichi, non importa come progetti, non importa come manovri, non puoi combattere una guerra senza perdite. *Non puoi cancellare la guerra dalla tua memoria. In pace l'ipocrisia è una maschera facile da indossare, ma la guerra ci rende indecentemente nudi: o sei un uomo e un guerriero, o sei un uomo solo di nome. ===[[Tito Livio]]=== *È giusta quella guerra che scaturisce da una scelta obbligata. (attribuita a [[Gaio Ponzio]]) *La guerra si nutre da sola. (attribuita a [[Marco Porcio Catone]]) *La fortuna molto può in tutte le umane cose, ma specialmente in guerra. ===[[Niccolò Machiavelli]]=== *Colui che sarà nella guerra più vigilante a osservare i disegni del nemico e più durerà fatica ad esercitare il suo esercito, in minori pericoli incorrerà e più potrà sperare della vittoria. *Comincionsi le guerre quando altri vuole, ma non quando altri vuole si finiscono. :Si ricordino i prìncipi, che si cominciano le guerre quando altri vuole, ma non quando altri vuole si finiscono. (''[[La mente di un uomo di Stato]]'') *La guerra non si leva, ma si differisce con vantaggio d'altri. *Meglio è vincere il nemico con la fame che col ferro, nella vittoria del quale può molto più la fortuna che la virtù. *Può la disciplina nella guerra più che il furore. *Sapere nella guerra conoscere l'occasione e pigliarla, giova più che niuna altra cosa. *Sono solamente quelle guerre giuste che sono necessarie, e quelle armi sono pietose dove non è alcuna speranza fuora di quelle. :Quella guerra è giusta, che è necessaria. (''[[La mente di un uomo di Stato]]'') ===''[[Metal Gear Solid]]''=== *È orribile. Ma è la guerra. E la prima regola della guerra è rimanere vivi. *In guerra, si manifestano tutte le emozioni peggiori dell'uomo... tutti i suoi lati peggiori. È facile dimenticare che cos'è il peccato, in mezzo a una battaglia. *Questa è la guerra. L'importante è sopravvivere, e a volte per riuscirci devi avere un cuore di ghiaccio. ===[[Henry de Montherlant]]=== *La guerra resta per me [...] la più tenera esperienza umana che abbia vissuto. *Si vorrebbe che dalla guerra venisse solo del male. Molti problemi sarebbero semplificati. Ora quest'archetto bagnato di sangue trae dall'uomo accenti profondi che esso solo può far rendere... Di fronte a un uomo che non abbiamo visto prender parte alla guerra restiamo perplessi: si può amarlo? Non m'importa nulla di essere odiato dai pacifisti, perché molti uomini della guerra avrebbero dato la vita per me. Noi siamo entrati nella vita conoscendo sul fronte ciò che era degno d'essere amato. Non escludo i nemici. Certe volte, dinanzi al loro coraggio, si è stati tentati di andare a loro, di prender le loro mani. Ma bisognava ucciderli. *Una sorta di violenza disciplinata e pacata, semplicità, salute, qualcosa di rude e verginale, che non si autocontempla: ecco quel che ho amato nella guerra, sì, amato, nonostante tutta l'angoscia e l'orrore. ===[[Maximilien de Robespierre]]=== *La guerra è sempre il principale desiderio di un governo potente, che vuole divenire ancor più potente. Non ho bisogno di dirvi che è proprio durante la guerra che [...] il governo copre con un velo impenetrabile i suoi latrocini e i suoi errori. Vi parlerò invece di ciò che tocca più direttamente i nostri interessi. È proprio durante la guerra che il potere esecutivo dispiega la sua terribile energia ed esercita una specie di dittatura, la quale atterrisce la libertà. È durante la guerra che il popolo dimentica le deliberazioni che riguardano i suoi diritti civili e politici. *La guerra va bene per gli ufficiali, per gli ambiziosi, per gli aggiottatori [...], per il potere esecutivo [...]. Questa decisione solleva da ogni preoccupazione, non si hanno più doveri verso il popolo quando gli si offre la guerra. *Non si porta la libertà sulla punta delle baionette. ===[[René Quinton]]=== *Il piacere della guerra: la vita primitiva giorno per giorno; né ieri né domani. I pesi sociali sono scomparsi: la tortura degli scopi, le preoccupazioni di farsi notare, le sofferenze dell'ineguaglianza, le ingiustizie delle situazioni, l'isolamento nello sforzo, la lotta senza sostegno, la fatica delle decisioni, i dubbi della sua missione, il desiderio che nessuno sforzo, nessun coraggio riesce a soddisfare, la fiera delle tentazioni, la lentezza e la mediocrità delle situazioni. *In guerra la povertà non umilia, la vanità vi è estranea. Il dovere compiuto colma l'anima. Qui nessun contatto è vile e gli uomini sono fratelli. La guerra è l'età dell'oro. *La guerra è per gli uomini ciò che l'acqua dormiente è per i cigni. ===[[John Steinbeck]]=== *Camminando, tra la folla, alle partite di calcio e in guerra, i profili si fanno vaghi; le cose reali divengono irreali e una nebbia si distende sul cervello. Tensione ed eccitamento, stanchezza, movimento, tutto si perde in un gran sogno grigio, così che, quando è finito, è difficile ricordare come fu quando si sono uccisi degli uomini o si è dato l'ordine di ucciderli. Quindi gli altri che non c'erano vi dicono come è andata e voi rispondete vagamente:<br/>«Già, dev'essere proprio stato così.» *I popoli non combattono le guerre per fare dello sport. *Il maggiore Hunter pensava alla guerra come a un lavoro aritmetico da compiersi, per potersene poi tornare presso il proprio caminetto; il capitano Loft come alla carriera perfetta di un giovanotto perfettamente allevato; e i sottotenenti Prackle e Tonder come a una cosa fantastica, di sogno, in cui nulla era molto reale. *La guerra è tradimento e odio, pasticci di generali incompetenti, tortura, assassinio, disgusto, stanchezza, finché poi è finita e nulla è mutato, se non che c'è una nuova stanchezza, un nuovo odio. ===[[Gino Strada]]=== *Credo che la guerra sia una cosa che rappresenta la più grande vergogna dell'umanità. E penso che il cervello umano debba svilupparsi al punto da rifiutare questo strumento sempre e comunque in quanto strumento disumano. *Io non credo nella guerra come strumento. C'è un dato inoppugnabile: che la guerra è uno strumento ma non funziona, semplicemente non funziona. *Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra perché la guerra non si può umanizzare, si può solo abolire. E non mi piace la parola "utopia"; preferisco parlare di "progetto non ancora realizzato". *La guerra piace ai politici che non la conoscono. [...]. La guerra piace a chi ha interessi economici, che se ne sta ben distante dalle guerre. Chi invece la conosce si fa un'idea molto presto. Io che non sono tanto furbo ci ho messo qualche anno per capire che non importa se c'è un'altra guerra. Che sia contro il terrorismo, per la democrazia o i diritti umani. Ogni guerra ha una costante: il 90% delle vittime sono civili, persone che non hanno mai imbracciato un fucile. Che non sanno neanche perché gli arriva in testa una bomba. Le guerre vengono dichiarate dai ricchi e potenti, che poi ci mandano a morire i figli dei poveri. *Le guerre appaiono inevitabili, lo appaiono sempre quando per anni non si è fatto nulla per evitarle. *Se la guerra non viene buttata fuori dalla storia dagli uomini, sarà la guerra a buttare fuori gli uomini dalla storia. *Sono [...] anni che vedo atrocità e carneficine compiute da vari signori della guerra, chi si diceva di "destra" e chi di "sinistra", e non ci ho mai trovato grandi differenze. Ho visto, ovunque, la stessa schifezza, il macello di esseri umani. Ho visto la brutalità e la violenza, il godimento nell'uccidere un nemico indifeso. ===[[Sebastiano Vassalli]]=== *Guerra di [[popolo]] è una guerra non di soldati, ma di uomini. Che combattono per se stessi, anzitutto: per motivi chiari, evidenti, per ideali in cui credono; e non perché ne hanno ricevuto l'ordine o perché son pagati per questo. *Una guerra di popolo, non può iniziare per scopi aggressivi. Non viene decisa a tavolino, tra mestieranti di strategia e di [[politica]]. Una guerra di questo genere inizia sempre molto tardi, perché le masse [[Contadino|contadine]] e [[Operaio|operaie]] sono abituate da secoli a sopportare l'oppressione e non sanno esprimersi con la violenza (che è prerogativa storica dei ceti parassitari); ma, una volta iniziata, è tale che gli stessi mestieranti di strategia e politica e i potenti della terra ne hanno paura, giustamente. *Una guerra di popolo non si ferma a comando, non ha frontiere e regole del gioco, non ha eroici protagonisti e sterminati greggi di comparse disposte a morir tacendo, come le guerre «normali», le guerre dei padroni. ===[[Simone Weil]]=== *Da una parte, la guerra è soltanto il prolungamento di quell'altra guerra che si chiama concorrenza e che fa della produzione stessa una semplice forma di lotta per la supremazia; dall'altra, tutta la vita economica contemporanea è orientata verso una guerra futura. *Il grande errore in cui cadono quasi tutte le analisi riguardanti la guerra [...] è di considerare la guerra come un episodio di politica estera, mentre è prima di tutto un fatto di politica interna, e il più atroce di tutti. [...] Come ogni apparato oppressivo, una volta costituito, resta fino a quando non viene spezzato, così ogni guerra, imponendo un apparato finalizzato a dirigere le manovre strategiche su masse costrette a servire come masse di manovra, deve essere considerata, anche nel caso in cui sia condotta da rivoluzionari, come un fattore reazionario. *La realtà della guerra, la realtà più preziosa da conoscere, poiché la guerra è l'irrealtà stessa. Conoscere la realtà della guerra è armonia pitagorica, unità dei contrari, è la pienezza della conoscenza del reale. ===[[Walt Whitman]]=== *''Abbasso i temi della guerra! abbasso, anzi, la guerra stessa! | Scomparso dalla mia vista orripilata, per mai più ritornarvi, quello spettacolo di anneriti cadaveri monchi! | Quello scatenato inferno, quelle incursioni sanguinose, che s'addicono alle feroci tigri, ai lupi dalla pendula lingua, non a uomini ragionevoli.'' *Gli anni a venire non sapranno mai la ribollente bolgia e il nero sfondo infernale di infinite scene e interni minori (non l'ufficiale cortesia, tutta di superficie, dei generali, non le poche battaglie famose) della Guerra di Secessione; ed è meglio che non lo sappiano – la guerra non entrerà mai nei libri. *Questa è stata la guerra. Non una quadriglia in una sala da ballo. La sua storia interiore non sarà scritta mai – non solo, ma il suo aspetto pratico e quotidiano, i dettagli di azioni e passioni non saranno mai neppure suggeriti. == Proverbi == *La guerra è dolce per chi non ne ha esperienza, l'esperto la teme. ([[Proverbi latini|Latino]]) === [[Proverbi italiani|Italiani]]=== *Cent'anni di guerra, un dì di battaglia. *Che giova all'uomo ucciso oppur ferito, che l'uccisor lo pianga o sia pentito? *Chi è sfortunato non vada alla guerra. *Chi evita la guerra col senno, fa meglio di chi la vince col [[sangue]]. *Chi ha l'armi in mano, è padrone d'ogni cosa. *Chi ha [[paura]] non vada alla guerra. *Chi predica la guerra è il cappellano del [[diavolo]]. *Chi va alla guerra, mangia male e dorme in terra. *Chi vuol vincere la guerra si prepari in tempo di [[pace]]. *Con molti alla guerra, con pochi a consiglio. *Dove parlano i tamburi, tacciono le leggi. *Guerra, [[peste]] e [[carestia]], vanno sempre in compagnia. *In chiesa per devozione, alla guerra per necessità. *In tempo di guerra, più chiacchiere che terra. *La guerra giusta è la guerra per difesa. *La guerra molti atterra. *La guerra viene da due parolette: "mio" e "tuo". *Meglio guerra fuori che guerra dentro. *Molti fan la guerra per un [[uovo]], e lasciano intanto scappar la [[gallina]]. *Nel giardino della guerra crescono i fiori della [[morte]]. *Nella guerra il più forte ha ragione. *Nemico diviso, nemico vinto. *Non c'è viaggio senza polvere, né guerra senza lacrime. *Pace e vittoria son giudici in guerra. *Per la ragion di stato e di confini, son rovinati ricchi e poverini. *Un bel morir tutta la vita onora. *Uomo in terra non fa guerra. *L'uomo ha iniziato a farsi la guerra, quando ha visto che stava troppo bene in divisa. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== {{vedi anche|:Categoria:Guerra}} {{MultiCol}} *[[Arma]] *[[Battaglia]] *[[Cessate il fuoco]] *[[Combattimento]] *[[Crimine di guerra]] *[[Guerra civile]] {{ColBreak}} *[[Guerriero]] *[[Pace]] *[[Pace e guerra]] *[[Pacifismo]] *[[Prigioniero di guerra]] *[[Rivoluzione]] *[[Soldato]] {{EndMultiCol}} ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla|wikt}} [[Categoria:Guerra]] [[Categoria:Scienze militari]] d8wy3qjhp2k1j9ua14nsyp6u4a9zd81 Fedeltà 0 1879 1429552 1297626 2026-10-15T07:12:43Z Spinoziano 2297 +1 1429552 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Accolade by Edmund Blair Leighton.jpg|thumb|''La vestizione'' (Edmund Blair Leighton, 1901)]] Citazioni sulla '''fedeltà'''. ==Citazioni== *Amicizia è solo una parola, ma fedeltà è una parola vana. ([[Publio Ovidio Nasone]]) *Anche se tutto si fa scuro, bisogna sempre essere fedele. Fedele a Dio e fedele agli uomini. ([[Giuseppe da Igualada]]) *Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto. (''[[Vangelo secondo Luca]]'') *Come il biondo oro si mette alla prova del fuoco, così la fedeltà va esaminata nei momenti difficili. ([[Publio Ovidio Nasone]]) *''È la fede degli amanti | come l'Araba Fenice | che vi sia ciascun lo dice | ove sia nessun lo sa''. ([[Pietro Metastasio]]) *È la fedeltà la vera utopia. (''[[L'ultimo bacio]]'') *Esser fedeli a una donna, significa esser fedeli a se stessi. ([[Guido Morselli]]) *Fedeltà (''s.f.''). [...] Virtù particolare che contraddistingue coloro che stanno per essere traditi. ([[Ambrose Bierce]]) *Io penso che la fedeltà alla propria patria, alla propria casa e alla propria moglie sia la base della vera felicità di un uomo. (''[[La falena d'argento]]'') *La fedeltà è una virtù da cui vogliamo essere esonerati, ma da cui difficilmente esoneriamo gli altri. ([[Alphonse Karr]]) *La fedeltà è una virtù dei cani. ([[Vittorio Sgarbi]]) *La fedeltà in fondo che cos'è? Non è altro che un grosso prurito con il divieto assoluto di grattarsi. ([[Fabrizio De André]]) *La fedeltà non è puramente donata, è sempre qualche cosa che si acquista e, per il fatto stesso, qualche cosa che ci rende nobili. ([[Marie-Dominique Philippe]]) *La fedeltà non esiste. Nel senso che non è una condizione del corpo. La fedeltà è un valore che appartiene (se si è fortunati) solo al cuore. Ma non agli organi genitali. La fedeltà fisiologica è solo una ridicola convezione borghese. ([[Giuseppe Cruciani]]) *La fedeltà, se la vogliamo scarnificare un po', è la virtù di chi si sente più debole nella coppia e ha l'impressione che, perso quell'uomo o quella donna con cui vive, non ha altra chance che il deserto della solitudine. E allora si abbarbica all'indifferenza dell'altro/a, quando non alla sua ostilità, profondendosi in quelle forme esasperate d'amore che sono il rovescio del suo bisogno assoluto dell'altro. ([[Umberto Galimberti]]) *La violenza che ci si fa per restare fedeli a chi si ama non vale molto più di un'infedeltà. ([[François de La Rochefoucauld]]) *Non può pertanto un Signore prudente, nè debbe osservare la fede, quando tale osservanzia gli torni contro, e che sono spente le cagioni che la feciono promettere. ([[Niccolò Machiavelli]]) *Non vi è [[moglie|sposa]] fedele [...] che almeno con gli occhi non abbia tradito il coniuge parecchie volte. ([[Aldo Palazzeschi]]) *Quanto sia laudabile in un Principe mantenere la fede, e vivere con integrità, e non con astuzia, ciascuno lo intende. Nondimeno si vede per esperienzia, ne' nostri tempi, quelli Principi aver fatto gran cose, che della fede hanno tenuto poco conto, e che hanno saputo con astuzia aggirare i cervelli degli uomini, ed alla fine hanno superato quelli che si sono fondati in su la lealtà. ([[Niccolò Machiavelli]]) *Se il bisogno di rassicurare la propria intrinseca insicurezza genera la fedeltà, il bisogno di non annullarsi nell'altro genera il tradimento. ([[Umberto Galimberti]]) *Se non insisti sulla fedeltà del tuo compagno, o compagna, ti esponi a delle malattie. ([[L. Ron Hubbard]]) *Solo chi ha fede in se stesso può essere fedele agli altri. ([[Erich Fromm]]) ==[[Proverbi italiani]]== *Chi non è fedele a [[Dio]], non è fedele neanche agli uomini. *Di cortesia e fedeltà nessuno se ne penta mai. *La fedeltà e la fede valgono più dell'oro sonante. *La fedeltà è un raro ospite: se ti capita in casa, non lo lasciar più uscire. *La fedeltà non è mai rimeritata abbastanza e l'infedeltà non mai abbastanza punita. *La fedeltà si compra con la fedeltà. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate == *[[Costanza]] *[[Infedeltà]] *[[Tradimento]] *[[Mettere le corna]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=fedeltà|wikt|preposizione=sulla}} [[Categoria:Virtù]] 7snns29hof3mpxh2eb28foce1w137y4 Template:SelezioneNuove 10 4465 1429518 1429485 2026-10-14T14:40:03Z Spinoziano 2297 + 1429518 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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Ah, quello sì. Quello, vede, è tutto l'opposto: lì si conclude, e si vede. Le istruzioni, lì, si chiamano "ordini", e gli ordini si traducono in fatti, in fatti che si toccano con mano, in case, in strade, in acquedotti... Ah, com'è bello il lavoro al ministero del Lavoro!... Mai finché sono stata lì, che mi fosse capitato di chiedermi: "E ora che si fa?"... Mai! [...] Ci sarei rimasta per tutta la vita. E invece... e invece, a un certo punto, il [[David Ben Gurion|Vecchio]] volle darmi il ministero degli Esteri...<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 73-74.</ref> *Il primo incarico che mi diedero in diplomazia fu l'ambasciata a Mosca. Fu un'esperienza sconvolgente. Quando videro che [[Iosif Stalin|Stalin]] riconosceva lo [[Israele|Stato di Israele]], i poveri ebrei di Russia s'illusero che le persecuzioni contro di loro fossero finite e vennero a vedermi alla sinagoga. Ce n'erano oltre cinquantamila a fare ressa per strada. E così si denunziarono. Nei giorni che seguirono, seppi che ad uno ad uno stavano tutti scomparendo. Dove, non so. In Siberia, immagino. Nessuno di loro osava più avvicinarmi. Una sola lo fece: la moglie di [[Vjačeslav Michajlovič Molotov|Molotov]], ch'è appunto ebrea e mi rimase amica, forse credendo di essere salvaguardata dalla posizione di suo marito... Poco dopo, era al confino anch'essa...<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, p. 73.</ref> *Non creda che sia molto divertente fare il ministro degli Esteri. Si lavora, si lavora, e non si conclude mai nulla... O per lo meno non si vede. Lei crede, quando ha mandato questa o quella istruzione a un ambasciatore, di aver risolto un problema. Neanche per idea. Comincia la battaglia delle note, dei memoranda, dei protocolli. Alle proposte seguono le controproposte. Si passano giornate, settimane, mesi a cavillare su una frase, a sottilizzare su una interpretazione. Parole, parole... nient'altro che parole.<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 72-73.</ref> *Non esiste qualcosa come un popolo palestinese. Non è che siamo venuti, li abbiamo buttati fuori e abbiamo preso il loro paese. Essi non esistevano. (da una dichiarazione al ''The Sunday Times'', 15 giugno 1969) *Come possiamo restituire i territori occupati? Non c'è nessuno a cui restituirli. (8 marzo 1969). *A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche dirgli come pensa di prendersi questa responsabilità, se è interessato allo stato d'Israele. E bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada. (da un discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961.) {{Int|Dalla 1ª intervista di [[Igor Man]]|in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0126_01_1969_0108_0001_6148630/ ''Golda Meir smentisce «Non abbiamo atomiche»''], ''La Stampa'', 9 maggio 1969}} *Israele non ha bombe atomiche né intende impiegarne. *{{NDR|Sul perché Israele non ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare}} Ne abbiamo tanti di problemi sul tappeto... In ogni caso Israele non è il solo paese a non aver firmato ancora. *Israele non introdurrà mai per primo armi atomiche nel Medio Oriente. {{Int|Dalla 2ª intervista di [[Igor Man]]|in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,11/articleid,0126_01_1969_0110_0011_4793855/ ''Parla la signora Golda Meir''], ''La Stampa'', 11 maggio 1969}} *Non ha senso pensare che la pace possa raggiungersi per interposta persona. Sono gli arabi che debbono farla, con noi, sedendosi allo stesso nostro tavolo. Finché i Grandi discuteranno, gli arabi si sentiranno scaricati di ogni responsabilità, e invece, ora, debbono finalmente assumersene. Tre volte hanno fatto la guerra e tre volte l'hanno perduta e sempre c'è stato qualcuno che ha detto loro: non importa, arrangiamo noi la situazione. E così abbiamo avuto armistizi, forze d'emergenza dell'Onu, tregue, osservatori, ma giammai la pace. Adesso basta. Nessuno può risolvere un problema che investe direttamente arabi e israeliani, nessuno può imporci una soluzione. Vogliamo la pace, una pace negoziata fra le parti in causa che ci garantisca confini certi e giusti. *Dove mai s'è visto nella storia che due nazioni che hanno fatto la guerra non abbiano poi sottoscritto la pace sedendo al tavolo delle trattative? Nel caso nostro c'è di più: siamo stati attaccati, abbiamo vinto. Il popolo che è stato attaccato e che ha vinto invita gli aggressori sconfitti: prego, venite e facciamo la pace. E questo sarebbe un atteggiamento tanto assurdo ed estremista da alienarci gli amici? Può darsi, ma si tratterebbe di un caso assai strano. Di solito a domandare la pace è chi perde, tuttavia noi rigettiamo ogni posizione di privilegio: noi vogliamo una pace dignitosa, onorevole per tutte due le parti a chiusura d'una guerra che speriamo, e fortemente auspichiamo, sia stata l'ultima. *I sovietici sono come e più degli arabi, responsabili della guerra del '67, per la campagna di intossicazione che condussero. *Dal punto di vista della sicurezza gli attuali confini sono l'ideale. E non li lasceremo fin quando gli arabi non cercheranno di muovercene con negoziati di pace che garantiscano confini reciprocamente sicuri. *Accettiamo solo il principio che i Luoghi Santi musulmani e cristiani vengano posti sotto le rispettive giurisdizioni e amministrazioni. Sul resto non si discute. {{Int|Dall'intervista di [[Oriana Fallaci]]|in ''Intervista con la storia'', Rizzoli, Milano, 1974.}} *Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità. (da ''Le Monde'', 15 ottobre 1971) *In questi ultimi anni e durante la guerra d'attrito mi son trovata tante volte nella necessità di prendere certe decisioni: ad esempio mandare i nostri soldati in luoghi da cui non sarebbero tornati indietro, o impegnarli in operazioni che sarebbero costate la vita a chissà quante creature da entrambe le parti. E soffrivo... soffrivo. Però davo quegli ordini come li avrebbe dati un uomo. Anzi, ora che ripenso, non sono affatto sicura di aver sofferto più di quanto avrebbe sofferto un uomo. *La guerra è una stupidaggine immensa. Io sono convinta che un giorno tutte le guerre finiranno. Sono convinta che un giorno i bambini, a scuola, studieranno la storia degli uomini che facevano la guerra come si studia un'assurdità. Se ne stupiranno, se ne scandalizzeranno come oggi si scandalizzano del cannibalismo. Anche il cannibalismo è stato accettato per lungo tempo come una cosa normale. Eppure, oggi, almeno fisicamente, non si pratica più. *Io credo che la guerra nel Medio Oriente durerà ancora molti, molti anni. E le dico perché. Per l'indifferenza con cui i capi arabi mandano a morire la propria gente, per il poco conto in cui tengono la vita umana, per l'incapacità dei popoli arabi a ribellarsi e a dire basta. *Alla pace con gli arabi si potrebbe arrivare solo attraverso una loro evoluzione che includesse la democrazia. Ma ovunque giro gli occhi e li guardo, non vedo ombra di democrazia. Vedo solo regimi dittatoriali. E un dittatore non deve rendere conto al suo popolo di una pace che non fa. Non deve rendere conto neppure dei morti. Chi ha mai saputo quanti soldati egiziani son morti nelle due ultime guerre? Solo le madri, le sorelle, le mogli, i parenti che non li hanno visti tornare. I capi non si preoccupano neanche di sapere dove sono sepolti, se sono sepolti. Noi invece... *Supponiamo che [[Anwar al-Sadat|Sadat]] firmi e poi venga assassinato. O semplicemente eliminato. Chi ci dice che il suo successore rispetterà l'accordo firmato da Sadat? *[[Anwar al-Sadat|Sadat]] non vuole negoziare con noi. Io sono più che pronta a negoziare con lui. Lo dico da anni: «Sediamoci a un tavolo e vediamo di arrangiare le cose, Sadat». E lui, picche. Lui non è affatto pronto a sedersi a un tavolo con me. Continua a parlare della differenza che esiste tra un accordo e un trattato. Dice che è disposto a un accordo, ma non a un trattato di pace. Perché un trattato di pace significherebbe il riconoscimento di Israele, relazioni diplomatiche con Israele. Mi spiego? Ciò cui allude Sadat non è un discorso definitivo che stabilisca la fine della guerra: è una specie di cessate-il-fuoco. E poi egli rifiuta di negoziare direttamente con noi. Vuoi negoziare attraverso intermediari. Non possiamo parlarci attraverso intermediari! privo di senso, è inutile! *Credo ad Hussein. Sono convinta che egli si sia reso conto, ormai, di quanto sarebbe futile per lui imbarcarsi in un'altra guerra. Hussein ha capito di aver commesso un errore tremendo nel 1967, quando entrò in guerra contro di noi e non considerò il messaggio che Eshkol gli aveva inviato: «Non entri in guerra e non le succederà niente». Ha capito che fu una tragica sciocchezza ascoltare Nasser, le sue bugie su Tel Aviv bombardata. *Gli arabi sono davvero strani: perdono le guerre e poi pretendono di guadagnarci. Ma insomma, la guerra dei Sei giorni, noi l'abbiamo vinta o no? Il diritto di porre le nostre condizioni ce l'abbiamo o no? Ma da quando, nella storia, colui che attacca e perde ha il diritto di dettar prepotenze a colui che vince? *I siriani vorrebbero che noi scendessimo dalle [[alture del Golan]] per spararci addosso come facevano prima. Inutile dire che non ci pensiamo nemmeno, che non scenderemo mai dall'altipiano. Tuttavia anche coi siriani siamo pronti a negoziare. Alle nostre condizioni. E le nostre condizioni consistono nel definire tra la Siria e Israele un confine che stabilisca la nostra presenza sull'altopiano. In altre parole, oggi i siriani si trovano esattamente dove dovrebbe esser fissato il confine. *Ci accusano di espansionismo ma l'espansionismo, creda, non ci interessa. Ci interessano solo nuovi confini. E poi senta: questi arabi voglion tornar ai confini del 1967. Se quei confini erano giusti, perché li distrussero? *Senta, anche noi durante la guerra di Indipendenza avevamo i nostri gruppi terroristici: lo Stem, la Irgun. E io li avversavo, li avversai sempre. Però nessuno di loro si macchiò mai delle infamie di cui gli arabi si macchiano con noi. Nessuno di loro mise mai bombe nei supermarket, o dinamite negli autobus dei bambini. Nessuno di loro provocò mai tragedie come quella di Monaco o di Lidda. *Cosa vuoi discutere con gente che non ha nemmeno il coraggio di rischiare la propria pelle e consegna gli ordigni esplosivi a un altro? *Finoggi c'è stata troppa tolleranza da parte vostra. Una tolleranza che, mi permetta di dirlo, ha le sue radici in un antisemitismo non spento. Ma l'antisemitismo non si esaurisce mai nella sofferenza degli ebrei e basta. La storia ha dimostrato che l'antisemitismo, nel mondo, ha sempre annunciato sciagure per tutti. Si incomincia col tormentare gli ebrei e si finisce col tormentare chiunque. *In ogni capitale europea esistono uffici di cosiddetti movimenti di liberazione e voi sapete benissimo che non si tratta di uffici innocui. Però non fate nulla contro di loro. Ve ne pentirete. Grazie alla vostra inerzia e alla vostra condiscendenza, il terrore si moltiplicherà e anche voi ne farete le spese. *Per noi ebrei, i rapporti con la Germania sono un tale conflitto tra la testa e il cuore. *Il terrorismo è divenuto una specie di internazionale malvagia: una malattia che colpisce persone le quali non hanno nulla a che fare coi profughi palestinesi. *Quando c'è una guerra e la gente scappa, di solito scappa verso paesi di lingua diversa e religione diversa. I palestinesi, invece, fuggirono verso paesi dove si parlava la loro stessa lingua e si osservava la loro stessa religione. Fuggirono in Siria, in Libano, in Giordania: dove nessuno fece mai nulla per aiutarli. Quanto all'Egitto, gli egiziani che presero Gaza non permisero ai palestinesi nemmeno di lavorare e li tennero in miseria per usarli come un'arma contro di noi. È sempre stata la politica dei paesi arabi: usare i profughi come un'arma contro di noi. Hammarskjoeld aveva proposto un piano di sviluppo per il Medio Oriente, e questo piano prevedeva anzitutto il riassestamento dei [[Rifugiati palestinesi|profughi palestinesi]]. Ma i paesi arabi risposero no. *La responsabilità verso i palestinesi non è nostra: è degli arabi. Noi, in Israele, abbiamo assorbito circa un milione e quattrocentomila ebrei arabi: dall'Iraq, dallo Yemen, dall'Egitto, dalla Siria, dai paesi nordafricani come il Marocco. Gente che arrivando qui era piena di malattie e non sapeva far nulla. Tra i settantamila ebrei giunti dallo Yemen, per esempio, non c'era un solo medico né una sola infermiera: ed eran quasi tutti ammalati di tubercolosi. Eppure li prendemmo, e costruimmo ospedali per loro, e li curammo, li educammo, li mettemmo in case pulite e li trasformammo in agricoltori, medici, ingegneri, insegnanti... Tra i centocinquantamila ebrei che vennero dall'Iraq v'era un piccolissimo gruppo di intellettuali; eppure i loro figli, oggi, frequentano le università. Certo abbiamo problemi con loro, non è tutto oro quello che luccica, ma resta il fatto che li abbiamo accettati e aiutati. Gli arabi invece non fanno mai nulla per la propria gente. Se ne servono e basta. *Se dobbiamo parlare di profughi io le rammento che per secoli gli ebrei furono i profughi per eccellenza! Sparpagliati in paesi dove non si parlava la loro lingua, non si osservava la loro religione, non si conoscevano i loro costumi... Russia, Cecoslovacchia, Polonia, Germania, Francia, Italia, Inghilterra, Arabia, Africa... Chiusi nei ghetti, perseguitati, sterminati. Eppure sopravvissero, e non smisero mai d'essere un popolo, e si ritrovarono per fondare una nazione... *Io pensavo che in uno Stato ebreo non vi sarebbero stati i mali che affliggono le altre società. I furti, gli assassini!, la prostituzione... Lo pensavo perché ci eravamo avviati bene: quindici anni fa in Israele non c'erano quasi furti, e non c'erano assassini!, non c'era prostituzione. Ora invece abbiamo tutto, tutto... Ed è una cosa che fa male al cuore: ferisce più che scoprire di non avere ancora fatto una società più giusta, più uguale. *Bisogna ammettere che c'è una bella differenza tra l'ideologia socialista e il socialismo messo alla prova pratica. Tutti i partiti socialisti che sono arrivati al governo e hanno assunto le responsabilità di un paese son dovuti scendere a compromessi. Non solo: da quando i socialisti sono al potere in singoli paesi, il socialismo intemazionale è indebolito. Una cosa era fare il socialismo internazionale quando ero ragazza io, cioè quando nessun partito socialista era al potere, e una cosa è farlo ora. *La sinagoga, in Russia, è l'unico posto dove gli ebrei possono esprimere se stessi. *L'America che ho conosciuto io è un posto dove gli uomini a cavallo proteggono un corteo di lavoratori, la Russia che ho conosciuto io è un posto dove gli uomini a cavallo massacrano i giovani socialisti e gli ebrei. *L'America è un grande paese. Ha tante colpe, tante ineguaglianze sociali, ed è una tragedia che il problema dei negri non vi sia stato risolto cinquanta o cento anni fa, però resta un grande paese, un paese pieno di opportunità, di libertà! Ma le par niente poter dire quel che si vuole, scrivere quel che si vuole, anche contro il governo, l'establishment? Forse non sono obbiettiva, ma per l'America ho una tal gratitudine! Sono affezionata all'America: ok? *A me ha sempre fatto pena la gente che ha paura dei sentimenti, delle emozioni, e nasconde quello che prova e non sa piangere con tutto il cuore. Perché chi non sa piangere con tutto il cuore non sa nemmeno ridere a gola spiegata. *Le donne sono più pratiche, più realistiche. Non si disperdono in fumisterie come gli uomini, che girano sempre intorno all'albero per agguantare il nocciolo della questione. *Mia cara, la vecchiaia è come un aereo che vola nella tempesta. Una volta che ci sei dentro, non puoi farci più nulla. Non si ferma un aereo, non si ferma una tempesta, non si ferma il tempo. Quindi tanto vale pigliarsela calma, in saggezza. ===Attribuite=== *O arabi, noi vi potremmo un giorno perdonare per aver ucciso i nostri figli, ma non vi perdoneremo mai per averci costretto ad uccidere i vostri.<ref>Riferito da Fiamma Nirenstein su ''Radio radicale'' alle ore 6,30 del 21 gennaio 2009.</ref> ==Citazioni su Golda Meir== *A mio avviso, anche se non si è affatto d'accordo con lei, con la sua politica, la sua ideologia, non si può far a meno di rispettarla, ammirarla, anzi volerle bene. ([[Oriana Fallaci]]) *Certo la femminilità è un'opinione, però a me Golda sembrò una femmina in tutto e per tutto. Quel pudore dolce, ad esempio. Quell'ingenuità quasi incredibile e pensare che poteva essere così smaliziata e furba quando nuotava tra i vortici della politica. ([[Oriana Fallaci]]) *Chiunque conosca Golda Meir non sarà sorpreso dalle sue decisioni. Golda Meir è una donna coraggiosa, tenace e decisa, e che oltretutto ha la fortuna di vedere il mondo tutto in bianco e nero, senza sfumature intermedie. ([[Moshe Dayan]]) *La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. ([[Ilan Pappé]]) *Lo stile di lavoro di Golda era caratterizzato da coerenza e decisione; non cercava mai di scansare le responsabilità, e le nostre discussioni si concludevano sempre con scelte o intese precise, mai con vaghe formule o rinvii. Soprattutto, Golda evitava di circondarsi di giornalisti pettegoli e assistenti disposti a favorire fughe di notizie in questioni di vitale importanza. La sua cerchia era composta da amici intimi, e io ero uno di loro. E, nelle questioni riguardanti la mia sfera d'attività, la difesa, tra noi non c'erano barriere di sorta. ([[Moshe Dayan]]) *Sapete, poco più di cinquant’anni fa [...] da giovane senatore, ho visitato Israele per la prima volta, da senatore appena eletto. E feci un lungo, lunghissimo viaggio – e un incontro con Golda Meir nel suo ufficio poco prima della guerra dello Yom Kippur. E credo che lei potesse vedere la costernazione sul mio volto mentre mi descriveva ciò che in quel momento stava affrontando – stavano affrontando. Siamo usciti in quella specie di corridoio fuori dal suo ufficio per fare delle foto. Lei mi guardò e all’improvviso mi disse: “Vuoi fare una foto?”. Così mi alzai e la seguii fuori. Eravamo lì in piedi, in silenzio, a guardare la stampa. Lei capì, credo, che ero preoccupato. Si è avvicinata e mi ha sussurrato: “Non si preoccupi, senatore Biden. Abbiamo un’arma segreta qui in Israele” – disse esattamente così – “Non abbiamo altro posto dove andare”. Non abbiamo un altro posto dove andare. ([[Joe Biden]]) ===[[Indro Montanelli]]=== *Aveva poco più di vent'anni quando approdò in Israele, frammista ai «padri pellegrini» della «seconda ondata» che subito dopo la [[prima guerra mondiale]] vennero a riprendere possesso della loro antica terra con la ferma intenzione non d'insabbiarcisi com'era successo ai loro predecessori della fine dell'Ottocento, ma di riscattarla e di farne il «focolare» degli ebrei. Tutta la sua visione politica [...] era condizionata da questa esperienza di oltre mezzo secolo di sacrifici e di lotte. [...] Oggi molti in Israele si domandano se a questi pionieri non restava davvero altra strada che quella dell'urto frontale con la popolazione araba della Palestina. Ma questi dubbi sono un lusso ch'essi si possono concedere solo perché i loro babbi e nonni non ne ebbero. Costoro fecero quello che fecero perché non potevano far altro. Ciò che rendeva impossibile la coabitazione fra le due popolazioni non era la incompatibilità razziale e religiosa, ma quella economica e sociale. Il latifondo sceiccale non poteva convivere col ''kibbutz'' socialista. È qui l'origine di un conflitto che nessuna diplomazia poteva sanare. Una pace fra israeliani e arabi è possibile; una simbiosi, no. Ancor oggi chi parla di «Stato misto» si gingilla con le astrazioni. *Fu lei che [...] raggiunse travestita da cammelliere l'emiro Abdullah di Giordania [...] e da nemico se lo fece amico, o almeno neutrale. Non sono mai riuscito ad appurare se [[David Ben Gurion|Ben Gurion]] ebbe una parte, e quale, in questo «giallo» fra il diplomatico e lo spionistico. Ma molte cose m'inducono a credere che a programmarlo fu proprio lei, Golda, anch'essa ben decisa a innalzare, fra arabi ed ebrei, una cortina di ferro, ma con qualche porta che consentisse all'occorrenza il dialogo. [...] I due furono amici e compari per decenni. [...] Probabilmente anche al tempo in cui facevano coppia nel partito e nel governo si parlavano tra loro in quel linguaggio da fureria. Quanto a imperiosità e autoritarismo, si valevano. [...] Con la sua voce arrugginita dalle sigarette [...] diceva piattamente e banalmente delle cose piatte e banali, solo ravvivate da qualche squarcio d'un umorismo massiccio come una scarpa di soldato; ma senza mai togliere di dosso all'interlocutore il suo vigile sguardo cilestrino alla fiamma ossidrica. E da quella specie di sporta per la spesa che, adibita a borsa, essa tiene al braccio anche nei ricevimenti ufficiali, ci si aspettava sempre di veder saltar fuori, oltre a qualche mazzo d'agli e di cipolle, una pistola o una fiala di veleno. *Non c'è dubbio che sapeva odiare e che anche quando amava lo faceva da mantide, soffocando e stritolando. Ma Israele non troverà mai più una madre come lei, che sapeva anche fargli da padre. Nella sua tenacia, nel suo coraggio, nella sua volontà d'acciaio, essa riassumeva la storia di questo piccolo grande Paese. Lo ha dimostrato col suo ritiro. Quando si è trattato di pagare, essa si è offerta in sacrificio pur sapendo che per lei la rinunzia al potere è la rinunzia alla vita. «''Sono giunta al termine della mia strada''», ha detto. Ma che strada! Nessuno ne ha mai percorsa una più ripida e accidentata, più paurosamente librata tra abissi e strapiombi. Sono sicuro che Golda non si volterà indietro a guardarla, e non ce ne dirà nulla. Come tutti i grandi costruttori, essa sa soltanto costruire. Il resto, per lei, è silenzio. ===[[Avi Shlaim]]=== *Golda Meir adottò una posizione assurda, negando addirittura che esistesse un popolo palestinese. *Il premierato di Golda Meir fu caratterizzato da un ostinato rifiuto a riconsiderare le relazioni di Israele con il mondo arabo. Personalmente Golda Meir non ebbe alcuna indulgenza verso gli arabi, alcuna empatia, e non nutrì alcuna speranza nella possibilità di una coesistenza pacifica con loro. In lei si consolidò una visione semplicistica del mondo in cui Israele non poteva mai essere nel torto e gli arabi non potevano mai aver ragione. *In Golda Meir, [...] Ben-Gurion trovò un ministro degli esteri di suo gradimento, che accettava senza far domande la suprema autorità del primo ministro e il suo concetto del ruolo del ministro degli esteri come portavoce dell'''establishment'' della Difesa. *Pochi leader parlarono così tanto di pace e fecero così poco per concederle una possibilità di realizzarsi. Golda Meir non si stancava mai di ripetere che era disponibile a recarsi ovunque per incontrare un leader arabo intenzionato a discutere di pace. Vista la sua politica espansionistica, queste dichiarazioni suonano chiaramente false. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *''[[Munich]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Meir, Golda}} [[Categoria:Politici israeliani]] rbu2oro393m50sfgxxmdpw1vsipp54w Rocky III 0 6560 1429498 1429492 2026-10-14T13:13:29Z Udiki 86035 @[[Speciale:Contributi/~2026-50809-01|~2026-50809-01]] Suppongo sia un refuso e non un colpo di scena 1429498 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloalfabetico= Rocky 3 |titoloitaliano= Rocky III |titolooriginale= Rocky III |paese= Usa |anno= 1982 |genere= drammatico, sportivo |regista= [[Sylvester Stallone]] |soggetto= [[Sylvester Stallone]] |sceneggiatore= [[Sylvester Stallone]] |attori= *[[Sylvester Stallone]]: Rocky Balboa *[[Talia Shire]]: Adriana Balboa *[[Burt Young]]: Paulie *[[Carl Weathers]]: Apollo Creed *[[Burgess Meredith]]: Mickey Goldmill *[[Tony Burton]]: Duke *[[Mr. T]]: Clubber Lang *[[Hulk Hogan]]: Labbra Tonanti *[[Ian Fried]]: Rocky Junior |doppiatori italiani = *[[Ferruccio Amendola]]: Rocky Balboa *[[Vittoria Febbi]]: Adriana Balboa *[[Alessandro Sperlì]]: Paulie *[[Vittorio Di Prima]]: Apollo Creed *[[Sergio Fiorentini]]: Mickey Goldmill *[[Piero Tiberi]]: Duke *[[Glauco Onorato]]: Clubber Lang *[[Renato Mori]]: Labbra Tonanti }} '''''Rocky III''''', film statunitense del 1982 diretto e interpretato da [[Sylvester Stallone]]. ==Frasi== *Voglio sfidarlo per il titolo, se ha il fegato di incontrarmi sul ring o dovunque voglia lui! Tutta la mia vita l'ho dedicata alla conquista del titolo, a questo e nient'altro! Io vivo da solo, mi alleno da solo e vincerò il titolo da solo! Non può evitarmi sempre, non può continuare a nascondersi! ('''Clubber''') {{NDR|Ai giornalisti, riferendosi a Rocky}} *Ancora non ho capito che cavolo hai in testa, ce l'hai ancora una rotella che funziona? ('''Mickey''') {{NDR|a Rocky, prima dell'esibizione per beneficenza con Labbra Tonanti}} *Il ''non plus ultra'' del maschio, contro il ''non plus ultra'' delle polpette! ('''Labbra Tonanti''') {{NDR|riferendosi a Rocky}} *Qualche volta fare la beneficenza fa male. ('''Rocky''') *Vedi, tre anni fa tu eri soprannaturale, eri un duro e avevi grinta, e avevi una mascella di ferro. Poi, è capitata la cosa peggiore che possa capitare a qualsiasi [[pugilato|pugile]]: ti sei civilizzato! [...] Si ritirano i presidenti, si ritirano i generali, si ritirano i cavalli. [...] È questo quello che dovresti fare tu: ritirarti... ('''Mickey''') {{NDR|Cercando di convincere Rocky a non affrontare Clubber}} *Questo incontro lo voglio fare. Solo uno e poi basta. ('''Rocky''') {{NDR|Parlando con Mickey}} *Carne morta! ('''Clubber''') {{NDR|a Rocky, prima che inizi il primo incontro}} *Ti voglio bene, Rocky... Ti voglio bene... Oh, mi sento male...! ('''Mickey Goldmill''') {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} *In amorevole memoria. Mickey Goldmill. 7 Aprile 1905 – 15 Agosto 1981 :''In lovely memory. Mickey Goldmill. April 7, 1905 – August 15, 1981'' ::('''[[Epitaffi dai film|Epitaffio]] di Mickey Goldmill''') *Non fa male! Non fa male! Mia madre me le dava più forte! ('''Rocky''') {{NDR|Combattendo con Clubber}} *Non esiste domani! ('''Apollo Creed''') *Senti amico, quando tu hai battuto me io ero ferito, dentro e fuori, e non volevo saperne di niente e di nessuno, neanche dei miei figli. Noi pugili lo sappiamo che dopo si sta male e stiamo anche peggio se ci portiamo dentro questo dolore, perciò prendi la rivincita con te stesso se non vuoi vivere con questo rimpianto. Noi abbiamo avuto il più grande titolo di tutto il mondo, amico mio. Tu hai perduto quell'incontro, Rocky, quando potevi vincerlo, ti sono crollati i nervi. Sì, certo, lo so, il tuo manager stava morendo e questo ti aveva scombussolato, ma la verità è che tu non eri arrabbiato. Quando combattevamo noi due, tu avevi gli occhi di una tigre, eri feroce, e devi farteli tornare quegli occhi, e per farteli tornare bisogna ricominciare da capo, capisci cosa voglio dire? E con me potresti anche riprenderti il titolo. Gli occhi da tigre, amico. ('''Apollo Creed''') {{NDR|a Rocky, dopo la sconfitta di questi nel primo incontro con Clubber}} *Ringrazia la campana! ('''Clubber''') {{NDR|a Rocky, dopo aver nettamente perso il primo round nel secondo incontro}} *Forza, forza, ci sta guardando tutto il mondo, mettimi knockout! ('''Rocky''') {{NDR|rivolto a Clubber mentre si affrontano nel secondo incontro}} ==Dialoghi== *'''Rocky''': Ma lo portano in braccio? <br/> '''Mickey''': No, cammina da solo. {{NDR|riferendosi a Labbra Tonanti}} *{{NDR|Durante la celebrazione in cui Rocky annuncia di volersi ritirare}}<br>'''Clubber''': Se quell'ometto non vuole venire da me, allora vi dico con due parole come stanno le cose: nella lista sono il numero 1! 1! Vuol dire che sono il migliore! Ma questo pagliaccio si fa gli incontri facili con altri pagliacci come lui! Io lo dico qui e lo dico a tutti quanti: sono pronto a battermi con lui dovunque, comunque, e gratis! Ma non potrete assistere a questo avvenimento perché lui si ritira! Lui non ci combatte con un uomo vero, lui combatte con le mezze cartucce! <br /> '''Rocky''': Cosa?! <br /> '''Mickey''': Tu sei una vergogna per questo sport! <br /> '''Clubber''': Sta' zitto, amico! Tu lo sai benissimo di cosa sto parlando! Balboa, la tua famiglia se la passa bene, no?! E tu dici di essere un pugile?! Dimostralo! Incontriamoci, dammi la possibilità! Tu mi hai sempre evitato e questa è una vergogna! Se non è un vigliacco, perché non si batte con me! <br /> '''Rocky''': Adesso basta con queste chiacchiere! Quando vuoi tu... <br /> '''Mickey''' {{NDR|a Clubber}}: Non mi frega niente di come sei classificato! Non ce l'avrai mai questa occasione, te lo posso garantire! <br /> '''Clubber''' {{NDR|al pubblico}}: Ecco! Avete sentito tutti? Questo non è giusto! Mi sono allenato tutta la vita per questo! <br /> '''Rocky''': Ma che stai dicendo? Io ci voglio combattere. <br /> '''Mickey''': Beh, allora combattici! Ma ti avverto che combatterai senza di me! <br /> '''Rocky''': Ma che stai dicendo? <br /> '''Mickey''': Io ho chiuso. Sì, io ho chiuso! Non ne voglio più sapere, non ne voglio più sapere, è finita, è finita, sono stato chiaro?! Finita, è tutto finito! {{NDR|se ne va}} <br /> '''Clubber''' {{NDR|ad Adriana}}: Ehi, donna! Donna, sta' a sentire: visto che tuo marito non è un uomo, ti piacerebbe andare con un uomo vero? Scommetto che la notte stai sveglia e sogni di andarci, non è così? Sai che ti dico? Mettiti in ghingheri e fatti vedere a casa mia stasera, vedrai come ti farò divertire! <br /> '''Rocky''' {{NDR|trattenuto dalle guardie}}: Se cercavi rogna l'hai trovata!!! <br /> '''Clubber''' {{NDR|trattenuto dalle guardie}}: Avanti, avanti! Ti sei scaldato finalmente?! Ti faccio secco io! <br /> '''Rocky''': Sei un buffone, un vigliacco! Ci vediamo sul ring, ti accontento io!! *{{NDR|dopo lo scontro pubblico con Clubber}}<br>'''Rocky''': Perché te ne sei andato? Perché ti sei squagliato così? <br /> '''Mickey''': La vita è troppo breve, bello. <br /> '''Rocky''': Dove vai? <br /> '''Mickey''': Dove? Vado in pensione e ci rimango. <br /> '''Rocky''': Ma di che parli? Abbiamo ancora un incontro. <br /> '''Mickey''': Non "abbiamo", ''tu'' ce l'hai. <br /> '''Rocky''': Perché mi fai questo? {{NDR|Mickey non risponde, allora Rocky si avvicina e gli chiude la valigia}} Ho detto, perché mi fai questo!? <br /> '''Mickey''': Perché non puoi vincere, Rocky! Quel tizio ti fa secco nel giro di tre round! <br /> '''Rocky''': Tu sei pazzo... <br /> '''Mickey''': Ah, sì?! E perché? <br /> '''Rocky''': È un pugile come gli altri. <br /> '''Mickey''': No, quello non è un pugile come gli altri! Quello lì è una specie di bulldozer e ha fame! E tu non hai avuto più fame da quando hai vinto quella cintura! <br /> '''Rocky''': Ma che vai dicendo? Ho difeso il titolo dieci volte! <br /> '''Mickey''': Tutta roba facile. <br /> '''Rocky''': Come sarebbe "facile"? <br /> '''Mickey''': Quelli erano incontri su misura! <br /> '''Rocky''': Combinati? <br /> '''Mickey''': Ma no, non erano combinati! Erano dei buoni pugili ma non erano dei killer come quello lì! Quello ti stende e ti lascia secco, Rocky. *{{NDR|prima che inizi il primo incontro tra Rocky e Clubber}}<br>'''Telecronista''': Ma lei crede veramente che il campione sia un picchiatore così forte? <br/> '''Apollo Creed''': E perché crede che io starei seduto qui con lei... *'''Apollo''': Io ho un [[Piani dai film|piano]]: torna nella mischia! <br> '''Rocky''': Vediamo se mi convinci! <br> '''Apollo''': Ti ho già convinto, Rocky! *{{NDR|al mare, dopo un allenamento con Apollo}}<br>'''Adriana''': Ti posso parlare? Ti voglio chiedere una cosa importante, voglio che tu mi dica la verità. <br/> '''Rocky''': Cosa? <br/> '''Adriana''': Perché sei venuto qui? <br/> '''Rocky''': Non ne voglio più sapere. <br/> '''Adriana''': Be' se è finita perché tu vuoi che sia finita io sono contenta. <br/> '''Rocky''': È così... <br/> '''Adriana''': È solo che tu non ti sei mai tirato indietro da niente da quando ti conosco. <br/> '''Rocky''': Che cosa vorresti che dicessi? Insomma, io mi chiedo, com'è possibile che tutto quello che era bello è diventato così brutto? <br/> '''Adriana''': Ma che c'è di così brutto? Dimmelo! Che cosa? <br/> '''Rocky''': Ho rovinato tutto quanto per non aver ragionato col mio cervello. Insomma, io dico, Mickey non me lo poteva dire dal principio come stavano le cose? Non doveva illudermi così, mentirmi e farmi pensare che ero meglio di quello che ero in realtà, se non è vero. <br/> '''Adriana''': Non ti ha mai mentito!<br/> '''Rocky''': Quegli incontri erano fasulli, è così Adriane, non ho mai combattuto contro i migliori! Era... era tutto fatto in modo che io potessi conservare il titolo più a lungo di quanto avrei dovuto. Insomma lo capisci cosa sto cercando di spiegarti? <br/> '''Adriana''': Sì, certo, ma anche tu devi capire che lui ti voleva bene e che era il suo lavoro quello di proteggerti! <br/> '''Rocky''': Tutta quella protezione non serve a niente! Serve solo a peggiorare le cose. Tu ti svegli dopo dieci anni credendo di essere un vincitore e invece no, sei solo un perdente. E va bene, non avrei tenuto il titolo per tanto tempo, e con questo! Almeno sarebbe stato vero, Adriane! <br/> '''Adriana''': Ma non lo capisci che è stato vero! <br/> '''Rocky''': Niente è vero se tu non puoi credere in quello che sei! E in me stesso io non ci credo più, lo vuoi capire? E se un [[Pugilato|pugile]] non crede in se stesso è finito, è chiuso, è andato! <br/> '''Adriana''': E invece non è così! <br/> '''Rocky''': Sì che è così! <br/> '''Adriana''': Ma perché non vuoi dirmi la verità?!? <br/> '''Rocky''': Ma perché mi vuoi costringere a dirlo, Adriane?!? Vuoi sapere la verità? La verità è che non voglio perdere quello che ho! In principio non mi importava niente dei pericoli: salivo sul ring, mi facevo pestare, non mi interessava! Ma adesso ci sei tu, c'è il bambino e io non voglio perdere quello che ho! <br/> '''Adriana''': Ma cos'è che abbiamo a cui non possiamo rinunciare, cos'è? Una casa, abbiamo le macchine, abbiamo un mucchio di soldi, abbiamo tutto tranne la verità! Ma qual è la verità, per la miseria?!? <br/> '''Rocky''': Io ho paura, sei contenta? La volevi la verità, mi volevi umiliare? E va bene, ho paura! Per la prima volta in vita mia ho paura! <br/> '''Adriana''': Ho paura anch'io! Non c'è niente di male ad aver paura! <br/> '''Rocky''': Ah no?!? Be' per me invece sì! <br/> '''Adriana''': E perché, non sei un essere umano? <br/> '''Rocky''': Io so solo una cosa: che sono un bugiardo. E che per questo Mickey non è più qui. <br/> '''Adriana''': Tu non l'hai obbligato a far niente, Rocky. Lui era un uomo, e ha fatto quello che ha deciso di fare. E tu non hai nessun diritto di sentirti colpevole per quello che gli è capitato. Tu sei un campione e hai fatto quello che lui si aspettava da te, hai fatto quello che io e tutti gli altri pensavamo che tu dovessi fare. E vorresti dirmi che quegli incontri non erano veri, che sei stato agevolato. Beh io non ci credo. Ma non ha importanza quello che credo io, perché sei tu quello che si porta dentro quella paura, il terrore che tutti quanti... che tutti quanti ti derubino, il terrore di venire ricordato come un vigliacco, che tu non sia più un uomo. Beh tutto questo non è vero, ma non ha importanza se te lo dico io, non ha importanza perché sei tu che devi superare questa cosa... liberatene, perché quando tutto il fumo si sarà dilatato, e la gente avrà finito di gridare il tuo nome, noi due resteremo soli! E tu non puoi vivere così, noi non possiamo vivere così, con questo tormento per il resto della vita... guarda come ti fa vivere già adesso. Apollo è convinto che ce la farai, e lo sono anch'io. Ma tu devi convincerti per delle vere ragioni. Non perché ti senti in colpa per Mickey, non per la gente, né per il titolo, né per i soldi, né per me, ma per te. Solo per te, soltanto per te stesso. <br/>'''Rocky''': E se poi perdo? <br/> '''Adriana''': E allora pazienza. Ma se non altro perderai senza scuse, senza il terrore! E lo accetteresti serenamente. <br/> '''Rocky''': Dove l'hai trovata tutta questa grinta? <br/> '''Adriana''': Ho sposato un pugile. <br/> '''Rocky''': Ti amo, Adriana. *{{NDR|prima di salire sul ring del secondo incontro}}<br>'''Giornalista''': Qual è il pronostico dell'incontro? <br>'''Clubber''': Pronostico?<br>'''Giornalista''': Sì, pronostico.<br>'''Clubber''': Gli farò male! *{{NDR|sul ring, prima che inizi il secondo incontro}}<br>'''Clubber''': Ti spacco in due! <br/> '''Rocky''': Provaci! *{{NDR|durante il secondo incontro}}<br>'''Clubber''': Io a te ti ammazzo!! <br /> '''Rocky''': Non devi venire a cercarmi, io sto qui!! *{{NDR|durante il secondo incontro}}<br>'''Clubber''': Tu sei matto!! Sei matto!!! <br /> '''Rocky''': Sì, sono matto!! Ma tu c'hai il fiatone!! Tu c'hai il fiatone!!! ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Rocky''': Ma scusa, io…<br>'''Apollo''': Dai, dai, i patti erano questi…<br>'''Rocky''': Ah, lo so, ma… è pazzesco!<br>'''Apollo''': Ma sì, potrebbe anche sembrare pazzesco.<br>'''Rocky''': Eh, sì.<br>'''Apollo''': E invece è una cosa sensatissima. Mi devi un favore.<br>'''Rocky''': Ah sì, lo so… ma quando ti è venuta l’idea?<br>'''Apollo''': Circa tre anni fa.<br>'''Rocky''': Ah ah… Però è pazzesco, Apollo!<br>'''Apollo''': Senti, Stallone. Vedi, quando hai vinto quell’incontro, hai vinto per un secondo, mi hai battuto per un solo secondo. È una cosa difficile da ingoiare per un uomo come me.<br>'''Rocky''': Va bene, ma non avevi detto che dopo che ti avevo battuto ti eri rassegnato all’idea?<br>'''Apollo''': Era una bugia.<br>'''Rocky''': Ah… era una bugia!<br>'''Apollo''': Ahahahahah!<br>'''Rocky''': Quindi adesso devi dimostrare a te stesso che sei più forte, eh?<br>'''Apollo''': Sì, solo a me stesso, niente TV, niente giornali, soltanto tu ed io. Niente, solo te e me, la tecnica contro la potenza. Mettila come vuoi.<br>'''Rocky''': D’accordo. Sei tu che l’hai voluto, eh…<br>'''Apollo''': Ok.<br>'''Rocky''': Però dammi retta, Apollo, è meglio che ci vai piano, perché non sei più un ragazzino, lo sai, no?<br>'''Apollo''': Sono abbastanza giovane da darti una bella strapazzata!<br>'''Rocky''': Ah, sì? E come fai a vincere, mi hai insegnato tutti i trucchi che conosci!<br>'''Apollo''': Non tutti, quasi tutti! Devi ricordarti… che tu sei un grande combattente, ma io sono un grande pugile!<br>'''Rocky''': Ah!<br>'''Apollo''': Sei pronto?<br>'''Rocky''': Certo, come no.<br>'''Apollo''': ...Lo sai, Rocky? È un peccato che dobbiamo invecchiare, non credi? Eheheheh!<br>'''Rocky''': Dai, dai, vieni sotto, Apollo! …Suona la campana, dai!<br>'''Apollo''': Va bene… Ding ding! …forza, stallone! Forza, forza!<br>'''Rocky''': Però, ti muovi bene per essere un nonnetto, eh?<br>'''Apollo''': Aah, sei in ottima forma! Ti ho allenato proprio bene!<br>'''Rocky''': Io credo che mi hai allenato troppo bene! Che fai, scappi?<br>'''Apollo''': No no, vieni qui! Io non scappo, ti aspetto! Su! Forza!<br>'''Rocky''': …Ho paura di farti male…!<br>'''Apollo''': Non ti preoccupare, tu comincia, coraggio! ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Rocky}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film sul pugilato]] 3b27v7j7s2jzz73yogpvx156rv7vtp8 Oltretomba 0 24648 1429555 1308355 2026-10-15T08:05:41Z Spinoziano 2297 +1 1429555 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Hieronymus Bosch 013.jpg|right|thumb|''Ascesa nell'Empireo'', (H. Bosch)]] Citazioni sull''''oltretomba'''. *''Ah sì! lunge da noi, fuor della sfera | oltre la qual non cerchia uman compasso, | vive una vita che non è men vera | perché comprender non si può qui basso.'' ([[Giuseppe Giusti]]) *Anch'io vivo nella speranza di avere amici in cielo che pregano per me e che attendono di unirsi a me nella nostra comune patria. ([[Alessandro Emiliani]]) *Corpo e anima, o saranno due mani giunte in eterna adorazione, o due polsi ammanettati per una cattività eterna. ([[Charles Péguy]]) *Crediamo che non risusciteremo in una carne aerea o in un'altra qualsiasi – come qualcuno fantastica – ma in quella nella quale viviamo, sussistiamo e ci muoviamo. ([[Papa Adeodato II]]) *Dietro mia insistenza, il nonno mi stava per rivelare i misteri dell'aldilà, quando improvvisamente mi disse che lo chiamavano dalla regia. Alzò la cornetta del telefono e cominciò a fare di sì con la testa, proprio come fanno quelli del telegiornale. Quando riattaccò, disse che dalla regia avevano detto che su quelle cose non poteva dire niente, poteva dare solo i numeri e i cavalli. ([[Riccardo Pazzaglia]]) *E poi non dimentichiamoci di raccomandare al Signore le anime nostre e anche quelle di coloro che ci hanno preceduto nel comune viaggio verso la casa paterna. ([[San Gregorio Nazianzeno]]) *È sicuro che ci sia un'altra vita? Anche se sopraffatti dalla voglia di saperlo, temo che pochi ne siano sicuri. ([[Emily Dickinson]]) *Favoleggiare di un mondo «altro» da questo non ha alcun senso, qualora non prevalga in noi un istinto di denigrazione, svilimento, diffidenza verso la vita; in quest'ultimo caso ci ''vendichiamo'' della vita con la fantasmagoria di un'«altra» vita, di una vita «migliore»... ([[Friedrich Nietzsche]]) *La speranza dell'aldilà colora sempre la vita del fedele, così che si ha ragione di parlare di una massa lenta, cui appartengono tutti insieme i seguaci di una fede. ([[Elias Canetti]]) *La "vita eterna"? In un certo senso è diventata un'altra cosa. E questo anche perché è cambiata l'immagine, ma soprattutto la presenza della "morte". ([[Sabino Acquaviva]]) *''Laggiù i malvagi cessano d'agitarsi, | laggiù riposano gli sfiniti di forze. | I prigionieri hanno pace insieme, | non sentono più la voce dell'aguzzino. | Laggiù è il piccolo e il grande, | e lo schiavo è libero dal suo padrone.'' (''[[Libro di Giobbe]]'') *Non è possibile il minimo dubbio riguardo a quanto è detto giustamente della vita eterna nell'Apocalisse di Giovanni: "Non vi sarà più notte; non hanno più bisogno né della luce della lampada, né di quella del sole, perché il Signore Iddio splenderà su di loro" (22,5). Questo non si può intendere se non della luce vera sensibile con la quale saranno illuminati gli occhi dei beati. ([[Pavel Aleksandrovič Florenskij]]) *Per un cristiano, quella che chiamiamo vita è una preparazione a quello che chiamiamo l'aldilà, l'altra vita. ([[Jean Guitton]]) *Questo mondo è il mondo dell'oltretomba percepito in modo strano. ([[Pëtr Dem'janovič Uspenskij]]) *Sapete che tipo di posto è il mondo dei morti? [[Medium]] carismatici e accademici eruditi si impegnano per darne una visione convenientemente comprensibile, ma, com'è ovvio, sono tutte menzogne. Nessuna persona ancora in vita sa come sia davvero il mondo dopo la morte. (''[[Occultic;Nine]]'') *Tutte le religioni parlano di un aldilà, sono nate per questo. ([[Jean-Louis Bruguès]]) ==Voci correlate== *[[Campi Elisi]] ==Altri progetti== {{Interprogetto|wikt|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Escatologia]] [[Categoria:Luoghi mitici e leggendari]] [[Categoria:Religione e morte]] nvy6wbm2a3p5cb2pjqrtp9ijp22lbe5 Poker 0 33661 1429550 1393583 2026-10-15T07:01:05Z Spinoziano 2297 sistemo una come in voce opera; aggiungo altra 1429550 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[Immagine:Texas Hold 'em Hole Cards.jpg|thumb|Un giocatore mostra le sue carte in una partita Texas Hold'em]] Citazioni sul '''poker'''. *A poker non giochi con le carte che hai in mano, ma con la persona che hai di fronte. (''[[Agente 007 - Casinò Royale]]'') *È come al poker: tanto vale dire la verità! Gli altri credono che tu bluffi, e così tu vinci. (''[[Fino all'ultimo respiro]]'') *È un gioco molto utile se vuoi conoscere un uomo. (''[[La grande vallata]]'') *Facevate gli amici, mi avete messo in mezzo. Il poker è tecnica, il poker è culo! Segnavate le carte e mi rubavate i soldi, cazzo! (''[[Rocco Schiavone (serie televisiva)|Rocco Schiavone]]'') *Il Poker è dieci per cento fortuna, cinquanta tattica e quaranta osservazione. ([[Antonio Manzini]]) *Il poker è una metafora della vita. Il modo in cui la persona si comporta giocando a poker, corrisponde al modo in cui si comporta nella vita. Non esiste migliore esercizio psicologico che osservare le azioni e le reazioni delle persone al tavolo da gioco. Non sono gli occhi lo specchio dell'anima, ma il poker. (''[[Il cartaio]]'') *Il poker non è molto diverso dalla vita, amico mio. Tutti quanti hanno in mano delle brutte carte. È come le si gioca che ci rende perdenti o vincenti. (''[[La signora del West]]'') *Il poker si gioca in quattro, oppure in tre col morto, o anche meglio in tre col pollo. ([[Stefano Benni]]) *Nel gioco del poker che è la vita le donne sono la tangente... sono una maledetta tangente. (''[[Il giocatore - Rounders]]'') *– Poker!<br/>– Non è necessario gridare "Poker" quando vinci.<br/>– Lo so, ma sai che goduria! (''[[How I Met Your Mother (prima stagione)|How I Met Your Mother]]'') *Quando giocate contro un avversario di cui riconoscete la superiorità, cercate di minare la sua sicurezza, destabilizzandolo, innervosendolo e ridicolizzandolo. Ma la cosa più importante è non cedere mai alla sua personalità. (''[[Il cartaio]]'') *Regola numero uno: il poker si basa sull'inganno. Fate finta di avere carte migliori di quanto non siano. Devi manipolare la mente dell'avversario a tuo vantaggio. Devi sapere quando bluffare e fino a quando portarlo avanti. Seconda regola: mettete le emozioni da parte. Dovete giocarvi le carte che avete. Non fatevi coinvolgere dai trucchi degli altri, vi è solo d'intralcio. Terza regola: il poker non è adatto per i giocatori vigliacchi. A volte dovrete puntare tutto. Coraggio puntate! E ora giocatevi le vostre carte. Non vi ho detto l'ultima regola. La casa vince sempre. (''[[The L Word]]'') *Se non riesci a individuare il pollo nella prima mezz'ora di gioco, allora il pollo sei tu. (''[[Il giocatore - Rounders]]'') *Sentite amico, la regola fondamentale del poker, con qualunque sistema e dovunque lo giochiate, sia all'equatore che al circolo polare, è paga o sta' zitto! (''[[Posta grossa a Dodge City]]'') *Soprattutto per tutta la preparazione mentale che bisogna fare prima di approcciare un torneo. Questo agonismo, misto alla tattica, lo rende uno sport vero e proprio. ([[Boris Becker]]) ==Voci correlate== *[[Asso (carte)]] *[[Bluff]] *[[Carta da gioco]] *[[Gioco d'azzardo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul|wikt}} [[Categoria:Giochi d'azzardo]] [[Categoria:Giochi di carte]] emj0zocy25ndkccmw1pus4qq4mmdhqm Franco Buono 0 56410 1429558 949328 2026-10-15T11:47:16Z ~2026-55271-71 108691 1429558 wikitext text/x-wiki '''Franco Buono''' (1938), scrittore, saggista e docente universitario italiano. ==Citazioni di Franco Buono== *Decadente [[Ferdinand Hardekopf|Hardekopf]] lo fu di sicuro, ma anche di lui si può dire a ragione che [[Theodor Adorno|Adorno]] ha scritto di [[Marcel Proust|Proust]], che cioè egli incarna la decadenza e al tempo stesso se la lascia alle spalle perché la sua opera la chiama storicamente per nome. Fu indubbiamente espressionista, e fra i primi... (da ''Ferdinand Hardekopf: il fantasma dell'avanguardia'', p. 23, Edizioni Dedalo, Bari 1996) ==''Poesia, mito e gioventù''== ===[[Incipit]]=== È ben nota l'attrattiva che la festa popolare [[Augusta (Germania)|augustana]] del Plärrer aperta due volte l'anno, in primavera e autunno, nell'antica città imperiale ha esercitato sulla fantasia di [[Bertolt Brecht|Brecht]] giovinetto col suo stupefacente corredo di venditori di ballate, numeri da baracconi e cartelloni di cantastorie, tanto da indurlo poi a trasferire in permanenza quello stupore e quei personaggi nella elaborazione teorica e nella pratica scenica del teatro epico. Guardare i quadri illustrati e leggere le didascalie di uno di quei pannelli popolari resta ancora oggi, dopo scaffali zeppi di libri sull'argomento, il modo più diretto per farsi un'idea sommaria ma sostanzialmente esatta della struttura essenziale del teatro epico: in testa a entrambi – poesia a parte – sta scritto uno stesso stuzzicante "TRAURING ABER WAHR!", "TERRIBILE MA VERO!" ===Citazioni=== *Secondo un aforisma [[Friedrich Nietzsche|nietzchiano]] «ruota e freno hanno doveri diversi, ma ne hanno anche uno uguale — quello di farsi male a vicenda» (p. 12) *Nelle pagine dei ''Libri della giungla'' echeggia un richiamo che non è nei suoni di nessuna lingua eppure è la materia armonica di tutte le lingue: la melodia primordiale del [[mito]]; nella vegetazione e negli animali parlanti di [[Rudyard Kipling|Kipling]] preme una linfa che ha nutrito in origine tutte le letterature e le ha aiutate a crescere: la linfa vitale del mito. (p. 72) ==Bibliografia== *Franco Buono, ''Poesia, mito e gioventù'', Nuova Biblioteca Dedalo. ISBN 978-88-220-6031-0 {{DEFAULTSORT:Buono, Franco}} [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] 79pz10slew72sesz50pi7nbfglyvksn Israele 0 62531 1429511 1428923 2026-10-14T14:35:21Z Darkcloud2222 10646 /* Avi Shlaim */ 1429511 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Flag of Israel.svg|right|thumb|Bandiera israeliana]] Citazioni su '''Israele''' e gli '''israeliani'''. ==Citazioni su Israele== *Chi ritiene di boicottare Israele non si rende conto di boicottare se stesso, di tradire il proprio futuro. ([[Matteo Renzi]]) *Come ha affermato l'Imam {{NDR|[[Ruhollah Khomeyni]]}}, Israele deve essere cancellato. Il regime sionista rappresenta una minaccia incontrastata per il mondo islamico. Germania e Austria fatevi avanti e concedete due vostre province o quelle che volete al regime sionista in modo che possano creare uno stato sostenuto dall'intera Europa e il problema sarà risolto alla radice. È una minaccia per il mondo islamico. È un albero marcio, rinsecchito che sarà annientato da un'unica tempesta. ([[Mahmud Ahmadinejad]]) *Da molti anni Israele ha il record degli attentati. Nessun paese ha avuto tanti civili morti per atti terroristici, nemmeno la Colombia, nemmeno l'Ulster. Per dare un'idea in rapporto alla popolazione, è come se l'[[Italia]] avesse subìto una strage di piazza Fontana alla settimana. Quanti stati, in quelle condizioni, sarebbero riusciti a mantenere intatte istituzioni e garanzie democratiche, in una regione dove la democrazia è quasi una bestemmia? Israele, pur con errori, eccessi e contraddizioni, ci è riuscito. ([[Marco Travaglio]]) *Gli israeliani sono gli unici che nel Medio Oriente pratichino la democrazia e rispettino in condizioni di normalità le libertà civili. ([[Marco Pannella]]) *Il primo effetto della colonizzazione ebraica fu quello d'ingentilire il panorama. I primi villaggi sionisti non erano mai ricchi, ma avevano un loro fascino rustico, e creavano un'atmosfera di stabilità e tranquillità. I sionisti di tutto il mondo cominciarono ad avere l'ossessione degli alberi, che venivano prenotati, acquistati e infine piantati in tale profusione che negli anni Trenta il confine tra una zona araba e una ebraica si poteva distinguere dal colore: era semplicemente una linea che divideva il verde dal giallo. ([[Abba Eban]]) *In Israele vige questa strana situazione in cui gli extracomunitari legiferano e fanno leggi razziali contro la popolazione autoctona che adesso è rappresentata dal 20% degli arabi. ([[Vittorio Arrigoni]]) *Io sono convinto che Israele va difeso, credo nella dolorosa necessità di un esercito efficiente. Ma sono convinto che anche al governo israeliano faccia bene confrontarsi con un nostro appoggio sempre condizionato. ([[Primo Levi]]) *Israele è un Paese che nasce dai sogni e dalla speranza. ([[Amos Oz]]) *Israele è uno degli importanti avamposti della democrazia nel mondo, è un meraviglioso esempio di come una terra arida può essere trasformata in un'oasi di fratellanza e di democrazia. Pace per Israele significa sicurezza, e la sicurezza deve essere reale. ''(erroneamente attribuita a [[Martin Luther King]])'' *Israele non è uno Stato di tutti i suoi cittadini. [...] Israele è lo Stato-Nazione del popolo ebraico, e di nessun altro. ([[Benjamin Netanyahu]]) *Israele non ha una costituzione, non ha mai dichiarato i propri confini e non cerca la pace. ([[Moni Ovadia]]) *Israele possiede le bombe, possiede armi di distruzione di massa. Non ha aderito al [[Trattato di non proliferazione nucleare]]. Nel corso della sua vergognosa storia, non ha mai consentito una sola ispezione. Eppure, viene ricompensato fornendogli tutti i mezzi necessari per bombardare a piacimento qualsiasi capitale della regione. ([[Masoud Pezeshkian]]) *Israele si sta deliberatamente trasformando in uno dei paesi più odiati del mondo e sta inoltre perdendo le simpatie della popolazione occidentale, anche tra i giovani ebrei americani, difficilmente disposti a tollerare ancora per molto i suoi terribili crimini ostinati. Decenni fa ho scritto che quelli che si definiscono «sostenitori di Israele» sono in realtà i sostenitori della sua degenerazione morale e della sua probabile distruzione definitiva. Malauguratamente quel giudizio appare sempre più plausibile. ([[Noam Chomsky]]) *L'approvazione della risoluzione costituiva un successo politico di enorme risonanza, e il merito principale ne spettava a Ben-Guiron. Ma, sottesa alla nostra gioia, era un'emozione ben più profonda, che avvertivo in quanto ebreo, e che mi faceva sentire più che mai tale. Esultavo, con ogni fibra del mio corpo, per la vittoria del giudaismo che durante i duemila anni d'esilio dalla Terra di Israele aveva resistito alle persecuzioni, all'Inquisizione spagnola, a pogrom, a legislazioni antiebraiche, a restrizioni d'ogni sorta e, per quanto riguardava la nostra generazione, al genocidio perpetrato dai nazisti, e che aveva conosciuto la realizzazione delle sue secolari aspirazioni, il ritorno a una Sion libera e indipendente. ([[Moshe Dayan]]) *La decisione della Nazioni Unite, che riconosceva il diritto di Israele di esistere come stato, era d'importanza storica. L'approvazione della risoluzione costituiva un successo politico di enorme risonanza, e il merito principale ne spettava a Ben-Guiron. Ma, sottesa alla nostra gioia, era un'emozione ben più profonda, che avvertivo in quanto ebreo, e che mi faceva sentire più che mai tale. Esultavo, con ogni fibra del mio corpo, per la vittoria del giudaismo che durante i duemila anni d'esilio dalla Terra di Israele aveva resistito alle persecuzioni, all'Inquisizione spagnola, a pogrom, a legislazioni antiebraiche, a restrizioni d'ogni sorta e, per quanto riguardava la nostra generazione, al genocidio perpetrato dai nazisti, e che aveva conosciuto la realizzazione delle sue secolari aspirazioni, il ritorno a una Sion libera e indipendente. ([[Moshe Dayan]]) *La nazione israeliana nasce con lo Stato di Israele, e preceduta da una grande operazione culturale che fu il sionismo, e ha come condizione preliminare l'olocausto. ([[Eugenio Scalfari]]) *La peggior minaccia per Israele non proviene dagli arabi, ma dai dissidi interni fra gli ebrei stessi... ([[Sebastian Faulks]]) *La realtà è che la società israeliana sta cambiando: [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]], Smotrich e Ben Gvir stanno portando avanti il loro golpe giudiziario sotto la coperta di Gaza. Comunque vada a finire questa guerra, questa nazione sarà sempre più religiosa e estremista. ([[Omer Bartov]]) *Lo Stato d'Israele sarà aperto per l'immigrazione ebraica e per la riunione degli esuli, incrementerà lo sviluppo del paese per il bene di tutti i suoi abitanti, sarà fondato sulla libertà, sulla giustizia e sulla pace come predetto dai profeti d'Israele, assicurerà completa uguaglianza di diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti senza distinzione di religione, razza o sesso, garantirà libertà di religione, di coscienza, di lingua, di istruzione e di cultura, preserverà i luoghi santi di tutte le religioni e sarà fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite. Lo Stato d'Israele sarà pronto a collaborare con le agenzie e le rappresentanze delle Nazioni Unite per l'applicazione della risoluzione dell'Assemblea Generale del 29 novembre 1947 e compirà passi per realizzare l'unità economica di tutte le parti di Eretz Israel. (''[http://digilander.libero.it/thatsthequestion/indipendenza.htm Dichiarazione della Fondazione dello Stato d'Israele]'') *Ma proprio, direi, guardi, che è il momento di fare le Brigate Internazionali come in [[Spagna]], eh! E certo, perché lì c'è un regime fascista che sta distruggendo un popolo intero. In Spagna non era niente in confronto a questo: questo è un genocidio in atto, nazista, razzista, colonialista, imperialista, e qui ci vuole una resistenza [...]. Contro gli Israeliani, che bombardano ospedali, cliniche private, bambini eccetera eccetera sparerei, certo; purtroppo non sono capace, ché non ho fatto il servizio militare, essendo figlio unico di madre vedova, però imparerei volentieri [...]. Vado lì e combatto contro questi bastardi di Israeliani sionisti, che non hanno niente a che fare con gli Ebrei [...]. Io sono a favore della libertà dei [[Stato di Palestina|Palestinesi]], che sono stati cacciati dalla loro terra e vengono distrutti, distrutti, genocizzati da questi qui con la scusa dell'[[Olocausto]] [...]. Stanno facendo l'Olocausto al rovescio e stanno sterminando i Palestinesi, in tutti i modi [...]. {{NDR|Israele}} È uno stato razzista dove c'è una minoranza perseguitata, maltrattata, tenuta senz'acqua, espropriata, murata via via, altro che democrazia, belli miei! ([[Gianni Vattimo]]) *Non chiedetemi d'intrattenere relazioni diplomatiche con ... [Israele]. Mai. Mai ([[Anwar al-Sadat]]) *Oggi Israele potrebbe avere sicurezza, normalizzazione dei rapporti e integrazione nella regione, e invece preferisce assai chiaramente l'espansione illegale, il conflitto e l'esercizio ripetuto della violenza, azioni che non sono soltanto criminali, mortali e distruttive, perché a lungo andare ne intaccano anche la sicurezza. ([[Noam Chomsky]]) *Orbene, appare evidente che solo all'epoca di Davide e Salomone Israele era una «grande nazione», né prima né dopo, e ciò chiaramente nel senso politico dell'espressione, anche se, nuovamente, nulla esclude una rilettura posteriore di questi concetti in chiave per es. escatologico-messianica, quando il popolo viveva della speranza che il regno davidico sarebbe stato ristabilito se non come grandezza terrena, almeno come regno celeste, escatologico. ([[Alberto Soggin]]) *Per fortuna, Israele non sono gli ebrei. ([[Ada Colau]]) *Se gli israeliani vogliono rimanere colonialisti e annessionisti, allora ci sarà la guerra. ([[Habib Bourghiba]]) *Te l'immagini avere Israele al posto della [[Svizzera]]? ([[Marcello Marchesi]]) *Un aforisma ebraico paragona Israele «alle stelle del cielo e alla polvere della terra». È una nazione di netti contrasti, di volta in volta innalzata e abbassata dagli elementi della sua propria natura. Il passaggio degli uomini da una nobile elevatezza alla decadenza occupa gran parte della storia, della letteratura e, soprattutto, del dramma. Non vi è molto da temere che Israele diventi l'ultima delle nazioni, per vitalità e forza creativa. Ma riuscirà ad andare oltre e a realizzare le più nobili speranze dei suoi fondatori? Il punto interrogativo riguarda tre problemi: i suoi rapporti con i paesi vicini, la natura della sua società democratica e il grado di fedeltà ai valori ebraici. ([[Abba Eban]]) *Voglio che sia chiaro che sono fiero di far parte di uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino. ([[Ehud Olmert]]) *Voglio urlare ad Israele: vai e colpisci ovunque essi siano, vai e fai quello che un occidente mentitore e senza spina dorsale non ha il coraggio di fare. [...] Io voglio gridare, io voglio esaltare la guerra di Israele. [...] Oh Israele se solo potessi marciare nella tua guerra, se potessi vegliare nei tuoi campi in attesa, se potessi fare l'autostop per raggiungere la mia unità, se potessi lasciare il mio kibbutz o villaggio o città biblica con i capelli sotto il berretto, il fucile in spalla, l'abito da guerra di Israele e la sua bandiera. Oh Israele se soltanto potessi non essere solidale ma esserci, non scrivere ma combattere, come vorrei Israele essere alla guida di un carro con due materassi legati fuori, insieme a giovani con la chitarra come quelli che incontrai in Libano un quarto di secolo fa e parlare con loro di cinema e sparare e di poesia e sparare e di musica e correre e far tuonare il corto cannone che non sbaglia mentre il cielo viene tagliato a lama di coltello dai nostri jet. Oh Israele. ([[Paolo Guzzanti]]) ===[[Yasser Arafat]]=== *{{NDR|Sugli israeliani}} Bisogna ammettere che alcune delle loro tattiche di guerra sono rispettabili, intelligenti. Ma come persone, no: perché si comportano sempre da barbari, in essi non c'è mai un goccio di umanità. *Ciò che lei chiama Israele è casa mia. *Continueremo a far guerra a Israele da soli, finché non riavremo la Palestina. La fine di Israele è lo scopo della nostra lotta, ed essa non ammette né compromessi né mediazioni. *{{NDR|Sugli israeliani}} Corpo a corpo, faccia a faccia, non sono neanche soldati. Hanno troppa paura di morire, non dimostrano alcun coraggio. *I civili sono i primi complici della banda che governa Israele. Perché se i civili non approvano i sistemi della banda al potere, non hanno che dimostrarlo. *È sempre la solita storia con gli israeliani: attaccano bene con gli aerei perché sanno che non abbiamo aerei, coi carri armati perché sanno che non abbiamo carri armati, ma quando trovano una resistenza faccia a faccia non rischiano più. Scappano. E cosa vale un soldato che non rischia, che scappa? *La pace per noi significa distruzione di Israele e nient'altro. *{{NDR|Sugli israeliani}} Non si muovono mai se non sono certi che andrà tutto benissimo e, se li cogli di sorpresa, non s'impegnano mai fino in fondo. Tutte le volte che hanno attaccato in forze i fedayn, gli israeliani sono stati sconfitti. Con noi i loro commandos non passano. ===[[Ayaan Hirsi Ali]]=== *Dalla mia esperienza superficiale, il paese deve affrontare il problema dei fondamentalisti. Gli ultra-ortodossi saranno all'origine di un problema demografico perché questi fanatici hanno più bambini dei laici e dagli altri ortodossi. *Ho visitato Israele alcuni anni fa, innanzitutto per capire come gestisce così bene tanti immigranti di tante origini diverse. La mia impressione principale è stata che Israele è una democrazia liberale. Nei luoghi che ho visitato, tra i quali Gerusalemme, Tel Aviv e le sue spiagge, ho notato l'uguaglianza tra uomini e donne. Non si può sapere cosa succede in privato, ma questo è quanto capisce un turista. Le tante donne in armi sono ugualmente molto visibili.<br>Capisco che un elemento cruciale di successo è un fattore unificante tra gli immigranti in Israele. C'è chi arriva dall'Etiopia o dalla Russia o ha il nonno che è giunto dall'Europa, ciò che li unisce è l'essere ebrei. Questo legame manca in Olanda. La storia dei nostri immigrati è diversa anche da quella dell'Olanda, incluso la religione. *Israele è ritenuto di un livello morale eccezionalmente elevato. Gli israeliani, tuttavia, faranno sempre bene perché loro stessi applicano standard morali molto elevati nel loro agire.<br>Il livello morale che ci si attende dai palestinesi è, invece, molto basso. ===[[Saddam Hussein]]=== *Dal momento che "Israele" possiede la bomba atomica, tutti i popoli pacifici dovrebbero aiutare gli arabi ad acquisire una tale arma per amore della pace, indipendentemente alle intenzioni e dalle risorse di costoro. Questo aiuto compenserà lo squilibrio che esiste ora tra il possesso di "Israele" della bomba atomica e la mancanza di qualunque arma simile per gli arabi. Ciò farà sì che "Israele" esiti ad utilizzarla contro di loro. *È diventato praticamente chiaro per tutti gli arabi, inclusi gli iracheni, che Israele non è una compagine di ebrei, siano essi palestinesi o d'altre origini, che cerca rifugio in seguito alle persecuzioni subite sotto i nazisti. Si tratta invece di un'entità che non esita ad intraprendere atti d'aggressione contro la nazione araba ogni volta che disponga dell'abilità tecnica. *Sapete che 'Israele' attaccò Baghdad, anche se Iraq non ne è collegato militarmente o geograficamente. Ovviamente, questo significa che 'Israele' è infatti psicologicamente preparato a lanciare l'aggressione contro di noi in qualsiasi momento. ===[[Golda Meir]]=== [[File:Golda Meir2.jpg|thumb|[[Golda Meir]]]] *Io pensavo che in uno Stato ebreo non vi sarebbero stati i mali che affliggono le altre società. I furti, gli assassini!, la prostituzione... Lo pensavo perché ci eravamo avviati bene: quindici anni fa in Israele non c'erano quasi furti, e non c'erano assassini!, non c'era prostituzione. Ora invece abbiamo tutto, tutto... Ed è una cosa che fa male al cuore: ferisce più che scoprire di non avere ancora fatto una società più giusta, più uguale. *Noi, in Israele, abbiamo assorbito circa un milione e quattrocentomila ebrei arabi: dall'Iraq, dallo Yemen, dall'Egitto, dalla Siria, dai paesi nordafricani come il Marocco. Gente che arrivando qui era piena di malattie e non sapeva far nulla. Tra i settantamila ebrei giunti dallo Yemen, per esempio, non c'era un solo medico ne una sola infermiera: ed eran quasi tutti ammalati di tubercolosi. Eppure li prendemmo, e costruimmo ospedali per loro, e li curammo, li educammo, li mettemmo in case pulite e li trasformammo in agricoltori, medici, ingegneri, insegnanti... Tra i centocinquantamila ebrei che vennero dall'Iraq v'era un piccolissimo gruppo di intellettuali; eppure i loro figli, oggi, frequentano le università. Certo abbiamo problemi con loro, non è tutto oro quello che luccica, ma resta il fatto che li abbiamo accettati e aiutati. Gli arabi invece non fanno mai nulla per la propria gente. Se ne servono e basta. *Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità. *Se dobbiamo parlare di profughi io le rammento che per secoli gli ebrei furono i profughi per eccellenza! Sparpagliati in paesi dove non si parlava la loro lingua, non si osservava la loro religione, non si conoscevano i loro costumi... Russia, Cecoslovacchia, Polonia, Germania, Francia, Italia, Inghilterra, Arabia, Africa... Chiusi nei ghetti, perseguitati, sterminati. Eppure sopravvissero, e non smisero mai d'essere un popolo, e si ritrovarono per fondare una nazione... *Senta, anche noi durante la guerra di Indipendenza avevamo i nostri gruppi terroristici: lo Stem, la Irgun. E io li avversavo, li avversai sempre. Però nessuno di loro si macchiò mai delle infamie di cui gli arabi si macchiano con noi. Nessuno di loro mise mai bombe nei supermarket, o dinamite negli autobus dei bambini. Nessuno di loro provocò mai tragedie come quella di Monaco o di Lidda. ===[[Mohammad Reza Pahlavi]]=== *Abbiamo detto a Israele: potete fare un'altra guerra, ma dove vi ritroverete infine? Ci sono cento milioni di arabi, e col passar del tempo, impareranno a combattere. *Ovviamente Israele esiste come Stato, e non si può sterminare un popolo; il desiderio manifestato da certe persone di sterminare la razza ebraica non può avverarsi. *Saremo certo lieti di vedere Israele mettere gli arabi nel loro posto, ma abbiamo ripetutamente condannato la loro occupazione del territorio arabo. ===[[Ilan Pappé]]=== *A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. *Anche tra gli israeliani più liberali è poco diffusa la comprensione della portata dei crimini commessi dal loro Stato, e in molti casi da loro stessi, e ancor meno di come quei crimini vengano percepiti nel mondo. *Ciò che importa non è tanto se gli attuali ebrei in Israele siano i discendenti autentici di coloro che vissero in epoca romana, ma piuttosto la pretesa di Israele di rappresentare tutti gli ebrei del mondo, da cui discende la convinzione che qualsiasi azione, anche la più spregevole, possa essere giustificata. *Finché Israele conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. *Il problema di Israele non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. *Implicito nell'esistenza di Israele come stato coloniale è il tentativo di nascondere le prove dei suoi atti di eliminazione, in particolare in un'epoca che guarda con disapprovazione al colonialismo e nel contesto di un paese che pretende di essere «l'unica democrazia del Medio Oriente» e «uno stato ebraico e democratico». La pulizia etnica della Palestina nel 1948 e il tentativo di cancellarne la memoria sono parte integrante della stessa strategia di eliminazione. *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a Israele fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. *Israele fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. *L'identità di Israele come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. *La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-Israele si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. *Più ancora mi ha sconcertato e scandalizzato l'abuso [[Sionismo|sionista]] e poi israeliano della memoria dell'Olocausto per giustificare la espropriazione della Palestina. Questo abuso è evidente, eppure sono ancora in molti a non vederlo. È stato proprio questo punto di partenza umano ed ebraico a spingere recentemente tanti ebrei a opporsi ai crimini e alle politiche attuate in nome dello Stato di Israele. In nome dello stesso retaggio, ebrei hanno avuto un ruolo attivo contro l'apartheid in Sudafrica, il razzismo negli Stati Uniti, le dittature in Sud America, l'imperialismo nel sud-est asiatico e il neocolonialismo in Africa. Israele non sarebbe diventato un paese ''sui generis'' se lo stesso punto di partenza etico e morale sotteso a queste proteste avesse guidato la sua condotta rispetto a sé stesso. *Quando Israele divenne realtà storica, nel 1948, si trasformò in un incubo palestinese altrettanto reale. *Se la cartina al tornasole di ogni democrazia è il livello di tolleranza verso le proprie minoranze, Israele è ben lungi dal poter essere considerato uno stato democratico. ===[[Ariel Sharon]]=== *Abbiamo tante cose da fare, oltre che combattere. Ad esempio sviluppare la nostra educazione, la nostra cultura, la nostra agricoltura, la nostra industria, la nostra scienza. Ad esempio assorbire gli ebrei che arrivano continuamente da più di settanta paesi, fare una nazione con loro. E non partecipiamo a nessuna corsa alle armi: stiamo solo tentando di migliorare le nostre capacità di difesa per essere pronti a reagire quando ce n'è bisogno. *Israele potrà anche avere il diritto di processare altri, ma certamente nessuno ha il diritto di portare il popolo ebraico e lo Stato di Israele davanti a un tribunale internazionale. *Non ci servono i protettori. Così non dico che si possa ignorare l'opinione dei nostri alleati, però dichiaro che non prendiamo ordini da nessuno. *Non dimentichi che abbiamo uno degli eserciti migliori del mondo, che da trentacinque anni non facciamo che combattere, che siamo stati in guerra con tutti i paesi arabi, che abbiamo moltissima esperienza. *Quando si tratta della nostra sicurezza siamo uniti, non c'è dubbio. Non ci sono né falchi né colombe ma ebrei. Né Partito laburista né Partito Likud ma ebrei. *Sebbene la simpatia del mondo ci interessi, quando si tratta della nostra sicurezza e della nostra esistenza possiamo farne benissimo a meno. ===[[Avi Shlaim]]=== *Come israeliano, mi sento in colpa per l'occupazione della Palestina dal 1967 e per aver negato ai palestinesi i loro diritti umani. *Israele è l'unico paese che conosco che cerca di assassinare le persone con cui dovrebbe negoziare. *Israele non ha mai voluto davvero appartenere al Medio Oriente. Si considera un paese dell'Europa occidentale. *Le motivazioni morali per la creazione di uno Stato ebraico indipendente erano forti, specialmente all'indomani dell'Olocausto, ma non si può negare che la creazione dello Stato di Israele rappresentò un'enorme ingiustizia nei confronti dei palestinesi. Mezzo secolo più tardi, Israele doveva ancora fare i conti con le colpe commesse contro questo popolo e riconoscere un debito nei confronti dei palestinesi che prima o poi avrebbe dovuto essere saldato. *Nessuna nazione ha il 'diritto di esistere' secondo il diritto internazionale e Israele non fa eccezione. Il 'diritto di esistere' di Israele non è un diritto legale, ma uno slogan ideologico e carico di emotività. *Oggi Israele fa affidamento esclusivamente sulla forza militare e sostiene che chiunque lo critichi è antisemita. Il governo riflette la società e quindi la società ne è responsabile. La società israeliana oggi non ha alcuna inibizione nell'esprimere il razzismo. Ciò che prima era nascosto sotto la superficie ora viene espresso con orgoglio, dai vertici fino alla base. ===[[Leo Valiani]]=== *Certo, farebbe bene a evacuare i territori occupati con la guerra del 1967, fatta eccezione per Gerusalemme, che è un caso a parte. Ma non si può pretenderlo, se in questi territori s'installa un'organizzazione che pratica il terrorismo contro Israele e la cui finalità è la distruzione di quello Stato. Il suicidio non può essere chiesto a nessuno. *Sono il primo a criticare la politica israeliana in Cisgiordania, gli insediamenti, le limitazioni alle libertà democratiche, tutto ciò che c'è di reazionario, di repressivo. Critico la permanenza stessa di Israele in quei territori. Ma non pretendo il suo suicidio. *Israele non è l'Austria che teneva sotto il tallone il Lombardo-Veneto. È come l'Austria ormai costituzionale del 1867 che aveva aperto il proprio Parlamento anche alle minoranze, agli italiani di Trento, di Trieste, di Pola. Nessuno nega ai palestinesi che vivono nei territori occupati il diritto all'irredentismo. Lo riconosco in pieno. Ma sotto quell'Austria, gli irredentisti italiani avrebbero fatto bene a ricorrere al terrorismo? Anche a Trieste, molti presero le distanze dal progetto di regicidio di Oberdan. Il suo tentativo avrebbe avuto conseguenze drammatiche, se fosse stato portato a termine. ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Ebrei]] *[[Regno di Giuda]] *[[Regno di Israele]] *[[Regno Unito di Israele]] *[[Rifugiati palestinesi]] *[[Sionismo]] *[[Stato di Palestina]] *[[Terra Santa]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi di Israele| ]] lxsyiuuvs6416k1z7mezwz4zr3dtch2 Severità 0 69460 1429543 1083762 2026-10-14T23:40:29Z Udiki 86035 +ip 1429543 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sulla '''severità'''. *Buono ti mangeranno; severo ti odieranno. ([[Proverbi italiani|Proverbio italiano]]) *Devi essere severo verso te stesso per avere il diritto di essere indulgente verso gli altri. ([[Dag Hammarskjöld]]) *Forse questi suoi vagheggiamenti di severità e rigore se li era messi in testa per contrastare la sua vera natura. Per esempio, se c'era una sciattona in tutto l'esercito di Francia, era lei. ([[Italo Calvino]]) *Non bisogna essere severo e debole nello stesso tempo. ([[Napoleone Bonaparte]]) *Non è da uomo forte il lasciarsi vincere dalle preghiere e distogliere dalla giusta severità. ([[Zenone di Cizio]]) *Una natura severa comunica le sue dure impronte agli abitanti. ([[Ippocrate]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt}} [[Categoria:Relazioni]] izs8vnm1o1y14le152rhrh4g1h5q5zu 1429545 1429543 2026-10-14T23:48:24Z Udiki 86035 Valentiniano I 1429545 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sulla '''severità'''. *Buono ti mangeranno; severo ti odieranno. ([[Proverbi italiani|Proverbio italiano]]) *Devi essere severo verso te stesso per avere il diritto di essere indulgente verso gli altri. ([[Dag Hammarskjöld]]) *Forse questi suoi vagheggiamenti di severità e rigore se li era messi in testa per contrastare la sua vera natura. Per esempio, se c'era una sciattona in tutto l'esercito di Francia, era lei. ([[Italo Calvino]]) *Il livido della severità è indivisibile compagno di un giusto potere. ([[Valentiniano I]]) *Non bisogna essere severo e debole nello stesso tempo. ([[Napoleone Bonaparte]]) *Non è da uomo forte il lasciarsi vincere dalle preghiere e distogliere dalla giusta severità. ([[Zenone di Cizio]]) *Una natura severa comunica le sue dure impronte agli abitanti. ([[Ippocrate]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt}} [[Categoria:Relazioni]] 431bksm30qmfltefxm81nyp2vs12s9l Idioti (film) 0 71108 1429547 1396160 2026-10-15T05:40:59Z Gaux 18878 refuso 1429547 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Idioti |titolooriginale=Idioterne |paese=Danimarca |annouscita=1998 |genere= drammatico |regista= [[Lars Von Trier]] |soggetto= Lars Von Trier |sceneggiatore=Lars Von Trier |attori= * [[Jens Albinus]]: Stoffer * [[Anne-Grete Bjarup Riis]]: Katrine * [[Hans Henrik Clemensen]]: Anders * [[Regitze Estrup]]: Louise * [[Christian Friis]]: Rocker * [[Anne Louise Hassing]]: Susanne * [[Anders Hove]]: padre di Josephine * [[Bodil Jorgensen]]: Karen * [[Knud Romer Jorgensen]]: Axel * [[Nikolaj Lie Kass]]: Jeppe * [[Lone Lindorff]]: madre di Karen * [[Troels Lyby]]: Henrik * [[Luis Mesonero]]: Miguel * [[Katrine Michelsen]]: Nana * [[Louise Mieritz]]: Josephine * [[Lotte Munk]]: Britta * [[Henrik Prip]]: Ped }} '''''Idioti''''', film danese del 1998 scritto e diretto da [[Lars von Trier]]. == Frasi == *Susanne! Karen sta diventando idiota, Karen sta diventando idiota. ('''Nana''') == Dialoghi == {{Cronologico}} *'''Stoffer''': Cercano l'[[idiozia|idiota]] che hanno dentro di sé, nessun altro può farlo al posto loro. Quello che voglio dimostrare è che se una società diventa sempre più ricca allora perché la gente non è più felice? Nell'età della pietra tutti gli idioti morivano, giusto? Adesso non è più così; essere un idiota è un lusso ma è anche un passo in avanti. Gli idioti sono esseri del futuro. Questo se si riesce a trovare un idiota che sia proprio un idiota che appartiene a se stesso. Miguel, per esempio, è un idiota felice perché è un uomo felice.<br />'''Karen''': Già, ma ci sono persone veramente malate. Fanno pena. Loro sono veramente disabili. E come puoi... come puoi trovare una giustificazione nel recitare il ruolo di un idiota? Io, vorrei poter capire... vorrei soltanto poter capire...<br />'''Stoffer''': Che cosa?<br />'''Karen''': Ecco... perché diavolo mi trovo qui.<br />'''Stoffer''': Forse perché hai un piccolo idiota dentro che vuole venire fuori e stare un po' in compagnia. Non credi? *'''Stoffer''': Qui invece abbiamo tre napoleoni.<br />'''Uomo del municipio''': È una mania progressiva?<br />'''Stoffer''': Eh, di male in peggio, abbiamo provato a sradicarla ma è difficile, si può figurare quanto spendiamo qui solo di mangiare per tutti loro.<br />'''Uomo del municipio''': Per quale ragione è così triste?<br />'''Stoffer''': Miguel, puoi spiegare al signore del municipio perché sei così triste?<br />'''Miguel''' {{NDR|piangendo}}: Waterloo. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|etichetta=''Idioti''}} [[Categoria:Film drammatici]] 98u7hbicc3rtiy8s9va1pzeopgpefcu Libro di Giobbe 0 87170 1429553 1426368 2026-10-15T08:04:48Z Spinoziano 2297 +2, typo, wlink 1429553 wikitext text/x-wiki {{Antico Testamento}} '''''Libro di Giobbe''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana. ==[[Incipit]]== C'era nella terra di Uz un uomo chiamato [[Giobbe]]: uomo integro e retto, temeva Dio ed era alieno dal male. Gli erano nati sette figli e tre figlie; possedeva settemila pecore e tremila cammelli, cinquecento paia di buoi e cinquecento asine, e molto numerosa era la sua servitù. Quest'uomo era il più grande fra tutti i figli d'oriente. Ora i suoi figli solevano andare a fare banchetti in casa di uno di loro, ciascuno nel suo giorno, e mandavano a invitare anche le loro tre sorelle per mangiare e bere insieme. Quando avevano compiuto il turno dei giorni del banchetto, Giobbe li mandava a chiamare per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro. Giobbe infatti pensava: "Forse i miei figli hanno peccato e hanno offeso Dio nel loro cuore". Così faceva Giobbe ogni volta. {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni== *Un giorno avvenne che i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e tra di essi venne anche [[Satana]]. Il Signore disse a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Dal percorrere la terra e dall'aggirarmi su di essa». (1, 6 – 7; 2010) *Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male». Satana rispose al Signore: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non sei forse tu che hai messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quello che è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e i suoi possedimenti si espandono sulla terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha, e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stendere la mano su di lui». (1, 8 – 12; 2008) *''[[Nudità |Nudo]] uscii dal seno di mia madre, | e nudo vi ritornerò. | Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, | sia benedetto il nome del Signore!'' ([[Giobbe]]: 1, 21; 1974) *Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male. Egli è ancora saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui per rovinarlo, senza ragione». Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quello che possiede, l'uomo è pronto a darlo per la sua vita. Ma stendi un poco la mano e colpiscilo nelle ossa e nella carne e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita». (2, 3 – 6; 2008) *Satana si ritirò dalla presenza del Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. Allora sua moglie disse: «Rimani ancora saldo nella tua integrità? Maledici Dio e muori!». Ma egli le rispose: «Tu parli come parlerebbe una stolta! Se da Dio accettiamo il [[Bene e male|bene]], perché non dovremmo accettare il male?». (2, 7 – 10; 2008) *Allora Giobbe aprì la bocca e [[Maledizioni dai libri|maledisse]] il suo giorno. Prese a dire: «''Perisca il giorno in cui nacqui | e la notte in cui si disse: "È stato concepito un maschio!"''. (3, 1 – 3; 2008) *''[[Oltretomba|Laggiù]] i malvagi cessano d'agitarsi, | laggiù riposano gli sfiniti di forze. | I prigionieri hanno pace insieme, | non sentono più la voce dell'aguzzino. | Laggiù è il piccolo e il grande, | e lo schiavo è libero dal suo padrone.'' (Giobbe: 3, 17 – 19; 1974) *''Poiché allo [[stoltezza|stolto]] dà morte lo sdegno | e la collera fa morire lo sciocco. | Io ho visto lo stolto metter radici, | ma imputridire la sua dimora all'istante.'' (5, 2 – 3; 1974) *''Infatti, la sventura non spunta dalla terra, | né il dolore germina dal suolo; | ma l'uomo nasce per [[sofferenza|soffrire]], | come la favilla per volare in alto.'' (5, 6 – 7; 1994) :''L'uomo nasce al [[travaglio]], | come l'uccello per il volo.'' (5, 7; 1959) *''Beato l'uomo che Dio corregge! | Tu non disprezzare la lezione dell'Onnipotente; | perché egli fa la piaga, ma poi la fascia; | egli ferisce, ma le sue mani guariscono.'' (5, 17 – 18; 1994) *''A chi è sfinito è dovuta pietà dagli [[amicizia|amici]], | anche se ha abbandonato il [[timore di Dio]].'' (6, 14; 1974) *''Non ha forse un duro lavoro l'uomo sulla terra | e i suoi giorni non sono come quelli d'un [[mercenario]]? | Come lo schiavo sospira l'ombra | e come il mercenario aspetta il suo salario, | così a me son toccati mesi d'illusione | e notti di dolore mi sono state assegnate.'' (Giobbe: 7, 1 – 3; 1974) *''Se ho [[peccato]], che cosa ti ho fatto, | o custode dell'uomo? | Perché m'hai preso a bersaglio | e ti son diventato di peso? | Perché non cancelli il mio peccato | e non dimentichi la mia iniquità? | Ben presto giacerò nella [[polvere]], | mi cercherai, ma più non sarò!'' (Giobbe: 7, 20 – 21; 1974) *''Dio non ritira la sua collera: | sotto di lui sono fiaccati i sostenitori di [[Raab (mitologia)|Raab]].'' (Giobbe: 9, 13; 1974) *''L'uomo insensato si leva in superbia, | e qual giovane [[onagro]] si stima nato indipendente''. (11, 12; 1959) *''Le tende dei ladri sono tranquille, | c'è sicurezza per chi provoca Dio, | per chi vuol ridurre Dio in suo potere. | Ma interroga pure le [[animale|bestie]], perché ti ammaestrino, | gli uccelli del cielo, perché ti informino, | o i rettili della terra, perché ti istruiscano | o i pesci del mare perché te lo faccian sapere. | Chi non sa, fra tutti questi esseri, | che la mano del Signore ha fatto questo? | Egli ha in mano l'anima di ogni vivente | e il soffio d'ogni carne umana.'' (12, 6 – 10; 1974) *''Ma io all'Onnipotente vorrei parlare, | a Dio vorrei fare rimostranze.'' (Giobbe: 13, 3; 1974) *''Ma io so che il mio Redentore vive | e che alla fine si alzerà sulla polvere. | E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, | senza la mia carne, vedrò Dio. | Io lo vedrò a me favorevole; | lo contempleranno i miei occhi, | non quelli d'un altro; | il cuore, dal desiderio, mi si consuma!'' (Giobbe: 19, 25 – 27; 1994) *''Se ti rivolgerai all'Onnipotente con umiltà, | se allontanerai l'iniquità dalla tua tenda, | se stimerai come polvere l'[[oro]] | e come ciottoli dei fiumi l'oro di Ofir, | allora sarà l'Onnipotente il tuo oro | e sarà per te argento a mucchi.'' (22, 23 – 25; 1974) *''Come può giustificarsi un [[uomo]] davanti a Dio | e apparire [[purezza|puro]] un nato di donna? | Ecco, la luna stessa manca di chiarore | e le stelle non sono pure ai suoi occhi: | quanto meno l'uomo, questo verme, | l'essere umano, questo bruco!'' (25, 4 – 6; 1974) *''Con forza agita il mare | e con intelligenza doma [[Raab (mitologia)|Raab]]. | Al suo soffio si rasserenano i cieli, | la sua mano trafigge il serpente tortuoso.'' (Giobbe: 26, 12-13; 1974) *''Ma la [[saggezza]], dove trovarla? | Dov'è il luogo dell'intelligenza? | L'uomo non ne sa la via, | non la si trova sulla terra dei viventi. | L'abisso dice: "Non è in me"; | il mare dice: "Non sta da me". | Non la si ottiene in cambio d'oro, | né la si compra a peso d'argento.'' (Giobbe: 28, 12 – 15; 1994) *''Ecco, [[Timore di Dio|temere Dio]], questo è sapienza | e schivare il male, questo è intelligenza.'' (Giobbe: 28, 28; 1974) *''Sono divenuto fratello degli [[sciacallo|sciacalli]] | e compagno degli struzzi.'' (Giobbe: 30, 29; 1974) *''La mia [[cetra]] non dà più che accenti di lutto, | e la mia zampogna voce di pianto.'' (Giobbe: 30, 31; 1994) *[...] ''perché mi incute timore la mano di Dio | e davanti alla sua maestà non posso resistere.'' (Giobbe: 31, 23; 1974) *''Chi ha chiuso tra due porte il [[mare]], | quando erompeva uscendo dal seno materno, | quando lo circondavo di nubi per veste | e per fasce di caligine folta? | Poi gli ho fissato un limite | e gli ho messo chiavistello e porte | e ho detto: "Fin qui giungerai e non oltre | e qui s'infrangerà l'orgoglio delle tue onde".'' ([[Yahweh]]: 38, 8 – 11; 1974) *''Da quando vivi, hai mai comandato al mattino | e assegnato il posto all'[[aurora]], | perché essa afferri i lembi della terra | e ne scuota i malvagi? | Si trasforma come creta da sigillo | e si colora come un vestito.'' (Yahweh: 38, 12 – 14; 1974) *''Sai tu quando figliano le [[camoscio|camozze]] | e assisti al parto delle [[cervo|cerve]]? | Conti tu i mesi della loro gravidanza | e sai tu quando devono figliare? | Si curvano e depongono i figli, | metton fine alle loro doglie. | Robusti sono i loro figli, crescono in campagna, | partono e non tornano più da esse.'' (Yahweh: 39, 1 – 4; 1974) *''Chi ha mandato libero l'[[onagro]], | e i suoi legami chi li ha sciolti? | Ad esso io diedi il deserto quale casa | e qual sua dimora la terra di salsuggine. | Disprezza egli il tumulto della città, | e urla di mandriano non ascolta; | visita torno torno i monti del suo pascolo, | e ogni verde zolla egli ricerca.'' (Yahweh: 39, 5 – 8; 1959) *''Il [[bufalo]] si lascerà piegare a servirti | o a passar la notte presso la tua greppia? | Potrai legarlo con la corda per fare il solco | o fargli erpicare le valli dietro a te? | Ti fiderai di lui, perché la sua forza è grande | e a lui affiderai le tue fatiche? | Conterai su di lui, che torni | e raduni la tua messe sulla tua aia?'' (Yahweh: 39, 9 – 12; 1974) *''L'ala dello [[struzzo]] batte festante, | ma è forse penna e piuma di cicogna? | Abbandona infatti alla terra le uova | e sulla polvere le lascia riscaldare. | Dimentica che un piede può schiacciarle, | una bestia selvatica calpestarle. | Tratta duramente i figli, come se non fossero suoi, | della sua inutile fatica non si affanna, | perché Dio gli ha negato la saggezza | e non gli ha dato in sorte discernimento. | Ma quando giunge il saettatore, fugge agitando le ali: | si beffa del cavallo e del suo cavaliere.'' (Yahweh: 39, 13 – 18; 1974) *''È forse al tuo comando che l'[[aquila]] si alza in alto | e fa il suo nido nei luoghi elevati? | Abita nelle rocce e vi pernotta; | sta sulla punta delle rupi, sulle vette scoscese; | di là spia la preda | e i suoi occhi mirano lontano. | I suoi piccini si abbeverano di sangue, | e dove sono i corpi morti, là essa si trova.'' (Yahweh: 39, 27 – 30; 1994) *''Ecco, l'[[ippopotamo]], che io ho creato al pari di te, | mangia l'erba come il bue. | Guarda, la sua forza è nei fianchi | e il suo vigore nel ventre. | Rizza la coda come un cedro, | i nervi delle sue cosce s'intrecciano saldi, | le sue vertebre, tubi di bronzo, | le sue ossa come spranghe di ferro. | Esso è la prima delle opere di Dio; | il suo creatore lo ha fornito di difesa. | I monti gli offrono i loro prodotti | e là tutte le bestie della campagna si trastullano. | Sotto le piante di [[fior di loto|loto]] si sdraia, | nel folto del canneto della palude. | Lo ricoprono d'ombra i loti selvatici, | lo circondano i salici del torrente. | Ecco, si gonfi pure il fiume: egli non trema, | è calmo, anche se il [[Giordano (fiume)|Giordano]] gli salisse fino alla bocca. | Chi potrà afferrarlo per gli occhi, | prenderlo con lacci e forargli le narici?'' (Yahweh: 40, 15 – 24; 1974) *''Puoi tu pescare il [[Leviatano|Leviatan]] con l'amo | e tener ferma la sua lingua con una corda, | ficcargli un giunco nelle narici | e forargli la mascella con un uncino? | Ti farà forse molte suppliche | e ti rivolgerà dolci parole? | Stipulerà forse con te un'alleanza, | perché tu lo prenda come servo per sempre? | Scherzerai con lui come un passero, | legandolo per le tue fanciulle? | Lo metteranno in vendita le compagnie di pesca, | se lo divideranno i commercianti? | Crivellerai di dardi la sua pelle | e con la fiocina la sua testa? | Metti su di lui la mano: | al ricordo della lotta, non rimproverai!'' (Yahweh: 40, 25 – 32; 1974) *''Prenderai forse il [[coccodrillo]] all'amo? | Gli assicurerai la lingua con la corda? | Gli passerai un giunco per le narici? | Gli forerai le mascelle con l'uncino? | Ti rivolgerà esso molte suppliche? | Ti dirà delle parole dolci? | Farà esso alleanza con te, | perché tu lo prenda per sempre al tuo servizio? | Scherzerai con lui come fosse un uccello? | Lo attaccherai a un filo per divertire le tue ragazze? | Ne trafficheranno forse i pescatori? | Lo spartiranno essi fra i negozianti? | Gli coprirai la pelle di frecce | e la testa di ramponi? | Mettigli un po' le mani addosso! | Ti ricorderai del combattimento e non ci tornerai!'' (Yahweh: 40, 25 – 32; 1994) ==[[Explicit]]== Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. Ebbe anche sette figli e tre figlie. A una mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio. In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell'eredità insieme con i loro fratelli. Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant'anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni. Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni. {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni sul Libro di Giobbe== *Animato da ansiosa ricerca di verità e da umanità profonda, è giudicato concordemente un vero capolavoro di tutti i tempi e di tutti i paesi, ed è cosparso di sublimi bellezze letterarie. [...] Il poema fu sempre di conforto agli afflitti dalle miserie della vita. ([[Giuseppe Ricciotti]]) *''Giobbe'' è un'opera formidabile della letteratura ebraica. Con la sola eccezione di ''[[Libro di Isaia|Isaia]]'', nessun altro libro della Bibbia è scritto con un tale altissimo livello di potente eloquenza, come del resto si addice al suo argomento, la giustizia di Dio. Come opera di teologia morale, il libro è un fallimento perché l'autore, come tutti gli altri, è sconcertato dal problema della teodicea. ([[Paul Johnson]]) *Giobbe sopportò tutto – ma quando vennero i suoi amici... a consolarlo, allora perse la pazienza. ([[Søren Kierkegaard]]) *Il ''Libro di Giobbe'' è ricco di storia naturale in forma poetica: presenta un catalogo affascinante di fenomeni organici, cosmici e meteorologici. Nel capitolo 28, per esempio, c'è una straordinaria descrizione di una miniera. Attraverso questa immagine, ci viene presentata una visione del potenziale scientifico e tecnologico quasi illimitato del genere umano, in contrasto con le capacità morali incorreggibilmente deboli dell'uomo. ([[Paul Johnson]]) *Interessante [...] il fatto che Dio alla fine premia Giobbe, che pure si era ribellato, e redarguisce invece i tre amici di Giobbe, che avevano cercato di convincerlo che la punizione divina cui era sottoposto era probabilmente dovuta a qualche suo cattivo comportamento. Ma Dio sapeva che questa non era la ragione e con la punizione dei tre amici voleva sottolineare che il potere di Dio è assolutamente imperscrutabile. ([[Una carezza per guarire|Umberto Veronesi e Mario Pappagallo]]) ===[[Antonio Girlanda]]=== *''Giobbe'': il poema grandioso dell'innocente oppresso dalla sofferenza immeritata, ma che non cessa di cercare Dio. *Il libro di Giobbe è un capolavoro della letteratura universale, sia per l'eterno problema che agita, il dolore dell'innocente, ma anche per la smagliante veste letteraria che l'anonimo autore ebreo del V secolo ha saputo dargli. *L'autore di Giobbe non accetta un Dio automa che garantisce disgrazie ai malvagi e successo ai buoni. Egli ha assunto il problema del dolore innocente come il caso limite per scuotere certezze che non rispondono alla realtà né stimolano quella fede che si affida a Dio, certa che la sua ultima volontà è la felicità della creatura che lo cerca. L'epilogo lo dimostra. ===[[Simone Weil]]=== *È necessario che l'anima continui ad amare a vuoto, o per lo meno a voler amare, anche soltanto con una parte infinitamente piccola di se stessa. Allora un giorno Dio stesso viene a rivelarsi a lei e a mostrarle la bellezza del mondo, come avvenne per Giobbe. *Giobbe grida la propria sventura con tale accento di disperazione proprio perché lui stesso non riesce a credervi, perché nel fondo dell'anima parteggia per i suoi amici. Egli implora la testimonianza di Dio stesso, perché non sente più quella della propria coscienza. *La sventura ha costretto Cristo a supplicare di essere risparmiato, a cercare conforto fra gli uomini, a credersi abbandonato dal Padre. Ha costretto un giusto a imprecare contro Dio, un giusto perfetto, quanto almeno può esserlo una natura soltanto umana, e forse anche di più, se Giobbe non è tanto un personaggio storico quanto una immagine di Cristo. «Egli si fa gioco della sventura degli innocenti». Non è una bestemmia, è un autentico grido strappato al dolore. Il libro di Giobbe è dall'inizio alla fine una pura meraviglia di verità e di autenticità. Se si parla di sventura, tutto ciò che si discosta da quell'esempio è, più o meno, macchiato di menzogna. ==Bibliografia== <!-- Per anno --> *''La sacra Bibbia'', traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Salani Editore, Firenze, 1959. *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. *''[https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=giobbe&versioni%5B%5D=Nuova+Riveduta Giobbe]'', edizione Nuova Riveduta, 1994. *''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Gb/1/ La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 2008. *''La Bibbia'', Edizioni San Paolo, 2010. ISBN 978-88-215-6777-3 ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Antico Testamento|Giobbe]] ru1fs0x6sqnda3bycxjfr88rz3d4gtf Benjamin Netanyahu 0 100704 1429510 1425794 2026-10-14T14:34:41Z Darkcloud2222 10646 1429510 wikitext text/x-wiki [[File:Benjamin Netanyahu portrait.jpg|thumb|Benjamin Netanyahu nel 2010]] '''Benjamin Netanyahu''' (1949 – vivente), politico israeliano. ==Citazioni di Benjamin Netanyahu== {{cronologico}} *{{NDR|Durante l'operazione [[Operazione Margine di protezione]]}} Il responsabile dei danni a civili non coinvolti è [[Hamas]], e soltanto Hamas, che usa i civili come scudi umani. La minaccia rappresentata dai tunnel di Hamas non può essere confrontata utilizzando la sola forza aerea.<ref>Citato in ''[http://www.lapresse.it/mondo/asia/netanyahu-pronti-a-espansione-di-offensiva-di-terra-su-striscia-di-gaza-1.546850 Netanyahu: Pronti a espansione di offensiva di terra su Striscia di Gaza]'', ''La Presse.it'', 18 giugno 2014.</ref> *{{NDR|Nelle imminienze dell'operaizone [[Operazione Margine di protezione]].}} Nessuna pressione internazionale ci impedirà di operare con piena forza contro una organizzazione terroristica che invoca la nostra distruzione.<ref>Citato in Ugo Tramballi, ''[http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-07-28/gaza-ora-netanyahu-deve-scegliere-170146.shtml?uuid=ABolKBfB Netanyahu su Gaza: «Campagna lunga». Ecco perché, invece sarà a tempo determinato]'', ''Il Sole 24 ore.it'', 28 luglio 2014.</ref> *{{NDR|Riferendosi all'[[Operazione Margine di protezione]]}} Dobbiamo essere pronti per una lunga operazione fino a che la nostra missione non sia completata. Non è possibile che i civili israeliani vivano sotto la minaccia dei tunnel e dei razzi. Non fermeremo l'operazione finché non avremo neutralizzato tutti i tunnel del terrore, non c'è guerra più giusta di questa.<ref>Citato in ''[http://www.lastampa.it/2014/07/28/esteri/a-gaza-riprendono-gli-attacchi-ancora-bambini-tra-le-vittime-israele-sono-i-razzi-di-hamas-ifB3rKBBakV4zrZJ3KfgtL/pagina.html A Gaza riprendono gli attacchi. Ancora bambini tra le vittime. Israele: "Sono i razzi di Hamas"]'', ''La Stampa.it'', 28 luglio 2014.</ref> *[[Hamas]] è come l'[[Stato Islamico|ISIS]]. Sono due rami dello stesso albero velenoso.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/24/gaza-nuovo-raid-israeliano-7-morti-netanyahu-operazione-non-si-ferma/1097648/ Gaza, almeno 7 morti nei raid israeliani Colpita abitazione, 5 morti: "3 sono bimbi"]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 24 agosto 2014.</ref> *{{NDR|In seguito all'attentato di Copenaghen del febbraio 2015}} Degli [[ebrei]] sono stati uccisi di nuovo in [[Europa]] solo per il fatto di essere ebrei. Questa ondata di attentati si teme che possa durare a lungo, dando luogo a sanguinosi attacchi [[antisemitismo|antisemiti]]. Naturalmente gli ebrei meritano di essere protetti in ogni paese, ma noi diciamo ai fratelli e alle sorelle ebrei: [[Israele]] è la vostra casa. Ci stiamo preparando ad assorbire una immigrazione di massa dall'Europa.<ref>Citato in ''[http://it.euronews.com/2015/02/15/dopo-copenhagen-appello-del-premier-netanyahu-ebrei-europei-israele-e-la-vostra/ Dopo Copenhagen appello del premier Netanyahu: "Ebrei europei, Israele è la vostra casa"]'', ''Euronews.com'', 15 febbraio 2015.</ref> *Penso che chiunque voglia creare uno [[Stato di Palestina|stato palestinese]] e ritirarsi dai territori occupati da Israele favorirà gli attacchi contro Israele.<ref>Citato in [[Gwynne Dyer]], ''[http://www.internazionale.it/opinione/gwynne-dyer/2015/03/19/israele-netanyahu-vittoria Il prezzo della vittoria di Netanyahu]'', ''Internazionale.it'', 19 marzo 2015.</ref> *L'accordo {{NDR|[[Energia nucleare in Iran|sul nucleare in Iran]]<ref>Il riferimento è all'accordo internazionale dell'aprile 2015 sulle limitazioni imposte alla ricerca e produzione sul nucleare a scopi civili perché questo non abbia anche utilizzi militari in Iran, tra il gruppo 5+1 (Cina, Francia, Stati Uniti d'America, Regno Unito, Russia e Germania) e l'Iran.</ref>}} minaccia noi e i nostri vicini. Non sto cercando di distruggere l'intesa, sto cercando di distruggere una cattiva intesa.<ref name="Iran">Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/05/accordo-nucleare-netanyahu-alliran-miliardi-per-finanziare-terrore-globale/1567895/ Accordo nucleare, Netanyahu: "All'Iran miliardi per finanziare il terrore globale"]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 5 aprile 2015.</ref> *In una situazione ideale, non dovrebbero esserci Paesi che cercano di annientare lo Stato di Israele e che lo dicono apertamente. Il vero problema in [[Medio Oriente]] non è la [[democrazia]] di [[Israele]] che ha mostrato responsabilità, ma paesi come l'[[Iran]] che puntano alle armi nucleari con l'esplicito obiettivo di annientarci, ma anche quello di conquistare il Medio Oriente e minacciarvi {{NDR|gli statunitensi}}.<ref name="Iran"/> *[[Adolf Hitler|Hitler]] all'epoca non voleva sterminare gli ebrei ma espellerli. Il Muftì {{NDR|[[Amin al-Husseini]]}} andò e gli disse "se li espelli, verranno in Palestina". "Cosa dovrei fare?" chiese e il Muftì rispose "Bruciali".<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/esteri/15_ottobre_21/shoah-netanyahu-choc-hitler-voleva-l-espulsione-non-sterminio-ebrei-05073924-77ce-11e5-95d8-a1e2a86e0e17.shtml Netanyahu: Hitler voleva l'espulsione, non lo sterminio degli ebrei]'', ''Corriere.it'', 21 ottobre 2015.</ref> *Oggi è il giorno del [[Gay Pride]] di Gerusalemme. C'è stata qualche polemica su questa sfilata, quindi voglio condividere con voi la mia prospettiva. Amare qualcuno non dovrebbe mai significare vivere nella paure e nel terrore. Per troppo tempo, la comunità LGBT in tutto il mondo ha affrontato la violenza e l'intimidazione. Settimane fa, decine di membri della comunità LGBT sono stati freddati a Orlando da un terrorista con un'ideologia fanatica. Abbiamo visto tutti le immagini orribili dell'ISIS che uccide le persone [[omosessualità|omosessuali]] gettandole dai tetti. E il regime [[Iran|iraniano]] li appende alle gru nelle piazze. Questo è a dir poco follia. Siamo attorniati da regimi che uccidono qualcuno solo per essere gay. In [[Israele]], la comunità LGBT marcia con orgoglio. La mia convinzione incrollabile è che tutte le persone sono state create uguali. Questo principio di uguaglianza è il motivo per cui a 16 anni Shira Banki ha marciato alla parata lo scorso anno ed è per questo migliaia di voi sono in marcia oggi. Shira è stata assassinata da un estremista pieno di odio. E questo odio non ha posto nella società israeliana. Lotteremo contro di essa. Purtroppo, alcuni elementi della nostra società non sono ancora pronti ad accettare la comunità LGBT. La mia solenne promessa a voi oggi è quello di continuare a promuovere il rispetto per tutti i cittadini di Israele, senza eccezione. Sia che stiate marciando oggi o no, vi chiedo di essere solidali con i nostri fratelli e sorelle nella comunità LGBT. Non lasceremo che l'odio uccida l'accoglienza. Dignità, rispetto, accettazione. Questi sono i valori che trionferanno.<ref>Dal discorso al Gay Pride di Gerusalemme del 2016. Citato in ''[http://www.lezpop.it/gay-pride-israele-discorso-del-primo-ministro-bellissimo-video/ Gay Pride Gerusalemme: il discorso del Primo Ministro Netanyahu è bellissimo]'', ''Lezpop.it'', 26 luglio 2016.</ref> *I leader palestinesi chiedono di avere uno stato palestinese a una condizione: che non ci siano ebrei. C'è un'espressione per questa cosa: pulizia etnica.<ref>Citato in ''[http://www.ilpost.it/2016/09/11/netanyahu-palestina-pulizia-etnica/ Netanyahu dice che i leader palestinesi vogliono una “pulizia etnica”]'', ''Il Post.it'', 11 settembre 2016.</ref> *Non c'è più grande sostenitore del popolo ebraico e dello [[Israele|stato ebraico]] del presidente Donald {{NDR|[[Donald Trump|Trump]]}}.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/15/news/usa_trump_netanyahu_israele-158401306/?ref=HREA-1 Trump a Netanyahu: "Israele e Palestina? Uno Stato o due è la stessa cosa"]'', ''Repubblica.it'', 15 febbraio 2017.</ref> *Israele ha provato fino a oggi a non intervenire in quello che sta succedendo in Siria. Tuttavia, dopo la vittoria sullo Stato Islamico, la situazione è cambiata, poiché le forze pro-iraniane hanno preso il controllo. [...] Da ora in poi, Israele vedrà le attività iraniane in Siria come un obiettivo. Non esiteremo ad agire, se la nostra sicurezza ce lo richiederà.<ref>Citato in ''[http://sicurezzainternazionale.luiss.it/2017/11/27/un-accordo-al-assad-netanyahu/ Un accordo tra Al-Assad e Netanyahu?]'', ''Sicurezzainternazionale.luiss.it'', 27 novembre 2017.</ref> *{{NDR|Su [[Mateusz Morawiecki]]}} Le sue parole<ref>Mateusz Morawiecki, rispondendo alla giornalista Ronen Bergman sulla controversa legge che vieta di parlare di collaborazionismo tra polacchi e nazisti, aveva risposto: «Non sarà incriminabile per aver detto che c'erano criminali polacchi, se aggiungerà che c'erano anche criminali ebrei, russi, ucraini e tedeschi.»</ref>, tanto qui nel contesto di Monaco sono oltraggiose. Dimostrano la sua incapacità a comprendere la storia e la mancanza di sensibilità per la tragedia del popolo ebraico.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/esteri/2018/02/17/news/shoah_premier_polonia_campi_concentramento-189118265/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P7-S1.6-T1 Shoah, il premier della Polonia: "Ci furono criminali anche ebrei". Netanyahu furioso]'', ''Repubblica.it'', 24 dicembre 2017.</ref> *[[Israele]] non è uno Stato di tutti i suoi cittadini. [...] Israele è lo Stato-Nazione del popolo ebraico, e di nessun altro.<ref>Citato su ''[https://ilmanifesto.it/netanyahu-ribadisce-israele-e-del-popolo-ebraico-e-di-nessunaltro Netanyahu ribadisce: «Israele è del popolo ebraico e di nessun altro»]'', ''Ilmanifesto.it''.</ref> *''Anyone who wants to thwart the establishment of a Palestinian state has to support bolstering Hamas and transferring money to Hamas. This is part of our strategy.''<ref>Citato in [https://twitter.com/haaretzcom/status/1711329340804186619 Haarez.com] del 9 ottobre 2023</ref> :Chiunque voglia contrastare la creazione di uno [[Stato palestinese]] deve sostenere il rafforzamento di [[Hamas]] e il trasferimento di denaro a Hamas. Questo fa parte della nostra strategia. (ai membri della Knesset, marzo 2019) *{{NDR|Sulla [[Caduta di Damasco (2024)|caduta di Damasco]]}} È un giorno storico per il Medio Oriente: il regime di Assad è un anello centrale della catena del male di Iran, questo regime è caduto. Questo è il risultato diretto dei colpi che abbiamo inflitto all'Iran e a Hezbollah, i principali sostenitori del regime di Assad. Questo ha creato una reazione a catena in tutto il Medio Oriente di tutti coloro che vogliono liberarsi da oppressione e tirannia.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/12/08/diretta/guerra_siria_israele_hamas_notizie_oggi-423846482/ Netanyahu: Assad anello catena del male. La sua caduta conseguenza diretta dei colpi che abbiamo inflitto a Iran e Hezbollah]'', ''repubblica.it'', 8 dicembre 2024.</ref> *I sauditi possono creare uno stato palestinese in Arabia Saudita: hanno un sacco di terra laggiù. :''The Saudis can create a Palestinian state in Saudi Arabia; they have a lot of land over there.''<ref>Da un'intervista a ''Channel 14''; citato in ''[https://www.jpost.com/middle-east/article-841082 Netanyahu: 'The Saudis can create a Palestinian state in Saudi Arabia']'', ''jpost.com'', 7 febbraio 2025.</ref> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} Nell'operazione Rising Lion abbiamo ottenuto insieme risultati senza precedenti nella storia di Israele. Prima, in piena coordinazione tra me e il presidente Trump, e con pieno coordinamento operativo tra le forze di difesa israeliane e l'esercito Usa, gli Stati Uniti hanno attaccato i tre siti nucleari iraniani: Fordow, Natanz e Isfahan. Questo programma minacciava la nostra sopravvivenza ed era anche un rischio per la pace dell'intero mondo.<ref name="trumpguida">Citato in ''[https://www.rainews.it/video/2025/06/usa-attacco-iran-netanyahu-parla-alla-nazione-trump-guida-il-mondo-libero-45254af6-b3bf-4a63-9916-a5444bd7835b.html Netanyahu parla alla nazione: "Trump guida il mondo libero"]'', ''rainews.it'', 22 giugno 2025.</ref> *Trump sta guidando con coraggio il mondo libero. È un grande amico di Israele, un amico senza eguali. A lui, a nome mio e di tutti i cittadini di Israele, a nome di tutto il popolo ebraico, rivolgo un ringraziamento di cuore profondo. E so, cittadini di Israele, che parlo dal profondo del cuore di ciascuno di voi. Siamo uniti, combattiamo insieme, e, con l'aiuto di Dio, vinciamo insieme. E come si dice nella parashat della settimana: "Saliamo e saliamo perché possiamo prevalere su di loro".<ref name="trumpguida"/> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Abbiamo ottenuto una vittoria storica. Una vittoria che durerà per generazioni. Abbiamo rimosso due minacce esistenziali: la minaccia di distruzione causata dalle bombe nucleari e la minaccia di distruzione causata da 20 mila missili balistici. Se non avessimo agito ora, lo Stato di Israele si troverebbe presto ad affrontare il pericolo di distruzione [...]. Questo non è accaduto perché nel momento decisivo ci siamo alzati come un leone e il nostro ruggito ha scosso Teheran ed è echeggiato in tutto il mondo.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/06/25/news/netanyahu_vittoria_storica_israele-424689799/?ref=RHEX-BG-P1-S4-T1-APERTURA-A-12 Israele, Netanyahu esulta: "Un successo storico, durerà per generazioni"]'', ''repubblica.it'', 25 giugno 2025.</ref> *Non c’è carestia a Gaza, non c’è una politica di fame, e vi assicuro che siamo impegnati a raggiungere i nostri obiettivi di guerra. Continueremo a combattere finché non otterremo il rilascio dei nostri ostaggi e la distruzione delle capacità militari e di governo di Hamas.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/07/29/news/trump_a_netanyahu_a_gaza_gente_affamata_fai_arrivare_piu_cibo-424758133/?ref=RHLF-BG-P5-S4-T1-r109 Trump a Netanyahu: “A Gaza gente affamata, fai arrivare più cibo”]'', ''repubblica.it'', 29 luglio 2025.</ref> *La [[Guerra Iran-Israele|guerra di 12 giorni]] contro le capacità dell'Iran, che ho chiamato Operazione Leone Nascente, entrerà negli annali della storia militare. I nostri piloti hanno neutralizzato difese missilistiche e preso il controllo dello spazio aereo sopra Teheran. Piloti di Israele e bombardieri strategici americani hanno colpito siti di arricchimento nucleare. Ringrazio il Presidente Trump per azioni coraggiose e decisive; insieme abbiamo mantenuto la promessa di impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari, rimuovendo così una minaccia esistenziale.<ref name="discorsoonu">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2025/09/26/news/il-discorso-di-benjamin-netanyhau-all-assemblea-generale-dell-onu-8132172/ Il discorso di Benjamin Netanyhau all'Assemblea generale dell'Onu]'', ''ilfoglio.it'', 26 settembre 2025.</ref> *{{NDR|Sull'[[attacco di Hamas a Israele del 2023]]}} Molti nel mondo forse non ricordano il 7 ottobre come lo ricordiamo noi. Quel giorno Hamas ha perpetrato il peggior attacco contro gli ebrei dall'Olocausto: circa 1.200 civili uccisi, oltre 40 americani e cittadini di decine di Paesi. Con crudeltà inaudita hanno decapitato, violentato e bruciato vivi bambini. Più di 250 persone furono prese in ostaggio — tra loro sopravvissuti all'Olocausto, nonne, bambini. Finora abbiamo riportato a casa 207 ostaggi, ma 48 rimangono ancora nelle segrete di Gaza; tra questi, 20 sono vivi, affamati e torturati.<ref name="discorsoonu"/> *Ai leader di Hamas e ai carcerieri degli ostaggi dico: depositate le armi e liberate tutti gli ostaggi — tutti e 48 — ora. Se lo farete, vivrete. Se non lo farete, Israele vi darà la caccia.<br>Se Hamas accetta le nostre condizioni, la guerra potrebbe finire subito: Gaza smilitarizzata, Israele con controllo di sicurezza prevalente e un'autorità civile pacifica costituita da cittadini di Gaza impegnati per la pace.<ref name="discorsoonu"/> *Molti leader che pubblicamente ci condannano, a porte chiuse ci ringraziano per aver fornito intelligence che ha prevenuto attacchi nelle loro capitali.<ref name="discorsoonu"/> *Esperti di guerra urbana hanno osservato che Israele applica misure straordinarie per minimizzare le vittime civili. Il rapporto tra vittime civili e combattenti a Gaza è in molti casi inferiore a 2:1, nonostante la densità urbana estrema, i tunnel sotterranei e le torri usate da terroristi.<ref name="discorsoonu"/> *Per Hamas ogni vittima civile è una strategia; per Israele è una tragedia. Circa 700.000 residenti di Gaza hanno già seguito le nostre indicazioni e si sono spostati in aree più sicure.<ref name="discorsoonu"/> *Su accuse di “affamare Gaza”: Israele ha fatto entrare milioni di tonnellate di cibo e aiuti e garantito calorie per la popolazione. Se alimenti non arrivano ai civili, spesso è perché Hamas saccheggia gli aiuti, come riconosciuto anche da organismi internazionali, trattenendo o rivendendo le forniture per finanziare la propria macchina da guerra.<ref name="discorsoonu"/> *Questa settimana alcuni leader occidentali hanno riconosciuto uno Stato palestinese in modo incondizionato. A mio avviso, è un errore strategico: quel segnale rischia di premiare il terrorismo. Dare oggi uno stato a chi ha celebrato il massacro del 7 ottobre è un messaggio sbagliato che incentiva ulteriore violenza.<ref name="discorsoonu"/> *Molti sostengono la [[soluzione dei due Stati]], ma il problema è che molte forze palestinesi non hanno mai accettato la convivenza con uno Stato ebraico. Quando sono state offerte proposte, molte volte sono state rifiutate; e quando è stato dato territorio, spesso è stato usato per attaccarci. Anche l’esperienza di Gaza dimostra come uno “stato” possa diventare una base terroristica.<ref name="discorsoonu"/> *Vedo un Medio Oriente che nei prossimi anni potrà cambiare profondamente: alcuni leader odierni spariranno, e al loro posto arriveranno pacificatori pragmatici. Anche in Iran, il popolo merita la libertà e un futuro migliore, e spero che un giorno i nostri popoli possano ristabilire relazioni proficue.<ref name="discorsoonu"/> ==Citazioni su Benjamin Netanyahu== *È vero, Netanyahu è un cattivo premier, ma non è molto peggiore di chi lo ha preceduto. Ha intrapreso meno guerre ingiuste di [[Ehud Olmert]], ha costruito meno insediamenti di [[Ehud Barak]] (in proporzione al periodo al potere) e a quanto pare è meno corrotto di [[Ariel Sharon]]. Da quando è in carica la situazione di [[Israele]] è peggiorata sotto molti aspetti, ma questo declino non è cominciato con lui e non avrà fine quando lui se ne andrà. ([[Gideon Levy]]) *Nel 1985 Netanyahu, all'epoca ambasciatore di Israele presso le Nazioni unite, dichiarò all'assemblea annuale dei sionisti cristiani che il loro sostegno a Israele era un atto morale superiore. Quella sera divenne così il prediletto di tutti quelli che volevano bruciare gli ebrei all'inferno, a meno che non si convertissero al cristianesimo nel giorno del Giudizio. ([[Ilan Pappé]]) *Tutti odiano Israele per colpa tua, saresti in galera se non fosse per me. ([[Donald Trump]]) ===[[Recep Tayyip Erdoğan]]=== {{cronologico}} *Quello che fa il premier israeliano non è da meno rispetto a quello che ha fatto [[Adolf Hitler]]. (27 dicembre 2023) *Netanyahu, in difficoltà, e la sua cerchia di assassini cercano di estendere la presa sul potere massacrando la gente mentre non riescono a sconfiggere la resistenza palestinese. [...] Netanyahu non si salverà dall'essere deplorato come [[Slobodan Milošević|Milosevic]], [[Radovan Karadžić|Karadzic]] e [[Adolf Hitler|Hitler]], che sta imitando. (27 maggio 2024) *Fino a che Netanyahu e la sua rete omicida non riusciranno a spezzare l'eroica resistenza del popolo palestinese, resteranno con le spalle al muro nel loro Paese e cercheranno di prolungare la propria vita politica spargendo altro sangue ma presto si renderanno conto che questo non serve a nulla. (27 maggio 2024) ===[[Yair Golan]]=== *Benyamin Netanyahu non era al potere tra il 1999 e il 2009. La lezione che ha imparato dal processo di Oslo è che fare qualcosa – in altre parole, prendere un’iniziativa sulla questione palestinese – è politicamente troppo pericoloso. *Il sistema politico non si è spostato a destra. È stato Benyamin Netanyahu a spostarsi a destra e a portare con sé l’intero partito, il Likud. Perché lo ha fatto? Perché, nella sua mente, la cosa più importante è prendersi cura della sua base elettorale. Per Benyamin Netanyahu, la politica non è parlare alla maggioranza. Bisogna parlare alla base militante e lasciare che attragga il resto della popolazione. Questo è il suo modo di pensare. *Non mi fido di Netanyahu. Ho troppe ragioni per credere che le sue decisioni non siano basate su considerazioni razionali, ma piuttosto sui suoi interessi personali. Per noi è necessario un immediato cambio di leadership. *Per anni, Netanyahu ha descritto il suo campo politico come il campo nazionale, mentre i suoi avversari, che una volta erano il campo della pace, sono diventati il campo dei traditori. *Quando hai distrutto Israele negli ultimi dieci mesi e hai portato il Paese al punto più basso della sua storia, non puoi più governare. Benyamin Netanyahu non ha più alcun diritto di governarci. *Secondo lui, se si è di destra, si è duri e si è guerrieri. E se si è a sinistra, è l’opposto. È assurdo. [...] Si tratta semplicemente di un malinteso orchestrato e promosso da Benyamin Netanyahu. Sostenere che se qualcuno è di sinistra, è un traditore che indebolisce Israele significa dire una bugia. ===[[Avi Shlaim]]=== *Col suo assiduo concentrarsi su Hamas, Netanyahu finì per elevarla a una posizione di primaria importanza. *Cosa poteva fare Israele per impedire, o almeno limitare, l'esplosione di violenza contro i suoi cittadini? Netanyahu evitò di porsi questa domanda fintanto che fu al potere. *Il grottesco seguito di questa triste saga {{NDR|la [[Guerra Iran-Israele|guerra]] di Israele e USA contro l'Iran}} è stato l'incontro alla Casa Bianca in cui Netanyahu ha consegnato a [[Donald Trump|Trump]] una copia della lettera che lo nominava per il Premio Nobel per la Pace. Ecco un criminale di guerra che raccomandava un criminale condannato per il più prestigioso premio internazionale per la pace. Non si poteva inventare. *L'ironia maggiore fu che Netanyahu, il più schietto avversario di Hamas, fu anche il principale beneficiario politico della serie di attacchi suicidi che Hamas aveva compiuto nelle più importanti città israeliane. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Sara Netanyahu]] – moglie ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Netanyahu, Benjamin}} [[Categoria:Politici israeliani]] 1o06kzabcj14ci8xbmtmyzwo3aqjaxw Bene e male 0 109632 1429556 1417272 2026-10-15T08:06:54Z Spinoziano 2297 +1 1429556 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:The Good and Evil Angels Tate Blake.jpg|thumb|upright=1.6|''Gli angeli del bene e del male'' (William Blake)]] Citazioni su '''bene e male'''. ==Citazioni== *A volte capita che la concezione del bene e del male si scontri con la realtà. (''[[Uomo Tigre II]]'') *Anche il male vuol solo il nostro bene. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *Benché io non abbia ancora accertato la verità, nel dubbio tra bene e male la mia decisione è comunque per il bene: davvero è preferibile il dolore di chi, magari invano, è rivolto al bene, alla felicità di chi, fors'anche a ragione, è rivolto al male. ([[Gautama Buddha]]) *Bene, male. Gli animi si dividono così, come si divide un campo di battaglia. (''[[Il cavaliere della croce]]'') *''Bene e male, ho definito questi termini abbastanza chiaramente, senza dubbio, in qualche modo. Ah, ma ero così vecchio allora, adesso sono più giovane.'' ([[Bob Dylan]]) *Bene e male sono intenti, e un intento non ha scusanti. (''[[Forgotten Realms]]'') *Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. (''[[Il divo]]'') *C'è chi gode a far del male e chi gode a far del bene, ma tutto alla fine serve sempre e solo al proprio godimento. A far del bene ci si sente buoni e in pace con la propria coscienza, si soddisfano esigenze personali, in fondo, che per alcuni addirittura si esauriscono nell'ammirazione suscitata nella gente. ([[Lorenzo Licalzi]]) *C'è il bene e c'è il male e il male va punito. (''[[Watchmen]]'') *C'è quel che è bene e quel che è male... e in qualche male non c'è male. (''[[Arizona Junior]]'') *Calùmi, solo solo, pensava che il bene e il male sono cuciti a filo doppio e che niente è tanto difficile come fare il bene senza ferire chi lo riceve, o gli altri, e alla fin fine se stessi. ([[Giuseppe Antonio Borgese]]) *Che cosa è bene e che cosa è male? Questo non lo decidono gli uomini. (''[[MW]]'') *Che mai farebbe il tuo bene se non esistesse il male, e come apparirebbe la terra se vi scomparissero le ombre? ([[Michail Afanas'evič Bulgakov]]) *Chi fa il bene avendo illimitato potere di fare il male merita lode non solo per il bene che fa ma anche per il male che impedisce. ([[Walter Scott]]) *Chi ha smesso di credere in Dio o nel bene continua lo stesso a credere nel diavolo. Non so perché. No, anzi, lo so: il male è sempre possibile. E il bene è eternamente difficile. ([[Anne Rice]]) *Ciascun uomo ha pienezza di bene come pienezza di male in sé. ([[Madre Teresa di Calcutta]]) *''Ciò ch'è ben fare, differire è male.'' ([[Scipione Maffei]]) *Ciò che ieri era il bene, oggi rappresenta il male; ciò che pei nostri predecessori era la meta, per noi diviene il punto di partenza. Sarebbero dunque, anche il bene e il male, una illusione del convenzionalismo? ([[Antonio Ghislanzoni]]) *Colui che fa del bene diviene buono, colui che fa del male diviene malvagio. (''[[Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad]]'') *Come c'è il bene, c'è pure il male, no? (''[[Setup (film)|Setup]]'') *Come dice [[Agostino d'Ippona|S. Agostino]]: «Dio, essendo sommamente buono, non permetterebbe in nessun modo che nelle sue opere ci fosse del male, se non fosse tanto potente e tanto buono, da saper trarre il bene anche dal male». Sicché appartiene all'infinita bontà di Dio il permettere che vi siano dei mali per trarne dei beni. ([[Tommaso d'Aquino]]) *Come il bene potrebbe amare il male senza soffrire? Anche il male soffre amando il bene. ([[Simone Weil]]) *''Come il mal non è senza la pena; | così non è senza mercede il bene.'' ([[Giambattista Giraldi Cinzio]]) *Come si può distinguere il bene dal male che si avvicina? ([[Andre Norton]]) *Con chi ti fa del bene ti comporti male, con chi ti fa del male ti comporti bene; e allora tutto a danno tuo! ([[Tito Maccio Plauto]]) *Considerando il male ed il bene, stimando l'uno e l'altro come cosa variabile e consistente in moto, mutazione e vicissitudine (di sorte ch'il fine d'un contrario è principio de l'altro, e l'estremo de l'uno è cominciamento de l'altro). ([[Giordano Bruno]]) *Cos'era il male? Cos'era il bene? S'interrogava, Kyd, e decideva di non decidere. ([[Roberto Vecchioni]]) *Crediamo nel bene e nel male, e scegliamo il bene. (''[[La regola del sospetto]]'') *Del bene in voi io posso parlare, ma non del male. Perché cos'è il male se non un bene torturato dalla propria fame e dalla propria sete? ([[Khalil Gibran]]) *Delle volte il bene è perfino meno peggio del male, e per giunta fa anche più ridere. ([[Silvio D'Arzo]]) *Dio, nel Quale io non ho fede, aiutami! Non credo in Te: non ci credevo ma, se devo accettare il Male infinito che sono diventato, allora prego che esista anche il Bene infinito, e che abbia misericordia di ciò che rimane della mia anima. ([[Jeanne Kalogridis]]) *Distinguere il bene dal male non è facile poiché i confini tra questo e quello siamo noi a tracciarli. ([[Roberto Gervaso]]) *È così che si fa il bene solo quando puoi fare il male. Il bene vero è quando scegli di farlo perché puoi fare il male. ([[Roberto Saviano]]) *È facile capire la differenza che c'è tra bene e male. [...] Il difficile è dover scegliere quale sia il male minore. (''[[Attacco al potere]]'') *È lume della vera saggezza discernere il bene dal male senza sbagliare. ([[Diadoco di Fotice]]) *È meglio il male libero che il bene imposto. ([[Luigi Pareyson]]) *È meglio un male sperimentato che un bene ignoto. ([[Giuseppe Tomasi di Lampedusa]]) *È molto più difficile essere capiti facendo del bene che del male. ([[Fabrizio De André]]) *È nel profondo del cuore la radice di ogni bene, e, purtroppo, di ogni male. ([[Papa Paolo VI]]) *È opinione corrente che il Bene tenda all'accrescimento e all'autoconservazione, mentre il Male tenda ad autodistruggersi. Ma forse c'è una pecca nelle nostre ipotesi perché, se il Bene crescesse fino ad eliminare il Male, ciò non costituirebbe di per sé un male? ([[Marion Zimmer Bradley]]) *È più il male o il bene nel mondo? I pessimisti dicono che è più il male, gli ottimisti che è più il bene. Il Leibniz si trova in faccia lo Schopenhauer: e già prima dello Schopenhauer il Bayle aveva detto: L'uomo è cattivo e infelice: vi sono dappertutto prigioni e ospedali: l'istoria non è che la raccolta dei delitti e degl'infortuni del genere umano. A cui il Leibniz rispose che vi ha incomparabilmente più bene che male nella vita degli uomini, come v'hanno incomparabilmente più case che prigioni e ospedali. La {{sic|quistione}} non è risolvibile ''a posteriori'', non potendosi istituire seriamente la somma dei beni e dei mali nel mondo. ([[Adolfo Faggi]]) *È sempre un errore contemplare il bene ed ignorare il male, perché rende le persone negligenti e le porta a compiere disastri. Esiste un pericoloso ottimismo dell'ignoranza e dell'indifferenza. ([[Helen Keller]]) *''È ver quel che si dice | il ben e 'l mal comincia nelle fasce.'' ([[Giovanni di Bernardo Rucellai]]) *Eccellente modo di fare il bene è la ferma risoluzione di combattere il male. ([[Cesare Cantù]]) *''Errando col pensiero per l'Universo, vidi il poco che è Buono procedere con moto costante verso l'immortalità, | e il vasto tutto che è Male correre a fondersi, perdersi, dileguare.'' ([[Walt Whitman]]) *Faccio sempre confusione tra il bene e il male, che intendi per male? (''[[Ghostbusters - Acchiappafantasmi]]'') *Forse l'assenza totale di ragionamento e di logica può apparire al pubblico come una manifestazione del bene. Gli uomini pensano che il male debba essere ragionato, logico. Il fanatico deve essere una forza del bene mentre l'individuo che pensa sembra distaccato e, di conseguenza, cattivo. Ma non è tutto assurdo? ([[Colleen McCullough]]) *Forse ciò che conta davvero non è decidere cosa sia "bene" o cosa sia "male", ma l'atto stesso di giudicare da sé soffrendo per il proprio giudizio fino ad accettarlo. ([[Akane Tsunemori]], ''[[Psycho-Pass]]'') *Fra il male e il bene la scelta non sarebbe allora che una: con Dio o contro Dio; per l'Assoluto o per le onnivore fauci del nulla. ([[Bruno Forte]]) *Gli esseri umani, così come noi li incontriamo, sono un miscuglio di bene e di male. ([[Robert Louis Stevenson]]) *Gli uomini riescono a mantenere una specie di livello medio nel bene, ma nessuno è mai riuscito a restare su un livello medio nel male. ([[Gilbert Keith Chesterton]], ''[[Padre Brown#Le stelle volanti|Le stelle volanti]]'') *Gli uomini sentono più lentamente il bene, che non il male. ([[Tito Livio]]) *Gli uomini [...] soffrono perché sono privi di ciò che par loro un bene, o perché, possedendolo, temono di perderlo, o perché non possono liberarsi di ciò che par loro un male. Cessino di credere così, e tutti i mali sono finiti. ([[Anatole France]]) *''Ho capito che anche il male serve | perché senza male il bene non conterebbe niente.'' ([[Raige]]) *Ho fatto qualche poco di bene, non sono stato compensato; ho fatto del male, non sono stato punito. – Tutto è ugualmente inutile. ([[Guido Morselli]]) *Ho smesso di credere che ci fossero una forza del bene e una forza del male fuori di noi. E sono giunta alla convinzione che bene e male sono nomi per ciò che fanno le persone, non per quello che sono. La sola cosa che possiamo dire è che questa è una buona azione perché aiuta qualcuno, o che quest'altra è cattiva perché fa male a qualcuno. Le persone sono troppo complesse perché le si possa etichettare. ([[Philip Pullman]]) *I mali sono entrati nel mondo, perché l'uomo si distaccò da Dio che è il Bene. I mali attuali nel mondo vi sono ancora perché si abbandona Dio. ([[Giacomo Alberione]]) *Il bene è come l'oro; è raro, ma non si offusca. Il male è come l'acqua torbida; abbondante e piena di fango, ma a furia di scorrere finirà per tornare limpida. ([[Samuel Butler]]) *Il bene e il male debbono equilibrarsi; senonché, il centro di gravità è collocato in basso, molto in basso. O, se lo preferite, si sovrappongono l'uno all'altro senza mescolarsi, come due liquidi di diversa densità. ([[Georges Bernanos]]) *Il bene e il male, due facce della stessa medaglia. (''[[Aprile (film)|Aprile]]'') *Il bene e il male non esistono, ma solo le necessità, e si vive secondo le proprie esigenze. (''[[Il posto delle fragole]]'') *Il bene e il male non hanno alcun limite, fuorché quello di esistere entrambi. ([[Vittorio Emanuele Orlando]]) *Il bene e il male sono due simboli. ([[Piero Angela]]) *Il bene e il male sono rimasti immutati da sempre, e il loro significato è il medesimo per gli Elfi, per i Nani e per gli Uomini. Tocca ad ognuno di noi discernerli, tanto nel Bosco d'Oro quanto nella propria dimora. ([[J. R. R. Tolkien]]) *Il bene e il male sono solo prodotti della condizione umana. (''[[Broken Sword 5: La maledizione del serpente]]'') *Il bene finisce felicemente, e il male infelicemente. Ecco cosa significa finzione. (''[[L'importanza di chiamarsi Ernest]]'') *Il bene ha sempre un prezzo, Marcus. Il male è gratis. ([[Donato Carrisi]]) *Il bene nasce dal male come il male dal bene. ([[Giacomo Casanova]]) *Il conflitto fra il bene e il male si riduce ad una scelta elementare: sopravvivere o soccombere. (''[[Heroes]]'') *Il criterio del bene e del male coincide con il principio delle cose, con l'origine ultima della realtà. La sorgente etica per eccellenza è il divino, il principio del bene coincide con il vero. ([[Luigi Giussani]]) *Il destino dell'Occidente sembra quello di essere condannato a capovolgere, in un doloroso contrappasso, la battuta che Goethe nel "Faust" mette in bocca a Mefistofele: "Io sono lo spirito che vuole eternamente il male ed opera eternamente il bene". Il paradosso dell'Occidente è credersi il Bene, di volere eternamente il Bene e di operare eternamente, in una sorta di eterogenesi dei fini, il Male. E il vizio di fondo sta proprio in questa distinzione manichea tra Bene e Male e nella pretesa prometeica di aumentare il Bene a spese del Male, cancellandolo dalla faccia della terra, mentre nella realtà Bene e Male sono due facce della stessa medaglia e concrescono insieme, tanto più grande è il Bene, tanto più grande sarà il Male. ([[Massimo Fini]]) *Il far tutto il male che si può è uffizio del demonio; il non fare tutto il bene che si deve è azione da bestia. ([[Papa Sisto V]]) *Il male che gli uomini compiono si prolunga oltre la loro vita, mentre il bene viene spesso sepolto insieme alle loro ossa. ([[William Shakespeare]], ''[[Giulio Cesare (Shakespeare)|Giulio Cesare]]'') *Il male conosce il bene, ma il bene non conosce il male. ([[Franz Kafka]]) *Il male, da semplicemente disgustoso ad assolutamente brutale, è profondamente coinvolto nella costruzione simbolica e nella conservazione istituzionale del bene. Per questo lo status istituzionale e culturale del male deve essere continuamente rivitalizzato. La linea che distingue il sacro dal profano deve essere tracciata e ritracciata ripetutamente; questa demarcazione deve mantenere la sua vitalità, o tutto sarà perduto. [...] Attraverso fenomeni come gli scandali, il panico morale, le punizioni pubbliche e le guerre, le società forniscono le occasioni per avere di nuovo esperienza e quindi ricristallizzare i nemici del bene. Esperienze violente di orrore, repulsione e paura creano le opportunità per la purificazione che mantiene viva quella che Platone chiamava «la memoria della giustizia». ([[Jeffrey Alexander]]) *Il male è una forza reale. Una potenza grande almeno quanto il bene. Nell'universo, due forze antitetiche lottano per il predominio. E la battaglia è tutt'altro che vicina alla fine. ([[Jean-Christophe Grangé]]) *Il male immaginario è romantico, variato; il male reale tetro, monotono, desertico, noioso. Il bene immaginario è noioso; il bene reale è sempre nuovo, meraviglioso, inebbriante. ([[Simone Weil]]) *Il male possiede una voce poderosa che desta le anime volgari e le riempie d'ammirazione, mentre il bene è largamente muto. ([[Honoré de Balzac]]) *Il male serve il bene e viceversa. Poiché entrambi i poli propendono intrinsecamente verso la riunificazione, non potremo mai eliminarne uno dal mondo; al contrario, la lotta contro uno dei due finisce per rafforzare anche l'altro. ([[Ruediger Dahlke]]) *Il male sopravvive a chi lo fa; il bene, posto che qualcuno faccia del bene, muore con lui. ([[Eric Frank Russell]]) *Il peccato più grande è fare del male a chi ti vuol bene. (''[[Totò e Marcellino]]'') *Immaginatevi che tutto ciò che fate sia l'ultimo atto di vostra vita, decisivo in una eternità di bene o in una eternità di male. ([[Maria Maddalena de' Pazzi]]) *In questa folta selva di mali che ingombrano tutta la terra, sì raddoppiati e densi, che nell'aggirarci che per lo mezzo d'essi facciamo, appena è mai, che volte a una sciagura le spalle fuggendone, non diam di petto in un'altra scontrandola; pur nondimeno è vero, non avervi niun male, a cui manchi questa qualunque condizion di bene, cioè, il poter'avvenire ch'ei non avvenga. ([[Daniello Bartoli]]) *In tutte le cose v'è il male e il bene; basta saperli distinguere: rassegnarsi al male, e giovarsi del bene. ([[Ugo Foscolo]]) *In un mondo privo di valori morali, bene e male sono semplici voci sul menù dei potenti. (''[[E come Extinzione]]'') *In un racconto io posso trasformare il bene in male e il male in peggio e, cosa ancora più divertente, quelli veramente buoni in veramente cattivi. ([[Jeffery Deaver]]) *''Io credo soltanto che tra il male e il bene è più forte il bene.'' ([[Jovanotti]]) *Io, in confronto di quei mali, di cui so che son mali, non temerò mai né fuggirò quelli che non so se per caso non {{Sic|sieno}} anche dei beni. ([[Platone]], attribuita a [[Socrate]]) *Io mi son parte di quella possanza che vuole continuamente il male, e continuamente produce il bene. (Mefistofele, [[Johann Wolfgang von Goethe]]) *L'apice del male di cui ognuno ha paura non è altro che la fine del mondo, ma sembra che tutti ignorino che l'apice del bene ha già avuto luogo... Il giorno della Creazione. ([[Marc Levy]]) *L'argomento del giudizio universale, l'argomento del contendere cosmico con Dio, non sarà il male ma il bene. Dio non ci chiederà conto di quanto male abbiamo commesso, ma di quanto bene abbiamo compiuto. ([[Ermes Ronchi]]) *L'assurdità di questo mondo, e l'infelicità della condizione umana, sono in funzione del bene non meno che del male: del fatto che il bene e il male vi coesistono, avendo la medesima realtà e inoppugnabilità.<br>Il che conferma che siano fallaci, e ingenue, entrambe le posizioni estreme in cui la filosofia si polarizza: l'[[Ottimismo e pessimismo|ottimismo e il pessimismo]]. I pessimisti assoluti non hanno capito, che proprio il mescolarsi del bene (un bene incontestabile, checché essi dicano) al male, è ciò che rende quest'ultimo così grave, oltre che più misterioso ancora. ([[Guido Morselli]]) *L'idea del bene e del male non ha quindi nulla da spartire con la religione o con la coscienza misteriosa; è un bisogno naturale delle razze animali. ([[Pëtr Alekseevič Kropotkin]]) *L'umana società è congegnata in modo che sempre dal male esca un bene più grande. ([[Niccolò Tommaseo]]) *L'uomo e i suoi atti sono due cose distinte. Mentre una buona azione dovrebbe suscitare approvazione e un atto malvagio disapprovazione, l'autore dell'atto, che sia buono o malvagio, merita sempre rispetto o pietà a seconda dei casi. ([[Mahatma Gandhi]]) *L'uomo si annoia del bene, cerca il meglio, trova il male, e vi si sottomette, per paura del peggio. ([[Pierre-Marc-Gaston de Lévis]]) *L'utile è bene e l'inutile è male. ([[Nisargadatta Maharaj]]) *La bontà diventa energia motrice soltanto quando è praticata in relazione al male. Finché vi limitate a restituire bene per bene, è un mero scambio, ma se restituite bene per male, ecco che diventa una forza che redime. Il male cessa davanti a questa forza, che procede aumentando di volume e peso come una palla di neve, finché non diventa irresistibile. ([[Mahatma Gandhi]]) *La dialettica temporale come lotta tra bene e male è quella che c'è nella storia temporale umana nella quale positivo e negativo, bene e male sono sempre in lotta, sempre in tensione, sempre insieme. ([[Luigi Pareyson]]) *La mostruosa, inconfessabile contraddizione: perpetuare il male per garantire il bene. (''[[Il divo]]'') *La non cooperazione col male è un obbligo morale non meno della cooperazione col bene. ([[Martin Luther King]]) *La razza umana, secondo la religione, cadde una volta, e cadendo acquisì la conoscenza del bene e del male. Oggi siamo caduti una seconda volta, e tutto ciò che ci resta è la conoscenza del male. ([[Gilbert Keith Chesterton]]) *La realtà non è nera. Mescola sempre e ovunque bene e male. ([[Marie de Hennezel]]) *La storia dell'umanità è piena di prove che [...] il male non può sparire che per mezzo del bene. ([[Lev Tolstoj]], ''[[Il regno di Dio è in voi]]'') *Lei è ineffabile, crede ancora che un individuo sia tutto buono o tutto cattivo. Crede ancora che il bene sia ammantato di luce e che il male si nasconda nell'ombra. Ma dov'è l'ombra? E dov'è la luce? Dov'è la frontiera del male? E dov'è lei, al di qua o al di là di quel confine? (''[[Il corvo (film 1943)|Il corvo]]'') *''Ma per trovar il bene io ho provato | che bisogna proceder pel contrario: | cerca del male, e l'hai bell'e trovato; | però che 'l sommo bene e 'l sommo male | s'appaion com'i polli di mercato.'' ([[Galileo Galilei]]) *Magari, Critone, fosse capace di fare il male, perché, allora, sarebbe capace, anche di fare il bene. E questa sarebbe una gran bella cosa. Invece non è capace di fare né l'uno né l'altro, non ti fa diventare né saggio né stolto, ma agisce, così, a casaccio. ([[Platone]]) *Male più male uguale doppio male. Ci vuole il doppio di bene per arginare il male. ([[Andrea Santoro]]) *Nel male, del bene viene sempre fuori, credo. (''[[Batman: Contagio]]'') *Nessun segno, nessun pianeta opera il male per sua qualità propria, poiché provengono dal bene e il bene e il male si oppongono l'un l'altro. Tuttavia, per accidente, secondo gli ordinamenti che vigono nelle cose inferiori, un medesimo pianeta può produrre il bene o il male per sua qualità propria. ([[Raimondo Lullo]]) *Non basta punire il malvagio togliendogli la libertà di fare il male. Bisogna insegnargli a fare il bene. ([[Juliette Colbert]]) *Non c'è male [...] donde bene non sorga. ([[Carlo Dossi]]) *Non che noi ignoriamo il bene e il male, ma ignoriamo il futuro. ([[Raymond Aron]]) *Non ci sono assoluti: non c'è un bene o un male assoluto. ([[Ben Okri]]) *Non devi avere paura del male che c'è nel mondo, ma del bene che manca nel mondo. ([[Oreste Benzi]]) *Non è possibile che il male e il bene durino a lungo: dal che ne consegue che, essendo durato molto il male, il bene è ormai vicino. ([[Miguel de Cervantes]]) *Non esiste bene e male, esiste solo il potere... E quelli troppo deboli per averlo! ([[Lord Voldemort]], ''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]'') *Non esiste il bene, Monroe. Non esiste il male. Esiste soltanto la carne e i piaceri che ci procura. ([[Pinhead (personaggi)|Pinhead]], ''[[Hellraiser III - Inferno sulla città]]'') *Non esiste una conoscenza del bene senza una corrispondente conoscenza del male; ecco perché ogni nazione ha i suoi dèi e i suoi demoni, e li onora con servile riguardo. Dio senza il diavolo muore, perché rimane solo. ([[Samuel Butler]]) *Non fu mai savio partito fare disperare gli uomini, perché chi non spera il bene non teme il male. ([[Niccolò Machiavelli]]) *Nulla è gratuito in questo basso mondo. Tutto si sconta, il bene come il male, presto o tardi si paga. Il bene è necessariamente molto più caro. ([[Louis-Ferdinand Céline]]) *Occorre sapere dove il Bene sta ed il male si annida. ([[Carlo Urbani]]) *Ogni azione ci apre davanti un bivio: la strada del male e quella del bene. La prima sembra una discesa, durante la quale non si pedala e non si fa fatica, ma con il rischio concreto di cadere. La seconda assomiglia tanto a una salita, durante la quale si suda e dietro ad ogni tornante si nasconde l'insidia di mollare. Arrivati in cima però si ha la sensazione di aver fatto un'impresa, di aver portato a termine qualcosa di grande. ([[Andrea Bocelli]]) *Ogni creatura dell'universo distingue il bene dal male. (''[[K-PAX - Da un altro mondo]]'') *Ogni uomo possiede in sé sia il bene che il male. (''[[Pagemaster - L'avventura meravigliosa]]'') *Ognuno fa tutto il bene e tutto il male che può. ([[Mario Soldati]]) *Parte di noi è bene, e parte è male. (''[[Batman - Il ritorno]]'') *Per credere nel Bene devi aver conosciuto il Male. Nella mia vita mi sono capitate delle cose molto brutte e in alcune inchieste di lavoro, come i casi di pedofilia, ho toccato con mano cos'è il male, quello vero. Lì ho capito che, se esiste un abisso di malvagità, deve esserci un abisso altrettanto profondo di Bene da qualche altra parte. Per farla breve: secondo me è in corso una battaglia, tra Bene e Male. Devi solo capire da che parte vuoi stare. ([[Lisa Marzoli]]) *Per nostra grande fortuna gli altri ignorano il bene e il male che pensiamo di noi. ([[Emil Cioran]]) *Per ogni [[Giovanna d'Arco]] c'è un [[Adolf Hitler|Hitler]] appollaiato dall'altra estremità dell'altalena. La vecchia storia del bene e del male. ([[Charles Bukowski]]) *Per quanto piccolo, un male non può essere un bene. (''[[Il castello di Dragonwyck]]'') *Perché questa è la legge eterna: il male spesso finisce e muore con chi lo fa, ma il bene continua. ([[Charles Dickens]]) *Possiamo parlare a lungo del problema del male, ma il problema del bene? Ora, se non c'è Dio, se il mondo è la sopravvivenza del più forte, perché tutti questi vigili del fuoco sono disposti a dare la vita per degli sconosciuti? (''[[Liberaci dal male (film 2014)|Liberaci dal male]]'') *Può essere che una cosa vi ripugni mentre è per voi un bene, e può essere che amiate una cosa mentre è per voi un male. Dio sa e voi non sapete. (''[[Corano]]'') *Purtroppo l'ironia del destino prevede che il bene sia inesistente senza il contrasto con il male. (''[[Il volo dei draghi]]'') *Quando straripiamo sul male più che non appoggiamo sul bene, quella parte di noi che è sospesa sulla colpa finisce col vincere e precipita. ([[Victor Hugo]]) *Quelli che fanno il bene, lo fanno all'ingrosso: quand'hanno provata quella soddisfazione, n'hanno abbastanza, e non si voglion seccare a star dietro a tutte le conseguenze; ma coloro che hanno quel gusto di fare il male, ci mettono più diligenza, ci stanno dietro fino alla fine, non prendon mai requie, perché hanno quel canchero che li rode. ([[Alessandro Manzoni]], ''[[I promessi sposi]]'') *Quello che mi affascina di più è la zona grigia tra il bene e il male. In questa terra di nessuno, il male può imparare qualcosa dal bene, e il bene dal male. ([[Tomi Ungerer]]) *Questo è il fatto importante: sentirsi utili in questo vecchio mondo, cercare di impedire ciò che è ingiusto o dire una parola per ciò che è giusto anche se ti capita di prenderle per averla detta. Forse in questo momento ti sembro un predicatore che parla a qualche ascoltatore improvvisato, ma questo non cambia affatto la verità: il bene e il male esistono e tu devi fare l'uno o l'altro. Se fai del bene, sei vivo. Se fai del male, invece, puoi anche camminare ma sei morto senza saperlo. (''[[La battaglia di Alamo]]'') *Qui non si tratta di bene o male. La moralità non c'entra minimamente con tutto questo. Gli uomini buoni uccideranno con la stessa rapidità di quelli malvagi per quello che vogliono... Sono solo le cose che vogliono a essere diverse. ([[Brandon Sanderson]]) *Raccontare il male può essere rischioso, perché si rischia di creare dei miti. Il bene invece serve a stemperare, a rendere tutto più vero... ([[Cristina Zagaria]]) *– Sapete bene che dovete rendere il bene per il male.<br>– Può essere un errore di traduzione. ([[John Vanbrugh]]) *Se ci fosse solo una possibilità – fare il bene ''o'' combattere il male – l'uomo dovrebbe optare per la prima. ([[Adrienne von Speyr]]) *Se ci sforziamo di cercare il male in una persona, lo troviamo di sicuro, se ci impegniamo a cercare il bene, il bene salta sempre fuori. ([[Andrea Gasparino]]) *Se debbo dire la mia opinione {{NDR|sulla prevalenza tra bene e male}}, io credo che abbia più ragione lo [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] che il [[Gottfried Wilhelm von Leibniz|Leibniz]]. La vita ha, secondo me, più dolori e mali che beni e piaceri: i pessimisti hanno il merito di aver fatto osservazioni morali sulla vita più profonde e più giuste che gli ottimisti, i quali si sono generalmente contentati della superficie delle cose. Quando anche la vita scorresse come un placido fiume non increspato mai dall'acre vento del dolore, basterebbe la morte a provare che essa non è un bene. ([[Adolfo Faggi]]) *Se è vero che tutte le entità si possono circoscrivere nell'infinito con un triangolo, il bene e il male – che riassumono tutte le entità — costituiscono due triangoli equilateri, eguali ed opposti... Vi è un punto, nell'infinito, in cui i due vertici si toccano... Nell'interferenza di quei due vertici sublimi non esiste né il bene né il male... ([[Carlo Maria Franzero]]) *Se farete il bene beneficherete voi stessi e se farete il male, lo farete a voi stessi. (''[[Corano]]'') *Se il Signore permette il male è per ricavarne il bene. ([[Giuseppe Allamano]]) *Se l'uomo fa il male come reazione al male, chiude una parentesi aperta dal male inferto; se fa il male per il male, apre una parentesi creando un vuoto che gli attirerà del male. Così avviene per il bene. Se l'uomo usa generosità per attirare generosità, apre e chiude questa parentesi; ma se è generoso con chi non potrà ricambiarlo, apre un vuoto di bene in cui entrerà dell'altro bene per colmarlo. ([[Giovanni Vannucci]]) *Se per loro "Bene" significasse massima efficienza con il minimo rischio e "Male" nient'altro che un risultato non ottimale? ([[Juli Zeh]]) *Se si sostituisce a un Dio antropomorfo, che premia i buoni, l'imperativo inciso nel programma genetico dell'Homo sapiens che il bene ha un premio in se stesso, e il male ha il suo castigo, il laico e il credente troveranno la risposta. ([[Rita Levi-Montalcini]]) *Sembra che si possa cogliere il male, ma solo nella misura in cui il bene può esserne la chiave. Se l'intensità luminosa del Bene non concedesse la sua tenebra alla notte del Male, il male non avrebbe più la sua attrattiva. È una verità difficile: colui che la intende sente rivoltarsi qualcosa in sé. Sappiamo tuttavia che gli oltraggi più forti alla sensibilità provengono da contrasti [...] La felicità senza la sventura che si lega ad essa come l'ombra alla luce sarebbe oggetto di una immediata indifferenza. Questo è tanto vero, che i romanzi descrivono senza posa la sofferenza e quasi mai la soddisfazione. Insomma, il pregio della felicità consiste nel non essere frequente: se fosse facile, verrebbe sdegnata, e associata alla noia [...] la verità non sarebbe quella che è, se non si ponesse generosamente contro il falso. ([[Georges Bataille]]) *Senti, sono belle parole le tue: giustizia, bene, male. Hanno un bel suono in questa bella stanza al caldo con lo stomaco pieno a qualche metro da un morbido letto. Hanno un bel suono privo di senso! Stai in una capanna quando fa un freddo cane! Quando il pane di un altro e la giacca di un altro stanno fra te e la tua sopravvivenza! (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|Ai confini della realtà]]'') *Senza il male non riusciremmo a riconoscere il bene. (''[[Hell - Esplode la furia]]'') *Si affretti l'uomo verso il bene, custodisca la mente dal male. Di chi fa il bene fiaccamente, la mente si delizia nel male. ([[Gautama Buddha]]) *Si perde troppo tempo nel voler trovare il male o il bene nelle cose. Certe cose sono. Sono e basta. (''[[Il terzo segreto]]'') *Siamo noi a piantare e innestare il melo del bene e del male. Siamo condannati all'abisso di risponderne solo a noi stessi. ([[Paolo Flores d'Arcais]]) *Siete solo nebbia sottile, quel tratto di nulla fra il bene e il male. ([[Giorgio Faletti]]) *Sotto il cielo tutti possono riconoscere il bene dal male, soltanto perché c'è anche il male. (''[[Kung Fu (serie televisiva)|Kung Fu]]'') *Tendo a pensare che il male sia molto potente anche se alla lunga si rivela piuttosto stupido. Tento a vedere il potere del bene in modo più sottile e in definitiva come la forza che ha più possibilità di trasformarsi, manifestarsi e dunque provocare un interesse più vero. L'interesse per il potere del male è più superficiale, ma sotto sotto è sciocco e alla lunga monotono – ed è questo il vero aspetto terrificante della questione. Come diceva Joseph Conrad «l'unico orrore è che non c'è orrore». ([[Stephen King]]) *Tutti siamo impastati di bene e di male, ma quest'ultimo bisogna vincerlo, Antonio. ([[Grazia Deledda]]) *Tutto ciò capita a costoro per l'ignoranza del bene e del male. Io, invece, che ho capito, avendo meditato sulla natura del bene, che esso è bello, e sulla natura del male che esso è turpe. ([[Marco Aurelio]]) *''Tutto il male del mondo viene dal fatto che ci interessiamo gli uni agli altri, | sia per fare del bene, sia per fare del male.'' ([[Fernando Pessoa]]) *Un essere che fa o solo il Bene o solo il Male ha l'apparenza di un frutto, un organismo amabile caratterizzato da colore e succo... ma in effetti è solo un giocattolo a molla caricato da Dio, dal diavolo. ([[Anthony Burgess]]) *V'à una cagione suprema di tutte le cose, cagione assoluta e però insofferente di limiti e incapace d'aumento e di defficienza. Ma se niun difetto può stare in lei, ella è il bene infinito e comprende infinitamente ogni specie di bene. Ciò posto, la cagione suprema è altresì infinita bontà che raggia il bene fuor di sé stessa e ne riempie la creazione ed ogni ente se ne satura, a dir così, per quanto fu fatto capace. Tale contenenza di bene è poi sempre difettiva perché sempre è finita. Di quindi si origina il male. Non si chieda dunque perché Dio è permettitore del male, ma chiedasi in quella vece perché piacque a Dio, oltre all'infinito, che sussistesse pure il finito. ([[Terenzio Mamiani]]) *Vivere al di là del bene e del male, considerare una cosa al di là del bene e del male, come voleva [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]], non è possibile. Egli stesso è diventato pazzo di pietà, vedendo un vecchio cavallo cadere a terra e morire. ([[Eugène Ionesco]]) *Voglio essere una forza del bene. In altre parole so che esistono forze del male, forze che arrecano sofferenza agli altri e miseria al mondo, ma io voglio essere una forza opposta. Io voglio essere la forza con la quale fare veramente del bene. ([[John Coltrane]]) *Vorrei sparire in un pozzo senza fondo. [...] non vedere più niente, a non cercare più quello che è bene, e quello che è male. Se a questo mondo esiste una cosa terribile... che ognuno ha le sue ragioni. (''[[La regola del gioco (film 1939)|La regola del gioco]]'') ===''[[Bibbia]]''=== ====''[[Antico Testamento]]''==== *''Cambia forse un Etiope la sua pelle | o un leopardo la sua picchiettatura? | Allo stesso modo, potrete fare il bene | anche voi abituati a fare il male?'' (''[[Libro di Geremia]]'') *''Chi si adopera per il bene si attira benevolenza, | ma chi cerca il male, male lo colpirà.'' (''[[Libro dei Proverbi]]'') *''Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene.'' (''[[Libro di Isaia]]'') *''Guai a coloro che chiamano | bene il male e male il bene.'' (''[[Libro di Isaia]]'') *''Odiate il male e amate il bene | e ristabilite nei tribunali il diritto.'' (''[[Libro di Amos]]'') *Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male? (''[[Libro di Giobbe]]'') *''Sta' lontano dal male e fa' il bene, | cerca la pace e perseguila.'' (''[[Salmi]]'') ====''[[Nuovo Testamento]]''==== *Guardatevi dal rendere male per male ad alcuno; ma cercate sempre il bene tra voi e con tutti. (''[[Prima lettera ai Tessalonicesi]]'') *Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. (''[[Lettera ai Romani]]'') *Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male. (''[[Lettera ai Romani]]'') ===[[Francesco Guicciardini]]=== *È vero che, e nello ordinare una republica ed in ogni altra faccenda, si debbe ordinare le cose in modo che chi volessi fare male, non possa, non perché sempre tutti gli uomini siano cattivi, ma per provedere a quelli che fussino cattivi; e s'ha a considerare in questa materia, che gli uomini tutti sono per natura inclinati al bene, ed a tutti, ''data paritate terminorum'', piace più el bene che 'l male; e se alcuno ha altra inclinazione, è tanto contro allo ordinario degli altri e contro a quello primo obietto che ci porge la natura, che più presto si debbe chiamare monstro che uomo. *L'imitazione del male supera sempre l'esempio, come per il contrario l'imitazione del bene è sempre inferiore. *Se di alcuno si intende o legge che sanza alcuno suo commodo o interesse ami più el male che el bene, si debbe chiamare bestia e non uomo; poi che manca di quello appetito che naturalmente è commune a tutti gli uomini. ===[[François de La Rochefoucauld]]=== *Ci sono eroi nel male come nel bene. *Il bene che la verità produce nel mondo non eguaglia il male che vi arrecano le sue apparenze. *Spesso si fa del bene per poter fare impunemente del male. ===[[Lautréamont]]=== *Ahimè! Che sono dunque il il bene e il male? Non son forse un'unica cosa mediante la quale testimoniamo rabbiosamente la nostra impotenza, e la passione di raggiungere l'infinito anche coi mezzi più insensati? Oppure sono due cose differenti? *Io non accetto il male. L'uomo è perfetto. L'anima non cade. Il progresso esiste. Il bene è irriducibile. Gli antecristi, gli angeli accusatori, le pene eterne, le religioni sono prodotte dal dubbio. *S'osservano entrambi, mentre l'angelo sale verso le serene altezze serene del bene, e Maldoror, invece, scende invece verso gli abissi vertiginosi del male... Che sguardo! Tutto ciò che l'umanità ha pensato da sessanta secoli, e che penserà ancore nei secoli che verranno, potrebbe facilmente esservi contenuto, tante cose si dissero in quel supremo addio! Ma erano, si capisce, pensieri più elevati di quelli che scaturiscono dall'intelligenza umana; anzitutto, a causa di quei due personaggi, e, poi, della circostanza. Quello sguardo li avvinse con eterna amicizia. *Se si canta il bene, il male è eliminato da quest'atto congruo. ===[[Jane Roberts]]=== *Dietro la trama di bene e di male c'è un valore spirituale molto più profondo. Tutte le religioni, mentre cercano di raggiungere la "verità" in qualche misura la temono e la fuggono. *Il vostro concetto di bene e di male deriva in larga parte dal tipo di coscienza che avete attualmente adottato. Non percepite gli interi, ma le parti. La mente cosciente si focalizza con una luce rapida, limitata ma intensa, e di un dato campo di realtà percepisce solo certi «stimoli». Poi li raccoglie insieme e crea il rapporto di similarità. Tutto ciò che non accetta come porzione della realtà, non lo percepisce. *Negativa è una teologia sistematizzata degli opposti. Se credete ad esempio che il bene deve venir bilanciato dal male, vi legate allora ad un sistema di realtà estremamente limitante, che contiene in se stesso i semi di un tormento.<br>In un simile sistema anche il bene diventa sospetto, perché si considera che venga seguito da altrettanto male. Dio/diavolo, angeli/demoni, il baratro che separa essere animali e angeli, tutte queste distorsioni sono ostacoli. Nel vostro sistema di realtà voi avete stabilito dei grandi contrasti e fattori di contrapposizione. Essi operano come assunti fondamentali entro la vostra realtà.<br>Sono estremamente superficiali, e in gran parte il risultato di doti intellettuali male adoperate. Il solo intelletto non può comprendere ciò che le intuizioni conoscono con maggior sicurezza. *Può oltraggiare il vostro intelletto e l'evidenza dei vostri sensi fisici può anche strepirare che è falso, ma credere nel bene senza credere nel male è in verità molto più realistico, perché nella vita fisica ciò può mantenere meglio in salute il vostro corpo, tenervi psicologicamente liberi da molte paure e difficoltà mentali e condurvi ad uno stato d'animo di serenità e spontaneità nel quale si può meglio realizzare lo sviluppo delle vostre doti. ===[[José Saramago]]=== *Ma il male, che è nato con il mondo e, a quanto è dato sapere, ha imparato da questo, fratelli amati, il male è come la famosa e invisibile araba fenice che, mentre sembra che stia morendo nel fuoco, da un uovo che le sue stesse ceneri hanno generato torna a rinascere. Il bene è fragile, delicato, è sufficiente che il male gli spiri sul viso l'alito caldo di un semplice peccato perché gli si bruci per sempre la purezza, gli si spezzi lo stelo di giglio e appassisca la zagara. *Perché il bene che io {{NDR|Dio}} sono non esisterebbe senza il male che sei tu {{NDR|Diavolo}}, un bene che dovesse esistere senza di te sarebbe talmente inconcepibile che neppure io riesco a immaginarlo, insomma, se tu finisci, finisco anch'io, perché io sia il bene, è necessario che tu continui a essere il male, se il Diavolo non sussiste come Diavolo, Dio non esiste come Dio, la morte di uno sarebbe la morte dell'altro. *Poco fa ha lodato il Buon Ladrone e disprezzato il Cattivo perché non ha capito che non c'è alcuna differenza tra l'uno e l'altro o, se differenza c'è, non è quella, ché il Bene e il Male non esistono in se stessi, ciascuno di essi è solo l'assenza dell'altro. *Si dice che il male non regge a lungo, anche se, per la fatica che si porta dietro, a volte sembra di sì, ma quello su cui non c'è dubbio è che non dura il bene per sempre. ===[[Baruch Spinoza]]=== *La conoscenza del Bene e del Male non è altro che l'affetto della [[Gioia]] e della [[Tristezza]] in quanto ne siamo consapevoli. (''[[Ethica]]'') *Per quanto attiene al Bene e al Male, neanch'essi indicano alcunché di positivo nelle cose, in sé considerate, e non sono altro che modi del pensare, ossia nozioni che formiamo mediante il confronto delle cose tra loro. *Quanto ai termini di ''bene'' e di ''male'', anch'essi non indicano alcunché di positivo nelle cose, se le consideriamo in sé, e non sono altro che modi del pensare, ossia nozioni, che noi ci formiamo in conseguenza del nostro confrontare le cose le une con le altre. Una stessa cosa, infatti, può essere nello stesso tempo buona, e cattiva, e anche indifferente. (''[[Ethica]]'') *Se gli uomini nascessero liberi, non si formerebbero nessun concetto di bene e di male, finché fossero liberi. (''[[Ethica]]'') *Tutti i beni che temevo di perdere e tutti i mali che temevo di ricevere non avevano in sé nulla né di bene né di male, se non in quanto l'animo ne era turbato. ==Proverbi== ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== *Bene lontano è meglio che male vicino. *Bene per male è carità, male per bene è crudeltà. *Chi ha provato il male gusta meglio il bene. *Chi ha un giorno di bene, non può dire di essere stato male tutto l'anno. *Chi rende male per bene, non vedrà mai partire da casa sua la sciagura. *Chi vuol del bene non deve far neanche del male. *Dal falso bene viene il vero male. *Dopo l'amaro, il dolce è più caro. *Fate del bene al villano, dirà che gli fate del male. *Il bene bisogna cercarlo, e il male aspettarlo. *Il bene è sempre bene, il male è sempre male. *Il bene non fu mai male, il male non fu mai bene. *Il male non dura, il bene non regna. *Il male va dietro al bene. *La bonaccia burrasca minaccia. *Non c'è male senza bene. *Non è mai male per uno che non sia bene per un altro. *Non far mai bene, non avrai mai male *Non far male ch'è [[peccato]], non far bene ch'è sprecato. *Non fare il male ch'è peccato, non fare il bene ch'è sprecato. *Non sa cosa sia il male chi non ha trovato il bene. *Non si sta mai tanto bene che non si possa star [[meglio]], né tanto male che non si possa star meglio. *Ogni bene aspetta [[denaro]], ogni male aspetta castigo. *Piglia il bene quando viene, ed il male quando conviene. *Si può fare il male a [[forza]], ma non il bene. ===[[Proverbi toscani|Toscani]]=== *Chi fa male, guadagna un carro di sale, e chi fa bene guadagna un carro di fieno. *E' si può fare il male a forza, ma non il bene. *Non c'è male senza bene. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Bene]] *[[Bontà e cattiveria]] *[[Male]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Good and evil|w_site=en|etichetta=bene e male}} [[Categoria:Dicotomie]] r6b5n2eh6fn7mi70gwjz214xzpzoua0 Discussioni utente:Renamed user 5a9689f3816986718c5adde1ade42b1e 3 109706 1429557 962747 2026-10-15T08:54:37Z M7 14 M7 ha spostato la pagina [[Discussioni utente:LittleLess]] a [[Discussioni utente:Renamed user 5a9689f3816986718c5adde1ade42b1e]] senza lasciare redirect: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/LittleLess|LittleLess]]" a "[[Special:CentralAuth/Renamed user 5a9689f3816986718c5adde1ade42b1e|Renamed user 5a9689f3816986718c5adde1ade42b1e]]" 712192 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 00:39, 26 apr 2015 (CEST)}} bv4vghghf9jkeklubn5130k9jcgx4qi Template:Lingue/Dati 10 148341 1429541 1429439 2026-10-14T21:58:26Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1429541 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 72310 |lingua2 = it |voci2 = 56118 |lingua3 = pl |voci3 = 31893 |lingua4 = ru |voci4 = 18091 |lingua5 = cs |voci5 = 16887 |lingua6 = et |voci6 = 13708 |lingua7 = uk |voci7 = 12496 |lingua8 = pt |voci8 = 12089 }} 2h9isbygzw5yhjj10h9xljk5nlj4nkr Hugh Thompson Jr. 0 159444 1429546 996525 2026-10-14T23:53:39Z ~2026-55228-90 108689 1429546 wikitext text/x-wiki [[File:Hugh Tompson Jr.jpg|thumb|Hugh Thompson Jr. nel 1966]] '''Hugh Clowers Thompson, Jr.''' (1943 – 2006), militare statunitense. ==Citazioni di Hugh Thompson Jr.== *Abbiamo continuato a volare avanti e indietro… e non ci è voluto molto tempo prima che iniziassimo a vedere un gran numero di corpi ovunque. Ovunque guardassimo, vedevamo dei corpi. Si trattava di neonati, di bambini di due, tre, quattro, cinque anni, di donne, di uomini molto anziani. (da una conferenza nel 1994)<ref>Citato in [https://www.ilpost.it/2018/03/16/massacro-my-lay-vietnam/ ''Il massacro di My Lai, cinquant'anni fa''], ''Ilpost.it'', 16 marzo 2018</ref> *So che molti non ci hanno perdonato. Che quella mattina, siamo stati io e [[Lawrence Colburn|Larry]] a decidere cosa era giusto fare. Che non esiste ordine illegale a cui si debba ubbidire. Che se un ordine è illegale, non basta tacere. Bisogna opporsi subito e poi denunciare i responsabili, chiunque siano.<ref name="disobbedire">Citato in [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/05/17/giusto-disobbedire-come-facemmo-noi-in.007.html?ref=search ''È giusto disobbedire come facemmo noi in Vietnam''], ''La Repubblica'', 17 maggio 2004</ref> *Eravamo in volo radente quando vidi montagne di corpi, capanne che bruciavano, soldati impazziti che facevano fuoco su cadaveri ammucchiati. Cominciai a chiedere via radio se era necessario scendere per prestare soccorso ai feriti, ma non ebbi risposta. Feci altri due o tre cerchi e cominciai a chiedere chi fossero quei fottuti pazzi con le nostre uniformi. Farfugliarono che stavano rispondendo a una minaccia vietcong. Cazzate! Dissi a Larry di armare la mitraglia e prepararsi a mandare all'altro mondo un po' di quegli assassini... E Larry lo fece. Senza pensarci un attimo. Purtroppo era tardi. Ne trovammo vivi solo dieci. Ma forse è servito. Forse.<ref name="disobbedire"/> *Le decorazioni scaldano il cuore. Ma io aspetto di vedere dell'altro. A My Lai, i generali e i papaveri di Washington se la cavarono. Ad Abu Ghraib non deve accadere.<ref name="disobbedire"/> ==Note== <references/> ==Voci correlate== *[[Massacro di My Lai]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Thompson Jr., Hugh}} [[Categoria:Militari statunitensi]] [[Categoria:Personalità della guerra del Vietnam]] nonnsqyott7ky8mn2th1mvm58dh5na1 Georgina Masson 0 161945 1429500 1427140 2026-10-14T14:03:20Z Gaux 18878 /* Guida di Roma */ Santa Pudenziana 1429500 wikitext text/x-wiki '''Georgina Masson''' (1912 – 1980), scrittrice e fotografa britannica. ==''Guida di Roma''== *Tutta [[Roma]], sia architettonicamente sia nel modo di vivere della gente, è un palinsesto. A prima vista alcuni settori della città danno l'impressione di essere del tutto moderni, oppure di appartenere a un ben definito periodo storico, ma basta che si guardi più da vicino e si resta sbalorditi davanti al rivelarsi di strati diversi di civiltà che ci fanno ripercorrere a ritroso il cammino attraverso i secoli. Più che in qualsiasi altro luogo di Roma, questo appare evidente sul [[Campidoglio]]. Il Campidoglio, infatti, sembra dotato della virtù della «macchina del tempo» di Wells; sorgendo come un isola di pace al disopra del frastuono assordante di piazza Venezia, nel cuore della città, esso è capace di ricondurci lentamente, attraverso le varie epoche, sino ai tempi in cui Roma emerse per la prima volta dal raggruppamento dei villaggi di pastori situati sui {{sic|Sette Colli}}. (1 - Il Campidoglio, p. 13) *Sera dopo sera, si può passeggiare per anni sul Campidoglio osservando la stessa scena, e sempre essa pare suggerirci un aspetto diverso della storia di Roma, perché è questo un luogo che va soggetto a influssi vari che mai sembrano ripetersi. In inverno ci sembrano più vicine le nude rovine della Roma medievale, che risalgono ai tempi quando il Foro si chiamava Campo Vaccino e il Campidoglio era noto come Monte Caprino. Il mondo classico sembra invece risvegliarsi al calore dell'estate, con gli usignoli che si scambiano i loro canti tra i boschetti d'elci e richiamano alla memoria i poeti romani. Nel turbinio di calore e di polvere che accompagna lo scirocco, quando l'aria è greve per il profumo dei cipressi assolati e gli oleandri sono in fiore, non è difficile evocare il fasto feroce dei trionfi romani con il vincitore incoronato d'alloro sulla biga, i prigionieri carichi di catene e il calpestio e le grida dei legionari lungo la Via Sacra. (1 - Il Campidoglio, p. 18) *{{NDR|[[Piazza Colonna]] di Roma}} Il carattere della piazza ha subito trasformazioni totali durante i secoli XVIII e XIX. Nel secolo XVIII la [[Colonna di Marco Aurelio|colonna di Marc'Aurelio]] era completamente circondata da stufe sulle quali veniva abbrustolito il caffè che serviva per l'intera popolazione della città. La piazza era inoltre piena di bancarelle dove si vendevano frutta e bibite; queste poi vennero sostituite dai caffè di grido, dove si davano convegno i giovanotti eleganti dell'Ottocento, specialmente verso sera, quando tutta la «Roma bene» transitava in carrozza per il Corso. (4 - Da piazza Venezia a piazza Colonna, p. 95) *Dal 1871, il [[Palazzo Farnese (Roma)|Palazzo Farnese]] è sede dell'ambasciata di Francia. In seguito a un eccezionale accordo economico tra i governi francese e italiano, il palazzo venne ceduto in cambio di un palazzo parigino, con l'obbligo di pagare un affitto simbolico di una lira ogni novantanove anni. Ci si chiede cosa avrebbe pensato l'ideatore del palazzo Alessandro Farnese (poi papa Paolo III, (1534-1549) di un simile baratto. Persino la sua immensa fortuna risentì delle spese sostenute per questo palazzo, al punto che, dopo l'inizio, nel 1514, i lavori furono presto interrotti, provocando la celebre pasquinata «Date elemosine per la costruzione dei Farnese», posta sull'impalcatura. (6 - Da Sant'Andrea della Valle a Palazzo Spada, p. 134) *{{NDR|[[Piazza Navona]]}} […] fino alla metà del secolo XIX, nel colmo dell'estate, la piazza veniva parzialmente allagata e le carrozze di principi e prelati, con gli equipaggi ornati a festa, usavano passarvi con le ruote in acqua, tra gli schiamazzi e l'allegra gazzarra del popolo. Era «il lago di piazza Navona», citato anche dal Belli. (8 - Da piazza Argentina a piazza Borghese, p. 165) *{{NDR|Piazza Navona}} È la più romana di tutte le piazze di Roma, ed è un vero palinsesto architettonico, se mai ve ne è stato uno; nella piccola via del Circo Agonale, che si apre a metà della piazza, sulla destra, possiamo vedere le rovine delle sottostrutture del circo di Domiziano. Ma è piuttosto come luogo d'incontro tra passato e presente – il luogo dove il corso della storia è fluito ininterrottamente per oltre duemila anni – che la piazza trattiene la nostra immaginazione. Dove oggi si allineano tutt'intorno, quasi assonnate, le case dalla tinta rossastra o giallo-ocra addolcita dal tempo, le appassionate folle romane di un tempo applaudivano i loro atleti preferiti. (8 - Da piazza Argentina a piazza Borghese, pp. 165-166) *{{NDR|[[Piazza di Spagna]]}} Da quando, ai primi del secolo XVII, vi si stabilì l'ambasciatore di Spagna, la parte più meridionale della piazza prese il nome di «Spagna», ma per molto tempo ancora, la parte settentrionale, compresa la fontana, si chiamò piazza di Francia, nome questo che le veniva dalla [[Chiesa della Trinità dei Monti|Chiesa di Trinità dei Monti]], fatta costruire in alto sul colle, dai sovrani francesi. (10 - Da piazza di Spagna a Villa Giulia, p. 204) *Nel secolo XVIII, la zona di piazza di Spagna era nota ai romani come «er ghetto de l'Inglesi»; a tutti i ricchi forestieri veniva conferita la cittadinanza onoraria britannica e venivano insigniti del titolo nobiliare di «milordi pelabili, ottimi clienti». (10 - Da piazza di Spagna a Villa Giulia, p. 204) *{{NDR|[[Villa Medici]]}} [...] entriamo nel giardino passando per il cancello sulla sinistra della Villa e, dopo aver affrontato una salita abbastanza ripida ci troviamo sull'orlo di un grande bosco. Benché le piantagioni abbiano subito notevoli mutamenti, nelle sue grandi linee il disegno originale del giardino è stato conservato. Riguardo a questo la Villa Medici è unica a Roma, ed è affascinante pensare che stiamo percorrendo gli stessi viali per i quali passeggiava il [[Diego Velázquez|Velàzques]], che vi abitò nel 1650 e vi dipinse due squisite vedute del giardino, oggi al [[Museo del Prado]]. (11 - Dal Pincio a via Vittorio Veneto, p. 241) *Per lungo tempo si ritenne che [[Basilica di Santa Pudenziana|Santa Pudenziana]] fosse stato il luogo più antico dove veniva celebrato il culto cristiano a Roma [...].<br>Ma quando la Chiesa di Santa Pudenziana fu sottoposta ad accurato esame da parte degli archeologi, poco prima dell'ultima guerra, si scoprì che l'intero edificio – fino alle pareti laterali – faceva parte di alcune terme costruite nel II secolo d. C., ossia circa cento anni dopo la morte di san Pietro; e inoltre, che queste terme erano state, alla fine del quarto secolo, trasformate per costruire la chiesa ancor oggi esistente. (15 - Dalla Domus Aurea D Nerone a Santa Prassede, p. 346) *{{NDR|[[Basilica di Santa Sabina]]}} Secondo l'autore, questa è la più bella tra le antiche chiese di Roma. (20 - Da via del Foro Olitorio a Santa Prisca e a San Saba, p. 436) *L'esterno {{NDR|di Santa Sabina}} è di una nuda semplicità; all'interno la severa maestà della basilica del V secolo si rivela in tutta la sua grandiosità. È probabile che in nessun'altra chiesa romana proporzioni altrettanto magnifiche e lo spiegamento di ventiquattro superbe colonne corinzie, tutte eguali, si uniscano a una vera e propria cascata di luce dorata, come quella che pervade questo bellissimo edificio. (20 - Da via del Foro Olitorio a Santa Prisca e a San Saba, pp. 436-437) ==Bibliografia== *Georgina Masson, ''Guida di Roma'' (''The companion guide to Rome''), traduzione di Elena Lante della Rovere, prima edizione Oscar Mondadori, Arnoldo Mondadori editore, Roma, 1974. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Masson, Georgina}} [[Categoria:Fotografi britannici]] [[Categoria:Scrittori britannici]] 3e2ugjh958yyhv7jy1jzw2ugdulgjbc 1429501 1429500 2026-10-14T14:07:45Z Gaux 18878 /* Guida di Roma */ inserisco testo omesso 1429501 wikitext text/x-wiki '''Georgina Masson''' (1912 – 1980), scrittrice e fotografa britannica. ==''Guida di Roma''== *Tutta [[Roma]], sia architettonicamente sia nel modo di vivere della gente, è un palinsesto. A prima vista alcuni settori della città danno l'impressione di essere del tutto moderni, oppure di appartenere a un ben definito periodo storico, ma basta che si guardi più da vicino e si resta sbalorditi davanti al rivelarsi di strati diversi di civiltà che ci fanno ripercorrere a ritroso il cammino attraverso i secoli. Più che in qualsiasi altro luogo di Roma, questo appare evidente sul [[Campidoglio]]. Il Campidoglio, infatti, sembra dotato della virtù della «macchina del tempo» di Wells; sorgendo come un isola di pace al disopra del frastuono assordante di piazza Venezia, nel cuore della città, esso è capace di ricondurci lentamente, attraverso le varie epoche, sino ai tempi in cui Roma emerse per la prima volta dal raggruppamento dei villaggi di pastori situati sui {{sic|Sette Colli}}. (1 - Il Campidoglio, p. 13) *Sera dopo sera, si può passeggiare per anni sul Campidoglio osservando la stessa scena, e sempre essa pare suggerirci un aspetto diverso della storia di Roma, perché è questo un luogo che va soggetto a influssi vari che mai sembrano ripetersi. In inverno ci sembrano più vicine le nude rovine della Roma medievale, che risalgono ai tempi quando il Foro si chiamava Campo Vaccino e il Campidoglio era noto come Monte Caprino. Il mondo classico sembra invece risvegliarsi al calore dell'estate, con gli usignoli che si scambiano i loro canti tra i boschetti d'elci e richiamano alla memoria i poeti romani. Nel turbinio di calore e di polvere che accompagna lo scirocco, quando l'aria è greve per il profumo dei cipressi assolati e gli oleandri sono in fiore, non è difficile evocare il fasto feroce dei trionfi romani con il vincitore incoronato d'alloro sulla biga, i prigionieri carichi di catene e il calpestio e le grida dei legionari lungo la Via Sacra. (1 - Il Campidoglio, p. 18) *{{NDR|[[Piazza Colonna]] di Roma}} Il carattere della piazza ha subito trasformazioni totali durante i secoli XVIII e XIX. Nel secolo XVIII la [[Colonna di Marco Aurelio|colonna di Marc'Aurelio]] era completamente circondata da stufe sulle quali veniva abbrustolito il caffè che serviva per l'intera popolazione della città. La piazza era inoltre piena di bancarelle dove si vendevano frutta e bibite; queste poi vennero sostituite dai caffè di grido, dove si davano convegno i giovanotti eleganti dell'Ottocento, specialmente verso sera, quando tutta la «Roma bene» transitava in carrozza per il Corso. (4 - Da piazza Venezia a piazza Colonna, p. 95) *Dal 1871, il [[Palazzo Farnese (Roma)|Palazzo Farnese]] è sede dell'ambasciata di Francia. In seguito a un eccezionale accordo economico tra i governi francese e italiano, il palazzo venne ceduto in cambio di un palazzo parigino, con l'obbligo di pagare un affitto simbolico di una lira ogni novantanove anni. Ci si chiede cosa avrebbe pensato l'ideatore del palazzo Alessandro Farnese (poi papa Paolo III, (1534-1549) di un simile baratto. Persino la sua immensa fortuna risentì delle spese sostenute per questo palazzo, al punto che, dopo l'inizio, nel 1514, i lavori furono presto interrotti, provocando la celebre pasquinata «Date elemosine per la costruzione dei Farnese», posta sull'impalcatura. (6 - Da Sant'Andrea della Valle a Palazzo Spada, p. 134) *{{NDR|[[Piazza Navona]]}} […] fino alla metà del secolo XIX, nel colmo dell'estate, la piazza veniva parzialmente allagata e le carrozze di principi e prelati, con gli equipaggi ornati a festa, usavano passarvi con le ruote in acqua, tra gli schiamazzi e l'allegra gazzarra del popolo. Era «il lago di piazza Navona», citato anche dal Belli. (8 - Da piazza Argentina a piazza Borghese, p. 165) *{{NDR|Piazza Navona}} È la più romana di tutte le piazze di Roma, ed è un vero palinsesto architettonico, se mai ve ne è stato uno; nella piccola via del Circo Agonale, che si apre a metà della piazza, sulla destra, possiamo vedere le rovine delle sottostrutture del circo di Domiziano. Ma è piuttosto come luogo d'incontro tra passato e presente – il luogo dove il corso della storia è fluito ininterrottamente per oltre duemila anni – che la piazza trattiene la nostra immaginazione. Dove oggi si allineano tutt'intorno, quasi assonnate, le case dalla tinta rossastra o giallo-ocra addolcita dal tempo, le appassionate folle romane di un tempo applaudivano i loro atleti preferiti. (8 - Da piazza Argentina a piazza Borghese, pp. 165-166) *{{NDR|[[Piazza di Spagna]]}} Da quando, ai primi del secolo XVII, vi si stabilì l'ambasciatore di Spagna, la parte più meridionale della piazza prese il nome di «Spagna», ma per molto tempo ancora, la parte settentrionale, compresa la fontana, si chiamò piazza di Francia, nome questo che le veniva dalla [[Chiesa della Trinità dei Monti|Chiesa di Trinità dei Monti]], fatta costruire in alto sul colle, dai sovrani francesi. (10 - Da piazza di Spagna a Villa Giulia, p. 204) *Nel secolo XVIII, la zona di piazza di Spagna era nota ai romani come «er ghetto de l'Inglesi»; a tutti i ricchi forestieri veniva conferita la cittadinanza onoraria britannica e venivano insigniti del titolo nobiliare di «milordi pelabili, ottimi clienti». (10 - Da piazza di Spagna a Villa Giulia, p. 204) *{{NDR|[[Villa Medici]]}} [...] entriamo nel giardino passando per il cancello sulla sinistra della Villa e, dopo aver affrontato una salita abbastanza ripida ci troviamo sull'orlo di un grande bosco. Benché le piantagioni abbiano subito notevoli mutamenti, nelle sue grandi linee il disegno originale del giardino è stato conservato. Riguardo a questo la Villa Medici è unica a Roma, ed è affascinante pensare che stiamo percorrendo gli stessi viali per i quali passeggiava il [[Diego Velázquez|Velàzques]], che vi abitò nel 1650 e vi dipinse due squisite vedute del giardino, oggi al [[Museo del Prado]]. (11 - Dal Pincio a via Vittorio Veneto, p. 241) *Per lungo tempo si ritenne che [[Basilica di Santa Pudenziana|Santa Pudenziana]] fosse stato il luogo più antico dove veniva celebrato il culto cristiano a Roma; secondo una leggenda la chiesa era stata costruita sulla dimora del senatore Pudente, dove per sette anni abitò san Pietro insieme a questo suo primo proselite cristiano e alle sue due figlie, santa Prassede e santa Pudenziana.<br>Ma quando la Chiesa di Santa Pudenziana fu sottoposta ad accurato esame da parte degli archeologi, poco prima dell'ultima guerra, si scoprì che l'intero edificio – fino alle pareti laterali – faceva parte di alcune terme costruite nel II secolo d. C., ossia circa cento anni dopo la morte di san Pietro; e inoltre, che queste terme erano state, alla fine del quarto secolo, trasformate per costruire la chiesa ancor oggi esistente. (15 - Dalla Domus Aurea D Nerone a Santa Prassede, p. 346) *{{NDR|[[Basilica di Santa Sabina]]}} Secondo l'autore, questa è la più bella tra le antiche chiese di Roma. (20 - Da via del Foro Olitorio a Santa Prisca e a San Saba, p. 436) *L'esterno {{NDR|di Santa Sabina}} è di una nuda semplicità; all'interno la severa maestà della basilica del V secolo si rivela in tutta la sua grandiosità. È probabile che in nessun'altra chiesa romana proporzioni altrettanto magnifiche e lo spiegamento di ventiquattro superbe colonne corinzie, tutte eguali, si uniscano a una vera e propria cascata di luce dorata, come quella che pervade questo bellissimo edificio. (20 - Da via del Foro Olitorio a Santa Prisca e a San Saba, pp. 436-437) ==Bibliografia== *Georgina Masson, ''Guida di Roma'' (''The companion guide to Rome''), traduzione di Elena Lante della Rovere, prima edizione Oscar Mondadori, Arnoldo Mondadori editore, Roma, 1974. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Masson, Georgina}} [[Categoria:Fotografi britannici]] [[Categoria:Scrittori britannici]] izyd0wy3g8mg3xbz6vm396pqcxbt5hb 1429502 1429501 2026-10-14T14:09:33Z Gaux 18878 /* Guida di Roma */ wlink 1429502 wikitext text/x-wiki '''Georgina Masson''' (1912 – 1980), scrittrice e fotografa britannica. ==''Guida di Roma''== *Tutta [[Roma]], sia architettonicamente sia nel modo di vivere della gente, è un palinsesto. A prima vista alcuni settori della città danno l'impressione di essere del tutto moderni, oppure di appartenere a un ben definito periodo storico, ma basta che si guardi più da vicino e si resta sbalorditi davanti al rivelarsi di strati diversi di civiltà che ci fanno ripercorrere a ritroso il cammino attraverso i secoli. Più che in qualsiasi altro luogo di Roma, questo appare evidente sul [[Campidoglio]]. Il Campidoglio, infatti, sembra dotato della virtù della «macchina del tempo» di Wells; sorgendo come un isola di pace al disopra del frastuono assordante di piazza Venezia, nel cuore della città, esso è capace di ricondurci lentamente, attraverso le varie epoche, sino ai tempi in cui Roma emerse per la prima volta dal raggruppamento dei villaggi di pastori situati sui {{sic|Sette Colli}}. (1 - Il Campidoglio, p. 13) *Sera dopo sera, si può passeggiare per anni sul Campidoglio osservando la stessa scena, e sempre essa pare suggerirci un aspetto diverso della storia di Roma, perché è questo un luogo che va soggetto a influssi vari che mai sembrano ripetersi. In inverno ci sembrano più vicine le nude rovine della Roma medievale, che risalgono ai tempi quando il Foro si chiamava Campo Vaccino e il Campidoglio era noto come Monte Caprino. Il mondo classico sembra invece risvegliarsi al calore dell'estate, con gli usignoli che si scambiano i loro canti tra i boschetti d'elci e richiamano alla memoria i poeti romani. Nel turbinio di calore e di polvere che accompagna lo scirocco, quando l'aria è greve per il profumo dei cipressi assolati e gli oleandri sono in fiore, non è difficile evocare il fasto feroce dei trionfi romani con il vincitore incoronato d'alloro sulla biga, i prigionieri carichi di catene e il calpestio e le grida dei legionari lungo la Via Sacra. (1 - Il Campidoglio, p. 18) *{{NDR|[[Piazza Colonna]] di Roma}} Il carattere della piazza ha subito trasformazioni totali durante i secoli XVIII e XIX. Nel secolo XVIII la [[Colonna di Marco Aurelio|colonna di Marc'Aurelio]] era completamente circondata da stufe sulle quali veniva abbrustolito il caffè che serviva per l'intera popolazione della città. La piazza era inoltre piena di bancarelle dove si vendevano frutta e bibite; queste poi vennero sostituite dai caffè di grido, dove si davano convegno i giovanotti eleganti dell'Ottocento, specialmente verso sera, quando tutta la «Roma bene» transitava in carrozza per il Corso. (4 - Da piazza Venezia a piazza Colonna, p. 95) *Dal 1871, il [[Palazzo Farnese (Roma)|Palazzo Farnese]] è sede dell'ambasciata di Francia. In seguito a un eccezionale accordo economico tra i governi francese e italiano, il palazzo venne ceduto in cambio di un palazzo parigino, con l'obbligo di pagare un affitto simbolico di una lira ogni novantanove anni. Ci si chiede cosa avrebbe pensato l'ideatore del palazzo Alessandro Farnese (poi papa Paolo III, (1534-1549) di un simile baratto. Persino la sua immensa fortuna risentì delle spese sostenute per questo palazzo, al punto che, dopo l'inizio, nel 1514, i lavori furono presto interrotti, provocando la celebre pasquinata «Date elemosine per la costruzione dei Farnese», posta sull'impalcatura. (6 - Da Sant'Andrea della Valle a Palazzo Spada, p. 134) *{{NDR|[[Piazza Navona]]}} […] fino alla metà del secolo XIX, nel colmo dell'estate, la piazza veniva parzialmente allagata e le carrozze di principi e prelati, con gli equipaggi ornati a festa, usavano passarvi con le ruote in acqua, tra gli schiamazzi e l'allegra gazzarra del popolo. Era «il lago di piazza Navona», citato anche dal Belli. (8 - Da piazza Argentina a piazza Borghese, p. 165) *{{NDR|Piazza Navona}} È la più romana di tutte le piazze di Roma, ed è un vero palinsesto architettonico, se mai ve ne è stato uno; nella piccola via del Circo Agonale, che si apre a metà della piazza, sulla destra, possiamo vedere le rovine delle sottostrutture del circo di Domiziano. Ma è piuttosto come luogo d'incontro tra passato e presente – il luogo dove il corso della storia è fluito ininterrottamente per oltre duemila anni – che la piazza trattiene la nostra immaginazione. Dove oggi si allineano tutt'intorno, quasi assonnate, le case dalla tinta rossastra o giallo-ocra addolcita dal tempo, le appassionate folle romane di un tempo applaudivano i loro atleti preferiti. (8 - Da piazza Argentina a piazza Borghese, pp. 165-166) *{{NDR|[[Piazza di Spagna]]}} Da quando, ai primi del secolo XVII, vi si stabilì l'ambasciatore di Spagna, la parte più meridionale della piazza prese il nome di «Spagna», ma per molto tempo ancora, la parte settentrionale, compresa la fontana, si chiamò piazza di Francia, nome questo che le veniva dalla [[Chiesa della Trinità dei Monti|Chiesa di Trinità dei Monti]], fatta costruire in alto sul colle, dai sovrani francesi. (10 - Da piazza di Spagna a Villa Giulia, p. 204) *Nel secolo XVIII, la zona di piazza di Spagna era nota ai romani come «er ghetto de l'Inglesi»; a tutti i ricchi forestieri veniva conferita la cittadinanza onoraria britannica e venivano insigniti del titolo nobiliare di «milordi pelabili, ottimi clienti». (10 - Da piazza di Spagna a Villa Giulia, p. 204) *{{NDR|[[Villa Medici]]}} [...] entriamo nel giardino passando per il cancello sulla sinistra della Villa e, dopo aver affrontato una salita abbastanza ripida ci troviamo sull'orlo di un grande bosco. Benché le piantagioni abbiano subito notevoli mutamenti, nelle sue grandi linee il disegno originale del giardino è stato conservato. Riguardo a questo la Villa Medici è unica a Roma, ed è affascinante pensare che stiamo percorrendo gli stessi viali per i quali passeggiava il [[Diego Velázquez|Velàzques]], che vi abitò nel 1650 e vi dipinse due squisite vedute del giardino, oggi al [[Museo del Prado]]. (11 - Dal Pincio a via Vittorio Veneto, p. 241) *Per lungo tempo si ritenne che [[Basilica di Santa Pudenziana|Santa Pudenziana]] fosse stato il luogo più antico dove veniva celebrato il culto cristiano a Roma; secondo una leggenda la chiesa era stata costruita sulla dimora del senatore Pudente, dove per sette anni abitò [[Pietro apostolo|san Pietro]] insieme a questo suo primo proselite cristiano e alle sue due figlie, santa Prassede e santa Pudenziana.<br>Ma quando la Chiesa di Santa Pudenziana fu sottoposta ad accurato esame da parte degli archeologi, poco prima dell'ultima guerra, si scoprì che l'intero edificio – fino alle pareti laterali – faceva parte di alcune terme costruite nel II secolo d. C., ossia circa cento anni dopo la morte di san Pietro; e inoltre, che queste terme erano state, alla fine del quarto secolo, trasformate per costruire la chiesa ancor oggi esistente. (15 - Dalla Domus Aurea D Nerone a Santa Prassede, p. 346) *{{NDR|[[Basilica di Santa Sabina]]}} Secondo l'autore, questa è la più bella tra le antiche chiese di Roma. (20 - Da via del Foro Olitorio a Santa Prisca e a San Saba, p. 436) *L'esterno {{NDR|di Santa Sabina}} è di una nuda semplicità; all'interno la severa maestà della basilica del V secolo si rivela in tutta la sua grandiosità. È probabile che in nessun'altra chiesa romana proporzioni altrettanto magnifiche e lo spiegamento di ventiquattro superbe colonne corinzie, tutte eguali, si uniscano a una vera e propria cascata di luce dorata, come quella che pervade questo bellissimo edificio. (20 - Da via del Foro Olitorio a Santa Prisca e a San Saba, pp. 436-437) ==Bibliografia== *Georgina Masson, ''Guida di Roma'' (''The companion guide to Rome''), traduzione di Elena Lante della Rovere, prima edizione Oscar Mondadori, Arnoldo Mondadori editore, Roma, 1974. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Masson, Georgina}} [[Categoria:Fotografi britannici]] [[Categoria:Scrittori britannici]] 7ac1lj6vmo44x81mmghmqhpcqga7pfv 1429507 1429502 2026-10-14T14:28:35Z Gaux 18878 /* Guida di Roma */ i mosaici di Santa Pudenziana 1429507 wikitext text/x-wiki '''Georgina Masson''' (1912 – 1980), scrittrice e fotografa britannica. ==''Guida di Roma''== *Tutta [[Roma]], sia architettonicamente sia nel modo di vivere della gente, è un palinsesto. A prima vista alcuni settori della città danno l'impressione di essere del tutto moderni, oppure di appartenere a un ben definito periodo storico, ma basta che si guardi più da vicino e si resta sbalorditi davanti al rivelarsi di strati diversi di civiltà che ci fanno ripercorrere a ritroso il cammino attraverso i secoli. Più che in qualsiasi altro luogo di Roma, questo appare evidente sul [[Campidoglio]]. Il Campidoglio, infatti, sembra dotato della virtù della «macchina del tempo» di Wells; sorgendo come un isola di pace al disopra del frastuono assordante di piazza Venezia, nel cuore della città, esso è capace di ricondurci lentamente, attraverso le varie epoche, sino ai tempi in cui Roma emerse per la prima volta dal raggruppamento dei villaggi di pastori situati sui {{sic|Sette Colli}}. (1 - Il Campidoglio, p. 13) *Sera dopo sera, si può passeggiare per anni sul Campidoglio osservando la stessa scena, e sempre essa pare suggerirci un aspetto diverso della storia di Roma, perché è questo un luogo che va soggetto a influssi vari che mai sembrano ripetersi. In inverno ci sembrano più vicine le nude rovine della Roma medievale, che risalgono ai tempi quando il Foro si chiamava Campo Vaccino e il Campidoglio era noto come Monte Caprino. Il mondo classico sembra invece risvegliarsi al calore dell'estate, con gli usignoli che si scambiano i loro canti tra i boschetti d'elci e richiamano alla memoria i poeti romani. Nel turbinio di calore e di polvere che accompagna lo scirocco, quando l'aria è greve per il profumo dei cipressi assolati e gli oleandri sono in fiore, non è difficile evocare il fasto feroce dei trionfi romani con il vincitore incoronato d'alloro sulla biga, i prigionieri carichi di catene e il calpestio e le grida dei legionari lungo la Via Sacra. (1 - Il Campidoglio, p. 18) *{{NDR|[[Piazza Colonna]] di Roma}} Il carattere della piazza ha subito trasformazioni totali durante i secoli XVIII e XIX. Nel secolo XVIII la [[Colonna di Marco Aurelio|colonna di Marc'Aurelio]] era completamente circondata da stufe sulle quali veniva abbrustolito il caffè che serviva per l'intera popolazione della città. La piazza era inoltre piena di bancarelle dove si vendevano frutta e bibite; queste poi vennero sostituite dai caffè di grido, dove si davano convegno i giovanotti eleganti dell'Ottocento, specialmente verso sera, quando tutta la «Roma bene» transitava in carrozza per il Corso. (4 - Da piazza Venezia a piazza Colonna, p. 95) *Dal 1871, il [[Palazzo Farnese (Roma)|Palazzo Farnese]] è sede dell'ambasciata di Francia. In seguito a un eccezionale accordo economico tra i governi francese e italiano, il palazzo venne ceduto in cambio di un palazzo parigino, con l'obbligo di pagare un affitto simbolico di una lira ogni novantanove anni. Ci si chiede cosa avrebbe pensato l'ideatore del palazzo Alessandro Farnese (poi papa Paolo III, (1534-1549) di un simile baratto. Persino la sua immensa fortuna risentì delle spese sostenute per questo palazzo, al punto che, dopo l'inizio, nel 1514, i lavori furono presto interrotti, provocando la celebre pasquinata «Date elemosine per la costruzione dei Farnese», posta sull'impalcatura. (6 - Da Sant'Andrea della Valle a Palazzo Spada, p. 134) *{{NDR|[[Piazza Navona]]}} […] fino alla metà del secolo XIX, nel colmo dell'estate, la piazza veniva parzialmente allagata e le carrozze di principi e prelati, con gli equipaggi ornati a festa, usavano passarvi con le ruote in acqua, tra gli schiamazzi e l'allegra gazzarra del popolo. Era «il lago di piazza Navona», citato anche dal Belli. (8 - Da piazza Argentina a piazza Borghese, p. 165) *{{NDR|Piazza Navona}} È la più romana di tutte le piazze di Roma, ed è un vero palinsesto architettonico, se mai ve ne è stato uno; nella piccola via del Circo Agonale, che si apre a metà della piazza, sulla destra, possiamo vedere le rovine delle sottostrutture del circo di Domiziano. Ma è piuttosto come luogo d'incontro tra passato e presente – il luogo dove il corso della storia è fluito ininterrottamente per oltre duemila anni – che la piazza trattiene la nostra immaginazione. Dove oggi si allineano tutt'intorno, quasi assonnate, le case dalla tinta rossastra o giallo-ocra addolcita dal tempo, le appassionate folle romane di un tempo applaudivano i loro atleti preferiti. (8 - Da piazza Argentina a piazza Borghese, pp. 165-166) *{{NDR|[[Piazza di Spagna]]}} Da quando, ai primi del secolo XVII, vi si stabilì l'ambasciatore di Spagna, la parte più meridionale della piazza prese il nome di «Spagna», ma per molto tempo ancora, la parte settentrionale, compresa la fontana, si chiamò piazza di Francia, nome questo che le veniva dalla [[Chiesa della Trinità dei Monti|Chiesa di Trinità dei Monti]], fatta costruire in alto sul colle, dai sovrani francesi. (10 - Da piazza di Spagna a Villa Giulia, p. 204) *Nel secolo XVIII, la zona di piazza di Spagna era nota ai romani come «er ghetto de l'Inglesi»; a tutti i ricchi forestieri veniva conferita la cittadinanza onoraria britannica e venivano insigniti del titolo nobiliare di «milordi pelabili, ottimi clienti». (10 - Da piazza di Spagna a Villa Giulia, p. 204) *{{NDR|[[Villa Medici]]}} [...] entriamo nel giardino passando per il cancello sulla sinistra della Villa e, dopo aver affrontato una salita abbastanza ripida ci troviamo sull'orlo di un grande bosco. Benché le piantagioni abbiano subito notevoli mutamenti, nelle sue grandi linee il disegno originale del giardino è stato conservato. Riguardo a questo la Villa Medici è unica a Roma, ed è affascinante pensare che stiamo percorrendo gli stessi viali per i quali passeggiava il [[Diego Velázquez|Velàzques]], che vi abitò nel 1650 e vi dipinse due squisite vedute del giardino, oggi al [[Museo del Prado]]. (11 - Dal Pincio a via Vittorio Veneto, p. 241) *Per lungo tempo si ritenne che [[Basilica di Santa Pudenziana|Santa Pudenziana]] fosse stato il luogo più antico dove veniva celebrato il culto cristiano a Roma; secondo una leggenda la chiesa era stata costruita sulla dimora del senatore Pudente, dove per sette anni abitò [[Pietro apostolo|san Pietro]] insieme a questo suo primo proselite cristiano e alle sue due figlie, santa Prassede e santa Pudenziana.<br>Ma quando la Chiesa di Santa Pudenziana fu sottoposta ad accurato esame da parte degli archeologi, poco prima dell'ultima guerra, si scoprì che l'intero edificio – fino alle pareti laterali – faceva parte di alcune terme costruite nel II secolo d. C., ossia circa cento anni dopo la morte di san Pietro; e inoltre, che queste terme erano state, alla fine del quarto secolo, trasformate per costruire la chiesa ancor oggi esistente. (15 - Dalla Domus Aurea D Nerone a Santa Prassede, p. 346) *{{NDR|Basilica di Santa Pudenziana}} Nessuna delle modifiche apportate alla chiesa {{NDR|nei lavori di restauro completati nel 1588}} ha [...] offuscato lo splendore dei celebri mosaici del V secolo. La prima cosa che colpisce è la tenuità e la delicatezza dei colori: l'azzurro del cielo che predomina, le vesti auree del Cristo che irradiano un soffuso chiarore, il rosso pastoso delle tegole sul tetto del portico, davanti al quale Egli siede solenne con san Pietro e san Paolo e gli Apostoli [...]. (15 - Dalla Domus Aurea D Nerone a Santa Prassede, p. 347) *{{NDR|[[Basilica di Santa Sabina]]}} Secondo l'autore, questa è la più bella tra le antiche chiese di Roma. (20 - Da via del Foro Olitorio a Santa Prisca e a San Saba, p. 436) *L'esterno {{NDR|di Santa Sabina}} è di una nuda semplicità; all'interno la severa maestà della basilica del V secolo si rivela in tutta la sua grandiosità. È probabile che in nessun'altra chiesa romana proporzioni altrettanto magnifiche e lo spiegamento di ventiquattro superbe colonne corinzie, tutte eguali, si uniscano a una vera e propria cascata di luce dorata, come quella che pervade questo bellissimo edificio. (20 - Da via del Foro Olitorio a Santa Prisca e a San Saba, pp. 436-437) ==Bibliografia== *Georgina Masson, ''Guida di Roma'' (''The companion guide to Rome''), traduzione di Elena Lante della Rovere, prima edizione Oscar Mondadori, Arnoldo Mondadori editore, Roma, 1974. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Masson, Georgina}} [[Categoria:Fotografi britannici]] [[Categoria:Scrittori britannici]] tabco1pfo5wvymrvwtl477ctdhp40ui 1429516 1429507 2026-10-14T14:39:07Z Gaux 18878 /* Guida di Roma */ integrazione 1429516 wikitext text/x-wiki '''Georgina Masson''' (1912 – 1980), scrittrice e fotografa britannica. ==''Guida di Roma''== *Tutta [[Roma]], sia architettonicamente sia nel modo di vivere della gente, è un palinsesto. A prima vista alcuni settori della città danno l'impressione di essere del tutto moderni, oppure di appartenere a un ben definito periodo storico, ma basta che si guardi più da vicino e si resta sbalorditi davanti al rivelarsi di strati diversi di civiltà che ci fanno ripercorrere a ritroso il cammino attraverso i secoli. Più che in qualsiasi altro luogo di Roma, questo appare evidente sul [[Campidoglio]]. Il Campidoglio, infatti, sembra dotato della virtù della «macchina del tempo» di Wells; sorgendo come un isola di pace al disopra del frastuono assordante di piazza Venezia, nel cuore della città, esso è capace di ricondurci lentamente, attraverso le varie epoche, sino ai tempi in cui Roma emerse per la prima volta dal raggruppamento dei villaggi di pastori situati sui {{sic|Sette Colli}}. (1 - Il Campidoglio, p. 13) *Sera dopo sera, si può passeggiare per anni sul Campidoglio osservando la stessa scena, e sempre essa pare suggerirci un aspetto diverso della storia di Roma, perché è questo un luogo che va soggetto a influssi vari che mai sembrano ripetersi. In inverno ci sembrano più vicine le nude rovine della Roma medievale, che risalgono ai tempi quando il Foro si chiamava Campo Vaccino e il Campidoglio era noto come Monte Caprino. Il mondo classico sembra invece risvegliarsi al calore dell'estate, con gli usignoli che si scambiano i loro canti tra i boschetti d'elci e richiamano alla memoria i poeti romani. Nel turbinio di calore e di polvere che accompagna lo scirocco, quando l'aria è greve per il profumo dei cipressi assolati e gli oleandri sono in fiore, non è difficile evocare il fasto feroce dei trionfi romani con il vincitore incoronato d'alloro sulla biga, i prigionieri carichi di catene e il calpestio e le grida dei legionari lungo la Via Sacra. (1 - Il Campidoglio, p. 18) *{{NDR|[[Piazza Colonna]] di Roma}} Il carattere della piazza ha subito trasformazioni totali durante i secoli XVIII e XIX. Nel secolo XVIII la [[Colonna di Marco Aurelio|colonna di Marc'Aurelio]] era completamente circondata da stufe sulle quali veniva abbrustolito il caffè che serviva per l'intera popolazione della città. La piazza era inoltre piena di bancarelle dove si vendevano frutta e bibite; queste poi vennero sostituite dai caffè di grido, dove si davano convegno i giovanotti eleganti dell'Ottocento, specialmente verso sera, quando tutta la «Roma bene» transitava in carrozza per il Corso. (4 - Da piazza Venezia a piazza Colonna, p. 95) *Dal 1871, il [[Palazzo Farnese (Roma)|Palazzo Farnese]] è sede dell'ambasciata di Francia. In seguito a un eccezionale accordo economico tra i governi francese e italiano, il palazzo venne ceduto in cambio di un palazzo parigino, con l'obbligo di pagare un affitto simbolico di una lira ogni novantanove anni. Ci si chiede cosa avrebbe pensato l'ideatore del palazzo Alessandro Farnese (poi papa Paolo III, (1534-1549) di un simile baratto. Persino la sua immensa fortuna risentì delle spese sostenute per questo palazzo, al punto che, dopo l'inizio, nel 1514, i lavori furono presto interrotti, provocando la celebre pasquinata «Date elemosine per la costruzione dei Farnese», posta sull'impalcatura. (6 - Da Sant'Andrea della Valle a Palazzo Spada, p. 134) *{{NDR|[[Piazza Navona]]}} […] fino alla metà del secolo XIX, nel colmo dell'estate, la piazza veniva parzialmente allagata e le carrozze di principi e prelati, con gli equipaggi ornati a festa, usavano passarvi con le ruote in acqua, tra gli schiamazzi e l'allegra gazzarra del popolo. Era «il lago di piazza Navona», citato anche dal Belli. (8 - Da piazza Argentina a piazza Borghese, p. 165) *{{NDR|Piazza Navona}} È la più romana di tutte le piazze di Roma, ed è un vero palinsesto architettonico, se mai ve ne è stato uno; nella piccola via del Circo Agonale, che si apre a metà della piazza, sulla destra, possiamo vedere le rovine delle sottostrutture del circo di Domiziano. Ma è piuttosto come luogo d'incontro tra passato e presente – il luogo dove il corso della storia è fluito ininterrottamente per oltre duemila anni – che la piazza trattiene la nostra immaginazione. Dove oggi si allineano tutt'intorno, quasi assonnate, le case dalla tinta rossastra o giallo-ocra addolcita dal tempo, le appassionate folle romane di un tempo applaudivano i loro atleti preferiti. (8 - Da piazza Argentina a piazza Borghese, pp. 165-166) *{{NDR|[[Piazza di Spagna]]}} Da quando, ai primi del secolo XVII, vi si stabilì l'ambasciatore di Spagna, la parte più meridionale della piazza prese il nome di «Spagna», ma per molto tempo ancora, la parte settentrionale, compresa la fontana, si chiamò piazza di Francia, nome questo che le veniva dalla [[Chiesa della Trinità dei Monti|Chiesa di Trinità dei Monti]], fatta costruire in alto sul colle, dai sovrani francesi. (10 - Da piazza di Spagna a Villa Giulia, p. 204) *Nel secolo XVIII, la zona di piazza di Spagna era nota ai romani come «er ghetto de l'Inglesi»; a tutti i ricchi forestieri veniva conferita la cittadinanza onoraria britannica e venivano insigniti del titolo nobiliare di «milordi pelabili, ottimi clienti». (10 - Da piazza di Spagna a Villa Giulia, p. 204) *{{NDR|[[Villa Medici]]}} [...] entriamo nel giardino passando per il cancello sulla sinistra della Villa e, dopo aver affrontato una salita abbastanza ripida ci troviamo sull'orlo di un grande bosco. Benché le piantagioni abbiano subito notevoli mutamenti, nelle sue grandi linee il disegno originale del giardino è stato conservato. Riguardo a questo la Villa Medici è unica a Roma, ed è affascinante pensare che stiamo percorrendo gli stessi viali per i quali passeggiava il [[Diego Velázquez|Velàzques]], che vi abitò nel 1650 e vi dipinse due squisite vedute del giardino, oggi al [[Museo del Prado]]. (11 - Dal Pincio a via Vittorio Veneto, p. 241) *Per lungo tempo si ritenne che [[Basilica di Santa Pudenziana|Santa Pudenziana]] fosse stato il luogo più antico dove veniva celebrato il culto cristiano a Roma; secondo una leggenda la chiesa era stata costruita sulla dimora del senatore Pudente, dove per sette anni abitò [[Pietro apostolo|san Pietro]] insieme a questo suo primo proselite cristiano e alle sue due figlie, santa Prassede e santa Pudenziana.<br>Ma quando la Chiesa di Santa Pudenziana fu sottoposta ad accurato esame da parte degli archeologi, poco prima dell'ultima guerra, si scoprì che l'intero edificio – fino alle pareti laterali – faceva parte di alcune terme costruite nel II secolo d. C., ossia circa cento anni dopo la morte di san Pietro; e inoltre, che queste terme erano state, alla fine del quarto secolo, trasformate per costruire la chiesa ancor oggi esistente. (15 - Dalla Domus Aurea D Nerone a Santa Prassede, p. 346) *{{NDR|Basilica di Santa Pudenziana}} Nessuna delle modifiche apportate alla chiesa {{NDR|nei lavori di restauro completati nel 1588}} ha [...] offuscato lo splendore dei celebri mosaici del V secolo. La prima cosa che colpisce è la tenuità e la delicatezza dei colori: l'azzurro del cielo che predomina, le vesti auree del Cristo che irradiano un soffuso chiarore, il rosso pastoso delle tegole sul tetto del portico, davanti al quale Egli siede solenne con san Pietro e san Paolo e gli Apostoli [...]. Il mondo dell'arte classica palpita in questo meraviglioso mosaico; gli Apostoli sono vivi – si direbbero autentici ritratti – e non hanno ancora nulla delle figure ieratiche, orientalizzanti, che in seguito predominarono nell'arte religiosa. (15 - Dalla Domus Aurea D Nerone a Santa Prassede, p. 347) *{{NDR|[[Basilica di Santa Sabina]]}} Secondo l'autore, questa è la più bella tra le antiche chiese di Roma. (20 - Da via del Foro Olitorio a Santa Prisca e a San Saba, p. 436) *L'esterno {{NDR|di Santa Sabina}} è di una nuda semplicità; all'interno la severa maestà della basilica del V secolo si rivela in tutta la sua grandiosità. È probabile che in nessun'altra chiesa romana proporzioni altrettanto magnifiche e lo spiegamento di ventiquattro superbe colonne corinzie, tutte eguali, si uniscano a una vera e propria cascata di luce dorata, come quella che pervade questo bellissimo edificio. (20 - Da via del Foro Olitorio a Santa Prisca e a San Saba, pp. 436-437) ==Bibliografia== *Georgina Masson, ''Guida di Roma'' (''The companion guide to Rome''), traduzione di Elena Lante della Rovere, prima edizione Oscar Mondadori, Arnoldo Mondadori editore, Roma, 1974. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Masson, Georgina}} [[Categoria:Fotografi britannici]] [[Categoria:Scrittori britannici]] pucbqp9i0nmsmbfrwsuxz99bk5ogi54 1429522 1429516 2026-10-14T14:42:41Z Gaux 18878 /* Guida di Roma */ aggiungo testo omesso; wlink 1429522 wikitext text/x-wiki '''Georgina Masson''' (1912 – 1980), scrittrice e fotografa britannica. ==''Guida di Roma''== *Tutta [[Roma]], sia architettonicamente sia nel modo di vivere della gente, è un palinsesto. A prima vista alcuni settori della città danno l'impressione di essere del tutto moderni, oppure di appartenere a un ben definito periodo storico, ma basta che si guardi più da vicino e si resta sbalorditi davanti al rivelarsi di strati diversi di civiltà che ci fanno ripercorrere a ritroso il cammino attraverso i secoli. Più che in qualsiasi altro luogo di Roma, questo appare evidente sul [[Campidoglio]]. Il Campidoglio, infatti, sembra dotato della virtù della «macchina del tempo» di Wells; sorgendo come un isola di pace al disopra del frastuono assordante di piazza Venezia, nel cuore della città, esso è capace di ricondurci lentamente, attraverso le varie epoche, sino ai tempi in cui Roma emerse per la prima volta dal raggruppamento dei villaggi di pastori situati sui {{sic|Sette Colli}}. (1 - Il Campidoglio, p. 13) *Sera dopo sera, si può passeggiare per anni sul Campidoglio osservando la stessa scena, e sempre essa pare suggerirci un aspetto diverso della storia di Roma, perché è questo un luogo che va soggetto a influssi vari che mai sembrano ripetersi. In inverno ci sembrano più vicine le nude rovine della Roma medievale, che risalgono ai tempi quando il Foro si chiamava Campo Vaccino e il Campidoglio era noto come Monte Caprino. Il mondo classico sembra invece risvegliarsi al calore dell'estate, con gli usignoli che si scambiano i loro canti tra i boschetti d'elci e richiamano alla memoria i poeti romani. Nel turbinio di calore e di polvere che accompagna lo scirocco, quando l'aria è greve per il profumo dei cipressi assolati e gli oleandri sono in fiore, non è difficile evocare il fasto feroce dei trionfi romani con il vincitore incoronato d'alloro sulla biga, i prigionieri carichi di catene e il calpestio e le grida dei legionari lungo la Via Sacra. (1 - Il Campidoglio, p. 18) *{{NDR|[[Piazza Colonna]] di Roma}} Il carattere della piazza ha subito trasformazioni totali durante i secoli XVIII e XIX. Nel secolo XVIII la [[Colonna di Marco Aurelio|colonna di Marc'Aurelio]] era completamente circondata da stufe sulle quali veniva abbrustolito il caffè che serviva per l'intera popolazione della città. La piazza era inoltre piena di bancarelle dove si vendevano frutta e bibite; queste poi vennero sostituite dai caffè di grido, dove si davano convegno i giovanotti eleganti dell'Ottocento, specialmente verso sera, quando tutta la «Roma bene» transitava in carrozza per il Corso. (4 - Da piazza Venezia a piazza Colonna, p. 95) *Dal 1871, il [[Palazzo Farnese (Roma)|Palazzo Farnese]] è sede dell'ambasciata di Francia. In seguito a un eccezionale accordo economico tra i governi francese e italiano, il palazzo venne ceduto in cambio di un palazzo parigino, con l'obbligo di pagare un affitto simbolico di una lira ogni novantanove anni. Ci si chiede cosa avrebbe pensato l'ideatore del palazzo Alessandro Farnese (poi papa Paolo III, (1534-1549) di un simile baratto. Persino la sua immensa fortuna risentì delle spese sostenute per questo palazzo, al punto che, dopo l'inizio, nel 1514, i lavori furono presto interrotti, provocando la celebre pasquinata «Date elemosine per la costruzione dei Farnese», posta sull'impalcatura. (6 - Da Sant'Andrea della Valle a Palazzo Spada, p. 134) *{{NDR|[[Piazza Navona]]}} […] fino alla metà del secolo XIX, nel colmo dell'estate, la piazza veniva parzialmente allagata e le carrozze di principi e prelati, con gli equipaggi ornati a festa, usavano passarvi con le ruote in acqua, tra gli schiamazzi e l'allegra gazzarra del popolo. Era «il lago di piazza Navona», citato anche dal Belli. (8 - Da piazza Argentina a piazza Borghese, p. 165) *{{NDR|Piazza Navona}} È la più romana di tutte le piazze di Roma, ed è un vero palinsesto architettonico, se mai ve ne è stato uno; nella piccola via del Circo Agonale, che si apre a metà della piazza, sulla destra, possiamo vedere le rovine delle sottostrutture del circo di Domiziano. Ma è piuttosto come luogo d'incontro tra passato e presente – il luogo dove il corso della storia è fluito ininterrottamente per oltre duemila anni – che la piazza trattiene la nostra immaginazione. Dove oggi si allineano tutt'intorno, quasi assonnate, le case dalla tinta rossastra o giallo-ocra addolcita dal tempo, le appassionate folle romane di un tempo applaudivano i loro atleti preferiti. (8 - Da piazza Argentina a piazza Borghese, pp. 165-166) *{{NDR|[[Piazza di Spagna]]}} Da quando, ai primi del secolo XVII, vi si stabilì l'ambasciatore di Spagna, la parte più meridionale della piazza prese il nome di «Spagna», ma per molto tempo ancora, la parte settentrionale, compresa la fontana, si chiamò piazza di Francia, nome questo che le veniva dalla [[Chiesa della Trinità dei Monti|Chiesa di Trinità dei Monti]], fatta costruire in alto sul colle, dai sovrani francesi. (10 - Da piazza di Spagna a Villa Giulia, p. 204) *Nel secolo XVIII, la zona di piazza di Spagna era nota ai romani come «er ghetto de l'Inglesi»; a tutti i ricchi forestieri veniva conferita la cittadinanza onoraria britannica e venivano insigniti del titolo nobiliare di «milordi pelabili, ottimi clienti». (10 - Da piazza di Spagna a Villa Giulia, p. 204) *{{NDR|[[Villa Medici]]}} [...] entriamo nel giardino passando per il cancello sulla sinistra della Villa e, dopo aver affrontato una salita abbastanza ripida ci troviamo sull'orlo di un grande bosco. Benché le piantagioni abbiano subito notevoli mutamenti, nelle sue grandi linee il disegno originale del giardino è stato conservato. Riguardo a questo la Villa Medici è unica a Roma, ed è affascinante pensare che stiamo percorrendo gli stessi viali per i quali passeggiava il [[Diego Velázquez|Velàzques]], che vi abitò nel 1650 e vi dipinse due squisite vedute del giardino, oggi al [[Museo del Prado]]. (11 - Dal Pincio a via Vittorio Veneto, p. 241) *Per lungo tempo si ritenne che [[Basilica di Santa Pudenziana|Santa Pudenziana]] fosse stato il luogo più antico dove veniva celebrato il culto cristiano a Roma; secondo una leggenda la chiesa era stata costruita sulla dimora del senatore Pudente, dove per sette anni abitò [[Pietro apostolo|san Pietro]] insieme a questo suo primo proselite cristiano e alle sue due figlie, santa Prassede e santa Pudenziana.<br>Ma quando la Chiesa di Santa Pudenziana fu sottoposta ad accurato esame da parte degli archeologi, poco prima dell'ultima guerra, si scoprì che l'intero edificio – fino alle pareti laterali – faceva parte di alcune terme costruite nel II secolo d. C., ossia circa cento anni dopo la morte di san Pietro; e inoltre, che queste terme erano state, alla fine del quarto secolo, trasformate per costruire la chiesa ancor oggi esistente. (15 - Dalla Domus Aurea D Nerone a Santa Prassede, p. 346) *{{NDR|Basilica di Santa Pudenziana}} Nessuna delle modifiche apportate alla chiesa {{NDR|nei lavori di restauro completati nel 1588}} ha [...] offuscato lo splendore dei celebri [[Mosaico|mosaici]] del V secolo. La prima cosa che colpisce è la tenuità e la delicatezza dei colori: l'azzurro del cielo che predomina, le vesti auree del Cristo che irradiano un soffuso chiarore, il rosso pastoso delle tegole sul tetto del portico, davanti al quale Egli siede solenne con san Pietro e san Paolo e gli Apostoli (il numero dei personaggi fu ridotto durante i citati restauri). Il mondo dell'arte classica palpita in questo meraviglioso mosaico; gli Apostoli sono vivi – si direbbero autentici ritratti – e non hanno ancora nulla delle figure ieratiche, orientalizzanti, che in seguito predominarono nell'arte religiosa. (15 - Dalla Domus Aurea D Nerone a Santa Prassede, p. 347) *{{NDR|[[Basilica di Santa Sabina]]}} Secondo l'autore, questa è la più bella tra le antiche chiese di Roma. (20 - Da via del Foro Olitorio a Santa Prisca e a San Saba, p. 436) *L'esterno {{NDR|di Santa Sabina}} è di una nuda semplicità; all'interno la severa maestà della basilica del V secolo si rivela in tutta la sua grandiosità. È probabile che in nessun'altra chiesa romana proporzioni altrettanto magnifiche e lo spiegamento di ventiquattro superbe colonne corinzie, tutte eguali, si uniscano a una vera e propria cascata di luce dorata, come quella che pervade questo bellissimo edificio. (20 - Da via del Foro Olitorio a Santa Prisca e a San Saba, pp. 436-437) ==Bibliografia== *Georgina Masson, ''Guida di Roma'' (''The companion guide to Rome''), traduzione di Elena Lante della Rovere, prima edizione Oscar Mondadori, Arnoldo Mondadori editore, Roma, 1974. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Masson, Georgina}} [[Categoria:Fotografi britannici]] [[Categoria:Scrittori britannici]] 8pfctcq8hur6r78rr840se5o00m932h Travaglio 0 178498 1429554 1123275 2026-10-15T08:04:57Z Spinoziano 2297 +1 1429554 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua|il giornalista|[[Marco Travaglio]]}} {{voce tematica}} Citazioni sul '''travaglio'''. *''L'uomo nasce al travaglio, | come l'uccello per il volo.'' (''[[Libro di Giobbe]]'') *Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l'adozione, la redenzione del nostro corpo. (''[[Lettera ai Romani]]'') *''Tutte le cose sono in travaglio | e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.'' (''[[Qoelet]]'') ==Voci correlate== *[[Parto]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt}} [[Categoria:Casi]] pijq42c306061vvuo0y0ib6wtwjlo48 Debretsion Gebremichael 0 180864 1429548 1233812 2026-10-15T05:50:55Z Skekzilla 17056 1429548 wikitext text/x-wiki [[File:Debretsion Gebremichael in 2014.jpg|thumb|Debretsion Gebremichael nel 2014]] '''Debretsion Gebremichael''' (1963 – vivente), politico etiope. ==Citazioni di Debretsion Gebremichael== *Ci stiamo avvicinando rapidamente al punto in cui vediamo la morte in faccia: possiamo scegliere solo se moriremo di fame o se moriremo combattendo per i nostri diritti e la nostra dignità.<ref>Citato in [https://ilmanifesto.it/anno-nuovo-guerra-vecchia-in-tigray-si-torna-a-sparare ''Anno nuovo, guerra vecchia: in Tigray si torna a sparare''], ''ilmanifesto.it'', 26 settembre 2022.</ref> {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2020/11/11/news/il_tigray_sotto_attacco_debretsion_abiy_mente_ci_attacca_e_noi_ci_difendiamo_la_popolazione_e_con_noi_-273853037/ Etiopia, il Tigray sotto attacco. Il presidente Debretsion: "Intervenite o sarà troppo tardi"]''|Intervista di Raffaella Scuderi sulla [[guerra del Tigrè]], ''Repubblica.it'', 11 novembre 2020.}} *Questo è un atto unilaterale di un governo federale incapace di risolvere i problemi senza ricorrere all’uso della forza. *{{NDR|Sul [[premio Nobel]]}} Quel premio è una vergogna. Il suo è stato un espediente per fare quello che aveva in mente da tempo: bombardarci. Ci accusa di aver tenuto le elezioni a settembre contro la volontà del governo centrale che lui aveva illegalmente posticipato al 2021 per il Covid. Sì, ci sono stati alcuni scontri, ma nulla di rilevante e niente che giustifica quello che ha fatto. *Noi non stiamo attaccando, ci stiamo solo difendendo per la nostra libertà e per i nostri diritti. Le elezioni posticipate da Abiy sono illegali. Lui teme una sconfitta, per questo ha allungato i tempi. *[[Abiy Ahmed Ali|Abiy]] e [[Isaias Afewerki|Afewerki]] stanno orchestrando un attacco al Tigray da due anni. Ma ci può credere? Il nostro governo federale che si allea con un Paese straniero contro la propria regione? Io non capisco. È inconcepibile. *Intervenite o sarà troppo tardi. Le cose possono solo peggiorare. Ma nessuno ascolta. ==Note== <references/> ==Voci correlate== *[[Guerra del Tigrè]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Debretsion Gebremichael|w_site=en|w_preposizione=riguardante|preposizione=su}} [[Categoria:Politici etiopi]] j284gbijfr0my974s0wiz23kzfduubn Luca de Meo 0 195919 1429537 1413257 2026-10-14T17:14:08Z Danyele 19198 immagine di qualità migliore: primo piano 1429537 wikitext text/x-wiki [[File:Luca de Meo (headshot).jpg|thumb|Luca de Meo nel 2024]] '''Luca de Meo''' (1967 – vivente), dirigente d'azienda italiano. ==Citazioni di Luca de Meo== {{cronologico}} *{{NDR|Nel 2013}} L'automobile ha sempre svolto un ruolo centrale nella società evoluta, rigenerandosi continuamente. Ora è al centro del ciclo della mobilità che è alla ricerca di un sistema di integrazione dei diversi mezzi di trasporto. [...] Ci sono oggi due mondi paralleli: quello dell'urbanizzazione e quello della motorizzazione. Viaggiano su binari diversi, ora devono trovare il modo di incrociarsi per collaborare nella fluidificazione del [[traffico]]. [...] cosa possono fare i produttori di automobili per gli urbanisti e cosa possono fare loro per noi? La pianificazione del tessuto urbano andrà rivisto, grazie alla grande opportunità di connessione fra l'automobile e l'infrastruttura. Dobbiamo trovare uno standard unitario di comunicazione, come ad esempio avviene nell'aeronautica, dove c'è la Iata che definisce le regole universali nel rapporto fra gli aerei, il traffico nei cieli, gli aeroporti. {{NDR|«Quindi regole uguali per tutti?»}} È chiaro che la cultura urbanistica non ha una sola logica universale. In Europa, non a caso detto Vecchio Continente, le città sono cresciute attorno ad un nucleo centrale, nato molti, molti secoli fa. Quelle che stanno nascendo o si espandono in altre parti del mondo, penso alla Cina e all'India, rispondono a criteri diversi, creando o gestendo spesso in modo più razionale il rapporto fra trasporto e popolazione.<ref>Dall'intervista di Tommaso Tommasi, ''[https://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2013/11/25/news/lauto_al_centro_del_mondo_digitale_cos_cambier_luso_la_sfida_di_de_meo-71867192/ "L'auto al centro del mondo digitale" così cambierà l'uso, la sfida di De Meo]'', ''repubblica.it'', 25 novembre 2013.</ref> *Devo a [[Sergio Marchionne|Marchionne]] tantissimo, ebbe il coraggio di dare fiducia ad un giovane di 37 anni, lanciandomi nel mondo dell'alta dirigenza. Assegnarmi la responsabilità del marchio Fiat e della 500 fu una sua scommessa; da lì dipendeva tanto del futuro della Fiat. Non dimenticherò mai la notte, a Torino, in cui avvenne la presentazione della vettura, camminavamo per la strada, la gente ci salutava, batteva le mani a Marchionne, era felice, la Fiat era ripartita.<ref>Citato in Bianca Carretto, ''[https://www.corriere.it/economia/18_luglio_23/marchionne-parla-de-meo-con-500-ebbe-coraggio-darmi-fiducia-ca1f986c-8eb1-11e8-a00a-fdaee410bf0b.shtml Marchionne, parla De Meo: «Con la 500 ebbe il coraggio di darmi fiducia»]'', ''corriere.it'', 23 luglio 2018.</ref> *{{NDR|Sulla [[Lancia Fulvia Concept]]}} Uno dei miei più grandi rimpianti professionali.<ref>Da ''Da 0 a 500'', Venezia, Marsilio, 2010, ISBN 978-88-317-0732-9; citato in Matteo Volpe, ''[https://www.passioneautoitaliane.com/2021/08/nuova-lancia-fulvia-concept-luca-de-meo.html Nuova Lancia Fulvia Concept. Luca De Meo: "Uno dei miei più grandi rimpianti professionali"]'', ''passioneautoitaliane.com'', 9 agosto 2021.</ref> *Resto convinto che nelle radici ci sia sempre l'anima dei marchi, per questo è importante riconnettere una azienda con la propria storia.<ref name="Baroni">Dall'intervista di Lorenzo Baroni, ''[https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/20-09-2021/de-meo-intervista-manager-gruppo-renault-software-passione-l-auto-4201330728158.shtml De Meo, l'auto tra software e passione: "Mai vista una simile trasformazione"]'', ''gazzetta.it'', 20 settembre 2021.</ref> *{{NDR|Nel 2021, «le nuove norme vi spingono verso un cambiamento ma la transizione offre sfide e grandi responsabilità»}} Dobbiamo diffondere un sistema nuovo, immaginare scenari urbani più fluidi, l'interconnessione, la pluralità di infrastrutture, una cultura della micromobilità complementare. Pensare a rack per la ricarica dei monopattini elettrici nelle città. L'obiettivo è comune, complessivo, anche se poi l'auto ha le responsabilità di un protagonista. Il regolatore dovrà dirci in modo chiaro cosa vuole da noi, lasciandoci liberi di scegliere come ottenerlo. Si chiama neutralità tecnologica, un principio fondamentale per garantire progresso tecnico e risultati in linea con le aspettative ambientali. [...] Ci saranno varie tecnologie per un po', prima di convergere su due o tre standard dominanti. Una delle nostre responsabilità come costruttori è gestire questa transizione contenendo l'impatto economico e sociale su aziende e fornitori, ma senza dubitare mai che dovremo ridurre l'impatto sull'ambiente. Il trasporto rappresenta un sesto delle emissioni e dobbiamo trovare le soluzioni.<ref name="Baroni"/> *{{NDR|Nel 2022}} L'[[Auto elettrica|elettrificazione]] è come le Olimpiadi, con diversi sport e diverse regole. Puntiamo a vincere diverse medaglie perché non è più tempo di essere grandi ma di essere bravi.<ref>Da un'intervista a ''Il Sole 24 Ore''; citato in Samuele Prosino, ''[https://www.formulapassion.it/automoto/mondoauto/de-meo-corsa-elettrico-come-olimpiade-si-punta-a-medaglie-630264.html De Meo: "La corsa all'elettrico è come un'Olimpiade"]'', ''formulapassion.it'', 21 agosto 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2024}} Dall'elettrico non si tornerà indietro, non lo dico soltanto come manager ma anche come appassionato di auto. La tecnologia è migliore di quella termica, è confortevole e silenzioso, permette di reinventare l'architettura dell'auto, è nativamente più connesso e segue una logica, dura più tempo e la ricarica costa meno. Non faremo passi indietro...<ref>Citato in Adriano Torre, ''[https://www.auto.it/news/attualita/2024/11/04-7681700/renault_de_meo_ecco_come_sara_il_futuro_elettrico_vi_stupiremo_ Renault, De Meo: "Ecco come sarà il futuro elettrico. Vi stupiremo"]'', ''auto.it'', 1º novembre 2024.</ref> {{Int|''[https://it.motor1.com/news/710731/luca-de-meo-lettera-renault-5/ Luca de Meo scrive una lettera sulla Renault 5]''|Citato in Eleonora Lilli, ''motor1.com'', 1º marzo 2024.}} *Giovedì 2 luglio 2020, il giorno in cui tutto è cominciato. La storia di un colpo di fulmine per un mock-up arancione. La storia della [[Renault 5 E-Tech Electric|nuova R5]]. [...] Renault sta uscendo da un lungo periodo di crisi. Il Presidente Jean-Dominique Senard [...] ha già avviato il [...] rilancio dell'azienda. Ma la sfida si preannuncia alquanto ardua. Perché la transizione verso la mobilità elettrica rimette in discussione 140 anni di certezze fondate sui motori termici. [...] Il giorno dopo aver assunto il mio nuovo incarico, faccio rotta verso il Technocentre di Guyancourt, situato a sud-ovest di Parigi, ad una trentina di minuti dalla sede di Billancourt. È in questo posto [...] che si pensano, realizzano e testano tante innovazioni della Marca Renault e si inventano i modelli del futuro. [...] Chiedo che tutti i progetti in corso di sviluppo siano raggruppati nello stesso edificio. [...] devo confessare di non essere pienamente soddisfatto. Mi rendo conto che sarà necessario procedere al completo rifacimento della gamma. Poi all'improvviso, mentre avanzo nell'edificio, vedo un mock-up a grandezza naturale, che assomiglia terribilmente ad una R5. Impossibile non vederlo, con quel colore arancione fluorescente! Mosso da curiosità, chiedo ai miei interlocutori [...]: «E questo cos'è?». «È solo il lavoro sperimentale di un designer, François Leboine, un esercizio di stile», mi rispondono. Ciò non toglie che il responsabile del Design del Gruppo, con una certa scaltrezza, l'ha piazzato in un punto dove era certo che lo avrei visto. «È una proposta per una piccola auto elettrica – mi viene precisato – ma è stata scartata, perché l'azienda non vuole lanciarsi nel retro-design.» Guardo a lungo l'oggetto. A me sembra chiarissimo. E immediatamente prendo la decisione. «È esattamente ciò che dobbiamo fare! Cercare di mettere questo design su una piattaforma con quattro ruote. Dev'essere un'auto 100% elettrica. Faremo la Renault 5!» *Nel 1972, anno del lancio della [[Renault 5]], io vivevo in Africa. Avevo cinque anni, ma già tutto ciò che aveva le ruote mi appassionava, volevo farne la mia professione. Per la mia famiglia esisteva solo la Fiat. Mi ricordo che la mamma aveva una Fiat 127, l'antagonista della R5. Ma, visto che frequentavamo molto gli ambienti francofoni, avevo notato che le madri dei miei amici francesi, invece, avevano la Renault 5. A dire il vero, ero un po' troppo piccolo per cogliere la portata di tutto questo. È solo qualche anno dopo, con il senno di poi, che ho scoperto la genialità di quest'auto. Così tante innovazioni e audacia in soli 3,52 metri... pazzesco! Un'auto che sprizza modernità da tutti i pori, incarna lo spirito degli anni 1970, è l'allegoria della pop art. Con quel "faccino" simpatico, colori acidi, sedili in skai arancione lucido, carrozzeria a 3 porte, paraurti in plastica, protezioni laterali mai viste, maniglie integrate nelle porte... *La piccola Renault aveva subito imposto un nuovo concept: quello dell’auto accessibile ma "trendy", un termine che a quei tempi non si usava ancora. Al tempo stesso pratica e fantasiosa, utile e gratificante per chi la guidava. A me ricordava un po' una R16 in miniatura, quella grande familiare giunta sul mercato nel 1965 che, molto prima della Golf, aveva fatto innovazione con il suo portellone posteriore che le conferiva un look a metà strada tra berlina e station wagon. Proprio come il modello precedente, la R5 era dotata di questa preziosa caratteristica che ampliava il bagagliaio, facilitandone l'accesso. Avere una R5 non diceva molto sul tenore di vita del proprietario. Ma diceva molto sul suo stile di vita. *{{NDR|Sulla Renault 5}} Per la prima volta, rivoluzione copernicana... lo standing del veicolo non era correlato alle sue dimensioni. Bisognava osare per immaginare un cocktail così! E avevano osato. Tanto per cominciare, il designer, Michel Boué, uno dei dieci stylist dello studio Renault. Una persona discreta, che fino ad allora non aveva «realizzato nulla di notevole e nessuna delle sue idee è stata adottata», secondo il responsabile dell'Ufficio Studi di quei tempi. Si poteva sperare in un miglior esordio... ma Boué era un uomo appassionato e un discepolo di Raymond Loewy, pioniere del design industriale. Il mantra di questa star franco-americana era: «Ugliness does not sell» (la bruttezza non vende). La sua ossessione era quella di conciliare estetica e praticità. [...] Con questa fonte di ispirazione [...] Boué aveva presentato, il 26 aprile 1967, due schizzi per il progetto top secret 122. C'erano già tutti gli ingredienti. Look squadrato, portellone posteriore, calandra da "monella", ampie superfici vetrate... L'autore di questo colpo da maestro la descriveva come «un piccolo oggetto dalle forme flessuose, in armonia con l'estetica femminile». Audace, ma preveggente. Le donne volevano emanciparsi e andare a lavorare, si sentiva il bisogno di una seconda auto in famiglia. Cosa più unica che rara, il modello svelato quel giorno è stato quasi subito approvato. [...] Per andare dritto allo scopo, il designer si era basato su un'altra innovazione di Renault, il Renaultrama, che consentiva di vedere il modello in scala 1/5 in condizioni di guida, con un paesaggio che gli scorreva dietro. Insomma, una specie di realtà virtuale ante litteram! *Ha saputo rompere gli schemi, restando entro i limiti finanziari previsti. Sarebbe stato facile fare la seduttrice con un budget illimitato. Ma non è stato così. La piccola city car ha dovuto farsi furba. Lo stile era rivoluzionario, ma la meccanica tradizionale. Motore in posizione longitudinale e non trasversale, barre di torsione trasversali al posteriore, piattaforma ripresa dalla 4L, vetri dei finestrini piatti, più facili da lavorare. [...] È stato, così, possibile contenere i costi di sviluppo e concentrare gli investimenti sul glamour. Scommessa vinta perché, in breve tempo, le vendite hanno spiccato il volo. [...] la R5 si è attestata come auto più venduta in Francia, e lo è restata per circa un decennio! [...] In totale, fino a quando è stata ritirata dal mercato nel 1985 [...], sono stati venduti 3,5 milioni di unità. Cifre spropositate! Per raggiungere questo risultato mirabolante, la piccola Renault – ed è anche questo che mi piace di lei – ha dovuto lottare come una leonessa. Si è incessantemente rimessa in discussione, ha testato nuove versioni e aperto nuove strade. La TS con i sedili integrati traforati, la potentissima Alpine, la Turbo body-builder con motore centrale e parafanghi mostruosi, la berlina con passo più lungo e bagagliaio posteriore classico per il mercato spagnolo, la TX con finiture curatissime, la cinque porte, la "Le Car" per il mercato americano. E persino una versione elettrica – già allora! – [...]: batterie al piombo, 80 km/h di velocità massima, 110 chilometri di autonomia. [...] Tutta quest'audacia si ritrovava nelle sue pubblicità, che facevano appello al senso dell'umorismo e ai disegni. Una novità assoluta, per quei tempi, nel mondo delle automobili. Occhi al posto dei fari, bocca al posto della targa: un antropomorfismo stupefacente! La Renault 5 è stata tutt'altro che una bambina viziata: nata un anno prima della crisi petrolifera del 1973, è cresciuta con la fine dei Trent'anni Gloriosi. Molti modelli europei non ce l'hanno fatta a resistere a questo cambiamento quasi epocale. Ma lei sì! Lei ha addirittura permesso all'azienda di cavalcare la crisi. *{{NDR|Sull'[[automobile in stile rétro]]}} Lo avevo già constatato con il ritorno della Fiat 500, alcuni prodotti sono magici. Non c'è bisogno di parlarne per settimane, sono tutti d'accordo su cosa bisogna fare. E si fa ciò che bisogna fare. Non ci sono tempi morti. Quando i team fanno rivivere un'auto che ha lasciato così bei ricordi, ci mettono tanto amore. È un buon segno per il futuro, perché il cliente vede e riconosce tutto quest'amore nell'auto. *Uno dei miei pallini è accertarmi che il [[Progettazione di automobili|design dell'auto]] sia identico al concept iniziale. Secondo me, è l'unico modo per vendere un sogno diventato realtà. *Sul mercato dei [[Auto elettrica|veicoli elettrici]], rivoluzionato dalle Tesla di Elon Musk e ora scosso dalle innovazioni dei costruttori cinesi, non c'è posto per i prodotti che non sono né carne né pesce. È impossibile accontentarsi di mettere le batterie in una carrozzeria tradizionale... *Basta con i concetti di deindustrializzazione e delocalizzazione della produzione [...]. Il mio ragionamento poggia su una convinzione che non mi abbondonerà mai: quando si acquista un'auto, si acquista un pezzetto della cultura industriale di un Paese. Se la si sradica andando a produrla altrove, perde la sua anima. Al volante di un'Alfa Romeo, ad esempio, si pensa alle strade italiane che si percorrono durante le vacanze. Al volante di una Renault 5, ci si deve proiettare in un ambiente francese. Sono convinto che i consumatori siano molto sensibili a tutto ciò. A patto, naturalmente, che non costi di più! ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Meo, Luca}} [[Categoria:Dirigenti d'azienda italiani]] mg7lt0tsyq71gkhlxxm3zut6rsotabf West 0 207498 1429536 1429464 2026-10-14T16:46:15Z Danyele 19198 fix di stile 1429536 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua}} {{Voce tematica}} [[File:Crossing the Mississippi on the Ice by C.C.A. Christensen.png|thumb|upright=1.2|''Attraversando il Mississippi sul ghiaccio'' (C. C. A. Christensen, 1878 ca.)]] Citazioni sul '''West''' o '''Far West'''. *Dicono che il West fu conquistato con la forza delle armi, ma non è così. Fu conquistato grazie al coraggio della povera gente che spinse i suoi carri sempre più ad Ovest attraverso centinaia di miglia di terre selvagge. Alcuni erano attratti dal miraggio dell'oro, ma la maggior parte dei pionieri era costituita da famiglie spinte dalla speranza di una vita migliore. (''[[Alla conquista del West]]'') *Huxley, qui non stiamo nel Far West, okay?! E poi il Far West era tutto una leggenda, non è mai divertente uccidere la gente! ...Be', qualche volta sì. (''[[Demolition Man]]'') *Il West è la storia di una conquista, di un travalicamento delle frontiere. Un'epopea di cambiamenti. Per questo ci affascina, perché è la metafora dell'uomo che si guadagna il suo spazio a dispetto della natura ostile e delle avversità. ([[Giancarlo Berardi]]) *L'Ovest americano conquistato dal sangue e dall'oro: in queste pianure e in queste montagne si riversarono avventurieri da tutti gli angoli della Terra. Erano uomini rudi e temerari, e dovevano esserlo: le terre selvagge non possono essere conquistate dai filosofi. Sia che un uomo viaggiasse solo o in carovana, aveva sempre una compagna che cavalcava al suo fianco: questa compagna era la morte. Le piste del vecchio Ovest erano cosparse delle sue vittime, ma per ogni uomo che cadeva ce n'erano migliaia pronti a tentar l'avventura, e dietro a loro mille e mille altri. (''[[I banditi della città fantasma]]'') *La gente dice che il West fu conquistato dalla ferrovia. Mio padre diceva che fu conquistato dal filo spinato. (''[[Bad Girls]]'') *Lei non è di queste parti, vero? Eh, è una terra promessa, caro lei. Diceva mio padre: "Il sole va verso l'Ovest come la fortuna". (''[[Gli amanti della città sepolta]]'') *– Non vuoi aprire il Far West alla civilizzazione?<br>– Vieni qui. Forse questo non lo capirai, ma per me il West è come una bella donna, la mia donna. Mi piace com'è, non la voglio diversa. Sono geloso, non la voglio dividere con nessun altro. Non vorrei vederla civilizzata. (''[[Il cacciatore di indiani]]'') *Qui nel West, Jim, ci si aspetta sempre che un uomo si difenda: se soltanto permette che sussista il dubbio è finito, per sempre. (''[[Il grande paese]]'') *– Sono cresciuta fra sparatorie, razzie, vendette, impiccagioni...<br>– Ah, sapete una cosa? Questa storia la ripetono in ogni parte del West. (''[[La legge del più forte]]'') ==Voci correlate== {{div col}} *[[Cowboy]] *[[Diligenza (carrozza)]] *[[Saloon]] *[[Sceriffo]] *[[Stati Uniti d'America]] *[[Western]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Luoghi degli Stati Uniti d'America]] [[Categoria:Regioni geografiche]] cdsz3z2vvlrja7y5u5999ir4gh5dmz7 Menachem Begin 0 212586 1429519 1391968 2026-10-14T14:40:36Z Darkcloud2222 10646 1429519 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Menachem Begin při projevu v srpnu 1948.jpg|miniatura|Menachem Begin]]'''Menachem Begin''' (1913 – 1992), politico israeliano. ==Citazioni di Menachem Begin== *La [[Piano di partizione della Palestina|partizione della Patria]] è illegale. Essa non sarà mai riconosciuta. La firma dell'accordo di partizione da parte di istituzioni e privati non ha valore. Essa non vincolerà il popolo ebraico. Gerusalemme era e sarà per sempre la nostra capitale. ''Eretz Israel'' sarà restituita al popolo d'Israele. Nella sua interezza. E per sempre. :''The partition of the Homeland is illegal. It will never be recognized. The signature by institutions and individuals of the partition agreement is invalid. It will not bind the Jewish people. Jerusalem was and will for ever be our capital. Eretz Israel will be restored to the people of Israel. All of it. And for ever.''<ref>Da {{en}} ''The Revolt'', Dell, New York, 1977, p. 433.</ref> ==Citazioni su Menachem Begin== *Nessuna parentela, né vicina né lontana, con l'altro grande d'Israele, [[David Ben Gurion|Ben Gurion]], il Fondatore. [...] {{NDR|David Ben Gurion}} Faceva tutto a caldo, anche la guerra. Begin fa tutto a freddo: anche l'amore, credo, ammesso che lo faccia. Non riuscì a commuoverlo nemmeno [[Anwar al-Sadat|Sadat]], quando gli piombò, da nemico tuttora belligerante, a Gerusalemme, per chiedergli la pace. Il mondo, che vide in televisione la scena, quel giorno fu tutto per l'egiziano che, per la pace, firmava la propria condanna a morte, contro l'israeliano che lo accoglieva senza un sorriso e con visibile fastidio. [...] È l'uomo che non ha esitato un istante [...] a distruggere in pochi minuti tutto l'armamento corazzato, aereo e missilistico siriano sotto l'occhio stupefatto degli osservatori e «consiglieri» russi che lo avevano fornito. È l'uomo che ha messo alla porta l'ambasciatore di Mosca respingendone la nota di protesta addirittura con disprezzo, come se fosse stato lui la Grande Potenza che parlava a un subalterno. È l'uomo che ha picchiato i pugni sul tavolo di [[Ronald Reagan|Reagan]], e a un certo punto aveva rotto anche con lui. Se avesse perso, sarebbe finito al muro e passato ai posteri come il distruttore d'Israele. Ma ha vinto. E la Storia, iscrivendolo nei suoi registri come «Il Salvatore», dirà che solo un uomo come lui, gelido come lui, arrogante e inumano come lui, «antipatico» come lui, e come lui disposto anche a scatenare un'altra ondata di antisemitismo, poteva vincere. E avrà ragione di dirlo. Perché è così. Alla fine lo diranno, vedrete, anche gli antisemiti. E forse perfino i semiti. ([[Indro Montanelli]]) *Quando Menachem Begin salì al potere, nel 1977, i partiti religiosi furono felici di unirsi al suo governo come partner minori. I partiti religiosi si spostarono stabilmente a destra, mentre il Likud divenne più religioso; il risultato fu un sodalizio ancora più saldo fra di loro. ([[Avi Shlaim]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Begin, Menachem}} [[Categoria:Politici israeliani]] [[Categoria:Terroristi israeliani]] 65x585tg150348pa5539atj1uriqnhf 1429520 1429519 2026-10-14T14:40:51Z Darkcloud2222 10646 1429520 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Menachem Begin při projevu v srpnu 1948.jpg|miniatura|Menachem Begin]]'''Menachem Begin''' (1913 – 1992), politico israeliano. ==Citazioni di Menachem Begin== *La [[Piano di partizione della Palestina|partizione della Patria]] è illegale. Essa non sarà mai riconosciuta. La firma dell'accordo di partizione da parte di istituzioni e privati non ha valore. Essa non vincolerà il popolo ebraico. Gerusalemme era e sarà per sempre la nostra capitale. ''Eretz Israel'' sarà restituita al popolo d'Israele. Nella sua interezza. E per sempre. :''The partition of the Homeland is illegal. It will never be recognized. The signature by institutions and individuals of the partition agreement is invalid. It will not bind the Jewish people. Jerusalem was and will for ever be our capital. Eretz Israel will be restored to the people of Israel. All of it. And for ever.''<ref>Da {{en}} ''The Revolt'', Dell, New York, 1977, p. 433.</ref> ==Citazioni su Menachem Begin== *Nessuna parentela, né vicina né lontana, con l'altro grande d'Israele, [[David Ben Gurion|Ben Gurion]], il Fondatore. [...] {{NDR|David Ben Gurion}} Faceva tutto a caldo, anche la guerra. Begin fa tutto a freddo: anche l'amore, credo, ammesso che lo faccia. Non riuscì a commuoverlo nemmeno [[Anwar al-Sadat|Sadat]], quando gli piombò, da nemico tuttora belligerante, a Gerusalemme, per chiedergli la pace. Il mondo, che vide in televisione la scena, quel giorno fu tutto per l'egiziano che, per la pace, firmava la propria condanna a morte, contro l'israeliano che lo accoglieva senza un sorriso e con visibile fastidio. [...] È l'uomo che non ha esitato un istante [...] a distruggere in pochi minuti tutto l'armamento corazzato, aereo e missilistico siriano sotto l'occhio stupefatto degli osservatori e «consiglieri» russi che lo avevano fornito. È l'uomo che ha messo alla porta l'ambasciatore di Mosca respingendone la nota di protesta addirittura con disprezzo, come se fosse stato lui la Grande Potenza che parlava a un subalterno. È l'uomo che ha picchiato i pugni sul tavolo di [[Ronald Reagan|Reagan]], e a un certo punto aveva rotto anche con lui. Se avesse perso, sarebbe finito al muro e passato ai posteri come il distruttore d'Israele. Ma ha vinto. E la Storia, iscrivendolo nei suoi registri come «Il Salvatore», dirà che solo un uomo come lui, gelido come lui, arrogante e inumano come lui, «antipatico» come lui, e come lui disposto anche a scatenare un'altra ondata di antisemitismo, poteva vincere. E avrà ragione di dirlo. Perché è così. Alla fine lo diranno, vedrete, anche gli antisemiti. E forse perfino i semiti. ([[Indro Montanelli]]) *Quando Menachem Begin salì al potere, nel 1977, i partiti religiosi furono felici di unirsi al suo governo come partner minori. I partiti religiosi si spostarono stabilmente a destra, mentre il Likud divenne più religioso; il risultato fu un sodalizio ancora più saldo fra di loro. ([[Avi Shlaim]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Begin, Menachem}} [[Categoria:Politici israeliani]] [[Categoria:Terroristi]] 09w47s80vh9dw9qcauonzw9ybcnhck4 Accordi di Oslo 0 225831 1429508 1422303 2026-10-14T14:28:39Z Darkcloud2222 10646 /* Citazioni sugli accordi di Oslo */ 1429508 wikitext text/x-wiki [[File:Bill Clinton, Yitzhak Rabin, Yasser Arafat at the White House 1993-09-13.jpg|thumb|Yitzhak Rabin, [[Bill Clinton]] ed [[Yasser Arafat]] durante la firma degli accordi di Oslo del 13 settembre 1993]] Gli '''''accordi di Oslo''''', ufficialmente chiamati '''''Dichiarazione dei Principi riguardanti progetti di auto-governo ad interim''''' o '''''Dichiarazione di Principi''''' ('''DOP'''), una serie di accordi politici conclusi ad Oslo il 20 agosto 1993 tra il [[Israele]] e l'[[Organizzazione per la Liberazione della Palestina]] nell'ambito del [[conflitto israelo-palestinese]]. ==Citazioni sugli accordi di Oslo== *Esattamente 23 anni fa venivano firmati i primi accordi di Oslo tra [[Israele]] e l'[[Organizzazione per la Liberazione della Palestina|Organizzazione per la liberazione della Palestina]]. Purtroppo ci siamo sempre più allontanati dai loro obiettivi. La soluzione a due stati rischia di essere sostituita da una realtà composta di uno stato solo, fatta di continua violenza e di occupazione. ([[Ban Ki-moon]]) *L'intera carriera politica di [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]] è stata dedicata al sabotaggio degli accordi di Oslo del 1993 (che prevedevano la convivenza pacifica di uno [[Stato di Palestina|stato palestinese]] accanto a quello ebraico) e all'insediamento di un numero talmente elevato di coloni nei territori occupati da rendere la nascita di uno stato palestinese fisicamente impossibile. ([[Gwynne Dyer]]) *La cosa più grave fu che gli [[insediamenti israeliani]] continuarono a essere costruiti sul territorio palestinese in aperto contrasto con lo spirito, se non con la lettera, dell'accordo di Oslo. Nella Striscia di Gaza, dove vivevano solo cinquemila coloni ebraici, Israele controllava un terzo della terra e gran parte delle scarse risorse idriche di cui un milione di abitanti palestinesi aveva disperatamente bisogno. Nella West Bank, Israele manteneva il controllo sulle risorse idriche e su tre quarti del territorio. La costruzione di insediamenti in tutta la West Bank, e soprattutto a Gerusalemme Est, continuò senza sosta e una rete di strade tangenziali sembrava progettata apposta per mandare a vuoto la possibilità di uno Stato palestinese. In tutti questi diversi modi, il processo di Oslo peggiorò effettivamente la situazione nei territori occupati e disilluse le aspirazioni palestinesi a un proprio Stato. ([[Avi Shlaim]]) ===[[Ilan Pappé]]=== *Il problema dei [[Rifugiati palestinesi|rifugiati]] - il cuore del conflitto palestinese, una realtà riconosciuta da tutti i palestinesi, ovunque si trovino, e da chiunque simpatizzi con la causa - è stato lasciato ai margini. *Il processo di Oslo aveva trasformato i [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] in una geografia del disastro, per cui dopo gli accordi la qualità della vita dei palestinesi era notevolmente peggiorata rispetto a prima. *Il processo di Oslo non fu in realtà un tentativo di pace giusto ed equo, bensì un compromesso accettato da un popolo sconfitto e colonizzato. Il risultato fu che i palestinesi furono costretti a cercare soluzioni che andavano contro i loro interessi e che mettevano in pericolo la loro stessa sopravvivenza. *L'insistenza sulla partizione e sull'esclusione della questione dei rifugiati dall'agenda di pace avevano trasformato il processo di Oslo, nel migliore dei casi, in una riorganizzazione militare e in un riassetto del controllo israeliano in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. In quello peggiore, in un nuovo accordo sul controllo che aveva reso la vita dei palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza di gran lunga peggiore di quanto fosse prima. *Le false speranze che Israele suscitò con l'accordo di Oslo dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. *Poiché il processo di Oslo non è stato un vero processo di pace, la partecipazione riluttante dei palestinesi non era un segno della loro presunta intransigenza e cultura politica violenta, ma una risposta naturale a una farsa diplomatica che ha consolidato e intensificato il controllo israeliano sui Territori occupati. ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Israele]] *[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese]] *[[Stato di Palestina]] *[[Territori occupati da Israele]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante gli|preposizione=sugli}} [[Categoria:Eventi degli anni 1990]] [[Categoria:Palestina]] [[Categoria:Storia di Israele]] [[Categoria:Trattati]] 9wce5g4ez2ca9er8ob91is056u4fs3v Insediamenti israeliani 0 225883 1429509 1428997 2026-10-14T14:30:53Z Darkcloud2222 10646 1429509 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Westbankjan06.jpg|thumb|upright=0.7|Mappa degli insediamenti israeliani (magenta) in Cisgiordania]] Citazioni sugli '''insediamenti israeliani''', o '''colonie israeliane''', e sui '''coloni israeliani'''. ==Citazioni== *Israele abbandonò [[Gaza]] nel settembre del 2005. Gli intransigenti raziocinanti israeliani, come Ariel Sharon, santo patrono del movimento dei coloni, capirono che non aveva senso sovvenzionare qualche migliaio di coloni illegali che, protetti da una buona parte dell'IDF, sulle rovine di Gaza utilizzavano un po' di terra e risorse limitate. Aveva più senso trasformare Gaza nella più grande prigione del mondo e trasferire i coloni nella Cisgiordania, territorio molto più prezioso, dove le intenzioni di Israele sono del tutto esplicite, tanto nelle parole quanto soprattutto nei fatti. ([[Noam Chomsky]]) *L’unica via percorribile è smantellare del tutto gli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, porre fine al regime di apartheid e alle violenze nei confronti dei palestinesi e poi stoppare subito l’assedio imposto alla Striscia di Gaza. ([[Ofer Cassif]]) *La legge in questione è stata concepita per garantire che i membri della razza superiore del Paese occupante, e in particolare i coloni criminali, siano separati, elitari, superiori ai sudditi palestinesi. Avranno la piena protezione della legge e delle istituzioni dell’occupazione: il governo, l’esercito, la polizia, i tribunali, ecc. ([[Ofer Cassif]]) *La scelta fatta da Israele non mi pare la più utile per arrivare alla pace. Proprio perché Israele è una democrazia, possiamo dire che Netanyahu non è Rabin e non è Peres, ha favorito l'insediamento dei coloni israeliani nell'illusione coltivata dai fondamentalisti israeliani di poter risolvere il problema palestinese in maniera demografica, cioè di avere un numero tale di coloni da pareggiare il numero dei palestinesi. ([[Vincenzo De Luca]]) *Nessuno caccerà più i coloni israeliani, cambiamo il paradigma se non vogliamo diventare una società di apartheid. ([[Abraham Yehoshua]]) *Normalmente si afferma che la [[soluzione dei due Stati]] è ormai irraggiungibile, perché se l'IDF cercasse di allontanare i coloni si scatenerebbe una guerra civile. Potrebbe anche essere vero, ma ci vuole un ulteriore ragionamento. Senza ricorrere alla forza per espellere i coloni illegali, l'IDF potrebbe semplicemente ritirarsi entro un qualunque confine stabilito mediante negoziati. I coloni al di là di tali confini potrebbero scegliere di lasciare le loro case sovvenzionate per tornare alla case sovvenzionate in Israele oppure di restare sotto l'autorità palestinese. ([[Noam Chomsky]]) ===[[Ilan Pappé]]=== *La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni colonia, e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. *Nel 1974 il movimento dei coloni {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. *Poiché l'espropriazione {{NDR|da parte degli israeliani a scapito dei palestinesi}} è ovunque, la riappropriazione e la riconciliazione dovranno avvenire ovunque. [...] La sacra distinzione tra gli insediamenti ebraici in Israele (prima del 1967) e quelli in Cisgiordania (dopo il 1967) dovrebbe finire anch'essa nella tomba. La distinzione dovrebbe invece essere fatta tra quegli ebrei che sono disposti a discutere una riformulazione del rapporto, un cambio di regime e una parità di status, e quelli che non lo sono, indipendentemente da dove vivono ora. ===[[Avi Shlaim]]=== *Il ''[[Gush Emunim]]'' (Blocco dei Fedeli), e gli insediamenti che questo creò in Giudea e Samaria, furono le espressioni concrete della nuova ondata di messianismo che dilagò in numerosi segmenti della società israeliana. Di fatto, i coloni di ''Gush Emunim'' trasformarono i palestinesi in stranieri nella loro terra. *Il maggior ostacolo alla ripresa del dialogo di pace stava nella politica, seguita dal governo del [[Likud]], di fornire appoggio politico e finanziario all'espansione degli insediamenti ebraici sul territorio palestinese oltre la Linea Verde. *La cosa più grave fu che gli insediamenti israeliani continuarono a essere costruiti sul territorio palestinese in aperto contrasto con lo spirito, se non con la lettera, dell'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]]. Nella Striscia di Gaza, dove vivevano solo cinquemila coloni ebraici, Israele controllava un terzo della terra e gran parte delle scarse risorse idriche di cui un milione di abitanti palestinesi aveva disperatamente bisogno. Nella West Bank, Israele manteneva il controllo sulle risorse idriche e su tre quarti del territorio. La costruzione di insediamenti in tutta la West Bank, e soprattutto a Gerusalemme Est, continuò senza sosta e una rete di strade tangenziali sembrava progettata apposta per mandare a vuoto la possibilità di uno Stato palestinese. *Per dare una ''chance'' ai colloqui di pace, il governo di Israele venne esortato da ogni parte {{NDR|durante la [[conferenza di Madrid]]}} a fermare la costruzione di nuovi insediamenti e nuove abitazioni. I portavoce del governo replicarono che la richiesta di bloccare l'attività di insediamento durante i negoziati di pace costituiva una precondizione. Quest'affermazione era palesemente falsa. In verità ciò che costituiva una precondizione era l'attività di insediamento, poiché se questa fosse continuata senza controllo, alla fine non vi sarebbe stato niente su cui discutere: gli insediamenti avrebbero determinato l'esito dei negoziati. L'attività di insediamento, quindi, non era solo incompatibile con il processo di pace, ma era volta a farlo naufragare. ==Voci correlate== *[[Israele]] *[[Sionismo]] *[[Stato di Palestina]] *[[Territori occupati da Israele]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sugli|w_preposizione=riguardante gli}} [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Palestina]] s07muqtekwcys4xkvic7e16nt7rjyzi Avi Shlaim 0 226556 1429496 1428994 2026-10-14T12:16:37Z Darkcloud2222 10646 /* Il muro di ferro */ 1429496 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Avi Shlaim.jpg|thumb|Avi Shlaim nel 2015]] '''Avi Shlaim''' (1945 – vivente), storico e accademico israeliano naturalizzato britannico di origine irachena. ==Citazioni di Avi Shlaim== {{Int|Da ''[https://www.assopacepalestina.org/2025/09/29/lo-storico-israeliano-avi-shlaim-ha-abbandonato-il-sionismo-molto-tempo-fa-ora-e-dalla-parte-di-hamas/ Lo storico israeliano Avi Shlaim ha abbandonato il sionismo molto tempo fa. Ora è dalla parte di Hamas]''|Intervista di Ofer Aderet, ''assopacepalestina.org'', 29 settembre 2025.}} *Ho studiato la versione di Hamas riguardo all'[[Guerra Israele-Hamas|attacco del 7 ottobre]] e alla guerra. Spiegare il comportamento di Hamas non significa giustificarlo. Uccidere civili è sbagliato, punto. Ma come sempre, il contesto è fondamentale. I palestinesi vivono sotto occupazione. Hanno il diritto di resistere, anche con la resistenza armata. I combattenti di Hamas hanno ricevuto istruzioni esplicite per l'attacco e c'erano obiettivi militari specifici. Inizialmente Hamas ha colpito basi militari e ucciso soldati, poliziotti e forze di sicurezza. Questo non è un crimine di guerra. In seguito la situazione è sfuggita di mano. *La mia famiglia non è mai stata sionista. Il sionismo era un movimento degli ebrei europei ed era destinato a loro. I leader sionisti non si sono mai interessati agli [[Mizrahì|ebrei del mondo arabo]]. Consideravano il mondo arabo primitivo e culturalmente inferiore. Solo dopo l'Olocausto il movimento sionista ha iniziato a cercare ebrei ovunque, compreso il mondo arabo. La mia famiglia non aveva alcun interesse per Israele e non voleva andarci. *Il [[Farhud]] era un fenomeno più complesso di un semplice scoppio di odio e violenza nei confronti degli ebrei. Faceva parte di una rivolta nazionale contro gli inglesi, durante la quale l'ordine pubblico era crollato. L'antisemitismo era certamente un elemento importante, ma lo erano anche il colonialismo e l'imperialismo britannici. *Abbiamo lasciato l'Iraq come ebrei e siamo arrivati in Israele come iracheni. C'erano fiorenti comunità ebraiche in tutto il mondo arabo, ma quella irachena era la più antica, la più prospera e la più integrata nella società locale. *Abbiamo perso la nostra considerevole ricchezza, il nostro elevato status sociale e il nostro orgoglio identitario di ebrei iracheni. Per noi l'''Aliyah'' in Israele non ha comportato un'ascesa, ma una ripida "yerida", ovvero una discesa, ai margini della società israeliana. Una volta in Israele, siamo stati sottoposti a un processo sistematico di de-arabizzazione […] e catapultati in un paese straniero, dominato dagli ashkenaziti. *Se dovessi identificare un fattore chiave che ha plasmato il mio rapporto iniziale con la società israeliana, sarebbe il complesso di inferiorità. […] Accettavo senza discutere la gerarchia sociale che poneva gli ebrei europei al vertice e gli [[Mizrahì|ebrei dei paesi arabi]] e africani al fondo. *Quello che ho letto lì {{NDR|negli Archivi di Stato israeliani a Gerusalemme}} non corrispondeva a ciò che mi era stato insegnato a scuola: che gli ebrei erano sempre vittime; che Israele era sempre vittima; che il 1948 fu un genocidio volto a gettare gli ebrei in mare; che eravamo pochi contro molti; che il mondo arabo era unito contro di noi; e che i leader israeliani cercavano di fare pace ma non avevano partner dalla parte araba. Credevo a tutto questo, ma negli archivi ho trovato una verità diversa. Il quadro che ne è emerso era in totale contrasto con la storia ufficiale. I documenti che ho scoperto erano scioccanti, sorprendenti e stimolanti. *Il divario tra la mitologia sionista e la realtà storica è ciò che mi ha reso un '[[Nuova storiografia israeliana|Nuovo Storico]]'. *[[Israele]] non ha mai voluto davvero appartenere al Medio Oriente. Si considera un paese dell'Europa occidentale. *Gli ebrei ''[[Mizrahì|mizrahi]]'' avrebbero potuto essere un ponte tra Israele e il mondo arabo, ma i leader sionisti non hanno mai voluto quel ponte. *In passato, Benny {{NDR|[[Benny Morris|Morris]]}} era il più sionista, Ilan {{NDR|[[Ilan Pappé|Pappé]]}} il più radicale – sosteneva che Israele non avesse alcuna legittimità – e io mi trovavo nel mezzo. Mia moglie riassumeva la mia posizione così: 'Prima del 1967 – bene, dopo il 1967 – male'. Pensavo che Israele fosse legittimo entro i suoi confini, ma negli ultimi anni mi sono avvicinato alla posizione di Ilan. *[[Hamas]] esercita il suo diritto, ai sensi del diritto internazionale, di resistere all'occupazione israeliana. *Il termine '[[Attacco suicida|attentato suicida]]' è diventato nell'opinione pubblica sinonimo di una forma di guerra particolarmente orribile. Gli attentati suicidi sono in fin dei conti un mezzo per trasportare bombe al loro obiettivo. Giudicati esclusivamente in base al loro esito letale, non sono più orribili di una bomba da una tonnellata sganciata da un aereo da guerra F-16 israeliano su un condominio residenziale a Gaza. *Nessuna nazione ha il 'diritto di esistere' secondo il diritto internazionale e [[Israele]] non fa eccezione. Il 'diritto di esistere' di Israele non è un diritto legale, ma uno slogan ideologico e carico di emotività. *Non sostengo [[Hamas]] e non provo alcun piacere nel condannare Israele. Sono uno storico e ho studiato la storia di Hamas. Il mio sostegno alla sua rimozione dalla lista delle organizzazioni terroristiche si basa su tale studio. *Le [[Elezioni legislative in Palestina del 2006|elezioni del 2006]] sono state libere e democratiche. È stato un risultato straordinario per i palestinesi: instaurare la democrazia sotto l'occupazione israeliana. Hamas ha formato un governo, ma Israele lo ha respinto e si è rifiutato di riconoscerlo. L'UE e gli Stati Uniti, con loro grande vergogna, si sono uniti a Israele nel rifiutare di riconoscere un governo democraticamente eletto. L'Occidente sostiene di sostenere la democrazia e il progresso, ma queste erano persone che avevano votato per il 'partito sbagliato', quindi l'Occidente ha respinto il processo democratico. Quella era l'unica vera democrazia nel mondo arabo. Non Israele. Israele ha fatto tutto il possibile per sabotarla. *Israele sostiene che [[Hamas]] sia solo un'organizzazione terroristica, ma la questione è più complessa. Hamas è parte integrante della società araba. Non esiste una soluzione plausibile al conflitto israelo-palestinese che escluda Hamas. Inoltre, Israele sostiene che l'obiettivo di Hamas sia quello di distruggere lo Stato di Israele. È vero che lo statuto originale di Hamas era antisemita, ma i movimenti rivoluzionari evolvono. Proprio come il sionismo aveva elementi terroristici – Shamir e Begin sono diventati primi ministri – e come è successo in Irlanda e in Sudafrica, così è stato anche per Hamas. Sì, ha un'ala militare che compie attacchi terroristici, ma ha anche una leadership politica che ha moderato il suo programma. Oggi Hamas afferma che il suo problema non sono gli ebrei, ma Israele e il sionismo. Hamas è già diventato più moderato e accetterebbe uno stato palestinese in Cisgiordania e Gaza, con Gerusalemme Est come capitale. È il governo di Netanyahu che sta distruggendo la leadership politica di Hamas e rafforzando la sua ala militare. Non difendo Hamas, ma, come dice il proverbio inglese, 'rendiamo a Cesare quel che è di Cesare'. Come storico, il mio obiettivo è quello di fornire un quadro equilibrato del conflitto. *All'inizio ho esitato a usare la parola '[[Genocidio nella Striscia di Gaza|genocidio]]'. È una parola forte. Ma poi Israele ha rifiutato di consentire gli aiuti umanitari ai civili e ha usato la fame come arma di guerra. Se questo non è genocidio, non so cosa lo sia. Non esito più a usare quella parola per descrivere ciò che Israele sta facendo a Gaza, in modo sistematico. Non è una questione di numeri, ma di intenzioni. In Israele, il genocidio è associato solo all'Olocausto. Ma l'Olocausto è stata una forma di genocidio, non l'unica. *Benjamin Netanyahu non è un dittatore. È stato eletto primo ministro. Pertanto, la società israeliana nel suo complesso è responsabile di questi crimini di guerra. Non vi partecipano personalmente, ma sono responsabili di ciò che l'esercito sta facendo a Gaza e in Cisgiordania. Questo [[Governo Netanyahu VI|governo]] è stato eletto democraticamente, ma è un governo fascista. Anche il partito nazista in Germania era stato eletto democraticamente. *Oggi [[Israele]] fa affidamento esclusivamente sulla forza militare e sostiene che chiunque lo critichi è antisemita. Il governo riflette la società e quindi la società ne è responsabile. La società israeliana oggi non ha alcuna inibizione nell'esprimere il razzismo. Ciò che prima era nascosto sotto la superficie ora viene espresso con orgoglio, dai vertici fino alla base. *Ho due cittadinanze e mi sento doppiamente in colpa nei confronti dei palestinesi. Come cittadino britannico, mi sento in colpa per aver permesso al movimento sionista di conquistare la Palestina, a partire dalla [[Dichiarazione Balfour]]. Gli inglesi sono responsabili del conflitto israelo-palestinese: hanno gettato le basi per la Nakba e hanno tradito i palestinesi. Come israeliano, mi sento in colpa per l'occupazione della Palestina dal 1967 e per aver negato ai palestinesi i loro diritti umani. *La [[Guerra Iran-Israele|guerra]] propagandistica di Benjamin Netanyahu contro la Repubblica Islamica dell'Iran trascura alcuni fatti fondamentali. Uno: l'Iran non ha mai attaccato nessuno dei suoi vicini; Israele non smette mai di attaccare i suoi vicini in tutte le direzioni. Due: l'Iran ha firmato il Trattato di Non Proliferazione Nucleare; Israele no. Terzo, l'Iran ha sottoposto le sue strutture all'ispezione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica; Israele non l'ha fatto. Quarto, l'Iran non possiede armi nucleari e ha ripetutamente smentito l'intenzione di produrle, mentre Israele possiede armi nucleari. Ne consegue che l'Iran non rappresenta una minaccia esistenziale per Israele, come continua a sostenere Netanyahu; Israele, in virtù del suo monopolio nucleare, rappresenta una minaccia esistenziale per l'Iran. *Netanyahu sapeva bene che Israele da solo non era in grado di distruggere il programma nucleare iraniano e che era necessario il sostegno americano. Nessun presidente americano negli ultimi 30 anni è stato così stupido da assecondare questo piano folle. Ma ancora una volta Netanyahu è riuscito a convincere Trump a dare seguito alla guerra illegale di Israele contro l'Iran con un attacco militare americano altrettanto illegale. Il grottesco seguito di questa triste saga è stato l'incontro alla Casa Bianca in cui [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]] ha consegnato a [[Donald Trump|Trump]] una copia della lettera che lo nominava per il Premio Nobel per la Pace. Ecco un criminale di guerra che raccomandava un criminale condannato per il più prestigioso premio internazionale per la pace. Non si poteva inventare. *[[Israele]] è l'unico paese che conosco che cerca di assassinare le persone con cui dovrebbe negoziare. *Israele finirà per pentirsi della [[Guerra Israele-Hamas|guerra]] contro Hamas, perché i successori di Hamas saranno ancora più radicali. Israele ne sarà responsabile, perché ha assassinato i leader politici di Hamas. A Israele non piacciono i palestinesi moderati: li considera una minaccia. Li indebolisce e spiana la strada a figure più estreme. Ecco perché la leadership è passata dall'ala politica di Hamas a quella militare. ==''Il muro di ferro''== *La guerra nella [[Cisgiordania|West Bank]], ingannevolmente chiamata [[Operazione Scudo difensivo|operazione "Defensive Shield"]] (scudo difensivo), è stata quasi una riedizione della guerra che Sharon ha condotto in Libano. È stata diretta contro il popolo palestinese; è stata provocata dal medesimo stereotipo secondo cui i palestinesi sarebbero terroristi; si è fondata sullo stesso rifiuto dei diritti nazionali palestinesi; ha utilizzato la stessa strategia di uso selvaggio della schiacciante forza militare; e ha mostrato la medesima insensibile indifferenza nei confronti dell'opinione mondiale, del diritto internazionale, delle Nazioni Unite e delle norme di comportamento civile. (p. 14) *Non è la pace coi palestinesi ciò che cerca [[Ariel Sharon|Sharon]], ma la loro resa ed espulsione. La forza bruta è il solo linguaggio che egli conosca. Le nozioni di contrattazione, accordo e compromesso sono totalmente estranee al suo modo di pensare. (p. 15) *[[Theodor Herzl|Herzl]] considerava la popolazione autoctona {{NDR|della Palestina}} primitiva e arretrata, e il suo atteggiamento nei confronti di questa era caratterizzato da un senso di superiorità. Egli pensava che, come individui, i nativi arabi dovessero godere di pieni diritti civili all'interno dello Stato ebraico, ma non li considerava come una società con diritti politici collettivi sulla terra in cui costituivano la schiacciante maggioranza. (p. 28) *La [[dichiarazione Balfour]], come questa lettera fu poi nota, rappresentò un fondamentale trionfo per la diplomazia sionista. Nel periodo in cui essa venne resa, la popolazione ebraica della Palestina ammontava a circa 56.000 unità contro le 600.000 che componevano la popolazione araba, ovvero meno del 10 per cento. Tenuto conto che gli arabi costituivano il 90 per cento della popolazione, la promessa di non pregiudicare i loro diritti civili e religiosi non poteva reggere, poiché ignorava completamente i loro diritti politici. (p. 31) *I sionisti stavano cercando un leader arabo che accettasse il principio di spartizione {{NDR|della Palestina}}, fosse favorevole a uno Stato ebraico, e fosse disposto a coesistere pacificamente con tale Stato una volta costituito. Nel 1947 c'era solamente un leader arabo che corrispondeva a questa descrizione: [[Abd Allah I di Giordania|re Abdullah]]. (p. 54) *[[Abd Allah I di Giordania|Re Abdullah]] e i sionisti si consideravano, rispettivamente, come mezzi per raggiungere un fine. Per Abdullah i sionisti rappresentavano una potenziale fonte di sostegno per realizzare il suo sogno di una grande Siria. Per i sionisti Abdullah era un mezzo per rompere la catena di ostilità araba che li circondava su tutti i fronti. (p. 54) *L'amicizia sionista-hashemita si fondava sulla presenza di un comune protettore, l'Inghilterra, e sull'esistenza di un comune nemico, [[Amin al-Husseini|Hajj Amin al-Husseini]]. Per entrambe le parti il nazionalismo palestinese rappresentava una minaccia ed esse intendevano reprimerlo spinte da un comune interesse. Nel momento in cui il mandato inglese in Palestina si stava avvicinando alla sua ingloriosa fine, le due parti fecero uno sforzo per coordinare le loro strategie. (p. 54) *L'obiettivo di [[Abd Allah I di Giordania|re Abdullah]] nel mandare il suo esercito in Palestina non era quello di prevenire la costituzione di uno Stato ebraico, ma di diventare egli stesso il padrone della parte araba della Palestina. (p. 60) *Nonostante [[Husni al-Za'im|Zaim]] avesse promesso agli altri cospiratori una lotta senza tregua contro il sionismo, una volta conquistato il potere, si sforzò con determinazione di raggiungere un accordo con Israele. Egli dichiarò apertamente la sua ambizione d'essere il primo leader arabo a concludere un accordo di pace con Israele e si offrì ripetutamente di incontrare Ben-Gurion per lavorare insieme al raggiungimento di questo obiettivo. (p. 70) *{{NDR|Parlando della [[guerra arabo-israeliana del 1948]] e delle sue conseguenze}} Il termine [[Palestina]] venne cancellato dalle mappe. È interessante notare come la situazione del dopoguerra si basasse sullo stesso principio su cui re Abdullah e Golda Meir si erano trovati d'accordo nel novembre 1947: la spartizione della Palestina a spese dei palestinesi. (p. 72) *{{NDR|Parlando dei crimini commessi dall'esercito israeliano}} Le atrocità non vennero commesse nel fervore della battaglia, ma nella maggior parte dei casi contro civili innocenti, inclusi donne e bambini. Fronteggiare i problemi relativi alla sicurezza quotidiana ebbe quindi l'effetto di deturpare l'[[Forze di difesa israeliane|IDF]]. I soldati di un esercito che faceva proprio il precetto della "purezza delle armi" mostrarono un crescente disprezzo per le vite umane e si macchiarono di atti barbarici che possono solo essere descritti come crimini di guerra. (p. 110) *L'Unità 101 era comandata da un giovane maggiore, aggressivo e ambizioso, di nome [[Ariel Sharon|Ariel ("Arik") Sharon]]. Gli ordini di Sharon erano di penetrare a [[Strage di Qibya|Qibya]], far saltare in aria le abitazioni e infliggere pesanti perdite ai suoi abitanti. Il successo che riportò nel condurre a termine gli ordini superò ogni aspettativa. La macabra storia di ciò che era accaduto a Qibya venne rivelata soltanto la mattina seguente l'attacco. Il villaggio era stato ridotto a un ammasso di pietre; quarantacinque edifici erano stati fatti saltare in aria e sessantanove civili, due terzi dei quali donne e bambini, erano stati uccisi. Sharon e i suoi uomini dichiararono di non essere a conoscenza del fatto che alcuni abitanti si fossero nascosti all'interno delle abitazioni, credendo invece che tutti fossero fuggiti. L'osservatore dell'ONU che ispezionò il luogo dell'azione arrivò a una conclusione diversa: "La stessa storia si ripeteva di volta in volta: i proiettili avevano mandato in pezzi la porta, il corpo scomposto a cavallo della soglia indicava che gli abitanti erano stati costretti dal fuoco intenso a rimanere dentro finché le loro case non venivano fatte saltare in aria con loro all'interno". (pp. 118-119) *Il [[Strage di Qibya|massacro di Qibya]] scatenò contro Israele una tempesta di proteste internazionali di una severità senza precedenti nella breve storia del paese. [...] [[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] era contrario ad ammettere che fosse stato l'IDF a compiere l'azione e propose di rilasciare una dichiarazione per sostenere che a farsi giustizia fossero stati gli israeliani dei villaggi di confine, la cui pazienza era stata messa a dura prova dagli innumerevoli assassini. La maggioranza dei ministri sostenne Ben-Gurion e fu deciso che il primo ministro potesse redigere la dichiarazione. Il giorno seguente, durante una trasmissione radiofonica, Ben-Gurion rilasciò la versione ufficiale. Il leader israeliano negò qualsiasi coinvolgimento dell'IDF, attribuì la responsabilità dell'azione agli abitanti dei villaggi israeliani i quali erano stati provocati oltre misura ed espresse il rammarico del governo per le vittime innocenti. Questa non fu né la prima né l'ultima menzogna che Ben-Gurion ritenne utile dire per il bene del suo paese, ma certo fu una delle più eclatanti. La versione ufficiale non venne creduta e non contribuì a ridurre il danno all'immagine di Israele. (p. 119) *[[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] aveva una conoscenza sorprendentemente scarsa della cultura e della storia araba e nessuna simpatia per gli arabi in generale. L'arabo non era tra la mezza dozzina di lingue che parlava. La sua esperienza diretta con gli arabi comuni fu limitata e non gli ispirò alcuna fiducia né alcun tipo di predilezione particolare. La sua immagine fondamentale degli arabi fu quella di un nemico primitivo, feroce e fanatico che comprendeva esclusivamente il linguaggio della forza. (p. 126) *[[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] non poteva concepire una società multietnica comprendente ebrei e arabi; spesso paragonava gli ebrei a una nave e gli arabi a un mare crudele ed escludeva la possibilità di armonia tra loro. (p. 126) *La trasformazione personale che accompagnò il passaggio di [[Pinhas Lavon|Lavon]] all'interno del Ministero della Difesa stupì tutti quelli che lo conoscevano. L'estrema moderazione che per molti anni aveva contraddistinto Lavon come l'antitesi della linea dura di Ben-Gurion, fu presto rimpiazzata da un'altrettanto estremo comportamento da falco. Il pensatore socialista si trasformò in un apostolo della ''realpolitik''; il predicatore della fraternità tra le nazioni lasciò il posto a un nazionalista anti-arabo. (p. 128) *[[Moshe Dayan|Dayan]] fu strettamente legato, sin dall'inizio, alla politica delle rappresaglie. Uomo dal carattere forte e autoritario, aveva poche inibizioni e nessuno scrupolo morale all'uso della forza militare anche contro i civili. Fin dal giugno del 1950, durante una riunione della segreteria del Mapai e dei membri della Knesset, aveva difeso la politica della punizione collettiva contro i villaggi arabi sospettati di dare rifugio a infiltrati e sabotatori. Attaccare i villaggi, inclusi donne, bambini e anziani, egli disse, "è il solo metodo che si riveli ''efficace'', non giustificato o morale, ma ''efficace'', quando gli arabi posizionano mine dalla nostra parte". (pp. 131-132) *La nomina di [[Moshe Dayan|Dayan]] a capo di Stato Maggiore fu una pietra miliare nello sviluppo della dottrina militare di Israele, il cui fulcro era la politica delle rappresaglie. (p. 132) *In [[Golda Meir]], [...] Ben-Gurion trovò un ministro degli esteri di suo gradimento, che accettava senza far domande la suprema autorità del primo ministro e il suo concetto del ruolo del ministro degli esteri come portavoce dell'''establishment'' della Difesa. (p. 194) *I [[Relazioni bilaterali tra Francia e Israele|rapporti]] tra Israele e Francia iniziarono con la fornitura di armi, si svilupparono in una cooperazione politica e militare e raggiunsero il loro apice nella guerra congiunta contro l'Egitto. (p. 195) *Il fatto che l'Egitto fosse un nemico comune fece avvicinare i due paesi. I militari francesi avevano tre priorità: l'Algeria, l'Algeria e l'Algeria. Israele non solo fornì tutte le informazioni in suo possesso sul supporto egiziano ai ribelli algerini, ma ne esagerò anche l'estensione. I francesi pensavano che solo l'uscita di scena di Nasser avrebbe posto fine alla ribellione algerina. Non esisteva una solida base a sostegno di tale ipotesi, ma gli israeliani li incoraggiarono a credervi. Quando la ribellione algerina crebbe d'intensità, il governo francese si fece meno scrupoli a fornire armi a Israele, anche se questo significava contravvenire alla dichiarazione tripartita del maggio 1950, di cui la Francia era firmataria insieme a Inghilterra e Stati Uniti. (p. 195) *I tre fini politici che stavano dietro alla [[Crisi di Suez|campagna del Sinai]] erano la caduta di [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], l'espansione dei confini di Israele e la realizzazione di un nuovo ordine politico in Medio Oriente. Nessuno di questi obiettivi venne conseguito. (p. 216) *{{NDR|Parlando della [[crisi di Suez]]}} L'aggressione tripartita non solo fallì nel tentativo di rovesciare [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], ma al contrario accrebbe enormemente il suo prestigio e la sua influenza nella regione e nel Terzo Mondo. Nasser riuscì a strappare una vittoria politica spettacolare nonostante la sconfitta militare. (p. 216) *{{NDR|Parlando della [[crisi di Suez]]}} La collusione con le potenze europee sembrò fornire la prova decisiva del carattere reazionario ed espansionista del movimento sionista. La reputazione di Israele fu seriamente offuscata. Da quel momento in poi tutte le sue azioni potevano essere utilizzate come una prova a sostegno della vecchia affermazione secondo la quale Israele era la testa di ponte dell'imperialismo occidentale all'interno del mondo arabo. (p. 216) *Nonostante gli errori politici e i fallimenti di coloro che pianificarono la [[Crisi di Suez|campagna del Sinai]], fu la loro versione finale a radicarsi in profondità nella mente della stragrande maggioranza degli israeliani. In Israele la percezione popolare della guerra del 1956 fu quella di una guerra difensiva, giusta, brillantemente condotta e che raggiunse praticamente tutti gli obiettivi che si era prefissata. Tale interpretazione della guerra venne propagata e divulgata non solo dai membri dell'''establishment'' della Difesa, ma anche da una schiera di storici, giornalisti e commentatori simpatizzanti. Per quanto la si tenga in gran considerazione, tuttavia, questa versione non tiene a un esame attento e alla luce delle prove ora disponibili. Si tratta di un esempio eccellente del modo in cui la storia può essere manipolata per assecondare gli scopi nazionalisti. La versione israeliana ufficiale della guerra del 1956, come quella del 1948, è poco più di una propaganda dei vincitori. (p. 217) *Le [[Relazioni bilaterali tra Israele e Stati Uniti d'America|relazioni]] tra Israele e Stati Uniti migliorarono quando [[Lyndon Johnson]] diventò presidente, dopo l'assassinio di Kennedy. Come membro del Congresso e vicepresidente, Johnson aveva mostrato un orientamento filo-israeliano e continuò a dimostrare un deciso sostegno a Israele anche dopo il suo arrivo alla presidenza. (p. 260) *I critici del [[Rafi (partito politico)|Rafi]] lo definirono il partito del nucleare, a causa della sua ossessione per la bomba atomica. Come formazione politica il Rafi non aveva una vera e propria filosofia economica e sociale, coerente e generalmente accettata. I suoi leader erano accomunati dalla sete di potere e dal desiderio di veder prevalere una politica più aggressiva nei confronti dei vicini di Israele. (p. 262) *La strategia israeliana di ''escalation'' sul fronte siriano fu probabilmente il fattore più importante nel trascinare il Medio Oriente nella guerra del giugno 1967, nonostante venga convenzionalmente sostenuto che l'unica causa del conflitto sia stata l'aggressione siriana. Per gli israeliani è un dogma credere che le [[alture del Golan]] fossero state conquistate nella [[guerra dei sei giorni]] per fermare i bombardamenti siriani sugli insediamenti a valle. In verità molti degli scontri a fuoco furono deliberatamente provocati da Israele. (p. 274) *{{NDR|Parlando della [[guerra del Kippur]]}} La storia militare offre davvero pochi esempi di una "sorpresa strategica" così riuscita. (p. 359) *Il premierato di [[Golda Meir]] fu caratterizzato da un ostinato rifiuto a riconsiderare le relazioni di Israele con il mondo arabo. Personalmente Golda Meir non ebbe alcuna indulgenza verso gli arabi, alcuna empatia, e non nutrì alcuna speranza nella possibilità di una coesistenza pacifica con loro. In lei si consolidò una visione semplicistica del mondo in cui Israele non poteva mai essere nel torto e gli arabi non potevano mai aver ragione. (p. 364) *Pochi leader parlarono così tanto di pace e fecero così poco per concederle una possibilità di realizzarsi. [[Golda Meir]] non si stancava mai di ripetere che era disponibile a recarsi ovunque per incontrare un leader arabo intenzionato a discutere di pace. Vista la sua politica espansionistica, queste dichiarazioni suonano chiaramente false. (p. 364) *Come Ben-Gurion vent'anni prima, [[Yigal Allon|Allon]] rappresentava la corrente interventista della politica sionista nei confronti del mondo arabo. (p. 384) *L'ideologia del [[Likud]] può essere riassunta in due parole: Grande Israele. Secondo tale concezione la Giudea e la Samaria, denominazioni bibliche della [[Cisgiordania|West Bank]], erano parte integrante di Eretz Israel, della Terra di Israele. Il Likud negava categoricamente che la Giordania avesse un qualche diritto alla sovranità su quest'area e altrettanto netto fu il suo rifiuto a prendere in considerazione la possibilità che i palestinesi avessero un diritto all'autodeterminazione su quel territorio. (p. 395) *L'annessione delle [[alture del Golan]] costituiva una violazione dei principî del diritto internazionale, della risoluzione 242, dell'accordo di disimpegno militare israelo-siriano del maggio 1974 e degli accordi di Camp David. (p. 438) *L'approvazione della legge d'annessione del [[Alture del Golan|Golan]] inviava un chiaro messaggio al mondo intero: non vi sarebbero stati ulteriori ritiri territoriali israeliani una volta compiuta la restituzione del Sinai. In altre parole, annettendo le alture del Golan, [[Menachem Begin|Begin]] cercò di bloccare la spinta verso una definitiva pace arabo-israeliana. (p. 439) *Nel grande piano di [[Ariel Sharon|Sharon]], la [[Guerra del Libano (1982)|guerra in Libano]] mirava a trasformare la situazione non solo di questo Stato, ma anche dell'intero Medio Oriente. La distruzione dell'[[Organizzazione per la Liberazione della Palestina|OLP]] avrebbe spezzato la spina dorsale al nazionalismo palestinese e facilitato l'incorporazione della West Bank all'interno del Grande Israele. Il conseguente movimento di palestinesi provenienti dal Libano e dalla West Bank verso la Giordania avrebbe infine spazzato via la monarchia hashemita e trasformato la East Bank in uno Stato palestinese. Sharon pensava infatti che la conversione della Giordania in uno stato palestinese avrebbe messo fine alle pressioni internazionali su Israele per un ritiro dalla West Bank. [[Menachem Begin|Begin]] non era a conoscenza di tutti gli aspetti dell'ambizioso piano geopolitico di Sharon, ma i due uomini erano uniti dal loro desiderio di agire contro l'OLP in Libano. (p. 441) *All'origine l'''[[Prima intifada|intifada]]'' non fu una rivolta nazionalista. Affondava le proprie radici nella povertà, nelle miserabili condizioni di vita dei campi profughi, nell'odio per l'occupazione e soprattutto nell'umiliazione che i palestinesi avevano dovuto sopportare per vent'anni. Tuttavia, col passare dei giorni, essa si trasformò in un'affermazione d'importanza politica ben più ampia. Gli scopi dell<nowiki>'</nowiki>''intifada'' non erano stati dichiarati all'inizio, ma emersero nel corso della lotta. L'obiettivo finale era l'autodeterminazione e la creazione di uno Stato palestinese indipendente, la cui nascita era fallita quaranta anni prima, nonostante la risoluzione di spartizione delle Nazioni Unite del 29 novembre 1947. In questo senso l<nowiki>'</nowiki>''intifada'' può essere considerata come la guerra d'indipendenza palestinese. (pp. 497-498) *{{NDR|Parlando della [[prima intifada]]}} Gli eventi nei [[Territori occupati da Israele|territori occupati]] ricevettero un'intensa copertura mediatica. Il mondo rimase scosso dalle violente immagini delle truppe israeliane mentre aprivano il fuoco su dimostranti che lanciavano pietre, o picchiavano con manganelli quelli catturati, tra cui donne e bambini. L'immagine di Israele ne risultò gravemente danneggiata. Gli israeliani lamentarono che la cronaca fosse di parte e si fosse concentrata deliberatamente sulle scene più brutali, in quello che era un normale sforzo per ripristinare l'ordine. Nessuna autodifesa poteva però oscurare il messaggio che emergeva costantemente dalle immagini dei quotidiani e degli schermi televisivi: un potente esercito era stato inviato contro una popolazione civile che si batteva per i diritti umani fondamentali e per il diritto all'autodeterminazione politica. L'immagine biblica di David e Golia sembrava essersi invertita: Israele somigliava a un arrogante Golia e i palestinesi, armati di pietre, a un vulnerabile David. (pp. 500-501) *Nell'immagine irrigidita che [[Yitzhak Shamir|Shamir]] aveva del mondo, "gli arabi" rappresentavano un nemico monolitico e implacabile, intenzionato a distruggere lo Stato di Israele e a gettare gli ebrei a mare. La sfiducia nella pace e il rifiuto di pagare un prezzo per ottenerla, erano parte integrante di questa sua radicata visione di un mondo ostile, di arabi spietati e di pericolo permanente. (p. 511) *Secondo il modo di pensare di [[Yitzhak Shamir|Shamir]], il debole non meritava rispetto nello spietato mondo delle relazioni interstatali. Le voci arabe che chiedevano la pace con Israele non erano altro che "rumore" per Shamir. Non erano che un segno di debolezza o una strategia per continuare la guerra contro Israele con altri mezzi. (p. 512) *Per dare una ''chance'' ai colloqui di pace, il governo di Israele venne esortato da ogni parte {{NDR|durante la [[conferenza di Madrid]]}} a fermare la costruzione di nuovi [[Insediamenti israeliani|insediamenti]] e nuove abitazioni. I portavoce del governo replicarono che la richiesta di bloccare l'attività di insediamento durante i negoziati di pace costituiva una precondizione. Quest'affermazione era palesemente falsa. In verità ciò che costituiva una precondizione era l'attività di insediamento, poiché se questa fosse continuata senza controllo, alla fine non vi sarebbe stato niente su cui discutere: gli insediamenti avrebbero determinato l'esito dei negoziati. L'attività di insediamento, quindi, non era solo incompatibile con il processo di pace, ma era volta a farlo naufragare. (p. 533) ==Bibliografia== *Avi Shlaim, ''Il muro di ferro: {{small|Israele e il mondo arabo}}'', Il ponte, Bologna, 2003. ISBN 9788890081132. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Accademici britannici]] [[Categoria:Accademici israeliani]] [[Categoria:Storici britannici]] [[Categoria:Storici israeliani]] 4x3jwh9k0uo3mmgi38b220su2lh7hgb 1429506 1429496 2026-10-14T14:25:43Z Darkcloud2222 10646 /* Il muro di ferro */ 1429506 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Avi Shlaim.jpg|thumb|Avi Shlaim nel 2015]] '''Avi Shlaim''' (1945 – vivente), storico e accademico israeliano naturalizzato britannico di origine irachena. ==Citazioni di Avi Shlaim== {{Int|Da ''[https://www.assopacepalestina.org/2025/09/29/lo-storico-israeliano-avi-shlaim-ha-abbandonato-il-sionismo-molto-tempo-fa-ora-e-dalla-parte-di-hamas/ Lo storico israeliano Avi Shlaim ha abbandonato il sionismo molto tempo fa. Ora è dalla parte di Hamas]''|Intervista di Ofer Aderet, ''assopacepalestina.org'', 29 settembre 2025.}} *Ho studiato la versione di Hamas riguardo all'[[Guerra Israele-Hamas|attacco del 7 ottobre]] e alla guerra. Spiegare il comportamento di Hamas non significa giustificarlo. Uccidere civili è sbagliato, punto. Ma come sempre, il contesto è fondamentale. I palestinesi vivono sotto occupazione. Hanno il diritto di resistere, anche con la resistenza armata. I combattenti di Hamas hanno ricevuto istruzioni esplicite per l'attacco e c'erano obiettivi militari specifici. Inizialmente Hamas ha colpito basi militari e ucciso soldati, poliziotti e forze di sicurezza. Questo non è un crimine di guerra. In seguito la situazione è sfuggita di mano. *La mia famiglia non è mai stata sionista. Il sionismo era un movimento degli ebrei europei ed era destinato a loro. I leader sionisti non si sono mai interessati agli [[Mizrahì|ebrei del mondo arabo]]. Consideravano il mondo arabo primitivo e culturalmente inferiore. Solo dopo l'Olocausto il movimento sionista ha iniziato a cercare ebrei ovunque, compreso il mondo arabo. La mia famiglia non aveva alcun interesse per Israele e non voleva andarci. *Il [[Farhud]] era un fenomeno più complesso di un semplice scoppio di odio e violenza nei confronti degli ebrei. Faceva parte di una rivolta nazionale contro gli inglesi, durante la quale l'ordine pubblico era crollato. L'antisemitismo era certamente un elemento importante, ma lo erano anche il colonialismo e l'imperialismo britannici. *Abbiamo lasciato l'Iraq come ebrei e siamo arrivati in Israele come iracheni. C'erano fiorenti comunità ebraiche in tutto il mondo arabo, ma quella irachena era la più antica, la più prospera e la più integrata nella società locale. *Abbiamo perso la nostra considerevole ricchezza, il nostro elevato status sociale e il nostro orgoglio identitario di ebrei iracheni. Per noi l'''Aliyah'' in Israele non ha comportato un'ascesa, ma una ripida "yerida", ovvero una discesa, ai margini della società israeliana. Una volta in Israele, siamo stati sottoposti a un processo sistematico di de-arabizzazione […] e catapultati in un paese straniero, dominato dagli ashkenaziti. *Se dovessi identificare un fattore chiave che ha plasmato il mio rapporto iniziale con la società israeliana, sarebbe il complesso di inferiorità. […] Accettavo senza discutere la gerarchia sociale che poneva gli ebrei europei al vertice e gli [[Mizrahì|ebrei dei paesi arabi]] e africani al fondo. *Quello che ho letto lì {{NDR|negli Archivi di Stato israeliani a Gerusalemme}} non corrispondeva a ciò che mi era stato insegnato a scuola: che gli ebrei erano sempre vittime; che Israele era sempre vittima; che il 1948 fu un genocidio volto a gettare gli ebrei in mare; che eravamo pochi contro molti; che il mondo arabo era unito contro di noi; e che i leader israeliani cercavano di fare pace ma non avevano partner dalla parte araba. Credevo a tutto questo, ma negli archivi ho trovato una verità diversa. Il quadro che ne è emerso era in totale contrasto con la storia ufficiale. I documenti che ho scoperto erano scioccanti, sorprendenti e stimolanti. *Il divario tra la mitologia sionista e la realtà storica è ciò che mi ha reso un '[[Nuova storiografia israeliana|Nuovo Storico]]'. *[[Israele]] non ha mai voluto davvero appartenere al Medio Oriente. Si considera un paese dell'Europa occidentale. *Gli ebrei ''[[Mizrahì|mizrahi]]'' avrebbero potuto essere un ponte tra Israele e il mondo arabo, ma i leader sionisti non hanno mai voluto quel ponte. *In passato, Benny {{NDR|[[Benny Morris|Morris]]}} era il più sionista, Ilan {{NDR|[[Ilan Pappé|Pappé]]}} il più radicale – sosteneva che Israele non avesse alcuna legittimità – e io mi trovavo nel mezzo. Mia moglie riassumeva la mia posizione così: 'Prima del 1967 – bene, dopo il 1967 – male'. Pensavo che Israele fosse legittimo entro i suoi confini, ma negli ultimi anni mi sono avvicinato alla posizione di Ilan. *[[Hamas]] esercita il suo diritto, ai sensi del diritto internazionale, di resistere all'occupazione israeliana. *Il termine '[[Attacco suicida|attentato suicida]]' è diventato nell'opinione pubblica sinonimo di una forma di guerra particolarmente orribile. Gli attentati suicidi sono in fin dei conti un mezzo per trasportare bombe al loro obiettivo. Giudicati esclusivamente in base al loro esito letale, non sono più orribili di una bomba da una tonnellata sganciata da un aereo da guerra F-16 israeliano su un condominio residenziale a Gaza. *Nessuna nazione ha il 'diritto di esistere' secondo il diritto internazionale e [[Israele]] non fa eccezione. Il 'diritto di esistere' di Israele non è un diritto legale, ma uno slogan ideologico e carico di emotività. *Non sostengo [[Hamas]] e non provo alcun piacere nel condannare Israele. Sono uno storico e ho studiato la storia di Hamas. Il mio sostegno alla sua rimozione dalla lista delle organizzazioni terroristiche si basa su tale studio. *Le [[Elezioni legislative in Palestina del 2006|elezioni del 2006]] sono state libere e democratiche. È stato un risultato straordinario per i palestinesi: instaurare la democrazia sotto l'occupazione israeliana. Hamas ha formato un governo, ma Israele lo ha respinto e si è rifiutato di riconoscerlo. L'UE e gli Stati Uniti, con loro grande vergogna, si sono uniti a Israele nel rifiutare di riconoscere un governo democraticamente eletto. L'Occidente sostiene di sostenere la democrazia e il progresso, ma queste erano persone che avevano votato per il 'partito sbagliato', quindi l'Occidente ha respinto il processo democratico. Quella era l'unica vera democrazia nel mondo arabo. Non Israele. Israele ha fatto tutto il possibile per sabotarla. *Israele sostiene che [[Hamas]] sia solo un'organizzazione terroristica, ma la questione è più complessa. Hamas è parte integrante della società araba. Non esiste una soluzione plausibile al conflitto israelo-palestinese che escluda Hamas. Inoltre, Israele sostiene che l'obiettivo di Hamas sia quello di distruggere lo Stato di Israele. È vero che lo statuto originale di Hamas era antisemita, ma i movimenti rivoluzionari evolvono. Proprio come il sionismo aveva elementi terroristici – Shamir e Begin sono diventati primi ministri – e come è successo in Irlanda e in Sudafrica, così è stato anche per Hamas. Sì, ha un'ala militare che compie attacchi terroristici, ma ha anche una leadership politica che ha moderato il suo programma. Oggi Hamas afferma che il suo problema non sono gli ebrei, ma Israele e il sionismo. Hamas è già diventato più moderato e accetterebbe uno stato palestinese in Cisgiordania e Gaza, con Gerusalemme Est come capitale. È il governo di Netanyahu che sta distruggendo la leadership politica di Hamas e rafforzando la sua ala militare. Non difendo Hamas, ma, come dice il proverbio inglese, 'rendiamo a Cesare quel che è di Cesare'. Come storico, il mio obiettivo è quello di fornire un quadro equilibrato del conflitto. *All'inizio ho esitato a usare la parola '[[Genocidio nella Striscia di Gaza|genocidio]]'. È una parola forte. Ma poi Israele ha rifiutato di consentire gli aiuti umanitari ai civili e ha usato la fame come arma di guerra. Se questo non è genocidio, non so cosa lo sia. Non esito più a usare quella parola per descrivere ciò che Israele sta facendo a Gaza, in modo sistematico. Non è una questione di numeri, ma di intenzioni. In Israele, il genocidio è associato solo all'Olocausto. Ma l'Olocausto è stata una forma di genocidio, non l'unica. *Benjamin Netanyahu non è un dittatore. È stato eletto primo ministro. Pertanto, la società israeliana nel suo complesso è responsabile di questi crimini di guerra. Non vi partecipano personalmente, ma sono responsabili di ciò che l'esercito sta facendo a Gaza e in Cisgiordania. Questo [[Governo Netanyahu VI|governo]] è stato eletto democraticamente, ma è un governo fascista. Anche il partito nazista in Germania era stato eletto democraticamente. *Oggi [[Israele]] fa affidamento esclusivamente sulla forza militare e sostiene che chiunque lo critichi è antisemita. Il governo riflette la società e quindi la società ne è responsabile. La società israeliana oggi non ha alcuna inibizione nell'esprimere il razzismo. Ciò che prima era nascosto sotto la superficie ora viene espresso con orgoglio, dai vertici fino alla base. *Ho due cittadinanze e mi sento doppiamente in colpa nei confronti dei palestinesi. Come cittadino britannico, mi sento in colpa per aver permesso al movimento sionista di conquistare la Palestina, a partire dalla [[Dichiarazione Balfour]]. Gli inglesi sono responsabili del conflitto israelo-palestinese: hanno gettato le basi per la Nakba e hanno tradito i palestinesi. Come israeliano, mi sento in colpa per l'occupazione della Palestina dal 1967 e per aver negato ai palestinesi i loro diritti umani. *La [[Guerra Iran-Israele|guerra]] propagandistica di Benjamin Netanyahu contro la Repubblica Islamica dell'Iran trascura alcuni fatti fondamentali. Uno: l'Iran non ha mai attaccato nessuno dei suoi vicini; Israele non smette mai di attaccare i suoi vicini in tutte le direzioni. Due: l'Iran ha firmato il Trattato di Non Proliferazione Nucleare; Israele no. Terzo, l'Iran ha sottoposto le sue strutture all'ispezione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica; Israele non l'ha fatto. Quarto, l'Iran non possiede armi nucleari e ha ripetutamente smentito l'intenzione di produrle, mentre Israele possiede armi nucleari. Ne consegue che l'Iran non rappresenta una minaccia esistenziale per Israele, come continua a sostenere Netanyahu; Israele, in virtù del suo monopolio nucleare, rappresenta una minaccia esistenziale per l'Iran. *Netanyahu sapeva bene che Israele da solo non era in grado di distruggere il programma nucleare iraniano e che era necessario il sostegno americano. Nessun presidente americano negli ultimi 30 anni è stato così stupido da assecondare questo piano folle. Ma ancora una volta Netanyahu è riuscito a convincere Trump a dare seguito alla guerra illegale di Israele contro l'Iran con un attacco militare americano altrettanto illegale. Il grottesco seguito di questa triste saga è stato l'incontro alla Casa Bianca in cui [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]] ha consegnato a [[Donald Trump|Trump]] una copia della lettera che lo nominava per il Premio Nobel per la Pace. Ecco un criminale di guerra che raccomandava un criminale condannato per il più prestigioso premio internazionale per la pace. Non si poteva inventare. *[[Israele]] è l'unico paese che conosco che cerca di assassinare le persone con cui dovrebbe negoziare. *Israele finirà per pentirsi della [[Guerra Israele-Hamas|guerra]] contro Hamas, perché i successori di Hamas saranno ancora più radicali. Israele ne sarà responsabile, perché ha assassinato i leader politici di Hamas. A Israele non piacciono i palestinesi moderati: li considera una minaccia. Li indebolisce e spiana la strada a figure più estreme. Ecco perché la leadership è passata dall'ala politica di Hamas a quella militare. ==''Il muro di ferro''== *La guerra nella [[Cisgiordania|West Bank]], ingannevolmente chiamata [[Operazione Scudo difensivo|operazione "Defensive Shield"]] (scudo difensivo), è stata quasi una riedizione della guerra che Sharon ha condotto in Libano. È stata diretta contro il popolo palestinese; è stata provocata dal medesimo stereotipo secondo cui i palestinesi sarebbero terroristi; si è fondata sullo stesso rifiuto dei diritti nazionali palestinesi; ha utilizzato la stessa strategia di uso selvaggio della schiacciante forza militare; e ha mostrato la medesima insensibile indifferenza nei confronti dell'opinione mondiale, del diritto internazionale, delle Nazioni Unite e delle norme di comportamento civile. (p. 14) *Non è la pace coi palestinesi ciò che cerca [[Ariel Sharon|Sharon]], ma la loro resa ed espulsione. La forza bruta è il solo linguaggio che egli conosca. Le nozioni di contrattazione, accordo e compromesso sono totalmente estranee al suo modo di pensare. (p. 15) *[[Theodor Herzl|Herzl]] considerava la popolazione autoctona {{NDR|della Palestina}} primitiva e arretrata, e il suo atteggiamento nei confronti di questa era caratterizzato da un senso di superiorità. Egli pensava che, come individui, i nativi arabi dovessero godere di pieni diritti civili all'interno dello Stato ebraico, ma non li considerava come una società con diritti politici collettivi sulla terra in cui costituivano la schiacciante maggioranza. (p. 28) *La [[dichiarazione Balfour]], come questa lettera fu poi nota, rappresentò un fondamentale trionfo per la diplomazia sionista. Nel periodo in cui essa venne resa, la popolazione ebraica della Palestina ammontava a circa 56.000 unità contro le 600.000 che componevano la popolazione araba, ovvero meno del 10 per cento. Tenuto conto che gli arabi costituivano il 90 per cento della popolazione, la promessa di non pregiudicare i loro diritti civili e religiosi non poteva reggere, poiché ignorava completamente i loro diritti politici. (p. 31) *I sionisti stavano cercando un leader arabo che accettasse il principio di spartizione {{NDR|della Palestina}}, fosse favorevole a uno Stato ebraico, e fosse disposto a coesistere pacificamente con tale Stato una volta costituito. Nel 1947 c'era solamente un leader arabo che corrispondeva a questa descrizione: [[Abd Allah I di Giordania|re Abdullah]]. (p. 54) *[[Abd Allah I di Giordania|Re Abdullah]] e i sionisti si consideravano, rispettivamente, come mezzi per raggiungere un fine. Per Abdullah i sionisti rappresentavano una potenziale fonte di sostegno per realizzare il suo sogno di una grande Siria. Per i sionisti Abdullah era un mezzo per rompere la catena di ostilità araba che li circondava su tutti i fronti. (p. 54) *L'amicizia sionista-hashemita si fondava sulla presenza di un comune protettore, l'Inghilterra, e sull'esistenza di un comune nemico, [[Amin al-Husseini|Hajj Amin al-Husseini]]. Per entrambe le parti il nazionalismo palestinese rappresentava una minaccia ed esse intendevano reprimerlo spinte da un comune interesse. Nel momento in cui il mandato inglese in Palestina si stava avvicinando alla sua ingloriosa fine, le due parti fecero uno sforzo per coordinare le loro strategie. (p. 54) *L'obiettivo di [[Abd Allah I di Giordania|re Abdullah]] nel mandare il suo esercito in Palestina non era quello di prevenire la costituzione di uno Stato ebraico, ma di diventare egli stesso il padrone della parte araba della Palestina. (p. 60) *Nonostante [[Husni al-Za'im|Zaim]] avesse promesso agli altri cospiratori una lotta senza tregua contro il sionismo, una volta conquistato il potere, si sforzò con determinazione di raggiungere un accordo con Israele. Egli dichiarò apertamente la sua ambizione d'essere il primo leader arabo a concludere un accordo di pace con Israele e si offrì ripetutamente di incontrare Ben-Gurion per lavorare insieme al raggiungimento di questo obiettivo. (p. 70) *{{NDR|Parlando della [[guerra arabo-israeliana del 1948]] e delle sue conseguenze}} Il termine [[Palestina]] venne cancellato dalle mappe. È interessante notare come la situazione del dopoguerra si basasse sullo stesso principio su cui re Abdullah e Golda Meir si erano trovati d'accordo nel novembre 1947: la spartizione della Palestina a spese dei palestinesi. (p. 72) *{{NDR|Parlando dei crimini commessi dall'esercito israeliano}} Le atrocità non vennero commesse nel fervore della battaglia, ma nella maggior parte dei casi contro civili innocenti, inclusi donne e bambini. Fronteggiare i problemi relativi alla sicurezza quotidiana ebbe quindi l'effetto di deturpare l'[[Forze di difesa israeliane|IDF]]. I soldati di un esercito che faceva proprio il precetto della "purezza delle armi" mostrarono un crescente disprezzo per le vite umane e si macchiarono di atti barbarici che possono solo essere descritti come crimini di guerra. (p. 110) *L'Unità 101 era comandata da un giovane maggiore, aggressivo e ambizioso, di nome [[Ariel Sharon|Ariel ("Arik") Sharon]]. Gli ordini di Sharon erano di penetrare a [[Strage di Qibya|Qibya]], far saltare in aria le abitazioni e infliggere pesanti perdite ai suoi abitanti. Il successo che riportò nel condurre a termine gli ordini superò ogni aspettativa. La macabra storia di ciò che era accaduto a Qibya venne rivelata soltanto la mattina seguente l'attacco. Il villaggio era stato ridotto a un ammasso di pietre; quarantacinque edifici erano stati fatti saltare in aria e sessantanove civili, due terzi dei quali donne e bambini, erano stati uccisi. Sharon e i suoi uomini dichiararono di non essere a conoscenza del fatto che alcuni abitanti si fossero nascosti all'interno delle abitazioni, credendo invece che tutti fossero fuggiti. L'osservatore dell'ONU che ispezionò il luogo dell'azione arrivò a una conclusione diversa: "La stessa storia si ripeteva di volta in volta: i proiettili avevano mandato in pezzi la porta, il corpo scomposto a cavallo della soglia indicava che gli abitanti erano stati costretti dal fuoco intenso a rimanere dentro finché le loro case non venivano fatte saltare in aria con loro all'interno". (pp. 118-119) *Il [[Strage di Qibya|massacro di Qibya]] scatenò contro Israele una tempesta di proteste internazionali di una severità senza precedenti nella breve storia del paese. [...] [[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] era contrario ad ammettere che fosse stato l'IDF a compiere l'azione e propose di rilasciare una dichiarazione per sostenere che a farsi giustizia fossero stati gli israeliani dei villaggi di confine, la cui pazienza era stata messa a dura prova dagli innumerevoli assassini. La maggioranza dei ministri sostenne Ben-Gurion e fu deciso che il primo ministro potesse redigere la dichiarazione. Il giorno seguente, durante una trasmissione radiofonica, Ben-Gurion rilasciò la versione ufficiale. Il leader israeliano negò qualsiasi coinvolgimento dell'IDF, attribuì la responsabilità dell'azione agli abitanti dei villaggi israeliani i quali erano stati provocati oltre misura ed espresse il rammarico del governo per le vittime innocenti. Questa non fu né la prima né l'ultima menzogna che Ben-Gurion ritenne utile dire per il bene del suo paese, ma certo fu una delle più eclatanti. La versione ufficiale non venne creduta e non contribuì a ridurre il danno all'immagine di Israele. (p. 119) *[[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] aveva una conoscenza sorprendentemente scarsa della cultura e della storia araba e nessuna simpatia per gli arabi in generale. L'arabo non era tra la mezza dozzina di lingue che parlava. La sua esperienza diretta con gli arabi comuni fu limitata e non gli ispirò alcuna fiducia né alcun tipo di predilezione particolare. La sua immagine fondamentale degli arabi fu quella di un nemico primitivo, feroce e fanatico che comprendeva esclusivamente il linguaggio della forza. (p. 126) *[[David Ben Gurion|Ben-Gurion]] non poteva concepire una società multietnica comprendente ebrei e arabi; spesso paragonava gli ebrei a una nave e gli arabi a un mare crudele ed escludeva la possibilità di armonia tra loro. (p. 126) *La trasformazione personale che accompagnò il passaggio di [[Pinhas Lavon|Lavon]] all'interno del Ministero della Difesa stupì tutti quelli che lo conoscevano. L'estrema moderazione che per molti anni aveva contraddistinto Lavon come l'antitesi della linea dura di Ben-Gurion, fu presto rimpiazzata da un'altrettanto estremo comportamento da falco. Il pensatore socialista si trasformò in un apostolo della ''realpolitik''; il predicatore della fraternità tra le nazioni lasciò il posto a un nazionalista anti-arabo. (p. 128) *[[Moshe Dayan|Dayan]] fu strettamente legato, sin dall'inizio, alla politica delle rappresaglie. Uomo dal carattere forte e autoritario, aveva poche inibizioni e nessuno scrupolo morale all'uso della forza militare anche contro i civili. Fin dal giugno del 1950, durante una riunione della segreteria del Mapai e dei membri della Knesset, aveva difeso la politica della punizione collettiva contro i villaggi arabi sospettati di dare rifugio a infiltrati e sabotatori. Attaccare i villaggi, inclusi donne, bambini e anziani, egli disse, "è il solo metodo che si riveli ''efficace'', non giustificato o morale, ma ''efficace'', quando gli arabi posizionano mine dalla nostra parte". (pp. 131-132) *La nomina di [[Moshe Dayan|Dayan]] a capo di Stato Maggiore fu una pietra miliare nello sviluppo della dottrina militare di Israele, il cui fulcro era la politica delle rappresaglie. (p. 132) *In [[Golda Meir]], [...] Ben-Gurion trovò un ministro degli esteri di suo gradimento, che accettava senza far domande la suprema autorità del primo ministro e il suo concetto del ruolo del ministro degli esteri come portavoce dell'''establishment'' della Difesa. (p. 194) *I [[Relazioni bilaterali tra Francia e Israele|rapporti]] tra Israele e Francia iniziarono con la fornitura di armi, si svilupparono in una cooperazione politica e militare e raggiunsero il loro apice nella guerra congiunta contro l'Egitto. (p. 195) *Il fatto che l'Egitto fosse un nemico comune fece avvicinare i due paesi. I militari francesi avevano tre priorità: l'Algeria, l'Algeria e l'Algeria. Israele non solo fornì tutte le informazioni in suo possesso sul supporto egiziano ai ribelli algerini, ma ne esagerò anche l'estensione. I francesi pensavano che solo l'uscita di scena di Nasser avrebbe posto fine alla ribellione algerina. Non esisteva una solida base a sostegno di tale ipotesi, ma gli israeliani li incoraggiarono a credervi. Quando la ribellione algerina crebbe d'intensità, il governo francese si fece meno scrupoli a fornire armi a Israele, anche se questo significava contravvenire alla dichiarazione tripartita del maggio 1950, di cui la Francia era firmataria insieme a Inghilterra e Stati Uniti. (p. 195) *I tre fini politici che stavano dietro alla [[Crisi di Suez|campagna del Sinai]] erano la caduta di [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], l'espansione dei confini di Israele e la realizzazione di un nuovo ordine politico in Medio Oriente. Nessuno di questi obiettivi venne conseguito. (p. 216) *{{NDR|Parlando della [[crisi di Suez]]}} L'aggressione tripartita non solo fallì nel tentativo di rovesciare [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], ma al contrario accrebbe enormemente il suo prestigio e la sua influenza nella regione e nel Terzo Mondo. Nasser riuscì a strappare una vittoria politica spettacolare nonostante la sconfitta militare. (p. 216) *{{NDR|Parlando della [[crisi di Suez]]}} La collusione con le potenze europee sembrò fornire la prova decisiva del carattere reazionario ed espansionista del movimento sionista. La reputazione di Israele fu seriamente offuscata. Da quel momento in poi tutte le sue azioni potevano essere utilizzate come una prova a sostegno della vecchia affermazione secondo la quale Israele era la testa di ponte dell'imperialismo occidentale all'interno del mondo arabo. (p. 216) *Nonostante gli errori politici e i fallimenti di coloro che pianificarono la [[Crisi di Suez|campagna del Sinai]], fu la loro versione finale a radicarsi in profondità nella mente della stragrande maggioranza degli israeliani. In Israele la percezione popolare della guerra del 1956 fu quella di una guerra difensiva, giusta, brillantemente condotta e che raggiunse praticamente tutti gli obiettivi che si era prefissata. Tale interpretazione della guerra venne propagata e divulgata non solo dai membri dell'''establishment'' della Difesa, ma anche da una schiera di storici, giornalisti e commentatori simpatizzanti. Per quanto la si tenga in gran considerazione, tuttavia, questa versione non tiene a un esame attento e alla luce delle prove ora disponibili. Si tratta di un esempio eccellente del modo in cui la storia può essere manipolata per assecondare gli scopi nazionalisti. La versione israeliana ufficiale della guerra del 1956, come quella del 1948, è poco più di una propaganda dei vincitori. (p. 217) *Le [[Relazioni bilaterali tra Israele e Stati Uniti d'America|relazioni]] tra Israele e Stati Uniti migliorarono quando [[Lyndon Johnson]] diventò presidente, dopo l'assassinio di Kennedy. Come membro del Congresso e vicepresidente, Johnson aveva mostrato un orientamento filo-israeliano e continuò a dimostrare un deciso sostegno a Israele anche dopo il suo arrivo alla presidenza. (p. 260) *I critici del [[Rafi (partito politico)|Rafi]] lo definirono il partito del nucleare, a causa della sua ossessione per la bomba atomica. Come formazione politica il Rafi non aveva una vera e propria filosofia economica e sociale, coerente e generalmente accettata. I suoi leader erano accomunati dalla sete di potere e dal desiderio di veder prevalere una politica più aggressiva nei confronti dei vicini di Israele. (p. 262) *La strategia israeliana di ''escalation'' sul fronte siriano fu probabilmente il fattore più importante nel trascinare il Medio Oriente nella guerra del giugno 1967, nonostante venga convenzionalmente sostenuto che l'unica causa del conflitto sia stata l'aggressione siriana. Per gli israeliani è un dogma credere che le [[alture del Golan]] fossero state conquistate nella [[guerra dei sei giorni]] per fermare i bombardamenti siriani sugli insediamenti a valle. In verità molti degli scontri a fuoco furono deliberatamente provocati da Israele. (p. 274) *{{NDR|Parlando della [[guerra del Kippur]]}} La storia militare offre davvero pochi esempi di una "sorpresa strategica" così riuscita. (p. 359) *Il premierato di [[Golda Meir]] fu caratterizzato da un ostinato rifiuto a riconsiderare le relazioni di Israele con il mondo arabo. Personalmente Golda Meir non ebbe alcuna indulgenza verso gli arabi, alcuna empatia, e non nutrì alcuna speranza nella possibilità di una coesistenza pacifica con loro. In lei si consolidò una visione semplicistica del mondo in cui Israele non poteva mai essere nel torto e gli arabi non potevano mai aver ragione. (p. 364) *Pochi leader parlarono così tanto di pace e fecero così poco per concederle una possibilità di realizzarsi. [[Golda Meir]] non si stancava mai di ripetere che era disponibile a recarsi ovunque per incontrare un leader arabo intenzionato a discutere di pace. Vista la sua politica espansionistica, queste dichiarazioni suonano chiaramente false. (p. 364) *Come Ben-Gurion vent'anni prima, [[Yigal Allon|Allon]] rappresentava la corrente interventista della politica sionista nei confronti del mondo arabo. (p. 384) *L'ideologia del [[Likud]] può essere riassunta in due parole: Grande Israele. Secondo tale concezione la Giudea e la Samaria, denominazioni bibliche della [[Cisgiordania|West Bank]], erano parte integrante di Eretz Israel, della Terra di Israele. Il Likud negava categoricamente che la Giordania avesse un qualche diritto alla sovranità su quest'area e altrettanto netto fu il suo rifiuto a prendere in considerazione la possibilità che i palestinesi avessero un diritto all'autodeterminazione su quel territorio. (p. 395) *L'annessione delle [[alture del Golan]] costituiva una violazione dei principî del diritto internazionale, della risoluzione 242, dell'accordo di disimpegno militare israelo-siriano del maggio 1974 e degli accordi di Camp David. (p. 438) *L'approvazione della legge d'annessione del [[Alture del Golan|Golan]] inviava un chiaro messaggio al mondo intero: non vi sarebbero stati ulteriori ritiri territoriali israeliani una volta compiuta la restituzione del Sinai. In altre parole, annettendo le alture del Golan, [[Menachem Begin|Begin]] cercò di bloccare la spinta verso una definitiva pace arabo-israeliana. (p. 439) *Nel grande piano di [[Ariel Sharon|Sharon]], la [[Guerra del Libano (1982)|guerra in Libano]] mirava a trasformare la situazione non solo di questo Stato, ma anche dell'intero Medio Oriente. La distruzione dell'[[Organizzazione per la Liberazione della Palestina|OLP]] avrebbe spezzato la spina dorsale al nazionalismo palestinese e facilitato l'incorporazione della West Bank all'interno del Grande Israele. Il conseguente movimento di palestinesi provenienti dal Libano e dalla West Bank verso la Giordania avrebbe infine spazzato via la monarchia hashemita e trasformato la East Bank in uno Stato palestinese. Sharon pensava infatti che la conversione della Giordania in uno stato palestinese avrebbe messo fine alle pressioni internazionali su Israele per un ritiro dalla West Bank. [[Menachem Begin|Begin]] non era a conoscenza di tutti gli aspetti dell'ambizioso piano geopolitico di Sharon, ma i due uomini erano uniti dal loro desiderio di agire contro l'OLP in Libano. (p. 441) *All'origine l'''[[Prima intifada|intifada]]'' non fu una rivolta nazionalista. Affondava le proprie radici nella povertà, nelle miserabili condizioni di vita dei campi profughi, nell'odio per l'occupazione e soprattutto nell'umiliazione che i palestinesi avevano dovuto sopportare per vent'anni. Tuttavia, col passare dei giorni, essa si trasformò in un'affermazione d'importanza politica ben più ampia. Gli scopi dell<nowiki>'</nowiki>''intifada'' non erano stati dichiarati all'inizio, ma emersero nel corso della lotta. L'obiettivo finale era l'autodeterminazione e la creazione di uno Stato palestinese indipendente, la cui nascita era fallita quaranta anni prima, nonostante la risoluzione di spartizione delle Nazioni Unite del 29 novembre 1947. In questo senso l<nowiki>'</nowiki>''intifada'' può essere considerata come la guerra d'indipendenza palestinese. (pp. 497-498) *{{NDR|Parlando della [[prima intifada]]}} Gli eventi nei [[Territori occupati da Israele|territori occupati]] ricevettero un'intensa copertura mediatica. Il mondo rimase scosso dalle violente immagini delle truppe israeliane mentre aprivano il fuoco su dimostranti che lanciavano pietre, o picchiavano con manganelli quelli catturati, tra cui donne e bambini. L'immagine di Israele ne risultò gravemente danneggiata. Gli israeliani lamentarono che la cronaca fosse di parte e si fosse concentrata deliberatamente sulle scene più brutali, in quello che era un normale sforzo per ripristinare l'ordine. Nessuna autodifesa poteva però oscurare il messaggio che emergeva costantemente dalle immagini dei quotidiani e degli schermi televisivi: un potente esercito era stato inviato contro una popolazione civile che si batteva per i diritti umani fondamentali e per il diritto all'autodeterminazione politica. L'immagine biblica di David e Golia sembrava essersi invertita: Israele somigliava a un arrogante Golia e i palestinesi, armati di pietre, a un vulnerabile David. (pp. 500-501) *Nell'immagine irrigidita che [[Yitzhak Shamir|Shamir]] aveva del mondo, "gli arabi" rappresentavano un nemico monolitico e implacabile, intenzionato a distruggere lo Stato di Israele e a gettare gli ebrei a mare. La sfiducia nella pace e il rifiuto di pagare un prezzo per ottenerla, erano parte integrante di questa sua radicata visione di un mondo ostile, di arabi spietati e di pericolo permanente. (p. 511) *Secondo il modo di pensare di [[Yitzhak Shamir|Shamir]], il debole non meritava rispetto nello spietato mondo delle relazioni interstatali. Le voci arabe che chiedevano la pace con Israele non erano altro che "rumore" per Shamir. Non erano che un segno di debolezza o una strategia per continuare la guerra contro Israele con altri mezzi. (p. 512) *Per dare una ''chance'' ai colloqui di pace, il governo di Israele venne esortato da ogni parte {{NDR|durante la [[conferenza di Madrid]]}} a fermare la costruzione di nuovi [[Insediamenti israeliani|insediamenti]] e nuove abitazioni. I portavoce del governo replicarono che la richiesta di bloccare l'attività di insediamento durante i negoziati di pace costituiva una precondizione. Quest'affermazione era palesemente falsa. In verità ciò che costituiva una precondizione era l'attività di insediamento, poiché se questa fosse continuata senza controllo, alla fine non vi sarebbe stato niente su cui discutere: gli insediamenti avrebbero determinato l'esito dei negoziati. L'attività di insediamento, quindi, non era solo incompatibile con il processo di pace, ma era volta a farlo naufragare. (p. 533) *Il [[Massacro di Hebron del 1994|massacro di Hebron]] rivelò anche che il concetto israeliano di sicurezza nei [[Territori occupati da Israele|territori occupati]] era fondamentalmente difettoso, perché teneva in considerazione solo gli ebrei e ignorava i bisogni degli abitanti palestinesi. I [[Insediamenti israeliani|coloni israeliani]] non solo avevano l'esercito, la polizia e la polizia di confine a proteggerli, ma erano essi stessi armati di tutto punto. Mentre gli abitanti palestinesi dei territori occupati erano lasciati alla mercé dei coloni e dei servizi di sicurezza israeliani. (p. 572) *Dopo il [[Massacro di Hebron del 1994|massacro]] {{NDR|di Hebron}} la solidarietà con i [[Insediamenti israeliani|coloni]] calò bruscamente in Israele, sia per i loro tentativi di far deragliare il processo di pace sia perché minacciavano di coinvolgere i loro stessi concittadini in un circolo vizioso di violenza e spargimento di sangue. (p. 572) *La cosa più grave fu che gli [[insediamenti israeliani]] continuarono a essere costruiti sul territorio palestinese in aperto contrasto con lo spirito, se non con la lettera, dell'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]]. Nella Striscia di Gaza, dove vivevano solo cinquemila coloni ebraici, Israele controllava un terzo della terra e gran parte delle scarse risorse idriche di cui un milione di abitanti palestinesi aveva disperatamente bisogno. Nella West Bank, Israele manteneva il controllo sulle risorse idriche e su tre quarti del territorio. La costruzione di insediamenti in tutta la West Bank, e soprattutto a Gerusalemme Est, continuò senza sosta e una rete di strade tangenziali sembrava progettata apposta per mandare a vuoto la possibilità di uno Stato palestinese. In tutti questi diversi modi, il processo di Oslo peggiorò effettivamente la situazione nei territori occupati e disilluse le aspirazioni palestinesi a un proprio Stato. (pp. 577-578) *Il ''[[Gush Emunim]]'' (Blocco dei Fedeli), e gli [[Insediamenti israeliani|insediamenti]] che questo creò in Giudea e Samaria, furono le espressioni concrete della nuova ondata di messianismo che dilagò in numerosi segmenti della società israeliana. Di fatto, i coloni di ''Gush Emunim'' trasformarono i palestinesi in stranieri nella loro terra. (p. 598) *Quando [[Menachem Begin]] salì al potere, nel 1977, i partiti religiosi furono felici di unirsi al suo governo come partner minori. I partiti religiosi si spostarono stabilmente a destra, mentre il Likud divenne più religioso; il risultato fu un sodalizio ancora più saldo fra di loro. (p. 598) *L'[[Operazione Grappoli d'Ira|operazione Grapes of Wrath]] fu un fallimento politico, militare e morale. Israele sembrò aver dimenticato quello che molti credevano, troppo ottimisticamente, avesse già imparato: c'è un limite a quello che si può ottenere con la forza militare e un alto prezzo da pagare se si dipende troppo da essa. (p. 609) *L'ironia maggiore fu che [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]], il più schietto avversario di Hamas, fu anche il principale beneficiario politico della serie di attacchi suicidi che Hamas aveva compiuto nelle più importanti città israeliane. (p. 610) *Cosa poteva fare Israele per impedire, o almeno limitare, l'esplosione di violenza contro i suoi cittadini? [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]] evitò di porsi questa domanda fintanto che fu al potere. (p. 632) *Col suo assiduo concentrarsi su Hamas, [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]] finì per elevarla a una posizione di primaria importanza. (p. 635) *Il maggior ostacolo alla ripresa del dialogo di pace stava nella politica, seguita dal governo del [[Likud]], di fornire appoggio politico e finanziario all'espansione degli [[Insediamenti israeliani|insediamenti]] ebraici sul territorio palestinese oltre la Linea Verde. (p. 635) *Le motivazioni morali per la creazione di uno Stato ebraico indipendente erano forti, specialmente all'indomani dell'Olocausto, ma non si può negare che la creazione dello [[Israele|Stato di Israele]] rappresentò un'enorme ingiustizia nei confronti dei palestinesi. Mezzo secolo più tardi, Israele doveva ancora fare i conti con le colpe commesse contro questo popolo e riconoscere un debito nei confronti dei palestinesi che prima o poi avrebbe dovuto essere saldato. (p. 645) *[[Golda Meir]] adottò una posizione assurda, negando addirittura che esistesse un popolo palestinese. (p. 646) ==Bibliografia== *Avi Shlaim, ''Il muro di ferro: {{small|Israele e il mondo arabo}}'', Il ponte, Bologna, 2003. ISBN 9788890081132. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Accademici britannici]] [[Categoria:Accademici israeliani]] [[Categoria:Storici britannici]] [[Categoria:Storici israeliani]] lnl60xuvo9kwb3xt4ifvdwjuki6f0ov La famiglia Perez 0 226951 1429523 1427533 2026-10-14T14:42:52Z Giornada 5168 /* Dialoghi */ ortografia 1429523 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = La famiglia Perez |titolooriginale = The Perez Family |paese = Stati Uniti d'America |titoloalfabetico= Famiglia Perez, La |anno = 1995 |genere = commedia |regista = [[Mira Nair]] |soggetto = [[Christine Bell]] |sceneggiatore = [[Robin Swicord]] |attori = *[[Marisa Tomei]]: Dottie Pérez *[[Alfred Molina]]: Juan Raúl Pérez *[[Anjelica Huston]]: Carmela Pérez *[[Chazz Palminteri]]: tenente John Pirelli *[[Vincent Gallo]]: Orlando *Trini Alvarado: Teresa Pérez *[[Celia Cruz]]: Luz Paz *[[Ranjit Chowdhry]]: indiano addetto immigrazione *Diego Wallraff: Angelo Díaz *[[Ellen Cleghorne]]: agente Rhoades *Angela Lanza: Flavia *Jose Felipe Padron: Felipe Pérez *Lázaro Pérez: Armando "Papi" Pérez *[[Bill Sage]]: Steve Steverino *[[Billy Hopkins]]: padre Aiden *[[Ruben Rabasa]]: padre Martínez *Melissa Anne Acosta: Isabel |doppiatori italiani= *[[Eleonora De Angelis]]: Dottie Pérez *[[Marco Mete]]: Juan Raúl Pérez *[[Anna Rita Pasanisi]]: Carmela Pérez *[[Michele Gammino]]: tenente John Pirelli *[[Roberto Gammino]]: Orlando *[[Rossella Acerbo]]: Teresa Pérez *[[Miranda Bonansea]]: Luz Paz *[[Fabrizio Manfredi]]: Angelo Díaz *[[Tiziana Avarista]]: Flavia *[[Giulio Renzi Ricci]]: Felipe Pérez }} '''''La famiglia Perez''''', film statunitense del 1995 con [[Marisa Tomei]], [[Alfred Molina]] e [[Anjelica Huston]], regia di [[Mira Nair]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Quando vivrò a Miami avrò un portatrucchi d'oro, con sopra delle piccole conchiglie. ('''Dottie''') *Non sono venuta qui per vivere in una tenda sull'autostrada, questo potevo farlo a Cuba! ('''Dottie''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Dottie''': Sto aspettando da due mesi. Quando potrò salire sul battello?<br/>'''Sorvegliante''': Dorita... Perché vuoi andare? Hai un buon lavoro qui al campo. E poi sei una brava puttana; ti piace farlo, eh? Eh, eh, eh!<br/>'''Dottie''': Io sono come [[Cuba]]: usata da molti, conquistata da nessuno. Quelli come te cambiano uniforme sotto ogni regime: [[Fulgencio Batista|Batista]], [[Fidel Castro|Fidel]]... ma io resterò sempre ''la isla''.<br/>'''Sorvegliante''': Cosa pensi di trovare in America che non ti posso dare io?<br/>'''Dottie''': Io adoro [[Elvis Presley]], {{NDR|il sorvegliante ridacchia}} vado pazza per il ''[[rock and roll]]'' e voglio scopare [[John Wayne]]! *'''Doganiere''': Nome?<br/>'''Juan''': Juan Raúl Pérez.<br/>'''Doganiere''': Prigioniero politico. L'accusa?<br/>'''Juan''': Ho incendiato i miei campi di canna da zucchero. Non volevo darli a ''lui'', a Fidel.<br/>'''Doganiere''': Stato civile? È sposato?<br/>'''Juan''': Sì.<br/>'''Doganiere''' {{NDR|a Dottie}}: Il suo nome?<br/>'''Dottie''': Può scrivere "Dottie".<br/>'''Doganiere''': Dorita Evita Pérez.<br/>'''Dottie''': Non mi piace "Dorita". Odio "Evi", "la piccola Dora", "la piccola Eva"...<br/>'''Doganiere''': Non m'interessa che cosa le piace o che cosa non le piace.<br/>'''Dottie''': Io sono una nuova donna.<br/>'''Doganiere''': Lei è qui per asilo politico, cambierà il suo nome un'altra volta.<br/>'''Dottie''': Io non voglio affatto l'asilo politico: sono venuta qui per non avere più niente a che fare con la politica, e non devo rendergliene conto.<br/>'''Doganiere''' {{NDR|a Juan}}: Ha qualche altro parente qui? Voglio dire, a parte la sua signora?<br/>'''Juan''': Sì, i Pérez. Se avrò bisogno qualcosa, si può sempre contare sull'aiuto di un Pérez.<br/>'''Doganiere''': Mia madre era una Pérez. *'''Dottie''' {{NDR|in lacrime}}: È morto! John Wayne è morto! All'inizio pensavo... Sapevo che Elvis Presley era morto.<br/>'''Juan''': Elvis Presley è morto?! Quando lo hanno assassinato?<br/>'''Dottie''': Mi hanno detto che devo trovarmi un lavoro. Ci sono solo due cose sono in grado di fare. La prima: tagliare la canna da zucchero, e non vedo nessuna canna da zucchero da queste parti. L'altra cosa la volevo fare con John Wayne! Questa sarebbe libertà? Questa è prigione! Quand'è che saremo liberi? Senti, hai davvero una moglie qui?<br/>'''Juan''': Carmela. Carmela è mia moglie.<br/>'''Dottie''': Perché non è venuta a prenderti?<br/>'''Juan''': ''Señora'', lei non sa che sono qui: non le ho comunicato che arrivavo. L'ho mandata via per il weekend e... sono trascorsi vent'anni.<br/>'''Dottie''': Ok, ora andiamo all'ufficio immigrazione, e chiederemo loro di trovarla. Corri, ''señor'', questa è la nostra unica speranza. *'''Juan''': ''Señora'', tu non sei carina.<br/>'''Dottie''': Forse no. Ma quando non dico bugie, sono onesta. *'''Angelo''': Parassiti!<br/>'''Dottie''': Ehi! I parassiti non hanno i tacchi alti! *'''Angelo''': Eccoti qua. Tu, impostore! Sono venuto a dirti di stare lontano da mia sorella, se no ti faccio sbattere in galera.<br/>'''Juan''': Eri tu il mio vero carceriere, a Cuba. Mi hai fatto restare in prigione per vent'anni, torturato, a causa tua. Nelle sue lettere Carmela mi diceva di tutti i soldi che mi mandavi: tanti soldi, a palate! Io non li ho mai visti. Le avevo scritto di non mandare tangenti, ma no! Tu hai voluto giocare a fare l'uomo importante, per più di vent'anni! "Oh, terremo qui Raúl in galera, perché Angelo Díaz è a Miami e quel coglione manderà sempre più soldi!"<br/>'''Angelo''' {{NDR|colpisce Raúl al volto. Dottie accorre da Raúl}}: Se vuoi mia sorella Carmela, perché stai con questa puttana? {{NDR|Juan restituisce il pugno ad Angelo}} *'''Juan''': Lo sai, un po' mi dispiace che sia stato così.<br/>'''Carmela''': No, sono felice che tu sia vivo, e sono contenta di non averti sparato!<br/>'''Juan''': Sarebbe stato un privilegio morire tra le tue braccia. Quando... quando ero steso al buio cercavo di mettere insieme la tua faccia come i pezzi di un puzzle. Sei bellissima, proprio come ti lasciai.<br/>'''Carmela''': Ero solo una bambina, ancora più giovane della nostra Teresa.<br/>'''Juan''': Più giovane di Teresa?<br/>'''Carmela''': Sì, e tu non eri molto più grande.<br/>'''Juan''': Grazie per aver salvato la nostra famiglia. Ma adesso m'intristisce sapere che una donna così bella come te abbia aspettato tutto questo tempo... soltanto per me.<br/>'''Carmela''': Anche tu l'hai fatto.<br/>'''Juan''': Sì, ma non è stato un sacrificio per me. In prigione non hai scelta.<br/>'''Carmela''': Mi è mancato il coraggio di dimenticarti. Ti sentivo sempre vicino a me, come se ti tenessi tra le braccia, e on avrei potuto lasciarti andare, prima che tu lasciassi andare me. Fino a quando un giorno non sono più riuscita a ricordare il tuo viso... a quel punto ho smesso di sognarti! *'''Juan''': ''¡Dorita! ¡Corazón!'' {{NDR|la bacia}}<br/>'''Dottie''': Sai di succo di canna da zucchero. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] jeo69znt1sidx2277ajdrhdo43xeubw La grande vallata 0 227005 1429505 1428399 2026-10-14T14:24:42Z Spinoziano 2297 1429505 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano = La grande vallata |titoloalfabetico = Grande vallata |tipofiction = serie TV |immagine = Big Valley cast photo 2.jpg |didascalia = Richard Long, Lee Majors, Linda Evans, Barbara Stanwyck e Peter Breck |genere = western |ideatore = [[A. I. Bezzerides]], [[Louis F. Edelman]] |attori = *[[Richard Long (attore)|Richard Long]]: Jarrod Barkley *[[Peter Breck]]: Nick Barkley *[[Lee Majors]]: Heath Barkley *[[Linda Evans]]: Audra Barkley *[[Barbara Stanwyck]]: Victoria Barkley *[[Napoleon Whiting]]: Silas *[[Douglas Kennedy (attore)|Douglas Kennedy]]: Fred Madden |doppiatori italiani = *[[Germano Longo]]: Jarrod Barkley *[[Enzo Consoli]]: Nick Barkley *[[Roberto Del Giudice]]: Heath Barkley *[[Serena Spaziani]]: Audra Barkley *[[Alba Cardilli]]: Victoria Barkley *[[Gino Pagnani]]: Silas }} '''''La grande vallata''''', serie televisiva statunitense prodotta tra il 1965 e il 1969. ==Prima stagione== ===Episodio 1, ''Orizzonti di gloria''=== *Padre nostro onnipotente, ti ringraziamo per la tua misericordia, per il cibo che ci elargisci, e per il tuo illimitato amore. ('''Victoria''') {{NDR|[[Preghiere dalle serie televisive|preghiera]]}} ===Episodio 2, ''Il generale Wallant''=== *Gli uomini sono pecore, e questi non fanno eccezione: li puoi condurre facilmente al macello; lo preferiscono, perché si sentono incapaci alla lotta. ('''Wallant''') ===Episodio 4, ''Il rapimento di Audra''=== *Consegniamo il nostro caro nelle mani dell'Onnipotente, chiediamo a lui la forza di continuare e la guida lungo il cammino. Dio vi protegga e vi benedica, il Signore vi conceda la sua grazia, andate in pace. Amen. ('''Prete''') {{NDR|[[Elegie funebri dalle serie televisive|elegia funebre]]}} ===Episodio 6, ''L'eredità dei Barkley''=== *L'[[Irlanda|irlandese]] non si abbrutisce con l'alcol, si distrugge col fatalismo; con la rinuncia, facendosi sfruttare; o nei mille altri modi con cui si può annullare la vita di un uomo. Triste Paese, l'Irlanda. ('''O'Doul''') ===Episodio 11, ''Epidemia al ranch''=== *I [[Gringo|gringos]] dirigono ogni cosa e noi diciamo solo: grazie, grazie; per il diritto di respirare, il diritto di muoverci, di poter mangiare, dormire. Se qualcuno di noi ha l'opportunità di guadagnare un posto decente nella vita, i gringos trovano il modo di ricacciarlo giù. ('''Mariano''') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Serie televisive western]] 5cf9w1andppzeyxv46d16i2xynijh4q 1429549 1429505 2026-10-15T07:00:30Z Spinoziano 2297 1429549 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano = La grande vallata |titoloalfabetico = Grande vallata |tipofiction = serie TV |immagine = Big Valley cast photo 2.jpg |didascalia = Richard Long, Lee Majors, Linda Evans, Barbara Stanwyck e Peter Breck |genere = western |ideatore = [[A. I. Bezzerides]], [[Louis F. Edelman]] |attori = *[[Richard Long (attore)|Richard Long]]: Jarrod Barkley *[[Peter Breck]]: Nick Barkley *[[Lee Majors]]: Heath Barkley *[[Linda Evans]]: Audra Barkley *[[Barbara Stanwyck]]: Victoria Barkley *[[Napoleon Whiting]]: Silas *[[Douglas Kennedy (attore)|Douglas Kennedy]]: Fred Madden |doppiatori italiani = *[[Germano Longo]]: Jarrod Barkley *[[Enzo Consoli]]: Nick Barkley *[[Roberto Del Giudice]]: Heath Barkley *[[Serena Spaziani]]: Audra Barkley *[[Alba Cardilli]]: Victoria Barkley *[[Gino Pagnani]]: Silas }} '''''La grande vallata''''', serie televisiva statunitense prodotta tra il 1965 e il 1969. ==Prima stagione== ===Episodio 1, ''Orizzonti di gloria''=== *Padre nostro onnipotente, ti ringraziamo per la tua misericordia, per il cibo che ci elargisci, e per il tuo illimitato amore. ('''Victoria''') {{NDR|[[Preghiere dalle serie televisive|preghiera]]}} ===Episodio 2, ''Il generale Wallant''=== *Gli uomini sono pecore, e questi non fanno eccezione: li puoi condurre facilmente al macello; lo preferiscono, perché si sentono incapaci alla lotta. ('''Wallant''') ===Episodio 4, ''Il rapimento di Audra''=== *Consegniamo il nostro caro nelle mani dell'Onnipotente, chiediamo a lui la forza di continuare e la guida lungo il cammino. Dio vi protegga e vi benedica, il Signore vi conceda la sua grazia, andate in pace. Amen. ('''Prete''') {{NDR|[[Elegie funebri dalle serie televisive|elegia funebre]]}} ===Episodio 6, ''L'eredità dei Barkley''=== *L'[[Irlanda|irlandese]] non si abbrutisce con l'alcol, si distrugge col fatalismo; con la rinuncia, facendosi sfruttare; o nei mille altri modi con cui si può annullare la vita di un uomo. Triste Paese, l'Irlanda. ('''O'Doul''') ===Episodio 11, ''Epidemia al ranch''=== *I [[Gringo|gringos]] dirigono ogni cosa e noi diciamo solo: grazie, grazie; per il diritto di respirare, il diritto di muoverci, di poter mangiare, dormire. Se qualcuno di noi ha l'opportunità di guadagnare un posto decente nella vita, i gringos trovano il modo di ricacciarlo giù. ('''Mariano''') ===Episodio 13, ''La colpa di Matt Bentell''=== *È un gioco molto utile se vuoi conoscere un uomo. ('''Aaron''') {{NDR|sul [[poker]]}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Serie televisive western]] tn8g8r7yarw4luxvwc3xqz8ja5mwlm1 Likud 0 227056 1429514 1428079 2026-10-14T14:37:08Z Darkcloud2222 10646 1429514 wikitext text/x-wiki [[File:Likud_Logo.svg|thumb|upright|Logo]] '''Likud''', partito politico israeliano fondato nel 1973. *Il maggior ostacolo alla ripresa del dialogo di pace stava nella politica, seguita dal governo del Likud, di fornire appoggio politico e finanziario all'espansione degli [[Insediamenti israeliani|insediamenti]] ebraici sul territorio palestinese oltre la Linea Verde. ([[Avi Shlaim]]) *L'ideologia del Likud può essere riassunta in due parole: Grande Israele. Secondo tale concezione la Giudea e la Samaria, denominazioni bibliche della [[Cisgiordania|West Bank]], erano parte integrante di Eretz Israel, della Terra di Israele. Il Likud negava categoricamente che la Giordania avesse un qualche diritto alla sovranità su quest'area e altrettanto netto fu il suo rifiuto a prendere in considerazione la possibilità che i palestinesi avessero un diritto all'autodeterminazione su quel territorio. ([[Avi Shlaim]]) ==Voci corrrelate== *[[Benjamin Netanyahu]] *[[Sionismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} {{s}} [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Partiti politici]] knf9kmn1t06lxhbcsl7wspjdzrozfsg Prima Intifada 0 227165 1429494 1428998 2026-10-14T12:15:39Z Darkcloud2222 10646 1429494 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Intifada in Gaza Strip (FL45956268).jpg|thumb|upright=1.2|Manifestanti [[Stato di Palestina|palestinesi]] e soldati [[Israele|israeliani]] nella [[Striscia di Gaza]], 21 dicembre 1987]] Citazioni sulla '''Prima Intifada'''. *All'origine l'''intifada'' non fu una rivolta nazionalista. Affondava le proprie radici nella povertà, nelle miserabili condizioni di vita dei campi profughi, nell'odio per l'occupazione e soprattutto nell'umiliazione che i palestinesi avevano dovuto sopportare per vent'anni. Tuttavia, col passare dei giorni, essa si trasformò in un'affermazione d'importanza politica ben più ampia. Gli scopi dell<nowiki>'</nowiki>''intifada'' non erano stati dichiarati all'inizio, ma emersero nel corso della lotta. L'obiettivo finale era l'autodeterminazione e la creazione di uno Stato palestinese indipendente, la cui nascita era fallita quaranta anni prima, nonostante la risoluzione di spartizione delle Nazioni Unite del 29 novembre 1947. In questo senso l<nowiki>'</nowiki>''intifada'' può essere considerata come la guerra d'indipendenza palestinese. ([[Avi Shlaim]]) *{{NDR|Parlando della prima intifada}} Gli eventi nei [[Territori occupati da Israele|territori occupati]] ricevettero un'intensa copertura mediatica. Il mondo rimase scosso dalle violente immagini delle truppe israeliane mentre aprivano il fuoco su dimostranti che lanciavano pietre, o picchiavano con manganelli quelli catturati, tra cui donne e bambini. L'immagine di Israele ne risultò gravemente danneggiata. Gli israeliani lamentarono che la cronaca fosse di parte e si fosse concentrata deliberatamente sulle scene più brutali, in quello che era un normale sforzo per ripristinare l'ordine. Nessuna autodifesa poteva però oscurare il messaggio che emergeva costantemente dalle immagini dei quotidiani e degli schermi televisivi: un potente esercito era stato inviato contro una popolazione civile che si batteva per i diritti umani fondamentali e per il diritto all'autodeterminazione politica. L'immagine biblica di David e Golia sembrava essersi invertita: Israele somigliava a un arrogante Golia e i palestinesi, armati di pietre, a un vulnerabile David. ([[Avi Shlaim]]) ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Israele]] *[[Stato di Palestina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Attivismo]] [[Categoria:Eventi degli anni 1980]] [[Categoria:Eventi degli anni 1990]] [[Categoria:Proteste]] [[Categoria:Storia contemporanea]] i02oslx2ik38l8ojy2ih1r7xc6bqbgz 1429495 1429494 2026-10-14T12:16:22Z Darkcloud2222 10646 1429495 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Intifada in Gaza Strip (FL45956268).jpg|thumb|upright=1.2|Manifestanti [[Stato di Palestina|palestinesi]] e soldati [[Israele|israeliani]] nella [[Striscia di Gaza]], 21 dicembre 1987]] Citazioni sulla '''Prima Intifada'''. *All'origine l'''intifada'' non fu una rivolta nazionalista. Affondava le proprie radici nella povertà, nelle miserabili condizioni di vita dei campi profughi, nell'odio per l'occupazione e soprattutto nell'umiliazione che i palestinesi avevano dovuto sopportare per vent'anni. Tuttavia, col passare dei giorni, essa si trasformò in un'affermazione d'importanza politica ben più ampia. Gli scopi dell<nowiki>'</nowiki>''intifada'' non erano stati dichiarati all'inizio, ma emersero nel corso della lotta. L'obiettivo finale era l'autodeterminazione e la creazione di uno Stato palestinese indipendente, la cui nascita era fallita quaranta anni prima, nonostante la risoluzione di spartizione delle Nazioni Unite del 29 novembre 1947. In questo senso l<nowiki>'</nowiki>''intifada'' può essere considerata come la guerra d'indipendenza palestinese. ([[Avi Shlaim]]) *{{NDR|Parlando della prima intifada}} Gli eventi nei [[Territori occupati da Israele|territori occupati]] ricevettero un'intensa copertura mediatica. Il mondo rimase scosso dalle violente immagini delle truppe israeliane mentre aprivano il fuoco su dimostranti che lanciavano pietre, o picchiavano con manganelli quelli catturati, tra cui donne e bambini. L'immagine di Israele ne risultò gravemente danneggiata. Gli israeliani lamentarono che la cronaca fosse di parte e si fosse concentrata deliberatamente sulle scene più brutali, in quello che era un normale sforzo per ripristinare l'ordine. Nessuna autodifesa poteva però oscurare il messaggio che emergeva costantemente dalle immagini dei quotidiani e degli schermi televisivi: un potente esercito era stato inviato contro una popolazione civile che si batteva per i diritti umani fondamentali e per il diritto all'autodeterminazione politica. L'immagine biblica di David e Golia sembrava essersi invertita: Israele somigliava a un arrogante Golia e i palestinesi, armati di pietre, a un vulnerabile David. ([[Avi Shlaim]]) ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Israele]] *[[Stato di Palestina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Attivismo]] [[Categoria:Eventi degli anni 1980]] [[Categoria:Eventi degli anni 1990]] [[Categoria:Palestina]] [[Categoria:Proteste]] [[Categoria:Storia contemporanea]] trtv0dm767xq6jvh9dm0qv75kjda8s3 Valentiniano I 0 227203 1429544 1429196 2026-10-14T23:47:30Z Udiki 86035 +wl 1429544 wikitext text/x-wiki [[File:Gold Solidus of Valens, Antioch.jpg|miniatura|Solido con l'effige di Valentiniano I]] '''Flavio Valentiniano''', meglio conosciuto come '''Valentiniano I''' (321 – 375), imperatore e militare romano. *Il livido della [[severità]] è indivisibile compagno di un giusto potere.<ref>Citato in [[Ammiano Marcellino]], ''Le storie'' (''Res gestae''), XXX, 8, 10, a cura di Antonio Selem, UTET, Torino, 1965, p. 1017.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Imperatori romani]] [[Categoria:Militari romani]] c8j6sdm2890caip5jy6iidhx69zll64 Basilica di Santa Pudenziana 0 227249 1429503 1429467 2026-10-14T14:12:14Z Gaux 18878 Georgina Masson 1429503 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Santa Pudenziana (Rome).jpg|thumb|Basilica di Santa Pudenziana, rione Monti, Roma]] Citazioni sulla '''basilica di Santa Pudenziana''' di Roma. *Assai antica è la tradizione che [[Pietro apostolo|san Pietro]] abbia riunito i Cristiani nella casa Pudente sul Viminale. Nella storia leggendaria che a noi resta di questo titolo, si deve riconoscere un fondo storico. Il nome della Chiesa Pudenziana o di santa Pudenziana è molto antico, e parecchie scoperte hanno provato che v'erano realmente dei rapporti tra questo titolo e la casa d'Aquila e Prisca, due giudei convertiti, i quali, cacciati da Roma con [[Pietro apostolo|san Pietro]] nel 49, vi erano tornati sotto [[Nerone]]<ref>San Paolo li saluta nella sua ''Epistola ad Romanos'', XVI, 3-5; egli era stato ospitato nella loro casa (''I Cor.'', XVI, 19). {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Orazio Marucchi]]) *Per lungo tempo si ritenne che Santa Pudenziana fosse stato il luogo più antico dove veniva celebrato il culto cristiano a Roma; secondo una leggenda la chiesa era stata costruita sulla dimora del senatore Pudente, dove per sette anni abitò san Pietro insieme a questo suo primo proselite cristiano e alle sue due figlie, santa Prassede e santa Pudenziana.<br>Ma quando la Chiesa di Santa Pudenziana fu sottoposta ad accurato esame da parte degli archeologi, poco prima dell'ultima guerra, si scoprì che l'intero edificio – fino alle pareti laterali – faceva parte di alcune terme costruite nel II secolo d. C., ossia circa cento anni dopo la morte di san Pietro; e inoltre, che queste terme erano state, alla fine del quarto secolo, trasformate per costruire la chiesa ancor oggi esistente. ([[Georgina Masson]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Chiese di Roma]] j3rkeymtm4bwd7pvz2lzyhde6l3f09u 1429504 1429503 2026-10-14T14:13:19Z Gaux 18878 wlink 1429504 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Santa Pudenziana (Rome).jpg|thumb|Basilica di Santa Pudenziana, rione Monti, Roma]] Citazioni sulla '''basilica di Santa Pudenziana''' di Roma. *Assai antica è la tradizione che [[Pietro apostolo|san Pietro]] abbia riunito i Cristiani nella casa Pudente sul Viminale. Nella storia leggendaria che a noi resta di questo titolo, si deve riconoscere un fondo storico. Il nome della Chiesa Pudenziana o di santa Pudenziana è molto antico, e parecchie scoperte hanno provato che v'erano realmente dei rapporti tra questo titolo e la casa d'Aquila e Prisca, due giudei convertiti, i quali, cacciati da Roma con [[Pietro apostolo|san Pietro]] nel 49, vi erano tornati sotto [[Nerone]]<ref>San Paolo li saluta nella sua ''Epistola ad Romanos'', XVI, 3-5; egli era stato ospitato nella loro casa (''I Cor.'', XVI, 19). {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Orazio Marucchi]]) *Per lungo tempo si ritenne che Santa Pudenziana fosse stato il luogo più antico dove veniva celebrato il culto cristiano a Roma; secondo una leggenda la chiesa era stata costruita sulla dimora del senatore Pudente, dove per sette anni abitò san Pietro insieme a questo suo primo proselite cristiano e alle sue due figlie, santa Prassede e santa Pudenziana.<br>Ma quando la Chiesa di Santa Pudenziana fu sottoposta ad accurato esame da parte degli archeologi, poco prima dell'ultima guerra, si scoprì che l'intero edificio – fino alle pareti laterali – faceva parte di alcune [[Terme romane|terme]] costruite nel II secolo d. C., ossia circa cento anni dopo la morte di san Pietro; e inoltre, che queste terme erano state, alla fine del quarto secolo, trasformate per costruire la chiesa ancor oggi esistente. ([[Georgina Masson]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Chiese di Roma]] e20picz9it0n0kaaywb7k1znyt87q7i 1429525 1429504 2026-10-14T14:49:48Z Gaux 18878 Georgina Masson 1429525 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Santa Pudenziana (Rome).jpg|thumb|Basilica di Santa Pudenziana, rione Monti, Roma]] Citazioni sulla '''basilica di Santa Pudenziana''' di Roma. *Assai antica è la tradizione che [[Pietro apostolo|san Pietro]] abbia riunito i Cristiani nella casa Pudente sul Viminale. Nella storia leggendaria che a noi resta di questo titolo, si deve riconoscere un fondo storico. Il nome della Chiesa Pudenziana o di santa Pudenziana è molto antico, e parecchie scoperte hanno provato che v'erano realmente dei rapporti tra questo titolo e la casa d'Aquila e Prisca, due giudei convertiti, i quali, cacciati da Roma con [[Pietro apostolo|san Pietro]] nel 49, vi erano tornati sotto [[Nerone]]<ref>San Paolo li saluta nella sua ''Epistola ad Romanos'', XVI, 3-5; egli era stato ospitato nella loro casa (''I Cor.'', XVI, 19). {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Orazio Marucchi]]) *Nessuna delle modifiche apportate alla chiesa {{NDR|nei lavori di restauro completati nel 1588}} ha [...] offuscato lo splendore dei celebri [[Mosaico|mosaici]] del V secolo. La prima cosa che colpisce è la tenuità e la delicatezza dei colori: l'azzurro del cielo che predomina, le vesti auree del Cristo che irradiano un soffuso chiarore, il rosso pastoso delle tegole sul tetto del portico, davanti al quale Egli siede solenne con san Pietro e san Paolo e gli Apostoli (il numero dei personaggi fu ridotto durante i citati restauri). Il mondo dell'arte classica palpita in questo meraviglioso mosaico; gli Apostoli sono vivi – si direbbero autentici ritratti – e non hanno ancora nulla delle figure ieratiche, orientalizzanti, che in seguito predominarono nell'arte religiosa. ([[Georgina Masson]]) *Per lungo tempo si ritenne che Santa Pudenziana fosse stato il luogo più antico dove veniva celebrato il culto cristiano a Roma; secondo una leggenda la chiesa era stata costruita sulla dimora del senatore Pudente, dove per sette anni abitò san Pietro insieme a questo suo primo proselite cristiano e alle sue due figlie, santa Prassede e santa Pudenziana.<br>Ma quando la Chiesa di Santa Pudenziana fu sottoposta ad accurato esame da parte degli archeologi, poco prima dell'ultima guerra, si scoprì che l'intero edificio – fino alle pareti laterali – faceva parte di alcune [[Terme romane|terme]] costruite nel II secolo d. C., ossia circa cento anni dopo la morte di san Pietro; e inoltre, che queste terme erano state, alla fine del quarto secolo, trasformate per costruire la chiesa ancor oggi esistente. ([[Georgina Masson]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Chiese di Roma]] nfl5f16fhgjekuywpih9cmzg04w650g 1429526 1429525 2026-10-14T14:50:24Z Gaux 18878 no stub 1429526 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Santa Pudenziana (Rome).jpg|thumb|Basilica di Santa Pudenziana, rione Monti, Roma]] Citazioni sulla '''basilica di Santa Pudenziana''' di Roma. *Assai antica è la tradizione che [[Pietro apostolo|san Pietro]] abbia riunito i Cristiani nella casa Pudente sul Viminale. Nella storia leggendaria che a noi resta di questo titolo, si deve riconoscere un fondo storico. Il nome della Chiesa Pudenziana o di santa Pudenziana è molto antico, e parecchie scoperte hanno provato che v'erano realmente dei rapporti tra questo titolo e la casa d'Aquila e Prisca, due giudei convertiti, i quali, cacciati da Roma con [[Pietro apostolo|san Pietro]] nel 49, vi erano tornati sotto [[Nerone]]<ref>San Paolo li saluta nella sua ''Epistola ad Romanos'', XVI, 3-5; egli era stato ospitato nella loro casa (''I Cor.'', XVI, 19). {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Orazio Marucchi]]) *Nessuna delle modifiche apportate alla chiesa {{NDR|nei lavori di restauro completati nel 1588}} ha [...] offuscato lo splendore dei celebri [[Mosaico|mosaici]] del V secolo. La prima cosa che colpisce è la tenuità e la delicatezza dei colori: l'azzurro del cielo che predomina, le vesti auree del Cristo che irradiano un soffuso chiarore, il rosso pastoso delle tegole sul tetto del portico, davanti al quale Egli siede solenne con san Pietro e san Paolo e gli Apostoli (il numero dei personaggi fu ridotto durante i citati restauri). Il mondo dell'arte classica palpita in questo meraviglioso mosaico; gli Apostoli sono vivi – si direbbero autentici ritratti – e non hanno ancora nulla delle figure ieratiche, orientalizzanti, che in seguito predominarono nell'arte religiosa. ([[Georgina Masson]]) *Per lungo tempo si ritenne che Santa Pudenziana fosse stato il luogo più antico dove veniva celebrato il culto cristiano a Roma; secondo una leggenda la chiesa era stata costruita sulla dimora del senatore Pudente, dove per sette anni abitò san Pietro insieme a questo suo primo proselite cristiano e alle sue due figlie, santa Prassede e santa Pudenziana.<br>Ma quando la Chiesa di Santa Pudenziana fu sottoposta ad accurato esame da parte degli archeologi, poco prima dell'ultima guerra, si scoprì che l'intero edificio – fino alle pareti laterali – faceva parte di alcune [[Terme romane|terme]] costruite nel II secolo d. C., ossia circa cento anni dopo la morte di san Pietro; e inoltre, che queste terme erano state, alla fine del quarto secolo, trasformate per costruire la chiesa ancor oggi esistente. ([[Georgina Masson]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Chiese di Roma]] 3u75w40r90qrmnpk1i0ant5d4siizmn La falena d'argento 0 227257 1429551 1429482 2026-10-15T07:12:38Z Spinoziano 2297 1429551 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = La falena d'argento |titolo alfabetico = Falena d'argento |immagine = Christopher Strong lobby card.JPG |genere = drammatico/sentimentale |regista = [[Dorothy Arzner]] |soggetto = [[Gilbert Frankau]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore = [[Zoë Akins]] |produttore = [[David O. Selznick]] |attori = *[[Katharine Hepburn]]: Cynthia Darrington *[[Colin Clive]]: Christopher Strong *[[Billie Burke]]: Elain Strong *[[Helen Chandler]]: Monica Strong *[[Ralph Forbes]]: Harry Rawlinson *[[Irene Browne]]: Carrie Valentine *[[Jack La Rue]]: Carlo *[[Desmond Roberts]]: Bryce Mercer |doppiatori italiani = *[[Sonia Scotti]]: Cynthia Darrington *[[Renato De Carmine]]: Christopher Strong *[[Silvia Pepitoni]]: Monica Strong }} '''''La falena d'argento''''', film statunitense del 1933 con [[Katharine Hepburn]], regia di [[Dorothy Arzner]]. ==Frasi== *Io penso che la [[fedeltà]] alla propria patria, alla propria casa e alla propria moglie sia la base della vera felicità di un uomo. ('''Christopher''') ==Dialoghi== *'''Elain''': Mi domando che cosa ho fatto per meritarmi il miglior [[Marito e moglie|marito]] del mondo.<br>'''Christopher''': Sei stata la migliore moglie del mondo. ==Citazioni su ''La falena d'argento''== *2º e poco soddisfacente film di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]], guidata da D. Arzner, una delle rare donne registe di Hollywood, attiva tra il '27 e il '43. Tratto dal romanzo di Gilbert Frankau, è un dramma goffo che solo qua e là riesce a essere interessante. (''[[il Morandini]]'') *Un melodramma in bilico tra voglie di emancipazione femminista e inevitabile condanna moralistica. Da dimenticare l'interpretazione della Hepburn. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film sentimentali]] 1n0e8n2wvgjbommggi9x9z60k9q0tab Discussioni utente:Carigval.97 3 227260 1429497 2026-10-14T12:27:11Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429497 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:27, 14 ott 2026 (CEST)}} 0b7qccufnsczr5nx0dwfcd2qkkudx00 Discussioni utente:Kordishal 3 227261 1429499 2026-10-14T13:56:15Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429499 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 15:56, 14 ott 2026 (CEST)}} qu83g81t0a9ih312b05454sml1jzf1u Le avventure della dolce Kati 0 227262 1429513 2026-10-14T14:36:49Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{FictionTV |titoloitaliano = Le avventure della dolce Kati |titoloalfabetico = Avventure della dolce Kati |tipofiction = Serie TV anime |titolooriginale = 牧場の少女カトリ |titolotraslitterato = Makiba no shōjo Katori |anno= 1984 |genere = drammatico |regista = [[Hiroshi Saitō]] |soggetto = [[Auni Nuolivaara]] |sceneggiatore = [[Akira Miyazaki]] |doppiatori italiani = *[[Daniela Fava]]: Kati *[[Paolo Torrisi]]: Martin *[[Mauro Ramerio]]: Peter *Milena Albi..." 1429513 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano = Le avventure della dolce Kati |titoloalfabetico = Avventure della dolce Kati |tipofiction = Serie TV anime |titolooriginale = 牧場の少女カトリ |titolotraslitterato = Makiba no shōjo Katori |anno= 1984 |genere = drammatico |regista = [[Hiroshi Saitō]] |soggetto = [[Auni Nuolivaara]] |sceneggiatore = [[Akira Miyazaki]] |doppiatori italiani = *[[Daniela Fava]]: Kati *[[Paolo Torrisi]]: Martin *[[Mauro Ramerio]]: Peter *[[Milena Albieri]]: Lotte }} '''''Le avventure della dolce Kati''''', serie televisiva anime del 1984. ==Episodio 5, ''La partenza''== *Quando si ha qualcuno con cui parlare, le distanze si accorciano. ('''Kati''') {{NDR|a Martin che la accompagna per la strada}} ==Episodio 30, ''Come un bellissimo cigno''== *Lo so, Kati, vorresti essere un cigno anche tu, vero? ('''Lotte''') {{NDR|riferita a ''Il brutto anatroccolo'' che Kati ha smesso di leggere in lacrime}} ==Episodio 33, ''Gioia e dolore''== *La [[guerra]] non è come un temporale o una tempesta: la guerra è opera dell'uomo, ed è solo l'uomo che può mettervi fine. ('''Kati''') ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Le avventure della dolce Kati''}} [[Categoria:Serie televisive drammatiche]] o20f20zm3p81xwedxf5medggggn78fs Dolce Katy 0 227263 1429515 2026-10-14T14:38:12Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Le avventure della dolce Kati]] 1429515 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Le avventure della dolce Kati]] jmtmenpicq8exp7m7noqi1e0a82uswl Le avventure della dolce Katy 0 227264 1429517 2026-10-14T14:39:41Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Le avventure della dolce Kati]] 1429517 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Le avventure della dolce Kati]] jmtmenpicq8exp7m7noqi1e0a82uswl Gush Emunim 0 227265 1429524 2026-10-14T14:47:47Z Darkcloud2222 10646 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Gush Emunim.png|thumb|upright|Logo]] Citazioni sul '''Gush Emunim'''. *Il ''Gush Emunim'' (Blocco dei Fedeli), e gli [[Insediamenti israeliani|insediamenti]] che questo creò in Giudea e Samaria, furono le espressioni concrete della nuova ondata di messianismo che dilagò in numerosi segmenti della società israeliana. 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([[Avi Shlaim]]) ==Voci correlate== *[[Insediamenti israeliani]] *[[Israele]] *[[Sionismo]] *[[Territori occupati da Israele]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Religione e politica]] 3kib7y7ang40jqffu3vmpjolbqclxod Discussioni utente:Sahil time tiger 3 227266 1429527 2026-10-14T14:50:30Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429527 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:50, 14 ott 2026 (CEST)}} 2xjapoioxuux60kyg3au2a1imuanlw4 Operazione Grappoli d'Ira 0 227267 1429528 2026-10-14T14:52:13Z Darkcloud2222 10646 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Operation Grapes of Wrath, 1996 Dan Hadani Archive II.jpg|thumb|Un M109 Paladin israeliano mentre spara contro le postazioni di Hezbollah in Libano, foto scattata il 15 aprile 1996]] Citazioni sull{{'}}'''operazione Grappoli d'Ira'''. *L'operazione Grapes of Wrath fu un fallimento politico, militare e morale. Israele sembrò aver dimenticato quello che molti credevano, troppo ottimisticamente, avesse già imparato: c'è un limite a quello che si..." 1429528 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Operation Grapes of Wrath, 1996 Dan Hadani Archive II.jpg|thumb|Un M109 Paladin israeliano mentre spara contro le postazioni di Hezbollah in Libano, foto scattata il 15 aprile 1996]] Citazioni sull{{'}}'''operazione Grappoli d'Ira'''. *L'operazione Grapes of Wrath fu un fallimento politico, militare e morale. Israele sembrò aver dimenticato quello che molti credevano, troppo ottimisticamente, avesse già imparato: c'è un limite a quello che si può ottenere con la forza militare e un alto prezzo da pagare se si dipende troppo da essa. ([[Avi Shlaim]]) ==Voci correlate== *[[Israele]] *[[Sionismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} {{s}} [[Categoria:Eventi degli anni 1990]] [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Libano]] [[Categoria:Operazioni militari]] 0r3yuy5mgmkugyfa91sjis8200al4mq Operazione Grappoli d'ira 0 227268 1429529 2026-10-14T14:53:02Z Darkcloud2222 10646 Redirect alla pagina [[Operazione Grappoli d'Ira]] 1429529 wikitext text/x-wiki #RINVIA[[Operazione Grappoli d'Ira]] 12wz8t7wyy3tb1q6grifbn4ki3eq41h Operazione grappoli d'ira 0 227269 1429530 2026-10-14T14:53:14Z Darkcloud2222 10646 Redirect alla pagina [[Operazione Grappoli d'Ira]] 1429530 wikitext text/x-wiki #RINVIA[[Operazione Grappoli d'Ira]] 12wz8t7wyy3tb1q6grifbn4ki3eq41h Operazione Grapes of Wrath 0 227270 1429531 2026-10-14T14:53:30Z Darkcloud2222 10646 Redirect alla pagina [[Operazione Grappoli d'Ira]] 1429531 wikitext text/x-wiki #RINVIA[[Operazione Grappoli d'Ira]] 12wz8t7wyy3tb1q6grifbn4ki3eq41h Massacro di Hebron del 1994 0 227271 1429533 2026-10-14T14:57:43Z Darkcloud2222 10646 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:PalFest 2010 Day 5- al Khalil - Hebron (4586074465).jpg|thumb|Piazza deserta intorno alla moschea di Ibrahimi]] Citazioni sul '''massacro di Hebron del 1994'''. ==Citazioni== *Dopo il massacro la solidarietà con i [[Insediamenti israeliani|coloni]] calò bruscamente in Israele, sia per i loro tentativi di far deragliare il processo di pace sia perché minacciavano di coinvolgere i loro stessi concittadini in un circolo vizioso di violenza e spa..." 1429533 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:PalFest 2010 Day 5- al Khalil - Hebron (4586074465).jpg|thumb|Piazza deserta intorno alla moschea di Ibrahimi]] Citazioni sul '''massacro di Hebron del 1994'''. ==Citazioni== *Dopo il massacro la solidarietà con i [[Insediamenti israeliani|coloni]] calò bruscamente in Israele, sia per i loro tentativi di far deragliare il processo di pace sia perché minacciavano di coinvolgere i loro stessi concittadini in un circolo vizioso di violenza e spargimento di sangue. ([[Avi Shlaim]]) *Il massacro di Hebron rivelò anche che il concetto israeliano di sicurezza nei [[Territori occupati da Israele|territori occupati]] era fondamentalmente difettoso, perché teneva in considerazione solo gli ebrei e ignorava i bisogni degli abitanti palestinesi. I [[Insediamenti israeliani|coloni israeliani]] non solo avevano l'esercito, la polizia e la polizia di confine a proteggerli, ma erano essi stessi armati di tutto punto. Mentre gli abitanti palestinesi dei territori occupati erano lasciati alla mercé dei coloni e dei servizi di sicurezza israeliani. ([[Avi Shlaim]]) ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} {{s}} [[Categoria:Attentati terroristici]] [[Categoria:Eventi degli anni 1990]] [[Categoria:Palestina]] [[Categoria:Stragi|Hebron]] 1142r0idbmic6v79pghxtgw9pb7qsg7 Attentato di Hebron del 1994 0 227272 1429534 2026-10-14T14:58:44Z Darkcloud2222 10646 Redirect alla pagina [[Massacro di Hebron del 1994]] 1429534 wikitext text/x-wiki #RINVIA[[Massacro di Hebron del 1994]] ca7u6vps2o6dw6l8utr71jphj7fl2t4 Discussioni utente:Baccarinini 3 227273 1429535 2026-10-14T15:48:53Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429535 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:48, 14 ott 2026 (CEST)}} c0yxeot2z1cqsfjscl84vkxhtul8dkz Discussioni utente:Salvatore Accardos 3 227274 1429538 2026-10-14T21:23:13Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429538 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:23, 14 ott 2026 (CEST)}} 7sxh4p4hrcbssxd4flv25kqjja5chwd Discussioni utente:Lucyquack 3 227275 1429539 2026-10-14T21:49:25Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429539 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:49, 14 ott 2026 (CEST)}} 0q0mm50qrm9ay7wirfljlzw6fy443o1 Discussioni utente:HirãoFoces 3 227276 1429540 2026-10-14T21:55:47Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429540 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:55, 14 ott 2026 (CEST)}} 4zbilkcv2wqems9lt23a3w3vyae04pq Discussioni utente:Vivairan2 3 227277 1429542 2026-10-14T22:09:35Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429542 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 00:09, 15 ott 2026 (CEST)}} rqub9xrue54jziwdb1qln8stfkwb6tm